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DIZIONARIO

DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO

AI

NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al PRINCirALI

SANTI, DEATf,

MARTIRI,

PADRI,
AI

AI

PI

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

VARII

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADI DELLA OERARCIIIV


ARCIVESCOVILI
E

DELLA.

CHIESA

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE
SACRE,

CITTA

PATRIARCALI, CAPPELLE
PAPALI,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII,


AI
RITI,

ALLE FESTE PI

SOLENNI,
E

ALLE

ALLE

CARDINALIZIE
OSPITALIERI,
EC.

PRELATIZIE, AGLI ORDINI

RELIGIOSI,

MILITARI,

EQUESTRI

ED

NON

CHE ALtA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA

PONTIFICIA,

EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE Di CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

\ OL. LII.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCLI.

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

PAX

PAT
rato e gradevole, mentre lanciandosi fuori

r ATRlAllCFIlOoPATRIARCBIA,
Palriarchum. Residenza del palriarca, o Episcopio o Palazzo vescovile (^). In Roma le 5 basiliche patriarcali ebbero il
patriarchio per l'aljitazioiie de'4 patriarchi maggiori, ed
il

del tino in cui era accolta, abbruci

soldati.

Perci
gli fece

il

proconsolo vieppi sdela lesta. S.

gnato,
tricio

troncare

Pa

soffr

il

ig

di njaggio,

ma non

Patriarchio Latera-

noto
prile,

in

quale anno, ed nominato nel

nense

(f^.)

era l'ordinaria dimora degli

martirologio

romano

il

giorno 28 d'a-

antichi Papi. Pei patriarchi di

Roma

ve-

che sembra essere stato quello della

dasi Palazzi di R.oma e Palazzi apostolici; per quelli dei


esistenti,
i

traslazione delle sue relifjuie.

patriarchi antichi o

PATRIMONI DELLA CHIESA ROMANA


o S.

loro articoli e Patriarca.

SEDE,

Patriinonia ecclesiae

PATRIARCHIO LATERANE.XSE.
F. Palazzo Lateraxexse
e

Patriarcato.

romanae. Beni e possessioni demaniache nel decorso li della chiesa romana,


de'tempi per
titolo di

PATRICIO
sa,

(s.),

vescovo di Prusa in

spontanea dedizio-

Bitinia, martire.

Governava quella chiei

allorch Giulio proconsolo di Bitinia

ne odi donazione divennero signorie della s. Sede, chiamali ancora Palriinonio di


s.

ivi recossi a

prendere

bagni caldi, pei

P/V;/'o, colla

quale denominazione an-

andava fumosa, ed avendone esso ritratto giovamento, per dimoquali Prusa


strarsi grato agli Dei, volle

ticamente appellavasi cjualunque perti-

indurre Pa-

nenza della chiesa romana. Considerati nei primi secoli questi patrimoni anche
per
soli

Iricio ad adorarli ed offrire uu sacrifizio ad Esculapio. Irritalo per la fermezza del santo vescovo, e per le ammonizioni che
gli fece,

poderi, case e censi, o beni allo-

diali,

erano destinati principalmente al nianlenimento de'poi'me pei lumi (\&\s.

ordin che fosse spogliato e get-

la basilica di

Pietro, ed

il

di pi

che

tato nell'acqua bollente;

ma

essa diven-

ne per

il

santo

come un bagno tempe-

erario pontifcio, rimaneva pel tesoro patriarchio ad uso del sacro palazzo

PAT
N
ni
SI

PAT
AmoFundusj l'aggregato di molti
stes-

Jjateranense, residenza de' Pontefici.

mancarono luoghi o patrimoni negli


si

di questi fondi insieme uniti costituiva

primi secoli, di tale interesse da mei

ritare le speciali cure dei Papi,

quali

una Massa j pi masse insieme formavano un Palrinionium il nome di Fundus


:

perci al governo dei medesimi destina-

antichissimo, quello di

Massa

gi era

vano non

gi fattori o altri ministri di

introdotto nel

IV

secolo, l'altro di

Pa-

bassa condizione,
ficiente, se
si

come sarebbe

stato suf-

trimoniuni, indicante beni ereditarli paterni,

fosse trattato di semplici

prima del VI secolo

si

applic ai
al

tenute e fondi, fua distinti amministratori, primari chierici della chiesa roma-

beni della chiesa romana, quindi


irinionio delle chiese (F.).

Pas.

Non

solo la

na e persone distinte del clero, come Suddiaconi, Diaconi^IYotan, Difensori e Rei'


tori{^V.^,

Sede possedeva patrimoni in occidente, ma nel IV secolo anche in oriente, che


per
le

che destinavansi a presiedervi,

turbolenze insorte essendosi dipoi

quali giuravano fedelt alla


Pietro,

tomba

di

s.

resi di difficile esazione,


l'

dopo

tempi del-

come

notai ne' voi. XII, p. 23g,


l'uso

XXXI, p.
temporale
guito
il

202.Questoera
la

che de'padel

imperatore Teodosio I si fece permuta coi patrimoni di Sicilia e Calabria. Pii tardi,

trimoni faceva
e

romana chiesa prima

ma

inutilmente, anche

s.

Nicol Ics.
agl'im-

sovrano suo dominio, consequale, come nel principato pi

Leone IX fecero vive rimostranze

peratori greci, per essere reintegrati degli

grande divenne e rispettabile, tanto maggiormente fecealleoccasioni risplendere la


pia sua liberalit nel cedere persino parte
de'suoi stati per sovvenire alle bisogne altrui.
Il

occupali patrimoni orientali. Allorch esistevano, rendevano circa

5o,ooo scudi

annui, come a (fermano, parlando de'patri-

moni orientali, l'Alemanni, De Laler.parielinis, cap. 5,

Papa

s.

Sotero del

yS accrebbe il

ed

il

Bianchini, in Anast.
.

pio e generoso costume usato dai suoi predecessori sino dalla nascente Chiesa, nel

Biblioth.

t.

2, p.

Sor

Nel pontificato di

soccorrerecol patrimonio di questa anche


i

bisognosidi rimotissimi luoghi e copio-

555, gi la s. Sede possedeva il patrimonio Apulo o sia Puglia, ed il Siculo vastissimo che estendevasi per
Pelagio
I

del

samente, per cui flicevansi ancora le ColIelle di questua {V-). Malgrado le persecuzioni, nel pontificato di
s.

tutta l'isola; di Pelagio II del 5'j'

Ans.

tonino fu difensore del patrimonio di Sicilia


;

Cornelio del

grandi
I

n'

erano

le rendite,

onde

254> numeroso era

il

clero di Pioma, che

Gregorio

del 5c)o, ordin a Pietro sudla

colle persone povere era mantenuto dal patrimonio della Chiesa. Che Papi alle chiese donassero de'fondi spettanti al patrimonio di s. Pietro, con l'obbligo di corrispondere e pagare annuo canone, rilevasi dalle lettere di s. Gregorio I, e dal libro {\e Censi della s. Sede ( V.^ dal quale si raccoglie, che chiese, monasteri e ospedali erano a tali pensioni tenuti per aver espeiimenlato la pontificia liberalii

diacono d'impiegare
bre d'oro per
1'

somma

di

5o

lib-

acquisto di grani ad og-

getto di spedirli a lioma, oltie quelli che


si

Dipoi

erano raccolti dai fondi del patrimonio. patrimoni cambiarono nomi, coi

me

r Apulo ed

il

Sannite, che
appellati dalle
s.

si

disse-

ro patrimonio Beneventano e patrimonio

Salernitano,
t primarie.

cos'i
Il

due

cit-

registro di

Gregorio l

pieno
ti

di

masse, fondi e patrimoni posseduin utile

t, essendo la

romana
i

chiesa solita locafondi de'suoi pa-

da prima

dominio, e poscia o

re e dare in enfiteusi
,

trimoni riserbandosi moderata corrispo-

per isponlanee dedizioni o per donazioni rimasti all'alto dominio della Chiesa incorporati ed un\i\.Y)a\\'epist.
di
s.

deve avvertire, che fondi rustici della s. ^iie ebbero diverse nomenclasta. Si
i

5i

del

lib.

5
s.

Gregorio

I si

legge, che allora la

ture.

11

fondo semplice

di ristretti conll-

Sede possedeva 2 3 pingui patrimoni, cio

PAX
glia, Sanniti,

p A

Pudue Campania, Toscana, Sabina, Norcia, Carseoli, Appia, Ravenna,


Sicilia,
i

Siracusa, Palermo, Calal)iia,

lata successivamente anche cogli Siali tributciri{F.) ([uas' di tutta Europa, con-

Istria,

Dalmazia, Illirico, Sardegna, Corsi-

tinuando nel possesso dei suoi patrimoni. Nel pontificato del successore s. Gregorio
sta,
si

ca, Liguria, Alpi Cozie,

Germaniciana e

III,

l'imperatore Leone l'iconoclagli

Gallia. Questi patrimoni quasi tutti han-

usurp

antichissimi patiimoni
i

no

particolari articoli, ed in alcuni esers.

di Sicilia e Calabria,

quali

pagavano
degli

in

Gregorio I anche il dominio temporale, governandoli ed esercitandovi le regalie euperiori, mentre nel napoletano
cit
vi esercit l'alto

lioma
stoli

alle chiese dei principi

apo-

la

cospicua

somma
rendite
si

di 3 talenti e

dominio:

egli stesso di-

chiar di essere stalo costretto ad esercitare le funzioni di principe sovrano.

erogavano anche in soccorso dei poveri dei medesimi patrimoni. patrimoni della s. Sede iu

mezzo

d'oro.

Le

An-

Sicilia

erano

di 3 specie e stalo. Il i.di

che
sa

ai

tempi

di

Onorio

del

625

la chie-

semplici masse e fondi di utile dominio e

romana continuava
con beni
signorili e
:

a possedere im-

propriet della chiesa romana, e questo

portanti patrimoni in Italia e fuori di essa,

dur

fino a

buona parte

del secolo VI.

demaniali dipenquel Papa posse-

L'altro stato fu di regalie superiori, che


in quei amplissimi territori! acquist
s.

denti dalla

medesima

la

deva un fondo in Ceprano , un secolo prima che questo per dedizione divenisse dominio temporale della Chiesa, ed altro nel territorio di Centocelle o Civitavecchia.
I

Sede per difesa dei coloni che vi abitavano e per l'amministrazione della giuche gl'imperatori greci
di necessi-

stizia,

t concessero ai Papi per la quiete dei

patrimoni di

Sicilia e di

Cala-

popoli,

non essendo

possibile in tanta di-

bria furono sollevati dalle pubbliche gra-

stanza di luoghi provvedere a tutto.

vezze da
terpose

s.

Agatone Papa del 678, che s'in-

queste regalie superiori tenne dietro nei

coli' imperatore Costantino HI, ed il successore Giustiniano li anch'egli si mostr liberale coi patrimoni della romana chiesa con Papa Cenone del G86, pei patrimoni di Abruzzo e Lucania. A Giovanni VII nel 707 furono restituite le Alpi Cozie. II patrimonio di Cuma lo ricuper s. Gregorio II dai longobardi che lo avevano occupato, essendo pertinenze del napoletano, come Sorrento, Miseno, Gaeta e l'isola di Capri. Osserva l'Amiaui, i)7emone f?j\F^o,p. 78, che

medesimi patrimoni nel secolo VIII l'alto e supremo dominio, che la chiesa ro-

mana acquist dalla


lo

pia generosit di Car-

Magno,

pel

dono
il

dei ducati di Benecui figlio

vento e di Spoleto,

Lodovico

aggiunse poi
sto
il

la Sicilia

eia Sardegna: que-

3." stato

sia di

supremo ed

o specie di patrimoni osalto dominio. Papa s.

Zaccaria fu sollecito della ricupera delle invase terre, come del patrimonio di Sabina; cos Stefano HI, e con miglior successo
s.

Paolo
I

del 757, gi formanti par-

per essersi ribellate all'imperatore Leone


risaurico
le

te del

principato della Chiesa.


pel

provincie italiane per

la

guer-

Adriano

dono

dei ducali di Bene-

ra che avea dichiarato alle sacre


gini,

imma-

onde l'impero non esigeva pi da


i

quelle

tributi,

furono unite all'erario e


tutte le rendite dei pas.

vento e Spoleto, acquist il titolo di sovranit nei patrimoni e altre terre che vi possedeva. La chiesa romana sotto Giovanni VIII deir872 gi possedeva
trimoni di Traetto, di Chicli e di
nia, al presente nel
i

camera imperiale

pa-

trimoni che possedeva


talenti d'oro.

Pietro e

la

chiesa

Campa-

romana in Italia, che ascendevano a 3,5oo


to nel

regno
s.

di Napoli.
i

73

1,

Gregorio 1 1, morche propriamente ebbe ori-

Fu sotto s.

go sarebbe parlare

di tutti

Lunnumerosi

e ricchi patrimoni della

Sede, per
ai

non

gine la Sovranit i^oni\Cicia(f^.),

aumca-

manco

di farne

menzione

loro luoghi.

6
Is'e

PAT
trattano
il

PAT
Monumenta dot\c\\tt

Cenni ne'

tro.

Davanzali

Not. della chiesa di


il

s.

minalionis ponlificaej e
disseit.

Note, alla

Prassede p.Say, riporta che


nio di
s.

Patrimo-

69

di

le rendite spettanti

Muratori dei censi e deluna volta alias. Chie:

Pietro proveniente da Matilde,

contiene 8 luoghi, cio Viterbo, Cii'itavecchia, I\lontcfiascone, Orte, Nepi, Sutri,

sa

romana;

il

Zaccaria nella dissert. io,

De

roinanac ecclesiae patrnwiiiisj ed il Borgia nelle Blemorie di Benevenlo^ nella Difesa deldotnnio temporale della sede apostolica, e nella Bre^'C istoria del dominio temporale della sede opost. nelle due Sicilie. Egli osserva la diversa con-

Bracciano e Cometa. L'ab. Artemi, Lettera su Polimarzio, osserva che nella


provincia del Patrimonio sono oggidi 7 vescovi che nel VI secolo ve n'erano al:

meno

iG, cio di Nepi, Sutri, Civitavec-

chia, Toscanella, Bieda, Perento, Poli-

dizione dei patrimoni delle altre chiese,

da

quelli della

romana,

quali furono

marzio, Orte, Civita Castellana, Gallese, Bagnorca, Bolsena, Vulc, Castro,


Orvieto e Bisenzo o Vesenlo (V.). Al presente
si

amministrati dai Papi senza dipendenza


alcuna, potendo alienarli insieme con
l'i-

comprende
le

nella provincia del


,

strumento loro senza il permesso impellale', ci che far non possono le altre chiese. L' imperatore Giustiniano I comand che al patrimonio di s. Pietro anche in oriente, e delle chiese di occidente, non pregiudichi altra prescrizione che
la

Patrimonio
te del

delegazioni di Viterbo

Orvieto e Civitavecchia j facendo parcircondario di

Roma

e sua cola

marca.

Quando

la le

provincia avea

zec-

ca, segnavansi
vi erette della

monete con

le

chia-

centenaria. Nella Difesa

il

Borgia, a

p.

125
1

dell'indice, dichiara

1'

della giurisdizione esercitata da

ampiezza s. Gre-

Chiesa e con la iscrizione: Petr. Patrimomum, comesi vede nei denari di Benedetto XI ed in altri pi
S.

antichi, forse JDattuti

dopo

la

met del
la ri-

gorio

sui

patrimoni, con pieno gius fon1'

secolo XIII e riportati dal Fioravante,

diario e con
periori,
stighi e
s.

esercizio delle regalie suleggi,

Antiq. denar.
portai nel voi.

p.

moderando

decretando ca-

4^ 4^5 '^ XLVl, p.

ragione

112. Onorio

procedendo alle pene capitali. A Gregorio VII la gran contessa HJatil'


{f^.)

IH usando

della consueta carit e

mu-

nificenza della chiesa

de

don per
il

la

chiesa

romana

l'am-

diede a Giovanni gi

1227 redi Gerusalemme


nel
il

romana,

plissimo suo patrimonio in sovranit, on-

e benemerito della Chiesa, per sostenta-

de fu detto

patrimonio di

JJatilde. Il

mento
to
il

di

sua persona,

Bussi nella Storia di Viterbo p. 46, narra che la con lessa

patrimonio che avea

governo di tutla Chiesa da

Toscana

alla Chiesa, in

don la Liguria e la un alla provincia

Badicofani fino a

detta del Patrimoniocollasua metropoli Viterbo nel 1077, confermando la donazione nel I I o I a Pasquale li, il quale volle d'allora in poi che la provincia di Viterbo fosse chiamata provincia del patrimonio di s. Pietro, dichiarandone ca pitale la citt di Viterbo questa provincia fu chiamata anche Toscana o E:

Roma; altri dicono a ad Montem Flasconeni. Gi Gregorio V nel 998 avea concesso
Viterbo usque

Ravenna e Comacchio all'arcivescovo della prima, dopo la morte della pia imperatrice Adelaide, cui erano state assegnate le rendite per soccorrerla nelle

sue disque-

grazie.

Nelle coronazioni degl' impera-

tori fatte dai Pontefici,


gli articoli e

come

dissi a
(

nelle loro biografe


p.

come

truria

pontificia.
t.

L'Adami
la

nella Sto-

nel voi.

XXXV,

270), gl'imperatori

ria di T'olseno

2, p. 77, dice

che per
de' ro-

prima
ai

di

ricevere la corona giuravano

aver Matilde donato

Toscana

Papi

di difendere la
il

Chiesa e singos.

mani o
stoli,

pontificia al principe degli apoil

chiamossi

Patrimonio di

s.

Pic-

patrimonio di Patrizio, Difensore della


larmente

Pietro. V.

Ciiiesa.

PAX
PATRIMONIO DELLE CHIESE.
Ceni, possessioni e rendile delle r.hiese e
delle flJense vescovili.
cio
I

PAT
sussistenza. Nel
fort decret

7
titolo

794'' eonciliodl Frauc-

che le ordinazioni senza

Il

Papa

s.

Simpli-

fossero proibite; quello di .Avranches del

del
t.

467, con decreto presso Labbc',


4, pI

1172

statu

che non

si

ordinerebbero
l'jij

Cond,

o6(^, e Graziano,
,

De

red-

preti senza titolo certo. Nel concilio gene-

ditibiis ecclesiae

ordin che

le offerte

15, ques. 2, cap. 28, o Oblazioni de'fe-

rale Lateranense III, celebralo nel

deli fossero spartite in

paiti,

luna

pel

FescoK'o, pel Clero

la

2.%

e le allre

per

la

fabbrica della Chiesa, del

due Palazzo

da Alessandro III, si dichiar, che se un vescovo ordinava un diacono o sacerdote senza un certo titolo bastante per la
sua sussistenza, il vescovo sarebbe obbligato a somministrarglielo, fino a che glielo avesse assegnato iu qualche chiesa, op-

vescovile, pei Pellegrini e pei Poveri, co-

me
li,

si

pu vedere a

tutti

segnati artico-

a Beni di Chiesa, IMno, Mens.a. e altri

pure avesse con che vivere del suo


luonio.

palri-

relativi.

La
s.

prescrizione di
s.

s.

Simplicio

Furono

le

ultime parole del de-

fu rinnovata da
e.

Gelasio
I,

coWepist. q,
epist.

creto, che servirono di


bilire a

27, da
si

Gregorio
in

coW

44>

appoggio per islapoco a poco l'uso delle ordina-

lib. 5,

e da altri Pontefici e concilii, co-

zioni senza chiesa, accontentandosi di

una
nov.

me
et

Tomassini, Deveter. nov. discipl. par. 3, lib. 2, cap. i3 e

pu vedere

rendita sufiiciente, sia in benefizio o patrimonio.


eccle.s.
11

Tomassini,
t.

De

vet.

et

i4> ed in molti scrittori.

disciplina
1*

2, lib. i, dal decreto

PATRIMONIO ECCLESIASTICO o SAGRO Palrinioniuni ecclesiasliciini


,

riconosce
preti.
sess.
si

origine del

patrimonio dei
2, coloro

A
2
I

tenore del concilio di Trento,

seti

sacravi. Titolo clericale o sacerdo-

,de rcform. cap.

quali

tale, necessario

per entrare negli ordini


di

sagri. E" di tre sorta: quello


nefizio, quello di
la

un beIl

patrimonio, e quello del-

povert religiosa o della religione.

titolo del benefizio consiste nel possesso

fanno ordinare sotto titoli fraudolenti sono sospesi dalle funzioni dei loro ordini ed incorrono nella irregolarit se gli esercitano senza dispensa. Vedasi la bolla di s. Pio V, Ronianus Ponti/ex; ed
,

pacifico di un benefizio sulllcieute pel mantenimento di colui il quale n' prov-

Innocenzo XI rinnov
scrizione di

ai vescovi la pregli

non courerire
liierarchia

ordini a chi

veduto.
in

Il

titolo di
il

patrimonio consiste

non avesse benefizio o patrimonio. L'Audreucci,


t
:

un bene
sia,

quale, di qualunque natu-

De

lib. 2, e.

4? trat-

ra egli
di

possa bastare alla sussistenza

un

ecclesiastico: questo titolo dilFela las-

de patrimonio ad sacros ordines hypotecae generalis suhjectoj ed il IMondelli,


Diss. eccl.j dissert. 4: se sia lecito
chierico ordinato

reute secondo l'uso delle diocesi e


sa dei vescovi.
11

ad un

titolo della

religione

titolo

di patrimonio,
il

consiste nella professione religiosa di

un

partire dalla sua chiesa senza


clesiastico, Beni di chiesa.

consen-

ordine

congregazione, che somministia


tutti
i

so del vescovo. V. Clero, Be?jefizio ec-

l'alimento a

suoi

membri.
di

Si

pu
di

ordinare anche a titolo

missione

Patrizi
Nacque
in

Gio. Battista, Cardinale.


a'

missionario apostolico. Secondo l'antica


disciplina nonordinavasi alcunosenza ob-

Roma

24 dicembre i658j
trasfer

de' marchesi di Castel Giuliano, del ra-

bligarlo al servigio di

una

chiesa, e per
tito-

mo

che da Siena

si

Roma

(ho
fi-

conseguenza non conoscevasi altro


lo clericale, litidns ecclcsiastcus,

gi parlato di sua nobile famiglia in

fuori

della chiesa alla quale

un

ecclesiastico

era attaccato perla sua ordinazione, per


servirvi

perpetuamente e tiarue

la

sua

ne di quella di Chigi e nelle biografie Naro, non che a Piccolomim famiglia, dicendo del celebre Agostino adottato in quella casa da Pio l: per non di-

8
re di altri, tiu
cesco).
i

PAX
serviti fiori
il

PAT
b.

Frau-

riere

maggiore marchese Gio. Chigi Monnobile a qualche partita di truci

Assunto l'abito prelatizio ottenne

torio Patrizi proprietario, assistendo colla corte

del

da Innocenzo XI un luogo tra' ponenti buon governo, e poi tra' votanti di sedi quasi tutte le pre-

co. Ria

gnatura, donde passato a chierico dica-

mera, fu incaricato
tate
za.

repubblicani del 1849 barbaramente atterrarono il palazzo ed altro bel fabbricato, rovinando la villa. Inoltre
i

sidenze di quel tribunale, da lui eserci-

Patrizi

hanno
s.

in

Roma

la

cappella
e
il

con singolaresollecitudine e prudenInnocenzo XII lo destin al governo

nella Chiesa di

Maria Maggiore,

Palazzo

Patrizi.

di

Perugia, posto inferiore alla sua car-

PATRIZIANI.

Eretici cos chiamati

lodevolmente esercitata, ma come \irtuoso si mostr superiore alle umane


riera

da Patrizio o Palricio loro capo, che vivea verso l'anno iq5: era marcionila e
precettore di

vicende, soffrendo iu pace l'avverso de-

Simmaco. L'errore che prin,

Quindi fatto arcivescovo di Seleueia, lo trasfer nunzio a Napoli, ove govern quella chiesa vacante con titolo di vicario, secondo l'Egss, ma niuna menzione di ci fa il Loreto nelle Memorie
stino.

era che la carne dell'uomo essendo stata creata dal demo-

cipalmente sosteneva

nio, doveasi odiare e distruggere, e ch'era

buona opera

l'uccidersi
(s.),

da

medesimo.

PATRIZIO
Ne
nel voi.

apostolo d' Irlanda.

degli arcivescovi della

s.

chiesa napolii

riportai la biografia a Irlanda, cio

tana. Clemente

promosse nel 707 a tesoriere generale, e dipoi a' 16 dicembre lyiS lo cre cardinale prete de'ss. Quattro, aggreg a diverse congregazioni e per diversi anni funse il pr tesolo

XI

XXXVI,

p.

88,94, 106 e
s.

seg.,

dicendo pure del famoso /^ozso di


trizio

Pa-

(anche quello

d' O/wz'e^o,

/^., cos

viene appellato).

PATRIZIO (s.). Ordine equestre d'Irlanda.


la

rierato, finch nel

1718

lo invi legato
dilficilissimi.

Fu

istituito

da Giorgio

III re del-

a Ferrara

(f^-), in

tempi

Gran Bretagna a 5 febbraio 1783,

Pure perla sua moderazione, gentilezza di tratto, e|uit, ed amore del pubblico
bene, merit di esservi confermato per
Ire trienni, e pel

sotto la invocazione di

s. Patrizio (^.), apostolo e patrono dell'Irlanda, per grai

tificare

cattolici irlandesi e
la

primo dei

legati vi

la-

sempre pi
che

loro fedelt al trono,

sci le ossa nella metropolitana, quando mor con gran piet a'29 luglio 1727, di anni 6q, dopo essere intervenuto a due

la lealt e la virt.

promuover non L'ordine si comdi

pone
landa
lieri,
li

del re, del lord luogotenente d'Ir-

come gran maestro,

i5 cava-

conclavi.

Fu

sepolto avanti l'altare di

s.

edi 6 cavalieri straordinari, fra'qua-

Maui'elio, con iscrizione.


Ja
,

Appena

uscita

non pu aver luogo che un solo prin-

Porla Pia di Roma il cardinale form una deliziosa villa, come si leggeva
nell'iscrizione della facciata.
Il

cipe della famiglia reale. Per essere fre-

giato di quest'ordine insigne, alla nobile


nascita devonsi accoppiare le operazioni,

disegno del
,

palazzo fu di Sebastiano Cipriani

con

grandiosa
adorni
viali.

scala.

Era

ricca di boschetti,

di

antiche sculture e di comodi


^'

onde deveriguardarsiqual cavaliere senza eccezioni. Dopo la morte di un cavaliere si aduna il capitolo dell'ordine, che
per
bri,
lo

A'3 novembre 1744

pernott

il

meno deve comporsi

di

6 mem-

re di Napoli, poi di

Spagna Carlo
godeva
in

111, algli

lorch col suo esercito inseguiva


striaci.

au-

Clemente

XIV

questa
bi-

ciascuno dei quali propone 9 candidati per succederlo: il red'Inghilterrapoi ha il diritto di eleggere quello che ottie-

villa

ogni giorno di cpialclie ora di sol-

lievo lino alia sera, nelle

camere

ilei

ne maggior nimiero di suffragi, se lo giudica degno di conseguire dignit tanto


ragguardevole.

gliardo, riclolte nobilmente dal suo fo-

La decorazione

consiste

PAT
iu gran medaglia d'oro di

PAT
forma ovale
,

Placito. Altro obbligo dell'avvocazia e-

rosso ed

avente nel centro una croce smaltata di una pianta di trifoglio verdeggiante, con l'epigrafe in giro
:

rache
la loro

nella Elezione dei

fossefatta violenza dai romani,

Qitis su-

Popi {^F.) non come nelConsagrazione (F.). Per la slessa


i

perahil ?

La medaglia

suole portarsi dai

avvocazia
verso

Pontefici adottarono diversi

cavalieri nella sinistra

parte del petto,

sovrani per Figlio


il

sospesa a nastro di color verde ceruleo.

PATRIZIO. F.
cuo
di dignit e

Patrizio di Roma.
Titolo cospi-

PATRIZIO DI ROMA.

(/^.). Per distinzione patrono della Chiesa, Papi non solo gli cingevano la spada ma fecero battere monete, da una parte col di lui noi

grado nobilissimo, che nel secolo Vili e seguenti portava Tobbligodi sostenerci
diritti della

me e
to di

dall'altra

il

proprio, in segnosoltan-

onore e confederazione tra la Chie-

chiesa ros.

sa e l'impero.

Di
1

tutto ci parlai nei voi.


1

mana, difendere
della citt di

le

ragioni della
dei poveri.

Sede,
con-

XXXlV,
ed
agli

p.

7 a

2o,

XLVI,

p.

o,

Romae

Lo

analoghi

articoli.

Questi diritti

ferivano

Papi

col titolo di

Difensore del-

per non importavano sociale dominio


nei re franchi e imperatori,
si

la Chiesa (^.),

come

protettore, avvo-

in
:

Roma
erano
costi-

catoe difensore della sede apostolicajconsistendo in questo


di cui
l'a vvocazia
i

che negli
senza

altri

dominii temporali

della Chiesa

titolo

di

sovranit e di semplice

furono

investiti

re e gl'impera-

protezione e mera avvocazia, che

tori franchi, e poi gl'imperatori tedeschi

tuivano

il

carico di patrizio de' romani,


Laterali,

di

dette epoche. L'avvocazia principalconsisteva nel difendere la purit


i

come provano l'Alemanni, De


parici. j l'Acami,
il

mente
ritti

Della zecca pnnlifciaj


doinin, pontif.j ed
il

della fede, gl'interessi della religione,


e stali temporali della
s.

di-

Cenni,

I\loniirn.
ist.

Sede; quindella
g'

Eorgia, Breve
opost.

del dominio della sede


parlai dell'origi-

di

romani e

gli altri sudditi

desima giuravano riconoscere


ratori

meimpedei

Bench

Padre

come

avvocati della Chiesa, cio di


re franchi e gl'impe-

non

faje innovazioni in pregiudizio

Pontefici.
latori

Anche

luscri della stessa Chiesa,

giuravano di essere protettori e dicon forinola


vari per gl'imperatori tedeschi,

ne del senato di Roma e de' patrizi, ora uomini nobili e de' primi delle citt, fa d'uopo qui dire chela dignit di patrizio divent poi la sorgente della nobilt presso diversi popoli, argomento che toccai a Nobile. Romolo nel fondare Roma con
l'aiuto di persone di ogni specie, cui ave-

riportata dal Borgia e dall'Aleinanui, la

quale

si

con alcune dichiarazioni e cautele, perch non avessero a pretendere quella


sa autorit, che
i

va accordato asilo e franchigie, tra di esse ne scelse alcuni che nomin patrizi,
gli altri

stes-

nomin

clienti o plebei.
i

Romolo
cittadini

Papi permisero

ai

Ca-

per unire tra loro

patrizi

ed

rolingi di esercitare in

Roma e

nelle ter-

semplici detti plebei con reciproci lega-

re della Chiesa, in benemerenza dell'amplificato

dominio

e di averglielo costan-

temente difeso e protetto. F. Imperatore.

mi, ordin che ciascun plebeo eleggesse a j)adrone suo un patrizio \ cui egli si chiamava cliente. L' ufljzio del padrone
,

La

dignit del patriziatoe dell'avvo-

era di diindere

il

cliente e fare tutto ci


figli. Dovere del padrone colle pro-

cazia fece che per potest delegata e di

che

il

padre opera pei


il

consenso de'Papi, talvolta gl'imperatori


esercitassero pei loro messi legiudicature

cliente era l'aiutare

prie forze e sostanze, e


ti

morendo
i

clien-

e placiti negli stati pontificii, in materie


di controversie,

senza aver fatto testamento,

padroni

ondesi facesse giustizia

ai

preminenza papale, ed auche per quietare le facili rivolte. P\


popoli, salva
la

divenivano loro legittimi eredi e tutori dei loro figli. I clieuti lavoravano cami

pi dei padroni e gli

pagavano un

trib-

IO
to
;

PAX
non potevano contrarre maliicnonio
(lei

PAT
no r autorit
creare
i
i

di

convocare

comizi

di

colle figlie

patrizi.

patrizi fuioiio

magistrati, ed anche di deporre


1

decorati del grado di senatore in

nume-

consoli.

patrizi

avevano

gli

auspici!,
si

ro di loo, col titolo di prt^n, stabilendo l\omolo che loro discendenti si denomii

asili, altari,

dei propri che poi

dissero

penati, cio le

immagini

de' loro ante-

nassero

/?rt!ff73r,

e per

maggior onore m-

nati che tenevano nei loro cortili, di

che

genui. Essi furono divisi iu patrizi

ma-

parlai altrove. Si

chiam

in

R.oma

P^ico

jonuii gentitim, ed in patrizi iiiiiwruni,


cio quelli
plebei die divenuti senatori
alla dignit di patrizio,

Patrizio quella contrada che giace alle

pervenivano

non

essendo sempre unito il patriziato al senatorato quei patrizi antichi cbe si trovarono fregiali della seconda dignit si
:

monti Esquilino e Viminale Servio Tullio la consegn per abitazione ai cittadini di sangue patrizio,
radici de'

perch

il

re

cio de' primi fondatori di


ci slimati
i

Roma

percit-

pi fedeli difensori della


titoli

'isstvo palresconscnpli. Altri

danno queloro e

t; pei quali

e potere

che godeva-

sto

nome

a quei senatori eletti dai coni

no presso

cittadini e la plebe, essendo


i

soli e

dai censori, perch

nomi

in sospetto presso

re

diPioma che potesli

quelli dei primi senatori furono inscritti

sero resistere alle loro leggi,


in detta

collocarono

in

un medesimo Ubro. Al dire

di altri

conU'ada ond' essere facilmente

ecco

come spiegano
vi

l'origine dei patrizi.

oppressi in

qualunque insurrezione. Tutspogliandone


t.

]n
ri

erano due ordini, de' senatoe dei cavalieri, dopo venivano plebei
i

Roma

tavia fu Servio Tullio che die ai patrizi tutta l'autorit del popolo,
la

o semplici
to

Romolo avendo scelper suoi consiglieri di stato co persocittadini.


i

plebe romana.

!ie.\['

naggi,

li

chiam

senalori, avuto riguardo

272, si legge il romani, nelle persone del fratello e nipoi

Album 4,p-263e modo di creare patrizi

alla

eloalla prudenza ordinariamenli

te di

Leone X, ammettendosi

ai privilegi

te propria de'vecchi: ircs o

chiam

per denotare

il

parispetto che aveva


altres

del patiiziato, concesso dal senato e po-

polo romano.
la

Quanto

poi alTorigine del-

o per far loro conoscere che dovevano essere protettori e quasi i pa-

per

essi,

dignit e grado di patrizio,

donde de-

riv quella conferita dai Papi, ne vado a


far cenno.
;

dri del popolo.

Dopo che
,

sabini furo-

no

ricevuti in

Roma Romolo
lOO
scelti

aggiunse

Costantino

il

Grande

fu quello che nel-

ai senatori altri

dalle fiiuiiglie

la traslazione della

sede imperiale da Ro-

pi nobili. Dipoi nell'anno i38Tarquinio Piisco


tori

ma

a Costantinopoli, eresse

un nuovo padi patri-

aument tal numero di senacon altri co individui distinti per


i

triziato,
zi ai

attribuendola qualifica

suoi consiglieri,

non

gi perch essi

virt e sapere, presi dalla plebe, cui die


il

discendessero dai primi padri del senato


eletti

titolo di

patrizij mentre solevano chiai

da Romolo,

ma
;

marsi /j^^/Zcu majovnin genliuni


lo,

discen-

ch'essi riguardati

come
i

perch erano anpadri della repubil

denti de' primi senatori creali da


i

Romosenatoi

blica o dello slato


trizio sedesse
rio,

ed ordin che
prefetti del

pa-

quali potevano
i

nominar un

sopra

preto-

re fra

loro maggiori,/)(2//'e/ c/e/c;

dial-

ma

la

dignit era inferiore a quella


il

scendenti de'nuovi patrizio senalori, e


tri
ti

del consolato, secondo

Rinaldi. Per

il

posteriormente eletti, furono chiamageitiutn, vale a dire

Geutilicbiama
gnitatis cidnien

la

dignit somma, wzo

^/<-

pallidi rninoruii
o secondi

piccoli

patrizi.

Nei primi temsi


,

pi

ministri della religione

eleggevano
i

soltanto dal ceto dei patrizi

quali

uu

tempo furono tanto

potenti, che uveva-

elapexj e dice che le mochiamarono patrizicsse. Le loro insegne erano il seggio sublime e la clamiile o manto imperiale. Questa dignit di patrizio divent la prima delgli dei patrizi si

PAT
J'iinpero,esi consider
l'

1'

AT

li

come

oiioie e della nobilt.

culmo delVi ebbero per


il
i

mano

desila

gli

porgeva una carta


gli

su cui era scritto: Sii tu patrizio miseri-

f|uatlro sorta di patrizi, de'quali


stinti

pi di-

cordioso e giusto j finalmente


sul

poneva

erano qualidcati come padri dagli imperatori (come si legge nel t. 4, p- 44 del Caloger) e tutori dcll'imperOj ed e

capo uti cerchio o corona d'oro, che alcuni dicono gemmala, come nel descriverla notai nel voi. XVII, p. 182. Cassiodoro,

rano

in

qualchemodo

associati alla
i

st imperiale. Nel

secolo
il

patrizi

maecom-

m
il

Variar,

lib.
il

8, ep. (),alla cla-

mide aggiunge anche


ce!,

cingolo ed

cal-

ponevano realmente
peratori^ e
la

consiglio degl'im-

che

Piazza nel Chcrosilogio chiama

dignit godeva ancora di

scarpe dipinte, ed osserva ch'erano portati

lutto

il

suo splendore allorch Odoncre

per R.oma in sedia alta


p.

nella

Ge-

le degli eruli, distrutto nel

ro di

dusse

47^ l'impeoccidente ed occupala Roma, inil senato romano a scrivere all'imromano


e

rarchia

peratore d'oriente Zenone, acci lo decorasse della dignit di patrizio

488. parla dell'origine dei {>atiizi romani e loro grandi prerogative. 11 Severano erUgouio riconoscono nell'abito del patrizio il rubbone che usa
nelle solenni funzioni
il

senatore di

Ro-

ne fu investito; quindi il suo esercito lo proclam re d'Italia. L'imperatore Anastasio I nel 007 sped a Clodoveo 1 re
dei franchi la patente
di console
il

Pettine ho dettOj che questo fu delle insegne con cui 1' imperatore greco dichiar patrizio il duca di Napoli.

ma. una

onorario

Il

i.
il

Papa che con autorit


patrizio di

apostolis.

rio e patrizio

onde assunse
:

titolo di
la

ca cre

Roma

fu

Grego-

augusto,

si

rivest di

porpora, e cinse

fronte col

diadema

siccome altri dicono

HI, quando nel r3i invoc ed olteunecontrogl'invasori longobardi ilsoccor-

che a Clodoveo fu conferito il consolato, L'imsi leggailRinaldiali'anno 5o8,n.i


.

80 di Carlo 31arte!lo

maggiordomo

del

legno
ed
strarsi

di

Francia, che dichiar patrizio,

pt-ratore Costantino
la

Copronimo

confer

egli fu

pure

il

i.

fra'principi a

dimoCri-

dignit di patrizio al re Adalgiso pridi

pubblico difensore della chiesa roil

mogenito

Desiderio re d'Italia,

li

pa-

mana, ed ebbe ancora


port in
contro
i

titolo di

una dignit anLlie nel regno di Gontrano, sovrano d'Orleans e della Borgogna, dopo la met del \I secolo dopo che quel reame pass sotto il dominio dei franchi governatori che si spedivano nelle diverse pi'ovincie fmono per lungo tempo nominati patrizi, la Roma non solo gl'imperatori di Costantinopoli, ma anche i re goti, che prima
triziato era
:

stianissimo (V.). Stelano

IH nel 7 53 si Francia per domandare aiuto


al

longobardi

re Pipino, che iu

Callo ?>Iagno e Carlomanuo dichiar patrizi di Roma. Carlo Magno

un

ai

figli

fu poi

il il

1."

che nel

774 incominci ad

usare
to,

titolo della dignit del patrizia-

inserendolo nei suoi diplorai; quindi

la

occuparono, crearono
lo

patrizi

1'

im-

peratore

creava con piesla foruiola e

ceremonie, riportate dal citato Borgia a


p.
ie

ad istanza di Adriano I, e poi di Leone IH, egli si fece vedere in Roma vestito furmalmente dell'abitodi patrizio. Avendo Carlo IMagno pregato s. Leone Illa
confermargli
Pontefice
gli
la

44- Perche noi non possiamo colle sonostre forze portare


il

dignit del patriziato,


le

il

peso del miais'i

mand
s.
s.

Chiavi

{^V.) e lo
tricli-

stero addossatoci

da Dio,

elt-ggiamo

Sundardo
gere
s.

di

Pietro {V-), e nel

in nostro aiuto e sollievo, e vi concedia-

nio Lateranense

Leone

III fece

dipinle

mo l'onore di essere in nostro luogo il difensore dei poveri e della Chiesa. ludi lo
rivestiva del
gli

Pietro in atto di dare a Carlo


il

insegne del patriziato, cio

vessillo, cot.
i
,

manto o sia della clamide, metteva l'auelJo nel dito indice della

me

.si

ha

dell

Borgia,

Memorie

p.

i3. Carlo

ueirboo venendo dallo

stesso

12

PAX
di occidente,

PAX
assunse quel111 tras-

Papa coronalo imperatole


lasciato
il

titolo di patrizio
;

6, par. 4j p- i3i, ad istanza di Filippo IV re di Spagna, in questo re-

Rojn.

t.

lo d'iuipeiatore
fui^e

per

s.

Leone
1'

nella dignit imperiale

avvocazia

gno concesse che si celebrasse in una domenica di novembre dagli ordinari destinala, coU'udzio e

e difesa della Chiesa e dei suoi dominii,

che esercitarono

successori
i

anche
i

te-

della B. Vergine,nella stessa


si

messa del patrocinio maniera che


la festa della

deschi. Ribellatisi

romani nel

t^5 a

faceva a'5 agosto per

Ma-

Lucio

li,

ripristinarono l'antico senato e dignit di patrizio,


cui vole-

donna della Neve, eccettuate le lezioni del


secondo notturno, che si dovrebbero prenderedal gioino 12 settembre. Inoltre concesse indulgenza plenaria a quelli che confessati e

insieme

la

vano obbeel ire come a principe, nominandovi Giordano potentissimo figlio di Pier Leone. Indi romani ebbero l'audacia di presentarsi al mansueto Papa, acci cei

comunicati assistessero in que-

sta festivit alla

desse al patrizio

le

rendite della Chiesa


e ch'egli
si

messa solenne. Dipoi Innocenzo XI, ad istanza del re Carlo II, eAlessandro VII a
lutti

ed

sovrani

diritti,

conten-

stese la concessione di
i

tasse delle

decime e
il

delle oblazioni.

Per

doniinii del re di Spagna, col bre-

queste tLirbolenze
111 Tugg'i
I

successore

Eugenio

i4>J,

da Roma, e solo vi ritorn nel quando romani promisero di ani

ve EximiaCj de'26 maggio 1679, Bull. t. 8, p. 95, come Benedetto XIII la distese

ancora a tutto

lo stato ecclesiastivi
si

nullare

il

patriziato rinnovato, e di restiil

co,

comandando che
domenica
di

celebrasse nelnella

tuire alla primiera autorit

Pirjcllo di

la 3.'

novembre,

qua/''.

Jloma

(/^.),

volla sotto

nominato dal Papa. TultaAdriano IV che gli successe, i

le

celebrasi in altri stati e dominii.

Lambeitini,

De feslis

B. M. V.^c.
s.

3,

romani insorsero e restituirono il patriziato, onde nel 1 155 sottopose Roaia all'interdetto, per cui romani tornarono
i

e pel patrocinio del suo sposo

Giusep-

pe, questo articolo.

PATROCLO
in

(s.),

martire.

Fu decapia

all'

obbedienza.

Non

perci desisterono

tato per la fede di

Ges Cristo

Troyes
11

dalle loro pretensioni, a segno che Ales-

Sciampagna

nel 111 o

IV

secolo.

cul-

sandro

111,

Luciolll,

Urbano IH,
fatta nel
1

Gre-

to di (pieslo santo martire assai antico, e la sua


s.

gorio Vili dovettero ritirarsi da


finch per
la

Roma,
188 da

memoria
di

stata celebrata

da
sue

concordia

Gregorio

Tours. Nel secolo

le

Clemente
lita la

III col

popolo romano, fu abo-

reliquie furono trasportale da

Troyes a
principale
nel marti-

dignit di patrizio e restituita quella

Colonia, e da Colonia a Soest nella contea della

di prefetto.

Su questo argomento abbia-

Mark,

di cui egli
il

mo due eruditissime opere. Cenni, Dissert.


7,
s.

patrono. Trovasi
rologio

suo

nome
i

Gre^oriits IIl^ de Caroli I\IarLeUi e-

romano
di

il

giorno 2

di

gennaio,

Icclione in palriciuni

vonianorutn,aUjue

ed in quello
ry.

Usuardo.
(s.),

ccclcsiaedcfi'iisorcm, Pistoia 1778.


tilii.

Gen-

PATROCLO
Nato
suo padre,

rinchiuso del Ber-

patriciorum origine, varietale, praeslanlia, ci juribus,J\omae 1736. Erudite nozioni ne diede Zorzi nel t, i,p.

De

nel Berry,

guard legreggiedl
si

ma

dipoi

diede allo studio

e vi fece grandi progressi.

Ottenuta da

344
na
di

e seg. di Calogcr, facendo


i

le

distin-

zioni tra

patrizi della repubblica

roma-

Arcadio vescovo di Bourges la tonsura chiericale, e qualche tempo dopo il diaconato, visse da prima incomunanza coi
chierici;

e quelli degl' imperatori, coi loro gra-

ed

uffizi.

ma animato dal desiderio


si

di

me-

PATROCINIO

DELLA Beata Vergine

nar
di
s.

vita pi peifetta,

ritir nel

Maria. Festa che Alessandro VII col breve Praeclaraj de'28 luglio i656, Bull.

di Neris,

Martino, e

ove eresse un oratorio in si pose ad ammaestrare

borgo onore

PAT
i

PAT
di

i3

fiinclulli.

Stabili
il

una comunit
al

re-

ligiose presso

suo oratoiio, e parli da

Keris per vivere sconosciuto

mondo

in

minochezza ri templi, comech ben adorni, eminentemente risplende, poich dai fondamendi suppellettili, fra gli altri
ti

Fabbiic in seguito il monasterodiCoIombieres, 5 leghe circa lungi dalla sua abitazione ; ma ne diede il governo ad un altro, per non abbando-

una

solitudine.

fu

compone

da ultimo riedificata. Il capitolo si del priore arcidi 5 dignit


, ,

diacono, cantore, tesoriere osagrista maggiore, e dell'arciprete che ha cura delle

nare

il

suo

ritiro.
le

Elevato

al sacerdozio,

anime. In principio

il

capitolo

si

forma-

raddoppi

sue austerit. Egli pass i8

anni vivendo di solo pane ed acqua, con

va dai monaci benedettini canonici con mensa comune, al cui abito di lana de-

un poco
il

di sale,

cilicio, e

mor

non abbandonando mai a quanto si crede verso

577. Fu sepolto a Colombieres, operando Dio molti miracoli alla sua tomil

rog Gregorio XIII nel i 58o, indi di caanticamente consisteva in 4 dignit e Scanonici monaci. Vi sononici regolari
:

no

altre 3 chiese

parrocchiali

col fonte

ba.

Il

martirologio
il

di

Francia nota

la

sua

sagro, 3 conventi di religiosi,


stero di

un monal'e-

festa

19
e

di

novembre.

monache,

il

conservatorio per

PATRO>0 e PATRONATO. V. PaDROGATO


Protettore.

sposte, alcune confraternite,


e ilseminario. Considerabile

l'ospedale
la

sua fab-

PATROPASSIAiM o PATRIPASSIANI. Eretici del H secolo, discepoli di


Prasseao Praxea,i quali ammettendo in Dio una sola persona sotto tre nomi diversi, osarono sostenere che il Padre non
era dilFerente dal Figliuolo, e che per con-

brica di stoviglie, e nella spiaggia pescosissima sono le tonnare di


Olivieri. Patti, Pactae,
si s.

Giorgio e di
di

vanta

aver
al

dato i natali as. Trifomeua verginee martire,

ed a diversi uomini
al

illustri,

come

giuieconsullo xMagretti,

al

celebre medifilo-

seguenza
la

si

era incarnato, ed avea patito


la

co Caglio, ed
logo,

sacerdote Pisciotta,
e poeta.
le
Il

mortesulla croce per


[t'^.).

redenzione del

grammatico

conte

Rug-

genere umano. Furono anche detti


narchici
in
I

Mo-

gero di Sicilia pose


ti,

fondamenta

di Pat-

un concilio

Papa s. Vittore del 194, condann Crassea.

PATTI

[Pacten). Citt con residenza

dopo la strage dei saraceni. La foce delTimeto,che oggi dicesi Fiume di Nasso, si apre non Imige, e la costa termina
col

vescovile in Sicilia, nella provincia della

Valle minore di Messina, da cui i4

le-

ghe

distante,

capoluogo

di distretto e di

capo d'Orlando. Nell'opposto lato del promontorio era V antica Agntyrna e credesi vedergli avanzi di un suo acque,

cantone, sulla riva occidentale del piccolo golfo a cui


to. JNel

dotto e

altri

ruderi ne! villaggio

di

s.

[Mar-

d nome

sopra un rial-

suo porto liparauo convenientei

mente

bastimenti mercantili, ed

il

for-

Timeo, presso il fiume Elicone, oggi Olivero, fu la rinomata colonia Tintaride, fondata da Tindaco. Al di l poi del

te sovrasta agli edifizi,

che

nell'

insieme
vie

ro re di Laconia, padre di

Leda che

la

non mancano

di

eleganza.

regolari e ben lastricate,

sono e terminano ad

Le

favola fece cara a Giove, ed avo dei ge-

melli Castore e Polluce, della quale ori-

una piazza quadrata, ch' la principale, decorata da moderni palazzi. La chiesa


cattedrale, gi abbaziale,con baltisterio,

gine

messeni

stabilitivisi

altamente

si

gloriavano. Dalla foiza delle onde mari-

con l'episcopio annesso, sotto la invocazione di s. Bartolomeo apostolo, possedendo tra le reliquie il corpo di s. F*
bronia vergine e martire patrona della
citt
:

per bellezza di architettura e

ric-

ne venne atterrata una parie della citt, che assai era menomata in tempo della prima guerra punica. Tuttavia romani vi dedussero una colonia, e quel capo serb lungamente il nome di promontorio di Tindaro. Oggi uua chiesa addita
i

i4
chiamasi

PAX
nel i4i 5
fr.

PAU
Matteo li di Catania domenicano; nel i43i fr. Antonio de Stabili
l

l'area precisa dtlla colonia Ti nei ari eia;, a


s. Maria ili Tijularo. Patii venne distrutta da Federico li d' Aragona,

de' conti di Palli francescano; nel

14^7

per essere del partito angioino, e quindi


rifabbricata, fu in seguito incendiata nel

Giovanni IV Inlerbartoli nobile siculo; nel 1438 Giacomo II de'baroni Porco di Messina, ove fu Iraslalo; nel
1

XV

secolo dai turchi,

dopo

il

quale di-

4^0 Leonardo
non dire di Corrado Ca-

sastro fu ristorata.

Godo
f'i

nobile messinese. Per


fr.

La sede
zia

vescovile

eretta nell'abba-

tutti

ricorder nel 1451

di Patti,

fondata da Iluggero conte

racciolo nobile napoletano, che per ricusarsi

Roberto altro duce normanno, dopo aver caccialo saraceni


di Siracusa, e da
i

come

il

predecessore dalla soggezio-

dall'isola di Lipari, cio la suddetta chie-

Bartolomeo e il raonustero pei benedettini, di cui venne fatto Jibbale Ambrogio integerrimo, che lo era di quello di Lipari, con approvazione del J091 di Urbano II, ed unita all'abbazia
sa e abbazia di
s.

ne del metropolitano di Messina, venne interdettoedopo lite si pacific; nel 482 amministratore Giovanni VI cardinale iVyJragonaj nel i484 ' cardinale Gio1

f'- GiovanMarquet domenicano di Lisbona nobilissimo; nel i5oi Michele Figueroa

vanni VII 3Iolesj nel 149^

ni Vili

l'ail conte Paiggero che vea fondata concesse beni e privilegi. La

di Lipari, cui

de' duchi di Feria, dottissimo; nel

i549

Baitolomeo

11

Sebastiani aragonese clie

di lui

madre

Adelasia nel

i8fu sepolI

intervenneal concilio di Trento, personaggio illustre che restaur l'episcopio; nel

ta nellachiesaabbazialedi Patti. Neil

3o

fu fatto abbate di Lipari e Patti Giovanni


I,

i56g Antonio
Gilberto
II

II

JMaurino de Pazos di

che nell'ottobre

l'antipapa Ale

Compostella,peritonellescienze;neli579

iiaclfcto li lece i."

vescovo d'ambedue

de'baroni Isfar Corilles pa-

abbazie, che eresse in cattedrali unite:

lermitano, trasferito da Siracusa, costru

Innocenzo li per lo riconobbe solo per abbate, quando nel concilio Lateranense II del ii3q Io depose dal vescovato. Esgenio
nel

sendo morto Giovanni 1 nel i i49} EuIII eresse canonicamente la sede


vescovile al

companaria, indi 1601 Bonaventura Secusiodi Caltagirone, minore osservante patriarca di Costantinoponella cattedrale la torre
fu arcivescovo della patria; nel
li
,

sotto

il

quale vennero secolarizzati

modo che
i

dissi

a Lipari

canonici da Clemente Vili nel 1602, ed


egli islituHa

ii5i d'ambedue dichiar vescovo 180 gli successe Stefano, cheLucioIII dichiar sulfraganeo di Messina, come lo tuttora. Tra cpielli che dopo di lui occuparono le due sedi di LiGilberto. Nel
pari e Palli, del
1

parrocchia in cattedrale, po-

scia tiaslatoa Messina. Nel


11

1609 Vincenzo

de Napoli nobile siciliano, benefico pastore e cappellano regio. Con questi il


serie dei vescovi, Sici-

Pirri termina la
lia

fr.

Pietro di Pernis tedesco


lelleralo.

sacra

t.

I, p.

838. Nelle Notizie di


i

34t"> lu distinto
1

Per sua

Roma
1844

sono registrati
^ vescovo
nig."^

successori.

Dal
e

morte nel
tro
li.

354 divenne vescovo il b. PieDipoi nel 39q con quelle bolle


I

IMartinio Ursino di

Catania.

La

diocesi alquanto

ampia

citate a Lipari, Bonifacio

IXsepar i vescovati, nominando vescovo diPatti Francesco


111

contiene circa 3G luoghi. Ogni nuovo ve-

scovo lassalo in
lendite quasi

Hermemir, ch'ebbe
fr.
,

in successo-

200 fiorini, essendo le Gooo scudi, gravati di 4oo


altri pesi.

re nel i4oi
lanisella

Filippode Ferrari di Calcarmelitano predicadi

oncie di perpetua pensione e di

celebre

PAUL
niiensis,

(S.)

DE LEON,
s.

Leonia Ossinella

venne nominaFigueroa spagnuolo ed eleniosiniere del re Martino ;


tore
:

Iraslalo a Girgenti

Faniim

Pauli, Saint Poi. Cit-

lo nel

i4i4 l'Crnardo

t vescovile della bassa

Bretagna

Francia, dipartimento di Fiuesterre, ca-

PAU
poluogo
di

PAU
III

i5

cantone,

situala presso al

secolo fu saccheggiata dai

iriarCjSiilIa costa settentrionale

dell'Ocea-

e nei leni[)i posteriori dai

normanni saraceni. La severso


il

no

e della Bretagna, a

oc leghe da Pa-

de vescovile venne
les

istituita

IV

rigi.

Questa

citt considerabile pel por-

secolo, sulfraganea della metropoli di Ar:

to di Pvoscof

che

le

serve di sobborgo.

ne fu

i.
s.

vescovo
s.

s.

Reslituto, e gli
s.

Fa importante
La
cattedrale di

traffico di cavalli e tele;

successero
1/10, s.

Giusto,
s.

Sulpizio,

Euse-

possiede varie cartiere e concie di cuoio.


s.

Torquato, e

Paolo, dal quale la

tolo
nici.

composto

di

Paolo avea un capi5 dignit e di 1 6 cano-

La

diocesi conteneva

chie, divise in 3 arcidiaconati. Vuoisi


sia l'antico

i20 parrocche Ocismuni, che Cesare chiam

citt prese l'attuale suo nome, e credesi che sia stato al concilio di Valenza f lei 374: se ne celebra la festa nel ."di febbraio, ma
i

le

sue reliquie nel

56

ftnono disperse
ss.
P.

dai protestanti, con quelle dei


tuto,

esti-

Leone. La sede vescovile diceCommanindi trasfe\ille che fu eretta nel 53o rita a Leone nel 56o, sotto la metropoli
,

Eusebio ed
li

altri.

Quanto

agli altri

di Tours. Nefu i. vescovo s. Paolo monaco che fior in santit e miracoli, sotto la disciplina di Eltutio abbate; mora'
1 7.

la Gallia christ. t. 2, Questa sede essendo da lunghissimo tempo vacante, nel concordato del ]8oi fu soppiessa da Pio VII. 11 ve-

vescovi,

riporta

nuova

cdiz.

scovo portava
t,

il

titolo di

conte della

cit-

marzo

del 6oo. Pei successori

veet

dasi la Gallia christ., e


episc.

Ch^nw, Arch.

Ne fu ultimo Gio. Francesco de la Marche di Cornovaille, fatto nel ijy^iquesli quando nel i8oi
Gallae p.
i

56.

ne possedeva il dominio a titolo di feudo regio, avea 12,000 lire di rendila, e pagava 4*^0 fiorini di tasse. PAULIANISTI o PAULICIANI o PAOLIANISTI. Eretici seguaci di Paolo di

Pio VII soppresse


se
i

la diocesi pel

concor-

Samosata. Questo eretico, eletto ve-

dato, ricus la sua dimissione, sottoscris-

scovo d'Antiochia nel 262, neg con Snbellio la distinzione delle persone divine.

reclami e proteste de'vescovi,


nel 1807.
^'

emosi-

nio Londra

vescovo era
I

Egli distingueva
Cristo,
il

due persone
e
il

in

gnor temporale della citt, godeva 5,000 lire di rendita, e pagava 800 fiorini di
tasse.

Verbo
sue

Cristo, nato d'

Ges amla

bo

sessi,

puro uomo,

e solo

Dio per

santit

di

virli e prodigi.

Fu

con-

PAUL (S.)TROIS CH A TE AUX, Saint


Paul Tricaslinuni Fammi, Augusta
Tri-

dannato

caslnorum. Citt vescovile del basso Delfinato, nella Francia, dipartimento della

264, Papa s. Felice I lo condann nel 272, ed il concilio di Sirmio del 357 condannil
e deposto in quello del 270; anche
il

nel concilio d'Antiochia del

di

Drome. circondario. E situata una collina sulla Roubine,

sul

pendio

75 leghe

vescovo Folino di lui discepolo. I suoi maestri erano stati condannali da s. littore
1

da Parigi. La cattedrale sotto l' invocazione di s. Paolo suo patrono e vescovo, aveva un capitolo di 12 canonici; la diocesi

che
te la

sussistettero fin verso la


i

del 194- Lasci molti partigiani met del

secolo,

quali

cambiarono essenzialmenpii^i

comprendeva 35 parrocchie. Vi
;

si

osserva un bell'edifizio, antico monastero (le'Jjenedettini


gi

e sonovi alcuni vesti-

di

antichit, ed alcune fabbriche di

che nellungo tempo. quaAltri eretici furonvi sotto la stessa Pauli' si simile denominazione, come

forma

del battesimo; vuoisi

la

Romania durassero

lavori in seta.

Fu

colonia

romana

col no-

ciani manichei, discepoli di Costantino,

me

di Augusta Tricaslinoruni , perch fondala da Augusto, detta poi Srbasta e Diocctana, ed avea 3 torri per difesa ;

nato in Armenia del 688; Pauli-Joannisli, eretici del secolo Vili, che avevano per capi Paolo e Giovanni armeni, e
i

era

la capitale dell'antico Tricastin.

Nel

sostenenti gli errori di Valentino e

Ma-

i6
nele ed
altri
;

PAU
ed
i

PAV
ra rimangono di quell* epoca
ri

Paulisti, specie di se-

12

tor-

veriani del

VI

secolo.

altissime (n'ebbe sino a 160), che alla

PAUSOLA,
le del

Pausolae. Citt vescovi,

citt

danno un
i

carattere singolare.

Fu-

Piceno, distrutta

eh'

ebbe a veo, p.

rono celebrati

suoi cimiteri antichissis.

scovo Claudio intervenuto al concilio di

mi
di

e assai vasti, chiamati di


s.

Gervasio,

Roma del 465.

Italia sacra

1. 1

58.

Giovanni in Borgo, e

di

s.

Se era situata ove suise i\Iont' Olmo o altrove, lo dissi ne! vol.XL,p. 207 e seg. Vedasi Gatteschi, Memorie del ducato di
Spoleto
p.
1

Pertica, nella cui cappella di


si

s.

Maria in Adriano

seppellivano

re longobardi.

Troppo

80.

PAVIA
vescovile in

[Papien). Citt con residenza

Lombardia, capoluogo della

provincia del suo


di tribunali di
i

nome e di distretto,
.'*

sede

2.'^

istanza, di

came-

ra di commercio, della regia delegazione,

d'un intendente
fizi

di finanza, e di altri uf-

grande per la sua popolazione, perconseguenza di aspetto liisfe, colle strade meglio distribuite che fabbricate, e le case per la maggior parte vecchie; ora quasi intieramente riedificata, e vi sono palazzi convenienti. La principale contrada il Corso di strada Nuova; le piazze per lo pili sono spaziose, distinguendosi quella del Castello, la

superiori provinciali, a

]\lilano:ne'tempi piifloridi cont


abitanti, ora piti di

20 miglia da 80,000

sua spianata, quelle del


porti-

collegio Ghislieri e della cattedrale; la

22,000. Giace sul ca-

gran piazza regolare e cinta


ci. 11

di

nal naviglio di Pavia, che incominciato

Castello opera dei Visconti,


di fortezza,

nel 1807, fu compito nel 1820, sopra la


sinistra sponda del Ticino, quivi largo, profondo e navigabile, a mezza lega dal

ad uso

ma

di

palazzo,

non uno

dei pili belli di (luell'epoca, con delizio-

suo confluentecol Po. 11 sobborgo di Borgo-Ticino comunica colla citt mediante

so giardino, adorno di nierli e condo il gusto di que' tempi, Francesco Visconti nel i4o4

di torri se-

nel quale
^'^^^

avve-

un ponte
to nel

bellissimo di 7 arcate, e costruicinta, nel

lenale sua cognata Caterina duchessa di

secoloXlV. L'antica sua


secolo ridotta
all' a.ttuale

Milano, per impadronirsi dei suoi

slati,

XV li
di

sistema

ed

in cui

Lodovico

il

Moro

mura ad

uso di fortezza, aperta da

barbarie esercit e collo


e

medesima scopo medesimo


la
i

7 porte, la pii bella delle quali quella di Milano o s. Vito, imperocch Pavia fu per

su Gio. Galeazzo Sforza duca di Milano,

dove 3oo

francesi nel

796
la

resistette-

ben
ta.

tre volte ingrandita di cerchio

o cin-

ro senza artiglierie a tutta

popolazioli-

Ln

fiumicellodetto Carona, passa arla citt

ne ed a 4ooo armati

in esso era la

tificiosamenleper
ti

movendovi mol-

breria, di cui fu bibliotecarioil Petrarca.

mulini, e diviso in canali corre sotto le

strade entro a grandissimi acquedotti cbe

Sono rimarcabili seguenti edifizi. L'universit che ha 4 cortili, tutti cinti di beli

sboccano nel Ticino. Se non vi sono in Pavia avanzi della potenza e dominazio-

lissimo portico a colonne binate.


legio
ni e
cari

Il

col-

ne romana, e niente presenta di antico, veramente maestoso e degno della gi capitale della

da Pellegriadorno di pregiati freschi dello Zucfu istituito da s. Care del Kibbia

Borromeo

architettato

Lombardia {^y.),
i

vi

sono pe-

lo

Borromeo

coi beni del priorato di

s.

r templi insigni del medio evo, di architettura rituale, fra


lo di
s.

quali primeggia quel-

Michele (che non pare eretto da

Costantino,

ma dai
vi
);

longobardi

come
s.

loro

Maiolo e delle abbazie di Morimondo e di Calvenzano, con autorit dello zio Pio IV, che perci t concorse ha 32 pensioni gratuite, per lequalila famiglia Bor:

patrono, onde
ti
i

furono talvolta coronaindi quello di

romeo
lunni.

di
11

Milano ha

la

nomina
la statua

degli as.

re d'Italia
di
s.

Agosti-

collegio Ghislieri fondato da

no o

Pietro in Coelo aureo, ed anco-

Pio V, del quale vedesi

inbron-

PAV
zo nella piazza di contro
a! collegio
:

PAV
es-

17

braccio

al

vescovo di Algeri, che solen-

sendovi egli sialo religioso domenicano

nemente
pone
di

Io colloc in

Ippona,
Il

al
si

modo
coml'arci-

G anni ad insegnare teologia nel suo convento, ricordevole poi della lunga dimoI

dello a tale articolo.

capitolo

5 dignit,

i.^ il

prevosto,

ra fatta in Pavia, eresse


il

il

collegio e gli die

diacono, r arciprete,

suo cognome. Nella mentovata chiesa degli agostiniani, ossia di s. Pietro in Co&'
lo aureo, presenteuienle chiusa, traspor-

cano;
e
di
il

di

il cantore ed il de8 canonici compresi il teologo


i i

penitenziere, di

cappellani corali,

4 Mansionari

e di

chierici.

Vi
si

il

tale essendosi le

reliquie

del dottore

s.

batlislerio, e la cura delle

anime un

funl'e-

Agostino

in

duomo,
in

ila

ammirarsi

l'ar-

ge dal prevosto e da due cappellani:


piscopio, di antica struttura,

ca che le conteneva,

uno

dei pi grandi

edifizio

monumenti
strata con

sorilievi, tutti di

marmo, con infinili buon lavoro. Fu


e col
:

basillus.

situalo incontro
vi

rami

[Ano L'arcadi

la cattedrale. In Pavia sono altre G chiese parrocchiali e o succursali, o come dice rultima propo1

agostino in Pavia, monumento del secolo

sizione concistoriale,

8 comprese
il

le

sub-

XI F,
La

Pavia i832 pel Fusi.

urbane e

coli battisterio;
.le
;

seminario

cattedrale sotto l'invocazione della

rifabbricalo per

sollecitudini dell'ul-

Beala Vergine Assunta, di s. Siro vescovo e di s, Stefano protomartire, fu sostituita alla

timo vescovo Tosi


meglio fabbricati

spedale civile eretto nel


;

8 confraternite; l'oi449 uno dei

duplice chiesa di
secolo, e di
s.

s.

Stefano

l'ospedale militare;

il
;

eretta nel

Maria Mag-

monte

di piet

l'ospizio

per

gli esposti

giore o del Popolo, edifzio del secolo Vili,

l'orfanotroilo maschile istituito nel

i554
feminale

ambedue cattedrali
l'estate, la

la i.^si ufllciava nel-

da S.Girolamo Miani
minile;
il

l'orfanotrofio

a.^dopol'incendio
s.

di
;

Odoacre
di-

pio albergo Pertusati pergl'ia-

fu fabbricata da

Epifanio

li

furono

curabili e mendiuhi d'


bili al

ambo
s.

sessi

strutte per dar luogo al

nuovo duomo.

lavoro
;

l'ospizio di

Maria per

Questo un grandioso edilizio, che incomincialo nel 1488, sopra disegno del pavese Rocchi, non ancora terminato. II bellissimo campanile fu incominciato
uel i583. Si venerano insigni reliquie,

traviate

la pia casa d'industria e di ri-

covero; l'istituto elemosiniero; quello per


la gratuita distribuzione dei medicinali,

ed

altri

stabilimenti benefici ed accade-

mie

letterarie,
Il

che onorano questa coteatro grande e maestoso

ed

il

corpo di

s.

Agostino protettore di
ss.
il

spicua cilt.

Pavia, oltre quelli dei


1, p.

vescovi. Nel voi.

del Bibiena, tutto in colto, poco


nico, e fu eretto nel
lissimi

armo-

144
s.

narrai,

come

re

Luitprando

1773. Vi sono beldi privata ragio-

trasport in Pavia quel prezioso tesoro


del e

bagni in pietra,

dottore,

come

poi fu riconosciuto,
la

ne. Pavia fu

come Benedetto XIII termin


i
i

cons.

troversia tra

canonici regolari di

A*

una delle prime cilt d'Italia ad avere un celebre Orologio (F.) pubblico, sopra uno dei torrioni del castello
:

gostino che lo custodivano, ed


iii

romita-

soprattullo celebre essa per la

negavano la identicit. Si pu vedere anche il Coleti, Collecdo auclorum alane ailegatorum eie,
agostiniani che ne

sua universit, della quale nel 1837 si pubblic in Milano con figure, di Paolo

Sangiorgio: Cenni storici sulle dueuniversii di

Veneliis

729. Benedetto Vili nel io 12 diede il braccio sinistro, cio dall'omero al gomito, al b.Engeluoto vescovo di Caui

Pavia

e di

Milano,
universit di Paripeli la

La maestosa e celebre
via credesi

da molli che

prima-

torbery; nella cattedrale


nel

di

Ragusi

si

con-

ria origine dalle scuole


te

ordinale ed eret-

serva l'osso detto alles; e Gregorio

XVI
del

1843

fece dare

una porzione

moso

da Carlo Magno, che vi mand il fairlandese Giovanni di Clemente

VOI.. Lil.

i8
Scolo per
segnare
bilazione
tri

PAV
istobilii e

PAV
in-

questo liceo e per


di

rettore della facolt medica, lutti


ni

le scienze,
il

assegnandogli per as.

monastero
le

Pietro. Al-

nomisommi. Il suo gabinetto di anatomia forse il primo d'Italia, perch lutto preparalo
sui pezzi naturali
,

ritengono che

scnole gi esistessele

fondalo dallo

ro,

onde quell'imperatore
.

rinnov ver-

Scarpa, e miglioralo

ed accresciiilo dal
gabinetto di patobellissimo e ricco

791 Annoisi ancora clieriniperatore Carlo IV vi restaurasse lo studio generale, ogli concedesse privilegi, ad istanza di Gasoi!

prof Panizza; bello


logia, cos
il

il

nuovo gabinetto idraulico


;

fondato da Brunacci
mineralogia
lo botanico,
e pel
il

leazzo

li e
i

Bernab Visconti signoii


le

di

quello di storia naturale, massime per la

Milano, quali fabbricarono


esistono.
Il

scuole ove
Ticin. p.

complesso.

Ha pure l'orfisica,
il

Gatti, Hiat.

gynm.

gabinetto di
la

labo-

i44) scrive die fu assai favorita did duca Lodovico il Moro, che accord esenzioni

ratorio chimico,

biblioteca, ec. Presso a

1000 sono
Questa

gli scolari

che

la

frequenlano.

da ogni gravezza

ai collegi de' giuIl

citt

possedeva scuola milita-

reconsulti, artisti, medici e filosofi.


si

Sas-

re, scuola teorica di artiglieria e poligo-

poi, Destitdiis lJediolan. cap. g, alTer-

no, fonderia superba di bocche da fuoco,

ma

che

la

magnifica
il

fabbrica

si

deve a

ed arsenale, che pi non sussistono, con

quel duca, ed

Coite ne'suoi epigrammi


il

decadimento

di ricchezza e {)opoIazione,
si

esalta l'edifizio, descrivendo insieme

La sua industria
li

esercita in qualche fab-

concorso grande che allora ava


d e rese pi

la

gi

brica di cotoncrie, e fa

commercio
il

di

va-

celebre universit. Maria Teresa ingran-

oggetti, essendo fertilissimo


;

suo ter-

superbo

l'edifizio nel
il

1775
1

ritorio

fu

una

delle

coi portici, opere

checomp

figlio di lei

ad introdurvi
splendore
lo

la

prne cilt d'Italia stampa, e pel primo la


Ria
all'
il

Giuseppelljdopoaverla

visitata nel 769: anche Napoleone concoise al suo incremento, e dopo di lui nel 1817 1' imperatore Francesco I. L'universit divenne una delle pi rinomale di Europa, ezian-

esercit Binaschi.

suo principale
resi-

deve
goti,

essere slata

denza dei re
lia,

longobardi e d'Italia,
d'Ita:

nonch de'conti del sagro palazzo


i

quali forse ne ressero


il

la

provincia

dio pei professori chela illustrarono, co-

dopo

1000, avendo
si
il

pavesi cacciali

me Felice Grammatico, Pietro 1-isano che


dicesi
.so

questi conti,

ricoverarono a Lomello,

maestro di grammatica dello slesCarlo Magno, Lanfanco pavese del-

donde prese
strutta
tara. In

nome di Lomeliina

la

pro-

vincia, occupata poi dai pavesi,. che di-

la famiglia Beccaria, filosofoe teologo in-

signe.
iii

Erano

stati professori di

quella u-

Lomello divenne capoluogo IMorPavia ebbero natali uomini insii

versila Alessandro

e Sisto

IV profon-

gni per santa vita, dignit ecclesiastiche,


valore, arti e scienze.

didoltori,edi cardinali Scaramuccia Tri\ulzi, Slondrati

Furono

padre

di

Gregorio XIV,

pa Giovanni
li

XI F,

pavesi il PaV antipapa Gioi'an-

ed

Alciali.

Ma
(^
.),

nel declinare del secolo

decorso ebbero infelice fama pel


di Pistoia

Natali,

smodo Tamburini e Zoil

la giansenisti, cui

inlervennero, e per agianscniituo.

Ter fatto con


1

altri rivivere

corsi di medicina, nialemat'rca e scien-

ze naturali

godono ancora
la

di alta

reputia gli
fi-

tazione pegli uomini di primo merito che

cardinali Bernardo, GregoMatengo, Pietro, Beccaria, Raniero, Lonafi e Belisom, olire diversi vescovi e moltissimi della patria ; Menochio, Guidi poeta, Sacchi, Lanfranco che port in Inghilterra la buona filosofia. Cardano primo inventore dell'insegnamentoai sordo muti, Liutprando storico somi

XVII,

rio,

ne sostennero
altri lo

celebrit,

come

mo
li,

ne' secoli oscuri

Xe

XI, Brugnatel-

Spallanzani naturalista, Volta

sico,

Bordoni uialenialco, e Scarpa

di-

Bordaj Bordoni, Gioita Garavaglia lino dei primari incisori d'Italia, che fon-

PA
d non scuola
ti

V
sua origine e
tempi.
guria,
si

p
Fu

I
:

di

disegno ove sono distinai tempi tlei conteneva animali di


;

allievi.

Il

suo gran parco,


,

perde nella oscurit dei detto che certi popoli della Liverso
il

duchi

di

Milano

slaliiliti

confluente del Tici

ogni sorte
cuito di
I

pi^r le

caccie
in

aveva un

cir-

5 miglia,

capo del quale

sor-

geva
di

la

famigei ala certosa, clieavea pi


di

5o,ooo ducati

annua

rendila. Alla

distanza di 5 miglia da Pavia, sulla stia

no e del IM, gettassero le fondamenta di Pavia poco dopo la fondazione di Roma, e Tieinnni la chiamarono dal nome del fiume che lambisce le sue mura. Fti saccheggiata dai galli condotti da Bren,

da che conduce a Milano, esiste la magnifica certosa soppressa da Giuseppe li; la chiesa per ed il chiostro unito sono ancora conservatissimi e formano l'ammil'azione degli artisti e dei conoscitori: bre-

no, nell'anno

quindi da Annibale,

387 avanti l'era cristiana; come allenta dei ro(juesti


la

mani. Divenuti
lia

padroni della Galfetlelt

Cisalpina, per

sua

ne fece-

ro una delle prime citt della repubbli

vemente la descrissi nel voi. XLV, p. 5 Narra il Gentile, che l'imperatore Lotalio 11 del 125 concesse ai pavesi di cor I

ca,per rimunerarla del


vi

.suo affetto. Aliti


le-

poi pretendono che fosse fondata dai

o liguri norici, e
di

si

chiamasse

in

lo-

niare nVoneta.coirimpronta della propria


citt.

10 lingua Tig- Un. Onovaln

daPiomadel
alla

Per avverte, che vi sono varie monete battute in Pavia nei secoli precee ne riporta
il

grado
tribi

municipio, venne ascritta

denti
il

novero.

Ed

infatti

Muratori

nella clissert. 27, p.

487, paril

la

della zecca di Pavia, e dice che

gius

Papia, e da tal nomechiamossi Pavia, abbandonandocos quello di Ticinnni al fiume che le scorre vicino. Comunque di ci sia, essendo gi una delle piti
insigni citt d' Italia, Auinisto nel
vi si

di battere
la

moneta

Io ripete dai goti

che

rec

beneficarono ed ampliarono; aumenprerogativa sotto


vi fissarono la vi
i

tempo
il

della guerra

t questa
l)ardi,

re lougo-

ricevette

cadavere

di

germanica, e vi Druso, al quale


1'

che

sede del regno

fu fatto pid)blico pianto e solenne elogio

(V Italia; quindi

batt

monete Carlo
i

funebre. Nel

409 mentre
la

imperatore

Magno,
neta
di

gli altri
,

imperatori ed
rilevai a

duchi
la

Onorio
il

vi

faceva

rassegna dell'esercito

di IVblano

essendo antichissima

mo-

perch andasse

in oriente a
i

Pavia,

come

Denari. Lo

tiranno Costantino,

soldali

combattere si amtnugli ullkiali,

stemma

della citt

una croce bianca.


i

tinaiono, tagliarono a pezzi


e saccheggiarono la citt
;

Scrissero sulla citt, Stefano Breventano,


Istoria dell' antichi l di Pavia, ivi

570.

v con fuga

in palazzo.

Onorio si salPer la venuta di


portarono nella prima forma-

Portaluppi, Storia della Lninellina. P.

Attila, diversi

pavesi

si

Severino Capsoni,

Tl/cz/jor/e storiche del-

Venezia, e concorsero
zione della citt
via
la
il

alla

la citt di Pavia. Carlo Gentile. Compendio storico-cronologico degli avvenimenti pili piemorahili riguardanti la re-

omonima. La misera Pa
distrutta da Attiin parte; oltre
il

Ilinaldi la dice

nel 45>2 o

4^3,
in

ma

gia citt di Pavia, dall' incomineiarncnto dell'era cristiana, sino all'epoca in cui

saccheggio,
degli

pari

tempo
in
,

pat crude-

lissima peste. Calato


re

Italia

Odoacre
il

fu incoronalo re d' Italia Napoleone il Grande, Pavia 1 8 2 pel Galeani. Gualla,


1

eruli nQ\ ^'j&


il

fug nel terri-

torio pavese
si

patrizio Oreste,

quale
e

Sancluarium Papiae. Spelta, Storia

de'

ritir in Pavia.

vescovi di Pavia. P. Ghisoni, Flavia Pa-

dopo 40
se,

giorni

Odoacre la espugn

la assedi,

e pose a ferle chie-

pia sacra. Ughelli, Italia sacra, t. i, p. 074, e 1. o,p. 3 I. F. A. Marroni, De


I 1 I

ro e fuoco, non risparmiando n

ecclesia et episcopis j}apiensibus,]\om&e..

n le sacre vergini, n i sepolcri, e imprigionando Oreste. Divenuto Odoacre re d' Italia, per le suppliche drl ve-

Pavia, Ticiniim, Papia, inceita la

no
scovo
l;i, s.

PAV
Epifitnio
li,

PAV
In cit-

permise che
di
sassi,
si

do

ridotta

un mucchio
s'

rifabtri-

573 gli fu dato in Pavia a successore Clefi,sepoltoins. Gerossia italico.

Nel

liiicasse,
lliti.

esentandola per 5 anni dai

vasio. Neil' interregno

Nel

47^

incominci

la riedifica-

nesi presero Pavia e la

Peredo coi milacoronaferrea^ se

che allora la citt assuPm'ia, quasi patria pia amante della religione. Per opera di s. Epifanio il fu in miglior forma ristorata la parte del duomo detta s. Maria del Popolo, ed altre chiese. Teodorico re dei go//,dopoaver vintoOdoacie, si ritir in
7one, e vuoisi

messe

il

nome

di

deve credersi al pavese Gentile, con cui re d'Italia. 11 re Autari si coronavano mor nel 590 in Pavia, e fu sepolto in s.
i

Gervasio.

Il

successore Agilulfo edific la


s.

chiesa col monastero di

Bartolomeo,
il
s.

poi degli Olivetani, e vi fu tunudato.


re Ariovaldo lo fu nella chiesa di

Gio-

Pavia,

la fortific

e abbelh, l'ampli, vi

vanni

in

un bellissimo palazzo, una forte rocca o castello, e si ferm nella citt volontieri come nemica degli eruli. Risoluto di annientare Odoacre, confifece edificare

ga nella chiesa
lei

Borgo, e sua moglie Gundeberdi s. Gio. Evangelista da Rotari del

edificata. Il re

636
s.

favor

l'arianesimo, onde anche in Pavia pose

un vescovo

di

quella setta in

Eusebio,

la

moglie,

figlie e sorelle a

s.

Epifanio
si

li; indi ucciso in

Ravenna Odoacre,
i

impadron
ti

di tutta Italia, e dal .santo ve-

scovo fece liberare


iu

prigionieri condot-

mentre Magno cattolico avea la sede nella chiesa maggiore: per come divoto di s. Gio. Battista patrono di sua nazione, gli eresse un tempio nel borgo e vi ebbe
sepoltura. Ariberto ordin l'edificazione

Borgogna. In questo tempo Teodorico confin in Pavia il celebre Severino Eoezio e il suocero Simmaco, nella torre che prese il nome del primo, indi li fece decapitare. Teodorico fiss la sua sede prima in Ravenna, poi in Pavia, ove rif djbric
la

magnifica

di

s.

Salvatore con monastesuoi

ro, e quello di Liano,

primo. Nel 661


Pertarito
si

venendo sepolto nel figli Gondiberto e divisero il regno; il primo


i

rest in Pavia,

il

secondo

fiss la

sede in

chiesa di

s.

Pietro in cielo d'oI.

ro, edificata

da

s.

Siro

Nel

54o

tro-

vandosi

goti senza capo, unitisi in Pa-

Pavia Grimoaldo spos la loro sorella, e divenne re di tutto il regno, ed alla morte il suo coi'po fu

Milano.Nel662

in

via, elessero in re Uraja,

che ricusando,
l'esercito

deposto nella chiesa di


lui

s.

Ambrogio da

sostituirono lldebaldo. Allorch l'impe-

ratore Giustiniano

rimand
il

fondata; laonde ricuper nel 671 il regno Pertarito, che fu coronato in s. Michele, erigendo a
s.

in Italia per ricuperarla,

re Totila, fat-

to consiglio in Pavia,
terlo;

si

j^ort a

combat552,

nastero in

memoria

Agata chiesa e mod'essere scampato


tempio
Sotto
di
il

ma
i

vinto e ferito mor nel

dalla morte; a sua imitazione la moglie

onde

goti elessero in Pavia Teja per re,


lui

Rodelinda fabbric

il

s.

Maria

ma

termin il regno de'goli. Disceso in Italia Alboino re de'Lorigolardi (J^.), nel 568, a poco a poco se ne

con

Rotonda

in Pertica.

loro figlio
:

Cuniberto Pavia fu desolata dalla peste

rese padrone: nel 56c) s'invi alla regia

Pavia, che trovandosi forte e sicura, sostenne l'assedio pii di tre anni e solo ce-

questo re favor le scienze, e come il padre le sue ceneri ebbero riposo in s. Salvatore, cos quelle del re Uiperto II o
Ariberto. Nel 7 12 mont sul trono il celebre Liutprando, che espugn Ravenna,
cacci
1'

de

nel f'ji

con vantaggiosi
i

patti, e

che
e

restassero agli abitanti

castelli, terre

esarca e trasport

in

Pavia

la

fortezze del piacentino, donale ai pavesi

bella statua equestre di bronzo detta dai

dai goti. Alboino perdonati


stabil

cittadini, vi

pavesi Rpgisole, con altre cose meravigliose; altri attribuiscono ai pavesi stessi

l'ordinaria sua residenza e sede

principale, e centro del regno longobar-

e pi tardi

il

rapimento

di tale statua.

P AV
niellile gli

PA
vasi in

V
si

21

emuli raveunali tolstio a Pabronzo. Esseutlosi inalas.

Francia venne a Pavia, tratt col

via

11*

j)oitL' di

re

il

juale

mutato pensiero

rifiut al

lo e creileiitlosi vicino a uioiU', in


1

Mail

ia

tifile

Peiliclic fu proclaaiato re

ni-

hiando, ma gnaiito lo associ al Irono. Fiallanlo disponendosi Liulpianpolu


lld(

promesso, onde Stefano IH continu il viaggio. Pipino pose a sacco ii pavese, assedi la citt e costrinse Astolfo ad evacuare il tolto: questo principe avC^ido
lbbricato la chiesa di
locarvi
i

do ad invadere tutto ' esarcalo di llavenna, dopo aver manomesso parie della provincia, per rimuoverlo ilalla impresa nel 743 da Roma si '.eco in Pavia Papa s. Zaccaria, ad onta degl' impedimenti dei regi ministri: a'28 giugno trov al Po [)rincipali di essi, di malavoglia andati ad incoiiliarlo. Inviandosi a
i

s.

Marino, per

col-

corpi santi rapiti nel territorio

romano, ivi fu sepolto. JNel 7:56 per le premure ed autorit di dello Papa, odel fratello s. Paolo I, gli fu dato in successore Desiderio duca o governatore dell'Istria

conquistata dal predecessore.

Cou

ingratitudine Desiderio torn ad invadere le terre della Chiesa, travagli


e

Pavia, leiinossi in

s.

Pietro in cielo d'odei

Pioma

ro, allora fuori della citt, per celebrarvi hi

Papa Adriano
i

I.

Questi implor ed ot-

messa solenne della

vigilia

ss.
IN'el

tenne il soccorso di CarloMagno,che com-

Pietro e Paolo, ludi entr in Pavia.


d

battendo

longobardi ne uccise 44>oo^j


franct-si,
si

seguente a preghiera

di

Liutprando
i

nella

medesima
uJli/.i,

basilica

comp

solenni

per colla morte di 33, 000 de il luogo di BeIlaselva,ove


strage, prese
il

on-

fece tanta

divini

vi

pranz col re e con esso


si

nome

di

Mortara. Desiil fi-

con magnifico accompagnamento


al

rec

derio corse a rifugiarsi in Pavia, ed


glio Adelgiso
in Vei'ona.

palazzo reale per tener seco congresso.


le

Carlo

Con

dolci sue

maniere,

s.

Zaccaria vin-

se Liutprando,
gli la

infedelt

non senza rimproverardi sue anteriori promesaccordo e la il Pa-

dopo aver presa questa, nel indusse Pavia alla resa dopo
fame. Imprigion Desiderio,

Magno 773 o 774

607
lo

mesi

d'assedio, de^^olata dal contagio e dalla

se

fu stabilito vantaggioso

mand al

restituzione dell'occupalo. Partito

pa da Pavia,
e giunto in

il

re lo

Roma

celebr di

accompagn al Po, nuovo la


rendimento
^
di gra-

festa degli Apostoli, in


zie pel ftilice esito del

monastero di Coibio presso Liegi colla famiglia, ove mor penitente, essendone il cadavere trasferito in Aquisgrana. Terminalo il regno dei longobardi,
Carlo
tori,
i

suo viaggio. Liutf'-'

Magno

stabil nelle citt

governa-

prando mor
chiesetta di
s.

nel

744

sepolto nella
elei

ed in Pavia quali suoi luogotenenti

Adriano, nel mezzo


in Pertica,

ci-

conti Langosclii patrizi pavesi.

Avendo

milerio di

s.

Maria
s.

donde fu

s.

Leone HI

uell'i3oo ripristinato l'impe,

trasportato in

Pietro in cielo d oro:


di smisura-

come

di

forme gigantesche e

to piede, la lunghezza di questo

divenne

misura di fondi liei pavese. Il l'e AstoU'o pose a ruba ed a sacco le terre della chiesa romana, minacci Pioma d'eccidio ed inliiD al pupolo romano l'annuo tributo di un ducato d'oro per testa. Il Pontefice

ne coron imperatore Carlo Magno, avendo gi Adriano I unto in re d'Italia il figlio Pipino. Giovanni Vili nel'876 si rec coir imperatore
ro di occidenle

Carlo
si

il

Calvo

in

Pavia,

ma mentre
le

ivi

trattenevano in feste per

nozze del

Stefano IH ricorse pertanto nel 753


in

duca Bosone con Ermingarda figlia di Lodovico II, cal dalle alpi Carlomanno per combaltere lo zio Carlo il Calvo, il
quale

a Pipino redi Francia, onde Astolfocoise

a rinserrarsi
restituire
1'

Pavia, e cambiate lemi-

uaccie in preghiere, con giuramento di

usurpalo,

il

Papa che

rccu-

Papa a Tortona. i\elGrosso imperatore e re d'Italia tenne una dieta in Pavia, ove nel1*888 fu coronato re Berengario dall'arsi

ritir col
il

r884 Carlo

22
ti

PAV
vi stabili

PAV
la

vescovo di Milano, e
i

sua

le

possessioni che avea tra


il

il

Ticino e
r

residenza; dipoi

pavesi lo difesero, fa-

Gran Vallone, ed
beni coi castelli
e Ponlesello.

cendo macello dell'esercilo dell' irnpeiatore Arnolfo die avea assediala la cill. Tutlavolta nemici di Lerengmio nel c)2f m Pavia coronarono re d' Italia il
i

padre nel loi niolti di Rosasco, Selva Regia


11 fortific
la citt

Corrado

Pavia,

ma

tornato in Germania,

gover-

nossi quasi a repubblica, e questa

forma

re di

Borgogna

Piodolfo. Nel

924
Nel

Piivia

ritenne per lungo tempo, professando verso gl'imperatori

fu presa, saccheggiata e bruciata dai feioci ungari, tuttora idolali


Iclto re d'Italia
te
i.

926

e-

Promulgata
3

nel

un apparente omaggio. 109^ la prima crociata,

Ugo d uca d'Orleans


coronare
II

e con-

fratelli della

nobilissima famiglia Bec-

d'Arles,

si

fece

in

Pavia, in-

caria partirono per la Palestina. Intanto

di vi

tetme prigione Raterio vescovo di

cominciarono nel

107

le

guerre coi

\ eiona. Lotario
to in
s.

suo

figlio

regn pafu sepol-

milanesi ed altri popoli convicini, e pel

cificamente in Pavia, e nel

950

terremoto che pat


rifazione delle
I

la citt,

concorse alla
Beccaria. Nel

Giovanni in Borgo presso il padre, dopo di aver assegnato ad Adelaide sua moglie Pavia col distretto. II nuovo re d'Italia Berengario
sti

mura Ugone
l

i36 Lotario

prese Pavia, che otten-

ne mediante contribuzione perdono della resistenza fatta.

11

s'impadroi

Nel

54

ai'se

pi

vi-

della citt, e tiranneggiando! pavesi, que-

va la guerra coi milanesi, e imploraro-

coir arcivescovo di Milano ed il Papa Agapito II, chiamarono in Italia Ottone I re di Germania, ma un partito

no

l'aiuto di

Federico

I,

continuandola
1

con diversa forlunfiil'imperatorenel


concesse
ai

i58

pavesi di eleggersi

magistrati,

port?) al

trono Adalberto, e Pavia fu eI,

rettori e consoli sotto la protezione del-

sposfa. Nel c)5i Pavia dovette aprire le

l'impero. Continuando

danni,

le stragi

porte a Ottone
neggiata. Nel

dopo

essere stata dan-

e le sconfitte Ira' pavesi e milanesi,

Fe-

997 Crescenzio
maggio
il

cacci da

derico

prese Milano e ne fece aspra ven-

l'ioma ne' primi di

Pontefice

detta, indi colla

moglie

si

fece in

Pavia

Gregorio V, che fugg


stitu l'antipapa

in Pavia, e gli so-

coronare dal vescovo. Nella lega lombarda


i

Giovunni XYII cittadino pavese e nato in Rossano. Frattanto nel 1002 Arduino marchese d'Ivrea esorl gl'italiani a liberarsi dagl'

pavesi col Monferrato e pochi altri

restarono nella fazione imperiale,


!

ma nel

imperatori

stranieri,

per cui

le citt

spedirono

am-

furono rovinati dai nilanesi, cui dovettero pagare 18,000 marchi d'argento. Nel i i83 ebbe luogo

175 molli loro

castelli

basciatori in Pavia, liconosciula

sempre

la

sede e metropoli dei re d'Italia, e col consenso del Papa elessero re Arduino, che fu coronato in scovo,
il

come

co

famosa pace di Costanza, I e la lega lombarda. Nel 197 Vigevano giur


1

tra Federi-

di essere di

Michele dal vequale ebbe dal re amplissime


s.

Pavia,

ma

milanesi presto se ne impa-

dronirono colla maggior parte della Lomellina, onde pavesi giurata fedelt a Milano s'ebbero pace che poco dur. Veri

rendite e prerogative.
di

Ma

l'arcivescovo

Milano, chiamato in Italia l'imperatore s. Enrico II, a'iG alaggio looJ fu coronato in s. Michele. Tra le feste insorsero
i

so

il

1217

il

legato apostolico die ai cail monastero di s. Agostimonaci benedettini neri.


i

nonici regolari
no, eh' era dei

pavesi, costrinsero

alla fuga, nella

quale rest

nuovo re zoppo, onde


il
i

Per nuova pace nel 1202


tarono aMilano
il

pavesi porla

tedeschi fecero strage dei cittadini e bru-

loro carroccio e

sta-

ciarono
tone suo

la

citt.

Ritornato Arduino in
rovine, ed
il

tua Regisole. Pavia nel

1220 vide Fe-

Pavia ne ripar
figlio

le

conte Ot-

derico l, ed altern guerre e paci con

don

alla cattedrale tutte

Milano; indi nel 1268 respinse l'assedio

PAT
di

PA V
via

23
la

Carlo

d'Angi.

Becoaria jiolealis-

Filippo Maria, quando pos


di

ve-

sitai e

colmi di privilegi imperiali signola

dova Beatrice

Tenda, poi decapitata

reggiando

patria batteroiio moneta,


dei guelfi e ghibellini

mentre
esistenti

le fazioni

per adulterio. Nel i.fiB a'J ottobre arriv in Pavia Papa Martino V, alloggiato
nel castello con gran magnificenza, ove

anche in Pavia, da molti anni alimentavano la guerra civile. Dopo il 1289 fu eletto capitano generale Bonifacio marchese di Monferrato, il quale
fatto prigione dagli alessandrini fu

dimor 12
c
il

gio ni

nel d seguenle

convo-

[)opolo nel castello,

ea pi

di

16,000

persone compart l'apostolica benedizione. Nel

po-

sto in gabbia di ferro,

onde pavesi dierouo il capitanato a Manfredo Pallavicino. Nel i3o7 pavesi elessero a loro principe Riccardo figlio di Fiiippone Laugosco, il quale aveali difesi da Matteo Visconti che aspirava a dominarli. Per nel i3 5 riusc a IMalteo di edificare una
i

1438 avendo il Piccinino presa Ravenna, iporl a Pavia le sue porle di bronzo. Alla morie di Filippo Maria seni

za discendenza mascolina,

pavesi ricu-

perarono la libert, e poi si diedero a Francesco Sforza marito di Bianca figlia naturale del defunto, indi duca di Milano, sul cui Irono regnarono
sori,
i

suoi succes-

gran fortezza
10-2.S ricev

alla

porla di Pavia, che nel


il

seguendone

destini la citt e proi

Lodovico

Bavaro, ed esso
sua par-

vi esercit infinite estorsioni: alla

Joo vincia, gi narrali a Milano. Nel Lodovico XII redi Francia s'impadron
del ducato, facendo solenne ingresso in

tenza la citt si pose sotto il dominio di Giovanni ve di Boemia, e nel i35G venne in Pavia Giovanni marchese di Monferpii della famirato, che condotti seco glia Beccaria, vi lasci per governatore Jacopo Bussolari agostiniano. Questi con
i

Pavia

il

i.

ottobre: concesse

ai

pavesi,

che dalla cappella del castello


sero nella cattedrale
le

trasferis-

reliquie donate

dall'imperatore greco a Gio. Galeazzo,


fia le quali la sacra spina di

falso zelo

ne divenne

il

tiranno,
1

massime
non
fi-

port

in

Francia
,

contro

Beccaria. Nel

3 5c) Galeazzo e

ca di mss.

