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(^37^^

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO

AI

NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

E PI

CELEBRI
CHIESA

SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA

DELLA
AI

CATTOLICA

ALLE

CITTA

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,


RITI,

AI CONCILII,

ALLE CEREMONIE

SACRE,

ALLE

PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E ALLE FESTE PI SOLENNI, CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON OHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VCL. XLVIII.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXLVIII

^ i".

?^

.*.

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

N
NIC
NIC
za,
gli

N,ICOLO' Fattore (beato), frate minore dell'osservanza. Suo padre


era nato a Siracusa, ma abit qualche tempo a Valenza in Ispagna, dove venne al mondo Nicol il 29 giugno i52o. La sua divozione e la sua gravit si manifestarono fino da' suoi pi teneri anni. Nella sua fanciullezza egli digiunava tre giorni per settimana, e le sue austerit

Ti

fece

il

noviziato,

ricevette

ordini

sacri,

si

diede poscia

al

ministero della predicazione, in

cui raccolse copiosissimo frutto. Ri-

gido osservatore della regola, visse


nella pratica esatta e costante dell'

obbedienza, della povert


castit.

di

una specchiata
dall'esempio

Non

avvi

pratica di mortificazione approvata


de' santi,
di cui egli
il

aumentarono
i

sempre
e
g'

col

non

facesse uso in tutto

suo

ri-

tempo. Si distinse pure per


rit

la ca-

verso

poveri

infermi

gore: tuttavia, malgrado la sua austera penitenza, il suo volto appariva ognora fresco e piacevole.

che assisteva secondo il suo potere con grande amore, privandosi spesso per essi del proprio cibo. Suo padre destinavalo al commercio, e gli propose un utile matrimonio;

La

sua

prudenza ed abilit lo fecero scegliere per guardiano, e poi per maestro de'novizi. Chiamato a Madrid da Giovanna d'Austria, sorella

ma
te^

Nicol lo ricus rispettosamene preg suo padre di

disporre

religiose

pr

de' poveri
di

una considerabile

somma

denari destinata pel suo collocamento. Entrato nel iSSy nel

per dirigere le che si chiamano reali, tenne questo posto con tal saggezza che gli merit nuovi elogi. Ma qualunque fossero le sue
di

Filippo

II,

scalze

convento degli osservanti di Valeu-

occupazioni esteriori, egli era sem-

NIC
ro
ne,
il

NIC
la terra, e santificava
il

pie uuito a Dio coH'orazone e col* la meditazione: soprannaturali e


straordinari favori u furono la ri*

suo lavo-

coll'orazione e colla meditazio-

digiunando
il

in

pane ed acqua

compensa. Ci che

la

voce pubbli-

venerd ed
di

sabbato. Desideran-

ca riferiva, e certe pratiche divote


de'suoi discepoli, trassero l'attenzio-

do
al

unirsi

vieppi intimamente
e sollecit

Signore, risolvette di entrare in


religioso,
il

ne

dell'inquisizione.

11

santo

reli-

un ordine
te
s.

gioso

fu

chiamato

al tribunale di

favore d'essere ammesso,


laico,

come

fia-

Toledo, il quale dopo un severo esame, non solo dichiar che la sua condotta era irreprensibile, ma espresse l'alta sua ammirazione per le sue virt, e fecegli grandi elogi. Non molto dopo questo avvenimento il p. Nicol cadde ammalato: egli

fra

minimi
Fatto
il

istituiti

da

Francesco
leg
coi

di Paola nella Cala-

bria
si

Citeriore.

noviziato,

voti solenni, e per al-

quanti
vento,
la

anni

dimor

in quel
i

concol-

edificando tutti

frati

sua

divozione, colla sua obbe-

conobbe certo ch'era

vi-

dienza e colle sue austerit. Si re-

suo fine, perch si occup del luogo di sua sepoltura, e per singolare umilt domand istantecino
il

c poscia a

Roma, coU'approvazioil

ne

de'suoi superiori, visit

san-

tuario di Loreto, e ne ritorn con

mente
stalla.
ti
,

di

essere seppellito in

una

accrescimento
bile.

di

fervore

ammira-

Finalmente pieno
pacificamente

di merila

D'allora in poi egli

men una

vita che rassomigliava quella degli Ge- .angeli. Sempre assorto nell'orazios a Valenza, li 23 dicembre i583, ne, riport le pi intime comunicazioni di cui il Signore favorisce in et di sessantatre anni. La grande riputazione di santit che que- certe anime privilegiate, ed ebbe eziandio il dono dei miracoli. Disto perfetto religioso goduto aveva giunava rigorosamente e castigain tempo di sua vita, non iscem punto dopo la sua morte. Il re di va la sua carne con grandi austeSpagna Filippo II, i magistrati ed rit. Afflitto sovente da crudeli mail popolo di Valenza presentarono lattie, sopportavale colla pi edifinel i586 una supplica al Papa cante pazienza. Fu singolarmente Sisto V, per ottenere la sua canostimato nei conventi in cui visse. nizzazione, e Pio VI lo inscrisse poveri fra i quali i suoi doveri I nel catalogo dei beati il 26 ago* esteriori lo conducevano di spesso, sto del 1786. lo riguardavano con venerazione, NICOLO' DI Longobardi (beato), cosi pure le persone pi ragguar-

rese

sua a-

uima a Dio,

nel convento di

frate

laico

minimo. Nacque

a'

devoli. I Colonna,
spigliosi,

Borghesi,

Roil-

gennaio 1649, da Fulvio Saggio e da Aurela Pizzini, e ricevette al


sacro
fonte
il

parecchie delle pi
gli

lustri

famiglie romane,
il

mostra-

nome
gli

di

Giovanni

vano pubblicamente
rono
sua

loro rispet-

Battista.

Non

fu

data alcuna

to; anzi parecchi di loro lo servi-

istruzione nelle scienze


i

umane; ma
insegnarolo for-

diligentemente ne'suoi ultimi


vollero ricevere allora la

suoi buoni genitori

g'

istanti, e

no la dottrina cristiana, e marono alla piet coi loro

benedizione.

Spir colla

pace

precetti

ed esempi. Egli lavorava commessi

1709, nel sessantesimo anno di sua et. L'imdel giusto a' 12

febbraio

NIC
pressione che produsse la sua
allegrezza al

santa

sitarlo coi

NIC 7 magnati^ romani, inconil

sua morerano presenti, invece di recitare il De profundis, per simultaneo impulso intuonarono il Te Deum. Fu beatificato dal Papa Pio VI a' 12 sette fu tale,

momento delia
vi

trato per circa mille passi dall'im-

che quelli che

peratore,

quale vedendolo scese


Nicol
I

da
lo

cavallo, prese le redini di quel-

che

cavalcava

lo

condusse

ove

dimorava,

ossequio

tembre 1786.

NICOLO' I (s.), Papa CVIII, denominato Magno. Nacque da Teodoro Conti nobile romano. Fino dai
pi
conOj
dinale
teneri anni
fu
II

santamente
lo cre

al-

levato.

Sergio
e
s.

l'ordin suddiacar-

Leone IV
si

diacono. In questo sublime

grado
usare
rila

non

rimase giammai di
alti
si

ogni maniera di

di ca-

che ripet alla di lui partenza, dopo averlo solennemente convitato, come il Papaavea fatto con lui al modo narrato da Muratori, Script, rer. Ital. t. Ili, par. I, p. 252, e dal Bianchini t. I, p. 4o6, Anastas. Fin d'allora cominci il santo Pontefice ad esercitare quelle magnanime azioni, che resero cocelebre il suo pontificato ed il s suo nome, meritandosi per le sue
grandi
virt
il

e piet,

quando

gli

presen-

titolo

di

Magno.
s.

opportuna occasione. Con le sue mani, e non senza molte lagrime seppellii Benedetto III; e compite le di lui esequie, dovendo provvedersi
la

Difese con mirabile costanza

Igna-

zio patriarca di Costantinopoli, con-

chiesa

romana
fervorosa

di

nuovo
al

pastore,
ttta

dopo

orazione

dal clero e popolo, unita

digiuno,
lesse

afinch

il

Signore

si

vo-

tro l'eunuco Fozio, che il Papa scomunic in un concilio. Costrinse con scomunica Lotario re di Lorena a ripigliar Tietberga sua sposa, e abbandonar la concubina Walclrada. In uno de'sette concilii che

diletta

degnare di concedere alla sua Chiesa un degno Pontefice, nel tempio di s. Dionisio pres,

celebr

in

Roma,

estinse la
i

rina-

scente eresia de* teopaschiti,


li,

qua-

so la chiesa di
pite,

s. Silvestro in Cacon matura discussione e quan-

co m* egli afferma nell' epist. 7, presso Labb t. Vili Concil. p. 289

tunque

assente, fu

malgrado

la

sua

e 788, sostenevano che Cristo avesse patito sulla croce secondo la divinit.

renitenza eletto Papa. Poich, pervenuta a di lui notizia la propria


esaltazione,
la

la fede la

Neir86i fece convertire Bulgaria (Fedi), ed

alal-

and a nascondersi
Vaticana,

nel-

tre nazioni.
le

Conferm l'unione
s.

del-

basilica

ma
s,

alla

fine

chiese

di

Brema ed Ambuigo
Anscario, e la dot-

ritrovato,

venne contro sua voglia


di

in favore di

riposto

nella sedia

Pietro,

trina
zia

cattolica riguardante la gra-

alla

consagrato Pontefice a'24 aprile 858, presenza di Lodovico II, il quale gli tenne la staffa allorch
cavalc nel possesso.

del libero arbitrio; scomunic


di

Giovanni arcivescovo
per
bile
ti

Ravenna

le

concussioni usate verso gli


;

Fu

egli

il

pri-

abitanti

pel suo zelo instanca-

mo Papa
partito

coronato colla pontifcia Tiara (Vedi). Dopo pochi giorni

venne consultato da molte parper diverse questioni, onde abdi

da

ferm a Ponte Molle.

Lodovico II, si Tor di Quinto passato


Il

Roma

biamo pi
raccolta

cento

lettere

nella

de^ concilii.

Govern nove
In

Papa

si

rec a vi-

anni,

sei

mesi

e venti giorni.

8
que

NIC
ci

NIC
ed
i

diverse ordinazioni cre sessantacinvescovi, sette preti, quattro diaoltre tre cardinali. Il

sagramentari seguaci di Beai pas-

rengario, ove a persuasione d'Ilde-

coni,

concilio

brando, ponendo un argine


sati

generale Vili lo chiam nuovo Elia,

scandali, decret al collegio dei

nuovo Finees, nuovo Daniele e nuovo Martino; ed Anastasio nella prefazione d tal concilio,
ste

cardinali adldata l'elezione canonica


del Papa, sottraendone
il

popolo, al

uomo

cele-

quale col clero

lasci
il

la

semplice

ed angelo terrestre. Era ma-

approvazione:
nel voi.

decreto lo riportai

gnifico nel ristabilimento delle chiese di

XXI,

p.

209

e 2 io del

Di-

Roma,

insigne nella proteziovolle che

zionariOy e ne parlai nell'altro citato.

ne de'poveri, de'quali non


alcuno in
le

Da

quel punto

la

santa

Sede
e

Roma

restasse privo del-

fu liberata dall' abuso


dal

de' secoli

sue liberalit; penitente, divoto,

giogo

de' profani.

In

Amalfi

la

acerrimo difensore de' diritti delChiesa e restauratore di sua di-

(Fedi) celebr altro concilio, sciolse dalla scomunica da lui fulminata i

sciplina.

Di

lui

abbiamo Epistolae^

normanni, come
vestitura

occupator

delle

Romae
bre
porte di

i542. Mori a*i3 novem-

terre della Chiesa, e concesse in in-

867, e fu sepolto avanti le s. Pietro. Vac la santa


II,

Sede un mese.

NICOLO'

Papa CLXII. G-

a Riccardo il principato Capua, ed a Roberto Guiscardo la Calabria, Puglia e Sicilia, con annuo censo , e giuramento di fedi

rardo di Borgogna, o meglio savoiardo, vescovo di Firenze (f^edi)y chiesa che govern ancora dopo fatto Papa, fu esaltato al pontificato per opera d'Ildebrando poi s. Gregorio VII, al modo narrato nel voi. XXXI I, p. 193 del Dizionario f nel duomo di Siena a' 28 dicembre io58, onde poi gli afHd la somma delle cose. Nel recarsi in Roma depose nel concilio di Sutri l'antipa[Vedi)^ e ricevuto pa Benedetto

delt e vassallaggio;
il

quindi

istitu

vescovato di
vi

Melfi.

Tornato
il

in

Roma
cilio^

celebr nel

1060 un conpallio al veprivilegi.

in cui concesse

scovo d'York con


ni,

diversi
i

Tratt con severit

potenti roma-

onde frenar

le

loro prepotenze,

che rinnovarono per l'elezione del


successore, nel

modo

detto

al

voi.

XXXI I,
armi di
la

194 e seg., poich colle Roberto normanno represse


p.
altri
si-

tracotanza de' conti del Tuscolo,

dal clero e popolo

romano che
Pontefice
fu

l'a-

del

conte di Galeria, e di

veano bramato per


ogni
onorificenza,
s.

con
gli

gnorotti. Prese cura delle cose che

intronizzato

straziavano la chiesa di
TI sped legati
s.
s.

Milano, e

sulla cattedra di

Pietro dopo

Pier

Damiani e
Ri-

prima

de' 18
la

gennaio

loSg, e

Anselmo vescovo
la

di Lucca.

Tiara [fedi) ornata di due corone. Poco dopo si port a visitare la Marca d'Ancona, Spoleto e Osimo, ove fece una promozione di cardinali, dieci essendo quelli ch'egli nel suo pontificato
coronato con
elev a questa dignit. Nel concilio

tornato per
renze, ivi
e fu

seconda volta a Fia*

mor

sepolto

quell'articolo

22 luglio io6r, duomo, come a descrissi. Govern due


nel

anni, sei mesi e venticinque giorni, pieno di meriti e di virt, mai pas-

sando giorno
lavato
so
i

senza eh' egli


liberale. Lasci

avesse

romano
laiti

fece leggi

contro
i

nico-

piedi a dodici poveri, ver-

sul celibato, contro

simonia-

quaU fu

nove

NIC
che riguardano gli affari di Francia, ed una raccolta di canoni o di ordini da lui emanati, che trofettere

NIG
nel

fragio alTelezione di selle Papi, e fu

vansi presso
e.

Leone Ostiense
Il

lib.

3,

12, ed altri scrittori.

cardinal

numero de' sei in cui si compromise il sacro collegio per quella di Gregorio X, al quale e ad altri, come arcidiacono, impose solennemente
la pontificia tiara.

Roselli d'Aragona ne compil la vita, presso il Muratori, Script, rer,


Ital.
i. Vac la Chiesa t. Ili, par. romana due mesi e nove giorni. NICOLO' III, Papa CXCVI. Gio-

Dopo

lun-

ga sede vacante, nel conclave di Viterbo, a fronte ch% il re Carlo I,

che ne slava

alla

guardia

come

se-

natore, volesse

un

francese, fu eletto

Gaetano Orsini nobilissimo romano, nacque da Matteo Rossi Orsini e da Perna Caetani. Egli era ben fatto di persona, e comparve
vanni
sino dall'adolescenza cos serio,

Papa

dagli otto cardinali che componevano il sacro collegio, a'^S novembre 1277, prendendo il nome di Nicol III, da quello di sua diaconia, dignit che gli aveva predetta
s.

mo-

desto e grave

di

costumi

che fu

Francesco

d'Asisi,

a cui

il

pa-

chiamalo il Composto. Per tempo venne provveduto a dovizia di benefizi


ecclesiastici

dre lo present fanciullo. In


fu ordinalo

Roma

prete a' 18
a'

nelle

chiese

di

consagrato

dicembre, 19 e coronato a' 26.

York,
in

di

Soissons
gli

e di Lione,

Roma

fu affidata

strazione della basilica

ed l'amminidi s. Lorens.

Ottenne dall'imperatore Rodolfo, un diploma di conferma delle concessioni


sori,

e privilegi
fatte

de' suoi

predeces-

zo in Damaso, e della chiesa di

alla

santa Sede sul dome destin

Grisogono, Quindi in et ancor giovanile da Innocenzo IV nel dicembre 1244 in Lione fu creato cardinal diacono di
s.

nio temporale,

conte di
al

Romagna
di
tolse
il

il

nipote Bertoldo. Quin-

vicariato di

Toscana

Nicol in Carcere,

re Carlo

I,

e lo indusse a spogliarsi

e generale inquisitore, ed ebbe poi

della dignit di senatore di

Roma,

protettoriade'minori,chegli venne assegnata da Alessandro IV. In alto


la

decretando che non


se

piti si conferis-

a principe straniero, ne durasse


;

pregio l'ebbe pure


gli

Urbano
o

IV, che
legazione

pi d'un anno

si

dichiar egli stesle

confer

il

governo

so senatore, facendone esercitare

Sabina e Campagna, e Clemente IV Io sped insieme con due cardi

funzioni dai suoi

parenti;

ma

il

Ga-

dinali a Viterbo, per quietare le gra-

vissime turbolenze
re di Sicilia

eh' eransi

susci-

tale tra l'imperatore


lo
I
,

Rodolfo e Cartra'

quali

solo

rampi a p. 534 delle Memorie prova non esser vero ch'egli si dichiarasse perpetuo senatore, e giammai pens perpetuare tal grado nella persona de' Papi, con analoghe erudizioni.

ottenne tregua. Giovanni XXI_, che


nella stima verso di lui

Scrisse all'imperatore

d'o-

non
nella

la

ce-

riente Michele Paleologo,

ad An-

deva

ai

predecessori, lo decor del-

dronico suo
prelati greci

figlio

ai

patriarchi e

l'arciprelura
chiesa al
ticolo,
il

vaticana,

modo

qual riferito nel suo ar-

confermar l'unione

tra le chiese latina e greca stabili-

cardinale stabil savi e op-

ta nel concilio di Lione II, e ricevette


risposte
d

portuni regolamenti per lo splendore e decoro della medesima e


de' canonici. Contribu col suo suf-

sommessione,
i

ma
l'eb-

senza

buon successo; come non


sua iutcrposizioue tra

be

la

re di

IO
Francia e di
fessore,
fratello
il

NIC
Casliglia.
il

NIC
Cre
dieci
spirili,

di

gran cuore

benemerito
i

curdinnli, fra'quali

proprio

conil

dell'Italia e della Chiesa, protesse

nipote b. Malabranca e
il

Giordano, nominando
in istato
i

ni-

pote legato di Toscana per riporvi


i

ghibellini

ed

udcio.

Esfabs.

pulse dalla curia


ratori,

notari e procudi
liti;

ben sapeva essere il nerbo d'ogni dominazione. Dotato di singoiar prudenza e giustizia, spediva con maggior brevit che niuno de* suoi predecessori i vescovati
dotti

eh' egli

come fomentatori

vacanti; nel conferire


sceglieva
dotti,

il

sacerdozio

bric un sontuoso palazzo presso


Pietro, con

ampio giardino; termi-

uomini piuttosto santi che dicendo che la dottrina senza

n
ti

il

Lateranense, e dai fondamen-

rifabbric la cappella di Sancla Sanctonim, nuovamente ponendovi le teste de* ss. Pietro e Paolo, che colle sue 'proprie mani aveva portate nel detto palazzo

bont era veleno senza medicina ; amatore de* religiosi, distinse i francescani,

approvando
di

la

sentenza

di

Gregorio IX sulle stimmate del fondatore


;

somma

purit di costudella

allorch
la
il

in-

mi

e compostezza nelle azioni, gran

cominci
silica

l'edilzio.

Rinnov

baca-

limosiniere; zelante

religione
celeal

Vaticana, e ne aument

mand
brando
pianto,

missionari ai
la

tartari;

pitolo,

onde

celebrato

qual

suo
della
ira
i

messa
di

si

commoveva
belle

insigne benefattore,
basilica Ostiense.

come lo fu Per la pace


ordin
il

e
le

altre

virt fu

adorno,

quali sarebbe a desidele

principi

cristiani,

canto

rare ch'egli non

avesse in

qualsoinfie-

salmo Laetatus siim nella messa solenne, con alcuni versetti e la colletta pr pace.
del

che

maniera adombrate

colla

verchia

brama
i

di arricchire

grandire

propri parenti. Dante

Con sua

bolla

spieg

la

regola

ramente

lo

rampogn

di nepotismo,

Q* Francescani [Vedi); ad accord esenzioni e libert

Ancona
di

ma

la

posterit che

giudica

senza

na-

amore e
pericoli

senza ira,
e da

come

lungi

da
Ni-

vigare,

onde

gli

abitanti gli eresse-

speranze,

onora

ro una statua. Malcontento di Carlo


I,

col
cesi

esorl Pietro 111 re d'Aragona a rila


Sicilia

Famiglia. DiIII. P^. Orsini che volea dividere l'impero in


cio
di

vendicar

per

le

ragioni

quattro regni,
di

Germania,
di
si

che ne avea, per la sua moglie Costanza figlia di Manfredi, ci ch'eb-

Vienna
il

nel

Delfinato,

Lomattri-

bardia e di Toscana. Gli


buisce
trattato:

be

eifelto nel

pontificato
il

del

suc-

De

electione di-

cessore. Ritiratosi

Pontefice

cagione de' gran caldi da


e con altri die
a'

per Viterbo

gnitatum.
mesi.

Vac

la

santa

Sede

sei

a Soriano, castello eh' egli fortific


suoi nipoti, quivi

NICOLO'
rolamo
in

Ma scio,

IV, Papa CXCIX. GMassi o Massio det-

mor d'apoplessia a'22 agosto 1280, dopo aver governato due anni, otto
mesi e ventinove giorni. Il suo corpo portato in Pioma, fu sepolto nella
cappella di
s.

to Ti lieo, nacque di bassa famiglia

Alesslano o Capradosso o Lisciadiocesi d'Ascoli.


si

no

Dopo aver

stu-

diato in Perugia

fece religioso con-

Nicol, da lui edifi-

ventuale, dove riusc eccellente

non

cata nella basilica Vaticana, in una

tomba
saico.

di

marmo

abbellita di
di

mu-

Questo Pontefice

grandi

che nelle teologiche facolt, come ne die manifesto saggio nelle opere che pubnelle filosofiche,

meno

IVIC
blic alla
luce,

NIC
voi.

II
del Dizionario.
il

e delle quali diven-

XXVI,
trattenne

p.

85

ne maestro ia
amicizia con

Roma

fu

pure vafondatoimicol

un anno

cardinale

lente predicatore. Unito in istietta


s.

nelle Gallie, ritenendo

per

ordine

Francesco

del

Papa

il

generalato sino al nuoal

re del suo ordine, fu

verace

vo

capitolo,

quale impedito da
dovette trasferirsi

tatore delle di lui virt,

onde

malattia non pot trovarsi presente.

suo zelo ridusse non pochi tartari alla fede. Pel suo merito, s. Bonachiar ministro

Risanato che
alla

fu,

corte dell'imperatore Rodolfo,

ventura nel capitolo di Pisa lo dinella Dalmazia, e

te

Gregorio
altri

lo

sped

insieme

con

religiosi

suoi confratelli, legato

per aggiustare le controversie nacon Carlo I re di Sicilia, e Margherita vedova di s. Luigi IX. Intervenne ai conclavi di Martino
e di

Midove ridusse i greci all' obbedienza e comunione della chiesa romana, e invit il patriarca al concilio generale di Lione IL Nelin Costantinopoli all'imperatore

IV

chele,

zione
vestro
di
s.

Onorio IV, per la cui eleebbe grande impegno, e dal


la

quale ottenne
Chiara.

chiesa

di

s.

Sil-

in Capite

per

le

monache
in

Tornato

Roma,
,

r esercizio
eletto di

di

questa

legazione

fu

nel conclave di
eletto

santa Sabina
sessanta,

fu

universal

consenso
nel
citt nel

minicapi-

Papa d'anni
la

mal-

stro generale dell'ordine,


tolo tenuto in detta

grado
di

sincera e costante sua ridi sette giorni, col sacri


elettori,
a'

l'ij^.

pugnanza
tutti
i

voto
feb-

Quindi col carattere

nunzio apostolico, insieme con Giovanni da Vercelli generale de'domenicani, come abile politico,, ebbe la commisdi

22

braio
l
III
:

1288, ed
prese

in

onore

di
di

NicoNicol
fa-

il

nome
s.

IV
del

del conclave di

Sabina

sione di riconciliare
di

Filippo

IV

re

cemmo

parola nel voi.

XV,

p.

279
fu
sei

Francia

Casliglia.

con Alfonso X re di Finalmente in ricompensostenute per la

Dizionario.

La

lunghezza

cagionata dalla pestilenza, onde


cardinali ne morirono ed altri

sa di

tante fatiche

am-

romana

chiesa, Nicol

HI

a'

12 mar-

zo 1278, bench assente,


dinale del titolo di
cui
al
s.

lo

cre car-

nel

1281

Pudenziana^ da Martino IV lo pass

malarono, per cui il luogo fu abbandonato e solo vi rest il cardinal Mascio, che in mezzo al caldo dell'estate si faceva fare un gran
fuoco
per purificar l'aria coronato a' 24 febbraio, bench altri scrivono che nello stesdell'elezione, sacro alla so giorno cattedra di s. Pietro, che cadde d domenica, fosse ancora coronato e
infetta.

vescovato di Paleslrina. Alla notigonfi


il

intorno

zia di sua esaltazione al cardinalato,

Fu

non

si

cuore,
ricus

quale

punto il dovendo

suo
far

pio
vio-

lenza alla sua umilt in accettarlo,


poi

costantemente
il

quelle

provviste che

Pontefice nel proai

consagrato. Cre nove cardinali, fra


i

muoverlo avea ingiuuto


di

vescovi

quali
di

il

generale de'suoi francescafu


il

Francia di somministrargli,
la

on-

ni,

cui

primo Papa, e ne

de sostenere con decoro


di

nuova

propag

l'ordine.

dignit, protestandosi che l'avrebbe

Lev

dal Portogallo l'interdetto,


di Venezia
ot-

buon grado
e quanto
li

rifiutata

se
i

non

a-

e dalla repubblica

vesse temuto disgustare


ti;

suoi fra-

amasse

lo dissi

nel

tenne l'istituzione del tribunal d'inquisizione. Nella basilica Vaticana

Il

NIC

NIC
colla basilica Lateranense,

coron Carlo II re di Sicilia colla sposa Maria, investendolo del reame. A cagione delle turbolenze di

massime
la

pel gran musaico dell'abside; e nel

duomo
pietra.
tutti
i

di

Orvieto

pose

prima

Roma
magna
fazioni
le

si

ritir

a Rieti

per

alcun

Con

tempo, e procur
e
,

pacificare la RoUmbria agitate dalle come s' interpose a sedar


l' i

instancabile zelo esort principi a ritentare una


i

nuova
gressi

crociata, per arrestare

proil

che

in

Palestina
,

faceva

discordie tra

re di Francia e

sultano di Babilonia
citt

che

avendo
in

d'Inghilterra.

Ammon gravemente
re d'Ungheria, richiavivere.
s.

preso Tripoli, assedi Acri, l'unica


restata ai cristiani.
i

Ladislao

IV

Venuta

mandolo a pi onesto
prov
sco, e
le
il

Ap-

terz'ordine

di

FranceDivise
in

le

stimmate di
della

esso.

furono banditi da tutta la Soria con sommo dolore di Nicol IV, onde per afcristiani

suo potere,

rendite
parli,

chiesa

romana

flizione cess di vivere nel venerd

una pel Papa, l'altra pei cardinali. Fond le universit di Montepulciano, Macerata e Montdue
pellier, e concesse la di
bilisse

santo del
essere

1292,
di
s.

a'

aprile.

Volle

sepolto in umile luogo nella

Chiesa
{f^edi)f
lita

Maria
in

Maggiore

privilegi a quelsi

Lisbona

permise che
di

sta-

una

nuova

universit

in

Gray
che
le
si

nella contea

riaprissero le

Borgogna, e pubbliche scuodella patria,

ed abbelche volle associarvi il cardinal Colonna; avendo abitato il contiguo palazzo, dopo il ritorno da Rieti, quando i romani
lui restaurata

da

di musaici,

di Padova.

Amante

eransi tranquillati.

Ma

Sisto

gli

non isdegn

accettare la podesteria

eresse quel magnifico

mausoleo con
in detto

d'Ascoli, della quale alcuni lo pre-

lunga

iscrizione,

rammentato

tendono nativo e di ragguardevole


famiglia signora della vicina Liscia-

articolo,

ove

si

parl del suo preteso


quelle delle

culto; egli vi rappresentato in istatua

no: fece esercitarne

l'uffizio

da Mochiese

sedente, avendo ai

lati

retlino Bonatti nobile di

Lucca, e

sue principali virt. Quanto egli a-

fece alcuni donativi a varie

e monasteri della citt;


se
la
il

ne protesprepotenza
ghibelli-

masse ed esaltasse i Colonna, onde ne fu censurato, lo indicammo nel


voi.

commercio, e
territorio

difese le castel-

del

dalla

XIV, Furono in

p.

282

del

Dizionario,
lo zelo ec:

lui mirabili

d'alcuni, oltre le scuole che vi fond. Dicesi che favorisse


ni,
i

clesiastico, la rettitudine e l'umilt

ne riconobbe per parenti che


no
cospicui.

quelli

ed abbass i guelfi e Carlo H, che per avea liberato dalla prigionia del re d'Aragona. Zelante
della
nelle

cui la virt e la dottrina rendeva-

Tacciato

parziale

dei

religione,

mand

missionari

pi remote regioni. Conoscendo l'importanza del conferire


le dignit,

vi scelse

quelli

fulgevano
scienze,

in

virt,

che riprudenza ed

che mirano da basso facilmente notano anche le poche macchie nel sole, il quale sempre sole, innanzi a cui fuggono le ombre, le nebbie si disghibellini

e de' Colonnesi, quei

sipano, e

la

vera luce risplende sfolsi

altre qualit. Protesse

non

solo le

gorantissima. Gli

attribuiscono al-

ma anche le arti, abbellendo Roma di nobili edifizi, di grandi

cuni commentari sulla Scrittura, sul Maestro delle sentenze, ed alcune altre opere registrale dal p.

strade e di piazze: fu

benefico

Wadin-

NIC
go.

NIC
,

i3

Govern qualtr*anni

un mese
de
A-

e quattordici giorni.
vita
il

Ne

scrssero la

p.

Francesco Maria

matis

gesuita, nella

dissertazione:

ed insieme virtuosa, onesta e illustre matrona, non l'attribuisce per alla prosapia dei Bonaparte, e dice che port in dote j^oo libbre
glia,

Clarorum asculajiorum praeclara facinora a Josepho Lento asculano exposila, Romae 1622. 11 p. Antonfelice Mattei de' conventuali pubblic con sue dissertazioni e note la vita che di questo Pontefice avea

imperiali di moneta.
le

Il

Cardella nel-

Mem.

stor. de' cardinali,

vorreb-

be meglio chiamare Nicol V Calandrinij perch chiam sorella germana Caterina di tal cognome, e
Filippo poi cardinale, fratello ger-

scritto

Girolamo Rossi,

col

titolo

mano, riportando
ze,
colle

varie testimoniansulla

Vita Nicolai

IV

ex codicihus
Pisis

vati-

opinioni

nascita

canis cuni observationibus


tationibus variis, ec,

et disser-

condizione.

Tommaso dopo

aver per-

1761 e

duto

il

1766. Altre notizie

si

possono legge-

re nella bella biografia del cb. ascola-

dopo guarito da quando ne avea


nori.

padre in et di sette anni, e mortale malattia


dieci, prese l'abi-

no Giacinto Canlalamessa Carboni, Memorie ec. p. 34- Vac la santa Sede due anni, tre mesi e due giorni. NICOLO' V, Papa CCXVIII.

to clericale, e subito gli ordini mi-

Di

dodici anni pass in Bo-

logna a studiar le lettere, ma dipoi non potendo aver soccorso dalla ma-

Tommaso

Parentucelli nacque

in

Sarzana nel
Parentucelli
ginaria

iSSg da Bartolomeo
dotto medico di proori-

dre rimaritata, si trasfer a Firenze, chiamato da due cavalieri, per insegnare


figli
,

le

discipline liberali ai loro di


diciott' anni.

fessione, la cui famiglia nobile

quando era

di

Pisa vi
e

si

era stabilita

Corsi
re

quattr'anni in
sacre
lettere

questo miniin

da cent'anni,
dreola

de

Putti,

da madonna Anpoi Calderini o

stero in Firenze, ritorn a studiale

Bologna,

Calandrini dal cognome del secondo marito, Tommaso nobile sarza-

ove
il

lo ricevette fra' suoi famigliari

b. cardinal Albergali vescovo della

che spos dopo circa sett' anni di vedovanza, e non come si disse da alcuni allevatrice di galnese,
line.
11

citt,

prima per ammaestrare


e ravvisando in
lui

suoi

nipoti,

indole

carattere
alla

che potevano

tornare

Giorgi

lo

dice

di

oscuri

utili

Chiesa, lo destin a pre-

natali,

ma
suo

il

Piccolomini,
intrinseco

poscia
lo

siedere alla propria corte, e lo fece

Pio

llj

amico,

suo maestro di casa o maggiordo-

chiama nobile
sileae p. 11 5.

nel

Comment. de BaNelle Memorie della


Cerini
di Fip.

mo, quindi non


da
lui.

si

divise

mai
si

piti

All'et di

25 anni

or-

Lunigiana
la

dell' ab.
I,

vizzano, voi.

53,

si

legge che

din prete, e divenne pel suo benefattore canonico della cattedrale


di

madre

era figlia di messer

Tomdel

Bologna, poich

il

beato cardi-

meo de
Foro
vizzano,

Bosi notaro imperiale

nale gli lasci tutto l'agio di viep-

di Verrucola Bosi, cio di Fi-

pi
li

istruirsi nelle scienze, alle

quafatto

ove forse nacque, mentre il Manetli lo avea detto nato in Pisa nel 1398. Nel voi. II, p. 107, il Cerini dichiara Andreola Bosi
di antica, nobile

applicato

con

fervore fu
si

dottore in teologia;

distinse

pel

suo elevato ingegno, e acquist fama di ottimo letterato, onde strinse

e doviziosa fami-

amicizia

coi migliori

scienziati

i4
del suo tempo.
dinal

NIC
Accompagn
ne' suoi
il

NIC
car-

motore
le

gli

disse ci

essere volere
al

Albergali

l'iaggi

di Dio; p!d)l)licandolo

popolo al-

legazioni sostenute d'ordine di

Mar-

ore

il

detto cardinal Colonna

tino

V, e pu dirsi che avesse gran parte nella conclusione di quei gra'vissimi all'ari ch'erano siali affidati
al

primo diacono, col nome di Nicol V, ch'egli prese in venerazione del


b. Nicol Albergali suo insigne protettore
il
,

cardinale, cui fu

sempre

altac-

che

gli

avea

profetizzato

teneramente lo corri spose, servendolo anche da segretario. Dodici giorni dopo la di lui morte, a' 12 maggio i443, Eugenio
catissimo,

ancora eragli stato predetto da Eugenio IV, quanpontificalo,

quale

IV

fece

Tommaso

suddiacono apo-

stolico,

priore di Montpellier e viindi lo

cecamerlengo;
zio ai fiorentini
si

mand nun-

pel concilio, in cui

fece

Alfonso
poi
a' 2

V
7

onore nelle dispule, e ad d'Aragona re di Napoli;

do a lui rese conto della legazione di Germania. Del conclave avevano fatto la guardia alla prima porla quattro prelati, alla seconda Enea Silvio Piccolomini ambasciatore cesareo, cogli altri ambasciatori, lo che meglio si narr con altre
notizie,

nei voi.

XV,

p.

!x82,

novembre i444

dichiadi

XXI,

rollo,

bench assente, vescovo


la

Boil

l'uscir

2 1 3 del Dizionario. Nelda esso il cardinal Chaves, dop.


i

logna, per aver fatto risplendere

suo valore, ed incontrata


sua
soddisfazione.

piena
l'

Inoltre

invi

nunzio in Germania alla dieta di Francforte per l'estinzione dello scisma, e al duca di Borgogna ; final-

romani chi avevano mandandogli Papa, rispose Noi Ni' colOf ma Do elesse il Pontefice j onde non hanno fede quelli che
eletto per
:

scrissero,
li

arti,

mente a'i6 novembre i44^


rnrdinale
del
titolo di
s.

^o cre

gi.

A'

avervi avuto parte le macome ben dimostra il Gior19 marzo fu solennemente


s.

Susanna, mentre era fuori di Roma, alla quale ritornando di Germania lo distinse con mandargli il cappello cardinalizio fino alla porta

coronato in
la

Pietro, ed essendo
di

IV domenica
a
s.

quaresima, nel

Flaminia.

Giovanni port la rosa d' oro in mani, preceduto dalla ss. Eucaristia. Quindi adott per
recarsi

Morto Eugenio IV,

dieciolto car-

insegna gentilizia

le

chiavi della ro-

dinali, de* ventiquattro

che vivevano, a'4 marzo i447 entrarono nel conclave del convento di s. Maria sopra Minerva ; il cardinal Capranica ebbe cito voli, il cardinal Colonna dieci, e furono vicini al papato
"ves;
i

mana

motto ne'diplomi: Pai alimi cor meuni Deus.


chiesa, e per

Allorch prese

le

redini del pontiin

ficato era la repubblica cristiana

sommo

cardinali

Le Jeun

Cha-

ma

i^ardi

per opera del cardinal Bearcivescovo di Taranto, lutti

sconvolgimento lo scisma di Basilea, ancor non estinto perch sostenuto dall'antipapa Felice V, lacerava crudelmente la Chiesa; la Germania e l' Ungheria erano
:

cospirarono nel cardinal di Bologna Parenlucelli. A* 6 marzo i447


vigilia

nella

di

s.

Tommaso,

festa

del suo

nome, bench

renitente, lo

dalla guerra intestina ; la Francia e T Inghilterra erano con mutuo odio in discordia; l'unione de'greci e orientali colla santa Se-

vessate

elessero Papa, ed egli accett

quan-

de, stabilita poco


lio di

prima

nel conci-

do

il

medesimo cardinal suo pr-

Firenze, andava ogni giorno

NIC
a guastarsi
ni,
gli
;

NIC
divsa in faziota

i5

l'Italia

Sedcj assolvendoli dalle ribellio,

era

tribolata

eserciti,

davano e ne ; nello stato ecclesiastico i baroni, che dalla Chiesa avevano i vicariati,
i

dai comandanti da per tutto preportavano la desolazio-

ni
le

e rinnovando con nuovi censi


investiture e
i

che

vicariati, cose tutai

te

che

riportammo

molti

loro

articoli;

altrettanto dicasi di

quan-

to

accenniamo in questa biografia.

n'

erano diventati tiranni


i

Conferm
letini

privilegi

de'fermani,
e quelli del
la

veneziani,
sulle

genovesi,
;

fiorentini

camerinesi, norcini, bolognesi, spo-

erano
tificio

armi

il

tesoro

pon-

ed

altri

popoli,

era

oppresso dai debiti. Al

senato romano, cui concesse


nizione
di

pul'uso

rimedio di tutto questo applic sututto il suo zelo, bito Nicol grande animo ed ingegno, come

de' ladri.

Introdusse
il

mento

si

pu vedere a

tutti

relativi ar-

Spedi quindi legati in Germania; scrisse al re di Francia per terminare le conseguenze del conciliabolo di Basilea (Fedi); restiticoli.

SagraCorpus Domini. Nella Bretagna minore permise la prammatica sanzione, e conprivilegi accordali dai preferm
portarsi

dal

Papa

ss.

nella processione del

decessori ai duchi; regol cessione

la

pro;

per la festa di

s.

Marco

Gnesna fautore dell'antipapa; raccomand agli ambasciatori la pace d'Italia, pix che mai turbata per la morte del duca di Milano; invi
tu alle dignit l'arcivescovo di

ed a mezzo del cardinal Carvajal, conchiuse il famoso concordato colbenefizi la Germania, riguardo ai
ecclesiastici,

ricevette

splendida

nella

Marca
;

legato

il

cardinal Caagii

pranica
ri,

impose tregua
i

unghe-

che guerreggiavano coll'imperaprivilegi degli ar-

tore; conferm

ambasceria del re di Francia che gli rese obbedienza. Fece provvedimenti sui riti greci e latini, e sulle indulgenze; miglior l'universit di Bologna, istitu quelle di Vaison, di Barcellona,

civescovi di Salisburgo;

concordia

stabilita

colla

la

pace tra questa


in in

approv la Borgogna, e Carlo VII

diGlascowedi

Treviri, ed orn di privilegi quella di Cambridge, oltre d'avere rinnovata la costituzione di Bonifacio Vili per l'universit romana, e confermata quella di Caen. Afferma l'Arteaga che in Bologna istitu la

re di Francia. In questo regno, in

Bosnia,

Cipro, nell'Albania, in
Italia

Bulgaria,
cipi,

a diversi prin-

Boemia, in Portogallo, in Aragona, in Valenza, neir isole Baleari, in Borgogna, in Inghilterra, in Svezia, Danimarca,
in Polonia, in

prima
le

scuola

di

musica. Ratific

costituzioni

della

Marca d'An-

cona, esentando dai vescovi l'ordi-

Norvegia^ Prussia, e in luoghi


versi, sped

di-

legati in differenti
le

tem-

ne della Mercede, e confermando i privilegi de' domenicani e dell' ordine militare di


s.

pi per

accomodarne
affari

vertenze, o

Giacomo

della
di ve-

per

gli

ecclesiastici.

Condan-

Spada. Ebbe
Basilea;

la consolazione

n r eresia del milanese Landi, e quella de'fraticelli ch'estirp, e decret

dersi riconosciuto

dagli abitanti di

pene contro

gli

usurai.

Per

amore
molti
poli

della pace, in tempi

diversi,

atti d'indulgenza us coi poe baroni feudatari della saa-

ed accord indulgenze e premi ai crociati contro i turchi ed i mori di Spagna. Si colleg coi fiorentini e con Alfonso V onde conservar la quiete d'Italia per la

i6
nosciuto

NIC
per
arbitro
i

NIC
sublimi doli. Portatasi al
cola

successione del Milanese, e fu ricodella


ribelli

pace.

Nei

spetto del Pontefice vestila

pompofiglio

1449
altri
i

assolv

camcrinesi,

samente,

si

narra

che

il

nepesin, e conte d'Anguillaia,

ed

respingesse,

dicendole rivederla

in

ancora. Per le sue esortazioni


oratori

sacri

con

gran
i

fervore

di prediche eccitarono
la penitenza

popoli al-

e all'emendazione dei
in

pi onesti panni; questi assunti, fu teneramente accolta, indi grandemente onorata da tutta Roma. Piena d si raro contento, mentre rpalriava mori nel
to,

peccati,
snia,

massime

Croazia,

Servia,

Dalmazia, BoAlbania ed

i45'i

in

Spolefi-

ed

il

corpo per opera del


fu

Ungheria. Soppresse l'eresia de'wMOvi crisLiani in Benevento e nel regno di Napoli; e dichiar idonei ai benefizi e dignit i neofiti. Dichiar
delle
inoltre

glio

cardinale

trasferito

nella

cappella Calandrini da lui eretta in


s.

Maria

di

Sarzana. Afflitta

Roma

dalla peste nel

nulle le

alienazioni

terre del Venaissno,

impose
gli

i45o, Nicol V ritorn nell'Umbria e nella Marca, esercitandovi anco in questa volta
e beneficendi magnanimit Ordin che le robe naufragasi debbano restituire ai propriestabili

scomunica a chi molestasse


nali riconobbe tre de'creati
lice

abi-

atti

tanti d'Avignone, e per veri cardi-

za.

da Fe-

te

e uno deposto da Eugenio

tari;

che

rei

dello

sta-

IV. Nell'istesso anno i449 i*estitu per le sue energrche industrie la pace alla Chiesa, per la famosa e desiderata rinunzia che fece in Losanna Felice (Vedi) del pseudo pontificato, grave argomento

to pontificio e del regno di

Napo-

fossero ne' due dominii arrestati ; li impose gravi pene tra i duellanti ; e quanto dispose per V ordine Gerosolimitano a questo articolo

lo dissi.

Fiss a sette

chierici

di

trattato anche in altri articoli.

Si

rec nella
Spoleto,
in
Asisi

Marca
e

e nell'Umbria, a

camera, e per l'interesse di questa dichiar nulle le donazioni a suo


pregiudizio.
tra
il
i

a Fabriano, a Tolentino,
in altri luoghi. Cele-

Compose

le

differenze

fiorentini

e lucchesi, trasfer

br nel 145*0 V Anno


(Vedi)y
in

santo
dai

sesto

patriarcato di
divise
le

Grado a Venezia,
Porto e
quale vi
s.

cui fece tenere in Ro-

chiese di
in
III,

ma

capitoli generali
s.

france-

Ruffina.

Coron

Roma
il

l'impefe

scani, e canonizz

Bernardino da
le

ratore Federico

Siena,

il

quale
in

tra

altre beneestin-

merenze avea
ni

gran parte

ce solenne ingresso, e benedi il suo matrimonio con Lionora, cui die la

to le guerre tra* guelfi e


peste
d'Italia.

ghibelli-

Andreola madre

rosa d'oro benedetta, che pur doal re di Polonia, al re di Portogallo,

di Nicol

V
i

ancor vivente, in et
si

ad Alfonso V. L'impedal

molto grave, per divozione e per


rivedere
ca,
tello
figli

ratore

ottenne

Papa

le

preci

rec in

Roma:

uno sedeva
l'altro

sulla cattedra apostoli-

Filippo Calandrini fra-

uterino di Nicol V, era

uno

de'sette cardinali

da

lui creati,

aven-

o facolt di conferire i benefizi alla prima vacanza; cos Lodovico duca di Savoia, figlio delFelice V, ricevette da l' antipapa Nicol l'indulto di nominare i beprimarie
nefizi

dogli conferito lo stesso suo titolo, e


il

vescovato di Bologna,

illustre

non Ordin

esenti.

la visita

delle chiese di

NIC
Rotua^
ticano,
la

NIC
capitolo
vaai

17
civile,
si

riforma

elei

me

di

libert,

unione
:

giu-

emanando pene
Rivolse
il

gravi

stizia

pubblica

il

Papa
a

era concol

falsificatori
falsi

degli Jgniis Dej ed ai

tentato

rilegarlo

Bologna

collettori.

suo zelo

precetto di presentarsi ogni giorno


al

tina,

per riunire la chiesa greca alla laminacciando Costantino XII


imperatore, che
altrimenti

legato, e ne deluse la vigilanza

colla
levasi

fuga. L'orrendo misfatto vo-

Dio

gli fa-

consumare
solenne
il

in

s.

Pietro

alla,

avrebbe tolto V impero, ci che


talmente
si

messa

dell'

Epifania,
i

con

verific,

quando Mao-

uccidervi

Papa

cardinali, al

metto
al
tai

II

imperatore de' turchi nel


di Costantinopoli,

grido di libert. Stefano fu impic-

t^53 s'impadron

quale articolo e a Grecia racconda Nicol i grandi sforzi fatti

per aiutare i greci con denari ed armati , restando trafitto di dolore per l'avvenimento. In quest'occasione con eterna lode accolse favodotti revolmente gli eruditi e ne Grecia che fuggirono dalla acquist con grande spesa le opere, le fece generosamente tradurre, e con esse ed altre form la nuova biblioteca Vaticana, ove colloc i codici fatti cercare in molpresso tutti si dete parti, onde
i :

un ad Angelo Massa col ed un compagno, a Battista Serra o Sciarra,, Francesco Gabadei e Pietro Monterotondo. Ne fecato, in
figlio
ci

parola
,

altrove

come
Nicol

nel

voi.

VII
fino
ri
i

pag.

139.
si

allora avea

romani,

che colmato di favomostr pi cauto, e


altri

se
si

prima pi degli
lo fece di poi;

predecessori

faceva vedere per

Roma,

rare volsi

te

pi tardo

rese

con tutti e pi difficile nell' ammettere all' udienza, per cui si aggiunse la podagra che molto lo
travagliava.

Nel

i454
terrore

Pontefila pa-

st

lo

studio

de' classici

greci

ce prov gran
ce d' Italia, pel

piacere per

per cui contribu al risorgimento delle lettere greche e latine, di che


tenni proposito in vari luoghi, co-

sparso in

Europa
rie,

dai turchi colle loro vittoin

conchiusa

Lodi

per la sua

me
voi.

all'articolo

Erudizione, cio nei

destrezza ed interessamento, e la con-

XXII,

p.

66

67,

XXXII,
p.

ferm con
Alfonso

bolla, interponendosi

con

p.

i38 e 139,
die
il

eXXXVlII,

i25

collo

Sforza

nuovo

del Dizionario.
dici

A Cosimo de Meprimo regolamento d'uin tutte le facolt di

duca

di

rarla, e fu stabilito

Milano che volevano alteil fiume Sesia


di

na biblioteca

nel Novarese per confine tra lo stato di

scienze, per cui

ne venne la fiorentina libreria di s. Marco. Ad onta di tante benemerenze, generosit e


clemenza, nello stesso anno fu scoperta in
del

Milano e quel

Piemonte,

Indi difese Norcia dalle armi degli


spoletni e del conte

d'Anguillaraj

e pacific

perugini. Dichiar ap-

Roma

di scellerati

un' empia congiura romani contro la vita

partenere

al

re

di
al

Portogallo

le

conquiste fatte sino

Capo

di

Buo-

buon

Pontefice, capo de' quali

era Stelano Porcari, nobile fazioso


e potente in eloquenza, gi da Nicol

na Speranza; die la chiesa de' ss. Gio. e Paolo ai gesuati, e quella


di
s.

Stefano
di
s.

al

Monte

Celio

ai

beneficato; poich in tem-

frati

Paolo primo eremita; e

po di conclave aveva invitato il popolo a tumultuare col lalso noVOL. XLVIH.

pubblic una bolla

mo

contro GiacoPiccini^, pi masnadiere che ceinino

i8
capitano,
la
il

NIC
quale dopo aver
afflitto

NIC
molti
co* suoi risparmi le giovani senza dote, ed essendo generoso particolarmente coi nobili
veri,

maritando

Toscana

avea

occupato

luoghi della Chiesa, e viet che gli fosse dato soccorso, passaggio o pas-

decaduti

per

1'

amore che dimopace della Chiesa,

d'indulgenza accordate da lui al regno di Cipro poco prima della sua morte, vuoisi che sieno i pi autentici monumenti conosciuti deirarte tipogralettere
fica,

saporto.

Le

str sempre alla

e ai letterati ch'egli

ebbe

in

luo-

go

di

parenti, la sua corte essendo

aperta agli eruditi

che vi convennero in gran numero e n'ebbero


sue

che nuova

era al suo tempo.

cariche, doni, onori e conforti d' o-

Afflitto Nicol

per

l'estinzione

gni specie; per le

magnanime

dell'impero greco e ingrandimento della potenza ottomana, non che

idee nell'accrescimento e ornamento


di

Roma

per

la

sua rigorosa custoriti,

per

la tentata

congiura, consumato

dia del culto divino e de' sacri

dalla podagra,

dopo aver governadiecinove giorni, e

che vuoisi

sia stato chierico delle ceri-

lo otto anni e

monie
cui
il

pontificie; pel suo universal

dopo aver
ai

fatto

un lungo

discorso

sapere anche nella

cardinali, detto testamento e ri-

portato dal Vernino, SLoria delV eresie


t.

medicina, per Marini e altri lo numerarono fra i medici divenuti Papi, e


te

IV,

p.

168,

in

cui fece

iu ristretto la storia
tificato,

del suo pon-

mor
se

ore

sei,

d'anni

vaes,

ma

dovr

dirsi

24 marzo 145 5, a 5^ come dice il Noegli nacque nel iSSg 66. Fu sepolto nel Vaa'

ticano, in sepolcro la cui figura ri-

le mirabili doti dell' animo, tutcopiosamente descritte nel C0//2ment. di Piccolomini, che lo resero uno de' piti grandi Papi che occuparono la sedia di s. Pietro. Alcuni lo dicono di natura bilioso e per facile a montare in ira, come

per

porta r Oldoino

t. Il, p. 968, i cui frammenti sono nelle sacre grotte ove fu trasportato , con epitaOo composto da Enea Silvio Piccolomini suo segretario, altri dicono da

per lo pi proprio degli


riti,

alti

spi-

ancora a tornar benevolo; tuttavolta si narra che in un impeto di collera, per sospetto
facile

ma

d' infedelt,

Maffeo Vegio, e si legge nel cobbe, Bibl. Pont. p. 157.


nelti descrive Nicol

p.
11

Gia-

gelo
zie,

Ma-

condann a morte AnRancone capitano delle milimorte che gli cagion dolore e
siccome
era
facile

di

piccola

pentimento,

al

statura, di colore

bianchiccio, che

nel pontificato
cio, di

si

cambi in
neri

neric-

perdono bench amante stizia; donde, aggiunge


presero ansa
i

della
il

giu-

Platina,

bocca

larga, di

voce grave
e di

malevoli a calunniare
Altri
col

sonora, di occhi

pro-

questo Pontefice, di Dio e degli uo-

spera salute che a poco a poco an-

mini benemerito.
terrano lo

Vol-

d perdendo
ficato.

colle

cure del pontibenedizione la

accusano del

dilettarsi

Sar sempre

in

molto della passione de' vini, facendo da per tutto ricerca de' pi
squisiti
;

sua memoria per aver governata la Chiesa con prudenza, colla quad'Italia; per le ristabil la pace
essere stato lontano dal nepotismo;

ma

tante

virt
tutti,

raccolte,

per confessione di
stanza

in questo
vita,

Papa per T intiera sua


dimostrano
la

abbapar-

calunnia dei

per la hberalit die usava co'po-

suoi nemici. Merita Nicol

NIC
ticolar lode per
la

NIC
ria di

,c)

munificenza sua

Vezzano
d'

al capitolo di

Sar-

nella fabbrica di

tante opere

pub-

zana, e cos pure di

belle

preros.

bliche, a fronte de'tempi procellosi

gative

indulgenze

privilegi

in cui visse,

il

che

serv al risoiri

gimeiito delle
dell' antica

arti,

eccitando
i

begli

Giovanni di Fivizzano con bolla del 144^3 i'T cui fa conoscere essere
tale

ingegni, con risarcire

raonumenli
farne
dei

chiesa

fondata
zecca

dai suoi
pontificia

avi
vi

Roma

e col

materni. Nella

nuovi. Abbell e rinnov dalle fon-

damenta quaranta delle principali chiese di Roma. Meditava di riedificar la basilica


di
s.

sono tre conii di sue medaglie. Don a molte chiese vasi d'oro e di argento, croci gemmate, ricche
vesti, sacre e preziose tappezzerie.

Pietro e di

alzarvi innanzi
ci tuttavia
il

un

obelisco,

comin-

religiosi,

che

benefic

Acon

na. Rifabbric

musaico della tribule chiese di s. Franed


Asisi
s.
;

provviste ecclesiastiche, perch nella santit del ministero potessero con

cesco

in

Fabriano

in

Gualdo rifece detto. Voleva


la

quella di

Beneil

fortificare e abbellire

agio attendere ai buoni studi che vogliono animo sereno e cuore tranquillo. Nicol V in una parola fece
se e
il

Citt Leonina e ampliare

pa-

suo secolo immortale, e


a' successori.

la-

un magnifico appartamento, e le due cappelle ivi edificate le descrivemmo nel voi. IX, p. 54 e, 55 del Dilazzo Vaticano, ove fabbric
1 1

sci begli esempi


sto insigne
al
le

Que-

Pontefice fece conoscere

zionario. Egli lo abit, facendo pu-

re residenza presso

s.

Pudenziana.
il

fosse dotto, per molte cose eziandio che lasci scritte sopra le decretali, e per la lettera che indirizz all'ultimo impe-

mondo quanto

Un

palazzo eresse contiguo alla baLiberiana, e


rifece

ratore greco.

Ne

scrissero la vita

Ve-

silica

ponte
citt.
s.

Milvio e molle strade della Fabbric due torri sul ponte


gelo e fortific
le
il

An-

Francesco Filelfo, il cardinal Giovanni le Jeune, e pi ampiamente Bonaventura de'Rossi, e Domenico Giorgi per volere di Benedetto XIV di cui era cappellano e a cui la dedic con
questo titolo
:

spasiana, Giannozzo Manetti,

vicino

Castello,

torri

e le porte di Campidoglio.
le
i

Restaur
veo
dell'

mura
;

di

R^oma

e per
l'

trasportarvi

materiali spurg

al-

Vita Nicolai

V Pont.
et
lit-

Aniene

restaurando V ac-

Max. ad

fideni vetenim monumen-'

deli' acqua Vergine. In Fabriano costru la piazza, in Ciin Narni vitavecchia molti edifizi

quedotto

toriim. Accedit

ejusdem
erga

disqidsilo

de Nicolai
teralos

V
la

litteras

viros

patrocinio^
s.

Romae

la

fortezza, cos

in

Orvieto, restau-

174^- Vac
TiPAPA

rando quella
In

di Spoleto,
edifizi
i

mentre
pei

in

NICOLO' V,

Chiesa i4 giorni. Antipapa. F. Ane


gli altri

Viterbo innalz

bagni.

XXXIV,

articoli

impieg pennelli di Melozzo da Forl, Agostino di Braman lino, del b. Angelico da Fiesole e altri. Non dimentico della patria volle anche ad essa grata ricordanza
lasciare di
lui

Roma

che col

lo

riguardano.
s.

NICOLO', Cardinale. V.
I

Ni-

Papa.
Nicol fu

NICOLO', Cardinale.
ss.

creato cardinale prete del titolo dei

per

la

bolla del

1453, con cui un


del

l'antica

abbazia
s.

Il del

Corvo e

il

priorato di

Ma-

Giovanni e Paolo, da Pasquale 1099, ed intervenne nel i iS all'elezione di Gelasio IL


i

20

NIC
NICOLO',
Cardinale. Nicol di
fu

NIC
nei

martirologi
ec.

di

s.

Girolamo,

di

nazione tedesco,
nelle

da

Lncio

II

Beda,
la

tempora

dell'avvento
diacono,
s.

ii44

NICOMEDIA.

Citt vescovile del-

creato
altri

cardinale

o come

vogliono prete di
il

Lorenzo
dice

in

Damaso; ma

Vitlorelli
al

ignorare chi lo elev


to.

cardinala-

Turchia Asiatica nel!' Anatolia , capoluogo del sangiacalo di Codjiihe'li, in fondo al golfo del suo nomCj Astacenus sinits, a 20 leghe da
Costantinopoli. Sta eretta
in

lo

slesso

Per reccellente sua erudizione Lucio II lo trascelse a hidi


s.

anfi-

teatro sul declivio meridionale d'u-

bli(.lecario

Chiesa:

fu

infatti

na
te

collina,

con case
di

la

maggior par-

dottissimo

nelle

lingue

greca

ed

fornite

giardini,

ebraica, e scrisse

un erudito volume
Bessarione.

schee, chiese greca

sulla correzione della Bibbia, assai

alcuni

bagni.

molte moed armena ed Col mezzo del suo


,

apprezzato dal cardinal

Mor verso

il

1^5.

NICOLO,
mano

Cardinale. Nicol ro-

fu da Clemente III suo con-

cittadino nel settembre 1190 creato cardinale diacono di s. Maria in

porto poco importante, si fa qualche commercio. Questa citt il luogo in cui si portano gran carovane al fine del loro viaggio, ed allora vi mollo movimento. I suoi
dintorni assai deliziosi, offrono
fila

una

Cosmedin,
ficato.

mor nel suo pontiCardinale. Nicol ven-

continua di giardini e vigneti; all'ovest evvi una sorgente minerale frequentatissima. Dopo che se ne impadronirono i turchi si chiama Ismid o Isnik-Mdy ma non occupa tutto il luogo dell'antica Nicomedia; le mura che ne formavano il circuito sono meno danneg-

NICOLO,

ne da Innocenzo IV nel dicembre 12 52 o 1253 creato cardinale vescovo di Sabina, per le benemerenze che avea colla santa Sede^ per la quale sino dal 1244 aveva
sostenuta la legazione della Prussia,

giate che le torri dalle

quali era-

ad

efifetto

di

arruolare

crocesi-

no fiancheggiate.
antico ancora

Il

solo

monumento

gnati per la guerra di Terrasanta,


nella

riconoscibile

una

a compagno il domenicano Enrico, insigne prediquale ebbe

vecchia chiesa de' primi

tempi del

cristianesimo: fu spesse volte vitti-

catore.

Dopo

dodici mesi di cardiil

ma

del terremoto.
il I

Fu

nalato mor, verso

1254.
martire.

bia, e prese

nome
il

chiamata O/di Nicomedia,


re di Bisulle
si

NICOMEDE
cerdote di
la

(s.),

Sa-

da Nicomede
tinia,

Grande

Roma, che

fu preso nel-

che

la

fabbric

rovine

persecuzione di
e
pel

Domiziano per
i

dell'anfica

Astaco. Vi

rifugi

Ansi

la sua assiduit nell'assistere


fessori,

concorpi

nibale sotto Prusia re di Bitinia,


rese celebre nell'impero
fu
la

suo zelo

verso dei
i

martiri,

de* quali involava

romano, e patria del celebre filosofo ed


Arviano, e della gloriosa
s.

per
colpi

seppellirli.

Avendo

rifiutato di

istorico

sagrificare agl'idoli,
di

venne ucciso a bastone verso V anno 90.


altra volta
la

Barbara vergine e martire. Nel declinar del 11 secolo e principio del

Vedeasi
sulla

sua tomba
no-

IH divenne sede imperiale, dimorandovi gl'imperatori Diocleziano e


Galerio. Siccome fu

via
a*

Nomentana. Esso

i5 settembre nel sacramentano di s. Gregorio Magno, e

minato

una

delle

pri-

me

citt

dell'impero ad abbracciare

NIC
la

NIC
da qui
per
uscigli

21

religione cristiana,

XXXVII,
nario 3

rono sotto Diocleziano e Galeno


editti

i36 e i37 del Diziomorendo quell'imperatore in


p.

contro
di

cristiani

quella

feroce persecuzione che produsse

un

vicinanza di questa citt nel borgo di Acciron o Achyron, nel 337 ^'^^

macello

martiri, incominciando

maggio.

Il

suo

figlio
si

Costanzo, faupose
in
in cuore Nicomedia

dalla citt stessa,


s.

uno

de* quali fu

tore degli ariani,


di celebrare nel

narrando il Rinaldi all'anno 3oi, n. 4' e 4^> 6 3o2, n. 27 e seg. ed il Bercastel, Storia del crisi. Questa persecuzione che cost laute migliaia di martiri bruciamento di libri santi e
Adriano, tutto
, ,

358

demolizione

di

chiese

fu

eccitata

dalla fanatica superstizione della

mal'an-

un conciliabolo, ma per prodigio di Dio ne fu impedito, poich un terremoto abbatt la citt, della quale sotto Giuliano l' apostata, e da lui tanto amala, per il resto nel terremoto del 362. Secondo il Baluzio t. I, prima di quel tempo e nel

dre di Calerlo, proponendosi

328 o 329 sarebbe


dagli slessi ariani

stato tenuto in

nientamento del

cristianesimo.

La

Nicomedia o Antiochia un concilio


contro

carneficina s'incominci in Nicomedia a' 2 3 febbraio 3o3, con

Eustazio

manole scrit:

falsamente accusato d'adulterio.

A-

mettere

il

tempio, bruciarne

vendo
invitato

l'

imperatore
in
si

Giustiniano II

ture e derubarne i vasi sacri Galeno volea che si bruciasse, ma Diocleziano l'imped

oriente

Papa

Costanti-

no, questi

rec in Costantinopoli;

temendo un incen-

ma

essendo l'imperatore in Bitinia,

dio generale
zione.

e prefer la demoli-

scrisse al santo

Padre una
a

rispettotrasferirsi

Di

ci

non contento Calerio


il

sa lettera, pregandolo
in Nicomedia,

fece appiccare

fuoco

al palazzo,

e ne accus

cristiani,

fngendo a-

verne paura. L'imperatrice Prisca moglie di Diocleziano e Valeria sua


maritata a Calerio, furono molate a sacrificare, e bench stiane ebbero la vilt di farlo ;
figlia
tri
sti-

siccome fece nel 71 1. Quivi incontratisi, l'imperatore colla corona in testa si prostr in terra, gli baci i piedi e poi si abbrac-

ciarono; indi

accomodarono

le

con*

cri-

troversie nate pel concilio in Trullo.

al-

Nicomedia

fu metropoli della pri-

principali

ulfiziali

perirono

nei

ma

Bitinia,

nell'esarcato di Ponto,

tormenti, ed una moltitudine di fedeli


soffri
il

sede vescovile nel primo secolo, metropoli nel

martirio, e

vi

furono
fede.
il

IV, ed esarcato di Bitila

pi di mille

campioni

della

nia nel XIII, essendo stata


pitale di tutta
di
la

ca-

Quanto

all'incendio del palazzo,

Bitinia.

Il

titolo

dal fulmine , che ferendo Diocleziano rest infelice finche visse. Questa fu l' ultima persecuzione, poich assunto al-

Binaldi lo dice arso

metropoli

et

prima Dithyniae fu

causa di lunghe gare con Nicea,

ma

Nicomedia fu verso i tempi


Bitinia in

fatta

metropoli civile

l'impero nel

3o6 Costantino

il

Gran-

di Domiziano, finche Valente e Valentiniano divisero la

de,

poco dopo rese la pace alla Chiesa e si fece cristiano: sulla que,

done capi
sedi

due provincie, dichiaranNicomedia e Nicea. Le


suffraganee
;

stione del di lui battesimo


ricevesse al
J,

se

lo

vescovili

di

Nico-

Laterano da s. Silvestro o vicino a morte in Nicomedia

media furono le seguenti Calcedonia, Prusa, Apamia, Cium, Pranetu, Elenopoli, 13aroliuopoli

ne parlammo ne'vol,

XU,

p.

17,6

Basi

in

NIC
comedia
vi

NIC
risiedono
litano greco

linopoli o Basilopoll, Apollonia, Neo-

cesarea, Adriana, Cesarea, Galli o Lopi, Dophijusia, Arista,

un metropoed un arcivescovo ar(s.),

blis e

di

Petavium, Daprimo vescovo Nicomedia fu Procoro, uno dei


Dascilium.
Il

meno.

NICONE

soprannominalo

che gli apostoli crearono in Gerusalemme: venne ordinato da s. Pietro e fu martirizzato


sette diaconi

Mctanoita. Nato nel Ponto, di nobile famiglia, fuggi segretamente in sua giovent, e and a chiudersi
nel monastero detto

Pietra d! oro^

in Antiochia a'
cessori vi
lio di

9 aprile. Fra i sucfu Eusebio che il conciI

ove

per dodici

anni

men

ausle-

rissima vila.

Le

istruzioni eh' egli

depose per aver rila formola di fede composta dai padri, quale acNicea
cusato sottoscrivere
cettata nel

faceva portarono tanto buon frutto, che i suoi superiori lo destinarono a predicare la parola di Dio,

329

fu restituito alla se-

spedironlo

in qualit

di missio-

de; ma la posteriore sua condotta con s. Atanasio d* Alessandria e s. Paolo di Costantinopoli, mostr non
sincera
la

nario nell'Armenia, da cui pass in


Creta, ch'era allora
dei saraceni.
sotto
il

giogo
l'ar-

La

penitenza era

sua
il

adesione.

Nel

SSg

gomento ordinario
.

de' suoi discorsi,

fatto cacciare

pastore

dalla sede

di Costantinopoli,

Eusebio l'occup,

e in Nicomedia gli successe Amfoiie che ne avea diretto il governo nella sua deposizione. Quanto ai successori fino ad Alberto francescano del 1348, morto nel i35i, vedasi i'Oriens chrsl.
Ili, p. io 18. Nicot. media, Nicomediefi, divenne un titolo arcivescovile in partibus che conferisce la santa Sede, avente suffraganei i titoli vescovili in partibus

che soleva cominciare con questa parola Metanoite^ che vuol wQ fate penitenza : donde gli venne poi tal soprannome. L' unzione colla quale spiegava le massime pi austere del vangelo, rendevanle amabili sino ai maomettani. Predic pi di vent'anni in Creta, e rimise

r ordine

in

tutte

le

chiese

di

quest* isola.

r Europa
piro
e

Pass in appresso neled annunzi il vangelo


altre

nel Peloponneso, nell'Acaia, nelTEnelle

di Basilopoli ed Elenopoli. Alessandro Vili nel 1691 fece arcivescovo di Nicomedia Lorenzo Corsini , e nunzio di Vienna, poi nel lySo Clemente XII. Per morte dell'arcivescovo Salvatore Ventimiglia, Giegorio XVI nel concistoro de' 22 gen-

contrade

della

un monastero del Peloponneso nell' anno 998 e il


Grecia.

Mor

in

suo
greci

nome
e

si

trova
al

nei

calendari

latini

giorno

26 noCitt

vembre.

NICOPOLI
vescovile di

(Nicopolitan).
,

naio 1844 nomin arcivescovo monsignor Gio. Francesco Cornetti ro-

Bulgaria

nella

Tur-

chia Europea, capoluogo del sangiacato


di

mano, maestro delle cerimonie pontificie, e da lui fatto canonico Liberiano. Quanto alle missioni, Nicomedia sotto il vicarialo patriarcale di Costantinopoli, e
di quei
si
il

Bucharest, e a
poli,

Rustchuk, a 3o leghe da 100 da Costantino-

sulla destra del


al

Danubio

un
di

poco

disotto

del

confluente

prefetto
citt

questo fiume con l'Aiuta e l'Osma;


sede d'un arcivescovo greco scismatico, e di un vescovo cattolico il quale
risiede in Bellini,

domenicani, alla qual


i

recano

pochi

cattolici

per sodNi-

disfare al precetto pasquale. In

dove per

la

sua

si-

NTC
tiiazione in
tiene
rale.

NIC
cilio di

23
il

mezzo agli altri villaggi domicilio anche il vicario geneNicopoli o JSikopol o Nkopolij

ritrattare l'unione stabilita nel con-

Firenze; N. che

sultano

turco
di

mand

a Vienna col principe

in

turco

Tchi/gani'Kalc, ed in

la-

Valachia, sul finir del secolo

XV

f,

tino Nicopolis

da Nicopolis della Mesia inferiore

ad Istrurn, ad latrimi
a

diversa
gi
piedi
citt

per trattare la pace coH'imperatore. Oriens dir. t. I, p. 1224. La sede


vescovile latina di Nicopoli suffra-

del

monte Hemus,

verso la sorgente del

ganea

dell'

arcivescovo

di

s.

Sofia.

fiume latrus, bench la nostra Nicopoli ancora appartenne alla Mesia seconda nell'esarcato di Dacia sia sopra un'altura, cinta da bastioni e difesa da un antico castello fortificalo, circondata da molti sobborghi. Vi sono alcune case di bellissima apparenza, molte moschee e
:

Nelle annuali Notizie di


registrali
fr.
i

Roma
minore

sono

seguenti

vescovi.

1724
os-

Nicol Stanislavich

servante di Crajova nella Vallachia.

1743 Antonio Becich

di

Buda. 1752

Nicola Pugliesi di Ragusa.


vese.

1767 Se-

bastiano Canepa de' battislini geno-

1771

fr.

Giacomo Antonio

La navigazione del Danubio rende questa piazza assai comtre bagni.

Riccardi ni conventuale della diocesi


Filippopoli in Bulgaria.

merciante.

sobborghi sono princi-

palmente
ri:
i

abitati

da greci e bulgaevvi

Fermo. 1776 Paolo Dovanlia di i8o5 Francesco Maria Ferreri de' passionisti
di di

dintorni vedonsi coperti di giar-

Piemonte. 181 5 Fortunato MaErcolani


di Tivoli,

dini, e sulla riva sinistra

un

ria
cesi

passionista della

dio-

piccolo forte. Nicopoli fu fondata da

Traiano dopo

la

vittoria
vi
si

riportata

contro Decebalo, e
tiche
toria

osservano

1822 traslato a Civita Castellana Leone XII a' 23 settembre 1825 fece venell'anno
.

tuttavia molte facciate delle sue an-

scovo di

Nicopoli e

amministrato-

mura. celebre per la vitguadagnata nel 896 da Baja1

re apostolico del vicariato di

Fai-

lachia [Vedi), monsignor Giuseppe

zet

contro l'armata di Sigismond'

do

re

Ungheria ed elettore di
fu incene presa dai

La

Maria Molajoni passionista romano. diocesi ha per confini a settenil

]jrandeburgo. Nel
diata da
russi

1798 PasswanOgl,

trione

Danubio, ad occidente Viil

nel

18 io. V. Bulgaria.

La

sede vescovile fu istituita pri-

ma

del

V
Si

secolo, indi divenula

me-

Ternoo e Piead oriente Varna, Sciumna , Orachono, Zimbre e Scalaron. La mededino, a mezzogiorno
"vigni,

ossia

vicariato di Sofia,

tropoli, questa dignit pass a

Mar-

sima diocesi contiene


copoli,
tolici.
I

tre citt,

Nicat-

cianopoli (Vedi),
scovato.
scovi: Marcello

restando

arcive-

Sistof e
villaggi

Roskuk senza
della
diocesi

conoscono quattro veche sottoscrisse la


Mesia inLeone; Amanrelazione che il

sono

cinque, Orese, Bellini,

Franci vizza,

lettera del concilio della

feriore aU'iDjperatore
zio

che

firm

la

concilio di Costantinopoli fece al patriarca Giovanni, relativamente a Se-

vero ed
sistette
liei

altri erelicij

Niceforo che as-

Laxeni e Peticlenens con circa 2000 cattolici. Vi si parla il dialetto slavo-illirico. Pel terribile incendio scoppiato inBukarest, capitale della Val* lachia, nel giorno di Pasqua 1847 il lodato vescovo monsignor Molajoni
vi

al

concilio de' greci


s.

scisma
P<^^*

perdette co' suoi

effetti

la

tenuto in

Sofia nel i44<^>

propria casa, in cui

aveva

istituita

4
le; di

NIC
latini
:

NIC
RoLuca; Pietro agostiniano de) 1890; Martino del i394; Giovanni Cecchi del 1396, ec.

a sue spese una scuola di fanciulci afllilto,

portatosi in

ma
sa,

sospirando l'antica vita religiorinunzi la sede. Riassunto l' a-

NICOPOLl. Sede
Palestina prima, sotto

vescovile della
la

bito de' passionisti pass a dimora-

metropoli

re nel loro convento di

Monte Ar-

di Cesarea, nel patriarcato di

Ge-

genlaro nell'abbazia nullius dioeceAnastasio sis de' ss. Vincenzo ed


alle

tre fontane, di cui fu fatto suf-

fraganeo. In sua vece nell'agosto il regnante Pio IX nomin vescovo

rusalemme, eretta nel V secolo. Si chiam prima Enimaus, fu abbruciata dopo la morte di Erode Magno, da Quintilio Varo^ per aver
preso parte nella rivoluzione
ebrei.

degli

diNicopoli
di

monsignor Angelo Parsi detta congregazione, che fu consettembre in


stessi

Dopo

la

rovina di Gerusala

lemme,
soldati
citt

Vespasiano
veterani
;

die a

8oq
la

sagrato nel successivo


ss.

indi

formossi
in

Gio. e Paolo degli

passio-

detta

Nicopoli,

memoria
gli

nisti.

La cura della missione, dipendente dalla congregazione di propa


allidala ai
religiosi

della vittoria
ebrei,

de'romani contro

e fu celebre per le sue ac{[ue.

ganda fide^
passionisti.
vi

In

Orese ed in Laxeni
ri-

Ebbe per vescovi, Longino che nel ZiS sottoscrisse concilio di Nicea;
il

sono due chiere; il vescovo siede ancora in Bukarest,

NICOPOLl. Sede vescovile, detta anche Cassiopea, metropoli dell'antico Epiro, nell'esarcato di Macedonia, eretta
nel

Rufo che fu al II di Costantinopoli; Zenobio intervenne a quello di Gerusalemme nel 536; Giulio lo era prima del secolo X. Qrieiis dir.
t.

Ili,

p.

590.
vescovile
di

secolo, e nel
citt fu

NICOPOLl. Sede

IX
sul

trasferita a

Lepanto. La

capitale dell'antico Epiro, fabbricata

Tracia nell'esarcato del suo nome, presso la metropoli di Filippopoli,


eretta

golfo di Ambracia da Augusto, dopo la vittoria di Azio, per cui si chiam pure Aclia NicopoUs , ed

nel

secolo, e nel

IX

dir

venne arcivescovato onorario. Corr risponde a Nica o Nicea, dove gli


ariani
si

ora Prevesa. L'apostolo

s.

Paolo
s.

vi

riunirono per
di

compilare
in

predic

il

vangelo; ed

il

Papa

E-

una professione

fede,

vece di

leutero del

179

si

dice greco di Ni-

quella fatta nel concilio generale di


gli si danno anNicea di Bitinia che nomi di Neurocopo e Ustodizo. Si conoscono per vescovi, Policarpo; Giovanni che assistette al VII concilio; Nicola I che fu a quel:

copoli o Prevesa, o della


cia secondo altri.

Magna GreNe furono vescovi


concilio di Sarnel

Eliodoro che fu
dica;

al

Donato che intervenne

43

a quello

di Efeso; Attico ritratt nel

concilio di Calcedonia ci che aveva approvato nel brigandaggio d'Efeso, e si rec da s. Leone I per chiedere
giustizia contro Anastasio di Tessa-

lo diFozio; Nicola li
la

che sottoscrisse
fu
al

deposizione del patriarca Cosimo


Basilio

Attico;

che

concilio

lonica. Allorch la metropoli


fer

si

tras-

tenuto in Costantinopoli da Crisobergo. Orlens dir. t. I, p. 1 1 69.

a Lepanto,
traslato
t.

il

vescovo
Ancii'a.

Daniele

venne
christ.

ad
34.

Oriens
Ili,
p,

II, p.

Nel

t.

NICOPOLl. Sede vescovile dell'Armenia maggiore nell'esarcato di Ponto, sotto la metropoli di Sebaste,

998 sono

registrati

questi

vescovi

eretta nel

lY

secolo.

Fabbri-

NIC
cala

NIC
francese
in

25
pure non
alture.

da Pompeo, si disse Nicopolis Pompei. La lod s. Bala sua chiesilio, dichiarando die sa godeva alcuni diritti metropolila

citt

Egitto,

po-

trebbero sostenere assedio, essendo


la

citt

dominata dalle

Si

entra in Nicosia per tre porte, quel


la

tani.

11

Teodoto del 872; indi

primo vescovo conosciuto Frontone

di

lissima,

Famagosta o Lamica belcome beile sono le strade


e circondale di giar-

poi apostata; Eufronio trasferito a

del quartiere de'greci. Alcune case so-

Colonia; Panostio; Giovanni che fu del al brigandaggio d'Efeso; N.

no ben fabbricate
dini.

L'antico palazzo de're di Ciassai

499,

anno

in

cui

la

citt

soffri

pro

deterioralo; essendo va-?

moltissimo dal terremoto; Fozio che sottoscrisse i canoni in Trullo; Gregorio


rec in arcivescovo che si Francia ne' primi del secolo XI, e venerato per santo in alcune chiese

stissimo,

serve di residenza al

go-

vernatore; molto spazioso anche


il

palazzo arcivescovile. Vi sono ot-

to moschee,

una
di

delle quali l'ans.

tica cattedrale

Sofia,

superbo
s.

d'Orleans, onde
a Pluviers.

il

suo corpo fu Oriens chr.


fu tenuto
t. 1,
t.

gotico edifzio, che dicesi eretto da

portato
1,

Giustiniano. Nella chiesa di

Do-

428. Nel 372 vi concilio. Mansi, Sappi,


p.

un
i.

menico,
principi

sonovi
della
altri

sepolcri

di

molti

p.

32

casa di
edifizi

Lusignano.

NICOSIA
poluogo
e 3
del

LEUCOSIA.
Turchia
di

Citt

Tra

gli

nomineremo
Vi
parti

vescovile della

Asiatica, ca-

quatlro

bagni
citt

pubblici.

sono
vici-

dell'isola

Cipro [Fedi)
settentrionale

diverse manifatture.

Le

sangiacato del suo nome, a


dalla costa

ne
il

alla

sono paludose. Sotto


re

leghe

regno
di

de' Lusignani, antichi

dell'isola,

rea, e a

a 70 da A leppo o Ber180 da Costantinopoli.

latini

Cipro, era molto pi con-

siderabile,
chiese,
lazzi
ri
i

residenza

d'un arcivescovo

greco

che vi ha chiese e conventi, e d'un governatore turco. Sta sopra un


terreno elevato, nel centro di vasta

perch rinchiudeva 3oo ed un gran numero di pae monasteri. Divenutine signoveneziani, fortificandola ne rele

strinsero

dimensioni.

quesli
la

pianura cinta da montagne, delle quali le pi alte sommit sono coperte


di

ultimi nel settembre


se

1570

pre-

Selim

l,

dopo

l'assedio

di

4^
iu

neve,
in

di cui fianchi

giorni, e da quel

tempo rimase

gran quantit quel vino di Cipro tanto rinomato. I giardini che racchiude le numerose torri che s'innalzano leggiermen-

producono

potere de'turchi. Conta la citt due-

mila famiglie turche, cento greche, cinquanta armene, e dodici maronite.


gli
I

copti,
vi

siri,

maroniti e

te

al

di

sopra

degli alberi,

e la

armeni

ebbero

de' vescovi,

ed

estensione e la solidit delle sue alte

Anastasio arcivescovo di rito armeno, abrog lo scisma, e


se a
citt,
si

mura presentano un
bello,

aspetto

il

pi

sottopo-

quantunque si possa dire molto

Clemente XI. Questa celebre


gi capitale dell'isola e del resi

decaduta dal suo antico splendore. 11 clima salubre. I baluardi furono


costrutti
in

gno

di Cipro,

crede fondata da Leudi

pietra

dai

veneziani,

carpe
greci

compagno
la

Enea, onde
corrotto

con
se

con fosoia ricolme, fortificazioni che ritredici grandi bastioni,


ali'

chiamarono

Leucolhela,
in

Leuchoieon,

nome

poi

parate

epoca

della

spedizione

Lcucosia, indi Nicosia, onde alcu-

a6
Ili

NIC
di

NIC
citt

Nicosia

e Leucosia erronea*

niente
sedi

ne fecero due
Si disse

due

vescovili.

anche
Terzi

^Leii-

etra, n va confusa con l'antica Tre-

mOy come avverte


tichi

il

nella

Sria sacra, nel descriverne


pregi,

gli

an-

L'ultimo arcivescovo latino Mocenigo nobile veneto, eletto nel i56o, che fu al concilio di Trento e ne sottoscrisse gli atti, morto nel i5'jy, Oriens christ. t. Ili, p. 1202. Ai
turchi.
di

Nicosia fu Filippo

ed

suoi celebri

mo-

tempo
concilii

degli arcivescovi latini,


si

due
pri-

nasteri basiliani.

tennero in Nicosia,

il

La sede

vescovile fu eretta nel

IV

secolo, e divent

metropoli sul

i3i3, sulla disciplina; il secondo nel i34o, sulla fede e dinel


sciplina,

mo

XII secolo, trasferendovi ne' primi del XIII Innocenzo III i diritti metropolitici di Famagosta, che ne divenne sufl'raganea con le seguenti sedi. Pafo Arsi noe, Nemesi, Amato o Lemisso, Cerines, Carpasia, Chite, Curium o Piscofinire del
,

piesieduto dall'arcivescovo
t.

Elia.

Labbc t. XI; Reg. Arduino t. Vili.


un
titolo

XXIX;
seit

Nicosia o Leucosia, Nicosien


Leucosieiiy
in

arcivescovile
il

parti bus che conferisce

Papa,

pia, Solia, Lapilho,


tri,

Thamaso, Chi-

avente suffraganee Famagosta e Nemesi. Benedetto XIV nel 1747 colla

Trimituge, Canteriopoli o Cen-

costituzione

Romani

Pontificis,

tria,

Ledra
greci
s.

e Teodosiopoli.

Tra

con
al

raro

esempio, ad istanza

del

vescovi
glorioso
ai

merita

menzione

il

re di Sardegna

e di Cipro, lo die

Trifilii

che fu

presente
II

cardinal delle Zitz^se, che lo con-

concini
degli

di

Nicea e Sardica.
latini

primo
JXicosia

arcivescovi

di
il
1

capitolo

N. mor nel 1206, ed nomin successore nel 1 2

fin che visse. Per morte di Giuseppe Rossi essendo vacante, Leone Xll nel concistoro de' 2 3 giu-

serv

Durando
sa;

tesoriere della stessa chieIII

gno 1828 lo confer a monsignor Albertino Bellenghi camaldolese, che


deput
delegato
stolico in

ma

Innocenzo
elesse
3.

invece di con-

fermarlo

N. con lettera dei

e visitatore apoSardegna, e lo celebram-

19 aprile 121
lio di

questi succedet-

mo
fece

nel voi.

XXV,

p.

tero Eustorgio consagrato nel conci-

zionario.

Gregorio
Nicola

XVI

3i5del Di. nel i832

Laterano IV; Elia


Luigi

al cui

tem-

arcivescovo di Nicosia

IX nel 1248 approd nell'isola; Ugo eletto nel I25r, contemporaneo di Germano arcivescopo
s.

gnor Gio,
lui

trasferito

ad

monsiTanara, poi da Urbino e al pa-

triarcato d'Antiochia, essendo stato

vo de' greci, il quale pure risiedeva nella stessa citt ; ma siccome i due prelati talvolta erano in disputa tra loro, Alessandro IV ordin che dopo la morte di Germano, non sarebbero pi nominati altri vescovi pei greci, e che quella nazione non avrebbe che quattro vescovi
nell'isola,

prima di lui arcivescovo di Leucomonsignor Antonio Ferdinando d'Echanove-yZaldivar , nel 1826 traslato a Tarragona. Inoltre Gresia

gorio
glio

XVI

nel concistoro de'

3 lu-

1840 dichiar arcivescovo di Leucosia monsignor Pietro de'principi

Naselli
filippino

d'Aragona palermitano,
e

dipendenti dall'arcivescoi

gi

vescovo di

Piazza.

vo
tino

latino; quindi

greci restarono

Quanto
stodia

alle missioni

Nicosia nella

senza

metropolitano
alia

del

loro

rito

giurisdizione di quella di Cipro o cudi Terrasanta,

presa deli' isola fatta dai

con ospizio

MG
collegio
tli

NIC
osservanti
di

27
s.

minori
ospizio

spa-

La
ri

cattedrale, ottimo edifizio, sot-

gnuoli,

ed

cappuccini.

to l'invocazione di

Nicola di Ba-

Sono
verso
ta

cattolici

pi di
di
vi

loo

di

di-

arcivescovo di Mira, patrono delcitt,


il

rito.

La

chiesa

Terrasanin

la

cui braccio ivi

si

vene-

pan-occhiale;
,

chiesa
del

raj coi corpi de'ss. Faustino e


lice

Fe-

Comarciti

e cappella

conso-

martiri, e
si

vi

il

battisterio. Il

lalo sardo nel villaggio della Scala,

capitolo
gnit,

compone
la

vicino al mare.

essendo

di cinque dimaggiore 1' arcidi

NICOSIA
Citt

(Ncosien

Herhilen).
nel

prete

che funge
teologo

l'uflzio

parrodi

con
delle

residenza

vescovile

co, di sedici

canonici colle prebene penitenziere,

due Sicilie, nella prominore di Catania, da cui distante i5 leghe, e 25 da Palermo, capoluogo di distretto e di cantone, posta sopra due alte colline alle falde dei monti Eri,
regno
vincia Valle

de del

quattordici mansionari, chiamati ca-

nonici secondari, e di altri preti e

Non vi l'episcopio, ed il vescovo abita una casa decente. Nella citt vi sono altre quattro chiechierici.

presso

la

sorgente del Simeto.

Ha

se

parrocchiali,

una

delle quali
il
i

molte chiese e conventi, e fa traffico del suo fertilissimo territorio, essendo ne'dintorni miniere e molte sorgenti

collegiata
s.

basilica sotto

titolo di

Maria. Quattro sono


religiosi
vi

conventi

di

e tre

monasteri di mo-

zolforose.

patria del-

nache;
ternite,
t,
si

l'orfanotrofio, la pia

l'arcivescovo

e letterato Francesco
altri

casa delle donzelle^ diverse confral'ospedale,


il

Testa,

di
si

uomini
s.

illustri.

il

monte

di pie-

Nella citt
li,

venera

Luca Casasolo lo rico-

ma

seminario a detta epoca

ma

Benedetto

XIV
col

desiderava.

Ogni nuovo vescovo

nobbe per beato


desi

breve

Jam

tassato in fiorini 533, ascenden-

pn'dem, deiS febbraio l'j^j. Creda molli corrispondere all'antica Evhila di Tolomeo o Herhita
di

do

le rendile a 3ooo ducali. NlCOTERA(iV/co^ere4 Citt

ve-

scovile

del regno delle

due

Sicilie,

Cicerone,

la

cui origine

risale

nella provincia di Calabria Ulterio-

ad un'epoca remotissima; celebre


nella storia della Sicilia per la va-

re seconda, distretto a

5 leghe da
Catanzaro,

lorosa resistenza fatta a Dionigi

ti-

Monteleone, e i5 da capoluogo di cantone.


riva
al

posta

in

ranno

di

Siracusa

altri

dicono che
rovine di

mare

e sulla destra

spon-

]\icosia

ebbe origine
diei^

dalle

Iltrhua. Pio VII nel i8 i6, colla bolla

Super addilo
la

del

marzo

eresse

sede vescovile suffraganea

dell'arcivescovo di Messina, ed a' 26 giugno 18 18 dichiar primo vescovo Gaetano Maria Avarna di Messina, gi di Zama in parlibas. Per sua morte, Gregorio XVI nel concistoro dei

da del Mesi ma, presso la sua foce nel golfo di Gioia determinato dai due capi Vaticano e Scilla. Nella parte piti alta ha una bella piazza, e diverse pur belle case, come un bel palazzo vescovile. Fu in gran parte distrutta dal terremoto del 1783, ed i contorni offrono ancora
tracce di questo flagello.
le,

La

cattedra-

23 luglio 844 f^ce l'odierno vescovo monsignor Rosario Benza di s. Ca1

buono

edifizio,

dedicata alla

Beata

Vergine Assunta, con fonte


l'ar-

terina

diocesi di

Caltanisetta,

gi

battesimale, essendone parrochi

visitatore della diocesi di

Girgeuli,

cidiacono e l'arciprete.

Vi sono

l'o

a8
spedale,
luinario.
il

NIC
monte
di

NIC
piet e
il

se*

fu

vescovo

il

fratello

Giulio;

nel

Neiritinerario d'Anlonino

Brued marcata sulla via Appia, fra Vibo e Malias, venendo anche chiamata Nicodro e Meda'
inenzionatu questa citt del

Unni,

1573 Leonardo Liparoli di Massa Lubronse, nel 1578 Luca Antonio Kesla de Montagnana d' Otranto, nel i582 Ottaviano Cf^pece napoletano, lodato da

ina.

Edificata dai locresi, fu

cele-

concistoro

per

Clemente Vili ia avere offerto cospi-

emporio di commercio. Soffri molto dai saraceni di Tunisi, che ne fecero schiavi gli abitanti; come pure dai normanni, e poi dai turchi. Fa copiosa pescagione, ed ha feraci campagne. La sede vescovile esisteva dopo il
bre

cua somnja per la spedizione di Ferrara; nel 16 16 Carlo Pinto salernitano


nobile,

di

singoiar

prusi

denza, zelo e innocenza, che


stinse
in

di-

beneficenza pel tristo avin cui

venimento
i

a'20 giugno i638

turchi presa la citt in gran parla

VII
ra,

secolo suffraganea dell' arciveio

te

distrussero,

scovo di Reggio, come


steva
nel
I.

ancoesi-

molti abitanti. Nel

anzi la massa di Nicolera

zo

elesse

recando schiavi i645 Innocenvescovo Camillo Baldo

gorio
iior

600 a' tempi di s. GrePrima di questo tempo

a lui caro e celebre nella curia ro-

mana.
fiorini

Nel
di
di

i65o Lodovico CentoCivitanova,


fratello

nel

SgS Proculo, vescovo


al

di

del

IVicolera, Sergio vescovo

di Nicotera
di

maestro
dato

camera
altri

d'

Innocenzo X,
Indi furono

intervenne
nel

concilio
di
rito

Nicea

li

in ogni erudizione eccellente e lo-

787,

ma

greco,

come

per

pregi.

abbiamo da Commanville. Bonifacio IX nel 1892 ripristin la se-de vescovile, ad istanza di Enrico
Sanseverino signore di Nicotera, no-

i65i Francesco Coppola di Gallipoli, nel i658 Francesco Cribari di Cosenza, nel 1667
vescovi,
nel

Gio. Francesco Biancolella d'Aversa,

minando in pari tempo per vescovo fr. Giacomo di s. Angelo nell'Abruzzo Ulteriore, agostiniano insigne oer dottrina e uiel. Gli suopi e la pe
cessero; Pietro, e

nel

1670

fr.

Francesco

Arri-^

ghi

Bartolomeo de

1691 Ribero spagnuolo mercedario, nel 1703 Antonio Mansiciliano

de'minimi, nel

nel \l^i5

fr.

Clenel

so di Tricarico, nel

17 17

fr.

Gen^

i/\57. Frani46i Pietro Balbo o Barbo veneto, nel i47 Francesco Bran-

mente carmelitano di 1432 Floridazio, nel


i

Napoli,

naro Mattei de'minimi della diocesi

di Mileto, col

quale

nell' Italia

cesco, nel

d'Amalfi cistcrciense, nel i474 Nicola Guidiccioni arcidiacono e nobile


di

da

Lucca, nel

1487 Antonio
di

Lucidi
nel

napoletano poi

Nicaslro,
ca-

1490 Arduino Pantaleoni


e nel
\5\'j

nonico di Capua, ch'ebbe in coadiutore

successore Giulio

Cesare Gennari napoletano de'conti


di

Nicotera.

Nel

i53o

successe

il

fratello

Princivalle, nel

i^^i mori
iudi

Camillo

Genaari

uapoktauo,

sacra dell' Ughelli t. IX, p. 4 '2, si termina la serie de' vescovi. I seguenti sono riportati nelle annuali Notizie di Roma. 1726 fr. Paolo Collia de'minimi di Zaccanopoli, della diocesi di Tropea, traslato da Larino. 1735 Francesco de Novellis napoletano. 1738 fr. Eustachio Enlreri de' minimi della diocesi di Cosenza, traslato da Samaria. 174^ Francesco Franco della diocesi di Mileto, trasferito da Bitetto. 1777 Fraocesc Aatuuio Attalli della dQ

NTD
cesi

NID
si

:>9

sede

1791 dopo lunga Giuseppe Marra di Beggio. Quindi Pio VII nel 1818
di

Sqiiillace.

per

dai

grandi

vacante

molto
stria,

pi^

da
in

d.

Spagna, e Giovanni d' Audi

presa

assai

sinistra

parte
re-

colla

lettera

De

utiliori^

un

la se-

la predilezione

che godeva della

de
i

di

Nicotera a quella di Tropea

gina,

la

privativa

direzione dei

(f^edi),

dovendo
titoli.
11

il

vescovo portare
si

maggiori

affini della

monarchia, ad
si

due

capitolo

compone

esclusione de'naturali del regno,

di

cinque dignit, decano, arcidiacono, cantore, tesoriere e arciprete,


penitenziere
altri

eccitarono querele

e sedizioni tali,

ed altra; di dieciotto canonici compresi


il

che poco manc non iscoppiasse in aperto tumulto. Quindi si vide la


regina costretta a moderare
favori,
i

il

teologo,

suoi

mansionari ed

chierici.

dividere

con

altri

parte

NIDARDO
dinale.

Gio. Everardo, CarAustria nel castello

delle

molte incombenze
gli

che esersua

Gio. Everardo Nidardo te-

citava jNidardo.
la

Dopo poco tempo


restitu

desco, nato in
di

regina
e

l'intera

Falkestein, abbracciato l'istituto

fiducia,

lo

fece arbitro nel go-

della
cossi

compagnia
con tutto
di
il

di

Ges

appli-

fervore allo stu-

verno del regno. Rinnovatesi le querele, e temendosi una ribellione universale,


la

dio delle lettere, dove diede chiari

regina' al fine

dovette

argomenti
solido

vasto ingegno, acuto,

e penetrante.
III

Ferdinando
fessore

lo

L'imperatore chiam alla sua

corte, e gli confer l'uffizio di conde' suoi


figli

Leopoldo, e

malgrado consentire che Widardo fosse mandato a Roma col carattere d'ambasciatore, dove consacrato arcivescovo di Edessa, ad istanza della stessa regina. Clemensuo
te

che sposatasi poi nel 1649 a Filippo IV re di Spagna, lo volle seco con eguale ministero.
Introdottolo in corte,
grazia
ch'egli
sigli
:

Maria Anna

a'22 febbraio
all'Isola.

1672

lo
s.

cre

cardinale prete del titolo di

Bartoalla

lomeo
cilio,

Lo
s.

ascrisse

gli
il

concili

la

congregazioni del
di

offizio,

del con-

del monarca,

quale volle
tutti
i

avesse luogo in
le

con-

riguardanti

materie eccle-

siastiche,

e quindi determin di no-

minarlo al cardinalato, come avrebbe eseguito se Giovanni non lo avescon grandi istanze frastornato, a cui si un r essere il re occupato
se

propaganda ed altre^ colla del regno di Portogallo. Finalmente dopo essere intervenuto al conclave d'Innocenzo XI, mor in Roma nel 1681 d'anni 74.
proteltoria

Rimase sepolto
s,
al

nella chiesa del

Ge-

manco
s.

lato della

sontuosa

cappella di

Ignazio, sotto lapide

in

gravissimi

altari,

sopravvenuti

elegantemente
elogio.

adorna,

con breve
Relation

quando di ci voleva pregare il Papa. Morto il re, fu dalla regina


goveraatrice promosso
volle

AbbianSiO l'opuscolo stampa-

to in

Colonia nel

1687:

grado di grande inquisitore, carica che non


al

des dfferents entre d. Jean d'Antriche, et le card. Nidard.

accettare

senza

un precetto
e consiglieil

NIDDA.
presso
il

Luogo

d'

Inghilterra

pontificio.

Inoltre la regina lo di-

fiume Nid, nel NorthumJN'el

chiar primo ministro

berland.

yoS

vi

fu

celebrato

re di stato, per cui senza

di

lui

un
di

concilio presieduto

da Beroaldo
i

oracolo non risolvevasi alcuna cosa importante dal gabinetto. Essendo-

Cantorbery, in cui
si

vescovi ins.

glesi

riconciliarono con

Vilfii-

3o
do
t.

