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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PHJ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
Al RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE TAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LUI.

wSflmtovfc, fi*/

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
KDCCCLI.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

PIE PIE

riENZA (Pietìtin). Citlà con resi- questa cattedrale fu arricchita dal fonda-
denza vescovile del granducato di Tosca- tore di preziose reliquie e di ricche sup-
na, capoluogo di comunità e di vicariato pellettili, non che della rosa a" oro be-
regio, nel compartimento di Siena in Val nedetta d'oncie i4, poi venduta per far-
d'Orda e alla destra sponda di quel fiu- vi due statuette d'argento. Non sono da
me. Giace nella sommità pianeggiante tacersi16 libri corali superbamente mi-
sopra il lembo australe d'una collina tu- niati ed una grossa campana fusa nel
,

facea dirupata dal lato di ostro, dove i463 da Tofani da Siena intorno alla ,

restano gli avanzi di sue mura castella- quale si leggono tre distici relativi all'e-

ne attualmente restaurate, a 32 miglia dificazione di Pienza. Il capitolo si com-


da Siena, a io da Montalcino e 18 da pone di 3 dignità, preposto, arcidiacono
Chiusi. Questa piccola città è di figura e arciprete , di 1 1 canonici compresi il

ovale e gira quasi un miglio, con 3 por- teologo e il penitenziere, di 4 cappellani


te aperte e due posterie chiuse: le aper- e di altri preti e chierici, essendo la cura
te si chiamano Murello, Ciglio, e al San- d'anime affidata al preposto. La morte
to, così detta perchè di qui entrò l'insi- di Pio lì, fondatore pure del capitolo, a
gne reliquia e un pezzetto della croce di questo sconcertò le sue disposizioni, cui
s. Andrea apostolo patrono della citlà e in seguito portarono rimedio i vescovi di
diocesi, che Pio II mandò da Roma. La Pienza e di verse persone pie. L'antica pie-
cattedrale o duomo dedicata alla Beata ve e chiesa matrice de' ss. Vito, Modesto
Vergine Assunta l'edificò Pio II in un al e Gio. Battista, di Corsignano, cui succes-
sottostante battisterio, con bella architet- se Pienza, come dirò, trovasi da questa
tura, ben intesa facciata ed elegante cam- lunge un 3.° di miglio: soppressa da Pio
panile. E a tre navate con 8 colonne per 1 1, perchè la trasferì nella cattedrale, è ora
parte, vasta tribuna e grandioso altare ridotta a oratorio, dove il preposto del-
maggiore. Oltre una pingue dotazione, la cattedrale è tenuto far la festa nel gior-
-

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4
no di s. Vito. La rozzezza de'bassorilre- e rèse 1' edifìzio capace di 5o giovani a
vi die ne adornano le due porte , il suo convitto, oltre i quartieri pei superiori e

sotterraneo a uso delle antiche basiliche maestri ; come pure ne aumentò i fondi.

e le finestre a feritoie sono segni suffi- ,


Inoltre in Pienza vi è il conservatorio del-
cienti per dichiarare qnestoedifizio di co- le cibiate di s. Carlo, già monastero del-
struzionede'pruni secoli dopo il mille. Vi le agostiniane, con convitto per le fan-

si conserva il battisterio di pietra ove fu- ciulle educande. Tra le altre pie isti-

rono battezzati Pio II e Pio IN, benché tuzioni va ricordato il già monte di pie-

la sanese famiglia del secondo fosse do- tà fondato nel i645 dal vescovo Spen-
miciliala in Sarleano, onde vi fu scolpi- nazzi, rna terminato nel 1820 per de-
to il distico seguente: rubamento. L' episcopio resta prossimo
alla cattedrale. Tra gli uomini illustri

Hic duo Pontifices sacri baptismatis iindas^ pientini, oltre Pio li ed altri Piccolomi-
Patruus accepìt, et Pius inde Nepos. ni, fiorì Giorgio Santi, uno de'più esper-
ti naturalisti. In vicinanza de' colli sono
Fuori di porta Murello era il monaste- molte scaturigini d'acque termali, oltre
ro di S. Gregorio delle benedettine;, che le salso-marine pullulanti in mezzo alle

nel i43q fu abbandonato, ed Eugenio crete del torrente Tuoma e la fiumana


IV nel i44 r autorizzò il vescovo di Sie- d'Asso; vi è l'acqua puzzola sulfurea nel
na a sopprimerlo e riunire i fondi alla luogo detto Casale. Il territorio abbonda
pieve di s. Vito. Dopo la morte Fran-
di s. di campi, di eccellente olio e spiritosi vini,

cesco si fondò il convento e chiesa ai mi- specialmente bianchi, ed è accreditato il

nori francescani, de' quali essendo bene- formaggio delicato fatto con latte di peco-
fattori i Piccolomini e Pio li, nella vaga re che si nutriscono di piante aromatiche.
chiesa si conserva il sepolcro gentilizio 11 castello di Corsignano esisteva nel IX

della famiglia collearmi pontificie. Il con- secolo e vi possedeva l'abbazia di Monta

gelilo fu soppresso nel 1 653 dal vesco- miata de'benedettini, come da istru men-
vo Spennazzi per beneplacito apostolico, to dell' 828 e privilegi dell'imperatore
nella mira di erigervi il seminario vesco- Corrado II del 1027 e io36. Nel 1272
vile iucontrò difficoltà dal governo di
; i magistrali di Siena vi destinarono un
Siena, ed Alessandro VII ad istanza dei giusdicente civile. Nel seguente secolo fu
pientini vi ristabilì i conventuali nel i65q istituito un monastero di recluse e nel

e vi restarono sino al i r-88. Allora il be- territorio l'ospedale di s. Gregorio. Una


nemerito vescovo Pannilini vi aprì uncon- gran parte dell' antico castello apparte-
\itto sullo il titolo di accademia eccle- nendo ai Piccolomini nobili sauesi, vi si
siastica, colle rendite de'soppressi religio- ritirò per economia Silvio, da cui nacque-

si, ammettendovi i chierici delle due dio- roEnea Silvio poi Pio TI nel i458eLau-
cesi di Pienza e Chiusi, finché il sovra- domia madre di Pio III. Nel 1 4^9 la
no nel 1792 tolse l'accademia oude isti- repubblica di Siena alle premure ester-
tuirvi il seminario. Ad accrescerne le ren- nate da Pio II fin da quando era cardi-
dite, vi furono aggiunte quelle de' con- nale, concesse agli abitanti di Corsigna-
ventuali di Radicofani e alcune rendi- no alcuni privilegi ed esenzioni di gra-
te del piccolo seminario di Chiusi a que- vezze, non che l'annua fiera, cui più tar-
sto riunito. Indi il Pannilini fece ingran- di ne aggiunse altre tre. Nel i4^9 recan-
dire notabilmente la fabbrica pel semina- dosi Pio li a Mantova, da Perugia passò
rio, la qua-
incominciata dallo Spennazzi, a Corsignano, dove celebrò la festa della
le di più venne accresciuta dal vescovo cattedra di s. Pietro in Antiochia a' 22
Pippi, che rinnovò il locale delle scuole febbraio, ricevuto con dimostrazioni in-
PIE P I E 5
descrivibili.Quindi volendo il Papa o- gioii disastri, incendi e saccheggi furono
Dorare il luogo dove nacque, servendosi sopportali da' pientini durante 1' ultima
dell'opera di Bernardo Rosellini già ar- guerra di Siena ,
per le tante volte che
chitetto di Nicolò V, edificò il duomo e Pienza dai combattenti fu presa, perdu-
la torre campanaria, il sottoposto baiti* ta e riconquistata; non credendo oppor-
sterio o tempio di s. Giovanni a simili- tuno di difenderla Giordano Orsini ca-
tudine di quello di Siena, il palazzo ve- pitanode'sanesi,si trasferì colle sue genti
scovile, la canonica, il pretorio o palazzo a JMontalcino, seguito dagli abitanti piìi
della magistratura con la torre, ed il gran- distinti di Pienza colle lore cose. Gl'impe-
dioso palazzo Piccolomini. Diversi cardi- riali facilmente se ne impadronirono a'

nali e prelati creature di Pioli, per far- 28 febbraio 1 554 e solo l'abbandonaro-
gli la coite v'innalzarono varie palazzi- no nel giugno. Ripresa dal conte di s. Fio-
ne private, essendo il clima salubre ed il ra per Carlo V, indi venne occupata dai
luogo fertile di squisite produzioni agra- francesi, che nell'aprile 555 furono cac-
1

rie. Pio li tornea Corsignano nel i/\.6o ciati dalle truppe cesareo-medicee, atter-
e per la terza volta nel i-\.6^., trovando randone le mura il Vitelli. Ritornati i fran-
le fubbróbe tanto sacre quanto profane cesi le rialzarono a secco, ma ne furono
molto avanzate e quasi che rivestita da distolti dal compirle da Pietro .Iacopo del -

tutti Itili la piazza. Adunati a concisto-


i la Stalla perugino, poi imprigionato dai
ro i cardinali del suo seguito , a' i3 a- francesi. Final mente morto Carlo V e
gusto colla bolla Pro excelienti ,
presso conclusa la pace, nell'agosto 1 55t) Pien-
l'Ughelli, pubblicata ai iq, dichiarò cit- za, Chi usi e JMontalcino furono conscsrna-
tà Corsignano, le impose il proprio no- ti a Cosimo I, divenendo pientini sud- i

me e la disse Pienza, e l'eresse in sede ve- diti del granduca di Toscana e ne segui-
scovile, dotandola coi propri beni ; indi rono i destini, dopo essere sempre stati
nel giorno della Decollazione di s. Gio. attaccatissimi a Siena : quindi per l'ame*
Battista dedicò la cattedrale col cardinal na situazione molti de' luoghi circostan-
d'Estouteville vescovo d' Ostia. Sembra ti passarono a stabilirvisi.

che nel maggio i4^4 Pioli tornasse ad o- La sede vescovile nel 1462 fu eretta
norare disua presenza la sua nuova e be- da Pio lì Montala' no (f^X
con quella di
neficata Pienza e si può vedere
,
suoi i dovendo un vescovo governare le due dio-
Commentari. La città nel 5o2 solfri gra- 1 cesi, formate con diversi popoli delle li-

vissimi danni da Cesare Borgia figlio di mitrofediocesidi Grosseto, Chiusi e Arez-


Alessandro VI, quando vi passò con nu- zo , dichiarandole immediatamente sog-
meroso esercito, onde sostenere in Siena gette alla s. Sede. Per assegnare a Pien-

il tiranno Pandolfo Petrucci, perpoisot- za una conveniente giurisdizione dioce-


leulrare nel suo posto. Nuovi danni nel sana, Pio li con bolla del 29 gennaio! 463
i53o riceverono i pientini dalle soldate- distaccò da Chiusi e da Arezzo diverse
sche di Carlo V imperatore. Dopoché l'e- pievi, che poi con altre della seconda a
sercito cesareo-papale ebbe soggiogalo questa furono incorporate. Il i.° vesco-
Firenze, fu in Pienza dove il generale Fer- vo fu Giovanni Chinugi nobile sanese,già
rante Gonzaga fermò qualche tempo le sullraganeo d'Ostia, a'7 ottobre 1^62 fat-

sue truppe per indurre il governo sane- to vescovo di Pienza e Montalcinoe sepol-
se a ribandire i fuorusciti e ribelli, e abi- to in cattedrale. Gli successero, nel 1470
litarli a tornare liberi in patria. Nel 53 1 i Tommaso Testa Piccolomini nobile sa-
il Gonzaga si mosse contro Siena. La cit- nese, traslato daSoana; nel i483 Ago-
tà fu visitata nel i536 da Carlo V e nel slino Patrizi Piccolomini sanese, celebre
1 538 da Paolo III reduce da Nizza. Mag- maestro di ceremonie (col precedente lo
e ri e PIE
celebrai a Piccolomini famiglia); nel 1 496 si legge nell'Ughelli t. 3,p. 585, e la con-
cardinal Francesco Piccolomitiì ammini- tinuazione nelle Notizie di Roma.Lz fede
stratore, poscia Pio III; nel 1 49^ Giro- si vuole predicata in Chiusi dai discepoli
lamo Piccolomini sanese che restaurò dai degli apostoli, ed il i.° vescovo fu s. Mar-
fondamenti il convento de' francescani ;
co o Florenzio del 462, indi Eulogio cui
nel i5ioGirolamo Piccolomini figlio di scrisse s. Gregorio I ; fra'successori me
Bonsignore sanese, che nel 028 passò a 1 rilano ricordo: A rialdo del 743, sotto il

reggere Montalcino per


la sola sede di ,
quale Rachis re de' longobardi fondò il

temporanea separazione di Clemente VII, celebre monastero del ss. Salvatore di


cedendo quella di Pienza al nipote Ales- Monte A miniato, le cui notizie si leggo-
sandro Piccolomini sanese, ed intervenne no nell'Ughelli; Francesco /Scardinale
al conciliodi Trento. Alessandro nel 1 535 nel i348; Gabriele Piccolomini sanese
occupò anche la sede di Montalcino, e II, da lui nomi-
de'minori, affine di Pio
lasciò questa al fratelloFrancesco Maria nato nel 1461; Antonio Sergi nobile
nel 554j il quale alla sua morte nel 563
1 1 di Corsignano nel i497j Nicola Bonafe-

ottenne anche il vescovato di Pienza. Es- de piceno di s. Giusto, celebre governa-


sendo moito nel 099, Clemente Vili tore di Roma nel i5o3 fatto da Pio III
separò affatto Montalcino le diocesi di (f.), alla cui elezione molto cooperò, e
e Pienza nel 1600. Nominò vescovo di vescovo nel i5o4; Bartolomeo Ferrati -

Pienza Gioia Dragomanni fiorentino ai ni d'Amelia, canonico vaticano e preside


9.0 dicembre 599, già di Monte Peloso,
1 pontificio nel 1 533 ; Gregorio Magalotti
egregio pastore. Tra'successori nominerò romano 534; cardinale Guid'Asca-
nel 1

Giovanni Spenuazzi nobile sanese del nio Sforza nel 538 ; cardinale Bartolo-
1

1637, di somma prudenza e integrità, che meo Guidiccioni nel 544> cardinaleGio- 1

istituì la prebenda del penitenziere la- , vanni Ricci nel 1 54-5 ; Gio. Battista Pic-
sciò fondi pel seminario e fu munifico colomini sanese già di Salamina nel 1 633;
colla patria metropolitana; nel 1668 Gi- Alessandro Piccolomini sanese nel 1657;
rolamo Borghese nobile sanese, traslato da Gaetano Maria Bargagli olivetano sanese
Soana, dottissimo benedettino, che cele- nel 1706; Gio. Battista Tarugi di Mon-
brò il sinodo e riformòi riti. La serie dei te Pulciano nel 1729; Pio Maglioni sa-
vescovi è nell'Ughelli, 7tà//rt sacra t. i,p. nese nel 1736 ed surriferiti. Nella dioce- i

1 1 r
j\ ì
e la continuazione ne\\e Notizie di si di Chiusi sono 5parrocchiee 36 in quel-
3
Roma.Ne\i 74 Fra ncescoM. Piccolomi- ' la di Pienza; ambedue sono suffraganee
ni nobile sanese. ClementeXIV con breve dell'arcivescovo di Siena.
del 17 giugno 772 stabilì in perpetuo l'u-
1 PIER DAMI ANI (s.), Cardinale.Mxc-
nione delle diocesi di Chiusi e Pienza ,
que in Ravenna verso il 998 di onesta
conferendo questa al vescovo di Chiusi ma povera famiglia, e perde i genitori au
Giustino Bagnesi olivetano di Firenze; cor fanciullo, dopoché madre lo avea la

indi furono vescovi di Chiusi e Pienza, barbaramente abbandonato senza nutri-


nel 1 776 Giuseppe Panmlini sanese,; nel mento, per cui uno de'suoi fratelli lo trat-
1 824Giacinto Pippi di Massa, t rasiate da tò aspramente, ne trascurò l'educazione
Montalcino; persua morteGregorioXVI, e lo mandò a guardare i suoi porci. Per
dopo sede vacante, dichiarò nel 8^3 l'o- 1 la sua felice inclinazione, trovato un pez-
r
dierno vescovo mg. Gio. Battista Ciofi zo d' argento, lo portò ad un sacerdote
della diocesi d'Arezzo. La sede di Chiusi onde offrisse la messa pel defunto suo pa-
è suflraganeadi Siena, questa di Pienza è dre. Iddio ispirò all'altro fratello Damia-
soggetta immediatamente alla sede apo- no arciprete di Ravenna e poi monaco di
stolica. La serie de'vescovi di Chiusiti^.) prenderne affettuosa cura, laonde crede-
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si che il sanlo per riconoscenza alle sue vore, dopo di che fu fatto abbate del suo
sollecitudini prendesse poi il sopranno- monastero Avellanense, che governò con
me di Damiano, benché per umiltà so- santità e saggezza. Fondò altri cinque ere-
lesse intitolarsi Pietro il peccatore j altri mi o monasteri e formò discepoli di emi-
lo confuserocon Pietro Onesti pur di Ra- nenti virtù, fra' quali s. Rodolfo vescovo

venna. L'amorevole fratello lo fece stu- diGubbio, s. Domenico \' Indurito ,s. Gio-
diare in Faenza, ed a Parma ov'ehbea vanni da Lodi pur vescovo di Gubbio, che
maestro il celebre Ivone. I progressi di poi scrisse la vita del suo abbate. L'im-
Pietro furono lapidi, imperocché a rara peratore Enrico III Io pregò di portarsi
penetrazione di spirito aggiunse smisura- a Roma per assistere co'suoi talenti econ-
to amore per lo studio. Sorpassò nel pro- sigli Papa Clemente II, avendo già resi
fitto i condiscepoli, divenne abilissimo pre- servigi a Gregorio VI, come fece a Vit-
cettore e per l'eccellenza de'suoi insegna- tore II. Dipoi Stefano X, informato del
menti si procacciò una gran moltitudine merito straordinario del Damiani, come
di scolari e copiose entrate. Questa agia- uno de'più illustri personaggi che allora
tezza e le generali acclamazioni che ri- fiorissero in Italia, lo trasse a forza dalla
scuoteva sembrandogli pericolosa tenta- solitudine, eda'aS febbraio io 58 Io creò
zione, adottò tutte le cautele della vigi- cardinale vescovo d'Ostia. Ripugnò for-
lanza cristiana, e se la voluttà veniva isti- temente il santo ad accettare queste di-
gandolo al peccato durante la notte, su- gnità, con resistere alle pontificie preghie
bito s'immergeva nell'acqua fredda; indi re ed a quelle di parecchi vescovi ; ma
si determinò a ritirarsi dal mondo nel l' intimazione dell' ecclesiasliche censure
i o34, in età di circa 29 anni, e si rinchiu- se non ubbidiva, n'espugnò la costanza,
se nel celebre e rigoroso Fonte eremo di dolendosi però sempre della violenza sof-
Avellana 3 ora nella diocesi di Pergola ferta, in un tempo che pur impiegavasi
(V .), dove ricevè l'abito monastico dal- nel sacro ministero. Dopo la morte di Ste-
l'abbate Guido, da alcuni sospettato per fano X, nel io58si oppose validamente
l'aretino benemerito della musica sacra. all'intrusione dell'antipapa Renedetto X,
Quivi applicossi con tal fervore di preghie- fulminando di anatema fautori e par- i

re alla pratica delle austerità, delle vi- tigiani. A tale effetto unitamente ai cele-
gilie e digiuni, delle discipline ecilicii (on- bre monaco Ildebrando, poi s. Gregorio
de a Disciplina penitenziale lo celebrai VII, procurò l'elezione di Nicolò II, il qua-
come uno de'maggiori suoi propagatori), le ad istanza degli ambasciatori di Mila-
che ne contrasse pericolosa infermità. Dio no spedi in quella città il cardinale come

illustrò col dono de'pi odigi una vita tan- legato a Intere, con s. Anselmo vescovo
to santa ed esemplate, de'quali ne operò di Lucca. Gli ecclesiastici indisciplinati,
senza numero. Divulgatasi per l'Italia la temendone la riforma, si sollevarono con-
sua mortificazione, lo splendore di sua tro e con temeraria sfrontatezza fecero
dottrina profonda eia famade'miracoli, loro intendere , che la chiesa di Milano
s. Leone IX ne concepì alta stima e gli non avea punto che fare con la romana.
scrisse lettere piene di amore e venera- Il cardinale fu pure avvertito dell'insidie
zione. Nel 1 o4o circa fu dai superiori de- che si tramavano, ma non rimase punto
stinato al monastero di Pomposa, dove diminuito il suo coraggio anzi dal pul- ,

si trattenne dueanni, applicato ad istrui- pito della metropolitanadeclamòcon tan-


re que'giovani nello studio e nella pietà; ta energica eloquenza, che indusse il po-
quindi fu trasferito a quello di s. Vincen- polo a promettergli quanto egli avesse
zo di Pietra Pertusa per riformare mo- i determinato. Le difficoltà erano grandi,
naci ch'erausi raffreddati nel primiero fei> essendo raro nel numeroso clero milanese
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chi non fosse infetto di simonia o concu- ripudiasse la virtuosa Berta sua moglie,
binato, e perciò secondo i canoni dovean- per sposare altra donna, d' accordo con
si sospendere. 11 cardinale tuttavia credè Sigifi ido debole arcivescovo di Magonza.

meglio usare discrezione, ed intimata sa- In questa città il cardinale tenne un si-
lutare e moderata penitenza , stabilì al nodo, ove dimostrò inammissibile la ri-
governo delle chiese soggetti rispettabili chiesta dell' imperatore, e ripresolo con
non meno per dottrina, che per integri- libertà sacerdotale, lo indusse a rispettar
tà di vita. Intanto il peso soverchio del- le leggi della Chiesa. Indifesa di Alessan-
l'episcopato eil suo amore per la vita mo- dro 11 moltoavea fatto per indurre l'im-
nastica gli fecero chiedere nel io5g a Ni- peratore ad abbandonar l'antipapa Ono-
colò li permesso di tornare alla dilet-
\l rio Il o Cadolao, persuadendo questi di

ta solitudine del monastero. In prima il sua falsa dignità. Tornato di Germania


Pontefice non volle consentirvi, ma il car- intervenne al sinodo romano convocato
dinale fermo nel suo proposito ottenne da s. Gregorio f/ II{ a questa biugrafìa
di malavoglia il consenso, senza venir li- toccai di qualche differenza ch'egli ebbe
berato dal peso del vescovato,anzi con ri- col cardinale ), secondo Cordella, ma sem-
serva d'impiegarlo negli affari della Chie- bra doversi ritenere convocato da Ales-
sa al bisogno , con penitenza canonica ,
sandro II, e di sua commissione promul-
ch'egli dentro un anno religiosamente a- gò per l'Italia l'osservanza esatta del di-
deiripì. Scrisse lettere al Papa piene di u- giuno nel venerdì in memoria della pas-
miltà per giustificare la sua insistenza, sione del Redentore, e quello della vigi-
recando le ragioni che l'aveano fatto ri- lia dell'Assunta, andato quasi in disuso;

solvere al ritiro, ad esempio di tanti san- altrettanto eseguì per la recita quotidia-
ti, breve però fu il soggiorno nell'ama- na dell'uffizio di Maria, di cui fu restau-
ta solitudine, perla quale avea rinunzia- ratore, a chi era tenuto alla recita delle
to alla superiorità de' monasteri da lui ore canoniche. Ritornato il cardinale al-
fondati, mentre nel 1062 d'ordine d'A- la solitudine Avellanense, di nuovo dovè
lessandro li, che avea consagrato Papa, lasciarla chiamato dal Papa agli atlari.
passò legato in Francia, dicendo nella pon- Essendo nel 072 legatoin Ravenna, per
1

tifìcia lettera ai cinque arci vescovi, che lo- ridurre i cittadini ali unità colla chiesa
ro spediva il personaggio più rispettabi- romana, dalla quale erano stati divisi per
le della romana, chiamando il car-
chiesa le frodi dell' arcivescovo Enrico scomu-
dinale occhio dritto e sostegno immobi- nicato, il quale favoriva l'imperatore; e
le della s. Sede; inoltre il Papa comandò vedendoli umiliati e compunti, impose lo-

loro uniformarsi alle prescrizioni del suo ro salutare penitenza, li assolse dalle cen-
legato, sotto pena d' incorrere nell'apo- sure ed ammise alla cattolica comunioue.
stolica indignazione. Giunto il cardinale Passato a Faenza per restituirsi in Roma,
in Francia, in Chalons sur Saone celebrò fu colto dalla febbre nel monastero della
un sinodo per esaminar la causa del ve- Beata Vergine del suo ordine, e pieno di
scovo Drogone coi monaci passò poi a ; meriti e virtù ivi morì d'anni 66, sili feb-
trattar quella d'Arderico vescovo d'Or- braio 1072,0 qualche anno dopo, quan-
leans e di Reginaldo abbate di s. JMedar- tunque non manchi alcuno che gli pro-
do, accusati di simonia. In seguito fu man- lunga la vita sino al 1080, e nella contigua
dato legatoa Firenze per istabilirvi, quan- chiesa restò sepolto. Zelatore della disci-
tunque indarno, la tranquillità e la pace plina ecclesiastica molto operò per ripristi-
turbata dal vescovo Pietro eletto per si* narla nel clero secolare e regolare, dando
monia. Venne poi spedito legato in Ger- egli l'esempio dell'esatta osservanza del-
mania j
per impedire ad Eurico IV che le pratiche monastiche e delle leggi del-
PIE PIE 9
la Chiesa : la sua divozione per la Reata come ascritto al patriziato. Quantunque
Vergine fu tenerissima. Mentre era car- dotato delle più belle qualità, pel focoso
dinale, tranne il suo scarso alimento, im- temperamento si die alle vanità e biz-
piegava tutte le sue rendite in sollievo zarrie, che degenerarono in libertinaggio.

de'poveri, a 12 de'quali, dopo aver lava- Recatosi in Roma


da Mariani suo zio,
to i piedi, dava ogni giorno da mangia- entrò a caso nella chiesa di s. Maria del-
re e li serviva colle proprie mani. Per Ro- l' Anima, dove predicava con gran fer-
ma andava in traccia de' pupilli e vedo- vore Gabriele Fiamma insigne oratore ;

ve per sovvenirli. Nel monastero, con- la divina grazia gli cambiò il cuore, e tut-
lento di frutti ed erbaggi, passava interi to si dedicò al di vili servigio. Abbraccia-
mesi senza prendere bevanda o gustare to lo slato ecclesiastico, si die allo studio
il pane. Molte sono le opere che lasciò, ri- ed ottenne per riguardo allo zio, assai ca-
tenutoli più dotto scrittore del secolo XI, ro a Gregorio XIII, diversi benefizi. Nel
nelle quali spicca un ardente zelo per la i574picse nel collegio romano la laurea
riforma de'costumi e degli abusi, per la dottorale, in cui ebbe compagni Valerio
purità della disciplina, ed una vasta eru- e Bandini poi cardinali, co'quali incomin-
dizione relativa a que'tempi, con stile as- ciò la fondazione delia congregazione del-
sai elegante, chiaro, facile e pieno di for- la ss. Annunziata nello stesso collegio. La
za, parlando con rispettosa libertà ai Pon- sua specchiata esemplarità , dottrina ed
tefici ed altre persone costituite in digni- elegante aspetto determinarono Grego-
tà; onde meritò che Leone XI 1 lo dichia- rio XIII a nominarlo nel 1077 vescovo
rasse dottore della Chiesa, con uflìzio e di Martorano, di cui ricevè la consagra-
messa propria, come dissi nel voi. VI, p. zione dal cardinal Peretti poi Sisto V. ,

2C)4, registrandolo tra' cardinali camal- Condottosi alla sua chiesa, da sé stesso
dolesi, con altre notizie. La sua festa si volle spiegare al popolo il vangelo, visitar
celebra ai 2 3 febbraio, ricorrendo nel la diocesi, correggere gli abusi, sovveni-
precedente quella della Cattedra in An- re largamente i poveri; fondò nuove chie-
tiochia. Le opere di s. Pier Damiani se, risarcì ed ornò le antiche, singolar-
sono divise in parecchi tomi , che si le- mente la cattedrale. Ben presto si gua-
gano comunemente in un solo volume. dagnò la stima dei vicerèe dei grandi, ed
1 primi tomi contengono lettere ai Pa- egregiamente fece la visita apostolica del-
pi ed ogni sorta di personaggi, sermoni le chiese di Calabria, con Fosso arcive-
per molle feste dell'anno, e vite di mol- scovo di Reggio. Nel 585 eletto Sisto 1

tisanti, come de' ss. Oddone di Cluny, V, lo chiamò in Roma, e come lo ama-
Mauro da Cesena Romualdo fondatore ,
va lo fece governatore, al modo detto nel
òe camaldolesi, Rodolfo e Domenico ve- voi. XXXII, p. 43; quindi a'14 dicem-
scovi ec. Negli altri tomi si trovano pro- bre i5Scj lo creò cardinale prete de' ss.

se, preghiere-, inni e 60 piccoli trattati Marcellino e Pietro , valendosi de' suoi
sotto il nome di opuscoli Queste opere consigli negli affari più ardui, ed accet-
sono state più volte stampate, e le più am- tando la rinunzia del vescovato. Grego-
pie edizioni sono quelle di Parigi 1642 rio XIV per l'alta stima che ne avea, gli

e i663, \enezia 1742. Abbiamo anco- conferì pingui benefìzi, dichiarandolo suo
ra dei p. Laderchi filippino, Vita s. Pe- gran elemosiniere. Innocenzo IX gli af-

tti Damiani S. R. E. card, cpisc. Ostien- fidò col cardinal Salviati la presidenza su
si s, Romae 702. t tutti i tribunali di R.oma,con ampie fa-
PIERREINEDETTI Mariano, Cardi- coltà e giurisdizione. Clemente Vili eoa
naie. Nacque in Sarnano da illustri e no- detto cardinale e col cardinal Mon tallo
bili genitori., altri dicono iu Camerino, nel i5()i lo deàtinò alla prefettura di Ro-
io IME PIE
ina, della consulta e delle città dello sta- renze nel suo convento dell'Annunziata,
to,con copiose rendite profittando del ,
indi collo stesso carico fu richiamato in

suo parere in gravi contingenze: aven- Roma, ed ebbe al tri onorevoli uffizi. Que-
do ricusalo vescovati di Viterbo e Fer-
i sti provocarono l'altrui invidia, che ser-
mo, il Papa die al fratello Roberto quel- vendosi della calunnia , lo fece depone
lo di Nocera. Leone XI, cui fu accettis- da reggente e preparòla sua fortuna. Im-
simo, subito Io volle prefetto della con- perocché ricorse contro il p. generale Ca-
gregazione di corwdta ; e Paolo V, di cui stelli, al cardinal Corsini protettore del-
si era guadagnato la grazia e il favore, l'in- l' ordine, il quale Io accolse sotto il suo
caricò della sopri n tendenza di tutti gli af- patrocinio, Io fece suo teologo e biblio-
fari dello flato, politici e militari, con al- tecario, e gli assegnò 5o scudi annui. Re-
tre incumbenze, finché non la concesse al nedetto XI li lo annoverò tra'consultori
cardinal Borghese: Paolo V lo voleva far dell'indice, dei riti e del s. offizio, tra gli

vescovo di Faenza e Benevento, ma non esaminatori de'vescovi, facendolo procu-


volle accettare. Bensì volontieri funse la ratore generale e poi con breve genera-
proteltoria dei minimi , e la prefettura le dell'ordine, confermato nel 1782 do-
della congregazione destinata sopra le al- po 6 anni dal capitolo. Divenuto il car-
luvioni delle accpie nelle tre legazioni, dinale Clemente XII, come che erasi ser-
passando nel 1608 al vescovato di Fra- vito di lui in affari gravissimi, a'24 mar-
scali. InCamerino abbellì la tomba di s. zo 1734 lo creò cardinale prete di s. Gio-
Venanziodi preziosi ornamenti; ed al suo vanni a Porta Latina e lo ascrisse alle pri-

titolo donò sacri arredi e vi fece vaghe marie congregazioni. Intervenne al con-
pitture. Ad onta di tante belle doti , il clave di Benedetto XIV, e dopo lunga
suo naturale fu aspro e iracondo. Inter- malattia sofferta con pazienza , morì in
venne a 5 conclavi e morì in Roma di Roma ne'primi del 1743, d'anni 63, e fu
anni ^3, nel 161 1, con vivo rammari- sepolto in s. Marcello avanti l'altare di s.
co di Paolo V che si dolse aver iti lui
,
Giuliana Falconieri, con nobile e prolis-
perduto un fedele coadiutore ed un ami- so epitaffio, postovi dai suoi correligiosi.
co santo. Lasciò un patrimonio di qual- PIERLEONI Giangrazuno, Cardi-
che entità e fu sepolto nella basilica Li- nale. V. Gregorio VI Papa.
beriana in nobile ed elegante avello, col PIERLEONI Pietro, Cardinale. F.
suo busto e bella iscrizione. Anacleto II Antipapa XXVIII.
PIER.I Pier Maria, Cardinale. Sane- PIERLEONI Ugo, Cardinale. Roma-
se di nobile epovera famiglia di Pianca- no, secondo Panvinio e altri mentre
il ,

slagno, venne educato appena cogli ele- il Ciacconio e altri lo credono della casa

menti della grammatica. II p. Ponzoli ser- Ricasoli di Firenze col Cardella. Ales- ,

vita suo concittadino, avendo penetrato sandro III nel 1 63 lo creò in Sens car-
1

la sua indole e talenti , lo consigliò per dinale diacono di s. Eustachio, e seguì


togliersi dalla miseria a vestir l' abito ilPapa in Venezia, di cui fu fedele e co-
del suo ordine, supplendo egli alle spese stante compagno. Anche 1' epoca e il luo-
necessarie. Di i5 anni entrò nell'ordine go della morte viene contrastato; chi di-
in Firenze, e dopo due auni passò al col- ce in Roma (e sepolto in s. Maria del Po-
legio di s. Marcello in Roma , dove fa- polo, se deve credersi a Ciacconio) o ,

cendo progresso negli studi, con ispirilo Benevento nel ri 77 o 1 182, lasciando
sostenne una conclusione di teologia, che molte sacre suppellettili e vasi d'argento
dedicata a Clemente XI, ne riportò il ti- alla chiesa di Piacenza, e loafferma Pog-
tolo di maestro, benché avesse 27 auni. giali. Lo Schiavo, nelle Notizie della casa
Fu mandalo reggente degli studi a Fi- Penti miglia di Benevento , a questa lo
PIE PIE 11
nltribuisce, ed il Pelrini lo creile forse ve- PIERLEONI Egidio, Cardinale. No-
scovo di Palestrina. bile romano, Clemente III nel 1 190 Io
P1ERLEONI Ugo, Cardinale.'Roma- creò cardinale diacono di s. Nicola in Car-
no, di nobilissima, potente e antica fami- cere. Celestino III lo spedì a Tancredi re
glia, per cui in tanti luoghi di essa ragio- di Sicilia per indurlo a liberare dalla pri-
no, nipote dell'antipapa Anacleto li, co- gione l'imperatrice Costanza, indi fu fatto
me insigne per dottrina e prudenza, nel •\icecancelliere di s. Chiesa, e morì dopo
i i55 fu cousagrato vescovo di Piacenza circa 5 anni di cardinalato.
da Adriano IV indi Alessandro 111 nel , PIERLEONI Guido, Cardinale. No-
i 164 o i65 io Sens lo creò cardinale
1 bile romano, erroneamente detto Guido
vescovo di Frascati Tusculano, e morì di Bisenzio d'Orvieto nella seiiede'car-
in Roma nel 1 1 66. dinali elettori d'Onorio III, fu creato car-
P1ERLEONI Ugo o Uguccione, Car- dinale diacono di s.Nicola in Carcere da
dinale. Patrizio romauo, Alessandro III Innocenzo III nel i2o5, e donò a tal chie-

nel 1171 o 173 lo creò cardinale dia-


1 sa il braccio di s. Alessio e le reliquie di
cono di s. Angelo in Pescheria e poi pre- s. Onorio III lo fece vescovo di
Ronifacio.
te di s. Clemente, arciprete della basili- Palestrina nel 1221 e vice cancelliere di
ca Vaticana, e nel 1 1 76 legato a lacere s. Chiesa, non che legato in Lombardia.

in Francia, Scozia e Inghilterra. Fu rice- Morì nel 1226 o 1227 prima dell'ele-
vuto in quesl' ultimo regno dal re En- zione di Gregorio IX.
rico II, il quale gli andò incontro col pro- PIETRA, Petra, Lapis. Concrezione
prio figlio, ed ottenne facoltà di citare ne di materia terrestre, per la quale si pro-
tribunali laici gli ecclesiastici accusati d'es- ducono in varie maniere corpi di diver-
sere stati a caccia nel recinto de'boschi di sa durezza, i quali si possono spezzare,
riserva regia , azione che gli provocò lo ma non tirare a martello a guisa de'cne-
sdegno del suo clero. Per le differenze tra talli. Pietre antiche si dicono quelle che
gli arcivescovi di Cantorbery e York in- portano iscritta qualche memoria anti-
torno la primazia del regno, convocò un ca, o che appartengono agli antichi mo-
concilio in Westminster ossia Londra, numenti, che diconsi pure marmi anti-
dove insorta controversia chi di loro do- chi. Delle pietre e loro principali cave
vesse sedere a destra del legato, mentre ne parlo in tanti articoli. Delle pietrepre-
vi si era collocato quello di York, su que- ziose, delle pietre antiche e di altre pie-
sto si scagliarono famigliari dell'emu- i tre, anche per uso sacro, tenni proposi
lo, lo calpestarono e percossero, onde l'a- sito a Gemma. Si possono vedere seguen- i

dunanza si sciolseappellando al Papa, ed ti autori : R. Rondt, Geminaruni et lapi-


il cardinale fuggì. Portatosi presso Enri- dimi historia, Hanoviae i6o5. A. Gor-
co figlio dell'imperatore Federico I, con- laei, Dactyliothecae seu variorum gern-
fermò la pace fatta con questi, il Ponte- rnarum itti solila scripturae cani Grò-
fice, i siciliani ed i lombardi, alla quale noviì, Lugduni Rat. 1693. Gimma, Sto-
era stato presente in Venezia. In Latera- ria naturale delle gemine, pietre e di lut-

no assistè all'assoluzionedi Guglielmo re ti i minerali, ovvero della fìsica sotter-

scomunicato dall'arcivescovo
di Scozia, ranea, Napoli 1730. Gemmaeveteris ad
diYork. Restituitosi Alessandro III in christianuin usura exsculptae brevis ex-
Roma, fu mediatore con altri cardinali planalio, Romae 732. Jannon de s. Lau-
1

nella pace stipulata coi romani, e gli riu- rent, Dissert. sopra le pietre preziose de-
scì imprigionare V Antipapa Innocenzo gli antichi e sopra il modo col quale fu-
III. Morì dopo essere intervenuto all'è» rono lavorale, Roma 1 7 5 1 Dissert. di .

lezione di Lucio III, circa il 1 183. Cortona t. 5 e 6. Duteus , Delle pietre


12 PIE PIE
preziose e delle pietre fine, con i mezzi grare le pietre sagre per incastrarle nel-
di conoscerle e di valutarle, Parigi 1776. le Mense degli altari 'F.) fissi o portati-
A. Raineri, Sulle pietre preziose, Firen- li mondo. L'altare portatile
per tutto il

ze 1 8 1 8. Ah med Teifasci te, Fior di pen- suole concedersi anche ai campi aperti
sieri sulle pietre preziose, Firenze 18 18. in occasione dì mietitura e di altre ne-
Hay, Dei caratteri fisici delle pietre'pre- cessità dicampagna, premesse le oppor-
ziose, Milano 18 19. Tommaso Belli, Ca- tune cautele. Ogni vescovo ha il diritto
talogo della collezione di pietre usale da- di consagrare le pietre degli altari per

gli antichi per costruire ed adornare le la sola propria diocesi, dentro i limiti del-

loro fabbriche, ora posseduta dal conte la quale può dar facoltà di consagrarle
Stefano Karoly, Pioma 1842. Marango- a qualunque altro vescovo, ma sempre
ni, Delle cose gentilesche, parla degnar- per uso della sua diocesi. I vescovi e vi-
mi forestieri, quando introdotti in Roma, cari apostolici talvolta ottengono dal Pa-
loro miniere in diverse regioni e paesi ;
pa la facoltà di consagrare pietre anche
differenza tra i marmi orientali egli oc- per altre diocesi e luoghi , non ex jure
cidentale di quelli adoperati per men- proprio, sed ex speciali apostolica dele-
se di altari. Nel capo 79, dell'uso di ogni gallone. Delle cerimonie e riti per la be-
qualunque sorta di marmi gentileschi nedizione de'foudamenti degli edifizi sa-
per servigio e adornamento delle chie- cri o profani, dell' imposizione della 1.

se ; e come questi eziandio colle iscrizio- pietra, ove si scolpisce analoga iscrizio-
ni debbano conservarsi e non si possano ne, con medaglie o altro, fatte anche dai
alienare. marmi di qualunque sorta non
1 Papi, come neile Porte sante (P.), e sen-
si possono togliere dalle chiese, sotto pe- za la benedizionedai principi e personag-
na di scomunica di Sisto IV. A Colonne gi, ne trattai principalmente ne'vol. XI,
di Roma narrai come romani ebbero
i in p. ?-33 e seg. sino a 2 38, 2^4 e 2 55, e
pregio di ornare gli edifizi con belli mar- XLIV, 70 e 77 che ne' fondamenti
p. :

mi, e del loro gran trasporlo per le pie- si pongono anche monete, lo rimarcai nel

tre fine, decorando vari luoghi di Roma voi. XLVI, p. 98 ed altrove. La nostra s.

cogli Obelischi (V.). L' Altare (V.) do- religione sanziona e benedice per mezzo
ve si celebra la AJessa (Z7 .) deve essere de'suoi ministri le opere dell'uomo, sem-
di pietra e consagrato dal vescovo, o al- pre che in esse nulla veda che tornar possa
meno con una pietra consagrata in esso spiacevole agli sguardi del suo diviuo au-
inserita, che sia tanto ampia., che possa tore. G. B. Lllathorne vie. gen. di Sidney
comprendere 1' ostia e la maggior parte ivi nel 183G pubblicò Le ceremonie della
:

del calice: chi celebra in altare senza pie- benedizione, e del posamenlo della pietra
tra consagrala pecca mortalmente. Tan- fondamentale di una nuova chiesa, tra-
to nell'altare che nella pietra si racchiu- dotte dal pontificale romano. 11 cardinal
dono le reliquie de' santi, come prescri- Ascanio M/Sforza vescovodi Pavia, rifab-
ve il Pontificale romano, e perchè si veri- bricando nel 1488 il duomo, ne'fonda-
a
fichi ciò che il sacerdote sino da tempo menti vicino alla t. pietra fece porre due
immemorabile dice nel baciare 1' altare vasi, uno pieno di vino vermiglio, l' altro

all'introito della messa, quorum reliquiae d'olio d' olivo. Benedetto XIII nel 728 1

lue sunt. Vedasi il Ratti, Trattato de* sa- pose solennemente la impietra fondamen-
53, dell'altare. Tra privi-
cri templi, p. i tale per la chiesa di s. Claudio de' bor-
legiche ha sempre goduto e tuttora go- gognoni (che descrissi nel voi. XXVI, p.
de la patriarcale basilica Lateranense, 229) e pronunziò erudito sermone. Nel-
come prima chiesa madie dell'orbe cat- la lamina ch'era dentro la pietra, l'iscri-

tolico, avvi quello di concedere e consa- zione espresse averla collocata Benedet-
PIE PIE 1

to XIII, regnando in Francia Luigi XV, s. Petri; Grabio, ad Spic'degium ss. PP.
il notne ilei santo cui si erigeva il tem- p.33o; Metrafaste in Cliron.j eCotelerio,
pio, e l'epoca. Inoltre pose nella pietra Oper. ss. Apostol. t. i,p. 557, anno '- 4°-
una pigna dorata con ampolla d'olio, tre Clemente Alessandrino dice che essa ri-
Agnus Dei grandi benedetti ed alcune me- portò la corona del martirio, avendola
daglie, altre ne collocò il cardinal j'oli- s. Pietro medesimo esortata a confessa-
gnac ambasciatore di Francia. re generosamente la inde Strom. t. 7,
:

PIETRO (s.), Papa 1. Principe degli p. 736. G. Mayer scrisse la Dissertatisi.


