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C 3 7A

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

E PI

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
CHIESA

PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
DELLA
CITTA
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,
AI CONCILII,

CATTOLICA,

ALLE

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL XLIX.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXLVIII.

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

O
OMB
OMBRELLINO, Umbellinus, Uni0,
bracidus.
prelati

OMB
o ad
altri

dignitari

che ne
di o-

Insegna
e

di

distinzione e
il

godono

l'uso per prerogativa

istrumento con che parandosi


si

sole

fa
la

ombra,
per

con esso riparasi pu-

re

pioggia. L'invenzione delle


ripararsi

om-

brelle

dai raggi del

anche come segnale dell'altra del baldacchino dai medesimi adoperato. In Alea citt d' Arcadia, celebrandosi la festa in onore
norificenza,
di

sole risale
in

a' tempi pi remoti, ed molte solenni occasioni e ceri-

monie
dignit

fu usato
,

come distintivo di come un segno di ;iu-

Bacco chiamata Sceria, si portava in processione la di lui statua colle tempia cinte di foglie di vite,
entro un'adorna lettiga,
nella quale

onde fu paragonato al Baldacchino di cui simbolo ed


risdizione,
alla
ticoli

sedeva

una

giovane

baccante

che

portava un'ombrella,
care con
del

affine d'indi-

Mappula

[Vedi),

ai
si

quali

ar-

ed a Mapful^ri

parla an-

cora de' loro


luoghi
suol

sostenitori, e
si

meglio
le

ai

questo mezzo la maest nume. In molti bassorilievi di Persepoli il re o uno de' primari
tie-

ove
si

descrivono

funzio-

magistrati viene rappresentato sotto

ni in cui

usa l'ombrellino,

che

chiamarsi
Il

baldacchino

d'

una

un'ombrella che una giovinetta ne aperta sopra il suo capo.


brellino fu

Ed
didi-

sola asta.

Fanone {Fedi)
si

fu tal-

ecco ch'eziandio nell'antichit l'omvina od

vlta chiamato l'ombrello o baldac-

chino
sul

che anticamente

portava

un segno di potenza umana, di religione e di


I

capo del Papa. In Italia si diso ombrelliere la persona che portava l'ombrellino ai
se ombrellifero

stinzione.

greci
feste

si

ombrelle nelle

servirono di Dionisiache di
e

Bacco

per

venerazione

decoro

6
della
gli

OMB
divinit,
i

OMB
te
la

altri

onde Bacco ebbe tra soprannomi di umbrolcc


sul

quando porta
ss.

processionalmente Eucaristia o Viatico [Fedi)

o timbratici. Gli ebrei cbe

casi

neh' ostensorio

nella

pisside,

uso

dere
ni,

della

repubblica

giudaica

diedero alle idolatriche superstizio-

Marlene riferisce gi praticato l'anno i368, De anliq. monac.


il

che

contaminando
alcune

la festa de'

taber-

ritibus cap. 25, lib.

3.

L'

uffizio

di

nacoli con

cerimonie prese dalle feste Dionisiache, le celebranelle fe-

sostenere l'ombrellino molto


coroso, poich parlando
niale de'vescovi,
lib.
II,
il

de-

cerenio-

vano con ombrelle. Anche


ste di

cap. 33, del

Cerere chiamate Eleusini?, e Thesmophoviae, e in quelle di Minerva dette Panalheneca, si usaro-

portare
scrive
:

le aste del baldacchino, predeputenlur nobilis viris, ba-

no ombrelle.

Dall' uso

sacro

pass

l'ombrella all'uso profano, ed i primi che l'adottarono per segnale di


dignit furono
gli

etc. Se un cardinale, prelato o altro personaggio s'incontra colla ss. Eucaristia che viene portata agli

rones

infermi,

discende

dalla

carrozza,

antichissimi re di

che non comparivano mai senza l' ombrello in Baldacco, luogo della Persia, fabbricandosi un panno tessuto d' oro e
Persia
in
,

pubblico

prende l'ombrellino e lo porta sino alla casa del malato o alla chiesa, e ci in omaggio di venerazione al Signore de' dominanti. Di ci si fece
parola a Carrozza, e dell'accompa-

di seta porpora, e questo adottan-

gnamento
pag.
1

del viatico nel

voi.

XL,
uti

dosi per

una
la

specie

di

tenda

stai

33.

Decret
riti.

la

congregaalteri in so-

bile, sotto

quale furono

eretti

zione

de'

85.

Umbella

troni, o portatile, sotto cui incedeva-

nec

licet praesidi,

neque

no sovrani
di

e personaggi, prese

il

nome

lemnitate Corporis Christi


processio solemnis.
-

dum
in

fit

baldacchino e baldekino, velo, ombrella, mappula, umbracolo. Pres-

44 20 Baldachi,

romani si trova che JVuma Pompilio ordin che quando il sacerdote andava al tempio per
so
gli

antichi

puquibus circumferuntur imagines, simulacra et reliquiae sauctorum quia coraesse


blicis

num non

defereudum

supplicationibus

in

sagrificare, fosse portato in carro co-

petit

dumtaxat

ss.

Sacramento,

et

perto con
trionfale.
la

panno

in

forma
il

d'arco

Si ha pure che l'ombrella


pretore, ed

portasse solamente

consuetudo , etiara reliquiis instrumentorura passionis D. N. J. C. 447 ' Decretimi generale, quo
ubi viget jubetur, ne reliquiae sanctorum de-

in
ai

seguito divenisse
distinti

quasi

comune
pare in

personaggi, non
e

principio a titolo di dignit,


ripararsi dal sole

ma

per

dalla

pioggia.

Fra'cristiani divenne in uso l'om-

sub baldachino, et ordilocorum districte praecipitur, ut abusus eliminent. La Chiesa dunque alle reliquie del ss. Sangue
ferantur
naiiis

brella

ombrellino singolarmente
distintivo di-

Croce, e
di
te

istromenti
Cristo,

della

passione

nelle cose sacre, qual

Ges

non d propriamen-

gnitoso,

e per lo pi di seta

dama-

l'onore dell'ombrellino o baldac-

anche di lama o ganzo d'oro, guarnito con trine e frangie d'oro o di seta, col manico o bastone nero, e si sostiene da un chierico sopra il sacerdo-

scata di color bianco

ed

chino, e solo lo coucede in que'lubghi ove ve ne


sia

inveterata

con-

suetudine di esporre

o portare ree ombrel-

liquie sotto baldacchino


lino.

Nella solenne traslazione per

OMB
delle reliquie de' santi
si

OMB
usava
il

movano umbellae. Del cappellone


o parasole usato dai cardinali in luogo dell' ombrellino nelle processioni, se ne parla nel voi. IX, p.

baldacchino del colore conveniente (^.Reliquie), se martire o confessore;

ma

la

congregazione de'

riti,

per l'abuso che si faceva di tal uso, con decreto approvato da Leone XII,
escluse
il

baldacchino o ombrellino

per

le

reliquie de' santi.


si

Che

il

bal-

175 del Dizionario. II Papa usa due ombrellini di damasco rosso guarniti con trina e frangie d'oro e fiocchi di seta rossa e oro, con
bastone nero,
sa.

dacchino non
gine, lo
p.

pu usare neppunei
p.
voi.

che

ripiegato

si

cu-

re per le reliquie della Beata Ver-

stodisce entro saccoccia di tela rosSi tengono appesi in sala, si portano ne' possessi, ma incedendo per
la
citt,

dicemmo

XXXI,
del Di-

222, e

XXXIV,

109

zionario, essendo soltanto proprio col-

ne' viaggi e

nelle

villeg-

Sagramenlo. Anzi noteremo che Clemente XI, aventlo saputo che nell'arcidiocesi di Toledo si portava il ss. Viatico senza l'ombrellino, energicamente esorl'ombrellino del solo
ss.

giature se ne porta uno solo colla


saccoccia da
diaro, e
si

t l'arcivescovo

ripararvi.
il

Nelle

un parafreniere o sepone sopra la carrozza pubblici o semipubblici ne' treni procedendo i parafrenieri a piedi, uno porta inalberato e chiuso l'om;

eucaristiche funzioni

colore

pro-

brellino dietro la carrozza, aprendosi dal


le al

prio del baldacchino o dell'ombrellino

decano per

riparar

il

so-

bianco;
il

il

rito

ambrosiano

usa sempre

colore rosso.
si

A
di
si
il

Ci-

borio e Tabernacolo

dice del coessi.

quando scende dalla carrozza, ed anco camminando la carrozza stessa. Se il Papa i' a-

Papa

nopeo velo o baldacchino Il conopeo un velo che poneva fra il sacerdote e


battesimale nel
donzelle che
si

dopera, lo sostiene
alcuni luoghi anche
altri

il
i

decano, e in
magistrali o
il

frap-

fonte
le

distinti
si

personaggi, ed
ai

tutto

tuffarsi

in

esso

meglio
ticoli.

riferisce

rispettivi

ar-

ed i battisteri o fonti sacri alcuni sono coperti del conopeo. Anche la pisside

battezzavano,

Si

crede
il

che

l'imperatore
la

Costantino
insegna
stro
I

Grande concedesse
ombrellino a
del
del
I
1'

dell'

s.

Silve-

coperta

d'un

piccolo

co-

Papa
III

4-

Pontefice

nopeo.
Il

Anastasio
portare l'ombreldi

privilegio di

Berengario
concesse
al

ad istanza imperatore e re di

911,

venne in seguito, oltre l'usarsi dai Papi e sovrani, dato ai cardinali, ai vescovi, a qualche prelato, ai principi, duchi, marchesi, ec. con colori propri ad ogni grado ; come l'ulino
so degli
sole
dall'

Italia,

uso

dell'

ombrelli-

no

vescovo di

Pavia.

Del bal-

ombrellini per ripararsi

il

dacchino portato sopra il Papa, fece menzione Innocenzo III del 1 198 con la voce mappula, nel cap. 7, lib. 2 de M'issa, dicendo pure dei
suoi significati
allegorici

e delle ombrelle per ripararsi

e
di
il

mistici.

acqua comunissimo, e
seta,

si

utela

Nell'Ordine

romano XII
si

Cencio

sano di
chi

di

cotone e
colori:

di
gli

cerata, di

diversi

anti-

romani per ripararsi dagli


di

ar-

dori del sole servi vansi d'una specie

cappelli o parasoli che

chia-

nuovo Papa portandosi con cavalcata al Laterano, un servente portava 1' ombrella. Neil' Ordine romano XIV di Pietro Amelio, De Dominica PaiCamerario,
legge

che

OMB
si

OMB
biella e sostenendosi alternativamente

che il Papa incedeva sotto umbella seu baldachiti uni in processioni bus e lo sostenevano quattro nobili. Nel 1178 ritornando Alessandro III da Vedice

marum,

da due individui con


;

veste bian-

nezia a

Roma,
I,

dopo
gli

la

pace

fatta

con Federico

anconetani pre-

che se ne attribuisce la remota origine per ricevervi al coperto il clero nelle lunghe processioni, allorch era sorpreso dalla pioggia, e perch il capitolo lateranense ha
ca

sentarono due ombrelle, una pel Papa, l'altra per l' imperatore allora
:

due

padiglioni,

ci

si

crede,

come

III disse una terza se ne prepari pel doge veneto, a cui meritamente gli si compete, poich
:

Alessandro

essendo anticamente pi. numeroso ne us perci due e con essi si fa


precedere, ovvero
glione lo adopera
di
il

doppio

padi-

come

cattedrale

egli
la

avendoci
ci
;

liberati dal fragor del-

Roma
pi

la

basilica cui appartiene,

guerra,

pose

nel

refrigerio
si-

o
il

ragionevolmente per
riunito
le

avere

della pace
gnifica

lo

che propriamente

capitolo

prerogative
s.

1' ombrella, nella di cui memoria vogliamo che i dogi di Venezia ne facciano uso nelle loro solennit. Nel voi. XXIV, p. 88 del Dizionario narrai come entr

della vicina

basilica di
il

Lorenzo

ad

sancta Sanctorum,
e

pure due croci


nelle
rnss.

due

perch usa campanelli Ne' diari

stesse

processioni.

del

cerimoniere

Cassina, de-

Urbano
merino
.'oj.enni

nel

366

in

Roma,
di

in

scrivendosi l'associazione del cada-

cui Ridolfo

Varani signore
il

Cae
le

vere del cardinal

Colloredo

penisi

port

gonfalone

tenziere maggiore nel

1709,

leg-

chiavi sul

V. Ingressi Roma, e Gonfalone a


suo capo.
:

ge

Postea clerus, beneficiali


s.

et

ca-

nonici basilicae
papilione.

Mariae
,

trans

Chiavi pontificie

dissi

come

col

padiglione informa d'ombrello sono le insegne della romana Chiesa. Del

Tyberim cimi propria cruce sine Fedi il Moretti De


p.

presbyterium

Padiglione
zinnichio,

(Vedi) o sinnicchio o o grandissimo ombrello,


1

128. Nel li b. I, e. 91, p. 2go: de caeremoniis aulae Bizantinae, per la creazione


127,
di

insegna delle principali basiliche di

Leone
in

in

imperatore,

si

Roma, ne
IX,
p.

parlai ne' voi. VII, p.

16,

che praeit
clero

Patriarcha
in

cimi

narra suo

Ivi

p. 55, XI, p. 178 e 263, XII, 33 del Dizionario ed altrove. si dunque detto come il pa-

magnani

ecclesiam.

Ad-

sunt presbyteri

Papilione. Est

aulem Papilio
gnificat illud

dictio

romana. Siin-

diglione, papiliones vel lentoria,

ma-

animalculuni vel
circa

gni umbraculi, sivet abernaculi, contrassegno di giurisdizione e distintivo speciale,

sedimi,
volitai.

Crambeni ohRatio appcllationis est. Vevel

auod

con la croce e il campanello precede nelle processioni il


clero di dette
basiliche;
eh' so-

la

Papdionis

Tentoni
referunt
animalculi,

variis
simili-

colorbus dislincta

tudine alas

illius

auod

vrastato da piccola croce dorala su

globo simile, ed fatto in forma di vasto ombrello di striscie di

romani Papilionem appellant. In itaque lume Papilionem intrai


imperator. In
te
i

fatti

anche

al presen-

drappo

di seta

gialla e rossa,
gli

drappellone in cui sono


della basilica, chiudendosi

con stemmi

padiglioni o sinuicchi delle ba-

siliche

romane hanno
si

teli

alter-

come l'om-

nativamente,

nel corpo del gran-

OMB
tle

OM13
in satis copioso

ombrello che nel drappellone, a


colori, cio rosso e giallo, pro-

g numero ante Pa~

due
pri

tuttora del senato e popolo roquesti

pam num

incedebanl, usque

ad Latera-

portabant.

Leone

nel pos-

mano. Che

due

colori,
il

pri-

sesso del

ma
co e
lo

che Pio VII


giallo,

sostituisse

biandella

fossero

propri

Chiesa romana e delle sue milizie,


notai nel voi.

i5i3 fu preceduto dalla ss. Eucaristia equum cum Sacramento ; baldachinum super Sacramento per cives romanos Vili
:

XXXIII,
III

p.

123

vicissim.

Dopo

protonotari, ulti-

del Dizionario.

Nel
di

383 Carlo
ricev

Durazzo re

sua reggia ombrella d' oro il Papa Urbano VI come furono ricevuti

Napoli
I'

nella

umbella Papae, quam portai unus Macerius ( Mazziere, Fedi ) armatus totus, absque tam galea.

mo

sotto

Nel voi. V,
notai,

Pontefici ne* loro viaggi,

si

parla ai

p. 299 del Dizionario che recandosi Leone a Bologna preceduto dalla ss. Euca-

luoghi ove

si

recarono. Nelle relapresi

ristia,

a questa fece

servire

il

ma-

zioni dei Possessi

dai

Papi
le se-

gnifico baldacchino

che

gli
il

aveva-

nella basilica Lateranense e raccolte dal Cancellieri,


si

no destinato
ricco che
i

bolognesi, e

meno

leggono

guenti erudizioni
solenne

siili'

uso e forma
s

dell'ombrellino del

Pontefice in

funzione, potendosi
il

anche
Ponlif.

consultare

Catalano

in

aveano preparato pel santissimo Sagramento 1' us per s ; e ad Eucaristia ss. che precede i Papi ne' viaggi, ragionando del suo cerimoniale, dissi
del suo

medesimi

V. Nel possesso di Gregorio XII nel i4o5, dopo il Papa a cavallo procedevano XII vcxilla. Deinde ea cani umbraculo
t.

Rom.

I,

cap.

baldacchino o ombrellino.

Nel possesso di Sisto

del

1585,

Unus parafrenarius ferebat unum umbraculum ex damasceno rubro


supra Pontificali, transeunlem per Nel possesso di Gregorio XIV nel i5go, dopo di lui cavalcavano i soliti cubiculari intimi. Apud eos, et prope Pontificem, pa rafrenarius unus Sanctilatis suae cum umbella ex damasceno serico purpureo confecta, aureis corda lis, et frangi is ornata, pedes gradiebatur ad arrendimi solis radios per viam, ne visum Ponlificis offenderent. Innocenzo X nel possesso del incedendo in Lettiga [Vedi), 1 644j
solem.
seguito dai consueti cubiculari do-

sericeo, quoti tendt in conimi, an-

teque Pontificem semper ferlur, per

Costantinuni ipsum pollasse ad Sdvestrum. devenisse praefatum Noteremo che allorquando uel i449
1'

ultimo antipapa Felice


il

rinun-

zi

pseudo-pontificato, in premio

Nicolo

lo

dichiar

cardinal de-

cano del sacro

collegio e gli conpontificie;

cesse alcune insegne


fra le eccettuate fuvvi

ma

l'ombrellino.
II
i

Nel

possesso

di

Pio

romaui
baldac-

pretesero

appartenergli

il

chino
zo
1

che avea usato. Vili nel possesso


"

Innocendell'

anno

4^4

Papa, cujus equum duce-

bis,

bant senalor, et conservalores urquia laici digniores ipsis non


baldachino, quod
regionum,
qui
et

inlerfuerunt, sub
cives romani,
alii nobiliorcs

capita
cives,

continuo

non lungi da loro, vicino era un paral'reniere di sua Santit coli' ombrella di damasco cremesino, trinala d'oro. Cos per Clemente IX e Innocenzo XI. Anche Innocenzo XII nel 1691 and al possesso in lettiga, presso la
mestici,
alla
lettiga,

,o

0MB
e
trinati

OMB
due parafrenieri incedevano presso di essa col decano, [' ombrellino di damasco rosso e con la borsa di velluto rosso secondo il consueto pei memoriali.
I

quale due suoi parafrenieri sostenevano due ombrelli di damasco

Clemente 1701 cavalc, e dopo erano portate due ombrelle dal decano e sotto decano, che servivano nelle occorrenze. Nel suo pontificato il p. Bonanni pubblic ove a ecclesiastica, la Gerarchia
cremesino
nel

oro.

XI

possesso del

cardinali
di

hanno

l'uso di

due
cio

ombrellini

seta damascata,

uno
ti

rosso,

l'altro

paonazzo, guarnile

con
del

trine,

frangie e flocchi simi-

p.

4 00

dice che nelle


il

funzioni ec-

li,

qual colore sono

fodere

clesiastiche

Papa usa due

om-

di tela

brelle di seta rossa guarnite d'oro,

no
pi

per custodirli, da cui escocordoni ed due fiocchi, adoi i

una sostenuta dal decano


frenieri,

de' para-

perandosi quel colore secondo


e le
le

tem-

l'altra

dal
in

sotto

decano;
coronato
s.

prescrizioni

de'cerimoniali,
de' cardinali
il

e che nel giorno


si

cui

Vesti

Cappe

trasferisce dalla chiesa di

Piesi

(Vedi), dovendosi l'ombrellino e cuscino

tro alla

Lateranense,

l'

ombrella
cap.
si

sempre uniformare

al

co-

sostiene

da Ci riporta

un

mazziere
sotto

armato.

lore delle vesti cardinalizie, e nelle

parlando al
cui

97

domeniche
cui
i

Gaudele

e Laetare, in

porta il sommo Pontefice, maestoso ornamento, che fu adottato dai Papi non per fasto e vana pompa, ma
del baldacchino

adoperano il colore roseo, l'ombrellino paonazzo cocardinali

me

la

cappa.

Negli
e

articoli

delle

Cappelle

pontificie

cardinalizie

per conciliare
poli,
i

venerazione

ne' po-

e in quelli d'ogni funzione cui in-

quali

ordinariamente
stimar ci

dalle

tervengono

cardinali, parlando dei

cose sensibili ed esteriori prendono

loro treni, livree e vesti colle


li

quae

argomento

di

che

non

v'incedono, notai ancora di qual


si

comprendono con 1' intelletto; avendo Dio ordinato nella legge antica,
che
1'

colore

fa

uso dell'ombrellino
dissi,
i

cuscino;
si

quando

cardinali vi
altro

Arca

si

conservasse sotto coil

recano con

vesti

e tutto

perte preziose, e che

sommo
di

sa-

rosso o paonazzo, di tal colore de-

cerdote sotto
frisse
il

l'

ombra

esse of-

ve essere eziandio l'ombrellino;


altrove rimarcai, che
cani, di
i

ed

funzione Nella o del possesso di Benedetto XIII nel


sacrifizio.

cardinali de-

principesca famiglia, o dei


di

1724
1758,

e
il

Clemente XIII nel decano e sotto decano dei


di
vestiti

marchesi

baldacchino,

siccome

godono
valli

il

distintivo d'intarsiare l'oro

parafreuieri,

in
l'

abito

nero,
asi

nelle seterie de'finimenti de'loro ca-

portarono

ciascuno
il

ombrella
altrettanto

e guarnizioni delle loro carcosi


i

perta presso

Papa;
VI, che
lo

rozze,

loro ombrelliui
i

rosso

legge di Pio
Pontefice che

fu l'ultimo

e paonazzo,

fiocchi,

le

trine

le

prese possesso caval-

frangie di seta simile sono intarsia-

cando.

Pio VII

prese

in

car-

rozza, circondato dal

decano e sotto

decano, con
vi

due
il

palafrenieri cogli

con oro: altrettanto come le seframmiste con oro, potrebbecardinali camerlengo e ro usare
ti

terie

ombrelli. Bench
si

regnante Pio I\!

vice-cancelliere.

due ombrellini
e

si

recasse in carrozza, fu preceduto

e seguito dalla cavalcala nel 1846,

appendono un ai due

nelle

pareti della sala in


;

cuscini

quando

il

car-

OMB
tlinale esce di casti,

OMB
piedi,
altri
li

,,
tutti gli

un servitore per
il

perch a piedi vanno


servitori; e

turno cou

esso sotto

braccio

lo

quando
di

cardina-

precede, e poi lo pone all'estremit


destra della carrozza fermato all'uncinello,
il

recansi

per

visite

formalit,
cui

possessi
i

o altre circostanze, in

cjuale

in

tutte le

car-

servitori

precedono a
il

piedi la car-

rozze

di

quelli

che godono
il

questo
cardina-

rozza, l'ombrellino portato


di
essi

da uno
si

distintivo.
le

Nel discendere

sotto

braccio. L'ombrelliin

dalla carrozza,

meno

se

per di-

no de'cardinali
apre,

rare occasioni

porto passeggia fuori delle porte di Roma od altrove, non lo precede


l'ombrellino,
za, in cui
si

ma

resta sulla carroz-

pone anche ne' viaggi e villeggiature; sempre l'ombrellino come insegna deve accompagnare

per cui sempre ripiegato dentro la sua custodia di tela. Nel sabbato santo i cardinali si recauo alla cappella con ombrellino paonazzo, e siccome al peccatores delle

ovunque

il

cardinale
i

quella
cardinali
i

della

Mazza
dinali

d'argento

non
car-

pi l'usano. In conclave stesso ritengono l'ombrellino,


l'usino, cio
il

depongono le cappe paoed assumono sulla sottana paonazza le rosse, dopo la funzione prendono la mantelletta e mozlitanie

nazze

ben-

zetta rossa, cos


si

ch

paonazzo col quale vi entrarono, uscendone poi col rosso. La prima volta che
il

non

nel tornare a casa usa l'ombrellino rosso, e la cap-

pa
si,
li
1

colore.

nuovo cardinale usa l'ombrellino, non l'adopera il giorno di sua creazione recandosi a ricevere dal

pone nella saccoccia di tal Parlando delle Carrozze, dische prima d'adottarle i cardinasi

Pa-

pa la berretta cardinalizia (del cui modo, oltre a Berretta, meglio parlai

cavalcavano anche ne' viaggi colombrellino per ripararsi dal sole e dalla pioggia, cos e per segnale
dignit e in
uso,

di

memoria

del prece-

ne' voi.
icjt.

p.

176, e XXXV, del Dizionario), ma bens in

IX,

p.

dente

quello in cui

si

reca a prendere
,

il

cappello

cardinalizio

ma

riposto

dentro
usarsi,

la

carrozza, poich solo


il

dopo

ricevuto

cappello incomincia ad

sempre un loro domestico lo porta quando escono dal proprio palazzo. In fatti, abbiamo che il cardinal Farnese quando and in Germania legato a Carlo V, sempre cavalc riparandosi il sole
e la pioggia coll'ombrellino.
I

laonde non possono adope-

car-

rarlo que'cardinali creati assenti da

dinali impotenti di andare a cavallo,

Roma

bench da lungo tempo, finch non hanno ricevuto il cappello

facevano anticamente uso delle


sedie.

lettighe e delle

Spettava ai

due cardinali che accompagnano iti carrozza il Pontefice, sedendogli l'impello, non usano allora l'ombrellino per rispetto,
rosso dal

Papa.

palafrenieri de' cardinali

chino sotto
loro ingressi
i

il
i

il baldacquale ricevevasi nei

ma

lo

fanno riporre nelle


di

proprie
lasciano

carrozze
nella sala

seguito, o

lo

pontificia.

L'ultima volta

legati a latere. Tra prelati, il solo Uditore deila camera {Vedi) usa l'ombrellino paonazzo, non per nel palazzo apostolico, come il primo tra prelai

che

si

usa dal

cardinale

lino, nella
si

pompa

ombrelfunebre in cui
l'

ti

di

fiocchetti,

perci gode
al

il

di-

stintivo

del

Baldacchino
I

modo

porta

il

cadavere

alla chiesa, pre-

detto a quell'articolo.

vescovi noti

cedendolo con esso un servitore

hanno

l'uso propriamente dcU'um-

12
brellino,

OMB
ma
del baldacchinOj cio e
l'altare

OMB
aggiungeremo che
rozza
giornaliera
,

la

prima

car-

sopra

sopra

la

sedia

dell' antico

ma,

trono episcopale, come


sessi

altri prelati;

e sotto baldacchino incedono nei pose


processioni
;

Sagramento
reni.

di
lib.

portando il ss. che tratta il CeI,

episcop.

cap.

i4-

De
Il

usu

umbraculi

seu

baldachini.

avevano seterie e fiocchi di seta nera ed oro la seconda e la terza carrozza avevano cavalli con seterie e fiocchi di seta gialla e rossi; nei tempi di gala e quando si usava dal
gistrato
i

cavalli

Vettori nel Fiorino d'oro p. 5oj porta una gemma antica in cui

risi

magistrato
li

il

treno nobile,

caval-

della

berlina aveano seterie, in-

vede un vescovo a cavallo e


seguito
colla
in
s

in

mi-

trecciature e fiocchi di seta bleu e


oro.
Il

tra in atto di benedire, preceduto e

senatore usa
le

come

il

magi-

da due individui,
l'

il

primo

strato
lino,
il

suddette seterie e ombreldelle

croce,
di

altro coll'ombrellino,

quale pure portato da un


Nel prospetto
attuali
si

forma

Flabello {Vedi). Altre-

fedele.

nella corte

romana godono
i

l'uso

prerogative del senato romano,


ge.

leg-

e l'insegna dell'ombrellino,
cpi assistenti al soglio,
il

Prin-

Alzer permanentemente

il

trono

Maestro
i

nel proprio

palazzo insieme al balde'principi.

del sacro ospizio,

Principi,

Du-

dacchino. Avr l'uso dell'ombrelli-

chi, Marchesi di baldacchino, il i Senatore ( le mogli di detti perso-

no a somiglianza
il

Avr
pi,

treno di carrozze

proporzionato

ed

naggi godono l'uso dell'ombrellino), i Conservatori di Roma ( Vedi), ec;


gli

alle occorrenze,

ma non
di
tre.

mai
Gli

di sei,

meno

orna-

come ancora

Ambasciatori [Vedi),

menti
per
la

ed anche quelli di Bologna e Ferrara (Vedi), ornando vi erano in

la

de' cavalli saranno di oro prima carrozza ; negri e d'ola

ro per
vole

Roma.

Gli ombrellini di

tali

persofioc-

terza.

seconda; negri e gialli per Finalmente l'insegna onoremolti

naggi souo di seta celeste con

dell'ombrellino l'usano

chi simili, e guarnizioni frammiste con


oro. Nel colore della seta diversificano
gli

ombrellini di alcuni ambasciatori,


e quello del senatore e

comuni, o magistrature municipali, e Pio VII con breve del 23 dicembre 1 8 1 4 presso il Bull. Coni. tota.
to civico

che adoperano quello proprio della


loro
coite,

de'conservatori di

Roma, essendo

il

colore nero, e lo porta innanzi

un

348, lo concesse al magistrad'Anagni nelle pubbliche funzioni. Sopra baldacchini si pu vedere il Lunadoro, Relaz. della
p.
i

XIII,

Fedele di Campidoglio; va per nota-

corte di
1

Rma,
e
:

che la fodera dell'ombrellino di detto magistrato romano di due


to
colori, cio di tela
ni

37,

38

brellini

edizione del 646, p. 32g. E sopra gli omCarmeli dell'uso delle om1

nera in quei gioril

che

il

magistrato indossa
e di tela gialla

rub-

bone nero,
esso

quando
miglior

veste la

toga d'oro.
di

o baldacchino, nel t. II, p. 20, De'costumi sacri e profani. Paolo Pacciaudi, De umbellae ges tallone commenlarius, Romae 1752. Cobrelle

schiarimento
terie

quanto dicemmo tanto dell'ombrellino, che delle sede' cavalli


delle

stantino Ruggieri,

Osservazioni sodegli

pra
li 3

l'uso e la

forma
e

ombreL

carrozze del

presso gli antichi, tanto gentili,


cristiani,

magistrato,
->-3i,

come
p.

u' voi.

Vili, p.

quanto

sopra

altre cose

e X,

i2i

del

Dizionario,

appartenenti alle

antichit sacre e

OME
profane,
di.
t.

OME
Paciaulie,

i3

indirizzate al p.

11
I,

p.

tratta
dell'

Bonanni, Numism. Pont. seg., eruditamente sulle diverse denominazioni


p.

18, Deverbis Domini, chiam csortationes ccclesiae morales, dette omecio allocutiones.

236 e

Di queste

esor-

tazioni

pieno

il

Pontificale ro-

Umbella e

differenti

specie.

mano
Si
lib.

nelle saere ordinazioni, nella

OMELIA,

Homilia, sacra oralio.

dedicazione della chiesa, ed altrove. concionibus sca sermonibus infra missam solemncm
:

Ragionamento sacro sopra l'evangelo e altro argomento. In origine si-

pu leggere 22 I, cap.
seti

nel

Cerem. episcop.

De

gnific

conferenza,

o assemblea, o

radunanza di popolo, e poscia vennero chiamate omelie le esortazioni ed i sermoni che si facevano ai popoli
congregati

habendis,
nere
viri,

post missam in fuani alicujus magni et de habilu sermocinantis. Le


episcopi,
si

insieme nella

chiesa.

11

omelie
mitrati

fanno anco dagli abbati

nome greco homclia


mente un discorso
fatti

significa propria-

ne' pontificali,

massime
Nel

di

famigliare, ed

in

quelli nullius dioecesis.


p.

voi. Vili,

le

omelie facevansi
nelle

famigliar-

236 parlammo
si

delle prediche e

mente

chiese dai prelati che


il

discorsi che
le

recitano nelle cappel-

interrogavano
interrogati,

popolo, e ne erano
fog-

pontificie,

descrivendo
funzioni
i

le

quali

all'opposto dei sermoni


alla

dissi

in

quali

Pontefici

che dicevansi dal pergamo


gia degli oratori.
I

padri greci chiaprediche, tutte le


e latini sono

pronunziavano dopo l'evangelo l'omeliaj cio ne'solenni pontificali di Pasqua,


Natale,
se,

marono omelie

le

de'

ss.

Pietro e Paolo,
la

di

omelie de' padri greci


fatte dai vescovi.

per

dedicazione di chiedi vescovi, cano-

Chiamatisi altres

consacrazione

omelie

le

lezioni del terzo

notturno
il

nizzazioni, ed altre circostanze. Gli


antichi Pontefici le recitavano di fre-

dei mattutini,

che spiegano

van-

gelo del giorno, e che sono estratte


dalle omelie de'padri. Si dice

quente per diverse


se Chiese di

feste, e in

diver-

Omeome-

Roma

(Fedi), massime

lario
lie

il

libro che contiene le

de'padri, che leggonsi nell'uffihomiliare, homiliarius librusj ed


il

di

zio,

s. Leone I del 44> che ne abbiamo monumenti, come di s. Gregorio I del 590. Que-

l'eloquentissimo

Omeliasta
miliates,

facitore di omelie, ho-

sto Pontefice, per

non

dire di altri,

homilites.

Vedasi

Antonio

Bianchini, Collezione delle migliori

omelie de' ss. Padri greci,


11

Roma

Sarnelli, Lett. eccl.

t.

1827. IV, pai lanil

Vaticana fece undici omelie, tre sopra gli evangeli in quella di s. Maria Maggiore, e quatnella
basilica

tro

in

s.

d
re,

nella

lett.

53 non
al

potersi

ve-

cio nella

Lorenzo fuori le mura, domenica di settuagesima,


la festa della ss.

scovo esimere

tutto dal

predica-

nel mercoled di Pasqua, nella pri-

quanto allo stile dice, essere di tre maniere quello della Predica (Fedi), dommatico, critico, parenelico;

ma

domenica dopo

Trinit, e nel sabbato delle quattro

tempora

di settembre, spiegando dile feste

uno insegna
sura
re,
i

la

dottrina, l'altro cenil


s.

verse cose, e celebrando


santi patroni della chiesa

dei

costumi,

terzo famiglia-

ove

le re-

distinguendo

Paolo l'insegna-

citava,

in

un

al

vangelo corrente.
I
il

re dall'esortare, e per esortare prescrive


il

Delle omelie fatte da


cardinal

genere famigliare e pares.

s. Gregorio ne parliamo in diversi luoghi, ed

netico,

che

Agostino nel sermone

Baronio

fece' incidere

con

i4
caratteri

OME
nel

OME
funzione non
si

dorso d'una sedia di


ivi

erano dai Pontefici

marmo,

esistente nella chiesa de'ss.

Nereo ed Achilleo, l'omelia che


pronunzi. Nel
1

pi pronunziate. Nel 17 17 Clemente XI per l'ultima volta recit l'omelie,

83 1 in Venezia si pubblicarono: Le quaranta omelie

gli

poich l'indebolita sua salute non permise pi farlo. Carlo Alessio


sei

sopra gli evangeli volgarizzate di s. Gregorio I Magno. Innocenzo III ad ogni festa soleune della Chiesa ne spiegava l'origine, l'importanza e l'efficacia nella credenza e nella vita de'cristiani, con omelie;

Guidi stamp

di tali

Omelie di

N.
si,

S.

Clemente

XI

spiegale in ver'

Roma

17 12, con bellissimi rami

e splendida edizione ch'erasi studiato rendere correttissima, fu fatale.

ma

che
il

gli

Poich, portando

libro

e questo faceva specialmente in


al-

quelle settimane, fatte pi delle


tre a

magnificamente legato al Papa a Castel Gandolfo, vagheggiandolo nel


viaggio,
si

muovere
di

alla

contemplazione
la

accorse d' un

errore

di

dell'amor
razione

Dio, con

commemo-

della

Ges

Cristo. Egli

morte riparatrice di sermoneggiava pur

stampa. Se ne accor talmente che giunto in Frascati in casa Pagliari,

un colpo d'apoplesia
ta;
il

lo tolse

di

vi-

ne'giorni consecrati alla


confessori e de' martiri

memoria

dei

libro fu quindi recato al

della Chiesa

pa che ne rest
sto
libro

Padolentissimo. Que-

militante di Cristo, assunti alle glorie della trionfante,

merita d'essere annovera-

dopo

mille
Il

com-

to fra quelli
tobl
:

battimenti

e patimenti.

predicar

suo era in lingua volgare, e accorrevano in folla il popolo e clero a


udirlo per
te de'suoi
la

rammentati da GotComment. epist. qua aliquos Ubrorumfata recenset, Wittemberga e da Klotz, Disputat. de li1 73
1
;

sua profonda

dottri-

bris

auctoribus

suis fatalibus,

ivi

na ed eloquenza. Raccolti una parsermoni,


li

1728.
col
lie

Dipoi in Venezia nel

mand

in do-

testo

furono stampate

1717 Le ome-

no d'amicizia ad Arnaldo abbate cisterciense Innocentii sermones per festivitates sanctorum totius anni. In tempi a noi meno lontani Clemente XI nella basilica Vaticana fece al popolo romano elegantissime omelie latine, nelle quali si ammirava riprodotta la maschia eloquen:

ed orazioni (due sul terremoto) della S. di N. S. P. Clemente Xf,


volgarizzate

da
XIII

Gio.
recit

scimbeni, terza impressione.

Benedetto
lie; cos
il

Maria CreAnche molte ome-

dottissimo Benedetto

XIV
Va-

recit
c-ipi

un' omelia nella festa de'prin-

degli apostoli nella basilica

za

di

s.

Leone

Magno
di

le

prode'ss.

ticana,

per

la

canonizzazione di cinsi

nunzi nelle
Pietro

feste

Pasqua,

que
t. il

santi,
p.

che

legge nel suo Bull.

e Paolo, di Natale, e per la

Il,

canonizzazione de'ss. Pio V, Andrea


Avellino, Felice da Cantalice, e Caterina da Bologna, sedente in trono,

257. Pio costume de' pi


di
s.

VI rinnovando
dotti

zelanti

Papi, recit diverse omelie nelia basilica

con mitra in capo. L'ultima


porta
a
j p.

la

ri-

vate
si

solennit.

229

il

Cappello,

Acta

rec a
di

summentonel 1782 Vienna, celebrando il PonPietro nelle

Quando

ed a p. 2 33 avverte che dopo Leone X, che nella canonizzazione di s. Francesco di Paola recanon,
cit un'omelia

na,

Pasqua nella metropolitavangelo fece una fervorosa omelia, che fu stampata insietificale

dopo
con

il

nel

cj,

in questa

me

gli

altri

Atti del

suo viag-

OME
gio.

OME
ti

i5

Essendo il medesimo Pontefice abbate ordinario di Subiaco, riedific la cattedrale di s. Andrea, e in consagrarla pronunzi un'omelia, che pubblic il prelato Biancadoro poi cardinale, nel libro: Pio FI in
Subiaco. Dello stesso abbiamo Pii VI Allocutiones, Homeliae, pieni:

ino diacono l'indulgenza, ed assungli

abili

sacri

per

la

messa basdisse quel-

sa,
la

sull'altare

mentovalo

della

dedicazione.

Nelle consa-

grazioni de'vescovi che fece Gregorio

XVI, non
(s.),

recit omelie.

OMER
scovile
di

Fammi

s.

Audeniari,
Citt

Audomaropolis,
Arlois,

Silhieu.

ve-

quae Epistola?, Amstelodami 1792. Pio VII come vescovo d'Imola molte omelie recit (di quella

Francia nell' Artesia o dipartimento del Passo di


di

tanto a parlare,

si

che die pu vedere il voi.

Calois, capoluogo
di

circondario

due cantoni,

60

leghe da Pa-

XXXIV, p. 107 del Dizionario), e da Papa consecrando nel coro della basilica Vaticana a'3 aprile 1804 Gioacchino Tosi in vescovo d'Aliagni, pronunzi la sessantesima sua omelia, che si legge nel Bull. Rom. Continuatio, t. XII, p. 4 1. Gregorio XVI a'26 maggio 1839 solennemente canonizz cinque santi, e dopo il canto del vangelo pronun1

rigi.

situata parie intorno al

moncon-

te

Silhieu, parte sul colle che

giunge detto monte con quello des Cravattes, ed in pianura bassa e

paludosa attraversata dall'Aa che


diviene navigabile.
te di

vi

prima
e

classe,

una piazza forcinla da un buon


con
di

circuito
fortificati

da
e

fsse,

sobborghi
,

trincieramenti

con
e

quattro porte.
di di

sede

tribunali

zi un'eloquentissima

omelia, piena

prima
altre

istanza, di

commercio

di

sacra

nella

unzione e di soda piet, quale encomi la santit dei


:

nuovi eroi canonizzati


lia
il

dopo l'omedetto nel

generalmente fabbricata di mattoni gialli, ben distribuita, e presenta molte strade


autorit.

cardinal vescovo assistente pub-

larghissime. piazza
edifzio

Si distingue
il

la

vasta

blic l'indulgenza al
voi.

modo
del

d'armi,
gotico;

palazzo pubblico
cattedrale

VII,

p.

3o2

Dizionario,
i

l'antica

cio per quelli che visiteranno

se-

della

Beata
gotico,

Vergine, bello edifizio

polcri de'nuovi santi negli anniversari

pur

ove ammirasi

la

Deposi-

di

loro festa, poich

la

plena-

zione dalla Croce di Rubens, e rindetto anche


s. Audomaro, Odomaro, Otmaro, volgarmente detto Saint-Omer vescovo

che in tal circostanza si suole promulgare, non ebbe luogo perch


ria

chiude

il

sepolcro di

dando poi
cata.

il

Papa
lo

dalla loggia

la

solenne benedizione, allora fu

notifi-

di di

Terouanne;
s.

le

rovine dell'abbazia
si

Quindi ottobre 1840


basilica di

stesso Pontefice a'5

Bertino,ove

trovava

la

tomba
Franchie-

fece la solenne conse-

di Childerico III,

ultimo re
Piccolo;
cui

di

crazione dell'altare principale della


s. Paolo, e terminata la funzione in trono pronunzi analo-

cia della stirpe de'Merovingi, ivi ri-

legato da Pipino
sa

il

la

del collegio,
torri,

la

facciata

ha

ga commoventissima
omelia, di
cui

allocuzione o
nel
voi.

due
tico

parlammo

con bella volta di legno ; l'ospedale militare, che occupa l'ancollegio


la

XI,

p.

25 1 del Dizionario^ pene;

inglese,

celebre

un

trato di spirituale conlentezza

indi

tempo per
cattolici

compart

l'

apostolica

benedizione,
pri-

educazione de'giovani irlandesi e inglesi, duetto

facendo pubblicare dal cardinal

dai gesuiti, quali ne avevano altro

i6
con
religiosi
la casa

OME
fiamminghi;
e
final-

OME
furono le quali compite nel 902 da Baldovino li
cingerla di

mura,

mente
il

punto pi alto del Sithien. Questa citha numerose fontane, comodo


di arresto, sul

conte di Fiandra: verso questo tempo


il

borgo

di Sithieu, lasciando

il

suo

porto

sul canale del

vasto sobbor-

nome, prese quello

del suo protet-

go Ilaut-Pont, due altre chiese parmonastero d'orsoline, collegio comunale con pubblica biblioteca di circa 16,000 volumi, arserocchiali,

tore e fu eretto in citt. Nel 11

52

un
una

violento
parte.

incendio

ne

distrusse

Baldovino

dipoi l'in-

grand, e poi Carlo


varie fortificazioni.
sto

vi

aggiunse
di quel'asse-

nale,
dali

magazzini, teatro, bagni, spepegli

Prima
nel
1

orfani ed esposti
il

altro

tempo invano

477

ospedale oltre
ospizi, casa
t,
gi.

detto militare,

due

di Luigi XI,
to dieci anni
ribellatisi
gli

ma

fu pi fortuna-

delle sorelle della Cari-

dopo; per nel i49^,


abitanti,
la

altri

stabilimenti,

ameni passeg-

consegna-

Ha molte

fabbriche e

commer-

rono

ai

borgognoni. Tuttavia Luigi

cio: gli abitanti di origine

fiamminga in gran parte ne conservano il linguaggio, e molti sono giardinieri. patria dell'abbate Suger, di Flascultore, de'gesuiti letterati

XI

se ne impadron di nuovo nel 1492, mediante il tradimento di Filippo di Crevecoeur governatore

della

piazza; l'arciduca Massimilia-

men
tino

du

Cygne e
di
altri

Giacomo
illustri.
;

MarMaltro-

brancq, e

dintorsi

ni sono deliziosi e fertili

vi

no la riprese ben tosto. I francesi non poterono prenderla nel 638, ma se ne insignorirono nel 1677 dopo la battaglia di Cassel, ed il
1

vano posizioni importanti per

le

ar-

suo acquisto fu loro assicurato l'an-

mate incaricate di coprire Saint-Omer, e di farne levare l'assedio; nel 1827 le truppe francesi vi eseguirono grandi manovre, sotto chi di Carlo X.
gli

no seguente pel trattato di Nimega. Nel i8o5 Saint-Omer fu uno


de'cantieri e de' punti
di partenza

oc-

della flottiglia destinata contro l'Inghilterra.

Saint-Omer non fu remotamente che un borgo, il quale formos626 intorno ad un castello si nel fortificato, che coronava la sommit del monte Sithieu di cui prese Adroaldo signore di queil nome. sta terra la diede a s. Omer, che
nel

La

sede vescovile fu istituita da


li

Paolo IV
istanza di

12 maggio
II

i559,

ad
la

Filippo

re di Spagna,
:

suffraganea di
diocesi

Cambray

form

648

vi

fond
s.

il

monastero dei

con dieci terre di quella di Terouanne, con territorio lungo 4 2 miglia e largo 39, assegnando 3ooo ducati d'oro sulle decime e i5oo
tesoro del re, cui die la

benedettini di

Pietro di Sithieu,
fabbric

sul

nomichiesa

che fu
zia
la
il

in
s.

seguito la celebre abbaBerlino, e

na. Eresse in

cattedrale

la

di

pure

della Beata Vergine, che


vasi dai

governa-

magnifica chiesa poi cattedrale:


santo
stabil

preposti,

il

primo de'quali

nel

sua residenza, di

monastero la cui fu primo abpoi

bate

s.

Mommelino,
il il

vescovo di
s.

1016, e l'ultimo Odoardo Berraques grande elemosiniere di Carlo V, morto nel i557.
fu Elcino del
Il

Noyon, ed gV impose

successore

Bertino
Nel-

capitolo

si

compose

di

sei

di-

proprio

nome.

gnit,

l'88o l'abbate Folco

incominci a

con ventinove canonici maggiori e cinque minori, otto vicari

OME
e
ventitre

OME
Prima
di

17

cappellani.
la

questa erezione,
bazia
era stata

chiesa

dell'ab-

la

principale,
privilegi,

gocose-

dendo l'abbate molti

chiamato poi principato d' Aden, cui anticamente era loro religione l'idolatria mista con giudaismo. L' apostolo s. Bartolomeo vi predic
il

me

d'intervenir con

voto

alle
Il

vangelo,

indi

vi

ristabil la

dute degli stati d'Artois. vescovo fu Guglielmo di


il

primo
Nel

fede Panteno prefetto della celebre

Poitiers,

quale
gli

non

fu

consecrato.

i5Qi
gesuiti

successe

Gerardo
il

di

Har-

IV secolo monaco e vescovo Teofilo indiano fu mandato dall' imperascuola d'Alessandria. Nel
1'

ariano

mericourt, che fond

collegio dei

tore Costanzo e da

Giorgio

d'

Asia

per
ai

la

gratuita

istruzione

lessandria, agli omeriti ed agli abissini

della giovent, e

mori nel
vedasi
la

quanto
lici

successori
t.

577: Gal-

etiopi,

ma

sembra che uon


che
l'

riuscito a spargervi l'eresia; dice pe-

chrisl.

Ili,

p.

47 2

Gli ulti-

il

Bercastel

imperatore
l'e-

mi

vescovi sono registrati nelle

No-

ottenne con magnifici donativi


de' mercanti

tizie

di

Roma.

1754

Francesco

dificazione di alcune chiese per uso

Giuseppe de Brunes de Montoluet di Dol. 1766 Lodovico Conzi de

romani e

de' nativi del

paese,
la

quali

volessero apprendere

Pomier

diocesi

di

Lione.

1769

religione dell' impero,


si

onde

il

Gioacchino de Conzi di detto luogo. 1775 Gio. Augusto de Chastenet de Puysegur d'Alby. 1778 Giuseppe M. Alessio de Bruyeres de Chalabre, della diocesi di s. Papoul, che fu l'ultimo, poich nel 1801 pel concordato Pio VII soppresse la diocesi. Questa stende vasi nell'Ai'tois e nella Fiandra, divisa in due arcidiaconati, con dieci abbazie, ed il vescovo avea 4o,ooo lire di rendita. Nel giugno 099 vi fu tenuto in Saint
1

principe degli omeriti


volle fare egli
chiese,

convert e

stesso la spesa di tre

una

nella capitale, le altre

nelle citt principali,


i

ove

romani ed

persiani

facevano

il

loro
s.

cio.

Nella vita di

Papa

commerOrmisda
il

del

5i4

si

legge ch'ebbe
gli

confor-

to di

veder convertiti
cristiana

omeriti

dalla

superstizione giudaica.

La

re-

ligione

continu a

farvi

progressi , finch
to dagli

ilreDunaam,
si

spin-

ebrei,
il

sforz
di

d'abolire
:

Omer un
vi

concilio

da Manasse

arci-

nel

paese

nome

Ges. Cristo

vescovo di Reims, con quattro vescosulfraganei.


articoli

prese la citt di Nagra o Dafar, e


fece

Furono

pubblicati
la
tre-

crudelmente morire Areta suo


gli

cinque

riguardanti

principe e

abitauti.

Allora Ele-

gua
di

di

Dio

e diversi

punti

di di-

sbaam
morte
c
il

re
di

d'Etiopia, a vendicar la

sciplina ecclesiastica, e fu

ordinato

que' santi martiri, attac-

osservarli

sotto

pena

di

scomu-

principe ebreo, lo vinse e gli

nica. Baluzio, HJiscell.

t. V; Mansi, Suppl. Diz. de' concilii. Del celebre

collegio di

Saint-Omer, fondato dai

poco sostitu un re cristiano, che regn per rivolta de' sudditi, e gli successe Abraham pur cristiano. Elesbaam chiese un
triarca alessandrino

gesuiti inglesi, parlai nel voi.


p.

XXXV,
costa
vici-

vescovo al
per istruir
col

pagli

146.

OMERITI. Popolo
no
il

della

omeriti, e

Timoteo

consenso di

meridionale dell'Arabia Felice,

Giustiniano
agi' inviati

mare nome di
al

rosso,

conosciuto sotto
indiani, paese

I ne lasci la scelta che condussero seco Gio-

salci o
XLIX.

vanni,

il

quale

edific

una chiesa

VOL.

18
nella citt di
la

OMO
Thnphar
I

OMO
e vi stabili
tire

molti peccatori. Mori

il

3 di

sua sede vescovile.


nel

nestoriani

novembre^ mentre
to
sagrifizio.

assisteva al san-

impadronendosi
riti

secolo VII di
gli

Sicardo

vescovo

di
l'e-

questa chiesa, sottomisero


al

omeresi-

Cremona, dopo aver provato


roismo delle sue virt e
de' suoi
la

cattolico di

loro

setta
i

certezza

dente in Seleucia.

Ecco vescovi degli omenti. Paolo morto due anni prima della presa di Nagra. Giovanni mansionario
della

miracoli^

si

rec a

Roma
per
Il

con molte persone


sollecitarne
la

rispettabili

canonizzazione.
III

chiesa di

Papa Innocenzo
fra' santi

lo
la

annover
sua bolla

s.

Gio. Battista d' Alessandria. Gre-

e
Il

pubblic

gorio di Milano,
logi,

secondo

meno-

nel
fu

198.

corpo del servo di Dio

Elesbaam pasmare, per dare un successore al re degli omeri ti, cio Abraham. Abulareth verso il 63 o.
s di

sedeva quando

disotterrato nel

nuovo

il

calo nella cattedrale

i356 e traslodi Cremona;


coufraternita
stabilita
lo

ma
dei

il

suo capo rimasto nella chies.

sa di

Egidio.
di

La

N.

inviato

dal
t.

patriarca
I,

Simone.

negozianti

Lione,

Oriens

chrst.

p.

663.
Figlio

nella chiesa dei Fogliatiti,

scelse

OMOBONO
mercante
cio, di

(s.).

d'un

a patrono, cos altri sodalizi e l'universit de'sartori; e se ne celebra


la

dei Tucingi. Destinato al

Cremona, cognominato commerebbe un' educazione conforme


;

festa

il

i3 novembre.

OMODEI
dei

Luigi
di

Alessandro
Villanova
natali
in

a questo mestiere
istruzioni e

ma

trov nelle
di

Cardinale. Luigi Alessandro


de' marchesi
sort
i

Omoe

negli

esempli
di

suo

padre dei motivi


ligione e di

probit, di re-

virt.

Spos una giod' aiutarlo

Milano da cospicua famiglia. CondotPioppera,


suoi
tosi in

vine virtuosa e

capace

Parma
trasfer

per attendere agli stua Perugia,


la

nel governo della


la

famiglia.

Dopo

di,
ni
le

si

ove

d' an-

morte del padre^ che lo lasci padrone di grandiose sostanze, egli aument le sue limosine; andava in traccia dei poveri nelle capanne per sovvenirli, accompagnando sempre
sue beneficenze con savi coned esortazioni. Alla carit accoppiava l'astinenza e la mortifile
sigli

20 ottenne
leggi.

laurea in

ambe

Passato in R.oina nel i63o vest l'abito di protonotario apo-

stolico

per

concessione

di

Urbano
tutta la

Vili, che
chierico
corte per
tutti.

quando Io di camera ne
essersi

promosse a
gio

reso
fatto

amabile a
provvedito-

Indi

venne

cazione, e sapeva
veri
l'

collegare coi dol'esercizio

re generale delle fortezze dello stato


ecclesiastico, carico esercitato

del suo stato

del-

con

orazione, alla

quale dava molto

destrezza

per

la

mancanza
eserciti

di de-

tempo. Egli interveniva ogni giornella chiesa di s. Egidio ai mattutini, che dicevansi a mezza notte, n uscivane che al mattino seguente dopo la messa cantata, ed era s graude il suo fervore, che quanti il vedevano sentivansi compresi della pi viva divozione. L'esempio di

naro, mentre dovea pensare al

manin pi

no

tenimento degli
parti

che
Sede.

teneva

la

santa
di

Egli

nondimeno pieno
coraggio dispose
cose,

prudenza e di cos bene tutte le


attivit

che colla
e

sua
alla

diede

moto
le

anima

riputazione del-

armi

pontificie.

Innocenzo

a-

una

vita cosi

santa valse a couver-

veal destinato

nunzio in Irlanda,

OMO
quando cangiato
ne
in

ONE
gi

9
de'

consiglio lo tratten-

Omodei

milanese

marchesi

Roma col

titolo di
in

commissario
tutto lo sla-

generale delle milizie

Villanova e Pioppera, nipote del precedente cardinale, da cui eredit


di

to ecclesiastico, con facolt di poter

tutte drid,

le

sue f icolt.

Nacque

in

Main

spendere
ti

e fare

ordine de' pagamendella

dove

condottosi a

Roma

al

depositario

camera

in-

dipendentemente dal tesoriere, cosa non mai veduta fino allora poscia
;

3o anni, ottenne da Innocenzo XI un luogo tra' chierici di


et di

camera, e in grazia

di

suo

zio

a-

in

luogo del generale Savelli nella seconda guerra di Castro, lo dichiadelle


in

mico intrinseco
boni,

del cardinal

questo

divenuto
di

OttoAlessandro
lo

r generale
delle quali

truppe

papali,

Vili, a'i3 febbraio

1690
s.

cre
in

assenza di

Camillo

cardinale

diacono
s.

Maria
del

Pamphilj

n'

ebbe

il

supremo

ed

Portico, non

Alessio;

ascriven-

assoluto comando. Giunto al deca-

dolo alle
brica di

congregazioni
Pietro

buon
Sicco-

nato de' chierici di camera, Innoi652 lo cenzo X a' 19 febbraio


cre prete
6. si

governo, della
s.

consulta, della fab-

ed

altre.

cardinale del

titolo

di

me mansueto,
te

affabile, dolce,

amane

Alessio e legato d' Urbino, dove

della

piet e della giustizia,

guadagn
ed
assai

la

stima

il

credito

di

cardinale pio,

fico,

giusto e magnicommendabile per la

dotato di gran facondia nel ragionare e di non volgare erudizione,

ameno
le

prudentemente arguto

nel-

sua docilit e rettitudine, mostran-

conversazioni, fu universalmente

do

tutto l'impegno

nell' esercitare

l'ospitalit

co' pellegrini

e coi per-

amato, applaudito e stimato. Intervenne a due conclavi, e mor di


anni 5o in
sepolto in
s.

sonaggi

che

da Pesaro
la

passavano
ricevuto
gli

Roma
Carlo

nel
al

1706.
Corso,

Fu
non

a Roma, avendo pure ambasciatori veneti e


za,

regina di

Svezia con tale e tanta magnificen-

in

molto lungi dalla cui si vedono


Falli
di
lui.

porta
le
l'

sue

maggiore, insegne

che

la

principessa ne celebr con

cardinalizie.
scrisse

Egss

in ci

che
s.

Alessandro

VII

la

splendidezza
si

quando

la

regina

dov allonta-

ONESIMO

(s),

discepolo

di

nare da Roma per la peste, scelse Pesaro per dimora, e fu trattata dal cardinale magnificamente. Venne
ascritto alle congregazioni del

Paolo. Nato nella Frigia, era schia-

buon
im-

governo,

della
altre,
di

consulta,
e fu nel

dell'

vo di un cittadino di Colossi, chiamato Filemone, dalla cui casa fuqualg dopo averlo derubato di che cosa. Recatosi a Roma, ove s.

munit ed
rendo
in

numero

Paolo era prigione, fu


lo convertito,

dall'

aposto-

degli elettori

quattro Papi, monel

battezzato

e riman-

Roma

168 5 d'anni

77, ed ebbe sepoltura nella tribuna della sontuosa chiesa di s. Carlo


al

con una letdomandavagli grazia per questo schiavo. Filemone, uon pago
al

dato

suo padrone

tera che

Corso,
speso

pel

cui

avea
del

molte

compimento somme, avanti

di

perdonargli, lo

mise

in libert

e lo

rimand

Roma,

acci fosse

P altare in cui venerasi il cuore santo titolare, sotto lapide fregiata di elegante iscrizione.

vicino a s. Paolo, a cui serv sempre di poi col pi tenero amore e pi fedele. L' apostolo Io fece portatore,

OMODE1

Luigi, Cardinale. Lui-

insieme con

s.

Tichico, del-

ao
la
sesi
l'

ONO
lettera
;

ONO
ai

eh' egli

scrisse

colosdel-

lo

impieg nel ministero

evangelo, ed in seguito lo consu-

eto vescovo.

Fu

martirizzato sotto

colmo d' onore, pregialo, si accompagnava col Magnifico (Fedi); ma da molto tempo 1' onorando e l'onorandissimo pi non si usano. Diversi

95, secondo i a' i5 febbraio: nel martirologio romano ed in altri nominato a' 16 dello stesso mese. Havvi un altro s. Onesimo, che non devesi confondere con questo, il quale fu il terzo vescovo d' Efeso, e diede le pi indubitate prove
greci,

Domiziano

l'anno

esempi di
Ili,

tali

titoli

si

posso-

che l'onorano

no leggere
segreteria
t.

in Parisi, Istruzioni
p.

per

44

e se S-

Vettori nel
del
titolo di
si

Fiorino d' oro

tratta

onorabile e di onorato^

ed onorati
to

dicevano

presso

gli

antichi, quelli

che aveano esercitalodevolmente.


i

alcun

offizio

Il

di carit

e di

rispetto a

s.

Ignazio,

contrario di onorati erano

plebei,

allorch
Si trova

questi
il
il

recavasi a
lui

Roma.

ma

s.

Ambrogio
Dives

fece
et

di

elogio nella let-

flessione:

la morale ripauper, et seret

tera che

santo vescovo d' Antio-

vus et liber, et honoratus

plebeis}

chia scrisse agli efesi i.

omnes
il

in Christo
si

unum sumus.

L'o-

ONESTO,
tificato di

Cardinale. Onesto car-

norabile

diede anche

ai collegi

dinale fior nel

io44> sotto Benedetto IX.

pon-

ONOFRIO (s), eremita. Visse alcun tempo in un monastero presso Tebe in Egitto, nel quale erano cento religiosi che praticavano delle

composte di soggetti ragguardevoli. Del titolo di onorati tratt eruditamente il Gori, nel Colombario de liberti di
corporazioni,

quando

Livia e di Cesare.

ONORATO
Cantorbery.
fece
rio

(s.),

arcivescovo di
di

grandi

austerit;

poi

si

ritir

Romano

nascita,

si

nel fondo di un deserto del paese.

Per molti anni


zioni,

sofferse fiere

tenta-

monaco in patria, e s. GregoI Magno, che ne conosceva il


le virt,

ma

ne trionf colla sua perdella solitu-

sapere e

Io associ ai mis-

severanza. Gli esercizi

dine
alle

apparecchiarono l'anima sua pi intime comunicazioni delDio.

lo

spirito di
visse

Sconosciuto

al

mondo,

sessantanni in quel ritiro, nudrendosi dei frutti d' un palmizio ch'era ne' dintorni della
cella, e mor verso il 4 00 a 2 giugno, nel qual giorno se ne cele-

sua

'

'

bra

la

memoria.

ONORANDO, ONORANDISSIMO, honorabilis, honorandus, maxime honoratus. Titolo d' onore che cominci ad essere in voga verso
la

aveva incaricato di faticare alla conversione dell' Inghilterra. Essendo morto s. Giusto arcivescovo di Cantorbery, l'anno 63o, Onorato fu eletto a di lui successore, e consecrato a Lincoln da s. Paolino arcivescovo di Yorck. Egli vide con gioia ingrandirsi ogni giorno pi il regno di Ges Cristo, e vi contribu non poco coi suoi esempi ed istruzioni, e colla somma cura che si pigliava di metsionari cui

tere

da

per tutto dei


pii

pastori

e-

gualmc*>le

ed illuminati. Mor

met

del secolo

XV,

si

dava
stessa
l'

allora, senz'altro epiteto, a persone


distinte
facilit

della plebe,

e colla
si

a'3o settembre del 653, ed nominato in tal giorno nel martirologio romano.

colla quale ora

Il-

ONORATO
les.

(s),

vescovo d' Ar-

lustrissimo

(Fedi).

L'onorando,

Nato

nelle Gallie, d' illustre

ONO
miglia originaria
di

ONO
Roma,
alla

21
storia parti1*

ebbe

no 660. S'ignora
colare
della
nel

la

educazione conforme
e
le
si

nascita

delle

sue

azioni

anno

distinse

molto
si

nello studio della

sua morte.

Renoldo

Cherins

belle

lettere.

Conosciuta
pose
fare
al

va-

1204

fece

fabbricare a Parigi
del suo

nit degl'idoli,

servizio

una
nella

chiesa intitolata

nome,
delle

di Dio, ed indusse suo fratello

magstesso.

quale
a'

conservasi

parte

giore

Venanzio a
al

lo

sue reliquie. norata

La sua memoria
di

o-

Essi avrebbero di luto volgere

buon grado vole

16

maggio.
Cardinale. Onorato

mondo

spalle

ONORATO,
fondo e tenne da
assai
s.

ma

il

padre,

caldo pagano, oppo-

diacono cardinale,

uomo
I

di

ottimo

easi
derio.

all'esecuzione del loro desi-

timorato di Dio, otdel

Finalmente

s'

imbarcarono a
si

Gregorio

5go

la

Marsiglia con un santo romito, no-

dignit di

arcidiacono, e fu surro-

mato Caprasio, che


a
loro
direttore,

aveano

tolto

gato in luogo di
periale.

per

passare in

nistero di apocrisario alla

Lorenzo nel micorte im-

Grecia e vivere col sconosciuti in alcun deserto. Venanzio mor qual-

che tempo
giusti,

dopo
citt

della
di

nella

morte Metone

dei
nel

cia

Peloponneso, e Onorato fu costretto ritornare nelle Gallie per un grave


sconcerto di salute. Visse dapprima

Honorias. Provinnominata dall'imperatore Teodosio II, in memoria di suo zio Onorio, figlio del gran Teodosio I. Prima chiamavasi
dell'Asia minore, cos

ONORI ADE,

Maryandina,
Bitinia.

e faceva parte

della

da romito
Frejus
di
;

sulle
si

montagne
il

vicine a

indi

ritrasse nell' isoletta

L'imperatore Giustiniano I, colla sua Novella 19, un la provincia Onoriade alla Paflagonia, senza cambiar l'ordine delle chiese vescovili:

Lerins, ove fond

celebre
nel

mo-

nastero di
Il

questo

nome

4 00

merito di Onorato divenne cos luminoso che fu innalzato alla sede d'Arles nel 4 2 ^> quantunque
egli

volle soltanto che

diritti
II

meti-

tropolitani che Teodosio

avea da-

to alla citt di Claudiopoli


tolo
di

con

avesse fatto ogni sforzo per op-

esarcato, venissero trasferiti

porsi alla

sua

elezione. Egli

non

a quella di Eraclea di Ponto, colle

govern la sua chiesa per molto tempo, giacch soggiacque sotto il


peso delle sue austerit e delle sue
apostoliche fatiche nel

quattro

sedi

vescovili

suffraganee.

ONORINA
tire.

(s),
in

vergine e mar-

Sofferse

4 2 9- ^ su0

paese di Caux,
nel

nel

Normandia, nel terzo ovvero


seppellita nel

corpo fu portato solennemente nella chiesa di s. Genesio, non molto


lungi dalla citt, e nel i3gi
sferito

quarto secolo.

Fu

villaggio di

Graville,

presso

l'

im-

fu tra-

boccatura della Senna. Nel decimo


secolo, per le
ni,
il

cora

la

Lerins, ove serbasi anmaggior parte delle sue refesta si

scorrerie de'

norman-

suo corpo fu portato nel luodetto

liquie.

La sua

celebra

a'

16

go oggi

Conflans-sainte-Ho-

di

gennaio.

norine, della diocesi di Parigi.


(s.),

ONORATO
ta

vescovo d'A-

chiesa del priorato di questo

La nome
delfeb-

miens. Nacque nel villaggio di Porto nel Ponthieu, e govern con moledificazione la

possiede
la

ancora

le

reliquie
a'

santa, eh' onorata

27

chiesa

d'Amiens,
l'

braio.

della

quale fu vescovo

verso

aa-

ONORIO

I,

Papa LXXII.

Figlio

ii
di

ONO
Petronio conscie, di famiglia
nella
il-

ONO
ornamenti rifece la chiesa di s. Agnese fuori delle mura, e quella di s. Pancrazio; fabbric quella dei ss. Vincenzo ed Anastasio alle acque Salvie, ed in Tivoli quella di s. Severino, e cos molle altre dentro
ti
;

nato

Maria di Capua, Campania, e perci secondo alcuni uno de' Papi del regno di Napoli, da canonico regolalustre detta della

le fu eletto Pontefice a' 2 7 ottobre del 625. Affinch gl'inglesi non mancassero
scrisse

e fuori di

Roma. Convert
il

la

casa

dai

principia della
I

Chiesa,

paterna presso

Onorio
con
cattolica

al re

Eduino, esora

landolo
nella

lettera

perseverare
l'avea

religione, cui

indotto

Edelburga sua sposa il re mand a Roma una ambasceria, che implor ed ottenne il pallio per gli arcivescovi di York, e Cantorbery a cui scrisse. Indi nel

ad
;

abbracciare

Laterano nel monastero de'ss. Bartolomeo e Andrea, ora dell' Ospedale del ss. Salvatore con chiesina dedicata al secondo, per aver saputo che altrettanto a suo onore avea fatto in Costantinopoli l'imperatore Giustiniano. In
tre ordinazioni
rio
ti,

nel dicembre,

Ono1

cre 8

vescovi,

o 3

pre-

633

il

Papa

riprese gli scozzesi, perla


la

io o 12 diaconi. Govern
mesi e

do-

ch contro
celebravano

legge del Niceno

I,

dici anni, undici


ni.

sedici gior-

Pasqua

nella

domeluna di

Mor
santo

a'

nica che cadeva nella

XIV

fu sepolto nel
di

12 ottobre del 638, e Vaticano. Del titolo


Pontefice,

marzo,
seguente

non gi nella prossima domenica, come avea ordi

dato a questo
ci

vedasi

su
di

quanto ho detto a

dinato detto concilio. Procur rimettere sul trono longobardo


cui era
cattolico,

Cronologia de'romani Pontefici, parlando


lui.

da

stato deposto Adaloaldo re

La
cono
pi
stato

memoria
alcuni
,

di

Onorio
stata
egli

I,

di-

scacciatone da

Ariovaldo
dalla se-

sarebbe
,

delle
fosse

re ariano. Nel

63o depose
patriarca di

gloriose

se

non

de
di

Fortunato

Grado,

un poco
sul

negligente

nel!' e-

eretico e traditore della

repubblica

stinguere
ISlonotelli

principio l'eresia

dei

Venezia, sostituendogli Primoge-

{Vedi), che riconoscevavolont in Ges


Cri-

nio suddiacono regionario della chie-

no una
sto,

sola

romana, con lettera riportata da Labb, Conc. t. V, e da Baronio. Onorio I estinse e pose termine allo scisma de'vescovi d'Istria, che aveano preso a difendere da pi di settant'auui prima i tre Capitoli, come
sa
rilevasi

proibendo disputarne

sebbene

egli

riconosceva due volont, onde


lo calunni segua-

qualche scrittore
il

dalla sua epistola ai vescovi

di Venezia e d'Istria.
rio
I

Inoltre

Ono-

dopo Papa Giovanni IF {Fed) del 640, nel condannar Y Ertesi (Fedi), lo purg dalle calunnie impostegli, e che la sua dottrina fu conforme

ce de'monoteliti, bench poco

scrisse

eziandio a Isacco esar-

alla

retta

fede.
I
si

vendicar l'ouore
i

ca
e
al

di

Ravenna, ai vescovi d'Epiro suddiacono Sergio. Fu sommanell'edificare e ri-

mente magnifico
il

storar le chiese, tra le quali


tetto

copr
tegole
l'al-

della

Vaticana con

adoperarono pi valenti scrittori , comech con diverse sentenze, tutte in vero degne di lode, ma non tutte egualmente salde. Il cardinal Torrecremata, De
di

Onorio

di

bronzo, incrost d'argento


s.

ecclesia

lib.

ture di

Pietro, e l'abbell di nol-

timento

2, cap. 29, di senche in nulla abbia errato

ONO
Onorio
ili

OXO
il

23

I;

ma

bens

VT

concilio

e sinceri gli atti del


quali

VI

sinodo, dei

generale con errore ch'egli chiama


fatto,

compose una

dissertazione apo-

male interpretando
Il

le

let-

logetica Combefis.
le

tere pontificie a Sergio.

dotto

Wip.

tasse

nel

trattato

De

incarnai,

Il p. Gisbert tra sue Dissert. accad. stampate in Parigi nel 1688, una ne ha in di-

2g3, novera gli autori che dopo Torlecremata hanno difeso questa sentenza ch'egli impugna, e nota che
prima
di lui

fesa

di

Onorio

I,

neila

quale

di

sentimento che
I

le

lettere di

Onorio

a Sergio, niuna definizione di fe-

avea similmente pen-

de
di

contenevano,

ma

solo precetto

sato Anastasio Bibliotecario, in pracf.

ad Colleclanea t. Ili, Emmanuele Caleca, di


tavio.

Sirmondi, ed
cui parla Pe7,

De
il

Tvinitate

lib.
si

cap.

1.

questa

senten7a

oppone annella

non usare il termine di due operazioni. Quindi segue a dire, che quelle lettere quando furonoda Onorio sciitte, non nuocevano alla fede, almeno direttamente ; e bench
1

cora
bella

padre Desirant
:

sua

fosse
i

apologia

Honorius
integri tate

Papa
Conci-

cattolici
la

vindicalus, salva

te

ancora pendente la causa tra ed monoteliti, e pendencausa pu il giudice all'una


i

la

VI,

sivc historia

Monolhelismi

e all'altra parte

impor
dal

silenzio, sal-

contra ultima jansenislarum ejfugia, Aquisgiani 171 1. Un'altra strada


prese Melchior Cano,
il

vo

il

diritto

dell'una

e dell'altra.
concilio ter-

Ma

quando

fu

VI

quale cre-

de che Onorio I, scrivendo a Sergio, errasse veramente nella fede; ma sostenne che tale errore fosse di
lui

come uomo

privato,

non

come

minata questa controversia, cominciavano le lettere del Pontefice a nuocere alla fede anche direttamente; imperocch finita una controversia, qualunque esitazione e vacillamento

Papa. Questa

sentenza stata nel


dal
i

secolo passato difesa dal Tournely,

De

ecclcs.

qaest.
nelle

3,

art.

4 e

Tomassini
cardinali

Dissert.

sopra

ed qual cosa, avvegnach Onorio I non abbia a' monoteliti aderito, pot il genella

fede

nuoce,

contro

la

fede stessa. Per la

concilii, dissert.
i

20. Alberto Pighi,

nerale concilio

Baronio e Bellarmino, il Boucat e un altro francese, che su tale argomento diede alla luce

le lettere di lui condannare, siccome quelle che d'allora incominciavano a recar danuo

alla

1788 la dissert.: Examen exacl et detaill du fait d'Honorius negano che Onorio I sia stato condannato dal VI concilio; quindi vonel
J

nel suo

Il-p. Francesco Marchesi, Clypeus forlium, sive via* dciae Honorii I Papae, R.omae 1680, con grande impegno sostiene che Onorio I non fosse condannato
fede.

gliono
ti

che guasti sieno

stati gli at-

dal

VI

sinodo, finch

fu

generale

di

quel concilio, e che contro


di

la

mente de'padri invece


sia

Theodori
Honorii,
i

stato

intruso

il

nome

ed ecumenico, cio sino alla sessione XI; ma dappoi quando gi era disciolto il concilio. Per questa opinione
si

forse

da Teodoro medesimo. Ma maggiori uomini che hanno scritto


questo argomento, Cristiano Lupo, Garuier, Natale Alessandro, Andi

dichiar

il

citato

Boucat,
dissert.

nel trattato

De Incarnatone,
Silvio,

da essa non furono

alieni

il

T01 recremata,
larmino.

tonio Pagi, de Marca,

Tamagniui,

Lupo e BelLa pi comune opinione


scrittori

Latino provati e ricevuti

come

veri

per

de'

moderui

quella

24
che
fese
il

ONO
Garnier particolarmente
dili-

ONO
La sede romana vac quattro mesi e 24 giorni. ONORIO II, Papa CLXX. Lamberto di Fagnano o meglio Fiagnano, di bassa nascita, come scrivono
t.

nell'appendice alle note del

bro Diurno de romani Pontefici, e poi il p. Serry nel libro De Fontano Ponti/ice, e il Wi lasse nel
trattato

De

Incarnatione, cio non

essere realmente

Onorio

nel tno-

notelismo incorso,
cilio

ma

aver dal con-

ch

meritata condannazione, percon imprudente dissimulazione


la

Pandolfo Pisano, l'Oldoino, e Platina che lo dice della contea d'Imola, mentre l'Orlandi ed altri lo f cero discendente da quei di Gisla o Scannabecchi di Bologna. L'anoni-

non abbatt

nascente eresia, cosi

mo
ria

imolese ossia l'Alberghetti, Sto-

me
ne

chiaramente
II,

espresse
episc.

s.

Leoil

d'Imola
che
il

par.

3,

p.

20, dichiafu
allospi
-

epist.

ad

hispan.,

ra
la

castello di

Fiagnano

quale
l'eresia

parlando
I,

condannati per de'monoteliti, ed aggiungende'

patria di

Lamberto, poich
al

ra era soggetto
rituale

temporale e

do Ouorio
cusa,
ci

non per

eretico l'ac-

ma perch flammam haerelipostodogmatis non, ut decidi licam auctontatem, incipientein extinxit, sed negligendo confovit. Ma il

dominio d' Imola, per cui imolese lo chiamarono pi antii

chi

scrittori

di

sua

vita,

tale

lo

riconobbe il bolognese Gregorio XIII nel confermare l'indulgenza concessa alla chiesa di
rio
II.

dottissimo vescovo Sortoli nell'eccel-

Apologia pr Honorio I, Ausugii 1750, una nuova strada in grande parte ha presa per difendere maestrevolmente Onorio I, non pure da errore in materia di fede,
lente sua

Fiagnano da OnoDotato Lamberto di acutissimo ingegno e di specchiato costume si applic in Imola assai per

tempo e
progressi
lettere
le
;

coi

pi celeri e fortunati
studio
delle

allo

umane
dove fu
alunni.

ma
za.

da

qualsisia

menoma

negligen-

attese poscia

ad

istruirsi nel-

I suoi argomenti sono d'una s maschia sodezza e d'erudizione cosi scella corredati, che non vi luogo a dubitare che ognuno a questa sicura strada si debba appigliale il Zaccaria ne fece un bellissi:

divine
il

scienze

in

Pisa,

riputato

pi dotto tra

gii

Tornato
dini
tale
il

senza
dito

Imola si ebbe dai cittastima che nulla decidevasi suo voto, e venne poi spein

in

qualit di legato al
II,

Papa

mo
II,

estratto,
lib. 2,

Storia leu. d'Italia

t.

cap.

24j ove Ieggesi con

poco

divario Tesposta controversia.


a consultarsi, per giu-

da cui fu creato cardinale vescovo d'Ostia. Per il Cardella ed il Novaes riferiscono che
Gelasio

Sono ancora
stificazione di

Lamberto

fu

canonico
s.

regolare

o
di

Onorio I, le dissert. sullo stesso argomento di Sante Viola e di Saverio Demarco, che stan-

lateranense, o di

Maria del Pieno,


cattedrale
II

indi arcidiacono della

Bologna, da Pasquale
de,

creato cars.

no

inserite

nella

Raccolta di

dissert.

dinale prete del titolo di e nel


1

Prasse-

eccl.

del

Il Trionfo della santa Srde, cap. 16, dichiara che il fatto d'Onorio I non contraddice per mo-

mente il rio XVI,

medesimo Zaccaria. Finalp. Cappellai-i poi Grego-

io5 vescovo d'Ostia e Velletri, onde come tale dipoi con-?


II

sagr Gelasio
vossi

Calisto

II.

Tro-

presente all'elezione del primo,

ed

il

secondo nel

11

22

in

compa

do alquno

alla

pontificia

infallibili-

gnia dei cardinali Sassone e Grego*

ONO
rio
lo sped

ONO
Germania ad
di

25

legato in

di

per

la

consueta obbedienza, ra-

Enrico V e alla dieta zia, onde co' suoi lumi


dasse
fine
alle

Wormail

tificarono

canonicamente
in

la

di

lui

e destrezza
sa-

elezione, e lo riconobbero legittimo

discordie tra

Papa a'28 dicembre,


ronato col
cardinal

cui

fu
li,

codal

cerdozio e l'impero per l'investiture


ecclesiasticbe,
le

nome

di

Onorio

quali

con esito

f-

licissimo termin, riconciliando l'ini-

peratorecol Pontefice.
te

Dopo
i

la

morPani

di

questi,

essendosi

cardinali
s.

Gregorio arcidiacono, poi successore Innocenzo II. Grandi cose oper Onorio II. Primieramente conferm a Gualtero
arcivescovo di

radunati
crazio
al

nella

cappella di
a

Ravenna
in tre

l'esarcato

Laterano,

persuasione

successivamente
cre

e promozioni

del cardinale Gionata, die


soliti

temeva

disordini

de' Frangipani,

che

de'quali divennero

venticinque cardinali, quattro Papi. Colla fere


il

cagionavauo nelle elezioni

de' Papi,

mezza
te,

rigore delle scomuniche


lui

sollecitamente fu creato malgrado la

e delle forze temporali da

usa-

sua renitenza, Teobaldo (J ali) Boccadipecora o Boccapecora cardinale

romano
1'

col

nome

di

Celestino

II,

a'21 dicembre 1124. Indossatosi daleletto


il

cardinali

manto o piviale rosso, i intuonarono il Te Deum,


met

di questo inno Roberto Frangipane, fratello del potente Leone, ed in suo nome e de'romani loro aderenti prtest non piacere l'elezione, e in vece proclam Papa Lamberto, e piesentatolo al popolo venne acclamato, come insigne in piet, prudenza, avvedutezza e dottrina. ScandaJose conseguenze e funesto scisma

quando

alla

sopraggiunse

Corrado III il quale avea ricevuto la corona di ferro in Monza, da Anselmo arcivescovo di Milano, che perci depose, mentre prima era stato eletto re d'Italia e de'romani Lotario II da Onorio II approvato; il perch Corrado III, ritiratosi in Parma, fu
il

abbatt

partito di

costretto ritornar in
to
si

occup
II

il

Germania. MolPapa con lettere e


liberazione di Bal-

con nunzi
dovino

per
re di

la

to prigione dai

Gerusalemme, tenusaraceni. Scomunic


perch
Puglia,

Ruggiero

II

conte di Sicilia
della
Sicilia

s'impossess

unendo
consenso

Napoli alla

senza

il

era

per

iscoppiare

per l'irregolare

della santa Sede, e

proclamazione

di Lamberto, quando con gloriosa umilt, ad evitar tumulti, spontaneamente Teobaldo


ri nunzio

mosse guerra ai beneventani. Di pi Onorio II juvit tutti alla difesa di quegli stati,

come dipendenti
mana,

dalla

chiesa

ro-

nello stesso giorno alla susoffr


la

prema
slia

dignit.

di

Non Lamberto di

modemas-

accordando indulgenza pienaria a chiunque morisse nella spedizione;


indi
si

restar Pontefi-

pose alla
il

testa

di

ce con elezione cos illegittima,

sue

milizie

presso
il

fiume Brada-

sime pel virtuoso esempio dell'eroico suo collega pel zelo della quiete di
si

no per arrestare
torie del

corso delle vit-

conte.

Ma

vedendo

il

pe-

santa Chiesa, onde ancor egli


pontificali
I

ricolo delle gravi perdite

fatte,
i

da

spogli de'ricevuti

or-

namenti dopo
nali
s

sette giorni.

cardi-

Benevento, ov'erasi portato nel 127, nel seguente gennaio pass a Roma;
poscia restituitosi a Benevento costitu

penetrati di

ammirazione
generosa

per

sincera

umilt e
si

mo-

derazione,

prostrarono a'suoi pie-

Ruggiero II duca con giuramento

di Puglia e Calabria
di

feudatario della

2G

ONO
dell'

ONO
Assunzione
il

Chiesa, nll' ottava


del

cerimoniale o Ordine

romano XII,
pi.

1128

al

Ponte maggiore fuori

riprodotto da Mabillon, Mus. Ital.


t.

di
r;i

Benevento, rivocando l'investitu-

II,

p.

167 e

seg.,
il

essendo egli

die avea data a Roberto II principe di Capua. Nel 1129 Onorio II torn a Benevento per sedar gli Inoltre conferm insorti tumulti. l'ordine premostratense, riform la
disciplina

conosciuto sotto

nome

di

Cencio

Camerario, che di Savelli, famiglia [Vedi) delle principali di Roma. Si fa autore anco di altre opere, come di alcuni sermoni e della vita
di

za

di

alcuni

monastica dalla prepotenabbati, cooper alla

Celestino
III

III.

Avendo seguito

Innocenzo
dovi questi

in

Perugia, e moren-

conversione della Pomeriana intrapresa da s. Ottone vescovo di Bambcrga. sostenne


gi
il

a'

rugini rinserrarono nel

16 luglio 1216,1 peluogo dello

vescovo di
ch'erasi

Pari-

scrutinio

cardinali,
si

che in nume-

contro

il

clero

guada-

ro di venti

affrettarono ad eleg-

gnato il re, approv il concilio di Troyes, e fu benevolo colla chiesa filinola (Fedi). Govern cinque angiorni, e mor ni, un mese e 2
ti

gere
rio

il

Savelli nel di seguente a'

18

luglio,
III

che preso
nella

il

nome

di

OnoPas-

fu coronato e

consacrato ai
citt.

24
s

luglio

medesima
a'3
1

in

4 febbraio ii3o, nel monastero de'ss. Andrea e Gregoa'


1

Roma
al

quindi in
prese

Roma
solenne

agosto, e
della

quivi

possesso

rio

Celio,

al

quale

erasi

fatto

basilica

Lateranense a'4

settembre,

portare dal palazzo Lateraneuse in


sua malattia, e fu sepolto nel Laterano. La santa Sede

accolto con singolare e straordinaria

tempo
vac

della

venerazione ed allegrezza de'concittadini

un giorno. ONORIO III, Papa CLXXX1V. Cencio Savelli nobile romano, cadi

meno

di seguitare

romani. Quindi protestando il zelo e le cure d'In-

[Vedi), per la sacra nocenzo guerra di Gerusalemme, scrisse subito


ai

HI

nonico della basilica Liberiana, presso la quaie era stato sino da fanciullo educato, o canonico regolare lateranense, aio per quattro anni
dell'

vescovi

sovrani

cattolici

onde promoverne

l'impresa, con let-

tere riportate dall'annalista Rinaldi.

A Capitolo dicemmo come ordin


studiare ai giovani canonici; ed a Natale, che dispens dall'astinenza delle carni, se tal festa cadeva in

imperatore

Federico

II,

uomo

per santit
sini,

e dottrina

rinomatissi-

mo, economo

del cardinal

Bob Or-

che divenuto Celestino III, nel 1 [92 o 1 igS lo cre cardinale diacono di s. Lucia in Selci, quindi da Innocenzo III prete de'ss. Gio. e Paolo, che inoltre lo dichiar camerlengo e cancelliere di s. Chiesa,

venerd o sabbato. Approv l'ordine de' Predicatori [Fedi), ed istitu il


cospicuo
uffizio

in

esso di

Maestro

del sacro palazzo [Vedi)j approv

ancora
lieri

non che

arciprete della

basilica

Liberiana. Essendo cardinale scrisse


il

na
p.

famoso libro de'censi della romachiesa, forse incominciato da casi

Canonici regolari, spedaAntonio, poi uniti ai gerosolimitani, e quelli della Val degli scolari; non che la regola de' Carmelitani [Vedi) j eziandio approv
i

di

s.

l'ordine Francescano, di cui fu assai

nonico, di cui

parl ne' voi. VII,

benemerito, confermandogli
[Vedi),
In

la

74, e XI, p. 80, 8r e 82 del Dizionario, ed altrove. Scrisse pure

celebre indulgenza della Porziuncula

quattro

promozioni

ONO
cre tredici cardinali,
suoi
parenti.
s.

ONO
fra'

27
gli

quali due

glie,

poscia
le

ottenuto che

re-

nonizz
coln,

In diversi tempi caGuglielmo arcivescovo di

stituisse
tilde, sa,

terre della contessa


alla

Ma-

che avea usurpato

Chie-

Bourges,
s.

s.

Ugo vescovo

di

Lin-

renzo
e
III

Guglielmo abbate, s. Loarcivescovo di Dublino, s.


arcivescovo
di

Guglielmo
s.

\ork

cia

Enrico re d'Inghilterra contro la Franed intervenne nella guer,


Geltrude.

Sostenne

Io esorl poi energicamente e con minaccia di scomunica, ad intraprendere la sacra guerra di Gerusalemme, come avea promesso con giuramento di recarvisi in persomi, permettendogli rinunziare il regno di Sicilia al figlio Enrico. Nel

ra

contro
i

gli

albigesi,

proteggenpontifica-

1222
co
e
li

do
li

conti di Montfort contro quel-

il Papa vedendo che Federinon attendeva alle promesse,

di
si

Tolosa.
fece

Nel

suo
e

in

vece stabilendosi in Napoli dila


la

to

una

crociata

contro

visava

pagani

della

Prussia

Livonia
legato.
gli

formarne onde abbassare


in

sede dell'impero

potenza
lo

pontifi-

(fedi), alla quale sped un

cia

e quella delle citt

italiane, es-

La
gli

regina della Giorgia (Fedi)


lettere
la

sendo
poi

Anagni
lui

chiam

scrisse

piene di ossequio,

tenne con

congressi in

Ve-

dichiar
i

sua impazienza d'inalla

viare

suoi

soldati

crociata di

Terrasanta. Inoltre Onorio III sped

un
Nel

legato in

Danimarca

(Vedi),

rona ed in Ferentino, al quale intervenne pure Giovanni di Brienne re di Gerusalemme. Federico II rio novo i giuramenti di portarsi in
Palestina coli' esercito crociato,
il

in aiuto del re.

onde

12 17 coron in s. Lorenzo fuori delle mura in imperatore d'oriente

Papa per meglio animarlo


seconde nozze
colle
gli tal re,

all'im-

presa, in

fece spo-

Pietro

de

Courtenay,
Alla

colla

sare Jolaute figlia di

che nel
let-

sposa

Violante.

repubblica di

1226 orn
esortando

insegne imperiali,

Genova, con
t
dell'isola

tributo, concesse la
di

mei

alla

stessa
i

guerra con
in

Corsica; conferm
chiesa
la

tere e coi nunzi

sovrani d'Europa:

privilegi

della

die

in

fudo
al di

d'Albano; e Marca d'Ancona


siil

argomento
luoghi,

che

trattammo

piti

con

censo,

marchese d'Este
il

gnore

Ferrara. Viet

bacio del

come ne'vol. XXIX, p. 14.7, e XXXII, p. 258 del Dizionario. Frattanto Onorio III fu costretto
recarsi
a

messale dopo

vangelo, a chi non

Tivoli per

le

sedizioni di
il

era unto col sacro olio; ed in Rieti

Boma
natore
sped

troppo frequenti sotto


Parenzo,
il

sevi

fulmin con scomunica ed altre pecardinali ne chi oltraggiasse e vi consagr la cattedrale. Nel 1221 i crocesegnati avendo preso Daniiai ,

l'imperatore
di

suocero re
patriarca
di

Gerusalemchiesa,

me

col

quella

ta,

Onorio

III

ne concep estrema

per ottenere una dilazione alla sua partenza, ed il Papa gliela accorsue armi conche gli si mostravano avverse. Poco dopo nacque grave discordia tra Onorio III e Federico II, per le provviste che il primo avea fatto in Puglia di ald;
tro
egli rivolse le
le

nllegrezza,

pena

che molto si convert in quando nel seguente anno


furono
costretti

ma

citt

italiane,

cristiani

restituirla

a' saraceni.

In detto

anno avendo
con
Costantiino-

nella basilica Vaticana coronato im-

peratore Federico

II

na

Costanza

di

Aragona sua

cuni

vescovati

vacanti;

le

lettere

28
furono calde
nacciata per

ONO
d'ambo
la

ONO
le

parti.

La

fonda prudenza ed esimia


za nel
losi

destrez-

pubblica tranquillit fu ancora milega di


sedici
citt

maneggio de'pi ardui e geIntervenne


ai

affari.

couclavi

lombarde, che non vollero n obbedire n ricevere l'imperatore quando si rec a Cremona per tenervi
si assemblea dove Corrado
:

ritir

s.

Donnino
crociata,
di

vescovo d'ildesheim
predicar
la

Clemente IV, Gregorio X, Innocenzo V, Adriano V, Giovanni XX, Nicol III, e Martino IV, ai quali due ultimi impose la tiara; fu ed in quello per Gregorio
di

incaricato

di
i

uno
se
lo.
il

de' sei

in

cui

si

compromielegger-

scomunic
sare;

lombardi nemici

Ce-

sacro
le

collegio

per

ma

il

Papa rivoc
ordin

tal

senten-

Per

sue egregie doti,


fece

Marte-

za per riparare a maggiori sconcerti.

tino

IV
ivi

lo

suo esecutore

Onorio
Chiesa
i

III

ai vescovi

che

stamentario,
gia,

che

morto
1

in

Perucrealo

nel gioved santo riconciliassero colla

dopo
a'

tre giorni

fu

penitenti e lavassero

Pontefice

2 aprile

285 concorsua
virtuosa
dall'enci-

piedi ai poveri.

Rrienne governo

die
del

per

Al re Giovanni di sostentamento il

demente
scrutinio,

nel

secondo giorno dello


senza
rilevasi

non
t.

Patrimonio di s. Pietro, cio il paese da Peonia a Radicofani; e prese le difese de'mouaci di Fossanuova, contro quei di Pi perno ed altri vicini luoghi, che rovinavano i poderi del monastero.
11

ripugnanza,
clica, consti
cil.
t.

come
I,
il

2 3 presso Labb, Coti'


p.

XI, par.
prese

989. Passato

in

Roma
di

sacerdozio a'i4>
in onoco-

fu consecrato a'i5 aprile, e poi col

nome
re

Onorio IV, assunto


a'

Papa
in
il

fu per

diversi
in
1

anni trava-

del

parente Onorio IH, fu

gliato

dal

male
a'

mori dopo

Roma
:

una gamba, e 8 marzo 1227,


dieci

ronato

20

maggio

dal

cardinal

governo

di

anni

otto mesi

fu sepolto nella basilica

Liberiana,
sepe.

presso l'altare del

Pre-

Goffredo d' Alatri. Alcuni vogliono che in questo giorno facesse tutte queste funzioni, ci che sembra impossibile per quanto era molestato
ne'piedi e mani dalla gotta, che gli impedivano celebrar la Messa {Vedi),
li

La

chiesa

romana vac meno

d'un giorno.

ONORIO IV, Papa CXCVIII. Jacopo Savelli nobilissimo romano, di Vana Aldofiglio di Luca e
biandesca,
di

senza l'aiuto di certi istrumengli

che

movevano

le

dita.

Essen-

do

sospesi gli

agostiniani e

carme-

uomo

di singoiar

piet

costumi e illibatezza
di

di vita, ca-

nonico

Urbadicembre 1261 creato cardinale diacono di s. Maria in Cosmedin, divenendo poi il primo del suo ordine. Adriano V coi cardinali vescovo di Sabina e Orsini, lo inand in Viterbo per comporre le differenze insorte tra Rodolfo
Barcellona, fu da

nel concilio di Lione II, egli poco dopo li conferm, facendo ai secondi cambiar l'abito. Nel 1286
litani

no IV

nel

condann
to

gli

eretici fraticelli di cer-

ordiue chiamato degli Apostoli,

ch'ebbe per autore e propagatore Gerardo Segarelli parmigiano, che


escluso

dai

francescani

si

vesti

in

modo
tempo
carit
errori
:

che pretese esser quello degli


dello

apostoli,

re de'romani, e Carlo
cilia
;

re

di

Si-

dicendo ch'era giunto il Spirito Santo e della


fanatici gli

quindi fu impiegalo in altre

seguendo questi
degli

importanti legazioni, per la sua pro-

albigesi e

valdesi,

Se-

ONO
garelli
li

Ol'O
la

29
Capite

fu
si

bruciato

vivo nel i3oo.


al re d'Inghilter-

chiesa di

s.

Silvestro in

Papa
che

oppose

alle d'

ra

imporre le decime agli ecclesiastici ; purg suoi domimi dai ladri che g infestavano, e mostrossi sempre intrepido nel sosvoleva
i

monache di s. Chiara; invest Albano (Fedi) la sua famiglia

Savelli,
s.

e consagr quella chiesa di Paolo giuspatronato di sua fami-

tenere

diritti

della Chiesa.