NID
di

NID
XVII; LablKAugi.
t.

York. Regia
t.

t.

cascate del Leer-Fossen e dai laghi

Vii Arduino

Ili;

I.
.

KIDROSIA
gia,

DIIONTUEIM

Citt gi arcivescovile della Norve-

liaggio di

capoluogo di diocesi e del baDrontheioi meridionale, air imboccatura del JNid-elv, laddove mette foce in un lungo e stretto braccio di mare, a 90 leghe da
Cristiania.

Josvandet. Il nome di Drontheim o Trondhiem, JVdrosa, deriva dalla circonvicina contrada cos chiamata anticamente, di cui gli abitanti ebbero il nome di Trudi

der.

Fu
dal

fondata questa
re

citt
la

nel
resi-

997

Olao

1,

e fu
regoli

denza

degli

antichi

della

sede di un

vescovo
era dife-

Norvegia, e poscia degli arcivescovi


cattolici,

luterano e residenza d' un governatore.

eh' estendevano
ecclesiastica

la

loro

cinta di

mura ed

giurisdizione
la

su tutta

da due forti ora in rovina, cio Cbristiansbolm fabbricato nel 1680 sopra un'altura presso la citt, e
sa

Norvegia
antico

[Vedi).

Decaduta dal

suo

splendore,
i

quando

in

progresso di tempo

vicer di Noril

Munkholm
nome.
sono
1'
il

posto

nell'isola

di

tal

vegia fecero a Bergen

loro ordina-

Gli editzi pi

considerabili

rio soggiorno, fu quindi

molto dan-

palazzo

del

governatore,

neggiala dal fuoco nel i522,

i65o e
i658,
stesso,

edifzio della

societ delle scienze

168

1.

Presa dagli svedesi nel


dai

che contiene la scuola cattedratica, come pure una bella biblioteca ed

ripresa

danesi
di

l'

anno
il

ne fu loro confermato
col

possesso

un gabinetto

di storia naturale

la

chiesa cattedrale, che arse nel i53o,


sotto r invocazione
li

Copenhagen 1660. Nel 1719 un corpo di


trattato

nel
svecitt

del re

s.

Olao

desi

che volevano attaccar


nelle

la

martire, ove

reliquie^

che

venerano le sue prima attiravano un


si

per

nevi
la

delle

montagne

che separano
vegia.

Svezia dalla Nordi

gran

numero
gotica;

di
la

pellegrini.

ri-

marcabile per
tettura

sua
quivi
i

bella archire di

La
eretta

sede vescovile
nel
secolo

Nidrosia fu

Norvi
si

vegia erano incoronati, e nel 18 18

anche
vegia.

il

re

Carlo
un
il

Giovanni

fece incoronare

Vi

con chiesa,

re di Norgrande ospedale seminario, molte scuo-

come

le elementari, orfanotrofio, casa di

correzione con

fabbriche,

le

quali

Grimkele nel cattedrale con culto di martire il re s. Olao II di Norvegia, e fu dichiarato suo patrono ; essa fu rifabbricata con una magnificenza, che divenne la gloria di tutto il Nord. Mentre Nidrosia era capitale
della Norvegia,
il

X. Il vescovo io3i seppell nella

sono

altres

nell' ospizio de' poveri.

cardinal
di

Brack-

Ha

belle

strade e

piazze
11

ben

speare legato nio


di
III,

pontificio
fatto

Euge-

fabbricata,

ma

in

legno.

porto

poi

Papa

col

nome
XII e
arcive-

comodo, ma l' ingresso vi pericoloso. Questa citt il principale mercato di tutta la Norvegia settentrionale, non che d' una
sicuro e

Adriano IV, nel secolo


II

nel

48
e

l'eresse in

sede

parte della
sima.
I

Svezia, perch floridis-

cessando cos l'arcivescovo di Lundeii [Vedi) di aver soggetta alla sua giurisdiscovile

metropolitana,

suoi dintorni sono pittorebelle case di

schi e sparsi di

camdalle

Nidrosia furono
fraganei
i

zione metropolitica la Norvegia. A assegnati per sufseguenti


vescovati. Ber-

pagna

sono anche abbelliti

NID
gen, Bergae, eretto nel secolo XT.
Ansio, Ansloa^ eretto nel secolo XI,
solvere
i

NIG
non potendo che
da
lei

3f
santa Sede as-

la

anatematizzati.

poi trasferito
niar,

Cristiania.

Ham-

Nel i52 3
Crstierno II
di Federico
I,

al

colo

Hammaria^ instituilo nel seXI ed unito ad Ansio. Slaffan-

detronizzamento di e assunzione al trono in Norvegia meglio si


riforma redi

ger, Staffangra^ fondato nel secolo

consum
ligiosa,

la

cos delta

XI. Hola, Holamense, in Islanda, eretto nel secolo X. Groenlandia Groenlandensey nelT isola, fondato
nel secolo XI, con residenza a Beatfort,

allo

scopo
chiese,

usurpare

beni

delle

come

altrove.

soppresso nel XIII. Schalhot,


registra

Scalcliota^ nell'Islanda, eretto nel se-

colo X. Cos
ville,
11

li

Com manvi

Lorenzo ed Olao Petri discepoli di Lutero vi propagarono con energia i loro errori, che furono fataU mente seguiti, favoriti e predicati, anche dai giovani svedesi e danesi
reduci in patria dagli studi
fatti

Hist. de tous les ardi, et ves.

in

p.
il

Mirco, Notita epis.


vescovato di

aggiun-

Germania, ove

il

luteranismo gi

ge
sis

Sodre, Sodren-

era slato abbracciato e insegnavasi

che altri vescovi suffraganei furono quelli delle isole Orcadi, dalla Norvegia poi ceduto alla Scozia, e cita Alberto
vel Iiisulaiius^ e

con sommo ardore. In tal modo caddero in aberrazione religiosa i popoli de' tre regni del Nord. Cristierno II che pel primo avea seguito
la

Crantzio, Sarmatiam. Enrico vesco-

riforma,

con atroci

cru-

vo
di

di

Stavanger o di

Stregnes fu

delt la propag, e voleva far bruciar vivo Erico Valchendorp arcivescovo di Nidrosia, primate di Nor-

eletto dal capitolo all' arcivescovato

Dronlbeim o Nidrosia, a secondei


consigli

da

del morienle arci-

vegia, perch lo avea ripreso delle

Enrico essendo della famiglia reale di Norvegia, per


Eystein.
le

vescovo
sue

oscene sue
solo trov

tresche, per

cui Erico

scampo con
il

pretensioni

al

trono mosse

ga in Pioma. Allora
sess delle sue

pronta fure s* impose le pro-

che l'avea occupato nel i i85. L'arcivescovo si ricus di coronare il re, e quando questi l' invit a scemare
il numero de' suoi armati e di non tener pi alcuna militare ma-

guerra a

Suero

Suerrero,

sostanze, confiscan-

do

beni

patrimoniali

priet della sede

arcivescovile,

del

capitolo metropolitano e degli altri


ecclesiastici,

che in

barbari
1

modi
illustre

strazi,

restando soppressa

rineria,

si

rifugi

presso l'arcive-

sede

metropolitana di

Nidrosia

e
il

scovo

di

Lunden, ed ambedue por-

quelle de' suffraganei, e


cattolicismo.

bandito

taronsi in
glianze,

Roma

a far

le

loro do-

onde fu Suero scomunicato. Nel 1202 succedutogli il figlio A-

NlGELLI Ridolfo,
conio, o veramente

Cardinale. Ridell'illustre fa-

dolfo pisano secondo Panvinio e Ciac-

quino IV, reintegr i vescovi, secondo r ordine paterno, dei gravami da lui esercitati, ed ottenne che Enrico, divenuto cieco, levasse la scomunica fulminata gi contro il
re e
i

miglia di Nesle,

come vogliono

Fri-

suoi consiglieri.
III, fece

Ci saputosi
sutfraganei,

da Innocenzo

gravi rimpro-

ed Aubery, insignito col titolo di maestro, fu da Lucio HI nel II 83 o ii84 creato cardinale diacono di s. Giorgio in Velabro, e poi da Clemente III nel ii88 dichiazonio
rato prete del titolo di
s.

veri air arcivescovo e

Prassede.

Si

NIG
eminente dottrina seppe congiiin*

NTG
Ma, Guinea e

Ad

Congo

secondo

it

gere singolare integrit di vita, siticela e costante piet verso Dio. Segui

Balbi potrebbero essere ripartite in


tre grandi contrade geografiche, da nominarsi Nigrizia occidentale, corrispondente alla Senegambia, Nigri-

Lucio
111,

III

nel viaggio a Verona, e


gli

trovossi

fra

elettori

di

Urbano
III,

Gregorio Vili e Clemente


190.

zia centrale,
il

che

nel cui pontificato pass a Q<iglior


vita nel
i

Soudan
Nigrizia

e la

comprenderel)be Guinea, e linaluien-

te

meridionale, che com-

NIGRIZIA. Contrada
reale
dell'

interna bodi

Africa

composta
i

un

gran numero di regni o paesi, con

montagne e
professano
il

rainiere,

cui abitanti
il

prenderebbe il Congo. Vi si trovano circa un migliaio di stati; gli abitanti in generale sono pressoch selvaggi e immersi nella superstizione.

maomettismo,
die
il

cui

colore nerissimo
fra
gli

suo

nome

La
conta
vi

religione

cattolica
,

non
ecco

vi
le

europei alla

regione. Diffe-

molti

seguaci

ed
le

rendo da quasi tutti gli altri negri che sono divisi in piccole trib, formarono alcuni stati considerabili con governi assai regolari, il piti
possente quello de' Feiani, popolo di

missioni o stabilimenti
si

cattolici

che

trovano,

secondo
e

ultime

notizie.

Possessioni

stabilimenti

francesi
distretti

del Senegal nella gambia. Queste sono divise


:

Senein

due

color bronzino carico, che


coi

si

i."

distretto di

s.

Luigij

collega di rado

Negri

(J^edi).

Gli

abitanti della Nigrizia sono pi

industriosi

La

che i negri delle coste. corrisponde in parte all'interiore Edopia [Fedi) degli
Nigrizia
i

che comprende l' isola di s. Luigi, quella di Babagu, Safar e Guimbar formate dal Senegal, ed i vastabilimenti su questo fiume; ri 2." distretto di Gorea, che comprende, oltre quest'isola,
tutta la costa
della baia d' lof fino alla

antichi,

quali ne avevano nozioni

incerte. Nel

XV

secolo

portoghesi
nel
schia-

Cambia. La

pei

primi

le

somministrarono;
die
preziosi
;

missione

richiesta del re di

secolo seguente

cia fu fondata nel

Fran1765, e fu aflidata
recoUetti,

rimenti Leone V africano


del

alla fine

ai religiosi francescani

dai

XVIII
e

e principio del

XIX

due
,

quali pass

ai preti secolari.

La

pre-

coraggiosi

ma

sfortunati

inglesi

fettura apostolica del Senegal ora

Browne
le

Mungo-Park esplorarono
orientali

amministrata dai sacerdoti del seminario delle missioni di


Parigi.
s.

parti

il

corso

del

Spirito di

Biali-ba. Nel

1824

tre viaggiatori

della stessa nazione,

ham

Clapperton

gettarono

Oudney, Denuna

gran luce sulla geografa del centro ; ed il viaggiatore padovano Belzoiii


ci

Eranvi due curati compreso il prefetto, due chiese in s. Luigi e in Gorea, due ospedali, una scuola, due case e quattordici religiose di s.
Giuseppe.
vicariato

Guinea
apostolico

settentrionale
della

lasci paesi.

importanti notizie di

Guinea

questi

Finalmente

il

france-

se Cailli ed altri fecero


perte.
gri

nuove scode' nesi

gorio

superiore e inferiore, eretto da GreXVI nel 1B42. Si estende a


tutta la

Le immense comunemente

regioni
dai

Guinea,

alla

Liberia, alla

geografi
assai

colonia del

dividono in quattro parti


eguali,

dis-

chiamate Soudan, Senegam-

Capo Palmas ec. Lo stesso Papa nel i844 nomin vicario apostolico monsignor
JVlayriland,

NIL
Eacarpi a, cui fece succedere monsignor Benedetto Truffet. Vi sono pi di
d*

33

Eduardo Barron vescovo

de nella bassa
tata nel

Guinea vi fu pori5oo da un prete portodi


s.

ghese, che nella citt


tore vi battezz
reale.
il

Salva-

dodici cappuccini e diversi preti

ir-

re e la famiglia

landesi. Monrovia capitale" del capo Mesurado detto Liberia, prese tal nome da Monroe presidente degli Sta-

Ad

Africa, a Portogallo, a
di

Congregazione
li

Propaganda,
altri

Missioni pontificie ed
vi

artico-

ti-Uniti, sotto

cui

auspicii

si

e-

manciparono
meridionale,
in circa

gli

schiavi nell'America

ivi

trasportati nel
i

1882
di

2000 compresi
Liberia

cattolici,

essendovi nella
culto.

libert

Congo, Angola e Benguela. Congo regno nella bassa Guinea, con s. Salvatore per capitale. Angola regno del sud del Cngo^ con s. Paolo per capitale. Una se-

sono analoghe notizie. NicoV, Paolo V, Urbano Vili, Clemente XI ed altri Pontefici furono, oltre Gregorio XVI, benemeriti di queste missioni Paolo V ricevette un ambasciatore del re di Congo (di
l
:

cui feci parola nel voi. XII, p. 122),

de
te

vescovile fu eretta

da Clemeni

Vili

in

s.

Salvatore, e la imi a
(P^edi),

quella

Angola
di

di

cui

ed a questi Clemente XI mand scettro e corona Sotto Urbano VIII nel i6.4 a nome del re prealla st obbedienza santa Sede monsignor Vives segretario di propaganda, quale ambasciatore depu.

vescovi fissarono
in
s.

poi

la

residenza
ossia la ca-

tato dal re.

Paolo

Loango,
di
i

NILAMMONE
chiuso.

(s.),

detto

il

Rin-

pitale del

regno
e

Angola. Questa
regni di Con-

diocesi

comprendeva

go, Angola
stati.

Benguela

con

altri

i832 vi era un vicario capitolare con quattro canonici e


Nel
l'arcidiacono;

Viveva nel V secolo, ritirato in una celletta vicina a Pelusio nell'Egitto. La citt di Geres avendolo eletto a suo vescovo, egli addusse tutte le ragioni che la sua
umilt suggerivagli, per esentarsene,
e ricorse alle lagrime per
in

questo

capitolo dola fa-

mand

r uso del rocchetto e

muovere

colt di celebrare in
tificali nelle

paramenti pon-

la cattedrale di

na

si

maggiori solennit. DelSalvatore, appes. vedono gli avanzi ; incerto

suo favore Teofilo patriarca di Alessandria che avealo giudicato

degno deirepiscopato.

Ma

tutto riu-

quella di s. Paolo ; invece evvi ancora la sede vescovile iV Angola, e Gregorio XVI nel 1 844
se sussista
la

tolse

dalla

giurisdizione

di

s.

Salvatore del Brasile e dichiar suf-

fraganea di
prile

Lisbona, indi
fece vescovo

1846

a' 16 amonsignor

scendo inutile, si volse con confidenza a Dio, e Io preg di levarlo di vita, pi presto che permettere che gli fosse imposto un tale formidabile carico. La sua preghiera fu esaudita, poich mor prima d'averla interamente finita. Il suo

nome

notato ai

di

gennaio nel

de Lemos carmelitano scalzo della diocesi di Aveiro. Ne' tempi passati vi erano
Sebastiano

Gomes

martirologio romano.

NILO

(s.),

anacoreta. Visse tal-

molli missionari cappuccini,


sino dal
vi

stabiliti

mente sconosciuto al mondo nel suo ritiro, che non si sa quale maniera di vita menasse egli nel deserto; e tutto quello che
di

che avevano una prefettura aposto-

1674

la

prima

volta,

sappiamo
Chiesa,
i

lica,

molti conventi ed ospizi.

La

fe-

questo

padre della
3

VOL

XLVIII

34

NIL
to
col
(glio

NIL
avea allora ciiiquanf'anni. Ritornanel deserto, mor, in

riduce ad alcune circostanze generali. comune opinione che fosse


originario di Ancira nella Galazia;

et

si

pu giudicare

da' suoi scritti

avanzata, sotto il dell'imperatore Marciano.


assai

regno

Non

si

ch'egli avesse

ricevuto un'ottima edifficile stabilire

ducazioae. Sarebbe
il

a maestro Crisostomo: sembra che ci dovesse essere in Antiochia, ove pot trarlo la riputazione del santo dottore, quand'egli ebbe ri-

tempo

in

cui

scelse

n le circostanze della sua morte, e neppure di quella di Teodulo. Le sue reliquie furono
sa

Tanno,

s.

Giovanni

trasportate dal

monte
il

stantinopoli, sotto
slino
il

Giovane,
e de' menci.
il

Sinai a Coregno di Giue deposte nella

chiesa degli Apostoli, a detta di Ni-

nunzialo al mondo. S. Nilo spos una donna degna di lui, e n'ebbe due figli. Ebbe la carica di prefetto o governatore di
li
;

ceforo

segnata
Ioli

La sua festa 12 novembre. Ecco i tidelle opere di s. Nilo. i. Trat1.

Costanlinoponella

tato della vita monasticay ordinaria-

ma

vizi

che regnavano
lo

mente appellato V Ascetico.


la

Trat-

corte

di

Arcadio,

disgustarono

tato della pratica della virt e

dd-

mondo, per cui risolse di abbandonarlo. Sua moglie acconsent


del
al

fuga dei
3.

vizi^

altrimenti detto
eh'

Peristeria.
i'ert

suo

ritiro,

ed

egli

lasci a

lei

volontaria^
dell'

nua figlia, e men seco il figlio Teodulo nel deserto di Sinai, verso l'anno 890. Col praticarono insierae gli
esercizi

nuazione
preferenza
vita
logio.

della pO' una contiAscetico. 4* Della


si

Trattato

che

deve dare alla


Trattato

eremitica. 5.
6.

ad Eu-

della pi

perfet-

Trattalo sugli otto spriti

ta vita monastica. S. Nilo impieg


il

sopravanzava nello scrivere diverse opere, che sono

tempo che

gli

della malizia. 7. Trattato dell'orazione, 8. Trattato dei cattivi pensieri.

9.
;

Cinque
s.

raccolte

di Sen-

im monumento dell'eminente sua


santit e della sua rara eloquenza,

tenze

ma non
Nilo.

certo che
io.

siano

opera di

Un

sermone

per cui gli antichi lo avevano in grande stima. Egli veniva consuU tato da ogni parte, per l'alto concetto che aveasi della sua santit, Avendo i saraceni trucidato un gran

sulle parole di

ha

Quegli vile s. Luca: una bisaccia o una borsa la


ec.

prenda^

ii.\)^\\fi Sentenze, c\q


t.

trovansi nel

Il
il

della

Biblioleca
il

de'padri, e che
fece
le

Suarez,

quale

numero
di

di

monaci nella solitudine


rapirono

stampare a
s.

Roma

Sinai,

Teodulo, e
il

lo

opere di
jiieppure

Nilo,

1673 non ha credunel

menarono
ri.

seco con altri

prigioniefiglio,

to d'inserire nella sua edizione, co-

S.

Nilo,

non trovando

me
e

il

trattato seguente. 12.

and a
Tenne
ni bito

cercarlo per ogni dove, e

Dell'uccisione dei solitari di

Sinai
1

egli stesso

a cadere nelle

masu-

delia

cattivit
sulle

di Teodulo.
di
\^.
il

3.

dei barbari, che gli resero

Discorsi
dell'

feste

Pasqua

dopo la libert. Da trov Teodulo ad Eleusi,


]a citt,
il

ultimo ch'era
lies.

Ascensione.
di Lettere:

Un

mero

p.

gran nuPietro Pous-

stato riscattato dal vescovo di quel-

quale fu oltremodo

to di renderglielo;

ma

costrinse

pubblic 335 a Parigi nel j(>57, e Leone Allacci ne fece stampare un numero assai maggiosines ne.

Nilo a lasciarsi ordinar piete: esso

re a

Roma

itfl

1668. Vi sono al-

NIL
tri

NTL
s.

S')
gli

scrtti

attribuiti a
di
il

Nilo,

ma

dimostrazioni di rispetto, e

pro-

che non sono

lui.

NILO

(s.),

Giovane. Di origia

mise di aver riguardo alle sue raccomandazioni. Essendo dipoi l' imperatore

ne greca, nacque
labria nel

mo,
ne

il

910 nome di

Rossana ebbe nel

in

Ca-

andato a visitare
di

s.

Nilo
se

battesi-

nel suo monastero, che

non era

Nicol,,

ma

prese

non un' unione


gli

povere capanne,
fabbricar-

quello di Nilo
religiosa.

nella sua professio-

offerse

un luogo per
lo

Mostr

fino

dall' in-

ne un
tarlo,

altro,

promettendogli di doinvit
gli

fanzia molto fervore, e fece grandi

domandargli
;

progressi nelle lettere divine ed u-

ci

che

pi

piacesse

ma

il

mane. Legatosi
niale,

allo stato

continu
alle

matrimotuttavia ad attendi
il

santo non
ferte,

approfll delle
volle

sue ofil

come non
che

accettare

dere

pratiche

piet

ma
fer-

vescovato di R.ossana, n dar retta


alle inchieste
gii

raffreddatosi in lui

primiero

vore, a poco a poco contrasse


gli

de-

recarsi alla corte di


li.

vennero fatte di Costantinopoi

abiti

vrziosi.
il

Rimasto vedovo,
di

Dilatandosi l'invasione e
de' saraceni
si

guas.

conobbe
stato,

pericolo

questo
ritirarsi

suo
in
di

sti

nella
co'

Calabria,

laonde deliber di
e scelse

Nilo

un monastero,

quello

monaci a Monte Cassino. L'abbate Aligerno


ritir

suoi

Rossana, ove si vot solennemente al Signore, essendo allora in et


di
trent' anni.

lo

accolse

in

modo

onorevole, e

Visit

in

appresso

vari monasteri,

e poco

preso l'abito nella


curio, ritirossi in

dopo aver badia di s. Merquella di s. Nas.

qualche tempo appresso gli don monastero di Val di Lucia; ma il perch s. Nilo lo lasci poco dopo, questo luogo non gli pareva abbastanza solingo. Passati dieci anni
nel monastero di Serperi posto sulla

zari detta poi di


vi
egli

Filarete. Qui-

port ad alto grado di perl'obbedienza,


dei
l'

riva del mare,

si

trasfer co'suoi
s

fezione

umilt,

la

discepoli al Tusculo, e

pose nel

mortificazione

sensi

e la con-

romitaggio
nel

di

s.

Agata, ove mori

templazione; e in capo a qualche anno ottenne il permesso di andar


a
di

ioo5, in et di novantacinque
di cui

anni, modello di perfezione ai suoi


religiosi,

vivere

in
la

una
sua

foresta

vicina, e

non
di

volle

mai

ar-

dimora in un romitaggio attinente ad una piccola cappella di s. Michele. Col riceporre


vette
in seguito
la

rogarsi l'autorit

superiore.

Le

sue reliquie furono portate a Grotta ferrata,

ove
il

fu

trasferita
;

ezianfe-

dei
di

discepoli,
s.

se-

dio la sua comunit


sta
ci

e la sua

guendo
divenne

regola

Basilio,

e
le

ben presto celebre per

26 di settembre. NILO o EL-NIL. Sede vescovile


celebra

sue predizioni e miracoli. Avendo r imperatore Ottone III cacciato da

di

Babilonia

nella

diocesi

de' cal-

dei,

Roma
gi

Filagato vescovo di Piacenza,

unita alle chiese di Naamania, di Naphac e di Badraia. Ne furovescovi N. che trovossi


I,
all'"

fatto

antipapa
s.

dal

senatore

no

ele-

Crescenzio,

Nilo

si

rec a inter-

zione del cattolico Elia

Mars che

ceder grazia per lui, pregando l'imperatore di non obbliare nel castigarlo
stito.
il

fu a quella di Ebedjesu,
le

Emmanue-

carattere di cui

era rive-

Ottone

IH

lo

ricevette

con

consagrato dal cattolico Elia II, e Giovanni del secolo XI H. Oriens christ.tl, p, 1328.

3G

WIM
NilopoUs,
nel

NIM
Sede ve-

NILOPOLI,
Alessandria
,

mondo,
tata
il

scovile d'Arcadia, nel patriarcato di

corona mdiata diven* simbolo dell'eternit e della


la

eretta

IV

secolo.

Nilopoli o citt del Nilo


te chiamavasi Pousri

situata

nell'interno dell'Egitto, e anticamen-

o Bousir^ e nominata Nilopoli per la venerazione particolare che i suoi abitanti avevano pel Nilo, cui consagrarono un magnifico tempio. Ne furono vescovi Cheremone, Teone, Adelfio, Eusebio, Pietro, Michele, ec. Oriens chrst. t. I, p. 587. venne dai
greci

potenza protettrice e benefattrice secondo alcuni scrittori. I romani ornarono del nimbo Apollo ed altri numi; indi si adoper, come molte
altre cose, ch'erano proprie e riser-

Nilopoli, Nilopoleriy

un

titolo ve-

scovile in partibus che conferiscono


i Papi, e Gregorio XVI a' i4 giugno i833 vi nomin monsignor Stefano Rouchouze, che pur fece ve-

per adornar le teste gran personaggi tenuti dai gentili per dei ancor viventi. Alcuni re dell'oriente furono i primi ad appropriarsi la corona radiata, perch si paragonavano al sole per l'eternit della potenza loro, come lo attestano i loro medaglioni. Cesare romani , che fu il primo presso

bate agli dei


certi

di

ottenne

la

corona radiata,

la

quale

scovo vicario apostolico dell'Oceania


orientale.

aveva d'ordinario dodici raggi, perch come simbolo del sole, e perch questi raggi indicano il numero
de' segni

NIMBO,
namento

Ninibas. Cerchio o or-

del capo, rotondo, in for-

Dipoi

si

del zodiaco e de' mesi. us dagl'imperatori e dalle

ma
di

di

splendore circolare

che

si

inette alle sacre

Immagini

(P^edi)

santi ; segno di santit e culto ecclesiastico dato a' servi di Dio. A Diadema, ne dicemmo il significato, e
sti

Ges ne e de'

Cristo, della Beata Vergi-

N quest'uso venne memancare l'idolatria, perch fu anche ritenuto da alcuni impeimperatrici.


col

no

ratori greci,

come ne

fan

fede le

parlammo

de' raggi po-

sui capi di

dette immagini.

Ne
cir-

trattammo ancora ad Aureola,


colo o corona di luce
P^.

simbolo di , Corona. La corona radiata deve la sua origine al nimbo, col quale si rappresentavano gli dei. Si ornavano le statue del Soie con simili corone, a cagione della eccellenza della sua luce; se ne adornavano pure le statue di Giove, e le divinit e i si rappresentavano discendenti del Sole col capo radiaperfezione.
to.
gli
Il

monete dopo Costantino; quindi si d luogo a credere che fedeli o apprendessero questo rito dai gentili, oppure dalle sagre carte nelle quali non mancano esempi, che i volti de' servi di Dio apparissero
i
,

alcune volle circondati di


re e di luce;
e

splendo-

considerassero

da

prima
poich

il

nimbo per un mero adordi

namento
i

maest e di
cristiani

religione,

pittori

seguitaro-

no a porlo

nelle figure de' principi

e di alcun'altre persone di singoiar


qualit, nello stesso

fregiarono
tore, indi

le

tempo che ne immagini del Salvapoi degli e-

nimbo
per

fu usato

dapprima da^
il

degli angeli,
de' loro
apostoli,

egizi

rappresentare

sole

vangelisti e

animali

ap-

che tanta luce


altre deit
:

da

tramanda, e
Il

presso degli
di
tutti
i

e finalmente
vedersi

dagli egizi pass questo


altri

santi,

come pu
antichi
del

costume ad
sendo

popoli.
il

sole es-

nella
nei

Roma

sotterranea di Arringhi,

eterno

benefattore del

Monumenti

Ciam-

N
pini,
in

M
di Basilio,

NIM
ed
cazioni.

37

nel

Menologio
libii
;

altri

finalmente nel secolo

Xll divenne esclusivamente universale nelle sacre immagini, solo decerandosi Papi e altri personaggi viventi, anche prima di tal tempo, colla corona quadrata, di che tei

Nel palazzo della citt, bellissimo edifizio, si vedono i ritratti degli ambasciatori delle potenze che vi segnarono a* io agosto 1678 il
celebre trattalo di pace, perci detto
di

nemmo
e
si

proposito ne'

citati

articoli,

riserb
capo.
Il

come un

distintivo del

loi'o

Macri, verbo Ninibus^


fascietta
le

Nimega, e di cui fu benemerito Clemente per averla provocata col suo zelo, tra la Spagna, l'Olanda e la Francia, a cui ivi accedettero l'impero nel 1679 a' 5 feb-

dice che questa parola propriamente


significa

braio colla Svezia, leggendosene gli


articoli

una

tessuta

con
lega-

nel

t.

II

del
si

Teatro

della

oro, con la quale


vansi la fronte,

donne

pace. Fra
la di
s.

le chiese

distingue quelpatria di di-

come
in

bio

e meglio quel
si

scrisse Arnodiadema o cer-

Stefano.

versi

uomipi
Nel

illustri.

Le
la

sue anti-

chio che
la

pone
che
il

testa

ai

santi.

chit
st.

romane provano

sua vetu-

Si osserva

Giotto dipingendo

IV

di

Cena del Signore nel monastero Pomposa, si vede Giuda col nimgli

tante, e fu

secolo era gi imporcompresa nel regno di


pri-

Austrasia.
vilegi

Nimega ottenne molti

bo come
il

altri

apostoli,

perch

dagl'imperatori tedeschi e fu

nimbo non
la

solo

fu
Iq

usato

come

segno per esprimere


a nelle

santit,

ma

nel numero delle citt anseatiche. Vi dominarono gli spagnuoli ed


francesi,
desi.
cilio,

dignit della persona. An-

finch

si

riun agli olan-

che il re Erode e altri tiranni si vedono in alcuni monumenti ornati col nimbo. Il Buonarroti ne' Fetri antichi lo chiam diadema, ma il Borgia aggiunge inipropri amente, e ne d le erudite ragioni nelle Memorie t. I, p. 259, e nella Vaticana
Confessio p.
ni

NeU'BSo
in cui
vi

vi fu tenuto

un con-

mieus

Gesseo vescovo d' Afu deposto per essersi dide' capi della ribellio1.

chiarato

uno

ne contro Timperatore Lodovico


Diz. de' conc.

NIMES

{Nemausen). Citt con re-

117. Altre illustraziodel nimbo e sua origine si posso-

sidenza vescovile in Francia, capo-

no leggere nel Donati, Dittici sacri e profani p. 193 e seg.; nel p. Lupi,
Dissertazioni,
nel
t.

luogo del dipartimento del Gard a 23 leghe da Marsiglia, presso la destra della Vistre. E sede di corte
reale, di

I, p.

245

246; e
gentile-

tribunali di

prima istanza
autorit
sere-

Marangoni, Delle cose

e di

commercio e

d'altre

sche trasportate
p.

ad

uso delle chiese

Situata sotto
no, in

un

cielo-

puro e

i4o e

seg.,

e p.

120 e

seg.,

ove

una pianura

deliziosa

al

parla delie diverse specie delle antiche corone e loro uso.

piede di molte coltivate colline. La citt propriamente detta cinta di

NIMEGA, Novioniagus.
te

Cii'd for-

baluardi sostituiti agli


stioni

antichi

ba-

della provincia di

Gueldria
sinistra

nei

che
i

Paesi-Bassi, capoluogo di
rio

circondadel

ghi,

dividono dai sobborquali sono grandi almeno


la

e di cantone sulla

\Vhaal, a 2(^ leghe da Amsterdam. piantata su cinque colline, in un

quanto la citt. I principali edifizi sono il palazzo di giustizia, l'ospedale,


gio,
il

teatro, la chiesa

del colle-

paese pittoresco, con

buone

fortifi-

la cattedrale dedicala alla

Bea-

38
ta

NIM

NIM
cale una opra l'altra, formate di enormi massi di pietra mirabilmente a. secco, monumento imponente con quattro porte. La fontana di Diana, le cui acque formano una piccola riviera rinchiusa in un bel ca-

Vergine con batlisteno di recengi tempio sacro ad Augusto, che rinchiude le tombe del suo vescovo Flechier e del cai'dinal de Bernis, mentre il cuore e le viscere di quest'ultimo sono nel
te ricostruzione,

deposito di

s.

Luigi de* francesi


alla

in

nale in pietra, fiancheggiata d'alberi:


essa

Koma
ampio

vicino

cattedrale

vi

alimentava

magnifici bagni
le

ri-

Vi sono cinque chic se parrocchiali col fonie sacro, non


episcopio.

parati nel 1774? che per gioni che li circondano,

pianta-

ne

che monasteri
nario.

di religiose e ospedali,

un luogo
giato.

delizioso.

Il

vicino

fanno tem-

confraternite, grande e piccolo semi-

pio di Diana, estremamente danneg-

Nimes possiede un'accademia


scuola

La

torre

Magna,
di

bella rovina

universitaria, collegio reale,


di disegno,

fuori della citt sopra

una

collina,

accademia reale del Gard,


,

che forse serv


luoghi
saici,
si

Faro. In molti

gabinetto di storia naturale

corso

trovarono bellissimi

mu-

di chimica applicata alle arti, pubblica biblioteca con circa ii,oo Tolumi ; societ di agiicoltura di medicina e biblica j commissione di
,

antichit ed

un gran numero
ville

d'iscrizioni greche e latine.

r Hstoire abrg de la
rnesy

Vedasi de Ni-

monumenti

antichi, casa

di deten-

zione con officine di lavoro. Essen-

zialmente manifatturiera, consideradi


il commercio , ed il centro queHo di molte parti. Si osservano pure i pubblici lavatoi e beveratoi, ed i magnifici passeggi dei

bile

1767. Nimes fu Domizio Afer maestro di Quintiliano, di Giovanni Nicol medico che port il tabacco in Francia nel 1^59, di Dorthez na-

Amsterdam
di

pure patria

turalista, del

teologo Cassaigne, del

dotto Gio. Battista Cotelier, di Gio-

vanni Fabre calvinista che volle subire


sei

baluardi e de' corsi


nata.

oltre la spia-

anni di

galera

pel

padre

La

fortezza

eretta

da Luigi

XIV
dicit.
citt,

serve al deposito

della

men-

condannato per aver clandestinamente abbracciato la riforma, di Sa-

Dopo Roma
Nimes

e qualche altra

muel

Petit,

di

d'Europa che conserva in maggior numero de' monumenti della grandezza romana, che nella maggior parte si credono ordinati dai due Antonini, in segno d'affetto al luogo di cui erano originari. Fra gli altri vi si trova la cosi detta casa quadrata, antico tempio eretto da Adriano, della forma di un lungo quaforse la citt

Court de Gebelin,
di
altri.

Giacomo Sauiin, di di Rabaud s. E-

tienne deputato alla convenzione, e

Nimes o Nismes si presume che debba la sua origine ai focesi della


Jonia, che fondarono Marsiglia, sembrando confermare una tale opinione i greci epitaffi quivi ritrovati j
essi

l'occuparono per circa quattro

secoli.

certo, che al

tempo

in cui

drato isolato, decorato di 3o colon-

ne e restaurato da Luigi XIV, e di nuovo nei 1820, in cui vi si stabili il museo detto di Maria Teresa. L'anfiteatro chiamato le Arene circo maestoso, composta di due Illa d'ar,

Fabio Massimo la conquist pei romani, essa chiama va si Neniausus ed Urbs Volscoruni Arecomicorunif essendo allora capitale dei volsci arecomici, ci che fa credere che questi
popoli l'avessero conquistata sui suoi

NIM
fondatori qualche

NIM
dei

39

tempo prima
antichi
i

romani.
"varie

Diversi

marnir
colonie

e
ro-

denza pontificia. Nel i/m7 ^^ presa dal principe d'Orange, comandante


di

iscrizioni
vi

attestano che
delle

un'armata

inglese,
il

ed

in tal in-

mani

mandarono

contro fu rovinato
teatro. Il
vinisti

suo bel anfi-

ed anzi varie medaglie assicurano che fosse una colonia di soldati, i quali Augusto aveva ricondotti dall'Egitto,

sussist fino al

tempio innalzato dai cali685, in cui

fu demolito per ordine di Luigi

XIV
Nel

dopo

la

conquista di quella

appena riconquistata
secolo

la

citt.

provincia.

governala dai consoli e decemviri, che l'abbellirono d'una


quantit di bei
degli edili

Fu

nato de'

monumenti; eranvi a Roma, un sedecurioni un collegio di

calvinismo gett profonde radici, e fu Nimes per lungo tempo il teatro delle guerre di
il

XVI

come

religione le pi sanguinose,

e cru-

deli reazioni vi acca dettero nel

1791

un tempio dedicato ad Augusto. Convien per dire che quesacerdoti ed


sta
citt

seppe

sottrarsi
se
si

a questa
osserva

nuova dominazione,

i8i5. La sede vescovile fu eretta verso il 4? 3 na. prima Narbonese nella bassa Linguadoca, suffraganea
e
di

che fu nel numero delle SSy citt che conquist Pompeo nelle sue spedizioni dalle Alpi sino alle ultime estremit della Spagna. Quando croll l'imperio sotto

Narbona; indi nel 1694 membrata per formare la


di
Alais, e fatta
lo

fii

dis-

diocesi

suffraganea d'Avi-

gnone, di cui

Onorio ed Arcadio, la citt di Nimes cadde fra le mani de' goti nel V secolo , dopo
essere stata

per circa
se rie

5oo anni

sot-

ancora. Al tempo di Costantino Nimes si trovava ancora soggetta ai suoi falsi dei, lo che deplorando Eu verte vescovo di Orleans, Rodile discepolo di lui ne

to la potenza de' romani.


secolo
i

visigoti

Nel VI impadroniroil

concep dolore, e bench suddiacono si sent disposto convertire i nismesi,

no, e neU'Vlil pass sotto

giogo

preg quindi ed

ottenne di

de' saraceni, che con altre piazze, e-

partire per

Nimes

colla benedizione

gualmente che Nimes da


l'auni, finch

essi

dan-

del vescovo. Giunto che vi fu^ trovan-

neggiale, conservarono per circa ven-

do che stava per


sta anniversaria
t,

celebrarsi
al

gran

fe-

furono scacciati da Pi-

genio della

cit-

pino

il

Piccolo.

Fu

in seguito go-

nel suo zelo rimprover agli ale

vernata dai

visconti sotto l'autorit

bitanti

adorazioni

sacrileghe, l
i

de' duchi di Seltimiana, e se ne re-

suoi discorsi resero furiosi

sacri-

sero padroni nel

secolo.

Raimon-

ficatori ch'eccitarono la moltitudine,

do

niinio,

ne usurp l'alto doed i re d'Aragona s attribuirono in progresso Io stesso didi Tolosa


ritto su questa citt e sul

quindi fu tormentato e decapitato,


forse sotto Giuliano apostata,

ond'

territovi

venerato per apostolo di Nimes, ed il suo martirio nel i838 fu pubblicato


ivi dall'ab.

rio;

ma Giacomo

1 s.

d'Aragona
Luigi

rinunci a favore di

il

una transazione del Papa Clemente V l'onor di sua presenza , accompagnato da nove cardinali, recandosi da Montpellier ad Avignone per stabilirvi la resi-

IX per i258. Nel iSoq

no
fu

s.
s.

Mathon; Bauddio. 11
le

altri lo

chiamaprimo vescovo
prinaltri

Felice, massacrato dai vandali

che devastavano
cipio

Gallie in
:

del

secolo

per

gli

vescovi sino a Gio. Cesare

R ossea
la

de

la Parisire del

1786, vedasi

4o
Gallia chr.
tizie
t.

RIM
Reg.
t.

NlN
XXVI
;
;

VI. Gli successero i seguenti riportati nelle annuali Nodi

Labb
Sappi,

t.

X; ArduiII, p.

no

t.

VI Mansi,

t.

147.

Roma. 1787, 3o settembre,


de Lieure

Carlo Prudenzo de Beo


di

Nantes. 1784 Pietro Maria Maddalena Cortois de Balore della diocesi di Dijon,

traslato d'Alais

sotto

quarto nel 1284, in cui si fe^ cero molti regolamenti suU' amministrazione de* sacramenti e sulla disciplina. Labb t.XI; Arduino t. VII. Il quinto si tenne nel i3o2. GalIl

di lui

Pio VII pel concordalo sopla

lia Chris t.

t.

VI,

p.

85.

presse

sede

nel

1801,

indi la

ristablFi, e nel 1821 nomin vescovo Claudio Francesco Maria Petit Benoit de ChalFoy di Besancon. Per

NliNFA (s.), vergine e martire. Nacque a Palermo in Sicilia. Nelle


scorrerie de'goti, nel quinto secolo,
si

ripar in Italia, ove servi

il

Signore

sua morte, Gregorio


cistoro de' 12

XVI

nel con-

febbraio

i838 pre-

r odierno monsignor Gio. Francesco Cart di Mouthe arcidiocesi di Besancon, di essa gi parroco e vicario generale. Il capitolo
conizz
si

con grande santit, e mor in pace a Soana in Toscana. Il martirologio romano la nomina a' io novembre coi santi martiri Trifone e Respicio, perch i corpi di essi sono nella stessa chiesa eli s. Agostino e di
s.

compone

di otto canonici titolari,

Spirito in Sassia a

Roma.
di

di pi canonici onorari, e de* pueri

NINFEA
Bitinia
sul

NINFEO. Luogo

de choro:

il

parroco

della catte-

drale siede tra' canonici.

La

diocesi

Ponto Eussino. Fuvvi nel 1234 un concilio non riconotenuto dai greci per la riunione coi latini, alla presenza delsciuto,

ampia e comprende il dipartimento. Ogni vescovo tassato in fiorini 370. Nel i838 in Nimes si pubblic da M. G erma in, Hisloire
de Veglise de Nimes.
Concila di Nimes.
Il

imperatore Giovanni Ducas o VaI greci vi dispularono coi quattro apocrisari di Papa Gregorio IX, sopra la processione dello Spirilo
l'

tace.

Santo, e sopra il pane azimo, non che sull'addizione Filioque. I greci

primo

fu

tenuto
II;

nel

386
Reg.

in
t.

restarono nelle loro


Diz. d'conc;

false
t.

opinioni.
;

favore della fede cattolica.


Ili;

Labb

XI

Ardui-

Labb

Arduino t. I. secondo neir886 contro Selva


t.

no
le.

VI; Mansi, Sappi, t. I, p. ggS. NINI Jacopo Filippo, Cardinat.

spagnuolo che insultava r arcivescovo di Narbona Reg. t. XXIV; Labb t. IX; Arduino t, VL
ecclesiastico
Il

terzo nel

na, in luglio, da
scovi.

1096 sulla discipliPapa Urbano II,


e

con quattro cardinali


I

molti

ve-

canoni nella maggior parte

sono quelli di Clermont confermail pi rimarchevole quello che ; conferma ai monaci il diritto di eti

sercitar le funzioni sacerdotali.

Il

re

Jacopo Filippo Nini patrizio saun avventuroso incontro, fu condotto rapidamente alia sublimit degli ecclesiastici onori; poich nel ritornare nel i652 Fabio Chigi dalla nunziatura di Colonia, tempo in trattenutosi per alcun Siena sua patria, e veduto a caso Jacopo ancor giovanetto, rimase colpito nell'animo dalle sue belle doti d'ingegno e di modestia, che
nese, per
risolv
di

Filippo
ca,

fu assolto dalla

scomuni-

condurlo seco

in

Roma

perch promise lasciar Bertrada.

quasi

a compagno di studio. Fece

NIN
il

NIN
si
,

4i

Nini

tal

profitto presso

illu-

moria, a tenore della sua testamentaria

utinato

dotto
tal.

precettore
diligenza

gli

disposizione.
lettere,

Amatore

delle

prest

con

e fedelt

buone

fu

mecenate impe-

l'opera sua, singolarmente nella se*


greteria
di stato,

gnatissimo de'letterati,
stinse qual difensore

come

di-

quando Chigi

la

acerrimo della
sede

da prelato e da cardinache divenuto Papa Alessandro VII lo dichiar canonico di s. Maria Maggiore, nel i656 segretario de'menioriali, e poi maestro di cadirigeva
le,

cattolica

fede

e dignit della

apostolica.

.NlNlANO
bitavano
la

(s.).

Ebbe

a padre

un

principe dei bretoni-cumbri che a-

contea di

Cumberland

mera, ed in seguito maggiordomo. A corona di tanti favori lo pubcardiblic a' i5 febbraio 1666
nale
della

e di Galloway. S rec a
della religione,

Roma

per

applicarsi allo studio e alla pratica


in
cui
fece

rapidi

prete

del

titolo

di

s.

Maria
concolla

progressi.

Animato

dallo zelo della

Pace, e lo ascrisse
di

alle

gloria di Dio, torn al suo

paese,

gregazioni
cilio,

della consulta, del conaltre,

ove

fin

d'istruire quelli

che aveva-

propaganda ed
il

no
tria

gi qualche cognizione delle ve-

protettoria

dell'ordine cistcrciense.

rit del

vangelo, ritrasse dall'idola-

Lo
so

ritenne
di
s,

Papa in palazzo presnon avendo carica di


si

quelli ch'erano ancora


di

immersi
la

nelle tenebre

essa,

raddolc
re de'pitli,
di

considerazione da conferirgli, lo dichiar

pro-maggiordomo, e

pre-

Tudovaldo fabbric una chiesa


fierezza di

pietra
il

nel

valse di lui

e de'suoi consigli

solo nel governo del


tifcio,

non dominio pon-

paese conosciuto oggi sotto

nola

me

di

Galloway

ivi

ponendo

ma

in quello eziandio della

Chiesa universale, quantunque dallo scrivere gentilmente in toscano in fuori, non avesse gran dottrina e capacit. La sua applicazione per lo rese lodevole, ancora per la connaturale gentilezza del tratto,
accoppiala
fjequenti

sua sede episcopale. Sembra che il santo fosse slato consacrato vescovo
a
gli

Roma, prima che ne


rec
e
la

partisse.

luce della fede ai

Ecum-

bri

a tutte le provincie

abitate

dai

pitti

meridionali, de' quali viel'apostolo.

ne
di

qualificato

Mor
ed
festa.

a'

16
tal

bella presenza;

ma

settembre
si

del
la

4^2;
sua

in

incomodi
gli

di

salute

cui

giorno celebrasi
miracoli
tercessione.

Molti

amareggiarono la dignit, e il godimento delle rendite ecclesiastiche, che in abbondanza gli furono assegnale. Trovossi ai conclavi di Clemente IX e Clemente X, ed a quello pure d' Innocenzo XI, il primo de'quali volle che per alcun tempo contisoggetto,

and

operarono per

di lui in-

custodite a
tesa
cio a

Le sue reliquie furono Whitehern sino alla preriforma: avvi un di lui bracDonai
ai
,

nella chiesa che apgesuiti.

parteneva
quinta

NINIVE.

Sede

vescovile
della

della

provincia

diocesi
di

dei

nuasse nella carica di pr- maggiordomo. Mor nel 1680 d'anni 52,
e fu sepolto nella basilica Liberiain

caldei, sotto la metropoli

Mos-

soul, sul Tigri, forse fabbricata sulle

rovine

dell' antica"

Ninive
famosa.

capitale

na,

alla

quale in vita ed
segnalati

morte
nella

dell' Assiria

e tanto

Ne

fu-

compart

benefizi,

tomba

de'cauonici senza alcuna

me-

rono vescovi, Basohebe massacralo con altri cattolici, perch si oppo-

4
DevaDO
II, p.

NIS
agli

NIS
l(Iici

eirori de* nesloiiani; e


t.

ed
p.

ecclesiastici

graduati,

ecl

quei registrali ueWOreus christ.


i:i24-

ai vescovi,

XLIV,
lando

come dicemmo nel voi. 59 del PizionariOy parNisciani Iflihar

o JOS. Sede vescovile nelTisola dcir Arcipelago , oggi Eiiios delle Cicladi meridionali, nel regno
di

NIO

di quella del

conferita io brillanti. Nisciani Iftihar in italiano significa decorazio-

Grecia.

Ialini

vi

ebbero

se-

guenti vescovi. Ettore; Michele

Pa-

drolo domenicano del i443i Pietro de Xaca domenicano spaguuolo del i56o; Girolamo Clavigo pur domenicano del i56/{.. Oriens christ,
t. Ili, p.

ne o segno onorifico; ha propriamente una sola denominazione, e si distingue solamente dalla maggiore o minore grandezza e valore
della decorazione stessa, che
il

grau

signore conferisce col


rale
di
JVisciani
II

nome geneVolendo
i

II 35.

Iftihar.

NISA, Nysa. Sede


l'Asia proconsolare,

vescovile delsul

Mahmud
riti

Meandro,
eretta

padre del regnante sultano guiderdonare i servigi e medi

sotto la

metropoli d'Efeso,

parecchi distinti

personaggi

iel V secolo, detta pure Nice. Ebbe per vescovi, Teodoro die fu al primo concilio d'Efeso; Meonio in-

turchi ed europei, pens di sostituire


alla vieta decorazione della
di)j

della atche 31ezza

tervenne a quello di Calcedonia; Sifciunio fu al

VI

concilio
al

generale
;

caduta in disuso, accettevole segno


scelse a tal

Luna{Feomai un nuovo e pi

Luna

d'onore,
nell'

ira-

Teodosio

si

rec

VII

NicoU
ri-

uopo
del
il

inverno
e

del

air Vili, e Michele a quello pel

1808
indica

il
il

stabilimento di Fozio. Oriens chrisl.


t.

Tura nome

(ossia la cifra,

che
del

sultano

I,

p.

NISA
de
cia,

708. o NISI, Nysa, Nyssa. Se-

suo

genitore),

quale

posto in
di
il

campo

d'oro, e circondato

ric-

vescovile della
sotto la

prima Cappado,

chi diamanti, divenne cosi

primo

metropoli di Cesarea
secolo.
Il

e pi cospicuo ordine

cavalleresco

eretta nel

IV

primo vesi

dell'impero ottomano, ove tutt'ora


conservasi in grandissimo lustro sotto
il

scovo fu Gregorio, di cui


Basilio nella lettera

lagna
s.

s..

266 j

poi
tal

Gre-

titolo

di

Niscian- fflihar, cio


insegna
dell'onore,

gorio Nisseno fratello di


eletto nel

santo,

decorazione ed
la

372, uno de' pi illustri prelati del suo tempo quanto ai successori vedasi V Oriens christ. t.
:

quale per,
delle

come

dicemmo,
la

maggiore a minore secondo


lit

qua-

persone alle
la

quali viene

J, p.

392.

data.

Abbiamo anche
Niscian
istituita

decorazio-

NISA o NISSA o NESSA, Nesa,


JSfaissus.

ne o
celebre

da

Ahmed

Sede

vescovile

di

Licia

bey

di Tunisi, salito al tro-

nell'esarcato d'Asia, sotto la metropoli di Mira, eretta

nel

secolo V.
al

Giorgio suo vescovo fu

concilio
t.

VII generale.
p. 988.

Oriens

christ.

no nel 1837, amico sincero della Francia e civilizzatore del proprio stato, ove regna da sovrano assoluto; decorazione da lui fondata pel
civile e pel militare,

quale onorifico

r^lSCIAN o NrSCI ANI IFTIHAR. Decorazione equestre della Porta ottomana di pi specie, che conferisce il gran sultano anche ai cat-

guiderdone per coloro che se ne mostrano degni, sieno statisti o no.

La

decorazione di

pi
in

classi,

di

forma

ovale

con

cifra

mezzo ^

NIS
appesa ad

NIS
cipi

43

ima
simile

mezza luna e ad

d*orieute pel suo acquisto, so-

a quella incisa Giornale militare italiano del 1847, che si pubblica in Firenze dal eh. cav. Dragomanni. Nella splendida accoglienza che

una

stella,

no un testimonio di sua antica grandezza. Divenne colonia

nel

num. a

del

romana

sot-

to

Settimio

Severo,

ma dopo

la

spedizione dell'imperatore Giuliano


l'apostata
in Persia,

r illuminato bey ricevette nel 1846 in Francia, egli di sua mano confer la

successore restitu ai persiani


sto

Gioviano suo que-

decorazione tunisina del Niscian a molti ragguardevoli personaggi; e ritornato nel suo stalo

baluardo dell'impero romano, grandissimo rammarico degli abitanti, i quali dovettero andare
con
stabilirsi altrove, ed Ammianq rimprover a Gioviano fortemente la resa vergognosa di questa piazza al re Sapore IL In conseguenza di questo cambiamento, la sede ve-

rimise l'insegne del Niscian di pri-

ma

classe

al

maresciallo

Bugeaud

governatore dell'Algeria, di seconda classe ai generali Lamoricire e

Bedeau, ed

al

contr'ammiraglio Rial

scovile
colo,

di Nisibi eretta nel

IV

se-

godit di Algeri. Nella lettera accom-

pass dalla giurisdizione

del

pagnatoria del bey

maresciallo,

patriarca

d'Antiochia, sotto quelU


persecuziodi

chiama

la

decorazione splendido

del cattolico di Caldea. Questa chiesa fino dai tempi della

fregio, che

occupa un luogo
Sovr'esso
e
lo
:

distin-

to nell'opinione di tutti gli


ni d'onore.

uomiil

ne
e

di

Diocleziano, e da quelli
Nisibi

scritto

Costantino,
cittadino

era eretta dal vescovo


di
s.

nostro
dignit

nome,

stemma
ti

della

Giacomo
il

dell'ordine

piaccia

ac-

(Fedi),

detto

perci

Nisibeno,

cettarlo ".

NISIBI. Citt vescovile dell'Asia


nella

Mesopotamia^ nel patriarcato


,

d'Antiochia, sotto la metropoli d'A-

suo primo celebre confessore della fede, chiaro per dottrina e miracoli, maestro del siro s. Efrem. Nel concilio I di Nicea si distinse co-

mida ora

nella

Turchia
s.

asiatica.

Eu-

me uno

de* pi

intrepidi

difensori

sebio di Cesarea,

Edessa, e s. Girolamo la mettono ira le ci.lt pi antiche, e credono che sia {'Acliady di cui fatta menzione nella Genesi cap. io, v. io, edificata da Nembrod, e che rest poi celebrata con molti nomi, di Naca' bin, Ntsihiy ed Antiochia Migdonia perch situata nel fianco australe del fiume Migdonio, come narra anche Plinio. La sua felice situazione accrebbe la sua magnificenza posta tra Charra e Seleucia, 35
di
;

Efrem

della consustanzialit del

Verbo confi-

tro l'eresiarca Ario, e mori nel

ne del IV secolo
scrisse la

Teodoreto

ne

vita, e

s.

Atanasio anco-

ra fece menzione dell'illustre prelato,

Orat.

I,
t.

contra Arian.
I,

Il

Maz-

zuchelli nel

par. II degli Scrit*

tori d'Italia, fece

onorevole menziocolla dissertazione

ne

di

sue opere, che pubblic in

Roma nel De ascetiSf


nelli
la
.

1^56,
il

cardinal Nicol Anto-

Altro

vescovo che
i

govern
patriar-

chiesa di Nisibi sotto

niglia

distante dal Tigri e


le

Amida,
ziosa
frate.

sovrastava

il

5o da monte Ma*
da spaall'Eu-

chi d'Antiochia Volageso, al


le
si

quaper

fu attribuita

una
s.

lettera, in cui
la citt

sio in lontananza, circondata

narra

il

modo come

campagna terminante

le

preghiere di

Giacomo suo pre-

La

gara de'romaui e de'priu-

decessore fu liberata dall'assedio che

44
Sapore
II
il

Nis
gli

NIS
35o,
alTer-

fece

nel

Oriens 99^. In NisiIj fu eretto uu tempio al culto eli s. Giacomo, al cui sepolcro si discendeva pei* una scala sotterranea,
itiandolo
p.

Le

Quieti,

ifirsUanus,

t.

II,

p.

massime, ch'egli pure insegn nella scuola nestoriana, famosa perch Nisibi con Edessa furono le

di lui

due
to

principali cill di Caldea.


agli
altri

Quandi

vescovi

nestoriani

Nisibi,

dipendenti dal
al

cattolico di

no questa

ed all'epoca dell'imperatore Giuliachiesa fu bagnata dal

Caldea, fino
serie
il

i33o ne

riporta la

sangue de'martiri s. Dionisio o Demetrio monaco e compagni, per avele rinfacciata al tiranno la sua apo>tasia in Nisibi stessa.

Nel secolo

VI

Nisibi divent

sede arcivescovile, e

menzionato p. Le Quien t. II, p. 1589. Commanville, Hist.das arch., dice che in Nisibi vi ebbero vescovi gli armeni e i; nestoriani de* quali divennero pastori nel secolo IX sotto Seleucia. Per gli ani

nel 645
lio

vi

fu celebralo

un

conci

tichi la

pregi

della

chiesa di
confer
il

Nisibi,
titolo

da Gussia,
a

forse allora suo


vi

ar-

santa Sede

ne

civescovo, che
ni

fece alcuni cano-

arcivescovile di Nisibi,

Nisibeii

in

suo

capriccio,

come
orent.

rilevasi
t.

partibus,

diversi

personaggi:

di

dall'Assemani,
p.

Bibl.

IH,

Gio. Battista Braschi ne


nel
voi.

parlammo
Nisi-

134, e l'annalista Rinaldi agli anni 338, II. 18 e 19, e 363, n, 38 e 121, dal quale si apprende che il corpo
142.
p.

Vedi Siria sacra

VI,

p.

97

del Dizionario.

Dipoi fu
bi
fr.

fatto arcivescovo di

di

s.

Giacomo

fu trasportato altro-

Francesco de Bolanos della diocesi di Toledo. Pio VI fece arcivescovo di Nisibi e superiore delle missioni

ve d'ordine di Giuliano, con

propascatto-

di

Olanda Cesare Brancadoro

fondo dolore de'suoi divoti nisibeni.

Quando
lico

la

chiesa di Nisibi
del

so sotto la giurisdizione
di

Caldea^ ne fu nominato vescovo Barsuma, di cui parlammo a


quell'articolo,

primo empio precetnestoriana


istitui-

tore della scuola


ta

in Nisibi: gli autori


lui
le

contempo-

il quale ne. dichiar la compiacenza pel lustro di questa chiesa, e per averne portato il titolo il Braschi antenate del Papa, nella prefazione erudita del suo libro: Pio VI in Sabiaco. Rileva il De Angelis, Coniment. di Montefiascone p. 76, che avendone portato

poi cardinale,

singoiar

ranei parlano di

come d'un uosue massime, e

il

titolo

il

cardinal Caleppi, lo pre-

mo

pessimo per
la

corrotto ne' suoi costumi.


introdusse
jsetta,

Barsuma
nella sua
i

poligamia
i

vesacerdoti ed ed invit ad ammogliarsi pubblicamente, avendo egli medesimo sposato Mammea religiosa, su di che si potr consultare il citalo Assemani t. Il, p. 4^3, il quale racconta altres, che Barsuma essendo entrato nella chiesa del monastero di Tu* Abdin, venne col trucidato dalle religiose medesime del monastero. Gii successe Oaca anche uell'empie

scovi

qualunque altro monsignor Vincenzo Macchi oggi cardinal decano del sacro collegio, quando nel 18 8 Pio VII glielo confer colla nunziatura Elvetica. Essendo vafer

cante,

Gregorio
1

XVI

nel concisto-

ro

de'

aprile

i845>, vi

nomin

monsignor Carlo Luigi Morichini romano, prelato domestico e chierico della camera apostolica, che insieme promosse a nunzio di Monaco o Baviera Questo dotto e
.

rispettabile
di
utili

lodato autore opere (del cui celebre pu


prelato,

ISIT
tire

NIV
nel voi.
quelli

4*
nelle

parlammo con enoomi


p,
il

che
di

registrati

annuali
di

XLIV,
altrove),
Io

i4o dei

Dizionario ed

Notizie

Roma

qui

riportiamo.

fece pr- tesoriere

regnante Pio IX nel 1 847 generale e mi{Nilien). Citl

1787 Gio. Ernesto de'conti

Har-

rac di Vienna. 174^ EmericoEslerlalo

nistro delie finanze.

con residenza vescovile in Ungheria, capoluogo del comitato del suo nome,

NITRIA

hazy de Galanta di Giavarino, trasda Dor^. 1763 Giovanni Guszliny della diocesi di Strigonia, suc-

ceduto per coadiutoria.


tonio de

1780 An-

marca di IVeulra, a 27 leghe da Buda, sulla destra della riviera del suo nome, chiamala pure Neutra^ in ungherese Nyitra ed in islavo Nilra. Sta sopra due alturCj una delle quali occupata da un forte castello,

Revay

della diocesi di Stri-

gonia trasferito da Bosnavia. 1788 Francesco Saverio Fuchs della diocesi di Giavarino. 1808 Giuseppe

e l'altra dalla citt prore-

priamente detta. La cattedrale,


to

Kluck della diocesi di Neosolio. 1827 Giuseppe Vurum, traslato da Varadino, della diocesi di Grem. Per sua morte, Gregorio XVI nel concistoro de' 18 febbraio

cente edifzio di solida struttura sotl'invocazione di


s.

i838

dichia-

Emeramo

ve-

scovo e martire, posta sopra un monte, onde nelT inverno diflcile vi si venerano insin* r accesso
j

r r odierno vescovo, gi di Cassovia, monsignor Emerico Palugyayn,

nato
pusio.

in
11

RisPalugya
capitolo
si

diocesi di Sce-

compone

di

gni reliquie, tra


ss.

le

quali quelle dei

Andrea
diocesi.

Benedetto
citt

patroni
vi

della

JNella

sono
Jjatti-

quattro dignit, prima delle quali il preposto che gode la prebenda del penitenziere, di dieci canonici,

due

chiese parrocchiali con

e di altri preti e chierici. ampia, contiene

La
cit-

sterio^

un convento
il

di

religiosi,

ed

diocesi
t,

due

una gran
le

casa di quelli delle scuocollegio,


il

diversi luoghi, e

pie,

seminario,

l'o-

rocchiali.
tassato in
ti

i^5 chiese parOgni nuovo vescovo


fiorini,

spedale,

il

palazzo vescovile

ampio

275

corrisponden-

e magnifico adiacente alla cattedrale;


cesi

inoltre

il

vescovo ha nella dio-

a 97,000 di rendite, per gravati di 57,000 fiorini ungheresi.

altre quattro residenze.

La

se-

NIVELLE
gella. Citt

NIVELLES,

iV/V/-

de vescovile fu secondo alcuni eretta nel 1000 da s. Stefano I re d'Ungheria, dicesi prima dell'arrivo dei Magiari, sulfraganeo di Gran
o Strigonia di cui tuttora. Sem-

de'Paesi Bassi nel Bradi cir-

bante meridionale, capoluogo


condario e
di

cantone, a 6 leghe

bra per che questa sede abbia pi antica origine, poich da quanto di-

cemmo

MoEAviA era

stata prov-

veduta di vescovo nell'880 dal Papa Giovanni Vili; anzi tra i vescovi

suffraganei di Urolfo arcivescovo

da Brusselles, sulla Thienne. antica, ed ha la chiesa collegiata di s. Geltrude, con bel collegio. Ivi tal santa, figlia di Pipino figlio di Carlomanno, e sua madre Iduberga nel 645 fondarono il celebre monastero di benedettine poi canonichesse, che die origine alia citt,
di cui
si chiam principessa la prima. Divenne capoluogo di baronia, e celebre fu Giovanni di Nivelle suo signore i francesi nel combat:

di

Lorr.k dell'SaS,

si

novera Nitria,

come
sacra
vi

riporta l'Ansizio in
t.

Germania
vesco-

I, p.

i46.

Ne furono

nel secolo passato e nei corrente

46
timento
vittoria.

NIZ
di
SeneflT,

NIZ
1674
vi ri-

nel

fale.

Si divide in

vecchia e nuova

portarono
tenne

sugli olandesi strepitosa

citt;

quest'ultima

ha

case di bello

In

Nivelle nel

1200

si

aspetto,

sopra tutto quelle del sob-

un
VII.

concilio,

suU' interdetto
t.

della Francia.

Labbc

XIj Ardui-

no

t.

NIZERIA. Sede
cia

rescovile dell'e-

sarcato d'Asia, nella prima provindelle

Cicladi

nell'

Arcipelago,

sotto la metropoli di

nel

secolo
i

IX.

isola

Rodi, eretta pure chiamata


det-

Icaria

Nicari a o NicoUri, cos


la

borgo della Croce di marmo, e del quartiere Nuovo che lo segue, delle quali la maggior parte delle muraglie esterne sono dipinte a fresco; giardini della maggior parte di esse, congiuntamente al bel cielo ed all'aria pura di Nizza, le fanno ricercar molto dai. forestieri che concorrono in questa citt. E osservai

ta dagli antichi da Icaro figlio di

Dedalo,
Scio,

cui

appartenne

ai

di Genova signori di donde pass ai turchi. Ne furono vescovi Giovanni del i353j Guglielmo Alboni de* minori; Guglielmo trasferito da Colosso nel i365; Tommaso di Negroponte dei minori; Guglielmo Capellaii agostiniano del 1426; Giovanni domeni-

Giustiniani

bile la piazza di s. Agostino, quadrato cinto da portici, ed una delle pi belle d'Italia, ed un'altra

vicina al mare, fiancheggiata da alberi, e presso

a cui evvi un largo


passeggio
e
le

terrazzo
di

che serve di

diga,

donde

si

distinguono
I

montagne
toresche.
fzi
I

della Corsica.

bastioni

offrono altri passeggi e vedute pitprincipali

pubblici edi-

cano del i5o8. Oriens p. 1054.

chris.

t.

Ili,

sono:

il

palazzo del governato-

re, l'antico
ni,
il

convento de' domenica-

NIZZA

(Tf/c/e/i).*

Citt con resi-

collegio de'gesuiti, gli edifizi


s.

denza vescovile negli stati sardi, capoluogo di divisione, di provincia e di due mandamenti, a 35 leghe da Torino e da Genova, sul Mediterraneo all'imboccatura del Paglion

Lascaris,

Andrea,

l'

ospedale,

vasto fabbricato di
zione.

moderna costru-

La
di

cattedrale sotto Ti n vos*

cazione
sterio,

che

si

attraversa

sopra

un

Reparata, con batti sono altre tre chiese parrocchiali, pure col fonte sacro;
e
vi

ponte, ond' detta Nizza marittima.

diversi conventi di religiosi,

un moVi
Il

E
di

sede d'un senato reale


giustizia

o corte

nastero di monache, due orfanotrofi,

superiore, per la divi-

monte

di

piet e seminario.

sione. Deliziosamente situala^ sta al

la biblioteca pubblica, due stabilimenti


di

piede d'un anfiteatro di colline coperte di case di delizia, e di boschetti di


pi vi

bagni
sta

ed

il

teatro.

porto che
piccolo,

all'est della citt

aranci, cedri, ec.


la

Le

Al*
lo-

ma
s.

sicuro, ed assai profon-

compiscono

veramente

do, essendo difeso da

un
vi

forte

sul

ro pittoresca prospettiva da un lato, ed il more dall'altro. Sorprendente e incantevole la strada detta della Cornice, perch prima in molti luoghi era strettissima, lungo
il

capo

di

Albano. Vi sono diver attiva,

se fabbriche; la pesca

e quella delle sardelle abbondante.

E
va,

patria del

matematico Maraldi,

del lessicografo Alberti di Villano-

Mediterraneo da Nizza a Genova.

del

pittore Vanloo, dell'astroCassini, e di altri


Il

Cinta da
porte,

mura

bastionate,

ha

tre

nomo Domenico
personaggi

una

delle quali di

forma tiion-

illustri.

Papa regnau-

NIZ
te nel

NF-Z
Giacoe municipio
tre soliti

47
i

mo
za,

1847 Maria Antonio Celestino Du-

cre cardinale

de'romani, ed ebbe

ordini di cavalieri, senato

pont di Villafranca diocesi di Nizfatto


di

e plebe, e nel

suo distretto
vedianzi^
e
salii,

comcapii*
i

scovo
nel
rio.

voi.

da Gregorio XVI arciveBourges: ne parlammo Ili, p. 291 del Dizionafu


capitale
dell' antica

prendeva
lati,

popoli
e

alpini

sembra che
i

marsigliesi

ne sieno

stali

fondatori
libere,

Kizza
molli

come

Nizza.

Ambedue

citt

contea d*
per
Gallia

Italia

del suo
fece

nome, che
parte
della della
di-

indi suddite ai

secoli

JVarbonese,

quindi

romani, finche nella decadenza dell'imper dai longobardi conquistate, poscia da loro

contea di Provenza, da cui fu


visa per essersi
i

suoi abitanti spon-

taneamente dedicati ad Amadeo VII

massime Cimella nel 787, onde Nizza non divenne pi che un luogo di riposo: a questa ultidistrutte,

i388; laonde Nizza nella Francia Narbohese, o Nizza di Provenza.


conte di Savoia nel
disse
si
I

ma

epoca
la

incominci
fine

Nizza a
della

ri-

popolarsi, ed alla

del secolo

XII era
del suo

capitale

contea

focesi

fondatori

della citt
le

di

Marsiglia,

vedendo
la

loro colonie
si

considerabilmente accresciute,
slesero

e-

nome. Nella sua origine costrutta sopra una roccia dominante il mare, si estese poscia ha
Paglion e
la

lungo
vi

ritrovato sul

nissimo,

avendo Varo un luogo amefondarono la citt di


cosla^ ed
il

il

Limpia.
progresso

La

roccia

coronala da una fortezza, che resister seppe


pino
fu
in
il

Nizza, a cui diedero

nome

di iVi-

spesso agli sforzi del pirata Barbarossa,

caea che significa vittoriosa^ in memoria de* vantaggi da loro quivi riportati sui liguri. Teneva un posto

derla saccheggi
ai

quale per non poter prenla citt. Soggetta

re di

Borgogna
i

ed

ai

conti di

distinto tra
i

le

citt dei

gaulesi,
la

Provenza,

suoi

abitanti,

come

di-

quando romani intrapresero


quista della

con-

cemmo,
manuele

si

diedero ad
e

Amadeo

VII,

Provenza^ circa

i58

pi tardi
II
il

abbellendola Carlo
Vittorio

EmIF.

anni avanti Ges Cristo. Era della pi grande celebrit al tempo di

Amadeo

Quando
i522 gando
l'

Tolomeo. I romani, pnma di Cesare, avevano ottenuto dai marsigliesi il porto di Nizza, di cui fecero un arsenale marittimo appunto per le loro guerre in Provenza sotto Au:

dalla
a

Papa Adriano VI nel Spagna si rec navicomplimentato dalmandato da FranFrancia,


la

Iloma, pernott nel porlo

di Villafranca,

ambasciatore
I

cesco

re

di
il

cui

ar-

gusto questo

arsenale fu trasferito

mata
sco di

sotto

comando
se

a Frejus, e Nizza, che ritorn in potere de* marsigliesi, fu loro alfine


tolta

Borbone

ne

Franceimpadron.
di
cit-

Nel i538 ebbe luogo in questa


t
il

dopo
il

la

morte
romani

di

Tiberio;
pessi-

ma mo
la

suo porto
i

essendo in

stato,

trasportarono

sede della provincia a Cimella, Cemeliiim, oggid piccolo luogo ad una lega da Nizza, detto Cimiez.

Fu

Cimella capo delle Alpi maritsede dei


presidenti, colonia

famoso congresso del Pontefice Paolo III, coir imperatore Carlo V e con Francesco I, in conseguenza di che per mediazione di Paolo IH fu conchiusa una tregua di dieci anni fra i due monarchi. Il Giovio eh' era presente, narra
che nel giugno
i

time,

due

sovrani se-

48
paratamente
il

NIZ
ossequiarono
il

NIZ
Papa,
piedi con
tali

principi.
folla

Entr

in

quale non pot riuscire di finii abboccare insieme, ed inutilmente


gl'invito a portarsi in Vicenza per
la celebrazione

Nizza tra

una

immensa
palazzo

di o

popolo
prese

giubilante
alloggio
nel

di divozione,

della

del

concilio

Ac-

prefettura. Ne' tre giorni che vi di-

compagnalo da Carb V,
lere francesi verso
il

colle ga-

mor
sera

fu

una

continua
.

festa

e la
vi

fine di

giugno
Il

illuminazione

Il

Papa

Paolo
lone,
teficiy

III

approd a Genova.

Fer-

celebr ogni giorno la messa, ascoltata dalle

De

viaggi intrapresi dai Poh*

racconta che Paolo


a'

HI giunincon-

accolse

dame e da altre persone; benignamente il vescovo,


de' dintorni

se a Nizza

r8

maggio,

parrochi
d

e chi
otto

volle

trato
co,

tair

imperatore a che non essendo


in

il

MonaPapa

ossequiarlo, e sette
al

od
la

volte

compartiva

benedizione
al

ammesso

citt

per

le

gelosie dei

dal balcone, innanzi


volta schieraronsi
scatori e

quale una

savoiardi, alloggi di fuori nel con-

vento de' francescani, mentre Francesco


I

pi

di
il

era

in Villafranca, e
i

mai

per applaudire
sere
benedetti.

72 barche di pepersone, 1 6,000 Pontefice ed espartenza

pot riunire insieme

due

sovrani,

Alla sua

bench
Sotto
Nizza
nel

piti

volte

si

portasse

da

un popolo immenso con dimostrareligiose concorse a veder parPio VII per Savona, e gli abilanti delle vicine comuni posero

loro, solo ottenne la detta tregua.

zioni
tire

Luigi
nel

XIV, Catinai
169
1

prese
pel

la

restitu

trattato di pace col

duca

di Savoia

le

campane

sugli

alberi

e mortari
il

1696.

Fu

ripresa

dal mare-

in pi luoghi per celebrarne

pas-

sciallo di

Berwick nel lyoS, che s'impadron anche della fortezza Tann seguente, e dopo essere stata r una e 1' altra quasi distrutte,
contea
3.

saggio.

La seconda

volta che Nizza

vide Pio VII fu nel

i8i4, quando

ritornava dalla sua prigionia a Ro-

ma, proveniente
di
trionfo, a'2

da Aix, a modo
si

ritorn colla

in potere

del

febbraio:

mosse-

duca

di

Savoia pel trattalo d' U-

ro ad incontrarlo
gli

le confraternite,

trecht del

171

Fu

presa nuovanel

alunni

del seminario,

i5o sai

mente

dar

francesi

1744

cerdoti in cotta. Arrivato a Croix-

1792, e riunita alla Francia nel 1793, in seguito divenne il capoluogo del dipartimento delle Alpi
marittime, formalo dalla contea di
Nizza, sino al

du-Marbre
valli

il

popolo

stacc

ca-

della

vettura e la
chiesa e
alla

portarono
prefettura

sino alla

tra gli evviva.

i8i4, epoca
colla

in cui

Prima

del vangelo, tanto in Niz-

fu restituita
de' suoi stati.

contea

al

re di

za che in Cimella, l'idolatria fu la


religione dominante, e da pi iscrizioni e ne
nistri,
i

Sardegna, formando

una
volte

divisione

Due

Nizza fu

hanno

sacrifizi,

mi-

onorata dalla presenza di Pio VII;


Ja
vi

prima fu nel 1809 deportato, e giunse da Aix a' 7 agosto, in-

contrato al ponte del


principe suo

Varo

dal ve-

da da ne

s.

ed i sepolcri; se poi Barnaba o da s. Nazario, o


riti

altri

siasi

introdotta
assai

la

religio-

cristiana, cosa
,

diffcile

scovo e dalla regina d' Etruria col


figlio,

potersi stabilire

potendosi

leggere
del p.

in

modo comil

l'erudita Dissertazione

III

novenle, percorrendo

ponte a

Pietro Paganelli nella Storia

della

o 1

NIZ
Egualmente precisamente quando e da
chiesa Ligure.
se eretta
la

NIZ
s'ignora
chi fos-

49

vocazione, detta volgarmente dell'ospedale, perch unita all'antico ospe-

sede vescovile, e nep-

dale della

citt, e l'altare

maggiore
successe
s.

pure se in principio le due citt ebbero due vescovi^ o per ambedue

pure a lui sacro. Gli

Ponzio romano, che

uno

solo

in

progresso
delle

il

vescovo

l'ebbe

ognuna
;

sedi distinte, ridotte

due chiese con poi ad una sola

venera martire a' i4 maggio; nel 3o2 Valerio I, nel 337 Basso II, nel 38
si
s.

Amanzio
uni

nel

dai Papi
.

e sia per questa unione,

francese, che nel


tifcio

4^7 * Amanzio \5o d'ordine pondiocesi di Cimelil

sia perch avessero un vescovo solo, or di Cimella, or di Nizza ed ora di ambedue queste chiese s' intito-

le

due
s.

la e Nizza,

ci

che

Barali
I,

attri-

buisce al
lerio

Papa

Leone

essendo

lava. In origine fu suffraganea d'Ambrun, indi d'Aix, e dal i8i4 lo di Genova. Il primo vescovo che

rUghelli,
p.
I

neW

Italia sacra
altri,

t.

IV,
Bas*

460 s. Vamonaco lerinense, nel 467 Auxiano, nel 490 s. Dolerlo cittadino di Nizza, ucciso in Toul a' 2 8 agosto
vescovo Valeriano. Nel
nella cattedrale,
s.

io3, registra con


di

s.

so che govern circa vent'anni, na-

mentre pregava con Graziano vescovo; nel 52 o Ber-

apprende Marano, Corpus s. Bassi episcopi et martyris JViciensis. Eletto forse sotto Alessandro Severo, sembra martirizzato neir impero di Decio circa l'anno 25o o 253. Il suo corpo intetivo

Nizza,

come

si

nardo, nel

563

s.

Magno,

nel

58

dall' iscrizione

scoperta

in

Austadiojche seppell il corpo di s. Ospizio, che altri dicono tumulato da s. Magno. Nomineremo i vescovi degni di particolar menzione. Nel 767
s.

Siagrio parente di Carlo


la lacuna di

ma
ma

200 anni
lasciata

Magno, sino a
dall'U-

ro, flessibile e odoroso


in
di

si

conserva

Frodonio del 998,

Marano

di

Fermo, nel governo

ghelli, viene riempita dal ch.can. Bi-

sa

Grottamare, con collegiata chiegi di s. Maria di Castello, ora


s.

nella Serie cronologica de' vescovi

di Nizza, che la descrive


oggi.

sino

ad

di

Basso;

la cui

identit, tanto

contrastata, fu vittoriosamente soste-

nula. Presso

una famiglia

del luo-

Nel 1004 Bernardo II che conferm la nomina di Giovanni abbate di s. Ponzio; nel io 18 Ponzio II

go

si

conserva un antico

e impor-

arricch de' suoi beni la cat-

tante mss. latino riferibile al


tirio

martratta-

di

s.

Basso, del quale

no Baronio, Spondano
l'anno 253, ed altri:
presso
il
il

e Bzovio alp.

Civalli
p.

Colucci

t.

XXV,
s.

32,
magBas-

parla del convento di


giore fu trovalo

Basso fuori

di Mai-ano, in cui sotto l'altare


il

io37 Nittardo di Nizchiamato il Buono; nel 1064 Raimondo che ricevette in donazione il contado di Drappo; nel 1078 Archimbaldo che arricch il monastero di s. Ponzio, e consacr la chiesa della Turbia; nel 1 100 s. Antedrale; nel

za

corpo di
a'

s.

selmo; nel
dal
la

1 1

20 Pietro
il

III,

eletto

so poi trasportato in Marano,


se

ove
eccl.

Papa

Calisto 11^ che introdusse

ne celebra

la

fesla

5 dicem-

vita regolare e

chiostro

tra

bre. Vedasi ancora Catalani,

De

suoi canonici; nel


II,

1166 Raimondo
di
s.

Firmana p. 44- Anche in altri luoghi venerato s. Basso, ed in Capo d'Istria ha chiesa sotto la sua inVOL. XLVIII.

eletto dai
il

canonici

Maria,

giusta
li;

da Pietro nel ii68 Stefano che si oppose


privilegio avuto

So
all'unione
la di
ci

NIZ
questa chiesa con
nel
i

NIZ
(niel-

ferito

Genova;

ricevette in
tefce

Nizza nel I25i


Pietro

^38 Manfredo che il Pon>


Lione.
isti;

da Marsico Gio. Lodovico dei marchesi di Ceva. Nel 1600 fr. Francesco Risirio de'minori, egregio
predicatore, confessore di Carlo

Innocenzo
iiS'j

IV reduce da

Emliitli.

Nel
tu
la

Bono,

manuele
blic
i

duca

di vSavoiij,

che publui

nel
di

compagnia del Gonfalone i3io Raimondo IH cittadino


fr.

decreti

sinodali

da

Nel
di

1G22 Pietro Francesco


Vercelli,

JMnletlo

Nizza;

Guglielmo de'minori,
i

abbate generale de' ca,

insigne

teologo,

cui
s.

1822

pass in Nizza

tempo Rocco

nel
in-

nonici
vita

lateranensi

scrittore
di

della

del b.

Amadeo

Savoia. Ur-

1829 ^^' Giovanni IV i342 Filippo Guastono traslato da Sion; nel i36o Lorenzo gi prevostodella cattedrale; nel 1873 Rocca Salva, ricevette nel 1376 Gregorio XI, che da Avignone restitu la residenza papale a Roma. Nel i4o6 Francesco ricevette, secondo il Bicna, Gregorio XII nel suo viaggio per Costanza, ma non vi convengo pei che inverosimile, forse
cognito. Nel
di Nizza; nel

bano Vili
trasfer

nel 1634 da Saluzzo vi Giacobino Marengo di Mon-

dovi.
rio

Gli successe nel

i658 Desides.

Paletta di Vercelli, abbate di

Andrea
tedrale.

de' canonici regolari, zelan-

te del culto

divino, riedific la cat-

Poi

successero,
traslato

nel

1659
Chiesa
virt
;

Giacinto
dovi; nel

Solaio

da Mon-

i663 Diego

della

piemontese, dotato di molte


nel

1671 Enrico IV Provana carin

e meglio dovr
zi nel

dirsi

Giovanni

XXI li.

melitano, dotto, zelante e munifico,

Aimone benedettino
1428, dopo

del 1/I12 rinunche sotto di lui

che
cui

cattedrale eresse

un
il

bell'al-

tare di

marmo,

istitu

seminario

"venne istituita la confralernila della

Misericordia. Lodovico

II

Bardalo

lasci beni quando mori a' 3o novembre 1706, anno in cui av-

del i4^8, fu ai concilii di Basilea e Firenze. Nel 1461 Grassi eletto dai canonici di s. Maria non fu approvato dal Papa; nel 1462 Bartolomeo Cuetti che orn la cattedrale, e don molte suppellettili, limosiniero co' poveri. Nel i5oi il cardinal Bonifacio Ferrer vescovo
d'Ivrea, amministratore.

venne
castello

la

presa

demolizione del

di Nizza.

Conquesti

si

ter-

mina la serie wqW Italia sacra. Donel po 2 1 anni di sede vacante 1727 Raimondo 111 Recrosio bar,

nabita di Vercelli, col quale

inco-

mincia

la

serie de' vescovi

di

Nizza

nelle annuali Notizie di

Roma. Donel

Nel

i5ii

po
cesi

altra

sede

vacante,

174^

Girolamo de Auzago milanese, intervenne al concilio di Laterano V. Nel 1542 Girolamo CnpodifcrrOj
poi cardinale, che nel

Carlo Francesco Cantono della diodi

Vercelli.

Tommaso
menicano
,

Astesan di
Iraslato

1764 fi". Giacomo Chambery doad


:

i546
sede
il

rasse-

Oristano.
di

gn con
settembre
se
il

regresso

la

a Gio.

1780 Carlo Eugenio Valperga


Maglione diocesi
a Pio
di

Battista Provana.

Morto
'^

quale nel

Torino

per

l'in-

i547,

cardinale ripre-

suo consenso l'ebbero nel i55o Filippo III, e nel


vescovato, e di

vasione francese rinunzi nel 1801 VIL 1802 Gio. Battista Co-

i552 Francesco Lambert


bery che fu al concilio Per sua moiie nel i583
di

di

Cham-

jaccio,

lonna di Bachisano diocesi di Arinunzi a Gregorio XVI

Trento.
fu Iras-

nell'agosto
nel

vi

i833, e mori in Roma i835. In sua vece il medesimo

NOA
Papa
a*

NO A
la

5i

3o settembre i833 precoruonsignor


cattedi

regolarit nel clero, pubblicando

nizz l'odierno vescovo

eccellenti decreti e savie costituzioni.

Domenico Galvano
cesi

Bibiana diotal

Dolce, affabile e benigno, accoi

di

Pineroloj gi di

glieva del pari


veri,
sai

ricchi

come

po-

drale canonico arcidiacono,

vicario

e verso di questi mostrossi asfino al

generale d'Annecy
nerolo.
capitolo

ed amministrasi
,

caritatevole e generoso,
di

tole apostolico della diocesi di Pi11

punto

dare

quanto

avea

per

compone
di

della

sovvenire alle loro miserie in tem-

dignit del decano

quattordici

po

di

fame.

Ad
a'

istanza di detto re,


1

canonici colle prebende del teologo


e del penitenziere, di altrettanti ca-

Innocenzo XII
lo cre

4 novembre 1699
e

cardinale prete,

per

ti-

nonici onorari
chierici:

oltre

altri
fa

preti e

un canonico

da parroco

nella cattedrale.

La

diocesi

am-

pia; ogni

nuovo vescovo
fiorini,

tassato

ebbe poi la chiesa di s. Maria sopra Minerva, che in seguito cambi con quella di s. Sisto. Eletto provvisore della Sorbona e
tolo
,

per 3oo

ascendenti le ren-

commendatore
lo Spirito

del regio ordine del,

dite a 10,000 pedemonlanae.

librarum

monetae

Santo

presied

diverse

volte all'assemblee del clero, ed

am-

Antonio, Cardinale. Lodovico Antonio Noailles, nato nel suo castello di Noailprimaria della les nel Limosino^
nobilt di
Parigi, ottenuta la lau-

JXOAILLES Lodovico

ministr la confermazione

XV.

Nel 1709 afflitta la da fiera carestia , convert in denaro tutti i suoi argenti lavorali per soccorrere alle calamit de'miserabili,

Luigi Francia

rea dottorale nell'universit di Sor-

non

lasciando

nel

tempo

bona, precedeva

lutti gli altri

come
esemre di

istesso d'intervenire

divote prodel cielo.

nel talento cos ancora nella


plarit de'costumi per

cessioni di penitenza da lui intimate,

condotta pia
il

a fine di placare

l'ira
ai

e irreprensibile. Informato
s

Si

oppose con zelo

nascenti er-

egregie doti, lo

nomin

nel

1679
fu

al

vescovato di Chaors,

gli

conferito da

Innocenzo

XI che

quello di Chalons lo trasfer nel se-

guente anno. In ambedue

le diocesi

rori del quietismo , le cui conseguenze potevano riuscire fatali alla sua arcidiocesi. Disgraziatamente non si diport cos per quelli di Quesnello, come videsi con iscandalo dalla ostinata e riprovevole resi-

diede prove di vigilanza e di carit veramente pastorale, onde fu sli-

slenza
bolla

da

lui

mostrata contro la

mato opportuno
sede di Parigi
,

di lo

destinarlo

alla

che da

lui

pe-

Clemente XI, emanata a danno del giansenismo,


Unigenitiis di
in
te
virti della

netrato

non

manc
per

di adoperarsi

quale furono proscrit-

con

ardore

rimuovere

Luigi

XIV
1695
per

dalla presa risoluzione. Gli fu

nello,

forza cedere, ed Innocenzo


l'elev a

XII
gli

nei

quella metropoli, e
piet
fece

la

fanoa di sua
le

spedire gratis

bolle.

possesso della chiesa,

Entrato al fond il seslu-

minario, convoc
diossi

il

sinodo, e

di

far

rifiorire la

scienza

di Quesdannate ancora dall'universit di Sorbona e dalla massima parte de' vescovi del regno, e da tutta la Chiesa cattolica. Per prima di morire si ravvide del suo gravissimo errore e fu a tempo di ritrattare formalmente quanto di male aveva fatto e detto contro la

cent'

una proposizioni

52

NOB
bolla
,

NOB
cos

memorata

riparando

lore alla nobilt


rito,

ottenuta

col

me-

allo scandalo

dato ed alla perduta fama, dandone avviso a Bene-

detto

XIII,

al

cui giudizio
della Chiesa

come
si

obbediente
soggett.

figlio

as-

Mon

in Parigi nel

1729

che a quella fondata soltanto sopra una serie di antenati. Lacuna non influisce all' ingegno. Meglio* per certo, la nobilt crearsela, che ricevuta contaminarla. ** Per
le

quella

d'anni seltant'otto, e fu sepolto in metropolitana , ed alla sua


il

azioni, la nobilt in alcuni fini-

sce,

in altri principia

sola
i

virlits

tomba, giusta

costume francese in
posto
lunghis*

nobilitai,

La

nobilt ed
alla

titoli sti-

fatto d'iscrizioni, fu

molar deggiono

Simo

elogio.

mo
e

destinato dalla

virt. L'uoprovvidenza ad

NOBILE
Nohliias.

NOBILT',
i i

Nohilis,

innalzarsi

per meriti non

Onore che
ed

principi, le

giori ereditali,

repubbliche

corpi

municipali

chiara origine,

da magnon abbisogna d'una dono delia cieca e


dappoich
virt
il

danno alle persone o in premio di virt o

alle famiglie,

mobil fortuna;

sarebbe
credere

d'industria, o

un
che

oltraggio
solo

alla

di alcuna azione lodevole, e che spes-

dalla

nascita

riceva essa

so per legge trapassa ne' discendenti. Dante nel Convivio ricerc l'origine

ornamento e splendore.
se molte volte da

come

no,

illustri
,

famiglie
di

del vocabolo nobile^ che da alcuni derivare volevasi dal verbo nascere
de* latini
,

sorgono taluni uomini


vizi

sentina

e flagello dell'umanit?
tuttavia
si

Seb-

che

significa

conoscere.

bene N. nascesse di bassa condizione,

Falsissimo, dice Dante,

che nobile

Tenga da quel verbo, ma viene da non vilCf onde nobile quasi nou vile. I nostri antichi scrittori per

anni

quasi dai pi teneri propose di acquistarsi una

riputazione,

un nome, una

gloria

tutta sua propria, tanto pi lodevole,

aveano idee
la

pii

chiare

pi esatte

della nobilt; parlarono sovente del-

la gloria

onorata e nobile ; e sebbene altenne dietro la maligna


agli

nobilt dell'ingegno, della nobilnobilt


eh'

invidia, perch

occhi di questa
l'invidia certa
invi-

t de' costumi, della

la gloria delitto,

nell'anima per natura, della nobil-

prova del merito di chi venne


diato;
di

Dante dice inoltre nel Convivio, che ad alquanti, cio


t delle cose, ec.

quantunque essa, come capace qualunque eccesso, solita fare


della

a quelli che hanno intelletto, che son pochi, manifesto non altro essere nobilt umana, se non che seme di felicit; e lo stesso autore
nel Purgatorio

uso

perfida

malvagia
lusinga che

cail

lunnia, nella

sicura

male creduto quasi sempre senza


esame.

Rade

volte discende per

li

compiange
11

la

povera

nobilt di sangue.
vita del

Boccaccio nella
dichiara,

medesimo Dante

rami la prudenza ed il valore, n si scambia un basso in un eminente stato da chi in s stesso non ha
gli

che non ostante il padre di lui fosse lutifigolo o vasaio (tuttavolta i suoi biografi lo dicono di famiglia
nobile), essodi tutti era
bilitatore.

elementi

di

quella grandezza

cui per proprio impulso,

pi che

stato no-

pervenire.

per casi fortuiti ordinariamente suol I re possono dare agli

Da
i

tutto questo

pu

rac-

uomini senza merito


chezze,

cogliersi

che

nostri antichi

scrit-

ma non

onori e ricappartiene che alle


il

tori attribuivano

un pi grande

va-

loro qualit personali

riscuotere

NOB
riputazione e ^\oi'm (Fedi voi. XXIII,
p.

NOB
nasci-

53
nobilissimo

grado distinto da quello di Cesare


(Fedi); Costantino fece

2o3 del Dizionario). Una


molto

ta illustre tuttavia, e le altre eventualit della fortuna,

Costanzo suo
pi

fratello,
;

e Annibaliano
nobilissidetti

contri-

nipote di fratello
i

e perch per lo

buiscono a stabilire ed a sostenere una grande riputazione personale,

princpi erano fatti


nati,

mi appena
si

furono perci
titolo

perch pongono l'uomo in circostanze favorevoli di mettere in attivit il suo ingegno. In una fortuna mediocre
pili
,

nobilissimi piieri; e veramente

non

poteva trovare un

pi congiovani

forme
pigliare,

air espettazione

de'

priva di questi vantaggi,


talenti

principi,

avendo questi necessit di


piucch ogni altra sorta di

grandi

sono

continuagelosia e
fa-

mente

ristretti

e incatenati dall'au-

torit de' superiori, dalla

d' imbeversi de' dettami d'un animo veramente nobile; con-

persone, e

dalla malizia degli


voriti,
ritto

uomini pi

sistendo

utile della nobilt in

un

che

s'

immaginano aver

di-

a tutto, bench senza

talenti,

eccitamento o accrescimento, cagionato dalla buona educazione e dall'esempio de' maggiori, dello stimolo
verso le
virt
,

e senza essersi occupati


stare alcuna capacit al degli impieghi,
ai

nell'acqui-

disimpegno
essi aspi-

particolarmente di

quali

rano.

>

Dobbiamo
che
ogni

conoscere e connella
societ

vincerci

oramai

umana

uomo

valutato sol-

tanto per quello che


te vale, e nulla

personalmea*
IIli,

pi ".

striizioni

Ragionando il Parisi nelle per segreteria tom.

il bene pubd'una premura d'aver pi a cuore l' utile altrui che il proprio, e di posporre a questo fine le comodit ed i piaceri alle fatiche , parli tutte necessarie ad un perfetto monarca. Nel principio del

quelle che riguardano

blico, e

secolo

XI

s'intitolavano
distinti
,

nobiles

pag.
fici

4^

seg.,

de'

titoli
^

onori-

personaggi molto
loro mogli
tolo di
si

ed
il

alle
ti-

e di quelli

di

Nobilis
dice

litas

e Nohlissimus ^

Nobiche no-

dava volentieri
ai

nobilissima foemina. Gl'im-

erano i Cesari ed i loro e Costantino il Grande , perch pi fumassero i cammini di Costantinopoh, cre la dignit del nobilissimato : a quali si dasse quebilissimi
figliuoli
;

peratori Io

davano

signori di fa-

miglie le pi cospicue. Nelle lettere


de'

Papi

si

il

titolo

di

Dilecte

fili nobilis vir, ed in

tua.
dici

sto titolo in appresso,

pu

vedersi

Paolo V a d. di Toscana scrisse


in corpo

corpo nobili tas Francesco de Me:

Z?//ecte ^/r,

nel

Du

Cange, Gloss.
di

Del
il

titolo

verbo Nobilis. nobilissimo AugustOj


t.

nobilis vir ;

vostra

eccel-

lenza.

Altri Pontefici trattarono col

p.

Lupi parl nel


il

II,

p.

i5o

Buonarroti nei suoi Medaglioni di esso parla a p. 333. Dice egli che nobilissimi Cedelle Dissert.j ed

Nobilis vir, i signori Caetani, Colonna, Conti, Doria, Frangipani, Orsini,

Savelli, e di altre famiglie

co-

spicue,

non meno

d'Italia

sari fu attribuito agl'imperatori ro-

mani, e loro
fra' quali

particolare

divenne

prima volta fu dato ne' marmi a Massimo, e nelle mela

daglie a Filippo. Ne' tempi pi bassi


del nobilissimo solo ne fu fatto

trove. Non a tutti corpo della lettera, Nobilitas tua Clemente Vili, scrivendo a Bradamante Estense Bevilacqua Dilecta in Chrisio filia nobilis mulier , in
:
:

che di ab per dierono in

un

corpo Te; n l'aggiunto Nobilis vie-

54

NOB
in

NOB
luogo di
la
li-

ne sempi-e apposto
pi

mo

tolo, poich talvolta trovasi dui

Pa-

aggiunto per indicare

nobilt

adorna; in generale per tal predicato si ha per denolante nobilt, mentre intorno ai titoli onosi

locale,

sia

qualit naturale della


rilevasi

rifici

legge la massinin, lene,

quod
il

persona,
di

come

in

un breve

tenet usus;

ed

in

Germania

pre-

Paolo IH: Dilecto fllio Scipioni Fin qui Caffarello nobili romano. il Parisi , che quanto al titolo di Nohil uomo nella soprascritta delle lettere, ecco quanto dice nel t. Il, p. 266. cosa notissima che tale
titolo
,

dicato di cavaliere speciale titolo


di

nobilt, superiore a cpiello di noIl

bile.

predicato
nel

di

nohil

uomo,
ai

nobiles viros, fu gi distintissimo, e


Sisto

IV

i474

^^

<1'^

Vis-

conti de* duchi di Milano, e nel se-

come proprio

de' gentiluo-

colo precedente valeva pi


lite

di

Mi-

mini
tecipi

di

primo ordine, che sono pardella sovranit in dominio ail

(Vedi),

li

predicato

di

nobile

patrizio ripete l'origine dal


di

senato

ristocratico,
glie cospicue

distintivo di fami-

Roma,

e patrizi erano

discendenti

nelle repubbliche; e sebbene possa accomodarsi ad altri individui di case assai distinte per antica nobilt, che non hanno o non si sono curate d'avere alcun titolo di marchesato, contea, ec, tuttavia non conviene in altri, acquali

dai senatori o padri del senato (Vedi

Padre); l'ordine de'patrizi costituiva patrizi allora la nobilt romana, e


i

di nascita preferivansi per

legge alle

dignit senatorie, cui poscia era dato

mancano tali condizioni, sebbene fa d'uopo accomodarsi all'uso, e ne' titoli meglio abbondare ch'esserne parco in un tempo in cui si facilita con eccesso. Quindi il Parisi conviene darsi il titolo di nobile uo-

anche l'aggiungere a qualunque ingenuo o libero dalla sua nativit, quando non avesse mai esercitato
arte abbietta alcuna.