G. C.; ma famosa biblioteca rice volle udire Giasone del


la

Bernab Visconti

signori di Milano,

jMajno famoso giureconsulto e professore


della

senza lesistenza presero Pavia e fecero


nire in gabbia di ferro a
giorni, in
i

universit, allora frequentata


il

da

fr.

Jacopo

suoi

3,000 studenti. Fatto prigione


nal Medici, poi

cardi-

pena

di

tanti misfatti; quindi


pili

Leone

(altri

dicono

Visconti incominciarono a rendere

forte e

magnifica

la

mor
s.

in Pavia nel

citt. Galeazzo li iSyS, e fu sepolto in

che fugg), nella battaglia di Ravenna, e portalo a Pavia per trasportarsi in Francia,
tri

dice

il

Gentile, che Beccaria e

due alil

Pietro in cielo d'oro; e nel

peratore Venceslao cre il Gio. Galeazzo Visconti conte di Pavia,

1397 l'imnuovo duca

pavesi lo liberarono, poscia rimune-

rali.

Nel IDI 2 che

lo Sforza

ricuper

duI

cato,

ritolse nel

i5i 5 Francesco

re

ed a'26 dicembre accadde uno strepitoso terremoto. Nel

di Francia, e fu a

Pavia,

ma

nel

i4oo
dell'

il

perugino professore
pil
'gli

universit

famoso Baldo com-

l'imperatore Carlo
cesco
I

lo restitu

id2i a Fran-

II.

statuii per la citt, e


s.

morendo

francesi

avendo occupato
privazioni;

di

nuovo
a'

fu sepolto in

Francesco.

Gio. Maria

Milano, vennero ad assediar Pavia, che


pat ogni sorte di

Visconti, crudelissimo tiranno, nel


successe
il

fratello Filippo

i4i2 Maria ch'era


ghibellini

ma

24

febbraio

i525

presso le sue

mura

fu vin-

conte di Pavia e dell'annessa Lomellina.

to e fatto prigioniero dagl'imperiali e spaI re di Francia, precisamente nel vastissimo parco che circonda la citt, e condotto prigione a Madrid:

Poco dopo Facino Cane

coi

gnuoli Francesco

saccheggi Pavia, e consegn alle fiam-

me

le

case dei Beccaria, ricuperando Pa-

24
tra
i

PAV
prigionieri
vi

PAV
il

fu

nunzio

<Vi

Cle-

le

fil

costretto dare Pavia

in

signoria,

menle VII, Aleandri


sta

poi cardinale.

Queac-

sua vita natiu'ale durante, ad Antonio de

famosa battaglia e prigionia, che

Lcyva

di lui

nemico

e capitano generale

cennai nel voi.


ta

XXVn,

p.

I,

fu descritin 7 son-

dell'imperatore, onde Antonio pose a gocitt Gittcomo del Gambaro gitueconsulto bolognese. Nel i535 colla morte del duca termin la sua discendenza, e secondo il suo testamento il ducato pass in Carlo V, che nel i54f

da molli

storici,

ed espressa

vernatore della

tuosi e superbi arazzi, disegnati

da Tifil

ziano, contornati sul disegno di Giulio

Romano
li

o di Tintorelto, tessuti a

di

lana colorata, in oro e argento. Carlo

fece costruire appositamente in Fian-

visit Pavia, e nel

547
1

^ssai la fortifi-

dra, evi fu mirabilmente espressa la me-

c; anche

il

di lui figlio

Filippo

li

ro di
in-

morabile battaglia, ed in attestato di gratitudine ne fece dono ad Alfonso d'Avalos marchese del Vasto (cugino di Ferdinando Francesco d'Avalos marchese di

Spagna
di nel
I

fu a Pavia nel

549

'^Si,

554

prese l'amministrazione del

ducato, di cui era slato infeudato dal pa-

Pescara, marito di Vittoria Colonna), uno


dei

comandanti
spada del

dell'esercito imperiale,col
1,

un marchese quando lo fece prigioniero Launuoy,


magnifico padiglione di Francesco
re, ch'esso

in

alla

consegn

al

56a si fond accademia degli Affidati. La citt gi spopolata da Lautrec, nel 1578 perde 16,000 abitanti per la peste. Nel 58 con grandi dimostraziodre coi discendenti. Nel
1

in Pavia la celebre

ni

pavesi riceverono la sorella del re


d' Austria imperatrice e fu allog1

cui successe qual generalissimo dell'armata,

Maria

per a vere grandemente contribuito

algli

giata dai conti Scaramucci. Indi nel

599

la vittoria.

Per

la

qual fazione avendo

pass per Pavia Margherita moglie di

abitanti dimostrata moltissima allegrez-

Filippo

III,

per cui

si

miglior

il

fibbri-

ne furono due anni dopo aspramente puniti dal visconte Odetto di Lautrec capitano di Francia, che impadronitosi di tutto il milanese, ad onta che per l'imza,

cato. Nel secolo seguente Pavia soffr per

nuova

peste, e per le

conseguenze

di varie

guerre nella Lomellina e nel milanese


tra spagnuoli, francesi e piemontesi. via fu fortificata e
I-*a-

peratore

la

difendeva Belgioioso, a'5 ot-

ben

difesa, sostenne

tobre 1527 presa la citt, per 7 giorni l'abbandon ad un crudele saccheggio, commettendovi soldati quanto la guerra badi pili orribile: da quel tempo vuoisi che la citt ripeta l'origine del suo decadimento in popolazione e ricchezza, al che non pot mai riparare. In quell'oci

nel

i655

l'assedio di circa
1'

53

giorni, e

costrinse

inimico a levarlo,

diroccate varie chiese

dopo aver suburbane. Nuovaebbe luogo quella

mente
contro
j^er la

nel
i

1690

si

riaccesero le guerre

francesi; poscia

successione di Spagna e del ducato.

casione fu che Lautrec rovin


castello che

la

parte del

Ricaduta l^aviain potere dei francesi, nel 1706 fu loro tolta dal duca di Savoia e
dal principe Eugenio, in un al ducato di Milano per l'Austria; ma primi la ripigliarono nel 1733,6 nel 1736 la cede rono. Nel 1745 gallo-ispani la conquii
i

guardava
il

il

parco, dove cor,

re presentemente

naviglio

sicch

ne

limasero
tre

soli tre lati

con due

torri,

men-

erano.i
il

proteggeva

lati e 4 torri. Carlo duca suo parente, nel

V che
1

528

starono, togliendola all'A ustria, alla quale la resti


la

riprese Pavia, che nel settembre ricadde


in potere dei francesi e

luirono

nuovamente la sac-

conserv fino

al

un anno dopo. L'Austria 4 maggio 1 796, epo1


i

cheggiarono, l'acificato Francesco I coil' imperatore, questi collo sborso di scudi


di iVlilanoa

ca nella qualese ne
cesi.

impadronirono franAvendo alcuni pavesi ordita una ri la

()00,ooo nel 1529 Francesco

restitu
II

il

ducato
il

voluzionc, spezzarono

statua Regisole

Sforza,

qua-

e fecero partire la guarnigione. Accorso

PA V
maggio, soggiacquero al sac(;l)eggio e con isteiilo salvarono la vita. Ili liiiilo disordine In rimarchevole,

PAV
rio tedesco; nel

25

Nopoloone

;i'25

che l'universit e la casa del prof. Spallanzani fossero per supcriore comando dichiaruteinviolahili, per ciiirurono rispettati
i

3ios. Anastasio I eletto dal clero e popolo pubblicamente, pel favore accordalo da Costantino alla religione cristiana. Per dovere di l)revit
solo registrer
i

vescovi pi rimarchevoli,

essendovi tra quelli che preterir molti


pavesi e diversi
della famiglia Beccaria.

cattedratici.

Ma

il

castello di Bina-

sco. pet'

ne di me. Quindi Pavia, come prima, segiTi i destini di Milano (f^.), ed a' 6 maggio i8o5 rivide Napoleone. Dopo il i8i3 dalle potenze alleate contro Napoleone,

aver preso paite alla sollevazioPavia, fa abbandonato alle fiam-

Nel 377 s. luvenzio li; nel 432 s, Crispino 111. Nel 466 s. E[)ifanio li nobile

pavese, che per essersi interposto a pacificare


i

romani coi ravennati, questi

ulti-

mi credendolo
il

parziale ai primi concepii

rono tanto odio contro


principio di loro

pavesi, che fu

venne eseguilo

il

trattato di Pavia, ossia

inimicizie e del re-

di fare invadere la Francia dalle loro armate, per cui nel 1 8 i4 terminando la sua dominazione, la citt torn all'Austria,

ciproco pedaggio elle nelle due citt do-

vevano pagare
le,

cittadini nel traversar1

soppresso nel
s.

569 con
:

felice succes-

da cui

si

sottrasse nel

nellagenerale insurrezione;

marzo 184S ma pocodopo

so

Epifanio s'interpose per Pavia con Odoacre e Teodorico, e mor nel /^q

venne rioccupala dalle truppe imperiali.

col titolo di

pacifcalore cV Italia. Ne fu

La

fede cristiana vi fu
vi

predicala e la
circa l'an-

successore

s.

Massimo
i

II;
si

nel 5i

s.

En-

sede vescovile

fu
s.

istituita

nodio, cui per quanto


grafia
(

dice nella bio-

no 47} d'ordine
gallico,

di

Pietro,

da
i.**

s.

Siro

l'hanno
i

santi vescovi riportali

da

lui

consagrato in
il

vescovo:
fece fib-

da Buller, ed
vi),

cardinali pavesi o vescodi farsi

questo diffuse
Jjricare la

vangelo anche nella Li-

Papa

s,

Ormisda concesse

guria, e tornato in Pavia nel

5^

chiesa de'ss. Gervasio e Proi

tasio martiri,

cui corpi vi fece traspor-

tare da Milano, ed ove fu sepolto quan-

ed primo luogo ne'concilii a sinistra del Pontefice, secondo il Gentile. Edific s. Ennodio la chiesa di s. Vittore, e vi poprecedere dalla croce, l'uso del
il

pallio,

do teneramente pianto mor


bre del
f)6. Gli

a'

9 dicemI,
il

se chierici
fici

che celebravano
cori,

divini uf-

successe

s.

Pompeo

in

due
s.

uno
s.

in lingua greca, l'al-

quale ordin dimostrazioni onorifiche pel

tro rispondeva nella latina,


vasi a

o s. Invenzio o Juvenziod'Aquiieia, che edific la chiesa


]>redecessore
;

indi nel

Michele:

come usaEnnodio compose


.

che prese

il

suo

nome
s.

nel

3g

s.

Pro-

futuro; nel

^5

Obbediano; nel i58

due formole per la benedizione del cereo pasquale, e mor nel 52 i Nel 58o Severo, che introdusse le litanie minori, o
meglio
le

Leonzio, che fece fabbricare chiese, rallentandosi


ni
;

propag. Nel

668

s.

Anasta-

la

persecuzione contro cristiai

sio II, gi

vescovo ariano, dopo averne


cattolici, egli

nel

i83

s.

Orsicino o Urcisceno pas.

vese; nel

216
la

Crispino

pavese della
la

famiglia Negri, che fece abbellire

citt

mentre Magno in Pavia era stato pastore degli ariani. Nel 680 s. Daabiui'ati gli errori, poich

governava

Martino; nel 2 53 s. Felice martirizzato; nel 2 56 s. Massimo I; nel 270 s. Epifanio I, che mor di doed edificar
chiesa di
s.

miano pavese
Biscossi; nel 7
al

dottissimo, della famiglia


1 1

s.

Armentario pavese,
il

qual anno narra

Rinaldi, the essens.

lore per le persecuzioni; nel


S[)ino II

275
la

s.

Cri-

dosi portalo in

Roma

Benedetto

arciil

pavese, che fabbric


e

chiesa

vescovo di Milano per reclamare che

de'

ss.

Cosma
Croce
in

della

Damiano, e la cappella duomo; nel 3o6 s. Daluaa-

vescovo

di

Pavia fusse suo sulfraganeo,


la

PapaCostaalino rispose, che

chiesa era

26
slata
alla
1
;

PA V
sempre itumediatamenle soggetta sede apostolica. Nel 787 s. Teodoro
s.

PAV
gliildio
T

pavese, forse dei Malaspina di

Canossa, e nipote della gran contessa


I\Ialil(k'; don un cavallo, le insegne e armi da soldato, con uno stendardo alla

nel 'j5i

Pietro

cugino del re Liut-

piando, che persuase all'acquisto del corpo di s. Agostino e collocazione in s. Pietro

illustre casa pavesede'Confalonieri,

avenpri-

da
11
s.

lui riedificata.

Nel

766

s.

Teodo-

dogli
ti

essi

giurata fedelt, e di essere pron-

ro

pavese, protettore della citt; nel

alla difesa.

Da

ci forse deriv
di
tal

il

proclamato con diTino prodigio; nell'Hot s. Giovanni I pavese; s. Deodalo fece trasportare il corpo di s. Siro dalla chiesa di s. Gervasio in cattedrale a' 7 maggio 828. Nell'Sic) s. Litif'redo I; neir85o Lintardo pavese,

778

Girolamo

I,

vilegio, che

uno

casa nei possessi


il

dei vescovi

conduceva avanti

baldacchi;

no

il

cavallo, e ne restava poi possessore

pel i. fu decorato del titolo di conte;

un altro dei Gonfalonieri era obbligato ad accompagnarlo dalla chiesa di s. Maria Segreta sino al duomo, precedendolo innanzi al cavallo, armato di scadi pi

ueir874 Giovanni II; nel 91 Giovanni 111 veronese, morto nell'incendio dei

do, con stendardo morello, ov'eravi di-

pinto
i

lo

stemma

de'Confalonieri. Inoltre
gli abiti

gli

ungari, in cui perirono

43

chiese.

suo vescovato, Papa Anastasio III slanza di Berengario I re d' Italia, concesse al vescovo di Pavia l'uso dell'omcoperto di drappo, della croce avanti nei
viaggi e

Nel ad i-

vescovi

prendendo

pontificali

in delta chiesa, per privilegio dei re lon-

gobardi, una della casa Mezzabarba

gli

poneva

sandali: dalla chiesa alla porta

bielo o baldacchino, del cavallo bianco

cavalcando, e di sedere

al lato

sinistro del

Papa

nei concilii,

come
lib.

atte-

e sino alla met della strada nuova, lo accompagnavano per privilegio due della famiglia Giorgi. Nel io5 Guido III Pescari pavese, cui Papa Pasquale li coni

stano Sigonio,

De

regno Ital.

6, an.

ferm

tutte le prerogative concesse


i

ai

qi

I,

e Pacciaudi,

De

unhdlae. In quel-

lo del predecessore,

il

Baronio

riferisce
il

con meraviglia un altro privilegio,

cui

Toscani pavese, amorevole coi poveri, il quale fu fedele ad Alessandro IH, e non parvescovi di Pavia. Nel

167 Pietro

documento
tefice

dice di aver letto: riporta


il

tigiano dello scisma,

come

scrissero alil

pertanto all'anno 878,0." 33, che


via,

l*on-

cuni con r Ughelli, siccome rilev

p.

Giovanni Vili, trovandosi in Paconcesse ai vescovi della medesima,


ai

Tosli uiiW J.Hoiia'della lega lombarda.

Nel

178 .Lanfranco de'Beccari di GrupI

the ogni qualvolta chiamassero


di gli arcivescovi di

sino-

pello, pat vessazioni dai consoli della cit-

Milano e di Ravenna coi loro suIVaganei, tutti vi dovessero onninamente andare. Nel c)2C) s. Innocenzo pavese; nel 966 Pietro 111 Canevanova pavese, che fu creato cardinale e nel

t; nel

195

s.

Bernardo HI Babbi pa-

da Faenza; nel 121 5 il cardinal Gieorio Crescenzi romano; nel 1271 s. Fulco Scotti piacentino, teneva
vese,
tiaslato

ogni giorno

984 Papa

col

nome

di

Giovan-

5 poveri a mensa, e manteneva un maestro cogli scolari. Nel 1280


i

XI Y, cambiatoin venerazioneal prinV. Nome dei Papi. Gli successe il cardinal Guido 1 pavese
ni

s.

Rodobaldo

II

Cipolla, fece edificare


i

cipe degli apostoli

della famiglia Corti,

coron Ardoino re

molle chiese e monasteri, fra quali quello di s. Tommaso con tempio; nel 129G Guido V pavese dei conti di Langosco,
fece gran doni
alla chiesa,

d'Italia:
Ira
i

il

Cardella non registrandolo

aumenl
i

le

cardinali,

Tommisi.Nel 1008 Ubers.

rendile della mensa, e pun

preti con-

to Sacchetti abbate benedettino di

Pie-

cubinari; nel
piacentino,
nel

i33o Giovanni V Fulgosi


il

tro incielod'oro,feceristorare varie chiese rovinate dall'incendio. Nel

istitu

sodalizio de' morii

1073 Gu-

i4o2 Pietro

YU

Grassi di Castel-

PA V
nuovo, umiliato, e gi vescovo di Cremona, fond con rendite la cappella di s. Maria in duomo, ed ivi fece Tolgano nel 1435 Enrico II Rampini, gi di Torto;

PAV
citt
i

27

ministri degl'infermi, ed arricch di

argenteria l'aliare maggiore del iluomo;


nel 171
i

Agostino

C//5^?/u' inilauesecfirdi-

n ale; nel i724F'>'acesco

VI Per tosati miil

na, poi arcivescovo di Milano e cardinale;


nel

lanese olivetano, che fond

pio luogo del


la

1446 Giacomo Borromeo milanese,


l'organo del

suo nome, ed ottenne da CenedclloXlV

rifece
le

duomo,

e miglior

possessioni; nel

i4^4 Giovanni VI Calasci alla

sliglioni

milanese cardinale,

conferma degli antichi privilegi ctjlhi bolla Ail siipretiam, de'i 5 febbraio I743j Bull. Bened. XIV, t. i, p. 24^, unendo
inoltre
il

cattedrale

una mitra
il

preziosa,

un bacolo
II

titolo arcivescovile

di
i

Amasia

pastorale di pregio ed alcuni paramenti.


JN'el

in parlibus (cui

i4^o

celebre cardinal
il

Giacomo

paibus

di

sono soggetti titoli in Sinope, Andiapa, Amiso, I-

AmiiannaLi,

detto cardinal Papcnse o

di Pavia, che forn il duomo di splendida sagrestia e gli die bellissimi paramenti ; ne parlai anche a Piccolomini famiglia. Nel i479 Ascanio Maria Sforza poi cardinale, da Innocenzo Vili latto amministratore del contado di Pavia an-

bono, Temiscira e Zela ) al vescovo di Pavia, volendo chequestos'inlitolasse per


l'avvenire vescovo di
di

Pavia arcivescovo
gli

Amasia,

eil

avesse

onori spettanti

che nel temporale, nella minorit del nipote duca di Milano; minacciando rovina il duomo, rifabbric il nuovo, ponendovi
la
I.''

1753 nomin alla sede il cardinal Carlo Francesco Durila milanese, che benefic il seminario, fece terminare in parte il duomo, onde tutti cittadini anche nei giorni festivi vi lavoravano, e si rese pure per alagli arcivescovi; (|uindi nel
i

pietra nel
il

148B. Nel i5o5fu

tre cose

benemerito. Nel 1769 Bartolodel quale

eletto vescovo

cardinal Francesco
nel
i

IH
Annel

meo

Olivazzi milanese e decano della ro-

Alidosi imolese

il

cardinal

tonio Maria Ciocchi del

Monte, che

13 20 rinunzi al nipote Gio. jMaria Ciocchi


i\e\ I\Ioiite,
il

poi. cardinale, e nel

i55o

Giuseppe linei 1780 Pavia un seminario generale pei chierici di tutta la Lombardia, nella chiesa e monastero di s. Tommaso; indi
ta, sotto

istitu in

Giulio III,

quale nomin Gio. Girola-

nel

782 per

disposizione dello stesso imil

mo de Robsi parmigiano, ad onta delle vertenze avute per anteriore rinunzia: questi
nel

peratore ebbe principio


siastico

collegio ecclein
s.

Germanico-Ungarico

Fran-

1064

lo

rassegn

al

proprio nipote

Ippolito de Rossi, che fa al concilio di

cesco; per nel 1796 flu. L'imperatore fu due volle in Pavia, e nella seconda col
re e la regina di Napoli nel 1785,
tre nel

Trento, ripar
al

il

vecchio duomo, fabbri-

men-

c l'episcopio, e nel iSSt die principio

i79t
1

vi

fu

il

successore LeopolBerlieri di Ce-

seminai

io,

mostrandosi assai benefico

do

li.

Nel

792 Giuseppe

nella peste, e Sisto

V lo
nel

cre cardinale.

va agostiniano, trasferito da Como, che


lasci eredi l'orfanotrofio

Nel logi

b.

Alessandro Sauli genovese,


;

ed

il

semina-

trasferito d'Aleria

IV Gonzaga, poi
nel
istitu
il

di

i593 Francesco Mantova e cardinale;


le

neli8o7,dopo sede vacante Paolo, Lamberto d'Allegre torinese di gran dotrio


;

1619 Fabrizio Landriani milanese,


pio luogo per
lire

trina,
rigi.

che

si

segnal nel concilio

di

Pa-

orfane, e die

Dopo

la

sua morte Pio VII colle due


1

26,000

imperialiai gesuiti, acciocch


le lettere
II

bolle Piitcrnac cliarilatis sludiuni, de'

(1

aprissero 3 scuole per insegnare

20 febbraio
1. 1

e de'
1

6 (narzo 8
1

9, Bull.
alle spe-

umane alla giovent. Nel 1672 Lorenzo


Trotti alessandrino,

Coni.
ciali

5, p.

76

202, derog

che edillc
i

la

casa

prerogative del vescovo di Pavia, lo


titolo arcivescovile di

della missione, collocandovi

signoriosa-

dichiar suffraganeo della metropoli di

csrdoti di essa, introducendo

pine nella

Milano, e divise

il

28
Amasia (che

1^

A V
i8a4 Leoto Vili,

PAX
agosto IOI2 o I030 da Papa Benedet-

restato libero, nel

ne XII io confer all'amministratore di Lione Gasloii de Pins), e nel i8u3 preconizz vescovo Luigi Tosi della diocesi
di jMilano, al

che riprov

la vita licenziosa

dei
si

chierici, obbligati alla continenza,

tratt degli schiavi

l'imperatore

s.

En-

quale nel i85o Pio

IX

die
dei

rico

li

aggiunse pene temporali a quelli


i

in successore

mg/ Angelo Rainazzotli

che non osservassero


7. nel

canoni

statuiti. Il
gli
alti.

missionari oblati di sua patria

Milano,
il

1046,
1

di cui

mancano

conieiendogli nello stesso concistoro


pallio.

La

diocesi

parrocchie. Ogni
sato nei libri
fiorini

ampia, e contiene 75 nuovo vescovo tasdella camera apostolica in


le

049, dopo la settimana di Pentecoste, da Papa s. Leone IX, coi vescoL'8. nel
vi

d Italia e delle Gallie, in cui furono


9." nel
l. Il

dichiarate nulle le ordinazioni dei simoniaci.


11

4oo, essendo

reudite scudi32 38,

1062 contro l'antipapa

gravale di qualche peso.

1076, o conciliabolo di vescovi scismatici partigiani dell'imperatore Enrico IV, che osarono sco-

Onorio

10. nel

Concila di Pavia.
Il

municare
i.o parlamento, fu tenuto nel
dili,

s.

Gregorio VII Papa. L'i


I

i."

nel

i5c). Il
a'
I

2.,

conciliabolo deli 160,

cembre 85o dall'imperatore Lodovico


che
vi assistette,

tenuto
derico

5 febbraio dall'imperatore Fecontro Papa Alessandro IH, e

presieduto dall' arcivesi

scovo

di

Milano Angilperto. Vi

fece

dagli arcivescovi e vescovi scismatici,


circa
,

5o

un capitolo sugli aifaii secolari, confermato da Lotario I padre del principe; 25 canoni sopra la disciplina ed altre materie ecclesiastiche e sui penitenti.

oltre gli abbati

per riconoscervi
fu

l'antipapa Vittore

IV o V, il quale
citt.

con-

Diz.

de' cono.

in questo, nel

Labb

e in

Arli

duino
dovico
vi di
coli

si

leggono

gli atti de'

seguenti.

2. nel febbraio
li,

855, convocato da Locou l'autorit di Papa Benei

Questo falso concilio dichiar contumaci Alessandro HI ed suoi fautori, per non esservi intervenuti. Narra il Rinaldi all'anno 176,- n. 12, che Alessandro IH ei 1

dotto solennemente per la

resse iu sede vescovile Alessandria edifi-

detto IH, e r intervento di tutti

vesco-

cata in suo onore dalla lega lombarda,

Lombardia.

Si
gli

formarono
abusi, fra

ic) artii

ed umili Pavia divenuta sede di scismatici,

per togliere
i

quali,

privando

il

vescovo della croce e del


il

che

signori laici di rado

nelle chiese

comparivano maggiori o parrocchiali, ad


11

pallio. Il

i3.nel 14^3, secondo

de-

cretato di Martino
stanza.

nel concilio di

Co-

assistere ai divini uffizi.

3. in febbraio

876 da Ansperto

arcivescovo di Milano,

con 1 7 vescovi di Toscana e Lombardia, ed il Papa Giovanni Vili che vi fece confermare la elezione dell' imperatore Carlo il Calvo. Questi vi pubblic un capitolare riguardante la venerazione alla

Essendo generale, il Papa vi manfece l' apertura in ; se ne maggio, essendovi deputati di Francia,
tre legati
i

Alemagna ed

Inghilterra

ma
i

penetrala
presidenti

la peste nella citt,

indusse

del concilio a trasferirlo

a Siena a' 22
iu Basilea.

giugno, e Martino Vacconsenf; alla traslazione,

chiesa romana,
tre,
i

come capo

di tutte le ali

ma

ebbe luogo

diritti del

sommo Pontehce,

beni

PAX,

Pace. Sul Pajc

tecaiii e sul

Pax

ecclesiastici

ed altri punti di disciplina. Il 4 neir877. 11 5. nel 997 tenuto da Papa Gregorio V, che vi scomunic Crescenzio e l'antipapa Giovanni
di

vohis o voliscuiy parlai a


in vece del

Deo
si

grati as,
prati-

quale prima

rispondeva

nelle epistole degli apostoli,


i

come

XVII,
G.'^uel

in-

venuto in Pavia l'imperatore Ottone


lo ricondusse in

cano greci ; non che a Page, Pace della messa, Co:^ER.viAzioxE IV, nella quale
il

HI

Roma.

Il

vescovo crcsiinaate dice

il

Pax

te-

PAZ
rum, quale augtirio
conseguilo
giaria,
il

PAZ
pnce,
la

29

di

per aver
ilella

hi,

cresimato
ert'elto

pienezza

ebbe tutto l'agio di sfogar il suo zelo non meno nella coltura de' cattolici, che
nella conversione degli eretici, e di farsi

come

del sagramerito, le-

slatido avvertito col leggiero tocco sulla

ammirare

pei suoi rnri talenti, che

ben

{guancia, di

dover comportare
le

in

pace e

conosciuti dai magnati di sua nazione,

rassegnazione
secuzioni,

ingiurie, percosse e [ler-

singolarmente
za, nel

dall'

imperatore Mattia,
Slri-

ad imitazione e per amore di Ges Cristo. Dice il Macri che il saluto P^x i'obis, fu ordinato da Cristo ai
si

questi ad onta di sua singolare ripugnan-

16

ifi lo

no mi n a rei vescovo di
di pai
li

gonia, e i.consigliere del


clesiastico.

suoi discepoli; e che

tralascia nell'av-

mento ecDivenuto cancelliere, supremo

vento, per non essere ancora disceso in


terra,

segretario, ed intimoconsigliere di Ferdi-

n comparso

il

riconciliatore

del

nando

mondo, Cristo nostra


scitalo

vera pace; e nelsab-

li, ad istanza di essoii Papa Urbano YlIIa' 19 novembre iGsc) lo cre cardis.

bnto santo per non essere ancora risuSalvatore, che con tali parole il
i

nale prete di

Girolamo

degli Suhiavoni,

ma non

volle convenire che restasse

suo

salut

suoi discepoli.

Domijjus vobi-

ambasciatore in Roma. L'imperatore se

scuM

dissi

come
dice
il

vescovi in vece dicono

ne prevalse a mantenere nella divozione alla

Pax vobisj e
perch
si

anticamenle

Pax \'ohisciim,

casa d'Austria

gli

luigheresi, ed egli o-

Pax

roZ/Z^, e del saluto

peroso contro

l'eresia riusc a
i

convertire

Pax

huic doinui.

molti nobili. Riform


lici

costumi de'calto1

ne innalzato a questa
avanti
co'
il

PAZIENTE(s.),vescovo di Lione. Vens,ti\e qualche tempo


\'}o, e secondo alcuni autori, pola

ne'4 sinodi tenuti nel


l'altro nel

fiso,

due
di

nel

i63o,

i633,coi vescovi

sua

provincia, in cui molto fece per

la disci-

tlopo

morte
il

di

s.

Eucherio, che avsi

plina del clero e ad esso fu di edificante

venne
no,

nel \^)0.

suo zelo non

ristrin-

esempio. Pel mantenimento delle rifor-

se alla provincia di cui era niefropolila-

me

introdotte fond in Presbuigo


ai

uu
s.

ma

abbracci tutta
chiese, rislaur

la (jallia

alz

collegio

gesuiti e

un monastero

di

nuove
za.

od abbelPi

le

an-

Chiara con
le

sufficienti rendite.
la

Eresse in

tiche, enutr quellich'erano nell'indigen-

Trinavia, oltre

nuova chiesa principa-

Le sue cure

suoi discorsi conver-

tinjMO molli eretici


vi figli alla

eguadagnarononuoi

ed un convitto de' poveri, nel 1619 una celebre universit, che pose sotto il
patrocinio di
i\Iaria, e forn di

Chiesa, fra cui

borgognoni,
Sidole

sceltissi-

ch'erano quasi barbari ed


rori di

infetti degli ers.

ma
la

biblioteca,

non che due seminari per

A rio

e di

Fotino. Assicura

uio Apollinare, ch'egli possedeva tutte


\irti episcopali, e dice

uno

educazione della giovent ungherese, in Vienna nel 1628, l'altro in Tri-

Tesse pi in lui

non sapere se doammirare lo zelo per la


i

navia nel 1624, ove celebr un concilio provinciale nel iGag. Per l'educazione
delle finciulle fund pii luoghi, con ren-

gloria di Dio^ o la carila verso

poveri.

L'opinione pi comune che morisse verso l'anno 4Boj ed menzionato nel martirologio

dite pel

mantenimento.
di

Fu

leneramenle

divolo della Beala Vergine, di grande

romano gioino I di settembre. PAZAL^^lNYni Pjtjasz Pietro, Cardiil


I

ingegno,
te

maturo

giudizio, di eccellen-

letteratura e di robusta eloquenza.


in

nacque a Vaiadiuo neh' Ungheria, da una delle primarie famiglie, indi ves l'abito dei gesuiti, tni i quali dopo aver in-;egnato nelle pubbliche scuole la filosofia e la teologia, da7ia/e.Dei conli di Uibano,
tosi

ron

CoPiesburgo solennemente Ferdipoi Ferdiiiando 111, portandosi

nando

II,

dal quale,

come estenuato da immense


mor
in

fatiche sostenute a gloria di Dio,

delta citt nel 1637, d'anni 64, lasciando


di verse

con lervorc

all'esercizio delle mi'isio-

opere teologiche. Fu sepolto presso

3o

rAz
ZA,

PEC
Inferno, Limbo, Purgatorio, Paradiso,

S.Giovanni Elemosiniere, cui avea fatto costru re prezioso mausoleo di marmo, con

Battesimo, Pelagiani, ComandaPeccalor. Questo


li

urna e lampada

di argento.

Al semplice
vicer Estoil

menti DI Dio e della Chiesa.

nome

inciso sulla

tomba,

il

PECCATORE,
scrizioni,
Glo<ss.
i

ras aggiunse significante elogio, ed

ni-

tolo frequente nelle antiche carte ed

i-

pote conte Nicol una statua di rappresentante lo zio.

marmo

come avverte

il

Du

Cange, in
gli

Per umilt se lodavano

abbati,
laici,

PAZZI. Di
DI
s.

essi feci

parola a Ospid vie


ivi esi-

vescovi ed altri personaggi anche

SriRiTO, per lo stabilimento

ragguardevoli ed esemplari, nelle loro


sottoscrizioni,

stente della confraternita istituita a pren-

massime

religiosi, cos le

derne caritatevole cura e dei principali manicomii ne fo menzione ai luoghi loro,


:

monache.

PECCENA.
sotto
t.
il

Sede vescovile armena,

come Pesaro, Perugia, Aversa, ec, e ad Alessiani dissi, come quei religiosi aveano per istituto l'assistenza de'pazzi, mentre col

patriarcato di Sis. Orieiif christ.

I, p.

PECHIA.
Sfi-i'ia

nodiedi Pazzi
in

fu istituito

nn

or-

i44i. Metropoli della diocesi di (^.), ed antica capitale del regno

dine equestre. Della cos &iia festa de

di Rascia edi Servia.

situata sulle fronil

pazzi parlai
p.

pi luoghi, e ne'

voi.

Vf,

tiere dell'

Albania, ed

primate di Ra-

XXIV, p. 2'24,eXXXI,p. 174PAZZI. Societ di cai'alieri. Fu isti254,


i

scia vi faceva la

sua residenza.

PECORARIA
ria
le

Jacopo, Cardinale.

tuita in Cleves nel

38o

38

nel gior-

Della nobilissima famiglia detta Pecora

no

di s. Rumberto, da Adolfo conte di Cleves insieme a 35 signori, i quali doi

da un feudo che possedeva nella valPecoraria del territorio piacentino


in Piacenza.
le
,

Teano portare sopra loro mantelli un ricamo rappresentante la figura di un pazzo vestito di piccola giubba, con cappuccio tessuto
di giallo e

nacque
dedic
rico di

Fino dalla tenera

et,
si

sprezzate
a"

vanit del

mondo,
di

lutto

Dio, e fu successivamente chie-

rosso con de'

s.

Donnino, arcidiacono

Raven-

sonagli d'oro, calze gialle e scarpe nere,

na, e nel 12 i5 passatoio Francia profess la regola de'cisterciensi. Peifezionato


nella monastica disciplina e nelle scienze, fu eletto

mano una tazza d'oro piena radunavano cavalieri nella i." domenica dopo la festa di s. Michele, e doveano tutti trovarsi all' asseuiblea,
ed avente
in di frutti. Si
i

abbate delle TreFontane di


III lo fece

Roma. Onorio
dolo
in alfari di

|)enitenziere

tranne

g'

infermi e

gli assenti

oltre sei

cappellano o uditore di rota, impiegan-

giornate da Cleves. Tutti vestivano con


abiti simili,

somma
I23i o

importanza. Grenel

per mostrare

l'

amicizia fra
la

gorio

IX

nel

1234I0 cre
i

loro mantenuta, che se alterata,


sidenti.

sociei

cardinale vescovo di Palestina, e lo sped in

t faceva di tutto per riconciliare

dis-

Lombardia
ove

a pacificare

popoli guer-

Venne

stabilito,

che se qualcuio
la

reggiatiti,

gli

riusc d' ijn[edire'

dei cavalieri

non portasse ogni giorno

tremenda
pa
i

ballaglia.

una Rimandatovi dal Pa-

figura del pazzo sul

mantello, sarebbe multato di 3 grandi lire tornesi, le quali sarebbero date ai poveri per amore di Dio. S'ignora precisamente ti fine di questa istituzione,

|)er islabilire

perpetua concordia tra


,

ed

il

p.

Bonanni nel Caordims


dicli

talogo

p.

4 ne parla, riportando l'im-

lombardi e Federico I! questo lo ritenne alcun tempo prigione, indi consagr la chiesa di Borgo s. Donnino. Con pari lustro e decoro sostenne la legazione di Ungheria, in cui prosciolse dall'interdetto
di
il

magine

del cavaliere, eque!;

re

Andrea
i

11.

Nella legazione

aiuhonim,

PECCATO.

V. Penitenza, Indulgen-

si.

Toscana Tornato

pacific
in

fiorentini coi senefatto vicai io,

Rouia ne fu

PF.
allora

D
hei.

PEn
Confina
coi croati,

o piima strinse tenern amicied zia con Visconti, poi Gregorio X, clic lo fece suo tuaggioidomo ed intimo ministro. Indisi rec legalo in

non che

col

mor-

lacclii di

cia contro gli albigesi,pei (juali

Ispagnae Franpromul-

origine slava o espulsi dalla loro pallia dai turchi, che in generale professano la religione greca. La sola par-

rocchia della cill


cata alla B.
re,
il

la

cattedrale, dedis.

g una crociala con


ciliando colla Chiesa

felice successo, riconil

Vergine e

Niccforo marti-

contedi Tolosa. In

Senlis convocata un'assemblea di vescovi,

vescovo e patrono della citt e diocesi, cui corpo ivi si venera insieme ad al:

oUenne
derico

dalle loro rendile la vigesima a


la

tre insigni reliquie

iiiliziata da

ca-

favore del Papa, per


II,

guerra con Fe-

nonici, e

ma

nel \ii\i imbarcatosi con


,

prima eravi la dignit dell'arcidiacono, indi divenne concaltedrale di


Gorizia. Plinio celebr
i

due

altri legati

vescovi e abl)ali sopra

vini di

Pucinum

legni genovesi perrecaisial concilio Lateranense intimalo da Gregorio IX, fu-

volifarmenle Prosecco. La diocesi riSheila; contava i4 paiiocchie, e un monastero di religiosi di


ta nel
s.

rono impiigionali dai genovesi e pisani


fautori di detto imperatore, ed egli ven-

Paolo

i."

eremidis.

santuario di

s.

IMaria
il

aLago,

ne condotto
nialJj
;

in

duiissimo caicerc

in

A-

\eise confraleinile, ed
:

cimitero di

liberato

dopo due aimi ad


li e

istan-

za dell'imperatore Baldovino

del sa-

Michele suburbano vi si celebrava in illirico. La mensa pagava 100 fiorini di


tassa, ed

cro collegio, fu anzi legfdaloda Federico


II,

anlicamenle era buona

sotto

che nell'alto

di licenziailo

il

richiese
lo sa-

di sua amicizia,

ed

egli rispose,

che

rebbe, finch egli

lo fjsse colla Chiesa.

Anche Innocenzo IV lo dichiar vicario di Ptoma quando pass in Francia, avendo concorso alla sua elezione, ed a rpielper la cpiale ebbe il la di Celestino IV
.

Clemente VII, l'arciduca d'Austria Ferdinando, cui spellava presentare il vescovo, gli attribu il monastero di s. Pietro in Selva. La sede vescovile fu istituita nel

VI

secolo, sufliMganea del patriar-

ca di Aquileia, che soppresso da Bene-

detto

XIV

nel 17.52, erigendo Gorizia in


la sottopose.

permesso
vi

di uscire

dalla prigione e [)oi

arcivescovato, a questo
fu
al
I

ritorn. In Paliano fond


di cisteiciensi,
s.

un monala

."

vescovo Marziano, che nel

Ne 079 fu

.stero

assegnando loro
di

chiesa di
rendite.

Pietro, che dot

copiose

Dopo

aver dottamente predicali-

sinodo del patriarca Elia; indi gli sucUisiniano o Uisicino , che nel 6rq intervenne al concilio romano di Pacessero
,

to nella basilica Vaticana perla festa


tolare, chiuse
i

pa

piamente suoi giorni in Roma nel 124^, con estremo dolore del A'isconli. che da vicino iieavea ammiralo l'edificanti virt e sapere, ed era stato

sore,

Agatone, quindi s. Niceforo confescui corpo si venera in Omagio, castello marittimo. Fredeberto, che fu nel
s.
il

q35
di

alla

consagrazione della cattedrale


ico,

Parenzo; Woldai

mentovalo

nella

suo patrono e mneslio. Il venerando di lui corpo fu trasferitoa Chiaravalle in Francia,

luogo del suo noviziato, e posto presso


s.

donazione falla nel loBi ai canonici dal patriarca Poppo. Dopo lunga sede vacanregistrate fior Federico del i 74, ed
i

Malachia vescovo, con degno e magnifico elogio; una parte del suo capo
quello di
fu riposta nella cattedrale di sua patria.

ti

ud' Italia sacrai]] Uglielli


l.

t.

5, p.

469,

io,p. 822,6 nelle Notizie di Roi/i a. L'ultimo del 1766 fu Aldi ago Antonio

PEDE^A

Petiiiuni. Citt

vescovile

governo di Trieste, a 12 miglia da Piovigno e 22 da Pola, sopra una montagna presso il fiume Arsia, chiadell'Istria, nel

de Piccai di triestino, morto il quale nel i-SG non ebbe successore, e la sede fu
riunita a Gorizia.

PEDERODIANA.
la

Sede vescovile del-

uiata ancora Pisino

Cominada

Di-

BizHceua neU'.AfVica occidentale.

32

PED
PEDICINI Carlo Maria,
Cardinale.
1

PEK
Dio
di
s.

nel ritiro.

Fu

priore del monastero

Nacque in Ijenevcntoa's novembre 7G0, cle'naichesi Pediciui, donde portatosi in lioma vi fece f^Ii studi ed ammesso in prelatura, dopo di aver servito la s. Sede in diversi carichi. Pio VII lo promos,

Vincenzio presso Mans, eretto dal vescovo s. Domnolo. Egli accoppiava ad una eminente santit una rara facondia, per cui suoi discorsi riportavano semi

pre copiosi
spedale

frutti. S.

Domnolo, dopo

a-

se a segretario di

propaganda,

al

modo
a'

ver fabbricato un monastero con uno


in onore della B. Vergine, tra il fiume della Sarta e la terra di Beaugc, vi mand de'religiosi, di cui volle che

che

dissi nel voi.

XVJ,

p.

260, ed
s.

io

marzo 1823
ria in

lo

cre cardinale prete, con-

ferendogli per titolo la chiesa di

Via, dacui pass a quello di

s.

MaMa-

Peduino

fosse superiore col titolo di

ab-

lia della Pace.

Leone Xll

lo fece prefet-

to dell'immunit ecclesiastica; Pio Vili,


segretario dei memoriali, prefetto dei riti

e vescovo suburbicario
; ,

di

Palestri-

na Giegorio XVI prefetto di propaganda, vice-cancelliere e commendatario


della basilica di
s.

govern con vigilanza e zelo, dando insigni provedi carit e di pazienta. Mori verso la fine del VI secolo, ai i5 di novembre, ed nominato in tal giorno nel martirologio di Francia ed in
bate. Esso

quello de' benedettini.

Lorenzo
1

in

Damaso

PEGUA
niotido per

PEGA

(s.),

vergine. Disi

ed

a'

i4 dicembre
s.

84o

lo trasfer al ve-

scendente dai re di Mercia,

separ dal

scovato di Porto,
sacro collegio,
ticoli.

Rufina e Civitavecriportai in molti ari

menare

vita penitente, riti-

chia, essendo divenuto sottodecano del

randosi nel luogo, che fu poi detto dal

come

suo

nome Peagkirk ePekirka,

cio chie-

Veniie annoverato ad

congre-

sa di

Pegua.il quale un villaggio nella


3.

gazioni cardinalizie; ebbe molte protettorie di sodalizi, chiese, congregazioni leligiose, dell'ordine

contea di Northampton. Era sorella di

Gullaco, celebre eremita del Croyland,

betlemmitico, di al-

dopo

cune terre dello

stato pontificio, e fu

com-

protettore di sua illustre patria. Inter-

morte del quale, verso il 7 19, si e quivi inoi. S. Pegua era protettrice dell'abbazia di Pegeland, che
la

rec a

Roma,

venne ai conclavi per le elezioni di Leone XII, Pio Vili e Gregorio XVI, e do-

s.

Odoardo

confessore un a Croyland.
il

La

sua festa segnata

giorno 8 di gennaio.

po breve malattia pass al riposo


sti,

dei giu-

munito

di tutti
i

conforti della reli1

gione, in

Roma a' q novembre


le

anni 83 passali. Nella sua chiesa

di

843, di s. Locon o-

PEKIINO {Pekinen). Citt con residenza vescovile nella Cwa (/^.), capitale di quell'immenso impero celeste e della Cina propriamente detta, capoluogodella provincia di

renzo furono celebrate


fu

esequie, ed ivi

tumulato

in

mezzo

alla chiesa,

Tchi li o Ci-li e del dipartimentodi Chun-thian o Sciuu-thian,


nel nord-est della Cina, a

uorevole iscrizione, siccome pio, integerrimo, ordinato in tutte


te
le

sue azioni, a-

Parigi,

i85olegheda i4oo da Pietroburgo, 730 da


[f-^.],

uiorevole pastore, eretta affettuosamen-

Calcutta ne\e Indie orientali


dalla gran muraglia, sopra le

e 12

da Luigi de Gregori suo maestro di camera.

due spon-

de del
si

PEDREDAN. Luogo d'Inghilterra, in


1071 un concilio per nomina di alcuni vescovi. Labbc t. 1 1; Arduino t. G; Augi. t. i.
cui fu tenuto nel
la

PEDUmO
il

PAVINO

(s.),

abbate

nel Maine. Nato nel IMaine,

abbandon

fiuniicello In-ho, che va a gettarPay-hoj tributario del golfo Tchiformato dal mar Giallo. Si compoli ne Pekino di due citt, la pi settenchiamata Ringtrionale delle quali tchhing cilt della Corte, forma (piasi un quadrato perfetto; e la pi meridionale

nel

mondo

in

giovent per consacrarsi a

nonunala Vai-tchhing

Vai-Io tchhing

PEK
o citt esterna , o semplicemente borgo del sud, ha la figura di un quatliilatero rettangolo allungato, ed alquanto
ii)inore della
li

PEK
no
cinte di forte

33
Il

muraglia merlala.

pa-

lazzo imperiale

un prodigioso ammas-

so di fabbricati e di corti, di cui la eslen-

prima. Tra

diversi calco-

sione forma

il

merito principale; nondi-

della circonlerenza delle

due

citt

il

meno
la

l'oidine regolare di sale

immense,

pi probabile ch'essa sia di circa 6 lei?. sobborghi. La citt delghe, senza


i

simmetria delle gallerie


dei
tetti,
i

e porticati, la

forma bizzarra

padiglioni sor-

\i\

Corte cinta

di

muro guarnito con


piedi e 21 di groscitt

merli, alto quasi


sezza.

4o
della

montati da palle dorate, le colonne cariche di ornamenti, la ricchezza delle pitture e dorature formano un complesso che non manca di magnificenza. L'interno degli apparlamenli semplice. Parecchi edifizi sono destinati ai ministri, pel

Le mura

meridionale

sono pi piccole e pi semplici, cornale altre citt cinesi. Le porte di Pekino so-

no 16, ciascuna con piazza d'armi innanzi

cinta di

muro: sopra

ogni porta

vi

tempo che passano


te

alla corte.

Gran

par-

ini

padiglione guarnito di artiglieria, e

del recinto

impellale occupato

da

iiegrinicrvalli di essisonovi toriicellequa-

vaste
ti,

campagne

e giardini, laghi artefat-

drate.

Lna

fossa ricinge

le

mura

con

passeggi deliziosi, padiglioni, chioschi


il
:

ponticello innanzi ad ogni porta. Giace

circondati d'alberi sulle eminenze, ed


lutto

Pekino in pianura e pare in mezzo ad una (olla selva, pei giardini e boschetti
,

forma un soggiorno incantevole nell'isola di uno d^^i loghi la pagoda,


o adoralorio degl'
goli
idoli

attinenti ai cimiteri, e per gli alberi piantali a viali

Pe-ta, pei

monPe-

presso ai conventi ed ai
11

vii-

luogo
di

di divozione. Gli edifizi di

laggi propinqui.
e gigantesco

suo aspetto bizzarro

kino
chi

l'idea della capitale di

impone, e corrisponde alun grande impela

maggior apparenza sono gli artrionfali che adornano la principal


,

parte delle strade e piazze, eretti a perpe-

ro;

ma

nell'interno svanisce

grandez-

tuar
to
la

la

memoria

di

qualche

nome distinI

za, tranne le singolarit


agli occhi europei.

che

si

presentano

o notabile avvenimento.
tetti di
il

templi per

Le

strade sono detur-

pi parte vanno adorni di colonne e

pale da case male livellale o rovinose:


la

coperti di superbi

marmo

bianco,
i

pi bella chiamasi Tchbangankiai o


\'ia

essendone grandissimo

numero:
il

pi

larga
solido
zi

della tmnqidllil.

Le strade non

rimarchevoli sono, quello di Fo,


dei tre

pi
i.

s'illuminano, u sono lastricate, essendo


il

vasto e magnifico; quello abitato dal

suolo; sono intersecate da poz-

gran sacerdoti della religione

la-

e sporche.
il

Le

case

altre

solo pianterreno, di mattoni.

hanno un piano, ed Le
for-

maica
stia

quello degli antenati della dinaNella citt del-

Manci oMantsciura.

botteghe sono dipinte e dorate, ben nite di oguimercanzia, ed alcune con


razzi di fiori e di arbusti.

ter-

Le case che non ne hanno sono fabbricate in una corte cinta

imponente Tedifizioportoghetempio del mezzogiorno; se, convento sono rimarchevoli la corte rusa ed il conla Corte

vento della Purificazione


ni
l'
;

coi) bei giardi-

cV alla

muraglia, con tegole colorate

cos la chiesa di

Nostra

Donna

del-

grigie o rosse,

mentre

gialle

sono quelle

Assunzione, dipendente da detto con;

dei templi e dei fabbricati imperiali, verdi quelle de'palazzi dei grandi.

vento

l'antica casa dei gesuiti


il

fiaucesi,

ove fecero passare

La
citt

parte pi notabile di Pekino la palazzo del-

no

l'antica casa di

meridiano di Pekis. Giuseppe era abi-

della Corteo citt imperiale, cos deil

tata dai gesuiti di diverse nazioni, incen-

iiorainata perch contiene


l'

diata nel 1812. Della celebre


di

Campana

imperatore, nella parte delta citt sar<?55rtj-

Pekino,

feci

meuzionea

quell'articolo.

i\i

questa

e le altre

due parli

so-

Fra

eli

slubilimenli delle scienze de-

VOL.

Uh

34

PEK
sono da
citare: l'osri

PEK
dell^impero o polizia ch' attivissima
,

stinali all'istruzione,

servatorio imperiale fabbricato nel 1279, checonliene gli strumenti astroiiomici costruiti verso
il

e severa

e degli

all'ari esteri.

Tutte

le

fine del secolo

XVII

sot-

maggiori striide sono guernile di corpi di guardia, cui sohlali vanno continuai

to la direzione dei gesuiti, per ordine di

mente
ria

in

ronda

numerosa

la cavalle-

Khang-bi, e
ra

quelli che

il

re d'Inghilteril

destinala a vegliare sulle porte.

Vi

don all'imperatore nel 1793;

col-

legio imperiale, nel quale professori in

sono trombe pegl'incendicon tutti gli attrezzi moschee pei mussulmani lurke,

gran numero inseguano


tare
suoi

la rettorica ci-

slani

ivi

residenti, sotterranei per circa


iiidigenli. Il

nese, ed in cui l'imperatore va a preseni

5o,ooo
si

popolo

amai divere

omaggi

a Confucio

come a
;

timenti un po' tumultuosi e con avidit


affolla

maestro e dottore della nazione


rhie scuole di lingua

pareo-

intorno

ai giocolieri

comme-

manci

e cinese e

dianti ambulanti;

ma

la folla sparisce al

della lingua russa; lo stabilimento dei

passaggio dell'imperatore, cui non per-

che aspirano ai gradi; un monastero con pi di 3oo lama del Thibetj the insegnano le lingue tibetana e lanletterali

messo ai semplici cittadini di mirare. Le donne escono di rarissimo e col volto coperto, non potendo camminare pei piedi
compressi, tranne
le
Il

guto,

la

teologia tibetana,
la

la

dottrina di
la ret-

mantsciure, che u-

Fo,

le

matematiche,

medicina,

sano grosse scarpe.


gione pi piacevole.
nord, o Ring-sse,
ta nel

clima di Pekino e

torica

ed

altre scienze; la casa pubblica

sano, rare l'epidemie; l'autunno la sta-

1622, e largamente dotata. Vi sono bagni pubblidi educazione, fondata nel


ci,

parecchi stagni con pesci dorali, tea-

Pekino, Pe-king o De-dsing, cor(e del la capitale, fu fonda-

ove ogni giorno si rappresentano commedie e tragedie, copiosi pubblici granili. Pekino consuma molto e poco produce,
tri

1267 da Rhubilai nipote diGin,

gis-kan

presso altra grande citt

fib-

laonde quasi nulla 1' industria; tuttavia sonovifabbrichedi maioliche e di vetri colorati, taglio di pietre preziose,

edu-

uno dei primi imperatori della dinastia Tchu, parecchi secoli avanti r era nostra. 11 gran kan port questa citt in un altro sito sul medesimo fiubricata da

cazione di bachi da seta. Dalle provincie

me, perch

gli

astrologhi lo avvertirono

meridionali e da Canton giungono con-

tinuamente

gli
il

oggetti che bisognano:

che l'impero celeste eia minacciato da congiura. Si chiamava con nome mongolo

immenso

concorso di mercanti e di
i

viaggiatori, e quasi tulli

luoghi presen-

Cambal , o citt imperiale, in cinese Ta-tu, grande capitale. Era di for-

tano una fiera continua. Vi sono in gran

ma

quadra con

vie e piazze

ben

livel-

numero

case di prestito
il

non manca
di libri,

di

lale e guarnite di belle case.

La

dinastia

importanza

commercio

massi-

mongola d'Yuan, da Khubilai fondata,


continu a risiedere in questa
alla sua espulsione dalla
citt sino

me

di storia,
la

che escono dalla stamperia


quale ogni due giorni pubblii

imperiale,

ca una gazzetta contenente


tanti

pi impor-

awenimeuti dell'impero. In Pckino hanno sede G consigli o tribunali sovrani


liell'impero, cio degl'impieghi^ delle
fi-

1367. imperatore della dinasti a cinese dei IMing, Yung-lo, lasci nel kj^i la sua
nel
Il

Cina

3.

capitale

Nankin

{V.), e

re la corte a Pekino, che

venne a stabilida quel tem-

nanze, dei

riti,

delle pene,delle opere

pub-

bliche e della guerra, oltre allri secondari tribunali; fra questi


quelli de'principi
si

po mai cess di essere la capitate della Cina la fece rifabbricare, l'abbell di nuo:

distinguono

vi edifizi

che regola tultociclie

dinastia cio

riguarda

la

famiglia imperiale, dc'ccnso-

e la cinse di nuove mura. La manci omaulsciuradeiTb&ing Cini, vi si stabil verso la met del

PER
secolo

PEK
ti,

35

XVIIj

e tuttora regna con isplenla citt


si

essendovi per imperiale editto libera

doie. Pekino

pi popolata del

la

mondo, sebbene non


di

abbiano dati

certi

Vili concesse

predicazione del vangelo. Alessandro la nomina del vescovo di


al re di

sua popolazione,

la

quale alcuni au-

Pekino

Portogallo, coll'obbligo di

tori

con esagerazione fecero ascendere a

sonimiiiistraigli

annui scudi 600.

Il

i." ve-

parecchi milioni,
J'

ed

altri

caddero nel-

scovo di Pekino fu

mg/

di Argoli.

que-

eccesso opposto:
il

sobborghi,
lioni, e

p.

compresa quella dei Gaubil la valut due mi-

stosuccesse Bernardino Della Chiesa, che

JMacarthy a trejessa principalmente composta di manci o mantsciuri e di cinesi, le cui religioni sono dominanti, ed

a'So novembre 1701 scrisse alla congregazione di propaganchifide, di aver preso possesso della chiesa pel procuratore
assegnatogli dalle pontifcie bolle
esservibi recato:
,

indi
fa-

hanno templi.

Ci^a e ad

In-

ad esso venne data


s.

die ORIENTALI parlai della introduzione


del cristianesimo nella

colt sulle missioni di Tarlarla e Corea,

Cina e suo impeattribuisce all'a-

qual delegato apostolico della

Sede. Do-

ro

che pel primo


s.

si

po

il

700 emersero
:

gravi disordini pei

postolo

Tommaso,

e se esistesse nei se-

liti cinesi
vili,

chi

li

sostenne

meramente
i

ci-

guenti

secoli,

(nch nel iSi'j fu ravvi-

chi
i

li

riprov quali siqierstizioni. Di-

vato dai portoghesi e castigliani, poi dai

domenicani; tuttavia

ai gesuiti

si

la

gloria della pi efilcace e stabile intro-

duzione nella met del secolo


e

XVI,

e del

successivo incremento anche in Pekino

partiti e crescendo ogni giorno mache ne derivavano Clemente XI per apporvi un rimedio, nel giornodi s. Tommaso del 1071 consagr nella basilica Vaticana Tourion in patriarca d'Antiochia
visi
li
,

Nankin, solTrendo pur nella prima di;

e lo sped nella

verse persecuzioni ed espulsioni

ma

nei
stai

silalore apostolico,

primi anni del


bilire a

XVII

vi

si

poterono

segno

che furono considerati

Cina legalo alale/ e e \'il quale approd nella Cina nel lyoS, e nel 1706 fu ben ricevuto a Pekino dall'imperatoi-e. Venuto questi in cognizione della missione, lo

fondatori di questa chiesa.

A Martiri

del-

la ChVA parlai di quelli dal secolo XVI al decorso, con analoghe nozioni. Nel descrivere l'istituzione della sede vescovile di

mand

prigione in Macao, ove mor, gi

decoralo della dignit cardinalizia. Cle-

Pekino aggiunger poi


siastiche pi recenti.

le

notizie

eccle-

menle XI nel 17 19 gli die in successore Mezzabarba patriarca di Alessandria, che


col

breve Gralitm fralernilai Uiae, dei

Alessandro Vili nel 1689, ad istanza


del re di Portogallo, istitu
scovile di Pekino, che
ta la
di
la

sede vetut-

So settembre 1719, Bull, de prop.fide, Jppcndix t. I, p. 4^9 raccomand al


vescovo di Pekino Della Chiesa ma la sua legazione riusc poco vantaggiosa, per le sue pastorali stampate a Pekino, co:

prima era con

Cina nella gi riedizione ordinaria

nea

Macao (^.), dichiarandola sulFragadi Goa (^.), per quei molivi che ritali articoli

me

rilevasi dalla costituzione

Ex quo, di
le

poilai a
li, in

e ad Ixdie orientanotizie anlerioii e

BenedeltoXIV, avendolo Benedetto XllI


fatto vescovo di Lodi.
li

un ad analoghe

Anche
i

pastora-

posteriori, accennate a Nankin. parlando

degli

smembramenti

delle

due immense

diocesi, fatti da
le

Innocenzo XII quando

Francesco vescovo di Pekino, del 6 luglio e 28 dicembre 788, meritarono disapprovazione, come si legge dal breve
di

stituiti;

ai vicari apostolici da lui iimperocch la provincia di Pekino componevasi di i35 citt e 4 "^i'* lioni di anime, equella di Nankin di io

sottopose

Jpostolicae soUctudins^ presso il citalo Bull. t. 1, p. 109, ed emanalo da Cle-

citt e

intorno a io milioni di abitau-

mente XIl a' 26 settembre 1785 dopo la morie del vescovo. Benedetto X! V gli sostitu a' 19 dicembre 1740 Policarpo

36
de

PER
Sou7.a di Coitihia gosuiln
,

PEL
ma
il

9,1

come
alunni

l'altro di
al
vi

gl'invio la oosliluzione

(^^//<7//;/7t/^/m i^7V2-

vitas Jonim, presso

il

Bull, de pi op. figli

luoghi

Naukin, di spedire suoi seminario di Macao. In alcuni sono scuole ; legati pii perii
i

de, ydppcnd.

l.

>.,

p.

83, colla quale

lono
ticoli

nella persecuzione ai nominati ar-

prescrisse di uiiirormaisi al decielalo

da

narrata; cos tutti


gli

libri di religio-

Clemenle XI
della
ss.

sulle cciiiiioiiie cinesi. Gli


fr.
,

ne e
i

attrezzi della stamperia:


si

attesi

successero nella sede

Gio.

Damasceno

gravi pericoli non

poteva, pi ima del-

Concezione
nel

agosliniano scalzo

ravveniinento che accenner, conservare la


te
ss.

romano

1778,6

fr.

Alessandro fran-

Eucaristia in Pekino. Quivi molle

cescano del lerz'ordine di

E vora nel

782.

sono

vergini.

portoghesi

vi

hanno
han-

questo Pio VII nel

i8o4

die in coa-

nel

convento chiesa
i

aitlolica.

Due ne

diutore Gioaccliino de Senza Sarai va della diocesi di Leiria, della

congregazione

no russi, in virti del trattato de' 1 4 giugno 1728, e summentovate di rito greco,

della uissione, vescovo di Tipasa in partihus.

ma
di

senza proseliti

il

clero
si

si

con)po-

Per sua morte avvenuta nel 1818


di

ne

IO individui, che
cattolici

cambiano ad

rest la sede vacante, \\ pass a risiederai

ogni IO anni. L'aicliimandrita russo favor


i

Nankiu Gaetano PiresPeleira, perch non poteva slare nella sua diocesi, abilitato dalla s. Sede ad amministrarla. Finalmente Gregorio X^'l nel
il

vescovo

nella

persecuzione. Pel

sommo
ie del

zelo die Gregorio

XVI

ebbe per

l'incremento delcalfolici>mo inogni par-

mondo, merit prima


1'

i838 provvisoriamente
e nei

sottrasse

IVkino

conoscere che

di morire di imperatore aveva accoral

dalla giurisdizione metropolitica di Goa,

data piena libert

culto crisliario, nel

Giovanni de Franca Castro Moura vescovo di Claudiopoli in partibiis e amministratore ajwstolico della
fece

i84o

modo che raccontai alMissioKi pontificie. Le ultime notizie della Cina sono consosi vanno moltineconta 70,000 circa la diocesi diNankino, ch' la pii estesa del celeste impero, con piii di 3o missionari, e seminario con So alunni cinesi. JVel voi. 9, serie 2." i\e^Y\ Annali delle scien-

lanti,

poich in ogni parte


i

chiesa di Pekino, cui nel


cessore mg."^ Giuseppe

i845

die in suc-

plicando

cristiani

IMarziale

IMouly

\escovo
nel

di

Fessala in parlihus e vicario

apostolico di IMongolia.

A questi Pio IX 1849 assegn '" coadiutore mg."" vescovo in Abido in paitihas. Al presente Ja diocesi di J^ekino comprende la sola
provincia di Petche-ly, cui
si

ze

rei.

a p. i36, riportalo
agli

il

manifesto

emanato
ri

11 luglio

i85o dall'impeil

d una poda Gieluoghi

ratore della Cina, indifesa dei missionaeuropei. Posici lori notizie celeI)rano

polazione di 28 milioni di abitanti, mentre colle diverse sue parti furono

giovane imperatore favorevole


gione cristiana, e chi
educatore.
la

alla reli-

goiio
lici,

XVI

istituiti

vari vicariati aposto-

professa suo

descritti a Indie orievtali. I

ove Irovansi cattolici sono i2,cotnpreso Pekino e la missione francese, ed ascendono cattolici a 38, 000, senza Cliaouachoang eh' una celebre cristianit. La
i

PEL AG ALLO
que
a'

Carlo Andrea, Carhi

dinale. Dei conti Pelagallo fermani, nac-

marzo 174?

lioma

dove

lo zio

paterno Giovanni (prelato dottise famigliare di

cattedrale posta fuori della citt era stata presa dal

simo, amico

Benedetto

governo, essendovi nella


Il

citsi

XIV,

cui serv di aiuto, specialmente

t oratori! e cappelle private.

clero

nel riconoscere le frodi del giansenismo)

componeva

di

8sacerdoti francesi,

toghesi, 2 francescani e 7 cinesi. dei gesuiti con chiesa, probabilmente

q porLa casa

passala

ai lazzarisli. 11

tescovo ha diritto,

avea trasferito la famiglia di Kicola di lui padre e proprio fratello. Informato dagli esempi d' un tanto zio, e falli egoiarn'.cnle gii sludi nel collegio romano,
i

PEL
pot siipenire in essi suoi condiscepoli. Dedicatosi poscia alla giurisprudenza civile e canonica, pei progressi ihc vi fece
i

PE L
cattedrale furono celebrati
rali,
i

37
solenni fune-

edivi rest sepolto.


(s.),

PELA GI
Antiochia.

vergine e martire di

si

acffuist

fama

di valente legista.

Quin-

Pio VI lo ammise in prelatura, e pel credito che godeva in dottrina e senno, Jo deput a comporre le controversie coldi
la

iSanni, allorch alcimi soldati si recarono in sua casa per arrestarla e condurla davanti al
giudice. Ella
stit

Era

in et di

Toscana per
termine,

gozio ch'egli
lice

acque della Cliiana, nedestiainente condusse a fele

prevedendo che la sua caavrebbe dovuto sostenere dei fieri


si

assalti, sal sul tetto e

precipit al bas-

come

Io volle

celebralo

il

granduca in una iscrizione marmorea. Jl Papa lo destin poscia assessore del governo, indi uditore del tribunale di segnatura e luogotenente di f|uello della

rimanendo morta sul luogo. Ci avvenne nel 3 La Chiesa l'onora come


so,
r r
.

martire, perch attribuisce


rito santo, e

la

sua azione

ad un movimento particolare dello Spiperch espose la sua vita per sua castit. S. Gio. Grisostomo dice che s. Pelagia avea nel cuore
conservare
la

camera. Fu s grande la sua rettitudine, che condann il fiatelo in un giudizio, anche per deludere gli artifizi dei legulei.
hi seguito dopo l'invasione francese, merit di essere fatto uditore generale della le a'

camera apostolica da Pio VII, il quai8 dicembre i8i5 lo nomin ve-

GesLi Cristo, e che oper in quella guisa di lui ispirazione. E' menzionata nel martirologio romano a'9 di giugno.

per

PELAGIA
secolo
;

(s.),

penitente. Fior nel

scovo d'
agli

le

Osimo e Cingoli, e poco dopo 8 marzo 1816 lo cre cardinale piede' s. Nereo ed Achilleo, e lo animi-

commediante in Antiochia, ricca e di rara bellezza. Avendo un giorno ascoltato un sermone di s. Nonno veera

se nelle congregazioni cardinalizie de'vescovi e regolari , dell'immunit, dei riti, delle indulgenze e sagre reliquie. Nella sua diocesi
si

scovo di Edessa, che trovandosi allora ad un concilio di Antiochia predicava dinanzi alla chiesa di s. Giuliano martire
,

mentr'essa passava, ne rest frtemente


il discorso, si rec dal santo vescovo per pregarlo d' indicarle CI che dovea (ie per espiare suoi peci

distinse per

le

benefiinvalidi

commossa. Finito

cenze, poich apr


eresse stabilimenti

un
di

asilo agli
gli

e vecchi, raccolse e

provvide

orfani,

lavoro agli oziosi, solendo dare copiose limosine ai bisof^nosi,

cati, e di

disporlaa ricevere
tutti
i

il

battesimo.
a'poveri,
,

Ella distribu
e lasciando
il

suoi beni
di

niiissime nei calamitosi anni

1816

nome

Margherita

1817. lUdusse a molto migliore, pi coe decorosa forma l'episcopio e l'annessa curia (ci che altri attribuiscono al

col

moda

quale era chiamata a cagione di sua bellezza e perch era sempre ornata di perle e di pietre preziose, prese quello di lagia, proponendosi di passare il
te di

cardinal Calcagnini),anzi avea divisatodi


edificare

Pe-

una nuova cattedrale a


ove
al

resfan-

pie del-

la discesa,

presente sono

le

rimesaltri

tenza. Ricevuto
di
s.

se e carceri vescovili,

sua vita nell'orazione e nella peniil battesimo dalle mani

destinando ad

usi l'area della vecchia cattedrale, di cui

benemerito l'odierno cardinal Soglia, per quanto vi ha operato. La mortegli

imped
ni

la effettuazione

dei suoi propo-

nimenti, e cess di vivere in

Osimo

d'anassai

76

Gerusalemme, inand a chiudersi in una grotta sul monte Oli veto, ove consum la sua vita penitente. nominata il giorno 8 di ottobre nel martirologio romano, come nei calendari gresi

Nonno,
il

ritir a

di prese

velo di religiosa, e

circa, a'

6 settembre 1822,

ci

e moscoviti.

compianto come zelante pastore e per le belle doti di cui andava fregiato. Nella

PELAGIANI.
seguaci di Pelagio

Eretici del

IV

secolo,
il

monaco inglese,

qua-

38

PEL
i

PEL
ze naiurali del libero arbitrio, e senza
i{

suoi errori in le cominci ad insegnare rioma verso il 400. Pass iu Africa con Celestio suo correligioso ed il pi famo-

soccorso della grazia. 1.

Che

la

grazia

so de' suoi discepoli, e di l nella Paleslina.

Essendo stalo denunziato

al

con-

cilio di Diospoli,
sia di

detto di Palestina, os-

Lidda (f''-), ivi condann s medesimo per non essere condannato, e venne assolto, ma l'eresia rest condannata, come avea gi fallo Papa s. Innocenzo 1, con Pelagio e Celestio. Nel 4' 7 fece altreltanto il successore s. Zosinio, ed ottenne che l'imperatore Onorio con editto de'3o aprile
lia coi

non necessaria che per agire pi facilmente e pi perfettamente. 3." Ch' essa data alle opere ed al pmprio merito dell'uomo. 4- Che l'uomo pu egli stesso giungere ad uno stato di perfezione, nella quale non sia pi soggetto alle passioni, n al peccato. 5. Che non avvi peccato originale; che fanciulli quali muoiono senza baltesinio non sono dannali, e che godono di una specie di felicit ei

terna fuori del regno di Dio. 6.


carit

4'^
,

1'

bandisse dall'Ita-

non

un dono

di Dio. 7.

Che Che

la la

loro seguaci
il

dopo aver

confer-

preghiera non necessaria per acquistare


la grazia della

mato

concilio di Cartagine, in cui 2


li

vescovi africani

i4 avevano nuovamente
si

conversione o della
in

per-

severanza, perch tutto ci


del lihero arbitrio. 8."

potere

condannati. Allora Pelagio


Palestina,

ritir

in

Che Adamo non

donde pure venne espulso. Si ignora precisamente ci clie fece dopo, ma sembra che tornasse in Inghilterra,
e quivi spargesse
i

era

morto

in

conseguenza del peccato oper


la

riginale,

ma

sola condizione della

natura. Quindi

furono acerrimi impu-

suoi errori, ci che

gnatori dei pelagiani, che avevano messo in pericolo la religione in oriente


in occidente,
i

messe
s.

vescovi delle Gallie a

mandarvi

Germano d'Auxerre
resta di Pelagio

per confutarlo:
lettera a

Papi
I
il

s.

Sisto III,

s.

ed Leot.

ci

una

DemePonti,

ne
(si

I,

s.

Gelasio

anche con un trattato


IMansi,

triade ed alcuni altri scritti. Vedasi del

legge presso

Conciliar,
alla

8,

gesuita Jo. Gisbert:


p.ce in

De Zosimo
et Celestii

p.

IO i),e Giovanni IV. Quanto

que-

causa Pelagli
s.

fra

le
i

stione della grazia e del libero arbitrio,

Diss. seleclac, Parisiis 1688. Fra tulli


padri,

ed alla congregazione de Aitxiliis divinaegratiae, vedasi jMoLiNALuiGr,e Giansenisti. Scrissero suH' eresia pelagiana

Agostino comball con maggior


il^

forza e fu
settari
i
:

flagello
s.

di

Pelagio e suoi
1

il

Papa
il

Bonifacio
gli

ne ricev

coutrogli errori: Mario Mercatore,

le

cui

libri

che
i

santo

avea dedicato, e
s.

opere furono stampate in Parigi nel


per
il

iGyj

costrinse
1

pelagiani a star lungi da Pio-

gesuita Garner, e poi con note dal

ma 00 miglia; quindi
ci
doli
i

Celestino

scac-

Baluzio nel 1G84. Diego Alvarez


haeresis, et ejns progressi!, ci

dome-

superstiti dai confini d'Italia, facen-

nicano, Hislor. de origine pelagianae

condannare
s.

nel concilio generale di

damnatio'
et

Efeso del
Inoltre

43ijCome
Celestino
I

fecero

altri concilii.

ne per plures snmnios Ponlifices


cilia

con-

sped missionari in

Inghilterra, ov'era ritornato anche Celestio,

che la ridussero alla fede ortodossa: quanto egli operasse contro questi eretici, lo

facta , Tiani 1629. Tommaso Lemo domenicano, Panoplia graliae, hact. De Pelagio etcjnserrorib.,Leoi\u 676. I Noris (P'.). Gio. Gerardo Wo^slo, ffistO'
:

dimostra Certi nella


s.

diss. 7. delI

ria

pelagiana

Amstelodami 1701. L.

le

sue Prose. Piad'ren


i

Celestino
i

an-

Potavillet, Storia del pelagianismo, Assisi


I

che Semi pelagiani [F.), quali ammettevano per mela gii errori dei pelagiani,
e questi consistevano.
i.

yo J.
Giovanni Vicariano,
fu crealo arI,

PEL AGIO I, Papa LXIL Romano, figlio di

Che l'uomo

pu operare alla sua

salute colle sole fur-

cidiacono casdinale das. Agapito

venne

PEL
spctlito

PEL
di
s.

3()

insieme con molli vescovi in Colegato


all'

Stefano protomartire, che poi con

si.-mtiiiopoli,

imperatore Giuchie-

solenne

pompa

ripose nella basilica di

s.

stiniano!, per
sa

comporre le cosedella
ili

Lorenzo

fuori le

mura,
i
i

nella

tomba

di

romana. Persever
s.

colla stessa autorii

quel santo. Agli


Pontefice,

aprile

5j5

fu eletto

t neir esercizio

sua legazione sotto

ma

la

plebe tumultuante ne-

pontificati di

Silverio e di Vigilio, e

g riconoscerlo, credendolo traditore del


concilio di Calcedonia, per la
dei tre capitoli che avea
gli

procur che fsse sostituito a Teodosio patriarca di Alessandria, che ricusava


sottoscrivere
il

condanna prima difeso, e


cilladini

concilio di Calcedonia,
cattolico. Trasferitosi

uomini

religiosi

coi nobili

Paolo vescovo

in

dalla sua

Palestina coi patriarchi d'Antiochia e

Gerusalemme ed
n
il

altri

vescovi

condan-

detto patriarca convinto di omici-

dio e lo spogli del pallio. Restituitosi in


Costantinopoli, ad istanza dei monaci ortodossi di Palestina, profer sentenza di

comunione si separarono, al modo dello nel voi. XVI, p. Si?.; mentre nel voi. XXXI, p. i4<>, dissi comesi purg dalle accuse di fazione contro il predecessore Vigilio. Approv come lui
il

V
li

sinodo o concilio generale, e per sei

dare
che

tumtdli pei tre capitoli, procui


i

anatema contro
li

gli origenisti,

dopo averdili-

condannassero
,

vescovi africani ed

pili

volte ascoltati, e con isquisita


la

illirici

genza esaminata
a

loro causa.

Tornato

544) profittando l' imperatore di sua assenza, ad istigazione di Teodoro arcivescovo di Cesarea, promulg mi editto, pel quale rimase condannato
nel

Roma

nuovo g' italiani. Perci ai francesi venne in sospetto di eresia, ma egli si purg colla professione di fede che nel 557 invi al re Childeberto I, e col condannare e scomunicare quelli che
e di

traviassero dalla dottrina dell'epistola di


s.

Teodoro
ba vo
contro
di

di

Mopsiieste, colla lettera d'I-

Leone

e del concilio di Calcedonia.

e gli scritti

composti da Teodoreto
L'arcivesco-

Di

tale accusa

bravamente
ordinato

lo difese

il

p.

gli scritti di s. Cirillo.

Berti, nella diss. 8.' di sue Prose. Dioesi

Cesarea pretese con ci vendicarsi

aver Pelagio
la recita del

agli ecclesiastici

del cardinale, che avea condannati gli errori di Origene.


di

divino
si

uffizio,

e che nei giorla

Non manc

il

cardinale

ni di digiuno

celebrasse

messa con-

allarmare

vescovi d' Africa ed altri

ventuale dopo nona. In due ordinazioni


nel dicembre cre 48 o 49 vescovi, 3 5 o 26 preli e g diaconi. Govern 4 anni, IO mesi e 18 giorni. Mor a' 2 marzo 56o, o meglio come dissi a Cronologia, e fu sepolto nel Vaticano. La s. Sede vac 4 mesi e 6 giorni.
i

contro l'editto imperiale. Nel


assediava

5460 54<) spedito legato a Totila re dei goti che


Roma, dopo
di

aver distribui-

to viveri ai romani, gli riusc di render

mite ed umano quel fiero principe, ottenendo quanto domandava in favore


pii

dei cittadini; anzi

il

re

con Teodoro, uno

PELAGIO Il,PapaXLV. Romano,


Wingilo o Viuigildo goto, monaco benedettino, fu creato Papa a' 3o
figlio di

de'principali magistrati di

Roma,

lo inla

\i a Giustiniano
ce.

per impetrare
gli

pa-

Dipoi Papa Vigilio


il

fece sottoscri-

novembre 578, senza aspettare


i

l'abusivo

vere
tolij

decreto in favore dei Tit Capisi

ma non
col

pot indurlo a fare


li

il

si-

consenso o approvazione dell'imperatore longobardi stringevano greco, perch


d'assedio
lia di

mile
le fu

V sinodo che

condannava, per

Roma. Nel Sjq permise ad Ela

cui l'imperatore iocacci in esiliOjdal qua-

trasportare

sede patriarcaled'A-

richiamalo dopo la morte del Papa, e


il

quileia a

Grado
che

(f^.),

che dichiar pure


dell'Istria. In

per secondare
capitoli,

di lui genio, sottoscrisse


i

metropoli della Venezia e

dello sinodo che avea condannati

tre

un

concilio,

nell'islesso

anno celebr

onde

5'

ebbe

in

dono

le reliquie

Elia con i8 vescovi a lui soggetti, que-

4(>
sJi prelati

PEL
scismatici

PEL
ammesso
Fernfra (F.). D'ordine del Papa pubblic la scomunica e la crociata contro i
di

nuovamente giura-

lono, che mai non avrebbero


il

concilio
ili

generale o sinodo, col vano


al concilio

veneziani, e confederatosi coi bolognesi,

pretesto
ili

non pregindicaie

Calcedonia, su di diesi consulti Noris,

Just. (le synodo V ^ cap. f), 4> Pyog, t. I. Per cui Pelagio li, sperando di ammollire la loro ostinazione, per suoi legali e per sue lettere ( presso il Baro-

Diss.

lombardi e fiorentini, presso Francolino li vinse colla strage di 6,000 uomini, liberando il ferrarese dai luoghi occupali dai veneziani e siccome la vittoria si do:

vette in gran parte ai fiorentini,

il

car-

dinale

li

prosciolse dall'interdetto fulmi-

ad aii. 586, n. 29, 37, 44> ^^ 'l Labb, Concil. t. 5, p. 6 5 e g jo) procur di persuaderli a ricevere il V sinodo, e che Tre Capiloli [V .) giustamente erano slati condannali, n perci si enie
1 i

nalo dal cardinale Orsini, donando loro


per
dis.
la

chiesa di

s.

Gio. Battista

le reliquie
il

Barnaba, che bramavano. Indi


si

car-

dinale

ra

in

modo

alcuno

olesa

l'auloiiti
le

del

concilio di Calcedonia.

Ma
il
li

sue diligenl'e-

impegno a sedare e comporre tumulti della Marca di Ancona, di Spoleto e di Marittima e Campagna. ]N con minore prontezza dilegu la pedie con
i

ze furono inutili, onde

Papa preg

ricolosa cospirazione tramata in

Ferrara

sarca di Ravenna, che


la forza a tornare al

cosliingesse col'

per toglieila
castigare

al

dominio

della Chiesa, es-

loro dovere, indi


affari della

sendovi accorso con soldati bolognesi a


i

tulio

si

occup degli urgenti


d'usare
ai
il

sediziosi; e nel

Bologna

Io

Chiesa universale. Proib agli arcivescovi e patriarchi

elesse a protettore presso la

s.

Sede.

Comil

titolo di

Uni-

pose

le

discordie tra

il

vescovo ed

ca-

versale (^.); impose


cilia
gli
i il

suddiaconi di Si-

pitolo di Cahors, con rinunzia del


e pensione di
sa di di
s.

primo
onore

celibato, e di lasciare le loro


s.

mo-

3oo
e di

lire.

Fond

nella chiein

gi vietate da

Leone
di

I; e costrinse

Chartres due cappellanie

preli, sotto

pena

colpa grave, a re-

Giacomo

s.

Cristoforo. Nel consi

citare ogni giorno l'uffizio divino.


gli
il

Fu

eil

clave di Giovanni

XXII

tratt di esal1

I."

Papa che

nei diplomi not

tarlo in sua vece, e

mor nel

33

i.

tempo
82
ri,

Indizione (/^.); e in due ordinazioni nel dicembre cre 4^ vescovi^


dell'

PELEO
TERMULTO
nella
2.'^

(s.)

prete martire.

Pa-

(s.).

preti e

8 diaconi. Govern

anni,

PELLA. Sede
Gerusalemme
li,

vescovile della Decapoli


il

2 mesi

eie

giorni, liberale verso

pove-

Palestina, sotto

patriarcato di

massime

vecchi, che accoglieva in pa-

e l'arcivescovo di Scitoposecolo, e
si

febbraio

come in uno spedale. Mor agli 8 5go di anguinaia, malattia assai frequente in quei tempi. La Chiesa vac 6 mesi e 25 giorni. VYAu\G\0, Cardinale. V. Pelagio 1,
lazzo

eretta

nelV

vuole che poi

venisse assoggettata a Cesarea, metropoli


della
i.'^

Palestina.

Seleuco Nicnore;
sima,
al

La citt fu fondata da come forte e munitis-

modo

narrato nel voi.

XXX,
la

p.

Papa.

r4, prima e dopo l'assedio e

distru-

PELAGRUA Arnaldo, Cardinale.Dei


signori di Pelagvua o Pelagrue o Pela-

zione di

Gerusalemme
vi
si
il

fatti

da Vespavi

siano e da Tito,
cessori, e

litirarono parecchi

gura,

piti

per valore militare che per vir-

cristiani col vescovo,

quale

ebbe sucdi
rili

t rinomalo, della diocesi di Bazas, arci-

quando ne partirono, quei


t.

diacono
se,

di

Chartres ed abbate Tuteien-

Pela elessero Marco. Altri vescovi

dal suo zio Clemente V a'i5 dicembre 3o5 fu creato cardinale diacono di S. Maria in Portico, poi pioleltore dei piinori, mentre era legato alla spedizione
I

portano

l'O/'/e/zs christ.
p.

3, p. 6r)5,

la

Siria sacra

275, e Rinaldi an.

G'.

Pella, Pcllcn, al presente

un

titolo

ve-

scovile

m parlibus <\\^Q\\en\.G daScilopor

PEL
Ji.

PEL
insigniti

41

Ne furono per ultimo


s.

Giovan-

la cristiana

ni IN'epoaiuceno

Dankesicither nel i8i(>


it^iQ Ignazio
vicario apostolico
vica-

gi tra le

hanno ritenuto i pellegrinagopere buone e meritorie, esseni

Iraslato a

Ippolito; nel

Bernardo Mavcrmann
di Sassonia; nel
i

843 Carlo Haggs


s.

rio apostolico del distretto occidentale di

uso anche tra maomettani. L'uoche si pone nello stato di pellegrino, peregrinus (straniero o forastiero viandante, che va pellegrinando per gli al-

do

in

mo

Inghilterra, consagrato in

Gregorio

al

trui paesi), rappresenta


la

la

vita

umana,

Monte Celio
autore

a'

28

del

184^: questo

di-

stinto prelato lodai in pii luoghi,


di vari opuscoli,

quale

quale un vero pellegrinaggio. I pellegrinaggi sono antichissimi, e si possono

ad Inghilterra

e nel voi.
1

XXXV,

p.

nomano 848,
rigi

n." 5(j,
il

57. Nel Giornnle si legge che in Pavesco-

che gli ebrei, che erano lontani da Gerusalemme, facevano una volta all'anno almeno in quella
far risalire fino ai viaggi

a'5

novembre

cardinal Giraud ar-

santa citt e centro di loro religione.


ss.

civescovo di Carabray consagr


dello S[)irito Santo, fatto da Pio

vo mg.f i\Ionnet superiore del seminario

Magi si trasferirono dall'oriente in Bellemme per adorare il nato Dio; gli


re
si

IX

vi.

apostoli
lutto
il

sparsero pellegrinando per


col i\ne di

cario apostolico dell' isola

Madagascar e
a."

mondo,

predicare

la

vescovo di Pella.

dottrina del vangelo, ed a loro esempio

PELLA. Sede vescoviledella


filia,

Pam-

missionari

vanno
I

pellegrini sopra tutti


il

nell'esarcato d'Asia, sotto la metro-

punti della terra por dill'ondere

cri-

poli di Pirgi, eretta nel secolo

PELLE,
papali,
il

V. rdiiS. Oinaineuto e fodera


\'

stianesimo.

pellegrinaggi per di divo-

zione e per

la

iedenzioned'peccnti incoi

d'insegne corali, prelatizie, caidinalizie e

minciarono

tra

cristiani
il

regnando l'imgi

come la Cappa e A li inizia [P^.), Camauro e Mozzeila del Papa (/^.)


:

peratore Costantino
quelli di Palestina

Grande; ma

veggasi pure Coro. Dell'uso delle pelli di

animali, dei

laici e

delle

doime, ne parlo

in diversi articoli.

(pialit preziose,
ni
il

ci

Del loro antico uso e diede alcune erudizioil

erano principiati, come afferma il p. Agabito naWe Notizie di Terra Santa p.. 26, confutando quegli eretici che nel secoloXVI, asserendo illeciti
i

pellegrinaggi di loro naiura, sosdi Palestina


s.

Buonarroti re'IJcdaglioni ,iid

Mu-

tenevano che anche quelli


principiarono dopo che

ratori nella Dissert. 15.

Costantino e

PELLEGRINAGGIO
Viaggio
si

Peregrinano.

Elena

vi

edificarono
i

sontuosi templi.

o di penitenza, che Santuari (^'.)j come in Roma ad Liinna Aposlolorum (^^), per gli Anni santi, Giubilei e Indulgenfa ai

di divozione

Nei secoli successivi

pellegrinaggi sacri
,

piincipali

diventarono assai frequenti

anche per

ispontanei voti o per penitenza di grave

peccato e delitto enorme. Uomini, donne, chierici, monaci, vescovi,

ze [P'.); a Conipostclla {T^.), pel corpo


di
s.

principi e

Giacomo;

a Loreto (^.), per la


(/^.),

s.
i

re gareggiarono a chi andasse pii lonta-

Casa; a Gerusaleninie
Sepolcro

per

tutti

no, per visitare reliquie e chiese insigni;

luoghi santi di Palestina (/'.), e pel


(

s.

abbandonando
popoli
,

talvolta la cura della pro-

pu

vedersi CRocEsicNATt

pria famiglia, del suo gregge e dei

loro

Crociate, Guardian'o oel s. Sepolcro, e per gli ospizi e spedali ivi eretti pei pellegrini.

Gerosolimitano, Templari, Laz-

ed anche pr i'agand causa. Non bene che religiosi e le donne vadano in pellegrinaggio, secondo s. Grei

zaro, ordini eqnestri);alle tombedei martiri

gorio Nisseno.
lissimi
di

pellegrinaggi sono uti-

e degli altri santi, alle chiese, cappel-

le

ed

altri

luoghi di piet e di partico-

quando si fanno con vero spirito pieti, e quando si ha cura di escludergli

lare venerazione. L' antichit prolna e

ne

abusi e

le

superstizioni; e fu per

4^

PEL
ma
vo
e di
". 11
i

PEL
concilio di
i

rimediare a questi abusi che togliere vennero talvolta proibiti o limitali pellegrinaggi, tanto dalle autorit ecclesia-

Tours senza licenza Magonza

del vcico-

del

1011

ordin, che

penitenti nel corso della pe-

quanto dalle secolari. In falli sino dai primi tempi della Chiesa, questa
sliclie,
si

nitenza dovessero restare nel luogo in cui

l'avevano ricevuta
si

e che

prima

di recar-

servi delle lettere comunicaforie,


si

le

Roma

a farsi assolvere dal Papa, do-

quali

accordavano

ai pellegrini

per
/e^

vessero adempietela penitenza loro im-

far nota la loro fede cattolica, e ch'era-

posta dai propri pastori. Nel Rituale ro-

no

nella

comunione

della Chiesa

le

mano
ni

medesimi pellegrini per loro viatico. Papa s. Anastasio I dei 898 proib di conferire gli
tfie poi

commendatizie servivano

ai

vi sono le henedizioni pei pellegriche imprendono pellegrinaggi e per

quelli

nel voi. 2
le leggi

che ne ritornano. 11 Vermiglioli Del diritto canonico, riporta


ed
,
i

ordini sacri

ai pellegrini,

senza lettere soti

privilegi dei chierici e laici


si

toscritte dal proprio vescovo:


ti

sacerdo-

pellegrini

che

portano

ad

Uinina, o
gli

che non erano muniti delle lettere Formate {y.), viaggiando erano ridotti alla

ad
de,

altri santi

luoghi,

quali

godono
s.

stessi privilegi

degli appellanti alla

Seor-

comunione
mentre
gliano
si

straniera o pellegrina, della


voi.

onde non pu agire alcun giudice


sia

quale parlai ancora nel


a p.
la
i

XV,

p.

i,

dinario o delegato,

durante
la

la

pere-

iq

dissi

ove in R.oma

pi-

grinazione, che nell'andata e ritorno, nel

comunione pasquale.

Piecaiido-

qual tempo rimangono sotto

protezio-

in

Roma

pellegrini provenienti

da

al-

ne
ne
la

della
si

medesima

s.

Sede: questo priviPapa. Celestino


protezione del-

si

cun luogo di eretici, non erano ammesalla comunione senza la professione di fede, con la quale si condannassero in particolare l'eresie che in quel luogo erano in vigore. A Penitenza fo cenno delle lettere penitenziali di quelli che si portavano
a

legio
si

estende a quelli che per divozioil

recano a visitare
solo pose sotto
i

HI non
addetti,

la

sede apostolica

pellegrinanti e loro

ma anche le robe e possidenze che loro appartengono, incorrendo scomunica


chi

Roma,

e dei pellegrinaggi per peniten-

deruba ed oltraggia

pellesi

za pubblica imposta, e
nitenti.
colari,

come

vestiti

pese-

grini, riservata in bulla

coenae, che

e-

Una

volta

non

solo le

donne

stende tra

pellegrini slessi, se facessero


di queste recavano alimperatore, e le godoportano al concilio gesi
i

ma anche le religiose erano prese da questo pio entusiasmo; per il sinodo del Friuli tenuto nel 791 vi prese
nedell'8i3 decret.
*

altrettanto fra loro.


disposizioni
la

Godevano

coloro che

elezione dell'
quelli che
I si

provvidenza. Quello di Chalons sur Sao-

no

Vi sono molti
si

a-

nerale.

girovaghi ed

profiighi

non

le

busi nei pellegrinaggi clic

fanno a Pio-

godono.

Interdetto ho parlato della

ma,

Tours

e altrove.

Alcuni preti e
guisa di puri-

eccezione che

godono

pellegrini nei luoil

chierici

pretendono in

tal

ghi allacciati da tale censura. Vedasi


gesuita Grelsero,
tionibus;
p.
il

ficarsi dai loro peccati e di

dover essere

De

sacris pere^rinai,

ristabiliti nelle loro funzioni. Certi laici


si

MavlneH'i, Etonomia, vo\,

impunit pei loro peccati passati e futuri. Noi lodiamo la divozione di quelli che per adempieavvisano di acquistare
la

167, de'pellegrinaggi; il Terzi, Siria sacra, p. i delia pellegrinazione; ed il


,

re la penitenza che
consigliata
,

il

sacerdote ha loro limosine

gesuita p. Menochio, Stuore,t 2, p. 292 e 388, del costume di lavare i piedi ai


pellegrini, e

fanno questi pellegrinaggi,


,

accompagnandoli con orazioni


di intraprender
il

migliori quelli che

perch rare volte divengono vanno molto pellegri184, 187, 341, de' pel-

e correzione dei loro costumi. JNiuno quin-

nando;

t.

3, p.

pellegrinaggio di Ro-

legrinaggi divoti lodevoli; che l'ospitali-

TEL
l

PEL
coi
ss.

4^,

ilcTe pai ticolai ineiile escrcilaisi

pellegiini cle'luoghi salili; e delle


glie

medai

che per divozione

si

atlaccano

pel-

Sacramento della basilica Vaticana tl.i Cristoforo Cabrer spagnuolo nel i5f)i e i5c)8. A Eremiti ni I\om\ dissi come
vi

legrini ne' vestimenti e cappelli.


11

erano
della

ospitati

forestieri nell'ospeda-

primo, pi aniico

e principale ospizio

le e ospizio
li

a porla Angelica, ora de'Aagli ospizi

dei cristiani in

Roma

/ii

quello di IS'ovato
d(!

Penitenza (^.). Tra


[)ei

be-

e Timoteo, ove alle radici

monti Vi-

nefici di Pvoroa

pellegrini,

primeggia

minaleed Esquiljno, nell'ampia loro casa con bagni, solevano albergare pellegrini d' oriente, come avea praticato il loro padre Piidenle con s. Pietro. A Ospizio, parlando dell' ospitalit, toccai di
i

l'Ospizio della
(/^.)
:

ss.

Trinit de'pfllc^rud

vi

ancora l'ospizio de' sacenloti


,

pellegrini

del quale parlai a Ospizi di

liOMA,

i\e\\'

Ospizio di

s.

Lucia de Gincostituisco-

nasi. Gli Ospedali di

Roma

quella accordata

ai pellegrini.

questo

si

distinse la carit

Anche in romana ed
i

no
i

la

pia opera dell'ospitalit, per tutti

generi di malattia e per

ambo

sessi.

primo s. Simplicio del 4^7 ordin, che una parte dellerendite delle
l'api, e pel

A Corona divoziowle, parlando


rigine e di

dell'o-

quanto

la

riguarda, raccontai
presso detta basi-

chiese

s'

impiegasse pei pellegrini e pei


i

come
lica

nel secolo

XIV

Poveri (^.)j ci che confermarono successori. Da s. Gregorio I del ago ebbe origine nel palazzo apostolico l'imbandire quotidianamente la
grini,

gieranvi venditori di corone pei pel-

legrini; ed a IMf.daglie
cai

mensa

ai pelle-

benedette rimarche nel declinar del secolo Xll pellegrini che portavansi a Pioma aveano
i

servendola

gli stessi

Pontefici, coal-

l'uso di riportarne le

immagini

de'ss.

Pie-

me pu
trove;
di quelli pi e

rilevarsi a

Elemosineria ed

tro e Paolo, impresse in stagno o

piom-

mentrea Lava:vdade'imedi
the
si

parlai

lavano ai pellegrini dai Pa-

bo, che si ponevano indosso per testimonio del compi uto^iaggiOj e pel gian smercio Innocenzo

da

altri

personaggi,

come della men-

HI ne

attribu

la

privati(la

sa imbandita, principalmente dai primi,

va
tal

ai

canonici della basilica Vaticana

nel gioved santo a i3 sacerdoti pellegrini.

via del Pellegrino prese probabilmente

A
s.

LiMiNA Apostoloru.m ed a De.varo


si

denominazione dalla quantit


e
altri divozionali,
i

di ar-

DI

Pietro,

pu vedere

1'

affluenza co-

gentieri-oieflci venditori di croci,


glie, reliquiari

meda-

stante dei pellegrini in Pvoma, e quali oblazioni vi fecero, persino di stali e di

regni: nel
\i
si

rec

1027 con abito di pellegrino Canuto il Grande re d'Inghilla basi-

ove socomprarle). Dissi pure delle figure del Volto santo e delle Chiavi (/^.), che pellegrini
levano accorrere
pellegrini a
i

terra.