Apostoli proto -vicario
,
di Gesù Cristo in theol.de apostolismaritis, Grimae 1679;
terra. Simone figlio di Giona o Giovan- e G. Schimdt la Dissert. Irist, theol. de a-
ni, della tribù di Nettali, nacque in Bel- postolis uxoris Jiabita anno 'jo^.recusa, l

saida(F.), città dell'alta Galilea, j5 mi- Wittebergae 1 734. Dalla moglieebbe un


glia distanteda Gerusalemme, nella spon- figlio,ed una figlia detta Petronilla {V.),
da del mare di Tiberiade. Stangelio, in che alcuni meglio credono piuttosto fi-
Commentar, rei'.gest. s. Petti cap, i, vuo- glia spirituale. 11 fratello Andrea, ch'era
le che 1' anno di sua nascita fosse della stato il primo chiamato da Gesù Cristo,

creazione del mondo 4o34 del diluvio , avendo incontrato Simone, gli disseaver
23y8, della fondazione di Roma yS^del- trovato il Messia e lo condusse da Gesù.
l'impero di Augusto ì'8.°, della battaglia Questi dopo averlo guardato gli disse:
d'Azio il i 2°, 3 anni prima della Bea- Voi siete Simone figlio di Giovanni, voi
ta Vergine e 17 prima di Cristo ma se ; sarete chiamato d'ora in avanti Cefa, cioè
genuina sia questa cronologia, non è qui Pietra (orupe). Che Cefa o Cefas ripre-
luogo da esaminarsi. Ebbe a fratello s. so da s. Paolo non sia s. Pietro, per quan-
Andrea apostolo (delle cui reliquie par- to poi dirò, è sentimento di buoni auto-
lo meglioPatrasso ove dissi del suo
a , ri: Clemente Alessandrino dice presso Eu-
apostolato e morte, non che a Proces- sebio, Ilist. eccl. lib. 5, cap. 12, che. que-
sione), di Ini maggiore in età, secondo s. sto Cefas era uno de' 72 Discepoli, che
Epifanio, Haeresi 5f, § 17 ma per la ; avea l'istesso nome di s.Pietro. Doroteo
maggioranza di s. Pietro si dichiarano s. di Tiro, in Synopsi de vita et morte di-
Gio. Crisostomo, Homìl. 5q in Matth. p. scipulos, nomina questo Cefas fra' <ji di-
5if) ; Cassiano, De Incarnat. lib. 3, cap. scepoli, e avverte che a lui fu indirizzala
1 9 des. Andrea in Bibl.
1; Proclo, orai. 1 la riprensione di s. Paolo. L'istessa as-
PP. Lugdun. t. 6, p. 61 1, e Reda inJoan. serzione si legge nella Cronaca d'Ales-
cap. 7, quali non vuole Baronio, An-
i sandria, dove detto Cefas non è che il5i.°
nal. eccl. an. 3 1 ,n.° 2 3, che in ciò si an- discepolo. S. Girolamo scrivendo su que-
tepongano all'autorità di s. Epifanio, ag- sto luogo di s. Paolo, inepist. ad Galat.
giungendo che se Pietro fu minore in età 2, dichiara che sulla fine del IV secolo
ad Andrea, pel merito della confessione e l'opinione che s. Pietro non fosse il Ce-
della fede fu maggior di lui e degli altri fas, cui s. Paolo resistette si fortemente,
apostoli. Prima dell'apostolato era am- aveva i suoi partigiani fra'greci e latini :

mogliato, e dimorava con la moglie, pa- lo stesso dice s. Gregorio I. L'autore di


dre e suocera in Cafarnao (/'.) sul lago un' opera attribuita a s. Anselmo atfer-
di Genesareth, facendo il pescatore co- ma che questo sentimento era sparso nel
me il fratello, ed attendendo al manteni- suo tempo. Pinto gii clamino portoghese
mento della famiglia. Sua moglie, figlia abbraccia lo slesso parere in una disser-
di Aristobolo, fratello di s. Barnaba a- tazione, e in ciò fu seguito da Bartolo-
postolo, con diversi nomi viene chiamata meo di Cambray in un trattalo del di-
presso s. Massimo, in Comment. ad Ep. giuno, ed a suo esempio pure dal p. Ardo-
,

t4 l'iE PIE
vino gesuita con ingegnosa dissertazio- Alcuni vogliono che i ss. Andrea e
ne. La medesima sentenza fu sostenuta Pietro fossero del numero de'discepoli
dal p.Boucat dotto minimo, nel celebre di s. do. Battista, e curavano la santi-

suo Corso di teologia, e daMarcelIy in u- ficazione dell'anima propria'nella ferma


na sorbonica deli 726. Il celebre p. Cal- espilazione del Messia. primo aven- Il

niet confessa che questa opinione avea do udito dal suo maestro a chiamare
diviso gli antichi ne' primi secoli e che si Gesù, Agnello di Dio, si unì a lui e si
citano sì pei' una che per l'altra parte convulse ch'era il Redentore del mondo;
scrittori ragguardevoli e della maggior indi sua prima cura fu come dissi di por-
antichità.Per quella però che nega es- targli il fratello Pietro, che impaziente
ser s. il Cefas ripreso da s. Paoio si
Pietro non men di vederlo che udirlo si recò da

dichiarò con valore un anonimo con dot- lui, credette tosto in Gesù. Cristo e visi
tissima dissertazione iuseritanel Trinili- tratteune un giorno; dopo diche i fratelli

phe de la calholicité 011 reponses d' un ritornarono alla loro ordinaria occupa-
protestane nouvellement converti aux zione della pesca. Circa la fine dello sles-
dijjicultés, que lui propose sa soeursur so anno, ch'era il i.° della predicazione
la relìgion pretendile reforméej Paris del Salvatore, questi avendo veduto Pie-
1742. Il p. Alessandro della Croce car- tro eAndrea che lavavano le reti sulla
melitano scalzo in una dissertazione, su- sponda del lago, entrò nella barca del
per quaestionibus : .° Quaenarn fuerit
1 primo per sottrarsi alla calca e da colà si
controversia Inter Cepharn et Paulum. mise a istruire il popolo che lo avea se-
2. An Cephas iste a Paulo reprehensus guito. Finito il suo discorso disse Gesù
a
fuerit Petrus ? ed è la i. delle Disser- a Pietro di gettar la rete e prese sì gran
tazioni i storiche recitate in Brescia nel- quantità di pesci, che non solo riempì la

l'adunanza del conte Mazzucchelli t. 2, barca, ma ancora quella di Giacomo e


Brescia 1 755; e il Zaccaria nella Dissert. Giovanni. Come che inutilmente avea
a
su Cefa ripreso da s. Paolo, eh' è 1' 8. pescalo tutta la notte e solo per ubbi-
delle sue Dissert. varie italiane a storia dienza avea gettato la retej stupito Pie-
eccles. appartenenti, t. i,p. ig5. Si pos- tro del prodigio, si prostrò a' piedi di

sono inoltre consultare su questo pun- Gesù esclamando: allontanatevi dame,


to le Dissert. dell' ab. Boileau che nel o Signore, perchè io sono un uomo pec-
1 7 1 3 ne pubblicò una in Parigi contro cato' e. Questa umiltà lo rese degno di
l'opinione del p. Ardovino; del p. Dau- ricevere le maggiori grazie. Gesù avendo
de nel t. 1 IJist. unii: p. 336 ,
ove ri- detto a Pietro e ad Andrea di seguirlo,
sponde ancora agli argomenti dello stes- essi prontamente il fecero e con una di-
r
so p. Ardovino: di mg. Deling e del p. sposizione di cuore così perfetta, che il

Calmet, che tutti sostengono essere s. primo Ecco,o Signore, che noi ab-
disse:
Pietro il Cefas ripreso da s. Paolo. Il p. biamo tutto lasciato per seguir voi. II Sal-

Seccarelli filippino lungamente disami- vatore in ricompensa promise loro 1' e-


na questo punto nel t. 1 de'suoi Annal. lerua beatitudine e la pace d'animo in
cccl. } come pure 1' autore dell'Apologia questa vita, e li battezzò colle sue mani;
in difesa de' padri, che hanno supposto essi poi battezzarono gli altri apostoli, ed
essere sfato s. Pietro il Crfas ripreso i 70 discepoli lo furono da Pietro e da
pubblicamente da s. Paolo, uscita in lu- Giovanni. Che s. Pietro si separò dalla

ce nel 1768. A Nome de' Papi rilevai che moglie appena chiamato da Cristo, viven-
niuno per venerazione a s. Pietro ne volle do sempre continente, Io asseriscono di-
assumere il nome, ed avendolo Io cam- versi padri ; si veda Tertulliano, De mo-
biarono. nogamia e. 8,s. Girolamo aclv. Jovin. 1.
1
PIE P 1 E \ 5
e. ì^,eVepist. 22 ad Eustachio: s. Gio. apostolica come esprime il simbolo, il

Crisostomo, parlando della sua continen- primato concesso alla sola cattedra di s.

za, lo dichiara illustre modello di castità, Pietro, l'unità della Chiesa, di un solo
De virgin. e. 8?.. Che s. Pietro fu il i.° ovile e di un sol pastore, di un solo ca-
a confessare il Salvatore, e comechè fosse po; nelle tre chiavi triplex coeleslium
il più giovane Gesù lo scelse in capo di terrestrium, etinfernorum imperlimi. In-
tutti i s. E-
suoi discepoli, lo affermano oltre Gesù dichiarò l'infallibilità di Pie-
pifanio, Haer. 5i, e. 17; S.Atanasio, O- tro e confermare nella Cede
il fratelli: i

rat. 4 contro, Arianos; s. Ilario in alili. M Ego rogavi prò te, ut non defìciat fi-
cap. 16, § 7 ; e s. Ambrogio, De Incanì. des tua. Et tu ali quando conversus con-
Domin.myster. t. 4, cap. 4- Da detto mo- finila fratres tnos ,
pregando appunto
mento Pietro e Andrea si unirono al lo- perchè la fede di lui non si spengesse.
ro di vin Maestro, e non lo lasciarono più. Pertanto Gesù Cristo pose nella cattedra
Portatosi questi a Cafarnao, vi guarì la di Pietro l'inespugnabile fondamento di
suocera di Pietro, e poi riti rossi nella Ga- sua Chiesa, gli consegnò le mistiche chia-
lilea. Dopo Pasqua dell'anno
la festa di vi del regno de' cieli ,
per cui i romani
3 1 di nostra era, Gesù scelse suoi 12 i Pontefici suoi Successori hanno il Pri-
apostoli, e fin dal cominciamento del lo- mato sopra tutta la terra, sono veri i

ro collegio il i.° posto e la preminenza Eicari di Gesù Cristo, capi della Chie- i

sugli altri fu assegnata a Pietro, come sa, i padri, i maestri di tutti i cristiani
dichiarano gli evangelisti : il Salvatore (Matt. xvi, 18 e ig; Luca xxn, 3i e 3-2;

rivolgeva ordin;iriamente i suoi parlari Conc. fior. gen. nel fine , decreto del-
a lui, ed egli rispondeva a nome de'suoi l' unione). Nel pagare che fece Gesù il

compagni. Gesù Cristo sempre distinse tributo per se e per Pietro, volle confer-
Pietro dagli altri suoi discepoli, e gli pro- mare il principato e primato di questi
mise, circa un anno prima della sua mor- sugli apostoli. Questa preminenza su- ,

te, di affidargli la cura di tutta la C/j/e- blime potere e indefettibilità, ben me-
sa(F.), e glielo confermò appena risor- ritò Pietro, imperocché il divin Maestro
to, dopo aver voluto una testimonianza essendo fra i discepoli e volendone pro-
di sua fede, del suo amore per Iddio e del vare la fede, mentre essi erano tituban-
suo zelo per la salvezza delle anime. Gli ti e incerti nel dichiarare chi egli fosse,
disse Pasci il mio ovile, pasci le mie pe-
: s. Pietro prendendo la parola lo riconob-
core. Tu sei Pietro, e sopra questa pie- be pubblicamente senza esitare pel Fi-
tra edificherò la mia Chiesa, a te darò glio unico di Dio e Dio stesso in Gesù
le chiavi del regno de' cieli, e qualunque Cristo: Tu es Christus Filius Dei vivi.
cosa avrai legalo sopra la terra, sarà Nella Trasfigurazione Gesù fece parte-
legata anche ne' cieli ; e qualunque cosa cipe di sua gloria i tre diletti discepoli
avrai sciolta sopra la ieri a, sarà sciolta Pietro, Giacomo e Giovanni. Per ben due
anche ne'cieli. V . Chiavi pontificie, con volte il suo ardente amore lo indusse a
le quali venne rappresentato s. Pietro,, gufarsi nel mare percorrere incontro ;i

nel quale articolo oltre il potere spiri- Gesù, non potendo aspettare che la bar-
tuale delle chiavi, spiegai perchè s. Pie- ca approdasse. Quando Pietro ebbe in-
tro si trova rappresentato con una, con teso da Gesù predir la sua morte con
due e altre volte con tre chiavi, coi loro tutte le circostanze che l'accompagnaro-
significati. Vedasi T01 re, De duohuspsal- no, si sentì tutto fremere il cuore, e pro-
teriis, t. 48, p. 367, del Calogeri, che mise che mai avrebbe abbandonato.
I'

tra le spiegazioni dice figurarsi in una Allorché prima dell'ultima cena Gesù si
chiave la Chiesa, una, santa, cattolica e mise a fargli la Lavanda de' piedi [f•'.)_,
i 6 P 1 E PIE
gridò tutto ad un Come, o Signo-
tratto: amore: questa triplice confessione ripa-
re, voi mi laverete i piedi ? No, io noi rò lo scandalo del suo triplice rinunzia-
permetterò giammai. isoXo si arrese quan- mento. Fu allora che Gesù gli disse: .Se
do il Salvatore l'accertò, che senza que- voi mi amate, prendete la cura di go-
sto non avrebbe parte con lui. Egli ebbe vernare i vostri fratelli. Dopo di che gli
il privilegio di seguirlo all'orto di Get- predisse che terminerebbe la vita col
semani, ove con. Giacomo e Giovanni fu martirio e che la croce ne sarebbe lo stru-
ripreso dal Maestro peressersi addormen- mento. L'apostolo si rallegrò, sperando
tato. Gli ebrei, condotti dal perfido Giu- di espiare così il suo peccalo. Gii apo-
da, essendosi impadroniti di Gesù, Pie- stoli un monte
essendosi radunati sopra
tro, tulio cuore e zelo, trasse fuori la spa- della Galilea,apparve ad essi il Salvato-
da o il coltello e ferì o tagliò l'orecchia re, e loro ordinò che andassero a predi-

a Malco, uno de'suoi persecutori, ma ne car l'Evangelo^.) a tutte le nazioni, pro-


fu ripreso dal Maestro. Dove si conser- mettendo loro di essere sino alla fine del
vi tal ferro, Io dissi nel voi. IV, p. 7.3. mondo colla Chiesa di cui nuovamente di-
Mentre il Redentore nella sua passione chiarò capo s. Pietro. Ritornali gli aposto-
era portato avanti ai giudici, Pietro en- li in Gerusalemme, io giorni avanti la
trò in casa di Caifa, ove due fantesche Pentecoste (^.),Gesù. apparve adessi l'ul-

glirimproverarono d'essere discepolo di tima volta; raccomandò loro di predicare


Gesù, ma egli per debolezza negò due il battesimo, la penitenza, e promise con-

volte di conoscerlo: allora il gallo cantò, fermare con miracolila loro dottrina. Do-
secondo la predizione che avea fatto di po l'ascensione gli apostoli si adunarono

sua caduta il Redentore. Un'ora dopo, nell'anno 3 i in concilio a Gerusalemme,


ad altra simile interpellazione, rinnovò che fu il primo di tutti i concilii, e Pietro
Ja negativa con giuramento, ed il gallo esercitò il primo atto di giurisdizioue
cantò di nuovo (a Possesso dico del gal- pontifìcia, propose loro l'elezione d'un a-
lo che si presentava al Papa in tal fun- postolo in luogo di Giuda. Nel dì della
zione). Questo segno lece rientrare il col- Pentecoste in cui gli apostoli ricevettero
pevole in sé stesso, ed uno sguardo del- nel cenacolo lo Spirilo santo, con la sa-
liedenlore lo fece piangere amaramente pienza eia cognizione delle lingue, Pie-
e convertì nella più perfetta maniera. tro pel primo celebrò la Messa ( V.> e
Pietro trafitto dal più acuto dolore, la- Jo. Lami, De erudilione apostolorum,
sciò subito la compagnia, e die un li- Florentiae 1738). Pietro consacrò Gia-
bero sfogo alle sue lagrime, le quali di- como in vescovo di Gerusalemme e nel-
cesi formassero due solchi nelle sue gote, l'anno 34 celebrò altro concilio in detta
perchè non cessarono finché visse: menò città nel cenacolo. I giudei avendo ac-
eziandio una vita mortificata, non man- cusati gli apostoli di ubbriachi, pel ri-

giando che radici o erbe di spiacevole sa- cevuto dono delle lingue, Pietro prese la

pore ed lupini, tranne certe occasioni


i parola, li giustificò, fece solenne testimo-
in cui si cibò di quanto gli venne pre- nianza della risurrezione e ascensione del
sentato. Dopo la risurrezione Gesù ap- Signore, e 3, 000 persone furono conver-
parve alla Maddalena, e nello stesso dì tite e battezzate. Alcuni giorni dopo re-
anche a Pietro, esclusi gli altri apostoli, candosi Pietro con Giovanni nel tem-
assicurandolo che ne avea accettato la pio, sulla porta Speciosa risanò un nato
penitenza. Lo rivide sul lago di Tiberia- storpio di con un discorso rim-
4o anni ;

de e per tre volte gli domandò se lo a- proverò morte data a Gesù


al popolo la

mava più. degli altri discepoli, cui rispo- e convertì 8,000 persone. Con la sua
se ch'egli conosceva la sincerità del suo ombra e in nome di Gesù Cristo egli
PIE PIE .7
faceva miracoli. Lo Spirito santo con la nuovo divieto di predicare Gesù Cristo.

sua grazia avca oneralo in lui mirabi- Il numero di quelli che credevano in Ge-

li cangiamenti : al coraggio e all' intre- sù aumentandosi ogni giorno, diversi sa-


pidezza tini l'umiltà, la dolcezza, la pa- cerdoti abbracciarono la fede. I trionfi
zienza. Sempre pronto a cedere agli altri della parola di Dio cagionarono una per-
e ad umiliarsi innanzi a tutti gli uomini, secuzione in Gerusalemme. I fedeli per
dimenticava il grado che teneva nella salvar la vita si ritirarono in altri paesi,
Chiesa, solo esercitando la sua autorità ove sparsero la fede; ma gli apostoli ri-

quando ci andava la gloria di Dio. masero in Gerusalemme, per incoraggi-


I sacerdoti ebrei ed i saducei, gelosi re i fratelli che vi stavano nascosti. Di-
delle conversioni e miracoli di Pietro, lo poi Pietro e Giovanni andarono a Sa-
fecero imprigionare con Giovanni, sotto maria per rassodar nella fede i conver-
pretesto di prevenire sollevazioni. Con- titi dal diacono Filippo, ed amministrar
dotti nel dì seguente innanzi al sinedrio, loro la confermazione; ivi Pietro per la
Pietro dichiarò che lo zoppo era guari- prima volta combattè contro Simon ma-
to nel nome di Gesù, e come i giudici go (f-), e l'esortò alla penitenza; in Lid-
non poterono negare il prodigio, si con- da guarì Enea paralitico da 8 anni. Pas-
tentarono proibire ai due apostoli di sato in Joppe risuscitò Tabi ta vedova rag-
predicare in nome del Salvatore. Su che guardevole; quindi avvertito da Dio con
Pietro francamente rispose : Pensate voi visione in Joppe, per mezzo del lenzuolo
stasi) se sia giusto obbedire a voi anzi- degli animali, conobbe chiaramente il
die a Dio. Indi gli apostoli furono li- mistero della vocazione de'gentili alla fe-
cenziati. I novelli cristiani vivendo in co- de, e per ordine d' un angelo si recò in
mune non sospirando che beni eter-
e i Cesarea per battezzarvi Cornelio, il i.°
ni, ricchi vendevano le loro possessioni
i de'gentili che prese tal sagramenlo. Per
e ne mettevano il prezzo a pie degli apo- le disposizioni dell' imperatore Tiberio,

stoli, perchè se ne facesse un'eguale di- favorevoli ai cristiani, tornata la pace


stribuzione : ma A nania e Saffira sua mo- alla Chiesa, gli apostoli si dispersero per
glie, come avari, segretamente si riserba- propagare il Cristianesimo [V.), comin-
rono parte della somma ricavata. Pietro ciando dalla Siria e dalle altre contrade
istruito dal cielo di loro ipocrisia , rim- vicine alla Giudea. Pietro dalla Paletti'
proverò ad essi severamente il fallo, e na passò nella Soria, nella cui metropoli
caddero morti a' suoi piedi. Intanto gli Antiochia [V.) fissò egli la sede, chiesa
apostoli confermando la loro missione che fu la metropoli di tutto l'oriente:
con gran numero di miracoli, cacciando s. Girolamo, Eusebio e gli altri antichi

demonii e guareudo malati, ii gran sa- scrittori si accordano nell'affermare, che


a
cerdote Caifa e gli altri capi del sinedrio Antiochia fu la i. seile di s. Pietro. V.
dierono nelle furie, perchè senza riguar- Cattedra e festa di s. Pietro in Antio-
do a' loro divieti continuavano a predi- chia. Questa chiesa s. Pietro governò
care il vangelo ; fecero carcerare gli a- per 7 anni continui, come si legge in s.
postoli, ma un angelo nella notte aven- Gregorio I, lib. 7, epist. 4o siccome in :

do loro aperto le porte della prigione, essa i fedeli furono chiamati cristiani ,
nel dì seguente ricomparvero e predica- .° princi-
giustamente ebbe a 1 pastore il

rono Gesù Cristo pubblicamente. Con- pe degli apostoli. Durante il suo gover-
dotti poscia avanti ai magistrati, replica- no non lasciò di fare diversi viaggi in
rono ch'era d'uopo ubbidire a Dio piut- altri paesi, per dilatare la conoscenza del
tosto che agli uomini tuttavia furono : nome di Gesù Cristo, annunziando la fè-

battuti con verghe e poi licenziati con de ai gentili nelle provincie di Ponto,

Jv&ì>eKwani, reo.
8

1 PIE PIE
Galazia, Cappadocia, Asia minore e Bi- due edizioni fu eruditamente illustrata

linia. Verso l'anno 3.7 Pietro fu visita- nel 1770 dall'abbate Costanzi e da molli
r
to in Gerusalemme ila s. Paolo {V-), col altri. 7 Cattedra e festa di s. Pietro
.

quale passò i 5 giorni : gli raccontò questi in Roma. E' incontrastabile la venuta di

la sua conversione e lo riconobbe capo s. Pietro in Roma , che vi predicò, che


supremo della Chiesa. Nella divisione che vi fu martirizzato, che vi fondò la sede
i discepoli fecero delle diverse provincie pontificia ene fu i.° vesccovo e Papaj
per diffondere il vangelo, Pietro scelse ed è appunto per questo, che Pioma è
la città di Roma, capitale dell'impero chiamata dagli antichi concilii la sede di
romano, per principale teatro di sue a- Pietro. Giunto questi in Roma fu alber-
postoliche fatiche, nell'intendimento di galo nel rione Trastevere, vicino al luo-
assalire il demonio che ne avea fatto il go ove poi fu eretta la Chiesa di s. Ce-
centro della superstizione e dell'errore, cilia, V.
(
presso il Ponte rotto, nella
secondando Io scopo della provvidenza, casa dove oggi si danno gli esercizi spi-
la quale avea alzato l'impero de' roma- rituali, poi abitazione di s. Francesca ro-
ni al più alto grado di possanza, per age- mana), allora destinato agli Ebrei (^.)
volare la propagazione dell' evangelo e di sua medesima tribù, e molti ne con-
volea porre la rocca della fede nella me- velli. Ma appena la capitale del mondo
tropoli del mondo, onde di là potesse intese da lui pel primo predicarvi il van-
spargersi con maggiore rapidità ne' po- gelo e cominciò a riceverne i salutari lu-
poli soggetti al suo dominio, indi con- mi, Pudente senatore romano da lui con-
quistare alla croce tutto 1' universo. Gli vertilo, Io condusse ih sua casa nel vico
insormontabili ostacoli che si presenta- Patrizio alle radici del Viminale, ove è
vano all'ardito e vasto progetto, non fe- oggi la Chiesa di s. Pudenzìana (^.),
cero che infiammare Io zelo dell'apostolo. ivi esercitando (talvolta presso la Clvc-
Pietro recandosi a Roma, piantò la fe- sa di s. Prisca, F.) la suprema potestà
de in diversi luoghi, come a Pisa, in Sici- pontifìcia, celebrando divini misteri, am-
i

lia ed in Napoli (ove come dissi a quel- ministrando a' fedeli i sagra menti e di-
l'articolo consagrò il ."vescovo, celebran-
i spensandovi la divina parola. Da questo
do la prima messa sull'altare che vi eres- luogo scrisse la prima lettera ai cristiani
se nel luogo ove fu poi edificata la chie- dispersi nelle provincie nelle quali avea
sa di s. Pietro ad ararti) e vi giunse l'an- promulgato il vangelo; vi approvò quel-
no zjo o più tardi nel ^5 circa, secondo lo scritto da s. Marco sotto la di lui det-
Cuccagni e altri, ed a'i8 gennaio vi sta- tatura, vi ordinò s. Lino e s. Cleto che
bilì la pontificia sua sede, trasferita da An- gli successero, e spedì molti suoi discepoli
tiochia. Diversi protestanti negarono la a predicar la fede in diverse città d'Ita-
venuta di s. Pietro in Roma, fu però e- lia ed isole adiacenti, nelle Gallie, in Bre-
gregiamenle convinta la loro miscreden- tagna e probabilmente nelle Spagne e
za da Panvinio, De adventu Pelri ad nell'Africa. Sulla dimora di s. Pietro nel-
Urbein Romani, nella Biblìot. del Roc- la casa di Pudente sono a vedersi Ba-
caberti t. ij; da Schelstrate, Antìquit. ronio, Armai, eccl. ad an. 44; Costanzi
ìllustr. t. 2, dissert. 3, cap. i e 2 ; da Fog- citato, Armai, s. Petri ad an. f±i ; Gae-
ginio, De romano divi Petri itinere et tani in vita Gelas. II, in praef.j Bened.
episcopalu, e/usque anliquissimis imagi- XI V, const. 84 in Ballar, t. i,p. 270,
nibus, Florentiae i y4- * 5 dal p. Calmet, § 5o; Palazzi apostolici di s. Pudenzìa-
Comment. in Bibl. t. 8 dissert. de itìn. , na e di Prassede. Sulla dimora poi di
s.

roman. d. Petri p. 53g; da Cortese, De s. Pietro e di s. Paolo presso la Chiesa di


itinere roman. divi Petri, opera che dopo s. Maria in via Lata, va letto quell'ai-
PIE PIE 19
licolo e s. Paolo. Essendo Roma, Pie-
in l'apostolo vi godeva profonda tranquil-
tro se ne assentò di quando in quando lità, mentre la chiesa di Gerusalemme
per esercitare il ministero apostolico in agitata per lui, tutta si diede a fervoro-
altre contrade d'Italia, massime le sub- samente orare per ottenerne la liberazio-
urbane alla città. Non puòdubilarsi che ne, e fu da Dio esaudita. Scorse nuova-
s. Pietro abbia predicato il vangelo in mente molti paesi d'oriente, e vi fondò
tutta l'Italia e in altre provinole d'occi- dei vescovati, fondando la chiesa di Ales-
dente; alti elianto dicasi di s. Paolo, in sandria, di cui fece vescovo s. Marco. Cin-
molti luoghi. In tempo della persecuzio- que anni dopo esilio /J9 56 dell'era
il suo
ne esercitò pure suo ministero nelle
il morto Claudio, fece ri-
nostra, essendo
grotte e cimiteri. Passati 7 anni dalla sua lornoa Roma. Questa discrepanza di da-
venuta in Roma e nel 5ì di nostra era, la proviene da quelli che sostengono aver
altricredono 44> P er editto dell'impera- S.Pietro fatto tre o più viaggi da Gerusa-
tore Claudio fu esiliato cogli altri Ebrei lemme a Roma, cioè che dopo essere giun-
che si trovavano nella città, per avere to nella seconda, due o più volte tornasse
molti di essi fatto clamori pei felici pro- nella prima su ; di che può vedersi il Fel-
gressi di Pietro e per le questioni sulla lone, Dt viaggi de sommi Pontefici p. r

venuta del Messia da lui annunziata co- In Pioma Pietro trovò Simon mago
me effettuata. Verso questo tempo Pie- che godeva il favore dell'imperatore Ne-
tro si trovò presente alla morte della rone, il quale era fanatico per le super-
Beata Vergine. Tornato nell'oriente e stizioni della magia, come pure eravi ri-

inGerusalemme, Pietro vi celebrò il 3.° tornato s. Paolo. Avendo Simone pro-


ove a Paolo ed a Barnaba fu
concilio, messo all'imperatore e al popolo, che sa-
commessa la predicazione. In esso Pie- rebbesi innalzalo nell'aria per mezzo dei
tro con autorità di capo della Chiesa fu suoi angeli ossia demonii, pretendendo
il i.° a parlare, come a decidere la con- d'imitare l'ascensione di Cristo; mentre
troversia contro i ccrintiani, sulle osser- avea luogo il volo alla presenza di Ne-
vanze delle cerimonie mosaiche negli e- rone e di affollatissimo popolo, ss. Pie- i

brei e gentili convertili alla fede. Essen- tro e Paolo s' inginocchiarono per fare
dosi recato in Antiochia, Pietro man- orazione, e l'impostore abbandonato dai
giando indifferentemente coi gentili con- demonii, cadde precipitosamente a terra,
vertiti, senza osservare la distinzione del- si fracassò le membra e poi mori dispe-
le carni prescritta dalla legge mosaica, rato. L'odio che Nerone portava ai due

sul «ito tralasciò di farlo, per timore di apostoli pei felici progressi del vangelo
dispiacere ai giudei di fresco arrivati da in Pioma, si aumentò per l'avvenimento
Gerusalemme : fu per questo che s. Pao- di Simone, e die motivo alla sua perse-
lo lo riprese pubblicamente, chiamando- cuzione contro i cristiani, molti de'qua-
lo col nome di Cefa, come narrai diso- li già ne avea sagrificati. Ora trapelan-
pra. Mentre Pietro visitava la chiesa di do i cristiani di Roma che il crudele prin-
Gerusalemme afflitta dalla persecuzio- cipe meditava di avventarsi contro il ca-
ne di Erode Agrippa, zelantissimo del- po anche per aver nelle sue
della Chiesa,
la legge giudaica,
d'ordine suo e per prediche esortato il popolo alla custodia
farlo morire pubblicamente fu messo in della castità, scongiurarono s. Pietro di
carcere, donde venne liberato pel mini- sottrarsi alla furia di quel mostro. Egli
stero d'un angelo, che sciolte le catene., ricusò dapprima di farlo, ma alla fine si
lo condusse fuori della prigione, come arrese alle loro importunità amorevoli,
si legge in Ad. Apost. xii, 4> 7> ad on- e si salvò notte tempo, altri dicono do-
ta che 16 soldati la custodivano. In essa po eh' era nel carcere Mamertino e col
ao PIE PIE
favore de' custodi Processo e Marti*
ss. e ne' voi. XXIIT,p. 1 55, eXLIV,p. i56.
ninno, come dissi nel voi. XII, p. 8(3, i Ivi conPaolo soffrì innumerabili di-
s.

parlando della fascietta della gamba di sagi^ vennero ambedue battuti con sfer-
s. Pietro. Giunto fuori la porta s. Seba- ze, legati a due colonne, cbe si conserva-
stiano, incontrò Redentore; ciò bastò
il no nella Chiesa di s. Maria in Traspon-
per farlo retrocedere, e per quanto nar- tina: però questo supplizio si vuole cbe
rai nel voi. XIII, p. 35: oltre a ciò, in solo s. Pietro Io patisse percbè dovea esse-
questo luogo in tempo d'Adriano impe- re crocefisso, secondo le leggi romane, e
ratore furono arsi vivi 4>ooo martiri, non s. Paolo come cittadino romano. Con-
onde la cbiesina rotonda ivi eretta fu dannati due apostoli al martirio, più
i i

delta ancbe di s. Maria delle palme, rin- antichi scrittori dicono cbe avesse luogo
novata nel i536 dal cardinal Polo, rie- a'29 giugno dell'anno 69, sul quale non
dificata nel 1610 dal sacerdote Ignazio siaccordano gli altri posteriori molti ,

Floriani da Castel Fidardo, cbe vi pose de'quali sono impugnati dal citato Fog-
una pietra simile a quella cbe si venera gini , che assegna !' anno 66 , altri opi-

nella vicina chiesa di s. Sebastiano, per nando pel 65. Novaes, Baronio e San-
avervi il Redentore impronta
lasciato l' gallo, Gesta de' Pont. t. 3, art. 13, rife-
de'suoi piedi: finalmente il cardinal Fran- riscono la morte di s. Pietro all'anno 69,
cesco Barberini nel 1687 ne rinnovò la epoca tuttavia incerta per mancanza di
facciata. Le notizie si leggono nel Can- sicuri documenti.
cellieri, Notizie del carcere Tulliano o Nel luogo ove i due apostoli si sepa-
M amcrtìno p. 68. Appena s. Pietro rien- rarono per andare al martirio, cioè fuo-
trò nella città fu arrestato per ordine ri della Porta Ostiense, a sinistra della via

di Nerone e condotto nel carcere Mamer- che conduce alla basilica omonima, dopo
tino, ovvero vi ritornò, in unione con s. essersi abbracciali e onoratamente salu-
Paolo, per aver questi convertito una con- tati, fu eretta una piccola cbiesa o cap-
cubina o meretrice (due dice 1' Ensche- pella sotto la loro invocazione, e ne par-
nio, Propil. ad Act. ss. Maii, exerc. 4) lano Panciroli, Tesori nascosti p. 695;
dell'imperatore cbe ri era perdutamen- e Piazza, Emerologio t. 1, p. 4^8, il qua-
te innamoralo, collera cbe crebbe nel le dice ancora de'luogbi ove in Roma si
tiranno per aver poi Pietro guadagnato venerano le loro reliquie, come a p. 4^5
a Cristo ancbe il suo coppiere. Di al- e 44' • P'° IV die la cbiesa all' Ospizio
tre conversioni operate nel carcere dai della ss. Trinità de* pellegrini, la quale
ss. acqua
apostoli e battesimi fatti coli' si vede ornata di pitture antiche nell'in-
scaturita prodigiosamente, cbe sebbene terno, essendovi nell'esterno un bassori-
se ne tolga sempre si conserva allo stes- lievo esprimente l'abbraccio di congedo
so livello e tuttora si beve con divozione; de'ss. apostoli. Giunto s. Pietro al luogo
e del carcere stesso convertito in luogo del supplizio, domandò in grazia ai ma-
sacro, parlai a Carcere e ne' voi. II, p. nigoldi di essere crocefisso capovolto,
3o4, IX, p. 1 5 1 e ^58, XLVII, p. i5g. slimandosi indegno di morire nella stes-

In questa prigione stette s. Pietro lega- sa guisa che il suo divino Maeslro, per
to per circa 9 mesi con una catena, la umiltà e per più soffrire per amore al

quale poi prodigiosamente si unii a quel- medesimo. I carnefici lo inchiodarono


lacon la quale era stato avvinto in Ge- sulla croce o legarono con funi, ma è
rusalemme, destinandosi a custodirle la probabile che siasi fatto l'uno e l'altro.
Chiesa di s. Pietro in Finculis {V.), dei Si dice ne'pontificali e calendari antichi
quali vincoli si stabilì la festa nel i.°di che s. Pietro fu crocefisso e seppellito so-
agosto, come dissi a Catene di s. Pietro, pra il Monte Faticano (F.), nello stesso
PIE PIE 21
luogo ov'è la Chiesa di s. Pietro in Vali- limenli o pie unioni fondati sotto la lo-
cano t V. (ove parlo di tante cose che ri- ro invocazione, come le sedi vescovili, ed
guardano il culto del s. apostolo e della i cavalieri dis. Pietro edis. Paolo, ordini
lesta di stia dedicazione), come voglio- equestri pontiiìcii ora non più esistenti.
no Arrighi e Bosio, Roma subterranea, A s. Paolo narrai che subito dopo il lo-
con molti altri. 11 Baroni o, Annal. eccl., ro martirio si celebrò la festa nel giorno
ad an. 69, n.° iG, riferisce che fu sul in cui lo patirono; ma
con decreto apo-
Monte Gianicolo (V.), seguito da altri, stolicoPapa s. Gregorio I del 390 ordi-
nel sito dove fu eretta la Chiesa di s. nò che a'29 giugno nella Chiesa si cele-
Pietro Molitorio (V-). Di tali luoghi e brasse la festa e memoria de' due apo-
perchè vi furono martirizzati i dueapo- stoli, massime nella basilica Vaticana, e
li, come del giorno, resi ragione anche che nel dì seguente si facesse special fe-

ne' volumi che citerò, ne'qualisi potrà leg- sta della Commemorazione di s. 'Paolo
gere come il corpo di s. Pietro fu sepol- (della quale e della festa della Conversio-
to nel sito ov'è la sua Confessione (dice- ne di s. Paolo alla sua biografia netrat-
si dai giudei convertiti che abitavano quel to), come afferma Micrologo, nella Bibl.
rione), e quello di Paolo egualmente
s. PP. t. 18, cap. 42. Come il Papa, i car-
sotto l'altare della propria Confessione^ dinali ed i prelati celebrino tali feste so-
come furono rubati dai greci orientali e lenni, lo dissi ne' voi. IX, p. 70,78, i4o,
riposti neile catacombe di s. Sebastiano, i4 9 e seg; XII, p. 225e 226; XXXIV,
indi restituiti alle loro basiliche, posse- p. 1
54 ; in un a quanto decretò Benedet-
dendo ciascuna metà del corpo de' due to XIV per Ronia^onde rendere più so-
apostoli, sebbene molti sostengano che lenne la loro ottava, con celebrarsi ne-
nella basilica Vaticana vi sia il solo corpo gli 8 giorni in altrettante chiese, cioè in
di s. Pietro, e quello di s. Paolo (F.) quelle che conservano qualche memoria
stia nella Chiesa di Paolo nella via
s. de' principi degli apostoli, mentre come
Ostiense^ /-'.). Queste due patriarcali ba- pur dissi nel voi. XVI, p. 129, col breve
siliche, per contenere sì inestimabili te- Cum omnium, de' 1 6 ottobre 1 743> Bull.
sori, furono sempre oggetto della più te- Magn. t. 16, p. i5j, dispose ancora che
nera divozione di tutte le nazioni, come le Confraternite di Roma si recassero in
dichiarai a Lùnina Apostolo rum (F.). processione a dette chiese. A FuocOj par-
Però le Teste de' ss. Pietro e Paolo [F.) lando delle dimostrazioni di allegrezza
si venerano nella Chiesa di s. Giovanni pubblica, che per la festa de' ss. Pietro
in Laierano {V.). Argomento che trat- e Paolo si fanno in Roma, indicai l'illu-

tai ne' voi. 234; XII, p. 204 a 208,


X, p. minazione della cupola Vaticana e gi-
235 a 238, 248 a 25o e 263; XIII, p. randola di Castel s. Angelo.
35e 36, 60, 6r, 148, 149 e '5>o; XXIII, Vogliono alcuni che s. Pietro quando
p.279,e XXXII, p. 283, ed altrove. Del- sortii il glorioso martirio fosse allora in
le altre principali reliquie de' ss. Pietro età di 86 anni, come Stengelio, in Coni'
e Paolo ne parlo uè* luoghi ove si vene- meni. rer. gesl. d. Petri, cap. 49? e Bel-
rano, ed a s. Paolo; così delle loro vesti larmino, Desumili. Pont. 1. 2, e. 9, n.° 7;
agli articoli di queste. Innumerabili poi altri dicono 80, come Santorio, Fitae
sono gli articoli riguardanti questi due hh. Petri et Pauli, Romae 1597, p. 4 rJ
principi degli apostoli (oltre quelli qui ed 67 anni, con Euscheuio, Ada
altri
distinti con carattere corsivo), principali ss. /unii, t. 5, coinment. praevio de ss.

protettori della Chiesa, della sede apo- Petro et Paolo § 2, n.° io, ciò che ilNo-
stolica e dell'alma Roma; come innu- vaes crede il più probabile. Governò s.
merabili sono i luoghi sacri e pii stabi- Pietro la Chiesa 2 5 anni, uu mese e 8
22 PIE P1E
giorni. Il Baronio ad an. con Euse-
fir). Siro ( che Costantino con quella di s.
1

bio in Chron.,e la più ricevuta opinione, Paolo trovò eguali a quelle apparsegli),
appresso Sangallo, Gesta de' Pont. t. 3, p. che fu espressa in musaico nell'arco trion-
ioo,d.°io, 109, n.° r,assegnaas. Pie-
p. fale della basilica Liberiana, d'ordine
tro il pontificato di 24 anni, 4 mesi e i5 di s. il 43o, e nelle Chiese
Sisto III, verso
giorni. Quanto agli anni dell'apostolato, di Prassede e di s. Cecilia, da s. Pa-
s.

alcuni dicono 35. Abbiamo di Bernardino squale I, ed è il perfetto ritratto del prin-
Mezzadri, Disseti, criticonistorica de vi- cipe degli apostoli, secondo che afferma
giliti quinque annis romanae Petti ca- Adriano I aeW'epist. a Carlo Magno, pres-
thedrae adversus utrumque Pagium, Ro- so Labbé, Concilior. t. 7, p. qi5. Laon-
juae 1^50. Anche Vignoli, nel Liber Poti' de il Bianchini prese occasione di avver-
tifìcalis dell'Anastasio, appoggiato a'co- tire la licenza di quei pittori, che dipin-

dici Vaticani, assegna a s. Pietro il pon- gevano calvo il s. apostolo. Abbiamo


tificato della cattedra romana di 25 an- dal Baronio, che le immagini de'ss. Pie-
ni, un mese e 8 giorni., e conchiude che tro e Paolo mostrate da s. Silvestro a
questa è per lui la più probabile opinio- Costantino si conservano nella basili-
,

ne, giacche tutti i codici concordano nei ca Vaticana. A Aerina s. Agostino che già
25 anni, sebbene discordino nel nume- a suo tempo si solevano dipingere due i

ro de' mesi e de' giorni. E favola che apostoli tenendo in mezzo il Salvatore :

ai Papi nella loro Coronazione si can- questo si praticò ancora ne' vetri cimi-
ti,non videbis annos Petti; certo è che teriali, con diverse rappresentazioni, ari-

niuno arrivò agli anni del suo Pontifi- che simboliche. Vedasi gli autori che seri S*
cato, come dimostro, a quell'articolo. In sero sulle immagini de'ss. Pietro e Pao-
due ordinazioni s. Pietro creò 5 vescovi, lo, nel voi. XLII, p. 1 38, e Luigi Poli-
io preti e 7 diaconi. Era s. Pietro alto dori, Dissert. sulle immagini de'ss. Pie-
di statura o giusta e dritta, ma gracile; tro e Paolo, Milano i834- A Pallio e in
di volto assai bianco, ma scolorito; i ca- altri articoli ragionai delle vesti adopera-
pelli della testa e i peli della barba li a- te dagli apostoli. Delle immagini de' ss.

vea folti, ricci e corti, e calvo dal mezzo Pietro e Paolo ne parlo in molti artico-
del capo verso la fronte; gli occhi neri, li, non chea Monete, Medaglie, s. Pao-
ma rossi e sanguigni all'intorno dal con- lo, Stendardo, Sigillo, e descrivendo le
tinuo piangere, le ciglia inarcate e spo- chiese loro dedica te, ed ancora ne' voi. XII,
gliate,ed il naso lungo e curvo, non pelò p. 1 n, XVIII, p. 3i5e 3 16, XXXIV,
acuto in punta, ma piuttosto finoeschiac- p. 8, io, 11, 16.
ciato, come lo descrive INiceforo, Hislor. Si attribuiscono a s. Pietro un Evan-
lib. 2, cap. j
7, lib. 3, cap. 37, citato dal gelio (V.), alcuni Alti, ed un'Apocalisse,
Rinaldi, Annal. eccl. an. 6q, n.°3 1. Ve- un'opera sulla predicazione ossia dottri-
dasi Foggini, De rom. d. Pelri itinere, na di s. Pietro, ed un giudizio; ma quan-

de ima-
antiquiss.Jìctis pictisque d. Petti tunque alcuni di questi libri sieno stati
ginib. p. 453Se s. Pietro fu tosa-
e seg. citatida qualche padre della Chiesa, e
to ne' capelli, ond'ebbe origine la Ton- benché sia stata permessa per qualche
1

sura de Capelli, lo dico a tali articoli. Vi tempo la lettura del vangelo che gli ve-
sono antichissime immagini di s. Pietro, niva attribuito, tali opere sono general-
le quali lo rappresentano co' capelli ric- mente considerate apocrife. Lo stesso de-
ci come la barba, ma senza principio di ve dirsi della liturgia che porta il suo
calvezza. 11 Bianchini, in Anastasio t. 3, nome, ma va Ietto il voi. XXXIX, p. 45,
p. 128, ne produsse una conservata nel- 49 e 54; e di una prelesa epistola di s.

la chiesa romana nel tempo di s. Silve- Pietro a s. Clemente I, tradotta in elio-


PIE P1E ?.3

pico; bensì sono sue le belle epistole ai torio, Romae 5o7 Teodoro Bibliandro
1 ;

fedeli di Bil'mia, Ponlo, Galazia, Asia, luterano, Basileae i 55o Gaspare Odon-
;

Cappadocia ec, sugli ebrei e gentili con- zio tedesco in versi, Allorfii 1 584; Carlo
certiti, con salutari avvertimenti ed e- Slengelio benedettino tedesco, nel 1620.
soi fazioni a perseverare nella dottrina Ab. Luigi Cuccagni lettore del collegio
degli apostoli e nella pratica delle buone Roma, Vita dis. Pietro princi-
scozzese di
opere, lodando \' Epistole di s. Paolo (F.). pe degli apostoli, cavata dalla sacra scrit-
3Non pare ebe s. Pietro abbia scritto la tura ed illustrata colle considerazioni dei
2/ sua lettera nel carcere di Roma. Il ss. Padri, Roma 1
777, e poi coll'aggiuu-
principe degli apostoli fu potente in o- ta di 2 tomi, Venezia 1782, ope-
altri

pere ed in parole, lasciò ogni cosa per ra molto stimata. Ed il Palafox scrisse,
seguir Gesù Cristo, ebe amò tanto s. : Eccellenze di s. Pietro, Roma 1788 in 3
Gio. Crisostomo lo cbiama corifeo del tomi. Dopo
morte del la s. apostolo la
coro apostolico, bocca di tutti gli apo- sede romana non vacò, e gli successe s.

stoli, lesta e capo di quella santa fami- Lino, al quale senza interruzione i Pori-
glia, prefetto di tutto il mondo, salda romani successori di s. Pietro.
tejici

pietra della fede e il fondamento della PIETROdi Lampsaco (s.), martire.