Onde
i

nel se-

nato tanto
zi,

si
i

ammettevano
mentre

patri-

quanto

plebei,

alla virt

mo
o

agli

ascritti

alla nobilt patria,

titolati

senza signorie o giurisdi-

ed alle lettere tribulavasi onore. E per plebei nobili dicevansi quelli che alle senatorie onorificenze partecipavano. A queste poi facevano
strada
i

zione in esse; ai cittadini

che per
ai

pubblici

uffici

servigi

le loro ricchezze, nobile professione

segnalati offerti in

tempo

di

guerra;

e privilegi sono
bili,

equiparati
il

noti-

ma

citando circa
il

valore del

per venirvi ammesso bisognava aver compiti trent' anni, e pos-

tolo Nohilis^

bar, Mastrillo,

Tiraquello, ExcoLuca. Il eh. del Bue, Dell'origine deltaraldica, nobilt, titoli, predicati

sedere

una

ragguardevole
i

facolt.

De

In
stro

Roma
e

r occupare

seggi delle

somme

magistrature
venerazione

era gran
alle
i

lu-

famiglie.

d'onore,

ec. IV, discorrendo del predicato di nobile, che altri dico-

Quelli che reggevano tra

romani,

no Gentiluomo (Vedi) o Cavaliere


(Vedi), dice che nell'antica Italia
predicato di nobile,
il

avevano tali maggiori uffici, chiamavansi nobili, quasi noscibile.?, ed avevano diritto ad esporo
retti

come abbiamo detto in principio, non valse che a distinguere coloro che un tal poco
levavansi fuori
de' plebei
,

re nell'atrio della

casa

le

proprie

immagini
tate

le

quali poi erano porne' loro


funerali.
Il

attorno

per

ec-

primo

della famiglia innalzato

alle

cellenza di virt

arte di cui l'uo-

pi emiaenti dignit chiamavasi ho-

NOB
mo
gnit

NOB
adunque
di.

55
da cariche

novus.
i

II

patriziato

le

prove

di

nobilt procedenti
illustri,

presso

romani era nobilt e

matrimoni

da ed

dal nascimento ingenerate Questo fu dipoi i) predicalo, secondo il Muratori, nel cui titolo gl'imperatori greci conferirono
st
la

impieghi che d'ordinario s'appoggia-

no

a' soli

nobili,

ricchezza;
tratte
stali in

delle
palazzi

da patronati, da prove di nobilt


magnifici antichi,

pode-

da

principesca

indi

la

dignit di

Patrzio di

Roma
i

(Vedi)^.\o che*in

continua possessione dei maggiori di quella famiglia che le prole loro

appresso fecero
blica
tri

Papi

con
della

diversi

duce,
fizi

torri antiche, gli

edii

sovrani. Al patriziato

repubal-

pubblici e pie fondazioni,


i

ti-

veneta
.

si

ascrissero re ed

toh,

diplomi,
i

le

medaglie,
i

le

mo-

principi

L'ordine
di

patrizio fu

nete,
ti

sigilli

antichi,

monumen-

in

progresso

tempo

accolto

da

sepolcrali, le

onoranze pubbliche
gli

tulle le altre citt d' Italia,

quando

o principesche,
schi

ordini cavallere-

reggevansi a forma di
aristocratiche,

repubbliche
gli le

conferiti dai sovrani,

ed altre;

mentre

statuti di

alcune

prescrivevano

prove

di

per via di tornei, o derivanti dal decurionato


delle

prove

di nobilt

nobilt, ond' essere asciitti

nel cor-

o cariche civiche; di quelle procedenti da feudi cospicui, dall' identi-

po de' decurioni, che a tenore di quelli erano quanto di patrizi ed


,

in alcuni

luoghi
nobili
il
,

patrizi

si

distin-

sero dai

godendo maggior
,

estimazione
in

patriziato
il

formante
consi-

diverse citt

cos

detto

glio di credenza, di

che parlammo

in pi articoli.

cemmo

Famiglie nobili di Roma diancora dell'ammissione di esse alla nobilt romana, per ottenere la quale occorrono le prove volute da Benedetto XIV, colla bol-

de'cognomi o degli Stemmi genti(Vedi). Gli scrittori di questo argomento osservano, che la natura fece tutti gli uomini eguali; essa non istabil alcuna distinzione tra di loro, se non quella che risulta dal merito e dalla virili. Ma gli uomini corrotti e degenerali,
t
liz

gelosi

d' innalzarsi

al di sopra dei

loro simili, mostrarono usi ingegnosi

nel creare varie distinzioni


delle quali

arti-

ficiali,

una

delle

prin-

Urhem Romani, de' 4 gennaio 1746. Essa per nulla dispone sulle donne, ma vi sono degli esempi, che donne sole, superstiti di famiglie nobili romane, hanno impetrato ed ottenuto dalla congregazione araldica Capitolina, di essere
la

cipali

la

nobilt.

Ci che avvi
sorpren-

di

pi
si

singolare e quasi
,

dente

che questa prerogativa

che deprime gli uni in proporzione che solleva gli altri, trovasi stabilita fino dalla pi remota antichit presso la
le

riconosciute

come

tali

per nobili romane, e sono slate iscritte perso-

nazioni

nel

maggior parte delSi vuole che Deuteronomio si parli di noincivilite.

nalmente al libro d'oro. Quest'onore lo conseguirono anche donne letterate, senza relazione al lustro delle

bilt,

come

nobili ripulavansi pres-

so gli ebrei

coloro

che

conosciuti

e distinti erano in

loro

famiglie,
di

materia
il

nobilt deve

che in quanto a meritare

munit ed
liti

al

mezzo alla copopolo, e che slabi-

primo riguardo.
11

Fedi Lettera-

furono principi e capi per goTernare il popolo medesimo; e l'antica legge

to.

de hi\e nel

tratta

del-

attribuiva una specie di

se
nobilt ai capi
le

NOB
o
ai piti vecchi del-

NOB
re l'emulazione, risvegliare V amor proprio de' corpi subalterni, e in
fine

e a coloro che destierano al servizio degli altari, nobilt che nasceva naturalmente dal merito. Dicesi che Teseo presso i greci diede una prima idea della nobilt, col separare il popolo di Atene in due classi, distinfamigllej
nali

promovere
ne
sia

il

germoglio della
*

virt onde cresca e fruttifichi. Ilo-

ma

l'esempio di tante eroi-

che azioni, per le quali si giungeva all'acquisto di tanto pregio.


L'

magistrature curiali, cos chiadi far-

guendo
artigiani.

possessori di terre dagli

Cos pure avanti Licurgo

mate perch davano diritto portare in una sedia d' si


fra
le

avorio,

distinguevansi a Sparta due classi


di
cittadini,

quali

v'erano
pretura
esse
il

il

consolato,

di

persone

facoltose

la dittatura, la

l'edilit,

dette grandi, e del popolo minuto cui individui appellavansi piccoli,


i

tramandavano

titolo di

no-

bile ai discendenti di quelli

che con

distinzioni
tore,

che soppresse
il

il

legisla-

indi

solo merito
resi

personale

ed
ro

servigi

alla

patria tenne-

il

luogo

di

nobilt.

Tra

ro-

generose ed eroiche azioni se ne erano resi degni. La toga e la spada furono riguardate fonti vere di nobilt, che venne riconosciuta presso tutte le colte nazioni per
il

mani la nobilt trasse l'origine da Bomolo, nella divisione che fece dei
suoi
sudditi,
tra' quali

pi
al

desiderabile

e adattato
virt.

premio

riparti

gli

merito

della

P^edi

GiurisIl

onori

e le cariche, ond'ebbe prinil

prudenza,
parte
elevato

Magistrato, Milizia.

cipio la nobilt di merito presso

feudalismo introdotto nella maggior


delle nazioni,

senato
ra
di

In Francia

la
i

nobilt
quali
di
si

de-

come

si

disse

riv dai galli, presso


esistesse

nar-

a Feudo, palesa a qual grado era


il

un ordine

militi

o
e
si

nobile. In

alcune

parli

soldati,

separato dai
in

druidi

d'Italia fu

costume che quando moil

dal
fa

basso popolo; pi credibile

riva

un
si

nobile,

pretore e

il

cail

derivare la nobilt
la

Francia
i

pitano

recavano ad onorarne

dopo

conquista che ne fecero

funerale.

A Modena si concesse

l'ono-

romani,
esisteva,

mentre in Germania gi ed i loro re si sceglievadella nobilt.


articoli

re del suono funebre delle campa-

no dal corpo
Ai loro

parliamo de'priinsegne e distinnobile ceto, che


particolare consi-

vilegi, prerogative,

zioni de' nobili.

Il

ne del pubblico, che per un giorno intero davano segno, e pubblicavano la morte delle persone nobili: P^. Funerali; ed a Lutto si parl di quello de'nobili, con altre
notizie.

forma oggetto

di

In diversi

luoghi

diritti

derazione, viene riguardato dal pubblico qual decoro della citt, dote
la

di caccia e l'esenzioni

di alcuni pa-

gamenti

si

concessero ai nobili,

men-

pi bella delle famiglie. La nobilt, salendo alle epoche pi rimote, perch primeggia sulle altre

tre in altri

ad alcune

classi

l'esu-

classi,

venne riguardata con occhio

berante lusso fu represso con leggi , ad esempio degli ateniesi e dei romani P^. Caccia; mentre a Lus:

di predilezione dai principi, ed

am-

so

colle
i

relative nozioni,

si

rilev

messa alle distinzioni ed ai privilegi che la rendevano ancor pi pregevole. Ci appunto per eccita

come
di

nobili foderavano gli abiti


in

vaio,

un a

diversi usi delle


il

donne, riguardanti pure

loro ac-

NOB
cesso ne* sacri templi.
fu riserbato a'nobili
il

NOB
Anticamente
privilegio di

57

con rispettive norme. Nell'articolo Gerosolimitano ordine di


nobilt

porre
giili

gii

slemmi
sulle

ne'sepolcri, ne'si-

Malta, ed in

altri cavallereschi, trat-

domestici, negli anelli, e colla


effigie,

tammo
bilt

delle prove e gradi di nosi

loro
valli,

gualdrappe de'casi

che
Il

esigono pel conseguie

sui cocchi, sulle livree de'dofece

mento
281,
t,

delle insegne

decorazioni

mestici screziate, delle quali

equestri.

parola a Famigliare. Sotto Carlo


re
di
sessi

V
i

citato Buonarroti, a p. discorre della nobilt delle cit-

Francia i nobili d'ambo blasonavano i loro abiti e


al
le

dimostrata
il

li

pubblici; ed
chit Picene^

ne' teatri e luoghi Colucci nelle Anti-

coprivano dall'alto
gli

basso di tutti

stemmi del loro scudo;

donsi-

ne portavano sulle loro


ritta

vesti, a di-

t. XXVIII, p. 60, ragiona della nobilt delle terre e dei loro magistrati, proporzionata al

l'arma de'Ioro mariti, ed a


la

loro
eccl.

grado. Nel Suppl. del giorn.


di

nistra

propria. In vari luoghi fu


alla

Roma
che

1795,

si

tratta

dei

esclusivo

nobilt

il

privilegio

disordini
bilt,

dominano
circa
;

nella

no-

d'instituire

Fideconimessi [Vedi)y e
fino al quarto gra-

specialmente
di

l'educave-

primogeniture

zione della prole

della giusta eco-

do, riprovati in

permessa
tocc
a

altri. Ai nobili fu mercatura, ci che si Mercante. Altrove facemla

nomia
stiario.

loro rendite, e del

Vedasi

Piccolomini, Della

situazione della vita dell uomo nohile^

mo

parola
in
si

mente
parti,

come i nobili anticaRoma, Firenze ed altre


anche con

Venezia

1545. Osorii,

De

noci-

bilitate civdiet Christiana^

Florentiae

distinguevano

i552.Nolden, Z?e statu nohilium


vili

avere ne'Ioro palazzi loggie, porticali e torri. In Francia, Germania

synoptica tractatio, Giessae

623

ed altre regioni, furono segni


bilt

di nole

insigne

e di giurisdizione,

forche patibolari nelle terre de'feud,

e neir ingresso de'palazzi barosi

nali

pose una grossa catena con


in berlina
ladri,

Andrea Tiraquello, De nobilitate, Lugduni 1673. Matlhaei, Traciatus de nobilitate^ Lugduni 1686. Benvenga, Eminenza della dignit cardinalizia con la definizione deh la nobilt, Roma 1716. Il Muratori,

collana di ferro, colla quale mettevansi


i

Delle antichit Estensi,


distinti,

t.

I,

cap.
ti-

truffatori
in
delitti

V, parla
toli

de' nobili, e con quali

ed

altri rei

che cadevano

punto che noi

in pa-

nella giurisdizione di que' magnati.

recchi articoli discorriamo.

La
l'

nobilt di

nome

provasi col-

NOBILI Roberto, Cardinale. Roberto de Nobili di Montepulciano,

aggregazione di 200 anni addietro alla nobilt di qualche citt,


la

nipote
sorella,

di

Giulio

III

od altrimenti; laddove delle armi si giustifica


la

nobilt

in et di dieci
tal

per parte di anni appre-

coll'uso del-

se

con

possesso le lingue greca

medesima arme per tal corso di tempo ne'quattro quarti o famiglie


padre, madre, ed avole de'ge:

e latina, che divenne l'oggetto dell'

altrui ammirazione. Recit avanil

del

ti

Papa un' orazione con


spirito,
lo

tal

gra-

nilori

le

dignit di corte, l'avere

zia

ed energia di
porpora, a cui

che fino

missione

appartenuto alla corte nobile, e l'amagli onori di corte, sono


distintivi

altrettanti

accordali

alla

degno delconduceva il sublime suo ingegno, ma molto pi


d'allora
la

zio lo cred
lo

58
la

NOB
rara
piet e illibatozza
do' suoi

NOB
Roma
nelle
to

nella sua
calale,

carrozza a bandi-

costumi.

Essendo stato il di ini padre destinato al governo delia citt d'Ancona, seco recossi Roberto, il quale mentre ivi applicatosi
stava
agli

per islare colla

pi sollevata in Dio.

menNon permifosse

se

giammai
al

che

il

suo volto

dipinto in

tela,

e se lo fece, fu per

studi,

Giulio
lo

111

a'

22

obbediie

proprio genitore, ch'eglielo

dicembre

i553

cie

cardinale

spressamente
fezione,

comand.
rinunziare
i

Per
alla

diacono in et d quattordici anni, per diaconia gli assegn la indi


chiesa di

vieppi avanzarsi nella cristiana perrisolv


di

Maria in Domnica. Dopo la morte di Giulio 111, per la consumata sua piet fu in molto credito presso Marcello II e Paolo IV, quantunque non oltrepassasse l'et di quindici anni, il primo dei quali nel i555 lo promosse a bis.

porpora, e ritirarsi tra


ni

cappucci-

tra

gesuiti.
il

Non potendo
i

per eseguire

concepito disegno,

determin di rinunziare tutti benefzi che possedeva a Paolo IV,


il

quale lod

ma non

volle esegui-

re la risoluzione del
nale.
II

giovane cardiche
si

bliotecario di

s.

Chiesa,

ma

preve-

Torrigio nella vita di que-

nuto dalia morte non pot spedirgli il breve, cbe poi ottenne dal secondo,
il

sto insigne cardinale osserva

content della sola abbazia di Spinetta,


fcio,

quale usato era di chiamarlo,


e

non meno per l'eleganza


st

dell'aspetto,

che per

la

venusua ra-

ra

modestia e verecondia, in pub-

blico concistoro
re, col

Angelo del Signo-

e non volle mai altro benequantunque nella prima parte sbagli, avendone avuta un'altra, che insieme colla prima fu da Paolo IV dopo la morte del porporato

te
1

fu costantemenchiamato eziandio dai cardinali. suoi digiuni erano assidui e quo-

qual

nome

conferita
egli

a' suoi
la

fratelli.

Com-

pens
e

per

perdita che fale

ceva, con

moltiplicare
del

austerit

tidiani, a' quali

univa

la

frequenza
e

macerazioni

proprio

corpo,

de'sacraraenti, e la visita delle basiliche

consecrate

dalle reliquie

che riduceva in servit, usando un aspro cilizio armato di acute punte


di
ferro,

dal sangue de'martiri, e quelle fra


le

prendendo
per lo
le

suoi disa-

altre

ch'erano

fuori

della

citt

giati

riposi

pi sulla
della

nuda
la

di

Pioma,
di

dove usato era

di con-

terra o

sopra

tavole. Geloso socastit,

dursi sovente, singolarmente in tem-

pra

ogni credere
illibata

po

carnevale, in

compagnia

di

mantenne
vicino alla

sua famiglia

e di altre onestissime
in presenza delle

morte, quale riguard con orfino alla

e nobili pei*sone,

rore

il

consiglio
di

datogli

da alcuni
perdita.
dei pa-

quali salito sul pulpito recitava con

medici

farne

luttuosa

gran fervore
santo, al cui

il

panegirico

di

quel

La
lo.

preghiera
il

e la lettura

nome

era quella chiericordanza.

dri erano

suo giornaliero pasco-

sa consacrata, o di cui ricorreva in

quel

giorno

la festiva di
la

le

anime,

Acceso di zelo per la salute delfaceva a' suoi domestici


esortazioni, e
i

Non mancava
quenza a udire

portarsi

con

fre-

frequenti e fervorose

divina parola in

studiavasi di ridurre gli eretici e


traviati alla cognizione della

quelle chiese nelle quali sapeva che

verit

predicava qualche rinomato ed eccellente oratore.

e
ss.

della

giustizia.

Divotissimo

del

Se ne andava per

Sagrameuto, non meno che della

NOB
Peata Vergine, guardava con rigO' roso digiuno ogni sabbato, e fa-

NOG
da
ultimo

59
restaurato
le

venne
Agricola:

dal

commend.
furono
di

sue interiora
chiesa di
s.

cendo
sa
sliei,

in tal
i

giorno assidero a menfamigliari


al

collocate nella
alle

tutti

suoi

dome-

Bernardo
s.

Terme,

nella cappella
il

dal

primo

pi infimo, seraspro e peniten-

Francesco,
cardinale,

dove sotto

bu-

viva loro colle proprie mani. Contralta con questo


te

sto del

espresso assai al

naturale in candido
si

marmo,
Il

legge-

tenore

di

vita

una grave e pe-

elegante iscrizione.
prelato
in

compendio
Naro,
e

nosa
sei

infermit

mesi, spir
del

la

che lo afflisse per purissima anima


in et
di

di

sua vita fu corretto ed ampliato

dal

Bernardino

Ira gli amplessi del Crocefisso, nel

stampato

Urbino

nel
in

1628, e

principio

SSg,

i8

dall'abbate Bartolucci

Roma

nel

anni non compiti, e cinque di carper dinalato. Divulgatasi appena

Roma
to. tizia
si

la

morte

dell'angelico giovail

1675, e da Francesco Maria Torrigio in Roma nel 1622. Il compendio del p. Francesco Sacchini
gesuita, lo riprodussero

ne, fu universale

dolore ed
la

il

lut-

Giacconio e
di

Paolo IV uditane
nell'atto di

funesta no*

Petramellara.
Parigi
;

Abbiamo pure
del
altri

A.

alzarsi

da mensa,
e
di

Notizie

cardinal
illustri

Ropoli-

gitt

subito

in

ginocchione,

berto Nobili
zani,

ed

dopo
tempo,

aver orato buono spazio


fece

un lungo
felice
il

elogio delle

Montepulciano i836. Lasci questo cardinale alcuni mss. che


religiosamente presero in custodia
suoi eredi.
i

virt del cardinale, concludendo che

sarebbe stato
se
lui
la

sacro collegio
soggetti

avesse

avuto

molti

NOCERA
tificio

(Niicerin). Citt con

somiglianti. Pi di

tutto prova

residenza vescovile dello stato pon-

di lui santit, V opinione che avea della virt e piet di Roberto, s. Carlo Borromeo, che per sua umilt diceva, che sarebbesi chia* niato contento se avesse potuto ar-

neir Umbria,

delegazione asei

postolica di

Perugia, a

leghe e

mezzo da Foligno, e nove miglia da Gualdo Tadino. E situala in


colle alle falde

dell'A pennino,
della

po-

rivarlo

nella

santit.

Il

cardinal
e

chi

passi a

destra

via

Fla-

Polo
del

lo disse

ornamento
;

gloria

minia, non lungi dalla sorgente del

sacro collegio

ed

il

cardinal

Ridolfo Pio,
la pontificia

lume
tiara.

sfolgoreggiante

fiume Tenna o Topino, in aria buona. Le sue strade sono scoscese, con
alti

del senato apostolico, e

degno

del-

fabbricati, e la piazza del

boi-

questa lo vo-

leva

Paolo IV. Il vener. cardinal Bellarmino tenne nella sua camera il ritratto del Nobili, protestando di venerarlo per santo. Il mordacissimo

go fuori della sua porta principale la pi agiata. La cattedrale con


battisterio fu
le

jiedificata dall' attua-

vescovo, sacra alla Beata Vergine Assunta ed al patrono e ve-

Garimberti

dovette

chia-

scovo
il

s.

Rinaldo, e trovasi nel

silo

marlo Angelo inviato dal gno di essere ascritto nel


de' santi. sa
di
s.

cielo, de-

pi elevato.

Lo

slesso
il

benemeseminario

numero

lito

pastore rifabbric

Ebbe

sepoltura nella chie-

e lo dot, fiorendo per


sciplina.

la

Pietro

magnifico elogio,
ritratto

Montorio con un ed il suo superbo


il

tal

prelato

si

sua dideve pu-

re

il

ristorato episcopio vicino alla

che ne decora

deposilo,

cattedrale. Vi sono altre chiese,

due

6o
due monasteri ternite, monte
di

NOC
i

NOC
filippini,

conventi di religiosi ed
di di piet

monache, confrae ospedale.


illustri,

Nocera die molti uomini

Fossato sua diocesi fu il cardinal Cesare Gherardi, e molti vescovi uscirono dalla citt e diocesi:

sono viventi monsignor Felicissimo


Salviiii

arcivescovo

di

Camerino;
Aretini Sil-

Nucerino^ Perusiae 1599. Cammilli, Del bagno di Nocera neW Umbria^ Perugia 1627. Bagno di Nocera nelC Umbria potentissimo per i morsi velenosi^ Foligno 1689, opera d' un medico nucerino. De Plumbis, Disserl. histor. medica de saluberrimo Nuceriae in Umbriae erumpenti latice, Venetiis

seu de halnco

monsignor Guglielmo

174^.

Massimi,

Acque

salu1

Piperno e Sezze, di Sigillo: di Nocera fu il gesuita Francesco Acerbo. Tra le famiglie ragguardevoli quella dei
conti Olivieri

lani vescovo di Terracina,

bri e bagni di Nocera,

Roma

774.

Per ultimo eruditamente ne


il

scrisse

dott.

e cav. Lino Morichini, Sag-

die

uomini

che

si

distinsero in lettere e dignit eccle-

governasuo governo la comune di Valtopina coi molti casali che la compongono, con l'appodiato Colle con otto rurali parrocchie da esso dipendenti. Fra i
siastiche.

sede di un

tore, e soggiace al

molti villaggi

annessi al

celebre quello de'

comune Bagni di Nocera


nella distanza di

posto

al

sud-est

due leghe, tanto

per la

salubrit

delle acque leggere e

medicinali e

blandamente purganti, che vi si vedono sorgere ed influiscono poscia nel Tenna, quanto pel bel palazzo e co-

modi

fabbricati destinati a ricevere


i

Vacqua di Nocera, Roma 1807. Rinomata fu la rocca di Nocera, se pure non fu Gualdo Tadino, chiamata Arx Nucerina. Nocera, Noceria, detta da Cluverio e da altri Camellaria o Camelar/Vz, e chiamata nelle medaglie antiche Nuceria Constantia o Costantiana perch restaurata da Costantino il Grande. Altri vi aggiungono il cognome Alphaterna o Alfatena, che altri invece attribuiscono a Nocera de' Pagani. Fu detta Nuceria, secondo Strabone, perch ivi si facevano belli vasi di legno ; parimenti cos chiamata da Tolomeo e da Plinio, il quale \sse favonesi nuceriui. il Volterrano vuole che
gio sopra

nell'estate

molti forestieri che con-

Alfatenia
dell'

sia

stata

un'altra citt
distinta e

corrono a giovarsene.
te

XI

che fabbric

ai

Clemenbagni di Nopubblico,
tra
i

Fu

Umbria da questa

cera, per

comodo
gli

del
;

la

totalmente rovinata. L' Alberti di parere che Alfatenia, di cui parl Plinio, sorgesse
di

chiesa e
pontificii

edifizi

coiiii

nelle

vicinanze

che ci
fe
:

due medaglie celebrano^ una coli' epigra-

abbiamo

Nocera, e fosse assediata dal console Livio, indi costretta all' obbedienza del popolo romano. Certo che Nocera vanta antichissima origine, fu colonia
citt

Ecclesia novisq. aechhus ad halnea Nucerina construcls. L'altra con r iscrizione Ecclesia et domibus ad balnea Nucerina con:

romana,

fu fatta

nel l[Oi di
alle
i

Roma
che
nel

e soggiacsia

struct.

MDCCXIV,
chiesa

col

prospetdei

que
sotto

vicende

dell'Umbria,

to

della

fabbriche
la

romani

disciogli-

bagni.

Rinomata

pure

terra

di Nocera. Diversi scrissero su queste

mento dell' impero, alle invasioni barbariche de* goti e de' longobardi

acque.

Marianus

De

alhida

che

la

rovinarono.

Per

la

di-

NOC
versila

NOC
tello

6[

che passa fra Nuceria Favoniese e la Camelaria^ e del sito occupato da questa, che il Lancellotli prelese abbia esistito vicino a
Pitulo e Roccacontrada
(ossia

Ar-

cevia, di cui parlai a Jesi)


il

presso

monte
le

Caniiliano,

i5

miglia disi

stante dall'odierna

Nocera,
erudite

pu
ri-

r4^i furono uccisi nella rocca di Nocera. Di poi Eugenio IV, a mezzo del celebre Vitelleschi, tolse Nocera alla famiglia Trinci, sul dominio della quale pu leggersi il Durante, Istoria della famiglia Trinci, con memorie di Nocera. A Foligno dissi che

Rartolomeo nel

leggere

lettere

che

governatori pontificii di

tal cittj

guardano Pitulo e r antica


Kuceria
Camelaria,
Colucci, Antichit Picene
II 3. JNd secolo
t.

citt di

lo

riportate

dal
di

erano pure di Nocera. Nel i45>8, per la sede


Calisto
III,

vacante
Piccinino

XI, p. Vili Nocera fece


della

Giacomo

parte dei dominii


sio nella
III,
il

chiesa ro-

mana, come abbiamo dall'Anastavita


di

che d'ordine del re di Napoli era andato ad aiutare Federico conte genti di Urbino, invece colle sue

Stefano

II

detto
ri-

occup
lasciando

Asisi
il

Nocera e

Gualdo,

quale nel
re

ySS

avendo

conte esposto nella guer-

corso a Pipino re di Francia contro Astolfo


de' longobardi, che

ra coi Malatesta. Gi nel pontificato


di

Eugenio IV, Nicol Piccinino aPio


II,

avea

occupate
si

varie
I

terre

della

vea invase Nocera e Gualdo. Eletto


poli

che costrinse a novera Nocera. Verso questo tempo Nocera era un castaldato del ducato di Spoleto, e nel placito del duca Gisolfo, tenuto
Chiesa, tra quelle
restituire

Ferdinando re

di

Na-

comand a Giacomo
e
di

di trala-

sciar le molestie
ficio

dello stato ponti-

in
gli

Rieti
altri

nel

761,

vi

si

legge tra

abbandonare Nocera e gli altri luoghi, laonde obbed anco perch non avrebbe pofuto colsue forze conservarne
l'

giudici

assessori

Eleuterio
riferisce

le

acquisto.

castaido
il

di Nocera,

come

In seguito
dell'

Spoleto,

del ducato di Quindi ebbe i suoi conti, e nel 980 Lupo Vico figlio del conte Monaldo, edific Fossato ed ampli Sigillo, de* quali luoghi parlai a Gualdo Tadino , tutti compresi nella diocesi di Nocera. Narra il Reposati, Della zecca di Gubbio, che appartenendo Nocera al ducato di Spoleto, quando questo ricuper Innocenzo III, Nocera torn in potere della Chiesa. Al
p.

Fai teschi, Mem.


169.

Nocera segu i destini Umbria e la dominazione fransecolo


scor-

cese nel declinare del

so e ne' primi

anni del
fu
1*

corrente.
dalla

Talvolta Nocera
presenza

onorata

de' Papi, e

ultimo fu

Gregorio
al

XVI
1

santuario

Marted 2

reduce dal viaggio Loreto nel 1841. settembre partendo da


di
il

Gualdo Tadino,
rendo
gali
si

Pontefice, percor-

la

via

nazionale
i

per Folidi

gno, pass
e
di

per

territorii
i

Re-

Teopano,

cui abitanti

tempo
bellini,

delle fazioni de' guelfi

e ghi-

erano raccolti presso alcune capesistenti

anche questa citt ne prov le conseguenze Bonifacio IX nel 1892 cre vicario di Nocera Ugolino Trinci di Foligno, ci che conferm Giovanni XXIII; il suo
.

pel lette rurali

sulla strada

e sotto archi di verzura eretti per


festeggiare
gianti
di
il

suo passaggio, echegacclamazioni.


al
il

giulive

nucerini

per

significare

santo
fedele

figlio

successore

Nicol col fra-

Padre

la

venerazione e

62

NOC
eretto
tlella

NOC
preteso sopprimerla Napoleone con

loro allaccamento, avevano

all'ingresso della gran piazza, posta

decreto de' 5 agosto


ghelli
p.

a piedi

montuosa citt, un grande arco trionfale, mentre sulr ingresso della citt medesima, situato nel fondo della piazza dirimpetto
al

che io63, e
la

neW Italia
t.

serie de* suoi

loro. L* Usacra t. I, X, p. 3o2, ci d la vescovi, dice che vi


Crispoldo di Folidi
s.

predic

fede

detto arco, erasi innalzata


pontifcia

gno discepolo

Pietro

verso

la

bandiera
la

con analoga
civica umili

iscrizione, altre

essendone all'arco.
divozione e
suddi-

Qui

magistratura

l'anno 58, su di che potr vedersi l'articolo Foligno. Nella persecuzione di Nerone furono martirizzati

le proteste di

s.

Felice prete e
a'

s.

Costanza ma-

un drappello di giovani presa la carrozza del Papa la trasse fno presso una loggia costruita
tanza, ed

17 settembre del 6g, i cui corpi furono deposti nella chiesa


s. Maria Maddalena, donde nel 1590 furono trasportati in cattedrale e le loro teste in Pesaro. Ne fu primo vescovo Felice, cui scris-

trona
di

da dove Gregorio XVJ accompagnato da monsignor vescovo e da tutto il clero compart all'affollato popolo la sua apostolica benedizione fra pi
sulla piazza stessa,
, i

commoventi

viva

di

giubilo e di

riverenza. Quindi con lo stesso ac-

compagnamento e no si port alla


Giuseppe
natore,
la

sotto baldacchi-

casa

Olivieri,

del conte ove ammise al

s. Innocenzo I Papa, ed intervenne al concilio con Decenzio. Secondo vescovo fu Celio Lorenzo cardinale e Antipapa IV (Fedi) nel 498 contro s. Simmaco, il quale benignamente lo fece vescovo di Nocera, mosso a piet del suo

se

bacio del piede

il clero, il govermagistratura e molte altre persone, mentre il popolo con fervorosa divozione si port in fol-

competitore
ritorn in

questi, passati quattro

anni, spalleggiato dalla sua fazione

Roma
in
esilio

e rinnov lo

sci-

sma,

ma

un sinodo fu deposto,
e
ne' poderi del

la

a baciare

il

luogo donde
per

il

Ponil

tefice l'avea
"viaggio,

benedetto. Ripreso

dirigendosi

Foligno,

Gregorio
strazioni

XVI
di

incontr altre dimoesultanza a

scomunicato, suo sostenitore Festo; narrando tutto distesamente Agnello Anastasio, cap.
cacciato
in

morendo

cosi

popolare

V, Storia

degli Antipapi.
nel

Papa

s.

Ponte Centesimo e quindi presso alla Vescia, ove venne alzato sulla strada di passaggio un grandioso altare, sul fjuale fu esposto il ss. Sagramento,
laonde
essendo
la
il

Simmaco
di

S02

in

sostituzione

Papa
delle

disceso

Lorenzo consacr Aprile; quarPrimerio cui scrisse Luitardo nel 598 s. Gregorio . Eugenio II nell* 826; foii sotto
to vescovo fu

ne

ricevette
in

benedizione,

come

Reperto
alla

o
II

Ramperto
dell'

intervenne

avea fatto
il

una
sue

suddette

consecrazione
in
s.

imperatore
Indi succes-

rnppellette, indi egli slesso

appag

Lodovico
cilio

Pietro, ed al con-

popolo

colle

benedizioni e
fu

romano

dell'

86 1.

parole benigne.

sero Severino
eretta nei

dell'

887, Benedetto

La
primi

sede

vescovile

del
s.

900 che
Martino,

restaur la chiesa di

secoli della Chiesa,


alla

immedia-

tamente soggetta

santa Sede,

come

lo tuttora,

invano avendo

Giuliano si trov al concilio celebrato da Giovanni XIII nel 967, Gilberto Ala cremonese

NOC
986. Alberto o Adalberto monaco benedettino, figlio di Roderico conte di Noccra, creato nel 1007 da Giovanni XVill, il quale pei* essere statel

NOC
vescovi

63
l'

lonaco

benedettino

che

promulg

indulgen-

za perpetua
l al cielo

della Porziuncula, e vo-

a'ig febbraio 1222, e


cattedrale,
di cui

fu sepolto nella

divenne

titolare.

te

rovinate
le

dai
citt

longobardi e dai
vescovili di

Pelagio

lo

consagr

nel

i223

saraceni

Tadialle

Onorio
zo del zo

111,

indi

successero Costan-

no, Rosella, Usenti e Plestea,


quali
l'

1218,

Bevegnato Cnppuzzi
i2 3o, cui Innocen-

Ughelli aggiunge
(

Lucefli
di-

di Foligno nel

cio Luccoli visa tra

la

cui diocesi fu

a Nocera
sedi
la

Gubbio e Noce4'a), le un aumentandone colle loro diocesi laonde non pare


;

commise T amministrazione Guido Nedella sede di Foligno gosanti di Fano, eletto nel 12 52

IV

che Nocera
vato,
l'

divenisse
si

allora

vesco-

come

ha dalla
del
s.

storia del-

antica Tadino.

Romano monaco
monastero di

di

Sassoferrato

Silria, discepolo di

Romualdo,

gli

da detto Papa, che amico di s. Silvestro don ai suoi monaci molti beni; Bernardo del i252 ; beato Filippo de' conti d'Antignano folignate del i254, monaco di Avelgenlana, morto santamente a' 2
1

1012, ma dicesi per simonia, e visse due anni. Dodo fu al sinodo romano del 1029, per di Grado ; la causa del patriarca
successe nel

naio

1285, nel calendario di Avellana si legge a' 17 settembre; le


sue reliquie dalla chiesa de'
ss.

Fi-

lippo ed Agnese presso Gualdo, nel

Lodovico a quello celebrato in s. Pietro da Nicol II nel 1059. Pasquale

1623 furono

trasferite nella

catte-

drale di Nocera.
fu confermato

Fidemondo canoOnorio

detto

elesse Agostino che concesse un privilegio al monastero di s. Pietro de Andolina, ci che conferli

nel

Ilio
,

nico di essa, richiesto dal capitolo,

Arcoletti

da

IV

nel

1285, 8

idus augusti. Giovanni dei


richiesto dal

conti di Antignano folignate, cano-

nel

ia5

il

successore Lotario.

nico della cattedrale,


capitolo, nel

Indi foriiono

Lorenzo del ii3r, Monaldo Monaldeschi orvietano del Offredo de' conti di Nocera I i44> del 1164, Anselmo nobile di Foligno

1288 l'approv Nicol

in

IV, che introdusse i francescani Maria della Misericordia di s.

arcidiacono

della

cattedrale

e vescovo di

sua

patria, poi

nel

1170
Jll

pe' suoi

meriti

da Alessandro

Gualdo. Beato Alessandro Vincioli perugino, de'minori e penitenziere, fatto da Giovanni XXII, di gran santit di vita autenticata da miracoli,

fatto anche vescovo di Nocera che sapientemente amministr ; gli successe verso il 1 196 Ugo. Indi s. Rinaldo figlio di Napoleone Trinci

e per le sue preghiere Sasliberato


ivi

soferrato fu
tagioso,

da male con1

ed
a'

fu sepolto nel coro

de' francescani

nel

363,

essendo

signore di

Foligno, benedettino
le

morto

3 maggio.

Urbano
surrog

nel-

dell'

Avellana, per

sue virt venclero

lo stesso

anno

gli

Luca

ne creato vescovo
12 18 da
il

dal

con

Ridolfuccio

Gentili

(Fed) arcidiacardinale.

mirabile consenso, e confermato nel

cono
le

di

Camerino, vicario genera-

Onorio III: fu chiamato padre de' poveri, men vita au-

dell'

Umbria
Sentio

Gli
il

successe

che
fr.

celebr
di

si-

stera ed esemplare, fu

uno

de' sette

nodo

nel

1397;

Andrea

Moa-

64
te

NOG
Falco
franoescano
del

NOC
i4o4;
Ibli-

co verde al cappello, e ci per decreto


concistoriale
de*

Oio.

Tommaso
traslato

de Margariti
dal

i3

dicem-

gnale, cistcrciense di Sassovivo, nel

bre

i5i7.
lui

i4'9
ciense,

vescovato

Ly-

nell'anno

acclamato
s.

pastore sapiente,
di

die per coadiutore


cessione, che
si

i52i Leone con futura suci53.7.

sepolto in

Domenico
da
lui

Foligno

verific nel

nella cappella

eretta.

Antrasfe-

Angelo Colocci
tificio,

di Jesi segretario

ponnel-

tonio Bolognini di
della cattedrale
rito in

Foligno priore

insigne
e

nella
nelle

filosofia,

del

i438;

la

teologia

matematiche,
generale di
palazzo ve-

patria nel i444> g'' succesGiovanni Marcolini francescano di Fano, insigne teologo, che
se
fr.

buon
Paolo

poeta,
III.

tesoriere

Vigilante pastore, fece


il

ottime leggi, ingrand


scovile e l'abbell di
ti,

nella riedificazione

della cattedrale

vari

ornamen-

pose

la

prima

pietra.

Nel

i^65

fabbricando
:

il

campanile della

Antonio Viminali 147' Sisto IV fece Giacomo Minutoli di Lucca, personaggio illustre per le cariche sostenute sotto Pio II e Paolo U, compagno del cardinal Giovanni Balve legato in Francia, ove si fece tanto amare che Luigi XI lo
di Terni, e nel

divenne vescovo

cattedrale
altare a

in Sassoferralo eresse

un

s.

Pietro, oltre altre ope-

re pie. Stanco di tante fatiche, nel

1543 o
pel

i545> ottenne

il

vescovato
di

nipote

Girolamo

Mannelli

Roccacontrada, e ritornato in
r

Ro-

ma, con dispiacere degli eruditi monel 1549, tiasferendosi il cadanella patria cattedrale di cui

dichiar

suo
la

consigliere,

ministro
lo fece

vere

suo presso

santa

Sede,

era stato canonico.

Lo celebrammo
p.

Agde, con altre beneficenze e distinzioni. Nel 1 481 Giovanni Cerretano, nel 1492 Giacomo de Breusquelh di Limotrasferire al vescovato d'
ges,

anche nel

voi.

XXXVI,

263

del

procuratore generale de'

cistcr-

ciensi in

Roma; don

alla

catte-

Girolamo nel 1592 successe Roberto Pierbenedetti camerinese, gi canonico di s. Angelo in Pescheria, morto nel i6o5 in Sassoferrato, mentre faceva la visiDizionario.
ta,

drale preziose

suppellettili,

nel

e trasportato in cattedrale, alla


il

1498

fu sepolto in Vaticano. Mat-

quale

fratello cardinale

teo Baldeschi perugino


rota, nel
tria

uditore di
alla

cre vesti ed istitu


Virgilio

don saun anniversario.

i5o8

trasferito

pa-

da Giulio II, che nomin Lodovico Clodio di Calderola e di essa arciprete. Nel i5i4 Leone X nomin vescovo il suo precettore Varino o Guarino Favorino di Camerino silvestrino, dotto nelle lettere greche e latine,

Florenzi Perugino eletto i6o5} per sua morte nel i645 Orazio Giustiniani (Fedi)y genovese, trasferito da Montalto, indi cardinale. Per sua dimissione nel 1646
nel

fu vescovo
tralla,

Muzio Montano
Battista

di

VeNel

e govern soavemente. Gio.

autore di

di-

1669
di

Amati nobile

Terse opere
nel voi.

che fece da diacono greco in cappella pontifcia, lo dis:

Pistoia, gi di essa canonico e

vicario generale, lodato per dottrina. Nel


1

si

Vili,

p.

144

del

Dinel
prifioc-

690 Marco

Battaglini

ri-

zionario
voi.

ed
p.

altrove;

mentre
fu
il

IX,

194 notai che

minese, ornato di molteplice erudizione, autore di diverse opere, e


della storia de'principali concilii; di

mo

vescovo regolare ad usare

NOC
somma
galo
citt,

NOC
rico.
Il

65
di

prudenza, era slato impiedal Papa a governare varie

capitolo
la

si

compone

due

dignit,

poi visitatore apostolico di Por-

priore, di dodici canonici,

prima delle quali il compree


il

to e Sabina, e nel

1716

traslato a

so

il

penitenziere

teologo, di

Cesena. Alessandro Borgia nobile di


Velletri, protonotario apostolico, udi-

altrettanti

mansionari,
:

di
il

altri

preti e chierici

il

priore

par-

tore

della

nunziatura
vescovo nel

di

Colonia^

roco della cattedrale, coadiuvato da

indi internunzio e governatore


sisi,

fatto

17 16,

d'Ache

pubblic nel 1723 la storia patriaj


e nel

17^4

f^i

trasferito a

Fermo.

Egli l'ultimo registrato nell'ir^^Ua sacra j i seguenti lo sono nelle

un sacerdote deputato dal capitolo. Pio VI col breve Dunt insignem, de'29 luglio 1 794, Bull. Rom. Coni. t. IXj p. 394, concesse ai canonici e dignit la cappa con fodera di pelli, ed il rocchetto. La diocesi si

annuali Notizie di

Roma. Notei

estende per circa trenta

mi-

remo, che nel secolo decorso

ve-

glia.

scovi tralasciarono d'intitolarsi, ve-

in

Ogni nuovo vescovo fiorini 4^0, ed all'epoca


scudi

tassata
dell'ul-

scovo di Nocera e di Sentino, cio Sassoferralo (Vedi)^ ma solo di Nocera.

tima
di

proposizione concistoriale era

i5oo

la rendita,

per au-

1724
della

fr.

Gio. Battista Chiap-

mentata dall'encomiato vescovo.

pi

de'girolamini del b. Pietro da


diocesi

Pisa,

successe

nel

d'Albenga. Gli 1768 Francesco Lo-

DE' PAGANI (Nuce^ Paganorum). Citt con residenza vescovile nel regno delle due
rin
Sicilie, nella provincia del Principato Citeriore, distretto a 3 leghe da Salerno e 7 da Napoli, capo-

NOCERA

renzo Massaioli della diocesi di Gubbio.

In sua morte Pio VII nel con-

de' 22 dicembre 1800 nomin Todierno degno vescovo, mon-

cistoro

luogo

di

cantone.
e vi
si

posta su
gli

di

signor
d' Asisi

Francesco Luigi Piervisani


,

un
zi

colle,

vedono

avan-

gi

canonico

teologo

di

del

suo grandioso

castello,

ove

quella cattedrale, e rettore del se-

Carlo

HI Durazzo

assedi

Urbano
tom-

minario. Questo insigne prelato,

mo-

VL
no ba
gina

Nel vecchio monastero basiliadi


di

dello dei pastori j divenuto ir.^de-

Mater Domini
Carlo
I

vi la

cano
tificio,

de' vescovi

dello

stato

pon-

ed ha operato immensi be-

d'Angi e della reBeatrice. Vi sono molti ragedifici,

ni nella sua diocesi,

donde

usciro-

guardevoli
cazione di
chiesa ed

fra

quali la cat-

no dal suo dotto e ottimo clero a Gualbo Tadino diversi vescovi ne riparlammo, e si disse come Pio VII lo dichiar abbate di quella
;

tedrale con battislerio, sotto l'invos.


il

Marco

evangelista; la

abbazia

di

s.

Benedetto. Giacinto
il

monastero de'benedettini di Monte Vergine sotto il titolo di s. Giovanni, di maestosa


apparenza, sopra un'altura deliziosa^

Vincioli ci diede

catalogo de' ve-

scovi di Nocera j nelle Notizie storiche de^ cardinali perugini ^ stam-

tratto di

donde si contempla un gran mare e la Campania. Il

pate nel

1730; e prima
Foligno
si

di lui nel

santuario della
sione, bevendosi

Madonna

de'bagni^

i653

in

pubblic di Lo-

assai frequentato nel d dell'Ascen-

dovico Jacobilli: Nocera nelf

Um-

bria e sua diocesi, e cronologia dei


vescovi di essa cittt discorso istO'

qua

della

vicina sorgente.

con divozione l'acVi sono

altre sei chiese parrocchiali col fon-

voi. XLVlIh

6$
iiasleri

NOC
e

NOC
mo*

te sacro, conventi di religiosi

me
gi,

pagani o abitatori de'paghi.


la

di

monache, conservatorio,-

Dopo

vittoria di

Carlo

d'An-

confraternite, ospedale, enakiai*io,

vi

fu fatto aspro macello dei

palazzo vescovile aderente alla cattedrale,

saraceni,

che

avevano
s.

parteggiato

Borboni vasta caserma per


I

vi

eressero

una

per Corradino, l'ultimo rampollo de-

la cavalleria.

Fa

gU

svevi.

Vi nacque
II

Lodovico

fi

un
ti

rilevante

commercio

coi prodot-

glio di

del suo fertile territorio, specialin

sma
si

d'Angi. Nello scidi Clemente VII antipapa, vi


nel
castello
il

Carlo

mente
tea

frumento, vino

squisito,

ritir

Pontefice
delle tante

bestiame eccellente, e lane.


di quella dei

Fu

con-

Urbano VI, come una


terre

della famiglia Zurla, e ducato

cedute

al

suo nipote

Franche

Carafa.

cesco
,

Prignani

da

Carlo

III

Nocera, Nuceria

Paganorum

fu

avea investito del reame


li.

di

Napo-

denominata de'Pagani sia per distinguerla da quella dell* Umbria, che come questa alcuni chiamarono Alplialenia^ sia per avervi lungamente dimorato i saraceni dopo la rotta del Garigliano nel 9 1 5, o per esservisi ritii-ati sotto Federico II quan-

Il

Papa

vi

si

rec nel 1882, in-

di
col

pass a Napoli,

ma

inimicatosi

re che non voleva pi. dare le

terre promesse, a'

26 maggio i384
e coi

ritorn a Nocera colla corte


cardinali.

Questi temendo qualche sorpresa, e standovi poco comodi,

do furono

cacciati dalla
i

Sicilia, sia
i

l'abbandonarono,
gio in Napoli,
tifcie

fecero

passag-

per averne abitato poli paghif secondo

dintorni

po-

non cedendo
perch

alle

pon-

l'Alberti, sia

per

preghiere

restassero

essere stata divisa in

molti

paghi,
al-

in

fortezza.

dopo
tri

vari disastri sofferti nella guer-

della

permanenza
lo

Adombrato Carlo IH d' Urbayo VI in

ra punica

e in quella sociale:

Nocera,
poli,
soliti
si

preg ritornare in Na-

meno verosimilmente
pretendono che

cosi la dis-

ma
i

venendogli risposto essere

sero dai greci paghi. Alcuni autori

re portarsi a' piedi de'Papi

sia stata

fonda-

ta dagli etruschi, sulle rovine dell'

antica

JVbceria.

Sotto la repubcolonia mili-

blica

romana divenne
si

venne in aperta guerra, ed il re con alcuni cardinali tram congiura contro Urbano VI che voleva privarlo del regno. I cinque o sei
cardinali ch'erano col

tare, e

distinse per la

sua fedel-

Papa furono
colle
tor-

t nella seconda guerra punica. Distrutta


le,

imprigionati
ture,

e straziati

prima

in parte

da Annibai

come

creduti
ivi
li

ribelli;

alcuni

poscia dai normanni, o nei

i3i

dicono che
tri

facesse morire, al-

dal re Ruggiero, lo fu interamente

in

Genova,

al

quale articolo

li

da un

orribile terremoto.

Nelle
vit-

sue

vicinanze Narsete riport

nominammo, e dicemmo come il Papa assediato in Nocera, tre o


quattro
pane,
volte al giorno
alla sua finestra, e al

toria su Teia re de'goti, che vi rest ucciso nel 553,


s'i

il

terminando codomnio goto in Italia. Verso


del secolo

compariva suono di cam-

la

met

XI essendo
furono

sta-

con torcia accesa in mano, suoi nemici, e coscomunicava


i

ta conquistata dai normanni e distrutta, gli abitanti


costretti

me

a'

luglio

385 pot

fuggire

ghi, e

ad abitar divisi in molti villaggi o pada ci vuoisi derivato il cogao-

da Nocera e s'imbarc per Genova. Questa tragedia dettagliatamente si legge in Lodovico Agnello Ana

NOC
slaso,
p.

N.OC
t.

67
autore

Storia degli antipapi,


seg.
:

IT,

slinlan, egregio teologo, versato in


altre
di

179 e

ne
p.

feci

parola anco

scienze ed eloquente,

178. Nel secolo apprCvSso, avendo la regina Giovanna II adottato per figlio il re
nel voi.

XLVI,

diverse opere, e martello degli


fraticelli.

eretici

Gli successero, nel

Alfonso
dizio di

V di Aragona, a pregiuRenato d'Angi, Nocera fu


la

presa dagli aragonesi, e per

pri-

ma

ne alz
secoli

il

vessillo.

1433 Giuliano Angrerani nucerino, nel 1436 Giacomo Benedetti d'Adria traslato ad Orvieto^ nel i443 Bartolomeo Micheli nobile sanese, di grande autorit presso Alfonso V
d'Aragona, famigliare
Questi nel
la

La
primi
lerno,

sede vescovile fu eretta


della Chiesa,

nei
fatta

di Calisto III.

i^55

fece vescovo del-

sufraganea dell' arcivescovo di Sadi cui


lo
s.

patria

fr.

Pietro domenicano, e

ancora.

Ne

fu

dopo

primo
il

vescovo
la

Prisco che

pat

IV nel 1478 Giovanni Cerretano sanese, chiaro per


di lui Sisto

martirio a'g maggio sotto Nero-

nobilt,
di

virt e

scienza legale, in-

ne-,

onde
sua

cattedrale era prima


Il

uditore di

rota.

Nel 1480 Pie-

colla

invocazione.

secondo

tro Strambotti napoletano, nel

i5o3

Numesio diacono di questa chiesa, cui scrisse nel 592 s. Gregorio 3; indi Primerio, al quale tal Papa diresse un'epistola. Amato o Amanzio nel n^S intervenne al sinodo romano di s. Zaccaria; N.
fu

Bernardino Orsini romano, nel i5i i Domenico Giacobazzi [Vedi), poi cardinale, che con regresso nel i5i7
cede
la

sede al nipote Andrea Gia-

cobazzi canonico vaticano, dotto, pio

e versato nelle lingue: per sua morte

Gregorio IV, indi non si conoscono i successori sino a Land che govern dal io6f al 1073, deposlo dalla santa Sede. Dopo lunga lacuna apparisce Fevisse a'
di
lice,

lempi

nel

lo zio.

15^4 ne riprese il governo Nel i528 Clemente VII no-

min il dotto Paolo Giovio di Como, il pi celebre storico del suo


tempo, eloquente, eruditissimo, morto in Firenze nel i552. Gli successe il nipote e coadiutore Giulio Giovio che govern lodevolmente,

cui

diresse

una

lettera

Inno-

cenzo

III;

poscia V^alerio Orsini ro-

n)ano del 12*28; N. assassinato em-

piamente onde la

dagli, abitanti
cit^

nel

[260,
seg-

ed ottenne in coadiuto
gli

il

nipote
lo-

rest priva del

Paolo giuniore che


rico de'vescovi di

successe,

gio episcopale per decreto di Ales-

dato per erudizione

e poesia,

sto-

sandro IV, che divise


gli arcivescovi di
fi.

la

diocesi Ira

Como. Nel i585


il

Salerno e d'AmalAl dire di Novaes, Bonifacio Vili

Sulpizio Costantini nobile fermano,

superiore de' minimi, che comp

nel

1295

ripristin

la

sede,

ma

palazzo

vescovile incomincialo dal

non sembra
tale dignit

avesse effetto, poich


la

predecessore, e fu lodato assai. Nel

ripristin nel

i386
vesoil

1602 Simone Lunadoro nobile


nese,

sa-

Urbano VI, che


scovo
fr.

nomin per

canonico della patria e pro-

Francesco de' minori,

tonotario, zelante di sua chiesa, scrisse la serie de'vescovi. Nel

lo ordinato sotto Bonifacio IX,

1621

fr.

quale nel

1402

gli

die a successo-

re Angelo abbate benedettino di s. Maria di Castellaneta. Nel 14^9


Ir.

Serafino de Vicari piemontese, domenicano insigne per dottrina, e

commissario del
roiK)

s.

offzio.

Indi fu-

Gabriele Gaiofali spolelino ago-

vescovi, nel

1621

Francesco

68
Trivulzi

NOD
milanese,
referendario
e

NOE
trimonio con Luigi principe di Tnfranto, pel quale si restitu la pace al regno, dopo la guerra sostenuta

commissario (Iella camera; nel i63?, Ippolito Franconi delia diocesi di


Trivenlo; nel
Volturaria;
nel

i654

Tr.

Bonaventudi-

contro Luigi
zione di
Basilio,

ra d'Avalos agostiniano, traslato da

I re d' Ungheria l'approv Clemente VI, sotto la prole:

1659 per sua


della

s.

Nicola

e la regola di

s.

missione
rale

fr.

Felice Gabrielli

genediocesi

ma
il

cess colla

morte de'suoi
Si

de' conventuali,
nel

istitutori

re e

la

regina.
s

comche
in-

d'Ascoli;

i685 Emidio Lenti


vicario

pose di 60 cavalieri
segna
Si
sul

francesi

di tal diocesi canonico, gi

napoletani, che portavano

per

di Farfa; nel
rissi

1692 Sebastiano Pe-

braccio

un cordone

di

Grosseto; nel 1700 Gio. Balista Carafa nobile napoletano; nel 17 18


Nicola de Dominicis napoletano, col

sanese, poi trasferito a

seta rossa e d'oro ornato di perle.

compie la cronologia dei si escovi neW'ICala sacra dell'Ughelli, t. VII, p. 524. Nelle annuali Noquale
tzie

di Roma sono registrati. 1744 Geraldo Volpi della diocesi di Bovino. 1768 Benedetto Maria Mon-

portava ancora sul petto con medaglia pendente. Il p. Bonanni che ne riporta la figura nel suo Catalogo a p. 87, dice che il nodo non si vede espresso, e che il nome di nodo fu dato acci restasse il cuore di ciascuno legato di una stabile e stretta amicizia,
piti

che

il

braccio.

tesanfelice olivetano di Napoli, che

Tivea nel
tera

1808. Pio VII colla


utliori

let-

De

soppresse

il

vesco-

vato e Tun a Cava;

ma

Gregorio

XVI

colla bolla

electa, a'3

In vinca Domini dicembre i833 lo sepae

Guglielmo, CardiGuglielmo Noeilet o Noeileti, nato nella diocesi d'AngouIme, essendo professore nel diritto civile nell'universit di Tolosa, dove nel i365 ottenne da Guglielmo d' Anale.
grifoglio giuniore, poi cardinale, le

NOELLET

r da Cava

nuovamente

lo

ri-

pristin, preconizzando per vescovo

insegne
ferendario

di

dottore,

canonico

di

i834, l'attuale monsignor Agnello Giuseppe d'Auria di Napoli, gi di quella cattedrale penitenziere

nel concistoro de'23 giugno

Bayeux, arcidiacono

di Chartres, re-

apostolico, e

domestico

del cardinal Pietro lioger poi Gre-

minore e
si

gorio XI.

Urbano

nel

i366

Io

vicario curato.

Il

capitolo

pone
delle
dici

di quattro dignit,

la

comprima

sped a
cidentale.

Costantinopoli per la riu-

nione della chiesa orientale coll'oc-

quali l'arcidiacono, di do-

Promosso quindi a udirota

canonici comprese le prebende

del
di

teologo
altri

e del
in

penitenziere,

e
si

ecclesiastici.

La

diocesi

Gregorio XI nel , giugno 1371 lo cre cardinale diacono di s. Angelo, in^


tore
di

maggio

comprende

dieciotto

miglia

di

di destinatolo alla

legazione in al-

territorio, e contiene

Ogni nuovo 166 forini, e


a
circa

cinque luoghi. vescovo tassato in


le

rendite ascendono

cune parti d'Italia, durante la quatrattato le male accolto e peggio dai bolognesi amanti di lil3ert, fu
nel

2000

ducati napoletani.

1375 posto
Rossi nella

in

carcere, e spo-

NODO,
tuito
poli nel

ordine equestre.

Fu

isti-

gliato di
il

quanto avea, quantunque


Storia

da Giovanna I regina di Na1 352, iiel suo secondo ma

di

scriva

che

fu soltanto

cacciato

Ravenna ed

NOG
esiliato

NOG
insie-

69
di Ptennes,

da

Bologna, avendo
fiorenlini
Io

di

quelle di

s.
,

Melanio
di

coe co'bolognesi cospirato contro di


lui

di

Granselva
e di
s.

san

Vittore

di

anche
dal

che

inte-

Marsiglia, di
sa,
al

so

Papa fulmin sentenza


contro
i

di
i

Saturnino di ToloMartino de' Campi, fino


s.

scomunica
fiorentini.

bolognesi ed
altri

Fu

insieme con

car-

nel

ad esaminare gli Bonageta e di Raimondo ^'eofito, che furono da lui prosciilti e dannati. Segui Gregorio XI nel viaggio di Roma, ed in seguito abbandonato Urbano VI,
dinali

deputato
di

errori

Pietro

di otto, e da Paolo 16 14, in et di 21 anni, venne promosso all'arcivescovato di Tolosa, e poi agli II gennaio 162 1 lo

numero

stesso

assente,

Papa lo cre cardinale prete avendo poi per titolo la


di
s.

chiesa

Adriano.
col

Ebbe

gravi

controversie

suo

capitolo, che

alla cui elezione


si

trovossi

presente,

um

all'antipapa

mori

in

Clemente VII, e Avignone nel i394'


Eretici cos chiamati

NOEZIANI.

da Noeto loro capo e maestro di Sabellio. Noeto era un filosofo d'Efeso, che visse nel 240, che diceva non esservi che una sola persona in Dio, cio il Padre ; che il Verbo e Io Spirito Santo non erano che denominazioni esteriori date a Dio, in
conseguenza delle sue operazioni visibili; che come creatore chiamavasi egli

non voleva per arcivescovo uno che non era sacerdote, protestando che se non si ordinava avrebbe governata la metropoli come in sede vacante. Le insorte differenze furono
quietate coU'interposizione del cardinal
lo

fece

de Richelieu, che nel i633 dichiarare commendatore


la

dell'ordine dello Spirito Santo. Ri-

nunziata
ordini

sua chiesa,
si

come senza
mestiere

sacri,

diede al

delle armi, per cui aveva sino dalla

giovent avuto
in

del trasporto, e

Padre

dell'umanit egli

che sotto la figura avea preso il nostato chiadi essere

riport

qualit di

capitano di-

verse vittorie, che


in conto di

lo fecero

avere

me

di

Figlio, e eh' era

valoroso soldato, anzi-

mato

Spirito Santo,

dopo

disceso sugli apostoli. Sosteneva per

conseguenza che
ferto.

Padre avea sofil Questo eresiarca aveva altres


di

la

follia

spacciare ch'era egli

un

secondo Mos mandato da Dio, e che suo fratello era un nuovo Aronne.
nic,

ch di zelante ecclesiastico, corrispondendo perfettamente colla libert di costume alla militare professione. Presied all'esercito di Francia in Germania ed iq Italia, insieme al duca di Candale suo fratello, a cui in apparenza era stato
conferito
il

La
il

chiesa d'Efeso lo scomu-

comando
il

dell'

armata,

ed

Papa

s.

Felice

condann

mentre

in effetto

cardinale avea
tutto.

Sabellio.

l'assoluto

dominio sopra
dicendosi

Tre

WOGARET
le,

Lodovico,

Lodovico

di

CardinaNogaret de la Valper secon-

volte trovossi presente all'assemblea

del

clero,

che

il

re di

lette,

nato di generosa stirpe in Anin Francia, pi


la

goulme
dare

non ebbe ministro sviscerato, avendo profuso in


Francia
vigio
della

pi
ser-

volont del padre,^ che per


vestito
fu

corona

le

proprie ricri-

vocazione, applicatosi allo stato ecclesiastico,

chezze, per cui in morte lasci


levanti
s in
debiti.
Italia
il

clericale

appena provveduto

1'

abito

Dalla Fiandra pascoli' esercito

di
le

molaltre

francese
-,

ta

e pingui abbazie, e tra

a difendere

duca

di

Savoia

ma

70
sorpreso
lenta
nel di

NOL
lui

NOI.
da
viofece

stato

malattia

che

sospetta-

re di veleno, in Rivoli castello poco


distante da Torino, mori nell'anno

Terra Lavoro, capoluogo di distretto e di cantone a 5 leghe da Napoli. Taluni compresero (juesta anticfi e
Sicilie,

nello

provincia della

di

1639

in et di

4^

anni,

pieno di

cospicua citt nel Sannio,

altri nella

ed accorato per g' infelici ultimi successi del suo generalato. Traslrito il cadavere per ordine del padre a Cadiliaco, venne ivi
disgusti

Campania
si

ed i suoi popoli dissero anche mamertini dal culFelice,

to di Marte.
alla

La

cattedrale

sacra

Beata Vergine Assunta, con batpalazzo vescovile contiguo:


tra
le

onorevolmente sepolto. Fu lodato per grande spirito, vantaggiosa statura, prudenza, pratica negli affari di
stato,

tisterio e vi
si

venera
s.

reliquie

il

cor-

po

di

Felice vescovo e martire,


citt.

per consiglio,
e
nella
il

amante
Suoi

della
i-

patrono della

Presso

al

suo
s.

Luona fama,
struito

sulHcientemente
soddisfare

tumulo

visse

in

pia

solitudine

teologia.

difetti

furono
quelli

voler

tutti
,

che

lo

che a lui ricorrevano ci rendeva lento e irresoluto in


licenzioso,

Paolino prima di divenirne vescovo. Vi sono altre chiese, due conventi di religiosi, due monasteri di moil

tutte le azioni militari, ecclesiastico

nache, due conservatorii, l'ospedale, monte di piet, e il seminario

involontario, soldato

ma

costruito fuori le

mura
Il

nel passato
collegio

nell'agonia pianse l'impropriet del-

secolo dal vescovo.


gesuiti

dei

che avea la terminava.


ia
vita

menato,

mentre

NOGARET

NOGARO, Nu^a^
Francia
,

riolum. Citt di

diparti-

mento del Gers, distante circa 4 leghe da Auch, capoluogo di cantone, sulla sinistra del Midou gi capi,

venne ediHcato cogli avanzi del sontuoso tempio di Augusto, da Tiberio costruitovi, donde trasse il feudatario Carafa le pietre pel suo magnifico palazzo di Napoli. Rimarchevole pure il palazzo governativo,

ed una caserma militare. L'ans.

tale del paese e contea

d'Armagnac.
Il

tica chiesa di

Felice,

Vi

si

tennero due

concilii.

pri-

prima tumulato,
lungi dalla citt
la ricca
,

circa

ove rest iu mezza lega


fu eretta

mo

nel

1290

a'

29

agosto, in cui
assisti-

ed

ivi

Amaneo

arcivescovo d'Auch

lo da sei suffragane!, vi esamin la querela di Sancio vescovo di Lescar, il quale si lagnava delle usurpazio-

abbazia de' monaci di Monte Vergine, detta di Casa Marcia-

na, ove godesi la vista deliziosa di


tutta la

Ruggiero Bernardo conte di Foix. II secondo nel i3i5 dallo stesso arcivescovo con sei vescovi e i deputali degli altri suffraganei. Vi
ni di
si

tacolo di vaghissimi giardini.


vi
si

Campania, e l'ameno spetSe quifacessero le prime Campane^


illustri

lo dissi a quell'articolo.

uomini
ta

Tra i suoi nomineremo il poe-

fecei;o

quattro articoli,
1'

il

terzo
di

de' quali

gare il della penitenza a quelli che sono condannati all'ultimo supplizio, e che lo domandano. Diz. de conciai.

condanna sagramento

abuso

ne-

Transillo, Giovanni di Nola e Giordano Bruno. Questa citt , di cui gli storici ed i geografi parlano come di una
piazza frte,

secondo

Giustino

fu

fondata dai greci

calcidii,

e secondo

NOLA
denza

(Nolan).

Citt

con

resi-

Velleio Patercolo dai tusci o etruschi,

veicuvile

nel regno delle

due

4^ 3uui

priu^u di ZlQma,

io-

NOL
mnni
la

NOt
niore di Nola verso
il

71
a 54, zelante
;

presero, durante la guerra


e divenne poscia
colo-

de' sanniti,

promulgatore della fede


la

governo

nia romana, a cui, al dir di


tino,

Fronil

sua chiesa cinque anni, e fu mar-

fu dato da Vespasiano

no-

tirizzato

con trenta suoi

compagni
durante
a'

me

di

Colonia Augusta.

Annibale
di

sotto
la

il

prefetto Marciano,

l'assedi invano nel

54o
il

Roma,
volta
,

persecuzione di Valeriano,
successe
s.

i5

e sotto
indi

le

sue
altre

mura
rotte
i

console Margli

novembre. Gli
che sparse
indi
s.

Gallono

cello lo vinse per la

prima
suoi

due

toccarono
abitanti

la fede, il sangue per Aureliano di esimia santit

ne' dintorni.
si

Come

valorosamente concartaginesi, i romani ricomtro pensarono tanto forte attaccamento, e la dichiararono municipio, decorandola di magnifici edifici e di an-

erano
i

difesi

che govern 38 anni; s. Massimo che ne emul le virt, e pat nelle


persecuzioni di Diocleziano
e

Mas-

simiano

fiteatro.

Marco
12 avanti

Agrippa

vi

mor
i4 di
suo

suo discepolo verso il 3 20, nel qual tempo fior altro s. Felice di Nola, che avea aiutato il predecessore nel governo
;

s.

Quinto

l'anno
detta

l'era cristiana, e

pastorale. Sesto vescovo fu


zio,

s.

Patri-

l'imperatore Augusto l'anno


era,

poi Paolo di Nola


la

che consa-

compiacendosi

del

gr
sa

soggiorno.
distrutta

Nola

fu

saccheggiata e

lino

da Alarico, e nel 4^6 nuovo eccidio ebbe dai vandali d'Africa condotti da Genserico , i quali
trassero in cattivit lo stesso
s.

chiesa \ s. Felice; s. Paoornamento e gloria della chied Nola, nominato vescovo nel
:

Paodi

lino giuniore.

tempo

in

Vi tempo

si

scopersero
di

de' vasi

antichi

osservabili per eleganza

forme,
di

da alcune lettere di s. Agoda quella che scrisse a s. Paolino l'imperatore Onorio, per pregarlo ad assistere al concilio radunato contro lo scisma d'Eulalio, sembra che il santo fosse conside-

409

stino, e

bellezza di vernice e correzione

rato

come uno

de' pi dotti e santi

disegno.

La tardanza
i

della

conver-

vescovi de' suoi

tempi.

Gh

autori

sione de' nolani alla vera credenza

moltiplic

martiri in que' dintorni,

che hanno parlato di sua tano le tante sue virt e


offerto se stesso

vita,

no-

di aveu
d'

e specialmente sotto il prefetto Marciano ne fu fatta orrenda strage. Celebre il cimiterio o catacomba
di Nola pei santi martiri e vescovi

pel

riscatto

un

prigioniero; vol al cielo nel

^"i.

Gli successero Paolino

II,

che accuusc in-

sato a Valentiniano II ne

che

vi

furono deposti.

Vedasi

il

Remondini, Storia ecclesiastica Nolana, Napoli


la

1747fece

Fu

contea del-

nobile famiglia Orsini, e Carlo

Adeodato suo discepolo, insigne in santit col dono della profezia, eletto dal clero e dal popolo; Giovanni Talaya nel 4^4 ^i ^^
nocente
;

s.

nel

1293 ne

primo conte Rofu


eretta

trasferito

dal
s.

patriarcato

d' Ales-

manello.

sandria
vescovile

Rufo

Teodosio
dell'

che

La sede

nel
di-

fu al

concilio

romano

anno

secolo III, e da Alessandro

HI
,

chiarata suffraganea di Napoli

co-

me
Ne

lo

ancora

della santa

prima ; Sede e poi


s.

lo era stala

499, Sireno che intervenne ai seindi s. Lorenzo, s. Felice ; giuniore, s. Paolino III, assai dotguenti
to e santo
,

di

Salerno.

al

cui

tempo

visse

s.

fu

primo vescovo

Felice se-

Reparato diacono e martire. Leone

ya
tu legato nel

NOL
535
I,

NOL
Pa-

in oriente di

p Raimondo Orsini conte


fabbric
il

di Noli^

pa
tri

s.

Agapito

e fu tumulato nel
al-

celebre ciniiterio di Nola, presso


santi.

convento pei minori. Marco Fgerio (Fedi) cardinale, gi precettore di Sisto

Lupeno, Basilio, Leone li, Teodosio, Gaudenzio del 595, Da-

IV.

Gio. Antonio
traslato

Buccarello nel
scoli

14^9

da A-

uiaso del

670, Aurelio

del

679,

di Puglia, sotto del quale

Or-

Leone
tiri

III

che nella chiesa fece vari

so Oisiui principe di Nola prosegui


la

ornamenti in onore de' santi marBernardo, Pietro, Giovanni, ; Land e Giacomo dell' 843. Sasso
celebre vescovo del

cattedrale.

Nel
legale,

i^jS Orlando Orsini romarettore dell'universit

no, illustre per erudizione e scienza

1093, Gugliel1

romain-

mo

del

io5, Bartolomeo del

143,
al

na, assai lodato. Gio. Francesco Bruni protonotario, fatto nel

Bernardo
concilio
di

intervenne

nel
,

79

i5o5,

Rullino Laterano IH trasferito a Rimini poi cardinale, fr. Pietro M. Perrone eletto da una parte del capitolo mentre l' altra nomin Pietro Milone, onde si appellarono nel 1225 ad Onorio III. Indi lo furono Eligio, e Giovanni traslato d'Anglona nel 1254- Per sua morte Bouifacio Vili ne fece amiTinistratore Francesco Fontana, gi
,

tervenne

al concilio

e mor di

100

Lateranense V, anni, succeduto nel

i546 rampo

coadiuto Antonio Scapiemontese de* conti Cannella, vescovo lodatissimo, che fu al concilio di Trento, ed eresse il seminario pel suo zelo Maria Sansedal
:

verino moglie di Enrico Orsini conte di

Nola

edific da'

fondamenti

il

collegio de' gesuiti, e nel

1569 ven-

arcivescovo di Messina, e nel


gli

1296

ne traslato a Lodi, succedendogli Filippo Spinola vescovo di BisignanOj


poi
cardinale.

sostitu Pietro

Guerra

arcivesco-

vo di Capua, trasferendovi nel 1298 da Soana Land, cui successe nel i3ii Giacomo. Nel i328 Pietro gi vescovo di Venafro, nel i33i Pietro, nel i34o Ligo d'Orvieto
cappellano pontificio, nel
col Oserio nobile di
1

Per sua
divenne

rassegna

neir anno

i585

vescovo

Fabrizio Gallo napoletano, che ravviv lo spirito ecclesiastico nel clero,

fu profuso co' poveri, restitu

\a^.

349

Ni-

cattedrale al primiero splendore

da
li-

Ra vello, morFrancesco

quanto aveva
bert
tolo,

sofferto, difese

la
il

to prima della consacrazione, onde

della chiesa,

ampli
gli

capi-

subito

venne

surrogato
,

aument

nella diocesi le chieistitu

Rufo napoletano

uditore di rota.

se collegiate

ed

eremiti

Francesco Scaccano di
nico della cattedrale,

Nola canoegregio perBonifacio


di

camaldolesi.

Fu

pure benefico del-

l'ospedale e del

monte
i

di piet, ce-

sonaggio e perito nelle leggi, eletto


nel 1370
:

fu nunzio

di

IX

in

Sicilia e

vicario

Roma;

per l'antichit delia cattedrale la demol, e ne incominci la riedificazione. Nel i4oo Flameugo o Flaminio Minutolo nobile napoletano,
fu al concilio di Costanza;
cesse nel
gli

minimi presso il cimiterio de' martiri e di s. Felice prete; a tutti caro e pianto mori nel 16 14, fu sepolto in cattedrale nella cappella di s. Stefano da lui
lebr
il

sinodo, pose

eretta,

vivendo

la

sua

memoria
i

in

benedizione anco presso

riformati
in

suc-

cui die chiesa e convento

Pal-

144^ i^ coadiutore Leone ^e Simone amdlacuao, al cui tem-

ma. Gli successe Gio. Battista Lancellotti romano, che aument gli

NOL
t)rnamenti della cattedrale,
abbell

NOL
trasferito

73

Gio. Vincenzo Monforte di Sorrento,

con pitture l'episcopio, ripristin alla venerazione de' fedeli il carcere di s. Gennaro, ove cinque martiri furono straziati nella fornace, il quale

da Tropea. i8o4 Vincendiocesi di

zo Maria Torrusio della

Capaccio, traslato da questa chiesa.

1823 Nicola Coppola napoletano


lippino, trasferito

fi-

1700 restaur la citt di Nripoli. Nel 1657 quivi fu trasferito d'Acerenza e Cariati, Francesco Gonzaga mantovano teatino
luogo dipoi nel
zelantissimo pastore
,

da Bari. Per sua

morte Leone XII nel concistoro dei 23 giugno 1828 dichiar vescovo l'attuale monsignor Gennaro Pasca
napoletano, gi di Bojano.
tolo
si

difensore

dei

Il

capi-

poveri; tolse nella visita diversi


si,

abusup-

compone

delle

dignit

del

don

alla cattedrale preziose

decano, arcidiacono, tesoriere e cantore,


di sedici canonici colle

pellettili,

perfezion
sinodo. Nel

l'episcopio, e

prebendi do-

celebr

il

1675 da Monromano, gesuccessero

de penitenziaria e canonicale,
dici
stici.

te Peloso
sari ni

venne

traslato Filippo Ce-

beneficiati, e di

altri

ecclesia-

patrizio nolano e
colle

La cura

della cattedrale affiall'

neroso

chiese: gli

data al

cantore,

arcidiacono

Francesco Maria Moles napoletano nobile spagnuolo , teatino dotto e celebratissimo predicatore, magnifico ne' doni che fece alla cattedrale, lodato pastore; nel 1695 fr. Daniele

ad un canonico, che
scovo.

l'esercitano pel

sacrista curato a disposizione del ve-

Ampia la diocesi ogni vescovo tassalo di 4of> fiorini, essendo le rendite 3700 ducati.
:

Scoppa
il

francescano
sinodo, fior

della stretta

NOLI
del

{Naulen).

Citt

vescovile

osservanza e commissario
celebr
in

generale,

dottrina

e nelle pi belle virt; nel 1704 Francesco Maria Carafa nobile napoletano e
teatino,
traslato

da

s.

Marco, introdusse nella diocesi i ciristcrciensi, rinnov il seminario dusse a miglior forma l'episcopio e
,

Genovesato negli stati sardi, capoluogo di mandamento, sul golfo di Genova. In generale ben fabbricata, sta fra due roccie scoscese, una delle quali coronata da un castello che la domina, e difende il suo piccolo porto di poca conseguenza. La cattedrale sotto l'invocazione del principe degli

la via pubblica,
sa.

accrescendo
p. '2^1,

la

mendel-

apostoli

s.

Pietro,
si

con
ve-

Con

esso ntWItalia sacra


t.

battisterio, e tra le reliquie

rUghelli,
serie

compie la de' vescovi, che continueremo


VI,
si

nera il corpo di vo patrono della

s.

Eugenio vesco:

citt

l'episcopio,
distante.

colle annuali Notizie di

Roma.

i'j/\^

Gerardo Volpi
vino.

della diocesi di Bo-

buon edifizio, Vi sono altre

alquanto

chiese, conventi,

mo-

1764

Nicol Sanchez de Lu-

nasteri, conservatorio,

confraternita,

na napoletano, traslato da Chieti da Clemente Xlli che gli scrisse il breve Jucundus nobisy in cui lod algesuiti per quegli encotamente
i

ospedale e monte di piet. Sull'origine e fondazione di questa citt

mi che gli aveva fatti lo stesso vescovo cheli avea esperimenlati. 1768
Filippo Lopez-y-Royo teatino della
diocesi
di Lecce. 1778 Benedetto domenicano genovese. 1798

sono favolose le cronache che la ripetono dai tempi di Mos e Sansone ; pi ragionevole V opinione
di

quelli

che

dai genovesi.

Un tempo
,

pi popolala

credono edificata fu molto e si govern anticala

polari

inenle a forma di repubblica.

Non

74
iiieicio

NOL
comne
le

NOL
air imperatore
eransi

trovansi pi le ricche case di

assoggettate,
lui

che sostenevano il glielo di sua ricchezza, e dalle guerre genovesi,

esortazioni
a

di

valessero

nou che dal saccheggio cui l'abre d'Aragona e di Napoli, ebbe principio la sua decadenza. Vi tuttavia l'ordinaria giudicatura. Al tempo di Adriano VI era molto guarnita e fortificata di

baadon Alfonso

smuovere la fede e la costanza che al Papa aveano promesso. Essendo pertanto cos benemeriti del governo di Genova e della
Chiesa
i

punto

nolesi,

Gregorio

IX

calda-

torri,

con rocca inespugnabile, come


i

narra TOrtiz, perch prima


dini

cittaedifi-

mente pregato dalla repubblica consent nel 1289 a decorare il borgo col nome e privilegi di citt, e ad erigervi la sede vescovile affatto indipendente

nel fabbricare

una nave
torre.
Il

da Savona. L'ere-

cavano

pure

uria

dello

rione

si

fece dal cardinal

Giacomo

Spagna recandosi a Rola, approd nel i522 all'isola di Ruenga in faccia a Noli, proseguendo la navigazione per Savona. L'attuale diocesi di Noli formava anticamente una parte di quella di Savona. Reggendo questa diocedalla
si

Papa

commissione del Papa, nel recarsi suo legato ia Francia. Per la sua piccolezza, l'Ughelli, Italia sacra t. IV, p. ioo4, osserva che venne perci detta Urbs meruit dici, mutato nomine
special
:

Pecoraria per

vici.

Per

tal

sua mediocrit

il

car-

nel

principio del

secolo XIII

il

dinale l'un alla sede di Briignato


(P^edi),

vescovo Alberto,
abitanti di Noli

avvenne
per una

che

gli

con che aument un suffra-

propria
il

ganeo a Genova.
lardi

Guglielmo ConBrugnato, fu an-

loro pretensione occuparono


stello di

ca-

vescovo di

tuale e

Spotorno, che nello spiridipendeva dai vescovi savonesi ; s' impadronirono inoltre de'beni che alla mensa episcopale appartenevano. Di questa usurpazione non volendo riconosceteinporale

che il primo vescovo di Noli; simile unione per altio non ebbe durala, poich quanto era forte il motivo per la tenuit delle rendite di
unire
i

due

vescovati, altrettanto
separarli,

pi forte era di
di

per la

re

il

proprio

errore,

le

altrui

distanza de' luoghi ed impossibiht

il vescovo Alberto nel 1227 fulmin l'interdetto agli abitanti, pena terribile che vieppi gl'irrito oontro il pastore. Di tal cosa fu altamente commossa la repubblica di Genova, giacch i nolesi aveano

ragioni,

ben reggerli ambedue, per cui Innocenzo IV colla bolla In sacra


sede, nel
al

Petri

12

45'

la

sciolse,

d'allora sino

1820

ebbe

Noli

sempre

suoi vescovi, cessando

Gucon-

glielmo dall'amministrazione, e no-

prestato nelle intraprese delle crociate


gli

minando vescovo F.

Filippo,

molti segnalati servigi, e per

armamenti e pel valore si erano bravamente distinti. Non minor dispiacere ne prov il Papa Gregorio IX, il quale sapeva che Noli, allora
piccolo borgo, avea
resistito

Genova a' 5 aprile 1248. Inoltre il Papa soppresse in Noli l' antichissimo mosagrato dall'arcivescovo di nastero di
le
s.

Eugenio, e ne assegn

rendite alla

mensa

vescovile.

intre-

Successivamente
nel
lino, nel

furono vescovi,

pidamente

al

gran
IIj

nemico
senza

della

Chiesa Federico
:mpi delle

che

gli

terre

conviciue

che

1265 Antonio, nel 1298 Ugoi3i7 Sinibaldo o Singuebaldo, nel i328 Teodesco o Teo-

NOL
disio,

NOL
scrisse

75

contro

il

qual^
le

Bene-

detto
ai

XI 1 per

sevizie

die usava
fr.

insigne letterato e professore di teologia e njetafisica ; nel 16 16 An-

henedetlini del dello monastero


s.

gelo Mascardi
nel
d'

di

Eugenio; nel i346

AmaLu-

deo de' minori; nel


ni

i366 Giovani38i

Sarzana nobile ; Martini nobile Alassio referendario, govern con


di

1647
;

Stefano

Fiesco genovese; nel

ca; nel

i383 Marco, non per connel i385 Leonardo Fiesecrato schi genovese; nel iSga fr. Luchino de'minori, traslato a Neopatra; nel 1396 Corrado Chiavica, traslaMarco to da Oristano; nel i4o7 i447 ^" <^^ta in li Vigerio. Nel
;

1687 Giangiacomo PorGenova arcidiacono di quella metropolitana; nel 1700 Paolo Andrea Borello genovese barlode
nel

rata

di

nabita, maestro
logia,

in

filosofia

e teo-

consultore

dell' indice;

nel

1710
nel fo

Giuseppe

Sauli

Bargali

o
;

Bargagli chierico regolare minore

commenda
schij per

al

cardinal Giorgio Fiecessione


nel

1713 Marco Giacinto Gandolgenovese,


riedific

sua

i44^
ad Al-

dotto e pio
1'

prelato,

Napoleone Fieschi, benga ; nel i4^9


ni, altro

trasferito
I^'^olo

che
le

episcopio, accrebbe

Giustinia-

rendile della mensa, ebbe a sof-

nobile genovese; nel

i485

frire

per ingiuste accuse

da

cui

Domenico Vaccari genovese, traslato looa Galeotto a Venlimiglia; nel FrancioUi della Rovere amminii5o3 per sua rinunzia il cardinal Lorenzo Cio amministratore ; agli 8 gennaio i5o4 Antonio Ferrerio Ferstratore, indi

per fu fortunato uscirne vittorioso, e mor da tutti pianto nel 1737.

Con
la

questi nell' Ughelli

si

termina
continue-

cardinale; nel

serie

de' vescovi, che

remo

colie

ma
can.

e colla

annuali Notizie di RoSerie cronologica del


p.

Bima,

265.

reri maestro di casa di

Giulio

II

che

a' 2

3 agosto lo trasfer a

Gubil

bio e cre cardinale,


Gio. Vincenzo Fodrati
t lo fu pure

sostituendogli

1737 Costantino Serra romano genovese, nel 1746 trasferito ad Albenga. 1746 li". Antonio Maria
Arduini
conventuale
di

come

precit-

Albenga,

decessore di Savona. Di questa

eresse del proprio

due canonicati e

Vincenzo Doveri del i5o6, dotto e caro ai principi. Leone X nel 1 1 9 fece vescovo Gaspare Doria di Genova; nel i54o divenne amministratore il cardinal

quattro mansionari nella cattedrale,


e ne dot le

erudizione,

prebende, lodato per e piet. Per sua morte Pio VI nel primo giuvigilanza
fece vescovo, e fu
Noli,
fr.

gno 1778

l'ulti-

Girolamo Doria j
miliano Doria
al concilio

nel

i548 Massi-

mo
lice

litolare di

Benedetto

genovese intervenne

Solari

Trento ; nel Leonardo Trucco o Turco


di
il

iSya
d' Al-

genovese domenicano, d'inferinomanza, bench di vasta


zelante pastore,
pio, sobrio,

scienza, sollecito e

benga,
sitiorWj

quale

coli'

autorizzazione

padre de' poveri,


satissimo nella
nelle

ver-

di Gregorio XIII,

Superna dispo-

storia

ecclesiastica,

tedrale di

breve de' 22 ottobre, la cats. Paragono che sussile

questioni
disciplinari

scolastiche e nelle

cose
ne.

antiche e moder-

steva fuori
citt
1

mura,
di

la
s.

trasfer

in

Ma quando

godeva

tale

ripu-

nella chiesa

Pietro. Nel

tazione,

Pio VI nel 1794?


doni malica
il

colla ce-

588 Timoteo Berardi genovese pro^eueialc;

lebre bolla
fdci^

AuctorenL
di

cui-ai(^i'c

da' cunutiliiaui

couduuu

conciliabolo

76
allissa

NOL
essere stata
rici

NOM
addetti
all'

Pistoia (Fedi)j e per


alle

ufiiziatura

l'arci-

porte

della

cattedrale

prete ha cura delle anime.

d'ordine dell' inquisitore di Genova, altamente se ne offese. La tolse subito e non volle annunziarla al suo clero, e pretese dimostrare al Saio governo essere ingiusta la pontifcia

NOMADIA
fizio

NOMESA
Dio

(s.),

ver-

gine. Consacratasi a

fino dalla
il

sua giovinezza, perfezion


della sua

sagii-

virginit col fervore

della carit, e colla pratica di tutte


le virt. Ella viveva nel
lo,

cune
di

condanna e illegale per alformalit. Questo procedere


censore
della

quinto seco-

nel Poitou, dalla parte di Tours.

erigersi a

santa

Sede, cagion

gravissimo scandalo
in certo

ovunque, errore che

moPa-

do

poi

confess ai

comizi de' vedall'

scovi costituzionali radunati in


rigi.

i4 gennaio, ed invomal caduco. NOME, Nomea. Vocabolo col quale propriamente s'appella ciascuna cosa. Si dubita nello stabionorata
a*

cata contro

il

Accecato e sedotto

orgo-

lire

l'uso degli

antichi circa
la

l'

imNel-

glio,

cadde
falsi

nelle

perniciose dottri-

posizione de'nomi, cio se

madre

ne, quali pub3lic in

due

volumi

o
so

il

padre
le

Io

dassero ai

figli.

con
elli

raziocini!,

trionfalmente
cardinal Ger-

la sacra Scrittura si

legge che spesuffizio


;

confutato dal

sommo

madri fecero questo

(Fedi): altra opera contro que-

cos

Eva prima madre

de' viventi

sto vescovo, la citai nel voi.

XLI,
errore

pag.

7.

Di

errore

in

precipitando, fece causa coi vescovi


costituzionali
l'uffizio

scismatici,

soppresse
s.

e messa

del gran

Gre-

gorio VII, con circolare ingiuriosa e calunniosa alla Sede apostolica. Tenace nelle sue illusioni il Solari non volle dar mai a conoscere di

con Caino ed Abele; le figlie di Lot a Moab ed Ammon; Lia a Ruben, Simeone e Levi ed ancora a Gad, Aser, Issacar, Zbulon; Rachele a Dan, Neftali, e poi a Giuseppe e Beniamino: quest'ultimo veramente fu cos chiamato da Giacobbe, da Benoni ch'era il primo nome. Tuttavolta l'ufficio d'impor;

aver errato, e per questa ragione erefatto visita di desi che non abbia
rispetto a Pio

re

il

nome

fu pi proprio del pa-

dre che
di
la

della

madre

quale atto
al

VII relegato a Savosi

dominio competente
famiglia.

capo

del-

na, onde cos

non

congetturasse di

Adamo
figlio

l'impose agli

sua ritrattazione, mentre ne deplo-

animali. Set al

Enoc

Lail

rava
a'

la

prigionia.

Mor

in

Genova

mech

a No; e quanto agli addotti


delle
ai

i3 aprile 1814, e fu sepolto nelNoli.

esempi

donne che posero

la cattedrale di
le

Altre notizie

nome

riporta di

ucci,

V ab. Semeria, Storia Genova, p. 182. Pio VII


amministratore apostor
il

probabilmente ci fecero con partecipazione e appro*


figli,

vazione de'loro mariti. Vedasi

il

p.

fece allora
lieo di

Menochio,

Sluore

t.

II,

Noli

vescovo di Savona

cap. 22, dell'imposizione

6, de'nomi,

cent.

Maggioli, finche

con

bolla

del

Da
un

principio
presso
sol

gl'individui
gli

1820 l'un perpetuamente a Savona (Fed) aeque principacompone della liler. Il capitolo si
ottobre
dignit dell'arciprete,
nonici, di beaefciati

bero

ebrei se

non ebnon che


quale
i

nome

proprio, nel

genitori

con sette caed alUi ghie-

esprimevano ci ch'essi desideravano o auguravano al loro

figliuola, se

pure non

pigliavasi

\\

NOM
nome
colare
Il

NOM
i

rjrj

eia

qualche occasione partio da qualche avvenimento.


di

nomi

dell'agnazione

e della co-

gnazione. L'uso di portar due no-

nome
lena

Adamo

significo

uomo

di

rossa j perch era stato for-

Abele nominato per indicare ch'egli non avea alcuna successione, signifu cos

mato

del fango della terra;

mi tra greci risale alla pi mota antichit, e se ne trovano ri esempi in Omero.


i

re-

va-

ficando quel vocabolo niente o vanit;


il

I soprannomi si divisero in soprannomi propriamente detti, e in soprannomi caratteristici, o satirici

nome
la

di

Selh signific

ri-

o irrisoni

surrezionCj perch scelto fu per ri-

dinario da un'azione
la superiorit

primi traevansi d'ormemorabile,


daldel coraggio o de'lu-

parare
,

perdita

d'Abele;

Esai

dallo splendore delle vittorie,

fu soprannomato

edomiti,

Edem, donde gli perch quel nome signifirosso


^

mi,
rale,

da qualche
dalle
,

vantaggio corpo-

cava sanguigno o
egli
la

avendo
sa-

fisiche

o morali

costi-

chioma rubiconda. Nella


s

cra
gli

Scrittura

vede

inoltre,

che

ebrei conoscevano l'uso dei so-

prannomi o d'un secondo nome; generalmente non avevano essi, co-

una prosperit riconosciuta, ec; quanto agli altri, ben naturale che in un popolo tanto spiritoso, faceto e mordace come greci, essi dovevano
tuzioni

da

me
bi,

l'ebbero in tutte le et
se

gli

aradi-

essere prodigati a tutti g individui,


ai

non che un mezzo per


le

quali

potevano applicarsi.

Al-

stinguere

famiglie^ e questo con-

lorch due sposi credevano di aver

sisteva nel porre in seguito al no-

ottenuto colle preghiere loro la nascita

me
di

la

familiazione; dicevasi
figlio

quinfiglio

d'un

figlio,

aggiungevano

al

SauUe
Isai.

di

CiSj

David

nome
vo.
i

della divinit protettrice l'ag-

di

Gli ebrei usarono

talvolta
il

giunto dorali che significa


In

donati-

sino a tre nomi, cio

dopo

loro

questo
doro,

modo
I

si

formarono

commercio colle nazioni straniere, dopo la dispersione delle trib, e massime allorch la Giudea divenne provincia romana. Ordinariamente quella moltiplicit di nomi avea
luogo in favore di coloro che si distinguevano grandemente per virt o talenti. Sovente in famiglia si
il nome de'congiunti o del padre stesso. Presso i greci il nome s'imponeva nel giorno settimo dopo la nascita del bambino, altri dicono nel decimo. In Atene la legge dava al padre il diritto d'imporre il nome, che spesso era quello dell'avo, massime se illustre, cio al primogenito quello dell'avo paterno, al secondo quello dell'avo materno, e quelli che nascevano in

nomi

copiosissimi colla termina-

zione in

posti per significare

soprannomi imqualche distinpoi passati

tiva

qualifica,

essendo

nelle diverse classi de'cittadini, pre-

sentarono
trasti

frequenti

singolari con-

col carattere, stato e

azioni
ricevuti

di

coloro

che
1

li

avevano

pigliava

nell'infanzia.
tutti
gli

altri

popoli,

romani, come pur non ebbero

verosimilmente da principio se non che un solo nome proprio; secondo Eutropio cominciarono a prenderne due dopo essersi mescolati
coi

sabini, poich

il

trattato di pa-

ce

port la prescrizione che onde

formare un solo popolo^ piglierebbero reciprocamente i nomi delle


nazioni
contraenti,
al
il

romano

agsa?

seguito

portavano

indistintamente

giungerebbe

suo quel d'un

NOM
i

NOM
me me
ce
delle sottoscrizioni
col solo no-

bino, ed un sabino quel

mano. In appresso
sei*o

d'un roromani assiinnomi.


di fa-

de'principi, vescovi, cardinali


si

Ire e talvolta

quattro
il

Papi, di che
Lett.
eccl.
i

tratta ancora a

Cro-

"Vi

avera dapprima

nome

SEGNO, ed
l.

altrove.
lett.

Il
:

Sarnelli,

mglia, e quello chiamossi propria-

V,

53

Per qnal

mente nomen; questo era comune discendenti da una mea tutti


i

ragione
la

prelati

sottoscrivano col-

desima

stirpe^

gcjits,

e a tutte

le loro diranazioni,

com'era il nome Julius de* Giuli che credevano discendere da Jnlo figlio d'Enea. Venivano in appresso il pronome,
le
il

praenomen,

col quale distingucvausi persone di una stessa famiglia;

soprannome, Cognomen, ch'era per alcuni un titolo onorifico o un vocabolo indicativo de'vizi o delle buone qualit di coloro che lo portavanoj Vedi Cognome; finalmente il quarto nome che alcuni assumevano,, chiamavasi agnomen, ed era un'altra specie di soprannome.

prima lettera del loro nome. Dopo aver detto che romani usavano pronomi, nomi e cognomi, osserva che forse ne'prelati cominci l' uso di usare la prima lettera del nome per la stravaganza de' loro nomi, e siccome i prelati devono fare molte sottoscrizioni, per brevit cominciarono a farsola
i

le colla

iniziale del
vi

proprio nome,
il

tanto
tolo

pi che
dell' udcio

aggiunsero

ti-

della dignit di

cui

erano
del

insigniti.

to

Nome
si

Del cambiamende'Papi, parliamo a

quell'articolo: anticamente anche

vescovi

Da
scila
figli

principio al
i

momento

della naa*

sime

se

cambiavano il nome, masera barbaro quello che pri-

romani imponevano

loro

ma

avevano.

le

il nome della famiglia alla quaappartenevanoj in appresso s'imponeva il nome a'bambini nel giorno della loro purificazione^ e que-

sto era l'ottavo


le

fanciulle,

il

dopo la nascita per nono per i mail

Dei nomi imposti ai primi Cri' {Vedi); di quelli che s'impongono nel Battesimo f Vedi Comparatico e Padrino: talora, massime anticamente, si variarono nella Confermazione [Vedi) , e neh' orstiani

schi;

ma

l'imperatore Antonino Pio


i

dinazione in vescovo.
la

Le

leggi del-

ordin che

bambini ricevessero
giorno della giorno
ne'regislri
il

chiesa

prescrivono:

chi

avesse

nome

nel

terzo

loro
s'in-

qualche

nome profano o
,

indecente

nascita, e

che

lo stesso

ad un cristiano
dal vescovo

gli

verr mutato

scrivesse quel
blici.
1

nome

pub-

greci

imponevano
altri

nome
de-

nel settimo, secondo

nel

cresimante nel nome di qualche santo o santa, per aver cos motivo d'imitarne le virt ed
ottenerne
cristiani
si
il

cimo
ci

giorno

franchi nel
giorni

dopo la nascita ; i nono: gli odierni gre-

patrocinio. Gli

antichi

conformarono
ai

in parte alle

danno il nome a' fanciulli otto dopo la loro nascita. Altre

superstizioni de' gentili

quanto

alla

imposizione de'nomi

neonati. Sicsei

si possono vedere in Chardon, Storia de* sacramenti , t. 1, p. looeseg. Dell'origine de'nomi e cognomi de'romani e di altre nazioni se ne parla in vari luoghi e a Co-

nozioni

come
secoli

questi ne'primi cinque o

non
il

si

battezzavano subito,
e
gli

tranne
di
i

pericolo di

fanciulli
il

adulti

morte; quinavendo
ricevevano
il

gi

nome quando

gnome, e delle loro derivazioni j co-

battesimo, d'ordinario lo riteneva-

NOM
no;
il

NOM
prima
di

79
avuto
talvolta

anzi

molti
si

giorni

progresso di tempo fu statuito co-

battezzarsi,

prendeva da ciascuno

me
Il

cosa

ordinaria,
ni

per iscriverlo nella Matricola [Vedi) della chiesa, il che facevasi


giorno
del

nome

riguardo

desiderii dei

genitori.

nome

battesimale s'impone dunil

nel

grande

scrutinio.

que, per porre chi riceve

sagra

Al tempo di s. Siricio, Papa del 385, ci facevasi quaranta giorni


e pi avanti
egli
il

mento
di

sotto
si
i

la

protezione speciale
il

chi gli

battesimo,

avendo
dasse
il

deriva che

cattolici

nome, dal che devono prenI

prescritto che

non

si

dere questo
santi
stanti
gli
il

nome
nuova

dal catalogo dei


legge.

1
^

battesimo a quelli che non

dasse>

della

protefi-

ro

il

nome quaranta

giorni prima.

affettano di dare a' loro

Non mancano per esempi che fu cambiato il nome a'fanciuUi e adulti nel battesimo: Carlo Magno
fece battezzare
il

nome

de'patriarchi dell' anti-

co Testamento; e ci indusse molti

vescovi a vietare ai loro

parronode-

figlio
gli

Papa
il

A.-

chi di

ammettere

simili sorta di

driano

I,

il

quale

mut
nomi

no-

mi

ne'loro battesimi.