Si

moII

str zelante per la ricupera di Ter-

rasanta

e scomunic

Giacomo

re d'Aragona per aver occupato la


Sicilia,

dichiarando

Costanza

sua

da lui col monastero fonCre cardinale il solo Boccamazza suo parente, e non volle cedere al fratello Pandolfo che lo stimolava crearne altri, pronunziando quella memorabile sentenza che
glia,

data.

madre

incorsa nella scomunica ful:

riporta
p.

il

Ratti,

Famiglia

minata da Martino IV in vece l'aragonese si fece coronare re di Sicilia

333. Bens
i

nel

Sforza suo cardinalato


beni
il

arricch

propri congiunti, lasciani

dai vescovi di Cefalo

Nicascol'iso-

do

eredi di tutti
e
il

suoi

fra-

stro,

ed allora

il

santo Padre
e sottopose

tello

nipote.

Per quanto riguarsi

munic ancor
la

essi

da l'ultima sua malattia,


p.

legga la

all'interdetto.

Eguale scomunica
precedente,
II

121

del voi.

XLIV

del

Diziodi

sentenzi contro Alfonso III re d'A-

nario.

Mor

Onorio

IV

pieno

ragona
lia,

fratello del

per
Sici-

meriti, a'3 aprile

tener prigione Carlo


al

re di

santo,
ni

quale

effetto

per fargli guer-

dopo il due giorni.


e
fu
III

1287, nel gioved governo di due an-

Fu

sepolto

nel

conferm al re di Francia le decime accordategli dal predecessore. Quindi fece una costituzione in
ra
cui
si

Vaticano,

poscia

per ordine di

Paolo
sa

trasportato nella chie-

d' Araceli

per

essere

tumulato
cui

riserv la disposizione dei vedi


Sicilia

nella
la

tomba
lui

gentilizia,

ponendovisi

scovati
la

finch

durasse
le

di

statua sepolcrale, di
il

guerra.

Fulmin pure
i

cen-

fecero menzione,

p.

Casimiro,

Me-

sure
tro
il

contro

veneziani

con-

moric
nat.

p.

io;
I,

il

Papebrochio in Co-

re di Castiglia, ch'eransi di-

chiarati a

danno

di

Carlo

II,

ma

fa-

cilmente dipoi
di

gli assolse. Per ordine Onorio IV s'incominci ad insegnar nell'universit di Parigi, in


la

209, e par. II, p. 64; e l'Oldoino, Addi, in Ciacon., che u riporta la figura. Vac la sede apostolica io mesi e 18 giorni. ONORIO l, Antipapa. V. Antipar.
p.

cui egli avea studiato,

lingua ara-

papa

XXII

Cadolao,

s.

Gregorio

ba

e altre orientali, per l'istruzio-

ne de'saraceni e degli scismatici d'orieute. Trovandosi Pioma perla lunga assenza de'Papi desolala in molti
Monte. Aventino il [Fedi) di sua cosa Savtdll [Fedi), ed a riserva dell'estate, che lo passava a Tivoli, fece la sua residenza
nel

VII e Nicolaiti. OPONTO, Opus. Sede vescovile


dell' Attica nella

Locride, nella pro-

vincia Achea, sotto la metropoli di

luoghi, restaur

Atene, eretta nel

secolo.
fu
al

Ebbe
conin

per vescovi
cilio

Donno che
I;

d'Efeso

Atanasio che
nel

quello di Calcedonia ritratt quanto avea sottoscritto

monte presso
lui III

s.

Sabina, nei pa-

brigandagchrist.

lazzo da

edificato,

o meglio da
Concesse

gio d'Efeso; Callinico che assist al

Onorio
la

che ne don parte colai

V
t.

concilio generale.
II,

Oriens

chiesa

domenicani.

p.

206.

3o

OPP
OPPENHEIM. V. TniBUR. OPPIDO (Op/riden). Citt
de' suoi

OPP
vescovi
l'

Ughelli
Italia

l'inco-

con
della

mincia nel
IX,
p.

i3oi,
*

sacra

t.

residenza vescovile

nel

regno delle
capoluo-

4'7> e ^

SU01 continuatori
rettificazioni
p.

due
go

Sicilie,

nella

provincia

riportano
fu

importanti
t.

Calabria Ulteriore prima,


di

e addizioni nel
il

X,

3o3. N.

cantone, a 8
'

leghe da Reg-

gio e circa

4 c a Palmi, citt posta poco lungi dalla spiaggia del golfo di Gioia sul Mediterraneo, divenuta

primo vescovo che sedeva nel i3oi;ma in una bolla d' indulgenza del I2g5 si legge uno Stefano episcopus Oppdensis. Indi Gregorio cantore della

capoluogo

di

distretto,

dopo

chiesa di Gerace,

guasti del terremoto

che disert

postulato dal capitolo e confermato

luoghi aggiacenti, e nel suo distretta trovasi


il

circondario d' Oppido.

conteneva forse molto soffr pel terremoto del 5 febbraio 783 ; ed situata in mezzo a montagne,
citt

Questa

che
,

8000

abitanti

da Benedetto XII; Bar1 338 naba monaco basiliano, abbate di s. Maria de Trivento, del 349 Nicola gi arcidiacono d' Oppido, del i3o2 Simeone morto nel 3c)4j Giovannino Malatacehi cantore delnel
1

presso
colle,

il

monte
i
.

Aspro,
tale

sopra

un
e

tra

fiumi di

Medena
catastrofe

Trecosio
nelle sue

Dopo
vicinanze

fu

fabbricato
dalla

un borgo detto Tubae


l'episcopio ove
vo.

provi

posizione concistoriale, nel quale


risiede
il

chiesa di Tropea, nel 1094 creato da Bonifacio IX; Simeone Cervo di Giovenazzo del 1400; Antonio de Caroli nobile di Cosenza del 1424 traslato da Martino V alla sede di Bisignano nel i4 2 9 5 g u
la

vesco-

successe

Tommaso,
di

trasferito
;

dopo
s.

Fu chiamata anche Oppidum Mammari. La cattedrale, buon edili-

pochi mesi a Strongoli Nubicl

Venturello
nel

Corneto,
Sassia,

religioso di

zio

con batlisterio, sotto l'invocazione dell' Anuunziazione della Beata


al secolo rito

Spirito in

fatto

i43i
Nicol
fr.

da Eugenio IV.

Nel

449

Vergine, e sino
il

XV osserv V
tempo
latino.
sei
il

nomin per

gratitudine

Gi-

greco,
la

dopo

il

qual
di
il

tutta
11

diocesi
si

adott

rolamo di Napoli agostiniano, insigne filosofo e dotto teologo, gi di


lui

capitolo

compone
tesoriere,

di-

maestro

in

eloquenza e

forse

gnit, cio
il

l'arcidiacono,
il

decano,

anche

nella greca erudizione, al dire


il

cantore,

V arciprete

d'Ughelli, in che ripugna

Rodot,
p.

l'inchisarca; di quattordici cano-

Del

rito

greco in Italia
di

t.

I,

'

3, io

compreso il penitenziere e il teologo, ed altri preti e chierici


nici,
:

parlando
togliesse

quello

osservato

Oppido; pare
il

che

questo vescovo
dalla catte-

ai

canonici spetta

la

cura delle achiesa


par-

rito

greco
fioriva

nime.

Vi
il

un'altra

drale o dalla diocesi,


lo

ma

nel seco-

rocchiale,

seminario

con alunni,
e

XVI
s.

tuttavia

ne' villaggi

monastero
to
di

di

monache
di

conven-

di

Giorgio, di Cocypedano, di Lo-

religiosi,

confraternite, ospepiet.

brico e di Siziano;
citt

onde
lo

solo dalla

dale e

monte

e cattedrale

rimosse dopo

La

sede vescovile fu eretta seconil

averlo

come

predecessori esercitadel

do Commanville dopo
sulTraganea della
gio,

IX

secolo,

to nel principio e negli


tu
il

suo governo,

metropoli di Reg-

ultimi anni di questo sostilatino,

e lo

tuttora.

La

serie

per

nel quale ridusse au-

OPP
cora alcune terre
osserva
il
l'

OPP
se
fu
il

3r
:

della diocesi, ed
nel secolo
castello di

latino in

vigore

il

nominato
di
a'

Rodot, che
arciprete
rito

Pietro Andrea
in

Ripauti
Gli

Jesi,

decorso
s. il

del

che mor

detto anno

2 set-

Cristina di
titolo di

latino,

riteneva

tembre

in

Roma.

successero

protopapa. L'abbando-

Ascanio Cesarmi romano, per consacrato nel

namento
pu

del rito

greco fatto dalla

cattedrale per
essere

opera di Girolamo, avvenuto o per la di-

i54o; indi Francesco de Notuzi arcidiacono di Mileto nel i542; fr. Tommaso Casella di Rostraslato

minuzione de' sacri ministri o perch sforniti della convenevole dottrina, o per essersi annoiato il popolo de' rigorosi
sa
istituti

sano,

domenicano insigne, nel i54$ da Montefeltro, poi pass a Cava; Vincenzo Spinelli nobile
napoletano, virtuoso e prudente, nel i55o; Teofilo Gallopi di Tropea
nel

della

chie-

orientale.

Essendo
d'

1472, Sisto

Oppido

morto Girolamo nel IV un il vescovato alla chiesa di Gerace


basiliano,
il

lio

di

i56i, che intervenne al conciTrento e poi in quello protenuto


coli'

vinciale

dall'arcivescovo di

(Fedi) cui presiedeva Atanasio Calceofilo

Reggio,

intervento pure del ve-

monaco
il

quale
van-

scovo di Nicastro

Facchinetti

poi

sino dal

1467 avendo incominciato


rito latino, erasi
il

Innocenzo IX,
della
diocesi
le

in

a professare

d'

Terra Nuova, citt Oppido, ragguarde-

tato abbattere
cattedrale;

greco
la

nella

sua

impieg

sua eloquenin

sue chiese collegiata e parrocchiale, e per le reliquie, fra

vole per

za nell'accreditare
il

ancbe

Oppido

novello rito della chiesa romana.

Gli successero vescovi di Gerace o Oppido, nel 1497 Troilo Carafa napoletano traslato da Rapolla; nel i5o5 fu fatto amministratore il cardinal Oliviero Carafa, cbe con

due sacre spine, e per alQuesta citt, fondata nel secolo IX, era una delle pi belle
le

quali

tri

pregi.

della
il

provincia
la

quando

nel
in

1783

terremoto

distrusse

parte:

fu patria del celebre


1

gran France-

sco da Terranova. Nel


rio

56j

Gio.

Ma-

regresso cede nello

stesso

anno

al

Alessandri
1

vescovo Giacomo Conchillo spagnuolo, che trasferito a Catania fu no-

Mileto; nel
consecrazione
di

a 573 Sigismondo Manurbinate, traslato


alla

giaruna calabrese., intervenne


della

minato nel
poi

i5og Bandiuello Snidi cardinale, indi nel 5 7 perr 1

metropolitana

ch deposto ne prese l'amministrazione il cardinal Francesco Armellini,

Reggio; nel i583 Andrea Canuto di s. Elpidio di Fermo, che riedific pi grande la cattedrale
ed orn ed abbell anco quella delle monache di Terra Nuova ; net

e nel

5 9
i

il il

cardinal

Ales-

sandro Cesarmi,

quale poco do-

po rassegn con regresso a GirolaFianca arcivescovo d' Amalfi, e poi la riprese nel i534, rassegnandola di nuovo a' 28 gennaio i536. Tu questo giorno Paolo IH restitu a Oppido il suo proprio vescovo,
sciogliendo

i6o5

Giulio Ruffo non napoletano

mo

ma
nel

di

Coloseto diocesi di Oppido


di
la

1609 Antonio Cesoni


istitu

Luyo
della

che
fu

confraternita
il

dottrina cristiana, celebr


zelante pastore

sinodo,

propugnatore

l'unione

con

Gerace,

della

immunit,

lasciando al capi-

ma

non ricondusse il rito al primiero stato, contento che contiiuias-

tolo fondi

per celebrazione di mes-

se e anniversario.

Nel i63o Fabrizio

32

OPP
di

OPP
Maria
fu

Caracciolo traslato da Catanzaro; nel

Vergine
vindice

patrona

della
ri-

j632Go.
legiata di

Battista

Montani nobile e
la colil

citt;

dell'immunit,

arcidiacono di Pesaro, ch'eresse

stabil la biblioteca, e nel

1707 ven-

Terra

Nuova

e istitu

collegio de' canonici,

poi consagr

inoltre nell'episcopio

blioteca

ad uso del
torre

clero,
il

form una dopo

bi-

ne traslato ad Ostimi. Gli successe Giuseppe Placido de Pace nobile napoletano filippino, pio e di vita
penitente;
missioni e
si

a-

esercit

nelle

sacre

\er

ampliato e isolato

palazzo,

in altre

belle opere,

e
nel

edific la

campanaria della cattedrale, e venne assai lodato per


Nel

mentre ne meditava
recchi
fece

altre

mor

\igilanza e libert sacerdotale.

1709. Dopo la sede vacante di paanni Clemente XI nel 1714

i663 Paolo Diana


di

Parisio patrizio

dono a
fr.

questa

chiesa del ce-

Reggio, fece di
le

marmo

la

porta

lebre
zi

Giuseppe Maria Peri mezdi

maggiore

della cattedrale e ne ausuppellettili,


i

patrizio

Paola, gi superiore
de' minimi, con-

ment

soccorse ge-

di

quel convento
s.

nerosamente
e celebr

poveri della diocesi,

sultore del

offizio

dell'indice,

1670 il sinodo che fu stampato. Nel 1674 Vincenzo Paolo Diana Araneo patrizio epinel

vescovo di Ravello
scrivibili

Scala.

Iude-

sono
e
le

le

sue

magnanime
la

gesta,

avendo ornato e ampliato


sue
suppellettili
,

daurense
lecito

napoletano cassinese,

sol-

cattedrale

e limosiniero, pastore

amante
Terra
di
s.

ael di vin culto, benemerito dell'episcopio, della


collegiata di

paramenti ; restaurato ingrandito ed ornato l'episcopio ; rivendicato molte rendite ecclesiastiche, ripristinato la disciplina nel clero
tuito la
j

Nuova,

consacr la
fu
fi'-

chiesa

isti-

Giorgio e Nel i6q4


nerale

trasferito a

Cefalo.

prebenda
scienze e

teologale,
il

pro-

Bernardino Plastena
correttore ge-

mosso

le

divin culto;

nobile di Fuscaldo,

inoltre die ottimi regolamenti al se-

de' minimi, egregio vescovo che abbell nobilmente e aument l' episcopio ed orn la cattedrale anco con organo, ed accrebbe la mensa. Innocenzo XII cre vescovo nel

minario, difese

l'immunit,
la

fu a;

mante

de' poveri e

della giustizia

consacr ed

abbell

chiesa

di

Paola madre
religiosi,

dell'ordine de' minislessi

mi, e quella di Speziano degli

consagrando
cattedrale.

eziandio nel

1697 Bisanzio Fili patrizio tamura e cantore di quella


eresse
il

d'Alchiesa,
il

1719
istitu

la

Nell'episcopio

F accademia Maria

degF

in-

seminario, celebr
la

sino-

fecondi.
la
ti,

Sotto

suoi auspicii
i

tutta
effet-

do, presso

collegiata
1'

di

Terra

diocesi

Nuova
cr
la

costru

episcopio, consa-

ne prov edotto com'era


dai

benefici

ci

lasci diver-

chiesa

de' cappuccini
la

pido, comp
tore

torre

d'Opcampanaria
fu

se erudite e
lui

importanti opere.

Con
si

continuatori dell' Uglielli

della cattedrale, di cui

benefatdi

eziandio

colf istituzione

termina la serie de' vescovi d' Opcolle anpido, quale compiremo


nuali

dieci mansionari

canonici secon-

Notizie

di

Roma.
di
.

1734
Ferdidi

dari; cou eleganti

opere abbell

il

Leone
diocesi

Luca
di

Vita

Monteleone

coro e da una cappella laterale trasfer

Mileto

1748
da

maggiore la miracolosa immagine dell' Anuunziazione


all'altare

nando Mandarani
Squillace
,

della

diocesi

traslato

Slrongoli.

, ,

OPP
1770 Nicol Spedalieri
da Martorano. Dopo
di sede vacante, nel
di

ORA
Guardaanni
sue reliquie furono trasportate
priorato di
di Parigi, e

33
nel

valle diocesi di Squillace, trasferito

diversi

1792 Alessan-

dro Tommasini

di

Dominiti diocesi

Moussy, nella diocesi poco dopo a Senlis. In seguito ne vennero distribuite alcune porzioni, e il suo braccio diritto

di Reggio. 18 19 Ignazio Greco di Catanzaro. Per sua morte, Pio VII

nel

374

fu portato a Parigi
il

nella chiesa che porta

suo nome.

nel concistoro de' 19

aprile

1822

S.

Opportuna

onorata a Seez,
il

preconizz l'odierno ottimo vescovo

Parigi ed altrove,

giorno 22 di
delle
venti-

monsignor Francesco Maria Coppola


di Nicotera,

settembre.

gi vicario generale

di

ORA
quattro

Nora. Una
parti
,

quella diocesi e canonico della cattedrale.


glia

di

-La diocesi ha circa 4o mii4 luoghi. territorio, con

che diviso il giorno civile, diversamente numerate secondo la consuetudine de' poin
poli,

Ogni nuovo vescovo


fiorini

tassato

in

ventiquattresima
sole

parte

del

33, e

le

rendite

ascendono

vero giorno naturale o solare, o del

quasi

3ooo

ducati.
(s.),

tempo che
abhadessa di
del
dissi

il

impiega a
in

ritor-

OPPORTUNA
Montreuil.
paese
di

nare sul meridiano. V. Giorno, ove

D' illustre famiglia

come

dividesi
;

quattro sorta
popoli,
ossia
il

Hyesmes, ora Auge, in Normandia, risoluta di vivere nella


virginit,
partiti,

e sue spiegazioni
de'

del giorno civile

romani

ed o

altri
civile,

come
teme
la

ricus
col
ritir

molti

vantaggiosi
de' suoi gedi

dell'artifiziale

il

e
si

consenso
nel

po che scorre durante


turale, cio quello

giorno na-

nitori

monastero
virt,

della luce

Montreuil. Le sue rare

deter-

notte; naturale e astronomico;

non

minarono

la

comunit a

sceglierla

che del
sa,

per ahhadessa, ed ella se ne mostr ben degua, andando innanzi a tutte

modo cui lo divide la Chieanco mediante le Ore canoniche [fateli). Vi sono due sorta di ore,
il

nel fervore e neh' austerit, sen-

alcune egualij altre disuguali. Le ore


eguali dividono

za

diminuire

la

dolcezza che aver

giorno
al

in

venti-

doveva verso le altre sorelle^ le quali trovavano in lei una madre


tenera e compassionevole.
ta

quattro parti eguali, essendovene dodici

dalla

mezzanotte

mezzod

Fu

afflit-

e dodici da mezzod a mezzanotte;

pel

tragico

fine di

suo

fratello

chiamami anche
dividono
eguali
il

equinoziali perch

Crodegango vescovo di Seez, che venne proditoriamente ucciso a Nonant, mentre ritornava alla sua sede, dopo essersi recato a Roma per visitare le tombe dei santi apostoElla and a cercare il corpo del li.
fratello e lo

cerchio

equinoziale in

ventiquattro parti eguali.

Le ore

in-

sono pi lunghe o pi corte


la

secondo

diversit delle

stagioni

essendovene sempre dodici pel gior-

fece

depone

Mon-

treuil. La chiesa di Francia ha messo Crodegango nel numero dei santi, ed onorato a Seez a' 3 di settembre. S. Opportuna mori li

no naturale, dalla levata del sole fino al suo tramontare, di maniera che in estate le ore del giorno sono pi lunghe di quelle della notte, ed
al contrario in

inverno

quelle
il

del
sole

giorno sono pi corte, perch


resta per

22

aprile 770, e fu seppellita presfratello;

un tempo minore
:

sul

no-

so a suo

ma

nel

1009

le

stro orizzonte

queste ore chiamatisi

VOL.

XUX.

.34

O II A
dodici
parti,

ORA
ore
le

pure giudaiche, antiche o planetarie, ed erranti. L' uomo ben conoscendo la preziosit del tempo, cerc sino dall'infanzia della creazione ogni mezzo per misurarlo e seguen;

del

giorno

in

quattro

do
ni,

il

sole,

vita e

movimento

del-

l'imi verso,
i

segn

gli

anni, le stagio-

giorni, e dall'apparire e dispa-

rire del

notturno pianeta divis


il

mesi.

Lungo sarebbe

discorrere

mi

quanti e quali furono gli usi de' pripopoli per segnare gli anni ,
i

mesi,

giorni, di cui altrove breve-

mente parlammo,
laonde
ci

e dividere le ore,

limiteremo ad un sempliebrei

prime ore, o la prima parte che cominciava a 6 ore del mattino, la terza che cominciava a q, la sesta che cadeva alle 12 o a mezzo giorno, e la nona che cominciava a 3 ore dopo mezzod. La Chiesa romana non fece adunque se non che conservare con qualche modificazione nel tempo, quelle antiche denominazioni di prima, terza, sesta e nona, per indicare gli uffizi che diconsi in certe ore del giorno, poi chiamate ore canoniche: quanto alle religiose osservanze, la Chiesa

ce cenno.

romana

fu

nelle ore seguita dal

Gli antichi

non
le

conobbeore:
divi-

resto della Chiesa cattolica.


ai

Quanto

ro

apparentemente
il

sero essi

giorno in quattro parti

che chiamarono ora ; cio mattino, mezzo giorno, primo vespero e l'ultimo ; la notte divisero in tre pare guardia del ti, sera, mezzanotte
mattino. Tuttavolta
la

romani, Censorino c'insegna cou altri, che la notte era divisa in quattro parti come il giorno, chiamate veglie o vigilie. La prima veglia comprendeva le prime tre ore della

notte;

al

fine della

terza ora co-

antichissima
:

divisione del giorno in ore

gli

minciava la seconda veglia e durava fino a mezzanotte; la prima ora o


parte del giorno comprendeva
le tre

egizi lo distribuivano in dodici parti,

greci adottarono tal


di

divisione ai

ore ordinarie dopo


le, ed al fine incominciava

la levata del so-

Anassimandro che fior o di Anassimene suo discepolo. Ma invece di computare le ore come noi facciamo da una mezzanotte all'altra, essi le contavano
tempi
sotto Ciro,

suo tramontare, di modo che esse erano pi corte nel solstizio d'inverno e pi lunghe in quello di estate. Dudal levar del sole sino al
,

questa terza ora seconda parte del giorno delta terza, perch seguiva il segno della terza ora ordinaria, e durava questa fino a mezzod ; quindi incominciava l' ora o parte del giorno chiamata sesta, dopo la
di
la

quale veniva l'ora o parte del gior-

no chiamata nona. Secondo questa


spiegazione, facile intendere
le

rante

gli

equinozi,

la

loro quella

prima
parte

ore

ora

corrispondeva

che riguardano
dentore.

la

passione del Re-

del giorno, che cade tra le 6 e le 7 ore del mattino, la terza corrispon-

Le

ore nostre

si

dividono in ane

deva

alle nostre

di seguito.

La

9 ore circa, e cos divisione in ore era


la priessi

timeridiane o prima di mezzod,


:

sconosciuta dai romani avanti

ma
no

guerra punica;
in addietro
i

loro

non regolavagiorni se non

roi pomeridiane dopo mezzod mani le distinguevano in diurne e notturne. L'orologio italiano novera

seguitamele

le

24 ore

del

che dal levare e tramontare del sole con ore disuguali. Dividevano le

principiare dal tramonto del sole, o


piuttosto mezz'ora pi
tardi.

L' o-

ORA
rologio francese o olir amontano > detla

ORA
in

3 7
Cristo, con in-

cui spir

Ges

anche astronomico, scomparte le ove in due dozzine, e conta le prime dodici dette del mattino, dalla mezzanotte al mezzod ; le altre dette della sera, da questo a quelto
2.|

dulgenze concesse
di
t

dai

Pontefici

altre ore

che la Chiesa e

la pie-

de' fedeli

hanno

stabilito e

conse

sagrato in particolari preghiere,

ne parla
nella
ce,

a' loro

luoghi.
s.

In

Roma
Pa-

questa scompartizione delle ore la del mattino e delle ore della sera non viene da tutti approvata, come
:

Chiesa di

Maria

della

per lascila del prelato Giulio Benigni, ogni mattina un'ora avanti
in
la campana con nove memoria de' nove mesi in

impropria, perch diconsi ore mattutine quelle che scorrono iti certe
stagioni
della

giorno suona
tocchi,

durante

la

notte

ed

ore
Si

cui la

Beata
sue
finita la

Vergine
Ges.

port

nelle
;

notte quelle che


al

immediatamezzod.
dei

sacre

viscere

Cristo

mente susseguono
question pertanto
orologi
sia
il

dopo

quale

due
senza
dice
essi

suonare
apostoli.

altri

prima messa ne deve dodici in onore degli

migliore,

ma
;

distinzione

di

rapporti

si

ORACOLO
nium.
celebre fra
gli

Oraculum
degli

vaticifalsi
,

dagl'intendenti,
soddisfa

che

niuno
ai

di

Risposta

dei

compiutamente
i

bisogni

ebrei fu l'oracolo di
ch'essi sogli

della vita civile, poich

niuno de'due
principali

Beelsebub dio d'Accaron,


vente consultarono.
si

dichiara

quattro
sole,

punti
il

Fra

ebrei
veri

della giornata, cio

uascere

il

distinsero
i.

molte
l'oracolo

specie

di

tramonto del

il

mezzod e

la

oracoli:

a viva

voce,

mezzanotte, che nelle quotidiane faccende spesso fa mestieri conoscere. L'orologio francese o oltramontano, popolarizzato tra noi allorquando
l'Italia

come quando Dio parlava a Mos; sogni profelici, come quelli di i. Giuseppe; 3. le visioni, come queli

le

de' profeti

4-

l'oracolo d'Urina

soggiacque l'ultima volta

alsi-

e di
di)

Thummim
sommo

uniti

aW'Efod (Ve-

l'invasione della Francia, divenne

del

sacerdote; 5. dopo

stema europeo, e si introdotto generalmente in Roma nel 1846; ma siccome nella compilazione di
questo mio Dizionario procedei coll'antico calcolo delle ore dell'orolo-

l'erezione del

pi soventemente

tempio consultaronsi i profeti, e dopo di essi pretendono gli ebrei che Dio loro si manifest per mezzo d'una voce
interna,
tire

gio

italiano,

trovai

indispensabile

proseguire

coli'

antico

sistema

del

o sensibile che facevasi senda un numero sufficiente di persone per renderne testimonianza.

medesimo. V. Orologio, ove pure


si

Quanto
vi

agli

oracoli
si

de' falsi

dei,

tratta della
ore.

divisione del
articoli

tempo

sebbene non
fosse
il

possa dubitare

che

e delle

Angelus Domini, all'aurora, al mezzod e alle ore it\\ De profundis ad un'ora di


Agli

pi delle volte molta so-

perchieria, furberia, impostura e falsit

per parte de' sacerdoti


,

e delle

notte

lativi,

Quarant'ore ed altri reed a Campana, parlammo del


a
cui

sacerdotesse degli idoli

pio costume di recitare alcune orazioni in diverse ore,

pure avvi apparenza ch'essi abbiano talvolta avuto qualche conoscenza di cose
nascoste o future
:

danno

il

Dio permetteni

segno

le

campane, come nel vener-

dolo cos per punire


li

pagani

che
ili-

d alle ore 21 in

memoria

di quel-

consultavano, in ima maniera

36

ORA
terribile
,

O li A
se
gni,

comparabilmente pi
avesse egli sempre,

dormendo

nel

tempio;
di

altrove

come

fece qual-

l'oracolo o la risposta del


si

medesimo
schede o
in

che volta, imposto

silenzio

tutti

consegnava per mezzo


si

quei pretesi oracoli. Si prese l'oracolo anche in significato


zione,
di

cartoline sigillate, o
strina

come

Palesorti.

predi:

rendeva per mezzo delle

indovinamento
defin
l'oracolo,

vaticinio

Alcuna volta
zioni,

affine di ottenere quelle

Seneca
gli

volont dedegli

risposte, richiedevansi

molte prepara-

dei annunziata per bocca

come

digiuni, sagrifizi, lustraziosimili;


vi

uomini, ed era questa la pi augusta e la pi religiosa specie di


predizione dell'antichit.
rio
di
Il

ni, offerte e

oracoli ne'quali ponevasi


ficolt
alla

desideinutile

risposta,

aveano altres minor dife il divoto che

sempre
agli

vivo

sempre

conoscere l'avvenire, diede origioracoli, l'impostura


il

ne

gli

acil

interrogava l'oracolo, riceva la risposta al suo arrivo. L'ambiguit era uuo de' caratteri pi frequenti degli

credit, e
sigillo
:

fanatismo

vi

appose

oracoli,

e la duplicit del sentich'essere favore-

questa credulit
dai

fu seguita

mento non poteva

dai pi grandi uomini,

dai filosofi
i

vole a coloro che ne


golari

approfittava-

pi illuminati

principi

pi
per-

no. Alcune risposte erano assai sin,

potenti, e generalmente dai

popoli
fu

altre

semplici

piacevolezze.

e nazioni pi incivilite. ci chi sostenne, essere


racoli

Vi
stati

Gli oracoli decaddero dal loro pri-

gli

o-

mitivo credito, allorch pi non


bio se realmente
devasi nella
zione.

si

un parto o un

effetto

inge-

rendettero in versi, sebbene dub-

gnoso della politica, che in questo mezzo alimentava la grossolana credulit, e confermava la soggezione
de' popoli. Gli antichi
di far

con

essi

risponistitu-

primitiva

loro

Quello

per che
de'greci

maggiorgli

rendere

gli

oracoli

non contenti da molte


par-

mente contribu a screditare


coli
,

orail

fu la caduta

sotto

divinit

(in

diversi

articoli,

romano dominio, giacch questo ebbe cura


i

cemmo
eroi,

lando de' loro templi e luoghi, dide'pi famosi), quel preteso


si

di

sopprimerli,

disprezzani

privilegio

fece passare

anche
gli

agli

e
Si

si

resero

oracoli in

nome

done vaticini, non ponendo romani attenzione che ai libri sibillini e alle divinazioni etrusche. L'oracolo di
tico,

loro.

consultavano

oracoli

Dodona

vuoisi
il

il

pi an-

non
plici

solo per le grandi e pubbliche

imprese,

ma

affari

privati.
agli

anco talvolta per semPi sovente per


oracoli

pi moderno o l'ultimo che venne stabilito. Ne' primi tempi della Chiesa
quello di Antinoo
cristiana

ricorrevasi

per

far la

guerra o

la

pace, per istabilire al-

comune,
po
la

cune leggi, per riformare gli stati o cangiarne la costituzione. Gli oracoli vendevansi pure o si pronunziavano per danaro in diverse maniere.

dono della profezia era Dio ha permesso che donascita del suo Figlio la magil

gior parte degli

oracoli

de' pagani

dovessero starsene in silenzio.


lebre per la questione sopra
lenzio degli

E
il

cesi-

In alcun luogo

il

sacerdote

oracoli

degl'idoli, che

o
la

la

sacerdotessa rispondevano
si

per

divinit che

consultava
falso,

altro-

da molti si erede successo appena nacque Ges. Suida, Cedreno ed altri

ve era lo stesso dio

dal quale

scrivono, che nella


il

stessa

notte
di

ottenevasi la risposta per via di so-

in cui nacque,

famoso oracolo

ORA
Delfo, che sussisteva da pi di

OR A
due
n.

37
di

mand una

colonia

soldati della

mila anni,
detto
8.

li

ammutol

ma
e.

Bene-

seconda legione, onde

fu chiamata

XIV, De canon,

ss.

4A

colonia secundanorum. Dai romani

cosa assai
il

ha dimostrato che questa una incerta. Sulla durata e fine di questi oracoli ha egregiascritto

venne a profusione abbellita


tissimi

di

molri:

bei

monumenti,
alcuni

di

cui

mangono ancora

avanzi

Antonio Wandale, seguito da Bernardo Foutenelle, al parere de' quali si oppose un ano-

mente

pi osservabili sono un superbo arco di trionfo, detto arco di Mario

nimo

francese

tradotto

in

latino

perch vuoisi eretto a di lui onore dopo la vittoria sui cimbri e teutoni
,

Historia de silentio oraculorum paganismi post Jesu Chrisl, 1725. Il


Cancellieri,

opinione
di

per contrastata;
di

le

vestigia

un teatro
la cui

grande

di-

Natale,

p.

Notizie della festa di 116, riporta l'elenco di


Salvatore pro-

mensione,

facciata settentrio;

nale ben conservata co riconoscibili d'


di

e quelle poe era

autori che scrissero su questo pun-

un acquedotto
la
citt

to e sugli oracoli.

Il

bagni.

Prima

pi

mise che

le

porte dell'inferno
la

non
sua

prevarranno giammai contra


na promessa noi crediamo
sa
infallibile ne'suoi oracoli
le

Chiesa, ed appoggiati a quella divila

grande, ma molto soffri dai visigoti, borgognoni e altri barbari che se ne impadronirono alla caduta del
,

Chie-

riguar-

romano impero. Indi no re di Francia,


i

la

possedero-

e poscia ebbe

danti

verit della fede.

principi

particolari.
il

Nel 793

Carlo

ORA1NGE,
vile antica
cia

Ai -ansio. Citt vesco-

Magno fond
d'Orange
nel

principato o contea

e considerabile di FranProvenza dipartimento di ^ alcbiusa, capoluogo di circondario e di due cantoni, a 5 leghe da Avignone, e 23 da Montpellier in una bella pianura ai piedi d' una collina, sulla piccola riviera di Meyue. Ha tribunale di prima istanza
in
, ,

contado Venaissino dalla citt suo capoluogo, in favore di Guglielmoau-Cornet, altri dicono che il primo conte fu Gorand d'Adhernar, fioriti nei primi del secolo XI; nel 1 1 85
che prese
il

nome

pass alla casa di Daux, poi a quella

di" Chalons

nel
in

3g3
,

eretta

ed altre magistrature.
ta,

Mal

fabbrica-

in
al

principato;
principe
di

fine

nel

ha belle piazze e fontane, molte


la

Nassau
prese

i53o uno dei


sacchegdi

chiese,

cattedrale sotto

l'

invoca-

quali

Filiberto
nel

zione della Beata Vergine, d'Ognissanti

gi

B.oma

1527: Guglielmo

e di

s.

Fiorenzo.

11

tempio

protestante di ardita architettura;

ha ospedale, collegio comunale, fabbriche e commercio. E patria di Giuseppe Saurin celebre matematico,
tri

d'Orange, fond la repubblica d'Olanda; e Guglielmo Enrico, prima slatolder d'Olanda, pervenne al trono d' InghilNassau
principe
terra nel

convertito da Bossuet, e di
illustri.
,

al-

glielmo
rizio

III.

1689 La

col

nome

di

Gu-

fortezza,

che

Mau-

uomini
d'

S'ignora

l'origi-

ne
tori

Orange

credendo
dai

alcuni

es-

rese regolarissima nel

sere stata eretta


di

focesi

fonda-

Marsiglia. Certo
,

che anquattro
vi

tichissima
citt

era

una

delle

Nassau principe d'Orange 1622, e faceva considerare questa citt come una delle pi forti d'Europa , fu smantellata nel 1660. Guglielmo Enrico
di

de'cavari, e Giulio

Cesare

suddetto, di Nassau,

ultimo de'suoi

38
signori, essendo
rit

ORA
morto senza postela

ORA
sede d'Orange fu
s.

unita a quella

nel

1702, Luigi

XIV

s'impa-

di

Paul-trois-Chteaux;
del secolo

ma

sul

dron della citt e principato d'Orange, bench Guglielmo III avesse designato per esso

un erede

di

sua casa
terre
in

solo
vi

die

al

principe di

Conti, che
trecht nel

avea pretensioni, due


Alla

Papa Pasquadue vescole II acconsent che vati tornassero indipendenti. Quanto agli altri vescovi d'Orange sino a Gio. Giacomo d'Obeille del 1674,
finire
il
i

XI

cambio.
1

pace

d'
si

Ufece

vedasi
timi

la

Gallia
si

christ.

t.

I.

Gli ul-

3 Luigi

XIV
il

vescovi

leggono

nelle Noti'

cedere definitivamente
re di Prussia,

principato
l

e la citt, da Federico Guglielmo


il

sei

quale
al

per

matersi

ne
in

ragioni

si

dichiarava

erede di
die
di

Roma. 1 73 1 Francesco Rousde Tilly della diocesi d'Autun. 1774 Guglielmo Lodovico de Tillet della diocesi di Sens, sotto il quale
zie di

Guglielmo cambio Gueldria,

III,

ed
citt

quale

pel concordato del

1801

Pio

VII

la

territorio

ne soppresse
bil,

la sede.

Dipoi la rista-

impegnandosi
al
figlio
,

dare

un
di

compenso

del

principe

oltobre

nominando vescovo il primo 1817 Paolo Teresa Davide

Nassau Dietz che Guglielmo III avea fatto suo erede, e che fu lo stipite de' nuovi statolder d'Olanda, poscia re de Paesi Bassi (Fedi)j si
trova la genealogia di questa
stre casa, nella
illu-

d'Astros della diocesi d'Aix,

ma
i

pri-

ma
la

che

il

Papa morisse

di

nuovo
prin-

soppresse. Nell'epoca che

cipi

protestanti signoreggiavano
il

Ove-

range,

Pontefice nominava
lire di

il

Storia della contea


Il

scovo, che aveva 10,000


dita.
Il

ren-

di Borgogna, per Dunod.

princi-

capitolo componevasi
sei

di tre

pato

fu quindi unito

al

delfinato,

dignit e

canonici

la

diocesi

sino alla formazione del dipartimento di Valchiusa, nel quale fu


preso.

conteneva

19 parrocchie.

comConcilu di Orange.
Il primo fu tenuto nel 44 l a 8 u 8 novembre, composto di tre pro-

Anche durante
la

le

guerre di
soffr,

religione,

citt

assai

quando fu presa dai 562 ne distrussero La sede vescovile


1

protestanti
le chiese.

nel

fu

eretta
la

nei

vincie,

con

diecisette
s.

vescovi, e pre-

primi del secolo


tropoli d'Arles.
s.
il

IV
Il
il

sotto

mefu

sieduto da
si

Ilario d'Arles, di cui

primo vescovo

hanno trenta
la

canoni
la

importanti
celebrazione
il

Lucio che pat

martirio verso
gli

per

disciplina.

Ordin che ogni


de-

3 12 nella scorreria che fecero

concilio stabilirebbe

alemanni sotto Croco. Gli successe Eiadio che nel 356 sottoscrisse la
lettera de' vescovi della provincia di

del seguente, poich contro

cretato di quello di Puez,

vescovi

Vienna, contro Saturnino vescovo ariano d* Arles. Costanzo mostr molto zelo contro gli ariani , e fu
al

ricusavano intervenirvi. Diz. de'conc. Il secondo nel 529 presieduto ai


Cesario d'Arles , 3 luglio da s. con dodici vescovi che sottoscrissero 2 5 articoli ch'erano stati mandati
i

concilio d'Aquileia

nel

38 1
s.

in

cui furono condannati. Indi furono

dalla santa

Sede, iutorno
e
il

la

predea

vescovi Marino, Giusto, e pio che sedeva nel 47 5-

Eutroil

stinazione, la grazia
bitrio.

libero ar-

Sotto

S. Cesario

li

rimand

Ro-

vescovo Bonifazio,

morto nell'839,

ma

colla

professione di fede, e Bo-

, ,

OBA
nifacio
II
li

ORA
si

39

approv, onde
per cent'anni
s.

estin-

se l'eresia de' serni-pclagiani

veva
cia,

afflitto

la

che aFranAgosti-

ed
per

il

Papa propose
ottimo

maestro sulla divina grazia. Diz. de conc. 11 terzo nel 1229 per ricevere alla penitenza gli albigesi e quei
ch'erano sospetti de medesimi errori.

no

Orale fralres, e continuando a dire segretamenac veslrum sacrifte, ut meum, cium acceptabile fiat apud Deuni Pattern omnipotentem , termina il
e dice con voce chiara
circolo

perfettamente
all'altare

e
la

ritorna

in

mezzo

per

parte del

Labb

t.

ORARIO,

XI; Arduino r. Stola.

t.

VII.

vangelo. Perch le Oblazioni (Fedi) ch'erano presentate dal popolo lunChiesa tila go tempo esigevano morosa che per questo la plebe si
,

ORATE FRATRES.
l'orazione nella
il

Invito

al-

distraesse,

stabil

Messa
ai
il

(Fedi),

che che

nate,
bel

il

sacerdote

che appena termiad alta voce di

sacerdote

fa

fedeli

acci sia

accetto a Dio

Padre

sagrifizio
fa

nuovo le insinuasse il raccoglimento dello spirito, la divozione,


Orale fratresj e

va ad
re
s.

offrire.
1

Rodolfo ne
si

autonelle
s.

l'orazione, dicendo

Leone

Papa del 44 ma
legge

vile

de' Pontefici

che

Auacleto del
tres

io3
a

dicesi

aver ordi-

sebbene presentemente le oblazioni non sono pi in uso, nondimeno la Chiesa ha ritenuto questo rito, sul
riflesso

nato a'sacerdoti di dire

almeno Sotero Papa


i

I" Orate fra' due persone, e che s. del iy5 decretasse non

che quanto

pi.

s'

avvicina

dell'incruento sacrifizio, tanto pi esser debba necessaria delle col'ora

potere

sacerdoti
di

celebrare

senza

se sante la
il

pia

meditazione. Di pi

l'assistenza

due almeno,

cui dire

celebrante con Y Orate fralres in-

Domiiius vobiscum (Vedi), ed Orate fralres. IVIa che basta un solo ministro per la messa privata lo
insegn
3, ed
q.
altri
il

tende, che
sul
lui
al

come Mos
santa

salir

Sinai per parlar con Dio, e


ricever la

dovendo da
intim

legge

dottore

s.

Tommaso,
ai

par.

popolo che nessuno ardisse,


dell'ira

con

83, a. 5 ad

12; ed

romiti

minaccia
ai

divina,
,

avvicinarsi

anacoreti rinchiusi lo per-

confini

del

monte

ma
;

che
cosi

da
i

messo senza il ministro, con licenza del Papa, come si legge nel Bona, Rerum liturg. e. 1 3 ; ne osta che
dica le cose in plurale,
te

lungi
ria

con timore e tremore


Signore
osservasse

la glo-

del

cristiani,

lungi dall' altare

divoti e

come l'Orari-

raccolti

in silenzio e in orazione assagrifizio.

fra tres, perch queste parole guardano tutta la Chiesa, che

sistono al divin

In

fatti

est

una
fizio

in

multis, et tota
il

in

singulis.

anticamente in alcune chiese all'Orale fralres eravi costume, che tutti


laici- si allontanavano dall'altare, ed in giusta distanza assistevano al proseguimento della messa, siccome in altre chiese si calavano le cortine, o usciti chiudevansi, onde pareva che il sacerdote separato da
i

Quindi

sacerdote recita solo l'uf-

bench dica in numeio plurale, lenite adoremus, oremus, benedicamus Domino. Il Pidivino,
scicelli,

Spiegazione della messa par.


le

3, ci

seguenti nozioni. Finita

il

Trinitas, sacerdote bacia l'altare, si volge verso il popolo, stende le braccia riunisce le mani innanzi ai petto

l'orazione, Suscipe sancta

tutti

stasse

nel
il

e con tutto
spirito solo
rasse.
Il

la

sancta sanctorurn, raccoglimento del suo grande azione ope-

celebrante per dire V Orate

4o
fratres
tare
si

ORA
volta

ORA
sinistra
alla
l'al-

dalla

supplica o

Memoriale {Vedi)

fi-

destra, e poi ritorna in

mezzo

significare

avendo fatto un circolo, e vuoisi con esso, girandosi verso tutti, e dicendo ora pi che ne-

cessaria l'orazione, orate, e dicendo

fratres

intende uomini e donne perch giusta la sentenza di s. Pao-

nalmente oratore vale precator, che ora, che prega, che si raccomanda a Dio che fa Orazione [Fedi). ORATORIO, Oratorium. Luogo sacro pubblico dove si fa orazione e celebrasi il santo sagrifizio, o pic,

cola cappella domestica destinata


la

al-

lo,

non

v' distinzione

donna,
Cristo,
tutti

ma

tutti

d'uomo e sono una cosa


e

di

celebrazione della messa,

Sacel-

in

lum sacrimi,
luoghi o

cellula sacra, de' quali

dunque uomini

donne
,

e
in

edilizi,

loro diverse forme

avvicinandosi al sagrifizio

e struttura, origine, uso, celebrazio-

silenzio e meditazione orale: dice segretamente ut menni ac veslrum

ne del

sagrifizio

relative

notizie

avendo parlato

agli articoli

Altare,

sacrificium, per
del

non
al

trattenersi

pi

dovere rivolto
,

popolo; lo che
il

terminato
Suscipiat

divotaraente

popolo

Cappella, Chiesa, Messa ed in altri, solo qui aggiungeremo analoghe erudizioni primieramente notando
;

per l'assistente genuflesso

risponde:

col

Maeri, che Oratorium negli or-

Dominus
tuis

sacrificium

de

dini

romani

fu

chiamato anche
scrittore
si

il

manibus

ad laude ni et gloriam nominis sui, ad ulililalem quoque nostrani totiusque Ecclesiae suae sanctae.

Genuflessorio [Vedi); e con Agnello

Ravennate

del

secolo

Indi

il

celebrante risponde Adel

men. lu mancanza
assistente
stesso
si

ministro

che risponda, il sacerdote dicendo: Suscipiat Dominus sacrificium de manibus meis in vece di tuis, ec. stanrisponder,

denominaropiccoli Orano Monasteri [Fedi) torii, anzi allorch furono ridotti a parrocchia, circa il secolo X, ritennero impropriamente l'anteriore denominazione. Avvertiremo altres che ai propri articoli tenemmo proIX, che anticamente
i

do eretto e nel mezzo dell' altare colle mani giunte e con voce sommessa. V. il Missal. Rom. par. 2,
tit.

posito degli antichissimi e primi oratorii

eretti

dai

fedeli
le

nei

primordi

della

Chiesa per

sacre

adunanze
uffizi le

7, rub. 7.

e celebrazione de' divini vin sagrifizio,


secuzioni,

e di-

Legatus, Nuncius. Ambasciatore, nunzio o messo. V. Ambasciatore, Diplomazia, Legato, Nunzio, Ministro. A Palazzo Apostolico
si

ORATORE,

non solo per

per-

detto della
di

parte
esso

di

palazzo e dei donativi


stibili

commein

che
gli

ricevevano

da

Roma

oratori de'sovrani e delle

repubbliche.
quegli, che
dire,
fa

Oratore s dice anche ammaestrato nell'arte del pubbliche dicerie, chiamansignifica

anco per la credenza della presenza di Dio in ogni luogo, onde ne formarono nelle Catacombe e Cimiteri, prima delle pubbliche chiese, ed i Pontefici in detti oratorii vi celebravano, predicavano, battezzavano, ordinavano , e vi facevano tutte le altre funzioni pontificali.
si

ma

Egualmente
di

a'

loro

luoghi

parla degli altri primitivi orato-

dosi oratoria l'arte di parlar bene.

rii,

come

quelli

delle Chiese

La-

Oratore sacro
persona

Predicatola

teranense,

Vaticana o
o

altre chiese.

re [Fedi). Dicesi

inoltre oratore

Inoltre distingueremo meglio


torio pubblico

l'ora,

che

domanda

grazia

con

piccola

chiesa

ORA
]'

ORA
dometratta-

4c
Israele
oratorii

oratorio privato o cappella

Maspha
di

fu celebre luogo in

stica.

Di questo argomento
i

preghiera.

Gli

che

gli

rono: Gio. Leonardo Venser,


taribus portalilibus, Jenae

De

al-

ebrei avevano in Alessandria, erano

695. Jo.
do-

Baptista Gattico,

De

oratoriis

meslicis et de usu al'aris porlalilis

accompagnati da un bosco sacro ; generalmente gli oratorii degli ebrei erano cortili aperti, simili ai recinti
o

fuxta veterem ac recentem Ecclesia e dhciplinam ecclesiasticorum, seculariitmaue virorum singula jura et
privilegia

forum

de' latini.

L'oratorio pubblico o piccola chiesa,

quanto
e

alla

struttura dev'essere
sol

compleclentem
.

Bergomi 1 75 1 Luigi Assemanni, Comment. theol. canon, crii, de oratoriis publicis


1746;
et
et

Piomae Giuseppe

semplice e di una

nave, di laralla
si

ghezza

altezza

conveniente
Alla

condizione del luogo.


costruisce
riente, e
la

testa

cappella rivolta all'ola

domesticis,
col

Romae
Tractat.

stamp
Jos.

1766. Lo ricanon. Just,

rimpetto
:

porla

e cos

la -finestra

dall'

opposto lato della

de Bonis,

De

oratoriis publicis

sacristia

si

edifica

un

piccolo

cam-

1761, e con la diss. postuma del p. Fortunato da Brescia, De oratoriis domesticis. Ne d un cenno i' Effemeridi di Roma del 1780, anno in cui fu in Milano stampata l'opera con questo titolo: De oratoriis priva tis commentarius

Mediolani

panile ddlerente dal parrocchiale con

una
zione

sola

campana.

Ma
ne

sulla costru-

degli

oratorii,

di

diversi
il

bellissimi e sontuosi

tratta

eh.
in-

milanese Annibale Ratti, valente

gegnere architetto
tante
raria,

civile,

nell'impor-

dotta

opera

artistico-lette-

ad recentium constitntionem [Magna cum animi, di Benedetto X1Y, diretta


al

che a mia confusione e singolare onore co' modi pi lusini

primate e vescovi
gli

di

Po-

ghieri

si

degn

intitolarmi

Trat-

lonia contro
privati
et

abusi degli oratori!

tato teorico-pratico

per

V erezione
di-

nelle case de' laici)

normani,

de' sacri templi con brevi cenni storici,

ad confrmandam pua fura in traclatu

etiam pratei-

Milano 1846.
riguardati

A Cappella

de oratoriis publicis exposita accomodalus. Finalmente premetteremo un cenno


sugli

cemmo
di

dell'origine degli oratorii, e

quelli
Il

per chiese pub-

bliche.
dissert.

Muratori
delle

parlando

nella

oratorii
i

degli

antichi

ebrei.

64
delle

parrocchie e pievi,
parrocchiali
col

Quelli

quali

dimorando

troppo

nome
be
si

chiese

di

lontani dal tabernacolo o dal tempio, non potevano andarvi in ogni tempo, fabbricarono de' luoghi chiusi

campagna, perch
posta sotto

nome

di ple-

disegn gi l'unione de' fedeli Ja cura d'un sacerdote,


le

sul

modello

di

quello

dell'altare

ed
fino

anche

diocesi

asserisce

che

degli
i

olocausti, per ivi offrire a

Dio

dal secolo

IV s'incominciarono
sieno

loro omaggi, e con

vocabolo gre-

a fabbricare, oltre dette chiese parrocchiali, gli oratorii o


pelle
in
villa

co furono chiamali proseuche3 cio preghiera ed oratorio, mentre nelle

cap-

per

comodo sovente
che
ora abbiamo

grandi citt era n vi sinagoghe , luoghi destinati alle adunanze degli ebrei.

delle

persone ricche, piuttosto

del

popolo, dei quali

In questi luoghi ordinariamenle

te

non eranvi proseuche,

quali
citt:

abbondanza. Col tempo questo uso pass nelle stesse citt, gareggiando
particolarmente
i

tuttavia esisterono in alcune

grandi per

avere

42
l'oratorio
in

ORA
casa,

ORA
fine
di
farvi

a
il

pubblici,

nella

maggior parte appardi straniere


ai

celebrare la messa,
si

che tuttavia
consue-

tenenti ad arciconfraternitee confraternite


di

pratica

per antichissima

anche

nazioni,
chiese
de' pi

tudine. Anticamente ancora

furono
,

che parliamo

loro articoli, cio

fondati degli oratorii

pubblici

ed

de' principali, cos di quelle

alcune delle cappelle private cominciarono a servire per comodo del


popolo, specialmente
la

che ne hanno, e di
in.signi

quelli

luoghi

pii,

come

il

Monte

plebe,

allorch

concorrendovi riusciva troppo

di Piet. Altrettanto dicasi degli oratorii

notturni del p. Caravita, del


si

incomodo l'andare

alla

molto

lon-

quale

discorre a Collegio roma-

tana parrocchiale. Anzi tolta ancora la necessit, si fabbricarono per


le

ko ed

a Missione; de' Filippini [Vedi)


si

con Oratorii sacri, de'quali


Musica, sacra, e nel

disse a

citt

simili
al

oratorii, ne' quali era

1785
libro

fu

stam-

permesso
udire
di
tali

la

popolo d'intervenire per messa. Ma poich a' tempi


si

pato

in

Roma
di

il

degli
s.

Edella
della

scrcizi

dell' oratorio
s.

di

Filip-

Pipino re d'Italia
oratorii
egli

lasciavano

non pochi andare

di

po

IVerij

Girolamo
chiesa

Carit (Fedi);
di

della

una legge perch fossero restaurati, quantunque non necessari, mentre essendo stati edificati ad onore di Dio e per comomale,
fece

congregazione della Missione (Vedfyj


s.

Maria

del Pianto dell'arcicon-

fraternita della

Dottrina
pel

cristiana

(Vedi), aggregato a quello


rio del
delle
si

dit del popolo, era decente che

si

p.

Caravita

primagodimento
conces-

conservassero con propriet.


oratoiii

Siffatti

indulgenze e privilegi

erano in potere de' laici che li governavano a mezzo di qualche chierico amovibile, e siccome erasi
introdotto
il

Papi; altri quattro notturni oratoiii sono stati istituiti dal cardinale Leonardo Antonelli, che li
dai

cattivo

grandi contribuivano
alle parrocchie,

costume che le decime non

associ a quello del p. Caravita, nel

ma

agli oratorii fon-

dati nelle loro possessioni, nell'8


i

55
ac-

I7g5, sotto la direzione del pio e benemerito sacerdote Giuseppe Marconi, ai Monti, a piazza Barberini
nella chiesa degli scozzesi, in Trastevere, e a Pupetta, poi trasferito in
s.

padri del concilio di Pavia ricorli

sero all'imperatore Lodovico


ci

ne levasse l'abuso; non potenpredicare,


penitenti e amministra,

Maria
te

della Pace.
,

Il

sacerdote con-

dosi allora negli oratorii


riconciliare
i

Fioravanti
istitu

morto

vescovo
nella

di

Rieti,
s.

1'

oratorio notturno di Citt par-

re

la

ss.

Eucaristia

tranne

circola

stanze

particolari.

necessaria

Angelo Leonina ;
roco di
s.

ai
il

corridori

canonico Cardoni
in Pescarla,

benedizione dell'oratorio

pubblico,
la

Angelo

morfran-

onde
la

si

possa
si

celebrare

quale

fa dal sacerdote

messa de listola
il

to in Corsica
cesi,

deportato
in in

dai
s.

apr

un oratorio

Maria

cenlia

episcopi,

vestito

di

in Viucis, poi trasferito

s.

Omo-

piviale bianco, di che tratta

Ri-

tuale rom.

Rilus benedicendi
il

novam
sa-

ecclesiam;

Diclich

nel

Diz.
;

bono, per non dire di altri oratorii notturni. Di questi, incominciando dalla pia istituzione notturna dell' 0spizio di
s.

cro
nel

lilurg.
voi.

Chiesa nuora
p.
vi

noi

Galla, parla

il

Costanzi,
I,

XI,

2 38 del Dizionario.

L' Osservatore di
e
seg.,

Roma

t.

p.

208

In

Roma

sono molti oratorii

come

delle pie opere e pre-

ORA
diche che
vi
si

ORA
andarvi
segno
di egli

43
celebrarla
in

praticano con molIl

stesso a

to vantaggio spirituale.

p.

Pietro
al p.

riconciliazione.
dissert.
i

Dal mede56, abbiare

Caravita o Gravita, succeduto

simo Muratori,

Promontorio altro gesuita, a cui si deve nel 1606 la primaria origine


dell'oratorio
della
ss.

mo

generale detto del

p.

Caravita,

Comunione come

propagatore insigne di s utile opera pia, meritamente stimato il

ed altri minori principi edificarono nel proprio palazzo, oratorio o cappella ove loro cappellani salmeggiavano giorno e notte, e tale uso lo crede
i

che gl'imperatori,

padre
di

di

tutti

gli

oratorii

notturni
e di

incominciato da Luitprando re dei longobardi , e dai re di Francia


della

Pvoma, e moltissimi
vi

di essa

prima

stirpe lo reputa

il

To-

altre citt e luoghi

furono

ag-

gregati.

mass'mi introdotto: ci fu fitto affinch i principi pi comodamente


assistessero
al

L'oratorio privalo
mestica nelle
quello che serve

cappella dos'

culto

divino e alle
la

abitazioni,
all'

intende

ore canoniche con


glia.

tutta
si

fami-

uso di qualche

Palatino
la

citato

quan-

casa particolare, e che

non ha

al-

to riguarda

cappella palatina di

cuna porta
ossia
1'

sulla

strada

pubblica,

alcuni sovrani. Essendo nati degli a-

ingresso
tutti.

indifferentemente
Gli
oratorii pti-

busi

in

questi oratorii privati,

con

permesso a
"vati

furono
;

in

uso anche ne* tempi

antichi

essendo tradizione costante

che debbono celebrarsi in chiesa, concilii ed i Papi emanarono provvidenze. Il concilio


farvi quelle funzioni
i

che

s.

Pietro abbia celebrato in ca-

di

Agde

del
gli

5o6 decret
oratorii

potersi

sa di

me
JNei

ci

Pudenle senatore romano, coassicura anche il Baronie

permettere
quelli

privati

per

che sono

lontani

dalle par-

primi anni del IV secolo, s. Saturnino ad onta del divieto di Diocleziano, celebr in casa di Ottavio e lo afferma Ruinart; ed il I.ambertini, poi Benedetto XIV , Della s. Messa sez. I, cap. I, affer-

rocchie, per

comodo
portare

delle

loro fa-

miglie;

ma

ne' giorni solenni


in
citt

comano
assi-

d doversi

stere ai divini

uflizi alla

parrocchia,

cio nella Pasqua, Natale, Epifania,

Pentecoste,
altre feste
gli

s.

Giovanni Battista ed
i

ma
fu

che

s.

Ambrogio dopo
in

la

me-

grandi. Dispose pure che


quali in detti giorle

t del

IV

secolo, essendo

Pioma,
a dir

ecclesiastici

invitato

da una nobile matrona


in

ni

ardiranno celebrare
senza
la

messe ne-

che abitava

Trastevere

gli oratorii,

permissione del
del

messa nella di lei casa ; e nel sagramentario gallicano pubblicato dal


Mabillon nel Mia. Ital.
vi l'orazione

vescovo, sarannoscomunicati.il concilio

di

Costantinopoli
proib
di

680

in

da

dirsi

364, nella messa che


t.

I,

p.

Trullo
oratorii
la

battezzare

negli

domestici, n di celebrare

celebravasi

in

domo
d'un
si

atjuslibet.

11

liturgia
11

senza

la

licenza del velib. 6,

\escovo di Siracusa non volle rice-

scovo.

ven.

Beda

nel

cap.

vere

l'oblazione

veneziano,

della Storia

n permettere che
rio
I

celebrasse mes-

sa nella di lui casa;

ma

s.

Grego5, l'e-

lamenta che al suo tempo i magnati non andavano alla chiesa, che per pregare e sentir
si

con

l'

episi.

43,
la

lib.

la

predica, finita la

quale partivala

sort a

ricevere
si

l'oblazione,

a la-

no,

mentre ascoltavano

messa

sciare che

dica

messa, anzi di

ne' loro oratorii privati. Sugli

abu-

44
si

ORA.
degli oratorii
si

ORA
nel secolo

privati,

dere

JX
di

querel
par.

il

santo

arcivescovo
il

Lione Agobardo,
I,

presso

To-

\i, 95, n. Discipl. Il concilio di Salisburgo nel 4^0 proib di celebrare nelle cap-

massini,

cap.

permesso di celebrare negli oratorii privati o cappelle domestiche, al modo detto a Cappella. Dallo slesso Lambertini si narra che il Papa accorda agli oratorii
il

privali

la

facolt

di

celebrare

la

pelle private, senza che


ni
si

cappellaarcidiaco-

messa, eccettuati per alcuni giorni


e particolarmente quelli di Pasqua,

sieno sommessi
slesso

all'

Lambertini aggiunge doversi ih' regola canonica non celebrare la messa che nelle chiese
no.

Lo

Pentecoste e Natale;
di

ma
casa

a cagione

malattia, acci

gl'infermi

che
re-

non possono
stino senza

uscir di

non

eonsecrate o

ne' luoghi
si

ne' quali
celebri
;

il

vescovo permette che


giusta la

corrente

disciplina,

nelle

messa ne' giorni pi solenni, si permette dal Papa ad essi di sentir la messa anco in quel
Natale.

o benedette dal o con di lui permissione benedette da un sacerdote, o per privati o privilegio negli ora tori
chiese

consacrate

giorno nell'oratorio privato e tre nel

vescovo,

Le

pontificie concessioni poi

prescrivono
disfare al

da

chi
in

si

pu
,

sodla
sie-

precetto

ascoltare
privati

nelle cappelle domestiche.


lio

Il

conci-

messa

negli

oratorii

di

Trento

lev

ai

vescovi ed
di

no

parenti, amici o persone di ser-

ordinari la

facolt

che aveano

vigio.

Ai

missionari

apostolici

poter concedere agli altri nella loro in casa, diocesi l' oratorio privato

per celebrare in esso le messe, restando per illeso il privilegio dei vescovi di poter avere nelle loro
abitazioni l'oratorio privato e di potere in esso celebrare e far celebrare
la

Papi concessero gli altari portatili con maggiori o meno eslese facolt, luoghi e le circostanze. secondo A Cappella pure dicemmo come
i

debbono erigersi gli oratorii e come debbono essere forniti. De'suoi vedere il requisiti canonici si pu
Ferraris in Bibliolh. t verbo
riun n.
6.
Il

tile

messa, cio l'uso dell'altare portao pietra consagrata: egual privi-

Oralosi

luogo dove
,

vuole

legio lasci intatto ai cardinali

quantunque non sieno vescovi. Di qualche restrizione comandata da Clemente XI sugli altari portatili, onde eli-

erigere

deve essere un oratorio chiuso almeno da tre lati, decentemente adorno e ben fornito di tutte
le

suppellettili

necessarie al sa-

minarne
cessive

molti abusi e delle suc-

grifizio

della

messa, non che libero


tutti
gli

dichiarazioni d' Innocenzo XIII e Benedetto XIII, riguardo ai vescovi cardinali, si parl ad Altare portatile, cio se ne permise
1'

e segregato da
stici
;

usi

oude sopra
o altre cose

di

esso

ritenersi alcun

letto

ad
t.

domenon deve dormienleti.

dum
il

profane. Vedasi

uso solo nelle loro abitazioni sla-

Sarnelli, Leti. eccl.

IV,

45:
de-

bili,

lemporauee
privilegio
i

d' alloggio.

Della celebrazione negli oratorii privati,

Lo

stesso concilio di
al

g aveano

Trento deroche di tale altare abolendolo per regolari,


Al solo
l'uso,

in cui dichiara e spiega

il

creto di Clemente
case de'
in
laici

XI

parlare delle

e degli oratorii privati

g' insorti

abusi.

Pontefice

esse conceduti

per indulto apointrodotti a-

fu riservato accordare
pliarlo

questo,

am-

stolico, ne'quali

eransi

a chi u ha

e conce-

busi per parte de' vescovi e de' re-

ORA
golari
le
si-

ORA
le

45
romanae
;

privilegiati

e che

cappel-

stituzione Sacrosanctae
clesiae, de' 10

ec-

degli

episcopii
i

non sono compreoratorii priil

maggio

16 13, Bull.

sotto

decreti degli

Rom.

t.

V,

par. IV, p.

294

e gb' as

vati,

tua

godono
pubblici,

privilegio degli
quelli

segn per preposito generale


re con

Io stes-

oratorii

come

dei

so fondatore. Intese egli di stabili-

Di questi parlai a Palazzi di Roma, e il cardinal de Luca ne discorre nel Cardinale pratico non solo vi p. i52, dicendo che soddisfano il precetto della messa famigliari, ma anche quelli che
cardinali.
i

questa

congregazione

una

societ di

ecclesiastici,

che ritenen-

do
la

1'

povert e

uso de' loro beni, praticassero professione facessero


benefizio

di attendere ai sacri ministeri, sen-

za imbarazzarsi in alcun

pu brare un' ora avanti o dopo

non

lo

sono;

che

vi

si

cele-

o impiego presso
sa,
a'

prelati della

Chie-

della

quali

raccomand
tenore

loro di sta-

permessa, e generalmente
fare
pelle de'vescovi.

vi si pu quanto permesso nelle cap-

re uniti

dell'obbedienza

promessa ai medesimi quando furono ordinati. Decret che in questa

ORATORIO,
Filippini.

Cowgregaziose. V.
DI

congregazione
persone,
le

vi

ta di

le

fossero due sorune come incor-

OPiATOPiIO, Co>GREGAZION'E
Francia o
tu

porate,

altre

come solamente
le

ag-

di

Ges Cristo.
di

L'isti-

gregate, e che tra


gesse
il

prime

si

elegle

Pietro Berulli (F'edi) parigino,

generale,

impiegandosi
degli

molte persone distinte pel loro rango e piet, fra le quali s. Francesco di Sales, il ven. Cesare de Bus, il p. Coton gesuita, ed il cardinal de Retz o Gondi suo vescovo, per formare degli ecclesiastici ben penetrati dallo spirito del loro stato, ed in memoria delle orazioni fatte da Ges Cristo, mentre si degn di vivere tra gli uomini vestito di carne umana, onde poi membri della congregazione iu ispecial modo onorarono 1' infanzia, vita e morte del medesimo, ed anco della santissima sua Madre. Form questa conper consiglio
i

aggregate per un tempo determinato nella


clesiastici.

vita e

costume
volle

ec-

questi

plicassero seriamente,

che si aponde ordin

che non s'insegnassero n le umane lettere, n la teologia, bench poi derog a tal prescrizione. INon si
stabil
il

alcuna

regola, volendo che


la

generale governasse
la ai

congregaalle per-

zione secondo
sone.

sua prudenza, a-

vendo riguardo Bench il


sua umilt
si

tempi e
Berulle

p.

per la

nascondesse, fu impie-

galo in

affari

importantissimi, e nel

1627 creato cardinale da


to
di

Urbano
fat-

Vili, che lo dispens dal voto

gregazione di preti

secolari,

che fu-

rono

detti

oratoria/i,

sciolti

da

o-

gni voto,

ma

viventi

in

comunit,

con praticare nelle


le

loro case tutte

funzioni solite farsi dai regolari.

non accettare alcuna dignit, suoi orNon rallent egli puuto dinari esercizi di piet, e santamente mor a' 2 ottobre 1629. Furono fondale in Francia e nei Paesi
i

Le
1
1

diede principio

nel

1611

agli

Bassi

molte case di questa congrestese delle


lei

novembre in Parigi, nel sobborgo di s. Giacomo, e Paolo V l'approv ad istanza di Maria de Medici

gazione, Che poi


nelle quali
i

regole

di

alunni dichiara-

vano

di

non

essere religiosi,

ma

sol-

regina di

Francia, con

la

co-

tanto preti congregati,

soggetti ini*

46
mediatamente
ov'erasi
la

ORk
ai

ORA
tolo
tra

vescovi de' lunghi

per essere

ordinato.

In

un'al-

stabilita, congregazione e eh' eglino erauo uell' ordine della

gerarchia ecclesiastica,

adempiendo

assemblea generale gli oratoria* ni dichiararono che la congregazione non formasse corpo, e che perci fosse libero ad ognuno l'uscirne sempre a piacele. Siccome fino dal principio questo istituto puramente ecclesiastico o sacerdotale, si vide pieno di giovani, il p. Berulle sti-

quanto loro veniva imposto dai curati,

come

cappellani delle loro par-

rocchie.

cipio
la

Questa congregazione sul princonform in molte cose alsi


congregazione dell'oratorio fonRoma da s. Filippo e per-

bene

di
in

data in

esercitarli

prender de' collegi per qualche impiego, laon-

ci detta e Filippini [Vedi); e fin-

ch visse il cardinal Betulle fu conpadre che superiore, siderato pi n si pens a compilare alcun re-

de una gran parte di loro case consist in collegi ebbero pure molte
;

parrocchie unite alle case, ed alcu-

golamento, riguardandosi come padrone e oracolo della comunit.

ne con ricche rendite. Scopo della congregazione fu pure l' istruire nei
seminari,
sioni,

di predicare,

far

mis-

Dopo

la

morte

dell' istitutore,

la

di

confessare e di attendere
le

congregazione prese una nuova

for.

generalmente a tutte
scovi.

funzioni del

ma

di

governo, poich

nel

a-

sacerdozio sotto l'obbedienza de' ve-

gosto

i63i radunatesi
lui

dal

p.
le

Concase

dren di
in

successore tutte strada


s.

in quella della

Onorato
di

Parigi,

madie

delle altre,

vennero
voti

tutti nel

sentimento

connon
di

Bench g' individui non facevano voti, erano per obbligali sotto pena di peccato di seguire gli statuti che si facevano nelle assemblee generali

ogni

tre

anni

essi

essere obbligati
;

ad alcuna sorte

vestivano con abito nero proprio dei


sacerdoti.

che

la

suprema
e che
il

autorit ap-

L'istituto

form fino

alle

partenesse alla congregazione legal-

ultime vicende
in
tre classi,

politiche del secolo

mente adunata,
in ogni

p.

generale

passato, da ottanta case distribuite

ch'era perpetuo, dovesse uniformarsi


cosa alla
il

ciascuna
titolo

delle

quali

pluralit de' voti,

teneva un

visitatore,

e tutte e tre
gepp.
fondi

non valendo

suo
sui

che

per

due.

un capo
nerale.

col

di preposito

Fu
rit

limitata ancora la di lui

auto-

Si

distinsero

in esso

temporale
gli

gregazione, e
sistenti

beni della confurono dati tre asbisogno, e che


il

Condren
1'

e Bourgoing che tennero


del generalato

uffizio

dopo

il

colle
il

facolt bens di accreal

datore, di

gran piet
p.

e autori

scerne

numero

opere.

Il

Gio. Battista Gault, ze11

questi avessero con lui


cisivo nelle

voto de-

lante vescovo di Marsiglia.

p. le

deliberazioni delle cose

Jeune
lasci

si

consacr

alle

missioni e

temporali, dovendosi ogni anno presentare


i

conti al visitatore.

Statuii

per tutta la Francia luminose tracce de' successi di sue apostoliche fatiche
:

rono eziandio

che

quelli

quali

si

hanno

di

lui

avessero potuto farlo, pagassero al-

cune pensioni senza aver alcun riguardo ai servigi che prestavano ; e che ninno fosse ammesso nella congregazione, se non avea un ti-

molte opere e sermoni. Il p. Olier che fond in Parigi il celebre seminario di s. Sulpizio, era stato discepolo del p. Condren. L' ora to-

nano

p.

Eude, imitatore

dello spi-

ORA
rito

ORA
quelle nella
esaltazione
del

del

cardinale Berulle e del sucla

47 nuovo

cessore, istitu
gli

congregazione de-

Pontefice; molte
lari
fie

di queste

partico-

Eudisli e della

Madonna

della

orazioni alle
le

rispettive biograil

di alcune opere mor a Caen li 19 agosto 1680. Il p. Bernardo detto il povero prete, mori iti odore di san-

Carila:

autore

accenniamo, e meglio
il

No-

di

piet, e

vaes nelle sue Vite, e con pi diffusione

Cancellieri

ne' Possessi.

Nelle

traslazioni
si

de' cadaveri

dei

tit

ed

insti tu

in

Parigi
i

il

semina-

Papi eziandio

no

de' trentatre.
i

Tra

dotti oratoi

pronunziarono orazioni funebri, come pure talvolta


pei loro anniversari.

sono pp. Malebranche, Morino e Tornassi no,


riani

pi

rinomati

Nella
i

prima
cardi-

congregazione
nali

generale che

come
dasi
il

rilevasi
p.

dalle loro opere.

Vedegli
al-

da Latera, Storia
3, p.

tengono Papa, come

dopo
dissi

la

morte
voi.

del
p.

nel

XVI,

ordini par.
l'

198; Bergier

292

del Dizionario,
si

dai

medesimi
dotti per-

articolo

nanni,
P-

Oratorio ; ed il p. BoCatalogo degli ordini par. I ,


J^.

per voti
scovi,

deputano due

sonaggi, ordinariamente prelati o ve-

46.

uno per l'orazione


Pontefice
sia
il

in

funere

ORAZIONE.
sa,

Preghiera, MesUffizio divino, Genuflessione.

ed elogio del qualora non vi


per l'orazione

defunto,
altro

suo cardinale
1'

ORAZIONE
ter NOSTER.

Domenicale. V. Paper
l'elezione dei

nipote cui spetta nominarlo,

ORAZIONE
stume

Pontefici, ed Orazione
Papi. Antichissimo
di
il

funebre pei
lodevole cova-

pronunziare da due
in

idioma latino 1' orazione o elogio funebre pel defunto Pontefice, onde celebrare le sue
lenti oratori

de eligendo sununo Ponti/ice, cio per la ottima scelta del futuro Papa. A tal uopo gi i cardinali con ischedula sono prevenuti che debbono procedere alla nomina di due oratori con queste parole. Dcputantur duo viri eruditi, quorum prirnus pr oratione lui-

virt e fasti del pontificato

e l'o-

benda
cia;

in

tandem

defuncli Pontifi-

razione per

l'elezione
si

Papa
agli

in

cui

suole

nuovo rammentare
del

elettori

la

gravit del negozio


universale, le sin-

1'

espettazione

ed eccellenti virtuose qualit che sono necessarie a chi deve elegolari


varsi
ci
alla

cattedra apostolica, e pernella scelta


di

che debbono mirare


la

del soggetto

sola gloria

Dio
paallo

1'

utilit della

Chiesa universale,

seeundus pio sermone in missa Spirilus Sancii de eligendo summo Ponlifce. Queste orazioni si recitano o leggono dai destinati nella cappella del coro della basilica Vaticana ne Funerali (Vedi), Novendiali [Vedi) che i cardinali e tutti quelli che hanno luogo nelle cappelle pontificie fanno al Papa morto, cio la funebre dopo la nona messa novendiale, e quella
d'i

onde dare ad
store ed
stato.

degno essa un un provvido principe


le

dell'
la

elezione nel

seguente dopo

messa dello Spi-

Ambedue
;

orazioni
in

si

sola

rito

Sauto, che
i

celebrasi

onde insuccessore
se l'o-

gliono pubblicare

Roma
che
si

con

vocare
l'

lumi del divino Spirito per

stampa cosi quelle in gran numero in


del
gli

fanno
parti

elezione di

un

degno

diverse

del

principe degli

apostoli;

mondo

nei funerali de' Papi che


le

ratore
chetto,

vescovo vestito di rocpiviale

celebrano

diverse chiese, e

amittOj

nero

nelle

ORA
l'eil

ORA
prelato
;

orazioni funebri, e in quelle per

lezione rosso, e mitra semplice bian-

ca di tela; se semplice
rocchetto,

in

cappa e berretta
sottana veste
in

se

prete semplice sul rocchetto se ne ha


l'uso,

Novaes ne profitt ampliandolo di molto e formandolo con miglior ordine. Molte orazioni funebri dei Papi si trovano nella raccolta Orationes clavorum hominum, Venezia
:

o sulla

la

cap-

Padova
Delle

un alla berretta. L'oratore del sermone de eligendo riceve cento scudi dalla camera apostolica. Di tutto parlammo nel voi. Vili, p. ig4 del Dizionario ed altrove, come a Conclave ed

pa

prelatizia

Parigi

Colonia 1 55g, 1377, Hanau 161 3.


quelle che
si

i56o
an
al

orazioni funebri degli

tichi,
tri

di

fanno per
le

sovrani e personaggi, e di quel

le

ch'ebbero luogo per


altri

elezion

di

principi
regolari,

e dignitari, o su

Elezione de' Pontefici. Anticamente,

periori

ne parliamo

a' lo

come
cap.

ha dall'Ordine romano XV, presso Mabillon, Mus. hai. t. II,


si

ro luoghi: nel 1723 in Torino ven

14.6,

si

facevano

le

orazioni

funebri ogni giorno dopo la messa

ne stampato, Degli elogi funerali ragionamento ; nel i843 in Parigi si pubblicarono: Oraisons funebre s de
Bossuet,
logio
to,

da quel
lebrata, e
le

cardinale

dopo

la

che nona
di

l'

avea cecardinadel
ser-

Flechier, Massillon,
et

Ma-

il

scaron, Bourdaloue,

Laure. L'e-

oltre

il

discorso

elogio
il

funebre ha un doppio oggetalla

Papa

defunto, faceva ancora


sulla sollecita

quello cio di proporre all'am-

mone
nali

e santa elezioi

mirazione,

riconosceuza,

alla

ne del successore,
pilazione e
recita

qualora
di tali

cardila

emulazione,
zione,
le
si

almeno
i

alla di

imitacolo-

non avessero commesso

com-

virt e

talenti

orazioni

ro che

distinsero

ne'primi ordini

logia.
sert.
ci

ad alcun prelato o maestro di teoIl Novaes nel t. I delle Dis~


alle vite de' Pontefici a p. 2
l'

della societ, e al
fare intendere agli

tempo

stesso

di

uomini di qua-

5o
p.

lunque grado
lit

e condizione la nul-

Appendice I:

degli
;

oratori

delle grandezze
in

mondane,

nel
alt>i-

dell'esequie

de' Pontefici

ed a
per
1'

momento
l'altra

272 V Appendice II:


zione de' Pontefici.
stratto,

Biblioteca dei
elee-

vita.

l'uomo passa Laus defunclorwn,


cui
est.

conclavi e delle orazioni

ventium exhortatio
ni

Polibio lod

Ne faremo P
le

senza

riportare

edizioni

titoli

delle orazioni

per brevit,

ed enumer l'utilit di tali oraziocon espressioni degne di lui ; i due Pontani fra' moderni ne enco-

essendo state stampate a parte o con altre opere, unendoci qualche analoga erudizione ricavata dalle
Vite de Pontefici dello stesso autore e da altri, con aggiungervi eziandio quelle pei Papi del secolo corrente.

miarono
orazioni

l'istituzione.

L'uso

delle

funebri

assai

antichissi-

mo,
egizi,

sembra
che

incominciato

dagli
severi,

nel

erano

assai

Monsignor

Galletti nella let-

poich vollero che il gran sacerdodelle esequie de'loro sote prima vrani, esponesse in pubblico le azioni
del defunto,
s

tera a Federici, premessa all'Ornilo

virtuose che

vi-

funebris pr Julio II, Rotuae 1777, produsse un catalogo degli oratori

ziose, e se le

prime superavano
il

le

seconde
sepolto

gli

facevano

solenne

fuini

che nelle pontifcie


diali

esequie novenfunebri, ed

nerale, altrimenti
il

ne lasciavano

fecero le orazioni

cadavere inonorato. Tra

O II
greci
del

A
aquitano
di

ORA
carmelitano.
nel
nel

49
Ne' funerali

uno de'pi prossimi congiunti morto pronunziava l'orazione


:

Urbano VI

funebre
lone

alcuni

pretendono che Soe Pericle recit


periti

nifacio

IX

i38g e di Boi44 furono profunebri


in

fosse

l'introduttore di questo
;

nunziate
tutti
i

nove

orazioni

costume
l'elogio

tra' greci

giorni de'novendiali. Nell'ese-

funebre

de'guerrieri

quie di Eugenio
tore
vita,

IV

nel

447

l'udila

nel

combattimento delle Termopiromani, Proculo in Roli. Presso ma pel primo disse le lodi del dei

di

rota
il

Malatesta ne

lod

cardinal Parentucelli n'en-

comi

funto

Romolo

in

pubblico,

promo-

qual fu Eugenio IV,


gli,

vendone a pi potere
ne, e l'ottenne. blicola

la deificazio-

primo dichiar il secondo insinu qual successore si dovea darla


il

morte;

Poscia Valerio Puil

e fu lui

col

nome
l'

di Nicol

V;

disse le lodi presente

ca-

cio

uno

disse

orazione funebre,

davere
schi;

del

collega

Giunio

Bruto,
gli

l'altro quella

per l'ottima elezione.

ucciso nella guerra contro

etru-

Roma
lodi

da quell'epoca si continu in a rendere questo tributo di


tutti
i

grandi uomini roma-

Abbiamo anche V O ratio ad cardinalem pr electione Pontifice post morleni Eugeuii IV, di Poggi noteremo che un Carlo Poggio fu se:

ni, ordinariamente da un parente, che salito in ringhiera, dolente e con voce melanconica e sommessa pronunziava il laudario funebris del

gretario di
ciolini

tal

Papa; Poggio Brac-

esercit l'uffizio di segretario

apostolico con Bonifacio IX, Innocenzo

VII,

defunto,
ni

rammentando
si

le

sue azioIndi

pi memorabili e gloriose.

Gregorio XII, Alessandro V, Giovanni III, Martino V, Eugenio IV e Nicol V. Ne'funerali di Nicol

XX

in

Roma

rese questo ufficio

ono-

revole anche alle donne, in

ricom-

V fecero l'orazione mo giorno Nicol


niano
di

funebre, nel pri-

Palmerio agostie poi

pensa degli
tribuire
galli,

offerti

gioielli

per coni

vescovo di Catanzaro

alla

somma
prima

ch'esigevano

d'Orte, ed in altro giorno

Giacomo
III

per ordine del senato; e Pafu


la

Portogallo
In

vescovo d'Arras poi


quelli
di

piria

che godette di
poscia
si

cardinale.

Calisto

quel

privilegio.

In Italia

gi

perpetu l'uso delle orazioni ed elofunebri, ed anche ne'bassi tempi,


e
col

pronunzi l'orazione funebre Giannantonio Campano poi vescovo di Cortona e di Teramo. Nell'esequie
di

rinascimento delle lettere per non dire di


la

ri-

Pio

II

il

medesimo vescovo Caml'

nata l'eloquenza s'ingentilirono queste

pano
in
i

fece

orazione funebre forse

lodi

altri,

si

in Siena, poich in quelle celebrate

vuole
bre

che

prima orazione funeda' francesi


nelle loro

recitata

chiese, fu quella pronunziata nell'ab-

bazia di
le

s.

Dionigio pel contestabial


i

Ancona ove mori, la recit tra due ultimi cardinali diaconi Cristoforo Moro doge di Venezia si ha pure di Domenico de Dominicis
:

du Guesclin,
il

quale Carlo

VI

veneto
forse

vescovo

di

Brescia, Oralio

fece rinnovare

funerali nel

i38f),

habita in funere D.
dinali
11

Papae
che
s.

Pii II,
i

ed
sul

vescovo d'Auxerre celebrante


le

negli altri funerali


gli

car-

pulpito ne disse

lodi.

celebrarono in

Pietro.

Morto Clemente VI nel 1 352 in Avignone, l'encomi con dodici orazioni

cardinal

Ammannati

detto di Pa-

via,

fece l'orazione ai

cardinali

per

funebri,

s.

Pietro

Tommaso

l'elezione del successore, in

cuisplen-

VOL. XLIX.

5o

ORA
il

ORA
defunto.

didamente encomi
funebre

Nei

zione funebre

funerali di Paolo II disse l'orazione

rado
di

suo famigliare CorVecerra patriarca gerosolimiil

spagnuolo,

Fraucesco insigne teologo ambasciatore del re di


e

tano, nipote del suddetto Carvajal:

questo

si

ha

Coinitium electionis

Spagna;
lebre

Francesco de Ubertis, cepoeta cesenate, Epistola pr

eligendo

suinmo Pontifice. Nell'ese-

Hadriani VI. Nei funerali di Clemente VII fece l'orazione funebre Lorenzo Grana canonico vaticano,
mano.
vescovo di Segni, celebre oratore roIn quelli di Paolo III ele-

quie di Sisto

IV

fece l'orazione fu-

nebre Ambrogio Coriolano, famoso teologo romano, generale degli agostiniani

gantissima

ne

pronunzi

Romolo

e penitenziere del defunto;


la Perriere udi-

ancbe Guglielmo de
tore di rota, francese,
tio

Amasei oriundo da Bologna, nato in Udine, gi maestro del di lui


nipote cardinal Alessandro, poi
gretario di
se-

in

compose V O rafunere Sixti IV, recitata nel

Giulio

nono giorno per la ottima elezione, in un all' Oratio de electione futuri


d'Innocenzo Vili fu lodato con orazione di LeoPonlificis.

to differito

Essendo staper morte di Paolo III


III.

l'ingresso
nella

de' cardinali

in

conclave,

Ne' funerali

nello Clieregato nobile vicentino ve-

mattina di esso 29 novembre i549, Giovanni Beroaldo palermitano eruditissimo e vescovo di Telese
fece
1'

scovo di Concordia, Oratio in funere Innocenlii Vili P. R. ad S.

porta
si

Oratio de eligendo, come ri1' Ughelli. Di Antonio Tabo


l'

E. cardinales , Romae 1492 ; Bernardino Carvajal vescovo di Foligno poi cardinale fece V Oratio ad cardinales de eligendo Pontifice R.
e

ha

Oratio in crealione

Julius

III; pi Orazione nella creazione di Marcello II ; altra nella morie di esso, e sermone fatto per f ingresso
in conclave del collegio

Innocentio

ta in basilica

Fili demortuo , iabis. Petti, Romae 49 2


1
-

dei
re*

cardinali.
cit

Per nell'esequie

gli

Ambedue
cate

le

orazioni furono pubbli-

l'orazione
di

impresse

separatamente

colla

giani

funebre Giulio PogNovara, di rara letteratura,


di

stampa. Nell'esequie di Pio II pronunzi l'orazione funebre Domenico Crispi. In quelle di Giulio II, Tommaso Fedro Inghirami di Volcanonico vaticano, custode terra,
della biblioteca vaticana, e segretario del sacro collegio:

poi segretario delle lettere latine di

Pio IV e
ta

s.

Pio V. Uberto Foglietistorico

dotto

genovese, celebre
l'

patrio, fece
lificis

Oratio in comiliis Pon-

demortuo
di

funerali

Marcello II. Pei Paolo IV, recit l'ora-

per l'elezio-

ne

del

successore, recit l'orazione

Pietro de Flores spagnuolo, poi ve-

Giampaolo Flavio funebre abruzzese; e quella de eligendo Giumentovalo. Ne' noPoggiani lio
zione
vendiali
di

scovo

di

Castellamare

e di

Gaeta.
si

Pio IV s'ignora chi


s.

lo
fe-

Ne* funerali di Leone

non

tro-

lodasse;

per quelli di

Pio

va chi

n'

abbia fatto ne' novendiali

ce l'orazione funebre IVIarc'Antonio

l'elogio funebre;

molte ve ne sono pronunziate ne\Y Universit romana


per
l'anniversario
di

Mureto

sacerdote, e professore del-

l'universit

romana, eccellente

scrits.

(Vedi),

sua

tore francese, ed altra ne recit in

morte, che tuttora hanno luogo qual ristoratore della medesima. Per l'esequie di Adriano VI recit l'ora-

Maria
vi

Maggiore,
il

quando
il

Sisto

V
ro-

trasfer

corpo,

prelato

mauo Autuuio

Boccapadule., poi se-

ORA
Gregorio XIV. Questi disse pure l'Oratio de summo Ponti/ice creando habita in s. Pelri die 11 maii 1072. Nell' esequie di Gregorio XIII, che
gielario
di
1

ORA
1

5i

Gregorio XI

per
santa

essere

cadute

nella

settimana
il

medesimo, e di Gregorio XIV e di Paolo V. Pei novendiali di Leone XI ne celebr le gesta il sunnominato Ugoni, mentre l'orazione pr eligendo la pronunzi AlesSandro Burgi modenese, gi segrcilei

non oltrepassarono

quinto

tario

del

sacro collegio, vescovo di

giorno de' novendiali, il gesuita Stefano Tucci messinese insigne oralore,

tro

pronunzi l'elogio funebre gesuita Orazio Tursellini

l'ai-

Borgo s. Sepolcro. Nelle esequie di Paolo V recit l'orazione funebre Gaspare Palloni romano canonica
di
s.

10-

Pietro

di
in

lui
s.

segretaria

ne recit altro ne'funerali fatnel collegio romano, che per esti serne stato il fondatore proseguir-

mano

pel

suo trasporto

Maria Mag-

no
lodi
te

gesuiti

a fargli

un'orazione di

giore la disse Lelio Guidiccioni lucchese canonico della stessa basilica l'orazione per surrogargli un degno
:

nell'apertura delle scuole, molsi

successore

la

pronunzi l'eloquente
poi

delle quali

vedono stampatej
si

Agostino
t.

Mascardi di Sarzana
nella

tuttora

dura

lodevole
di

coslu-

cattedratico

romana

universi-

manza. Pei funerali


cit

Sisto

re-

Pei

funerali

Baldo Cataneo; Lelio Pellegrini di Sonniuo


l'orazione funebre
dell' universit

fece

l'orazione

di Gregorio funebre il celebre

XV

Famiano

Strada

gesuita
il

romano;

professore

romana
di

pronunzi quella pel trasporto delle

sue

ceneri,

alla

presenza
in
s.

suo segretario de'brevi a' principi e canonico vaticauo Giovanni Cia napoli fiorentino.

quella de eligendo

trentanove

cardinali,

Maria

Per
di

l'esequie di

Maggiore. Nelle esequie di Urbano VII fece l'orazione funebre Poni-

disse l'orazione
telori

Urbano Vili funebre Felice Can-

Cesi,

preftto dell'archivio

peo

Ugoni romano beneficiato vae

apostolico, e quella dell'elezione Ja-

ticano,

professore quella

dell'universit
S.

romana;
Ponlificis
essenl, la

ad ampli ssi mas

R. E. cardinales
recit

cani subrogandi causa conclave ingressuri


il

suddetto Calaneo.

copo Accarisio bologuese vescovo di Innocenzo X fu lodato dal Viesti. conte Ubaldiui segretario del conclave, pronunziando V Oraiio de subrogando su/nino Ponlifice, Jacopo
Rospigliosi

Pei
disse

novendiali

di

Gregorio
rettorico

XIV
spa-

poi

nipote di Clemente
cardinale.

l'orazione

funebre Vincenzo

IX che
razione
di

lo

cre

Blas Garzia, famoso


re
ni

vendiali di Alessandro

Ne'noVII disse l'o-

gnuolo; per l'elezione del successola

pronunzi Girolamo Ragazzoveneto vescovo di Bergamo. Per


d'Innocenzo
il

funebre Agostino Favoriti Sarzana canonico Liberiano, suo


e poi di Clemente IX, X, Innocenzo XI, e del

segretario

l'esequie

IX

fece l'ora-

Clemente
sacro

zioue funebre

p.

Benedetto Gi-

collegio;

quella

dell'elezione

stiniani celebre gesuita genovese; indi

Stefano Gradi raguseo custode deila

quella de eligendo Antonio Guidi ve-

libreria

Vaticana.
fu

Neil' esequie

scovo di Trau. Per l'eccellente eiezione


del

Clemeule IX

successore

di

Clemente

Vili, recit l'orazione Marcello


stri

Ve-

encomiato dal Favoliti ; l' orazione de eligendo la disse Antonio Malagonelli detto A madori fiorentino. Pei funerali di Cle-

segretario

de'brevi ai principi

5a
mente
zo
il

ORA.

ORA
azioni
il

ne esalt

le

Ma-

dell'indice,

poi

maestro
poi
il

del

s.

pa-

lagonelli,

indi per quelli d'Innocen-

lazzo

quando

XI

l'orazione funebre la recit

celebre

Eramanuele

Scbelstrate

la

d'Anversa canonico Lateranense poi


tli

s.

Pietro, e custode della biblio-

s. Maiia prima in s. Pietro, ove celebraronsi altre esequie, Giuseppe Simone Assemani maronita, canoni-

portato in
disse

corpo fu trassopra Minerva,

teca
l'

mentre quella per pronunzi Luigi Sergardi nobile sauese. Questi fatto canonico di s. Pietro e uditore del cardinal Ottoboni nipote d'Alessandro Vili, per sua morte disse l'oVaticana,
la

co di
teca

s.

Pietro, custode della biblio-

elezione

Vaticana, e nella chiesa dove


trasferito,

fu

ne' funerali

la

recit

Venanzio Filippo Piersanti maestro


delle

cerimonie pontificie e cappel-

lano segreto di Clemente

XI l. Per
il

razione

funebre,

e quella per

In-

morte

di

Benedetto

XIII

detto

nocenzo XII Nicol Fortiguerra poi Congregazione di segretario della propaganda (Fedi); l'orazione de
eligendo nel

ne recit l'orazione de eligendo. Per l'esequie di Clemente XII pronunzi l' orazione funebre
Lanfredini

1700

la

disse Girola-

Enea
quella

Silvio

Piccolomini
l'elezione

segretario

mo
Per
1'

Ventimiglia vescovo di Lipari.


l'esequie di

delle lettere latine poi

cardinale, e
il

Clemente XI
di
s.

fece

per

lodato As-

orazione Gianviucenzo Luccbesini

semani.
diali

Benedetto

XIV

ne'novencagione

luccbese

canonico

Pietro, di

(durati otto

giorni a

lui segretario delle lettere latine, poi

de'brevi a'principi, e fu la prima a

pubblicarsi

ne' Diari di

Roma,

n.

encomiato da Tommaso Antonio Emaldi da Lugo canonico Lateranense e di


della

Pentecoste) venne

583

per l'elezione d'un eccellente


teatino,

lui

segretario

delle
ai

lettere

latine,

successore la pronunzi Camillo de

indi

de'brevi

principi con

Cle-

Mari

nobile

genovese, ve-

mente XIII.
disse

A
di

questi

nell'esequie

scovo d'Aleria. Nei novendiali d'Innocenzo XIII recit l'orazione funebre l'aio del di lui nipote Gia-

l'orazione

funebre Benedetto
lui segretario delle

Stay raguseo
lettere
cipi

latine,

poi de'brevi ai prin-

como
ancora

Lanfredini poi cardinale,


quella de eligendo per
al

ed
Be-

di

Clemente
di
la
s.

XIV

e Pio

VI,

canonico

Maria Maggiore,
elezione l'avea

nedetto XIII,
so

dire

del

Novaes
egli stesrife-

mentre per
recitata

sua

nelle sue Dissertazioni.

Ma
il

Gio. Battista Bartoli


;

venee Ste

nella vita di

tal

Pontefice

to arcivescovo di Nazianzo

risce

cbe

la

pronunzi

prelato
il

veronese Francesco Bianchini,


le

qua-

nella
la

congregazione de'cardinali
per l'ora-

Assemani arcivescovo quella de eligendo per l'esaltazione di Clemen-

fano Evodio

d'Apamea pronunzi
te

per

scelta dell'oratore

XIV,

il

quale fu poi lodato nei


luc-

de eligendo, per acclamazione e senza il solito bussolo fu da essi eletto in concorso di monsignor ci confermaBraschi, poi Pio VI no i Diari di Roma n. io52. Al Papa Benedetto XIII fece nell'esezione
:

funerali

da Filippo Bonamici
lui

chese di
latine
:

segretario delle lettere

per l'ottima scelta del suc-

cessore a Clemente

XIV,

disse l'ora-

zione
le

il

memorato

prelato Stay. Nel-

quie l'elogio

Tommaso

Ricchini dosegretario

esequie di Pio VI celebrate a Venezia nella patriarcale basilica di


Pietro in Castello uel

menicano

di

Cremona,

s.