Cbiesa. Come capo del collegio apostoli- Giovine fornito delle più egregie doti
co, s. Paolo si rivolse a lui, a preferen- dello spirito, ed assai commendevole
za di tutti gli altri. 11 principe degli a- per la sua fede e virtù. Preso uelle vi-

postoli e i.° romano sommo Pontefice cinanze di Lampsaco, città dell'Asia mi-
vive e presiede ne'suoi successori, la cui nore, durante la persecuzione di Decio,
sublime dignità non viene meno in uiun fu condotto davanti al proconsolo Otti-
suo erede, avvegnacbè indegno, come di- ino, il quale, dopo averlo interrogalo, gli
cbiarò s. Leone I, Senti, in anniv. as- comandò di sagrificare a Venere. Rifiu-
sumpt. Considerando Ennodio la
siine. tando Pietro di eseguire gli ordini del
•vita santissima de' Pontefici romani, di- proconsolo, sofferse intrepido la tortura
cbiarò ebe i meriti della vita di s. Pie- della ruota, quindi fu decapitato. Altri
tro venivano trasfusi ne' suoi successo- tre cristiani furono condotti davanti al

ri. A Mano, come avvertii nel voi. XLVI, proconsolo, Andrea, Paolo e Nicotuaco.
p. 1 12, dilucidai l'errore di conio o di L'ultimo di essi solFrì da prima con co-
pitture o altro, di porre s. Pietro al- raggio i tormenti, ma poi si lasciò vin-
la sinistra di s. Paolo, dichiarando co- cere e perdette miseramente la palma.
me anticamente la parte sinistra fu te- Una vergine per nome Dionigia, confes-
nuta più degna: ivi parlai ancora de- sando d'esser cristiana, sottentrò in di
gli scrittori delle immagini de' ss. Pietro lui vece. Il giorno appresso Andrea e
e Paolo. Oltre i citati autori, scrissero Paolo, dopo essere stati vergheggiati^ fu-
la vita di s. Pietro, Egesippo, nel t.
7, rono abbandonati alla ciurmaglia, che
Biblioth. PP.j Amato monaco cassinese legatili pei piedi e trascinati fuori della
e vescovo, con 4 libri iu versi che indi- città, li lapidò. Dionigia, che data iu ba-
rizzò a s. Gregorio VII; Alessandro Ca- lia a due perduti giovani, aveva conser-
praia gesuita bolognese; Alfonso Salme- vata la castità, venne decapitata. Ciò av-
ron pur gesuita, Opere t. 12, traci. 60, venne circa l'anno 25o. Il martirologio
Coloniae i5i4i A nnibaldoCeccano car- romano menzione di questi
fa santi mar-
dinal vescovo di Frascati iu versi ; Fran- tiri il giorno i5 di maggio.
cesco Bosio di Gubbio filippino; Federi- PIETRO BALSAMO (s.), martire.
co Nausia vescovo di Vienna d'Austria, Oriundo dal territorio di Eleuteropoli in
Panigarda, Veuetiis i5y5; Paolo San- Palestina, fu preso a Aulona durante la
24 PIE PIE
persecuzione di Massiruino e condotto a di Massimino Daia, ch'era venuto in A-
Severo governatore della provincia, il lessandria, e da esso condannalo a mo-
quale dopo avergli fatto subire i più cru- rire senza ninna formalità, fu decapitato
deli tormenti per indurlo a sagrifìcare insieme coi preti Fausto, Dione ed Am-
secondo l'editto dell'imperatore,
agli dei, monio. Il martirologio romano fa la com-
senra aver potuto vincere la sua eroica memorazione del suo martirio e di quello
costanza, ordinò che (osse appeso ad una de'suoi compagni il giorno 26 novembre.
croce. In questa maniera consumò il suo Egli compose diverse opere che non ab-
martirio verso il 3 i giorno 3 di gen-
i, il biamo più concilii di Efeso e di Calce-
: i

naio, in cui egli è onorato nel martiro- donia pongono alcuni passi del suo libro
logio romano ed in quello di Beda. sulla Divinità, e ci sono anche rimasti
PIETRO (s.), martire. Esorcista del- alcuni frammenti del suo trattato della
la chiesa di Roma, patì il martirio nella Pasqua.
persecuzione di Diocleziano circa l'anno PIETRO (s.), vescovo di Sebaste. Ul-
3o4,col prete s. Marcellino (f/ -)- In Ro- timo de'dieci figli di s. Basilio e di s. Eni-
ma vi sono due Chiese de' ss. Marcelli- meli;!, perde suo padre essendo ancora
no e Pietro; della suburbana parlo pu- in fascie e fu educato da s. Macrina sua
re in altri luoghi relativi. sorella. Poscia entrò nel monastero che
PIETRO (s.), vescovo d'Alessandria, era governato da s. Basilio suo fratello,
martire. Eccellente dottore della religio- al quale successe nel 362. Per molti an-

ne cristiana , ed ammirabile per la sua ni esercitò gli uffizi di abbate con pru-
virtù e sapere, siccome attesta Eusebio; denza e virtù, e dimostrò la sua carità
succedette a Teona sulla sede d'Alessan- nella carestia che afflisse il Ponto e la
dria l'anno 3oo. Governò la sua chiesa Cappadocia. S. Basilio, che nel 3^o fu
con eminente santità, e mostrò coraggio eletto vescovo di Cesarea in Cappado-
e prudenza nella violenta persecuzione cia, l'ordinò prete, ed egli applicossi con

di Diocleziano e de'suoi successori, esten- raddoppiamento di fervore a' suoi eser-


dendo le sue cure su tutte le chiese del- ed ai doveri del suo ministe-
cizi di pietà

l'Egitto, della Tebaide e della Libia, che ro. Divenuto vescovo di Sebaste nel 38o,
erano sotto la sua giurisdizione. Convo- trovò la sua diocesi infetta dall' ariane-
cò un concilio, nel quale fu deposto Me- simo, e nessuno era più acconcio di lui
leziovescovo di Licopoli nella Tebaide, a rimettere la verità sopra le rovine del-
convinto di avere apostatato e commessi l'errore. Intervenne al concilio generale
altri misfatti. Costui sparse varie calun- di Costantinopoli del 38 1, e sottoscrisse
nie contro il vescovo d'Alessandria, si cogli altri vescovi la condanna de'segua-
separò dalla sua comunione e die origi- ci di Macedonio, che negavano la divini-

ne allo scisma dei Meleziani [V.)', ordi- tà dello Spirito santo. La storia non ci
nò vescovi del suo partito, e ne pose uno rammenta ciò ch'egli fece durante il suo
sino nella diocesi d' Alessandria. Queste episcopato; ma tutta l'antichità concorda
sue usurpazioni restarono impunite, per- nel dire, che si rese commendevole per
chè s. Pietro era costretto a nasconder- la sua santità, per la sua prudenza e pel
si per salvarsi dal furore della persecu- suo zelo. Morì al più tardi verso il 387,

zione. Riferisce s. Epifanio ches. Pietro ed il martirologio romano ne fa menzio-


fu imprigionato per la fede sotto il regno ne a'9 di gennaio.
diDiocleziano, opiultostodi Galerio Mas- PIETRO GRISOLOGO (s), arci-
simiano; ma poco dopo riebbe la liber- vescovo di Ravenna. Nato in Imola, pro-
tà. Rinnovatasi nel 3 1 1 la persecuzione, babilmente dalla famiglia Avenali (Al-
1
il santo vescovo fu arrestato per ordine berghetti, Storia d'Imola par. 3.' p. 5,
PIE PIE a5
clic corregge gli errori corsi nella sto- Agostino. Passando in Francia nel 608,
ria di questo santo); fu istruito nelle sacre perì nel golfo di Ambleteuse tra Calais
lettere e ordinalo diacono da Cornelio e boulogne. I martirologi di Francia e
vescovo di questa città, sotto la cui guida d'Inghilterra ne fanno ricordanza sotto
apprese per tempo a domare le sue pas- il giorno 6 di gennaio.
sioni ed avanzare nella perfezione, e me- PIETRO NOLASCO (s.), fondatore
ritò l'arcidiaconato d'Imola (V-)> Ab- dell'ordine della Mercede pel riscatto de-
bracciò poi lo stato monastico e non , gli schiavi. V. Mercede, ordine reale,
uscì dalla solitudine che quando di 27 militare e religioso.
anni gli fu affidato il governo della chie- PIETRO D'ALCANTARA (s.), reli-

sa di Ravenna , di cui fu eletto vesco- gioso dell'ordine di s. Francesco. Veda-


vo circa il 433, per volere di Sisto III. si il voi. XXVI, p. 1 5 1 e seg.
Egli si diede con sommo zelo a rifor- PIETRO DAMIANI (s.). V. s. Pier
mare molti abusi che si erano intro- Damiani, cardinale.
dotti, ad estirpare gli avanzi delle su- PIETRO (s.), arcivescovo di Taran-
perstizioni pagane, ad istruire il suo po- tasia in Savoia. Nacque
Debbiato da nel
polo ed edificarlo colla santità de' suoi genitori di mediocre fortuna, ma di emi-
esempi. A confutazione degli ariani, ma- nenti virtù. Fatto con molto onore il
nichei, novaziani, pelagiani, donatisti, ne- corso degli studi, volle segregarsi dal
sloriani, ed a sostegno della morale evan« mondo, ed in età di 20 anni prese l'a-
gelica, nonché delie verità rivelate, scris- bito nel monastero ch'era slato fondato
se molte robustissime opere, nella mag- il11173 Donnevaux, cui religiosi vi- i

gior parte perdute, solo restando alcune vevano sotto la regola che s. Rernardo
omelie, la risposta data da lui a Eoliche avea posto a Chiaravalie. Pietro abbrac-
eresiarca, alcuni sermoni de'i83 che gli ciò con tutto il fervore e con tuttala con-
si attribuiscono dal p. Pauli , ne' quali tentezza le austerità di quell'istituto, né

spontaneo apparisce l'uso della Scrittura, alcuno possedeva più di lui l'obbedienza,
stile elegante e armonioso, frase fluida e la modestia e l'umiltà. Non aveva anco-

sempre aurea, che gli meritò dai greci il ra 3o anni compiuti, che fu nominato
titolo di Grisologo ,
aureo nel discorso: abbate del nuovo monastero di Tamies,
opinano alcuni critici, che tuttavia non nella diocesi di Tarantasia , nel quale,
debbansi riguardare come modelli della cogli aiuti di Amedeo
di Savo- III duca
vera eloquenza, bensì sono assai istruttivi. ia, fondò uno spedale pei forestieri e po-
Nel44^ accolse con molto rispetto s. Ger- veri malati, the pigliava piacere in ser-
mano di Auxerre, ch'erasi recato a Ra- vire egli stesso. Rimasta vacante la se-
venna; gli rese eziaudio grandi onori do- de arcivescovile di Tarantasia, I' abbate
po la sua morte, e non gli sopravvisse Pietro nel i4^ fu eletto ad occuparla:
1

lungo tempo. Secondo la più probabile egli però ricusava questa dignità, ma s.

opinione egli morì ad Imola il 2 dicem- Bernardo e il capitolo generale del suo
bre del 45o. Fu seppellito nella chiesa di ordine l'obbligarono ad accettarla. Sen-
s.Cassiano, dov'è ancora maggior par-
la za mutare in nulla la semplicità ed au-
te delle sue reliquie, mentre a Ravenna sterità della vita monastica, egli rivolse
si custodisce un suo braccio. Si celebra tutti i suoi sforzi per correggere gli abu-
la sua festa a' 2 di dicembre. si eh' eransi introdotti nella sua chiesa,
PIETRO (s.), abbate in Inghilterra. e farvi borire la disciplina e lo spirito di
Allievo del Papa s. Gregorio Gran-1 il pietà. Provedelle eziandio con pii stabi-
de, fu il i.° abbate di s. Pietro di Can- limenti alla educazione della gioventù
lorbery, che prese poscia il nome di s. ed al sollievo de' poveri; riparò molte
26 PIE PIE
chiese, e stabilì per tutto l' amore agli miglia, nacque nel1 igo in Aslorga, cit-

esercizi religiosi e la decenza del cullo tà del regno di Leone in Ispagna, e do-
esteriore. Rimesso il buon ordine nella tato di singolare penetrazione di spirito

sua diocesi, desiderando di vivere nella fece rapidi progressi negli studi. Avendo
solitudine e di sottrarsi agli onori che da abbracciato lo stato ecclesiastico, il vesco-
ogni parte venivano, avendogli Dio
gli vo di Astorga suo zio gli procurò un ca-
concesso anche ii dono dei miracoli, scom- nonicato nella cattedrale, indi gli conferì
parve tutto ad un tratto nel 55, e si i i la dignità di decano del capitolo. Com-
ritirò in un monastero di cisterciensi in prendendo la vanità delle cose mondane,
Germania, ove non era conosciuto. Fu si ritirò a Palencia per vivere nella soli-

però scoperto e costretto tornare alla sua tudine e nella pratica dell'orazione e del-
chiesa, ove fu accolto co'più vivi segni di la penitenza. Entralo poi nell'ordine di
giubilo. Egli riprese le sue funzioni con s. Domenico, si dedicò al ministero del-
nuovo ardore, e sempre pieno di carità la predicazione e ali istruzione de'fedeli

pei poveri, sovveniva ai loro bisogni, a- con abbondanti frutti. Giovossi della con-
limentando specialmente colle sue limo- fidenza del pio re Ferdinando III , che
111 osi ne gli abitanti delle montagne nei accompagnò in tutte le sue spedizioni con-
3 mesi prima della messe; e fondò de- tro i mori, per procurare la gloria di Dio,

gli spedali sulle Alpi a benefizio deman- e riformare i disordini che regnavano alla
danti. Fu egli quasi il solo suddito del- corte e fra le truppe. La presa diCor-
l'impero che osasse dichiararsi in favore dova aperse un vasto campo al suo ze-
di Papa Alessandro 111, contro l'antipapa lo, moderando egli l'empito de'vincitori,
Vittore IV detto V ch'era sostenutodal- e convertendo le moschee in altrettante
l'imperatore Federico I. Non limitando chiese la grande moschea di Cordova,
:

il suo zelo alla sola sua diocesi, annun- la più famosa di quante erano in Ispagna,

ziò la divina parola in Alsazia, in Bor- fu da lui tramutata in cattedrale. Vol-


gogna, in Lorena e in diverse contrade le finalmente lasciare la corte, per dedi-
d'Italia. Essendosi riaccesa la guerra nel carsi all'istruzione dei poveri e degli a-

i 170 tra il re di Francia e quello d'In- bitatori delle campagne. Nelle diocesi di
ghilterra, il Papa incaricò il santo pre- Tuy e di Compostela le sue predicazio-
lato di metter la pace tra questi due prin- ni produssero più che altrove maraviglio-
cipi, il che eseguì egli con felice succes- si frutti, e acquistarono maggior forza dai
so, ed ottenne eziandio che essi facesse- miracoli che Dio fece operare al suo ser-
ro tenere dei concilii nei loro stati per- vo fedele. Gonzales aveva un'attitudine
chè Alessandro III vi fosse riconosciuto particolare per ispiegare e far amare ai

per legittimo Papa. Un' altra volta fu poveri le verità della salute; andava a
mandato dal Papa al re d' Inghilterra, cercare i marinari sui loro vascelli, cre-

per riconciliare questo principe con suo dendoli bisognosi in modo speciale delle

figlio, ma questa deputazione non ebbe fatiche del suo zelo, né cessò di ammae-
il risultato che si sperava. Al suo torna- strarli finché visse. Perciò i marinari di
re in Savoia, cadde malato e morì nella Spagna e di Portogallo lo invocano nel-
badia di Bellevaux. dell'ordine de'cister- letempeste, e sperimentarono frequen-
ciensi 174, in età di 73 anni.
l'anno 1 temente il di lui patrocinio, laonde è ono-
Papa neh 191,
Celestino III lo canonizzò rato come il loro protettore. Gonzales mo-
e la sua festa si celebra il giorno 8 di rì Tuy, pieno di meriti, li i5 o 16 a-
a
maggio. prile 1246: il vescovo di Tuy, suo ami-

PIETRO GONZALES(s.), volgarmen- co , lo assistè nella sua malattia e rice-


te detto s. Telmo os. Elmo. D'illustre fa- vette il suo estremo sospiro. Fu seppel-
PIE P i E 27
] ilo in quella cattedrale, ed ivi si custo- tn il odiavano a morte e il
flagello, lo ,

discono le di lui reliquie, celebri per multi loro odio crebbe maggiormente quando
miracoli, rinchiuse in una cassa d'argen- lo videro investito dell'autorità della s.

to. Papa Innocenzo IV lo beatificò nel Sede contro di loro. Finalmente veden-
1254, e permise ai domenicani di Spa- do essi che il zelo del santo cresceva col-
gna di farne 1' ufficio il quel privilegio,
la sua autorità congiurarono alla sua ,

fu poi accordato anche alla città diTuy. morte, ed appostarono due assassini che
IN'on fu mai canonizzato, ma Benedetto lo uccidessero al suo ritorno da Como a

XIV ne approvò l'ufficio per tutto l'or- Milano. Uno di questi scellerati, essendo-
dine di s. Domenico, che ne celebra la gli accostato, gli diede due colpi d'ac-
festa a' i 5 aprile. cetta sul capo, e poscia si scagliò su fiate
PIETRO (s), dell'ordine di s. Dome- Domenico di lui compagno e lo ferì. Men-
nico, martire. j\ a eque a Verona ne! i 2o5, tre il santo ri zza vasi sulle ginocchia per
da genitori infetti dell'eresia de' catari. raccomandare la sua anima a Dio e re-
Tuttavia suo padre, volendo farlo alle- citare simbolo di nostra fede, ricevet-
il

vare nella letteratura, lo affidò alle cure te un colpo di pugnale nell'un de'lati, e
di un precettore cattolico, e poi lo man- finì così la sua vita a' G aprile 12*32, in
dò all'università di Bologna. Pietro sep- età di 46 aimi ed alcuni giorni. 11 suo cor-
pe preservarsi dalla corruzione de'costu- po fu portato a Milano nella chiesa di s.
mi, come ai era preservato dall'eresia, ed Eustorgio dei domenicani. Un anno do-
acceso dal desiderio di rendersi maggior- po fu canonizzalo da Innocenzo IV, il
mente perfetto, deliberò di allontanarsi quale stabilì la sua festa a'29 d'aprile. I
dall'umano consorzio. Si presentò dun- miracoli che Dio operò per meriti del i

que a s. Domenico, il quale, assicurato- suo servo fecero rientrare nel erembo
,

si di sua vocazione, gli diede l'abito del della Chiesa un buon numero di mani-
suo ordine, sebbene non avesse allora che chei; ed il suo assassino, chiamato Cari-
i5 anni. Esatto osservatore della rego- no, entrò fra'domenicani di Forlì in qua-
la, egli si distinse pel suo fervore e pel- lità di frate converso, e vi espiòilsuo de-
le sue austerità. Incessantemente occu- litto con austeiissima penitenza. F.ivol.
pato fra lo studio, la preghiera, la lettu- IX, p. 1
37, XVI, p. 22 1, e XXXVI, p.
ra e il servigio degli ammalati, esercita- 42 e 43 per la cappella cardinalizia e per

va ancora i più vili offizi della comuni- la distinzione dal santo omonimo di Ca-
tà. Essendo fregiato di tutte le doti ne- slelnuovo.
cessarie per annunziare con frutto la di- PIETRO PASCHAL o Pascasio (s.),

vina parola, allorché giunse al sacerdo- religioso della Mercede, vescovo di Jaene
zio, i suoi superiori gli ordinarono di martire. Dell'antica Simiglia Paschal, la
predicare. I successi de'suoi discorsi fu* quale aveva avuto la gloria di dare 5 mar-

rouo straordinari; convertì una smisura- tiri alla Chiesa, nacque a Valenza di Spa-
ta moltitudine di peccatori e di eretici gna nel 1227. Ricevette primi elementi i

nella Romagna, nella Marca d'Ancona, della pietà da s. Pietro Nolasco, che allog-

nella Toscana, nel Bolognese e nel Mi- giò in sua casa, ed avendo poi abbracciato
lanese, avvalorando Dio la di lui predi- lo stato ecclesiastico gli fu conferito- un
cazione col dono de' miracoli. Il suo or- canonicato di Valenza. Ebbe per precet-
dine, conosciutone appieno il grandissimo tore un prete di Narbona, dottore della
merito, gli commise la direzione dei con- ficoltà di teologia di Parigi , che i suoi
venti di molte città, e nel 1282 il Papa genitori avevano riscattalo dai mori, e
lo fece inquisitore generale della i'tde. Gli con esso si recò a Parigi, ove studiò teo-
eretici manichei, de'quali era sempre sta- logia e fu dottorato. Predicò poscia e in-
28 PIE PIE
segnò con molta riputazione propu- ,
penitenza e coli' assiduità delle sue ora-
gnando con molto zelo l'immacolato con- zioni e delle suecontemplazioni. Dopo la

cepimento di Maria. Compose alcuni li- morte del p. Villacretios fu eletto a suc-
bri contro la setta maomettana, e ad cedergli nel governo della congregazio-
erudizione de' fedeli. Ritornato a Va- ne riformata, e finì la sua vita ad A qui-
lenza, entrò nell'ordine della Mercede, leria a'3o marzo 1456, in età di 67an-
di cui vestì l'abito nel i25i, avan- ni. Fu canonizzato da Benedetto XIV nel
zandosi sempre più nella perfezione, sot- 1 74-6 ed è nominato nel martirologio
,

to la direzione di s. Pietro Nolasco. Gia- romano a' 3 di maggio, giorno in cui fu


1

como I re d' Aragona lo scelse per pre- fatta la traslazione delle sue reliquie.
celtore di suo figlio Sanco^ il quale en- PIETRO ACOTANTO (b.). Nacque
trò nell'ordine della Mercede. Questo a Venezia di nobile famiglia, e fiorì nel
principe, in giovanile età fatto arcivesco- secolo XIII. Inmezzo al mondo e in una
vo di Toledo, nel 1262 fece consacrare coudizione comunedella società, egli pra-
Paschal vescovo titolare di Granata, ed ticò le più ammirabili virtù, e si distin-
affidò a lui il governo della sua diocesi. se soprattutto perla sua carità verso i po-
Ucciso Sanco dai mori nel 1275, Paschal veri, a sollievo de'qualiimpiegò tutto il
ritornò nel suo convento; fecediverse mis- suo ricco patrimonio, dimodoché nella sua
sioni, e fondò molte case del suo ordine. vecchiaia fu ridotto a ricevere la picco-
Quando fu eletto vescovo di Jaen nel la limosina ch'eragli necessaria perii pro-
i2f)6, egli andava spesso a Granata, ri- prio sostentamento. Consumata la vita
scattando i prigioni, istruendo i cristiani nell'esercizio delle opere di misericordia,
e predicando agl'infedeli. I mori irritali e conservata intatta la sua castità nel ce-
dal suo zelo, lo imprigionarono e dipoi libato, morì ricco di meriti nel mese di
lo trucidarono a pie dell'altare, ove avea agosto 180 o 1 187, essendo discordi gli
1

appena celebrato la messa, il giorno 6 di scrittori in assegnarne il tempo. La sua


dicembre del i3oo, in età di 73 anni. I esequie fu considerabile pel grandissimo
cristiani Io seppellirono segretamente in numerodi poveri che vi assistettero, tutti
una grotta , donde fu poi trasportato a piangendo in esso la perdita del loro pa-
Baerà, città della Spagna, in cui ancora dre e benefattore ; e Dio illustrò la tom-
conservasi/Provasi il nome di questo san- ba del suo servo con parecchi miracoli.
to nel martirologio romano sotto il 6 di Il suo corpo, ch'era stato deposto in un

dicembre e sotto il 23 d'ottobre. angolosconosciutodelcimiterio,nel i25o


PIETRO REGALATI (s.), francesca- fu trovato intatto, enei i44° fu traspor-
no. Uscito da nobile famiglia di Valla- tato solennemente nella chiesa di s. Ba-
dolid in Ispagna, all' età di i3 anni per- silio, onorevolmente collocato
in cui fu
dette suo padre, e desiderando di slaccar- sopra un altare. Nel priucipio del cor-
si dal mondo, dopoavere con grave sten- rente secolo , chiusasi questa chiesa con
to ottenuto il consenso della madre, en- molte altre, il corpo del b. Pietro fu tra-
trò nell' ordine dei francescani a Valla- sferito in quella de'ss. Gervasio e Piota-
dolid, ove in breve tempo divenne mo- sio, dove tuttavia è venerato dai venezia-
dello di tutte le virtù religiose. Doman- ni con gran divozione. La sua festa si ce-

dò di essere mandato nel nuovo mona- lebra a' 26 di agosto per concessione di
siero che il p. Pietro Villacretios avea Papa Clemente XIII.
fondalo a Tribulos, poco lungi da Aqui- P1ETR-0 (b. ), domenicano. Uscito
legia, ed in cui avea stabilito una rifor- dalla nobile famiglia de' Capuzio, nac-
ma austerissima. Ivi agguagliò i più per- que a Tiferno o Città di Castello in 1-
fetti del suo ordiue colle austerità di sua lalia nel i3go, ed in età di i5 auni si
PIE P I E 29
consacrò a Dio entrando nel conven-
,
calo di Pio VI la sacra congregazione de'
to dei domenicani della sua patria. A- riti a' 5 agosto 1780 pubblicò il decre-
niante della solitudine ed intieramen- to riguardante il culto di questo santo
te abbandonato alla contemplazione, con- religioso.

servò tutto il tempo di sua vita 1 inno- PIETRO di Palermo (b.), domenica-
cenza ed il fervore della prima giovi- no. Della nobile famiglia De Jeremi di

nezza. Mandato dai superiori a Cortona, Palermo, nacque nel 38 1


1
, e fatti i primi
•vi ricevette il sacerdozio, e dedicossialla studi in patria, fu mandato nella cele-

conversione de'peccatori, ivi terminando bre università di Bologna per apprender-


santamente suoi giorni li 2
i ottobre i vi il diritto civile e canonico. Egli era per

i44^. Subito dopo la sua morte gli abi- addottorarsi allorché risolvette di con-
tanti di Cortona e quelli di Tiferno co- sacrarsi al servigio divino ed enti are nel-
minciarono ad onorarlo come beato. 11 l'ordine di s. Domenico; ma dovette su-
Papa Pio VII nel 1816 approvò il di perare molti ostacoli, poiché suo padre,
lui culto, e la sua festa è fissata a'22 di che Io vedeva con pena pigliare questo
ottobre. Le sue reliquie che nel ìjS6e- partito, vi si oppose da principio forte-
rano state trasferite a Colorno presso Par- mente. Avendo poscia pronunciali suoi i

ma, furono di poi riportate a Cortona, voti e finito il corso di teologia, si dedi-
ove si venerano. cò a procurare la salute del prossimo,
PIETRO di Moliamo (b), francesca- ascoltando le confessioni ed annunzian-
no. Nato a Mollano nella Marca d' An- do la divina parola. Rigido osservatore
cona, di onesta famiglia, si diede allo stu- della disciplina regolare, egli aggiungeva
dio delle belle lettere e a quello del di- i digiuni, le veglie e le più aspre peni-
che coltivò con felice successo, ot-
ritto, tenze. Divenne successivamente superio-
tenendo il grado di baccelliere all'uni- occupò questo
re di parecchi conventi, e
versità di Perugia. Dipoi entrò nell'or- posto con rara prudenza e con zelo in-
dine di s. Francesco, e distinguendosi defesso, inteso soprattutto a far osserva-
per la sua dottrina e riputazione di san- re fedelmente la regola e ravvivare Io

tità, fu scelto per aiutare s. Giacomo spirito religioso. 11 Papa Eugenio IV, in-
della Marca nelle sue predicazioni e fa- formato della santità e del sapere del
tiche apostoliche. Dopo la morte di que- servo di Dio, volle che assistesse al con-
sto sauto fu incaricato di subentrargli, cilio generale da esso convocato a Fi-
non può dirsi con quale ardore e carità renze nel 1 4^9» e dipoi lo incaricò della
egli siasi adoperato per condurre i po- riforma del clero di Sicilia. Pietro però,
poli a penitenza e correggere i costumi, per sua modestia, non consentì che di
la

avendogli Iddio accordato il dono dei adoperarsi nella riforma degli ordini re-
miracoli. Due volle fu eletto suo mal- ligiosi di questo regno, in uflizio di vi-

grado provinciale della Marca e una vol- sitatore apostolico, e la sua grande dol-
ta della Romagna. La sua attenzione nel- cezza gli -fece superare gli ostacoli ,
gli

1'adempiere esattamente tutti doveri i guadagnò i cuori ed assiemò il successo


della sua carica, la sua prudenza e la sua della sua missione. In pari tempo attese
carità, mostrarono quanto ne fosse de- con zelo veramente apostolico alle fun-
gno, e gli meritarono l'amore del duca zioni del ministero, e le sue predicazio-
di Camerino e la stima degli abitanti ni produssero frutti copiosi. Ritornato a
di questa città, dove passò parte della vi- Palermo, si ritirò nel monastero di s. Zi-
ta e terminò la sua santa carriera a'2 5 ta, ed ivi terminò la sua faticosa carrie-
luglio 1490. Clemente XI II lo inscrisse ra, morendo a' 3 marzo i4'J2,in età di
nel catalogo de' beati, e sotto il pontili- anni 7 1 . 1 miracoli operali alla sua toni-
3o PIE PIE
ba inspirarono a' suoi concittadini gran- governo di Siena erigere una ma-
gli fece

de confidenza nel suo palroci nio presso gnifica tomba, stabilendo che si dovesse
Dio. Il Papa Pio VI approvò il di lui celebrare ogni anno la sua memoria. Pa-
culto, e permise all'ordine domenicano pa Pio II, in un discorso che fece a Siena,
di celebrarne la festa. pubblicò la sanlilàdel servo di Dio, e Pio

PIETRO da Siena (b.). Nato a Sie- VII nel 1802 permise di farne la festa.
na, apprese 1' arte di fabbricare pettini, PIETRO da Pisa (b.), fondatore degli
cb 'esercitò infino alla sua vecchiaia, si le- eremiti di s. Girolamo. V. Girolamini
gò in matrimonio e visse saggiamente col- della Congregazione del b. Pietro da
la sua sposa. Morta questa senza lasciar- Pisa.
gli figliuoli, vendette tutto quello che pos- PIETRO FOURIER(b.), detto di /J/a-
sedeva, ne distribuì il prezzo ai poveri, e taincourt, perchè fu curato della parroc-
diedesi intieramente alla pratica della per- chia di questo nome. Nacque a Mirecourt,
fezione; avendo già prima della vedovanza città della diocesi diToni, a'3o novem-
abbracciato il terz'oi dine di s. Francesco. bre i565, da Domenico Fourier merca-
Egli passava in orazione gran parte del tante di mediocre fortuna, ma di rara pie-
giorno ed anche della notte, e molto fre- tà. Fu mandato all'università di Pont à-
quentava il celebre spedale di Siena, chia- Mousson per farvi suoi studi, e ne tras-
i

mato di s. Maria della Scala. Entrò po- se grande profitto. Cominciò fin d'allo-
scia nell'ordine de'l'rati minori di Siena in ra a darsi alle più rigorose mortificazio-
qualità di ospite, ove dimorò il restante ni della penitenza, e giunto all'età di 20
della sua vita. La meditazione delle cose anni entrò ned' abbazia dei canonici re-
celesti aveva sì (attamente acceso nei suo golari di Chaumousey, poco lungi da Mi-
cuore il fuoco della carità, che si manife- recourt. Dopo la sua professione, andò
stava all'esterno, e sembrava tutto cir- a Poirt-à-Mousson per farvi il suo corso
condalo Questo prodigio gli pro-
di luce. di teologia; indi ritornò a Chaumousey,
cacciò gran fama di santità, ma non isee- e ripigliò gli esercizi della penitenza. Le
mò punto la di lui umiltà. Coll'àstinen- sue virtù gli suscitarono l'odio dei più ri-

za colle veglie, colle lunghe orazioni e


, lassati fra' suoi confratelli, ed egli con
con frequenti pellegrinaggi, conservò sem- eroica pazienza ne tollerò gli oltraggi e
pre la purezza della sua anima e Iddio , le contraddizioni, fino a che fu nomina-
manifestò le virtù eminenti del suo ser- to alla cura diMataincourt nel i5gy. Que-
vo fedele con grazie straordinarie. Pietro sta parrocchia si trovava nello stato più
conobbe i secreti dei cuori; risuscitò un deplorabile :
1' irreligione l'eresia vi a-
fanciullo, e guarì il padre di male violen- veva intieramente sbandito lo spirito di

to : col segno della croce liberò u\\ abi- pietà. Pietro Fourier spiegò tutto il suo
tante di Siena chiamalo Ma ìlei da un do- zelo per farvela rifiorire, riformando gli
lore di testa. Diede e scrisse parecchi av- abusi, dissipandole tenebre dell'ignoran-
visi salutari, i quali dimostrarono ch'egli za, adoperandosi indefessamente alla con-
era ripieno della scienza dei santi. Questo versione dei peccatori, all' istruzione dei
povero artigiano divenne sì celebre, che fanciulli, alia santificazione delle anime.
i suoi cittadini Io consultavano negli af- Né era meno ammirabile la sua carità
fari più importanti, ed il p. Ambrogio di verso i poveri, cui sovveniva malgrado
Siena, dell'ordine di s. Domenico, ono- la tenuità della sua rendita parrocchia-
ravasi d'essergli amico e neseguiva con- i le, non vivendo egli che di legumi. Alcu-
sigli. Ricco di meriti pel ciclo, morì san- ne zitelle della sua parrocchia desideran-
tamente a'4 dicembre i 289, e fu seppel- do di consacrarsi a Dio nello slato di vir-
lito nella chiesa di s. Francesco, dove il ginità, egli le raccolse, ed in tal modoisli-
PIE IME Sì
tiùlacon2:re"azioneJel!emonacliediiTo- de'suoi e la benevolenza de'coetanei : le

stra Signora, delle quali parlai nel voi. sue divote occupazioni in far altarini e-
XLVII[,p.i 19, destinate alla pia educa- rana preludio all'apostolico ministero.
sione delle fanciulle, il quale istituto ven- Apprese la grammatica e altri studi nel
neapprovatodallebollediPaolo V deli." collegio de' gesuiti di Barcellona,, levali*
febbraio 161 5 e del 6 ottobre 1616. Uè- do fama d' uno de' più svegliati ingegni
golato eh' ebbe tutto ciò che concerneva pei progressi che faceva, maggiori essen-
te sue figlie spirituali, fu incaricalo del- do quelli della perfezione e della santità
la riforma della propria congregazione, di vita. Il vescovo di Solsona l'ammise al
e vi riuscì felicemente. Le abbazie che chiericato e gli conferì la tonsura nel 1 Ti) 5,

abbracciarono la unirono col


riforma si quindi nel 1602 si dedicò al divin ser-
titolo di Congregazione del Nostro Sai- vigio nella compagnia di Gesù in Tarra-
iv/tore, al modo detto nel voi. VII, p. 279. gona. Compiuti con istraordinario fervo-
Senediede ilgovernoal p. Guinet, ch'es- re i due anni del noviziato, e legatosi a
sendo morto 3 anni dopo, fu eletto a gè- Dio co'voli religiosi, studiò prima in Gi-
nerale il p. di Mataincourt. Questo uffi- rona le belle lettere, e poi la filosofia in
zio non gli fece mutare il suo primo gene- Maiolica, dove ebbe intima comunica-
re di vita: la sua dolcezza era inalterabile, zione di spirito col b. Alfonso Bodriguez

la sua carità senza limiti, né si finirebbe gesuita, a cuiDioin una meravigliosa vi-
più se si dovesse parlare minutamente sione manifestò d posto altissimo di glo-
di tutte le sue virtù, le quali furono ri- ria, che teneva apparecchialo a Claver,
compensale da Dio col dono della profe- in premio di sue eroiche virtùe delle in-
zia e de'iniracoli. Costretto a fuggire con numerabili anime che dovea poi nel T In-

parte de'suoi figli, per la guerra che tur- die occidentali guadagnare alla Chiesa,

bò la Lorena, ri li rossi a Grey nella Bor- Ottenuta dai suoi superiori la missione
gogna, dove passò io anni, e dove mi- dell'America, già destinatagli da Dio. nel
se l'ultima mano alle costituzioni della 1610 fece vela dalla Spagna, cominciati-
congregazione di Nostra Signora. Morì do il suo apostolato col predicare, istrni-
il 19 dicembre i636, e fu beatificato il re, correggere e santificare i passeggeri
29 gennaio 1730. 11 suo corpo si costo- e i marinai ch'erano nella nave; In S. Fe-
disce a Mataincourt. Oltre le costituzio- de compì gli studi, a Tunca fece il 3. an-
ni delle religiose della congregazione di no di provazione, ed in Cartagena si or-
Nostra Signora, compose pure gli statuti dinò sacerdote nel 1616, facendo la so-
de'canonici regolari di cui fu il riforma- lenne professione religiosa nel 1622. Fa
tore. La raccolta delle sue lettere mss. è sostituito inCartagena all'apostolico p.
considerabile e potrebbe formare 3 vo- Alfonso Sandoval,cheavea da parecchi
di
lumi in foglio. Mentr'era curato abbozzò anni intrapresa la grande opera della con-
un'opera intitolata Pratica de' parrocìii,
: versione de'mori, che rubati sulle spiag-
nia non la condusse a termine. gie dell' Africa si portavano fino a io
PIETROCLAVER(b.).' Nacque no- o 12 mila ogni anno in quel porto, per
bilmentein Verdù nel principato di Cala- farne, cjuasi di vili giumenti, barbaro ed
logon, diocesi di Solsona, da Pietro e An- inumano mercato. Durò oltre a 4o anni
na Sabocana nel 1 585. Subito la madre ad aver cura di que'meschini; e nonèa
Io consagrò a Dio e lo allevò con isqui- dire quante immense e indefesse fatiche
sita cura.Cogli anni cresceva nella divo- di stenti e di patimenti gli costasse il gua-
zione e nella pietà, essendo d'indole can- dagnarli a Dio, dovendoli prima da mez-
dida, affabile, manieroso, e di tale ange- ze bestie che erano, rifare uomini, poi
lica modestia che gli conciliava l'amore domesticarli, istruirli, ammaestrarli, dis-
.

32 PIE PIE
porli al battesimo, e battezzati coltivar- tagenn il p. Diego Ramirez Farigna per
li e promoverli nella vita cristiana e ci- dedicarti intieramente alla conversione
vile; il che importava un complesso di de' mori, soltentrando alla sua ardua e
inesprimibili so(Ferenze,pel continuo trat- laboriosa impresa, infermò gravemente
tare con quella gente, la più rozza, bar- a'6 settembre 1 654, e prevedendo la vi-
bara e selvaggia che a'quei tempi si co- cina sua morte, volle per maggiore rive-
noscesse. Per ie quali sue caritatevoli e renza essere portato nella contigua chie-
fervoroseindustrie, accompagnate da bel- sa pubblica a ricevervi con somma divo-
le maniere, trasse alla fede una moltitu- zione il s. Viatico. Finalmente asili 8 set-
dine sterminata d'infelici mori. Si è cal- tembre soavemente rese l'anima al Crea-
colato chepiù di 3oo,ooo ne battezzò col- tore d'anni ji. Tutti gli ordini religio-
le proprie mani, onde si acquistò il glorio- si, il magistrato di Cartagena, la nobil-
so titolo di Apostolo de Mori o degli Etto- tà ,
ii popolo in calca assisterono ai so-

^/.Concorrendo visibilmente Iddio ad au- lenni funerali, specialmente in gran mol-


tenticare con prodigi apostolato sì labo- titudine! mori da lui battezzati, che pian-
rioso, contasi ne' processi, che a più cie- genti, stretti al feretro, lo baciarono e ri-
chi donò la vista, a moltissimi malati spe- baciarono chiamandolo coll'anlico nome
diti dai medici la sanità, ed a tre morti di loro padre. Anche dopo morto volle
la vita risuscitandoli. Col suo mantello, Iddio glorificarlo con islrepilosi prodigi,
che adoperava in ogni più vile e stoma- che operò ad intercessione di lui, essen-
chevole uso e pur sempre netto e olez- done registrati 65 de'più illustri e de'più
Eanle di soave odore, operò infinite me- noli. Benedetto XIV, al modo che dissi
raviglie.Più volte fu veduto orando sol- ne' voi. V, p. 35, e XLI1I, p. 197, ne ap-
levarsi da terra, e restare sospeso in aria provò le virtù in grado eroico, e il regnan-
con tutto il corpo circondato e risplen- te Pio IX decretò la validità di due mi-
dente di viva luce. Questi doni sopran- racoli per la beatificazione che fece cele-
naturali Dio gli concedette in premio del- brale ai 21 settembre i85i. 11 gesuita
le sublimi sue virtù. Fu specchio d'osser- p. Longaro degli Oddi ci diede la sua Vi-
vanza a'suoi ed in 52 anni in
correligiosi, ta, Roma 18 5o ; ed ilcorreligioso p. Giu-
cui visse nella benemerita compagnia di seppe Boero il Compendio, Roma 1 85 r

Gesù, mai trasgredì le parti più piccole PIETRO, Cardinale. Prete cardinale
della mirabile resola. Poverissimo in tut- di s. Clemente, fiorì sotto s. Gelasio I

to, si avea eletta per abitazione la stan- del 4f) 2 -

za piùincomoda, servendogli per letto un P1ETR.O, Cardinale. Prete cardina-


bancone, coperto da vecchia e sdruscita le di s. Grisogono, è registrato nel pon-
coltre. Ad onta della illibata purità vir- tificato di s. Gelasio I del 49 2 -

ginale de'suoi angelici costumi , sempre PIETRO, Cardinale. Diacono cardi-


martoriò il suo corpo con asprissime pe- nale, zelantissimo delle cattoliche verità;
nitenze. Fra' tanti doni cui fu largo Id- sottoscrisse in Costantinopoli nel maggio
dio , ebbe quelli della contemplazione, 553 il decreto di Papa Vigilio.
della carità accesissima verso di lui, e co- PIETRO, Cardinale. Prete cardinale
stantemente operoso a benefìcio de'pros- di Maria
s. in Trastevere, fiorì sotto s.

simi, specialmente poveri e abbandona- Gregorio 1 5go. del


ti. Consumato più dalle fatiche, che da- P1ETR.O, Cardinale. Viete cardina-
gli anni, dopo avere ricevuto la conso- le di s. Balbina, viveva sotto s. Grego-
lazione di vedere pubblicata la vita del rio I del 590.
b. Rodriguez, che chiamava il suo san- PIETRO, Cardinale. Patrizio roma-
to maestro, e di vedere arrivato iu Cai- no, conosciuto sotto il nome di Pietro
P 1E PIE 33
-
(Vincono, fino dalla sua tenera età com- PIETRO, Cardinale. Vescovo cardi
parve specchio di tulle le virtù, quali nnl d'Osi in, fiorì sotto s. Leone III del 79?-
congiunse alla dottrina e all'eloquènza. P1ETRO, Cardinale. Del titolo di s.

Abbandonato il mondo e distribuito ai Grisogono, da Giovanni Vili fu spedi-


poveri il suo ricco patrimonio, verso l'an- to nell'878 o 870 a Costantinopoli, le-
no 1(1?. si ritirò nel monastero di S.An- gato col cardinal Eugenio. Ivi venne in-
drea sul Monte Celio, dove per le pre- gannato e circuito dalle frodi dell'impe-
clare sue doti divenne accettissimo a s. ratore Basilio, che con aperta menzogna
Gregorio I del 5qo, il quale lo creò car- gli die ad intendere, che non solo fau- i

dinale diacono e l'incaricò di predicar la tori di Fozio, ma quelli ancora del par-

parola di Dio nelle chiese di Roma, non lilo d'Ignazio e di Metodio aveano final-

conoscendo altro più abile e fervoroso. mente consentito che Fozio fosse resti-
Dopo la morte di sì gran Pontefice, ne fu a- tuito nella sede di Costantinopoli. Il Pa-
cerrimodifensoredella fama e degli scritti pa per tali testimonianze, senza verifi-
colsuccessore ed emulo Sabiniano, il qua- carle, ebbe la debolezza di scrivere al-
le, se deve credersi a Giovanni Diacono, in l'imperatore, ai patriarchi d'oriente e a
ciò rigettato dai critici, unito con la plebe tutti coloro che ricusavano comunicar

voleva bruciarne i libri , onde protestò con l'empio Fozio, che non avessero dif-
con gagliarda opposizione alla moltitudi- ficoltà di farlo, e senza più lo restituì a
ne che stava per gufarli alle fiamme, di detta sede, credendo ciò necessario alla
aver più volte veduto lo Spirito santo in pace della Chiesa ; bensì con la condizio-
forma di colomba sul capo e all'orecchio ne, che alla presenza de'legati domandas-
del santo, allorché li scriveva, e disse che seperdono dell'inique procedure e atten-
ciòavrebbe permesso se fosse sopravvissu- taticommessi contro la chiesa romana.
to al giuramento solenne che andava a Giunte queste lettere a Costantinopoli,
pronunziale. Salito il cardinale sull'am- quantunque il cardinale chiaramente co-
bone col vangelo, affermò giurando, che noscesse l'aperta frode cui l'imperatore
i libri di s. ciano pieni di sa-
Gregorio I avea ingannato il Pontefice, sedotto non
pienza celeste, e ciò detto placidamente pertanto dalle arti e maneggi di Fozio,
spirò a'i 2 marzo 606, anniversario della s'indusse a compiacerlo, onde il Baronio
morte di lui, indi sepolto avanti fon- i altamente riprovò questa irregolare le-
damenti d'un' antica torre. Sorpreso il gazione.Vero è però, che conosciuto Gio-
popolo da tal morte, desistè dal teme- vanni Vili l'errore, non solo proscrisse
rario disegno. Non solo questo racconto il conciliabolo di Fozio, tenuto da lui coi

è tenuto apocrifo, ma alcuni negano a legati traditori comprati col denaro, e da


Pietro Diacono la dignità cardinalizia, so- 383 vescovi, ma solennemente lo con-
lo riconoscendolo per intimo famigliare dannò, inviando a Costantinopoli il car-
dis. Gregorio I, come il Baronie Vedasi dinal Marino per annullarne gli atti.
i Bollandisti a 12 marzo, che attribui- PIETRO, Cardinale. Del titolo dis.

scono a Pietro la gloria de'miracoli. Lorenzo in Damaso, è registrato fra quel-


PIETRO, Cardinale. A rcidiacono del- li di Agapito li del 946.
a
Sede nella regione i. vivea nel pon-
la s. , PIETRO, Cardinale. Pretedi s. Pam-
tificato di s. Gregorio 111 del 781. macchio, ossia de'ss. Gio. e Paolo, in pie-
PIETRO, Cardinale. Diacono cardi- no concilio accusò nelg64 Giovanni XII,
nale, fu creato da Stefano III del 752. come reo di aver trascurato e omesso nel-
PIETRO, Cardinale. Umile arcidia- la celebrazione della messa di assumere
cono della s. romana Chiesa, si trova sot- il sangue di Cristo, come attestò di aver
toscritto nel concilio dely6 ,di 1 s. Paolo I. veduto.
VOL. LUI. 3
34 PIE PIE
PIETRO, Cardinale. Prete cardina- PIETRO, Cardinale. Romano, cardi -

le, fu spedito nelle Gallie dall'antipapa naie vescovo di Selvacandida, sottoscris-


Giovanni XVII del 997, ad istanza di se alla bolla di Benedetto IX, a favore
Fulcone conte d'Angiò, affinchè consa- della chiesa di Firenze, il quale gli con-
grasse una chiesa da lui fondata nella dio- fermò il privilegio concessogli da Giovan-
resi di Tours, locchè l'arcivescovo Ugo- ni XX. Mori nel io35 e fu sepolto in s.
iio erasi ricusalo fare. Ma nel giorno stes- Alessio presso la tomba di Marozia, sua
so della dedicazione crollò improvvisa- madre, con epitaffio in versi.

mente superbo edilìzio, quasiché Dio


il PIETRO, Cardinale. V. Mancio.
sdegnasse che la sua casa fosse consagra- PIETRO, Cardinale. Prete di s. Gri-
ta d'ordine e commissione d'uno scisma- sogono, sottoscrisse nel 1037 una bolla
tico usurpatole della s. Sede. di Benedetto IX.