Non

si

me

il

Carlomanno
ai figli

iu quello di Pii

vono parimenti ammettere nomi profani, favolosi,

pino. L'uso di porre

nel bat-

poetici, ridicoli,

empi,

tesimo

subito nati, incominci

vergognosi, indecenti, ne quelli che


la

propriamente nel secolo XIl circa, cio dopo che si obbligarono i genitori a non differire di troppo
il

Scrittura attribuisce
de'pagani. Vedasi
:

Dio, n

quelli degl'idoli t

e delle false divini-

Domenico Pas-

necessario benefizio
ai
figli.
i

del

battesi-

mo

Costumandosi prima
dai
genitori
in

imporre
tati

nomi
di

quelli degli

ascendenti

pi accredi-

o anche

quegli stranieri cui

erano affezionati, spesso nomi profani erano imposti. Solo alia fine
del secolo
si il

veterum quorumdani ciri' stianorum proprits, selectsque nO' minibus disscrlatio, Veneliis 1772. Muratori nella Dissert. 4' tratta de'nomi e soprannomi degli antichi, di quelli de* longobardi aspri
sini

De

di

suono, di quelli obbrobriosi; codi


si

XII

e principio del

XIH
dare
nel

cominci comunemente

me me

un

solo

nome

senza cognoantichi,

servivano ne' tempi

nome
al

de' santi

ai

fanciulli

battesimo, e ne'primi

tempi,

ag-

per cui nacque gran confusione nelpersone d'allora; come veniva le


aggiunto
ne,
il

giunto

nome

della famiglia, del


:

nome

della

patria

luogo della nascita, o del suo paese cos in Italia, Francia e Germania,

del padre per distinguere le perso-

ed

in

qual maniera
le

si

distin-

ove

in

avanti

un

solo

nome

por-

guessero allora

persone del

me-

tavasi.

Tuttavolta in alcune chiese


nell'oriente gi
i

occidentali (poich
nel
degli

desimo nome. Molle erudizieni anche bibliografiche sui nomi d'ogni


specie,
le

IV
il

secolo

portavansi

nomi
ai

produsse

il

Cancellieri,
Sniplicia
t.

apostoli e de'martiri), pi

nella Dissert. sulle

ss.

ed
p.

antico

pio

costume

di
i

dare

Orsa.

11

p.

Lupij Dissert.

I,

fanciulli
santi,

nel battesimo

nomi
i

dei

onde invocarne la protezioAnticamente di rado padrini e le madrine imponevano il nome ai figliocci o fi^lioccie, ci che in
ne.

i57 e iSijdiscorre de'nomi de'primitivi cristiani che non si mutavano nel battesimo, n erano diversi da quelli de'genlili. A. Dittici di-

cemmo

quali

vi si

registravano, ci

fio

NOM
notammo
ed
il

NOM
ngll

che pure
articoli;
tici p.

annloj^hl

e fri.

del Sarnelli.

Vedi Nome

ni?t

Donali ne* suoi Diti54, ragion de' nomi molnella slessa persona, facenil

Papi.

NOME
le

(ss.)

DI

GES
ha

Questo
per
il

tiplicati

nome adorabde
esprime quanto

significa
egli

Salvatore;
fatto

do

altrettanto

Garampi

nelle

Me-

morie.

W Buonarroti we

Vetri anti-

chi parla de'nomi dati nel battesi-

anime nostre versando tutto suo prezioso Sangue, e dando


vita

la

mo
li

e imposti ai bambini^ di quelmutati dai catecumeni nel loro

sua

sulla

croce;
e nel

ci

ricorda
grati

quanto dobbiamo
corrispondenti,

essergli

battesimo,
talvolta

specialmente quando

tempo

slesso

primi erano superstiziosi, ritenendosi

quanta speranza

e fiducia dobbia-

ambedue;
;

del

nome

deai

mo
na

porre in
salvezza.
est

lui di

conseguire l'eterenini

gli

apostoli ed altri santi posti


cristiani

nuovi

tissimo uso in dell'impero di

moloccidente ne' tempi mezzo^ dall' ultimo


di quelli in

men
Act.

aliud nosub coelo, in quo oporteat


fieri^ nisi
v*

Nec

nos sah'os
e.

Nomen

Jesu.

4>

i^- Nell'epistola ai Fi-

si denominavano le persoonde dicevasi nome e non pi cognome, ec. Un tempo gli eruditi si cambiarono il nome con quel-

de'quali
ne,

lippensi, e. 2, V. 8, s. Paolo dice che Ges Cristo, humiliavit semetipsiim faclus obediens usque ad mor-

temi mortem aiitem crucis. Proptcr

lo degli antichi
li

accademici se
loro

romani, e di quelne tiene proposito


Antichissimo lo
di

quod quod

ai

luoghi.

exaltavit illi nomen^ super omne nomen j ut in nomine Jesu omne gemiflctalur,
et

Deus

est

stile

degli artefici

porre

nomi

coelestium,

terrestrium

et

inferno-

nelle loro opere.

Natale facemanniversaria
origine
del pi

mo
del

parola della festa

nome^

la

quale ebbe
la

dal
e

celebrare

memoria
della
alla

grande

benefizio

redenzione
anni-

rigenerazione

grazia,

sagramento senza cui niun'altra grazia sagramentale, n


versario d'un
l'eterna salvezza
si

rum. Quindi i veri fedeli non pronunziano il ss. Nome di Ges senza fare un segno di rispetto. V. Dio, Cristo, Monogramma. Questo nome gli fu imposto nella CircoU' cisione (P'^edi). in nome di Ges miCristo, che gli apostoli fecero racoli, ed a lui ne riferivano altrei

pu

conseguire.
i

tutta

la

gloria
il

Act.

e.

3^

v.

4-'

Antico

il

costume che
essi

religiosi

Seguendo

loro esempio fu sem-

le religiose,

per dimostrare nella

pre dai cristiani venerato e invoca*


lo con particolar culto il nome di Gesj ed in varie occasioni ne rinnovarono la festiva memoria. Nel 1267 Clemente IV, ad istanza di
s.

professione eh'

hanno

tutto ab-

bandonato e perfino il loro nome, non che per denotare che chi abbraccia lo
stato regolare
,

deposto
frase
se-

r uomo

Tecchio, secondo la
si

Luigi

IX

re di Francia, concesd'

dell'Apostolo,

veste del

nuovo
ai

se tre anni

indulgenza a chiuni

condo Dio

di ci

meglio

loro

parziali articoli.

quelli delle Caivsi

PANE, CiTTA^ ed altre cose,


la de' loro

par-

nomi ss. di GeNos cuni prole pia henedicat Virgo Maria. Vedasi, Werque pronunziasse
s e Maria, col

nomi.

Donna,

dissi dei

nomi diminutivi. Altre nomi si possono vedere

notizie
nelle

sui

Lett,

nero Rolen winck in Fasciculo tempor. ad an. 1 264, inter Script, rer. Gernt. t. II, p. 558. Gregorio X nel con-

NOM
clio

NOM
II

8t
le

generale
di

di

tutti

chinare

Lione il capo

oifln

suoi

nemici

al

nome

caratteri

sigle per magici, e l'accusarono d'i-

presero

Ges, con epist. presso il MarIV, p. 1776, AnecdoL, e si rileva pure dai canoni del cond. Avenion. cap. 4> ^^ Biterens. can. I, presso Labb, Concil. t. XI, p. 1721 e 1923. Narra il Bonucci neli'75/. del b. Gregorio X, p. 196,
ss. di

dolatria,

o di voler introdurre un

lene

t.

nuovo no V
le

culto nella Chiesa, a Martie

difese

ni
ta

ad Eugenio IV. Ne prese il suo discepolo s. Giovanda Capistrano con famosa dispunel

14*^7

in

s.

Pietro, e con

tanta forza ed energia, che


lo
il

non
il

so-

ch'egli

pel

primo
la
i

fece predicare dai


si

santo

fu

dichiarato

immune
culto

domenicani

riverenza che

de-

da ogni
del
ss.

taccia,

ma

inoltre

ve portare a

venerabilissimo nosi

Nome

riport l'approvazio-

me, per cui nelle loro chiese


sero in di lui onore altari
pelle.
lo

eres-

ne della santa Sede. Analoghe erudite notizie sono nelle Dissert. epist.

e cap-

Ci fece

il

Pontefice per averdai saraceni

del

Cancellieri p. IlL
l'altro

inleso

bestemmiare

Quindi

francescano

fr.

nella sua legazione in Soria.

Aggiun-

il Bonucci^ che vi ha chi dice, ordinato che ogni aver Gregorio volta che fedeli sentissero pronun-

ge

ziare

non

solo

il

nome
Maria,

di

Gesti

Bernardino de Bustis celebre predicatore, si adoper perch nella Chiesa fosse venerato con particolare uffizio che compose e present a Sisto IV e Innocenzo Vili, i
quali nulla
risolvettero, finch Cle-

ma
ro

anco quello
piegar
capo.
le

di

dovessecuore,

ginocchia col

dandone segno esterno coH'inchinar


il

mente VII con breve braio i53o istitu la


del
si

de'
festa

26

feb-

solenne

Gran propagatore
della fu
il

e pre-

dicatore
di

divozione al
francescano
[f^edi),

nome

a'

Ges

nardino da Siena

s. Bercon som-

zio

Nome di Ges, da celebrari4 gennaio col predetto uffidi rito doppio di seconda classs.

se dall' rdine

mo frutto,
cipio
di

e soleva metterlo in prin-

tutte le sue carte,

come
perso-

ordinariamente

praticano

le

francescano, che ne avea fatto istanza. Nel i582 l'ufSiena e sua dio fizio fu esteso a cesi, ov'era nato 1' aumento di eulto a questo
ss.

ne
ta

religiose.

Trovandosi

la

Chiesa
lacerail

sul principio del secolo

XV

dal lungo scisma, a ripararvi

santo con l'ardente suo zelo intraprese


delle missioni sotto
ss.
il

patrocinio del
i

Pio Cimi primiim, del primo aprile, ordin sotto gradi chinar il vi pene capo al ss.
di
s.
s.

Bernardino. Nel
la costituzione

Nome, come i566

patria

con

Nome, esortando
per
la

fedeli
la

nitenza

ottener

a pepace alla

Nome
do che

di
i

Ges
fedeli

e Sisto

braman-

Chiesa^ e
cordia

tranquillit e la
11

conin

ne' popoli.

santo fece diil

pingere
sigle

su

tabelle
lettere

ss.

Nome
IHS

con

d'oro:

nel

frequentemente in vita abbiano nel cuore e nella bocca il Nome di Ges in un con quello di Maria, per averlo poi anche in morte, colla bolla Redditurij

mezzo

d' un sole con raggi, e lo mostrava in fine delle sue prediche al popolo affinch l'adorasse; quindi con molte contraddizioni vi aggiunse In croce con tre chiodi, I

degli

11

luglio

1587, conces-

se

in

perpetuo

cento giorni d' in-

dulgenza per ogni volta che salutandosi r un con r altro si dir in latino o italiano o in altro idioma;

VOL.

XLVIII.

8a

NO M
iSai ed
si

NOM
applicabili ai defunti,

Laudetur Jesu Chris tus ^ sia lodato Ges Cristoj e si risponder: In


saeadny
lodato.
i

come

Ameny

ovvei'o

sempre sia

legge nella Raccolta delle indulgenze. Vedi Christ. Remnilius, De

chi poi invocher di vota-

Nomine
su

Jesu,
P.

in

tom.

Thes^.
,

ss. Nomi di Ges e di mente Maria concesse per ogni volta ven-

thcol. phil.

M.

Sagittali i

Je-

Nonien pronunciatuni
capitsque
,

genujle-

giorni d' indulgenza; ed avendo avuto in vita il divoto costume di salutarsi e rispondere come sopra, o di spesso invocare i

ticinque

ctionCf

ttoranduni

denudatione hO' Altenburgo 1677. ^*


suavissimo saquod est Je-

Ziegra

De Nomine
pienissimo^

lulisque
siiy

delti

Nomi

ss.,

concesse indulgenza
viortis^ invoss.

plenaria in

artcido
i

W^ittembergae 1697. M. Hoinovius. De Nomine Jesii^ Regio-

cando

allora

lodati

Nomi

col

cuore almeno contrito, non poten-

me

do

colla bocca.

Finalmente

Sisto

monte 1702. B. Sanden, De ss. NoJesu, Regiomonte 1702. Frid. Spauheraium De inclinatone corpo,

V
ze
i

concesse
ai

le

sopraddette indulgenfedeli

ris vel aperitione capilis

ad appellaII

predicatori ed a tutti coloro


i

tuni
p.

nomen

Jesu, in
,

t.

Operuni
l. X, Ges e

quali esorteranno

a salu-

916. Sainelii
71, del
il

Lett.

eccl.

tarsi nel

so

modo accennato ed a spesinvocare Nomi ss, di Ges e


i

lett.

ss.

Nome
al
,

di

suoi misteri.
vedasi
gico.

Quanto

suo

uffizio

di Maria.

In progresso
altri

1*

uffizio fu
cit-

Diclich

Diz. sacro-litur-

esteso
t,

ad

ordini religiosi e

come

nel

i643

ai certosini nel-

NOME
stre.

la

seconda domenica dopo l'EpifaFirenze e suo nia, e nel 1684 a


stato.

Fu

istituito nel
II

DI GES*, ordine equei334 in Svezia


re di

da Magno

Svezia e Vili
suoi slati

Per decreto
riti

della congrega-

come

re di Norvegia, detto anco dei


i

zione de'
di

fu accordato ai regni
in

Serafini, per difendere


dalle scorrere e

molte altre pr\incie e religiose comunit, ed Innocenzo XIII ad istanza dell* imperatore Carlo VI, con decreto de'29

Spagna e

depredazioni

dei

barbari, onde

cavalieri resero poi

dendo
sero
i

grandi servigi alla religione, impeagli eretici che vi propagasloro


il
;

novembre

1721

comand

si

cele-

errori.

Ma

nel secolo stato

brasse dalla Chiesa universale nella seconda domenica dopo l'Epifania

XVI

luteranismo essendo
estinto.

abbraccialo dai tre regni del Nord,

con

XI li rito doppio. Benedetto per ottenere il divina aiuto nei flagelli del terremoto e delle piogge,

r ordine rimase
de' cavalieri era

La

collana

composta
ismalto

di figure

di

serafini

in

rosso e di

con decreto della congregazione delle indulgenze de* 12 gennaio 1728, Clini justus, conferm in perpetuo tutte le indulgenze di Sisto V, ed altrettanto fece Pio VII ai i3 giugno 181 5, anco di quelle concesse a chi divotamente reciter
i

croci patriarcali

d' oro, in

memo*

ria della sede episcopale d' Upsala.

entro

Dalla collana pendeva un ovato con sigle, in il Nome di Ges in


azzurro,

campo

essendovi

quattro

chiodi bianco e neri.

NOME
capoluogo

DI

GES' o CEBU'
Citt

salmi, le cui lettere iniziali


il

comcon
nel

(Nominis Jesu).
za vescovile

con residenorientali,

pongono
inni e

Nome

ss.

di Ges,
estese

nelle

Indie

orazione,

indi

dell* isola

del suo

nome

NO
fielle

IVI

NOM
mez Marannon
di

83
Per

Filippine soggette nlla Spagna,

Vallndolid.

che alcuni geografi


di

pongono

nel-

sua morte, Gregorio


lal

XVI

nel convi tras-

J'Asia, altri nell' Oceania.

L'isola
e po-

cistoro de* rg gennaio

1846

Ceb

Zeb

nell'arcipelago

delle Filippine {Vedi), fertile

polosa, ha diversi fiumi con sabbie

da Ruspa in parlihus l'attuale monsignor Romualdo Ximeno domenicano della provincia del ss.
Rosario, gi coadiutore
apostolico del Tonchino.
del vicario

d'oro, la prima che nel i52i scopr Magellano, come fu la prima

La

catte-

occupala dagli spagnuoli^


to,

ma a

sten-

drale, ottimo edifizio, sotto l'invo-

per

la

vigorosa resistenza degli


de' cinesi
ivi

cazione de'

ss.

Angeli custodi
Il

con

abitanti e

stabiliti,

l'episcopio vicino.

capitolo

non

quali lasciarono
battaglia

poi sul

campo

di

gnuoli la
pinti,

27,000 uomini. Gli spachiamarono l' isola dei di-

ha pi ne dignit, ne canonici, solo due cappellani addetti ai divini uffici.

con
ri,

il

perch trovarono gli abitanti viso macchiato di vari coloedificarono

Ha il fonte battesimale, e la cura d'anime affidata al parroco,


rocchie.

e vi

un porto con

Leila citt

che
di

chiamarono Cebn,
Ges; e introdui domenicani,
calzali

Zeb o Nome
cendovi
i
i

francescanij
,

gesuiti

gli

agostiniani

non essendovi nella citt altre parVi un convento di religiosi e l'ospedale. La diocesi ampia, contenente pi luoghi. Ogni nuovo vescovo tassato in fiorini 33, essendo le rendite 3ooo monete del paese, pagate dal pubblico
erario.

scalzi,

essi

convertirono nelle isole


cit-

circa

due milioni d'anime. La


situata

t trovasi

sulla costa orien-

NOME
santissimo
la nostra

(ss.)

tale dell'isola,

ed

composta

di

in

DI MARIA. Nome somma venerazione


pietosa, della

5ooo

case. Ampio n* il porto, validamente munito con forte e fortificazioni

presso tutta la Chiesa, siccome del-

madre

me-

di

terra,

risiedendovi

il

diatrice nostra amorosa, della tesoriera


di

governatore spagnuolo. In poca


canica di Fuegos.
le,

di-

tutte le grazie, della regi-

stanza trovasi la piccola isola vul-

La

sede vescovi-

na dell'universo, della madre stessa di Dio; nome che in se racchiude


tanti

chiamata pure Nova Caures, fu eretta da Paolo IV ne' primi anni dopo la met del secolo XVI;, e fatta suffraganea di Manila, di cui lo
ancora. Ecco i vescovi registrati nelle annuali Notizie di Roma. 1 740

mistici significati, di stella del


* illuminatrice del
lei

mare,

mondo
con-

quali sono di gloria a


forto per noi
;

e di

nome che dobbiamo

Protasio

Cavezas

della

diocesi

di

aver sempre nel nostro cuore e sulle nostre labbra nel corso di nostra vita e molto pi nella nostra morte.

1757 Michele de Ezpeleta di Manila. 177.5 Matteo Gioacchino Rubio de A rebaio di Quito. 1792 Ignazio de Salamanca di Manila. i8o4, dopo sede vacante, Gioacchino della Vergine di Sopetran agoManila.
stiniano, della diocesi di Placencia.

Per animare
il ss.

fedeli

a spesso

invocare
di),

Nome di Maria [Feunitamente al Nome ss. di Ge-

s (Fedi)y Sisto V concesse alcune indulgenze, confermate da Benedetto XIII.

Tra

le

pratiche divote per

1825 Francesco Genoves domenicano di Valenza. 182^ Santos Go.

onorare questo ss. Nome una delle pi antiche quella della recita dei
cinque salmi,
le cui

lettere

iniziali

84
lo

NOM
SII
;

NOM
ma
la

compongono; divozione fin dalla met del secolo XII gi conosciuta


in
Italia,

loro inetta
gli
t.

obbiezione
dal

fu dileguata fra
taglini,

altri

Bat-

nelki Francia
la

in altri

Annal
Baillet,

eccL

regni, per

cui

recita

Innocenzo

e dal

IV, an. 1684, Fite desantiy agli 8


e mes-

XI

concesse alcune indulgenze, che

settembre, ove tratta di questa festa.

altri Papi confermarono , fra' quali Pio VII nel 18 15, riportate nella Raccolta delle indulgenze. Questo

Quanto

al rito dell'uffizio

sa, vedasi

Diclich, Diz. sacro-llturg.

venerabile

Nome
i

in

tanta

rive-

renza presso

polacchi,

che

Casi-

DEI PAPI. L'eletto Pon[Fedi) viene interpellato dal cardinal decano se accetta la sublitefice

NOME

miro
in

re di Polonia, nel prendere


figlia

me
ne
col

dignit del pontificato, e datoil

moglie Maria
le

del

ca di Russia,

fece

granducambiare il

consenso,

il

cardinale

gli

do-

manda
polo

qual

nome
si

voglia prendersi,

nome, e dicesi che d'allora in poi non sMmpose pi a veruna bambina, come afferma Raynaud, Diptyc. Marian. t. Vili, pun. 2, n. 22. Quanto alla festa del
ss.

quale subito
dal

cardinal

annunzia al poprimo diacono.


i

Nel

rendere

quindi

cardinali la

Nome

di

Maria,

Giulio

II

nel

citt e diocesi

i5r3 la concesse alla di Cuenca nella Spa-

prima adorazione al novello supremo Gerarca (Fedi), il cardinal camerlengo gli pone in dito V Anello
Pescatorio (Fedi), che il Pontefice consegna al prefetto de' maestri di cerimonie per farvi incidere il no-

gna ove

si

propag.

La

tolse

s.

Pio

V, ma
sta

Sisto

ad istanza del car-

dinal Pietro Deza la ripristin.


festivit

Quepropacele-

me

assunto, e

poi

n'

custode

il

dalla

Spagna

si

in altre regioni,

ed allora

Maestro di camera (Fedi). Questo il Sigillo pontificio de Brevi (Feper le Bolle (Fedi) adoperandosene altro. Dei nomi del Papa. (Fedi), che si pongono nelle intedi),

bravas a'22 settembre,


dici giorni

cio quin-

dopo la festa della Nativit di Maria, seguendo cos l'opinione di coloro che pensano non
essere
a*
i

stazioni

o sottoscrizioni delle Bolle,

giudei stati

soliti di

mettere
se

Brevi, Diplomi, Lettere apostoliche.

loro

bambini

il

nome
il

non

quindici giorni appresso

loro na-

Moto-propri, Chirografi, e delle loro particolarit, sono a vedersi tali


articoli,

scimento. Innocenzo

XI attribuendo
insigne
vittoria
cri-

e quelli che vi

hanno rap-

a Maria Vergine
riportata a*
stiani

l'

porto,
tri.

come
voi.

i4

luglio

i683 dai

Nei

Monogramma ed alVI, p. 117, e XIX, p.

sui turchi colla liberazione di

Vienna, in memoria e ringraziamento


di

119, 120 e 121 de\ Dizionario, si rende ragione perch il Papa firmi
le

tanto

patrocinio,
stabil

nel
il

con decreto

per tutto
ss.

1684 mon-

carte de' brevi e di dateria colla

lettera iniziale del

nome

battesimale

do
di

cattolico la festa del

Nome

nica fra la Nativit sua,


in

Maria, da celebrarsi nella domeed istitu

Roma V A rciconfraternila del ss, Nome di Maria [Vedi). Alcuni disai>provaiono


ccuie per
il

anco vedere Medaglie Pontificie e Monete Pontificie pel nome de' Papi in esse impresso, e molte ne furono coniate
o
religioso.

Si possono

celebranti

il

santo

del

nome che

pontificio

decreto

silFalto

culto

il

Nome

di

aveano prima del pontificato, e di quello da loro preso. Dei moltissi-

Maria

si

eguagliasse a quello di G-

mi

onorifici

titoli

di

distinzione da-

NOM
to
ai

NOM
andrevedere
e Benedetto XII
1.

85
memoria
della

Papi, olire quelli che


si

In

mo
ai

accennando,
loro articoli,

possono

chiesa titolare o diaconale,

Adria-

TiTuniNE
di

avendo detto a Beae Macabiotato de' titoli

no

e Nicol III, e

Martino IV

della chiesa di cui era stato canonico,


oltre

Beatissimo e Beatitudine; ed a Maest, che questo titolo talvolta


fu dato
ai

gi sua abbazia.

Gregorio XVI di quella Per seguire le vir-

Pontefici.

Innumerabili
e signi-

poi e
ficanti

sommamente
fiu'ono
i

gloriosi

mi
cilii

Pontefici

titoli che ai somromani dierono coni

esprimenti il nome, Urbano V, Pio IV, Urbano VII e Urbano Vili. Per compiacere il car-

t e qualit

generali e particolari,

padri

della
tori,
i

Chiesa,

vescovi,

gl'impera-

re ed altri,

come notammo
ri-

a'ioro luoghi:

quarant'otto ne

porta

il

Piazza neir Enierologio di


t.

Romay
mero
il

I, p. 23, ed un gran nuTamagna, Origini de' car-

dinali, par.

II,

cap. 2, del

Romano
nei
esil

Pontefice.

La parola

primi

secoli della

Domniis Chiesa sembra


a
nelle

dinal promotore dell'elezione, s. Pio V, Sisto V, Alessandro YII, Innocenzo XI, Alessandro YIII. Per memoria de' concittadini , Innocenzo VIII Gregorio XV e Alessandro VI ; de' parenti. Pio III, Leone XI, Innocenzo XIII. Ne' tempi antichi non era sempre libero al nuovo Papa, come Io al presente, il prendere da s il nome. Nel cerimoniale del cardinal
,

sere stata consacrala

denotare

Pontefice romano, che


rario,

anti-

Cencio Savelli del secolo XII, si legge che il cardinal primo diacono
all'eletto Pontefice imponeva il nome, poich allora non lo sceglieva il Papa, ma ghelo imponevano i sacri elettori. L'abbiamo pi manifesto da Leone Ostiense, Chron,

chissime Litanie, nominate dal

Se-

che cambiate ,

in

questo non sono state


a
il

seguitiamo
Jpostolicuni,

chiamare
Signore
in
a-

Donimun
postolico.
versi
miiiiis

Fu

detto

il

Papa

di-

monumenti
o

e dai concilii,

Do-

Domnus

^postolicus, e noi

italiano diciamo Nostro Signore. V. DOM, DoMINUSj JUBE DOMNE BENEDicEBE, e Apostolico. Alle biografie de* Papi riportiamo le ragioni dei nomi da loro assunti nell'ac-

in

Cassia, lib. Ili, cap. 21, presso il Muratori, Script, rer. Ital. 1. 1, p. 43 I, il quale ci assicura, che aven-

do

Pontefice

1061 eletto 'n\ nel Anselmo arcivescovo di Lucca, essi medesimi eum Alexani

cardinali

drum II vocari

decernunt,
i

come

ap-

cettare

la

somma

dignit

papale.

Quando incominci il mutamento del nome battesimale o religioso, i


due esempi che in contrario abbiamo, andremo notando nelle seguenti erudizioni.
del santo
lelti,

punto fecero nel oSy con Federico di Lorena, ch'essi Stephanuni X, quoniam festum s. Stephani Papae eo
die

celehrahatur,

appellari

decer-

nuutj

nel

cui

Presero il nome giorno fi-uono e-

con Ildebrando cui nel loyS dierono il nome di Gregorio YH,


e con Desiderio al quale nel

Stefano X, Martino
,

V,

Leo-

imposero quello di Vittore


riporta
il

III,

1086 come
cap.

ne X e Clemente XI oltre Clemente IV che prese quello del santo


nel cui giorno nacque.

citato
Ili,

Leone
36,

lib.

II,

97

lib.

cap.

4^

e 66.

Da

Assunsero

il

Pietro Diacono,

nome

de' fondatori

o correligiosi dei

IV, cap.

2,

si

Chron. Cassia, lib, apprende che dal vefu dclcr-

loro ordini, Benedetto XII, Sisto

scovo cardinal d' Albano

se

NO M
licani

NOM
pientiani Ecclesiani regat,

minato nel 1088 il nome di Urbano II: vedasi Della Noce nelle note in Chron. lib. Il, cap. 8 in Leone IX, lib. Ili, cap. 66 in Vittore
II.

Aposlo-

sedem conservet,

si;>e

III,
Il

lib.

IV, cap. 1

in

Urbano
1

Platina parlando nella vita di


II di

quanicunique causani ad jormulani usurpandani inducentem. V. Sede vacante. Della formola Regnante Christo, flicemmo parola
nel voi.
nario.
talia,
Il

ob aliani hujusmodi

Pasquale

sua elezione nel


cui poslea primi

099

XXXVI,

p.

53

del Dizio-

sanclus Petrus Raiiierhun vruni opti-

Muratori, negli Annali d'I-

mun

elege,

seri-

osserva
i

narii et scribae regionarii Pasclialis

solevano
celebri

che nel secolo XII Papi ricercare nomi dei


i

Il nomen

inciidere.

Il

Berlendi, Del-

Pontefici
secoli

che fiorirono nei


Chiesa,

le oblazioni

par. II,

V, parlando
la

primi

della

mentre

dell'infelice secolo
ti

X,

in cui per tan-

oggid ordinariamente sogliono assu-

modi

si

vide deturpata
il

Chiela
,

mere quello
me, ovvero

di chi

lo

ha creato caril

sa,

confuso

sacro col profano, incattal-

dinale, secondo l'antichissimo costudi quello ch' stato

truse le sedi vescovili, invasa

loro

tedra apostolica con


re legittimo di essa,

violenze
il

volta riuscendo oscuro

possessocui

per

dice

che ne' diplomi di que' tempi, particolarmente delTAquitania, nel volersi

primo benefattore, ed ancora per rinnovar la memoria d' alcuno cui hanno particolar venerazione. Al nome preso dal nuovo Pontefice suole
egli aggiungere il numero di quelli che l'hanno avuto. Il primo ad in-

dai cancellieri unire l'anno dei


de' Pontefici

re franchi con quello

romani, venne dato'a questi il nome di Salomone, come osserv Beslio neir^/5^ p. i36 de' conti di Poitiers e de' duchi d'Aquitania Datu ni mense Junio regnante Lothario regCj D. N. Jesu Chris ti 974, Sa:

trodurre quest'uso Papebrochio, in t.


exhib. error.f
il

fu,
II

come vuole
Respons.

ad

Urbano IV del 1261, quale s'intitolava Urbanus Papa


nome. Vedasi ancora
s.
il
il

quartus, avendolo preceduto tre altri


del suo
p.

Sebastiani a
ganti,
celiar,

Paolo, presso
in Reg.
p.

Ri-

rio regnante

lomone Papa. Datuni mense februaHugone rege anno ab Incarnatione Domini Jesu Christi 996, Salomone Papa. Non perch
alcun Pontefice
d' allora
il

Commentar,
t.

44

^^'*-

i65. Nel Bollario del Cherubini trovasi una bolIli, n.

26,

la di

Pelagio

II,

eletto nel

nome

titolo

Pelagius
i

Papa
la

578, col secundus; ma


stimano
sup-

avesse di Salomone, attesoch negli

oggi tutti
posta,

critici

anni del primo diploma i contendenti del papato erano Benedetto

VII
li

e Bonifacio VII antipapa, e quel-

almeno pel titolo, che in quel tempo non usavasi in tal maniera. F. Cronologfa de' romani Ponteove
si

del secondo Gregorio

vanni
tali

XVII

antipapa,

ma

e Gioperch in

fici,

riport anche quella de-

gli antipapi,
tificii

confusioni e dubbiezze del vero

Vicario di Cristo [Fedi), col nome


di

dicendosi de'nomi ponda loro assunti, che dai Papi legittimi non considerali, li presero
essi.

Salomone

significato

restasse.

11

ancor

Quanto
,

al

titolo crono-

perch Papebrochio, in Propylaeo p. i63, e Antonio Pagi, in Critic,

logico de' Papi

in

diversi

luoghi

pubblicai

monumenti
circa
il

964^ n. sero: Deuni

an.

5, ecco
esse,

come si esprescujus suprema sa-

Urbano IV,
ordine

aggiunto

al

ad numerico loro nome. Sulle


anteriori

NOM
compulazioni thV Indizione e Anno del Pontifica tOy vedasi tali articoli.
Il

NOM
de fortasse factum, soggiunse
doino, addii, in Ciacon.

87
l'Ol-

Vit. Pont.,

primo sommo Pontefice romas.

no

fu

stoli,

era

Pif Ira, principe degli apochiamato Simone prima

Marianus Scotus quenidani Agapetum inter Marinuni j et Hadrianum III inter e cerini Avut Sigisbertus
et
.

che Ges Cristo fondasse in esso la sua Chiesa, e poi da lui cognominato Cefas , cio Pietra: vedasi il Ferrari, Bibl. can. t. VI, verbo Papa, n. ^Q. Alcuni dicono che s.
Sisto

Novaes, che l'opinione che Adriano HI fosse chiamato Agapito abbia avuto l'origine perch Sigiberto nel suo Chron. e lo Scoto
verte
il

introdussero avanti

Adriano

III

un

mo

I del i32 Vescovo de


385
si

si

chiam

pel pris.

supposto Agapito. Sembrerebbe del sentimento di Sigonio il Mabilloo,

vescovi.

Siri-

ci I del

attribuisce

che pel

primo si chiam Papa, mentre di s. Zosimo del 4^7 si dice che al nome di Vescovo o di Papa aggiunse
il

mentre in praef. ad par. II saec, VI Bened. 2, n. 39, scrive Has observationes honoris caussa ordiri
:

par
bus

est

Pontificibus romanis, qui-

nome

di

Roma,

rsell'arco

retlo
egli

maggiore della basilica Liberiana eda s. Sisto III del 432, fece
petuta

ab hoc saeculo XI nomina mutari consueverunt. Id quidem fani factum erat sub finem saeculi IXy in Adriano III^ qui antea
electis

porre questa iscrizione, poi riin altri luoghi da diversi


:

diclus Agapilus.
slesso di

Ma

parlando

egli

Pontefici

e ne riporta

xystus EPiscorus plebi dei, gli esempi l'Alemanni,


p.
i
1

De

Lateran. pariet.
s.

Nel

44^

Giovanni XII, praef ad saec. V, r, n. 7, scrisse: primuni novali in romano Ponti/Ice nominis exemplum, tanto pi conferma
l'opinione contraria
citato

divenne Papa

Leone

/,

che pel

al

Sigonio.

Il

primo Pontefice si merit il nome di Magno o Grande. Pelagio II del

Piazza, con l'autorit del

Mail

gri, asserisce

che

il

mutarsi

Papi

578

dichiar solo proprio


Pontefice
il

del

ro-

mano
sale.

titolo

di

Univer-

Gregorio I del 5go fu gloriosamente denominato Ma* gno; egli assunse la formola Servo de' servi di Dio, della quale in pi

Anche

s.

che sono creati, incominci da Giovanni Xll del g^G, che prima chiamavasi Ottaviano Tirantosto

nome

no

per togliere

il

cognome
Il

d'in-

fausto prognostico.
sert,
t.

I,

p.

23 j,

Novaes, Dis" seguendo il pa-

luoghi
colo

si

parl,

fu adottata dai
sul fine

successori,

bench

del

se-

rere del Baronio, Annal. an. 844i num. I , an. gSG, num. 4, dice che

volevano pure usarne alcuni vescovi. Per le sue grandi virt fu dato il titolo di Magno anche a s.
Nicol I deir858. Vedasi
il

Giovanni Xll chiamato prima


taviano,
fatto

Otil

Pontefice
,

prese

nome
de
ni

di

Giovanni
dire

non per onacclamazio-

Sarnelli,
I,

sentirsi

nelle

Lume
s

a' principianti^ par.

quest.

33, p. 100: se il titolo di Magno dato in vita ad alcuni. Creil

d'adulazione, fuit homo missus a Deo cui nomea erat Joannes, come
scrisse

Burlo

Notitia

RR. PP.

p.

regno Ital. lib. V, an. 884, p. 2 2 3, che Adriano III avesse mutato il nome^ chiamandosi Agapito prima del poutiflcato; undette

Sigonio,

De

i5o,

ma

piuttosto per rinnovar la


di

memoria

Giovanni XI suo

zio,

servendosi poi de'due nomi, cio di

Otlaviauo nelle cose temporali, e di

88

NOM
tedeschi,
i

NOM
quali per

Giovanni nelle spirituali, al dire del Borgia, Apologia del pont. di BenedeUo X, par. I, cap. i, annot. 7. medesimo Novaes nella vita Il di Giovanni XI P^ del 984, dice che chiamandosi prima Pietro di Canevanova, si mut il nome in riverenza a s. Pietro, di cui niuno prese il nome, bench frequente nei cristiani fin dai tempi di Costantino. In proposito si legge nel Papebrochio, Propylaeo p. 168, n. 3. Non fu certamente in questo Pontefice lo stesso motivo per mutarsi il nome, che fu in Ottaviano (Giovanni XII), e in Francone (Bonifacio VII antipapa), passati poco prima, ma bens\ un altro, pieno di
riverenza
apostoli,

non percuote-

re le orecchie italiane, avvezze alla

dolcezza
se ne

della

propria lingua, col-

Tasprezza de'loro nomi battesimali,


presero
altri

pi grati all'u-

(come fecero moltissimi che li avevano quando furono elevati aldito


e ci successe con prima Brunone, con Clemente li prima Svidegero, con Damaso II prima Poppone, con s. Leone IX prima Brunone, con Vittore 11 prima Gebeardo. Avanti per Clemente II e successori nomil'

episcopato

),

Gregorio

nati,

nel

chiamato
to
sci
il

1009 fu creato Sergio IF^y prima Pietro Bocca di


l'eletto

porco, nel quale meglio fu stabili-

costume che

Papa

la-

verso

il

principe

degli

il

nome

ricevuto nel battesimo.

pel quale ancora nessuno

de' suoi successori ardi di prendersi il

nome

di Pietro,

ne anche doil

po che cominci
le loro

l'uso costante nei

Pontefici di cambiarsi
elezioni.

nome

nel-

Errarono Platina e Martino Polono, in dire che Sergio li deir844 fiotto Pontefice fosse il primo a mutarsi il nome, chiamandosi prima secondo essi Bocca di porco, nome
indecente che solo Sergio
e
Io

questa una cosa

IV ebbe,

veramente meravigliosa e degna di


considerazione, eh' essendo
di
il

nome
fin
si

Pietro

frequente
di

in

Roma
come

prova il Novaes, Disscrt. p. 2 33 , affermando il di lui cambiamento di nome, non perch si

dal

tempo
dalle

Costantino,

chiamava
porci seu

per

scorge
avesse

soscrizioni de'concilii,

Os

porci,

soprannome Bacca ma pel primo


il

nessuno fino a'd nostri che prima


il

nome

Pietro.

Fu

vescovo di Al-

nome

Pietro

(come

Ser-

gio IV, Clemente VI, Gregorio XI,

Paolo II, Alessandro Vili, e Paolo JV che prima chiamavasi Giampietro, e Benedetto XI li che nel battesimo fj chiamato Pietro Francesco), volesse anche nel pontificato
essere,

bano che lo nomin Sergio IV. Secondo il Piazza, a Fittore li del io55 g' imposero il nome i caposeri nari

protonotari.

11

Borgia
t.

nelle
p. 2

Memorie

di Benevento

IH,

33, scrive che Vittore II s'intitol dux et marchio, come duca


di
ca.

col

nome

pure, successore

Spoleto e
In

di

non saprei se si possa ascrivere puramente a caso ". Parlando il Novaes dell'eles.

Pietro, ci che io

memoria

marchese della Mardi Gregorio VI che


i

zione di

Gregorio P^ del 996, detto Gregorio il Minore^ dice che da GioPontefici cominciarono vanni XII
i

cardieducato, nel 1073 chiamarono Gregorio VII l'eletto, che poi viet ai vescovi l'intifu eletto tolarsi Papa. Clemente

r avea

nali

nel

i3o5

assente dal

conclave^ e

a cambiar

il

nome che aveano

prii

chiamavasi Bertrando; per ne'Co/^^

ma

del

papato, particolarmente

davi de Pontefici romani

p.

8,

di-.

NOM
cesi

NOM
voleva ritenere
il

89
di

me

che non \olle cambiarsi il no* battesimale, onde fu da una fi-

nome

Giulio,,

nestra pubblicato al popolo dal car-

Giacomo Colonna ad alta voPapani hahemus Clementem episcopimi Burdegalensem, nometi ejus est Clemens V. Forse avr a vii li j nomi di Clemente e Bertrando. Tanto egli che il successore GioK'anni XXII batterono moneta col titolo di Conte del Vetiaissia. Lodovico il Bavaro contro quest'ultimo Pontefice nel i328 fece antipapa Pietro da Corbara, e g' impose il nome di Nicol V: anche l'antipapa Benedetto XIII ebbe nome Pietro, come il VI Antipapa del 686. Calisto III del i455 essendo
dinal
ce:

ne depose il pensiero quando supposto che poco avrebbe vissuto^ poich Adriano VI avea regnato venti mesi. Giulio ///nel
gli

ma

fu

i55o
aveva
prese

successe a Paolo

IH che
II,

lo

creato
il

cardinale ed amava,
di Giulio

nome

princi-

pio della

fortuna di sua

famiglia,

per averlo fatto arcivescovo di Manfredonia, ed elevato lo zio al cardinalato. Nel i555 ebbe in successore Marcello II, che per venerazione a s. Marcello I protettore di sua famiglia, come per dimostrare che nulla voleva cambiare nel pontificato,
le,

ritenne

il

nome

battesima-

mori dopo 22 giorni. Opinava s. Pio ritenere il suo nome


e

cardinale, con tal


se
il

nome
ai

sottoscris-

religioso

di

Michele,
lo

ma

s.

Carlo
al-

voto di guerra

turchi

gli

cardinal
trimenti,

Borromeo
e
lo

persuase

successe Pio II, gi

Enea

Silvio Pic-

do era Enea

colomini, che soleva dire. Quanniiin mi conoscea


tutti

ora che son Pio zio! Alessandro


d'alti
spiriti,

VI

mi chiaman del '49^ 3

preg a prendere quello del proprio zio Pio JV il Papa avrebbe preferito l'altro di Paolo IV suo benefattore, se non
:

temeva che
va a torlo
vivere in
la

il

popolo, che ne odia-

prese tal

nome onde
il

memoria, credesse
i

ri-

essere

emulo d'Alessandro

Gran-

de conquistatore. Si vuole che Giulio II dei i5o3 abbia preso questo

che per glorific reintegrando e beneficando parenti e


lui,

famigliari gi perseguitati.

nome

o per similitudine di quello di

XIII
I, s

in

memoria

di

s.

Gregorio Gregorio

Giuliano che

avea

prima,
a

per
elet-

perch suo protettore sino dalcardinale


nel
d

non cedere
Cesare. Nel
to
tre
la
il

in

celebrit

Giulio

la

fanciullezza, che per essere stato

i52 2 a'9 gennaio

crealo
festa

della sua
il

cardinal Adriano Florenzi

men-

da Pio IV, ne prese

nome

trovavasi nella Spagna, contro

consuetudine costante di cinque

1572, ed il francese Dorato ne form questo anagramma che il Biannel

secoli,

non cambi nome, onde fu chiamato Adriano VI, con dispiacere


vit,
di

chi

illustr

con distico riportato dal

Novaes:

molti cardinali per

la

no-

che

lettele credenziali di

r aveano appresa dalle Guglielmo Endel cardinal Flopoi


gli

chem'oer
renzi
tal

agente

in

Roma, che

confer
il

dignit, e cos
del

fu

pubblicato
Il

nome
le

nuovo Papa.

successo-

Gregis Securi Tutor Gregorio XIV, come tanti altri, per onorare chi l'avea esaltato alia porpora, cio Gregorio XIII, ne prese il nome nel iSgo, egli fu composto questo anagramma Murus Custodiacjue Gregis .Qm\\\ Innocenzo IX nel \^c)i assunse tal nor

Dei

Sum.

Poscia

Cknicnic

VII

a di lui esempio

me, o

in

memoria d'Innocenzo

III

90

NOM
come
dice Ciac-

NOM
1590. Egidio
te di

celebre giureconsulto,

Hochmuth

predican-

conio, o per condiscendere alle pie-

ghiere
lazzOj
ve
il

del

Maestro

del sacro paScri-

vico

Schediasma histolitlerarium de nominum iniet

Mulbach:

come vuole TOldoino.


piese
la

positione

mutatione^ Vittember-

Bagalta, che Innocenzo

nel

gae

1723.

1644
novare

questo

nome

per rin-

nominum

Gianfederico Krebs, De mutatione, potissimum in

memoria d'Innocenzo VII!

parente e benefattore di sua famiglia Pamphilj. Pio FI nel 1770 prese tal nome in onore di s. Pio

religiosorum professione , atque Pontificum romanorum inauguratione,


dissertationes

mine

denuo

editae,

essendo

il

nome numerico
i

di

Sesto in cattivo augurio dopo


lilcati

pou-

argumento, Norimbergae. Fedi inoltre Anno del pontificato. Data, Indizione.


inultiplice

cum

di
si

Urbano
pubblic

FI
il

e Alessan-

NOMENCLATORE, NOMENCALATOR,
Nomenclator,
Offizio

dro FI^
stico.

seguente di-

antico della chiesa

romana
di

e della

Sextus Tarquinius^ Sextus Nero, Sextus et iste^

corte o famiglia che avea l'incom-

Semper sub
fuit.

Sextis perdita

Roma

benza di chiamare o quei che si doveano mensa del Papa, ed sette ufTuiali maggiori
cate

nominare

invitare alla

era uno dei


palatini del-

Gli fu quindi opposto questo al-

la santa Sede, cliierici. Nelle caval-

tro distico.

del

Papa
a

il

nomenclatore lo
il

Si fuitf ut jactantf
perdita

sub

Sextis
et

seguiva
lorch
sa,

cavallo col vicedomino,


saccellario.

Roma,
sub Sexto reddita

col vestarario ed
il

Al-

Roma

est

Pontefice celebrava la mesil

aucta, Pio.

dopo Y Agnus Dei


il

nomenclanotaio del

tore,

saccellario

col

tammo

Finalmente in molti articoli noche il nome de'sommi Pontefici furono imposti alle citt da loro fabbricate, o in loro onore erette o denominate, come Alessandria della Paglia, Pienza, Gregoriopoli, Citt

Leonina, Urbania,
si

ec.

AU

treltanto

dica di

pubbliche stra*
cap-

de, edifizi, porte, ponti, acquedotti,


canali, porti, chiese, basiliche,

pellcj palazzi, musei, istituzioni scientifiche

artistiche

pie,

monete,
i

fortezze, canto^ ec.

Sopra

nomi
Rocca,

ile'Papi

si
t.

possono leggere.
I,

Opera
tificis

p.

i,

De romani Ponvariis

vicedomiuo ascendevano all'altare, si ponevano al cospetto del Papa per aspettare che accennasse loro i nomi di quei che si doveano invitare alla mensa. Quei che avevano luogo alla tavola del Pontefice erano invitati dallo stesso nomenclatore, e quei che dovevano intervenire alla mensa del Ficedomino [Fedi) erano invitati dal suo notaio scritti ch'erano i nomi, discendevano a far l'invito, poscia il nomenclatore riceveva dal Papa la comunione. Era altres suo uffizio il terminar le cause ch'erano pore
;

nomenclatura

muneriNicol

tate al

Pontefice, e ci insieme col

bus

referta

co m me alarius.

Saccellario

[Fedi).
:

Abbiamo
Si quis
si

nel-

Angelini,

Discorso curiosissimo in-

r Ordine romano
tatj

auteni
equi-

torno alla mutazione de'

nomi dei

adire voluerit PontifLcem,


statim
ut

Papi

nella loro creazione, Venezia

eum

viderit descen-

NOM
dlt de equo, et

NOM
ex-

91

ex

lalere viae

11
i

pectat
diri,

usqiieduni ah eo posst aiipetita benediclione discuti'

gennaio 817, in cui conferm beni del monastero di Farfa, coun'altra dello stesso argomento

et

si

tur

a nomenclatore
ej'uSf

vel sacce Ilario

del

seguente
I

Papa.

Eletto

s.

causa

et ipsi indicant Ponti-

squale

l'invi legato al detto

Paim-

fici finiunt.

Il nomenclatore introduceva ancora nel concilio quei che i pachi volevano ascoltare, e di ci si ha r esempia xlel sinodo romano del 745. Alcuna volta il nomenclatore detto ancora Adminiculalor, e vuole il Panvinio che sia cosi appellato ab ad/iiniculando , cio ab adiuvando Sembra
.

peratore
c
di

con

lettera di

partecipa-

zione di sua esaltazione, e l'incari-

rinnovare

la

confederazione

e amicizia tra la santa

pero
di

l'ottenne col celebre


ai

Sede e l'irndiploma

conferma

pontificii dominii,

riportato dal Cenni.

ch'egli lo creda diverso dal


clatore,

nomen-

Leone nell'S^S con Teodoro primicero suo genero, dai loro emoli furono accecati ed uccisi.
Teofilatto
II

e lo somiglia a quello che

fu

legato di Eugenio

avvocato de* poveri, di cui parlammo a Avvocati concioggi


dicesi

neir826
alla

alla dieta

d'Hildesheim.
si

Benedetto neir843
sente

trov pre-

storiali,

Camera apostolica, Difensori, Governatore di Roma, Mantellone, ec. Il Galletti, Del Friniicero p. 162, trattando del Nomenclatore crede in vece questi una

donazione
fece
al

Stefania

beni che monastero di s.


di
figlio

Paolo.

Gregorio

dell'

87 5 era

di

Teofilatto pur nomenclatore, fu sco-

cosa

stessa

eW Adminiculator,
volte
s'

si

municato

da Giovanni Vili come

perch

rarissime

incontra

fazionario di

Formoso e

reo di gra-

che
e
s

chiamato Amminiculatore, perch se fossero stati due ufsia


distinti,

vissimi delitti^ d* invadere lo stesso

papato, d'intelligenze
e
di

coi saraceni,
i

fizi

allora

primi

uffiziali

avere

rubato

tesori

della

palatini

della
piti

chiesa
sette

sarebbero

romana non ma otto. Le

Chiesa.

Greg-ono deir885i apocrisario della

notizie dei soggetti

che ne occuparono il posto, si leggono nel Galche noi solo accenneremo, letti, dalle quali si rilever quali importanti incumbenze disimpegnarono.
Sisinnio
tinopoli
il

santa Sede, spedi una bolla


III,
s.

di

Adriano
stero di
ni

di

conferma

al

mona

Sisto di Piacenza de'be-

e privilegi.

Stefano
di

nell'

897

spedi la bolla

accompagn a CostanPapa Costantino che


,

Romano
i

Papa, con cui confere beni della chiesa

privilegi

s'imbarc a'5 ottobre 710. Gregorio intervenne al concilio

di Rossilione.

romano

del 74?, laro regionario.

ed era pui^ no-

Stefano del 963 adminiculatore intervenne al conciliabolo di Roma

contro Giovanni XII.

Teodoro fu nell'SiS legalo di s. Leone III a Bernardo re d'Itafiglio dell'imperatore Lodovico lia, 1, che recavasi in R.oma per difendere il Papa da nuova congiura. Spedi una bolla di Steflmo IV del

Leone

del

1099

nomenclatore

e giudice del sacro palazzo.

del
la

Crescenzo fu al concilio romano io33, e nel io35 s'interpose sua ordinaria autorit, perch

Coufigliuolo

da

lui

costituito

cn-f

92

NOM
che
affine di
s.

NOM
conseguire
il

ratore d'un fanciullo venisse a concordia coH'abbadessa di


Ciriaco,

gli uffici

gradi,

onde

avendo
pupilli

il

nomenclatore

la

cura dei

buoni

nomenclatore faceva guadagni, ledi il Biondo,


trionf.
p.

e degli orfani.
i
i

Roma
simiro,

210, ed

il

p.

Ca-

Arrigo del
e giudice.
11

Sg nomenclatore

Macri, Hierolexicon, e Not. dei


eccl.
,

vocaboli

dice che questo

di

Memorie d'Araceli^ p. 3oo. NOMENTO, Nomenlnm. Antica citt e sede vescovile, ora Mentana^ terra della Comarca di Roma, nel
disfretto di

Nomenclatore o Nonicncalalor^ deri va da voce greco- latina, che signichiamare o intimare, dal nofica
uiiuare a

Tivoli, governo di
di

lombara, diocesi
te

PaSabina e gi una

delle sue principali citt, ora esisten-

voce alta

g' invitati

alla

che risiedeva nel palazzo apostolico, e corrispondere il suo ofiicio a quello (XeW Uditore
pontificia;

mensa

ripiano d'un colle. Menil o Lamentana succeduta a JVomentum, sovente celebrata dagli

sopra

tana

antichi scrittori, da' quali apparisce

della

camera
le

[Vedi), poich ricori-

che fu colonia albana, o


schi
latini,

sia de* pri-

nosceva
stizia,

cause di coloro che

fondata

nel

territorio
Sil-

<orrevano

al

Papa per
tal

ottenere giu-

Sabino conquistato da
fu

Latino

ed a

fine cavalcava vici-

vio terzo re d'Albalonga.

Nomento
Tarquialba-

no

al

Papa per
i

ricevere

Memo-

involta nella guerra di


le

riali (Vedi),

quali
esso

poi erano
in

considerati

da

ben compagnia

nio Prisco contro

colonie

ne

ma

siccome

si

arrese suppliche-

del saccellario

o tesoriere, per in-

vole,

formare

il

Pontefice del contenuto.

fu trattata con clemenza. I nomentani presero parte alla famosa

Il nomenclatore presso gli antichi romani era ministro del censore consistendo il suo offizio nel nominare e chiamare le persone particolari per proprio nome, e ci per

lega per ripristinare in

Roma

il

go-

verno monarchico e Tarqui nio il Superbo. Sconfitta dal valore romano, nomentani restarono fedeli ai
i

comando
noscitore

del

censore,

siccome cosi

particolare di qualunque
ser-

condizione. Del suo ministero

vivano

senatori

ne* comizi,

mandi-

romani sino all'ultimo general movimento del Lazio, e furono ammessi alla cittadinanza di Roma ed ai suoi sagrifizi come fossero un medesimo popolo. Quindi Nomento sin
dall'anno 4' 7 di Roma fu municipio, ma la vicinanza alla metropoli
contribu insensibilmente al suo spo-

dandosi a partito per l'elezione dei


maestrali
delie
i

cariche e delle
cittadini

gnit

civili,

particolari.

Ciascuno per ordine era nominato dal nomenclatore prima che si facesse
lo

polamento e decadenza, restando memorie della bont de* suoi fruiti ed


eccellenti
vini.

scrutinio

la

votazione

L'essere attraversata
il

nomenclatore si servivano pure i candidati o novizi, e quei che aspiravano ai maestrali ed alle dignit , ricercando il nome di ciascun cittadino che interveniva al consiglio per dare il
dei
senatori.

Del

dalla

via

IS'omentana, ed

riflusso

continuo del popolo che


pitale spandevasi

dalla cad' inville

nelle

terre

torno,

onde v'ebbero fondi e

Ovidio, Seneca e Marziale, fece durante l'impero risalire

Nomento

suffragio, e ci serviva loro per procacciarsi


il

nel secolo III era sede vescovile, de^


scritta dall' Ughelli
colla

favore, e per far prati-

serie de'se-

NOM
guenti suoi vescovi, Italia sacra
t.

NOM
n; indi

93
altre

Nomento con

chiese

46. Orso del 4 ^ 5 ricorse al Innocenzo I contro il vescovo Fiorenzo che ne usurpava i
1

X, p. Papa

s.

confini della

jjropria

giurisdizione.

Servus-Dei intervenne nel 4^^ al sinodo romano. Cipriano sed tra i


padri del concilio del 4^7- Sereno fu a quelli del 49^ ^ 499* I^oma-

no sottoscrisse concilii tenuti da Papa s. Simmaco nel 5oi, 5o2, 5o3 e 5o4- Risiedendo il vescovo nella via Nomentana presso il cii

formarono il vescovato suburbicario di Sabina [Fedi). Di alcuni vescovi e notizie di Nomento, ne tratta Galletti nella sua Capena. Seil condo il Marini, Memorie di s. Barbara p. 96 e seg., Nomento surse non molto distante da Scandriglia, e Tu chiamato anche Num anzia, e con tnl frase nel concilio del loSg di Nicol
11,
si

sottoscrisse

Hugo

episco-

miterio di

s.

Restituta, di cui par-

lammo
quelli
bili

Roma, in un a Primo e Feliciano nonomentan con basilica, e di s.


a CiMiTEEi DI
ss.

de*

pus NuTiantinus , che crede propriamente l'ultimo vescovo di Nomento. Per lo Sperandio, che nella Sabina sagra p. 43 tratta di Nomento, a p. 4? cagiona di Numanzia, quale citt o foro di Sabina, diverso da

Alessandro
s.

Papa, oltre
si

l'altro di

Nomento
lui

e vicino

a Scandriglia, a
del

Nicomede pure

della via

Nomenne' quali

fronte dell'autorit

Marini da
ce-

tana, di cui

disse

a Catacombe,
,

con lode rammentato. Delle

e con magnifica

chiesa

lebri

memorie

della

via

Nomentae civili
il

moltissimi martiri vi
sti,

fi.irono

depo-

na, di quelle
di

ecclesiastiche
tratta

verso

questo
cui

trasportasse la

tempo pare che sua residenza in Nola

Nomento
,

eruditamente

mento, per
chiesa di
s.

divenne cattedrale
Indi
il

Nicol.

vescovo

Gerarchia cardinalizia p. i59 e seg., 602 e seg., non che del ponte che sul Teverone distrutto da
Piazza
Totila nella guerra gotica,
delle salutifere
riedifjc(>

Felice fu al concilio del

nato da

s.

Bonifacio

II.

53 1, aduRedento nel

Narsele, poi rifatto da Nicol V, e

553 corrobor
il

colla sua soscrizione

decreto del Pontefice Vigilio, per


de' tre capitoli.
,

acque Lebane. Di queste monsignor Nicolai, Meni, sulle

l'aflare

scovo Grazioso

s.

Essendo veGregorio I nel


dall'

camp, di

Roma

t.

I,

p.

279, rac-

conta che inondando stagnanti par(e


del territorio,
prosciugarle,

593, con
ghelli
,

epistola
affid

prodotta
il

U-

Cesare meditava di
il

gli
s.

chiesa di
di),

governo della Antimo o di Curi (Fe-

mentre
agro.

Piazza

riferi-

sce averle diseccate e che ne proven-

e la ui alla sede

Nomentana;
Graziano

ne
di

fertilissimo

Avanzi
i

delle

indi nel

595

Grazioso o

celebre acque

Lebane sono

bagni

sottoscrisse al concilio di Roma. Costanzo del 6oor Generoso del 601, dopo il quale nel 649 si fa men-

zione

di

Sapienzo,
s.

intervenuto

al

di Nomento, anco ne'tempi posteriori, le raccolse il Nibby , Analisi de' din-

Le

Grotta Marozza. notizie che si hanno

celebre concilio di

Martino

I.

Nel

torni di

Roma

t.

II,

p.

4^9

^ s*^g>

679
to,

fiori

Paolo, nel

743 BenedetVulgario
lo

avvertendo che

al

primitivo suo no-

nel

753 Villano o

nell'SsG Cosmo, nel

964 Giovanni
scisma di
lo condari-

che nel sinodo riprov

me, si sostitu quello di Civitas Nomentana, poscia Castrimi Nomentanae^ donde deriv il moderno di
MeiiUina.
Il

Leone Vili antipapa, e

territorio

nomenlano

94

NOM
po venne
partigiana
in

NON
fortissimo terremoto.

essendo divenuto palrimono della Chiesa l'omana, l'invase Luilpraiido


re de' longobardi, il quale lo restitu nel 74' a Papa s. Zaccaria.

Due

anni do-

parte spianata d'ordi-

Nana
)a

il

Piazza che recandosi

nel-

ne d'Innocenzo Vili, come troppo degli Orsini. Gregorio XI 11 dichiar marchesato Mentana,
e ne fu
sini.

1*800 Carlo

Magno

in

Roma, tenne
s.

via di Sabina,

onde

Leone

III

and ad incontrarlo col senato romano, col clero e con tutte le corporazioni di
to,

primo marchese Latino OrNel 1594 la terra con tulle le sue dipendenze fu venduta per scu-

di

25o,ooo

da

Fabio e Virginio

Roma

fino

a Nornen-

Orsini a Michele Peretli principe di

dove pranz insieme col principe e col quale entr in Roma, di che facemmo parola a Ingressi e
s.

Venafro, indi pochi anni dopo pass in potere dei Borghese (VediJ^ che ne sono i signori attuali. Contigua al palazzo baronale la nuo-

Leone

III.

Nel secolo seguente in


i

famoso e potente Crescenzio Numentano o Numanziano, che per qualche tempo


natali
il

Nomento ebbe

va chiesa di
la

s.

Maria
il

della

Piet,

cui

immagine
vi

captolo vatica-

regol
di

destini

di

Roma

col

nome

duca, impadronendosi Angelo (Fedi) e facendo eleggere V Antipapa Giovanni XVII (Fedi)j Ottone III che lo fece morire fu poi avvelenato dalla
di console e

Castel

s.

d'oro, e posteil corpo di s. Felice I Papa. Dessa rimpiazza l'ospedale fondato nel i55o da Camillo Orsini, e vi pure un convento di francescani riformati con chiesa di s. Maria degli Angeli. Per
di corona

no orn

riormente

fu trasferito

moglie,
p.

al

modo detto

nel voi.

XXIX,

i32 e i33 del Dizionario. Nel nomentani coi tusculani e IO 59


i

tutta la terra veggonsi sparsi frammenti di marmo, residui dell'antica Nomento e de' sepolcri eh' erano

prenestini ribellandosi
questi

Nicol
il

II,

lungo
di

la

via

Nomenlana

di quelli

chiam a reprimerli
vittorie

nor-

manno Roberto
le

Guiscardo, che per


prese
il

sue

nome

di

NonienlanOj come
nel voi.

meglio
p.

descrissi

XXVIT,
Rovinata

195
la

del Diziocitt
,

nario.

cosi

si

estinse la sede episcopale, e ridotta

allo stalo di castello

pass in pote-

re de' monaci di

s.

Paolo,

ai

quaU

fu confermala con bolle d'Innocenzo


III,

d'Onorio
se sotto

III
il

e di Gregorio

IX; che

primo divenne

feudo de' Capocci , deve intendersi dipendenti dal nominato monnstero. Nel declinar del secolo XIII Nicol III die Lamentana o Mentana ad Orso Orsini suo nipote, la qual famglia continu a signoreggiarla nei
seguenti tre secoli, edificandovi
castello,

maggior importanza e di alcune iscrizioni parla il Nibby. NOMESIA (s.). F. NoMAsiA. NONA, Aenona. Citt vescovile della Dalmazia, circolo a 4 leghe da Zara, in una piccola isola congiunta al continente da due ponti. Decaduta da quel posto onorevole che possedeva fra le antiche citl Liburniche, pi non si vedono che ammassi di rovine, un centinaio circa di case sparse qua e l, una cattedrale e qualche altra chiesa. Il porto che riceveva de' grossi navigli, ora non pii che una palude romani ed re schiainfetta. Sotto
i i

voni'Croati questa citt era opulenta e magnifica,

facendo di
la

ci te-

un

stimonianza,

oltre

menzione di
e
gli

nel

14^4 soggiacque a

Plinio, le statue colossali

al-

jNON
tri

NON
antichi
edifizi

95
altri
il

pregiali

perai di

Cbartres, o secondo
gi,

in

Pari-

scavati
di

nel suo recinto.

La
s.

chiesa

denominato perci
s.

parigino,

Nona fu fondata da uno de' 72 discepoli di


sto,

Anselmo,
Cri-

da

Celestino
fu

nel

settembre

Ges

1294
titolo

creato cardinale prete del


s.

che fu suo primo vescovo, onsotto


la

di

Lorenzo

in

Dama so.
il

de

sua

invocazione
di
lui

la

Dopo
di

essere intervenuto all'elezione

cattedrale.

Dopo

furono ve-

Bonifacio
in

Vili, e fatto

suo

scovi Teodosio dell'Svg, Alfredo del-

testamento

Anagni, mor
abbazia.

in

Ro-

rSgo, e quegli altri registrati sino ad Antonio Tripcovic della diocesi di Cattar del 1754, da Daniele
Parlato, ///yr/cf sacri
t.

ma

nel

^99.

NONANTLA,
DENA.

V.^lo^

IV,

p.

10^

NONNATO
dinaie.

seg.,

in

episcopi
fatto

Nonenses. Indi
traslato

Raimondo (s.), Car-^ Raimondo Nonnato da Por-

nel
tista

1771 fu
Jurileo

vescovo Gio. BatTrati

da Arbe, e nel 1789 Giuseppe Gregodi

tello nella diocesi di Urgel nella Spagna, dove nacque nel 1204 da nobili genitori di poche fortune,

rip Scolti della diocesi di Trai,

che

ma denominato Nomiato
re
stato estratto

per essedelia

viveva ne* primi anni del


secolo,

corrente
nelle

dal ventre

ma

fu l'ultimo,

bench
si

madre
perch

gi morta, a
cesarea,
la

annuali Notizie di
registrata
vile fino al

Roma

legga

perazione
l'africano

mezzo dell' ochiamata cos


a

questa antica sede vesco-

salv

vita

Scipione

i83o. Essa fu sufTraganea di Spalatro, e diversa da Aemonia o Citt Nova. Fu la sola sede vescovile di Croazia (Vcdi)^
finche col suo

Cesare ed a Giulio Cesare, come affermano diversi scrittori. Il padre per

soprannominato

trarlo dall'applicazione agli studi e

smembramento

si

e-

dalla

risoluzione

cK abbracciare
lo

la
vil-

ressero le sedi di Belgrado e Tinia,

vita ecclesiastica,
la,

mand

in

V. Dalmazia. NONA. Quinta


S' institu del
di

dove

lo

destin a guardare
e
la

un
in
in

ora

canonica

piccolo giegge

campagna,
era vi

recitarsi
la

giorno, ch'era

Tor nona terza dopo il

una possessione che avea presa


affitto.

Nel

territorio

ima

mezzod, in memoria del Salvatore, che a quest'ora spir l'anima in croce per redimere il genere umano. Mese Barcesa dice che in quest'ora furono scacciati dal paradiso
terrestre
gli

chiesa dedicata a
ra, nella

quale

si

s. Nicol di Mivenerava una di-

vota

immagine

della
il

Beata Vergisanto giovane,

ne, avanti a

cui

Adamo
i

ed Eva. Per dacap.


8, ab-

Atti degli

apostoli
ss.

che n'era divotissimo, sfoijava l'interno affetto del suo cuore ; onde fama che Nostra Signora lo assicurasse,

biamo che

apostoli
al

Pietro e

tempio a pregare in ora nona, onde poi fu essa stabilita nella Chiesa. V. Ore
CANONICHE.

Giovanni ascesero

con voce sensibile uscita dall'immagine, di sua speciale Ititela e protezione. Ogni volta che
si

Raimondo

portava a venerare
si

la

NONANCOUR
glia

Nicol,
nel

Cardicastel-

medesima immagine, un angelo in forma


giovine
vegliasse alla

narra che
leggiadro

di

nale. Nicol della nobilissima famidi

custodia del

Nonancour, nato

suo gregge, e che


co una volta

fosse

veduto an^

lo di

questo

nome

nella

diocesi

di

dal padre del santo.

96

NON
insinuazione della
la

NON
Madonna
vosistere
qtiei

Ad
la

miserabili che

si

ritro-

l a Dio

sua virginit, die colprolezione mantenall'

vavano
cattolica

in

pericolo

di

rinegare la

di lei valida
illibata

fede, quale

egli

pieno di e

ne

fino

ultimo respiro^

zelo predicava con apostolica libert,

e si condusse in Barcellona, dove con esultazione di spirilo vest l'abito delTordine della Mercede, ricevendolo dalle mani di s. Pietro Nolasco fondatore

con
gli

gran

fruito de* cristiani

de' saraceni.
ri

Perlo che que' barbacon


ferro,

chiusero con inaudita crudel-

le

labbra

dell'ordine,
il

sempre
re-

lucchetto di
le

una spranga o dopo averglieferro

avendo rigettato
carsi
alla

consiglio di

forate

con un

arroventasostene,

corte

d'

parente de'conli di dona. Il b. Sera pione che ivi fu suo maestro nel tempo del noviziato,

Aragona come Foix e di Car-

to;

martirio
lo

che

dovette

re per

spazio di otto mesi


le

a-

prendoglisi

labbra

sol

per dargli
senza

da

mangiare,
di

oltre tormenti
sete,

e
i

poi

glorioso

martire, gli

numero
to

fame,

carcere e di
nobile e san-

predisse

disagi e

patimenti

che

battiture, che per tal

avrebbe
sto

dopo
falli

molti

anni

sofferti

motivo

soffri

con invitta paziendi cuore.


I

nell'Africa
:

per amore di Ges Cri-

za

e generosit

mao-

ed in
di

divenuto

il

modelregione

mettani

temendo
cos
la

poi che morisse,

lo de* suoi fratelli, fu giudicato de-

perdendo
il

somma

stipulata,

gno

esercitare in detta
di

governatore
si

della

citt

ordino

l'ufficio

redentore, e
s.

di sotten-

che
geri,

lasciasse girar
si

libero per Al-

trare in quel grado a


lasco.
al

Pietro Nosi

ed allora
i

rec a visitare e
e convert
alla

Iniziato nel sacerdozio,

die

consolare
re
tore

cristiani,

pareli-

ministero della predicazione,


della quale

per

parecchi

mussulmani
Allora
il

mezzo
chi

ridusse

non posalute,

gione

cristiana.

governa-

peccatori alla

via della
il

voleva farlo impalare;


di

tanto pi che oltre

fervore che

avea
rit
,

nel!'

esporre
usato

l'evangeliche ve-

timore venute

perdere
riscatti

le

ma pel somme conschiavi,

pei

degli

quel tanto che proponeva aldi praticarlo

trui era

prima
il

seco medesimo,

gastigando
frequenti e
vigilie,

pro-

ne aveano interesse ottennero che tramutasse la condanna in molle ed aspre bastonaquei che
te,

prio corpo con


digiuni,

lunghi

poi

lo

fece

frustare per

le

con assidue

con diu-

strade
to
i

pubbliche.
carcere

Dopo
lo

essere stadi

turne flagellazioni, e con l'esercizio continuo di una non interrotta preghiera.

in

carico

catene

suoi correli giosi

riscattarono,
resta-

Avvertimmo a Mercede, che


vero
in

ad

onta
gli

eh* egli
schiavi.

preferiva

non
citalo
tutti,

eh' egli
,

abbia

eserfra

re fra

Mosso

Gregorio
scintillante

Pioma
di

il

primo
nel

IX

dalla

fama della
si

santit di Rai-

l'impiego
del

procuratore

ge-

mondo, affmch questa


lumiera non

i23o. liichiamalo in Ispagna, fu per la terza volta spedito in Africa ed in Algeri, dove non avendo pi che dare pel riscatto degli schiavi, die-

nerale

suo

ordine

restasse pi lunga-

mente nascosta sotto il moggio, nel 1237 o pi tardi lo cre cardinale

diacono di

s.
:

Eustachio, e chiain questa


la

de
tal

s stesso in

pegno, per essere in


di as-

mollo a conserv

Roma
il

dignit

suo abito e

sua

main

maniera meglio a portata

niera di vivere.

Mentre recavasi

NON
Roma, perch
il

Papa voleva

ser-

virsene pel governo delia Chiesa, arrivalo a Gardena, citt distante sei

miglia da Barcellona, fu assalilo da

febbre violenta,
sto,

morendo a'3 agomaturo gi pel paradiso, nel 1240, nella vigorosa et di 87 anni. Prima della morte fama che ricevesse per le mani degli angeli il ss. Viatico. Non ebbe campo di de1

97 i655 pel Lazzarini ed ia Milano pel Monza nel i656. La ristamp il mercedario p. Sebastiano della concessione nell* anno 16 65, come avea fatto un suo
,

NOR

correligioso nel i663. Vogliono al-

cuni
pel

che

il

culto

questo

santo

primo

glielo concedesse
altri

lo stesso

Gregorio IX,
e che
la

che

fosse

cano-

nizzato dall'antipapa Benedetto

XHI,
fosse

corare pi a lungo la dignit cardinalizia collo splendore di sue vir-

sua

canonizzazione

t e strepitosi miracoli: alcuni dei pi insigni furono riportati dagli scrittori di sua vita e dai boUandisli.

approvata dal concilio di Costanza ^ e non mai riprovata dai legittimi Pontefici, anzi

a'9

Gregorio
l'

IX

al funesto avviin

Urbano Vili novembre dell'anno iGaS avea concesso all'ordine della Mercede
di
sa,

so di sua
ste

morte proruppe
:

que-

poterne celebrare
lo che
a'

l'uffizio

e mes-

parole

ordine

di

s.

della

Mercede in una sola perduto il padre e il protettore,


la

Maria ora ha

dello
ai
il

stesso

mese
scalzi

avea

permesso

religiosi

dell* ordine.

F.

Lambertini,
cap. 4i>

De

Catalogna il figlio, la cattolica Chiesa un uomo santo. suo sacro corpo rimase sepolto Il onorevolmente nella chiesa di s.
provincia
di

canon,

ss.

lib.

I,

V.

NORBA.

F. Norma.
(s.),

NORBERTO

arcivescovo di
dell'

Magdeburgo, fondatore

ordine

Nicol di Portello, dove dalla piet


e religione de' fedeli con gran frequenza e divozione venerato; avendovi fatto fabbricare un convento s. Pietio Nolasco nel i255. Alessandro VII fece iscrivere il suo

diPremonstrato o Premostrato. Nacque a Santen nel ducato di Cleves, l'anno 1080, da Eriberto conte di Gennep, parente dell' imperatore, e da Adwiga, la quale discendeva dalla
casa di Lorena. Applic allo studio e
s'inizi

nome
1657,

nel martirologio nel

romano

nel
in

negli ordini

sacri
si

ma

in-

giorno
la

3i agosto,
festa.

clinatissimo ai piaceri,

abbando-

cui celebrasi

sua

Quindi
estese

Clemente
libitum

IX

nel

1669

n ad una vita tutt'atfatto mondabench fosse stato ordinato na


,

tutta la Chiesa lo stesso

uffizio

ad
con-

con

rito

semidoppio,

suddiacono, e gli fosse stato conferito un canonicato a Santen. Vi-

cessioni equivalenti

a beatificazione
il

equipollente.

Finalmente

Papa

vendo brillantemente alla corte di Enrico IV, di cui fu nominato limosiniere, era inutilmente pressato
a

Innocenzo
culto

immemorabile,

XI, riconoscendo il suo lo canonizz


per equipollenza,

ricevere

gli

altri

ordini sacri,

senza solennit e
col

quali l'avrebbero obbligato ad

una

che per
to

comandare a' io marzo 1681 la sua memoria si celebrasse


tutta la Chiesa
di

con messa
Il

ed
di

uffizio

rito doppio.

p.

Ippoli-

Marracci

pubblic

la
,

Vita

san

Raimondo

Nonnato

Roma

maniera di vita eh' egli abborriva. Soprappreso un giorno da violenta procella, mentre recavasi ad un villaggio per oggetto di piacere, e stramazzato a terra dal suo cavallo spaventato da una folgore che
7

VOL. xLvni.

98
con

NOR
oiTbil fracasso

NOR
cadde
a' suoi

piedi, ne ricevette tanta impressio-

suo ordine novello, era che una riforma


il

il

quale non
canonici

di

ne, che

form

sai
i

punto

il

divisa-

regolari sotto
stino.

inento di espiare
ni
di anzich

passati disordi-

con una sincera penitenza. Quinritornare


alla
il

s. AgoAir articolo Premostratensi o Premonstratesi diremo di quest'or-

la

regola di

corte,

si

rec a Santen, ov'era


cato, e
si

suo canoniposcia

dine e delle diverse fondazioni che ne fece il santo, il quale fu poi con

consacr

alla

preghiera ed

sua ripugnanza
tare

costretto

ad accet-

alla meditazione,

ritirandosi
s.

nel monastero di

Sigiberto presso
allora nel

nel

Madgeburgo II 26. Nella nuova dignit non


l'arcivescovato di

Colonia. Egli era

tren-

tesimo anno di et.

Due

anni dodia-

da

po

la

sua conversione, Federico ar-

diminu esso nulla delle austerit che lungo tempo praticava ; e la sua umilt parve pi mirabile che
nel
chiostro.
I

civescovo di Colonia l'ordino

suoi discorsi
le

ed
la

cono e prete in uno stesso giorno. Norberto rinunzi poi a tutti i


suoi benefzi,

suoi esempli resero efficaci

fatiri-

che
la

eh' egli

intraprese
;

per

vendette
il

suoi
a'

beni,
;

forma
re
ti s.
;

della diocesi

ricuper

al-

e ne distribu dopo di che


pontefice

prezzo

poveri

sua chiesa
di cui
i

una

pai te

delle ter-

si

port
II,

a'

piedi del

laici

eransi impadroni-

Gelasio

ch'era allora
gli

s.

Gilles nella

Lnguadoca, e

si adoper a lutto potere con Bernardo per rimediare ai dis-

fece

una confessione generale

della

ordini

dello scisma

cagionato
Iiuiocenzo

per
II
II,

sua vita. Avendogli il Papa accordato ampio potere di predicare il vangelo ovunque lo credesse opportuno, Norberto intraprese subito
delle

l'elezione dell'antipapa

Anacleto

contro

il

legittimo
fine di
l'

ed

questo
in
Italia

intervenne

nel

missioni

nella

Linguadoca,
nell'Or-

ii3i pagn
rio
sesso
II,

al concilio

Reims. Accomimperatore Lotail

nella Guienna, nel Poitou,

che
del

mise

Papa
;

in

pos-

leanese, nell'Hainaut, nel

Brabante
quali pro-

Laterano
diocesi,

ritornalo

e nel paese di Liegi,

le

nella sua

uor

pieno

di

dussero per tutto frutti meraviglioBartoloniraeo vescovo di Laon, conoscendo assai bene il merito di Norberto, domand a Calisto II, succeduto nel 11 19 a Gelasio II,
si.

meriti

il

6 giugno
di

quattro mesi
rio

11 34, dopo patimenti. Grego-

nel i582, Vili stabil la sua festa a'6 di giugno. Il suo corpo fu
lo

XIII

canonizz

ed Urbano
custodito

la

permissione

di

ritenerlo

nella

Magdeburgo
Ferdinando
le

finch
II

sua diocesi, riforma fra


s.

acciocch
i

mettesse la

l'imperatore trasportarne

fece

canonici regolari di

reliquie a

Praga

nel

Martino.
i

Il

Papa
non

gliel'

accord

1627, ove furono solennemente deposte nella chiesa del

ma

canonici

vollero

sotto-

Monte Sion.
ponti-

a quanto da loro si esigeva. Perci il vescovo preg Normettersi

NORCIA
sidenza
ficio,

[Nursin). Citt con re-

vescovile dello stato

berto di
si

scegliersi

nella sua dioce-

nella delegazione apostolica di

un

sito

ove poter fabbricare un


Il

Spoleto,
gli

antica

posta

in

mezzo

monastero.
la foresta

santo scelse una val-

Apennini,

su d'un fertile ripia-

le deserta, delta

Premonstrato, nel-

no
che

con
le

di Coucy,

ed

ivi

fond

molta diligenza coltivato, d un aspetto ameno, quan-

NOR
tio le rgide nevi

3S0R
lo rallrista-

99
ali-

non

io3.

suoi

glandiferi boschi

no air intorno. E cinta di buone mura, ed ha regolari vie ed edifizi,

teatro.

con vaga piazza e conveniente La galledrale con baltiste

mentano numerose mandre, specialmente di animali neri, de' quali si fa un gran traffico. Norcia patria
di moltissimi illustri personaggi, pri-

rio sotto l'invocazione della Beata

mieramente
ci

del
s.

patriarca

de'monas.

Vergine della Plebe o della Misericordia ; poco dislaute vi l'episcopio.

d'occidente

Benedetto e di
essendo
figlia

Scolastica

sua

sorella,

la

Vi sono
senza

tre altre chiese paril

loro

madre
Norcia

Abbondanza,
vanta

di

rocchiali

fonte sacro,

tre

Milleo e Diana conti di Norcia.


solo

Non

conventi di
ri

religiosi,

due monasteo-

preclare

glorie

di

monache,

l'orfanotrofio di re-

cente

istituzione,

confraternite,
piet,

spedale,
rio

monte

di

e semina-

anche pei* le avite prodezze. Anteriormente a Boma per molli secoli, ebbe fama
per l'antica origine,

ma

vernatore

con alunni. Vi risiede un godistrettuale, come capo-

ne'sommi poemi d'Omero


gilio,

e di Vir-

luogo del distretto del suo nome, che comprende i governi di Cascia e di Visso. Dalla sua municipale

aver spedito guerrieri all'assedio di Troia, e nelle guerre latine si nomina qual eroe il nurdi

sino UfentCj spedito a


rutuli

Turno

re dei

amministrazione
quattro casali
cio,

dipendono venti* sparsi ne' monti cir-

per combattere Enea troianursi ni nell'al-

no.

Ne mancarono

costanti, oltre l'appodiato Castelluc-

leanza sabina per


del rapimento delle

vendicar i'onia

e soggiace pure al suo goverla

no
la

comune

di

Preci con

altri

to

da

quindici Casali. Appartenne gi al-

messi a e pot

donne ordinaRomolo, onde poi furono parte de' romani privilegi,


suo municipio
chiamarsi

Sabina, che fu lungamente divi-

il

sa nelle quattro prefetture di


cia,
i

Nor-

almo
33,
bo.

sino a'tempi di

Leone X, che
nell'epistola

Rieti,

Curi

Nomento. Sotto
ti-

ne rese testimonianza
lib^

Papi ancora appellossi prefettura,


Sisto

5, diretta al cardinal

Bem-

governandosi da un prelato con


tolo di prefetto.
la

La

fecero eziandio chiara nel-

tolse dal-

l'epoca delle
ti

romane grandezze mol-

sua

prefettura

Monte Monaco
unirli al pre-

Monte Fortino per


Gregorio

sidato di Montalto.
gli abitanti,

Ad

istanza denel

XVI

i83i
di

v'istitu

il

tribunale

collegiale

prmia
strativi

istanza, coi relativi

amminia deside-

dicasteri;

ma

poi

vi si noverano Lucio Plozio due volte console lodalo da Cicerone, Quinto Sertorio emulo nelle Spagne della potenza di Roma, e Polla Vespasia madre dell'imperatore Vespasiano. Elogio per ad ogni altro supe-

suoi cittadini, e

rio de'medesimi, nel

iSSg, non pro-

riore

del

valore

de' nursi ni,

ducendo il tribunale que' vantaggi che si ebbero in vista nell'istituirtal tribunale civile e crilo, aboh minale e la sua giurisdizione, non
che la conservazione delle ipoteche, con quelle altre disposizioni che si
leggono nella Raccolta delle leggi
\ol.

dal principe degli storici,

si ha quando par^

land del celebre Scipione, afferma che le truppe nursine decisero dei
suoi trionfi in Africa.
glia di
i

Nella battasotto

Modena, combattendo

vessilli

nursini

d'Augusto, sette campioiii rinfrancarono il vacillante


esercito, e

V,

p.

3 16,

voi.

XVn,

p.

romano

rimasti

vittima

oo
sta

NOR
della

NOR
Hi
sani
il cardinal Ludovisi nipote di Gregorio XV, questi con

del proprio coraggio, ottennero quesepolcrale

medesima

epigrafe:

septeni Nursini, seu septem

noruni facies^

Nursiqui strenue pr liberiate certantes accuhuere. Le famiglie romane degli Orsini e dei

Savelii ebbero

pur da Norcia
i

deri*

Tazioue, oltre
molti.

conti

di Belvedere,

breve de' 4 febbraio 162^ l'elev al grado di arciconfraternita. Le sue opere pie sono descritte dal Piazza, vestendo i confrati sacco di tela nero con cappuccio, con mozzetta di saia nera, con le immagini a sinistra de'santi protettori.

di Sasso, di Giove, di RofTiano, ed al


tri

Essendo preil

Dopo

l'infortunio de'Trini

sidente di questa
prelato
Alesij

chiesa

lodato

ci

o Trincia signori di Foligno,

superstiti della
si

nobilissima famiglia

ritirarono parte in Norcia e par-

o Alessi, nel 1841 la fece restaurare ed abbellire con pitture. Il riaprimento ebbe luogo
previo
di

te in
il

Roma. Giambattista

Lalli

ed
il

Querenghi sono cardinal Teodino


Gio.

nursini. Cos

degli Atti, ed

il

Quarantotto di nobile famiglia oriunda di Norcia. Vi fiorirono molti prelati, e per ultimo monsignor Gio. Carcardinal
Battista

un solenne triduo in onore Maria Vergine Addolorata proNorcia, ne' tre primi tettrice di giorni di novembre, con indulgenza concessa da Gregorio XVI. Norcia, Nurcia/ Nursia, una
delle
piti

vetuste citt d'Italia, e di

lo Alesij de' conti Castelli, fatto da.

quelle in cui

stanziarono
;

primi
uni la
sotto
il

Gregorio
te

XVI

segretario della con-

abitatori della penisola


dissero
capitale

gli

gregazione del concilio, discenden-

de' sabini

degno dai Liviani

di

miglia feconda d'illustri


nabiti. In

Mevale, fauomini, fra i


s.

re SongOj altri la

chiamarono Pila nascita di

cena;
schi,

si

crede edificata dagli etru-

quali un Gian Carlo generale de'bar-

i497 anni avanti


Cristo, e perci

Eustachio all'Arco della Ciambella vi la chiesa de'ss. Benedetto e Scolanel rione


stica

Roma

Ges

da Enotrio re
1

arcade l'anno del


Fatteschi nelle

mondo 25 3. Mem. del ducalo

Il

di

di

giurisdizione

patronato
edificata

Spoleto
ve.

p.

iSg, ecco quanto ne


di

scri-

della citt di Norcia.

Fu

Norcia, oggi ultima citt de'sa-

nel
ss.

1619

dall' arciconfraternita

dei

biui,

decaduta ne' tempi

mezzo

Benedetto e Scolastica , di cui trattano il Piazza nell' Eusevologio romano p. 4^6. ^^ '^ Venuti in

dal suo splendore, avendo primeggiato anche per la

Roma moderna p.
ta.

628,

ma ora

estin-

maestranza del suo decurionalo, fu la citt pi rimarchevole, bench da' longobardi,

Alcuni

nursini

eressero

il

nas.

dopo averla
bassi

rovinata, fosse resa sog-

zionale

sodalizio nella chiesa di

getta al Castaldo di Ponte, che nei

Eustachio, approvato

da Paolo V 16 15. Fiorendo la confraternita, i cassinesi ed i celestini l'aggregarono alla partecipacon


privilegi nel

tempi

fu

castello

con

am-

plissimo

castaldato.

Dagli

antichi

geografi fu Norcia computata nella Sabina, bench poi fu attribuita all'Umbria, e dell'una e dell'altra

zione de^ loro beni spirituali, e per-

ch

essi

ne fondarono
i

altre,

la

con-

fraternita ne ottenne
gi, indi
si

loro privile-

a'

trasfer nel

detto orato-

rio

chiesa.

Essendo

protettore

ne segu le vicende. E ben vicina monti della Sibilla, e ad altri pi elevati, che dividono la Sabina dal Piceno, cio i monti Fi-

NOR

NOR
ch'
il

IDI

scello, Buibei'O, e Tetrico,

pi

nessi,

terre ch'erano state acquistate

elevato ed alpestre tra essi; dal Fi-

dagli Alviani.
1

Nera Di Norcia fa menzione Paolo Diacono, e che avesse un ampio territorio si deduce dai Dialoghi lib. Il, di san Gregorio I del Sgo^ parlando della patria di s. Benedetto nato ex provincia Nursiae. DaW Epistole di tal Pontefice si ha che gi la santa Sede vi possedeva un Patrimonio, che faceva amministrare da unode'principali chierici della chiesa romana, con titolo di difensore o rettore. A' tempi Carolini e propriamente neir82 I fu in Norcia tenuto un gran placito da Alessandro conte e da Adelardo e Leone, messi spedili dall'imperatore Lodovico I, nel quale furono restituite al monastero di Farfa le sostanze che a danno del monastero medesimo il duca di Spoleto Guinighiso avea credute devolute al regio fisco vi si trovarono presenti lo stesso duca, Gerardo duca
scello

nasce

la

nursini in diversi tempi guerle

reggiarono con
e talvolta
si

comuni

convicine,

collegarono

con esse a

danno di altre. Talvolta si ribellarono ai Papi, secondo le circostanze dei


tempi, ed essendo
rei

di lesa

to la

stati condannati maest per aver distrut-. terra di Cerreto, essendo i

nursini ricorsi a Nicol


soluzione, l'ottennero

per

l'as-

benignamente nel i447- Insorte guerre tra Spoleto

Norcia,

a'

26
la

aprile

i45'0
lo-

Nicol

approv

tregua tra

ro

stabilita,

commettendone

l'osser-

vanza a Nicol vescovo di Tivoli. Anche in Norcia gli odii civili lacerarono
si

la

citt nelle fazioni, quali

rinnovarono nel medesimo secocon immensi danni, e siccome lo Everso conte potente d'Anguillara si

XV

fece condottiere de'faziosi

di Norcia,

degli spoletini, casciani ed altri popoli

di

Camerino , quattro vescovi del ducato e due abbati. Norcia si diede spontaneamente al dominio della

umbri per assalir la citt, questa nel i4^3 di nuovo ricorse a Nicol V, il quale comand al conte e compagni
di desistere dall'impresa e

deporre

le

Sede apostolica,

con

riserva di

armi, pel qual fine

vi

spedX Giorgio

molli privilegi, conservati


l'invasione francese.

sino al-

Cesarini protonotario apostolico. Ci

Tu Ita voi la Timallorch


fu

non pertanto Everso per non perdere lo stipendio pattuito assal Norcia,

peralore Ottone

I,

nel

962 coronato
ni

Xll,

nel

da Giovanconfermare i dominii
in

Roma

ma

il

prelato vi

si

oppose vail

lorosamente, e costrinse
alle

conte a

della Chiesa
citt

romana,
parte

gli

situate

nell'

don sette Abruzzo e

levar l'assedio e ritirarsi. Ritornato

sue terre reclut

nuove genti
Norcia
le
,

parte nell'Umbria, di diritto allora


del regno d'Italia, frale quali Norcia.

per fare ritorno contro per un tempo prosegu


festazioni, finch

sue in-

In progresso e nel
repubblica,
e

io32

si

e-

resse in

progred in

questo stalo sino al ii5o, bench poscia si govern con proprie particolari leggi. Bonifacio

IX

nel

iSgS

con breve concesse alla municipale magistratura, con piena giurisdizione, Mevale castello con titolo di marchese; Riofreddo e luoghi an-

il cardinal Barbo, Paolo H, estinse questa guerra e ridusse Everso all'obbedienza del Papa, edificando poi nel suo pontificato la fortezza di Cascia. Norcia giorno 12 maggio lySo fu quasi il

poi

distrutta dal

terremoto

perire molti suoi


il

abitanti

che fece laonde

nuovo

Pontefice

Clemente

XU

loa
-vi

KOll
sue

NOR
menti prodotti dal Fatteschi a p. 23 1. De' conventi delia ss. Annunziata, della Madonna di Montesanto,
di
s.

rivolse le

copiosi soccorsi.
,

prime cure con Di Norcia tratta-

Tlieatrum civita' jouo il Blavio tnm. Giacomo Lauro , Ilistoria e pianta di Norcia, Roma i635. Egidio Mocavino Lefradomaco , An^ tisatira alle satire de* poco informali della citt di Norcia, Foligno i63i. Quivi anticamente prestavasi cuU to alla dea Nortia ossia Fortuna cullo idolatrico ch'ebbe fine nel a5o per opera di s. Feliciano ve,

Pellegrino di Norcia e del modi


s.

Norcia, tratta

della Pace di Antonio da Orvieto nella sua Cronologia dell' Uniria. Pio VII per venerazione a s. Benedetto, la cui regola monastica
il

nastero

Maria
p.

avea professalo,
citt di

pei

pregi della

Norcia, nel

1820 a'5 gentuendani travi


,

naio, colla bolla

Ad

dilani sanclis fideni


la

ripristin

scovo di Foro Flaminio, e quei tempio uominossi basilica argentea. La


sede vescovile fu eretta
colo;, e

sede vescovile, dichiarandola imalla

mediatamente soggetta

santa

nel

se-

Sede, e nel concistoro de'27 giugno

rUghelli Italia sacra tom.

X,

p.

i5o, registra
Stefano

seguenti

ve-

scovi.

concilii
sio
I,

che sottoscrisse ai romani del 49^ di s. Gelae del 499 di s. Simmaco. Pri-

1821 nomin vescovo monsig. Gaetano Bonuani romano. Per sua spontanea rinunzia, Gregorio XVI nel
concistoro de' 3 aprile
in

successore

l'odierno

i843 gli die monsignor

fior sotto s. Gregorio I Giovanni che intervenne al sinodo di Roma adunato da s. Agatone nel 680. Ma la ferocia dei barbari invasori, rovinando la cit-

mevo che

Letterio Turchi
cesi

Del 594.

di

di Apiro arcidioCamerino, gi vicario apo-

stolico di

questa,

canonico
del

teologo

della metropolitana, professore dell'universit,

presidente

collegio

t, Norcia

rest

priva

dell'onore
molti
nella
se-

teologico,

rettore

del seminario

e
di

del seggio vescovile


coli,

per
citato

vicario generale de'


civescovi.
II

due ultimi
si

ar-

venendo compresa
di

dio-

capitolo
la

compone

cesi

Spoleto,

li

Fatteschi

due dignit,
l'arciprete,
di

prima delle quali

parla de' suoi tre antichi monasteri


,

tredici canonici,

com-

uno dentro
s.

la

citt

detto di

s.

prese le prebende del teologo e del


penitenziere, e di altri chierici addetti
al

Benedetto, l'altro nel suo


detto di
s.

distretto

Eutichio, ed

il

terzo di

servigio divino:

l'arciprete

Tizio nella valle Castoriana.


questi

Che

in

monasteri

ne' villaggi

ha cura delle anime, coadiuvato da un sacerdote. La diocesi si estende


per venticinque miglia di territorio,
e contiene diversi luoghi. Ogni ve-

dell'agro nursino fiorissero negli an-

tempi molti santi anacoreti, Io riferisce s. Gregorio I, dove discorre di s. Santolo e dei suoi miracoli,
tichi
Jib.

scovo tassato in

fiorini

209,

es-

sendo

le

rendite scudi
pesi,

in,
fa.

e.

37

de' Dialoghi.

L'

U-

vate di alcuni
sione di

i5oo, gracio d'una pen-

menzione de' ss. Florenzio abbate ed Eutichio monaco. E molto probabile che nel territorio di Norcia avesse il monaste10 di Farfa la cella di s. Angelo in Sabelli , rammentata oe'monughelli

onorata

5o
o

scudi, e di alimentare

due alunni

nel seminario.

NORI

NUORO
Eani

(Noren). Citt

con residenza vescovile in Sardegna,


divisione del Capo-Cagliari. Pio

VI

con

la bolla

iriler

caeteras, dei

NOR
2 1 giugno 1779, ^"^^' Rom. coni. 116, ripristin la sede vet. VI, p. scovile di Gallclly (Vcdi)^ e ne stabil la residenza Nori o Nuoro,
di
gli

NOR
onori che da ogni parte
si

io3
ren-

devano al merito di un tanto uo mo, sent accendersi l'animo di un


nobile ardore d'imitarlo,
lo

come

quel-

clima pi salubre
nel

e di

popola-

zione pi numerosa. All'ultimo ve-

scovo

1828

fu fatto

stratore apostolico Gio.


schiri

amminiMaria d' Odie

che pel sodo giudizio, raro ingegno , critica e profonda erudizione, non ebbe pari in Italia ai tempi suoi. Cominci ad impiegare
allo studio quattordici ore del gior-

Bua

arcivescovo d'Oristano,
il

che edific

seminario,

macat-

no,
ria

facendo

sommi

progressi nella
nell'

no

alia edificazione della

tedrale, e contribu del


di sardi

nuova suo 5oo

teologia, nella storia,

antiquala

scu-

e nella numismatica.

Dopo aver
teolo

per formare

il

locale delle

insegnato con reputazione


gi

scuole di latinit nel luogo dell'antica

chiesa di

s.

Gio. Battista. Per

ordine,

sua morte, nel 1840 Gregorio XVI nomin amministratore d. Ciriaco

Pala canonico della cattedrale, indi


nel

suo a Pesaro, a Perugia ed a Padova, in quest'ultima citt diede l'ultima mano alla Storia dell'ere' sia pelagiana^ colla difesa di s. Agonelle principali cattedre del
stino.

1843

gli

sostitu

Todierno

ar-

Quest'opera acquist all'audei grandi ammiratori, e nel

civescovo di Sassari, lessandro

monsignor A-

tore

Domenico Varesino, omRoil

niesso dalle annuali Notizie di

ma, come ha rimarcato Bima nella Serie cron.


del regno di Sardegna.

eh. can.

de' vescovi

NORIS
rico

Enrico, Cardinale. Enil

Noris nacque a Verona

29

stesso dei gran contraddittoche Io imputarono come seguace degli errori di Baio e di Giansenio, e per venne denunziato a Roma, dove esaminate pi volte le sue opere, non furono giammai condannate, e l'autore vi fu in pi
ri,

tempo

agosto i63r, da una famiglia originaria dell'Inghilterra,

maniere distinto ed onorato; essen-

che ha prodotto
fi-

do

tra

le

altre cose,

dopo

la

revi-

vari

uomini

di

merito. Mostr
le

sione

della
i

medesima, stato annoqualificatori del


s.

no dall'infanzia
sizioni

pi

felici

dispo-

verato tra
fzio.

of-

che ebbe quello dell' umanit recossi a Rimini per apprendervi la filosofia
e la teologia.

allo studio, e terminalo

La

lettura delle opeg'

granduca di Toscana, informato del suo straordinario merito, lo chiam a Firenze ad insinuazione del celebre Anto-

Cosimo

III

re

di

s.

Agostino

ispir tanta

nio Magliabecchi, nel

1674

lo

di-

venerazione pel santo dottore, che risolvette entrare nel suo illustre
ordine. Vestito Tabito degli eremitani di
s.

chiar suo teologo


niversit di

e pubblico pro-

fessore di storia ecclesiastica nell'u*


Pisa, collo stipendio di

Agostino non tard a diin

380

scudi l'anno,

non che

precet-

stinguersi, per cui fu dai superiori

mandato

Roma, ove trov

nelle
i

biblioteche e nella societ de'dotli

suo figlio , e gli offr il vescovato di Pistoia, costantemente ricus. Lo ch'egli


tore di Gio.
stesso

Gastone

mezzi di cui abbisognava. Ivi ebbe

fecero

Pontefici

Clemente
il

la

sorte di conoscervi

il

celebre p.