1799,

re-

ORA
cit

ORD
signor

53
di

l'orazione funebre Cesare Bran-

Luca

Pacifici

Semionda
latine

cadoro

arcivescovo

di

Nisibi

e se:

segretario

delle

lettere

del

propaganda poi cardinale trasportato il corpo da Valenza di Francia ove mori, a Roma nel 1802, ne pronunzi altra in s. Pietro Gioagretario di

defunto

(confermato dal Papa regnante) e canonico di s. Maria Maggiore, pronunzi sull'importantissimo argomento la dotta ed elegan:

chino
gni,

Tosi

segretario delle

lettere

tissima

De

Pontifi.ee

Maximo

eli-

latine di Pio VII, poi vescovo


ne' funerali celebrati

d'Anadetto

dal

gendo, oratio habila in basilica Vaticana ad S. R. E. Cardinales

con raro esempio praesente cadavere. In Venezia ove fu


successore
celebrato
di
il

XVI11
grapheo

MDCCCXLVI,

conclave per l'elezione


disse

Kalendas auinliles an. Romae, ex typoSalviuccio. Aggiungeremo

Pio

VII5

Y Oralio de

eli-

sumino Ponlifi.ce , Veuetiis 1799, Antonio M. Gardini vescovo Crema. Nei novendiali di Pio di
gendo
VII, pronunzi l'orazione funebre monsignor Daulo Augusto Foscolo

che il lodato vescovo d'Eritrea, nei funebri onori che solennemente rese
alla

grand' anima
lui

di

Gregorio

XVI
lica,

l'accademia di religione cattorecit in di

lode altra orapre-

zione,

nella quale

commend

veneto arcivescovo di Corf, ora patriarca


la

di

Alessandria; poscia quel-

cipuamente i segnalati benefizi recati da quel Pontefice, dalla sua fortezza e sapienza, alla santa Chiesa

de eligendo il prelato Domenico Testa di s. Vito canonico di s. Maria Maggiore, segretario de' brevi ai principi. Per l'esequie di Leone XII fece l'orazione monsignor Angelo Mai della diocesi di Bergamo, pri-

ORB1BARIANI.
dai valdesi verso
ti il

Eretici
1
1

derivati

forse dalla paiola


il

98, cosi detOrbis, perch


fissa.

scorrevano
senza

mondo da vagabondi
Nedi
la

avere una dimora


la

mo
ora

custode della biblioteca Vaticana,


cardinale, e
recit quella per
il

gavano

Trinit,
il

divinit

Ges
no

Cristo,

giudizio di Dio, la

l'ottimo successore

detto monsign.

resurrezione de'corpi, e disprezzaval'uso di


III
tutti
li
i

Testa. Nei funerali di Pio Vili disse l'orazione funebre

sagramenti.

In-

monsignor Ca,

nocenzo

millo di
sente

Pietro

romano
di

al

preinter-

ORCISTO.

condann. Sede vescovile della

arcivescovo

Berito,

nunzio straordinario e delegato apostolico di Lisbona ; il lodato monsignor Mai pronunzi De eligendo
:

seconda Galazia, nell'esarcato di Ponto, sotto la metropoli di Pessinunte,

eretta

nel

secolo.
fu

Ebbe
al

per

vescovi
d'

Donno che
I,

concilio

Pont.
typis

Max.

sermo,
gli

Piomae
con
1'

83

Efeso
di

Vaticanis.

Ne' novendiali
recit

di

quel

Calcedonia,

Longino intervenne e Sergema


Oriens dir.
t.

a
a
I,

Gregorio
facondia

XVI
ed

bella

quello di Trullo.
p.

eloquenza

orazione

493.

funebre monsignor Gio. Battista Rosani vescovo di Eritrea della diocesi


di

ORDEONA
ninni.
nella

ORDONA,

Ordeo-

Citt vescovile

ora distrutta,

Saluzzo presidente della pontificia

provincia di Capitanata nella

accademia de'uobili ecclesiastici, nel la quale rappresent le preclarissiine


di
s

Puglia,
di

lunge
e

miglia

da Ascoli
ro-

Satriano,
vicariato

44 da Beneveuto,
che fu grande, bel-

virt

che adornarono l'animo buon padre e sovrano. Mon-

nel

romano. Dalle sue

vine apparisce

54
la,

ORD
nobile,

ORD
Per
ragione
de'gediviso in
preti

opulenta.

e leviti, quindi spiedegli

feudale, qual masseria divenne pro-

g
s.

le

soscrizioni

oidi nari

di

priet
sui

del

collegio

romano

Abondio.
il

Su

questo

punto
lett.
t.

va

ti, con chiesa rurale di s. Leone vescovo d'Ordeona ne' primi secoli

letto
p.

Zaccaria, Storia

VI,

5g6.

Questi
dice

iell'

Onomasticon

del

cristianesimo.

Il

vescovato

fu

Rituale
significa

unito ad Ascoli di Satriano (P'edi),


e ne trattano l'UghelIi, Italia sacra
t.

ancora, che ordinario pine Calendario: Calendadiciinus,

rium quoque
dinarium,
cet,

quod
divini

alii or.
qfficii
scili-

Vili,

p.

225; ed

il

Sarnelli,

Meni,
e

et

ordinem

de'vesc.

di Benevento p.

ORDINARIO,
gli

23 r. Ordinarius. Que129
e

celebrandi appellanl; Ubellum


in

quo quae

singulis diebus of-

che

ha podest
nelle

giurisdizione
ecclesiastiche,
:

ficia recitando, fiat,

eorumque

rilus,

ordinaria

cose

episcoporum jussu adnolanlur. Ordinario


il

proprius locs epscopus

vo,

ordinario

o Ordinale,
in

Ordinalis, era

anche opposto
il

di

delegato, pro-

libro

cui

si

contenevano

le

prius. Significa eziandio l'arcivesco-

cerimonie
Rituale,

ecclesiastiche,

detto oggi

vescovo o altro prelato, che

ha

giurisdizione ecclesiastica in

un
e

Zaccaria,
est

come spiega Macri; ed il Ordinarium ritualis liber


ordinarium.
Ordinatio. L'or1'
,

territorio,

giudica

perch secondo
il

vi
il

stabilito

edam

diritto

comune

ORDINAZIONE,
dinare e
rito
1'

ed

ordinario.

nario colui,

Chiamasi pure ordiquale ha la collazio-

ordine slesso
ordini

atto di
,

conferire gli
il

ecclesiastici
le
si

ed

ne d' un benefizio di diritto comune; e chiamasi il sommo Pontefice


l'

consagrare clesiastiche, col quale


di

persone ecconferisce la
assistere

ordinario degli ordinari, dacdi


lui

grazia

il

potere

di

ch nel concilio
riconosciuto
collazione,
ti
i

Laterano venne
il

trattare con decenza alle

incumbenisti-

in

diritto

della

ce ecclesiastiche alle quali sono


tuite e destinate.

per anticipazione su tutordinari, di che

L'ordinazione ge-

collettori
si

meordi-

glio
ni

dice a Beneficio.
le

Che

furono dette
lo

prebende canoniil

neralmente considerata pu e>sere maggiore , che contiene gli ordini maggiori, la minore i minori ; ma
l'ordine

cali,

Garampi nelle Memorie j rilevando che appellandichiara


ordini le prebende e canonie,

complessivamente
della

conside-

rato ne' di versi gradi uno solo, ed

dosi
il

un sagrameuto

nuova

leg-

nome

d'ordinario

si

attribu

ad
ti-

ogni

canonico.
si

Ordinario un
ai canonici della

ge istituito da Ges Cristo, nel quale con diverse stabilite cerimonie e cose
si

tolo che

d
di

meSassi

d
coli'

il

potere spirituale
stesso, co-

tropolitana

Milano,

ed

il

all'ordinato di fare tutto quello che

Jo dice derivato dall'ordinaria

giu-

ha rapporto

ordine
del

risdizione ch'essi

avevano

di far in-

me

dicesi

all'articolo di

sieme coll'arcivescovo ordini e statuti, e di poter con lui definire le cause pi gravi e sottoscrivere le
sentenze;

Ordine.
bus3

Abbiamo

ognuno, V. p. Morino: Co/nFrancesco


et
et

ment. de sacris eccles. ordination-

Antuerpiae
,

1695.

ma

il

Sorniani trov
altre

tal

Hallier

De

sacris

electionibus

nome anche

in

chiese, e lo

crede nato dall'ordine gerarchico in

che ogni pieve teneva

il

suo

clero

novo ecclesiae usu, Romae 1740- Oio. Giacinto Sbaraglia , Disputano de saordinationibus

ex antiquo

ORD
cris

ORD
ragione l'Anastasio non abbia
rito

55
rife-

puerorum ordina tionbus 3 qua

vera vetusque ecclesiae doctrna est


novis ostensa

alcuna

di di

queste

ordinazioni

ac propugnata monumentisi Florentiae 1760. Wigant, Tribunal conftssaricrum et ordinandorum } Pisauri 1760. Ordinante chiamasi
il

fuori del
vi

mese

fossero state,

dicembre, se desse come pretendono il


riferisce

Pagi
le

il

Marlene, poich

altre fatte nel dicembre. Riflette

vescovo
sacri,

che con-

ferisce gli ordini

ed ordinan-

colui che riceve gli ordiV. Ordinazioni, ove si parla ancora delle ordinazioni che facevano gli antichi Pontefici, e di qualche

do

dicesi

ni sacri.

esempio posteriore.

ORDINAZIONI

de' Pontefici.

Il

principe degli apostoli e

mo

Pontefice

s.

Pietro,

primo somin due or-

che Papa s. Marco del 336 govern la Chiesa per otto mesi, dal gennaio all'ottobre, e non ostante confer gli ordini sacri, senza che lo potesse fare nel dicembre , che non entr nel corso del suo pontificato. Cosi ancora fra i cinquautasei Pontefici rammentati nella cronaca di Damaso, nel codice della
inoltre

regina di

Svezia,
le

quindici

di

essi

dinazioni cre cinque vescovi, dieci


preti
e sette diaconi
,

non
mese
i

fecero

ordinazioni

in

altro

secondo Notra quelli

fuori di dicembre, che furono

vaes, Storia de' Pontefici:

santi

Anacleto, Evaristo,

Sisto

I,

da
s.

lui

ordinati

solo

nomineremo
, i

Ponziano, Antero, Cornelio, Sisto


Sisto
III,

II,
I,

s. Evodio vescovo d' Antiochia Aspreno vescovo di Napoli, ed successori e Papi s. Lino, s. Cleto, s. Clemente I e Anacleto. Quindi i ro-

Eusebio, Liberio, Svricio, Anastasio

Ormisda,

Giovanni

Felice III detto


sio

IV; onde

l'Anasta-

che

si

serv di questa

cronaca,

mani Papa
che
se di

Pontefici conferirono

sacri
il

ordini nel
s.

mese
il

di

dicembre, ed
del

Simplicio

4^7

vuoisi

fosse

primo
se
si

a farlo nel

medella

febbraio, nelle tempora

quaresima,
malurio,
cap.
2,

deve credere all'A2,

De
in
al

eceles. officiis, lib.


t.

ha giudicato che tutte le ordinazioni fatte dai Papi fossero eseguite nel dicembre, appunto perch niun altro mese in essa viene ricordato, avendo tralasciato di rammentare le fatte e celebrate fuori del dicembre. Se questo il mese prescritto
da' canoni
dinazioni,
a'
i

Biblioth. Patr.

i4> p.

vescovi per fare


Pontefici

le

or-

Comment. vraevio ad ord, rom. 16. Per


968, ed
Mabillon
in

per

la

loro
esaltri

suprema dignit non


vescovi,

potevano
degli

Francesco Pagi,
t. s.

Brev.

Pont.

rom.

sere astretti alle regole

219, sostiene che prima di Papi conferivano gli i ordini anche in altri mesi ove si
I,

p.

come
s.

si

pu
I

argomentare
del

Simplicio

dall'essere

Gelasio

49 2

>l

primo Pontefice, che cou decreto


assegn
le

offrisse

il

bisogno.
rilib.

Il

Marlene,
I,

De
8,

ordinazioni

pontificie

anliq.

eccl.

lib.

cap.

tutte le quattro

ari. 4, aggiunge, che il far menzione l'Anastasio delle ordinazioni esegui-

Condii ude

il

tempora dell'anno. Novaes, che dopo s.


del

Simplicio sino alla fine

secolo

te nel

mese

di

dicembre, non ne-

IX,

gare che si facessero pure in altri mesi, contro la comune regola osservata da'
Pontefici.
Il

Novaes
per

di-

iPapi amministrarono gli ordini sacri nel dicembre o nella prima settimana di quaresima, ovvero dopo la domenica quarta di
tutti

chiara

non comprendere

qual

essa,

fuorch

s.

Leone

II

del

682,

, ,

56

ORD
dici

ORD
vescovi
,

che amministr questo sacramento nel maggio e nel giugno per le tempora di Pentecoste, e prima di
lui
s.

otto
S.

nove
nel
,

preti
I

cinque diaconi.

Bonifacio

del

4 18,
bre
del

in

una ordinazione

dicemtredici

ta

in

Gregorio I del 5go una volsettembre per le tempora,

cre trentasei vescovi

preti e tre diaconi.

S. Anastasio II

niuno per de' Pontefici li conferirono nel sabbato avanti Pasqua come si ha dal citato Mabillon, Orci, toni. cap. 16, p. io3,cap. 19, p. 126. Tratta sopra la disciplina de' Pontefici,
il

496 in una ordinazione nel dicembre cre sedici vescovi e dodici preti. Di s. Bonifacio II del 53o s'ignora. S. Agapito I del 535, in una ordinazione nel dicembre
cre undici vescovi e
coni.
S.

nella collazione

degli ordini,

quattro
del

dia,

suddetto Pagi p. ^5 1, n. i3. Mi era proposto in quest'articolo registrare cronologicamente,

Benedetto

come

dissi

altrove, le ordinazioni de' Pontefici,

una ordinazione nel veutuno vescovi, quindici preti e tre diaconi. S. Adeodato I del 61 5, in
tre

io 57 dicembre cre

da

s.

Pietro sino circa al secolo IX,


le

ordinazioni cre

venlinove

ve-

come

riporta

il

Novaes;

ma

os-

monotono,
ferirle

servando poi che riusciva lungo e trovai pi opportuno rialla

nove o tredici preti, e cinque diaconi. Adeodato II del 672 in una ordinazione nel dicembre cre sei,
scovi,
altri

biografia
ci

d' ogni

Papa
il

dicono

quarantasei

vescovi

ed a quelle che

non

feci,

nelprise-

quattordici preti e

l'ir.tendimento di effettuare

due diaconi. S. Agatone del 678 nel dicembre cre


preti

mo

divisamento, supplisco colle


,

dieciotlo vescovi, dieci

tre

guenti dichiarazioni

quali

riunite

diaconi.

Adriano

del

772, nel suo


centot-

pur serviranno a prendere un'idea


in

pontificato di circa
ni,

ventiqualtr' an-

che consisteva
agli

il

numero
sacri

de' pro-

in

due ordinazioni cre


vescovi
,

mossi

ordini

maggiori

tantacinque
preti
l
I

ventiquattro

ne' primi secoli, nelle pontificie ordinazioni in alcuni pontificati.

e sette diaconi.

Con

s.

Nicodi

dell'858
le

il

Novaes termina

Anacleto del io3, in un'ordinazione nel dicembre cre


Il
s.

Papa

riportare

pontificie
dell'
gli

ordinazini. dal

Stefano
decessore

VII

896 depose
e
li

sei

vescovi, cinque preti


S.

e tre dia-

proprio grado

ordinati dal pre-

coni.

Alessandro
sei

del

121,

in

Formoso
di

ordin
dal

di

tre ordinazioni cre quattro o cin-

nuovo;

ma

contrario sentimento
citati

que

vescovi,

preti,

due o

tre

diaconi. S. Aniceto del 167, in cintine ordinazioni cre


dieci

nove vescovi,
e

diecisette

preti

quattro
vescovi

diaconi. S. Calisto del 221, in cin-

que ordinazioni
ter del
ili

cre otto

sedici preti e quattro diaconi. S. Ali-

237 cre il solo vescovo Fondi. S. Caio del 283, in cinnel

NoVII quali affermano che questi non consagr gli ordinati, da Formoso. Ma il Papa Romano che gli successe abrog le cose fatte da Stefano VII; indi Teodoro II dell' 898 annull gli atti contro Formoso, e Giovansono diversi autori
vaes nella vita di

Stefano

ni

IX

che

gli
i

successe

restitu

ai

que ordinazioni
otto diaconi.
ju

dicembre
I

cre

primi ordini

degradati. Tuttavol-

cinque vescovi, venticinque preti e


S. Anastasio

la Sergio III del

del

398

memoria
quelli

di

due ordinazioni cre

dieci

o un*

che

904, nemico della scomunic ordinali da lui eser-

Formoso

ORD
citassero nella

ORD
l'

57
tem-

Chiesa

officio

del

nali.

Cambiata
si

in progresso di

grado e ministero da esso ricevuto. VII 11 Baronio scrisse che Stefano e Sergio III errarono perci in questione di fatto non di diritto, per
pessimo esempio, non per
trina.
tefici

po

in

ci la disciplina, la creazione

de' cardinali
cistori,

pass a fare ne'coni

interpellando
altri

cardinali se

doveansi fare
cio nel

cardinali, e sul-

falsa dot-

l'idoneit di chi

Ne' secoli susseguenti i Ponfecero eseguire le ordinazioni

dai

ra

da' prelati

Vicari di Roma, e questi taloVicegerenle, tranne


loro orde' cardinali.

si dovea promovere, primo del mercoled e nel secondo delle quattro tempora, nel sabbato succedendo la pubblicazione de' nuovi cardinali, e 1' imposi-

qualcuna, succedendo alle


dinazioni le creazioni
Il

zione del cappello. In progresso di

tempo

le

promozioni cardinalizie
beneplacito de' Papi
tali

si

Platina

registra le

de Pontefici ordinazioni da essi fatte,


nelle File
titolo

fecero a

nelle
e-

quattro tempora, e fuori di

e con tale

eziandio

registra
,

poche,
bolla
riti

ad
volle

onta

che

Sisto

con

quindi
II

le

promozioni
I

de' cardinali

vescovi, preti e diaconi sino a Paolo


inclusive.
di
lui

de' Pontefici
secoli

richiamare gli antichi de' primi cinque o


Chiesa,
i i

continuatori
di

sei

della

quali crea-

egualmente col nome


ni

ordinazio-

riportano

le

creazioni o

promo-

cardinali solavano e ordinavano mente nel dicembre in giorni di

zioni de' cardinali sino

a Gregorio

digiuno,
eletti

prescrivendo

altres

negli

XV, sotto
(Vedi)
preti

il

quale per
creazioni

la

apparisce col titolo


le

di

prima volta Promozione


cardinali

che abbiano almeno ventidue anni, gli ordini minori, e vestito


gi per

de'
s.

un anno

l'abito chiericalc

e diaconi.
il

Con

Gelasio
le

del

49 2

Cardella principia

Me-

morie sloriche de' cardinali, hench come notiamo a' loro luoghi, molto prima incominciammo ad enumerare quelli che ci fu dato rinvenire,
essendo incertissime
ne' primi secoli
le

con tonsura, e chi non lo era, dovesse promuoversi al diaconato dentro l'anno; di ci meglio a Diacono, Prete,

Decano del sacro colIII

legio e Ozione.

Alessandro
ranense III
fatte

nel concilio Latele

loro

notizie

annull

ordinazioni

della Chiesa;

men-

dagli antipapi. Gli ordinati dal

tre la loro origine a Cardinale la diciamo ne' primi anni del II secolo, e meglio suhito dopo la met

Papa non potendo

essere promossi ad ordine pi degno senza licenza i Pontedi lui da vermi vescovo,
fici

di

questo
si

al n.

de!
delle

di detto

talvolta

dispensarono,

autoriz-

articolo

ragion

cerimonie
nella
feria

zando alcun

vescovo

supplire a

che

si

usavano

anticamente
,

questa loro antica prerogativa, e In-

creazione

de' cardinali

nella

o mercoled delle quattro tempora, preceduta da triplice interpellazione al popolo sulle qualit de'promovendi, in tre diverse chiese
alla

quarta

nocenzo III die la facolt all'arcivescovo di Milano di promuovere agli altri ordini sacri quelli che avessero ricevuto qualche ordine dal Papa. Nel i35o avendo Uberto o

messa, e

la

terza
se

si

faceva dallo
si

Umberto rinunziato
de'predicatori, in

il

Delfinato al

stesso

Papa, che

niuuo

preloro
,

re di Francia, ed entrato nell'ordine

sentava a deporre contro di


gli

un

solo giorno lu e sa-

ordiuava preti e diaconi

cardi-

ordinato suddiacono, diacono

58
ra
cio.
il

ORD
come
si

ORD
nartal

cerdote da Clemente VI,

prelato nella basilica Lateranenl'ordinazione


nella

Macri, Noi. de'voc, verbo OrAi rispettivi articoli

se tenne di

prima
santo,

portano

quaresima
gli
olii.

e nel sabbato

gli

esempi degli ordinati dai Papi,

dopo aver
grato

nel gioved santo consa-

come di alcuni feci nel voi. XIX, p. 3o6 del Dizionario, ed eccone
altri
tolti

Gregorio

XVI

Vedi

comanvolesse

dai

Diari
in

di

Roma,

d che
in

qualsivoglia estero
ordinarsi,

qualcuno dal Novaes. Siccome per

Roma
la
,

sottoscrivesse
si

dicemmo che
tro tempora

Roma
le

nelle quatil

prima
voi.

forinola che

legge

nel

il

cardinal vicario o

Ili

pag.

i23

degli

Annali
ricevere
vos, e
le

vicegerente fanno

ordinazioni nella

delle scienze religiose, seconda serie, nella


le

basilica Lateranense,

noteremo prima
francesi

quale dichiarasse
lui

di

che invasa

Roma

dai

nel

di

encicliche

1809
il

e deportato Pio VII, solo vi


1

Singulari nos, di
za
lui

Mirari approvare
le

dot-

ritorn nel maggio

4-

Avendo

trine contenutevi e di riprovare sen-

governo francese costretto il clero giuramento vietato dal Papa, nelle basiliche Lateranense e Vatial

alcuna esitazione

contrarie da

cana pochi membri del


restarono, cio
i

capitolo

vi

soli giurati.
le

Per
si

tal

motivo

le

ordinazioni e
olii

consegrafecero
3.

zioni degli
negli anni

in
1,

esse

non

al nuovo sistema filosofico. Quanto ai meno lontani esempi sul!' ordinazione de' Papi, Beuedetto XIII, come facile ad eseguire le funzioni episcopali, ne fece diverse, oltre quelle del

condannate unitamente

181
la

la

18 12, 181 consegrazione degli

181

Nel
e

olii

p.

1724 accennate nel detto voi. XIX, 3o6 del Dizionario, ed anche in

l'ordinazione del sabbato santo (queldel

sabbato
lo
si

sitientes

non

ebbe
degli

Benevento sua chiesa arcivescovile, nelle due volle che vi si rec da


Papa. Nel
in
s.

luogo per
ordinandi)
ni

scarso
fece

numero
come

nel palazzo

Penlidissi

dal vescovo Carenzi,

1723 consagr vescovo Maria Maggiore il cardinale Ottoboni, che nel precedente anno
ordinato diacono
e

a Olio santo. Nel 181 1, traimela mentovata, 1812, 18 13 fece le funzioni delle ordinazioni zioni degli olii

avea

prete

in

consagra-

due consecutivi giorni; e nelle tempora di quaresima nella cappella


Sistina

monsignor Menochio

del

Vaticano

tenne

l'ordi-

sagrista pontificio, unico vescovo che

nazione generale, nella quale

asce-

non essendo deportato rest in Roma bench non giurasse. Queste


funzioni da
lui
si

sero gli ordinandi a sessantacinque.

celebrarono nella
(

nella

chiesa della Missione


vaisi

ove

trovadi preti,

un

sufficiente

numero

Benedetto XIV a Castel Gaudolfo seconda festa di Pentecoste, nella chiesa principale ordin prete Antonio Vincenzo Masi della diocesi

e circa venti alunni del collegio Ur-

bolognese.
nella

Nello

stesso

luogo,
del

bano; 'ed

a'

dodici preti, sette

dia-

ma

cappella segreta

pa-

coni e sette suddiaconi necessari alla

lazzo,

consagrazione degli
la

olii

vi

pensava

segreteria del vicariato,


le

come

ai

paramenti per
tts pel detto

ordinazioni) omessitien-

Clemente XIII nel 1763 ai 12 giugno, domenica, prima di celebrare, confer i quattro ordini minori a Gio. Francesco Minati padovano, convittore nel seminario romano. Inoltre Clemente XIII nel

sa Tordi nazione del sabbato

motivo. Per nel

1814

ORD
i

ORD
nunzi
Vistionibus
sacrs
ecclesiae

59

'ic)

avendo nominato

romanae.

sonili,

Carafa, Onorati, Lucini,

Od-

V III

di, Localelli,

Colonna Pamphilj, dodi


gli

nibus sacrs.

Or do romanus de ordina tioIX Ordo romanus cOrdo. La parola


or-

po aver ad alcuni
in
li

loro conferito

jusdern armamenti.

diverse funzioni

ordini sacri,
:

ORDINE,
dine
si

consagr
se

tutti arcivescovi

di

mol-

usa in lato
stato
della

modo
il

a signifiec-

te

consagrazioni di vescovi fatte dai

care lo

Gerarchia

Papi
tri

ne parla a Vescovi, ed

ai
al-

clesiastica [Vedi), ossia

sacro prinili-

loro articoli l'amministrazione di

cipato della
versi

Chiesa, composto di
e
ministri,
di

sagramenti.
la

Che Pio VII


tutti gli

con-

pastori

podest
3

fer

tonsura o

ordini mi-

ineguale
pire
del

forniti,

destinati

com-

nori a Francesco di Paola

Borbone
di

quanto appartiene

all'esercizio

(ora padre dell'attuale

re

Spasua
re-

culto divino e alla salvezza delle


;

gna Francesco d'Assisi)


IX, p. gnante
greta

nella

cappella domestica, lo dissi nel voi.

162 del Dizionario.


Pio
del

11

anime e in un senso pi stretto e comune, ad esprimere il sacro rito, col quale si d al cristiano la podest di esercitare
e la
te.
le

IX

nella

cappella senel

sacre funzioni

Quirinale
ai
il

dicembre
ordini sino

grazia

di esercitarle

santamen-

1847 promosse
al

sacri

In tal senso egli

presbiterato

suo cameriere sein

greto monsignor
in
Ire
feste

Edoardo Borromeo
,

gramento, ed il l'ordine col quale


sette

un vero sasagramento delsi

cousagrano

successive

quella

ministri della Chiesa, ed

della Concezione cio,

nelle

due
e-

sagramenti.

Il

uno de' suoi Chardon, p.


lib. I,

seguenti

domeniche,

assistendo

Storia de sacramenti
dine,
lo

dell'or-

ziandio alla celebrazione della

pristes-

ma
sa

messa dell'ordinando nella


cappella
nelle
voi.
I,
il

fondamento della religione cristiana, non polendo darsi

chiama

21.

Il

eh.

Vermi:

religione senza sacerdote e sagri,

glioli,

Lezioni di
lez.

ico,
il

caiW' XI, afferma che


diritto

fzio

ed

essendo

questo

il

sagrai

mento che
tori

costituisce nella Chiesa


i

sommo

Pontefice

colla
in

pienezza

ministri delle cose sanie,


tra

mediai

di

sua potest,

pu

ogni

luogo

e chiunque ordinare, ed anche coll'oracolo della viva


voce,
sia

fica tori

Dio e gli uomini, che offrono a Dio

sagril'ostia

quantunquestione
il

santa e vivificante, sostituita a tutti


i

que
se

fra

dottori
in
tal
.

vi

sagrifizi dell'antica
il

legge; l'ordine
cristiano
sa-

possa

modo

ordinarsi

mantiene perpetuo
cerdozio.
I

sacerdote.

Ordinazione, Ordine.

greci

d'ordinario chia-

Consacrazione ed orsommo Pontefice {Vedi), mentre ad Anniversario della CREAZIONE, CONSACRAZIONE e CORONAZIONE del Papa, si parla dell'anniversario di sua ordinazione. Sulle
alla

Quanto

dinazione del

mano questo sagramento con vocabolo che significa stendere la mano, perch nelle loro adunanze solevano alzare o
nel dare
il

sfendere

la
l'

mano
gli

suffragio per

elezione

de' ministri ecclesiastici, e


eletti

perch

ordinazioni regolate dai


scovi

d'Occidente
il

Papi de' ve[Pedi), si pu


Alus.

erano consagrati
mani. Tutta
la

al

santo migre-

nistero coll'estensione o imposizione


delle

consultare
nio par.
t.

Zaccaria, Ariti Febbro-

Chiesa

II.

Mabillon,

hai.

ca che latina, ha

II,

Commetti. XVI:

De

ordina-

imposizione delle

sempre usata la mani come ina,

Go
teria

ORD
essenziale della sacra

ORD
Ordinale
effetti

grazia, clic in le per l'imposizione


delle mie mani. Ora un rito, un segno esteriore, capace di per s
stesso

zione (Fedi), unita alla preghiera,


cui

parole

determinano
esteriore:

gli

della cerimonia
si

Mano

conferire

dice delle diverse imposizioni del-

pu
to.

essere che

la grazia, non un vero sagramen-

le mani in uso nella Chiesa. L' ordine un sagramento della nuova

La

tradizione delle

due chiese

formale sulla

esistenza del sagrai

legge istituito da

Ges
la

Cristo, per
di

mento
latini,

dell'ordine:

pi antichi e vee
espri-

da re

il

potere e
il

grazia

con-

nerahili

padri della Chiesa greci


si

adempiere n Ile altre funzioni ecclesiastiche. Egli nell'ultima cena, dopo aver istituito il sagramento dell' Eucaristia
sagrare

suo corpo e di

talmente ed unanimi

mono, che non


bitare

lasciano luogo a duil


i

che in tutti i tempi col quale si sono consagrati


nistri

rito

(Fedi), ordin agli apostoli di consagrare e sagrificare il suo divin corpo e sangue; e dopo che risiiscit da morte, spedi gli apostoli a predicare pel mondo, conferendo loro una potest simile a quella con
la

dell'altare
e

vero
di

proprio

micreduto un sagramento; ed i
siasi

Calcedonia e Trento ne fecero una solenne definizione di tede. E veramente strano che alcuni pretesi riformati, coconcilii

ecumenici di

quale

egli

stesso

era

stato spe-

me
sti

viclefisti,

luterani,

cai vini-

dito dal Padre.


sto disse agli
il

Lo

stesso

apostoli

Ges dando

Criloro

ed

altri eretici,

riguardando neldelle

le

loro dottrine l'imposizione

potere di rimetterei peccati: Ricevete lo Spirilo Santo j i peccati

mani come una consagrazione, poi


escludono l'ordine dal numero dei
sagra menti
sa.

saranno rimessi a
voi
li

quelli

ai

quali

comuni

a tutta la Chie-

rimetterete.

Ricevettero anco-

La
la

Chiesa ha

sempre
l'essenza

creduto
del
sa-

Redentore il ptere di conferire ad altri quella ptest medesima, com'era stata loro da lui conferita, affine di perpetuara gli
apostoli dal

che
la
stri

natura o

gramento dell'ordine

consistesse nel-

consagrazione legittima de' minifatta dal vescovo, colla matee la

re nella Chiesa

il

santo ministero,
Scrittu-

ria

forma convenienti,

come abbiamo

dalla sacra

ra ; ed certo che gli apostoli ordinarono vescovi, preti e diaconi.


Si

I.

Divisione del sagramento


dell' ordine.

legge nel cap.

apostoli, che
sentati
i

6 degli Alti degli vennero ad essi predestinati al

'

sette discepoli

diaconato,
loro
le

che

essi

imponessero

mani pregando. Tutti convengono che l'imposizione delle mani

vi propriamente che un sagramento dell'ordine. Questo per si distingue in sette ordini o gradi, come sette parti componenti un tutto solo, che termina nel sa-

Non

solo

significhi

la

presenza dello
grazia di
lui
,

Spi-

cerdozio o presbiterato
rio

cio l'ostia-

rito
s'

Santo
si

la

che

o ostariato, l'esorcista o esorciil

infonde nell'anima

del soggetto,

slato,
to

lettore

o lettorato, l'accoliil

su cui

adempie, e le parole dell'apostolo s. Paolo dirette a Timoteo, ne sono il fondamento pi sicuro: Io


ti

esorto

a rianimare

la

suddiacono o sugdiacono o diaconato, il sacerdote o sacerdozio o presbiteralo che occupa il primo rango
o accolitalo,
il

diaconato,

ORD
ognuno si parla ai loro articoli. Sopra tutti sette ordini s'innalza eminentemente queltra
gli

ORD
no
vi

61
l'

ordini

di

coopera
,

distribuendo
faceva

Eu-

caristia

come

anticamente;
quelli
tali

donde ne viene ancora, che


i

lo del

Vescovo [Vedi) o episcopato


i

quali sono promossi a

ordini,
al

o vescovato, essendo
gittimi

vescovi
apostoli,

le-

siano

irrevocabilmente

dedicati

successori

degli

divino servigio e
to

obbligati

con-

ne' quali la pienezza del sacerdozio,

servare perfetto e perpetuo Celiba[Vedi). Prepara


questi ordini la
la

superiori in carattere, in autoe

al

ricevimento

rit

podest
primi

a' sacerdoti.
si

L'alta
fi-

di

idea che giustamente

concep
della

ecclesiastica,

Tonsura [Vedi) quale non che una


il

no
di

dai

giorni

Chiesa
e

semplice cerimonia che inizia


tezzato al servigio della
fa

bat-

del sagrifizio della

Messa (Vedi)
si
il

Chiesa, lo

tuttoci che a quella

riferisce,

partecipe de' privilegi dello stato


,

fece conoscere che

concorso di un
diverse
fun-

ecclesiastico

e lo rende alto a
i

condi

numero
all'altare,

di

ministri raccolti intorno


di
al

seguire benefizi,
essa

quali

senza
la

incaricati

per goderli occorre


11

pontifiil

zioni, tutte

tendenti

compimento

cia dispensa.

vescovato,

sacer-

del sagrifzio, avrebbe reso la ceri-

dozio,

il

diaconato sono d'istituziorilevasi

monia pi augusta,
deli

e ispirato ne'fe-

ne divina, come
scritture
istituiti
;

dalle sacre
stati

pi grandi sentimenti di piet

gli

altri

cinque sono
fino

e di divozione. Moltiplicatisi poi mi-

dalla Chiesa

da' tempi
il

rabilmente
scovi, cos
1'

fedeli,
il

sario l'accrescere

come fu numero

necesde' ve-

apostolici,
lio

siccome insegna

conciallora

di

Trento, esistendo

gi

divenne importantissimo aumentare quello ancora de' miinferiori,

tutti gli ordini dall'ostariato al pres-

biterato

nistri

si

sent

il

bisogno
,

solo il suddiaconato divenne ordine maggiore e sacro as,

di

formare de' giovani


per tempo
al

chierici

di

sai

pi tardi

cio al

tempo
I

circa
111

dedicarli

servigio di
l'

di
lo

Urbano

II,

finch Innocenzo
i

Dio

assuefacendoli

con

esercizio

comprese

fra

maggiori.

tre

delle sacre pi o

meno
di

importanti
cause
ordini.
lettora-

ordini del suddiaconato, del diaco-

funzioni.

Ecco

le

principali

nato e del sacerdozio


te

propriamen-

della

istituzione

alcuni
il

L'ostariato, l'esorcistato,
to e l'accolitato
nori,
si

sono ordini sacri o maggiori; i quattro ordini dell'ostariato, dell'edel lettorato e dell' acco-

dicono ordini mi-

sorcistato,
litato,

perch hanno una podest di esercitare le funzioni pi remote

propriamente sono ordini non sacri o minori. E certo che vi so-

dal santo sagrifzio, e non

operano immediatamente sopra una cosa consagrata.


11
il

no per
to

Io

meno

sette
il

ordini

nella

chiesa latina, ed
lo dice

concilio di
,

suddiaconato,
sacerdozio
si

il

diaco-

espressamente

Trennon degreca.

nato

appellano
prossimit

cise

per altrettanto per


i

la

ordini maggiori, per la


e stretta relazione

Vi sono alcuni
il

quali ciedouo che


di

santo altare;

messo

al

che hanno col primo viene ammaneggio de' vasi sagri ;


il*

vescovato

1'

officio

cantore e
orri-

la

tonsura sieno veri ordini, e che


presso
Altri

per conseguenza vi sieno dieci


dini
i

l'azione de' secondi

risguarda

il

coril

latini.

non

po

e sangue di

Ges

Cristo, cio
il

conoscono che quattro ordini pressoi


greci
,

sacerdote per consagrarlo,

diaco-

cio

il

sacerdozio,

il

diacona-

62
to,
il il

ORD
suddiaconato o ippodiaconato e
lettorato; altri vi

ORD
zione stessa degl'istromenti siano
la

aggiungono

l'epi-

forma
sia

essenziale,

sia
i

essa

totale

scopato, altri

l'officio di

accolito,

di

parziale.
la

Quelli

quali

sosten-

esorcista, di ostiario,

di cantore, di

gono, che

sola imposizione delle

confessore, di

fossario o

beecamorsolo

to;

ma
oltre

rituali

greci

fanno
attri-

menzione
ni,

de' suddetti quattro ordi-

mani sia la materia essenziale del sagramento dell'ordine, si appoggiano alla Scrittura, ai concilii, fra' quali
il

l'episcopato,
al

altri

Niceno
rituali,

I,

ai

padri ed agli

an-

buendoli
rio e

primicerio,

al

sacella-

tichi

citati

dal

p.

Morino,
i

ad

altri,

mentre

l'ostariato,

par.

2,

De

sacr. ordinai.,

quali

l'esorcistato
tutti

il

lettorato

vengono
del

non fanno menzione che

della sola

compresi

nella collazione
si

imposizione delle mani, quando parlano dell'ordinazione de'sacerdoti


de' diaconi. L'ordine deve avere

lettoi-alo,

nella quale

usa

dal

e
la

vescovo ordinante
plice
di

una

sola e

sem-

ricevuto
il

formola ed orazione, e quinche abbia l'iniziandetto ordine, cui


la
si

materia, che nel sacerdote la consegna del calice col vino, e la pa-

do
li,

fa

sem-

tena coll'ostia, ossia pane azimo se


si

pre precedere

tonsura de' capel-

ordina secondo
col
la

il

rito della chie-

diventa al tempo stesso e lettoe ne esercita


relativi uffizi,

sa latina,

pane fermentato
libri

se
;

re ed ostiario ed esorcista ed accolito,

secondo
nel
li;

chiesa
i

greca cattolica
degli
il

to
si

da quel momencome pu vederSul

diaconato
nel
la

evange-

suddiaconato
patena
la

calice

con
ci

nell'eucologio greco.
distinzione
di

numero
si
si I,

sopra

ma

vacua,

diversi

ordini

rapporto agli ordini maggiori.


i

Per
cosa

nell'oriente

che

nell'occidente,
t.

minori
ai

materia

quella

vegga
cap.
I.

il

p.

Chardon

I,

lib.

che

medesimi appartiene,
dell'incombenze
si

in re-

lazione

ecclesiastisi

che che a questo

II.

conviene, e

Della materia dell'ordine, sua


effetti, e

descrive
glio
si

ai

loro articoli

forma, suoi

reiterazione

fa

de'primi.
le

come e meLa forma o


stabilite

di esso proibita.

sono dalla Chiesa


formola
,

parole

ad

ogni
al

ordine, e

Le
vise

opinioni de' teologi


sulla materia

tanto

sono diche sulla

quella
to

che

riferisce

compimensacerdozio

dell'ordine, cio

pel

forma dell'ordine;
pinioni nulla

ma
il

sulle

due

odi

fu concepita dal concilio di


ze sotto

Firen-

decise
i

concilio

Eugenio

Trento. Quelli

quali

non riconoes-

che nel tenore

IV, in termini alcun poco differisi

scono che

la

sola

imposizione delle

sce da quella del Pontificale

mani

del

vescovo

come materia

no, che attualmente


si

usa.
alla

romaDevetradi-

senziale,

non riconoscono parimenti che l'orazione la quale accompagna


essenziale; e quelli
i

contemporaneamente
la

zione o consegna della materia, proferirsi

l'imposizione delle mani per forma


quali

forma.

Quanto

alla rubri-

preten-

ca del

Pontificale
il

dono che
ziale,

la

tradizione o

consegna
che
le

dice che
la

romano, il quale carattere s'imprime nelsi

degl'istromenti sia la materia essen-

consegna degl'istromenti, essa non


de-

pretendono

altres

pa-

n antica, ne universale, e

role le quali

accompagnano

la trad-

ve attribuire a qualche particolare,

ORD
oltre
tri
i!

ORD
la

63
orientale; del
la

decreto di Eugenio IV. Alla

forma
di

nella chiosa

chiamano

tradizione

degl'

i-

modo
tale

conciliare
cattolica

chiesa orien-

stromenti, materia accidentale o in-

colla

romana

nella

tegrante dell'ordinazione, perch


sa
fizi

es-

esprime pi chiaramente gli ofdegli ordinandi e la grazia anpa-

materia e forma degli ordini, ec. A Liturgie delle chiese orientali,


e negli analoghi
parziali
articoli
si
il

nessa ai diversi ordini, e colle


role

parla di

tali

argomenti.
eccl.
t.

Vedasi
I,

che l'accompagnano d loro facolt di usarne, della quale sono spogliati nella degradazione con torgli

Sarnelli, Leu.

lett.

39.
nella

Conciliazione

della

diversit
la

materia sagramentaria tra


latina e la greca;

chiesa

dalle

mani
senza

il

calice colla

patedel

e la lettera

46

na, ec,

spogliarli

per

del
Il

t.

III.

carattere o della podest dell'ordine.

V. Degradazione
il

e Deposizione,

ed
3.

ce

sagramento dell' ordine produdue elfetti principali, cio la


il

Pontificale

Romanum,
ossia

par.

grazia santificante e

carattere,

il

Degradationis forma,
silionis,

Ordo

quale

fa

che un

ordine

valida-

suspensionis, reconciliationis,

dispensalionis,
restilationis

depodegradatioordiil

re reiterato

mente conferito non pu mai essequesto un punto


:

nis et

sacrorum
sola

definito contro
nisti

luterani e

calvi-

nimi.

La

chiesa greca conferisce

dal concilio di Trento.


santificante

La

gra-

sacerdozio
delle mani,
role:

colla

imposizione
dalle

zia

accompagnata

pa-

Accipe Spiritimi Sanelum. Il concilio di Cartagine del 3g8 ed


altri concilii

stabilirono la

le

ordinazioni.

Abbiamo

forma deldi Josepho

produce l' ordinazione in un individuo ben predisposto, quella che chiamasi seconda, la quale suppone 1' uomo di gi giustificato e che ne aumenta
che
la

giustizia.

altres

la

grazia sa-

Pons ispano: Dissertalo hisloricodogmatica de materia et forma sacrae


ordinalionis
,

et

singillatim

praesbyteralus in illorum ulililatem

gramentale propria all'ordinazione quella che d il diritto ai soccorsi attuali necessari per esercitare degnamente le funzioni del santo ministero per rapporto alla salute dei
fedeli.
Il

qui sacros

ordincs

suscipere,

aut

ministrare debent, Bononiae

177&

carattere che produce

la

Di
l'

essa

se

ne legge

il

giudizio nel-

Effemeridi lelt. di Roma del 1776, che dichiara essere stata trattata la

ordinazione una marca impressa nell' anima in modo indelebile, per

dissertazione
scolastica.

con lodevole teologia

In

un codice vaticano

vi

mezzo della quale coloro che hanno ricevuto questo sagramento sono distinti da coloro che non Io han-

la Dissertazione della
eopti,

e della

nazione dei validit del sagrapresso


di
loro,
Si-

no

ricevuto, e sono resi atti ad ele

sercitare

funzioni

ecclesiastiche.

meato
scritta

dell' ordine

questione

nel 1733 da Giuseppe monio Assemani. Ivi si tratta

scuole, se
rito

molto discussa nelle qualunque ordine confeil

del

secondo

rito

essenziale, cio

sagramento dell'ordine conferito dai vescovi copti ; della materia e for-

colla
egli

materia e forma legittima,


valido e produce

un carattere
conferito

ma
tale
sia

degli ordini nella chiesa orien;

indelebile

quando

viene

quale imposizione delle mani


materia, e quale orazione sia

la

da un vescovo eretico o scismatico o simoniaco, o scomunicato per

64

ORD
hanno
in

ORD
versa, affinch ciascuno ricevesse la

qualunque motivo. La maggior parte de' teologi credono valida tale


ordinazione, ed
loro fadei

differente pena,

conforme
in varie

era sta-

to
tria

stabilito coi caduti

nell' idolaclassi.

vore tutte
concilii,
te

le

prove estrinseche
Anastasio
validi
sagri,
il

de' padri e dell'uso costanII

o Quindi

lassi,

divisi

riporta

alcuni
s.

esempi

di
ve-

della Chiesa. S.

Pa-

riordinazioni, e che

Anselmo

pa del 49^ dichiar


simo e
gli

batte-

scovo di Lucca
le

riconoscendo nulle
simoniaci,
il

ordini

conferiti

ordinazioni

fatte dai

dal vescovo scomunicato

e sospeso,

tenne solo per valido e rato


tri

batal-

per non dire di


del

altri

che vietano

tesimo conferito dai simoniaci ed


eretici,

di reiterare le ordinazioni fatte fuori

per

la

estrema necessit

grembo della Chiesa. La Chiesa ha sempre considerate come valide


ordinazioni fatte dagli
eretici, sci-

di esso.

e
se

s.

Gregorio VII
ordinazioni

Aggiunge che s. Leone IX non definirono


degli
eretici
fos-

le

le

smatici, scomunicati, giacch essa


in
gli

ha

sero valide, esprimendosi con parole


ti

tutti
altri

tempi

accolli

gli

uni e

ambigue. Difendendo
la

riordinani

che si sono convertiti. Vi sono cento esempi di questa disciplina concernente il ricevimento degli Eretici

loro

sentenza

contro
s.

simo-

niaci,

con quanto disse


le

Pietro a
questi

Simone mago
ritennero

autore de'simoniaci,

(Pedi),
JN'icea I

come

ne' concilii

ordinazioni di
dilucid
e
s.

generali di
lavolta
il

e di Efeso; tutcita

nulle e reiterabili. Questa diversit


di
s.

p.

Morino
concilii,

un gran

pareri

si

dai

dottori

numero
fatti

di

di

padri e di
dagli e;

ecclesiastici,

contro la validit
eseguite
simoniaci, ec.

Bonaventura, da Eugenio IV e dal concilio di Trento,

Tommaso

delle ordinazioni
retici

contro la reiterazione degli or-

scismatici,

dini; questa,

tutte
i

queste difficolt ben risposero

menti,
casi

come di altri sagraammise s. Gregorio I in


dubbiosa
collazione.

teologi, le spiegarono e
i

rarono
Stefano

ne dichiadubbi con ragioni e prove

di
il

Conriorla
ri-

chiude

Bernini,
si

che per

la

convincenti.
x

Quanto
e Sergio

agli eccessi di
III

dinazione

debba intendere
che
si

III

contro

gli

benedizione
lenne rito
tione

conferisce

agli

ordinati di

Papa
de'

Formoso

vedasi

ordinati illecitamente,

con quel soin

Oedinazioxi
Il

Pontefici.

praticato

reconcilia-

Bernini, Storia dell'eresie cap. VI,

schismatici vel haereticij

ma

narra, che divenuta la simonia ob-

brobriosa nel
l'eresia

nome

e ne'fatti, deriv

non uullamente dai vescovi simoniaci avendo eglino ricevuto il carattere

dei riordinanti,
zelanti,
i

che
i

furono

alcuni troppo
solo
niaci,

quali

non

mente essendo
citium.

quoad substantiam, e solasospesi quoad exerVedasi


il

condannavano

vescovi simogli

Pontificale Rorna-

ma

volevano che

ordinati

num: Ordo ad

reconciliandutn a-

di nuovo si riordinassero, come invalidamente ordinati, il che impugn Clemente li, dispensatoriamente ammettendo l' esecuzione
dell' ordine,

da loro

postatam, schisnialicwn, vel haereticumj ed il Sarnelli t. I, lett. 28:

Se
tici,

gli

ordinati dagli eretici, scisma-

scomunicati,

simoniaci

siauo

distinguendo quelli che

scientemente e non simoniacamente


si

validamente come dinati. Nel t. IX

illecitamente orci

la

lett.
il

38:

sottoposero al

simoniaco e vice-

Che

il

vescovo,

il

prete e

diacono

ORD
ingiustamente deposti, se si tornano acl ammettere alla Chiesa, non delili,

ORD
e

65
il

molti

ne produssero
Alartene,

p.

Mo-

rino,
5,
1.

De
il

sacr. orditi, par. 3, exercit.


p.

bano
si

essere riordinati,

non essendole riordi-

ed
1,

De
Lo

antiquit. rie
stesso

inai

usate nella Chiesa

cap. 8, art. 3.
degli
insensati,

deve
de-

nazioni e riballezzazioni.

dirsi

la di

cui

menza
j

continua;

ma
poi

fanciulli

III.

Del

soggetto dell'ordine,

ordinati

non sono
le

obbligati a

delle,

disposizioni

condizioni

osservar
se
essi

leggi

della

continenza,

per
Il

riceverlo.

volessero astenersi dall'eser-

cizio

dell'ordine,

soggetto dell'ordine qualun-

altri, Billuart,

que

persona
la

capace

di

riceverlo,
la

Innocenzo

come avverti con Deord. t. 16, p. i36. III, cap. Major, decise
validamente
di

cio l'uomo soltanto,

non

don-

non

potersi

ordinare
e di dila

na, n

Diaconessa [Fedi); l'esem-

un adulto, quello
nuto all'et
screzione, suo

cio ch' perve-

sbiteresse
risce

pio delle profetesse, diaconesse, preo sacerdotesse non favo-

giudizio

malgrado, per

ra-

femmine, non essendo ordine la profezia, n l'officio delle antiche Diaconesse e Sacerdotesse o Presbileresse (Fedi) ; quanto a Giovanna Papessa (Vedi),

punto

le

Ges Cristo non volle costringere gli uomini ad assumersi loro malgrado obblighi che sono una conseguenza necessaria dei
gione

che

sagramenti, e particolarmente quelli

mesta
t

una rancida

favola.

soli

del

battesimo
nel
t.

dell'ordine.
ci

Il

istiani

battezzati sono capaci delil

Sarnelli
24'-

diede
si

la

lett,

l'ordinazione, perch
la

battesimo
e
figli

Quale intenzione
gli

ricerca per

porta

degli altri sagramenti,

ricevere

ordini

validamente, e

rituali

perch nessuno pu dare alla Chiesa come


ci

spi-

ministri

pubblici,

che

si

fa

coll'ordina-

zione, senza essere egli stesso

mem-

Nove sono le o condizioni principali necessarie per ricevere lecitamente gli ordini, affinch chi vuole abquale per conferirli.
disposizioni

bro
il

figlio
si

della Chiesa

medesima,

bracciare lo stato ecclesiastico, non


faccia
falsa,

che

ottiene col battesimo. Egli

una risoluzione imprudente e


la

perci che vennero sempre bate

quale tornerebbe a
la

somdel-

tezzati
rici

ordinati
stati

di

nuovo

chie-

mo
la

suo danno, non


la

meno che

ch'erano

promossi agli or-

Chiesa; cio la vocazione,

buo-

dini

battezzati,

validamente com' dimostrato dal canone 19 del concilio Niceno I. I fanciulli che non hanno ancora l'uso della ragione sono capaci di essere validamente ordinati, secondo l'opisagramennione di molti, poich
senza essere stali
i

na intenzione,
1'

santit, la scienza,
il

et,

gli

interstizi,

titolo,

l'ordi-

nazione successiva, e l'esenzione di


irregolarit, delle quali eccone una breve spiegazione. . La vocazione assolutamen1

te

necessaria
in

Dio
i

scelse

suoi mis.

ti

quali
il

imprimono
la

carattere, co-

nistri

tutti

tempi; e

Paolo

ree
e

battesimo,

confermazione
inten-

insegna
nella
se

che

niuno
del

deve
sacro

ingerirsi

l'ordine,

non esigono n

dignit

ministero,

zione,

n consenso per parte dei fanciulli che li ricevono: molti esemne riportiamo
VOL. XI.IX.
ai

pi

relativi

artico-

prima non vi chiamato da Dio, come Aronne; e Ges Cristo stesso vi entr dopo esservi stato chiama-

66
to dal

ORD
Padre suo.
2."

ORD
necessaria la
consiste
nell'endi

possedere una dottrina

propor-

buona intenzione, la quale nel non proporsi altro scopo

zionata alla grandezza e alla estensione delle sue funzioni, e pecca gra-

ttare nello stato ecclesiastico, se

non
ed a

quello di consagrarsi alla gloria di

Dio,

alla

sua propria
altri
:

salute

quando manca di tal quando ordina persone che non hanno la dottrina richiesta
veniente

dottrina, o

quella degli
ste

entrarvi con vi-

per

gli

ordini ch'essi ricevono. 5.

mercenarie, o fomentati dai pa-

renti,

per

gli

onori e ricchezze,

Secondo il concilio di Trento bisogna aver toccato i ventidue anni


pel

un
di

commettere
le

peccato
Berlendi,

8.

mortale

suddiaconato,

venticinque

alcune ordinazioni fatte per


riporta
par.
il

for-

pel sacerdozio; esso

non determina

za

Dellogli

blazione

i,
di

Ripugnalior-

do
dini

s.

Girolamo
sagri
,

ricevere
forza
l'

l'et per ricevere la tonsura e i quattro ordini minori. V. Eta\ 6. Bisogna osservare, secondo la decretale di

colla

ordin
la

Papa

s.

Siricio

(Fedi)

del

S.Epifanio, facendogli tenere


ca serrata. 3.

boc-

385,
tra
il

g'

Interstizi nel

conferire gli

La grandezza

e l'ina*

ordini, cio

un
altro

intervallo di
d'

portanza delle funzioni ecclesiastiche provano abbastanza quanto sia ne-

ricevimento
di
la

tempo un ordine e

quello

superiore, iu pro-

una santit non comune in coloro che vi si accostano, e fa d'uopo che si purifichino e si santifchino, prima di accingersi a sancessarla
liticar
gli altri.

porzione,

cui osservanza conferdel

ni

s.

Zosimo Papa
dieci

antichi
vallo di

canoni volevano
anni
tra

4 '7- Oli un intergli


i

ordini

Gli ecclesiastici
loro
stato
i

maggiori, e di cinque tra


i

minori;
di

essendo

in

virt

del

canoni

posteriori

del concilio
il

depositari della verit divina,

di-

Trento
la

non determinano

tempo

spensatori de'misteri di Dio,

le

guinel-

fra gli ordini

minori, lasciando al-

de
le

e
vie

condottieri del popolo


della
salute,

sono obbligati

possedere una scienza proporzionala ai loro ordini e alle funzioni pi

prudenza del vescovo lo stabilirlo e il dispensarne, e quanto agli ordini sacri o maggiori, prescrivono
d'interstizio per ciascuno. canoni obbligano in coscienza, e coloro che non li osservano, facenI

un anno

o meno importanti di cui sono incaricati. Secondo il concilio di Trento,


il

tonsurato deve saper leggere


gli

dosi ordinare
terslizi,

senza osservare gl'in-

e scrivere, e possedere
ti

eleniengli

della religione; chi

ha

oidila
il

peccano mortalmente. L'anno d'interstizio del suddiaconato al


diaconato, o del diaconato al sacerdozio, ecclesiastico e

ni

minori deve sapere di pi lingua latina ; il suddiacono e


istruiti

diacono devono essere ci che appartiene alla


alle

di

naturale
interi:

natura
;

non civile e composto di dodici mesi un chierico che sar stato


diacono nel sabbato delle
potr
essere

funzioni de'loro ordini


in istato
i

il

pre-

ordinato

te

dev'essere

non

solo di
di-

quattro tempora della quaresima di

amministrare
spensazione

sagramenti, la
gli
i!

quest'anno,

ordinato
se-

de' quali
d'istruire

affidata,

sacerdote nel sabbato delle quattro

ma
la

anche

popolo e di

tempora

di

quaresima dell'anno

guidarlo con sicurezza nella via delgiustizia^


il

guente, bench questo sabbato giuri-

vescovo obbligato

ga venti giorni prima dell'anno cor-

ORD
Papa co\Y Extra tempora [Vedi), pu dispensare intieramente dagli interstizi, dando auche pi. ordini maggiori ad una medesima persona in uno stesso giorno la bolla Cimi ex sacrorum orrente.
Il

ORD
di,

67
si

solo

in

modo che non


un
ricevuto

venga a

ri-

cevere
di

ordine superiore prima


g' inferiori,

avere
i

ci

canoni chiamano promozione che per saltimi, di che parlammo a Matricola (J'edi),

catalogo che

conte-

dinimi
altri,

di

Pio

II,

seguita

da molti

neva

nomi de'mimstri
in ordini
:

della Chie-

pronunzia

la

sospensione di di-

sa, distribuiti

l'ordinazio-

che ricevono gli ordini, extra tempora ; le dispense pontificie si accord.ino per qualche
ritto contro quelli

ne per saltimi valida,


ta
;

colui

ch' in

tal

ma modo
le

proibi-

ordinafunzioni

to

incorre nella sospensione, e nelse

necessit o ragione, pi o

meno

fa-

l'irregolarit
dell'

esercita

cilmente, secondo
telici,

la

volont de'Pon-

ordine

che non

ha

ricevuto.

ed Innocenzo XI fu moderadispensare l'et e gl'inter11

to

dal

Quanto al non essere stato ne'primi secoli necessario l' ascenso per
grado
ti

stizi.

vescovo pu solamente di>


essi

agli ordini, e

de'Papi consagrail

sponsale d'una parte di


necessit, o

per

la

vescovi
tratta

ommesso
a

sacerdozio, se

per qualche
l'utilit
il

importandella

ne

Consacrazione del soma Laico. Si


t.

te causa, o per
sa,

Chie-

mo Pontefice, ed
leggere
il

pu
i5'<

ed in sua assenza
facolt di

vicario ge-

Sarnelli

II,

lett.

nerale pu dispensarne,
la

quando ha
le

Se

si

mai dato nella Chiesa


ricevesse l'ordine

accorciare

Dimissos.

taluno

che maggiore,
il

rie

[Vedi).

Eletto

Papa
il

Gregodif-

senza aver prima ricevuto

mino-

rio VII,

da diacono ch'era, volle

re; e del chierico ordinato per salto.


)."

ferire a
nlle

prendere

sacerdozio fino
di

Bisogna essere eseute da Ir[Fedi).


lett.
Il
:

quattro tempora

Pentecoste,
fino

regolarit
II
ci

Sarnelli nel

t.

la

consagrazione episcopale
festa
III,

die la

alla
li.

del principe degli aposto-

della statura sia


ti

38 Se la brevit compresa ne'difet-

Egualmente Innocenzo
al

eleva-

che inducono irregolarit.


Cj

to

pontificato aspettare
le

essendo diacono,
quattro

volle
di

tempora
il

IV. Del ministro dell'ordine.


solo

quaresima per ricevere


Dell'et
e

sacerIl

dozio.
stizi

tempo
gli

degl'inter:

vescovo
ordinario

consagrato
del

il

per ricevere

ordini, vedasi
et interstidis

ministro
dal

sagramento

Allalii,

De

aetale
>

in

dell' ordine,

collatione ordinimi, etiam

apudgrac-

concilio

punto di fede deciso di Trento, e fondato


e sulla
tradi-

cos servandis, \.on\ae


Concil.
ni,
t.

II, p.

1021
p.

i638. Labb, e Lamberti-

sulla sacra

Scrittura

zione.

Un

semplice prete pu esse-

cessario

29?. 7. nePatrimonio o Benefizio [Fedi); a chi non l'avesse Innocenzo XI comand che non si conferissero ordini, rinnovandone
Instit.

58

re

un

Titolo o

il ministro degli ordini minori per commissione del Papa, come fe-

ce sco

s.

Celestino

con

fr.

Francefiglio

d'Apt per Lodovico


II

di
di-

Carlo

re di Napoli, e

com'

la

legge

si

fa

a titolo di povert
8."

mostrato

dal

concilio

di

Trento,

nesjli

ordini mendicanti, e di missio-

dall'usanza de'cardinali

ne

ne' missionari.

Bisogna

farsi

ordinare successivamente e per gra-

non vescovi ne'Ioro titoli, finch Innocenzo Xlt non tolse loro tal privilegio, e da

68

ORD
i

ORD
ordini
s.

quella degli abbati de'cistereiensi,


quali conferiscono
i

quattro

minori; dall'abbate di

Paolo dei cassiuesi cui Benedetto XIII concesse conferirli in un alla cresima ai

Ninno pu essere lecitamente ordinato se non che dal suo proprio vescovo, o da un alti

soltanto.

tro col
ria,

di

lui

permesso o dimissoil

come determin

concilio di

monaci loro
cesani

soggetti, e sudditi dio-

Trento. Bonifacio Vili, seguito dal

dell'abbazia; dall'abbate di
Cassino, dall'abbate di

Monte
te
s.

Vergine, e dal
Spirito
ai
il

Moncommendatore di
regolari,

quarto concilio di Milano tenuto da s. Carlo, distinse tre sorta di vescovi

propri,

quello

della

nascita,

canonici

fu

quello del titolo o beneficio, e quello del

accordato
sura
e

conferire la prima ton-

domicilio, e meglio dicesi

gli

ordini

minori

per

Dimissokia.

Un

vescovo pu ordi-

non
colt
gli

dire di altri,
al

Leone
ai

die fa-

priore d'Aviz di conferire

ordini

minori

suoi

sudditi

Prima che nelle vicinanze di Gerusalemme vi fossero vescovi cattolici,


il

nare un individuo che non appartiene alla sua diocesi, dopo ch'egli lo ha per tre anni nella sua casa, e purch gli dia un beneficio senza

alcuna

frode

nel

tempo

della
il

guardiano del s. Sepolcro conferiva la prima tonsura, gli ordini


p.

sua

ordinazione,

come

prescrisse
II

concilio di Trento.

In quello

di

minori e la cresima. Molti teologi portano lo stesso giudizio del suddiaconato, alcuni del diaconato, ed
alcuni altri del sacerdozio
,

Lione, Gregorio
tere

cio che

X decret, non poun vescovo lecitamente ordinare un individuo di diversa diocesi, al quale ha dato un beneficio
coll'intenzione di

un prete pu esserne ministro per


pontificia autorizzazione;

ordinarlo, senza

il

ma

secon-

la di

do l'opinione pi comune, ch' quels. Tommaso, un semplice prete non pu conferire validamente n il diaconato, n il sacerdozio,
perch
vescovi:
vilegio
siffatto
si

permesso del suo proprio vescovo, o del capitolo in occasione di sede vacante, e dopo uu anno dalla vacanza della sede vescovile, purch quello
a cui
si

rilasciano

le

dimissorie sia

potere riservato

ai

vincolato da benefizio ricevuto o


riceversi.

da

tiene per

dubbio

il

pri-

che dicesi concesso da Innocenzo Vili agli abbati cistereiensi,

Maidalchini cardinale, dissi come Innocenzo XI difficilmente san il difetto di sua ordinazione,

di

conferire

il

diaconato. Ai Coera lecito ordina-

eseguita senza

la

pontificia diil

repiscopi (Fedi)
re
lettori,
il

missoria.
rilasciarle

Le
a

dimissorie
tutti
i

Papa pu
e

esorcisti,

suddiaconi,

cristiani,
si

ad
esse-

quando

suddiaconato nella primitiva Chiesa era annoverato tra gli


ordini minori. Si

Ordinazioni de'Pontefici

detto

nou potere senza sua


re
gli

licenza

pu consultare il Sarnelli t. VI, lett. 29 Se chi non vescovo possa ottenere dal Papa
:

promossi ad ordine pi ordinati dal Papa, e di


eseguite
dai

degno
quelle

ordinazioni

Pontefici.

la
cri.

facolt di conferire gli ordini sa-

A' loro
greci,

luoghi parlando de' vescovi

della

podest
,

degli
di

abbati

armeni
furono

e maroniti residenti

sacerdoti
gli

e benedetti

conferire
il

in

Roma, dicemmo come


ivi
i

dai

Ponconfe-

ordini minori, ai quali


di

con-

tefici

destinati a

cilio

di

conferirli ai

Trento restrinse il potere monaci loro sudili-

rire

sacri

ordini a quelli del lo-

ro

rito.

Sulle ordinazioni scambie-

ORD
voli
latini

ORD
latino,
di

69
sagrificio

di

greci nel

rito

di

zione apostolica
dini
della
gli

il

conferire gli or-

nel

greco,
i

anche

ordini

sacri

col

digiuno e
cos

maggiori, e che

vescovi latini orloro


diocesi,

messa;

furono
e

ordinati

dinano
veggasi
Italia.

greci

nelle

il

Rodot, Del rito greco in

Barnaba. Il Papa s. Anacleto decret che gli orpubblicamente dini sacri fossero proprio vescovo, conferiti e dal
apostoli

Paolo

6 V.
si le

Del luogo
pene

e del

tempo

in cui

ed altrettanto
s.

ordin

il

Pontefice

conferiscono gli ordini, e deldi coloro

Zeferino.

Gli

ordini maggiori detfel

che ordinano

vono

conferirsi

sabbato

delle

e che sono ordinati contro le leg-

gi ecclesiastiche, e di quelle fatte

dalla Chiesa sull'idoneit dei


agli ordini.

promovendi

Quattro Tempora (Fedi), nel sabbato sitientes della settimana Mediana (di tali denominazioni si pu vedere il voi. Vili, p. 277 del Dizionario) precedente alla

domenica
santo.

Un

vescovo

non pu ordinare
il

di

Passione,
tale

nel sabbaio
fosse
il

fuori della sua diocesi senza

per-

Se

tanto

concorso

messo del vescovo diocesano, quan-

degli

ordinandi, che tutti non po-

do anche
esentati,
cilio

lo

facesse
il

in

monasteri

secondo

disposto del con-

di

Trento. Nel 17.53 fu stam-

pata una lettera di Benedetto


al

XIV

di
le

Guadagni suo vicario Roma, sopra un trattalo nel quaun religioso pretese di mostrare
cardinal
i

nel sabbato, o per impedimento, potr protrarsi l'ordinazione alla domenica susseguente, continuando il digiuno del sabbato, tanto il vescovo che gli ordinandi. Anticamente le
tessero ordinarsi

altro legittimo

ordinazioni
sera,

si

facevano
vigilia
si

il

sabbato

che
nelle

cardinali

vescovi suhurbicari,

perch

la

che comincia

loro private cappelle di

Ro-

in

detta sera
della

finiva nella matti-

ma
gli

possono conferire
al

la

tonsura e

na

ordini miuori, senza chiedere la

dissero

domenica, per cui molti che le ordinazioni si facedomenica. La nuova


disci-

licenza

de
lo

il

Roma, laonPapa dichiar a norma del


vicario
di

vano

la

plina di ordinare la mattina del sab-

concilio di

Trento, potere
la

essi

soai

conferire

prima tonsura
o
diocesani,

bato forse nacque dalla trasposizione dell' uffizio. Dimodoch, siccome


1'

propri dipendenti

co-

me
Di

dissi

Roma.

Cappella e Palazzi Tal concilio revoc ai


di

uffizio di tal mattina corrisponde o quello della vigilia, che si cominciava la sera, cos corrisponde

cardinali

l'indulto
gli

conferire la

l'ora delle mattutine ordinazioni al-

prima
nelle

tonsura e

ordini minori

loro chiese titolari in

Roma,

ma

gravissimi

dottori

sostengono

non intendersi revocato per riguardo ai propri famigliari. Gli ordini maggiori devono essere conferiti solennemente nella chiesa cattedrale, o almeno nella chiesa principale in
presenza del clero, in pubblica ordinazione
nella

delle vespertine, che si facevano anticamente. Vedasi il Sarnelt. VI, lett. 22:-Qual sia la doli menica Mediana, e delle ordinazio-

l'ora

ni

ne' sabbati de' quattro

tempi.

Si conferiscono gli ordini in di sabbato,

giorno

perch questo giorno dedicato allo Spirito Santo, cui doi

ni

si

messa

di tracli-

ne.

compartiscono nella ordinazioIl solo Papa esente da que

7o
ste

ORD
prescrizioni, e colla

ORD
pienezza di

no

il

suddiaconato

e diaconato a

sua potest pu anche dispensare i vescovi in favore degli ordinandi.

Cesare Borgia, ed a Giovanni Borgia } con dispensa di Alessandro


loro zio, clie poi
li

VI

Facendosi ne'primi tempi della Chiesa le ordinazioni solo in dicembre, novelli ministri della Chiesa acci
i

cre cardinali;
la

e
gli

rinunziando
poi

il

primo
di

porpora,
degli
si

permise anche
alla
si

ammogliarsi.
fare

rinascessero con Cristo, per la rnoltiplicit

Rispetto
ordini

collazione
e

degli

ordinandi fu d'uopo
tempi, prima in
di

minori

pu
la

fa

aggiungere
le

altri tre

sovente
e.

secondo
feste
si

disposizione del
di

primavera, o mese

marzo o

apri-

De
in

eo, ne'giorni

domenica e
gli

ne'delti sabbati silientes e santo,

nelle
cesi

altre

sonovi delle dioor-

poi nell'estate nella settimana avanti

cui

usa conferire

la

Pentecoste, e nell'autunno nel

dini
lia

minori nel venerd sera, vigidel sabbato de' sacri


in

pi

settembre, ricorrendo ne'detti temdigiuno, del quale parlasi a il

cui

si

fa l'ordi-

nazione

ordini
gli

maggiori.
ordini mi-

Quattro Tempora, essendo doveroso


che
sero
la
le

Non

occorre conferire

sacre ordinazioni
il

si

celebras-

nori in

tempo

di

messa, ed ancor-

previo

digiuno.

Veramente

ch non digiuno,
il

ma

debbonsi condiocesi.

Pasqua non
gli
I,

trovasi nell'enume-

ferire ne'limiti della

razione de'tempi prescritti per conferire

Saruelli

t.

VI,

lett.

Vedasi 23: Seposminori

ordini
epist.

sacri,

fatta

Gelasio
Bruttios
s.

9,

ad
e.

episc.
1
1

et

Lucaniam,

da s. per e da

sano

conferirsi

gli

ordini

Zaccaria nel concilio


e.

743,
op.
s.

1.

Alcuni autori
ci,

romano del hanno con-

chiuso da

col p.

Quesnello, in

Leon, disser. 3, n. 5, et not. in ep. II, e col p. Mabillon, Uus. Ilal. t. II, p. io4, che ab antico la Pasqua ossia il sabbato santo non fosse uno de'tempi destinati per la collazione de'santi ordini. Tuttavolta abbiamo che s. Zenone vescovo
di

dopo pranzo in giorno festivo; risponde affermativamente, quanto alla validit; quanto all'essere lecito, bench la rubrica dichiara in mane tantum, crede si debba intendere per le ordinazioni pubbliche, non
per
le

private

e nella cappella epipel


riflesso
gli

scopale,

anche
di
il

dell'uso

introdotto

conferire

ordini

minori
ti

venerd a vespero, avantempi.


Della
greci.

le

ordinazioni de'quattro

Parla poi degli ordini minori presso


i

Verona, morto nel 38o, per Pa-

greci, nel

t.

Vili,
tonsura,
si

lett.

squa faceva le ordinazioni, e secondo tutte le apparenze cos in molte altre chiese. Che gli ordini maggiori

tonsura

chiericale
alla

presso
il

Quanto
i

pontificale

richiede che
giorni, in

possa dare in tutti


in

non devono
delle

essere

conferiti

fuori

qualunque ora ed
luogo, perch
essa

quattro

tempora,

senza

un

qualunque
,

non

motivo considerabile, lo statu pure il concilio di Bordeaux del 1624; e che non si devono conferire a chicchessia due ordini maggiori nello stesso giorno, quello di Trento Jo comand. Prima di questo, ed ai 26 marzo 493, il cardiuale Aleslandrino confer nel medesimo gior1

ta,

secondo l'opinione pi abbracciaordine, ma preparazione agli orpersonale,

dini; ed essendo atto di volontaria

giurisdizione

pu

il

vedio-

scovo conferirla anco fuori di


cesi.

Ordinariamente
la

vescovi con-

feriscono

tonsura nell'episcopio,
la

qualora uon

dauuo

in chiesa col-

ORD
le

ORD
s.

71
necessari
della
l'istru-

altre ordinazioni. L'arcivescovo

circa

misteri
i

pi

Carlo

desiderava che
i

tutti

preti,

fede cattolica,

costumi
si

e
fa

come
so

vescovi, facessero l'anniver-

zione necessaria, che


le

in tutte
cle-

sario della loro ordinazione, persua-

diocesi dagli

esaminatori del

che questa santa pratica servirebbe di molto a conservare lo spirito sacerdotale, che deve di conti-

ro:

forse deriv

quando

il

concilio

JViceno

del 325, prescrisse non I doversi ordinare alcun prete senza

nuo animare
Circa
le

ministri

dell'altare.

esame, o (piando in quello di Cartagine del 398, in cui


stabilirono
l'

pene di coloro che ordinano e che sono ordinati contro concilii ed Papi hanno le leggi, tempi gravi pedecretato in tutti ne. 11 concilio di Calcedouia decrela pena della deposizione conta
i
i

2i4 Esame (Fedi)


essere

vescovi

de'pro-

movendi con
de'chierici

vietare l'ordinazione

senza

esaminati

dai vescovi colla testimonianza del

tro

l'ordinatore e

l'ordinato;
la

il

quinto d' Orleans porta


lo
i

pena di

popolo, altrettanto statuirono pel vescovato; decreto che rinnov Clemente Vili. Gli antichi esami si
facevano nel mercoled, ed
i

sospensione per cinque mesi, e queldi

proi

Trullo ordina la deposizione:

movendi
monianza
mi, acci
degni.

si

proponevano come

ve-

Pontefici

Clemente IV e Bonifa-

scovi al popolo, perch

desse testi-

cio
lio

il confermarono. 11 conciTrento autorizza queste diTerse pene, come pure concilii di Milano sotto s. Carlo , di Bordeaux nel i583, d' Aix nel i585. Avendo Sisto V nel i585 pubblicato

Vili

delle loro virt, e costu-

di

restassero
il

esclusi

g' in-

popolo l'approvava, pronunziava 1' acclamazione Dignurn est, justus est. Questo rito pure in uso presso i greci. Gre:

Quando

severissime

leggi

contro

chierici

gorio

XV

decret che nel regno di


si

mal promossi, e contro vescovi promovendi, Clemente Vili colla bolla Romanuin Ponde' 28 febbraio tificali 1596, le
agli ordini sacri
i

Napoli

niuno

ammettesse

alla

prima tonsura e ordini minori, se prima non fosse stato denunciato il nome dell' ordinando dal proprio
parroco in chiesa, per fare inquisizione di sua vita e costumi. Questa disciplina si eseguisce anche per
gli

moder riducendole
cri

a termini de'sa-

Analoga bolla emanarono Urbano Vili nel 1624 agli 1 1 novembre, e Innocenzo XII nel 1694. Alessandro VII, Innocenzo XI e Clemente XI comandarono
canoni.
agli

ordini maggiori nelle chiese, cole

me

pubblicazioni de'matrimoni,

ordinandi
giorni
di

di

Roma

di

fare

cio tanto nella chiesa parrocchiale, quanto in quella ove si deve fare

dieci

Esercizi

spirituali

dai

Gesuiti o alla Missione (Fedi)


i

l'ordinazione, in tre diverse feste; dicendosi essere obbligati chi conoscesse

per degnamente ricevere


dini, utilissima opera,

sacri or-

qualche
concilio di

canonico

impediprescri-

che molti veloro dioce-

mento
ve
il

a denunziarlo,

come

scovi introdussero nelle


si.

Trento.

Come

si

Per

l'

idoneit

de'

promovendi
il

debba intendere
li

la risposta di

quel-

agli

ordini sagri,
dell'

antichissimo

che
al
,

costume
lio

esame di essi Chiesa, prescritto anche dal


di

nella

di

vescovo,

conci-

degni
al

rappresentano gli ordinanaffermando essere spieg Innocenzo IH lo


Auriense.
Sull'

Trento, cio l'interrogazione

vescovo

esame e

72
idoneit
de'

ORD
promovendi
,

ORD
vedasi
il

monie sagre
sciplina, e

dell' ecclesiastica di-

Macri, Not. de voc.

verbo

Orilo.
si

L'esame
sentano
lui

di

tutti

quelli che

pre-

agli

ordini, appartiene di

diritto al

vescovo,

poich spetta a

stesso ordinarli, ed a
di

ben guarsacri

dare
ni

non conferire
ne
sugli

ordi-

a coloro che

sono indegni,
antichi

diritto
cilii,

fondato

condi
l'e-

e in particolare
il

su

quel

Trento,

quale prescrive pure


ai

same

ai

concorrenti

benefizi

in

ad illustrazione de' sagri dommi, premettendovi il suo commentario, ove parla ancora de' vari autori degli ordini romani e di altri libri rituali della chiesa romana. Ecco il novero degli Ordini romani. I. Ordo romanus de missa ponAppendix de officiis a tificalis. Coena Domini usane ad Pascila. II. Ordo romanus de missa pontificali. III. Ordo romanus de missa
item pontificali.
veteris ordinis

cura d'anime. L'esame di quelli che aspirano ad essi e agli ordini

IV.

Fragmentum

non deve
rili

limitarsi

ad alcune

ste-

pontificali.

questioni,

bisogna

soprattutto

entrare eziandio nel particolare dei

V. missa episcopali priinus. VI. Ordo romanus de missa episcopali secundus. VII.

romani de missa Ordo romanus de

costumi,

delle

inclinazioni,

della

Ordo

scrulinii

condotta, degli studi, delle preghiere


e degli altri
dasi
esercizi

di

piet.

Ve-

seu de baptismo. Vili. nus de ordinationibus

ad eleclus, Ordo roma-*


sacris.

IX.

Francesco

M.

slruzione del clero

Campione: Iper ogni esame

da

subire avanti l' ordinario, Roma 17 io. Aloisio Togni apostolico rocleri

Ordo romanus ejusdem argumenti. X. Ordo romanus de triduo ante Pascha. XI. Ordo romanus alidore to

Benediclo canonico

s.

Petri, sot-

mani
pr
ut vel

esaminatore

lnstructio
sitbituri,

Innocenzo

II.

Johannis

Papao

iis,

qui sani

examen

ad

ecclesiaslcos ordines pr-

moveantur. vel

ad audiendas

con-

fessiones fidelium, atque etiain ino-

nialium approbenlur, vel animarum curae praefcianlur. Editio secunda, R.omae 189.4. Vedasi inoltre il p.

diploma de basilica s. Pctri. Excerpta ex libro Petri Malli i de eadem basilica. XII. Ordo romanus auclore Cencio cardinale, sotto Celestino III, poi Papa Onorio III. Breve recordationis de consueludinibus altaris
nensis.
s.

AVA

Salvatoris

latera-

Chardon, Storia de' sacramenti t. 1, dell' Ordine Sarnelli, lib. I e II.


Leu.
forte
eccl.
il

t.

II, lett.

i\: Quanto

sia

legame dell' ordinazione. Lett. 4g, t. VII Quale scienza si ri:

Caeremoniale romaman editimi jussu Gregorii X. XIV. Ordinarium S. R. E. auclore, ut videtur Jacobo Gaietano cardinale, praemissa capitulatione, sotto BoXIII.
nifacio

chiede per
clesiastici, e

le

dignit e ordini ecsia la

Vili.

XV.

Liber Petri A-

che cosa

sapienza.

melii episcopi

Senogallicnsis, prae-

ORDINE ROMANO, Ordo


manus. Antichi
libri

Rodella

missa item capitulatione, sotto Gregorio XI.

rituali

XVI. Index sollemniunz


et
I.

santa romana Chiesa, detti volgar-

mente ordini
versi

romani,

scritti

in di-

tempi, che il dottissimo e benemerito p. Mabillon riun in un sol corpo e pubblic nel t. II del

Musei Italici, ad

utilit

delle

ceri-

stalionum S. R. E. Eglogae Amalarii abbati in Ordinem Romanum. II. Johannis Diaconi Uber de ecclesia Later ancnsi ad Alexandro III. III. ConsLitutiones Laleranenses jussu Grecollectarum,

Appendix.

ORD
gorii

ORD
A a guaimi
Papendenti
istituzioni.

73
di

XI

edtac.

IV.

tenenti agli ordini religiosi o indi-

ad Innocentium Vili sacrarum caeremoniarum, quibus romani Pontifices itti consueverunt. V. Excerpta ex Diario
iridi epistola

da

essi

particolari

in librimi

luoghi si dice de' privilegi concessi largamente agli ordini religiosi massimamen,

Cos

a' loro

Paride de Grassis contra electum Corcyrensem, qui praedictum Augustini librum sub suo nomine vulgavit. Di tutti questi Ordini romani ed
altre opere, e de' loro autori, se

te

dai

romani Pontefici, come del-

l'esenzione dalla giurisdizione vescovile, cui primi a concederla fui

rono Pelagio
altri
;

ne

I s. Gregorio I ed pi laidi estese esenzioni ac,

tratta

in

moltissimi

articoli.

Sugli
il

cord
indi
di

agli

ordini regolari

Leone

Ordini romani molto


caria, Biblioth.

scrisse
t.

Zac-

nei concilio generale


in

Ritual.

I,

p.

169
r-

Lateranense V, parte modificate da quello

e 357, item

Ordo

seu

Rituale,

Trento,
alla

come

immediatamente

ORDINE RELIGIOSO,

Ordo

soggetti

igiosus. Congregazione di religiosi che hanno uno stesso capo, una stessa regola, uno stesso abito ed una

santa Sede. Gli ordini religiosi hanno quasi tutti un cardinale

per protettore,

il

quale gode facol-

t e giurisdizioni: nelle
tificie

stessa

maniera

di

vivere.

Corpo

e
al

Cappelle pon(Fedi) hanno luogo gli abbati


regolari,

societ di

persone

che

tendono

generali degli ordini monastici e canonici


siliaui,

perfezionamento della vita cristiavoli solenni di pona, mediante vert di obbedienza, di castit, e la sommessione ad una regola dalla Chiesa approvata. Si possono rii
,

come

cassi nesi,

barego-

mechitaristi,

canonici

lari lateranensi,

monaci camaldolesi, vallombrosani, cisterciensi, Olivetani,


vesti-ini,

sii

girolamini,
generali

ec.

geneordini

durre
generi

gli
:

ordini religiosi
,

a
,

cinque
cavalieri

rali

vicari

degli

monaci

canonici

mendicanti, come domenicani, minori osservanti, conventuali, agostiniani, carmelitani calzati, serviti,

e ospedalieri, mendicanti e chierici


regolari,

oltre le

gregazioni

ecclesiastiche.

comunit o Di
degli

contutti

minimi o
della

paolotti

della

mercede,

questi generi, dell'origine di ognu-

redenzione degli
ss.

schiavi, cap-

no, e perci di quella


religiosi,

ordini

puccini, della

Trinit calzati, car-

di

quelli

non

solo esistenti,

melitani

scalzi,

ec; ed

procuratori

ma
rici

estinti

o soppressi, se ne tratta
articolo,

generali de' suddetti


stici

ordini

mona-

ad ogni loro

oltre

gene-

e relativi,

come Monaco, CaOrdini


re-

mendicanti: quali poi sono quelli che v' intervengono ed ove


e
si

nonici regolari, Cavalieri,


lari, Congregazioni di

siedono,
Ivi
si

tratta al citato articolo.

militari, Mendicanti, Chierici rego-

comunit

ligiose

Comunit

ecclesiastiche,

quali procuratori genefanno in detta cappella il sermone, ed anche a Mendicanti, ove


dice
rali

Frate, Religioso, Oblato, Converso, Laico, Donato, Disciplina regolare, Eremiti, Eremo, Monastero, Convento, Capitolo generale, Generali, ed altri numerosissimi articoli
;

specificai quali chierici regolari

men-

dicanti ora

sermoneggiano, bench non intervengano alle funzioni


vi

e cappelle

pontificie.

Ad

ogni ordi-

ne, riforma e congregazione religiosa


si

altrettanto dicasi

delle

Mona-

parla

delle

parziali
le

che, Religiose e loro istituii appai'

rente de'

membri che

benemecompongo-

74
santit,
nelle
il

ORD
dignit
ecclesiastiche

ORD
trovano riprensibili
:

no, e dei loro uomini grandi nella

tanto pi che

trattandosi di corporazioni religiose,

compreso
li,

pontificato, nelle scien-

re ed anche nelle arti; in quelli che

massima parte non cedono a chi


la

de' loro individui


si

sia

in probit,

riguardano degli immensi vantagrecati


i

in

scienza, in rettitudine.
tal

Giova

ri-

gi

in

tutto

il

mondo

in

portare su

proposito

il

sentimen-

tutti

tempi, colla difesa de' doni-

mi

cattolici

contro

gli eretici

e scisdella

malici, e

colla

propagazione

to d'un filosofo che non era ligio certamente a quelle corporazioni, Voltaire. Non si pu negare che
nei chiostri
delle grandi
vi

lede a mezzo de' religiosi missiona-

sieno

sempre
vi

slate

mantenimento e incremento di essa, non che con l'incivilimento


ri
,

virt.

Non

tuttora

delle nazioni,
il

essendo innumerabile
;

novero

de' martiri
le

non
accuse

senza

monastero che non racchiuda delle anime grandi, che fanno onore alla natura umana". 3. Che la societ

confutare
gli

principali

che

debitrice agii ordini religiosi d'iti-

eretici, gl'increduli

ed

cattivi

finiti

vantaggi;

della conservazione
lettere e delle

cristiani
ligiosi.

fecero contro

gli

ordini re-

propagazione delle
del

Perci

solo

ci

sembra

op-

scienze,

progresso

della coltura

portuno, per non fare ripetizioni e per dovere di brevit, riportare quauto in argomento si legge nell'inaportaule ed utile opera del canonico

de' terreni, della educazione

morale

e scientifica di

un immenso nume*
,

io di giovani; del soccorso a innu-

mere voli
degli

indigenti

dell' assistenza

Francesco Bronzuoli fiorentino:


tuzioni cattoliche,
ordini
regolari.
sez.

Isti-

d'infermi negli ospedali, de! riscatto


schiavi presso
i

89,

i,

degli

baruari, della
la
,

costumatezza de' popoli, mediante


predicazione
della

Onde
gli

stimare e rispettare debiordini religiosi,


e

divina
del

parola

tamente
sura

non
di

l'amministrazione
della
alle

sacramento
prestata

restare ingannati dalla ingiusta cen-

penitenza,

l'assistenza
in

che
si

contro
,

di

loro

non

parrocchie
e

soccorso de' pari

rado

avventa

siano inutili alla societ,


riflettere,

che d'uopo conforme ne insegnano la


fa
i.

specialmente

rochi,
gli,

l'esortazioni,

mediante ancora buoni


i

consi-

esempi.
e

4-

Che

le

orazioni
alle

private

co-

fede, la storia, l'evidenza.

Che

mun, unite
ed
poli
il

astinenze e

a pe-

lddio padrone com'egli di tutte le sue creature, Iddio che ha creato


le

nitenze rigorose,

sono

il

massimo
i

continuo vantaggio che


riportano dalle comunit

poreli-

ragionevoli per essere da loro


e servito su questa terra,

amato
diritto

ha

giose, e

pel quale ogni saggio le sii-

(e chi mai oserebbe di con? )

ma
no no
geli

e moltissimo le apprezza. Di giore di


la
i

traslarglielo

di

scegliere

fra esse

notte

si

alza al divin troi

un numero

e destinarle

ad
lui, e

essere a pie-

loro prece, ed allontana

fla-

unicamente occupate di stargli un servigio pi


letto delia
stizia

che

si

scaricherebbero

sulla

diretto, perle

scelleratezza de' popoli, e richiama-

continuo in tutte
2."

azioni
ingi-

loro vita.

Ch' un'

no benedizioni sulle citt e famiglie; e bene spesso nel tempo che i


censori e nemici de' religiosi
s'

ingiuriosissima

vilipendere ed

im-

insultare tutto intiero

un

ceto
esse

di
si

mergono

infino a
la

gola nei

peccati,
giustizia

persone,

perch

alcune di

e provocano

tremenda

OIID
di

ORD
essendo
di
la

Dio,

le

orazioni di quelli otten-

professione della vita

7? mo-

gono loro clemenza e misericordia. Questo vantaggio si ha specialmente dalle comunit dedicate alla contemplazione
e

nastica e regolare, che

l'osservanza

alcuni consigli, proposti dal fon-

datore della Chiesa Ges Cristo nell'evangelo, a quelli cio

dai sacri

asili

delle

che
pi

desi-

monache
gia
si

".

Sulle benemerenze degli


loro

derano menare una


fetta

vita

per-

ordini religiosi e della

apolo-

di

quella del

comune
della

de' cri-

pu leggere
p.

il

discorso pre-

stiani.

Dal
vi

principio

Chiesa
del-

Flaminio Annibali da Latera minore osservante Coni' pendio della storia degli ordini reliminare del
:

sempre

sono state
tal

persone
le

l'uno e dell'altro sesso,


siderose di

quali desi

perfezione,

obbli-

golari esistenti >

Roma

1790. Tra

le

garono volontariamente ad osservare


i

altre cose rileva, che tra gli otto principali dottori della Chiesa, sei
religiosi,
i

detti

consigli.

Sono

questi

fra

furono

gli altri, la

povert,

la castit

e l'obtutti
i

tre de' greci, cio ss. BaGregorio IVazianzeno e Gio. Grisostomo: tre de' latini, cio ss. Gregorio I, Girolamo ed Agostino. Noi vi aggiungeremo ss. Tommaso d'Aquino e Bonaventura, non che i
silio,
i
i

bedienza, che per essere di


principali

sono

il

costitutivo e l'esre-

senza della vita religiosa d'ogni


golare istituto. Se
la

professione dei

ss.

Pier Damiani e Bernardo, dichia-

rati questi dottori della

Chiesa a'tempi
degli

pi

nostri.

Tra

le

dissertazioni

mentovati consigli fu proposta e confermata da Ges Cristo eziandio coll'esempio, egli pu dirsi per conseguenza della vita monastica e regolare autore e maestro. Molti Pontefici,

recenti e apologetiche
religiosi,

ordini

padri,

concilii

scrittori

ri-

ne citeremo ue: Discorso del marchese Carlo Aulici pronunziato in

Roma neW accademia


il

di

religione cattolica,

d 11 giugno
l'argo-

1826,

Imola 1826. Eccone


.

conobbero per fondatori della vita religiosa gli apostoli, perch furono i primi a professare la nuova filosofia portata da Cristo al mondo , ignota prima a tutti i sapienti del
gentilesimo.
Altri

mento
golari

Gii

ordini

monastici
le

re-

riconoscono
s.

per
Gio.

favoriscono

scienze, le arti,

principe de' monaci anacoreti


Battista,
vita

l'agricoltura, l'istruzione pubblica,

come ombra
la

e figura della
al

e porgono
alla

sollievi
Il

all'infermit

monastica,

quale
il

tempo
compidal-

miseria.

p.

Giuseppe Palma
1

degli apostoli

ricev

suo

carmelitano, poi vescovo d'Avellino,


nella

mento.
la

ci
s.

particolarmente

detta accademia a' 2


il

luglio

l'evangelista

Marco, che fondando


per-

i836 pronunzi fesa degli ordini


calunnie de'

Discorso in dicontro le
legge negli
voi.

chiesa d'Alessandria colla converfede d'innumerabiii


si

religiosi,
si

sione alla

libertini;

sone, molte di queste

proposero
i

Annali
IH,
p.

delle scienze religiose,

subito di osservare oltre

precetti ritiran-

4o6.
degli
la

anche
ordini
religiosi

consigli

evangelici,

L'origine
gli

dosi nella solitudine alla


tutte
le

pratica di

principalmente
articoli,

descrivemmo nee Disi

virt, chiamati

Terapeuli}

Monache, Monaco

antichi solitari chiamati


sceti.
I

anche ApropaPaolo pri-

sciplina regolare,

d'oriente, che

principali
il

di

questi
:

d'occidente, e deriva dai primi


pi della Chiesa, altro in

tem-

garono

monachismo
il

s.

vero

non

mo

eremita verso

2 5o o

25q

in-

7 f>

OKD
la

OKD
religiosa
;

cominci
so

sua

vita

s.

versila del

degli

istituti

all'osservanza
rigoro-

Antonio patriarca
il

de' cenobiti, vertale vita, e sotsi

buon ordine, proibiamo

270 abbracci
;

to la di lui direzione

formarono
le

molti monasteri
fezion l'istituto

s.

Basilio poi per-

monastico dopo
s.

conferenze avute con


cui

Antonio e
pel
s.

suoi

discepoli.

Quindi
regole
1'

1110-

nachismo
nio (cui
de' primi
serto,

scrissero
si

Anto-

attribuisce

istituzione

samente d'inventarne di nuovi; ma chiunque vorr praticare la vita regolare, abbraccer una delle regole che sono approvate ". Dai nominati ordini derivarono diverse riforme, ed in gran numero dal francescano. Nello stesso secolo XIII ripetono l'origine gli ordini de' serviti,
de' rnercedari,

cenobi de' monaci nel de1'

de' trinitari.

Nel

se-

come

istituzione

della

vita

colo
di
ti

XIV

regolare nelle sacre vergini, bench


la

s.

venne approvalo l'ordine Paolo primo eremita, e fondae

loro origine

risale
s.

ai

primi temin

quello de' gesuati, quattro de'gi-

pi della Chiesa),
s.

Basilio in oriente,
:

rolamini,

quello

di

s.

Brigida
istituiti
i

Benedetto

in

occidente
dagli
e

pro-

Nel
1'

secolo
e

XV

furono

cesso di
tali

tempo

ordini

oriene occi-

minimi;

ne' primi

anni del

XVI

Antoniano

Basiliano,

ordine ospitalario

de' benefratelli.

dentale Benedettino derivarono altre

congregazioni monastiche, ed in gran

Ne' primordi del secolo XVI s. Gaetano fu il primo che radun una
congregazione di
indi
chierici
i

immero
secoli

dall'

ultimo. Sino dai primi


regola
1

regolari;
,

colla

di

s.

Agostino
regolari di

furono
i

istituiti

barnabiti
chierici

assai

fiorirono

canonici

somasohi,
lari
i

gesuiti,
i

rego-

moltissime congregazioni; pi lardi e


verso
lieri
il

minori,

ministri

degl'infermi,

declinar del secolo

XI

cava-

eludici
gli

regolari

della

Madre

di

ospedalieri e militari, aumentali


le

Dio,

scolopi.
in

Le

congregazioni di

per
e

Crociate (Fedi), con regole difdi

sacerdoti

ferenti
voli

qualche

ordine
voler

religioso

rono
secolo

coi

filippini

comunit incominciadopo la met del


nel secolo seguen-

solenni.

dire

delle

XVI,
i

poscia nella fine di es-

principali

istituzioni,

mentre lungo
,

so coi dottrinari;
te

sarebbe

tutte riportarle
istituiti gli

nel secolo

prima

pii

operai,
della

poscia

gli

o-

XI
si

vennero

umiliati,

che

ratoriani, quelli

missione e le
secolari.
i

esercitavano nelle manifatture di


nel tingere
i

congregazioni
Nel
secolo

de' chierici
si

lana e

e
;

sodare
i

nelle

XVI II

fondarono
frati

gualchiere

panni

ed

certosini.
11

passionigli, redentoristi, fratelli

delle

Ne' primi anni del secolo XI rono approvati dalla santa


gli agostiniani,
i

fu-

scuole cristiane ed
nitenza.

della pe-

Sede

Fra

tutte le regole
religiosi
,

formate

carmelitani,! francefrati

per

gli

ordini

principal-

scani,
di

domenicani

mendicanti,

cui furono subito benemeriti In-

nocenzo III, Onorio III, Gregorio IX; Gregorio X per nel concilio di Lione, come avea fatto Innocenzo IH in quello di Laterano IV, proib di fondare nuovi ordini religiosi. Il canone Laleranense dispose:

mente prevalsero quelle composte da s. Basilio, da s. Benedetto, da s. Agostino e da s. Francesco; le quali regole servirono come quattro fonti,
dai

quali

attinsero
tali

le

acque

tutti

quelli

che dopo

santi

fondaro-

no ordini e congregazioni religiose, dopo il disposto dui concilio Late*


raueuse IV.