PIETRO, Cardinale. Vescovo di Pa- PIETRO, Cardinale. Diacono e can-


leslrina, nel qq6 sottoscrisse la bolla di celliere della s. Sede, a nome di Grego-
Gregorio V, a favore del monastero di rio VI nel io45 scrisse al preposto del-
Monte Amiato di Chiusi, indi fu biblio- la chiesa di Firenze e nel , 1
047 per Cle-
tecario di s. Chiesa sotto Sergio IV e Be- mente Il all'arcivescovo di Salerno.
nedetto Vili. PIETRO, Cardinale. Romano, da s.

PIETRO, Cardinale. Di s. Damaso, Leone IX verso il io5o fu crealo car-


creato nel 101 3 da Benedetto Vili, fir- dinale vescovo Tusculano. Come pieno
mò il sinodo tenuto da Benedetto IX nel d'incomparabile zelo, cacciò dalla catte-
1037 emoiì nel iq4o. dra apostolica 1' intruso Beuedetlo X e
PIETRO, Cardinale. Diacono cardi- contribuì all'elezione di Nicolò li; morì
nale e cancelliere del sacro palazzo, sot- nel 1059.
toscrisse il privilegio accordato al patriar- PIETRO. Cardinale. Fu fatto cardi-

ca di Grado da Giovanni nel 1024. XX nale vescovodi Labico, da Vittore 11 del


PIETRO, Cardinale. Vescovo di Pa- io55, fu Laleranense di Ni-
al concilio

lestrina , sottoscrisse la bolla di Giovan- colò II, e sottoscrisse un suo privilegio al


ni XX, del 17 dicembre 1026, per la monastero di s. Felicita di Firenze, ed
chiesa di Porlo. altro nel 10.59 pel monastero dell' Ina-
PIETRO, Cardinale. Vescovo cardi- urimela.
nale d'Ostia, sottoscrisse una bolla di Gio- PIETRO, Cardinale. D'Ostia, fiorì
vanni XX, e nel 1 028 intervenne al con- sotto Stefano X e morì nel io58.
cilio romano, ed a quello del io36. PIETRO, Cardinale. Romano, pre-
PIETRO, Cardinale. Prete cardinale posto della cappella di S.Giorgio nel pa-
di s. Sisto, sottoscrisse nel 1037 il sino- triarchio Lateranense, e dopo due anni
do di Benedetto IX. venne elevato al grado di suddiacono di

PIETRO, Cardinale. Prete cardinale s. Chiesa e bibliotecario, indi da Ales-


del titolo di Marco, sottoscrisse il decreto
s. sandro II del 1061 fu creato cardinale
a favore dell'abbate di s. Benigno di Flut- e cancelliere; spedito legato in Inghil-
tuai ia, (atto nel 1037 da Benedetto IX. terra, presiedè al concilio di Vintoti o
PIETRO, Cardinale. Diacono cardi- Windsor morì poco prima del Papa.
e
nale e cancelliere del s. palazzo, sottoscris- PIETRO, Cardinale. Vescovo Tu-
se il decreto di Benedetto IX, fatto nel sculano, nel 1062 si trovò presente ad
1 037 a favore di Guglielmo abbate di s. una sentenza emanata da Alessandro li,

Benigno di Fruttuaria. a favore del monastero di s. Giustina di


PIETRO, Cardinale. Diacono cardi- Lucca, ed al concilio tenuto in tal città.

nale, visse sotto Benedetto IX del io33. PIETRO, Cardinale. Prete del titolo
IME PIE 3 ì

di s. Susanna, forse lo stesso che il car- cui bolle spedile nel 1 1 18 in Pisa appo-
dinal Cannano , cveaio óu Alessandro 11 se la sua soscrizioue, figurò molto nelle,

del 1061. vicende del suo tempo, epu lungo e de


PIETRO, Cardinale. Prete cardinale coroso cardinalato, lasciando molte ope-
e bibliotecario di s. Chiesa, crealo da s. re, fra le quali un trattato per spiegar le

Gregorio VII del 1073. lettere S. P. Q. lì. insegna del senato e


PIETRO (s.), Cardinale. V. Igneo. popolo romauo,e lo dedicò all'imperato-
PIETRO, Cardinale. Prete e poi ar- re Corrado 111 del 1 1 38.
ciprete cardinale de'ss. Silvestro e Mar- PIETRO, Cardinale. Nel dicembre del
tino a' Monti, creato da Urbano II del 1 1 22 o 1 1 23 fu da Calisto 1 1 creato pre-
1088, die inoltre lo nominò vicario di te cardinale di s. Sisto, ina poco visse.

Roma e continuò un tempo sotto Pa- PIETRO,


Cardinale. Ego Petrus
squale II e Gelasio li : fu al concilio di presbjter cardinali^ s. Mariae Aracoeli }

Guastalla con Pasquale li, e difese ala- trovasi nel registro de'cardinali di Cali
cremente Innocenzo II contro l'antipapa sto li del 1 1 19, ma il nome della chie-
Anacletoli , ond' ebbe un lungo cardi- sa deve essere sbaglio d'amanuense, solo
nalato. essendo divenuta titolo cardinalizio per
PIETRO, Cardinale. Fu creato car- Leone X.
dinale vescovo di Porlo da Pasquale II : PIETRO, Cardinale. Nato in Fontai-
forse lo slesso che Pietro romano, fattodal ne nella Borgogna da Calisto II fu nel ,

Papa carJinal vescovo diPorto neh 106, dicembre 1 1 20 creato cardinale prete di
intervenne con lui al concilio di Guastal- s. Marcello: indi Onorio li lo spedì le-

la, ed Laterauense del 1112, indi spe-


al gato in Francia per procedere contro Pon-
dito rettore a Benevento per istabilir la zio abbate di Clugny, per cui pronunziò
pace coi normanni. Quivi depose l'arci- la sentenza d'anatema. Per breve tempo

vescovo Landolfo per aver a pregiudizio seguì l'antipapa Anacleto II, ma tornato
della chiesa romana introdotti i longo- all'ubbidienza d'Innocenzo II, nell'ottava
bardi nella città. Divenne vicario di Pa- della Pentecoste 1 1 38 Io restituì al pri-

squale II, concorse all'elezione di Gelasio mo grado. Il concittadino s. Bernardo gli

Il e lo cousagiò confermandolo questi


, scrisse alcune lettere, per raccomandar-
nella carica partendo per Francia. A suo gli monaci di Dijon e I' arcivescovo di
i

tempo Calisto II uiù al suo vescovato quel- Reims. Morì nel 1 165.
li di s. Rufftna o sia Selva Candida. Ab- PIETRO, Cardinale. Va Onorio II nel
bandonato Innocenzo II, vituperosamen- dicembre 1 127 fu creato diacono cardi-
te seguì l'antipapa Anacleto li e perse- nale di s.Adriano, quindi lo mandò le

verò sino alla morte nello scisma. gaio in Francia s. Bernardo : gli scrisse
PIETRO, Cardinale. Detto Diacono, tre lettere, lodandone il fervore e ringra
celebre monaco cassinese, nacque in Ro- ziandolo de' favori compartiti a' suoi a-
ma da famiglia patrizia, fece graudi pro- mici. Ma abbandonato Innocenzo II, s^

gressi nello studio della sacra Scrittura, guì le parti dell'antipapa Anacleto II, che
della teologia e della storia sacra e pro- lo dichiarò pseudo-cardinale prete di s.

fana. Per le sue splendide doti fu da Pa- Eusebio.


squale II del 1099 creato cardinale dia- PIETRO , Cardinale. Monaco cassi-

cono Adriano e bibliotecario di s.


di s. nese e abbate del suo ordine, nel 1 1 3o o
Chiesa. Continuò la famosa Cronaca di 1 1 33 da Innocenzo li fu creato cardinal
Monte Cassino,i\\ cui e di altre sue opere vescovo d'Ostia, ma forse per poco tem-
parlai nel voi. XLVI, p. 1 63 e 171. In- po, allerinandolo il Ciacconio contraddet-
tervenne all' elezione di Gelasio lì , alle to da Ughelli, meglio da Maroni.
3G P I E PiE
PIETRO, Cardinale. Nel dicembre nnco benedettino di Mantova, nel dicem-

i 1
da Innocenzo il fu creato cardi-
4«> bre 1 178 Alessandro III Io creò cardi-
nale prete di s. Pudenziana, concorse al- nale vescovo Tusculano. Lucio III lo fe-

l'elezione di tre Papi e morì sotto Euge- ce vicario di Roma e vi perseverò sino
nio HI. alla venuta in tal città di Clemente 111.

PIETRO, Cardinale. Nel dicembre Morì nel 1 189, dopo aver assistito all'e-
1 i4o da Innocenzo II venne creato car- lezione di quattro Papi.
dinale prete del titolo di s. Susanna, e fu PIETRO, Cardinale. Fu da Alessan-
ai comizi di tre Pontefici. dro 1^9 o 1180 creato cardi-
III nel 1

PIETRO Cardinale. Fu nel marzo


,
nale, forse vescovo Tusculano e meglio
1 109 da Adriano IV creatocardinale pre- prete di s. Susanna.
te di s. Cecilia. PIETRO, Cardinale. A' 21 marzo
PIETRO , Cardinale . Vescovo di 1 88 Clemente III lo creò cardinale pre-
1

Meaux, venne da Alessandro III creato te di s. Clemente, e morì nel suo ponti-

cardinale nel 17 1 o 173 col titolo pres-


i 1 ficato.

biterale di Grisogono; poco dopo lo


s. PIETRO, Cardinale. A' 21 marzo
deputò legato in Francia per affari eccle- 1 188 fu da Clemente III creato cardi-
siastici, e poi in Normandia per riconci- Date diacono, poi pretedi s. Pietro in Vin-
liare il re d'Inghilterra col figlio Riccar- coli; sottoscrisse alcune bolle di Celesti-

do, fra' quali fomentavasi grave e scan- no IH.


dalosa discordia, lo che con la sua destrez- PIETRO Cardinale. A' 2 marzo
, 1

za eprudenza felicemente ottenne; come 1 188 venne da Clemente III creato car-
ancora per obbligare lo stesso sovrano ad dinale prete di s. Lorenzo in Damaso, e
eseguire la promessa già fatta d'indurre vuoisi che Innocenzo 111 lo facesse legato
Riccardo a sposare Alice figlia del re di in Francia eSpagna. Onorio III, alta cui
Francia. Inoltre il Papa nel 1 73 gli af- 1 esaltazione contribuì, per la sua eminen-
fidò la laboriosa legazione contro gli e- te dottrina lo deputò giudice in molte cau-
relici agennesi nella provincia d'Aquita- se gravi, e morì nel suo pontificato, do-
nia e nel 1 1 78 contro gli albigesi in quel- po un lungo cardinalato.
la di Tolosa. In essa gli furono assegna- PIETRO, Cardinale. Di Douay fiam-
ti per compagni i vescovi di Beziers e mingo, Innocenzo III nel 1212 o 12 i3
Narbona, ed Enrico abbate di Chiaraval- lo creò cardinale diacono di s. Maria in

le poi cardinale, il quale in una lettera A qui ro, ed Onorio III nel 12 Ci Io trasferì 1

al Papa fece glandi encomi della virtù e al vescovato di Sabina. Celebrò un sinodo

disinteresse del legato. Dopo aver usalo in Dijon contro il re di Francia, al qua-
il cardinale contro gli albigesi i modi più le col collega legato pronunziò la scomu-
soavi, fulminò la scomunica, e scrisse con- nica e interdetto del regno. Altro sinodo
tro loro una famosa lettera. Mori verso convocò in Montpellier-, in cui stabilì u-

il 1 180. Probabilmente egli è della fami- ti fissimi decreti per la riforma de'costu-
glia D andini, antichissima e nobiledi Sie- mi, non che le crociate contro gli albigesi,

na, che signoreggiò sulle castella di Pe- ed i Spagna e Miramolino loro


mori di

lota, Zalti, Montemasi e Monticciano nel- principe. Nel 1221 morì placidamente.
la diocesi di Volterra. Da essa uscirono PIETRO, Cardinale. V. Collemezzo.
molti uomini illustri, riportati dal Mar- PIETRO (da s.) Domenico, Cardinale.
chesi, Galleria dell'onore par. i,p. 180, Spagnuolo, fino dalla giovanile sua età si
e tre cardinali di cui feci le biografie, e da dedicò al divin servigio nell'ordine del-
Siena si Roma.
trapiantò in Cesena ed in taMercede, dove in breve arrivò alla più
PIETRO, Cardinale. Da Pavia, ma- sublime perfezione, segnalandosi singo-
PIE PIE 37
burnente nel T denegazione di sé stesso e piìi difficili circostanze d'un governo in-
nella mortificazione della propria carne, vasore e tra le aberrazioni di tanti ,ne
che con frequenti digiuni e vigilie assog- fece giustizia l'intera cristianità. Ut\ gran
gettava allo spirito. Bonifacio Vili a'i5 numero di vescovi e di personaggi rag-
dicembre t3oa lo creò cardinale, e moiì guardevoli ne resero le più illustri testi-

nel i3(>7 in Barcellona. Alcuni pongono monianze al nuovo Papa Pio VII, il quale
in dubbio la promozione di questo car- onorandolo al pari dell'antecessore della

dinale. sua stima,a' 22 dicembre 1800 lo pro-

PIETRO (di) Michele, Cardinale. mosse a patriarca in partibus di Geru-


Nacque in Albano a' 18 gennaio 747, ed 1 salemme; lo volle a parte de'molteplici
in quel seminario fece i primi passi nella affari rilevantissimi, che subito segnala-
virtù e nella scienza, proseguiti poi con rono primordii delsuo memorabile pon-
i

maggiore ardore in Roma, dove rapidi tificato, nò lasciò lungamente inesauditi

furono isuoi progressi negli studi più gra- i voti generali che desideravano premia-
vi, dandone nella sua fresca età applau- to colla porpora il complesso di tanti me-
ditissima prova in un alto pubblico su riti. Il perchè a'23 febbraio 180 1 Io creò

tuila la teologia sostenuto nell'accademia cardinale prete e riservò in petto, pub-


teologica, sotto gli auspicii di Clemente blicandolo a' 9 agosto 1802, conferendo-
XIV. Quindi ascese sollecitamente col gli per titolo la chiesa di s. Maria in Via,
suffragio de' dotti le cattedre del collegio quindi nel 1806 lo fece prefetto genera-
romano per dettare le teologicbe facoltà, le di propaganda, e lo fu sino al 1814,

la storia della Chiesa e l'ecclesiastica giu- avendolo nominato pio segretariode'me'


risprudenza. La reputazione ebe si acqui- inoliali nel 1 809. Sempre egualea sé stes-
stò il giovane professore indusse Pio VI so, mantenne il cardinale quel carattere
ad onorarlo di sua lìducia negli affari più di modestia che lo distinse inalterabil-
rilevanti , destinandolo segretario della mente, nuova dignità non fu per
e la lui
congregazione che straordinariamente a- che un nuovo slimolo a nuove e più in-
dunavansi per le tanto disastrose vicen- tense fatiche. Le sue applicazioni si con-
deebein quegli anni richiamarono le sol- tinuarono e raddoppiarono, quando Na-
lecitudini della s. Sede. Una delle più me- poleone divenuto imperatore de'francesi
morabili fu quella deputata all'esame del opprimeva Pio VII con inammissibili e-
famoso sinodo di Pistoia, ed è noto quan- compiere l'intero con-
sigenze, aspirando a
to studio e fatica v' impiegasse Michele, quistodei domimi pontificii, il cheellettuò
che in tali circostanze strinse la più in- nel 1809, venendo a'6 luglio il Papa tolto
tima amicizia col luminare di que'tempi, da Roma prigione. Inquesta fatale contin-
il celehre cardinal Gei chi. Ma lo stesso genza, il cardinale venne pure da Pio VII
Papa che già da più anni loavea promos- investito degli affari di tutta la Chiesa, es-
so all'arcivescovato d'Isauria in partibus, sendo anche questa volla dispersi, carce-
sopraggiunti tempi più calamitosi, non po- rati eperseguitali cardinali e prelati, nel-
tè meglio attestare in faccia a tutto il mon- l'apostolica delegazione commessagli per
do l'opinione che avea di lui, che affidan- la sua assenza. Ancor egli però soggiacque
dogli la pienezza delle facoltà per eserci- a deportazione, onde in Roma gli successe
tarla col titolo di delegato apostolico, al- nello spinoso incarico il degno prelato
lorché a'20 febbraio 1 798 fu strappato da Emmanuelede Gregorio (F.), a ciò auto-
Roma dai repubblicani francesi, disperso rizzato in precedenza dal Pontefice. Fu
o imprigionato il sacro collegio e la prela- il cardinale rilegato a Semur, e inoreu-
tura. Com'egli sostenesse tale geloso h do nel declinar di gennaio 1811 il car-
carico in mezzo acli urti continui e alle
ile diual Antonelli peniteuziere maggiore^
38 PIE PIE
subito gli conferì questa cospicua cari- Genova [P'.) ; indi lo dichiarò agli 8 mar-
ca Pio VII. Dispiacque assai a Napoleo- zo 18 16 vescovo suburbicario d'Albano,
ne di vedere inoltre investito de' poteri e fu il r.° albanese cardinale vescovo di

pontifìcii in Francia il cardinal di Pietro, sua patria, traslato poia'20, maggio 1820
che pel suo zelo riteneva per nemico, an- al vescovato di Porto e s. R.uffina,come

7\ autore della bolla Omini memoranda sotto-decano del sacro collegio; chiese che
di scomunica. IJ breve col quale Pio VII sperimentarono le sue cure benefiche, il
autorizzò il cardinale per gli affari spi- suo zelo e la sua carità. Presiedette co-
rituali di Francia, l'emanò da Savona. me prefetto alla congregazione dell'indi-
Nel messaggio o manifesto diretto da Na- ce edagli studi del collegio romano, es-
poleone al concilio di Parigi, ingiurioso sendo membro di altre o, delle primarie
al Papa quanto al congresso, riprovò al- congregazioni : fu protettore de' collegi
tamente la condotta del cardinale, cui maronito e greco e dell'accademia teolo-
accusò di allentati contro il trono e l'al- gica. Inoltre fu impiegato in tutte quelle
tare, e di aver ordito oscure trame coi congregazioni straordinarie, che pel rior-
ciitlivi preti di Francia. L'odio di Napo- dinamento degli affari ecclesiastici più gra-
leone contro il cardinale derivava dal cre- vi ebbero luogo sotto Pio VII, ed il suo

derlo uno degli autori de' brevi co' qua- voto fu sempre valutato e tenuto in som-
li il Papa avea negato l' istituzione ai ve- mo pregio, per le sue vastissime cogni-
scovi da lui nominati e disapprovato quel- zioni e lunga esperienza. Ma una vita lo-
la loro data dai capitoli,, per cui da Se- gora da tante fatiche e dalle angustie e
mur lo fece tradurre nelle pubbliche car- disastri sofferti per la Chiesa, soggiacque
ceri di Parigi e a'22 febbraio 1 8 i 1 trasfe- ad una complicazione di mali. Tormen-
rire nelle prigioni di Vincennes, con que- tato lungamente da dolorosa e molestis-
gli altri illustri campioni della Chiesa che sima infermità, vide avvicinarsi il suo fi-
nominai nel voi. XXXIII, p. i3- Nel voi. ne, e con quella fiducia che inspirata vie-
XXVII, p. i 32, e meglio a Pio VII, nar- ne dal testimonio della buona coscienza
rando preliminari del concordato diFon-
i incontrò placidamente la morte, come si
tainebleau e la liberazione de' cardinali, conviene all'uomo giusto, in Roma a' 2
dissi pure come Napoleone fece carcerar luglio 182 1, d'anni <j5i assai compianto.
di nuovo il cardinale, che pel primo avea I funerali si celebrarono nella sua chiesa
illuminato Pio VII circa quel fatale ac- parrocchiale di s. Carlo ai Catinari, in cui
cordo, e lo mandò in Auxonne. Lungo pontificò la messa il cardinal de Grego-
sarebbe il ricordare disastri in cui fra i rio. Nella sera, giusta la disposizione del
lecomuni perturbazioni fu involto il car- defunto, cadavere fu trasportato nella
il

dinale, mentre a gloria del vero gli si de- cattedrale d'Albano e tumulato con lapi-
ve lode di costanza, fermezza ed equa- de di onorevole elogio. Lo spirito di pie-
nimità che serbò immobile sotto gli urti tà, l'amore della religione, la purità del-
delle maggiori disavventure, lo che può si le massime, la costanza inalterabile la ,

leggere negli storici contemporanei, come placidezza delle maniere, la beneficenza


nella Storia dell'università rom. di Re- (che principalmente provarono \' Ospizio
nazzi, t.
4, p- 2òg ; nelle Memorie ist. del di Tata Giovanni (P.), ed isordo-mu-
cardinal Pacca; nell'Artaud, Storia di Pio tij, come dissi a Ospizio di s. Maria de-
III, e nella vita del medesimo di Pisto- gli Angeli), il disinteresse, la prudenza,
iesi. Detronizzato Napoleone nel 18 14, la dottrina, siccome gli meritarono in vi-
Pio VII ritornò alla sua Sede, ed il car- ta la comune estimazione e in morte il

dinale in Roma, nominandolo nuovamen- tributo de' comuni encomi e del commi
te delegato apostolico allorché partì por dolore, cosi ne perpetueranno il nome,
PIE P I E 39
quindi dolce e carissima ne renderanno cessila in cui trova vasi, assegnando loro
la memoria. l'annua rendita di 5 scudi per 100 del
PIETRO (s.) nel Rio grande del Bra- contribuito. Gli concesse diversi privile-
sile (s. Petri de Rio Magno). Città con gi, dichiarò i loro primogeniti nobili del-
residenza vescovile del Brasile nell'Ame- la primaria nobiltà e conti Lateranensi.
rica meridionale, nella provincia di s. Pie- Gli assegnò l'abito di corte simile a quel-
tro, la più meridionale dell'impero, sulla lo de camerieri del Papa, cioè di colore

riva destra del Rio grande do Sul, all'u- rosso nel dì della coronazione del Papa e
scita del lago Pathos, ed all'estremità di nero in quellodi sue esequie. Volle che por-
una lingua di terra. Caldissimo n'è il cli- tassero uua collana d'oro, da cui pendes-
ma, con case generalmente piccole, inco- se una medaglia simile, con l'immagine
modate spesso dalla finissima sabbia che del principe degli apostoli da una parte
vi porta il vento, mentre del resto è va- e dall'altra Io stemma pontificio, altri di-

go l'aspetto della città, chiamata pure s. cono la propria effigie. Nelle Memorie del-
Fedro, Rio grande es. Pedro de Riogran- l'ordine dello speron d'oro di Angeli, si

de. Ebbegrande importanza finoal 1763, legge che l'ordine fu sotto il titolo e pa-
in cui cessò d'esserecapoluogo della pro- trocinio de'ss. Pietro e Paolo, la cui im-
vincia , dato alla cospicua
onore che fu magine portavano appesa alla collana, con
città di Portalegre. Abbastanza attivo è l'obbligo di combattere per la s. Chiesa.
il commercio, che si fa particolarmente Siccome sotto Pio II presso Civitavecchia
pel porto del casale di s. Giuseppe, situa- ne'mouti della Tolfa si scuoprirono mi-
to di faccia alla città, sulla sinistra spon- niere d'allume, la cui rendita fu da quel
da del fiume, massime di cuoi e carni sa- Papa assegnata per la guerra contro i

late sfumate. Novera più di 8,000 a- turchi e per difesa della religione, cos'i

bitanti. Il regnante Pio IX con bolla del avendo Leone X decretata nel concilio di
1848 vreresse la sede vescovile, dichia- Laterano V tal guerra, affidò ai cavalie-
randola suflraganea della Baia di s. Sal- ri l'esatta amministrazione delle rendite,
vatore {J/ -)- come la vigilanza, onde l'allume non fos-
PIETRO (s.). Cavalieri e soldati di se venduto ai nemici della Chiesa. L'or-
s. Pietro, ordine equestre e collegio di va- dine fu confermato da Clemente VII, co-
cabili. A Milite dissi del Miles s. Petri, me rilevasi da questo opuscolo: Bulla e-

grado che Papi davano a quelli che in-


i rectionis officii dominorum Mililum s.

nalzavano alla dignità regia nel voi. : Petri de numero participantium nuncu-
XXIV, p. 107, riportai come Paolo II nel patorum, quamplurimis privilegiis deco-
1471 creò cavaliere di s. Pietro Borso rati a Leone X sum. Pont, una cum bul-
d'Este che elevò a duca di Ferrara. Nel la confirmalionis Clementis I' II et alio-
possesso di Giulio li si legge che a' 5 di- rum privilegiorum concessione, Romae
cembre i5o3 celebrò la messa in s. Pie- 1527 apud Bladium. Altra conferma i

tro alla presenza de'cardina!i,dopola qua- cavalieri l'ebbero da Paolo III, il quale
7
le creò milite di s. Pietro d. Girolamo, istituì cavalieri di s. Paolo (Z !). Narra
i

indi incominciò la cavalcata. Quanto al- il Ratti, Della famiglia Sforza par. 1, p.

l'ordine e collegio de' cavalieri e soldati 223, che Paolo III a*23 dicembrei534
di s. Pietro, fu istituito da Leone X col- creando un cavaliere di s. Pietro, gli cin-
la bolla, Sicut prudcns palerfamilias , se laspada il conte Bosio Sforza , capi-
de' i3 agosto i52o o 1 52 1 , componen- tano della guardia del Papa. Dopo la sua
dolo di 4 01 cavalieri, i quali contri- morte l'ordine mancò di splendore, mol-
buirono ciascuno 1000 fiorini d'oro, ti cavalieri rivocò s. Pio V, solo restan-
per sollevare il tesoro pontifìcio dalle ne- do quelli uffiziali di cancelleria detti va-
4o PIE PIE
cubili, di cui feci cenno nel voi. VII, p. albigesi; ne parlai ne' voi. XXX, p. 106,
l85, perchè con denaro ne compravano e XXXVI, p. 46- Tuttora forma un or-
1' uiLizio. Sisto V che aumentò tutti gli dine equestre nella Spagna e lo conferi-
uflizi vacabili, trovò che allora i cavalie- sce il sovrano. Il re Ferdinando VII a' 1
7
ri di s. Pietro erano 4° i e quelli di s. Pao- maggio 1 8 1 5 ordinò che i ministri del-
lo 200 ; de'quali appartenevano al vice- l' Inquisizione ogni giorno portassero o-
cancelliere 26 cavalieri di s. Pietro e i3 slensibile la decorazione di questo ordine.
di s. Paolo, cui li tolse Innocenzo XI nel P1ETR.O Venerabile. V. Cluxì e
il

1679. Riporta il Ricci, De giubilei uni- Ponzio Margoliesi.


versali, p. 160 e 3 18, che in quello del PIETRO Fullone. V. Gnìfeo.
i6'i5 pose 4 cavalieri di s. Pietro al- PIETROBURGO, s. Petersburg, Pe-
la custodia della porta santa della ba- Iropolis. Città capitale dell' impero rus-
silica Vaticana, ordinando loro tenere in so nell'Ingria, bella e celebre, la maggio-
mano bacchette con la epigrafe : Equi- re città dell'Europa, dopo Londra, Pari-
ics s. Petrij e che nel 1673 apertasi da gi e Mosca, secondo alcuni geografi, nel

Clemente X la porta santa della basilica nord-ovest della monarchia capoluogo ,

Vaticana, i cavalieri di s. Pietro incomin- di governo e di distretto, all'estremità


ciarono a custodirla, seduti su banchi da orientale del golfo di Finlandia, alla fo-
un lato e cou bastoni ove era scritto il ce della Nevka, sopra le due sponde e su
loro ulììzio. Quando nel 1750 l'apri Be- parecchie isole di questo fiume 174 , a
nedetto XIV, fece un zelaute discorso ai leghe nord-ovest da Mosca, 49° da Pa-
cavalieri per la diligente vigilanza, on- rigi, 679 da Roma e 1400 da Pekino.
de prevenire qualunque disordine in det- Latitudine nord 59°6i', longitudine est
ta basilica. Il medesimo Benedetto XIV 27° 58 3o". Residenza dell' imperatore,
in aiuto della camera apostolica, già nel del senato , dei diversi ministeri e delle
1 744 con moto-proprio degli 8 gennaio, primarie autorità dello stato; è pur sede
l'avea autorizzata a restituire il denaro del cosi detto santo sinodo ( di cui feci

ai cavalieri di s. Pietro esteri, qualora non parola nel voi. XXXII, p. 1 4g e relati-
fossero al servizio della s. Sede. Nel voi. vi articoli), dirigente gli affari generali
XVI , p. 129 , dissi che Leone XII nel del clero della religione greca , di cui è
1825, alla custodia delle porte sante, ai autocrate l'imperatore, d'un arcivescovo
cavalieri de' ss. Pietro e Paolo sostituì metropolitano, di un' eparchia diocesi
i guardiani delle confraternite. Antica- che comprende anche Revel, d'una uni-
mente celebrandosi nella chiesa di s. Pie- versità, la cui giurisdizione si estende so-
tro in Vincoli la festa di questi, vi assi- prai governi di Arcangelo, Kaluga, Mohi-
stevano i cavalieri di s. Pietro, e vi con- low, Oionelz, Pietroburgo, Pskov, Sino-
correvano i pescatori e marinari, perchè lensko, Vitepsco e Vologda, e di un am-
l'apostolo fu pescatore. Prima e sino a miragliato. Questa magnifica e illustre
Pio VI nella processione del Corpus Do- città, di forma quasi rotonda, che si an-
mini in due tratti di strada cavalieri
, i nunzia da lontano col gran numero di cu-
sostenevano le aste del baldacchino sotto pole e campanili ond' è coronala, ha cir-
cui incedeva il Papa. Il p. Bonanni nel ca otto leghe emezza di circonferenza e
Catalogo degli ordinicquestri, p. 9I, par- due leghe e uu quarto di diametro, ma
la di questi cavalieri e ne riporta la figura* sopra questa estensione si trovano vasti
PIETRO MARTIRE (s.). Ordine e- terreni vuoti, specialmente nell'isole Ba-
(jiifistre, istituito con l'invocazione di Ge- silio e s. Pietroburgo, una parte delle
sù Cristo e di s. Domenico, che se ne ce- (piali è coperta di paludi e di boschi; co-
lebra iondatore per le crociale coutro gli me molto spazio pur occupano la Nevka
PIE PIE 4<
ed i suolo che occupa Pie-
suoi rami. Il tediale de'ss. Pietro e Paolo, la zecca, il

troburgoè perfettamente piano, alquan- carcere, il cantiere per legai da guerra e


to basso e pantanoso. Le diverse coi ieri- la casipola di legno, nella quale dimorò
ti erami della JNevka, che prende no- i Pietro 1 il Grande (piando costruì que-
mi di piccola e grande formano nume- ,
sta città. Più al nord dell'isola degli Spe-
rose isole, le più importanti tra le quali ziali si trova il giardino botanico, e più
sono l'isole s. Pietroburgo e Basilio o Vas- case imperiali di delizie sono sparse da
sili; giace la prima tra la gran Nevka,che cpiesta parte in diverse isolette. L' isola
poi co'sooi rami determina quelle degli Basilio è abitata nella parte orientale, e
Speziali, Kamenoi, Yelaghine ec, e la pie- vi sono tutti gli stabilimenti pubblici e
cola Nevka, dove trovasi l'isoletta Petrov- commerciali, come la dogana, la borsa,
skoi ; 1' isola Basilio è la più considera- corderie, magazzini; diversi altri edilìzi
bile di tutte ed emporio del commercio; per le accademie delle scienze e belle ar-
mi piccolo braccio della piccola Nevka ti, l'università, la scuola delle miniere e
determina l'isola Golodai. La città si di- diverse caserme ; nell'ovest verso il gol-
vide amministrativamente in 12 parli, iodi Finlandia, nel bacino chiamalo por-
comprendenti 54 quartieri. La più vasta to delle Galere, vi stanziano i piccoli ba-

e più bella parte di questa capitale oc- stimenti della marineria imperiale , es-

cupa la sinistra sponda del fiume, dove sendovi nel villaggio il lazzaretto. Dal la-

trovansi 5 grandi quartieri divisioni, to di terra non è uè fortificata, né cinta


con diverse riviere attraversate da i56 di mura.
ponti, e ricorderò la magnifica rivie- La città è fabbricata sopra disegno re-
ra della corte, fiancheggiata da belli e- golare, con architettura italiana. Le slra-
difizi. Le divisioni sono: \' Ammiraglia- de sono dritte, quasi tutte lunghissime,
to, in cui oltre questo stabilimento, tro- larghe, ben illuminatela notte, con larghi
vansi i palazzi imperiali d' Inverno e di acquedotti nel mezzo, fiancheggiate da
Marmo, quello della Ragione, parecchi comodi marciapiedi da' quali nell'in- ,

niinisteri, il senato, la banca, la posta, i verno tolta la neve si sostituisce la sab-

teatrij gran bazar, belle chiese, in un


il bia, eda case ben decorate che vengono
alla cattedrale di Nostra Donna di Ka- rimbiancate tutti gli anni, per cui dan-
zan. Il quartiere della Fonderia racchi u- no sempre un elegante aspetto; molte
de, oltre gli arsenali, numerose caserme hanno frontoni sostenuti da colonne con
e la magnifica delle guardie a cavallo. In tal profusione, che Pietroburgo può dir-
quello di Narva ve n'é altra simile ; nel si la città delle colonne. Poco numerose
quartiere di Rojestvenskoi vi è il palazzo sono le piazze pubbliche, distinguendosi
di Tauride, il vasto convento di Smul- quelle di Pietro I il Grande, dell'Animi-.
noi ; in quello di Karelnoi è rimarchevo- ragliato e del Palazzo; in mezzo alla pri-
le il monastero di s. Alessandro Newsky ma sorge la celebre statua equestre co-
( F.). Sulla sponda destra , nel piccolo lossaledi bronzo di quel rigeneratore dei-
quartiere Vihurgo, trovansi gli ospedali la Piussia , eretta da Caterina II e scoi-
per l'esercito e la marineria, la scuola ve- pita dal francese Falconet in atto di slan-
terinaria, l'accademia medico-chirurgica ciarsi di galoppo dall'alto di una rupe,
ed un cantiere per le navi mercantili. L' i- su piedistallo mostruoso che mira bil men-
sola di s. Pietroburgo é occupata dagli te vi trasportò Carburi ionio : la piazza
spalti ed opere avanzate della cittadella del Campo di Marte presso ,
il palazzo
postasu d'un isolotto nel mezzo della cit- di Marmo e dove si sogliono fare le pa-
tà, ma inutile alla sua difesa , con torre rate delle truppe , riesce notabile per. la
alla odo piedi; nel recinto sono la cut- sua grandezza, bellezza di sue case e situa-
[Vx P 1 E PIE
zinne; da un uu obelisco di
Salo si eleva io vascelli, donde divergono tre prima-
marmo innalzato ad onore del conte Ro- rie strade, essendo in quella della Pro-
mantzow, dall'altro la statua pedestre spettiva di Newsky il palazzo della Cit-
diSuvarow. Questa metropoli possiede tà ornato di bellissima torre, il gran Ba-
un gran numero di belli edifizi, in mas- zar, immenso fabbricato irregolare coper-
sima parte opera dell'italiano architetto lo di latta, il piccolo teatro, la biblioteca
Quereughi : citerò primieramente il pa- imperiale, il palazzo d'Anitckow, e par-
lazzo d'Inverno, residenza dell'imperato- ticolarmente la magnifica cattedrale di
re, che contiene magnifici appartamen- Nostra Donna, nella quale vanno i sovra-
ti, una bella cappella ed una bella scala nisolennemente a render grazie a Dio
di marmo, senza dire della sala di s. Gior- degli avvenimenti felici che accadono sot-
gio, del deposito nel quale si custodisce to il loro legno, ed è ornata di bella cu-
il diadema, lo scettro e gli altri gioielli pola; riccamente ornata di dentro, pre-
della corona, tra' quali un diamante di cede un superbo portico semicircolare,
i
q4 cara ti che fregia lo scettro in questo : sostenente un terrazzo, essendo l'ingres-
palazzo nel dì i.° dell'anno si dà la Ma- so formato da colonne corintie e la porta
tollerata, festa brillantissima, alla quale maggiore di bronzo. Da ultimo venne
intervengono l'imperatore e la sua fami- terminato il Nouvel Ermiiage o nuovo
glia, e in cui ammesse sono egualmente museo di antichità, di scultura e di pit-

le persone di tutte le condizioni. Dal pa- tura, la cui costruzione fu principiata nel
lazzo d'Inverno per una galleria costrui- 1810. Questo vasto e magnifico edifizio
ta sopra una volta si passa in quello del- è tutto di pietra e metallo, tranne le por-
l'Eremitaggio, fabbricato da Caterina II, tee alcuni pavimenti: la copertura è di
che vi raccolse preziose collezioni di qua- ferro. Le mura sono di marmo , il pavi-
dri, una biblioteca di 4o,ooo volumi, ga- mento delle gallerie di musaico, ed il pe-
binetti di storia naturale e di fisica: qui ristilio che circonda il grande cortile in-
la sovrana, circondata da uomini di spi- terno si compone di 182 colonne corin-
rito, andava a ricrearsi , occupandosi in tie monolite di marmo di granito.
letteratura e in belle arti, lungi dall'eti- Presso l'Ammiragliato inoltre si pre-
chetta inerente al suo titolo d' impera- sentano il palazzo del senato e la chiesa
trice. Alquanto più all'est trovasi il pa- di s. Isacco, magnifici edifizi, distinguen-
lazzo di Marmo, costruito quasi tutto di dosi il secondo pei grandiosi lavori di fer-

granito, e più innanzi il giardino d'Esta- ro fuso; la chiesa di s. Nicola Taumatur-


te , mediante un superbo cancello e da go, una delle più belle della città, vicina

uu colonnato di granito separato dalla al gran teatro, bel monumento anch'es-


riviera della Nevka, e per la sua situazio- so, che occupa il centro d'una piazza qua-
ne nel centro della città frequentatissi- drata, con pubblici scaldatoi pei dome-
mo nella bella stagione ; vedesi in fondo stici che all'inverno attendono i loro pa-
il palazzo s. Michele, vasto edilìzio qua- droni alla fine dello spettacolo. Principa-
drato, fatto edificare da Paolo I nel sito le ornamento della via Bolchaia-Sado-
dell'antico palazzo d'Estate e nel quale vaia è la banca d'assegnazione, bell'edilì-

inori ; dirimpetto sta una statua di Pie- zio , colla facciata decorata di colonne e
tro I. Tra la piazza di questi e il palaz- di statue; l'ostello albergo di Malta, do-
zo d'Estate, un passeggio piantato a ti- ve tengonsi i capitoli di lutti gli ordini
gli contorna il paralellogratuma dell'Am- equestri di Prussia, e 1* elegante palazzo
miragliato, cui sormonta un'alta freccia del granduca Michele. Nella bella e lar-
di rame doralo, col tribunale della ma- ga strada Prospettiva della Fonderia ev-
rineria e cantieri da costruzioue per 8 o vi il palazzo imperiale di Tauride , con
PIE Pi! E 43
vaste gallerie e giardini,con vento Suiol- il verse collezioni orientali, come 3ooo vo-
noi sormontato dà numerosi campanili, lumi omss. cinesi, parecchi de'quali giap-
la chiesa di s. Gio. Battista, il monaste- ponesi, ed alcuni mongoli e tibetani, a-
ro di s. Alessandro Newsky e la vasta ca- rabi, persiani, turchi, con monete idoli ,

sa per l'arcivescovo metropolitano di Pie- e oggetti di quelle regioni; il museo e-


troburgo, con biblioteca di 3o,ooo vo- gizio, composto di papiri, di mummie e
lumi, seminario cimitero, giardino e 5
,
idoli raccolti in Alessandi io; il museo et-
chiese, Ih principale dellequali bellissima, nografico, con vesti e utensili delle tribù
possiede le reliquie di detto santo in cas- siberiane; il gabinetto di numismatica,
sa d'argento massiccio ben lavorato, e le arricchito nel i8a3 con collezione dello
tombe de' membri
non coronati della fa- monete e medaglie russe; il gabinetto di
miglia imperiale; vi si trova una cam- storia naturale, curioso soprattutto per la
pana di 26,400 libbre. I monumenti si- collezione di animali antidiluviani; il ga-
tuati ne'quartieri della riva destra della binetto d' ornitologia, ricco d'uccelli ra-
Nevka sono notabili più per grandezza rissimi ; l'erbolaio che contiene collezio-
che per architettura; luttavolta si deve ne di funghi e di piante americane; il ga-
ricordare la chiesa cattedrale de'ss. Pie- binetto mineralogico con una serie com-
tro e Paolo nel recinto della città, dove pleta di minerali di Siberia : in una ca-
sono sepolti da Pietro 1 in poi, tranne Pie- sa vicina si vede il famoso globo celeste

tro II, lutti i sovrani, sormontata da gu- di rame d'i piedi di diametro, di Got-
1

glia diramedorato alta ben 5 j tese. Nel- torp, un tempo collocato sulla torre del-
l'isola Basilio la Borsa, edifìzio moderno, l'accademia.
è cinta da colonnato e preceduta da ri- Numerosi sono in Pietroburgo gl'isti-

adorna ili Il uè
viera a foggia di terrazzo, tuti d'istruzione che contribuiscono a dif-
colonne rostrate e dalla quale si gode una fondere il gusto, l'amore delle scienze e
vista imponente ed estesa. Pumarchevoli delle arti che vi hanno fatto grandi prò*
pur sono la dogana : 3 collegi forman-; i i gressi, cioè : l'università in elegante edi-
ti lunga serie di bei fabbricati , occupati fìzio eretto nel 1 783, alla quale è addet-
dal santo sinodo e dagli archivi; il corpo to un istituto orientale, dove s' insegna
de'cadetli nobili, con cavallerizza, giuo- l'arabo, il persiano, il turco, il tartaro,
co di palla , immenso giardino e piazza il cinese, il manciù, il sanscrito, il tibe-
d'esercizi; l'accademia delle belle arti, tano, il mongolo, il calmucco, il giorgia-
uno de' più belli edilizi di Pietroburgo, uo e l'armeno; le accademie russe, oltre
eretto nel 1788, ove sono mantenuti 3oo delle scienze e delle belle arti, di medi-
alunni a spese dello stato, e possiede nu- cina e di chirurgia ; gran numero di so-
merosa collezione di modelli, di gessi, di cietà dotte, come quella degli amici del-
quadri originali e di abbozzi di grandi la lingua russa, la società libera degli a-

maestri; l'accademia imperiale delle scien- mici della letteratura russa, quella degli
ze, fondala insieme coll'osservatorio che amici della letteratura, scienze e arti, la

vi torreggia nel 1724 da Pietro I, diret- società libera per le scienze economiche,
to dai consigli di Leibnitz, indi continua- quella per lo stabilimento delle scuole di
ta da Anna e da Elisabetta, e dotata da insegnamento reciproco, le società mine-
Caterina Ihl^accademiasi divide in 3 clas- ralogica, farmaceutica e di mediciua, le
si, matematiche, scienze naturali, scien- altre di economia rurale e per l'incorag-
ze storiche e politiche possiede un pre- ;
gimeuto degli artisti, la società imperia-
zioso scientifico tesoro, cioè la biblioteca le filantropica, quella militate ec; uu isti-

di 1 10,000 volumi, con molti rari e cu- tuto calmucco destinato a somministra-
riosi; il museo asiatico che contiene di- re alla corona abili interpreti di lingua
44 PIE P IE
calmucca, una dozzina nobile dell' uni- nifatture producono stoffe, maiolica, por-
versità; 3 scuole di cadetti, una delle qua- cellana, lavori di fonderie, di eccellenti
li perla marina imperiale; 3 ginnasi, una orificerie e gioiellieri ec. ; vi sono più di
scuola superiore, un istituto pedagogico; 26 stamperie, delle quali 17 pel gover-
scuole di veterinaria, di paggi , di com- no. Il commercio favorito dalla Nevka vi
mercio marineria mercantile, cui è
, di conduce tutte le produzioni dell'interno
unita quella di navigazione, d'architettu- dell'impero e da tutti suoi punti vi af- i

re navale, militare, d'artiglieria, foresta- fluiscono i mercanti , oltre i negozianti


le, imperiale d'agricoltura, e scuola di mi- forestieri ivi stabiliti. Nel 1800 ebbe fi-

niere ricchissima di preziose collezioni ,


ne il nuovo arsenale, costruito sulla riva
coi modelli delle macchine impiegate nei destra della Nevka, ed ebbe pur termine
lavori delle miniere, con gabinetto di mi- la strada ferrata da Pietroburgo a Mosca,
neralogia, unico per cièche riguarda l'o- icui lavori incominciarono nel 1842. L'in-
rictognosia , e montagna artificiale nel augurazione di questa prima strada fer-
giardino, in cui differenti strati rappre- rata che conduce nell'interno della Russia
sentano la posizione de' metalli e mine- e congiunge le due capitali dell'impero (il

rali, come si trovano in seno della terra; cui viaggio si farà in 20 ore, come si dice),
istituto delle strade e comunicazioni, ar- l'eseguì a'20 agostoi 8 Ji l'imperatore Ni-
gini e ponti ; istituto tecnologico ; scuola colò 1 colla sua eccelsa famiglia, giorno del
di cavalleria per formare istruttori ai reg- i5. anniversario di sua coronazione. Nel
gimenti; i 5 scuole primarie, 4 delle qua- 1 85 1 fu compito il ponteSamson, median-
li di mutuo insegnamento,edu- case di te il quale con l'altro nuovo ponte Blaho-
cazione pegli orfani militari, perle don- vest la città venne intimamente unita al
zelle nobili o istituto di s. Caterina, oltre gran principato di Finlaudia. Alla testa
il monastero Voskrecensky che ha la
di del commercio trovasi il collegio, indi la
stessa destinazione; istituto de'sordo-mu- banca de'biglietti d'assegnazione fonda-
ti, i i biblioteche pubbliche, la più impor- ta nel 1786, quella dell'ipoteche, l'uffi-

tatile dellequali è l'imperiale di 3oo,ooo zio di sconto, la camera di assicurazioni


volumi e 12,000 mss. Vi sono superbe marittime e la banca di commercio fon-
collezioni di quadri e d'antichità, tra le data nel 1818. La popolazione ascende
altre quella del museo flomantzow; pa- acirca 5oo,ooo abitanti, generosi, ospi-
recchi orti botanici ben mantenuti, in i- tali, spiritosi, alquanto leggieri; le donne

specie quello di dove tro- Pawlowsky , ordinariamente sono avvenenti; il basso


vansi le piante più rare riportate dai na- popolo è religioso e laborioso. Poco nu-
vigatori lussi. Possiede Pietroburgo i5 i merosi sono i divertimenti pubblici, il

chiese pel rito greco oltre le cappelle, 33 principale ned' inverno, in cui il clima è
chiese o templi pei culti stranieri, come eccessivamentecrudo, consiste a farsi tra-