Per questo pellegrinaggio, sino dai


gli

attaccavano
visitalo le
stoli,
ci,

al

cappello in segno di aver

primi secoli della Chiesa, presso


lica

Vaticana furono fondali


(^'.),

Ospizi

di

Roma

e molti nazionali, cos in

tombe de' principi degli apoegualmente di privativa de'canoniportandole alle loro patrie col pro-

altre parli della citt,

ancora sussistenti
,

prio
Pa[)i

nome

inciso nella parte opposta.

a vantaggio dei pellegrini

onde
p.

esservi

ospitati, istruiti e curati se infermi, di che


feci

parola anche nel voi. XII,

286

donavano ad essi palme benedette e ponevano crociai loro colli. Anticamente si costumava dai penitenzieri vaticani d
dare ad ogni pellegrino che si confessava un attestato stampato colle immagini dei
ss.

seg.

Vedasi

l'

Amidenio,
;

De pietate roma-

ed il Piazza, Eusevologo romano, quale nel trai, i i, cap. 4, dice dell'ospizio delle donne pellegrine povere dell'abito di s. Francesco in Borgo VitI I

na, p. 3 e

Pietro e Paolo, sottoscritto di


e gratis, qual contrassegno

propria

mano

loriOj fondato nell' arciconfrateruita del

de sacri linii/ii. 1 Guidoni (F.) erano ministri del palazzo poudell'eseguila visita

44
ti/cio

l'EL
i

PEL
e curati quelli che gli accoglievano e ave-

die conducevano pellegrini processionalinente con candele alla visita dei


luoghi sagli di

vano cura. Nel Calogeri


si

t.

Roma, spiegando
la

loro

le

legge

la

distinzione che facevano


fra
il

ao, p. 32o, gli anil

cose pi notabili, ed entrando nella basilica

tichi

romani
le

pellegrino e

citta-

Vaticana per
s.

porta Guidonia che

dino, con

leggi loro spellanti. Col

nocit-

descrissi nel voi. XII, p.

grafia di

sSy. Nella bioPio /^(perch l'umal palazparlo della chiesa di


oxsihics
s.

me ^?rrcgr/>io,

e sino alla legge di Antoniquelli che

no s'indicavano

non erano

zo dels.

oflizio)
;/i

Sal-

tadini lomaiii e abitavano in

Roma,

es-

vatore delta
si

da quelle che ivi tumulavano de'pellegrini morti in Roe provenienti dall'oriente ealtre parivi

sendo peregriuus opposto di cittadino, e tale gente aveva in Roma un pretore,


che a diflrenza dell'urbano appellavasi
peregrino.

ma
ti
:

Carlo IMagno (l'Alveri,


.

Roma

in

Tra

il

peregrino e

il

cittadino
i

ogni stato
cesi eretta

2, p.
s.

da

242, spiega perch diLeone IV, mentre fu il


lo dissero

era inlerclelto
grini

il

matrunonio, n
istituiti

pelle-

potevano essere

eredi e parsi

III,

il

quale molli
di tal

pernii anti-

tecipare altre cose.

Dopo Antonino

dis-

papa

nome anche

IV), pose ad uf-

fziarla 12 canonici e 3 sacerdoti

con

l'ob-

bligo d'introdurrei pellegrini nella basilica

non erano originari o oriondi di Roma, bench filli cittadini romani. Ne'bassi tempi si chiaseio pellegrini quelli che

Vaticana per

la

loro porla, e che


il

pellegrino quello nato in altra citt

dovessero insegnar loro

pii

importaiile.

o provincia diversa da quella che abitava; per ultimo


si

Parrocchia ho parlato

della coiifra-

restrinse

il

nome

di pel-

lernila esistente in

Roma

della Peisese-

legrino alle genti ch'erano fuori dell'ini-

lan/a, che prende caritatevole interesse


pei forestieri che sono negli alberghi, as-

pero lomatio, laonde


tefaiio essere
alle
11

pellegrini
al

non poromani.

ammessi

decuriunalo e

sociando

loro cadaveri se muoiono. A.


i

magistrature tra
IMuratoii nella

gli antichi

PalazzoLateranexse notai
ve
i
i

triclinii

dogli

di.isert.

87

trailo de-

voi.

Papi ospitavano pellegrini, e nel XI, p. 226 notai che pellegrini si ricevevano nei diaconico delle chiese. 7^.
i

spedali de' pellegrini e altri iie'lempi

di

mezzo. Egli osserva che pure ne'secoli


poveri era

di fn-ro la
fio
i

Diaconie. Riporta Eernini,


sie p.

Isl. delle ere-

munificenza de'crisliani vers grande, che nostri non


i

225, riferire s. Martino, che la chiesa romana riceveva tutti forestieri


i

possono sostenerne

il

paragone; quindi
sollieri-

eranvi pei pellegrini e miserabili

e dava loro

il

bisognevole, con pane bianvescovi e

vo

alle

proprie necessit e luoghi di


f'.) quello in cui

co

vino di pi sorte, quindi pu con-

cetto,

chiamandosi Xcnodocha o Ospe(

siderarsi
gli altri

com'erano
personaggi.

trattati
Il

dale
i

si

accoglievano
i

Patrimonio della Chiesa romana (f^.) fu sempre impiegato in sollievo de'liisognosi di qualunque grado. Innumerabili poi furono gli aiuti spirituali che Papi stabilirono in Roma ai pellegrini, massime con lo stabilimento nelle basiliche patriarcali di Pei

pellegrini,

gareggiando

in Italia

fede-

li

per fondar simigliaiili case di perpetua

carit,
esse.

non meno
vi

nelle citt

che fuori di

Non
si

era quasi monastero ricco,

cui

non

fosse unito

qualche ospedale, nel


ai pellegrini

quale

dasse ricetto

e ai

poveri, ci che fu costituito per legge nei

nitenzieri [P'.) d' ogni

lingua e nazione.

Ad

Ospizio ho detto della ospitalit usaquali

ta dagli antichi, e di quella praticata dai

Aquisgiana del 789 e 7()8 anche dai vescovi e canonici si praticarono tali uflizi di cristiana carit, essenconcilii di
;

romani pagani,
rocchic (/^.)
i

chiamavano

P^/rsi ri-

do

allora frequenlissirai
,

sagri pellegrii

luoghi ove in

Roma

naggi

ed

in essa

si

distinsero

monaci,

cevevano

gli

ambasciatori e

altri ospiti

imperocch

l'ospitalit

fu loro partico

PEL
Ijinieiite inculcala dai
j)ri

PEL
canoni e dai prolia
i

i5
di ricello di
il

ricchi, se

abbisognavano

islitiiloii.
si

L' ospizio de' poveri e dei

ne'viaggi, otide nel /jHG

vescovo

Le

pellegrini

eresse eziandio presso le chiela

se e oratorii del clero secolare, sotto

IMans ]jerticluaniio fabbric il nionasteio di s. Germano pei poveri e pei nobili,

presidenza d'unr//V7<o//o,ondexiiralli
ialli

Ilio-

ed Alarico suo successore nel

IX

sc-

denominaronsi diaconie, in che fu superiore ad ogni cilli la regina di esse

colo edidc
vi,

due

spedali,

uno

pei vesco-

conli e abbati, l'allropei poveri, eiee indigenti.


si

Roma.
riti

Ne'suddelli tempi

gli

ospizi di ca-

(hi

per sussidio e

comodo

de'pellegrini

delle cill

j)er lo

pi erigevansi ove dovevano pasfuni senza ponti e valicare le ci-

sare

Finalmente ne'borglii costum fondare ospedali onde provvedere ai pellegrini the culli dalla notte, non potendo entrare in cit,

nie de'monti, per lo che

neir855

in

im
11.

l, erano obbligati restar fuori per difello d'osterie e pubblici alberghi; di essi presero talvolta
i

capitolare prese disposizioni Lodovico

da notarsi che ue'secoli barbarici non pare fossero in uso pubblici ospizi, ogi

cura

anche monaci ed
favorire
i

canonici.

Come

si

debbano

gi detti osterie

o alberghi, dove

vi

dasse

forestieri, dai sagri


ni vescovi,

canoni raccomandali
nei
si

cibo e letto con


tori
:

pagamento

ai

viaggia-

onde non siano aggravati

ne furono privi eziandio gli antichi romani ne'primi secoli dopo greci, ed
i

viveri

traversando

le citt, e [lerch

usi ospitalit, e

come sono

disgustali dei
vedersi
il

la

fondazione di

Roma,

cercndosi allora

prezzi alti delle locande,

pu

albergo presso
ventale

gli

amici, onde furono in-

Fea

Partre
il

stili'

aumtiilo

delle;

pigiala

le tessere os[)ilali: a

poco

a j)0-

delle rase. Atalarico re de' goli nel J^34

co

si

andarono formando

a
i

Roma

lavcr-

ordin che

prezzo di cpiello che

si

ven-

viandanti e ne e osterie per ricettare forestieri. Dal nome Jiospitcs, cio albergatori, deriv il vocabolo ostej ma nei seguenti secoli pochi vestigi si liovano
di
tali

deva

a'

viandanti e pellegrini fosse ad


il

nibilrio de' vescovi; ed

re di Francia

osterie per l'Italia,

come

rilevasi

Pipino nel 7^6 comand che nulla si esigesse dai pellegrini che andavano alla visita de'Iuoghi sanli. Delle provvidenze
prese dai Papi alla sicurezza delle strade,
sui viveri
.y^////,
si

da un capitolare

dell'Ho?, di Carlo

Masi

gno. Dipoi incominciarono taverne ove


pellegrini

e sulle abitazioni
le

negli j4/iiii

compravano

il

villo,

ma

a quell'articolo

riportai, solendo-

procacciavano poscia l'ospizio nelle case


tie'pri vati,

delegare un giudice ed una congrele

cheper guadagnare li accoglievano a prezzo convenuto; talvolta per il

gazione di caidinali per

dilferenzeche
e fureslie-

possono nascere tra


ri.
1'

romani

pellegrino era accollo gratis. Nel secolo

INelle

uiedaglie da loro coniate per

Xlll,anzi molto prima, quasi inniuuacitl d' Italia


ospizi.

apertura e chiusura delle porle sante,


si

mancavano

osterie e pubblici

di frequente

vedono

le

figure de'pelin tali

Quanloalla cagione perch le anliche erano andalein disuso, si deve probabilmenle ripetere dalla calala de'barbari in Italia, chequale gente senza legge, non solo negarono il pagamento ilell'alloggio, ma abusarono della ospilalil. Per que{la

legrini, coH'abito de' quali


si

tempi

recarono

in

Roma

sovrani, principi,

cardinali, vescovi e allri personaggi.

Con
Leo-

abito da pellegrino e a piedi scalzi

s.

ne IX fece il suo primo ingresso in Roma, ed Alessandro 111 ne part per evitare
le

mancanza
e

di pubblici ospizi
in copia a

se

ne

persecuzioni di Federico
i."

I.

fondarono
cilii

dotarono

norma
i

PELLEGRIAO (s.),
xerre martire.
il

vescovo d' A ua predicare


s.

della carit cristiana,

avendo Dio,
si

con-

Fu mandato

ed
nei

padri raccomandata l'ospitalidi ospiti

vangelo nelle Gallie da l'apa

Sisto IF

nome

compresero an-

del 260; convert alla religione cristiana

4G
iiu

PEL
gran numero d'idolatri
clie

PEL
abitavae Paolo, e divenne protettore di Scozia,
d'Irlanda e de'girolamini. Quel Papa, per
la

no iieH'Auxeiresej e diri la sua vita col mai tiiio, che si pone verso 1' anno 3o4,
sotto
il

sua dottrina e zelo ardente pel caltoprofess Gregorio

regno

di Diocleziano.

Usuo

cor-

licismo, l'ebbe in gran pregio, eia slessa

po fu sepolto

rizzatOjCcredesi che ora

Baugy, dove fu marti si trovi in s. Dioo a Terni

stima

gli

XI

1,

cui riusc

carissimo, prevalendosi di
ri.

lui in

gravi aliadi

nigi presso Parigi; altri vogliono che sia


in
s.

Come
il

procuratore della lega


inutilmente
al

Franil

Pietro di

Roma

neirUm-

cia,

domand
re di

Pontefice

bria. Trovasi

gio

romano

a'

menzionalo nel martirolo16 di maggio.


(s), eremila. Princi-

che

Na varr poi Enrico IV, ed

principe di

Cond
il

fossero scomunicali.
e chiesa del
il

PELLEGRINO

Nel restaurare

monastero
il

pe del sangue reale d' Irlunda, rinunzi al possedimento de'suoi stati e lasci pure
il

suo
lo,

titolo,

rifabbricando
i

portico e
ss.

pa-

vimento, ritrov corpi dei

Gio. e Pao-

suo paese per vivere perfeltamenle

che colloc
1

in

luogo ornato e conveall'arcivescovato

dislaccalo dalie cose del

mondo.
,

Visit

niente. Nel
di

5q2 pass

Juoghi santi della Palestina


rossi in

e poi ritivici-

Reims,

e portatosi a Parigi peri'assein-

un luogo

degli

Apennini, in

nanza

di

JModena, dove

men
nel

per

4o an-

ni austerissima vita.

Mori

Gz|3,ed

gravemente , s' inferm mentre Enrico IV s'impadron della citt, il quale slimando lesue singolari virblea del clero
t, pose

onoralo a Modena e a Lucca come uno


lei

guardie alla sua abitazione, per


Ivi

jrulettori del paese, celebrandosi lu


il

preservarlo d'ogni insulto.


I

mor nel

sua festa

i." di

agosto.

5()4) d'anni

77,0

fu trasportato nella

PELLEGRINO.

V. Pellegrinaggio.

sua metropolitana

in

nobile avello fregia-

DI PELV ^^icol, Cardinale. Nacque nel suo castello di


o
.Tony nella diocesi di
simi genitori. Si

PELLEV

to di prolisso ed elegante elogio.

PELTA
la

FELLI. Sede
,

vescovile della

Rouen, da nobilisapprofond talmente nelBourges, che divenes-

Frigia Pacaziaua

sotto

metropoli

di

Laodicea, eretta nel


t.

secolo.

Ebbe 4

losludiodelle divine scritture e delle leggi nell'universit di

vescovi. Oricns chr.

i,p. 801.
vescovile

I^ELUSIO, Pelushun. Sede


dell'Auguslamnica
indi metropoli
i.',

ne

in essa

pubblico professore, e dopo

soUoil patriar-

sere stalo senatore di Parigi, maestro di

cato d'Alessandria, eretta nel

IV

secolo,

suppliche nella corte, consigliere del di-

con

le

seguenti chiese per

partimenloecclesiasticoeabbate di

s.

Re-

sulTraganee: Selhrale, Tanis,

Thmuis, Ri-

migio

Reims, Paolo IV nel i55j lo fece vescovo d' Amiens e ])oi nunzio di
di

Scozia.

Fu nominalo

guardasigilli e pre-

cettore del

duca d'Alencon fratello del re

nocorura o Faramida,Oslracene oStragiani, Casium, Aphneum, Efesto, Panepiso. Gena, Itageri, Teneso, Facusa e Peiilaschenon. La celebre citt di Pelusio neir Egitto, dalla parte della Siria
,

Carlo IX, nella cui assenza da Paiigi fu


presidente del regio consiglio e vice cancelliere del regno, all'assemblea del
si

presso rimboccatura del

ramo

del Nilo

quale

rec. Nel

562

fu a quella del clero in


i

Orleans per esaminale


dentino, indi nel
all'arcivescovato

decreti del Tri-

i563 venne trasferito di Sens, dopo che si diaccuse di eresia, essendella religione.
1

il suo nome, da alcuni fu creduta Damiata o DanvtUa o Belbais, e fu una delle principali fortezze militari, denominandosi anche Perenioun, Faraina o Fournia per gli arabi, o luogo fan-

che porta

leguarono

le false

goso, per essere circondata di paludi. Registra

do invece benemerito
istanza di Carlo IX,
s.

Ad

a'

maggio 1570

53

8 vescovi r Oriens christ. l. 2, p. Commanvillediceche vi furono l'aril

Pio

\'

lu

cre cardinale prete de'ss. Gio.

civescovo greco ed

copio, e che

lati-

PEN
ni vi eljbero

47
del

ciale.

un vescovo durante lo croPelusio, Pcltisiaiicn, ora un litolo


//i

IMenei dei greci,


gli

quali nel loro onicio

danno

il

titolo di luce

mondo

arcivescovile
titoli

^/7/7/^u5', coi

dipeiideiili

di

modello de' monaci.

vescovili di Taiiis, Efesto e Teiieso.

PEN AFIEL o PENaFIEL DE SOUZA


go
o
di

PEMENE

PASTORE
si

(s.),

abbate.

PEi\HAElEL.
comarca

Citt vescovile di

Alolto celebre fia gli

aiiticlii

padri dei
nella

Portogallo, provincia di Minilo, capoluoa io leghe

deserto, circa l'anno 3811

ritir

da Braga, in

solitudine di Sccti in Egitto, ove fu sesei suoi fratelli, cui nomi erano Anub, Paese, Simone, Alone, Neste-

])ella valle sul

pendio d'una montagna,

gnilo da

alla

destra della Tamesra. Ila rande e

bella strada, magnifico edifizio costrutto

ros soprannominato poi il Cenobita, e Sarmazio il giovane. Pemene passava so-

da JMaria
le, la

I;

bella cattedrale e parrocchia-

cui (acciaia e le tre navi sostengodi france-

lente pi giorni senza mangiare, e vielava


ai

no colonne ioniche; convento


scani, ospizio della piet con

monaci

l'uso del vino e la riceri

bellissima

ca di tutto ci che poteva solleticare


sensi.

chiesa, scuole di reltorica e filosofia.

A.Tendo alcuni baibari dato

il

guasi rir

ne fondala nell'85oda

d.

VenFaynodi Sua-

sto al deserto di Sceti nel 3c)5, egli


tir co* suol fratelli a

Terenulh, e
la

vi ri-

mase pi anni
1

governando

sua pic-

cola comunit insieme con

Anub. Delle

1 ore della notte ne passavano

a la-

Clemente XIV ad istanza del re Giuseppe nel 1771 eresse la sede vescovile, ed a' 7 giugno [ireconizz in i. vescovo fr. Ignazio di in s. Gaetano carmelitano scalzo, nato
rez discendente dai goti.
i

vorare, 4 a cantar salmi, concedendo soltanto


le altre

Cliaves diocesi di Braga.

Non ebbe

succes-

^^ riposo.

Il

giorno

la-

sori e la diocesi fu unita a quella di Porto.

\oravano fino a sesta, indi leggevano tino a nona, poscia raccoglievano delle erbe pel loro villo, l'emene evitava tutto
ci che poteva cagionargli la

PENE ECCLESIASTICHE. Due sorla di

pene sono

distinte dal diritto cano-

nico, le spirituali e le temporali.

Le

pri-

minima

di-

me comprendono
che,
le

le

censure ecclesiastidi piet

strazione, ed era tanto staccato dalle cose

irregolarit, la deposizione, la de-

del

mondo, che essendo sua madre


visitarlo, egli

ve-

gradazione, certi esercizi

che s'im-

nuta a
loia

senza aprire

la [)or-

pongono ad un
temporali sono
la

ecclesiastico per correg-

la le chiese,

un

istante,

scarnava meglio vederlo alod essere eternamenle


avvenire, soggiungen-

gerlo di qualche cattiva abitudine.


le

limosine,

le

Le ammende,

con

lui nella vita

privazione del rango in una chiesa, del


in

do che
cielo.

se ella soflocava

questo suo desi-

voto

un

capitolo, de'frulli d'un beneil

derio, avrebbe godutola beatitudine del

fizio, la

prigione,

bando,
le

la

tortura, la

Confortata
si

la

donna da questa pro-

galera,

l'ammenda onorevole. La Chiesa


il

messa,
so

ritir

senza vederlo.
il

Pemene u-

abbonendo
ne
il

sangue,
il

pene che impo-

la stessa

severit verso
il

govereiatore

vescovo o

giudice oufiziale eccle-

della provincia,

quale

lo

slimolava a

siastico,
il

una visita Ptitornato nel deserto di Sceti, una nuova scorreria di barbari lo costrinse di nuovo ad uscirne con s. Al senio nel 43o, e mori circa il 45i. La vite dei Padri ridondano di eccellenti massime di Pemene, che sono tante prorendergli

delitto

mai arrivano a tal punto. Quando enorme e tale da meritare una

pena

afflittiva

clesiastico,

dopo
la

o corporale, il giudice ecdi aver imposto la magla

giore delle pene ecclesiastiche, ch'


posizione e
ricorrere al braccio secolare.

dela

privazionede'benefizijdeve

Avendo

ve della sua saggezza, dei


della sua discrezione. Egli

suoi

lumi e
a'

Chiesa l'autorit d'imporre pene o penitenze, secondo la qualit de' delitti e


la

nominato

ij agosto

nel mailirologio

romano

e nei

condizione dc'peni tenti, non ha per

ella

48
coli

PEN
1 1
i

PEN
primi
se-

proceclulo nel corso degli

delli degli scalzetti (^.).

Finalmente
che fanno

si

contro

delinquenli ed
al

peccatori, se

chiamano

penitenti

quelli

la

non che relativamente


sere fatta verso

foro interiore

e penitenziale; e vuoisi la distinzione esil secolo XII del foro eche ha dato occasione d'imporre per forma di pena e con sentenza del giudice ecclesiastico, per la pubblica sod-

Confessione sagramenlalc {T'.) e quelli che secondo l'antica disciplina della Chiesa, divisi in

quattro

classi

o gfadi, face(/'^.).

steriore,

vano
ai

la

solenne Penitenza
le

Quanto

penitenti per espiare

loro colpe o

disfazione, le penitenze ch'erano in)poste

nel furo iiiteiiore.

progresso di tempo
pene, di che tratta
iinistr.

il

Quindi ne venne in cambiau)ento della


il

per peifezionarsi e menare santa viLa,se ne tratta in vari articoli, come a DisciTLiNA PENITENZIALE, Digiuno, Cilicio; ed
il

Garampi

nelle il7e/;/o/7ej dissert. 2, par-

disciplina riguardante ^imposizione delle


p.

l degli abili diversi usati dai

penitenti

Morino,

Dead-

anche

religiosi,

dicendo a

sacr. poenit.

l.\Dx:LGErZA dissi

chi di ferro usali

325de'cerdai penitenti, ed a p.
p.
gli

pena canonica e temporale rimessa per Uezzo dell'indulgenze; a quanto si


della

497
gli

de'religiosi
i

chiamali penitenti, cio


Eremiti, av-

Apostoli,

Beghini,
ftivvi

possa estendere

la

remissione di questa

pena dinanzi a Dio, e che colla remissione di questa si soddisfa alla divina giustizia e alla Chiesa /^. Censure ecclesiastiche. Carceri ecclesiastiche, Penitenza, Legge, Immunit e gli articoli relativi. PENI SCOLA. F. Paniscola.

anche una setta di eretici e molti ipocriti che si usurparono il titolo di penitenti, come Beguardi, Dnlcinisti o Frati della vita povera, i
vertendo che
i
i

Fraticelli (/^.). Dell'uso dei penitenti di


battersi
il

pedo,
2, p.

tratta

il

p.

Menochio,

Slnore

t.

22G.

PENITENTI.
nel voi.
I

Diconsi

religiosi

del

PENITENZA, Poeniten'.ia. Si puconsiderarela penitenza


ticolare o

lerz'ordinedis. Francesco, de'qua li parlai

XXVf, p. 70;
le

in origine partico-

larmente(/^. Flagellazione) alcune Coiifralernile [V.)^

della

come una virt parcome uno <c selle sagra menti Chiesa. La penitenza considerata

carmelitane scalze fon-

come

date

in

Orvieto da Antonio Simoncelli,

di cattiva condotta e ]\lcreche volevano far penitenza; la congregazione delle donne penitenti di
trici (F-),

per donne

virt, un dolore iie'peccali che abbiamocommessi, contrilio, unito all'emenda della vita ed al fermo proponi-

mento

di soddisfare alla giustizia di Dio,

Roma,

ora Conservatorio di
( il

la penilcnza, V.

s. Croce delmonastero che al-

per l'ingiuria che gli abbiamo fatta peccando. Per tal modo la virt della penitenza rinchiude in s tre cose:
il

dolore

le convertite fabbric in Costantinopoli

Giustiniano
le

I,si

chiam

^:?e7//7e/?S(7).

Del-

monache

penitenti di Orvieto, di quel-

le istituite nel 1261 da s. Luigi IX, che pure fond un ordine di penitenti, dellepeuilenti solitariedi s. Francesco edelle mentovate di s. Croce, tratta il p. Bonanni. Catalogo par. 3, p. 25, 26, 27601. Vi fu un ordine della penitenza di Ges

pentimento del peccalo passato; la resipiscenza o riconoscimento dell'errore o ritorno dal male al bene, e l'emenda de'costumi ; la pena o il castigo proprio ad espiare ed a riparare l' ingiuria che
o
il il

peccato

fa

a Dio, attaccandolo nel di-

ritto ch'egli ha, in qualit di di legislatore

maestro e
a noimpoe-

supremo, che
riferite

tutte le no-

stre azioni gli sieno

come

Cristo,
ti

cui religiosi e religiose

erano det-

stro ultimo fine. L'impenitenza,


nitentia, l'ostinazione

Sacchetti e Sacchetle (/^.). Altro fu sotil

Giovanni del' la penitenza {V.). Tutlora fioriscono in Roma i frali dcU'orditic della renitenza
to
titolo di
s.

Eremiti di

peccatore di convertirsi
nitenza finale quella in
questo
il

che impedisce al ; e dicesi impecui si muore, ed

solo peccato irremissibile; do-

PEN
vere quindi deH' impenitente di litov-

PEN
penitenza
;

io

della relativa disciplina nei

nare a Dio, mentre ne


penitenza

lia

il

tempo. La
restii

primi e successivi secoli del cristianesi-

come

sagrnnienio, e un sngi a-

mo, tanto della confessione pubblica che


auriculare; della necessit eutilil di ipiesto

mento
peccati

istituito

da Ges Ciisto pei

tuire allo stato di

grazia e rimettere
il

sagramento, e de'diversi tempi della

commessi dopo

battesimo, a co*
pro-

confessione, pi rada anticamente,


ti

ma

tuti

loro che caduti nella colpa ne sono contriti,

in

quaresima dovevano confessarsi,

che confessano

propri errori e

si
il

preti

almeno nell'avvento

e nella quare-

pongono
nistero d'

di soddisfarvi,

mediante
la
11

mi-

un sacerdote che ha
la

giuris-

sima; della materia del sagramento, ministro e soggetto della confessionc(quauto

dizione necessaria a tale effetto.


sore sostiene

confes-

persona

di giudice e di

medico, ed destinato da Dio a ministro della divina giustizia insieme e della misericordia,
le colle

come

si

raccoglie dalle paro-

quali Cristo diede


fatti

una
il

tal

facolsi

Diacono ch'esso antimancanza del sacerdote udiva le confessioni e imponeva la penitenza in caso di estrema necessit ; mentre a Parroccuia parlai della potest di amministrare il sagramento della penitenal

ministro, dissi a
in

camente

t agli apostoli. In

confessore

za concessa eziandio

ai

religiosi

della

costituisce ministro di giustizia,

quando
la

propriet, condizione e segreto della confessione; delle confessioni generali e pub-

punisce

il

penitente,

imponendo
si

sod-

disfazione conveniente;
nistro di misericordia,
lisce l'assoluzione.

costituisce mi-

bliche,
11

come

della

variet di disciplina,
il

quando gl'imparil

confessore proprio ed
il

parroco, se*
il

Nei primi tempi


i

soi

condo

gius canonico, possono ricevere

lo

vescovo confessava, anche

malati;

testamento del proprio penitente grave-

vescovi
carvi
,

andavano all'armata per predibenedire e riconciliare


i

pubblici

penitenti,

bench

vi fossero
I

preti

con-

mente malato. Il domma della confessione sagramenlale dai nemici della Chiesa fu attaccato anche a'nostri giorni, osantlosi
falsi

fessori dell'armata.

canonici furono dai

vescovi pei prinu deputati a confessare.

V. Peccato, Penite\ti, Penitenziere,


Confessione e Confessore. Questo sagra-

impugnamela divina istituzione con argomenti. Laonde opportunamente nel i85o si pubblicarono in Roma: Risagramento della pe-

sposta alla lettera di madariiigclla IV. protestante intorno al

mento come tendente a


si

mortificare

sen-

e la carne, fu attaccato dagli eretici e


I

nitenza pel p. lettore

Giacomo Pelujfo

dai protestanti.

Moiitanisti e Noi'aziail

de'min. degl'infermi. Del prof. d. Luigi

ni (/^.) combatterono
la

penitenza, sostenendo che


il

sagramento della Chiesa non


Cal-

Wncenz,

La

confessione vocale dei pec-

cati praticata nella sinagoga antica

ed

avea
gravi,

potere di rimettere certi peccati


l'idolatria, l'omicidio:
i

innalzata a sagramento da Gcsi Cristo


nella chiesacristiana, con appendice in-

come

vinisti e Liilernni {P^.)\o

contrastano preeserciti
il

torno alla confessione degli antichi pagani usata tra


i

tendendo che

la

Chiesa non
i

po-

loro riti religiosi.

tali e-

tere di rimettere

peccati in forza di

un

rudizioni qui

brevemente ripeter
la

in

ag-

sagramento distinto dal battesimo, e che essa non ha altro motivo per rimetterli se non che il battesimo stesso richiamatonella memoria, con una ferma speranza del perdono.

giunta quelle suir antica disciplina della

Chiesa concernente

penitenza

ed in
in

moltissimi luoghi riportate.

Anticamente nella Chiesa furono


tre sorta di penitenze,
cio
la

uso

A Confessione sacramenil

penitenza

tale, accusa che

penitente fa de'suoi
del sagramento della

segreta,

la

solenne e
si

la

pubblica. La pe-

peccati al confessore, trattai oltre di essa, dell' istituzione

nitenza segreta

faceva in particolare,
,

come

si

pratica tuttora

per ordine del

VOL. IH.

5o
confessore.

PEN
La penitenza solenne a vea luoLa penitenza
piib-

PEN
compito con edificazione il tempo j)rescritto ai piangenti, erano ammessi dal vescovo o
passali pel i." grado, e di aver

go con ceiteceiimonie e percorrendo certi

gradi, di cui paller.

]jlica

facevasi pubblicamente,
i

ma

senza

dal penitenziere nel 2. ordine, a'quali


sacri canoni

le

cerimonie e

gradi propri della peni-

tenza solenne. Cos ogni penitenza soleu-

chiesa: ivi

permettevano 1' ingresso in potevano ascoltare le istruzioni,


spiegazione della sacra scrit-

ne era pubblica, ma ogni penitenza pubblica non era solenne. Si fece qualche uso della penitenza pubblica, ma non della

la lettura e

tura e

il

sermone,

ma

veniva loro ordina-

to uscireavanli che cominciassero lepre-

penitenza solenne, dal principio della


la

ghiere, nello stesso

tempo che uscivano

Cliiesa fino verso

met
in

del

11

secolo.

catecumeni
il

e altri

ch'erano compresi sotto


alle orazioni

L'incestuoso
s.

di

Corinto, scomunicalo da

nome

generico di ascoltanti, non po-

Paolo, non rimase


pi, e
il

penitenza che un
la-

anno o poco
dri,

giovane capo di

tendo partecipare che e suffragio del

pubblisi

sagrifizio. Essi

rac-

che l'apostolo S.Giovanni riconcili colla Chiesa, vi rimase anche meno. Dall'origine de' montanisti, nati nel
li

coglievano presso alla porta o nella parte pi bassa della chiesa o nartece o vestibolo, cio portico interno (delle diverse parti della

se-

colo
ti

sino a quella
la

de' novaziani insor-

Chiesa e distribuzione dei


il

met del III, la Chiesa us una maggior severit verso penitenti, ma per non gli obblig alla solenne penitenverso
i

penitenti secondo

loro sesso e delitto,

non
de-

solo parlai a quell'articolo,

ma anche

scrivendo

le superstiti

anlche chiese, e

za durante quel tempo, e

siffatta

peni-

limito citar quella del voi.


e seg.
),

mi XXXlll,p. 66
essi

tenza principi dopo l'origine de' novaziani.

coi

catecumeni del pi infimo

La penitenza solenne
classi
11

era divisa in
di peni-

ordine, e ne sortivano con

quando

quattro

o ordini o gradi
i."
il

tenti pubblici.

era quello de' pia2." degli ascollan-

cominciava l'orazione, all'intimazione del diacono, prima della messa delta de'catecumeni.

gnenti o piangenti,
ti, il

La

3." classe de'penitcnti

pub-

3. dei prostratij

ed

il

^. (\e consii

blici prostrati,
ficati

oltrech venivano mortiservili e laboriose,

Anche gli Energumeni ed Catecumeni (di cui parlai eziandio a IVeofilo, V. ) , appartennero alla classe dei penistenti.

con opere

rima-

nevano in chiesa mentre recitavansi alcune orazioni per essi, ma sempre genuflessi colla

tenti.
li
.si

^j//7Hg<'/j// vestili di
il

sacco ecoper-

faccia inchinata al suolo.

Ri-

di cilicii,ed

capo

di cenere,

tenevan-

cevevano l'imposizione
ne
al

delle

mani dal ve-

sotto

\\

portico o o/r/o della chiesa, fuo-

scovo o dai sacerdoti, ed era loro stazio-

li

della porta,
si

ati e

dove piangevano loro pecraccomandavano alle preghiere


i

sommo

del nartece, cio dalle por-

i\t''fcccU

che di

passavano per recarsi


celebrava pe'ca-

fino all'ambone, indi uscivano coi catecumeni del 2. grado. I


te della chiesa

alla

preghiera pubblica, n aveano parte


si

prostrati restavano in questo slato, fin-

alcima alla messa che

ch

la

Chiesa fosse persuasa


:

di loro con-

tecumeni. Negli
penileuti,
lesinia.

uffizi

pubblici ed alla mes-

versione

in

questa
gli

3.^ classe si

ammet-

sa recitavansidelleorazioni particolari pei

come

si

faceva anche in qua-

Alcuni

rei di delitti

pi enormi,
portico e nei

energumeni. La 4-'' classe finalmente de consistenti, che stavano dall'ambone fino al santuario, si univatevano anche

non potevano ritirarsi


cortili, {)erci
sti

sotto

il

no

alle

preghiere de'fedeli sino

alla fine

detti iemanti,

come

espo-

e stavano in piedi cogli altri

allo scoperto all'ingiurie del

verno e
essere

altre stagioni.

La

7..'
i

classe de' penitenti

nelledomeniche; assistevano alla messa, ma non potevano far Je oblazioni o offerte, n co-

ascoltanti

uditori,

quali

dopo

municarsi. In questa classe talvolta \cn-

PEN
nero ammessi quelli che per qualche colpa pi
leggiera

PEN
latria, l'oraicidio, l'adulterio,

fossero essi

venivano privati della

pubblici o secreli;altri non vi sottopon-

sacra Conunione (^.).

La penitenza

so-

gono questi

peccati gravissimi che nel ca-

lenne non rimase in vigore in oriente se

so di pubblicit: certo che nelle .severit


delle antiche penitenze,
i

non che verso

la fine del

IV secolo^

e nel-

peccati privati,

l'occidente sussistette sino al VI! inclu-

toltane

la

solennit,

si

punivano cornei

sivamente. Nel secolo


la

penitenza canonica

si

XI gli esercizi delcommutarono in


ne'pellegrinaggi,

altre

buone opere, cio


111

crociate e limo'sine.

Per abbiamo che

Onorio
ti
i

Papa

del 12 iG, ordin a tut-

pubblici. 11 l^avcW, De'parroch, avverte che la penitenza pubblica nulla avea di comunecolla penitenza sagramentale, essendo diversissima. Spesso uno era assoluto sagrnmentalniente, e non lo era dalla

vescovi che nel gioved santo riconci-

penitenza

pu])\}\'\cn

i)

facirni eccltsae.
in

liassero colla

Chiesa

penitenti pubblici;
al

La

penitenza pubblica stava

luogo delvi s'im-

ed
lo

il

Chardon afferma che sino


durarono nella Chiesa

seco-

l'odierna forca, galera, multeec; non s'im-

XIV

vestigi as-

poneva

la

seconda volta, n preti


i

sai chiari dell'antica disciplina.

Delle pe-

mischiavano.

Il
:

vescovo senza prove non


talora
si

nitenze date nel concilio di Laferano


cardinali ribelli a Giulio
li,

Vai
voi.

poteva imporla
vere

serviva dell'aras<;ol-

vedasi

il

cidiacono e de'canonici diaconi per


le

X,
la

p. 19.

Ad
dissi

EsoMOLor.Esi o confessione

penitenze publ)liclie.
il

soli

canola pe-

pubblica
(F.),

come
l'altra

si

dava principio

al-

nici, assente

vescovo, regolavano
I

penitenza solenne nel d delle Ceneri

nitenza pubblica.

teologi

non sono pa-

mentre
il

pubblica poteva im-

rimenti d' accordo intorno alla penitenza solenne applicala al clei'o maggiore,

porsi in ogni tempo. Nel

secolo poi e

per tutto
tali

VI,

in

molte chiese occiden-

vale a dire preti e diaconi, che alcuni sos-

za

ebbe luogo una 4-* specie di penitenchiamata semipubblica, cio mezzatra la

ti

na
1

pubblica e

la

segreta,

come

la

ilegazione

temporanea ne' monasteri e


di

diaconie, con rigorosi digiuni.

tengono sottoposti al pari de'Iaici, duranprimi tre secoli della Chiesa altri pretendono che non vi sieno stati mai sottoposti, a meno che essi non abbiano voluto soltomeltervisi spontaneamente, e
i

Nessuna persona,

qualunque stato
pratiche imposte
convinti giuri-

che

le

penitenze pubbliche del clero magrinchiuder-

fosse, era esente dalle

giore, che avea peccato pid)blicamente,


si
li

dai sacri canoni a quelli che per delitti


notori e scandalosi,

riducevano a deporli ed
ne'monasteri.

come
la

dicamente, facevano
ca
:

penitenza pubbliI

si
li

l'imperatore Teodosio

n'

un

lu-

La penitenza solenne non accordava che una sola volta, e quel che dopo averla compita cadevano nei

minoso esempio;aUro l'abbiamo ins. Fabiola nobilissima romana. Alle femmine per non si davano queste pubbliche penitenze, ma privatamente piangendo le
loro colpe, con digiuni, orazioni e altre

medesimi delitti, o in altri pix enormi, non vi erano pi ammessi. Non si disperava per del la loro salute e venivano assoggettati a far penitenza in particolare:

venivano

altres privati della

opere buone, impetravano da Dio e dalla Chiesa 1' assoluzione di loro sciagure.
!

eucaristica

anche

questa disciplina

comunione punto di morte, ma non fu da per tutto uin

teologi

non sono d'accordo intorno

ai

niforme. Nella penitenza solenne eianvi


cio sul

peccati ch'erano sottoposti dai canoni alla vi

penitenza pubblica e solenne. Gli uni

molte imposizioni delle mani e del cilicapo la i.' facevasi dal vescovo
:

sottoponevano
gli altri

tutti

peccati mortali

ammettendo
di penitenza
;

peccatori a questa sorte


la 2.'

pubblici,

solo

peccati gravissi-

che reiteravasi spes;

mi, chiamati perci canonici, cio l'ido-

so, faceva^! sui prostrati

la 3

'

pratica-

"il

PEN
i

PEN
ra per l'apostasia, essendo allora la pesi

vasi qiinnrlo

prostrali passavano al gra-

do

di consistenti; e la 4-^ allorch


i

am-

nitenza in

sommo

rigore. /^.Pene eccle-

mettevano penitenti alla riconciliazione perfetta e alla partecipazione dell'eucaristia. Vi erano poi due riconciliazioni, l'ima pei'fetta pei consistenti, l'altra

stAsTicHE e Disciplina penitenziale.


I

vescovi aveano podest di accorcia-

re

il

tempo

della penitenza canonica, in

favore di quelli che davano segni di


,

com-

imperfetta pei prostrati. Quesl; imperfetta poteva farsi nella chiesa dai semplici preti, col

punzione maggiore ad onta delle leggi generali e locali che regolavano l'ordine
e
il

permesso del vescovo, o


il

tempo

della penitenza.

11

diritto dei

fuori della chiesa senza consultare

ve-

vescovi era fondato non solo quali eredi


dell'autorit di Cristo,
la

scovo in caso

di necessit.

La

riconcilia-

ma

eziandiodel-

zione perfetta non facevasi mai dai semplici preti, se non in caso di morte e col permesso del vescovo, ed anche dai diaconi in mancanza de'preti ecoli'imposi-

sua carit, considerandosi a un tempo

comegiudici, padri e pastori de'fedeli, esui


decreti de'concilii,alcunide'quali
li

auto-

rizzarono a prolungar

la

penitenza, se lo

zione delle mani.

Il

3. concilio Toletail

credevano vantaggioso a'peccatori. L'accorciar delle penitenze, dice


il

no ordin che
sassero
i

il

vescovo ed
la

prete to-

Chardon,
le

penitenti pubblici. Alle persone


si

die origine a\V lnclulgenza[F .),(\e:ierm\-

maritate

dava

penitenza pubblica
continenza. Neli

nandovisi

vescovi eziandio per


le

soprav-

di loro consenso, perch lo stato di pe-

venute persecuzioni e per


p. i33, ricordai le lettere

raccoman-

nitenza impegnava

la

dazioni de' martiri. Nel voi.

XXXVI II,
e ce-

r85o
po
so

il

concilio di Pavia decret che

de martiri in
libelli

penitenti non potevano sposarsi nel temdella penitenza. Alcuni

favore decaduti o

/a^.si

sottoposti alla pe-

hanno confu-

nitenza canonica, dette anche

quanto era proprio della peni lenza pubi

dole di pace; non che


ziali pei

le lettere

penilen-

blica colla penitenza solenne. Nel giorno


delle ceneri

penitenti che recavansi a


la

Ro-

parrochi conducevano pubi

ma, per adempirvi

penitenza.

blici penitenti al

vescovo per ricevervi

la

sacri Pellegrinaggi [V.),

Anche i come ho accen:

penitenza (della quale un vestigio l'imposizione delle ceneri), indi nel gioved

nato, fecero parte delle penitenze cano-

santo per

la riconciliazione:
i

talora ani

niche e per lungo tempo a Cencio che avea tentato di uccidere s. Gregorio VII,
questi gl'impose
il

che

fra l'anno

parrochi conducevano
Il

pellegrinaggio di Ge-

penitenti ai vescovi.
te serviva

libro pemtenzia-

rusalemme
te

altrettanto ordin

Clemenriportai

per l'imposizionedella penitenla

V a Nogaret che
XXVI, p.
bordone

avea arrestato e ingiu-

za e per

riconciliazione dei penitenti;

riato Boiifacio Vili, al

modoche

e canoni penitenziali o regole per le pene da imporsi a'pubblici peccatori, parlai

nel voi.

3o2. Questi pellegri-

naggi

si

facevano per ogni parte del mone lo scapolare, o altri ala

nel voi.

Vn,

p.

32

1.

Fu

nel

II se-

do
biti

col

colo che la Chiesa stese delle regole, on-

propri de' penitenti. Essendo


pietosa,

Chie-

de

stabilire questo

punto

di disciplina in

sa

madre

quando

delle peniten-

ste regole

una maniera ferma e conveniente, e quesi denominarono appunto canoni penilenziali, e furono da quel punto
s in oriente, come in occidenpenitenze furono regolate confor-

ze secondo gli antichi canoni penitenziali,

in vigore
te.

Le

per giuste cause si rendeva impossibile o almeno difficilissimo l'adempimento, si conimulavano;in luogo di digiuni a pane e acqua, s' imponeva al penitente la
recita inginocchioni di

me
un

all'aulorili

de'padrie dei

concilii. S.

5o

salmi,

dando

Basilio assegn 2 anni di penitenza per


furto, 7 per l'omicidio, la vita inlie-

da mangiare a un povero, oltre l'astenersi dalla carne e dal vino;


in quel giorno

PEN
se non sapeva leggere,'prostrato a terra in chiesa, dovea loo volte domandar perdono a Dio; si prescrivevano elemosine,
s
ti

PEN
permeile
egli talora

53
fat-

roccasionedi patire pei nostri peccati. Co-

che noi siamo

oggetto delle mormorazioni, delle ca,

celebrazione di messe cantate, ed altre penitenze canoniche in proporzione, per fre-

lunnie

delle persecuzioni,
di

onde

ci

pos-

siamo valere

sitfatle tribolazioni

per
vita,

nare

la

rilassatezza de' peccatori.


il

Il

i.

far la penitenza ch'egli esige da noi. Inoltre, ne' quotidiani

grado della penitenza


peccato,
il

rinunziare al

incomodi della

2." l'esame e la
il

riforma del-

nelle frequenti privazioni a cui


soggetti, le molestie che
le

andiamo

l'interno,

3. lo spirilo di
tutti
,

compunziochiamati
al-

ne.
la

Essendo
di

cristiani

penitenza

mero

abbiamo grandissimo numemorabili esempi riportati dal

ci vengono o dalpersone, dalle creature irragionevoli eziandio, sono occasioni di far peniten-

za.

Su questo gravissimo argomento

si

Baronio negli Annali. Le persone consagrate alla penitenza e alla perfezione della

possono leggere: il p. Gio. Morin, Conimentarius hist. de disciplina in administratione sacramenti poenilenliae, tredeciin

vila, in

ogni tempo edificarono


JN'

il

criil

stianesimo.

e'

secoli iu cui sussisteva

primis saecidis

in ecclesia

occiden-

rigore delle penitenze pubbliche, molti

volontaria

mente si sottoposero

alla solen-

hncusque in orientali obscrvala, Parisiis i65o. Sirmondi, Historia poetali et

ne penitenza, per cosfar conoscere la loro reit e insieme il proprio dolore dei commessi falli. Altri vi furono, che senza
essere rei di colpe soggette a penitenza

nitentiae publicae

Dissert. hist.
solittioni,

Parisiis i65i. Orsi_, de capitalium criminum abMediolaui lySo. Joh. Lensaco,


,

De

ecclesiastica satisfactionc poeniten-

canonica,

1'

abbracciarono per zelo e di-

tiae,

vozione particolare. Nel pericolo di morte,

Lovanii i585. Coucina, De sacramento poenitentiae, ejusque ministro, R^o-

senza gravi colpe,

ma

per istinto di
occasione

mae

timor di Dio, anticamente fu fre{|uente


di pigliar l'abito

monastico

in
il

d'inlermit, per consacrare

restante dei

sacraTerzaga, Istruzione per amministrare il sagramento della penitenza Roma 790. ConiStoria de'

1750. Crnvon,
t.

menti

2, storia della penitenza.

loro giorni alla penitenza se sopravvive-

ment.

hist. in

adniinistr. sacramenti poe-

vano; come narrai nel


chi,

voi.

XLVl,
f"

p.

58

nitentiae,

Anluerpiae 1682. Sulla peni-

e 73. Osserva Buonarroti u

etri anti-

lenza, sagramenlo,. ordine e rito da tenersi in amministrarlo, vedasi Diclich


,

che

la

peni lenza era solita darsi ai


l'eslreiiia

moal-

ribondi avanti
cuni
riti,

unzione con

Diz. sacro-li turg,

di aspersione di cenere, d'


i

imti

PENITENZA.
degli scalzetti.
di

Ordinedereligiosi detfu fondatore


il

posizione di cilicio e allro, onde


dosi in
di
s.

suoi sim-

Ne

servo

boli furono espressi nei sepolcri; figuranessi la

penitenza

coli'

immagine
le

Pietro col gallo vicino, al cui can-

to

cominci a piangere. Siccome


si

ope-

Dio Giovanni Varella e Losada, nato agli II dicembre 1723 in Brigos, diocesi di Lugo, nel regno di Galizia in Ispagna, da nobili genitori. Educato nel ti-

re di penitenza
io

possofio ridurre in cer-

mor

di

Dio, per

le

asprezze dello zio, pas-

n)odo

alla preghiera, al

digiuno e
pii

al-

s in Ceuta di Barberia ad arruolarsi sol-

'<'lfino<>ina,lva gli altri

mezzi

di sod-

dato. Milit anche in Italia e trovossi ai


falli

ha pure il rassegnarsi alla volont di Dio se ci visiti con le affliziodisfazione


vi

d'armi di Vellelri e Pizzighettone.


fu

Avendo disertato

mandato prigione

in

ni e

travagli. Cosi per

mezzo

delle

ma-

lattie,
sci

delle ainizioni di spirilo, dei rove-

Maiorca,ove per compassione tacque chi gli avea rubalo l'archibugio. Ottenuta la
libert, entr al servizio del

di fortuna, della perdila della

roba e
ci

delle persone a noi pi care,

Dio

oOre

mo

dei cardinal

maggiordoBorbone arcivescovo di

54
Toledo;
qiisli

PEN
era solito portarsi ogni
di

PEN
Salamanca per intendere
volont,
ni,
ivi si

la

sua divina
i

anno
glici,

dai

domenicani
Io

Segovia a farvi

trovava presso
finto pazzo e

francesca-

yli esercizi spirituali,

per cui

con tutta la famiseguiva pure Giovanni.

santamente

muto. Aven-

Essendovi una grotta in cui tradizione vi avesse fatto penitenza s. Domenico spesso Giovanni si ritirava a farvi orazione, ond'

do tutto la religiosa riferito al confessore, egli and in cerca di Giovanni, lo chiam per nome e invit a lasciar la simulala pazzia. Stup Giovanni di essere conosciuto,
il

ebbe da Dio forti ispirazioni d'abbandonare il mondo e di recarsi in Salamanca. In fatti cambiate le sue ele-

ma

ridendo

si

occult. Allora
in rincontrarlo,

p.

Valcarze seriamente

gli

manifest quanto Dio aveagli signifi-

ganti vesti con quelle d'un povero, consistendo in lacero sacco che pose sulla nu-

cato nella grotta di Segovia e lo minacci di castigo se

non ubbidiva; ma

segui-

da carne,

col

capo scoperto e scalzo,

l'ul-

re al Signore alla volta di

timo del 1749 s'incammin per ubbidiSalamanca; e

tando Giovanni la sua finzione evase, indi fece con lui la confessione generale con sorpresa de'francescani che lo reputava-

per non essere molestato nel viaggio, si finse pazzo e muto. In questa condizio-

ne
e

si

port

al

convento de'niinori osser-

no mulo e pazzo, ed egli rispose essere ci avvenuto per le loro orazioni. Gli fu accordalo in convento uno stanzino, ove
passava
ni,
la

vanti,

sulla porla della chiesa ricevendo tra'poveri l'alimenlo. Avveil

dormendo

ntte in orazione e flagellaziola

impiegandosi
le

mattina a

servii^e

con

dutosi

Portinaro della piet del creduil

fervore tutte

messe.

to pazzo, l'impieg a pulire

chiostro, e
e-

perci voleva soccorrerlo a parte, n)a


gli si
1

content di restare dopo

poveri.

Il p. Valcarze dopo aver fallo diverse prove su Giovanni, nel lySi gli svel il segreto che Dio lo destinava fondatore

ben presto se ne servirono, aramirandolo anche pegl'iusulti e derisioni


religiosi

di

nuovo ordine

a vantaggio de' fedeli.

Subito Giovanni fugg dal convento e sa-

de'ragazzi, che sopportava con edificazio-

rebbe partito dalla

citt se

Ges

Cristo
la ter-

ne: finalmente Dio volle far palese la vir-

non

lo avesse
la

impedito, parlandogli

t del suo servo, nel modo seguente. Sette anni circa prima che Giovanni andasse a Salamanca,
il

za volta,
to al

seconda essendosi manifestaessa.

suo arrivo in

Tutlavolta

il

p.

Signore

in visione

avea

mostralo a suor Rosa del Casliglio


la citt,

di

Ge-

Valcarze ritrovatolo procur di persuaderlo della replicata volont divina, e

siNazareno,re!igiosadis. Chiara di quelil

dopo

vari

abboccamenti

lo indusse a tor-

volere che

si

fondasse un nuo-

voordine
cora

di penitenza,

gli esercizi

dichiarandole anche doveano praticare i

nare in convento e rassegnarsi, portandolo da suor Rosa di Ges Nazareno che


gli

consegn

lo scritto della rivelazione.


la carta, nel

nuovi Penitenti ( F.), ovd'inaidoe di scrivere fedelmente l'udito e il veduto, co-

Ricevuta Giovanni
s.

giorno di

Gio. Battista lySi coininci ascrivere


regola e
:

mefececonsegnandolo scritto al suo conminore osservante e professore di Salao)anca. Per sette anni fu esaminalo, ma per ignorarsi chi dovea essere il fondatore del nuovo ordine, ricorse di nuovo suor Rosa all'orazione, e Ges Cristo che torn ad apparirle, le nomin Giovanni Yarella, al quale avendogli per un Crocefisso parlato nella gJ otta di Segovia e comandato di recarsi a
fessore p. Valcarze

la

la

termin

in quello di
i

s.

Bar-

8 marzo 'jS' unitisi a lui ottoscolari di Salamanca, principi a metterla in pratica e ad osservarla con essi. Indi co' compagni si condusse in Rointi a'ac) agostOjSupplicando Benedetto XIV dell'esame e approvazione della regola. Dopo un anno e mentre avea acquistalo altri quattro compagni, due italiani
tolomeo
agli

due spaguuoli,

il

Papa

disse a

Giovau-

PEN
ni clie la regola gli piaceva,
i

PEN
ma
il

55
il

pcrcli

privilegi della patria. Portatosi

fonda-

principi voleano diminuire

numero
facilita-

tore nella

Spagna, eresse

il

convento di

degli ordini esistenti, lo consigli entrare


co'stioi in altri ordini,
zioni.

Tor nella diocesi d'Orihiiela,

ma meni

esibendo

dicanti l'obbligarono a partire,

onde

in

Giovanni rest nel suo proponimento e solo fu conlento che la regola era piaciuta al capo della Chiesa, sperando che Dio avrebbe cambiato il cuore ai sovrani. Parli per Napoli con due compagni per tentarvi una fondazione, lasciando
gli altri in

fondarono tre conventi, ma solo in Lisbona poterono rimanere. Tornato Giovanni in Ispagna ebbe
Portogallo
i

religiosi

un convento
Ripassato

a
il

Madrid, che dur Ireaimi.


fondatore
in
s.

Roma

eresse

un convento
tato
:

sul IMonte

Angelo presso

Roma

a vivere reliall'o-

Viterbo, poscia iu questa citt traspor-

giosamente
nel voi.

in

una casa contigua

finalmente andato in Ferrara, in-

spizio de'benfralelli spagnuoli (ne parlai

debolito e stanco pei continui viaggi per

XXVI, p. 126 ) presso s. Maria Maggiore, alimentandosi di limosine


(]uando
la
il

provvidenza condusse

nell'a-

bitazione

cardinal Cresceiizi arcivescote-

vo di Ferrara, ed informatosi del loro

Giovanni vi mor a'24 maggio i 769, d'anni 4^5, e con fama di santit fu sepolto in s. Croce e poi traslato in s. Apollinare. Progredendo l'ordine a fiorire, Pio VI a'2 magstabilire e dilatare l'ordine,
i

nore

di vita, gl'invito a recarsi a

pranzo

gio

1784
le

col

breve Injuiicti nohis, con-

lui due per giorno. Per la stima che ne concep, con beneplacito pontificio li

da

ferm
c
le

regole e costituzioni dell'ordi-

ne, e con l'altro,

Ex

debito,

^W comunit.

stabiPi in

Ferrara, prima nella chiesa dei


s.

grazie e privilegi dell'ordine fran-

Sacconi, quindi in quella di

Croce, don-

cescano.

Nel Ball. Ront.

Coni.
i

p.

de l'arcivescovo Mattei
chiesa di
ni in
s.

li

trasfer nella

Apollinare.

Venuto Giovane fu

cognizione dell'operato dal cardisi

nale,
di

rec in

Roma,
il

consigliato

porre
la

in pratica

prescritto dalla re-

299, sono riportati brevi e le costituzioni, quali gi erano state stampatene! 784 in Ferrara, indi in R.oma colle y4ggiunle nel 1 790. Queste ultime trovate necessarie dal p, Giuseppe Crespo
e
I

284

gola, cio di

andare

il

superiore a chiecroce

generale dell'ordine, con facolt apostolica


si

der

limosina per

la citt colla

formarono da

lui e dal definito-

Ubbid Giovanni e venendo abbondantemente provveduto dalla carit de'fedeli, cess co' compagni di andare a pranzo nelle case degli altri regolari. Per falsi rapporti il cardinal Guadagni li fece partire da Roma, assicuransulle spalle.

rio, indi

ordinate e disposte dal p. Anni-

bali da Latera minore osservante, furono approvate a'20 luglio 1790 con de-

creto della congregazione della discipli-

doli che se fossero ricevuti altrove, co-

na regolare, ed autorit di Pio VI, il quale accord ai religiosi l'uso del mantello. Inoltre Pio VI coi bve\e Ejcposiliim nobis, de'

me

in

Ferrara,

il

Papa avrebbe approcoi

18 luglio 1797, Bull.


il

cit.

t.

io,

vato

l'istituto.

Dopo essere Giovanni

p.

io4, concesse all'ordine

privilegio

suoi religiosi soggiaciuto a diverse peripezie,


s

diseppellirei fedeli defunti nelle loro chiese.

in

Roma, che

in Napoli, Mila-

Dipoi Pio VII con breve nomin ge-

no, Piemonte, Alessandria e Brescia, do-

ve dall'altrui gelosia non


tuto
,

si

voleva

l'isti-

il p. Andrea Castellani romano, e Leone Xlll'approv nell'uflizio, avendo-

nerale

pot aprire quattro


altri

conventi

iu

lo

onorato di particolare benevolenza,


di

Ungheria, poi con


seppe H, ed
il

soppressi da Giu-

non che

sue visite:

egli

era stato
i

uno

vescovo d'Agria Valcorzi

degli eremiti dell'Ascensione,


pressi assunse l'abito di

quali sop-

ordin sacerdote Giovanni con tre compagni a titolo del seminario


,

questo ordine, e
si

secondo

in

morte merit quell'elogio che

leg-

56
Ijiegoiio
lo
[).

PE
XV
1

PEN
Roma
i833.
corsi di nostra'
sti
si

g nel n.io2clcl Diario di


gli
".Ilio

s.

religione;
s
il

il

perch que-

die insuccessore l'odier-

religiosi

furono

cari a Pio VI, che

generale Giosu Diolalevi. In

degn esternare

suo paterno affetto


prosperit
si

cjucsL'

ordine peilauto, detto della peni-

all'istituto, della cui

mostr

ttnza pel liguioso e penitente tenore di


vita de'ieligiosi, sotto l'invocazione di

tanto sollecito, con queste rimarchevoli parole del citato breve

Ge-

Ex

debito

pa,

s Nazareno, onde sono chiamati nazareni e pi coniuneineute scalzeUi perch

terno charilatis ajftctu proseqidnuir


ftitciqne illoruin
slaliii ,

ac ut perso-

prima andavano
li

scalzi,

si

fanno

tre vo-

consueti di povert evangelica, castisi aggiunge il giucon tutto l'impegno

t e ubbidienza, cui

uae , quae tani piun vilae institulum aniplexae sunt , ec. Neil' ordine fiorirono diversi religiosi , illustri per dottrina e vita esemplare. L'abito dei religiosi di

ramento
il

di sostenere
dell'

mistero

Immacolata Concezione.

panno grosso scuro

del colore

In vigore della povert da'ieligiosi professala, non possono possedere alcun fondo, n)a a somiglianza de'frati minori francescani,

de'minori osservanti, cio tonaca lunga

con maniche alquanto


lo

strette, e

mantellar-

che arriva

alle ginocchia,

cappuccio ro-

debbono viveredi limosine menvivere loro permesso


Il

tondo e breve, unito ad un bavaro

dicale quolidiananieute, che dove queste

go
re,

circa dieci dita dalla parte posterio-

non bastino per

mentre
il

uell'

anteriore scende fino al


I

di fare le provvisioni pel futuro.

sin-

petto diviso in due estremi rotondi.


ci

lai-

daco apostolico depositario delle limosine da impiegarsi nelle chiese e conventi,

hanno

cappucciosenza questi due e-

slremi, perch in vece portano attaccato


allo stesso cappuccio

esseiitlo proibitoai religiosi

tenere de
il

un pezzo

di

panno

liaro. llsuperioredel

convento

guarsi

largo cinque dita e di figura rotonda nelle parti

diano;

il

ministro generale dell'ordine


sei

posteriore e anteriore.

Cingono

elegge ogni

anni,

come

il

commissa-

rio generale, procuratore generale* quat-

tonaca con cordone di lana turchino, nelle cui estremit il fiocco, bianco nei
la

tro custodi e quattro dcluitori generali:


i

sacerdoti e chierici, nero ne'laici. Porta-

capitoli generali
I

si

celebrano ogni tre

no
re

sa\idali, e solo ne'viaggi


il

possono usala

anni.

religiosi

fanno un anno di novi-

cappello.
il

Ne produce
p.

figura con

ziato, e nel ricevere l'abito


il

nome battesimale, n il sendo vietalo dalle loro i egole.


esposte e di altre notizie,
vincie, del tenore di vita

non mutano cognome, es-

un cenno

52, nella Raccolta degli ordini religiosi. L'ordine ha

Capparroui,

Ma delle
pro-

un cardinale per
venti a Sutri, a
della

protettore, chiese e con-

come delie
laici,

Monte .Marciano detto


Alberici, ed
in

veramente pedigiuni e

iMadonna
s.

Viterbo

nitente de'sacerdoti e dei

fuori di Porta

Pietro

mentre priuu
e poi nella chie-

Jiiortilicazioni, de'cercanti la

questua, del
l'assisten-

l'ebbe sul

Munte Cimino

principale fine de'religiosi

che

sa del Ges, ov' sepolto


ni

za de'jnoribondi, fare missioni a disposizione degli ordinari e altre prediche, e

che

visse e
i

chiararono
eressero:

uno de'guardiamori santamente, come diviterbesi nella lapide che gli


altri

del loro abito, con dettaglio tratt

il

sud-

gli

conventi furono sop-

detto p. da Lateia, Compendio della storia degli ordini regolari pav. 3, cap. 26.

pressi nelle vicende politiche. Inoltre l'or-

dine in Pionui ha
e conventi.

le

due seguenti chiese


delle

Ci che rende questo ordine


cella ai popoli
esercita
il

utile

ed ac-

si

che indefessamente
le classi

Chiesa di

s.

Maria

Grazie a

suo zelo per

pi ab-

biette della societ, accorrendo

premu-

roso ad apprestare

pi caritatevoli soc-

porta Angelica, nel rione Borgo o Citt Leonina, con convento in cui risiedono il ministro generale e il procuratore

PEN
ociicrole clc'liati della penitenza.

PEN
Ad Emarzo 1806, quindi
lis

57
3 settembrCj
la

col breve Pastora1

REMITI

1)1

IloMA

parlili dell'
i

eiezione di

nostra sollicitiido, de'


cil.
t.

questa cliiesa nel


nel

588,

riedificazione

Bull.

i3,

[).

5 j, conferm
ai frati della
i

con-

1618 con

piccolo portico

munito

di

cessione e soppressione dell'ospizio degli eremiti, ed applic

cancelli di l'erro e

tre porte; della

prodelle

peniten-

digiosa inuiiagine della


(jiazie, dipinta in

IMadonna

za (pianto loro apparteneva,

quali

ri-

tavola e coronata col

dussero in miglior forma


abbellirono
la

divin Fif^lio lattante dalcapitolo Vaticano

convento e chiesa, iucui fanno risplenil

a'g f;iu{^uo i644> elicsi venera con particolare divozione,


tari

dere
cello

il

divin culto.

mentre
il

negli altri al-

Chiesa dis. ]\lariadegli Jiigeli in

ma-

sono rimarchevoli

quadro

di

s.

Martyrum,

nel rione Monti. Dicesi

Francesco del Puccini,

e quello dell' As-

sunta di autore incerto; del convento o


ospizio e spedule contiguo, ove

dimoradecorso
solo

rono sino
gli

al lerinine del secolo

volgarmente alle Colonnacce per quelle due superstiti che sono quasi riinpetto alla chiesa, ne'giandiosi avanzi del lempio di Pallade o Alinerva, eretto nel suo
foro da Domiziano ( dicesi demolito tla Paolo 111), detto anche Palladio dal tempio
cui appartengono delti avanzi, coti
fregio nel quale sono effigiate le invenzioni atliibuilealla dea, e iiell'attico erasi

eremiti dell'Ascensiona, cui successegli attuali religiosi.

ro

Qui dunque
il

aggiunger, che riporta


biliii,

IWc,

De gin1600
il

p.

i36, che
pellegrini.
i, p.

in (juello del
vi

fondatore del luogo Albeiizio

alloggi

10,000
fr.

11

Cassio, Corso delle


e 4^''> na''^

ripetuta la figura stante di Pallade, che

acque, par.

386

che

avea lutto l'onore del foro omonimo.


chiesa appellasi pure
ai

La
viil

Francesco eremita rinvenne un capo


ne
tratto a

P^z/iM/a dal

copioso di eccellente acqua delta delle

cino arco ed avtuizi del foro di Aerva,

Api
tico

Palazzo Vaticano),
il

col quale fu l'orinalo

l'onte

vicino al por-

quale v'incorpor quello non compito di Domiziano, dello Transitorio, dagli archi
che davano adito ad
sito altre
altri
fri,

bench Gregorio XV nel 1621 gi avesse provveduto la casa d'una porzione dell'acqua Paola, cui per gratitudine gli eremiti eressero una lapide che riporta. Dir pure clie anche rAinydeno, De pietaLe romana, p. 46 e 63, parla de'detli eremili; mentre il Bomdella chiesa,
belli,
I

uno dei

quali archi ora dello de'Pantani ricorda


il

vollepaludoso. La chiesa tro-

vasi nell'area del foro Palladio iu

macelsi

lo

Mar ly rum.
il
;

Nel foro di INerva


le
vi

con-

gregava
religione

senato per trattar


perci

cause di

erano portati molti


tem-

Raccolta delle iiiimag'm,


il

t.

p.

martiri ad essere esaminati, conduceiidosi

17, riporta

rame

della

Madonna, ne

poi per le loro eroiche ris[)0sle, ai

descrive la celebrit e parla del lotidatore degli eremiti, costituzioni e sua vita

pli di \

enere e Iloma

accii) vi sagrificasessi fare,

sero,

il

che non volendo

erano

stampate
iiico

Siccome
il

gli

eremiti eransi

ri-

o nel Colosseo abbandonati

alle fiere

dotti a due,

loro protettore cardinal In-

portati nelle vicine carnifcine pubbliche

Caracciolo propose a Fio Villa sop


la chie-

pressione della comunit e di dare

sa coir edilizio contiguo all'ordine della

ad essere tormentati e uccisi, peroni tali luoghi si dissero macello de'martiri. Il pili famoso fu quello che poi fu occupalo dalla chiesa per santificarlo e racchiu-

penitenza, di cui fu fatto prolettore, col

peso di ricettare e alimentare


ti esteri,

gli

eremial

dervi nel

mezzo

il

pozzo, nel quale


le

si

get-

quante volte capitassero


Il

con-

tarono moltissimi loro corpi e

cui ac-

vento, iu occasione di

recarsi alla visita

que sono riconosciute


che
gose
nelle
si

prodigiose. Dicesi

de' santi luoghi della citt.

Papa apil

nominate acque slagnanti e fani

prov

la

proposizione del cardinale

1."

Lullvauo e tormeulavauo

sauli

53
uiartiii,

PE
si

x\
ili

P
lica la fece
il

EN

quindi sopra una pietra nera

restaura redal cav. Pietro Cara-

paragone
pietra
si

mozzava loro

capo, quale

porese, indi fu riaperta alle sacie funzio-

venera nella stessa chiesa. For-

se questa la pietra scelleiata, sulla


le fu

qua-

martirizzato anche
i

s.

Ippolito cava-

valiere
go.
il

ornano, ed esisteva in questo luo3Iarco in macello Marty-

con solenne messa e Te Deum.a' j maggio 1846. Quindi a' 17 vi fu l'esposizione del ss. Sagrameuto in forma di quarant'orecon nuova e bellissima macni e

La

chiesa gi nel secolo Xll era sotto

china, procurata dal zelo de'i'eligiosi, dalla

titolo di s.

piet e carit de'fedeli, tra'quali

il

car-

rum, quindi prese quello di s. Maria degli Angtii in macello larlyrum, come regina de' martiri, probabilmente dalla miracolosa immagine di Maria col Bam1-iino egli Angeli che ivi in gran venarazione e dipinta in

dinal Carlo

Aclou benemerito protettore


1

dell'ordine (sino dal

843 per nomina


il

di

Gregorio XVI), che avea provocato

re-

stauro del tempio, e poi lo fece solenne-

mente consagrare
ria ss. degli

a'

2 agosto

da rag/ Pichi

un
ve

al

d'oro
il

mino, coronata in luglio figlio a'3 729 con corone dal capitolo Vaticano, come descriI i

arcivescovo d'Eliopoli.dedicandoloa
Angeli ed a
s.

Ma-

Agata vergiil

ne e martire, come descrive Diario di

a.64 del

citato

Dombelli

l.

4) p- 4^-

Leone

Roma.
o

nel

iSiy

die la chiesa all'universit

PENITENZIERE
sis

PENITENZIA-

de'tessilori,

ed avendo
per
la

avvocata
appreso
faie

Agata per tradizione che avendo


essi s.

PiIO, Poenilentiarius, Praefectiis admis-

poenitentiwn cx/)iandis. Confessore,


quello che ha autorit

l'arte di tessere,

con fare e disvolea forzare


il

e propriamente

un

velo,

venne adeludere l'imporla

d'assolvere da' casi riservali al vescovo,


stabilito nelle chiese cattedrali,

tunit della madre, che

che d'or11

a prendere marito, come rileva


1

Laup.

dinario una dignit ^'capiloli.


nitenziere del vescovo confessa

pe-

enti, Star, di

s.

Agata in Suburra,
le le

'

>

nella quale chiesa sono


di
s.

sacre spoglie

Ippolito

),

eressero

un

altare e
tal

introdussero di chiamarla chiesa con


titolo.

chiunque a lui si porti, ed in qualunque luogo deila diocesi, ricevendo la facolt non ex commissione, sed a jiire ( Lambertini, i^^'^dioec. lib.

S.Pio

/^,

Ghislieri, miglior la con-

trada pantanosa e poco accessibile, con

Roma

I, can. 4)- I Penitenzieri di [V.) sono soggetti al cardinal Pe-

nuove strade

e le principali presero
il

il

no-

idteiiziere

maggiore
vi

{1^-).

Nelle chiese ini

me
le e

di

Alessandrina e Bonella,

primo

signi e santuari
zieri,

souo pure

peniten-

per quello che avea portato da cardinausato pure dal nipote cardinale, che

ed anche di diverse lingue,

come

essendo della famiglia Bonelli in onore

chiamala l'ai Ira via. Nel 784 Pio VI don la chiesa e la casa propindi questa fu

tempi dellaCliiesa il solo vescovo confessava, ci che ia punto di morte faceva ogni prete. Nel crequelli di Roma.iN'e'primi

scere del popolo fedele

vescovi

depuia

qua

all'ordine della penitenza, che

vi

po-

tarono un prete cattediale canonico penitenziere che lo aiutasse. In

se la residenza del generale, della curia

Roma e

e del definitorio; ed alla coufrateruita dei


tessitori lasci

Alessandria
vi

vi

fu pi d'un penitenziere:
altri confessori generali.

in

il proprio altaie. Nel 1792 Pioma pubblic Isidoro Nardi, Bre^'e

furono poscia

Con

l'erezione delle Pievi o parrocchie


si

notizia della miracolosa immagine, di

s.

rurali

scem
I

la fatica del

vescovo e del

Maria
ri,

degli Angeli, o

Macel de Marti-

penitenziere.

penitenzieri antichi e

mo-

detta
le

ancora de

Tessitori.

Da

ultimo

derni erano e sono confessori generali.

eper
derla

ingiurie del tempo, bisogn chiu-

al

culto divino, onde con benepla-

Anticamente eravi la disciplina di approvare generalmente de'confessori, il di cui


potere esteudevasi iu tutta la diocesi, e

cito di

Gregorio

XYI

la

camera aposto-

PEN
non era
libero a ciascuno di scegliere inal

PEN
citt grandi,

5()

governo delle parrocchie, prima nelle

clilTerenleraente unocle'confessori approvali; gli alili

come Roma
;

e Alessandria,

non potevano confessare che


I

e poi nelle ville

e per

la

penitenza de-

nel luogo assegnato.

vescovi determi-

legarono
doti,
i

la stessa
si

facolt a'monaci sacerle


i

navano confessori anche per un ceito


i

gli

uni pei

laici,
;

od

quali

guadagnarono talmente

stalo di laici

gii al-

affezioni e la confidenza de'popoli, che

tri

per
;

il

clero, e gli altri

per

le

religio-

principi e signori gli elessero sovente per

se

di

modo

che

fedeli

non potevano

medici spirituali delleloroaniine

perco-

confessarsi che dai sacerdoti loro destinati in particolare;

Diunicarad
ze,

essi

segreti delle loro coscien-

potevano per sem-

pre dirigersi
li

ai vescovi. Il
si

numerodi

quel-

malgrado leopposizioni di alcuni, che rammentai anche a Parrocchia dopo Io


;

in fatti clie vi
i

dirigevano, crescendo

stabilimento de' regolari mendicanti,

le

sempre,
t,

vescovi scelsero
la

un sacerdote,

confessioni divennero pi frequenti nei

commendevole per
minarono
essi

sua dottrina e pie-

conventi e monasteri. Applica vasi


della penitenza

s.

Am-

a fine di metterlo in loro vece.

Lo

no-

brogio con assiduit airammiiiislrazione

confessore o penitenziere
i

non

solo pei

peccati di

generale, e permisero a lutti


dirigersi a quello,

fedeli di

scandalo

nella sua qualit di

ministro

come

a loro stessi, per

della penitenza pubblica,

ma

ancora con

riceverne l'assoluzione ne' casi riservali.

ogni sorta di penitenti, bench avesse degni coadiutori per l'amministrazione della

F. Confessore, Penitenza e PenitenzieiiiA,eda Penitenziere MAGCiOREdirdell'origine de'penitenzieri in

penitenza segreta ne'suoi preti. In oci

Roma, ed

an-

cidente ne'primi tempi

vescovi erano
di

che parlando de'/jtf/i/Ves/er/ vaticani. Ab-

pi ordinari amministratori

questo sa-

biamo
gi vi
li

dal Rinaldi all'anno 5(, n.24) ^^^^


dell'

a'tempi

imperatore Decio del 249


i

gramento, e qualche volta dinanzi a loro ed a"li altri sacerdoti, che si chiamava-

erano sacei doli penitenzieri, qua udivano le confessioni, ne lo negano gli


nemici delia penitenza, essendo ci

no
za.

il

senato o

il

presbiterio. Neil' oriente

la disciplina offre in ci
I

qualche differenogni chiesa sta-

stessi

vescovi

avevano

in

chiaro per l'autorit di Socrate e di So-

bilito

zomeno, islorici greci novaziani. Che in una chiesa fossero deputati pi sacerdoti penitenzieri a dispensare il sagramcnto della penitenza, Io dimostra
stola di

un prete penitenziere, al quale avevano rimesso almeno l'esame dei pe-

nitenti.
le

La sua

funzione era di ascoltare

confessioni di coloro che potevano a-

un'epi-

Dionigio Alessandrino a Fabio

re.

Antiocheno, quindi crebbe il loro numero e si deputai onoa ciascuna chiesa. Che
i

ver bisogno del suo ministero pai ticolaA questo fine volevasi che l'eletto fosse di una discrezione e di una prudenzii
distinta fra tutti gli
altri ministri dell.i

penitenzieri fossero in
il

Costantinopoli,

riconciliazione. Ascoltava egli lutti colo-

lo cKichiara

Crisostomo. Anticamente
i

ro che venivano ad accusarsi; e secondo


la

confessavano
cerdoti al cui

vescovi, e

dopo loro

sa-

gravezza e
li

la

natura delle loro colpe,


alla penitenza

governo consegnata una

sottomettevano
in segreto,

pub-

porzione del popolo fedele;


li

ma
pii

sopiaflati

blica,

o prescriveva loro ci che praticar

dalla fatica

immensa, essendosi
divenute
i

cristia-

dovevano
tenti
si

prima
in

di partecipa-

ni moltiplicati e
le confessioni,

frequenti

re all'Eucaristia. Talvolta questi peni-

vescovi

non

solo aggiun-

accusavano

pubblico di una

sero al canone della chiesa, cio al cata-

colpa segreta, a fine di eccitarsi sempre


pi
le
i

logo degli uOziali ecclesiastici, un sacerdote destinato

all'

espressamente ad auimi-

umilt e compunzione. Xell'orienmonaci furono occupati nelle confes-

nislrure la penitenza,

ma

li

destinarono

sioni pi

ancora che uell'occidcnteQnan-

6o
la

PEN
le

PEN
egli venisse in pericolo di

timqiiela potesldi legar e sciogliere, al-

morte, poich

quale unita quella di ascollar

contul-

diceva; Per

quanto

io

posso, nessuno

mor-

fessioni nel foro penitenziale, sia insepa-

r legalo;

ma

s'

egli guarisse,

sar sog-

rabile dal sacerdozio,


li
i

nondimeno non
diritto di

getto alle
la vostra

medesime pene e attender dalbont


(

sacerdoti
I

hanno

esercitar-

parlando a Teofllo

il

la.

sacerdoti l'hanno da Cristo;

ma

al-

segnale d'indulgenza.

Ed

ecco un'asso-

la

Chiesa tocca regolarne l'uso, prescriveai

luzione riservata al superiore dallo slesso metropolitano che avea imposta la peil che molto ossei vabile; imperocch quanto alle assoluzioni riservate ai

re

medesimi

le

legule da seguirsi nel-

reserc.izio di questa podest loro conferita nell'ordinazione, e


diti,

na,

assegnar loro sudi

sopra cui debbano esercitarla.

QuanPapa,

to ai casi riservati ai vescovi e al


si

vescovi dalla parte de'preti, era gi anticamente ordinario costume riservare ai

trovano Iraccie
sacerdoti,

di queste riserve negli


si
i

vescovi l'assoluzione de'pubblici penitenin qua cominci a tarsi queanche ai vicari generali de' vescovi, quali ancora erano penitenzieri, come fu Gilduino abbate di s. Vittore, il quale nel i3i era vicario generale e penitenziere del vescovodi Parigi. V. Pere ECCLESIASTICHE, ovc fcci parola de'due
ti.
I

antichi rituali mss., ne'quali


i
i

vede che
peniten-

Dal

ooo

quali ascoltavano

sta riserva
i

ti,

anche

nel gioved santo,

dopo avere
dovevano Anal

diligentemente esaminali quelli eh' erano

degni

di ricevere l'assoluzione,

presenlarii al vescovo per tal effetto.

ticamente era permesso,


te, ai

come

presen-

monaci

di ascoltar le confessioni gli

furi penitenziali,

interiore e esteriore.
si

Dennota

uni degli

altri,

ma

1'

assoluzione era

ri-

tro

Confessionali (V.)

trova

la

servala all'abbate. Vi sono degli esempi


di casi riservati al
secoli.

stampata de'
la

casi riservati al

Papa, da pi

di

nove

sua peuitenzieria.

Papa ed alUn confessore semle

Per

1'

omicidio pu vedersi negli

plicemente approvato ad ascoltare


fessioni
,

con-

atlide'sanli di Piedone. Quelli diesi

manletsi

davano percial Papa,


manifestava
la

gli

portavano

servati,

non pu assolvere dai casi rise non che in punto di morte, ed


il

tere del loro confessore, nelle quali gli

espresiamente lo dichiar
Trento,
sess.
i

concilio di

commessa colpa

vedasi

4?

e.

7.

Pellegri.v AGGIO. Piiccardo vescovo di Salisbury riferisce. Quelli che


si

L'istituzione de' penitenzieri


in ogni diocesi,

duigo-

no al Papa, portino seco


ti

lettere

contenencon-

colo XIII, in

maggiori propriamente risale al seun ad altri provvedimenti


i

la

specie e circostanze del peccalo, e le


il

che

si

giudic a proposito di fare pel be-

csprimanosullcientemente, oppure
fessore stesso vada a
ecclesiastica
ci

Pioma ". La storia d un esempio mollo pii

ne dell'ecclesiastico governo, quali possono vedersi nel Tomassini, Dt i'cl. et uo-

va

eccl. discip.

Innocenzo

111

che Ilori nel


vescovi te-

antico di assoluzione riservata al superio-

jrincipio di detto secolo,

ordin col cap.


i

reenarratoda Fleury. Giasone piete accus un altro detto Lamponiano queJili confess il suo delitto, e fu perci da Sucno separa lo dalle adunanze della chie:

De

qffic.

ordinar,, che lutti

nessero presso di loro continuamente


penitenziere, per assolvere que' casi
servali, cui
gli

un
ri-

non permesso assolvere afa

sa.

Egli mostrava colle lagrime


il

timciilo, e
lui.

il suo peupopolo chiedeva grazia per

ordinari confessori. Dei penitenzieri

maggiori o generali se ne
concilio d'Ox.ford del
lo di
di

menzione nel

Ma

Sinesio stette saldo, e lo rimise

per l'assoluzionealla sedia episcopale, cio


a Teofdo d' Alessandria. Solo permise a
lutti
i

1289, ed in quelChester pure del 1269. Il concilio


sess.

Trento,

n^,
i

e.

11, decret.

sacerdoti ch'erano presenti, di dar


nel caso che

alcuno dir, che

vescovi

la

comunione a Laujpouiauo,

ritto di riservarsi casi, se

Se non hanno diuuu iu quanto

PEN
alla polizia esteriore
;

Ht
in

e quindi

che que-

che
la

la loro vci'ga

n bacchetta,

primo

sta riserva

non impedisce, che un sacerdote non assolva veramente dai oasi riservali, sia anatema ". Quindi nella sess. Il 24> e. 8, il medesimo concilio statu. vescovo stabilu un penitenziere, unendo questa funzione la prima prebenda,
>

luogo indica Tauloril superiore a qiuddignit degli altri confessori ordinari,


;

e secondariamente, escludendo qualsiasi timore dal cuore dei penitenti, nell' accostarsi al gian sagraloio comunicala

inenfo della penitenza, rappresenta quell'interna divina consolazione, che


si

che verr a mancare, ed elegger per questo posto qualche dottore e licenzialo in
teologia di

co-

4o anni circa

d'et, o altra per-

munica a'medesimi, che sotfopongojio il capo al tocco di essa, di cui sembra parlasse
il

sona che trover pi idonea per questo

Piofela: Virga tuo elbactUns

tiiu.i

impiego; e menile il dello penitenziere sar occupato in ascollar le confessioni


della chiesa, sar riputato

ipsa

me

consolata sunt.

Il

sommo

peni-

tenziere

pu concedere 100
si

giorni d'inal toc-

come presenecco
l'

dulgenza a quelli che

accostano

te all'ofilzio nel coro ".


della

Ed

origine

tenzieria annessa ad
le cattedrali.

prebenda penitenziale e della peniun canonicato nelInoltre

co della medesima, come apparisce dal privilegio di Paolo V, confermalo da In-

nocenzo XII

li

maggio 1695. E quansi

hanno penitenzieri eziandio le chiese insigni, come fra le altre, di s. Antonio in Padd-a, il santuansi, nelquale Innocenzo XII
tre ve
vi

to ali indulgenze che

acquistano

al toc-

co della bacchetta degli


ri

altri penitenzie-

minori, Benedetto XIll concesse gior-

rio di Loreto, e la basilica di


la

ni IO, e

stabil tre pe-

ator

BenedelloXlV con la bolla PBonus, de 3 agosto 743, paragrai


1

nitenzieri colle solite facolt pei casi riservati, ed altri

fo 'So, concesse altri

20
ec.
si

giorni

d'indulil

ne aggiunse Be-

genza. Di queste indulgenze ne scrisse


p. Siro,

nedetto
p.

XIV.

'Savva\\K\cc\, De'gitthilei,

DUncitalio,
i

Che

nelle pro-

224, che in quello del \()i5 Urbano Vili aument il numero de'penifenzieri
vaticani con
altri 4) a'

cessioni

penitenzieri

fanno precedere

aggiungerveneprimaS

e poi

da due chierichetti incotta, portanti mazzi fori con in mezzo elevatala lunga
(\'\

quali diede l'uso della cotta,

bacchetta penitenziaria, ne
voi. VII, p.

feci

parola nei

della stola

paonazza e della bacchetta, che

298,

e
ai

IX,

p.

57. L'uso pes.

prima non avevano. Aipenitenzieridi Loreto, Benedetto XIII concesse che quelli
a'

r della bacchella
Sede,

penitenzieri delle alsi

tre chiese e cattedrali

concede dalla

quali avrebbero

toccato

il

capo colla

come
,

rilevo dal Cecconi, Storia di


al

bacchetta penitenziaria, acquistassero

4o

Palestrina

giorni d'indulgeiiza, essendo tale bacchetta

p. 367, tempore della quale

penitenziere pr

la s.

congregazione
i

o verga segno del loro potere spiritua-

de'rili concesse

le in foro conscenliae. dissi della

A Confessionale
tal rito,

derivazione di

che

noi con decreto degli vembre 1641 l'uso della bacchetta come penitenzieri di Boma. Vedasi, De
i

penitenzieri delle patriarcali liasiliche di

virga, sfii ferula poenitcntiali, presso

il

Pioma acquistano 3o giorni d'indulgenza quando toccano colla bacchetta il capo d'un fedele e questo altrettanti, e clie
il

cardinal Pelra,

De
I

sacra Poenitenliaria

apostolica

p.

3.
.

cardinal penitenziere

maggiore

in far

ci con ferula o bacchetta dorata, egli lu-

cra

100

giorni d'indulgenza, cos


il

chi ne riceve

colpo.

Il

pure Marangoni. Del


1

V^mmusmngistercriminihus expiandis, Poeuilentario majori. Ufizio cospicuo che si esercita iu Roma da un cardinale a vita, e non rinunzia od promosso ad altro.

PENITENZIERE MAGGIORE,

giubileo universale dell'anno santo, K

o,

Nel sacro collegio


il

curia

romana,
p.

del clero valicano e de'penilenzieri,dice

secondo

p.

Plellenberg, Nolilta

49>

PEN
vice cancelliere e
il

PEN
camerlengo,
il

dopo n
il

penilenzieie maggiore

3. amplis-

simo uffizio autorevole ed onorevolissimo. 11 De Luca, Del card, pratico p. 4o2,


osserva che nella chiesa

aulicamente

l'ufllzio di
i

romana fungeva penitenziere magvicario o ministro


la

giore l'arciprete o

."cardinale dell'ordi-

ne

Att

preti j lo

chiama

nelle cose divine per tutta


versale, per supplire

Chiesa uni-

Roma coniltiiit quasi dloeceses propler haplismum, et poenitentam, il che meglio a Titoli cardinalizi. Acquistata la pace dalla Chiesa, penitenzieri si estesero anche per altri penitenti, onde venne stabilito, che in ciascuna chiesa patriarcale di Roma fossero due preti, che avessero cura d' imporre la Penitenza canoni penilenziali anti{f^.J, secondo
i
i

alPapa

nell'asso! vere

thissimie severi. Anastasio Bibliotecario,


di s. Simplicio Papa del 4^7 chiaramente riferisce, che constitnit ad sanctos Petrum, Pauluni et Laurentiuni hebdoniadas propter poenilentes et baptisnium. Laande secondo lo stile ordina-

dalle censure e casi riservati.


lunrjiic

Come qua
i

parlando

vescovo tiene sempre presso di s


(

lui Peiiilcnzier

P.) per assolvere casi

ri-

servati,

cos'i

il

sommo

Pontefice qual ve-

scovodi Romaecapodella Chiesa universale elegge


il

cardinal penitenziere

magspedi-

rio di

Roma

ne'gradi e negli

uffizi

eccle-

giore nominandolo con biglietto del cardinal segretario di stato, cui segue
la

zione del breveapo^tolico; per avvertir


coilNardi,

Deparrochil.
si

i,

p.i83,che
lui,

il

cardinal penitenziere di
sa

s.

Chiesa confes-

aveano il loro capo che nomina vasi penitenziere maggiore e col quale dovevano conferire, quindi questo uffiziale ne' bisogni e casi importanti si rivolgeva al Papa. Ne poteva essiastici,

questi penitenzieri

non solo chiunque

porla da
le

ma
s.

sere diversamente, poich in Costantinopoli era


vi

pu

confessare in tutte

parti del

mon-

un capo

penitenziere, che a

do, colle facolt sui casi riservati alla

tutti gli altri penitenzieri


la

sovrastava per
poi
il

Sede, rappresentando in ci
gli

il

Papa. Epeniten-

penitenza pubblica.

Quando

pe-

presiede al sacro tribunale della Pe[f-^.),

nitenziere maggiore cominciasse in

Ro-

iiitenziera apostolica
zieri

ai

ma
a
s.

maggiori

di essa,

ed

ai

minori del-

dinale, assai incerto.

ad essere cardinale e solamente carVi sono alcuni che


Benedetto
II

le patriarcali

basiliche di

Ruma. In quei

Papa
citati

del

G84

attribui-

sta citt sino dai

primi tempi della Chiequali

scono questo uso,


11

dal Pletteraberg.

sa vi furono parecchi penitenzieri,


si

Zaccaria nelle note

al

Lunadoro,
par. 2

/Je,

denominavano

presbiteri poeniiens.

lazione della corte di

Roma,

e.

tiiun.

E
del

indubitalo che sotto

Cornelio

i3, del cardinal penitenziere maggiore,

Papa

254 parimenti
i

eranvi peniten-

opina,

ommesso quanto pu
la

essersi pra-

zieri nelle chiese

parrocchiali di

Roma,

ticato ne'tempi pi antichi,

che cessata
pubblica pein pellegri-

che assolvevano

caduti in tempo di per-

o decaduta nell'occidenle
nitenza,

secuzione nell'idolatria e detti Lassi[V .),

venendo a

Roma

onde ne nacque lo scisma de' iV^oiv2s/rt/u (/^^.), che non li volevano ammettere al
citte

naggio

da pi parti penitenti per essere prosciolti da certi peccati, che gli slesvescovi volentieri vedevano riservali

perdono. Furono perci nelle Pancedi Roma (T.) deputali preti, quali
i

si

pr modo culpae admissaiii poeniientiam inditlgercnt. Nato cos l'uso de' penitenzieri, della cui origine parlai a

Papa per qualche freno alla licenza, certamente dal solo ceto de' cardinali si scegliesse uno idoneo che presiedesse a
al

Pe-

nome

del Ponlefce alle cause


tali

e all'as-

nitenziere,

s.

MarcelloPapa

del

3o4,per

soluzione di

penitenti forastieri,

riparare

gravi danni da Diocleziano re-

quindi ancora alla penitenza de'nazionali. Il

cali a'Idcli,
g
i

con distruggere
i

luoghi sa-

Lunadoro,

ediz. del

1646, p 32, del

e coii(jscarnc

cimilcri, (ilulos in urbe

sommo

penitenziere, conviene che que-

slo

importantissimo

uffizio sia anticliissiil

min penitenziere maggiore

il

cardinal

tao,

ma

osserva che

Panvinio propria-

mente ne trov la prima menzione in Gregorio X Papa del i27r,nelcap. Ubi


pcricuIiini.h'Awyeno,D('pielatcronia-

Berengario Fredol giureconsulto celebre. Essendo morto nel i32i o i323, Giovanni XXII deleg nel 32G I' aui

loiit a

Raimondo vescovo

di Rieti

de caidinalis siimmo poeiilentiano, conviene col p. Panvinio che Io islitiiisse Gregorio X, citimelo Gomcz, in praef. ad regidas canccl.a BeGregorio cdicto XII. Come si vedr X nomin di certo il penitenziere magiiftj

par. 4} f<ip- B,

vicario di

un canonico di s. Pietro. Il Crispolti nella sua Perugia p. 353, rifeiisce che Giovamii XXII fece
e jid

Roma

sommo
cioli

penitenziere

fr.

Alessandio Vin-

perugino e dotto francescano, poi vescovo di Nocera. Clemente VI, perch


continuava
vignone^ per
lorili di
la

giore cardinale, e tra

le leggi lui.

del concla-

residenza pontificia in Anel

ve ne fece anche per

Roma

i352 deleg

l'au-

La

notizia pi antica

che ho trovalo

penitenziere al vicario,

come
i

sul penitenzieie del Papa, spelta al pontificato di

Onorio

III del

1216,

il

quale

scelse alla carica di penitenziere

Jacopo
i'''j:

Innocenzo VI nel iSS'j. Per VI nel 3 ^2 cre cardinale e penitenziere maggiore

pur

fece

jer A\igiione, Clemente

Pecorhiia suo cajipellano, creato cardinale dal successore Gregorio


avverto, che nel liportare
dinali penitenzieri, che
le
la

Stefano iVJlhcrf. flimoso dottore


ritto, e

in di-

IX del

serie de'car-

ho

forniato, per
le

anno gli succes'^e col nome d' Innocenzo fi. Questi nel medesimo anno cre cardinale e penitenzieneir i>tesso
re

loro notizie suppliscono

hiografie di

maggiore Francesco degli


:

/4t!i,

di sin1

ognuno, nellostndio principalmente delle quali potei compilarla. Gregorio IX ebbe a penitenziere, confessore e capptlhino s. Raimondo di PegnaHurt domenicano, cui fece laccosliei e
le

golare dottrina

per sua niorte nel


il

36

nomin penitenziere maggiore


canoni. Nel

cardinal

Guglieln)o Bragose celebre professore di

iS^o Urbano

A' fece

il

car-

decretali. l\el

dinal Stefano de Poissy. Gregorio


nel

XI

1234
si

era poenilcntiario

D. Papa Gre-

1373

il

nipote cardinal Giovanni

gorio IX, Guglielmo de Cordella,


legge in
tuli

come

Crosso, dottore in diritto canonico,

ma

Garampi, Sigillo penitenzieri sembrano

p.

2g.

Ma

segu poi l'anlipapa Clemente VII; per


cui
il

essere stati

Papa Urbano VI

nel

1378

dichia-

piuttosto particolari penitenzieri o Con-

fessori del

Papa (^.), come lo fu l'agostiniano b. Agostino Novello di Termine,


confessore di Nicol
di
s.

r cardinale e penitenziere maggiore Eleazaro de Sahrano , morto nel i3()4:


in questo

tempo

era

prefetto della pe-

IV,

e penitenziere

nitenzieria apostolica Agostino napoleta-

Nicol ni, Martino IV, Onorio IV,


Celestino

no, viie-tesorieie rUibano VI, vescovo


di
i

e Bonifacio Vili.

11

i.

Penne

e Atri. Al

Subrano successero

penitenziere maggiore e cardinale certo,

seguenti cardinali. Francesco Carbone

Taranlasia profondo teologo domenicano, da Gregorio X nel 1273


fu Pietro di

creato cardinale vescovo d'Ostia e penitenziere maggiore,


i "2

il

quale

Io successe nel

nominato da Bonifacio IX, i4o5; Antonio G aetaid t\>i{\.o da Innocenzo VII e morto nel i4'2; Pietro Gerardi nominalo da Alessandro
cistcrciense

morto

nel

7^. Nel 1278 Nicol III cre cardinale vescovo d'Al-

j 6 co\

nomea' Innocenzo

V
nel

morto

nel i^i'j; Giordanoe\\g\o-

so della Mercede, fatto

da Martino

maggiore il suo cappellano e confessore Bentivenga Bentie penitenziere


i'enghi, teologo peritissimo

bano

)4i8

e
;

come

ticardinale

precedente stato anGiordano Orsini pev volonil

francescano.

t di IMarlino

morto

nel

i438;b.

Clemeate

in

Avignone nel i3oq no-

Nicol Albergali certosino, nominato da

64
Eugenio IV
e

t^EN

PEN
che avesse occupato il di lui luogo: per sua morie, nel iGos nomin il proprio nipote Pietro ///^oA/w/zr///?/, secondo la
Storia de conclavi,
dini,
p.