Opponendosi

la

soverchia di-

ORD
Nel pontificato
la

Oli D
ligiosi,
sti

77

di

Clemente XIII
ordini
rego-

dice:

Il

corteggio d que-

repubblica di Venezia, solto pre-

testo di
lari,
li

riformare

gli

ebbe per iscopo di distruggerinteramente nei domimi della repubblica. Questo operato serv di
la

uomini pi daddovero dediti a Dio costituiva lo splendore della Chiesa. Essa aveavi in ogni tempo trovato w appoggio nelle preghiere di

queste anime fervorose. \ eusciti

funesto esempio per

soppressio-

rano

de'grandi

luminari, dei
Cee,

ne che
di
stati.

poi

fecero

diversi

sovrani
ne' loro

difensori

zelanti

della
vi

ed

parecchi ordini religiosi


Infatti
II

pastori

delle degli

anime
operai

vedevano

nel

Giuseppe
gli stati

con editto
di

1781 l'imperatore impose a


rinunziare ad
case

sempre

pronti a se-

condarli nel ministero della parola

tutti gli ordini

regolari esistenti ne-

ed in tutte

le

sagre

funzioni.
i

Gli
re-

austriaci,

empi
ligiosi

stessi

non negavano che


avessero
s

ogni

unione, dipendenza o connes-

non

fatto

sommi
le ter-

sione passiva

con

altre

reli-

benefizi

allo slato,

per aver dis-

giose e con superiori esteri, tranne


la

sodate e messe a coltivazione


re,
s

comunione
Proib

delle preci e de' suf-

pei

soccorsi

che

somminialle pro-

fragi.

gioso di recarsi

aucora ad ogni reliad alcun capitolo


convocasse fuori degli
leggi

stravano alle campagne ed


vincie,

generale o assemblea, che dal proprio ordine


stati
si

dove molli villaggi, molte terre e molte citt ancora dovevano la loro origiue e la coltura dei
loro terreni allo

austriaci, oltre altre

re-

stabilimento

dei

strittive

per

gli

ordini

religiosi

per

le

monache. Indi
abolendo
la

l'imperatore
ai

rimise la dispensa de' voti


vi

vesco-

ancora per le scienze, delle quali essi per una lunga soli deserie di secoli erano slati
monasteri, e
s
i

diocesani,
i

l'

esenzioni

positari ".

Malgrado
agli
la

tutte
1

queste febbraio

ed
vari

privilegi

de'regolari.

Ebbe
sessi
;

in
di

notorie

verit,

seguito

luogo
di

soppressione
i

1790
di

fu

domandata
gli
i

soppressione
proinu-

monasteri

d'ambo

tutti

ordini religiosi e l'abovoti monastici


il
:

poscia quella

tutte le case reli-

lizione di tutti
test

giose in tutta
austriaci,

l'estensione degli stati

altamente
francesi

clero,

ma
i

mostranze
clinare di

ad onta delle zelanti ridi Pio VI. Verso il detale

tilmente. Conquistando poi


blicani
talia,

repub1'

pressoch tutta
gli

I-

secolo
di

scoppiata la

ovunque abolirono

ordini

funesta rivoluzione

Francia,
i

in

religiosi.

quel legno s'incamerarono


ecclesiastici

Beni

[Pedi) (de' beni de're-

Divenuto loro imperatore Napoleone, tra le innammissibili domande che nel 1808 fece a Pio
VII,
vi

golari

ne parlammo pure a Ma:vo, dicendo del vocabolo Mani morte),


indi
di
si

fu

l'abolizione degli ordini

religiosi
1'

dell'

uno

dell' altro sesso,


1'

procedette alla soppressione


gli

abolizione del

celibato e
delle

abili-

tutti

ordini

religiosi,

ed
del

al-

tazione al

matrimonio

perso-

l'abolizione de' voti monastici e regolari.


11

Bercastel, Storia
t.

cri'

stianesimo

mero
dere
i

36, parlando del nugrandissimo de' monasteri e


in

ne consagrate al culto anche in forza di voto tutto neg Pio VII, ma


to fu di

religioso,

solenne:
il

suo

sta-

nuovo

invaso, indi venne


nel

conventi

cui

si

andarono a chiu-

deportato

prigioniero

luglio
i

membri

di diversi ordini re-

1809. Nel seguente anno

tutti

su-

78
da
ti

ORD
riportai
nel

ORD
voi.

periori degli ordini regolari furono

XL,

p.

i5geseg.
gran ed aldominazioin
stati

Napoleone
in

chiamati a
colla

Parigi

del Dizionario. Successivamente gli

capitale dell'impero francese; giun-

ordini

religiosi

furono
in

detta

citt

forza,

con

parte

ripristinati

Italia

questa vennero
decreto
zioni del

trasportati

subito

trove, soppressi sotto la

in diversi luoghi della Francia.

Con

ne francese, ed anche negli


striaci,

au-

maggio
gli

Napoleone
anche
i

come

in altri,

si

ripristinarono
religiose dei

soppresse tutti

ordini, congregareligiose,

alcune

congregazioni
In

ed

istituzioni

due
dio

sessi.

questo secolo

ezian-

d'Italia

e di

Roma, d'ambo
casa della

sessi.

abbiamo
a'

nuove

istituzioni di

Siccome
locati

nella

Missione
col-

congregazioni religiose, delle


parlasi
di

quali

per ordine del governo furono


circa

loro

articoli.

Tra quelle

venti
in

alunni

del

col-

legio
di
tal

Urbano,

cura de' sacerdoti


per educarli
fu

congregazione
essa

donne, nomineremo quelle del Sagro cuore e le Oliale ospitalieXII; tra re approvate da Leone
quelle di

ed
per
il

istruirli,

non
che

pressa,
fini

interessando
politici

a
si

mai sopNapoleone mantenesse


di

uomini

ricorderemo

gli

Oliali
nerolo,

di

Maria Vergine
della

di Pi-

approvati da

Leone

XI I,

collegio per le

missioni. Distrut-

ta

nel

41

la

potenza

Napotorn
ordini
editto

leone, felicemente
alla

Pio

VII
e con

Carit approvata da Gregorio XVI, il quale canonizz s. Alfonso de Liguori fondaquella


tore dei
di

sua sede,

ripristin gli

redentoristi, la

cui statua
nella bade' prinreli,

religiosi e le

monache,

marmo

stata eretta

de' i4 agosto del

cardinal prefetto

silica

Vaticana, tra quelle


fondatori
degli

della

Congregazione de' vescovi e regolari {Vedi) ordin la restituzione delle case religiose che non aveano cangialo natura ; cos Ro-

cipali
giosi.

ordini

La moltitudine
ordini
religiosi

e la variet degli

ebbe per iscopo di


le

ma

e lo stato

pontifcio

pot ve-

contentare
la

tutte

inclinazioni,

dere riunite tante comunit regoqua e l distate lari, eh' erano sperse e confuse. Nei num. i e 3 1 8 5 ridel Diario di Roma portato il novero de' monasteri e
1

variet delle loro diverse deno-

minazioni non deroga al


stiano,

nome
t.

criil

come eruditamente prova


Lett.
eccl.

Sarnelli nelle
i

8,

lett.

i,

contro
nella

gli

eretici.

Non sono

di-

conventi ripristinati in

Roma

dalla

visi

fede,

dottrina e carit
diversit sia nelle

congregazione de' prelati e ministri perci istituita da Pio VII, donde


poi
si

cristiana; n la
vesti,

sia

nel

nome, cagiona alcuna


piuttosto bellezza nel-

diramarono ad occupar
provincie
i

quelli
le

deformit,
la

ma

delle
ligiose.

religiosi

reria-

Chiesa di Dio, componendosi la


di

In pari

tempo furono
alle

principalissima parte negli unti del

perti

collegi addetti

missioni
si

Signore e ministri
religione. Questi
ligiosi

nostra

santa
re-

degli

ordini

regolari, de' quali

diversi

ordini

parla agli articoli degli ordini


agli ordini e

stessi.

con vari
nejle

simboli

sono
,

de-

Dei compensi accordati da Pio VII


congregazioni religiose,
giusta la
tichi

signati

sagre
dello

lettere

come
corpo

varie

membra

stesso

rendita netta de* loro an-

mistico. V.

beni perduti, va letto quanto

La nuova

Gerarchia ecclesiastica. Gerusalemme o chiesa

ORD
rende simile alla celeste,composta di angeli;e siccome quemilitante
si

ORD
dagli asceti che
li

79

precedettero, poi-

sti

parte assistono,

altri

illuminano,

altri

purgano,
alcuni
altri

altri

sono mandati a
reli-

ministrare, cos
giosi:

degli ordini

ch comune sentenza, che s. Paolo propriamente istitu il monachismo nell'Egitto, s. Antonio lo ordin e regol ; indi parla delle
quattro principali regole e degli ordini
di
s.

tazione,
altri altri
altri

attendono alla medicantare in coro, a


la

che sotto
Basilio,

di esse
di
s.

militano, cio
s.

predicare

parola di Dio,
i

Agostino, di

sagramenti, ad amministrare sono mandati nelle pi remoa

Benedetto e di s. Francesco, registrando principali ordini che in


i

te regioni

convertire

la

gente
fon-

ogni secolo furono


istituto

istituiti,
si

tranne

alla fede, tutti collaboratori nella vi-

quello de' certosini che


particolare.

considera

gna

del Signore.

Sono adunque

Le

dette quat-

datori illustri degli ordini, padri che

tro principali

regole
altre,

servirono di

generarono figliuoli a Cristo, secondo diversi bisogni della Chiesa


i

modello
lo

alle

che come fondafondatori,


isti-

mentali furono
spirito

modificate secondo

ne' deferenti secoli

e ne' vari climi,

de' posteriori
si

con

differenti
ai

opere
ai

buone; avuto
luoghi, ai cosi

e ci che
tuti
:

proposero coi loro


de' certosini
s.

riguardo

tempi,

la

regola

parte-

stumi, alle circostanze in cui

tro-

cipa di
s.

quelle di

Agostino e di
gli

vavano.

Le medesime

ragioni

de-

Benedetto.

Quando

ordini re-

terminarono i Papi ed i principi ad approvare o confermare diversi ordini religiosi, consultando i


i

furono trapiantati da un paese in un altro, vi furono chiamati


ligiosi

e stabiliti

dai

sovrani, dai

vescovi

bisogni e

l'utilit
I s.

della

Chiesa
di

e
s.

o ordinari, dai magnali, dai magistrati

delle nazioni.

due

ordini

civici

e dai
delle

popoli

stessi,

pel

Antonio e
per
si

di

Basilio

bastarono

buon odore
servigi
di

loro virt o pei

gli orientali, perch quelli non dedicarono che al lavoro delle mani, alla preghiera edalla peniteni

particolari
se

cui

che rendevano e ne sentiva 1' utilit. Dunper


falsa

que non
capriccio
di

fu

divozione o

za; in occidente

fondatori

si

propo-

che se

ne vollero avere

sero,
getti,
ti

senza trascurare
1'

que' tre ogac-

utilit

del prossimo in tan-

diversi

modi che abbiamo


Nulla imporla che
e
vari
gli

molte specie in uno stesso luoma per bisogno e comodit del pubblico e vantaggio religioso, di
go,

cennato.
vari
i

siano rego-

che parla

ampiamente
spinto

la

storia.

riti

ordini

Se
all'

ci

fu

talora forse

fino
,

lari nella

Chiesa, perch tutti


in

con-

eccesso,
tal

come
non
i

dicono
se

alcuni

vengono

una
:

fede,

dottrina e
si

di

difetto
la

ne pu incoli

carit cristiana

tuttavolta
diversi

tro-

pare
stessi.

Chiesa,
i

Papi,

vescovi,
gli

v opportuno da
bire
il

l'altro,

Papi proipassaggio da un ordine alper giusti motivi. Quindi

principi,

magistrati, n

ordini

nella

lett.

14

il

Sarnelli

enumeil

E vero che i concilii Lateranense IV e di Lione II proibirono stabilire nuovi ordini religiosi,
ed
se
il

rando
secolo

gli

ordini religiosi a tutto


ricerca

secondo decret che

si

doves-

XVII, ne

l'origine

da
s.

s. Paolo primo eremita e da Antonio patriarca de'cnobiti, e

Papa per l'approvazione di nuove regole; ma si deve riflettere che avanti il primo il
ricorrere al

80
francescano e
il

ORD
ghi

ORD
della loro istituzione, ne'diversi luo-

domenicano erano stati approvati verbalmente da Innocenzo III, onde Onorio 111 eletconcilio non fece che to dopo il confermarli; e prima del secondo
,

donde
ad
sugli

deriv.

Oltre
citiamo
zione,

gli

autori e

storici

che

ogni
ordini
i

religiosa
religiosi

istitu-

posso-

che Gregorio gi approvato


i

lo celebr,
celestini

avea
re-

no consultarsi
gli

seguenti. Storia de,

colla

ordini
e

monastici

religiosi

gola di

s.

Benedetto, onde se pre-

militari

delle congregazioni se-

scrisse divieto

per fondare

altri or-

colari dell'
le

impedire nuove regole, la cui moltitudine poteva in que' tempi portare confusione nella
dini, ci fu per

vite

uno e V altro sesso, con doloro fondatori e riforFrancesco

matori, traduzione dal francese del


p.

Giuseppe
di

Fontana
della

rami de'francescani, formati successivamente, non furono nuovi ordini, ma rifrme di quello gi stabilito, con diffeChiesa.
I

differenti

milanese

chierico

regolare

Dio, Lucca 1737. Questa importantissima opera del p.

Madre

Pietro Ippolito Helyot del

terz' or-

renti o maggiori

austerit

altret-

dine di
ci
nel
ti
i

s.

Francesco, che incominil

tanto era avvenuto coi monaci ed


i

a
i

pubblicare
7
1

primo volume
sessi.

canonici

regolari, e quasi

simili

4-s

C0Q figure rappresentande'

circostanze e

divisamene
diverse
delle

s'inconistituzio-

religiosi

due

Filippo
degli

trano nelle
ni,

altre

Bonanni
te,
ti

gesuita:

Catalogo

cos\

in

quelle
quali

mona-

ordini religiosi della chiesa milita/i'


espressi con immagini e spiegacon una breve narrazione, Ro-

che,

una

delle

santa Teresa

carmelitana
e delle

dell'antica osservanza,

fu fondatrice dei

carmelitani scalzi
scalze.
Il
i
i

ma

1738, quarta
le

edizione.

Nella

carmelitane

b.

prefazione parla di quelli che pub-

Roberto d'Arbrissel
la

istitu

nel

oo
di

blicarono

immagini
degli
abiti

de' fondatori
religiosi, e

congregazione
in

benedettina

e fondatrici
le

ordini

Font-Evrault, e segn

venerazione alla

figure degli

de' religiosi
in

disposizione del Redentore che ass.

delle

monache. Nel 1826

Roma,
:

Giovanni

per

figlio
la

della

divina sua madre,

sottopose
religiosa

con-

secondo l' opera del p. Bonanni, pubblic Giuseppe Capparoni Raccolta degli ordini
religiosi

gregazione ad una
alla

supe-

eh' esi-

riora generale. Finalmente, diversit


religiosi
,

quanto

stono nella

citt

di
all'

Roma,

dise-

dell'

abito degli or-

gnati ed

incisi

acquaforte dal

dini

essi,

generalmente
de' loro

medesimo
la

e coloriti.

Philippou de
et

parlando,
fondatori,

portano quello
alcuni
de'quali
nel
l'abito

Madelaine: Hisloire complete


religieux,

per uil

costumes des ordres millaires,


llasti epies et

mo-

milt vestirono
abbietto;
altri

modo

pi

Paris
:

1841.

proprio del
origine, ec-

Baione Agostino Cauchy


rations

Conside-

luogo
scritte

onde

traevano

cettuate

alcune

modificazioni pre-

Paris

dalla santa
ai

Sede, per quelle


singoli
articoli.

sur les ordres religieux, 844- Questa opera apologetica merit gli elogi degli An1

ragioni notale

nali delle scienze religiose, voi. 19,


p. p.

Le
ri

congregazioni religiose posterio-

i5o. Nel

voi.

usano comunemente
gli

1'

abito che
in

189,

il

eh. ab.

4> seconda serie G. B. Grana die

portavano

ecclesiastici

tempo

l'analisi dell'importante opera isto-

ORI)
rica

ORD
del p.
la
J.

St
parte

ed

apologetica,
:

M.
des-

castit

coniugale.

Una gran

Prat gesuita
tructioit

Essai sur
ordres

des

religiex

en

France au dix-huiticme
ris

siede, Pa-

1845.

ORDINE MILITARE, Ordo


lilaris.

mi-

ordini monastici e mendicanti aggregarono ai loro quelli de' cavalieri, mediante l'osservanza delle proprie regole, con diverse limitazioni proporzionate alla loro condi

Gli ordini militari, religiosi,

dizione e mitigate dalla podest dei


Pontefici che
vilegi
li

ospitalieri,

equestri o cavallereschi,

colmarono

di pri-

sono corporazioni
cavalieri istituiti

o compagnie di dai Pontefici, dare,

gl'imperatori,
principi
sioni,

dai

da

altri

ed esenzioni, approvandoli e confermandoli. Molli ordini militari ebbero ed hanno le cavalieresse,

persone in diverse occala

come
le

molti

ordini religiosi ebbero

per

difesa

della

Chiesa o

loro

monache,

onde
le

vi

furono

dello stato, o per curare g' infer-

militissae, equitissae, hospitalariae.

mi j
riti

massime
in

guerra,

te

degli

ed fefanno parOrdini religiosi [Vedi), e


pellegrini
i
i

Quindi, secondo
rie,

diverse categodi
i

quali

sono

superiori

tali

ordini

diversi dignitari,
stri,
i

come
,

godono
ri
si

coni' essi

privilegi

del

gran priori
ce;
la
i

gran maegran candifferiscono,

chiericato. Questi

ordini ospedalie-

cellieri,

gradi degli ordini sequalit

confusero talvolta cogli ordini

condo
sia

loro

militari.

Poich

gli

ordini

istituiti

ne'dignitari, che nei

gran

croci,

in

Gerusalemme (Fedi), onde


i

cu-

commendatori e
abiti

cavalieri.

Hanno
con

rare

pellegrini
visita

infermi che recadel


s.

distinzioni

particolari,

vansi alla

Sepolcro
lo-

(Vedi), vedendo mal sicure le stra-

redole religiose o statuti. Ordinaci o riamente principale insegua degli

de per
ro
cingere

gli

aguati che tendevano


li

gl'infedeli,
la

fece

risolvere

spada; indi molti perse-

militari, religiosi ed equestri Croce di decorazione religiosa ed equestre (Fedi) , ove si parla

ordini
la

verarono nel solo rapporto dell'ospitalit, altri esclusivamente si dedicarono ad una repressione armata degl' infedeli, altri continuando ad esercitare l'ospitalit a un tempo si fecero campioni di que' medesimi loro ospiti, cui aveano pro-

delle sue

diverse specie e forme, e


di

de'

modi
p.

portarla, e
gli

sogliono ornare
il

con esse si slemmi gentilizi:


t.

Bonanni, Numism. Pont.

I,

p.

184, riporta quello di Clemente VII sopra la croce gerosolimitana,


cui ordine
il Papa avea apparuna medaglia da lui co-

al

fuso

le

loro pietose cure e zelanti

tenuto, in
niata.
le

caritatevoli sollecitudini. Conquistata

assai

difficile

lo

stabilire

Gerusalemme
e fondato

dai crocesignati lail

preminenze
di

d'origine degli or-

tinij

nuovo regno,
ai

gli

dini equestri, militari, religiosi,


tre alcuni
essi

mensecoli

ospedalieri
aiuti

prestarono
i

re

validi

hanno

cercato

contro

saraceni,

onde

riporfie-

de' secoli di gloria


della Chiesa,
pi

ne' primi

tarono insigni privilegi, onori e


ni.

altri in quelli de'

tem-

Gli ordini

militari

religiosi ab-

bracciarono
di

regole

differenti,

con

voti solenni di povert, obbedienza,

con chimeriche pretensioni, fngendo anche monumenti a loro sostenimento. Vollero essi
di

mezzo,

difesa

di

castit,

il

quale a
in

imitare alcuni ordini religiosi ch'eb-

molti fu dai
vot.

Papi commutato
XLIX.

bero

la

mania

di

cercare

la

loro

82
origine in

ORD
remotissimi,

ORD
ed
crociate e dei secoli

tempi anche avanti 1' era


di voli

XI
n

e XII.
gli sciti,

N
ne

cristiana, affine

romani, n

greci,

venire riguardati
di

come

meriteci

sarmati non conobbero queste milizie


secolari e regolari arrotate nel
di

precedenza sugli

altri,

nome
e

che producendo
zievoli questioni,

gravi e pregiudi-

Ges

Cristo,

e sotto

l'invocadei

provocarono
critica

le

sa-

zione
santi,

delta

Beata

Vergine

lutari provvidenze della santa Sede

per
te

sopirle.

La

non ammetdel

per combattere sotto lo stendardo della religione contro i nemici principalmente del
stiano, e contro
sa
i

ordini militari
i

prima
e

secolo

nome
che

cri-

XI, ed
li

pi.

rigorosi
li

imparzia-

nemici delta Chie-

storici
il

non

ammettono avani

dello

stato.

si

vero,

se

ti

mo
lyot.

nominereil p. Papebrochio ed il p. HeL' opera del secondo sulla stoXII,


fra

quali

nell'antichit
dini,

non

ritrovano

or-

eravi qualche ombra, qualche


delta
vi

immagine

cavalleria

militare,

ria
tari,

degli

ordini

religiosi

mili-

imperciocch
ri

gran

differenza
I

la pi

insigne

che
il

abbia-

su queste due istituzioni.


degli

cavalie-

mo,
per

e chi scrisse
lo

dopo

p.
le

Helyot
nozioni.
diftti,
si

ordini

militari

fanno un

pi da
esse vi

lui attinse

Se

in

sono

alcuni

questi sono scorre

inseparabili
vasto,

quando

un campo

seminato

corpo o una societ, che riconosce un capo ed soggetta a statuti, sebbene non sempre osservati delle solenni cerimonie ed insegne di di:

di spine e di tante variet.

Alme-

stinzione

hanno sempre
cavalleria

segnalato

che contiene minori errori delle altre scritte su questo


genere di storia;
gli estratti

no l'opera

l'ammissione agli ordini. Non fu lo


stesso delta

militare,
:

la

storici

quale non esigeva cerimonie


feri vasi

con-

sono
tati

esatti,

gli

abiti

furono ripor-

avanti o

fedelmente.
prelese far

all'assedio di

dopo le una citt,

battaglie,

all'aprirsi

Si

rimontare l'origi-

ne dell'ordine di s. Lazzaro [Vedi) fino al primo secolo della Chiesa.

una breccia, al passare d' un ponQuesto era uno stimolo del coraggio in altri, ed una ricompensa
d'
te.

Si volle

asserire che
di

s.

Giacodel

del

valore a chi ne avea dato pro:

mo
fu

primo vescovo
1'

Gerusalemme
s.

va

questi

premi
lungo

della virt pre-

istitutore

de' cavalieri

cedettero
militari

tempo

gli

ordini

Sepolcro [Vedi). Molti tentarono l'imperatore Cofar credere che stantino il Grande fond gli ordini

eretti

dai principi cristiani.

Si

possono

dividere
1'

questi

ordini

in

due

classi,

una

della caval-

Costantiniano
e

e dello

Sperone
s.

leria civile e politica ; l'altra delta

d'oro [Fedi),
vestro
s
i

che

il

Papa

Sil-

cavalleria cristiana, secondo


stinzioni

le

di-

li

approvasse, giltando co-

che

vi

fecero gli

scrittori
i

fondamenti
tutti
gli

d'un
altri.

ordine
fu
il
i

di

degli ordini militari.


cipi

Volendo
le

prin,

cavalleria, che in seguito

mocri-

ricompensare
le

belle

azioni

dello di
tici

Tutti

senza esaurire

loro finanze, in-

dichiarano

eh'

un voler

ro-

vesciare l'edificio della storia e violare


tutte
le

regole della critica,


cristiani
,

il

cercare
militari,

de' cavalieri

sia

ventarono delle insegne d'onore, sovrano e che poco costano a un che lusingano 1' amor proprio di un suddito senza renderlo potente. Sa-

sia ospedalieri,

prima

delle

rebbe forse a desiderare che

la di-

ORD
sfribuzione
ci
i

ORD
ordini fosse
si

83
de'concilii, co-

questi
le

pi rara, e che

distribuzioni

cadenza carono

di
le

diversi ordini, e provo-

lagnanze

facessero pi meritamente, per quei


riflessi

me
III

di

quelli
di

generali

Lateranense
dei

che riportammo a Carica, a


e in
altri

Vienna,

de' vescovi,

Dignit'

articoli

relativi,

e del sapere.
della

per essere premio della sola virt A Cavalieri dicendo


loro
origine,

Papi e de' principi, indi sollecit le riforme e l'estinzione di non pochi. Dappoich gli ordini della cavalleria
alle

da

quelli degli antichi

incominciando romani, parcui


si

cristiana,
i

sebbene applicati
suoi

armi, sono
di

membri

ca-

lammo
rono
stiana
i

de'diversi
cavalieri,

modi

crea-

valieri di religione e
valieri

di chiesa,

cate-

La

cavalleria cricavallaI

milizia

ecclesiastica,

differente dalla

nuti all'osservanza de' voti e della


regola.

ria civile e politica


i

descritta.

re,

principi

ed

altri

neh'

istituirla si

Alle Crociate (P'cdi) principalmente


si

proposero un

fine

pi nobile che
uccidere
gli

attribuisce l'introduzione o
della

am-

non
gli

quello di
di

far

pliazione

cavalleria

religiosa,

uomini, o

ricompensar quelli che


battaglia ordireligione, l'apla

indi ne furono

hanno uccisi in nata. La difesa della


poggio
ferrai,

della

Chiesa,
il

sicurezza
degli
in-

de' pellegrini,
il

sollievo
delle

segnatamente stabiliti Spagne, a motivo degl'infedeli mori maomettani, che neaveano occupata una considerabile parte, con immensi danni del cridegli ordini nelle

patrocinio
della

vedove e
la

stianesimo, con

regole

monastiche,
secola-

degli

orfani,

giustizia,

tu-

molti de' quali in progresso di tem-

tela della

pubblica quiete,

come

pei

po dalla santa Sede furono


rizzati,

Guelfi e Ghibellini onde pacificarli fu istituito quello de' Gaudenti j


ecco quale fu lo scopo
sacre e benemerite
di

e ridotti
cavalieri

quasi a confrater-

nite

di

ammogliati,
le
gli

con

queste L'u-

indulto di godere
tri

commende. Alordini
Spirito Santo,

istituzioni.

storici
s.

considerarono
d'oro, della

manit non
bello, di
te,

presenta

nulla di pi

di

Michele, dello

eroico e di pi consolanspettacolo
d'

del

Toson

Giarrettiera

che lo

un

certo

e simili, che per divozione partico-

numero

d' uomini che si obbligarono con giuramento a tutto ci che la carit ha di pi sublime

lare furono

istituiti

dai

principi

quali semplici confraternite,

distin-

se alcuni

membri
i

di

tali

istituti
l'i-

per dalle altre di rango e qualit delle


te vi

tal

persone

nome, pel che

non adempirono
stituzione
della lode
li

loro doveri,

sono associate.

pi antichi or-

perci

non perde punto


dovuta, e quel-

dini militari
di
s.

e religiosi
il

sono quelli

che

le

Lazzaro,
s.

Gerosolimitano,

sue

che osservarono esattamente le meritarono l' uniprescrizioni


stima ed ammirazione.
degli

quelli detti Teutonico, d'Avis, di

Ca-

latrava, di
della

versale

Le

Giacomo d'Alcantara, Mercede. Tra pi antichi ori

passioni e sregolatezze
ni
,

uomiil

dini cavallereschi

le

grandi

ricchezze
militari

acquistate

dai cavalieri

religiosi,
il

primeggiano quelli detti Costantiniano o Angelico o di Giorgio e quello dello Speron s.


,

tralignamento dalla virt,

raffred-

damento
rono
le

dal

primitivo spirito, fu-

d'oro o milizia aurata, tuttora fiorenti e nobilissimi, non che quello


di

principali cagioni della de-

Cristo.

Tra

eli

ordini

militari

, ,

84
religiosi
te

ORD
egualmente sono
al presen1

ORD
croci dalle quali
altre degli ordini equestri,

pure risplendenti, il Gerosolimitano o ospedaliere di s. Giovanni


di

procedono tutte le con altre


hislorico lesalis
et

17 figure delle differenti croci. To-

Gerusalemme, quello
Lazzaro,
il

de'

ss.

Mauordini

relli,

Armamentarii
tripartiti,

rizio e
lo

Teutonico e quelTutti
e
gli

ordinimi equestrium
codices

militarium in

di

s.

Stefano.

militari, equestri

militari religiosi

hanno
stenti quelli

articoli

nel

Dizionario,
esistenti,

esi-

1 73 1 Dizionario storico portatile degli ordini religiosi e militari e delle con-

Forolivii

o non pi
istituiti

ed anco
di
reli-

gregazioni regolari e secolari,


nezia

Ve-

da principi
ai

gione differente, di alcuni de' quali

M.

1790. In Parigi nel 1820 A. Perrot pubblic la Collezione


degli

ne parliamo
istituiti,

luoghi

ove

furono

istorica
civili

ordini

cavallereschi

riportando
e
le

tuttoci

che

li

e militari, con

una

serie
le

di

riguarda
religiosi,
gi alla

loro
degli

benemerenze
ordini

tavole rappresentanti a colori


ci,

cro-

massimamente

militari

medaglie e nastri

di tutte

le

de-

che resero eminenti servi-

corazioni degli ordini antichi e


derni.

mo,

Chiesa e allo stato con eter-

Secondo questo

scrittore

il

no lustro del loro onoratissimo nome, intervenendo loro rappreseni

numero degli ordini istituiti fino al 1819, non comprese le medaglie


d'onore che pure descrive
tanto delle principali
quali
di

tanti

a molti concilii, molti indivi-

(altret-

dui de' quali fiorirono per gloriose


azioni,

facciamo noi

anche per santit

di

vita

a'ioro luoghi), ascende a

234, dei

e dignit ecclesiastiche. Oltre


rici

gli sto-

che riportiamo in
i

detti articoli,

129 gi erano aboliti, dando tutti contezza. Gaetano Giucci

ed

Ordini eligiosIj su questo argomento si seguenti Giupossono consultare


citati

in

quello

degli

Iconografia storica degli ordini religiosi e cavallereschi,

Roma

836.

ORE CANONICHE,

Horae cai

seppe Michieli

// tesoro

militare.

Auberto Mi reo, Origines equestriuni sive mi litarium ordinimi, Antuerpiae


1609. MUiariuii ordinimi origines,
statata,

iconibus

additis

genuins

Maceratae

1623.

Andrea
,

Mendo
Lugduni
origine

nonicae. Preghiere vocali che devono essere recitate in tutti giorni, in tempo determinato, dalle persone che sono destinate a questo ufficio: furono anche dette ore regolale ovvero ordinate dalla Chiesa,
e nella
di

De

ordinibus militanbus

vita di

s.

Gennaro vescovo
11

1668. Bernardo Giustiniani, /Ustorie cronologiche della

Parigi, cursus.

Breviario {Vele

vera

di)

il

libro che contiene


e tutto
l'

ore

di

tutti gli

ordini equestri e religio-

canoniche

Uffizio

divino

ni cavalleresche, dove si contengono


tutte
biti

l'imprese, croci,
e

stendardi, a-

capitolari di ciascun

ordine

quale si deve recitare il giornalmente da quelli che vi sono Chiamatisi ore, perch obbligati.

[Vedi),

Venezia 1672. Filippo Bonauni, Catalogo degli ordini ee religione,


questri e militari esposto in

devonsi recitare a certe ore del gior-

no o della notte, secondo


luoghi. Si
regolari,

l'uso dei

imma-

gini

e con breve racconto, Roma 1724. Riporta ancora il catalogo degli autori che descrissero gli ori

chiamano canoniche, cio perch debbono cantarsi

giusta le regole istituite dalla Chiesa


:

dini equestri,

primi elementi delle

de' cauonici addetti al

e propriamente sono preghiere Coro [Fedi).

ORD
I

ORD
ore nella primitiva Chiesa
s

85
greca

Divini uffzi [Fedi) furono divisi


diverse ore, nelle quali
volle che ogni
fedeli
il

in

la

Chie-

sa

giorno
Il

si

lodasse

da'

Signore.
discipl.

Martene
div.
celeb.

che latina, come manifestamente si raccoglie da s. Clemente, da s. Basilio ed altri padri. N prova cosa
alcuna
il

ylnliq.
ofjciis,

ceri,
t.

in

canone, Eleutherius,

dist.

mansi

IV, cap. I, dice che chiaore canoniche, perch dotutti


gli
i

91,

ivi

parlandosi delle vigilie


in

re-

stituite

osservanza dai nominati,


istituzione

sempre pregar Dio, e nou potendo l'orazione


ecclesiastici,

vendo mente

cristiani,

e particolar-

essendo certa
l'ore

apostolica

canoniche, avendole prese daldella


:

essere

continua

per

la

fiacchezza
g'

la legge e costume onde cant Davidde

sinagoga,

seplies in die

della nostra natura e


razzi del

per

imbasi

laudeni dixi
stesso

libi,

psalm. 118. Nello


s.

mondo,
in
al

stato istituito che

salmo

le

commenta
dire
:

Girola-

almeno

certe ore del

giorno

mo

dottore della chiesa latina, tutte


ridete

diauo lodi
lebrandole

Signore, acciocch ce-

nominandole con

quid

suo
lo

tempo

si

possa

dicat hora terlia, sexta, nona, lu-

dire che sempre

preghiamo, che
canoniche

mai non cessiamo


in

di pregarlo. Per-

ccrnarium, media nocte, gallici ninni, mane primutn. E s. Basilio dottore


della chiesa greca, nelle sue Regole,

ci furono divise le ore

numero

di sette,

cio

come sono
Mattutino

ecco

come
sit,

si

esprime

nobis

haec
die-

distribuite nel

breviario,
le
,

regula

seplies

per singulas

Laudi (Pedi),
che un' ora

mano

non fornon avendo se


quali

rum

conversiones laudes celebrare.

una Colletta (Fedi) che le termina; Prima, Terza, Sesta, JSona, Vcspero e Compieta (Pedi).

non che

Il medesimo s. Girolamo c'insegna come si osservino precisamente sette ore nel Commento di Giobbe; ed inoltre nel suo libro De regul. mo-

queste ore furono date varie spie-

nadi., riporta

le

ragioni per

cui

la
;

gazioni:

rappresentano

doni dello
i

Spirito Santo; indicano pure


principali
la

sette

benefzi di Dio, che sono

ne ha ordinato la recita cio perch si assuefaccia il cristiano all'orazione ed al salmeggio nella


Chiesa
notte, a cantar inni di lode nell'au-

creazione, la conservazione, la re-

denzione, la predestinazione, la vo-

rora, a porsi in
terza, sesta
di

difesa

all'

ora

di

cazione

la

giustificazione

sette

e nona, qual
il

guerriero

misteri della passione di


sto
:

Ges

Cri-

Cristo,

e acceso

lume, sull'im-

altre spiegazioni allegoriche pro-

brunire del giorno,

offrire al

sommo
Altra
lib.

prie del
nario,
si

misterioso

numero

sette-

Dio un
cap.

sagrifzio

vespertino.
il

possono leggere nella Not. dvoc. eccl. di Macri, Horae canonicae, ove riporta versi ne' quali si contengono misteri che ad ogni ora canonica si debbono contemplare. Egli confuta Polidoro Virgilio che attribu a s. Girolamo o a Pei

ragione ne adduce

Gemma,

2,

53

e in
gli

fatti

all'ora di terza

pregavano
il

apostoli nel cenacolo

giorno di Pentecoste, a sesta ora-

lagio

Papa

l'istituzione

delle ore

canoniche, dappoich erano in uso molto prima, giacch si distribuiva-

va s. Pietro, all'ora di nona il medesimo ascese al tempio con s. Giovanni, alla mezzanotte si posero in orazione s. Paolo e Sila, motivo per cui furono prescritte queste ore ai
fedeli.

no quotidianamente

le preci in sette

IlMazzinellij Uff. della

seti,

santa,

86
to

OPd)

ORD
no giorno e notte officiare la basilica, cantando le ore canoniche e le lodi dell'onnipotente Dio, come narra il contemporaneo Anastasio bibliotecario. Nei secolo seguente l'imperatore Ottone I, ad onta delle
occupazioni della sovrauit, con pro-

parlando delle ore del gioved sanosserva sul costume del sanlo , reDavidde, che nulla impedito dalle
sette

cure del principato,


giorno
re cos.
si

volte al
il

poneva a lodare

Signo-

Le

nazioni

orientali
il

ebbero

in uso di dividere
dici

ore eguali fra loro


levare

giorno in doprenden,

fondo raccoglimento non solo


steva alla inessa,

assi-

dole dal
del sole;

siuo al tramontare

ma

a tutte le ore

dimodoch (pi o meno secondo che pi o meno lunghi erano giorni ) si dividevalunghe,
di
i

cauoniche diurne e notturne. Che Oratorii (Fedi) domestici nei gli palazzi de' principi servirono anco
per assistere
alle
l'articolo,
essi colle loro

no
il

tre in tre, e contandosi


si

dopo

famiglie

nascer del sole,

dicevano terza,

ore canoniche, lo

dissi

a quel-

sesta e

V. Ora. Nel tempo della sinagoga questi erano gli spazi


nona.
di

e la contessa Matilde eb-

tempo

destinati

alle

preghiere

osservati dagli apostoli stessi, e per

be oratorio con cantori. Le ore canoniche furono ridotte alla forma che hanno presentemente nei breviari sino dal

tradizione apostolica dalla sinagoga sono passati alla Chiesa. In tal modo la Chiesa con questa distribuzione di ore canoniche prescrisse un compiuto diurno, acciocch dal cominciare sino al finire del giorno niuna parte di esso vacasse da questa celeste occupazione.
gilio
pitoli

principiare del terzo

secolo.

K.

Canto
;

ecclesiastico e
,

Leti, ed il Sarnelli eccl. t. IX, lett. 56: Quando dai canonici, precisamente delle cattedrali, si cess di andare a mezzanotte per

Divini uffizi

la recita del

mattutino, cio nel

XIV

Al Papa Vii

e nel
gi del

XV secolo. Nel concilio di Parii5s8 fu decretato: D'uopo


le chiese cattedrali, colsi

del

54o
si
s.

si

attribuiscono

ca-

che

noniche; a
gorio
1

trovano nelle ore caDaruaso I od a s. Greil

che da tutte
legiali e

conventuali
alle

recitino l'ore

del

590

versetto

Deus

in

canoniche
in fretta

ore assegnate dalla


si

adjutorium [Vedi), che dicesi innanzi ad ogni ora canonica ; ed a Sa-

Chiesa, e non
,

ma

faccia correndo e posatamente e fer-

no
11

biniano Papa del 604 l'uso del suodelle campane alle ore canoniche per eccitare i fedeli alla preghiera.
Pontefice
la
le

alla

mandosi dove conviene, soprattutto met d'ogni versetto; in guisa


si

che

possa discernere per

la

difuffi-

Eutrenio
costruzione

II

neli'826

ferenza del canto, quello d'un


zio solenne,
plice
feria.

ordino
presso

de' chiostri

da quello d'una semVedasi


:

chiese cattedrali, ossia


vita

mo-

il

Diclich,

Diz.

nasteri, per la
ici

comune

de'chie-

o canonici, perch si trovassero pronti ad offrire il sagrifizio , e al tanto delle divine lodi nelle ore ca-

noniche
tiguo

l'

immediato
di
s.

successore

Gregorio
alia

IV
uu

nell'827 eresse

conin

basilica

Maria
ai

Ore canoniche terOre canoniche, sesta e nona. za loro cerimonie quando si recitano privatamente. Ore canoniche, loro cerimonie quando si debbono recilotare in coro. Ore canoniche ro cerimonie quando si cantano sosacro liturgico
,
,

Trastevere
naci
detti

monastero
perch

mo-

lennemente
clesiastici

in

coro.

Tutti

gli

ec-

canonici,

doveva-

negli

ordini sagri, bench

ohe
non
Delia
beneficiati,
di

ORE
trasporto che avea da
le scienze,

87
fanciullo pel-

sono obbligati, sotto

peccato mortale, alla recita

delle ore

canoniche anche fuori del


1'

coro, secondo

antica

coMumanza

d'anni 1 7 fu mandalo a B-oma, ove la vita corse pericolo perch un indomilo toro lo balz in
alto, senza
to,

dell'oriente e dell'occidente, confer-

mata

nel concilio di Basilea, sess. 21.

e la
nel

Gli ecclesiastici sospesi, scomunicati,

zio

per riportarne nocumenmessa ad esercifuggire un' impudica donvirt fu

deposti o degradali, condannati alle


prigioni o schiavi
tati
,

non sono esentranne


alle
gli

da

tale

obbligo,

ul-

timi se sono esposti

battiture

casa da lui abitata, ci che saputosi da tutta Roma fu riguardato quale altro Giuseppe. Il cardinal Bellarmino lo tolse da tal
zella nella

e al disonore. L'obbligo di recitare


l'uffizio

casa,

lo
s.

incomincia col suddiaconato,

giovani a

pose in un convitto di Anna. Compiti con fai

pure vi sono obblipene minacciate dal concilio Lateranense V, sess. 9; decreto che conferm s. Pio V, il
i

ed

beneficiati

ma

di

raro ingegno

suoi studi,

gati

sotto le slesse

teologici

che
fu

legali,

per mezzo del

cardinale

fatto

della cattedrale di

canonico teologo Faenza, nel qual

quale inoltre obblig all'uffizio della Beata Vergine quelli che godono
pensioni chiericali
sui

tempo dedic
allora

al

cardinal Barberini,

benefzi,

in

Urbano Vili, una sua conclusione, e poi


legato di Bologna, poi

un a

quelli

che fruiscono prestimo-

entr

al

suo servigio per


lingue
orientali

teologo,

nie perpetue, che sono fondi o rendite stabilite

avanzandosi

intanto nella cognizioe


il

la sussistenza di

za titolo di
altres

un fondatore per un ecclesiastico senbenefzio. La Chiesa ha


da
forma e
la

ne delle
dinale

nella

scienza de'canoni.

Divenuto
s.

car-

Papa,

lo

dichiar pontifcio
offizio

prescritto la

ma-

teologo, consultore del


de'
s.

e
di

niera della recitazione delle ore ca-

riti,

elemosiniere e canonico
e

noniche, particolare e pubblica. Vi

Pietro, adoperandolo negli


rilevanti

all'ari

sono delle cause che dispensano dalle ore canoniche, e gli obblighi di quelli che tralasciano recitarle. Quanto alle ore diurne -dell' uffizio ambrosiano, ne trattano il breviario,
il

pi
cato.

gelosi

del pontifi-

Quindi a'28 novembre


prete di
di
s.

i633
Sisto.

lo cre cardinale

Ricevuto l'avviso

sua promoziodal

ne
di

dai

cardinali

provenienti

rituale ed

il

pontificale della chiedi prima, terza, poco variano da


gli

concistoro,

prosegu

per

lo spazio

sa

milanese.
e

Le ore
,

sesta

nona

di

un'ora con somma indifferenza una disputa teologica in cui trovaimpegnato.

quelle del

rito
,

romano;
e
la

stessi

vasi

Fu

quiudi provve-

inni e salmi

stessa

distribudi Clau-

zione de' medesimi.

Abbiamo

duto dell'arcivescovato di Benevendove impieg due ore prima to,


del giorno in dettare lezioni di teologia.
ta

dio Joly

De

reformandis horis ca1

644OREGG Agostino, Cardinale. Agostino Oreggi nacque nella valle di s. Sofa nell'Emilia o B-omagna, da genitori scarsi di beni di fori una, che

nonicis, Parisiis

Sollecito della

buona condot-

di

quasi

sua famiglia, faceva ad essa ogni giorno il catechismo o


e
volta
al

compens

coll'eccellenza

de'suoi ta-

lenti e coll'illibatczza

de'eostumi. Pel

voleva che almeno mese si accostassero nella sua ai sacramenti, regnando corte il buon ordine, la modestia.
esortazione,

uua

88
la

ORE
preghiera

ORE
di

ed
la

il

timor

Dio.

la

coltura trascurata, traendo cigl'indigeni principalmente dalle

Amministr
turba
di

cresima ad

immensa

bo

fanciulli

diocesani, facen-

pescose acque de'fiumi, dal selvag-

do

loro fervorosi ragionamenti. As-

giume, dalle bacche


sti,

sisteva

l'esame degli

ordinandi,

nelle

ecclesiastiche funzioni

traspa-

di certi arbuda una radice succedanea al pane. In diversi luoghi sgorgano

riva in lui un'aria di paradiso, ver-

fonti

termali.
il

Gli spagnuoli sosten-

sando lagrime
per
la

in celebrar la
la

messa:

gono che

loro navigatore Estrada

tenerissima fu poi

sua divozione

Beata Vergine. Mor in Benevento nel i635 d'anni 58, con


lullo

de Cita scuopr la foce del Columbia prima di Roberto Gray capitano americano di Boston. Quindi

universale, e fu seppellito nella

Broughton
n' esplor

risal

il

fiume, e

parte
in-

metropolitana con magnifico elogio


postovi dai suoi nipoti.

Mackenzie;
nel

migliori

re furono stampate nel

stampate
fa
il

in

Roma
il

nel

Le sue ope1637 e rine 1642


:

vestigazioni

1806

eseguirono

catalogo
p.
cj.

Torrigio.

De script,

Lewis e Clark, da cui presero nome due principali affluenti. Quando Vancouver esplor la costa, g' inglesi
si

card,

fecero

padroni
di

di

questo
trattato

OPiEGON.

Arcivescovato dell'A-

tratto e

cessarono
nel

contrastarlo
pel

merica settentrionale negli Stati Uniti, sul grande Oceano, nel distretto del suo nome. Questo traversato dal fiume Oregon o Columbia, il quale secondo nome lo prese dalla nave che montava Gray, che pel

all'Unione
di

181 5
fece

Gand. Molto
pelliccerie
di
;

l'Unione

per
delle

possederlo in vista
di

del

commercio

soprattutto

pelli

lontra tanto apprezzate dai

cinesi

laonde

il

distretto

d'Oregon

primo

Io discopr a'7

maggio 1792,

o Columbia
so all'Unione.

nel

1823

fu

ammes-

e perci

anche il distretto promiscuamente si chiama Oregon e Columbia. All'est diviso dalla catena de' monti Missuri - Columbiani,
detti

La
diani

famiglia columbiana degl'in-

pu
de
si

dividersi

nelle

due razze
teste

principali de'chactas
te,

o o

piat-

anche Montagne pietrose o rocciose, Rock-monntains. Numerose sono le valli nel versante occidelle

chochoni

shoshones

detti

indiani serpenlij ciascuna delle


calcola

quali

pi di 60,000 inteste

dentale

Montagne
le

pietrose,
india-

dividui.

Nella categoria delle


i

ove vivono erranti ne, ed ampie sono


quella tra
la
la

trib

piatte entrano

tushepaws,
erranti;
di

waptutti

le

pianure.

In

paloos,
questi

shahala

catena

costa sono molti


i

marittima e boschi, ove


i

hanno
Gli altri

l'uso
la

appianare
de' loro

straordinariamente
figli.

testa

pini e
gli

credono alberi pi smisurati del globo per


cedri

bianchi

si

chactas

hanno indo-

le

pacifica e
I

altezza e circonferenza

enorme;
vite

dici.
ti,
si

ebochonis

vivono di caccia e rao indiani serpen-

pure meravigliosa

la

parasila.

La navigazione

im gran tratto. Tranne le montuose cime; la temperatura dell' Oregon

difficile

per

tati,

in

suddividono in snake o alitachopunis, in sokuths, iu


in

echelutus,

enichurs
sotto

ed

in

chil-

luckittequaws di attitudine pi guerriera,

pi dolce di quella del lato opposto. Fertili

viventi

tende

portatili.

souo

terreni,

ma

Le

ricche

mandrie

de'cavalli

sono

ORE
possedute dai chochonis,
cfaactas allevano cani

ORE
mentre
i

89
nella
e subito

all'

orazione.
il

Dicendo oremus,
mani,
invitare

per

le caccie.

messa,

sacerdote stende
le

La fattoria di A storia si riguarda come il luogo principale del distretto d'Oregon, ed piazza fortificata
sulla

congiunge

come
il

mandare ed
ra
dell

per dopopolo a
preghieIl

pregare con lui: termina

la

riva sinistra della


Il

Columbia,
il

'oremus con X Amen [Vedi).

presso la foce.

furie s'innalza su
[tor-

Zaccaria, Onomasticon rituale, spie-

d'una eminenza, e buono n'


to.

ga

1'

A"tor ricco

negoziante di Nuova-

tionis

Oremus, vocatur indiclio oraoremus dicilur ante publi:

York
di

e direttore d'una

compagnia
del

cam orationem,
adorandum.
gazione
Il

ut invitentur

omnes
spie-

commercio per le pelli de Oceano, nel 1810 vi


carico da cambiarsi con

gran-

Piscicelli,

Breve
116,

sped un
pelliccerie,
artisti

della

messa

p.

dice

ed una piccola colonia di


cacciatori

canadesi, che

vi

portaro-

che nella quaresima, tranne le domeniche, per tutto il mercoled santo, in tutte le messe feriali vi una
orazione di pi,
l'ultima,
e
la quale sempre sempre incomincia cos: Oremus, humiliale capita vestra Deo,

no
iali.

le

razze di pecore, capre e maNel seguente anno da essi fu


il

costruito

forte,
alla

ma

in

progresso
ininvi-

venne ceduto
glese del

compagnia

e perch quest'orazione pel popoloj

nord-ovest.

Le

trib,

a questo

si

volge alquanto

il

sa-

diane de'ch'innooks e de'clatsopi

cerdote allorch dice, Immillate capita vestra Deo,


sta
la
il

vono

ne' vicini
i

dintorni.

Essendovi
ed

perch
di

di

queche

penetrati

missionari

cattolici,

orazione

egli

parere

avendovi operato numerose conversioni, Gregorio XVI nel 843 e1

Chiesa in questo

tempo celebrangran
in

do
te

solennemente
con
pi
la

il

digiuno

resse

il

vicariato apostolico
al

dell'Ol

quaresimale, e meditando egualmend' ispezialit

regon nel territorio

di

delle

questo
Cristo,
i

Montagne rocciose, nominando il primo dicembre vicario apostolico e vescovo di Drusa in parlibus monsignor Francesco Norberto bianche!.

tempo
deli,

passione di

Ges

con questa orazione costringe

fe-

non solo ad umiliarsi innanzi a Dio coll'esercizio delle sante mortificazioni,

Dio bened

le

sue

fatiche

ma

di

pi
pel

umiliarsi

zelo e quelle de'missionari,

per cui
e

innanzi

al

Redentore

gran

fa-

essendosi
accresciuti
cattolici,

propagato
i

il

vangelo

vore

dell'

umana

riparazione dall'a-

bisogni

de'

numerosi
l'

mor
la

sua operata, non


sulla

meno che
:

col-

era

per erigere

Oregon
il

propria sua morte. Di altre spieforinola

in arcivescovato
pa.
Il

quando mor

Pa-

gazioni

Humiliale
par-

successore regnante

Pio

IX

capila vestra Deo, che nelle messe


cantate

vi suppl

a'24 luglio 1846, dichiarando primo arcivescovo il detto prelato,

pronunzia
della
si

il

diacono,

lammo
remus
perch
in

a Colletta, orazione dell'O-

cui

concesse

il

pallio

a'21
di

di-

Messa
fa

[Vedi), cos detla


ci che a
11

cembre. In pari tempo


di
vescovili
di

istitu

le se-

sopra l'assemblea, ed
di

Walla

Van-

particolare

Dio

il

couver,
vato.

suffraganee

dell'arcivesco-

sacerdote
Uffizio

domanda.

Mazzinelli,

della settimana santa,

ag-

OREMUS.
che
signillca

Termine

ecclesiastico

giunge

preghiamo, ed invito

dopo

che l'orazione che si recita tal furinola, di sua primiera

9o
istituzione
nitenti
si

ORE
crede falla per
quelli che
i

ORE
peco-

aver

detto

cio

Oremus j

nel

ve-

e per

non

si

nerd santo dopo l'Oremus dell'ora-

municavano,
stolici

mentre

ne' tempi apo-

zione dopo

il

tratto, e avanti

comunemente si crede che la comunione fosse quotidiana, massime in tempo delle persecuzioni, onde resistere che furono,
municarsi
al
i

na

delle dieciotto orazioni

ognudopo la

parola

Oremus;
le

nel

sabbato santo

dopo

undici

profezie

martirio.
fedeli

Terminate

delle orazioni, detto che sia

seguirono a co-

non dicendosi
profezia;

dopo
si

la

prima Oremus, duodecima


e

ogni

giorno,

almeno

in

finalmente

nelle

quattro

tempo

di

quaresima,
fu
alla

ma mancando
ridotta la co-

tempora,
proposito

quando
ne' voi.

debbono dire
ne tenne
p.

in seguito la piet,

pi Oremus
3o8,
p.

colle profezie, se

munione
li

domenica; ed allora

Vili,
5, e

3o6

fu che la Chiesa nel licenziar quel-

voi.

IX,

p.

voi.

XXIX,

che non si comunicavano, stim dover supplire con tale Oremus alla comunione, acciocch privi non

re

si

ig e 20 del Dizionario. Ivi punot che il Flectamus genua


nel venerd santo
pegli ebrei, per

fossero de'sulFragi della Chiesa q^iei

non s'intima do si prega


nuflessioni

quanle

ge-

che rimanevano
cevasi

esclusi

da

essa.
in

sopra

del

popolo
si

Di(rma

di benedizione, ond'era egli


tito

avver-

dal

diacono, che

prostrasse

che fecero al Salvatore, pregando per la Chiesa acci sia loro rimosso dal cuore quel velame che g' impedisce il vedere
derisorie
e credere alle scritture
voi.
;

davanti

Dio:

Humiliate capila

mentre nel
disse

vestra Deo. Perch dicevasi per sup-

XXXI V,

p.

146

si

an-

comunione, non si diceva nella domenica, ch'era colla comuplire alla

cora di quegli

Oremus o

invito alle

orazioni che la Chiesa

ordin

per
pre-

nione comunemente santificata. Questa preghiera nella quaresima ancora la colletta del vespero, perch
i

l'imperatore nel venerd santo,


:

messa la detta forinola a Preghieka diremo di quelle ordinate o vietate


zioni.

vesperi,

secondo
si

pi

antichi,

il costume de'temdicevano unitamente

pei sovrani, e delle diverse ora-

colla

messa ne'giorni di digiuno. All'articolo Genuflessione parlai della forinola o avvertenza per piegar
ginocchia innanzi alcuni Oremus, dopo essersi detto questo termine Flectamus genita, che nelle messe
le
:

lette dice

il

sacerdote, e l'assistente
se-

risponde Levate per alzarsi, indi

gue l'orazione: nelle messe solenni il Flectamus genua lo pronunzia ad


alta voce
il

quanto al Flectamus genua tempora, faremo queste distinzioni, cio nelle messe conventuali. Nei tempi di primavera o quaresima, d' autunno o settembre, d'inverno o dicembre, il Flectamus genua si dice nei mercoled e sabbato; ne' tempi della Pentecoste o estate, il Flectamus genua si dice ne' soli venerd e sabbato. Vedasi Caesarius Arelatensis in Homi Ha 34 de
delle quattro

Ma

diacono, e

il

suddiaco-

genibus fleclendis in orationibus.

Il

no
ti,

nello stesso

tuono dice Levale.

popolo
re
so.
A.

al

Flectamus genua deve


si

sta-

Delle diverse discipline e significa-

inchinato ancorch sia

genufles-

quando dicesi il Flectamus genua, come nel mercoled santo avanti l'orazione del solo primo Oremus della prima Lezione (Vedi), dopo
di

Colletta,

parla

eziandio

dell'intimazione Flectamus
dell'altra Levate,
te

genua e

poich anticamen-

ne'giorni

di digiuno nelle pr*

ORE
cessioni
il

ORE
radunava
il

91
ispecie

popolo

si

in
ve-

ne
il

di

ornati.

Si

osserva in

una

chiesa,

dove attendeva
coli'

scovo, che principiava

orazione

tagli
la

gran fnestrone circolare con intricuspidali per simboleggiare


ss.

chiamata

ad

colleclam, cio a fere


il

Trinit
ben

come

in altre scoltu-

sommario o compendio de'desiderii, domande e pieghiere del popolo a Dio. Di l si andava poi ad altra chiesa, dove si
sull'assemblea

re

ecclesiastiche

ogivali.

La parte
e sufficienaltres

interna

disposta

temente illuminata, ed ha un portico ornato di figure,


parte perite per
pi.

in

gran

diceva la messa

il

celehrante pro-

le

vicende de'tem-

nunziava Oremus, e il diacono soggiungeva Flectamus genita, accioc-

L'altare maggiore e la cappella


ss.

del

Cristo sono forse troppo riemdi

ch

gli

astanti genuflessi

facessero
della

pite

bassi

rilievi

esprimenti la

una

piccola pausa, nel


si

tempo
:

passione del Redentore, e di ornati

quale

orava con silenzio. All'indel


si

senza

numero. Ne mancano alcuni


di scuola spaglinodi solida struts.

timazione
il

suddiacono

Levale,

quadri di pregio
la.

popolo
la

alzava per ascoltare in


si

Questa cattedrale,

piedi

colletta o orazione, che

tura, sotto l'invocazione di


tino,
si

Maressa
ss.

diceva dal celebrante esponendo

le

e tra le reliquie che

in

domande

dell'assemblea

o popolo.

venerano,
detto
Il

sonovi
di

corpi de'

A Irchejo o Iwchik azioni si detto delle principali che hanno luogo nelle orazioni e nel pronunziarsi

Giusto e Pastore,
di
s.

s.

Eufemia
di

Martino patrono
si

della

citt.

capitolo

compone
canonici,
il

noil

Y Oremus.

ve dignit, prima delle

quali

ORENSE
sidenza

(Aurien). Citt con


di

re-

decauo, di
preso
di
il

Ventisei

com-

vescovile

Galizia, a 16 leghe da

Spagna nella Lugo, ed a


della pro-

teologo e
delle

penitenziere,

dodici

raziona ri ed altri ecclesia-

90 da Madrid, capoluogo
vincia del suo

stici.

La cura

anime

nella

nome, ai piedi d'una montagna, in una bella e fertile pianura, sulla sinistra del Minho, che si passa sopra un magnifico e bellispi

chiesa

appresso la
episcopio.

cattedrale,

con

battisterio, dalla

quale

alquanto
sono

distante

l'

Vi

due
anco-

monasteri, pi confraternite, l'ospedale ra


casa
di
I

simo ponte di dieci archi, fatto a'temdi Traiano, il maggiore de'quali

il

seminario.
pegli

Evvi
esposti,

un
di

ospizio

una

ha i56

piedi di

apertura, e

i35

di
i

beneficenza

con

officine

elevazione dalla base.


fabbricati

Le strade ed non sono disaggradevoli,


pi.

lavoro,

ed

altri

stabilimenti.
nella parte

bagni termali,

situati

essendo

l'edilizio

osservabile la
di go-

occidentale, sono assai frequentati e


celebri
e

cattedrale, detta
tica

volgarmente

da un tempo
sono degli

remotissimo,
altri

struttura, che oggi


si

pi esatta-

ve ne

presso la
riputaziole

mente
le

chiama

ogivale, suscettibi-

citt

di

tanti

ornali e modificazioni,
il

ne.

che hanno Questa citt

la stessa

rinomata per
liuo

che interessa anche


sto degli ornati

comune guper
di

sue
lata,

fabbriche di eccellente cioccoe le sue filande di


i

e decorazioni

ani

mobili eziandio.

La

porta

questa

che
le

suoi prosciutti sono tenuti

cattedrale, chiamata del Cristo, seb-

migliori

del regno, pregievoli sono

bene non terminata, presenta un tipo originale, ed alcuua complicuzio-

uve

e le frutta de'dintorni.

patria

dello scultore Francesco del

92

ORE
cesi di
altri.

ORE
Oviedo. 1776 Pietro de Que'
,

Rloiue e del giureconsulto d. Fraticesco de Puga-y-Feijoo, per non

vedo-y -Quinzano

poi

cardinale

Orense si chiam prima Amphilocopolis , da nifloco capitano greco, che dicesi ne gett io fondamenta 11 79 anni avanti l'era nostra. I romani le diedero
dire di
il

1818 Damaso Egidio .Iglesia-y-Lago di Tuy. Dopo lunga vacanza di


sede,
il

regnante Pio IX, nel con1

cistoro de'

7 settembre 1847, P re "


di

couizz l'odierno vescovo monsignor


Pietro
di

nome
la

di

Aquae

Calidae, a

mocaldi,
ci-

Zarandia

Lesaca
e

diocesi

tivo
;i!tri

de'salutiferi

suoi bagni

Pamplona,

canonico

vicario

dissero
gli

Aquae Calidae
svevi
lo

linoruni j
/

chiamarono
ossia

generale di Calahorra. Ogni nuovo vescovo tassato in fiorini i4oo.

yentes, o TVerm-see
dal

caldo
si

La
in

diocesi

ampia,

estendendosi

mare,

quale per corruzione


vescovile fu

tercenta fere

leucas

quadratas,

lim poscia Orense, Auria.

e contenendo

665

parrocchie.

La sede

fondata, se-

condo Commanville, nel 5oo circa, prima sotto la metropoli di Braga, poi di Lugo, quindi di Braga nuovamente, e per ultimo di Compo.stella

OREO, Loreo. Sede vescovile d'Eubea o primiera Achea, nell'esarcato di Macedonia, sotto la metropoli

d'Atene,
per
concilio
di

eretta

nel

V
;

secolo,

Ebbe
al

vescovi

Teofilo

che fu
File-

di

cui

tuttora
alla

suffraga dea.

Calcedonia
al

Se
s.

vuoisi

credere
il

tradizione
fu

to
le
;

intervenne
Sofronio
indi

settimo

generavescovo

degli spagnuoli,

primo vescovo

qualificato

Arcadio discepolo di s. Giacomo upostolo ; generalmente per se ne nicomincia la serie con Benedetto
dei 062.

di Daulia, vescovato unito, e di

Ta-

lanzio;

Ne furono

successori, Vit-

limer
ijiiarto

nel

572; Lupato nel 58t);


sottoscrisse
ai

Doroteo vescovo di Talanzio ; Crisanto ne occupava la sede verso la met del secolo XVII. Oriens dir. t. II, p. 2o3.

Davide che

concilii

ORESTE,
vescovile della

Oresiis porlus.

Sede

e sesto di Toledo;

fu a quello del
iri

vescovi

653, ec. noteremo particolarmen-

Sona che Fra gli al-

Magna

Grecia, e por-

to d'Italia nel paese de'Bruzi, secon-

do
le

Plinio,

nel
si

vicariato di

Roma,

Diego prelato esemplarissimo che Alfonso Perez fraumor nel x 3 cescano, uno de' pi gran predicatori del suo tempo, morto nel 3y ; Lorenzo che sotto il regno di Ferdinaudo III nel i23o edific la cattedrale; ed il cardinal Giovanni Torr ecremata [Vedi), domenicano
to,
1
1 ; 1

vedono all'imboccatara del Metauro nella Calabria Citeriore. Non ha che far nulla con
cui

rovine

s.

Oreste del monte Soratle, comu-

ne del distretto e comarca

di Roma, nell'abbazia nulLius delle Tre Fontane: lo descrivemmo nei voi.


p.

XII,

celebre.

Nelle Notizie di
i

Roma
1736

sofi*,

67 e
gli
i

seg.

229, 23o, e voi. XIII, p. del Dizionario e ne'luodi recente


il

do

registrati

seguenti:

relativi:

chiar.

p.

Giovanni de Zuazo-y-Tesada de'minimi di Toledo. 1738 fr. Agostino

Ranghiasci, nelle Meni.


pi,

stor.
il

di Ne-

eruditamente descrive

monte
Fallcis-

Eura agostiniano di Barcellona. 1764 fi*. Francesco Galindo de'mini mi della diocesi di Saragozza. 1769 IdclfousoFrausos-y Rango della diod'

Soratte,

che chiama

Mons

scorimi, cio de' falisci antichi

mini.
lo

Fu

Oreste, detto poscia Por-

Ravaglioso, aulicamente sede ve-

ORF
scovile,
sistette
s.

ORF
as-

93
principale

Longiano suo vescovo


sesto

questo
stabilire

spirito

di

carila

al

concilio

di

Papa

cara ti ere del cristianesimo, che fece

Simmaco
t.

nel 5o4- Ughelli, Italia


p.

una moltitudine
e che d a
il

di asili

per

sacra

X,

i55.

riceverli,

tante persone

ORFA.

V. Edessa. ORFANI. V. Orfanotrofio.

cristiane

coraggio di servir loro

ORFANI.
settatori
sca,

Eretici Tabort (Fedi),

fanatico Giovanni Zinon avendo voluto altro capo dopo la sua morte, si fecero chiamare orfani. In Boemia comdel

da genitori, e di accordare loro le medesime cure che la tenerezza di pache o di madre potrebbe ispirare.

che

Disse

Ges
fatto

Cristo:

ogni volta
cosa per
questi miei

che

avete
de' pi

qualche
di

uno
la

piccoli
fatta

misero infinite crudelt contro


tolici,

cat-

fratelli,

l'avete

a me.

Quando
altro

ed altrettanto in
il

Sicilia,
1

co-

nostra religione
di

non avesse

me
11.

narra
fece

Rinaldi all'anno

4^9

titolo
la

raccomandazione

fuorch

16 e 17. Martino

per raffre-

promulgare una crociata. Dal medesimo si apprende all'anno i434 n 2-3, che in Boemia
narli
-

cura con cui essa invigila alla conservazione degli uomini, sarebbe
sufficiente
la

questo solo
e

titolo

per far-

amare

rispettare. De'principali

rifior
siti,

il

cattolicismo, poich

gli us-

orfanotrofi

sparsi per tutto

il

mondella

detti

anche

calislini

e pragesi,

do, se ne fa
coli,

menzione
quelli di

ai loro arti-

eretici

anch'essi, venuti a
i

discordia,
taboriti.

cos

di

Roma,
qui
I

distrussero gli orfani ed

quale tuttavia daremo


so alcune brevi
ni e
1'

appressovra-

ORFANOTROFIO, Orphanotrophium. Collegio o seminario di orfini fanciulli privi di padre e madre o d'uno de'genitori, pareli tibus
orbatimi.
tica

indicazioni.
li

principi

sempre

protessero,
I

imperatore

Valentiniano
i

del

370
li.

fece esenti dal censo

pupildagli

Ahhiamo
Dio
si

dalla

legge

an-

A Diacono dicemmo come


furono
i

che

dichiar padre e

protettore

degli

agli ebrei di

orfani, ordinando non abbandonarli, di

provvedere
lasciar loro
la

alla

loro sussistenza, di
de'fiutti delai

una parte
feste
-volte

terra,

e di

ammetterli

banI

chetti

delle

e dei sagrifizi.

anche per poveri e prender cura soccorrere degli orfani e de'pupilli; a Diaconie come i diaconi aveano per essi ospedali; a Diaconesse ospizi ed come aveano cura delle povere ed orlane; si pu vedere Elemosina
apostoli
istituiti

profeti

pi

ripeterono agii

ed
ci
gli

altri articoli relativi,

come Dittiregistravano

ebrei
doli

il

volere divino, rimproveranin

Matricola, ove
orfani

si

della negligenza

eseguirlo.

Il

ed
di

pupilli

mantenuti
vi

tesoro

delle

elemosine

conservate

colle rendite della Chiesa. Nella chiesa

nei

tempio, era principalmente de-

greca
di

Costantinopoli

fu
cio

stinato al loro
stolo
il

mantenimento. L'apodisse ai fedeli,

l'offizio

Orphanotrophits,
degli
nel
gli

s.

Giacomo

che

nutritore
fani.
Il

e provveditore

or-

miglior atto di religione e il pi. gradito a Dio quello di visitare


e
di

luogo

quale erano in
orfani sotto
s.

Roma

alimentati
I

consolare
nelle

le

vedove

e gli

or-

fani
forte
di

loro pene, quindi a pi

ragione

quello di aver
esseri

cura

chiamava si Orphanolrophium, e fu da lui fondato nel sito ove al presente la


Gregorio
del 590,
chiesa di
s.

educare quegli

infelici.

Stefano de'mori: di que-

94
sto
fa

ORF
ospizio o spedale per gli orfani
gli

ORF
orfani

proietti,

di

che tratteinsigne

testimonianza anche l'Alveri, RoII,


si

remo parlando
stabilimento,
della

di

quel grandioso

ma in ogni stato par. A Can*tof.[ pontificii


me
s.

p.

219.
co-

monumento
carit.

narr
il

romana
i

Ne' tempi posi

Gregorio

presso

patriar-

steriori

primi
in

orfanotrofi che

chio Lateranense e le scale della baVaticana fond due scuole silica


di

eressero
di
s.

a suggerimento Ignazio, furono quelli tuttora


la

Roma

canto
si

scuola

Ogni chiam Orphanotrophiuni


sacro, con

rendite.

fiorenti, presso

chiesa di

s.

Ma-

ria
e

d Aquiro
'

(Fedi), per

gli orfani,

o Parvisium, ed era come un seminario per istruire giovanetti che


i

presso la

Chiesa de' ss.


le

Quattro
Paolo

Coronati (Vedi), per

orfane, pri:

bramavano
nelle

dedicarsi
ne'
riti

al

chiericato,

ma
III

istituite

in

Trastevere

scienze,

e nel canto.

per governare questi orfanotrofi


1

Le rinnov
II

dai fondamenti Sergio


il

nel

54

approv

l'

A rciconfraterdi

dell'844)

quale restato iu fan-

nit della B.

V'ergine della Visita-

ciullezza orfano

d'ambo
da

genitori,
s.

zione

degli

orfani (Vedi),

che
Il

era vi
III.

stato

collocato

Leone
parola

parlai ancora nel voi.

XIX,

p.

33.

A Fanciullo facemmo
I

protettore di essa cardinal Antonraaria Salvi a ti,


i

de'fanciulli
zo.

esposti ne'tempi di

mez-

magnificamente benefic

Papi non solo seguirono con zelo lo spirito della primitiva Chie-

due orfanotrofi, e pegli orfani fond il Collegio Salviali, od ospizio


degli orfani (Vedi)',
in
gii

sa,

con soccorrere

il

pupillo e l'or-

orfani sono

fano,

ma
si

nel

medio evo segnatade' principi

cura

de'somaschi,

le

orfane
^e\Y

in

mente
premi
nelli,

dichiararono eziandio suorfa-

quella delle agostiniane.


zio

Osp-

protettori

apostolico (Fedi), fondalo sotto

credendosi
i

a que' tempi

che
si

Innocenzo
scalchi,

XI da Tommaso Odeingrandito da Innocen-

a difendere
ti,

minacciati loro dirit-

indi

in

alcun

luogo trovare non


miglior
il

zo

XII

e e le

potesse

un
sua
le
i

appresso

colui

appoggio che quale teneva in


pretensio-

alunni

da altri alunne

Papi,
si

tra

gli

ricevono nel

sontuoso
e pupilli
zio di
s.

stabilimento
i

anche orfani

mano
contro
ni,

fulmini della Chiesa,


Pontefici co-

ingiuste altrui
i

sessi. Nell'Ospid'ambo Maria dell' Assunta, o Ta-

e consideravano

ta

Giovanni
il

(Vedi),

incominciato

me uno

de' principali

obblighi

la
I

sotto

benefattore Pio VI, sonovi


molti orfani; altrettanto di-

protezione de' deboli e de'pupilli.

anche
casi
gli

medesimi Papi all'alavano anche al Nomenclatore (Fedi) la cura degli


orfani e de'pupilli.

Ospizio di s. Maria deAngeli (Vedi), fondato da Pio


dell'

VII
si

Leone XII. Ecco


il

come

in

Ad
zione
ietle

Innocenzo III
del

deve
s.

l'istitu-

Roma, essendo
nosce
cetti

centro di quella

Conservatorio delle proSpirito


ille-

divina religione di amore,

che co-

presso l'ospedale di

per
l'

in Sassia (Fedi), figlie esposte

uno de'suoi primi preamare il proprio simile comedesimo,


si

gittime,
turati

od orfane, o nate da snao poveri genitori ; ed al meed


a
Sisto

me

preude cura
stabilimenti

dell'orfano, oltre altri

desimo

IV

dobbianel

mo

la

stabile

fondazione

mede-

desimo

ospedale,

dell'ospizio

che hanno pure articoli. I fanciulli sono teneri e preziosi virgulti della gran pianta sociale, il perch chi in-

ORF
lentie alla loro cristiana

ORF
educazione,

9*
che durante
la

supplendo
tori.

ai

doveri propri de'geni-

deve

assai
le

per
le

tempo adoperare
pi
solerti,

Gregorio
la

XVI

con
in

cure

affinch

pestilenza con

sommo

zelo avea cui

processo

degli

anni

si

rendano
so-

ralo
lerici

cessazione, e soccorso

co-

benemeriti

della

religione, del

vrano
Nel

e della patria.

generosamente di suo particolare peculio, approv la Pia societ


in soccorso elei poveri orfani per
lera, e fu largo di
il

1837
del
le

percossa

Roma

dal

co-

flabello
lei a,

morbo
vittime

asiatico
di

cho-

magnifico aiuto,
scudi,
il

per
orfani

questa peinfe-

come diremo, con


apr a
tesori

contribuire del proili

stilenza
lici

rimasero

moltissimi
cui

prio parecchie migliaia

ed
i

abbandonati,
il

non

quanti
della

gli

diedero
il

nome

solo
to,

mancava
si

giornaliero alimen-

Chiesa,

pio cardinal
lui

ma
loro
li

videro senza sostegno neltenera


et, e

Carlo
2.3

Odescalchi di

vicario, ai

la

senza guida
della

novembre
che
si

1837, con

notifica-

che
bo,

stabilisse

nel sentiero

zione

piet e della

virt.

Cessato

il

mor-

legge nel n. .96 del Diario di Roma, come preposto dal


alla

surse

con edificante
societ

zelo

una

Papa
della

protezione

direzione
lui

benefica

pia

per

dar loro

societ,

invit per di

or-

sussistenza e
li

tutela, persino a quel-

dine con paterni e commoventi parole


tutti
i

do

campagne, supplenmancanza degli estinti genitori; quindi la carit romana fu larga e magnifica. \ olevasi aprire per questi orfani del cbolera un nuovo ospizio, ma le difficolt che presentavano bambini di latte, fandelle
alla

vicine

cittadini

a cooperarvi,
di diccisette ri-

pubblicando l'elenco
spettabili
si,

personaggi
il

d'ambo

ses-

formanti

consiglio

direttivo

ciulli

spoppati o di tenera et,


l'idea
di

e-

sclusa

un generale e
il

trop-

po dispendioso ospizio, si rono sussidii a domicilio, o


locare in
alcuni
ospizi
le
i

prefericol-

della societ. Questo stamp subito V Ordinamento generale per la pia societ in soccorso de'p veri orfani pel colera; divise la citt in sei sezioni, ed assunse la direzione superiore religiosa, morale ed amministrativa

della societ.

Intanto

792
soc-

maschi, e
di

persone furono
novelli

scritte nel

ruolo dei
chi

ne' conservalorii
fuori di

femmine, anche
vivefrugali.
la

soci; cio chi

don un
volta,

Coma, per forme

corso

per

una
ad

sola

die
si

re pi semplici e
ste

ed altre ragioni
le

Per quesociet, che


genitori,

cose da letto

o da vestire, altri

obbligarono

annue

mensili

assunse
nelle

veci de' defunti


i

dispose che

suoi

pupilli restassero

pensioni. Del suo mille scudi annui somministr il Pontefice e altrettanto


il

private case, e ritenessero la


di

sacro collegio; inoltre Gregoa profitto di questi orfani


feste,

maniera
pria,

vivere ch'era loro pro-

rio

XVI
d'

allogando
orfani

quei

eh' erano

al

permise pubbliche
teatro

tutto

preso amorevoli parenti, o consegnandoli ad altre buone persone della medesima loro condizione. Furono stabiliti alcuni soci

Apollo e in
di

accademie al Campidoglio,
donati da
vi-

e tre lotterie
benefattori,
stose

oggetti
si

laonde

ricavarono

sovvenzioni. Dalle sole

limola

al

caritatevole ufficio di

tutori,

sine fsse, mensili e annuali,


ciet

so-

per vegliare su ciascuno de' pupilli


loro
affidali,

ricav quasi undicimila scudi

formarli alla

virt, e

annui, quanti appunto ne avea bi-

96
ri
j

ORF
d'ambo
'
i

ORF
genito-

sogno. Gli orfani


|

frio (Fedi), per opera di


ta

Elisabet-

erano 4 00 c uc cne aveano perduto il padre 200. Nel i83g fu messa a stampa una breve istruzione pei tutori, riguardante
porti
i

Gozzo li e del commendator Torlonia, avendo il primo avuto origine


per quella del sacerdote Pallotla e di

rap-

morali

ed economici de' loro


arti

pupilli,

vegliando ancora sulla loro


nelle

Giacomo Salvati. Aggiungeremo che nel n. y5 del Diano di Roma 1841 si notifica come detta pia unione
per
favore dell'ordine Gerosolimitano avea ricevuto porzione dell'ospizio presso
gliervi
ti,

istruzione

e mestieri,

nelle scuole diurne

e notturne, se-

condo
rio
la

l'et.

Il

di

Roma

di

num. 79 del Diatale anno descrive


generale
della

prima

riunione

ponte Sisto, per accopovere ragazze pericolanspecialmente le orfane e le


le
1

pia societ nell'oratorio del p.


ravita.
I

Casa-

gesuiti

e
si

le

religiose

del
alla

gro Cuore
ra
religiosa
i

dedicarono
degli

cuanzi

abbandonate. JNel 838 la soincominci a stampare Rapporti sopra lo slato attivo e passivo della cassa della pia societ in
pi
ciet
i

orfani

ed orfa;

soccorso de' poveri orfani del colera, de'quali

ne, oltre
i

rispettivi

parrocbi

tennero proposito

il

n.

gesuiti

tutte loro spese


la

fonda-

rono presso

Chiesa di

rotondo
venti

un

ricetto

orfanelli,

s. Ste fino od ospizio per per dar loro una

1840, e il n. 8 delle Notizie del giorno 1 84 r per non citare altri numeri. Aven-

4'

del

Diario di

Roma

do
to,

gli

orfani

e le orfane del

ter-

buona educazione. D'un saggio


torno
sacra
tal
ai

in-

ribile

flagello colerico, ricevuto aiu-

primi elementi della storia


di

educazione
e

e collocamento dal-

lingua italiana, dato

da
del

la

generosit e carit della pia so-

piccolo drappello

per opera dei


il

ciet

benemerito
di

consiglio,

per

gesuiti,

parla con lode

n.

55
il

debito

gratitudine

sinceramente

Diario di

Roma
la

1840; gi

n.

avea narrata
l'oratorio del
societ
ne,
alla
in

festa celebrala nel-

ne benedir sempre il nome, in un a quello di Gregorio XVI, che con

p. Cara vita, dalla pia onore della ss. Concezio-

animo
te far
ai

invitto e scarsi

mezzi dovete
ai

fronte non

solo al cholera

sotto la

cui

protezione
In
tale

si

pose

cordoni sanitari,
dai

ma

danni re-

sua

erezione.

consiglieri della seconda sezione

chese

Patrizi

anno i mare contessa Marconi


loro zitelle a
la
s.

zioni, e

terremoti, dalle inondada altre gravissime non provocate vicende del suo memorabile
cali

aprirono una scuola e convitto per


ventiquattro
sesta

e spinoso pontificato, che lo costrin-

delle

sero per dura necessit a contrarre


debili,
di

Maria Maggiore; anche


ancora
rio
ria

terza

provvedendo per

al

modo

sezione apr scuole. Si

per munificenza di

form Grego-

soddisfarli.

XVI,

e dalla pia unione di


il

Ma-

regina degli apostoli,

Conser-

vatorio o pia casa di carila in via

di

Borgo
il

s.

verso
il

declinar del

Agata [Fedi), donde 1840 deriv


salita di
s.

ORFINI Viviano, Cardinale. Viviano Orfini nacque a Foligno (Fedi) di benemerita e nobilissima famiglia il 23 agosto 1701, essendo in essa tra gli altri fiorili, Tommaso vescovo
la patria,

di

Strongoli poi del-

Conservatorio o ritiro del sagro


O/io-

Cuore di Ges alla

ove mori santamente; Pier Orlino governatore di Terracina e

ORG
Osimo;
Ispagna
;

ORG
ponente
spogli
di

97

Gio.

Battista

consulta e collettore degli

in

preposto alla presidenza delle acque e strade, e nel 18 8 alla prefettu1

Ottaviano referendari di segnatura, e il secondo ed altri vice legato di Romagna personaggi mentovati nel citato ar-

Antonio e

ra dell'annona, finch Pio VII nel

ticolo.

Dedito
la

allo

studio,

abbrac-

ci Io stato ecclesiastico, e

bramoso
Pio

di servire
lo

santa

Sede,

VI
di

fece

prelato e

governatore

Collevecchio in Sabina, ov' era nel 1782. D'animo sincero, affabile con
tutti,

8 maggio 1823 ne con crearlo cardinale dell' ordine de' diaconi, onde per le patrie benemerenze Foligno ne celebr l'esaltazione a'6 aprile, con accademia nella quale recit analoga erudita Orazione Giacomo Frenfanelli, ivi pi tardi stampata nel 1829. Ma rapidamente Foligno
concistoro degli

premi

meriti

generoso
afflitti,

co' poveri,

pietoso

dal

tripudio

pass

al

lutto,

poi-

cogli

amante
al

della giustizia,

divenne
e

l'idolo

della

popolazione
vescovo.

gradissimo

cardinal
al

ch colpito il cardinale da grave e breve infermit di polmonea, ne lesto vittima compianta agli 8 maggio,

Indi fu trasferito

governo di Fano, ove pur si rese ben accetto pel suo spirito conciliatore in tempi che gi incominciavano a diveuir difficili, ed abbell la citt di nuova deliziosa strada. In premio di sua lodevole condotta Pio VI lo promovendolo richiam in Roma
,

dopo

soli

60 giorni
i

di

cardifunerali
s.
il

nalato. In

Roma

solenni

furono celebrati nella chiesa di Marcello, in cui cant la messa


cardinal
lui

Bertazzoli.

La
in

sera

il

di

cadavere fu
s.

trasportato

nella

chiesa di

Angelo

Pescheria per
avendogliela
cardinalizia,
e

disposizione del Papa,

a ponente di
dogli

consulta

conferen-

destinata per diaconia

un canonicato nella basilica Mentre ne adempiva Vaticana.


doveri, invaso e

come

attestano

num. 3y

38

dei

democratizzato
francesi,
il

lo

stato pontificio dai

Pa-

pa

fu tratto
il

prigioniero in Francia.
prelato
d'allontanarsi
estero realla

Costretto

da Roma, cerc
gno,

asilo in

quindi

restitu

l'ordine

patria chiamatovi dal voto


gi

de'sag-

cittadini

al

cessar dell'epoca redi

pubblicana. All'esaltamento

Pio

VII ritorn

alla capitale,
i

noverato tra

chierici di

venendo ancamera, podella zec-

scia esercit la presidenza

ca e delle ripe.
lo

Di nuovo occupato
imperiali
e

Diari di Roma, e il Nicolai, Della presidenza delle strade t. II, p. 149, e v rest tumulato con onorevole iscrizione, lodato per religione, soavit di costumi e probit, come pure si legge in quella composta per la sua promozione da monsignor Luca Pacifici. ORGANO, Organimi. Strumento musicale. Questo vocabolo signific originariamente qualunque siasi strumento; in seguito venne applicato a tutti gli strumenti musicali: Organa dicunlur, omnia instrumenta
i

stato

dai

francesi

strappato Pio VII alla sua Sede nel

1809, a
18 r4
giunto
al

lui fedele

il

prelato
il

si

co-

dusse altrove. Restituito


suo trono,
in

Papa nel Viviano appena

musicorum, come si espresse s. Agostino, Enarr. in psalm. 56, v. 16; poscia ai soli strumenti da fiato, lo che rilevasi da s. Isidoro, Etimo'
log.
lib.

Roma, divenuto decano


camera, fu nel xnx.

de

di

tutti
all'

3; finalmente al pi grangl'istrumenti di canne,


nostro,

de'chierici di

1816

cio

organo

detto

per

voi.

98

ORG
degli

ORG
istromenli
si us l'organo o altri strumenti musicali, V. Cappelle pontificie, li primo

antonomasia i7 re musicali. Questo mirabile e importante strumento musicale si aclopera in chiesa per avere accompagnata
la

solenni fuuzioni de' Pontefici

orgauo
della
lenti

fatto in

Roma
s.

vuoisi

quello
eccel-

dolcezza

colla divozione,

la

chiesa di
poi

Agostino;
delle

gravil colla modestia. In tal modo ne fu lodato l'uso da'padri, pur-

sono
della
altri,

quelli

chiese

del

ch

non

degeneri

citae voluplatis.

ad usimi Mi? Onde avvisa Bail

ionio, Distili, psalm. e. 17, 2, n. 4= canto dev'essere tanto il suono e


e moderato, che non tutto l'animo attragga al diletto di se; ma lasci la miglior parte al senso di quelle cose che si cantano ed all'effetto della piet. In fatti il con-

grave

Minerva, della Madcome notiamo ai loro articoli, in altri dicendo dei pi celebri organi: sono famosi quelli di Friburgo, ed il recente di s. Dionigi di Parigi, che dicesi il pi grande e pi completo di Francia, Fu detto che l'organo poco lasciasGes,
dalena ed
se
alle

ispirazioni

dell'organista,

onde poter trasfondere ne'suoni


nella

cilio

di
gli

Colonia

del

536
in

decret,

che

organi, termine

allora

ap-

emozione, che sembra dal cuore propagarsi all'enota


la

libera

plicalo agli

strumenti

generale,

stremit delle dita.

Eppure

si

odo-

devono
di

piuttosto

eccitar

divozione
11

no maestri
pi
delicate

che

rendono l'organo

che un'allegrezza profana.

concilio

quasi fedele e docile ripetitore delle


astrazioni.
di

Ausburg o

prescrisse

Augueta del i548 che gli organi non suoarie


divote.
1

A Musica
musica
conviene
riprovata
;

sacra
vocale

parlammo
e

qual
si

nerano

che delle quello di Treveri


in

istrumentale
del vocabolo

nel

549 avea

nelle chiese, e quale

la

tempo dell' Elevazione sino all' Agnus Dei non si dovesse n suonar l'organo, n cantare alcuna antifona, onde i fedeli
statuito che

dicemmo
e

organare per armonizzare, e l'accordo organimi;

confutammo
la

la

credenza che
dicesi

s.

Ce-

ciba,
nel

quale

martirizzala

venerino in silenzio
la

il

mistero del-

morte

di

Ges

Cristo, e pendino
ci

tasse

23o, suonasse l'organo e canspiegare e come si debba ,


suoi atti.
II

grazie a

Dio de'benefizi che


sua morte.
1

ha
i-

l'antifona cantanlibus organis, tolta

meritato colla

russi

dai

vocabolo

non

soffrono n organi, n altri

viene dal latino e fu adoperato

organo da

chiese, perch riconvenga ai seguaci della nuova legge d'impiegar la sola voce naturale per celebrare le

strumenti nelle

Tertulliano,
simile

il

quale

descrive

una

tengono che

lodi di Dio.

Che l'organo
cappella
nella

non
s.

fu

ammesso
e

nella

pontificia

nemmeno
di

chiesa di

Gio-

vanni

Lione, lo

tori pontificii,

dicemmo a Canove notammo quansull'organo


nel

macchina composta di tubi, e formante una moltitudine di suoni, detta organo idraulico, del quale Archimede era inventore: n si deve tacere che il medesimo vocabolo fu proprio di alcune macchine da guerra, per attestato di
Vitruvio
lib.

10, cap.

e per te-

do

essi

cantarono
apostolico.

palazzo

Anche

il

Bo-

nanui, Della gerarchia eccl. p. 4^4> ci nota affermando che mai nelle

stimonianza di Columella lib. 3, cap. 1, organi si chiamarono alcuni stromenti da misurare. Ma 1' organo idraulico, che si dice inveii-

ORG
da Ardii mede, non era molto dal nostro quanto alla dissimile forma delle canne ed al suono, se non che l'acqua era la forza motato
alla

ORG
musica.

99
serbare
poi
la

Per

simmetria e la magnificenza, se ne possouo fare due laterali allo stesso


altare,
se.

come

si

vede

in tante

chie-

vente,

per

cui

si

spingeva

l'aria

L' organo suole adornarsi

cou

onde si producesse il suono. Organi idraulici si sono fabne' tubi,

cornici, risalti, pitture e sculture adat-

tate alla

musica:

si

adorna ancora

bricati anche a' nostri

giorni

ed

alcuni se ne introdussero nel secolo passato in diverse ville


di

con ordini architettonici e con frontespizio, quando si voglia grandezza e magnificenza sempre corrispondente e proporzionato all'edifi,

Roma,

ed ancora sussiste quello del giardino del palazzo Quirinale. I francesi

zio

della

chiesa.

Quanto

all'origine

attribuiscono l'invenzione
a

del-

degli organi,

primieramente convie-

l'organo idraulico
lessandria,
stra; e

Ctesibio
la

d'A-

234

anni avanti

no-

se,

2601 anni prima credono che inventasse 1' altro organo il re di Cina Hoang-li. Il Gimma, Idea
della
slor.
lett.

d'Italia

t.

II,

p.

778, attribuisce l' invenzione delche suona da s a forza l' organo di note, ad Eusebio Bianchi milanese e carmelitano scalzo, il quale

ne distinguere l'uso loro nelle chieda quello in altri luoghi; l'organo da fiato o pneumatico, da qualunque strumento musicale. Sembra che ne'primi secoli dell'era cristiana non abbia esistito un vero organo composto di canne, e col meccanismo cui vennero poi fabbricati. Publio Optaziano Porfirio, che fior verso il 322, nel suo Panegirio,

scrisse

le

regole

per

fabbricare
via di

un organetto, che per te suonasse due o tre


quale invenzione
schi
g'

ruola

ariette;

ingegnosi tede-

versi pubblicato dal Velsechiaramente menzione degli organi, che si sonavano con mantici, strumenti che attraggono e man-

rico in
fa

hanno
al

pi.

sonale

accre-

dano
canne
folli s.

fuori
dell'

l'aria

dando
si

fiato

alle

sciuta.

organo, detti

in

latino

Quanto

luogo ove

si

deve col-

Tuttoci che

legge

nella

locare l'organo nelle chiese, e


devesi edificare, tratta
Egli dice che
il

come
Ratti,

descrizione dell'organo Giuliano nel


secolo IV, presso
il

eh.

Du Cange_,

Glos?,

Dell'erezione de' sacri templi , p. 82.


il

parola

suo luogo
agli
il

sia

dodi-

ve possa servir bene


vini,
le

uffizi

ed

accompagnare
del clero,

canto e

Organimi, ed in quella fatta da Cassiodoro nel suo Commentar. del salmo i5o, nulla ha che fare cogli organi nostri o strumenti di
canne. Diversi autori presso Lodovico Cresolio,

funzioni

e perci sar

a vista dell'altare

maggiore. Quan-

Mystagogi

lib.

3, cap.

tunque
lo sulla

il

pi usuato luogo quelcollocarlo di

porta principale, se la chie-

27, attribuiscono l'introduzione dell'uso degli organi nelle chiese per


gli

sa graurle^ meglio solo perch riesce

uffizi divini,

s.

Damaso

Pa-

fianco e vicino al detto altare,

non pi comodo al

pa del 367,

suo uso, ma eziandio perch toglie al popolo di l' occasione commettere l'irriverenza di volgere le spalle

erroneamente. Alche Venanzio Fortutri vogliono nato, morto nel 606, nella Vita di s. Germano vescovo di Parigi, pare che conoscesse o indicasse gli or-

ma

all'altare,

per islare pi allento

gani iu Francia verso

il

58o

nella

ioo
las,

ORG
il

ORG
GrancoriI,

chiesa di detta citt; ed

cap.

i3; e

Gimma, Idea
t.

della

Comment.
i

hist.

Brev. rom.,

stor. leti,

d'hai,
di

I,

p.

240, opi-

ferisce

di

lui

versi:

na

in

favore

s.

Vitaliano,

ma

questa opinione

venne
nel

ben

confu-

Hinc puer exiguis attemperai Organa cannis ; Inde senex largam ruotai ab
ore tubarti.

tata dal
liturgici

p.

Sala

del

citato di

t. II de libri Bona. Siccome

nel

pontificato

s.

Vitaliano

suoi cantori armonizzarono a


te

menmelo-

Cymbalicae

voces calamis miscen-

non

in iscritto

alcuna
le

tur acutis,

dia, e
ni

probabilmente

intonazio-

Disparibusque tropis fislula duice sonai.

de'salmi del canto gregoriano; es-

Timpano, rauca senum puerilis


mulcet,

tibia

sendo stata nominata tal maniera organare l'armonizzare, e organimi

Alque hominum reparant verba canora lyram.

come rilevai di sopra, tanomi indussero molti storici, che non conobbero a sufficienza la stol'accordo,
li

Ma

monsignor

Alfieri nel suo Ri-

stabilimento

della

musica

eccl.

p.

che a uso nella chiesa l'organo, e che quel Pontefice lo


ria

musicale,

a dichiarare

suo tempo

fosse in

89, ha provato contro il signor Didron archeologo parigino, il quale volea sostenere la stessa cosa, che in que' versi non parlasi n di organo idraulico, n di pneumatico, ma solamente si tratta del pessimo costume (quantunque viventi d'allora non ne comprendessero tutto
i

introducesse nelle chiese.


tori

Il

Muradi

nella dissert.

24, parlando

questo argomento e degli strumen-

da fiato e da corda, osserva, che Giona monaco di Bobbio e contemporaneo di Fortunato, nella preti

fazione della Vita di


scrisse:
psalterii,

s.

Colombano
scilicel,

Plerosque

organi

il

male, fra

quali

il

Fortunato),
as-

che pure

v' stato nella Chiesa, dei

giovanetti detti

Choraules, che

sistevano alla salmodia insieme con


i

cylharae melos aures appietas, molli s saepe venae modalamini audiluni accomodare. Confessa per non conoscersi bene coaccennati da fossero gli organi Fortunato e da Giona, ed aggiunge: forse erano piccole fistule o siringhe, composte cannis exiguis come usarono i greci, sonate colla bocca, e per diverse dagli organi quaportati in Francia dai greci, li nel secolo Vili aveano il segreto di fabbricarli, che gelosamente custodivano, sebbene dubbio se dall' oriente pass questo artifizio in Europa, o se da qualche italiano fosse l'istrumento ad imitazione
sa
i

vecchi, suonando, pifferi, trombe, tamburi ed altri simili strumenti, i quali ora vengono commendati e ricevuti, ed ora biasimati, ed esclusi

".

Tuttavolta scrissero molti col


s.