3 luterane tedesche, una svedese , olan- scinar giù in islitla sopra moutagne arti-
dese, riformata tedesca, armena altri pe- ; ficiali coperte di nevi gelate : la Nevka
rò d'assai diminuiscono il numero delle ordinariamente sta gelata 5 mesi. I con-
suddette chiese: delle cattoliche parlerò in torni della città sono ornati di numero-
fine. Vi sono due conventi, casa pei tro- se e belle case di villeggiatura, tra le qua-
vatelli, d' inoculazione, tre grandi ospe- li si nota sulla spiaggia del golfo di Fin-
dali militari, il monte di pietà, casa d'in- landia il palazzo imperiale di Catheri-
validi, ritiro di penitenza, asilo de'ciechi, nenhof, fabbricato da Pietro l nel 171 1,

parecchi ospedali civili, casa per le par- all'occasione del felice esito della guerra
torienti , tre teatri, russo, francese e te- contro la Svezia , e che forma la metà
desco. Fiorente è l'industria e le sue ma- d'un ameno passeggio; è di leguo, mu va-
IME P 1 E \~>

sto, e contiene parecchi oggelli rlie ap- no fatto di questa capitale una delle più
partennero al Conciatore, ed ha propin- belle del mondo ;
quell'imperatore ma-
qui ameni giardini, gnanimo nel i8i() fondò l'università
vi

Pietroburgo nel sito ovesorge nel 1 703 degli studi. Il rigore del verno vi cacciò
era il luogo delle capanne de' pescatori dentro nel 1821 una torma di lupi af-
svedesi, protette dalla fortezza di Nien- famati, che furono prestamente distrut-
schantz, che in quel medesimo anno cad- ti. La Nevka vi fece talvolta risentire di-

de in potere di Pietro il Grande czar


1 sastrosi straripamenti; citasi specialmen-
delle Russie, il quale colpito dai vantag- te quello del8 e 19 novembre 182/1, nel
1

gi ch'esibiva tale posizione pel commer- quale trovarono la morte ben 5,000 per- 1

cio del Baltico, determinò di edificarvi sone, numero che vuoisi di molto esage-

una città, che fece incominciare sul mo- rato; incalcolabili furono le perdite del
mento, trionfando degli ostacoli che ad o- commercio, che si valutarono circa 1 5o
gni ora riproduceva il terreno limaccio- milioni di scudi; ecome l'inondazione si

so, deificandola al principe degli apo- estese 5 leghe all'intorno, distrusse gran
stoli s. Pietro, di cui portava il nome, numerò di villaggi. Alessandro 1 prodigò
che fu quello impostogli. Non fu da prin- in tale infortunio i più generosi soccor-
cipio che una piazza d'armi, cui edilì- i si, e sì nobile esempio dalla nazione imi-
zi erano di legno e difesi da un terrapie- tato fece sparire ben presto le traccie di

no; ma la vittoria di Pollava, la conqui- tanta sciagura. Nel ib>25 per l'ammuti-
sta della Livonia, la Viburgo, presa di namento militare che scoppiò dopo la
decisero Pietro sua nuo-
I ad ingrandire la morte d' Alessandro I, vi rimase ucciso
va città ed a faine la capitale del suo im- il generaIeMiIoradowitch.il regnante im-
perodi Russia (F.) invece di Mosca (I7 .): peratore Nicolò I ha accresciuto i pregi
fortificazioni di pietra sostituironsi alle di questa floridissima metropoli, che in
prime, vi fu nel i y 1 4- trasferito il senato parte accennai, il cui nome va unito ai
e quattro anni dopo vennero a risieder- più grandi avvenimenti, per l'influenza
vi gli altri dicasteri, nello slesso mentre della sua potentissima corte. Ne'suoi din-
che il sovrano ingiungeva alle primarie torni sono i vasti castelli imperiali di Pe-
famiglie dell'impero di venire ad abita- terhow, Orianenbaum,Zarkoi-Selo, Gat-
re Pietroburgo, laonde alla sua morte schiua, Tchesmè, Pawlowsky, Rapscha e

nel 172^ già era grande e bella : la cit- Rammenoi -Ostrow.


tadella, l'ammiragliato, la cattedrale dei A Riovia e Mohilow parlai delle no-
ss. Pietro e Paolo, monastero Newsky il tizie ecclesiastiche riguardanti i cattolici

trova vansi fabbricati. 11 troppo breve re- di Pietroburgo, i quali sotto Caterina 1!,

gno di Caterina I niun cambiamento recò in un a quelli di Mosca e del Chersone-


alla città, non più di quello di Pietro li so, per le convenzioni fatte con Pio VI ed
che quasi sempre abitò Mosca; ma aven- istituzione d'alcune sedi vescovili e del-
dovi I' imperatrice Anna del 1730 fis- l'elevazione di quella di Mohilow a me-
sala la sua residenza, nuovamente fiorì. tropolitana, furono sottoposti alla giuris-
Questa principessa vi fondò numerosi e- dizione del nuovo metropolita latino di

difizi e fece nuove strade sulla si-


aprire Mohilow. A tal uopo Pio VI vi spedì le-

nistra sponda della Nevka sino allora , gato o nunzio Stelletti, il quale sottomi-
parte meno importante della città. De- se a quel prelato le missioni di Pietro-
\esi all'imperatrice Elisabetta del 1 7/4. burgo, Mosca, Riga e Revel, ma non po-
il palazzo d'Inverno, dove risiedono i so- premure del Papa che vo-
tè effettuare le
vrani ; ma i regni di Caterina II del 1 76?. leva creare due vescovi latini per Pietro-
e sopra tutti d'Alessandro 1 del 1801 han- burgo e per Mosca. Bensì alla presenza
46 PIE PIE
dell' imperatrice e della corte consagrò verno; i francescani riformali, i cappuc-
nella chiesa latina di Pietroburgo un ar- cini ed domenicani. L'arcivescovo di
i
Mo-
civescovo e tre vescovi, e solennemente hilow da ultimo vi teneva un proposto
impose il pallio al primo: così ebbe luo- con 5 vicari, il i.° con titolo di canoni-
go e fu condotto a termine ciò ch'era sta- co di Mohilow: nel I7q3 vi celebrò un
to immaginato da Pietro I, progettato da sinodo diocesano. Dipendono dallo stes-
Clemente XI e vivamente desiderato da so arcivescovo, nella provincia ecclesiasti-
benedetto XIV, cioè che restasse atterra- ca di Pietroburgo, la città vescovile di Ri-
to quel muro di separazione che da io ga {y.)t e la città di Pievel capoluogo del
secoli divideva la chiesa greca dalla lati- governo d' Estonia ove hanno chiese i
,

na, tranne poche e languide eccezioni. Lo russi ed i luterani. Avendo il regnante


stesso Pio VI spedì poi a Pietroburgo per Pio IX portale col mezzo del cardinal
legalo o delegato Lilla, che d'ordine pon- Lambruschini a compimento le negozia-
tificio comprese nella giurisdizione del- zioni per gli affari de'cattolici in Russia,
l' arcivescovo di Mohilow Pietroburgo. incominciate da Gregorio e appia- XVI
Nei citati articoli dissi pure dei due col- nate da esso col suo memorabile abboc-
legi cattolico e ecclesiastico, fondati nel camento coll'imperatore Nicolò I, nella
i8oi in Pietroburgo, uno sotto la pre- convenzione conchiusa il 3 agosto 18^7,
sidenza dell'arcivescovo di Kiovia rute- che riporto a Polonia, con la quale fu-
no, l'altro presieduto dall'arcivescovo di rono regolati gli affari ecclesiastici di Po-
Mohilow latino, al quale inutilmente ten- lonia e di Russia, venne stabilito: » Ar-
tò il nunzio Arezzo di moderarne 1' ec- ticolo XXIII. L'arcivescovo metropolita-
; come
cessiva autorità dell'innovazioni no di Mohilow esercita sud' accademia
operale dall'attuale imperatore in ambe- (il suddetto collegio o concistoro) eccle-

due i collegi o concistori cattolici di Pie- siastica di Pietroburgo la stessa autorità


troburgo pei latini e ruteni, in Pietro- che ciascun vescovo esercita sul suo se-
burgo vi sono tre chiese cattoliche la : minario diocesano. Egli n'è il solo capo
a
i. è magnifica e parrocchiale di s. Ca- e direttore supremo, il consiglio o la di-
terina de'cappuccini, erotta dalla pietà dei rezione dell'accademia ha soltanto un ca-
fedeli e col concorso di Caterina II, con- rattere puramente consultivo. Articolo
sagrata dal nunzio Archetti nel 1782, ed XXIV. La scelta del rettore, dell' ispet-
all' articolo Mohilow narrai come quel tore e dei professori dell'accademia si fa-
prelato avea in essa dato il pallio all'arci- rà dall'arcivescovo sul rapporto del con-
vescovo Sieslrzencewicz: l'allocuzione che siglio accademico. Le disposizioni riferi-
pronunziò Archetti nella dedicazione di te nell'articolo XXII della convenzione,
2
della i. chiesa cattolica aperta pubbli- sono parimente da applicarsi a queste scel-
camente Pietroburgo, si legge in Ber-
in te. Articolo XXVII. Dopo la nuova circo-
castel, Sloria del cristianesimo voi. 35. scrizione delle diocesi l'arcivescovo stabili-
a
La 2. chiesa fu fabbricata e aperta dal rà una volta per sempre col parere degli
conte Litta ambasciatore e bah dell'or- ordinari il numero degli alunni che cia-
dine gerosolimitano, del quale Paolo I scuna diocesi potrà inviare all'accademia.
trasferì la residenza a Pietroburgo, come Articolo XXIX. Lorquaudo il regola-
riportai nel voi. XXIX, p. 263 e 271. mento dell'accademia ecclesiastica di Pie-
a
La 3. chiesa l'edificò l'arcivescovo Sie- troburgo sarà slato modificato conforme
strzeueewicz. Vi erano i gesuiti (cui Pio ai principii su cui si è convenuto negli ar-
VI avea conferito facoltà di amministra- ticoli precedenti, l'arcivescovo di Mohi-
le la cresima in questa città ed in Mo- low dirigerà un rapporto alla s. Sede sul-
sca), con collegio poi confiscato dal go- 1'
accademia, uguale a quello fatto dal-
PIE P 1 E 4~

l'n rei vescovo di Varsavia Rhoromansky dinati al loro pievano o plebano. Pieva-
in occasione del riordinamento dell' ac- no dicesi tale perchè rettore della plebe,
cademia ecclesiastica di questa città ". giacché col vocabolo plebe, una volta si
Spero all'articolo Russia di potere avere designava l'unione de' fedeli posta sotto
la consolazione religiosa di riportare al- la cura dei sacerdoti, nel qnal senso tal-
trettanto de'ruteni e la ripristinazionedel volta ancora troviamo le diocesi appel-
suddetto loro collegio o accademia in late pievi ; e Sisto III del 4^2 nell' epi-

Pietroburgo. Quindi nel concistoro de' grafe della basilica Liberiana s' intitolò

3 luglio 1848 Pio IX dichiarò arcive- episcopus plebis Dei, come notai nel voi.

scovo di Mohilow mg.T Casimiro Dino- XII, p. 1 1


3, perchè pevplebs si disse tal-

chowski di Kuzmicz diocesi di Minsk, già volta tutto il popolo cristiano. Simili e-
da Gregorio XVI nel 84o fatto vesco- 1 pigrafi si resero anticamente comuni nel-

vo di Millo in partibus e suffraganeo di le chiese di Pioma. In unadelleduecap-


Vilna in Curlandia. Nello stesso conci- pelle del battisterio della Chiesadis. Gio~
storo Pio IX gli die in sulfraganeo e coa- vanni in Fonte, delle quali meglio parlai
r
diutore con futura successione mg. Igna- a Laterano, sulla cappella del Battista

zin Holowinski Luceoria, vescovo di


di Papas. Ilario pose questa epigrafe: fida-
Calisto in partibus, già canonico di Zy- rus episcopus sanctae plebis Dei. Rinaldi
tomeritz cui fu concessa la ritenzione, ret- all'anno3 3, n.29, spiega il senso per cui s.
1

tore del l'accademia cattolico-ecclesiastica Agostino chiamò il


J
l i\pc\, padre della ple-

in Pietroburgo, quale prelato risiedeva


il be cristiana. Si trova archiepiscopo ple-
nel palazzo arcivescovile, abitato in que- bano, poiché nell'antichità la diocesi fu
sta capitale dal metropolitano di Molli- sempre detta plebs del vescovo. La chiesa
low. Inoltre Pio IX colla bolla Vmver- Cattedrale si chiamò anche Plebium ca~
salis ecclesiaecura, emanata in detto gior- thedrae o Matrix da Matricolarvi). A.
no, oltre l'avere regolato la circoscrizio- Battisterio o Fonte battesimale (V.)ù\ss\
ne delle diocesi di rito latino nell'impe- comeledecaniedi campagnasi chiamaro-
ro russo, ed a seconda della convenzio- no matrici e plebanae pel gran concorso
ne summentovata eresse la sede vesco- della plebe e dei parrochi soggetti; impe-
vile di Cherson, Chersonen, la dichiarò rocché ogni plebanato è riguardato come
sulfraganea di Mohilow, e ne fece i.° ve- una congregazione ed un corpo di chiese e
scovo a'20 maggio i85o mg. 7 Ferdinan- capo l'arciprete ple-
di parrochi, di cui è

do Elano Kahn domenicano della Ga- bano, con preminenza nella propria chie-
1
lizia austriaca. Mg. Holowinski essendo sa e in quelle dei curati del plebanato. In-
succeduto nella sede di Mohilow, n'ebbe oltreil pievano arciprete è quel parroco,
il 5 settembre i85i.
pallio a' capo del plebanato, nella cui chiesa par-
PIEVANO. V. Parroco e Pieve. rocchiale con fonte battesimale ,detto anti-
PIEVE o PIEVANIA, Plebs. Chiesa camente titolo battesimale, si portano a
parrocchiale o arcipretale, che ha sotto battezzare anche quelli estranei alla par-
di sé chiese figliali o rurali, dette anco- rocchia plebanale.il Giovenardi riporta le

ra priorie e rettorie, e per lo più di ville preroga ti ve del le chiese pleba ne o a rcipre-
e castella. Piviere e Pivieri, plebaiialus, tali, dellepremineuzede'plebani arcipreti
dicesi contenuto della giurisdizione del-
il e de'parroehidel plebanato. Anticamen-
la pieve;e Pievano, plebanus ed arcipre- te il pievano era dignità nelle chiese cat-
te chiamasi capo del piviere. V. Par-
il tedrali, il quale avea cura di amministra-

rocchia e Parroco. Parrochi urbani so- re i sagramenti e segnatamente il batte-


no quelli della città, parrochi rurali simo. 11 Chardon parlando delle chiese

forensi sono quelli del plebauato, subor- battesimali e delle loro prerogative, ri-
48 P I E PIG
ferisce die anticamente si chiamavano le citta e poi nelle ville, affinchè sempre
Plebes, pievi, a cagione dell'affluenza del più crescendo il numero de'cristiani, più
popolo, che vi concorreva per soddisfare facilmente questi sacri ministri provve-
ai doveri del cristianesimo; e che di là vie- dessero al loro bisogno, in progresso di
ne senza dubbio il nome di pievani, che tempo battesimali furono appellate que-
si dà ancora ai parrochi in alcuni paesi. ste chiese, perchè il diritto del battesimo
Si chiamavano anche Oracoli, orari/la e di ministrarlo a'fedeli, una volta riser-

(lo slesso che Oratoria, perchè anche bato alla sola chiesa cattedrale della cit-

T Oratorio, V ., pubblico a comodo del tà, fu comunicato anche alle chiese ru-
popolo fu detto pieve, facendosi in quel- rali o forensi, acciocché la troppa distan-
li rurali o forensi quanto avea luogo nel- za òe\ fonte sacronon riuscisse di trop-
le chiese parrocchiali ), come si vede nei po incomodo e danno ai fanciulli che si
capitoli di Pipino re d'Italia ed altrove. aveano a battezzare. Quanto alle chiese
L'imperatore Carlo Magno, avendo ri- urbane, più tardi fu loro conceduta fa-
guardo alla dignità delle chiese battesi- coltà di ministrare il battesimo, poiché
mali, nel 798 fece una legge con cui proi- si trovava in ciascuna città una sola ba-
bì di darle in benefizio a persone laiche. silica battesimale, quasi sempre vicina
Osserva il Nardi, De'parrochi, che le par- alla cattedrale, a cui si doveano portare
rocchie rurali di campagna sorsero alla i fanciulli della città per ricevervi il sa-

line del III secolo, indi nel seguente si pro- gro lavacro: questo antichissimo rito si

pagarono da per tutto. Ogni pieve do- conservò in Pisa, Parma, Cremona, Fi-
veva aver un diacono per battezzare in renze, Bologna e in altre città, come ri-

assenza del prete o pievano parroco, detto marco a'ioro articoli. Il Col ucci nella Tre-
anche presbyter plehis, e più tardi presby- ia illustrata, parlando dell'origine delle
ter parochialis e preshyter plebitanus. pievi, dice a p. 1 83, che dividendosi ogni
Dopo il mille sorsero i parrochi figliali, territorio dell'antiche colonie o munici-
o rurali o forensi, che non aveano bat- pi in pagi, ed ogni pago in tanti vici o
tisterio,con dipendenza dalla pieve. I par- castella con nomi particolari, abbracciata
rochi figliali, benché abbiano il s. fonte poi dai popoli la religione cristiana, ai pa-
e sieno regolari^ devono nel sabbato san- gi si sostituirono le pievi e furono per l'or-

to intervenire alla rinnovazione del sa- dinario contraddistinte col nome di qual-

cro fonte nella pieve; dal pievano devo- che santo, con-
se col cristianesimo non si

no ricevere l'acqua consagrala quei fi- faceva il primitivo Quin- nome del pago.
gliali che hanno il diritto di battezzare; di a ciascuna pieve furono subordinate

tutti i parrochi della pieve debbono ri- molte parrocchie, nelle quali passarono
cevere l'olio degl'infermi dal pievano; quelli che prima chiamavansi vici, pren-
ninna parrocchia nel sabbato santo può dendo il nome anche di arcipreture. E
suonar le campane prima della pieve; il poiché ogni pago si stabiliva nel vico più
pievano ha il primo posto nelle funzioni popoloso e più frequentato, e dove si a-
entro il plebanato; in qualche diocesi cia- donavano maestri del pago per cele-
i

scun pievano conduce sotto di sé i figlia- brare le loro feste, gli spettacoli e altre
li, anzi precede i parrochi di città, come funzioni, così anche le pievi si costitui-
dice il Nardi t.2, p. 544; mentre il Gio- rono nel più frequentato luogo e nel vi-
venardi riporta altri accessi de'curali nel- co più popoloso. De'pagi parlai a Paga-
la pieve arci pre tale. Il Muratori nelle dis- nesimo. Vedasi G. Paolo Giovenardi, Dei
3
sertazioni, nella -/\.. tratta delle parroc- plebanati delle diocesi, Cesena 177^.
chie e pievi, antiche chiese battesimali ;
PIGI J INI Sebasti Am,Cardinale. Nac-
imperocché istituiti i parrochi prima nel- que in Arcete sotto Scandiano diocesi di
PIG PIG 4g
ReggiodiModenaepoineassunselostenr Discorsi delle famiglie nobili di Napoli,
ma. Applicatosi con successo alio studio par. 2, p. 88 a 169. Ronanni, Numism.
delle leggi, ottenne un canonicato nella Pontifìcum,i.i,\t. 83Summonte, Sto-
1.

metropolitana di Capua,indi eletto udi- ria del regno di Napoli. Mugnoz Sto- ,

tore di rota e spedito da Paolo III nun- ria de vescovi sicilianij e Gcncalogies hist.
zio a Vienna, nel 1 546 lo fece vescovo des rois etc.conlenanlles maisons souve-
d'Alife e nel i548 di Ferentino. Giulio raines d'Italie avec les familles Papales

111 nel i55o lo nominò alla chiesa di Si- depnis iSoatis, p. 666. In quattro prin-
ponto, lo rispedì all' imperatore, di cui cipali rami fu diviso il tronco di questa
vuoisi che ne fosse consigliere; quindi con nobilissima famiglia. i.°De'signori d'Or-
suo grande onore e come d'iucompara- ta e Turrita, poscia marchesi di Casal-
bile valore e soavi costumi, lo inviò nun- nuovo, duchi d'Alife e principi di Stron-
zio al concilio di Trento, perchè col car- goli. Stefano Pignattelli fu il i.° signore
dinal Crescenzi legalo lo presiedesse. Nel d'Orla pel matrimonio con Francesca del
breve di sua missione Giulio III lo chia- Giudice. Cesare loro figlio comperò Tur-
mò uomo di pietà, dottrina e sperienza ritada Ferdinando I re di Napoli, e Lo-
insigne e chiaro, protestando mandarlo dovico bisnipote di questo fu marchese
all'augusta assemblea co'suoi compagni, diCasalnovo; ma questo marchesato pas-
quale angelo di pace. In compenso dei sò ne'duchi di Palma, pel maritaggio di
suoi meriti a'20 dicembre 155 lo creò
1 Maria, nipote di Lodovico, con Nicolò di
cardinale prete di s. Calisto, colla soprin- Rologna duca di Palma. i.° De'marche-
tendenza a tutti i tribunali di Roma, co- si di Spinazzola e principi di Minervino,
me vicario del Papa, e nel i553 venne capo del quale ramo fu Marzio Pignat-
trasferito a Adria. Il Riganti afferma che telli i.° marchese. Francesco Pignattelli

fu datario,ma il Cardellane dubita. Mo- 4-° marchese di Spinazzola, avendo com-


ri nel 553, d'anni 54,e fu sepolto in s.
1 prato Minervino, neottenne dal redi Spa-
Maria del Popolo con elegante iscrizione, gna il titolo di principe, ma nel figliuo-
postavi dal fratello Stefano. lo suo ultimo Antonio, che fu cardinale
PIGNATTELLI Famiglia. Ebbe ori- e Papa Innocenzo XII (prestò estin-
gine dai longobardi, secondo gli storici di to questo ramo, essendo a lui premorto
Napoli, in cui ed ove Lucio Pi-
si stabilì, suo fratello maggiore Marzio 5.° marche-
gnatlelli nel i 102 e Giovanni Pignattel- se di Spinazzola e 2. ° principe di Miner-
li nel 1 190 furono contestabili di quel vino, al quale, sposato a Costanza di Gue-
regno, grado onorifico della primaria no- vara figlia del duca di Bovino , era an-
biltà. Avendo il re di Sicilia lìuggiero II cora premorto Francesco loro unico fi-
dichiarata la guerra a Emmanuele Co- glio. 3.° De' marchesi di Cerchiari, fat-
mneno imperatore de'greci, un suo capi- to per Fabrizio Pignattelli, il quale nel
tano chiamato Landolfo assaltò il palaz- i556 da Filippo II re di Spagna otten-
zo imperiale di Costantinopoli, e in se- ne il titolo di marchese di Cerchiali. Fa-
gno del suo coraggio tolse dalla cucina brizio suo nipote e figlio di Giulio fu di-
tre pignatte d' argento e le portò al suo chiarato principe di Noia per Filippo IH
sovrano, il quale in ricompensa gli diede nel 1600. Fabrizio nipote di questo e fi-

quelle pignatte per arma e percognome. glio diun altro Giulio, per la moglie Gi-
Sulla famiglia Pignattelli e suoi uomini rolauia Pignattelli fu duca di Monteleo-
illustri, fioriti nelle dignità ecclesiastiche ne e conte di Borello. Ettore suo figlio
e civili, armi e nelle scienze, si pos-
uelle sposò Giovanna, erede di Iacopo Taglia-
sono leggere Campanile, Dell'armi ov-
: va di Aragona duca di Terra Nuova e
vero insegne de' nobili, p. 1 5o. De Lellis, marchese del Vaglio nella Sicilia, che pe-
vol. lui. 4
e

H, P G I PIG
jò aggiunsequesti titoli aHa sua casa. Fa- se calunnie, e provocarono cardinali e
brizio loro figlio, morto iu Catalogna nel ambasciatori per rappresentare al Papa
fGrr per le guerre contro i francesi, la- essere Stefano pieno di detestabili vizi,

sciò Giovanna, che impalmata a suo zio per l'onore del nipote doversi onnina-
Nicolò, dell'altro ramo Pignattelli ducili mente allontanare. Paolo V cadde nel-

di s. Mauro e principi di Monte Corvi- l'inganno e lo fece sloggiare dalla casa del
no, vi trasferì la ricchissima eredità la- cardinal Scipione. Questi però conoscen-
sciataleda suo padre. 4°De'ducbi di Bel- done l'innocenza, raddoppiò il suo amo-
risguardo, cominciato da Iacopo fratello re per l'oppresso, anzi soggiacque a gra-
di Giulio principe di Noia, il quale acqui- ve malinconia per la sua disgrazia, e gli

stò questo ducato per averne sposata l'e- produsse lunga e pericolosa malattia. Ri-
rede Florenzia Vaez. Vi sono anche altri chiamò Stefano, che si die a servirlo al

rami Pignattelli descritti ne'citati storici. letto con tanta diligenza e premura, che
11 gran Pontefice Innocenzo XII, che re- ne restò commosso lo stesso Paolo V, che
gnò dal 1 6g i al 1 700 gloriosamente, non di sovente visitava il nipote, onde a poco

solo abolì il Nepotismo (F.),ma non la- a poco depose l'avversione concepita con-
sciò accostarsi a Roma i suoi parenti, in tro di lui, mentre nel cardinale si aumen-
luogo de'quali adottò i poveri che sole- tò l'affezione. Riacquistata la sanità, fece

va chiamar nipoti. La famiglia Pignattel- assumere a Stefano l'ahito clericale e con


li die al sacro collegio i seguenti 4 cai '" tutto impegno gli ottenne pingue bene-
dinali, tranne Stefano, oltre il vivente fiz'iOj indi la prelatura e la commissione
Ferdinando Maria Pignattelli, da Gre- di che discutendoli col
rilevanti affari ,

gorio XVI creato cardinale e arcivesco- Pontefice a questi divenne più caro di
_,

vo di Palermo [P.). Ad essa appartiene quello che lo era al nipote. Con pena e
ancora il ven. p. Pignattelli gesuita, la rabbia videro gli emuli di Stefano eh' e-
di cui causa è introdotta per la beatifi- gli correva a gran passi al cardinalato,
cazione. per cui tornarono per alcuni più auto-
PIGNATTELLI Stefano, Cardinale. revoli cardinali e per qualche ambascia-
Perugino di Piegato nacque da un la- ,
tore a ricorrere a Paolo V sui molti delit-

vorante di vasi di terra. Fino da fanciul- tiche gratuitamente imputavano a Ste-


lo fu chiamato a Roma dallo zio vasaio fano. Allora il cardinal Scipione volle che
facoltoso, coll'aiuto del quale fatti con suc- solennemente si riconoscesse l'innocenza
cesso primi sludi, fu rimandato in pa-
i del suo favorito, ne giustificò valorosa-
tria per applicare alle leggi. In Perugia mente la condotta e contro la bassa e,

coltivò l'amicizia d'alcuni nobili romani, infame maldicenza provò la probità, la


che si applicavano alla giurisprudenza, morigeratezza de'costumi e le altre qua-
tra' quali Scipione CafFarelli nipote del lità che fregiavano Stefano. A questo si

cardinal Borghese, di cui si guadagnò il unì la testimonianza di vari cardinali ri-

favore e la protezione, leale e intima a- putatissiini, che dopo rigorosa inquisi-


micizia. Elevato Borghese al papato col zione sulla condotta di Stefano, dichia-
nome di Paolo V , creò il nipote cardi- rarono false le accuse, mentre altri car-
nale, e questi ricordevole dell'affetto di dinali e ambasciatori fecero altrettanto
Stefano l'invitò a Roma e l'ammise nel- con Paolo V. 11 Papa, trar quillatoil suo
la propria corte, dove si acquistò tale a- animo dai concepiti sospetti, non curan-
scendente sulcardinale, che questo in tut- do l'ostinazione de'neinici di Stefano, volle
to si regolò co'suoi consigli. Tanto bastò premiare il perseguitato con crearlo car-
perchè I' invidia e gelosia de' cortigiani dinale prete di s. Maria in Via agli 1 1

lanciasse contro di lui maligne e veleno- gennaio 1621, 17 giorni prima di sua
IMG PIG "
St
inni onde subito entrò nel conclave per
te, dio promuovere le scienze e i buoni co-
l'elezione di Gregorio XV. A fronte che stumi. Fondò una sontuosa cappella al-
«lasse preclari argomenti di gravità e mo- la Beata Vergine nella metropolitana e
strasse gran pratica intorno alle cause fo- la fornì di sacri arredi e preziose suppel-
rensi e civili, vedendosi poco grato al nuo- né minor sollecitudine mostrò per
lettili;

vo Papa, si ritirò a Morlupo, feudo dei l'immunità ecclesiastica, per la cui difesa
Borghese. Morto Gregorio XV nel 1623, fece considerabili spese. Innocenzo XI F
ritornò in Roma e si mostrò impegnato nel 1700 lochiamo in Roma e spedì nun-
per l'esaltazione di Urbano Vili, alla qua- zio in Polonia, dove singolarmente per
le molto contribuì, ed ebbe luogo a'6 a- suo mezzo rimase estinto lo scisma de'ru-
j^osto. Ne avrebbe senza dubbio goduto teni, che ritornali al seno della chiesa ro-
J.i grazia e il favore; se non che avendo mana, in loro vantaggio e sotto gli au-
sofferto nella salute in conclave, torna- spicò diClemente XI prese cura di fon-
to in Morlupo, ivi colto da febbre acuta, dare un seminario in Leopoli, dove istrui-
ne mori poco dopo, cioè a' 3 agosto, d'an- 1 ta la gioventù uella vera credenza, potes-
ni 4^>- Trasportato il cadavere in Roma, sero i comunione
ruteni mantenersi nella
fu sepolto ins. Maria sopra Minerva senza cattolica.Finalmente Clemente XI, pie-
funebre memoria. L'A lessi, scrittore pe- no di stima per lui, nel 1702 lo promosse
rugino, fece grandi elogi di questo cardi- all'arcivescovato di Napoli, e a' 7 dicem- 1

nale, che tanto fu bersaglio de' capricci bre 1703 lo creò cardinale prete. II Pa-
della fortuna, dicendolo d'alti spiriti, di pa gli spedì la berretta cardinalizia pel
gran coraggio, d' incredibile costanza e proprio nipote Annibale Albani, che nel
nato fatto per trattare e condurre al bra- 1 704 l'incontrò a Loreto. Venuto in Ro-
mato fine qualunque scabroso affare. ma, ricevè il cappello rosso e per titolo
PIGNATTELLI Antonio, Cardinale. la chiesa de'ss. Marcellino e Pietro: ivi
V . Innocenzo XII Papa. si trattenne circa 4 anni, applicato in af-
PIGNATTELLI Francesco, Cardina- fari gravissimi riguardanti la Chiesa u-
le. De'dnchi .li Montelcone, congiunto o ni versale. Portatosi a Napoli governò san*
nipote d'In locenzo XII, mostrando sino la mente la diocesi e vi celebrò il sinodo
dall' adolescenza inclinazione alla pietà, che rese pubblico colle stampe ampliò :

di i3 anni in Napoli si fece teatino, indi il seminario, fondò un monastero per le

in Roma ed in Madrid spiegò ai suoi cor- femmine penitenti, ed un collegio pei no-
religiosi le filosofiche e teologiche facol- velli convertili al cattolicismo,oltre una

tà. Per la specchiata sua virtù nel iG83 magnifica e sontuosa cappella in onore
fu nominato da Carlo li re di Spagna al- della Concezione in ss. Apostoli, predi-
l'arcivescovato di Taranto, dove indefes- cando sovente non meno al clero che al
samente intento al vantaggio spirituale popolo. Nel 1725 divenne vescovo di Por-
di quella chiesa, chiamò uomini dotti e to, e dopo essere intervenuto a 3 concla-
santi a parte di sua sollecitudine episco- vi, morì in Napoli nel 1734, d'anni 83,
pale, ed in loro compagnia ne visitò la e fu sepolto in delta cappella, e secondo
diocesi più volte. Profuso co'po veri, libe- il Guarnacci era giunto al decanaio del

rale verso i sacri templi e amante dell'o- sacro collegio.


spitalità, si applicò ad accrescere anche PIGNATTELLI Francesco Maria,
il materiale di sua chiesa, da lui resti- Cardina /e.Nobi le napoletano,nacque nel-
tuita all'antico lustro e splendore: am- la città di Rosarno, tèudo di sua casa, in
pliò il palazzo degli arcivescovi, aggiun- Calabria, 19 febbraio 744-- Portatosi
a' 1

gendovi nuovi edilìzi, e risarcì pressoché in Pioma, nel 1758 entrò convittore nel
dai fondamenti il seminario, in cui si stu- collegio dementino, indi fu ammesso in
4

52 PIG PII
prelatura e fatto vice-legato di Ferrara, gnò tali gravi e difficili incarichi, lo re»
ponente di consulta, finché Pio VI nel sero accetto a Dio , caro agli uomini ed
1780 lo fece maestro di camera, per cui utile all'umana società.
nel 79 incontrò a Viterbo il re e la
1 1 re- PIGNATTELLI Domenico, Cardina-
gina di Napoli, ed a'2 1 febbraio 1 794 lo le. Di Belmonte, nacque nobilmente a Na-
creò cardinale prete di s. Maria del Po- poli a' 19 novembre 1730. Inclinato al-
polo, donde passò a s. Maria in Traste- la vita religiosa , ben presto entrò nella
vere. Pel credito che si era acquistalo in congiegazionede'chierici regolari teatini,
Ferrara, il Papa poco dopo lo dichiarò dove essendosi distinto negli studi ed in
legato. Quando Napoleone passò in Bo- vari gradi, meritò che Pio VI li 2 5 feb-
logna chiamò a sé il cardinale e lo dichia- braio 1782 lo facesse vescovo di Caser-
rò prigioniero di guerra, indi lo rilasciò, ta. Pio VII nel concistoro de' 29 marzo
per cui il cardinale si portò a Napoli : 1802 lo trasferì all'arcivescovato di Pa-
tultavolta avendolo nuovamente preteso, lermo, ed in quello de' 9 agosto lo creò
coll'intimazione di recarsi a Milano, Pio cardinale dell'ordine de'preti. Gliene die
VI pel bene della pace lo indusse a recar- la notizia col berrettino rosso pel cadetto

visi non che avuto cattivo esito le ne-


; se delle guardie nobili d. Pompeo de'princi-
goziazioni di Firenze, impedì che lo ef- pi Gabrielli, e nominò ablegato aposto-
fettuasse, il tutto narrando il Baldassari, lico per la tradizione della berretta car-
Relazione de'patimenti di Pio VI, t. j, dinalizia mg. 1 Caracciolo cameriere
'
se-

p. 33 e seg. Nel conclave di Venezia si


1 greto. Non essendosi recato in Pioma, non
portò per l'elezione di Pio \ II, che lo ricevette né cappello, né titolo, né l'anel-

fece prefetto della disciplina regolare, e lo cardinalizio. Colpito da fiero attacco


visitatore apostolico dell'ospedale del ss. di podagra che degenerò in cancrena, mo-
Salvatore, del collegio Capranica e pro- rì inPalermo a'5 febbraio i8o3, d'anni
tettore del medesimo, non che visitatore 73, e circa 6 mesi di cardinalato. I fu-
e protettore della chiesa e spedale di s. nerali si celebrarono in quella chiesa dei

Maria Loreto de'Fornari, e delle Con-


di teatini ed ivi restò sepolto. Le sue virtù,
vertite di s. Maria Egiziaca di Viterbo. il suo zelo e le belle qualità che lo di-
Nella biografìa di Pio VII narro come stinguevano , ne fecero compiangere la
lo fece depositario della sua rinunzia al perdita.
pontificato, nel caso che i francesi gli a- PII CAVALIERI, ordine equestre e
quando si recò a
vessero fatta violenza, collegio di vacabili. Avendo Pio IV tro-
coronare Napoleone. Nuove vicende dis- vato l'erario pontificio aggravato di mol-
piacevoli patì nella seconda invasione ti debiti e quasi del tutto esausto, per non
dello stato pontificio. Nel 1809 fu obbli- imporre ai sudditi nuovi pesi e gabelle,
gato recarsi a Parigi, ma per non ave- ad imitazione de'suoi predecessori e col
re assistito al secondo matrimonio del- consenso de' cardinali, nel marzo i559
l' imperatore , fu esiliato a Rhétel : nel con la bolla Pii Palris Altissimi (manca,
18 1 4- ritornato in Roma, vi morì a' come l'altra che citerò, nel Bull. Rom.
agosto 8 5, d'anni 72. Ai funerali ce-
1 1 del Mainardi) eresse il collegio di 375 ca-
lebrati in s. Maria in Vallicella, col sa- che chiamò Pii parte-
valieri vacabilisti,
cro collegio intervenne Pio VII, e cantò cipanti. Quindi a' 3 settembre 56o,con
1 1

la solenne messa il cardinal Gallefii; indi la bolla Cum nos, aggiunse al collegio al-
il cadavere fu trasferito al suo titolo e tri 160 cavalieri. A tutti assegnò l'an-
tumulato. Le sue morali virtù e special- nua pensione di 34,5oo scudi (poi aumen-
mente la sua fermezza e costanza, Io zelo, tata a scudi 73,000, secondo Giustinia-
l'attività e la prudenza con cui disirnpe- ni), come meglio dissi nel voi. Vii, p. 1 85,
PII PII 53
in retribuzione e ricompensa dei 267,000 ducali i5o liberamente ; che potessero
scudi d' oro dai medesimi cavalieri offer- testare di beni ecclesiastici da loro acqui-
ti al Pontefice, per sollevare lo stato ec- stali sino alla somma di ducati 1000; li

clesiastico e provvedere agli urgenti bi- fece immuni ed esenti dagli ordinari, sot-
sogni. Jl Giustiniani pretende che il col- toponendoli immediatamenle alla s. Se-
legio coìla detta ampliazione si compo- de. Pio IV impose l'obbligo ai cavalieri
nesse di 1 535 cavalieri, e che loro fosse pii di stare a disposizione del Papa per la
accresciuta la rendita di 104,000 scudi, spedizione della crociata contro gl'infedeli
oltre l'altra da lui riportata. Pio IV li di- o d'intervenire ai concilii generali senza
chiarò uftìziali della cancelleria apostoli- stipendio. Per insegna poi de' cavalieri il
ca, nella quale si radunavano, commen- Pontefice stabilì una medaglia d'oro pen-
sali, scrittori , camerieri e famigliari del dente dal petto, con l'immagine di s. Am-
Papa; nobili anche nella loro discenden- brogio (patrouo di Milano patria del Pa-
za,con titolo di conti del sacro palazzo pa) e dall'altra ilsuostemma decoratodel
Laleranetise ( titolo che secondo Angeli triregno e delle chiavi o quello del Pontefi-
vuol dire custode del principe e suo con- ce prò tempore.A\ Giustiniani, Historie
tinuo seguace e compagno), con facoltà ordini equestri p. 34o, ri-
dell' orig. degli
di delegare giudici in gius canonico e ci- porta medaglia e descrive l'istituzione,
la

vile e notati ; di legittimare i figli spuri affermando che il suo lustro finì colla vita
e promuoverli agli onori, derogando al- del fondatore, benché il collegio nel 1 56o
le leggi s'i apostoliche, che imperiali. Inol- avesse stampato i suoi statuti. Il p. Bo-
tre decretò che quan-
tutti i cavalieri pii, nanni, Catalogo degli ordini equestri, p.
to ai chierici, s'intendessero ipsojure no- 96, ne riprodusse la decorazione e la fi-
tari apostolici quanto ai laici cavalieri
,
gura, sebbene cavalieri non avessero a-
i

della milizia aurata dello speron d' oro bito particolare, notando che tutti gli ec-
(il Giustiniani chiama vacillante 1' opi- cessivi privilegi e prerogative furono an-
nione del Menenio e di Michieli, che at- nullati dagl'immediati successori di Pio
tribuirono a Pio IV la riforma di tale no- IV, cioè s. Pio V del i56G e Gregorio
bilissimo ordine ),
qualifica che restereb- XIII del i5y2 restando uffìziali vaca-
,

be loro, come di conti Lateranensi, an- bilisti della cancelleria e cavalieri pii. Nel
corché terminassero di essere partecipan- pontificato di Sisto V, che ampliò e ri-
ti alla quota della pensione. Abilitò i ca- formò i vacabili, erano 671,
i cavalieri pii
valieri pii, benché coniugali, a consegui- e quelli che conferiva a suo vantaggio il
re più benefìzi ed uffizi di ducali i5o cardinal vice-cancelliere 20, quale nomi-
d'oro di camera per cadauno, né fossero na abolì nel 1679 Innocenzo XI. IN'el se-
tenuti pagare alcuna componenda perle colo decorso ridotti a poco numero, que-
pensioni e benefìzi loro assegnati, anzi che sti cavalieri vacabilisti (che con torcia do-
gli oflizi de' cavalieri fossero compatibili veano intervenire alla processione del
con ogni altro. Coucesse pure al collegio Corpus Domini ) restarono col collegio
la precedenza sopra ogni milizia (Auge- soppressi. Nel 1847 '' regnante Pio IX
li aggiunge, in Roma e ovunque, ai ca- ripristinò sotto altre forme questo ordine
valieri di Malta e di Cracovia), e che iu col nome di Piano (P.).
mancanza d'alcun principe o ambascia- PII LUOGHI. V. Oblazione, Legati
tore, un cavaliere sottentrasse a sostener pii, Compagnie, Ospizio, Ospedale, Mon-

l'asta del baldacchino, sotto il quale in- ti di pietà, Conservatorio, Doti, Con-
cede Papa. Finalmente dichiarò che i
il gregazioni, Luoghi pii, e tulli gli artico-
cavalieri dopo due anni potevano confe- li relativi a benefiche e pie istituzioni.
rire pensioni, di cui potessero disporre, di PII OPERAI. Congregazione e comu-
54 P 1 1 PI I

nità regolare di sacerdoti. Il ven. p. Car- con tanto Ter vote e carità, che molte per-
lo Caraffe, nato in Napoli nel 1 56 1 dalla sone dabbene s' indussero ad imitarlo,
nobilissima famiglia de'duchi d'Andriu, ond'egli istituì di queste nello stesso spe-
ni eia di 16 anni entrò nella compagnia dale una congregazione sotto il titolo di
di Gesù ; ma perchè dopo 5 anni con- S.Francesco, obbligando*! confrali a man-
trasse una pericolosa malattia, come pro- tenere 1 2 letti a proprie spese. Stenden-
strato di forze, chiese ed ottenne di uscir- dosi il suo zelo ad ogni sorta di persone,
ne. Ritenne per qualche tempo nella ca- andava per le pubbliche piazze di Napo-
sa paterna l'abito clericale, ma ripristi- li istruendo il popolo nelle verità eter-
natosi in forza dedicò all'esercizio del-
si ue, nel modo di ben confessarsi e di star
le armi, nel quale dopo iter esercitate lontano dal peccato. Mentre egli si eser-
molte virtù cristiane, trasportato dal bol- citava in queste ed in altre molte opere
lore dell'età e dai cattivi esempi, si ab- di carità, due sacerdoti suoi conoscenti,
bandonò a vita disonesta. Iddio presto desiderosi di formare con lui una santa
gli fece conoscere i suoi errori in modo società, lo invitarono all'oratorio del s.