II

morlo nel 144^5 Ginconio Ponti per favore di detlo Papa, morto nel 14495 Dfnienico Capranicn fatcon
tre penitenzieri vaticani

to nel i449j'I quale d'ordine di Calisto


III

4o5. Leone XI nel

esami-

i(3o5 elesse Ciazio Passeri Jldohrari'

n
to

l'idoneit dei penitenzieri delle altre


;

hasiliclie

Filippo
li

Cnlanclrni nominai

da Pio

nel

1458 che lifoimb

pe-

nitenzieri minori; Giuliano della Rovere

nipote di Sisto IV poi Giulio II; Leonardo Grosso della Rovere parente di Giulio Il the lo elesse nel i5o5; Lorenzo Pucci fatto da Leone X e nioilo nel i53i; Antonio Pucci eletto da Clemente VII e morto nel i544j Roberto Pucci suo zio gli successe per disposizione di

quantunque non fosse ancora inimorto nel 161 o, onde Paolo V sostitu il nipote Scipione Borghese. Per sua morte nel 1629 Urbano Vili fece il fratello fr. Antonio
zialo nel sacerdozio,

Barberini cappuccino, e
1

lui

defunto nel
il

046 Innocenzo

surrog

parente

Orazio Giustiniani filippino, che lasci


di vivere nel

col Albergati Lndovisi nel

i649} per cui nomin Nirinun 1 65


1
,

ziando

la

chiesa di Bologna: essendo ca-

Bartolomeo III e morlo nel 1549; Ranuccio Farnese promosso dall'avo Paolo III, morlo nel i565; s. Carlo Borromeo fallo dallo zio Pio IV,
tal

Papa

mor

nel

547

'

duto
in

in

malinconia. Clemente
il

gli

die

Giiiclicconi scello

da Paolo

coadiutore

proprio nipote Paluzzo


il

Paliizz,

morendo

cardinal Albergati

nel 16H7. Innocenzo

XI

gli sostitu

Leanil

dro

Co//o/'e<7o filippino,

che
gli

assist

Pa-

e per sua assenza

s.

Pio

fece vice- pe-

pa nell'ultima infermila,
il

somministr
gli lesse

nitenziere maggiore e poi penitenziere Francesco Alciali. Avendo s. Carlo definitivamente rinunziato la carica a Gie-

Viatico e r estrema unzione e

la

professione di fede, che Innocenzo

XI

gorio XI

II,

questi surrog Giovanni Al-

dohraudini , vnovio ne\ i^yS; laonde lo slesso Gregorio XIII dichiar prima Sta-

approvazione. In sua morte, nel lyop Clemente XI destin Fabrizio Paolucci, che lo assist in morie: nel 172 i, a vendo rinunziato,
locc colla
in

mano

segno

di

morlo nel '^yp, indi Marco Sittico Allemps, o meglio il proprio nipote FWTppo Boncompagno, morto nel
nislao Osio,

Innocenzo XIII
conferendo
il

lo fece vicario di

Roma,

penitenzierato al fratello d.

i585, dopo avere somministrato allo zio


l'estrema unzione. E" certo che il cardinal

Bernardo Maria Co'j^/ cassi nese, che mor nel 1780 a'aS aprile nel conclave per Benedello XIII; questo Papa prima di
dare
il

Altemps non mi

fu penitenziere

maggiore,

ma

consenso

di sua
la

elezione

si

fece

riuscito stabilire

quando preci-

assolvere da lui per

promessa

fatta

samente funse l'oflizio, probabilmente avr supplito nell'assenza del parente s. Carlo e prima della nomina del cardinal Alciali. Sisto

Dio di non ricevere dignit. Nel seguente nominato conclave, procedendo il sacro collegio dopo 3 giorni alla scelta del
pro-penitenziere, cadde su Vincenzo Pe-

nel r58'5 confer la

carica ad Ippolito Aldobra/idini [qusle

tra

gi canonista e datario della peni-

penitenziere maggiore assist

il

Papa mo-

tenzieria,

mediante 43
lo

voti de'

53

car-

ribondo egli somministr


sa da
7,iere

sagramenli),

dinali ch'erano in conclave. L'elettoCle-

fratello del precedente, e nella sua assen-

menle XII
ne da

Roma
il

Sisto

fece pro-penilenPinelli
:

cardinale

Domenico
i

l'Al-

conferm nell'uflzio e venpunto estremo: il cardinale mor nel 1747 ^ ^^^ dotto aului assistito nel

dobrandini divenuto nel


Vili, chiam a

nio i^flH/ono,

il

Clemente succedergli Giulio Antoquale poco era mancalo


^q?.

tore dell'eccellente opera sMapenilcnzicria.


li

cardinal
il

Petra lasci un fondo,

perch

penitenziere maggiore potesse

VE

i\

PEN
sensazioni.

6j
rai

nominare 4^ individui chierici e laici, onde fare ogni anno gli esercizi spiriluali

A quest'indescrivibile, commoave spettacolo, per dovere

vente e

nella casa della missione a

Monte

Ci-

trovai presente (avendo vicino mg.' Co-

toiio. Gli successe

per volere

di

Benedet-

stantino Borgia cameriere segreto parteci-

to

XI Vd. Gioacchino i?(^50zz/cisterciense, Diorlo nel lyjS, onde il Papa cre


penitenziere maggiore d. Andrea Galli
i

pante e il p. Francesco Vauies penitenziere valicano alfezionalissimo al morienle


Pontefice)

canonico regolare, che a Ini confer sagramenli e 1' indulgenza [)Ienaria in arEssendo morto nel 17^7, ticulo morii Clemente XllI nomin Gio. Carlo Boschi, defunto nel 1788.. per cui Pio VI
f:.

gli

(la: V\o

surrog Francesco Saverio de Zela' A llgli assegn per pro-peniten-

come quello che giammai d e Papa in tutto il corso della malattia. La penna non pu esprimere come n'ebbi il cuore lacerato da acutissimo dolore, accompagnalo da dirotto e amaro pianto, dovendo fatalmente e in compendio perdere
notte mi distaccai dal letto del
qnaggii per sempre
re amorevolissimo,
il

il

1801 Leonardo ^ntondli, che nomin effettivo dopo la di lui morte, avvenuta a' 19 dicembre. A
ziere nu\ggioi-e nel
fpiella poi del cardinal Anionelli,

mio padre e signomio benefittore ma-

gnanimo, che

dalla pii tenera et con-

s di vivere nel gennaio 181

I3

che cesPio VII


sostitu

poco dopo e neir


]Mii liele di
j

istesso

anno

Pietro, e per sua

morte nel
jue-

tinuamente mi avea edificato colle rare sue virt e illibato candore de' suoi coslumi, e ricolmato di ammirazione per la sua profonda e vasta dottrina per 2 anni in cui fedelmente Io servii con sin,

8'2

Francesco Saverio Casliglioni:

cero affetto, con quella indefessa cura e


indivisibile dal suo fianco,

sti

prest assistenza al

Papa

negli estrei

che

il

gran

mi
al
pi.

del suo vivere eamniinislr

sagra-

Pontefice meglio dichiar con breve apostolico citato nel voi.

nienti, facendo

altrettantoconLeoneXlI
cardinale divenuto Pio

XLIV,

p.

i43, e

modo
Nel

detto nelle biografe di quei Pa-

con

tre testamenti olografi, l'ultimo dei


la

1829
i

il .^

quali pubblic

Gazzella privilegiala

J'III, nella
cardinali

adorazione che ricev dai

di Venezia, coi n. 191 e 192 del 1846.

nomin penitenziere maggiore Emmaniielede Gregorio, i! quale lo assist in

Appena

spirato

il

Papa, benignamente mi
i

furono larghi
rio, Patrizi,

di conforti

cardinali Lara-

morie. Passatoa miglior vita quel

bruschini, Mattei esecutore testamenta-

degno porporato, Gregorio XVI nel declinar del 1839 dichiar penitenziere
iDoggiore l'attuale cardinal Castruccio

Bianchi e Anionelli, che tro-

varonsi presenti a quel


di

supremo

istante,

che conservo perenne e grata memoria.

Caslracane degli Antelminelli. Trovandosi egli nel suo vescovato di Palestrina,

Ora

passer a indicare

le principali

facolt e prerogative del cardinal peni-

mentre Gregorio XVI cadde infermo, dopo che il p. Proja soltosagrista amministr al Pontefice lesti

tenziere maggiore, al quale concessero

larghissima autorit e podest

Pontecostitu-

ema

unzione, in
del pe-

luogo

del sngrista, egli fece fare la pro'Giie,

Eugenio IV, Sisto IV zione Qiioniam nonnull,


fici

colla

de'

9 marzo

fessione di

ademp

le veci

nitenziere dolorosamente e Ira le lagri-

me

i!

cardinal Lambruschini segretario

di stato ed

amorevole antico amico


le

del-

1484, Bull. Roni. t. 3, par. 3, p. 187; Giulio HI colla bolla Rationi congniil, dc'22 febbraio i55o, Bull. t. 4j P^r. r, p. 209, pubblic quella di Paolo III couiermatoria della precedente; Pio

l'agonizzante Papa, impartendo

solen-

IV

s.

ni assoluzioni e benedizioni, e recitando


le preci della

Pio

che limit
la

le

facolt del peniten-

Chiesa di raccomandazione

ziere

maggiore

e quelle de'suoi ministri,

all'anima, penetrato dalle pi profonde

mediante

bolla t ?j6o5, de'i8


,5

mag-

voL. in.

66
gio 10169, Bull.

PEN
altra,

PEN
giare
i

do con

In

4j pai- 3, p. 04, avenOiiiihiis, stabilito che il


t.

semplici voti e dispensare anco-

cardinal

sommo

penitenziere esser do-

vesse prete e dottore di teologia o di sagri canoni.

come mutando le ore canoniche, ed ingiungendo altre opere pie. Il cardinal penitenziere ha inoltre spera dai riservali,
ciale diritto di dispensarci religiosi dalle

Di questa ultima

bolla e di

che riguardano il cardinale penitenziere maggiore, ne tengo proposilo a Penitenzieria. Non solo Gregorio X ceraltre

irregolarit di delitto

odi
il

difetto, di

li-

berare cautamente
ligioni, e di

gli

apostati delle re-

peimeltere

passaggio da

tamente nomin il i. cardinal penitenziere maggiore che si conosca, ma nelle leggi da lui composte pel conclai'c e sede vacante, dichiai che in tal tempo, incominciando dalla morte del Papa, cessassero lutti
nali,
gli udizi ecclesiastici
il

un ordine

all'altro^ e

similmente di condi l dai monti, e

cederlo alle

monache

di rimediarealle censure, ai difetti o


cati delle

pec-

medesime,

e di togliere gl'imdi

pedimenti impedienti

matrimonio; ed

ei tribu-

ha pi
li

altre facolt descritte dal Daniel-

fuorch

penitenziere maggiore
,
i

nella sua opera, delle quali facolt ne

ed
in

il

camerlengo
il

quali continuassero

fa

parte talvolta co'minori penitenzieri.


il

tempo

morisse

Se in questa penitenziere. Clemente VII ordi sede vacante.


il

Fin qui
cedere

din che

sacro collegio eleggesse a pluil

Lunadoro. Soglionoi Papi conpenitenzieri maggiori alcune facolt speciali per provvedere pi facilai

ralit di voti

pro-penitenziere. Pio

IV
i

mente
le,

a'bisogni de'fedeli nell' orbe cat-

conferm il decretato di Gregorio X, dichiarando per che i! penitenziere ed


suoi
ufTiziali

tolico, oltre quelle

contenute nelle bol-

decreti e rescritti pontificii; quali fa-

spediranno soltanto ci che

colt sono suddelegabili in caso di biso-

.spelta al

foro della coscienza.

Clemente
il

gno
p.

XII
dalla

pre.scrisse
si

che

in sede

vacante

pro-

penitenziere

eleggesse

dopo

tre giorni

al prelato reggente del tribunale. 11 Plettemberg, Nat. cong. et tribuna' liiun cnriae romanac p. 1 69, de viajo'

morte

del penitenziere maggiore, e

ripoenitentiario, ejtisque munerc, parlan-

che durasse fino alla creazione del nuovo Papa; inoltre autorizz il penitenziere a spedire ancora le materie miste. Meglio tutto

do

dell'autorit delle lettere del peniten-

ziere

maggiore

dice pure delle diverse

sottoscrizioni, Fiat in forvia,


ciali.

pu vedersi

nel voi.

XV,

p.

263, 7.67^ 271. Si apprende dal citalo Lunadoro, annotato dal Zaccaria, che Benedetto XI
capi.
i

FiatdespeFiat de expresso, e che sono scomunicati quelli che impediscono l'esecutali

zione di

lettere, pei disposto della

ridusse le facolt del carai

bolla pubblicata

da Giulio

111; di

pi agl'o-

dinal penitenziere maggiore

seguenti
tutti

giunge, che

al

suo tempo (pubblic


lo

Ad

accordare l'assoluzione da

peccati e dalle censuie accennate nella

pera nel i6q3) l'officio rendeva dinale circa annui scudi 8,000,

al car-

che

Lolla in regolari

Coena Domnij ad assolvere pr utroque foro, e talvolta ei

avea rilevato prima di lui il Lunadoro, e lo trovo confermalo da un mss. del

ziandio
ci t,

secolari; ad assolvere gli ereti-

1709. Al piesente rende


li
1

l'oflzio

mensi-

occtdti parimenti e coH'istessa autori-

65

scudi.

11

cardinal penitenziere
dal

ma

pubblici
bolla in

nel foro interno sola-

giore

ha r ordinaria udienza

magPapa
reca
il

mente, purch non sieno eccettuati dalla stessa

una

volta la settimana, nel venerd sera;


si

Coenaj

a convalidare le

e per sua assenza e impotenza

provvisioni simoniache; ad alleggerire in parte pesi per lo mal tolto e per l'ini

all'udienza
p. Navai',

il

prelato reggente. Vedasi

lerlo; a modificare

giuramenti, allorcan-

Manuductio superfacultalibus viajoris poen itentiarii.


De' funerali e cavalcale de' cardinali

ch non

sia di altrui pregiudizio; a

PEN
penitenzieri maggiori, ne trattai ne' voi.
3C, p. 3o4, XXV in, p. 5"?., avvertendo che sebbene la cavalcata ora non suole farsi, occorre ogni volta dispensa pontificia. La negarono, Innocenzo X pel cardinal Barberini, e Clemente XI pel

PEN
clero precedendo
le
il

(3;
il

cadavere, dopo
d(!l

qua-

prese luogo

la

famiglia

definito in

vesti di lutto, indi la cavalcata, riceven-

cardinal Colloredo agli


il

gennaio 1709,
clie
il

quale come l'altro avea ordinato

do tulli conveniente dispensa di cera secondo gladi. All'esequie intervennero 2 3 cardinali. Nel n 19H7 del Diario di Tioma i^So si legge il funerale del cardinal Conti morto in conclave, donde in
i

si

ommettesse

la

cavalcata, e
si

denaro

carrozza fu trasportalo alla chiesa parrocchiale, senza cavalcata a cagione della

solilo iojpiegarsi

dispensasse a'poveri.
il

Del secondo riprodurr

ceremoniaie

sede vacante. All'esequie, assislitedai minislri e cantori della cappella pontificia,

della cavalcata e del funere, che ricavo

dal succitato mss. autentico, quale pres.so

celebr

di

me

conservo. Riunitisi nel palazzo

la solenne messa il prelato Aldovrandi patriarca di Gerusalemme e

Vaticano quelli che fecero parte della cavalcata a' i4 gennaio, vestiti dei loro abiti e insegne, ne partirono per quella del defluito con questo ordine. 11 capitano degli svizzeri a cavallo con due ufjziali
e

reggente della

s.

penitenzieria, gl'indivitulli vi assisterono.

dui del cui tribunale

La cavalcata del cardinal Galli fu descritta neln." 7 764 del Diario di Ramai 768.
Il

nuovo penitenziere maggiore piennelle tre peni-

5o guardie,

le

quali facevano ala alla

de possesso della carica


triarcali basiliche

cavalcata.
i

Due
;

mazzieri a cavallo,

come
il

tenzieriede'pcnitenzieri minori, delle pa-

seguenti

due maestri

di cerimonie,

Lateranense, Vaticana

tesoriere Patrizi vescovo assistente al soglio, in

e Liberiana, nelle quali

luogo del maggiordomo infermo

reca a udire le confessioni

formalmente si o ad assol,

e dell'uditore della cameia pure malato,


col prelato vicegerente altro vescovo as-

vere dalle censure e casi riservati, nella

settimana santa; prima dir del possesso, poi delle confessioni e meglio.
Il

sistente;

due protonotari apostolici partecipanti, 6 cappellani comuni, 7 camerieri extra, 8 scudieri, lutti famigliari del Papa. Giunta la cavalcata all'abitazione del defunto presso
lippini,
si

pos-

sesso

il

cardinale Io prende con treno no-

bile e formalit de'servi a piedi, seguito

da

tre carrozze, in cui

prendono luogo,
si

ol-

la

chiesa dc'fi-

trech nella sua,i prelati e ministri della


penitenzieria.

un alla
il

pompa funebre che


cadavere, composta

Quanto indicher

pra-

dovea associare
iiite, di
ti,

tica eziandio nelle basiliche e peuiteuzie-

della croce parrocchiale, di 5confiater-

rie

5 ordini mendicanti, di 20 predel camerlengo del clero col parroco,


s.

le nel

Lateranense e Liberiana, il cardinaportico Vaticano viene incontrapaonazza sull'abito religioso, che


la

to da qiiel collegio de'penitenzieri, colla


stola
gli

del capitolo di

IMaria in Trastevere

litolare del cardinale

con croce,

ma sen-

baciano
la

mano.
di

II

cardinale depo-

za padiglione.
cri

Il

cadavere, vestito de'sa-

sta la

mozzetta

e maulellelta

paonazza,

paramenti, fu collocato sopra gran

prende

cappa
gli

questo colore, ed en-

letto coperto di to in oro,

drappo oloserico

tessui

tra nella basilica ricevuto

che piesero a trasportare confrali, incedendo ai .[ lati palafreniei

asperso s e
ss.

astanti, passa
all'altare

da 4 canonici: ad orare al
papale ocon-

Sagiamentoed
indi
si

ri

colle

banderuole o
si

flabelli funebri.
la

La

fe.-sione,

reca alla sedia o trono

processione
le,

avvi per

strada papa-

penitenziale, alquanto elevato per diversi

volt al palazzo Massimi, e per

celleria e via del

Pellegrino
,

si

Canport a
la

gradini di noce,
la

come

lo

il

resto, a-

vendogli sciolta
ch'c vestilo di

delta chiesa,

confrati

religiosi

il

cappa il caudatario, soltana paonazza e ferra-


r>8

EN
si

PEN
legge
la

iuuione nero. Quindi

bolln di

altri prelati in piedi,

e genuflessi al teo-

nomina
tenziere

coi privilegi e facolt

dd

peniil

logo, segretari, ministri, sua corte nobile


e per

maggiore; dopo
la la

di

che,

car-

ultimo

ai penitenzieri. Postisi in

no-

dinale riceve

Inicchelta o ferula o ver-

minati a sedere ne' banchi

giro e in

ga dorala, con
di quelli

quale toccando

il

capo

forma
li

di tribunale,

il

cardinale prosegue

de' prelati e altri della penitenzieria, e

a toccare colla bacchetta


del popolo,

che ne hanno di voto desiderio,


i

il capo di quelche genuflessi concorrono

scancella
^

peccati veniali per l'indulgen-

za inerente al tocco, di cui ancor egli


partecipe.

Ad
i

ogni

nuovo penitenziere
anche
!>traordi

prendere l'indulgenza unita a questo atCi Unito, il cardinale confessa chiunque s'accosta al suo tribunato di umilt.

maggiore,

penitenzieri,

le,

assolve

penitenti dalle censure ec-

nari, ricevono dalla penitenzieria in do-

clesiastiche,

come

dai casi riservati, e se


i

no una
si

stola

paonazza. Nella domeniil

ha dubbi consulta
si

suoi udziali; se

non
i

ca delle Paline

cardinal penitenziere
1

presenta alcuno, parte ringraziando

porta dopo

le

ore 1

alla penitenzieria

prelati

che l'hanno

assistito,

venendo ac-

La teranense, incontra to dal collegio e presidente de'penitenzieri minori osservanti


riformali, ricevendo
1'

compagnalo

dagli slessi canonici che lo

riceverono, ed aspettano finch asceso


in carrozza. Nel nercoledi santo
il

aspersorio dal p.
esseisi leva-

cardir

presidente genuflesso.

Dopo

nal penitenziere

si

porta dopo

le

ore 2

la la mantelletta e restando in rocchetlo scoperto, asperge e benedice gli astanti.

alla penitenzieria

Liberiana, inconlrato

dal collegio de'penitenzieri domenicani,

Poscia sale all'oratorio a

fi^>r

breve
sigii-

ricevendo dal
di

p. vicario l'aspersorio, iusi

orazione, corteggiato dal reggente, teologo, datario, canonista, correttore,


Jatore, dai segretari e
della
s.

segue quanto

detto di sopra, tan-

to nella penitenzieria

per

la

segnatura,
la

da

altri

ministri

penitenzieria,

tralo a capo della

dopo averlo inconscala. Quindi con essi


si

ed anche per ci che riguarda tro basilica, ove viene ricevuto


le

dicon-

e pratica

cose nairate.- Nel gioved e nel veneril

passa nella liblioteca del collegio, ove

d santo

cardinal penitenziere,
la

dopo

tiene la segnatura o congregazione coi


soli

aver tenuta
lati

segnatura nella peniten-

dopo la cappa paonazza, ed accompagnato dai nominati


ministri della penitenzieria,
il

zieria Vaticana,

accompagnato dai presi

quale

cardinale assume

la

e ministri del sacro tribunale


nella basilica Vaticana
,

por-

la

fermandosi

n?inistriedai penitenzieri entra nella porta

nel portico

grande della contigua basilica, ov' ricevuto da 4 canonici in cappa. Uno di


essi

trando
ci,

in chiesa ricevuto
la

senza

cappa. Enda 4 canonipresentazione dell'acqua be-

ad assumere

la

neir ingresso

gli olTie
il

l'acqua santa

nedetta, non essendovi ne'due giorni nei pubblici pili j quindi viene presso
la sta-

con l'aspersorio, che


ta a

cardinale presenil

ciascun prelato. Indi

cardinale

tua di
s.

s.

Andrea

e rimpello a quella di

fatta orazione nel


l'altare del
ss.

genuflessorio avanti
al

Pietro, incontrato dal collegio de' pe-

Sagramenlo, passa

suo

slabile tribunale o trono di

penitenza,

ove scioltagli la cappa dal caudatario, si pone a sedere nella sedia, copiendosi il capo con la berretta. In seguito il reggente
gli

minori conventuali e dal p. si reca ad orare innanzi r altare papale ed a quello della Beala Vergine della Colonna; dopo di che va ad assidersi nei suo tribunale per toccanitenzieri

rettore di essi, e

presenta

la

bacchetta o ferula

re

il

capo colla bacchetta ed ascollare


di sopra

le

peniteiiziale(della quale coniedell'indul-

confessioni.

genza annessa parlai a Penitenziere), con cui tocca il capo al medesimo e agli

Gi ho detto

che spetta al

penitenziere maggiore assistere in

mor-

rEN
te
il

PEN
per
le

69
allora in

Papa,

in abito cardinalizio,

nitcnzlere maggiore.

D'
si

poi

il

assoluzioni e benedizioni inarlivulo inortis.

martello e
ti

la

cucchiaia

costum rega-

Nel voi. Vili,

p.

267

3o.i [X,

p.

lare ai penitenzieri maggiori,


i

ma

talvol-

()0,

ho narrato die
il

nella cappella ponti-

ficia

cardinal penitenziere maggiore

nel
;il

giorno delle Ceneri (^.) le injj)one Papa, senza mitra e senza proferire ed
in

Papi diedero tali strouienli a qualche sovrano, come del martello fece Leone XII. Piilevai inoltre che Benedetto XIII fece pubblicare un editto dal penitenziere per richiamare
religiosi fuggiaschi.
gli

la forinola,

sua assenza anche

ai car-

apostati e

dinali ed a lutti (pielli che

hanno luogo

in cappella, quindi canta la messa;

come
fun-

nel venerd santo mattina


ziava pure

vi fa

la

Vedi Cohellio, Nof. cardiiialalwi cap. :')4, de sunimo poenitendano j De Lucagli card, piratico, cni^.
4?., del cardinal penilenziario.

zione, nella quale anticamente pronunil

Latino

sermone o deputava
lui la

allri,
s.

Latini, Epistole^ cougcUiire e osserv. raccolte da D. IMaci


i

essendo affidata a
i^epolcro; e

chiavetta del

contro

l'

opinione di

come

per l'anni versai

io dei

alcuni e particolarmente contro Melchior

fedeli defunti vi ni SANTI e a


la

canta la messa. Ad AnConfessore notai, die nelde' penitenzieri

CanOj

il

quale ne' Luoghi teologici

t.

i,

par. 2, p.

32 5, pretese DI

rigettare

1'

anti-

medesima cattedra
i

chit del penitenziere maggiore.

maggiori
rcgli anni

Papi talvolta e specialmente


santi

PENITENZIERI
li,

ROMA.

Dell'o-

confessioni, in

recarono a udire le diversi tempi anche pesi


i

rigine de'penitenzieri in questa

metropoGiovanni
frate

parlai a Penitenzere e Penitenziere


di

nitenzieri maggiori. Inoltre


ti, a

ad

Anm

san-

maggiore. Nel pontificato

IMartello, ne'vol.

II, p.

10 3, 118,

XXII

era penitenziere apostolico in RoRaiiialucci da

1 34, Vili, 2o5, 208, 209, XXXN'II, p. 28G, raccontai come il penitenziere mag-

ma

Pietro

Corbara

giore nell'apertura della porta santa por-

minore, che nel i328 Lodovico il Bava{V). Papa ro iice Antipapa Nicol

ge

al

Papa

il

martello d'argento per ail

prirla,

dandogli questi tre colpi e due


i

Benedetto Xll nel i334 avendo saputo in Avignone, che a Roma eranvi alcuni
sacrileghi,
i

penitenziere, ed appena

muratori han-

quali dai pellegrini presi per


confessarsi,

no

tolto

cementi,

penitenzieri vatica-

interpreti

onde
i

non
i

solo

non

ni cinti di

grembiale lavano con isponge

intendevano

confessori, n da essi era-

lostipile, indi asciugano;

comenella chiula

no

intesi,

ma
si

pubblicavano

loro peci

sura
al

il

cardinale con grembiale consegna


la

Pnpa

cucchiaia d'argento, con


la

quale pone anch'egli


toni, aiutato dai
biale. Dissi pure,

calcina e

mat-

penitenzieri in

grem-

che Clemente VII nel ad usare il martello d'oro (il martello per pel i. l'us Alessandro ^ 1 nel precedente anno santo,

trovavano costretti pellegrini a redimere col denaro il segreto di loro colpe, ordin al suo vicario e vescovo d'Anagni fr. Gio. Pagnotta agostiniano, di procedere severamente contro
cati,

per cui

iSiS

fu

il

i.

di essi.

Ad

eliminare
la
s.

si

gravi abusi di-

poi provvide
in

Sede, ordinando che


di diverse
di

Ptoma fossero penitenzieri

come
te),

quello che introdusse


al

le

porte san-

nazioni e lingnej

come

queste furono
spiri-

quale don

cardinal Pucci peni-

benemeriti
nel

Papi pel vantaggio

tenziere (onde aggiunse nel suo


tre martelli), per inir d'aprire

stemma
con altre

tuale de' fedeli e delle scienze, lo notai

vol.XXXVllI,p.25i
l'origine

6 2 54- Dei pe-

percussioni

porta santa; e che i penitenzieri minori vaticani perla i ." volla

nitenzieri vaticani straordinari se ne ap-

prende

imposte con acqua benedetta e nella chiusura aiutarono il pcle

ta ne

lavarono

come

dalla bolla di detto

almeno all'anno i338, Papa Benedetai

to XII,

In agro dominicOt

5 e

6,

70
io Irai.

PEIV
l'orna-

PEN
mente
affetti alla
s.

Abl)iamo dal Piazza, Eicscvolo^io


tenzieii delle Ire basiliche di
s.

Sede.

Ad Anni
i

san-

5, cap. i5, del collegio de'peni-

ti riportai le straordinarie facolt

che

Giovanni, di s. PieUo e di s. Maria Maggiore, cio Laleranense, Vaticana e Liberiana, che in queste anlicamente erano chiamali penilen/.ieri que' confessori, che udivano pubblicamente in esse le confessioni, ed erano sacerdoti deputati dal penitenziere maggiore e scelti da diversi ordini religiosi, quali abitavano nei loro monasteri e conventi, ma questi essendo distanti dalle basiliche, riusciva loro di grande incomodo e distrazione nelle cose del proprio istituto. Ci avvertendo s. Pio V, e perch fedeli massime pellegrini e forestieri avessero sempre in quelle chiese insigni , in qualuni

Papi compartiscono per assolvere


Giubilei
(f^-), pel
si

casi

riservati ai penitenzieri minori, ed in tali

gran concorso

di Pel-

legrini {V-),
rio
ri,

suole al

numero ordinaI

aggiungere penitenzieri straordinaprevio esame della penitenzieria. pebasiliche Lateranense e

nitenzieri delle

Liberiana, nell'apertura e chiusura delle

porle sanie, assistono

al

modo

detto

pei vaticani a Penitenziere


ai cardinali legali

maggiore,
le

deputati a fare

fun-

zioni.

Se

il
i

Papa
in

pontifica in dette

basiliche,

penitenzieri delle

due medesime

v'intervengono

ediz. del i64'3, dice

camice (il Lunadoro, che allora assume-

vano

la cotta),
i

cingolo e pianeta del copenitenzieri vaticani


pontificali

que ora
scuna

penitenzieri stabili

presso cia-

lore corrente:

istitu le

seguenti Ire penitenzierie

solo assistono ai

che

il

non Papa

apostoliche con collegi di religiosi, perili

celebra in quella basilica o altre funzioni,

in linguaggi diversi e dotti,


le

non che
coscien-

ma

ancora a quelle delle cappelle Si-

sperimentati idonei a regolare


ze,

stina del Valicano e Paolina del Quiri-

onde soddisfare ad ogni nazione, con

case provviste del necessario. In esse sotto

li

loro regole,

un superiore religiosi osservano perquanlo il comportino


i

le
le

Cappelle PONTIFICIE notai quasono le funzioni in cui intervengono e quanto li riguarda. I penitenzieri latenale, ed a

ranensi ne'possessi de'Papi, dopo


tolo
gli

il

capi-

continue occupazioni del confessionale,


proiI)endo loro
di ricevere
s.

baciano
colta
:

il

piede sotto
Cancellieri

al

portico,

Pio

V sotto

gravi pene

vestiti di

il

not nei
i

limosine per qualsiasi presi

Possessi, che ci incominciarono nel

5go
ri-

testo; e questi

chiamano prnlenzieri

e che talvolta assunsero le pianete e

minori, venendo deputati nell'offizio dal


cardinal penitenziere maggiore, premesso
le
l'

cevettero

la

medaglia.

penitenzieri vanelle finizio-

ticani dalle

mani

del

Papa

esame d'idoneit, dal quale ricevono


opportune facolt e straordinarie
occorrenza. Talvolta
il

ni ricevono in pianeta le candele, le ce-

al-

neri, le palme, gli

cardinale ri-

ed oltre
cora alla

mette ai medesimi per l'assoluzione quei che confessa nelle basiliche, nella domenica delle palme, mercoled, gioved e

ognns Dei benedetti; intervengono anprocessione del Corpus Doniniiy


ai pontificali,

alla canonizzazione, all'apertura e

chiu-

sura delle memorate portesante:


to

di

quanne

venerd santo, di che

trattai,

come

del

riguarda

il

pontificio cadavere, poi

possesso che prende nelle loro penitenzierie, della bacchetta penitenziale e indulgenze annesse, a Penitenziere maggio-

parler.

Leone XII

fece loro le pianete

che ora usano: ne riporta la figura il Falaschi, Gerarch. eccl. p. io5. Vedasi il
p.

BE,

penitenzieri minori delle tre basili-

Navar, Maiaiductio, dilucidalio faeul-

che

considerano come i ConsuUori delle congregazioni (K), che non possono


si

taluni

liearuni Urbis j ed

rninorum poenilentiarioruin hasiil p. Siio da Piacenza


penitenziere lateranense, Dilu-

rimuoversi da

me

gli altri

religiosi,

Roma, dal loro ordine cocome particolar-

min.

rif.

cidatio facuhaUun minoruni pociiiteiUia-

PEN
Urhh^et praxsexc' aUionnni ad Ulleras, ci racripla sacraa
rioriim haslicaruni
pofiifentiariaej cunt instrucdonc pociiizieri

PEN
Sotto Clemente XII, essendo
l'oialoiio e contiguo ediflzio
,

71
in
i

rovina

peniten-

temporanea mente ne uscirono e quel


1'

tcndarionini ordinarioruni
dinarioruin,

ci

cxtraoi''

Papa per

architetto cav.

Fuga

lo fece
vi fe-

iGoq. ABeruetta CLERICALE avvertii, che sebbene mendicniilijin dette funzioni l'adoperano penitenzieri conventuali e domenicani non

Romae

restaurare. Quindi Benedetto

XIV

ce altri restauri e abbellimenti,

massime

nelle piltuie, consagrandolo Gioacchino Portocarrero patriarca d'Antiochia '26

winori osse/vanti riformali. Vedasi Plettemberg, Notilia p. 1 74'^'^ poeniltnlarii minores; qiiot et qiialcs alunlur a

aprile i'"47
di cappella

onde serve

ai

penitenzieri

privata.
si

Le

pitture dell' oin

ra torio nell'abside
li,

dividono

due par-

snmmo Ponti/ice j a quo constituantur, ad quid ohligenlur j ubi ahsolvant. Della basilica di

superiore e inferiore. Nella prima e soia

pra
il

tesliulinc o volta dell'abside vi

il

Paolo sono penitenzieri i monaci Cassinosi (/^.), e quando venne sostituita quella di s. Maria in Trastes.

busto del Salvatore. Nella volta

appoggialo sulla terra, in cui s'innalzano i4 monti, 7 per parte.


cielo stellalo

in questa Teseicitacurato delia chiesa funse l'ulFizio di penitenziere, ma in luogo separato e senza bacchetta, Io che notai

vere nell'anno santo,


il

In

mezzo
Irono

della volta e assistita

da due
siede
iti

rono, mentre

angeli con (iaccola o verga in


in
la

mano,

Beata Vergine coll'aureola


la

capo, tenendo colla destra

croce e in
genufles-

nel voi.

XH,

p.

202 e226. Ora


collegi

dir delapostolici

seno

il

divin Figlio parimenti coronato.

le tre penitenzierie e

A'piedi della
si

Madonna stauno
II
,

Lateranense, Vaticana e Liberiana. Las.


basilica patriarcale di
s.

in abiti pontilicali

con aureola e bara sinistra


si

Lorenzo fuori
s.

le

ba, a destra Calisto


stasio

AnaPraeInol-

mura non ha

penitenzieri.

IV; e sotto

tali

piedi

legge:

Penitenzieri Lateranensi o di

G/o-

sidet aethereis
tre nella volta
bati,

Plrgo Maria choris.


sono dipinti
in piedi e

vanni. Dissi gi della generica origine dei


penitenzieri di

Roma:

il

Rasponi,

De ba:

con

abiti pontificali,

barbenedicendo e
s.

silica et paln'archio Later.j parla

poeni-

coll'aureola rotonda, a dritta

Silvestro

tentes recipiendi in ecclesia rilusj serva-

I, a

manca

s.

Anastasio

I.

La

parte in-

batur tantum in Lateranense basilica. Altre notizie si possono vedere a Penitenzieri

feriore divisa dalla superiore

con linea

e questa iscrizione: Sustulit

primo lem-

vaticani.

Il

Papa

s.

1569 o
ni in
ria

ij'jo nella Chiesa di

Pio V nel s. Giovan-

pliim Callixtus ab imo, vir clarus late

gallorum

nobilitale.

Veruni Anastasius

Lalerano
il

(^.), istitu la penilenzie-

potitus culmine sacro, hoc opus ornavit,

ed

collegio de' penitenzieri, quale af-

variisque modis decoravit. Nel mezzo di

minori osservanti riformati francescani di diversi linguaggi^ dando


lido a 12

questa parte sta in piedi in una nicchia


l'arcivescovo
li

s.

Nicol inabili pontifica-

loro per abitazione l'antichissimo e ce-

e mitra, avente nella


il

mano

destra
)

un

lebre oratorio di

s.

Nicol di Mira o Ba-

libro e nella sinistra


sta

pastorale

que-

ri, gi nella parte pi interiore del Palazzo Lateranense o Patriarchio {^), come si ha dal p. Wadingo in Annales.

Fu

fabbricato da Calisto li e ristorato da Anastasio IV, quali vi fecero dipingere le immagini di diversi santi Ponteliei, e per due e pi secoli serv di vestiario ai Papi, che vi celebravano messa.
i

immagine non pare mai ritoccata. Dal lato del vangelo in piedi benedicendo colla destra e tenendo un libro nell'altra, in abiti pontificali e mitra e lutti barbati, sono s. Leone HI, s. Urbano
II, s.

Pasquale

II

s.

Gelasio

II.

Nell'i-

stessa

forma dal

lato dell'epistola vengos.

no rappreseatali

Gregorio

II, s.

Alcs-

r-jl

PEN
le
il

PEN
collegio di questi penitenzieri
di
si

Sandro li, s. Gregorio VII (sulla di lui barba non convengo per le ragioni addotte nel voi. XXXiljj). 2)2, pai laudo degli

com:

pone
oltre

5 penitenzieri

e del presidente,

ultimi reslauii) e

s.

Vittore

111.

Aven-

do parlalo
bile

in tanti luoghi di

questo oradelle secon-

due religiosi laici per assisterli 3 sono perla lingua italiana, e gli altri 3 per la francese, spagnuola e tedesca.
Penitenzieri Vaticani o di
s.

torio e celebrate pitture, era iudi>pensa-

Pietro.

un cenno:

del

primo e

Oltre quanto di sopra ho detto generi-

de trattarono, il Sev,eraiio, iVemorie p. 562; Panvinio, De f^'ITeccles.j'iaf,poiV,

camente
di

sui penitenzieri

delle basiliche

patriarcali di

Roma

e di questi,

prima

De hasilic. p. 285
serv.

e 348; Lambertini,
;

De

parlare della penitenzieria e collegio

ta Gclasii

DciWh. i, p. 363 II j Lucenti,


ed
altri.

Cajetanus /r/-

de' penitenzieri vaticani, riporter cpianto

De. t-piscopis 1 iai,

mi

fu

dato rinvenire degli anteriori


s.

line; Da\Oa{\.o\i,Hist. abb. Casin. p,

penitenzieri della Chiesa di

Pietro in

lab. lOj

Le

descritte

benedicono alla greca e alla anche con mano aperta e alzaia. Innocenzo XII colla costituzione Roiiamis
Pontifcx, del
Roni.
t.
i

immagini latina, ed

Vaticano (^F'.),c\e Benedetto XI 1 dichiar immediatamente soggetti alla s. Sede. Sidone e IMartinelti benefiziati della medesima, Della basilica di
p.
le
s.

Pietro,

lib. i,

."

settembre

72

Bull.

I I

par. 2, p.
i

227

concesse a

192, nel riferire che si dislingue dalaltre nell'amminislrare il sagramento

che godono ministri provinciali del loro ordine fiancescano. Benedetto XIV consideranquesti penitenzieri
i

privilegi

della penitenza (lo toccai a

Parrocchia),
il

riprodussero quanto scrisse


il

Panvinio,

quale alFerma essere

penitenzieri va-

do

clie

il

collegio della penitenzieria Lasoli


i

ticani pi degni

degli altri per le loro

teranense avea

^Go
il

scudi

d'annuo

particolari e distinte prerogative, che ia

assegno, per cui

religiosi

pi dotti e di

parte gi indicai e delle altre lo far qui


appresso, quali alcune solo pi tardi fu-

pi merito ricusavano

penitenzieiato,
i'iiica

con

la

bolla Laboraiubus in

Do-

rono accordate

ai

penitenzieri delle ali

mini, del i3

marzo 1747,
117,
ed
gli

Bull- Bencc.

tre basiliche, ritenendo

vaticani di pi

XIV^
scudi

t.

2, p.

aggiunse annui

aulica isliluzione.In
basii.

fatti rilevasi

dal Bull,

200

dai proventi del sigi llatore delaltri

Fai.

t.

p.

34^, che Clemente

VI

la penitenzieria,

100 da quei

su-

nel
iini

perflui della penitenzieria stessa, e tutte


le
di.

352, colla costituzione Quamvis 0in Urbe, quando neile altre chiese
erasi

sue multe ascendenti a circa 3o scu-

non

stabilmente introdotta

lode-

nuovo assegno olTendesse in modo alcuno la povert religiosa ed evangelica de'minoli osservanti riformati, col moto- proprio Decet ronianuni Fontificem, de'27 maggio, loco citato p. 119, dichiar che tale
il

Perch poi non sembrasse che

vole istituzione, e

come

nelle basiliche

Laleranense e Vaticana e nelle altre chiese di


zieri

Roma

eransi accresciuti
in

peniten-

con particolari facolt,

occasione

del celebrato
il

anno santo

35o, richiam

primiero costume, due assegnandone


Vaticana, uno istituendone Lateranense, e rimovendo quelli

contribuzione
titolo di

si

faceva ai penitenzieri a

alla basilica

limosina.

Grati

penitenzieri

nella

del restauro operato e deli' assegno accresciuto da Benedetto


gli eressero

XIV,

nel

1746

l'oratorio, ed altra nel

quo
lalo

Orlo:

memoria una lapide nel1750 nel propinambedue riporta il succitato


per

delle ai tre. CoU'andare degli aimi fu d'uopo aumentare il numero de'penitenzieri delle !)asiliche, ma sempre fu maggiore e pii rispettabile quello della Vaticana,

Ap[)iendo dalle file de^ Papi, che Ur-

Cancellieri a p.

^09, avendo

di essi par-

bano VI

nel

anche

a p.

322

e altrove.

Alpresea-

mano

Ihiffini

1878 cre cardinale il rodomenicano, gi peuiten-

PEN
zicie della Lnsilica di
s.

PEN
Pieiro e vescocostilu penitenziere
lica e

73
Ir.

minore nella basi-

vo d' Isernia, teologo dottissimo; e clie Innocenzo VII nel i4o6 'u sepolto nella cappella di s. Tommaso, aulicamente comune alla tumulazione de'Papi, poi concessa ad uso de' penitenzieri vaticani redi fica to

per

la

nazione spygnuola.

Gra-

ziano di Villanova carmelitano. Nel descrivere l'anno santo


i

5oo, celebrato da

Alessandro YI, ricordai


penitenzieri
vaticani

come

abilit
i

questo ora tori oda Bonifacio \ III

e restaurato da Aicol V, Ai demolito nel

ad assolvere casi riservali al Papa (facolt che in tali lempi in que'che non sono penitenzieri delle

iGo'j pel

compimento

della baMlica. In-

basiliche sospesa); essendo poi nato


essi

nocenzo VII nei i4o javea trasferito dalla peiiitenzieria Laleranense a quella di
s.

ad

dubbio

sulla specie,

Alessandro
,

VI
la

colla bolla

Caia
i

in principio

de'

Pietro
,

il

p.

Lorenzo
e pi

di Sid)ina

fiate

marzo, determin
contro

casi ne' quali limit


la

minore per onoiare


iiilciizicrc

emiare

degno
di^c-

concessione, escludendo:

congiura

religioso, distinguendolo col titolo

di lui o lo stalo, la falsificazione


il

apoilolico nella basilica VatiII,

delle lettere apostoliche,

portare armi
la

cana.

11

successore d'iimocenzo V

Pa-

e altre cose vietate agl'infedeli,

per-

pa Gregorio XII, elesse 23 penitenzieri,


cio i8 per
l'altra di
s.

cussionede'cardinali, vescovi, prelati e altri

la

basilica di

s.

Pieiro, 3 per

superiori ecclesiastici. Bens accord

s.

Giovanni, e 2 per quella di

ai penitenzieri la facolt di

ridurre

le vi-

IMaria IMaggiore,
i.

ne del
cil.
t.

mediante coslituziomarzo \^o^, presso il Bull.

site alle

basiliche, cio

ai forestieri

2, p. G().

Da

lultoci vuoisi riledi


s.

e 7 ai romani, a condizione che dovessero dare pel rislauro della basilica, juii

vare che nella basilica

Pieiro,
i

risie-

dendovi da tempo anticliissiuio penitenzieri apostolici, forniti

mi la quarta parte, secondi l'ottava di quanto avrebbero speso nel rimanente


i

d'ampia straordienormi
il

de' giorni prescritti per lucrar

le

indid-

naria giui'isdizione, fosse aperto pei peccatori e peccati ancoia


[)ii

genze del giubileo: anche Gregorio XIII


e altri Papi
li

tri-

comparliiono

ai

penitenzie-

bunale della remissione


za.
lori
si

e della peniteni

facoll di accorciale le visite delle

ba-

queste osservazioni

riferiti scrit-

aggiungono, che se nella Vaticana fulminarono monitorii e scomuniche

contro sovrani e contro vescoviconUunaci,

romani e forestieri. Giulio li a'23 aprile i5io dichiar penitenziere di s. Pietro, fr. Emico Jacobin. Clemente VII nell'anno santo \5i5 accord ai
siliihe ai

ed ove ogni anno si rinnovarono gli anatemi espiessi nella celebre bolla in

penitenzieri minori in

s.

Pietro,

la facoli

l di assolvere ogni peccato,


casi riservati alla
s.
i

compresi
al

Corna Doinmi
voi. \ III, p.

(ne feci parola anche nel


si
si

ijede.

Sino

ponti-

cretava

la

295); se quivi dujique pena, ragion vuole che vi


la

deri-

ficato di
ni

s.

Pio
s.

penitenzieri vatica-

furono sacerdoti secolari o regolari.


11

meltesse pure

colpa.

Eugenio IV

nel

Papa

Pio V, prendendo particocollegio

i44^ notnin
nel

11

penitenzieri

vaticani,

lare cura del sacro tribunale della penitenzieria, e

periti nelle lingue per diverse nazioni; e

considerando che

il

144S
due
si

^*^ce

vescovo di Bagnorea

jXi-

dc'penitenzieri vaticani, perch

composto
si

col Roggieri
gi

romano

de' frati

minori
il

di preti del clero secolare e legolare,

volte penitenziere

vaticano,

regolavano con leggi diverse,

li

rimosse,

die

legge nel Bull. p. 100: da questo


si

ne miglior

la

condizione con onori e


si

inoltre

apprende,

p.

2'jo, che Nicol


*^''^^

maggior stipendio, come

ha dal Petra,
s

a'

i4 marzo i447
fi".

penitenzieri
Coi;;n

De

'{icra
s.

poenitenliaria,pav. i,cap. 12.

vaticani
edallri.

Cristoforo de
111 a'

Campo
9
luglio

Quindi

Pio
i

destin a

importante

Innocenzo ^

1488

ministero

gcsuili,

come

zelanti, eciiQ-

74
il

PEN
sarebbero
suiti,
scelti
si

PEN
dal p. preposilo de' geil

canti e doU'i operai evangelici. Neislitm


collegio di i3,
lo

compreso

p. rettore,

n che

potrebbero rimuovere

come
la

sono tuttora, cio due per la lingua italiana, due per la francese, due per

senza licenza del cardinal penitenziere

maggiore,
getti

alla cui giurisdizione


all' uffizio,

spagnuola e portoghese, uno per

la

quanto
il

tedesca,

uno per

l'ungarica,

belgica e polacca,

uno per

l'inglese,

uno per la uno

riferisce

sono soge meglio Piazza, Eusevologio romano

come

trai. 5, cap.

23,

del collegio apostolico


s.

uno per 1' illirica. JVe sottoscrisse nel i56q il relativo moto-proprio o cosliluzione, ma per la sua morte rest in dataria non ispedito. Assegn
per
la greca,
s.

de'penitenzieri minori di

Pietro; ed

il

Pio

rendite al collegio de' peniten,

zieri gesuiti

form regolamenti per

la

sua direzione e loro concesse abitazione sulla piazza Vaticana, ove al presente
la

fontana sinistia, guardando


della basilica.
il

la faccia-

269. Il Venuti, Roma moderna p. 1088, descrivendo questo collegio, dice che il p. Onorato Fabri francese gli lasci la sua biblioteca, e che nella basilica confessionali di noce che appartengono a questi penitenzieri, sono dalla parte sinistra, spettando quelli a destra ai penitenzieri
i

p. Sacchini, Hst. soc. Jesti, lib. 6,p.

ta

Non

essendosi ancora

di altri ordini religiosi

non formanti

coli-

stabilito

penitenziere per la lingua gre-

legio:

sopra

tutti

confessionali un'

ca, lo effettu

Urbano
la
la

Vili. Nel

i656

scrizione indica la lingua cui apparten-

Alessandro VII die


j

3 sacerdoti, per
ai

cura di eleggere i lavanda e mensa del


s.

gono. L'origine di detti penitenzieri di


ordini probabilmente deriv dal dovere penitenzieri del collegio, ne'ponaltri
i

gioved santo,

penitenzieri di
li

Pie-

tro: chi al presente

nomina

lo notai
1

tificali

e succennate funzioni, interveniil

XXXVII, p. 98, 290. Volendo Alessandro VI rendere la piazza Vaticana degna dell'augusto tempio, prima di demolire gli edilzi che l'ingombravano, ed erigere
nel voi. Vili, p. 298,

re ad assistere quelli che celebra

Papa,
fre-

XLI,

p.

ed anche perch

la

basilica

pi

quentata
ri,

dai

romani che dai

forestie-

onde

ne'principali tempi e feste del-

l'anno
di
t,
ri
tri

essi

il

sontuoso portico colonnato, diede


il

al

penitenzieri

debbono esercitarvi 1' uffizio godendo le stesse facol,

collegio de'penitenzieri

palazzo incon-

prerogative e privilegi de'penitenziedel collegio. Questi penitenzieri di al-

tro a quello ora de' Torlonia in piazza


Scossacavalli, gi de'Madrucci e del car-

dinal Gio. Battista Pallotla

1620,

e vi

hanno

la

loro

morto nel cappella. Quin,

dell'antica osservanza,

di a supplire alla

non spedita bolla

di el'eres-

rezione del collegio,


se

nuovamente

con la bolla In apostolicne dignitalis, de'22 febbraio iGSg, Bull. Roni. t. 6, par. 4, p- 280 pienamente lo conferm, prescrivendo tutloci che riguardava la
;

due carmelitani due minori osservanti, due carmelitani scalzi, due minori riformati, due scolopii, due serviti, un cappuccino edun agostiniano scalzo. Clemente XIV violentato dalle infelici cirordini sono i4:Co

costanze de'lempi, con ripugnanza e dolore del suo animo, nel


la

1773 soppresse

residenza, l'uflzio,

il

numero

prescritto

di

veneranda compagnia di Ges, quinprima di morire concesse il collegio


gesuiti

de'penitenzieri e le rendite; ed in luogo


degli

80

scudi d'oro mensili che


,

gli

pa-

gava la camera apostolica gli stabili quanto dissi nel voi. I, p. 248. Oltre a ci, Alessandro VII ricev il collegio sotto l'immediata protezione della s. Sede e di s. Pietro; dispose che peniteuzieri
i

Loaveano ricevuto da Giulio III), ai suoi antichi confratelli ori coni'enliiali, colla bolla MiseraCor Doiinu9, 4 id. aug. i 774j che tuttora conde' penitenzieri vaticani (e quello di
i

reto che

servano, sebbene nel

Pio VII ripristin

la

i8i4 l'iniMoi'f'de compagnia di G-

VEN
sii.
i

P
(''.),

I-:

IV

7 T

Da! Palazzo AposloUco

prima
pane e
i

mente VIIT, ceduto


ne e
la

il

resto dell'ahilazioai cisttr-

peiiilcnzieri aveaiio la parte di

chiesa di
il

s.

Pudenziana

vitio.

Appena

morlo

il

Papa,
il

peni-

citnsi foglianti,
te la casa e
lica, gi del
il

collegio invece ricevetla

tenzieri vaticani

ne lavano

cadavere,
l'nf-

giardino incontro

basi-

quindi reslanoa custodirlo, recitando

canonico della medesima

iiziode'defunli, e l'acconipagnano dal luo-

Ippolito Scarza, di cui rest in possesso


eridusse[)ei penitenzieri Denedelto XIII

go dov' morto
di

alla basilica \'alicatia,


il

su
p.

che
e
i

si

pu vedere

voi.

XX.VI1I,

41
ria

luoghi

ivi citali.

Alla penitenzie-

Vaticana sono unite quelle di Asisi eLorelo, dicui feci parola a I^emtenziere.

domenicano, colla bolla Emana runt^tlei i,p. 33 ,C(jn\5 luglio 724, Bull. f. ferm il decreto della congregazione del
1

concilio, sull'autorit del priore del sud-

Peni temieri Liberiani o di


JIaggiore.

s.

Maria

detto convento sopra


la basilica

penitenzieri del-

Prima
nel

di pailare

delle altre

Liberiana, e poi di sua prela [lenitenzieria.

due precedenti penitenzierie apostoliche


di

senza onor
nitenzieri

Questi pe-

Roma,

dirne l'origine accennai


la

non hanno altro obbligo die


si

ancor questa e quanto


pontifjcie funzioni,
r.E

riguarda per

le

di confessare in lingua italiana: nell'an-

mentre a Pemte.\ziesi

no santo

MAGGIORE parlai quando


Basilica
s.

reca alla

zieri straordinari,

aggiungono loro 8 penitenpure domenicani.


,

loro penitcnzieria. Si rileva dal de


gelis,

p.
vi

AnM. HJ. dcpcenitenliai'iis^ 06, che Eugenio IV a" g ajirile 43


i
1

PEMTENZIERIA APOSTOLICA
Sacra poemtcntiaria apostolica.
11

pri-

mo

tribunale della

s.

Sede, presieduto
ca-

puse per penitenzieri


Il

cani.
tuii
il

Papa

s.

Pio

domenidomenicano istii

Irati

dal cardinal Penitenziere maggiore (^F.)^


ufllzio e residenza della penitcnzieria,

collegio e penitcnzieria

de' peni-

mera
ticoli

poenitentiaria. Dell' origine della

tenzieri della

Chiesa di
con
la

s.

Maria AJagnostri imi.-

penitcnzieria

ho parlato

ne' relativi ar-

giare

(Z^-), e

bolla

Pro

come

a Pexitenziere, Penite.\zieDI

em,del [."settembre i56S,Bull. Roni.


34, l'adJd ai religiosi domenicani, che assoggett al provinciale
t.

RE MAGGIORE, PENlTENZIEm

RoMA, e

lo-

4,

pai"- 3, p.

ro penitenzierie apostoliche e collegi soggetti alla sacra penitenzieriaj cosi dell'ec-

della provincia
del convento di

romana o
s.

sia

al

priore

cellenza e autorit di questo antichissi-

Maria sopra Minerva,

"volendo che fossero di diversi linguagqi.


Gli applic per sostentamento pai (e delle

rendite dell' abbazia di

s.

Maria

delle

Macchie

di

s.

Ginesio (ne parlai nel voi.

mo tribunale, principale organo della sede apostolica del foro interno della Peutenza (F^-). Essendo antichissima la disciplina de' casi riservali al Papa, come dissi a Pe.mte.nziere, antichissima pure
l'istituzione della penitenzieria
nini, Isl. dell' eresie,
\i\
:

XLj

p.

2g7

e 2r)8), cio l'assegn a det-

il

Ber-

to convento,

con l'obbligo di sommini-

riconosce dall'opei

strare a
aiutarli,

6 penitenzieri e 2 conversi per annui scudi 3oo. Per abitazione concesse ad essi quella con giardino presso
chiesa dis. Pudenziana, che loro con-

rato da
ziani,

ta

Papa s. Cornelio contro novache vedendo allo scisma congiunl'eresia, imperocch impugnando la
la

la

confessione e remissione de' peccati, ab-

segn per custodirla, dismembrandola


dal capitolo e

battevano tutta
errori a tutti
i

religione, notific gli

mensa Liberiana.
Sisto
la

Ma essen-

vescovi perch celebras-

done poi da

diroccata porzione

sero concilii per condannarli con trasmet-

per ampliare

strada pubblica, die in


rendite del

terne a P\.oma

le decisioni, e

compenso

ai penitenzieri le

convoc

in

Roma,

in cui

canonicato teologale della basilica. Ve-

tenitori dell' eresia,

due egli ne scomunic sosquesta condann e


i

nendo poi da Sisto V,

altri

dicono du Cle-

chiam nuovamente a penitenza

fde-

-6
li,

PEN
volendo che
si

PEiX
il

esponesse

fallo di-

decret che in sede vacante sempre agisse


il
il

sti nt;i
li

mente
il

in

(rma

di su [ipliclie, le

qua-

tribunale della penitenzieria. Narra


y^/r/uVrir/',
t.

furono dette caiiones poeinlenliales, e


Bernini, in nulla diireriscono
in

Marini,
di

2, p. i44j che pri-

forse, dice

ma

Clemente

del

i3o5

il

uimiero

da quelle che
parti
lia di
si

gravi casi da tulle

le

degli scr'iltori della penitenzieria era incerto, e fu allora stabilito a 12,


a quel

presentano alla sacra penilenziea


lei

parendo
potessero

Roma, siccome
la
s.

riservale priva-

Papa che pi non

ci si

tivamente per

Sede.

Quando un

pe-

nitente ha bisogno di ottenere dal P;ipa

una dispensa o

V assoluzioiie di qualche
il

mantenere decentemente. Non ostante per tal decreto, coli' andar degli anni costoro si moltiplicarono a tanto, cheMarlino
fosse

censura, che riguarda


^crivere egli
Tin altro, in

Irihiuiale della

V
il
)

del

141'j ordin che a soli

1^
del

penitenzieria, in 'orma d'inienioriale

pu

loro corpo ridcjtto. Nicol


<^''

medesimo o far scrivere da qualunque lingua, con hre-

Ml
la

e chiarezza, al cardinal penitenziere del Pontefice, specificandogli


la

niantenere questo i447 ''^*'*^^'"o^o numero, ed obbligato dcdl'altra parte per sue buone ragioni a riconoscere 8 di quei

maggiore

cosa per cui desidera

dispensa e

le

lagioniche ha per domandjrIa,edil caso


di cui

che Felice Y avea nominati durante il suo breve antipapato, fece una bolla che trovasi nel suo registro. Inoltre il Marini riporta altre

domanda

l'assoluzione.
il

Non

ne-

cessario d'indicare

proprio nome, u
basta assumoie
il

penitenzieria, ed a p.

quello del paese,

ma

il

i4j5

di

nomine di scrittori della i3q un breve del Calisto IH a certo Goltifredi

nome

di

supplicante; per esempio

sup-

liag'siroin necicina, poeiiileiiliariae no-

ha fatto voto di castit per[)eha fatto voto di religione o di castit pei'petua ed in seguito si maritalo ec, ha battuto gravemente un saplicante
lua, ec.
,
,

strae scriptori, el familiari nostro saliitcii.

Benedetto XII
bolla

la

erclesiae

in Avignone pubbliIn agro clominico universali operarii, degli 8 aprile i338j


l.

cerdote, e per questo delitto incorso


nella scomunica, n' assai dolente
lilo e

Bull. Reni.

3, par.

2,p. 25g, con

la

epen-

quale prescrisse

gli statuti

e le leggi pel

ne

domanda umilmente
si

la

dispen-

buon regolamento
poslolica e de' suoi
del

della penitenzieria a-

sa o l'assoluzione; quindi

nota l'indi-

rizzo di colui al quale la risposta

essere

mandata, dicendo
la

dovr vostra eminenla

za avr
{posla

bont d'indirizzare

sua

ri-

ufliziali, e la forma giuramento che dovrebbero prestare. Sisto IV eman la bolla Quoniani noniiilli, de'q maggio i4'^4. '^"^^- ^oni. t.

a N.

dimorante
provincia
IN.

in

conliada N.
altres

3, [lar,

p.

Hy, in cui dichiarando l'auAl-

Iella citt e

Bisogna

torit del penitenziere maggiore, diverse

indicare

il

nome

e le qualifiche del consi

regole prescrisse alla penitenzieria.


tre bolle spedite a!

fessure, al quale

desidera che venga

sommo

penitenziere

indirizzata la lettera re.-ponsiva della sa-

e concernenti pure qiieslo tribunale, a quell'articolo citai. Paolo 111 del i534,

tra penitenzieria, per esser posta in ese-

cuzione. Colui

al

quale indirizzata una

nulla

ommetlendo pel bene

della Chiesa e
si

lellera della penitenzieria,

non pu incaricarne un altro per eseguirla, ma deve eseguirla egli medesimo nel confessionale, dopo aver ascoltata la confessione del
penitente. Di tutto traila
JNci citali
il

per estirpare alcuni abusi che

erano

introdotti nel tribunale della penitenzieria,

dei celebri cardinali

foim una congregazione composta Cara/a, poi Paolo

p. IS'avar.

articoli descrissi le provvii

denze pontificie per


nitenzieria, e

penitenzieri e

la

pe-

IV, per piefello, Santacroce, Cresccnzi, Polo e Ardinghellij e de' prelati Luigi Ardinghelli vescovo di Fossombrone, Capodilerro datario, Fabio Pellegrini reg-

come Gregorio

X neh 2^4

PEN
genfedella penitenzieriajFilippo Ardila(o
il

PEN
_

77

f liso

con

la liolla

Tescovo di Eouiges e vicario di Ro-

de' 18 maggio, loc.

inn,

come

si
t.

ha dali'Oldoino, Adilit. in
3, p.

penitenzieria ed
bolla
cit.

In omnibus rebus, cil. p. 62, riform la suoi uffiziali; con la


stesso giorno, loc.

546. La congregazione ebl^e incombenza di estinguere e porgere rimedio a ci che nel liibunnie avesse Ijisogno di correzione. La bolla che poi form Piiololll, la pul)blic Giulio IH, come notai a Pemtenziere maggiore. Pio IV conia bolla In sublimi b. Petri
Ciaccolilo
solio,

Ut bonus, dello
64
''"l'i^
Iti

p.

facolt del peniten-

ziere

maggiore
loc. cit. p.

e de'suoi ministii; e

eoa

altra bolla di detto giorno, 7/i ertrawz re-

rum,

65,

trasferV nella

can-

celleria apostolica gli scrittori e procuralori della penitenzieria, tori e

ed

istitu gli scrit-

de'4 maggio 1.562, Bull.


I

t.

4j par.

prociuatori delle lettere di minoIl

2,p.

16, riform con ottime disposizio-

re grazia.
li

de Luca not, che per tasi

ui la penitenzieria.il

de Luca, Del card,


card, penitenziere

disposizioni le facolt del tribunale

pratico, cap. 4^
e

^<'^

restrinsero al foro interno, alle dispense


d'irregolarit o altri impedimenti occulti,

de suoi

officiali, ministri a tribunale,

osserva, che la grande autorit del penitenziere

ed anco

alle

dispense matrimoniali so-

maggiore continu sino a Pio


la

pra impedimenti parimenti occulti, poi-

IV,

il

quale per

riforma della curia roricev notabile dimi,

ch

pubblici passarono alla Dataria ed

mana

voluta dal concilio di Trento, dai


,

ai 5/ct'/,

principi e popoli

nuzione e riforma
facolt,

togliendogli molte

secondo le specie; restando qualche parte dell'antica podest sui regolari pel foro esteriore. Urbano Vili collii

onde

il

penitenziere faceva

una

costituzione Beginiini, de' 17 settendjre

significante parte di quelle spedizioni che

i634j

riferita dal Nicolio,


tit.

Lucubrat.
1

p.
\.\

poi

si

eseguirono dalla Dataria e dai

2, lib. 5,

39; Innocenzo XI

con

Brci'i,

co

nelle dispense matrimoniali,

costituzione

come

nelle altre dispense sull'et e legitalti


i

Pontfcx , de' settembre iSc^i, Bull. t. c), p. 265,prescrissero

Romanus

timi natali, sopra l'irregolarit e

nuove norme
si

al

tribunale e

le

impedimenti pegli ordini e benefizi; non che sul concedere il beneplacito apdslohco nelle alienazioni de'beni
di chiesa, nel-

facolt del penitenziere

maggiore; altre

provvidenze
per
la

hanno

di

Clemente XII

bolla j4pnslolatus offciuin. Final-

leconfeimazioni apostoliche e altresimili

mente benedetto
Bened.

XIV
,

nel

1744 con
determin

la

pubbliche spedizioni, laonde

sia

per

gli

bolla Pastor Boniis^ de'i3 aprile, Bull.

emolumenti, come per occasione di gratificare ben affetti, sino allora si considerava il penitenzierato maggiore la prima carica di corte. 11 successore s. Pio V molte leggi eman sul tribunale: col moto- proprio Cum sicut accepinius, dei 5 dicembre 566, Bull. cit. p. 824, sotto pena di falso, ordin a'procuratoii deli i

XI F

t.

p.

q,

di-

stintamente

le

facolt del cardinal peni-

tenziere; e con allra. In Apostolicae,^.

33o, dichiar
la.
il

doveri degli
,

ufllziali
il

del-

penitenzieria

ne stabh

numeio
i

modo
I

di eleggerli,

detto [leuitenziere,
dita di

non che doveri di cui conferm la renal

00

scudi d'oro

mese, cio

65

ia

penitenzieria di esprimere

la

verit

scudi d'argento, assegnati da Innocenzo

nelle dispense matrimnniali e altre grazie

XII

Clemente XI; come ancora 2J


sigillaltue,

che s'impetrano dalla penitenzieria;

scudi simili al reggente, i5 al datario,


al correttore e al

col n\u\o-^vo\i\\o

Cum

sicut accepinius,
p.

10

al

teo-

del

56f), Bull.

t.

4, par. 3,

54, de-

logo e
e

al

canonista, 12
.scrittori.

al pro-sigillatore,

cret pene contro

gli scrittori, .sollecitatori

agli

L'attuale onorario di
il

e altri offiziali di penitenzieria, se nellf

tulli

coaiponenii

tiibuiiale

si

legge

dispense matrimoniali avessero esposto

a p.

{\']

della Statistica di tutti ^Vimpic-

78
ghi
p.
(iella
I

PEN
V.

PEN
minori, e vengono nominati dal cardinale
,

Sede

del

18, pollai ilella

849- Nel voi. XIX, divisione delle tuada quel-

leiie spettanti alla penitenzieria

ziali
'

ledella dataria e de'brevi, fatta nel i74'^j


(

eletti dal Papa; gli altri sono uHiminori e ministri, e tanto questi che pi'inii non possono ricevere premio, n

ed

d a Penitenziere maggiore, delle attua-

mercede alcuna, perch


stipendiali

le

spedizioni del

li

sue facolt.
Gli
ofllciali

tribunale sono tutte gratis, essendo essi


e ministri
di questo triil

eon

gli

bnnale sono
lit

di diverse sorti:

Cohellio

pagano

in cancelleria

emolumenti che si per le dispense ma-

tratta delle lo!o iiicumbenze e delle

qua-

trimoniali di
gillalore

che

si

richiedono massime ne' prin-

minor grazia, e per il siquando si firma mette la forubiqiie.

c\pa\'\, COSI

tiaria, et

\\ Pleiemheig, De poenilcnde offcialcs s. poenileiitiariae. Alcuni de'principali, dice De Luca, fan-

wo\a: gratis

Per

la

spedizione

delle dispense vi sono


dizionieri addetti,
laria e cancelleria,

procuratori spequelli della da-

come
i

llo

figura

come

di

congiudici e di consi

quali

non hanno

in-

sulloii col penitenziere, per cui

soglio-

gerenza alcuna nel tribunale, solo procu-

no congregare con esso e in suo palazzo due volleal mese, e questa adunanzachiaiiiasi
la

rano

le grazie,

assistendo vescovi o paril

ticolari,

che rappresentano avanti

tri-

segnatura della sacra peniteliconsuetudine ha pur luogo

zieria, che nella settimana santa per an-

medesimo, e de'quali feci cenno a Dataria e altrove. Il tribunale pertanbuiiale


to della
il

tichissima

s.

penilenzieria apostolica, oltre

nelle penilenzieiie delle basiliche, del cui

cardinal

sommo

penitenziere o peni-

accesso col tribunale parlai a PeniteyziERF MAGGIORE e succcssivo intervento


alle patriarcali.
ci'ogiii

tenzieremaggiore, si
ti

compone de'seguenlutti eccleil

ofliziali
,

maggiori e minori,

In altri
si

due

giorni

poi

siastici

tutti aventi

sigillo di

confes-

settimana

spediscono

gli affari
il

sione, per cui fanno apposito


lo in

men gravi
le
si

dal solo reggente, presso


i

quaconri-

giuramenmano del penitenziere maggiore,

congregano

ministri minori, facenle

con forinola che riporta Pleltemberg,


qffciales
s.

De

dosi pi o

meno

frequente secondo

poenilentiariae.
Il

tingenze de' negozi, per esaminare e


sol vere, se le

Reggente.

i.^olliciale della penilen-

dispense, assoluzioni e altre

zieria, suole essere


lati

grazie che
se e in

si

qiial

domandano, vanno concesmodo; dappoich non solo


,

della curia

uno de'pi degni preromana, per antichissi,

ma

consuetudine sempre delfillustre ce-

s'imploiano dispense e assoluzioni occulle di foro

to degli uditori di rota

ed ordinaria-

interno

ma

eziandio

le

asso-

mente

il

decano de'medesimi o uno dei


al

lozioni d' alcune censure ]uibbliche del

pi antichi per anzianit tra'medesimi,


insignito negli ordini sacri maggiori
;

furo esterno,
liei,

come
i

la

percussionede'chie-

quando

percussori non recansi in

presinte mg.' PielroGiuseppe d'Avel-

Roina, secondoch dai sacri canoni viene ordinalo, ed in questo caso si esamina in segnatura, come tribunale, per amniellere o rigettare le scuse per giustificaie

Iny-ISavarrospagnuoIo, elettoda Gregorio

XVI quando

era 2. uditore di rota

o sotto decano, mentre attualmente il decano. Il reggente, dice il De Luca,

gl'impedimenti dell'andata

in

Ho.so-

come un

vicario generale del cardinal

ma.
lo

primi

sei ofliciali

maggiori non

penitenziere, per cui concede molte assoluzioni e spedisce diversi negozi da s


solo, senza partecipazione del penitenzie-

figurano quali congiudici e consiglieri

del
lati

sommo

penitenziere, e per lo pii pre-

qualificali

rienza;

ma

per dollrina, virt e spesecondo il Lunadoro diconsi

re o della congregazione o segnatura;

yale a dire spedisce quelle materie ordinarie, cui

penitenzieri maggiori per dislinguerli dai

non avvi

difllcolt di conces-

PEN
sionc, ovvero che dc'hbonn
ncgorsi
;

PEN
le
le

79

le

formole prescritte dalla penileu-

cose dubbiose riferisce al canliriiile e poi


si

zieria, e

discutono accuratamente in segnatura.


volte la settimana segna di sua mamemoriali e li consegna ai 3 procu-

Due
no
ria,
i

ne fa nota nell'estrema parte dei memoriali, sottoscrivendo le lettere del penitenziere col suo nome e cognome.
Il

Morcelli qualific questo ofliziale

mag-

ratori o siano segretari della penileuzie-

giore, Praepositus lihellis pociiilciilinrii

ed allorch

fa

d'uopo sottoscrive

in

recognosctndis. Sigillatore. Altro prelato che custodisce


il

vece del cardinal penitenziere decreti o


col rescritto, y?(7f in
affari facili
;

sigillo jubblico del-

forma,

se trattasi di

la penitenzieria, e sottoscrive

dopo

il

corio-

o con altro rescritto, fiat de

rettore
di

le lettere del

sagro tribunale;

spccifili, se l'interesse

osservazioni e
reseli

ha richiesto varie diligenze; o finalmente col

dopo averle
nel

sigillate col

sigillo le in-

via ai procuratori o spedizionieri. Sicco-

tto,^; de exprcsso,N. N. Regens,


la

me

allorch
pa, cui
si

cosa viene conchiusa dal Pa,

tuzione In
pressi
i

i56q colla summentvatu costiearum rerum furono sop,

reca a udienza

per impotenza

due

collegi degli scrittori e de'pro-

del cardinal penitenziere.

Clemente XII
reggente del-

curatori della penitenzieria, e trasfeiili


alla

per distinzione concesse


la

al

medesima

col

nuovo

titolo di

pro-

penitenzieria
al

l'uso del fiocco di seta

curatori e di scrittori di grazia iinore^


allo stesso sigillatore
le

verde
IX,
p.

cappello,
11

come

registrai nel voi.

iq8.

Morcelli chiam questo pri,

spedizioni che facevano

incombe la cura deldue collegi;


i

mario ofciale Siimnii magstri criin. expiandi, adiutor a rcscriplis. Diversi


reggenti

di

pi a

lui tocca

il

custodire

registri

delle scritture, al quale

impiego

vi

suppli-

furono decorali della

dignit
u/l-

sce

il

pro-sigillalore. Sottoscrive
le

cardinalizia, cos
ciali

moki
i,

degli

altri

correttore
tis

lelteiedel

dopo il penitenziere: Gra-

maggiori, dalai

canonisti, corret-

tori e sigillalori,

ed alcuno anco vivente.

uhique N. N: Sigillator. Segretari tre. Hanno cura della distribuzione de' memoriali,

Teologo.

E sempre un religioso della comil

dopo

averli riferiti alla congrele lettere.

pagnia di Ges, ed oltre lesue particolari


attribuzioni,
logia

gazione e segnatura e speditesi

consiglieie in sacra teopciiilenzieie, ne' casi


lo

La

cassetta per licevcre le suppliche


la

del cardinal

presso

residenza del cardinal penitendel sigillatole e del

pi
i

difficili.

Nel secolo passalo

furono

ziere, del reggente,

pp. Alfaro SparvieiijCaravita (diverso

sacro tribunale. Pro-sigillatore. Coadiu-

dall' istitutore dell' oratorio omonimo), Turano, Koceri, Angelis, Stopponi non

va
il

il

sigillatore in diversi uffizi

nel

i8o8

cardinal Antonelli confer

la

carica al
,

gesuita, e

gli

ex

gesuiti Eolgeni, ISIari:

celebre erudito Francesco Cancellieri

novich, Giorgi, Alfonso Muzzarelli


juislinata
il

ri-

com'egli slesso rimarc nel Ctnolaphiuni

la

compagnia
il

fu l'atto teologo
p. Zecchinelli,

che fece a quel porporato, stamp


no. Scrittori quattro.

il-

p.

Zauli, ed ora lo

lustr con note. Archivista e cappella-

celebre predicatore, avente per coadiutore


il

Sono ammessi per


che
si

p.

Cornelio Van-Everbrotck.
feci

Dai6o.

concorso

all' uffizio,

deve tenere
offi-

ta rio.

Ne

cenno nel
le
il

voi.

XIX,

p.

innanzi al reggente e al correttore, se-

Canonista. Oltie
cuuibcnze,
ni
{)i

sue particolari iu-

condo Plettemberg, essendo loro

consigliere in sacri cano-

cio scrivere le lettere della penitenzieria.

dtl

caidinal penitenziere, ne' dubbi

Scrittori so})r annumeri sei. Distributore


delle materie. Registratori due.
tista.

complicati. Correttore. Questo cor-

Compui

rettore o revisoie esamina, rivede e cor-

Portiere. Del sacro tribunale della

regge

le

suppliche de' procuratori e se-

penitenzieria apostolica tiattarono

no-

gretari, cio se

sono

seconda dello

sti-

minali scriltori e

altri

citali a P.mte.v-

8o
min.
tcr.:

PEN
clie,

PEN
Tiburlii
]\;ivni-

zrERE MAGGIORE, iion


oss. rif.

lati ve

oiim poenit.

in basilica

Ln-

J\Ianu(luctio

adpraxini cxccntionis

possono leggere a CarPergamena, Diploma, Lettera, Cereo PASQUALE, Lettere epistolari. Diterudizieni
si

ta,

lilerarum sacrae poenilentiariae,


,

Komae

tici,

1714- Vincentii Pelra poi cardinale e penitenziere, De sacra poenitcntiana aposloUca, Womsi 1712; ma solo la 1/
jarte puljblic.

re dissi,

LixGUA, Stampa. A'suoi luoghi pucome nel concilio generale Vili

PEiNNA, Calamus. Sliumentocol quale


si

loq vescovi sottoscriscondanna con penna intinta nel sangue di Cristo, ad esempio di Papa Teodoro I quando condann Pirro modi Costantinopoli,
la

sero

scrive, o sia di
si

penna d'uccello
servirono per

oiii

nolelita, e

si

pratic poi nella pace tra

altro. Gli antichi

iscri-

vere di

stili

e lo facevano

su lavoletle

intonacate di cera, o con piccola canna

Calvo e Bernardo conte di Tolosa; altri esempi li liporta Pagi, in Brev. lom. Pont., in vita Tkeodori. L'imperaCarlo
il

o V intercodio
ra qualunque,

d'

una canna, servendosi

tore greco sottoscrisse

il

concilio di Fiin

d'inchiostro o di minio o di altra tintu-

renze

con penna intinta

inchiostro

Donati, Dediliici^. 24, dicendo degli strumenti che usarono gli


li

rosso all'uso degl'imperatori greci. Ales-

sandro VI divise con un

sol trattodi

pen-

antichi per scrivere,


fi,

nomina

gli stillo

gra-

na

sulla carta geografica, le conquiste fat-

che
alti

pili

antichi talora erano grandi

te dalla

Spagna
di

e dal Portogallo sull'A-

quanto
ni,
vietati

icollelli,

chiamati
ferire,

citlicUi seripio-

merica
lai

questa memorabile linea parI

anche a

per cui furono

quei di ferro e introdotti d'osso;

se ne fecero

anche di metallo. Tali stili da una parte erano appuntati per l'ormare le lettere e piatti dall'altra percnnceliarle.

ne'vol. H,p. o, e XIV, p.236. Alessandro VII finch vi.sse conserv gelosamente la penna con cui da prelato avea firmalo il famoso trattalo di Mnnster e Osnahrilck:

Portavansi insieme alle tavolet-

te su

cui scrivevasi, in astuccio appesi

na po

fu sospesa in alla chiesa

dopo la sua morie tal penuna cappella di s. Filipnuova


ds' filippini;

come
cap-

alla cintola. In oriente vi


li

sono de'[opo-

fece Giusto Lipsio della sua nella

canne per iscrivere, poich le canne sono adatte per iscrivere l'arabo, cos pure per dclineare cache
si

servono

di

pella della Beala

Veigine

di Hall.

Leo-

ne Allazio

si

serv per

della stessa penna, e

4o anni continui quando la perde ne

ratteri delle

lingue indiane

principalfor-

rimase inconsolabile, stentando a trattenere


Itili,

mente
niva
to
il

del sanscrilto. h' Egitto (/^.)

le

lagrime,
p.

come narra Mabillon,

ai

romani

calami o penne, quansi

hai.

60. Vedasi Davidis Clerici,

papiro sul quale

scriveva. Si pre-

tende che Isidoro, fiorito prima del VII


secolo, pel

p.

Laiulespennae, interejusdem Orationes 94. Il Marini, Archiatri i. 2, p. 12I)


che
gli

primo abbia parlato

delle pen-

riferisce,

scriniari pontificii veni-

ne,

come strumento inserviente alla scrittura; onde si crede che le canne e le


fossero impiegate
te

vano dal Papa


per pelili ani
et

investili della loro carica

calaniariuni; e che

il

car-

penne

per alcuni secoli,

simullaneamenma che finalmente


l'uso del-

nel secolo
le

ebbe a prevalere

penne e furpiesto esclusivamente adotalmeno in Europa. Si fa quindi uso per iscrivere non solo delle penne d'oca, ma di quelle ancora di cigni struzzi
tato
,

da Carpi legato in Francia ebbe da Paolo III, agli 8 gennaio i53y, un breve facoltativo per creare due o tie notali apostolici, investendoli per pcnnani et calaniarc, e questi mandinal Rodolfo
,

corvi, gallinacci e di molti altri uccelli,

dare poscia in Inghilterra a pubblicar solennemente le notissime censure. Abbiamo di Rlartoielli, De theca calamaria.

come pure

di acciaio o altro metallo.

Re-

PEN
PENNA
vescovile.

PE N
resilienza

8
Panfilo vedova-

BILLI. Cina con V. Mote Feltro. Spagnn

chiesa parrocchiale di
si

s.

PENNAFIEL o PEGNAFIEL,
frla. Citt di

Pt-na-

il marmo ora trasportato nel palazzo municipale, che indicava leantiche acque

nella Castiglia vec-

minerali esistite
dette
le

pi

ima dell'era volgare,


nel-

chia sul Duero, a io leghe da Valladolid.

aqnn Ventina, ed aqua Vi riun

Vi fu

nel

i3o2 celebrato un

concilio

due celle,

e somiglianti a quelle di Cuti-

dal i. aprile ai i3 maggio, presieduto da Gonsalvo arcivescovodiToledo e suoi sulVaganei. Si pubblicarono i3 articoli

lia

ne'sabini. Vitruvio ne lod lequalit


i

medicinali in dedicare
tettura

suoi libri d'archi-

ad Augusto. MuzioPansa, medico e


V, parla
la

per reprimere

gli

abusi de'concilii di quel


chierici, le u-

poeta valentissimo pennese, bibliotecario


di Sisto
di

tempo,

il

concubinato de'

questesmarrite acque.

venne tra le altre cose ordinato il canto quotidiano ad alta voce della Salve regina, dopo la compieta ; che il pane destinato ad essere consagrato dosure, ec;

Presso

cattedrale, nella valle

formata
il
:

dal Colle

Romano,

nel

826

si

scuopr

serbatoio, di figura ottangolare bislunga


se

vesse farsi alla presenza de'preti o di altri

ministri della chic'^a; e di pagar la delegittimi


,

cima degli acquisti


noscere
t.
il

per rico-

28

supremo dominio di Dio. Reg. Labb t. i Arduino t. 8.


r ;

PENNE

(Pennen). Citt con residen-

mediante canale si form la nuova fontana de' Bagni, che ritornano a prendere l'antica celebrit. Abbiamo di Vincenzo Gentili, Dell' acqua Ventina et Viruni di Citt della Penna, Napoli 1833. Altro illustre pennese fu il famoso giureconsulto Luca di Penna,
ne
fece l'analisi e

za vescovile del regno delle due Sicilie, nell'Abruzzo Ulteriore primo, capoluogo di distretto e di cantone, posta nei

per non dire di

altri.

Vano

il

rintracCivita di

ciare la fondazione di

Penne o

confusi confini dei vestani e de'maruccini,

su due colline fra

gli

A pennini, bae Sino, che dal


e

Penne, Pinna Vestina, diversa da Penna Fucense o de'Marsi, essendo assai remota; fu decorata di belli edifizi e soccorse
i

gnate dai flumicelli

Tavo

romani contro

cartaginesi,
civile.

ma

monte Corno scaturiscono

sboccano

Siila la distrusse nella

guerra

Car-

nel Salino maggiore, a 8 leghe

ramo
che
e
il

e circa

da Te5 da Chieti. Rinchiude qual-

lo

cia, e

bell'edifzio.

come

l'antica cattedrale

prossimo episcopio. La cattedrale des.

Magno la dichiar capo della provincon diversi dominii l'assoggett al vescovo, l normanni, che vi scacciarono saraceni, vi fondarono il regreci ed
i

dicata a

Maria
di
s.

degli Angeli, e sotto l'inlevita e martire

vocazione
de'suoi
sio

Massimo
il

patrono della
vescovo
di

citt,

cui corpo con quello

gno poscia detto delle due Sicilie: Ruggiero I dopo la prigionia d'Innocenzo 1[ fu riconosciuto re e dichiar Penne citt reale. Carlo
INIargherita
d'

compagni martiri edelb. Anastaivi


si

nel maritare sua figlia

venerano.
i."

11

capitolo

si

Austria gliela

diede per

compone

3 dignit,
il

l'arcidiacono,
1

l'arciprete e

primicerio, di
il

1 canonici

dote con titolo di ducato, onde pass ai Farnese duchi di Parma, e da questi a Carlo di

compresili teologo e

penitenziere, e di
11

beneficiati, oltre diversi chierici.

fonte

Borbone, che la cede al suo figlio Ferdinando IV re delle due Sicilie.


vi fu

battesimale nelle 5 chiese parrocchiali,


fra le quali

quella di

s.

Gio. Evangeli-

La fede uno de'72


:

predicata da

s.
il

Patrasso,
i.

discepoli, e ne fu

vesco-

sta collegiata.
ligiosi

Vi sono 4 conventi di ree due monasteri di monache, con-

fraternite, seminario, ospedale,

monte

di

piet e teatro. Sonovi diverse fabbriche

e manifatture di fiori

finti.

Fuori della

VOL,

LII.

vo la sede vescovile fu dichiarata immediatamente soggetta alla s. Sede, come lo tuttora, venendo onorata dai Papi con titolo di nobile e celebre. Il vescovo Romano fiori nel 499> q'J'ndi Ama6

82
tleo

PEN
r

PEN
tenziere, e 2 beneficiali, oltre altri chie-

o Amocleo ceirS 7,clie ottenne un privilegio da Lotario I e la conferma delle

prerogative di sua chiesa, avendo ascoronazione. Jacopo fu

sistilo alla di lui

Tcscovo neir844>
110

Hermanno

o Helmoi-

862; Giraldo o Grimaldo trasfer solennemente in cattedrale nell'SGS le ossa de'ss. Massimo e compagni martiri. Gaidolfo fratello di Berardo conte di Penne nominato nel 962, per la donazione del monastero cistcrciense di Casanova, fondato da Berardo. Giovanni, cui ad istanza dell'imperatrice Adelaide nel 963 Ottone 1 conferm privilegi. Indi sederono Berardo pennese, morto nel o55; Giovanni Felertano monaco del io57,da Nicol II ebbe la conferma de'beni di sua chiesa; Pampo del 1061; Aribertodel 1 1 12; Grimaldo del I iSjO cui Innocenzo II e Eugenio 111 confermarono privilegi; Odorisio
dell'
i i I i

un convento di religiosi monache, confraternite, ospedale, seminario e monte di piet. Fra le abbazie della diocesi di Atri fu celebre quella di s. Bartolomeo di Carrici.

Vi

pure

e 2 monasteri di

pineto, poi unita a quella di Casanova,

ch'ebbe sino
AI
i.

a'

5oo monaci.
Gualterio, da
i

vescovo di Penne e Atri unite,


i

Beroaldo, nel

264 successe

Urbano IV

Iraslato

da Amelia; nel

Beral lo o Beroaldo; neh

268 285 fr. Leonardo

Caio sanese servita, fatto da Onorio IV; nel i3o2 Bernardo d'Angers; Raimondo del i32i; Guglielmo di s. Vittore
francese del
J
i

324; Nicol

cistcrciense del

326, che per essere slato imprigionato dai canonici, dest il grave risentimento di Benedetto XII. Nel 352 fr. Marco Ari

dinghilli nobile fiorentino, dotto e

vir-

tuoso domenicano, poi trasferito a Ca-

del

169, cui fecero

il

simile pi Papi;

merino. Nel i36i Gioioso


nel

di

Sulmona;
Mala-

Otto o Oddo del i 190 ebbe diversi privilegi da Enrico VI e dalla s. Sede;Gualterio cistcrciense del 1200 eletto da Innocenzo IH; ma per la sua condotta poi
lo

1370 Barnaba

de' marchesi

ammom

acremente. Gli successe


vita,

il

b.

Anastasio del i2i5disanla

che
1

e-

diflcilconventode'francescani; nel 13
riconosciuto da Onorio
dogli
i

1387 Agostino napoletano, poi di Perugia; nel 391 fr. Pietro Scala domenicano; nel 393 Autono trasferito da Teano; nel i4>3 fr. Pietro de Castro Velcri de' minori; nel i4i3 egualmente Giacomo Tordi fu uno despina, poi di Pisa. Nel
1

Gualtiero cassinese eletto dal capitolo e


111,
li

gli elettori di

Martino

al

concilio di

conferman:

Costanza; nel 14^0 Delfino Nanni Gozzadini nobile bolognese, abbate

privilegi

Federico

ridusse

il

commengli

numero

de' canonici e lo

approv Greil

datario di Nonantola, lodato pastore. Tra.sferito a

gorio IX. Essendo vescovo Beroaldo,

Fossombrone

nel

i433

sucro-

cardinale
ra

CoUemczzo \egaio,co\a letteDei'otionis, nel 1 252 eresse in catte(altri scrissero ripristin)

cesse

Giovanni de Polena uditore

di

la, traslato nel \^5f\ a

Orvieto, donde a

drale vescovile

^tri (^), e 1' un a Penna, ci che approv Innocenzo IV nel i252 con le
Lolle Licei ea, e

nel

Honorem

Ecclesiae, del

i5 marzo. La cattedrale d'Atri, buon edificio con vicino episcopio, dedicata jiU'AssunzionediMariaVerginejCon batlisterio, e vi si venera il corpo della prolettrice
s.

Giacomo Benedetti; 1456 Amico deBonamici; Antonio Probo d' Atri morto nel 1482. Gli successero Troilo Agnesi beneventano; Matteo Giudici romano, morto nel i49^j
questa chiesa pass
indi Felino
la

Sandei ferrarese uditore delcamera, poi di Lucca; nel i5o2 NicoPiccolomini di Lucer, traslato da quel-

Reparala, ed avvi altra chiesa


11
1'

la chiesa; nel

i5o3

Battista Cantalice sa-

parrocchiale.
l'ai'cidiacono,
1

capitolo ha

dignit,

i."

bino assai erudito; nel i5i4 Valentino


Cantalice nipote del precedente,
e co-

arciprete e 2 primiceri,
il

canoiiici

compresi

teologo e

il

peni-

m'esso canonico

di

s.

Maria

in

Via La-

PEN
tn,

PEN
di

8
Cassino.
r

inlervenufo

ni concilio

Laterano
III

l'attuale vescovo mg.'' Vincenzo d'Alfonso, della diocesi di

V,
nel

e prndenlissimo ottenne

da l'aolo

Monte

i53q, che

le

chiese di

Penne

e Atri

diocesi imile
f^lia,

si

cstentlono a circa

Le due 00 mi-

soggette alla s.Sede tornassero, poichCie-

niente VII nel

526
1

l'avea fatte siilTia


(Ji-

gni

conlenenti pi di 80 parrocchie. Onuovo vescovolassatoiu fiorini 4o^j


le

ganee

di Chieti.
;

Nel i55r Leonello

essendo

rendite circa

3ooo

ducati.

bo

folignese

suberi

554 Tommaso Conbeneventano, deposto da Pio IV


nel
di
la

PENSIONE ECCLESIASTICA. Porzione de' frutti che


si ricava da Beni eli Chieaa (^), o da un Beneficio ecclesiastico (^.), assegnala per tempo determi-

perch gli fu imputato lafla congiurato contro

aver coi Capace d


Italia,

sostituendogli nel i56i Giasou)o Guidi

nobiledi Volterra eruditissimo, cheinter-

clesiastico,

nato e per una giusta causa ad un ecche non lo possiede, da pren-

venne
la

al

Tiidentino. Nel

i568 Paolo Odel-

dersi

anche su quello che

lo possiede.

Le

ilescalchi di

Como, uditore generale

pensioni ecclesiastiche ebbero origine nel

camera, nunzio pontificio in Austria e Spagna, poscia impiegato nella lega contro fuichi e in altre gravi incombenze.
i

45

dal concilio di Calcedonia,

il

quale

acconsent che Massimo, eletto vescovo

d'Antiochia in vece di Donno, a vantng


gio di questi stabilisse
la chiesa
la

Nel 1572 Gio. Battista Benedetti


lda, abbell la cattedrale

di

Of-

una pensione
di

sul-

e di altro fu

Antiochena; come approv nlStefano,


il

benemerito; nel

5f)

Orazio Montani
;

causa di Bassiano e

il

i."

di Policasfro, traslato

ad Arles

nel

5qg
il

deposto dalla sede d'Efeso e


3.",

2. a lui

Tommaso Balbani
chese che consacr
ni
;

lucchese, celebr

si-

surrogato, ed essendo slnto ordinato un

nodo; nel 1621 Silvestro Andreozzi lucla

venne statuito che dall'erario


si

di del-

chisa de'cappucci-

ta chiesa

somminisfrasseroai primi 200


titolo di

nel

64S FrancescoMassucci dotto re-

soldi

d oro atmui, a

nutrimento

canatese;
cerata,
le e del
si

neh 65^ Gaspare Borghi


rese

di

Ma-

e consolazione,come diceil concilio, pres-

capitolo; nel

benemerito della cattedra1661 Esuperanzio

Raffaeli nobile di Cingoli; nel

1668 Giu-

seppe Spinucci fermano,


pei poveri
fic e
,

istitu soccorsi

Labb, Concil. t. 4j p- 7o5;donde incominciarono le pensioni ecclesiastiche, non prima udite nella Chiesa, come osserv Van-Espen,t7z<r. eccl. unii'.pnv. 2, tit.
.so

dot

nel

696 fr.

Loreto edimonastero per religiose; Vincenzo Maria Rossi di Bari,


e nella terra di
il

2 3, cap. 2. Dipoi

s.

Gregorio

del

590

ordin che

si

assegnassero

5o

soldi d'oro

procuratore generale de'conventuali; nel


i6c)8 Fabrizio Maffei nobile di
losio, col
t. f
,

Monte Pede'vescovi

di pensione sul vescovato di Lipari ad Agatone, ch'era stalo deposto da quella sede. Nel 1 57 i s. Pio V con la bolla Ex

quale neirUghelli, Italia sacra


I, si

proximo,

del i. ottobre, obblig

pen-

p.

1 1

termina

la serie

sionari sopra

qualunque benefzio che non


il

di

fli

Penne e Atri, che compir colle Notizie Roma. iy23 Francesco Bussolini celestino di Atri; 1746 Innocenzo Gorgoni celestino d'Otranto; 1755 Gennaro Perelli napoletano; 762 Giuseppe Maria de Leone della diocesi di Gaeta; 1779 Bonaventura Caleagnini di Gaeta; 8o5 dopo lunga sede vacante Nicol Francesco Franchi di Chieti; 1818 Domenico Ricciardonedi Chieti. Per sua mor1

erano tenuti a dire

divino

uffizio, a re-

citare quello della Beata Vergine, ed or-

din che tante volte quante mancassero

all'adempimento
perdessero
i

dell'

obbligo ingiunto,
pensioni.

fiutti delle slesse

Vi sono

nefizi ecclesiastici,

beaccordano con dispensa pontificia, a titolo o di elemosina o di gratificazione, ma sono di (ferenche


si
ti

delle pensioni sopra alcuni

dallepensioni ecclesiastiche, bencli de-

te

il

regnante Pio IX nel 1 847 preconizr.

rivino

da benefzi

ecclesiastici.

Oliando

84
esistevano
Jieri di
i

PEN
collegi vacahilisd de' cavas.

PEN
vile in partibus, sufTrnganeo di
1

Bostra

S.Pietro, di

Paolo,

Pii,

Lau-

retniii e altri,

ognuno percepiva pensiobench


laici. I

Gregorio XVI nel 84') lo confer a mg.^ Carlo Uberto .Tea ntet quando Io fece coadiutore del vicario apostolico del

ni ecclesiastiche,
sii laici

conclavi'

Ton-

per privilegio possono conseguir-

ckino occidentale.

le, gli ecclesiastici le

no rassegnare

la

godono e ne possoquota prescritta dalla


I

PKNTAPOLI, Pentapolis. Nome dele pi luoghi l'hanno portato. Deriva dal greco penta, e polis, la Pentapoli, regione di cinque
la
,

regione di cinque citt

concessione pontifcia.

cardinali che go-

dono
ni,

pensioni ecclesiastiche hannoii prila

vilegio di trasferire

met

delle pensio-

citt,

onde

si

disse regione

Penlapolilana
le citt

premessa la spedizione del breve facoltativo. Anticamente quando beni ecbenefizi eclesiastici erano in comune, rano interi e senza diminuzione. Tra i Pripi che moderarono la permissione di ti asferire le pensioni ecclesiastiche, nomii

quella che le conteneva, e


tapolee.
ci

Pe/i-

La Decapoli formavasi
;

di die-

Giordano una citt si Monopoli j due Duopoli j tre Tripoli come Tiro, Sidone e Arata, o Tricitt di l dal

disse

ner Urbano \IIF. La pensione ecclesiastica non permessa e canonica, che


alle seguenti condizioni,
le
si
i

poltana j quattro Tetrapoli, come Laodicea, Antiochia, ec. La Pentapoli della

Colui

al

qua-

accorda dev'essere ecclesiastico, esente da qualunque censura e irregolarit. 2.

ta sopra giuste cause,

La pensione deve essere fondacome sono la po-

vert d'un ecclesiastico, una transazione sopra un diritto litigioso, la ricompensa pei servigi resi o da rendersi alla Chiesa, la rassegna d'un benefcio, pura e semplice o a causa di permuta per l'utile della Chiesa, finalmente qualunque altro vantaggio reale della Chiesa. 3." E ne-

sacra scrittura, comprendeva Sodoma, Gomorra, Adama Schoim e Segor^ la quale ultima scamp alle fiamme che incenerirono le quattro altre, perch il Signore esaud la preghiera di Loth le distrutte formarono illago Asfaltite o il lago di Sodoma. "La Pentapoli dell' Asia minore, al sud ovest, era abitata dai dorii e formavasi di Lindo, Jalisso, Camiro, Cos e Gnido, e quando nella confe,
:

derazione entrava Alicarnasso, fu della


Esapoli. Ahia Pentapoli d'Asia fu nella
Frigia Pacaziana.
to

pensione, abbia la facolt di crearla, quale concede il Papa, e secondo alcuni teologi anche i vescovi. 11 godimento poi della pensione cessa colla morte naturale o civile del pensionarlo. Si possono leggecessario che colui,
il

quale crea

la

ebbe

Ticelia.