Platina, che

Vitaliano Papa
gli

del

657
le

abbia

introdotto

organi

nelle chiese;

ma

quello storico nel-

Pile de' Pont, aggiunge


volimi, quindi

per ut

s.

quidam
liano,

non

ben
Vita-

certa la sentenza in favore di

sebbene

sia la

pi comune,
il

presero abbaglio; vedasi

Bona,

ma De

divina psalmodia cap. 17, 2, n. 5; Stefano Duranti che di ci diffusa-

di

quello d'oriente fabbricato;


noto chi
nell'oriente

come

non
se

mente

tratta,

De

rit.

eccl. calli,

lib.

l'inventore.

ne fosPer tanto si narra

ORG
che in detto secolo, e verso il 7 5j, da Eginardo, De geslis Pipini, o nel 766 secondo il Rinaldi, il primo organo fu portato in Francia dagli ambasciatori di Costantino IV Co-

ORG
mune ad
sa
gli

101
Altri

altre cose.

preten-

dono che un
dai

prete

veronese, appredi

greci

l'arte

fabbricare
in
di

organi, ne

port
esegui

l'artifizio

Germania, ed

d' ordine

pronimo, re Pipino
di
la

quali ne fecero

dono don

al

nell'assemblea
il

nazionale
al-

Carlo Magno il primo organo in Aquisgrana. In vece Eginardo, De


geslis

Compiegne, ed
chiesa di
s.

re lo

Ludovici Pii ad an. 826, diprovenien-

Cornelia di

tal cit-

ce che presentandosi a questo principe Giorgio o Gregorio


te

t; tuttavia dal testo, multa misit numerai, interque et organa, sembra parlarsi di molti organi, e perci si possono intendere anche albench lo Scoto e tri strumenti , l'Aventino intesero un vero organo. Anche sotto il regno di Carlo Magno figlio di Pipino, 1' imperatore Costantino V Michele gli mand un organo in dono; ma il monaco parla con esageradi s. Gallo ne zione, De rebus bellicis Caroli M. lib. 2. Nota il Lenglet, Tavolette cron., che nel 787 Carlo Magno si rec in Roma con cantori e organisti, per introdurre in Francia il Canto ecclesiastico gregoriano {Vedi),
Il

da Venezia, vantandosi di sapere costruire organi, 1' imperatore lo sped ad Aquisgrana, con ordine di
somministrargli l'occorrente alla costruzione dello strumento:
di tale

organo fa menzione JXigello storico contemporaneo, che descrisse con poema le gesta di Lodovico I. Altrettanto afferma il Muratori anche
nella dissert. 56, descrivendo
la

di-

vozione de'
le
si

laici alla

salmodia, qua-

aument dopo aver Gregorio


ingegnosa invenzione degli ororien-

prete veneziano introdotto nelle chiese


l'

gani pneumatici, appresa in


te

e recata

da

lui
la

in

occidente, e
i

cio lo ristabil.

ne fece sentire

Muratori osserva, che se si ha da credere al monaco Engolismene, questi

vi concenti. Leggesi

melodia ed soanel Dizionario


degli

del Moreri, che l'uso


fu inventato nel

organi

nella vita di Carlo


riferisce,

Magno
i

a detto

anno

come

allora

romani

erano eccellenti nel sonare gli organi e nella musica sacra, forse confon-

tempo di s. Aidrico vescovo di Mans, morto nell'856, e che questi uno de'primi
che
li

stabilirono nelle loro chiese;

dendo
re,

l'arte

organandiy armonizza-

per sonar l'organo;

ma

il

Ri-

per l'Advocat giustamente osserva che l' invenzione era anteriore,

naldi all'anno 787, num. 69, invece dice chiaramente, che i cantori

non
in

si

pu

dire con certezza


asserisce,

4
ed

anni prima, com'egli

romani insegnarono a quelli di Francia il suono dell'organo. Vivente il mentovato principe, racconta Du Cange aver avuto la chiesa di Veroua
l'uso degli

organi,

perch
si

in

due

carte di quel

tempo

trova

porla organi, cos chiamata o perch ivi appresso era il monastero


s.

Mariae ad organum, ovvero per


il

Claudiano dice esservene la descrizione. Il p. Mabillon negli Annali Bened., ed il Baluzio in Misceli, lib. 5, dicono che Giovanni Vili dell'872 scrisse al vescovo Annone di Frisinga, pregandolo spedirgli un buonissimo organo, ed un artista che lo sapesse fabbricare e suonare. Saviamente riflette il Muratori,

altro motivo, essendo

vocabolo co-

ch'essendo passata tanta fa-

io2

ORG
i

ORG
liei

romani ed greci dominanti per tanto tempo i in Roma, appena si pu credere che s tardi fosse Y organo introdotto nelle chiese romane; perch migliori artefici di tali macchine i
migliarit e pratica fra
si

la parte essenziale dell'orga-

no; r aria compressa il primo motore del suono. Non si deve occultare, che dopo la met del secolo XV in Venezia Bernardo tedesco invent gano,
al la

pedaliera

dell'or-

vi

trovavano allora in Germania e fioriscono tuttora, e che meglio


1'

modo

detto da
lib. 8.

Sabellico, Gli Anti-

organo , per il Papa ne desider uno; dal che non pu con sicurezza inferire, che si prima non avesse Roma adoperato
sapevano sonar
gli
110

Ennead. IX, t. II, gnati di Bergamo


migliorarono
gli

nel

secolo

XVI
mede-

organi. Nel

simo secolo Nicola Vicentino, celebre professore di musica, non solo


fu trovatore dell'archicembalo,
altres

organi. Si
ne' Suppl.

pu vedere
musicali
lib.

il

Zarli8, che

ma

parla dell' introduzione degli organi


in

Germania. Se deve credersi a Guglielmo di Malmesbury, gli or-

gani fabbricati nel secolo


la direzione di

sotto

Geberto, poi nel

999
nel

Silvestro

Reca tempo in
ed
i

erano idraulici. per meraviglia , che


II,

cui

g'

italiani,

fraucesi
tutta
la

tedeschi,

non ostante
e
in

deWJrciorganOj ed probabile eh' egli trasfer ed applic all'organo la prima invenzione. VeL'antica musica ridotta alla dasi moderna pratica , Venezia i554Descrizione dell' arciorgano 3 nel quale si possono eseguire i tre generi della musica, diatonica, cromatica ed enarmonica, Venezia 1 56 11 pianoforte o cembalo a martelletti, per
:

loro propensione

trasporto

per

testimonianza
costruito

di Maffei

Carli, fu

l'organo,

nou fecero

detto secolo

gran progresso nella costruzione di esso mentre g' inglesi ne aveano gi di grandissima mole, come quel,

dapprima nel 17 18 da Bartolomeo Cristofori padovano, sebbene alcuni ne ascrivino il merito

a Cristoforo
sen,

Amadeo

Schroter

or-

lo

fatto fabbricare

nel

9^1

per

la

ganista nella cattedrale di

Nordbau-

chiesa di Winchester,

dal vescovo
Nel-

Elsego, al dire di Volstano nel suo

poema De
l'

vita di

tal prelato.

Italia

gli

organi divennero comu-

ni ne'secoli

XI

e XII, e nelle chie-

se di Francia se ne

propag

l'uso

nel

i25o dopo

s.

Tommaso d'Afu col

quino, e forse ne
l'arte dall'Italia.

portata
scritto
il

che secondo essi l'avrebbe tro1717. Che se questo ci viene, non so quanto giustamente conteso, niuno pu negare che il pianoforte a pedaliera, o cembalo organistico, nou sia il ritrovamento dell'abbate Trentin veneziano. Refratelli Serassi di Bercentemente
vato nel
i

Avendo

gamo hanno
dissi

portato

quest'arte

al

Binghamo, Orig. eccl. lib. 8, e il Navarro, Dehor. enti. lib. 6, che l'uso dell'organo fu introdotto dopo s.

pi alto grado di perfezione,


nel voi.

come

Tommaso,

devesi

intendere

nella
si

Francia. In appresso

g' italiani

diedero a migliorare
in

ed

estendere

ogni

modo

quest'arte, e costrui-

rono a gara organi meravigliosi. Ognuu sa che il meccanismo de'man-

p. 173 del DiGiuseppe perfezion il somiere: da loro fu rinnovato quello celebre di Trento consumato gi dalle fiamme. Altro perfezionamento agli organi lo dobbiamo in Pavia, a Giambattista, Giacomo e Luigi padre e figli Lin-

XXX,

zionario, de' quali

ORG
giardi,
tutti.

ORG
rimine per
tal

io3
il

inventando un nuovo liraAnche in Francia si sono inmiglioramenti,


Inghilterra

modo

clavicordio

e l'organo. Questa idea poi fu messa

trodotti

massime
si

in

mirabilmente
furt.

in esecuzione

da Voigt

questi ultimi tempi, agli organi delle


chiese, e in
plicati

fabbricatore di strumenti aSchweinConsiste questo strumento nell'avere per corpo delle molle metal-

sono apfran-

grandi organi alle orchestre

de' teatri.
cesi di

Tra

le

invenzioni

tempi si cita un organo nominato in Francia organo espressivo, strumento inventato da Greni. Questo consiste in un semplice giuoco di cannelli poggiati su d'un somiere ordinario, e l'espressione che particolare dicesi di questo strumento, risiede nella
questi ultimi

disposizione
tici.

e nell'azione
di artifizi

de'

man-

Per mezzo
i

semplici

ed ingegnosi,

mantici
la

subiscono
intensit

da una estremit e Queste molle sono messe in vibrazione da getti aerei prodotti da un mantice, e fanno le veci d'un arco. Colui che suona tale strumento ha innanzi a s il cembalo, e mette in azione il mantice, dal cui movimento pi o meno forte dipende la forza o debolezza del suono, il quale d'una singolare bellezza. L'esteriore dello strumento otTre una cassa ornata, facilissima a
liche attaccate

libere dall'altra.

pressioni variabili,

cui
al

trasportarsi

forte

assai

per

una

trasmessa a'tubi d
il

loro

suono

cappella o per

un

piccolo

teatro,

carattere, e a cos dire

l'accento

produce

l'effetto

degli

strumenti da

fiato.

tenuto quale organo da

Finora camera o

monia
inoltre

di strumenti
il

d'una completa arda fiato, ed ha vantaggio di non perdere


accordo, e
d'essere
al

da oratorio.

mai

il

suo

Veramente questo organo espressivo sembra essere 'Elodicon descritto nel dizionario di Lichtenthal,

sicuro dall'influenza delle variazioni

atmosferiche. Cosi viene descritto da

Lichtenthal V Elodicon, che pu dirsi

giacche YElodicoti, l'organo espressi-

Fisarmonica, sebbene solfo diverse denominazioni, sono tutti strumenti d'una stessa famiglia. Lichtenthal non parla del Fisarmonica, bens dell'Elodicon. Il Fisarmonica fu per poco tempo a
vo,
il

Vorgano melodico,

Roma

in

voga,

presto

and
di

in

strumento chiamato Fisarmoquale verso il il 834 incominci a introdursi in Roma, e pel suo progressivo perfezionamento, il ripetiamo, prese i nomi di organo melodico, organo espressivo, ovvero Elodicon, ed in Francia ne fu benemerito assai d'Alexandre: un Elo

nica,

disuso, perch praticati su


notabili

esso
il

lodicon trovasi in
sa

Roma

nella chie-

miglioramenti

acquist

nazionale di
vi

s.

Claudio de' bor-

nome

di

generalmente conosciuto.

Elodicon, sotto del quale Esso fu


nel secolo

gognoni, e
gano.
fatto

figura

come un

orsif-

Uno

de'perfezionamenti di

inventato

corrente
il

da

E^chenbach che trov


lo e nell'Aura, ed

principio

di avere

della sua invenzione nell' Arpa

d'Eo-

immagin

di pro-

durre a piacere le vibrazioni merun mantice artificialmente im-

egli che in vece due pedali che alternativamente pongono in movimento gli interni mantici, ve n' uno soltanto, e in tal guisa l'esecutore rimane

strumento

piegato a far vibrare

non

gi delle

pi libero da quella che dapprima esigeva

applicazione,
il

corde

tese,

ma

delle

molle,

di

simultaneo de' due pedali

movimento Tanto
.

04
che

OR G
gli

ORG
consimili
delle cose principali
ci

YElodieon

altri

limiteremo

strumenti, nelle loro qualit

hanno molta somiglianza coll'organo ; non hanno la forza d'un organo di gran
mole, lo superano per nella dolcezza, e nel poter rendere alla musica
i

ad un brevissimo cenno. Il prefetto del coro deve andare


di

concerto
cantici

coli'

organista

sui
i

toni

che debbono accompagnare


i

salmi,

g' inni,
le

affinch
col

subito

chiaro-scuri, coll'accrescere e
la

diminuire

voce a piacere dell'e-

secutore, lo che

non pu
tratti,

fare l'or-

suono di quell' istrumento. L'organista (che anticamente era l'ostiario) deve suoconcordino
voci

gano, se non che a


la

mediante

nare
rita

con gravit
correzione.
al

altrimenti

me-

differenza de'suoi registri.


i

Anche

Sono alcuni

secoli,

V Elodicon ha

suoi registra

ma
modelle

da che
tici,

questi sono devoluti in ispezial

degl'inni e delle
il

canto de'salmi,, de' canmesse si uni-

do per

far gustare la variet

sce

suono dell'organo,

ma

si

ese-

voci e le varie specie di strumenti

guisce generalmente con poca cautela,

che vuole imitare, facendo


in diversi sensi o direzioni

percor-

ad onta

delle prescrizioni or-

rere l'aria nell'interno delle lamine,


:

dinate dalla Chiesa.


in

conveniente

questo

usare l'organo in ogni domenica e


tutte le feste di precetto dell'anle

strumento eseguisce assai bene le musiche d'un temperamento largo, sostenuto, melodioso e flebile.
Scrissero
tra gli altri sullo stru:

no, tranne
vento, fuori
te l'altre di

domeniche

dell'av-

della terza, e

similmen-

organo Gianmaurizio Stohr, De organo musico, Lipsiae 1693. Ecole d'orgue d'aprs les ouvrages de plus clbres orgaistes de V Allemagne, par Martini , Paris i8o5. Giovio, Cenni storici sulU organo, Como 1808. Giuseppe Serassi, Lettera sugli organi, Bergamo 6. Pietro Lichtenthal, Dizionario 1 8 di musica, alla parola Organo. Il lodato monsignor Pietro Alfieri poi nella sua importante opera: Ristabilimento del canto e della musica
dell'
1

mento

quarta,

ma non

quaresima, eccettuata la si suona che nella


si

sola messa conventuale;

pu suosettuage;

nare nelle domeniche


suonasi inoltre nelle

di

sima, sessagesima e quinquagesima


feste
fra

l'av-

vento e fra la quaresima, che dalla Chiesa solennemente si celebrano.


Nelle messe votive che
si

celebra-

no con solennit in ciascuu sabbato in tempo di quaresima, ne'quattro


tempi, nell'avvento e nelle
vigilie,

ed

alle

litanie

dopo

vesperi negli

anzidetti tempi; rispose la

congre-

ecclesiastica, ci
grafi
:

seguenti para-

gazione

de' riti:

Dubiorum ad 4;

4- Del prefetto del

coro e

suo

5. Dell'organo, e quando possa usarsi. 6. Dell' organista


officio.

affermative et amplius. Si suona uel nel gioved santo alla messa ,

e suo
dersi

De'mezzi da prenonde por termine agli abusi


officio.

7.

sabbato santo alla messa e ai vesperi, ed ogni volta che debba il gior-

introdotti

nell'

esecuzione del canto

gregoriano e nel suono dell'organo. Siccome il tutto narrato con l'autorit de'concilii,
ficii,

no festeggiarsi con solennit per alcuna grave cagione, secondo il giudizio de'rispettivi vescovi. Conviene suonar 1' organo quando il proprio
vescovo celebra solennemente, se la ragione di tempo noi vieti, o entra
in chiesa
in

de'decreti

ponti-

de' cerimoniali, della pratica e

de' riti della Chiesa

romana

cos

d festivi

pi

solenni

ORG
ad
assistere
alla

ORG
cantata
,

io5

messa

so

esca in

fine
fa

della

funzione.

Altret-

accompagnare organo chiuso in

tanto

si

all'entrare

d'un

legato

apostolico, d'un cardinale, d'un ar-

civescovo o di altro vescovo che

il

prefazione con qualche luogo , vietando la Chiesa il suono mentre sacerdote cauta sull'altare; all'eleil vazione si suona con maggior grala

diocesano vorr onorare fino

all'in-

vit.

Nel canto del simbolo prescri-

cominciar della funzione. Per consuetudine commendevole, il simile si fa all'entrare d'un principe, spe-

ve

ceremoniale de' vescovi non si frammescoli l'organo, affine di non


il

renderlo inintelligibile.

qui
di

si

so-

cialmente del proprio, nonch del tempi in cui magistrato, tranne


i

no dati

tutti

gli

scrittori
si

riti

sostenere che non

dovesse mettere

proibito
stivit
te,

il

suono. Nelle primarie


si

fe-

l'organo nel simbolo:


Alfieri

ma monsignor

che

celebrano soleunemens

pu

sonarsi l'organo

nel

matnelle
tutti

tutino che nel vespero fin dal principio,

con

le

note distinzioni

diverse parti.
i

E
un

abuso cantar
1'

ha provato con sode ragioni, che si pu benissimo usare l'organo nel simbolo, purch si canti tutto alla distesa in modo che s'intendano le parole chiaramente, e questo
essere
il

salmi con frapporvi


sente

organo, e

senso del ceremoniale. Inolil

fare recitare

versetto

da

uno
il

tre avverte

lodato

autore,

che

che appena
vesperi,

si

da

vicino. Nei

quando
si

il

suono ricuoprisse
escluderlo,

le voci,

mattutini e nella messa,


versetto
de' cantici

deve usare l'organo

chiuso,
pi.

ma
che

primo
inni,

degli

non mai

tanto

similmente quello degli inni


dee genuflettersi, allorch
e
il

in cui
ss.

Sagramento viene esposto,

si-

dovr necessariamente candall' organo. tarsi dal coro e non Alle altre ore canoniche non somigliatiti,
lito

costantemente nella musica armonica, senza che la Chiesa vi abbia mai reclamato. Si pu suonare nelle messe de' fedeli denell'anfunti, purch il suono sia damento e nel tuono lugubre; alesso adoperasi

usare l'organo, tuttavia ne'giorsi

ui solenni

pu usare
dimiltis,

all'inno di
e al

terza, a quello della compieta,

cantico

Nunc
in

se

vi

con-

suetudine, e anche all'antifona della

Madonna
i

fine

della compieta, e

Y Amen le sole voci devono rispondere. Se v'ha alcun chierico capace di suonar l'organo, si dee anteporre al laico; l'uno o l'altro, specialmente nella messa e ore canoniche, qualora sia veduto dal popolo, deve vestire sottana e cotta.

mentre il vescovo a terza assume paramenti pontificali. !n qualunque tempo voglia figurarsi il canto de' versetti alternato col suono dell'organo, durante questo uno del coro con voce alta dovr proferire le parole del versetto che non si
cauta. Ne' solenni
to

Dev'essere

l'or-

ganista

alquanto

intelligente

della

lingua latina, ben istruito sul tem-

po

in cui couviene che suoni; deve avere molta pratica di quello che dovr suonare, massime sulla qua-

lit

e quantit

de' registri,

del
ai

vesperi consue-

suo

meccanismo

per

rimediare

usar l'organo al fine di ciascun salmo. Alla messa solenne, appena


esce di sagrestia
il

difetti

dell'istrumento che facilmen-

celebrante,

si

suosi

na

l'organo, e

alternativamente
la rubrica;

tralascia

secondo

abu-

te si producono dalle intemperie; non basta saper beu suonare il pianoforte per ben suonare l'organo, essendo diversa la maniera di suo-

toG
natii

ORG
anche per
l'effetto.

ORI
L'armonia
studio dei
e
la

alla

dissipazione e al divagamento,
le

vuol essere nell'organo sostenuta e


legata,

confondendo
del

idee del gentilesimo,

ed necessario

lo

furore, delle passioni, con

mu-

toni o

modi

ecclesiastici,

co-

siche teatrali, co' sagri

misteri della

gnizione del canto


nit

fermo, non che


poich
l'uil

fede di
fetto

de' principii d'armonia,

armonica deve dominare

fra

rit

Cristo, col candore dell'afdell'uomo per un Dio di pudimenticando cos la santit

canto corale e l'organo, onde rispondere maestrevolmente alle parole


della sacra
liturgia
;

del luogo, e prostitueudo colle

prodi

fane armonie
di

la

casa del Signore e


il

basta

co-

orazione.

Anche

concilio

noscere
nico.

meccanismo armoL'organista non deve prolunil

solo

Trento ordin ai vescovi e superiori locali, che il suono impuro e lascivo


sia

gare

il

suono in

tempo che
contrario
di al

altri

rimosso dal tempio, ci che


i

devono cantare.
ecclesiastico far
ciosi e di

senso

ripeterono

concilii

di

Cambray,
altri,

uso

estri

capricsparliti

d'Augusta,
dasi
il

di

Milano ed

in-

motivi

tolti

dagli
gli

fliggendo pene ai trasgressori.


citato articolo

Ve-

teatrali; d'infrascare
si

accordi cui

Musica sacra.
dell'Afri-

accompagnano
trillando
e

le

sagre
e

melodie
ghiri-

ORIA. Sede
ca occidentale,

vescovile
la cui

con millanta
bizzi,

fioretti

goffi

provincia non
ti-

ad ogni

nota, ascen-

conosciuta. AI presente un
civescovato

discendendo con infinite scalettale, e queste mescendo di gruppetti mordenti, che non la finiscono pi; si deve accompagnare,
la preghiera, che vuole divoto raccoglimento, peggio poi se due sensi sono diametrali

dendo

tolo vescovile in partihus, sotto l'ar-

non disturbare

pure in partihus di che conferisce la santa Sede. Gregorio XVI a'3o ottobre i834 fece vescovo Oriense monsignor Guglielmo Clancy, indi a'ia aprile 1837 lo nomin vicaCartagine,
rio apostolico della

mente

opposti.
la

Con

questi gravi in-

Gujana Britannell'Indie
occi-

convenienti,

musica dell'organo in vece di concorrere a dar maggior forza alla sublime espressione
de'sacri cantici, serve

nica o

Demerary
o

dentali d'America.

ORIA
Citt

URITANA

(Orilan).
nel

fatalmente a

con residenza

vescovile

distruggerne l'effetto, e disturbano il sentimento di profonda venerasi deve promuovere nelle menti de'mortali radunali nel tempio della divinit; mentre scopo della musica sacra di accrescerlo e

zione che

regno delle due Sicilie, nella provincia di Terra d'Otranto, distretto e capoluogo a 8 leghe da Brindisi, e pi di 8 da Taranto, presso
il

suo

golfo,

sopra
cinta

un' altura
valle

fra

due

laghi,

entro
e

una

degli

vieppi infervorarlo. L'organista deve eseguire sonate maestose, gravi

Apennini,
lo

all'intorno

da
la

terre palustri.
edificato

Ha un

eccelso castelII

e convenienti che
di
si

ai

sagrosanti
dalla

misteri
,

da Federico

che

celebrano

Chiesa

difende, e fu gi

uno
secolo

de'principali

alla contemplazione onde sollevare gli animi dei fedeli ; non con concetti lusinghieri e profani che invece di eccitare alla edificazione, provocano le menti
essi,
,

corrispondenti

stabilimenti de'greci albanesi rifuggiti

in

Italia

nel

XV, onde

molti degli abitanti sono discendenti da essi. L'antica citt di Tirea, che non lasci vestigie di s, forse

ORI
surse in questi dintorni.
,

ORI
Fu
chia-

107

Brindisi (Vedi)
ta

Uria, Hyria, mata anche Oira Uritanwn nel paese de'salentini, e

questa
nel

citt

essendo starovinata dai sala

ma

raceni

secolo VIII,

di

lei

molto

soffr

dai saraceni che la

in-

sede fu incorporata alla

diocesi
s'

di

vasero nel 977, dopo che nell'879 avea stabilito il municipio Gaivi deriso principe di Benevento. La
prese Roberto duca

Oria, onde

l'arcivescovo

intitol

Bruudusino e Uritano, o Untano e Brundusino. Per togliere poi le


contese fra
i

normanno nel 1062 e la riedific nobilmente. Divenne marchesato della celebre famiglia di Balzo, e Filippo
li

diocesani

di

Brindisi

diede
al
ni-

Oira o Oria
pote di

come ducato
Federico
di

Pio IV,

Borroe

ed Oria, ad istanza di Filippo II, agli 8 maggio 1^91 Gregorio XIV colla bolla Regi mini universae, presso l'Ughelli, Italia sacra tom. IX, p. 1 63, separ le due diocesi e lasciando a Brindisi
scovile,
il

meo
sione

conte d'Arona, con grossa pensulle seterie

titolo

arcive-

Calabria,

nuovamente
Taranto,
Il

eresse

Oria in
alla

ci per avere reintegrato

Marc'Auconfiscadi

vescovato, e lo sottopose
tropoli di
di

metutto-

tonio Colonna delle terre


tesili

cui

da Paolo IV. La cattedrale


struttura
dedicata

ra suffraganeo.

primo

vescovo

moderna
sterio;

alla batti-

conosciuto di Oria Teodosio, che


edific
stette
s.

Beata Vergine Assunta,


l'antica
ss.

con
1'

l'antica
alla

cattedrale

ed
a

assi-

era sotto

invoca,

traslazione delle

ossa di

zione de'

Crisanto e

Daria

ed

Leucio da
declinar

Benevento
dell'

Trani,
secolo
.

era stata edificata dal

vescovo Teo-

nel

ottavo

dosio ov'

il

castello.
si

Tra

le

insi-

L' Ughelli nella serie degli arcivescovi di

gni reliquie che vi


vi
il

venerano evBarsanufio
citt,

Brindisi a pag.
la

29

e seg.

braccio di

s.

incomincia
nel

seguente delle chiese


greco, vescovo di
distrussero
la

Barsonulfo patrono della

che
egi-

uuite di Brindisi ed Oria. Fiorendo

secondo alcuni
ratore

visse

sotto

l'impe-

695 Teodoro
i

Marc' Aurelio,
vi

eremita

Brindisi,
citt,

saraceni
ritiratosi

ziano che vuoisi

abbia predicato il vangelo e stato primo vescovo; se ne fa menzione nel martirologio


agli
1

onde

ad Oria,

di

lui

successori s'intitolarono

vescovi

e arcivescovi delle due chiese. Do-

romano

aprile agli 8 e probabilmente dicesi fiorito nel 5^o, venendo riposto il suo corpo nella chiesa a lui intitolata fuori della citt, che fu data ai religiosi minimi. Vicino
1

po
disi

di

lui

fu

eletto

Giovanni
di
il

pur
Brin-

febbraio, e pi

greco, indi

Andrea vescovo
sotto

ed Oria,

quale Oria
de'saraceabitanti
gli

soggiacerne alle
ni,

barbarie

che

trasportarono
risiedeva
di

schiavi in Sicilia; nel

1000 Marco
e

alla
vile,

cattedrale

vi

il

palazzo
citt

vescoaltre

tuttavia
i

a
e

Oria,

riun

ma non
un

sono in
di

titoli

Osluni
del

chiese parrocchiali; bens


venti,

monastero

due conmonache,
e

do greco
sore uel

Monopoli. Nar1040 ebbe a succes-

diverse
il

confraternite,

l'ospedale
coltiva

1060 Eustachio, il quale propriamente si chiam arcivescovo di Brindisi e Oria, ed


a
lui
il

seminario.

Vi

si

molto
nei
di

tabacco.

Papa
vescovile
sotto
la

ridusse

all'obbedienza

Mono-

La

sede

fu

eretta

poli

primi secoli

metropoli

eh 'erasi ribellata. Nel 1062 da Aceieuza vi fu trasferito Codino,

108
al

ORI
1

ORI
379
l'antipapa

quale Urbano II ad istanza del conte, clero e popolo di Brindisi,

Clemente VII

vi

intruse Guglielmo francese; nel

i38o

a questa

citt

lo

restitu,

confere nel

mando

l'unione

con

Oria,

e arcivescovo di

noo
disi

squale

meglio il tutto conferm PaII, poich dichiar che Brinfosse la metropolitana e Oria
i

Marino del Giudice, poi cardinale Taranto; nel i38g Riccardo ; poscia Vittorio e Paolo romano fatti da Gregorio XII, al secondo Giovanni XXII I subrog
in

sutfraganea, continuando per


stori

padi

vece Pandolfo abbate


1^.1

di

Monte

chiamarsi

arcivescovi

Vergine; nel
chesi

5 Aragoni de'marpoi
d'

Brindisi e Oria. Nel detto


cesse Balduino, nel

anno

suc-

Malasp'ma,
1 1

Otranto.

noi

Nicolao,
nel

nel
i
i
1

ioi5

Guglielmo francese,

8 Giuliano, indi Bailardo francese, alle cui preci Ruggiero I riedific


la

metropolitana;

nel

n^.5

Lupo

francese, nel

1173

Gugliel-

4 8 Martino V reintegr PaoXXIII ; lo spogliato da Giovanni Pietro Gatta napoletano nel i4 2 7 fu trasferito da s. Agata; nel 1 4^7 da Monopoli Pietro Petri virtuosissimo; nel i453 Gaufrido ChieNel
rici

mo
co, se

francese

politana

e
III

che decor la metrocon pavimento di musaifu al concilio Lateranen:

di

Monopoli.

Dopo
nel
di

diversi an-

ni di sede vacante,

479 Frannel

cesco de

Arenis

Lisbona;

la
1

consagr
190. Nel
1

il

successore

1484 Roberto
poletano
,

Pisciceli!

nobile na-

Pielro nel

Domenico
Innocenzo
nel

nel
III

i2o3
legato

fu

196 Gerardo; mandato da


in

eruditissimo ed
nel

stratore di Motula;

amminii5i8 Do-

Bulgaria;

1216 Onorio III fece arcivescovo M. Pellegrino I che cousagi; nel 1225 Pietro di Bisignano, abbate di Vulturno; nel 1239 Pietro Paperoni; nel 1254 Innocenzo
II;

menico Idiaschez spagnuolo; nel 1 5 S Gio. Pietro Carafa, che rinunzi nel i524 pei* istituire con Gaetano i teatini, poi cardinale s. e Papa Paolo IV. Nel 1^24 Girolamo Aleandro, poscia cardinale,
1

da Castro Pellegrino Adenulfo francese nel traslato a Conza; 1296 Andrea Pandoni canonico capuano: i3o6 Bartolameo decano di nel Capua; nel 1 3 9 fr. Bertrando francese de'minori; nel 1 333 Giovanni
vi

IV

trasfer

dottissimo;
1

per

sua

cessione

nel

nel

1289

Francesco AleandrOj ma il marchese, il clero e il popolo di Oria gli negarono l'ingresso, tentando sottrarsi dalla sua

542

il

nipote

obbedienza, non volendo riconoscere la preminenza di Brindisi. Paolo III

XXII
disi

dichiar arcivescovo di
di

Brin-

ammon gravemente
riparare
il

gli

oncolla

Guglielmo di castello de'minori, vescovo d'Alba; indi Guglielmo francese abbate benedettino, traslato a Trani; Clemente VI nel i345 trasfer da Vespriu alle due chiese Gailardo francese, e nel i348 da quella Corsiense vi traslat Giovanni della Porta salernitano, poi lo divenne di Capua. Nel i352 fr. Gisio o Pietro o
e

Oria

fr.

tani a

mal

fatto,

bolla Esponi nobis, presso l'Ughelli


p.

a Brindisi.

4i> confermando l'unione di Oria Nel i564 Pio IV da Ostuni vi trasfer Gio. Carlo Bovio
il

di Brindisi originario bolognese; riedific

palazzo

arcivescovile

di

Oria, eccellente pastore, fu sepolto nel Gli successe nella cattedrale.

157

Bernardino de Figueora spa-

Pino dottissimo

domeuicauo

nel

guuolo, gi arcivescovo di Nazaret;

ORI
dopo
disi,
la

ORI
noi
i5f)'
la
te,

sua morte

ec.

di

dieciotto canonici,

109 come del

chiesa di Oria fu separata da

Brin-

prese

le

prebende del teologo


la

e Clemente Vili

nel

i5o,5 ne

penitenziere, di altri preti


rici:

e chie-

primo vescovo Vincenzo Tufo napoletano teatino, prudente e soave, integerrimo e zelante, orn la
fece

all'arciprete affidata

cura
esten-

d'anime
si

della cattedrale.

La
si

dioce-

contiene molti luoghi, e

cattedrale.

Ebbe
i

successori,

nel

]6oi Lucio Fornari nobile di Brinche colloc minimi nella chiesa di s. Barsonulfo; nel 1620 Domenico Ridolfi napoletano teatino , probo e virtuoso; nel 63 1 M. Andisi,
1

de per circa 60 miglia. Ogni vescovo tassato in fiorini 3oo, e le


rendite ascendono

3ooo

ducati,

gravati di pensione.

ORICANDA

ORINCANDA.

Se-

tonio
nella

Parisi

di

Squillace
la

eresse

cattedrale

cappella della

de vescovile della provincia di Lila metropoli di Afrodicia, sotto sinde, nell'esarcato d'Asia o di Mira,

Beata Vergine; nel


faele

i65o

fr.

Rafdei
ca-

eretta

nel secolo

IX.

Ebbe

Palma

nobile

napoletano

vescovi Paolo che fu al concilio di


Efeso,
e

conventuali, celebre predicatore,


ritatevole,

Teodoro

che

trovossi
christ.
t.

a
I,

propugnatore della
ecclesiastica,

disci-

quello di Fozio.
p.

Oriens
Oriens.

plina e
nifico

immunit

mu1675
1

993.

colla

cattedrale;
di
;

nel

ORIENTE,
mondo onde
sole. Gli ebrei
te col

Parte
nascere

del
il

Carlo Cazolino nobile


poi traslato a Pozzuoli

Cosenza,
nel

apparisce

697

distinguevano l'orien-

Tommaso Maria

Francia nobile di Cosenza domenicano; nel 1720 Gio. Battista Labanchi di Cassano, col quale ha termine nell' Italia sacra
la

nome

di

Kedem, che
il

signifi-

ca

il

Levante, perch
per
la

parte che sorge


i

da questa sole; i greci ed


ragione lo

latini,

stessa

serie

de' vescovi

d'Oria, ed

se-

chiamarono
la
si

la parte della luce.

Lequelsole

guenti sono registrati nelle Notizie di Roma. 1720 Gio. Battista Laban-

vante chiamasi propriamente


parie dell'orizzonte,
alza, e

ove

il

1746 Castrese Scaja della diocesi di Napoli. 1756 Antonio de los Reyes di Brindisi. 1772
Enrico Celaja della diocesi di Chieti. Alessandro M. Kalefati di 1 78 1 Bari. 1798 Fabrizio Cimino della diocesi di Lettere. 1818 Francesco Saverio Trigiani conventuale di Bari. 1829 monsignor Michele Lanzetta della diocesi di Salerno. Per sua dimissione, Gregorio XVI nel concistoro de'sg luglio 1 833 preconizz l'attuale vescovo monsignor Giovanni di Guida della congregazione della missione di Vico Equense.
Il

chi di Cassano.

che parimente si dice Est ed Oriente. Levante nome pure applicato in generale principalmente

tutti

paesi

situati

all'oriente

del

Mediterraneo,
alla

all'Egitto

e co-

munemente
il

Turchia
gli

Asiatica

ed Europea, ove
traffico,

europei fanno
scale

chiamandosi
di

del

Levante quelle piazze


cio

ove

negozianti di

commerEuropa hanle

no banchi e ritirano cambio di quelle che


Ne'libri sacri

merci

in

vi

portano.
oriente
la

l'oriente significa tal-

volta
della

paesi

che sono

all'

Giudea,
la

come
; i

1'

Arabia,

capitolo

si

compone
il

di

sei
il

dignit, l'arcidiacono, sotto cantore,


il

cantore,

tesoriere,

l'arcipre-

in questo senso Caldea Magi vennero dal detto che l'oriente per adorare il divin Sai-

Persia,

no
valore; talvolta

ORI
per
l'

ORI
oliente
la

di

cenno
pi,

la

potest esercitata

dai

Pa-

Gerusalemme; ne del monte


tale,

tale era

situazio-

padri comuni de'fedeli e vicari

degli

Olivi.

In

altro

di

Ges Cristo

nell'oriente, la distin-

significato prendesi pel lato


ossia

orien-

per

la

parte

anteriore

zione sulle chiese d'oriente e occidente, secondo la divisione de' due

anche del Tempio che descrivemmo a Gerusalemme. Ma anche secondo 1' evangelo
del Tabernacolo o
di
s.

romani imperi,

delle

loro gerar-

chie ecclesiastiche e diocesi, non che


della chiesa orientale greca, dei cleri
secolari
e

Matteo,
la

oriente

indica

asso-

regolari

loro

monache
sono

lutamenle
sole
,

colle

oriente, et

dove nasce il parole fulgur exit ab paret usque in occidenparte


:

e religiose,

come

delle liturgie delle

chiese orientali.

Innumerevoli

poi gli articoli riguardanti l'oriente,


e quelli
-vescovili

tem.

Quando
il

Isaia

dice,

che Dio

delle sedi
e vescovili

patriarcali, arcidi giurisdizione

fece sortire
significa

giusto

dall' oriente,

ci in

generale
gli

un

paese

titolari

dette

in parlibus
i

infide-

lonlano,

perch

Ebrei

aveano

lium poste nell'oriente:


latini titolari

patriarcati

poca cognizione de' popoli occidenda' quali erano separati dal Medilerraneo; ed per la stessa cagione che chiamavano l'occidente o l'Europa, le Isole, perch non conoscevano da questa parte se non che gli abitanti delle isole di Cipr, Candia e le altre dell'Arcipetali,

residenti in

occidente,

sono quelli di Costantinopoli, Alessandria, Antiochia; patriarchi con


i

giurisdizione residente

in

oriente,

sono quelli di Antiochia de' greci melchili, Antiochia de/ maroniti An',

tiochia de'siri, Babilonia, Cilicia degli


i

armeni e Gerusalemme. Anche


eterodossi,
colle

Iago.

Il

sacerdote Zaccaria parlando


si

patriarcati, arcivescovati, vescovati

del Messia,
Zia
visitali

espresse

che Dio
del
al

ci
,

acattolici,

loro dial-

dall'oriente
il

cielo

gnila di Cattolico,
tre,

Mafriano ed

paragonando
fa

Messia

sole,

cui
io

hanno

articoli:

de'santuari pi

pure allusione
venire
il

l'altro

passo:

insigni se ne

parla a'Ioro luoghi.


di tutte le chiese,

faro

All'articolo

mio servo V Oriente. Occidente riguardo al detto di


col

Roma
salemme

madre

centro del cristianesimo,


e
l'oriente

ma

Gerii-

V Oriente

si

esso

come
di

continente del globo


Orientale, desunto

nome

dalla

posizione

pi vasta
Ivi

dell' Occidentale, e coulenente l'Asia, l'Africa, l'Europa,

inoltre
il

indicammo

quanto

ri-

guarda
le

nome dJ
sugli

Indie orientali,

vasto paese
distinzioni

dell'Asia

meridionale;
le

imperi d'oriente
loro dicosti-

ne furono la culla ; ivi pastori ed i gentili pei primi adorarono Ges Cristo, che vi volle prendere carne umana per la redenzione del genere umano, ond' ebbero compimento per essa il ivi si sparse tutti i misteri, ed primo sangue de' martiri, e ne martiri ed il uscirono i primi
i

ed occidente o romano, e
visioni;
le

primo
tro,
in

sommo

Pontefice

s.

Pie-

provincie
i

che
e

Io

tuirono e
tori
il

suoi

limiti; g'

imperaesarca;

greci

orientali

loro

un cogli altri apostoli, onde promulgare l'evangelo per tutto il mondo, ed primi santi. L'uso dei
i

loro

impero

di Nicea,

l'estinzione

primitivi cristiani era di voltarsi dalla

degl'imperatori greci di Costantinopoli.

parte dell'oriente per pregare Idpersuasi che


tal

Finalmente n Occidente

si

ac-

dio,

pratica

pr-

ORI
venisse dagli apostoli. Dall'avere Ge-

ORI
zione degli apostoli,

i,

tuttoch
:

nelle

s Cristo Dell'ascendere al cielo lasciata sul monte Oliveto l'impressione de'suoi santissimi piedi , qui
est
s'

sacre carte
il

non fu descritta cos Damasceno. Ma sottentrandovi poi

contro.

Hierusalem

ad

orientali,
fedeli

la superstizione de' priscillanisti e manichei, che realmente adoravano


il

introdusse dagli

antichi

di

sole nascente,

s.

Leone
non

nel sei
vi

m.
ri-

fare orazione verso

l'oriente.

Fab-

De

Nativ. prontamente
,

pose

bricando essi le antiche Basiliche e Chiese (Vedi) ebbero sempre cura


di

medio

acciocch

proseguisse
il

l'errore invalso,

collocare le porte

d'ingresso

alal-

polo con queste parole:


fatti

ammonendo poDa cosi


ereti-

l'occidente,
l'oriente,
il

ed

il

coro coll'altare
lato

instituti
si

(cio de' detti

dal quale
di

guardava

ci)

deriva anche
in sole,

quell'empiet,
alti

tempio

Salomone. L'osservanche
dire
tal
i

che

certi
il

vedendo da luoghi
scioccamente

za de'cristiani di pregare rivolli all'oriente era tanto esatta,

levarsi

l'ado-

pache

gani presero occasione di

adorassero
sterioso

il

sole.
s.

Intorno a

mila

rano; la qual cosa alcuni cristiani stimano s religiosa, che innanzi di giungere alla basilica di s. Pietro,
salile
le

uso

Atanasio

port
oriente

scale

si

rivoltano
".

chi-

detta ragione,
stesso Cristo;

chiamando
nella

lo

nansi al sole nascente, del che sen-

aggiunge, che essendo


sacra Scrittura

tiamo grandissimo dolore


co di detta basilica, e

Perci
la

Dio chiamato

pi tardi Bonifacio Vili nel porti-

luce e creatore di luce, convene-

incontro

vole che quelli che orano sieno

ri-

porla principale, fece collocare l'im-

volti a quella parte del cielo donde nasce la luce. Perch l'oriente era tenuto come quasi fonte di luce, e

magine

del Salvatore di

Gioito, in

musaico poi ridotta, affinch quelli che recavansi a visitar la basilica ,


essendo gi
l'oriente,
soliti

contrario o opposto
geroglifico di

d'occidenderiv

far orazione al-

te e

tenebre,

nella

Chiesa

l'antica osservanza

che

prima d'entrarvi, a questa sagra immagine indirizzassero loro


i

chi

si

dovea

battezzare,
al

dovendo

ossequi e
il

preghiere,

come

osserva

prima rinunziare
posto verso

demonio, fosse
e in tal po-

l'occidente,

Marangoni, Ist. di ss. Sanc, p. 200: vedasi il Piinaldi an. 34, n. 232,
58,
n.

sizione pronunziasse le parole del rinunziamento; dovendo poi confes-

an.

107.

L'impero d'oriente incominci da


che Costantino trasport
trono a Bisanzio per
stantinopoli:
in oriente allora
si
il

sare Cristo, ci faceva rivolto verso


l'oriente.

romano

Scrisse

s.
il

sceno

pendendo

Giovanni DamaSignore in croe perci


dili-

lui

delta Co-

vide passare

ce guardava

all'occidente,

quasi l'intiera
i

Roma

do-

adoriamo in questa guisa per gentemente mirarlo; e salendo


in cielo, sollevossi
riente, e cos
poli,

po
i

il

326;

grandi

vi

condussero
priva

egli
l'o-

loro schiavi, in

un

a quasi tutto

in alto

verso

il

popolo,

l'Italia

rimase

fu

adorato dai disceverr di


nella

d'

una gran parte de'suoi abitanti.


quella divisione di scettro e di
le

come anche
fine del
lo videro,

nuovo
maniera

Con

alla

mondo

dominio,
vossi sioni

ricchezze

passarono a

ch'essi

noi

la

laonde aspettando sua venuta facciamo orazioall'oriente; questa islitu-

Bisanzio, e l'impero d'occidente tro-

ne

volti

depauperato, e per le invabarbariche del settentrione de-

ii2

ORI
liochia

ORI
per metropoli
;

cadde, e nel secolo seguente croll. Ma l'alma Roma divenne eterna ad

Egitto

con

Alessandria per metropoli;

Asia con

onta

di

tutte

le

grandi vicende dei


in cui
i

Efeso
poli

secoli, dal

momento
vi
il

ss.

Pie-

per metropoli ; Cesarea di Cappadocia


;

Ponto
per

con metro-

tro e Paolo
della
la

piantarono

la
vi

sede

Tracia con Costantinopoli per

religione e

primo

fond
la vit-

metropoli.
ripartita

La

chiesa occidentale era

cattedra apostolica.

Dopo

toria

riportata da Costantino sopra


col

Massenzio
croce,
il

salutifero segno della

cristianesimo riconoscendosi

come
ro,
1'

religione legittima dell'impe-

pure in sei diocesi o regni, cio Italia con Milano per metropoli; Illirico occidentale con Sardica per metropoli ; Africa sotto il primate di Cartagine; Gallia sottoposta
all'

allora

incominci propriamente
politica cristiana,
il

arcivescovo

di

Treveri
la

esistenza

di

Roma

grandezza disponendo la
la

Spagna
primato
e

di cui

era

capo

chiesa

di Siviglia:
di

e Inghilterra soggetta al

provvidenza
imperiale in
quella di
Pontefici,

trasporto della

sede

oriente,
libera
colle

per
ai

lasciar

metropoli hanno articoli.

Roma
i

sommi
glorie

vescovo

York. Tutti questi stati Il Papa, universale, era ed paCostantinopoli


,

quali

loro

triarca d'occideute;

e pi sublimi offuscarono quelle di

per

la

sede imperiale
eretta
il

bench

pi.

Roma
colla

pagana, e

dominano

pacifi-

tardi

in

patriarcato, esercit

camente sull'occidente e
paterna autorit
Cristo.

sull'oriente

nell'oriente
diritto

patriarcato, sebbene in
alle

de' vicari di
l'eterna se-

inferiore

altre

Chiese.

Roma

dunque

Al

prefetto

del

pretorio

orientale
la digni-

de

di

Pietro, ed

a lui essa va de:

succedeva immediatamente
t del

bitrice di
trus,
ibi
si

sua perpetuit
Ecclesia.

ubi Ped'o-

conte, con autorit amplissie militare, con residenza


il

L' impero
di

ma
in

civile

riente
cesi

compose
regni.

sessanta diola

Antiochia. Vedasi
p.

Terzi, Siria

ossia no
dell'

Dopo

fondala

sacra

i3.

Le sventure dell'im-

zione

impero

romano,

po-

test civile e militare

risiedette sino

pero orientale furono aumentate dalle eresie che in vari tempi insorsero,
e dai vari

a Tiberio nel prefetto del

pretorio,

scismi e divisioni

ma
in

per

la

sua aumentata gran podivisa


riparti

colla Chiesa

romana,

tenza,

dopo Coni modo venne due finch Costantino


,

poco
di)

venne conquistato

a poco a con fana-

l'autorit in quattro prefetti del pre-

tismo religioso dai Maomettani {Veche finirono con impadronirsi


,

torio per tutti

gli

stati

dell'impero

nel

4^53 di Costantinopoli,

dando
di

romano, cio
le

d'Italia, deU'Illirio, del-

termine all'impero orientale. Verso


1'

Gallie e dell'Oriente, dalle proI

887

l'

autorit

de' patriarchi
si

vincie del quale Giustiniano

smem-

Costantinopoli non solo


sa

era este-

br
ste

l'Egitto,

ne

fece

una quinta

sull'oriente,

ma

anche in parte
Puglia e Cala-

divisione col suo prefetto.


ripartizioni

Su quealtres

d'occidente in
bria

Sicilia,

procederono

reame

di Napoli.

Le

chiese

quelle delle

cose ecclesiastiche.

Efu

esso soggette erano

ottantatre

ad me-

gualmente
diviso
in

il

regime della Chiesa


e

tropoli con giurisdizione sui


suffragane"!;

vescovi

orientale

occidentale.

L'orientale

o regni,

la

comprendeva sei diocesi prima Oriente con An-

trentanove sedi distinte con titolo arcivescovile onorario, chiamate autocefale, perch non e-

ORI
sercitavano diritto metropolitico, n

ORI
rusalemme
greci del
poli
, ,

i>3
in

uniformi

tulio

ai

ad alcun metropolitano erano soggette, dipendenti

patriarcato di Costantino-

bens dal patriar-

solamente

differenti

nella

ca di

Costantinopoli, cui obbedivavescovi, e fu considerato


il

lingua araba.
( Vedi ), convengono
i

La
quali

terza

de' Ritieni
al

no 563

quanto

rito

capo della Chiesa orientale, mentre nella gerarchia ecclesiastica s'ebbe primo posto dopo il sommo Ponil tefice. Parlandosi a Grecia di quanto riguarda
la

intieramente coi

greci

del

patriarcato

costantinopolitano,

e differiscono

to alla

solamente da essi quanlingua rutena, che da loro


ne' divini
uffizi

Chiesa orientale,

ri-

adoperasi
della

in

vece

levammo come

gl'imperatori greci,

greca.

La quarta
il

de' Caldei
:

non contenti d'avere gigantescamente ingrandito la giurisdizione de' pati

[Vedi), seguaci di Nestorio


sta

ha queMossili
il

nazione

patriarca

di

iarchi

di

Costantinopoli, tentarola

presso l'antica

Ninive,
santo

ed oltre

no

assoggettarsi

Chiesa

romana,

fermentato nel

sagrifizio
,

cosi

dinali

con procurare che fossero creati cargli orientali, indi eletti Papa,
e

mune

agli

orientali sopraddetti

serve di

riti

particolari e

della lin-

riportammo

il

novero

de' greci
gli altri

sublimati a questa dignit;


orientali

desi

gua caldea negli uffizi divini, e stendalla Mesopotamia e Caldea


sino al
tali.

elevali al
gli

pontificalo sono
africani
I s.

seguenti, oltre
1

Vit-

Malabar nell'Indie orienLa quinta degli Armeni [Vedi):

tore

s.

Melchiade.
e
;

santi Pie-

tro principe degli


sto,

apostoli,
;

E vari -

Aniceto

Zosimo
i

Giovanni

Conone

s.

Sergio I; Sisinnio
ss.

e Costantino; ed

Gregorio IH

seguono questi gli errori (eccettuati i cattolici, ed altrettanto dicasi degli altri coi patriarcati summentovati) di Eutiche; usano per materia nell'Eucaristia l'azimo, e sono di rito in tutto
differente

e Zaccaria.

dalle

nazioui

anzidette

sono le principali nazioni cristiane dimoranti in oriente, secondo Giuseppe Simoni o Assemani,
che con
ticolari,
se,
riti,

Otto

siccome anche nella lingua dai popoli


di

oriente

fra'

quali

abitano.

lingue e prelati

par-

quattro patriarchi, uno nell'Armenia maggiore, l'altro in Persia

Hanno

ne formano altrettante chiee sono le seguenti. La piima


{Vedi),
al

o Ezmiaziu,
il

il

terzo nella Cili-

cia,

nazione quella de' Greci

quarto in Costantinopoli. La sesta de Copti o Egiziani (Vedi), abitanti nelle provincie dell'Egitto
:

che sono soggetti principalmente


Grecia ed
isole

sono
della

patriarcato di Costantinopoli, e dalla


dell'Arcipelago sten-

seguaci degli errori di Eutiche e Dioscoto,

ed

osservanti dei

riti

dendosi negli

altri tre patriarcati

pi

chiesa antica Alessandrina, nella lin-

antichi dell'oriente, partecipano co-

munemente
altri

loro

donimi

e riti agli

orientali.

La seconda
uffizi

de'

Mei-

gua per coptica o egiziana; e quanto al salterio usano la lingua araba. Risiede il loro pa Inarca nel gran
Cairo,
la

chili

[Vedi), che servendosi nelle sa-

di cui giurisdizione

si

estenabisi

gre liturgie e divini


colla

insieme

de sino all'Etiopia: perci


sini

gli

greca anche della lingua ara-

o etiopi
e

cristiani

abbracciano

ba

vivono nella Fenicia sotto l'obbedienza de' patriarchi indebiti di


,

dommi

riti

de' copti,

bench

si

servono ne' divini


etiopica e

uffizi della

lingua

Alessandria, di Antiochia e di Gvol.

non

della coptica.

La

set-

nix.

ORI
de' Siri-Gacobli

ORI
(Vedi), disero privatamente. Tutti
tali gli

ti

ni a

orien-

moranti nella Mesopotamia: hanno


t di
ri

cattolici

dipendono dalla Confu

un patriarca residente presso la citMardiu e quanto agli erro;

gregazione di propaganda fide.


JNel
lio,

477

celebrato

un conci-

sono

in

tutto conformi ai copti


,

o egiziani ; quanto poi al rito si servono della lingua siriaca, e sono nel l'ito conformi ai maroniti , eccettuatane la materia dell'Eucaristia, che dai maroniti si adopera in azimo, e dai giacobiti in fermentato. L'ottava finalmente de' Maroniti [Fedi), abitanti nel Monte Libano
e nella Fenicia, e sparsi in diverse
parti della Siria e Palestina:
si

che porta il nome di Oriente, nel quale Pietro di Foulon fu scacciato da Antiochia, e gli fu sostituito Giovanni d'Apamea, il quale venne anch'esso espulso dopo tre
mesi
;

fu

poi sostituito in Antiochia


pio.
s.

un uomo

Diz. de'concilii. Dalle

Epistole di

Gregorio

del

5go

abbiamo che la santa Sede a quel tempo possedeva anche de'patriuaoni

man-

nell' oriente,

de'quali trattarono

tengono questi nella fede cattolica sotto l'obbedienza del proprio patriarca antiocheno
,

l'Alemanni,

De

Laler. pariet. cap.

che

loro viene
altre
siri,

confermato (come quelli delle


nazioni cattoliche greci-melchiti,
caldei,
fice

5; il Bianchini, in Anast. t. II, p. 3oi; ed il Cenni, Disseti. Dall'oriente ogni anno solevano mandarsi in
tributo a

Roma

garofani alla Chiein

armeni
;

dal

sommo

Ponte-

sa di
di),

s.

Giovanni

Lacerano [Fenei
disse

celebrano nella lingua siriaca, con rito proprio della loro


chiesa.

romano

e l'opobalsamo per ardere

Lumi
la

[Fedi), ove

si

che proBabilo-

laonde

ai

L'Assemani mor nel 1768, altri articoli si citati ed


posteriori
altre
s

veniva ancora dalla possessione che


chiesa

romana avea
si

in

parla delle

notizie

delle

nia.

A Gerusalemme

not che

mentovate ed
tali,

nazioni

orien-

tutti gli
te,

stabilimenti cattolici d'orien-

come Grecia,
ne' paesi

cattoliche

che

scismatiche, e delle missioni


liche
delle seconde,

catto-

to

tranne quello di Cairo ch' sotla protezione dell'Austria, sono


il

quanso-

sotto

protettorato della
protettorato
:

Francia,

do non hanno vescovi


le

ortodossi. Al-

del qual
glio
cesi

si

parl

mefran-

tre biografie degli


le

Assemani
se

a
iu

Grecia

sugli

istituti

no notate
gli

loro opere riguardanti

oriente,

e sulla

protezione

orientali, e

molte
le

ne vedono
In questi
loro

registrate ai loro articoli.


si

riportarono

provvidenze emariti

nate dagli
gliere
gli

orientali, e sui

e lingua: Benedetto Xlll


chiese
di

per

to-

sempre parte dei Francia, meritano esdiritti della sere lette le due lettere prodotte dal benemerito cav. Artaud, Storia di Leone XII, t. II, cap. 3i. Abcattolica che fece

abusi che nascevano nelle

bfamo: Pietro Halloix


lusi riun

gesuita, Il-

Roma

alla

celebrazione

ecclesiae orienta lis scriptosanctitate, j'uxta et erudiet

ove per gran popolo con decreto de' 6 dicembre 1725, presso il Lamberlini, De canon. ss., lib. 1, cap. 38, stabil che non poorientali,

delle messe degli

rum, ani
ta,

curiosit concorreva

lione Jloruerunt, vitae

documen-

tessero celebrare

senza

licenza

del

cardinal

vicario, altrimenti

celebra*-

Duaci i633. Michaelis Le Quien domenicano, Oriens christianus in auatuor patriarchatus digestus, quo exhibentur ecclesiae, palriarchae,caeterique praesulcs totius orienti*, Pa-

ORI
risiis

ORI
Ange accademia di Roma, de' io
sa dall'anno

11$
364) e
alla
il

174-

ciotto cardinal

3s3

fino al

lo

Mai

nella solenne

adoper
che
nei. egli

con molto zelo


alle

con--

religione cattolica in

versione degli ariani e degl'idolatri

maggio 838, ragionamento


1

lesse

un eruditissimo

abitavano

falde dei Pire-

Sulla pubblicazione

Le pene
ebbe a
a

e le persecuzioni che
soffrire
il

da farsi, nella maggiore ampiezza possibile, delle opere religiose orientali,

non servirono
suo cuore, e a

che
far

purificare

di

cui

tanta copia

nelle nostre pubbliche biblioteche.

abbiamo Di
ri-

risplendere

l'amore di cui era

infuocato per
sto.
Il

la gloria di

Ges

Cri-

questo importante argomento ne


porta l'estratto
rio

suo culto fu sempre celebre

di

il num. 44 del DiaRoma. Parl dell'ebraico, del

nella citt di
i

Auch, che l'onora

fra

suoi patroni a'5 di maggio, e


il

ne

siriaco, dell'arabo,
si

che volgarmente

mismo,

crede linguaggio soltanto dell'islama che da pi secoli deve


il

corpo nel monastero del 1 354 la citt di di lui nome. Nel Tolosa ottenne una parte delle reliconserva

chiamarsi

linguaggio del
indi

cristia-

nesimo orientale;

del

cotto,

quie di questo santo vescovo, eh' nominato nei pi antichi martirologi,

delle lingue etiopica, armena, giorgiana, e della slava e sue moltiplici

ma sotto diversi giorni. ORIGENE. Nacque in Alessand'Egitto l'anno


e

diramazioni. Vedasi del p.

Pie-

dria

i85, sopranviscere

tro

Bandini

domenicano:

Dissert.

nominato
no,

Adamanzio o Diamanti
cio di
appli-

della necessit che hanno oggi coloro, cui lo stato, la professione e


il

Calcentero,

bronzo, a cagione della sua


nida
stato
le

genio chiamano ai biblici

studi,

cazione instancabile al lavoro. Leo-

di coltivare lingue orientali

per arsi

suo

padre,

che

dicesi

essere

restare

il

progresso del razionalis-

vescovo, l'educ con cura nele nella piet, ove

mo,

ec.

Firenze i84-

A Lingua

sacre scienze
mirabili

parl degli idiomi orientali. Nel

1804

fece

progressi.

Ebbe

in

fu pubblicata dalla tipografia di pro-

maestro
d'anni

Clemente
18
gli

Alessandrino, e
della scuola

paganda
tdei

fide

Professio orthodoxae

successe nell'uffizio di

ab orientalbus facicnda, jussu


edita,

catechista,

o di

capo

Urbani Pili
alla

cimi interpre-

cristiana d'Alessandria, e

numerosi
idofede,

talione latina. Ivi nel

1739

si

die

furono
latri
:

suoi uditori cristiani e


i

luce

Ada

orientalis ecclcsiae

fortific

primi nella

ronlra
tisi

Lutheri haeresim

monumenillu-

e converti la maggior parte de'secondi. Insegnava alle

notis,

ac dissertationibus

donne e
si

agli

strata,
ri

una cum

epistola Cristopho-

uomini,
perto
d'

volendo mettersi al cofece egli


sia

errores.

Ranzovii adversus lulheranorum Abbiamo di A. Mazzoldi: Delle origini italiche e della difdell' incivilimento

ogni calunnia,

medesimo eunuco,

col

mezzo

di

fusione
cia, e

italiano

qualche medicamento, sia col ferro, prendendo troppo alla lettera ci

all'Egitto, alla Fenicia, alla

tutte

le

Grenazioni asiatiche
,

che Ges Cristo dice nell'evangelo degli eunuchi volontari. Si rec a

poste

nel

Mediterraneo
(s.),

Milano

Roma
di
tica,

nel 2 11, spinto dal desiderio


l'illustre

1846.

vedere

chiesa cos

an-

ORIENZO
in

vescovo
la

d'Auch
sua chic-

ch'era allora governata da Pas.

Guascogna. Govern

pa

Zeferino.

Poco

vi

si

tralten-

i.G
se
le

ORI
Alessandria
in Arabia, e in

ORI
ripre-

ne, e tornato in

funzioni di catechista. Nel

ii5
e
si

narra che fece sembianza di offrire incenso agi' idoli, per sortavolta
si

fece

un viaggio
pass

Tanno

tire

di

prigione;

ma

questa
da'suoi

una

seguente
stabil

Palestina,

calunnia

inventata

nemici,

a Cesarea,

dove

il

vescovo
ve-

poich

certo che soffr


i

costante-

Teottisto lo fece predicare, bench

non
z, e

fosse

che

laico.

Demetrio
il

scovo d'Alessandria se ne formaliz-

mente pi crudeli supplizi, bench uon sia morto nella- tortura, e termin di vivere nel 253 in Tiro,
d'anni
opere
69. che
scrisse,
s.

richiam Origene,
per
ordine

quale

fe-

ce poco

tempo dopo un viaggio

in

Innumerevoli sono le che s. Epifanio

Antiochia
trice

dell'impera-

disse seimila, e

Girolamo dichialeggere tutti


i

Mammea,

che l'avea chiamato

r essere
lui
libri.

difficile

di
gli

per sentirlo parlare sulla religione cristiana. Dopo qualche tempo si restitu in Alessandria, dove continu ad insegnare e a scrivere fino al 228, nel quale con lettere commendatizie del suo vescovo portossi in Acaia. Passando da Cesarea, Teottisto e s. Alessandro di Gerusalemme con altri vescovi l'ordinanarono sacerdote d'anni 43, bench eunuco. Ci irrit Demetrio che scrisse da per tutto contro di lui, e persuaso da forti ragioni lo scacci da Alessandria quando vi ritorn, lo depose dal sacerdozio, e lo fece condannare da due concilii nel 23i. Origene ritorn in Roma nel 248 per difendere la sua causa avauti Papa s. Fabiano, indi ritirossi in Cesarea, ove stabil celebre scuola, ed ebbe per discepoli i ss. fratelli Gregorio Taumaturgo e Atenodoro, e molte altre persone illustri per virt e scienza. Fece in seguito un viaggio in Cesarea di Cappadocia, quindi ad Atene e nell'Arabia, dove ricondusse alla vera fede Berillo vescovo di Boslra. Chiamato nell'Arabia da un'assemblea di vescovi, per disputar contro gli eretici che pretendevano morissero le anime col corpo, e che risuscitassero con lui, li convinse e convert. Soffr molto e con coraggio eroico nella persecuzione di Decio;
tilt;

Quelli

che realmente
1.

appartengono, e de'quali ce ne resta

una
la

parte, sono:

Essapli,

Ottu-

pli e

Telrapli, cio le
sei,

edizioni del-

Scrittura a

a otto e a quat3.

tro

colonne. 2. Sulle Cantiche.

Africano sulla storia di Susanna, 4- $*w primi venticinque salmi. 5. Sulla risurrezione. 6. Lamentazioni. 7. Stromati. 8. Sulla Genesi. 9. Sui principii. io. Su s. Giovanni. 11. Della preghiera. 12. Sull'Esodo. i3. OmeLettera

Giulio

lie

sui

Giudici.

i4-

pistola ai

romani

e su

Omelie sull'es. Luca. 5.


1

Esortazione al martirio, 16. Su Isaia.

17.
s.

Su

Ezechiello.

18.

Lettera

Gregorio Taumaturgo. 19. Sui Cantici. 20. Omelie sui salmi, ai.
s.

Su
i\.
nesi.
viti.

romani.

Matteo. 11. Sull'epistola ai 23. Omelie su Geremia.


Ezechiello.

Su

2 5. Sulla

Ge-

26. Sull'Esodo. 27. Sui Le28. Sui Numeri. 29. Sulla priepistola

ma

ai tessalonicensi.

3o.

Sui piccoli profeti. 3i. Contro Celso. 32. Omelie sopra Giosu. 33.
Sul principio de' libri de' Re. 3q.. Sulla Pitonessa. 35. Sui Cantici. 36.

Sopra
sii.

Isaia. 3j.

Sugli Alti degli


ef-

apostoli.

38. Sull'epistola agli

39. Sull'epistola ai colossesi. 4.

Sull'epistola

Tito.

Sull'epistola

agli ebrei, ^n. Molte omelie sulla slessa.

43. Molti scrini sul salmo 5o,

ORI
sui Proi'erbii, e su alcune parti della Scrittura. 44- Molte lettere su
diversi

ORI
che che
t,

n7
ad
onta

quelli
si

degli

antichi,

argomenti,
gli

ec.

Gli

furono

attribuite altre opere


di

non sue, quine le false

aumentati

errori

dottrine di cui fu imputato.

La mi-

gliore edizione di sue opere la fece


nel
la

renda giustizia alle sue virchiamato celebre dottore della Chiesa. Questo grande uomo indubitato che sino dall'infanzia fu di costumi irreprensibili, d' un genio superiore^ d'uno spirito proe sia

1733

in

Parigi

il

p.
s.

Carlo de

fondo,
di

vasto, solido., penetrante, e

Rue
si

benedettino

di

Mauro. Gli
molti erroscrisse be-

furono
ri;

altres attribuiti

disse,

dove Origene
di lui;

eloquenza singolare. A tante rare qualit e virt aggiunse un'erudizione universale, dotto nella scienza delle divine scritture,
nella
filosofia

ne, niuno meglio

dove male,

eccellente

ninno
tico,

peggio.

Fu

tenuto per eree

umana, buon
Il

cono faci-

condannato

scomunicato.

scitore della

lingua greca, e medio-

Quelli che lo difendono osservano che quando anche Origene avesse avanzato degli errori, ovvero glie se ne imputarono molti di pi, non dovrebbesi considerare eretico, tanto perch non gli ha avanzati che come questioni problematiche, dubitando e sottomettendo suoi pensieri al giudizio della Chiesa, quani

cre dell'ebraica.
le,

suo

stile

purgato, chiaro., persuadente mas-

sime nell'opere di controversia. Conchiude il Bernini, Isl. dell'eresie, volesse il cielo siccome resta certa notizia del suo peccato, cos rimanesse speranza probabile di sua salvazione.

Fu

condannato non

solo

da Demetrio,

ma da
I,

altri vescovi,

dal
s.

to perch

comunione cattolica, e quasi in mezzo ai tormenti che aveva sofferti per Ges Cristo. Sebbene s. Girolamo not diversi capi di sue eresie, dopo gli apomor
nella
stoli

Papa

s.

Anastasio
I,

censurato da

condannato dal generale concilio di Costantinopoli, o quinto sinodo del 553, e dal Lateranense del 649, e da altri concilii prima
Gelasio
e

lo

consider

come

il

pi gran-

dopo

di essi

Ruffino
in

monaco
i

di

maestro e dottore delle chiese, e si sarebbe volentieri caricato delle calunnie di cui fu gravato, purch avesse potuto possedere la sua profonda scienza nelle scritture. In
vita

de

Aquileia introdusse
errori,

Roma

suoi

che si sparsero ancora nelparticolarmente fra'monaci ; ed Avito prete spagnuolo nel 4i5 circa li rinnov nella Spagna.
l'Egitto,

essere
difeso
ti;

dopo morto fu soggetto ad condannato e a un tempo da personaggi insigni e sanlo

Vedi Origenisti.

ORIGENISTI
di),

ORIGENIANI.
(Fe-

Settatori degli errori di Origene

altri

detestarono

come

il

pa-

dre delle eresie


di
esso,
gli

che nacquero dopo


ariani,
i i

origenisti, gli
i

che abusarono de'suoi scritti. Bisogna distinguere due sorta di discepoli di Origeorigenisti, cio
i

pelagiani, e persino
li

gnostici,

qua-

ne

detti

origenisti semplici,

ed
il

se-

furono

detti

origenisti turpi, per

guaci di Origene detto l'impuro, anch' esso egiziano, che verso

distinguerli dagli origenisti semplici,

290

che solo sostennero gli errori di Origene. Anche al giorno d'oggi non sono pi uniformi giudizi de'moi

insegn che

matrimonio era invenzione del demonio; ch'era permesso seguir tuttoci che la passioil

dtrni circa la dottrina di Origene,

ne poteva suggerire di pi infame;

n8
che
autorizzava
tico
si

ORI
dicava
il
i

ORI
loro errore.
r

bisognava impedire la generamezzi possibili ; ed zione con tutti


i

Non si

sa per-

ch

questi ultimi furono

chiamati

libri

apocrifi

dell'an-

e nuovo Testamento. Da lui chiamarono origenisti impuri i suoi discepoli, ne seguirono le abborninazioni, e sussistevano ancora nel

anco Tetadrli (P edi) ) nome comune ad altri eretici, o prevenuti del

numero

di quattro.

Il

p.

Luigi Dou-

cin gesuita scrisse la Storia dell' o-

secolo:

ss.

Epifanio ed Agosti-

no, che parlarono di Origene l'ini' puro, non convengono che ne' suoi errori vi abbia avuta alcuna parte il celebre Origene dottore della Chiesa,
i

rigenismo, Parigi 1700. Vi aggiunto uno Schiarimento sopra ci che gli antichi hanno detto intorno
alla

condanna di

Origene nel
di

concilio ecumenico. Tale storia,

ad un tempo quella
e

che Origene
dotte

di cui scritti

non

altro respirano
I

della sua eresia, piena di

che l'amore
di

alla castit.

seguaci

ricerche e di narrazioni

curiose,

questo

dottore

Ges
zione,

Cristo figlio

che di Dio per adosostennero

anche bene

scritta.

che le anime umane esisterono prima di essere unite ai corpi, che i tormenti de' dannati non saranno eterni, che demoni stessi un giorno saranno liberati dai tormenti dell'inferno. I monaci d'Egitto e di Palestina caddero in questi errori, li sostennero con pertinacia, causarono grandi turbolenze nella Chiesa, ed il quinto concii

zio

Curzio, Cardinale. CurOrigo patrizio romano, ammesso nel 1686 in prelatura da Innocenzo XI e fatto ponente del buon governo, Innocenzo XII nel 1690
lo fece

ORIGO

uditore di segnatura, e

nel

1696 luogotenente
re della camera.

civile dell'udito-

lio

553 in Cocondanno, e in questa censura vi comprese lo stesso Origene. Per opera degli origenisti
generale tenuto nel
li

Quindi per l'insinuante e savia maniera con cui seppe introdursi in grazia di Clemente XI, gi suo amico, fu promosso a segretario de' memoriali, indi a segretario
di

stantinopoli

consulta, creandolo car-

dinale diacono in

in Dos. Maria mnicaa'3o gennaio 17 i3. Fu ascrit-

mancano molti atti sinodali no alla condanna d'Origene


seguaci di
lui.

intore dei

to alle congregazioni

del

s.

offizio,

del concilio, de'riti

ed altre, diveseconda, dopo

Gli origenisti allora

nendo

prefetto della

erano
se

divisi

in

due

sette,

che n

essere slato legato di

Bologna. Iu-

l'una n l'altra seguiva tutte le falopinioni,


le

tervenue
in
s.

a quattro conclavi,
nel

mori
era
pre-

quali

si

trovano nei

Roma

1737, e
diaconia

fu sepolto in

libri di

Origene. Quei che sostenevano che Ges. Cristo figlio di Dio per adozione, pretendevano eziandio

Eustachio,

in cui

passato,

e dove vivente erasi


la

parata
cappella

tomba

innanzi alla sua


s.

che nel giorno della generale risurrezione, gli apostoli sarebbero resi eguali a

gentilizia di

Girolamo,
sulla

col semplice

nome

stemma

Ges

Cristo; per questa ragio-

lapide.

ne furono chiamati Isocristi [Vedi). Quei che insegnavano che le anime umane hanno esistito prima di essere unite ai corpi, furono pure appellati

ORIHUELA (Oriolen).
residenza
vescovile di

Citt con
nel

Spagna,
cui

regno
stante
cia
,

di

Valenza, da
leghe,
e

di-

35

6 da
si

Mur-

Frototisli (J'edi),

nome che

in-

sulla

Segura

che

altraver-

ORI
sa

ORI
bella e fertile

119
delicati,

su

due ponti,
che
al
si

in

erbaggi

vi

sono saporiti e
di

pianura Murcia,
calcare
del

prolunga
difende
dai

sino

e la biada vi cresce in
za.

abbondancitt
I si

piede di una montagna


la
le

L'antichit

questa
ai
il

che
e

venti

perde nella oscurit de'tempi.


taginesi
la

car-

nord,

procura

un clima
podi

presero

contestani;
de' ro-

dolcissimo nell'inverno,

ma un

pass

poscia sotto

giogo

co

caldo nell'estate.

forma

oblunga, cinta di mura, con sette porte, difesa da un castello fortificato, e divisa iu quattro quartieri.

mani, e da questi in potere de'goti, da cui ricevette il nome di Or-

Le

strade

in

generale sono

bene
le ca-

ne impadroniroOrguella, onde poi fu appellata Orizitella;


i

mori

se

no

nel

71 5, e

la

chiamarono

distribuite, larghe

e dritte con mar-

huela,
Orcelis,
la

Origliela,

Orvela, in
Orcellis.

latino

ciapiedi comodi.
se

Quasi tutte

Orcilis,

Ai mori
1

te bellissime.

sono di amena apparenza, e molVi sono cinque piazregolari.

tolse

nel

1264 Giacomo
la

re

ze

La
ss.

cattedrale

d'antica

struttura, con fonte

battesimale,

dedicata

al
1'

Salvatore,
Il

avente

contiguo

episcopio.

capitolo ha

cinque dignit, prima essendo il decano, sedici canonici compresi il teologo e


il

penitenziere,
altrettanti

dodici

pordi

zionari e

con

met

popol di cristiani. Nel 164.8 fu danneggiata dalla peste, ed un trabboccameuto della Segura ne distrusse gran parte nel Presa nel 1 65 1 706 da Bellenga vescovo di Murcia, fu abbandonata al saccheggio. Molto soffr nel terremoto del 21 marzo 1829. La sede vescovile si pretende da
d'Aragona, e
. 1

prebenda, diversi beneficiati e altri preti e chierici. Vi si venerano molte reliquie quattro porzionari hanno la cura dell'anime. Vi sono nove conventi di religiosi, tre mona:

alcuni ch'esistesse al

tempo

de'goti.

Certo che fu eretta

in cattedrale

dal concilio di Basilea, ed ebbe per

primo vescovo Pietro Ruiz


rella,

col

titolo

di

di Cogovernatore pel
il

steri

di

monache, diverse confrater-

corso di tre anni;

ma
il

Papa Eudel
caII

nite e seminario. Oltre la cattedrale

genio

IV annull

privilegio

sono altre due chiese parrocchiali con battisterio, fra le quali quella di
vi

conciliabolo Basileese.

Giulio

Mostra Snora di
ospizi
esposti,
l'

Monteserrato; tre

o ospedali, uno de'quali pegli

un

collegio dipendente dal-

universit di

Valenza, tre biblio-

teche, anfiteatro,
leria

caserme

di caval-

e diverse fabbriche.

E
e

patria

di

d.

Fernando
di

sulto,

Loaces giureconAnastasio Vives di Rocadi

mura
storici

vescovo di Segorve,

degli

Garda
sua
di

e
di

La pianura
per
guito
la

Francesco Martinez. Orihuela celebre

fertilit;

forma un
in

se-

nonicamente l' eresse in vescovato verso il i5io, e l'un a Cartagena, dalla quale venne poi disgiunta nel i553 da Giulio III, o da Paolo IV, se deve credersi a Commanville. Fu ed tuttora suffraganea della metropoli di Valenza. Gregorio Gallo di Burgos, teologo di Salamanca, prese possesso di questa sede nel marzo 1 566, celebr il primo sinodo, e nel 1577 ^u tra ' sferito a Segovia. Il secondo sinodo fu tenuto dal vescovo Giuseppe Esteva di
di

giardini

cui
di

aranci

cedri e frutti spiegano


le

continuo
e gli

Valenza verso il 1 5g4, invenne traslato a Tarragona. Le


di

loro

ricchezze

legumi

Notizie

Roma

registrano

se-

i2o
guenti vescovi,

ORI
i

ORI
Gio. Elia

738

Go-

resideuza arcivescovile in Sardegna,


divisione
del

mez Theran
tro

di

Madrid.
di

1760 PieValenza.
della dioce-

Capo-Cagliari,
provincia
del suo
di

capo-

Albornoz-y-Tabies
di

luogo
nel

della

Busachi,

1767 Giuseppe Tornio


si

distretto

nome, a

18
in

Valenza, traslato da Tricomio

leghe da Cagliari, presso


nistra

la riva si-

in parlibus e suffraganeo di Valen-

dell'Oristano o Tirsi.

1791 Antonio Despuig-y-D allieto (Vedi), poi cardinale. 179? Francesco Saverio Cabrer di Badajoz. 1797 Francesco Antonio Cebriany- Falda ( Vedi), indi cardinale. 8 5 Simone Lopez filippino della diocesi di Cartagena. Essendo traslato all'arcivescovato di Valenza, Leone XII dichiar nel concistoro de' 27
za.
1

feconda pianura, e sebbene per cagione delle vicine paludi non goda
della

miglior salubrit, viene per

compensata abbondantemente dalla fertilit del terreno, che forse in


tutta
l'isola

non

si

trova

l'eguale.

Abitata da circa

6000

persone, han.
civili

no

ivi

sede

le

autorit

ed ecdi

clesiastiche della

provincia. Vi sono
diroccate,

settembre

1824 l'odierno
Felice

vescovo

vecchie

muraglie

Herrero di Valverde nato in Fuenlabrada arcidiocesi di Toledo, gi parroco di Toledo, canonico di Solsona e vicario

monsignor

piedi di altezza, con diversi popolosi

sobborghi. La cattedrale sotto


battisterio,

l'invocazione di Maria Vergine As-

sunta, con

ed

assai

generale.

Ampia

la

diocesi

spaziosa e bella, e colpisce


di

l'occhio

contenente pi luoghi. Ogni vescovo tassato di fiorini 1200, con


circa

chi l' ammira per l'isolato suo campanile di originale struttura. Vi

4^j 00

monete

di

rendita,

un' altra

chiesa parrocchiale col


i

gravata di antiche pensioni.

sagro fonte;

conventi pei religiosi


gli

OR. IMMA, Orymma, Orimena, Rhimna. Sede vescovile della prima


Panfilia,
la

sono
i

dieci,

essendovi
i

osservanti,
gli

cappuccini,

domenicani,

scolo-

nell'esarcato d'Asia, sotto

pi

che insegnano nel


le

collegio,

con
Cla-

metropoli di Side, eretta nel IX secolo. Ebbe per vescovi Paolo che
fu al concilio d'Efeso;

due monasteri per


risse

monache

e cappuccine; vi sono inoltre


confraternite, l'ospedale
assi-

Teodoro

in-

sette
stito

tervenne
rale;

al

VI

generale, ed a quel-

dai

benefratelli,
il

il

monte
Il

di

lo di Trullo j Stefano al

VII geneChiliano contemporaneo di s.


Metodio assistette Fozio. Oriens chr.
al
t.

piet

ed

seminario.

palazzo

arcivescovile prossimo alla metro-

Tarasio;
cilio
1

conI,

politana.

Il

suo

golfo presenta la

di

p.

figura d'un orecchio


la

umano,
riesce

e per

oo4-

poca sua sicurezza


Il

d'osta-

ORIMONE,

Orima, Vrima, Su-

colo all'accesso.

porto all'imboc per


vi

rima. Sede vescovile dell'Eufratena,

catura

della

riviera

vasto,

metropoli d'Antiochia, sotto l'arcivescovato di Gerapoli, eretta nel

molo assai bello; cinanza una gran torre,


ed
il

in vi-

due masi

secolo.

Maca suo vescovo intervenconcilio di Calcedonia.

ne

al

Siria

sacra, p.

io 5.

ORIOL

Pietro,

Cardinale.

V.

fanno abbondanti esportazioni. E nota in tutta l'isola la fiera che ha luogo in settembre, e vi accorrono d'ogni
gazzini
pei

grani,

di

cui

Aureolo Pietro, Cardinale.

intorno
in

mercauti. Circa un miglio


il

ORISTANO (Arborea).

Citt con

distaoza trovasi

ponte costrut-

ORI
to sul

ORI
difficile

121

fiume Tirsi, di assai

dall'antica
ros,

citt
il

struttura, con tre archi. Sulla costa

regnando

Thavos o Thasuddetto Ozzoco I,


di

sonovi delle saline e pesche di tonno. I dintorni, oltre le miniere mercurio, producono soprattutto
cellente
di

che per essere la capitale della provincia di Arborea, fu cagione che


alcuni scrittori errarono anche nelle

ec-

vino vernaccia. Dicesi


citt
sia

che
o

descrizioni

delle sedi

vescovili

questa

l'aulica

Usai
e

Uselli di

Tolomeo, fondata da OzI

credendo Arborea nome di citt, perch in varie vecchie carte si


legge
stauesi,

zoco od Onroco
lo di

giudice

rego-

nella

serie

de* vescovi

ori-

Arhorea nel 1070: altri credono aver desunto il moderno suo

nome

di

Oristano
di

o Oristagni., dal

vicino stagno dell'antica contrada o


villa""io DO

promiscuamente arcivescovi di Arborea e di Oristano, sino ad opinare che fossero due sedi distinte, quando che in realt una
sola

Ores, forse
'

moderna

indicano

dovendosi distingueprovincia Arbo-

mente
vasto
potenti

Ur-as, e che poi


golfo.

l'ha dato al

re

il

nome

della

Fu

gi
d'

residenza
il

dei

rense, da quello della capitale Ori-

giudici

Arhorea,

qual

stano, sede del

vescovo,

come op-

nome
t

di

una

delle quattro provin-

cie dell'isola,

stato anche alla citpromiscuamente talora appropriato, per cui molli geografi vennero indotti iu errore, credendo che Ar-

portunamente avverte il benemerito can. Dima, Serie cron. degli arcv. e vesc. del regno di Sardegna,
parlando di questo con dichiarare che
stori

arcivescovato,
la

serie de' pa-

horea fosse stata cittj e confondendola con Oristano. Popolata in


detto

oristanesi

gli

schiarimenti

tempo

dalla distrutta citt di

Thavos, o Tharos, o Temo, o Terdivenne capoluogo della prono vincia, ebhe i suoi signori particola,

ad alcuni dubbi, sono notizie racGianfraucesco Simon, colte da d. ed a lui somministrate dal presente arcivescovo. Proponendoci a quesl'

articolo

trattare della citt e ar-

ri

col

titolo di

marchesi, e sino

al-

civescovato, nel dare di ci

un cen-

l'ultimo di questi fu molto pi popolata.


col
i

Fu

soggetta agli aragonesi,


di

restante dell'isola

Sardegna,

quali

nel principio del loro

domidetto

nio investirono un
te dai

ramo

discendendel
e
lo

no a Arbora o Arborea, confessiamo averla chiamala citt di cui appena si vedono le rovine, per seguire geografi e storici che cosi la nominano, e Commanville quani

giudici

d'Arborea

to

alle

date.

La

sede

vescovile di
vuoisi

marchesato
per

d' Oristano,

tenne

Thavos,

Tbaros

Temo

varie generazioni, finch


11

Leofel-

nardo
fonso
te,

fendutosi colpevole di

pertanto eretta nel VI secolo, e nel XI trasferita a Oristagno, ci conlettera di s. Grego1073, scritta ai quattro giudici di Sardegna, come antico dominio della chiesa romana. Commanville la chiama arcivesco-

lonia, nel

i477 d'ordine del re Alvenne condannato a mornelle

fermando una
rio VII del

cess di vivere

prigioni

di Xativa.

Nel 1637 un'armata fran-

cese,

comandata dall'arcivescovo di Bordeaux e dal conte di Harcourt,


e s'impadron po-

vile

nel secolo

XII, e registra per


in tal secolo tras.

sbarc nel porto


scia

suffraganei,
sferito

Temo

della

citt.

a Oristano,

Giusta di cui
civitas

La sede

vescovile

vi

fu trasferita

parleremo, Ales (Fedi)

Cai-

122

ORI
Nel

ORI
Usai o

dellina oppresso e unito a Orista-

no

in detto secolo, e

Uselli
unite

1296 1299 Alamanno, che per non prese possesScholay, nel


stato
so,

{Fedi) trasferito ad Ales nel XVI Attualmente Oristano ha secolo.

per

essere

fatto

vicario

per suffraganee
di Ales, Usai

le sole

sedi

Terralba [Vedi). L'arcivescovo per s'intitola, per grazia di Dio e della santa Sede
e

arcivescovo

d' Oristano,

vescovo di

mor nel medesimo anno. Nel i3oo fr. Consiglio Gatto domenicano, gi cappellano e confessore di Martino IV, traslato a Conza; nel i3ot fr. Leonardo I Aragal minorit, trasferito da Tridi

Roma,

santa Giusta, vessillario di santa romana Chiesa, inquisitore ordina'


rio, ec.

carico;

nel

i3o4

fr.

Guido Dome-

nicano di Cipro, creato da Benedetto

Ecco

la

serie degli arcive-

XI
;

nel

scovi d'Oristano.

Pola
I,

nel

i3o6 Oddone I poi di i3o8 fr. Oddone II Sala


gi vescovo di

Dell'arcivescovo Arborense qui trasferito

domenicano,
vo
d'

Ter-

regnando Ozzoco

non

si

han-

ralba, quindi di Pola, poi

arcivescoil

no

notizie,

come

de'successivi prelati

Oristano

celebr

concilio
alla

sino al iio5, in cui celebrandosi la

provinciale e

nel

i3i2 pass

solenne consagrazione di

s.

Maria
si
:

di

sede di Pisa, quindi patriarca d'Ales-

Saccargia e

ss.

Trinit,
altri

solo

leg-

sandria e amministratore di
tecassino, fu al concilio di

Mon-

ge che
Stanis.

tra

gli

intervenne

Su

donnu de su archiepiscopu de Arisecondo arcivescovo fu Conuda del Mar ossia de Lacono,dei prelati conosciuti, che assistette alla consagrazione della chiesa di s. MaIl

Nel

i3i2

fr.

francescano; nel

Guido i320 fr.

Vienna. Cipriano

Guido

ria di

nel

li 85.

Bonarcado e viveva ancora Nel 1192 Giusto, che


persecuzioni e forse
il

Cattano pur francescano, di cui si ha l' opuscolo De usu honorum temporalium Christi, et discipulorum e/us, che si conserva nella ve:

neta biblioteca di

s.

Marco

inter-

pat fiere
r

i2o3. Indi nel Omodeo, nel 121 1 Bernardo che esegu molte critiche commissioni affidategli da Innocenzo III e da Overso

moi2o3

venne
borea

col
alla

figlio

del giudice d'

Ar-

coronazione

d'Alfonso

IV

re d'Aragona.
I;

Nel

1342 GioI,

vanni

nel

349

Nicol

gi di

Squillace e di Melfi; nel


bertino; nel
I;
1

i354U1

norio

III,

il

quale per
prestato
il

lo

scomudivieto,

nic per aver

soccorso a

due

pisani

contro
in

suo
fr.

ma
che

mor

sa cattolica. Nel

grembo 1218
sinodo;

alla

ChieI

36-4 circa Gonnario i382 Gonnario II; nel 388 Leonardo II; nel 1392 Conrado da Cloaco genovese, gi di Sulci
nel

Pietro

e d'Amelia, poi
nel

trasferito a Noli;

celebr

il

nel

1225

Teodorico; nel

1227
col
d'

Torgodorio
soccorso del

deMuru,

il

quale

regolo ossia giudice


difc la cattedrale.

Arborea, e
1

Nel

2^

Edip-

1397 Ubaldino Cambi Buonamici di Cortona, prima arcivescovo di Torres ossia Sassari; nel i4oo Marino Fabario napoletano; nel 4o3 Paolo Oleni traslato da Cal1

1260 Omodeo, nel 1273 A leardo che consagr un altare in Villa Urbana, nel 1289 Pietro II
po, nel

cedonia in partihus, incaricato di diverse commissioni da Bonifacio

IX;
fr.

che per

lo

pi

visse

in

Roma

tra

indi

domestici prelati di Bonifacio VIII.

i4<>3 Bartolomeo sanese, Massa Marittima; nel 1 44 Nicol II Benito domenicano, gi


nel
di

ORI
di

ORI
cessori, nel
assistette
1

123
che

detta chiesa e di quella di Tre;

1^5 Paucapelea

viso

nel

i4o6 Bertrando che

in-

alla

consagrazione della

fu eletto
fr.

tervenne al concilio di Pisa, in cui Alessandro V. Nel i4>8


Elia minorit, nel ^3j Lorenzo Schinto, nel \/^5o Gregorio Attacco, gi vescovo di Trevico o ca-

chiesa di
alla

s. Maria di Bonarcado e donazione del regolo d' Arbo-

rea Baiisone; nel

iifoUgoneche

da detto regolo fu mandato con due altri ambasciatori genovesi a


Federico
I

nonico ; nel i454 Giacomo commendatario di s. Angelo Frigello ; 1470 nel 1460 F. Arnesti ; nel

imperatore, ond' essere

coronato re di Sardegna il medesimo Barisone, scacciati dall' isola i


pisani.

Giovanni II Dessi; nel 4^4 F er ' Romano chierico cesaraudinando gustano;nel i49 2 Giacomo Serra
1

Nel 1228 Pietro de Martio che sottoscrisse la donazione del


bosco d' Averqueda fatta
stero di Bonarcado; nel
al mona1269 Mar...

[Fedi), poi
del quale

cardinale,
Giulio
II

in

tempo
del

con bolla
un
la

intervenne

al

concilio

tenuto

in

27 novembre i5o3 stano perpetuamente


vile

ad Ori-

sede vesco-

di

s.

Giusta, di cui

come

dei

suoi

vescovi

daremo
l'autorit

il

seguente
del lodato

Bonarcado; nel i3o6 Giovanni intervenuto a quello di Vienna e al sinodo provinciale d' Arborea tenuto dall' arcivescovo d' Oristano

cenno, con can. Bima.

Oddone

II; nel
di

fr.

Federico
1

domenicano
vescovile
di
s.

La
sta,

sede

Giula

sanclae

Justae

riconosce

tua prima epoca


citt

sul
il

finire del se-

colo X!. Risiedeva


di
s.

vescovo nella
divisione
del

Giusta,

Capo

Cagliari,

sulla riva

del vasto

stagno del suo nome, circa una lega lunge da Oristano, di cui og-

Sardegna; nel 33 i fr. Jacopo Cuccino domenicano, che leg molti beni al suo convento di Pisa; nel 1 349 "' Palazino minore osservante; nel 354 Bernardo gi d'Isola; nel 1387 fr. Serafino Travagio di Trio minorit, traslato da Reggio di Lombardia ; nel 1397 Geminiano; nel fr. Domeni4o
1 1
1

memoria in un villaggio di questo nome, e dicesi con 3oo abitanti. La cattedrale era dedicata alle sante margi

ne

rimane appena

la

co minorit;

nel

tiri
11

Giusta,
capitolo
si

Giustina

ed Enedina. formava del decano

domenicano; nel Antonio; nel i433 fr. Pietro de Vellena minorit nel i5co Gaspare che intervenne al concilio Lateranense V, dunque sembra che sotto il seguen;

1428 i43o

fr.

Ettore

e dodici
altri

canonici, oltre
preti
di

ad

alcuni

te

arcivescovo,

quello

d'Oristano
di
s.

beneficiati

e chierici. Il

s'intitolasse

anche

vescovo

primo vescovo

cui

abbiasi certa
vi

memoria Agostino; ra non dubbi indizi


si

sono ancoEffisio
s.

Giusta con giurisdizione ordinaria. Vedasi il Mattei, Sardinia sacra,

di

che

de ecclesia Aiborensis
Nel
1

p.

2 33, de

qualific vescovo di

Giusta in
forse del

ecclesia sanclae Justae p.

un diploma antichissimo

1080. indubitato che il primo vescovo Agostino del 11 18, che


nel seguente

anno intervenne
della

alla

dedicazione

chiesa di
:

s.

Sa-

253. d'Oristano, indi anche vescovo di s. Giusta, Pietro Serra de Mugnoz, che fu al Gli mentovato concilio generale successero: nel i5i7 Giovanni III

51

fu fatto arcivescovo

turnino

in Cagliari

ne furono suc-

Briselotto carmelitano, gi di

Beri-

i24
to in

ORI
partibus
e

ORI
di

suffraganeo

purias, celebr

il

sinodo e pass a

govern a mezzo d' un vicario e mor universalmente compianto dai letterati; nel i520 Giovanni IV de Claray canonico di Carnbray, bench d'anni 20; nel i58o Agostino Grimaldi (Fedi), traslato da Grasse e Majorca, poi cardinale; nel 53 7 Carlo de Alagon che Paolo 111 nomin col veCarnbray,
1

Majorca;

nel

corra e Fico,

i685 Giuseppe Acgi d' Ampurias nel


;

1704 Francesco Masones

Nin, trae-

lato da Ales ove avea fondato il seminario e celebrato il sinodo, l'u-

no e l'altro fece in Oristano. Nei 1726 Antonio Nin di Cagliari, canonico


di

quella primaziale, di cui

scovo d' Ales a sedare

le

differenze

il

insorte tra l'arcivescovo di Cagliari,

governo e celebr il sinodo; nel 744 Vincenzo Ciiovanni Vico Torrellas gi d' Ampu1

poi n' ebbe

capitolo e consiglieri della citt,

rias

moslie del vicer Cardona. ed intervenne al concilio di Trento. Nel 554 Andrea Satina, gi d' Acolla
1

zio

di

nel detto anno Nicol Mori; Fontana abbate commendatario s. Maria di Cavour; nel 1746

Luigi
di

Emmanuele

del Carretto di
del convitto

les

e Terralba

nel

i556 Pietro
della

Camerano, gi preside
Soperga; riform
vi

Sauna, gi
giassons,
letto
;

canonico

chiesa

in

pi punti
di piet

la

primaziale; nel iJ

Gioire Ruge-

diocesi,

stabili

molte pie opere,

ma
1

si

crede solamente

fra

le

quali

un monte

che
e
la

nel

565 Girolamo Barbara,


concilio di
;

poi divenne di grano, l'istituzione della

pubblic
Pietro
di
s.

il

Trento e
nel

buona morte
il

e catechismo,
;

celebr quello provinciale

i5y4

riedificazione

del seminario
si

celela

Buerba
Agostino;

canonico
nel

regolare

br
di

sinodo in cui

ammira

1578 Francesco Fico di Sassari; nel 1 588 Antonio Canopoli di Sassari, nel 1620
trasferito alla

pura dottrina, e lasci di s eterna memoria. Nel 1772 Antonio


lui

Romano
pianto
;

Malingri

stato

superiore

patria, ove fond

il

del convitto di Soperga, assai


nel
1

Lorenzo ]\ietto benedettino, traslato da Ales e da Alghero con somma lode, inseminario; nel

1G21

d.

778

fr.

comGiacomo Fran-

Nizza, con

di arcivescovo di

Cagliari;

si

nota

domenicano, gi di zelo e prudenza; nel 1784 Giuseppe Luigi Cusani


cesco Astesan

sommo

che nel 1606 l'arcivescovo d'Arborea Alfonso Rieto con l'arcivescovo di Sassari ricorsero a

de' conti
ivi

di

Sanglian.0 di Vercelli,
;

gi canonico prevosto

nel

1798

Roma

Francesco

per disputare
di

primato a quello 1627 Gavino Mugliano piemontese; nel i64t Pieil

Cagliari.