straordinario, onde lasciala la milizia, per Sepolcro fuori di Napoli, dove si aduna-
soddisfare alla divina giustizia decise di vano sovente in orazione.
applicarsi a vita austera e penitente. Si Benché il servo di Dio si sentisse in-
recise da sé i capelli e la barba, si portò clinato anon abbandonare poveri., ac- i

al collegio de' gesuiti per comunicare la cettò nondimeno l'invilo, ed essendo ivi
stia risoluzione al religioso che prese per un eremo a pie della montagna in cui ,

confessore. Cominciò pertanto ad afflig- erano due camere incavate nel masso con
gere il corpo con rigorosi digiuni e con cappella, egli vi si ritirò nella risoluzio-
sanguinose flagellazioni, con dormire sul- ne di proseguirvi le sue penitenze e di non
la nuda terra e con passare la maggior uscirne, se non per procurare la salute
parte delle ore in esercizi di pietà ed in dell'anime. Si portava perciò la mattina
sante meditazioni. Risoluto di abbraccia- alla ci Uà e nel quartiere delle meretrici
re lo stato ecclesiastico per consagrarsi faceva le sue missioni, esortandole a la-
tutto al servigio di Dio e de'prossimi, in sciare la loro vita infame; onde avvenne
età di 34 anni si applicò allo studio di che molte computile dall'efficacia de'suoi
filosofia e teologia , ed avendo ricevuti discorsi e mosse dalla divina grazia, si re-
tutti gli ordini sacri in tre giorni festivi cavano al suo eremo per confessarsi e far-
di seguito, per breve di Clemente Vili, si insegnarci' sentiero della salute. Giun-
celebrò l* messa nel dì della Circon-
la se a tanto il numero di queste converti-
cisione 1G00. Vestitosi allora di panni vi- te, che oltre lui congiunte in
le molte da
li e grossolani e contento d'un solo ser- matrimonio, riempì di esse 4 monasteri
vo, raddoppiò le sue penitenze, cingen- e procurò loro onesto sostentamento. Al-
dosi d'aspri cilizi e di catene di ferro sot- tre volte usciva dalla solitudine e anda-
to la camicia di lana; in breve ridusse in va ne' villaggi ad annunziare la divina pa-
tale stato il suo corpo, che sembrava uno rola ai poveri contadini, molti de' quali
scheletro animato. Mosso dalla carità ver- dalla via dell'iniquità ritornarono a Dio
so i poveri e bisognosi, lasciò la propria con sincera conversione. L'arcivescovo di
casa e andò ad abitare vicinoallo speda- Napoli ammirando copiosi frutti che il i

le degl'incurabili di Napoli, per essere pio sacerdote produceva nella vigna del
più pronto a sollevare gl'inferni inelle loro Signore, gli Ordinò abbandonare 1' e-
di
necessità, ed assisterli particolarmente nel remo e di portarsi ad abitare in una ca-
punto della morte. Si occupava giorno sa contigua alla chiesa di s. Maria di tut-
e notte in queste opere di misericordia ti i beni, ch'era nella città. I molti ec-
Vìi P 1 55
clesiastici, che viveano sotto la sua dire- Per siffatte contrarietà non si avvilì, an-
zione , si unirono a lui per aiutarlo nel zicon (jueste prove la di lui virtù diven-
ministero apostolico, ed alcuni abbando- ne più perfetta. Prese quindi casa a pi-
nando le proprie case per vivere iu sua gione presso il conservatorio detto lo ,

compagnia e soggetti a lui, si fecero suoi Splendore delle vergini, di cui era diret-
discepoli. Parve ciò al servo di Dio una tore^ quivi con tre compagni eh'eraugli
occasione opportuna per meglio intra- restati, proseguì i suoi esercizi con pie-
prendere le missioni, onde ottenne licen- na rassegnazione e fiducia in Dio, che pre-
za dall'arcivescovo di vivere in comu- sto lo consolò nell'accrescimento di sua
ne con quelli che avessero voluto farsi comunità, nella qualedomandarono l'am-
suoi discepoli, e di ricevere sotto la sua missione molte persone d'un merito sin-
direzione i sacerdoti ed i laici, che gli si golare. Sempre sollecito di procurare la
fossero presentati, quantunque non pen- salute de'prossimi, il ven. Carlo fondò al-
sasse egli allora di fondare una congrega- tro monastero perle zitelle, che per la po-
zione. Accomodata la detta chiesa, l'apri vertà erano esposte al male , si applicò
a
nella 3. domenica di Pasqua 60 1, in- 1 alla conversione degl'infedeli, che schia-
di cominciò con 8 sacerdoti suoi disce- vi si trovavano allora in Napoli, all'istru-
poli a procurare la salute de'prossimi, con zione de'catecumenijde'quali fu fatto su-
tanto zelo e profitto, che oltre il gran nu- periore, ed al governo del seminario, di
mero di peccatori da lui convertiti , fu cui procurò la riforma, dandogli nuove
obbligato a fondare due altri monasteri, regole ripiene di carità e di sapienza. Per
per collocarvi le molte meretrici, che al- istabilire poi la sua congregazione vol-
le sue prediche ed esortazioni risolveva- le che la prima sua casa fosse situata in
no di far penitenza della vita passata. In luogo solitario, acciocché servisse di ri-
seguito pensò d'istituire una congregazio- tiro ai missionari, onde la fece fabbrica-
ne, il cui principale scopo fosse di far le re un miglio lunge da Napoli, in mezzo
missioni in città e nelle campagne: comu- alla montagna, ed altra ne fece edificare
nicò il pensiero ai compagni che l'appro- in amena solitudine, detta la Madonna
varono. Ottenuta la permissione dall'ar- di Monte Decoro, nella diocesi di Caser-
civescovo,si portò a Roma per averne la ta. Ne fondò ancora due altre nella città

conferma da Clemente Vili. Il Papa l'e- di Napoli e quindi si portò in Roma per
sortò a non desistere dall' impresa, e gli ottenere l'approvazione del suo istituto e
comandò di stendere le regole pel nuovo delle regole da Paolo V, il quale ne com-
istituto con molta accuratezza,
: lo fece mise l'esame alla congregazione de' vesco-
tornato a Ptoma per farle approvare, tro- vi e regolari. Morto questo Papa, il suc-
vò Clemente Vili di sentimento diverso, cessore Gregorio XV nel 62 1, col breve 1

per le false rappresentanze d'alcuni ma- Ex quo divina Majestas, de' 2 aprile, 1

levoli. Il servo di Dio ricevè la negativa approvò l'istituzione. Il fondatore vole-


come in pena de'suoi peccati, e restitui- va intitolarla della Dottrina cristiana ,ma
tosi a Napoli duplicò le orazioni e le au- i cardinali deputati all'esame delle rego-
sterità, uniformandosi interamente al vo- le, osservando le molte opere di pietà in
lere divino, che volle provare la sua co- cui s'impiegavano i preti della congre-
stanza e fedeltà con altra mortificazione. gazione, la chiamarono de' Pii Operai.
Iddio permise che fosse costretto ad ab- Ottenuto ilp. Carlo in Roma quanto bra-
bandonar la chiesa di s. Maria e che molti mava, ritornò consolato in Napoli, e per
insorgessero con calunnie contro la sua fuggire gli onori si ritirò nella casa di Mon-
nascente congregazione per cui la mag- te Decoro, in cui passò il rimanente dei
gior parte de'discepoli si allontanarono. suoi giorni iu continue mortificazioni e
5

56 PII PII
nell'esercizio indefesso delle più eroiche al modo detto all'articolo Neofito, tras-
virtù, favoritoda Dio con estasi e con do- ferì da s. Lorenzo alla casa e chiesa di
ni di profezia e di miracoli. Oppresso in s. Maria de'Monti, che ivi pure descrissi,
fine dalle molte fatiche, sostenute per la i pii operai, affidando loro l'amministra-
gloria di Dio e per la salute de'prossimi^e zione del collegio de' neofiti e pia casa
dal rigore delle penitenze, cadde malato de' catecumeni, non che la cura, distru-
e fu portalo nella sua casa di s. Giorgio zione ed educazione de'neofili (che però
Maggiore in Napoli, ove dopo aver sof- tralasciarono prima della deportazione
fèrto con invitta pazienza mali eccessivi di Pio VII), in un alla chiesa e casa dei
per quasi due mesi, volò al cielo agli 8 catecumeni. La congregazione è proprie-
seìlemhre 633, d'anni 72. Moltissimo
1 Pioma della casa e chiesa di s.
taria in
popolo concorse a venerarne il cadavere, Giuseppe alla Lungara nel rione Tras-
illustrato da Dio con vari prodigi, quali tevere, residenza del p. procuratore ge-
operali eziandio ne' tempi successivi, se nerale. La chiesa venne fabbricata nel
ne spera la beatificazione pei processi fat- 1732 Clemente XI I, col disegno di
sotto
ti. Ne pubblicarono la vita il p. d. Pie- Giuseppe Lodovico Iiusconi Sassi, con-
1
tro Gi solfo della stessa congregazione, ed tribuendo a gran parte della spesa mg.
il celeb re vescovo Sarnelli, nel 3.° tomo Carlo Majella napoletano, segretario dei
del suo Specchio del clero secolare, Na- brevi a' principi e canonico vaticano. Il

poli 1679. quadro dell'altare maggiore è di Filippo


Dopo la morte del ven. fondatore, la Frigiotti, quel io da un lato colla sacra
congregazione fu altresì confermata da Famiglia è di Girolamo Pesci, l'altro in-
Urbano Vili col breve Mililanlis Eccle- contro è di Nicola Ricciolini. Nel 1730
siete, de' 9 novembre 1 634- Quindi dal nella detta casa de' pii operai ai Monti
capitolo Vaticano ottenne in Roma la ebbe principio in Roma l'accademia di
Chiesa di s. Dalbina (J7.), e ne prese liturgia, di cui si rese benemerito Bene-
possesso il giorno della ss. Trinità del detto XIV con istituirla più decorosa-
1689, restaurandone il contiguo con- mente, come narrai nel voi. XXXlX,p.
vento e la chiesa, con gran vantaggio 5j. L'accademia per le vicende de' tem-
J
de propinqi.i abitanti. Clemente XI vo- pi venendo sospesa, sotto Gregorio XVI
lendo trasferire i pii operai in luogo più fu riattivata nella casa della Missione
centrale, nel 1 704 concesse loro la chiesa (V. ) j se non che dal 1848 al sistema
parrocchiale di s. Lorenzo a' Monti pres- antico, come più proficuo, è stato sosti-
so Macel de' Corvi, nel sito detto già in tuito proporre un caso liturgico prati-
il

Olivo argentario , ora del Consertalo- co da risolversi nell'istessa guisa che in-
rio di s. Eufemia, al quale articolo la de- torno al caso morale usa la Pia unione
scrissi. Lo stesso Clemente XI per mag- di Paolo j onde non si sono più pubbli-
s.

gior comodo delle loro missioni, a' cati dagli Annali delle scienze religiose i

inaggio 1707 col breve SoIliciludo,cìie sunti degli argomenti liturgici che vi si
a
si legge nel Bull. Rom. t. io, par. i. trattavano.
, p.

1 68' ad essi concesse il privilegio di poter Benedetto XIV


con vari decreti ed
celebrare la messa un'ora prima dell'au- indulti e colla costituzioneQuarn pro-
rorae un'ora dopo mezzo giorno; ed a'9 pensa, de' 2 aprile 752, Bull. Bened.
1 1

gennaio 1 7 o, col breve rastoralis offi-


1 XIV, t. 3, p. 5 12, pròvvide ai bisogni
(li, loco citato p. 180, facoltizzò i pii o- ed incremento di questa benemerita cou-
perai a sentire le confessioni de' loro gregazione, nella quale hanno fiorito
compagni in qualunque
ove non diocesi, molti individui illustri per dignità ec-
fossero approvati, in fine Clemente XI, clesiastiche, episcopali, per zelo, pietà e
PIL PIL 57
dottrina. I pii operai non fanno alcun nedetta. Vaso di marmo di sasso du-
voto e sono governati da un preposi to ro, sostenuto da una colonnetta o pila-
generale, che al presente è il r.mo p. d. stro o statua, di più grandezze e forme,
Matteo d'Ambrogio, e da 4 consultori, che si pone all'ingresso delle Chiese, con
che esercitano per tre anni l' impiego, V Acqua santa benedetta {V'.) Ordina-
dopo i quali possono essere confermati riamente due sono pili, situati uno con-
i

dal capitolo generale che si celebra ogni tro l'altro, nell'ingresso principale delle
anno : i superiori delle case particolari chiese, ed in alcuni luoghi corrispondenti

sono chiamali rettori. Quantunque non dal lato per cui entrano gli uomini e le

facciano voti, tuttavia menano una vita donne. Si sogliono costruire non aderenti
alquanto austera, poiché non usano pan- alle pareti, e distanti da esse in proporzio-
ni di lino, e dormono sopra un paglia- ne dello spazio. Si fanno ancora sporgenti
riccio seuza lenzuola, con sole coperte di dal muro a guisa di tazza o di conchi-
lana. Osservano esattissima povertà e glia o altra cosa simile o a foggia di ba-
nulla tengono chiuso uua tavola, una : cino, il quale in qualche chiesa è soste-
sedia, e alcune immagini di carta devo- nulo da angeli di marmo in piedi o in
no essere le suppellettili delle camere. altri alteggiameuti, grandi e piccoli. In
Più volte nella settimana si accusano dei manico con
diversi luoghi vi è appeso pel
loro falli, alla presenza de' superiori ; una catenella un aspersorio d'ottone, di
digiunano ne' io giorni precedenti alla ferro d' avorio o altra materia. Nelle
Pentecoste, nell'Avvento, in tulli i ve- antichissime basiliche si vedono pile a-

nerdì e sabbati dell'anno, uelle vigilie venti nel fondo scolpiti di buon rilievo
delle feste del Signore e della Madonna; granchi, anguillelte, pesciolini e altre
fanno due volte la settimana la discipli- galanterie. Dei più singolari pili feci men-
na , ogni giorno 1' orazione mentale. Si zione parlando delle chiese ove sono. 11

alzano due ore dopo mezza notte pel Boldetti nelle Osservazioni sopra i cimi-
mattutino, ed all'uffizio del breviario ro- teri de màrtiri, discorre de'vasi di vetro,
mano aggiungono quello della Madon- di terra e di marmo in due e più palmi
na, le litanie de' santi e la Salve regina di diametro, trovali nelle chiesuole sot-
dopo la compieta. Esemplarmente si af- terranee; ma è difficile assegnar loro al-
faticano per la salute delle anime, nel- tro uso che l'acqua santa, mentre si co-
l'udir le confessioni, nel dare esercizi spi- nosce che a' tempi delle persecuzioni già
rituali e missioni. Vestono di lana nera erano in uso questi recipienti d' acqua
con abito talare e benché il collare ap- benedetta, giacché 1' uso di questa è di
parisca di lino, la camicia che pollano è tradizione apostolica, stabilito da s. Mat-
di lana ne riporta la figura il p. Bo-
: teo e ridotto ad uniformità da s. Ales-
nanni, nel Catalogo degli ordini religio- sandro I Papa del 121. Tultavolta si

si, par. i, p. i 3g. Scrissero de' pii ope- dubita dagli archeologi se tali vasi real-

raianche il p. Annibali daLatera, Com- mente fossero destinati per 1' acqua be-
pendio della storia degli ordini regolari, nedetta , o piuttosto per fanali onde il-

par. 3, p. 2o5; ed il Piazza neh' Euse- luminare le grotte e le catacombe. Nei


vologio romano, trat. i i, cap. i^,del- voi. XI, p. 228,XXXVlI,p. i 9 4 ed al-
l' istituto de' pii operai. 11 medesimo nel trove, parlai delle fonti che gli antichi
suo Cherosilogio, 124, tratta degli e- p. cristiani erigevano avanti la porta o ne-
sercizi segnalati e propri della congre- gli atri o portici delle chiese, per lavarsi
gazione degli operai della divina pietà, le mani e la faccia prima di entrare nella
istituto non più esistente. casa di Dio, poiché nell'antica discipli-

PILA o Vaso dell' \cqua santa o be- na {'Eucaristia si riceveva nella Coniti-
58 P 1 AI PIN
mone {V.) sulla mano, per poscia met- convento Croce di Segovia. Dopo
di s.

tersi in bocca, per cui la lavanda prece- essere slato prima rettore e poi reggente
dente delle mani facevasi per rispetto e dell'università d'Alcalà, dove insegnò la
politezza, quindi in alcune chiese si be- teologia con applauso, ottenne cospicui
nedicevano quelle acque, donde derivò gradi nel suo ordine, in cui fu esempio
il costume di metterle ne'pili all'ingres- agli altri di virtù, d' umiltà, di discre-
so delle chiese. Dissi pure che può es- zione e carità. Per l'innocenza e probità
sere derivato da quanto praticavano gli de' suoi costumi e per la nobiltà di sua
ebrei nel tempio, modo che dichiarai
al prosapia, nel i63o
nominato vescovo fu
anche a Fontana. Ad Aspersione notai d' Osma ad istanza di Filippo IV, indi
chi presenta V Aspersorio [V.) al Papa, nel 63 traslato a Cordova, dove stu-
1 1

al vescovo ead altri. La benedizione del- diossi di far rifiorire la pietà e la scien-
l'acqua col sale si fa ogni domenica, o za nel clero, d'istruire
ed edificare il po-
nel sabbato, per conservarsi incorrotta, polo. Col suo zelo bandi gli odii e le ini-
su di che può vedersi il Dielich, Dizio- micizie, distrusse gli abusi eie supersti-
nario sacro-liturgico, agli articoli : Ac- zioni popolari radicate nel paese per la
qua e sua benedizione; Acqua e sua be- lunga dimora de' mori. A tal effetto e-
nedizione nella vigilia dell'Epifania, del- manò savi decreti, celebrò sinodi, intra-
la quale feci parola in fine di Liturgia. prese la visita della diocesi più volle,
Nel giovedì e venerdì santo l'acqua be- predicando il vangelo e donando ai tem-
nedetta si toglie dai pili, quindi si ri- pli ricche suppellettili. Spedito da Filip-
mette dopo la benedizione di quella che po IV ambasciatore del clero ad Urba-
si fa nel sahbato santo. Si apprende dal no Vili, die nell'alma città luminosi e-
Nardi, De parrochì t. i, p. 125, che sempi di vita ecclesiastica vi fece lavo- ;

prima ne'sabbati santi di Pasqua e Pen- rare molti vasi preziosi e nobili candel-
tecoste (V.)t benedetto eh' era dal ve- lieri d'argento, per farne dono alla sua
scovo il sacro fonte (prima d'infondervi cattedrale, a cui nel i635 si restituì ter-
i sacri olii) era permesso ai fedeli porta- minata l'ambasceria. Nel 1649 fu tras-
re a casa di quell'acqua benedetta, ciò ferito da Innocenzo X all'arcivescovato
che in alcuni luoghi ancora si fa. Nel voi. di Siviglia, mostrandosi qui pure padre
XLVII, p. 223, parlai di tali benedizio- de' poveri e tutore de' pupilli e delle ve-
ni fatte coll'assistenza de'greci, e del rito dove. Finalmente ad istanza del re, il

di questi per l'altra dell'Epifania. Che Papa a' 19 febbraio 1632 lo creò cardi-
l'acqua benedetta fu praticata anco per nale prete di s. Silvestro in Capite, indi
le case ne' tempi di mezzo, si legge nel venne dichiarato ministro di Spagna
Calogeri 37, p. t. 1 io e i32. Vedasi, presso la s. Sede, e come vide che si oppo-
Riflessioni intorno uso che dee farsi all' neva la legge della residenza della dio-
dell' acqua benedetta nel giovedì e ve- cesi, questa rinunziò. Mori in Roma nel
nerdì della settimana santa , Perugia 1653, d'anni 63, e fu sepolto nella chie-
1 78 1 . Domenico Maria Manni, Intorno sa de' domenicani in s. Maria sopra Mi-
alle pile dell'acqua santa di Firenze de' nerva, in uu sontuoso monumento del
secoli bassi, nelle Memorie di varia eru- Bernini, presso la porta laterale dalla
dizione della società Colombaria, Fireu- . parte dell'altare maggiore, con la sua sta-
7e 1747. tua in atto di orare, con magnifico elo-
P1MENTEL Domenico, Cardinale. gio, che dichiara eredi i poveri già sue
De' conti di Benevento, nacque in Sego- delizie in vita.
via e lasciate le grandezze di sua casa PINAB.A. Sede vescovile della Licia
professò nell'ordine de' predicatori, nel sotto la metropoli di Mira, il cui vesco-
P I N P I N 7,,

vo fisca giiirjstlizione anche sull'isola massime negli abbellimenti della tribu-


di Didima e se ne intitolava vescovo nel na, e poi per l'anno santo 1600 ne aprì e
] V secolo. Riporta 5 vescovi f Oriens chiusela porta santa. Inoltre Sisto V Io
chr. 976.
t. i, p. diedeaprotelloreai carmelitani e certosi-
PINELL1
Domenico, Cardinale. Di Romagna, dove in meno
ni, e fece legato di

chiarissima famiglia di Genova, porta- didue mesi fa ridusse iti piena quiete, li-
tosi a Padova per apprendervi le leggi, berandola dai sicari e assassini che l'infe-
in 6 anni divenne professore dell' uni- stavano : in luogo del cardinal Aldobran-
versità. Restituitosi in patria, dopo poco dini lo nominò prò- penitenziere, pro-
piìi d'un anno venne ammesso nel col- prefetto di segnatura, ed ammise nelle
legio degli avvocali, indi passato a Ro- congregazioni del s.oflìzio, de'rili, di con-
ma vi allenii* da Pio IV, nell'età di 23 sultarle] concilio e degli affari di Fran-
unni, il grado di referendario di segna- cia, dichiarandolo legato delle pontificie
tura. Per la sua probità e talento s. Pio V galere e marina. Urbano VII gli affidò
nella riforma die fece del tribunale lo la prefettura di consulta, in cui lo con-
confermò, conferendogli l'uffizio di cor- fermò Gregorio XIV, il quale pur lo de-
rettore o uditore delle lettere contrad- stinò legato dell' Umbria e di Perugia,
dette e altri onorevoli impieghi, come lo dove fece risplendere la sua maschia vir-
deputò uno de' riformatori dei tribunali tù, lasciandone diversi monumenti. Cle-
di Roma, nominandolo luogotenente ci- mente VIII lo ascrisse alla congregazio-
vile dell'uditore della camera. Gregorio ne per la compilazione del settimo delle
XIII l'ebbe ia tal conto che Io negò al decretali, di cui in seguito Io dichiarò pre-
cardinal Sforza per suo vice-legato di fetto. Divenne vescovo Tusculano, poi di
Bologna, e lo destinò commissario apo- Porto, e nel 1607 d'Ostia, e decano del
stolico nella questione de' confini tra sacro collegio. Dopo aver assistito a sei
Narni e Terni, che esaurì con soddisfa- conclavi morì in Roma d'anni 70, nel
zione delle parti ; quindi lo die al cardi- 161 i, e fu sepolto avanti la confessione
nal Cornaro camerlengo per sostituto e della suddetta sua basilica, nella tomba
vice-gerente, carica che poi amministrò che si era preparata. Stefano Bui'One
come principale, avendola da lui acqui- ne pubblicò la vita in latino in R.oma nel
stata per 5o,ooo scudi. Nel $77, per ri- i 1616. Questo cardinale si guadagno la
nunzia del cardinal Perelti, poi Sisto V, stima universale pel suo amabile e mo-
ebbe il vescovato di Fermo, iti cui si mo- derato carattere, per l'incorrotta giusti-
strò padre degli orfani, delle vedove e zia e illibati costumi , solo tacciato di
de' miserabili per giovare al suo popolo
: eccessiva parsimonia, con la quale potè
introdusse nella città i filippini ed i ge- lasciare al nipote fondi e possessioni con -

suiti, a' quali fondò anche una casa a siderabili , ed alcuni feudi nel regno di
Montesanto , e restaurò diverse chiese. Napoli, tutti acquisti fatti da lui. L'OI-

Passati 7 anni, si dimise da quella chiesa, doino Ateneo Ligustico, parla del
nell'
e per 40,000 scudi acquistò un chieri- suo trattato rass. sali' autorità del Papa,
cato di camera, poscia funse molti e gra- che fu posto nella biblioteca Vaticana.
vi negozi e venne destinato nunzio in I- P1KEROLO (Pinerolitn). Città con
spagna da Sisto V. Nel punto però che residenza vescovile del Piemonte negli
slava per partire, il Papa a' 18 dicembre stati sardi, circondario di Torino, capo-
1 585 lo creò cardinale prete di
s. Loren - luogo di provincia e di mandamento,
zo iti Pancperna,poi arciprete della Chie- presso la sinistra sponda del Clusone o
sa dis. Maria Maggiore (V), del quale Clision, in bella situazione, alle falde d'u-
edilìzio fu benemerito per quanto vi fece, bertosa collina , ultimo scaglione delle
6o P N
I PIN
Alpi, che difende l'ingresso della valle di di Ratisbona e Cherasco doveva ren-
di
n
Peiosa ; sede d'un intendente di 2. clas- dersi al duca ma questi con
di Savoia;
se e di un tribunale di giurisdizione del un segreto articolo avea pienamente ce-
senato regio di Torino, da cui è distante duta la piazza ai re di-Francia, e per
q le^lie e 28 da Nizza. Cinta di mura, è non adombrare gli spagnuoli fìnse di la-
però irregolare e mal fabbricata, ma la sciarla in deposito per 6 mesi, però nel
sua cattedrale magnifica sulla piazza d'ar- 5 luglio i632 pubblicò la vendita, con-
mi è un edilìzio superbo. E dedicata a fermata poi dal trattato di Westfalia.
Dio sotto l'invocazione di s. Donato, con Durante la lunga occupazione francese
capitolo di 3 dignità, la 1." delle quali è furono condotte a perfezione le sue for-
l'arcidiacono, di 12 canonici, compresi il tificazioni, e vi si tenevano rinchiusi i

teologo e penitenzieri, di altrettanti man- prigionieri di stalo, Ira' quali fu il so-


sionari, e di altri preti e chierici. Vi è il printendente delle finanze Fouquet, che
batlislerio, e la cura d'anime è affidata vi mori nel 680; ma essendosi nel 696
1 1

a due preti eletti dal capitolo. L'episco- dovuto nuovamente cedere a Vittorio A-
pio è poco distante dalla cattedrale. Al- medeo 11 duca di Savoia, i francesi ne
tra chiesa parrocchiale e con battisterio smantellarono bastioni, e danneggiati
i

è sacra a s. Maurizio; vi sono conventi e pur furono castelli di Perosa e di s. Bri-


i

monasteri, cappuccini e salesiane, soda- gida che ne impedivano gli approcci. In


lizi, ampio spellale, monte di pietà e se- Pinerolo fiorirono diversi uomini illustri.
minario. Nel 1826 il p. Lanieri vi fon- La sede vescovile, ad istanza di Carlo
dò la congregazione degli Oliati di Ma- EmmanueleHI redi Sardegna, J istituì l

ria l'erg: ne di Pinerolo (f7 .). Avvi pu- Benedetto XI F, colla bolla In sacro-san-
re un collegio reale ed una bella caser- età, de'23 dicembre 7-^8, diesi legge 1

ma di cavalleria. Usuo commercio è con- nel suo Bull. t. 2, p. 520, dichiarandola


siderevole e alimentato da fabbriche fio- sulfraganea dell'arcivescovo di Torino,
renlissime di panni, retine, stolledi seta e come Io è tuttora, avendo allora 6 mo-
altre manifatture. Il nome di Pinerolo o nasteri, 2 ospedali, 2 collegiate. Il Papa
Pignerolo, Pinaralium, vuoisi derivato stabilì per mensa vescovile annui scudi
dalla moltitudine de' suoi pini, imperoc- 24 i 1 , per diocesi 44 terre, 1 5 delle qua-
ché venne edificato in mezzo ad un pic- li smembrò dal detto arcivescovo, e 27
colo bosco di pini. Appartenne al mar- dal monastero di s. Lorenzo de plebe
chesato di Susa, e nel 1078 la marche- Marlyrum, de' canonici regolari agosti-
sana Adelaide ne donò una parte all'ab- niani della congregazione Ulsieuse nel
bazia de' monaci di s. Benedetto da essa Delfinato, ch'egli secolarizzò e soppresse,
fondatavi presso la città, e poi de'cister- come fece dei monastero di s. Maria de
ciensi; ma passò in seguito in piena so- Oppido de' cisterciensi, unendoli ambe-
vranità alla casa di Savoia. Se ne impa- due alla mensa vescovile, onde i vescovi
dronirono nel 536 i francesi sotto Fran-
1 ne fossero in perpetuo abbati commen-
cesco I, e ne conservarono il dominio col- datari. Tassò questo nuovo vescovato
la pace di Chateau-Cambresis finché , in 624 d' oro alla camera apo-
fiorini
fossero in un triennio appianate le dif- stolica, e ne formò il capitolo con 6 di-
ferenze. Pressato Carlo IX ad eseguire il gnità, 18 canonici e 6 beneficiati con di-
patto, rendette le diverse altre piazze a- verse prerogati ve. Quindi Benedetto XIV
yutfi in ostaggio, ma
sempre Pi- ritenne nel concistoro de' 5 maggio 1749 di-

nerolo, restituito poi nel i.5v4 da Enri- chiarò 1 vescovo Giambattista d'Orliè
co 111. 11 cardinale Richelieu tornò ad de'marchesi di Saint-Innocent di Savoia,
impossessarsi nel i63o,edopo i trattati nato in Chambery, che celebrò il i.°si-
PIN PIN
nodo a'i4, 1 5T e 16 settembre 170-?,, ed zione, come il palazzo della città. Evvi
stampòdaSterpone.Gli suc-
in Pinerolosi pure un ospizio, scuole di lingua latina e
cesse nel 797 Giuseppe Maria Grimaldi
1 greca, di reltorica e filosofia : parecchie
di Moncalieri; maneliSol avendo Pio belle fontane ne fanno l'ornamento. Più-
VII soppressa questa diocesi e ritmila a hiel o Pinhel, Pinelhtm fu fondata da ,

quella di Saluzzo (!'), fu traslato alla Alfonso I, 39 divenne ,° re di


che nel 1 1 1

sede d'Ivrea, e nel 18178 i.° arcivesco- Portogallo, ed abbellita da Sancio I del
vo da Pio VII
di Vercelli. Ripristinata 1 85, da Dionisio del 12 79 e da altri re.
1

la sede nel 8 7, nominò vescovo Fran-


1 r La sede vescovile, ad istanza di Giusep-
cesco Maria Bigex di Balme della dio- pe I, l'istituì Clemente XIV con breve
cesi di Chambery, a cui fu traslato nel de' o luglio 1770, sotto l'arcivescovato
1

1 824 ; gli successe Pietro Giuseppe Rey di Braga, di cui è ancora su (Fraga nea, di-
1
della diocesi di Annecy, alla qual chiesa chiarando a 7 giugno 1771 per i.° ve-
1

fu trasferito da Gregorio XVI nel i832, scovo Gio. Raffaele de Mendoza mona-
affidandogli in amministrazione questa di co girolamino di Lisbona, cui successe-
Pinerolo fino al 1 834, i" cui preconizzò ro: nel 773 Cristoforo de Almeida Soa-
1

vescovo mg. Andrea Charvaz della dioce-


1
' res.y-Brito d'Alemtem nel 1782 Giu- ;

si di Taranlasia, istitutore de' reali duchi seppe Antonio Pinto de Mendoza Airaes,
di Savoia e di Genova, commendatorede' della diocesi di Coimbra; nel 1797 Ber-
ss. Maurizio e Lazzaro. Persila dimissione nardo Bernardino Beltrao di Guimaraens
il regnante Pio IX nel 1848 lo nominò diocesi di Viseu. Essendo da diversi anni
all'arcivescovato di Sebaste in parLÌbus, la sede vacante, il re d. Michele nominò 1

r
dandogli in successore nel 1849 nig. Gu- vescovo e Gregorio XVI preconizzò nel
1
glielmo M.' Ronaldi di Torino. Al presen- concistoro de'i 7 dicembre 1 832 Leonar-
te ogni nuovo vescovo è lassato in fiorini do Brandao di Vinho di Souto diocesi di
5oo, essendole rendile della mensa scu- Lamego, filippino. Dal 1839 la sede è va-
di 5oo, la diocesi si estende per circa 22
1 cante. Oqni nuovo vescovo è tassato in
miglia e contiene più di 5o parrocchie. 900, ascendendo le rendite a circa
fiorini
PliMIIEL (Pinchelen). Citlà con re- 10,000 crociati portoghesi, poiché dal re-
sidenza vescovile di Portogallo., nella pro- gio erario fu il vescovo esonerato della
vincia di Beira,capoluogo di comarca, a pensione che pagava al tribunale dell'in-
6 leghe da Guarda e 20 da Lamego, sul- quisizione. La diocesi si estende per qua-
la sommità e a ridosso del pendio meri- si 7 leghe, e contiene diversi luoghi e ca-
dionale d' una collina, presso la sinistra stelli.

sponda del fiume del suo nome, influen- PINSCO (Pinseien). Città con residen-
te del Domo ,
per cui viene irrigata. È za vescovile nella Lituania (F.), nell'im-
cinta di mura. Contiene la cattedrale, cioè pero russo a 5o leghe da Minsk e 7$
,

ne fa le veci la chiesa delle monache di da Varsavia, governo e capoluogo di di-


s. s. Lui-
Francesco., sotto l'invocazione di stretto, sopra la sinistra sponda del Pripet
gi, edilizioampio. Secondo l'ultima pro- che vi riceve la Pina. Giace in mezzo alle
posizione concistoriale non esisteva il ca- paludi di Pinsk ha fabbriche di corami :

pitolo. Vi sono5chiese parrocchiali mu- di Paissia e fa un gran commercio. La po-


nite di baltisterio, il convento de' minori polazione è un miscuglio di russi, polac-
riformati francescani, il monastero delle chi ed ebrei, i quali ultimi vi hanno la

nominale religiose sotto la giurisdizione sinagoga. Pinsco q Pinsk, Pinscium, già


dell'ordinario, alcune confraternite e l'o- nel palalinalo di Brzecia , sollo i polac-
spedale : mancava di seminario e monte chi apparteneva direttamente alla coro-
di pietà. L'episcopio è di recente costui- na ed era sede d'una dielina e d'un ve-
G2 P I N PIO
scovo greco- unito ruteno, come Io è an- gno Sierakowski vescovo di Prusn in
cora. Immense sono le paludi di Pinsk, partibus, il quale erasi usurpata l'ammi-
ed occupano la parte meridionale del go- nistrazione di Camieniecz. Divenuto im-
verno di Minsk ed il nord di quello di peratore Paolo I e curando Pio VI la re-

Voliuia. La sede vescovile è antica, suf- staurazione della chiesa rutena e la rein-
fraganea del metropolita di Kiovia (f/ .). tegrazione della latina, a mezzo del suo
Leonzio suo vescovo sottoscrisse al con- legato Litta, ottenne l'annullazione delle
Michele metropolitano di Kiovia,
cilio di due sedi di Pinsk e di Tatitschew, e l'e-

pel alla lettera di questo prelato al Papa spulsione da Camieniecz dell'intruso ve-
Clemente Vili, concernente l'unione del- scovo Sierakowski. Questo argomento lo
la chiesa romana. Gli successe Giona, in- toccai anche a Mohilow. V. Ruteni.
di Raffaele che divenne metropolitano di PINTERVILLE. Luogo di Norman-
Russia, Pacomio, Oranisco, come ripor- dia, in cui nel 13o4 fu tenuto un conci-
ta il p. Le Quien Oriens chr. t. i , p. , lio sulla disciplina ecclesiastica. Bessin.
1285. La chiesa di Pinsco fu unita a quel- PIO I (s.), Papa XI. Nacque
Aqui- in
la di Turovia (V.), pure di rito greco-ru- leia città della Rufino
Venezia, figlio di
teno. Nelle Notizie di Roma si leggono i e fratello di s. Ermete soprannominato
seguenti vescovi delle due chiese unite di il Pastore. Alcuni lo annoverano tra'ca-

Pinsco e Turovia, di rito greco- ruteno, nonici regolari, che in Roma viveano uni-
nella Polesia in Lituania. Nel 1 ^3o Gior- ti e si regolavano con leggi comuni, come
gio Bulhak basiliano della diocesi di Vil- osserva Sangallo, Gesta de' Pont. t. 3, p.
na. 1769 Gedeone Horbacki basiliano 202. Essendo prete, dopo la morte di s.
della diocesi di Polosko,succeduto per coa- Igino, meritò d'essere eletto Pontefice ai
diutoria. 1
784 Gioacchino Horbacki del- i5 gennaio del 1 58. Proibì che le pos-
l'ordine di s. Basilio: nel dicembre i"-88 sessioni date per il divin culto servissero
gli fu dato in coadiutore con futura suc- ad altri usi. II decreto, Si per neglige/i-
cessione GiosafatteBuihak basiliano, col liam, cap. 27, dist. 2 de consacra t., con
titolo vescovile di Turovia. Nel 1808 vi- cui dicesi aver stabilito le pene a' sacer-
veva ancora il vescovo Gioacchino, ma doti, che per negligenza avessero nelle
senza coadiutore : da lui in poi la sede messa versata qualche parte del Sangue
delle duediocesiè vacante. Per alcuni an- di Cristo, diceil Sandini, Vitae PP. t.
ni in Pinsk vi ebbe pure una sede lati- I, p. 28, che non si trova in autore an-

na, eccone l'origine e il termine. Cate- tico. Apocrifo è parimente quello che in-
rina II divenuta padrona della maggior dusse alcuni a scrivere, ch'egli ordinasse
parte di Polonia, nel 3.° suo smembra- di celebrare la Pasqua (f.) nella dome-
mento, violando trattati i in cui avea pro- nica, mentre ciò era stato già comanda-
messo conservare intatto lo stato della to dagli apostoli, come riferisce Pontaco,
chiesa cattolica de'riti Ialino e ruteno, an- in Chron. Eusebii p. 28 \. Ordinò bensì
nullò 4 de'5 vescovati Ialini di LWonia, che gli eretici venuti dall'eresia de' giu-
i cui beni parte incamerò e parte die ai dei alla religionecattolica, vi fossero rice-
suoi generali e uffiziali, compresi quelli vuti e battezzati. Per questa eresia de'giu-
de' capitoli , seminari e altri luoghi pii. dei vedasi il voi. XXI, p. i3. Condan-
Eresse in vece di. proprio talento li 28 nò Marcione e Valentino eresiarchi, capi
settembre 1
790 due vescovati latini, uno àn'/narcioniti e valentinianì. Ad istanza
a Pinsk, l'altro a TafitscheìV, ove il rito di s. Prassede, figlia del senatore s. Pu-
latino non era conosciuto nominò al : dente, s. Pio I eresse nel palazzo di lei,

1

Gasparo Casimiro Cieciscowski ve- in cui avea abitato s. Pietro, il titolo di

scovo di Kiovia, e al 2." destinò X inde- Pastore, dedicando in esso una chiesa, che
PIO IMO 63
porta il nome di s. Pudenziana , sorella pochecol resto della nobiltà fu Silvio cac-

di s. Prassede, come afferma il Rinaldi, ciato da Siena dalla plebe repubblicana.


Annal.eccl. an. 162, n.° l. Ma su que- Enea con due sorelle erano superstiti ai
sto punto sono a vedersi gli articoli Fa- 18 figli dati a luce da Vittoriane scarso
lazzo apostolico di s. Prassede, e Palazzo di beni patrimoniali, dissipati dal padre.

apostolico m s. Pudenziana. In 5 ordì- Ebbe dalla natura pronto ingegno, doci-


nazioni creò 12 vescovi, 18 preti, ed 11 le e piegbevole a qualunque buona di-
o 21 diaconi. Governò 9 anni, 5 mesi e sciplina. In Corsignano studiò le umane
27 giorni, e patì nella 4-° persecuzione lettere, ed arrivato circa a' 18 anni passò
della Chiesa, agli 1 1 luglio del 167. An- in Siena per proseguirvi il corso de'suoi
tonio Pagi, nella Critica agli annali del studi maggiori. Alla poesia e all'arte o-
Baronio, confessa cl.es. Pio I sia morto ratoria, cui sentivasi grandemente inoli-

confessore glorioso di Cristo, ma non già nato, rivolse tutti i suoi pensieri, laonde
martirizzato, ed all'autorità de'messali e ben presto si accpiistò fama di poeta esi-

breviari della Chiesa, che col rito di mar- mio e di oratore impareggiabile. A per-
tire l'onorano, risponde che in essi la venire a questa eccellenza s'informò alla
Chiesa non definisce per legittimo talli- scuola declassici latini e italiani ; studiò
to , ma si accomoda piuttosto in questi in Siena anche il diritto, ma poco, non a-
alla pietà e divozione de'fedeli. Fu sepol- vendo vi trasporlo, questo vivo invece mi-
to in Valicano e ne scrisse la vita Fon- trendo per le belle lettere e per l'erodi-
lanini, nella Storia letteraria, d'Aquile- zione, massime profana. La vivacità del

ia, lib. 2, cap. 3. Quatlro lettere si rife- suo spirito ed il criterio di cui fu larga-
a
riscono di questo Pontefice, la 1 . a tue- mente dotato supplì alla mancanza de-
a
ti i fedeli, la 2/ ai fratelli d'Italia, la 3. gli altri studi ecclesiastici, per cui fu in
d
e 4- a Giusto vescovo di Vienna. Tutte grado di trattareabilmente ogni piògra-
sono stimate apocrife dai moderni criti- ve affare e di salire in celebrità ili uot-
r
ci,non ostante che da mg. Godeau ve- lissirno, per avere arricchito I' intelletto
scovo di Vence, le due ultime principal- con altre cognizioni e perla felice sperien-

mente, sieno tenute per autentiche. La s. za acquistata ne' clamorosi avvenimenti


Sede vacò i3 giorni. di cui si trovò testimone e parte. Insorta
PIO li, Papa CCXX. Enea Bar- Silvio guerra tra'sanesi e fiorentini, Enea fu co-
tolomeo Piccolomini, nacquedaanlichis- stretto partire da Siena con soli. 6 scudi
sima e illustre famiglia di Siena a' 9 ot- 1 di viatico die potè dargli il padre, ed en-
tobre i4o5 in Corsignano, coni' egli at- Irò per segretario del cardinal Domenico
testa ut Commentari lib. ; ma Grego- 1 Capranica amico de'sanesi, fin da quan-
ìio Lolli, epist. 87 ad card. Papiensem, do erasi portato nella lorocitlàa scioglie-
dice che Enea nacque a'2 5 agosto 1406; re il onde da Martino V
concilio generale,
ed il Piatti che lo vuole nato a' 18 otto- fu trasferito a Basilea.Questo cardinale
bre i4o5, riferisce che il Lolli parente di creato segretamente da tal Papa, non vol-
Pio 11, nella citata lettera Io fa nato a'24 le riconoscerlo Eugenio IV, anzi perche

settembre 1406 ; quindi il Gigli nel suo credulo unito a'suoi nemici e al duca di
Diario saneseì. 2_, p. 329. lo dichiara na- Milano Visconti, lo privò de'beni laon- ;

to a' 8 ottobre, in che combina ancora


1 de col favore de'sanesi si rifugiò presso il
il Tizio, nella Storia di Siena, mss. che duca, ed alloraEnea fu preso in sua corte,
si conserva nella biblioteca Chigi. I suoi II duca inviò il cardinale al concilio diBa-

genitori furono Silvio e Vittoria Forti- silea, seguito da Enea, e per aver ricorso

guerri nobile di Pistoia, i quali si erano contro Eugenio IV, fu deposto da tutti gli
ritirali in detta villa per economia edo- onori e dignità, per cui cadde in povertà.
64 pio PIO
Restato Enea perciò senza impiego, en- quel monarca, che lo fece coronare culla
trò per segretario con Nicodemo Scali- poetica corona, lo prese per segretario e
gero vescovo di Frisinga ; indi con Bar- consigliere e lo trattò come amico. Intan-
tolomeo. Visconti vescovo di Novara, che to curando Eugenio IV l'estinzione del-
recandosi insieme a Firenze,, quivi ven- lo scisma sostenuto da Felice V, l'impe-
ne chiamato in giudizio da Eugenio IV, ratore per tanto grave negozio lo mandò
per cui Enea entrò al servizio coi b. car- suo ambasciatore in Roma. Giunto Enea
dinal Albergati, il quale molto si valse di in Siena parenti, suo padre e gli a -
, i

sua opera e consiglio, indi l'ebbe a com- mici procurarono impedirglielo nel ti- ,

pagno in alcune legazioni, come ad Ar- more che il Pontefice lo punisse per aver
ras per riconciliare il duca di Borgogna parteggiato e servito contro di lui il con-
partigiano degl'inglesi, con Carlo VII re ciliabolo e l'antipapa, ma non si lasciò
di Francia. Inoltre il cardinale spedì E- vincere da tali congetture.
nea suo segretario nella Scozia per paci- Appena Enea giunse in Roma, si pre-
ficare il re Giacomo II con Enrico VI re sentò ad Eugenio IV e gli diresse un di-
d'Inghilterra, con molto suo onore per la scorso così elegante e leale, che non solo
riuscita. B. educe dalla Scozia, Enea pas- pervenne a giustificarla sua condotta, ma
sò in Basilea e fatalmente prese parte al- ottenne generoso perdono, fu assolto da
le funeste discordie che divisero i pachi due cardinali dalle censure in cui era in-
da Eugenio IV. Imperocché il concilio lo corso, e divenne a lui ben accetto, e segre-
fece scrittore de' brevi, abbreviatole del- secondo alcuni, oltre di che lo uo-
tario
le lettere apostoliche, e diverse volle fu minò canonico di Trento: quanto allosci-
scelto a presidente della deputazione del- sma, il Papa spedì due legati in Germa-
la fede, tribunale di censura composto di nia a pacificare gli animi. Intanto a' 23
12 individui, cui ogni mese eleggevasi il febbraio i44? morì Eugenio IV, e ad E-
presidente. In questo uffizio di sovente nea, quale ambasciatore imperiale, fu af-
a
pronunziò eloquenti orazioni, e desiò me- fidata la guardia della 2. porta del con-
raviglia quella sulla traslocazione del con- clave, con gli altri ambasciatori, com'egli
cilio a Pavia, soggetta al duca di Mila- slesso narra nel Comment. de reb. Da-
no, rifiutando Avignone, Udine e Firen- sileae, nel descrivere l'elezione di Nicolò
ze. Per la sua integrità e destrezza nel V. Questi ammirando il parlar grave di
maneggio de'negozi, il concilio di Basi- Enea, concetti e lo stile gentile e robu-
i

lea tre volte lo mandò legato ad Argen- sto del suo eloquio, lo dichiarò suo se-
tina, una a Trento, due a Costanza, una gretario e suddiacono apostolico, e nella
a Francfort, due in Savoia, e da per tut- sua coronazione gli fece portare la croce
to conseguì quanto per lui si richiedeva pontificia. Ritornato Enea in Germania,
ad universale soddisfazione. L' adunan- Federico III se ne servì in altre amba-
za di Basilea, divenuta conciliabolo, ebbe come di Milano e di
scerie, Napoli, e lo
ordine da Eugenio IV di sciogliersi: ma nominò vescovo di Trieste, a cui lo preco-
in vece pretese deporre Eugenio IV, e- nizzò Nicolò V a'5 luglio 1 44? : a Mila-
leggendo nel 4^9 in antipapa Felice V,
1
no vi si recò per la morte del duca, onde
al cui conclave assistè Enea qua! chieri- far valere le ragioni dell' impero, a Na-
co di ceremonie. Pel di lui credito l'an- poli per combinare con Alfonso V re d'A-
tipapa lo volle per segretario, e ben pre- ragona il matrimonio di Federico III con
sto se ne guadagnò la stima e 1' amore. Leonora di Portogallo. Nel i4^o Nicolò
Dovendo Felice V mandare un amba- V lo trasferì alla sede patria di Siena, per
sciatore all'imperatore Federico III, scel- amore della quale ricusò quelle di Var-
se Enea, il quale si rese tanto accetto a mia e di Ralisbona che loaveano poslu-
PIO P I O 65
Inlo. Continuando il vescovo Enon n fun- la contentezza di convincere gli uditori;
gere l'uffizio eli ambasciatole imperiale, se non die per l'inattesa morte di Nicolò
avvisò il Papa del desiderio di Federico V, nuovi interessi e passioni insorsero, on-
III di recarsi in Roma a ricevere da lui de il congresso fu disciolto.
le insegne reali e imperiali, tranquillan- I principi di Germania consigliarono
dolo Dileguò pure quei
sui timori spaisi. l'imperatore di francarsi dalla soggezio-
de'sanesi che già aveano espulso nobi- i ne de' Papi dicendo esser e^li più ser-
,

li, ed a Pisa incontrò Leonora accompa- vo che signore in Italia ina Enea colla ;

gnata dai suoi portoghesi, che poi a' i3 forza del suo parlare e con valide ragio-
l'ebbra io ìf^i condusse a Federico HI ni persuase Federico III a rigettare sif-

fuori di porta Camollia in Siena e li con- fatte insinuazioni e mandare lui al nuo-
giunse in matrimonio, per cui ivi fu al- vo Pontefice Calisto III per prestargli giu-
zata una colonna monumentale e il Pio- ramento di fedeltà. Enea si recò in Ro-
turiochio rappresentò I' avvenimento in ma, e adempito l'incarico, si congratulò
un bel quadro nella libreria del duomo. col Papa della guerra stabilita contro gli
Enea precedette l'imperatore in Roma, infedeli. A toglierne gl'ini pedi nienti e per
'e nella sua assenza per l'andata aNapo- la necessaria paced'Italia, Calisto III man-
li custodì il giovane Ladislao re d' Un- dò in Napoli Enea, per indurre Alfonso
gheria, e poscia lo seguì in Germania, ove V a rimuovere il conte di Pitigliano e
disimpegnò anche le parti di nunzio di Giacomo Piccinino dalla guerra che fa-