La Pentapoli d'EgitLa Pentapoli della Ci'


Tolemaide, Apollo-

renaica o Libia superiore abbracciava


Berenice,
Arsinoe,
nia e Cirene;altri vi aggiunsero la

Mar-

maride e
le

altre popolazioni.

Queste sono

Pentapoli d'oriente; ecco quelle d'oc-

re: Fatlinelli,

De

transl. pensionihus et

cidente e tutte nello stato pontificio.

La

responsa juris. Giganti,


ecclesiasticis, Co\on\a.e

De

pensionibns

i6i5. Tonduti,

Pentapoli etnisca o Nepesina ebbe per capitale ISepi (^-), succeduta a Faleria
nel grado, con Sutri, Fescennio e Orte
il
:

Traci, depensionibus cclesiasticis,hig'

duni 1662. Clericato, Discordine forenses dcbeneficiis pensionibns, Venetiis.

Nardini, Della Pentapoli Nepesina, diil

ce che

Nobili registr che venne for-

PENTACOMIA.
i.^

Sede vescovile della


metropoli
di

Arabia, sotto

la

Petra,
se-

mata da Fidene,Nep!,Falisca, Villa Magna e Ferenti; ma non conviene sulla pri-

eretta nel

IX

secolo. Altra

omonima

ma

e ultima. Vedasi Degli Effetti,

Me-

de della

1."

provincia d'Arabia, sotto

Wior/V',

della Pentapoli Cisciininia, FcienIl

la metropoli diBoslra. Quesa Pentacomia, Pentaconiien, ora un titolo vesco-

tana.
zio,

Vittori, nelle

Mem.

di Poli mar-

crede che questa, con Nepi,Fidene,

PEN
Faleiiae Ferente formassero la Penlapoli
Finisca. A

PEN
e terrestre, clie

85

Marca eEsARCATO parlai delle

due Pcntapoli maritlinia


spesso cambiaroiiolimile e

nome. La Peutapoli mariltiina o Piceno o Annonaria, cdn Ancona per melropoli. La Penta po-

montana o mediterranea o Romagna, ebbe Ravenna a melropoli, come lo era deirEsarcato. La


li

terrestre o

Flaminia
Peutiipoli

in

ebbe origine dall'esarca Lonsecolo, che alle provincie die

gino nel

VI

un sislema diverso
ch
considerata non

dal precedente; e poi-

Leone, quale complesso di dieci citt. Da Riinini cominciava la Penlapoli marittima e si estendeva con Pesaro, Fano, Sinigagliae A ncona; di poi si aggi unsero fumana o Umana ed Osimo. Le cittadella Penlapoli terrestre erano Urbino, Gubbio, Cagli, Fossombrone e Jesi. Tutte le altre nominate nella donazione e restituzione di Pi|)ino, Carlo Magno e Lodovico 1, ed in altri monumenti antichi, dopo averle tolte ai longobardi, sono citt della Penlapoli marittima o terrestre aggiunte poi,

egli risiedeva in Piaveiina,

questa fu

come Monlefellro

Luceoli,

meno

metropoli dell'^il

territoriuni Balnense o Valvense

(come

sarcato che della Penlapoli,

che diede

avverte l'Orsi, Sovranit de' Pont.), Conca (oggi Cattolica nella legazione di Forl,

motivo a diversi
hi

scrittori di credere
al di l di Piimini.

che

Penlapoli fosse

Da

^.

),

che

in

pi luoghi registrai,
p.

come

principio le citt costituenti la Penlapoli

nel voi.

XXII,
gli

80. Sono di dilferente


le citt

tiuono cinque; aggiunte altre


so di
i

in proces-

sentenza
alle di

autori nell'assegnare

tempo e allargati confini, la regione non cangi nome, ma continu a dirsi Penlapoli, com'era succeduto dell'I lalia nel suo incre-iuenlo. Laonde si tolse la forza e propriet del nome, ma non il nome. Ed in ttitli abbiamo, come notai a

due Penlapoli, come all'estensione esse e la divisione del Piceno in An-

nonario e Suburbicario, per cui si possono vedere, la Reggia picena del Com-

pagnoni e

le

sue

Memorie
;

d'

Osimo, con

giunte del Vecchietti


chii picene

il

Colucci, A/iti-

Esarcato, che

vescovi della Pen-

lapoli intervenuli al sinodo

romano

del

680, furono
no, ;'Numana

quelli di Rimini, Pesaro,

Fa-

o Umana, Osimo e Ancola

t. iG; e il Brandimarte, Del Piceno Annonario o Gallia Senonia, non che gli articoli Pice.xo, e quelli delle citt Pentapolilane, massime Pesaro.

na; avendo erralo

die confuse
cos
il

il Biondo, Hisl. p. 102, Penlapoli con l'Esarcato; Rossi nella Storia di Piavenna, p.
il

PENTECOSTE^

Pentecostes.Ye^ia a

194, ed

\ ignoli, Liber pontificalis,

p.

3o8,
p. 2

quali

quelle citt
1

composero la Penlapoli con che nominai nel voi. XXV,

3, cio R.avenna, Classe, Forl, Cese-

na e Forlimpopoli, Sui confini della Penlapoli oggi

Romagna,

dalla parte di le-

vante, tratt Fatteschi,

Meni, del due.

di Spoleto, p. 170. Allargala la regione verso i monti, si formarono due Pen-

pasqua solenne in cui si celebra dalla Chiesa la venuta dello Spirito santo; il cui nome deriva dal greco Pentecoste , che significa cinquantesimo, e fu dato anticamente dagli ebrei alla festa delle settimane, festum ehdomadarum, quinquagesima, perch si celebrava sette settimane dopo la festa dell' agnello pasquale_, cio il 5o. giorno dopo il sedici del mese nisan, ch'era il secondo giorno della

Pasqua

(^.). Nella pentecoste essi offri-

una marittima ch'era l'antica, l'altra terrestre o moderna. Nel 726 Luitprando avendole invase ambedue, comecli popoli delle medesime gi eransi
lapoli,
i

vano le primizie della messe del frumento, onde fu cia festum niessis,festiimpriinitiarum,
stagione.
la

quale era raccolta a questa


consistevano iu

Tali primizie

sottoposti alla signoria e protezione della


s.

due pani
de e col

di pasta fatta colle


lievito,

nuove bia-

Sede,

il

Papa

s.

Gregorio
all'

II le

chia-

ciascuno di una misura

DecofJoU scrivendo

imperatore

di farina della

assaron, ossia di tre pia-

86
te di fallila.
Viiiifi ul

PEN
Oltre a questo
si

PEN
prtsenla(pianto la legge di grazia alla legge
suica, e

mo-

macchia di (jucll'anuo, un vitello e due monloni, da olTiire in olocausto j pi due ui;tielli per osila pacifica, e un capro pei peccali. Questi sagrifizi erano comandaIcaipio selle agnelli seiizu
li

pel giorno delia pentecoste, e alcuni al-

tri

per lutto

tecoste era

il tempo una delle

della festa.
tre pii

La peni

quanto il compimento de'noslri grandi misteri supera tutto ci che n'era soltanto la figura, misteri che significati in detta legge, furono in Cristo adempiti. Gli apostoli, lasciate le ceremonie legali, cominciarono a celebrare in parie la pasqua e la pentecoste, feste principali degli ebrei, per modo che ritenendo i nomi, venissero a celebrare pi segnai

grandi so-

lennit presso

gli

ebrei, in cui tutti

ma-

schi erano obbligali a presentarsi

davanti al Signore nel tabernacolo, enei lem[liotjuando fu fabbricato: non trovasi che
ijuesla festa avesse ottava. Gli ebrei

lati

misteridi nostra fede in quelle

adom.

brati. In
leiinzza

questo grau giorno

la

Chiesa so-

non solo
la

la

discesa miracolosa

mo,

dello Spirito santo, avvenuta di


nica,

domelegge di

derni

la

celebrano per due giorni

che
nei

ma

promulgazione

dell'^Va/jg-e-

osservano

come

que'di pasqua, astenen-

lo (^.)j e lo stabilimento della

dosi d'ogni lavoro e faccenda,

come

Ges

Cristo.

Che

questa
la

festa

deve in-

subbati, salvo che accendonoil fuoco, ap-

contrastabilmente
postoli, lo
si

sua origine agli a:

prestano

il

pranzo, e portano da un luo:

go

all'

altro quello ch' necessario

Dio
in

alferma ancora Benedetto XIV distingue da tutte le altre poich la


,

stesso

avea proibito ogni opera servile


,

Chiesa

in

questo giorno celebra

la

sua pro-

che chiam celeberrima e santissima. Fu istituita per ringraziare Dio della terra che avea data al suo poquesta festa
polo, e de'frutti che ne ritraeva; per ri-

pria festa e

come

1'

anniversario di sua

nascita, l'ultimo prodigio

Cristo die l'ultima

mano

alla

con cui Ges grande oal ricevi-

pera per cui venne sulla terra.


Gli apostoli
si

conoscere

il

di lui

supremo dominio

sul

prepararono

paese che possedevano e sul

mondo

intie-

mento

dello Spirito santo col ritiro, con

ro,sulleloro persone e lavori; per ringraziarlo altres della legge (ond'


ta
/tv.

purit di cuore, col distacco dalle cose del

anche det-

/a della legge) loro data sul

mongli

te Sinai, in

questo stesso giorno So." do:

mondo, con l'umilt, colla carit fraterna e coll'oiazione. A loro esempio la Chiesa si prepar a celebrarne la festa fino
dai primi secoli, col digiuno, colla
tificazione e colla preghiera.
tica disciplina

po

la

loro uscita dall' Egitto

perci
le

mor-

ebrei in questa festa preparano

sina-

Secondo l'an-

goghe, ed ornano

le

loro case di fronde

non
i

ci

era digiuno di pre-

verdi, di rose e altri fiori intessuti a for-

cetto per tutti

5o

giorni del

tempo pa-

ma

di

ghirlaude o corone in grau copia.


cristiana celebra anch'essa la

squale, cio da pasqua a pentecoste. Alla fine

La Chiesa

per

di tali giorni

di allegrezza,

festa della Pentecoste

5o

giorni o sette
la ri-

la vigilia della

pentecoste per legge ge-

settimane dopo Pasqua, ossia dopo


surrezione del Signore, in
la discesa dello

memoria

del-

Spirito santo in

forma

di

almeno dopo il IV e V secolo o venne sempre osservata cou digiuno di obbligo, affinch cristiani menerale,
forse prima,
i

lingue di fuoco sopra

gli apostoli e di-

glio

si

preparassero
e di

alla solennit, facen-

scepoli radunati nel cenacolo in

Gerii-

dosene menzione ne' sagramentari

di

s.

salemmei^V.), secondo l'ordine che avea


dato ad
essi

Leone
Milano

s,

Gelasio

1.

Nella chiesa di

Ges

Cristo

prima

della sua

6.

ascensione in

cielo.

Essa una delle tre

digiuno in

Ambrogio trov l'esenzione dal 5o giorni dopo pasqua tutti


i
,

principali feste dell' anno, ed di tanto

inclusive alla vigilia di pentecoste

e la

snperioie alia peulecosle degli ebrei, di

continuata solennit

al

pari della

dome-

PEN
iiiocile

PEN
,

87

di

che in giuno della

pasqua; ne* secoli seguenti anquesta chiesa fu introdotto il divigilia.

p avere cretto nella basilica Liberiana il maguillco baltisterio nella vigilia di


pentecoste ne fece
ne,
la

Quanto

alle cerenio-

solenne benedizio-

nie particolari di questo sabbato nel rito

ambrosiano,

si

pu vederle

in

rij diss. 57, nliq. Ital. t. 4Macri, Not.de i'ocab. fcc/., che Penteco-

MuratoAvverte il

ed amministr il battesimo a cinque ad un maomettano, li cresim e bened il matrimonio di due neofiti ne riporta la descrizione il n."46 del Diaebrei e
:

ste ne'prinii

corre tra

le

tempi si chiam quello che due pasque di risurrezione e


i

rio di

tecoste,

Roma. L'offizio dell'ottava di pencome in quella di pasqua, pi


altri

pentecoste; e che
si

cristiani ne'

5o

giorni

corto che negli

tempi dell'anno, e

astenevano dalle opere

servili,

per at-

Bonifacio Vili permise che ne'Iuoghiove


fosse \'iuterdeHo,s\ potesse celebrarla

tendere con maggior frequenza


sa e ricevervi la
s.

alla chie-

con
co-

Eucaristia

astenen-

porte aperte. La

festa di pentecoste,

dosi dal digiuno e dall'orare geniifltasi,

me

quelle di pasqua e natale, seguita

da

per cui detti giorni erano denominali dies


remissionis.
I

t\{efestCy cos la
la di

sua

vigilia

come
i

quel-

maroniti cattolici nel tem-

pasqua chiamasi sabbatosanto. Anpriuii

pasqua e pentecoste mangiano carne ogni giorno in segno di allegrezza, il che osservano greci ne'primi 8 giorni dopo pasqua. 1 greci chiamano Pentecostario il libro liturgico, che contiene l'uffizio da recitarsi, cominciando dal giorno di pasqua sino all'ottava della pente-

po

tra

tichissimo r uso di festeggiare


tre giorni,

comesi legge in Rinaldi no iog4jn-2. In esso il vescovo


stanza

all'andi

Conel

Gebeardo legato apostolico,


si

sinodo che celebr, determin che nelle

settimane di pasqua e pentecoste


lebrassero soli tre giorni di festa
,

ce-

come

coste. Sulla variet della disciplina dei

praticavano molle diocesi

poich anti-

due pas(|ue, vedasi il Gara mpi, Memorie. Sul dubbio poi, se nelr anno in cui mori Cristo, la pentecoste s' incontrasse di domenica, ne tratta il
digiuni tra
le

camente
le

prima duravano l'intera settimana, quantunque ambedue


le feste della

settimane dovessero avere


osservanza. Chiamasi poi

la

medesipenteco-

ma
ste

la

Macri.
Ne'capitolari di Carlo

Magno

trovasi

ticolo

Pasqua per quanto dissi a quell'are Pasqua rosa o domenica rosa;

l'antica legge di osservare la vigilia della

ta per celebrarsi

sempre

di

domenica e

pentecoste, confermata, comequella di pa-

squa, col digiuno, colla messa a mezza notte e

per lo spargimento e dispensa delle rose e altri tiori che si faceva in questo giorno, per

coll'amministrazione solerme del bat-

adombrar

la

discesa delio Spi:

tesimo,

s.

Vittore

del

194

si

attrisi

rito santo sugli apostoli

di

questi

riti

buisce che ilbattesimosolennenon


sa
di

pos-

ne parlai ne'
2 16.
le

voi. XII, p.

amministrare se non nelle domeniche pasqua e di pentecoste, disciplina an-

Come

si

i4i, XXII, p. rappresentava con llamel-

a Rouen, e con fuochi e una

colomba

data generalmente in disuso, solo benedicendosi


il

Fonte battesimale nel sabtali

bato precedente
ta in diversi
si

solennit
il

tuttavol-

luoghi

battesimo solenne
notai pa-

fa

ancora,'come

in

Roma, e lo
il

Fuoco, e ad Orvieto narrai come da poco tempo n' stalo rimosso l'uso. Nel medio evo, in al cuni luoghi, fu introdotta anche la benedizione del cerco pasquale, per rapprein Orvieto, lo ricordai a

re a Neofito. Vedasi
clich,

Diz

liliirg. di

Di-

sentare

la luce

sparsa per tutto

il

monsi

Pentecoste sua

vigilia,

benedizione nel sabbato d


pentecoste, se
si

Fonte sua pasqua e di


e

do,

come

spiega Martene,

De aniiq.cccL
e le

disc. e. 28, p.

538. In alcune chiese


le

possa fare in ogni chie-

facevano suonare
be,

sa parrocchiale?

Leone XII

nel

i82 7,do-

mentre si

tromcantava dopo l'epistola deb

campane

88
la

PEN
:

PER
abbiamo
di

messa la prosa Veni sancle SpiriUis Innocenzo 111 fu il i. a polla in uso nel canl.0 ecclesiastico e si crede che ne sia
stalo l'autore, secondo l'Ecckardo, in
Lillon, Saec.

Reicard

Dissert. de Pente-

coste judaeornm,christianorunt et genti-

linm, Jenae

Ma-

circa festuni Pentecosles

693. VVinckler, De iis quac memorabilia

F Benecl. p.

i8. Alcuni con


t.

sunt, Lipsiae 1734- Clauswitz,

De ana-

Lenglet, Compend.

citila storia

5, p.

logia Pentecosles i>eteris et novi Testam.,


H.ilae 174'- Danzio, Program, de fsto jndaico sepliinananim, et suhrogato fsto pentecostali christianorum.

i47,

la

dicono composta nel secolo


il

X da
au-

Roberto

re di Francia;

ma

il

Platina,
sia

in T'ita Gregorii

V, crede che il le

Del vespe-

tore del Sancii Spiritusadsit nohis gratin.

ro e cappella papale di Pentecoste, vedi


il

Durando

lib. 6, e.

107, osserva che nel

voi.

suono delle trombe si volle denotare il gran romore, somigliante a quello d'un
vento impetuoso
,

popolo romano

IX, p. 4o. Del famoso concorso del alia Madonna del Diviil

che precedette
si

la di-

scesa dello Spirito santo nel cenacolo, per

no Amore, nel luued seguente, vedi voi. XVll, p. 18. PENULA, r. Pianeta.

cui inoltre in diverse chiese

faceva ca-

PEPOLl Gumo,

Cardinale. Nobile

dere dal tetto o volta fiamme di fuoco, volar colombe per la chiesa e si spargevano rose, come in IMessina. Vedasi la

bolognese, laureato nelle leggi nel i583,

da referendario, per 3o,ooo scudi d'oro acquist un chiericato di camera ne! 584?
i

Op. t. i,p. 237;Merati t. i,par. 2, p, 1276; e Benedetto XIV, Defestis Christi Domini, 519. Nel cevita di INolkero,

quindi divenne tesoriere, e Sisto vea fatto decapitare


vi detti nel voi.
il

che

a-

fratello, pei

moti-

V,

p.

3o2, per dimostra-

nacolo e nel giorno della pentecoste


Pietro celebr la
i!"

s.

re che nulla avea contro la cospicua fa-

Messa (P\),

allestaa-

dolo pure Pamelio, Lilurg. eccl.lat. t. i. Ijcncli il sagrameuto dello Spirilo santo

o della Confermazione (F.), sia ammiqualunque tempo dai vescovi, pure si sempre riguardata la pentecoste come il tempo pi convenevole a
nistrato in

non deve nuocere ai parenti di chi la commette), a' i4 dicembre 1389 lo cre cardinale diacono de' ss. Cosma e Damiano poi prete di s. Pietro Montorio e governatore di Tivoli. La sua modestia, illibamiglia (la colpa individuale
,

tezza e candore de' costumi

meritavano

questa amministrazione e come il suo proprio giorno ne' pi imi secoli questa ce:

pi lunga vita

che perde in

Roma

nel

lemonia si faceva con grande solennit dopo il battesimo a pasqua ed a pentecoste.

1099, d'anni 39, dopo essere intervenuto a 4 conclavi. Fu sepolto con elegante iscrizione nella chiesa di
s.

Biagio del-

Non

legge positiva degli apostoli

l'Anello, cui lasci pii legati.

o della Chiesa universale fiss il tempo della pentecosle per la cresima solenne, bens lo statuirono alcuni sinodi provinciali e per la chiesa di NIilauo
lo,
s.

PEPUZIANI.
cos

Eretici Catafrigi (F.),

chiamati perch dicevano essere Ge-

s Cristo comparso ad una delle loro profetesse, in

Car-

Pepuza

citt della Frigia.

acui

si

associarono altre diocesi, pringli apostoli


I

PEPiADA. Sede
scovo
s.

vescovile di Bizacedi cui fu ve-

cipalmente per avere

in tal

na neir Africa occidentale,

giorno ricevutolo Spirito sauto.


vi la conferiscono cousolennit la visita pastorale,

vesconel-

Germano,

nel

4^4

fatto frusta-

anche

re e con altri vescovi esiliato dal re


nerico, africa dir.

Un-

ordinariamente nelle ore del mattino, perch il vescovo deve essere digiuno, e straordinariamente in

PERAULD Rai.mo.^do, Cardinaie. Detto Gurgense,

nacque in Surgeres

di

Xaia-

qualunque tempo, ora e luogo, bench ugn sia digiuno. Su questo argomento

togne, di oscura condizione, alunno, poi

dottore del collegio Navarra in Parigi

PER
priore <M
s.

PER

89

Egidio

nella propiiu pnliia,

PEREGROSSl
XXI
sa, lo

Pietro, Cardinale.D

poi lotosi in
lo 11, Sisto
je lo
griii.

Roma

entr in grazia di Pao-

Milano, famoso giureconsulto, Giovanni


lce

IV e Innocenzo Vili, il cpianomin vescovo di Guike poi d'Anunzio in Gei mania per raccoglie[)er la

vice-cancelliere di

s.

Chie-

Xicol
la

111 gli

die con altri

ad esamis.

nare
ste

bolla spiegante la regola di

Fran-

re

le

oblazioni
egli

guerra contro
la

il

tur-

cesco, quindi nella vigilia della Penteco-

co, eh'

distribu arbitrariuuienle a

que* popoli per cattivarsi

benevolenza

dell'imperatore, al diiedi Ciacconio,

mai

Saoimaitanipositivamenteaireimanoche gli lurono rubate, difendendolo da tale


calunnia. Indi Alessandro VI, per favore
di

1288XC0I IV locie cardinale diacono di s. Giorgio, poi prete della chiesa di s. Marco, cui don una campana. Col consenso di Ottone \ isconti arcivescovo
di

Milano, tolse

gli

umiliali dalla giuris,

dizione degli ordinari

gli

assuggett

Massimiliano
lo

I,

a'2

agosto o seltems.

immediatamente
conclavi,

alla

s.

Sede.

Fu

due

bie i4t)3

cre cardinale diacono di


s.

mor
in

in
s.

Roma

nel I2C)5, e ven-

IMaria in Cosiuedin, poi prete di


tale, indi di
s.

Vi-

ne sepolto

Maria

d'i\raceli^

con elodi esl'iscri-

IMaria

Nuova, quando nel

gio sepolcrale che fu rimosso ne'restauri


della chiesa,
sa dice
il

1499 ^" biella iu titolo. Inoltre lo mand in Germania adettosoviano per conciliare la

come

nelle

Memorie

p.

Casimiro, che riporta

pace
le

tra' principi
il

ed esortai

li

zione della campana.

prendere

armi contro

turco. In tale
ri-

PEREIRA
la

Giuseppe, Cardinale. Del-

occasione a

nome della

sede apostolica

form

costumi di quel clero, a

delle leggi ecclesiastiche; richiam

norma moi

Cerda de'signori di Ficaglio, nacque in Moura, diocesi di Evoia. A straordinaria eloquenza, che gli die fama di eccellente
oratore, un
la

naci alla regolare osservanza e stabil da

scienza delle divine e u-

per tutto

la

concordia,

come personag-

raane

lettere, professore di

canoni nel-

gio di singoiar merito. Nel i5oo per pro-

l'universit di
s.

mulgar r indulgenza

del giubileo, Ales-

Coimbra, gran priore di Giacomo della Spada, vescovo di Fa-

sandro VI l'invi legato nella Svezia, Dauimarca e Prussia, nella quale occasione pacific r imperatore col re di Francia ;
dipoi
lo

io, vicer degli Algarvi e regio consigliere.


lo

Avendo dato
per
la

chiare prove del suo zeil

religione e di fedelt verso

re

cre legato dell'

Umbria

e nel

di Portogallo, a

sua istanza Clemente


lo

X[
fat-

i5o3 vescovo di Saintes. Giulio II lo nomin legalo del Patrimonio, morendola Viterbo nel i5o5, d'anni 70, dopo essere intervenuto a

a']

9 novembre 1719
s.

cre cardinale,

poi prete di
to a

Susanna.

Non avendo

tempo

al

conclave d'Innocenzo XIII,


II,

due conclavi, venendo

intervenne a quello di Benedetto XI

sepolto nella chiesa degli agostiniani, con

dopo aver governato santamente


chiesa,
ivi

la

sua

Lodato per eccellenimmensa, poich donava quanto avea, e scrisse diepitaffio.


ti

onorevole

qualit, la sua liberalit fu

verse opere,

il

cui catalogo

si

legge nel

Torrigio,

De

script, card. p.

46.
2.'

mor nel 1738, d'anni 76, e onorevolmenlesepolto. PER^ELLI Nicol, Cardinale. De'duchi di Monte Staracelo, nacque in Napoli a'22 ottobre 1696. Fatti egregiamennella cattedrale fu
te gli studi,

PERBENA.

Sede vescovile della


Oriens dir.
t.

dichiar vocazione per lo sta-

Pamfiliii, sotto la metropoli di Pirgi, eretta neh' Vili secolo.


i,

to ecclesiastico e di dedicarsi al servigio della


cit
s.

p.

Sede.

Ammesso in prelatura,

eser-

io33.

lodevolmente diverse cariche e fu pre-

PERDICE. Sede vescovile della Mauritiana di Sitili, nell' Africa occidentale,


sotto la metropoli di Sitifl. Afr. dir.

sidente della grascia, onde merit che Be-

nedetto

XIV

lo

promovesse a tesorieie

gcueralc della camera apostolica. Clemeu-

9^
le

PER
i

PER
un anno della morte del Papa, ne trasport il cadavere dal Vaticano alla sontuosa cappella gentilizia nella basilica Liberiana. Delle copiose sue rendite fece

XIII in premio di sue faliclie, ai 34 settembre ySg lo cre cardinale diacono, indigli assegn per diaconia la chiesa di
s.

Giorgio in Velabro. Lo annove-

r alle congregazioni della consulta,

buon
fa-

lodevole uso, e quale


cri

si

prescrive dai sa-

governo, indice, acque, ripe e Tevere,


Intervenne
e

canoni e dalle leggi ecclesiastiche. D'afosse nato in bassa forsi-

cendolo protettore dell'ordine basiliano.


al

nimo grande, diede chiaro a conoscere,


che quantunque
tuna,

conclave di Clemente

compianto per le sue belle r in Pioma a'24 febbraio 1772,


76.
ss.
Il

XIV, qualit, mod'

aniuno

fu secondo ingenerosit
gli

anni

gnorile,

imperocch mai alcuno

do-

funerale

si

celebr nella chiesa dei


il

mand limosina senza


fera
di, l'altra
la

ottenerla; anzi

due

XII Apostoli, donde privatamente


in

mine, per aver domandato, una 5 scu-

cadavere fu trasportato

quella de'

ss.

Gio. e Paolo, dove rest sepolto a tenore di sua testamentaria disposizione.

5o, la prima ne ottenne 5oo, seconda 5,000. Ogni anno dotava 100 zitelle , e di frequente pagava i debiti a
molti

PERETTI
Sisto V.

Famiglia. V. Montalto e
Felice, Cardinale. V. Si-

poveri e miserabili

oltre le

quo-

tidiane liraosine che faceva colle proprie

PERETTI
sto V, Papa.

mani, frequenti e generose,


dispens pi di un milione

si

calcola che

di

scudi d'oro.

PERETTI DAMASCENI
riKO,

Alessan-

Cardinale. Di INIontalto, naccjue da


nol)ile

Fabio Damasceni
rella di Sisto
ni,

romano eda Maso-

Neimpieg 160,000 nella fabbrica della sontuosa chiesa di s. Andrea della Valle, nella quale in magnifici depositi dal Valicano trasfer
i

ria Peretli figlia di

Camilla Mignucci

corpi di Pio II e Pio III,

Peretti. Nell'et di
il

i4 anfe-

con beneplacito di Paolo V.


sto

Quando

que-

5 secondo
Palazzi,
in

Denti voglio (18 preegli

Papa

si

trovava in bisogno di denagli

tende
de,

il

ma

non merita

ro, gli

somministr 12,000 scudi all'anpi preziosa suppellettile del suo

come

pi luoghi dichiarano Carde' cardiil

no

ed in caso di maggior necessit

della eNovaes,chequalificano le sue Fite

olFr la

nali,

de Pontefici, ed suoi Fasti opere inesatte e parziali),


i

splendido palazzo.
vonsi aggiungere

A
le

quanto

si

detto de-

pro-zio
."
1

frequenti e ragguar-

Sisto

(F.) lo cre cardinale dell'or-

devoli oblazioni alle chiese, di argenti


e pregievoli arredi,

dine de'pretia'i3 maggio i585 nella

massime

se dedicate

promozione , conferendogli per titolo la chiesadi s. Girolamo degli Schia^oni, chiaquale nato a Grottamare riconobbe per patria d'origine, donjicdio e educazione Moiitalto[V.). Nel iSBglo
,

mato Papa

il

cardinal Montalto, come detto


il
,

IMadonna, di cui era divolissimo, recitandone ogni giorno l'uffizio, e nelle sue feste raddoppiava le sovvenzioni alle povere vergini. Oltre il digiuno che premetteva alle di lei solennit, ognisabbaalla

to visitava la basilica Liberiana e altre

fece vice-cancelliere di
dissi nel voi.

s.

Chiesa,

come

chiese

I75,e perci pass al titolo della chiesadi s. Lorenzo in Dainaso, ove istitu una congregazione di sacerdoti. Inoltre Sisto V lo deput soVII,
p.

ad essa dedicate. Al santuario di Loreto assegn fondi per una messa quos.

tidiana nella

cappella

e gli

offr

due

statue di argento, rappresentanti la propria figura e quella


le,

del fratello Miche-

pra
te le

tutti gli affari de'principi e

sopra tut-

del peso di i5o libbre. Recatosi a vii-

cause dello slato pontificio, quindi


lo

leggiare a Bagnala presso Viterbo,


allachiesatli
dellieri
s.

don

magnificamente
suo pontificalo

provvide di ricchi benel

Maria della Quercia 6 caualtri del-

nefizi e pingui abbazie, esercitando

con croce d'argento, e 2


metallo di

somma

autorit, e

dopo

lo slesso

96

libbre, oltre

un

PER

*
lo

1'

ER
pro-zio.

91 Dal Briccio,

ornalo simile di 60, da porsi inloiuo alriiuniagine. In delta villa liall con regia rnagnificeiiza Clemeiile Vili e

presso

il

Papa

come

8 car-

dinali. In Frascati acquist e abbelTi la


villa

che porla

il

suo nome, che descrissi


,

VI, p. ^Q , fu dePianto di Roma per la morte citi cardinale Alessandro Peretti, Roma 1625. il gesuita p. Brivio scrisse: Oratio
notai nel voi.
il

scritto

nel voi.
di
c)

XXVII

p.
la

5G. Per lo spazio


celesti-

in

funere Alexandri cardinalis


virt e azioni di questo

Peretti.

anni esercit

legazione di Bolo-

Le

magnanimo
lib.

gna, e fu protettore de'cassinesi,


ni,

cardinale furono pure encomiate dal p.

cappuccini, noncli di Polonia.

Le

fab-

Ten)pesli nella Fita di Sisto V,


p.

6,

briche che in
a'iuoghi
pii

Roma

e altrove innalz
JN^el

furono moltissime.

1620

con maravigliosa eleganza da mg.^ Oraziani, Descriptis invila Mi-

99

e seg.,e

a'6 aprile pass al vescovato di Albano,


e
1'

nerva,

t.

2, p. 2

30

e ^eg.

si

trov con influenza a 7 conclavi; nelultimo per mostr qualche ambizioal pontificato.

PERETTI BAROiM
nale.

Andrea, C^/yZV. Baroni Andrea, Cardinale.

ne

La sua

benignit,

man-

PERETTI MONT ALTO Francesco,


Cardinale. Nacque in

suetudine, liberalit e grandezza di cuore lo resero la delizia d' ogni orditie di

Roma, ultimo ram-

pollo della casa di Sisto V, di cui era pronipote, come figlio di Michele principe di Venafro, e perci nipote del celebre car-

persone, quantunquefosse di rozzo aspetto,

grave nel portamento, parco nelle pa-

role.

Non

si

lasciava affascinare dalle a-

dinale Alessandro.

Avendo

sentilo inti-

dulazioni, fu fedele mantenilore della parola, nelle convei sazioni

domestiche corsi

marsi dal padre di pensare seriamente a scegliersi una sposa, ad oggetto di tirare avanti la casa, gli piacque fra tutte la

lese

e in tutte le azioni

mostr gelo-

so della sua dignit.

Fu

assaislimalo dai

principessa Cesi,

dama

per grazia e avve-

Papi e dai principi italiani, singolarmente dal granduca Ferdinando I. Quindi non deve recar maraviglia, se caduto gra-

nenza incomparabile,

di cui

divenne ap-

pena
te.

scella a sposa
il

appassionato
al

aman-

Consent
la

padre

matrimonio,

ma
Il

vemente infermo per abuso di gelati, poich usando bevande, cibi e medicine gelale, il calore dello stomaco si eslinse, tutta Roma si mostr afQitta e desolata; il
clero secolare e regolare fece pubbliche

appena
figlio

vide ne resl talmente inva-

ghitOjche volle ad ogni costo sposarla.


in alte

supplanlato dal genitore proruppe

smanie, ed involatosi disperala


dalla casa paterna,
si

mente
di

pose a viagparlarti

preghiere e solenni processioni per la sua guarigione ; il popolo corse a torme al


palazzo per informarsene;
gli

giare, e per

non

sentirsi

mai pi

ebrei feceli-

ro un solenne digiuno, distribuirono

mosine, e dalle loro vergini fecero fare lamenti e preghiere a Dio perch gli prolungasse
i

matrimonio, s'inizi negli ordini sacri; quindi ad istanza del re di Spagna, Urbano Vili a' IO o 16 dicembre 1641 '<> cre cardinale pretedi s. Girolamo degli
Schiavoni. Nel

1649 Innocenzo

X lo di-

la vita.

Questa a fronte

di tutti

chiar arcivescovo di JMunieale, chiesa

rimedi termin a'a giugno 1623, d'anni circa. Divulgatasi per Roma la sua morte, lutto fu lutto e cordoglio; si vide-

che govern con singolare vigilanza e zelo.

53

la diocesi, e nel

Nel i65i die principio alla visita deli652 convoc il sinodo,


la

ro correre per
ciulli,

le

strade a drappelli fan-

non tanto per


polo. Nel

riforma del clero, quan-

vedove, artigiani e citladini , ululando e piangendo ; ogni luogo faceva


eco
."^ero

to per estirpale gliabusi radicati nel po-

ai
i

lamenti per tanta perdila;


palazzi
,
i

si

chi11

gnifica chiesa di

1649 consagr in P.oma s. Andrea della


il

la

ma-

Valli-,

tribunali e le chiese.

edificala dallo zio, e previo


to

beneplaci-

suo cadavere cou gran

pompa

fusepol-

nposlolico lasci ad essa

pensione di

t,2

PEK
sciiJi

PER
bench alcuni osservino nidla esservi di certo sulla prima invenzione. Tolomeo Soteio re tVEgitto avea formata una biblioteca numerosissima. Eumene II, ovvero Atlalo II re di Pergamo pens di fare anch' egli una libreria. Saputosi ci da Tolomeoe mosso da
te circostanza
,

2,000 sui benefizi da lui posseduti, a line di ornarne Ja fiociata esterna, lochefuuccordatoda Alessandro VII,
amuii
a condizione che non s'impiegasse
il

de-

naro finch Ira

frutti e capitale tutta la

somma

arrivasse a

5ojOOo

scudi.

Mori

neliG55, d'anni 5q, dopo essere interveuuloadueconclavi,efusepolto nella capla di Sisto

invidia, proib che


gitto
si
il

si

asportasse dall'E-

V, dentro

la basilica

Liberia-

papiro, foglie di un albero su cui

na. Oltre alle sue belle qualit, per cui

scriveva e facevasi la caria, detta car-

era universalmente amato, imit nella generosit in gran parte lo zio.

ia

versale
nelle

papiracea, il cui uso era quasi unitutti scrivevano o ; imperocch


tavolette o sulle foglie o carta di
la

PERFETTO (s.), prete e martire. Nato a

Cordova ncH'Andaiusia,
i

Cu allevato

papiro,

quale fu

la

prima volta fabfrondi e scorze

nella piet (Va


la chiesa di
s.

[)reti

che
le

ullicia vano

nel-

jjricata a

Menfi. Si costum di scrivere

Aciselo, ed ivi apprese le

su cose vegetabili,
di piante,

come

belle lettere ed
aralji

anche

scienze di cui gli

ed

nomi

di liber,

codex,fo-

facevano professione.

Fu

partico-

lium,tabidae, iillura,philura, scheda, di-

larmente mollo versato nella cognizione delle sacre scritture, di modo che ac-

notano
zo

le

diverse parti delle piante su cui

seri ve vasi.
il

Non avendo
il

pi un
fare
si
i

tal

mez-

coppiando alla dottrina l'integrit de'coslumi, venne elevato al sacerdozio. Dedicatosi ad ammaestrare e consolare fedeli che gemevano sotto il giogo de'maoi

re di
(

Pergamo, per
venne

suoi co-

dici

anticamente

codice

chiamava
che signi-

catulejc, onde poi


fica

corft^x,

mettani, questi ultimi deliberarono di farlo

morire per vendicare

il

loro falso pro-

feta, sulla cui vita e

dottrina egli aveva

propriamente legno, perlocch dagli antichi furono detti codici molle tavole congiunte insieme e per quelle su cui si primi libri scriveva ) o libri o volumi (
i

detto un giorno liberamente la propria

della

s.

Scrittura, a riserva delle tavole di

opinione. Condotto quindi dinanzi


dice degli arabi,

il

giudi

Rlos, erano composti di semplici tavoluccie di legno ridotte a figura


ta
;
i

come bestemaiiatore
i

l\laomello,fu messo in prigione carico di


ferri
;

primi volumi

si

quadraformarono nell'u-

poscia

il

giorno in cui
la

maometla lo-

nione

di fogli delle scritture eseguite so-

tani celebravano

pasqua secondo

pra sostanze
toli sui
la,

men

dure, cio in tanti ro-

ro maniera,

venne condotto
il

sul palco,

quali scrivevasi da

una parte
i

so-

ove ricevette
re di

colpo mortale, dopo aveecristialo

nuovo confessalo Ges Cristo ed


I
il

sccralo IMnometlo e l'Alcorano.


ni

portarono via

suo corpo e
s.

sep-

bench Ezechiele ne vide uno scritto dentro e fuori: si composero libri di membrane o fogli per lungo attaccati l' uno all'altro, e si costumarono dagli ebrei, dai
romani, dai greci, dai persiani e dagl'indiani, e di questi si composero le Librerie anche qualche secolo dopo la venuta del Redentore) pens al ritrovamento d'altra materia, per sostituirsi al papiro, ed
in tale occasione

])ellirono nella chiesa di fetto solFr


il

Aciselo. S. Perai

martirio nellSGo,

18 di

aprile, nel qual

giorno registrato nel


e
il

niartiroIojTio

romano;
/''.

di lui culto

passato nelle chiese di Francia.

PERO A. PiRGi. PERGAMENA, Oliarla


Cartapecora
sottile, scritta,
si

pergamena.
che prese tal fabbricava a

invent a Pergamo la preparazione della pergamena, circa almeno 3oo anni awanti la nostra eia. Altri con s. Girolamo attribuiscono V iuvenzioae della pergamena velina a Grate-

nome

percli la migliore

Pergamo,

e fu inventata per la segueu-

PER
te
il

PETt
rezza procurarsi
le

f)3

grnmmalico, aml)ascinlore di Affalo

a RoDja.

La pergamena

ordinaria

si

fa

con pelle di montone e vien polita con pmice; quella falla con pelle di vitello
pi fina e perci delta velina; la pergamena pi slimata delle precedenti forma-

pergamene, onde incominciarono verso il secolo XI in Greeia e poi in lulta Europa, a cancellare con
certe lavalurei caratteri degli antichi mss.
in

pergamena e anche

di raschi;irli, adi-

ne

di servirsene per iscrivere

nuove openiii

con pelle d'agnello o capretto tenero, o anche di pecora, ed la pi levigata^ In pi morbida, la pi bianca eia meno
si

re ealtie materie di poco

momento,

pi di frequente leggende, omelie, prodtizioni ascetiche e teologiche.

soggetta a restar macchiata, e chiamasi

Fortunalamente questa barbara pratica a danno


di codici preziosi degli antichi classici greci e latini, e talvolta
si

pergamena
vere sulle
i

vergine. L' uso per di seri-

pelli assai

pi antico, poich

ancorasopra

pre/.io-

persiani scrivevano le loro storie sopra

autografi, fu eseguita talvolta con ne,

pelli, gli ioni

scrivevano su
,

pelli di

mon-

gligenza
le

cosicch con molta cura sotto


linee o

tone e di capra
tello

ed

codici pi antichi

degli ebrei sono scritti sopra pelli di vi-

altrC;,

che non sono preparale co;

framezzo alle medesime possono distinguersi linee e frasi intere dell' antica scrittura. Questo lia dato o-

nuove

me le pergamene

anzi probabilmente

gli

rigine alla ricerca, scoperta e lettura dei


palinsesti
,

ebrei tiassero siffatto uso dai loro pi re-

di

che furono benemeriti difeli-

moti antenati, che


le

lo

aveano appreso tra


si

versi

paleografi ed eruditi; e con


si

nazioni orientali.In alcuni luoghi


la

ado-

ce successo
linsesti

scoprirono importanti pa-

pero

pelle de'pesci, g' intestini aporti


i

degli animali, di elefanti, di serpenti,


della testuggine.

gusci

latini la

A tempodi Cicerorieedai pergamena era molto usata, chiamandola membrana, che ne' bassi tempi
pergaminu/i o pergameniim, indi
forse per essersene conosciuta
la

massime Bobbio, nella Marciana di Venezia, nell' Ambrosiana tii Milano o nella Vaticana. iS'elle due ultime, uno
in diverse biblioteche,

in c[uelle di

dei primi ad approfittare della scoperla full dottissimo cardinal

si i]\<^se

Mai, che puba somclassica


al-

^)f7'^<7M2e'rtj

blic con celebrale illustrazioni

J'origine.

Sembra che in Roma


siasi

prepara-

ma

utilit della filologia e della

zione e rimbianchimento
era anche in uso

perfeziona-

erudizione,

come

feci

cenno a Carta e

to ne' primi secoli di nostra era,ne'quali


la gialla

Irove

sulle di

lui traccie altri

fecero u-

e la porporina,

bertose scoperte di

altri classici.

La

chi-

almeno fino al IV o V secolo, cjuando le pergamene si adopravnno solo per libri e


ti

mica giov
far spaiire
i

co' suoi reagenti

caratteri

non tanto a sovrapposti, quansi

papiro egizio
in

riserbavasi pei diplomi,

to a far ricomparire quelli che fatalmente coperti


Ir.

Queslo pu

dirsi dell'Egitto e dell'Italia,

o cancellali

erano
sulla

in

addie-

ma

Germania
nsi

e Inghilterra
il

non

si

co-

Analoghe erudizioni
i

pergamo-

nobbe

adoper

papiro (questa pian-

anche nell'elfetto, trovasi a poca distanza da Siracusa, in mezzo alle acquedel fonte Ciane; del papiro e dellepergamene parlai purea DiPLOMi ) neppure la carta bombacina o
ta simile all' egiziana
,

na ed codici, e sulle materie nelle quaanticamente si scriveva, si pu vedere a Gaeta, Bolla, Beeve, Penna, Lidro , Codice, Libraio^ Notizie dei, giorno, ed altri relativi articoli, come Fabriano, ed a CoLLEoioURBANO,del museo Borgiano;
li

cottunea o cutanea o di cotone, scrivendosi in


tali

mentre
cipali
belli.

regioni gli alti pubblici su peri

fo altrettanto parlando de'prinmusei ebiblioteche. Vedasi ilTrom-

gamene. INel medio evo monaci esscndo quasi i soli amanuensi o copisti, sovenie non riusc loro per scarsezza e ca-

L'arie di conoscere l'et dei codi-

ci Ialini e italiani,
li
i

Bologna 17^6, Napoi

780. Donati,

De'diltici, cap.

."

delle

94
caralteri;
anticlii.

PE

Pi

PER
i

materie adoperale per formnrvi sopra


cap. 2. dello

1,"

vescovo di
5.

Pergamo

fu Caio,
il

ordina-

forma

dei libri

to da

Gio. Evangelista,

quale vide in

Pergamo,

nell'Apocalisse,

uno

de' sette.

PERGAMO. F. Pulpito. PERGAMO, Perg'rtr7;r o Perganmm.


Citt vescovile dell'Asia minore, situata
nella Misia maggiore, sulle rive del finirle

Angeli. Gli successero: Anlipo nominalo


nell'Apocalisse e martirizzalo sotto

Do-

miziano; TeodolOj chenel dello concilio

condann

l'eresia colorbasiana,

sostenuta

Caico,

cui abitanti pretendevano di-

scendere da Telefo f"lio d' Ercole. Per o molto tempo si govern con proprie leggi, quindi cadde sotto la dominazione de' re di Lidia, poi di quelli di Persia. Dopo la morte d' Alessandro il Grande fu
soggetta ad Antigono, indi a Lisimaco,
il

da Colorbasio con affermare che la vita degli uomini consisteva nelle 24 lettere e ne'7 pianeti, che tutti quelli che aspiravano alla salvezza dovevano essere battezzati nel
sto;

suo
di

Carpo
l.

nome e Pergamo
gli altri
:

in

quello di CriI' riens 9^9, parla

martirizzato sotpresso
3, p.

to

ValerianOj e
I, p.

quaiefond il regno di Pergamo, che dur i53 anni. Il re Aitalo III Filometore, non avendo prole, lasci per testamento suoi stati ai romani nell'anno 621 di Boma, laonde il regno di Pergamo fu in
i

chr.

7 i3

nel

l.

de'suoi vescovi latini. Al presente Perga-

mo, Pergamen,

un

titolo vescovile

in

partihus dipendente da Efeso.

PERGETENA.
caonia, sotto
chr.
l.

Sede vescovile

di

Li-

seguitoridotto in provincia
t
il

romana

e por-

la

metropoli d'Iconio. Oriens


(Pergulan). Citt con ree Pesato, nel dislrello di

ne

II

nome 'Asia procoiisolare/Eumere di Pergamo o Aitalo li riun in


quale dopo quellad'Alessandria. fu
dipoi fece
le

3, p. II 36.

PERGOLA
lica di

questa citt una numerosissima biblioteca, la


la

sidenza vescovile nella legazione aposto-

Urbino

pi celebre dell'antichit, dicendosi a,

Crubbio, sede di governo, da cui dipen-

scendere a 200,000 volumi

dono

le

comuni

di

s.

Lorenzo

in

Cam-

parte delle^/W/o/er/ie^/iio/?i<3.Tra

cose

po^ di Montalfoglio, 'iMontei'ecchiOy di


s. Fi^'to,

preziosequivi trasportalCjSi devefarmenzione del famoso musaico, del quale parlai

di/iyo/?tro/o,coirappodialo Car-

a Fur.iETTi e

trovasi.

Museo Capitolino, ove Pergamo fu altres celebre per

l'invenzione della cartapecoia o Pergafu la prima ad erionore di Roma e di Augusto. Tra' suoi uomini illustri primeggia Claudio Galeno celeberrimo medico dell'antichit. Occupala dai turchi,

Serra .t. Abbondio, d\ FenigV e di Monlesecco. Trovasi su di un colle tra due fiumi, al confluente del Cinisco col Cesano, ed ha nel lato boreatocceto piccolo, di
le
il

mena

{^').

Pergamo
in

Monte

Catria con

le

sue selvose
,

ci-

gere un tempio

me,
no.

in piano ed aria

buona

distante
i

leghe da Gubbio, 3 da Cagli e

2 da Fa,

Non manca
il

di

buoni

edifizi

il

bel

palazzo

uiunicipale

disegno di Bra-

questi
in

cambiarono

la

chiesa di

s.

Sofia

mante, ed
zio,

palazzo vescovile aderen-

moschea, indi l'antica cattedrale cadde in rovina. Lasede Vescovile nella r.' provincia d'Asia, sotto la metropoli d'Efeso, fu eretta nel i. secolo, poi elevala in

Questa Ituon edifisoUo l'invocazione di s. Andrea apostolo e di s. Secondo martire patrono della citt, il cui capo si venera coi corpi
te alla cattedrale.

arcivescovato nel IX, secondo Commanville, o assai pi lardi come altri vogliono. Visi tennero

di s.
altri

Agabito

fe

di

s.

Giustina sua sorella,

protettori della cill. Nel

1841 per

due

concilii,
,

il

i. l'an-

no i52 contro
gnostici
;

colorbasiani

specie di

cura del gonfaloniere Giovanni Ginevri Blasi principalmente, ed anche degli anziani,

i3oi sulla disciplina. Baluzio; Muralorij Collect. t, 9. 11


l'altro nel

non solo

fu

compita
nel bel

la

decorosa facla

ciala esterna,

ma

mezzo sopra

PER
porlo fu creilo
il

busto di

marmo

rnpegre-

presentante Gregorio

XVI, opera

PE R 95 A volerne nominare principali, fiorirono quali valorosi guerrieri Antonio e


i
,

gia del celebre scultore Rinaldo Rinaldi,

Leonoro

dalla Pergola, Melchiorre, Ba-

con marmorea

iscrizione clie dice

come

stardo Montaini,

Guido Torello

Fran-

pel patrocinio e liberalit di quel Papa,

cesco Lguccioni, Persio RIasi, e singolar-

Pergola fu aumentata, onde il municipio a perpetuo monumento di pubblica


gratitudine fabbric ed eresse patri Fatrine principi munificenlissiwo.

Pel re-

famoso Angelo da Pergola, alda Rarbiano. Angelo fu luogotenente generale di IMigliorati signore di Fermo, combat-

mente

il

lievo del celeberrimo Alberico

stauro

di

questo tempio
1

ministr nel
lo, poi

835

scudi

Papa som3oo a mg/ Anil

t a favore de'pisani, fiorentini,


sij

bologne-

sanesi di cui fu capitano generale; mi-

tonio Mattei, allora preposto del capitoprelato domestico, e nel

lit

pure a favore del Papa, bench ghi-

1840

scu-

bellino, di Carlo Malatesta signore di Ri-

di

mezzo.

468 all'encomiato gonfaloniere per mio Il capitolosi compone di 5 digniil

mini, quale generalissimo del duca di Mi-

lano

riport vittoria sugli svizzeri, nella

t, la I.* delle quali

preposto, di i3

vai di
latesta

Lamona
,

imprigion
il

il

detto IMa;

canonici comprese
e di

prebende del teologo e del penitenziere, di 6 mansionari,


le

gli

Alidosi,

Piccinino

liber

altri preti e cliierici


il

addetti al servi-

Forl d'assedio, prese Zngonara, s'impadron di gran parte di Romagna, espu-

gio divino. Vi

fonte battesimale e la
al

gn Casal ]Maggiore, devast e incendi


il

cura delle anime affidata


\i

prevosto,
citt

Rlantovano, per cui da alcuni fu chiafi-

coadiuvato dal vicario curato. Nella

mato angelo dal fuoco. Antonio suo


glio
si

sono altre 4 chiese parrocchiali, altiettanti conventi di leligiosi, due monastedi

monache, diverse confiateinite, l'ospedale comodo, l'orfanotiofodi fanciulri

pure nelle armi, fu capitano de'fiorentini, ruppe fiorentini e divenneconle di Blandrata. Nelle magistradistinse
i

ture

si

distinsero Gio. Battista Gaugelli


i

le,

il

monte

di piet

ed

il

seminario,

ol-

podest d'Osimo nel

rinomata biblioteca pubblica. Pergola ha tutti gli elementi


tre un' eccellente e

matori degli statuti

di

4^9, unode'riforPergola ; Muzio di

Voragine, Ugolino Rlontaini capitano di


Firenze, Ulisse Getti podest d'Osimo,

della

prosperit, de' quali fu liberale

la

natuia, donandole campi ubertosi, cui unisce r arte della coltuia e vi

aggiunge

Lodovico Accorsoli, Lodovico Aversali e Lodovico Torbosi podest di Siena, Matteo podest di Macerata, Gioacchino
taini

un'industriale operosit degna d' imita-

Mon-

zione

giovasi delle

acque per alimenta-

podest
,

di

Cesena. Furono valenti

re fabbriche ed opifici, e se ne traggono

specialmente panni, eccellenti tappeti ed


altri tessuti di lana. Il

Reposati, Della

zco

ca di Gubbio

celebra Pergola per co-

piosa popolazione, molto mercantile, attese le fablwiche di cuoi e

pannine
gli

assai
lo

accreditate, con ricche famiglie,

come

la comunit. Al presente

abitanti su-

perano
rali

6,000, compresi quelli delle ruuscirono molti uomini rag-

Aldobrandino Torquato, Gaspare i. collaterale di Campidoglio, Lodovico uditore della rota di Macerata, Attilio e Griffone Ruggieri. Tra letteiati vanno distinti Paolo Pergolense insigne filosofo, Andrea Paluzzi, Lorenzo Alberti, disse Leoni, Angelo Domenichelli medico archiatro di Bonifacio IX, ed il conte Girolamo Graziani celebre poegiureconsulti
i

adiacenze.

ta e autore di pregiate opere, i." segre-

Da Pergola

tario di stalo di Francesco

duca

di

Mouo-

guardevoli nell'armi, nelle magistrature,


nelle lettere enelle dignit ecclesiastiche,
in santa vita,

dena, dalla cui famiglia uscirono

altri

mini

illustri.

A Girolamo

si

attribuisce

come pure

cavalieri illustri.

l'istituzione dell'accademia de"li

Imma'

96

PER
me

PER
Savorgnani, co' della Genga (da cui usci l'immortale Leone XII), co'Paduli (corilevai nel voi.

turi di Pergola, in cui egli avea per im-

presa un rngno colla sua tela interrotta


e l'epigiaFe: LiccL internipla rctexam. Poi

XL,

p.

'3..\i

nel racdi

accademia prese per insegna un cesto di nespole, col mollo Tempore, e venne regolata da un principe accademico, fiorendo per soggetti virtuosi: nel 1807 n'e1'

contare come Gregorio


presenza
la

XVI

onor

villeggiatura del conte


in

sua Gae-

tano Mattei

IMonte Cassiano) e perfino

co'duchidi Urbino,cont uomini assai cospicui: Filippo

ra piincipe

il

marchese Francesco LatoAntonio Concioli


eccel-

come benemerito
la
il

della re-

ri di Pergola, autore di alcune opere leiterarie.


11

pubblica veneta ne ottenne


s e suoi discendenti; ed

nobilt per

cav.

conte Mario

lente professore di pittura (fratello del

ricopr luminose cariche ne'dominii del-

doti/ Concioli che fu vero conservatore dell'antica scuola d'Ippocrale), autore

l'imperatrice Maria Teresa. Nel n.47 delle

Notizie del giorno i843,

si

legge co-

molte opere^ due delle quali sono in Pergola, riportandosi 1' elenco di alcune
di

me
e

Pergola deplor
il

la

perdita del lodadi

to prelato Mattei,

novero

sue

virili

principali insieme alla biografia, a p.

i43

benemerenze
1'

patrie, tra le quali

quan-

del

Panornma

di

Roma

del

1846, opecon

to oper per

erezione della collegiata

ra artistica e letteraria del eh. prof Filip-

in cattedrale, dichiarate ne'solenni funerali

po Mercurij

cui piacque intitolarmi

con elogio del can. teologo

d.

Gio-

lusinghiera dedica, onde per gratitudine

vanni Serra.

qui nefolicto ricordo.


li

Abbiamo

tra quel-

di santa vita

il

p. Alessio

cappuccino;

noverandosi
relio

tra' religiosi illustri fr.

Au-

Bench il cardinal Cappellari fosse conad assumere protetlorie, in considerazione che il celebre monastero d'Atrario

Mancini agostiniano, Nicola Mercato benedettino, ed fr. Bartolomeo Goli

vellana de' suoi camaldolesi, di cui parler in fine, era passato nella diocesi di

fi

Gaspare Golfi conventuali. Nelle


il

di-

Pergola
accett

cede

alle

istanze de' pergoiani

gnit ecclesiastiche noter, Costantino se-

prelati fratelli Nicola e


il

Mario Malici, ed
Nel
alle loro

gretario di Giovanni XXIII,

nominalo

protettorato della citt.

Gaspare Golfi vescovo di Cagli, il b. Fiori* di arcivescovo di Cosenza, fr. Albertino vescovo Bergense, Delfino vescovo di Par-

i83i divenuto Gregorio XVI,


particolare affezione ritenne
ria
la

preghiere e per quelle del municipio, per


protello-

ma
li

Ascanio Blasi vescovo

di

Salamina,

per tutto

il

suo memorabile pontifilasciare

poi di Civita Castellana; Nicol Antonel-

cato.

Volendo

una memoria di
fine
j

cardinale,la cui famiglia crasi traspor-

sua munificenza a Pergola, oltre quanto

tata in Pergola da

Gubbio

godente

il

ho dello

e riporter in
,

col breve

feudo

di

s.

Colomba, dalla quale


,

fioriro-

Pcrgulenseni cii'ifatem

de'

24 gennaio
in consolida-

no
nal

letterali

guerrieri e dignitari eccleil

1882, a postulazione del prelato Mario,

siastici,

come il nipote di Nicol, cardiLeonardo Anlonclli, nato per in Simenzione

don
vise:
sti

alla citt

5,ooo scudi

to fi'Ultifero d'annui scudi 200, quali di-

nigaglia, de'quali cardinali fece

100

al

seminario, istituendo due po-

honoris causa Pio VII nella bolla

Com-

gratuiti per chierici poveri della citt,

inissa. Nicola de'contiMattei, gi arcive-

scovo di Camerino e da Gregorio


fatto

XVI

da nominarsi dal capitolo; 5o al pubblico ospedale; 5o al monastero di s. Orsola,

vescovo

nc

(^'.)si

p. 36,

di Corneto e MonlefiascoDal conte Ranghiasci, Orazione, apprende che la famiglia de'con-

e altrettanti all'orfanotrofio delle

don-

zelle,

per l'erezione d'un posto gratis in

ciascuno, a scella del municipio,d'una pocivil condizione pel i., di un'orfana pel 2. Dichiar il Papa che

ti INLatleij

aggregata alla nobilt di Gub-

vera fitelladi

hio (^.), oltre le parentele contralte coi

PER
tali

PER
i

.):t

beneficenze godessero

nati in
il

Persemi-

gislrato decret un'iscrizione scolpita in

gola e territorio, e che

mancaudo

pietra col novero de'ricevuti benefizi, en-

nario e

ti

monastero,

il

loro assegno si con-

comiando ancora
sorilievo

il

mediatore, con bas-

centrasse nell'orfanotrofio, autorizzando


il

vescovo a far eseguire

le

narrate dis-

posizioni.

Di pi

mand una somma per

l'ospedale, per l'orfcmotrofio e per alcu-

di roba tessuta

ne doti a povere zitelle, oltre varie pezze da rivestimela gente pi

pure in marmo, eseguito dal lodato prof Rinaldi, rappresentante il Papa sedente j cui il carduiale presenta la citt personificata. R.estata vacante la prtettoria della [^ergola,il regnante Pio IX
nel

marzo 1847

la confer al

benemeri-

povera delle parroccliie


citt

e stabil

nella

to concittadino cardinal Mattei.

gl'importanti

ufiizi

del censo e del

bollo e registro. Nello stesso


rio

anno Grego-

XVI
il

rallegr Pergola con creare car-

Pergola vogliono alcuni che si chiamasse cos dalla pergola di viti o pergolato d'uve, ch'era ue'suoi primordi a,

dinale

concittadino Mario Mattei, del


in molti luoghi,
1

quale parlai

descrivendo-

ne
il

le

gesta onorevoli. Nel

834 morendo
!_,

cardnial Zuila lasci quanto avea a dis-

posizione di Gregorio
il

XV
fu

che nomin

cardinal ^lattei a farne inventario e ad

e^^eguiie le sueb('nefchede^tinazioni dell'eredit.

Fra queste

vi

il

donativo
al

al

seminario romano della collezione di pieIre preziose, gi


col peso

appartenuta
al

defunto,

d'un po>to gratuito nel medesicardinal IMattei


e [irecisione
il

mo

che in riguardo
l'incarico,

che con tanta lode

avea

dis-

impegnato
in

Papa

lo

destin

vanti la chiesa di s. Maria della Piazza, prima della sua fondazione o ampliazione, ovvero perch avanti di questa ivi si facesse grandissimo mercato, detto da Vul[)iano.e Calepino anche Pergnla. Certo che il comune pose nelle sue armi la vite, che ha ritenuta sempre. Anticamente lo stemma di Pergola si formava di sette monti, cio tre da una parte, uno sopra due, e tre dall'altra consimili, con altro in fondo nel mezzo, in cima del quale stava come un castello, da cui usciva una vite che li cuopriva e quasi tulli circondava, come si raccoglie da uu antico
sigillo

vantaggio alternativo delle due dioPergola, per un gioaltre

posseduto dal patrio istorico Gian-,

cesi unite di Cagli e

nini, con intorno l'iscrizione: S.

ConimU'

vane nobile che

volesse dedicarsi alla car-

nis Castri Collis Pergnlac.


te l'arme
si

Posteriormen-

riera ecclesiastica.

Queste e

muni-

form

di tre soli monti,

uno

ficenze di Gregorio
gli
,

XVI
p.

su Pergola e Cadel Prospetto del

sopra due, e dalla base di quel di mezzo


sorge una vite con tre grappoli d' uva^

si

leggono a

saggio degli aliinm'del seminario di Per-

cheliricopre,ein giro: Coniniunitas Pergidae.


edificalo da quei di

gola

e studenti delle pubbliche scuole,

Per-

gola i83c),per Felice Lupi e compagno.

Nel supplemento delle Notizie del giorno


l" ic) del
1

846

viene descritto

il

coi do-

Credono alcuni che il luogo fosse Gubbio nel principio del secolo XIII, sul fondamento di due brevi di Gregorio IX, riportati dalrUghelli, Italia sacra^ in Callienses episcopi, emanati

glio de' pergolesi per la

morte

del loro

sovrano e speciale protettore Gregorio XVI, la predilezione e beneficenze da lui ricevute, ed funerali celebrali in cattedrale con solenne pontificale del vescoi

ad

istanza e sull'asserzio-

ne del vescovo

di Cagli,

poco informato
aldi tal

come luogo
la

allora

non appartenente
inferiscono

sua diocesi; laonde per cagione

yo,e l'orazione funebre pronunziata dal sunnominato can. Sena. A perpetua memoria delle mumficcnzedi Gregorio XVI verso Pergola e della cooperazione del cardinal Mario,nella sala comunale il raaVOL.
LII.

pretesa edificazione
gli

essere

eugubini

restati signori e

padroni del

luogo, o che venne loro soggettato con


ispeciali

diplomi pontificii e imperiali,

come

asserisce

l'Armanni nelle sue Ltt'

98
tere.

PER
Piova
il

PEPc
dere
la

Giannini che l'edificazio-

restaurazione con

la

costruzione

ne di Pcigola, meglio la restaurazione o ampliazione, la fecero gli eugubini insieme ad altre comuni, perciLnon vi ebbero pieno diritto, n fu loj-o soggetta pei supposti diplomi citati, avvertendo elle gl'impeiatori solevano donare nello stato della Chiesa ci che ad essi non apparteneva. Imperocch per la edificazione di Pergola e sua abitazione si unirono in societ pi comunit con quei di Gubbio, specialmente quella di Serialta
che allora era
la la

sostenuta da vari storici, in favore dei


soli

eugubini, mentre concorsero" all'amgli altrui

pliazione con altre comunit. Tuttavolta

riporter

pareri, e infine gli

storici

che discussero questo pimto inte-

ressante.
Si vuole

che Pergola succedesse all'an-

tica citt di

Perzia o Pertica o Perusa

o Persia, tra Tufico o Jufico e Suasa,

che rovinata nelle invasioni barbariche,


nelle vicinanze sorse Pergola con

nome

maggiore,

in

nome

delrile-

quale

il

luogo fu fondato, come

alquanto alterato, nel Piceno Annonarioo Umbria, poi ducato d'Urbino, che alcuni attribuirono alla
na,

vasi dalle controversie, in cui furono consultati Bartolo,

Marca AnconitaCalindri, Saggio


il

Cine da Pistoia e Baldo,


si

come
cr

capitale della Penlapoli maritIl

e tra le quali parti

stabilirono patti. e
l'as-

tima

Annonaria.

convenzioni. Altra prova che esclude


soluta prelesa signoria e

dillo sialo poili/iciOj riferisce che


stello di

ca-

fondazione di

Gubbio,
bella che

il
i

Giannini

la

deduce dalla ga-

Pergola esisteva nel 2. secolo, secondo Tolomeo, e che gubbini intrai

pergolesi da

tempo immemo-

presero l'ampliazione nel


la nel
le

55, effettua-

rabile esigevano sulle merci di transito,

anche sugli eugubini. Dal Jacobilli, / ttc dtsauli dell' Umbria (nella quale G ia nnini pone Pergola, non nella INIa rea Anconitana,
la

1204 o nel i235. L'Amiani nelMemorie di Fono, dice che verso il


terre vicine,
si

12 33 alcuni cittadini di Cagli, Urbino e


altre

rifugiarono in Se-

come
1

la

collocarono alcuni per


si

ralta, che ci'ede poi

chiamata Pergola

sua vicinanza a quella regione),


1

ri-

e che

la

recente edificazione di Seralla,

leva che nel


1,

55 l'imperatore Federico
Gubbio, Ubaldo, onde non solo
di
i

seguita per opera del cardinal Giovanni

essendo andato all'assedio


s.

Colonna legato apostolico, die moti-

fu placalo da
si ritir,

ma

gli

concesse

castelli del Col-

le

della Pergola e

Monte Secco; dunque


non
eil

a' cagliesi di gran risentimento , onde con diversi collegati ne minacciarono la distruzione. Gubbio invece con molla

vo

a quell'epoca esisteva Pergola, e


diflcala dagli eugubini verso

i2o4 o

dila che nel


lisio,

1235 o 1236. A ci si aggiunga la ven1237 fece signore di Belil

unione con Asisi e oppose e ricorse a Gregorio IX. Questo Papa ammon Cagente
d'

arme,

fatta
si

Citt di Castello

gli

a desistere dall'attentato e discioglie-

due miglia

circa

da Pei gola, del


co-

re la lega,
to
la

come

fece ai confederati sot-

suo

castello al sindaco di Pergola,

stituendosi nel
te di essa,

medesimo tempo
i

abitan-

pena di scomunica se molestavano comunit di Peigola, con brevi dati

Castri Collis Pergulae,a

mo-

in luce dal Gentili, quindi le pretensioni

do
vi

degli altri nobili, e che

suoi sudditi
abitanti

di Cagli contro Pergola

o castellani o cittadini del medesimo Castro Collis Pergiilae nella quale epoca se fosse slata da poco edificata non poteva avere gi nobili tali che un signore di castello volesse eguagliarsi a loro. Conchiude il Giannini, che si volle confontrattati
gli
,

sarebbero

come

furono compromesse nell'altro legato cardinal Fieschi, poi Innocenzo IV. Anche il Pieposati attribuisce a
le di

Gubbio

l'edificazione del Coldi Seralla, cos\

Pergola o Castello

chiamandolo i brevi pontificii, dicendo che il sito dove fu Pergola edificata, era un colle e una campagna posseduta dai

PER
nobili eiigiibiul

PER
blico consiglio per ordine del podest
raidelli

99
Bei

iilione di

Ugolino di AlLciloeMarConacK); che fti incominciala

eugubino, e
aiini al

ad essere popolala non solo dalle genti dei castelli di Seralla,di Montajato e di

mi per 5
rini d'oro.

si multarono pripagamento di 28 fio-

Nel

349 Galeotto Malatesta

Monte Episcopale, ma anche da i4o


miglie di Gidjbio, Ira nobili e plebei
tra'

fa,

conquist Pergola.
Nel

primi

gli
s.

Anlonelli, e

vi

portarono
gli

354 cardinal Albornoz conferGubbio il dominio della Pergola,


I

il

la testa di

Secondo martire; the

dopo avella

tolta ai

Malatesta signori di
jipresero e la

eugubini procurarono di ridurre a perfezione il castello di Pergola e difenderlo dai cagliesi e loro confederali. Osserva
gli
il

Pvimini, che pi

tardi la

possedevano nel i4o8. Sotto Martino fu saccheggiata da Forte Braccio, famoso guerriero, e verso
il

Castellano, Z^o stato pontificio, che

i435 venne
indi

ocnel

eugubini provvidero nell'ediflcail'ergola , alla necessit degli approvigionacitt loro, la

cupata da Francesco Sforza,

14380 i43qdi nuovo presa da Sigismondo Malatesta,


Nel
e
cui la tolse nel

menli della
territorio

quale abbonferacissimo

i443

il

dantissimi polea trarre dal


;

cardinal Mezzarota legalo di Eugenio IV.

che vari villaggi vicini venneconten-

i44^
la

circa Francesco Sforza essendo

ro demoliti a meglio popolarla, ed in bre-

in. guerra col

Papa, prese molti luoghi;


la

ve ora crebbe a segno, che non

si

come
al
a'

Pergola per

sua fortezza vol-

ne

fra le

sue niura,

ma

spazi largamen-

le difendersi,

quando l'espugn l'abbanvi fe-

te negli esterni

sobborghi; vi si svilupp mirabilmente l'industria ene conseguit la ricchezza, che attrasse spesso su di lei
guerresche sciagure. Avendo l'imperatore Federico li

don
cero

saccheggio de'soldati, che

22 agosto abbondante bottino,


questa circostanza gran parte delIn tale

senza distinzione di persone e di luoghi


sacri. In
le

occupato Pergola

Can-

mura furono abbattute.


la

epoca

liano,
lo
il

li

restitu a

Gubbio

nel

1244^'"
i

gi esisteva

rocca

ed Eugenio

IV

vi

titolo di

donazione. Quindi nel

263

nomin un castellano. Versoil

i44*5Pei''

Urbano IV con privilegio conferm a Gubbio la Pergola, IMonte Secco cedus.

gola venne in dominio del conte Federico di JMontefeltro, poi 2. duca d'Urbino,

monastero dell'Avellana, e Serra Abbondio di recente costrutto dagli eugubini ci che pur fece nel 266 Clemente IV. Anche il p. Civalli presso il
to dal
;

ma

assediata da"li anconitani dov ceo

Colucci, Anlichit picene loda Pergola

t.

i5,

p.

179,

dere;nel luglio per ispontanea dedizione ritorn all' ubbidienza dei Malatesta. Nelle guei're tra il conte e Sigismondo, questi espugn la Popola a lui ritolta;

come mercantile

e ricca,

ma

poi

soccombendo

si

raccomand
II

ali

narrando che nel 1268 fu edificata la chiesa di s. Francesco pei francescani


(Giannini la crede incominciala col convento nel 1277) e consitgrata da! vescovo di Gubbio nel i325, poi de'conventuali ed ora degli
il

l'interposizione di

Pio

per

la

pace,

cui commissaii a'29 ottobre

14^9 posei

ro

il

conte in possesso della Pergola e de-

gli altri castelli.

Tutta volta

guerra tra Sigismondo e Pio

agostiniani. Nel

1282

nuovamente
milizie papali

l'invase,

j6o nella il primo ma poco dopo le


nel
11,
i

dominio ne

fu contrastato a
il

Gubbio
cardinal

ne cacciarono
il

suoi, edili
il

dai duchi di Spoleto, avanti

premio

di

aver debellato

Malatesta,

Gervasio Giancolelli, sotto Martino IV, ma con successo favorevole agli eugubini.

Ponlcfcene concesse l'investitura al conte Fedeiico, il quale ampli e fortific la


rocca.

Avendo

pergolesi offeso

il

comune
on-

Sembra che nel i463


Alessandro

il

conte rien-

di

Gubbio, per alcune

trasgressioni,

trasse in possesso della Pergola. Nel


tificato di

ponfiglio

de pacificarsi fu nel i342 tenuto pub-

Vi

Borgia,

il

5
I

oo

VER
la

PER
smisurascontro col duca, saccheggi vari luoghi^
in

Cesare duca Valt'uliiio, per


ta

sua aiiiJjizione, colla prepotenza delle


il

un

a Peigola^

aiuii invase lutto io stato d'Urbino, e

soldati dovette airendersi.


to

duca Guid'Ubaldo
ga nel
I

1 si

abbandon alla

fu-

Leone

X
il

nel

che trovandosi senza Essendo mor52 i, il duca Roveresco

5o'2. Essendosi iuipadionito

Ce-

sare anche di Camerino, con simulazio-

suo stato e ne ottenne nuova investitura da Adriano VI, dopo il qual


ricuper
tenqio Pergola segui
i

ne chiam in Uibiiio il signore Giube Varani, coi figli Venanzio, Annibale


iie

destini dei

ducato

d'Uibino, fu ariicchita
resca.

di privilegi e pro-

e Pietro, ed a'25 agosto con tradimento


li

segi tranquilla nella soggezione

Roveducon
fe-

mandnella rocca di Pergola, ove barbaramente li fece strangokue. Intanto


essendosi ribellalo
il

Se non che, per mancanza di suc-

cessione, Francesco

Maria

li

ulliino
al

ducato contro Cesare assente, anche Pergola ritorn al dominio Feliresco, mentre Guid'Cbaido I
riuniva forze e collegati per combatterlo.

ca d'Urbino avendo rinunziato

feudo
signo-

del ducato,queslo ritorn nel i(324

Pergola imuiediatauiente sotto


ria della
s.

la

Sede, ed Urbano Vili ne

Cesare ordin
Rimini,

alle

sue milizie di

riti-

ce prendere possesso nel

1626

pel

go-

rarsi a

ma

per mancanza di di-

fesa e infedelt del castellano di


la,

Pergo-

Michelolto Coreglia capitano colle sue


vi

genti

entr e fieiamente la saccheggi,


nella rocca. L' A-

verno, e nel i63i formalmente dopo la morte dd duca. IN'el pontificato d'Innocenzo XII il vescovo di Gubbio Ronaventura a' 2 settembre 1691 fece la so-

ponendo guarnigione
miani narra che
in
i

lenne traslazione delle reliquie de'ss. patroni


l'altare della Piet
loi'a
ti

questa occasione fu-

rono strangolali
ri

Varani, creduti autodella sollevazione. Rientrato Guid'Uslati, la le

Secondo, Agapito e Giustina dalal maggiore, ove lutsono in gran venerazione. Degli atnoil

baldo I ne'suoi che Pergola e

pot riprendere an-

di questi santi e delle diverse loro

rocca.

Considerando

tizie tratta

Giannini, dicendo della lor.el


1

questo duca che

rocclie e le fortezze

romiracolosa Iraslazioneseguila
sopra un carro guidalo da
li,

28

in vece di conservargli lo stato, gli avea-

lori

indomiPergofu
sito

no recato maggior
starlo, tranne

difficolt in riconquila

dalla chiesa di

s.

Secondo presso Gub-

alcune ordin
a'c)

demolifu ei

bio, a quella degli agostiniani di


la
,

zione di tutte, onde

novembre

ora ciltedrale.

questi religiosi
il

ziandiodistrutta quella di Pergola:

suoi

dal

comune

nel

ii5S concesso
il

per
in

pochi avanzi

della citt, nel luogo


I

vedono nel pi alto sito chiamalo la Rocca. materiali furono dal duca donati ai persi

edificarvi la chiesa e

convento. Noteesistevano

r che nel
i

XIV

secolo

golesi; nel secolo

seguente l'area fu con-

Pergola monasteri delle monache di s. Giovanni e di s. Lucia agostiniane (ripristinate sotto Gregorio
s.

1' erezione d' un monastero, che per non ebbe compimento, onde si form un'abitazione dai Pelosi, che poi pass a'Graziani.

ceduta

al

comune per

XVI),

e quelli di
,

Giacomo

s.

Margherita. Nel i652

per gravi molivi riportati dal Giannini,

Nuove sciagure pat Peigola ne'primi del secolo X\l. Volendo LeoneX togliere lo stalo d'Urbino a Francesco JMaria
I

comune autorizz priori di agire con impegno, per fare erigere in collegiata il convento e chiesa di s. Agostino degli ail
i

gostiniani

ma

ci

si
,

efleltu pi lardi,

della Rovere, per darlo al proprio nipo-

Lorenzo de Medici, fece legato della guerra il cardinal Divizi daBibbiena. Questi nel 7 mentre si recava poco meno the in disordine a Pesaro, per evitare lo
te
1
1

non in Andrea
Dipoi
gli

detta chiesa

ma

in quella di

s.

apostolo, da Benedetto
di
1

XIV

con

suo breve, e con capitolo


lo

2 canonici.

stesso Pontefice,

considerando

onorevoli pregi della terra di l'ergo-

PER
la nella diocesi di

PER
mani
Ponlificis, de'3i
divisi ne'tre or-

101

Gubbio, ch'era popopopolo; che


a-

gennaio i8t8,c

lala

da 5,000 abitanti,

dini di nobili, cittadini e

Bull. Cont.L i4,

Conimi'isa tcnuitati, de' 1 8 gennaio 1819, p 5()3, et. 1 5, p. iST,


e suo territorio

luoghi, con collegiata, altre

vea giurisdizione sopra un castello e 5 /T j)a nocchie,

dismembr Peigola

da

6 conventi di religiosi, 3 monasteri di monache, conserva torio di orfane, 2 con(iaternite, monte di piet e frumenfario, non che pubblica biblioteca, colla bolla Iloniamim decet Pontifcevi^ de' 9 aprile
I

Nonantola e da Gubbio, trasport gli agostiniani nella chiesa e convento gi dei


francescani conventuali; tia sfer
il

capi-

lolo e la collegiata nella chiesa di

gostino, col titolo di


e la

s. AAndrea apostolo, dichiar cattedrale, formando del

s.

17J9;, Bull. Bcned.

XIV

t.

3, p. 23i,
le pi'e-

eresse Pergola in citt con tutle

convento l'episcopio; diede la chiesa di S.Andrea gi collegiata, in cura alla confraternita del

rogntive, confermandola nella diocesi di

Gubbio,

dovrebbe risiedere alcun tempo e tenervi un vidi

cui

il

vescovo

vi

gettando

di

SS. Sagramento; ed assognuovo Gubbio [F.) all' im-

cario generale foraneo, con pensione an-

nua da somministrarsi
oltre

4^

scudi che

la

dalla nuova citt, medesima dovesse

mediata soggezione della sede apostolica, liberandola da quella d' Urbino, elev Pergola al grado di sede vescovile e l'un in perpetuo a (pieMa di Cagli [F.),

annualmente somministrare alla cancelleria vescovile, in compenso degli emolumenti che andava a peidere pel novello vicario.

acque prncipaliler,
foro Cosci
cii'italis
f/o,
ci

della quale Cristo-

diede:

De

stala ecclcsiarwn

Calli, et

ejusdcm dioecess rela-

Con

l stessa

bolla Benedet-

Romae

178?.

Un

saggio storico di

to

XIV

dichiar

la collegiata
i

concattea

Caglisi legge nella Letlera di N. N. patrizio di Cagli ad un suo amico di Rimino, Pesaro 1765. La citt di Cagli

drale e conferm

privilegi concessi

Pergola da Urbano Vili, con breve dei

i5 giugno iG33. Pergola nel 1781 prov gii elfelli del terremoto che tanto danneggi Cagli, pei quale Bertozzi pubblic nel 1782 iu Venezia: Letlera sul ter-

come

la

diocesi e sede vescovile, antichiscitt esi-

sima e ragguardevole. L'antica

steva sul vicino colle, l'odierna nel pia-

no

s.

Angelo

alle

radici del
s.

remoto accaduto
,78,.

iti

Cagli

li

3 giugno

trano, presso le quali

Monte PeRomualdo fon-

datore de'cimaldolesi costru alcuni eremi. Nella diocesi di Cagli primeggiarono le abbazie di s. Geronzio, di s. Pietro di

Ne! declinar del secolo XVIII, bench

Pergola fosse nella diocesi di Gubbio,


tuttavia
Ja
il

vescovo di Nocera

vi

godeva

IMonte Nerone, dis. Maria


te l'Abate.

Nuova di Mon-

parrocchia suburbana di quello di Cagli la chiesa di

s.

Onofrio,
Biagio e
in

s.

voler far menzione de'suoi pi cele-

prima quella pure


piccola parte
vi

di

s.

Lucia, ed

una

bri vescovi, ne fui! i.

esercit giurisdizione l'ab-

cui successero Viticano del


toscrisse nel 3.
tificato dis.

bazia di Nonanlola. Pio VII nel 1802,


col breve
t.
I

Graziano del oog, 5oo che sotconcilio romano nel pone

Exponi

nobis, nel Bull. Coni.

Simmaco,
1'

Donato
s.

del

72

i.

I, p.

334, conferm l'incorporazione


s.

Pianiero merit

amicizia di

Ubaldo

della confraternita del

quella di
col

ss. Sagramento a Secondo di recente erezione breve Qunnt sicut, del i8o4, Bull.
t.

vescovo di Gubbio enei i 175 fu traslato a Spaiatro da Alessandro III, il quale gli sostitu Alloderio,
sist alla

che nel 12

ass.

Coni.

12, p;

63, riconobbe l'erezione

consagrazione della chiesa di

deputando in amministratore il protomedico di Pergola; hnalmeote Pio VII colle bolle Rodella spezieria dell'ospedale,

Croce
I

di

7 fu

Fonte Avellana. Anselmo nel consagrato da Onorio III. Fiofr.

r nel

i25()

Morando

celebre predi-

tm

PER
di cui

PER
per
le

calore donienicano, sollo

veslro Lodovico Paparclli d'Ascoli,

754

funeste fazioni dc'gucl/i e ghibellini, Ur-

bano IV sottopose
l'

la

citt e diocesi al-

inlerdeltOj poi Io tolse e perdon.

Gli

Ugolino dei signori d' Acquaviva castello che don alla patria; dopo di lui Guglielmo Sasiuni Mastini di Cagli nel iiS5, al cui tempo le meinorale fazioni recarono l'ultimo eccidio all'antica citt. Papa INicosuccesse nel
il

1266

cagliese
,

Fano. 1806 Alfonso Cingari di Bologna. 1818 Carlo Monti d'Imola traslato daSarsina, il 1 vescovo di Cagli e Pergola cui successe per nomina di Gregorio XVI nel conci-

Lodovico Berlozzi

di

storo de'32 luglio iS^^, l'attuale zelante, esemplare,

benemerilo e rispettabile

vescovo mg.*^ Bonifacio Cajani di Gual-

do Tadino,
stesso

gi professore di filosofia e

lo

IV ne intraprese la riedificazione nelr area moderna, onde venne chiamata Cii'italis


s.

rettore del seminario di Nocera, che lo

Papa avea dichiarato

vicario apoe Pergola

Po polis,

o Cina papale di
la

stolico delle diocesi

di Cagli

Angelo; quindi con


i.

bolla Inlelle-

nel i83g, per la cadente et e infermit del predecessore. Nella

clus (liligcnter, del


trasferii in

febbraio

1289,

cattedrale di
i

essa la sede vescovile, conferi

Cagli, tra le reliquie,


de'
ss.

si

venerano

corpi
il

mando
hi bolla

poscia

privilegi dell'antica col-

Ponziano
si

e Vittore n)artiri, ed

Reducenles

ad scdulae, nel 1291.


i

capitolo

compone
di
il

del prevosto e arci-

Altri vescovi degni

rono

fr.

pure di menzione fuRogerio Todini di Cagli del 3og,

diacono dignit,
si il

12 canonici compre-

teologo e

penitenziere, e di

4 man-

Guido
del

cittadino e canonico di Cagli del

sionari. L'episcopio

1346, fr. Tommaso Sferrato de'minori i353 che concorse olla riedificazione della cattedrale, iNicol Marciari perugino del 1398 che costrm l'episcopio, Giovanni BonodeLuzi cagliese del i4'4j Guido Boncheri canonico e cittadino di Cagli del 1478 che rifece l'episcopio. Per
l'uccisione del pergolese Golfi, eseguila

propinquo alla cattedrale, ov' la cura amministrata dal preposto e da un vicario, con battisterio;
avvi altra parrocchia,
golari, 2 monasteri di
teinite,

4 conventi di remonache, confiaorfanotrofio, ospedale, monte di

piet e seminario.

Le

diocesi di Cagli e

dalle genti di Cesare Borgia, nel

i5o3

37 miglia e contengono molti luoghi. Ogni nuovo vescovo tassato ne'libridi camera in fiorini
Pergola
si

estendono

in circa

%enne

da Alessandro VI il proprio confessore Lodovico de Logoria spasostituito

gnuolo. Nel
te

5i 3

fr.

Tommaso Albizi do1

menicano, nel \5i5 Cristoforo del Monpoi cardinale, nel

554

Gio. Battista

320; e come le rendite, depuratedaipesi, ascendevano a pi di scudi 200, Gregorio XVI vi aggiunse scudi 3oo di pensione annua al vcscovoattuale, anche in contrassegno di slima e benevolenza, da pai

Toro Leoni anconitano, nel 1567 Paolo Mario della Rovere pesarese,nel 1607 Timocrate Luigi de Castro d' Apiculo diocesi di Cagli, nel 1660 Castruccio Castracana nobile di Cagli, nel 1694 Benedetto Loperti nobile di Cagli. La serie de'vescovi di Cagli, l'Ughelli la ripor-

garsi dall'amministrazione delle rendile

dell'abbazia di

questa Gregorio
cardinal
rio,

Lorenzo in Campo. Di XVI, dopo la morte del Albani che n'era commendatas.

le,

neW Italia sarra l. 2, p, 808, registrando per ultimo Alfonso Belliucini nobile modenese del 7 o: la compir colleiVota
i

ne soppressela giurisdizione spirituache aggiunse alla diocesi di Pergola, mentre ne affid l'amministrazione economica ai monaci cistcrciensi, con la cordi

risposta

alcune migliaia di scudi di seminario


di

pensioni, e l'obbligo di somministrare

tizie

di

sleti di

Verpli.

Roma. 1721 1726

Gio. Francesco Bifr.

annui scudi i5o


la

al

Pergove-

Girolamo Ma-

pel

mantenimento gratis
scelti e

di 3 chierici

ria Allegri servita fiorentino.

1744

^'''

poveri

nominati dal rispettivo

PER
scovo
ili

PER
ai co-

io3
di vivo

Pergola ed apparlenenli
s.

ed enormi dirupi, lutto


'

scogho,
cin-

muni
gola,

di

Lorenzo,

s.

Andrea

e INIonlal-

di folla selva vestito, (juasi

sempre
di nevi
:

f'oglio.

Quanto alle

notizie storiche di Per-

to sul vertice di densa nebbia, e talvolta


nel

abbiamo: Egidio Giannini,


di essa,

Memofu ri-

maggio

ancora coperto
il

per

rie sloriche
illitslri

di Pergola e degli uomini

molti geologi e naturalisti


getto di profondi sludi
to
,

Urbino lyS^. Gli

monte fu ogcome conosciu-

sposto (daLuc'Antotiio Gentili di Torricella professore di belle lettere in

Gub-

contenere un copiosoe importante deposilo d'interessanti cose: per tale lo rico-

bio

con

la

Leltera coiUenenle la disaitoriche d Pergola,

nobbe ed egregiamente descrisse il camaldolese Bellenghi dottissimo.


1

uiiia delle

memorie

monti

d'inil

Gubbio 1733. Il Giannini (aiutato dal d/ Ginevri di Pergola) replic con la Risposta dell'autore delle memorie istoriche di Pergola, alla Lettera della disa-

torno formano solitarie foreste, onde


taria e

luogo, veramente proprio della vita soli-

contemplativa, sembra disgiunto


Il

dall'umano consorziosilo della

mina
di fu

delle

medesime, Pesaro 17 34- Inla

ra tenera divozione, ed

monastero inspi chiamalo l'ai

pubblicala (dallo stesso Gentili)

Difesa della disamina del signor N. IV. viltadino di Gubbio, aggiuntoi'i un compendio cronologico degli ai'i'cnimenti della terra di Pergola, ed un'appendice di

naci

pi grande ospitalit, che moconcedono cortesemente per tre giorsi

ni a chi

reca a visitare

il

santo luogo,

oltre

quotidiana dispensa di pane e companalico che fanno ai poveri delle vila

documenti antichi, Venezia 1737. Sebbene il p. ab. Ranghiasci, nella Bihliogr.


dello stato pont., affermi che gli avver-

cinanze. Oltre
spirilo

la

soninia tranquillit di

che

ivi si

gode,

si

respira un'aria

assai salubre. L'-ngresso

conservarono poi un silenzio reciproco, nel Supplemento registra Risposta dell'amico alla Lettera contenente la disari
:

del maestoso monastero preceduto da un portico con

suo piazzale.

La

chiesa di gotica ar-

samina

delle

memorie

istoriche di Per-

gola, senza data.

un coro spazioso, ed sacra alia ss. Croce ed a s. Andrea apostolo: la torre campanaria ben intesa,
chileltra, con
costrutta di
pietre vive scalpellale
del

Trovandosi compreso nella diocesi di Pergola e da essa distante q miglia, il celebre monastero Avellanense, presso il famoso Monte Catria,e gi com'esso dell'antico territorio e diocesi di Gubbio, ed

veramente magnillca, pel vago pavimento, per gli eleganti armadi di noce abbelliti da dorature,
luogo.

La

sagrestia

per

le

pitture della volta del celebre can.


ivi si

essendo uno de' monasteri

pii

antichi e

Lazzarini pesarese;

conservano de-

venerabili d' Italia, ne dar

un cenno.
varie deno-

corose suppellettili sacre e preziosissime


reliquiedi santi, massimequelladella vera
croce, da Costantinopoli portata nel

Prima \a notato, ch'ebbe


minazioni, cio di
s.

Benedetto dell'Avels.

mo-

lana

di

eremo di

Andrea

apostolo,

nel 1080 fu detto di s. Croce di Fonte Avellana ch' l'attuale, mentre su di esse pu vedersi Avellana. Si eleva in for-

nastero camaldolese dell'isola di s. Michele di Murano presso Venezia, e nel 1 8^3 donata alla chiesa dal cardinal Zurla ab-

bate generale de'camaldolesi. Di questa


insigne reliquia esiste

ma

di castello

l'ampio fabbricato, sulla


Catiia, chiamalo da Pligli

una dissertazione

falda del

monte
il

nio r altissimo fra

Apennini, dal
essi, e

p.

del p. ab. Costadoni camaldolese, stampata nella Raccolta del Caloger t. 89,
p.

Boscovich
dei
si

pi alto di
il

dall'Ansiil

io5, ed a parte in Venezia nel 1751,


t.

calcola

suo cacume sopra

li-

e se ne parla pure nel

degli

Annali

vello del
ni.

mare circa 55oo piedi parigiQuesto monte di spaventose balze

camaldolesi, ed in questi e nella Raccolta


si

vede

la

stampa del reliquiario

io4
die
la

PER
contiene. Nella sagrestia
l'afTigie
vi

PER
an-

me e molto meno
mg."^ Alfieri, gi
stabil.

il

canone, come avverte


/li-

cora una bandiera, con

dell'im-

oblato camaldolese,

peiatore Paleologo ed iscrizione greca.

A'3 settembre immenso


questa chiesa per

il
s.

concorso a
Albertino

del caule e della musica eccl. 7 (seguendo il quale, a Musica sacra e par-

la festa di

piiore de'camaldolesi o meglio dell' antica

congregazione Avellanense, non so-

lando di Guido dissi in che fu benemerito, non per inventoredell'esacordo memorato e de' punti). Nel voi. 6, p. 284
degli
2.',

lo de'popoli circonvicini,

ma
il

anche
il

lon-

J liliali delle scienze

religiose, serie

tani: ne'secoli

XV e XVI
la festa,

era tale

pio

si

legge che di recente nella bibliosi

entusiasmo per
ni riportato dal

che

Valeman-

teca della facolt di Montpellier

tro-

Bollando e dai citati /annali, afferma che i divoti ascendevano fino a OjOoo, provenienti eziandio dall'Umbria e dalla Marca. Il chiostro del monastero formato ad archi acuti di
1

v l'Antifonario di s. Gregorio colle note in lettere, uno degli esemplari che Papa Adriatio I don a Carlo Magno, ovvero copiato da uno de' cantori romani
inviati in

Francia

in quell'epoca; osser-

uno

stile

sodo e pesante, e tutto

il

fab-

vandosi, die Guido d'Arezzo ne ignor


l'esistenza.

bricato da riguardarsi per l'architettura


solidissima, creduta dei secolo
ca.

Giova avvertire, che

altre vol-

XVI

cir-

te

si

detto d'essersi fatta tale scoperta,

assai

ben costrutto

il

braccio delparalello-

senza che ninna se ne verificasse: spero

l'ospizio,

ed smisurata l'ertezza de'suoi


refettorio

che

il

Danjou autore

di quella di

Montvi

muri.

Il

forma un

pellier, sia slato pi fortunato de'prece-

grammo

semplice e dignitoso, capace di


l'ingresso

denli rilrovatori. Nel monastero


noviziato, ed
sta raccolta

il

ICQ monaci, avendo sopra

un

una biblioteca
di
ss.

fornita di va-

pulpito vaghissimo di noce per


ra della mensa, corrispondente
di legno simile, sorretto

la lettuai sedili

d'opere

Padri, di ca-

nonisti, liturgici, ascetici, e di varia let-

lonnette

ma

l'oggetto pii

da eleganti coimpoitante

teratura. Nella gran sala contigua

si

ve-

la pittura in
il

tela, che comprende tutto n)urodi fronte, rappresentante il martirio di s. Andrea, copia di quella di Guido Reni esistente nella seconda chiesina di s. Gregorio in Roma ed eseguita nel j622 da Giorgio Giuliani di Civita Castellana, con maniera dignitosa e vaghe
,

de il busto assai somigliante di Dante con analoga iscrizione, celebrante come quel
principe dell'italiana poesia
si

rifugi nel

monastero, onde se ne mostra la stanza da lui abitata, e vi compose gran parte della Divinacomniedia si vuole che quel
:

sommo, con

allusione alla topografia del


al

luogo rispetto

Catria, componesse

il

tinte. Inoltre nel refettorio

un'antica im-

verso, genie cui

fa

notte innanzi sera.

magine in tela di Guidone d'Arezzo, colr iscrizione h. Guido luijiis luonaslevii


:

Anticamente

fu estesissima la

possidenil

za del monastero, imperocch

suo doquasi

alninnus iin'enlor

iti,

re,

mi, fa,

sol,

la.

minio dal Catria


Cesano, con
le

si

prolungava

fin

Ma

il

pittore

si

et, poich la

un musico della sua carta che gli pose in mafgiu

all'Adriatico, e la valle considerevole del

abbazie di
s.

s.

Croce, di
in

s.

no con alcune note musicali a cinque righe con due canoni di minime, mentre al tempo di Guido non v' erano le cinque linee, ma una o gialla o rossa secondo
la

Maria

di Slvia e di
i

Lorenzo

Cam-

po, cui spettavano

castelli di

MonteRapossedeva

do, Barbara e Castel Leone:

pure diverse chiese,


ri

celle,

eremi e pode-

chiavei e
si

le altre, se vi fosse sta-

nella

Marca ed

altrove.

to bisogno,
coli libri

traevano collo

stilo ne'pic-

Da una

lapide esistente nel monasteb.

che allora usavano


si

in

pergamele

ro licavasi ch'esso fu fondalo da!