Nel

tro

de

Vico, gi
celebr

sino
di

dal

636
in
fu

coadiutore e vescovo
partibus
j
il

A micia

sinodo, poi

Maria Sisternes d'Oristano, morto nel 1812; indi dopo lunga sede vacante, nel 18 19 Giovanni Antioco Azzei d'Oristano; Bua d* Onel 1828 Gio. Maria scheri, ampli di un nuovo braccio il seminario, chiam in Oristano i
missione e
le

promosso a Cagliari. Nel 1657 fr. Idelfonso diSotomajor mercedario,


poi
di

sacerdoti della
stre

mae-

pie vicentine, e

mori

in Nori

Barcellona; nel

1664 Ber-

nardo Cottoner di Majorca, alla quale venne trasferito; nel 1672 Pietro de Alagou gi vescovo d' Ara-

o Nuoro di cui era amministratoXVI nel concistoro re. Gregorio


de'

27

luglio

1842

preconizz l'o-

dierno arcivescovo

mousignor Gio-

ORL
anni Saba
gliari
dell' arcidiocesi

ORL
di

125

Ca-

e di

essa

canonico
generale,

peniten-

ziere

vicario

non che

erano regolari, furono secolarizzati. Quindi ad istanza dell' istesso Francesco I ai


di

Tolosa, che prima

professore di sacra Scrittura nell'universit,


rizio

19 febbraio
lo

533
e

Clemente
s.

commendatore
11

de'ss.
si

Lazzaro.
della

capitolo

Maucomle

cre cardinale

prete di

VII Marmesi

tino a' Monti,

dopo

otto

pone
di

dignit

dell'arciprete,

diciotto
del

canonici

comprese

prebende
di
ti

teologo e penitenziere,
e di altri pre-

mor d'anni 5o in Tarrascona, ove erasi portato ad incontrare il Papa che andava in Marsiglia.

alcuni

beneficiati

ORLEANS
con residenza

(Aurtlianen).
vescovile di

Citt

e chierici.

Nella

cattedrale

due

Francia

preti a disposizione

dell'arcivescovo

hanno
diocesi

la

cura delle anime. L'arci-

neh' Orleanese di cui fu capitale, capoluogo del dipartimento del Loiret,

ampia
luoghi.

e contiene

pi

di

di

circondario e di cinque can-

settanta

Ogni
di

vescovo tassato

nuovo arci35o fiorini, con

toni,

circa

12
e

leghe da
pi
di

Blois,

da Chartres
rigi,

29

il da PaLoira.

5ooo

scudi

di

rendita.

sulla
J

destra

riva della

ORLANDO,
cardinale

Cardinale. Orlando
del
titolo
di
s.

sede d una
i

corte reale

da cui

prete

dipendono
q Cher,

Marco, nel i i5i bolla di Eugenio


la

sottoscrisse
III

una

dipartimenti di Loir Indro e Loira, e Loiret; di

in favore del-

tribunali di

prima

istanza e di

comca-

chiesa

di

s.

Zaccaria di Venezia.

mercio, corte

d'assise, ec.

Ha

ORLEANS
Giovanni
d'

Giovanni, Cardinale.

mera

e borsa di

commercio; un'acla cui giuris-

Orleans

de' duchi

di

cademia universitaria,
dizione

nacque in Parlenay nel Poitou, e quantunque assai giovane si rese chiaro non solo per la
Longueville,
stretta

abbraccia
collegio

detti

dipartidi

menti
teca

reale,

societ
arti
;

scienze, belle

lettere e
di
;

biblio-

parentela coi re di Francia,


la

pubblica

5,ooo
il

volumi
ga-

ma
la

molto pi per
vita,

innocenza dell'e-

con bella galleria


lazzo

neh' antico pa

per

1'

erudizione e per
le

comunale

vi

museo

sercizio di

tutte

cristiane
la

virt.

binetto di

storia

naturale e

fsica,

Ebbe
sa
di

1'

abbazia di Bec, poi


quella

chie18,

giardino botanico, societ di carit

Tolosa nel

i5o2 d'anni

materna
gratuiti

e bibliche protestanti, corsi


di

e nel

1022

d'Orleans, a
benefizi, e
fece

disegno,

architettura

cui

compart segnalati
cose
vi

scoltura, botanica; scuola di

mutuo
e

tra le altre

edificare

una nobile sagrestia, pubblicando rei i525 la raccolta delle costituzioni sinodali. Nel i53o agli 11 dicembre ricevette in Orleans Gia-

insegnamento compagnia di
presenta
il

d' equitazione,

assicurazioni. Orleans
sinistra del filane

veduta dalla riva

pi bello aspetto; essa

como
glia

re

di

Scozia, iu occasione

delle sue nozze


di

con Maddalena fiFraucesco I, e trovossi pre-

forma un triangolo assai irregolare, del quale il maggior lato riguarda il sud, ed era un tempo cinta da

mura
fosse

fiancheggiate da
esistono

torri,

delle

sente alla coronazione di Eleonora

quali molte

ancora, e da

d'Austria sorella di Carlo V e moglie di Francesco I. Col suo consenso canonici di s. Stefano
i

che

furono
e

riempite e rimbaluardi
fra
gli
;

piazzate da superbi

altri
il

ameni

passeggi

altri

isG

ORL
Enrico
per
la

ORL
iSgg assegn fondi sua riedificazione, ma i lanel

Grand-Mail, la cingono pure al di qua delle mura, tranne all' est. Si


entra nella citt per otto porte, e
\i

IV

vori pi. volte tralasciati ebbero solo a'nostri giorni

sono altrettanti considerabili sobborghi che annunciano una grande e florida citt, che si divide in quattro quartieri, generalmente assai be-

compimento,

e for-

mer per
ganza

la

sua sontuosit ed elede' posteri.


la

V ammirazione
ricchi e

Bella e maestosa

facciata,
;

con

ne fabbricata con magnifica strada modello si edific cui reale, sul

ornamenti
le

fioriti

nulla

avvi di pi delicato e grazioso del-

Borbone; la prima conduce a piazza Matroy e al ponte superbo della Loira di nove archi.
quella di
Sull' antico ponte vedevasi altre vol-

sue scolture e di quelle delle due


le

torri,

quali

sono

terminate da
dell'ef-

una
fetto

specie di
il

coronamento
l'audacia

pi
porte,

pittoresco. Mirabili so-

te
in

il

monumento
di

di

bronzo eretto
d'

no

le

irregolare
il

onore
la

Giovanna
a
piedi
si

Arco, det-

delle gigantesche volte, e

melan-

ta

Pulcella
della

cV Orleans: vi era
della croce

conico aspetto che spira V interno.

rappresentata
ai
lati

La
di

cappella

della Beata

Vergine
le

quale

ergeva

la

sua

marmi bianco
della

e nero. In questa

statua vestila d' armature e quella


di

cattedrale ebbero luogo


nie

cerimo-

Carlo
fu

VII.
nel

Mutilato
civili

il

monual

consagrazione e coronaI
il

mento
se,

nelle
tolto

guerre

e religio-

zione dei re Carlo


des,

Calvo, Eu-

1743

di

sopra

ponte, restaurato con cura e posto

Roberto II, Luigi VI, e Luigi VII che vi celebr le nozze con
Costanza. Inoltre vi sono altre undici

all'angolo della strada reale e della


Yieille-Poterie,

ma

fu interamente

chiese parrocchiali

munite del
di stu-

distrutto
tiene
edilzi

1793. Orleans conun grandissimo numero di pubblici che hanno ragguarnel

fonte sacro, diversi monasteri e confraternite, ospedali pei corsi

dio e pei

pazzi

ed esposti, grande

devole
giustizia

architettura
fra
gli

il

palazzo di

e piccolo seminario,

ampio
;

episco-

altri

un

bel
il

mopa-

pio annesso alla cattedrale


concistoriale
della

chiesa
ospizio

numento moderno
gi

del 1821,

riformala

l'

lazzo de' Merli fabbricato sotto Lui-

Croce con corso


e delle
di

di ostetricia,

XIII, e molti \aghi

edilzi

fatti

uno stabilimento
di sanit

ortopedico,

casa

all'epoca del risorgimento delle arti. Fra remo le

acque ferruginose
s.

le

costruzioni gotiche cite-

nel sobborgo

Marcello,
de' quali

tre
sulla

chiese e

sopra

tutto

la

bagni pubblici, due


Loira, case
di

cattedrale con
alla
ss.

baltisterio

dedicata

detenzione,

grandi
posta

Croce, una delle pi belle di Francia. Ne g Ito i fondamenti


vescovo
s.

caserme

teatro.

Orleans

quasi nel centro della Francia, so-

il

E u verte;
citt

incendiata

normanni nell' 865, la piet de' re di Francia la riedific. Distrutta di nuovo


alla

insieme

dai

nel

999,
I

la

rifabbric
calvinisti

il

vescovo

Arnoult.
molita
cappella e

nel

i56y,

avendola demeno qualche

sei

colonne della navata,

pra un immenso fiume che la fa comunicare colf Atlantico, col Reno e il Mediterraneo, e mediante canali colla capitale, ebbe un commercio assai esteso e importanti fabbriche; per dopo la rivoluzione prosperit ognora crescente di la Havre e la ti asformazione di Pa-

ORL
ligi

ORL
tatori

127
Sotto

in

citt

industriale, fecero per-

cambiate
si

le

antiche denomi-

dere alla
te

vorevole posizione,

malgrado la sua fala maggior pardel suo commercio, che solo pocitt,

nazioni,
i

dissero aureliani.

re

Merovingi

l'Orleanese form

trebbe

restituirgli

in

parte

il

divi-

salo canale laterale alla Loira. Tuttavia vi sono parecchie manifatture.

monarchia chiamata regno di Orleans, che da Clodoveo I venne lasciato per testamento nel 5i 1 a Clodomiro suo primoil

una separata

Questa

citt vide

nascere un gran
distinti
,

genito legittimo, dacch Teodeberto


I

numero

di

personaggi

cola

re d'Austrasia era nato

prima

me

il

re

Roberto II; Amelot de

del
rigi

matrimonio, ed
e di
I

regni di Pa-

Houssaye celebre

scrittore; Stefano

Soissons toccarono a Chile Clotario


I

Dolet stampatore, poeta ed oratore, bruciato vivo quale ateo ; Daniele Jousse e Roberto Pothier dotti giureconsulti
;

deberto
nori.

fratelli

mi-

Erano per
d'

incorporati al re-

gno

Carlo

Simmoneau

inci-

proprio,

sore; Bongars dotto scrittore;


bois

Du-

Orleans anche il Senonese la Turenna, l' Angi, parte della Provenza, il Delfnato e la Savoia.

Gerard

istorico della chiesa di

Volle Clodomiro
suoi stati
la

stabilire

la

Parigi; Nicola

Gedoyn

scrittore; Si-

sua residenza nella citt d'Orleans,

mon
pi

de Muis interprete dotto della

ed

ai

riunirvi
colla

la

Borgo-

scrittura; Dionigi Petavio,


celebri
critici

uno

dei
;

gna, e

tolse

forza delle ar-

del

suo secolo

Nicola

Thoynard dotto

nelle lingue,
;

nella storia e nell'antichit


sor,

Lavasfa-

Isambert, e Maria Touchet

vorita di Carlo
richetta di
cia

IX

e
11

madre

di

Enli

Balzac.

re di Fran-

mi al re Sigismondo, che fece crudelmente morire nel 523; ma anch'egli venne ucciso dipoi nel 524, e due suoi nipoti furono pugnalati, ed il loro fratello Clodoaldo solo si salv col radersi la chioma, venerato poi da' francesi sotto
di Saintil

Luigi Filippo (che abdic

24

nome
d'Or-

febbraio

1848)

del

ramo
al

seconpri-

Cloud. Cos

lo scettro

do

de'
di
il

Borboni degli Orleans, e


sua assunzione
titolo di
lo confer al

leans pass nelle

mani

del

loro zio

ma
tava
nel
nito

trono por-

duca d' Orleans, e


suo primoge-

i83o

e venne ereditato con Borgogna da Gontrano suo secondogenito, il di cui lungo e

Clotario

I,

quello

di

Ferdinando Filippo Luigi, morto infelicemente per una violenta cafamiglia

saggio dominio, dal 56


della

al

393,
florida

pu chiamarsi l'epoca pi
zione
egli

duta, e tutta la

porta

il

monarcbia d'Orleans. Per adolasci


li
il

cognome d' Orleans. L'Orleanese una considerabile provincia di Francia,

trono al nipote

Childeberto
riun per tal

re d' Austrasia,

che

nel quale abit

il

bellicoso pose-

modo
I;

Ire

de' quattro

polo de' carnuti, ed una parte de'

regni di Clodoveo

ma

perito nel

noni

le

sue citt soffrirono

l'estre-

mo

eccidio dagli eserciti

di Cesare.

Posta quasi nel centro delle Gallie,

Fredegonda, rimase per fraterna divisione al suo secondogenito Tieni li re d'Orleans

5q6

per

le

insidie

di

form
di

poi

la

miglior parte della deci-

e Borgogna sotto la tutela dell'ava

matela

provincia romana, col

nome

Senonia o Lugdunensis quarta, e


gli

Brunechilde. Poscia Clotario II figlio di Fredegonda, per tradimento


de'

l'imperatore Aureliano ne fu tanto

benemerito ristoratore, che

abi-

magnati d'Austrasia, Orleans e Borgogna, se ne impadron con inau-

128

ORL
i

ORL
occupa il luogo dove sorgeva Genabuni: essa fu considerabilmente
ingrandita verso
il

dite crudelt nel 6 3, riunendo in un solo capo il reame di Francia. L' Orleanese rest compreso nella Borgogna sino a Carlo Magno, e se-

272

sotto l'imil

pero d'Aureliano, da

gui
il

destini

della

Francia.

Sotto

nome
fece

di

venne Aurelianum, dal quale


cui

si

recime feudale ebbe


la

titolo di con-

Orliens e in seguito
'

Orleans.

tea,

quale fece

parte dell'appan-

Nel 4-5

Attila alla testa di

5oo,ooo
colla

naggio
nel

lasciato da Ugo il Grande 987 o 988 a Ugo Capeto suo


dirsi
il

uomini

entr

nelle

Gallie,

primogenito, cbe pot


dell'attuale potente

nucleo

speranza di facilmente conquistarle. Dopo aver incendiate varie delle


principali citt, arriv
il

forentissima

24 giugno

monarchia. L'Orleans nel i328 fu eretto in ducato dal re Filippo VI in favore del suo figlio Filippo di
Yalois, che fu
il

avanti Orleans, che destinava a piazza d'armi;


resistere,

ma

sebbene incapace di
abitanti dal
si

incoraggiti gli
s.

portale
di Carlo

il

titolo
si

primo principe a di duca d'Orleans,


Luigi figlio
figlio

vescovo

Aniano o Agnano,
i

di-

fesero valorosamente per alcuni giorni.

fra' quali

distinsero

Mancati

viveri
la

crollando

le

V, Gastone
figlio

d'Enri-

muraglie, aperta
alcuni

breccia, entrati

co IV, Filippo fratello di Luigi


il

XIV,
di
del

di

lui

Filippo reggente
principe

uffiziali nella piazza a parlamentare, sopraggiunse Ezio gene-

Francia, Luigi primo

rale
to,

sangue, morto nel 17^2, il suo figlio Luigi Filippo che. termin di

vi

romano con numeroso esercionde Attila si ritir perdendo160,000 uomini. Nel 523 que-

1785, il figlio del quale Luigi Filippo Giuseppe mori nella rivoluzione nel 1793, ed il cessato
vivere nel
re de' francesi suo
figlio. Il di lui

capitale del citt divenne la regno d'Orleans. Verso il 570 Odoacre duca de' sassoni pose l'assesta

dio ad Orleans, e

gli abitanti
il

chia-

primogenito nando duca


leans,

Luigi
di

Filippo

Ferdi-

mato
sotto

in

soccorso
I
,

re

de' franchi
il

Chartres e poi d'Ordetta


fatale disgrazia
figli,

Chilperico
le

questi
,

batt

per

la

mura

lo

insegu

fino

duca ad

per nel

1842, lasciando due


:

Luigi conte di Parigi e Roberto duca di Chartres


to e
zioni
scritte
le
il

Angers, e s'impadron di quella citt, come pure d'Orleans e di tutti


i

triste

avvenimenvalorose a-

luoghi lungo
e
li

la riviera della

belle qualit e

ra,

riun alla

sua

Loimonarchia.

del

principe furono anco de-

Ugo

Capeto, dopo averla riunita alla


vi

dall'

Album

di

tale

anno,

corona,

tenne un'assemblea genedel regno,

p.

2^7.

rale de' grandi


di

onde

asri-

La
tichit

citt d'Orleans,
,

remota anal

sociare suo figlio al trono, e vi

dicesi
,

fondata da'carnuti o
la

sciartrani

che

possedevano

tempo
fatta

della conquista delle

Gallie

tenne prigioniero dopo la presa di Laon, Carlo di Lorena, che vi mor nel 993. Il Papa Innocenzo II nel
1

da Cesare, e questi la prese 5i anni avanti l'era cristiana. Diversi storici pretendono, che fosse fabbricata sulle rovine dell'antica

i3i

rifugiandosi in Francia fu in-

contrato a Orleans da Luigi

VI

da
rese
za*.

tutta
i

la

reale famiglia

che

gli

Gena-

bum presa ma sembra

e incendiata

da Cesare; oggi provato che Gien

pi profondi atti Nel i4^8 g' inglesi

di riveren-

possessori

della

Normandia

della

Picardi a

ORL
della
la

ORL
3
1

i2 9
pag.

Sciampagna, dell'Angi e delTureiina, attaccarono anche Oril

leans con
tre

memorabile assedio, menduca di Bedfort fecesi dichiarare a Parigi reggente della Francia per Enrico VI re d'Inghilterra ancora lattante. Carlo VII era per perdere la monarchia francese, e
tutto

icp del Dizionario. Nel 1 838 fu pubblicato in Milano, da Ovido Gowes La Pulcella d' Orleans opcra tratta dagli atti del processo e, dalle cronache contemporanee. Iti Orleans nel 56o vi mor Francei

sg.,

XXX,

_,

sco

II.

cattolici

l'

assediarono nel
dai
calvinisti,

era
il

disperazione
conte di

nel

i4'2 9

>

i563 per
ca di

liberarla

poich

Salishury

strin-

gendo d'assedio Orleans, questa stava per arrendersi. In questo punto la semplice pastorella Giovanna d'Arco, animata da spirito religioso, si
cred destinata dal cielo a liberare il re e la Francia da' suoi nemici.
Si

duGuisa fu assassinato da Poltrot de Mere. Dipoi sotto il regno di Carlo IX, Orleans fu insanguinala nel massacro di
tutti
i

nella quale circostanza Francesco

s.

Bartolomeo,

furono scannati senza piet, non risparmiandosi n


calvinisti
vi

pone

alla testa dell'esercito

con
ad

donne n

fanciulli.

In Boigni presil

prodigi di valore,
di
dieci mesi,

dopo un assedio

so Orleans fu gi

principale stas.

costrinse g' inglesi

bilimento deh' ordine militare di

abbandonare Orleans, e salv il trono di Carlo VII, onde per celebrit


fu

Maria del Carmine,


rico IV. Nel

istituito

da En-

1814 Pio
da

detta Pulcella

d' Orleans.

Piti
,

essere stato

VII dopo Napoleone rilegato

caduta in mano degl'inglesi con vergognosa vendetta, calunniando l'eroina come maliarda, la fetardi

in Fontainebleau, nel ritornare alla

cero bruciar viva a Rouen. La conoscenza degli orleanesi fece


nalzare ad essa
il

ri-

sua sede, onor Orleans di sua presenza, sotto il titolo di vescovo d'Imola, e la benedi con tutto il cuore.

in-

numento,

memorato moconsagrarono il 3 magmemoria


il

ca
1

Orleans ebbe un tempo la zeced una universit fondata nel


,

da Filippo IV

il

Bello, che
cele-

gio anniversario di loro liberazione.

godette in diritto di qualche


brit, e

Ma

la

sua

fu

ristabilita,

riconoscendosi

processo che cone pieno d'imsalva-

dove furono allevati de Thou, Erasmo, Calvino e Teodoro Beza


;

dann Giovanna iniquo


trice

Pothier
di

vi

fu professore. I dintorni

posture, e fu decretato alla


della Francia, in

d'Orleans

sono
case

deliziosi

coperti
:

riparazione,

amene

di

campagna

fino

due

processioni, l'una nel

luogo in
l'altra in

alla

rivoluzione fu la

capitale

del

cui era stata

condannata,
,

quello del suo supplizio


di nobilt,
trasfusi

alla

ed onori sua fami-

governo generale militare dell' Orleanese e dell' Orleanese stesso. Sono rinomati il suo canale e la sua
foresta.

glia e confermali
11

p.

anche da Carlo X. Menochio, Sluore t. III, p. ^4,


d'Or-

La
1622
lo

sede vescovile fu eretta nel III

nel descrivere la liberazione


leans, dice che nel

secolo suffraganea di
lo

Sens

nel

i456

Calisto III

divenne

di

Parigi,

come

ordin

la

revisione del processo,

da

ancora,

quando Gregorio
Il

XV

cui risult l'innocenza della Pulcella

eresse la capitale di

d'Orleans. Delle memorabili sue gesta

civescovato.

Francia in arvescovo fu ricco e

trattammo
VOI.

nei

voi.

XXVI,

p.

potente; nel giorno dell'ingresso era

XLIX.

i3o
paese, ed avea

ORL
il

ORL
metGregorio XVI nel 1839 fece vescovo monsignor Nicola Maddalena Morlot di Langres; nel concistoro
de'

accompagnato da cinque baroni del


diritto di far
i

tere in libert tutti


cititi,

prigionieri della
in seguito ven-

privilegio che
Il

27 gennaio

843

lo trasfer al-

ne limitato.
tori

primo vescovo d'Or-

leans fu Diopelo,

ma
il

alcuni
stati

scrit-

dicono esservene
di
lui,

tre pri-

Tours, e in pari tempo gli sostitu l'odierno vescovo monsignor Giovanni Giacomo Fal'arcivescovato di

ma
et

due

episc.

chron., cio

Chenu, Arch. A libito e AuColonia


nel

yet di Mende, gi vicario generale


di

Rouen
Il

e parroco di

s.

Rocco

in

spicio.

Diopeto
al

assistette co' suoi de-

Parigi.

capitolo

si

compone
il

di

putati

concilio

di

nove canonici
e
il

compresi
il

teologo

346, ed a quello di Sardica nel 347. Fra i di lui successori vi sono diversi santi, come s. Evorsio o che il Butler Euverto o Evurzio dice morto verso il 34o, ma me,

penitenziere, ed

maestro del
dignitarie,

canto, speciali prebende


di

molti canonici onorari,

e pueri

glio fiorito circa

il

3j^. in cui in-

de choro pel divino servigio: il parroco canonico ha cura delle anime della cattedrale. Prima avea il capitolo dodici

tervenne

al

concilio di

Valenza

s.

dignit

quarantasei

Aniauo

Egnano che mori


di

nel
;

canonici, oltre molti beneficiati.


diocesi
di

La

453
s.

s.

Prospero

di lui successore

comprende

il

dipartimento

Monitore,

cui

trovasi menzio-

ne ne' martirologi a' io novembre; Floscolo o Fuscolo ; s. Euches. rio; s. Teodorico 11 del io 16 circa, che abdic nel 102 r, e mor an-

Loiret, e si estende in 20 leghe per lunghezza di territorio, e 18 in larghezza. Ogni vescovo tassato
in fiorini
lire

370; prima avea 4, 000

di

rendita.

dando a Roma il beato Filippo I del 1221; cardinali Giovanni d'Or;


i

Concilii d' Orleans.

i52i o i522, e Antonio Sanguin del i533. Quanto agli alleans del
tri

vescovi, vedasi
i

la

Gallio, chr.

t.

Il

primo

fu

tenuto

a'

io

luglio
I,

seguenti sono regiVili, p. 1410: strati nelle Notizie di Roma. 1754

5o

per ordine di Clodoveo


arcivescovi di
,

con
Bore
i

l'assistenza degli

Lodovico

Giuseppe

de

Montmorency

della diocesi

Lavai de d'Angou-

deaux,

Bourges

Auch, Tours

Rouen,
quali
s.

oltre ventisette vescovi, fra

lme, poi cardinale.

1758 Lodovi-

co Sestio de Jarente di Marsiglia; suo

coadiutore con futura successione, Lodovico Francesco de Jaicnte Senas d'Orgeval della diocesi di Vienna, nel 1780 vescovo d'Alba in partibus. 1802 Stefano Alessandro Bernier d'Angers. 1807 Claudio Lodovico Rousseau di Parigi, traslato da Coutances. 18 19 Pietro Maria

Quinziano di Rhodez, s. Meleno e s. Teodorico d'Auxerre. Si fecero 3i canoni sulla disciplina, monaci e la giurisdizione civile. Reg.
i

t.

X; Labb
Il

t.

IV; Arduino

t.

II.

secondo a'23 giugno 533 per ordine dei re Teodorico o Tierri


I

di

Metz, Childeberto
I

di Parigi,

e Clotario
ventisei

di

Soissons.

Vi furono
pro-

vescovi delle quattro

Rouspk de Varicourt, della diocesi 1823 Giovanni Brudi Ginevra. mauld de Beauregard di Poitiers.

vincie Lionesi e di
tra' quali

tre d'Aquitania,

noni

i 21 cadiversi santi: sono ripetizione degli antichi

ORL
regolamenti. Reg.
t.

ORM
XI
;

i3i
i

Labb
il il

t.

IV; Arduino
Il

t.

II.

terzo nel

536 secondo
lo stesso

Manpie-

li,

ma sembra
Il

che
a'

cedente.

manichei condannati al fuoco, cui capi erano Stefano e Lisonio ecclesiastici d'Orleans; lo presiedette Leoarcivescovo di Sens co'suffrat ori co ganei, alla presenza di Roberto II
e della regina Costanza. Gallio, chr.
t.

quarto

nel

538

maggio
antichi

per regolamenti; diecinove vescovi, otto


de'quali santi, vi formarono
noni. Reg.
t.

rimettere in vigore

gli

II;

Diz. de'conc.
nel
1

L'undecimo
plina.
Il
t.

127

sulla disci-

33

ca-

Pagi un.

127.
nel
t.

XI; Lahb
54
1

t.

Ar-

duodecimo

1129

Labbe'

duino
Il

t.

II.

XI; Arduino

VI.

quinto nel
vi

con trentotto
ca-

vescovi die

fecero altrettanti

decimoterzo nel i4'i sulla 11 motte del duca d'Orleans Luigi I,


assassinato a Parigi
1

noni

di

disciplina ecclesiastica, sul-

l'istituzione

delle

parrocchie

e dei
lai-

patronati, e sulla
ci

proibizione ai

di

togliere
agli

beni dati albi chiedi


alienarli.

sa,
Ivi.

ecclesiastici

Diz. de concila.

407 Borgogna, che fu scomunicato. Gio. Orsini, Storia di Carlo VI ORMI o ORMIAH o OUR MYAH. Ormia, Urmia. Sede ve;

e contro

a'23 novembre Giovanni duca di

sesto a'21 ottobre 549, fa ^ Il adunare da Childeberto I, con cinquanta vescovi e ventuno deputati
d'altri
di

scovile di

Persia nell'antica

Media.

Divisa
partiti,
vi

la
il

chiesa de'nestoriani in tre


cattolico
la

Simeone Ducha
declinar
nestoriani e gii

tutte le

Gallie, toltane la
da'goti, e
si

stabil

sua sede nel


; i

Narbonese occupata santi. Ne'2 1 canoni


le

dieci

del secolo
cobiti
vi
i

XVI

terminarono

differenze intorno alla celebraziodi

due,
II,
il

secondi uuo.

ne
gli

Pasqua, e per conformarsi a


s.

p.

primi ebbero de'vescovi; Oriens chr. t. i328, 1601. Orini sotto


raol

Papa
e
si

Vittore
di

si

condannarono
e

patriarcato de'caldei.

errori
stabil
al

Etiliche
si

Nestorio

ORMISDA (s.) Papa LIV. Da


ti

che non

dar per ve-

chiamato
stirpe
di

col

pronome
di

di

Celio,

scovo
ricusa.
Il
s.

popolo

quello che questo

di

illustre,

nazione
alcuni con

cam-

Ivi.

pano
pita,

Frosinone, non gi di Ca-

settimo nel 634, ad istanza di

come vogliono
altri

Mu5
1

Eligio contro

un
fu

eretico greco

e e

ratori,

Annali d'Italia anno

monotelita^

che

condannato
t.

ed
fro.

scacciato dalle Gallie. Reg.

XIV;
Diz.

pretendono nato in VenaCerto che nacque in Frosidi


es-

Labb
de'conc.

t.

Arduino

t.

Ili;

none, figliuolo del frusinate Giusto,

padre per legittimo matrimonio


nel
s.

766 in cui Pipino determin muover guerra a Gaifero duca d'Aquitania. R.egia t. XVII; Labb t. V; Arduino t. III.
Il

L'ottavo

Silverio eletto
stato
1'

Papa

nel

sendo

ammoglialo
clero

536, prima
in

di

ricevere

ordine del diaconato; fu


nel

ammesso

romano,

cui

nono

nel io 17 contro

due

ere-

diede prove

di
il

sue virt, ed aven-

tici

manichei,

che furono

bruciati

dogli predetto
s.

sommo
5i4

pontificato

d' ordine
t.

del re

Roberto
t.

II.

Labbe'

Cesario d'Arles, a questo fu elea'

XI
11

Arduino decimo nel


;

VI.

vato
altri

26

luglio

di

comune
Spa-

1022 contro

accordo.

Dichiar primate di

i32

ORM
e suo vicario
il

ORM
templi impiegandovi 571 libbre d'argento, e die continui esempi di fer-

gna

vescovo di Tar-

ragona, e conferm tali prerogative a quello di Siviglia. Ordin a'sacer-

che fossero ordinati non per salto, ma osservando gl'interstizi; che i pubblici penitenti non si podoti
tessero consagrare; che
gli
si

mezza, modestia, penitenza e cariGovern nove anni e 1 1 giorni, e mor a'6 agosto 523, sepolto
t.

nella

basilica

di

s.

Pietro.

Scrisse

avesse dedi

un gran numero
renti

di lettere a diffe-

ordinandi sperienza
scienza
;

probit

persone, e
nella

ne abbiamo ancode' concilii

che

il

vescovato

non

si

ra

80

raccolta
:

ottenesse con doni o ricercasse con


ossequi, e che
si

celebrassero ogni ani

no due
misda
i

volte,

od una almeno,

sinodi
s.

provinciali.

Prima

di

mandare

Or-

suoi legati all'imperatore Giu-

sono nobili e solidi, sebbene sentano alquanto della barbarie del suo secolo riguardo allo stile. Pier Luigi Galletti nella sua Lettera all'erudiin altre opere
i

pensieri

stino, per

mezzo del quale ottenne l'unione della chiesa greca colla latina,
d' Acazio,

tissimo

sig.

abbate Giuseppe Pelli

nobile fiorentino, sopra

Papa Ora'

divisa gi da

35 anni per lo scisma temendo il Papa che di


si

misda,
di

scritta

da

Roma
nel

11

giu-

gno 1757, e

inserita

questa

legazione
nel

offendesse

Teolui in

Roma
art.

del

1756

Giornale stampato nel


dal

dorico re de'goti,

si

port da

1757,

XI, poi

riprodotta

5i8, ed il re ne fu contento e bench ariano gli us molti segni di venerazione. Ricev


s.

Ravenna

Zaccaria, nella sua Raccolta di dissertazioni ecclesiastiche


4,
t.

XVI,
si

diss.

sembra dal
di

titolo
s.

ch'egli

pro-

Ormisda

gli

ambasciatori di Clo-

ponesse parlare di
niente
sere
di

Ormisda,

ma
es-

doveo I re di Francia, che lo riconobbe per vero vicario di Ges Cristo, e gli mand una corona d'oro perch manteneva la fede con gelosa costanza e purit. Riprov co-

esso dice, fuorch di

parente

d'un certo Geronzio,


tratta,
al

cui solamente

l'iscrizione

che fu posta
sei

spiegando suo se-

polcro, ed allora scoperta.

Vac
Era

la

me
la

di

facile

eretica

interpretazione

santa sede

giorni.
(s.),

proposizione di alcuni monaci acmeti della Scizia: U/ius de Trinilate^ passus est carne j ma dopo esdisputato per 25 anni, fu approvata come cattolica. Nel suo ponsersi

ORMISDA
una
delle

martire.

di

pi antiche famiglie di Persia, e avea avuto padre un satrapo o governator di provincia disceso dalla schiatta degli
di.

Achemeni-

tificato

e verso l'anno
istitu
il

52o

s.

Bee
di-

Varatane

re di Persia, con-

nedetto
verse

celebratissimo

benemerentissimo suo ordine. In


ordinazioni cre

55

vescovi,

2i preti e io diaconi. Con somma sua gloria vide convertiti alla fede
dall'arianesimo
i

tinuando la persecuzione mossa nel 420 da Isdegeido suo padre contro cristiani, fece chiamare a s Ori misda, ordinandogli bruscamente di
rinnegar
nelle
lo

Ges
il

Cristo.

borgognoni, dal pae


i

saggia e ferma di
furie
re,

ganesimo
ti.

gli

etiopi

lazzi, e dal-

La risposta Ormisda fece dar il quale dopo averbeni e di tutti


gli

la superstizione giudaica gli

omen-

spogliato
gli

dei

"Vegli

indefessamente

su tutte
sacri

onori,

fece levare le sue robe,

non
e

le
il

chiese, represse gli eretici, istru

lasciandogli
di
tela

che
gli

un

piccolo
le

pezzo
reni,

clero

nella salmodia,

orn

che

cingeva

ORO
lo

ORO
mestiere
te le
i

33

condann

al

vilissimo

cose rimaste capaci di qualartifiziosi

di

pascere e governare
11

dell'esercito.

santo

solFerse

cammelli con

che perfezione, dagli

loro

modi
dotte.
logi

fossero al

compimento con-

gioia

questo

crudele

trattamento.

Multo tempo dopo Vararane avendolo veduto da una finestra del suo palazzo, osserv ch'era tutto abbronzato dal sole e coperto di polvere. La ricordanza di ci ch'era stato e
della condizione di suo padre, aven-

Fra queste quella degli orocertamente una delle pi medell'

ravigliose

ingegno umano, abgli

bracciando quelli da muro, da tavolino,


i

da
che

scarsella,

svegliarini,

pendoli, le ripetizioni e per fino


talvolta
J

quelli

si

sono

messi
delle
fissare

dolo alquanto mosso a piet di lui, lo mand cercando, lo fece vestire


di

nelle tabacchiere, ne bastoni, ne'bottoni, negli anelli

e ne'monili

candido

lino,
la

e poscia lo

esort
e
ri-

deporre

sua ostinazione
fede.

donne. Poich non potendosi tempo fugace e fermarlo il


rapidit
del

nella

nunziare
portato
la

alla

Ormisda,
zelo
la
,

tras-

da

santo
e

stracci

nuova

veste,

gett al re,

suo corso continuo, stato un frutto sorprendente della sagacit dell'uomo, di poter giungere
a

dappoich
rare

voleva

fargliela

compe-

saper indicare

tutti

mo-

coli' apostasia.

Cacciato subito

menti della sua partenza, ed a mostrare per dir cos e contar le parti,

dalla presenza del re,

santamente
nel

la

vita,

termin poi ed nominato


a'

per le quali

ci

lascia

e s'invo-

martirologio

romano
o

di

la.

In tutte queste varie


e

ingegno-

agosto.

sissime

forme d'orologi hanno sucquasi


i

OROLOGIO

OR1VOLO, Hoil

cessivamente,

a gara, trafraucesi,
i

rologiwn. Strumento cbe misura

vaglialo gl'italiani,
nevrini,
gl'inglesi,

gi-

tempo, giorno e notte in parti eguali F. Ora, Giorno. Orologio nel


:

gli

fiamminghi,

sino a

alemanni, i ridurre questa

rito

greco significa
le

liturgia

bre-

arte all'ultima perfezione, ed a for-

viario, cos

ne
si

ore, ossia l'uffizio

chiamato perch contieda recitar:

marne un ramo
le di

assai

ragguardevoil

commercio. Cos

Cancellieri.
di ogni
il

in

ciascun giorno dell'anno


e

vi

Sembra per
re

cosa fuori

un grande
il

un

piccolo

orolo-

credenza, e fa meraviglia

pensa-

gio,

piccolo ricavalo

dal

grande
di pregli

quanto

tardassero

le

nazioni cui

contiene
logi

un numero minore
il

trovare
surare

un istromento cou
esattamente
il

mi-

ghiere. L'arte che fabbrica

oro-

tempo, e fra

per misurare

fugacissimo teme quello

tanta dovizia di cognizioni degli antichi,

po chiamasi orologeria,
l'esercita oriolaio,

che

pur non giungessero mai ad


che fosse esatto, e
e fosservire alle

o orivolaio, o orocustodia e regolaera uffizio del

inventarne uno
se disposto
in

logiaro, horologiator. Nelle chiese e


ne' monasteri
la

valesse di giorno e di notte,

modo da

mento
sagrista.

dell'

orologio
la

intere popolazioni. Questa invenzio-

Come
alle

provvidenza divimenti, cos


il

ne era

riserbata alle nazioni

mo-

na diede l'ammirabile regolamento


de' cieli
lasci
alle

derne, allorch appena uscivano dalla barbarie, e questa gloria era serbata all'Italia. L'orologio ha otte-

angeliche
terra

nella

aperto

campo
tut-

vaghe e pellegrine

invenzioni

uulo nel passato secolo

e nel

cor-

dell'umano iugeguo; acciocch

enle grandissimi miglioramneti per

34

ORO
sono intorno a diversi scappamenti,
si

ORO
logi

le

molteplici invenzioni che

mobili negli anelli, tabacchiere,

fatte

forme e la costruzione degli orologi, che si sono variate all'infinito. Gl'inglesi, i ginevrini ed t francesi si sono singolarmente distinti nell'esercizio di quest'arte, ed celebri Berlhoud e Brequet pree
le
i

ec, e delle ripetizioni e mostre tascabili ; della determinazione delle longitudini di mare; de'cronometri ;
degli scrittori in genere sugli orologi, perch de'parziali ne parla ad ogni capitolo; e delle imprese accademi-

che, versi ed enigmi


orologi.

in lode degli

sentarono
questo
di la

sino

dai

primi
e

anni di
esposi-

secolo alla pubblica

zione mostre marine

cronometri una esattezza che eguagliava queldegli strumenti pi perfetti sino

stati

che sembrano essere ne'tempi remoti e pi generalmente adottati, sono gli


Gli orologi
pi.

usati

a quel

tempo

conosciuti, distinguen-

orologi solari e gli orologi ad acqua. Si trova menzione degli orologi

dosi ne'cronornetri anco

L'arte dell'orologeria
gressi

anche

in

Duchemin. ha fatto proGermania ed Italia.

solari

fino dai
gli

tempi pi repoich

moti

presso

ebrei,

800

anni prima dell'era cristiana ne somministra una manifesta prova l'avvenimento del profeta Isaia, che per confermare la certezza della guarigione accordata da Dio al re Ezechia, fece ritirare prodigiosamente per dieci gradi o linee l'ombra del sole sull'orologio di Achaz suo padre. Gli antichi ebbero diverse sorta di

La

vera origine degli orologi pro-

priamente ignota, e le opinioni degli scrittori sono differenti. Nella compilazione di

quest'articolo profittedell' eruditissi-

remo principalmente

Fraucesco Cancellieri, il quale nel suo bel libro Le due nuove campane di Campidoglio, con va:

mo

rie notizie

sopra

campanili

e so-

orologi o quadranti solari, alinventati dai caldei, altri


si

pra ogni sorta di


egregiamente
banalissimo

orologi, di questi

cuni
greci;

scrisse,

illustrando

il

dice

primo inventore
1'

l'

dai a-

argomento con nume-

slrouomo caldeo Beroso,


anni
avanti
l'arte

fiorito 64.0

rose notizie bibliografiche di autori

era

nostra.

che ne trattarono. Nella par. 2 col


cap.

che

di

stabilire

un

Sembra gnomone

IX

e seg.

discorre dell'invend'

e di formare

zione

degli

orologi

ogni

specie,

cio degli orologi solari e del fiore


della passione;

degli orologi

ad

ac-

qua
gli

degli orologi a polvere; de-

orologi a pendolo; degli

orolo-

gi

ruota

di

quelli

pubblici di

un orologio solare comcaldei o babilonesi anche ai fenicii, popoli commercianti e navigatori che si saranno di buon'ora avveduti della necessit di misurare il tempo con qualche esattezza, indi da loro paspiuto, fosse dovuta oltre ai

varie citt di Fiandra; d'un orolo-

s ai greci.

Le piramidi o
si

obelischi

gio a secondi naturali

ed equazio-

{Vedi)
ro
no.

d'Egitto, tuttavia

credonsi
servisse-

ne in Parigi
ricarlo

se

possa farsi un oropubblici

formati ad oggetto che

logio perpetuo senza bisogno di ca;

come una

specie di ago, e l'omle

degli
citt

orologi
,

di

bra segnasse

diverse ore del gior-

alcune

d'Italia

d'un orologio
l'orologio

Gli orologi solari nella loro for-

a cicloide; degli

orologi pubblici di

ma
il

erano

differenti,

prendevano
e di di

Roma;

se

sia

preferibile

nome

di scafa, di emisferio

oltramontano all'italiano; degli oro-

disco,

dalla

figura che ciascuno

ORO
bench non fosse the sempre sistendo in due linee
essi

ORO
meccauismo
lo stesso,
solsliziali

i35
l'era

aveva,

il

nato 5a8 anni avanti


la

nostra
del-

condel

prima introduzione in
prendere
la

Roma

l'orologio solare, con che s'incominci a

cancro
tore,

e del capricorno nell'equae in altre undici linee

misura del temsconosciuto,


e

poste
vicino

po, fino allora


dicesi

ivi

diagonalmente
al le

pi o

meno

gnomone, ad oggetto di notare ore avanti e dopo il mezzod.

cui
stro

gnomone, di altri danno il vanto al suo maeAnassimandro di Mileto, morto


inventore
del
a

essendo per l'elevazione del polo diversa, secondo i differenti paenecessasi, in maniera diversa era
rio

Ma

nella

58.
al

olimpiade

questi

si

attribuisce l'applicazione al

gnomo-

ne o

quadrante solare dell'ago che


il

determinare coll'analemma
del rispettivo

l'al-

serve ad indicare le ore, strumento

tezza

gnomone,
le

ossia

che poi perfezionato ricevette

no-

l'ago che negli orologi a sole colla

sua

ombra

indica
fu

ore,

per cui
fab-

gnomonica
che tuttora

detta l'arte di

Al* finalmente scrivono, che nel 5qo di Roma Q. Marcio Filippo accortri

me

di

oroscopio o di orologio.

bricare gli orologi solari. Di quelli

tosi

della

fallacia

dell'orologio gre-

muni un quadrato ed
pidoglio
tal

rimangono pi cosono un emiciclo scavato in


ci
i

inclinato,
si

punto quello che


e

vede

come apin Cam:

ne costru uno nuovo, e lo colloc presso l'antico con molta sua lode. Sino dai tempi della repubblica eravi in PaSicilia,

co tratto da

nel

museo Vaticano
il

di
fos-

lestrina
solare,

una
che
vi

piazza

coli'

orologio
portici:

sorte pretende

Grozio che

Siila

adorn

di

se quello di

mente altri conobbero orologi sonanti, e servivansi delle trombe per indicare le ore anche fra romani il bandi; i

Achaz, bench diversaopinarono. Gli ebrei non

Vairone osserv che invece


ridies,

di

me-

era scritto tnedidies.


dell'

Parlando
Citorio,

Obelisco di Monte
dell'obelisco

dicemmo

d'Aula

gusto che serv di


gio solare,

gnomone

e orolo-

tore o

trombetta del console


di

avea
ora

per segnare con


solari

sua

l'incarico

avvisare

l'ultima

grande ombra
zione in
nel

tutte le ore del giorno;


si

quella

del

mezzogiorno.

Fabio
Papi-

e di altri orologi
diversi

fece

men-

Vestale
rio

lasci scritto

che L.

luoghi. L'Antonini
serie d'orologi
si

Cursore fu il primo a costruiRoma un orologio solare, ma secondo Plinio fu posteriore, poich


re in
riporta,

1790 pubblic una


i

solari,

quali d'ordinario

collo-

cavano sopra colonne o

altro edili-

M. Vairone
rio

che M.

Valela

Messala

V avea

portato per

zio a comodo del pubblico; ma siccome da principio nelle citt appe-

prima volta nel 47 2 di Roma, da Catania con altre spoglie del trionfo della Sicilia, che lo riconosceva
dalla Grecia, senza

ci

na ve n'era uno, cos presso i gree i romani fu introdotto l'uso

de'servi con l'incarico d'indicare ai

comprendere che un orologio solare adattato alla meridiana di Catania, non poteva segnare esattamente
di
le

padroni l'ora che correva, dopo di avella osservata nel pubblico oro-

ore nel foro

Roma
i

fu

collocato
Altri

con
o

festa

presso

rostri.

attribuiscono
Milelo,

ad Anassiiuene

Milesio

noteremo ch' ancora in uso costume in alcuni paesi di Germania, Svizzera^ Olanda e Inghilterra, di mantenere uomini stipendiati che avvertono dell'ora du
logio:
l'antico

i36
rante
la

ORO
nulle.
11

ORO
le

Gore della passioore


si

ne

o delia grandigia indica

nelle giornate serene,, e

riguarda
solare.

come un naturale orologio


ni mirabili
pi
fiori

L'aprirsi e serrarsi che fanno alcuin certi dati

ne form il simbolo del tempo ; furono detti anche di sabbia o polverino, la cui origine appartiene alla pi remota antichit. In appresso essendosene perduto 1' uso
logia

tem-

per

adoperarsi
scrittori

del giorno, dal

maggio

fino al-

alcuni
i

quadranti solari, sono d'avviso che


di

l'agosto, il che fu detto vigilia e sonno delle piante ; un tal fenome-

monaci, stanchi

cercare nel

so-

le
zi,

e nelle stelle le ore de'loro uffi-

no

forse sugger l'idea dell'orologio,

immaginarono
quali per
e
essi

di

nuovo
la
il

pol-

secondo le osservazioni del sommo Linneo e di sua figlia; fu chiamato V orologio d Flora. Questo nel 1 838 divenne grazioso argomento
alla

verini,
i

facendo sgocciolare

sabbia,

tennero

orologi
degli

misuravano

la

luogo di durata

uffizi.

gentile

poesia del pi

gentile
si

Ma
fra

qual paragone pu mai farle

de' poeti
Ricci.

viventi cav.
il
,

Angelo Maria
sole

macchine,

per altro
si

in-

Mancando
e
gli

ne' giorni

gegnose
logi

suindicate, e gli altri oro-

nuvoli
notte,

piovosi

in

tempo

di

inventati
e
s

posteriormente,

co-

antichi usavano la

clepsi-

modi
ci

comuni, che a forza di

dia o clessidra, ch'era un orologio ad acqua, che si crede introdotto in

molle, ruote, contrappesi e pendoli

segnano

ad una
il

ad

una
e utile

tutte

Roma
ra del

nel

5q5
in

dal censore Scipioalla

le

ore diurne

e notturne, e ce

ne
av-

ne Nasica, per riparare

misual

danno perfino

grato

tempo

mancanza
provvide

del sole,

ma non
te.

perci

si

sop-

pravvenire delle tenebre nella not-

Questo orologio misurava il tempo quasi come gli orologi a polveuniforme delle acque, cadendo l'acqua di gocciola in gocciola da un vaso in un altro: in R.oma serviva per fissare il tempo
re, collo scolo

viso col suono della campana? Incominciando dagli orologi a pendolo, seguendo l'ordine tenuto dal Cancellieri, molte sono le questioni sopra il primo loro introduttore, la cui controversia mirabilmente trat-

t re

il

Tiraboschi, rivendicando l'ono-

agli

oratori
si

nel foro, e dai clepsi -

prima invenzione alGalilei nel i64t> eseguita poi da Vincenzo suo figlio
della

sua

l'italiano

Galileo

dari

metteva
il

l'acqua nel vaso,

naturale,

servendosi

dell'orologiaio

secondo
si.

bisogno ne'giudizi forensi

Marco
leo

Teffier.

Defendente
che

Sacchi,
il

Le

clepsidre
i

usarono auche dai

Storia degli orologi, difese

Gali-

cinesi,

quali dicesi che per

mezzo

contro
la

Montitela,

pretese

degli orologi

gl'intervalli di

ad acqua supputassero tempo che scorreva tra il passaggio d'una stella pel meridiano, e il levare o il tramontare del sole, e quindi calcolassero
la

darne

gloria all'CJgenio. del

L'appli-

pendolo all' orologio, fu poi seme fecondo di bei trovati


cazione
nella fisica,

nell'astronomia

e nella

nautica. Dicesi

che

il

Galileo ne apl'oscilla-

lunghezza
i

de' giorni.
i

uso fra

greci e

Furono in romani gli ani

prese l'idea

dall'osservare
delle

zione

il

moto

lampade apdi
gli

tichissimi

orologi a polvere,

quali

pese alle volte del


il

duomo

Pisa,
serv

comunemente non comprendevano


che lo spazio
d' un'ora, e
la

cui

semplice

ondulare

mito-

d'applicazione a regolare la misura

ORO
del

ORO

i3 7

tempo

per mezzo del


sedici

negli

orologi,

pendolo anni prima che

zione ad un italiano; e fece quasi obliare l'orologio solare, cui l'astrono-

Huyghens offrisse agli stati d'Olanda il suo orologio nel 1637, con meccanismo poco difCristiano Ugenio o
ferente
scrisse

za,

mia assicur una perenne ricordanchiamando orologio astronomico una delle costellazioni dell' austro
osservate dal de
la

da

quello di Galileo, e
altri

ne
se-

Calile, presso

il

due opere;

poi

in

Capo
1'

di

Buona Speranza.
il

Scrive

guito perfezionarono l'orologio oscillatorio e sue diverse specie. Il Bernini, Storia dell'eresie, pretende col
Ciacconio, che Sabbiano Papa del 6o4> distinguesse le Ore canoniche

pertanto

Passeri, che sino


alla

dopo
del

800

si

stette

descrizione
agli
i

sole,
fssi

e questa

ristretta

orologi
portatili

nel

muro,

poich

non ebbero gran

seguito.

Ma
I

al

(Vedi) 3
istituisse

per recitare
gli

divini

uffizi,

orologi e le
il

Campane
si

tempo dell'imperatore Lotario pote di Carlo Magno, Pacifico


diacono
gli

ni-

arci-

(Vedi), per invitare


si.

clero ad unir-

di

Verona, dagli
ivi

scritti

de-

Degli orologi a ruota


nel

ha una

antichi
in

concep l'idea di metgli

lettera scritta

757

dal

Papa

s.

tere

opera

orologi a

ruota,
re-

Paolo I a Pipino re di Francia, cio d'un orologio notturno che gli mand in dono con alcuni libri indicati

mossi
golati

dalle

forze d'un peso, e

dal contrasto d'un resistente,

che poi ebbero credito grandissimo,


e
vi
si

nel

voi.
11

XXI li,
Cenni
le

p.

22 3 del

aggiunse
e
pi.

la

perfezione

del

Dizionario.

sospett che

suono,
cati

finalmente furono applialtri

l'orologio potesse essere fatto in

mo-

servigi
di

piacevo-

do da indicare
gnate, con

ore dalla sfera se-

lezze.

orologio

Pacifico,

che

l'aiuto

d'un lume acce-

mori
va
le

nell'

846 o

nell'849> indica-

so che vi era rinchiuso.

Da Erman-

ore in tempo di notte, e nuli


il

no Contratto e da Adone descritto un orologio, che Aronne Rachild


re
de' persiani
fece presentare nel-

bis ante viderat, scrive

p.

da Pra-

to parlando del suo epitaffio riportato dal


il

l'8o7 a Carlo Magno; altri dicono che il donatore fu Haroun-al-Raavea contratto schid califfo , che

Muratori nella dissert. 24, quale quanto alla qualit dell'orofa

con

lui

alleanza.

In esso erano rac-

chiuse

dodici

pallottole di
al

bronzo,
cia-

che successivamente
re

fine di

scun'ora cadevano, facendo risuonasto

opportune riflessioni; anzi donato a Carlo Magno, opina che fosse una clepsidra o orologio ad acqua, o pure da polvere, e non orologio da mettersi fra quelli da noi usati. L'arcidiacono Pacifico
logio
di quello

o bronzo sottopoed inoltre dodici statue in atteggiamento di cavalieri, che uscendo al compiersi delle ore da altret;

un cembalo

riconosciuto
tore
del

comunemente per au;

primo orologio composto ed al medesia ruote, senz'acqua

mo

si

attribuisce ancora l'invenzio-

tante

finestre
le

erano aperte,
sto

o porte, che prima socchiudevano. Que-

pare che fosse orologio


al

opporalla

tuno
notte,

giorno,

non meno che


il

ne dello scappamento, ordigno ingegnoso che frena l'azione del primo motore, e reude equabile il movimento delle ruote: nota il Tiraboschi, che se tuttavia
tra
i

come

riflette

Cancellieri.

incerto
il

Tuttavolta dell'orologio a ruota se

nominati

chi

fosse

primo

ne deve

la felice

e stupenda iuven-

costruttore degli orologi a ruote, e

i38

ORO
re
rita
gli

ORO
chi abbiano posseduta l'arte di faorologi, che poi siasi

bench propriamente non si sappia ove e per opera di chi avesse origine questa invenzione, come non
se

smar;

e ritrovata
si

dai tedeschi

ma
gli

ne

trova fuori

d'Italia

alcuno
Soltanto

bench
antichi

voglia accordare che


l'arte

indizio pi antico, assai probabile

conoscessero

di for-

che
la

nascesse
fine del

fra

noi.

verso

secolo

XV, Walci-

tero di Norimberga cominci a

mentare

gli

orologi a ruote

nelle

mare gli orologi a ruote, questa fu certamente dimenticata poi innegabile che al principio del secolo XIV questo strumento, mosso da
;

osservazioni astronomiche. Si crede

ruote, era gi assai noto, e l'attesta

da alcuni che il celebre Gerberto francese, poi Papa Silvestro II, sia
stato nel
gi

Dante.
In molti articoli
orologi
rati

parliamo degli
citt, decorappresentanze,

998

l'autore degli orololo

principali

delle

da suono. Ditmaro dice che

con figure

fece in
zio,

Magdeburgo con

tale artifi-

che una stella veduta per una fistola, ne dimostrava le ore ; altri dicono che lo facesse in Ravenna per Ottone III. li Mazzucchelli not che
lett
il

specie differenti ed a martello, con singolari meccanismi armoniosi,


di

numerose campane,
ri,

posti sulle toraltri


le

sui

campanili

ed

edilizi

celeberrimo Boezio

si

di-

non solo per indicar anche per avvertire


i

ore,

ma
del

cittadini

anche della meccanica, e Gundebaldo re de' borgognoni avendo presso di lui veduti in Roma due orologi che avea inventalo, l'uno de'quali indicava in una mobile sfera
del
il

pericolo

degli incendi,

pel

quale

veramente sembra che bastasse il suono delle campane. Il primo orologio a

ruota, di cui
in
Italia

si

trova

men

zione

ne' bassi

secoli,

corso del sole, e l'altro quello

quello del campanile


di
s.

della

chiesa
33

giorno ossia delle ore, col mezd'

Eustorgio
dicono nel

de'
il

domenicani in

zo

acqua

stillante,

preg

il

suo

Milano, forse circa


(altri

i3a8o

suocero Teodorico, e questi Boezio, che volesse mandarglieli. Quindi


alcuni

stesso

tempo

ivi

i3o6), e verso lo pure fu eretto


di
s.
:

riconobbero Boezio
fa

per
di

in-

ventore degli orologi da contrappeso


.

Cassiodoro

menzione

due

orologi ch'egli stesso avea lavorati


pel suo monastero, l'uno solare, l'al-

Gottardo Eustorgio venne collocato in una stella d' oro, ma pare che non suonasse
quello sulla torre
l'orologio della
torre di
s.

le

ore,
s.

propriet

lodata

in

quello

tro

ad acqua. In qualunque modo,

essendo

stati questi i primi orologi a ruota, bench da molti si creda che quelli di s. Paolo 1, Boezio e

Cass.iodoio,
in
te

quantunque congegnati
si

maniera che
le

stendessero a tut-

ore

24

del giorno, fossero pe-

Gottardo (dicesi lavorato da Guglielmo Zelandino) che suonava le ore 24 sopra una campana, incominciando il numero dalla notte. L' antica famiglia Doudi di Cremona, stabilitasi nel secolo XIII in Padova, erroneamente si crede abdi

r ad acqua semplicemente, laonde giustamente Giovanni Ispano riprese i pittori che rappresentano s. Girolamo con l'orologio. Non manc
chi

bia assunto
logio,

il

soprannome

di

Oro-

da quello a ruote di 24 ore


torre di tal citt

fabbricato per la
nel
1

344 noa da

credette

che anco

gli

auti-

co e matematico,

ma da

Giovanni medisuo pa-

ORO
die Jacopo anch' esso medico insigne, d' ordine d' Ubertino da Carrara signore di Padova. Giovanni
colle sue
zio.

ORO
La Spagna ebbe
i44>
il

i3 9

suo primo
i/^oo,

orologio in Siviglia
sca nel

nel

Mo-

mani
riusc

fece

quello a ruote

i4o5. Diversi meravigliosi orologi, segnannel


ti

Lubecca
del

di

Pavia, di tale
pi
degli
altri

ingegnosa strutsuperiore e mirafino allora


i

le

ore,

il

moto
altri

sole e della
l'eclissi,

tura che
bile

luna e degli
i

pianeti,

ve-

segni

zodiacali e tutte le rivolui

duti, poich

indicava ancora
sole,

moe di

zioni

del cielo,
il

giorni

le
;

ore,
oltre

vimenti del
altri

delle
i

stelle

descrive
i

lodato Cancellieri
a secoudi

pianeti,

ed

giorni

festivi:

succitati

naturali

ad e-

questo strumento chiamato orologio, sfera o planetario, gli cost sedici anui di fatica. lo

quazione con due

sfere,

e quello a

cicloide acquistato dal Valadier

suo

Essendosi guastato, Car-

imperatore ne fece fare uno

autore dall'elettore palatino, autore eziandio d' un orologio che Pio VI

simile

da

Giovanni Torriani
crede che
di
di

cele-

mand

Salomone
vi

re

d'

Iberia

bre macchinista cremonese, e


t
in

lo poril

greco sismatico, che glielo avea do-

Ispagna. Si

ter-

mandato. Non

poi citt in
s

Eu-

zo orologio
Italia, sia
1

a martello
quello

eretto

in

ropa che abbia un numero

gran-

Monza
Milano

del
Vis-

347- L'arcivescovo
1

conti

nel 353 fece lavorare in tre Genova un insigne orologio anni dopo il comune di Bologna
;

de d'orologi pubblici come Roma, ove se ne contavano al principio del nostro secolo quarantacinque,
moltiplicil che
riesce di
I

gran coli

modo

pegli

abitanti.

principali

ebbe
sulla

il

suo orologio, e
la

lo

colloc

descriviamo
portanti

parlando
e

de' pi imdelle
fece

torre pubblica
cui
le

detta del Ca-

edilzi,

su quello

pitano,

campana battendo
ore.

Poste, Gregorio

XVI

ve

ne

annunziava
Inghilterra

Gli orologi in

collocare

ad

utilit

notturna, senza

non vennero eretti clie i320 per opera di Wallingford monaco benedettino, costrutto a
nel

attendere

il suono delle ore, uno con sfera e numeri trasparenti, come a Parigi ed altrove. Quanto

Londra. L'orologio di Courlrai che Filippo I' Ardito duca di Borgogna


fece trasportare a Dijon
nel
1

alla

struttura degli
pubblici,
si

edilzi

per

gli
il

orologi

pu

leggere

363,

eh.

Ratti, Dell' erezione

de' sacri

riguardossi
bri

come uno

de' pi cele-

templi p.
gio.

io5, ove tratta del cam-

orologi. Nel
fece

iSyo il re Carlo venire dalla Germania En-

panile, delle

campane

e dell'orolo-

rico di

Wk,

che costru
di di

l'

orolo-

gio del palazzo

Parigi e fu la

prima macchina
che quella
vi

questa specie
possedesse. Iu

capitale

Germania a detta epoca

gi elati-

come

in

Fiandra
ne' quali
i

orologi

comil

plicatissimi,
s'

d'ordinario
nello
stesso

inserivano

segni del zodiaco,

corso

de' pianeti

ec

secolo a

Lunden

vedeasi

un

oroloaitili-

o da tasca, mostre e talvolta quadranti , sono oscuramente descritti da Vitruvio che li chiama viatorii, senza dire nel descriverne uno, se fu inmanvenzione greca o romana cando allora la direzione della calamita, pare che non potessero agire che per un movente ritardato e ridotto al corso, ordinato dalGli orologi portatili
delti
:

gio costituito

con singolare

la

resistenza

d'

un qualche grave.

i4-o

olio
le

ORO
mente
parti
la

prime mostre tascabili sieno state inventate a Norimberga, da Pietro Hele nel i5oo, onde chiamaronsi uova di Norimberga, dalla forma ovale, cio dopo
Si

vuole che

in

6o
si

frazioni
il

ronsi secondi, e

che nominasecondo in 6o

che

dissero terzi, cosicch

rivoluzione

giornaliera del sole,

l'invenzione della molla spirale, tro-

vato
ta
ai

di

Ugenio o Iltiyghens, come


in

da prima in 24 parti, io ora in 86,4oo secondi, che si possono contare; divisioni che si apdivisa

forza movente, la quale fu sostituipesi

plicarono

agli

orologi tascabili, ai

molti

orologi. Qual-

rologi con
di

che esempio anteriore di simili ofilo di budello o corda


violino in

cronometri e a tutti gli orologi astronomici. L'epoca della perfezione degli orologi pare che debba
ripetersi
al

vece di
evitare

catenella di
di Gi-

regno

di

Carlo
nel

li

re

acciaio (sostituita

da Gruet
1'

d'Inghilterra

(morto

i685),

nevra
dell'

per

impressione
le

che due ne

mand
1'
i

a Luigi
di

XIV,
que-

atmosfera
di

che

ricevevano
)
si

uno
sto

ripetizione,

altro a sveglia-

cordicelle

budello

vedono
di

rino, che furono

primi

ne' gabinetti
riosit
:

con

collezioni

cu-

genere veduti in Francia, indii

(morto nel
rologio
ore.

X! re di Francia 4^3) possedette un otascabile, che suonava le


Luigi
i

Per
col

gli

orologi
si

mobili e di
le

quarti. cando col suono le ore e Occultando gli artefici inglesi la nuova costruzione, solo al carmelitano Truchet di Lione riusc a-

piccola

molle

diffusero nel secolo

prirne
tizioni

le

mostre:

si

fecero ripe-

XVI,

suono e segnanti anche


e de'pianeti, e
circa a
si

indicanti
il

ore

con musiche, racchiuse


d'abiti. Dicesi

an-

corso de' giorni


1

co in anelli e pomi di bastoni,

non
che

giunse nel

537

che dentro bottoni


le ripetizioni

racchiuderli negli anelli.

sieno state

immaginate

Carlo

fu

presentato

un

orolo-

nel

gio che pass per

cosa portentosa,

to alla
gli

1676 dall'inglese Barlow. Quanemendazione e perfezione dea


ripetizione,
si

sebbene
orologi,

egli

si

dilettava fabbricare

orologi

deve
secolo

occupazione eh' esercitarosovrani,


di
fra'

al

pesarese Cristoforo Agostini, poi


principio del

no

altres diversi

quali

sacerdote, nel

Gio. Gastone

granduca

che confessava gran numero d'orologi ch'egli


neva, non
giusta

Toscaua, con Seneca, che il


te-

XVIII. Le

combinavano mai
tutti

nella

indicazione del tempo, ed

un

giorno avendoli trovati

caduli

da lui elise cinque o minate consistevano sei o pi. minuti si dava mossa aldella ripetizione, l'orol' ordigno logio suonava anticipatamente quel1' ora istessa, a cui l' indice non per
irregolarit
:

per che
tutti

terra,
li

pel

rovescio della tavola

conteneva, disse:
in

questa e

anche era giunto, e di pi. suonava ancora i tre quarti gi scorsi. Per
correggere questo difetto studiarono
allora invano
ri
i

la prima vota
la

cui

finalmente

sono andati

d accordo.

Dopo

pi bravi orologie-

narrata invenzione del pendolo,

d'Italia, di

Francia, di
,

Germail

da essa ne deriv l'applicazione di nuove divisioni alle macchine destinate alla misura del tempo si divise 1' ora in 6o parti, che nomiuaronsi minuti, il minuto egual:

nia e d' Inghilterra

dimodoch

rimedio era riputato quasi impossibile. L'Agostini essendo in Roma, comech avea un genio particolare
per inventare
le

pi ingegnose mac-

ORO
chine d' ogni
genere,

ORO
dopo
avere
za gareggiano in questa
cogli

t^i
stessi

appreso

l'

arte

d' orologiaio

da un
il

pendoli astronomici^ essendo insensibili

valente liegese, giunse a trovare

agli effetti

ed influenza della
estremi

modo

di

ridurre a

giustissima re-

temperatura
vimenti.

e degli
di

moe
delle
si

con disegni che fece. Li die al maestro per esaminarli, ma tacciatolo di presunzione li prese senza apprezzarli. Giunto
gola le ripetizioni
poi in

Sono

piccola

mole,
quindi

ordinariamente

della

forma
;

mostre da tasca grandi rendono doppiamente


pel
facile

pregevoli
partico-

Roma un

giaro di Londra,

rinomato parlando
disegni

orolocol
lie-

loro

trasporto,

larmente nella
soffrendo dal

navigazione,

nulla

gese dell'accennata irregolarit, questi

mostrandogli

del

di-

movimento de' bastimenti anco in mezzo alle burraonde furono


sostituiti

scepolo, a di lui richiesta glieli ce-

sche,
rologi

agli

ode-

come cosa che riputava non doversene far conto. Dopo pochi
dette

marini neh' interessante


nelle

terminazione delle longitudini. Ven-

mesi

si

seppe che finalmente


corretto
il

1'

In-

gono pure impiegali


zioni
stessa

osserva-

ghilterra aveva

difetto

astronomiche,

godendo della
e
si

delle ripetizioni, ed

essendone stata
1'

esattezza de'pendoli,

a-

mandata una a Roma, trov


gostini ch'era

A-

doperano principalmente

nella

de-

stato a
lui

puntino einventato.
all' Italia,

terminazione delle differenze


detiche.
ore,
i

di lon-

seguito

il

metodo da
il

gitudine e in altre osservazioni geo-

Questa
Lettere

gloria

rivendicata
eh.

Marcano
i

racconta meglio
intorno

Ramatili,
sco-

minuti e
>Nel

invenzioni e

il

freddo.

cronometri le caldo il 1784 ne lavor


i

secondi,

perte italiane,

lelt.

45

discorre dell'

23, e nella lett. orologio a specchi

uno con somma Mudge, ed altro


assai

diligenza l'inglese
l'inglese
altri

Emery

onde mostri le ore in luogo ove non giunga raggio di sole; invenzione dell' ebreo Raffaele Mirami.

pregevole;
di

rinomati co-

La determinazione
dini nel

delle longitu-

sono ArRerthoud , Rreguet, Tourbillon: anche in Itastruttori

cronometri

nold, Januier, Giroud,

mare, per mezzo dell'orologio di mare, il cui moto uniforme, ad onta dell'agitazione del mare, conserva sempre l'ora ch' sotto al meridiano della partenza, si deve nel 17016 a Giovanni Harrison di Londra che fece un pendolo, poi migliorato e perfezionato da lui stesso. Finalmente tanto decantati cronoi

lia

in

Germania
cronometri,

si

fabbricano

eccellenti

Francesco meccanico dell'universiPadova, ottenne premio di t di onore per un suo cronometro che
e

Tessarolto,

present

all' istituto
Il

di

scienze, let-

tere ed arti.

celebre

cardinal
per-

Capaccini lasci in morte un


fettissimo

cronometro
quale lo don

a
al

Gregorio
gesuita

metri o orologi marini^


essere

cos'i

detti per

XVI,

il

misuratori del
i

tempo,

sono

direttore della specola ed osservatorio astronomico del collegio


ro-

certamente capi d'opera della pi gran perfezione, per misurare il

tempo
grandi

colla

maggior
i

possibile preci-

sione, e
ai

presentano

vantaggi

pi.

progressi delle scienze; poiloro esperimeutata esattez-

ch per

la

suo costante divisamente di contribuire al bene de' pubblici stabilimenti, anche con oggetti a lui donati d'un merito singolare e non comuni, acci oguupel

mano,

142

ORO
la

ORO
quale molto incomoda.

no potesse ricavarne vantaggio; idea sublime che lo determin sempre


a privarsi
di

Ma

se

ragguardevoli

pro-

priet, sagrificando
di

anco

il

piacere

vagheggiarle vivente.
Il

Cancellieri
il

nella

lodata

sua

opera, impiega
tare,
se
sia

cap.

21

a tratl'orologio

preferibile

dee confessarsi che questo orologio astronomico sia il pi ingegnoso ed esatto, sembra per altro che l'italiano sia pi facile a capirsi, e per la maggior parte degli uomini pi usuale, pi comodo e pi necessario. Servendosi il Cancellieri

oltramontano o francese detto anche astronomico, all' italiano, del


quale facemmo parola a
portai
le

delle

espressioni

del

Cordel
fine

dara, aggiunge: la natura

medesi-

Ora
sono
de'

(ove
co-

ma
di

si

dichiarata

in

favore
il

ragioni

perch

sistema italiano, che mette

stretto, per

uniformit

volumi
col-

un giorno
al

il

principio

d'un

pubblicati, nel Dizionario

prosegui-

altro,

re la computazioue delle
l'orologio
divisioni

ore

italiano),
delle ore,
e

nelle

diverse

tramontare del sole, per essere questo un punto sensibilissimo a tutto il genere umano, punto di divisione fra la

come ambe-

luce e

le

te-

due

le

noverino e scompartino, vec-

nebre, che chiama

chia e nuova

questione agitata ancora a'nostri giorni. Il gesuita Do-

menico Troili pubblic in Modena nel 1757: Ragionamento dell'orinolo oltramontano;


suita

e l'altro

ge-

uomini dalla fatica al riposo ; che intima ai bruti il ritiro ne' loro covili; che impone a tutta la terra un profondo silenzio; che finalmente porta seco un cangiamento universale
gli

Giulio

Cesare
nel

Cordara
:

in

di

cose

sulla

superficie
il

dell'emis-

Alessandria

1783

Discorso

fero;

tanto che
di
in

sole

medesimo,
par

de' vantaggi dell' orologio italiano sopra l'oltramontano. Antonio Caguoli quindi
ci

nell'atto
dica,

nascondersi,

che

diede

Orologi

ita-

che giorno e
tolsi

quel punto finisce

un

liano

e francese,

Venezia

1783.

ne comincia un altro. Conchiudendo il Cancellieri, donde


questi brani, che carissimo ci deve essere il nostro orologio italiano. Il Cordara poi, a p. 32, termina con dire: usi pure ognuno quell'orologio che pi gli piace, che non glielo contrasta, ed essere anzi d'avviso, che ad ognuno debba

Nel
Jii

i8o5 monsignor Filippo Gistamp in Roma Memoria


:

snl

regolamento
principio

dell'

orologio
I

ita-

liano colla meridiana.

cinesi

condal-

tano
la

il

del

giorno

onde l'origine degli orologi francesi pu dirsi in certo modo cinese. Non pu certamente
mezzanotte,
negarsi, che questo esseudo regola-

parer meglio quello a cui


vezzato da lungo tempo,

si

aves-

tale

to sopra
ridiana,
il

il

punto

fisso

della

me-

sendo

la

forza delle abitudini; peil

mostri meglio dell'italiano punto del mezzogiorno, che preme sapere per
la

r sostiene, che
all' italiana

contare

le

ore
pi

sia

pi naturale
italiano

di
ri

cessazione dei lavo-

semplice dell'orologio oltramontano;


e che l'orologio
cile

e per l'ora di desinare; poich ve-

pi
a

fa-

nendo
solstizi

a cadere dalle ore


i

16

alle

a capirsi

pi

facile

rego-

19, che sono

d'estate

pu

sapersi

due estremi de'due e d'inverno, non che con una tabella,

larsi,

pi usuale

(al suo tempo),

pi comodo, pi necessario. Nel novembre 1846 il regnante

ORO
Pio IX
coli'

ORO
revole
usi

143
de' forastieri,

esempio dato nell'oro-

il

concorso

Palazzo Quirinale [Vedi), metodo italiano, sostituendovi il sistema ormai eulogio del tollo

ha

l'antico

ropeo,
cese.

comunemente
di regolare
i

detto alla frandel

gi da lungo tempo a quella maniera d'orologio. Quindi loda il senno pubblico di Roma, che imitando quello del principe ha scam-

Indi

sull' utilit

cambia-

biato l'orologio nel francese, perci


si

ma non

mento
di

pubblici orologi

Roma,
in

e della divisione del


e

tempub-

dee all'italiano orologio, osservato in Italia per lungo volger


secoli
,

po
cos

giorni

ore, e degli orologi


si

di

ne' quali

regol
,

la

vita

detto italiano e francese,

operosa de' nostri


ria,

antenati

male-

blicarono
fra' quali

AAY Album
i

alcuni articoli,
e

dirne e renderne odiosa la

memoanzi

num. 26

27 dell'anno
bellissimo

compiacendosi di
sulla

vederli

XIV, contengono
del

quello

tuttavia

fronte

del

maggior

sacerdote

Salvatore

Proia

il

eruditamente con sode ragioni e con profondo sapere, imparzialmente enumera pregi e difetti de' due orologi. Difende l'orologio
quale
i

colonne
a

tempio Vaticano, e sul portico delle di Veio nel foro Antoniposta


rivale

niano, cio sull'edifzio della


fianco
del

suo

vittorioso

italiano, usato ad imitazione del po-

tico,

(poich Gregorio XVI, oltre il poraggiunse all'edilzio due orologi).

polo di Dio, e di Atene maestra di


civica sapienza; distingue
i

rapporti

per
pel

gli

usi

della

vita

domestica e

modo
le

di regolarlo, dichiara uti-

lissime

dodici

tavole del gesuita


tutti
i

Clavio,
giorni

spase

per

mesi e

dell'anno, la durata del gior-

no naturale, le ore della notte, e persino l'aumento del giorno per la rifrazione, avendo provato il Gilii

Conchiude, che il vero vantaggio che possa ritrarsi dall'orologio detto francese, quello di poterlo con pii facilit regolare sul tempo medio, coi modi che propone secondo la scienza, da cui scatur alla societ quanto si ha di pregevole nella minuta divisione del tempo, nella cronel calendario; come opnologia
,

portunissimi consiglia una meridia-

potersi

l'

orologio italiano

rego-

na
cui

di

qualche esattezza

linea

per

lare
tre

anche
perch

col

mezzod. Rileva inol-

preferibile l'orologio ita-

punto del mezzod passa un raggio del sole e l'ombra prodotta


nel

liano all'oltramontano;
i

pregi

e lo difende dalle
e

ne rimarca imputaleggere

dal

gnomone,
il

e delle tavole d'equa-

zione del tempo, e consultarle quan-

zioni

difettose,

consiglia

do

gnomone o

il

centro dello

l'ingegnoso libretto uscito dalla spe-

spettro solare coincide

con
al

quella.

cola del collegio romano, col quale a chi interroga che ora e? si rispon-

Finalmente a maggior comodo del


pubblico, e per ovviare
disordi-

de senza

fallire

un minuto

in

am-

ne che suole arrecare


diverso di tanti orologi
dal
di

1'

andamento
in

bedue
no.

le

maniere, cio coll'orologio


coll'ilalia-

Roma

francese egualmente che

Quanto

all'orologio
di

denominato
affermare
,

primo dicembre 1847 un colpo cannone dal Castel s. Angelo analla

francese,

non dubita

nunzia ogni d
vero istante e
sere in
gli

popolazione
del

il

perch popolarizza to anche nell' Italia, possa e debba introdursi nei nostri paesi, massime nelle grandi
capitali

preciso

mezzoes-

giorno, quale appunto


pari

dovrebb'

tempo

indicato da tutti

come Roma, dove

conside-

orologi ben regolati della citt.

144
ria,

oro
vescovile
d'Isaiial

ORS
sot-

OR.OPE. Sede
nel patriarcato

d Antiochia,

quale articolo molto ne parlammo con dovuta lode, per quanto di


vi

to la metropoli di Seleucia, eretta


nel secolo Xlf,
ville

bene
della

secondo

Comman,

fece segretario

oper; e Gregorio XVI lo della congregazione

le notizie latine,
il

perch semvi

bra che oltre


bilito
al

vescovo greco

disciplina regolare e poi di quella dell'immunit ecclesiastica.

facesse residenza

anche
delle

il

latino sta,

ORREA,
DA. Luogo
un
ra.

o
di

ORVEA,
1073
t.

o
fu
di

ORVEGuatenuto

tempo

crociate

in

Bigorre nella

cui

la

Siria fu

conquistata dai cro-

scogna, in cui nel


concilio per
I'

cesignati latini.

La voce Oropi
cio citt

in

abbazia

Simorp.

sentenza di Codiarlo dedotta dall'ebraica

Mabillon,

A miai.

V,

71.

Oroba,
differenti

campe-

ORSA. Sede
ORSI
que
a'

vescovile di Russia,

stre, e fu
citt
in

comune

a cinque diverse
regioni,

unita a Polosko [Fedi).

come

in

Giuseppe

Agostino

Car-

Macedonia, ove nacque Seleuco Nicnore, in Beozia, ridi' Eubea, nell'Argolica, ed in Cilicia eh' questa. La quale da Stefano di Bisanzio viene registrata per terza sede vescovile suffraganea di

dinale. Giuseppe Agostino Orsi nac-

maggio
la

1692

da nobile
e
la
filo-

famiglia in Firenze, ove apprese la

grammatica,
sofa

rettorica

sotto la

direzione
fece

de' gesuiti.

Seleucia, cola

Nel

1709

si

religioso

dell'or-

me
tico

pur fece
di

il

p.

Mireo, e

col-

dine de' predicatori nel convento di


s.

loca presso Anfipoli col

nome

Telmisso, aggiungendo
la

anche
di

Domenico

di Fiesole, e vi
filosofia
,

comp

lo studio della

facendovi
virt e

quando

ristor Seleuco

acquist

quello di teologia con mirabile profitto,

quello della

sua

patria

Orope
11

conformandosi

alla

Grecia, adducendo le testimonianze


di

alla
s.

piet.

Passato nel convento di

Polistore e Senofonte.

p.

Le

Quien, Oriens chrislianus, non ne fa menzione il Terzi nella Siria


:

Marco di Firenze ne merit il governo di quello studio, ed in progresso divenne fornito di vasta erudizione,

sacra, parlandone, dice che


sc

gli

riu-

per

la

sua

singolare assisolo
de' teode' padri

solo trovare

Abramo

vescovo di
sinodiin occa-

duit allo studio


logi
scolastici,

non

Oropi, uno di quelli che sottoscrissero nel

ma

anche

secolo l'epistola

della Chiesa e degli scrittori ecclesiastici, s

ca all'imperatore

Leone

I,
il

sione delle dispute circa


di Calcedonia.
titolo

concilio

Orope, Oropien, un
ira

vescovile

partibus,
ira

sotto
di

l'arcivescovato pure
Seleucia.

partibus

Leone XII nel concistoro de' 17 settembre 1827 lo confer a monsignor Stefano Scena della diocesi

antichi che moderni. Coltiv altres le belle lettere e le lingue, massime la latina e la greca, mentre quanto all'italiana si pu dire uno de' pi eleganti scrittori. Chiamato a Roma nel 1732 insegn la

teologia nel collegio di

s.

Tomma-

so d'Aquino, indi nel

1738 divencongregazione

di

dell'alila
stico,

Bagnorea, dottore dell'una e legge, suo prelato domedi

ne

segretario

della

dell' indice

per volere di
nipote

Clemente
Neri

attuale priore di

Via Lata. L'onor


tanti commissioni,

Maria in varie impors.

XII, del cui


nel

cardinal

Corsini era teologo. Benedetto


1

XIV
i

quindi lo dichia-

749

lo

nomin maestro del sacro

r commissario apostolico di Loreto,

palazzo

apostolico.

A premiarne

ORS
sommi
cistoro

ORS
5.

145
de

meriti Clemente XIII nel conde'

24 settembre
gli

749

lo

invocatone Spintus Sancii in liturgiis graecoDisserl.


theol.

cre cardinale dell'ordine


e
s.

de' preti,

rum

et

orienlalium,

ivi

73

6."

De

per t'iolo

confer

la

chiesa di

Sisto de' suoi

correligiosi
alle

domecongre-

concordia gralae et liberi arbitrii, cum Ritardo Tapper epistolari disputalione.

nicani,

annoverandolo
s.

Liber

apologelicus,
recentis
,

quo
7 3^4in

gazioni del

ollizio, di

propaganda,
li-

Scoti

doctrina

historici
1

dell'indice e della

correzione de'
orientale.

censuris
7."

adserlur

R.omae

bri
la

della

chiesa
lo

Mentre
pi belle
della

Dissert.

duae de baptismo
Christi, et

Chiesa e
di
lui

stato

aveano giustale

mente

concepito

speranze,

quale

ornamento

Chiesa romana, d'anni settanta non compiti, mor a' 12 giugno 1761
in

de chrismate confirmationis , Mediolani 1733. 8. Vindiciae dissert. de baptismo in nomine J. C. a sorbonici docloris objectis,

nomine Jesu

Florentiae 1735. q.

De
in

Roma

fu

sepolto

in conveti-

irrejorinabili

romani

Pontificis

niente deposito nella sua chiesa

definiendis fidei conlroversiis judicio,

tolare con onorevole iscrizione, do-

po
in
va.

essere slato

esposto

ne' funerali

tificis in

quella di

s.

Monsignor

Maria sopra MinerFabroni scrisse la


importanti e gravi
1,

1739. io." De romani Ponsynodos aecumenicos et corumque canones potc.state, ivi 1740-

Romae

vita

del dotto e pio cardinal Orsi,


le

1 i. Dell'origine del dominio e della sovranit temporale de* romani Pon-

e ne registr
ilalicor.

tefici,

ivi
1

7.42.

Storia
il

ecclesiasti-

sue opere nella sua Dee.


illuslrior.

Tritar,
p.

ca,

ivi

74-7 c '

primo volume,
1'

sacc.

XIII,
e

mentre

il

XX,

che contiene

ulti-

432
to
il

in
p.

parte avea fatto altrettan-

ma

parte della storia del

VI

secolo,

Catalani a p.
s.

23o

seg.
le

fu pubblicato nel

De mag.

p. apost.
i.

Riporteremo

principali.

Disseriazione

doni-

1761. Egregiacontinu e comp il suo confratello p. Becchetti, poi vescovo

mente
di

la

malica e morale contro V uso materiale delle parole, Roma 1727. Disserlatio apologetica pr ss. 2. Perpetuae , Felicitae et sociorum martyrum orthodoxia , adversus Sa-

Citt della Pieve.

Tra

le

diverse

complete edizioni nomineremo quelfatta in Venezia nel la 1822 in volumi 4 2 P er cura di Giuseppe
>

Battaggia.

muclem Basnagium,Y\oveYiiiae. 728.


1

ORSICINO,
papa IL

Antipapa. V. AntiFior per po-

Dimostrazione teologica colla quale si prova che ad effetto d


3.
,

ORSINI, Famiglia.
famiglia
lia,

conciliare
le

diritti

della veracit col-

tenza e ricchezza questa nobilissima

obbligazioni
si

del

segreto,

ne

si

romana

primaria

d' Ita-

pu, n

deve ricorrere
alla

ad

alcu-

na

di quelle leggi, che alcuni


teologi

mo-

derni
blica
4-

romana

repub-

attribuiscono, Milano 1729. Dissertano historica, qua Oslendilur caliolicam Ecclesiam tribus

nonch per antichit, celebrit e lustro, e non punto inferiore alla non meno illustre e possente Colonna Famiglia sua emula per cui
,

a quell' articolo
tizie

che
oltre

la

sono molte noriguardano, e siccome


vi

prionbus saeculis capitalium crim-

moltissimi articoli trattano degli Orsini,


i

num

reis

pacem
xtix.

et

absolulionem
,
i

relativi
li

secondo

gli

avin

nculiquam
vol.

denegasse

vi

1780.

venimenti, cos

rimarcheremo
io

i4G
cai-altere

ORS
corsivo,

ORS
ivi
si

ed

trove-

ranno pi copiose
doci
pali
in

notizie,
alle

limitanprinci-

questo articolo

romano, massime ne' secoli XII, XIII e XIV; mentre Colonna sempre fomentarono le rimemsenato
i

indicazioni.

Gli Orsini possede-

branze

dell' antica

potenza

del

po-

rono grandissimo numero di feudi e vasti domimi, principalmente nello stato pontificio e nel regno delle

polo e senato romano,


role, colle

e colle pa-

come si dice a' loro luoTenevano tribunali con giurisdizione di mero e misto impero
due
ghi.
Sicilie,

opere e colle guerre teil municipalismo. Gli avvenimenti politici delle due fa-

nevano vivo
miglie

varie volte

oscillarono sul

resto d'Italia:

nello statuto di

avevano fortezze e torri ben guarloro palazzi, nite, come ne aveano


i

ma

la

famiglia

Orsini

si

Ronomina
Orsini
chia-

prima della Colonna.


L'origine
della
in

cos

l'ebbe

quello

ora

de'

raschi
della
in

famiglia

Palazzo Braschi parlai ( famosa statua di Pasquino )


a

Ro-

o Ursini t che masi Ursins,

Francia
ed
altri

controversa,

avenscritto-

ma;
e

con particolari insegne, nelle storie che fecero guerre, paci e alleanze. Ordinariamente gli Orsini furono in
milizie
si

do
ri

il

Sansovino
nelle
il

legge

dato

esagerazioni
.

in

cer-

carne

principio

Non pu per
ca-

altro negarsi,
sa Orsini
tarsi

che

la nobilissima

Guelfo, favorevole al Papa., mentre i Colonnesi


Io

Roma

capi del

partito

pu con
essere fra

tutta ragione vanle

di

romane una
anche
alla

erano de' Ghibellini seguaci

delle quattro pi antiche, delle pi


illustri,

degl'imperatori;
interessi,

ma

ambedue
i

le

delle pi potenti, ed

famiglie realmente curando

propri

delle

pi benemerite della santa Sefedeli

cercarono sempre in queulteriore

de,

pei

servigi
i

prestati

ste fazioni

ingrandimento
in-

medesima
tosi,

il

continuato esercizio di loro


I

tempi e ne' quali ebbe


ne'
d' essere

pi calamipi
volte
la

fluenza.
gli

conflitti

tra

Colonnesi e
e
di
fre-

disgrazia
colla

sacrilegamente

Orsini ne' bassi tempi e fino al

secolo

XVI, furono
in

accaniti

pi nera ingratitudine assalita dagli stessi suoi figli, per cui meritarono
in
gli

quenti

Roma
parte

sotto

essi

Orsini di

essere

distinti

prendeva

il

resto

della

no-

varie occasioni con singolari pre-

bilt romana e molli del popolo con funeste conseguenze. Queste inimicizie e fazioni foise derivarono

rogative, onorificenze, dignit e de-

dalle sanguinose gare de' possenti e

turbolenti conti Tusculani,


tani,

Nomenter-

de' Crescenzi, Pierleoui, ovve-

ro da dispute di possedimenti

Narra il Novaes, t. XIII, p. 3g, che la casa Orsini si propag gloriosa con dieciolto tra santi e beati fino dal 222, cio Orsino vescovo Giovanni e di Bourges nel 225,
corazioni equestri.
J

Storia de Pontefici }

o meglio de' bassi tempi che


ritoriali
,

dalle tendenze
i

popoli e
sotto

no-

bili

si

assembravano
Gli Orsini e
i

opposti

Paolo fratelli martirizzati nel 362, Benedetto Orsino prete nel 5oo patriarca de' monaci d'occidente, e
,

vessilli.

loro attinenti

Scolastica sua sorella nel

54o

(lo

furono come antemurale politico e geografico del pieno dominio temporale de' Papi, nelle luughe e sanguinose lotte contro il municipio e

affermano ancora
e lo Scheiner, vt
sol),

il

Simonetta,

De
si-

Chrisl. fide, et rovi. Pont, persecut.,

De Rosa Ursina
arcivescovo

Volusiano

di

ORS
Tolosa e martire nel

ORS
570
,

Balilde

doveo
re di
glie

II,

Agnese spos Primislao

moglie
cia

di

Clodoveo

II

re di Fran-

Polonia,

Cunegonda
in

fu

mola

nel

tina,

66 5 e poi monaca benedetGaudenzio vescovo di Praga nel

di

Beda
di

re d'Ungheria; Ladis-

lao re di

Napoli prese

moglie
figlia

990, Adalberto vescovo della stessa chiesa nel 997, Giovanni vescovo di 100, Bernardo vescovo Tra nel
1

vedova
nello
re
di

Romandello

Orsini, e Bo-

Orsini spos Agnese


Tessaglia,
sorelle,

del

di

Teramo
di

nel

n 22,
nel

Valerio

ve-

due

avendo date le sue l'una a Andronico imal

scovo

Nocera

1228, Giordar
1

peratore
Casliglia.

d'oriente, l'altra

re

di

no cardinale

cisterciense nel

88,

Ermanno
figlia

Orsini ebbe per

Matteo cardinale domenicano nel I294> Latino cardinale dello stesso ordine nel ^27, e Giovanni monaco cassinese nel i33o. Il medesimo Novaes
accresce
il

moglie Anna,
Alberto
1;

dell'imperatore

rileva

inoltre,

che

si

lustro di questa cospicua

Ottone Orsini si congiunse in matrimonio con Edwige figlia di Ridolfo I imperatore; Alberto Orsini spos Elena figlia dell'imperatore Ottone IV, e Poppone Orsini

prosapia con cinque


ci,

sommi
del

Pontefi7 52,
s.

Gondavina
Lodovico
I
il

figlia

dell'

impera-

cio

Stefano
di
lui

HI
1

tore

Pio, figlio di Carlo

Paolo I
Celestino

fratello

del

7^7,

191, Nicol III del 1277, e Benedetto XI IT, con pi di quaranta cardinali ( di ventisette, dopo questo articolo, ripor-

III

del

Magno. Quanto
se
si

all'origine degli
al

Orsini,
,

deve credere
di
s.

Bovio
in

della

chiesa
p.
la
ti,

Lorenzo

Damaso

i6r, ecco ci che ne dice. Trae


casa Orsini la sua origine da' go-

tiamo
titolo

le

biografe di notizie certe


il

),
il

essendo di essa
di
di

primo ch'ebbe
e di
di

un capitano
i

de' quali

chiamato

Ciirdinale; con venti elet-

Aldoiuo
tro

acquist gran
Alla sua

nome

con-

tori

Sassonia
sei

go; con

senatori

BrandeburPioma (sette
quattro predi

vandali.

coll'odierno principe),
fetti

vedova ritiratasi in luce un figlio, che


che
di
in

morte la Fiandra die alla

nom

Mandilla,

di

Roma,

sei

gonfalonieri

lingua gotica siguifca privo

Roma;
Sicilia,

con parecchi contestabili di gran maestri de'cavalieri temgerosolimitani, e


(

plari
altri

con molti
di-

nersonaggi

chiari e celebri per


vita,
,

piet e santit di

per altre
e
in

e lo consegn ad una Questa teneramente si affezion al fanciullo, e vedendosi con pena mancare il latte, l'attacc, secondo l'uso d'allora del paese, alle

padre,

balia.

gnit

ecclesiastiche

per

scienza e

per valore nelle armi

famose

la

poppe d'uu'orsa domestica, per cui nutrice al primo nome gli aggiunse

imprese, in grandissimo numero, di

che ampiamente trattano le storie che poi citeremo); onde la famiglia Orsini merit di contrarre parentela cogl' imperatori, co' re
cia, di

di Fran,

Spagna
e

d' Inghilterra

a-

vendo dato undici regine ad


tanti

altret-

troni,

preso dodici

figlie

di

quello d'Orsino. Dopo la morte della madre, Orsino si rec a Roma nel 4 2 ^> e P er e benemerenze che si acquist coli' imperatrice Pulcheria, n'ebbe da questa in premio del suo valore alcuni castelli nell'Umbria. Da Orsino nacque o fu discendente Giordano, che in
'

imperatori in matrimonio. Ol tre Batilde che fu moglie a Cire e

R.oma portatosi

edific

la

casa nel

rione Ponte, sopra un piccolo moti-

i48
te,

ORS
tla

ORS
Stefano li detto III Orsini, che consagr re Pipino monarca di Francia, ed suoi figli Carlo Malica
i

Monte Giordano. Contiguo n questo uno di casa Orsina, che fungeva un primache
lui
si

disse

rio posto nella corte imperiale, fab-

gno e Carlomanno, ricuperando


loro aiuto
le

col

bric
Coite,
civile,

la

chiesa

di

s.

Maria

della

terre occupate dai lon-

cos'i

detta

da

sua posizione

gobardi

i4^o fu intitolata ai Essa ss. Simone e Giuda apostoli. esisteva gi a' tempi di Urbano II
e nel
del

e per la munificenza di Pipino vide anco amplificato il prin,

cipato della Chiesa


cesse

romana:
s.

gli

suc-

ro88, facendone menzione nella


filiali

sua bolla delle chiese


denti dalla
basilica

dipen-

Paolo I, che fond nella casa paterna il monastero e la Chiesa di s. Silvestro


nel

757

il

fratello

Lorenzo in Damaso. Fu anticamente parnel 1726 sotto Benerocchia, e venne ingrandita con detto XIII
di
s.

quella soppressa
la

di

s.

Biagio del-

Fossa
,

coucorso
gli

non si conferiva per come gius patronato de-

Orsini

ma

l'eletto

parroco dodal
cardi-

vea

essere

approvato

nal vicario. Altre notizie di questa chiesa le riportai a Monte Giordano.


sini,

Tornando
il

all'origine degli
la

Or-

Novaes
il

descrive cosi. Sede' pi


accreditati

condo

parere

scrittori,

trae essa origine

da
si

Caio

Orso Flavio, che


in

tanto

distinse

qualit di

generale nelle armate

lodati PaGiovanni duca di IVepi, ed alla morte del secondo s'intruse Costantino Antipapa XI, fratello di Totone, fatto da Desiderio re de' longobardi, duca \ Nepi al qual articolo si dice come gli Orsini ivi dominarono con diverse interruzioni di tempo. Il Papa s. Leone IX ordin con breve, che ogni anno nella Pentecoste si dovesse benedire una Rosa d'oro e darsi al principal barone di casa Orsini, e per la prima volta nel io5a fu donata a Lodovico Orsini il Vecchio di Monte Giordano, barone di somma potenza ed autorit. Si mosse
in
pi
i

Capite. Di

ambedue

era

fratello

imperiali al

tempo

di Costanzo,

ma

s.

Leone IX
a

a concedergli

con-

pel suo valore militare,

avendo pro-

fermargli questo privilegio, perch


ribellatosi
lui

vocato l'invidia de' suoi competitori,

alla

Chiesa

un

fu

costretto a ritirarsi in Italia,

principale signore romano,

Lodovifavo-

dove la gi acquistata riputazione aumentossi di giorno in giorno, per


la

co

si

port valorosamente in

re della Chiesa, e represse l'ardire


di

cognizione che del suo esimio merito ebbero gl'italiani e in ispecial modo i romani. Dal suo nome Orso prese la discendenza il cogno-

quel magnate.

Come

la

rosa d'o-

ro fu poi donativo insigne, ordina-

riamente per principi sovrani, cosi divenne l'insegna principale degli


Orsini
dello

me

Orsini.