Nicolò V in Austria, nell'Ungheria, nel- cevano a'sanesi, come quello che molto
la Boemia, in Moravia e nella Slesia, non poteva sull'animo del re, quale mosso il

che a tre diete di Germania, nelle quali dalle sue persuasive si associò alla sa-
fu arbitro assoluto, come egli stesso at- cra guerra. Ritornato dqpo alcuni me-
testa ne'suoi Commentari Uh. i. Federi- si in Roma , il Papa lo accolse con pa-
co III egualmente Io mandò con ampli role affettuose e per premiarlo di quan-
poteri ai boemi, discordi per volere La- to avea operato, a'18 dicembre i/\.56 lo
dislao in loro re. Riuscito con gran sod- creò cardinale dell'ordine de'preti, con-
disfazione del principe in sì difficile mis- ferendogli per titolo la chiesa di s. Sabi-
sione, Enea ricevè l'altra di recarsi alla na, non la diaconia di s. Eustachio, co-
dieta di Ratisbona per conchiudere la me erroneamentescrissero alcuni, confu-
guerra contro i turchi. Alla presenza di tati dal Cardella, lìlem. ist. de' cardinali
Filippo duca di Borgogna e Lodovico di t. 3, p. i34- Affranto Enea dalle fatiche
Baviera, parlòcon tanta potenza di ragio- e da tanti viaggi e ambascerie, celebrate
ni, che si deliberò la guerra ad unanimi- con elogio dal Campano, come per libe-
tà di suffragi, per liberare il gran sepol- rarsida un malore che di continuo lo tra-
cro di Cristo : tutta volta con dolore re- vagliava, andò ai bagni di Viterbo, tro-
stò deluso il suo zelo, poiché i principi vandosi assai bisognoso, non avendo po-
per diverse ragioni, senza aver nulla sta- tuto in 23 anni di carriera diplomatica
bilito, tornarono alle loro case. Federico sopperire ai più necessari bisogni, come
IIInon perciò si perde di coraggio, e con- si legge neW'epist. 365ad card. Papien-
vocata nuova dieta in Francfort volle , seni. In fatti molti patimenti soffrì per
cb'Enea v'intervenisse, onde colla sua ma- terra e per mare, sino ad essere spoglia-
schia eloquenza volgessegli animi alla sa- to dai masnadieri , ridotto in cattività e
cra guerra. Nel congresso provò con lu- gittato in prigione, e ben 20 volte cadu-
cida orazione, da quella santa guerra di- to in pericolo di morte. Mentre era ai ba-
pendere ancora la salute di Europa e la gni, morì Calisto III in Roma, ove resti-

conservazione del cristianesimo, ed ebbe tuendosi il cardinalcjfu ricevuto con gran-


VOL. LUI. 5
66 PIO PIO
de espetlnzione dal popolo che mosse ad Pio II trattò a lauto convito i cardinali,
incontrarlo salutandolo Pontefice. Que- gli ambasciatori e gli ottimati di Roma,
sta sublime dignità fu preceduta da di- ritornando la sera al palazzo Vaticano.
versi prognostici, che descrive il sunno- Tra gli ambasciatori che il Papa beni-
minato Tizio. Il i.° quando Vittoria la gnamente accolse, mandati dai principi
notte innanzi al suo parto sognò dare al- a congratularsi per la suprema dignità
la luce un figlio con mitra in capo, come cui era stato elevato, e a rendergli la con-
meglio notai in quell'articolo; il 2.° quan- sueta ubbidienza, vi furono i fiorentini,
do avendo 7 anni, i fanciulli vicino alla capo de' quali fu in con-
s. Antonino, che
casa di s. Caterina (da lui canonizzata) lo cistoro pronunziò un'elegante orazione,
crearono per giuoco Papa, lo fecero se- con cui pose fine alla sua Cronaca. Con
dere sull'erba, coronarono con mitra lo gli ambasciatori poi di Ferdinando d'A-

di foglie di malva e gli baciarono il pie- ragona re di Napoli e figlio naturale di


de uno dopo Tallio in atteggiamento ri- Alfonso V,già amico strettissimo di Pio
spettoso (alcuni di questi elettori erano II, trattando gli affari del regno, di questo
ancor vivi quando Pio li recandosi in Cor- lo investi col censo di 8000 oncie d'oro
signano si sovvenne della scena e rise con e altre condizioni, con bolla che mss. si

Joro) ; il 3.° quando portatosi in iNapo- trova nella biblioteca de' filippini, cod.
li, Alfonso V voltato a 'suoi cortigiani dis- let. b, n.°-i Si, p. 97, dopo avere invoca-
se loro : eccovi il Pontefice romanoj il to il decreto del predecessore, che avea
4-° lo ricordai nel voi.XXIX, p. i58; dichiarato il reame decaduto in favore
il quando in Roma un cardinale ve-
5.° della Chiesa per morte di Alfonso V, e
dendo nella sua arma le lune, disse esi- l' interdetto messo ai luoghi die ubbidi-

stere una predizione che il Papa futuro vano a Ferdinando. Essendo in cima dei
dovea avere quello stemma. Altre pre- suoi pensieri la difesa della minacciata
dizioni al pontificato riporta l'Oldoim, cristianità e di proseguire con più ener-
A cidi t. in Ciaccon. t. 2, p. 1 o 1 7. Ad es- gia la guerra contro gli ottomani, per re-
so fu esaltato nel 3.° giorno di conclave primere le formidabili conquis-te che fa-
o 8.° dice Dercastel), in cui si trova- cevano, pubblicò il congresso di Manto-
(7.
rono 8 cardinali, in età di 53 anni e con-
1 va, che descrissi nel voi.XLII,p. 189 e
cordemente nel i458 a' 19 agosto, secon- seg., mentre ne! voi. XVlII,p. 56 e seg.
do ISovaes, la Cronaca bolognese, il Mal- narrai quanto fece per riunire principi i

volli, Storia di Siena, e l'Infessura; a'20 cristiani a danno del nemico comune;
dice il Platina, a'21 ['Istoria sanese, ed a' s. Mariadi
dell'istituzione dell'ordine di
28 l'autore della storia di questo conclave^ Betlemme (F.) per difendere le isole del
die fu uno de'più fecondi di brighe, che mar Egeo della generosa ospitalità data
;

narrai ne' voi. XI, p. 67, 283, XV, p. in Roma a Tommaso Paleologo despota
XXI, p. 233, 240, 245, dicendo ancora di Morea e fratello dell'ultimo impera-
del saccheggio dato alla sua cella e alla tore de' greci, ed altri cacciati dai tur-
sua casa. chi, a cui die la rosa d'oro benedetta, e
Col nome di Pio II si fece coronare dono oltre il braccio di s. Gio.
ricevette in
nella basilica Vaticanadal cardinal Pro< Battista (chedonò a Siena), il capo ve-
spero Colonna i.° diacono, e nello stesso nerando di s. Andrea apostolo (1! quale
giorno in cavalcata si recò alla Latera- dai Piccolomini fu preso a patrono), che
nense pel solenne possesso, in cui corse nel 1462 portò alla basilica Vaticana con
grave pericolo di vita tra quelli che col- solennissima Processione^.) fra' canti-
le spade pugnavano avanti il suo cavallo ci, l'entusiasmo e la vivissima espansio-
per impadronirsene. Dopo la funzione ne de' di voti affetti di tutto il popolo di
PIO P I O 67
Roma ; finalmente dissi della lettera clic ri che lo molestava, come pure per ri-

il Pontefice scrisse a Maometlo 11 (que- costituirvi la repubblica. Giunto in Ro-


sti ebbe l'audacia di partecipargli la pre- ma vi canonizzò solennemente s. Cate-
sa di Corinto, come rileva il Torrigio, rina da Siena, dell'ordine de' predicato-
Grotte Vaticane , p. 229 , riportando ri j indi si recò a Tivoli per ricrearli in
vari brani delle lettere che tra loro si quel puro clima, e per frenare il popolo
scrissero), e che attribuì alla santa guerra unitosi a' nemici della Chiesa, erigendovi
il prodotto delle allumiere di Tolta sotto la rocca. Pochi sono i luoghi suburhani
di lui discoperte. Nel recarsi a Mantova a Roma che Pionon abbia visitati e
II

nel i4k)> °' ll e '

' e disposizioni narrate a insieme illustrati ne' suoi Commentari,


quell'articolo, in caso di sua morte lasciò come ricordo ne' loro articoli. Le guer-
in Roma legato il cardinal Cusa, e go- re che agitarono suo pontificato e lo
il

vernatore prefetto Colonna (di che


il furono diverse. Pri-
stato ecclesiastico
meglio nel voi. XXXII., p. 37), con altri mieramente estinse quella che Giacomo
cardinali, uditori, e avvocati, presso i qua- 'Piccinino faceva nell'Umbria; con tre-
li s'intendesse rimanere la curia romana. gua sospese quella tra Ferdinando d'A-
Da Perugia (F.) passò a Corsignano, poi ragona re di Napoli e Sigismondo Mala-
a Siena (V.), cui die Radicofani ch'era testa signore di Rimini, e dal primo non
della s. Sede, e l'elevò a metropolitana solo si fece restituire Benevento e Terra*
con suffragane'! le donò la rosa d' oro
, cina da lui occupate, ma ottenne una sua
e compartì altre beneficenze. Per Firen- nipote in isposa ad Antonio figlio della
ze, Bologna e Ferrara (V.) pervenne propria sorella, col ducato d' Amalfi e
Pio II a Mantova, ove colla bolla Exe- altre signorie e terre per dote. Prose-
crabilis condannò quelli che appellava- guirono le guerre tra Ferdinando e Gio-
no dal Papa al concilio generale, nel di- vanni duca d'Angiò pretendente al tro-
fendere il vescovo di Bressanone {F.) } no di Napoli, il quale tenne sollevala la

scomunicando il duca d' Austria, come Puglia, sostenuto dai francesi, e lo scon-
toccai nel voi. XV, p. 168 ed altrove. fisse a Troia : il Papa aiutò il primo. Ad
Alcuni dicono che in Mantova creasse un tempo i germani si battevano eontro
cardinale il nipote Francesco Todeschi- gli ungheri, gl'inglesi benché divisi tra il

ni,cheadottò nella famiglia Piccolo/nini, vecchio e il nuovo re guerreggiavano col-


poscia Pio III {V.); altri vogliono chela la Francia. La Toscana fu agitata da dis-
promozione la facesse in Siena in un allo cordie; le Marche molestate per ragione
zio Fortiguerri (V.). E qui noterò che a de' confini, per Pio II riacquistarono la
Piccolomini famiglia, oltre le notizie di quiete; confermò la sovranità della s. Se-
questa, raccontai quanto fu ingrandita e de su Pontecorvo (F\)j Viterbo insorse,
nobilitata da Pio II, e quali soggetti vi an- ma fu riconvenuta ed sabini che die- , i

noverò in adozione, concedendo loro col rono il passo al nemico comune ebbero
cognome il proprio stemma. Per le guer- la punizione. Il Papa espulse da'suoi do-
re ricordate a Mantova, descrivendo il mimi quelli che vaghi di novità e di pe-
congresso, le fatiche del zelante Pontefi- scare nel torbido, vi promovevano il di-
ce non ebbero effetto. Trattato sempre sordine. A mezzo di Federico signore di
magnificamente come nell'andata, Pio II Urbino e di Alessandro Sforza signore di
partito da Mantova ripassò per le men- Pesaro, impedì al Piccinino di unirsi ai
tovate città, e nel febbraio 1461 si re- francesi a danno di Ferdinando d' Ara-
Siena e vi si trattenne sino al
stituì a gona da lui protetto. Scomunicò il Ma-
settembre per profittare de'bagni di Ma- latesta, che per vendicarsi occupò alcu-
cereto e Petriolo per la flussione d'umo- ne terre della Chiesa, cacciò il cardinal
68 PIO PIO
legalo e manomise le Marche: però il P.i* Papi, ed essendo rovinale le sue scale le

pa eli mosse contro Federico d'Urbino e rifeceponendovi a'piedi le statue de' ss.
Napoleone Orsini, che ricuperarono Si- Pietro e Paolo e come Paolo V le col-
;

uigaglia, presero Fano e gli tolsero par- locò in nuove basi rispettando di lui
, i

te del territorio di Rimini, come raccon- stemmi, vi aggiunse i propri, come dissi
tai a s. Marino, dicendo che pei soccorsi 25o;però avendole il
nel voi. XII, p. re-

dati dai repubblicani per questa guerra, gnante Pio IX rimosse nel 1847 per so-

Pio li die loro in feudo alcune terre. stituirvi quelle magnifiche ch'erano nella
Inoltre il Pontefice s'interpose nelle ver- basilica Ostiense, fatte scolpire per essa

tenze tra'Manfredi dominatori di Faen- da Gregorio XVI,comeriportai a p. 223,


za.Procurò di fare abrogare la Piani- il capitolo Valicano collocò le vecchie sta-

malica sanzione in Francia, come nata tue coi basamenti al principio dell'in-
nello scisma di Basilea, presso i re Carlo grèsso interno della sagrestia, dopo aver-
VII e Luigi XI, avendo onorato il pri- le fatte ritoccare, per conservarne la me-

mo col titolo di difensore della fede. As- moria. A tale capitolo Pio li donò Pog-
salita Roma da 1^62,
fiera pestilenza nel gio Donadeo in Sabina, nella quale eres-
Pio II passò a Viterbo per prendervi i se la collegiata di Magliano, che onorò di
bagni, ma come neppur qui si trovava sua presenza nel viaggio d' Ancona. Nel

colla corte garantito dall'infezione, si tra- i464 fio II imposesilenzio sulla contro-
sferì a Bolsena e poi a Corsignano che versia insorta pel Sanguedi Cristo (f^.).
esaltò a sede vescovile col nome di Pieri' in mezzo a queste cure sempre più cre-
za, al quale articolo ho descritto tutte le sceva nell' animo del Pontefice l'ardente

munificenze che largamente comparti a brama di soccorrere 1' oriente contro il

quel suo luogo di nascita. In detto anno formidabile Maometto II, che estenden-
eresse ancora le sedi vescovili di Lubia- do le sue conquiste faceva deplorabile ec-
na e Montalcino. cidio de'cristiani. Formò una lega, armò
Nel i463 con la bolla In minoribus una flotta, eccitò alla crociata Luigi XI re
agentes, de' 26 aprile, Bull. Rom. t. 3, di Frauda eFilippoducadi Borgogna col

par. 3 , p.100, Pio II cassò ed aunullò donalivodello stocco benedetto, esi porlo
tutte le opere da lui scritte in favore del in Ancona per porsi alla testa della crocia-

conciliabolo di Basilea contro Eugenio IV ta, imbarcandosi pel Tevere a Pontemol-


e l'autorità della s. Sede, dichiarando a- le : pel fiume giunse a Fiano, visitò il ino -

vere errato nella gioventù come s. Pao- nastero del Soratte, e per Otricoli, dove
lo, per seduzione e ignoranza, e ritratta- sbarcòj'Narni, Spoleto, Asisi, Fabriano e
re gli errori propri come s. Agostino, e- Loreto^.), arrivò ad Ancona a' 19 luglio,

sortando tutti a seguirlo vecchio non gio- ricevutocon sommo applauso da un popo-
vane, Pontefice non privato, a rigetta- lo infinito. Il Lambertini,Z?e can. ss. 1. 2,
re Enea Piccolomini, ed abbracciare Pio n.° io, scrive che Pioli nel i464p a i"l' da
11. Eguale ritrattazione a vea fatto da ve- Roma per Siena, alfine di prendervi ba- i

scovo, come notai nel voi. XIV, p. i5c), gni petriolani, onde rimettersi da una ma-
mentre nel voi. V, p. 268, dichiarai co- lattia sofferta, e che dalla diocesi sanese
me annullò i preliminari tra il concilia- s'avviò per Ancona: in vece il Novaes nar-
bolo ed boemi. In Sieua eresse un por-
i
ra, che da Siena passò in Roma, indi si

tico di pietre quadrate, ed un monumen- recò ad Aucoua, assalito in principio del-


to in s. Francesco per racchiudervi le ce- la navigazione dalla febbre, che gli dava
neri de'suoi genitori. In Roma fortificò non piccolo incomodo, ma procurò occul-
il cortile della basilica Vaticana, che ab- tarla, affinchè i medici non lo costringes-

belf], disponendo con ordine i sepolcri dei sero a retrocedere. Ne' voi. II, p. 48 e 5o,
PIO PIO %
XII, p. ag6, XVIII, p.58,XXII,p. 120, e mollo ammaestrato nelle lettere demen-
XL1II, p. 23, XLIV,p ia5, XLIX, p. tili, eloquentissimo, stimato uomo buono
4<), con diffusione raccontai la lega con- e giusto, amatore della pace e zelatore
chiusa, In flotta pontifìcia armata, l'estre- della fede, come lo dichiararono s. An-
ma unzione che l*io li ricevette per la tonino, Cronaca par. 3, tit. 22, cap. 17,
2/ volta, e l'esclamazione contro i medici ed il cardinal Ammanati nelP orazione
per non averlo avvertito del pericolo di pel successore. Questi poi,
che tanto lo co-
vita la morte,
; solenni funerali, le ora-
i nobbe, neWepisl. 46 gli rese il seguen-
zioni funebri, precordi lasciali in Anco-
i te giusto e grande elogio. Era Pio 11 un
na, il cadavere portato in Roma nel Va- sovrano Pontefice pieno di belle virtù,
ticano e poi trasferito in s. Andrea della commendabile pel suo zelo per la religio-
Valle de'Tealrnì^y.), e (pianto lasciò per ne, per l'integrità de'suoi costumi, per la
la sacra guerra, alla quale istantemente fermezza del suo spirito e per la sua pro-
esortò il sacro collegio. fonda erudizione. Era di piccola statura,
Essendo Pio II in Ancona si aggravò, di capelli prima di tempo canuti, di fàc-
pel flusso si pose in dopo 2 giorni
letto, e cia bianca e dimostrante maggior età, di
di lenta febbre morì a'i4 agosto 1 4^4-5 a occhi spiranti severità insieme e piacevo-
2 ore di notte, per testimonianza ocula- lezza, di corpo robusto, ma stenuato dal-
re del vescovo Patrizi Piccolomini, da le fatiche de'lunghi e frequenti viaggi, dal-
preferirsi a quella di Platina e Ciacconio le vigilie e da continui incomodi della tos-
che dicono a'avendo domandato e
16, se, di calcolo e di podagra, che spesso lo
ricevuto i sagramenti. Nel momento che riducevano ad uno stato pericoloso. Fa-
spirò fu veduta l'anima sua portata in dare udienza ancorché ammalato,
cile in

cielo dagli angeli, dal b. Pietro Teutoni- parco nelle parole , ma giocoso e faceto
co o Cornelio calabrese, monaco camal- nella conversazione, nemico giurato de'
dolese. Visse 58 anni, 9 mesi e 28 gior- falsane dei relatori, e sempre ameno co-
ni, avendo governata la Chiesa con zelo gli amici, alcuni de'quali voleva ogni gior-
apostolico 5 anni, 1 1 mesi e 25 giorni ; no seco a tavola , la quale per quanto si

dopo aver creato in due promozioni 1 1 potesse faceva imbandire all'aria aperta.
cardinali, tra'cjuali il celebre Ammana- In essa fu sempre moderatissimo e con-
ti-Piccolomini. Dopo la sua morte, ben- trario a'eibi delicati o per qualità o per
ché assai compianta, fu mossa fiera per- condimento. Facile ad inquietarsi, ma più
secuzione a' suoi famigliari e general- facile a rimettersi incalma e a perdona-
mente al nome sanese, non senza scan- le le ingiurie; onde che non riprese mai
dalo ; calamità ch'egli vivente avea con chi di lui sparlasse volendo che in una ,

ripugnanza e fremito veduto nella mor- citlà libera tutti fossero liberi a parlare.
te de' predecessori, coi loro famigliari e L'Oldoino neìi' Addìi, al Ciacconio più
concittadini, massime contro quelli che ampiamente descrive il carattere di Pio
ne avevano meritato la benevolenza, co- II: ben a ragione dunque gli si adattò
me notai meglio a Famiglia pontificia. il verso di Virgilio: Sum Pius Aeneas fa-

II Gigli nel Diario sanese, celebrando i ma super Aelhera notus.


benefìzi fatti da questo Papa alla chiesa Nella zecca pontificia vi sono i conii di
a
cattolica e alla sua patria Siena, osserva tre sue medaglie colla sua effìgie. La i.

che gli stessi suoi paesani gli legarono le con lo stemma de'Piccolomini e l'epigra-
mani con tratti di mala corrispondenza, fe : Gloria. Senensis D. C. Piccolomini.
a
pure da magnanimo soleva dire Si fac- : La 2. con l'iscrizione: Velocìler scriben-
cia sempre bene a'sanesi, quando anche tis sobolcsj nell'esergo, Ne tanti ecclesia e
non lo vogliono. Fu Pio 11 savio legista pacisq. amantis ddealur memoria. Si
1

7o PIO PIO
vede pure una tavola con libri, in uno dei allredi diversi dotti fu stampala in Franc-
quali si legge Imposita turcarum lcx }
: fort, e colle opere del Pontefice nel 1 55
alludenti i libri alle molteopere che com- in Basilea. Incominciò a scriverla anche
pose. La 3." col motto: Optimo principi, AndreaContrario, che ne abbandonò l'im-
in memoria dell'insigni qualità del suo a- presa quando fu bandito da Pio 1 1 da Ro-
nimo. L'illustrazione di tali medaglie e ma e dallo stalo. Ciampini ae\YExamen
di altre 4 5
si legge nel Bòoafmi, Numism. lib.Pont. riporta l'epistola di Pio 1 1 a Carlo

Pont. t. 65. Quanto alle sue mone-


i, p. VII. Carlo Fea, PUH P. M.acalumniis
te d'oro, d'argento e di rame, ne tratta vindicatus lernis retractationibus ejus,
Scilla, Delle monete pontifìcie. Pio 1 amò 1 quibus dieta et scripta prò concilio basi-
le lettere e protesse i letterati, lasciando- leensiconlra Eugenium /^Piomae 82 3. 1

ci molteopere. Le principali furouo rac- Di recente nel 843 pubblicò in Parigi


1

colte in due tomi e stampate ad Helm- C. H. Verdière, Essai sur Aeneas SyU
stad nel i6pq, cioè la Cosmographiaj vius Piccolomini. Vacò la chiesa 5 giorni. 1

V Historia bohemica j In libros A. Panor- PIO III, Papa CCXV. Francesco To-
milae ec. Alphonsi regis commenta rins; deschini Piccolomini, nacque a'g maggio
ffistoria Friderici 111; Commentario- i439 in Siena, altri dicono inSarteano
rum historicorumj De concilio Basileen- nella contea sanese, altri in Corsignano
òij Epitome decadimi Biondi. Tra le al- poi Pienza : certo è, come dissi a quell'ar-
tre opere ricorderò : Della miseria dei ticolo, che ivi come lo zio vi fu battezza-
corti giani j Dell'arte della grammatica al to. Ne furono genitori, Nanno Todeschi-
giovine Ladislao re d 'Ungheria j il Poe- ni, uomo ricchissimo di Sarteano, e Lao-
ma sulla Passionej"òi orazioni tutte di- domia sorella di Enea Piccolomini poi
rette alla pace de' re, alla concordia dei cardinale e Papa Pio I1(V.), il quale lo
principi, alla tranquillità delle nazioni, prese in adozione e gli die il proprio co-
alla difesa della religione e alla quiete del gnome e stemma de' Piccolomini {V .). ' Si-
inondo; un gran numero di lettere, men- no dai primi anni mostrò speditezza d'in-
tre ne'suoi verdi anni dettò circa 3,ooo gegno, senno e inclinazione alla virtù. Sot-
versi, gran parte de'quali audò smarrita to l'amorevole cura del dotto zio, si ap-
a Basilea. In tutte queste ed altre opete plicò allo studio delle belle lettere, della
si ammira abbondante ed eletta proprie- storia, della teologia e singolarmente del
tà di vocaboli, vagbezza d'immagini, chia- diritto canonico , a cui diede opera nel-
rezza di frasi, stile elegante e dignitoso. 1' università di Perugia, dove ne ripor-
La sua biblioteca e quella di sua famiglia tò la laurea di dottore. Divenuto lo zio

l'acquistò Clemente XI per la Biblioteca Pontefice, questi nell'età di circa 21 an-


Vaticana (J7 .). Abbiamo la vita di Pioli 19 febbi aio 1460, lo fece arcivesco-
ni, a'

col titolo Commentarla, ec, riveduta da vo della comune patria Siena, in cui co-
Francesco Piccolomini arcivescovo di Sie- me zelante pastore sostenne molte e gra-
na, chela pubblicò in Roma nel 1 584» vi fatiche, per sedarvi i tumulti che te-

e poi fu ristampata in Francfort nel 1 6 4>


1
nevano crudelmente oppressa la città,

che si attribuì da lui a Gio. Gobelino Per- per la divisione della nobiltà de' monti.
sona famigliare dello stesso Papa, men- Nello stesso anno Pio II a' 5 marzo o
tre sono commentari scritti dal Papa
i maggio lo creò cardinale dell'ordine dei

stesso, di cui Gobelino fece copia, come diaconi e per diaconia gli assegnò la chie-
si apprende da un codice della bibliote- sa di s. Eustachio, indi fu dato in pro-
ca Corsiui. La medesima vita fu compi- tettore ai camaldolesi, e nel 1461 di-
lata ancora da Giannantonio Campano chiarato legato della Marca. Perla sua
vescovo di Teramo, la quale insieme con prudenza e valore, quaudo Io zio parli
PIO PIO 71
per Ancona onde porsi alla lesta della Detestò il cardinale simonia con cui
lu
crociata, lo lasciò suo legato e vicario in Alessandro VI consegui il pontificato;
Roma, dove ritornato cadavere lo fece Papa nel
tultavolta questo C)4- '° "'an- 1

tumulare nella cappella da lui eretta per dò Toscana legato a Carlo Vili redi
in
riporvi la testa di s. Andrea, nella qua- Francia, venuto armato contro gli ara-
le cardinale fondò una cappellania se-
il gonesi di Napoli e per rivendicar le ra-
condo alcuni, ma ilTorrigio, Grotte Pra- gioni degli angioni; ma non fu ricevuto,
ticane p. 23 1, attribuisce la dotazione né ammesso a trattative pel rancore che
a Francesco Bandini Piccolomini arci- i francesi conservavano contro lo zio Pio
vescovo di Siena, pronipote di Pio II. li perchè nella guerra di Napoli avea
,

L'imperatore Federico 111 avendo do- favorito e si era imparentato cogli ara-
mandato a Paolo II un legato per la die- gonesi, a danno degli angioni. Nel 1496
ta di Ratisbona, il Papa vi deputò nel il Papa lo nominò vescovo di Pienza e
1 47 i il cardinale, che univa a molto in- Monta Icino, che governò sino al 1498.
gegno e studio, perspicacia e modi gen- Nel i497 quando Alessandro VI in con-
tili, che gli procacciavano la benevolen- cistoro die il ducato di Benevento e Ter-
za de' principi. In quel congresso alla pre- ragna al proprio figlio Giovanni Borgia,
senza de' principi di Germania, perorò solo il cardinale vi si oppose con eroico
con gran zelo ed energia a favore della coraggio. Morto Alessandro VI ,
per la
a
cristianità nuovamente minacciata dal- 3. volta il cardinale entrò in conclave, il

l'impeto de'turchi, per le scorrerie fatte quale fu prolungato dalle violenze di Ce-
in Cari tv/ ia e nella Croazia, e rappresentò sare Borgia, altro figlio del defunto, e dal-
occorrere forze poderose, non le lievi sta- la presenza de'francesi in Roma, che poi
narrando il vescovo di Te-
bilite, tutto partirono per Napoli a guerreggiare cogli
ramo Campano che l'accompagnò. Tro- spagnuoli. Quanto riguarda il conclave,
vandosi in Germania seppe la morte del le prepotenze di Cesare amico del cardi-
Papa e l'elezione di Sisto IV, per cui ri- nale, onde poi per sicurezza lo fece cu-
tornò in Roma a render couto della le- stodire in Castel s. angelo, per salvarlo

gazione; indi si ritirò alla sua diletta dagli Orsini, e della cella toccata al car-
cbiesa di Siena, dove adempì tutte le par- dinale, lo raccontai ne' voi. VI, p. 47> XI,
ti di sollecito e vigilante pastore, facen- p. 67, XV, p. a85, e XLIX, p. 7 Nel- 1 .

dosi vedere rare volte in Roma. Sisto IV la Vita di Nicolò Bonafede, scritta in par-
nel i.}83 gli affidò in amministrazione te da lui stesso (del quale parlai anche
la chiesa di Fermo, che governò sino al ne' voi. XXXVI,
263, XL, p. 262), sip.
i5o3, come dissi con altre notizie, e se legge come essendo quel celebre perso-
!o zione fosse stato vescovo, nel voi. naggio di s. Gi usto diocesi di Fermo, mol-
XXIV, 36; quindi gli conferì la so-
p. to conosceva il cardinale, nonché era in-
printendenza di Massa Trabaria, colla trinseco di Cesare, il quale influenzan-
presidenza dell' abbazia di Farfa, dove do i numerosi cardinali spagnuoli creatu-
guadagnossi la stima e l'alletto di tutti re del padre e per la sua possanza vole-
que'popoli, non meno per la sua solleci- va un Papa di suo genio, ed agognava la
tudine, che per gì' illibati suoi costumi. siguoria di Siena a danno de'Petrucci.
Innocenzo Vili gli affidò la legazione Cesare preferiva il cardinale Antoniotto
dell' Umbria, sconcertata e divisa dalle fa- Pallavicini, che essendo nemico di Bona-
zioni, lacerata e sconvolta per le civili di- fede, riuscì a questi di persuadere Cesa-
scordie, che colla sua saviezza e pruden- re che le non sarebbero riuscite,
pratiche
za sopì ed eliminò, restituendo la pro- in vece proponendo il Piccolomini ama-
vincia all'anteriore quiete e tranquillità. to e rispettato da tutti e idoneo alla su-
-

7u
PIO PIO
prema dignità, come bei» accetto ai so- condanuò ed essendo il cardinal Piccolo-
vrani, e uon dare sospetti per non essere mini virtuosissimo, non si deve precipita-
passata buona intelligenza tra lui, Ales- re il giudizio sulle promesse fatte in ante-
sandro VI ei cardinali spaguuoli, ai quali cedenza da ambedue, e considerarle qua-
ed a Cesare resterebbe grato. Allora Bo- li dimostrazioni di riconoscenza pel favo-
nafede ebbe l'incarico di esplorare l'ani- re offerto e non per mercede del futuro
mo del cardinale Piccolomini, che udito benefìzio.
tutto il negozio, baciandolo e ringrazian- Ecco come il Novaes racconta questa
dolo cou elfusione, gli die facoltà di pro- elezione. Entrarono in conclave 36 o 3? o
mettere lutto quanto si bramasse, salvo 38 cardinali, che trattando dare al mon-
il proprio onore e quello della sede apo- do cristiano il successore di Alessandro
stolica, laonde veuue stabilito di pronao VI, vi agognava il cardinal ci' Amboise,
verne l'esaltazione, di concerto cou Gia- però deluso dal cardinal Rovere poi Giu-
como Piccolomini fratello del cardinale, lio II, essendo questi nulla meno deside-
che recatosi da Cesare ne combinò i patii, roso del triregno. Dopo alcuni contrasti
sottoscritti quindi dal cardinale. Intanto de'sacri elettori, in parte distratti dalle
Bonafede adoperò con altri potenti
si fazioni, in parte propensi a favorire le

cardinali per staccare da Pallavicini i brame di Cesare Borgia, passati io gior-


cardinali italiani sfavorevoli al Piccolo- ni elessero concordemente a'22 settem-
mini, ed i francesi ; laoude al Pallavici- bre il incardinai diacono Todeschiui-
ni riuscirono inutili tutte le sue prati- Piccolomini, il qualt in memoria dello
che, 5o,ooo ducati d'oro prestatigli da
i zio volle chiamarsi Pio III. A'3o dello
Cesare, ed 3o,ooo in polizze di ban-
i stesso mese fu ordinato sacerdotedal car-
chieri, eh' erasi portato in conclave. Il dinal Rovere, non essendolo, e perciò dal-
Pallavicini fu un degnissimo cardinale, lo zio gli era stato dato per sulfraganeo
per cui vuoisi notare di esagerazione la di Siena il b. Antonio Fatati, che ne sup-
penna Bonafede suo emulo, il quale
del pliva le funzioni episcopali. JNel dì se-
la calcò auche sopra altri non a lui be- guente i.° ottobre fu consagrato nella
nevoli. Vero è che più volte abbiamo camera de' pappagalli del Palazzo Va~
dovuto deplorare simili umane fralezze, ticano s ed agli 8 venne solennemente co-
mentre possiamo confortarci die da più ronato sulle scale di s. Pietro. j\V voi. VI II,
secoli l'elezioni pontifìcie procedono im- p. 172, e XXI, p. 3o, dissi che impedito
muni ancora dal più leggiero sospetto, di stare in piedi per un'antica piaga che
li Bonafede entrato in conclave per con- avea nella gamba destra, percui non po-
clavista del cardinal Loris non Flores tè geuuflettere in s. Pietro quando vi

spagnuolo, vescovo d'Elna non Elvas , fu condotto per la prima adorazione dei
accortamente si adoprò per la felice riu- cardinali ,
prese il possesso ueila basi-
scita; regolando il suo cardinale che di- lica Vaticana. Dichiarò governatore di
ligeva gli spaguuoli, e guadagnati fran- i Roma il Bonafede, poi confermato dal
cesi, l'elezione fu compita, onde nella successore Giulio li, promettendogli che

mezzanotte precedente molti cardinali si dopo un anno l'avrebbe creato cardina-


recarono in cella del Piccolomini a ba- le; e fece il proprio nipote marchese Sa-
ciargli i piedi e portargli memoriali. Sic- Rizzo capitano del palazzo, come dissi a
come poi il Bonafede agevolò l'elezione Cavalleggieri. Nel giorno seguente alla
di Giulio li, colla cooperazione di Cesa- sua elezione, contro l'uso convocò il Con-
re, avverte Leopardi annotatore della
il cistoro (f^-), vi trattò di pacificare il redi
I ita di Bonnf-dc, che mostrandosi Giu- Francia Spagna, e promise di a-
col redi
lio 11 fiero nemico della simonia che doperarsi eOicacemente per ripristinare
PIO PIO 73
l'antico splendore e la disciplina ecclesia- trasferito in quello di S.Andrea della Val-
stica, comedi riformare senza indugio la le àé Teatini (V.) : 1'epitallio posto al se-
corte romana nelle cose ove ve ne fosse bi- polcro, compendio di sue lodevoli gesta,

sogno, tanto riguardanti il Papaie i cardi- si legge in Oldoino, Addit. al Ciacconio,


nali, che i ministri loro. Quindi liberò il Vitae Pont. t. 3, p. 2 14- Agli 1 t ottobre
territorio diftoma dall'esercito ch'era fuo- Pio III fece vescovo ili Sutri e Ne pi An-
ri della città e che l'uvea lungamente ves- tonio de Albericis nobile d'Orvieto suo
sa lo; a'26 settembre perni ise che gì 8 joo i famigliare e intrinseco amico, ch'è l'uni-
francesi passassero il Te vere a Ponte Molle co suo vescovo che si conosca. Nella zec-
e s'avviassero pel regno di Napoli, pe' luo- ca pontificia vi sono i conii di due meda-
ghi vicini alle mura di Roma. Nel seguente glie, con la sua con l'epi-
effìgie. La i."

giorno peggiorando la sua piaga, fu ne- grafe : Gloria Scuensi D. C. Piccolomini y


due dolorosissimi tagli, fin-
cessario fargli collo stemma gentilizio, già fatta per lo
a
ché fu cagione di sua morte a' 8 ottobre 1 zio.La 2. con le parole Sub umbra ala- :

i5o3, con soli 26 giorni di pontificato, rum tnarum 5o3, vedendosi il Papa in
1

e di età anni 6^., mesi 5 e giorni io. Pe- trono in mezzo a due cardinali, che pren-
rì non senza sospetto di veléno, propina- de sotto la sua protezione Cesare Borgia.

togli per commissione di Pandolfo Pe- Il Bonanni, Numis. Pont. t. i,p. i3y,le
trucci signore di Siena, come il Panvi- riporta in un ad altre tre. Lo Scilla, Mo~
nio nella vita ed elogio di Pio III dice nete pont. , riferisce che per Pio III fu
essere stata la faina; della quale opinio- solo battuto lo scudo d'oro. Questo Pa-
ne furono molti secondo Mal volti, Hist.
il pa fu universalmente compianto, per l'e-
Seneiis. lift. Questo sospetto
8, par. 3. gregie sue virtù e per le speranze che di
non è fuor di ragione, imperocché Pio sé prometteva. Lo commenda Pietro Del-
III non vedeva di buon occhio che Pe- fino, Epist. 79 e 97, lib. 7; e Natale Ales-
trucci si fosse usurpato il dominio della sandro, Hist. eccl. t. 8, art. 12, come
patria eia tiranneggiasse; e Pandolfo a- insigne in eloquenza, prudenza, religio-
vea a confidente e consigliere Antonio da ne, innocenza e gravità. Più lungamen-
Venafro, uomo capace d'ogni macchina- te parla di sue virtù mordace Galim-
il

zione e di fomentar qualunque reo divi- berti vescovo di Gallese, Vite e fatiime»
samento, come osserva il Gigli nel Dia- vwrabilì. Vacò la s. Chiesa 12 giorni.
rio sanese t. 1, p. 2o3. PIO IV, Papa CCXXXIV. Giannan-
La morte gì' impedì di' eseguire lo- i gelo de Medici, nacque in Milano a'3i
devoli disegni che avea concepito, per la marzo i499 da Bernardino e Cecilia Ser-
riforma degli abusi con un concilio ge- belloni dama illustre: a Medici famiglia
nerale, ch'erasi proposto di convocare do- ho parlato da cui derivò, de'suoi
di quella
po due anni, e di partire contro il turco, parenti con altre notizie, ed a Palazzo
come si legge in Raffaele da Volterra, nel- Altemps, del suo nipote di tal cognome.
\a Storia de' Pont, j benché erasi progno- Narra il Ciacconio che essendo bambino
sticala la vicina morte, quando nella co- in culla, nella sua camera comparve una
ronazione si bruciò la stoppa, scioglien- innocua fiamma, che vagando per essa
dosi in pianto. Ne'novendiali ne pronun- accese poi la lucerna; fenomeno che fu
zio l'orazione funebre Domenico Crispi ;
preso per preludio di futura grandezza.
venne sepolto in Vaticano nella cappella 1 suoi studi con impegno li fece prima
di s. Andrea presso lo zio, in un bel se- in Pavia, poi inBologua, ove s'istruì nella
polcro di marmo che vivente erasi pre- filosofìa, medicina e giurisprudenza della
parato per sé e per Agostino Piccolomi- qua! ultima ottenne la laurea di dottoro.
ni suo nipote, donde poi nel 161 4 fu Ritornalo in patria ed insorta grave di-
74 IMO PIO
scordia tra'nobili, per la riputazione che questo Papa, pose al collo del cantore
erasi formato, fu scelto arbitro e felice- una ricca collana d'oro per giubilo.
mente compose le vertenze, come pacifi • Dopo la morte di Paolo /^Caraffa,
coil fratello Giangiacomo col duca Fran- a'g settembre r 55q entrarono i cardina-
cesco li. Assunto l'abito clericale d'anni li in conclave, che fu lungo per la discor-

28, si portò in Roma a' 26 dicembre dia de'44 saci- ' elettori e altre cagioni ri-

ì5i r
], cioè nello stesso giorno e ora in portate dal Rinaldi a detto anno n.° 35.
cui32 anni dopo ebbe il triregno. Cle- Si prolungò anche per le trattative fatte

mente VII lo fece protonotario aposto- per esaltare il cardinale Tournon, ma


lico partecipante, e Paolo III successiva- come francese gl'italiani temerono del
mente lo dichiarò governatore d'Ascoli, trasporto della sede in Avignone; non.
di Città di Castello, di Fano e di Parma; che per quelle del cardinal Pio di Carpi,
dondecon la qualificai di commissario del- cui si oppose fortemente il cardinal d'E-
le milizie pontificie comandate dal ge- ste co' francesi e altri, ed aspirando egli
nerale Alessandro Vitelli, lo mandò in slesso al papato procurava con pretesti
Ungheria e Polonia contro turchi e i lu- temporeggiare. Non andarono ancor mol-
terani. Restituitosi in Roma, nel 1 543 lo to lontani dall'esservi sublimati i cardina-
stesso Paolo III lo spedi a pacificare i li Du Puy di somma riputazione, candidi
ferraresi e bolognesi, discordi pei loro con- costumi ed eminente dottrina, Gonzaga
fini territoriali. Nuovamente fu manda- e Beauman ben degni dell'onore. Alcu-
to in Polonia con Giambattista Savelli, ni voti ebbero pure cardinali Bellay e i

condottiere delle milizie papali ausiliarie Cueva, e questo ultimo per l'industria
diFerdinando re d'Ungheria, donde re- del conclavista, che narrai nel voi. XVI,
catosi in Roma nel 1 5/f4 venne desti-
, p, l3. Nella notte di Natale o in quella
nato al governo d'Ancona, dal quale pas* seguentead ore 7 de' 26 dicembre i55g
so alla dignità di arcivescovo di Ragusi fu eletto Papa il Medici, non per iscru-
e nel 1 54-7 a v ice-legato di Bologna nel- tinio, ma per acclamazione, e meglio lo
la legazione del cardinal Moroui, quin- racconto nel voi. XXI, p. 219, per ope-
di nel i548 fu fatto governatore di Pe- ra de'cardinali Sforza, Guisa, Carlo e Al-
rugia (che visitò da Papa) e dell'Umbria. fonso Caraffa, e principalmente del car-
Finalmente Paolo 111 agli 8 aprile 1
549 dinal Farnese per terminare un concla-
lo creò cardinale prete del titolo di s. Pu- ve ch'era motivo a tante mormorazioni.
denziana, dal quale in seguito otto a quel- I medesimi si determinarono per lui ri-

li di s. Stefano al Monte Celio, di s. Ana- conoscendone meriti singolari, non già


i

stasia e di s. Prisca. Giulio III apprez- per la colomba che entrata nella cappel-
zandone egualmente il mento, lo nomi- la Sistina e girata per più giorni nel con-

nò prefetto delle due segnature, legato clave, si era fermata stanca sulla cella del
di Romagna con la soprintendenza delle cardinal Medici, ciò che alcuni stimaro-
milizie della Chiesa contro Ottavio Far- no prodigio. Col nome dunque di Pio IV,
nese duca di Parma. Dopo la pace, Car- perchè meglio fosse confermata f opinio-
lo V nel i553 lo nomiuò amministra- ne che si avea della sua pietà e mansue-
tore della chiesa di Cassano, donde Pao- tudine, fu solennemente coronato a'6 gen-
lo IV nel i556 lo trasferì al vescovato naio 1 56o (le disgrazie accadute pel get-
di Foligno {?.). Come l'' Antoniano gli tito del denaro, le ricordai nel voi. XXI,
predicesse il pontificato, lo notai a quel- p. 70), ondeil Panvinio osservò, che nato
1

labiografia; solo aggiungerò, che appe- egli nel giorno di Pasqua, fu eletto Papa
na improvvisato con versi sulla lira, Lo- in quel di Natale e coronato dell'Epifa-
dovico Madrucci, poi fatto cardinale da nia, tutti e tre chiamati Pasqua. 11 pos-
PIO PIO 7j
sesso lo prese in lettiga, corteggiato da 3 i i voi. XV, p. aoo, XXXII, p. 42 e luo-
cardinalia'28 gennaio. Ad istanza del sa- ghi relativi. Dopo di aver con questo
cro collegio e singolarmente del cardinal esempio di severità avvisato i suoi mini-
Carlo Caraffa, perdonò ai romani gli ol- stri della fedeltà cui lo doveauo servire,
traggi e vergognose violenze l'atte alla me- per esserne più sicuro creò cardinale e
moria del di lui zio Paolo IF (F.), ob- segretario di stato s. Carlo Borromeo fi-

bligando il senato ai risarcimenti notali glio della sorella (del quale e della no-
a quell'articolo. Non fu però cos'i clemen- bilissima famiglia meglio parlai a Mila-
te con Pompeo Colonna, uccisore della no e Padova), ed il di lui fratello Fede-
suocera sotto Giulio III, rispondendo a rico conte d'Arona generale delle milizie
chi implorava la grazia della pena capi- ecclesiastiche, con 1000 scudi il mese
tale: Iddio mi guardi dal cominciare il d' onorario. Fece terminare la causa e
pontificalo coli' assoluzione d'un pani' dichiarare innocente il celebre cardiual
cidio. Bensì s'imparentò colla famiglia, Moroni (F.)j come altresì furono di-
le restituì le terre confiscate, onde il re chiarati innocenti il pio edotto vescovo
diSpagna dodo Federico Bor-
al nipote di Modena Foscherari domenicano, ed
romeo il ducato d' Oria ( F. ). Quanto altro di quest'ordine già teologo al con-
riguardala famiglia domestica di Pio IV, cilio di Trento , che quale amico del
silegga nel voi. XXIII, p. 75. Poco do- Moroni, avea con questi patito il carce-
po confermò nella dignità imperiale Fer- re. 11 Papa restituì ancora la fama e la

dinando I, e ne ricevette gli ambasciato- libertà a Gio. Tommaso Sant'elice vesco-


ri. A sollevare la camera apostolica pie- vo di Cava, carcerato come preceden- i

na di debiti, eresse 1' ordine o collegio ti sotto Paolo IV, per falsi sospetti in
de' vacubilisti venali, cavalieri Pii^F.). materia di fede, avendo spiegato in senso
Ne'minislri e nipoti del suo predecesso- cattolico alcune proposizioni delle qua-
re Paolo IV, volle il Papa dimostrare qual li era stato incolpato. Quindi il Ponte-
fosse la giustizia ch'egli voleva praticare fice rivolse tutta la sua attenzione a ter-
nel suo governo, e di qual tempra dovea- minare il concilio di Trento (^.^inter-
no essere ministri della corte pontifìcia.
i rotto a cagione delle rivoluzioni d'Euro-
A'7 giugno 56o fece carcerare cardi-
1 i pa, e ciò maggiormente per essersi al suo
nali Carlo e Alfonso Caraffa, ed il duca proseguimento ohbligato in conclave: se
di Paliano nipoti Paolo IV, e due pa-
di ne celebrò l'ultima sessione nel i5G3, e
renti dell'ultimo, che tranne Alfonso tut- ad istanza de' padri l'approvò formalmen-
ti perderono la vita. Pio IV fu indotto te, istituendo per l'osservanza de'suoi de-
ad essere con loro severo dai molti loro creti la Congregazione del concilio (F.).
nemici, e dall'animosità particolare della Pel i.° il re di Portogallo accettò i de-
Spagna contro la memoria di Paolo 1 V, creti del concilio, ne felicitò il Papa e ne
eh' erasi impegnato liberare l'Italia dalla promise l'adempimento; ed avendolo ri-
dominazione spagnuola. Il successore s. cevutola repubblica veneta senza alcuna