Cristiano

Lupo,

altro

agostiniano
e vedendo

Innocenzo XI , contento di menare


e

ma
vita

Noris
Gli

privala

reduce

dalle

Fiandre;

rinunzi

le

offertegli

dignit.

io4
scritti ch'egli

NOR
leggesi

NOR
l'epitaffio

pubblic sopra diversi argomenti archeologici accrebbero sempre pi la sua fama, per Io che dalla regina di Svezia Cristi-

composto

in versi,

La
fu

vita
scritta

di

questo dotto cardinale


p.

dal

Girolamo Razze-

rio agostiniano
le

diploma di membro dell' accademia che aveva istituita nel suo palazzo, e che die* de origine a quella degli arcadi. pontificato d' Innocenzo XII IVel furono rinnovate le accuse contro la memorata opera, per cui il Papa commise ad alcuni teologi l'esame accurato di essa, ma ne risul-

na

gli

fu

spedito

il

la pubblic colsue opere teologiche in Padova

che

nel

1708;
si

e dal celebre letterato

monsignor Francesco Bianchini, quale

legge nel

t.

I,

p.

199

delle

Vite degli arcadi


scimbeni.
detto
di

illustri

del Cre-

XIV

Nel pontificato di Benefurono dall'inquisizione


nel catalogo de'lile

Spagna poste
proibiti

bri

sue opere, cio

la

il

favorevole

giudizio

di

non

storia
sul

pelagiana, e la dissertazione
concilio

trovarvisi

cosa che meritasse cengli


si

sura, che anzi


lode.
Il

dovea somma Pontefice chiam allora in


la palatina
lui

giudizio di quel

ecumenico; ma il Papa giustific ab-

bastanza
le

la

dottrina del cardinale,

Roma
carica

ilNoris, gli offr


di
sacrista,

cui opere furono

da

per

ri-

raccolte in

cusata, lo
oflzio,

nel

nomin consultore del s. 1692 primo custode

mi
telli

in

completamente Verona in cinque volufoglio nel 1729-41 dai fracolla vita dell'auto-

Ballerini,

della biblioteca Vaticana, e poi vo-

re in latino. Nello stesso idioma la


scrisse

lendolo preservare dai frequenti attacchi


fendersi

pure monsignor Angelo Fapubblicata


illust.

de'suoi nemici, che per digli

bioni,

nel
ital.

1780
t.

nelle

facevano perdere un tempo ch'egli avrebbe potuto im-

piegare assai utilmente, per la benevolenza di dui l'onorava, a' 12

VI, p. 8. I veronesi alzarono a questo gran cardinale nella loro cattedrale un


nobile

Vite viror.

monumento

di

marmo,
i

co-

dicembre
prete
Io

i6g5
titolo

lo

cre cardinale
s.

me

sogliono

fare con

lodevole in-

del

di

Agostino, e

ascrisse alle

primarie congregae nel


s.

zioni di

Roma,

1700

lo fece

bibliotecario di

Chiesa colla pensioannui.

ne

di

5585 scudi
non
la

Le nuove

di-

gnit

lo

distolsero

dalle sue

tendimento con tutti concittadini che si segnalarono nelle lettere e nelle scienze. Chi volesse raccoglier re le giuste lodi che da gravi scrittori gli furono date, formerebbe un libro. Chiarissimo ed eruditissimo
della dottrina di
s.

occupazioni letterarie^ e stava ter-

Agostina, vindice
i

minando

Storia dei donatisliyoA'


il

ed
s.

interprete, lo

chiamano
s.

padri di

lorch vide appressarsi

suo

fine.

Mauro

nella prefazione della lo-

Mori nel pontificato di Clemente XI, al cui conclave intervenne, d'idropisia, in Roma, a' 23 febbraio
d'anni 73, e fu sepolto [nella chiesa del suo titolo ed ordine, nel-

ro edizione di
lario gli

Agostino.
di

II

Cel-

die

il

titolo

Massima,
erudtorwn

nell'Ortografia
in

latina;

1704

la

in

quale sotto il suo busto scolpito marmo bianco, e collocato in


nicchia
al

Urbe aeternum dccus lo appell Spanemio nell'Orbe romano; eMasson nel suo Tempio di Giano aper'^
to,

lo

disse
Il

eruditorum longe daMaffi nella sua F-,


dice

una
po^'ta

destro
ir^

lato

della

ctissiniuni.

phe

introduce

sagrestia,

rgna

illusCra^ta^

che non

hc^

NOR
genso
chi

NOR
le

io5
delle

non

ammira

nuove

scoperte

falle

da questo

cardinale
e nell'eru-

chiama una Ionie romane, fatta


39,
la

nella storia ecclesiastica

ci,

Ebbe molti amiche meritava pel suo carattere, e carteggiava coi primari dolti deldizione pi scelta.
e della Francia.

prime cotale con Velletri, che fu fortezza de' volsci, ed i romani la stimarono come rocca in
difesa della citt di Pontia,

venennel

l'Italia

Le

princi-

do saccheggiata consolato CXI.


bilita

dai
I

pipernesi

norbani presero

sue opere sono: i. Hstoria Pelagianaj et Dissertatio de synodo aecumenicOy Padova 167 ed altrove: l'edizioni di Lovanio 1702 e di Padova 1708 sono aumentate di cinque dissertazioni che erano comparse separatamente, e
pali

parte nella guerra contro


di

Roma
la

sta-

a Ferentino [Fedi). Nei


il

262
peste

Roma

senato

dopo

spedi colonie a Velletri e a


la

Norba

cui fortezza gli serviva


le
i

reprimere
volsci

anche per mosse e tentativi dei de' latini. Questa colonia

nelle

quali

l'autore

risponde

alle

nella

ribellione delle altre conserv

diverse critiche fatte alla sua opera.

singoiar fedelt a
irritati
i

Roma,

per

cui

2.

Hstoria

Donalistnrurn ex
or-

pipernesi di tanta

costan-

JVorisanis schedis excerpta in

za,

dinem

dissesta et supplela,
3.

con ap-

nel 4' 3 per la guerra sannitica devastarono il territorio norbano, e

pendice.
daglia

Storia delle investiture

quantunque

fossero puniti

nondi-

delle dignit ecclesiastiche.

La me-

meno
tervi

Pisa

dall'accademia di onore del cardinal Noris, descritta nelle Ricreazioni numismatiche di Roehler, par. i3, pag.
coniata
in

4^5 tornarono a commetdanni eccessivi. Dopo la batnel

taglia di
agli

Canne, ridotta Roma quasi , i norbani furono di que' pochi che con aiuti la salvarono. Questa antichissima ed illustre
estremi

NORMA
tica
citt

NORBA,

e sede vescovile,

ISorham. Anora codi

citt

ultimi

mune
cesi

soggetto al governo
Velletri

Sez-

conserv florida fino agli tempi della repubblica ro mana, ma avendo i norbani seguisi

ze, nella legazione apostolica e diodi


,

to

il

partito di Mario, furono asse-

con

piti

di

2000

diati
Siila,

abitanti.

Narra

il

Nicolai, Delle ter-

da Emilio Lepido generale di e accortisi ohe per un tradila

re Pontine p. 47, che i corani confinando con Norba, e vantando Er-

mento
se,

citt

era presa
il

irrepara-

bilmente, appiccato

fuoco alle ca-

cole per fondatore di Cori, raccon-

vollero disperati uccidersi tra lo-

tano che fabbric Norba per tenere in freno i ladroni che infestavano quelle contrade ; altri la dicono colonia d'Alba, edificata o meglio
storata dagli
all'antica citt
ri-

ro e andar colla patria in fiamme,


piuttosto che soggiacere alla crudelt

e orgoglio del vincitore. Si rieb-

be Norba da tanta rovina,


di,

ma

tar-

albani.

Certo

che

peixih a

tempo

di Plinio

non

guarda
zo
gli

ai

situata sul monte che campagne pontine, in mezfiumi Amaseno e Ninfeo che
le
il

era ancora risorta.


de' suoi
delle sue

Altre

notizie e
,

importanti

avanzi

come
il

mura

di massi
,

quadrantratta

scorrono sotto

piano, poco lunge

golari di

buona scoltura

successe l'odierna terra


il

che ha
primieist.

Ricchi, Reggia de' volsci p. 8g. Dice

variato d'una sola lettera

ro nome.

Il

Theuli, Teatro

p.

pure che fu chiamata Civita la Penna, ed essere ora piccolo castello

io6
cinto di
tezfa.

NOR
mura
in

NOR
di

forma

for-

aggiunse un monastero di benedettini, poscia rovinato da Federico I.

Borgia, Storia di Velletri p. Il 143, afierma che l'imperatore Costantino VI, grato ai Papa s. Zac caria per quanto con Luitpranclo
re de' longobardi erasi affaticato per gli la conservazione dell* esarcato
,

Eugenio HI

ma
I

del i r4') ricuper Norluoghi vicini. Eletto nel iSc) Alessandro IH, ed essendo in-

ed

altri

sorto l'antipapa Vittore


Ninfa, ove a'

V, 20 settembre
il

fugg ia fu conI

sacralo e coronato. Federico


dispetto rovin
castello,

per

don secondo

la

sua richiesta

le

due

masse, o unione di vari predi e possessioni, di Norma e Ninfa ch'erano


di

tenitore del falso


il

come sosPontefice. Nel 1216

cardinal Ugolino, poi Gregorio IX,


il

pubblica ragione,
in

le

quali poi
altri,

presso

suddetto monastero fond


s.

Papi dierono

feudo ad
spirituale

ri-

quello di
teto, pei

Maria del Monte Mir-

manendo
l'altro

nella

giurisdi-

benedettini di Firenze, cui


l

zione di Velletri. Ci confermano,

Federico

don l'abbazia

della

Borgia nelle Meni, di Benevento t. I, p. IO, che aggiunge aver


riportalo la concessione
il

Grangia di s. Maria di Castro: a quel monastero e chiesa era soggetta l'abbazia di


ri.
s.

pontificio
;

Erasmo

di

Co-

apociisario a Costantinopoli
Nicolai

ed

il

Nel

3oo Ninfa
:

fu data in feu-

a p. 106, meglio assegnan-

do per epoca l'anno 743, e dicendo che quindi soggiacquero alle invasioni de' longobardi.

Dipoi Nor-

ma

fu

onorata della sede vescovile,

do da Bonifacio Vili alla sua famiglia Caelani si ha per dal Piazza, Gerarchla cardinalizia p. 52 8, che Ninfa nel iSSy apparteneva alla chiesa e ospedale di s. Matteo
Merulana. Dipoi Norma divenne propriet del principe Borghein
se.

come si apprende dall'Ughelli, ItaHa sacra t. X, p. i48, ed uno dei


suoi
sist

al

vescovi chiamato Giovanni asconciliabolo tenuto nel g6^3

Della sua chiesa collegiata


citato Piazza a
si

con
parla

arciprete e quattro canonici,


il

in

Roma,

per

la

deposizione di Gio-

p.

49- Altre nop.

vanni XII, ed elezione di Leone Vili


antipapa.

tizie

possono leggere nel


nel

Avendo Norma
il

sofferta al-

cher, Latiiuiy e

Volpi,

KirVetns

tra distruzione,

vescovo trasfer a
alle ra-

Latiuni

t.

HI, de Norbanis^ Pala vii

Ninfa
dici

la sede, citt edificata

1726.
co
il

Cos

del

monte
in

anche Ninfa
i

suoi cittadini

Norba. Diroccata progresso di tempo, passarono ad abidi

storia veliternaf del sacerdote


voi. II:

capitolo

Compendio della Bauda esso si apprende che ha pure due beneficiati,


nel

tare nel castello di

Norma,

fabbriIl

cato presso l'antica Norba.

Nincosta

feo,
della

antichissimo tempio
,

dedicato

essendo la chiesa dedicata alla ss. Annunziata, venerando la terra per protettrice s. Barbara vergine e martire.

alle ninfe

innalzavasi
di

sulla

montagna

Norba, con mala

NORMANDIA,
stria.

Normana, Neu-

gnifica architettura, presso

sor-

Antica provincia di Francia,

gente del fiume Ninfeo, vicino ad un lago assai venerato dai norban
i

per due prodigiosi fenomeni. Ivi


cristiani
s.

eressero

una

chiesa in osi

titolo di ducato, confinante colManica, Picardia, isola di FranSi divide piii cocia e Bretagna. munemente, in alta Normandia con

col

la

nore di

Michele arcangelo, cui

Rouen

capitale

di

tutta la provin-

JSOR
eia, e

KOR
dizione
gio alla
eia,

107

bassa

era

il

Normandia di cui Caen capoluogo. La Normandia


contrade
pascoli.
le

di

ed omagcorona per questa proviaprestar fede

una

delle

pi ricche e
bassa

fertili

della Francia, e la

ha

eccellenti

line

e miniere.
sei

Vi sono molte saAnticamente consulfraganei


di

tava

vescovati

Rouen, con 80 abbazie e 4^'^9 P^''" rocchie, con pi di ^1 citt e i5o grossi borghi. Oggi questa provineia forma i dipartimenti della Stwna inferire^ dell' Eure, del Calvados, della Manica, e della maggior
parte
di

mezzo di Francone arciveRoueu. Avendo Rollone promesso di farsi cristiano, ebbe pei* moglie Gisella figlia del re. Questo fulmine di guerra, ammaestrato da Francone, in detto anno ricevette
a

scovo

di

il

battesimo,
di

gli

fu

me
suoi

Roberto,
fece
i

imposto il noed in brevissimo


e battezzare
i

tempo

istruire

conti,

suoi cavalieri e lutto

quello dell' Orne.

Abitata

l'esercito, mostrandosi pio e generoso colle chiese: quindi Herv arci

anlicamente dai veliocassi^ dai caleli^

vescovo di Rouen, avendo


istruzioni

doman-

dagli aulerci eburovici, dai le-

dato

xoviij dai bajocassij dagli abrincaiui

torno alla
sti

Giovanni inmaniera di condurre quea


cristiani,
il

e dagli

lineili^

questa contrada

fu

nuovi

il

Papa dopo
per

compresa
la

nella seconda Lionese del-

aver
la

mostrato

suo giubilo

Gallia
ai

Romana.
suoi
stati,

Clodoveo
e sotto
i

la

rium

suoi

discendenti fece
Neustria.
1

parte dei regno di

una risposta piena di senno. Egli ebbe dei duchi successori che andiamo a reloro conversione, die
gistrare,
i

normanni, cio a dire appunto esciti dal Nord, selvaggi abitatori della Danimarca, della Norvegia e de' vici ni paesi, mostri d'empiet e
iiomini

quali videro la loro po-

del Nord, perch

tenza progressivamente aumentarsi,

Nel 927
indi

gli

successe Guglielmo
I,

I,

nel

94^ Riccardo

nel

99G

Riccardo
nel

nemici dell'umanit e del cristianesimo, dopo aver sacchegdi

barbarie,

11, nel 1027 R.iccardo llf, 1028 Roberto I, nel io35 Gu-

glielmo che conquist l'Inghilterra


(Fedi),
e
la

giato

le

coste del

mare

di Neustria,
si

per

tal

motivo

si

trov

come
rono
Cario

formidabili in mare,
sotto
i

gettadi
al

annessa
polto

Normandia

alla

Gran
sedi

deboli

successori

Bretagna. Egli poi volle essere


nella celebre abbazia

Magno
di

nella Francia,
1
il

ed

san

tempo
rerie

Carlo

ro guasti
quali
le.

incalcolabili.

Calvo vi feceQueste scor-

durarono
la

circa

80

anni, nei

Stefano di Caen, una delle due magnifiche fondazioni religiose da lui e da sua moglie fatte in tal
citt,

resistenza fu spesso inuti-

lasciandogli preziose

corona,
insegue.
altri

scettro

Conveime venire a vergognosi tributi, che sempre pi vi attirare* no barbari in maggior copia, ed
i

e
lo

altre
slesso

Verso

assediarono

Parigi

tre

volte.

Il

re

normanni s'impadronirono di Napoli ( Vedi) e della Sicilia [Fedi) e ben


,

tempo

Carlo IH
riparare
a

il

Semplice non potendo


tante angustie, prese
il

partito di trattare col terribile Rol-

Ione
rieri,

capo
e nel

di

tali

popoli

avventu-

armi loro sino nell'Africa. Nel 1087 divenne duca di Normandia Roberto II, nel 1096 Guglielmo IH, nel 1106 Enpresto portarono
le

912

gli

cedette la Nor-

rico

I,

nel

11

35 Stefano

di

Blois,

muadia

col titolo di ducato, a cou-

nel

11 44-

Groffredo

Plautageneto,

itS

NOR
le
le
i

NOR
coste dell'Oceano.

nel

ii5t Enrico II, nel 1 184 Riecnrdo IV Cuor di leone^ nel 199 Giovanni 6V/iSti ^^/vv/, ed Arturo. Al primo Filippo H Augusto nel i2o3
la

Rinnovandosi

incursioni de'saraceni, aiutati dai

tolse

Normandia

e la riun alla

verso il 1000 una mano di normanni avventurieri, reduci dal pellegrinaggio di Gerusalemme, per
greci,
visitare
il

corona di Francia [f'^edi). Da tale epoca alcuni re di Francia, sino al fine del XIV secolo, diedero al loro primogenito il titolo di duca di
Noruandia,
al

santuario

di

s.

Michele
a Sacitt

nel

Monte Gargano approd


mentre
stretta
la

lerno,

dai

saraceni

conveniva del suo


I

riscatto

quale

prevalse

in

a prezzo d'oro.

normanni
e

in nu-

progiesso quello di Delfino. Odoar-

mero
i

circa di sessanta, rimproverati


di
vilt,
fattisi

do
sta

III

re d'Inghilteira invase que*


i

salernitani

loro
sui

provincia nel
VI,

346

sotto Filip-

duci,

piombarono con
alla

furore

po
se

ma

Cario

il

Saggio

la

nemici, che massacrarono o costrinsero


fuga, e del ricco bottino

Enrico V re d' Ingi llerra ne rese padrone sotto lo sgraziato regno di Carlo VI, ed in fine ripass sotto il dominio francese nel 14^0/ regnando Carlo VII
riprese.
il

generosamente
partirono
fra

nulla
le

vollero,

onde

benedizioni;

ma-

Fitlorioso. A'nostri

giorni
il

un

vi-

sionario
di
si

impostore
Luigi

prese

nome
di

duca di Normandia, spacciandopel delfino

gnanimit e valore che dest ammirazione negl'italiani. Il perch quando Papa Benedetto Vili nel IO 16 volle porre un riparo alle incursioni de'saraceni che facevano
trepidare
la stessa

XVII
il

figlio

Luigi XVI, e

La
si

padre infelice. storia de'normanni per diver-

come

giunto Piaolfo
eh' era

signore
nella

Roma, essetidovi normanno,


disgrazia
il

incorso
II,

di

secoli,

massime dal

X
e

al

XIII,

Riccardo

gli

aflld

comando
subito

siastica

essendo coliegata colla storia ecclede' Papi, con quella de'dodell' Ita-

delie milizie^ che riportarono

de'vantaggi sul nemico,


ni, alcuni

la

fama dei

minii della santa Sede


lia,

quali trasse in Italia molti

normandi

sono a vedersi
e
in

gli

analoghi ar-

dicono chiamativi da GuaiSagreci.

ticoli

per

le

pionete

Moneta

niario

longobardo principe
i

onde
narli,
cipali

questo appena per accenle

lerno per combattere


so questo

Ver-

indicheremo
.

cose
i

prin-

Nel

secolo

VII
il

saraceni

tempo pass nella Puglia Tancredi normanno signore d'Altavilla

cominciarono a dare Sicilia, e poco dopo


rirono
alile
,

guasto alla

o Hauteville co'suoi dodici

fi-

se

ne insignoOttone
I
li

gli,

come

della

Calabria e di
ritenne la Pu-

insieme ad un'armata di prodi avventurieri, e riport consideravantaggi sui saraceni e sui gre-

vicine

contrade.

bili
ci,

cacci dall'Italia,
glia e

ma
i

celebrandone
Pugliese

le

conquiste

Gu-

la Calabria a titolo di

con-

glielmo

nel

suo

poema:

quista, e sebbene

greci

cedettero

alle loro ragioni, dipoi

uniti ai sa-

raceni

tedeschi.
si

procurarono di spogliarne i I normanni impadronitidella Normandia, questa divenne

Normannis. Divennero quindi normanni tanto potenti, che l'imperatore Corrado li stim opporr
i

De

tuno
altri

ceder loro Ascoli, Canosa ed


luoghi della Puglia^ per
viepconfi-^

una barriera contro que* normanni


indisciplinati ch'erranti infestavano

pii

impegnarli a difendere

ni de'pvincipati di

Benevento e di

NOR
Capua
di
,

NOR
longobarin
Italia

109

signoreggiati dai

ce

il

supremo

diritto, ofFrirono inu-

dalle usurpazioni de' greci. Nel

tilmenle di prestargli per esse vassallaggio.

io38 tornato Corrado II invest Rainolfo normanno


tado
tese d' Aversa,
di
fra

Venuti a battaglia,
vincitori nel
il

nor-

del con-

manni restarono
facendo
di fresco

io53,

citt

edificata dai
le

prigione

Papa, essendo

normanni, e
insorte

pi compose
i

con-

venuti di Francia

Roberfigli

vecchi

nuovi
le

to
di
il

normanni.
ci,

Pioseguendo

questi
i

Guiscardo e Ruggero, Tancredi. In nome di


chiesa

altri
s.

Pietro
ai

conquiste nella Puglia contro


rivolsero eziandio le loro

gre-

Pontefice concesse qual feudo del-

armi

la

romana
delle

l'investitura
fatte,

contro que'medesimi signori longobardi che ve li aveano chiamati,


II

normanni
Sicilie,

conquiste

che farebbero in avvenire nelle due


escluso Benevento, vendicangli

principe di Benevento Pandolfo


fu perci spogliato di

III

Siponto
dive-

del

Monte Gargano, onde

nuti padroni di tutta la Puglia, se ne divisero fra loro il governo, tranne Melfi, costituendovi molti conti o governatori, subordinali al capo della nazione come conte di

ne ricevette giuramento di fedelt dal conte Unfredo figlio di Tancredi. Quindi norapostolica, e
i

do de

cos\

antichi diritti della

se-

manni prima
chiese.

ferocissimi,

divennecolle

10 mansueti, dolci e benefici

Nicol II nel
die
l'

loSg con antitolo

Puglia.

nuo censo
I

investitura a
di

Braccio di ferro, primogenito di Tancredi, nel io43 divenne primo conte di Puglia, i
Guglielrao
cui successori
Li,

berte Guiscardo, col


di

Roduca
ec-

Puglia,

Calabria

e Sicilia,

cettuato Benevento; ed invest

del

riportammo a NapoDrogone suo fratello, che gli suel'imperatore

cesse,

invest di
le
ci

Enrico 111 lo quanto possedeva e dellongobardi e greII

Capua Riccardo coucon censo annuale, riportandone da ambedue giuramento di fedelt. Alessandro II nel io63
principato di
te d' A versa

terre tolte ai

nel 1046, probabilmente col con-

senso di Papa Clemente


in sua compagnia,
la

ch'era

come
il

luoghi dellui succes-

don al conte Ruggero lo steudardo di s. Pietro per aver vinti i saraceni, ma nel 066 avendo Riecardo suddetto fratello di Robeito
1

santa Sede.
s.

Ma

di

invaso

le

terre della Chiesa,

Leone IX, vedendo che i normanni nelle loro scorrerie non


sore

pa

si

fece

difendere

dal

il Paduca di

rispettavano

cosa sacra

e profana,

Toscana. Di quanto riguarda verse vicende tra i normanni

le di-

s.

reput punirne l'audacia e frenarli, pregato a ci anche dai signori longobardi che ne temevano il formidabile ingrandimento. Armate
le

Gregorio
tro Enrico
to

VII
IV

veggasi
il

la

bio-

grafia di quel

Papa,
fu

quale con-

proprie
di
i

milizie

e
III,

unitele
le

quelle

Enrico

con condusse

da RoberGuiscardo che per grandemente danneggi Roma col fuoco. Urbano II nell'anno 1097 indifeso
,

conlio

normanni

gl'invito a

vest
glia

R.uggiero de' ducati


e di Calabria, e dicesi
il

di

Pu-

sgombrare l'Italia; e siccome avea loro imposto restituirgli le terre


usuipate di ragione della Chiesa,
i

ch'egli

abbia concesso
to
II

privilegio

chiamasuoi

monarchia
fu

di Sicilia. Pasquale
dai

normanni riconoscendo

nel Pontefi-

aiutato

normanni

ir
feudatari,
ricev
il

VOR
e

NOR
II

Gelasio

nel

iiiS

-vassallaggio

giuramento di fedelt e da Ruggiero 11 e da


I

e delle sue conseguenze sino a' no' stri giorni, Milano 1887. Depping,

Histoire des expdtions

maritinies
tahlis-

Guglielmo
dai

suo

figlio.

Calisto II

des

norniands^

et

de leur

secondo ricevette
II

Troia. Onorio

nel

omaggio in 1127 scomuconsenso del-

senient
ris
1

en France

siecle^

Pa-

844*
Concila di Normandia.

nic Ruggiero
la

II

per aver occupail

ta la Puglia senza

santa

Sede,

ma

poi

lo

assolse
11

costitu duca di essa, previo il giuramento di feudatario. Contro Innocenzo II insorto l'antipapa Ana-

primo

fu tenuto

nel
di

588

sot-

to

Pretestato

vescovo

Rouen.

Ressi n, in concil.
Il

Norman.
contro
1.

cleto

II,

questi nel

tolo di re di Sicilia

3o die il a Ruggiero
1

tili,

secondo neir878
naturale di

Ugo
Labin-

figlio

Lotario

e spalleggiato dai normanni successe

he

t.

IX.
terzo nel

nell'antipapato Vittore IV. Dipoi


li

Il

900:

il

luogo
e

Innocenzo
giero
II,

facendo guerra a Rug1

certo,

come

il

tempo,

riguarda
di

nel

39
gli

fu fatto prigio-

la disciplina.
Il

Bessin.

ne, e nella pace


\eslitura col

conferm

l'in-

quarto nel
il

1070, d'ordine

titolo

di

re di Sicilia;

Guglielmo

Conquistatore, alla pre-

indi Lucio II gli concesse diverse insegne vescovili. Nel 11 55 Adria-

senza del legato Ermanfredo. Lan-

no JV scomunic
gli

Guglielmo
:

I,

e
in

franco fu costretto passare alla sede di Cantorbery, a cui il re l'a-

dichiar

guerra

assediato

vea nominato. Bessin.

lienevento dov far concessioni che poi annull Innocenzo III. Alessan-

JNORMANDIS
nale.

Stefano, CardiStefano deNormandis roma-

dro IH perseguitato da Federico


imperatore,
Estinto

no, che altri vogliono nato in Perugia,

ricevette aiuti di gale-

re dal re Guglielmo II normanno.


il

sangue normanno,

le

loro

e congiunto in matrimonio, da cui si dice ne riportasse un figlio chiamato Filippo, che preso
l'abito de'minori
di

terre passarono negli svevi


pel suo maritaggio con

per Co-

divenne familiare
12 12 o 121 diacono di s.

stanza superstite negli Hohenstaufen

Alessandro IV. Pei suoi meriti,


III

Enrico VI,
111

Innocenzo
lo

nel

onde

il

Papa Innocenzo

ne die

cre

cardinale

l'investitura al loro figlio Federico II.

Adriano,
forse

Molte notizie dei normanni si leggono nelle opere del cardinal Stefano Borgia, nel Rodot t. I, p. 271 e seg., Del rito greco in Italia. Si
meglio apprenderle ne' seguenti autori. Hisloire de V origine du royaume de Sicile et de Naples^ contenant les avvenlures et les conqules des princes normands^
possono

e poi da Onorio IH o da Gregorio IX trasferito alde' preti,


in

l'ordine

col

titolo

di

s.

Maria
na.

Trastevere,

venne

pur

fatto arciprete della basilica Vatica-

Roma
zo

Secondo alcuni fu vicario di di Gregorio IX ed InnocenIV; certo che sotto Onorio


deputato per uditore o giue
inte-

III fu

dice in molte cause ardue


ressanti.

qui
l'

ont table

Paris

1700.

Innocenzo

IV

gli

diede la

Thierry, Storia della conquista delInghilterra fatta dai

normanni

commissione di restituire all'antico suo lustro e splendore la diaconia

NOR
di
s.

NOR
de'diaconi.
in qualit
la

III
a

Lucia, dove essendovi prima

Quindi invi a Lisbona


di corriere

dodici monaci, in quel


vi

tempo eranchierici.

portargli

rimasti

appena due

Lo

nuova

di tal

promozione col berguardia node'

stesso

Innocenzo
i

IV

gli

ordin di

rettino cardinalizio, la
bile pontificia d.

riformare
cipali

canonici delle due prin-

Leonardo

du-

basiliche

Lateranense e Varilassati

chi Bonelli.
greteria
gli

ticana,

perch eransi

nel-

con biglietto di sedi stato destin a recar-

l'ecclesiastica

disciplina, e di ridur-

re quelli della seconda, dal

nume-

ro

di

trentasei

cinque.

Dopo

di

a quello di ventiavere colla sua

prudenza quietate le sedizioni di Perugia e di Toscana, fu spedito


legato
in
Sicilia

insieme al cardi-

nal

Raniero

Capocci,

per pubblicontro

monsila berretta cardinalizia gnor Gio. Tiberio Pacca suo cameriere segreto, poi governatore di R.oma. Per pochissimo god della sublime dignit, poich mori in Lisbona a' 6 settembre del medesimo anno i8o3, d'anni 5g, ed ivi fu sepolto, compianto per le sue
qualit.

care in quelle parti la sentenza di

scomunica
quei
delt

fulminala
II,

T imso,

NORTFOLCH
naie.

Filippo

Tomma-

peratore Federico

e per assolvere

Cardinale. V^ Hovard, Cardi'

popoli dal giuramento di fe-

che a

Nelle lettere

pa chiam
e
t.

avevano prestato. della legazione, il Padue cardinali , nobili


lui

NORTHAMPTONoNORTHAMPTONSHIRE.
d'Inghilterra,

Contea
la

nel

centro
capitale

di

cui

principali

sostegni

della

chiesa

porta lo stesso nome, ed in latino

romana,

chiari
al

per sapienza e vir-

Comudolannni
sinistra

NorlanLonia^

sulla

governo delle proTincie di Sabina, e di Marittima e Campagna, si diport con tale prudenza e discrezione che guadagnossi l'amore e stima di que' popoli. Diede il suo suffrasrio nelle elezioni o
di

Destinato

del Nen.

Questo paese era

anticamente abitalo dai coritani. I romani lo compresero nella provincia Flavia Caesariensis , e durante
la ettarchia

faceva parte del re-

Onorio
sede

III,

Gregorio IX, Celenella


in
di

gno di Mercia. Nella citt di Northampton vi sono quattro chiese


parrocchiali; quella di Tutti
ti
i

stino
cui

IV ed Innocenzo IV,
vacante

Sanso-

mor nel 1254, dopo ^i anni


e

Napoli
cardi-

fu fabbricata nel
altres

1680.
i

Vi
e

no

dei

templi per
del

presbi-

nalato,
politana.

fu sepolto nella

metro-

lerani, anabattisti, quacqueri


todisti.

me

La

piazza

mercato

NORMANNI,

r. Normandia.

una

delle

pi

belle

d'Inghilterra.
e la

NOROGNA e ABRANCHES Carlo Lorenzo, Cardinale. Carlo Lorenzo Norogna e Abranches de'tonti di Valladares, nacque in Lisbona a'6 novembre 1744- Essendo grande del regno di Portogallo, e principale nella

L'ospedale
castello fu

generale

prigione
Il
il

moderna sono
Giovanni
tanti
di

begli edifizi.

suo
re
abi-

formidabile,

onde
degli

malcontento

Londra

vi

trasport la se-

chiesa patriarcale di Lisbona, pei

suoi meriti

con

bello

elogio

Pio

VII nel concistoro de' 16 maggio i8o3 lo cre cardinale dell'ordine

de del governo per qualche temtenne lunpo, ed Edoardo I vi gamente una corte brillante. In vicinanza nell'anno 14^0, dai partigiani di casa di

York

fu

vinto

112
fatto

jyoR
prigione

NOR
VI.

notizie attuali
voi.

XXXV,

Per le ecclesiastiche, Vedi pag. i56 dei Dizio-

Enrico

dominio prussiano. Nel li5 vi fu celebrato un concilio per la rifor-

ma

dc^costmni

degli

ecclesiastici,

Ilario.

invitandosi quelli di Halberstadt a ritornare al grembo della Chiesa:


vi fu pubblidigiuno delle quattro tempora nella prima settimana di qua-

Concila di Norlliampton.
Il

per ordine del Papa


il

cato

primo
la

fu

tenuto

nel

ii33
ve-

per
ti.

consecrazione

di molti

resima ed in quella di
pag. 217.

Pentecoste,
t.

scovi e benedizione di molti abba-

come a Roma. Mansi, Sappi,

II,

Reg.
Il

t.

XXVil; Labb
VI.

t.

X;

Arduino

t.

secondo nel iiS'j. Angl. t. I. Il terzo nel 1164 a' 12 ottobre, non riconosciuto, contro s. Tommaso di Cantorbery, che vi fu accusato e condannato dal re, signori

NORTH UMBRIA o NORTHUMBERLAND. Contea che forma


la

parte pi settentrionale del-

ringhilterra, ricchissima di

miniere

di carbone, oltre altre miniere:

ha
ro-

Newcastle

per

capoluogo.

Anticai

e vescovi,
Il

come spergiuro
appell
al

e tra-

ditore.

santo

Papa,

mente abitata dagli mani la compresero


di

ottadini,

nella provincia
si

che annull questa sentenza. Angl. tom. I. Il quarto nel 1 76 fu presiedu1 to dal cardinal Giovanni Ugo legato: vi venne separata la chiesa
di

Valentia.

Neil' eltarchia
di

for-

m un

regno

Northumbria, che

perdendo poscia la sua esteusione, ebbe dei conti sino alquanto dopo
la conquista. Nel 680 vi si celebr un concilio. Angl. t. I. Nel 11 36 a' 29 marzo vi fu tenuto un altro

da quella d'Inghilterra. Mansi, Sappi, t. II, p. 673. Il quinto nel 11 77 sulla disciScozia

concilio, in cui

si

elesse

1'

arcidia-

plina e sulla giurisdizione ecclesiastica.


Il

Angl.

t.

I.

sesto nel

I265, in cui

il

car-

dinal Ottone Fiesco legato,

scomu-

cono Roberto per occupare la sede di Excester, vacante per la morte di Gugliemo Varelvast, e vi si nominarono inoltre due abbadesse.
Diz.
dei concila.
notizie ecclesiastiche,

nic

tutti vescovi e chierici che aveano aiutato o favorito Simone di Monfort contro il re. Diz. dei
i

Per le Vedi

attuali
il

voi.

concila.

XXX, p. i63 del Dizionario. NORVEGIA, Noriniannia. Contrada d'Europa


gno, formante
della

NORTHAUSEN
SEN, Northusa.
prussiani
in

NORDHAUdegli stati cinta

con
ora

titolo
la

di

reocci-

Citt

parte

Sassonia, capoluogo di

dentale della monarchia svedese, o


penisola della Scandinava fra
38',

circolo, sulla Zorge,

ra fiancheggiate di torri.

da muVi sono

57

e 71

io'

di

latitudine

molte chiese luterane, una cappele diversi ospizi. Soggiacque a sei incendi. Era sotto la protezione dell'elettore di Sassonia, fu ceduta alla Prussia nel i8o3,
la cattolica

nord, e fra 2" e 29" di longitudine est. I suoi limiti sono l'Oceano

Ghiacciale

artico,
lo

l'Atlantico e

il

mare

del Nord,
la

stretto Skager-

rack che

divide dal Jutland, la

poi e d

unita

al

regno

di

Westfalia,
sotto
il

Svezia e la Russia.

Le

coste

sono

nuovo pass

poscia

generalmente scoscese e spezzate da

NOR
molti sibncUimenli profondissimi. Inpoeti della

NOI!
del paese
si

n3

numerevoli isole cingono le coste. La Norvegia ovunque coperta di montagne con moltissimi laghi, e si repula il paese pi montuoso del mondo. L'aspetto di questa contra-

danese.

servono ancora laponi vivono da

nomadi nelle contrade settentrionali, malgrado le cure per civilizzare


i

fanciulli

nel collegio

di Nidrosia.
vi

Sulla

costa settentrionale

sono

da grande e maestoso, ma di rado ameno, essendo le sue alte montagne nelle sommit coperte di nevi

moltissimi coloni stranieri chiamati


fnnesi, onde da loro la Laponia norvegiana prese il nome di Finmark ; per le abitudini somigliano
agli

ma

perpetue e di ghiacciaie, li cli in ragione della latitudine^


vi

abitanti

della

Finlandia.

La

due stagioni, l'estate e l'inverno^ il primo cortissimo e assai caldo. Ha immense


e non

sono che

pretesa religione riformata luterana

domina in Norvegia, ove ha cinque vescovati e quarantotto prevo-

foreste
pascoli,

fonti di
il

ricchezze,
vi

selvoggiume

buoni abbonda,

cos

rali,

pesce ; ed feconda di minecon miniere d'oro, d* argento assai ricca, di ferro numerose, di rame, di piombo, di sale e di pietre
il

un gran numero di laponi non professa il cristianesimo che in apparenza. La Norvegia forma un regno particolare, indivisibile ed
stati;

ereditario, soggetto al re di Svezia

[Fedi).

11

governo
il
;

una

monaril

diverse.

Gli

scavi

e la fusione dei

chia

limitata;

re
lo

vi esercita

metalli sono la principale industria


del paese, fabbriche di vetro, d'armi

potere
dieta fa

esecutivo
le

sforihing
le

leggi,

vota

imposte

ed altre. La navigazione e la pesca sono le altre sue risorse, avendo un gran numero di buoni porti. I norvegiani sono d'origine germanoceltica,

e fissa la

iomma

della lista civile.

Quest'assemblea
le

apre

d'ordinario

sue sessioni ogni tre anni a Criil

stiania
di

vigorosi

longevi.

La

loro
lin-

febbraio

primo giorno non feriato il re pu convocarla ;

lngua un dialetto dell'antico

guaggio
desca,

scandinavo,
di

partecipando
e
,

per circostanze straordinarie, e anche assegnar altro luogo per le sue


sessioni.

delle lingue

svedese, danese
piti

te-

ma

esse sonora
Il

e-

ne in Isvezia

nergica e maschia.
e la

loro

vestire

forma di loro abitazioni hanno molta somiglianza con qualche cantone della Svizzera. Amano assai
i

che d'ordinario tiesua corte, rappresentato in Norvegia' da un luogotenente che risiede in Cristiania, assistito da un consiglio di stato,
Il

re,

la

due membri

del quale restano

sem-

teatri,
citt.

le
si

trovano in tutte L'educazione e l'istruzione


quali
si

pre presso il re ; gii altri sono incaricati dell'amministrazione del regno, divisa in sette dipartimenti, che sono quelli della giustizia, della guerra,

coltiva.

Crisaiiia [Fedi),

capi-

tale

del regno, possiede un' univer-

sit ed altri stabili nienti; Drontheim o Nidrosa [Vedi) ha l'acca-

della marina, degli affari eccle-

siastici

e istruzione pubblica,

della

demia reale delle scienze che pubblica memorie sulle antichit e l' istoria naturale del Nord. Per la lingua norvegiana pu dirsi senza
letteratura,

polizia, dell'interno,

e delle finanze,

mentj-e

gli

scrittori

commercio e dogane. Evvi un tribunale supremo che giudica in ultimo appello tutti gli affari civili e criminali^ vi sono anche de' tri-

VOL

XL\T

fc

'ii4
dizi

NOR
i

NOR
cui giuall'alta

bunali in ciascuna diocesi,


corte,
feriori

scario

possono essere appellati


in
i

e delle corti di giustizia in-

monaco di Gorbia, l'annunzi pure agli svedesi e danesi, per cui il Papa Gregorio
(Fedi),

che

ciascun baliaggio.

Ancor

IV
e

lo

fece

legalo della santa

quando

norvegi erano retti dalla

arcivescovo
dai

Sede d'Amburgo, che dis.

Danimarca, fino dal regno di Cristierno V, goderono d' un separato codice di leggi compilato da Grieffelfeld, ne mai i suoi contadini soggiacquero al giogo servile, come lo sono presso i danesi ed i russi. La Norvegia divisa attualmente in

strutta

normanni,

Nicol

l'uni a quella di

Brema
dipoi
la

(Fedi), che
il

commise al santo: di Brema esercit


sui
la,

vescovo

giurisdizione

vescovi del nord, finche

Upsa-

cinque Hist o diocesi, cio Aggerhuus, Christiansand, Bergen^ Drontheii^ e Finmark. La sua popolazione di circa

Lunden , e Nidrosia o Drontheira non furono esaltate al grado arcivescovile. In seguito nori

vegi ricaddero nell'idolatria, a fronte dei missionari

speditivi

da

s.

An-

un milione e

tre-

scario,

il

quale pel suo zelo

vi fece

centomila abitanti.

ritorno, e pot fondarvi alcune chieessere stala


il

La Norvegia sembra
di Nericos
;

disegnata dai romani sotto


essi

nome

vi

conoscevano va-

gamente
gi

la

popolazione dei Sitoniy

abdic nel 98 r, successe Erico Blodoexo deposto nel 936, che termin i suoi giorni nel 954. Nel
se.
Il

re

Araldo

e mori nel

934:

gli

che fece in progresso s grandi straneir Europa meridionale, sotto il nome di Normanni [Vedi), o uomini del nord. Anche i Goti o Ostrogoti
(^erf/) uscirono dalle regioni scandinave, ed noto furto tremendo che ne prov lo stesso romano impero,

936 divenne
Araldo
l,

re

Aquino

I,

nel
II.

963
Nel
il

nel
al

978 Aquino
l,

995
quale

sali
i

trono Olao

sotto

norvegiani
il

definitivamente
vescovile di Nigli

abbracciarono

cristianesimo, e vei'

ne

istituita

la sede

drosia. Nell'anno

1000

successe

l'estese

conquiste che fecero. Que-

Svenone

re di

Danimarca (Fedi);
(Fedi), liber
il

sto paese fu

per molto tempo diviso

ma

s.

Olao II

suo
l'e-

fra molte piccole monarchie, che tut-

paese dagli svedesi, e divenuto re nel

furono in un sol regno da Harald o Haarfager o Araldo 1 del 900, chiamato pure Foete riunite poi

ioi4, con
pagazione

sommo
della

zelo

procur
e
la

stirpazione dell'idolatria
fede.

proi

Ribellatisi

ger verso il 910; per molti principi spogliati


slati

tal

ragione

pagani, lo deposero nel 1028, e vo-

dei propri

lendo ricuperare
martirio nel

il

regno

pat

il

emigrarono, e Ganga Hrolf o


di
essi,

io3o, come afferma


de' santi.'

il

RoUone, uno
coste
di

sbarcato sulle

Butler

Fite

Noteremo
e

Francia
il

conquist ed ot-

che
di

il

re regnante di Norvegia
nell' istituire
s.

tenne poscia

possesso della

Nor-

Svezia

l'ordine ca-

mandia
il

[Fedi), abbracciando co'suoi


Indi
i

valleresco di

Olao (Fedi),

dichia-

cristianesimo.

normanni
Napoli

s'impadronirono de' regni di

r ci aver fatto in memoria di s. Olao I, nato nel 9^3, morto nel

e di Sicilia, e diverse volte i re di Norvegia tentarono d' impossessarsi dell'Inghilterra. In Norvegia il pri-

1009,

p6''ct*^

introdusse

il

cristia-

nesimo e liber la Norvegia dalla dominazione straniera. Vi dunque


discrepanza
di

mo

che

^i

predic

la fede fu

s.

An^

date

di

numero

NOR
Canuto IT il Grande re Nordi Danimarca fece vicer di vegia il proprio figlio Svenone II.
cronologico.

NOR

115

gno VI, nel 11 85 Suerrero o Suero che pervenne alla corona nella discordia e guerra civile che da pi.
anni
alla
figlio

Magno
e

figlio

del santo re, ch'era

lacerava
secoli

la

Norvegia,
lo

e per
scettro

in Russia, fu richiamato nel

io35,
'"^o*

ben due
di

assicur

messo
il

sul

trono. Nel

io47

sua dinastia. Alcuni lo dissero

suo regno Araldo III, gio vane e feroce guerriero, che agogn
raincib

Sigur Araldo, e perci del-

la

famiglia reale, e ordinato contro

sempre conquisti ; nemico de'cristiani, non risparmi chiese, reliquie e benefizi. Irritato dalle ammonizioni
di

Adalberto
di

vescovo

di

Brema,
e vicario
i

arcivescovo
della
legati,
II

Amburgo
il

sua voglia sacerdote. Potente nella spada e nella parola, per la morte di Magno Vi avvenuta alla battaglia di Forteita , ne occup il soarciglio. Venuto a rottura cogli
vescovi di Nidrosia
essi

santa

Sede,
cui

ne cacci via
al

di

Lunden

per

Papa Alessandro
re acci gli

scrisse

un breve

prestasse obbedienza ed
la

omaggio, per
ecclesiasti-

Papa Celestino III, che invi in Norvegia un cardinal Questo trovando riprovelegato.
ricorsero
al

giurisdizione

suprema

ca che avea sulla Norvegia. Nel


ascese
al
le

1066
sot-

trono

Magno
le

II

che

vole la condotta del re, ricus coronarlo e venne licenziato, mandando Suero due ambasciatori a Roma^

tomise

Ebridi e

Orcadi, iso-

ma
poi

fu
il

scomunicato.

Da

allora in

perdute pscia dalla Norvegia nel secolo XIII. Nel 1069 divenne re Olao III, sotto del quale il Pontefice Urbano li sottrasse Land [Vedi) e la Dale dell'oceano Atlantico,

re confer vescovati a piacer


dispose
de* beni
eccle-

suo, cambi certe parrocchie in cappelle reali,


siastici

li

dispens a
vescovi

piacimento.
cui

Ad
no

onta delle censure da


si

era

nimarca dalla giurisdizione


stica

ecclesia-

allacciato, alcuni
alla

portaroi

d'Amburgo,
della

e la fece metro-

sua

corte, celebrarono
e
lo

poli

Svezia

Norvegia, non

divini misteri

coronarono in
a a
i

che primate della Scandinavia. Indi furono re. Magno III del 1098,

Berghen, antica capitale del regno,


nel

II 94' ^^^^

si

mise

falsifica-

Olao

iio3, Eysten I del II 16, Sigur del 1122, Magno IV ii3o. Araldo IV del 11 35; del quindi insorsero tre re, Ingo I dal li 36 al 1161, Sigur II dal 11 36 dal 114*2 al al II 55, Eysten II 1 1 57, oltre Magno V del i \^i. Verdel
so questo
III spedi

IV

re le bolle pontificie,
le

incendiar
sacerdoti,
,

chiese, a perseguitare

onde ogni istituzione ecclesiastica aiid perduta in Norvegia, e la disciplina della Chiesa videsi
e
distrutta

senza

vigore.

Il

vescovo Nicol

fratello

tempo
il

il

Papa Eugenio

tro

cardinal Nicol Brack-

del re Ingo I suscit conSuero un giovane danese, che spacci per figlio di Magno VI e che

speare inglese, legato apostolico nel nord e in Norvegia per confermar


nella

riport alcune
eletto
lui

vittorie.
III,
il

Nel
re
il

1
1

9S
a
co-

Innocenzo
le

mand
Papa

fede

norvegi

ed
,

elevare
allora

un'ambasceria,

ma

ad

arcivescovato

Nidrosia
re

noscendo

sue infami azioni, impose


il

capitale del regno.

all'arcivescovo espulso di esortare


il

Nel ii6r
nel

fior

Aquino

III,

popolo norvegio

1162 Sigur

III,

nel 11

63 Ma-

pi obbedire all'usurpatore e a minacciarlo


a non

ii<5

NOR
come pure
il

NOR
a minacciar
recavasi in
re di Danital proposi/ione, e venuto ci in cognizione d'Innocenzo III nulla volle intrapren-

d'interdetto,
di

d'Ingo

II

rigettarono

scomunica
a

vescovo di Berglien
se

suo suffraganeo,

non
Il

Roma

giustificarsi.

dere prima delle positive


zioni dell'arcivescovo di

informaNidrosia.

marca e quello

di

Svezia cognato di

Suero, furono invitati a difendere la Chiesa ed i suoi pastori , e abbattere

Ad
Aquino

Ingo

nel

12 [7 successe

l'empio
III

Innocenzo

principe, prendendo anco provvidenze sul-

le cose ecclesiastiche di

Danimarca
figlio

e d'Islanda. Nel 1202 mori Suero,


cessore

raccomandando Aquino
di

al

suo

e suc-

o Accone o Hakon VI, sotto del quale pi volte fu spedito legato in Norvegia il cardinal Guglielmo, che ridusse all' obbedienza d'Innocenzo IV e della santa Sede, e solennemente coron il re, avendogli
il

IV o

Accone o
vescovi
esi-

Papa

tolto

con un breve

il

Hakon

pacificarsi coi

difetto di
ni

nascita illegittima: alcu-

liati, ci ch'esegu, ed Enrico arcivescovo di Nidrosia lev la scomu-

chiamarono Aquino
di Gioacchino.

anche col

Se ne offese Innocenzo HI, perscomunica era stala pronunziata dal Papa, rimprover il prelato, obbligandolo ad assolvere dalle censure, sotto condizione che alcuni sarebbero andati in Roma a domandar perdono in nome di tutti. La guerra civile per la morte di Suero si riaccese, nel 1 204 occup per un anno il trono Gottorm , ed i
nica.

ch

la

Nel 1261 a lu si diede volontariamente l'Islanda, che reggevasi in repubblica, grande


isola

nome

quasi

interamente

compresa

nell'Atlantico settentrionale, che al-

cuni geografi

considerarono appartenere a\V America (redi): un tem-

po vi fiorirono le scienze, e nel 1397 venne riunita alla Danimarca.

Successivamente

regnarono nel

suoi

stessi

aderenti nel
II,

i2o5

fecero
un'al-

re

il

nipote Ingo

mentre

tra fazione affezionata all'antica di-

nastia elesse

il

giovane Filippo, dire cattolici


I,

scendente dagli antichi

Magno IV ed Ingo
meritava anco per
personali.
piglio

corona

che

1263 Magno VII, nel 1280 Erico, nel 1299 Aquino VI, nel i3i9 Magno Vili che abdic nel i35o e mor nel i374. Aquino VH o Hakon Vili sal al trono nel i35o e mor nel i38o; gli successe sino al 1 387 Olao V, ma l' ambiziosa
nel

le

sue qualit

Margherita vedova del precedente,


e figlia di

Le due

parti

dierono di
il

Valdemaro IV

re di

Da-

alle

armi e guastarono
ed
il

paese, finche l'arcivescovo di Nidrosia

nimarca, avendo ottenuto che dopo la sua morte il principe cui la sua
nascita

o Drontheim
si

vescovo di
ai

chiamava

al

trono
,

dovesse
1

Abo

frapposero, salvo l'approva*

abdicare in suo

favore

nel

388

zione della santa Sede,


titolo di

due

pre-

tendenti che conservarono entrambi


il

re

regnando ognuno

sopra una parte delia Norvegia. Si eonchiuse poi fra essi un abboccamento, ma Filippo tradito si volle
obbligare alla rinunzia, quando
piotest rimettersi al
egli

divenne regina di Danimarca, Norvegia e Svezia, ed una tal riunione della Norvegia alla Danimarca venne confermata nel 1397 dal tratnel quale ebbero tato di Colmar tre regni del termine le ostilit tra
,

nord.
segu
la
i

D'allora

in

poi

la

Norvegia

Papa

la

de-

cisione d loro ragioni. Gli aderenti

Danimarca. Alregina nel 14^2 successe Enrico


destini della

NOR
IX
re di

NOR
e
Svezia.

117
mire sulla

Danimarca

Al

chiese. Nel

i658 cominciarono gU
il

tempo
la

del grande scisma


1

incomin-

svedesi a rivolgere le loro

ciato nel

378

e terminato nel
il

14*7
legitti-

Norvegia segui contro

Norvegia per farne le truppe di Carlo

conquisto,

ma

mo Urbano VI
tipapa

e successori,

l'an-

Clemente VII e gli altri pseudo pontefici. Noteremo che fra gli stati che spontaneamente si fecero in epoche diverse tributari della
santa Sede,
centia
il

piegarono sempre sotto Fredericshall, ed il bravo Normann seppe nel 1660 liberar
quella piazza e resistere a tre
salti.

asef-

Ben
il

pili

serie aggressioni

fettu sulle contrade

norvegie

nel

Gretsero,
vi

De

muniflla

1716

principiimj

annovera

re di Svezia,

fulmine di guerra Carlo XII ma rinnovati si videro

Norvegia. Quantunque la indipendenza del regno pel trattalo di Colmar lesse riconosciuta, per la Norvegia venne governala come una
provincia,

i prodigi di valore de' norvegi, e Colbiornsen si ricopri di gloria, onde Carlo XII dolente rientr nella Scania pei rovesci sofferti. Tutta-

ma

governatori della Da-

volta vi ritorn nel


sci
la

17 18,

ma

la-

nimarca, onde conciliarsi in qualche

vita sotto le

mura
la

di Fre-

modo

raffezione degli abitanti, por-

dericshall,

ritornando

Norvegia

tarono sempre come titolo distintiTo quello di re di Norvegia, ed in


tutti
i

in pace e tranquillit.

Nel 1812, all'epoca della guerra


tra la Francia e la Russia, l'Inghil-

trattati

diplomatici fecero con-

siderare questo

reame

come

indi-

pendente dalla Danimarca. La Norvegia godette cosi per quattro secoli de' vantaggi commerciali che ad essa assicurava la moderata e
pacifica politica de' suoi sovrani. Ni-

volendo assicurarsi la neutrao l'alleanza della Svezia, e la Russia non essendo determinata a restituire la Finlandia, che avea tolta a quest'ultima potenza, fu convenuto fra queste tre corti che la Sveterra
lit

col nel i45i spedi Bartolomeo vescovo Coronense, in nunzio apostolico ne' regni di Svezia,

zia sarebbe indennizzata della

Fin-

landia colla Norvegia, ed in conse-

Danimar-

ca e Norvegia, invitandoli a soccorrere i principi cristiani che facevano guerra ai turchi dopo la presa di
Costantinopoli.

guenza di ci, dopo la ritirata di Napoleone e de' francesi dall'AIemagna,


il

principe reale di Svezia, poi

re Carlo
diresse
desi

XIV

Giovanni Bernardotte,
di

Non meritano

cre-

un corpo numeroso

sveil

denza quelli che scrissero aver Innocenzo Vili concesso ai norvegi


consacrare
il

contro l'Holslein, e forz

re

di

calice senza vino, nella

Danimarca Cristiano Federico VI firmare il i4 gennaio i8i4 il

supposizione che questo non potesse


conservarsi per l'estremo freddo. Re-

gnando Federico
gata
la

e Crislierno III

re di Norvegia e Danimarca, fu abrocattolica religione

e infeli-

cemente introdotta la prelesa riforma di Lutero, compiendo cos l'opera incominciata dal
slierno
II,

trattato di Riel, pel quale cede la Norvegia in cambio della Pomerania svedese e dell'isola di Rugen. ) norvegi indignati di questo cambio, che non volevano riconoscere^ proclamarono l'indipendenza del loro paese, ed elessero a loro sovrano

crudele Cri-

Cristiano Federico principe ereditario di

allo scopo principalmente,


i

Danimarca

allora governa-

come

altrove, di usurpare

beni delle

tore della Norvegia, ed armati, ri-

ii8
sacri diritti;

NOR
i

NOR
loro
tribuilo ai sassoni, con bel ponte d

solsero di sostenere colla forza

ma convenne cedere armi riunite della Svezia e dell' Inghillerra ed il giorno 20 ottobre 18 14 il nuovo re rimise la sua corona fra le mani della dieta, che decise che la Norvegia sarebbe governala dallo stesso re di Svezia, ma sempre come uno stato separato ed indipendente, li primo re di
alle
,

un solo
fetto del
il

arco,

il

pi grande e perla

regno. Meritano menzione


cattedrale

palazzo comunale,

bella e vasta,
facciata,

rimarchevole per la
la
il

sua nave e torre;

sala

delle assemblee della contea,


tro,

tea-

la

Svezia e Norvegia fu Carlo XIII, e nazione degli antichi normanni

segu le sorti svedesi. Nella Norvegia si trovano cattolici e special-

mente
vi

in Cristiania sua capitale.


di

La
fide

il grande ospedale e la sala di Andrea. L'episcopio edificato nel i3i8 soggiacque a molti cangiamenti. Rinchiude moltissime altre chiese ; primeggiando quella di s. fiamminPietro di Mancroft, ed ghi cattolici ve ne fondarono una cattolica. Numerosi sono i stabili-

s.

congregazione

propaganda
si

menti

di

beneficenza, d'istruzione

mand

de' missionari fino

dalla

e scientifici,

sua prima istituzione,


vi

tratt di

trodottevi dai

non che di stoffe fiamminghi nel


patria
di
di

inse-

fondarvi una missione e di spedir-

colo

XVI.

di

diversi

uo-

un vescovo.

rigori della pro-

mini
di

illustri,

come

scrizione della religione cattolica

da

Wiston,

Bergames,

Samuele Clark, di Vander,

questo regno l'impedirono. Nel voi. p. i3f degli Annali delle scien ze religiose^ seconda serie, si leggoII,

does, ec.

credendosi

Norwich antichissima da alcuni fondata dai


F'entu Icedistanza
altri

sassoni sulle rovine di

comprovanti la tendenza del governo allo stabilimento della tolleranza religiosa in Norvegia ed in Svezia. Per la storia di Norvegia si possono leggere Giona, Ramo,
notizie

no

norunij e da

a poca
degli

da
soni

essa.

Al tempo
la

anglosasdel

era

capitale
il

degl'inglesi o-

rientali.
ivi

Un tempo
Incendiata
,

mare

Nord

essendo, pi alto, vi approdavano


navi.

Sturico, Torfeo, Bleskenio,


ci,

Torloc-

le

da Svenone re
,

Arngrimo, Liscandro, Gebhard, Storia di JSorvegia. Munster, Storia della chiesa di Danimarca e di Norvegia. Si

de' danesi

indi restaurata

fu ob-

bligata per

fame

alla

resa

da Gu.

glielmo

il

Conquistatore.

La

ribel-

pu consultare: Deliciae
regnoruni

sive

amoenitates

Dani-

ntarcae, JVorveglae, Slesiae,

Halsa-

tiae , omniumque ad ea pertinenliwn regionunij Lugd. Bat. 17 16. NORWICH, Norvicuni, Nordo-

Kett sotto Edoardo VI cagion la rovina della citt, che pot riaversi nel regno d'Elisabetta, avendo in altre epoche
lione suscitatavi

da

sofferto per peste, carestia e incendi.

vcum. Citt vescovile d' Inghilterra, capoluogo della contea di Norfolk, residenza d'un vescovo ora anglicano
suffraganeo di Cantorbery, a

Guglielmo Erberto Losinga d'OxFeca mp in Normandia, chiamato in Inghilterra da Guglielmo II, avendo in
ford, priore dell'abbazia di

35

le-

pensiero di fondare

un vescovato a
Papa e

ghe da Londra,
vigabile e sopra
cinta
difesa

sul

Wensom
collina.

nagi

Norwich, col consenso del

una

Fu

del re fabbric a sue spese la cat-

da muraglia con 4o torri, da un castello fortificato, at-

tedrale in onore della ss. Trinit ^ ed egU medesimo nel 1087 ne (u

KOS
il

NOS
passarono a Nancy sotto
la

119
prote-

primo vescovo, suffiaganeo di Cantorbery: egli edific pure un rnona-

zione del cardinal Carlo di Lorena,

slero per gli uomini, cinque chiese,

mor nel
nel

li 19. Gli successe


di

Eagli

che quale legato apostolico le connel 161 ferm nel i6o3. Paolo

verardo arcidiacono

Salisburgo,

eresse in monasteri

le

loro case, e
la

morto
altri

ii5o

circa.

Quanto

nel
s.

161 6

le

pose sotto

regola di
b.

vescovi sino a Giovanni Stop-

Agostino.
le

Avendo

il

Pietro
nel

ton

nominato dalla regina Maria nel 1 554 vedasi il t. I eWJnglia


,

compilate

costituzioni con appro-

vazione del vescovo

di

Toul

sacra. Egli fu l'ultimo pastore cattolico a cagione dello scisma.

1617, nella festa della Presentazione, Alice con dodici religiose vestirono l'abito e poi professarono. Il
loro principale oggetto l'istruzio-

Concila di Norwich.
Il

primo

fu

adunalo

nel

169

ne gratuita delle fanciulle, nella piet, ne' buoni costumi, nel leggere,
scrivere e nei lavori propri del sesso.
Il

per separarsi di comunione dal vescovo di Londra, che atlribuivasi i


diritti

fondatore nel i636, prima di


la

della chiesa
t.

di
p.

Cantorbery.

morire, ebbe

consolazione di ve-

Mansi, Sappi,
Il

II,

575.

secondo nel i255 relativamendelle chiese vacanti.


t.

te alle rendite

Angl
Il

I.

der fiorire 82 case, che ne* primi del secolo passato giunsero a pi di cento. La congregazione delle religiose di Ntre Dame fondata nel

terzo nel

1272

sulla disciplina.

1610

in

Bordeaux

dalla ven.

ma-

Ivi.

NOSTRA SIGNORA
Dame
quale
glinoli
,

o
,

Nuestra Senora
i

Ntre Nostra
col
gli

vedova del marchese di Montfrrand , a consiglio del pio cardinal de Sourdis, fiorisce

dama

di LestOnnac,

Donna, Domina Nostra. Nome


gl'italiani,

al

modo

detto ne* voi.


p.
I

XVII,

p.

38,

francesi,

spa-

XXX,

IO e

1 1 1

del Diziona-

ed altre nazioni chiamano per eccellenza la Beata Vergine Maria madre di Dio , sotto al quale
titolo

rio.

Gregorio

XVI
il

nel

184^ don
s.

a queste
sia

monache

corpo di

Urtro-

vergine e martire, nel

1826

e invocazione

sono

dedicate

chiese e congregazioni religiose.

V.

vato nelle catacombe di s. Calisto di Roma. Per la congregazione di


religiose
di

Dama, Donna, Madonna. Tra


Il

le

con-

Nostra Signora della

gregazioni, qui ne ricorderemo tre.


b.

Carit, V. Carit della Madonna.

Pietro
nel

Fourrier
voi.

cammo

VII,

p.

come indi279 del


nel-

NOSTRO SIGNORE,
Noster.
cellenza

Dominus
per ecre dei

Nome
si

e titolo che

Dizionario^ canonico regolare,

d a Ges Cristo

Tanno 1597 con Alice le Clerc di Miremont, istitu la congregazione

re e signore de* signori. Nelle lettere,

Nostra Signora, in Poussey parrocchia di Mathaincourt nella Lorena, con regola approvata dal
di

ne' memoriali diretti al Papa o parlandosi di lui, da tutto il moncattolico, dai

do

sovrani,

e princi-

palmente
titolo di

dai

sudditi
,

de' suoi dosi

vescovo di Toul. Nel


tessa in
le

iSgS

la con-

minii temporali
dr' Papi
III,

gli

d questo
t,

d^Aspremont compr una casa Mathaincourt, e quivi nel 160


i

Nostro Signore. V. Nome


,

ed

il

Parisi,

Istruzioni

religiose

furono

trasferite, poscia

p.

61, Diversi sudditi chiama-

170
f^.

NOT
il

NOT
loro sovrano
notari, che
i

no Nstro Signore

greci

chiamarono
veloci
,

ta-^

Signore e Dominus. 11 Sarnelli, Leu. eccl. t. V, le. 4? Perch le peVsone costituite dicono Noi e parlano in plurale. Nostro, prooorae possessivo, che vale di noi. Talora, e specialmente quando parlano o scrivono gran pei'sonaggi, si usa Noi^
-

ch^rafi

scrittori

dicendoi

Tdchigrafia la professione di scrivere con molta celerit. Da que-Jle


etimologie
si
i

allontana

il

Baronio,

volendo che

notai ancora detti fos-

sero dal notficare che facevano al-

cuna
la

cosa. Si

chiam note

tironia-

per

lo stesso

che

io,

costumato

pul-

ne quella scrittura notarile, con cui

ciai latini. Il Parisi nel t. II, p. 187, e t. IH, p. 4) 63 6 ii4) spiega il Noi^ il nostro^ per io, mioy e con chi

penna nello scrivere corre con maggior rapidit, che non la lingua
il

nel pronunziare

discorso.

parlando di se solo. Osserva il Sarnelli che quel Noi e quel parlare in plurale denoti che il principe o superiore ordini e comandi,
s

usi

furono dette Tironiane


liberto

da

Forse Tirone
ii^

di

Cicerone
il

peritissimo

quest'arte, ed

Carpentier pubbli-

c Alphabetuni

Tyronianwn.
di

Altri

non senza per aver prima


tata la cosa co' suoi consiglieri.

consul-

attribuirono l'invenzione

queste

Quani

note ad Aquila, liberto di Mecenate.

che usano il iVb/, tanaggiunge^ forse poter denotare ti autori che studiano, seguitano e
to agli scrittori

Consistono

le

dette note

in

si-

gle,

in cifre, in lettere legate o con-

giunte, o composte, o inclinate, o


rovesciate,

adducono in testimonio, ovvero il loro opinamento risultato de* loro


particolari studi e cognizioni.

poste

al
vi

contrario,
si

tronche, o dimezzate:

a adoperano
abbre-

pure monogrammi
tere corsivo, altre

altre

NOTARO
ve
e nota
le
hlici.

NOTAIO,
cose e
gli

Scriba,

viature, alcune note sono in caratin

Tahelloy Notarius. Quegli che scriatti

maiuscolo. Ri-

pube
il

monta questa
antichit
,

scrittura alla pi alta


stata

Ne' secoli
della

antichi

officio
,

essendo

adoperata

dignit

Chiesa

romana

dagli ebrei, dai greci e dai


ni
;

roma-

collegio de' quali era

la
ta,

noiariorum.
ordinari
e

chiamato SchoErano di due sori

vanto di averla perfezionata. Facevasi uso di


ai

greci

per

si

il

regionari,

quali

erano promossi a questi gradi in riguardo de* loro meriti e servigi prestati alla Chiesa romana, dei cui patrimoni avevano cura cosi il Macri, Notizia de' vocab. eccl. Anticamente chiama vansi note quelle abbreviature quei nessi d* una con 1* altra lettera e que' segni o
:

queste note per iscrivere i discorsi che recitavansi in pubblico, e le arringhe pronunziate nel foro ; servivano anche pei testamenti e per
le

interlocuzioni ne' giudizi e negli


giudiziali,
il

atti

quale

ufficio

ai

no-

tari

spettava.

Era

poi loro incuni-

cifre determinali

a significare alcule

ne parole. Poich servivano

note

per iscrivere con grandissima celerit quanto alcuno dettava, o ancora velocemente recitava. Dall'uso di queste note venne a coloro che
le

henza il ridurre le medesime note o minute, a scrittura comune. Dall'uso civile passarono queste note, all'ecclesiastico, e s. Cipriano al principio del IH secolo ne aggiunse alcune, che in particojar modo appartenere potevano ai cristiani.
conjosciuto per maestro
nel

Msavano p^llo scrivere

il

nome

d,i

colo

s.

Cassiano martire, e

Ne fu IV setale arU

NOT
esercitarono pure
les

NOT
principe
,

lai
salute e
fidu-

s.

Geneso d' ArEpifanio vescovo di Pavia,


s.

come

la

cia de' sudditi,

coi
gli

pi

alti

encodi

e tutti quegli altri

santi

perso-

mi
teti

raccolse tutti

onorevoli epir
,

naggi riportati dal Piazza neh' Euscvologio romano, tratt. XI, cap.
I,

cui furono chiamati


delle degli
della

come
e

custodi
azioni

pubbliche

private
e de-

del collegio ovvero universit de'nolari.

uomini, ministri

Gli

atti

de'concilii

ed

ser-

positari
nitori

fede pubblica, mante-

luoni de' vescovi furono spesso rnccolti

delle
del

fjicolt altrui, s del ric-

con note tironiane, non


si

semcolpi

co

come

povero e del pupillo,


irrefragabili

pre per colle medesime


nel
state

sentinelle vigilanti dei pubblici alfari

segno, e

nel secolo

essendo
se

e testimoni

del tempo.

ne trova vestigio nel secolo seguenCi studiarono Tritemio , Grute tero, Mabillon, Carpentier ed altri. Dalla suddetta arte compendiosa di
.

abbandonate,

appena

Egli dice che furono appellali


tari,

no-

perch notano ne' registri fedelmente pubblici affari ; tabellioi

ni o (ahellionari, perch anticamen-

scrivere deiivo la stenografia o scri-

vere in ristretto

nel

tempo che

uno
nali

parla, con caratteri convenzio-

o con segni abbreviatori, chiabrachigrafia, crittogra-

mata ancora

costumava scrivere in tavole scrinari ed archwiari perch conservavano le scritture ecclesiastiche con gelosia, negli scrigni o archivi, facendo pubblici istrolibrari, perch loro offizio menti
te di
si

legno;

fia e tachigrafia. Si pratica oggi in Inghilterra, in Francia, in Italia e


in
altri

di

bilanciare e scandagliare
interessi
;

negozi

ed

luoghi.

Probabilmente
in

si

mani
to di

che passano per le iorp di scribi, e forse questo fu il


l'esercizio

crede nata la stenografa


nel secolo
fa

Italia
filoso-

pi antico, per
scrivere
;

continuaper-

XV, quando

nella

di

cancellieri,

e teologia scolastiche se ne scri-

vevano le lezioni con una quantit grandissima di abbreviature, costu-

me
uia.

che poi s'introdusse

in

Germa-

ch i luoghi di loro residenza, per maggior sicurezza e custodia degli alti e scritture, erano circondati da cancelli ; di attuari ^ perch registra-

La

stenografia pei dibattimenti

no

tutti

gli

camere e tribunali di Parigi e Londra si perfezion, dovendosi


delle

segretari,

atti delle cause; e di perch custodiscono secre-

pubblicare

discorsi
,

degli oratori,
ne' pubblici

cate.

tamente le disposizioni non pubbliParlando il medesimo Piazza


delle funzioni e
notari, dice che
facolt proprie dei

appena

pronunziati

giornali. Adottato questo

metodo

in

ad

essi

apparten-

pi luoghi d'Italia , l'arte fu ridotta a regolare insegnamento, anche da vari professori italiani, le opere de'quali sono notate dal eh. Ptambelli,
lett.

gono

le

stipulazioni de' contralti di

vendite e coaiprite, di
rinunzie, di
patti,

donazioni e
legati,

ratifiche, appel-

lazioni, denunzie, testamenti,


codicilli,

XXX,

Stenografia,

uelle

fidecomissi, doti, sposalizi,


citazioni, intimazioni, cau-

sue Lettere intorno all'invenzione e


scoperte italiane.
licitato Piazza, parlando dell'ori-

processi,
zioni

ed ogni altro
e
privati

istromenlo
interessi
,

dei

pubblici

dove

gine de'notari e del loro grave ministero, in

v'intervenga l'autorit del


e
il

principe

cui appoggiata la maed.^

vigor delle leggi. Molte sono le


si

st delle leggi, della giustizia e

ceriiupuie e solennit che

ricei;.-

lat

NOT
nella
slipulazior^e

NOT
degli
del
il

cnno
di

alli

Tano e dichiaravano
calamaio e colla
antichi
scrinari

notati col

legali, cio

l'invocazione
il

nome
giorno,
e an-

penna,
pontificii

come

gli

Dio, l'anno,
il

mese,
del

l'indizione,

nome

Papa

suo pontificato, o dell' im|eralore, re, principe o repubblica;

no

del

il
i

luogo dove
e

si

roga l'istromento;
presenti;
del
il

nivano dal Papa investiti nani et calamariunt. E opinione di molti che volta che in Roma siasi
di

che veper peri'


la

prima
uso

fatto

te>timoni necessari e
il

notari, fu a

tempo
origine

di Cicerone,
il

nome

segno o
tutte

sigillo

noe

e pare che in

notariato

tare, della patria e di chi figlio;


particolarit
indispensabili

non

n consta che dai notari fossero sottoscritti od aufosse urtzio legale,

importanti per
ture, che a

la validit delle scrit-

tenticati

g*

stromenti

coloro che
in
iscritto
gli

un tempo fanno

spic-

anticamente mettevano
i

care
flzio

la

dignit ed eccellenza dell'of-

testamenti,

contratti e

altri

e ministero di notaro, in ogni


di privi-

atti

pubblici chiamavansi conimelitabelliones, ta^

epoca distinto e decorato


legio prerogative; laonde,
le leggi richiedono
requisiti

tarienses, scrmarif,
hiilarii,

come

re-

scribae.
i

Di quali
dell'

doli

do-

sponsabili della fede pubblica, tutte

vessero
vasi

notari essere forniti, rile-

da loro
per
l'

speciali

da una novella

imperatoe

idoneit

esercizio

re Leone, nella quale

esige in essi

del notariato, essendo con

esso in-

una probit sperimentata,


re e di ragionare,
lo studio delle
il

ben fonnel-

compatibili vari pubblici

ministeri,
i

data istruzione neh' arte di scrive-

severe essendo le pene contro


sificatori

fal-

come anche
Si

degli atti, e contro

quelli

leggi.

conferiva

che indebitamente percepiscono esuberanti emolumenti. Contro quelli che abusarono in s nobile ed importante ministero, in tutti i tempi
procederono
i

notariato con formola riferita da

Cassiodoro,
vi

Variar,

ep.

lib.

6.

sovrani de* secoli di mezzo con nuotitoli

accrebbero
gli

privilegi,

gli

le

veglianti leggi, e tra

onori e
i

emolumenti
i

de* notari:
i

Papi, in

modo

particolare,

GreIII,

referendari,

cancellieri,
i

tribuni
i

gorio X, Giovanni

XXI,

Nicol

o conti
i

de' notari,
altri

protonotari,
simili

Paolo II, Paolo V, Innocenzo XII, Benedetto XIV, I Papi e gl'imperatori abilitarono ad esercitare il
notariato in Inghilterra, Francia ed
altrove,

primiceri ed
spesso

uftiziali

nominati
tari

ne*

documenti

di

que* tempi, altro


di

non sono che nodi-

un grado maggiore, pi
il

ma

furono
Inoltre

aboliti

successi-

stinto e privilegiato degli altri del

vamente da loro
tivi sovrani.

slessi
i

e dai rispet-

loro ceto. Portarono spesso


lo di

tito-

Pontefici, gli

imperatori ed altri principi concessero privilegi di creare notari, che per


gli

sacro

anche i giudici del palazzo ed i messi reali e


notaro
e
della

imperiali, indizio chiaro del singoiar

abusi che

lasciarono di

ne provennero, trapi dispensarli ne go:

concetto

estimazione
il

grande,
riato,

cui

era

asceso

nota-

derono
gali,
i

tra gli altri

cardinali

lei

vescovi assistenti al soglio,


i

che nei successivi secoli perde molto degli antichi suoi pregi.

conti palatini,
lieri

feudatari,

cavadello

Come
stico
tari,

il

foro laico, cosi l'ecclesiai

di

alcuni ordini,

come

fiperon d'oro

ed

altri,

e s'investi'

suoi noancora ebbe ed ha anticamente cavali dal corpo

NOT
del
clero.

NOT
come
scritti

123

Papa

del

Avendo s. Clemente I gS diviso Roma in sette


notari,

nelle pubbliche tavole,


essi

e siccome

tornavano a gloria
bruciare

regioni ecclesiastiche, le assegn ad

de' cristiani,

molti ne fece

perch ciascuno nella sua tenesse conto degli alti de* Marlin (Fedi); quindi essi furono detti notari regionari , e ciascuno pu ben comprendere di qual fedelt e diligenza dovessero essere dotali, onde tramandare ai
altrettanti

Diocleziano. Devesi anco sapere, che


quelli

che notavano le cose dei martiri extra cancelloSy erano chiapoi che
le

mati notari
los,

semplicemente; quelli notavano inter canccl-

ab aneto uclo coram judicihus^ erano chiamati exceplores^ ovvero


notari pubblici.

posteri documenti
preziosi,

interessanti

e
i

ond' ebbero
la

principio

Cessate
tolta

le

persecuzioni e perci
regionari
i

Martirologi (P^edi).
pertanto cos gelosa
i

Riconoscendosi

a' notai

V occasione
atti

materia che
s.

di

registrare
s.

venerandi
I

dei

notari

aveano

trattare,

Fa-

martiri,

Giulio

Pontefice

del

posare

biano Papa del 2 38, non volle ritotalmente su di essi, bench sceglievansi uomini d* indubitata
reputazione;

336, eman un
dette loro nuove

costituto,

con cui

din
se
le

integrit e
sicurarsi

ma

per as-

Oradunque che niun chierico trattasse di qualunque sorte di cauincurabenze.

che

tutte le particolarit

innanzi a'magislrati secolari,


agitasse solo nel

ma
de-

eh' essi notavano, quelle fossero che

tribunale della
risoluzione di

erano degne
si

di

eseguisse colla

memoria, e che ci dovuta esattezza,


assegnane inviessi

Chiesa, che le notizie o sieno


creti

emanati
fatte

nella

destin sette suddiaconi,

cos

cause da

rimanere auessi soli

do a ciascuno
acciocch

di

una regione,

tentici
si

a' posteri,

da

notai
il

soprintendessero

dovessero raccoglierej che


ecclesiastici

ro-

gilassero sui sette notari, che forse

gito degli

monumenti
notai,
^

notavano troppo compendiosamente. Questi notari erano indubitatamente chierici, ma di un grali

dal

primo
e che

degli

stessi

cio

dal
se,

Pritnicero

(Fedi)

si

celebras.

do
ni,

inferiore a quello de' suddiaco-

per probabilmente
il

il

notariato
chieri-

form
cato.

primo
s.

grado

del
I

Papa
i

Damaso

del 36^^

i chierici o fossero cauo istromenti, o donazioni, o permute, o consegne, o testamenti, o allegazioni, o manumessioni, ed in somma qualunque atto, dovesse

zioni,

essendo ancor fanciullo, fu annoverato Ira


sa
t.

farlo stipulare

dai

ministri

della

notai e lettori della chieIl

Chiesa col mezzo dello scrinio sanio,

romana.
YII,
lett.

Sarnelli,

Lett.

eccl.

cio di

que' che aveano la cuarchivio della ro-

proconsolari de' santi martiri, avverte che essi erano scritti da notai gentili avanti il giudice eh' esaminava i santi martiri e li condannava; e perch nelle provincie questo giudizio
53, degli
alti

stodia del sacro

mana

chiesa.

Fedi Archivi della

sa ROMANA. Questi

SANTA Sede, e Archivisti della chiescrigni o archiivi della sede apostolica erano il

fonie della

spettava ai
si
il

proconsoli,

gli

alti

che

stendevano dai loro notai avanti atti proconsolari. Questi atti erano verissimi,
proconsole dicevansi

ragione canonica, dal quale in tutte le occasioni che si davano, trae vasi ci che bisognava
disciplina.

pel retto uso della fede e dell' ec'


clesiastica

Alla

custodia

li
di
tali

NOT
scrigni

NOT
destinati
i

furono

se per l'eccellenza

del

loro grado

ed altri ministri che scrinari semplicemente si disutlizio sebbene disero, il quale >tinto da quello de* notai, tuttavia ni medesimi notai non poteva disconvenire, perch spettava pure agli
notai regionari,
scrinari

e per dislinguerli poi ne* tempi posteriori

dal restante del


s'

comune

dei

notari,

incominciarono a denomi-

nare Proloiiotari apostolici (f^edi) quei eh' erano di cos antico e iU

leggere
gli

pubblicare

al

XV

popolo
coucilii

atti

e le

definizioni dei
si

che in
delle

Roma

celebravade' no-

collegio, che sino al secolo sedevano sopra i vescovi, ci che loro tolse Pio II. Dell' intervento de* notari regionari alle pon-r

lustre

no.
lai

Una

incumbenze

tificie

funzioni, trattiamo ove descri^

e degli scnnari era lo stendere


l'

viamo

queste,

come
il

a PriinicevQ

e lo scrivere

epistole decretali dei


il

della santa
de* notari

Sede

apostolica,

primo

suggerimento che questi loro davano, ontle richiedePapi, secondo


vasi
in
essi

regionari,
il

quali era

secondo dei Secomlicero [Vedi).


altre chiese,

dottrina e

facilit

di

Anche
l'oriente,
i

le

tanto

del-

crivere

egregiamente
trovansi
di
i

in

latino

Spesso
scrittori

notai

regionari

decretali

di altro g-

nere di monumenti, intitolati anche


scrinari della santa

romana
il

chiesa,

quanto dell'occidente, ebbero loro notai, ed anche in nu mero di sette gli ebbero diverse citt. Gli atti de'concilii erano per lo pi stesi da loro, ed essi pure in
note ridncevano
vi,

fcilmente
secolo

quando

notaio era in-

le

omelie de'vesco-

sieme addetto

al sacro scrigno.

Nel

ai

quali spesso servivano


;

come

XI

questi notai incomincia*

segretari

s.

Gregorio
le

allorch

rono a
lion

denominarsi

qualche volta
sacro

era impedito recitarle,

faceva legi

regionari,

ma

notai del

gere
scovi

da
e
le

un
gli

notaio.

Quando

ve-

palazzo. Gli scrinari per parecchi secoli

uotai, poich
di) loro

furono soggetti al collegio dei il Protoscrinarlo (Ve-

aver
li,

abbati cominciarono ad loro curie civili e criminai

vi

deputarono
per
gli

propri notai,

ma

capo comparisce nell'SSa,


pel
si

laici,
ti,

affari

ad

essi

spettan-

quando
sorinari,

numero
form
di

cresciuto degli

essendo agli ecclesiastici vietato


tale
uffizio

loro

un

col-

l'esercitare
civili

negli

affari
I

iegio a parte. Dipoi fu istituita la

e
il

secolareschi.

Giustiniano
vi

Cancelleria
ripete
flcina
JVe'
i

apostolica [Vedi)y che


dalla primiera of-

proib
in

notariato agli

ecclesiastici

l'

origine

genere,

Carlo

Magno
i

come

palatina de' notai


antichi

regionari,
si

prese

specialmente

preti,
ai

ed la-

monumenti

trovano

nocenzo

HI

l'estese

diaconi

notai

regionari

adoperati ne* ser-

suddiaconi.

Conluttoci
leggi

anche

do-

vigi

pi importanti della chiesa roe occupati in que'gravissimi


i

p queste
ti

mana,
alfari
lati

si

hanno

che oggi disimpegnano preromana, con legazioni e con titolo di maestri, come
della curia

coni,

non pochi strumenr da preti, da diae persino da monaci e da


rogati

canonici regolari,

come

dal

canos.

nico archivista e\V Ospedale di


Spirito,

un documento d' Innocenzo III non dunque meraviglia, osserva il Galletti, Del prunicero ed altri uffiziali maggiori p. 7,
si

legge in
;

fino ai nostri giorni;


assai

pare

quindi
gli atti

probabile

vieto abbia

avuto

di

che tal dimira soltanto


cosli

speltauli ai laici, e

la

NOT
trasgressione della

NOT
dalla

125

legge ridotta sa-

dei notari detti maestri che per 18

rehbesi

a pi

pochi,

quale
gli

anni
liere,

esercitano
f^.

l'ufBzio di cancel-

trasgressione
autorizzati

vanno
altri
il

eccettuati

Uditori di rota.
colla costituzione

da
i

principi e

dai

Sisto

Utlitium

Papi. Veggasi

Zaccaria,

dissert.
Il

diuturnitati, de'29

dicembre i586j

IX, sopra
Martinetti

notai

ecclesiastici.

nel
e

Codice
seg.
,

de* doveri

pag.

386
con

eruditamente
bibliografiche

riform il gran numero de'notari di Campidoglio, essendovene inabili e negligenti che perdevano le scritture,

anche

notizie

li

ridusse

a trenta, asseal

tratta dell'origine

de'notari

e loro

gnandone
laterale,

quindici

primo
al

col-

condizione
peratori
tari e
ti

antica,
I

pubblici, crimi-

altrettanti
gli
uffizi

secondo:
per

nali, apostolici.

notari degli

im-

ne

dichiar

vacabili

romani
si

erano

loro segrestatu-

scudi
stesso.

insieme senatori. Negli

5oo r uno, La seconda


di

conferendoli egli
collazione l'asse*

di

Roma

ordinava che nella

gn

al

datario, e le altre ai con-

le

morte di qualsivoglia notaio, il quanon lasciasse eredi della sua professione,

servatori
porioni.

Roma

e priore de'cai

Innocenzo Xll soppresse

fossero

portate

le

di

lui

notariati vacabili capitolini.


te

Clemenarchivi

scritture

nella sacrestia della chieil

XI nomin un
per

cardinal visitatolutti
gli

sa di Araceli presso

Campidoglio,

re

esaminare
e

dentro il termine di otto giorni, da computarsi a die scientiae. Abbiamo il libro intitolato: Raccolta
esattissima
citt

de'tribunali
lai

che parad Archivi. Benedetto XIII con


notari,
di

di

tutti

notari della

moto-proprio de' 23 ottobre 1728^ un l'uffizio de'maestri di giustizia


al collegio

di

Roma

dal

tSo'j

tutto

de'notari della curia ca-

Vanno 1785,
lio

ossia dell'erezione del

pitolina,
sita

collegio de' scrittori istituito

Ily

Boma
Papa
lo

1785.

Il

da Giunome di
via

te
gli

dopo aver terminato la viapostolica decretata da ClemenXI. Dipoi Clemente XIII abol
uffizi

questo
stralis
ri

prese l'antica

notarili
il

vacabili della
;

ro-

rectaj poi Florida^ indi

via magi-

ta,

erigendo

loro collegio

a motivo che quivi i notaanticamente tenevano i loro offici , quando coli' opera di Bra-

dicembre 1761, soppresse


ti

diante la costituzione Licei, i notariavenali

mede' 28
e

vacabili

del

tribunale

mante
l'

la

raddrizz.

All' articolo

dell'uditore del Papa, e stabil nuovi

Curia romana parlai de'notari arciconfraternita di s. Maria

delsalu-

te degl'infeimi, e de'ss. Egidio, Ivo-

metodi per l'esercizio del loro Pio VII e Gregorio XVI emanarono utili provvidenze sui
uffizio.
,

ne e

Ginnesio

de' curiali e notari,

non che
zo

degli uflci de'notari del-

l'uditore della camera,

XII

trasportati

da Innocenda Banchi alla


Il

riportate nella ed archivi Raccolta delle leggi, in parte citate all'articolo Archivi, ove pur di-

notari

cemmo
sui
gli

della
il

giurisdizione

che ha
(P'e-

curia

Innocenziana.

Bovio,

La

notari

prelato presidente de-

piet
ri

trionfanle, discorre dei nota-

archivi Chierico di

camera

delia cancelleria apostolica, cio

di):

va

del

notaro

delle contraddette,

del

gnante
del
i."

per avvertito che il rePio IX, col moto proprio


ottobre 1847, affid alla cumagistratu-

lotaro

de' consensi, del


dei

notaro de
rota, e

consuetis,

notari della

ra e sorveglianza della

126
ra
di

NOT
Roma
atti

NOT
e
sia

l'archivio

deposito

tutta la copiosissima e rarissima collezione, e fattone per la sua preziosa

degli

notarili

o
il

uibano
alla

abolendo
tari

la corrisposta

che

ma-

gistratura pagava
detti
col

collegio de'no-

4mportanza e per mio particolare uso un voluminoso repertorio, cos'i nel


voi.

gi capitolini.

Lo

stesso
di-

XX, p. 26
dare del

e seg. del Dizionario^

Papa

moto- proprio del 29


sul consiglio

all'articolo

Diario di

Roma

(Vedi)^

cembre,

de'ministri,

potei

mio repertorio un
sull'origine
delle

dichiar dipendere da quello delgli archivi e notari dello l' interno


stato pontifcio.
tri

piccolo

estratto,

Notizie di

Roma

annuali, successi-

Dei notari degli


il

al-

vo

tribunali romani, se ne parla ai

tuale

incremento e variazioni, ed atcontenuto, con analoghe osDell'origine


poi
delle

loro articoli. Vedasi

Plettemberg,
dell'inqui-

servazioni.

Nolitia congr. Notaiius^ove discorre de'notari di camera,


sizione e di
altri.

gazzette o giornali, diari, fogli pubblici,

ne parliamo
DI

agli articoli

Dia-

Pio Vili e Gre-

rio
DI

gorio
a

XVI

dichiararono notari di

Roma, Notizie del giorno Roma, Erudizione.


Foglio o gazzetta, o giorche ufficiale,

titolo, del
lica,

Papa e della Sede apostoforma della costituzione, Cuni


y i

NOTIZIE DEL GIORNO DI

ROMA.
nale
e

innumeri del 1 8 1 8 di Pio VII, conclavisti de' due conclavi in cui furono esaltati al pontificnto. Nel 1824
si

periodico .quasi
in

sino al gennaio

1848

si

stampava
in

pubblicava
il

Roma

lingua
prinai

pubblic in
stato

Roma:

// notavo priii-

italiana,

gioved, e se questo fe-

cipianle siruitOy edizione rinnovata


sullo

stivo

nel d precedente.
di

Ebbe

attuale
ivi.

della

romana
Battista

cipio nel pontificato

Pio VII
detto

giurisprudenza y
Falconi nel
lo

Gio.

27

aprile
di

18 15,

al

modo

i832 stamp: Tratta-

Diario

teorico-pratico

ad

uso denotai.

NOTIZIE DI

ROMA

ANNUALI.

Roma, il quale cominci sotto Clemente XI. Ivi si parl ancora di diversi giornali romani
periodici, letterari ed artistici, e dell'

Libro o effemeridi o almanacco ufCracas detto volgarmente ficiale, dal cognome del suo primo compilatore Luca Antonio, che pel primo le pubblic in Roma coi tipi del fratello Gio. Francesco, onde la stamperia ove s^imprime ancora ne porta il cognome. Esse incominciarono nel 7 6 sotto Clemente XI, e nel 1725 Benedetto XIII ne conI
1

origine

delle gazzette

o giornali,

diari,

e di queste Notizie del gior-

no di Roma. Nel medesimo articolo si dice com'ebbero esse origine, le


loro variazioni, sistema e cosa ordina-

riamente
te

contenevano, precisamen-

nel

voi.

XX,

p.

2 5 e seg.
stati

del

Dizionario. Essendo
ti

pubblica-

ne!

cesse la privativa ai Cracas, libro delle Notizie, seu

si

del

giorno
delle

numero i3 delle 1822 dei cenni


gazzette^
a'

Notizie del
suH' origine

Ephemerides,
pri-

cio

a*

28

come

de' Diari di

Roma^ o Diari

quindi
vi

i4 aprile

l'avv.

marzo, Giuseppe

di avvisi in lingua italiana

vativa che prorogata da altri Pontefici,

Gaetano Martinetti eruditissimo inuna Lettera polemica sull'oride' fogli pubblicif al redattore stesse Notizie del giorno, conriflessio-

venne da Pio VII accordata


e suoi discendenNoti-

gine
delle

all'imolese Ajani
ti

maschi. Di queste annuali

tenente alcune importanti


ni

zie di

Roma avendone

letta nel

i834

nozioni

critiche, colle

quali

NOT
il

NOT
del

J27
il

lustr

e corresse molli punti

portentoso,

come

se

fulmine avea

pubblicato articolo sull'origine del*


le

gazzette.

Di

questa
del

lettera

si

legge breve estratto nel


delle
citate

numero 17
giornOy e
intero
fu

Notizie

alcuna cosa, e le risse che accadevano nelle osterie di Trastevere. I frammenti di tali diari o diurni il Grevio gl'inseri nelle note
tocco

nel

medesimo anno per

resa di pubblica ragione dal

tipo-

grafo

romano Giuseppe

Salviucci

con
II

opuscolo, e di questo qui dasunto.

che fece a Svetonio. Questi atti venendo pubblicati, li ripeterono Tito Livio, Giulio Ossequente, Corrado Licostene, ed altri storici raccoglitori di cose straordinarie e pro-

remo un compendioso

sempre pieno d politici e novellieri, onde l'origine primitiva di comunicare e sistemare queste novelle, devesi ad ima necessit conseguita dal contatto sociale. In Platone si ha memoria che le pubbliche notizie giravano in tavolette di cipresso, on stato

mondo

digiose.

Quanto

alla

materia e fori

ma

con cui erano

scritti

diari,

il

Martinetti, fatta distinzione delle tavolette scrittorie di legno, di bronzo,


la

di cera e di gesso, determina redazione de'diari nelle cosi nomate tavolette gipsec dealbate, as-

de rimanessero alla posterit. Afferma Demostene che in Atene e


in

segnando r officio di adattarle, secondo i diversi sesti atti alla circolazione, ai cosi detti Dealbatores^
i

altre

citt
si

greche v'erano giorragguagliava


citt,
il

di

cui
leggi

privilgi

si

rammentano
le

nali in cui

pubvi-

nelle iacio

romane, senza che Cupotuto rinvenirne


;

blico

delle

forze

navali, delle
de' denari
si

abbiavi

cende
blici

delle

pub-

attribuzioni

colle quali tavolette si

e de'trofei che
inoltre
avvisi
i

accordava-

no

leggi,

promulgavano di itfterni, ed elogi


greci
,

ebbero molli frammenti degli antichi diari di Roma. Si osservi che sotto il nome di Albo si compren-

persone
templi.
sare fu
ti

illustri

con

iscrizioni

di-

devano
dici,

segnate o scolpite sulle colonne dei

decurioni,

regolamenti de'pretori, giue fino de' suona tori

il

Tra i romani Giulio Ceprimo che istitu gli atdel senato e popolo
il

diurni

ro-

commedianti che troppo regnavano a tempo di Nerone. Ne solo troviamo tra i romani l'origine e
e
la

mano,
ni,

ne'quali per distrarre

po-

circolazione dell'antico Diario di


la

polo incostante e lacerato da faziovi

Romay ma troviamo anco


zione
delle varie

men-

amalgamava
le

suoi

decreti

leggi,

narrazioni portentose che

raccoglieva
tar
la

qua

e l,

onde alimensuperstiziosa,

nomenclature dei fogli pubblici. Abbiamo la menzione de' fogli chiamati 3Ionilori o
MonitoreSy e presso Festo e piesso
33rissonio.

sua

tendenza

con che la moltitudine si distraeva e non faceva caso dei gran passi che portavano Cesare alla supremazia dell'impero. In mancanza di
portenti da notificare in questi
gli,

Abbiamo

la

menzione
Gellio
(

delle

Effemeridi,

presso

e
P^.

presso Properzio; del Cracas

Notizie di R.oma) o descrizione delle

fo-

cariche,

impiegati

ad

ammini-

forse talvolta

si

riferivano cose

strazioni
ti

dello stato, delle altrimen-

triviali e indifferenti che anco succedevano nella citt^ alle quali per si dava sempre un carattere di

lalcrculum , presso Appiano; delle


del giorno^

Notizie
presso

gl'imperatori

delle Nolitiae, giuniori (nei

ii8
tempi d'Arcadio

NOT
e

WOT
si

Onorio
si

pub-

lit

ne' tre
si

libri

del codice Giusti-

blicavano e non diderivano dai dia-

nianeo;
giuri

dissero pure maestri,

ma'

ed cavano
ri,

in fine dell'anno
le

pubbli-

rationarii, magistri

tabidarii,

notizie

dell'aniininistrapolitico

magistri kalendarii
rensis; e
ti

zione

pubblica, sullo slato

non

aia catalogi fo' solo le dignit di con-

dell'impelo,
tutti
gli

con

le

attribuzioni

di

o senatori,

ma
si

il

magistero

an-

impiegati, di che

facemmo

tico

romano
di
arti

conferiva, secondo

parola a Impero e Italia); dei giornali di

Festo, ai soli
tori

delle

commercio detti Rationariaj notizie compendiate di culto


Iiidi-

medio evo
pochi

uomini stimati, doto capi d'ordine. Nel e ne' tempi di barbarie


si

(redatte dai Pontefici), dette

giornali letterari
de'politici

trovano,

gUamenta, e
l'asta, delti

fino dei

giornali

del-

mentre
serv

dei

giornali del foro, detti

Auctionariae tabulae, e Kalen-

la

specie

sempre se ne condai tempi di Plas.

tone
dolse

sino
del

noi, e

Agostino
a'

si

daria forensia
renses ".

ovvero catalog fode'

numero
che

delle

effemeridi

politiche
suoi,

circolavano

tempi

Le
fogli

nominati pubblici combinano con 1* an-

nomenclature

della loro cattiva


i

qualit.
le crole

solo
i

fogli periodici,

ma

tica
gli

et,

non
del

con

quelle de* fo-

nache,
notzie

diari,

commentarii e

pubblici

medio evo roma-

no, ossia de'tempi d'Alcuino fino a


noi, che dividonsi in politici, lettetari

od

ecclesiastici,

e a'ebbero in
e rivalizzarono
stra-

diurne formicolarono tanto ne'secoli piti ignoranti, che sembra non aver avuto gli uomini diversa applicazione, che di scrivere o trascrivere

numero
ne

esorbitante

queste

materie;

Tutte

le

tra di loro,

assumendo le pi e stravolte nomenclature

biblioteche ridondano di questi


dici

co-

per

cron-istorici, di questi diari,

che

distinguersi.

Alcuni rigettando Teti-

poi
glio

niologia della parola Gazzetta, dal-

hanno proseguito e si sono mel' invenzione classificali dopo


aiiiti
il

moneta veneziana di questo nome, deducano la sua origine dalla

della stampa. Senza di questi


il

Baronio,
il

Tiraboschi,
il

il

Mabil,

la

parola ebraica zgao^ messaggiere,


vi

lon,

Dumont,
Mai,
il

Cancellieri

il

sono anche oggi alcuni giornali chiamati Messaggiere; n sembra strano di dedurre l'origine dale
la

cardinal

Fea, e tanti altri uomini grandi ed eradili, non avrebfatto quelle

bero
tiche,

vaste ed

utili

fa-

parola persiana

Gaza,

cio pre-

che

ci

guidano

ne'pii oscuri

Uosa suppelleXy e Gazzetta, parva Gaza, volendo indicare che le notizie politiche, bench compendiate, sono sempre una gradita suppellettile.

Testiboli dell'antichit.