Lan-

na; inoltre non

conoscevano

miui-

dolfo Pamphilj di Gubbio, che altri di-

PER
cono
c)<So

PER

io5

figlio di

o nel

ooo

Cessone nobile i^crniano, iiul circa, discepolo di s. Rode' Cdiiialdolesi (K.)


s.

mualdo fondatore
e del

monastero

di

alle radici del Catiia, distante

Vincenzo di Citra due niii,'!ia


esso
il

si segnalarono Ottone li. Ottone III, s. Enrico II, Enrico HI, Einico IV e Federico I. Quindi, come notai ad Avellana, Gregorio XIII nel 1578 applic beni della congregazione Avellanense al
i

dall'

Avellanense.
i

Da

b. Lodcjlfo

Collegio Gerwifl/i/ro(^.). Rifior

il

mo-

prese

documenti della
le

vita eremitica e
l.i

nastero pei camaldolesi, sotto

quali di-

ricevette

costituzioni per

congregaistitu nel

venne nuovo
na. Nel

ricetto di santit e dottrifu fatto

zione

dell'

A^'cilana [V.) che

i8o5 ne
p.

abbate

il

p. d.

monastero con regola di s. Benedetto, dalmonaci celalimj la quale derivarono quujdi il monastero Avellanense diveni

Albertino Bellenghi(lo celebrai nel voi.

XXV,
all'

3 16), che illustr colle

sije

o-

pere, e pel credito che godeva conserv

ne scuola

di sanlil e di dottrina, foren[ier

ordine

il

monastero

nell'

invasione

tissima per esemplarit e disciplina,


cui r istituto mollo
si

fiancese, salvando molti codici e perga-

prop:ig in altri

mene

delle vicine contrade.

Per non dire


il

monasteri e priorati, princi[)aUnente pel suo monaco e poi cardinale s. Pier Daiianija cui
1

di altri,

ne

fu

pure abbate

p. d.

Am-

tempo convivevano insieme


s.

brogio Bianchi, creato cardinale dal correligioso Gregorio XYI. Questi da abbate

2 santi. In segno di benevolenza verso

camaklulese

vi fu

due

volte, la i.^ nel-

il

cardinale,

Inolia

Gregorio VII nel loyljcon assunse sotto la protezione della sede

l'agosto

nel
le,

i8i4 ritornando a Pioma, la 2.^ settembre iHaS pel capitolo genera1

apostolica
1

320 fu XXll, ed Ubaldo ne fu venuta commenda, l'ebbe


ro. Altri attribuiscono

monastero Avellanense. Nel dichiaralo abbazia da Giovanni


il

abbate. Dicelebre caril

il

dinale Bessarione, che abit

monasteal

dimor circa 5 giorni cospirandimora nel suo memorabilee spinoso pontificato, soleva dirmi: /Ih! quanto i'oloiitieri andrei a fare il sagrestano all' A'.'ellana ! Nel n. 74 del Diario di
e vi
;

done

la

questa erezione a
la

Roma
i

i83r,

si

legge

il

modo
s.

col

quale
l'e-

Giulio

li,

perch confer

commenda

camaldolesi avellaniti festeggiarono

suo nipote cardinale R.overe, e fu bene-

saltazione alla cattedra di

Pietro del

merito

dell' edifzio,

come

rilevasi dagli

virtuoso e dottissimo Gregorio

XYI,

in

stemmi. Pei molivi detti a Avellala, s. Pio colla bolla Quaiiluni animus^ de' io

un
che

all'elegante iscrizione dettata per la


p. d.

circostanza dal
fa

Gianfoi
il

te IMarini, di

dicembre 56q, Bull. Rom. t. 4) P'"'- 3, p. 2 2q appendix , soiipresse la congregai

memoria anche

Costanzi, L'ost.

servatore di

Roma,

suppl. al

i, p.

3.

zione dell'Avellana, e concesse


stero di
s.

il

mona-

Croce e sue appartenenze ai s. MicJiele di Murano. Cos fin una congiegazione^ da cui uscirono, secondo l'iscrizione esistente nel monastero, circa7G santi, 55 vescovi, 4 cardinali, e Papi Celestino II, Innocenzo III, s. Celestino V e Giulio Il,i quali vi erano dimorati in quacamaldolesi della congregazione di
i

gran Pontefice eressero marmorea iscrizione, ed il suo busto di ferro fuso in Roma, fu dono dello stesso Papa.
Dipoi
al

Del monastero

di

Avellana e del
gli

Monte

Annali camaldolesi: \.uh\n, Abbat. Ttal.p.36; Sarti camaldolese, De episcopis eiignbiiisj Farulli camaldolese nella Cronaca stampata in Siena nel i6o3; il p. d. Isidoro
Catria scris-^ero, oltre

lit di oblati.

Privilegi insigni accorda-

Bianchi

nell'

Elogio del

p.

Fromond

fe-

rono a questo celebre ritiro Silvestro li, s. Gregorio VII, Eugenio 111, s. Celestino V, Martino Y ed Eugenio IV; fra
gl'imperatori benefattori del medesimo

ce una belli>sima descrizione deli' Avellana, riportata in gran parte dal Lancetti

nella Biogr, degli scrit.crem.\o\. 1; p.

ab. Ecllenghi, Riflessioni sul

granilo e

loG
^neisso
di l

PER
Macerata 8 3 Calila e de monti adiacenti
CaLria
,
1
1

PER
;

Francia e Inghilterra, e dovendo


re essi per
la

jiailiil

Fossili di-l

crociala di Palestina,

car-

Koma

1819; Articolo di alcuni oggetti inineralog'ci riin'ennti nel Catria, FaI

dinale venne deputato in legato;


la

ma

per

1 82 ; Risposta ad un articolo, ec, 1823. Giuseppe ]Marocco ^ Topografa e cenni storici del monastero Avellanense, Roma i832. Conte Francesco Anzidei, Il monte Catria, versi, Perugia

Jjiiano
ivi

morte del re francese non ebbe elFetlo. Incaricato con due altri colleghi di esaminar Cola di Rienzo, questi fu restituito in libert, forse a premura del Petrarca, che chiam questo cardinale fulgida
stella della chiesa militante.
il

Fond

i838. Conte Giovanni Marclielli,


notte di

Una

in Tolosa
vi nella

collegio Perigord per istruiri

Dante^cantica

in terza

rima, Fi-

legge

giovani, poi perfezionato

renze 1839.

PERIECIDE.
to.

Sei\e vescovile d'Egit2, p.

da Gregorio XI, ed in Perigueux il magnifico monastero di Vallcchiaia pei certosini,

Oriens chr.

t.

639.
Elia,

con pingui rendite, istituendo nels.

PERIGORD TALLEYRAND

la chiesa di

Cardinale. De'conti sovrani di Perigord

Con

influenza fu a
nel

die avea per capoluogo Perigueux

da

Avignone

Frontone 12 cappellanie. 4 conclavi, e mor in i364) d'anni 63 circa. Il

arcidiacono di quella chiesa e poi di Ri-

chemond
to dal

diocesi di

York,

nel

324 eletto

cadavere dalla chiesa de' francescani fu portalo a s. Frontone di Perigueux.

\escovo di Limoges, e neli 328 consagra-

PERIGORD TALLEYRAND

Ales-

Papa e

trasferito
tutti
i

parente di quasi
cia,

ad Auxerre, come principi di Fran-

ad istanza del re, Giovanni XXII a' 25 maggio i33i solo lo cre cardinale prete dis. Pietro in Vincoli, e Clemente YI nel 1343 lo fece protettore de' minori, e nel i348 vescovo d' Albano. Avendo il nipoteCarloDurazzo, nipote pure di Carlo li re di Napoli, rapita Maria d'Angi sorella di Giovanna I, perla pail

sandro Angelico, Cardinale. Nacque in Parigi a*i8 settembre ij^j e fu allevato nel collegio di Flche e nel seminariodi
s.

Sulpizio. Nel

1762 ebbe
nel
1

l'abbazia di

Gard, indi cappellano


cariodi

del re e

gran

vi-

Verdun;

766 Clemente XIII


Traianopoli e coail

lo fece arcivescovo di

diutore di quello di Reims, ed

re nel

1769
liers.

nomin all'abbazia di HaulvilNel 1770 incominci a supplire al


lo
s.

rentela spensa.

cardinale s'interess per

la

di-

coadiulo, e neli777gli successe; dimise


ie

Quando poi fu ucciso Andrea maGiovanna I, il fratello del defunto, Lodovico I re d'Ungheria, credette complice Carlo cognato, ed anche il cardinale onde agevolare il trono al nipote, ma Clemente VI ne prov l'innocenza. Quinrito di

sue abbazie, ed ebbe quella di


il

Quin-

tino, affidando
ziani.

suo seminario

ai sulpi-

Procur
i

asilo ai vecchi preti, socil

corse
t,

miserabili, fond

monte

di pie-

suo gran senno, valore, dottrina, prudenza e condotta irreprensibilesiguatlagn tale imputazione che cooper all'elezione dell' imperatore Carlo IV ^e di Papa Innocenzo VI. Questi lo destin nel
di pel
]

ed in pi modi incoraggi le manifatture. Fatto membro alla seconda assemblea de' notabili, poi deputato agli stali
generali, lott contro le innovazioni, sottoscrisse le principali

proleste del

la lo
i

destro, e pubblic scritti per difendere


diritti della

propria sede.

disordini del

356

legato a pacificare

re di

Francia

e Inghilterra, e solo ottenne tregua; nel

1357
amici

ritent col primo,

ma

fu cacciato;
restituire

regno Io fecero ritirare in Aquisgrana e successivamenle ne' Paesi Bassi, in Weimar e BrunsAvick. Allorch Pio VII pel
concordalo del 80
1

indi lo invi legato nel


il

i358 a

gli

domand

la

dimis-

delfino ed

il

re di Navarra, sen-

sione, co qje altri rispose con dilatorie,bens

za fruito. Pacificali

da Urbano

redi

abbandon

la giurisdizione di

Rciras.

VE R
luliiuto Luigi
io

P]:R
r.i,gli cdifizi
i i

107

XVIM

lifugialo iu Millaii,

chiam
il

nel suo consiglio, e nel

808

chi di

non presentano che rimarcui dir. JNolabile anche perl'anla cattedrale, sotto

lo dichiar
sliiiato

grande elcuiosiuiere. Ripri-

lichit
dis.

l'invocazione

i8i4 sul Irono, lo fece soggelti pari, e lo incaric di propone pei vescovati. Nel i8iG riniuizi alla sere nel
i

Frontone vescovo e martire, sormontata da una torre quadrata terminala a piramide: ivi si osserva un rilievo di le-

de.

Avendolo

il

re racconanduto a l'io

gno

di

prezioso lavoro, rappresontanle


di

la

AMI
ch

nel principio del pontificalo, perlo creasse cardinale, a


il

Annunziazione
di.

Maria, ed ha contiguo
Il

questa digniluglio

l'ampio episcopio.

capitolo

si

compone

t lo elev

Papa

a'
;

28

1817,

dell'ordine de' preti

gliene sped la no-

8 canonici, de' quali sono dignit il decano e lo scolastico, il teologo e il penitenziere, di canonici onorari e di altri
jireti e chierici.

tizia col bei rettine russo,

perla guardia

nubile Melchiorre de' conti della Porta,


fatto cavaliere della legione d'onore, e la

Un
lo

canonico funge
il

l'tif-

fizio di

parroco, essendovi
il

fonte batle

berretta per l'ablcgato


(nipote del cardinal
1."

nig."^

L'rancadoro
nel

tesimale,

quale

hanno pure

allie

omonimo); poscia

due
te,

chiese parrocchiali. Vi sono

"k^*

ottobre lo preconizz arcivescovo di


Il

nasleri di

monache, alcune confraterniil

Parigi.

grado,

l'et e la

esperienza lo
nelle
,

l'ospedale,

seminario,

il

collegio codi

posero alla testa de' suoi Culleghi


deliberazioni sugli
all'ari

munale con

collezione di strumenti

della

Chiesa

fsica, biblioteca,

museo

di storia

natu-

prevalendo

il

suo parere nelle pi imle di/licolt

rale e di oggetti d'antiquaria, orlo bota-

portanti materie. Per

incon-

nico, societ d'agricoltura, teatro, bagni

trate pel concordato del 18 17, solo prese possesso della

pubblici e [)arecchi passeggi ne' contorni della citt.

nuova sede

nel

iSrg.

Vanta

florido comhiercio,

Fece vari regolamenti pel clero, si scelse in coadiutore Queleu, ristabil ritiri pastorali, compil un nuovo breviario ed
;

abbondanza
briche, ed
i

di commestibili, diverse fab-

pasticci di tartudl
la

si

spedi-

scono per tutta


diversi

Francia. E' pallia di


celebre car-

incoraggi

piccoli seminari.
1'

Caduto

in-

uomini

illustri, del

fermo,

il

re che

avea avuto a compa-

dinal Perigord, dello sventurato

Aymar

gno neir infortunio, gli diede segni d'affezione e premura, ed principi del sangue spesso circondarono il suo letto. IVIor a' 20 ottobre 1821, d'anni 84, e fu
i

de Ranconnel presidente del parlamento di Parigi, edi La Grange-Chancel anloi"e

delle venefiche Filippiche. Pei iguenx.

una

citt,

che per cos dire ha vissusi

con solenne pompa esposto nella metropolitana ed umatonel coro accanto l'antecessore cardinal Belloy.
11

to tre volle, e le sue tre et

mostrano

con
che.
ciate

tratti dislinti nelle

sue varie fabbris'incontrano faci

prelato Frays-

Ad ogni

passo

ivi

sinous pronunzi l'orazione funebre, ed


il

che rammentano

diversi

stili

dei

cardinal Bausset suo amico pubblic


storica.

secoli posteriori al XII.


di Festina, alla

La fondazione
la cit-

una Notizia

quale succedette

PERIGUEUX
mento
della

(Petrocoricen).

Citt

t attuale,
ai galli,

incontrastubilmente dovuta

con residenza vescovile di Francia, nella Bassa Guienna, capoluogo del dipartidi cantone, a

de'quali era

una

delle primarie

cill nel

paese i\tPiirocorii, onde prese


il

Dordogna, di circondario e 106 leghe da Parigi, sulla


Isle,

l'odierna

nome

di

l'csunae Peli oca-

riun. Nel luogo


rii,
i

ove

fu la citt de'pelrocoil

sponda destra dell' sopra un bel ponte,


tribunali di
.'^

che

vi si

passa

cui abilaiili

lavoravano

rame con
conquista

in deliziosa valle.

Ha

tanta maestria quanloil ferro, abbondanti

istanza e di

commercio,
di nui-

sono

le

antichit.

Dopo
il

la

ed altre magistrature. Circondala

de'rotnani, essi ne fecero

centro d'un

io8

VE
si

11

PEPt
a-

viislo (cniloiio e

conipiacqiicio in
;

verlo trasferito all'arcivescovato di

doiiiaila e abbellirla
lichi

ma

tli

ludi

gli aii-

nel itS/Jo 5 sostitu mg.' Gio. Battista

Relms Mas-

non

si

nionumenli, di rimarchevole pi vede che qualche vestigio d' un

sonais, della diocesi

diLeMans. Questo
narrai nel
nel

zelante vescovo, al
voi.

modo che

onftealro, ed

una torre o vasta rotonda, che credesi avanzo d'un tempio di Venere
:

oltre la celebre torre di V'esnna,


il

degno rammentarsi
lutti gli
stili

castellodiBarriere,
i

184^ ristabil nella diocesi la liturgia romana. La diocesi vasta e comprende il dipailimeuto di Dordoi^na. 0"ni nuovo vescovo
p.

XXXIX,

62,

pei vecchi rimasugli di lutti


architettonici

tempi, ove
lasciato le

tassato in fiorini 370.

han

PERIODO GIULIANO
GI ANO.
2 33.
/'.

DIONIVI,
p.

loro impronte, romano, gallo, gotico, del

Ciclo, Era, ed

il

voi.

risorgimento e moderno. Perigiieux capitale dell'antica provincia di Perigurd,

PERISTACIO
sotto
la

PERISTASI. Sede

nel
<le

i5j5 per

le

guerre

di

religione, vi-

vescovile della Tracia sulla Propontide,

dagli ugonotti rovinata anclie la cat-

metropoli d'Eraclea, eretta nel

tedrale dis. Stefano, che sebbene in parie rifabbricata,

IX

secolo.
t

Divenne anche
975.

latina.

Oriens

poco dopo divenne cattedrale l'odierna, gi con monastero fondala ad onore di s. Frontone nel secolo secolari/ziita nel XH, la mensa ab"N II baziale fu unita al vescovato, ei due ca:

dir.

3, p.

PERITORIO.

Sede vescovile della


la

provincia di Rodope, sotto


unila a Xanlhia. Registra
liciis rhr.
t.

metropoli

di 'J'raianopoli, eretta nel secolo IX, poi

vescovi

['

O-

pitoli

si

fusero in uno, con 8 dignil e

34

i, p.

i2o5.
Citt vescovile
del go-

tanonici.

La

citt fu presa e ripresa utile

PERM

PERMSKL

segnatamente nel iG5i dal pi luci pe di Cond, per il suo presidio nel i653 fu costretto rendersi a Bodin, proe

guerio

di Russia, in

Europa, capoluogo

curatore della
tanti.
1

citt, alla testa degli abi-

La

sede vescovile fu fondata nel


s.

verno e distretto omonimo, a 33o leghe da Pietroburgo e 2 5o da Mosca, sulla sponda sinistra della Kama, al coniluenle del laguchikha. E regolarmente fabbricala, con belli edifzi,
versi stabilimenti.
I

secolo da
il

Frontone, the
gli

vi

promulil

due
i

chiese e di-

g
j .

vangelo, ne divenne l'apostolo,


:

contorni

hanno
la

ric-

vescovo e patrono

successero

re-

che miniere scoperte nel

723. Per

sua

gistrati dal
t.

Clienu e dalla Gallia


nel

cliist.

posizione vantaggiosa lu eretta in citt


nel 1781, trasferitavi la sede del gover-

2.

Guglielmo del io8i

fu di santa vi-

ta; Piinaldo

loqq
il

in

Antiochia fu

no

e dell'arcivescovo di
,

Prm
la

e lekate-

ucciso sull'altare dai saraceni;

d'Auberoclie restaiu

Guglielmo monastero di s.

rinburg
gda.
I

che prima
e

la

teneva a

Wolo-

popoli che abitano

regione han

Frontone; nel i23o fior il cardinal llaimoiulo de Foisj nel i447 ^^'''^ Boi del-

no lingua
colo

costumi particolari, ed abil

bracciarono

cristianesimo verso
t.

il

se-

Ho

poi cardinale.
1

gistrano dal

Le Notizie di Roma ySa gli altri. Nel i8oi

re-

XVI.

V Oritiis dir.
.

I, p.

i3i3,

pel

parla di 3 vescovi: N.

.che mandato a

concoidalo Pio VII soppresse la sede, che nel 1817 ripristin e conferm suf fraganea di Pjordeaux e nel i. otto,

predicar in Pernt
to vivo; Stefano
il

il

vangelo fu scortica-

che seppe aaimansare

feroce caraltere de'permiani e persua-

bre preconizzo vescovo Alessandro Lodovico Carlo Pvosa de Lostanges di Versailles.

derli ad abbracciar la religione cristiana, ed oiiorato per santo da'moscoviti; N.


.

Gregorio

r successore

XVI nel i836 dichiamg.'^ Tommaso Goussct

di cui fa

menzione

l'Oleario.

PERPERENE.

Sede vescovile

nell'i-

(ora cardinale) di Besannon, che per a-

sola di Lesbo, sotto la metropoli di

Mi-

PER
lilenp, eretta nel
t.

PER
Giovine
catecu1'

109

IV
(s),

secolo. Orlens dir.

I, p.

709.
inailire.
fra*

PERPETUA
meni quando
702, con
cita,
altri
fti

clama di Cartagine, ch'era


arrestata

Discendeva da una famiglia senatoria e possedeva grandi beni, le cui rendite impieg ad utilit della Chiesa e a sollievo degl' infelici. Collocato sulla sede di

dopo

anno

Tours verso
cesi
;

il

/'[Ga,

diedesi a tutto

po-

quattro di

essi,

cio Feli-

tere a far fiorire la piet nella sua dio-

ch'era allora incinta di 7 mesi, Revocato, Saturnino e Seconduio, ai quali


si

convoc molli sinodi,


;

in cui institu

delle savissime regole

fece

fabbricare

un Saturo, che pare fosse fratello di

una nuova chiesa


le

s.

Martino, nella quafaa'

Saturnino ed aveva istruito questi catecumeni nella fede. Perpetua aveva 2-2 anni, era maritata ed aveva un bambino che allattava essa medesima. Confess generosamente

trasport
la

il

corpo di questo santo,

cendone
glio

solenne dedicazione

lu-

473. Nel suo testamento, lasciato in


la sua bdjlioleca ed alcuni fondi posua chiesa, chiam suoi eredi
i

legato
alla veri. agli

Ges

Cristo, malgra-

do

le istanze della

sua famiglia e sopratgli sforzi

Mor

a'

3o dicembre 49") ovvero

tutto di suo padre, che fece tutti


possibili

per ismuovere

la

sua costanza,
provincia la

llariano governatore della

8 aprile 4<1'> ^ ^" seppellito nella s. Martino. La sua festa indicala al primo di questi giorni da Floro
chiesa di
e da altri martirologisli antichi;

condann ad
sieme cogli
ziare
la

essere esposta alle fiere, in;

ma U-

altri

ma prima

sentenza avea fatto

pronunsollVire una
di

crudele flagellazione a Satiu'o, a Satur-

suardo e il martirologio romano ne fanno menzione il d 8 di aprile. PERPIGNANO [Elncn). Citt con residenza vescovile di Francia e forte, antica capitale del

nino e

battere in viso Perpetua e Felicita

Revocato, ed avea eziandio fatto sem:

Roussillon o Rossiglione,
Pireiiei

bra che Seconduio fosse morto

in

prilui.

capoluogo del dipartimento dei


oiientali, di circondario e di
ni,

gione, non essendosi pi parlato di


Il

due cantovi

governatore
a'

dilTer

il

loro supplizio si-

2 leghe da iVarbona e '>oo da Pa-

no

giuochi che doveansi celebrare nel-

rigi, sulla
si

sponda destra del Tel, che

la festa di

Gela, che

1'

imperatore Sevetratti dalla

varca sopra due ponti, al confluente

ro suo padre avea crealo cesare. Giunto


il

della Basse.

Vi sono tribunali

di i." istan-

giorno del trionfa, furono

za e di commercio,- e diverse magistrature.


te sul

prigione per essere condotti all'anfiteatro,


vi

situata parte in pianura e par-

ove s'incamminarono con gioia. Quifurono esposti a varie fiere, e quelli

pendio d'una collina, suU' unica grande comunicazione della Francia con
la

che nonrestaronomorti in tale supplizio, furono sgozzali nell' anfiteatro medesi-

zioni consistono in

Spagna da quel lato; le sue fortilicauna cinta murala, muda alcune opere

mo

Perpetua ricevette

1'

ultimo colpo

nita di bastioni e difesa

un gladiatore. Questo glorioso martirio avvenne ai 7 di marzo, secondo pi antichi martiiologi. 1 loro
dalle
di
i

mani

avanzale, ed in una cittadella fortissima

corpi erano ancora nel

secolo
I

nella
di
s.

chiesa grande di Cartagine.

nomi

contorche domina la citt al sud ed ni. l*eipignano distinguesi in citt vecchia e citl nuova, ed in sobborgo di Nostra Signora ossia della IMadonna. Non vi
i

Perpetua e di s. Felicita sono stali inseriti nel canone della messa. Queste due sanie composero la prima parte degli atti
del loro martirio e di quello de'Ioro

sono importanti

edifizi, bens

notabile

quello della cattedrale sotto l'invocazione di s. Gio. Rallista, di splendida struttura antica, con fonte battesimale. Nell'ultima proposizione concistoriale
si

com-

pagni, ciofinoal d innanzi laloromorte.

diil

PERl'ETUO

(s.),

vescovo di Tours.

ce che d

nuovo vescovo dovea erigere

no
tari, di cui
ci,

PER
ili

PER
4
('igni,

capitolo: r finlico fuiiiiavasi


3 aicicliacniii

e 21 canoni-

ritlotto poi
l'alluale.

12 canonici che sem-

bra

Un
:

parroco esercita
altre

la

cu-

con pseudo bolla de' 5 giugno vi convoc un conciliidioio per opporlua quello di Pisa, cheandavanoa celebrare pseudocardinali che l'aveano abbandonato, coi car1
i

ja delle

anime

l'episcopio contiguo al-

dinalidi Grfgor/o A//. Egli nefecel'aper-

la cattedrale.

Vi sono

chiese par-

tura

il

i.dinovembre,ed Alfonso patriaril

rocchiali con baltislcrio, essendo la princi[)ale

ca di Costantinopoli pronunzi
so;

discordisciol-

quella della NIadonna. Delle i3


religiose,

con questo e

altri

preliminari

si

comunit
i

gesuiti vi

In vece di

ninna piti esiste; ed aveano collegio e seminario. questo ultimo evvi un colle-

se la i.^ sessione, stabilendosi l'altra pei


1

5. In essa

non

si

fece
k

che

la

professione di
1'

fede. Nella 3.^ a'2

novembre
si

antipapei"

gio con circa


collegio

So alunni. Inoltre vi sono, comunale con gabinetto di fisi-

pa espose tutto
la

ci

che avea operato

pace della Chiesa, e

ca, collezione di oggetti di storia naturale, pubblica biblioteca; scuole di dise-

affari

con 2 sessioni.

esaminarono gli Nella 5." a'5 dicemai

bre, l'antipapa

domand
i

padri se ap-

gno, d'architettura e di musica; societ


l'agricoltura, giardino botanico in cui
si

provavano quanto sino


to.

allora
si

aveva

fit-

Vari furono

pareri, e

divisero in

flinno corsi scientifici;

un semenzaio

di-

due parti; l'una opin che Benedetto XIII


dovesse subito autorizzare
cato
i

partimentale, un ovile reale di pecore dette merini, un deposito di stalloni ; il


teatro e
la

suoi legati di
il

rinunciare nel concilio Pisano


;

pontifital

zecca lettera Q. l'ossiede di-

l'altra

vot

la

proroga a

atto,

versi belli passeggi,

lungo

il

gran leirazstoffe,

e aspettar
sti

tempo pi opportuno. Tra quesi

zo eh e

ci

ICO n da

la citt,

2 bei stabilimenti

dispareri

ritirarono dal conciliabo*

di bagni, fabbriche di

panni e

ed
no-

lo 2 de'7 anticardiuali intervenuti, molti

centro di gran traffico di vino, di liquori

vescovi di Castiglia

Aragona, Navarra,
coi psi-udo-cardinai

ed altio. Tra' suoi uomini

illustri

Francia,Gua>icogna e Savoia, che forman-

miner Jean Blanc, che nel 1747 difese Perpignano con singolare ostinazione, il
generale
nel

do
li,

il

numero
il

di

120

ne rimasero

soli 18,

quali diedero

il

Dugommier,

il

pittore Pvigaud;

patere, che

preteso concilio riconosce-

1285 vi mori il re di Francia Filippo HI, tornando d'Aragona. Fertile il Itrriloiio, massime de'rinomati vini. Perpignano, Perpim'annm, Elia,\n origine non era che un casale chiamato
Corech,
il

va Benedetto XIII come Vicario di Ges Cristo, e che si dovessero inviar nunzi

Gregorio XII ed

ai

cardinali in Pi-

sa per

quale cresciuto sotto

goti, di-

emettere la rinunzia del papato. L'antipapa nomin quindi a' 26 marzo i4og sette legali, uno de'quali a Carlo V

venne poi capitale del Rossiglione. Successivamente appartenne,


provincia, alla Francia ed
:

re di Francia, a

ma

questi

li

fece arrestare

al pari di ai

delta

Nimes

e ne intercett le lettere.

L'an

d'Aragona uno di questi Pietro IV vi fond nel i349runiversit. Acquist rinomanre

tipapa rest nella sua ostinazione, giacch


le

dere, erano simulate,


re nel voi.
te al
II,

provvidenze ch'era stato costretto prencome si pu vedep.

za per essei-visi rifugiato V Antipapa Be-

208, per

le

minacce

fat-

uedello
di

XTIIuc 4o8jdopo la sottrazione


1

cardinale Chalant. Intanto nel conPisa


si

Francia dalla sua ubbidienza, dichia-

cilio di

deposero Gregorio XII e

randolo eretico e scismatico. Da Genoi'a essendosi portato a Porto Venere, da qui


colle sue galere e

15enedctlo XIII, e dichiaratasi vacare la

sede romana, venne e\eiio Alessandro P^

invece di

con 4 pseudo cardinali, ritornare in Avignone, fece vela

che riconobbe

cardinali delle

due ob-

bedienze e che fu scomunicato con Benedetto XIII da Gregorio XII nel conci-

per Cali(HMe, indi pass a Perpignano e

PER
lio
ili

PER
devano
ai

Cii'iilnle.
il

Allora l'anlipapa per sossellei)i!)re

canonici. L'antica abbazia dei

tenere

suo partito, nel

i4o<)

anonici regolari della

Madonna

dt;

la

cre i5anticarclinali the riportai nel voi. Ili , p. 2 "2 9. Ad Alessandro V successe

Reale inseguito
diocesi eranvi

fu secolaiizzata:

nella

Giovanni XXIII, sotto il quale convocossi il concilio di Costanza per terminare lo scisma. Giovanni XXIII ne fuggi e fu imprigionalo, Gregorio XII generosamente rinunzi a'4 luglio

mente IX
al re di

confer

4 commende di Malta. Clela nomina del vescovo


la

Francia, ci che meglio dichiar


controversia deli

Alessandro VI il, dopo


le

franchigie e regalie. Oltre


,

primi ve-

i:p
a'

5,

por cui l'imcol fio-

peratore Sigismondo
re della nobilt e

18 luglio

4ooo

cavalieri part
si

da Costanza coi deputati del concilio, e


tarlo

Eina celebie pei suoi concilii Illiberitani,s\ pu vedere la Gal' Ha dir. l. 6, p. i63i. Ecco registrali aWe Notizie di Roma. 1742 Carlo Franscovi riportati a
i

rec a Pcrpignano per invitale ad imi-

Benedetto XIII,

ma inutilmente, ad

cesco Alessandro de Cardeval de Goy d'Harincourt di Noyon. 1783 Gio. Gabriele

onta che vi fossero per lo stesso fine Ferdniando 1 re d'Aragona e suo figlio Alfonso, colla pi distinta nobilt aragonese,
al

d'Agay

di

Besancon, gi

di

Canopo

in parlibiis, succeduto per coadiulorin.


I

788 Antonio
di Ninies.

Felice de Leyris d'Espon-

modo

che narrai nel

voi. II, p.

209, di-

chez

Nel concordalo del i8oi


la

cendo pure come l'antipapa nel novembre col suo seguito e partigiani con 4 galere e con grosse squadre si ritir a Panixcoln (^'.). Allora Ferdinando I, col consiglio di s. Vincenzo Ferieri, pubblic in Peipignano un editto pei suoi re,

Pio VII soppresse

sede, indi nel 181 7 la

vistabil,'dichiarandola suifraganea di Al-

by

e lo ancora

ma

il

vescovo

lo

cre

nel 1823, ed l'attuale mg."^ Gio.

Fran-

cesco de

Saunhac
La

Bclcastel della diocesi

di Cahors.

gni, dichiarando l'antipapa scellerato e

perturbatore della pace della Chiesa. Vedasi


t.

Lod. Agnello, Istor. degli antipapi,

ampia e contie23 luoghi. Ogni nuovo vescovo lassato di 370 fiorini, ascendendole rendile a 5,000 franchi.
diocesi

ne

2, p.

223 e 254. Tra


i474

sta

piazza sostenuti, il

quepi memorabile
gli

assedi da

PERRENOT GRANVELA
ve,
di

Antomo,

Cardinale. De'signori diGranvela o Gra-

quello del
di

tl'o'"tf"''G
si

di Luigi
la

XI

re

nacque

nel castello d'Ornaus, diocesi


di eccellente spiri,

Francia, e solo

sottomise per
dif'e'sa.

fame

Besancon. Fornito

iopo vigorosissima

Piestiluita nel

lo, coltivato

Spagna, fu dipoi piesa la citt nel G42 da Luigi XIII; in seguilo le fortificazioni furono migliorale da Vauban.

1493
1

alla

nelle pi celebri

che apprese accademie d'Europa, fu prima canonico, arcidiacono e gran candalle scienze

tore di Besangon,segretarioaposlolicodi

Sotto

le

sue

mura

nel

7q3

gli

spagnuoli

vennero

sconfitti dai francesi attendati

ne'contorni.

Icrita nel

La sede vescoviledi Elna (V.) fu fias1602 nella collegiata di s. Giodi

vanni
tisi

Perpignano,

cui canonici uni-

a quelli di
si

Questo
li

Elna formarono il capitolo. form delle suddelte 4 dignit,


i i

di cui 3 arcidiaconi, e 2

canonici, quaper uu uso singolare avevano diritto

Paolo IH, e abbate d'Arras, di cui fu fatto vescovo nel 1538. Intervenne al concilio di Trento, ove a nome di Carlo V pronunzi un'orazione. L'imperatore nel i544 '0 dichiai intimo consiglieree ambasciatore per la pace a Francesco I, poi a Enrico Vili, e Irovossi al celebre congresso di Calais. Carlo V, per gli alfaii pi rilevanti della monarchia, avendolo rac-

comandalo
gna, questi

al figlio

Filippo
1

II

re di

Spa-

di scegliere coadiutori,

piovvedevanodi benefizi dal Papa, facevano il sersi

che

lo

die nel

55q

per consiglie-

re a IMargherila d'Austria governatrice


delle

vigio della chiesa, ed alle vacanze succe-

Fiandre

moglie di Ottavio Far-

112
nese, sulla quale

PER
si

PER
sto.

acquist lale ascen-

Quantunque inleiamenle impiegalo


Carlo

denlCj che io fece oggetto d'invidia e odio alla nobilt fiamminga. Siccome superiore a
tali

ai .servigi di

V eFilippo II, da'quali


ommisedi ci

fu

amato

e stimato, nulla

bassezze, da
;

magnanimo non

ne

fece caso

ma

l'indifferenza s[)iegata

che spetta ad un pastore, sebbene alcuni scrissero, che la sua meravigliosa attitudine fu pii pel politico e civile, che

poi dalla goveinatrice, diedi mal occhio

vedeva

al

suo fianco un modeialoie


ail

cos'i

per l'ecclesiastico. Alcimi


giera collera, infaticabile,

lo

dicono poco
dell'o-

autorevole e sagace, l'obblig

abban-

lodevole ne'coslumi, inclinalo a passeg-

donare le Fiandre, ove lasci tnemoria di troppa imperiosit e crudelt contro riJielli protestanti, cheavea condannato alle fiamme, se deve credersi al Diz. slorico, che sembra gravarlo. Richiamalo nella Spagna, Paolo IV nel i55q lo dichiar arcivescovo di IMalincs, e Pio IVa'sG febbraio 56i lo cre cardinale prete ad istanza del re, col titolo di s.Eaitolomeo
i

nemico

zio e dell'adulazione, di tenace


ria e

memo-

facondissimo. Possedeva sette linfra le quali gli ei'ano famigliari la


la Ialina, s in

gue

greca e

parlare che nello

scrivere, e simile a Cesare

impiegava ad un tempo stesso cinque segretari, dettando loro in diveisi idiomi. Rigido osseri

valore del digiuno, nella quaresima

58G

all'Isola,

vaio di

iSjS pass al vesco Sabina. Con animo fermo' condond'e nel


le

cadile in isfinimento totale di forze, che

tinu a superare
losi del
ti.

mene
Pio

de'nemici, ge-

suo merito
s.

e de'suoi

avanzamenil

Il

re l'invi a

perambasciacontro
tur-

tore,onde stabilire
co; e quale vicer
sa di
s.

la lega

di

Napoli, nella chie-

Chiara consegn

la lega a d.

piacere di

lo stendardo delGiovanni d'Austria. Con disGregorio XIII viol l'immu-

con lenta febbre gli tronc la vita in Villamanta o meglio in IMadrid, d'anni 72, piuttosto povero, ad onta del suo lunghissimo minislero,maiavendo profittatodelle occasioni per arricchirsi, lo che gli procacci immensa lode dal tempo chesolo rende giustizia, imperocch in lui avvenne ci che provarono molti, di essere compensa li per s eroica moderazione con
supposizioni esagerate all'eccesso, e perci

nit di quell'arcivescovo, e fu minaccia-

to di privazione del carilinalato


volta nel
la
i

tulta-

chiesa di
l

Malines lo trasfer alCesancon. Allorquando Filip^^-^

584

nevole maldicenza. Trasferito

segno all'invidia bassa e ad irragioin Besanfu sepolto nella chiesa de'carmelitani,

con

po
ed

pass alla concjuisla

ilei

l'orlogal-

nella

tomba de'suoi

antenati, con lungo

lo, lo

deput

al

governo della njonarchia,


del consiglio sule

supremo presidente
Eened

gli airi d'Italia.

nozze del duassist

Questo grand'uomo, di ingegno vasto e penetrante, fu uno de'pi celebri politici del suo tempo amico feepitalfioin versi.
;

ca di Savoia con l'infanta d. Caterina pri-

dele e sincero, di carattere compiacente,


di ottimi principii,

mogenita

di Filippo li,

ed

nella

ma

crudele per zelo

consagrazioneFilippo
spedali;
tolica,

III.

Fu

divoto eca-

religioso e attaccamento al proprio sovra-

ritatevole, e di notte visitava chiese e o-

no.
ria

Il

Boissol

form il progetto d'una


che
si

y/o-

acerrimo difensore della fede cat-

del cardinale,

vede

in

quella

mecenate

de'Ielterati e

promoto-

liltr.

cV Europe, e nelle Minoires di Sa-

L'accademia di Besancon fu da lui fondata e riccamente dotata, per l'amore che avea alle scienze ed ai dotti, molti de'quali con ricca provvire delle belle arti.

langre.

Abbiamo per

di d.

Prospero LeL'vsloi'

vesque, Mcnioircs pour servir


re

da cardinalde Granvelle,

ministre de

Philippe II rei d' Espagne, Pav\s lyS.

chiam a insegnare. In tal citt fabbric un sontuoso palazzo, che abbelTi di scelte statue e pitture con buon gusione
ivi

PERRHA
le

PERTE.

Sede vescovi-

della provincia d'Eufrate, sotto la

tropoli di Gerapoli, eretta nel secolo

meV.

PER
Ebbe G
043.
vescovi.

PER
chrisl.
t.

III
soleva dire pe-

Oriens

p.

podest pcclesiastica e secolare. Mirabile


nel convincere
gli eretici,

PERRON DAVYGiACOMO,
le.

Cardina-

Nacque nel castello di s. Lo della basNormandia, o in Ginevra nella conIrada del suo nome, o nel cantone di Berna, da nobile famiglia calvinista. Ad eiesa

che perconveitirli bisognava portarli a s. Francesco diSales. Chiamalo dal re ad assistere all' assemblea di Rohan, si
io,

rese

immortale con

vari discorsi

come

quello che fu chiamato V Agostino della


/^rrtnc/V?, flagello dell'eresia, fonte di sa-

gante aspetto congiunse sublime ingegno,


prodigiosa
lare.

memoria

e dolcezza

di par-

era eloquenza, presidio e tutela della cattolica dottrina.

Da

suo padre, in et di io anni, apla

Nondimenodallesueopela

prese perfettamente

lingua latina e le
s

re

si

apprende, che la sua facondia e

sua

matematiche, quindi senza maestri da


solo
si

vivacit erano maggiori

della dottrina

applic allo studio delle lingue

che contengono. Carico

di virtuose azio-

greca ed ebraica,
tura de' padri, di

come
s.
i

della filosofia, e
let-

ni pass a miglior vita in

Bagnoleto nei

divenne dottissimo. Per mezzo della

Tommaso

e di
li

s.

A-

sobborghi di Parigi nel 1618, dopo essere stato a due conclavi d' anni 62.
,

gostino, conosciuti

suoi errori,

abiur
fratello

Trasferito in Sens, fu sepolto in cattedrale in

e detest, e poscia condusse all'unit cattolica molti eterodossi, fra'quali


il

sontuoso mausoleo con istatua di


e

marmo

splendido elogio dovuto alle


in Parigi nel
il

Giovanniel'annalistaSpondano. Abbr.'icciato lo stato ecclesiastico, fu fatto legio

sue grandi qualit. Le sue O^erefurono

stampate
la

bibliotecario da Enrico III, per

cuicom-

risguardanti

domma,
t.

1622, per lo pi con la sua vita,


degli

missione fece l'elogio funebre di Maria

quale pure nel

Stuarda, traendo
tutti gli uditori.

le

lagrimedagli occhi di
alla

lustri di

Francia

di

Perrault

Uonnniil altra ne
;

Contribu pure

con-

scrisse Btu'igny e

pubblic nel 1768.

versione di Enrico

che

lo

IV re di F/-^f/rt(F.), nomin vescovo d'Evreux suo


,

PERSECUZIONE DELLA CHIESA. Cos ordinariamentevengono nominati tempi disastrosi e a un tempo gloi

grand' elemosiniere, e piocuratore con

Ossala Clemente f'/// per ottenergli l'assoluzione. Nel 1600 aFontainebleau in presenza del re completamente con<\'

riosi

per

le

conseguenze, ne' quali

cri-

sliani
tori
ci,

vennero tormentati dagl' impera,

pagani

o dagli
dal

eretici

o scismatial-

vinse

il

calvinista Duplessis

Mornay

sui

spalleggiati

favore dei principi,

suo trattato dell'Eucaristia, ci che prdusse


uel
la

Le

persecuzioni

furono parziali ad

conversione di molti ascoltanti,

cuni luoghi, o generali a danno di tutta la

In premio di tanti meriti, Clemente

VHI
s.

Chiesa e de'
tutti

fedeli. L'essere perse-

i6o3

lo cre cardinale

prete e pub-

guitati poi in particolare, fu la sorte

Llic a'

9 giugno i6o4

del titolo di

Ail

tocc in

tempi

agli

che uomini dabla

gnese nel foro agonale, donandogli


proprio anello e chiamandolo

bene

s.

Paolo asserisce essere

perse-

uomo

se-

cuzione inseparabile dalla pratica della


piet, e
li

condo

il

suo cuore. Si adoper eflcace-

Ges Cristo dichiara


la giustizia. tali

beati quel-

mente
bitrio,
le

sotto Paolo

per imporre silen-

che soffrono per

Quindi

la

7o alle questioni sulla grazia e libero ar-

pazienza io
e
il

persecuzioni l'ultimo
soffrono con rasle

ed ebbe molta parte nel comporre

pi perfetto grado della beatitudine,


le

vertenze col senato veneto. Nel

1606

serbato a quelli che


ni sostenute col

fu trasferito all'arcivescovato di Sen.s,

segnazione, dolcezza e carit:

afQizio-

celebraudo
rigi nel

il

concilio provinciale in
in

1612,

Pacui rest condannato

vero spirito del cristiavirsi-

nesimo chiamansi dietro tutte queste


tu con parecchie
altre, e le

l'iufame librodi
VOL. IH.

Edmondo Richeriosulla

sollevano

ii4
no
ali

i^i^i^

PER
il

cioismo

elle

sono
le

rimedio

[>i

ro, INIassiminOjDecio,

Treboniano Gallo,

efficace

contro tulle

malattie

lell'aiu-

ina, e ci assicurano
cielo,

un'immensa

gloria nel
il

Valeiiano,IMacriano, Aureliano, Galerio IMassimiano, Massimiano Erculeo, Licinio,


i

essendo

il

sagriflzio di s stesso

Giuliano apostala,

ec.

imperocch

pi perfetto
frire

che pu ofl'uomo. Le persecuzioni ne' primi 4


fra tulli quelli

primi persecutori della religione cristia-

secoli della Chiesa,

mosse contro di essa dai pagani ed infedeli, furono coronale da un immenso numero di Martiri {F.),
dall'accrescimeulo mirabile del cristiane-

tutti miseramente perirono, provando anche visibilmente gli elfetti dell'ira del cielo; mentre martiri guadagnavano immortali corone, loro nemici sof-

na quasi

frirono in questa vita


loro delilli.

castighi dovuti ai

simo, e dalla pace della Chiesa stessa nel


libero esercizio del pubblico culto.

Le pri-

Le persecuzioni
e pili insigni alcuni

delia Chiesa generali

me
si

persecuzioni parziali contro la Chiesa

l'enumerano ro,

altri

suscitarono in Palestina dalla giudaii

12. Vedasi la Dissertazione sul

numero

ca crudelt, cio contro

primi fedeli

la

de^ martiri delle

1/ fu quella
ti^

(oltre quella de'ss.


s.

Innocensof2.*
la

contro

il

X prime persecuzioni Dodwello, ch' la !" nella Rac1

V.) in cui
in

Stefano protomartire
il

colta di dissert. di storia eccl. del Zaccaria,


t.
1
1

fr

Gerusalemme

martirio;

ed

il

p.

Menochio, Sfuore

t.

2j

fu

mossa da Erode Agrippa, nella quale fu marlirizzalo s. Giacomo maggiore, e La 1.* s. Pietro venne posto in carcere.
persecuzione generale contro
e nel
i

3 1 5, delle 12 persecuzioni mosse dag' imperatori romani contro la Chiesa.


p.

la

Chiesa fu

Vi furono scismi a caerione de' caD duti nelle peisecuzioni, di che parlo iu
molti articoli ed a Lassi.
persecuzioni generali sono

due

suscitata dall'imperaloreNerone: in essa


i

Le 12 prime
le

secolo della Chiesa patirono, oltre


ss.

seguenti.

Di

principi degli apostoli


ss.

Pietro e Paolo,

Nerone
no 68
cendio

la

.'

dall'anno

del suo impe-

Vitale, Gervasio,

Protasio, Trope-

ro fino alla sua morte, che avvenne fandi nostra era


dt. lui fallo di
:

to,
i

Processo, Martiniano, Nazai-o, Celso,


martiri di

ne fu pretesto

l'in-

ss.

Roma
mai tiri

le ss.

Basilissa

Roma, imputando-

e Anastasia. Nel

volume

dell'indice delle

lo a'cristiani, di cui fece

Vite de' padri,


ler,

e santi ^ di But-

rabile, e

di tiason
te

non solo si legge il volgarizzamento Fontana, del trattato eccellen-

ziano
s.

scempio deplodur 5 anni. La 2.'' di Dominella quale fu martirizzato Papa


s.

Cleto, e posto nell'olio bollente

Giodi

Delle morti de'persecutori, otiribuito a

vanni apostolo, che dur non


anni, dal

meno

Lattanzio Firmiano (altro volgarizzamente quello di

go o prima,

al

96. La

3.' di

Brancadoro

poi cardinale,

dedicato a Pio
nel

\J
vi

e stampato in

Fermo
re-

1783),

ma

un

utile e

comodo

il quale ricercato da Plinio il giovane come si dovesse portare co'cristiani nel governo di Bitnia , rispose che

Traiano,

gistro e indicazione per secoli delle di-

non

se

ne facesse inquisizione,
tali
si

ma

se ac-

verse persecuzioni parziali o generali patite dalla


il

Chiesa e dai fedeli dali.a tutto


lettore pel dettaglio alle i7te

secolo passato, coi martiri d'ognuno, riil

mandandosi
slesse

con citazioni opportune. Sui perse\'

cutori vedasi
te j

annalista Rinaldi,
i,

m Mor-

Ruinart, /^t de' martii

in

Persecu-

zioni,

ed

in /F/or(/, funeste

de'persecu tori

del cristianesimo,
ziano, Claudio

come

di

Nerone, Domi-

onde fece dutra gli altri morire s. Anacleto Papa r circa if) anni, dal Cjj al 116. La 4di Adriano, in cui Ario Antonio o Antocristiani nino perseguit crudelmente e li fece morire senza processo: dur circa 20 anni, dal i i8al 129. La 5.^ degli imperatori Antonino eLucio Vero, quali promulgarono la legge, che cristiani o
cusati per
castigassero,
:

Ermiuiano, Scllimio Seve-

sagrificassero agli Idoli

fossero senten

PKR
ziali a

p
flerissima
i
:

r.

R
dissi

-^

morie, onde
7 anui, dal
1

III

dur

dalla regina Elisabetta;


la

del GfV//j/?o/ie, del-

circa

giungono quella
al
I

38 al 53. Altri vi agdi Marco Aurelio dal 6


1

Cina, del Tonkino come

a Indie

ORIENTALI, per non dire di altre narrate a

74-

La

6.'^

di Selliraio

Severo, impla-

cabile persecutore

de' cristiani per


il
i

non

Martiri, ed a' loro luoghi, sotto diverse forme e speciosi pretesti, anche di non
lontane epoche. Sulle persecuzioni
si

essere concorsi a vedere

suo trionfo: du-

pos-

r 12 anni, dal 199 al?, simino: dur 3 anni, dal

i.La

7.^ di

Mas

sono consultare: Mamaclii,


no,

De

costumi

235 31238.^8/"
i

de' primitivi cristiani. Rinaldi agostinia-

di DeciOjil pi tiranno fra

tiranni, oni

de naufragarono dalla costanza

caduti

o lassi : dur 2 anni, dal 249 al 25i.La 9.^ di Valeriano e Gallieno, bench il pri-

De persectUionibus, quibus primo et secundo aerac christanae saeculo ecclesia exagitala est, Florenliae i745- F"
ristampata nella raccolta,
popiili Dei,
ta,
t.

De

disciplina

mo
r

si

fosse

mostrato quasi favorevole

ai

I, diss.

19. Lazzeri gesuieccl.

quando fu assunto all'imperoidu2573! 260. La lo.'^ di Au4 reliano: dur circa 3 anni, dal 273 al 275.
cristiani

Theses selectae ex hisloria


apostolico,

de
di-

anni, dal

perseciitionibiis in ecclesiani excilatisaei'o

Romaei749- Vennero
18.''

L'i

i.^ di
il

Diocleziano e INJassiniiano,

fa-

fese

da Dalbi gesuita nel collegio romano,


la

cendo
e

primo atterrare
lui
si

tutte le chiese

formano

dissert. di detta r^rc-

de' cristiani, bruciare le scritture sacre,

co//*^/.

Simonetta,

De
,

Christ. fide

etrom.
ecclc-

parve in

trno:

dur

circa

Incominciata di

commovesse tutto l'in20 anni, dal 284 al 3o5. nuovo, ebbe fine per
il

Pont, persecutonibus , Mediolani i49'2.

Wolf Hermanni
siae, Ingolsladii
i

Persectitiones

54

'

Giglio,
i

Le perse5'/3.

l'imperatore Costantino, che vinto

ti-

cuzioni della Chiesa, Yeuezia


sculi,

Mu-

ranno Massenzio, don


sa

la

pace

alla

Chie-

ed

il

libero pubblico culto del crislias. Melchiade ; morte Licinio, perse-

nesinio, nel pontificato di

inoltre

pun

colla

cutore crudele e ignorante. Alcuni opi-

nano che

33 Papi, da

s.

Pietro a
la

s.

Mel-

chiade, abbiano acquistata

gloria dei

Gladius ac pugio impidatis, .sive perseculiones ecclesiae cruentae ab idolaNeapoli i65i. Rortria, et haereticus tholti, Dissert. de persecutoribus ecclesiae prinitii-ae sub imperatoribus etimir/f, Jenae 660. Gudii, Comment. decausis oda paganoruni in christianos, et de,
i

martiri in difesa della fede, a cagione de'


travagli che sostennero,
si

ceni

persecudonum originibus, Lipsiae

come meglio dis-

a Confessore della fede. La 12." di Giuliano V Spostala, cos'i detto per l'apostasia dalla fede, la cui persecuzione fu

1741. Balduinus, In comment. adedcla veterum principum de christanis^a%\\evie 727. Vossius, / edictis imp. contea
I

cirislianos,

accompagnata dalla calunnia e dalla pi studiala politica dur circa 2 anni, dal 36 al 363. Altre persecuzioni ebbero
:

t. 4 Operum. Contro il Sismondi, quanto alle persecuzioni, negli Ann. delle scienze rellg. voi. 8, p. 2 53,

si

legge

la dissert.

del p. Pianciani ge-

luogo in Persia nel 343, per ordine di SaporelF, rinnovata pi tardi da altri re;
nell'impero

suita.

romano

di

nuovo dal 366 al


;

'WS, per r imperatore Valente ariano


quelle de're

fandati dal 437


^^
; ;

al

5o4

in-

terroltamente; degli ariani, massime nella

PER^SI A. Nona provincia ecclesiastica deCaldei{ F.), che comprende tutto il paese di Parso Farsistan o Pardistan colla Caramania. Schiraz o Sciras n' la capitale quanto al civile, ma ignorasi
della diocesi

Spagna, dal 584

^86 degV Iconoe XII; di

quale fosse

la

sua metropoli ecclesiastica,

clasti nelsec.oloVIll

eWIiivestilure ec-

clesiastiche ne'secoli

XI

Enrico

sebbene si trovino molti prelati col titolo di metropolitano di Persia, quali non ebi

Vili re d'Inghilterra nel XVI, rinnovala

bero forse mai una sede

fissa.

Riferisce

m6
tolico

per
i

PER
vescovi di

Bar-Ebreo, die licusando


Persia di riconoscere
i'

autorit del catil

o patriarca di Sdcucia,
I

cattoli-

co TiiDoteo

tent di

soggetlurli

vi

riusc, lasciando al
sia
il

melropolilano di Peri

diritto di ordinare

vescovi della

sua provincia. Mares nestoriano attribuisce questo fatto non a Timoteo I, ma a Jesuiab III, che visse molto tempo pri-

ma

di

Timoteo

I.

Infatti

si

legge nella
di

storia monastica di

Tommaso

Maraga

molte lettere di Jesuiab III, risguardanti la disobbedienza de' vescovi della Persia,

una delle quali lettere indirizzata a Simeone, vescovo metropolitano di Ravardscir,

Karniiuvanch con arcivescovo e 5 sedi: di Surb-Narcavea con arcivescovo e 2 sedi, e 3 arcivescovi onorari di Macu con arcivescovo e 5 sedi: diTathevanch con arcivescovo, una sede ed un arcivescovo onorario: d'Hispahan antica capitale di Persia, con arcivescovo, una sede ed un arcivescovo onorario di Van con arcivescovo e 7 sedi: d' Acthamar con arcivescovo ed una sede: di Amida con arcivescovo e 8 sedi d'Harberd con arcivescovo ed una sede: di Manuscate con arcivescovo e 2 sedi: d'Erzerum con arcivescovo e 3 sedi, oltre un arcivescovo onorario: di Sebaste con arcivescovo e
: : :

cio che

ivi

allora sedeva.

metro:

politani di Persia conosciuti sono


iia

Mah-

sedi: di

3 sedi: di Cesarea con arcivescovo e 2 Tocat con arcivescovo e 3 sedi.

Jaballaha
suiab
la
III

o INIaane, che fon sotto il cattolico I ; Simeone, che il cattolico Je-

Inoltrele provincie

armene

latine di

Na-

sua autorit

ovvero Timoteo I, soggett al; Jesu-Buchat, mentovato

xivan. Gaffa, Maraga, Tifls e Sullaiiia (^.). In Persia furono tenuti 6 concilii, riportati dal Mansi, Sappi, t. i, p.

nel catalogo degli scrittori nestoriani d'E-

bed Jesus di Soba ; Babeo sedeva nel 780; Giovanni, deposto dal cattolico Enos nel-

377 e seg. Il i. nel 499? piesieduto da Bab patriarca de' nestoriani, in cui fu
a' preti e monaci di maritarsi una sol volta. Il 2." fu tenuto dallo stesso Bab nel 544> sulla disciplina ecclesiastica. Il 3." sotto Giuseppe patriarca de' nestoriani nel 553, pure sulla disci-

concesso

1877,

e ristabilito poi dal cattolico Gio-

vanni III; Gabriele; Mares del 987; Salomone; Giovanni che divent cattolico nel 00 ; Ebedjesus Abramo sottoscris1

se la lettera sinodale del cattolico Elia al

plina ecclesiastica.

Il

4- sotto

il

patriar-

Papa Paolo Vneli6i6. NelconciliodiNicea


il

vescovo di Persia Giovanni v'in;

tervenne

altro sottoscrisse
,

agli atti

di

quello di Calcedonia

Persa episcopas
t.

588, nel quale furono fatti 3o canoni: venne ricevuta la fede di Nicea, approvato il commentario di Teodoio di Mopsuesta, date prescrizioIII nel

ca Jesuiab

Per^/aCj- s'ignora se ambedue fossero pu-

ni sull'autorit

de' patriarchi,

come

sui
Il

re metropolitani di Persia. Oriens chr.


2, p.
1

sinodi e

la

santificazione delle feste.

252. V. Persia e Nestoriani. Sedi


:

5. fu presieduto dal

patriarca Serbagli er-

Hispahan, Saimagi, Sullania, Tauris, ec. (f^-). A Patriarcato ARMENO ho detto della chiesa armena in Persia, su di che pu leggersi Commanville, Hisl. de tous Ics archev. et
vescovili di Persia sono

jesu nel

596,

si

condannarono
Il

rori di molti

monaci.

6." presieduto
sul-

da Gregorio patriarca de'nestoriani,


la fede e sulla disciplina.

PERSIA. Regno
le

dell'Asia occidentale

eveschez, chap. 7
clicz
il

Archcvesciez

et cves-

o centrale, che secondo


differenti confini
:

diverse et

des armeniens de Perse. Egli divide

ebbe

l'attuale

monar-

patriarcato Ci Eziniaziii [F.) nelle se-

guenti Provincie. Ezmiazin con

17 suf-

chia persiana nei pi esteso significato compresa tra gradi 2 3 e 4^ di latii

fraganei. Provincia di Betchuu, con arci-

tudine nord, e tra 42 e 62" di longitu


dine
est.
I

vescovo e
di

suffraganei e sedi vescovili:


sedi
:

suoi confini sono


la

al

nord

il

mar

Hacbat con arcivescovo e 3

di

Caspio, al nord-est

Tartaria indipeu-

PER
nord -ovest la Russia, all'ovest la Turchia asiatica, al sud il golfo Persico o Mar Verde formato dall' oceano indiano, dallo stretto d'Ormu;: e dal mare d'Oman, all'est l' Afganistan ed il Belutchistan. Si estende nella lunghezza
deute, al
di
te sia

PER
atta alla coltura;

117
molto ve n'
sta*

bilito pei pascoli, abitato dalle trib

no'

madi o erranti colle loro greggie. Le pia" nure di Schiras e d'Hispahan sono le pi
feraci
to,
:

vi

si

raccoglie eccellente frumen-

ottimo

riso, dagli abitanti preferito


vi

ad

5oo leghe,

su

4oo

di larghezza.

La

ogni altro alimento;


ti

prosperano
il

le vi-

Persia piuttosto cinta che attraversata


dai monti e dai suoi fiumi. S'insinuano
nell'interno della regione varie
zioni delle celebri
so, dell'

coltivate da'guebri, ed
si

vino di Schi-

ras

reputa prezioso.

Il

sapore delle frutper-

dirama-

ta assai delizioso,

molte delle quali di

montagne
del

del Cauca-

l a noi derivarono,

come il pesco o
si

Armenia,

Curdislan, corri-

sico; dai persiani l'uso del caff

pro-

spondente all'antica Assiria. Vi sono pure i monti Guari, che sono l'antico Paropamisnsele Etzerdare o mille montagne, che accerchiano le pianure di Schiras e della Persepoli monti Valli si estendono verso l'India, e la montagna di Zer:

pagato per tutto


ta

il

mondo
si

pianta che

originala nell'alta Etiopia, fu trasporta-

nell'Arabia Felice e
,

diffuse nell' 0-

America. Si pone ogni studio nella formazione di ameni giardini. Molte sono le piante pregiate che produce il
rienfe
in

dust sormonta
rasse,

la

soggetta pianura d'Hiil

suolo. Piccolo

il

numero

delle miniere;

spahan. L'Eufi-ate,

Tigri, l'Oxo, l'A-

l'Hinmend, il Gihon e l'Amurgi appartennero a questo impero ma le


;

ve ne sono pure di rame, ferro, oro ed argento mescolalo con piombo. Abbon-

dano
altri

le

pietre turchine,

lapislazzuli

conquiste fatte dai vicini sul territorio

marmi
1

preziosi

n mancano sor-

che n' inalTiato,


tri

li

fece passare sotto alla


il

genti salubri di acqua minerale,

ma

tras-

dominii.
il

Zendrud,

Bagnano ora Bundamir ed


la

regione

il

curate.
li

cavalli persiani

sono

pi belagli

Kigil-Ozen

d'oriente, solo in velocit

cedono

o antico Mardus. Tutta

Persia

levatissimo altipiano, che declina

un eda una

aiabi: la cavalleria persiana fu tenutala

pi valorosa di tutto l'oriente, ed in guerra suole essere assai


giosi

parte verso

il

golfo

Persico e dall' altra

verso
si

il

mar

Caspio, mentre sulle vette

sono

unisce a quello dell'Armenia e dell'A-

di fina

numerosa. Vantagmontoni coperti lana. Le foreste sono popolale di


i

cammelli,

sia

minore all'ovest, confondendosi


Il

all'est

ani.mali.

con quello dell'Asia centrale.

terreno
di te-

Tra volatili le lombe sono copiosissime


i

pernici e le co;

l'usignolo ce-

abbonda

di parti saline,

composto

lebrato per

la

melodia. Rilevantissime
la

nace argilla

e ricoperto di sabbia.

Uugian

sono
rile,

le

manifatture e grande

quan-

tratto occupato
ti.

da

tre vastissimi deser-

tit di finissime stoffe

Non
il

lungi da

Romra

sorge nel desere dirupato,


le

non che di
Il

vivacemente coloarmi e rinomatissime por-

to

monte Telesmo, arido


apparenze che
il

cellane.

lusso della corte di Persia, nel

in cui la

sabbia nera moltiplica

varie

tempo

del suo splendore, favor lo svol-

illusorie

fecero credere

gimento d'una moltitudine d'industrie.

incantato,

nome
ni
si

di

donde deriv agli amuleti il talismano. Dentro tali solitudi-

Malgrado ci persiani per mollezza e orgoglio sempre trascurarono il commeri

quali sono pi ragguardevoli.

linvengono molti laghi, quattro dei Alcune prvincie sono fertilissime e deliziose, altre
.sabbiose e sterili.

cio e la

marina, anche per

la

loro avveril

sione al

mare

nel golfo Persico vi


,

solo porto di Buscir


1

bens

alcune ca-

La

variet del territo-

rio persiano vi costituisce tre diversi cli-

Gli

ovane si recano in Tartaria e all'Indie. armeni invece, con molta attivit e


il

mi

-.si

calcola che

appena una decima par-

nccorte7za, praticano

cambio

colle nier-

ji8
ci

l'ER
sia,

PER
cui
si

europee e dell' Indie orientali, massime quelli d'Abuchei' e di Tiflis.

presta multo la loro lingua. Aal-

sedi-Thusi nel tempo stesso aspirava


la gloria epica,

La statura

de'persiani vantaggiosa, di
:

ma

in quell'arringo fu

da

colore giallastro, oliva e bronzino

li-

to di coglierne la

palma dopo

lui all'im-'

neamenti sono regolari, la pinguedine in pregio , il capo si rade e si lascia la barba riputata sacra. Le donne sono di
siugolar bellezza. Fieri di natura
,

mortale Ferdusi, autore dello Sciali- namh, poema immaginoso, che comprende la storia antica di sua nazione. Sotto
il

non

sultano Sindgiar, l'elegantissimo An-

mancano
sia,

persiani d'ospitalit e corte-

veri fecegustarelegraziedi Lucullo; quindi


i

doti solo esterne, poich sempre cercano ingannare per trarne vantaggio, falsi e bugiardi, ad onta che un giorno odiavauo la bugia, superstiziosi e poco divoli bench uuissuhnani, non manife;

Ftrid-Eddin e Sadi

si

distinsero

fra
si

didascalici; le grazie d'

Anacreonte

riprodussero in

HaQz;

e spirar videsi in

stano pei cristiani lo stesso orrore degli


altri

maomettani , ma in loro assenza li chiamano impuri. La povert riguardata come una malediziune di Dio, ed in tempo di carestia si nega ogni sussidio

Giami la sensibilit e il genio di PetrarMirkond e Koiidemir suo figlio sono gli antichi storici pi riputati; fra pi moderni Scerif-Eddin-Ali scrittore dei fasti di Tamerlano ed Abdalrez7ac che
ca.
i

importante storia de'Timuridi. Il filosofo Locman, ed valenti astronomi


lasci
i

agl'indigenti, perch secondo tal princi-

Giacnasp, Coja Nessir, IMaimon Rescid,


secolo

pio non si devono soccorrere i maledetti da Dio. Sono voluttuosi, amanti del lus-

so e del fasto sino all'eccesso, essendo le loro lunghe vesti,


le fasce

e le

armi

so-

Avicenna e Aklandi, illustrarono dopo il XII le accademie di Balk e di Samarcanda ; Abdulu-Fa ed Aliel-Rusci nel calcolo; Mansur e Abunestre nella
;

praccaricate di

gemme; mirabile

la net-

dialettica

Hassein,

Umarel

Sufi,

Eben

harem. Si vantano della maggior penetrazione ed ingegno ; veiameute la letteratura pertezza delle abitazioni e degli

Hussein nelle scienze esatte; Alfarabi ed Abuzeltu nella musica si distinsero, e molte loro opere per cura de'traduttori, massime Sacy e Chezy, sono in Europa salife a rinomanza. Non si porta ora lo stesso amore alle scienze sublimi, essendo il

siana

la

migliore di tutta l'Asia, a ci


la

molto contribuendo
cotidizioue
nelle

forza

eTuimonia
i

del linguaggio, istruendosi

giovani di

forme pi eleganti di esso, che ritiene molto dell'arabo. 1 persiani, sebbene ora sotto il dominio degli
uzbeki,ora sotto quello de' turcoiuani e degli afgani, perseverarono nondimeno

popolo piuttosto inclinato

ai deliri

della

divinazione e dell'astrologia, in cui furo-

no tanto versati loro antichi e famosi magi. Gli antichi persiani della setta dei
i

magi adoravano come divinit


i

inferiori
il

entusiasmo per le scienze e per le arti, come sempre amanti dell' istruzione. La Persia si vant della pi gran celebrit nelle lettere e nelle scienze, quanilo noi eravamo ingombri dalle .tenebre della barbarie. Fin dal o4o di nostra
nel!
i

quattro elementi e soprattutto


nella generalit
il

fuoco,
il

mentre
le,
il

si

adorava

so;

la luna,

fuoco, con altre false deit

dottor

Hyde compose un'opera

piena

di

erudizione sulla religione degli anti-

chi persiani. Visi vede in qual


roastro, discendente dal
siani,

modo Zo-

era,

il

sultano

Mahmud
la

teneva alla sua corte


ro di poeti sotto
del suo generoso
i

Gazna man un copioso numedi


le

sangue de're per-

direzione del celebre


gesta

tore del magisrao, l'abbia purgata


ch'essa

sovrano della Bactriana e riformada ci


avea
di grossolano.
si

Ansari, che etern co'suoi versi


persiani sono appassionali per

Essa

la

pi

mecenate, imperocch
la

antica idolatria che

conosca;

vi si

am-

poe-

metteva l'unit e l'immensit d'una di-

PER
V nil supreniii.
Il

TER
si

ii<)
i

fuoco che

era roz,

me

loio

in seguilo a questi
il

ministri,

zamente adorato fino


nieiilo della divinila

a Zoroastro

non
ad

che sono

sadriazeni o primo ministro,


ministro delle finanze,

era liguardato che qual rauiistro e slru:

V ernia ud-doi'lel
il

(|uel filosofo e

un tempo pontefice
cullo del fuoco,
volle che
il

e profeta, ritenne
pila

un

ma

rafluialo

egli

nizainud-dovlcl n ministro dell'interno, il lechgev niivis o segretario di slato pel dipartimento della guerra, il daroghai

si

adorasse Maythras o Myhir,


;

dcfU'i'

o esecutore delle confische

il

fuoco celeste del sole


il

lasci

pure sus-

sadr o sceykli-ul-islnni o capo del potere giudiziario e della religione.

sistere

fuoco perpetuo,
si

ma

abol parec-

Non

si

chi de'rili che

erano osservati fino al lora nel cidto di questo elemento. 1 guehii di Persia formano un popolo povero V disprezzato, e discendono dai maghi
origine
i

hanno che
hil
il

assai

vaghi dati intorno alla


abitanti,

popolazione della Persia, che Jaubert va-

6,562,000

non compreso
le

numero

degl'individui componenti
,

la slessa

hanno

parsi o antichi

trib sconosciute

che

si

pu
i

far ascen-

persiani,

quali per sottrarsi ai furori del

/naomeUismo, fag<^\ionone\V Indie orientali (f^.), e pretendono osservare ancora l'antica religione, quantunque vivano tra
gl'indiani idolatri. Gli odierni
persiani

dere a 3 o 400,000, e quello degli ebrei geografi sono e zabii o sabei, sui quali
di opinioni dillerenti.

Dal

totale degli a-

bitanti,

che alcuni calcolano otto o noindividui

ve milioni circa, bisogna sottrarre circa

professano il maomettismo, che colla forza delle

6O3O00

per

la

porzione

ulti-

armi

vi

fu introdotto

per

si

mamente

conquistata dalla Russia, co-

"vantano seguaci d'Aly, dissidenti perci,


anzi odiati, dai turchi e da tutti
ti
i

sunni-

che

seguaci

della setta d'

Omar;
cidti
,

in

contol-

seguenza sempre ebbero una maggior


leranza

per tutti

gli

altri

tranne

gran parte dell'Erivan. Alcunidicono parli sono gli stessi che gli antichi persiani, mentre altri pretendono chesieno due popoli diversi. Senza far parola della loro incerta origine, chiamavansi
i

me

quello de'guebri e parsi adoratori del fuoco, che ogni d pi


di

persiani ne' tempi de' profeti, e parti in

diminuiscono; quini

quello di
ila

Ges

Cristo.
la

Una

volta la
,

Parsono

non perseguitano n cristiani, n gli ebrei, quali sono miserabili per l'accori

o Parta, e

Persia o Persa

stati

regni dilFerenti, ed in qualche tem-

te/za dei persiani.

po
sti

il

La forma
potica
(>
:

il

governo interamente dissovrano porta il titolo di tyc/rt/*


del

duestati,

getti

Persia fu comune a queperchambedue fuiono sogad uno stesso re, ed abitati da uno

nome

di

Shoh, ed esercita l'autorit pi assoluta almeno sin dove estendere si pu


,

stesso popolo. Alcuni dividono la Persia


in

12 [)rovincie, suddivise in beglerb-

il

suo braccio

parecchi capi di trib ne


capi portano d eziandio ai
il

gliks

o governij cio l'Aderbaidjan,


il

l'.Ar-

esercitano una presso a poco indipendente dalla sua. Cotali


il

menia persiana,
vincia sotto
il

Farsistan

oFars (nelle
una proPer-

tito-

notizie ecclesiastiche essendovi

lo di

khan, che

si

beglerti-

nome

A'\

Persia, a tale ardella chiesa ar-

beg o governatori provinciali;


tolo ereditario in parecchie

qual

ticolo parlai degli antichi ve^^covi di


sia,

famiglie,

de' suoi

sei concilii

ma
1)0.

spesso lo sciah lo conferisce ad indii

mena
man,

antica e di quella esistente nella reil

vidui

cui antenati decorati

La

dignit dell'

non n'eraimpero pi eminenappresso


s'
il
i

gione),

te

si

quella dell'erede presuntivo della

corona, vely-i

hd j vengono
la

principi del sangue,

cui qualit

in-

dica colla voce nii'za^ posta

dopo

no-

Ghilan, l'Irac-Adjemi, il RerKorassan persiano, il Kuzistan, Kurdistan persiano il il Kuhestan, il la capijVlazenderan ed il Taberistan tale Teheran, come Ispahan o Tlispahan la maggiore cill, Altri dividono la
il
,
:

120

PER
La Per-

PER
Mekian
soggetta
Difi

Peisiaiu occidenlale e orientale.

provincia marittima
all'

persiana

sia occidentale o propria la dividono in

siana,

IO Provincie: l'Erivauo Armenia percon Erivan per capoluogo; l'Aderil

Afgania, con Rieh. Ad 1nORIENTALI parlai di queste regioni.


le

Wel Farsistau sono


sa Persepoli,
il

rovine della famo-

Ghilan con Reschl; il Mazaiideran con Sari ; 1' Irac-Agemi con Teheran, [lispahau ed il Curdistau; il Kuzislau con Susler; il Farsislan o Perside con Scliiras ; ilLaristan con Lar; il Rerman con Kerman ; il Rorassan con
bijan con Tauris;

ove

dicesi sepolto

Dario

palazzo reale fu una delle sette mera-

viglie del
le

mondo

si

dice che le

mura

cupole degli appartamenti fossero cov'era la vigna di


SI

perte d'avorio, d'ambra, d'argento e d'o-

ro

gemme
i

e quel pla-

Mesched o Antiochia Margiana. La Persia orientale o Afi^anistan o

tano

grande, che secondo

racconti fa-

Afgania, una contrada che dalla sua capitale prende anche il nome di regno di Cabill, ed siala sempre soggetta a variazioni ne' suoi confini, a seconda de'successi delle

volosi
grillo.

non faceva ombra neppure a un Quindi sontuosa architettura, suportici colonnati e

perbe scalinate, gran

sculture d'ogni sorte. Vedasi Sacy,


nioires sur diverses antiquits
se,

Mecenni

dela Peri

propiie armi. Gli abitanti, ben-

Paris 1793.

Ora continuer
la

ch della setta de' suonili, distinguon6 come mussulmani meno fanatici non sono noti che dopo il 760 dell' era nostra. Taluni li fanno derivare dagl'israelili, altri dagli egizi e pi probabilmeni :

sulla Persia e principalmente sulla Persia

occidentale o propria,

cui storia pri-

mitiva un affastellamento di favole e di


vanit, di fatti ampliati e travi.sati econtradditorii, eccettuato

quanto

si

ha dalla

te dai sciti.

Il

sultano di
li,

mo
il

a soggiogai

Gazua fu il prima nel 1720 scossero


,

sagra Scrittura, di cui premetter alcune


brevi nozioni.
il

giogo della Persia

furono quindi

di

nome

di persiani in ebraico

pail

nuovo sotlomessi dallo shall Nadir, e nel 1747 compiutamente si emanciparono,


dipendendo dal loro re particolare, comeglio dir. Si fa ascendere il numero della popolazione a undici milioni, non
ijie

raschini, che significa cavalieri;

ma

nome

proprio della nazione Parrt* o Esi

lata: gli

attribuisce probabilmente

il

nome

di

paraschim

a cagione del costuui uso, di

me

che aveano, e ancora

anda-

compresi g' indiani. Alcuni li distribuiscono cos: afgani, 4j3oo, 000 ; belusci

re quasi senqire a cavallo. Si dissero


la/nil,

ijOOOjOoo; tatari 1,200,000; persiani j,5oo,ooo; indiani 5,700,000 ; popoli misti 3oo,ooo. Le principali contrade sono Cabul principale provinqia dell'Afgania, con Cabul per capitale; Caudahar
:

Ecome discendenti da Elam figlio di Sem, e sotto un tal nome formavano uno stalo assai potente fino dal tempo di A bramo, pi di 20 secoli avanti Ges Cristo. Muse e gli altri autori sagri parlano di persiani al tempo di Ciro; Ezechiele
li

Randacar
con Gazna
;

altra provincia dell' Afgania,

pone

tra le

truppe

di

Tiro e

di

Gog

Caflristan paese
;

montuoso;

principe di

Magog; Giuditta per

essere

Ghore

distretto d'Afgauia
;

lierat o

Ho-

rimasti stupiti del suo coraggio; Daniele

lassan Afganico

Sigistan provincia dis-

parlando della distruzione che doveano

membrala^ dalla Persia propria, con Zerang;MLdtan o Moultan gran paese del1 Afgania, con Mullan Cascemira bella
;

monarchia de'caldei. 1 persiachiamarono schai per distinguersi dai turchi, quanto alla religione,
fare della
ni stessi
si

provincia indiana

conquistata dagli af-

dandosi

secondi per
Il

la stessa

ragione

il

gani, con Casceniira; Balk paese dcll'Af-

nome

di smini.

nome

di part

non
,

si

gania, formato dell'antica Baltriana, con

trova che negli Jtti degli apostoli

dove

Ualk

Baclra; Bclutscistan, con Rclat;

sembrano

essere distinti dagli

elamilij

PER
Jjciicli in

PER
il

oiigine non fossero che


:

tne-

Persia, che voleva co'suoi sudditi obbli-

desimo popolo la prima epistola di s. Giovanni diretta ai parli, ed al tempo degl imperatori romani persiani si chiamarono parti. Persia o Persa ( in ebraico die taglia, che divi de, o^ unghia o grifone) o Iran o Sciahislan (paese dello
i

garlo al nuovo culto.

La rinomata

regi-

sciali) quel

regno d'Asia
assai

in

cui

per-

siani

divennero

celebri

dopo Ciro

fondatore della monarchia persiana, che


prese Babilonia, impero che dur
ni.

La

Persia

adunque

successe

206 analla Mepro-

con Semiramide, poco dopo dlustr il trono di Persia. Verso la met del secolo VII avanti l'era nostra, Fraorte re di IMedia conquist la Persia che nondimeno continu ad avere suoi sovrani particolari, quindi incominci a fiorire la dinastia degli ykheinenidi donde usc Cambise, ch'ebbe Ciro da Mandane nipote di Ana
,

Homai

talora confusa

stiage re de'medi.

dia, alla Susiana, allaPersiso Persia

pria, alla

Caramania ed

ali

hcania delPersia pro detto che

Ciro trasse il suo paese dall'oscurit e fond l'imperio de'persi, dopo aver vinto l'opulento Creso, le cui licchezze gli

i'anlichil.

/appartenendo

la
si

pria ad epoca reniotissima,


nella Scrittura viene

apriiono
la

la via alle

conquiste. S' impa-

nominata Paras o paese d'Elam. Si vuole capo della prima dinastia de' Pischdadiani Kajumarats re di Aderbijan o di IMedia, il quale sembra aver dato ai popoli le arti, la civilizzazione e
le leggi.
Il

dron per eredit o per usurpazionedel-

Media,

dell'

Asia minore, nel

538

a-

vanti la nostra era distrusse l'impero di

Babilonia, pose fine alla cattivit de'giudei


5

restitu

vasi e le cose preziose al

suo

i. le

vera-

mente noto Kliodorlahomor battuto da Abramo. Altri lo chiamano Feridun il Salomone della Persia, e dicono aver ap,

tempio di Gerusalemme, ne permise l'accesso, ed un ai suoi slati anche regni di Lidia e di JNinive divise l' impero ia
i
:

120 salrapie o governi, dall'Indo

e dal-

partenuto a detta dinastia, conse Manu-

rOxo

fino all'Egeo, e dal Caspio al golfo


i

che dopo Zabj che taluni identificano con Sardunapalo, mediante le incursioni d'Afrasiab re del Turkestan, che

geher saggio
i25c)
si

e benefico, linea

Arabico. Inoltre Ciro riform quasi barbari costumi, infuse nelle truppe
dell'ordine e della disciplina;
le
i

estinse in

leggi

ma

popoli
,

soggiogali non
le

gli

si

atfezionurotio

per

lo uccise ai

battaglia. Discacciato

per

prepotenze, soprusi e crudelt dei saJN'el

ben presto

1'

usurpatore dal famoso miil

trapi.

52C) gli successe

il

figlio

Assue-

nistro Zalzer, ebbe

trono Caicobab, auil

ro o Cambise, che portatosi alla conquista di

tore della dinastia da' Kain'ili,


dette
il

quale cevaloroso
le

Egitto, fu soppiantato dal

mago
il

Zablistan oliustandar

al

Orfaste, fingendosi Smei'di suo fratello,

e celebre Rustan, figlio di Zalzer,

di

quale signore della Ballriana e de'paesi

cui gesta lo fecero acclamare Ercole dell'

oriente. Sotto questa stirpe

si

riporta

la

comparsa

del famigerato Zoroastro re

filosofo della Cactriaiia,

fondatore della
i

setta religiosa che diffuse


tivi e
ti,

lumi

legisla-

avea estinto Cambise. Questi morto, credendosi il falso Smerdi rassodalo sul trono, venne co'suoi magi ucciso da selle congiurati nel 02 i,e fu sollevato al trono Dario I figlio d' Istad' oriente

propag

la

magia presso quelle geni

raccogliendone

precetti dal codice


Il

spe, per le cui conquiste nell'Indie l'impero persiano giunse alla massima sua

Zend o Zeuda vesta.

suo ministero du-

estensione
ster
,

egli l'Assuero

che spos E,

r 5 anni, venendo ucciso co'suoi sacerdoti nel tempio del fuoco


giaso re di
di Balk,
,

e riprese

Babilonia ribellata
gli scili.
i

ma

quando Arcitt

non pot abbattere


te le

Incominciale

Turau pose a sacco la dopo aver viato Guslhasp

guerre contro
1

greci

continu

re di

Serse

del

4^^

>

oi^ vcrgognusameule

122
fugg
sinato. Nel

TER
iu foiulo al

PE R
ne, coll'indegno trattamento fitto all'ini

suo regno o pcn assassuccesse Aitaserse


le
I

4^5

gli

Longiniano, che termin


(lattato impostogli
iie
;

gueire pel
ne perlur-

peiatore Valeriano caduto in sue mani, e scorticato vivo nel 260 dopo mille tormenti, umiliazioni e ignominie. guenti regni.
te sul
1,

dall'ateniese Cinio-

La

gueri

ma

le iulestitie tliscoitlie

ra continu con varia fortuna sotto

se-

baiono il regno. Nel 4^4 fi"'i Seise II, e la moDarchia incominci a declinare, cos sotto il fratello Sogdiano, che dopo averlo ucciso visse pochi mesi; Dario !I o Noto del 4^3 Artaserse II Meninone del4o4) '1 (juale represse la ribellione del fialello Ciro e fece con buon esito guer;

nel

Montarono successivamentrono, nel 269 Ormus o Ormisda 273 Vararaue I o Bahram nel
,

276 Vararane II, nel 2q4 Narsete, 3o3 Ormisda l, nel 3io Sapore II.
i

nel

Neil' anno 3. del regno di Sapore II magi accusarono! cristiani a questo prin-

ra

ai

lacedemoni Artaserse
;

o5g

fu avvelenato dall'

III Occo del eunuco Bagua


;

cipe di disprezzo alle divinit de'quatlro

elementi, onde irritato, con pubblico editto ordin che s'imprigionassero


i

Arsame del 338 Dario III Codomano del 332 fu vinto da Alessandro Magno re di Macedonia, l'anno 33o ay\rse o
;

tutti

crisliauiche

si

potessero prendere,qiiin-

di la sua persecuzione

noverata

fra le

vanti la nostra era. Inghiottitala Persia

principali della Chiesa. Sotto di lui pati-

nell'impero di questo conquistatore, di-

rono

il

martirio, oltre
(f^^.) ,
i

venendo poi loro tolta, circa un secolo dopo, da Arsace VI re de'parti. Per lungo tempo il regno persiano pi non rappresenlche

venne preda de'suoi

successori,

diahenc

ss.

Ai Martiri dell' Sapore vescovo di

Beth-Nictor, Isacco vescovo di Carca, Gio-

vanni vescovo

di

Belh-Seleucia, anche per


i

le parti di

semplice provinciale

come sog

getti ai parti

combatterono

persiani pi

volte coi romani. Mentre la Persia era


sotto
il

ss. Maane, ASimeone. Abbiamo dall' Assemani, De Saporis II regis persecutionibus p. 69, in Praef. acia s^. MM. orien-

aver edificato chiese^ ed

bramo

dominio
pel

de'parti, verso l'anno

44

tai, et
li

occid. ,Vyom\xe 1748.

Dopo orribi-

dopo
s.

la

nascita di

Tommaso

Ges primo

Cristo, l'apostolo
vi

stragi, la persecuzione

caloaa media-

predic

la

fede

zione di Tiridate
to
zi

cristiana con successo, eziandio nelle vi-

li re d'Armenia, stretamico dell'imperatore Costantino, anvi fu eletto

cine regioni della Media, Batlriana, In-

per dirigere quella chiesa

dia e altre
i

quindi ve

la

proniulgarono

vescovo o primate un santo

uomo

pernoNi-

anche ss. apostoli Simeone e Giuda, come aiiermano Rinaldi a detto anno, ed il Terzi nella Siria sacra. Verso l'anno

me

Giovanni, che poi fu


l,

al concilio

ceno

come

riporta licitato Terzi. Nar-

223

il

persiano Ardschir o Artaserse


la

I,

nipote di Sassan, rovesci


sacide e fond
fu
il

dinastia Ardi Persia


;

nuovo regno
i

ra il Bercastel che gi il regno di Persia avea molte chiese, quando Fimperatore Costantino per propagarvi maggiormente il cristianesimo, avendogli Sapore li

ceppo della stirpe deSassanidi^ sostenne alcune guerre contro romani e lu vinto dall'imperatore Alessandro Severo. Nel

proposto un trattato
la
vi.

di alleanza, subito

concluse e

gli

sped magnifici donatigli scrisse

Nello stesso tempo

una
i

let-

238

gli

successe Sapore o Scia-

tera eloquente, nella quale esalt

vanspa-

pur
bia
;

Ij

che valorosamente occup l'Aradipoi nel

taggi della religione cristiana, e

gli

ma

243 dichiar guerra


la

ventevoli disastri a cui erano stati sottoposti suoi persecutori , singolarmente r imperatore Valeriano, pi conosciuto
i

all'imperatore Gordiano, occup


ria e prese

Scf"^'

Antiochia

indi nel

244

vinto dall'imperatore
lu

pi tardi oscur

dai

persiani, per

mano

de' quali
II

Dio

lo

gloria riportala contro le

armi roma-

aveva punito. Nel 338 Sapore

confu-

PER
so per le orazioni
<Ii ili

PER
Giacomo vescovo
quella
Iribut.u iodc'persiani.

1^3

s.

Nisibi,

si

part dall' assedio di


ili

543
gio,

riprese

la

Tutta voi la il re nel guerra, e volendo abbats.

cilletorn
tro
i

l'crsia.

Paippe guerra conprese alcune for-

tere la citt di Sergiopoli, la difese

Ser-

romani

sotto l'imperatore Costan-

onde spaventato

si

ritir, e nel

544
del-

zo nei 340, e nel


tezze,
ni

35g

Belisario lo costrinse alla pace. Portatosi


l'

onde

fu fatta tregua

con coudizio-

ad assediare Edessa, per miracolo


sulla porta,
ai

pregiudizievoli all'impero.

Ma

nel

36

salito a

questo Giuliano l'Apostata, inva-

immagine da Abagaro

del Salvatore, collocata gi

venne ributtato.

se la l'ersia e costrinse alla fuga


li
;

Sapore
lui ri-

Ri movendo guerra

romani, fu vergo-

per dopo

le

grandi vittorie da
pace

portate, venne ucciso da una freccia, per


cui
il

gnosamente vinto e fugato. Perseguitando cristiani dell' A rmenii maggiore, cpiei

16 vend assai cara


11

la

al

suc11, u-

sti si

dierono colla provincia all'impera-

cessore Gioviauo.

crudele Sapore

tore; indi a persuasiune dell'imperatrice

vendo

in

tempo
il

di

Costanzo ripresa la

Sofia fece la pace per tre anni, vinto poi

persecuzione della Chiesa, imprigion a


tradiniento
stiano, Io

da Tiberio
dicesi

dere. iVel
cesse

Armenia Arsace crifece prima accecare e poi ucci389 Sapore li more gli sucre d'

li, moli di malinconia nel "79, dopo aver ricevuto il battesimo, il figlio Ormisda III gli successe, ma nelle guerre coi romani il suo esercito fu su-

legali

A rtaserse 11,^ il quale con isplendidi domand la pace all' imperatore

perato da quello del duce Filippo, in


t d'una prodigiosa

vir-

immagine

di Cristo.

Teodosio l.SaporelUglisuccessenel 384, ed a questi nel 389 VararanellI: contro del quale l'impeiatore Arcadio ripor-

Ormisda
le

III

venne balzato dal trono per

sue tirannie, da Bararne suo generale,

che avea offeso limetlendogli una veste


di

una miracolosa vittoria nel 3c)5. Nel 399 divenne re Isdegardel, gran perset

donna per non aver vinto

romani

nel
li,
il

590

gli

fu sostituito
Io fece
gli

il

figlio

Cosroe

cutore de'cristiani,assal l'imperatore greco di Costantinopoli,

quale

morire, perch calpeprigione. Al-

ma Dio non

senza

stava quanto
lora
il

mandava in

prodigio Io fece superare. Vararane

IV

nuovo

re fu

abbandonalo da'snoi,

diveimerenel 4^0, indi nel 44^ Isdegarde 11 molto alfezionato ai cristiani, per
cui
sia
il

vangelo fece grandi progressi in Pernel

anche per l'uccisione de' primari nobili, passando dalla parte di Bararne. Il resi rifugi dall'impeiatore Maurizio, il quale
con donativi
trio
lo fece

4^7

'u re
I

Firuz o Peroze
;

nel

incontrare da

Deme-

488

Balasc, nel

49 Cabade
,

inquietan-

vescovo di Melitene e da Gregorio


d' Antiochia,

do la Persia gli unni cui senza effetto combatterono Perosio e Valente, Cabade li sconfisse, ma venne detronizzato da

vescovo
siani.

che tentai ono di


la

convertirlo e dilatarono

fede tia'perII fu

Dai

romani Cosroe
il

rimesso

Zambade. Rovesci
te,e nel

egli in

breve l'usurAnasta-

sul trono, sbaragliato l'usurpatore


rne, sotto

Baracroci

patore, mosse guerra all'impero d'orien-

patrocinio della Beala Vergi-

5o3 ruppe

l'eseicito di

ne; ed

il

re

don a Gregorio due


s.

sio!. L'iniperatore Giustiniano I nel

527
con
I

preziose, fece regali a

Sergio martire,

vinse

persiani] dipoi per la temerit dei

onde

si

sparse voce di sua conversione,


si

duci romani liportarono vittoria,


tante perdite, che
il

ma

ma

per ragione di stato

conferm

nel
II

re castig

il

generale.

l'idolatria.

Pieno

di

orgoglio Cosroe

Nel 53

fu assunto al

regno Cosroe

prese

titoli di

divino ^ di re de re, signo-

il Grande, che rompendo la pace coi romani, nel 539 entr nell'impero, arse An-

tiochia edistrusse altri luoghi; fin la guerra

con dichiararsi nel 54o Giustiniano

re de' signori, e fra gli nomini Dio. Mosseguerra nel 6o3 a Foca, uccisore di IMaurizio; prese molte provincie dell'impero, ed occup la Scria. Nel 607 incominci

i?.4

PER
fiera

PER
la

una

persecuzione contro

Chiesa

principi imbeili ed oscuri, fu invaso dagli

che dur 20 anni. L'imperatore Eraclio nel 61 3 gli mand ambasciatori, che rifiut ricevere
,

arabi saraceni,

in

un
:

alla capitale Cte-

sifone saccheggiata

persiani fecero

un

essendosi posto in cuore

d'impadronirsi dell'impero, nel quale fece stragi


:

nel

6 4.prese Gerusalemme,
r
i

ultimo sforzo nel 642 alla battaglia di Nehavend, o vittoria delle vittorie, guadagnata dai saraceni ; Isdegarde 111 implor
il

guast

luoghi santi, vend

cristiani ail

soccorso dell' imperatore cinese


gli

gli ebrei,

e port in Persia schiavo


il

pa-

Taifsung,
provincia

arabi del tutto losterminala

triarca Zaccaria, ed

santo legno della

lono, e nel
,

652

Persia divenne loro


la

croce, senza per toccarla, lispeltandone

estinguendosi

dinastia dei

Entrato nell'Egitto fecegravi danni, egiunse sino a Cari

per timore fino

sigilli.

Sassanidi.
Cancellatala Persia per
ta dalla lista delle
la

seconda volreligione di

tagine
so

malmenando
gli

1'

Africa. Nello stesla

potenze e incorporata
,

tempo Eraclio
il

domand

pace,

neir impero degli arabi

la

barbaro richieseda luieda'suoi che prima rinunziassero a Cristo e adorasseed


ro

Rlaometto rimpiazz quella

di Zoroastro.

ne maltratt gli ambasciatori, e spedi Sa rba reo Sarbaraza a fargli guerra. Questi spogli le chieseecostrinse molti cristiani ad unirsi ai nestoriani. Di ci non contento e ricusando sempre la pace, nel 622, al modo detto nel voi. XVIII, p. 236 e 237, Eraclio implorato il divino aiuto, si rec in Persia e quasi tutta l'occup spaventato Cosroe li si colleil

sole;

secoli di soggezione ai califfi di Bagdad poterono equipararsi a schiaviti! dolorosa ma poco dopo molti principi di origine tatara andarono togliendo agli a,

Due

rabi varie provincie, ch'eressero in

mo-

uarchie, e neir820 ricomparve


lo

un

picco-

regno persiano nel Rorassan, che dosi

po vaiie vicende
nevidi.

possedette dai

Gaz'
e nel

Fu

alla

fine del secolo

997 che Mahmudil-Ghiznevide


in questo paese
dinastia,
il

innalz
di

coi

barbari contro l'imperatore, fece


s.

grande impero
la

sua

martirizzare

Anastasio con

altri

70 e

laqualein tutta

Persia e per-

fugg coi tesori in Seleucia, ove volle co-

sino neirindostan penetr collesue armi.

ronare Mardesa suo

figlio

minore;

ma

il

Versoli io38 ]Massuh successore di

MahPersia

maggiore Siroe
lo fece stessa

nel

628 asceso

al trono,

mud

perdette definitivamente

la

morire cogli altri fratelli e alla pena condann il padre, facendosi

(altri dicono che il regno fin con Ormisda IV, ucciso da Omar re de'saraceni),

lo trafiggere colle freccie. Siroe

pacifi-

fondandovi l'impero de'turchi Selg'ucidi prima IMikail, e meglio a detta epoca

c con Eraclio, restitu l'usurpato, liber prigionieri e


i

gli

consegn

la

vera Cro-

Togrul-Beig sultano
cessero nel

di Nisciabur, cui suc-

ce,

che l'imperatore riport in Gernsala

lemme (^f\): questo avvenimento rese pi


celebre
festa dell'

Esaltazione della

1064 Alp-Arslan, nel 1072 IMalekSciah, nel 1093 Barkiaroc nel io5 Mohammed I, dal 1 i5 al 1 158
, 1 1

Croce. Nel
ciso

629

il

parricida Siroe fu ucil

Sangiar,

Mahmud
nel
I

1,

Masud
i

e
II,

Mohamnel

da Sarbaraza oSarbaro generale,


il

quale fece perire anche

figlio e succes-

sore Adeser impadronendosi del trono.

Nello stesso anno fu deposto e fino

al

632

regnarono Turandokht, Rosciansciadeb, Arzoumidokht,lvhosrou,Firouz,Farouk" Zad, finch in detto anno la corona pass a Isdegarde III del sangue reale di Cosroe
II.