Questi stabilirono

la lo-

ro dimora, prima nell'Umbria, ove


possedettero per lungo
castelli,

essendo composto il resto slemma, sostenuto da due orsi,


,

tempo molti
Lazio
II

d' un' anguilla

guizzante

e di

tre

quindi passando uel

sbarre.

furono dall'imperatore

Teodosio
I

onorati del titolo di principi


il

verso

4^1;

idi

Giustiniano

nomin

un Orsini prefetto dell'Umbria. Nel 752 fu elevalo alla cattedra aposto-

Del fiorino d'oro, parlando della rosa che si vede anche di nelle monete pontificie Giovanni XXII 1, Martino V e Nicol V, dice che per delta rosa d'oIl

Vettori,

ro

alcuni

scrittori

asseriscono

es-

ORS
sersi

ORS
gli

149
la

per un

tempo

Orsini chia-

nome

di

Vitek, secondo

lingua

mati Rosini. Della rosa Orsina si leggono in un mss. antico i due


seguenti versi
:

del paese, ramo de' Rosenberg di Boemia. Enrico rimase in Carintia e fond con la sua sposa Anna contessa di Orleuburg la linea de' Ro-

Haec Rosa magnanimi


unguibus Ursi : Nani genus Ursinum
sta traitit.

defenditur

senberg

di
si

Carintia.
estinse
Il

La

linea

di

Boemia

Roma

vetu-

tro

Wock.
la

1611 in Piesuo padre aveva rinel


la

cevuto nel
cipe, e
alla custodia

i5g2
e
la

dignit di prinstata
la

sua famiglia era pi

perci, quasi

della

pi polente
della
sai

considerevole
as-

cordonata per cui si ascende all'antico palazzo de' Savelli, poi passato in dominio degli Orsini,
si

Boemia. Le sue possessioni


passarono
di
la
ai

considerabili,

pi
liuea

ve-

stretti
ta.
I

parenti delia casa

Salva-

dono
orsi,

ritte
il

in

piedi le figure di

due

membri componenti
furouo

che osserva Cancellieri nelY'Iscriz. delle ss. Simplicia e Or-

di

Carintia

nominati
R.osa

poco
Aledallo

dopo, pei loro stabilimenti di

sa pag.

i4-

Nel
guaci

secolo
del

XI Papa
il

le

fazioni
dell'

se,

magna stemma
no dal
di rico,
1

signori
di
1

della

loro
1

famiglia,

e gi si-

impero
di

23

si Il

nominavano
1

signori

che poi
fi

presero

nome

guel-

Rosenberg.

pronipote di En2
1

ghibellini,

per

le gravi
i

defe-

che mori nel

era nel
il

renze insorte in
poteri
,

seguito fra
le

due

260

siniscalco iu Stiiia,

dove

suo

massime per
_,

Investiture
orribili

ecclesiastiche

produssero
fatti.

sciagure e sanguinosi

Dicem-

mo

gi che
gli

tra

guelfi primeggia-

padre Cristoforo si eia stabilito pel suo maritaggio con una figlia della famiglia di Weissenegg. I Rosenberg rimasero in Stiiia finch Massimiliano,
stessa casa,

rono

Orsini favorevoli alla causa

valoroso guerriero
il

della

della santa
sopraffatti
costretti,

Sede,
dai

ma

verso
,

il

io io

quale accompagn l'im-

loro nemici

furono

peratore Carlo
guerre,
si

V*in

tutte

le

sue

tranne un ramo, di partire


cui
si

vide filialmente obbligalo


possessioni

da Roma, per
no, ed

divisero parte

di alienare tutte le sue

nella Francia, ove

pi

non
,

esisto-

per

sofferti

dispendi

de' suoi pre-

ivi unitisi al sangue regio furono cancellieri del regno conti di s. Paolo e signori di Armentiers;

parativi
rest al

guerreschi,

dimodoch non
Ulrico

suo

figlio

che un
la

anello matrimoniale.
te
di

Dopo
in

mornel

parte in Germania, ove ancora fioriscono col

Massimiliano, accaduta
si
i

cognome

di

Orsini Robassa

i55o, Ulrico
dov' egli

ritir

Carintia,

senberg,

in

Carintia e nella

come

suoi
il

discendenti

Austria, con residenza iu


in

Carintia

ed

in

Welzenegg Freudenau in
che
vi

acquistarono per

loro

merito

per

maritaggi
di

Stiiia.

Fu

Vitello

Orsiui

nel

Gio. Andrea

nuove possessioni. Rosenberg di lui


di

ii5o

pass iu
figlia

Carintia,

spos

nipote, gran burgavio

Carintia

duca Enrico della casa di Spanheim, e u' ebbe due figli, Vitello II ed Eurico. Il pridel

Agnese

ipotec durante

guerra de' trent'anni tutte le sue possessioni per assistere i due imperatori Ferdila

mo

si

stabili

iu

Boemia

sotto

il

nando

Ferdinando

III

la

i5o
sua patria.
vigi distinti

ORS
ricompensd ch'egli avea reso
Iq
tutta
la

ORS
de' sei
-

promosso
Il

ai detti

nella

imperatore Leopoldo sua coronazione in Franedall'

imperatori ed allo stato,


zato nel

fu innal-

fort

nel

1790, da
lui

alla dignit di prinin


,

1G48 con
alla

sua di-

cipe dell'impero,
servigi
resi

scendenza
lui

dignit di conte del-

ricompensa dei governando la

l'impero, ed ottenne nel


e pei

1660 per
fami,

primogeniti di sua

glia la

dignit di gran

maestro

per
la

gli altri

discendenti maschi quelcorte


figli

di
di

maestro della
Carintia.
I

eredita-

Toscana nella sua minorit quando n'era granduca, colla condizione che tal diguit passasse dopo la sua morte al cugino Vincenzo conte di Rosenberg ed ai suoi primogeniti. Vincenzo era
figlio

ria

suoi

Giorgio

di

Filippo Giusep-

Nicola, e

Wolfango Andrea fondafdeicommissi ch'esistono primo, gran hurgravio di


figli, di

rono due
ancora.
Il

pe nato dal conte Wolfango Andrea, e dalla sua terza moglie Ernestiua
contessa Montecuccoli,
lebre
stato
figlia del ce-

Carintia, lasci tre


sterit

cui la poi

generale

principe

Raimondo
corti
,

venne ad estendersi, ed fideicommissi de' quali formano il maggiorasi della linea tuttora fiorente. Wolfango Andrea merit, come guerriero e
dell'

ambasciatore in
la

pi.

che avea ereditato dal suo zio materno


signoria di Gleiss nella bassa Austria.

uomo

di

stato

il

favore
e

imperatore Leopoldo suo mezzo ottenne egli e


tello

I,
il

per
fra-

Filippo Giu11 conte seppe ebbe da sua moglie contessa \ iuceuzo Kaunitz un solo figlio
,

suo

Giorgio Nicola, pei loro discendi

denti posto e voce nel collegio dei


conti

Francouia uel
in

1688,
fu

e la

prerogativa di magnati d'Ungheria:


il

menzionato di sopra. L'imperatrice di lui Maria Teresa ricompens servigi col nominarlo siniscalco di Carniola e di Carintia. Egli mori prima del cugino Francesco Savei

primo

seguito

uominato

rio,
dell'

per cui

la

dignit

di

principe

presidente della camera delle finauze.

Egli ehbe

due

figli

dalla sua pri-

impero pass a Francesco Serafino primogenito di Vinceuzo e


delia

ma
il

moglie, Regina baronessa Welz;

cadetto di
per

Francesco Andrea

si-

niscalco di
figlio,

Carintia lasci

un
il

solo

Giuliana dama di contessa Stubenberg. Questi si dedic al servigio militare, si distinse in molle
fu
del

nome
il

Carlo Giuseppe
,

occasioni,

nominato
consiglio di

generale

consigliere alla

reggenza

quale

membro
cesse

guerra, e
Gli succiani

mori nubile;
seppe Paris fu

primogenito

Giuil

servi pi di cinquant'anni.

colonnello austriaco
sotto

Ferdinando suo

figlio

e combatt valorosamente

comando
guerra
anch'
egli

del

duca
i

di

Lorena

nella

berlano austriaco, gran maestro ereditario della corte di Carintia, ec,


maritato prima alla contessa Maria

coutro

turchi,

ma

mor
dal

giovane

assassinato

Cunegonda
lia

di

Brandis, poi a Otti:

barone di Roseo. Il suo figlio Wolfango Sigismondo lasci due figli Francesco Saverio ministro di stato e di gabinetto e gran ciambellano
,

contessa

egli

Wurmbrand-Sluppach vivente ed ha per figlia Mafratelli, sorella

ria

Cunegonda,

e ni

poti.

Lo stemma

de'

Rosenberg

d'Austria, e

Wolfango Filippo comIl


.

una rosa
iu

vermiglia di cinque foglie


d'argento.

mendatore dell'ordine teutonico.


nrimo&euilu

campo

Francesco

Saverio

fu

Dalla famiglia

Orsini

che

rest

ORS
in

ORS
,

i5i

Ruma
il

uscirono selle rami

se-

sini

condo

sentimento de' migliori crotulli

ad mentre

assistere al soglio pontificio,


al

capo della

famiglia
stato

Cocon-

nologisti,

ora

estinti eccettuato

lonna gi nel i5o3

era

quello superstite di Orsini- Gravina.

rami deriv da Giovanni figlio di Orso Orsini conte di Pitigli ano, senatore di Ro11

pi illustre di Tali

ceduto questo singolare onore, forse in virt del trattato di pace e riconciliazione fra le
miglie,
sini e

ma

nel

190 e
quindi

nel
i

1200,

da

cui

due potenti faonde d'allora in poi gli OrColonna alternati vamenle preal

discesero
distinti,

personaggi

pi

starono assistenza
cio
;

soglio

pontifi-

cio

natore di

Matteo il Grande seRoma; Giovanni Gaeta-

come ancora
di

eresse nello slesso

no che
col

nel
di

1277

fu

eletto

Papa
se-

nome

Nicolo III, padre del

quale fu Matteo

Rosso
nel

Orsini

1242 e 1246 Orso nipote di Celestino III. Romanello I conte di Nola, fatlo da Carlo II re di Napoli nel I2g3; Raimondello di Balzo principe di Taranto nel 1398; e Raimondo duca d' Amalfi e prinnatore di

Roma

in marchesato a Paolo Giordano Orsini. Egli port anche titoli di marchese di Rocca Antica in Sabina, conte di Campagnauo, Galera e Monte-

tempo Anguillaia

favole

ed era disceso da

rano, principe

di

Piombino,

mardell' i-

chese di Populonia, signore


sola
sto,

dell'Elba, Pianosa e

Monte
,

Cridei

marchese
luoghi
I
si

di

Trevignano

quali
ticoli.

parla in diversi ar-

discendenti di Paolo Gioril

secondo ramo furono i conti sovrani di Pitigliano, marchesi di Monte s. Savino ramo fatto da Guido Orsini conte di Soana ; e Giovanni Orsini il
cipe
di

Salerno.

Il

duca Virginio suo usarono parecchi titoli di signorie, come duca d' Aragona, principe di Nerola e Torre,
dano,
figlio

come

e gli altri,

conte palatino, principe dell'impero


e
se.

primo
terzo

marchese
ramo,

di

s.

Savino.
di

11

grande
Ceri o
era

di

Spagna

di

prima

clas-

de' siguori

Monte

Virginio Orsiui fu pure signore


Cerneteli.
li
Il

Rotondo
ni

in Sabina, per Orso Orsiderivato da Rinaldo fratello di


:

di

famoso
d'

e cui
di

potente Everso
laia,
di
gli

conte
del

Anguil-

Nicol
altro
tile

III Rinaldo fu anche padre del cardinale Napoleone Orsini;

detto stipite, da

uscirono

Orsini

ramo

fratello

di

iNicol

111 fu

Gen-

Manupello
signori

e Tibaldeschi. Si

narra

Orsini.

padre del cardinal Matteo Rosso Il quarto ramo de' conti di


cui
l'

che quello cui form il ceppo dei d' Anguillara prese questo
e

'lagliacozzo, di

investi

il

sud-

cognome
un

per

stemma
presso

1'

anguilla

detto Carlo li con diploma del 1294, col tributo annuo di 4 oncie d'o10; principi dell'Aquila, conti d'Ari-

per aver ucciso


gli

Malagrotta

guillara,

comperata

per

55,ooo
al

scudi da Giordano Orsini

re di

terribile serpente, onde il Papa don tanto paese quanto poteva camminare in uu giorno, del quale era capo l'Auguillara e Suiri.

Napoli suo coguato, pel qual mezzo l'acquist dipoi

Alessandro

VI;
t

Questo
ciano,
gli

ramo

degli Orsiui-Brac-

signori d'Alba e duchi di

Bracciano die Pio IV con diploma de' 9 ottobre


dal
1

che primeggi sopra tutti massime altri, essendo andato,

56o eresse in ducato, fin quale auuo principiarono gli Or-

nel secolo

XVI,
non

del

pari

coi

sodi

vrani

quali

isdegnarono

ORS
medesimo cou
vincoli stretsi

ORS
form
Sahina,

unirsi al
tissimi

de'marchesi

di

Mentana

di

parentela, fu fatto da Nafratello di Nicol III.

in

poleone Orsini

Morto senza
Giordano,
ni figlio di
lo,
il

figli

nel

i6/[.5

Paolo
fratel-

gli

successe Flavio Orsi-

che credesi l'antica Nomento (Vedi), duchi di Amatrice e Salvo, ramo fatto per Latino Orsini poi cardinale." L'ultimo principe
na,
di

Ferdinando suo

questa linea, di cui


i

restarodi

quale mor anch'esso nel 1698 senza figli, cos dalla prima moglie
Ippolita

no ancora eredi

duchi

Gravis.

trovandosi prigione in Castel

Ludovisi,

come

dalla

se-

conda Anna Maria della Tremolilile Noirmoutier sorella della duchessa Lante; onde i beni di questo ramo, con quelli dell'altro Orsini
della linea di
s.

Angelo, ove stette carcerato trenuccisa sua t'anni, avendo Caffarelli moglie, spos nel carcere una donna di vile coudizione, dalla quale ebbe un figlio che lasci le sue
,

Gemini

nella

de-

pretensioni

sopra

il

principato
de' gesuiti

di

legazione

di

Spoleto, poco

prima

Amatrice

al

collegio
,

di
nel

ancora estinta
la

ed entrata in quelpassarono al ramo de'duchi di Gravina nel 1718. Quindi che avendo Anna dopo la morte del marito Flavio Orsini,
di

Vienna
1689.

d' Austria

ove

mor
di

Bracciano,

per verit mirabile


alla

l'a-

more che
sempre
della

compagnia
la

Ges
,

ebbe

famiglia

Orsini

quale alcuni sono

arrivati

conservato

il

nome

di

principessa

darle duecentomila scudi,


serva
fecero
il
i

Orsini, fu destinata da Luigi

XIV
di

Novaes.
conti di
fatto

11

sesto

come osramo lo

cameriera maggiore di Gabriella Savoia, prima sposa di Filippo

do,

ramo

re di Spagna, ed avendo preso il maggior ascendente sull' animo di quel principe, govern dispoticamente la monarchia fino all'arrivo in Madrid della seconda sposa di

d'Alba e di
testabile
di

Pacentro e Oppida Roberto conte Tagliacozzo, gran conNapoli. Finalmente il

settimo ed esistente
sini

ramo

degli
de'

Or-

Filippo

V,

Elisabetta Farnese. Ca-

duta
e
ni
la

in

disgrazia,
lasci

morendo

torn in Roma, erede de'suoi bein

duchi di Gravina nel regno di Napoli, ove questo ramo si trapiant da qualche secolo addietro, di Conversano,
di

Roma,

quello

Campagna,
Agata,

s.

Gemini, signori di
di

s.

casa Lante. Essendo

quedella

principi

Scandriglia

in

sta passato

ancora

l'archivio

famiglia Orsini, Benedetto XIII con

Sabina, Solofra e Vallata, conti di Muro, ec. un ramo proveniente


:

chirografo
Bull.
al

de'5
t.

settembre

7*29,

dagli Orsini-Bracciano, fatto

da Fran-

Magn.

X,

p.

46>
d.

ordin

cesco Orsini, figlio di Giovanni con-

cognato

della

defunta

Mar-

cantonio duca Lante, di consegnare


l'archivio ai

natore di

duchi di Gravina, per


i

potere avere

nomi

de'creditori e
-

debitori delle linee Orsini

Braccia-

divenne seR.oma con Sciarra Colonna. Nel 1 4 1 7 fu dichiarato conte dell'impero, duca di Gravina nel 4-63, e ne fu primo duca Giacote

di

Tagliacozzo, che

no

Gemini, entrate nella linea Gravina, in vigore di molti fideicommissi riconosciuti dalla sacra
e
s.

mo
za
cipi

Orsini

figlio di

Francesco, printitolo di altez-

cipe dell'impero con


nel

rota.
Il

quinto

ramo

degii

Orsini

Da

1624, rango e onori de' prinstranieri in Francia nel 1629. duca di Ferdinando Orsini

ORS
Gravina, nacque Pietro Francesco duca XI, nel 1724 Papa Benedetto XIII, e Domenico XII duca, che sposato in prime nozze ad una nipote di Clemente X, cuori nel 1705,
lasciando Filippo duca
di

ORS
de'
nell'articolo

i53
suo sucnohile

Dolo Orsini trattammo ancora


Innocenzo
III
i

cessore:
e

discendenti

della

potente

romana

famiglia de'

Ro-

Gravina

boni, lasciando questo cognome nel secolo XII, presero quello de'ligli

XIII. Questi spos nel 1718 d. Giaciuta figlia del principe Ruspoli ,
nel

d'Orso, di che

erudite

notizie

ri-

porta
p.

il

1724 all romano impero


'

principe

del

sacro
perpe-

5o

Gai ampi nelle Memorie e 53G. Abbiamo quattro

e cavaliere

cardinali
creati

tuo della stola d'oro dalla repubblica di Venezia. Questi lasci per successore Domenico Amadeo suo
figlio

de'Boboni, tre de' quali da Celestino III, cio un ni-

pote
egli

due

altri

parenti,
assai

essendo
coi

sialo

benefico

suoi
ai

duca XIV,

il

quate

si

marit

congiunti.
suoi
nipoti

Celestino III
i

confer

con d. Paola Odescalcln nel 1738, che restato vedovo, nel 17 43 Benedetto
nel

feudi

di
;

Vicovaro,
gli

Bardella e
i

Canlalupo

Orsini

XIV

cre
fu

cardinale;
nella

mor
capnella
figlio

1789 e

sepolto
s.

pella gentilizia di

Barbato
Il

primi a ricevere feudi dalfurono romana, in ricompensa la Chiesa Essi nel seguendei loro servigi.
te

basilica Lateranense.
d.

di

lui

pontificato

d'Innocenzo
di

III

si

Filippo

Bernualdo
di

duca
I

XV

unirouo con Oddone


tro
i

Poli

condei

maggiordomo
le

Francesco

re del-

lui

parenti
nel

per timore di
possesso

due Sicilie, morto nel 1824. D. Domenico suo primogenito duca XVI,
maritato a
di
di
d.

essere

molestati
castelli.

propri

Piaimondo
sostenne
,

Orsini

Faustina
lui

Caracciolo

nelle guerre

che

per

hi

Torcila, fino dal


vivere.

1790 termin
l'odierdi

ricupera

di

Terrasanta

ottenne

Da
di

nacquero
cui
d.

da Gregorio
blimato
al

IX

il

prezioso

no duca remo in

Gravina,
e

parle-

della rosa d'oro.

Nel

dono 1277 fu suNicol


di
III.

fine,

Teresa

che

si

pontificato
esso

congiunse in matrimonio col principe Doria-Pamphilj, che celebram-

Sebbene
durata,

non
che

fu

lunga
assai
i

noto

am
il

mo
d.

altrove e a Pamphilj per

la

sua

suoi nipoti, ed in ispecie

principe
titolo

piet e belle virt.

Da

ultimo mor
del suddetto

Bertoldo che

invest

del

di

Francesco
d.

fratello

duca

Ora passiamo
notizie

Domenico. ad accennare
d'
pi.

conte di tutta la Romagna, e se fosse pi a lungo vissuto avrebbe

le

certamente effettuato
fico

il

suo magniera
di
famiglia,

principali
i

Orsini

alcuno degli rinomati, de' quali


si

vasto piano,

quale
sua
tenere

creare

due
cio

re
in

della

e di altri in

pi luoghi

discorre.

uno
i

Lombardia,
di

perch
a
freno

Dopo
lazzi

il

168 Matteo

Orsini
i

con
padei

fosse a

portata

Pandolfo Savelli
de' Conti
di
,

distrussero

de'Colonnesi e
seguaci
I.

germani che abitavano allora una parte delle Alpi e potevano a loro genio invadere
la

prefetti

Vico,

dell'

imfu

sottoposta

pia-

peratore Federico
elevato
tro,

Nel
di

1191
s.

nura, e l'altro in Toscana,


in

perch

sulla

cattedra

Pie-

Giacinto
di

me

Bob Orsini, col noCelestino IU, del quale e

casione essere pronto


i

unioue con lioma potesse ali oca reprimere


padroui
iu

fruuecsi

quel

tempo

i54

ORS
Amapotenfatto di

ORS
Soriano
il

dei reami di Sicilia e Napoli.

principe di Castel -

tore caldissimo di sua prosapia, premiai osameute ne


za,

barco.

Nell'elezione del francese Cle-

aument

la

mente
del

V
i

si

verific

il

famoso detto
il

procurando l'acquisto di nuovi feudi, come fece con Soriano, con omento che die a Orso suo nipote,

cardinale decano Rosso Orsini,

che per lungo tempo


rivedr

Tevere non
nel

Papi. In

fatti

i3o5

ed

altri, e costruirvi de'forti

che

fos-

Clemente
ne,

stabil

la

residenza

sero capaci a sostenere sempre pi la baronale dinastia Orsini, qualora fosse

minacciata

da

altri

baroni,

in

Francia e in Avignoove restarono sette Pontefici con estremo danno di Roma e d'Italia.
pontificia in

ispecie
cabili

dai Colonnesi, nemici implaallora degli

In questo lungo lasso di

tempo

cerrimi sostenitori
valit

come de'guelfi. La
Orsini
nel

ari-

tra queste

due famiglie cru-

delmente
sare
la

inaspr

1295

sotto

Bonifacio Vili, che procur abbas-

potenza

de' Colonna, all'e-

saltazione del quale aveano coope-

rato
pi

cardinali Orsini in quei temnella

romani, pi non essendo raffrenati da un'autorit superiore, neppure volevano conoscere eguali: torrenti di sangue furono versati in Roma dai Colonnesi ed Orsini, ora per sosteuere un vano onore, ora per veudicare ingiurie personali o de'Ioro numerosi clienti e
baroni
partigiani,
ai

influentissimi

elezione
alle

dei

essendo

Colonnesi uniti
i

Papi,
fie

come narriamo
questi.

biogra-

Savelli nel sostenere

Banderesi
nel

Verso tal epoca gli Orsini gi avevano acquistalo Bracdi

prepotenti, facendosi

forti

po-

polo

romano seguace

nella

maggior
prote-

ciano sulle spiaggie


batino, e
sulla
la

fabbricarono
esiste
il

del lago Sabcima del colle vi famosa rocca, dove

parte de' Colonnesi, e


zione imperiale. Gli

nella

Orsini aveano
re,

appoggio ne'Papi, ne'


parte della nobilt,

in

gran

piccolo vecchio

paese situarupe, covede, danfor-

cio in

quella

to uella parie scoscesa della

me
za

al

presente ancora
il

si

nemica de'Colonna, bench alcuni di essa talora cambiarono fazione

dogli

nome

di

Arcennio in

come

Savelli.
i

Principalmente
i

sei

del

termine

ArxArcis

quale

poi fu cambiato in quello di

Bar-

guirono Margani,
raducci,

Colonnesi,
i

Capocci,,
i

Porcari,

Conti,

Cor-

cenno, e quindi Bracciano in virt

Cesarmi,

gli

Annibaldi.

de nuovi bracci ossiano borghi fabbricati in progresso di

Gli Orsini ebbero


te
le

per lo pi divo-

tempo

dagli

famiglie

Alberini, Frangipani,

Napoleone abbate di Farfa, dal duca Virginio, da Flavio ultimo di tal ramo, e dai
Orsini,
cio

da

Tebaldeschi, Annibaldi della Molara,


gli

Anguillaia

e varie altre.

Campo

duchi Odescalchi che nel 1696 acquistarono il feudo per 336,ooo scudi, ora ricuperato dal duca Torlonia
,

ove aveano palazzo, era la loro piazza d'arme, che ciogevanla a modo di bastione le case de'Massimi,
di fiori,

dei della Valle, dei Capizucchi, Delfini,

cui

era

passato,

dall'

o-

Branca
Papi
il

Capodiferro
torri

Mellini

dierno
Questi
alla

principe
a'

Livio

Odescalchi.

Alberteschi. Gli Orsini


pei
le

22 marzo
la

1848

rinunzi
nel

guardavano catene del Te1'

santa Sede

giurisdizione ba-

vere a porta Portese,

ingresso di

ronale nel feudo di Bracciano e

Borgo,

contado

de'Pisciarclli

altrettanto

ha

Angelo, e quel tratto che da esso corre a porta s.


Castel
s.

ORS
Sebastiano. I Colonna, oltre la vetta del Campidoglio, aveano que'luo-

ORS
concessione di Alessandro
III,

i55
con-

gin

forti

che
oltre

nominammo
quelli

al

loro

ferm a Nicol con bolla data in Avignone nel 137-2 tutte le convenzioni stabilite e passate intorno
al

articolo,
giani,
e

de'loro parti-

grido de'quali era:

Popolo

detto particolare,

come
la

l'avea sta-

Colonna, mentre gli Orsini segnavano sui loro pennoui e lande, Orso e Chiesa, molto che ripeteva-

bilite

no
tali

nelle

zuffe.

Avendo finalmente
acconsentito di

morte gli imped spedire la bolla ; e volle che il principe Nicol e discendenti godessero in perpetuo come feucui

Urbano V,

accaniti
le

rivali

datari di

detta abbazia

la

citt

di

deporre

armi, tutta l'autorit di


divisa
tra
essi

Ansi don ia col porto di Finilia, Porlo

Roma
due
di

fu

mediante

Ercole, e

l'isola

del

Giglio eoa

convenzione non poco singolare: dei


capi

100 miglia
di
et

di

mare

cl jfus

piscan-

dello stalo, che col

nome
la

navigandi,
il

l'isola

de'Sanniti,

senatori

governavano

lutla

tutto

Monte Argentalo, Orbetelslagno,


e
i

repubblica, uno veniva eletto

dalla

lo collo

castelli
,

di

Maisi-

fazione Orsini, l'altro dalla fazione

gliana

di

Tricosta
e

Caparbio,
la

Colonna;
lonna,
e

tali

furono Stefanello Coil

Monte
del
di

Acuto
di

Sertena,

met
tenuta
al
il

Bertoldo Orsini,

quale

castello

Capita, e

la

peri a forza di sassate per insurre-

zione popolare causata da

carestia,
tri-

Collelongo, purch si disse monastero abbaziale da Nicol


di

onde

fu

ripristinato

il

famoso

castello

Statua nella
diocesi
di

campagna
Porto,
del
nel

buuo
la,

Cola di Rienzo. Indi

furono

romana

della

co-

senatori Nicol Orsini conte di Noe

me

si

effettu,

ed

in

perpetuo ogni
prezzo

dopo

la

morte

di

Cola, Orso

Orsini.
II

anno un cavallo bianco di 5o scudi. Urbauo VI


fu
de' Pagani,
to,

conte Nicol dispiacente che

il

liberato dall'assedio di
in cui
si

i3S5 Nocera

conte

Napoleone

di

fratello,

morto

nel

Manopello suo i366, non avea

trovava ristret-

potuto effettuare l'erezione della ceralle terme Diocleziano, ottenne da Urbano V un breve facoltativo

tosa

da Raimondo del Balzo Orsini, bench quel Papa fosse stato nemico di tal famiglia, come unita a
avesse

nel

1870 per fondar


s.

la

certosa pres-

Croce in Gerusalemme. Gregorio XI che poi nel 1 3y 7 restitu la papale residenza in Roma, come amicissimo di tal
so la basilica di

Giovanna I regina di Napoli, e le mosso contro tivolesi a danno di Yicovaro, Castel s. Angelo o Madama, e di Santo Polo. Tra i discendenti di Nicol III vi fu Ori

so

Orsini figlio del fratello


dal

Rinal-

principe Nicol,

gli

confer

il

gover-

do,

no
cati,

della provincia del


di
le

coll'annuo assegno
e

combinate
il

Patrimonio, duemila duvertenze che


e

principi
guillaia,
citt

ramo derivarono i possessori di Bracciano, Anquale

Treviguano ed
castella
,

altri

feudi,

tanto

ne'doininii
ne' dintorni
ai

esistevano tra

medesimo
ss.

l'ab-

ecclesiastici,

massime
si

Vincenzo e Anastasio alle tre. fontane, il quaterre le avea pretensione su molte e castelli dello slato Aldobrandesco
bate
della

Chiesa de'

di

Roma, come

potr vedere

loro luoghi, che nel


tano,

reame napole-

per

clonazione

di

Carlo

Magno

e da! cui vero e legittimo ceppo proviene quello di Gravina, che felicemente ancora si conserva.

i56
Discendente
di

ORS
detto

ORS
Orso
il

fu

il

Alfonsina Orsini maritata a Pietro

principe Carlo Orsini,


nerale

cui nipote

Paolo Orsini, famoso capitano e gedella


la

de Medici fu avola di Caterina regina di Francia.

Chiesa^

ricuper

nel

1409
sui
1

signoria di

Roma

Papa

Da Girolamo nacque Paolo Giordano che fu il primo a prendere


duca di Rracciano, il dichiar capo di tutti feudi che possedeva la casa Orsina di tal ramo. Da Paolo Giordano nacque Virginio che fu secondo duca, e da questo Paolo Giordano, e Ferdinando il quale subenil

Alessandro V, riportando vittoria nemici nella via della Lunga ; e disfece Ladislao re di Napoli
battaglia di
s.

titolo

di

quale Pio
i

IV

nella

Germano

nel

i> e a Roccasecca, sotto GiovanXXIII. Da Carlo Orsini nacque10 quattro figli, Napoleone, Rober-

i4i

ni

Napoli,

contestabile del regno di Giovanni vescovo di Traili e abbate di Farfa, e il cardinal Lato

gran

tr
di

mancante nacque Flavio quinto e ultimo duca di Bracne' diritti del


fratello

successione, da cui

tino celebre ne'fasti ecclesiastici degli

ciano, acquistato dagli Odescalchi in


uri

Orsini

sotto

il

detto

abbate
al
le

a Palo gi degli Orsini.

Dal carerede

probabile che Monterosi, della suddetta abbazia delle

dinale
del

Latino nacque Paolo


di

quale
Orsina.

articolo

Tre Fontane, ne descrivemmo

marchesato

Tri pai da e

Mon-

diverse terre, fosse propriet di casa

te Fredano nel regno di Napoli, non che di Mentana, dichiarata mar-

Da Napoleone nacque

Vir-

chesato da Gregorio XIII al suo di-

da questi Gio. Giordano e Carlo figlio naturale che successe al padre nella contea d'Anguillara. Da Gio. Giordano nacquero tre figli, Napoleone, Girolamo e Francesco che iti poi abbate di Farfa per rinunzia di Napoleone suo fratello. Questi fu
ginio, e

scendente

conte

Latino, e di

altri

non pochi
lo
si

castelli nella

diede tutto alle


quale fu

Sabina. Paoarmi, si rese


il

assai caro a Virginio Orsini

Gran*

de,

il

capitano

generale

celebre militare del suo tempo, aiar-

chese

di Trevignano, e sposalo a Claudia Colonna fu padre di Gio. Ranista ed Antonio, e stipite degli

Orsini
Tivoli,

signori
i

di

Vicovaro

presso
eredi

della Chiesa e del re di Napoli, ed ebbe per figli Fabio di raro ingegno che dettava a un tempo a quattro segretari, il duca Roberto che fu arcivescovo di Reggio, ed il bravo guerriero Camillo, istruito nell'arie militare da Nicol Orsini conte

quali perch senza

di

Pitigliano, generale de' vene-

costituirono successore nel loro ric-

ziani durante la lega di


il

Cambray,
la

duca Virginio: Napoleone venne ucciso da due sicari plesso Fossombrone. Ne' pontificati di Sisto IV e Innocenzo Vili gli Orsini goderono gran favore, ricuperando quanto avevano perduto
co patrimonio
il

pi savio e circospetto tra' geneitaliani.

rali

Invidiando
Cesare

potenza

nel regno di Napoli, e


le

aumentando

Borgia figlio di Alessandro VI, bramoso d'impossessarsi de' suoi domimi, assedi Trevignano ch'era stata tante volle malconcia dagl'implacabili Colonnedegli

Orsini,

molle loro possessioni. Verso que-

si

a fronte della resistenza


i

bra-

sto

tempo Clarice Orsini spos Lode' Medici


il

renzo

Magnifico, e fu

quali avendo vura degli abitanti, pur dato saggio di valore nell'aggressione di Cesare, soggiacque
nel

madre all'immortale Leone

Xj

ed

ORS
1496
a

ORS
cardinal
vina,
col
lui

,5 7
Orsini

saccheggio e rovina. Avenl'ambizioso e crudele Borle

Latino, allora duca di Gracavaliere

do precedentemente sottomesso Anguillara,

furono
Siili-

per

di

ordine arrestati in

gia volse

armi contro Bracciano,


l'impreso,
riunite

gaglia, ove gli avea invitati


testo di

con preil

ma
ni

respinto dalle forze degli Orsi-

affidare al

primo

comanIgnaro

dovette abbandonare

do

dell'esercito pontificio, indi stran-

anche per opporsi a quelle


dagli altri Orsini di Soriano.

golati in
di lutto
sini,
si
il

Castel

della

Pieve.

Ma

ve-

cardinal Gio. Battista

nuto con essi alle mani fra Soriano e Lassano d'Orte fu talmente battuto, che oltre la perdita dell'artiglieria e gran numero di soldati
,

rec da Alessandro

OrVI per

congratularsi della presa di Sinigaglia


fatta

da Cesare,
e di

ma

invece fu
in

imprigionato,
Castel
la
la
Si

veleno mor

tra

morti e prigionieri,
ferito

fra' quali

il

generale duca d'Urbino, rest leg-

germente

Cancia fratello

Giovanni duca di di Cesare, che presalv in Ronciglio-

da Fabio tragica morte del padre e queldello zio, giur farne aspra venAngelo.

Udita

detta,
sto

cipitosamente
ne.

si

Mentre
nella

il

Borgia assediava Bracrocca

quando poco dopo nell'agoi5o3 termin di vivere Alessandro VI. Allora portatosi in Ro-

ciano,
il

mor nel
la

497

ma

con

grosso
su

corpo

di

truppa,

cardinal Lottati,

cui

presenza

piomb
sangue
per
del
l'

quella di

Cesare, e ne
le

avea

contribuito alla vittoria. Car-

fece macello, lavandosi


degli
uccisi,

cerato per sospetti di aderenza agli


Orsini, e riuscitogli di scolparsi,
fugiossi
in
ri-

furioso

mani col anche


parte

incendio

dato a gran

Bracciano.

Il

Sansovi-

no,

Cardella, il Novaes raccontail rono diversamente l'accaduto, onde seguendo noi i secondi, questo cenno serva di rettificazione a quanto narrammo alla biografia del Lonati.

suo palazzo. Ad evitarne il risentimento, Cesare si trov costretto

impetrare dal nuovo Papa


in

Pio

III asilo

Castel
il

s.

Angelo, avve-

nimento che

Sannazzaro rimarc

con que'versi che riportai a Borgia Famiglia. Fabio mor nella giornata

Nella stessa rocca nel

zj.8 1

era-

vi

morto

di

apoplessia

il

cardinal
per-

del

Garigliano, comandante

un
di

Migliorali,

detto degli

Orsini
tal

grosso

corpo
;

di

truppe
il

del

re

ch
indi
cia
ai

sua madre fu di
nella chiesa
in

famiglia,

Napoli
millo,

gli

successe
la

fratello

sepolto

de' cappuccini,
s.

che spos

sorella

di

CaVirdi-

trasferito

quella di

Luper
fu

ginio conte d'Anguillaia, da cui eb-

con

lapide.

Grati
li

gli

Orsini

be

Paolo,

cui discendenti

si

trevignanesi,

chiamarono

stinsero

per militari imprese e per

distinzione

fedeli.

Con

isleall

dignit ecclesiastiche, terminando gli

rotta la pace conchiusa dagli Orsini, di,

Orsini del
trice e di

ramo

de' signori della

Ma-

tornando

il

Borgia
si

sui

loro feu-

Mentana, nel principe Ales-

e gli anguillarini

sottomisero

sandro

di

un merito
II

singolare.
in

spontaneamente;
so con
altri

e Bracciano fu pre-

Giulio

avendo dato

matri-

luoghi, facendo da
1

ca-

monio

Felice sua figlia a Gio. Gior-

pitano

lo stesso Papa. Nel 494 Cesare Borgia avea fatto morire di veleno Virginio Orsini il Grande, j nel gennaio i^u'3 Paolo figlio del

dano Orsini, da cui nacque Paolo Giordano duca di Bracciano, beneficali


splendidamente
ch narrai
al
i

Colonnesi, secondn-

loro articolo, colla sua

ijS
cificazione

ORS
la

ORS
sospirata paze.

mediazione ottenne

In tanto estremo frangente, Ja-

delle due possenti case Colonna e Orsini, stipulata con solenne istromento in Campidoglio ai 27 o 28 agosto i5i r, e in memoria del felice avvenimento fece coniare una medaglia o moneta incisa dal Caradosso, col motto Pax Romana intorno al suo stemma, e nel rovescio la sua effigie. Si dice che anco gli Orsini in tale occasione coniassero una mo:

ne,

copo Frangipane e Marco Salomochiamato Marcantonio Altieri,


e nesi
si

dotto nella storia, nella filosofia


nell'eloquenza,

dolsero della

gligenza universale, poich niuno

dava

d'impedire la minacciante catastrofe che stava per piombare sull'alma citt. Indi a lui unicarico
ti

si

recarono

dai
il
i

conservatori, cui

rappresentarono
colo.

gravissimo
conservatori

peri-

neta o medaglia,
descrissi

forse quella

che

Commossi

dai

nel

voi.

XIV,

pag.

278.

loro discorsi, gl'incaricarono portarsi


dai

Altri

ce

motivi di questa famosa pafurono quelli che andiamo ad accennare. In detto anno Giulio

baroni a pregarli di non ricuo-

prirsi d'infamia
ti

con abusare di tanarmati a danno della patria, che


in ispavento.

li

dopo

il

17 agosto, al
biografia e a

modo

det-

perci era
te

Tali e tan-

to

alla sua

Medico,

fu creduto moriente per alcuui giorni.

buone ragioni adoperarono, che non solo li persuasero a nulla intraprendere,

Abbandonato
del

dai medici, le por-

ma

si

offrirono per
anzi a

la

te
ti,

palazzo furono aperte a lutil

custodia della
antichi

citt,

maggior
gli

onde

popolo pot mirare


in

il

sicurezza determinarono deporre


odii
e

Pontefice disteso in letto semivivo.

confederarsi
il

insieme
giudizio

La

citt fu

lenze, ruberie e omicidii

tumulto per che


si

le
si

vio-

con giuramento secondo


del

comi

magistrato.

questo

sembr
in-

misero
to,

tribunali

chiusero,

spediente, io
ci

nome

del popolo, che

magistrati non riscossero pi rispete


il

avesse

solennemente luogo
la

governatore
II

si

rifugi

nel

nanzi

loro con atto formale,

onde

Vaticano.

Campidoglio

pronta-

ristabilire

comune benevolenza

mente fu occupato dall'abbate Pompeo Colonna vescovo di Rieti, poi


cardinale,
e
glio dell'ucciso
la

28 agosto. Il notaio Simone Antonio Piloto in s splene concordia a'

da Roberto Orsini fiPaolo: il primo dalil

dido e pacifico giorno ne stipul

il

loggia de'conservatori arring

tumultuante popolo a ricuperare colle armi l'antica libert, facendo


\ina

memorabile atto, in cui principalmente figurarono Giulio Orsini in nome de'suoi e di Gio. Giordano, e Fabrizio Colonna per s, per l'assente Prospero e per tutti
di
gli altri

odiosa descrizione degli


potere

abusi

del

ecclesiastici,

temporale tenuto dagli e come Papi gli avei

sua

casa,

per perpetua

sincera

vano
citt,

tolta

l'amministrazione della

pace e riconciliazione, comprendenpropri seguaci e dovi ambedue


i

lasciando alla civica magistra-

aderenti,
sto

figurando
i

altres

in

quebaroni

tura, resa impotente,


torit,

una larva d'aui

istromento

principali

tenendo da questa lontani

generosi ingegni romani. Restituitisi

in

Roma

con gente armata

ba-

roni

dai loro feudi, fecero

temere

mali maggiori e funeste eonsegueu-

Il sapido e benemerito Alcon energico e libero sermone prepar gli animi a pronunziagiuramento re il corrispondente giunse a persuaderli con provargli,

romani.

tieri,

ORS
clie se
i

ORS
li

i%

Pontefici
a

non
e

reputato-

nobile romano, per aver questi coo-

no
le

adatti

reggere

governare

pelato
di

di

concerto col governatore

proprie cose, ci doversi alla loro giustizia per impedire triste con-

seguenze,
scordanti.
cittadini

quali

conoscitori

di

loro

Vincenzo Portico (poi deposto da Gregorio XIII), alla carcerazione di un contumace rifugiato nel

Roma

passioni e cattiveria degli animi diInteneriti


del
i

baroni

quel

tragico

suo ragionamento,
affettuosamente,

si

cammo
co
to,

suo palazzo, per cui insorse trambusto die indinel voi. V, p. 249 d^ &'~
il

abbracciarono
a

ed

zionario. Inoltre

crudele Lodovi-

mezzo

di

ogni

rione,

quattro deputati per offrirono a Giulio II


fi-

commise
poich
a

altro pi atroce delit-

mezzo

di

un

sicario

gi guarito, intero vassallaggio e


gliale obbedienza,

fece

rigettando e

ab-

uccidere Vittoria Accoramboni vedova di Francesco Perelli nipodi

borrendo
fi

perniciosi

nomi
fior

di guel-

te

Sisto

V, e moglie

di

suo en-

e ghibellini.

hi

questo

tempo

Lorenzo

gino Paolo Giordano duca di Bracciano, forse ingelosito di questo matrimonio, o perch inutilmente tent

Orsini signore di

Ceri detto Renzo

da

ceppo Anguillaia, che form per primo un corpo d' infanteria italiana, in grado di reCeri, del
sistere
ai

sedurla,

decapitato.
a dimostrare
le

ma Non
la

in

Padova venne
Sisto

pertanto

sua alta stima per

formidabili
e

battaglioni
.

famiglie Orsina e

Colonna, die
nipoti,

degli

svizzeri

spaglinoli

Dagli
di
di-

in

matrimonio

le

due sue

stipendi

veneti
e
si

pass

quelli

cio
di
di

Flavia al duca Virginio figlio

Leone X,
fesa
di di

distinse
il

nella

Paolo Giordano con 80,000 scudi

Marsiglia contro

contesta-

dote oltre un regalo di

altri

bile

Borbone,
contro
il

ma

in

quella

di

Roma

gio di Clemente VII

rare coraggio

ni

medesimo al servinon pot ispicittadini. Poco do-

20,000, ed Orsina al gran contestabile Marc' Antonio Colonna con

po nacque Fulvio Orsini dotto antiquario, figlio naturale d'un Orsiili commendatore di Malta; ebbe un grado distinto tra gli eruditi contemporanei, form un magnifico museo, lasci diverse dotte opere, e mor canonico Latcranense. Camillo Orsini nel pontificato di Paolo IV sostenne il governo generale
dello stato
ecclesiastico

due da Sisto V per primarii baroni romani e principi assistenti al soglio ponpari dote
e regalo, per cui
le

famiglie furono riconosciute

Nel 1690 circa il feudo di Trevignano pass nella famiglia Grillo, ed a' nostri giorni in d. Cosimo
tifcio.

Conti, decorato
voi. XVII., p.

al

modo
e fatto
,

detto nel
principe

283,

con

molta
sti-

riputazione e gloria, per cui fu

mato uno de'piimi personaggi


suo
tare
e

del

quando con da Gregorio XVI 835 elev breve del 23 gennaio marchesato di Trevignano a prinil cipato. Quanto Trevignano, deve a pu si questo benemerito signore
1
,

tempo, anco per scienza mili-

leggere nell'opuscolo: Considerazioni intorno


l'agricoltura
al

somma

rettitudine.

Non

fu

di

Trevicar-

per simile tanto nelle qualit moiali, che nelle virtuose sue gesta Lodovico Orsini de' duchi di Monlerotondo, per l'uccisione di Vitelli

guano, dedicato
dinal

protettore

Giacomo

Giustiniani.

Trevie
di essere

guano

a preferenza di Bracciano
la

Anguillaia, ebbe

gloria

iGo chiamato
spiaggie
il

ORS
primo
lago
a

ORS
figurare
sulle

monte
l'altezza

del

suo nome, ne!


teatro di

rione

s.

del

Sabatino.,

che

fu

.sommersa dalle
di

dopo sue acque


171 8 Cle-

Angelo, fabbricato sul piano deldel

Marcello, ed
tal

la citt

Sabazia. Nel

occupa

gran
la

parte dell'area di

mente XI dichiar
te
al

principe assistendi

teatro, e

circonferenza della fab-

soglio
il

il

duca

Gravina

d.

brica nell'ordine superiore, forse in


origine eretto onde forti ficarvisi nel-

Filippo,

cui

zio nel

1724. fu su-

blimato
col

al

pontificato a'29

maggio
ili

nome
la

di

Benedetto XIII, ed ebassi-

guefre civili. Nel 1717 l'acquist per venlinove mila scudi il duca
le

be

religiosa consolazione

d.

Filippo.

Altre notizie su
si

sterlo al

trono, e nel
da' suoi

possesso a ca-

nobilissima famiglia

questa possono leg-

vallo

servito

paggi

e nula

gere
in

nelle opere

di

Cancellieri

ed

merosa famiglia
croce

incedette avanti

quelle de' seguenti autori. Fran-

papale;
e da lui

mentre
latto

il

duca

di

cesco Sansovino, Historia di casa

Or-

Monte Mileto pronipote


fice,

del Ponte-

sina, degli nomini illustri della me-

capitano de'cadi

"valleggieri,
essi.

cavalcava alla testa


lui

Alla di
della

biografia

parlamcui tratni-

desima coi loro ritratti, Venetia 565. Willelmo Inchoft* Genealogia fa* viiliae Ursinae, Amstelodami 17 io.
1
,
.

mo
t

moderazione con

Notizia storica dell'origine, progressi,

duca d. Filippo e l'altro pote p. Mondillo filippino che


il

fece

vescovo
triarca

di

Melfi e Rapolla, indi ardi

civescovo
di

Capua, e insieme paIn


di

Costantinopoli.

delle
si

medaglie
la

Benedetto
di

una XIII
fa-

famiglia 1724. Marchesi, Galleria dell'onore. D. Paolo Bondi, Memorie storiche sulla citt Sabazia ora lago Sabatino, sull'origine di Trevignano anteriore assai a
e dignit della Orsini,

onori

Venezia

vede

rosa,

slemma
il

sua

quella di Bracciano e

Angujllara,

miglia Orsini. Vedasi

libro:

Ilo-

e sulla vasta potenza della famiglia

nor

Ursinorum
etc.
:

et

praedicalorum
1724-

familiae,

Romae

Ed

Ales-

sandro Borgia

Vita Beuedicti XIII, R-omae 1741- Al presente XVIII duca di Gravina, principe assistei te al soglio, principe romano e napoletano e di Solofra, d. Domenico
Orsini,
della

Orsini, Firenze 1 836. Conte Pompeo Litta, Famiglie celebri italiane. ORSINI Giacinto, Cardinale. V. Celestino III, Papa. ORSINI Giordano, Cardinale.

Giordano
famiglia
11

della

nobilissima

romana
III

Orsini,

Eugenio

nel

da Gregorio gran croce di

XVI
s.

insignito
I,

45
S.

lo

cre diacono cardinale, e

Gregorio

poi na.
assai
ri

prete de'ss. Gabinio e

Susan-

e successivamente fatto direttore del

Bernardo nella

lettera

290

debito pubblico,
e

senatore di
della

Roma
guar-

lo

biasima, e dipinge con ne-

comandante generale
IN'

colori.

Fu

spedito col

cardinal

dia civica.

ci

182.4

S1

spos a d.

Maria Luisa, figlia di d. Giovanni To rlonia duca di Bracciano., e ne ebbe seguenti figli: i.d. Giacinta maritata al cav. Augusto Gorii

Ottaviano, legato apostolico all'imperatore Corrado III in Ratisbona,


al

quale,

morto

in

quel tempo, fu

Pannilini
3.
d.

di

Siena; i." d.

Teresa;
Il

Federico I, di cui Giordano annull il matrimonio, perch gradi di consancontratto dentro


sostituito
i

Beatrice; 4- d. Filippo.

guinit. Nel ritorno dalla legazione,

palazzo

Orsini

gi

de' Savelli

sul

passando per

la

Francia e

la

Nor-

ORS
mainila,

ORS
eccessi

Hi!

commise

tali

che

s.

della

Bernardo

ne avanz relazione al Papa, esponendogli le strane violenze da lui usate per cumulare denari,

canonico valicano, da Celestino 111 suo

nobile lmiglia Orsini,

parente nel
to cardinale

1192 o

93
s.

fu crea-

diacono di

Teodoro,

avendo destato
e

il

generale dis-

prezzo

malcontento.

Di
si
i

questo
per per

e arciprete della stessa basilica; intervenne ai comizi d'Inuocenzo III,


e mor nel suo pontificato.

cardinale,

che
e

molto

poteva
Papi,

aderenze
in

ricchezze,

prevalsero

ORSINI Gian Gaetano, Cardinale.

parecchie

occasioni
i

V. Nicol

III,

Papa.

contenere dentro
re
il

limiti del

dove-

popolo romano, che sollevato


senatore e dai baroni, e singo-

dal

larmente dall'eretico Arnaldo da Brescia, si mostr ribelle. Si dilet-

molto dello studio delle antichidelle quali avendo fatto una t raccolta, stabili un pubblico scelta museo, dove furono da lui collocate a ornamento della patria, a decoro del proprio nome, e a delizia de' forestieri che capitavano in Rosuoi emoli s comma. Invidiando mendevole genio, utilissimo per le
t
, i

CardiMatteo Piosso Orsini nobile romano, insigne per prudenza e integrit di vita, da Urbano IV nel dicembre 262 o 263 fu creato cardinale diacono di s. Maria in Portico, commendatario della chiesa di Maria in Trastevere, e presidente s. delle provincie del Patrimonio e della Marca, dove seppe resistere a Pietro de Vico, il quale con una cavalleria avuta da Manfredi di alemanni nemico della Chiesa, la infestava. Da
nale.
1

ORSINI Rosso Matteo,

Nicol III suo zio fu fatto arciprete

belle arti, d'ordine superiore fu

ma-

della

basilica Vaticana, rettore


dell'

o
s.

nomesso
anni
di

e distrutto.

Mor dopo 20
nel
1

soprintendente

ospedale

di

cardinalato

i65, in

Spirito, e protettore dell'ordine dei

Roma.

minori, del cui fondatore

s.

FranInterII,

ORSINI

Pietro, Cardinale. Pie-

cesco

fu strettissimo amico.
al

tro Orsini patrizio

romano, da Ales-

venne
dodici

concdio di Leone
tredici

e a

sandro IH creato cardinale nel 11S1, mor nell'istesso anno in Pisa, ed ivi
rest sepolto.
Il

conclavi

avendo

Cardella non con-

come primo diacono coronato cinque Papi. In quello di Martino IV,


tenutosi
in

viene

col

Sansovino, storico di casa

Viterbo, fu con
di

il

car-

Orsini, che

chiama poco critico, onde tale storia abbonda di errori e di anacronismi, su quanto scrisse di
questo cardinale.

dinal

Giordano Orsini
di

lui zio,

ad istigazione
del

Annibaldi custode

nemico fiero degli Orsini, estratto con violenza, e doconclave


e

ORSINI Bobone,
bone
III

Cardinale. Bo-

po molle contumelie ritenuto solto


sersi

Orsini nobile romano, Lucio

dicembre 1182 lo cre cardinale diacono di s. Angelo, e poi nel 1 188 da Clemente III fu fatto
nel

buona custodia, sul pretesto di esambedue dichiarati che non sarebbe eletto il Papa finche non fosse

restituito

d governo della
cui

citt

prete di

s.

Anastasia e

vicario

del.

ad

Orso

Orsini, di

era
dagli

stato

Papa. Mor nel

1189 dopo

essere

spogliato armata
baldi.

mano

Anni*
il

stato elettore di tre Pontefici.

Rilascialo poco

dopo

car-

ORSINI Bobone,
bone

Cardinale.

Bo-

dinal

romano,
VOL.

che alcuni vogliono

Giordauo, fu ritenuto il cardinal Matteo in carcere, e per al1


1

XI.IX.

fo
giorni

OR S
trattato
ili

ORS
pane ed actali enormi ata
la citti

cuoi qua.

e di savissimi consigli.
la

Nicol
lo

IV

Gli autori

tentati

furono scomunicali, e

Pentecoste del cardinale diacono di

per

1288
s.

cre
arci-

Adriano, e
fatto

sottoposta all'interdetto e ad al-

da Clemente

venne

tre pene.

Accompagn

e difese

con

prete della basilica Vaticana, pel cui

una scorta

di milizie Bonifacio Vili,

allorch fugg da Anagni a

Roma.
deplo-

buon governo nel i33y essendo in Avignone fece alcune ordinazioni.

Mor
rando
za

nel
il

i3o5

in

Roma,

Dopo
della

trasferimento della residen-

avere per ordine di Bonifacio Vili ridotta Orvieto all'obbedienza


Chiesa, lo stesso

pontificia

che Clemente

fece

Papa l'im-

in Francia, e fu sepolto nella basilica

pieg nel

i3oo

nella legazione del-

Vaticana, nella sua cappella gens.

tilizia di

in versi, e

incorrotto.

un epitaffio nove anni dopo fu trovato Ebbe 4-3 anni di glorioPastore, con

l'Umbria, del ducato di Sroleto, e della Marca Anconitana e contado di Perugia, nell'esercizio della quale

ricuper Gubbio alla Chiesa, to-

so cardinalato, e scrisse alcune opere teologiche:


siete.

gliendolo a Uguccione della Fagiuoe ad altri nemici della medesima. Ebbe poscia la legazione di Sabina e del Patrimonio, a cui Clemente V uel i3o6 aggiunse quella

De

auclorilale eccle-

Epistolas

varias.

Theologica

auaedam.

ORSINI Latino Frangipane Maimbranca, Cardinale. V. Frangipane Latino Mal abr anca, Cardinale.

la

di

quasi

tutta

l'Italia,

affinch

colla sua

destrezza e prudenza pro-

ORSINI
Giordano
eminente
Nicol
stachio,
III

Giordano,

Cardinale.

curasse di pacificarla,
e agitata da
civili

come sconvolta
e tre-

Orsini, insigne per lo spec-

discordie

chiato suo costume, e niente


pel
a'

meno
fu

mende
za
i

fazioni.

Nel

1307 da Faenpacificare
sediziosi

sapere,

dal

fratello

pass
cittadini

a Bologna per
,

12

marzo

1278
s.

ma

alcuni

creato cardiuale diacono di


e

Eu-

malcontenti
fiorentini,
i

iucilati

per denaro dai

nel conclave per di lui


col

quali

morte fu

cardinal

Orsini Rosso

municati
Firenze,
giudizio

dal
oltre

cardinale
il

{Vedi), suo nipote, estratto a forza


dal conclave col pretesto che ritardasse
l'elezione, e ritenuto in

erano stati scoessendo in calunniarlo che


trattato a pre-

avesse intavolato
della

un

cucol-

citt

e contado

bo-

stodia sino a quella di Martino IV,

lognese,
i

commossero
il

e sollevarono
il

onde
l'

viterbesi

furono puniti

bolognesi, e contro

diritto delle

un ospedale e demolir parte delle mura. Mor in Roma nel 1287, dopo essere intervenuto a due conclavi.
interdetto, con dovere erigere

genti assalirono

cardinale nell'abi-

tazione del vescovo, ove con violenza gettate a terra


cisi

le

porte ed

uc-

alcuni suoi famigliari, chiaman-

ORSINI Napoleone,
Napoleone
nipote
Parigi
di

Cardinale.

Orsini patrizio romano,

Nicol HI, canonico di o di Reims, e uditore di rota o cappellano pontificio di Onorio IV.

dolo ad alla voce traditore, slavano per ucciderlo, allorch accorso al tumulto Bernardo della Polenta governatore
della
citt,

con dolci

blande
dissip partire

parole placata la sedizione,


il
il

Fece

suoi studi a Parigi,


gli

turbine della congiura. Nel


cardinale tutta volta fu derie-

ove

il

detto suo zio

diresse

una

lettera pieua di salutari avvertioien-

rubato di buoua parte de'suoi

ORS
cbi arredi,
famigliari.

ORS
altri

i63

e gli furono uccisi


Ritiratosi
il

lazzo

legato
gli

in

Imola, fulmin di censure


ni e rettori citt di

anziala

Bologna

sottopose

che a piedi per andare alla chiesa, onde il cardinale se ne riput talmente offeso che non volle pi parlare con lui, n intervenire
a'suoi
funerali,

all'interdetto,

e privolla dello recava,

studio, dichiarando escluso dalla cocn-

colleghi

come non and coi quando furono da Giovan-

munione

de* fedeli chi

vi

si

ciocch ridond in vantaggio di Pa-

dova. Coll'amiciziade'conti di Montefeltro pot recarsi in Toscana, e fu

ni XXII chiamati prima di morire. Dal medesimo nel i325 avea ricevuto la chiesa di Monreale. Mor iu Avignoue decrepito nel 1 342 do-

con grande onore ricevuto in Arezzo,

po 54 anni
te

di

cardinalato, e

dopo

dove nel
amici
i

suoi

di

i3o8 radun lutti Marca e Romagna,


i

essere intervenuto all'elezione di set-

Papi, a tre de'quali

come primo
Recit
cardinail

ed
di

fuorusciti

bianchi e ghibellini

diacono
la

impose
poi

il

triregno.

Toscana. Avendo ci posto in grande allarme fiorentini, si mii

sua orazione funebre

le

Roger,

Clemente

VI, e fu

sero con
rezzo, e
tati

esercito

nel contado d' Ainutili trat-

sepolto nella chiesa de'minori, e


nella

non

dopo aver con


il

deluso

legato,

furono da
il

lui

scomunicati.
indebolite le
luglio

Vedendo

cardinale

fondata in quella citt, con semplice elogio da lui composto. Filippo IV re di Franlui
cia,

cappella

da

sue forze militari, nel

Avignone, dove fu rimosso dalla legazione, e con poco onore pass iu Roma. Scrisse la
part per
vita della b.
1

nale, gli

che avea pel cardiaccord annua pensione di mille fiorini d'oro di Firenze, d' pagarsi ancora a'suoi eredi, e poi
per
l'affetto

Chiara da Montefalco,

in di

luogo di essa

gli

diede

la

villa

e
far

nel

ebbe commissione di
indagini sui
miracoli

Bagnoli che pass nelle

mani

di

accurate

che Dio operava ad intercessione di Margherita da Cortona, quali furono da lui approvati. Da Giovanni XXII nel i32i fu incaricato di esplorare

Rinaldo e Giordano suoi nipoti, i quali venderono poi la villa ai visconte di Turrena. Nel 1294 Carlo
II

a riguardo del cardinale avea

investito

qual fosse
fr.

la

meute

e la

poleone
to
di

figli

Jacopo Napoleone, e Nad'Orso, della met di


or, cie

sentenza di
francescano,

Ubertino da Casale
dotto e riputalo
intori

Tagliacozzo in perpetuo, col tribu-

uomo

4
in

d'oro. Edific

i\n

nella scienza delle scritture,


i

palazzo

no la questione tra francescani e domenicani sulla povert <li Cristo


e
degli apostoli
;

Villanuova presso Avignone, poi abitato da Clemente VI

e suoi successori.

ed

il

sentimento
soddisfazio-

ORSINI
sini

Feancesco Napoleone,
romano,
insigne

del religioso incontr

la

Cardinale. Francesco Napoleone Orpatrizio

ne s del Papa, che dei cardinali. Ci non per tanto 1' Orsini mostr sempre avversione a Giovanni XXII, il quale gli aveva dato parola di

non

meno
che
a'

per la

vasta sua erudizione,

illustre

per lo splendore delle

cristiane

virt,

da

Bonifacio Vili
fu creato car-

non

salir

mai a
il

cavallo, se

non per

17 dicembre

J2op
di
s.
s.

intraprendere

viaggio

di

Roma
pontili-

dinal
e

diacono
di

Lucia

in

Selci

per restituirvi
eia.
Il

la

residenza
usc

arciprete

Maria Maggiore.
dichiar
legato a

Papa non

dal suo

pa-

Clemente

lo

164
corollare io
nali,

ORS
Roma, con
dopo
altri

ORS
cardi-

Roma

dichiarato
alla

capitano del podel

l'imperatore Enrico VII. Mor

nel

i3i2

circa,

essere inter-

venuto alle elezioni di Benedetto e Clemente V. ORSINI Gian Gaetano, Cardinale. Gian Gaetano Orsini, massi-

XI

governo prima stati cacciati dalla citt Napoleone Orsini e Stefano Colonna che la governavano pel Papa. Non esseri testa

polo con

Colonna

di

Sciarra, essendo

do
il

riuscito al legato di

richiamare
tribuni deldi

mo
o
s.

giurista,

nobile
1

17
lo

dicembre

romano, a' 16 3 6 Giovanni


1

la

popolo ed plebe alla

suoi

52

divozione

Giovan-

XXII

cre cardinale diacono di

ni

la legazione d'Italia

Teodoro, e nel i326 gli affid con ampie faProvincie di

XXII, a' 24 giugno 1327 scomunic l' imperatore, interdisse la


invitando
gli

citt,

ecclesiastici

colt sopra le

gna,

Toscana,

RomaMarca, Umbria e
paciere di tut-

uscirne.

Dopo aver

perduto

ad una

Sardegna, e
ta
l'Italia,

stabilito

battaglia coi romani, si ritir in Toscana, ove ottenne in commenda


la

sconvolta e agitata dal-

celebre abbazia
il

fiorentina e pos.

le fazioni
effetto
si

guerre

civili.

tale

co dopo

beneficio di
i

Maria

in

condusse
colle

in Pisa,

dove fu

Pigneta, gravandosi

fiorentini pertali

ricevuto
zioni di

maggiori
di

dimostra-

rispetto e

amore; quinalloggi in
s.

ch si appropriava L' imperatore si fece


lesse
I'

benefizi.
fi-

coronare,

di in Firenze,

dove

antipapa

Nicol
il

e parti

Croce, e dopo quattro giorni pubblicata la bolla di

da Roma.
ne' primi

Ritornatovi

cardinale

sua
coli'

legazione,

celebr
di Citt

un
di

sinodo

intervento

d'agosto i3a8 con 800 cavalieri del re Roberto, annullati


tutti
lui
gli

de' vescovi di

Agnani,

di

Amelia,
Fiesole,

atti

del Bavaro, esili

di

Castello e di

partigiani e fautori, e prosciolse


dalle

non die
zo, in

del

nuovo

eletto di

Arez-

Roma

censure,
all'

riducentlo

il

furono pubblicati alcuni canoni per la riforma degli ecclecui


siastici.

popolo di nuovo
guerra da

obbedienza del

Si

studi di

condurre a

di

pi sani consigli Castruccio tiranno Lucca e Guido Tarlato vescovo d' Arezzo, entrambi nemici della

Papa. Questi per non approv la lui fatta ai Colonnesi per vendicar la morte data da Stefano

Colonna a due
anzi
lo

nipoti

dell'

Orsini

riprese

acremente e
alla

gli or-

Sede apostolica, perch a suo danno davano potenti aiuti ai Visconti di Milano, che avevano occupato
Citt di Castello e altre terre della

din ritornare
scana. Nel
in

legazione di

To

novembre i328 arrotala Montefiascone buon nerbo di misi


i

lizie,

condusse contro
viterbesi,
i

cornetanell'anuo

Chiesa.
li

Riuscite

inutili

le

sue

ni

quali
in
in
di

industrie
ribelli

scomunic e dichiar
sottopose al
fi-

seguente
Restituitosi

ritornarono
nel
al
1

dovere.

della Chiesa,

34

Avignone,

sco

loro beni e diede facolt ad


le

intervenne
to

conclave

Benedete fu se-

ognuno contro
caric Carlo
glio di

loro persone: infi-

XII, e mor nel


stato

i355,

duca di Calabria, Roberto re di Napoli,


loro
la

polto nella chiesa de' minori, essen-

di
i

do anche

arcidiacono

della

muover
dovico

guerra, per
Italia

cui

chiesa di Conventr.

ghibellini
il

invitarono in

Lo-

Bavaro,

il

quale

fu in

ORSINI M k t teo, Cardia ale. Matteo Orsini nobile romano e ni-

ORS
pot del
della
cia,

ORS
da
canonico
in

i65
nel

precedente,
s.

nella

sagrestia,

donde

i63o

chiesa di

Stefano

Franregola

dal p. Ridolf generale fu riportato


in

ed applicato allo studio del dipontificio,

chiesa colle ossa di detto car-

ritto

profess

la

di

s.

Domenico; avendo
e

letto

biica mente la sacra Scrittura in

pubRo-

dinale Latino, presso la statua del Salvatore. La sua eredit di parecchie migliaia di scudi e
ziosa
la

sua pre-

ma, Firenze
stassi

Parigi,

dove acquifu
eletto

suppellettile dispose che fosse


pii.
I

gran

riputazione,

impiegata in legati
quistati
li

fondi ac-

provinciale della

provincia

romana
e sol-

nel

territorio di

e definitore dell'ordine,

che goversorpre-

lasci a

quel

convento

di

Bologna s. Do-

n con segnalata
lecitudine; nel
so
dai

prudenza

qual

tempo

menico, a condizione che si dovessero alimentare un numero di religiosi

da gravissima malattia e tenuto


medici per
perduto, quasi per
la

applicati

alle

scienze, impie-

gandosi una

somma

miracolo ricuper
quindi dal popolo

sanit.

Venne
spedito

e contribuir del

in opere pie, denaro per la ce-

romano

lebrazione del capitolo generale. Gli


scrittori

ambasciatore in Avignone a Giovanni XXII, per invitarlo in suo

domenicani
intercessione

lo

distinsero

col

titolo di beato,

e dicesi che

Dio

nome

a traferirsi
lette
le

in

Roma.

Il

Pa-

sua

oper

molti

pa dopo

lettere,

rispose

prodigi.

cortesemente senza per nulla conchiudere; bens


clinazione
si

ORSINI Rinaldo,
naldo
Orsini

Cardinale. Ri-

querel dell'in-

nobilissimo
di Liegi e

romano,
di

mostrata dai

romani a
da
pri-

profondano
gia, di

apostolico e arcidiaco-

favore di
lui

Lodovico il Bavaro, scomunicato come eretico e


il

no delle chiese

Peru-

vato dell'imperio.
sione conosciuto
teo,

Iu questa occa-

chiaro per dottrina e integrit vita, a' 17 o 18 dicembre i35o

merito di Matconfer
sei
il

nel

1327

gli

vescoIo

vato di Girgenti, dopo


trasfer

mesi

all'arcivescovato di Siponto,

dicembre lo cre cardiGiovanni e Paolo ss. e diedegli in amministrazione la chiesa di Palermo, ove celebr il concilio provinciale, ricevendo da Gregorio XI la commissione di visitar la chiesa di Monreale. Convenne col suo voto nell' elezione di Benedetto XII, che nel i338 lo
ed
a'

18

Clemente VI lo cre cardinale diacono di s. Adriano e arciprete della basilica Vaticana, e nel 358 abbate commendatario di Nonantola, non che da Urbano V deputato con
1

nale prete de'

tre cardinali a ricevere la professione


di fede di

Giovanni Paleologo impedi

ratore d'oriente, fatta nella chiesa


di
s.

Spirito

Roma

nel

i36g.
e

Intervenne a
nel
in
1

tre conclavi

mor

374.

in

Avignone.

Trasferito

Roma, ebbe

silica

sepoltura nella baVaticana, dove alla sua tomsanti

nomin vescovo di Sabina, morendo in Avignone verso il 34o, e


1

ba, collocata in quelle sacre grotte

presso

Pontefici
colla

Leoni,

si

trasferito

in

tro urna di
s.

Roma fu sepolto enmarmo nella chiesa di

vede una
quasi

lapide

sua
la

effigie

consumata, sopra
in
versi,

quale

Maria sopra Minerva, nella cappella di s. Caterina da lui fondata,


lalla

legge vasi una volta


epitaffio

un magnifico quantunque le

quale

fu

trasportato insieme

sue ossa fossero trasportate presso


quelle di Nicol III,

colle ossa del cardinal

Latino Orsini

iiifi

OllS
impello, da
lii

ORS
Urbano VI
e

Jacopo, Cardinale. Jacopo Orsini nobile romano, dottore insigne in gius canonico e protonolario apostolico,

ORSINI

nel

1379
di
s.

creato
in

cardinale

diacono
sua

chiaro

per piet e

Domnica, tendosi mollo nella

Maria

comprometfedelt

li-

da Gregorio XI nel maggio o giugno i 3<7 i fu creato diacono cardinale di s. Giorgio in Velabro, e segu il Papa d' Avignone in Roma, e passando per
distinto merito,

valore lo dichiar legato del Pai

monio

e dell'Umbria, in tempo the Rinaldo Orsini principe dell' Aquila

e conte di

Tagliacozzo
d'

padronito
vicini

erasi imUrbino, Spoleto e conalla santa Se-

Firenze fu
nore. Nel

accolto con grande

o-

paesi

spettanti

conclave

di

Urbano VI

contribu alla sua elezione, e secon-

do alcuni Io corono col triregno. Dipoi l'abbandon per seguire l'antipapa Clemente VII, nella cui obbedienza mor in Vicovaro o meglio in
ivi

Tagliacozzo nel
Pon-cello,

1379, ed
Cardinale.

rest sepolto.

Prevalendo nel cardinale gli stimoli dell' onore a quello del sangue, ricuper Narni, Amelia e Terni, e dopo la morte di Angelo de Vico anche Viterbo. Tuttavolta oscur la gloria del suo nome, per aver eccitato a Viterbo una sedizione contro il vicario suo succesde.
sore,
il

ORSINI

quale per

salvare

la

vita
il

Poncello Orsini nobile romano, otvescovato tenne da Urbano il

dovette uscirne. Sdegnato di ci

Papa ed
dominio

accusato che
pontificio,

tentasse

di

A versa, ed ai 18 o 28 settembre 1378 Urbano VI lo cre cardinale prete di s. Clemente, e lo fece legato della Marca, nel qual tempo
d'

alienare varie importanti

terre del
il

chiam

car-

dinale e lo

fece

rinchiudere

nella

rocca d'Amelia, da cui non

molto

govern la chiesa di Perugia. Segu il Papa nel viaggio a Nocera de' Pagani
forse

interinalmeute

dopo,
ni

alle replicate

istanze di alcu-

principi,

fu

liberato.

Quindi
la

il

cardinale svel a

Urbano VI
lui

con-

ma

indispettito di sua eccessiva sesi

giura tramata contro di


cera de' Pagani dal
za vacca, nella quale

in

verit,

sottrasse
fino

da
alla

lui

con

se-

cardinal

NoMez-

greta fuga e
visse

sua

morte
ne' suoi

avevano preso
Inter-

incognito

ritirato

parte altri cinque cardinali.

feudi.

Nel

conclave

eh'

ebbe per-

venne

al

conclave di Bonifacio

IX
nel

ci luogo nel

1389,

gareggi pel
venisse

suo amicissimo,
molti onori
;

che

gli

compart

pontificato col cardinal Acciaioli, e

poco

manc che non


L' eletto

vi

mor i3go, e fu sepolto

in nel

Roma

Vaticano.
di

sublimato.
e arciprete

Bonifacio

IX

ORSINI
tro

Pietro, Cardinale. Piede' signori

Jo fece vicario

generale di Sabina

Orsini

Rosem-

o primo prete di s. Chiesa, e ultimo commendatario del monastero e spedale di s. Tom-

maso

in Formis, che Urbano VI o Bonifacio IX aveva unito alla

bergh in Boemia, Urbano VI nel dicembre 1 38 1 lo cre cardinale; ma dopo matura deliberazione , qualunque si fosse il motivo, forse il fiero scisma che affliggeva la Chiesa,

mensa
ticana.

capitolare della basilica

Va-

rifiut

l'eminente dignit,

con-

Mor

in

Roma

nel

39^.

tento della vita quieta e privata.

ORSINI Tommaso, Cardinale. Tommaso Orsini de' conti di Ma-

ORSINI Raimondelio, Cardinale.

Raimoiulello o Raimondo Orsi-

ORS
ni

167
e d' In-

romano de'conti di Nola 38 no VI nel dicembre


1

Urbalo

i4 '8
di

col

cardinal Filastrio lo spe-

cre

legalo a' re di

Francia
,

cardinale diacono,

secondo Panvinio e Ciacconio. Sansovino non lo

ghilterra
allora
in

onde

pacificarli
la

ed

ebbe

commenda
Martino

chiesa di

annovera tra i cardinali, e solo narra che un Raimondello Orsini, soldato valorosissimo, con gran moltitudine di fanti e cavalli liber Ur-

Charlres, che ritenne per pochi mesi.

Inoltre

V, persuaso

di

sua abilit e zelo, lo invi in Ungheria e Boemia, ove con carila e


sollecitudine

bano VI
lo

dall'assedio
la

di

Lucer, e
III.

procur

sradicare
ussiti.

le

condusse con

corte in sicuro,

eresie de' viclefisti

ed

Gli fu-

fronte delle milizie di Carlo

rono addossate diverse


tra
vi
le
i

legazioni, e

ORSINI Giordano,
nobilt

Cardinale.
in

gravissimi incarichi che funse,


visitatore

Giordano Orsini romano,


gareggi colla
uditore di rota,
Bonifacio

cui la

fu quello di

di

tulle

dottrina, da

chiese e luoghi pii di

Roma,
gli

per

IX

nel

riformare e correggerne
siderato

abusi.

4oi
indi

Io

fece

arcivescovo di Napoli,

Nella quale occasione avendo

condelle

Innocenzo
lo

VII

a'

giugno
del

che
di
s.

nel

monastero
sole

i4o5
titolo

cre
ss.

cardinale

prete

monache
restavano

Andrea
altri

delle Fratte
religiose

de'

Silvestro e Martino ai

quattro
in

Monti, arciprete della basilica Vati-

trasferitele

monasteri,

ne
Li-

cana e protettore
cescano,
chiesa
di

dell'ordine
nel

franla

assegn
al

le

rendite alla basilica


bolla di
si

rassegnando
Napoli.

1^06

beriana con
cui

Eugenio IV,

Abbandon Gre-

conclave
lo

gorio XII, alla cui elezione era stato


favorevole, e condottosi in Pisa in-

nel
di

i43i
Sabina.

trov presente, e traslat al vescovato


cardinali

Coi

Landi e
usurpatori

sieme cogli
lessandro
titolo
di

alivi
il

cardinali elesse Alo

Brancacci esegui l'ardua commissione


di

V,
s.

quale

trasfer

al

procedere contro

gli

Lorenzo in Damaso, essendo questo il primo esempio di ozione da un titolo ad un altro. Per commissione di Giovanni XXI II,
alla
si

de' beni di chiese, monasteri ed ospedali.


Il

legato
lea,
si

medesimo Papa lo destin a lateie al concilio di Basi-

cui elezione

era

intervenuto,

il quale divenuto conciliabolo, oppose con vigore alle pretese

rec,

le

quantunque invano, nelSpagne in qualit di legalo ,


i

inique di que' padri, e di cui scrisse

un

diario, che fu riposto nella


di

Lau-

per quietare
lo

tumulti
fu
si

ivi

eccitati

reuziana

Firenze.
col

dall'antipapa Benedetto XIII, e colstesso

venne spedito
Conti, legato
tore

ultimo cardinal Lucido

Per

carattere

poi

inviato

apostolico
,

all'impera-

nella

Marca, dove
la

port egregiadella

mente

nell'esercizio

propria

Sigismondo che iuconti in Siena mentre portavasi in Roma


le

carica, attesa

singolare
nel

sua

de-

per ricevervi

insegne

imperiali.

strezza e perizia
fari.

trattare

gli af-

Fond
agli

in

Bracciano

un convento
chiesa
di
s.

tolo
fatto

Ritenendo in commenda il tidi s. Lorenzo in Damaso, fu da tal Papa vescovo d' Alba;

agostiniani, colla

Maria Novella. Si mostr mecenate


de' dotti e letterati, e raccolta con
diligenza
di scelti
le

no e penitenziere maggiore
3I

indi fu

una nobilissima
volumi, ricercati
del

biblioteca

concilio di Costanza

in cui

venne

da tutte
fece
alla

detto Martino

Colonna, che nel

parti

mondo

ne

68

oRS
mangiare
que'
alla
s.

ORS
mensa
quali

Vaticana donativo. Un'altra ne eresse


nel chiostro della chiesa di gio a strada Giulia, di cui
ia

comune
regal

di

Bia-

religiosi,

a'

diede
Pie-

una copiosa

biblioteca

pure che rimase

cura a due beneficiati


fu
trasferita

di s.

tro,

lasciandola a quel capitolo, da


nel

preda delle fiamme nel sacco di Borbone. Pio II oltre di averlo incaricato della
gli

cui
vio.

proprio archi-

legazione

di

Bologna,
di

Essendo decano del sacro collegio e vescovo di Sabina, mor nel j438, e trasportato a Roma fu sepolto nella basilica Vaticana, nella cappella da lui fondata, alla quale

die

l'onorevole

incombenza
Chieti, per

trasferirsi

quale

legato in
di

Bari, inri-

sieme
cevervi

coll'eletto
il

assegn ampia dote.

ORSINI
tino

Latino,

Cardinale. Laalla

Orsini

romano,
leggi,

nobilt

giuramento di fedelt e di omaggio dal re Ferdinando, che in Napoli solennemente coron; quindi col cardinal Prospero Colonna accolse il duca di Cleves nel suo
ingresso in

della famiglia un

profonda
singoiar

cognipiet,

Roma.
alla

Profess

singo-

zione
zelo

nelle

iar divozione
in

Beala

Vergine,
sue
e e
vi-

incomparabde
libert
i
,

nel difndere l'ec-

onore della quale nelle

clesiastica

somma com,

gilie

faceva rigorosi digiuni, con fer-

passione verso
rit
la

mitra di
nel
di

nio

IV

onde meGonza da Eugei438, ed un anno dopoveri


Traili, e nel
1

vorose frequenti orazioni,


cevette segnalati
di

ne

ri-

favori

l'avviso

sua morte.
lo

Sisto

po quella
JNicol

454 da
questo

collegio

visit

IV col sacro ammalato nel suo

quella

di

Bari

palazzo a
giorni

Papa l'avea gi creato cardinale ai 20 dicembre 448 dell'ordine dei


preti col
titolo de'
ss.

Monte Giordano, e otto prima che morisse tenne un


il

concistoro nell'istessa di lui camera,


nella quale occasione supplic

Gio. e Paolo,

Pa-

ed arciprete Lateranense. Rinunziata la chiesa di Trani a Giovanni Orsini suo fratello, uomo dottissi-

pa a
nipoti

non voler
i

trasferire

ne' suoi

benefzi

che possedeva, corisoluto di


fare.

me

Sisto

IV avea
dal
il

mo,
lo
11

e ottenuta nel

menda

quella di
la

comUrbino, e da Paoin

i45o

Inoltre ottenne

Papa

di

poter

dichiarare

legazione

perpetua

della

Marca, da Sisto IV appena eletto Papa venne fatto camerlengo, e nel

1472 arcivescovo di Taranto, colla soprintendenza del governo dello


stato ecclesiastico, e di tutti
fari
gli

patrimonio Dopo essere intervenuto a quattro conclavi, mor nel i477 ia Roma, da tutti amalo e riverito, qual orerede
del
.

proprio suo ricco

tiglio

Paolo,

af-

importanti
universale;

che

si

trattavano

aporomana, essendo vescovo Tusculano, in et di


singolare del senato
stolico

namento

e della nobilt

coi principi a benefcio della Chie-

settantaquattro anni
nella chiesa
di
s.

fu sepolto

sa
di

quindi ancora legato


e
di

Salvatore in Lau-

Massa Trabaria
di
la

Bologna,

ro senza funebre memoria, secondo


la

e presidente

Farfa.
il

Fond

in

sua disposizione.
la

Ma

canonici
gli

monastero di s. Salvatore in Lauro, e dopo averli riccamente dotati ne fece dono ai


chiesa e
,

Roma

regolari

per gratitudine
porta
del

eres-

sero sopra

secondo

chiostro

adiacente

alla

chiesa

un

canonici

regolari

di

s.

Giorgio

in

busto di
zione,

marmo

con semplice

iscri-

Alga.

Quivi

sovente trasferi vasi a

che

fu replicata

all'ultima

ORS
cappella posta al
chiesa.

ORS
della

169

destro lato

nel
sa

i5lQ amministratole della chiedi Roiano. Clemente VII nel


g''

ORSINI
le.

Giambattista,

Cardinachie-

i5a4
che

confer quella

di

Frejus

rico di
silica

Giambattista Orsini romano, camera e canonico della baVaticana, nel novembre o Sisto IV lo cre cardi-

ritenne

per sette

anni, e nel

1529

quella di Rimini

che gover-

cembre i483

n poco. Intervenne all' elezione di Adriano VI, ma fu l'unico cardinaie che


si

dinale diacono di s. Maria Paodonde pass prete de' ss. Gio. e della basilica Liarciprete
lo,

Nuova,

dichiar

contrario;
i

in

quella poi di Clemente VII,


col leghi
,

suoi
e

attesa la

sua

integrit

ed

nel i4gi beriana. Innocenzo Vili Taranto, e lo fece arcivescovo di


colla poi vescovo di Gartagena, Romagna, Marca e ili
le-

religione,

trattarono di

esaltarlo al

pontificalo.

Mor

nel

533

d'anni

gazione

Bo-

sessant'uno, e rimase sepolto nella basilica Vaticaua con breve iscrizione.


te

cardinale collogna. Addetto questo fiosua famiglia al partito de'


ia

Nella

presa di

Roma, Clemenper
ostaggio

VII

lo

avea

dato

rentini

VI
cui

per ordine che principalmente


di
,

Alessandro
pel
di
lui

agl'imperiali.

ORSINI Flavio
dinale.

o Fulvio,

Car-

mezzo era
fu

stato eletto

Papa,

e da
la

Flavio o Fulvio
de' duchi di

Orsini roun eccellegali,

regalato del palazzo

che

mano,
alla

Monte Rotondo,
facolt
di

casa Borgia avea in Roma, e poi restato nel palazzo Vaticano,


fu ar-

nobilt
perizia

del

sangue

lente
oltre

nelle

chiuso

in

Castel

s.

Angelo, dove
gagliar-

ad un nobile genio
delle cristiane

ave-

mor nel i5o3 non senza sepolto do sospetto di veleno, e fu chiesa di s. Salvatore in Launella

re presso di s insigni
l'esercizio

letterati,

per

virt.

Pio

IV

nel

veramente granVaticana. Questo cardinale con avea de impegno e sollecitudine combinate le rancide composte e i tra controversie che agitavano
ro o pi
della bacanonici regolari e secolari
silica

nella

basilica

Muro, mera,

nel

i56o lo fece vescovo di 56 uditore della canel i56a lo trasfer alla


1
1

chiesa di Spoleto; quindi a' 12 marzo 1.565 lo cre cardinale prete di


s.

pass

Lateranense.

Giovanni a Porta Latina, donde a' ss. Marcellino e Pietro. Nel i56g s. Pio V lo fece amministracui Cosenza 573. Gregorio XIII
,

ORSINI Franciotto,
Franciotto
Orsini

Cardinale.

tore di
1

rinunzi nel
lo

nobile

romano,

sped

le-

condotta e difu allevato sotto la de Medici in Firezione di Lorenzo


renze.

gato a lalere a Carlo


cia,

IX
a

re di

Frangli

per impegnarlo

cacciare

Valoroso

di

corpo

per

1*

e-

eretici

in sercizio delle armi, trovatosi imprese e fatti d'armi, tolse te


glie,

mol-

mi

dal regno, e prendere le arcontro il turco. Nel licenziarsi

moil

glio
di

che dopo aver partorito Ottavio mori. Dedicatosi quinfi-

dal re, questi volle regalarlo di un prezioso diamante di gran valore,

che

il

cardinale in niun conto

ac-

allo stato ecclesiastico, nel


1

primo

cett.

Trovandosi

in

Ferrara

ebbe

5 7 il suo affine e consanguineo Leone X lo cre cardinale diacono di s. Giorgio in Velabro


luglio
1

ordine dal Papa di traltenervisi a prendere cognizione della molesta causa de" confini di quel ducato e
il

arciprete della basilica

Vaticana,

territorio bolognese, che pero

non

i-o

or, s

ORS
di

ebbe allora termine. Tornalo a Roma, fu nominato alla protettoria


delle
fetto

Fiandre, colla carica


della

pre-

segnatura de' brevi. Nel


il

con edifioazione degli eretici, alcuni de' quali tornarono al cattolicismo. Alla quotidiana celebrazione della messa premetteva la sagramentale
confessione, e spesso per

i58o rinunzi
leto

vescovato di Spo-

divozione

a favore di Pietro Orsini suo


dal

ministrava all'altare
fessore.
il

al

proprio con-

nipote, fatto

Papa

coadiutore
e portatosi

Se per

le

strade incontrava

con futura successione,


beneficio di quel clima,
ni
vi

ss.

Viatico,

Io

accompagnava a
alla

a Napoli per rimettersi in salute col

capo scoperto
l'infermo.

sino

casa

del-

mor d'ancinquantuno nel i58r, dopo es-

Dava

ogni

giorno

pi

ore alla meditazione e alla

lettura

sere slato a

due

conclavi.

ORSINI
chi
di

Alessandro,

Cardinale.
de' du-

de' libri santi, e costumava impiegare annualmente un tempo congruo nel


ritiro
sei

Alessandro Orsini romano,

degli

spirituali

esercizi,

Bracciano, nacque in questo

ed ogni
re
lo

feudo nel

i5g2, ed essendo
di

stato

mesi faceva la confessione generale, per meglio conoscestato della


il

fornito dalla natura

rare prerodi

propria

coscienza.
cilizi

gative di spirito, non del

meno che

Tormentava
vigilie.

corpo con
s

e di-

corpo, pass la puerizia nella corte

giuni, e di notte colle flagellazioni

granduca di Toscana Ferdinando I suo avo materno, dove pot agevolmente perfezionarle con l'applicarsi
alla

Ad
vi

onta di
e

dotta

fu

esemplare conchi macchin contro la

sua
gli

vita,

piet

alle
in

lettere,

scrisse

non essendogli riuscito, una lettera piena d' inatroci

prima
pri

in

Siena e poi

Pisa,
i

con
pro2 di-

vettive e di

contumelie.
della messa, cielo

Gli

tanto fervore, che sprezzando

fu consegnata
alzati
gli

prima
al

ed

comodi
lo

si

alzava assai per tem-

occhi

ringrazi

po per

studio.
lo

Paolo

a'

Dio

ch'erasi
di

cembre 161 5

cre cardinale dia;

occasione

degnato di presentargli perdonare per amor

cono di s. Maria in Cosmedin e Gregorio XV, la cui esaltazione in gran parie ripeteva da lui e dal
cardinal Ubaldini, lo destin legato
in
in
il

suo un'ingiuria, e bruci il foglio. Divotissimo della passione del Redentore, ne compose e fece stampare l'uffizio, che quotidianamente recitava,
cefisso

di

Ravenna, ove tra le altre cose tempo di carestia fece vendere grano al popolo a minor prezzo quanto lo avea pagato per suo

recandosi sul petto un Croarmato di punte acute che spesso lo bagnavano di sangue. Da

questo divino esemplare apprese


lezioni
gli fece

le

conto.
nari
rati
i

Compensava
i

co' propri
i

dedelle

di

quella sincera umilt che


al

danni che soffrivano


la

carce-

richiedere inutilmente
la

Pari-

contadini pel ritardo

pa

di

rinunziare
nella

porpora
di

loro cause. Terminata


fece

legazione
,

tirarsi

compagnia
preposito

cui

un viaggio in Germania per non si trov al conclave di Urbano Vili, e tornato a Roma si die a vita di vola e penitente. Largamente faceva elemosina a' poveri
visitava

che caldamente supplic


p.

Ges, di ancora il
generale
,

Vitellesohi

per meglio esercitare


rosa

la

sua

rigo-

penitenza

e vita contemplativa.

Non potendo
tuttavia a

ottenere tale dispensa,


essere
ascritto

sovente

gli

ospedali, serveni

consegu di
!><
:

do

malati e lavando loro

piedi

quella

nenia

ita

religione,

in

ORS
pure i voti con quei temperamenti che erano compatibili con tale istituto e colla dignit che suo
cui
fece tico
,

ORS
dichiarandolo
degli
di

171
protettore de-

gP indiani e
di

armeni, de' regni

Polonia e

Portogallo, e

com-

malgrado conservava, come

abbiadella
rosa-

protettore di quello di Francia presso la santa Sede.

mo
rio,
|)er

dal Novaes.

Divotissimo

Volendo

Urbano

Madonna, ne
pronto
essa,

recit

sempre
il

il

spargere
lo

sangue
vifla-

come
Il

faceva

nelle

Vili cingere e munire di muraglie la Citt Leonina e il rione di Trastevere lo dichiar soprintendente
,

gilie

di

sue

feste,

aspramente

gellandosi.

solo difetto che in lui

o presidente di tali lavorazioni con amplissime facolt. Alessandro VII


a di
lui

venne notato, fu di lasciarsi soverchiamente dominare da un giovane suo aiutante di camera don cui
,

istanza concesse
s.

alla chiesa

e capitolo di

Eustachio,

cui

era

passato,
fizio

la

facolt di celebrare l'ufs.

paiecchie migliaia di scudi, ciocch


fu

e messa di gi

Raimondo Nondiacono
la

uu nulla

in

confronto di sue virt;


il

nato,

cardinale

della

anzi osserva

nariamente
di

che ordipersonaggi di rango e


Cardella
,

medesima. Dimessa

diaconia, pas-

s successivamente nel

1675

sollo

alto affare

sogliono porre
lo

affet-

Clemente
ti.

al

vescovato di Frasca,

to a

qualche domestico, e
il

benesi-

ficano, raro essendo

caso che
forniti

mili

favoriti

non sieno
ispirino
,

di

Intervenne a quattro conclavi perch un'infermit g' imped d'ene trare in quello d' Innocenzo

qualit

che

nel

padrone
offu-

mor

in

Roma
di

d'anni

sessant'

uno,

benevolenza e fiducia
scate dalle

spesso

con fama
co' poveri,

pio,

affabile,
le

liberale

dall'invidia

de'
,

compagni

religioso verso

chiese,

calunnie

altrui

come

dalle

delle quali

una ne fabbric

presso

supposizioni di genie di debole mente e

cuore
nel

mente
in

perverso. Mori santa1626 d'anni trent' uno


il

Palo. Trasportato a Bracciano, ove con gran somme aveva contribuito

Bracciano, e trasferito
in

suo ca-

nella chiesa del

ebbe sepoltura Ges, presso la tomba del ven. cardinal Bellarmino gedavere
,

Roma

fondazione d' un monastero di monache, rimase sepolto nella chiesa di s. Maria Novella, dell'ordine di s. Agostino, con un epitaffio scoldal tempo logopito in marmo
alla
,

suita.

rato.

ORSINI

Virginio, Cardinale. Vir-

ORSINI Vincenzo Maria, Cardinale.

ginio Orsini deducili di Bracciano,

rinunziala l'ampia primogenitura di

ORSINI Domenico,
Domenico
pote di

V. Benedetto XIII, Papa. Cardinale.


Orsini d'Aragona
di

sua nobilissima famiglia


carsi
alla

per
,

dedi-

roma-

vita
i

ecclesiastica

comp

no, de' duchi


Napoli

con successo
cellenti litare

suoi

studi

sotto ec-

maestri.

Vestito l'abito midi


i

Gravina e proniBenedetto XIII, nacque in giugno 1719. Dopo a' 5


l'educazione
al

de' cavalieri
fatte

Malta, per
turchi
i

le

avere ricevuto
fu

e l'i-

imprese

contro

gua-

struzione conveniente

suo grado,

dagnossi gran nome tra suoi. Informato Urbano Vili del suo merito singolare, di molo proprio o 16 dicembre 1641 lo cre
a'

destinato oratore straordinario di

10

car-

dinale diacono di

s.

Maria

in

Por-

Maria Amalia regina di Napoli a Clemente XII. Successo a questi Benedetto XIV, per gratitudine a Be* nedetto XIII che lo avca creato

i-2

ORS
Domenico mormessa
ria
la

ORS
prima diaconia, e passato
s.

cardinale, essendo a
ta la

prima
lo

moglie Paola Odesealchi, nella promozione a' 9 settembre

successivamente a quella di

Ma-

ad Martyres

e per ultimo a

1743, mentre dimorava in Napoli, cre cardinale diacono, essenassistente


al

do principe

soglio,

nel fiore di sua giovent, rimettendogli la berretta cardinalizia per

s. Maria in Via Lata, divenne primo diacono. Fu lodato per cuore geueroso co' poveri, pieno di religione verso Dio, non che libe-

quella di

rale

munifico

colle

chiese

alla

monsignor Fdippo Maria


poletano. Dipoi
gli

Pirelli na-

confer
ss.

per diae

sua cura commesse. Intervenne con autorit e influenza ne' conclavi di

conia
del

la

chiesa de'

Vito

Modi

desto, ascrivendolo alle congregazioni

concilio,

dell'immunit,

propaganda
la

fide, della consulta, del-

cerimoniale, della visita


del
111

aposto-

Clemente XIII, Clemente XIV e Pio VI , e mori in Roma a' 19 gennaio 1789, d'anni settanta e quarantasei di cardinalato venue esposto in s. Maria in Vallicella
;

lica,

buon

governo
lo

ed

altre.

de' filippini

trasportato

privata-

Carlo

che molto

amava,

lo

mente

fu sepolto nella

basilica

La,

nomin
cilie

a diversi pingui

benefizi; e

teranense, nella

cappella

gentilizia

allorquando dal trono delle due Sipass a quello di Spagna, ascrisil

dedicata a
solo
la

s.

Barbato vescovo
e

col

stemma

nome

inciso

sopra
dis-

se
i

cardinale e

la

sua famiglia tra

lapide sepolcrale,

come avea

grandi di Spagna di primo ordine, onore veramente che la famiglia

posto nel testamento.


dei regni delle

Fu

protettore
di

due

Sicilie,

Be-

avea gi goduto. Oltre a ci fu dichiarato protettore del regno delle

nevento, della citt e stato di Fer-

mo,
della
stel

di

Citt di

Castello,

di

Spole-

due Sicilie, e ambasciatore del re Ferdinando IV presso la santa Sede, del

to, di

Sezze

di

Fara, di

Alboddo Monticelli e di Ca-

Monte

qual carico in progresso di


si

Madama;
siciliana,

della chiesa e naziodell' arciconfraternita

tempo

spogli,

restando in buo-

ne

na grazia di quel sovrano. Come ambasciatore del re, nel 1760 ricevette da Clemente XIII l' investitura delle due Sicilie, prestando in nome di Ferdinando IV giuramento di fedelt ed omaggio con
,

dello Spirito

Santo

di

Napoli, di di-

verge chiese ed universit artistiche


dei monasteri Farnesiani Concezione ai Monti, cappuccine di Albano, s. Chiara di Palestrina , s. Maria delle Grazie di Farnese, e della divina Provvidenza della Fara ; di altri monasteri di
di

Roma;
ss.

della

tutte

le
l'

formalit.
del

Dipoi nel
present

1768
solen-

per

assenza
il

contestabile Co-

lonna,

cardinale
al

monache

di

diversi

sodalizi

e del

nemente

detto

Papa

il

tributo

collegio dei

caudatari.

della chinea nella sala

concistoriale,

ORSO,
Svizzera
corso

Ordine equestre. L' iml'istitu

essendo stata privatamente


ta

mandacardinale
col
se-

peratore Federico II
nel
alla

per

la

nel cortile Vaticano.