Dopo

la

slam-

L'oficio dei redattori stato

dagli antichi. GiuCesare destin un senatore alla redazione degli atti diurni, e gli allio
tri
li

sempre onorato

cronache o le notizie politiche si trovano senza molte varianti, e forse con maggior sincerit, poich l'era della slampa precorse l'era letteraria, e gli uomini trovarono migliori occupazioni, che perpa,
le

dersi

scrivere,
le

rescrivere e

tra-

redattori
di

si

onoravano

coi

tito-

scrivere

notizie del giorno. Pril


in-

cnti, comiles acluari,

comiquii-

ma

della
il

stampa era non solo

tes

scrnariiy

comites latevculenses,
e

finito

numero

de' redattori delle

parlandosi de'loro privilegi

cronache

e dei diari,

ma

infiniti^-

-, ,

NOT
stfno

NOT
amanuensi

era

quello

degli

mato e
nale

titolo,

uscir
Il

die interpolavano e viziavano


solo gli originali,

non

officiale.

129 un solo giornuovo foglio sar


i

ma

li

riproduce-

pubblicato tutti

giorni,

tranne

le

vano con diverse nomenclature, rendendo con ci confusione, inventando cose portentose per sorprender
i

curiosi a loro pr ftto.

Il

peri odi

srao ossia giornalismo ai nostri giorni


et

domeniche, gli altri giorni festivi, e il mercoled d'ogni settimana fino che in questo ultimo giorno non venga fissato un corso postale. Che la gazzetta di Roma avr due par,

occupandosi de omnibus rebus, de quibusdam aliis^ ha acquistato un' estensione veramente mondiale, ed una potenza maggiore devagli eserciti, de' cannoni e del pore, come si esprime il eh. avv.
Stefano Camilli nell'erudito articolo
:

ti;

offiziale

l'una, e l'altra

non

of-

ficiale.
1

Essa uscir in sesto grande.

prezzi di associazione

vengono
le

fis-

sati

paoli
e a

25

per

trimestre in

Roma,
cie

paoU 28 per

provin-

ed all' estero franca di posta. Uscendo ancora nel mercoled, il

periodici^

periodi'sti

ed

il

prezzo di associazione verr


tato in

aumen".

periodisnio, pubblicato

daW Album
e

proporzione di un sesto

giornale romano,

num. 28

29

del-

l'anno
11

XIV.

Tutto egregiamente venne effettuato, riuscendo la nuova Gazzetta di

Diario di

Roma

e le Notizie
di

Roma

pifi

copios!i

importante,

del giorno,
blicarsi

hanno
n.

cessato

pubcio
il

perci gradita, anche per la migliore qualit di carta e caratteri.

nel gennaio
col

1848;
1

primo conde
so.

^^* i^ detto, le se-

col n. 2 de'
tali

3 gennaio

stes-

In luogo di

due

giornali

Pel moto-proprio de' 29 dicembre 1847, il Pontefice stabil, che al ministero dell'interno appartiene la supre-

stato sostituito altro foglio periodico, col titolo di Gazzetta di

ma
di
la

direzione

del

giornale
altres

officiale

Roma.
artico-

Pioma;

e da

lui

dipende
e della

Rammentiamo che
lo

al

citato

censura degli

altri giornali

Diario

cora di altra
a

Roma, parlammo anGazzetta romana^ che


5 aprile proseguissero i Diaa'

stampa periodica, a forma gi emanate in proposito.

delle leg-

grimperiali francesi incominciarono

pubblicare in
si

Roma

NOTO (iVeten). Citt con residenza vescovile nel regno delle due
Sicilie,

5
"^

1808, bench
ri,

nella

provincia

quali

restarono

sospesi a'

minore

di Siracusa,

della Valle da cui lunge


di distretto

1809. Quindi nel primo di alla Gazzetta romana successe il Giornale di Campidoglio, egualmente per ordine del governo francese. L'odierna nuova Gazzetta
luglio
tal

6
di

leghe^

capoluogo
che

mese

cantone,

deliziosamente
presso

situata

sopra
ricca

un' altura
valle,

domina una
riva sinistra

la

del Noto e della sua foce nel


re

ma-

di

Roma

si

principiala a pubbliI,

Ionio;
sulla

altri

geografi la

care col n.

luned
dello

i^

gennaio
del
era-

no
no.

sinistra

pongoriva dell' Eloro al

1848,

fregiata

stemma

nord- ovest

del promontorio Pachiessere stala distrutta nel-

Papa regnante. Preventivamente

Dopo

no stati autorizzati dal superiore governo i due nominati periodici ad annunziare la loro cessazione, e che cambiando redazione, carta, forvoL. xtvin.

l'orrendo

terremoto

del

1690

fu

vagamente

ricostruita a qualche pic-

cola distanza del suo

primo luogo.
i

Molti sono e ben architettnti

pa-

i3o
lazzi,
le

NOT
ampie
le

NOT
mettono capo
cattedrale con
di

vie

Casanuova

arcidiocesi di

Cpua,
delia

ad una piazza ben ornata. Eleganti

gi canonico di quella metropolitana, indi

sono

chiese

la

teologo e

priraicero

battisterio
s.

sotto l'invocazione di

Nicola di Cari arcivescovo di Mi-

medesima, rettore del seminario e promotore fiscale della curia arcivescovile.

ra,

venerandosi in essa tra


-il

le

reli-

quie
ta.

corpo di s. Corrado eremiVi sono altre chiese, conventi,

NOTTURNO,
le

Nocturmis. Terza
la

parte del Mattutino (Fedi)^

qua-

monasteri, confraternite, un celebre


ospizio de'poveri,

anticamente
in

gii

ecclesiastici divi-

un

collegio

ed

il

devano

tre

parti,

che

avevano
de' soldati
cri-

seminario.
siede

La famiglia Astuto posun museo archeologico, numis,

correlazione
svegliatori,
stiaui

colla

notte
gli

poich

antichi

matico

di

iiaturaU

meraviglie

compartivano
in tre

la

notte a guiin o-

tratte dai tre vulcani del reame, con rare medaglie greche, romane e moresche. A due leghe di distanza si vedono gli avanzi dell' antichissiraa Nea^ Nectum^ Netum o Neetuni, onde venne alla parte sudest dell'isola di
Sicilia
il

sa

de' soldati

vigilie,

gnuna recitavano un
lodando
il

solo notturno,

Signore
le

per

tempo

riserbando

laudi per la mattina,

La Chiesa
to a

poi,

come
il

pietosa e in-

dulgeute madre, vedendo intiepidi-

nome

di

poco

a poco

fervore

degli

ha Pachino^ borgo con porto al sudest del promontorio celebrato da Ome-

Val

di Noto. Nel distretto

ecclesiastici,

concesse

V unione dei
colle

tre notturni,

insieme
tre

Laudi
della

(Fedi).

tre

notturni
i

allegoricastati

ro,

ove

esisteva

la

citt

porto
Libi-

mente

denotano

d'Odissea in cui approd Ulisse. Vicini

Chiesa, cio naturale, legale

ed
si

e-

sono
e

templi di Apollo
Il

vangelico; perci nel terzo


il

dice
le

stino
rio

di Ecate.

Papa GregoGra-

vangelo;
orazioni

oppure
di
parti

significano

XVI colla

lettera apostolica

tre

Cristo

nell'orto.

sane munus^ data idibus i844> vi eresse la sede vescovile, che dichiar suffraganea di Siracusa, stabilendone la diocesi con quindici luoghi, e che si dovesse
vissimuni
niaii

Queste quattro
no, cio
dij
i

del
e

maltutile

tre notturni

lau-

sono chiamate da Ugone di s. Vittore, Canticiniuni^ Inlcnipestum^


Galliciniuni e Jntelucanum, giusta
divisione della ntte. Nei giorni

stabilire

l'episcopio.

11

capitolo

lo

la

compose
to,

della dignit del


dieci

preposi*
le

di

canonici

comprese
e

prebende del teologo


re,

e penitenziedi altri

di

otto

beneficiati

recita un solo notturno si con dodici salmi, perch una sola volta apparve ai monaci l'angelo cantando dodici salmi, e terminanferiali

chieric.
la

Al

proposito fu

assegnata

doli

ognuno
1.

coll'antifona

Alleluja,
,

cura

della cattedrale.

Ogni

ve-

come
coenoh.

racconta
2,
e.

Cassiano
4*

Instit.

scovo fu tassato ne'libri della carnera apostolica in fiorini 253, essendosi

^^ questa visione facendone menzione anche il


sinodo

assegnato per mensa vescovile


scudi romani. Gregorio
nel

Turonensc,

ordin

poscia

2400
quindi

XVI

che
VII,

si

dovessero recitare ne* giorni

concistoro de'22 luglio

feriali

primo vescovo l'attualc monsignor Giuseppe Mendilto

1844

dichiar

dodici salmi; e s. Gregorio con decreto, dichiar doversi osservare lo stesso rito. Tre dun-

NOV
quc sono
essi
i

NOV
distribuiti

i3i
che
al

notturni

nel
di

re Carlo Alberto dichiar

corso della settimana,

ciascuno

composto

di tre salmi

ed
on-

altrettante lezioni e responsorii,

Novara mandamenti di si restituissero i Biandrate e Borgovercelli, di Locircondario e provincia


di

de meditiamo le tre divine persotre tempi della ne, ed insieme Terginit sacratissima di Maria, ai

mellina
sesia.

Pallanza,

Ossola e Val-

vanti

il

parto, nel parto e

dopo

il

una muraglia bapreceduta da una fossa stionata e difesa da un castello, una delCinta da
,

parto, e la

medesima pia medita-

le

pi cospicue e
.

principali

citt

zione cade nel


ni
sta,

numero

delle lezio-

deU'Insubria
za e maest

Sonovi

alcuni

bei

e de' salmi di prima, terza, se-

palazzi, distinguendosi per ricchez-

nona. Vedi Lezioni e


.

Uffizio
sole-

quello de' Bellini.


passeggi.

Ha
La

DIVINO

Gli

antichi

cristiani

bellissima

piazza

d'armi, caserme

vano nella notte precedente al gioved santo e nelle due seguenti


recitare nelle chiese
Tuffizio

assai vaste e deliziosi

cattedrale basilica sacra alla Beata

detto

Vergine Assunta, con


:

battisteiio
edifivi
si

perci Notturno o delle tenebre, e

e bellissima torre, ed
zio

buon
ss.

bench ora si dica di giorno gliene sono rimaste le denominazioni, argomento trattato nel voi. Vili, p. 2o4, 3o4 e 3i5 del Dizionario.

tra

le
i

insigni

reliquie
de'

venerano
fede,

corpi

Lorenzo

prete e martire, che vi predic la

NOVA
della
lo,

AULA.

SQi\e

vescovile

provincia d'Asia, sotto la me-

tropoli d'Efeso, eretta nel

seco-

e vuoisi chiamata
Il

anche Teofu
al

Bernardo e Agabio vescovi Vi sono altre tre chiese parrocchiali, una delle quali sotto l'invocazione di s. Gaudenzio vescovo, collegiata, con la dignit
della citt.

dosiopoli.

vescovo Filippo

del preposito e dodici canonici, esdella

concilio di Calcedonia. Oriens christ.


t.

709. NOVAE o
I,

p.

NOBAE.

Sede vescoeretta

sendo uno de'pi magnifici templi Lombardia ; un convento di religiosi, due monasteri di monache ,
confraternite,
vile,

vile della bassa Mesia, sotto la n)e-

due ospedali, uno


militare,

ci-

tropoli di Marcianopoli,

nel

l'altro

monte

di pie-

secolo.

nio,
christ.

Ne furono vescovi PetroSecondino e Pietro. Oriens


t.

t,

I,

p.

1221.
nel

NOVARA
residenza
degli
stati

vescovile

Citt con Piemonte, sardi, capoluogo della

{Novaren).

e cospicuo seminario. Nel sobborgo quattro chiese parrocchiali sono chiamate sussidiarie. Avvi pure due collegi, uno de'quali in cura de' gesuiti, una casa degli oblati

di

s.

Carlo,

altra

de' filippini;

divisione, della provincia e del

man-

gli stabilimenti delle

orfnelle, del-

dei suo nome, a ^^o mida Torino, 10 da Vercelli e 20 da Milano, posta in luogo eminente, sulla sinistra della Mora, che si riunisce in vicinanza all' Agogna, in mezzo ad ampia e ubertosa pianura. sede d'un tribunale dipendente dal senato reale di Torino. Nel novembre 1847 il
glia

damento

l'orfanotrofio,

l'istituto

di

arti

formato in due convitti maschile e femminile fondali dalla


mestieri

contessa

Tornielli

un

bel

teatro

e diverse fabbriche. Pvinchiude molti

monumenti mente presso


del

d'antichit,
la cattedrale.

special-

tria

famoso

oratore

E paCaio Al-

buzio Silone, del secolo d'Augusto;

i32
(i

NOV
mi
cittadini,

NOV
onde per loro discordie L'oll'altra possente

Dulcino d'infelice fama pe'suoi errori, onde fu condannato a morte nel

i3o7 (al modo dello a DulcimsTi, ove per errore di slampa di Navorra); di Pietro si disse

famiglia dei Bruscali, la citt pat gravi vicendi

de. Fatta suddita dei Visconti signori

Milano, ne segu

le

vicende
i

Lombardo
colo XIII,
cardinali
niore,
re,
li

celebre

teologo del

se-

la

signoreggiarono

pure

duchi

e vescovo di Parigi; dei

di

Ardicino della Porta se-

Parma. I francesi vi presero Lodovico Sforza nel i5oo: nel i5i2


assediandola, vi furono sconfitti dagli
titi

Ardici no della Porta giunoGiovanni Cacciapiatti ; di moldiversi


in-

svizzeri nelle

valorosi capitani, di

di avergli

sue vicinanze, pendato nelle mani det-

dividui delle famiglie Caccia, Brusciali


li,

to duca, e nel

i5i5

gli
i

scacciarono
francesi
vi

e principalmente de'Torniel-

da Novara. Allorch

come diremo a Ottoboni, parlando di Vittoria Tornielli madre del Papa Alessandro Vili, per non
dire di altri uomini
illustri.

furono assediati dai veneti e


Sforzeschi, sostituirono nella
ta
le

dagli

valu-

monete di rame a quelle di argento. Un tempo soggiacque ancora


presa
alla

Questa

citt,

l'antica

Novaria,

signoria

de'Farnesi.

Fu
nel-

Nova Aracy o Nova Ara, detta cos da quelli che ammettono qui
il

dal
1

principe

Eugenio
poscia
e nel

l'anno

706, dal maresciallo


17 12,
al
il

di Coi-

sacrifizio

fatto a

Venere da Elgli

gny nel
Riunita

ancora
1800.

tio

suo

figlio,

che

die tal

no-

dai francesi nel

1796

me. Fu compresa nella Gallia Trasposta da Tacito padana al nord nel rango delle sue citt munila cipali, quantunque altri autori
,

divenne

regno d'Italia, Novara capoluogo del dipartisegu


i

mento dell'Agogna. Novara


destini del Novarese,

antico

paese
diviso

diano

agi' insubri

essendo

di

di-

d'Italia nel

Milanese-Sardo,

versa opinione sull'antica fondazione, che pure concedono agli etruschi

in alto e basso,
la

formante

il

primo
il

provincia di Pallanza, ed
la

se-

e che Plinio dice fabbricata dai galli


vocontini, fu

condo

provincia di Novara.
trattato

Fu
di
alla

spesso

il

teatro della,

ceduta alla Savoia pel

guerra.

Fu

popolosa e ricca fino dal

Vienna del
repubblica
quindi al

1736, e
italiana
italico

riunita

tempo
la

de' romani, e Giulio

Cesare
ro-

innalz al rango di colonia


la

mana. Le guerre
desolarono in
pi

rovinarono e
Sos-

occasioni.

1800, e i8o5, nel 181 4 ritorn sotto il dominio della casa di Savoia. Vedasi F. A.
nel

regno

nel

tenne un forte assedio

contro

Ar-

Bianchini,

Compendio

storico

di

duino re

d'Italia

a favore

dell' im-

peratore Enrico

II. Nel 1 1 1 o, al Enrico V, fu tra le prime citt lombarde a prendere le armi contro quell'augusto, il qua-

tempo

di

1828. Carlo Morbio, Storia di Novara dalla prigionia di Lodovico Sforza i sino alla domnazione de' Farnesi ^ Vigevano
ivi

Novara^

i83i.

le

la

pun con saccheggio e incen-

La
IV

sede vescovile

fu

eretta

nel

dio. In

tempo

della lega

lombarda
la

secolo, suffraganea

dell'arcive-

concorse essa pure alla edificazione


d'Alessandria.

scovo di Milano, dal quale

Un tempo

domi-

fu da Pio VII separata nel 18 17, e dichia-

narono

Tornielli, suoi potentissi-

rata suffragauea di Vercelli. Il pri-

NOV
mo
vescovo
di

NOV
ce donazione chiesa
di
II,
s.

i33
terre
alla

ei'udito

timo
nel

Gaudenzio d'Ivrea^ da s. Eusebio nella fede, in* gli pres. Ambrogio, che
ili 8.

di alcune

Gaudioso.

Nel
restitu

962
l'i-

Pietro
sola

cui
s.

Ottone

disse questo vescovato,

e
s,

ordinalo
Simplicollo

di

Giulio

(gi
di

sede

del
),

397
;

dal

successore

principato
tolta

de* vescovi

Novara

ciano

edific la

sua

chiesa

zelo e colla santit, e

mori nel 4^7


subito
s.

nonagenario. Gli successe

da Berengario li; nel 965 Opoldo o Aupaldo Toruielli, a cui Ottone I conferm le concessioni
de'precedenti,
alla

Agabio novarese, discepolo de' ss. Lorenzo Alpozzo e Gaudenzio, eletto da questi, e mori nel 44? dopo
aver governato

essendo

intervenuto

sua coronazione in
Pietro

Roma;
che

nel
ot-

996

IH

Tornielli

con

egual zelo

santit del predecessore.

Indi furo-

no

vescovi, nel

polo del
pliciano
di

44? Diogene disceprecedente, nel 449 ^^^'

scenzio, nel /^5i

Simplicio o Simche intervenne al sinodo Milano, nel 4^^ s. Maromio


in Colonia, nel 471 tempo Teodorico re
l'

Ottone III la conferma de' privilegi, e da Enrico li la restituzione di quanto aveva usurpato Arduino; nel 1026 Gualberto che don beni ai canonici dell' itenne da
sola di S.Giulio; nel

morto martire
Vittore al cui
de' goti

io34 Riprando amministratore, vivente il predecessore; nel 1048 Oddone II che

invase

Insubria, nel

49^
nel

intervenne al concilio di Nicol II; nel 1075 Alberto ucciso dal conte
di

Onorato, nel

5oo

Pacaziano,

Blandrata, per cui

Enrico

IV

529
nel

Opilio, nel

5^0

Ilario

Ambrogio I, morto nel 553, nel

548

nel 610 Spettabile, 6i5 Marcello, nel 627 Severo, nel 640 Lupicino, nel 65o Probino, nel 657 Virginio, nel 660 Flaviano, nel 670 Pampronio, nel 679 Graziano che fu al sinodo romano di s. Agatone^ nel 685 Probo, nel 690 Laureolo, nel 700 Leone, nel 708 Ambrogio li, nel 717 Grazio-

587

Agnello,

nel

1078 v'intruse Anselmo, cui nel 1090 successe l'altro intruso Eppone, ambedue scomunicati dal Papa. Nel iii6 Riccardo, nel 1122 Lanel

tifredo

che
leggi,

riun

nel
la

claustro
citt,

canonici dispersi per

fece

ottime
pei

ed
e

ottenne
pei

privilegi

successori
II.

canonici

da

Nel 11 53 Guglielmo Tornielli nobile di Novara, ottenne un privilegio da Federico I,

Innocenzo

soj

nel 731
nel

Benedetto,
1

nel
nel

733
751
i

segu
tore

lo

scisma

dell'antipapa

Vit-

Pietro, nel

Tito,
s.

74 781

Sicardo,

Attone,

nell'Si

Adelgisio della stirpe degli anti-

chi re longobardi.
ne, neir

Neir849 Oddo852 Dotterminio, neir879

V, scomunicato perci e deposto da Alessandro III, e Federico I nel 1 168 gli sostitu Guglielmo Faletli intruso. Nel 1172 Bonifacio che fu al concilio di

Nottingo,

neir889 Lamberto, nelr89o Ernulfo, neir89i Gandolfo,


Leuterio,
nell'

rano

III;

nel

1192
nel

LateOttone o Od-

done

III

Casah;

1196

Pietro

neli'898
baldo, nel

899

Gari-

IV
tolo.

Verolla, gi canonico della catcapi-

918 Dagilberto Pio che


ai
i

tedrale, ch'ebbe vertenze col

don beni
alimentare
poche. Nel

canonici col poveri


in

peso di

diverse e
in riguar-

946 Rodolfo,

do

del quale Lotario re d'Italia fe-

Nel 1 2 o Gerardo Sesso^ eletto da Innocenzo III, che poi lo cre cardinale e vescovo d' Albano, col1

i34
)a

NOV
dell'
i

NOV
fatto

ritenzione

nmministrazionc

da Giovanni
la

XXII

per avere

di

Novara

cardinali

hanno

le

rinunziato

loro biografie). Gli successe nel 127.4

antipapa Nicol V, traslato a Milano contidell*

porpora

Odelberlo Tornielli nobile di Novara, gi prevosto di s. Gauden^


zio
,

nu ad
al

amministrar Novara sino i34i. Gli successe fr. Gugliel-

difese

la

chiesa

contro

gli

usurpatori,

ne

fu

benemerito.
nelSi-

Quindi nel
nel

i237 0Idone Tettone;


Odelmario, naorto
Giulio; nel
celebr
il
,

mo Amidano di Cremona,, insigne teologo e giureconsulto, priore generale degli agostiniani ; costru una munitissima fortezza, versi edifizi , ampli il
degli
rifece
di-

1240

l'isola di

s.

i25o

gebaldo che

sinodo nellodato pa-

agostiniani,

convento ingrand ed orn

r episcopio
store.
11

nel

iiSj
nel
otto
fr.

capitolo

Guido

Pinzio, e confermalo

1272 elesse da Gre-

r episcopio, altro fabbricandone nelr isola di s. Giulio ed altro in Vespolato. Zelante pastore, vegli sulla

gorio X.

Dopo

anni di sede

condotta de' chierici, pubblic


della
cattedrale,

gli

vacante, nel 1287

Englesio Ca-

statuti
i

e pacific

A n gel ucci di Novara franMatteo Visconti eletto dal capitolo in contesa con Enrico arciprete di Novara, bench non approvato dal Papa, volle esercitare l'autorit vescovile e mori intruso nel 1296. Papiniano della Rovere nobile torinese, cappellano o udiva Ila zio o
cescano.

guelfi coi ghibellini, lasciando di-

Nel i357 Oldrado ; i388 Pietro Filargo de' minotraslato da Vicenza, indi nel ri, i4o2 a Milano; ottenne dall'imverse opere.
nel

peratore Venceslao
privilegi della

la

conferma dei
del sacro

chiesa di Novara, in

un

al titolo di

principe

tore di
questi lo

rota

di

Bonifacio
succederlo,

Vili,
dili-

nomin a

impero, poi cardinale e Papa /ilesSandro (f^edi). Giovanni Capo-

genlissimo

dell' ecclesiastica

disci-

gallo
se,

romano benedettino
da

gli

succes-

plinaj la restaur

nel

clero, cele-

br

il

sinodo nel
s.

la chiesa di

1298, e consacr Gaudenzio. Per sua


trasferito Bartolo-

Belluno e Feltre, facondo oratore, come mostr nel concilio di Pisa, per 1' elezione del
trasferito

traslazione a

Parma, nel i3o2 da

predecessore. Nel

i4i3 Pietro De-

Venezia fu qui

giorgi detto Petrosino di Pavia, gi

meo

Quirini veneto, poi vescovo di Trento. Nel i3o4 Uguccio Borro-

meo di Vercelli, che assistendo alla coronazione di Enrico VII, ebbe confermati da lui i privilegi in un
al titolo di conte di

Tortona nell' episcopio ricevetMartino V reduce da Costanza, che lo trasfer a Genova. Nel 14*29 Bartolomeo Visconti Scaramuccia,
di
te
:

fatto

anticardinale

dall'

antipapa

Novara: pros.

Felice V, contro Eugenio IV, a cui

mulg

gli

statuti pei canonici di

danno avea cospirato


ti

le

Giusto, fu

zelante della disciplina

sue notizie

sono nel

importanvoi. IV,

ecclesiastica, istitu

quattro cappels.

lanie nella cattedrale, in


zio, in
s.

GaudenGiuliano
;

Giulio e in

s.

don molti
e

vasi d'argento a diver-

se chiese, e fu
coi monasteri.

benefico coi poveri

i58, iSg e 160 del Dizionario. Nel 1458 Giacomo Filippo Cribollo milanese; nel 1466 Bernardo delParma; nel 1468 la Rovere di Giovanni Arcimholdo poi cardinale;
p.

Nel i33o Giovandi

nel

1484 Girolamo

Pallavicino di
al cui

ni Visconti de' signori

Milano,

Parma

amministratore,

lem-

NOV
no
assai soffii
la chiesa di
di

NOV
Novara
Milano.
na, pubblic nel
gi,

i3f)

sinodo sante legpreziosi

dagli svizzeri e dal duca

orn e rese pi comodo V epi-

Divennero amministratori nel i5o4 Ascanio Maria Sforcardinal il


za, nel

scopio,

don

alla cattedrale

i5o5

il

cardinal Federico
nel

i5ii il cardinal iSiy il cardinal Antonio del Monte, che ottenne dal re Francesco I un diploma
Sanseverino,
nel

Matteo Schiner,

paramenti ed arredi, fu traslato in patria, e la morte di Gregorio XIV imped che l' onorasse della porpora. Nel iSgi Pietro Martire Ponzonio cremonese, poco visse. Nel

i5g3 Carlo Bescap nobile


giureconsulto,
di
s.

mila-

confermativo de* privilegi. iVel i525 per cessione del precedente divenne vescovo Ermete

nese, generale de' barnabiti, insigne

confessore e nunzio
II
;

Carlo a Filippo

zelantis-

Stampa
Angelo

di

Milano,

che

morendo
Gio.

nell'istesso

anno,

gli

successe

Arcimboldo
diritti

milanese, che
della chiesa

ricuper molti
di

e fece confermarli da Carlo


traslato a Milano.

Nel

cardinal Ippolito
stratore;

' Este

V, ini55o il ammini-

simo pastore, celebr pi sinodi, fu autore della Novaria sacra, de episcopalis offici, de immunilate ecclesiastica, de metropoli Mediolanensi : mori santamente, venne ascritto tra
s.
i

venerabili, e sepolto in

Marco

nella
lui

cappella di

s.

Fe-

i553 il cardinal Giovanni Mooni che fece molli decreti


nel

bronia da
ficata,

magnificamente edinella
catte-

indi

trasferito

pel culto divino e pei


chierici,

costumi dei
molti

drale. Nel

161 5

Ferdinando Ta-

benemerito

di

nasteri: per sua rinunzia, nel


il

moi56o
il

diligenza

cardinal Gio. Antonio Serbellon,


istitu
il

Berna cardinale, lodato per somma prudenza. Nel 1619 e Volpiano Volpi di Novara erudito

che

seminario,

celebr

conferm gli statuti di s. Gaudenzio e fu zelante pastore. Gli


sinodo,
successe nel to nobile

e pieno di cognizioni, segretario dei vovescovi e regolari, che Paolo

leva

creare

cardinale, se

i5n^ Romolo Archin-

milanese, insigne per virperfezion

t, illustr la diocesi con esse, ten-

riva, e Urbano Vili lo giordomo, onde ne parlammo gi nel voi. XLI del Dizionario. Nel

non mofece mag-

ne

il

sinodo e

il

semivi-

nario. Nel

iSyG Girolamo RagazFamagosta,


chiese d' Italia,

dal

zoni veneto, gi di
sitatore

1629 Pietro Volpi coadiutore sino 1622 e nipote del precedente; nel i636 Antonio Tornielli di Novara, referendario di segnatura, segretario de' vescovi e regolari, vice-

delle

poi

traslato a

Bergamo. Nel 1577 Pomdi

Milano, uditore di rotaj nel 1^79 Francesco Bosco, gi di Perugia, protouotario apostolico, governatore di varie citt
della Chiesa,

ponio Cotta

gerente di
plessia nel

Roma, ove mor d'apoi65o, e fu sepolto in s. Gli successe Benevescovo,

Maria
detto

d'Araceli.

Odescalchi, ottimo
poi

che prescrsse i regolamenti pel seminario, ed altro ne


istitu

che

fatto cardinale

rinunzi al fra-

tello,

divenne

Innocenzo
Giulio Maria

XI
O-

nell'isola
la

di

s.

Giulio, eri-

(Fedi). Nel
descalchi di

i656

gendo

prebenda
s.

teologale; menella catte-

Como

benedettino, che

rit di essere

sepolto

drale da

i585

Carlo Borromeo. Nel Cesare Spaciano di Cremo-

govern con massima piet e prudenza. Nel 1667 Giuseppe Maria


Meraviglia
milanese,

generale

dei

i36
opere. Wel

NOV
autore di dotte

NOV
Giuseppe Morozzo^
pote di
colla ritenzione
fe-

Ivarnobiti, piissimo,

1688

Innocenzo XI
7

del titolo arcivescovile che avca, ni-

ce

vescovo

Gianrtbaltista

Visconti
1
1

monsignor

milanese, dotto barnabita; nel

1826 celebr e stamp


di

Bertone; nel il suo silo

Giberto Borromeo^ gi patriarca


Antiochia, colla ritenzione del
poi cardinale
;

nodo, e Gregorio
sitatore apostolico

XVI

fece
il

vi-

titolo,

di tutto

clero

sepolto iu
s.

s.

Marco

regolare negli

stati sardi di terrafer-

nella cappella di

Carlo Borromeo,

ma

delle sue grandi

benemerenze
in-

nel

1801 fu
t.

trasferito in cattedrale.

e governo, trattammo alla sua biografa,

Con
serie

questi nell' Italia

ghelli,

IV,

p.

689,
,

si

sacra d' Utermina la

ove riportammo notizie

teressanti

Novara e

la

diocesi.

Ac-

de' vescovi

che

compiremo
e col
can.

crebbe
sa

il

culto de' santi della chie-

colle Notizie di

Roma,

Cima, Serie cron. Novara^ p. lyS.


tanze
d* Asti

de* vescovi

di

Novarese; ottenne la croce arcivescovile per s e per tutti i vescovi di Novara, e la regia decorazione dell'Assunta a tutti
della
capitoli
i

1741 Bernardino Rovero


cappuccino,
nel

di

Cor"^^

canonici
tutti
i

traslato

cattedrale,

avendo a
le

da

Sassari,

mor

174?

aumentate
lustro.

rendite e cre-

palazzo

proprio di Trecate. 1748 Giambattista Baratta di Possano filippino, morto in Macerata recandosi alla sua chiesa. 174^ Ignazio

sciuto

il

Fu

decorato

del

grado

di

cavaliere

dell'ordine su-

premo

della
s.

quello di

Annunziata e di ss. Gennaro. Abbiamo


:

Rovero Sanseverino
governatore
Castello e
la

di

Torino, gi
Citt
di

Delle sacre cerimonie^ trattati proposti dal cardinal

di

Sabina,
istitu
s.

Morozzo

arcive-

Fano,
di

sua erede

scovo vescovo
di
s.

di Novara^ principe

cappella

Agabio.

17^7

Marc' Aurelio
ss.
il

Balbis

Chieri, cancelliere dell'

Bertone di ordine della


nel

Annunziata,

celebr
lui

sinodo. Sotto di

nel

1778 1789

Orta e Vespolate^ al sua diocesi^ Novara 1827. Per sua morte Gregorio XVI nel concistoro de' 27 gennaio
Giulioy
ven. clero della

1843

dichiar

vescovo

l'attuale
dei

a*

27

aprile segui la traslazione del


s.

corpo di
scovi
d'

Agabio,
di

coli'

intervento

monsignor Giacomo Filippo marchesi Gentile di Genova,


abbate dell'insigne collegiata di

gi
s.

dell' arcivescovo

Torino, de' ve-

Acqui e Vigevano, del re e regina di Sardegna, laonde d. Gaudenzio Locali pubblic in Vercelli Istruttiva narrazione di aU cune memorie della vita di s. Agabio e de vescovi successori. 1795 Carlo Luigi Buronzo del Signore di Vercelli, traslalo d'Acqui, indi a Torino. 1 797 Vittorio Filippo Melano di Portula di Cuneo, trasferito da Cagliari, e secondo 1' ultima volont nel 181 3 dovea essere sepolto nel cimiterio comune a s. Nazzaro da lui benedetto. 1817 cardinal
:

Maria del Rimedio, esaminatore


va.

si-

nodale e regio elemosiniere di Geno-

Suo degno

vicario generale

il

dotto canonico
ralis universa

preposto d.

Pietro

Scavioi, autore della Theologia

mo-

ad

usuni clericoruni
,

dioecesis Novariensis

che

merit

gi

la

terza edizione, e gli

encomi
religio-

degli

Annali
dal

delle

scienze
voi.

se, serie
scritti

seconda,
celebre

V,

pag. 3,
p.

gesuita
detta

G.
di-

Perrone
Il

sommo
si

in

scienza.

capitolo
dell'

compone
e

delle

gnit

arcidiacono

dell' ar-

NOV
ciprete,
di quindici

NOV
canonici comdel
stretto amicizia

i37

prese

le

prebende
coristi, di

teologo e
beneficiati

del penitenziere, di

nove

chiamati

quattro ostiari e

di altri preti e chierici.

La cura
al

della

cattedrale afljdata

detto arci-

con lui, pot forlo ordinare primo antipapa , e ritornato nell'Africa vi fece rinascere gli errori de' 31ontanisii (Fedi), ed ebbe l'ardire d'insegnare che il sagramenlo della penitenza era inutile
per
le
s.

prete e a due coadiutori eletti per concorso e approvati dal vescovo. La diocesi ampia e contiene moltissime parrocchie.

la

remissione de' peccati, e che

seconde nozze erano criminose : Cipriano lo combatt, e fu con-

scoTO tassato di

Ogni nuovo ve800 fiorini, con

iy,ooo scudi
lui

di

rendita.

NOVATORE.

Cos chiamasi co-

dannato da tutte le chiese d'oriente e d'occidente. Novaziano eccit il primo scisma che strazi la Chiesa, ed allo scisma aggiunse l'eresia, inI." che non bisognava ammettere all'assoluzione quelli che avevano peccato mortalmente dojK)

che insegna una nuova dottrina in materia di fede. La Chiesa


cristiana

segnando:

di

ha sempre fatto professione non seguire altre dottrine che


le

il

battesimo,
il

di

qualunque natura

quelle che

furono

insegnate da

fosse

loro errore, e quelli che per

Ges

Cristo e dagli apostoli, e per


es'sa

timore de' tormenti erano caduti nella

conseguenza

ha condannati come eretici coloro che vollero correggerla e farvi dei cambiamenti.

persecuzione; 2." che

bisognava

jibattezzare quelli che aveanola stessa

fede del
tere la

Fedi
p.

il

Bergier,

Diz, teoL

ed

il

Cappellari

poi Gregorio

XVI,
e della

// trionfo della santa

Sede

rij

Chiesa contro gli assalti de'novaiocombattuti e respinti colle stesse loro anni.

i4 della luna come nozze gli ebrei; 3." che le seconde erano cattive ed illecite , rinnovando altres molti errori de' montanisli, laoride fu costui, secondo alcuni, e non Novato, che diede il suo
a'

Papa Pasqua

s.

Cornelio, e rimet-

NOVAZIANI,
che presero anco
ri

Novatiani. Eretici
il

nome
in

agli

eretici

novaziani

le

sue

nome
Novato

di Cata-

opere nel
Nel

1728 furono
per

pubblicate
di

o Pwn, discepoli e seguaci di Noiniquisdi

Londra,

cura

Jackson.

vato e Novaziano.

254

s.

Cornelio

simo sacerdote della chiesa


tagine nel terzo secolo, per
la

Car-

un
i

concilio

romano
s.

scomunic in Novaziano etl


I

evitar
gettossi

suoi seguaci; e

Celestino
tollerare

del

punizione de'suoi
di

delitti,,

4^3

non

potendo
tenessero

nel partito

Felicissimo
si

diacono

novaziani
sticola, loro

ancora

che i molte
in

della stessa chiesa, e


sitore di
s.

fece

opposotto

chiese aperte in

Roma,

confin Ru-

Cipriano (Fedi),

ultimo vescovo,
di
settari.

una
piti

non era abbastanza indulgente verso quelli che domandavano la penitenza , dopo essere
pretesto che

vile

casa,

e gli proib

tener

adiuianze co* suoi

Novazia-

caduti per
latria.
vi

la

persecuzione nell'idoin

F. Lassi. Portatosi

Roma
sacer-

trov Novaziano [Vedi),

dote ambizioso e malcontento per-

condannato nel concilio ed in molti altri, e combattuto da s. Cipriano, da s. Eulogio patriarca d' Alessandria, e da quasi tutti i padri suoi contempofu pure
di

no

Cartagine

ch nel 254
s.

gli

avevano

preferito

ranei, e
colo.

dopo

di

lui

fino al

VI

se-

Cornelio al

pontificalo,.

Avendo

Gli eretici novaziani

spinsero

, -

i38
rcrroi'c

NOV
fino a togliere alla Cliiesa

NOV
to
nella
eli

tutto

il

poleic di legare o
i

assol-

sepolto
della

sua antica abbazia vi fu avanti Y altare maggiore

vere; esortavano
nitenza,

peccatori

pe-

chiesa.
,

mentre toglievano loro ogni speranza di essere ricevuti nel grem-

NOVENA
Supplicatio

Sacrutn

novendiale,

novendialis.
,

Spazio
e

di
si

bo della
fece

Chiesa.

Il

concilio di Nicea

nove giorni continui


fanno
della
delle

ne' quali

de' regolamenti

per

del loro ricevimento alla


cattolica.

forma comunione
la

divozioni

preghiere
in

appositamente
ss.

composte
di

onore
Cristo,

In

occidente
I
,

sussistettero

Trinit,

Ges
dei

fino a
al

s.

Leone

e neiroriente fino

dello Spirito Santo, della Beata Vergine, dei


ss.

VII secolo.

Angeli e

santi in

NOVAZIANO,

Antipapa. V. NoI.

vAziANi e Antipapa

preparazione alle loro feste, o per implorare il loro soccorso ne' nostri
bisogni. Sono accompagnate queste novene, secondo che sono pubbliche o private, da messe, prediche o

Arnaldo, Cardinale. Arnaldo Novelli guascone di nascita, o pi probabilmente della contea di Foix, monaco cistcrciense di professione, e poi abbate di ^ Fon te freddo, per la sua morigeratezza e specchiato costume, singoiar piet, prudenza ed eccellente dottrina Clemente V l'ebbe in gran conto
e nel
di
s.

NOVELLI

i3o5

lo fece
gli

vice-cancelliere

Chiesa, e
di

die con altri la


i

commissione
ci

riformare

mona-

di

Grandemont, per

cui stabih

alcune

leggi ch'ebbero la sanzione

sermoni, da oblazioni, da austerit, da limosine, da sacri pellegrinaggi e da altre pie pratiche. Le novene o supplicazioni Novendiali (Fedi), cio di nove giorni, furono usate dai pagani nei Funerali (Fedi), e ne parlai pure a Fepja, con che onoravano l'esequie de' morti, ed giuochi che in tale tempo facevansi si chiarhavano ludi novendiales ed i sagrifizi novendialiaj e siccome ad
i

apostolica.

Indi a*i8 o 19 dicembre i3io lo cre cardinale prete


di
ra,
s.

imitazione de' gentili


stiani

primi

cri-

celebrarono
le
il

talvolta

esequie

Prisca
si

dove

e legato in Inghiltercondusse con Arnaldo


Poitiers
i

novendiali, per quanto solo riguar-

vescovo

di

poi cardinale,

dava done
la

cerimonie

civili,
,

riprovans.

superstizioso

tuttavolta

per riconciliare

baroni del regno

Agostino nelle sue questioni


provasse.

sopra

con

Edoardo
i

II.

Nel tempo

slesso

tratt di proposito con quel sovra-

no, che

beni stabili de'cavalieri


gerosolimitani, al che
i

templari
ai
si

d'Inghilterra fossero dati

Genesi non sembra che le apSi celebrarono novendiali esequie pei cardinali, ed ora solo pel Pupa. Il Berlendi, Delle oblazioniy p.

cavalieri

179, parlando degli anti-

opposero
il

grandi della nazione,

chi anniversari de'defunti, dice

che
si

onde
lippo

legato se ne dovette tomare di Francia

ne'

primi

secoli
la

della

Chiesa

ie senza aver potuto far nulla. Fi-

celebrava

messa nel terzo giorno


cos'i

IV

gli

accor-

la

facolt di

concedere a qua-

lunque persona gli fosse piaciuto una pensione di 5o lire turonesi da pagarsi dalla camera regia. Mor in Avignone nel iSiy, e trasfcri-

pure nono, nel trentesimo e nel quarantesimo, in suffragio de' medesimi. Il giorno
della sepoltura de' morti,
nel giorno settimo, nel giorno

terzo

si

osservava per sollecitare


il

il

riposo a' defunti;

settimo,

come

NOV
scrive
s.

INOV
festa
il

,39
essi

Agostino,

septenarus mi'

del Natale, e con


;

ricevere
ai

vicrus propler

sabbaU sacramentoqiiielis

Signore

il

che diede motivo

rum praccpue
linde merito

indicum

estj
reil

divoti di aggiungere

mortnis

tamquam
Del nono

quiescr.ntibus exhibctur.

un altro giorno e far nove, in memoria de' nove mesi che il Verbo incarnalo stette

Durando ne rilev cos il niistero: Officium novem derum, ut per hoc off/cium mortuorum aniniae a poenis liberatae novem Angelorum ordinibus
associenliir.
11

ueir immacolato seno della Ver-

gine.

Dice inoltre che

principii di

questa novena, con parole non oscure


si

trovano nel concilio di Tole-

trentesimo,

secondo l'Amalario si celebra , perch Mos ed Aronne per trenta giorni furono pianti. Il quarantesimo vuole Eustrazio che la Chiesa lo applichi

do, celebrato nel 694, e fu praticata dalla chiesa Toletana, la cui celebre

consuetudine fu confermala coll'autorit di


s.

Idelfonso suo arcivesco-

vo,

in

suffragio
il

de' defunti

in

memoria che
cielo.

Redentore dopo 4o

onde si propag per tutta la Spagna il divoto uso della novena avanti il santo Natale. Quindi pasIl

giorni di sua resurrezione ascese al

s in Italia ed altrove.
lieri nell'erudite

Cancelriferisce

Notizie intorno alla


nulla

Giustiniano
ordinato,

I imperatore che hacredes non

avea
tene-

novena di

Natale,

di sua origine, solo

che in
s.

Roma
Maria
e servo

rentur credi toribns def aneti respondere ante novem dies ah obitu defiincti; ne' quali giorni gli eredi e
tutta la famiglia vestivano a Lutto

l'introdusse nella chiesa di

sopra Minerva
di

il

domenicano

convento,
re

(Vedi).

Il

p.

centuria V, cap.

Menochio nelle Stuorc^ ^o Che nelle no:

Giacomo Colta figlio di tal il quale ho potuto conosceche ivi l'istitu nel 1618 solenneDio
p.
si

mente, e poi
cellieri

propag per
Il

tulio

onore de'santi non ci superstizione, sembra che gi a suo tempo piaticavansi, senza per dichiararlo egli mori nel i656. Solo riporta due esempi, la novena che in Francia si fa al sepolcro
si

vene che

fanno

in

l'orbe cattolico.

a p.

89

medesimo Canio5 delle Notizie

istoriche delle chiese^ tratta della recita di

dizioni, dal

4^ Ave Maria e 4^ bene29 novembre al 23 diin

cembre,

preparazione

alla

festa

di

s.

Marcolfo, e quella che

si

ce-

di Natale,

lebra in

Andaino per

s.

Uberto ve11

scovo, con particolari osservanze.


Sarnelli,

che mor nel 1724, nelle


t.

ad imitazione di s. Caterina da Bologna, morta nel ilfiZ. Dal grande ed universale profitto che si ricav dalla novena di Natale,

Leu. eccl

IV,

lett.

XI

Dell'ori-

s'introdussero le altre novene,


il

gine delle sacre novene, riproducen-

essendo

numero nove, numero


si

di

do

diverse erudizioni

del p.

Menole
fe-

lustrazioni, di

perfezione e di peni-

chio, aggiunge di potersi

supporre,

lenza, per cui

giunge all'allegrez-

che come
stivit
di)y

la

Chiesa prorog

za spirituale

del

decimo,

eh'

il

pi celebri

coW Ottava (Veil

giorno
Sarnelli,

della

solennit.

cos

introdusse

prevenire

tali

che

Osserva il chiamandosi le feste


la

solennit con altre ottave

vono

di

preparazione,

che sercome avea


uflzi

de' santi giorni natalizi, ne' nove pre-

cedenti

si

rappresenta tutta

loro

istituito

che con
ci

particolari

vita mortale

impiegata ne' combatil

per otto giorni

preparassimo

alla

timenti contro

mondo,

il

demo-

i4o
stra

NOV
la

NOV
no*
fatta

nio e la carim, essendo tutta


vita
si

colla esposizione del ss.

Sagracon
si-

milizia e tentazione, e nei

mento, per

cui

poi furono
le

decimo
sta;
g'

celebra

il

trionfo e la fe-

mile rito introdotte


gine. Nella

altre in pre-

e come noi in que* note giorni imitiamo nelle orazioni e nelle opere buone, cosi siamo partecipi

parazione alle feste della ss. VerVita della serva, di Dio

Lucia

Filippini^ istitutrice delle

Mae-

della loro allegrezza ricevendo nella


festivit
le

desiderate spirituali cona'

solazioni.

Clemente XI

febbraio

1714, colla cosUtuzione Ad confovendam^ ordin la festa di s. Giuseppe sposo di Maria Vergine, con
indulgenza a quelli che nella chiesa
di
s.

i57 si legge, che pel tenero amor suo vrso la Beota Vergine, adoperossi per istabilire nella citt di Montellascone le sette novene che precedono le di
stre pie {P'edi),

a p.

lei

principali feste, e vide


i

prima del

Ignazio di

Roma
del

interverreb*
ss.

1782 esauditi suoi desiderii. I Papi col premio delle indulgenze furono
assai

Ijero

all'esposizione

Sagra-

benemeriti della propagazione

meoto, nei nove giorni


alla
festa
il

precedenti
santo.

del pio esercizio delle novene, e di-

del

medesimo
Fiia

Da
Cle-

verse concessioni
:

si

leggono nel

li-

ci

Novaes, nella

d
e

mente
delle

A'/, crede originale

intro-

dotte le novene ad onore de' santi,


quali Lambertini,

bro Raccolta di orazioni e pie opere con indulgenze. Sulle novene De scrissero , Giuseppe M. Frola
:

poi

Bene-

novendialibus supplicalionibus in ho-

detto

XIV,

dichiara non aver tro-

vato memorie di altre novene pri-

norem sanctorum i Romae 1714Rondet Sur les prieres des heures,


,

ma

di questa, 2, cap.

De

canon,

ss. b.

IV,
il

et

reniarques
t.

par.

XIII, n. 8. Narra

p.

vaineSy

5'j del

sur l'origine des neuJourn. eccl. de Di-

Memmi,
dinal

Notizie stor. dell' oratorio

del p. Caravita, p.
edificato in

228, che

il

car-

nouarty p. 75, e t. 60, p. 175. Giovanni Gerson e Guglielmo Marlot,


in Hist. Renten. ap.

Giuseppe Sacripanti
s.
s.

avendo
nobile

Dan. Papebrot.

Ignazio

una

chium
verio

t.

I,

Maii, Bolland.

I.

Sale

cappella a

Giuseppe, dispose che


se

Vanalesti,
y

Discorsi
Liguori,

per

ogni anno
festa

ivi

ne

celebrasse

la

novene

Venezia.

previa una divola novena, con


morali, esposizione del
ss.

meditazioni distribuite per

Brevi novene ^
20.

istruzioni

Monza 1824. Cav. Fabi Montani,


Costumi sacri roniaid l\ Tridui e Festa.
,

discorso
cui
s'

Sagramento, recita di alcune preci, a lggia di meditazione, in


innestava

fase.

alcuna

virt

del
il

NOVENDIALI.
NOVIZIO,
religiosa che

P^.

Funerali, Noo
i

santo per

muovere

all'imitazione,

vena, Orazioni funebri.


Novitius. Religioso

canto delle litanie e benedizione col Venerabile. Nella festa del santo facevasi la

non ha ancor
ch' nel suo

fatto

comunione, e nelle ore poil

suoi

votij

anno

di

meridiane
santo
di in
di

panegirico in lode del

stesso,

con

infinito

concorso

popolo. Nel

1723

s'incominci

che chiamasi noviziato, duquale si prova la sua vocazione. Decret il concilio di Trenprova,
rante
il

Roma
s.

a praticarsi nella chiesa Maria in Cosmedin, la nove-

to,
i

che non
alla

si

novizi

vestizione, se

devono ammettere non pas-

e fu la

na della Nativit di Maria Verdine, prima che in Roma tosse

sata l'et della pubert. generali


stabilite

Le

regole

per

il

noviziato e

Nov
la

frov
Sonovi
in

i4f

professione religiosa, sono appli-

Novogorocl alcune grandi

cabili

tanto

ai

religiosi

che

alle

piazze, circa

60

e pi

chiese,

ti

ne

religiose;
zioni
le

ma

per

certe

considera-

conventi, nna casa d'orfani,

un

bel

vennero

stabilite

alcune regoia
reli1^.

bazar, una biblioteca


gieci,

non molti mss.


i

particolari, concernenti

e due slavi de'secoli Xlll e


contenenti

giosa

professione

delle

donne.

XIV,

quattro evan-

Frate, Monaco,
e
gli articoli

Monaca^ Odiata,

relativi.

NOVGOROD, NOVOGOROD,
o VELIRI vogardia Magna.

un seminario, e diverse istituzioni elementari. Le sue chiese numerose coi loro campanili, nella maggeli;

NOVOGOUOD
Citt

No-

gior parte dorati, e le antiche fortifc


zioni

vescovile

danno

ancora a questa
la

citt

della Russia europea, capoluogo del

un
sta

aspetto imponente, e richiamano

governo e del distretto del suo nome, distante 87 leghe da Pietro* borgo e i\i da Mosca,, sul Wolkov, attraversato da un bel ponte
di

alla

memoria
del

grandezza di que-

antica metropoli degli slavi, che


secolo

prima
avesse

XV

si

pretende
abitanti,

quattrocento

mila

legno,

presso
la

l'

uscita

del

lago

che
mila.

oggi ascendono a pi di venti

llmen. natore

E
di

residenza del gover-

Fa un commercio

assai

atti-

militare di

Novogorod e

di

Tver,
sede tuata

di

un governatore civile, e un arcivescovo greco. Si-

vo con Pietroburgo, e presso la riva dell' llmen vi il monastero di


s.

Sergio.

una bella pianura, divisa in due parli dalla riviera; quella della riva destra si chiama Torin

JVovogorod soprannominata Veliki distinguerla ossia la grande, onde


dalle altre dello slesso

nome, una
che

govaia o del Mercato, e quella della sinistra Sophiiskaia o quartiere di s. Sofia. Quest'ultima vedesi cin-

delle citt pi antiche e celebri della


sia

Russia.

Sembra

probabile
nel
all'epoca
Si

stata fondala dagli slavi

da un bastione di terra altissimo, e da una fossa profonda. Rinchiude il Kreml, antica fortezza eretla nel io44 ^^^ granduca Uladimiro laroslavitch e dove si trovano
fa
,

secolo,
sa
di

presso poco

stes-

per
e

Kiovia (f^ed). lungo tempo in divenne possente,


interne
dissensioni

govern
lacerata

repubblica

ma
,

da
che
go,
li

pass
;

ad
giocivi-

il

palazzo deir arcivescovo,


il

il

conci-

essere

tributaria

de' varegui

qualil

storo,
di
s.

tribunale,

e la cattedrale
edifizio,

tempo dopo ne

scosse

Sofia,

grande

uno
si'

dei

ma

ricominciati
al

torbidi
nell'

pi antichi dell'impero, in cui sono


le

chiam,
di
la

suo governo
rimase
citt,
il

862

famose porte di bronzo, e


i

ve-

tre

principi
essi,

\areguo-russi.

Ruric,

dono

sepolcri
russi
vi

di

molti

sunti

uno
per
tale

solo sovrano
fratelli,

de' principi

quesla citt;
altre

che regnarono in si conservano pure


le
si

morte de' suoi

in-

grandi questa
tosto
via.

e la fece capiil

parecchie curiose antichit, e fra


de' quadri
la

de' suoi slati^

ma

figlio

Igor

cui esistenza

l'abbandon preferendo Rio-

erede anteriore al rinascimento delle

Nondimeno continu

a
i

gover-

arti

in

Italia.

La Torgovaia
palazzo

narsi repubblicanamente, ed

gover-

irregolarmente

fabbricata in

legno,
dei

contiene

il

vecchio

o vicer inviativi sino al 970, non vi esercitavano che una


natori

czar,

ora occupato dal governatore,

autorit

assai

limitala;

essa

i\i

al-

i4
loi-a

NOV
data in appannaggio ad un prin(Iella

NOV
tropolilano, che

pretese a quella di

cipe

famiglia

dei

sovrani

di

prototrono,
Il

secondo
il

Commanville.
p.

Kiovia.

Gli

immensi

possedimenti

p.

Mirco, citando
arcivescovati,
Altri dicono

Possevino,
e

avea acquistato col mezzo delle armi, e che dicesi si estcndeirano all' ovest sino in Livonia, ed

che

si

dice che sotto

Mosci\ furono eretti

due

Rostow

Nov-

all'est

sino

alla

frontiera della

Si*

beria, la sua grandezza

e magnifi-

che il vescovato fu istituito dal metropolitano di Kiovia, e divenne metropolitana quan-

gorod.

cenza,

e la estensione considerabile
i

do
sca,

fu

istituito

il

patriarca di

Mosuf-

del suo commercio, che possedeva

con
:

Ladoga e Korel per


venne pure
di
stabilito

banchi delle impressero ne* suoi


in

primi

citt

anseatiche,

fraganei
fra
i

che
di

vicini

una
si

tale

prelati

Russia, quello

idea della sua potenza, che

disse

proverbio
alla
di

Chi pu resistere

a
I

Dio ed

grande Novgorod?

granduchi

Russia videro questo stato prosperissimo con pena, e


risolsero di
farle sentire

pi

diret-

occuperebbe il secondo rango dopo il metropolitano di Kiovia, ed il terzo dopo il patriarca. La chiesa di Veliki-Louki o Veliki-Luki, citt considerabile di Russia, anticamente sede d'un vescovo, essendo in oggi unita a quella di

Novgoi-od

tamente
Nel
di

la

forza
i'

del

loro potere.

1471
fece

lievitch

granduca la guerra

Ivan-Vasiai

novgorola

sti

Novgorod la grande, i prelati prepoal governo di quelle chiese asil

per forzarli a riconoscere


e
gli

sua
re-

sumono
furono

titolo

di

arcivescovi di

autorit,
golari

sconfisse in
;

due
il

Novgorod

di

Veliki-Louki.

Ne

battaglie

questi

per

non
go-

tardarono a
vernatore
principe
e

ribellarsi
le

contro

truppe

che

quel

Barlaam, onorato come un santo, come anche il sucmoscocessore Filoteo, celebrando


vescovi:
i

avea loro inviate; la citt fu ripresa una seconda volta, la repubblica abolita, ed i cittadini pi trasportati ricchi e distinti furono
a

viti

la

festa

del

primo

a'

6 novem-

bre,

e del secondo a*i5 settembre.

Mosca e

in

altre citt dell'impe-

ro.
si

la
si

ultima rivoluzione nel 1^69 prolung sino al 1578, in cui citt fu presa, abbruciata e qua-

Una

stabil

interamente distrutta. Essa si ria poco a poco pel suo com-

occuparono o suo figlio Giovanni Basilide duca di Mosco via, faceva la guerra nel principato di Novgorod. N. intruso da Giovanni Basilide ; Cipriano ne occupava la sede allorch Stefano re
Nifone,

poscia Teofilo,

questa sede,

quando

Basilio,

di

Polonia

impadronivasi della

cit-

mercio,

ma

nel

161

gli

svedesi se

t di Polotsk. N= verso l'anno

iSyo;

ne impadronirono, la saccheggiarono per intero, e da quell'epoca la


erezione
direzione,
di

Alessandro sotto Geremia


tificato

II patriar-

ca di Costantinopoli; N. sotto
di

Pietroburgo dando
del

al

il ponGregorio XIII; Teodosio

commercio
le

Baltico

una nuova
F. Russia.
eretta
in

nel

port un colpo da cui

17 18, sotto Pietro I czar di Moscovia, deposto nel 177.5 per delitti

non

si

rialzer

mai

pi. fu

di cui

La
tropoli
{f^edi),

sede
del

vescovile

vinto;

venne accusato e conTeofane Procopowiz succe-

"vescovato,

e nel

XI

secolo in
di

me-

dette
di
t.

patriarcato

Mosca

con dignit onoraria di me*

a Teodosio, gi arcivescovo Pleskof o Pleskow. Oriens chrisi. i3o4. I, p.

NOV
NOVGOROD,
GOROD,
o o

NOY
NIJNI

143
1

NOVCitt

la

Russia europea, a
di

06

leghe

da

NIJL GOROD.

Mosca, capoluogo
riva

distretto

sulla

vescovile della Russia

europea, ca-

destra

del

Desna.

Ha molte
al

poluogo del governo, e distretto del suo nome, a 94 leghe da Mosulla sca e 200 da Pietroburgo destra del Volga che vi riceve l'Oka.
,

chiese ed
fu
la

un convento. Sino

i523

capitale

sovrani
presa
chi,

d'un principato dei di Kiovia. Successivamente


tartari,,

dai

lituani

e polac-

residenza de'governatori civile e


dei

fu definitivamente riunita alla

militare

governi di

Nijni-Nov^

Russia pel trattato di Deulina. Nel

gorod e di Penza, e dell'arcivescovo di Nijni-Novgorod e di Alatyr. E divisa in due parti: la citt alsituata sopra un promontorio ta, scosceso, ha la fortezza di Rreml, cinta da grosse mura e di torri, costrutta nel i5o8, contenente il palazzo del governatore e due cattedrali sul modello di quella di Mosca
;

1604
fsse

il

principe

Trubetzko',

alla

testa di

un'armata moscovita, scon sotto le sue mura le truppe


Dmitri,
Gr!>ka

del celebre

Otre-

piev.

Le

chiese di

Novgorod o No-

vogrodek e di Tcliernigow sono governate dal medesimo prelato. Oriens christ. t. I, p. i32o.

NOYON,
dipartimento
se^

Novodunum.
nella
dell' Oise,

Citt ve-

in
si

quella della Trasfiguraziole

scovile di Francia,

Picardia,

ne
sto

vedono

tombe

del prepo-

circondario

Cosmo Minimo,

e del principe

e capoluogo di cantone, sulla

Dmitri Pojarski, che s sacrificarono per la difesa della loro patria,


ed
fece
ai

va

Vorche vi si divide in due rami e ad unirsi all'Oise, al pendio di


collina in situazione vantaggio-

quali l'imperatore Alessandro

una
sa ed
gi.

innalzare
in

un

superbo monu-

mento

bronzo.
diversi

La

citt

bassa
edifizi.

amena, a 25 leghe da PariBen fabbricata e distribuita, trodecorata di belle fontane pub-

contiene

importanti

vasi

Questa citt delta Novgorod la piccola, ha 26 chiese, due convcHtr, seminario, collegio, due case di carit,

bliche.

Sono

osservabili

gli

edifizi

della cattedrale dedicata alla Beata

Vergine,
suo
figlio

eretta

da
la

Pipino
chiesa

da
s.

scuola militare

e fabbriche;

Carlo Magno, dell'antico


di

port

commerciante, e nel 1817 vi si trasla famosa fiera di Makariev.


questa citt fondata nel
nel

palazzo
Eligio
della
gli

episcopale,

gi

abbazia
passeggi.

de' benedettini
s.

Fu

1227 da
III,

Jori

lodovitch
la

e fu

1222 o o Giorgio Vsevoper molto tempo


di

congregazione di

Mauro, e
picco-

ameni
di

Evvi un

lo

seminario

residenza de' principi


e abbruciata

Suzdal
fu sac-

patria

ed un ospedale. Antonio le Conte giure-

e Nijni Novgorod. Dal

i3i7
soffr

consulto, dell'avvocato

cheggiata
te

molte volnel seinI


il

Fourcroi,
dello
di

di

Francesco

Bonaventura Maucroix,
Sarraziu,

dai

tartari.

Molto

scultore

Giacomo

colo

XV
Si

per fame

e frequenti

Calvino, del console Lebrun, del


Pioland, del generale
altri

cendi.

pretende che Pietro

ministro

Duesi

Grande avesse
I,

in pensiero farla ca-

mouriezj e di

personaggi,

pitale dell'impero.
p.

Oriens

christ.

t.

sendo
fisici

nati

a
le

l32l.
Citt vescovile dcl-

Nicola

poca distanza Cat e Nollet.


di

due
din-

NOVGOROD oNOVOGRODEK.
SIEVERSKOI.

torni

sono

coperti

bei

giardini.

Questa antichissima

citt,

delta au-

i44

NOY
mand
fu

NOY
trasferita
di

die Noviomagiun Bel^ariim e Noviornagu.i yaldicassuin^ non era mollo considerabile duranle l' impero romano, e fu rovinata dai haihai'i.
Chilperico
II

Noyon
fu
s.

Il

primo vescovo

Noyon

I^Ic-

dardo vescovo
che yon,
di
trasfer
la

di

Vermand
il

nel
1

53o,

sede nel 53

a-

No-

fu

quivi sepolto nel

cui

nel

532 un
nel

vescovato

7215
cuni,

Carlo Magno, secondo al-

Tournay; morto
il

545, secon-

fattosi

coronare

in

Noyon, per

do

qualche tempo la fece capitale del suo vasto impero. Nell'859 fu sacclieggiata dai normanni, ed abbruciala nel ii3i, i52 e 1228. Ugo
I

Capeto

vi si fece
la

proclamare nel 987,

e divenne

capitale dell'antico pae-

se delNoyonnais. Gli spagnuoli l'ab-

il p. Pagi morte nel 56 1, ed Chenuj Series epsc. Novioduil neiisis^ nel 556. Faustino o Agostino gli successe, indi Gundulfo, Ebrulfo, IJertundo , nel 633 s. Ascari o nel 645 s. Eligio prima orefice onde n' il patrono; con-

p.

le

Cointe;

ma

fissa

la

di

lui

bruciarono

totalmente

dopo

la

fa-

corse

alla
s.

fondazione

delle

monadie
il

mosa battaglia di s. Quintino. Nel i5i6 Francesco I e Carlo V vi conclusero un trattalo di pace. Enrico IV la tolse alla lega a'28 agosto duca di Mayenne la il iSgr riprese ne' primi del 1598 col soc;

che di
sacro

Eligio (Fedi),
s.

velo a

GodeberLa (Fedi).

Ne
s.

corso degli spagnuoli, comandati da

fu successore nel 659 o 664 Mumnoleno di Costanza, morto altro santo fu s. Enuzio nel 685 del 74 ^ morto nel 744* Verso il II 46 la chiesa di Tournay ricupe*
;

Carlo
di

conte di Mansfeld. Assediata


nel settema'

il

nuovo da Enrico IV
i594>
se

decreto di Eugenio

suo vescovato particolare, per III, essendo ve-

bre

ne impadron

18

ottobre.

figlio

scovo di Noyon e Tournay, Simone di tlgo il Grande conte del

La sede
sa

vescovile di questa chie-

dapprima Vermand, capitale del Vermaudese, detta Augusta P^iromanduorunif eretta nel 3i4 suffraganea di Reims; ma essendo staera
ta quella
ri

Vermandese, il quale condiscese immediatamente a quella separazione; mor Simone nel 1 148 in Seleucia,
durante
santa,
il

intrapreso col re di
I

suo viaggio per TerraFrancia

citt distrutta
la

dai

barbavescovi

Luigi VII. Nel

nel
fu

53o o 53 1,
trasferita

sede vescoviI

dovino
1167.
fatto

di

Boulogne,
di

148 succedette Bale mor nel


Aubert,

le

a Noyon.

Stefano

d'Albert o

di
la

Noyon avendo altres governata chiesa di Tournay unitamente a


di
Il

vescovo

Noyon

nel

i337

quella di Noyon, furono litolari del

nome
I

ambedue

le

chiese fino al

da Benedetto XII, rifabbric dai fondamenti la cattedrale; dopo tre anni trasferito a Clermont, nel i342
creato
col

14^.

vescovo di
e pari

Noyon
di

era cone

cardinale, e
'

Papa

nel

i352
a

te di

Noyon
il

Francia,
Ilario fu
,

nome

Innocenzo
altri

VI

(Fe^i).
sino

portava
la

cingolo della
re.

spada nelil

Quanto

agli

vescovi,

consecrazione del

primo

vescovo

di

Vermand

cui

Giovanni Francesco de la Cropte de Bourzac di Parigi del 1733, morto nel 1765, vedasi la Gallia
t.

successero Martino,

Germano, Mas-

cirist.

simo o Massimino, Fossonio o CoIonio, Alterno, ec. fino ad Ailomero, dopo il quale la sede di Ver-

IX,

p.

978
:

e seg.

Ne furono

ultioii

vescovi

glie

della diocesi di Lisieux;

1766 Carlo de Bro1778

NUB
Lodovico AiKrea de Grimaldi del diocesi di Vence, traslato da Le Mans, che per esseie stato soppresso nel 1801 il vescovato dal concordalo, mor in Londra nel 1806.
I

NUB
gn'zia,
ircll*

10
nel
patriarcato

Etiopia (Fedi). Questo

paese formava anticamente una provincia


ecclesiastica
* Alessandria, e vuoisi

che

s.

Mat-

teo vi abbia predicato

il

cristianesimo,

canonici regolari di
il

s.

Genoveffa
Il

che

vi si

mantenne

sino circa al secolo


il

dirigevano
l'abbazia di

collegiOj

e vi aveano

XVL Altri dicono che


vi fu stabilito nel
vi

cristianesimo

s.

Bartolomeo.
lire

vesco-

IV

secolo,

ma

oggi

ve godeva 25,ooo
Concili di

di

rendila.

domina

il

maomettismo, e queessendo
le

sto

alterato,

cerimonie

Noyon,
neir8i4 per
di

degli abitanti miste di cristianesimo,

giudaismo
Il

maomettismo
p.

Ecco

primo
i

fu tenuto
confini

alcuni metropolitani della Nubia, re-

regolare

de' vescovati

IVoyon e di Soissons. Reg. t. XX; Labb t. VII; Arduino t. IV. Il sev^ondo nell'SSi, vi fu deposto Gess vescovo d'Amiens, reo
di

delitto di lesa maest.


t.

Labb
1233

t.

Le Quien, Oiiens 662. Ciriaco o Soccupava la sede sotto riaco ne Chail I patriarca d'Alessandria: Abramo re di Nubia concep tale odio contro Ciriaco, che minacci
gistrati

dal

christ.

t.

II,

p.

VII; Arduino
Il

IV.

il

patriarca

d'introdurre l'idolatria

terzo nel
di
il

i23i

in

he' suoi stati, se

non nominava
I

ai-

favore
vais,

Milone vescovo di Beauquale pretese che s. Luigi


i

tro

metropolitano.
perci
il

vescovi

della

provincia
fu deciso

essendosi

riuniti,

IX

avesse violati

diritti

di

sua

ritiro

di Ciriaco in

moNu-

chiesa,

onde

vescovi scagliarono

nasteroj e Giovanni fu eletto a suecessore.

l'interdetto, rivocato poi nel concilio

N. era metropolitano di

di
i

s.

Quintino,

perch

non

intesi
t.

bia nel

1173, quando fu
in

condotto
fratello

capitoli
;

della provincia.
t.

Labb

prigioniero
del

Egitto

dal

XI
la

Arduino

VIL
1271 o 1272 per

sultano.

La Nubia
numero

poco po-

li

quarto nel quinto nel

polata riguardo alla sua estensione;


il

libert della chiesa.


Il
i

Labb
in cui
sui

t.

XI.
pr-

maggior

degli

abitanti

280

si

clamarono regolamenti
sulle

processi,

usure, sui giudici

e sugli avluglio,

vocati.
li

Arduino
sesto

t.

Vili.

sono discendenti da arabi, di cui parlano in generale la lingua, tranne quelli della parte settentrionale del Nilo che parlano due particolari

nel

i344 ^'26
fatti

dialetti,

il

scialleli

il

nubah^

presieduto da Giovanni arcivescovo


di

Nella Nubia sonovi alcune trib pagane, e


fra
i

Reims

furonvi

diciassette

maomettani esistono
di

canoni relativi alla giurisdizione ecclesiastica

alcune

specie

santoni, che

si

ri-

continuamente
di

lesa,

alla

celebrazione dell' uffizio divino, alla


superstizione
alle esazioni
t.

alcuni

barcaiuoli,

guardano come gente illuminata, e che s'impiegano come giudici nei, processi. La Nubia corrisponde alla
parte
settentrionale

esorbitanti, ec.

Labb

dell'Etiopia

al

XI; Arduino Vili.

di sopra dell'Egitto,
se

chiamata pae:

NOZZE,

F. Matrimonio.

di

Chus
dicesi

nella sacra Scrittura

NUBIA. Contrada eW /africa, che confina coW Egitto, V Albissima, la NivoL. xivni.

in

questa contrada, Cambise re di

Persia,

fond Meroe capitale I o

i46
d

NUM
stato.

NUM
si

possente

Nella l'egione

fezion

suoi studi
la

in Parigi

con

trovano magnifici avanzi


t.

di antichi-

riportare

laurea dottorale nell'u-

Pare
si

che nel secolo VII, poco

niversit della

iJopo
Ti
ti

l'era

maomettana,
I

gli

arabi

Sorbona ; e come di rara prudenza fornito, non meno che


di

stabilissero.

diversi suoi sta-

eccellente dottrina

e santit di
e

o paesi sono in generale governati da un capo indipendente asso* luto, che prende d* ordinario il titolo di malek. L'attuale vicer d'Egitto Mehemet Aly, nel 1820 confid al figlio Ismail una spedizione
Nubia, ma peri assassinato nel 1822, e fu vendicato da una seconda spedizione. NUDI-PIEDI. Eretici albigesi, che
in

vita,

fu
della

sollevato alle prime carireligione,

che

finalmente

nel capitolo tenutosi in

Roma

nel
tut-

i5i7 a quella
to
l'ordine.
dissi

di generale di

Francescano
fu l'ultimo

ordidivi-

re

come
in

generale
e

dell'intiera religione serafica,

sa quindi

minori

osservanti
in

conventuali. Essendo

dicevano bisognar camminare a piedi nudi per salvarsi, errore che fu


sostenuto da vari fanatici, come da molti anabattisti che comparvero in

gran concetto presso Francesco I re di Francia, e alla regina Claudia sua moglie, che lo scelse in direttore della

propria coscienza, (altri preten-

dono
re
),

Moravia
scarpe;

sul finire del secolo


essi

XVI.
ne

che lo fu della madre del ed essendo pure per le sue


virt in

Non portavano
campagne,
e

ne

calze,

sublimi

favore

di

Leone
lo

vivevano

poverissimi nelle
professione

X,
lo

questi, senza

che neppure se
s.

facevano

immaginasse, nel primo luglio i5i7


cre cardinale prete di

d'imitare la vita degli apostoli. Fu-

Bar*

rono chiamati anco


parati.

spirituali

se-

NUHADRA
DRA. Sede
ni
di
i

BETA NUHAil

tolomeo all'Isola o di s. Matteo in Merulanaj essendo nera calunnia dell'empio Lutero, che temeraria-

vescovile sotto

maanche

mente
trenta
il

asser

aver
fiorini

egli

sborsato

friano de'giacobiti, situata ai confi-

mila

per conseguire
in

Babilonia;

trovasi

cardinalato; mentre l'Oldoino e

tra
dei,

vescovati della diocesi de' cal-

il

Wadingo
ad

affermano, che per


accettarlo
vi

prima

sotto la

metropoli d'A-

durlo

fu

biso-

diabena^

poi

di

Mosul.

Di quella

de'giacobiti furono vescovi, Daniele

del 63o, Giovanni del 759, Atanasio del 1265, e Giovanni del 1284.
t. Il, p. i233 e 1592. Cristoforo, Cardinale, Cristoforo Numai, nato di ricca e

gno dell'espresso comando del Papa. Nell'istesso anno lo fece vei522 scovo d' Alatri, a cui nel Adriano VI aggiunse la chiesa d'Isernia. Il

Oriens

christ.

Marchesi nel suo libro dei

NUMAI

Protonotariy confondendolo con Ales-

cospicua famiglia in Forl, cio da

Francesco, e da Cassandra
lani,

Herco-

dotato di

uno

spirito straor-

in

ammaestrato nelle scienze Bologna vi fece mirabili progressi. Quindi disgustato del mondinario,

francescano ivi vest l'abito do donde trasferitosi in Francia per,

sandro Numai protonotario, dice che fu pure vescovo di Forl, e senza badare alla notabile distanza delle epoche, che Paolo II gli die la legazione dell' Umbria, e Sisto IV quella all' imperatore Federico III (ci che realmente esegu Alessandro), che pacific col duca di Borgogna mentre stavano per guei'-

NUM
regglare,
la

NUM
il

147

ma

giustamente

Cardel-

ra di
gli

Samo.

Il

Vossio pretende che


gli

dubita assai di tali notizie, ed Fleury narra che dopo la promozione fece un viaggio in Franfu per la legazione a cia. Questo
il

egizi

sieno stati gl'inventori dei

numeri, che

Abramo

abbia im-

parati presso quel


l sieno passati

popolo, e che di

alle altre nazioni.

Francesco
dere
le

I,

per esortarlo a prenil

Le

figure destinate a segnare o ini

armi contro

turco.

Altri

dicare presso
I

numeri,
greci e

furono
presso
i

differenti

eziandio lo dissero vescovo di Reggio di Calabria,

ma

ne di

questo
si

greci inventarono

romani, da prima una


Consi-

ne

di

quello

di

Modena

vede

aritmetica

molto
colla
il

semplice.

registrato nell'Ughelli.
invest del

Leone
rinunzi

lo

steva questa in

sei

lettere dell'al-

dominio
che
poi

temporale

di

fabeto e

loro

combinazione

Bertinoro,

pontificia facolt
l.

al fratello

con Nico-

formavano
fre.

valore di tutte le ciIn appresso si servirono delie

Nel funesto sacco di Roma, non potendo ritirarsi in luogo sicuro es-

lettere
dell'
i

secondo

alfabeto;

la serie e l'ordine finalmente divisero

sendo impedito dalla podagra, soffri con invitta pazienza e fortezza d'animo obbrolDri e contumelie atrocissime dagli eretici, a grande sterno pot campare la vita con dar loro quanto avea. Tuttvolta condotto in carcere, solo ne fu tolto

greci le loro lettere in tre classi,

delle quali la

prima quella delquella


delle centi-

l'unit,

la

seconda quella delle de-

cine e la terza
naia. I primi

romani

non ebbero

alcuna specie di aritmetica, il che viene provato dal chiodo che ogni

quando

di

lui

si

rese

mallevaaffine e

dore Cesare Hercolani suo


concittadino.
Il

anno attaccavano tempio di Giove


per indicare
degli anni. ronsi
il

alla

sul

muraglia del Campidoglio,


il

cardinale per

non

corso e

numero

essere testimone di

ulteiiori scelle-

Ma

in appresso formadi conteggiare, eh'

ratezze, e ristorare l'abbattuto ani-

un modo

mo
ne

suo, pass in Ancona. Interven-

ai

conclavi di Adriano

VI

e Cle-

mente VII, morendo in Ancona i528 a' 21 marzo, non nel nel
i52g, e trasferito in Roma fu tumulato nella chiesa di s. Maria di Araceli, allora suo titolo, senza funebre memoria. NUME, Numen. Deit. F. Idolo.

una conseguenza dell' aritmetica digitale, perch non adoperarono in essa se non che cinque lettere, colla
combinazione delle quali essi esprimevano tutti i numeri, cio I . V. X.L.C. Per ci che riguarda
:

le

nostre

cifre

arabiche,

esse

non

NUMERO,
di
te

Numerus.

Raccolta
l'

pi unit.

L' aritmetica

ar-

o scienza che insegna a partire numeri. Numero pigliossi per le i figure aritmetiche o d' abbaco, e numero si disse l' armonia del verpoco si so. Gli antichi che assai accordarono sulT origine de' numeV invenzione a ri, ne attribuirono a Mercurio, o a PilagoMinerva

appartengono n ai greci n ai romani: tutti sono ora d'accordo che tali cifre sono state inventate o a noi pervenute dagli orientali, primiei-amente perch quando due o un piti gran numero di queste cifre sono unite insieme si comincia a computare dal Iato destro volgendo verso il sinistro, il che era in uso neir oriente ; poi perche si fece uso anticamente di quei caratteri per
indicare
i

segni

del zodiaco e dei

i48
pianeti,
gli

NUM
che piimi a noi trasraisero
Gli antichi scrittori attri-

NUM
e le cifre
arabiclie;
al

hn ne

asse-*

arabi.

buiscono

anche

a Pitagora

l'

aver

gnano nude ;
poi

il

merito

monaco greco Ph-

altri nel secolo


II; gli

a Gerbcrto

scoperte alcune virt divine ne* nu-

Silvestro

spagnuoli l'aUri-

meri. Si crede che mettessero ai primi


de* numeri.

gli

ebrei tras-

buiscono
le

al re

Alfonso X; certo che


in

cristiani

d'A-

cifre

arabiche erano
avanti
la

Europa
del se-

lessandria la dottrina della fatalit

conosciute

met

Da

questo
la

trasse ori-

colo XIII, e l'uso adottossi a poco

gine in gran

parte

cabala dei

a poco,

rabbini sulle combinazioni numeriche. Tuttora sussiste presso alcuni


il

ma con altre forme. Per riguardo de' numeri romani, le nozioni sono

avvenimenJ^edi Epoca. ti sgraziati e felici. co' quali si I segni esprmono ordinariamente i numeri chiamansi cifre. L* invenzione de' caratteri nuriferire
ai
gli

numeri

mente ne
le ricerche.

tratt
Il

troppo note, e diffusaBonel, Tesoro delBuonarroti,


e

De

vetri

amichi

p.

89

90, parla
allegorie

de'nuusate

meri, loro mistiche


dai padri nelle
del

omelie al

popolo;
antica-

merici antichissima, e

gli

egizi

li

numero centesimo dato


ai

aveano immaginati avanti l' epoca in cui conobbero i caratteri alfaVedi Lettera. Tuttavolta betici r origine delle cifre numeriche, dette comunemente cifre o numeri arabici, si ravvolge nella pi cupa antichit. Il nome che si d loro
.

mente

martiri e
alle

da
dal
e
il

s.

Girola-

mo

attribuito

veigini; del ses-

santesimo
santo alle
gi
delle

riferito

medesimo
trigesimo
dallo

vedove;

vedove

applicato

di arabici deriva

dall'

opinione ge-

neralmente accolta
che l'Europa
attribuirne
1'

in occidente

che

siano stati trasportati dall'oriente e


gli

abbia ricevuti dagli


-Si

arabi o dai saraceni.

volle inoltre

origine
ai

ai greci^ ai ro-

mani,
sciti,

ai

celti,

cartaginesi,
la

agli

agli

egizi.

Tuttavia
scrittori

mag-

quanto al frutto e merito d'ognuno de' nominati Cabalonia' stati. Vedi il Cerlendi chi a: hoc est artis cahaUstcae oppiignatio ; e l'articolo Lotto. Tra quelli che riputarono le cifre arabiche romane, nomineremo il p. Calmet, Ricerche sult origine delle cifre d^ aritmetica j ed il conte Zinann, Dissert. de numeraliiiin nostesso alle maritate,
:

gior parte
attribuisce

degli

moderni

tarum minuscularum

origine^ affernell'arit-

agl'indiani l'invenzione,

mando che

l'introdusse

che

forse la riceverono dagli arabi

e a noi la

trasmisero. 11 tempOj che tutto altera e sconvolge, port qualche differenza anche tra noi

metica Marco Aurelio, e dall' Italia passarono per tutto il resto del

mondo. Eruditissime
grafiche de' misteriosi

notizie biblioattribuii

dei

stri

numeri e
cifre

quelli

degli

arabi,

numeri ternario e
ta
il

settenario, ripor-

che ciedonsi
tra le

nostri maestri,

o pure

Cancellieri

degl' indiani

e quelle

cose fatali di

Le sette XIII: Roma. Giuseppe de

degli arabi, cosicch in oggi la for-

o la situazione pnmiliva di alcune cifre numeriche si trova interamente cangiata. Dicesi che Leonardo Fibonacci pisano introducesse nei

ma

SidV origine de' numer romani dissertazione, Roma. Vedasi Novena, OTTAVARro e Tridui.
Mattheis
:

NUMERO AUREO, o CICLO LUNARE. Vedi Calendario e Ciclo Pasquale.

1202

in

Italia

numeri

,- , ,

NUM
]VUM1DIA. Vasta contrada
l'

NUM
del-

i49

ta (Vedi), vi

trov Sofonisha, che

Africa

lilla

costa

seUcnlrionale
propria

che eslendevasi
air oriente
,

daW j^frica
alla

sino

Alauritiana

all'occidente,

venendo separata dall'una e dall'altra dal monte Atlante,


ia

confinando colla
e

Libia dalcol

parte del mezzod

Medial-

terraneo a settentrione.
dia corrisponde parte
,

La iNumisecondo
chianiossi

cuni,

ci

che
la

poscia

Biledulgerid;

maggiore e pi occorrisponde
,

cidentale parte di essa

in vece di cederla ai romani le somministr il veleno di cui mor. I romani gli diedero Numidia la che cos fu riunita sotto un solo sovrano, e procur civilizzarla. Dopo di lui regn il figlio Micipsa che dichiar eredi i suoi due figli e il nipote Giugurta , il quale poi nelle guerre co' romani divenne loro prigioniere, onde la Numidia pass nel dominio di Roma , tranne una porzione data al re Bocco
li-adilore

per allo slato di

Algeri

in

cui

del

Gregorio
vile.

XVI
la

eresse la sede vesco-

quale
tiana,

fu

vinto e prode re, la chiamata nuova Mauri


la

Tutta

JN'umidia eia abitata

e poscia tutta
all'

da molti
erano
syli
i
i

piccoli

popoli
i

de' quali

riunita

impero. Tuttavolta
a

Numidia fu Auli
il

principali

massili o inas-

gusto
di

restitu

Juba

regno

massoesyli
del
il

della guerra

che al tempo Peloponneso cia,

parte della

Mauritiana

del suo

scuno aveva
fu in
nesi,

suo sovrano. Poscia


ai

padre Juba 1, dopo la cui morte non ebbe pi re la Numidia e ri-

parte
e per

sottomessa

cartagi-

mase

ridotta

provincia
fu

romana.

un tempo ad Agatocle
I

A* nostri
Massinissa

giorni

tiranno di Siracusa.
vrani furono
gli

principali so-

paragonato a Giugurta il famoso

avi di Siface
la

e di

Giugurta;
te in

primi tenevano
gli

cor-

Siga

altri

in

Zama.

Al

tempo
sa,

della seconda guerra punica


di
si

Abd-el-Kader, di cui fieci cenno nei voi. XLII, p. 289, e XLIII, p. 109. Egli nel dicembre 1847 si sottomise alla Francia, ed in questa fu
trasportato
colla

regnavano Gala padre


e Siface col quale

Massinis-

famiglia.

Ora

si

coUegaro-

pretende

che
sia

l'ex

emiro

Abd-el-

no
le

i due romani Scipione , onde opporre a Cartagine un nemico sul-

Kader non

nato

maomettano
colla-

ma
la

originario da famiglia spagnnodi

frontiere.

cartaginesi

si

col le-

Valenza,

cui parenti

garono con Gala, ad istigazione


Massinissa,
sto

di

terali

ancora
fu

vi

abitano,

e fatto

il quale fug Siface. Quedivenne poi s terribile ai cartaginesi che per staccarlo dai romani gli dierono in isposa la bella Sofonisba gi promessa a Massinissa. Allora

prigioniero essendo fanciullo dai pirati


,

portato in Africa colla


vi fece

ta-

miglia.

La
la

religione cristiana
;

mi-

rabili progressi

nel

IV
,

secolo Gir-

il

deluso principe

per vendetta

si

era

metropoli
di

della

provincia

gitt nel partito

romano

e sosten-

ecclesiastica

Numidia

con cento
suffraassai illu-

ne gloriosamente e con pochi mezzi terribili guerre con Siface, e fu di gran vantaggio ai romani , che videro per lui ritornare Annibale
in
Africa.

trentaquattro sedi
registrate

vescovili

ganee, molte delle quali


stri,

pag.

i53 e

seg.

da Commanville a HisL des archv ,


Chri-

Massinissa

cacci

tutti

e descritte dal

Morce Ili, /^/nc

piccoli

re di

Numidia, e piesa Cir-

stiana, e da noi brevemente ai loro

i5o
articoli,

NUM
in

NUN
che
vi fu-

un

ai

concflii
i

letluo
tirlo

la

lettera

209, per avverd'


il

rono
fecero

celebrati.

Dipoi
la

vandali con

delle imposture

Antonio
usi

Genserico invasero
delle sedi
vescovili

Numidia e vi strage, con immenso danno


e del
cristianeF,

per dimostrargli che


agito

concilio avea
della

conformemente

agli

simo. Ricuperala da Giustiniano


nei

chiesa d'Africa. Mansi p. 3og. Il terzo nel 592, rigettato da

s.

VII secolo gli arabi e mori maomettani la conprimi anni del


vi

Gregorio
Il

I.

Arduino
t.

t.

111.

quarto nel
quinto nel

604,

contro

si-

quistarono,
stiana

distrussero

la

criil

moniaci. Reg.
Il

XVI; Labb
646
contro
vescovile
nell'
i

t.

religione

introdussero

V. mo-

maomettismo, e dilHcilmente
ta
s
il

talvol-

noteliti.

Ibidem.
della

vi

penetrarono missionari,
ebrei.

benistitu
,

NUMIDIA. Sede
Mauritiana
occidentale
,

gli

Gregorio

XVI

Cesariana,
sotto
la

Africa

vicariato apostolico di

Gallas

metropoli di

nel

maggio 1846 quello dell'Afri-

Cartagine. NumidJa, Nuniidien, e


titolo

un

ca centrale,

come

dissi nel voi.

XLV,

vescovile in partibiis
,

sutfra-

la

pag. 249 ove feci pur cenno delmissione del celebre gesuita p.

nyllo, ora in Tarfur sede del secondo


vicariato, dal

medesimo Papa man-

dato nei paesi dell'Africa centrale.

Concila di Numidia.
ti

che conferisce ganeo di Cartagine la santa Sede. Per ultimo ne furono decorati Severino Maria Castelli, e per sua morte Leone XII nel concistoro de' 28 gennaio 1828 lo die a monsignor Stefano de Blanquet de Resuville di Mandes, gi
vicario

generale

di

Chartres

di

primo nel

348

dai capi dei

Reims.

donatisti, per far cessare,

come

di-

NUNILONA
sorelle,

ed

ALODIA

(ss),

cevano essi, le violenze di Macario, il quale era andato in Egitto per


distribuir a* poveri l'elemosine del-

vergini e martiri.

nel secolo IX, sotto

derameno
ni
,

II

re de'
Il

Vivevano regno di Abil mori o saraceloro

l'imperatore Costanzo I, trovandosi

in

Ispagna.
e

padre era
cristia,

invece

costretto
soldati,

farsi

accompa-

maomettano
na
,

la

madre
altro

gnar dai
donatisti.

per difendersi dai

la

quale rimasta vedova

ri-

Mansi, Suppl. t. I, p. 217. Il secondo nel 4^2 o 4^3. Antonio mandato vescovo a Fussala dopo che gli abitanti ebbero abiurato lo scisma dei Donatisti (Fedi),
fu

maritossi

ad
ebbero
della

un
nella

maometcrisoffrire

tano. Allevate

religione

sliana

molto a
brutalit

cagione
zio

del

loro

privato d'ogni
i

giurisdizione

so-

pra
di

diocesani

venendo

accusato

molti

delitti.

Ma

il

vescovo a-

padrigno , il quale avea un uffiragguardevole in Castiglia. Costui cerc d' indurre le due sante a maritarsi; ma invano, percioc-

di

vendo impegnato il metropolitano Numidia perch scrivesse al Papa s. Bonifacio I in suo favore,
quindi essendosi
portato
in

ch

servire a

Roma

avevano posto in cuore di Dio nella virginit. Finalmente ottennero la permissione di ritirarsi in casa di una zia, crisi

per

riformare la sentenza del concilio, s. Agostino vescovo d' Ipfar


scrisse al

stiana

assai
si

fervorosa

presso

la

quale
esercizi

dierono

liberamente

agli
cit-

pona (Vedi)

Papa

s.

Ce-

della

loro religione.

La

NUN
t nella vasi
si

NUN
governi di repubbliche, in
zioni,

i5i

quale stanziavano chiamapresso Naja-

un

alle

Barbila o Nerveta, che erede-

loro prerogative, facolt e giurisdi-

essere Castro-Viejo

con

titolo

di

Delegato

apo-

ra in Castiglia, sulle frontiere della

stolico, InternunziOj

Incaricato d! af-

Navarra. Questa citt era sommessa ai saraceni allorch


fece pubblicare
i
i

fari. Inviato straordinario (Vedi) e


talvolta

Abderameno

ancora

suoi editti contro

Al

presente

cristiani.

Nunilona ed Alodia erala

nunziature
pontifcii,

Ambasciatore. propriamente apostoliche con nunzi


di

esistono

no troppo conosciute per


Belo,

loro

in Briisselles

pel

Belgio,
in

nascita, pel loro fervore e pel loro

in

Lisbona pel Portogallo,

Lu-

poteano non venire prese le prime. Condotte dinanzi al giudice, mostrarono ferma coe
stanza,

non

cerna per la Svizzera, in Madrid per la Spagna, in Monaco per la Baviera, in Napoli pel regno delle
in Parigi per la FranTorino per gli stati del re di Sardegna, in Vienna per quelli dell'imperatore ' Austria, ai quali articoli parzialmente ne trattiamo ;
Sicilie,

resistendo

ad ogni lusinga

due
eia,

Vennero consegnate ad alcune empie donne, nella speranza


e minaccia.

in

che queste sarebbero venute a capo di pervertirle ; la qual cosa non essendo riuscita, le due sante vergini

come

ai

precedenti di quei ministri


tali
il

furono

condannate ad essere

e rappresentanti, che

decapitate nella prigione in cui e-

con nominazioni rappresentano


Pontefice negli
stati

de-

somin

rano
altri

state rinchiuse.
il

La

sentenza

mo
essi

e regni

fu eseguita
logio

22 ottobre dell'SSi, dicono nell' 840. 11 martiro-

enumerati.
i

Non pi

esistono le

romano segna
giorno
;

la

loro
la

festa

nunziature e nunzi di Venezia, Polonia, Inghilterra, Colonia, per


que' motivi
detti
ai

nel

detto

maggior
si

loro

articoli

parte

delle loro

reliquie
s.

custo-

altre nunziature invece del

nunzio
intitola-

disce nell'abbazia di

Salvatore di

hanno quel rappresentante


to delegato,

Lejer in Navarra.

internunzio,

incaricato

NUNZIO APOSTOLICO. Nunciiis

e inviato,

ma non

tutti decorati

del

apostolcuSj ApocrisariuSy Legatus. Prelato, vescovo , o arcive-

carattere vescovile. Anticamente

non

sempre
te
i

nunzi erano insigniti della

o patriarca bench raramente, ambasciatore del Papa, rappresentante la sua persona appresso
scovo,
gli

dignit episcopale, per cui molte vol-

nunzi, principalmente quelli inin remote parti, furono sacero diaconi secolari, o religiosi, minori francescani e i domeni-

viati

imperatori,

re,

grandi princi-

doti

pi

ordinaria delegazione,
straordinari,

o repubbliche, a cui inviato per e per affari

ed
tra
il

cani contano molti nunzi apostolici


i

comunemente con po-

loro

alunni.

Ordinariamente

dest di Legato (Fedi).


ticolo

quell'ar-

Papa

conferisce ai nunzi
in

un

ti-

dicemmo per
e

della diversit
il

tolo

arcivescovile

partibus, ed

che passa tra esso

nunzio

e
e-

riportammo moltissime cose che


la

spressamente riguardano santa Sede, non che


corti

nunzi del-

patriarcale come l'ebbe il Macchiavelli nunzio di Colonia e poi cardinale; talora i nunzi sono ve-

anche

le altre spe-

scovi

di

chiese

residenziali.
i

Innu-

cie di

nunzi ordinari o straordinari,

merabili poi sono


nari,

destinati presso le

sovrane o

che

la

nunzi straordiSede apostolica in ogni

NUN
tempo
lia

e in tutte le parti del

mondo
della

ro bene e per
giustizia

conservazione

della

spedito

per
le

gravi

affari

Chiesa e della repubblica cristiana,

per comporre
ze, per

discordie degli stati

e de* principi, per formare allean-

qontro gl'infedeli e

conchiudere leghe, massime altri nemici del


alle

ed olire duchi , marchesi , conti ed altri i magistrati, si pens a provvederle di altro soccorso con destinare i messi o nunzi, i quali andavano girando per le pr vi noie e pei contadi,
le affine di

fra' popoli stabiliti,

cattolicismo, per assistere

ele-

ricever
,

le

zioni degl' imperatori romani, re di

istanze

de' popoli

querele e per ristoro

Polonia e
tare
le

altri

sovrani, per presen-

dell'oppressa giustizia, con

ampie

fa-

Fascie

benedette

la

Rosa

colt di correggere
giudici
;

gli

stessi conti

ctoro benedetta, lo Stocco e berrettone benedetti (Fedi), o altri sacri


donativi; per incontrare sovrani nei

che perci non avevano

fer-

ma

sede, detti

perci Missi discur-

rentes.

Che
il
i

questi

messi

li

aveva

loro Ingressi in

Roma

(P^edi), e per

anche
invit

Papa,

che questi

talvolta

altre circostanze, e di

tutto

se

ne

re e gl'imperatori

man-

tiene proposito ai citati ed altri relativi


s

dare
ta,

loro nelle terre delia Chiesa,

articoli, biografe, ec. Ivi

pure

e della loro autorit


lo
riferisce
il

come

regola-

parla degli affari trattati dai nunquali rappresentanti

Borgia, BrcK>e isto-

zi,

del

Papa

coie capo della Chiesa

e sovrano

temporale, e le vertenze insorte in cui furono esposti e compromessi


questi
ministri
pontificii.

ria del dominio temporale della se-, de apostolica, p. 4^? mentre a p. 3 16 discorre della promissione che faceva il nuovo Papa, alla presenza
de' messi regi e imperiali,

Che

dai

cio

di

primi tempi della Chiesa ebbero origine legati o inviati dal romano Pontefice, lo dissi a Legato e ne produssi gU esempi ; ma il vocabolo propriamente di nunzio, equivalente a quello di ambasciatore o messaggiere, cominci ad essere in uso generalmente verso la met del secolo XIV, sussistendo per qualche anteriore monumento con tal nome. La residenza del nunzio, il suo tribunate, la sua cancelleria, l'esercizio dell'officio di nunzio venne chiai

amministrare rettamente la giustizia, e di governare con placidezza i

popoh
De'
zi,

soggetti alla Chiesa


missi,

romana.

legati

nunzi o internun-

p.

facemmo parola nel voi. XXXVII, 268 e 277 del Dizionario. Tal-

volta nunzi o o inlernunzio fu detl' ambasciatore di qualche sovrano secolare ( come quello dell' imperatore d' Austria presso la Porta ottomana), ma piti partico-

to anche

larmente
quello del

si

diede

questo
stato

nome a
d'un
del
prin-t

Papa

alla corte

mato
gato.
Il

nunziatiiray

legatio,

legazione,
le-

cipe o presso

uno
a

cattolico

ambasceria, carica o funzione di

ovvero che
tefice

assiste

nome

Ponai

ad una assemblea o congres-

diss.

9,

Muratori , Rer. ital. tom. I, parlando de' messi o nunzi


ofifzio,
li

so di molti ambasciatori.

Quanto
tale

Consoli
ticolo.
I

pontificii,

veggasi

ar-

della curia e del loro

chia-

ma

Missi discurrenteSf
regii
)

AIissi do-

nunzi pontifcii prima del condi

minici,

legati

(alia

nomina

cilio

praelermitto

appellantur, e dice di

ma

istanza

Trento giudicavano in pridelle cause che sono

essere stati nelle repubbliche per lo-

della giurisdizione ecclesiastica; miv

,, ,

NUN
dopo quel
concilio

NUN
non possono
i

i53
ed
si

apocrisari

nunzi,

in

esse

si

nunzi essere che


de* luoghi
delle

giudici

d'appello
disciplina concilio
di

prescriveva loro

come

dovevano
loro
lega-

per le sentenze date dagli ordinari


soggetti
alla

portare nell'odicio della zione o nunziatura.

decretali

del

Giovanni

XXII

nell'extra vagante,
,

Trento; giacch pei regni che non sonovisi assoggettali, come quello
di

Super
la

gentes, de constit.

ingiunge

Francia,

nunzi non

vi

hanno

pena di scomunica a' principi che non vogliono ricevere legati e nuni

autorit, ne giurisdizione, e vengo-

zi

della santa Sede.

Gregorio XI

ai

no considerati come ambasciatori. V. Cono. Trid. sess. 24, cap. 20, dereform.; Van-Espen, Juris eccles.
t.

patriarchi, arcivescovi e vescovi proi-

I,

p.

217. Che

nunzi

aposto-

farsi precedere dalla croce in presenza de' nunzi apostolici, y. Croce PONTIFICIA. A Croce pettorale

lici

fuori di

provincia

alcuna giurisdizione,

non hanno e che non posbenefizio

riportammo

la

lettera di

Benedetto
porprele

XIV,
tar

in cui

dichiara

doversi

sono conferire con diritto di legazione in provincia alcun


lo
si

sempre scoperta, contro


di
i

tensioni de' patriarchi

Lisbona,
nunzi teapostolici

ha dalla Leg.
cap.
i

ult. ff11

de jn-

che sostenevano dovessero


nerla occulta. Tutti
i

risdict.

in 6.