Intanto l'impero decaduto per

1 160 Solimano Sciah, nel 161 Arslan Sciai), e nel 77 Togrul II sino al i 187 in cui sultani di Karisma s'impadronirono della Persia e ne vennero cacciali daGengis-Ran nel i225, cio dai mongoli sotto la condotta di Hugaluo Hulagu-Ran, onde divenneprovincia del loro vastoimpero; indi nel i23i minacciarono di e-

med

II,

i58 IMahmud

PER
stcininio le reliquiede'cristiaiiiin oriente,

PER
stinse per d'^vozione; nel
se o
1

11.5

585Emlr
III

lleni-

con impadronirsi delle terre

ivi

rimasal-

Hamzed

Ismaele

nell' istesso

ste ai principi cristiani,

per cui e a

vezza di derico
rio

dai

Gerusalemme l'imperatore Fedomand aiuti a Papa GregoIX. La Persia rest quindi separata mongoli nel 1239 per Hulagu Kan,
Il
,

anno fuiono successi da Sciali x\bbas I il Grande, cheieise pei- u mezzo secolo gloriosamente sonalmente
i

suoi popoli. Sostenne perla

guerra contro

turchi, cui
di loro

ritolse Tauris, e

guadagn sopra
;

ceppo della dinastia de' Grv?g/.5A77'2/V//, cui


successero
j

parecchie battaglie
Giorgia, togliendola
to dagl'inglesi, tolse
si
:

s'

nel i265 AbakaKan nel aBaAhmed-Kan, nel 284ArgunKan,


i

ai

impadron della mogoli, ed aiutaai

Ormus

portoghee la giu-

nel

1287 Kangiatu-Ran,

nel
,

san-Kan, nel i3o4 Agiaptu Abusaid.quindi fu straziata dall'anarchia


nel
sto
1

1292 Canel iSiy

favor

il

commercio,

le arti

stizia,

ma

le

sue ferocie e avarizia destaistanza di

335

fino al

36o

in cui la conqui
di
lui

no orrore. Clemente Vili, ad


nel
ri
i

Abbas

1,

regnarono gli altri mongoli, IMiraca nel i4o5j ALu Saidnel 1451, nel 1469 Ussum-Cassan o prima, poich il Papa Calisto III, morto nel i!^5S, gli scrisse onde invitarlo, coi principi d'Armenia e de' tartari, a muovere guerra ai turchi che si erano impadroniti dell'impero greco. 11 celebre

Tamerlano. Dopo

i6o4 mand
carmelitani

in Persia per missiona-

scalzi,

che

vi

fecero pro-

gressi,

fabbricarono un convento con 10

religiosi e vi

aprirono una chiesa: in

se-

portarono gli agostiniani di Goa, cappuccini di Francia, domenicani ed gesuiti, come meglio riferir e
guito
vi
si
i
i

dissi a

HisPAHAN. Nel Lunadoro

dell' e-

Ussum

Cassa n era principe de'tur,

comani del montone bianco e tolse il regno ai discendenti di Tamerlano, subentrando colla sua dinastia aregnare sulla Persia. Nel 1478 gli successe Yekuf,
indi nel
singir,

1646, Relaz. della corte di Roma, p. I 78, si legge come Clemente Vili ricev e alloggi due ambasciatori persiani. Questi ambasciatori fiuono fatti
diz. del

i485 Julaver, nel 1488 Baynel j490 Risiano, nel i497 ug-

niate Alvante, il quale termin di regnare nel i499- In questo tempo da Sceik-

Haidar restauratore della riforma maomettana e preleso discendente d'Aly genero del profeta deriv Ismaele Sell o
,

fermare nella Filla di Papa Giulio ///, dove nelle ore pomeridiane and il duca Silvestro Aldobrandini priore dell'ordine di s. Giacomo e nipote del Papa, accompagnato da buon numero di tilolati e gran quantit di nobilt, con la guardia svizzera.
sero in

Due

coppie

di

titolati

pre-

Sofi suo figliuolo, che gitt dinastia Sofiana^ e diede


al
il

le

basi della
di

nome

Sof

mezzo ognuna un ambasciatore, e ciascuno di loro numersa corte furono presi in mezzo da due nobili caval: i

sovrano

di Persia, la
il

vide rialzarsi
cui ascese
il
I

quale nel i5oi suo trono nazionale, in


I

li

per

gli

andjasciatori e loro seguilo


i

li

somministrarono
del Popolo,

cardinali nipoli del

detto Sciali Ismaele

e re-

gn ino

al

525

sotto di lui incomin-

Papa. La cavalcata percorse, dalla porta le vie di Ripetta e Tordino;

ci la lotta tra persiani e turchi a van-

na

giunta a ponte

s.

Angelo

bench

taggio di questi.

Thamas suo successore,


,

fossero le ore 23,


ficii

3o

palafrenieri ponti-

principe indolente

lasci ai

turchi che

in

facessero progressi nelle conquiste, solo

di cera bianca,

busto e spadaj con torcie accese si unirono ad essa. Procavalcata per Borgo nuovo, piazPietro, e per
s.

devast
rese

il

paese perch mancasse

ai

vin-

segu
za di

la
s.

citori la sussistenza.
si

Ismaele
;

II del

famoso per

delitti

nel

1576 1577 gli


si

successe

Muomelto Rodabend che

di-

Borgo vecchio si ferGiacomo, ove gli ambasciatori smontarono colla comitiva al

sulla piazza di

6
126
le famiglie.

TER
elelto nel

PER
i6u5, mand ad Abbas
,

palazzo tlestlnato per alloggio loro e Jol

due

A spese

di

Clemente Vili

fu

carmelitani scalzi
basciatori,
colti
i

col carattere di

am-

rono

IaiitaiTiei)Ie liatlali.

Non furono alil

bergali nei palazzo Vaticano, perch


re che
li

mandava

era

maomettano

(co-

come precedenti; furono accon molta stima die loro un palazzo in Hispahan, allora capitale del rea,

entrarono in Roma sotto Innocenzo Vili Z7mo fratello di Bajazelle H e 1' ambasciatore ottomano di questi, con splendide cavalcate, il primo alloggialo nel palazzo pontificio, il secondo in quel,

me

lo di Cesi, lo dissi nel voi.

XXXV, p.
uno

174

me, dove fabbricarono convento e chiesa. Fu in quel tempo che colla medesima qualifica di ambasciatori, il re di Francia mand due cappuccini, il re di Portogallo due cappuccini, ed il re di Polonia due agostiniani. A ciascuno di questi

e seg.), e gli ambasciatori,

era per-

Abbas

assegn in Giulfa, presso Hi-

siano, l'allro inglese; fra loro oravi poco

spaban,
vi

sito

proporzionato per edificaril

accordo. Restarono in

Roma

pi mesi,

chiesa e convento. Avverte

Terzi,

ed ebbero pi udienze da Clemente Vili;


la
i."

che nel declinar del secolo


fa

XV 11, Giul,

nella

camera

della bussola di da-

era colonia degli armeni

abitata

da

masco, sedendo il Papa sotto baldacchino, con istola sulla mozzetta, more solilo (ora non si costuma), ed alle bande negli

circa
tici
:

20,000
vi

cristiani, cattolici e scisma-

risiedeva

un arcivescovo arraeil
i

nOj e ciascuno liberamente esercitava


proprio
rito.

scabelloni d'appoggio assisterono

20

Che

cappuccini per

sollie-

cardinali col decano. Gli ambasciatori fu-

vo degli europei cristiani aveano fondato

rono introdotti dai maestri delle cereraonie; baciarono il piede al Pontefice, presentarono le lettere del re Abbas I , rivolle in pi piegature di drappi colorati,

un

ospizio

aBandarabassi,eche carmelii

tani scalzi eransi diffusi fino aSciras,

200

miglia da Hispahan, e

non solo

vi

apriro-

ed esposero

il

motivo

di loro

amba-

de' dispersi persiani cristiani,

no comodo ospizio e chiesa, a vantaggio ma ancora

sciata,

che per interprete


al

e in italiano fu

scuole scientifiche, per

impugnare con

di-

dichiarala

Papa, il quale rispose in latino, parlando agli ambasciatori. Oltre le altre udienze avute da Clemente Vili,
ambasciatori furono ricevuti dai car-

spute qualunque setta d'infedeli. All'articolo Persia provincia ecclesiastica,


tato

ho no1

gli

che Elia patriarca persiano nel 6i scrisse a Paolo V, Il successore Gregorio

dinali

Aldobrandini e Passeri nipoti del


di essi

Pontefice, alla presenza del Lunadoro,

che da parte
basciatori,

port loro molti re-

gali di gioie e oro,

non

solo per gli

amdi di-

ma

altres pel loro corteggio,

insieme ad alcuni quadri dipinti e vozione da loro domandati.

Clemente

Vili a pi'oprie spese

rivest gli

ambail

anche per utile spirituale de' Congregazione di propagandajde,ed Cibano Vili il Collegio Urbano, che riceve per alunni anche persiani. Da Urbano Vili fu decretata l'erezione del vescovato d'Hispahan di rito latino, ad istanza d'Abbas I, e ne fu nominato i. vescovo fr. Gio. Taddeo di s. Eliseo
istitu,

XV

cristiani, la

sciatori e le proprie famiglie,

secondo

carmelitano scalzo,
tuare,

ma non

si

pot

effet1
,

costume persiano, di riccbe

vesti di

broc-

come
indi
si

notai nel voi.

XXXII

p.

cato e altre sorta di nobili drappi. Alla

246,

ottenne licenza di fabbrie

partenza degli ambasciatori restarono in

care tre chiese.

Roma G
essi

servi che

si

battezzarono, e ad

Abbas
fatto

mor nel 1629,


tulli
i

come avca
suc,

Clemente Vili assegn buone parli

morire
il

suoi figli, a lui

di palazzo e

3oo

scudi di entrata per ciacancelleria a-

cedette
s

nipote Sefi o Mirza Sofi


i

scuno, in tanti
poslolica.

uffizi della
il

lui

che

sof o sciali del secolo


dissoluti.

ma XVII
Sefi
I

Racconta

Terzi, che Paolo V,

furono imbelli, feroci e

PER
fu

PER
il

1^7

im nuovo Nerone, ed
(li

suo regno un

reprimerle. Indi col breve Crnlumforc,


del i5 giugno, lococit. p. 374,
gli l'ac-

tessuto
tc lo

alrociti.
il

Nel i64'2 clegnnmcnfiglio


;

Abbas 11 indi (leiln stessa tempia fii Solimano o Stfi 66G. Papa 11, elle ascese al Irono nel Clemente IX per soccorrere Candia asrimpiazz
i

comand
vescovo

Pietro Martire di

Parma

arci:

domenicani ed cattolici armeni. Finalmente Clemente XI, col breve Qiiaeaunque, de'9.6 luglio
di

Niixivan

sediata dai turchi, gli scrisse lettere pre-

714, loco

cit.p.

437, ringrazi
ai

il

re del-

murose;

il

re gli rispose,
la la

ma

tardi,

che

la

protezione che accordava

cattolici
i

avca intrapresa

tando nel 1673


cani a
feci

bramala guerra, porlettera due domeni-

in Persia,

pregandolo a ripaiare

gra-

vissimi danni chesnffrivanoi cattolici ar-

Clemente X. Nel vol.XLll, p. G6, menzione del legato che quel Piipa
al

meni ed

mssionaii cappuccini in Teflis


il

capitale della Giorgia, per

che

si

procu-

sped
se

re di l'ersia, a cui nel

G88 scris-

r lettere commendatizie anche dall'im-

che avea

un breve Innocenzo X!, pel desiderio di fondare una missione di capiiobilecilt'. di

peratore, granduca di Toscana e repubblica veneta. L'infingardo re

Hussein
il

fu

puccini inSciamachia,

Scir-

risvegliato dagli afgani

poich

capo

van, eneotlenne favorevole risposta, on-

de
la

vi fu

fabbricata
la

una chiesa, ed

eielta

missione sotto
,

prefettura di Gior,

portoe Caucasine ^unQ interessante. Noter che dal i638 al i6c)3 le due chiese di llispahan e Babilonia furono governate da un solo vescovo; allora per disposiGq4 zione di Innocenzo XI che nel mand ad effetto l'erezione della sede di Hispahan ciascuna ebbe il suo pastore sino al 1770: fu vescovo d'Hispahan fr.
gia

presso

il

passo di Derbent

d'ima trib di lai nazione, Mir Wcis, innalz lo stendardo della ribellione. Questi popoli originari dello Scirvan o grande Albania, posta (ia il Caspio ed il Caucaso, che gl'indiani conoscono sotto
il

no-

me
I

pafant, aveano prestalo ad Abbas


;

e a' suoi discendenti leale ul^bidienza

ma

stanchi di pi li soffrire

le

avanie, con-

tro le quali tentarono invano di reclamare, trucidarono il governatore di Randacar, il di cui dominio dopo inutili tentativi fu lasciato
vi

Elia di

s.

Alberto carmelitano scalzo,

il

mor

in

pace nel 1715.

godeie a Mir Weische Il suo figlio


delsi

con quello dell'altro fr. Elia, sono nel convento della Scala in Roma. Sefi 11 o Solimano fece la guerra agli
cui busto

IMahmud, profittando dell'anarchia


le

proviucie persiane, con un esercito

present alle porte di Hispahan, che


dotta alla fame, se

ri-

usbeki ed
cesse
si
il

ai

cosacchi, e nel

1694

gli

suc-

neimpadron nel
lo scettro de' sof,

722.

figlio

Hussein, principe mite che


nelle delizie del serraglio.

Lo
tre

sventurato Hussein rassegn all'usur-

addorment

patore
il

Mahmud
suo
figlio

men,

Ebbe

relazioni con

Papa Clemente XI,

Thamas venne
nell'
di

procla-

onde al detto a Hispahan aggiunger che Clemente XI col breve, Decel sane [Jllustris ac polenlissirne rex,salutein et lu' men divinae gra(iae), de' 5 luglio 7o5,
1 1

mato reaCazbin,
perdeva speranza
sia intera,
civili

IracAdjemi
la

ricuperare

Per-

che nell'interno era agitata da

discordie, e all'esterno dalle armi

Bull, de prop. fide Jppeiidix p. 366, rinnov le sue premure al re di Persia


,

in favore de' cattolici

e glielo trasmise

turche e russe combattuta. Mahmiul si fece odiare e spegnere, onde la corona pass al cugino e altro usurpatore Aschrat
nel

per Israele

Ory che raccomand. Aven-

do poi saputo che questi in Persia perseguitava cattolici, col breve Ciim noi

1725, che troppo grave trovandola propose la restituzione a Hussein che la


Intanto
principe

rifiut.
il

stri^ei
avvis
il

marzo 709,
i

lococitato, p.

re delle frodi di

Ory

e lo

375, preg

Thamas,
il

rifugiato

ue'monti, vide ingrossare

suo partito.

128

l'ER
pero persiano
tale.

PER
in

Nadir-Kuli, della tiih degli Esciar. che nato da un pastore eia divenuto capo di

orientale ed occidennella Persia propria

Continuando
la

un'orda di masnadieri, gli offn suoi servigi ed ottenne vari successi. Allora Thai

occidentale
sc

desolatrice anarchiaj riudi riunire sotto la


il

Kerim-Rhan
l'

sua

mas

rimuner del proprio nome, onde il valoroso condottiero si chiam Thamas-Ru'i-Khan; rovesci neh 729 la molo

autorit

Aderbaidjan,

Pars,

il

Rertito-

man
lo di

e l'Irac, cui nella guerra civile fece


col

godere qualche quiete,

modesto

narchia effimera degli afgani e fece


re
col

sali,

Thamas al soglio de' suoi maggiori nome di Sciah-Thamas. Mentre Tha


i

Vakil o reggente sino al 1779- Dopo la sua morte nuove .scene di orrore
insorsero fra'di lui congiunti ed un principe del sangue

mas-Kuli-Khan era marciato contro


chi, lo se
sciali

tur-

senza consultarlo conchiutrattato


:

con

essi

un

scontento

il

pri-

Ali-Murat fu nel 1784 padrone del trono, ina per pochi anni. Sconvolta la Persia, 1' eunuco Aga Mo:

mo

di questo, alla testa dell'esercito nel


il

hammed-Ran

insorse contro Ali

dopo
la fa-

1736 fece deporre go Abbas Ili di lui


co dopo,
egli

re,

pose

in

suo luo-

varie vicende giunse a sterminare

nome

di

figlio, che morto povenne gridato sovrano col Sciah-Nadir. Questo bellicoso

miglia, e divenne signore del paese e fon-

daloredell'odierna dinastia verso

il

792

794

dei Nacljars, sopra le contrade


di presso la Persia atil

monarca

fece rendere dai turchi le pro,

che formano a un
tuale. Nel

vincie che aveano usurpate

sottomise

1796 nomin successore


il

ni-

Y Afganistan

e sospinse le sue arcui vitIl

pote Feth-Aly-Sciah,
l'Afganistan poi,

quale consolid il
di

toriose fino nell'Indie.

periodo glorio-

trono concondotta rigorosa e saggia. Nel-

so del suo regno rest offuscato col dive-

Timur figlio

Ahmed,

nire

il

flagello de'sudditi, che voleva inla setta

mantenne
di

durre a cangiar

d'Aly con queli

paterne conquiste, ed a Cabui trasfer la sua sede: gli successe quinle

la de'sHnniti.e per assassinalo nel

74?-

La

chiesa d' Hispahan che avea sollerto


nel

hammed

una persecuzione
ni scismatici
,

1712

dagli arme-

sotto lo Sciah-iNadir eccii

da Mo* Abbas Mirza che acclamato sovrano poco dopo fu deposto per le sue crudelt, cedendo il so-

Zeman, chefu
Sciah

poi detronizzato

figlio di

tate inaudite crudelt, quasi tutti


tolici dalla

cat-

glio afganistano a Sciali o

Shah
le

Sciogia.

Persia emigrarono rifugian-

Feth-Aly ridusse
testargli la

al

dovere

provincie
1' ubmodera-

dosi nella

Mesopolamia, Arabia, Mogol ed Europa; laonde delle fiorenti missioni di Persia non restarono che miserafuggendo in Bagdad anche bili rovine
,

orientali della Persia, le quali senza con-

sovrana autorit poco


fu principe giusto e

bidivano
to,

riconquist gran parte delRorassan;

diverse famiglie armene. Sotto


re,

il

detto

ma

Benedetto

XIV

stabili g' interroga-

torii pei vescovi di Persia. SaPi al

trono

nel 174? Ibrahim e nell'istesso anno Ismaele Sciah, ma di semplice titolo, lino al 76 1 , imperciocch orribili turbolenze
I

le sue ultime guerre colla Russia ebbero per risultato nel 1827 la perdita d'una parte della provincia d'Erivan. Avendo nominato principe ereditario il suo

e fazioni dilaniarono

il

paese, che alterna-

tivamente signoreggiarono Ali-Merdan , Azad e Mohammed Hassan. In tale epoca Alimed-Abdallah della famiglia degli

Abbas Mirza, a questi Papa scrisse due brevi, Suminos ecclesiae, de IO ottobre 1827,6 20 settembre 1828, Bull, de prop. t. 5, p. 27 e 44- Col i.gli raccomand il sacerdoche si te armeno Giovanni Derderian
terzogenito

Leone XII

Scudozi e della trib de' Durani, coronato re di Randahar fond la monar,

portava in Persia, per

la libera

predica-

chia degli afgani, con che

si

divise l'im-

zione del vangelo e ministero ecclesiastico, prefetto della missione, affidandolo al

PJ::I

!?.<)

suo patrocinio

in

un

agli

allri

missio-

sono tanto numerose quanto


il

le stelle,

nari e cattolici dimoranti nel regno. Col

cui
il

inq)ero a livello del cielo". Si


re di Francia

replic

il

contenuto dcH'altio per mi-

dice

sublime immagiim-

glior sicurezza.

La Persia

nel

''}.C)Q

83o

ncdelsole,il cui splendore eguaglia ([nello de'cieli"; la corte francese corte

pat grandi stragi pelconlagiodcl clioleia

morbus. Aly

Abbas Milza picmor al padre Fclhnel i833. Questi manc di vita l'ane gli successe
il

no seguente

di lui

nipote

emula al firmamento ". Per la suddetta morte di Mohammed subito in Tauris fu proclamato shah o sciah il suo figlio maggiore regnante Welisatperiale

Mohammed

o Mcliemcd, figlio

Milza, morto nel 1848 a ultime notizie di Persia sono, che i miglioramenti innumerevoli adottati dalla Turchia, la determinarono a seguirla sul aunmino dell'utile progresso; rpiindi ne
consegu
la

d'Abhas Teheran. Le

Nerredin-Mirzn. Questi nel i85i perla prima volta invi un ambasciatore persia-

no

alla corte di

Londra. Le pi recenti no-

tizie

finalmente delle missioni di Persia


le

sono
il

seguenti, oltre ledette alIrsi'AiiArf,


di rito latino

cui

ultimo vescovo

nomin

prosperit del regno, divenla

ne*pi importante
disparate,
la

sua influenza inle

terna ed esterna, meglio riunite


spirito turbolento delle trib

parti

forza pi centralizzata, e lo

nomade
reso

te-

nuto

1)1

miglior freno,

come

impoflo-

tente cpiello delle straniere de'turcoinani e bclugi.

llcommercio divennepi
le

Gregorio XVI, per cui dal 1837, come amministratore apostolico del vescovato d'Hispahan e delegato apostolico di Persia, governa la chiesa di Persia e la missione il vescovo di Babilonia mg.' Lorenzo Trioche (da Pio IX nel 848 fatto arcivescovo neir elevar la sede al grado metropolitico, dichiarando sua suflrag^1

rido, sicuie le strade,

finanze in

buono

nea Hispahan). In questa missionesi tro-

slato, la truppa disciplinata all'europea,

vano pochi

cattolici di rito latino e

non

numerosa l'artiglieria, l'istruzione pubblica in aumento, spediti nobili giovani


in

molti dell'armeno o altro rito orientale.

Ultimamente

vi

cess l'uso del ripudio e


figli

Francia a compiere

loro studi ed ein

dell'uccisione de'

spurii, nelle quali

ducazione, stabilite tipografie


e Tauris,

Teheran
^'^^
1

come

meglio

si

legge nel n.
""

36 4o

del Diario di

1847. poi delle Notizie del giorno


i

Roma
si

847

nel n."

del

1848,

riporta

il

discorso

pieopereebbegran parte il nominato prefetto Derderia a. JNel 1834 sotto Gregorio XVI si ottenne dal reo shah il permesso di predicarvi la religione cattolica; onde oggid il governo non pone alcun
ostacolo alla sua diffusione. Gli eretici

fatto dall'ambasciatore persiano residente a Parigi, al re di

Francia, ampolloso
orientale,
i

per e

secondo

il

costume

doni reSole e

cati al re, oltre le decorazioni del

gli scismatici, che vi abbondano, non lasciano cosa alcuna per impedirla. Un giorno molto giovarono a queste misi

del Leone, e quelli per

la

famiglia realej

sioni

rappresentanti delle potenze catI

per cui Luigi Filippo confer allo shah il gran cordone della legione d'onore, del

toliche.

re di Francia ne'trattali co're

di Persia

sempre

v' inclusero

condizioni

qualeordinedichiarpure
basciatore. Nel discorso
si

membro
dice
il

l'am-

favorevoli

ai cattolici.

Eccoi luoghi prin-

mio

cipali delle missioni di Persia.

sovrano

la cui

potenza eguaglia quella


il

della costellazione di Saturno,

Padi-

chak
ied

to iagniflco

[maest imperiale del molsovrano dell Iran , lleieJftah, cos lo chiama l'ambasciatore
di Persia
le cui

Hispaian. La giurisdizione di questa sede vescovile di rito latino comprendeva tutta la Persia, V Armenia maggiore
e

minore
s.

e la

Giorgia; oggi seml^ra


altre

e-

stendersi alla sola Persia, essendosi prese dalla

dcir alta corte di Persia),

truppe

Sede

determinazioni rap-

VCL. IH.

i3o

PER
le

VE R
ras o Sdras. Vi una chiesa e alcuni cattolici europei; molti erano gli armeni cattolici, passali allo

porto alle Armenie eil alla Giorgia. La sua popolazione di circa 60, eoo, ma

poche sono
anni
ta vi
si si

ftimiglie cattoliche; in

c)

scisma.

Un villag-

convertirono 62 persone: talvol-

gio del Kurdistan ha tutti cattolici di rito caldeo. Soulduze.

fermano

mercanti

vanno
ti.

all'Indie. Gli

cattolici che armeni scismatici vi

Ha 6

famiglie cat-

tolichee chiesa in Baburi.

Malwana.^o-

ebbero 20 chiese,

Vi

risiede

ma g sono le superstiun loro arcivescovo di gran-

de autorit, che esercitala giurisdizione anche nell' Indie, ove spedisce ministri immorali, che vivono di quelle ricchezze. I carmelitani scalzi hanno in Hispalian una prefettura apostolica, che ha pure giurisdizione sulla Mesopotaniia vi ancora una prefettura cattolica armena e vi sono monaci antoniani del Monte Libano. Parcelle sieno state ricuperale le case de'gesuiti, domenicani e carmelitani situate nel sobborgo di Giulfa,non che alcuni fondi rustici. La benemerita famiglia Sceriman don un palazzo per residenza del vescovo latino e dei missionari. Vi
:

con ebbe chiesa, ed retta dai carmelitani. Vi apr una scuola il famoso Wolf, che ebreo
cattolici convertiti di fresco,

vera

4o

chiesa. Ahiiscer. Nel golfo persico:

di oiigine, abbracci
si

il

caltolicismo, e poi

un

ai calvinisti di Basilea.

scer. Nel golfo persico:


cattolici

Benderbu' ebbe chiese con


i

armeni
erano
ai

e latini;

secondi sono

pochissimi. Rechi. Nella provincia di Ghilan:


nel
vi
i

gesuiti,

ed ospizi ceduti

1760
al

cappuccini di Cassan e ACaspio, avea luoghi di mis-

stiakan. Erivan con cattolici. Sciamaki.

Vicino

mar

sione con chiese.

Amadan. Conserva an-

cora magnifica chiesa,


e forse esiste

vi era un vicario un convento. Sidtania. Eb-

scuola gratuita. (jm//.

Ebbe 4 chiese, ma
ereti-

be armeni

cattolici,

che

si

divisero dalla

solo esiste quella gi de'domenicani. Vi

vera Chiesa.

Anche

nelle provncie di Aril

un monastero
dotta. Gli

di

monache armene
cattolici vi

mahal
vi

e Perla esisteva
i

cattolicismo;

che, senza clausura, senza voti, senza con-

erano

gesuiti

con case e poderi. Del

armeni

missione. Teheran.

hanno una Vi qualche ministro

celebre arcivescovato di JYaxii'an, parlai


a queir articolo.

Le

citt

di

Haderbe-

europeo con famiglie cattoliche. Di recente vi fu costruito un palazzo per l'incaricato di Francia, per la sua stabile residenza io mezzo ai giardini gi di MirzaKhan i quali formano l'ammirazione degli stranieri, con cappella pel culto cattolico. L'incaricalo d'alfaii Sartiges, che cur tale costruzione, si occup d' uno stabilimento alle suore di s. Vincenzo de Paoli, per la cura degl'infermi, con grande utile degli abitanti, spesso tormentati da schifose malattie. Tanrs. Ha pochi cattolici, ve ne sono per di rito caldeo con chiese; gli armeni passarono tutti allo scisma. Vi una prefettura apostolica e scuola. Eravi stato aperto un
,
,

gian, Salmagt o Salrnasle


cattolici di rito caldeo, la

Ormi hanno

prima con ar-

civescovo,

le

altre con vescovo, scuole e


i

erano circa si veda Caldei, MESoroTAMiA,MossuL. APatriauCATo ARMENO riportai altre notizie riguarchiese; in Salmast
cattolici

i54o

pei cattolici di

questo rito

danti la Persia, anche ecclesiastiche, dicendo come Pio IX nell'assegnaresuffraganci al primate armeno di Costantinovescovi di Erzeruni poli, vi comprese e {yHispahan di rito armeno, nominando a'3o aprile i85o per Erzerum mg.' Giuseppe Hagi, per Hispahan mg. Giovanni Dardarian (della missione latina
i
"^

di

Erzerum

parlai nel voi.


p.
1

XVIII,

p.

collegio ai lazzaristi,ma perseguitati dagli

scismatici

si

ritirarono. Tauris fu gi casi

pitale di Persia, ed ora

considera, co-

13 e i24> non che al suo articolo). Inoltre Pio IX nel 1848 distinse la delegazione aposto-

108; di quella armena a

me Ilispahan,

la i."* citt

del regno. Schi-

lica di

Persia da quella di Mcsopofaniin,

PER
Kiirilia

PER
dal

ed Armenia minore, onde sono sottoposte al delegato apostolico di Persia


provincia dello stesso regno. Sulla sto:

1201
i2f)8

al
le

i4^9- Edoardo
sue

ricostru

nel

mura eia

fece residen-

le

za de'deputali, cacciati nel i3ii da

RoI

abbiamo Histore deTIiamas-Kouli-Kan roi de Perse, aigmcnria di Persia tee

berto Bruce. Vi fu ucciso

Giacomo
la

nel

1437

nel

convento de' domenicani, da


i

d'un supplcnient,

MWan

i747- Jour-

Roberto Graham. Nel


se

^Jg

plebe

di-

Perse, ou tableau d'hisloire de la Perse, Paris i8i4- IMalcolm Storia


dain,
,

La

strusse tutte le case religiose. Nel

i644

della Persia dalla conquista degli arabi fino ai tenpi presenti, tradotta
\>d

da Da-

ne impadron Montrose; nel r74'> il il pretendente vi stabilirono il quarlier generale. Perth celeconte Morr e
gli
I

Pioma 1827. Jardot, /livoluzioid de' popoli della Media, Asia, Persia, Tartaria , Thibet, Cina ec, FiBertolott,

bre per
sulla

concilii

che

vi

si Il

tennero
i."

disciplina ecclesiastica.

nel

renze 843. Procopio, Storie


1

e guerre per-

siane, traduzione di
si,
1

Compagnoni e Ros-

Milano 1828- 833. Minadoi, /^/or/a della guerra fra turchi e persiani, Venezia
1

5g4- Persia seu regni Persici 5t^M^jLugduni, Elzeviri 633. Olivier, F/V7g^gio in Persia, IMilano 1816. Relazione d' un viaggio del Belutchistan e in una
parte della Persia, di E. Potlinger,
lano i8ig. Nel
voi. 6, p. [Mi-

1201 sulla riforma del clero. Labb t. r, Arduino t. 6, Angl. t. i. Il 2. nel 20G; il 3. nel 12 il 4- nel 122 i; il 5 nel 1242; il 6. nel 12G8; il 7." nel 1270; r8.'' nel 280 il g. nel 32 r; il IO." nel i4i6; l'i i.nel i436. Angl.
I

Conc. Magn.

PERTH (Perlhen). Citt con residenza


eW Oceania {V.), nella parte chiamata Australia occidentale. E' la capitale della Nuova Olanda, terra di Edel, nella colonia inglese di Swan-River o fiume de'Cigni, sulla sinistra sponda di
vescovile
esso, a

461

degli

Ansi

nali delle scienze relig. giustamente

ri-

prova e qualifica per opera empia ed esecranda Min degli antichi persiani,
,
i

4 leghe
la

dalla sua foce,

ammon-

considerati

come fonti

delle dottrine e dei

riti cristiani, di

F. Nork, Lipsia i836.


vescovile della provin-

popolazione della provincia a circa 12,000 abitanti, con scuole pagate


dal governo: visone mir.istri anglicani,
assai

tando

PEPiTA. Sede
nio, eretta nel
vi.

cia di Licaonia, sotto la

metropoli d'Ico-

nemici de'cattolici. Dipendeva dal

IV

secolo.

Ebbe 3

vesce*

vicario apostolico di Galles, che vi tene-

Oriens chr.t. r,p. 1088.

va un vicario. Avendo mg."^ Polding arCitt^i

PERTH
di Scozia,

o S.

JOHNSTOWxN.
di

civescovo di Sydneydimesso tutta

la

giu-

capoluogo

contea e sede di

risdizione sull'Australia occidentale,

Gre-

presbiterio, nell' ubertosa valle del suo

gorio

XVI

a'

6 maggio i845

eresse la

nome,

sponda del Tay,a i4 leghe da Edimburgo. Ben fabbricata, ha


sulla destra
il

diocesi di

Perth suffraga nea di Sydney (^.), erigendo in tal citt la sedevescoviledi detta parte dell'Australia occidentale.

diversi stabilimenti;

palazzo del gover-

no rimpiazza

l'antico edifzio del parla-

Quindi a'25 maggio nomin


"^

i.

ve-

mento

di Scozia,

evi

si

tennero i4 par-

scovo l'attuale mg. Giovanni Brady,che


cjual vicario
il

lamenti.

Ha 4

chiese e seminario angli-

generale dell'arcivescovo fu
visit la re-

cano, dotta societ, museo, biblioteca,

primo uomo apostolico che

manifatture e attivo commercio, con bellissimi contorni. Questa antichissima citt fu confermala ne'privilegi nel 2 o dal
1

"ione e fece conoscere alla s. Sede lo stao lo infelice de'selvaggi. Il prelato con due
benedettini (uno de'qnali ora vescovo di

re Guglielmo,

come

forte e considerata

Porto

f'

iltoria,

V ),

vi

ritorn, e questi

qualcapitaledi Scozia prima degli Sluard,


sede ordinaria de' re e del parlamento

monaci ad esempio
antenati
si

de' loro benemeriti


il

posero a edificare

i."

mo-

i32

PER
i

PER
sel-

oastei'O, a convertire e civilizzare

turali i)cllezze e
sti storici.

memorabile

pe'suoi fa-

vaggi, e adinsegnar loro l'agricollura nel

Quelli della provinciasono coldella citt di l^eru-

vasto lenimento donato dal governo inglese


:

legati ai particolari

chiamarono Norcia [F.)


gli

la

nuo-

gia suo capoluogo.

Abbondante

d'

ogni
vi

va colonia benedettina, e con


cesso fecero sparire tra

felice suc-

derrata ogni angolo della contrada;


si

abitanti l'an-

alleva

molto bestiame, massime

bo-

Ora si vuole erigere altri monasteri benedettini in diverse distanze, per formare una successione di asili
Iropofagismo.

vi

perugini eccellenti, e per tutto

vi fio-

risce la civilt e l'industria, la pacifica

indole e tranquillo vivere degli abitanti.

fari di civilt e di

rel2one.PiolX nel o
in coa-

1847

die

all'

encomiato pastore

L'agricoltura li occupa talmente, chela pianura contemplata dai luoghi eminenti,

diutore con futura successione mg/ Giuseppe Serra, fatto vescovo di Daulia in
parlibis.

sembra una selva


cura.

di viti

e di arbori

fruttifeii, tutto
ta

essendocollivato con molmanifatture, e


le

Non mancano
come pignoccate

PERTUSA.

Sede vescovile

dell'Afri-

sono rinomata per tutto


Perugia,
ti.
11

paste dolci di

ca occidentale, nella Cartaginse proconsolare, sotto Cartagine. Jfr. dir.

e ossa di

mor-

clima dolce
Il

in generale, perfetta

PERUGIA
nella

{Perusin).

Citt con

re-

l'alia.

sidenza vescovile, nello stato pontificio,


legazione dell'

dinali legati dell'

Perugino fu goveinato dai carUmbria, come pu ridi

Umbria

(F.), ca-

levarsi dalle loro biografie e dall'arti-

poluogo della delegazione apostolica dei suo nome e sede del prelato delt-gatoapostolico, della congregazione governati-

colo

Umbria, che

frequente fecero
essi

residenza in Perugia, e per

da un

prelato viceIcgato, indi da prelati go-

va, del tribunale di 1/ istanza e delle


autorit.

vernatori

di

Perugia che delle citt

Dar prima un breve cenno


in

principali, e da altri governatori le altie

storico della provincia e luoghi


sa compresi.

es-

ed
si

La delegazione di Perugia composta eW Umbria settentrionale e


dell'estrema parte orieutaledeirElruria,

tuita la delegazione apostolica, \a

pi cospicui comuni, finch fu istiquale

divide nel governo e distretto di Pe-

rugia, ed in i|uelli de' governi e distretti

Le sono contermini,
si

al

nord

vari pae-

di Citt di Castello, di

Foligno e di To-

dell'antico ducato ora legazione


il

'Urrima-

hino, all'est

gi ducato al presente deil

legazione di Camerino, al sud

nente deli' Umbria della delegazione di Spoleto e la maggior parte di quella di


Orvieto, del quale
vi

con 8 governi di 2. ordine, ed in 27 comuni. Gli abitanti, secondo il recente riparto, ascendono a 2 1 6,394- Su questa provincia, oltre gli altri autori che poi citer, ne trattano Cesare Crispolti, Pedi,

qualciie
le

bjano

in-

rugia Augusta descritta, Perugia 1648,


pegli eiedi Zecchini. Blavio, Tliealruni,

corporato, ed all'ovest

regioni sanese

ed aretina della Toscana. 11 fiume Tevere ne divide per met possedimenti, edoltre il Topino, che ne ingrossa la cori

Peruslnuin tcrriloriuin. RIartinelli, Discorso della navigazione del Tevere

da
,

Perugia a Roma. Felice Savorgniano


Relazione della
strade che
di Ponte
I

rente, vi affluiscono diverse minori


viere.

ri-

visita

fatta delle due

La catena degli A pennini


all'est
la

cinge dal

da Foligno portano a Can-

nord

provincia del Perugino,

tiano per Perugia e Gubbio e per l'altra

dagli estremi

sio, e si dilata nel

monti Feltreschi ai Subamezzo la pianura del-

tale

l'Umbria, aprendosi nel fianco occidenil rinomato e pescoso lago di PeruTiasinieno, deliziosissimo per na-

Centesimo a Nocera, Roma 765. Memoriale con sommario alla s, e. deputata da Clemente XIII per tesa" ine del progetto del passaggio de corrieri

gia

per Perugia

Gubbio,

Roma

1768.

PER
Altro pel passaggio de corrieri per Pe-

PER
nero un luogotenente a render
sulta,

i3:

giustizia,

rugia e Gubbio, per le comunit di Foligno, Spoleto, Terni,


//Oj

rimpiazzato poi da un governatore di con-

Roma
l'

Nocera e Fabria17G8. Andrea Vici, Relazione

quando

rientr direttamente sotpontificio fino a'tempi del-

to
le

il

dominio

sopra

acquedotto di Perugia,

Roma

ultime invasioni francesi.

Ora dipendi

l'SoB. Gabriele Caliiidri, ingegnere di

de immediatamente dal governo


rugia, e l'amministrazione

Pevie-

Perugia, Saggio statistico storico del pontifcio stalo.

comunale

Avv. Pietro Gabtellaiio, Lo

ne sostenuta dal priore ed anziani, estendendosi alle vicine


ville di

stato poniificio.

Spedalicchio,

Distretto di Perugia.

Costano e Ponte o Basiiola, ove solidamente si riparato alle piene, con che il
rapido torrente Chiagio devastava
mitrofe sponde.
l'abitato
Il

Basta, Insula

Romana,

Dasiiae. Co-

le li-

mune
le

delia

diocesi d'Asisi.

Qualche

se-

recinto che racchiude

colo priaia di

Ges

Cristo, lo scolo del-

ha 6

porle, e nella spaziosa piaz-

acque, che da' monti rovesciansi sulla

za sgorga copiosa fonie di pura acqua.

l'ampia valle Spoletina, e


de' tre torrenti
vicini

stagnazione

Altra fonte abbondante trovasi fuori del

della valle
il

Peru-

gina, (ormarono ne'dintorni


zio,

lago Per-

mentovato da Ttdlio, Properzio e Quindi Isola Romana si chiam il terreno dall'acque circondato, formante una specie di della, ed il paese che vi fu sopra costruito. Ne' primi del VI secolo, sotto Teodorico, due ricchi patrizi perugini ottennero il permesso di prosciugar quelle terre, aprendo alle acque uno sbocco nel Tevere a pie del colle di Cetaltri.

sud, volgarmente detto MonlJotis cioi'enani, con che nel VI secolo, quando incominci a somministrare le limpide acque in quel suolo non pi palustre, si volle esprimere che dal monte Subasio scendevano, e filpaese
al

ciovena, quasi

trate per la breccia nel tragitto diveni-

vano

migliori. La chiesa di s. Croce es. Michele arcangelo, eretta con convento nel 1295 pei francescani, divenne colle-

giata.

Vi pure

il

tona. L'Isola
fortificata

Romana

era validamente

nedettine edificato nel


te della

monastero delle be1 602, in una parteatro.

con ponti levatori e mediante


la

rocca; scuole pubbliche, casa di


pie,

rocca ancora visibile,

quale era

cir-

maestre

monte frumentario e

condata da
lo,

torri,

baluardi e bastioni, nelil

Vi sono

altri e belli fabbricati. 11

paese

lo atterrarsi de' quali circa

XiV

seco-

intersecato dalla strada consolare, che

catubi l'antico
I

nome

coll'altuale di
gli

ambulacri sotterranei mantenevano la comunicazione fra tutte queste opere militari del meBastia.

ponti levatori e

dio evo: sussistono i4 bastioni, porta

s.

Angelo e
la

la

strada sotterranea in tutta

da Foligno conduce a Perugia e quindi Toscana, perci sono importanti i suoi mercati settimanali e le fiere. Nel 1841 fu onorata Bastia da Gregorio XVI ai 20 settembre, reduce dalla basilica di s. Maria degli Angeli, festeggiato dal clero,
in

lunghezza del paese, e danno un'idea

dell'antica costruzione. Colla distruzione


di que' vecchi

manufatti incominciarono
accrescersi verso l'est le a-

magistrati e popolo. Dopo avere ricevuvuto nella collegiata la benedizione del ss. SagramentOj pass al trono eretto sotto nobile padiglione nella piazza
giore,

nel

i3oo ad

mag-

luogo che dicesi {'Aggiunta, ed a poco a poco la Bastia prese forme di


bi fazioni,

floridissima terra,
tivali

la

da ubertosi e ben colcampi circondata. Nel i566 s. Pio concesse in feudo ad Astorre e A-

da dove bened'i il numeroso popolo e molti benignamente ammise al bacio del piede; indi visit le monache. Dirigendosi per Perugia, il Papa si ferm a ponte s. Giovanni sul Tevere, ove discese a benedire
i

driauo Baglioni di Pei-ugia, che vi tea-

devoti popolani.

Ab-

34
eli

PER
Tier

PER
ci Fortebraccio.
cati circondati di

biaaio
to dell'
y,iiie,

Simone Antonini, Stadi'

antica Isola

Romana

ma

ori'

Vi sono molli fabbrimura, con borgo. Nel

dipoi nomata Bastia y A&ii 1773. Bctlona. Conune della diocesi d'Asi-

territorio vi ia magnifica villa ta


il

Colle, ov'

Oddi detun bagno veramente da

si,

le

ed annessi Campagna , Cerreto, ColSala e Madralunga, Monte Bandito, Romito e Forte. Ripete la sua origine da Tiiio Vetonio umbro circa l'anno 2000 dei mondo, divenne prefettura romana
e

sovrano.

Derida. Comune della diocesi di PeAnticamente fu denominala Z)/7u'da, poi Perugia vecchia. Fu cominciata,
rugia.

come

dissi

a Bettona sede vescovile.


1

L'Ughelii, Italia sacra t.io, p. 85, ne ." vescovo fu s. tratta, e dice che il suo i

Crispoldo del 56 o 58, altri credono del 4oo ; probabilmente pali il martirio nei

secondo alcuni, dai galli a tempo del re Tarquinio Prisco, e al dire di altri dopo r assedio fatto a Perugia da L. Antonio; ma allora Deruta eia piisul monte, ove tuttora sono rama delle Perugia
\ecchia.

primidel IVsecolo,

fu sepolto nella chie-

sa sotto la di lui invocazione, dichiaran-

Le attuali tre pariocchie esiste\ano prima del i63. Si vuole che a'2 oltobre 1264 qwi morisse Urbano IV,
1

dosi patrono della citt. Gli successe

s.

provenienle da Todi, ed
lo di fabbricarvi

il

cadavere fu

Bricio apostolo dell'Umbria, di Gerusa-

portalo a Perugia. Nel 1391 fu ordina-

lemme come

il

predecessore, su di che

una
vi

rocca. Nel
il

i4o8

meglio vedere quanto notai nel voi. XXV, p. i38. Gaudenzio vescovo sottoscrisse nel concilio

Braccio saccheggi e incendi

borgo,

ed assediato
indi nel

il

paese

entr trionfante,

romano

del

465. Bella

lona anticamente dicevasi T ettona,e,

sua sede fu unita a quella d'Asisi. Come citt popolala ed eslesa, per lungo tein-

1428 vennero risarcite le mura. Eugenio IV nel i446 le concesse privilegi. Nel i45i ristretta la circonferenza
delle

mura, furono queste


gli

rifatte.
,

Nel

po guerreggi con
bria
;

le altre citt ai

deU'Uui-

i5oo passandovi
ro restaurare
le

spagnuoli

diedero
dovette-

soggiacque

perugini,

ma

ai

i5
cir-

fuoco a pi case, indi neh

523

si

luglio
si

i352

la

smantellarono per esser-

rihellala.

Vi sono molti fabbricati

mura. Vi sono molli e buoni fabbricati, con borgo popolato. Pri-

condati di mura, ampia piazza e piccolo borgo.

ma

le

fabbriche di maiolica erano assai

Per

l'edificazione recente del-

migliori e primeggiarono in Italia.

spese

s. Maria Maggiore, si socompletamento de'canonici. Poto distante la villa Penna, detta di Bu-

la collegiata di
il

Marsciano.

Comune

della diocesi di

Perugia, cogli appodiati Cerqueto, Compignano, Papiano e Spina. Ne'suoi pri-

tajone, la quale vaga, signorile e vasta.

mordi
garo

si

chiam Monte Giano,

e venne

Cordano. Comune
zeuuo
figlio di

della diocesi di Pe-

edificato nel

975

dalla famiglia di Bul-

Grano B.azGiano, prima di Perugia, o da Curzi, ovvero da Corito re di Cortona. Nel i58 Boccaleoue la cedad Adriano IV e successori. Nel 1 3 1 o si collocarono sopra la porta s. Maria alcune
rugia. Si prelendefoudata da
1

di jMonreale, al

dall'imperalore Ottone

medesimo donalo li. Nel 1075 era

signoria de'conti Bovaccini. Nel 12 io vi


si

ferm il cardinal Gualtiero legalo d'Innocenzo HI, e vi stabili la pace fra gli
orvietani, perugini e todini, alla presen-

pietre tolte dai perugini a Todi. Nel

1367

za de'Ioro vescovi e del capitano del

Padei

Taragone da Corciano detto Cecco era uno de' 7 riformatori nobili della repubblica e senato di Roma. Corciano nel i4' 6 con sorprendencerto Francesco
,

trimonio. Innocenzo
7 aprile
1

IV con diploma
ai

25 1, conferm
dominio

conlidi Mare

sciano

il

di questo castello,

quello di molti luoghi importanti,

come
Vilo

te valore resist alle aggressioni di Brac-

Poggio d'Aquilone, appodiato

di

s.

PER
iiell'Otviclaiio,
ve. IVel
gli

PER
Asiai, esclusa la
ai

3 T

cJ

il

Caslello della Pie-

porzione d'anime apdi

1281 fu venduto
1

perugini da-

partenenti

al territorio

Gubbio,

col-

eredi di Rlonreale, Culgarelli conti di

Maisciaiio; indi lo

isarciiono nel
la

296,

'appodialo Casa Castalda e cinque casali. 11 territorio in colle e monte. 11

e nel

3 io

vi

ferm

gistrato di Perugia, finch

va guerra co'lodini.
a ferro e fuoco.
I

madur la nuoNel i3i2 l'imperaresidenza


il

paese ha molli fabbiicali

cinti di

mura,

con borgo.

tore Enrico VII l'assedi, prese e pose


I

Governo

di Castiglione dellago , distretto

di Perugia.
Castiglione del lago.
diocesi di Perugia
,

perugini lo ricupera-

rono nel 3 5, poscia vi r ice verouo splendidamente nel i355 l'imperatore Car1

Comune

della

lo IV, che tornava

da

Roma;

in seguito

Del 1391 vi costruirono

una torre per

frenare l'orgoglio del popolo. Nel secolo


vi si ferm due giorni 1* esercito di Ferdinando, figlio d' Alfonso re di Napoli. Il paese grande, con buoni fabbricali cinti di moia, con borgo maestoso, e poco lungi un bel ponte sul Nestore. Ne' lunedi si fumo floridi mercati. Abbiamo di Ferdinando Ughelli,y^/Z'("/o

XV

con annessi. Borgo sulla sponda occidentale del celebre lago Trasimeno, in fertile territorio. Fu pur detto Castiglione Chiusino, Castulao Castellio, e secondo Plinio, Chiusi Novo o Chiugi o Chiusi di Perugia. Affermano Borghi e Cambini essere appunto il Clusiiini

Novum, che
di

geografi collocano nel

Toscana. Anticamente munitissimo, per vicende di guerre e fazioni moltissime volte la rocca fu danneggiata

Casentino

e storia della famiglia de colili di

II

far-

e le
nel

sciano,

Roma 1667. Torgiaiw. Comune della diocesi di


si

mura smantellate. Calindri diceche 996 Gitone III lo cede a Ugo principe

Pe-

di

rugia, gi Torre di Giano, che

crede

dai goti atterrato poco


ficazione.

dopo

la

sua edi-

Toscana, ed il Castellano narra che invece ne invest l'abbazia de' monaci di s. Gennaro di Campoleone o di Capolana,
presso Arno, nella contrada aretina, ludi

Venne ingrandito dai perugini nel !2C)3, indi nel 1296 si fabbricarono le mura, risarcite poi nel i439Essendovi molte rocche, nel 1378 se ne
demol una;
e nel

neh 187
cessione
starlo,
il
i

l'ebbero dall'abbate

Ugo

e per

perugini,
il

ma

dovettero conqui-

perch

popolo a malincuore vide

^io

vi fu

battaglia

mutamento. Gi Enrico IV
III

fra gli eserciti di

Braccio e di Sforza. Giu-

lo

ne! 1091 avea distrutto e incendiato. Innocen-

lio li l'onor di sua presenza a'4 settembre i5io, recandosi a Bologna; e di poi

zo

nel

1212

lo

conferm

ai

perugini,

vi alloggi

Paolo IH, per cui sembra che

facendo altrettanto Innocenzo IV e l'imperatore Guglielmo. Tuttavia fu sovente

la strada

romana

traversasse

il

paese.

dispulato dai corlouesi

dagli orviedi

Tra' suoi buoni fabbricati primeggia il tempio maggiore, tutto circondato di mura. Si trov qui un'antica fabbrica, che forse fu un bagno, un antico marmo e qualche altro monumento. Vi nacquero
il b. Simone de' minori, morto nel i332, e Lucia Terzeri, che sposata da Sforza Atlendolo da Cotignola, quando

tani, finch

furono padroni

Chiusi,

nella cui diocesi era


aretini: precario fu

compreso, e dagli ancora il suo gover-

no

nel secolo XIV per le contese fra il sacerdozio e l'impero. Nelle guerre civili

perugine
ni vi

gli

Oddi

proscritti

dai Baglio-

ebbero

rifugio,

ma

poco dopo do-

vettero ritirarsene.
alloggi

Leone

X nel

i5i5

vi

al servigio de'perugini

svernava in Mar-

sciano, nacque Francesco Sforza, poi du-

rec a Firenze, donde rilevasi che ancora per quella parto

quando

si

ca di

Milano (V.)q\'^\( dique'sovrani.

era
la

Valfahrica,

Comuae

della diocesi di

la via maestra, che comunicava dalToscana a Perugia, delta la via di

36
lilolo di

PER
Giulio HI confer a Castiglione
gi. Offre

PER
un
per
bello spettacolo a chi Io
la
il

Chiusi.
il

marchesato, dandone

posil

guarda,

sesso al nipote Ascanio della Corgiia,

ma
di

posizione delle

forma, come per l'ottitre isolette. Al dire

cui fratello cre cardinale. Nel


lo

G 6 Pao1

Castellano

di figura

V lo dichiar ducato in

favore di Ful-

l'ordinario perimetro di

oblungata ha 4o,ooo metri.


il

vio della Corgna. Avendo questi mal sostenuto l'assedio nel i643 del duca di Parma, decadde dai diritti, onde fu poi incorporato direttamente ai domiiiii della Chiesa, finch

Tutta
citato

la

sua circonferenza, secondo

Calindri, di
i

superfcie di metri

metri 51,607, ''^ i,46i,25o, ed ele-

vato

al

peto basso del

mare metri 258:

Leone XII

nel 189.8 lo

nomin feudo camerale. Sotto l'impero


francese Castiglione era stato fatto capo-

alimentalo dalle pioggie e da 60 rivi e torrenti che vi si scaricano. Il suo baci-

no perfettamente piano, per


si

la

grande

luogo di cantone, e ritornato Pio VH sul trono, ebbe speciale governo, dipemleudo da esso la comune di Panicale^ 1' appodiato Mongiovino, ed 8 casali. La sua amministrazione municipale contiene,

quantit di torba, che annualmente vi


deposita e che ognor pi lo innalza.
di squisiti pesci, e

Abbonda

specialmenvi

te di voraci lucci, eh anguille, di lasche

e di piccole tinche.

Le regine

furono
ne pe-

Laviano
s.

villa e

contea della nobile

fa-

introdotte nel
ni, assai

1710

dal barone Ancaia:

miglia perugina degli

Oddi

patria di

benemerito del luogo

se

Margherita penitente; e asano, ove ha un palazzo e molta possidenza la mensa vescovile di Citt della Pieve, nella cui
si comprende, come Laviano. E pure circondato Castiglione (la alcuni villaggi, fra 'quali Pozzuolo, ove si mostra il fonte battesimale che rigener s. Mar-

scano

di

4"

libbre e

le

ordinarie sono
si

poco minori; nel iBaS


introdurvi
le trotte de!

adoprato di

Clitunno. Cingo-

diocesi

gherita; G/o/c//<7, ov'ebbero casa


ti,
i

gesui-

beni de' quali avocati alla camera,

passarono poi ai conti Baglioni; Panicarola, che ha vicino il santuario della

no ed ornano a guisa di vaga corona le sponde del lago vari paesetli che traggono assai guadagno dalla pesca, massime Castiglione e Magione. Sovrastano alle chiare sue acque tre isole distinte col nome di Maggiore, Minore e Poh'ese o Palese. Nella sommit della prima esiste un convento di minori osservanti, che
fu edificato
di
s,

Rladonna della Carraia, eretto nel 1G61, e le tre Isole, la Maggiore, la Minore e la Poh'ese, che sorgono nel Trasimeno, ]e quali, massime la prima, si popolarono quando Annibale pose a ferro e fuoco
le terre e

per conservar la memoria Francesco, che vi pass una quadrain digiuni, penitenze e orazioni,

gesima

la cui chiesa fu

consagrata nel i543 da


di Citt di Castello.

Alessandro vescovo

castelli

alleati de' rotnani,

Pel ristabilimento del suo ospedale, operato da Pio VII col breve In sunimo
apostolatus,rie\

principalmente di donne e fanciulli: al presente due sole sono le abitate. Il paese chiuso
fabbricati,

i8o3

fu

stampata in Ro-

da mura, con molti e buoni


fra'

ma

quali
,

si

distingue

il

pa-

lazzo della

che cominciato da Gio. Paolo Baglioni, meglio termin Ascanio della Corgna, con diseguo del Viguola, ed eseguito dall' A lessi.
Il Lago Trasimeno , detto anche di Perugia, di figura irregolare oblungata,

camera

Orazione, recitata da Michelangelo Lugli consigliere della comunit: Benedetto XI li avea assegnato suoi beni alla say: estia della cattedrale di Peruui\
i

famoso

amenissimo, formato dalla

mentre l'ospedale era stato formato con pii legati da Clemente VII sotto il governo della fraternit di s. Maria, le cui costituzioni approv Paolo III. L' isola Poh'csc, bench abitata da poche famiglie,
gi,

natura, lungc circa 2 5 miglia da Per-

pure

maggiore

in estensione alle altre

PER
due, con chiesa tlis. Facondo e annesso nionostero di Olivetani. L'anlico nome del lago l'odierno, che la favolosa tiadizione dice derivalo dall'esseivisi anne-

PER

.37

galo 77Y7i/mc//f)j giovane avvenente, con estiemo cordoglio della da lui amata ninfa

Anellina. Tullavolta fu detto Clilonio^

molto cresciuto dalle pioggie inondava con grave danno della coltivazione le circostanti campagne, per cui venne costruito un emissario di sorprendente costruzione lungo metri 1,1 tf), con una cadente di metri ij34, fallo ai tempi dei consoli romani avanti Slrabone: lo fei

ytgilliio,

riisdno, Slagni Lidei, ed

no. Quivi
j)0teu7.a, e

trem

il

colosso della

Juromana

cero scavare nelle viscere di

un vicino

daH'avveiiimeutoaccjuist ce-

lebrit e incancellabile

rinomanza; imavanti l'era

perocch nelle sue vicinanze a'23 giugno

monte, presso il luogo ove poi surse il monastero o castello di San-Savino, dando cos abbondante sgorgo alle acque, dalle quali fu quindi irrigata una pianura per lo innanzi tulla arida,
il

537

di

Roma, 21G o 217


il

nostra,

cartaginese Annibale diede sanal

fiume che ancora


1

si

formando chiama Caina. Nel

guinosa battaglia

romano console Caio


valle si:

142

Braccio Fortebraccio signoi'edi Pe-

Flaminio
sto

nel

Campo Romano,

rugia restaur r emissario. Indi Pio II,

tuata dietro

quela sua sponda boreale combattimento, che altri dicono seaccorse del terri-

che volle visitare

il

Trasimeno, ed allogla

giare una notte in vicinanza di esso e nel

guito in aprile, fu cos accanilo, che niu-

convento di
ne
dilett.

s.

Francesco, ne fece

de-

no

de'guerreggianli

si

scrizione ne'suoi commentari, ed assai se

bile teiremoto che rovin varie citt d'Italia e

spian perfino alciuie montagne.


de' romani fu deplorabile,

La carnificma
rirono
1

Innocenzo Vili nel 1490 riatt poco a poco riempiendosi d'arena e di loto il vecchio emisl'emissario. In seguilo a
saiio, loinil

poich col console imprudente ve ne pe-

5,000 pio da 25,000,


distaccamento
nelle alture e

e pi, e

secondo Eutro-

vioni anche maggiori,


lo
i

Trasimeno a fare delle alluinondando non soeziandio


le castella vicine,

oltre quelli

nel Iago ove furono incalzali


di

che morirono tranne un


,

campi,

ma

finch Clemente VIII nel 1602, col mez-

6000, che si sostenne un borgo, indi nel seguente giorno sconfitto da Maarbale
poi in

zo e industria del chierico di camera Barberini, poi

Urbano Vili,

lo

ampli,

vi

fece grandi restauri, ed

imped

ulteriori

condottiero degli ausiliari spagnuoli, in un a Caio Centenio spedito dal console

rovine.

rendere
a
col

Clemente XII avea in mente di il Tevere navigabile da Perugia


,

Gneo Servilio
^'i

ch'era nell'Emilia,

il

quale

Roma

e Pio

VI voleva

riunire

il

lago

perde altri 8000 combattenti. Ma in questa impresa Annibale vi perdette un occhio e i5oo soldati cartaginesi e collegali.

La contiada denominata
il

Sansoni-

nelo contrassegna
principale, e molti
vasi cinerari e

luogo della strage

frammenti d' armi monete disolterrate ne fan-

no fede: l'altro luogo pocodistante chiamato Ossala, fu cos appellalo dalla moltitudine de'morti che
vi

fiume per renderlo pi navigabile, ina le circostanze de'tempi ne impedirono l'effetluazione. Gel tutto il la^o a'26 gennaio 1758, e dur il gelo 8 giorni, essendo grosso looncie romane: altrettanto segu a'3o dicembre 1788, ed allora il gelo dur j 2 giorni. Cos segu nel gennaio i83o, e dur il gelo i4 giorni.
i

Panicale.

Comune della

diocesi di Cit-

restarono

vitti-

t della Pieve, ed annessi.

Borgo grazioi

me

dell'implacabile africano. Questi din-

so su ridente collina, che

domina

luo-

torni furono pure macchiali sovente di

ghi circostanti, con due piacevoli borghi.


Si ritiene che fosse

sangue
i

civile nelle miserabili contese fra


ile'

un paese consagrato
i

diversi ordini
Il

cittadini

di

Perugia
talvolta

a Pane, deit de'pastori e pescatori, ed

nelle fazioni.

la^o

Trasimeno

suoi antichi vanti cominciano dall'avere

i38
riparalo
il

PER
popolo perugino, fuggendo
lo

PER
nicipale perugina del grifo: di Boldrino

sdegno di Augusto trionfatore. Nel g 7 Berengario I imperatore Io conferm in feudo al marchese Ugiiccione II Bourbon del ]Monte (della cui discendenza abbia-

Macerata (^.) e altrove. Oltre Mongiovino e Taveriielle, di cui parleparlai a


r, nel territorio di Panicale
vi

sono

di-

versi villaggi, Ira'quali merita

mo

il

cardinal iVonte,
il

/^.);

quindi vari

si-

3Iont(ilera, forte

menzione muralo presso al Tra-

gnori aretini ebbero


Tanicale. Nel
i

titolo di conti di

simeno, gi feudo de' Baglioni, oggi dei

i3i

soffri

serciti imperiali,
vili

quindi per

molto dagli ele guerre ci-

marchesi Cennini di Sarteano nobili sanesi, luogo gi forse sacro a Giunone. In


principio il castello appartenne ai Montemelini;comprato poi nel 1289 dal comune di Perugia, ne invest a terza generazione Coppoli, che lo perdettero nei
i

1276

pi volte furono atterrate e come nel e i479 ricostruite le sue mura.

L'imperatore Carlo IV vi pernott nel i355, scortato dagli ambasciatori perugini, recandosi da Roma a Pisa, ed in tale circostanza ne concesse il dominio a Guglielmo di Beaufort nipote di Clemente

civili

moti

l'ebbe

dapprima

in

premio
di

di servigi Nicol di Pietro di

Cola

Por-

VI

e poi fratello di

Gregorio XI,

il

qua-

Susanna ; indi Biordo Michelotti ; dipoi Degli Oddi, spossessati finalmenta


s.
i

le vi

aggiunse lasua sanzione. Ubbid nel


a Braccio, finch le milizie dello
vi

te dai Baglioni
Il

ed a favore

di

Braccio

i4i6
si

Baglioni, Leone

lo eiesse in

marla

Sforza e del patriarca Vitelleschi non

chesato e per mediazione d' Ippolito de

radunarono nel i435cheper uscire iu campagna ad espugnar Montone. Paolo III rei 1543 vi alloggi, nel ritornare da
Perugia a

Medici poi cardinale ne fu rifabbricata


rocca.
tific
11

duca Federico

Savelli vi

si

for-

Roma

per Orvieto. A'2 ottobre

contro l'armata toscana. iMongiovino e Tai'ernelle. Appodiato


vi

1642 lo saccheggi l'esercito del duca di Parma, e con quello del granduca di Toscana ne demolirono tutte
ni,
le fortificazio-

della diocesi della Citt della Pieve. I\Jo/i-

giovino cos detto perch

ebbe culto
i3oo, ad

Giove, onde presso

il

suo tempio atterra-

dalla qual epoca diminu

di

l'importanza.

Fu patria

del cardinal

molto Gre-

lo fu edificato da'perugini nel

istanza de'popoli di Colle Calzolaro, di


s.

gorio Sellati. Paolo


la chiesa di
s.

nel

1618

eresse

Martino e

di P'^alle di Nestore. Braccio

Michele arcangelo in collegiata, ove una bella tavola della Nalivit di Maria, attribuita a Raffaele. Nella
chiesa gi degli agostiniani
si

Baglioni lo saccheggi; indi nel

i643

vi

fu combattuta la battaglia tra le milizie


pontificie

comandate da
li,

d.

Taddeo

ni-

trova

una

pote di Urbano Vili, e quelle del gran-

pittura di Pietro Perugino, del quale

duca Ferdinando
lo

condotte dal

fratel-

mirabile quella di
gilio

s.

Sebastiano nella chieil

Mattia:

la

perdita delle prime fu assai

sa de'gesuili, a'quali

panicalese p. Vir-

rilevante, con
il

1000 morti, e
il

prigionieri
i

Ceppari fond un collegio, poi conNel suburbano


cappuccini hanno

generale F. Vincenzo della Marra ed


uffiziali, fra'quali

vertito in conservatorio di religiose servite.


i

migliori

conte Villani.

convento. Vi un pregievole archivio; ed


il

luogo venne per

Io

pi governato da

Poco distante il santuario della Madonna di Mongiovino, coronata dal capitolo Vaticano a'21 ottobre i685: il tempio
disegno di Buonarroti ed eseguito da Rocco da Vicenza, incominciato nel i5i3 e

un podest

spedito da Perugia con molti

privilegi, fra'quali in riconoscenza de'seivigi prestati alla citt dal panicalese Boi-

drino Panieri o Paneri


gli fu

generale di
insegua

s.

Chiesa di Urbano VI e di Bonifacio IX,


concesso innalzare
l'

mu-

compito neh 553. In Tavernellene i354 vi form il suo alloggio 1* esercito di fr. Morreale, e nel i36i spettava al conte delle Mecche, al quale popolani bruciai

PE
rotio

II

PE
Pebina,

Pl

39

iibitiizioue.

Nel i3(j5 lu iiigrnn-

tricecon prepusitura fuori di porta Chi-

dilo con r adesione del consiglio di

rugia. Nel
le pei

1490

^' ^^

eretto
di

poveri da

Amico
e

un ospedaMeo, d. Saldi

vatore di
tolo di

Meo pievano

Gregorio

Bar-

Vanera, ridotto poi a cappella nel i582 da Gregorio XIII. Nel i84i ^'28 settembre Gregorio XVI, da Perugia dirigendosi a Piegare per la via provinciale, si fertu alle Tavernelle, ove il clero, il magistrato e il popolo eransi riudecorata con niti nella maggior piazza
,

ed appartenne sino dal secolo XIII s. Maria di Fariieta nell'agro cortonese. Sopra l'altra chiesa, ch' ilenlro il castello, vedesi un Crocefisso dijjinlo nel i^5i da Francesco Pievese. Il
all'abbazia di
])el

palazzo gi de'Vitelli, ora de'Cen,

iiini

per acquisto fattone dal cardinal


stagione estiva.

Francesco, che da Perugia soleva recarvisi nella

cinto di

mu-

munito castello, quali furono restaurate nel i4Gij e lerminalenel


ra a foggia di
j4'-7-

addobbi e arcate a foggia di portici. Nel mezzo era collocato il baldacchino con trono, donde il Papa benedi lutti, giulivi

Piegaro, Plagarium.

Comune

della

diocesi di Citt della Pieve.

Antichissi-

per

la

fausta occasione, e ne atumise

mo

borgo su
il

di

un
il

colle, a pie del

quale

molli

al

bacio del piede.


distretto

scorre

Nestore,

cui

nome

vuoisi de-

Goveino di Cina della Pieve,


di Perugia.

rivato dal general Nestore ateniese che


vi

mor, dopo aver col Foro di Mercaasciugato


le

tello

vicine paludi, dirigen-

Citt della Pieve [P'.).C\U vescovile

con governo.

Padano Nuovo. Comune


di Citt della Pieve. di elevato colle, e credesi

della diocesi

Trovasi alle falde

originato da Giano, ovvero dalla pace di Giano. Si denomina dal 1 3 2 Padano JSuovo^ menile nell'altuia ad un miglio di distanza Irovansi gU avanzi di Padano f^ecdiio, con torre merlala che dicesi la torre di O riand , t. vicino unconventodi u)iDori osservanti. N'ebbe la signoria il marchese Uguccioiie II Bourbon del Monte, confermatagli da Berengario I nel 917, e r imperatore Carlo IV ne inves nel 1873 Guglielmo di Beaufort, fratello di Gregorio XI. Nel 4 6 soggiacque a Fortebraccio con Panicale, cui ebbe per lo pi comuni destini. Nel i48q vi segui un fatto d' armi fra gli Oddi e Baglio1

Tevere le acque. Si dice fondato da }*ico Graio, onde si disse Piegaio, o dai romani in onore di Diana cacciatrice , quando si preparavano ad abbattere la reggia di Porsenna durante l'assedio di Chiusi vi ripararono sicuri, e molte donne del paese si maritarono a cavalieri romani, clie ivi poi slabilironsi terminata
al
:

do

la

guerra, governandosi con libero rege consoli. Si crede che


la

gimento
le vi

Anniba-

ti

prendesse riposo dopo

micidiale

battagliadelTiasimeno. Ottaviano Augusto vi


si

ferm

nel dirigersi a Perugia, ac-

compagnalo dal sommo poeta Virgilio e da Q. Trebonio il quale rimastovi per


,

la caccia vi

l'urna
sa

come si apprende dalmarmorea con epigrafe, nella chiedella Madonna. Nel 200 Federico II
mor,
1

lo die ai conti di

M.usciano, confermanin

dolo Innocenzo

IV

un

alle altre vaste

ni.

primi fuorusciti perugini, discacciali


vi

possidenze. Nel i2C)5si sottopose a Perugia, ed insegno di uiiioneconserva per

daPanicale,
le

ripararono; inseguiti dal,

compagnie de' fiorentini comandate da Ranuccio Farnese, vennero a patti. Ivi moli il celebre condottiero Andieano o Adriano Baglioni dello I\lorgaiitc, attaccalo dal veleno. E patria di Luca vescovo di Cortona nel
i

stemma municipale due grifi sostenenti un giglio d'oro. Carlo IV nel 1378 concesse Piegaro a
fratello di

Guglielmo

di

Beaufort

Gregorio XI, indi


si

lo

domin

Fortebraccio. In tempo delle guerre civili


i

3qo. La chiesa mii-

picgarlui

vendicarono delle se-

i4o
la strage

PEK
avendo partecipalo
al-

PER
restaurale nel i3c)4> '43i e

vizic cle'Baglioni,

i523; ha

che Biordo generale della Chiesa fece in Perugia de' Baglioni e loro aderenti, presso l'antico tempio di
s.

vivo commercio ed oflicine rinomate di


vetro, con propinquoborgo. L'antica pie-

Er-

vania padronato dell'abbazia di

s.

Gio-

colano. Nel

144^

soffri

duro saccheggio
del

vanni dell'Eremo di Monte Erile, gi dei


camaldolesi, indi de' vescovi di Perugia,

da Ciarpellone capitano
perugini invitarono
i

Piccinini

;
i

lina parte del paese rest incendiata,

ed oggi

commenda

sotto la giurisdizione

profughi a ritor-

e diocesi di Citt della Pieve. Piegaro l'appodiato CboUola, cui unito


il

ha

narvi con indennit e concessioni, ed

EuP^^' con-

vil-

genio
se.

IV

nel

444^*-'^^ '^*f3"i'5''^
si

'' il

laggio di Piclrafitta, e nel territorio trovasi


li,
il

Nel i5o5 in Piegaro

tenne

convento de'francescani riforma-

gresso da Gio. Pietro Baglioni, Pandol-

oltre

casali.

Bartolomeo d'Alviano per sostenere la potenza Medicea in Firenze, ed il paese con armi e rettovaglie eoo pel al buon esito dell'impresa. Li 3 settembre 5i o vi alloggi Giulio II, nel recarsi all'impresa di Ferrara; e Paolo HI
lo Petrucci e
1

Governo di Magione nel


di Perugia.

distretto

rugia.

reduce da Perugia, fermandovisi,


cesse privilegi. Nel

gli

con-

magione. Comune della diocesi di PeBorgo posto su elevata collina, dalla sommit della quale si contempla alr ovest r ameno lago Trasimeno. Viene
attraversato dallastrada corriera, con sta-

i84 Gregorio XVI,


i

dalle Tavernelle recandosi a Citt della


l'ieve, giunse {)iesso Piegaro,

zione postale. Antica l'origine del pri-

cui nbi-

mo

paese, che

si

denomin

f'illa

Car-

lanti rammaricati di
effettuata
la
vi

non

essersi

ancora

pini, situato al

sud del presente, ed afu

deviazione d' un tratto di

vente ospedale che esisteva nel i2oq;nel


qual secolo
vi

strada che
ti

conduce, e perci defraudadella ventura di aver fra loro il Ponsi

combinato un
;

trattasito

to tra'perugini e corlonesi

come

tefice,

riunirono in uno spazioso luogo

f irle venne disputato nelle


die. L'attuale

civili

discor-

della via,

ove con busso e lauro aveano

piantalo un grande arco di trionfo fiancheggiato da lunga traccia di colonne di

verdura congiunte da
ziosa appariscenza.
il I

festoni,

con

deliivi

borgo sorse dove aveano poco dopo la loro soppressione avvenuta nel i3 12. Nel convento de'lemplari successero canoluogo
i

cavalieri templari,

piegarini attesero
fra gli

nici del

s.

Sepolcro

forse della congre-

sovrano, che disceso

applausi dal-

gazione che desci

la carrozza, accolse

cordialmente ebeneth

issi nel voi. VII, p. 264), quindi un'abbazia di basiliani, una com-

tulli,

piede

ammettendone molli al bacio del magistrati marchesi^eremia Mii

menda
fzio

di cavalieri gerosoliniilani,

bene-

che spesso ebbe qualche cardinale,


fu assegnato nel fine del seco-

scialelli

rono
ta
il

in

Cocchi e Luigi Gregori umiliaislampa ed a nome del popolo

dopo che
lo

XV a

dello ordine. In questo luogo e


n' era

l'ingenuo ed oficioso souelto, che riporcav. Sabatucci a p.

mentre
bre
ti

abbate commendatario

il

218

della

Nar-

cardinal Gio. Ballista Orsini, nel settem1

razione: ne fu autore

il dotto prof cav. Antonio INIezzanotte, ed alluse alla bramata e convenula deviazione della strada provinciale tra Perugia e Orvieto, passando presso alla terra di Piegaro. Nacquero Ira gli altri in Piegaro Marcello

5o2

si

radunarono
figlio d'

diversi signorot-

per stabilire una lega offensiva contro


Alessandro VI e

Cesare Borgia
in favore del

Pignalltlli vescovo di Jesi e

il

fratello Ste-

duca d' Urbino; cio Gio. PaoloBaglioni, Antonio da Venaslro, Annibale Bentivoglio, Liverotlo da Fermo, Ermea Bentivoglio per suo padre Giovanni, Paolo Orsini, Petrucci e Vitelli,

fano cardinale.

Il

paese cinto di mura,

PER
esclamasse
bia pieso

PER
no. Allorch vi transit Annibale,
se era gi abitalo
l'ala sinistra della
,

i^i
il

ner cui nel giungervi uno di essi, vuoisi sono pervcinito nlui dcsialn
:

pae-

per cui

vi

appoggi

magiont! ed allora crcdesi che


il

il

paese ab-

nome di

Alagione. Altri aller-

niano che derivasse dai templari, che dicevano il ritiro o convento AJnison, nel loro idioma francese. Questo celehie congresso fu presieduto dal cardinale,
esso che
i

snaarmata^ e forse qui ebbero da tal corpo una rotta romani; altri dicono invece che servi di rifugio ai romani, scampati dalle fazioni sanguinoi

se di Ossaia e

Sanguinelo. Nel

917

le-

ma

si

principali suoi

membri, ilDorle

gia sagrillc alla sua vendetta. Nel C/\3


vi

neconfermil dominio al marchese Uguccioue li Bourbon dol Monte, e nel 1073 vi mor s. Gio. Gualberto fjnreiigario
1

stanziarono per due mesi

truppe

datore de'vallombrosani. Tra'suoi disastri

granducali, avendo a Fronte


ne, poi Carlo

le pontificie

noter, che nel

i334
'^

fii

tlistrutto e
il
1

acquartierale a Cordano. Carlo Borbo-

incendialo dagli aretini, indi verso


restaurato; nel

39G

in

re di

Spagna,

nel

73/}.

i470

popolo fece vi-

alloggi nel palazzo abbaziale,


in foggia di fortilizio.

il

quale

goiosa resistenza
nel

ai fiorentini; nel

x^ii
e

Contiene Magione

solh altro saccheggio, cos nel

57.'j;

molli fabbricati, una torre ohe la signoreggia in cattivo sfato e

1600 venne interamente rovinatodal-

due

chiese.
i

]1

paese molto commerciante, ed

suoi

mercati settimanali ebbero conferma da

le acque del lago, le quali recarono anche gran guasto all'emissario. IVIolti sono cinti di mura. A mela del lbbricati
i ,

r>encdetloXiV. Durante il governo francese soggiacque a Passignano coli' appoTiioro, Monte Cunlandro e l'ernazzano. La comune di Magione comprende l'nppodiato Adiato Castel Rigone, con
gcllo,
si

cammino per
il

giungervi da Magione

vi

casale Tonicella, antico feudo de' Mon-

tesperelli, rivendicato a

Perugia ne'

pri-

mi del

secolo

XV

dal

re Ladislao nella
al-

sua passeggiera dominazione. Vi un

ed

in tutta la villaggi,

contrada sono spari

numerosi

o de'quali

si

con-

siderano uniti allo stesso borgo. In imo di essi, Monte del Lago o Fontegiano, tuttora innalzasi l'antica rocca gi dai partiti

bergo per quelli che visitano il Iago, che percorrono in leggieri schifi. Tuoro. Comune della diocesi di Perugia. Si crede derivato
il

nome
v'

dall' e-

trusco Tyrve o Ton>,


ria

ma non
in cui fu

memo-

combattuta, ove nobili e popolani pe-

prima del i363,

occupato
7 ca-

rugini furono sovente respinti, a seconda


della

dai nobili fiorentini, che assediati e presi

preponderanza delle fazioni: vi risiede l'amministratore del lago Trasimeno. Lisciano. Comune della diocesi di Perugia. Si crede originato da certo Licia-

dai perugini, vcnnerodeca[)ilali


i

pi del disordine a*

3 agosto.

parrocchiale che esisteva nel

La chiesa 238, fu
i

no che

vi

possedeva.

Tenuto

dai corto-

duoccala nella fine del secolo seguente. Nel territorio vi la villa di Baroncino,
in cui trovasi

molto tempo, nel 1200 venne sottomesso ai perugini. Giace sul colle cinto di mura, ed in mia riunione di case,
nesi per

un ponte

sul torrente
disft;ce
il

Ma-

cerone, dove Annibale

console

Flaminio.
Distretto di Citt di Castello.

situale al suo pie, sonovi ricche famiglie.

Passignano.

Comune

della diocesi di

Perugia, con annessi. Eoigo posto sulla sponda nord-est del lago Trasimeno, da
cui soilVe frequenti inonilazioni
,

Citt di Castello (F.). Citt


le

vescovi-

con governo.
S. Giustino.

circon-

Comune
il

della diocesi di

dato nell'opposta parte dagli estremi declivi de'

Citt di Castello, con annessi.

Non

si

ho
Ca-

monti corlonesi.
citt

fu

chiamala

tempi e della Passo di GiINe'bassi

va

memoria avanti

14B1,
la

in cui la fa-

miglia Dotti ne cede

signoria ai

i43
slellani, indi
sfj

PER
Pio IV nel i563 ne invefosse l'antico

PER
Pitulum, che distrutto nelil

la

famiglia Bufalini,
vi

come

contea. In

l'invasioni de'barbari, trasse perci

no-

questo luogo
e scienze.

poet

la

celebre

Toni-

me

di

Fracta. Plinio colloc


il

pitulani

na, e molte fiimiglie \\ fiorirono in

armi Vi sono ragguardevoli fabbiiabitanti fandi cappelli di

nel Lazio, ed

Colucci presso l'odierna

Jrcevia, di cui parlai nel voi.


p.

XXXVf,

cati e la villa Bufaiini. Gli

272

forse

una parte de'pitulani con-

no significante commercio
paglia.
O.v.^/7.7.

corse a edificarlo. Credesi rifabbricato


nel 70,6 dai figli d'Uberto o Arimberto duca di Bouibon, parente di Carlo Magno e marchese ili Toscana. Si pose sot-

t di

Connine della diocesi di CitCastello. mollo antica la sua ola

ligine, percla'tenipi de'goti gi era forte,

to

Perugia

a'

12 febbraio
i

i8q; indi nel


i

per cui

distrussero,

venendo poi

rie-

1326
deschi

in battaglia
;

perugini vinsero
vi

te-

dificata dagli aretini. Nel

i335

fu

con

con questi
I

fu altro fatto d'ari

l'armi presa dai perugini. Nel pontificalo di

Urbano Vili

sostenne sanguinosa
s.

guerra in difesa della


liano Serpetri.

Sede; questa guer-

ra, detta i5(7/7;cn/i<7, fu descritta dal sici-

Tra suoi uomini illustri nominer Orlando Orlandini che nell' asi

mi nel 38q, trionfando primi condotti da Malatesta. Nel i4o5 dal cardinale legato deirUiiibria venne distinta col litoIo (li terra nobile, e nel i4o6 100 perugini a cavallo resistettero a 800 di Braccio, a'qiiali

dovettero poi cedere sotto


il

le

sedio di Caniscka o Canisia, citt della bassa Ungheria, con gran coraggio e valore
tolse di propria

mura. Nel i5iQ


galo dell'Umbria

cardinal Passerini le-

la

chiam insigne e Paomedico


il

mano una bandiera


1'

agli

lo 111 fetlelissima, di cui fu

cit-

ottomani. In ricompensa

Ferdinando li gli scendenti diploma

impeiatore concesse per lui e didi nobilt e lo

tadino AndreaCibo.il Tevere ne lambisce le

mui

a dal Iato occidentale

che

si

stem-

passa su solido ponte, scorrendovi all'op-

ma

gentilizio

col privilegio

di

nobilt

posto lato
tro, e

il

torrente Reggio. Vi
de' suoi borghi
di
s.

il

tea-

per tutti
sacro

gli stali

imperiali e la nobilt del

conventi di osservanti e conven-

romano impero. Da questa

antica

tuali. In

uno

si

trova

il

e possidente famiglia e dalla virtuosa

Mar-

bel

tempio rotondo
i

Giovanni, fatto
E'

gherita Contucci nobile di

Monte Pul-

colleoiata nel

r65da Clemente Xlll.


torre
,

ciano nacque mg.^ Marcello Orlandini che


celebrai in altri luoghi
,

ancora

in piedi la

ove
i

il

famoso

protcnotario e

Braccio Fortebracciofunel 303 racchiuso dal capitano Tuzio, e quindi dal ce-

delegalo apostolico d'Ascoli, di Frosino-

ne

e di Viterbo, ed altualucnle votan-

lebre Biordo Michelotti


berato.

umanamente
,

li-

te di segnatura,

ma

meglio

gli

resero la

Lungo

il

corso del torrente Caril

meritata lode
lo
:

concittadini nell'opusco11

pino, che

bagna

territorio

era

il

ca-

Tributo poetico ec, Peiiigia i835.


,

stello di Giulio

Umbro, Forum Jidii Con-

paese ha molti e vaghi fabbricati


torre e recioti di

alta

mura.
dsirello di Citt

Governo d Fralla,

di Castello.

cuhiense, col famigerato tempio di Vulcano situato nel trivio, che la via di Turrena per a Tiferno formava aprendosi l'adito fra' monti per comunicare colla Flaminia. E questo particolare culto de,

Fratta, Fracta.
si

Comune
avanti
la

della dioce-

signava

la perizia

delle genti ne'Iavori di

di

Gubbio, con annessi. Borgo cospicuo

ferro e nel trattare le armi, ond'ebbe speciale

edificato

200 anni

nostra era,

rinomanza. IMantiene

le

sue fabbri-

dai miserabili avanzi dell'esercito no, rotto da Annibale al

romaTrasimeno. To-

che
sto,

di maiolica colorata di squisito

gu-

onde vivo

il

commercio,
il

cui con-

lomeo ed

altri

dicono che questo paese

corre l'uberloso suolo. Vi

ginnasio per

PEIl
h pubblica educazioneed altri stabilimenti.

PER
pa, merit
il

143
le

titolo di

Alniae Urbis de-

Nel suburbano trovasi acqua siilfiuea

fensor, e mor nel


Aquila. Osserva
il

i4o4 sotto

mura

di

di fredda

temperatura, sebbene bolla nei


;

Calindri che potreb-

sotterranei
Ili

ed

il

convento de'cappucci-

be
te

essere l'uno e l'altro, cio che lo stipi-

in deliziosa

eminenza.

Dopo
fu

niuta-

de'Fortebracci realmente siaorigina-

menli del i8oc), Fratta cantone del circondario

capoluogo di
Perugia, eoa

di

giudicatura di pace, indi Pio "VII la dichiar governo, conlenendo le comuni


di Illonle e Pietra luf!ga,ohie llGule Corona, con borgate annesse nella sua co:

Montone, e che per accidentalit sia Perugia nato il solo Braccio Fortebraccio, discendente dallo stipite del 100
riodi
in
i

sorto in Montone. Narra poi


no, che

il

Castella-

mune
vitellate

si

comprendono
casali.

gli

appodiali Ci-

vi ebbero dapprima il dominio marchesi Bourbon del Monte che fu quindi assoggettato da'perugini,e quani
,

Ranieri, Preggio e Poggio

Manen-

do comparve
vi

il

detto famoso Braccio, che

con pi

pass

la fanciullezza,

tanto

egli,

Monte Corona. Primaiio eremo degli

to Carlo suo figlio, e Nicol Stella

quansuo

eremiti camaldolesi della congrega-

nipote generale dis. Chiesa,

vi esercita-

zione di
voi.

Monte Corona,
p,

di cui trattai nel

VI,

3o

e scg., nella diocesi di

Pe-

rugia, da cui distante

6 leghe

al

nord,

ed una

al sud da Fratta. Il camaldolese Gregorio XVI, benevolo cogli eremiti, al modo detto anche a Frascati (^ ), con decreto degli 8 aprile i84J) reintegr

rono la signoria, che di poi si trasfer ai marchesi Vitelli quali vicari perpetui della s. Sede, la quale destin finalmente a governarlo un chierico di camera. Aggiunge il CastellanOjChe l'antichissima e
nobilefamiglia de'Fortebracci conta isuoi
antenati (Va quelli
stessi

che edificarono
si

questi di ]\Ionte
ra e nel
li,

Corona nella ulllziatupadronato e possessi parrocchiaabbazia di


s.

IMontone, e l'ariete che

vede nel loro


Il

stemma
per
fra

indica quale alto grado dessa

sulla chiesa dello loro


,

Sal-

fra'superstiti arielini occupasse.


i

primo
per-

vatore

con quelle solennit narrate in

Fortebracci, de'quali

siaci

un

articolo pubblicato dal n. "43 del gior-

nale V Osservatore del Trasimeno e stam-

venuta memoria, Ugolino nato circa il 100. 1 suoi successori tennero la parte
1

palo a parie. Abbiamo

di

Giulio Pre-

guelfa nello scoppio dell'italiche fazioni,


e serbarono

muda, La

historia

eremitica di

Monte Corona

Romoaldina, ovvero tradotta, Ve-

sempre

in favore de'

peru-

gini parziale attaccamento.

nezia i5f)0.

guinose contese cogli Olivi

Ebbero sanda Montone,

si

Montone, Aries. Comune della diocedi Citt di Castello. Borgo aulico po-

che favorivano

potenti Ubaldini, capi

del partito ghibellino. Faziolo Olivi nel

sto in

ameno

colle, le cui falde

sono

ir-

laSo entr armala mano


vi uccise
il

in

Montone e

rigate dal

Tevere

e dall'influente Carpi-

valoroso Fortebraccio Forte,

na. Dalle rovine di


li

6
il

castelli

che

popo-

bracci colla sua moglie

fratello e figli,

arienati abitavano,

principale de'qua-

ma
coli

p"oi

fu spento egli slesso.

Da

tre pic-

crede presso a questo eretto IMonlone verso r8oo, allorch Carlo Magno incoraggiva le genti a riali

chiamasi Arie,

si

nipoti di Fortebraccio, prodigiosala

mente scampati, conseguit


progenie
si
,

successiva

versi dai disastri barbarici. Altri poi ac-

famoso Braccio novera, che vive tuttora nell'immornella quale


il

loo dalla famiglia Fortebraccio, che ne fu signora; ma vi chi si oppone a quelli, riflettendo che Braccio Fortebraccio nacque in Perugia nel i368, fu capitano generale del Pai

certano che surse nel

tal

nome

lasciato e ne'diversi nobilissimi

rami da lui derivati. Oddo suo naturale e Bernardino nipote furono anch'essi celebri guerrieri. Vedasi Fortebracci Giobbi,

Lettera istorieo- genealogica della fa-

i44

PER
da Montone, Bologna
una delle quali rinsignecollegias. Maria e s. Gregorio, ed eravi uu
fortilizio
;

PER
gosliniani ne partirono col loro archivio,

miglia Forlchracc
ze, in
ta di

i68q. Montone raccliiude due eminen-

passando a Cantiauo. Sempre pii decadendo. Pio VI riun l'ospedale a quello di Citt di Castello. La chiesa matrice fu

vecchio
tuali
la le

nell'altra
i

sono con ven


i

ed a poca distanza cappuccini. Nelmedia valle ia piazzacircondala dalrista-

private abitazioni cinte da Qiura. Vi

sono due monasteri di suore, uno


Lililo, l'altro riedificato nel

1827. L'an-

tico

ospedale eretto a sollievo degl'indi-

genti vaganti pel territorio, fu nel

1822
l'e-

ampliato per ricevervi anche gl'infermi.


iS'el

000, e due chiese del terimmagini miracolose della Beata Vergine. Vi ebbe origine la famiglia Fucci,che nelle lunghe guerre civili tifernate lungamente bilanciarono la potenza de'Vitelli. Vi nacquero il b. Buccio, due Ugolini vescovi di Citt di Castello, ed Ugolini vescovo di Sutri. Alla comunale amministrazione sono uniti
restaurata nel
ritorio lianno
1
i

1828

si

apri

il

conservatorio per

12 vicini

villaggi.

ducazione delle fanciulle.


fu per
nessi

Dopo

il

i8i4

un tempo governo,
casali.

e vi sono an-

Distretto di Foligno.

cinque

Foligno (^.). Citt vescovile con godella diocesi di

Pietra liuga.
Citt di Castello.

Comune

verno.

Era il (brodi GiulioCon-

Asisi[F.). Citt vescovile con governo.

cubiense; fu detta Pratalunga, poi Toffia, indi

Ne

parlo anche a Palazzo apostolico

Pertalunga o Pietralnnga. Col primo nome si designavano forse le prache scaturiterie irrigate dal Carpina sce ne' vicini monti. Il borgo alle falde dell'A pennino, con mura alcpianlo diru,

d'Asl'^i.

Gualdo Tadino
con governo.
retto la
Il

{J-')-

Citt vescovile
vi

Papa regnante collegiata con capitolo.

ha

e-

Fossato.
cera.

Comune
il

della diocesi di
p.

No-

te

come
i

la

sua rocca, esisteva nel 700.

Vedi

voi.

XXXllI,

Ebbe
si

suoi podest e sino dal secolo XIII


si
,

Sigillo.

Comune

78. con Sirca ed annes-

sottopose per dedizione a Tiferno o sia

della diocesi di Nocera.

Vedi

il

voi.

Citt di Castello, il di cui magistrato prese


il

XXXIlI,p.

titolo di
il

barone, e

vi

spediva

il

gius-

79. Pieve di Compresfseto. Appodiato di


diocesi
p. 79.

dicente ed
la rocca
1
,

castellano con presidio per


si
i

di cui

267

vi fu

vedono ruderi. Nel stabilito un monastero di be-

Vedi

Gualdo Tadino, della il voi. XXXllI,

diNocera.

nedettine, trasferito nel


Castello. Nel

i574

Governo di Nocera.

a Citt di

1287 avea il suo catasto in 348 gli Ubaldini tentarono di toglierlo aitifernati, ma non vi riuscirono, avendolo difeso. Nel 383 otpergamena, e nel
i i

Nocera
verno.

(F.). Citt vescovile con go-

tenne l'esenzione di alcuni dazi, e nel


si

4o2

Faltopinao Fai Sopina. Comune delFoligno. Dicesi anche Cerqua, con territorio quasi tutto in monte,
la diocesi di

elesse

il

proprio capitano.

tifernati

ed piccolo paese.

coi toscani lo difesero contro Ladislao re

di Napoli,

ed

primi nel 14^8 anche dai


1'

Governo di

Spello.

Biacccschi che

aveano occupato e da vi furono spediti contro il Piccinino 1600 soldati. Avendolo occupato le milizie pontificie, nel 1482 Giovanni Vitelli le cacci e restitu il dominio ai tifernati. Anche gli aNicola Stella. Nel i^3c)

Spello {V.). Citt vescovile con go-

verno.

Cannara. Comune
si.

della diocesi d'Asi-

detto Carnerio, ed alcuni opinano che Valerio Bnnieri perugino, ai tempi di

Fu

Federico

I,

abbia edificato

il

paese, che

PER
nel
ti

PER
Ilo

14^
agli
la
r

iq

si

soUomisea Perugin.

mol-

seguito

si

govern da s fino

mar-

e ]>uoni r;\})brkali,

con mura e boighi.


delhi

zo i4')2, in cui Nicol

pose sotto

Colle Manco.
il'Aisisi.

Comune

diocesi
il

Todi. Le
golari,

E" in

monte ed

in colle
in

lerii-

mura sono ancora buone e recon borghelto. Ne furono parrodue

torio,

con pochi fabbricali,

parte cinti

chi tre della famiglia de'duchi Cesi,

di

mura.
Distretto
eli

de'quali divennero vescovi di Todi.

Massa. Comune
Todi.
di,
tis

della diocesi di
il

To-

ed annessi. Vuoisi che


qui
fosse.

riciis

Mar-

^^^/^(F.). Citt vescovile con governo.

La

terra fu eretta nel 780,

Baschi.
di.

Comune

della diocesi di
dalla famiglia
figlio del

To-

mezzo migli
cinta di

dall'antica via Flaminia, e

Edificata
,

schi

originata da

neirSio un

Baduca di

cora.

mura dai Bentivenga, e Io anHa molti e belli fabbricali, con ep.

Guascogna, che segu in Italia Carlo Magno; fu gi contea. Ha molti fabbricati, in parte cinti di mura, con gaio borgo.
Collazzone.

slerni borghi.

parla

Comune

della diocesi di

Del convento di s. Pietro Antonio da Orvieto, Cronologia de ir Umbria. V. Marta, JMonte Castello. Comune della dioceil

Todi.

Si disse Co//(?<^Vis30e,

perch un

si

di

Todi.

Fu edificatodalla

famiglia dedi

Azzone ne

fu fondatore e signore, di

gran

gli

Atti nel
:

980, indi venne cinto

mu-

potenza nel 964, chiamato il gian conte Attone nel ducato di Spoleto, derivando

ra

fu gi pi vasto e popolato del preI

sente. Nel

254
che

soffr
vi

molto dalla cavalil

da quel duca Ildebrando, Nel i25o fu venduto a Todi ed ebbe sotto di s 4 castelli, distrutti nel i 36o. Collazzone lo era stalo nel i3i4 nella guerra tra' perugini e todini. Vi era il forte, per cui il comune di Perugia nel i362 vi mand
,

leria guelfa,

scacci

partito ghi-

bellino.

Ha

molti fabbricati.

Cenni

storici della citt vescovile

di Perugia.

il

castellano.

Il

fabbricato cinto di

mui

ra e vi fu la collegiata, con priore e


canonici.

Vi nacque

il

b.

Simone

france-

Perugia giace tra il Tevere e il Genna su 5 vette calcaree, che formano l'estrema diramazione del medio A pennino, in amenissima posizione, che da ogni
parte presenta punti divista meravigliosi.

scano nel 1 240, e vi originarono molte nobili famiglie. Nel territorio sonovi vestigia del
la

Domina

la

vasta pianura dell'Umbria

tempio d'Ercole, forse eretto dalfamiglia Ulpia nel lySG vi fu trova:

con magico effetto, per la floridezza dei campi, per la circostante barriera di colline,

ta la statua di quel semidio.

per

la

frequenza di

citt e villaggi

qua

Fratta di Todi.
si

Comune

della dioce-

e l sparsi,

di

Todi. L'antico paese fu diroccalo dai


si

goti, per cui

rifabbric nel i23i in

un

terreno della mensa di Todi, ed perci

mentre bello e svariato spettacolo presenta d'immenso lago, quando nello scorrere alle falde, solil Tevere leva dall' ampia superficie nebulosi vai

Fracta Episcopi. Alcuni pretendono che succedesse al Tudernnin, tanto decantato da Plinio. Ne! i334 fu
si

che

disse

pori. Trovasi in aria perfettissima, distante

da

Roma 48
difificile

cesso n'

leghe o 16 poste. L'acvenendo da questa me-

presa in prelezione dai fiorentini


st sotto quella repubblica sino al

e re-

tropoli, dovendosi

dopo

il

passaggio del

i4'3,

fiume

al

ponte

s.

Giovanni giungere al-

quando

se

ne impadron Braccio Fortela

braccio, che

con cintadi mura e quattro baluardi. Nel i4i6 vi furono posti in prigione Carlo Malatesta e
fortific

to diFirenzeil prelato

l'eminenza per una lega di salita; dal iaRi vaiola, poi caril

dinale, agevol

cammino

superando

diversi ufiziali

presi sotto

Perugia. In

VOL.

LII.

energicamente ogni ostacolo frapposto, sino al gran largo denominalo per riccio

i4G
iiusceiile

TER
memoria pimzn Rharca^con
il

PER
cola e Giovanni Pisani
,

tratti dai

fatti

convellile in istrada
la fortezza.

fosso tra la citt e

della Scrittura e-de'primordi di

Roma,
da
in-

La Porla

s.