II

I2i3, per

aver concontro

part

dal
di di

palazzo
otto

Farnese
e

sua

esaltazione

guito
prelati
1

carrozze

dieciotto
vi

corteggio.

Non
che
si

furono
Di-

fuochi
al

d'artifizio,

solevano

tare

modo

detto a

Chi:-:ea.

Ottone IV, ed in onore del patrono di essa s. Gallo. Gli die il nome di Orso in memoria di s. Orso marine della legione Tebea, owe-

ORS
r0
in

ORS
prestati
lo stesso

>7 3

memoria
orso
il

de' servigi
s.

mese
altri.

dal

Surio,

dal

p.

da

un
la

Gallo

quando

Labb ed
re.

stabil

gn
s.

suo romitaggio. Ne assesoprintendenza all'abbate di


e
fior

ORSOLA
Credesi
principe della

(s),

vergine e martifosse
figlia

che

di

un
che
sasil

Gallo,

nel paese finch

Gran Bretagna,
il

si

cavalieri ridusse a repubblica. I un collare composto da portavano catena d'oro, in cui era in-

abbia lasciato

suo paese
vi

insieme
i

con
soni,

altre

vergini, allorquando

una

aucora

pagani,

davano

trecciato

uu ramo

di quercia,

avennero,

medaglia, te pendente una sentante un orso smaltato

rappredi

Esse guasto, cio nel quinto secolo. amarono meglio di fare il sagrifizio

della propria
la

vita,

che di per-

Bonansopra un'eminenza di terra. Catalogo degli ordini equestri, ni,

dere

ORSO
hors

(s.),

abbate. Nato a

Ca-

o rinunziare alla messe religione cristiana; e furono dall'armata degli unni, che a morte guastavano allora il paese nel quavirginit,
le

neh' Aquitania, si mostr fin amodalla sua infanzia penetrato di appresso, re verso Dio, per cui in
lasciata
la

erano rifuggite. Pare che


fosse alla

s.

Orcon-

sola

loro testa

per

durle

sua

famiglia,
i

si

ritir

rono presso

nel

Berry,

ove fond

monasteri

no
tori

soffried incoraggiarle. Esse furoal basso Reno, e gli auseppellite a Colonia. Ma

Heugne di Taurisiac o Toiselai, di Pontivi. Affidali questi monae di


steri

non
di

vanno

d'accordo n sul

numero
tombe

alla

direzione di persone comloro santit, pasTurena. Fermatosi a Sela

sull'epoca

quelle sante vergini, n del loro martirio. Dalle

niendevoli per
s egli in

scodelle sante die si sono ch'esse fosperte a Colonia, sembra

napate,
stru

oggid

Senevieres,

vi

co-

sero in gran numero.

Wandelberlo
suo marti-

un oratorio con un romitagun gio, ove fermossi ben presto del quale commise la monastero,
cura
a
s. s.

monaco
rologio

di
le

Pruim,
fa

nel

salire a mille;

ma

egli

Leobazio, detto volgar-

mente

Libesso in Turena. Dopo ci ne and a fabbricare un altro a Loches sul fiume Indro, e vi ra-

che giusta falsi alti. non vergini; Sigeberto conta undicimila pretendono che fossero soma altri allamente undici, e si appoggiano
iscriveva
troantiche leggende, nelle quali spiescritto XI. M. V., ci che vasi ingano per undici martiri vergini,
le

dun

dei

religiosi

spendevano
Questi

nel lavoro delle

che molto tempo mani.


dal loro

imparavano

santo

abbate a praticare perfettamente le esempi virt monastiche; i suoi


traevano

La crovece di undici mila vergini. Tradone naca dell'abbazia di s.


non ne novera che
la

undici.

Quanto
di

al-

maggior

forza

dal

dono

congettura che una delle


il

sante

dei miracoli, di cui egli era forniSani' Orso mor verso il 5o8. to.
S.

poteva portare

nome

Undeci-

nevieres,

Leobazio, primo abbate di Secammin sulle sue orme,

e conmila, essa priva di pruove martirofutata dai buoni crilici. 11

logio

romauo

si

contenta di nomi-

e fu sepolto nel suo monastero.


sti

Que-

sono nominati ai io martirologio romano; di luglio nel

due
la

santi

compagne, nale s. Orsola e le sue il realmente impossibile di cui numero. Goffredo di determinare il
MoiUiuGutb,
nell'istoria

d'Inghilter-

ma

loro festa posta ai ?.S del-

i74
a

ORS
si

ORS
lei

che

conserva ms. nella biblioil

prescritti

per l'istruzione
donzelle,
si

teca Vaticana, colloca


<jueste sante circa
la

martirio di
Frisinga

cazione delle

fine del quardi

cune
di

di

esse

e edu sebbene aldeterminarono poi

to

secolo;

ma Odone
lo

vivere in

comune, ed abbraccia lo

ed
del

Usserio
quinto,

mettono
4-53.
il

alla

met
Sige-

rono
fare
i

anche
voti

stato

religioso

con
di

e la cronaca di
S.

solenni.

differenza
s.

berlo

nell'anno

riguardata

come

Orsola modello delle

queste, quelle dell'istituzione di


gela,
vita
le

An-

quali seguitarono

menar

che si occupano nel dare educazione cristiana alla giovent,


persone
Ella era patrona della casa di Sor-

particolare nelle case paterne,

si

furono sempre chiamate e tuttora dicono orsoline congregate, e sono


I

bona
bre.

Parigi, ed onorata colle


il

secolari.

genitori della santa, senobili;


i

sue compagne
Molli

giorno 21

d'ottosi

condo alcuni, furono


altri,

secondo
per

stabilimenti
in

religiosi

poveri artigiani,
nel

quali
di

sono

formali

onore
zitelle.
si

di

lei

per sua

educaronla
nella
piet.

timore
i

l'educazione delle

V. Orso
della

Pass
in

Dio e primi anni con

mne, ove pure


chiesa
la

parla

edificazione
i

Desenzano, e morti
quale
la

in Roma, mentre di altra si menzione a Ospedale di s. SpiPiTo, in un al sodalizio stabilito sot-

genitori

rest sotto la cura dello


assai pio,
le
il

zio,

uomo

la-

sci continuale

sue divote piati-

to la sua
i

invocazione, per assistere

che

colla sorella
si

maggiore.

Ambe-

pazzi,

due

esercitavano in frequenti ora-

cosi

Ordine di monache chiamato dalla protezione sotto cui milita di s. Orsola (Fed); diviso in varie congregazioni, le quali

ORSOLINE.

zioni, austerit e

opere virtuose. An-

gela vesfi l'abito dei terz'ordine francescano,

come

attestano col p.

WaGio.

dingo molti

scrittori,

ed
e

il

p.

hanno diversa
di

origine, abito di-

Ugo Quarr
naca
della
1

dell'oratorio, nella CrO'

verso, e differenti costituzioni e te-

delle

orsoline,

nella

vita

noie
i

Alcune religiose fanno voti solenni, vivono ne'monasleri, e sono perci vere monache, oltre
vita.
si

santa stampata in

Roma

nel

legano soltanto con

voli

sempli-

768. Alle osservanze prescritte dalla regola del terz'ordine, Angela ne aggiunse altre, massime nella povert

ci,

e sono ancora queste di due sorquelle cio che vivono in co-

e nelle astinenze. Vestita da tervisit


i

ta, di

ziaria

santuari di
i

Palesti-

mune come
le
le

ne'monasteri, e di quel-

na,

di

Roma, ed
nel

diversi oratorii

che menano vita particolare nelproprie case. Di queste seconde sono le orsoline pi antiche, istitu-

eretti
ri

Monte Varallo

osservanti.

dai minoTornata a Brescia ivi


istitu

per
tova)
te

divina rivelazione

(altri

1527 o meglio nel i537 da s. angela Melici (Fedi), da DesenzanOj detta comunemente di Breil

te verso

dicono pi probabilmente in

Mandet-

una compagnia
s.

di

donne
si

di
di

Orsola, perch

la sottopose

scia,

alla

cui

diocesi

apparteneva

al

lei

patrocinio, a cui

ascris-

quella
da.

terra

posta sul Iago di Gar-

sero subito con gran fervore di spirito

Ella volle che le sue figliuole rimanessero nelle proprie case, acciocch pi facilmente potessero sod-

molte

fanciulle,

alle

quali in-

culc, che
te

sue

come s. Orsola con molcompagne era morta per la


virgini-

disfare

que' doveri

di

carit

da

fede custodendo sempre la

OllS
imparassero serbare Dio intatto il loro candore, ed a servirlo con fede e carit fino alla
t,

ORS
a
a divisero in varie congregazioni,

75

cos

come
breve

accenner
seguaci

in

progresso.

Le prime
in

della
si

santa

che

morte. La santa fu ispirata a questa fondazione

tempo

moltiplicarono moltissimo,
nelle proprie case,

tre

stava

in

da una visione: menorazione le parve di

bench vivessero
elessero la stessa
riora,

Angela per
il

supefon-

vedere una scala simile a quella di Giacobbe, per cui salivano vergini

cui

diedero

titolo

di

datrice,

riccamente
ci,

vestite e

coronate, e di

udire una soavissima musica di vodalle

quali

si

prediceva dover
vergini

che da lei per umilt fu ricusato, sebbene accett il governo della sua compagnia di s. Orsola, che dai popoli fu anche detta Muta
e

ella

congregazione di
]e
j

d'una nuova Siccome nuove eresie d'allora desolavano


essere
istitutrice
.

divina, per

la

vita

santa

di

quelle
i

che la componevano. JNel 556 d. Francesco Alsianello, sacerdi

chiostri

ginit, ella
sit
le

condannavano la virsi accomod alle neces-

dote virtuosissimo, s'incaric del go-

verno
linej di

tutto l'ordine delle


fu

orsoes-

del suo prossimo, e perci vol-

cui

eletto direttore,

che

le

sue figliuole dimorassero


e
nella

sendo
scia
a'

gi

nel

mondo
coi

casa paterna,

morta la santa in Bremarzo i54o secondo al-

onde
ni

loro insegnamenti e

buo-

cuni,

a'

27 gennaio

al

dire del

esemp inducessero ogni sorte di persone a camminare nella via della

Butler, rologio
celebri

virt.

Comand
afflitti

loro di

andare

com' registrata nel martiromano, bench la festa si a'3i maggio per indulto di
Il

in

cerca degli
istruirli,

per consolarli per


visitarli e

Pio
nella

VII.

suo corpo fu deposto


di
s.

de' poveri

chiesa

Afra, presso la

soccorrerli

anche
a

inferrai

nelle case

privale e negli spedali, soggettandosi

quale abitava, e cominci subito ad essere venerata pei miracoli che Dio
oper. Clemente Xlll nel 1768 ne approv il culto immemorabile, e Pio VI nel 1777 le virt in grado eroico, canonizzandola Pio VII nel 1807, colla bolla A eterni Pa~
tris,

umilmente
venisse
inoltre
la

qualunque
che
si

fatica

loro

imposta dalla
santa

carit.

Volle
par-

facessero

schiave di tutti per cooperare

ticolarmente
lute degli
fetti

alla

conversione e sain

uomini

que'tempi in-

presso

il

Bull.

Coni.

t.

XIII,

della pi abborainevole corru;

p.

zione

e finalmente ordin, che seil

148. In quest'anno ne fu pubblicata altra vita: l'abbiamo pure del

condo
le

bisogno variar potessero


lei

il

tenore di vita da

prescritto nelil

sue regole, alle quali

ven. Fran-

cesco Gonzaga, gi generale de'mi-

nori
va,

osservanti,

vescovo di Manto-

Girolamo Lombardi, di monsignor di Ceneda in cento oltre quanto ne scrisse il sonetti Heliot in un all'istituto nel t. p. IV, p. 162 della Storia degli ordi^
p.

Giorgi vescovo
,

aggiunse vari statuti e costituzioni. Per l'arbitrio per lasciato loro


dalla
di

vi religiosi.

L'ordine
vato nel
la
1

merit d'essere

approe per
s.

fondatrice,
vita

di

variare
il

il

544

^ a Paolo

III,

tenore
vergini

secondo
di

bisogno
in

venerazione che ne contrasse

de' tempi,

alcune

queste divote
dipoi
disi

abbracciarono
la

Carlo Borromeo, che da Brescia le chiam a Milano, a sua istanza Gregorio Xlll nel

versi luoghi

vita claustrale, e

1572

a'2/4.

novembre

7*

ORS
di privilegi, ac-

ORS
V
e Paolo V.

conferm e arricch cresciuti poi da Sisto


le
J II,

Nella canonica approvazione di Paolo


fu riconosciuto di
il

titolo

dato dalla
s.

fondatrice
sola,
di
e

compagnia di
ai

Or-

Paolo V che erigeva in monastero con clausura la loro casa, permettendo i voli soleuui, e le dodici che furono scelte a professarli divennero le prime pietre delbolla
di

concessa facolt

superiori

l'ordine claustrale di

s.

Orsola.
in

Fu
in

aggiungere o togliere o variare secondo luoghi e i tempi le prii

dato

loro

un abito preso

parte
e

da

quello delle

carmelitane,

me regole stabilite dalla santa. cemmo che le orsoline sono di


sorta, cio
le

Ditre

di

quelle che vivono nel-

proprie case secondo l'istituzione


s.

da quello delle agostiniane, cio una tonaca bigia al di sotto, ed una veste nera al di sopra , con manto parimenti nero, ed una cinparte

di

in
alla

Angela; di quelle che vivono comunit senza essere obbligate


clausura; e di quelle tenute a
e
perci

tura

di

cuoio.

Il

Papa

nella

bolla

assegn
di
s.

queste vergini la

regola

Agostino,
tre dottori

e le pose sotto la

questa,

vere

monache

giurisdizione del
e di

vescovo di Parigi
in

religiose. Delle

prime dette congreseconde

teologia da
inoltre

lui

gate

e
in

delle
Italia

molte ve ne
altre
parti,

dipendenti,
ai

comand
voti

che

sono
delle
in

ed

in

tre consueti
il

solenni aggiun-

terze

moltissime
a riportare

ne fiorirono
qualche cen-

Francia; delle une e delle altre

ne andiamo
ilo.

Le

orsoline congregate
in di

introdotte

furono Francia dalla madre

Francesca
indusse

veuti

Bermond, che nel i5j^. donzelle d'Avignone


giovent, secondo
l'i-

quarto d'istruire le fanciulle. La fondatrice del monastero di Parigi madama Maria d'Huillier, signora di Beuve, bench s. non ne avesse assunto l'abito, fu sepolta nel coro delle religiose. Dal
gessero

medesimo
strali,

prese

il

nome

la

prima
clau-

ad

istruire la
di
s.

congregazione
e
gli

delle

orsoline

stituto

Angela, che ha l'edu-

altri

monasteri che fu-

per iscopo principale. Nel i5g6, a persuasione del ven. Cesare de Bus fondatore de' dottrinari, cominciarono a vivere in comune e
stabilirono
Ile citt la

cazione

rono fondati in seguito dalle monache uscite dalla congregazione d


Parigi,

seguitando
pel

le

coslituzioni
le

compilate
quali

primo monastero,
abbracciate

loro

prima

casa

in
la

del Venaissino, da dove

furono da quelli che

eziandio
si

in

progresso

unirono.

madre Bermond pass


li

a fondare le

Cou
nel

licenza di

Urbano Vili furono


approvate

case d'Aix e di Marsiglia, dalie qua-

composte

altre costituzioni,

derivarono

le

altre

di

Francia

i64o da Gio. Francesco de Gon-

tante congregazioni, composte di persone religiose legate con


divise in
voti

dy arcivescovo di Parigi, nelle quali ove parlasi del quarto voto d'istruire le zitelle,
ligiose
di

solenni,

e obbligate alla clau-

proibito alle re-

sura.

Madamigella Acaria nel 1604


Parigi

uscire dall'ordine per an-

introdusse in

gregale
le

per
:

istruire

zitelle

ivi

orsoline congratuitamente perseverarono senza


le

dare a riformare o stabilirne altro, prescrive non dar l'abito della si religione se non a quelle che hane

voti

solenni e clausura, finch agli

no compito i5 anni, e
metterle
alla

di

non amche dopo

novembre

Parigi

1612 il vescovo Eurico di Gondy, eseg'

di
la

professione
noviziato.

due anni

di

Le converse

ORS
quarto volo. Le monache, affinch attender possano al-

ORS
zie

77

non fanno

il

loro accordate tutte l'esenzioni, grae


privilegi.

Questo

monastero

l'educazione delle fanciulle, recitano


in

fu capo della congregazione di


Iosa,

To'
nei

coro

il

solo uffizio della

Madondivino,

poich da esso uscirono


per fondarne degli
si

le re-

na,

fuorch in alcune
recitano

feste solenni,

ligiose

altri,

nelle quali

l'uffizio

quali

adottarono

le

medesime coi

ma senza alcun canto per essere loro vielato, e nelle domeniche e altre feste recitano di questo solamente
il
il

stituzioni.

Quasi
questa

in

tutti

loro

mofu

nasteri di
istituita

congregazione
di

una
gli
i

societ

pie
le

dame
carce-

vespero e
silenzio

la

compieta. Osfine della ri-

per
ri,

visitar

ospedali e

servano

dal

istruire

servi

e le serve ne'donelle os-

creazione della sera fino a sette ore dopo la mezza notte fanno la di:

veri cristiani.

Nell'abito e

servanze di poco differirono dall'altre orsoline.

sciplina in

tutti

venerd e ne' merdella

coled

e
e

gioved

settimana

ma

di

meriti,

La madre Vigier nel 1646 mor

col-

nel

santa,
feste

digiunano le vigilie delle della Beata Vergine, di s. Agoe di


s.

monastero di Villafranca. La madre Francesca di Cazeres delta poi


della Croce, fu fondatrice delle

stino

Orsola

ed in

tutti

or-

venerd

dell'anno,
l'astinenza.

e ne' mercoled
Il

soline

della
la

congregazione

di

Borera

fanno
di

loro vestito
al-

deaux,
cipio
la

quale fu formata da prin-

saia o di

panno nero senza

il

di sette case, delle quali

cun ornamento. La cintura


cuoio nero,
di

di

principale quella eretta in que-

velo

bianco di
e
la

tela, della

nero foderato quale il

sta citt nel

1606 per

le

premure
Paolo
fu

del cardinal Sourdis arcivescovo della

soggolo
i

fascia

capelli

e la

fronte. Sul
di

che cinge loro velo nero

medesima. Per bolla

di

V
la

dette case furono erette in veri


nasteri,

mo-

altro

ne

portano

stamina che

calano in guisa da non esser veduin te quando parlano con alcuno


:

e la madre Cazeres prima superiora di quello di

chiesa
saia

usano un manto
nera.

lungo

di

Le converse hanno lo stesso abito delle velate, ma il manto pi corto delle vesti, e le maniche
della veste pi

Bordeaux, che poi ne fond altri molessa mor nel ti 6^9. Questa congregazione di Bordeaux divenne la pi numerosa e pi rispetta; 1

bile

di

tutte le altre
si

delle orsoline,

corte e pi

poich
la

estese ancora nelle

Fian-

serrate.

dre,nell'Alemagna, in Ungheria, nelVigier

La madre Margherita de
detta di
ta in
s.

Nuova Francia

in

America, ed ecostituzioni ap-

Orsola, dopo essere sta-

ziandio in Italia.

Le

Ile colla

madre Bermond,

pas-

in

Avignone chiamatavi da suo


nel

provate nel 1617 dal cardinal Sourdis, le conferm Paolo V e poi Clemente
e in

fratello

esso

compagno del ven. Bus. Con 1604 and a Tolosa, e


vigore di
del
di

dopo una

varie opposizioni, in
bolla
la

Paolo
in

161

5,

convert

casa

cui viveva

cou
re-

IX, con le congregazioni delle dame, poco dilerirono dalle altre orsoline. Dalla congregazione di Bordeaux il primo monastero d'Italia che ne deriv fu quello fondato
in

alcune compagne, in vero monastero di religiose orsoline, sotto


gola
di
s.

Roma

nel

1688 per opera

della

la

duchessa di

Modena (Vedi) Laura

Agostino, di cui

furono

Marlinozzi, molto contribuendovi la

voi,,

xnx.

178
sua
II
figlia

ORS
Maria moglie
di

ORS
Giacomo
Per

condo
dai

re

cattolico

a" Inghilterra.

stabilirlo

breve
nire
sei

duchessa ottenne un la da Innocenzo XI e fece vedal monastero di Brusselles


quali

e l' et, eh' 7 ai ia, e sono istruite nel catechismo, leggere , scrivere e lavori
la

condizione

muliebri.

Quattro sono

le

maestre,

pi

di

70

le

alunne.

Oltre

la

religiose, alle

poi

si

uni-

scuola, le orsoline tengono nel

mo-

rono quattro altre orsoline di Mons parimente delle Fiandre. In questo monastero Clemente XI nel 17 19 alloggiare Maria Clementina fece

nastero donzelle in educazione.


chiesa

La
di
s.

coi

sotto
s.

l'

invocazione
:

Giuseppe e di

Orsola

XIV
na
il

disegni di

Benedetto Mauro Fonta-

Giacomo III, figlio di Maria e Giacomo li, che si stabilirono in Roma. Nel precedente anno il Papa avea visitato
Sobieski
futura

sposa

di

ingrand la chiesa e monastero, lavori ch'ebbero comristabil e

pimento
di

nel

1760

sotto

Clemente

XIII. L'interno della chiesa ricco


stucchi e dorature: l'altare

la

chiesa e
della

il

monastero, in

occa-

magfra
i

sione

celebrazione del primo

giore contiene degli affreschi,


quali

centenario della istituzione della con-

gregazione di Bordeaux da cui derivava: esso


ni
si

celebr per otto giore panegirici. Nel pon-

con nobilissimo apparato, musidi

Giuseppe colla Beata Vergine e il Bambino, buoni lavori del p. Andrea Pozzi gesuita, che oper eziandio tutte le pitture dels.

un

ca, pontificali
tificato

la

cappella di
di
s.

s.

Agostino, e

il

Gregorio

XVI
1

dal

mosi

tirio

Orsola

colle vergini

marcom-

nastero delle orsoline di


trasfer
a'

Parma
1

17 maggio
la

83

in

que-

pagne, come si vede nella volta. Di sua scuola sono ss. Ignazio e
i

sto

di

Roma

principessa Luisa

Francesco Saverio; inoltre


la

egli

col-

Maria Antonietta Giuseppina di Borbone, figlia dell'infante Ferdinando duca di Parma, religiosa esemI
plarissirna
dell'

sua
festa

solita

perizia

color

tutte le

prospettive nelle pareti laterali. Per


la

di
il

s.

Orsola in ogni

quaalla

ordine

fu onorata

driennio tena
di

senato

romano

fa

pi volte di visite da Gregorio XVI, ed ivi soavemente mori modello d'ogni virt a' 20 febbraio 1841.

chiesa l'oblazione d'un calice e


cera. Oltre
altri

pa-

d'argento, con quattro torcie


il

monastero

di

Ro-

Le
di

orsoline di

Roma

vestono tutto

ma,
strali

monasteri di orsoline clauItalia; pardi

lana nera, e cingono la tonaca con cintura simile, ed hanno il velo del capo molto lungo. Il monastero con contigua chiesa presso il Corso, nelle vie Vittoria e Laurina
(cos

furono fondati in leremo di Ire. Quello


nella
diocesi
di

Fabbrica
Castellana,

Civita

istituito

dal

ven.

Tendermi vescovo

di
cesi

essa;

quello di Calvi nella dio,

detta dalla Martinozzi

prima via pergrinorum), nel rione Campo Marzo; ripele la sua prima fondazione da d. Camilla
Orsini

Borghese, indi perfezionalo

dalla mentovata duchessa di

Mode-

na, e ridotto da Benedetto


clausura.
In
esso
vi

XIV
classi

a
se-

eretto nel di Narni 1718 da Demofonte Ferrini in bella pofabbricato; sizione, con magnifico quello di Benevento, fondato nel 1786 dall'arcivescovo cardinal Banditi, a mezzo delle monache di Calvi. Le orsoline della congregazione
ridotte
allo stato

una

scuola

di Lione furono
di

per

le

fanciulle divise in

religiose

regolari

dalla

madre

ORS
Francesca di Bermond,
introdurre
di
s.

ORS
la
le

179
de gesuiti
1

prima ad
orsoline

Santo, che per consiglio

in

Francia

Angela,

come

si

gi detto,
alla

quando non erano obbligate


di
di
s.

clausura, n professavano la regola

ne avea abbracciato l' istituto. La prima casa fu in Ambert, ed essa ne divenne superiora, e nel 1614 voti semplici. Da Gresi fecero
i

Agostino. Nel

1619 con
e
la

bolla
fu

gorio

XV

ottenne di erigere in

mo-

Paolo

V
in

la

casa di

Lione
prese
il

nastero la casa fondata in Tulle, e

dichiarata

monastero,
professare
e

madre
no-

Cermond

me

di

Ges
in

Maria;
s.

essendone
monasteri^
le

uscita per fondare altri

con altre religiose vi fece la solenne professione. Scrisse ella stessa le costituzioni, che nel 1623 approv il vescovo di Clermont, facendo altre

mor
tel

quello di

Bonet

Cha-

fondazioni

queste

orsoline

di

1628. Dopo la sua morte la congregazione di Lione mollo si dilat, compilandone le costituzioni 1' arcivescovo cardinal Marqueroont,
nel

poco differiscono dalle altre. Le orsoline della congregazione d Arles


riconoscono
per
fondatrice la

ma-

dre Giovanna di Rampale detta di

e
vi

il

di

lui

successore Carlo
variazioni.

Miron
orso-

fece alcune

Le
di

line della

congrrgazione
il

Dijon
dalla

Ges, nata in s. Remy diocesi di Avignone, ove assunse il velo con la madre e sorella. Nel 1602 passarono ad Arles ove istituirono una
casa, di cui
la

riconoscono

loro
di

principio

madre Francesca
la
istitu

Xa in toglie

che

nel
eretta

16 19. Nel luogo era-

vi stata

una comunit
vi

di or-

soline congregate che

avea fatto
i-

pochi
stitu

progressi,

quindi altra ne
fior

prima la madre e poi Giovanna fu superiora. Nel 1624 con diploma del vice legato dichiarata fu d' Avignone la casa monastero col consenso dell' arcivestessa

detta madre che

coll'a-

scovo d' Arles,


lo
le

il

quale diede

il

ve-

iuto di

Carlo

Descares vescovo di
in

Langres, e cambiata
stero nel

altra

pi,

ammise alla professione religiose. La Madre Rampale stee

poi

spaziosa venne convertita in

mona-

se

le

costituzioni

che

vennero
altri

os-

1619 con bolla di Paolo V. Dipoi Urbano "Vili sped un breve in favore di queste monache,
in

servate dalla congregazione d* Arles,

che
steri

si

propag poi con


1'

monamoren-

unione

di

diversi,

cui

tra

le

altre cose gli concesse

do

potersi

eleggere

un

direttore che go-

ne da
11

vernasse
all'

la comunit, assoggettandolo approvazione de! vescovo di Langres. Poscia ebbero luogo altre fondazioni, e mentre la madre Xaintogne della ss. Trinit faceva quel-

R.ampale in quello d' Avignolei fondato nel i636, e fu illustrata da Dio con molti miracoli.
la

loro abito fu simile a quello deloisoline di

le

Bordeaux,

tranne

il

manto
ra, e

corale che strascina per teril

velo eh' di slamina tras-

la di Troyes,

vi la

mor

nel

1639

parente.

Le

orsoline della congre-

continuando
la

congregazione
solo

propagarsi colle osservanze di queldi

gazione della Presentazione furono madre Lucrezia di istituite dalla


Gastineau, che dedita
dane,
la
il

Parigi,

distinguendosi

alle cose

mon-

dalla cintura di cuoio.

Le

orsoline

vescovo d' Orange pose nel-

della congregazione di Tulle furono

casa

fondate dalla madie Antonietta Micolon, delta

Spirito.

Pass

colomba

dello

Spirito

dare

le

Ponte s. Avignone a fonorsoline reali, perch pianidi


s

Orsola di

iu

1S0
te in

ORS
casa del gi
re

ORS
Reuato, e fu
Nel
g'

infermi e

loro parenti, e

non

eletta

superiora

di

esse.

1637
nuoPre-

avendo
lare,

chiesa

o oratorio

partico-

ottenne da Urbano Vili che l'erigesse in monastero,

dando

alla

va congregazione
sentazione della
si

il

titolo della
il
i

andare ad ascoltare la ed assistere ai divini uffizi. La fondatrice ordin confessarsi dai


per

messa

Madonna,

quale

gesuiti

e valersi de' loro consigli, asul

comunic quindi a tutti monasteri che a questo primo si unirono. Tale

vendo
pagnia

modello
la

della loro

com-

istituita
le

congregazione e

nome

lo

prese

Lucrezia

formate
fu prima
scovi

nel professare con voti solenni, e fu

Questo istituto regole. approvato da alcuni ve-

confermata
ti

superiora

dai

deputa-

di Francia, e nel

1648

fu

con-

dell'arcivescovo d'Avignone,

ed

ivi

le

scrisse

mor nel 1657. Le costituzioni il Bourgoin generale p.


oratorio di Francia.
le

fermalo con breve d'Innocenzo X in un alle regole e statuti, e lo fu pure in tutto da Innocenzo XI. Di
queste orsoline
di
in

dell'

Oltre
gate alla

orsoline descritte obbli-

Borgogna

se

della congregazione ne propagarono anche

clausura e vere religiose,

Svizzera, con vesti diverse dalle

vi sono di

mente

fanno solavoti semplici e possono uquelle

che

scire dalla

casa in cui vivono. Tali

furono quelle della congregazione di Borgogna, fondate nella contea

Borgogna dalla madre Anna di Xaintogne sorella della madre Francesca. Cominci la sua congregazione in Dol nella Borgogna per istruire
di
le zitelle

e fanno un quarto voto di andare in qualunque parte del mondo, qualora sia loro comandato e gloria di Io richiegga la maggior Dio Orsoline senza clausura, che vivono in comunit, furono pur quelle delle ss. Rudina e Seconda
francesi,
.

di

Roma

in

Trastevere

oblate,
nella

le

quali

per

praticavano
gli

loro

altre

persone

del

suo

casa e chiesa tutti


pri

esercizi

prosante

sesso nelle cose della fede,

ad esem-

delle religiose claustrali.

Ebbefiam-

pio

1' insegnavano de' gesuiti che uomini ; scrisse alcune regole e mor in Dol nel 1621. Il fine prin-

ro esse per

fondatrice
francese,

due
l'altra

agli

donne,
tieux.

una

minga. La
religioso di
lersi

cipale dell' istituto


tificare chi lo professa
plici

quello di sancoi voti

parigina,

sem-

prima Francesca Monche vestito 1' abito Chiara per non vos.
scalzi

di

povert, castit, obbedienza


si

maritare, a piedi

fugg
il

e perseveranza, con cui


le

obbligano

dalla casa paterna per visitare

s.

aggregate a dimorare nella condi

Sepolcro. Portatasi prima in


nel

Roma

gregazione, sebbene per difetti ven-

i5g8

per

ricevere

la

benediquesti la

gono licenziatele

procurare

la

san-

zione di

Clemente Vili,
in

tificazione delle persone del loro sesso

consigli a restare

Roma

dove

cui sono strettamente obbligate. L'abito nero, fuorch


di velo
il

potea santificarsi. Obbed continuan-

collare; invece
so-

do a
blig

vestire

da

Clarissa e

cammi-

portano berretta nera con pravi una specie di cappuccio, cingono la veste con cordone di

nare scalza,

finch Paolo

V
la

l'

ob-

e
la-

prima di morire a calzarsi. Nell'anno santo 1600 in abito penitente


si

na nera.
ziato,

Fanno

tre

anni
per

di

novili-

port in

Roma

nobile
,

escono a due a due


superiora

con

Francesca

Gourcy fiamminga

la

eeuza della

visitare

quale sciolta dai legami del matri-

ORS
Cristo

ORS
cui

181

ruonio avea eletto per is poso Ges dono essersi trattenuta cin:

que anni
giunse
fraternit

in

all'alma

Colonia, pellegrinando citt nell' arcicon-

de' pellegrini.

Appena per
pe

consiglio del p.

Piiccioni gesuita
si

nitenziere

vaticano
si

Montieux,
bilirono

abbocc colla determin vivere con


morte.
a

essa fino alla

Ambedue

sta-

adunar

fanciulle

volevano

obbligarsi

che non clausura ed

aggiungevano il nero quando lo che eragli permesso alcune volte di loro scrisse il Piazza, Eusevologo romano tratt. 5, cap. i8o3 col breve 34- Pio VII nel Nobis nuper, de'2 3 dicembre, Bull. Rom. Conlinualio t. XII, p. 107, incorpor al monastero delle oblate delle ss. Ruffina e Seconda le monache del Conservatorio di s. Crouscivano,
:

ce (Fedi). In

progresso
piccolo

di

a voti solenni, e di formare una oblate orsoline. congregazione di

ridotte le oblate a
si

tempo numero,

Comprarono
tigue alla
ss.

perci diverse case con-

sa,
le

antichissima chiesa delle

Ruffina e Seconda sorelle vergini e martiri, gi parrocchiale quasi abbandonata ; stata de' mercedari,
s.

un angolo della ca833 vi furono sostituite dame del Sagro Cuore (Fedi), cui concesse Gregorio XVI il moritirarono in
e nel
1

nastero e la chiesa,

che
la
vi

avendole
pia

restaurate ed abbellite

mare
di

era allora della basilica di


in

Maria
Cle-

chesa Teresa Andosilla


stabilimento
scuole per
le

fond lo
detto
nel

Trastevere, ed in origine casa padette sante


la
:

di

terna di

nel

1602

fanciulle,
al

educandato che
narrato
d

mente Vili

diede loro, e confer-

Paolo V (ed Urbano Vili), il quale inoltre a' 5 marzo 161 1 approv le costituzioni ed esent dalla giurisdizione del curato della parrocchia. La madre Francesca Mon-

n.

Papa 87
In

visit

modo

del

Diario

Roma

833.

bilite

Parma le nel 575


1

orsoline furono sta-

dal duca Ranuccio

Farnese, che loro prescrisse regole, volendo che ad imitazione di quelle


istituite

tieux mori piena di meriti nel 1628,

da
i

s.

Angela
propri

Melici insedel
sesso

Francesca di Gourcy che dopo di lei govern sola la comunit, termiu di vivere nel 1641 con egual fama di santit. Le costituzioni furono quindi sotto Urbae la

madre

gnassero alle donzelle leggere, scrivere e


lavori
:

no Vili
rente.

nel

i643 riformale

e ap-

ne fiss il numero a quaranta. Allorquando sono ricevute nell'oblazione fanno voto a Dio di castit perpetua e di vivere e morire nell' istituto.

provate da Alfonso Sacrato vicege-

L' abito

consiste

in in

veste

Queste oblate

alcun voto e le loro bligavano nemmeno a


niale.

non facevano regole non obpeccato veaggredi


al cardinal vivi
si

nera e

zimmarra

simile;

casa

Erano soggette
e le fanciulle

cario,

che

gavano dovevano fare


noviziato in abito

un anno

secolare.

Vesti-

vano tonaca di lana paonazza scura, con sopravveste di saia nera e cintura di cuoio. Allorch si comunicavano assumevano un manto nero; in casa incedevano con velo biauco,

tengono in capo un velo trasparenusano grembiale bianco e te, ed lungo manto turchino quando escono per andare alla chiesa ; le converse sono dette bianche dal velo che portano. Hanno la priora e sono esenti dalla giurisdizione del vescovo, perch sotto la protezione sovrana. Da questa deriv la comunit di Piacenza, fondata da Laura Masi

e Isabella

Lampaguani.

JNel

1600

182
suor Paola

ORS
da
Foligno
fond
io
le
ti

ORT
fanciulle

negli

uffizi

loro attinencristiana e
le

questa citt un' altra congregazione Orsola, approvata di donne di s.


dal

e pi nella
piet.

dottrina

nella
lo

Emulando
fervidi

orsoline

vescovo

diocesano,

per istanza questa con-

zelo de' pi

missionari,

del cardinal

Baronie La fondatrice
:

fu eletta superiora

in

valicarono i mari e passarono in America, ove fondarono congregazioui


altri

gregazione fu stabilito ricevere fanciulle

nel Brasile,

nel

Canada

e in

nobili o

dotate di sufficiente

luoghi ad istruzione delle done per dilatare


il

patrimonio,
lo di

perch
la

restavano

per

zelle

culto divino.
gli
il

pi nelle case

paterne, uscendo
visita

Delle
degli

orsoline

trattano

storici p.

rado e per

di

qualche

ordini

regolari, ed

Bori-

santuario,

come

di

Loreto e di Ro-

nanni nel suo


porta
le
s.

Catalogo par. 2
di

ma. Per la superiora fu statuita una casa con oratorio, clausura e sette religiose. Insegnano queste orsoline senza mercede,

figure e parla delle orsoli-

ne

di

Angela, di quelle
di

Roma,
di

delle

ss.

Ruffina e Seconda, di ParSvizzera e


le

leggere, scrialle

ma

Piacenza,

vere e

il

catechismo

fanciulle.

Castiglione delle Stiviere,

quali fu-

La

stessa

madre

Paola

fond due
nel

rono fondate da
zaga nipote di
s.

d.

Olimpia

Gon-

altre case dipendenti dalla superio-

Luigi, insieme con

ra di Foligno, ed
1

Urbano Vili
lei

638

si

serv
di

di

per riformare

monasteri santamente
i

Foligno, ove
1

mor

due sorelle, per insegnare senza mercede alle fanciulle. Vedasi ancora il p. Annibali da Latera, Compendio
reg.

nel

sottana nera con

647- L'abito maniche strette e


:

della
3,
Il

storia
p.

degli

ordini

par.

cordone

di

lana

rossa

in

casa u-

orsoline.

67, delle religiose Rambelli, Lett. intorno


lett.

sano velo bianco, sul quale pongono il nero quando escono. In altri luoghi sonovi orsoline che non ap-

invenz. e scoperte italiane,

3g,

rimarca che le scuole gratuite per le povere donzelle uu vanto che

partengono ad alcuna delle congregazioni suddescritte, che vestono di

non pu

essere

conteso

all'Italia

dall' Inghilterra,

per l'antichit prinCitt stato

le

nero con un collare bianco, e fanuo scuole per istruire le ragazze onde sono chiamate comunemente maestre. Le orsoline sono sparse
per tutto
il

cipalmente delle scuole pel povero.

ORTE

(Ortan).

vescovile
pontificio,
di

antichissima dello

nella delegazione apostolica

Vi-

mondo, ed ove

esisto-

terbo, circa cinquanta miglia distante

no lo diciamo ai loro articoli, bench diverse delle nominate congregazioni


litiche
si

da

Roma,
di
,

e fabbricata sopra

un

alto
ta

masso

materia vulcanica det-

sciolsero

nelle vicende pogli

che agitarono
secolo

ultimi an-

ni

del

passato

ed
le

primi

tufo sulle sponde del Tevere , che ne circonda la maggior parte. Dopo che and in rovina il solido
poite
di

del
di

corrente.

Nel

1837
il

orsoline

Augusto,

di

cui

vedesi

Praga
s

celebrarono
claustrali

terzo

giubileo di loro
soline

istituzione.

anno Le or-

legiate o congregate

che semplici colsi adoperarono

qualche avanzo, il passaggio del fiume si eseguisce col mezzo d'uua barca. Per le copiose acque del Nera,

gi congiunto al

Velino, qui
s'

il

sempre e tuttora

adoperano particolarmente ncll'istruire ed educare


si

Tevere
navigare,

iugrossa

incomincia

come

osserva Degli Elfetti.

4 ,

ORT
Tevere fu per un tempo agevolmente navigabile dalla foce del Nera sino a Roma , e soveute le barche orlane cariche di
Certo che
il

ORT
parrocchie di
vestro;
fuori
si
s.

i83
s.

Pietro e di

Sil-

delle

sue

mura

nel

derrate soccorsero
citt.

le

carestie di tal e precisa-

contano altre quattro parrocchie. Evvi un buon seminario vescovile, tre monti di piet,
territorio

Nel suo
nella

territorio,

cio a Goglie,

Frumentario e d'Abtre
a'

Oriana, il lago Vadimoue sacro a Giano, e dai romani chiamato Volturno, cotanto celebrato nelle storie romane, e da Plivalle

mente

bondanza.
agi' infermi

I
,

ospedali

servono

convalescenti

ed

ai

pellegrini.

Vi sono molte confratertutte cale

nite e

pie congregazioni,
erette,

giovane descritto per le sue acque sulfuree e per le isoletle natanti oggi il suo cratere assai annio
il
:

nonicamente
tano.

non che
si

uni-

versit delle arti che ivi

eserci-

Da

ultimo fu eretta una nuole

profonde sue acque giunchi e pruni. Anticamente somministrava l'acqua ai vicini bagni
gusto
,

nascondendo

le

va scuola pia per


retta

fanciulle,

di-

dal novello istituto


,

delle pie

educatrici

adornllici
oltre
il

del di viti
noviziato
fanciulle

medicinali, di che

si

hanno
nel

vestigie,

Sangue,
d'ogni

le

quali

ed
altri

ora

si

scarica

grandi massi di

Tevere fra travertino, bench


il

e l'educandato,

danno

alle

ceto

istruzione nel leggere

pretendono riconoscere
nel

lago

scrivere e ne' lavori

muliebri:

per

Vadimone

Naviso
i

di

Viterbo.

tutte le altre donne, in varie fesle

Presso questo lago romani guerreggiarono coi galli-boi uniti agli


etruschi:
in

dell'anno, vi

si

di piet cristiana.

fanno molti esercizi Un esperimento


si

inutilmente questi
battaglia

ultimi
al

altra

vicino

lago

dato da detta scuola n. 88 del Diario di


l'istituto

legge

nel

Roma 1843:
cau.
del

giurarono di non tornare in patria che vincitori, ma tutlo pieg in faccia al

fu

ideato

dal

Bufalo, e posto in pratica da


ria

Mafondi

valore

romano; ed
le
Il

ivi

pure

de Mattias, che ne gett


in

le

Dolabella

stermin

reliquie dei
s.

damenta
Frosinone.
tuzioni

Acuto
le

delegazione

galli-senoni.

martirio di

Lan-

Tra
s.

pi antiche

isti-

d o Lamio sotto Diocleziano, perch nou volle sacrificare ad Ercole, avvenne in prossimit del lago, e se ne venerano le sacre spoglie in una cappella non lungi da Bassanello, ove si rinvennero nel 1628. L'antica cattedrale era stata da s. Cassiano vescovo intitolata a

religiose

nastero di

si novera il moGiovenale eretto dal


, ,

celebre Belisario patrizio

il

quale
i

dopo aver
nativi

offerto a

s.

Pietro

do-

ricavati

dalle spoglie de' goti,

edific presso

Orte

il

monastero che
e arricch
di

dot
doni.

di

possessioni

martire; l'attuale
ni,

Lorenzo fu magnificamente
s.

Prima

dell'invasione
i

francese

esistevano in questa citt


degli

conventi

riedificata dal ven. vescovo

Tenderi-

agostiniani, conventuali, giro-

ed aperta nel 172 1. E' sotto l'invocazione di Maria Vergine Assunta,

lamini, minori osservanti e cappuccini,

ed
e

monasteri delle agostinia-

con capitolo di
de' quali
il
il

dieciotto

cano-

ne

benedettine.

Dopo

il

nici,

primus
di

hiler eie,

soltanto poterono ripristinarsi

mie le

quales ha
citt,

titolo

priore

da

nori osservanti benedettine.

cappuccini

diversi cappellani e beneficiati. Nella


olire la cattedrale, vi sono le

Vuoisi

procedesse la

Orte nobilissima gente Orche

da

184
tensta di
1*

ORT
Roma. Di Orle
matrona

OR
pure Falconia
fu

T
:

bre della pi remota antichit

fu

illustre

Proba

poetessa, che acquist celebrit dal

centoue in onore di Ges Cristo, combinato con interi versi tratti


dall'Eneide, e in tanta
sa

certamente nobile citt etrusca, ed il Fontauini l'annover fra le dodici metropoli delle etrusche Lucu-

superstizio-

do

monie, escludendone Veio e formande' veienti una nazione a parte


3

venerazione
il
1'

sali
s.

a'suoi tempi,

da

diversa dagli etruschi

e co'

mede-

doverne

Papa

Gelasio

pro-

simi confinante, governata in tem-

clamare

esclusione dai
si

libri santi

po del suo memorabile assedio dal


re Larte Tolunnio.
sci
Il

della Bibbia, a' quali

frammischia*
i

p.

B.anghia-

va. Ivi ebbero

natali

beati

Be-

nelle

Meni,

istor.

di Nepi, per

nigno e Giovanni francescani , cbe nella chiesa si venerano, il primo di Araceli di Roma, il secondo in quella di s. Francesco di Palermo.

sostiene con sode e concludenti ragioni,

ne,
rii

ma

che Orte non fu Lucumooppido Falisco ossia Fale-

Etrusco, situato nell'etnisca Pen-

Fu
lio

ancora

patria

di

Lodovico

di

tapoli,

come pu
7.

vedersi nella

par.

Eugenio IV Medico [fedi);

di Giu-

2, cap.

Vi

si

venerava
sotto

Marte,

Roscio storico e poeta, caro ad Aldo Manuzio; di Antonio Deci, adi Filipniico di Torquato Tasso po Deci; di Mario Villani giureconsulto, e di altri celebrati dal Fonoltre tanini e da altri scrittori ;
;

Giano, Vulcano, Volturno


cole
di

ed Eril

specialmente

titolo

molti vescovi e prelati, e del cardinal Nuzzi [Vedi). Dacch Orte pas-

Hercules somnialis, e si hanno anche notizie di un' ara in onore del padre Tibeiiuo. Virgilio nella Eneide narra che le flotte orlane, aventi a duce Messapo, soccorsero
il

re
:

Turno

ruttili

contro E,

s sotto

il

dominio
Papi,
di

della Chiesa ro-

nea

stando a

questo

racconto
Italia

mana

conserv
ai

costante
pel quale

attaccae per

supponendo
lasgi

Orte

fondata
in

dai pe-

mento
1'

che sbarcarono

344
Troia,
di

concessione

Eugenio

onore d'innestare municipale il triregno e le chiavi pontificie in cai p rosso, coll'epigrafe: Muiius fidelitatis s. Romanae Ecclesiae. La popolazione
di

IV ebbe nello stemma

anni prima della caduta


la

di

citt surse

y44 anni prima


italiano chiamasi
;

Roma, ed
te,

in

Or-

Orla, Orti

in

latino

Horta

Orla, Hortia, Horlanum, ed inoltre

Orte, compresovi

1'

annesso
al

vil-

Horlus ed Ordini come cred spiegarne il significato Andrea Longhi


vescovo di essa, che nel suo ingresso pontificale scherz con quei versi

laggio di Bagnolo, di circa


abitanti
:

2400
go-

soggiacciono

suo

verno
gli

le

comuni
Chia
,

di

appodiati
di

Bomarzo coMugnano, di
in

che riporta anche il p. Casimiro da Roma, Memorie de' conventi dei


frati minori della provincia

Bassanello

Bassanello

Tevegli fu

roma-

rina, e di Gallese:

Corchiano

na, cap.

16, parlando
s.

della chiesa

tolto nel 1 844- residenza del governatore e del vicario generale del

e conveuto di

Orte e delle
sorgere di

notizie di

vescovo.

Roma

Bernardino presso questa. Al venne a poco a

E
della

impossibile rintracciare l'epoca

fondazione

di

Orte, nascon-

dendosi la sua origine fra le tene-

poco annichilata la potenza etrusca, e perci Orte pass insieme alle altre citt sotto il domiuio de'ro-

ORT
mani, presso i grande estimazione, che la dichiararono citt l'anno 33o. Augusto vi dedusse una colonia militare; fu Arascritta alle trib Quirina ed
niese,

ORT
sempre
in
te,

i85

quali fu

donde venne valorosameute respinto, impresa che neppure riusc al successore Clefa. Alla sua morte
i

longobardi divisero
conquistata
Italia,

in trenta

duci

la

e fecero ogni

gustale
lonia,

stabilendoci un collegio aucoe un magistrato della

sforzo per togliere ai

restate in loro potere.

romani le citt Orte essenal


a'

come

ricavasi

dalle

antichis-

do

tra

queste

da Fonianini. Si vuole ancora che Augusto Ulvi edific un tempio a Marte


sime
iscrizioni

prodotte

mune

destino,
la

dov cedere vendendo cara


si

co-

lonli

gobardi
negli

sua dedizione, poich

batt pi volte e solo

sottomise

tore.

romano,
sa

Nello scioglimento dell'impero a dila citt soggiacerne

verse dominazioni, mai per fu pre-

per forza, avendo

sempre

resi-

conche per altro non vennero mantenute ci ni capitano Fernaldo. JN eI 5go divenuto esarca di Radizioni,
T

estremi, e con decorose

stito

solo

a qualunque poderoso cedendo per onorevoli

esercito,

capito-

lazioni,

come afferm
Totila re
riportata
I,

a Sisto
il

Por-

venna Romano, dipoi per l' imperatore Maurizio occup Orte, Sutri, Todi, Amelia, Perugia e altre
citt,

tano Roscio, presso


tanini.

citato
,

de' goti

Fondopo la

per cui
ribellatosi

la

citt

torn

far
il

parte del ducato romano.

Dopo
all'

vittoria

contro

tore Giustiniano

V imperaavendo occupato
di

tutta la Toscana, tent

prende-

re ancora Orte,

ma

trovandola ben

munita, abbandon l'impresa rivolgendo altrove le sue armi. Per dopo qualche tempo cadde in potere J de suoi che l'occuparono per vari anni, finch Giustiniano I, dopo la barbara morte di Amalasunta, mand il patrizio Belisario con valido
esercito,
goti,
il

imperatore Leone come iconoclasta, spontaneamente si sottomise al dominio temporale della santa Sede in u ad Orte, dedizione che ricev s. Gregorio II. Avendo il successore s. Gregorio III fatta pace con Trasmondo duca di Spoleti, se ne chiam olTeso Luitprando re de' longo-

726

il

ducato

bardi, per cui invase quel e

ducato,
re

domand

al

Papa
il

la

consegna del
il

quale liberata

Roma

dai

duca. Ricusatosi

Pontefice,

questi scacci da tutte le citt

mont

nelle furie, cinse

Roma

d'as,

occupate.
te,

Tra

le

quali essendovi
essi

Or-

sedio, devast le

vicine
di

campagne

per parte di

vi

trov vigoper segreta


le

ed occup
lia

le

citt

Bieda,

AmeOrcorag-

rosa resistenza, n pot impadronirsene, finch


iutelligenza
gli

e Bottnarzo.

Strinse ancora
v'

ortani

te d'assedio,

ma

iucontt

gli

E
non

tradizione

aprirono che allora


il

porte.

giosa resistenza, n
se

pot

ottenerla
dagli or-

Belisario

non quando domandato

solo edificasse

detto

mona-

tani soccorso al Papa, questi gli spe-

stero,

ma

che donasse alla cattedi

di Stefano capitano e

patrizio

ro-

drale una croce ornata

gemme
Gli

mano
cui

a dichiarargli

la

sua

impocede-

per
corte

voto

fatto

s.

Lorenzo.
in

tenza atteso l'assedio di


col

Roma; per
,

successe Narsete, che disgustato colla

consiglio di Stefano
tre

imperiale,
il

chiam

Italia
il

rono
to
il

dopo

mesi

nel

longobardi e

re Alboino,

quale

vantaggiosi patti.

La

citt

739 con gem sot-

vinte varie cilt lento l'assalto d'Or-

barbaro dominio

due anni

i8(3

ORT

ORT
no danneggiati dai ladri e assassini. Per sua morte eletto nell' 855 Benedetto III, insorse in Orte
Anastasio, ed ivi fu eletto Antipa-

n valsero le replicate istanze di s. Gregorio III per indurre Luitprando ad evacuarla. Gli successe nel

74

s-

Zaccaria, che rivolse le pri-

me
citt

sue cure alla ricupera di delta


e altri territori! della Chiesa.
effetto
si
i

pa XIII
ta

[Fedi), per fazione ordida Arsenio vescovo di Gubbio,


gli

tale
il

tutto

clero,

parti da Roma con primari cittadini e

che pot sovvertire


imperiali spediti a
stere alla
pontificia

ambasciatori
per
assi-

Roma

Stefano capitano
tana, e
si

della

milizia

or-

consagrazione.

avvi per Terni ove di-

morava il re. Il senato d'Otte sped 3oo giovani militari, scelti fra le
primarie famiglie, per incontrarlo a Kepi, e accompagnarlo nel resto del
viaggio.

Giunti questi ambasciatori a Orte furono guadagnati in favore dell'antipapa, a cui


si

unirono
primari
gli

Rodoalto
vescovo
del chie-

vescovo di Porto, Agatone


di

Todi, ed

altri

Gradi

il

Pontefice

questa

ricato.

Giunti poi

ambasciatori

dimostrazione, e con tale accompa-

in

Roma, non

essendogli riuscito far

gnamento giunse ad Orte, uscendogli


il

incontro
clero, la

il

vescovo,

il

capitolo,

polo, tutti
colti.

nobilt e numeroso pobenignamente da lui accitt

riconoscere Anastasio, prestarono obbedienza a Benedetto III: secondo Ciacconio, Anastasio con alcuni il

sostenne lo scisma pi di due mesi.


se di

Nella

trov

che Luit-

prando avea quivi mandato un suo nipote, per complimentarlo e seguirlo a Terni questi dopo aver
:

Verso il qoo Alberico I marcheCamerino e duca di Spoleto, fatto da Giovanni IX. generale delcontro
i

l'esercito

saraceni, dopo
la citt

baciato
il

piedi

s.

Zaccaria, prese

averli

vinti

ebbe per premio

freno del suo

cavallo
alla

bianco, e
porta
della
soste-

d'Orte. Accusato poi di tradimento,


quasi da lui fossero stati
gli

lo

condusse
le

sino

chiamati

cattedrale,

mentre

sul

Papa

ungati

in

Italia

danno del
e
ri-

nevano

aste del baldacchino otto

Pontefice, poich
castelli,

bruciarono molti

de' primari nobili longobardi. Scen-

fu esiliato
in Orte,

da

Roma

dendo da

cavallo
gli
il

il

Pontefice,

il

tirossi

ove assediato da' rodagli ortani

nipote del re

sostenne

la stalla,

mani

abbandonato

lungo lembo della veste pontificale, che tenne per tutto il tempo che s. Zaccaria or
e prese quindi
in chiesa

che aprirono le porte alle milizie venne trucidato. Altri pontifcie,


Alberico I marchese di Toscana, e Io dicono fiorito sotto Giovanni XI. Degli Effetti scrive,

chiamano

e recossi

al

palazzo destial
il

natogli,

ove
si

rest

sino
poi

giorno

seguente.

Portatosi

Papa a

Terni,

pacific con

Luitprando,
oc-

e nella chiesa del Salvatore fu steso


l'alto di

restituzione de' luoghi

capali dai longobardi, compreso Orte.


i

Nel pontificato
saraceni

di

s.

minacciando
il

Leone IV domimi
le

che per la rovina di detti castelli gran parte degli abitanti si ritirarono a Civita Castellana, e da loro il luogo acquist tal nome ovvero quello di Civita, detta ancora Castrimi Felicitali* da Cencio Camerario.
i

Inoltre Degli Effetti asserisce,

della

Chiesa,

Papa
di
gli

riedific

mura

e le porte

Amelia

di

Orte, anche perch

abitanti era-

che conti Tusculani , signori anche di Orte, possedevano moltissimi castelli fino a Roma, e che la

ORT
citt

ORT
Il

,87
del

aveva

la

fortezza.

p.

Casi-

e quasi

tutta la
di
s.

provincia
Pietro.

Paordeim-

riconobbe

miro opina che Orte per un tempo il dominio degli Estensi,


discendenti
dai

trimonio
resistenza
tani,

La

valida
gli

che
le
il

gli

opposero
truppe
bel

come
t.

marchesi

di

irrit

sue

che

Toscana che signoreggiarono

la cit-

vastarono
distrussero

suo

territorio, e

Dopo che
la

s.

Francesco d'
di

Asisi

non pochi

de' suoi

ottenne
si

conferma
circa

sua regola,

portanti e popolati

castelli.

Impri-

ferm

per

quindici giorni
la

presso

Orte,

ove predic
delle grazie

peni-

gionato dagli ortani Sigismondo nipote del re, lo trattarono con ogni
riguardo.

tenza, e fece

per virt
gli

Ladislao
pi volte

volle
vi

assaltare

divina, per cui in seguito


ni

orta-

Orte

in

perde 2,000
ortani
fos-

assegnarono

ai

francescani chiesa
al

uomini. Quantunque
tezze,

gli

e convento
visse e

vicino
il

Tevere,

in cui

sero ridotti dal re alle ultime stret-

mor
i

uno
Dipoi

de' primi

b. Teobaldo d'Asisi, compagni del santo.

francescani
s.

passarono

alla

Teodoro, indi in quella di s. Angelo, il cui convento essendo stato fortificato ad uso di rocca, si trasferirono in s. Francesco
chiesa di

accordarono il che con promessa di entrarvi con pochi de' suoi disarmati, come avvenne: inoltre Ladislao s'impadron di Narni e Gallese. Questi luoghi alla morte del re soggiacquero nel i4'4 a " a re *
gli

pure non

possesso della citt

ove dimorarono
nerandovisi
tutore.
il

conventuali,
del santo
i

veisti-

gina Giovanna
poi

II

sua sorella,
Orsini

ma
ca-

cilicio

vennero

tolti

e restituiti a Gio-

Nel

1298

ribellatisi

Coa

vanni XXIII da Paolo


pitano della Chiesa.
ortani
rono*
ribelli,
Il

lonnesi con Sciarra a Bonifacio Vili,


questi

valore degli
i

promulg
essi,

un' indulgenza
le

avendo

ingelositi
al

vicini, fu-

favore di chi avesse preso

armi

rappresentati

Papa come
e pri-

contro di

ed Orte
vestiti

gli

mand
armati,
cit-

e lo indussero a sentenziare

3oo
col

giovani ben

ed

l'interdetto contro la citt,

capitano

Pirro

Triusefora

varla degli antichi privilegi.

Ma

gli

tadino orlano. Nel


gestione

i3y5 Orte
si

a sug-

ortani avendo fatto conoscere a Gio-

de' fiorentini

ribell

vanni XXIII,
cardinal

mezzo
che
li

del

legato

Gregorio XI dimorante in Avignone, e nel novembre riconobbe per signore Simonetto di messer Orso Orsini, esempio pernicioso che seguirono Viterbo, Citt di Castello e Perugia. Riconosciuto il fallo presto torn all' obbedienza della
,

Isolani,

la

loro

dedi-

zione lu forzata,
se alla
tutti
i

riammisua soggezione, e conferm privilegi con diploma de' 19


assolse,

aprile

5.

Indi

gli

ortani resiste-

rono bravamente alle truppe de'faziosi guidate da Nicol Piccinino e

Urbano VI nel 1 384 onde supplire alle spese incontrate nel combattere gli scismatici, impegn Orte per due anni a Malatesta dei Malatesti, ritraendone 10,000 fiosanta Sede.
rini.

Ladislao

re

di

Napoli, dopo

da Braccio Fortebraccio, a'quali nel Eugenio IV avea interdetto i43 1' acqua e il fuoco. Tra gli altri servi di Dio che furono in Orte ad annunziare la divina parola, nomineremo s. Ber1

andato a Giavarino onde farsi coronare re d'Ungheria, nel i4o3 sotto speciosi pretesti occup Roma
essere

nardino da Siena nel secolo XV, in venerazione del quale gli ortani
statuirono celebrare
la

sua

festa,

188

ORT
da' napoletani
forza
t scuoterne

ORT
,

fabbricarono un convento contiguo alla chiesiuola dell'Annunziata, rifabbricata ed ampliata nel

dovette cedere alla

preponderante;
il

ma appena
gli

posi

i463 da
il

giogo,

ottani

Domenico
di
s.

Santi, sotto l'invocazione


p.

unirono

agli

aretini

e alle

truppe

Bernardino, die descrive


col
ni

degli altri

popoli, e
g'

da Civita

Ca-

Casimiro
in

un

novero delle reliquie, cappuccio del santo, e ta-

stellana cacciarono

invasori, pren-

dendo possesso

della fortezza in no-

bella col

ss.

Nome

di

Ges, dal
la

me
la

del Papa,

lasciandovi

per coinvasio-

santo usala per


vozione, per la

propagarne
quale
quivi
il

di-

mandante un

cittadino orlano, che

istitu

tenne sino alla

seconda

una compagnia. Verso


pitano
cui

i5oo

sotto

Alessandro VI, Vitellozzo Vitelli cauccise Altobello tiranno di carne


la Acquasparta fu venduta al macello,
in
,

ne francese sotto Napoleone. Ricusando a questo il giuramento, l'intero capitolo e tutti


i

parrochi

fu-

Todi nascosto

attese le crudelt usate verso de'suoi

rono dannati a glorioso esilio. Nel 1820 Orte ospit amichevolmente le truppe tedesche, che recavansi a
reprimere
distinsero
la

le

milizie

orlane, cento giovani


i-acchiusi

rivoluzione di Napoli.
nel
1

delle

quali

nello
fatti

stretto

Finalmente
trono
di

83

gli

ottani

si

del
nieri
ivi

ponte di Augusto,
li

prigio-

nella fedelt e difesa

del

strascin in Amelia, e furono

Gregorio XVI, come aveafflisse-

miseramente trucidati. Nel 164.2 tentando il duca di Parma pel ducato di

vano
le

fatto ne' precedenti secoli, nel-

turbolenze e guerre che


lo

Castro [Fedi)

invadere

lo

ro
pi

stato

pontificio,
III

fino
s.

da' temI.

stato pontificio, gli ottani fornirono

di

Giovanni

Gregorio

volontari alle milizie papali

onde

In quest' ultima
raggio contro

circostanza

dimoe co-

Urbano Vili
tusini

pel camaldolese p. Aralla


citt
la

strarono un eguale impegno


g' insorti,

mand

polvere

per l'artiglieria. Bench andasse a vuoto l'impresa del duca,


necessaria

mi

alla citt

che prossiminacciavano invaderdifesa

la: la

popolazione intera accorse alle


per
la
,

continuando le turbolenze guerresche, Innocenzo X volle che Orte


fosse presidiata dalle sue truppe, fa-

mura

colla civica

truppa di linea comandata dal concittadino capitano

Mariano

de' conti

cendovi acquartierare nel

1646
Gio.

la

Alberti patrizio ortano; e continue

compagnia

del

capitano

Cor-

furono
gine, al

le

orazioui alla Beata


s.

Ver,

rado Orsini,
Petrucci.

insieme

alla

fanteria

protettore

Egidio
,

agli

comandata dal
Pontefice
la

capitano
nel

Guerrino

otto martiri
l'arcangelo
s.

comprotettori

al-

Decretata

1649 dal
Castro,

distruzione di

Spinola governatore del Patrimonio


invit gli ottani a portarsi col con
le

Michele, del clero e popolo. Il tutto e meglio riportato nel supplemento al Diario di

Roma
lora, e

n.

milizie stanziate in

Orte

onde
,

nel

in a tl 'e stampe d'al4' Plauso della citt d'Orle


1
'

concorrere a diroccare Castro


ridussero in

che
alla

pel ripristinamenlo della pace negli


stali pontifcii;

un cumulo
degli
rifulse

di macerie.

Rieti

83

Scrisse-

L' attaccamento

orlaui
nel

Chiesa romana

declinar

ro sopra Orte e sua sede vescovile De ed antichit, Giusto Fontanini


:

del passato secolo, nell'invasione dei

anliquitatibus

Hortae coloniae
Ircs,

etni'

repubblicani francesi. Mal presidiata

scorimi libri

cuw fguris

acri

ORT
incisi.*,

ORT
dal principe degli apostoli.
vaticani";, eie.
et

189
Fino dai
vescovi orla ni

et

gemina appendice montiancia


ree ogni la,

memorimi ex codicibus
Edilio
ter ti a,

primi tempi erano

decorati della porpora senatoria che

Romae

1723.

Tommaso Mamachi:

conservarono fino
tuzioni

alle

nuove

costi-

De
ad

episcopalus Hortani anliquitale

apostoliche,

che

restrinsero

Advcrsus

hortanos cives Uber singularis. auclore in l'belli italice Civiscripti de cathedra Horlana tonicae non praeferenda , Romae

questa singolare prerogativa: ecco co-

me

s'esprime l'Ughelli. Hortanus

episcopusin romanae provinciae praesulibus numeralur, Innocentiique III


privilegio

1759. 11 p. Mamachi in questa opera d la preferenza alla sede vescovile di Orte sopra quella di Civita

senatoriam

cardinalitiam
ut re-

purpuram adjunclam habuit,


fert

Castellana (Fedi)

i
}

canonici

Azorius par. 2, lib. 4> ca P- I* Quam quidem dignitatem rIonorio


II

e cittadini della quale per sostenere la preminenza da essi posseduta,

sedente, etiam obtinuisse constat

pubblicarono diversi

scritti

che

ci-

usque ad annum 1 126, in quo Rodulphus cardi ualis hortanus purpura senatoria decoratus est.

tammo
dal
p.
il

detto

articolo,

confutati
p.

Caeterum
horSi

Mamachi
quale
si

contro

il

Marfavore

non diu
tanis

cardinalitia

dignitas

roni,
di

dichiar

episcopis

mansit.

Civita Castellana per l'anzianit


)ei

Eugenius
legio

del di

vescovato.
tali

Sono poi
la

pre-

111 sex tantum provinciae ecclesias sanxit eo privi,

quidem romanae

giatissimi
di

opuscoli per

copia
storia

erudizione che contengono e pei

molti lumi

che

danno

alla

caeteris ad debere gaudere aliorum episcopatum jus vocatis". Il primo vescovo d'Orte

commune
che
so
si

ecclesiastica de'remoti tempi.

La
pu
,

citrii

conosca Giovanni
s.

MontaI

sede vescovile d'Orte

no, ordinato da
il

Silvestro
s.

ver-

putare a

somma

sua gloria
e

che

33o;

il

secondo

Cassiano

celebratissimi

Fontanini

Mamadi

chi scrissero con tanto

impegno
Orte

d'Alessandria, originario egiziano, eletto verso il 363 regnando l'im-

sua antichit.

La

fede fu ricevuta in

nei

primi tempi del cristianesimo, e l'Ughelli, Italia

sacra, t. I, p. 733, diapostolorum alumnis fidali Chris ti accepit guani deinde sua praedicatione Lucius Papa (del 2 55) in paucis fovii, conservavi^ gue. In prova di che vanta l'erece che ab

zione della sua sede vescovile


dai tempi del Pontefice
nel
sci
s.

fino
I

Silvestro

Gioviano (sotto il quale che edific la cattedrale in onore di s. Lorenzo martire, indi Leone che govern Marziano con lode ventitr anni che intervenne al sinodo nel 5o 1 celebrato da Papa s. Simmaco; Ubaldo Prosenio orfano; Baldo, forse lo stesso che il precedente, fior nel pontificato di s. Gregorio I, dall'epist. 32, lib. I, del quale rilevasi che
peratore
fu
fatto

morire),

33o

circa.

Il

citato

p.

Ranghia-

essendo ritenuto prigione in Raven-

celebrando l'antichit e distinti pregi d'Orte, dice che una delle

na

dall'esarca,

ne reclam

la

libe-

citt della Pentapoli forse avr avuto il vantaggio di venire alla fede per opera di s. Tolomeo vescovo della suddetta Pentapoli, inviato

razione, pei gravi danni che ne sentiva la Chiesa e popolo di Orte. 11

vescovo Giuliano nel 649 fu al conromano ; Maurizio intervenne a quello del 743; Adamo sedeva
cilio

190
nel
eli

ORT
761; Slefano
si

ORT
da Martino IV;
facio

rec al concilio

Roma

dell'

826;

strato da Ughelli, al do, appartiene alla chiesa d'Ostia. Arsenio dell' 860 fu legato di s. Nicol I a Lotario I, perch ripudiasse la concubina Valdiada ; poscia divenne vescovo Zaccaria, quindi Stefano II, che sottoscrisse al sinodo che Slefano VI detto VII tenne contro il predecessore Papa Formoso. Nel 916 o 917 Pietro vescovo d'Orte apocrisario di Giovanni presied al concilio d'Althaim; N. vescovo del 963; Lam-

Magesto regidire di Lucen-

e nel 1296 BoniVili fece vescovo Bartolomeo;


fr.
;

nel

1298

Lorenzo
1

di

Velletri

de' minori

nel

334

Nicola Zabe-

reschi
letto

nobile ortano e canonico, e-

capitolo e approvato da Benedetto XII, sagace e d'animo forte, commissario del cardinal Albornoz, signore di Bassa no, Torri-

dal

cella

d'altri

castelli.

Nel
fu

i362
tras1

dalla chiesa Rissanense vi

lato Giovanni, cui successero nel

365
Gio-

Pietro ortano

nel

366

fr.

vanni di Foligno domenicano, che


a vantaggio della Chiesa statu
sinodali,
berti leggi

berto vivea nel 1003, essendo conte

nel

1396

fr.

d Orte Guidone;

nel

io 17 Gio-

nobile

fiorentino

Paolo Alde' minori ,

vanni; altro Giovanni nel


al

1028
ina

fu
vi

sinodo di Giovanni

XX,

ripugna

Lucenzio; Laudovino del io36; Gregorio del 1049, secondo Fonlanini. Non si trovano altri vescovi sino
a

ad Aiaccio. Nel i4^o fu falto vescovo Sancio o Santi, traslalo a Civita Castellana nel i432, ed in sua vece Valentino di Terni
trasferito

canonico.

Ridolfo

[Fedi),

che
le

Atteso

le

diminuite

repdile dele

cre cardinale nel 11 26, dichiarando che questa dignit doII

Onorio

mense

vescovili

d'Orte

Ci-

vesse ornare
vilegio

vescovi

d'Orte, pri:

che

abrog
11
coi

questo Papa nel


di
lui
liti

Eugenio III 45 compose le


d'

Eugenio IV nel i437, colla bolla Sacrosancta romana Ecclesia, un i due vescovati,
vita

Castellana,

il

mediante
lo nel
1

la

Orte bolla Ne oblivionis. Paocanonici


si

a quello di

secondo de' quali gi avea unito Gallese [Vedi), unione

179

trov al concilio geIII


,

che dovea aver luogo alla prima vacanza d'uno de' due. Nel 1 4^9

nerale
nel
1
1

Lateranense

in

Roma
di
s.

mor
tr

il

vescovo di Civita
possesso
di

Castella-

80 consagr

la

chiesa
1

na, e Valentino vescovo d'Orte enin

Nicola in Carcere, e nel


corse alla consagrazione

di

196 cons. Lo-

quella diocesi

intitolandosi d'allora in poi vescovo

renzo

in

Lucina. Gli

successe altro

d'Orte e Civita

Castellana.

Sebbe-

Paolo verso il 1200, cappellano d'Innocenzo III; N. fu eletto e ordinalo nel 1222 da Onorio III, che Degli Effetti chiama Guido, cos Lucenzio. Successivamente furono vescovi, Trasmondo del I23g, Giovanni del

ne do

nella citata bolla dicasi, che stanil

vescovo in

Orte

s'

intitolava

vescovo d'Orte e Civita Castellana, e dimorando in questa seconda citt

prendesse
egli

il

titolo

viceversa, pu-

re

preponeva
la

sempre
1

Orte

248, fr. Pietro de' minori eletto da Alessandro IV col diploma Ddritum officiij Corrado ar1

anzi ricavasi dagli alti del

4^9

al

i582, che
bolle

chiesa d'Orte

nelle

alti

concistoriali

prenomi-

cidiacono di
capitolo, fu

Viterbo

richiesto nel

dal

navasi a Civita. In quest' ultimo an-

confermalo

1284

no

accoltisi

gli

ortani che nelle boi-

ORT
prenominavasi ad Orte, le Civita reclamarono contro tale innovazione,
e dipoi nel
pitosa
lite
i

ORT
minori, confessore
di

191
Giulio
II

penitenziere, che fu al concilio

La-

j56

fu introdotta strela

teranense
stratore
di),
1'

per sua rinunzia Cle-

congregazione del concilio, praecedentiae super reservatis. Quantunque la sede d'Oravanti


te fosse pi
nella

mente VII
il

nel

iSi

fece

amminine ^
.

cardinal Paolo Cesi (Ve1

nel

537

S''

Sl|ccesse

prenominata bolla d'unione e in altre, ed


antica
e
altri
atti

amministrazione

Luca

Savelli

eziandio in
lo

autentici

per
la

spazio

di

i43 anni e pi,


fu

i538 Pomponio Ceci (Vedi) poi cardinale. i53g Scipione Bongalromano intervenne con lode
li
,

chiesa

Oriana

posposta a Civita

Castellana

detta

anche
qui

Civitonica.
de' suoi

A
tre

questo articolo

parlammo
,

primi vescovi

aggiunge-

Trento, sotto del quale Pio IV ristabil la sede di Gallese che dopo il i575 fu riunita a Ci565 Nicola Perusci romano, vita.
al concilio di
1

remo, che ne successero sino al suddetto Santi altri ventidue. In seguito il nominato Valentino nell'an-

morto in odore di santit. l58 Andrea Longhi parmigiano, eruditissimo e celehre


store.

poeta, ottimo pa-

no i438
scone,

fu

trasferito a Montefia-

ma

pochi giorni dopo ritorchiese,


assist
al

n
lio

alle sue

concidi'

1607 Gio. Vincenzo Canzachi o Camachi nobile d'Amelia, eletto, e in vece trasferito a s. Mar1607 fr. Ippolito Fabiani di Ravenna priore generale degli agoco.
stiniani, teologo

di

Firenze; quindi nel


di

i44 2

Castellana Luca nobile bolognese, che ehbe per successori seguenti. i443 Antonio Stella di Civita Castellana e canonico, dotto ed esperto negli affari. 1 44-^ n Nicola Palmerio a-

venne vescovo

Orte

e Civita

e predicatore egre-

gio.

1621 Angelo

Gozzadini
di

bolo-

gnese, gi arcivescovo

Nazianzo,

virtuoso e zelante pastore, che for-

'.

eccellenti statuti sinodali, e


le
1

comdio-

gostiniano e siciliano, insigne teologo, traslato da Catanzaro.

pose
cesi.

liti

insorte
fr.

tra

le

due
s.

i4*^7
si

tonio gi di Castro che


in

Ananneg
di

653

Taddeo

All'ini

carne-

rinese maestro generale di


stino,

Agoe ar-

mare.

4^7 3

Pietro
Civita

Ajossa

sagiista d'Innocenzo
di

Troia, trasferito a Sessa,


gelo Pechinoli di

i486 Ancanonico,

civescovo
1

Porfirio,

compianto.
Sillani

686 Giuseppe Antonio

Leon-

che secondo Novaes fu legato d'Innocenzo Vili in Germania ed in


Ungheria, chiaro in dottrina ed eloquenza, prefetto di Civita Vecchia.

cili

nobile spoletino, lodato per scien-

za e virt.
leotti

1698 Simone Paolo Ainsigne in letteratudoti, ripristin


il

forlivese,

ra

e in belle
di

se-

i493 Enrico
.

Bruno

segretario di

minario
della

Orte

fu

benemerito

Alessandro VI, che lo traslat a Taranto 1498 Giorgio Macca fa ni di


Marsi, trasferito a Sarno. 1 499 ^,0 " dovico. i5o3 Giovanni Burchardo

disciplina

ecclesiastica.

1705

Ascanio Blasi romano gi di Salamina in partibus e sullraganeo di


Sabina.
vita

Con
le

questi

nell'

Ughelli

si

{Vedi) (di cui parlammo ancora nel voi. XLI, p. 177 del Dizionario ed altrove in pi luoghi ) di Strasburgo, celebre ceremoniere. 5o6 fr. Francesco Franceschini orlano dei
1

compiono
tinueremo

serie de' vescovi di Ci-

Castellana e di Orte, che concolle Notizie

di

Roma.

17 17 venerabile Gio. Francesco Tendermi da Massa di Carrara, di no-

icp
che con
il

ORT
pi
rare
[Vedi).

ORT
Ortodosso

bile stirpe, fregiato delle


virt,

un
,

vocabolo
retto,

sommo

zelo e carit
:

derivato dal greco orlhos

esercit

pastoral

ministero

in

Civita riedific la cattedrale e fon-

d
il

il

seminario; ne

scrisse

la

vita

da doxa, opinione, cio di retta opinione. Vedasi il Macri, Not. dei voc. eccl., verbo Orlhodoxus. Fides or thodo x a
o
ortodossia
i.

p.

Gio. Francesco Strozzi gesuita,

un

stampata nel iy5o in Roma. 1739 Bernardino Vari di Spoleto. 174* Santi Lanucci di Mondavio, del quale abbiamo stampato in Roma nel 1757: Synodus diocesana civitats

vocabolo che
cattolicit
fa
s,

si

prende:

perla

Hortanae. 1763 Francesco Maria Forlani di Capranica diocesi di Sutri,

o sana dottrina, la quale che credousi tutte le verit determinate dalla Chiesa: questo il contrario dell' Eterodossia ovvero 1 per una festa che della eresia.
si

celebra presso
di

greci

nella pri-

trasferito da Sanseverino.

1787

ma domenica

quaresima, in me-

Lorenzo de Douiinicis di Foligno: nel i8o5 Pio VII riconobbe il titolo di cattedrale a Gallese, confermando l'unione e la concaltedralit con
le sedi di Civita Castellana

moria del ristabilimento delle sacre immagini abbattute e lacerate dagli

iconoclasti

chiamasi

la
si

festa

dell'

Ortodossia,
e fu

come

se

dicesse

ed Orte,
t.

del

ristabilimento

della

religione

come
p.

si

legge nel Bull. Coni.


i

XII,
il

4 02 de
delle tre

vescovi presero
chiese.

ti-

tolo

Pio VII

nel

ai 19 aprile trasfer da NicoFortunato Maria Ercolani dei passionisi, di s. Gregorio diocesi di Tivoli. Per sua morte il regnante Pio IX nel concistoro de* 4 aprile

1822

poli

Metodio patriarca di Costantinopoli che neh' 842 stabili tal festa, coli' approvazione dell' imperatore Michele e dell'imperatrice Teodora sua madre. Ortodossografo un termine dommatico, di cui
cristiana,

servesi

per designare
scritto
il

gli

autori che
cattolico.

hanno
Vedasi

in

senso
Diz.,

1848

dichiar

vescovo

delle

tre

Bergier,
Il

Ortodosso

chiese l'odierno monsignor

Amadio
pro-

e Ortodossia.

Nardi, De' titoli, dice


attribu ai re di

Zangari
la

di

Rimini, canonico di queldicendosi


nella
il

che quello

di

ortodosso, Alessandro
lo

cattedrale,

VII

nel

i658

posizione concistoriale, che

Papa

Polonia, per
eretici

aver

da
gli

quel
ariani.

regno

jus
di

sibi

reservavit

allcr

decernen-

Canepina quoe ad dioecesim Hortan perlinet. Delcirca


terroni
l'

insigne

reliquia
,

del
si

prepuzio

di

Quechiamarono omoncionato o omuncionato gli ortodossi, perch ammettevano due nature in Ges
sterminati e dispersi
sti

Ges

Cristo

che

venera

in

Cristo. Gli

ortodossi erano registrati


si

Calcuta, diocesi di Civita


S.

Castella-

ne'sagri Dittici, e
essi

cancellavano da
la

na, ne parlai a Circoncisione di N.

G. C. si pu vedere ancora il Marangoni, Istoria di sancta sandormii.


:

abbandonavano fede ortodossa bench sovrani.


quelli

che

ORTOLANO,
no, sottoscrisse
la

Cardinale. Ortos.

lano cardinale diacono di


bolla di

Adria-

ORTODOSSO,
giunto de' cristiani,
e dottrine

Orthodoxus. Agle

Urbano
1264, a Maria di

cui opinioni

IV, spedita in Anagni nel


favore dell'abbazia
di
s.

sono

conformi a quelle
apostolica, rodi

della Chiesa cattolica,

Bomiaco

nella

diocesi d' Aquila.

mana

l'

opposto

Eterodosso

ORTONA

(Ortonen). Citt ve-

ORT
scovile
ari liei) issi

ORT
Melia por crede
che
altri

93
ad

ma

nel regno delle

di
:

possederlo,
certo

non

due

Sicilie,

nella

provincia
in

di

A-

luoghi

che
Sisto

bruzzo Citeriore, situata

riva al

Ortona

Bonifacio

IX

IV
,

mare
riello

Adriatico, tra
e

fiumicelli

A-

concessero

pienissima

indulgenza
il

Moro,
di

in

vicinanza

della

riconoscendo contenere
l'

corpo delNel
vi

Punta
piccolo

Acquabella, che forma un


distante

apostolo

la

cattedrale.

i49
appro-

capo,

4 leghe da

proveniente da Cividale,

Chieti e da Lanciano.
ai

frentani, che
coi

si

Appartenne confondono ageIl

d Gregorio XII
sulle galere

co' suoi famigliari

somministrategli da La-

volmente
sercitano

maruccini.
di

suo pic-

dislao re di

Napoli, indi parti per


di-

colo porto affluisce


il

navi, eh' e-

Fondi e Gaeta.

cabottaggio e serve di

La
scepoli

sede vescovile, dopo che


degli

scalo alle mesci

onde ridonda la fiera di Lanciano: capoluogo di cantone, ed anticamente si chiam Orlona a mare, forse per distin-

apostoli vi

predicaro-

no

il

vangelo, vuoisi eretta nel


si

IV

guerla da
si

Or dona
dai

di Puglia.

Vuoil'ecci-

edificata

troiani

dopo

conoscono due vescovi, Calunnioso che ne occupava la sede sotto s. Gregorio I, mentre nel condi s. Martino I del cilio romano
secolo, e

dio di Troia. L' Ughelli


bella,

la chiam non grande, e costrutta in pietra OrLona porlus vectigal Caroltts I Siciliae rex basilcae pria:

649
nel

trovasi sottoscritto Vittore e-

pscopi

Ortonensis. Dipoi
ripristin la

s.

Pio
e

V
la

1570

sede

dichiar

suffraganea
nel

di

Chieti.

cipis

apostoloriini

Urbis

Romae

cagione della mediocrit della mensa vescovile,

condonavit.

nuccio

II

Gi appartenne a RaFarnese duca di Parma.


sotto l'invocazione

1604

Clemente

La
di

cattedrale
s.

Tommaso

apostolo,

patrono

Vili colla bolla Pro excellenti, eresse Campii [Fedi) in vescovato e l'uni ad Ortona, essendo anche
essa

della citt, con battisterio, essendo-

ne curato un da tre preti


:

canonico coadiuvato
vi

del duca di

in
tal

gran venerasanto, ed
Il

zione

il

corpo

di

ha
ca-

contiguo
pitolo
l'

decente

episcopio.

si

compone
,

della dignit del-

un tempo soggetta al dominio Parma. Il primo vescovo di Ottona fu Gio. Domenico Rebiba siciliano, fatto da s. Pio V nel 1570, traslato uel 1596 a Catania da Clemente Vili, il quale
gli

arcidiacono
il

di

dodici

canonici

sostitu

Alessandro

Boccabarili

compresi
ziere,

teologo

ed

il

peniten-

piacentino, poi

di

tre

beneficiati canonici so,

prannumerari e di altri preti e chierici. Vi sono diversi conventi di religiosi, un monastero di monache cisterciensi alcuni sodalizi,
,

primo vescovo di successero, Ortona e Campii gli nel 1624 Antimo degli Atti nobile di Todi zelantissimo, che promulg salutari decreti per le due diocesi
:

nel sinodo, e difese


clesiastica.

l'

ospedale e

il

monte frumentario.

la

Nel

1640

l'immunit ecfr. Francesco

Neil' Ughelli

vi

storia

della

traslazione dall' India


di

Siria nel

\i5ti, fatta

da Edessa da Leone

ortonese, del corpo o parte di esso


di
s.

Tommaso
VOL. XLIX.

apostolo, in

un

ai

documenti; dico parte perch anche

Antonio conventuale, da Biondi Capri; nel 1 644 Alessandro Crescenzi romano somasco, trasferito da Termoli, indi a Bitonto; nel 653 Carlo Bonafaccia romano, poi di Terni; nel 1675 Giovanni Vespu1

i3

94
patrizio

ORT
napoletano,
valente

ORV
e
di Stauropoli,

la

eretta nel

secolo,

virtuoso
il

predicatore
s.

teatino,

orn
terre-

sepolcro di
cattedrale

Tommaso,
danni del

ristor

la

dai
il

moto, eresse
la

seminario, restaur

fiume Meandro. Ne fu vescovo Diogene rappresentato al concilio di Calcedonia dal sacerdote Teotisto. Oriens christ. t. I, p. 908.
presso
il

chiesa di
il

s.

istitu

monte
lo

Margherita vecchia, de' Morti pei suf-

Ortosia,
vescovile

Orlhosien, ora
in

un

titolo

partibus

pure

sotto
l'at-

fragi

de' defunti, e fu benefico colle

Stauropoli; ne fu insignito gi
tuale arcivescovo di

monache:

con Campii, rinchiudendo in techa d' argento capo del patrono s. Pancrazio il
martire,
candellieri
v' istitu

fu pure

Messina Fran-

cesco di Paola Villadicani, che Gregorio

XVI

cre cardinale.

donando

alla

cattedrale

ORTOSIA oORTOSIADE,
thosia seu Sarchais.
le

con croce d'argento; delle prebende, lasci una


pei

OrSede vescovila

della Fenicia marittima, nel pa-

somma
e pel

al capitolo

suoi suffragi

triarcato d'Antiochia, sotto


tropoli
lo,

meseco-

culto

della Beata
le

Vergine.
vesco-

di

Tiro, eretta nel

Don
vili,

ancora

suppellettili

presso

edific la cappella nell' episco-

ro.

A rad e il fiume EleuteEbbe per vescovi greci, Fosfoal

pio, celebr

due

sinodi,

uno
le

in

Orquali

ro che fu
in cui
sio
si

concilio d'Antiochia,
la

tona,

l'

altro in
visit

Campii,

giudic

causa d'Anastaal

diocesi

attentamente, e mor

di
di
la

Perrha,
lettera

e sottoscrisse

confir-

piamente.

Giuseppe

Falconi nobile
vescovo nel
1'

cilio

Calcedonia;

Nonno che
Nilo

di Civita Ducale, fatto

del concilio di Feni-

li

17 17 e lodato: con questi nell' Italia sacra t. VI,


t.

Ughel-

cia all'imperatore

Leone;

del

p. la

772,
serie

monastero
t.

di

s.

Eutimo; e Stefano
Oriens
chr.
nel

X,

p.

3 11,

termina

partigiano di Severo.
II,

de' vescovi di

Ortona e Campii, che


Notizie di

p.
vi

826.

Clemente
Ivi,
t.

VI
p.

compiremo
cesi

colle

Roma.
dio-

i345
frate

nomin vescovo Arnaldo


Ili,

1730. Giovanni
di

Romano
della

della

Squillace.

1735 Marc' Andiocesi


di

tonio
Mileto.

Amalfitani

Domenico de Dominicis della diocesi di Teano. 1792 Antonio Cresi d'Aquila. Nel 1818 Pio VII soppresse le due sedi ed
1766
,

1239. con resideuza vescovile dello stato pontificio, capoluogo della provincia e delegazione apostolica del suo nome, della quale daremo prima un

minore.

ORVIETO (Urbevelan).

Citt

piccolo cenno di sua

posizione

to-

Campii a Teramo (ledi) e Ortona a Lanciano (Fedi), quindi nel i834 a' 19 febbraio Gregorio
un

pografica

e de'luoghi che la

com-

XVI,

per

le

premure

del dotto arri-

cidiacono d' Ortona de Virgiliis,

pristin la sede vescovile d' Ortona,

assegnandola per iq
ministrazione
dell'

perpetua amdi

arcivescovo

Lanciano.

OIVTOS1A,
scovile della

Orlliosia.

Sede

vee-

pongono. Confina questa provincia al nord colla delegazione di Perugia, al sud con quella di Viterbo, la divide col Tevere, che all'est dall'agro di Todi, ed all'ovest colla Toscana. Fra le colline che la indue tersecano, si veggono correre fiumi Paglia e Chiane, che non lungi da Orvieto recano congiunti
i

provincia di Caria,
sotto la

al

Tevere

il

loro tributo.

La nuo-

sarcato d' Asia,

metropoli

va strada Cassia da ultimo aperta

ORV
pure a Montefiascone), che passando pei territori!
(della quale parlai
di

ORV
vieto,

95

come
Il

dissi

a Delegazione,
della

parlando
provincia.

della

popolazione
vi

Citt

della

Pieve

di

Casti-

medesimo Papa Grede-

offre agiata codel Lago, municazione con Perugia e colla Val di Chiane toscana: questa via rende Orvieto quasi centrale di comunicazione tra Roma e Firenze,

glione

gorio
stin
legati

XVI
i

successivamente

seguenti monsignori per deapostolici


:

Silvestro Belli poi

cardinale, Camillo di Pietro,

rame
nelli

Pallavicino,

Giacomo

AleAnto-

traversando la detta

deliziosa valle.

ora

cardinale, Salvatore Pac-

Lo

stato

orvietano
alla

form
s.

sempre
di

come appendice
e sino alla
fine

provincia

Viterbo o Patrimonio di

Pietro,

Carletti , Paolo Durio, Gio. Battista Cannella e Matteo Eustachio Gonnella, a cui
cinelli,
il

Terenzio

dell'ultimo

secolo

regnante

Pio

IX

nel

1847 die
monsignor

ebbe un

prelato

per

particolare
di-

in

successore

l'attuale

governatore, per a Delegazioni

che Orvieto sino a tal epoca era la quinta provincia dei

cemmo

trasferendolo

domimi
mi
in
rali

della santa

Sede. Gli ultiresidenti

prelati

governatori e

Orvieto, furono Settimio Honodi


Jesi,

Francesco
che
lo

Marazzani
nel

Torraca di Civitavecchia, da Camerino in cui l'avea posto Gregorio XVI. Alla comune di Orvieto sono appodiati villaggi di Corbara, Frodo, Sui gano, Titignano, e Torre de' ss. Severo e Martino, con altri dodici
Filippo

poi cardinale, e

Bartolomeo Lopez
era

meno

importanti.
le

La
di

delegazione

napoletano
cesi.

1798
franla

contiene

comuni

Castel

s.

all'invasione de' repubblicani

Giorgio coll'appodiato Baiano,


Castel Viscardo coll'appodiato
ceno, di

di

Nel

1800 Pio VII


di

istitu

Pi-

Viterbo e nomin governatore provvisorio di Orvieto l'avv. Gio. Francesco Passali rodelegazione

Monte Rubiaglio,

di

Pota-

s.

no coll'appodiato Castel Rubello, di Venanzio cogli appodiati Collelungo , Ripalvella, Rote-Castello e Ch'ila Conti, e di s. Vito che ha per appodiati Palazzo Bovarino,

mano, indi prelati governatori Domenico de Simone poi cardinale, e Ferdinando Moscardini. Nel 1809
g'

imperiali
gli

francesi

occuparono di
e

Poggio Aquilone e Pomello.


stretto
di

Il

dico-

nuovo
nel

stati

della Chiesa,

solo

Fienile

contiene

le

181 4 li ricuper, e pot ritornarvi Pio VII, il quale nel 18 16 comprese nella delegazione di Viterbo
la

muni

provincia

dichiar distretto, con


secolare, residente

d'Orvieto che governatore


sotto-diretal

coi

tore di polizia
lo

e preposto
in

bol-

Alhrona, Fabro, Carnaiola, Monte Gabbione coll'appodiato Castelfore, Monte Giove, Monte Leone e Panano: alla sua amministrazione comunale va unito l'appodiato Sala ed i casali Meana e Mealla. Ambedue distretti
di
i

registro

Orvieto.

Final-

mente Gregorio XVI a' 5 luglio elev TOrvietano al grado 83


1
1

sono nella diocesi d'Orvieto, e delle comuni andiamo a riportare brevi

indicazioni.

di

delegazione apostolica, con prelato delegato, congregazione governativa e tribunale di prima


za,

Distretto di Orvieto.

istan-

con presidente residente in Or-

Castel

Giorgio.

Ebbe forma

di

196
paese nel
1

ORV
47^
80lt0 Sisto IV, ed
fabbricati,

ORV
statistico-storico dello stalo poni.
p.

ha buoni
in

con

territorio

257,

parlando

di

Ficulle.

Diverse

piano. Castel Viscardo.

fabbriche e archi di

stile gotico, di-

Fu

della fami-

mostrano
chiesa

l'antichit del luogo: tal

Monaldeschi , ha il palazzo glia Spada, e territorio in colle e piano.

costrutta in gotico con sot-

terraneo,

ha
di

porta

con

stipiti

di

Monte
bricali

Rubiaglio.

Ha

pochi

fab-

marmo
e

bianco, festone di alabastro,


particolare

Porcino. Nel

con territorio montuoso. 269 fu molto ro1

capitelli

disegno.

Evvi ancora un ponte detto del


l'imperatore Nerone.

mu-

vinato dai collegati ghibellini;


s

codi-

ro grosso, che fu fatto costruire dal-

nel

i3i6

1Z1Q
civili.

pat

altri
il

Vicina esisteva
di

sastri

per gare

Ha

terri-

una celebre abbazia


i

benedettini,

torio su
te,

terreno vulcanico e in

monda

con pochi
S.

fabbricati chiusi

mura.
territorio,
ti

passarono per dominio diretto alla basilica Liberiana di Roma: vuoisi che l'abbate
fondi de' quali

Venanzio. In monte il suo con non pochi fabbricadi

Eraziano
questo
cini.

benedettino

nascesse

in

territorio.

cinti

mura.
Il

prossimit

Tuttora vi in un convento di cappucmediocre


vino
col
fe-

S.

Vito.

territorio

giacente

L'aria salubre e l'industria


terreno,
;

in

monte, con mediocri fabbricati.


Distretto di Ficulle.

agricola supplisce alla


racit del
i

per trarne
il

tutti

naturali prodotti
in

fonde
Ficulle.

commercio

si conrinomato

Capoluogo situato

nella

d'Orvieto, altrettanto dicasi di quello

parte boreale dello stato

orvietauo,

de' luoghi
di

con vicini.

Ha

diverse
e la

non

lungi dal corso del Chiana, con

fabbriche

buone

stoviglie,

territorio in colle,

con buoni e

re-

nuova
sa
i

via Cassia, che ne

attraver-

golari

fabbricati cinti di

de
alla

rettilinee

mura, stradue borghi. La colmatrice dedicata

sobborghi, ha dato utile eccitamento all'operosit degli abitanti.


i

legiata e chiesa

Sotto
trale
ti

francesi,

come
i

la

pi

cen-

Beata Vergine Assunta.

tra-

posizione fra
Ficulle
di

molti circostan-

dizione che ripeta l'origine da una colonia di Ficulea, che surse presso

luoghi,

venne

costituito

Nomento per opera


e

degli

abori-

geni,

ne tratta
di
in

il

Nibby, Analisi
t.