Lunadoro
2,

nunzi

commentato dal Zaccaria, Relaz.


della corte di
to dice. M
gati

Roma,

par.

cap.

godono da tempo antichissimo in tutte le corti la preminenza sul corpo


diplomatico,

38, de' nunzi apostolici, ecco quanI

come conferm
di
li

il

ce-

nunzi o sieno que'

le-

lebre congresso

Vienna,

a'

io

che rimangono in paese di straniero dominio per ivi accudire ancor agl'interessi de'somtni Pontefici; quantunque abbiano
apostolici,

giugno 18 i5, che

riconobbe quali

ambasciatori di primo rango, e primi tra gli ambasciatori e ministri


delle altre corti.

facolt di
civili

esaminare

le

controversie
in tut-

K. Ambasciatori e Diplomazia. Questa preminenza pur

e miste, e d'ingerirsi

godono
tanti

anche

gli

altri

rappreseninferiore

toci che riguarda lo spirituale go-

pontificii

di

grado

verno; nondimeno per esercitare non possono una liberissima giurisdizione,

bene inteso che questa preminenza r hanno ciascuno sui colleghi dei
rispettivi

come

legati

lalere; do-

vendo
i

sono provveduti de' necessari mezzi per punire


eglino, se
trasgressori, servirsi dell'aiuto dei

non

gradi diplomatici. Nel lodalo congresso fu pure convenuto che ciascun diplomatico prenda il

posto a seconda della data della presentazione di

vescovi locali, ed implorare ancora


se sia

sue credenziali, senza


ministri
cat-

d'uopo il braccio secolare per mandare ad esecuzione propri dei

distinzione alcuna tra


tolici

e ministri protestanti, in tutte

creti. Dauielli,

Ree. prav.

Rom.
che
i

cur.
agli
sie-

le

corti

compresa quella

di

Roma.
i

p.

186. Credesi da molti


successi
legati

Nelle corti acattoliche eziandio


zi

nun-

antichi apocrisari e responsali

pontificii

godono

la

precedenza
in quella

no

ovvero
degli

nunzi

sugli ambasciatori

degli altri sovra:

apostolici, esecutori

ordini e

ni senza eccezione alcuna


di

delle risposte pontificie". Si chiama-

rono conimonitorie e memoriali le ai le^li lett^i-^ che si spedivano

Pietroburgo il nunzio Archetti ebbe sempre la precedenza sull'ambasciatore di Giuseppe II, senza k

i54

NUN
difficolt.

NUN
oonsideroto
Parigi,

menoma

Si

questo speciale onore come un omag gio renduto al capo della religione
ialtolica

e Lisbona al termine della loro nunziatura sono creali


il

Madrid

cardinali: l'avviso e
li

berrettino glie-

nella persona de' suoi rap-

presentanti.

Godono
da

essi

di

questa
alcu-

porta una guardia nobile; la Berretta cardinalizia (Fedi) un Alle-

prerogativa

un

tempo immeche

morabile, senza

contestazione

gato apostolico (Fedi): nelle parti lontane si suole nominare dal

na per parte
essi
i

degli ambasciatori

Papa ablegato
ziatura.
11

l'uditore della

nun-

lianno risieduto simultaneamente eoa


nella

sovrano

impone
al

la ber-

medesima
in

corte.
in

Quindi

retta al nunzio elevato


lato,

cardina-

nunzi rimangono

possesso del
le

primo posto

tutte

cerimonie

ed occasioni solenni, nelle quali il corpo diplomatico trovasi riunito. In Francia il nunzio del Papa, od in

quel cerimoniale descritto a Berretta cardinalizia e nel voi. IX, p. 3io e 3ii del Dizionario.

con

Gli ultimi nunzi che


la

hanno

ri-

cevuto

mancanza
re in

di

lui

basciatori, volge

l'anziano degli amun complimento al

mani
no
il

berretta cardinalizia dalle de* sovrani presso di cui erai

accreditati, sono

seguenti.

1826

nome

del corpo diplomatico,

nel primo giorno dell'

anno

e nel

cardinal Macchi in Parigi dal re Carlo X, in cui fu ablegato mon-

suo giorno onomastico. Vedasi il cav. Artaud, Storia di Leone XIIj t. Ili, cap. 43. Nel gran convito che nel i838 si fece in Milano per l'incoronazione dell'imperatore Ferdinando I, del corpo diplomatico il solo nunzio apostolico vi fu ammesso, al

ra,

signor Nevi uditore della nunziatupoi minutante di segreteria di

stato ed

uno de'migliori compilatori


il

dei dispacci diplomatici della santa

Sede. 1882

cardinal Tiberi in

Ma-

drid dal re Ferdinando VII. 1882 il cardinal Alessandro Giustiniani in

modo

detto nel voi. XVII, p.

100

del Dizionario.

Ai nunzi
lenza;
essi

si

il

titolo di Ecceli

Lisbona dal re d. Michele I, in cui fu ablegato monsignor Minardi uditore della nunziatura. i845 il cardinal
Altieri

vestono

come

prelati

in

Vienna
I,

dall'impe-

hanno per l' uso della mozzetla, perch devono incedere


domestici,
col rocchetto scoperto
in

ratore Ferdinando

in cui fu able-

giurisdizione.
fettuccia e
il

Al cappello
fiocco

segno di usano la
verde,

gato monsignor Bedini uditore della nunziatura la funzione si legge nel


:

di seta

se vescovi,

del colore del loro gra-

del Diario di Roma. Talora i nunzi creati cardinali restano alcun tempo presso la rispet-

numero 89

do

prelatizio,

con oro frammischiato.

tiva coite, col titolo di pro-nunzio.

Nella biografia del cardinal Giraiid

Nel
coni,

t.

XI,
si

p.

240

del

Bull.

Roni,

(Vedi) dicemmo, che essendo nunzio di Parigi, venne autorizzato da Cle-

legge un breve di Pio VII

diretto al cardinal Pacca in Porta-

mente
re,

XIV

a ricevere in suo

nome

galliae et Algarbioriun regni ^nostro


et

la professione religiosa della figlia del

apostoUcae sedis pro-nuncio.

Il

vestito di abiti cardinalizi, ben-

cardinale de Luca, // cardinale pratico cap.

ch non ancor
t.

fregiato della dignisi

XVI,
i

n.

i4> su questo
il

pun-

La porpora

vuole usata anti-

to scrive cosi.
volte,

Porta

caso, alle

camente dagli apocrisari o nunzi di


Costantinopoli.
I

che

cardinali

esercitano la

nunzi

di

Vienna,

carica di nunzio apostolico appresso

NUN
qualdie re ; ma ci segue per accidente e provvisoriametite, in quel modo che in alcune cariche della corte segue, conforme si accennato
nel capitolo

NUN

i55

Nothie sopra gli antichi apocrisari ed i nunzi apostoliciy loro arigine e principali avvenimeMi
delle nunziature

XIV
ec. )

(pr- tesoriere, pr*


;

governatore,
ii

cio che quello


sia

quale

si

trova gi nunzio

in

quello stato creato cardinale, perlo-

stati e regni derivarono dalle nunziature sono innumerabili, sia pel bene
I

vantaggi che agli

cristiani

ch continua

nell'esercizio della ca-

e incremento della religione,


cipale

prin-

rica fino alla partenza,

o veramen-

loro

scopo

sia

per quello

te fino all'arrivo del successore,

ma
cacar-

della civile societ, poich

sempre

provvisoriamente, non dandosi


so che quello
dinale
COSI
il

il

quale

gi

assuma

la

carica d nunzio;
nell'altro,

Papi furono di ci solleciti. Alle nunziature ordinarie e permanenti in molle regioni s deve la fede conservata, la disciplina ecclesiastica
ri-

nell'uno
il

come

cio

che

cardinale faccia da nunzio o

storata e mantenuta, e la

salute e

rispettivamente da

ambasciatore
essere

trattamenti sogliono

diversi,

prosperit delle repubbliche, de' governanti e de' sudditi. I delegati ministri

conforme
si

ne* cerimoniali
*'.

delle corti

della santa Sede,

sebbene e-

dispone

Il

Parisi nelle Istruzio'


:

guali nella rappresentanza con

magse-

ni,

tratta dei

nunzi

chi

danno

giore o minor grado e facolt,

parte della loro destinazione,


chi rispondono
;

che

si

ed a accompagna-

tempi e la disciplina della Chiesa, variarono nel nome e neli

condo

no con
ca,

diversi

brevi o lettere cre-

l'esercizio

di

giurisdizione
si

laonde

denziali; della loro entrata pubbli-

ne' prinai secoli


crisari

riportando

il

cerimoniale

del-

chiamarono apoe responsali, nell'et di mezquindi


nunzi
apostolici.

Amalteo nel 1592 nella capitale della Transilvania ; della precedenza sugli aml'ingresso fatto dal nunzio

zo

legati,

All'articolo Apocrisario

dicemmo che
della

fino dai primi

secoU

Chiesa

basciatori; se

nunzi sieno

primi

deputarono

a fare o ricevere le visite ; come si concepiscono le parlate che fanno

responsali o legati, cosi detti dal portare agl'imperatori le


i

risposte di quelli da cui ricevevano


la

prima udienza pubblica, e dei titolario per la segreteria d'un nunzio, rimettendo pel resto a quanto ampiamente insegna il Wicquefort amhassadeur^ et ses fonctions, ed alle istruzioni particolari che d a
Della

missione, e con voce greca denominati apocrisariy vescovi e pi

comunemente
dissi

diaconi

(il

perch

lo

V
ta

a Diaconi, parlando dei cardi-

nali diaconi elevati all' apocrisariato),


i

quali

dimoravano

nella corte impei

ciascuno
il

la

segreteria distato. Riporsull'of-

riale di Costantinopoli per trattare

sentimento del Navagero

negozi della Chiesa universale, e molti

fizio di

un buon ministro

nelle corti

estere,

diviso in tre parti: neirin

tendere ed avvisare, nel che necessaria la diligenza


;

furono assunti al pontificato quando a questo influivano gli augusti greci. Secondo il Macri, cominci tale
offizio

nel negoziare, al
la

residenziale nel trasferimento

che giova
za
;

mirabilmente
il

destrez-

della sede imperiale


poli

a
il

Costantino-

nel confeiire, ove

giudizio im-

sotto Costantino

Grande,

e-

porta grandemente.

sercilato

prima dai

vescovi, poi dui

i56
preti
titoli.

NUN
i

NUN
cardinali

cardinali diaconi, perch

corte occidentale;

ma

debelkili

da
il

erano tenuti risiedere ne' loro


il

Giustiniano

que' barbari

verso

Della loro autorit, tratta Zaccaria, Ariti- Fehbrotio par. Il, p.


e seg., negli occorrenti negozi o
inatici

537

e liberala Italia dalla loro ser-

4 dom-

vit, ritornarono

nuovamente

gli

a-

pocrisari

Costantinopoli. Infatti,

tanti

la

o canonici come rappresenconfupersona del Papa


,

prima

di
s.

questo
I

Papa
onde

Agapito

tempo, costretto da Teodato re


I

tando Febbronio che parl con


prezzo de* nunzi apostolici, pei
livi

dis-

de' goti a portarsi in Costantinopoli,

mo-

Giustiniano

richiamasse

il

che si dissero alla biografa HoNTUEiM. Abbiamo dal Galletti, Dt^L primicero p. 98, che l'imperatrice Galla Plucidia, morta nel 4^o, per
la

suo esercito

dall'Italia, in partire

da

quella metropoli

costitu

suo apocardiI,

crisario Pelagio suo diacono

nale, poi Pontefice Pelagio

come
lib.

sua piet

fabbric

in

Costantide'

affermano. Liberalo

in.

Breviar, cap.

nopoli

un palazzo per uso

Papi

21 e 22, ed
3, cap.

il

citato

de Marca,
apocrisari.

e de' loro nunzi quando vi si recavano. Il Pontefice s. Liberio del

16,

dove
1

tratta dell'origine

e dell' uffizio

degli

Che

35^ spedi due


del concilio, e
costitu
s.

legazioni
la

all'

impe-

Giustiniano

ratore Costanzo per

convocazione
I

intorno agli

promulg alcune leggi apocrisari, si ha dalla


2, 3.
I

Leone

nel

Giuliano

vescovo di

4^^ Coo

Novella VI,
Inoltre
s.

e.

Agapito
per
di

lasci in

suo perpetuo

o legato alla corte dell'imperatore Marciano,


apocrisario

stantinopoli

apocrisario

Coanche

Vigilio diacono
alla
di

cardinale,

per cui

perch con ordinaria potest sostenesse le sue veci e adoperasse la pi squisita cura e diligenza, affinch non ripullulasse l'eresia di Nestorio e di Eutiche
,

morte

quel Papa,

bramoso
le
il

salire al

pontificato,

per

sue

brighe fu esiliato da
Vigilio.

Roma

nuo-

e mantenesse
pace,
alla

nelle chiese orientali la

vo eletto s. Silverio, cui successe Questo deleg all'apocrisario Pelagio la cognizione di Paolo patriarca d' Alessandria, convinto d' o-

cui custodia le avea affidate.


sta
]
,

Da
s.

que-

pontificia

legazione di
la

Leone

micidio, tenendo l'apocrisario in corte

alcuni

riconoscono

primaria

molta potenza
le

e autorit,
I

origine dei nunzi apostolici appresso


i

costrinse Giustiniano

onde condandi

principi.

Vedasi
cap.
s.

De Marca, De
i5; Quesnello, Leons p. 167,
t.

nare

non sane

dottrine

Ori-

concord.

lib. 5,

gene, e bench l'imperatore voleva

Disstrt. in oper.

revocare la destituzione di Paolo,

il

499
eccl.

Orsi, Storia eccl.


1

XIV,

lib.

Papa
Il

si

rifiut contraddire alla sen-

33, n.
t.

19;

Ili, lib.

Du Mesnil, Doct. et 25, n. 22. Il Du


i

disc,

tenza del

suo

apocrisario.

Pelagio

ge

crede che solamente sotto


1

GanGiu-

nomin

apocrisario presso gl'impe-

stiniano

abbiano

Papi cominciato

rio diacono cardinale,

crisari,

a mandare agi' imperatori gli apoma ci devesi intendere piutil

s. Gregoche del secondo divenne compare, poi s. Gregorio

ratori Tiberio 11 e Maurizio

Magno.

11

zelante, dotto ed eloquen-

tosto

loro ripristinamento. Poich


l'Italia

te apocrisario,

convinse

l'eresia,

ve-

invasa

nel
i

49^

tlai goti,

fu-

gli al

rono
giare

costretti
i

Pontefici di

manegalla

mantenimento della disciplina ecclesiastica, che non si violasseio i


si

pi iiBportauti

negozi

canoni, n

recasse oltraggio alla se-

NUN
<^e

NUN
facendosi av-

1.-T7

npostollca;

come pure
noo

ordinariamente segno
eretici,
i

all'otlio

degli

vocato coll'imperalore delle provincie occidentali,

quali

spesso

procurarono

tutta

Italia
,

imped che divenisse preda de' lonsolo


si

allontanarli anche con violenze, co-

me

gobardi

ma

fece a difendere

poveri dalla cupidigia

de'prefetti e

dalle calunnie e oppressioni de' p


tenti.

Pei loro grandi servigi

gli

a-

pocrisari divennero

sommamente cari
Foca reduce non

agl'imperatori, per cui


dalla guerra in

Costantinopoli,

avvenne per l'eresia de' monoprotetti da Costante II coll'editto tipo. Condannali nel concilio VI generale, fatto celebrare da Papa s. Agatone e dalKimperatore Costantino III PogonatOj da questi furono richiamati gli apocrisari che s. Leone II eletto nel 682 rimand,
teliti
,

avendo trovato

nel suo palazzo l'a-

e vi rimasero sino
iconoclasti,

all'

eresia

degli

pocrisario, secondo l'antica consue-

ed allo scisma di Fozio

tudine, dolcemente
s.

se.

ne lagn con
rispose
ci

per

ultimo.

Ammaestrata
tanti

la

sede
fe-

Gregorio

I,

il

quale

apostolica da

esempi della

avvenuto non per negligenza , ma per l'acerlJtt de' tempi che aveva impedito ai ministri della romana
Chiesa
poli,

de greca e del loro orgoglio, cess per sempre dal mandare i suoi apocrisari a

Costantinopoli.
apocrisari
nella

Noteregerar-

di

trasferirsi

a Costantinocitato Galletti

mo

che

gli

come

riferisce

il

chia ecclesiastica

prendevano luogo

d per

a p. i53; e successivamente gli manapocrisari Sabiniano e Bonifacio diaconi cardinali, che

dopo

vescovi,

ma

se decorati

col

nome

e autorit di legati, precede-

ambe,

due occuparono
secondo col

la

sua

sede

il

nome

di Bonifacio

IH,

tore Foca, che solo al


tenesse
sale.
n. 1,
il

avendo questi ottenuto dall'imperaPapa appartitolo

di

vescovo

wiiver'

vano anche i patriarchi. Minacciando longobardi d'invadere dominii della Chiesa romana, s. Gregorio III ricorse all'aiuto di Carlo Martello re di Francia con due ambascerie, dalle quaU ebbero
i i

Osserva il Baronio, an. 607, che gli apocrisari alla corte di


veniin

origine
re, ai

nunzi apostolici presso quei

quali

proseguirono
Papi.

Costantinopoli pi facilmente

darsi dagli altri

a manLe Cointe

vano

quel

tempo
clero

assunti al poninvalso

tificato;

perocch
il

essendo

l'abuso che
tasse
il

romano

aspet-

Annal. eccl. Frane, ad an. 740, n. 7, aggiunge che i Pontefici non rare volte elessero per nunzi in quella
corte
pella
gli

consenso imperiale pel nuoesso

arcicappellani
Illustri

della

capin

vo

eletto,

quello che
grato
darsi

procurava eleggere sapevano conosciuto e


d'oriente.
Il

reale.

apocrisari

all'imperatore

Francia furono Fuirado apocrisario di Stefano III, Agilrarao sotto Carlo

Galletti poi dice, che solevano


i

man-

Magno,
vico
gi
I,

Drogone come
di

il

prece-

diaconi per apocrisari, per-

dente vescovo
alla

Metz, sotto

Lodo-

ch
rali
tati

essi

dovendo
i

trattare
le

anco quan-

quali resero eminenti servireligione e al regno. Ne' sucsecoli

to riguarda

beni e

cose tempo-

della santa Sede,

erano repu-

cessivi

di

barbarie

cess

il

poter meglio de'sacerdoti accu-

ministero degli apocrisari, che pass


nei legati

dire al ministero di nunzi.


gli

Dovendo

latere spediti dai

Papi

apocrisari sostenere anche la relila

gione e

pace della Chiesa, erano

con amplissima giurisdizione in tutti i regni cristiani, per quel tempo

i58
die richwleva che trattiamo
degli affari
cliiusi.

NLN
la
a'

NUN
sercitatc dai regolari,

loro missione, di
loro luoghi,

come
con-

negozi

da

essi

sono celebri Giovanni da Parma francescano, inviato da Innocenzo IV


quella del b.

Udo

di essi e pi celebri fu

Ildebrando, nel 1078 s. Gregorio VII, il quale fu assai benemerito


delle legazioni a' principi,

all'imperatore e patriarca di Costantinopoli per l'unione della chiesa gre-

ca

alla

latina, in cui

riusc

felice-

come

de-

scrivemmo
processo

alla

sua biografa, che in

mente; e quella di quattro scani spediti da Gregorio X


peratore Michele Paleologo

franceall'im-

tempo molti plicaronsi ci che rilevammo pure nel volume XXXVII, p. 279, 280 del Dizionario. Dalle turbolenze nate in tempo d'Enrico IV e s. Gregorio VII, per
di

per la

medesima unione, per loro


ta nel concilio di di

effettua-

Lione

II.

nel

secolo
la

XIV,

trasmutatasi

Quina

poco a poco
sa,

disciplina della Chie-

l'investiture ecclesiastiche, deriv nei

sovrani

il

costume
s.

di

mandare a

Roma

ambasciatori
nella

d* obbedienza.

Verso il 1079 d per legato


quale fu
il

Gregorio VII man-

Spagna

il

caril

dinal Riccardo vescovo d'Albano,

primo a

stabilire

il

mi-

nistero pontificio in quel regno, co-

che furono d'ordinario cardinali, incominciarono a sottentrare i nunzi apostolici, e nel seguente secSlo ebbero orijgine molle stabili nunziature, e meglio nel XVI. Guglielmo Grimoardi abbate cluniacense, da Innocenzo VI fu da Avignone inviato a
alle

missioni de* legati,

me

si

ricava dal Riccy, Storia di Al'


p.

Napoli a Giovanna
zio ai

I,

non che nun-

hano
to

196. Gelasio

II,

eletto nel

Visconti signori di Milano, e

II 18, per quarant'anni avea servi-

mentre era assente dalla nunziatura


napoletana,

egregiamente da nunzio i suoi predecessori, ci che rilev Orderi00 Vitale, Hist. eccl. p. 842. Nel celebre pontificato di Alessandro III,

come

scrive

il

Novaes

bench non
fu eletto
rari, Bibl.

fosse cardinale, nel


Il

i362

rinomata fu
cific
i

la

legazione di

s.

Pie-

tro vescovo di Tarantasia, che pare


di

Francia
biografia

d* Inghil-

Ferverbo Nunciuf, rileva che nel secolo XIV eranvi in Napoli nunzi apostolici, ma dipoi furono interrotti. Il medesimo Novaes atche Urbano V spedi due nunzi, domenicano uno, francescano l'altro, a Giovanni I Paleologo imperatore
testa

Papa Urbano V.

terra,

con

infinito

vantaggio de'ioro
del

popoli. Alla

glorioso

Innocenzo III enumerammo le tante legazioni da lui inviate in tutte le parti con eccellenti risultati ne imit lo zelo il nipote Gregorio IX, ed egli e i suoi successori impiegarono legazioni per pacificar le ter:

d'oriente, per la riunione della chiesa greca alla latina,


si

onde l'augusto

rec in

Roma

e abiur lo scisma.

ribili

fazioni de' guelfi

e ghibellini,
pontificie: qui
i

anche nelle provincie noteremo che prima


gati,

cardinali

le-

vice-legati e governatori de'do-

minii della Chiesa, batterono


ta,

monelo

Quindi molti nunzi inviarono nel grande scisma i Pontefici e gli antipapi alle nazioni, per confermarle o guadagnarle alla loro obbediena Martino V za, da Urbano VI in cui ebbe termine. Martino V cre cardinale Domenico Capranica, che sostenne dodici

e di molte a p.

ne

fa

il

novero

Scilla

pontificie.

368 e Trn le

seg.

delle

Monete

tante legazioni e-

gloriose legazioni per la santa Sede, ed Eugenio IV promosse a tal

NUN
dignit

NUN
illiishe

i59
i

Giovanni CarvajaI,

Ioli, e questi
talenti
in

impieg

suoi rari

per

le

sue trentalre legazioni. Nel

altre nunziature.

Da

tut-

pontificato di

diocesi

vo d'Urbino s. Vito di Concordia, con Ambro-

Eugenio IV Antonio di

il

vesco-

toci rilevasi che le nunziature di

gio priore generale de' camaldolesi,

furono mandati nunzi in


nia per
l'elezione
II
;

Germal'

Germania, Napoli, Inghilterra, FranSpagna andavano meglio formandosi, oltre quelle di Polonia , di Portogallo ed altre, ed oltre le
cia e

dell'imperatore
Pontefice
Scozia e
in-

straordinarie.

Con questo

stabili-

Alberto
vi

indi

il

nunzio nella

poi in

Francia. Inoltre Eugenio


fr,

IV

invi

ebbero precipuamente in mira i romani Pontefici, di collocare nelle diverse nadelle nunziature,

mento

Alberto da Sartiano francescano


d' oriente, che seco

zioni

cattoliche

un tribunale
con
ai

ec-

air imperatore

clesiastico

ordinario

facolt

guid al concilio di Firenze, da dove fu rimandato ai giacobiti e al re d'Abissinia, dei quali condusse gli ambasciatori al concilio. Molte legazioni e nunzi

pontificie,

per
l'

togliere

vescovi

ed

ai

fedeli

incomodo
cose

di ricorre-

re in

molte

Roma,

me-

diante lo
vegliare al

zelo e

valore

de' nunzi della fei

sped

Nicol

mantenimento
pace,

rV

s"o pontificato, anche per


del ^^^

i447

memorabile
salvar

de e della

prevenire

mali
se-

Co-

della Chiesa e degli stati, e frenare


gli sforzi dell' eresia,

stantinopoli dai turchi. Pio II deput nunzio a Napoli Nicol Fortiguerri, che ottenne dal

massime nel
quasi per

colo
si

XVI,

in

cui

lutto

re Ferdi-

d'Aragona la restituzione di Benevento e Terracina, oltre la conclusione del matrimonio del nipote del Papa colla nipote del re, per cui in premio fu creato carI

nando

dinale: a questa

dignit Pio II e-

propagarono lo spirito funestissimo delle pretese riforme religiose, ed i pi deplorabili errori pel primo seminati da Lutero. Infiniti travagli e le beneperci furono merenze de* nunzi, che i Pontefici furono solleciti deputare in tanti
i

lev ancora
al detto re

Bartolomeo Roverella, benemerito nunzio in Inghilterra e


di

luoghi, citt,
spediti

stati, diete, oltre quelli

per la

celebrazione, prose-

Napoli,

e Giovanni

Geoffroy,
presso
lo

il

quale essendo ambascia-

tore di Luigi
la

XI

re

di
,

Francia
il

guimento e fine del concilio di Trento. Marino Caracciolo nunzio di Leone X a Carlo V^ a questi
tanto piacque, che
lo invi

santa
col

Sede

Papa
nunzio

suo

am-

mand
premio

carattere

di

basciatore in diverse corti e poi lo

apostolico
in

allo stesso re^


il

e n'ebbe

riebbe per nunzio,


sato col cardinalato.

poscia

compenSpagna,

cardinalato, rimune-

Quando Adria-

razione

che

divenne

ordinaria ia
apostolica.

no VI
di

nel

i522

lasci la

questi ministri della

Sede

cui era governatore generale al-

Quanto
li

nunzi creati poi cardinaloro

fecero nelle

nunziature,

si

lorch fu eletto Papa, nomin suo vicario generale in quel regno con

fie.

pu vedere alle rispettive biograSisto IV nel i473 cre cardiVeniero nunzio di Spagna, il quale mand per ambasciatore a PaoII

nale Antonio

nunzio apostolico Bernarammogliato, per la qual novit d' esempio se ne fecetitolo

di

dino Pimentel
ro molte
della

Pio
lo

al

re

di

dicerie,

essendo a difesa
1*

determinazione

onest

iGo

NUN
A
iNGniiTEURA.
lo scisma

probilh del Piinculel.

narrammo
e
il

d'Enrico Vili
apostolico, al-

crearlo cardinale,
stinzione gli

con facolt di legalo, Paolo ITI nel per singoiar di-

termioe di
del

quella nunziatura,

mand

il

cappello e

come

collettore

l'anello cardinalizio,

tro ministro pontificio incaricato di

con
te,

la

dichiar bocca aperta, bench assene lo


in

riscuotere

il

Denaro di
il

s.

PeO'O

per interloquire
indi nel

qualunque

{f^edi),e\o ebbe pure

Portogal-

affare,

lo pei tributo che anch' esso paga-

cello II.

i555 divenne MarPaolo HI fece pure cardi-

va
si

alla

romana

chiesa.

nale Ghinucci, gi nunzio al suddetto Enrico Vili.


ni accettato
lio

Commendone in tempi difficilissimi


rese glorioso per le nunziature sos-

Avendo

veneziail

prontamente
riferisce

conci-

tenute valorosamente
III,

sotto

Giulio
lo cre

Paolo IV e Pio

IV che

cardinale, nunzio di sua

patria Ve-

nezia, all'imperatore, ed in Polonia

ove
in

si fece immenso onore, avendo Germania impedito il libero e-

Uiedo, Storia della rep, di Fenezia, t. II, lib. 5, p. 196, che Pio IV li colm di lodi, e per dimostrargli quanto avrebbe stimato la continua asdi

Trento,

sistenza d'

un
il

loro ambasciatore in

sercizio della

confessione Augustainoltre l'adoper per


i

Roma,

a*

IO giugno i564 don alla

na

s.

Pio

repubblica

Palazzo di

s.

Marco
a
al

stabilire la confederazione tra


cipi
cristiani

prin-

(F^edi) (il quale appartiene all'am-

contro

formidabili

basciatore d'Austria,

dopo che

turchi, che frutt la

famosa vittoria di Lepanto. AH' articolo Legato non solo producemmo gli avvertimenti di s. Bernardo ai legati, la risposta che fece il Cervini nuncio di Paolo III a Carlo V, quando a questi ricus 1* offertagli pensione, e la costituzione di Pio IV che proibisce ai legati e nunzi di procurar vantaggi e dignit per loro o pei propri parenti anzi ab;

questa passarono

gli stati veneti),

qual donativo corrispose

la slessa re-

pubblica con altro maestoso palazzo


ch'era della famiglia Gritti in Venezia,

donato

al

Papa per residenza

or-

dinaria de'suoi nunzi, ciocch conan.

ferma Morosini, Stor. J^en. lib. 8, i564> p. Bog. In Germania la pi antica nunziatura quella di

Vienna,
pag.
del

come
,

dissi

nei

voi.

Ili,

i36

e
,

XXIX,
mentre
di

pag.

164
Coloisti-

biamo
t.

dal
p.

Cardella,

Mem.

stor.

Dizionario

35, che volendo Pio IV pubblicare una costituzione contro

V,

nia
tuita

(Vedi)

parlai

quella

nunzi della santa Sed, eh' estor-

da Gregorio XIII per le provincie del Reno, qual propugnacovalidissimo della fede contro
gli

cevano lettere

principi a fine di

commendatizie dai essere promossi


per V estencardinali
i

lo

assalti
si

de'suoi
il

nemici. Di

Vienna
stabile

al cardinalato, destin

vuole

primo
Pio
I

nunzio
all'

sione di detta bolla


roni,

MoCapizucchi ed Amulio. QuanCervini, fu in

Stanislao Osio vescovo di Warinia,


spedito da

IV

imperatore

to al

pari

tempo

Ferdinando
del concilio

per la continuazione

fatto vescovo di Nicastro,

ma non

di

volle consecrarsi, contentandosi d' esercitare nella diocesi la giurisdizio-

mostrare
II

al

suo

Trento, e per difiglio Massimiliano


la
falsit

re di

Boemia

delle

ne vescovile senza quella dell' ordine trovandosi nunzio in Germania


:

nuove

sette:

neir esercizio della nun-

ziatura Pio

IV

lo

cre

cardinale.

NUN
Di Colonia
Francesco
celli,
il

NUN
nunzio ordi-

i6t
fu
in
effetto ri-

primo

mo

risolvere.
il

Non

nario al trattato del

Reno

fu Gio.

cevuto
candosi

prelato in Francia, e re-

Bonomo
in Liegi

vescovo di Ver-

morto

dopo aver preFarnese


lo

sentato ad
stocco e

Alessandro
berrettone
XIII.
l'

benedetti

da

Gregorio
nel
agli

Questo
la

Pontefice

r ambasciatore dal Papa per fare le scuse del re, gli venne dalle guardie negato l' ingresso in palazzo, quindi poco dopo inlimato d' uscire nel medesimo giorno da

i58o

avea deputato

nunzio
elil

Roma
ze

e sollecitamente

dallo stato
differenil

svizzeri,

per

nunziatura

ecclesistico.

Queste gravi

vetica antichissima, perch


zio

Scotti

comincia la vo del i23i residente indi maestro Filippo

nunneir Eh'etia sacra, ne serie da Ottone vescoin Basilea,


d' Asisi

non furono

aggiustate finche

re di Francia

non

si
il

pieg a rice-

vere onorevolmente

nunzio Mirto,
l'

ed allora Sisto

richiam

am-

del

basciatore. Clemente Vili sped nel

Gentile da Spoleto del

1233, Girolamo Franco del i449 i479, ^^^

i6oi Maffeo Barberini, poi Urbano Vili, nunzio straordinario in


Parigi
di
alla
fice

la

dur sino a Giulio II e conchiuse prima confederazione tra i cantoni


svizzeri

colle fascie
lo

benedette
fece

pel

delfino, dipoi

arcivescovo

e la SQi\e

apostolica.

Nazareth
istitu

nunzio

ordinano

Sotto Gregorio

ne

gli

XIII ebbero origiinquisitori di Malta (Fedi),


rappresentanti del-

stessa corte.
la

Lo

stesso Ponte-

specie di nunzi
la santa

dra con
Colonia
ni

Sede, o megjio di Visita-

nunziatura di Fiandel nunzio in Brusselles, togliendo dal nunzio di


residenza
la giurisdizione sulle

tori apostolici.

Del nunzio p. Pos-

missio-

sevino gesuita,

da lui spedito in Svezia e Russia parleremo a quearticoli.

del Belgio e di

Olanda, e confe-

rendogli quella delle missioni d'Inghilterra.


le

gli

malcontento del nunParigi Ragazzoni, che non zio di avea promulgato la bolla contro Enrico IVi lo richiam, destinando a sostituirlo Mirto arcivescovo di Nazareth , gi nunzio di Francia sotto s. Pio V, e siccome r ambasciatore di Francia in Roma supponendolo contrario lo ricus
Sisto

Germania narrammo impero sotto Paolo V per la morte dell' imperatore Mattia, e le ribellioni della Boemia, Moravia e Ungheria per le mene
agitazioni dell'
;

de' protestanti

ma

il

valore

del

nunzio Ascanio Gesualdo arcivescovo di Bari sop le gravi differenze, procur la sollecita convocazione della dieta e provoc con energica
scrittura
li.
l'

ad Enrico IV, come suddito del re


di

elezione

di

Ferdinando

Spagna, adiralo Sisto


cos

per

tal

Altro celebre
fu
il

risposta,

parl

all'

ambasciato-

nunzio di Paolo Bentivoglio, da lui inviato

re: Sinch

avremo

fiato

non sopi

nelle Fiandre ove

ardevano quelle

porteremo mai di
stri

mandare
il

no-

ostinale guerre civili, eh' egli mira-

nunzi ad

arbitrio degli

altri.

Mirto e vogliamo ch'esso vada in Francia. Se


destinato

Abbiamo

bilmente descrisse nelle sue famigerate Memorie f e ripar i danni recali


alla religione e

che desolato avevano


le

poi non sar


e non
altri

ricevuto, allora

noi

quel fiorentissimo paese, per


la fede,

cui

lo

faremo ritornare a

cure pot conservare incontaminata

Koma,

e poi

sapremo cosa dovre-

bench sotto dominazione


1

di

VOL. XI.VHI.

i62
principi

NLN
acallolci
.

NUN
Paolo

nel

le

sue cure, in segno di gratitudigli offr

1616

cre cardinale Ladislao d'A-

ne, con lettera cortesissima

quino, gi suo
ricevette per

nunzio
essere
Io

agli svizzeri,

una credenza
d

e al duca di Savoia, che per noi

scudi

argenti del valore diecimila, ch'egli sempre

di

suddito

spa-

ricus, finche
strinse

Innocenzo

lo co-

gnuolo, onde
in

nomin collettore Portogallo, che non accett per


et.

r avanzata

Invece

Paolo

ad accettarla. Cos'i pure virtuosamente ricus sei cavalli dell'elettore di Magonza, a cui avea
per avergli flitto nella qualit nunzio il consueto processo nelIl

mand nunzio

in

Savoia

Alessan-

gi rifiutato alcune migliaia di scudi,

dro Ludovisi, ch'essendo felicemente riuscito nel pacificarla colla Spagna, r elev al cardinalato e gli successe col nome di Gregorio (Vedi). Adolfo I conte d' Althann

di

r elezione.

terzo

nunzio

di

Ur-

XF
'

bano Vili

fu Giulio Rospigliosi arci-

boemo, maresciallo dell* imperatore Ferdinando II, per divozione alla Sede apostolica^ gli don un suo palazzo in Vienna per uso dei
nunzi
pontificii.

vescovo di Tarso, nunzio in Spagna, ricolmato di favori dal re; ma ri-

chiamato in Roma da Innocenzo X, per l'opinione che troppo deferisse

per

la

corte,

pass
:

il

di

lui

pontificato senza carica

indi

Alesdi

Urbano Vili nomin nel suo lungo pontificato moltissimi nunzi, principalmente si distntra' quali sero tre seguenti. Pier Luigi Cai

sandro VII lo
stato,

fece

segretario

cardinale, e

l'ebbe a succes-

rafa vescovo
di

di

Tricarico
infiniti
,

nunzio
rec
rile-

di Clemente IX. Alda Innocenzo X richiamato dalla Spagna fu Francesco

sore col

nome

tro nunzio

Colonia, che
dalla sua

beni

Gaetani, per

le

querele avute nel-

alle Provincie vasi

renane
bella

come
:

esercizio del

tribunale della nun-

relazione nel

ziatura e per non secondar le sue

1634 pubblicata
apostolica.

in Liegi

Legatio

premure

pel cardinal Barberini, sur-

Libro

utilissimo,

come
gelosa

rogandogli Camillo Massimi (Vedi)


confidente di sua fognata d. Olimpia,
dall'

quello del Bentivoglio, a qualunque


prelato che

intraprende
di

la

che per non


ambasciatore

fu

riconosciuto

e onorevolissima carriera delle nunziature.

in

Roma
re.

cardi-

Ad onta
solo
Il

sue

beneme-

nal Trivulzio, per essersi deputato

lo cre Innocenzo secondo nunzio fu Fabio Chigi, poi Alessandro VII, escovo di Nardo ed inquisitore di Malta, indi nunzio ordinario di Co-

renze,

senza
il

il

consenso del

Tuttavia

cardinale.

Papa negando che ci fosse costume o obbligo, volle che il pre-

contemporaneamente straal famoso congresso di Munster (Vedi), dove acquist falonia e

ordinario

Giunto a Barcellona r ordine di non inoltrarsi poich gli fu detto che quantunque sia in libert de' principi la
Iato partisse.

trov

destinazione degli ambasciatori, es-

ma

di

uomo

eminente
degli

in

politica
i

e nel maneggio
spinosi.
ftto

affari

pii

Avendo impiegato con prosua


destrezza, per la con-

sendo il nunzio di Spagna insieme ambasciatore e amplissimo magipotevasi accettare per strato, non
le

la

sue

aderenze

ai

Barberini mal

cordia d molte differenze, l'imperatore Ferdinando III, obbligato


al-

veduti dagli spagnuoli.

Sospettando

Innocenzo

che

ci derivasse dal

NUN
Gaetani per prolungare il suo trattenimento a Madrid, gli tolse ogni giurisdizione e fece chiudere il tril3unale della
svizzeri, e

NUN
non
motto alcuno
1*

iG3

per dodici anni a Lisbona,


fece

e quando Clemente XI, lo cre cardinale


qualit
lo,

sulla

nunziatura,
fosse

ma non
almeno

sua di nunzio di Portogal-

ottenne che Massimi ricevuto per nunzio


fosse ricevuto,

acci
alla

non sembrasse che

esal-

straordinario.

tava

Dipoi ad Alessandro VII riusc che

ma non
il

gli

fu

per-

porpora come nunzio a quella corona, che ancora non godeva la prerogativa che i suoi nunzi

messo riaprire
narra
il

tribunale.

Tanto
bio-

fossero creati cardinali,

come

rit.

Novaes,

mentre

alla

flette

rOttieri, Storia
p.

d'Europa

grafia del Massimi procedemmo colr autorit del Cardella, che ad altri

motivi attribu

il

suo richiamo. In-

399. Antonio PignatteUi successivamente fu vice-presidente d'Urbino, inquisitore di Malta, governaIV,


tore di Viterbo, nunzio di Firenze,
di Polonia e di

nocenzo X a difesa de' cattolici d'Irlanda g* invi per nunzio Pnucdi Fermo, mosso cini arcivescovo
dalle querele del celebre annalista p.

Vienna, e pure ebbe solo nel ritorno a Roma il vescovato di Lecce, indi segretario dei
vescovi e regolari e maestro di ca-

Wadingo, perci mandato a Roma. Nd 1844^" Firenze si pubblic dall'Aiazzi


:

Nunziatura

in

Irlanda di

monsg. Gio. Battista Rinuccini arcivescovo di Fermo negli anni 1 64^ e 1649. Rinuccini dimor tre anni
in Dublino,

mera ; finalmente creato cardinale, merit divenire Innocenzo XII {Vedi). Per s lunga carriera, prima di
giungere al cardinalato, tra i moltissimi esempi, il cardinal Pacca stato

ove sparse onorati sup.

nunzio di Colonia, onde


le

ci

die-

dori a pr di quell' isola de' Santi.

de

Memorie
poi
le

storiche della

nundi cui

Nel
lito

voi.

II,

iS5

del Dizionario

ziatura,

di

Portogallo

parlai dell'archivio de' nunzi stabi-

pubblic

Notizie sul Portogallo

da Alessandro VII in Vaticano; e nel voi. VI, p. 62, come il nunzio di Spagna Federico Borro-

con una

breve relazione della nun-

ziatura di Lisbona, nella prima opera a p. 254 rimarc in proposito


di que'prelati che

meo

restaur

Madrid {Vedi)

il

dopo pochi anni


al

palazzo della nunziatura e la chiesa contigua.

aspirano
fece

cariche che portano

Lisbona, Napoli,

ec.

cardinalato, che Fabrizio Serbelloni

parlando di quelle nunziature, si fece cenno della chiesa della nunziatura, e della giurisdizione che vi
esercita
il il

steri diplomatici,

un lunghissimo corso di minicome d'inquisitore

nunzio.

Vienna suole
fun'

a Malta e nunzio di Firenze, Colonia, Varsavia e di Vienna^ dove fu

nunzio celebrare
presenza

le prii^cipali

promosso
to

alla

porpora da Benedet-

zioni sacre nella cappella


alla

imperiale

XIV:

era slato ancora vicelega-

dell'imperatore, im-

to di Ferrara e governatore di Loreto.


te

peratrice, arciduchi e corte.

il

Alessandro Vili per dimostrare suo affetto alla repubblica di Ve-

nezia sua patria,

mand

al

doge

lo

stocco e berrettone benedetti, a mez-

Clemente XI riprese gravemenr elettore e arcivescovo di Magonzajcon breve, Epist. t. II, p. gS, per aver negato la precedenza ed i consueti atti di onore ad Annibale

zo di Michelangelo Conti poi Innocenzo

Albani "nunzio straordinario alla

XUIj

indi fu destinato nunzio agli

dieta di Francforl per l'elezione del-

i64
!'

NUN
Per
Bichi

NUN
Clemente
in

imperatore [P^cfh), e gli ordin che subito ad esso li prestasse quali

XI dispiacente che non avea subito obbedito al


vece di compiacere
il

dai suoi
stati

predecessori elettori eraagli altri

richiamo,
re,
gli

no
lici,

resi

nunzi aposto-

sped per

nunzio

Giuseppe

principalmente a Sanfelice arlo

civescovo di Cosenza, allorch Ales-

sandro VII co citato


si

mand nunzio
I.
il

all'ele-

Firrao ch'era stato suo nunzio straordinario alla stessa corte per le fasce benedette, e ordinario degli svizzeri;
egli

zione di Leopoldo
legge

p.

i33

lo-

non
Bichi

fu

ricevuto, rest ai
il

breve

scritto

confini del regno, ed


tese

re anzi pre-

da Clemente XI
Gnesna, in cui
giusto

all'arcivescovo di

che

gli

dichiar stimar

marsi, se
le,

non dovesse richianon dopo creato cardinasi

e conveniente

che

pel pri-

come

praticava coi nunzi

di

mo

rendesse l'onore della visita al

nunzio di Polonia, esortandolo a obbedir prontamente. In tempo di Ales* Sandro Vili pretese l'imperatore

Vienna, Parigi e Madrid. Frattanto nel 1721 fu eletto Innocenzo XIII, gi nunzio e poi protettore del

Portogallo, per cui Giola

Leopoldo I con altri sovrani, che prima di essere ad essi inviato il nunzio, dovesse il Papa mandargli la lista di quelli che proponeva a tal ministero, acci niuno fosse spedito senza l'approvazione della corte,
il

vanni
della

tenne certa

rivocazione

affinch

riuscisse
si

ben

accetto

chiamata del Bichi. In vece il nuovo Papa quando l'ambasciatore Andrea de Mello gliene parlj rispose sempre: il nunzio obbedisca. Finalmente 1' ambasciatore gli minacci di partire da Ro-

prescelto e

evitassero le ripul-

ma
far

se

non

veniva

esaudito

ma

Ricus Alessandro Vili acconsentire a tal pretensione, ma il successore Innocenper era stato zo XII r accord
se

ed

il

malcontento.

Innocenzo

XIII

benissimo,

con rispondergli, dovendo ministri


i

obbedire
cipi,

alle istruzioni de'Ioro prinlo

svent

stratagemma.
quale
il

La

primo Lorenzo Corsini poi Clemente XII, nominato nunzio di Vienna senza ptervisi recare, onde Innocenzo XII
vittima

del

rifiuto del

differenza continu ancora sotto Be-

nedetto
se
le

XI li,
il

al

re rivolalla
il

sue

richieste di

elevare

porpora
di

nunzio^
fu

ma avendo
che

nel sostituirgli altro lo fece tesoriere.

Papa consultato una congregazione


cardinali,

Quindi
di
la

re

Portogallo

Clemente XI invi al Giovanni V nel

deliberato

la

santa Sede

doveva
i

suo piacere

1709

nota de'soggetti che pro-

richiamare
altre corti

nunzi, e

non dare ad

poneva per nunzi e pel primo Vincenzo Bichi nunzio agli svizzeri, il quale accett per le premurose istanze del Pontefice. Dopo un anno che il nunzio era in Lisbona veduto
di

l'esempio di domandare
i

che anco
ti

loro nunzi fossero creae

cardinali,

prendere
fra
la

loro
rie,

nunziature
rigettandosi
Il

rango le primapromozione del


le

tre

cattivo occhio,

il

re per diil

Bichi.

re

and

nelle furie, richiail

verse

accuse

ne provoc
il

richia-

m
fece

da

Roma

l'ambasciatore,

car-

mo. Intanto
trattare
il

prelato pot far ri-

dinal Pereira

e gli altri
dai
confini

nazionali,
il

re dalle deposte false inil

partire
il

Firrao,

colpazioni, che inoltre preg

Pa-

ritenne

Bichi a

fronte delle cen-

pa a

lasciarglielo

nella

nunziatura.

sure minacciate in caso di disobbe*

NUxN
dienza
di di
etl

NUN
sudditi
re protestarono le quattro
pontifcio,

i65
che n'erasi

al

prelato, viet ai
nello stalo
a

recarsi

no

in

possesso,

onde non

conce-

rivolgersi
altro.

Roma

per

benefizi

desse n al re di Sardegna, n ad
altri

niediazione

Benedetto XIII invoc la del re di Spagna, e po-

sovrani tal privilegio. Non vedendosi questi appagato, fece chiula

co
nel

dopo mon. Clemente XII che lySo gli successe, considerando


il

dere
lini

nunziatura di Torino, l'udi-

tore ne cal l'armi pontificie, e


si

Mer-

che
lutto

re
d'

bench avesse preso il un mese per la morte del


del sacro collegio,

ritir

a Forl sua patria, e

solo fu fatto cardinale


te

da ClemenUrbi-

predecessore, avea respinte le lettere


di partecipazione

XIII

come
in

presidente di
i

e vietato ai cardinali
recarsi
al

portoghesi di
risolvette

conclave

di

ministri delTorino la santa Sede non ebbero pi il nome e carattere di nunzio sino

no,

onde

compiacere Giovanni V, con stabilire che i nunzi di Lisbona sarebbero


creali

ai

nostri

giorni, anzi nelle

annuali
legge
al-

Notizie

di

Roma non

si

cardinali,
il

cardinali

Bichi

1731 cre e Firrao, dopo


nel

cun
to
di

rappresentante pontifcio prespontifica-

so la corte sarda fino al

che

il

primo, portatosi
la

a Firenze,

giustific

sua condotta.
si

La con-

cordia

in

parte

ristabib,

ma

il

Pio VI, come diremo. Gio. Francesco Stoppani milanese inquisitore di Malta, e successivamente

nuovo nunzio Gaetano


ricuper
la

Cavalieri

non
del-

nunzio
per
lo
la la

di

Firenze, Venezia e del-

la sospesa giurisdizione
il

l'iraperator

nunziatura, che quando


i

Papa

promise che patriarchi di Lisbona sarebbero anch'essi promossi alla


dignit cardinalizia. Inoltre Clemente

Carlo VII di Baviera, morte Benedetto XIV nomin nunzio straordinario alcui

dieta di Francforte per l'elezioessa

ne del successore. In
le

promosse
per Lorena,

XII

richiamato

Boma

Delci

parti della casa di Baviera,


I

nunzio di Parigi senza farlo cardinale, pi tardi tale lo dichiar;


cos

cui l'eletto Francesco

di

con Passione! nunzio di Vienna, che nomin segretario dei brevi, indi cardinale, ed era stato nunzio segreto in Olanda per
fece

marito di Maria Teresa d' Austria, non lo volle nunzio a Vienna, onde il Papa lo fece presidente d'Urbino.
di
Il

cardinal

Millini
in

ministro
in

Maria Teresa
fece a

Roma,

suo

difendere
Sede,
di

gli

interessi

della

santa
re

ordinario agli svizzeri. Nel

pontificato di Benedetto

XIV

il

Benedetto XIV energiche rappresentanze perch l'escludesse dalla porpora. Considerando

nome

Sardegna fece replicate domande perch il nunzio di Torino Lodovico Merlini arcivescovo d'Atene
fsse aggregato al sacro collegio, perch come il Portogallo voleva che i suoi nunzi avessero il medesimo onore, al che vivamente si opposero le altre corti, massime quelle

il

Papa

non

convenire
altrimenti

mostrarsi
insorge-

condiscendente,

rebbe nelle corti pretensione di dare V Esclusiva (Fedi) anche a chi

doveva
teste
to

far

parte del collegio

car-

dinalizio,
fatte

che d'altronde le pronella dieta contro l'elet-

erano state

imposte da

lui,

nel

di

Polonia e

di JVapoli

che non

ne godevano la prerogativa, domandaudo egual Irallameulo come pu

1753 lo cre cardinale. Nel seguente anno si riapr la nunziatura li


Firenze^ e Benedetto

XIV

vi

muti-

i66

NUN
Biglia

NUN
milane-

d nunzio Antonio
se arcivescovo di

per nunciaturis
chiepiscopunij et
loniacy

apostollcis.
litleris

Editio

Corinto: essa era restata priva del nunzio nel 1746, pei trasferimento del nunzio Ardi iuto in Polonia, e perch non fu
riconosciuto

allora: addilis hinis

ad

ar'

ad

capituluni

Co-

Romae

1790. Quest'opera

piena di erudizione, argomenti e

per

le

il nunzio Bonaccorsi, vertenze insorte tra la To-

scana e

la

santa Sede.
le

prove incontrastabili dell'uso immemorabile de' Pontefici, di spedire i loro apocrisari o nunzi, con rivestirli

Clemente XIII per

promozio-

di

ampie

facolt,

non

solo nel-

ni al cardinalato de'nunzi d Vienna, Francia, Madrid e Lisbona, da

lo spirituale,

ma

ancora nel tempoelettori

rale;

e Pio
ai

VI l'accompagn con
e arci-

nunziature ne trasfer i successori, ed i nuovi nunzi ordin e consagr nel 1759. Clemente XIV con breve de*26 marzo 1 77 i, pri-

altre

breve

nominati
autori
d'
il
i

vescovo, esortandoli
rendersi
attentato
sto,

a tralasciare di

un

scandaloso
Criprelati so-

contro
poi
le

vicario di
detti

v
di

r uditore

del nunzio apostolico

laonde

Spagna della giudicatura sulle cause dei regolari, e la confer alla


rota
della

spesero

loro insistenze presso la

dieta di Ratisbona, e la

nuova nuned a Rus-

nunziatura

di

Pio VI istitu per la nunziatura di Monaco (Fedi), conir la quale e contro quella di Colonia insorsero
ecclesiastici di
gli

Madrid. Baviera la

ziatura di Baviera rest nel suo pie-

no
sia

vigore.
si

A Mohilow
come
le

dice del nunzio Archetti spein Russia, e de'suoi


di

dito

da Pio VI Per

Elettori

(Fedi)

successori,

quanto operadesecolo

Magonza,

di Colonia,

rono.
gli

vicende politiche
del

di Treveri, ed altri prelati, pel quale proponimento non dubitarono dare inaudito scandalo ai fedeli, portando in mezzo alle diete imperiali le indegne loro querele, e di

ultimi

anni

XVIII

ebbero termine le nunziature di PoVenezia e Brusselles: della prima fu ultimo nunzio Lorenzo Litta della seconda arcivescovo di Tebe
lonia,
,

tenere

il

conciliabolo 'Enis (Fedi),


la

Gio.

Filippo

Gallerati Scotti arciNisibi.

non che offendere


VI,
re
i

maest

di

Pio

vescovo di Si da, della terza Cesare

nella pretensione di riconosce-

Brancadoro
chiarai a

arcivescovo

di

nunzi pontificii quali

semplici

Neir epoca repubblicana,

come

di-

ministri della corte di Roma, eguali a quelli de*sovrani secolari, ago-

Francia ed

altrove.

Pio VI

fu

gnando

la

soppressione

delle

nun-

suoi ministri a Parigi,

costretto inviare de' secolari per prima e nel

ziature di Germania. Ci sollecitan-

do l'arcivescovo
ria.

di

Salisburgo alla

grado di 1 796 il conte Pieracchi col internunzio per l'eccidio di Basvillej


poi
sere
il

dieta di Ratisbona

con una memoPio VI per sostenere le prerogative della Sede apostolica, e in risposta all'autore
tis,

marchese Camillo Massimi


suo

colla
es-

qualifica di ambasciatore,

dopo

anonimo De

lega-

fece compilare dal cardinal Fi-

al stato trattato di Tolentino (quindi posto dai napoletani alla testa del gover-

plenipotenziario

lippo
litanos

Campanelli:

Papae Sexti

responsio

SS. D. N. Pii ad metropo-

Moguntinwn, Trevirensenij Colonicnscnij et Salisburgensem, su-

1801), ed a Milano il cavalier Antonio Bussi, mentre in Torino deput l'ab. Modestino Penel

no di morto

Roma

nel

dicembre

179B,

NUN
licani.

NUN
di

167
Maceraai

Quando Pio VI
Siena,
e
i

nel

1798

zatura:

nel Brasile Gio. Francesco

fu dai francesi
talo
in

imprigionato e porre di Spagna, Porai

Compagnoni Marefoschi
ta,

fatto arcivescovo di

Damiata
di

togallo

Sardegna ordinarono
si
i

29

aprile

18 16,

nunzio residente
lui va*

loro ministri risiedere ove

ferma-

a Rio Janeiro,

ma dopo

nemici. 11 va , ma l'impedirono nunzio di Firenze Odescalchi si re-

co per diversi anni: Torino, incaricato d'affari senza grado prelatizio.

c
di

presso

il

Papa
di

funse

officio

Leone XII

segretario

stato,

e prese la

con

corrispondenza coi nunzi pontificii, Albani che Pio VI avea spe-

nel 1826 spedi a Pietroburgo per ambasciatore monsignor Bernetti poi cardinale, per assistere

all'incoronazione dell'imperaI a Mosca. Nel 1829 nunziatura di Brussel-

dito ablegato a Vienna, e con

Er-

tore
si

Nicol
la

skine suo ministro a Londra.

riapr

L' ultimo nunzio di Colonia fu Annibale dalla Genga arcivescovo di Tiro, poi Leone XII (Vedi). Nel
Tol.

les

con un internunzio, nella per-

sona di Francesco Capaccini poi carin Rio Janeiro subentr un dinale nunzio arcivescovo. Nel i83o Pio Vili nomin nunzio di Firenze un arcivescovo. Gregorio XVI nel
;

XXVIII,
le

p.

252 e

seg.,

nar-

rammo
lui

importanti nunziature da
e quanto
le

sostenute,

Colonia, che fece

veci

oper in anche del


delle

i83i
fari

destin

un

incaricato

d'af-

nunzio
sioni

di Brusselles, e perci eziandio

in

Rio Janeiro; ed in Brusselincaricato d'affari e vice-su:

soprintendente
inglesi

interino

mis-

les

un

e superiore delle mis-

periore delle missioni d'Olanda

nel

sioni

d'Olanda ; che suppl a quelamministrando le lo di Monaco, nunziature di Germania, e nel 1807 Pio VII lo destin nunzio alla dieta

i832

istitu

la

nunziatura per l'O-

landa, con
residente

incaricato d'affari e vi-

ce-superiore delle missioni d'Olanda


in Aia, nominandovi pel primo monsignor Antonio Antonucci cameriere d'onore; in Firenze mand un incaricato d'affari: nel i834

di

Ratisbona,

ove

era

stata

trasferita la sede di
di),

Magonza (VeOra notitoli

e finalmente a Parigi.
le

teremo

variazioni

di

dei

destin
sped a

per

Brusselles
apostolico
;

un
nel

prelato

ministri della santa

Sede

in alcune

internunzio

i835

nunziature,

nuove, nel corrente secolo sino ad oggi. Nel 1800 Pio VII nomin superiore delle missioni d'Olanda Luie l'erezione delle
gi

Vienna per complimentare l'imperatore Ferdinando I, pel suo fausto avvenimento al trono, monsignor della

Ciamberlani protonolario apostolico, carica che disimpegn per molti

Genga Sermaltei arcivescovo di Ferrara e nipote di Leo-

1802 trasfer alla nunziatura di Spagna Gravina [Fdi\ ove si disse quanto di memorabile oper. Deportato Pio VII nel 1809,
anni. Nel

ne XII, che cre poi cardinale. Inoltre Gregorio XVI nel i836 istitu la nunziatura della Nuova Granata
nell'America meridionale^ nominandovi primo internunzio e delegato
apostolico
luffi

e restituito alla sede nel 18 14, solo nel 1818 s'incominci a nuovamente
pubblicarsi le Notizie di Roma,

monsignor Gaetano Ba-

ricavo le seguenti nozioni. Nel


in Firenze eravi

donde i8i8

vescovo di Bagnorea, ora cardinale ; e consagr arcivescovo d'E-

un uditore della nun-

monsignor Altieri, che nomin nunzio di Vienna e poi cre cardinale


feso
:

i68
nel
1

NUN
837 mandh
a Biusselles

NUO
un
iiicnil

per ringraziare quel sovrano dell'alto


gentile
11

rcato d'atrai: nel

iBSg

ristabil

ed

offrirgli

alcuni

donativi.

Torino nella persona di monsignor Vincenzo Massi ^ di che


nunzio di

prelato ambasciatore col suo se-

guito e sul

vapore da

guerra

il

XXXIII, p. 176 1840 nella del Dizionario: nel Nuova Granata spedi un incaricato

parlammo

nel voi.

Tripoli, posto a di lui disposizione

dal re di Sardegna Carlo Alberto,

giunse a Costantinopoli

li

d'alTari

prelato

di

mantellone;

in

1848, e venne ricevuto


gli

16 del con tulli


gli

Rio Janeiro un iuternunzio apostolico inviato straordinario: nel i84(


finalmente Gregorio
Brusselles

onori e trattato

come

am-

basciatori stranieri.

Ma

di

questo

XVI

stabil in

memorabile avvenimento, che sar


ferace di
utili

un nunzio arcivescovo. A Gregorio XVI, oltre gli ambasciatori


lai

conseguenze pel catse

tolicismo in oriente, meglio

ne

ottomani ed

altri,

di cui
la

par*

parler a Turchia.
leggere.

a Missioni pontificie,

Nuova

Granala, il Messico, le repubbliche dell'Equatore e del Chili gli mandarono rappresentanti, favoreggian-

Sopra questo argomento si possono Emanuelis Alvarez Pegas TracLalus de competeiUiis iiiter ar:

chiepiscopoSj episcoposve,

et

nunliuni
la-

do no

in

ogni guisa l'universale ritore influ singolarmente a rengradita,

apostoLicum
tene,

cum potesUili legati a

delle nazioni verso la papale au-

torit,

derla

ammirata
col

ricercata

de eorum potestale de foro etiarn exemptoruniy et ubi coiiveniri debeantj Lugduni 1675. Opera loet

e temuta, pel suo


ciliativo

magnanimo

e con-

dala dal Parisi, poich tratta della


istituzione

procedere,

quale non
l'a-

de* legati
,

lalere e dei

pretermise giammai di cattivarsi

nunzi

apostolici

dilucida

molte
prero-

nimo de'dominatorij anco

di lontareli-

questioni circa l'onoranza e

nissimi popoli, a vantaggio della

gative dovute

a'

nunzi. Canonico d.
:

gione e gloria della santa Sede. Altre


sostanziali

Celestino Masetli

Dei vantaggi ar-

innovazioni fino ad oggi


tra
i

recati alle nazioni cristiane dai ro-

non sono avvenute


stolici,

nunzi apo-

mani

Pontefici per

mezzo

delle

nun-

internunzi ed incaricati della

ziature apostoliche, dissertazione, Ro-

le altre nunziature esisono quelle di Lisbona, Lucerna, Madrid, Monaco, Napoli, Parigi e Vienna. Avendo l'attuale sultano Abdul-Medjid commesso al suo ambasciatore alla corte di Vienna

santa Sede; e
stenti

ma
p.

1842. Se ne parla nel voi. Xlll, 11 5 degli Annali delle scienze


Il

religiose.

cardinal

Pacca
le

nelle

importanti
nella

Mem.

storiche, oltre

che
dilli

dedicatoria
e
i

rimarca
a

colta

travagli che

debbono

sos-

Chekib-Effeodi, recarsi a
felicitare
il

Roma
IX

per
per

tenere
altri
la

nunzi

confronto

degli

regnante
al

Pio

prelati

addetti al servizio delin

la

sua

elevazione
nel

pontificato,

santa Sede in lloma, a p. 187


articoli

questi

dicembre 1847 spedi in


Porta
di

Costantinopoli per ambasciatore pontificio alla

ottomana,

mon-

d utilissimi consigli e preziosi suggerimenti a quelli che intraprendono l'onorevolissimo cortredici

signor Innocenzo Ferrieri (gi incaricato d'aiiari

re

i&

Gregorio XVI al Paesi Bassi), da lui consagrain parlius,

so delle nunziature, in un ministero quanto luminoso altrettanto scabioso.

NUOVA ORLEANS
Aureliae).

Noi'ae
ve-

to arcivescovo di Sida

Citt con residenza

NUO
scovile negli Stati Uniti irAmerica, la
niti,

INUO
ove
si

169
mascherati
Gii
di
stabili-

danno

balli

pi grande dello stalo di Luigiana,


capitale dello
stato

nel carnevale; de' tre mercati, quello in


citt

del suo

nome,
,

coperto. e

a 340 leghe da Washington


la

sul-

menti
utilit

d' istruzione

pubblica

riva sinistra del Missisipi, e cir-

consistono
particolari

in

ca

35

leghe dalla sua imboccatura


Si

zioni
tari.
li

scuole

molte istituelemen-

nel golfo del Messico.

trova

si-

Vi

si

pubblicano otto giorna-

tuata sulla costa


dal

dell' isola

formata

in

francese^ inglese e spaglinolo^

ramo

principale del

Missisipi

sonovi

pure

stabilimenti

indu-

da un braccio di questo fiume chia-

striali.

La Nuova Orleans

essen-

malo

Iberville e

fabbricata in

da diversi laghi. una pianura ter-

zialmente commerciale, ci ch'essa deve alla sua felice situazione in

minata da paludi malsane, garaninondazioni tita da una diga dalle del fiumCj e presenta un superbo colpo d'occhio, con diversi sobborghi. Le fortificazioni furono distrutte al

un paese

fertilissiaio,

quasi

alla

imboccatura d'uno de' pi gran fiumi del mondo; moltissimi sono navigli ch'escono dal suo porto, il pi sicuro di tutta l'unione. E la
i

tempo dell'unione
Stati Uniti.

della

citt
la

residenza di molti consoli stranieri;


vi

agli

Le
e

strade sono
la

esistono quattro banchi e cinque

notte illuminate,
te attraversate

maggior parruscelli.

da limpidi

compagnie di assicurazione. Compongono la popolazione, oltre g' indigeni e


cesi,
i

Uella la piazza d'armi che serve


di

creoli discendenti dai fran-

pubblico passeggio
grata

circondata
ferro;
la

molti di questi, inglesi, scozzesi e


:

da magnifica
spianata
cipale.
lide,

di

irlandesi

la

popolazione

si

aumenle

un

altro passeggio
le

prin-

ta rapidamente,
gi

malgrado

stra-

In generale

case sono sogiardini.

della febbre gialla, che per

ha

e molte

con

ameni

La
s.

cattedrale, sotto l'invocazione di

perduto molto di sua malignit, pel progressivo diseccamento delle paludi.

Luigi, bella, spaziosa,

imponen-

te,

provveduta a dovizia d'ogni coe riccamente

Questa

citt fu
la

fondata nell'anno
del

sa,

dotata.

Ad

altra

1717

sotto

reggenza

duca

gran chiesa
del
si

congiunto convene-

d'Orleans, e perci venne a lui intitolata.

vole fabbricato, ordinaria residenza vescovo. Nel palazzo


osserva la facciata

Fu

ceduta alla Spagna nel


di

comunale adorna di coil

1763
gli

col

restante della Luigiana;

spagnuoli intrapresero

pren-

lonne; sono
la
la

rimarchevoli,

predel-

sbitero pel consiglio

supremo

Luigiana e
chiesa

la

corte

criminale
l'ospedale

presbiteriana,

grande e bello stabilimento ben tenuto; evvi un tempio per gli episcopali ed altro pei metodisti, e
il primo fu eretto un monumento funebre al general Calayborne. Vi sono pure due teatri uno francese, l'altro inglese una

derne possesso soltanto nel 1768, ma il loro generale O'Reilly si permise atti di riprovevole violenza La Nuova Oileans ritorn alla Francia nel i8or, ed in fine nel i8o3
fu rimessa agli
glesi
i'

Stati Uniti.

G' in-

attaccarono

nel

presso

18 14?
ricani,

ma

furono respinti

dicembre dagli ame-

sotto gli ordini del generale

sala di ridotto^ la sola degli Stati

U-

Jackson. La Nuova Orleans fu il capoluogo della Luigiana sino al 1829, cpocu in cui la sede del governo fu

lyo
trasferla

NUO
a Donaldson ville, da cui

NUO
g airarlcolo Orleans nuova^
di
s.

Vecui

distante 2 5 leghe, indi vi ritorn. La Luigiana conserv il nome dell'estesissima contrada che i francesi possedettero nell'America Nord,
e che ad onore di Luigi XIV fu Si vuole che pel cosi chiamata. primo nel i54i vi approdasse Fer-

Cristoforo d'

Avana

di

era vescovo Gio. Giuseppe Diaz de Espada, fatto vescovo nel 1800. In dette Notizie non riportato Carlo
dell'arcivescovo

Nerick amministratore a piacimento di Baltimore, consagrato nel 1808. 18 15 Lodovico

dinando de Solo spagnuolo,


glio
si

ma

re-

stata senza effetto la scoperta,

me-

conobbe nel iGyS dal geGiuseppe Manpette e da Jolyet, indi si perfezion per Frontenac e R-oberto de la Salle nel 1684, ^ cui disputa tale onore il francescano belga Luigi Hennepin.
suita

Guglielmo Dubourg fatto da Pio il quale nel 1823 gli die per coadiutore con futura successione Giuseppe Rosati; traslato il primo nel 1826 da Leone XII a Montauban , il Rosati fu fatto primo vescovo di s. Louis (Fedi)^ ed amVII,
ministratore apostolico della
Orleans.

Nuova

Poscia aumentarono
fratelli

la

conquista

Lemoyne

di

Serigny,

Cro-

zat ed altri.

Nel 1800 la Spagna restitu alla Francia la Luigiana pel regno d'Etruria accordato al

Vili nel 1829 nomin vescovo Leone de Nekere fiammingo, della congregazione della missione, cui Gregorio XVI die nel 1834 per successore monsignor
scovato, ed a questi

Pio

duca
divisa

di

Parma, e
l'

nel

i8o3 ne
e
il

fe-

ce acquisto
in

unione,
territori!:

fu

allora

due

meridioil il

nale

si

disse

d'Orleans j

settenterriislato

trionale Luigiana;

quando

torio del primo

si

eresse in

Augusto Jeanjean, che ricus il veil 19 giugno i835 l'odierno monsignor Antonio Blanc, che sino dal i832 aveva fatto vescovo d'Apollonia in pariibiis e coadiulore di Nuova Orleans.

assunse l'antico
territorio di

nome
si

di Luigiana,

e l'altro territorio

suddivise nel
poi di-

Ecco
cesi,

lo

stato

di

questa
relazioni.

dio-

Missouri, che

secondo
le

recenti
di
s.

In
s.

venne
di
s.

slato,

ov' la sede vescovile

citt

chiese
s.

Maria,
s.

di

ora dichiarata arcivescovile dal Papa che regna , pure


nell'America
ta

Louis,

Patrizio, di

Antonio, di

Clau-

dio. Sacerdoti

settentriouaje,
di

forma-

prese

le

quali, in

53, stazioni 22, comtutto si contano


di-

con parte della diocesi

Nuova

42
nel

chiese.

Seminario diocesano,
sacerdoti
la

Orleans.

retto

dai

della missione,

La sede
retta nel

vescovile

immediatamenSede,
fu e-

Bayou

Fourche.
i

Collegio
quali

te soggetta alla santa

de'gesuiti in Opelleusas,

han

1793 da
la

Pio VI,

si

estende

diocesi a tutto lo stato

della Luigiana,
tolici,

con
il

160,000

cat-

essendo

totale della
I

popo-

lazione 353,000.
li

vescovi riporta-

nelle

Notizie

seguenti.

1794 Luigi
di
s.

Cardenas

sono i Penalver y Cristoforo de Ava-

di

Roma

pure due parrocchie, quattro delle detti sacerquali amministrano doti della missione. Sei monasteri cio le orsoline con di religiose, scuola, il piti antico monastero degli Stati Uniti, perch fondato da monache francesi, quasi contemporai

neamente

alla

citt,

in

terra

vasta

na. Nelle Notizie del

1808

si

leg-

che occupava due

isole

chiude-

NUO
le va una strada le obbligarono ad aprir
:

NUO
autorit
la
civili

171
(

NUOVA PAMPLONA
Pampilonen
).

Ne.o

strada,

Citt

con

residenza

e trovandosi cos
to ristrette,

monache molcomprarono un gran


le vi

vescovile nell'America

meridionale,

terreno ne' sobborghi,

fabbrica-

un monastero vastissimo ed una beila chiesa, e si trasportarono ad abitarlo. Fecero donazione


rono
al

dipartimento di Boyaca nella Nuova Granata, capoluogo della provincia del suo nome, sul rio d

Pamplona,

affluente della
s.

Sulia, a

vescovo dell'antico monastero

chiesa, e cosi resero


vigio alla diocesi
la
:

un gran

ser-

Fede di Bogota, in una pianura, cinta da alte montagne che vi mantengono la temperatura,
bie che
cielo.

80 leghe da

la religione

nel-

ma

Luigiana deve molto a questo monastero, ove le donzelle han ricevuto e


ricevono educazione
cri-

vi cagionano delle neboscurano quasi sempre il

stiana, ed mollo ricco. Gli altri monasteri sono, delle religiose del sacro Cuore, con scuola, orfanelle ed educande, in Cte d'Acudie; al-

assai regolarmente fabbricon molte piazze pubbliche ed un gran numero di chiese e

cata,

conventi, essendo quella de'religiosi


di
s.

Francesco riccamente

adorna
tal

e decorata del quadro di


attribuito a Velasquez.
spizio con officine,

santo

tro del sacro Cuore in Opelleusas;


delle religiose del

Evvi un ocollegio
,

Monte Carmelo
per
;

un
:

o-

a
di

s.

Claudio in
e di
s.

citt,

le

ragaz-

spedale,
gli
Il

confraternite

quasi

tutti

ze nere

colore
in

orfanotrofio

abitanti sono affetti

dal gozzo.
fertile

Patrizio

Nuova Orleans

suolo del

territorio

tenuto dalle sorelle della Carit con


orfanelle; delle sorelle della Carit
in

Emmittisburgo

ed

all'

ospedale
o-

ben coltivato, e nella parrocchia di Rio Negro si scuopri uu' abbondante mina d'ambra gialla. Una delle
principali ricchezze della

della carit in

Nuova Orleans,
Nuova-Orleans

provincia

spedale grande, mantenuto dal pubblico.

sono

le

miniere d'oro, d'argento, di


Il

Inoltre in

vi

rame
assai

e ferro.

commercio

vi

sono, orfanotrofio pei ragazzi; asilo

considerabile.
fu
eretta

La

sede

vesco-

per le vedove ; associazione pel mantenimento del seminario; altra pel


soccorso de' poveri infermi
;

vile

da

Gregorio

XVI,
in

colla bolla

Coelesleni ogricolam

la

pia

cunclis

del

16 settenjbre

i835,

opera della propagazione delia fede; la societ di temperanza. La


cattedrale
e le chiese della
diocesi

dichiarandola suffraganea

dell' arci-

vescovo di
di)
.

Fede di Bogota (FePer primo vescovo nomin


s.

stanno sotto
fabbricieri

l'amministrazione
dai

dei

l'attuale,

nel concistoi'o

de' 1

di-

eletti

parrocchiani,

cembre i836, monsignor Giuseppe


Giorgio de Torres y- Estans di Cartagena,

e per insorti

abusi

Leone XII

vi

provvide con un breve. Nel i825 la congregazione di propaganda


fide, dalla cui giurisdizione

prebendato
rettore

di

detta

mevi-

tropolitana,

del

seminario,

dipenla
di-

visitatore delle pie istituzioni e

de

il

vescovato,

gli

accord
la

cario

capitolare.
s.

La

cattedrale
della
s.

chiarazione di Benedetto
jiialrimoni

XIV

sui

dedicata a
cipe degli

Maria

Neve, e

d'Olanda, e
il

estese a

sotto l'invocazione di
apostoli,

Pietro prin-

tutta la Luigiana,

cui stato

com-

edifizio

ampio

prende quattro

diocesi.

buono con

battisteri e parroco,

,72
Il

3VUO
si

NUO
di

capitolo

compone

quattro
il

dignit,

prima
altri

delle quali

de-

cano di Caraccas. 17^3 Giovanni de la Fuenle Yepez della diocesi di


Manila.

cano, e di

preti e chierici in-

servienti alla
lita

uilzialura.

Fu

stabi-

l'erezione dell'episcopio, del sedi


piet.

minario e del monte


citt

In

Ti altra chiesa parrocchiale,

1763 fr. Bernardo Ustariz domenicano della diocesi di Tarragona. 1768 fr. Michele Garcia domenicano della diocesi di Cuenca. 1784 fr. Giovanni da s. Agostino,
scalzo
della
diocesi

essendo

quelle

della

vasta

diocesi

agostiniano
Piacencia.

di

Tre sono i conventi tie'religiosi, ed uno il monastero di monache. Ogni nuovo vescovo tassato ne'libri della camera apo(juarantasei.
stolica

1806 Gaetano Pallas della diocesi di Lerida. 1817 fr. Francesco Alban domenicano della diocesi di Tuy. Dopo lunga sede vacante, Gregorio
de*

in

fiorini

33,

essendo

le

XVI

nel concistoro

rendite del

vescovo scudi quattro*

mila

di

quelle parti.

NUOVA SEGOVIA
f^ovae).

(Nome
una

Se-

ig gennaio 1846 nomin l'attuale vescovo monsignor Raffaele Masolivier domenicano spagnuolo,
gi provinciale e maestro di teologia nel suo ordine. Nella cattedrale

Citt con residenza


di

vesco
delle

vile nell'isola

Lusson,

Filippine, nell'Indie orientali, a

90

non
rici

vi

sono pi dignit

canonici

leghe da Manila a settentrione, sulla

e beneficiati, solo alcuni preti e chie-

sponda destra del fiume Tajo. E capoluogo della pi boreale provincia di

per l'uffiziatura, col parroco.

La

diocesi
isole

ampia

contiene quattro

Cagayan
filano
traffico
il

di

cui abitanti

ed

altri

luoghi, con

duecento

cattolici

canape
di

e
;

cotone

parrocchie munite di battisterio.


gni
rini

O-

fanno
d'oro.

cera

riservato

all'alcade

E
i

protetta da
i

commercio della polvere un forte, e da


missionari

nuovo vescovo tassato io fio33, e l'erario spagnuolo somal

ministra
censis).
vile

vescovo tremila monete.


(

qui partono
vertire

per

con-

NUOVA YORK
Citt con
degli

Neo-Ebora^
vesco-

bataui montanari. Si chia-

residenza

ma
La
con
de'

pure

Nuevao

Segovia Gagayan, e Ferdinandina.


Segoba
di

No\>a

Stati Uniti, nell'America

settentrionale, nello stato del suo no-

cattedrale

recente struttura,
l'invocazione

baltisterio, sotto
ss.

Pietro e Paolo,

avente consolido

tiguo l'episcopio,
edificio.

moderno e

Non

avvi oltre la cattedrale


e per le
i

altra

chiesa parrocchiale,

vicende de' tempi non ha pi


venti,
i

conil

me, capoluogo di contea, a 3o leghe da Filadelfia, all'estremit meridionale della piccola isola Manhattan o di New- York. Si divide in i4 quartieri e dal mare presenta un magnifico colpo d'occhio, essendo la parte settentrionale di mag,

monasteri,
di

il
i

seminario e

gior gusto,

come

di

pi recente co-

monte

piet

domenicani

vi

struzione, con strade larghissime in


linea retta.

fondarono un bel convento. La sede Clemente Vili nel 160 T, e da Paolo V nel i6o5
vescovile fu eretta da
fitta suffraganea di Manila, di cui lo

In generale ben fabbri-

cata e in qualche punto magnifica,

ha il mato

bel passeggio
la

pubblico chiaquello
del

Batteria,

oltre

ancora.

Le

Notizie di

Roma

fa

il

Parco in
pi
belli

faccia al palazzo
in

novero de'soguenti vescovi. ly.^o

fr.

Gli edifizi sono

comunale. generale molto


citt
dell'

Giovauui de

Arcchederra

domeni-

che iu altra

u*

e ,

NUO
iiione;
il

NUO
il

173
e pre-

palazzo della citt,


di
tntli,
;

pi
fab-

gabinetto di

storia naturale

iingnifico

in parte

giata collezione di raccolte scientifi-

bricato in
lo

marmo
le

st^ipendo quelsi

che, oltre

il

museo americano concollezione


Si
di

della

direzione postale;
poscia
s.

distins.

tenente
oggetti

considerabile
rari

guono
Cristo,
s.

chiese
s.

di

Giodi

curiosi.

contano

vanni, di

Paolo, di

Pietro, di

molte
ed

altre societ letterarie e dotte,

comprata dai protestanti,

Giacomo , della Trinit e della Grazia, la cattedrale cattolica, grande,


tra,

un gran numero di benefiche associazioni. La stampa vi attivissima, e considerevole


librario.
il commercio Vi sono molte fabbriche, ed il porto eccellente formato da un'ampia baia dell'Atlantico che si

solida e bella, fabbricata in piesotto


l'

invocazione di

s.

Patri-

zio,

con cimiterio annesso, e molte


L'ospedale, vastissimo stabili-

altre.

estende

al

sud
il

della

citt:

tanto

mento, riccamente

dotato

bene

questa che

porto sono
Il

difesi

da

amministrato, con luoghi pei pazzi e per le partorienti. Vi la biblioteca


;

varie fortificazioni.
gio sicuro vi

suo ancorag-

riceve le navi di
il

mag\\w

la

prigione di stato, sulla riva


in pietra

gior portata, a cui

fiume Hudson
per

d'Hudson, edificata
d'alto

e cinta

permette eziandio

di risalire

muro;

casa

di beneficenza

buon
citt

tratto nell'interno, e

con vasto fabbricato in pietra. Nuova \ork possiede 79 chiese o templi

pei

canali

in

pone la comunicazione
settentrione,
tiene
del-

coi

grandi
s.

laghi

del

pei diversi

culti

cio cattolici

col

Lorenzo.

Nuova York
pi
importanti

episcopali, metodisti, presbiteriani,


riformati, anabattisti e luterani.

cos le chiavi

Evvi

una

casa penitenziale, l'ospizio pegli


prigione, casa di correzione,

l'immenso commercio interno dell'unione. Havre, il primo porto francese dell'Oceano, e Li verpool
interposilo dell'
il

orfani,

primo
cotoni

arsenale, cinque teatri,


bellissimi,

due de'quali
e otto

Europa
vi

pei

un museo,

undici banchi,

e per

le

altre grandi materie

ventuna case
Jegio di

di assicurazioni

dell'unione americana,

mercati. L'universit, chiamata col-

commercio. La

citt

prime hanno gran la pi come


fertilissi-

Columbia, ha

edifizi

vasti

merciale degli Stati Uniti, situala in

con biblioteca, collegio di medicina, museo anatomico, elaboe belli, ratorio chimico
logico,
,

un paese ben popolato

mo

delle pi

vantaggiose.

Circa
il

gabinetto mineranaturale, ed
Il

cento battelli a vapore fanno


verse.

ser-

museo

d'istoria

vigio di questa citt in direzioni di-

un

giardino

botanico.

collegio

L'accrescimento

della
si

popoascen-

liutgers per la medicina, seminario

lazione fu rapido, ed ora

fa

teologico fondato nel

i8o5,

islitu-

zione de'sordo-mutij societ biblica e ateneo fondato nel 1824. Un gran-

de

bello

stabilimento, chiamato
in stitution
,

New- York

co

m pr en d
lette-

molti stabilimenti; ha societ


raria e filosofica
,

non che

isterica

a circa 36o,ooo ; nel 1750 appena composta di 10,000, e nel 1800 di 60,000. Ad Enrico Hudson inglese dovuto lo scoprimento della regione nell'anno 1609, quando colle navi olandesi della compagnia

dere

era

con biblioteca cana di belle

1'

arti

accademia americon preziosa colil

dell'indie orientali

discopr la foce

del fiume da

lui

denominato, e

ri-

lezione di quadri

liceo

con ricco

montandone

la

sorgente

introdusse

174
in quel suolo
i

NUO
primi coloni. Al suo
presidente,
della
fr

NUO
brc generale Washington, che vi avea fatto il solenne ingresso, fu eletto

Amsterdam gli olandesi comprarono da Hudson la nuova


ritorno in
provincia. Malgrado
i

dopo

la

proclamazione

le

proteste
I

ed
si

nuova
la

costituzione.

Mollo
coloni

sof-

coulrast di
la

Giacomo

re

d'In-

per

febbre gialla nel


gli

17900
ri-

ghilterra,

repubblica baiava

i8o3. Quivi
nel
lit

sgraziati
s.

appropri il territorio e lo chiam Nuova Berga o Nuova Olanda, edificando


gli

fuggiti dalle stragi di

Domingo,

1793 trovarono
e tutti
i

tutta l'ospita-

olandesi

per loro

pro-

soccorsi.

Nuova York
l'opulento
la
il

pugnacolo, nel
sterdam, nel

i6io, il Fort- Amluogo ove sorge questa

chiamata dai

geografi

emporio del nuovo emisfero,


gina del litorale americano,
cipal

re-

gran citt. Allorch g' inglesi comandati dal duca di York e d'Albany grande ammiraglio, ruppero guerra all'Olanda sotto Carlo II, e nel i665 disfecero la flotta dell'ammiraglio olandese

prin-

focolare
la

dell* industria

angloe traf-

americana,

pi popolosa

ficante citt dell'unione americana,


il

convegno commerciale
,

della

merquasi

Opdam,

il

colonnello
sulla

catura de' due mondi

nata

Nicliois sbarc tremila

uomini

d'incantesimo su d'umile sasso che


varie isolette circondano.
Il

Nuova Berga e l'occup La pace di Breda ne


possesso nel

facilmente.

suo com1

assicur

il

mercio esterno ha
in

triplicato dal

820

1667

pel

cambio del
il

qua

la

sua suppellettile

marit-

Surinam

agli

inglesi,

ed

re Giail

como
al

II

die in

propriet
d'

paese
nel

fratello
gli

duca
olandesi

York ;

ma

tima che allora non contava che 75,000 tonnellate, ne conta oggi 25o,ooo; quella delle sue pesche e
della sua navigazione costiera cre-

1673
derono

vi

rientrarono, e
trattato
,

finalmente con
il

nuovo
il

ce-

sciuta in

maggior proporzione

an-

paese all'Inghilterra

che
il

cora,

poich Nuova
situata
s

York
per
le

stupen-

ritenne

allora
in

nome
citt,

di

Nuova

damente
ni

operazio-

York

poi Giacomo II gli duca di avea dato, e migliaia d'inglesi con-

un York

alla

che gi

marittime, che pel commercio interno. Essa l'intermedio, il principale interposito del

commercio
:

del-

corsero
vi

popolare
gli

il
:

paese

e la
tardi

l'Europa cogli

altri porti

americani,
tutfer-

citt, oltre
si

olandesi
i

pi

o piuttosto

colle

aggiunsero

tedeschi scacciati

to deve alle

due Americhe numerose linee di

dal Palatinato

e da altre parti per

religiose, come francesi ed che concorsero al suo rapido e mirabile -ingrandimento. La citt fu bruciata in parte durante la guerra dell'indipendenza nel 1776, per la quale fu una delle prime a insorgere, e rimase in potere delle truppe britanne da detto anno fino al 1783. Quivi si tenne il congresso ove si diede il giuramento per la

contese
altri,

ro e di canali, ed all'apertura principalmente del canale Eri vera,

mente sorprendente, perch


in contatto

la

pone

con

molti

altri

centri

industriali dell' unione.

Per questo
nel

canale l'occidente
di

versa
la

porto

Nuova York

massa de' suoi

prodotti agricoli e forestali.

La

sede vescovile fu eretta da Pio

VII, col breve


offcdy

Ex
8

debito pastoralis

degli

aprile

1808, Bull,

sistemazione della costituzione federale^


il

3o

aprile

1789, ed

il

cele-

de prop.fidei, IV, p. 339, ^^^ (\^^^Q istitu pure i v^escovali di Filadelfia,

NUO
Boston e Bardstown,
stesso
Il

NUO
dichiarandola
si,

175
questa dioce-

Ecco
stato
di

lo

sialo
le

di

suffraganea di Baltimora, che nello

secondo

ultime relazioni.

Lo

giorno elev ad arcivescovato. primo vescovo fu Riccardo Con-

orientale

Nuova York e la parte di quello di Nuova Jersey


con 74
preti,
I

cannen domenicano, consagralo nel


1808.

Nuova Cesarea
,

Le

Notizie di

Roma

registra-

diocesi

formano questa compreso il


pii

no
ni

i seguenti vescovi. i8i4 GiovanConnolly irlandese domenicano. 1826 Giovanni du Bois francese

vicario
:

generale.

stabilimenti

sono seminario di s. Vincenzo de Paoli in Lafasgevile, diretto dai sacerdoti della missione. Scuola di
s.

sulpiziano, al quale, per la

sua caagli

gionevole salute, Gregorio

XVI

Maria per
dis.

le

donzelle, con

educan-

8 agosto 1887

die per

coadiutore

de, delle sorelle della Carit. Scuola

con futura successione monsignor Giovanni Hughes che fere vescovo di Basilopoli in parlibus. Essendo egli
nel

Giuseppe per le donzelle, di sole educande diretta da dette suore.


,

Orfanotrofio

per

le

ragazze,

delle

1842 succeduto
a' 2
1

al predecessore,

sorelle della Carit. Orfanotrofio


le

per

ora governa

la diocesi. Il

medesimo

orfane d'un solo


dalle

de' genitori, goreligiose

Papa

novembre

elesse l'attuale

vernato
dalle

medesime
sono
dirette
s.

coadiutore con

futura

successione,
e

quali

pure

le

monsignor Giacomo MacCoskey


vescovo Axierense
in partibus. p.

scuole gratuite di
s.

Patrizio e di

Didel

cemmo
lettera

nel

voi.

XXXII,
,

3^5

Pietro, e quella pur gratuita di s. Giacomo. Altre scuole gratuite sono


s.

Dizionario^ che Gregorio


enciclica

XVI

con

quella di

Nicola

pei

ragazzi te-

che

si

legge nel

deschi, quella della Trasfigurazione,

suppl. del n."

^1

del Diario di

Ro-

quella di

s.

Giuseppe. In

s.

Maria

ma,

proscrisse la societ e\V Alleanin di

in Brooklin l'orfanotrofio delle suore

za cristiana formala il cui fine, ad onta


specioso, era

Nuova York, un titolo cos


il

della Carit e la
s.

scuola gratuita di

Giacomo. In Albany orfanotrofio


s.

disseminare
la

prote-

e scuola gratuita di
stesse suore.

Giuseppe, delle
di-

stantismo e
ca,

libert religiosa

non

In Utica l'orfanotrofio
s.

solo nelle vaste regioni

dell'Ameri-

e scuola di
rette.
Il

Giovanni, da loro

ma

nell'Italia e

perfino nel cuore


p.

lodato pastore occupandosi

stesso di

R.oma. Nel voi. XVII,


delle scienze

4?

degli
si

Annali

religiose

allo stabilimento d'un seminario diocesano e d'un collegio pei giovanetti

primo sinodo diocesano 1842 tenuto in Nuova York dal degno e zelante monsignor Hughes, pubblicato ivi colle stampe coi 33 decreti ordinati al decoro e al manparla del
nel

secolari

in

Rose-Hill, vi riusc
pel

feli-

cemente:

seminario

la

congre-

gazione di propaganda Jde contribu diecimila scudi. Tutte le chiese


della diocesi sono state finora sollo

tenimento della fede e della disciplina; e della sua lettera pastorale al clero ed ai fedeli della diocesi, con cui lo promulg; come ancora della trionfante apologia con la quale il dotto

l'amministrazione de' fabbricieri, che

come
viarne
lissimi

in

altre

parti

dell'

America

cagionarono molti disturbi.


g'

Ad

ov-

inconvenienti,

sinodi di

Baltimora e Nuova York fecero utidecreti.


si

prelato confut quattro individui

cattolici

di tutta la

di altre religioni,

che osarono combat-

diocesi

tere le sante determinazioni del sinodo.

Chiese

fanno ascendere a 200,000. e cappelle 90, mentre nel

176

NUO
dal cjovernntore

NUS
del
Rn<?<?0
i

1783 non vi era in ci Ita nemmeno una chiesa; stazioni 5o, societ di leniperanza 20, e casa delle religiose del sacro Cuore in Nuova York con educande. Nella diocesi vi
sono diverse trib selvaggie. NUOVO BRUNSWICK (ISovae
Brunopolis). Citt con residenza vescovile
dell'

Canada
Iribu-

sia

di

Qaebech, mentre
delle otto

nali

di

ognuna

provincie

o contee sono dipendenti da un'alta corte di giustizia, e vi pure


il

giuri per le cause criminali. Alla

popolazione di circa 60,000 individui,


si

devono aggiungere
algonquini,
la

pi di
interno

America

settenlrionalej

2000

che

nell*

ne' possedimenti inglesi del Basso Canada, nel Nuovo Brunswick, tratto di paese tra il fiume s. Lorenzo e la gran baia di Fundy, per la

esercitano

caccia e la pesca,
civilizzazione,
il

ne

ricusano

la

molti

abbracciarono
regione
fu

cristianesimo.
nel

scoperta

La i524 da
pel

quale vien diviso dalla Nuova Scozia.

Giovanni

Verazzani
I.

fiorentino,

Aspro
le

n*

il

clima, incolte e
le

re Francesco

Il

Nuovo Brunswick,

selvose

terre

interne;
rive

coste
si

meridionali
coltivano:

le

de' fiumi
si

molto bestiame

alleva

ha le seguenti quattro citt. Fredericktown capitale e della provincia o contea di York, con chiesa cattolica e templi pei dissidenti
collegio e societ d'agricoltura.

nelle fi-equenti ed estese praterie, e

t^gguardevole n' la pesca mercio vi fa progressi. I


nel

il

com-

San amflo-

francesi

Giovanni,
il

ragguardevole per essere


e lettedi

16 16 dal Canada si estesero ad occupare le terre orientali sino al-

centro del commercio, con


e sicuro porto, scuole
stabilimenti.

pio
rari

r Atlantico, ed imposero
iae
il

alla

regio-

S.Andrea,

nome

di

Nuova Acadia. La
il

ridissimo commercio, con


to

buon por*
per
la

tolsero gl'inglesi quasi subito ai pri-

ed

uffizi

doganali. Newcastle, itovicini

mi

possessori^ e

conte di Sterling

portante

pei

cantieri

ne fu nominato feudatario.

Ma

torVi'

costruzione delle navi, donde

deri-

narono poi

francesi

a goderne

no alla pace d' Utrecht , che nel 1713 ne aggiudic alla Gran Bretagna
sorte
lo

va al paese prosperit ed opulenza. Gregorio XVI, a me7,zo delia congregazione di propaganda y^<^e, dis-

slabile

dominio, bench
fissata

la

membro
diocesi di

il

nuovo Brunswick
del

dalla

politica

meglio fu
si
:

nel

Charlottetown (Fed)^ mevescovo,


e Io ve-

1784.
verni
si

Allora
la

divise in

due goonde
at-

diante
eresse

l'assenso
nel

contrada
1'

Nuovo Brjunswick
tedeschi, deno-

settembre

1842

in

chiam
gli

occidentale

scovato, nominandovi a'3o di detto

trarvi

emigrati
l'altra

minandosi
cui

Nuova
per

Scozia,

con
in

Halifax [Vedi)
Gregorio
Il

capitale,
la

mese per primo vescovo l'attuale monsignor Guglielmo Dolleard. Ultimamenle si stava trattando, per
far divenire
il

XVI

eresse

&QQ
in-

vescovato di
della

Nuovo
metro-

vescovile.

governatore venne
e
vi

vestito

del
re,

potere esecutivo in nola


si

Brunswick suffiaganeo politana di Quebech.

me
leggi

del

costituzione e le

NUSGO
sidenza

inglesi

adottarono.

Il

re-

vescovile

(Nuscan)> Citt con renel regno delle

gio consiglio formasi di nove


bri, e di dodici la

mem-

camera de'deputati.
militare

due Sicilie, nella provincia del Principato Ulteriore, a due leghe da s.


Angelo
de'

L* organizzazione

dipende

Lombardi

distretto.

, ,

NUS
posta nella diramazione occidentale
del

NUS
Pietro

177

Paolo del

296, Roggero Ge-

monte
il

Irpino, e bagnata da

una

sualdo napoletano, morto nel i35o;

sorgente, che rapida corre a ingros-

circondano di Bagnoli, ed antica, con titolo


sare

Lombardo,

nel

di contea.
fzio

La
s.

cattedrale,

buon

edi-

Francesco canonico di Sorrento, nel i365 traslato a Sorra in Sardegna, quale Arnoldo fu il vescovo della in vece trasferito a Nusco. Nel 1894

con
si

battisterio, sotto l'invo-

da Ceneda
nel

vi

fu

traslato

cazione d
di cui

Stefano

protomartire,

iSgG Bernardo,

nel

Marco, 1399 AnGugliel-

me

al

venera un braccio, insiecorpo di s. Amato, vescovo,

gelo Bersilli di Lavellino,

cittadino e

compatrono

della citt:

incontro esiste l'episcopio.

Vi sono
senza

morto nel i4i9> Antonio arciprete della cattedrale morto nel 1435, Paoluccio morto nel i436,
Jannuccio Pascasi francescano il quale Pio II nel 1461 uni alla mensa del vescovo l'abbazia di
fr.

mo

due
il

altre chiese parrocchiali

battisterio, alcune

confraternite,

sotto

monasteri, ospedale, monte di piet


e seminario.
eretta

La

sede

vescovile fu

verso

l'anno

io4B
di

suffra-

ganea dell'arcivescovo
di

Salerno

Fontignano, a di lui istanza e di Giovanni Cola conte di Nusco. Nel 1471 divenne vescovo della patria
Stefano Muscatelli; nel

cui

lo ancora.
la

Pio

VII nel

i485 Anto-

1818 con
utiliorij

lettera apostolica
la diocesi di

De

nio Maramaldi napoletano, nobile e

vi

un

Monte

chiaro per virt, cui Leone


in coadiutore

die

31arano (Fedi), primo vescovo Il

Marino de Acciabianca

fu

s.

Amato

nobile di Nusco, ornato di dottrina,

e arciprete della chiesa maggiore consacrato nel io58 dall'arcivesco-

occup particosi vo di Salerno larmente della riparazione delle chiese antiche, facendone altres costruire delle nuove, cio quella di s. Lo:

o Dazio che nel i523 rinunzi, e gli successe Girolamo de Acciabianca. Nel i538 Pietro Paolo Parisio (Fedi) ^ poi cardinale; nel 1 545, per sua morte. Luigi Cavalcanti nobile di origine toscano, lodato per virt, e
nel
di

i563

trasferito a Bisignano. In-

Alessandro Gadaleta di Molfetta,


Filiis

Prenzo

e quella della

Madonna

di

di egregie qualit; Pietro o Persio

Fontignano, che cedette ai benedettini col monastero fondato nel medesimo luogo. Dai fondamenti rifabbric
la

de

di

Terni nel

1578,

vir-

tuoso e
siastici.

difensore

de' diritti

eccle-

Nel

1578

Patrizio

Lunati

chiesa

principale
s.

e la
Ste-

o Laosio
Pellizario

di Cassiano, imitatore del

dedic in onore di Dio e di


fano, e dot coi suoi beni.
rit de'

predecessore; nel

La

pu-

costumi e

lo

splendore dei
s.

1602 fr. Lazzaro domenicano trasferito a Modena; nel 1607 Gio. Battista
,

miracoli resero celebre

Amato,

il

Zuccati modenese, abdic nel 161 5;

quale mor santamente

logS. Indi gli successero, nel i io4 Guido, Roggero del 11 43, Guglielmo del
nel

1164, Roggero

II

che

vise sotto

il

Papa
I

Celestino III, orn

la

catte-

Michele Resta traslalo da Stagno, poi ad Ascoli di Puglia nel lSg, lodato ; Francesco Arcudio greco , erudito nelle lettere anche latine ; nel 1642 fr. Gio. Mauro di Fratta
conventuale, sempre infermo; nel 1645 Anello Campagna napoletano; nel 1649 Pietro Paolo Rossi della 12

drale ed in luogo pi decoroso colloc

Amato. Luca del 1 200, Giacomo francescano del 1 285,


il

corpo di
VCL.

s.

XLVIII,

178
diocesi di

NUZ
1662 Angelo
;

NUZ
Picchetti di

Gonza; nel i658 fr. Benedetto de Rooc carmelitano mila'


nese; nel
Monticelli
nel
1

Ferdinando Nuzzi, o Nuzzo o Nuptio da Orle, recatosi in Roma in tenera et di nove anni, diedesi di
proposilo allo
studio
della
giuris-

669

fr.