Pietro o
di

Roma-

dalle arti e scienze personificate,

na^ opera del secolo


la

XV
di

Agostino del-

segne italiche e

altri ornati,

fiamezzati

Robbia

e di Polidoro Stefluii perugiil

dalle figure de' 12 mesi dell'anno.

Sopra

no, e pi

tempietto
il
1

struito circa

Giovanni co5o2 con travertini quas.

questa vasca ne sorge altra minore, pur


di

marmo

e quasi pensile, sostenuta da

Irati all'intorno,

danno
i

il

primo saggio
pi con-

colonne, con

24

statue di Arnolfo di La-

del risorgimcnlo delle arti, nel quale fu-

ronoinnalzati tutti
siderabili

monumenti

della citt. Tale porla introduce alla spaziosa e lunga via Papale, al cui termine si giunge all'area superiore,
ilie sovrasta

per 4

7 o>etri al livello

ma-

rino, al dire di Castellano,

047^

secon-

do

Calindri.

Da

moda

e grandiosa strada,

ultimo fu costruita coche conduce a

quel magnifico puntoceutrale. Dalla piazza Rivarolasiiioa piazza del

Duomo prola

cede
Ire

la via

del Corso, rettilinea, con pie-

quadrate, e v'incomincia

minor

via

parallela, che
ilei

mette

alla piazza Piccola

mezzo una colonna di bronzo sostiene una simile e mirabile conca, sulla quale tre ninfe d' acqua di tutto rilievo, dello stesso metallo, framezrale da eguali grifoni (questi e le ninfe, crede Cicognara di Giovanni Pisano), dalle orecchie dei quali e da uno spiraglio del centro con impeto escono le acque salienti, che si rovesciano con stupendo effetto nelle sottoposte conca e vasche. Questa superba fontana fu restaurata nel 56o da Vincenzo Danti, e di recente vennero rinnovate le fistole di piombo. La piazzetta che ddatasi innanzi la
po. Nel suo bel
1

Sopramuro, aprendosi verso il mezzo la via Larga che serve ad ambedue di comunicazione. In questo ripiano pu
,

facciata principale del

duomo,

dicesi del

dirsi

concentrato
quale poi

il

meglio della nobile

Papa, dalla statua di Giulio III, fusa in bronzo dai perugini Giulio e Vincenzo Danti suo figlio, ed ivi collocata nel 1 555
su piedistallo di

citt, la

dirama per l'erta e perla scesa delle propinque creste e somsi

marmo.

La

cattedrale o

duomo
ivi si
i

o basilica Laus.

mit. Singolare ornamento ha

la

piazza

lenziana, sotto l'invocazione di

LoCo-

maggiore, cui serve di limite


to laterale del

il

prospet-

renzo martire, ed

venerano
ss.

tra le

duomo,

dalla gran fontagli

oltre insigni reliquie

corpi de'
,

na.
ti

perugini restaurando

acquedot-

stanzo ed Ercolano
ni

li

vescovi e patroreliquie dell'als.

de'romani, a dar loro acqua pensarono

della citt,

come

le

di abbellirli
1

con magnifica fjonte, eretta nel 277 precisamente a cura degl'ingegneri Bevignate monaco silvestrino e Alberto minorila, ambedue perugini, e dal Boninsegna architetto veneto, conduceudovi le acque del vicino Monte Paciano, i:on superbo lavoro idrostatico, compilo pilo nel 322 per opera di Ermanno da
1

tro vescovo e

patrono

Ercolano

I.

11

non compito
ficata

e sontuoso edifizio, di

gu-

sto gotico, successe all'antica chiesa edi-

prima del 3i4- Venne incomin-

cialo nel

iSSg o

nell'agosto

i345

dal-

l'encomia lo architetto Bevignate, con ardito e grandioso disegno, ed ha tre navate.

Eugenio IV

lo

ingrand nel i436.

^assoferrato priore delle arti,


la

il

tutto col-

L'altare maggiore ricco di scelti

marlo

spesa di i(3o mila fiorini d'oro. Si aal

mi, con due laterali amboni che orn


scal[)ello del

scende

fonte per alcuni gradini di

mo,

e sul piano delle scale si gran vasca di marmo, ove ne'aS lati slerni, ciascuno diviso in due specchi,

mareleva una
esi

Pisano. Contiene nei suoi


tavole, fra
le

altari preziose

quali la
s.

Deposizione dalla Croce di Barocci,

Sebastiano di Orazio Alfani

uno

-Nlen-

uuimiiauo

altreltanii bassorilievi di IN-

doido detto

il

Gonfalone, d'incerto au-

PER
l()i<;

PER
Cliiara del cnv.
ria. Il

i47
delle dignit
i

del

secolo
s.

XV,

s.

capitolo

si

compone
il

Daibaia del Signorclli, p( r stupende pitture. Una di queste il quadro del cav. Wicar rappresentante lo sposalizio della Beata Vergine, ncllasua cnppella, ove nel timpano gelosamente si custodisce, entro luaciliina adatta a discendere sulla mensa deliJiiglionij

dell 'arci prete e dell'arcidiacono, di

5 cn

non dire

di altre

nonici, compresi
ziere
;

teologo e
,

il

peuiten

di

20
si

beneficiati

e di altri preti

e chierici addetti all'uflziatura.


(Ielle

anime

La cura amministra pel capitolo da


e Lucia. Oltre

un
la

vicario perpetuo, nella prossima eliie

sa de'ss.

Andrea apostolo

per essere dai divoti venerato, il santo anello probabilmente di amalista impordi Siria: ne narrai brevemenle
l'altare
1

cattedrale vi sono altre

rocchiali e con battislcrio.

cattedrale l'episcopio: fu

5 chiese parProssimo alla abitato da Ur1

lanle storia nel voi.


nel voi. XllI, p.
I

II, p.
I

78^ e meglio

ra destra

i6e 7. iXelIa crocieuna stessa tomba di marmo ros1

bano VI, e vi scomunic l'antipapa Clemente VII. Fu restauralo nel t4'?.2, e


successivamente dai vescoviErcolani, car
Gallo, Gomitoli ed altri. Il vescovo cardinal Corgna voleva ivi fabbricarne altio nobile, ed il celebre archifetlo perugino Galeazzo Alcssi ne avea fatto
(linai
i

so racchiude le ossa d'Innocenzo III,

Ur-

bano IV e Martino IV; mentie nella navata sinistra il mausoleo del vescovo Gio. Andrea Baglioni. Singolare la travatura del tetto, nel i633 eseguila da Guido Bettoli: il campanile opera pi
recente.

disegni.

Fra lechiesesi distinguono

le

scgucnii,

Vi sono lavoii
il

di scultura di

S. Agostino pei preziosi quadri di Pieli o

Scalza d'Orvieto,

fonte battesimale in

bronzo
no
II

di

Danti, e sul pulpito di inarvi

il

Perugino, come ilBaltcsimodel Signoie, Presepio, Dio Padre, ss. Gio. e Girolai

adizione che

predicasse

s.

Ber-

mo, ed 8 quadretti
lia. Il

in sagrestia

nel

8o3

nardino da Siena nel \f^i5 e i44o- '"^ una stanza del capitolo rimarchevole una tavola Correggiesca j con le immagini di Ges e dei ss. Lorenzo e Coslan?o. Dentro l'annessa libreria Domenichiui si conservano molti pregiati codici, essendo il pi raro il vangelo di s. Luca,
scritto nel principio del secolo

fu restaurata dal cav. Cansacchi

d'Ame-

contiguo oratorio di

s.

.'\gostiuo

ricco d'intagli e dipinti, di


di Alfani,
ss.

bella tavola

ed

in sagrestia la
,

Madonna
s.

Agostino e Sebastiano

della scuola

del Peruino.

La

vasta chiesa di

Do-

VI

iu let-

menico, incominciata nel i3o4 con dise guo gotico dal celebre Giovanni da Pisa,
precipit in gran parte nel 1624; fu riedificata nel

tere d'oro.
li ese j

Abbiamo

del p. Calassi cassis.

Descrizione dflla basilica di

i632

sotto

la

direzione del
indigeni e
edifi-

Lorenzo cattedrale di Perugia, delle pitture che l'adornano, e di quanto si vedein essa di singolare, Venezia 1776. Essendosi determinatoli restauro, ed
i

]Maderno, e adorna di
stranieri, coi resti

marmi

del

precedente

zio gotico, cio nel coro, iu

miglio-

ramenti

agli ornati,

decorazioni e dipintu-

una cappcl la della nave a destra, e nel gran finestrone a vetri colorati, disegno secondo
alcuni di Gio. Pisano,
il

re di tale pi che magnifica stupenda cattedrale, per attuarsi nel pi breve spazio
jjossibile di

quale a spese del


il

eaidinal di Prato scolp


posito di
ivi
Id

bellissimo de-

tempo,
agosto

il

zelante vescovo mg.*^


1

fini

Pecci nel

.
1

85

eccit ogni ordine

sepolto.

marmi del b. Benedetto XI Quanto al finestrone, esso ha

di cittadini e diocesani, a concorrere

ad o-

pi grande invetriala dipinta che sia

pera cos lodevole e santa, per un maestoso tempio che surse e progred colla ge-

in Italia, sorprendente lavoro di cristia-

nerosa cooperazione de'vescovi,del clero,


del pati izialo e del popolo, con patria glo-

na archeologia, che illusilo il dotto p. de Ferrari domenicano, prefetto della casanatense, nella dis<^crlazionej]Mes^o\\ Gior-

i48

PER
tro suo maestro.

PE

II

naie Arcadico t. io3, p. 35i. Il comparli meulo formasi con uu albero, od


esecutore mirabile delle pitture fu fr. "Bartolomeo da Perugia domenicano, che
le

Questa chiesa
s.

col

mo-

nastero fu edificata sulle rovine del (empio del Sole, in onore di

Severo vetrasferirono

scovo di Ravenna, forse dal magistrato di

compi
vi

nel i4'

>

"on pi

tardi co-

Perugia
la

camaldolesi
la

vi

si

me
gico
ti

prelesero

altri.

Con
il
i

concetto teolo-

dal Iuoo;o chiamato

Trinit, fuori delil

rappresent

Padre eterno, molil

Porta

s.

Pietro, ed

vescovo Dionigi
gli altari,

angeli e santi. ^

sono ancora

sepol-

nel

1484 ne consagr
i

ed

il

cro de'Contucci scolpilo dall'Algardi, e


la

Crispolti descrisse
la

freschi di quello del-

tomba

gentilizia della famiglia Danti.


i

Madonna

di R^affaelloedi Pietro.

Dal
nel-

Lungo sarebbe ripoilnre


possiede,
le

bei

quadri che

monastero
le

si

godono amene \ edule,


i

sculture e

le

pitture della cu-

quali soleva dilettarsi Paolo III; da

pola e della tribuna:

si

pinacoteca di pitture del


la

pu chiamare Perugino e del-

esso uscirono

bb.

Manno

Antonio pe-

rugini camaldolesi, e del primo

un 0-

sua scuola, pel numero che ne contiene. La facciata esterna adorna di statue e bassorilievi di Agostino della
bia.

ratorio sotterraneo. Piacchiudono altres

rare pitture
s.

le

chiese delle confraters.

Rob-

nite di
s.

Benedetto, di
la

Francesco e di
s.

Egregie pitture sono ancora nel va^

Bernardino. Per
la

loro antichit sono

go contiguo oratorio di s. Domenico. Si ha di RiginaldoBoarini domenicano, Storica descrizione della chiesa di


s.

ragguardevoli,
dificata nel

chiesa di

Angelo

e-

secolo, che riedificata nel

Do-

XI

XIV
il

vari forma e figura, conser-

menico

di

Perugia
il

to lo descrisse

p.

1778. Il convenFontana, De romana


ivi
s.

vando 16
nivano
sa di
s.

delle antiche colonne, che guar-

provincia.
lippo,

La chiesa jN'uova o di eretta nella met del secolo


tra
i

Fili,

X\

novera
la

suoi quadri

la iVativil

del-

rotondo edilizio; nonch la chieErcolano ricostruita nel 182 dal Bevignate, della quale il medico perugino AnnibaleMariotti nel 770 stamI

Vergine, capolavoro di Pietro da Cor-

in

Firenze

Lellera scritta al signor

tona,

La

chiesa di

s.

Francesco dei con-

N. N. (lyitamio Nalhinae) romano per


ragguagliarlo della chiesa di
di Perugia. JN'ell'oratorio di
tire
s.

ventuali, antico tempio rimodernato nel

s.

Ercolano

1787 con
tuale, che

zelo dal p. JModestini


ci lasci,

conven-

Pietro

Mar-

Descrizione della chie-

Francesco depp. minori convenPerugia 1787. Ha quadri di Pietro Perugino, degli Alfani, dell'Appiani, di Raffaello e di altri, non che pregiesa di
s.
/?/rt//,

sono due capi d'opera di Pietro Perugino. Si fanno ascendere a i o3 le chiese di

Numerosi erano

Perugia; di altre poi parler. conventi ed moi


i

nasteri, diminuiti per le vicende politiche

voli freschi ed intagli nel vicino oratorio: in chiesa vi la

tomba

del

gran giureil

consulto Bartolo di Sassoferrato, morto


nel
I

che segnalarono il termine del secolo pasdel corrente. Al prei primordi sente sonovi 18 conventi e monasteri di
sato ed
religiosi,

36o

e nella sagrestia

sepolcro

ed altrettanti monasteri di reconservatorii di donzelle; dis. Maria della Miseun bellissimo quadro del-

di Eraccio Fortebraccio

famoso guerriero. La chiesa di s. Severo dei camaldolesi, posta nella pi alta sommit, che

ligiose;

verse confraternite; 3 ospedali, cio quello

per gl'infermi in

dicesi

Monte

di Porta-Sole, di elegante

ricordia, ov'
la

architettura,

terale con bel

nella

ed

in

un altare laquadro del Sassoferrato, sagrestia da rari dipinti di Giotto, una cappella dentro il monastero
ornata in

Madonna

col

Bambino

del Perugino;
1

quello della Mercanzia, edificato nel


pei convalescenti, che possiede
la nell'altare,

Soj

una tavosi

che credesi

di

Cimabue; e
trattano

da preziosi freschi di Raffaello e di Pie-

quello celebre e sontuoso, ove

PER
con
felice

PER
il

149
protezione di
s.

successo, secondo
i

moderno

ne nel i564
Rasilio,

^^^l

vescovo cardinal Corla

metodo

fdosofico,

menlecatli o pazzi,

gna, e fu posto sotto

succeduto nel 1824 a quello die dei maniaci era in

beneficato successivamente ed

Perugia nell'ospedale

di

Fon-

anq^liato dai vescovi successorij compreso quello per ultimo detenuto.

rinomanza cresce in ragione degli eminenti vantaggi che si sperimentano. Desso situato fuori delie mura, ov'era il monastero di s. IMarglierita. Questo manicomio per ambo sessi deve
terossa, la cui
i

Tra
il

civici edifizi,
si

il
il

pi antico, come
palazzo
,

migliore

reputa

comunas.

le e residenza

governativa

incominciadi

to sulle lovine della chiesa

Severo

la

sua istituzione al lodato cardinale


possessi delle benedettine col
al

Pii-

della Piazza, distrutta con autorit pontificia.

varola, ed a Pio VII, che nel


cesse
i

1828 conmoil

La porta che guarda


di

la

piazza del

Duomo
la citt
,

ornata da una parte da uno bronzo, insegna deldall'altra da

nastero opportunissimo

sublime scofu

smisuralo grifone
lo slesso metallo,
fo

po: sotto Gregorio

XVI

emanato

un gran leone

del-

icgolamcnto organico nel i83q. Ne furono altres benemeriti , oltre il soprintendente conte Vincenzo Ansidei, chiari dottori Giuseppe Santi e Cesare Masi

insegna delpartitoguel-

che

difese la Chiesa, al quale


il

grande-

mente ader
di
ti
i

sari

(ambedue
,

decorati

dell'ordine e,

jnestre

da Gregorio XVI ed il 1 da Pio IX), come si pu vedere dai


il

di

popolo perugino. A piedi questi due animali furono collocaferramenti ed catenacci della porta Siena, con la quale sebbene Perugia
i

seguenti opuscoli da loro pubblicati. Del

Rapporto medico statistico dello s. Margherita di Perugia degli anni i834 (del quale annone avea stampato altro), i83je i^?>6, pre1."

il

gran tempo collegata, nondimeno nel 358 venute in discordia per Cortona, segu a Torrita un fatto d'armi, nel quafu
I

stahiliineito di

le rotti

senesi

e spinti dentro le loro


i

mura, poterono
ferramenti e
tine dipoi

perugini togliere

tali

48

insegne. Per inopina-

sentato al cardinale Agostino Rix'arola


istitutore e
i'isilatore

tamente alcune indisciplinate bande arerimossero quei


trofei di

apostolico

Roma

mu-

iS38. Eapporto triennale statistico medico sulla casa de'pazzi in s. Margherita di Perugia per gli anni i84o, i84ij 1 842, del dottore Cesare Massari medico direttore di essa Santucci
1

nicipali contrasti
II

sempre fatali ad Italia. detto ingresso conduce alla gran sala


di vari

del palazzo, gi detta papale pei ritratti

che nella volta conteneva


fici.

Ponteil

Perugia tipografia

Vi

un
lati

altro ingresso verso


pii

mezgrifo-

anche

la

843. Questo ultimo pubblic Storia delle pestilenze di Peru-

zo della piazza, e
nato. Ai
ni di

riccamente ador-

della porta sono

due

gia. Ridussero

opportunamente il monastero in manicomio, l' ingegnere Cerrini, il cav. Poletti e l' ingegnere Francesco Cellini, il quale con una sua vedutina ce ne diede erudita descrizione, col
n."

marmo, che tengono


lupa
la

tra gli artigli

alcune lupe in atto di lacerarle, ed essen-

do

la

arme di

Siena,
;

si

volle

rimem-

brare

detta rotta

di sotto

sono due

leoni guelfi di

{\e\\'
i

Album

an. 4- Inoltre in Pei

gnifica e tutta ornata di


ti,

ugia

pellegrini, gli esposti, gli orfani,

marmo. La porta mamarmi intagliacon molte statuette e gigli, arme dei

mendici, !ederelitte,hanno tuitiuei convenienti ospizi rifugio.


piet,
il

re di Francia, cui Perugia fu molto divola,

Vi

il

monte

di

primo o secondo di s benefica istituzione, diesi propag universalmente, ci


11

che trattai nel


la

voi.

XLVI,p. 253.

avendone riportato grazie e privipretendono che gigli denotino la protezione di s. Lodovico vescovo di Tolosa, figlio di Carlo II d'Angi
legi. Altri
i

seminario ripete

sua prima isliluzio-

della stirpe de're di Francia, patrono del-

5o

PER
(poich vuoisi che nella cappi-1
il

PEPt
dello palazzo
vi

l'eilifizio

sono

il

tribunale civile

\ di

queslo palazzo
vescovalo),
la

Piipa

gli

conferis-

e criminale ed altri uffizi governativi. Gli


altri principali palazzi

se

il

cui statua di

marmo
a quelle

pregievoli per ar-

sull'alto della porla, in dei ss.Ercolano e


la citt.

mezzo

chitettura, o per contenere stupende pitture, sono quelli degli


le
,

Lorenzo prolettori

del-

Oddi

a Porta
,

Sodi

Le

varie

arme

poi che

si

vedo-

Meniconi e della Penna


del Vignola, indi

forniti

no intagliate, molti credono che sieno quelle delle citt in lega ed amicizia con
Perugia.
Il

copiose gallerie; quel di Florenzi dise-

gno

nominer

quelli

piano superiore ha grandi

fi-

de'Donnini, Monaldi, Sorbello, Connestabili, Cesarei, Baglioni,

nestre bizantine, incorniciate entro sesti


acuti, s'innalza
sul pianterreno del paa<;pelto

Cenci, Bracce-

schi

e Baldeschi.

Si nota per la bizzar-

lazzo e

gli

d un

maestoso ed im-

ria e soverchia ricercatezza degli ornati


il

ponente. Questo edifizio fu chiamato palazzo del podest, che vi


lu eletto
ri,
i

palazzo Antinori

alcuni freschi di Pie-

dimorava, poi

tro

Perugino

e di RalTaele
;

sono nell'anti-

per stanza e residenza dei prio-

ca casa Capocci
bitata, questi
vi

e nella ca^a
s.

quali limasero nella parte superio-

color

Cristoforo.

da Pietro aGran-

re sino al

1545, nel quale venuto a Pesua abitazione e


la

dioso e ben dipinto

il

teatro civico del

rugia

il

legato cardinal Crispi, elesse detrestaur,

Verzaro, disegno

di Alessio

ta parte a

aggiungendovi molle comodit di stanze ed ornamenti di pitture, anche alla nobile cappella; in progresso altri legati e

ne manca ampiezza,
no:
vi

di
il

piegi,

Lorenzini; sebbene minore in

teatro iXobiie al Corso,

con

contiguo casino, ove

patrizi

si

raduna-

sono due

altri teatri

minori.

Lo

prelati governatori,

massime
^''

il

cardinal

sferisterio

Bevilacqua nel i6o4,

aggiunsero gian

o ampio circo moderno, con imponente gradinata, giro dei palchi e


supcriore loggiato, mirabile e serve agli

numero

di stanze pei loro uffziali e fa-

u)iglie. 11

magistrato municipale coi suoi


il

spettacoli diurni. Trovasi

pure uni

ministri abita

nobile piano inferiore.

In questo palazzo sonovi stimabili freschi del Doni, di

gioconda serale conversazione, nella societ detta delle camere.

Giovanni Fiammiugo, e r^t-Pietro Perugino nella capII

ce

Uomo d
s.

pella di

Lodovico.

palazzo di Sopra-

Perugia una delle prime citt ilaove si coltivarono buoni sludi, ed ebbe pubbliche scuole da tempo antichisliane,
i

Fu

muro, gi

del podest,

gnifica fabbrica posta nella piazza del

grande e masuo
la

simo. Sebbene alcuni spinsero


ab. Bini professore della

principi!

dell'universit perugina al secolo


p.

XI,

il

nome, coronato
the,
la

di merli; iscrizioni anti-

le

insegne del grifo e

statua del-

medesima conviene bens che da tempo antico vi esit

Giustizia ne abbelliscono l'esteriore: fu

stessero pubbliche scuole, quindi che

edificato nel
ditori

i47^- E''3 abitato dagli udi rota, uno dei quali chiamavasi

magistrati perugini impegnandosi nella

podest. Nelle

due

piazze principali era-

creazione di uno studio generale, sembra che questo nel 1276 vi fosse stabilito. Nelle

no le udienze dei collegi delle arti, le cui prime erano quelle della Mercanzia posta vicino al palazzo del governatore o comunale, e del Cambio , da essa poco
distante, con nobile cappella: nella sala

pubbliche scuole gi
le

vi

avea
S.

fatto

u-

dire

sue profonde lezioni


altri dotti

Tommaso

d'Aquino, ed
gli

domenicani: tra
il

studenti di esse vi fu

Mascio, poi

Nicol IV. Nel


bolla
t.

i3o7 Clemente
il

colla

terrena detta del

Cambio
e

si

ammirano
che
vi

Super specula, plesso


117,
la

Bull. Reni.

squisiti dipinti dello stesso Pietro,


l'ilratise

3, par. 2, p.

dichiar studio
i

medesimo,

qualche lavoro
.\l

generale, ci che conferm nel

3 18

con

del suo discepolo RalTaele.

presente in

breve Giovanni XXIl,

il

quale accord

PER
pure
il

PER
1

i5i

privilegio di couferire
civile e

gradi

MeniovU
i'crsif

slorlche

della perugina uni-

accademici nel diritto

canonico;

drglistudie de' suoi professori rac-

indi risplendendo la universit pei- ripu-

talo sapere, singolarmente nelle discipli-

ne
re

legali,

con altro breve del


di dottore
arti, cio

320 Giomedicina
filo-

vanni
il

XXII

concesse facolt di conferi-

grado

anche

in

e nelle altre

nelle scienze

sofiche. Inoltre

Giovanni XXII, ad accrepubblico studio e


facili-

scere vieppi
tare
il

il

Perugia 1816, presso Calindri, Santucci e Garbincs stampatori camerali. Attualmente occupa il monastero degli Olivetani, detto di Monte Morcino, grandioso ed elegante, la cui riedificazione fu disegnata dal Vanvitelli ed eseguita dal IMurena. Sisto IV avea fatto edificare le pubbliche scuole pei professori, decoraco/^e,
te di

concorso copioso di studenti anche

portico da! legalo cardinal Pinelli,


la

32 2 permise agli studenti ecclesiastici il godimento dei benefizi di chiesa, ancorch residi lontane parli,

con breve del

aumentando
percul
gli fu

dote dello studio Sisto V,

eretta

una statua

in bronz<j

a' nostri giorni

Pio VII colla costituzio-

denziali, per un decennio, indulto che pro-

rog ad altro decennio, ed il simile fece Clemente VI. Nel 1 355 l'imperatore Carlo IV con onorifico diploma arricci l'universit,
i

ne Pluriniuni iiiesse momenti, de' 23 maggio 181,5, Bull. Roni. Cont. l. i3,
367, concesse alla universit il detto monastero e chiesa. Leone XII nel 182 \. nel riordinamento degli sludi di tulio lo
p.
stato,

professori e gli studenti

di

tutte quelle grazie, privilegi e favori on-

nomin
il

visitatori apostolici della

de

le

altre imperiali universit allora vi-

universit

p.

ab. Cappellari poi

genti godevano. In quel secolo onoraro-

gorio

XVI,

e l'avv. concistoriale

GreFusco-

no

le

cattedre perugine

sommi Gino

Bartolo e Calilo; nei secoli seguenti

e-

gualmente
maestri,

v'

insegnarono celcbralissimi
de' quali fu Sisto

ui, ed anche con questa fu laigo di sue provvide e benefiche cure. Nel 84B il regnante Pio IX vi ha istituito la cat1

uno

IV, persuoi stu-

tedra (olire quella agraria-teorica- pratica alla

ci cittadino di Perugia.

Tra

societ economico-agraiia

di
i

nominer Gregorio XI, forse Innocenzo VII, Martino V, Pio III, Giudenti poi
lio II,

diritto di
collegi
sit

natura

e delle genti.
1'

Olire

delle quattro facolt,

univer-

GiuIioIII,

Urbano VII, Giegorio


Il

viene decorata dall' accademia del

XIV, Clemente
pa Sisto
ti

VIII, e Paolo V.
i

Pa-

disegno e da una cospicua pinacoteca,

conferm

privilegi accorda-

ove

si

ammirano

pitture del Perugino,

ed Urbano Vili eman un breve pel governo dell'universit. Il magistrato perugino volle onorati profesagli scolari,
i

di Configli, di Pietro della Fraiicesca, di

Pinturicchio e di

altri

maestri.
le

Ad

essa

dopo
ed
il

il

1811 furono riunite

rendile

sori del privilegio di cittadini, e

come

agli studenti

ad essi accord immunit ed


gravezze. In
la

locale del collegio

Gregoriano, det-

to della

Sapienza vecchia, fondato dal

esenzioni dalle pubbliche

cardinale Nicol Capocci protettore di

quale rinomanza pervenisse


universit, e di quali favori

perugina

fosse ricol-

mata dai Papi, e dei suoi benemeriti prosi pu leggere: Albericus Genti'is , Laitcles acadenii'ae Pcrusiae Hanov. i6o5. Lancellolti, Uomini illustri della Marca, die hanno fiorito nella cefessori,
,

Perugia (ove avea studiato) circa il 1 362 fond pure 1' antico monastero degli Olivetani nel luogo n)eniorato), per mantenervi allo studio dell' universit per
(

7 anni

4o giovani

italiani e forestieri,

per

isludiarvi le scienze legali

e teologiche,

lebre universit di Perugia^ con giunte


del Colucci, presso
t picene. P. d.
il t. 19 dell' AntichiVincenzo Cini cassiuesc,

da nominarsi dai loro vescovi: verso il 1373 ne fu rettore IMigliorati, poi In-

nocenzo VII. In questo locale fu rito nel i^'ic^ il collegio Piano,

trasfe-

di cui

i52

PER
parlare. 11 celebre pcruf^ino

PER
del secolo

vado a

Beuedello Guidalolti vescovo di Recanali e vice-caoierlengo, nelle sue case e con corrispondenti rendile fond coH'approvazione di Martino V (che aumeirt la dotazione) nel 1426 il collegio di s. Gi-

XV

lettera di Gi. Battista

Fermiglioli al
t di Perugia,

d.<'

Luigi Canali, p.

bi-

bliotecario, pi'of. di fisica nell'universiivi i8o6. Leggo pertanto che Braccio Baglioni fece in Perugia ve-

nire gli stainpatori per inqjrimere le o-

rolamo o Sapienza nuova, per un convillo gratuito pei

pere legali del perugino Filippo Franchi,

giovani poveri estra-

nei da Perugia, che desiderassero in es-

altre

so studiare

la

legge e la medicina.
disposizioni sulle
1

Pio

probabilmente prima del i47'- Le prime edizioni perugine sono, le opere del Saliceto nel i47'>, del Benedetli nel

IV

modific

le

ammis-

147G, del Cornia nel i477

"'"

sioni.

Soppresso poi nel


la

blicani francesi, nel

798 dai repub1807 Pio VII ne


onde per
p.

pressore Vydenast; altro di quell'epoca pare che sia Stefano da

Magonza stamla stoil

autorizz

riapertura,

lui fu

patore dimorante in Perugia; oltre


ria della tipografia

detto Piano.

Ne prese

benefica cura anab.

peruginaj

Vermisi

che Leone XII a mezzo del


pcllari

Cap-

glioliparldella famiglia degli stampatori

Gregoiio XV^I, finch nel i83os stariiparono nuovi ordinamenti, in cui fu statuito, che per esservi ammessi 20 perugini debbano pagare annui scudi Go, gli estranei 100. In questo fioiente stabilimento si apprende opoi

cartolari.

Del medesimo Vermiglioli

ha: Principii della stampa in Perugia,


e suoi progressi, Perugia
duel.
ri e

1820

pel

Ba-

Di alcuni

libri

di rime italiane ra-

rarissimi pubblicati in Perugia nel-

la

met del secolo XVI, Perugia 1821

gni genere d'istruzione scientifico-letlcraria, militare e cavalleresca.

pel Baduel.

Memorie

degli sludi di a-

Essendo il

Giuseppe Colizzi romano di esso grandemente benemerito, anche per aveigli donato due gabinetti di macchine
prof.
fsiche e di
tre la

Perugia Perugia fiorisce un'accademia letteraria, con altra di filodrammatici, che congiungoletteratura esercitati in

mena

nel secolo

XV,

Perugia 181

3. In

mineralogia e geografia, olgli

uo
le

alla coltura delle lettere

il

diletto. Del-

sua libreria,

venne eretto un

antiche accademie di Perugia parlaoltre


il

busto

ne, ^e'ydlbuni

marmoreo con onorevole iscrizio7, p. 293 e seg., si legI

rono
talia

Crispolti,

\\

Garuli nell'/-

gono di Giuseppe Bianconi le importanti Memorie sulla fondazione e vicende del lullegio civile Piano o Sapienza nuova di Perugia. Per le vicende dei tempi restarono soppressi il collegio della Sapienza Arniellina, il collegio dei conviUori, ed il collegio della Sapienza Bartolina, dei
quali tratta
il

accademica, ed il Maslai Ferretti nelle Accadente di Europa, come degli Insensati ertila nel 1 56 degli Scossi che
1 ,

si

uni alla precedente, degr/.v;yy/Wi_, de-

gli

Eccentrici fondata nel

5G7

pel col-

tivamento delle scienze


gli

e delle arti, de1

f/wo/ principiata nel

56 1,

del Z?/la u-

segno, degli

Atomi:

il

Maslai loda

Crispolti.
il

uiversit,e la dice tanto insigne che

non

Sulle biblioteche di Perugia


miglioli pubblic:

Ver-

dubita di asserire, che dopo Bologna non

Cenni

storici ec.

La

biblioteca pubblica contiene circa3o,ooo

volumi, compresi moltissimi rari mss.

una pregiata raccolta di primitive edizioni perugine, ed una serie di tipogralici

lavoii del

benemerito Aldo.

:{e\\'

Ef-

femeridi leu. di
si

ragiona

80G, p. 254, Della tipografia perugina


del
1

Roma

ha pari in Italia (forse in giurisprudenstamp l'opera nel 1792); aggiunge che vi fiorivano la colonia Augusta degli Arcadi e l'accademia Anatomica, che pei premi dispensava medaglie colla epigrafe, Accademia Augusta. Perugia ebbe la sua zecca si vuole che incoiniuza, e
:

ciasvenel i2Gi, restata talvolta intcrrot-

PER
venne ristabilita, Oiine nel \3'jf\ e i47i- li Muratori neWa diss. l'j ." dcsciive 5 sue monete, 4 toU'elUgie di s. Ercolano, col motto Augusta Pernsia, col grifo alalo e colle chiavi ponlifcie. 11 Vetta,

PER
e collegi
della cilt,
I!
i

J3

Gi Pio
li

quali erano 44avea concesso a tali magistra-

rubane di velluto nero o allro drappo secondo tempi, o mantelli lunla

veste

ghi di porpora,

come

dice

il

Crispolti,
Il

tori, nel
lielc

Fiorino, osserva che

le

sue mo-

con collane

d'

oro benedette.

secondo

erano proibite.in Firenze, in un a quelledi altre citt, per ordine del gonl'aloniero Ciotti del i33i. Narra Scilla, Ltllf. monete pontificie, p. SGg, che il cardinal Antonio del

magistrato era quello de'consoli, uditori


e camerlenghi, in ninner di 4<^j eletti

Monte
il

legato, in temil

po

di

Leone X,

vi

fece battere

giulio

e grosso con sua arme;

legato, cardinal
il

eduravano (imesi; il concilio di 3oo cittadini, dipoi diminuito a 4o, scelti 8 per porta, e duiava 3 anni: in seguilo tlir delle successive magistrature nmniil

dai nominati collegi,

terzo malvisti alo era

Grimani

sotto Paolo 111,

grosso e mezil

cipali.

Allro magistrato era

il

tribunale

za doppia con suo

stemma; ed

legalo

della rota,

Gio. Maria del IMonte (dovr

dirsi

o In-

nocenzo o Cristoforo,
lo stesso

allrinicnti sarebbe

4 tloltori forestieri o lontani da Perugia non meno di 20 miglia: durava il loro uffizio due anni
di

composto

Giulio 111), nel pontificalo di

Giulio HI, mezza doppia con sua arme,

duegiuli,ed un grosso con

la

rovere(stem-

ma
nel

di

Giulio

11

benefattore dei Del iMou-

prorogava per altri due. Il capo era il rubone, cos gli altri; veniva preceduto da un paggio con stocco in mano e con cappello di broccato
e
si

podest, usava

le). Il

Crispolti afferma che


a'

Clemente VII

d' oro alle

spalle,

mentre

il

podest in-

i533

seltendjre concesse a Pei

rugia (0 conferm) di poter battere grossi d'argento e le monete dette Clementi.

cedeva con scettro nero con palla d'oro. Fu Clemente VII che col breve Exponi nobisjdeiS marzoi53o, Bull.Roni.
t. 4, par. I, p. 89, concesse l'istituzione del tribunale della rota in Perugia, tal

Vedasi

il

Bellini,

De

nioiietis,

de moiietis

Peiiisiaej e Gio. Ballista Vermiglioli,

Della zecca e delle monete perugine, l'eiugiai8i6. In questa citt Papi da antii

co tempo fino a tulio

il

secolo passato vi

quale sotto altre denominazioni si aveva in molte cilt floride ed illustri, ed anco con tal titolo nello slato papale, per
conoscere e decidere
fece
le cause e liti. Ci ad istanza dei priori del comune, umilia'a iti Bologna a Clemente VII dal giureconsulto perugino Guglielmo Pon-

tennero
della

con erario. Nicol Valle romano, chierico di camera,


i

loro tesorieri

fu tesoriere di Perugia dal


di

14^9

al

'433

Martino V ed Eugenio IV ; Luca de Leni romano, canonico di s. IMaria Maggiore, chierico di camera, abbieviatore e tesoriere di Perugia, mor nel i486 sotto Innocenzo Vili ; di ambedue parla il Maim', Archiatrij p. 121 e 277: di quelli divenuti cardinali ne tratto alle
loro biografie; di Alfani poi
dir.

tano come oratore del medissimo,


di valore e di

uomo

Ab-

matura prudenza. Risiedeva nel palazzo di Sopramuro e pronunziava giudizio in prima istanza: gli uditori prima erano collaterali del capitano del popolo, ma cess col moto proprio del 18 16 di Pio VII. Fu ultimo udiloi

biauiOj Stalo attivo e passii'o della tesoreria di Perugia dal 1. maggio l'j^i a
tulio aprile

l'e

di

celebre tribunale, eh' era

com-

posto di

4 giudici

uditori, l'avv.

Tomma-

1765, Perugia 1775.


il

so Adriani (figlio d'Antonio, altro dottis-

Gli antichi primari magistrati di Perugia erano decemviri; durava


fizio

loro ufi

Lucca

simogiurtconsulto, uditore della rota di e padre dell'egregio cav. Vincent

due

m'esi,
:

da Giulio
si

II

nel i5i

ac-

zo fatto da Gregorio

XVI

cameriere d'o
di quel-

cresciuto a tre

eleggevano dalle arti

uorc e confermalo da Pio IX, cio

ij4

ter
feci

PER
cenno a
scienza
1

la illustre famiglia di cui

593.

11

Parisi, Istruzioni,

l.

2, p.

3or,

LaNdriam
nebre
si

cardinale), dal cui elogio fula

riporta
1

la lettera

de'priori di Perugia del

apprende
I

sua

somma

596

Clemente Vili per avere un luo-

legale, probit, religione e

attaccamento

go
dal

nella sacra rota, sino allora diirerilo

alias. Sede.

collegi delle arti in

Peru-

gia furono istituiti in nuuero di 44^^''

fetto.

medesimo: non ebbe il bramalo efPaolo V nel i6io nomin udito-

governo popolare, ancbe per


re le arti diverse:
lo della ]Mercanzia
il

firvi fiori-

re

Francesco Baldeschi; Urbano Vili nel

principale era queldi nobili,


il

if)26 Benedetto Monaldi 5<7W^.?f^/, poi


II Novaes, nella Pila di Urbano FUI liferiscCj che aggiunse perpetuamente un cittadino di Perugia tra

secondo

cardinale.

quello del
nei suoi

Cambio pure ragguardevole


i

membri,

quali tuttora foienli

esistono. Ciascun collegio avea la cogni-

gli

zione delle cause


ti

civili, spellanti alle

ar-

s'impiegavano

medesime, con particolari entrale, che in limosine^nel mantenidegli spedali, nelle luminarie e in

uditori della romana rota. Nel 1682 divenne uditore Alessandro Benincasa, nel 1720 Faustino Crispolli nel 1757 Alessandro Baldeschi, enei 1784 Fran,

mento

cesco Cesarei Leoni (cui


dic
le

il

Mariotli de-

altro. Neil'

odierno secolo anche


il

in

Pe-

Memorie)

poi cardinale e ve-

rugia fu ridotto

magistrato munici-

scovo

pale uniforme alle altre citt dello stato, al

che

modo

detto a Gonfaloniere ed ai

relativi articoli.

Perugia gode tuttora

il

decoroso pregio di avere un suo cittadino uditore nel celeberrimo sacro tribunale della rota di

onc a quell'articolo meglio lo celebrai. Sebbene il Bernini, citato dal IMariotli, non ammetta assolutamente l'alternativa fra la citt di Perugia e la Toscana sull' uditorato, contro i! cardinale De Luca che
di Jesi,

alla biografia

Roma; ma

poich non
in

la

avvi alcuna pontifcia concessione, e solo

una costante consueludine


noter
le relative

favore

concede, in Cur. Roni. disc. 32, n.'' Papi alla 20, tuttavia per vari secoli vacanza dell' uditore toscano sostituiroi

di Perugia,

nozioni the

abbiamo, come

rilevasi dal Bernini,

tribunale della rota

romana,

p.

Del 5i e me,

glio da Annibale Mariolli, 3Ieiiorie iste-

riche de perugini auditori della sacra

perugino. Avendo Grego1842 crealo cardinale Corsi toscano, fatto nel i8iq uditore da Pio VII, nel dicenbre gli sostitu il degno prelato Giacomo de'conli Oddi Baglioni

no

di fatto

il

rio

XVI

nel

rota romana, Perugia

787, presso Car-

lo Baduel. Nicol Baldeschi fu fallo udi-

tore nel

i464da Pio li, Matteo Baldeschi


Mariano
Bartolini nel

nel 1484,

i5o4,

ponente di consulla e canonico Vaticano, da lui gi fatto protonotario apostolico e abbrevialore di parco maggiore: iamialurameule mor a' 7 maggio 844)
1

Camillo Baglioni nel i5i8, Giulio Oradini nel i55i.

assai

compianto per

le

sue grandi

viriti,

Mentre

questi era udi-

raeritamenle celebrale dal cav. (oramg.'^)

commise al suo oratore o ambasciatore Ranieri Consoli di domandare a s. Pio V nel i568, che nella romana rota per
tore di rola,il magistrato perugino

Francesco Fabi Montani con I' Elogio epigrafico di mg.'' Jacopo Baglioni Oddij offerto dall' autore alla desolata fa-

miglia,
le

R.oma

844;

^ dall'ab. d. Raffae-

sempre avervi luogo un dottore perugino, ma non l'impetr. Tutta volta il successore Gregorio XIII nel 1573 fece uditore Francesco Conlucci, e Sisto V nel 1587 Napoleone Gomitoli; indi Gregorio XIV nel 1591 Francesco della Penna, morto u' primi del
privilegio potesse

Marchesi professore nel comunale liceo di Perugia, Elogio funebre di mg.''

Giacomo Baglioni Oddi


s.

uditore della

Rota, per Vesequie solenni celebrate in Perugia nella chiesa degli agostiniani,

Roma

845. Questo elogio con alTettuo-

sa lettera del eh. cav. Gio. Ballista Ver-

PER
mglioli,

PE
ai c(hU1

Pt
s.

>

venne dedicalo
defunto.

^larco

scrizione tldle pilfure di


nii^ia,

Pc'ro di Pcs.

Antonio
l'ilhislre
s

e Fenetlelto egregi fralelli del-

chiesa dei
i

monaci

neri d

Bene-

consolar

l<)

patria di
nell'istes-

delio,

grave perdila, GregorioXVI

so
ta

anno nomin
in

l'alluale uditore di ro-

Perugia 77^) stamperia Costantini. Orna'i d'invenzione di Raffaele di Urbino, esistenti nel coro di s. Pietro in
Perugia,
in

perugino, mg.' Spinello de'conli An-

numero loranv, Roma 1 8


s.

linori n;ito

Gubbio,

gi

da

lui

fallo

Gli ornati dclcoro della chiesa d


tagliati in legno

Pie-

ponente
I

di consulla. di

tro de'inonaci casunesi di Perugia, in-

diversi sobborghi

Perugia noa

mancano
Fuori
te

di altri singolaii vanti e pregi.


s.

pra
ti,

disegni di Raffaele Santi

da Stefano Bergamo "^oda Urtutti


,

di

Poi in

Pietro

9.]

apitVawp'n via
al

bino,

ora per laprinia volta

raccol-

per a Todi, traghettando il Tevere

Pon-

incisi

a contorni

e pubblicali

Pioma

Nuovo. Dopo lungo spazio


a

di essa, s'ia-

1845. Aldestro

lato della strada l'a-

conUa
di
s.

manca

lo

splendido monasteio

meno

[)asseggio detto del

FroulonCj ove
grupi

Pietro de'cassinesi, grandioso edilialla torre

nella parte pi elevata sonovi folti


pi di robusti elei,
dili di

zio
le,

con

che serve

di

campani-

che oudjreggiano

sec-

e trovasi esposta alla vista delle


valli

due

marmOjdestinali nella stagione

spaziose

Spoletana e Tiberina.

Fu

cattedrale nei remoti tempi, ullziata anche da s. Ercolano, e cinque anni dopo l'innalzamento della nuova chiesa a Ire navi, seguilo nel

960

fu convellila

io

carmi degli arcadi. Lungo il borgo sono due conservaforii delle derelitte e di s. Anna. Pi avanti per la scesa s'incontrala chiesa di s. Costanzo, sul quale pu leggersi il Diario dell' invcizioue
sliva ai
i

abbazia dal vescovo Onesto, che trasfer


la

ritrovamento delle ossa di

s.

Costanzo

sua sede a

s.

Lorenzo.

La

volta dell'au-

martire, vescovo e protettore di Perugia^

gusto tempio sostenuta da 18 colonne,

5
te

delle quali di granilo, e pugiusta nien-

avvenuto nel febbraio 178 i, Perugia pel Costantini. Porta s. Costanzo si chiama
il

chiamarsi un museodi pittura per ma-

vecchio arco, ove termina l'abitato. Volla via di

gniljci dipinti e quadri, di cui

ridonda-

gendo dalla porta verso


si

Pioma,
s.

no

le

pareti e

gli altari

e primeggiano

trova

il

convento dei riformati


il

di

quelli di

Guido, di Doni, del Vasari, di Wicar, de! Perugino, diSassoferrato, del

rolamo, che d
ta, di cui

nome

alla vicina

GiPor-

r arco

tuttora

in piedi.

La
iu

Parmigianino e di Caravaggio. L' allaie maggiore ricco di marmi orientali; mirabdi sono le bellezze del magnifico e
sorprendente coro, pei bassorilievi in noce degli
stalli,

nuva strada praticala entro


destra
ta
il

la cill,

seguito alla via Papale, costeggiando a


le mura nella disabitata parledelCampo, guida agiatamente per l'e-

disegnati

da Ralfaele,

di

sterno pomerio alla Porta del

Carmine,

cui vi sono eccellenti pitture, ed intagliati

da Benedello da ]Monte Pulciano e da Stefano da Bergamo, il quale fece pure i 4 quadri di lavori in tarsia nei compartimenti della sua porta. Autore del classico lavoro delle sculture in legno e

dove s'incontra altra spaziosa via,chemelte a Isoli la rio convento dei cappuccini, alla frequentala chiesa di s. Maria iu Monterone, ed all'antica abbazia di
s.

Cevi-

gnate, ove nel iSso

perugini col con-

in-

tarsiature, nel secolo

XVI

fu
la

il

celebre

senso del gran maestro gerosolimitano fondarono un monastero di monache, poi


soppresso, passato quindi in
e

eugubino Antonio MaCfei,


1

cui perfe-

commenda,
cill, si
s.

zione nell'arte non fu da alcuno superata.


libri corali

dato da Urbano Vili agli agostiniani.


il

furono miniali dagli antichi


la

Conliuuaudo
nio, ov'c la

perimetro della
via

tuonaci,
zia. Si

quando
p.

pittura era nell'infan-

perviene non lungi dalla Porta

Anto-

hd del

GalaSsi casiincsc, De-

nuova

Eugubiua,

a! cele-

i56
Jjie

TER
<i

PER
nella

inouaslero

MoiilcLiicc,lacui chic-

medesima. Vi

fu eletta la di lui sta-

sn tu tla IMailioo
la:
ila

IV ampliala
la b,

e decora-

ne fu 1/ ahbadessa

IMaigheiita

Sulmona, indi passato alle clansse ebbe due alile badesse perugine, le bb. Felicia

e Cecilia Coppoli.
il

hi ((uesta chiesa

marmo, e la cap|)ella nella quale dipinsero, come ne'fi egi dell'appartamento, Doceno del Borgo Lattanzio della IMarca, Raffaele del Colle Adone Doni e Tommaso da Papacello. Le porle di
tua di
, ,

era
i\\ |).

cclebiecjiiadio della IMadonua, ora

pietra

hanno
,

intagli

con arabeschi di Si-

Valicfino,
io'7,

come

dissi nel voi.

XLVII,
:

parlando pure del superbo qua-

ilro,

ch'era nella chiesa di Fratta

tigosto vi

molta allluenza

di

a'i5 popolo al

Perdono, per cui lungo la strada lateralniente mereiai aprono botteglie. Gli osservanti hanno un bel convento sulla eininenza superioie alla Porta s. Angelo, fondato da fr, Elia i. compagno di s. Francesco, perci detto di s. Francesco al Monte: vi sono pitture del Perugino ed una notabile biblioteca. Fra le due Po/Ye di s. Carlo e del Rastcllo, dietro le mura della fortezza, venne stabilita la vai

che con Lodovico Scalza scolp gli stemmi. Il sitocomprende quello delle antiche case de'Baglioni, perch volle llaccarne la potenza, in un al palazzo di Gentile Baglioui, ridotto ad abitazione del castellano, con bella loggia, della lumia di quelle vaticane e con grotteschi dipinti.

morie Mosca

Fu

gi munitissitna di for-

midabili artiglierie ed altro occorrente:


sotto

Leone XII

le

fu toltala parie detil

ta Tenaglia, e perci

conveniente luo-

go per la polveriera. Nella cortina si vede r arco dell' antica Porta Marzia, coi suoi ornamenti rimurata. Ma questo f irte

sta piazza pei mercati settimanali di be-

Paolino negli ultimi

politici

sconvol-

stiami e per
bre.

la ricca fiera del


il

novemdi re-

gimenti ingran parte venne demolito nel

Poco distante
con
la

monastero

ligiose,

chiesa dis. Giuliana, aven-

te in sagrestia

un quadro

del Perugino.

La

fortezza di Perugia, bella e

nente, fu edificata

impopresso Porta Emniea,


principali, d'or-

ed incontro
dine
di

le

due piazze
III, e
:

Paolo della Paolina

perci dicesi

Cittai

dicembre 1848 , al modo riportato dal Contemporaneo n. 225, principiandosi l'atterramento il giorno 3, probabilmente anniversario del suo incominciamento. Dell'antica fortezza nel monte di Porta Sole parler a suo luogo. Vi sono io Perugia alcuni tratti di mura di costru1

incominciata a'G o

3 di'

zione etrusca

ivi si

rinvennero avanzi di
si

cembre

540 condisegno del


la

celebre Ani

etrusche e romane antichit, e


ui. (ili scavi

vedono

lonio Sangallo,

termin nel
Il

544)

specialmente nel chiostro degli oliveta-

A'endovi cooperalo l'altro architetto

Gaalli-

furono feraci
incisioni

di statue, iscri-

leazzo Alessi perugino.

Papa ne
al

zioni, vasi,

ed altre pregievoli
,

la

direzione e conipimeulo

parente
carla

cose. Vedasi Jo. Baptista Passeri us

De

Crispi governatore di Perugia, poi

antiqua vdciorum etruscoruni faniilia pernsina disserlatio, nel


Cori:
t.

dinale e legato dell'Umbria: ne fanno


descrizione
rugia.
citt,
il

3j Blns. Etr. di

Crispolti e le guide di Peil

De

ctriiscoriini sepidcris praeserlini


et

Ne
ed
il

fu cagione

lumulttiare della

PernsinO; Igux'ino,
triba,

Tarqdiiiensi dia-

governarsi con troppa licenza,

per cui Paolo III soleva chiamarla nuova Perugia e lui fondatore, lo che espresfce

ibidem. Gio. Battista Vermiglioli, presidente del pubblico patrio museo, /scizioni perugine raccolte
,

illustrate

in diverse iscrizioni,

accompagnate dal
nipoti.

pubblicate, Perugia
citate

8o4 pel
i

Baduel. Le

suo stemma e da quello dei


Irepiogredi va
la, sette voltesi
la

Men-

fabbrica e dopo termina-

Effemeridi a importante estratto


2.'

p.
:

i5 ne danno un

merit l'opera una

rec in Perugia, quasi sem-

edizione pegli

stessi tipi nel

pre in seltcaibre, alloggiando coi nipoti

medesimo,

oltre altre opere,

i833.Dl1 abbiamo

PEPv
V Indicazione antiquaria dclgahinc'loar'
chcologico di proprie l (li II) at^istralo di
ni

PER
tano un copiosissimo

1T7
d! cittadi-

numero

Perugia e situalo nelpuhdico studio, Perugia


cipali

che fiorirono in santit di vita, in dignit ecclesiastiche, nelle arnu, nelle arti

i83o

pel Badiiel.

Tra

le

cose prin-

e nelle scienze

principalmente nella
i

rinvenute nel corrente secolo, noCalinciri


:

giurisprudenza. Oltre
li

nominati cqueli

miner quelle notate dal

il

car-

ro etrusco di bronzo, coperto di laniiiie

d'argento istoriate; una tazza di finissima terra colla rossiccia, con teste, festoni e

accenner qui principali, non compresi cpielli che sono considerati perugini per aggregazione alla
di cui parler,

cittadinanza o nobilt. Alcuni prelesero


fare perugino Innocenzo VII Migliorali
di

maschere;

la

pi copiosa iscrizione

lapidaria efrusca in pietra, che sia noia;


il

Sulmona, ma prova

il

contrario

il

pees-

disco o patera

manubrlata

di

bronzo;

rugino e savio storico

IMariotti,

non

la statua

metallica dell'Augure Mediceo,


in Firenze. Sulle

ora esistente

/7i5'//.'escoperte nel

Tavole pe1822 pubblic unccmmento il Vermiglioli, poi una diversa interpretazione Vincenzo Canipanari , ai
zioni ed osservazioni. Si legge nel n."! 2C)

sendo certo neppure eh' egli avesse studialo in Perugia, confutando il Vincioli,
che
e
Io

annovei

tra

cardinali perugini,
altri;

lo fece

ancora con
1

bens

come
vec-

ho
ci

rilevato fu

ettore della

Sapienza
e

quali tennero dietro altri con dotte ledel Giornale di

chia.
le

Certamente sono perugini


biografie,
i

ne fese-

cardinali Ridolfo della

Roma

i85ij che l'avv.

Sta/fa, Stefano

Normandis romano

Secondiano Campanari intendepubblicare una letterale versione delle medesime, stimando egli che riguardino la religione,

condo alcuni, nato in Perugiaj Andrea Buontempi, Francesco Medici JrmelUni, Fulvio della Cornia, Eenedetto Monaldi Baldeschi,

memorie

di sngrifzi, epnli sacri,

immola-

Slehvo

Pignattelli nato ia

zioni di vittime, ludi, preghiere, libazioni,

chei sacerdoti praticavano in alcuni giorni di ferie


:

Federico Colonna Baldrschi Marc'Antonioy^/2.?/r/f^/_, Jacopo Oddi, ?si-

Piegaro

opinando che le tot'o/e^er/i^me

sieno state scolpite nel

VI

secolo di

col OrW/ j Francesco Cesarei Leoni y Francesco Canali crealo da Gregorio

clie di
relli,

Pioma.Altriche scrissero sulle cose artisliPerugia, sono: Gio. Francesco Mo-

XVI. Giacinto Vincioli


morie
tratti
i storico -cri ti che

pubblic;

i.
,

Mee ri-

di Perugia

Breve notizia delle pitture

e sculture
ivi

clic

adornano

la citt di Perugia^

pel

nali della

Costantini i638. Baldassare Orsini pittore e architetto perugino, Guida al fora stiere per V augusta citt di Perugia^ al quale si pongono in vista le pili eccellenti pitture ed architetture con alcune osservazioni, VciuQ\a 1784 pel Costantini.

Vi

24 uomini illustri e di 24 cardimedesima rZ/t, Foligno 780. pure la Lettera in risposta al mardi
1

, delle antiche memorie di Perugia. 1. Notizie storico-critiche ai ritratti di 24 cardinali perugini, con la

chese Maffei

serie
vi,

dopo il XIV cronologica de' vescodisamina dei due ss. Ercolani, Fo-

Siepi, Descrizione topologico -istoricitt di

ligno 1730. Perugini furono gli arcivescovi, di Pisa Pietro

ca della
PiafTaele

Perugia ^

vi

82

i .

Di pi

Giacomo Bourbon

Cambini pubblic un'esatta G<d'

da

di Perugia, ed erudite Dissertazioni

sul lago del Trasimeno.

Monte, di Saldana come lo chiama Crispolti Franco de'Franchi, e di Amalfi Monaldo Monaldi ; vescovi, oltre quelli
del
i

Anticamente Perugia contava maggior numero di abitanti e giunse si no a 4o, DOG,


ora coi suoi borghi di circa iq,ooo.
I

della patria, di Jesi Luigi A|[ni,di

Or-

vieto Ercole Baglioni, di Narni

Giaco-

mo Mansueti, d'Ulicasuffraganeo di Mantova Marc' Antonio Gradini, di Pesaro e


Asisi INIalalesta Baglioni, di

perugini sono di sveglialo ingegno, ale Icllere, le

mano

scienze e

le arti

\an-

Cagli e Or-

58

TE R
eoceni
di
s.

PER
Ugolino
II
;

\ielo Nicul IMcrcuiri o Ughi, di

Vinciolo Vincioli e Vincio-

Virgilio Fioienzi e Alessandro Yincioli,


di Grosseto
b.

lo di Bevigiiate; Nicol,

Angelo domenicano,

como
di,

Piccinini,

Fiancesco e GiaGrazino e Giacomo Ora-

Citt di Castello e

commendatore

di

ziani. Molti artisti e pittori, e fra'secon-

Spirilo Evangelista Tornioli, di Bologna

Pietro Vannucci dettoli Perugino,

m^

Giacomo

Biioiicandji, di Firenze Giacodi

mo

Ranuccio,
e

Trivento Paolo Bisuel-

ti, di Alatrl

Ignazio Danti celeberiimo

cosmografo
:illrove,
lati

matematico, che celebrai


a Palazzo Vaticano. Pre:

come

governatori, nunzi, pronotari

Alber-

l'encomiato IMezzanoUe nel i836 stamp iu Perugia pel Baduel, Della vita e delle opere di Pietro Vannucci detto il Perugino; Gio. Battista Caporali, Orazio Alfani, Cesare Pollino detto il Francia, e Bernardino
di Citt della Pieve, di cui

eFrancesco Baglioni, Fabio della Penna, Fulvio Paolucci, Gio. Battista Lauto
li, Nicol
j'i,

Pinturicchio, dell juale


se,

il

Vermiglioli scris-

Baidcschi, Nicol Biionlem-

Memorie del pittore, ec. Perugia 1887 pel Baduel. Si pu anche leggere sugli
arasti:
tori

Vinciolo Yincioli. Fiorirono in arnii.

Lione Pascoli,

l'ite

dei pittori, scul-

Caio Ceslio detto \\ Macedonio, Andrea Montemelini de'conli di Marsciano R.a;

iiicro Burgarelli e

Ranuccio li degli Armanni, og^i della StalTa, Armanno, Cherubino e Nicol, Giovanni, Nicol e Gio. Orso Montcsperelli ; Raniero Vibii condottiero d'armi di Gregorio XII e Gio;

Roma lySi. Annibale Marietti, Lettere pittoriche perugine, o sia ragguaglio di alcune memorie isteriche riguardanti le arti del dif^egno in Perugia, ivi 1788 pel Badaci.
ed
architetti perugini,

Baldassare Orsini, Rispo^taalle lettere pittoriche di

XXIll degli Arcipieli, oggi della Penna, Agamennone, Giacomo e Cinlio


\anni
;

Annibale Marietti, Perugia 1791 pel Baduel. Nelle /f^gg/ c'/Ve e canonica si distinsero perugini, il sommo
i

geneiale di Clemente VII; Giovanni Gie-

Diouiede Penna de'Baglidni Astoirel, Adriano) detto IMojgante, Aslorre li, Adriano 11, Becello, Bi accio generale di s. Chiesa, Braccioli, Carlo Bacciglia, Gio. Paolo, Lodoxico, Rlagori. Evangelista Tosti,

Bartolo Alfani nato in Sassoferrato, Baldo Baldeschi forse il pi celebre giureconsulto,

generale pontificio in Avignone

Ascanio Scolti

degli

Alfani Ac-

latesta

1,

Malatcsta
II

11,

Orazio, altro

Oil

razio,Ridolfo
lio III,

capitano generaledi Giudi cui nel


in

Malalesla IV,

i83g

lodato Vermiglioli stamp

Peiugia,

La
Be-

vita e le inpi ese inililari^ niirrazioue.slo-

icaj Ruggiero Ranieri, Ascanio

lardo della Corgna

Ascanio della Pen-

Bernardino; dei Baldeschi Amadeo, Angelo, altro Angelo,Enea, Francesco, Gio. Zenobio, Pietro I, Pietro II ambasciatore patrio residente in Roma presso Gregorio XII 1, e Pietro lglio del primo; Angelo e Baldo Perigli, Ariguccio Arigucci, Benedetto Barzi, Baglione e Raniero Vibii, Benedetto Benedelti, Baldo Bartolini, Benedetto e Dionigi Barigiani, Benincasa e Cornelio Benincasao A nsidei. Cesare Gherardi, Conte
curzio,

Tindaro

na oggi della Corgna ; Ligiero Andreotli, Biordo e Ciccolino Michelotli, Miccia digli Oddi e Oddo di Ongaro; Bino, Fabrizio 1, Fabrizio l, Giovanni, Leandro td Ottaviano Signorelli; Bartolomeo, Camillo, Gio. Battista, Montino, Pietro,

Saccucci, Cesare, Federico e Pier Filippo

Corgna ; Cesare Fumagioli, Filippo Franchi, Filippo Massini, Fabio Torretti, Gio. PetrucciolMonlesperelli, G. Vincendella

zo Ondadei, Gio. Paolo Lancellotto, Giu-

golino ed Uguccione
te;

Bourbon

del

UMon-

de'Crispolti Faustino, Crispolto e Cri-

seppe Neri, Ivone e Raniero Cop|)oli, Lodovico Senso, Lodovico Cenci, Lodovico Aureli, Marc' Antonio OradinijMarcu Rossi

spollo lglio di Pietro; dc'liigazzini Filip[)o,

Giacomo

1,

Giacumu

111,

Ranaldo e

cui gli anconitani eressero una statua, Marc'ulouio Severi, ftlarc'Anlouio Eu-

PER
Paolo Buontempi, Raniero de'Ranieii, Risloro Castaldi, Rinaldo Ridolfini precettore di Cleaente VII! e Paolo V,
qcni,
relio Propertio,
cii.e

PER
Perugia
1

>n
-

628. Su
;

di al

famiglie perugine

abbiamo

Com-

pilazione de'pri\'legi e giurisdizioni della

Rubino Monleinelini
Sforza

Salustio Salusti,
,

famiglia Meniconi, Perugia 719 pei


:

Tobia Nonio Ugolino IMontagntelli, Vincenzo Ercolani. Final,

Doddo

Costantini. Di Giacinto Vincioli

Let-

tera stdlii famiglia

l'indoli, Macerata

mente

nella teologia,Jlosofia, poesia cA

17 12. 2."
lliiglia

l'ite de''

nove soggetti della fa-

Andrea Calrani dooienica110, Angelo generale dei francescani, Agostino e Secondo Lancellotti abbati Olialtre scienze,

T indoli
ivi

venerabili

ed

insigni in

santit e piet, con altre nolizic di Pe-

rugia,

1734. Lettere con notizie

del-

vetani, Alfano Alfani che fu soriere apostolico in


1

87 anni tepatria e mori nel

la famiglia Eugeni, Perugia 1733. Nel

55o, Andrea Cibo, Baldassare Ansidei, Francesco Coloaibo, Girolamo Baldesi hi, Guid'Ubaldo Bourbon del Monte, Girolamo Bigazzini, Gio. Battista Danti, Giovanni
b.

Sansovino sono le notizie de' Baglioni nello Zazzera quelle degli Oddi, come di altre famiglie, e cos nel Marchesi e nel
,

Litta.

Perugia, Pernsia, per


e
turrite

le

sue antiche
,

R.uscelli,

Gio.

Tommaso
,

Gigiioli,

Giacomo da Cerqueto, Leonardo IMangenerale de' domenicani


,

nel

mura fu detta Turrena romano impero nobilitata col


Citt della

indi

titolo

sueli

Malliolo

di /^f/^/^^/a, poscia dai

Brumacci domenicano, Nicol Colombo maestro del s. palazzo, Nicol A lessi domenicano, b. Ranieri, Tomassello domenicano, Taddeo
Mattioli
b. Nicol

ispeciale privi!(-gio

Papi chiamata per D. l'erdicesi fable

gine del Bosario. La prima >ua fondazio-

ne

si

perde

nel

buio de'tempi:

bricata dai
stie della

lidii,

che fondarono
,

dina-

Bourbon
t a Sisto

del

Monte generale

agostiniano,

Etruria media

e peici circa

Pompilio Eusebi matematico, che progetV la erezione di un canale navigabile per le acque dell'Aniene da Ti-

5oo anni
la

avanti l'origine di

Roma; altri

vogliono edificata da Perugio troiano, altri da Giano, ovvero da Perseo, o dagli

voli a

Roma Timoteo Bottoni


;
,
,

vicario ge,

achei o dai tirreni, ed in origine! pesi

nerale

domenicano Ci istoforo Sasso Francesco Maturanzio Giacomo Antiquario, Marc' Antonio Bonciari Orazio Carsanetij Cesare Crispolti, OrazioMancini, Scipione Tolomei, Cesare Capora,

rugini
che

dissero

grifoni armeni. Certo


le

come

antichissima brill fra

12

Lucumonieetrusche, reggendosi

col sistecir-

ma
ca

federale,

ma

il

suo perimetro era

due

terzi

meno
si

del presente. Nel fine

le,

Francesco Beccuti, Filippo Alberti,


Grisaldi
,

della via Papale

vedono

gli

avanzi delle

Giacomo

R.icciardo Barlolini,
R.alti,

sue solide

mura

grandi travertini in-

Vincenzo Menna, Lorenzo

Vincen-

zo Ugolini. Vedasi Caesar Alexius, Elo-

gia liviurn ptrnsinoi'iint, Fulginiae 63 5,


1

sieme commessi,! quali tracciano il vecchio recinto sinoalla suddetta Porta 3Jarzia, ove si leggono l'epigrafi di Colonia
J ibia e di
alla citt

Romae

i652. Augustiuus Oldoinus^ z^tlienatwn Augnslwn , in quo pcruxinoruni sciipla pitblice expomaitiir^ Pcrulyp. Ciani et

Augusta Pernsia,

titoli

dati
il

ne'lempi romani. Di col

re-

cinto antico etrusco volge al fosso della

siae

Desiderii 1678.

Gio.

Battista Yeiniiglioli, l'importante Biogra-

fa degli scrilloii ptrugini e notizit delle

opere loro, ordinale e pubblicale, Perugia


se:

Cupa e si ricongiunge alla Poi ta Ekrusca ben conservata, nel fine di via Vecchia e innanzi la piazza Grimana, ove si leggono le dette iscrizioni. Perugia fu una
delle citt etrusche, che fissando l'atten-

1828 pel Baduel. Felice Ciatti scrisParadosso isterico, nel quale si prova Perugia esicre patria di Sesto Au-

zione dei romani, ebbe molto da fare con


tssij e

centro di loro sostenne lotta mici-

Go
,

PE R
collegata con Arezzo e
<)i

PER
Cortona,
la

tlialc

ebbe origine
rugia e

la

naturale scissura fra Peetrtische


,

per cui a cagione


secolo

possanza ottenne dui

le altre citt
l'

e fu ca-

vincitori onorevoli tregue.


(]el

Dopo

met

gione che quando

impero rovin, essa

di

Roma

a cpiesla soggiac-

comune ai volsiniesi alleati, venendo ammessa alia cittadinanza romana e alia trib Tromenfina.
que, dopo
la disfatta

sempre tendesse a riunirsi ai latini ed ai popoli che ad essi successero. Diviso nel secolo IV il romano impero in occidentale

ed orientale, e nel seguente distruti

Sidislinsenelle guerre puniche,

massime

nella seconda, e fu larga di vettovaglie e


di armali ai romani. Quando il cartaginese Annibale vinse la battaglia di Can-

primo, secondo dei


to
il

perugini restarono fedeli al

greci.

Invaso l'occidente dai barbari, igoti oc-

cuparono anche Perugia, che ne


pitano di Belisario, vinsero sue mura.
al

scosse

il

ne,

460

valorosi perugini con

5oo

di

Pa-

giogo; quindi! perugini con Costantino cai

lastrina e pochi altri, custodivano Casalino, piccolo castello

goti presso le

citt sul

fiume Vol1'

turno nella Cauipania, poi Casleilaccio.


Inutilmente quel
fortunato eroe
asse-

Non pot poi la citt scampare furore di Tolda re dei goti che la cinse

d'assedio;
lo

ma dopo ostinala
anni e verso
il

resistenza, soin

di due volte, e vinto dalla loro indescrivibile e valorosa resistenza e dalla fuiie

dopo

17

546 venne

suo

potere, ed allora vi esercit la pi cruda

che aveano sostenuta, accord loro onorevoli condizioni e li lasci ripatriare, onde poi Perugia ebbe l'onore del municipio. Nel fatale

vendetta, saccheggi e misein fiamme, facendo decapitare il vescovo s.Ercoiano li. Dipoi ricuper la citt il greco capitano

combattimento
si

del

Tra-

Narsete, e per l'invasione de' longobardij verso


il

simeno,
sercito

si

crede che parte del disfatto erifugiasse


i

579
il
i

si

sottomise

al loro

do-

romano
i

anchein Peperugini par-

minio, finch

greco esarca Romano nel

rugia. Vinti

cartaginesi,

598 ne
all'

cacci

longobardi e

la restitu

teciparono delie glorie e dei trionfi ro-

mani. L'epoca del triumvirato

riusc

dan-

impero. Di ci sdegnato il re longobardo Agilulfo, ne guast il contado nel

nosa

ai

peruginijche parteggiando caldaa sostegno del partilo repubblicale

mente
cio

no, a pn

porte a'profughi guidati da


fratello del

Lusuo

Antonio,

triumviro Maril

c'Antonio, che perdeva in Egitto

tempoconCleopaUa.il vincitore Ottaviano l'assedi, onde la citt colla pili valida resistenza e prodigi di valore prov tulli
gli

orrori della fame. Ridotta agli estredarsi a


il

rai, fu costretta

discrezione,

ma

l'inimico vollesfogarvi
to
:

suo risentimen-

furono decapitati 3oo senatori, abal

594, e s'impadron della citt, a fronte da Gregorio prefetto di Roma, e vi stabil un duca di sua nazione. R^iusc a'greci di riprendere Perugia, e ne affidarono il governo ad un conte o duca imperiale. Intanto l'imperatore Leone movendo fiera guerra alle sacre immagmi, Papa s. Gregorio 11 lo scomunic e sciolse gl'italiani dal giuramento di fedelt; laonde Perugia versoi! 727, ad esempio del ducato romanoedi altre citl, si sottomise al temporale dominio
de' soccorsi spediti

l)andonata
militari,

saccheggio ed alle violenze


propria casa allo

della sede apostolica, ci che riconobbe

quando Caio Cesilo Macedonio,


la

poi e conferm Carlo


stitu ai

Magno, quando
il

re-

preferendo bruciare
.spoglio, r

Papi
:

le

terre loro tolte dai lonCrispolt


,

per

propag dal vento distrusse. Tuttavolta nel lungo e pacifico impero di Ottaviano Augusto si riprodusse, avendovi Vibio Pausa portata una colonia romana per popolarla e farla rifiorire: da ci
incendio
si
1'

gobardi
Pellini

tanto attestano

il

infelice citt, e la

ed altri storici di Perugia. Bench Rachis re dei longobardi avesse convenuto con Papa s. Zaccaria un tiattato
di

confini del suo regno, nel

pace per 20 anni, volendo allargare i 479.con pode*

PER
roso esercito
all'

PER
i'nssele citt

iG

improvviso pose

coi guelfi orvietani la vinsero.

L'impera-

dio a Perugia, miiiacciaiulo tutte


(Iella

tore Federico

I,

nellegravi dissensioni con


vicario imperiale di

PfitapoU. Trepidando Perugia di

Alessandio

III, fece

sua sorte, mosse da Pioma coi primari


del clero e della citt
le
s.

Zaccaria,

il

qua-

pieno di apostolico coraggio, tanto sepclic

Perugia Lodovico Baglioni, e nel diploma lo chiam consanguineo suo e dei duchi di Svevia. Alessandrolll si dichiar ben contento della fedelt dei perugi-

pe dire,
gli fece

obblig

il

re a desistere dal-

Tincominciato assedio, e tanto disprezzo


concepire delle transitorie

uma-

ne grandezze, che lo indusse a riuunziar hi corona e farsi monaco a Monte Cassino. La citt in progresso di tempo, co-

da loro ricevuti, encomiandoli con suo breve. Nel i i85 perugini si recarono in aiuto dei guelfi orvietani, contro Federico I, che li teneva assediati, avendo esso occupalo quasi
ni, e dei soccorsi
i

me
di

le altre d'Italia,

adott libero sistema

tutti

territorii di

Todi, Amelia e Fo-

governo municipale, e sempre tenne le parli dei Pontefici, eh' erano quelle della

ligno.

Nel 12 IO per sospetto dell'impe-

propria indipendenza

contro
di

le

ger-

maniche
patrizi,

invasioni degl'imperatori.
il

Mai

IV che sollevava l'Italia, Innocenzo 111 mand il cardinale Gualtiero di s. Maria in Portico, legalo a tratratore Ottone
tar la pace tra
i

che sotto

nome

decurioni eseparali dai


,

perugini, orvietani e to-

lansi gi nell'epoca

romana

dini, conchiusa in Marsciano. Intanto la

plebei, crebbero di orgoglio

quando
i

ni

governo democratico sostituiti consoli, concentrarono in poche mani la somma delle cose, funesto principio, che bast ad accendere le faci della discordia e tingere il suolo per pi secoli di sangue ci\ile. Equi noter, chedal loooal 1198 prevalse la fazione imperiale, sebbene il valore dei perugini sovente, non solo ne
,

scuotesse

il

giogo,

ma

alle vicine citt si

len desse terribile.

Nel I 080 perugini, colle milizie della gran contessa Matilde ed altri aiuti, liberarono Firenze assediata da Enrico IV, deposto e scomunicato da s. Gregorio VII. I medesimi nel io83 cogli 'orvietani espulsero g' imperiali da Chiugi o Castiglione d'Arezzo, detto pure Castiglione Perugino, che perturbavano la Toscana,
i

famosa lega lombarda divenne sostegno dei guelfi, dopo la protezione spiegata da Innocenzo III, liberatore dell'Umbria e del Piceno dagli stranieri, quali si proponevano di vantaggiare le proprie franchigie. Dice il Crispolti che Innocenzo III conferm ai perugini il contado di Agubbio, Chiugi ed il lago Trasimeno, pei servigi prestali alias. Sede, anche nella ricupera dei suoi dominii. Nel voi. XXXV, p. 288, narrai perch InnocenzoIII si rec a Perugia e vi mor a' 16 luglio 216
i

(dopo avere consagrata


vendo pure
tenuto
di
il
il

la cattedrale, al

dire di alcuno, e diversi altari), descri-

sepolcro

perugini

gli ce-

lebrarono solennissimi funerali.


conclave pel successore
cato nel voi.

Ivi
,

fu

indi-

vi ristabilirono la
;

parte guelfa seguace

Papa indi ripresero Val di Chiana e Val di Paglia, per Orvieto occupate da
del

p. 259, coli' autorit Guido, Specuhwi hisl. Roman. Pont.j e perch le cose di Gerusalemme si trovavano in grandissima

XV,
di

Bernardo

necessit

a costringere

cardinali alla

Enrico IV. Siccome nel 1098 furono uccisi in Chiugi Bovacciani guelfi dagl'imi

sollecita elezione nella

canonica del duo-

periali o ghibellini, vi ritornarono

peluoi

rugini con molta gente, ripresero


i

il

go e fecero molta strage. Nel i25 perugini mossero il campo verso Orvieto
contro la parte eretica
VOL.
LII.
,

mo, tolsero loro ogni giorno alcuna cosa del vitto ordinario, onde 6 giorni dopo, secondo il Biondo, ed a' 18 luglio secondo Novaes, fu eletto Onorio III, ivi consagrato e coronato, donde partito, giunse in

dove congiunti

Roma

a'3i agosto. In questo secoI


I

.62
lo,
fjci

PER
le

PER
Roma,
i

per
di

turbolenze di

Ponte-

cardinali,

uno

dei quali, suo nipote, di-

frequente furono necessitati ad u-

scirne, e cercare asilo

pi tranquillo, on-

venne poi Adriano V. Il Papa confera Perugia suoi privilegi, pass in


i

de spesso fecero residenza in Perugia, e per alcuni divenne quasi l'ordinaria sede^ con accresciroento di vantaggio e lustro alla citt.

Asisi e nell'ottobre in

Roma.

Nel detto

anno I25i
Manfredi

la citt

si

colleg con le al-

tre guelfe a favore della Chiesa, e


figlio

contro

naturale di Federiceli.

Gregorio
gia per
le

IX

pi volte pass in Perudei romani, fo-

sollevazioni
li,

Alessandro IV nel 1259 spedi un onorevolissimo breve in lode della fedelt dei
perugini e loro benemerenze colla chiesa

mentate da Federico municato. Nel laaS,


si

dal

ribellali

Papa scoromani
i

romana, per aver preso


INIanfredi. Nel

le

armi contro
1

per opera dei Frangipani, Gregorio


rec in Perugia, e
vi

IX

suo pontificato e nel

260

dimor dal mag-

qui ebbero origine,

come
:

in altre citt, le

gio di dello
plicato dai

anno al febbraio i23o, supromani a tornare fra loro. Per nel i234j ad istigazione degli Annibaldi, con nuova sedizione romani volevano proclamar la repubblica, per cui i perugini spedirono al Papa 800 cavalli,
i

Confraternite, che ben presto si propagarono in Europa altri riferiscono che vi ebbe pui'e origine la setta dei Flagellanti (f^.)Il

successore

duce da Todi, mor


testa
il

a Deruta,

Urbano IV, come

reat-

Pellini, a' 2 ottobre

1264, don-

indi

si

avvi per la loro

citt, vi

giunse

de
lo

perugini con sontuosissima


vuoisi

pompa
lo-

nei primi di maggio, e la prese sotto la

trasportarono e lo seppellirono nel

prolezione sua e della

s.

Sede

apostolica.

ro

duomo, ove

che Dio operasse

Quiet

le

differenze dei cittadini a cagio-

prodigi a sua intercessione.

Dur
1

la se-

ne

dei fuorusciti, per le fazioni guelfe e


;

ghibelline

ricompose

gli

bilire le basi di conciliazione fra


ti

animi con islaRaspani i

o popolani ghibellini, ed
s.

Patrizi. Nel-

la chiesa di

Domenico
i

vi

canonizz nel

1235

s.

Elisabetta, figlia del re di

Un-

gheria. Nel

laSy

roujani spedirono a

il Pa, e vinto pa dalle loro preghiere, fece ritorno tra essi. Anche Innocenzo IV per le persecuzioni diFederico II abbandon Roma e si ritir in Francia, mentre l' imperatore occup gran parte dei dominii della

Perugia un' ambasceria

de vacante 5 mesi e 2 giorni, quindi nella canonica di Perugia a'5 febbraio 265, al modo che riportai nel voi. XXI, p. 222, fu eletto Clemente IV, che la pi parte degli storici dicono assente, e presso il conte di Monfort quale legato o in Boulogne o in Inghilterra. Intesa la sua esaltazione, montalo in alcuni legni mercantili per timore di Manfredi, sotto abito di leligioso mendicante, si port in Perugia, ove chiamali cardinali fa coronato a'
i

22 febbraio,
tri in
si

il

Pellini dice in

Perugia, ai-

Chiesa, onde nella Toscana pontificia re-

starono ad essa devote solo Perugia, Todi ed Asisi. Dopo la morte dell'imperatore,

Innocenzo IV torn

fidandosi dei romani, a'5


si

in Italia, e non novembre 25


i

poco dopo onoratamente accompagnato dai perugini. Essendo sempre i romani ostili ai Papi, ne trovando questi conveniente alla lorodignit il rimanere in Roma, mai vi si rec Clemente 1 V, che dimor ordiViterbo, nella qual
citt

rec,

ferm in Perugia e vi rest sino all' aprile 1253. Vi canonizz s. Pietro martire domenicano e s. Stanislao vescovo
(in questa occasione

nariamente in Viterbo ed Orvieto, ed anche in Perugia, ricevendovi l'offerta di

un
Nel

eletto drappello di cavalieri ausiliari

ebbero origine gli stendardi dei santi, per quanto dissi nel voi. VII, p. 3i4)> facendovi nel sabba lo santo a' 1 9 aprile la promozione di tre

nella guerra napoletana contro Manfredi.


I

266

guelfi rientrarono in Firenze

per

gli aiuti dei

perugini, indi combat-

terono

in favore della

Chiesa Todi edX-

PER
sisi,

PER
avendovi voluto concorrere
chi,
i

iC3
canonici
;

dando

11

guasto

ai

dinlorni massime

di Todi.

portati al suo sepolcro molli storpi e cieAsisi, e re-

Proveniente da Orvieto ed
gorio

Dio

li

risan per glorificare


si

il
il

suo
con-

candosi per Arezzo in Firenze, anche Gre-

servo.

Nella canonica

tenne

onor

nel

gia, incontrato a

giugno 1273 PeruMarsciano da io am;

clave e nel secondo giorno dello scrutinio, a'2 aprile 285, rest eletto Onorio IV, che dopo essersi trattenuto alcuni giorni in Perugia, si trasfer in Roma, ove
i

basciatori perugini

poi per di
al

lui

ordi-

ne restituirono

perugini
,

leto per la Chiesa

Gubbio
i

duca di SpoNocera e
,

a'i4 ricev
di Nicol

il

sacerdozio.
la

Dopo
i

la

morte

Gualdo. Nel 1276 fu rogato istromento di convenzione fra fiorentini, orvietani e perugini, che passando vicendevolmente sopra propri territorii, niuno di essi dovesse pagare la gabella imi

IV

sede vac 2 anni, 3 mesi


2 cardi-

e 2 giorni, per le discordie de'


nali

che allora componevano

il

sacro col-

legio, divisi in

due

partiti,

unode'quali,

diretto dal cardinal Rosso Orsini, voleva

perugini mandare il pePapa per la cena del gioved"i santo. Martino IV con breve del 27 marzo 1281 gliene fisce richiesta, mentre dimorava in Orvieto. Nel 1282 perugini partirono per l'impresa di Faenza e Forl ribellate alla Chiesa, e si posero sotto il comando di Giovanni di Brion nipote di Martino IV e capitano generale della Chiesa.
posta.
sce al

Solendo

un Papa di piacere a Carlo li re di Sicilia. Aumentarono dispareri gl'irrequieti sei

natori di

Roma

le

malattie da cui era

afflitta la citt,

per cui alcuni cardinali


altri in Rieti e tre

passarono in Anagni,
restarono in

Roma. Finalmente per conil

siglio degli arbitri destinali a stabilire

luogo del conclave fu scelta Perugia, onde essere liberi nell'elezione, sicuri esani
per l'ottimo clima. Pertanto
sero nelle stanze del
si

Ma

per

la

guerra contro
di

folignEiti, asse-

rinchiu-

dio e presa della loro citt, non che diroc

duomo

in conclave,

caaaento

sue mura, tutto in disubbi-

ma due
i

cardinali

Colonna

e l'Orsini ri-

dienza alle ammonizioni di Martino IV, da


questi nello stesso
interdetti,

anno furono
i

perugini

ed il vescovo. Neil' anno seguente implorando perdono, l'ottennero con imposizione di grossa somma di danaro per risarcire danni fatti ai folignati. Dispiacente il Pontefice del suo rigore verso Perugia,
levando loro
religiosi
i

tardarono il suo fine, ad onta della diligenza che posero perugini per riunire loro suffragi, facendo intendere agli elettoli mali che ne derivavano alla Chiesa. Ci non producendo effetto, ricorsei

ro alle proteste di ritener loro


dinari,

cibi or-

come alcune

volte fecero. Si recaII e

rono

in

Perugia Carlo

Andrea IH
i

re

deliber di recarvisi, onde col soc^iorno


della corte procurarle

d'Ungheria, per

far risolvere
,

cardinali

contento del governatore


col part Martino

compenso. Maldi Orvieto, da

con esortazioni e preghiere ma senza frutto; anzi il cardinal Gaetani, poi Bo


nifacio Vili, disse loro

IV nel 1283 per Pedimor alcuni mesi, quindi a' 25 marzo cant la messa di Pasqua nel duoBio con solenne pontificale; ma appena desinato ammal di febbre, piorugia e
vi

che

tali insistenze

potevano sembrare
quasi violenza
sero
ai

alle nazioni cristiane

suffragi,

onde

due re

partirono. Alla fine a'5 luglio I294cle5


Si.

Celestino V, che vivea penitente

dotta dalle anguille e squisiti

pesci

del

e religioso in
nali
si

Trasimeno, che avea mangiati in copia nel sabbato santo, e ne mor nella notte del mercoled entrando il 29. Dopo fui

Abruzzo, per cui cardiportarono all'Aquila per la consai

grazioiie,

non potendo
cardinali.

pel caldo recarsi

il

Papa
gli

in
i

Perugia,

come onninamente
il

vo-

nerali fu sepolto con l'abito de' minori


nella cattedrale a pubbliche spese,

levano

Poco dopo rinunzi e


quale nel

non

successe Bonifacio Vili,

64
Perugia

PER
le

PER
af-

visilare

mostr particolare
nel palazzo

mala

de'

cardinali in Francia, procur

fezione.

trattenerli a vantaggio d'Italia, per

im-

Morto Bonifacio Vili


sero fare
il

Va-

pedire
pale,

la

traslazione della residenza pai

ticano, sebbene alcuni cardinali opinas-

conclave
eletto
lo
il

in

Perugia, in quello

ziare a

imperocch cardinali nell'annunClemente V la sua elezione , e-

nel

3o3 fu

b.

Benedetto XI do-

menicano. Per

scompiglio delle fazioil

spressamente l'aveano invitato a recarsi prontamente in Perugia per coronarsi

ni guelfe e ghibelline,

Papa

part

da

come aveano
rio

fatto

Roma
se a
vi

nell'aprile per Viterbo, indi giun-

X,

eletti assenti dal

Perugia, ove stabil la sua dimora, e ebbero luogo quegli avvenimenti notati alla biografia, in un alla sua morte di veleno a' 6 luglio i3o4, di che furono incolpati Bernardo minorit e Arnoldo di Villanova, operando Dio al suo sepolcro molti miracoli. Venne sepolto con grande onoie nella chiesa de'suoi domenicani, da lu principiata e chiamata di s. Ercolano, ma veramente di s. Stefano, poi di s. Domenico , avendovi concesso
l'indulgenza della Porziuncula.
li si
I

in Perugia, l'altro

Clemente IV e Gregoconclave, il primo in Viterbo. Predomii i

navano allora nella citt Raspanti, a' quali aveano acceduto moderati patrizi,

quindi l'assenza de'Papi e la loro lunga


in

nuove governo consolare erasi surrogato quello de' io priori delle arti. La prima met del secolo XIV segn il colmo della prosperit di Perugia, che tenne posto onorevole fra
Avignone, consolid
,

dimora

le

popolari istituzioni

poich

al

cardina-

le repubbliche italiane oltre limiti dell'Umbria, che tutta le fu sottoposta, non


:

rinchiusero in conclave, non nel conscrisse-

escluso Spoleto vinto nel

2 e poi con-

vento de'domenicani, come alcuni


ro,

quistato

dopo due anni


estesero
i
i

di assedio, pei pe-

ma

nel palazzo di residenza de'gover-

rugini

si

trionfi de'guelfl e fu-

natori, detto allora del

Papa e brucialo

nel

rono

ridotti

fuorusciti ghibellini agli esAsisi^ uccisero molti

i534, contiguo all'episcopio e

alle stan-

tremi.

Espugnarono

ze della cattedrale, le quali in quell'oc-

casione servirono tutte per celle ai carIli, p. 70, XIV, p. 3o e 28o,XXI,p. 222, XXXVIJ, p. 271, narrai come la Chiesa vac io mesi e 28 giorni pei contrari partiti,

dinali.

Ne' voi.
p.

1,

XV,

rovinarono le mura e la fortezza, portando le porte della citt a Perugia. Giovanni XXII, forse anche per quanto notai nel voi. XXXI, p. 62, in
ghibellini, ne

e descrissi questo memorabile concla-

ve e l'elezione a' 5 giugno i3o5 di Clemente V, che slava a Bordeaux, il quale dopo ricevuti i legati mandati dal conclave di Perugia, chiamati
i

premio concesse ai perugini il mero e miimpero con amplissimo breve. Nel i336 mandarono perugini 3oo cavalli a Firenze in aiuto di Carlo duca
sto
i

di Calabria guelfo

ricuperarono Citt

di Castello loro tolta dagli aretini,

dopo

cardinali in

varie guerre con essi, presero Chiugi o

Francia, ripugnanti vi

si

recarono, soil

Castiglione, Citerna e

altri

luoghi. Nel

spettando che
la sede,

ivi
si

avrebbe

Papa

fissato

i352
vo
di

si

collegarono co'florentini esanesi


il

come

verific e vi rimasero sei

contro

ghibellino Visconti, arcivesco-

successori, con pregiudizio fatale di Pto-

ma

e d'Italia.

perugini custodi del con-

cia ve, per sollecitargli elettori a conchiu-

Milano, che favorito da Cortona, questa danneggiarono. I perugini in gran numero concorsero alla crociata contro i
turchi assediatori di Smirne, e nel
1

dere l'elezione, aveano usato ogni cura,

346

negando
Crispolti

ai cardinali quella

parte di vitil

dispiacque loro assai che Clemente


chiarasse

to statuita

da Gregorio X. Racconta che quando il gonfaloniere

VI diPerugia immediatamente sog-

di

getta alla Chiesa, agognandoiodipeuden-

Perugia Filippo Bigazziui seppe

la chia-

za per la sua fortezza e lontananza de'

PER
Papi. Intnnto in
f

PER
insorse
il

i65

Roma

famoso

dinal Cabassole legato dell'Umbria, che

libuno Cola

di

Rienzo, che pretese rista-

bilire l'antica reptibblica,

invitando a co-

che

un a Perugia i347 inviando a Roma IO ambasciatori. Questa improvvida


stituirla le citt italiane, in
vi

ader nel

morto in Perugia nel i 872, gli successe nel governo Gherardo de Puy parente del Papa, abbate di Monte Maggiore. Questo governatore comp la fortezza che
abbracciava tutto
il

monte, cinta d'alta

adesione che disgust


la

il

Pontefice, vari
i

forma delle cose politiche ; fuoruscili al Papa, perch secondava le loro vedute, ed a questo partilo molsi unirono ti guelfi della classe agiata onde il reggimento municipale degener
si

muraglia, essendone guardata l'entrala da tre torri e da ponti levatoi. Nel centro
vi fu eretto
il

accostarono

palazzo papale, e per


si

un

corridore da essa

passava

al

duomo,

comunicando
re, del

coi palazzi del


;

governato-

podest e de'priori

passaggio fat1

in

anarchia

si

moltiplicarono

le

congiu-

to per

andare sicuramente

governatori

re e ne conseguitarono

debolezza e deabitanti

dalla loro residenza in fortezza, in qua-

cadenza, perdendo molti luoghi di loro


giurisdizione
di

come Cagli ma
;

gli

costanza che
gnifica

lunque evenienza. Forse fu in questa cirPuy fece demolire la ma-

Heltona aderendo
in Italia

ai

Visconti di Milegato cardinal

tomba dedicata

nel

duomo

dai

lano, furono puniti.

Avendo Innocenzo
il

VI mandato
Albornoz,
la Cliiesa

perugini a Martino IV coll'opera di Giovanni Pisani, con grave dispiacere della


citt.

alla ricupera dei

dominii del-

Altro corridore conduceva

al

cas-

usurpati dai tirannetli e signolo forn di

rotti,
(li

Perugia

poderosi aiuti

gente da guerra. Nel 1867 recatosi Ur-

bano

da Avignone
i

in

Roma,
i

fece

lega contro

Visconti, e vi entr

una anche

Perugia;

ma

continuando

perugini nel-

l'amicizia de' Visconti, ci dispiacque al

minor fortezza posta presso la Portadel Borgo s. Antonio, ov'erano altre 6 torri con due ponti levatoi. Ambedue fujono ben munite e guarnite di milizie ne fu architetto MatteoGatlaponediGubbio e costarono i4o,ooo fiorini d'oro. Pel soverchio rigore di Gherardo, pesero o
:
i

Papa che voleva


tenersi libera.
la

esercitar piena autori-

t sulla citt, la quale invece

ambi va mandichiar loro

sollevarono nel 1875, mentre Giovanni Acuto, ch'era alla guarrugini irritati
si

Urbano
i

dia di Perugia, erasi portato a reprimere la ribellione di Citt di Castello.


strinsero
i

guerra nel
I

36q, soccorso da Giovan-

na

regina di Napoli.

sero tanto,

Le fazioni si spinche Urbano V che stava in

francesi soldati

Coad abbandona-

re la piazza e ridursi nelle fortezze, quindi


le
i

Montefiascone, per maggior sicurezza pass in Viterbo, inseguito dai perugini che

perugini tagliati

corridori tolsero

loro comunicazioni, onde in pochi gior-

posero a ferro e fuoco


li

dintorni, laonde
la

scomunic e promulg
la

crociata a lo-

ro danno. Tuttavolta
del i3 ottobre

pace di Bologna

furono costretti a cedere per capitolazione, partendone col castellano e governatore Gherardo, cui allora
ni cos isolati,

1870 pose Perugia inteiamente sotto il dominio pontificio di Urbano V, che la fece occupare da'suoi
Il

giunse

la

notizia di essere slato creato

cardinale.

legati.

successore Gregorio XI, per tela citt, nel

nere soggetta
ta Sole, fece

1871

e nella

Ricuperata la libert, subito perudicembre demolirono dalle fondamenta le due fortezze. Era per imi

gini a'7

pi alta parte di Perugia o iMonte di Por-

possibile,

che

le

due
I

fazioni

si

contenesil

incominciare dal legato car(il

sero ed amministrassero concordi

ri-

dinal Burgense o Stagno

quale seconper as-

cuperato potere.
si

Raspanti ed

Nobili

do

il

Cardella avea presa

la citt

lacerarono a vicenda, e solo ad Urbariusc di

sedio)

una

fortezza, proseguita dal car-

no VI

comporre

gli affari, col-

66

TE

n
quale merc
lini.

PER
apposite convenzioni
riportate dal Pel-

lu risoluzione
il

presa di dare a Perugia

caraltere di feudo, del

Bonifacio

IX

partito da

Roma

a''j

lieve tributo

da pagarsi per la festa dei .s. Pielro e Paolo in ricognizione dell'alto dominio, il vescovo e il popolo ne furono investili col trattato del 4 gennaio 379. N ci fu bastante, poich sebbene una generale amnistia richiamasse in
1

ottobre, colla

corle, 12 cardinali,
si

una
bel

turba di parenti (onde

disse

un

motto, riportato dal Poggio nelle sue Facezie p. i3g), e 1000 cavalli, giunse
a Perugia accolto con isplendidi festeggia-

menti, alloggiato nel palazzo de' priori e


poi nel
il

patria cittadini d'ogni ordine,! pii


i

am-

monastero
lo fece

di

s.

Pietro, per cui


Il

non tardarono ridestar movimenti e fu d'uopo cacciarli di nuovo. Palliativa fu anche la tranquillila che Urbano VI procur ricondurvi, mentre
biziosi patrizi
i

Papa

fortificare.

Papa

rice-

vette la dedizione della citt e contado,

nobili pi caldi, assunto

il

nome
?.

di

Beccan'nij ricominciarono coi Raspanti


la
I

lolla

pi sanguinosa. A'

ottobre
a

perugini appartenere al dominio delia chiesa romana, con solenne istromentode'3onovembie 1392, riportato a tale anno dal Piinaldi. Tuttavia a' 5 maggio 393 rinnov Bonifacio IX

confessando

387 Urbano VI da Lucca recossi rugia, invitato da 20 ambasciatori


sa.

Pe-

l'investitura al vescovo e cittadini, e do-

di es-

la

rosa d'oro benedetta ad Astorre

da

Venne
onore

ricevuto e alloggiato con somnell'

Bagnacavallo ch'era allora

in Perugia.
i

mo

episcopio e

la

corte nel

Bench
ficali, fu

il

Papa
i

avesse riconciliati

Bec-

palazzo del podest, con allegrezze per


so

carini ed

Raspanti colla Chiesa e paci-

giorni continui. Si not che nel suo ingres

una colomba bianca

si

pos sul cap-

to seguito per le vie fra


fra
i

pello del

Papa

e solo a lui riusc

rimuoche fu

combattimendue parti, ove molti Beccarini morti si nover il


poi testimoniodel
le