Fulgenzio

Aiminio Monforle nobile d* Avellipredicatore agostiniano ; nel no 1680 Benedetto Giacinto Sanger,

prudenza e vi fece tali avanzamenti che seppe distinguersi tra gli


avvocali
della

curia romana.
la

Inlui

mano
cinto

di

Bisiguano; nel lyo'i Gianobile

nocenzo XI,
la

conosciuta

di

Dragonetti

aquilano

abilit, lo dichiar

commissario delgli

predicatore filippino.

Con

questi nelt.

camera, e poco dopo


di
s.

confer

Italia sacra dell'Ughelli


si

VII, p.

un canonicato

Pietro.

Ales-

532,

termina

la

serie de' vescovi,

che compiremo colle Notizie di Roma. 1724 Nicol Tupputi di Barletano, traslato

sandro VIII, informalo appieno del suo distinto merito, lo avrebbe promosso se la morte non l'impediva.
In sede vacante
il

1741 Gaetano de Arco napoda Strougoli. 1753 Francesco Antonio Bonaventura di


letta,

sacro collegio lo
del

dichiar pr- tesoriere in luogo

defunto

Raggi.
del

Innocenzo XII lo
del
concilio,

Barletta.

Dopo

sede vacante

792

nomin
nei
s.

segretario

Francesco Saverio de Vivo di Salerno, trasferito da Lanciano. Dopo


altra sede vacante,

primi

1700

assessore

del

offizio.
i

Clemente
dell'
i

1820 Pasquale
diocesi di

ver tra

chierici di

XI lo annocamera colla
e
gli
s.

de

Nicolais

della

Benedie-

presidenza

annona,

die
ofli-

vento.

questi Gregorio

XVI

luogo
zio

tra

consultori del

de per amministratore della chiesa monsignor Marino Paglia arcivescovo di Salerno. Per morte del vescovo, il medesimo Papa nel concistoro de' 2 ottobre 1887 dichiar successore l'odierno monsignor Francesco Paolo Mastropasqua di Molfetta, ove fu canonico e rettore del seminario, vicario generale di Gonza e Campagna, di Nusco e di Gastellamare.
ciprete,
il

tra

votanti di segnatura
della

colla segreteria

congregaziotanti
titoli

ne

delle acque.

Con
si

prerogative pure
dalla porpora
,

vedeva lontano

che

ad

altri
1'

per

conseguirla
d'

era

bastato

esercizio

capitolo

si

compone

di

sue cariche. Ci non con edificante rassegnazione, portando in pace l' avverso destino, soddisfece pienamente alle indossategli incombenze, non solo
delle

una

pertanto

quattro dignit, l'arcidiacono,


il

l'aril

colla sua condotta lodevole,


gli

ma

co-

primicero

maggiore e

primicero minore, otto canonici,

sei

ancora, avendo dato alla luce, quando era presidente dell'anscritti

ebdomadari soprannumerari, ed
tri

al-

nona,
sere

un

libro

intitolato

Della
es-

preti e chierici. L'arciprete,

con

coltura dell'agro romano.


stato di
di

Dopo

tre parrochi

canonici

onorari
della

ha

cura della
drale.
ci

parrocchia
diocesi
si

catte-

tervallo

nuovo per breve intempo surrogato nella

La

estende per die-

miglia di territorio e contiene tre luoghi. Ogni nuovo vescovo tassato in fiorini 5o, essendo le rendite

pro-tesoriere, fu consagrato arcivescovo di Nicea, e fallo segretario de' vescovi e regolari e

carica

di

correttore

della

penitenzieria.

Fi-

2000

ducali.

JN'UZZi Ferdinando,

Cardinale,

nalmente con applauso di tutta Roma, avendo con raro esempio

NUZ
esercitato
le

NUZ
la

179

pi consiclerahili ma*

laboriosa carriera d sua vita in

romana, Clemente XI a'i6 dicembre lyiS lo cre cardinale prete di s. Pudengislratiire della curia

Orvieto nel
te

17 17, e rimase sepolto in quella cattedrale, con elegane ben intesa iscrizione, postavi da Innocenzo Nuptio suo nipote.

fiana

vescovo

d' Orvieto.

Ma

dopo 2 3 mesi

di cardinalato

compi

i8o

OBE

OBE

a
ta nel

ASI,

scovile della

Oasis Magna, Sede veprima Tebaide ia E-

gio del sole, entro

il

quale
i

o so-

pra

al

quale

scolpirono

loro ge-

gilto, nel patriarcato di Alessandria,

roglifici,

o scrittura simbolica for-

sotto la metropoli d' Antinoe, eret-

mata

di figure, di cui tratt

War-

secolo, detta

Neil* Egitto le

anche Casus. Oasi sono fertili candi

toni circondati

sabbie e somi-

glianti alle isole collocate in


deserti.

La grande Oasi

dato situata nella

mezzo ai EroLibia, 7 leghe da


fu da
greci isola

burthon nel Saggio sopra i geroglifici degli egiziani. da vedersi la lettera del marchese Maffei del 174B, riportata nel t. XIV della Raccolta Calogerana, sul fine per cui furono inventati ed eretti gli obelischi in Egitto.
Il

Tebe, e chiamala dai


de beali j
scrisse

nome

di

o-

Slrabone meglio la derimpetto ad Abido. Orens


t.

ma

belisco deriva dal

greco e significa propriamente raggio solare, aguglia

dirisi.

II,

p.

OAXACA.

60 3. Cina con

residenza

vescovile nel Messico, chiamata anche Antequera {Vedi). L'attuale vescovo monsignor Antonio Mantecon d' Antequera, fu nominato da Gregorio XVI nel i844

o cosa che termina in punta^ come pure dardo, saetta, fulmine, tolta r idea di un corpo fino relativamente all'altezza, ed aguzzo in
cima. Questi
di

massi

monoliti,

fatti

una

sola pietra
i

cie,

d' ordinario

con quattro facquattro lati sono


al-

OBBEDIENZA.
ZA.

P^edi

Ubbidien-

ornati de' suddetti geroglifici, di cui


si

fece

pur parola a Egitto ed


si

OBBEDIENZIARIO, Obedientiarius. Nome della prima dignit dell'

trove, e

collocano per lo

piti so-

antico
;

capitolo di
e religioso

s.

Giusto

di

mandato dal suo un benefzio, che ivi viveva come in monastero, in compagnia di due o tre
Lione
superiore per amministrare
altri

pra un semplice piedistallo quadrato, piti largo deir obelisco medesimo. La maggior parte sono di granito tratto dalle cave dell'alto Egitto.

Diodoro
tutti

Siculo,

Erodoto e

pi di

Plinio

Ammiano

religiosi.

Obbendienziale
canonici

si

Marcellino
notizie de'
cie.
11

presentano descrizioni e

chiam V
coro.

ufiiziale

incaricato alle dipresenti in

monumenti
tra
i

di questa spe-

stribuzioni

ai

primo

monarchi egitagliare si

ziani

che

pens

a far

OBELISCHI DI ROMA.
lisco,

obeliscits,

L* obedcesi anche agu-

maestose pietre, secondo Plinio, fu Mestres, in venerazione e pel cullo


del Sole e per tenere

glia, guglia
le di

o piramide.

pietra fatta tutta d'


nella, base,

quadrata

ma

una moun pezzo, di forma


punta o

impiegati

popoli in

tali

opere^ sviscerando

le

montagne
ghi

di

Tebe e

di

altri

luo-

bislunga molto, con una

dell'Egitto e

specialmente di
gralapis

piramide smussata. Gli antichi dicono che l'obelisco fu inventato dagli

Syene, onde
nila con

tal sorla di pietra

macchie rosse fu appellalatino

egizii

per simboleggiare

il

rag-

ta synithe^ detto in

OBE
Quindi i di lui successori De seguirono l' esempio fino a Psammelico, sotto il quale assalito V Egitlo da Cambise, perirono allora
aegyptiiis.

OBE
antica
t.

i8i

122, parlando degli obelischi, che chiama piramidi lunghe e strette, riferisce che 20,000
I,

p.

uomini furono

impiegati a tagliar

in esso quasi tutte


ze.

le arti

e le scien-

quello della piazza Lateranense; di

Dopo

tale

invasione

niun moNettabis,
obelifatti

pi osserva, che
corazione

tal

genere di de-

narca d'Egitto,
fece pi
schi.
I

tranne
s
li

meravigliosa,

ma

n'

fabbricare
degli

migliore l'effetto

se collocati sulla
alberi.

re d'Egitto

ad onore
finche
ti
i

dei, e

consacrarono solevano eride' templi,

verdura e fra
sue piazze

gli

Dodici se
sulle

ne vedono ancora in
principali

piedi

gerli dinanzi al

pilone

costumi non vennero altera-

de' suoi giardini, fra'

ed in alcuni quali primeg-

per

la

ri.

Sono

dominazione degli straniecoperti di geroglifici da


contenenti la interdella

tutte le parti,

pretazione

natura

delle cose

mole quelGiovanni in Laterano ; seguono gradatamente diminuendo per mole, quello del Vaticano, quello
gia per antichit e per
s.

lo di

secondo la filosofia degli egizii, ma che mostravano i votij o fatti o adempiti dai re, non che leggende ampollose contenenti i benefizi accordati dal
sole sotto
re,

di piazza del
te

Popolo, quello di Mondi

Citorio, quello

piazza Navos.

na, quello

della tribuna di

Ma-

ria Maggiore, quello del Quirinale,

varie
titoli

denodi que-

quello della Trinit de'Monti, quello del

minazioni
sti

ai

ed

Monte

Pincio,

quello

del

con tutt^Ei la pompa orientale. Strabone ci avvisa, che negli obecollocali ai sepolcri de' sovra-

Pantheon, quello della Minerva e


finalmente
quello
di villa

Mattei.

lischi

Ninno

di essi conserva la integrit

ni di Tebe, era descritto l'imperio,


la

potenza, le loro ricchezze^


gli

tri-

buti eh' esigevano e

eserciti

che

primitiva, ninno il posto come venne trasportato in Roma, ad eccezione del Vaticano e di quello della

comandavano.

romani

divenuti

padroni deli' Egitto e gelosi di ornare magnificamente le loro piazze pubbliche o circhi, i sepolcri, gli
orti

Minerva rinvenuti ove sono.

vicini al

luogo

Non
hanno
privi

tutti

gli

obelischi di

Roma

geroglifici,

ed

ali ri

luoghi

con

questa

quelli

monumenti, non risparmiarono ne fatica ne spesa per farne passare buon numero nella casorta di
pitale del

irinale e di

ne sono del Vaticano, del Quis. Maria Maggiore; e


poich
istitu-

siccome V oggetto della loro


zione ed
il

loro

impero, o rimovenli

doli dai

luoghi ove

trovarono, o
la

facendoli

tagliare durante

loro

dominazione.
l'Egitto,
la

Perci
citt

Roma,

dopo
il

ancora esistenti in Egitto dimostrano che tutti dovrebbero averne, perci sembra che quelli che non hanno iscrizione sieno stati tagliati dai romani,
fatto di
quelli

che

presenta

maggior numero di obelischi, di tutte l' epoche e di tutte le grandezze. Il Novaes nella Vita di Sisto F, dice che gl'imperatori n'eressero in Roma quarantadue tra grandi e piccoli ; ed il Guattani, Roma

che non li riguardarono se non come meri ornamenti, e fatti ad imitazione de' pi antichi, come il Vaticano che fu fatto ad imitazione di
quello eretto da Nuncoreo
Sesostri. Gli
roglifici, altri
figlio

di

tutti

hanno gesono
tutti

ma

neppure

essi

iSa
dell'epoca

OBE
antica
soli

OBE
alla
ciroo.
tati

dell' Egitto,

Altri

tre posteriormente por-

quale

tre

de' grandi

ed

uno

in

Roma

furono

collocali

nei

de' piccoli appartengono, cio quello

del Latcrano,

quello di piazza del


di

giardini e circo di Sallustio, e i due del Mausoleo di Augusto. A questi


l'

Popolo e quello
fra*

Monte

Citorio

primi, quello della Minerva fra


j

Iseo

debbonsi aggiungae quelli delCarapense, quello dell* Iseo


del
circo
di

secondi

gli altri

cinque sono
la

sta-

Capitolino e quelli

ti

tagliati

durante

dominazione
la

riano o Eliogabalo, del circo

VaRo-

romana

in Egitto,

dopo

conqui>

sta fatta di quel

regno da Augusto.
o
all' isola

Nella piazza avanti alla basilica

Chiesa di
{P^edi)y

s.

Bartolomeo
d' obelisco
ivi

vicino al portico, sta eretto


scolpito

mulo, ed il secondo del circo Massimo eretto da Costanzo nel 357 di nostra era, che fu i* ultimo ad essere trasportato, e che die motivo ad Ammiano di parlar di queste

un frammento
co' geroglifici

moli
le

particolarmente
trasportate
.

come
poi

egiziani,

ritrovato

venissero

Plinio

1676, ed avanzo di quello innalzato in queir isola del Tevere formata a guisa di nave, affmch gli servisse come antenna nel di mezzo, come riferisce il Marangoni,
nel
p.

narr
fu d'

difficolt

per

rimovere e

trasportare questi monoliti, e

come
basti-

uopo costruire mirabili


di

menti

sorprendente
il

grandezza,

rimontando
fatti

Tevere

fino a

Roma.
citt,
gli

364,

I^^ll^ cose gentilesche e pro-

Ne'saccheggi e rovine della


obelischi e la
in
le

fane trasportate ad uso e adornamento delle chiese. Egli tratta nel cap. 67 degli obelischi o guglie
consagrati all'idolatria, poscia ded
cati

dai barbari, essendo caduti

maggior parte
il

rotti

pi parti,
rovine,

giacquero sepolti tra

finch

gran

Sisto

V
lo-

alla Croce e convertiti in ador-

pel
l'

primo pens

di

toglierli

dal-

namento

de' prospetti
gli egizii gli

delle chiese,

oblivione e dalla superstizione


riti

dicendo che
ci

eressero nei

ro antica, e co* sacri


al

dedicarli

templi e fuori di

essi

e nei pubbli-

trionfante

vessillo

della

Croce,

luoghi in onore delle loro deit,

disponendo che
lissimo
basiliche,

servissero di nubi-

e perci vi scolpirono con caratteri

simbolici le cose sacre e misteri reli


giosi;

ornamento delle pi li insigni ed il p. Bonanni, Numis.


cogli

g*

innalzavano sopra molti


are ed
altari.

Pont.y riporta sette medaglie di Sisto

gradini tutti ripieni d'idoli, per cui


gli

obelischi

e
lui

il

diseeretti
.

appellavano
il

Fu

gno

de* quattro

da

Augusto
ste

primo a trasportare que-

In ci

quel

Papa

fu imitalo

dai

moli in

Roma, innalzandone u-

na in mezzo della spina del circo Massimo, in luogo della trave o antenna di legno che prima vi era, e r altra nel campo Marzio, perch
servisse
di

Innocenzo X, Alessandro VII, Clemente XI, Pio VI e Pio VII. Diversi dotti illustrarosuccessori

no

gli obelischi,

quali preziosi rarisantichi

simi

monumenti, de'quali pi
i

gnomone:

ambedue

li

rimosse dal tempio del Sole in Eliopoli, citt del

Basso Egitto, perch


sofferto

meno aveano
di

dalla

mania
suo

non si trovano sulla terra, e ne rammenteremo principali, oltre gli analoghi autori riportati ad Egitto^ e quelli di cui parleremo ai seguenti

Carabise

Caligola

trasport

articoli.

U Vaticano

a ornamento del

obelischi di

Michele Mercati , Degli Roma, ivi 1589. Con-

OBE
siderazioni

OBE
avvermeuti
iSgo. Pehus
slanllno imperatole,
ce pel
il

i83
quale lo
fe-

sopra

gli

di Latino Latini intorno agli oheischi di

Nilo trasportare

in Alessan-

Romay

ivi

G a lesi ni US, Ordo


lisci,
ili

dcdicationis obe-

quem D. N.

Sixti V. P.

M.

foro Faticano ad limina Jpostolornm erexit, et hencdictonis icrucis y

teni

qiiam

in ejus

Jastigio

collocavitj
,

Romae

iSS'j.

Giorgio

ad ornamento non Sul punto che dovea imbarcarsi, egli mor, e n'esegui in parte il volere Costanzo I suo figlio, che lo fece condurre a Roma. La nave su cui era caricato pel Tevere lo pose a terra
dria, destinandolo

di

Roma ma

di Costantinopoli.

Zoega De origine et iisu obeliscorum, Romae 1787. Malepeines, nel


t.

nella via Ostiense, vicino al confluente

delle

Acque Salvie

col

Tevere.

II

del

Saggio
di

intorno ai

gero-

glifici egiziani

M. IVarburthon^
.

parere di monsignor Bian* chini intorno agli obelischi Sui


riporta
il

dodici obelischi egizii che


la citt di

adornano
di

Roma, ragionamento
Cipriani

Ci.

Battista

corredalo

messo sopra lo strascino, per mezzo di curoli fu portato in Roma, e innalzalo nel circo Massimo. Sulla sommit fu posta ad ornamento una sfera di bronzo dorato, che colpita dal fulmine le fu sostituita una face di bronzo dorato. CaIvi

di quattordici tavole dal medesimo


disegnate ed incise in rame,

duto

al

suolo per

un

incendio,

nel

Roma

1587

Sisto

lo

fece disolterrare

A. de Goulianof: Archeologie gyptienne, ou recherches sur


J.

1823.

rialzare

da Domenico Fontana,
inferiore.

ma
re-

bisogn tagliarne circa quattro palmi


ueir estremit

r espression des
ques,
et

signes hroglyphi-

Venne

sur les lmens de la languc sacre des gfptiens, Lipsia e

stauralo col granito del


sul

piedistallo,

Parigi

1839. Interpretatio obelisco-

quale era l'iscrizione divisa in quattro faccie, che si legge nel Gru-

rum

Urbis

ad Gregorium XVI.

P.

M.y digesta per Aloysium M. Ungarelium sodalem bamabitam, Ro-

terop. i86, e nel Marangoni p. 36 r, ed in tali pezzi vennero grossola-

namente
lisco

incisi

geroglifici.

L'obe-

mae
sta

1842, con

tavole.

Di

que-

allo

dotta opera,

che
n.

ragiona

pu-

108
di

piedi,

i44 palmi ossia altezza cui non giunge


ora
si

re de*
si

due

obelischi di Benevento,
al

alcun altro obelisco


tutto
il

di

Roma

che

fa

r elogio

36

del Diario

mondo. Fontana
cogli

lo innal-

di

Roma

iS/^-i,

e neh*

Album

an-

z sopra un gran piedistallo, lo ador-

no XIII,

p.

126 e 375.

in

cima

emblemi
ed
i

di Sisto

V,

Obelisco Laleranense. Nella piazza del Laterano (Fedi), di faccia al

cio quattro leoni

monti

sor-

prospetto minore della basilica,

si

am-

tutto

mira questa mole che sorpassa


tre in antichit, e le supera in

le al-

gran-

dezza e perfezione di lavoro, ed l'ultima che fu trasportata in Roma,

Secondo
ses,

il

Rossellini,

non Ramil'innalz

montati dalla croce, e cos l'altezza compreso ascende a circa i5o piedi. Del bronzo impiegatovi da Lodovico Torrigiani e Gio. Battista Laurenziani tratta il Fea, Miscellanea t. n, p. 4j quanto alle spese dello scavo, trasporto ed erezione, ascesero a circa
Il

ma Thoutmes IV
l'anno

verso

1740
ivi

avanti

l'era

Novaes dice
consacrare

che

il

25,ooo scudi. Papa lo fea'

volgare,
di

dinanzi ol

tempio

grande

ce

Tebe,

ed

rimase sino a Co-

agosto

alla ss. Croce i588. Lo stesso Sisto

io
di-

i84

OBE

OBE
Pantheon, ambedue di granito rosso, ma diversi per tuono di colore, per stile, per epoca e per dimensione. L'olDelisco fu disollerrato nel giardino de'domenicani con-

nanzi airobelisco edific pel Fontana il fonte con parecchi mistici ornamenti, e la statua marmorea di
Gio. Evangelista scolpila da TaddeoLandini, di cui pure sono l'aquila ed i delfni sgorganti Tacqua Felice, cose tutte guaste assai dal tem>
s.

p.

Il

fonte

si

descrive dal
t.I, p.

Cassio,
1

Corso delle acque,


Obelisco

SSy,

1.

Liberiano o di s. Maria Maggiore. Sorge sull'Esquilino


dietro
la

i665 nel ponAlessandro VII, e forn nuovo argomento al p. Kircher di pubblicare l'opera criticata: Interpreta tio hieroglyphica ohelisci aegy^
tiguo alla chiesa, nel
tificato

di

ptiacij
lisco

Romae

1666. Questo obe-

tribuna
s.

della

basilica

tutto di

un

pezzo, ed

il

pi
or-

Chiesa di
di),

Maria Maggiore (F-

piccolo in dimensione tra gli obelischi

e rollo in pi pezsuo compagno del Quirinale, poich ambedue furono troliscio


zi,

ed

di

Roma, poich
17 piedi.

senza

gli

come

il

nati

alto

Lo

fece

Ho-

vati

caduti
di
s.

spezzati

dietro

la

phre re d'Egitto, l'Apries de' greci, contemporaneo di Tarquinio Prisco


quinto re
te
di

chiesa

Rocco, presso T antico

Roma,

e probabilmen-

ingresso del Mausoleo d'Augusto. Si

in questa citt fu trasportalo

da

Claudio autore de'due obelischi, ma vi ripugna il Nibby, Roma nel i838, par. 11, antica, p. 261, che li
fa

Sais,

allora

metropoli

dell'Egitto

celebre pel tempio di Neith, la Mi-

nerva
litalo

egizia,

particolarmente nobi-

attribuisce a

Domiziano; laonde non

pare che fosse fatto per ordine di Smarre ed Efre re d'Egitto. Sisto

da Hophre. Avendo Alessandro VII nel 1667 data la commissione al


sto

Remino
di

di erigerlo in que-

1587 ^o fece trasportare e collocare da Domenico Fontana, il


nel

luogo, l'architetto scultore


farlo sostenere dal

magin

quale lo

mise

sopra piedistallo,

e
di
di

so colossale d'

un elefante
compresa

di

immasmarche

Torn di monti, d'una stella e una croce di metallo, colla spesa


scudi 2988.
circa

mo, sopra un
uniti insieme, e

alto piedistallo

l'altezza

Come

oggi

si

trova ha

della croce che lo sovrasta e l'obelisco,


il
il

85

piedi di altezza,
l'obelisco.
Il

ma

soli

tulio allo

4^

piedi.

Die
egli

49 ne ha

Papa

l'eres-

Bernini un elefante per sostegno

se e dedic ad onore della Croce, trofeo di nostra religione, con quelle

air obelisco,

poich

recandosi

quattro iscrizioni che leggonsi nel Marangoni p. 862. Nel piedistallo una fontanella pubblica, e nel 1847 f^* selciala la strada che
dal clivo conduce all'obelisco e
lo

da Luigi XIV, nel viaggio avea preso il soprannome di elefante, e per la sua rinomanza molti accorrevano a vederlo nel passaggio. Il Marangoni a p. 363 ne riporta le due iscrizioni in onore della divina
Sapienza e della Beata Vergine. Il p. Bonanni, Numismata Pont. t. II, p. 701, riporta la medaglia che ne
fu coniala, e la descrizione dell'obelisco,

circonda.

Obelisco della Minerva. Si vede sulla piazza della Chiesa di s. Ma ria sopra Minerva (Fedi), dietro
la

quale

fu

culto

egizio,

tempio d'Iside, di fra i cui ornamenti


il

schi eretti

insieme a quelle pegli obelida Sisto V ed Innocen-

eranvi questo obelisco

e quello del

zo X.

OBE
Obelisco di 31 onte Cilorio. Sulla
piazza nel voi.
zionaroj
di

OBE
detto
lora

i8i

XIV

Io

fece scavare,
il

ed

al-

nome, di cui parlai XIX, p. ^i e seg. del Dital


s

fu scoperto

piedistallo

colla

iscrizione,

eleva

questo obelisco,,
in

ni vi

scrisse
'

uno

de'

due

trasportati

Roma

Cesaris
riusy

ed Angelo Maria Bandiun'opera: De obelisco Augusti ^ campi Marlii

da Augusto, preso da Eliopoli, ove era stato eretto ad onore del Sole, ivi principalmente adorato e da lui collocato nel campo Marzio per servirvi di gnomone, ed a tal uopo fu fatta una linea meridiana di marmo con striscio di bronzo indicanneti i mesi ed i giorni, coi venti
,

riideribus niiper erupLo,

commenta-

Romae

lySo.

La pubblic puil

re io

italiano,

ed

Zaccaria ce ne
leti.
t.

die

l'estratto. Storia

II,

p.

33o, narrando di
ci pubblicate,

altre

opere per-

come

della disserta-

gli

angoli espressi in mosaico, e sul-

stampata nel 1706 di Giorgio Cristoforo Muller De obelisco gnomone Augusti Caesaris. Un'iscrizione
:

r apice pose una palla di rame o bronzo dorata per raccogliere le ombre, e fu detto perci obelisco
orario e solare;
gio,

zione posta nella contrada dell'Impresa de Lotti, ricorda


il

sito preciil

so ove fu rinvenuto al posto


distallo,
l'

piedel-

ma

questo

orolo-

che determina
Il

il

punto

insieme solare e lunare,


alcuni,

come
sof-

obelisco.

celebre Nicol

Zaba-

Io
fr.

chiamano
III,

ben presto

glia

fu quello che Io estrasse.

Noa

Plinio lo attribu a Sesoslri

fu per
vasi ni
di

innalzato e quasi

dispera-

Ramses
lisco
si

ma

nei cartelli dell'obeil

poterlo fare, pei gravi dan-

me
i

di

prenome e il noPsametik o Psammetico 1


legge
:

ricevuti

VI
lo
la

nel

lavori di questo obelisco sono giuagli


altri,

tetto

dal fuoco; finch Pio 1792, servendosi delf archiGiovanni Antinori, dopo aver-

dicati superiori
geroglifici

essendo

fatto restaurare col granito del-

eccellentemente

scolpiti.

colonna di Antonino, di che


nel
voi.

feci

L'obelisco
cendio,
parte,

and soggetto ad un incadde, e ne per una gran


sotto
s,

parola

XIV,

p.

3r4

del

forse

Gregorio VII,

quando nel 1084 Roberto Guiscardo pose a ferro e fuoco tutta la


contrada
rest
del

ed altrove, ^rimosso il piedistallo di essa ( che Gregorio XVI ha collocato nel giardino del
Dizionario

Palazzo
torio,

yalleano

campo
dalle

Marzio,

indi

innalzare sulla piazza di

coperto

grandi
in

rovine
cui fu
s.

ornandone

la

Fedi^ Io fece Monte Cisommit col

delle fabbriche adiacenti. R^imase di-

trovata

menticato sino presso


in

al la

i463,

globo e col radio o raggio di bronzo, per allusione all' uso originale

renzo
diana,

LoLucina parte della merinello scavare i fondamenti


chiesa di

per l'erezione della cappella del cardinal Calandrini, facendosi altre sco-

perte nel i5o2; quindi Sisto


tali

V
il

con

gnomone, ed alla palla che Io sormontava. Si pu vedere il Donati, De' dittici p. 3. Obelisco di Piazza Navona. Si vede sopra la magnifica fontana intorno la Chiesa di s. Agnese (^edi
di),

indizi

nel

iSBy

incaric

Fon-

in

mezzo
di

alla

piazza del

MerDo-

tana d'esaminare se poteva eslrarsi, ma avendolo trovalo sfaldato e maltrattato


stare.

cato (^Fedi).
e

L'obelisco fu
geroglifici

tagliato

coperto
villa

sotto

dal

fuoco,

decise

lasciarlo

miziano, forse per ornamento della

Finalmente nel

174^ Bene-

sua

Albana, donde Massenzio

i86
r ;mno 3
ciilo
1 1

GB E
dell'era nostra lo
fece

OBE
della piazza con erigervi la maestosa fonte coU'obelisco.

trasporta l'o

nel

circo

da
suo

lui figlio

dedi-

Nella cona)rpatro-

ad onore

del

Ro*

renza de'uiigliori
al

artefici, pel

mulo

presso la via Appia, forse an:

cinio dei principe Nicol

Ludovisi, e

fu detto imnegato nel Tevere propriamente circo di Adriano, di

modo

detto

nel voi.
il

XL,
il

p.

io,

venne preferito

Bernini,

cui

mo-

Caracalla e di abballulo nella


\illa

Gallieno.

Rimase
quella

rovina

di

imperiale, probabilmente

dopo

dello colp il Papa. La fontana si compone d'uno scaglione, o gran ton* do di circa io6 palmi di diametro,

la

caduta di Massenzio l'anno 3i3. di Mercati propose a Sisto 11 erigerlo innanzi la chiesa di s. Se-

cinto di colonnette di granito


isbarre
di
ferro.

contiene

una

co Questo scaglione gran vasca, nel cui

bastiano,

ma

il

progetto non ebbe

mezzo
forato,
scia

s'innalza

uno

scoglio

compola-

elfetto, e rest rotto in


zi

cinque pez-

sto di travertino, che dai lati tra-

e sfaldato, giacente fino ad InPamphilj. Questi nel nocenzo i65i con architettura del Bernini

onde da quattro bande


per

libero
il

entro quelle aper-

lo

fece trasportare e restaurare nel-

l'antico circo d'Alessandro, oggi piaz-

za Navona, e drizzare sulla fontana maggiore, ornandone la sommit con giglio e colla colomba portante l'olivo di

per cui la piazza Mediante tali aperture >iene lo scoglio ad aprirsi in quattro parti, che nella sommit reture
si

luogo

vede.

stano unite, e sono


presentare
do.
le

fatte

per

rap-

quattro parti del

monbian-

metallo,

stemma

dei

Negli

angoli

siedono

quattro

Pamphilj. Il fusto alto 54 piedi, ed insieme alla fontana quasi loo. Dipoi trovaronsi tre frammenti della cuspide, che illustr Zoega, ed
acquistati

grandissimi giganti di
co,

marmo

rappresentanti
il

quattro princi-

pali fiumi, cio

Danubio per l'Euil

ropa, scolpito d'Andrea detto

Lomopera

dal cardinal Borgia,

nel

bardo;
di
di

il

Gange per
il

l'Asia,

nel museo di Naframmenti di questa moed una gran scheggia, il duca le, d. Giovanni Torlonia li don al re di Baviera che li colloc nel musco di Monaco. Il Marangoni a p. 363
poli.

i8i4 passarono
Altri

M. Adamo;

Nilo per l'Africa,


il

Jacopo Antonio Fancelli; ed

Rio della Piata per l'America,,


tura
attributi,
d'

scul-

di Francesco Baratta, coi loro

Innocenzo
e

riporta
distallo.

le

quattro iscrizioni del pie-

della
ciata

reggendo il Nilo l' arme X. La figura del Rio Piata guarda la cupola, faccampanili
della

Il p.

Rircher nel i65o pubObelscus

chiesa, e

blic in
lins,

Roma:

Pampi-

opera criticata. In questa piazza sono tre fontane bellissime, e nel centro la sontuosa coU'obelisco.
Nel medesimo luogo Gregorio

come spaventata si arretra e alza una mano, per censurare Borromino, emulo di Bernini, autore della
facciata slessa coi campanili e della

XI li

cupola,

che

sembra minacci rovi-

avea collocato una vastissima conca rotonda di marmo mischio orientale con acqua di Trevi. Innocenzo dopo aver rompilo la nominala

nare. Al piano dell'acqua della vasca vedonsi alcuni grossi pesci guizzanti,

perfluo.

uno de'quali ne ingoia il suCadono le acque in abbon-

chiesa
gio,

contigui

palazzo
lo

colle-

volle

accrescere

splendore

danza e con fragoroso mormorio, ammirandosi questo nobilissimo fon-

OBE
te ({\m\e

OBE
Avenetiope o
ciola
la

187

copolavoro

tlell'arto.

moro

su d'una gran chioc-

do Bernini ommesso
tlotto
i

fare nell'acqui-

necessari sfiatatoi, Borroraiclie

no andava dicendo
comparirebbe,
ci

l'acqua

non
in

che [ponendo

apprensione Bernini, gli riusc per una fantesca conoscere lo sbaglio, e si corresse, ci che produsse la morte dell'emulo
sti
;

marina, e colle mani tiene per coda un grosso delfino, che passandogli il capo fia le gambe, dalla bocca spande l' acqua a foggia d'un ventaglio. Questa statua, opera lodata del Bernini, molto en-

comiata
za,

poich mentre que-

credeva che l'acqua non venisse,

SI per la sua fiera movenche per l'intendimento con che sono lavorate le parti muscolose e

l'acqua
la

sgorg

prontamente

fra

gagliarde, molto ritraenti dal naturale.

plausi del Papa, della corte e del-

moltitudine. Caduto

Borromino
la

Questa fontana de' Tritoni fu mollo restaurata nel 1708 da Cle-

in

malinconia,

si

tolse poi
Il

vita

mente XI, ed
operarono
le

altri

restauri
giorni.

vi

si

colla

propria

spada.

Cancellieri

a' nostri

Siminel
dipie-

ra

eruditamente tutto descrive nell'ope// Mercato j il lago de Inacqua Fergine, ed il Palazzo Pamphiliano, La seconda fontana che si vede sul:

in

tutto
e
la

per

tutto

segno
tre

nella

qualit

delle

terza

fontana
nella sua

di piazza

Navona, posta
settentrionale,

estremila
erigere

la

piazza quella de' Tritoni,

che

fatta

da

resta

nell'angolo meridionale, fatta

erigere

pagno,

da Gregorio XIII Boncomcui aggiunse Innocenzo X la bella statua di mezzo scolpita da Bernini. Si forma d' una vasca

Gregorio XIII nel tempo stesso che la precedente. In essa per non vi sono le decorazioni di statue, e l'acqua vi sgorga per quattro gitti doppi,

situati

ai lati della

conca

di por-

bianco di figura ottagona: in mezzo una gran conca di


di

marmo

la santa, e sgorganti

da una parte

in

questa

dall'altra nella vasca

forma
labbro
ili

simile

di

porla
di esso

santa.

Sul

eshemo

sono poste
ai
lati

giro quattro teste di mostri ver-

Vi sgorga ancora dalla cima d'una mezza colonna di marmo bianco terminata da una palla,
sottoposta.

santi

acqua nella vasca,


delfini, e

dei

collocata nel centro della conca stessa.

quah sono due


te,

per di dietro aquile e draghi alternativamen-

Inoltre Gregorio XIII, fra que-

sta fontana e la

grande

fece
si

un abbe-

stemmi de'Boncompagno, che del

veratoio

pubblico, che
di

compone
pende' Galli,

pari sgorgano acqua nella conca.

Le
di

d'ampia urna antica


telico,

marmo

dette
zate

quattro

faccie,

che sono

trovata nella casa


casa

marmo

bianco, si vedono intramezda quattro Tritoni o Glauchi accosciati su d'una conchiglia, quali accostansi alla bocca due buccine per ciascuno, da dove esce un
i

esistente gi nel vicolo Leutari, della

qual

parla

il

Cancellieri,

nelle
sio,

Dissert. epist.

p.

269.

Il
t.

CasI,

Del corso
le fonti

delle

acque

p.

290 e
ve
stissima

seg. e p.

297

e seg. descrila

d'acqua; essi furono scolda Leone da Sarzana, Flaminio Vacca, Siila Longo da Vigili e da Taddeo Landini che si stima il migliore. Nel centro della conca s'inzampillo
piti

che abbelliscono

va-

Piazza Navona (Fedi). Obelisco della Rotonda o piazza del Pantheon. Si eleva il famoso

Pantheon ora Chiesa

di

s.

Maria
la

nalza

la

sttua semi -colossale d'uu

ad Martyres

(Fedi), detta

Ho-

i88
lece

OBE
IV
monte
cui
si

OBE
Ivi

tonda, nella piazza che Eugenio

sgombrare dalle rovine.

Gre-

mal connesse pietre per chiam guglia di s. Maculo.


di
,

gorio
eresse

XIH
un
lo

con disegno di Giacomo


fonte,

Si pretende che Paolo

IV
il

lo eri-

della Porta o di

Onorio Longlii vi e Clemente XI nel


dell'arcliifor-

gesse nella piazzetta tra


de*

convento
s.

domenicani e

la

chiesa di
il

I-

1711

rifece

colTopera
di

gnazio;

ma

altri

dicono che

Mer-

tetto Filippo Barigioni.

Esso

cati insinu a

Sisto

d'innalzarlo

mato d'una gradinala

travertino,

composta di sei scaglioni e circondala da basse colonne con isbarre di ferro. Su di essa s eleva una vasca molto ampia di marmo bigio, ad otto faccie, ma cogli angoli acuti. Ai quattro punti principali sono
altrettanti bizzarri gruppi, consistenti

in

una

maschera
e dietro

con

ai

lati

due

ove l'abbiamo descritto, ovvero innanzi la chiesa della Minerva ; finalmente altri col Trotti vogliono che Paolo V l'erigesse in detta piazzetta per queste dilferenti opinioni si pu leggere il Cassio, Corso delle acque, t. I, p. 298, 3oi e seg., ed il Nibby, Roma nel i838, par. II, antica, p. 272. Certo che Cle:

delfini

un drago

alalo, dai

quali gruppi escono pi bocche di

acqua di Trevi. Nel centro della \asca posta una scogliera di Francesco Pincellotti , la quale serve di
sostegno ad un imbasamento pira-

mente XI qui lo fece trasportare ed elevare, ed alcuno riferisce coll'opera di Carlo Fontana. Decorata
cos
la

piazza, appianata e regolail

rizzata,

Papa per memoria


d'

ordi-

la

coniazione

una

medaglia.
fece restau-

midale

di

marmo
;

bianco con

sue

Dipoi Pio VII nel


rare
il

i8o4
che

cornici centinate

agli angoli di essi

fonte, e pi tardi

fece

to-

sono quattro grossi delfini scolpiti da Vincenzo Felici, i quali tengono il capo volto in basso, e dalla bocca versano acqua in copia. Il basamento ha in

gliere le baracche

mercato
di

di

ad uso di pesce occupavano la parpiazza


,

te pi alta della

e la fece

nuovo
la
s.

lastricare; edificandosi in

due mente XI, e

faccie l'arma

di Cleiscri-

vece
di

pescheria

presso

la

chiesa

nelle

altre

due

Salvatore delle coppelle.


/^.

zioni.

Su

tal

guglia,

terminata

ornamento di tata da una stella, parte

basamento s'erge la in cima da un fogliami, e sormondello stem-

Obelisco del Pincio.


PlNCIO.

Monte

Obelisco del

Popolo.
il

Nobilita e

rende magnifico
so di

principale ingres-

ma
la

di

detto Papa, in cui


il

posta

Roma,

della

croce,

tutto gittato in metallo.


di granito rosso egi-

{^Fedi)y e fu

uno

de'

Porla Flaminia due primi con-

Questo obelisco
circa

dotti

dalla citt di Eliopoli,


pei' le

Tanno

ziano, intagliato a geroglifici,

alto
insie-

di

Roma 744

cuVe d'Augu-

20

piedi nel fusto,

ed

sto,

me
va

alla

fontana e croce

49

orna-

to della

che destin questo ad ornamenspina del circo Massimo.

il tempio d'Iside con quello della Minerva, e credesi eretto per voto da Pompeo. Da molto tempo giaceva negletto accanto la chiesa di s. Maculo, di cui si parl ne' voi. XIV, p. 181 e 182, e XIX, p. Sg

Ne

fu autore

Ramses
le

III

o Sesostri

re d'Egitto, fiorito verso l'anno

i565
di

avanti

la

nostra era,
il

cui leggende
a p.

egizie riporta

Nibby
II,

277
il

Roma
titoli
il

nel i838j par.

antica, con

ampollosi riguardanti

re ed

del

Dizionario

sostenuto

da

un

Sole a cui era stato eretto.

Tali

1,

OBE
iscrizioni

OBE
guida a conoscolpilo sullo stile
obelischi,

189
egiziano e collogradini qua-

servono di
degli del

scere quelle

altri

calo su d'

un imbasamenlo piramiIl

massime

Pantheon e della Tri-

dale formato di selle

nit de* Monti.


sto obelisco

Le vicende

di

quel'al-

sono comuni col Late-

ranense
tro da

esso fu trovato

come

medesimo Valadier diede i disegni delle altre due grandi fontane che adornano la piazza
drilunghi
.

Matteo da Castello,

dieci pal-

mi

sotterra, e

come

l'altro per or-

de'

dine di Sisto
tana nel

risarcito,

traspor-

sono collocate nel centro due vasti semicerchi che la chiudono da oriente e da occidente.
stessa, e

tato ed eretto da

Domenico Fon-

Quella della
il

parte orientale, \erso

1587, mediante la spesa di scudi 10,229. Era rotto in due pezzi, ed insieme con questi fu trovato
il

piedistallo antico, sul quale


di

venne innalzato
za del Popolo.
di,

nuovo

sulla piaz-

[Vedi), ha nel piano una vasca semicircolare assai ampia di travertino appoggiata dentro una parete murata a bugne grosse. Entro la vasca s' alza una
,

Monte Pincio

11

alto circa

79
p.

pie-

grandissima
tiburtino,

conchiglia di

marmo

e compresa la base e la

croce

di

bronzo

18.

Marangoni
che
della

36

nel descriverlo
l'innalz

dice

Sisto

ad onore
il

Croce e

una piccola tazza in cui sgorga 1' acqua per una apertura praticala nella parete, e da essa si versa nella conchiglia, da dove
conlenente
piove poscia nella vasca.
ra o balaustrato di
Iati

per decorare sa di
la
s.

prospetto della Chie-

La

parete
nei cui

Maria del Popolo [Vedi); ne riporta le due iscrizioni e queld'Augusto.


Oltre a ci Sisto

a bugne terminata da una ringhie-

marmo,

veggonsi entro una conchiglia


delfini

fece dal

Fontana erigere
Corso

sulla piaz-

due

aggruppali e colle code

za

una
il

bella fonte, secondo alcuni;

in su rivolte.

Nel

mezzo
i

poi, in

ma
t.

Cassio,

delle

acque

corrispondenza della
alquanti scogli,
la

fontana, sono
quali pose

I, p. 286, riferisce che Gregorio XllI nel mezzo della piazza fece alzare un fonte saliente con acqua Vergine, disegnato da Jacopo della Porta nel i574 con tazza o conca d'antico marmo salino, formata da una base di colonne che sostene-

sopra

statua colossale di
lato la lupa

Roma, avenRo-

te a

coi gemelli
laterali

molo
l'

sono le statue gigantesche del Tevere e dele


;

Remo

Aniene

co' loro

attributi,

tutte

sculture eseguite in

marmo da
L'altra

Gio-

vano
lana

il

frontespizio della casa

Au-

vanni

Ceccarini.

fontana

rea di Nerone. Siccome per la fon-

nel semicerchio occidentale in lutto e per tutto simile alla descritta, se

rimaneva

presso

Y obelisco

quando questo d'ordine di Leone XII fu circondato da una gradinata quadra, venne tolta via, ed
in

non che

le

statue che

l'

adornafi-

no, scolpile dallo stesso artista, sono


differenti.

In essa

si

osserva la

sua vece

si

sostituirono ai quat-

che vediamo, con disegno del cav. Giuseppe Valadier. Esse si compongono d' una \asca
tro angoli quelle

gura colossale di Nettuno col tridente sopra una scogliera. Ai Iati sono due grandi delfini condotti da

due
chi
il

tritoni

il

delfino a sinistra di

rotonda
c^ di

di

travertino in cui cadde

guarda imbizzarrisce,

per cui

l'acqua che viene versata dalla hoc-

tritone che lo guida lo tiene af-

un leone

di

marmo

bianco,

ferrato nella bocca e minaccia per-

190
cuoterlo
;

OBE
1*

OBE
rare,

altro proce<le tranqulla

nel

17B7

lo

oollooh tra

due

lamentej per cui


stro accosta alla

sua

guida

lo

cinge col braccio destro e col

sini-

bocca

la

buccina

sorprendenti colossi dei Cavalli che dierono nome alla piazza e al monte. Il fusto deU'olxylisco

famosi

a cui par che dia

flato gagliarda-

alto

49

piedi e nell' insie-

mente. Le due ale poi di muro che in semicerchio circondano la sorprendente piazza, sono pure abbellile di

me
la

circa 85,

per
alla

dal piano

deldella

strada
di
di

fino

sommit
In
fu

croce

bronzo piedi 96.


questa
erezione

meco-

varie

sfingi

di

marmo
alle

moria
niata

bianco, cio otto


e contengono
le

per semicerchio,

due fontane;

una medaglia monumentale. Nell'anno precedente il medesimo


architetto,

quattro estremit sonovi altrettante


statue eseguite in

con

ardita e felice eseal

marmo

bianco,

cuzione, per dar luogo

colloca-

che rappresentano le stagioni. Il semicerchio che d adito alla passeggiata del Pincio, ha la Primavera del Gnaccherini e
l'

Estate del

Laboureur;
l'

in

quello incontro

Inverno del

Baini e

l'

ha Autunno
che cuo-

mento della guglia, d' ordine di Pio VI rivolse sulla propria base verso lati opposti delti due colossi. Questi si formano di due bellissimi cavalli, con due giovani nudi
i

di

gigantesca figura in atto di reg-

dello Stocchi, vedendosi nella parte

gerli, di

marmo, rappresentanti Cail

posteriore de'

folti

cipressi

store e Polluce, gi creduti rappre-

prono
fienili,

la

deforme veduta di alcuni due ingressi chiusi con


i

sentare Alessandro
to di
falo,

Grande

in at-

domare

il

suo famoso BucePrassitele,

ferro forse serviranno per l'adito ad un ameno passeggio sul fiume Tevere, formato nel pontificato di Gregorio XVI. Le deco-

cancelli di

e che fosse opera dei

scultori

Fidia e

sommi come
:

leggesi nell'epigrafi dei

piedistalli

su

questo

punto

si

pu leggere

razioni della piazza

VII, ed
de'

il

compimento
del

Obelisco

due innalzati del mausoleo d' Augusto, probabilmente da Domiziano meglio che
Claudio, con quello ora di
ria
s.

devono a Pio a Leone XII. Quirinale. uno avanti V ingresso


si

quanto osserva il Novaes nella vita di Sisto V, 5 io3. I due colossi si trovarono nelle terme Costantiniane, poste nella regione

me-

desima del Monte Quirinale (Vedi)j fabbricate dall' imperatore e


Costantino
presso
il

Marotti,

giardino dei
tras[X)rtacolle

Maggiore;
secolo per

ambedue

caduti nel

Colonna [Vedi): alcuni dicono che


quell'imperatore fece
re dalla Grecia
i

VI

un terremoto e
il

ivi

furono

discoperti verso

i527,
gia-

due
che

cavalli
li

cavandosene uno che fu lasciato


cente avanti
finche Sisto
squilino.
la

due
casa
sto

figure, altri

tolse dalla

chiesa di
lo

s.

Rocco,
sull'E-

Aurea

s\x\

Monte Palatino.
ristorare

Si-

innalz

li

fece

colla dire-

L* altro rimasto

sotterra

fino al

1781,

quando Pio
nel

fece estrarre

VI lo 1782, cio uno


poich
gli

de' suoi tre

pezzi,
tolti

altri

due furono
coir opera

nell'ottobre i78f>,

dell'architetto Giovanni

Domenico Fontana, e colsi ammirano avanti il palazzo pontificio, dopo aver diroccato un masso enorme di antica fabbrica ch'era nel mezzo delia leggersi il piazza. Su di che pu
zione di
locare dove

Antinori, che avendolo fatto restau-

Fea, Storia delle acque antiche

p.

OBE
i3i e seg.,
porta
l'

OBE
solo rite

191

il

quale non
parla

un

liei

fiocco.

le

iscrizioni

dei colossi e del-

collocata

La tazza inoltre entio un bacino rotonriceve

obelisco,

ma

dell'antica e

do, assai pi
burtina,

della
i

altuale fontana, e vuole che


stassero

che

ampio, di pietra tile acque che

due gruppi

prima

alla

rigurgitano dalla tassa, essendo cir-

porta non delle terme di Costantino,

ma

del

famigerato tempio del

condato da dodici colonnine di granito bigio, con ispranghe di ferro.


Obelisco della Trinit de* Monti

Sole, opera di Traiano o Adriano, e lavorati per esso, forse tratti da

qualche classico originale in bronzo, rappresentante probabilmente Alessandro Magno. Noteremo, che alcuni riferiscono che nella falda del
Quirinale presso
lia
il

o Sallustiano. Si vede sull'alto della vaga scalinata che conduce alla Chiesa della ss. Trinit al Monte
Pincio (Vedi)y
e avanti
fu

ad
di

essa.

Questo obelisco
portati in

uno

quelli

vico de' Cornedel

Roma dopo
negli
il

Augusto, e

esistette

un tempio

Sole-

venne drizzato
ni,

orti Salluslia-

Serapide ; il Panciroli poi scrisse che i colossi li don Mitridate re d'Armenia a Nerone, e che Costantino li colloc nelle sue terme. Narra il Cassio, Corso delle acque tom. 1, pag. 34o, che Sisto

cio tra essi e

circo.

una

informe imitazione di quello del Popolo, poich r inetto intagliatore ha perfino capovolti i geroglifici
Antonini

probabilmente lavorati o Comraodo.


quei giardini
imperiali

sotto

gli

Incendiali
al

tra

due

colossi

innalz

primo

vaga fonte per la sua acqua Felice, con tazza e conca ornata ai quattro lati col suo stemma. Per la fontana fu rimossa da Pio VI nelr erezione dell* obelisco, per darvi luogo innanzi ad altra pi magni* fica, destinandovi la vasta conca di
bel granito
del secolo
rosso,

furore de' goti nel 4^9 allora pel fuoco croll pur V obelisco, e rotto
in

due

parti

rest

abbandonato
convalle del

seminterrato nella
co.

cir-

Sisto
la

avea

divisato erigerlo

avanti

Angeli, dove al

posta

nel

fine

be fatto
Peretti

Maria degli s. tempo stesso avrebornamento alla piazza che


chiesa di

XVI

per beveratoio nel

apr dinanzi la sua magnifica villa

Foro boario
pio di

sulle rovine del temCastore e Polluce, resa ivi

oggi

Massimo

la

morte dei

quasi invisibile dalle terre


late intorno. Nel

1817
il

Pio

accumuVII
del

mand ad
faele

effetto

disegno

predecessore, per

l'architetto Raf-

andare a vuoto il procoli' angetto. Essendo l'obelisco dar del tempo racchiuso nella vigna Vettori, comprata questa dai Ludovisi, fu compreso nella loro
fece
villa, cos

Papa

Stern

fece restaurare la taz-

nel

lySS

lo richiese Cle-

'

za rotta in
di di

due

pezzi
le

con 76

pieil

mente XII

alla principessa

Ludovisi
prinlui

circonferenza,

aggiunse

per innalzarlo avanti


cipale della basilica

la facciata

suo piede antico e scanalato, trovato ad essa vicino, e nel 1818 la


colloc avanti all'obelisco.

La teranense da
lo

magnificamente eretta, ed essendogli

La

taz-

stato donato,

fece trasportala scala santa.

za poggia sul piede


celiato,

di

marmo

batra-

re a tal

uopo presso
di

con suo dado sotto di


d'

Riconosciuto
vi rest

troppo piccola mole,


ni
il

vertino, e dal centro sgorga in alto

abbandonato sino
affid

r7tS8,

un grosso capo

acqua formaa-

quando Pio VI ne

irasppr-

iga
to,
piti
il

OBE
restauro e
il

OBE
con
altri

collocamenlo so-

dice Nibby,

ed privo di

gran piedislallo di marmo biaii* co, airarchilello Giovanni Antinori. E sormontato con una croce di metallo, contenente le reliquie della ss. Croce, di s. Giuseppe, de* ss. Pietro ePaolo, di s. Pio V, di s. Agostino e di s. Francesco di Paola, come narra
il

geroglifici.

fu di

tale

lo port grandezza che per zavor-

La nave che

ra vi andarono 120,000 moggia di


lenticchia,

cio

due

milioni

880

lunghezza eh' essendo stata da Claudio affondata per servire di fondamento al


tale la

mila libbre; era

Cancellieri
di

che

tratta

erudita-

mente

questo
Il

obelisco nel suo

Mercato.
to piedi

fusto dell' obelisco al-

43 e mezzo, e 100 compiedistallo

molo del suo porto d' Ostia, sostenne una gran parte del lato sinistro, dove furono innalzate come tre torri ed una a somiglianza del Faro
Alessandrino;
abete, era di
l*

preso

il

e la croce. Nel

albero

maestro di

1789

in

Roma

si

pubblic: Annosiili*

tal

grossezza che ap-

tazioni

storico-critiche
p.

obelisco

Sallustiano, del
brini, delle quali

Tommaso Gase

bracciarlo. Questa

ne legge un
di

sunto
n.

neW Effem.

lett.

Roma

23; rimarcandosi che


dove

l'obelisco

pena quattro uomini potevano abuna prova che i romani si servivano di navi per trasportare tali moli e non di zattere. Nel voi. XLI, p. 182 del Dizionario

ritorn sul colle Pincio, bench in


altra parte e

dicemmo che

\st

casa del

terminavano
11

maestro del sacro

ospizio
si

trovan-

famosi orti Lucullani. Obelisco Faticano.

dosi presso r obelisco,


piti

disse

Do-

gran-

de po

che sono in Roma^ doLateranense, si erge nel centro della magnifica piazza della basilica o Chiesa di s. Pietro in Faticano (Fedi). il solo che siasi
di quelli
il

musagidiacy e vicina alla chiesuola di s. Andrea, poi compresa nel nuovo tempio Vaticano nel suolo sagrestia, una pietra ridella sua corda il sito primitivo dov'era l'o:

belisco.

Nicol

divisava di porre

conservato di

un

sol

pezzo, poich
la

fino al suo trasporto

tura di rimaner
gola detto pur di
talli,

ebbe sempre

ven-

questo obelisco sugli omeri di quatrappresentanti tro statue colossali


gli

in piedi

evangelisti, e di collocare sul ver-

sulla spina del circo di

Caio CaliNerone. Il Guait.

lice

una statua
II

di

vatore colla croce

in

bronzo del Salmano. Dipoi


nella

Roma
due
:

antica
si

II, p.

yS, di-

Paolo
stotile

tratt coli' architetto Arifarlo

ce che l'obelisco
to in
pezzi,

ruppe

in Egitil

di

trasportare

e che

manca

pi

piazza
l'

grosso lungo
Plinio

100 .cubiti, citando anche il Novaes afferma che si dimezz, ed ambedue fanno autore dell* obelisco Nuncoreo figlio
di Sesostri.

Vaticana; Paolo III ebbe Buoistessa idea e ne consult


che non
e
volle

narroti

accettarne
spesa a
di
di

l'assunto, per
ci

l'eccessiva

necessaria

pel

pericolo

Fu

trasportato in

Roma

romperlo.

Indi

nel pontificato

da Caligola e consacrato ad Augusto e Tiberio,

come

si

rileva dal-

Gregorio XIII e nel i583 Camillo Agrippa milanese fece un modello, e

iscrizione nella

parte inferiore di
egizio,

stamp

in

Roma un

trat-

esso.

Non

di lavoro di

ma
del

imitazione
figlio di

romana

quello

tato sul trasporto dell' obelisco senra piegarlo a terra, poich trovavasi nella

Sesostri

Nuncoreo,

come

parte

inferiore in parte

OBE
sepolta;

OBE
impreil

J93

ma

la

difllcolt dell'

sa spavent, riferendo
i

Novaes che

matematici del suo tempo, ed aver esaminato i modelli e progetti, abbracci quello
di
al

romani per quest' obelisco impiegarono 20,000 uomini con macchine di sommo dispendio. Fino altraslocamento, sull'ol' epoca del belisco nella cuspide eravi un globo
di bronzo dorato, e siccome nell'iscrizione
della
titolo

Domenico Fonquale
del

tana di

Como,
la
il

eziandio
lavoro.

commise
Si calcol

direzione

peso dell'obelisco, com-

presa r imbracatura per calarlo ed

parte
di

inferiore

si

legge

il

Cesare

dato ad

Augusto

ed

a Tiberio,

non

che

quello di D'o Caesari Divi Juli, credette che la palla di il volgo

bronzo contenesse
lio

le

ceneri di Giu-

Cesare;

ma

il

globo fu trovato

massiccio e colpito da palle di ar-

chibugio nel i527, quando fu presa

Roma,

allorch fu spogliato dei

leoni di

bronzo.

Era

riserbata la

gloria della sua remozione e innal-

zamento nel luogo ove

si

al genio intraprendente di Sisto

ammira, V,

ad un milione e mezzo di cominci a' 3o aprile i586, e nel rimoverlo si vide che poggiava sopra quattro dadi di bronzo, due impernati che pesavano 800 libbre ciascuno, due sciolti del peso di 600. Vi operarono 44 argani, 75 cavalli e circa 900 operai, che nella mattina di buon' ora avevano ricevuto la ss. Eucaristia nella basilica Vaticana l' architetto situato in posto eminente con una tromba die i segni pel movimento degli argani , mentre eoa
alzarlo,

libbre. L'operazione

quello dei timballi


sate,

regolava

le

po-

che quando era frate nel portarsi a s. Pietro sempre lo visitava, dicendo che se diventava Papa subito r avrebbe trasportato in mezzo
della piazza

Vaticana.

Sparsa

la

fama

di

questa risoluzione, compacirca cinquecento

rirono in Pioma
architetti
getti

o della campana come ditono altri. Con dodici sole mosse si alz l'obelisco con giubilo del foltissimo popolo spettatore e degli operai, che pigliando di peso il Fontana in alto lo portarono in giro fra il suono de' tamburi e di tutte
le

e altre persone con pro-

campane
sei

di

Roma

e lo
s.

sparo
obeliter-

e modelli, alla presenza di Si-

delle artiglierie di Castel

Angelo.
l'

sto

quindi

ognuno

facendo

le

Dopo
ra e

giorni di

riposo,

sue osservazioni,

fra' quali

Bartolodal gran-

sco eh' era stato sbarbicalo


sollevato
;

da

meo Ammannati mandato

diritto,

fu

piegato

duca di Toscana. Interrogato dal Papa quanto tempo pensasse impiegarvi, rispose che

verso terra

a*

sto sullo strascino

7 maggio venne poe dov percor-

per ideare e
i

rere una distanza di

863

piedi e

disporre

le

macchine e

ferramenti

non

ci

voleva
!

meno

d'

Un
:

anno

replic Sisto V,

un anno un anno

andate, andate, che non fate

per

COSI narra il Novaes, ma dinoi versamente il Cancellieri nella Descriz.

della basilica^ in cui erudita-

dell' obelisco e del suo meccanico trasporto. Dopo aver Si-

mente parla
sto

mezzo, e questo spazio percorse ai i3 giugno. Nell'estate fu collocato il piedistallo e furono fatti tutti i preparativi necessari, ed ai io di settembre per mezzo di i4o cavalli e 800 uomini venne in presenza del Papa, della corte e di popolo immenso venuto pure di fuori, innalzato dove oggi trovasi compre:

consultalo

gli

architetti e

so

il

piedistallo

e gli

altri

orna-

voL. xiviir.

i3

194

OBE

OBE
ro cagionato dal peso, ed
il

menti moderni, questo monumefnlo ha i35 piedi di altezza, ed il solo monolito antico 85. Per questa
grandiosa operazione,
cero prima
ta
i

can.ip

lavoranti fela

come

nell'altra

san-

comunione, e ad ore 17 cominci al segno di tromba del Fontana^ ed ebbe compimento con 52 mosse degli argani, a ciascuno de* quali erano quattro cavalli e
venti uomini,

bagnato restringendosi ed accorciandosi, questo raccorciamento veniva a compensare l'allungamento, e le corde cos ridotte alla conveportarono a feniente lunghezza
lice compimento la grand'opera. Il Fontana trepidando pel successo, per le minacce di Sisto V, e per la

forca piantata

sulla

piazza per chi

piombando

egregia-

avesse sturbato l'operazione, teneva


pronti

di

mente r obelisco sui quattro leoni bronzo dorato, parte dello stemma di Sisto V.
Nei voi.
pag.
I,

cavalli

porta Angelica

per
scita

fuggire;

ma

per la felice riu-

pag.

194, e

XXXV,

d'oro,

ebbe dal Papa 5ooo scudi una pensione di 2000 scudi


ai

189 del Dizionario narramcome Bresca per aver gridato opportunamente acqua alle cor-

trasferibili

suoi eredi, dieci cail

mo
de

valierati

lauretani vacabili, tutto


servito
nelle

materiale

operazioni,

che s'incendiavano
( il

per l'at-

che

si

valut pi di ao,ooo scudi;

trito

Cancellieri

dice
ai

che

le

lo cre cavaliere dello

speron d'oro

corde furono sostituite ferro che nella prima

cerchi di

operazione

e nobile romano, ed in suo onore coniaronsi due medaglie. Secondo i


conti
t.

restarono o storti o spezzati), non

riprodotti dal
p. 5,
il

Fea,

Misceli.

curando la pena di tata a chi rompeva


cessario

morte decre-

II,

trasporto e l'innalzacost
al

il silenzio nee voluto dall'architetto, in vece di castigo n'ebbe in premio da

mento
tesoro
tre

di questo obelisco

pontificio

87,000
di

scudi, ol-

Sisto

V
di

la

privativa, estesa ai

di-

scendenti, di provvedere le

Palme
il

(Fedi)
tolo

al

palazzo apostolico,

ti-

capitano onorario al capo


il

per opere di Orazio Censore e Domenico Ferrari, tranne i leoni di Prospero Bresciano. Alcuni col Bonanni, De tem-

10,812

libbre

metallo

gli utensili

e ornamenti,

della famiglia, ed

diritto d'innal-

pio
Sisto

Faticano^

hanno creduto che

zar bandiera pontificia al bordo del

avesse collocato nella croce

pitano di

suo bastimento. Il Bresca come caun bastimento genovese, non ignorava che le gomene poste
si

una particella del santo Legno ai 26 settembre i586, perch concesse

r indulgenza

verticalmente alzano

restringono quando

anni
la

ed altrettante

perpetua di dieci quarantene a


l'obelisco,

e naturalmente peso ch' loro raccomandato, con che imped la rottura


il

vengono bagnate,

chiunque, passando avanti


venerasse
recitandovi

un Pater

ed Ave;
rare
era
la

ma

in occasione di restausi

dell* obelisco

lo

schiacciamento

croce,

trov che non vi


a*

degli

opera'h

Sembr a qualcuno

la reliquia.

Certo che
della
basilica
s.

12
s.

che il suggerimento di bagnar le corde fosse dato non perch le funi per l'attrito negli sforzi
si

aprile

1740

^i ^^

posta e presa da
di

un

reliquiario

accen-

Pietro, gi di quella di

Croce in

dessero,

to

ma perch non essendo staben calcolato l'allungameato lo-

Gerusalemme. Vedasi Domenico Fontana, Della trasportatioiie deWobc'

OBE
lisco

OBL
e

19I:
Sei'-

Vaticano^

Roma 1590

Na-

vi

erano. Monsignor Lodovico

poli

i6o4ss.

truce
ta,

Pompeus Ugonius, De Obelisci Vaticani poema-

gardi
diresse

economo
tali

della fabbrica,

lavori, nel

ly-zS

che pub-

Romae iSSy. Diversi scrittori contemporanei riportati da! Cancellieri

blic in

Roma

con rami: Discorso

citalo, a p.
i

20 e 21,

descrisse-

sopra il nuovo ornato della guglia d s. Pietro. Finalmente nel 18 17,

ro tutti

particolari di questa gran-

come meglio

dissi nel

voi.

XII, pag.

de opera, ed una pittura nella biblioteca Vaticana ce ne ha conservato il modo come segui, dandoci pure la forma della piazza e della basilica d'allora. Il Fontana eresse pure d'ordine di Sisto V gli altri tre summentovati obelischi Lateranense, Liberiano, e Flaminio o del Popolo, e le sue principali opere nover il cav. Belli, parlando della
casa da lui abitata in

272, per cura e direzione di monsignor Gilii astronomo vaticano, venne disegnata una meridiana pei movimenti
mensili

giornalieri

del

sole all'ora

del meriggio,
il

nell'area

della piazza verso


cio,
alla

palazzo pontifi-

quale questo obelisco serve di gnomone. A poca distanza e

Roma,

nel n.
Il

marcato con due' pietre bianche, il punto donde guardandosi uno de' lati del portico, non si vede che
sola delle quattro linee di colonne di cui composto. Obelisco Mattel. V, Villa Mattel Obelischi Torlonia. V. Villa TORLONIA. OBIZI Ugobaldo, Cardinale. VqO' baldo degli Obizi da Lucca, fu da

loi del Diario di Roma 1846. Marangoni, Delle cose gentilesche

una

p.

35g, riporta
pire da Sisto
lisco^

le

iscrizioni

fatte

scol-

nella base dell'obe-

in

un
al

al

nome
siccome

dell'architetto
il

encomiato,
dedic
lica,

Papa

lo

trionfante

vessillo

della

Croce, narra che nella vicina basidrizzato che


fu
l'obelisco,
si

Stefano
nale

X
s.

del
e
si

io57 creato cardi-

celebr

pontificalmente
tutto

scovo la
di

da un vemessa della Croce^ e dopo


il

donato
al

essa

usc

clero

verso

crede che abbanGregorio VII, si gittasse partito dell' antipapa Clemente


prete,

l'obelisco, a

pie di cui stava eretto

HI, morendo nel pontificato di Ur-

un
ta

altare, e sopra di esso la

gran

bano
te,

II.

croce di bronzo, quale essendo sta-

OBLATA.
Oblato.

r. Oblazione, Gelaod

benedetta, fu indi portata e col-

locata sulla
so,

punta

dell'obelisco stes-

OBLATE
che
nel
sagrifizio

OBLAZIONI. Pani
liturgia

adorandola

tutti genuflessi,

e al

nell'antica

servi vansi

canto
poi

de' cantori,

suono di trombe
nel

della

Messa (Fedi).
une
altre per l'uso

e sparo d'artiglierie di Castello. Di-

Eranvi due sorta


per consacrare, e

di oblate, le
le

Innocenzo

XIII

1723 ag-

giunse intorno, nel basso dell'obelisco, gli

comune,
popolo,
nedetto

che
in

si

distribuivano al
il

ornati in bronzo dorato di

come
si

oggi

Pane
si

bc'

ed aquile scacchiate suo stemma, e con sedici colonnette di grafestoni


nito, avanzi
basilica, l'area

(Vedi). Quelle che

con-

sagravano
rottamente

chiamarono pure corOblie ed Ostie

di quelle della vecchia

(Vedi),

con

sbarre di ferro, cinse

intorno all'obelisco, rimovendodici di piccolo diametro che

do

le

ed anche Eulogie (Vedi). S chiam ohlatorio il ferro col quale anticamente si cuocevano le oblate o 0^

g6
stie,

OBL
esse

OBL
qualdestinato
offerto dal

impiimendo su di che figura. Tra (empi


i

per la consagrazione era


popolo.

destinati a
la

lr

le

oblato,
di

si

distinguevano
e quella di

OBLATE RELIGIOSE.
le

Donzcl-

vigilia

Natale

Pa-

di

diversi istituti, viventi in

mo-

squa.
il

si,
il

grano per grano frumento di cui volevano servirquindi si macinava con tutto
Sceglievasi
vaglio,
si passava la farina con s'impastava con acqua

riguardo,

o pie case coU'abito religicv so, che ordinariamente non hanno voti solenni, n clausura ; alcune possono ritornare al secolo, ed annasteri

un
pi
ta

che
le

maritarsi. Si

chiamano oblate
perch

fredda

acci le oblale diventassero

religiose di questi istituti,

bianche, poi

l'oblalorio.
il

cuocevano sulNon solo si chiam oblasi

invece di professione fanno una semplice oblazione ed offerta di loro


stesse a Dio,

grifizo,

pane adattato per uso del sama ancora il pane gi conSergio


I

ed anco perch

la for-

mola
ta in

di

loro professione concepie con parole di obla-

sacrato nello slesso sagrifizio; quindi


s.

forma

Papa

presso Grazia-

zione.

Altre oblate sono le

mona-

no,

De

cons. dist. a, cap. 22, osser-

v che pars ohlatae in calcem niissa Corpus Christi, quocl jani resiirrexit monstrat. Chiamasi oblazione, oblaih, oliata^ ohlalum^ l'offerta che
il

che Oblate di s. Francesca Roma' na dette d Ter da' Specchi (Fedi) j le monache Oblate de' sette dolori (Fedi), le monache del Banibin Ges
cui
,

le
si

Filippine

ec.

ed

altre

di

sacerdote

fa

a Dio

del

pane e

parla ai loro articoli

secondi

del vino,
ti,

prima che siano consacra-

do

le

denominazioni, cos\ in quelli


oblate
ospedaliere,

coll'orazione che chiamasi secre-

delle

come

o super oliata, per prepararsi quasi per gradi ad essere cangiali nel corpo e nel sangue di Ges Cristo. In che differiscano le oblata,

quelle della

Carit o Misericordia.

zioni
ii

dalle oblate, lo dice


eccl.
t.

il

Sarnel-

18; imperocch oblazioni diconsi tutte le cose offerte a Dio oblale quelle solamente che si offiono pel sagrifizio, come il pane ed il vino, hench anco queste dicevansi anticamente oblazioni. 11 pane ed il vino s offiiva dal popolo pel sagrifizio, e ponevasi sull'altare quanto potesse bastare al sacerdote e al popolo che comunicava, il rimanente renelle Lett.
lett.
;

VI,

Dal Torrigio, p. 182, Hist. nar., si che anticamente la basilirileva ca Vaticana avea delle oblate che spontaneamente servivano la basilica in tutte le cose (forse una speFedi), di pi cie di Diaconesse j
il

capitolo teneva un' ospitaliera in

servigio degl'infermi.

La

diff*erenza
l*

che passa tra


si

le

oblale e

Oblato

dice a quell'articolo, ed a

Monaca.

OBLATE

DI

S.

FRANCESCA

ROMANA

dette di

Tor de' Specchi,

Congregazione

di oblate terziarie be-

nedettine olivetane, fondata in Roma da s. Francesca Romana (Fedi), che


col

stava in beneficio dello stesso sacer-

dote e del ministro. F'. Oblazionaio. Le oblate sono propriamente le ostie di cui si fa uso per consagrare V Eucarista [Fedi), e dare la

second'alcuni,

consenso del marito abbracci, terz' ordine di il s.

Francesco, ed ebbe anche a confessore e direttore


dii
fr. Bartolomeo Bonminore osservante, uno de' coa-

comunione

ai

fedeli;

venne questo
il

diutori
d.

all'opera, essendo

gli

altri

nome perch antiGamcute

pane

Giovanni Mattiotti altro suo con*

OBL
fossore,

OCL
Per
casa

u^j
marito e

e d. Ippolito olivetano.

dopo
s.

la

morte del

l'esercizio delle
te

sue

virtl,

il

consor-

dopo aver dato


mestici,

sesto agli affari do-

concep

per questa

nobilissima

Francesca nel
vi
si

i436 o

matrona tanta stima e venerazione,


che volendola considerare
rella,
gli

1437 a'ar marzo

come

sodi

accord piena libert

attendere alle opere spirituali,

splendido ornamento delle

come dame rodelle

bilmente per tutta Dio in compagnia delle sue religiose, tra le quali, bench fondatrice,
genuflessa ai loro piedi supplic eoa
indicibile
sa.

port staconsagrarsi a

mane, ed emula
Paole,
delle
altre.

delle Silvie,

delle

Galle, delle

Placidie,

umilt di essere Ricevuta pertanto con


e
in

ammes-

somma
tutta
la

Lucine,

per

tacere di
la

tante
della

allegrezza

contento
alti

di

Prevalendosi
nel
si

santa

comunit
e a
dire

quel santo luogo,


in

non
e

vita
rito,

continente accordatagli dal

ma-

quanti

umilianti

14^5

si

fece oblata

oli ve

quante virt
ella

pubblico e privato

lana, e

assoggett alla

direzione

praticasse,

divenuta
sue
figlie

di queste

de'monaci
gregazione,
di

di quella benedettina con-

specchio ed esempio

luminosissimo,
e

con semplice
.

oblazione

non
gne,
alte

solo

alle

compa-

Dio Ma poich s. Francesca non solo cercava la salute delse a

ancora a tutta Roma, che attonita l'ammir ed encomi con


lodi.

ma

ronma
la

propria,

ma

ancora

quel-

Fu da Dio
e
virt,

favorita

di

del suo prossimo, volle istituire

speciali

doni

come

della

in

Roma

una congregazione
in

di fan-

profezia, de'miracoli, e singolarmente della familiare e visibile conversazione del suo angelo custode^ on-

ciulle

e di vedove nobili,

le

quali

vivessero

comune

sotto

l'obbe-

dienza d' una superiora, e soggette


alla

giurisdizione de'

monaci Oliveradunato

tani (Fedi), con semplice oblazione

Dio.

Quindi
esse, e

avendo
ss.

de suole rappresentarsi con un angelo a fianco. L' arcangelo mandatole da Dio per suo conforto, difesa e compagnia, stette al suo fianco finch visse, involto in una luce,
ti

molte di
ziata del

superate alcune dif-

ficolt, nel

giorno della

casa

1433 r introdusse detta di Tor de' Specchi

Annunin una
a pie

ne ricevette

di continuo aiu-

e benefizi segnalati.

ingresso in

del Campidoglio

e alla rupe Tar-

cambi
che

il suo Dio le l'arcangelo dopo 24 anni

Dopo

Tor

de' Specchi,

pea, nel rione di Campitelli, e loro

l'assisteva, in

un

altro di gra-

da osservare la regola di s. Benedetto con particolari costituzioni. Questa fondazione fu approvata da Eugenio IV, che permise alle
diede
religiose di abitare detta casa
cii

do

superiore, con ordine di pren-

derne speciale cura, indi nel i439

fin-

mut in altro pi mirabile. La sua cugina Agnese de Lelli superiora e prima presidente della casa, voleglielo

ne trovasse una pi comoda; ma siccome ivi ebbe principio la congregazione, venendo poi amse

va cederle tal grado, ma la santa amando pi obbedire che comandare, non


volle accettarlo,

finch a'25 di det-

pliata con

l'aggiunta di nuove fab-

to

mese

fu costretta cedere alle co-

briche

le

oblate

vi

si

stabilirono

muni
la

e seguitano ad abitare, avendo for-

ligiose,

mato
case

la

piazza colla demolizione di


loro acquistate.

e preghiere delle reche per poco tempo ebbero consolazione di essere governate
istanze
essa,

da

questa

da

poich consumata dalle

fa-

19B
lidie

OBL
e penitenze, vol al cielo ai
alla

OCL
re; suor Maria Maddalena AnguiU lara presidente di Tor de' Specchi,

9 marzo i44^ nella stessa casa di Ter de'Specchi. Noteremo che il cav. Belli nel u. 4 delle Notizie del giorno 184 3,
1

quale fu data dal gesuita Fugiovato di (jueU


;

ligatti, ch'erasi forse

la dell'altro gesuita Cepari

Flami-

parlando del
e Scuola di
s.

palazzo

Ponziani

in

nio

Figliucci;
della

Filippo Landi colla

Trastevere, oggi pia casa

d'esercizi

storia

congregazione,
e
delle

novero

Pasquale

{f^edi)^ co-

delle

presidenti
vi

monache

me

gi abitazione di santa France-

che

fiorirono in concetto di gran

sca, dice ch'

tradizione che ivi la


il

perfezione, e de' Papi

santa morisse:
valiere nel n.

medesimo

eh, ca-

rono
vilegi

l'istituto

3o

delle Notizie del

che arricchicon indulgenze e prisingolari, Lucca 1771. Nel


pubblic in

giorno

1846, aggiunge altre notizie della santa, e che abit presso il Ponte rotto nella detta casa, dove oggi si danno alla classe inferiore gli esercizi spirituali, avendovi abitato

1829

la

Roma

d. Lo-f

dovico Ponzileoni, ora canonico vaf^ita di s. Francesca roticano


:

mana fondatrice
di

delle signore oblate

Maria

vergine in Torre de'S/jcc'

anco

il

principe degli aIl

chi.

Degli scrittori della vita della


dell'

postoli

suo corpo si venera nella Chiesa di s. Francesca


s.

Pietro.

santa,

invenzione, collocazione

del suo corpo, reliquie, miracoH ed


altre erudite notizie, tratta
lieri
il

Romana
no

(Vedi)j

le

memorie poi
matrona

Cancel-

reliquie della santa

esisto',

nelle

Campane, Nel

voi.

XIX,

nella chiesa interna delle oblate

p.

i36 del Dizionario descrivemmo


celebrasi per la festa di

venerandosi

pure

altre reliquie in

diverse chiese di
della santa

Roma, come

in

s.

Maria d'Araceli dov'


:

la cappella

altra chiesa sotto l'in-

vocazione

della santa quella

del

Conservatorio

di

s.

Francesca ro^

Dicemmo alla sua bioche Paolo V la canonizz, indi Urbano Vili nel 1622 con^ cesse il suo uffizio per Roma ad libitum con rito doppio, e semidoppio fuori di Roma a' i o marzo ; essendo impedito il giorno di sua morte per la festa de'ss. Quaranta. Poscia Innocenzo ad istanza di sua sorella Agata Pamphilj oblata di Tor de' Specchi, ordin lo stesso uffizio doppio di precetto in tutta la Chiesa ai 9 marzo, dal quale trasfer al seguente giorno la festa de' detti santi. La vita di s. Francesca romana la scrissero Giovanni Matteotti suo confessore, canoni(Fedi).
grafia,

mana

che ogni an-> s. Francesca Romana nella chiesa ove riposa il suo corpo, dell' antico suo culto, e della parte che vi hanno le monache; poich la presidente a mezzo de' deputati del monastero
la cappella cardinalizia

no

domanda
lizia,

licenza

al

Papa
al

per

la

celebrazione della cappella cardina


indi

ne

d avviso

senato

romano, e per
tro del senato,
il

esso al priore de'ca-

porioni finch esstette, ed ora ad al-

quale combina l'ora

col cardinale protettore degli Olivetani, indi la

partecipa al cardinal decaec.

no per l'approvazione,
la

Inoltre

presidente invita

il

vescovo che

deve pontificarvi la messa, o la comse la mattina impedita da cappella pontificia, o dalla predica che si fa nel palazzo apostolico, otl anche dalla congregazione del s. of^ fizio avanti al Papa, come talvoUc\
pieta

co curalo di

s.

Maria

in Trasteve-

accaduto.

OBL
Cinque
s.

OBL
la

mesi
le

dopo

morte

di

citt
la

di

Cambray: questo

abito

199 ha

Francesca,
esenti

sue oblate restaro-

no

dalla giurisdizione de'naori

naci Olivetani,

nu oziandola

il

loro

forma di quello che usavano anticamente le nobili vedove matrone romane. Ne riporta la fguiti
il

generale con atto de 16 luglio i44o>

p.

Bonanni, Catalogo degli ordi-

onde ricorsero ad Eugenio IV per


provvedersi di confessori, e l'ottennei'o,

ni

par. 2, p. 79.
di

Fanno

le

oblate

un anno
sto
s.

prova, e terminato que-

in

un

ad

essere

dichiarate

r immediata protezione della santa Sede, ed esenti da qualunque


sotto
giurisdizione.

si offrono a Dio nella chiesa di Maria Nuova detta di s. Fran-

cesca
ti

Romana
ha

degli Olivetani, avan-

Bench queste oblate


con
voti

il

sepolcro dell'istitutrice.

La

su-

non
tirate,

si

leghino

solenni,
ri*

periora che

titolo di presidente,

essendo considerate
al

come dame
,

dir del p.
t.

ria

degli ordini
uscire

da Latera, StoI^ p. i6i che

alla

possono

dalla congregazione

non dipende, in un congregazione e alla casa, da tribunale o superiore alcuno^ onde graziosamente Pio VII e Gregorio
perpetua, e

anche per maritarsi, come sortono hberamente quando occorre dalla pia casa ove vivono, per andare alla visita delle chiese o a modesto di* porto, ed alla visita dei parenti massime infermi, per non essere neppure obbligate alla clausura, nondimeno si debbono annoverare tra le
congregazioni benedettine,
guir la regola di
s.

XVI

solevano chiamarla la

madre
si

indipendente.

La

presidente

eleg-

ge per maggioranza di voti da tutte le

oblate, coH'intervento del carvicario

dinal

che

presiede

all'ele-

zione

come

delegato del Papa.


e procuratori
gli affari di
il

La

piesidente elegge tre consiglieri co-

me
gior
casa.
creti

coadiutori

della

si

per

se-

congregazione, per
riUevo circa
Il

mag-

Benedetto, che

per essere state soggette alla giurisdizione degli Olivetani.

concilio di

governo della Trento dai desopra


i

gazione sotto

La congredell'Annunziazione e la protezione di s. Paolo apostolo che dett le l'egole alla


il

di riforma

fatti

corpi oblate

titolo

regolari dell'uno

e dell'altro sesso,
gesuiti e le

solo
di

eccettu

santa

per

le

sue oblate, di
s.

s.

Be-

Tre volte la settimana a pranzo mangiano la carde'Specchi.


ne,

Tor

nedetto

e di

Maria Maddalena:

digiunano nell'avvento, pi dal


fino alla Pentecoste, dal pri-

ba la sola memorata casa, in cui non si ricevono in qualit di oblate, se non donne della primaria no* bilt, le quali hanno delle converse

terzo giorno dell'ottava dell'Ascen-

sione

mo
ti

di agosto fino alla festa dell'Asi

sunta, ed in tutti

venerd e sabba-

per

loro

particolare

servizio

dell'anno

dai quali digiuni

per

della

casa.

suore, e

Prendono il titolo di quando vestono l'abito proalla

la

mettono obbedienza
secondo
ca,
la

superiora

madre presidente pu dispensarle quando lo giudica necessario o opportuno. Quando muoiono le oblai

consuetudine: per abito


di essa altra nera
;

te,

loro cadaveri accompagnati per

le costituzioni prescrivono veste bian-

antica consuetudine dai

francescani

sopra
grosso

di

minori
ria

osservanti

d' Araceli,
s.

sono

panno
tela

il

velo del capo di


di

portati alla detta chiesa di

Mas.

cambraia pura e bianca, sorte


che forse prese
il

Nuova, dove hanno una cappelNella festa di

nome

dalla

la e la sepoltura.

tn^
no entrare
lari

OliL
masi
ris
il

OBL
luogo Tor do^ Specchi , Tur
casa di

Fiaocesca e per tutta l'ottava fannella


lor

Tor

de'Specch sacerdoti secolari e regole messe in una due cappelle interiori, o nella pi moderna ricca e magnifica, grande quanto una chiesa, o nell'altra

nazione

specidorwn, colla qual denomisi chiamarono le chiese, non


esistenti,
6.

per celebrare

pi
e di

di

s.

Maria de Corte
Sole, poste presattesta

delle

Maria del

so questo luogo,
tinelli,

come

Mar-

Roma ex
Il

ethnica sacra p.

antica

molto divota in cui

si

con-

371 e 375.
ta
il

Cancellieri nella

menriporvi-

servano diverse reliquie e memola prima viene rie di s. Francesca


:

tovata opera delle

Campane,

favoloso racconto che nel

chiamata
nunziata
to, e
;

chiesa superiore
la

dell'

Anla

cino Campidoglio eravi altissima toure,

seconda chiesa
vi

di sotsi

ove

di

notte splendeva una luil

con magnificenza
del

fa

cerna ardente,

cui

lume vedeva-

funzione
parati
di

sepolcro,

con famosi
no-

no da lungi

naviganti, e dov'ei*a

paglia.

In

queste chiese

vi entrano
bili,

pure in

detti giorni

congegnalo uno specchio, da cui scuoprivasi ci che si faceva pel mondo.


p.
il

dame

e altre persone distinte

Il

Bernardini, Rioni di

Roma

per
re
le

la loro divozione, e
le

per
si

visita-

i6'jy dice

signore oblate, che


nobili,

distin-

nome

che la contrada prese di Tor de Specchi^ da quelnell*

guono
loro

eziandio nella educazione del-

la
tal

appartenente ad una famiglia di

fanciulle

commesse

alla

cognome
delle

abitazione
il

dei

cura.

Fanno

copiose limosi ne

marchesi Cavalieri, incontro


nastero
dal
oblate.

mo-

a diversi poveri, e particolarmente


ai carcerati, ai quali

Apprendiamo
antica p. 32 5,

somministrano
e

Nardi ni,

Roma

da mangiare
precedente
sca,

nelle feste solenni

che
il

nel sito del monastero o poco

in altri giorni dell'anno. Nella sera


alla festa di
s.

France-

se ne

non avendo campane pubbliche, d il segno con quelle della

vi ebbero tempio di Bellona, ove si radunava il senato per la guerra, avanti

lungi gli antichi romani

al

quale eravi

la

colonna Belli-

vicina chiesa d'Araceli, e perci nel

ca,

cio verso la via della

Tribuna
sa,

seguente

chi le

mandano il pranzo a ha suonate, come ancora al

di

Tor

de'Specchi. Nella

Roma

predicatore quaresimale della stessa


chiesa, pel panegirico che ivi recita

della

loro

santa, e delle
i

paste

dolci e del vino per tutti


si

religiola

cra e moderna del Panciroli accresciuta da Posteria nel 1707, si chiama questo monastero princpalissimo tra quei di Roma, con interna chiesa della ss. Annunziata,
ricchissima
di

del convento. Altre paste per

sacre suppellettili, e

festa stessa in copia

umiliano
nastero,

al

decorosamente Papa, che suole nell'ot-

che
te,

bench oblasono osservanti della vita regole

nobili religiose,

tavario visitare la loro chiesa e

mo-

lare.

Il

Venuti,

Roma moderna^

p.

ammettendo

le

oblate e le

altre al bacio del piede.


Il

Panciroli,

5/^2j riferisce che

Tesori nascosti p. s. Francesca don

825, scrive che questo sacro ritiro s. Francesca lo fond in principio per le nobili vedove, e che la piccola chiesa interna dedicata all'Annunziazione, fornita di
di,

a questo istituto la casa ove abitarono le prime oblate, poscia aumentata Dobiloieute e resa vasta. Ghia-

preziosi arre-

per uso privato delle religiose

vedove e vergini oblate non obbii-

OBL
gate da voti, e viventi sotto la redola
i

OBL
la

2ot

decorosa esposizione del santo SeTutti narrano che Giulio III nel

dell' istitutrice.

Magnifico

n'

polcro.

altare, nobili gli stalli


gli

di noce, ric-

clii

stucchi
il

e le dorature,

bel-

i55o a'25 agosto


chiesa di
nel

alle oblate di
il

Tor

buoni marmi. L'immagine della ss. Annunziata con r angelo dipinta in


lo

Torgano, e

pavimento

di

dei Specchi concesse

monastero e

tela, vuoisi collocata in essa nel prin-

cipio della congregazione, e traspor-

tata poi nell'altare dall'ingresso della casa ove era stata dipinta, in memoria del giorno in cui fecero l'in-

s. Maria Liberatrice, posti medesimo loro rione di Campitelli, nel foro romano, alle radici del monte Palatino, che tuttora ne hanno il governo, e vi mantengono il rettore e molti cappellani. Ma Giulio in non fece che conferma-

gresso le oblate in questa casa. Dive-

re

nuta

la

sacra

immagine
la

in

gran vene-

rioni

quanto avevano donato i capoe uomini de' rioni Pigna e


in

razione pei miracoli operati, a*3o di-

Campi telli radunati


siglio

pubblico cons.

coron il capitolo vaticano con corona d'oro, al modo che .descrive il Bombelli Raccolta delle immagini ornale di corona d'oro t IV, p. 5, riportandone le imma,

cembre i635

nella

chiesa di

Maria sopra
le

Minerva,
jilero

insieme a tutte
aprile

prero-

gative e beni della chiesa e

monala

8*29

1^4^- Pi'ima

chiesa apparteneva alle benedettine,


il

gini,

li

medesimo

a p.

9 riproduce
o chiedel

l'altra esistente nella cappella

del

sa

minore

e pi antica
la

mona-

stero,

rappresentante
in

Beata Ver-

monastero nel sacco di Roma fu spogliato da certo Pietro Giovanni corso, il quale fu perdonalo dalla superiora Camilla dei
cui

1527

gine sedente in trono col divin Figlio

Trinci.

seno, dipinta in

crede l'esistenza
alla

muro. Si sua contemporanea


cui

do
l'

il

Le benedettine abbandonanmonastero per l'insalubrit delsi

aria,

riunirono a quelle di
chiesa fu intitolata a

s.
s.

fondatrice,

la

divozione

si

aument quando Carlo Leonini


ciullo di

fan-

Anna. Maria
sa,

La

Liberatrice,

poich tradiscanala-

suor
la

Plautilla,

cinque anni e nipote di credulo morto per

zione, che ne'primi secoli della Chievicino alle tre colonne

caduta nel cortile del monastero da 4o palmi d'altezza nel 1627,


fu riposto sull'altare della B.
gine,

te

Verove rinvenne e torn a casa sano* Molte perci furono le offerfatte


alla

che le stanno quasi rimpetto, eravi una profonda caverna, entro la quale si vuole che il Papa s. Silvestro nasse
col
I

colle

sue preghiere confi-

un

feroce

dragone,
fiato

il

quale

te

sua prodigiosa
il

immavatica-

pestilente

suo

infettando

gine, che quindi

capitolo

l'aria
Il

dava morte a molte persone.

no coron

17 giugno 1687 eoa corona d'oro, essendo presente alla funzione i canonici Mattei e Ricci.
a'

summentovato Posteria parlando


s.

La

chiesa dell'Annunziata e la no-

minata
pubblico
di

cappella

sono

aperte

al

culto

a*

9
,

santa

Francesca
dell*

marzo festa a' 25 detto


,

per qella
nella

Annunziazione
gioved

sera del

santo

per

Maria Liberatrice, e narrando dice che alcuni la chiamarono libera nos a pesle^ e che alla chiesa i Papi concessero molle indulgenze. Vogliono alcuni autori che qui esistesse gi l'antica chiesa detta s. Salvatore in Lacu, per Ih vicinanza del luogo chiamato il la
di
il

tatto,

aoi
go
di

OBL
Giuturna;
de'ss.
il

OBL
il

ma

Marangoni
ri-

ci

neW

Ist.

Sancloriwiy nel
al ss.

portare

catalogo delle cliiese

de-

dicale in

Roma

Salvatore,

non
vi-

che die motrvo alla chiesa e all'immagine di chiamarsi al modo detto; poich per testimonianze del Baronio e del Bosio, una memoria
della
di
s.

ne

fa

parola, solo ricorda quelle


s.

quale

la

trasse

dall'archivio

cine di

Salvatore de'Massiini sul


il

Campidoglio presso
ve, e di
Tellure
s.

tempio

di

Gio-

Salvatore in Tcllude

Maria ad Martyres, ivi nella caverna gl'idolatri romani prestavano culto ad un serpente o dragone,
ch'estinse
la
ss.
il

non
r\e

lungi dal palazzo dei


Il

Pontefice in
la

nome

dello

conservatori in Campidoglio.
cellieri

Can-

Trinit:

pittura per

Possessi

p.

Syo, racconta
la
si

s.

che nel 1702, dietro Maria Liberatrice,

tribuna di
scuopri al-

rappresenta in atto di legare la bocca al dragone, alla presenza di Costantino. Poscia edific la chiesa, e
vi

ti'a

antichissima tribuna d'una chie-

colloc reffigie di
s.

Maria

coll'epi-

sa,

con pitture del Salvatore


e
s.

Croquali

grafe:
inferni,
8

Maria
che
poi

libera nos

poenis

cefisso,

di

molti santi,

fra'

compendiosamente

Paolo I col diadema quasegno che viveva quando fuvvi dipinto, e ne'muri laterali si vedevano effigiati i fatti della vita di Ges Cristo. Si crede essere stata o l'antica chiesa di s. Maria de inferno, o quella di s. Maria de Cadi

Papa
in

dro,

disse Liberatrice: l'immagine consunta dall'et fu ristorata, e per la gran venerazione che riscuoteva per

grazie concesse,
la

il

capitolo vaticano

coron a'4 agosto i653 con corona d'oro, ad istanza delle oblato
s.

di

Francesca, avendo gi Grego-

neparia.
cilegiim

Il

Zacagni, presso lo Spidel cardinal Mai,

rio

XV

con breve de'aS settembre


privilegiato
il

romanuin
s.

1621 dichiarato
diano perpetuo
ria

quoti-

nel catalogo delle chiese di

Roma,

suo altare di
la

Ma-

prova

che
stessa

Maria de inferno, o
o liheratricis il Fabris.

Vergine.

Tanta

singolare

de poenis

inferni,

divozione
sacra

del popolo verso


la chiesa,

una
cio

chiesa, contro

immagine e

questa che non

il

Boissard.

Di
ali*

Maria Liin'

beratrice, o libera nos

a poenis

fcrni,

feci

parola
della

articolo Infer-

essendo sufficiente il detto altare a dare sfogo alla celebrazione delle messe, fu accordato lo stesso privilegio all'altare
cefisso.

mo,

come

tradizione che celesi

maggiore del
dissi

ss.

Cro-

brandovisi messa

liberi
i

un'anima
han-

Alla

biografia del cardinal


ch'egli restau-

dal purgatorio, onde

fedeli vi

Marcello Lante
r
la

no molta
belli

divozione.
t.

Il

succitato

Bom-

nel

I,

p.
s.

i33, riportando

l'immagine
col santo

di

Maria Liberatrice
in braccio dipin-

161 7 coi disegui di Onorio Longhi, perch dai fondamenti nel i583 l'aveva rifabbricata
il

chiesa nel

Bambino

fratello

Michele

muro, ci d queste notizie. Egli dice che la chiesa si chiam


ta
in

come
di
s.

scrissero alcuni.

non l'avo, La cappella


fu in see stucchi,

Francesca

Romana

ancora di s. Silvestro in Lago, per ]a palude vicina, creduta da alcuni voragine ove si gitt Curil lago o
zio.

guito ornata con pitture

e con architetture di Francesco Ferrari; le pitture sono di Stefano Par-

In

un

aliare laterale
si

dedicato
bellis-

rocel

a quel Papa,

esprime con
scuoia

l'altare,

pure autore del quadro dele gli stucchi sono lavori di

sima

pittura

di

veuemaa

Giaciuto Ferrari, Dequadri laterali

OBL
air altare
stra

OBL
quello

ao3
altri

maggiore,

a sini-

verse fanciulle nobili,

dicono
di

del

Gramiccia, e

V altro a

che
tera,

vi

trasferisse

quelle
essa

Lavicina

dritta di Sebastiano Ceccarini, di cui

dimorando

nella

sono pure
la di
l'
s.

tutti

quadri^ della cappel-

Michele arcangelo. Le pittadella sagrestia sono del Parrocel.


di

di).

Farnesina propriet de Farnese (FRiuscendo tal casa angusta, ne'

OBLATE DE'SETTE DOLORL


Congregazione
date in

monache
s.

ossei-

i655 Camilla pass colle donzelle ad abitare il propinquo luogo alle falde del monte Gianicolo, dove fin
dal

vanti la regola di

Agostino, fon-

i643 avea dato


di

principio alla

Roma

ginia Savelli

da d. Camilla VirFarnese duchessa di


il

fabbrica del

monastero,
sotto
s.

che chia-

Latera

Pietro

Latera, verso
Vergine, acci
in

1659, sotto

l'in-

ioWo, in adempimento al voto.

MonCom-

vocazione de' sette dolori di Maria


fossero onorati con

pilo le costituzioni e le rimise alla

parlicolar divozione.

Palombara
Orsiiii,

dal

terra
via

Giovanni
di

Nata nel 1601 marchese della Savelli e da Lisi

revisione e riforma del p. Fraucesco Guinigi generale de' chierici regolari della

Madre

di Dio,

quali
spirital

preg della direzione e cura


tuale di

venti anni

spo-

sue oblate.

Ricusata
dal

so a Pietro
di

Farnese
III,

ultimo

duca

direzione, perch

vietata

loro

Latera,

discendente dal zio pa-

fondatore,
detti

si

content Camilla che


ne'
d'i

terno di Paolo

ed ebbe a codelle

chierici

festivi

si

por-

gnata

la

fondatrice

france-

tasser nel
lori,

monastero de'
dal

sette do-

scane farnesiane,

Tol.XXVI,
Essendo
alla

p.

come dicesi nel 85 del Dizionario,


molto
la

cosi

nomato

titolo

della

chiesa annessa, a

predicare e udir

Camilla

inclinata
alle
i-

piet,

anim
propose

parente

fondazioni che fece,


iiiitarla
si

quindi
di

per

fondare anstato
di

ch' essa in

Latera
di

nello

le confessioni delle suore, ci che dur per qualche anno. Intanto Alessandro VII approv le costituzioni a' 16 giugno 1 663, essendo Camilla restata vedova nel precedente an-

Caslro e diocesi

Montefascone

no senza

figli
:

e perci erede di alcu-

im monastero
dunate
ivi

di vergini,

onde rale

molte fanciulle

manil

ne fortune il marito fu V ultimo duca di Latera e la linea si estinse col


fratello

tcneva in una casa. Mentre dispo-

cardinal

Girolamo
i

neva

l'

erezione d' un

monastero

inarito le imped proseguir nell'impresa, ci che


le

rec grave ramfatte

inarico per

le

promesse
pass

a Dio.

Farnese. Avendo la fondatrice perduto la madre, ne eredit beni, e questi assegn al monastero, disposizione che approv il cardinal Ginetti
a'

A
da

suo conforto
s.

in

Viterbo

6 ottobre 1667, dopo che

Giacinta

Marescotti

sua pala

Clemente

IX avea

confermato
vesti
l'

le

rente per consiglio, ed essa


lev

sol-

costituzioni. Essa

non

abito

col persuaderla che bastava per adempimento del promesso il fondare un monastero ove avesse

potuto. Quindi

si

determin

etfet-

tuare

il

divisameiito in

Roma, ove
in
di-

portatasi

cominci a radunare
Settimiana

religioso, e ricca di meriti, mor in una casa contigua a* i5 novembre i668 di circa anni 68, lasciando il monastero erede universale del suo patrimonio. Fu sepolta, come il duca consorte, nella chiesa del

una casa a Porta

monastero.

ao4 Quando
da
coro,

OBL
la

OBL
il

fondatrice d