Pio V fece accuratamente rivedere pro- i limitazione, Pio IV le donò in Roma il


cessi, dai quali risultò che Pio IV fu in- Palazzo di Fenezia (F.) , mentre la re-
gannato, onde fece decapitare il gover- pubblica regalò in Venezia un simile edi-
natore di Roma, ripristinando negli ono- lizio pel nunzio pontificio. Nella Spagna

ri e beui i superstiti Caraffa, e reinte- e in Francia il concilio trovò ostacoli.


grando i ministri e famigliari di Paolo Pio IV ricevette nel grembo della chie-
IV, accusati di aver abusato del favore sa romana gli armeni col patriarca di
di quel virtuoso Pontefice. Su questo gra- Ezmiazin, e concesse loro in Roma chie-

ve argomento vedasi Caraffa famiglia, sa ed ospizio, come ho dello a Patkur-


76
FIO P IO
cato armexOj allorché giunse in Pioma i vescovi alla residenza, condannò i be-
1' ambasciatore di quel prelato. Si recò nefizi di simonia, istituì la professione
ancora a"" suoi piedi, come abbiamo da di fede pei promossi ai benefizi e al ma-
Genebrardo, Chron. lib. 4» Abdisù,cioè gistero delle scuole; ordinò che i cada-
Servo di Gesù, monaco di s. Antonio dot- veri fossero sepolti sotto terra; riformò
tissimo, per ottenere la conforma di pa- diversi tribunali di Pioma regolò
; le prov-
triarca massimo de'cristiani di Muzale, viste concistoriali, come dissi nel voi. XV,
nella Soria orientale. Fece egli la profes- p. 2 i-c*. Molto si affaticò Pio IV nella ri-

sione di fede, che riporta Io Spondanoad forma del clero secolare e regolare, invo-
an. i 562, n.° 34, e fu letta nella sessio- cando le concessioni e privilegi contrarie
ne 32 del Tridentino e da lui sottoscrit- ai decreti del Tridentino, per secondare
ta a'7 marzo, laonde il Papa con s'ingo- il quale favorì 1' istituzione de' semiuari.
iar compiacenza gli die il pallio e colmo Rifiutò di scomunicare Elisabetta regina
di preziosi sommamente con-
doni l'inviò d'Inghilterra, ed ottenne con tal mode-
tento alla sua patria, come si ha da Ri- razione trattamenti meno severi contro
naldi, an. r562*n.° 28. Approvò l'ardi- i cattolici. Colla bolla Cani domus,'j idus
ne equestre di Stefano (P-); ampliò
s. oct. 1 56o, Pio IV per le benemerenze

quei lo di s. Lazzaro (V.)j e terminò la degli Orsini eresse il loro feudo di Brac-
controversia di precedenza tra' canonici ciano in perpetuo e nobile ducato eoa
regolari ed i monaci,' in favore de'prinii. giurisdizione, potestà d'impero e di san-
Esortò cardinali a non adottar
i l'uso del- gue, e con privilegi, stemmi e insegne
/
le Carrozze (f .) j proibì che i palazzi proprie. Elevò le sedi d'Urbino, di Lan-

de' cardinali e ambasciatori servissero di' ciano e di s. Fede in metropolitane; ed


asilo ai rei; essendo caduto gravemente in vescovati Monte Pulciano, s. Giacomo
inalato, nel i56i dichiarò che il Papa si del Chili, la ss. Concezione del Chili, Cor«
eleggesse solo in Roma, ed emanò prov- dova e altre chiese. Piegalo la repubbli-
vide leggi sul Conclave ed Elezione da' ca di Lucca della rosa d'oro; contribuì
Pontefici {V.). Come permise ai tedeschi all' erezione del Collegio Romano e del
la comunione sotto le due specie, vedasi collegio Borromeo Pavia ( f^.): dei
in
il voi. XV, p. r i4- Aiutò potentemente doni fatti al duomo di Milano e de' pri-
l'ordine Gerosolimitano e Malia (V.), vilegi concessi alla città per la nomina
contro i turchi, provocando eziandio i dell'uditore di rota e avvocato concisto-
soccorsi del re di Spagna, cui concesse riale, ragionai ne' voi. XLV, p. 36, 3 7 e
700,000 ducati sui benefizi del reerno; 69; mentre nel voi. XL1V dissi del mo-
siccome per soccorrere l'imperatore con- nastero eretto in Roma per le dorme con-
tro lo stesso comune nemico, impose so- vertite da vita impudica alla penitente.
pra a' suoi sudditi un tributo di 400,000 Fortificò i porti d'Ancona, Ostia e Civi-
scudi d'oro. Per soccorrere poi il re di tavecchia, e fu benefico con altri luoghi
Francia contro gli ugonotti, la camera dello stato, come di Velletri che visitò nel

apostolica contrasse il debito d'un milio- 1364. Ma soprattutto Roma sperimentò


ne di scudi. Come Pio IV difese da tali la sua munificenza, pei splendidi monu-
eretici armati Avignone e il Venesino , menti e memorie di cui l'arricchì, onde
dorninii della Chiesa, lo narrai nel voi. Ili, ben a ragione lo celebrò il Masson, Deepi-
p. 248eseg., avendo costituito generale scopis Urbis,p. 4' 2, col seguente distico:
delle milizieil cugino Serbelloni. Appro- Mannoream me flcit, crani culli terrea, Caesar,
vò {'Indice [V.) de' libri proibiti, forma- Aurea sub Quarto suni modo facla Pio.
lo dal concilio di Trento; confermò il Edificò nell' attuale grandiosa forma la
sodalizio per sollievo de pazzi j obb'igò Chiesa dis. Maiia degli Angeli (del cui-
IMO PIO 77
to de' quali e di quanto proibì il Papa to, poco dopo fu assalito da febbre ca-
pai-lai a Coro degli Angeli), coti mona- tarrale, che dopo 8 giorni lo tolse di vi-

stero annesso pei certosini, e la consa- ta, la notle del c^ venendo il IO dicem-
grò. Da DLpnle Quirinale, fece continua- bre [565, assistito da s. Filippo Neri e
re la bella strada fino alla Porla Pia, da da s. Carlo che con santa libertà mani-
lui costruita; come pure riedificò la Por- festò allo zio il suo pericolo e gli ammi-
ta angelica, Porta Castello., rinnovan-
la nistrò sagramtnli. Visse anni 66, mesi
i

do Porla Flaminia, fuori della quale re- 8 9; e nel "pontificalo anni 5,


e giorni
staurò la Villa di Giulio III, destinan- mesi 1 5, nel quale in [\ pro-
1 e giorni 1

dola pei solenni Ingressi in Roma. Edili- mozioni creò 46 cardinali, fra'quali mol-
co il Borgo Pio, cinse di altre mura la Cit- li benemeriti della Chiesa nel concilio di

tà Leonina, fortificando il propinquo Ca- Trento, i tre nipoti Borromeo, Serbelloni


stel s. Angelo. Restaurò molle cinese an- e Altemps,il pronipole Ferreri, deponen-
tiche e con immense spese continuò il do dal cardinalato Coligny, come notai
sontuóso edilìzio della Chiesa dis. Pietro nel voi. XV, p. 200. L'altro nipote Al-
in Faticano. Aumentò grandemente le temps lo fece generale di s. Chiesa e lo
magnificenze del Palazzo Vaticano con sposò solennemente alla sorella di s. Car-
nuovi edifizi, come il casino detto di Pio lo, promettendogli scudi 100,000 di do-
IV, il palazzino del giardino della Pigna te ; ciò che può vedersi ne' voL XXVMI,
e altri abbellimenti a quel giardino, che p. 233,eXLV,p.i 12. Fu sepolto nel Va-
difese con mura. Compì con pitture e ticano, donde a'4 giugno 1 583 le cene-
stucchi la maestosa sala regia, e >le cele- ri senza pompa vennero trasferite in s.

bri loggie con stupendi dipinti e ornati; Maria degli Angeli, nel deposito che de-
istituendo la stamperia Vaticana per ri- scrissi a quell'articolo, il quale vuoisi di-
produrre le migliori edizioni de'santi pa- segnato dal Buonarroti, io «un a quello

dri.Fece un gran tratto del soffitto nel- del cardinal Serbelloni. Vedasi il Vitto
la basilica Lateranense. Principiò il Pa- relli in Ciaccon., in vita Greg. Xlll, t.

lazzo de' conserva tori in Campidoglio, ed 4, p. Oldoino in Ciaccon. t. 3, p.


16. L'
abbellì il Palazzo apostolico il Aracoeli. 885, descrive PiolV,di staturaalta, gras-
Riaprì molte strade antiche e rinnovò le so e robusto, di viso largo e naso grande,
nuove, riconducendo in Roma l'acqua occhi azzurri, ma non affatto giusti, con
Vergine o di Trevi, come si può vedere barba mediocre propenso al riso piìi ; ,

a Fontane, ed ai citati articoli vi è il re- che alla gravità conveniente all'alto suo
lativo dettaglio. Siccome per queste e al- grado. Aveva così felice memoria che ,

tre opere Pio IV ebbe bisogno di esor- improvvisamente recitava intere pagine
bitanti somme di denaro, così fu costret- di giureconsulti, poeti e storici. La sua
to di aggravare Roma e lo stato d'impo- eloquenza fu grande, né minore la spe-
sizioni e gabelle, da cui derivarono com- rienza negli affari, come la pazienza nei
mozioni, salire, amare critiche di vana- travagli. E' vero che non gli mancarono
gloria per tante spese senza i corrispon- piccoli difetti, ma questi scompariscono
denti mezzi, non che congiura nel i565 in confronto alle sue grandi virtù e fasti
contro la sua sacra persona, Io che ricor- del suo pontificalo, come osserva Mura-
dai nei voi. XX, p. 1 58, e XL1 V, p. 1 83. tori, Annali d'Italia, an. 1 565. Ne scris-

Il che dovea ucciderlo, fra'tormen-


sicario sero la vita i biografi de'Papi. Vacò la

ti solo disse, con affettato riso, che il suo s. Sede 28 giorni.


angelo custode I' avea indotto a tale at- PIO Papa CCXXXV. Michele
V (s.),

tentato, ch'egli chiamava prodezza. Sal- Ghislieri,nacque in Bosco, territorio A-


vato il Pontefice da sì barbaro tradiinen- Jessandrino e diocesi di Tortoua, allora
9

78
p 1 O PIO
nel Milanese, a' 17 gennaio i5o4 e non Consigliato dai suoi correligiosi di prov-
altrimenti, da Paolo di nobile madeca- vedersi colle limosine del marchese d'un
duta famiglia, e da Dpminina o Dome- mantello, per difendersi dalla pioggia e
nica Augeria a Ghislieri famiglia orion-
: dal freddo in recarsi da lui, si protestò al-
da di Bologna parlai di sua antichità e tamente di giammai profittare, nemmeno
lustro (del suo casino Pio con contigua d'un denaro, delle limosine a lui affidate.

chi esina ora de' Pacca, Vedi), con al- Pel singolare credito ch'erasi acquistato
tre notizie su questaPapa e quanto fece anche in Roma, la congregazione del s.
pei parenti. I genitori conforme alla lo- oflìzio lo nominò inquisitore della fede
ro pietà educarono il figlio, che giunto in Como pel Milanese e Lombardia, do-
all'età dii4 anni, invece di applicarsi v'ebbe a soffrire gravi persecuzioni con
ad una professione, con Io stesso nome rischio della vita. Quindi fu spedito a
battesimale vestì l'abito de'domenicani Coirà de' Grigioni per terminarvi alcu-
nel convento di Vigevano, ove nel 1 5 1
ne differenze, e poi deputato inquisitore
fece la solenne professione: il Cardella di- a Bergamo, in cui essendone vacante la

ce in Voghera. Divenuto già modello di sede, sostenne coraggiosamente una lite

virtù, fu mandato dai superiori al col- col capitolo e col vicario capitolare, a ca-
legio di Bologna a studiarvi teologia e gione di alcuni libri eretici, la quale gli

poi a Genova per ricevervi il sacerdozio. acquistò molta riputazione presso i car-
Obbligato a dettare un corso di filosofìa, dinali di delta congregazione, che lo in-
sitrasferì dipoi al convento di Pavia a viarono nella Rezia, e nuovamente in
insegnarvi le discipline teologiche, del- Bergamo, non senza sua esposizione, per
le quali fu professore per 16 anni, con processare il vescovo Vittorio Soranzo e
istraordinario plauso. Nel 1 543 fu invia- altri infetti dell' eresia luta'ana. Infor-
to al capitolo di sua provincia, che si tene- mato il cardinal Caraffa i.° inquisitore e
va in Parma, a sostenervi pubbliche con- poi Paolo I V delle distinte sue qualità, lo
clusioni. Eletto per superiore in più con- elesse commissario generale dels. offizio

venti del suo ordine, in tutti dimostrò in Roma. Divenuto il Caraffa Pontefice,
che le sue grandi virtù non erano infe- malgrado la sua ripugnanza nel 556 lo 1

riori alla dolcezza, con la quale li go- promosse a vescovo di Sidri eNepi(V.),
vernava : in uno di tali conventi coll'ef- conservandolo nella carica con la quali-
J
ficacia di sue preghiere impedì che al- fica di prefetto dell'inquisizione, ed a 5 1

cuni soldati per cupidigia preda vi di maggio 557 lo creò cardinale prete di
1

penetrassero. La modestia e il candore s. Maria sopra Minerva, di cui fu inti-

de' suoi costumi gli acquistò il nome di tolare, dichiarandolo supremo inquisito-
secondo s. Bernardino, di cui seppe imi- re perpetuo, uffizio che in seguito fu ri-

tare lo zelo nelle fervorose prediche, che servalo al Papa.


faceva con immenso frutto degli ascol- La dignità cardinalizia diede nuovo
tanti, e nel mostrarsi rigido custode del- risalto alle virtù del Ghislieri e singolar-
la povertà religiosa, per cui sempre a pie- mente alla sincera sua umiltà, che gli

di col carico delle sue robe indosso fa- fece tenere lo stesso metodo di vita mor-
ceva i viaggi, ai quali o dall'ubbidienza tificata e nascosta, e fino l'abito religio-

o dalla carità veniva obbligato. La fama so che sempre portava, tranne nelle pub-
di sue virtù e zelo contro gli eretici mos- bliche funzioni. Da Pio IV nel i56o fu
y
trasferito al vescovato di flìondovi (f .)
se Alfonso d' Avalos marchese del Va- ,

sto e governatore di Milano, a sceglierlo onde si cardinale Alcs-


sottoscriveva il

per confessore ed elemosiniere, quantun- sandrino,pev essere nato nell'agro d A-


que fosse lontano 20 miglia da Milano. lessandria e per averglielo dato per co-
PI o PIO 70
gnome il provinciale quando si fece re- stratagemma il cardinal Pisani. Il car-
ligioso; ed ivi sradicò i disordini cagio- dinal s. Carlo onninamente voleva il car-
nati dalla guerra e dall'eresia. Poco vi dinal Moroni, quindi fu persuaso in fa-
dimorò, dovendo attendere in Roma al- vore de'eardinali SiiletoeBoncompagno,
la congregazione del s. ofììzio, ed a quel- ma incontrò per essi molte difficoltà ;

la destinata ad esaminare decreti del i laonde coadiuvato dai cardinali Moroni,


Tridentino per l'approvazione. Volendo Altemps e Farnese, tutto si adoprò per
Pio IV annoverare al sacro coNegio Me- l'esaltazione del cardinal Ghislieri- Alcu-
dici eGonzaga giovanetti, figli il primo ni colleghi però gli rappresentarono ch'e-
del duca di Toscana, il secondo del du- ra creatura di Paolo IV e perciò era da
ca di Mantova, richiesto il parere del temersi, che essendo stati puniti dal suo
cardinale, rispose con apostolica libertà, zio Pio IV i Caraffa, potesse esercitare lo
che sarebbe ben guardato di concorre-
si slesso rigore versola famiglia del mede-
re alla loro promozione per gravissime simo, di cui non avea goduto il favore,
ragioni, massime per lo scandalo che offeso allorquando si oppose efficacemen-
avrebbe prodotto ne'padri del concilio di te che la legazione di Avignone dal car-
Trento, che o< capandosi seriamente della dinal Farnese si trasferisse nel cardinal
riforma degli ecclesiastici, con pena udi- Bourbon, ad istanza del re Carlo IX, per
rebbero rivestiti della porpora due ra- loche Pio IV per dimostrare al cardinal
gazzi: luttavolta il Papa volle crearli Ghislieriil suo disgusto, gli tolse l'appar-

cardinali. Portatosi quindi l'ambasciato- tamento che avea in palazzo egli diminuì
re toscano in nome del suo principe a lagrande autorità che avea sul s. offizio.
ringraziare i cardinali, il Ghislieri fran- Ma s.Carlo che non maneggiava con ri-
camente gli disse, eh' era ciò per lui su- flessioni umane un affare di tanta impor-

perfluo, essendo stalo di contrario senti- tanza e solamente considerava la gloria di


mento , non già per la casa Medici, per Dio e l'utile della Chiesa, restò costante
cui nutriva somma stima, ma perche co- nel suo proponimento, sinché ottenne il
tìgli dettava la propria coscienza. Sor- consenso del suo numeroso partito e quel-
preso da seria malattia e vicino a soc- lo di tutti gli altri.

combere alla violenza del male, si elesse 11 cardinal Ghislieri, dopo aver per
la sepoltura avanti i gradini dell'altare qualche tempo resistito, anche alle pre-
maggiore Ma-
del suo titolo antico di s. ghiere de'suoi amici, fu eletto Pontefice
ria sopra Minerva, die quantunque cam- a'7 gennaio 1 566 e prese il nome di Pio
bialo con quello di s. Sabina (quanto fu V per ciò che dissi a Nome de' Papi. Ta-
benefico d'ambedue lo dissi ai loro ar- le fu la sorpresa e lo stupore che provò
ticoli^ da Pio IV eragli stato di nuovo nell'elezione, che si espresse con quelle
conferito. Nel proferire la sua sentenza, sentenze che riportai nel voi. XX, p. 62.
usava di Savia e prudente libertà, inca- Segni straordinari aveano preceduto e
pace di tradire la verità, per qualsiasi seguirono la sua assunzione al pontifica-
rispetto umano, onde soleva dire il car- to, già predetta da s. Filippo. A' 17 gen-
dinal Bozzuto che
, il di lui sentimento naio, giorno in cui 62 anni prima era na-
prevaleva ed era di maggior peso di to, seguì colle solite cerimonie la sua co-
quello di lutti MortoPio IV
i cardinali. ronazione, per la quale abolì l'uso del
entrarono in conclave 5o cardinali, o Si getlitodella moneta e volle che si dispen-
secondo Panvinio, tra' quali il Gonzaga sasse a mano, come può vedersi nel voi.
che vi mori nel d"i avanti l'elezione del XXI, p. 70; ed ancora abolì il Banchetto
1

successore. Poco mancò die non lo fos- {V.) annuo che si faceva a' cardinali ed
sero i cardinali Niocoiini e Pucci, e per ambasciatori. Frattanto avendo saputo
1

8o P 1 o PIO
che romani erano poco contenti di sua
i riformare la sua corte: della famiglia do-
elezione, temendone la inflessibile seve- mestica di
s. Pio V, e quanto di essa fu e-

rità, rispose: die confidava in Diodi fa- minentemenle caritatevole e munifico, si


re un governo tale, che ad essi recherebbe leggano i voi. XXI 1
j p. 76 e XLI, p.
maggior dispiacere la sua morte, di quel- 258 e 260. Nello stato ecclesiastico prov-
lo che avea loro cagionato la sua crea- vide i tribunali di giudici probi, dichia-
zione. Quindi a' 27 dello stesso genna- rando altamente di non volere che si das-
io prese possesso al Laterano in Lettiga sero le cariche se non al merito e alla
(V-), e fece subito castellano di Castel s. virtù, non già al favore e all'interesse.
Angelo Francesco Bastone del Bosco, o- Comandò ai vescovi e a quelli che avea-
norandone figliuoli, uno de' quali, Gu-
i no benefizi con cura d'anime, che secon-
glielmo, dichiarò referendario con l'uffi- do detto concilio andassero alla loro re-
zio di dateria del concessimi. A queste sidenza, concedendo loro un solo mese di
prime prove del paterno suo amore, al- tempo a disporsi alla partenza, od a ri-
tre ne aggiunse di sua magnificenza, di- nunziare, allrimenli li avrebbe privati
stribuendo 80,000 scudi a 38 cardinali, de'benefizi slessi.
200 a ciascun uditore di rota, e 5o,ooo Rinnovò ai medici l'obbligo di far con-
per dote alla sorella di s. Carlo in luogo fessare gl'infermi al 3.° giorno del male;
del doppio promesso ad Allemps dallo tolse I' abuso di celebrar la messa nella
zio Pio IV. Per mostrarsi riconoscente sera delle vigilie di Pasqua e Natale. Con-
olla memoria di Paolo IV (/^suo bene- formandosi ai decreti pontificii, con la
fattore, decretò quanto descrissi a quel- bolla Cimi primuni } del i.° aprile i566,
l'articolo e giustamente reintegrò nell'o- Bull. Rom. t. 2 p. 176 del Cherubini,
,

nore e ne' beni Caraffai perseguitali soito gravi pene ordinò la venerazione
z
(/ .); creò cardinale Antonio, colmò di nelle chiese, e vi fece togliere le sepoltu-
grazie e di rendite malmenati famigliari i re in forma di mausolei erette nel mez-
e ministri di detto Papa, e fece troncar la zo di esse. Impose severi castighi ai si-

testa al governatore di Roma per avere moniaci , bestemmiatori , concubinari e


ingannato Pio IV nella processili ade'Ca- sodomiti; e rivocò ai tedeschi il permes-

rafia. Ecco una delle tante prove dell'in- so di comunicarsi colle due specie sagra-
stabilità e incertezza degli umani giudi- mentali , come rivocò ai latini e greci di
zi , soprattutto negli affari politici ed in celebrare con diverso Per promuo- rito.

un governo elettivo: il giudizio inesora- vere la fiamminghi vessati


religione ne'
bile di Dio tarda, ma non falla. Non fu daglieretici, mandò loro Medaglie bene-
minore l'amor paterno col quale scrisse e dette (V.), onde meglio se ne stabilì 1' u-
soccorse a Maria Stuarda regina di Sco- so, donando lo stocco e berrettone bene-
zia, per parte della regina Elisabetta tri- detti al duca d'Alba che li combatteva.
bolata. Nello stesso teiripo trovandosi i Prolesse l'ordine Gerosolimitano (P'.)
romani nell'agosto 1 W6 afflitti da epide- contro i turchi, con milizie e denaro soc-
mia, a tutti i poveri infermi somministrò correndolo, e cooperò alla fabbrica del-
limosine e medicine. Quindi tutto si de- la "Valletta in Malta (V.), lo che trattai
dicò il santo Pontefice a formare mira- pure a Costantinopoli. Ivi inoltre nar-
bili regolamenti, per restituire al dovuto rai le leggi emanate sugli schiavi turchi,

splendore il culto divino e la disciplina. e quanto in diversi tempi fece il Papa col
Per riuscirvi più facilmente esorlò i ve- massimo zelo per abbattere la possanza
scovi a fare osservare i decreti del conci- ottomana, che dopo la presa di Fama-
lio di Trento e a riformare le loro chie- gosla minacciava d'invadere tutta l'Italia
se, dandone egli il primo 1' esempio col e di arrogarsi la signoria de'marij sia cou
P I o P IO « r

recarsi in Ancona, sia nelP implorare il rei. Dipoi i5 agosto con la bolla In-
a'

di vino tiiulo, sia nel formare la triplice defessa pasloralis, ampliò la precedente
alleanza e sacra lega che produsse la fa- contro fautori de' delinquenti, dichia-
i

mosa vittoria nel golfo di Lepanto, che randoli incorsi nella pena di vita, confi-'
pur descrissi bMabina ed a Minzu(ove scazione di beni, demolizioni di case e
parlai eziandio de'soccorsi dati alla Fin/i' perpetuo esilio di loro famiglie. Nel i56^
eia contro gli ugonotti, come è espresso uniformandosi al disposto di L'io IV, con
nei bassolie vi del suo sepolcro, anche a di- la bolla Licet alias, degli 1 1 luglio, proi-

fesa d'Avignone e suo contado, come me- bì che i banditi in contumacia potessero
glio dissi a tali articoli, ponendo nella essere ammessi prima non
alle difese, se

Chiesa di s. Giovanni in Luterano le ban- si Quindi per ov-


costituissero in carcere.
diere tolte ai nemici, come delle immense viare ai disordini che nascevano dalla
somme pereti) spese e delle Decime, Vedi, delazione delle armi corte, conferman-
imposte), perla quale concesse il solen- do e ampliando le disposizioni di Pio IV,
ne Ingresso in Roma (['.), cogli onori del per le quali erauo vietate le pistole più
trionfo al Colonna, aggiunse alle litanie corte di due palmi, ed annullando qua-
Auxilium Ctiristianoruni, e istituì la di- luncpie licenza di portarle e di conceder-
vozione delle Quarant'ore (V). La bat- la, estese la proibizione agli stili e altre ar-
taglia di Lepanto può risguardarsi come mi di punta minori di tre palmi, con la

l'ultima delle Crociate bandite in tutta la bolla Cam vìces efus, de' 1 2 febbraio 1 572,
cristianità contro gl'infedeli nemici della sottoponendo i contravventori alle pene
religione di Cristo, essendo stati promoto- de' rei di lesa maestà. A Palazzo Bra-
ri principali delle imprese di Terra santa scht,parlando delle pasquinate e satire,
i Papi. Si vedano Commentari della i ho riportato le severe provvidenze di s.
guerra di Cipro e della lega de'principi Pio V, contro la pubblica maldicenza ed
cristiani contro il turco, di Bartolomeo i libelli. Fece disposizioni sui testamenti

Sereno, pubblicali dai monaci della ba- e spogli de' benefiziati. Con particolare
dia cassinese. IV tipi di Monte Cassi- vigilanza promosse l'agricoltura, confer-
no i845. Fra le altre maggiori appli- mandone colla bolla Pia devotio, de'g
cazioni che tennero occupato l'animo di settembre i5G6, i nuovi statuti, e dando
questo gran Papa, una fu quella di soste- ampia facoltà ai consoli di giudicare de-
nere romana
la dignità e le ragioni della finitivamente tutte le controversie ad es-
chiesa a lui affidata, per cui emanò la sa concernenti, ancorché tra persone pri-
celebre bolla Admonet nos, de' 29 mar- vilegiate. A Lana si può vedere quanto
zo 1567, Bull. Rom. t. 2, p. 220, proi- di tal arte fu benemerito; a Mercante le

bendo infeudare o alienare dominii del- i leggi sui falliti; a Dote la prammatica su
la s. Stde, come riportai nel voi. XV, p. di esse. Con la bolla Quoniam nos più-
287. Pel buon regolamento dello stato ries, de'24 maggio 1567, Bull. Rom. t.
ecclesiastico, a'3 luglio 56G pubblicò la 1
4, par. 2, p. 38q, approvò e in essa in-
bolla Ex superna dispositionis, confer- serì il nuovo statuto del popolo romana,
mando quelle di Pio li, Paolo II, Sisto compilato per suo comando dai deputali
1 V , Giulio li Clemente VII
, Leone X , Antonio Vellio, Mario Gabrielli e Marco
e Pio IV,coutro gli assassini, sicari, ban- Antonio Borghese avvocati concistoriali,
diti e altri malviventi, e contro chiun- Domizio e Tommaso Cavalieri, Vincen-
que avesse dato loro ricetto o prestato zo Nobili, Piero Tharo, Vincenzo Pa-
difesa e assistenza. E per meglio riuscire renti Galeazzo Poggi, Antonio Massa,
,

nell'intento, convenne cogli stati di Napo- Luca Peto dottori in diritto, Mario e
li e di Toscana la reciproca consegna dei Cencio Frangipane, Ettore Muti, Orazio
VOL. LUI. 6
82 PIO PIO
Naro, Pietro Paolo Fabi e Girolamo Pi* somme da lui impiegate per abbattere
chi. Con la bolla Cum onus, del i.° feb- gl'infedeli e gli eretici armali, come pure

braio 1569, Bull.


275, Rom. t. 2, p. soccorse con denaro gì' inglesi cattolici

prescrisse la forma di legittimamente esiliati o carcerati da Elisabetta regina


creare, alienare e redimere censi; e con i d' Inghilterra (F.), che scomunicò e di-
la bolla In eam 3 de' 28 gennaio 1 5y r, chiarò eretica. Col medesimo coraggio
loco citato p. 325, ordinò che cambi i apostolico minacciò di deporre dall' im-
fatti contro il prescritto dalle leggi fos- pero Massimiliano II, se avesse permes-
sero nulli e invalidi e che si dovessero so la Confessione Augustana. Protesse i

punire i contravventori col castigo stabi- dotti e gl'innalzò alle dignità.

lito agli usurai. A Ebrei raccontai quanti L'applicazione che il s. Padre dovea
ne convertì, come ne limitò il vivere e dare a questi affari di tanta importanza e
il ghetto. Dichiarò dottore della Chiesa s. così scabrosi, nulla scemava la cura ch'e-
Tommaso d'Aquino domenicano, ed e- gli continuamente avea per la vigilante
resse i vescovati di Boulogne e di Ripa- amministrazione del suo ministero. Proi-
Iransone: alcuni gli attribuiscono la ri- bì negli spettacoli combattimenti delle i

pristinazione di quello di Barbastro,a\- fiere, e tuttociò che poteva avere dell'inu-

tri la riferiscono all'immediato successo- mano o troppo licenzioso, lo che toccai nel
re Gregorio XIII; altrettanto dicasi del voi. XXXI, p. 1 84- Con rigorosa pram-
J
vescovato d Elvas, di cui vuoisi fatta l'e- matica riformò il lusso degli ecclesiastici
rezione da Paolo IV. A Baianesimo si negli abiti, ne'giuochi, ne'leatri, ne'ban-

può leggere quanto operò s. Pio V nel chetti e in altri disordini. Volle che i

condannare le proposizioni di Baio, i cui cardinali che non pagavano i loro debi-
errori professarono poi i Giansenisti.Mol- ti, potessero essere costretti come gli al-

to si affaticò il buon Pontefice nella ri- tri in tribunale: bensì fulminò le pene
forma buon regolamento degli ordini
e a chi attentasse contro la loro vita, lo
religiosi, onde abbiamo: Compendio del- che dissi ancora nel voi. X, p. 6. Privò
le grazie e favori conferiti da s. Pio V delle rendite de' Benefìzi, al quale artico-
agli ordini religiosi, Roma 1 7 1 3. Questo lo notai quanto per essi ordinò, chiunque
argomento lo trattai a Mendicanti, Ira i lasciasse di recitare l'uffizio divino, a pro-

quali die la precedenza a'domenicani, a porzione delle ore canoniche ommesse,


Clausura, a Francescano^ a Serviti, a ed emanò ordine sui pensionali de bene-
Minimi, a GirolaminIj a Gerosolimita- fìzi. Pubblicò rigorose pene contro i si-

no, a Umiliati che abolì, ed altri. BJfor- moniaci ; dichiarò nulli i testamenti fatti
7
mò la Peitilcnzìei ia (P .), ed istituì i tre dagli ecclesiastici in favore de' loro ba-
collegi apostolici de Penitenzieri di Roma stardi quantunque legittimati, mediante
(F.). Nel voi. XVII, p. 182, riportai co- la bolla Quae ordini ecclesiastico, de'27
me s. Pio V dichiarò granduca il duca gennaio 1 57 1 . Avendo s. Pio V impo-
di Toscana, e della corona che gli donò sto altre riforme agli ecclesiastici, per le
a mezzo di Michele Ghislieri Bonelli suo quali qualcuno gli disse che molti si la-

nipote. Fece correggere e pubblicare il gnavano e che questo era il modo di ro-
Breviario romano, il Messale romano e vinare la corte, pieno di mirabile zelo
l' Uffizio della Beata Fergine, ed a questo rispose: £" meglio che perisca la corte e
concesse indulgenze. Indi permise a' ca- con essa periscano tutti coloro che vi vo-
nonici regolari di s. Agostino l'uffizio e gliono tali disordini e corruttele, e non
messa del b. Ivo vescovo di Chartres e perisca la Chiesa eia religione profana-
cardinale. A Luoghi di Monte ragionai di ta da abusi tanto enormi. Con editto del
quelli eretti da s. Pio V, per Je immense 1 5(x), per rimuovere le crapule, proibì
no PIO R3
rigorosamente romani die avessero
ai pressione dell'eresia e della potenza tur-
casa, di andare alle osterie per mangia- chesca, sono le opere più grondi di que-
re,bere e giuocare, dicendo ch'esse era- sto magnanimo Pontefice. A Conorec. \-
no solo istituite per comodo de'forastieri zione dei s. offizio dissi quanto operò per
che non hanno abitazione. Avendo rifor- la prima , donandole la vasta tenuta di
mata la pompa femmine, ed espul-
delle Conca e stabilendo in Roma l'ampio edi-
se le meretrici da Roma e da tutto lo lìzio medesima, cioè coi due palaz-
per la

stato, alle rimostranze del magistrato ro- zi già abitati da due cardinali (uno fab-

mano, pel danno che proveniva alle ca- bricato dal cardinal Lorenzo Pucci ) e
se spigionate, il Papa gì' impose silenzio comprati di suo peculio (il Catena, p. 148,
ed esclamò: Sarà dunque giusto e decen- dice il palazzo cominciato da Pio IV a
te, che il senato romano prenda la di- persuasione di Pio V, il quale bensì vi
s.

fesa delle donne pubbliche e la proiezio- spese 2^,000 scudi). Ridusse ì'edifìzio
ne dell'impudicizia ? Fi diremo, che se allo stato attuale con l'opera del Vignola,
queste non usciranno da Roma, ne par- atterrando una diruta chiesina detta di
tiremo noi con tutta la corte. Uscirono in s.Zenone e incorporandovi quella della
fatti molte, ed altre vi si tollerarono per confraternita degli avignonesi, trasferiti
ovviare a maggiori disordini, ma furono altrove, destinandola al servizio del luò-
confinale in luogo remoto. Alla bolla go, restandovi ancora un avanzo. Questa
Coena aggiunse ohe niun sovrano potes- chiesina fu edificata da s. Leone III, con

se imporre nuovi tributi a'ministri della scuola e ospizio eretto da Carlo Magno.
Chiesa, sotto pena di scomunica. Con- Si chiamò s. Salvatore del torrione per
fermò decreti in favore della Concezio-
i quello poi eretto vicino da s. Leone IV,

ne (f'.)j ed ordinò le congregazioni del- vimacello per quello ivi fatto de'cristiani
la Dottrina cristiana (E.). Nel voi. XLf, da Nerone (Torrigio, Gioite^. 5i 1, 5'JlVj,
p. 2o3, raccontai come s. Pio V dichia- de ossibus per la quantità dì quelle che
rò canonico teologodella basilica dis. Pie- ivi si seppellirono, principalmente di quel-
tro il p. maestro del s. palazzo, ma eb- li che sirecavanoa Roma in Pellegrinag-
be breve durata. Accordò agli spagnuoli gio (a questo articolo narrai l'ospitalità
di portare il corporale fuori della borsa che vi ricevevano), per ultimo ristorata

e di nominare il re nel canone; ordinò da Nicolò V: alcuni la confusero colla vi-


per precetto a tutti i sacerdoti la recita cina chiesa di s. Maria della Pietà di cam-
òe\Y Evangelo di Giovanni nella mes- s. po santo, onde si possono vedere le con-
sa j volle che prima del Confìteor, nel- trarie testimonianze, in Marangoni, Fst. di
l'introito della Messa, si dicesse il salmo Sancta ss. p. 85; Panciroli, Tesori p.487;
1

Judica ine Deus, e che sacerdoti al fine i Martinelli, Roma e x ethnica sacra p.^Hcj.
di essa (lasserò una sola benedizione. A Palazzo Vaticano parlai dell' area e
Emanò diversi brevi per le missioni pon- dell'acqua del palazzo dell'inquisizione.
tificia che si leggono nel t. i dell' Ap-
, Alle opere ancora di magnificenza si

pendix, Bull. prop. fide, cioè Exponi, estesero le cure di s. Pio V, in vantag-
per predicare e amministrare sagramen- i gio del pubblico. Terminò il soffitto del-
ti dai religiosi nell' Indie; Exponi, am- la basilica Lateranense e l'indorò. Edi-
pliazione del precedente; Romani, sul ficò il monastero e la chiesa de'ss. Dome-
battesimo e matrimonio degl'indiani con- nico e Sisto per domenicane, poi am-le
vertiti. Come s. Gregorio VII, volle as- pliati magnificamente da Paolo V a ,

sicurare l' impero della religione col vi- Monte Magnanapoli. Nel Palazzo Vati-
gore di sua potenza, preferendo l'opera cano(V.) fabbricò un appartamentocon
di Dio ai vani omaggi del secolo. La re- cappella, e l'abitazione degli svizzeri con
84 Pio PIO
chiesi na, diverge cose operando nella Cit- modestia e purità di lasciarsi vedere, né
tàLeonina ( V. ). Come dissi nel voi. toccare ove slava il suo male, non volle
XLVIIj p. 8],donòal museo Capitolino più ammettere medici, ma ricorse sola-
le statue ch'etano in Belvedere al Vatica- mente all'antico e familiare suo rimedio
no, per cui nel giorno anniversario di sua del latte di asina.Questo però o per la
nascita e coronazione a' i 7 gennaio il se- quantità o perchè il suo stomaco fosse
nato offre un calice d'argento e torcie di troppo indebolito, non lo poteva più di-
cera alla chiesa di s. Maria sopra Minerva, gerire, onde lascialo anch'esso, si appi-
assistendo alla messa; non convenendo il gliò all'unico rimedio deila pazienza, col-
Maffei, con Ciacconio, Cabrerà e Pan vi - la quale in mezzo al tormento de' calco-

nio, che gli fosse imposto il nome d'Anto- li, andava spesso ripetendo, rivolto a Ge-
nio, almeno pel i.°, ch'è la festa che in tal sù Crocefisso: Accrescete, Signore, i do-
di ricorre. All'università di Pavia ag- lori, ma
piacciavi di accrescere ancora
giunse il collegio Ghislieri (quello di Bo- la pazienza. In questi gagliardi attacchi,
raa non fu fondato da lui. pel quale si può che durarono per 4o giorni continui, egli
vedere il voi. XIV, p. 164)- Donò all'ospe- siconfessava quasi ogni giorno, e cele-
dale di s. Spirito 25,ooo scudi, 6.000 al brava la messa quando i dolori glielo per-
seminario romano,epiù di 5,oooaH'arci- mettevano.
confraternila della ss. Annunziata per do- Siccome in questo stato non poteva il

te alle fanciulle; ingrandì la casa de'ncofi- santo Padre dar più udienza a veruno,
ti, e concesse lachiesadiMaria Egiziaca s. così corse la voce che fosse morto, e ne
con ospizio agli in Bosco
armeni. Fondò spedirono la notizia con corrieri alcuni
sua patria un convento ai domenicani ,
ambasciatori. Alla sparsa voce seguì nei
con reudite per 5o religiosi. Restaurò i romani un amarissimo pianto onde a- ,

condotti dell'acqua Vergine, terminò la vendolo saputo il buon Pontefice, si fece


fabbrica dell'università romana, fortificò portare il giorno di Pasqua vestito pon-
Ancona, pose fine alle fortificazioni di Ci- tificalmente sulla gran loggia della ba-
vitavecchia, restaurò parte delle mura di silica Vaticana, per dare la solenne be-
Roma, fece e adornò le strade Alessan- nedizione al popolo, con
il quale lo rivide

drina e Bonella, così dette da lui e dal estremo piacere. A' 21 aprile volle fare
nipote cardinal Bonelli (per la qual via i l'ultima visita delle 7 chiese, ed a piedi
Bonelli ebbero un palazzo ) che come il camminò per gran tratto di quella stra-
Papa fu detto V Alessandrino : queste vie da, ad onta delle rimostranze di Marc' An-
incominciano incontro l'arco di Settimio tonio Colonna. La mancanza di vigore
Severo, e vanno sino alla crociera che con- gì' impedì la visita della scala santa e si

duce ai Pantani. In tre promozioni creò contentò baciarne l'ultimo gradino. Qui
21 cardinali, fra'quali il detto nipote e ascoltò molti cattolici inglesi . che fece
Sisto V; che a molti fece donativi, lo no- provvedere del bisognevole, e il celebre
tai a Piatto cardixalizio. Inoltre prov- Navarro gli parlò della causa di Carran-
vide 3o6 chiese di altrettanti vescovi. za arcivescovo di Toledo. Indi tornò al
Principiato il 15^2, cominciò s. Pio V palazzo Vaticano e dopo aver spedito 12
ad infermarsi per male d' orina. Con la memoriali , non avendo lena per far al-
cura sembrava di avere ricuperato la sa- tro, si mise a letto, dal quale non si alzò
lute ,
quando nel marzo gli ripresero i più. Con esemplarissùna divozione rice-
dolori con tanta veemenza, ch'egli stes- vette dal cardinal nipote i sagramenli
so si persuase di essere vicino a morire. della Chiesa, dopo i quali avendogli rac-
Sperando poco sui rimedi umani in età comandato con ardore la sacra lega con-
sìavanzata, e nou permettendo la sua tro gii ottomani, passò a godere in para-
PIO PIO 8j
eliso i fruiti delle sue virtù, nel i.° mag- dopo lunghissimo tempo riconosceva qua-
gio i J72, d'anni 68, 3 mesi e 1 4- giorni, lunque persona, sebbene l'avesse vedu-
assistito dai cardinali b. 15 ti ra 1 i e Caraf- ta una sola volta, laonde dopo il i.° an-
fa, dal Pontefice a ciò chiamati. Gover- uo del pontificato già avea perfettamente
nò con esemplar zelo la Chiesa anni 6, appreso gli affari del suo stato e quelli
mesi 3 e giorni 24. Nel cadavere furono della Chiesa. Alle moderate spese che fa-
trovate tre pietre della slessa grandezza, ceva nel cardinalato, fatto Pipa aggiun-
forma, colore, durezza e figura, le quali se 4 paoli il giorno; ma co'poveri la sua
eransi formate da lunghissimo tempo e liberalità non ebbe misura, poiché con
perciò cagione di sua indicibile sofferen- essi consumò due milioni di scudi d'oro.

za per lungo trailo distia vita, e dell'ul- Non ostante queste spese e le altre de-
tima sua malattia durata 5o giorni e scritte, alla sua morte lasciò nel tesoro
descritta dal Marenghi presso il Marini, pontificio un milione di scudi, oltre a 5oo
Archiatri, t. 2, p. 3 18. Fu sepolto nel mila chedopo tre mesi si doveano riscuo-
Valicano, nella cappella di s. Andrea, in tere. In questi non sono compresi 3, 000 1

forma di deposito, finché venisse il tem- scudi trovati nella sua camera, che te-
po di condurlo al convento de' domeni- neva per sovvenire bisognosi, e 100,000
i

cani di Bosco, come avea ordinalo. Che altri eh' erano in mani del suo maestro

da cardinale egli erasi apparecchialo il di casa, per lespese occorrenti. Nella zec-
sepolcro nel pavimento della chiesa di s. ca pontifìcia si conservano 16 i conii di
Maria sopra Minerva, come toccai di so- sue medaglie, celebranti pon-
i fasti del

pra, lo afferma il Marangoni riportan- ,


tificato, tre delle quali la chiesa di s. Cro-

done l'iscrizione fatta dal medesimo scol- ce e convento eretti in Bosco. Queste e le
pire, a p. 4 '4- Che da Papa edificò in altre medaglie sono illustrate dal Bonan-
Bosco il monastero di s. Croce de'dome- ni, Numism. Pont. : quanto alle sue mo-

nicani con rendile, biblioteca, chiesa e nete, vedasi lo Scilla. In s. Maddalena


preziosi arredi, erigendovi la propria se- di lioma si venera l'immagine della Ma-
poltura con ìstalua che lo rappresenta donna, che il Papa di frequente ossequia-
genuflesso avanti Cristo resuscitato, so- va con preghiere nella sua privata came-
vrastata da s. Michele, ed avente ne'lali ra, come ricordai nel voi. XLV, p. 188.
due con iscrizione iu cui è
altre statue, L'eroiche sue virtù, gli strepitosi od»
detto, prò cadavere suo reponendo, tut- racoli da Dio operali a sua intercessione,
to descrive il Catena a p. 1 4<)- M a Sisto sono descritti dai suoi biografi. Appena
V, non volendo privare Roma di questo morto la sua segnalata santità impegnò
tesoro, lo trasportò in magnifico mauso- la pietà de' fedeli, la divozione de' prin-
leo nella sua cappella in s. Maria Mag- cipi e la gratitudine di Sisto V da lui fat-
giore, di cuj era slato divolo il santo, al to cardinale, a procurare che si formas-
modo descritto ne'vol. XIl.p. 19 e 120, 1 se il processo di sua beatificazione, il quale
XLIX, p. 5o. Di Pietro Galesini si ha nel 5 1 6 sotto Paolo V, e poi uel 1621
1

De Iranslatione Pii V , quam Six-tus V regnando Gregorio XV, cominciò a trat-


solemni,tantoque pielalis officio celebra- tarsi efficacemente; imperocché la con-
vi), Piornae 1 588. Fu s. Pio V di giusta gregazione de'riti già nel 161 5 avea for-
statura, di aspetto grave, modesto e spi- mato un decreto, poi confermato da Ur-
rante santità, di sembiante lungo e ma- bano Vili, per sospendere suffragi che i

gro, ma
bianco con qualche mescolanza si celebravano per l'anima del santo, ed

di vermiglio; occhi azzurri, naso adun- in vece statuito di celebrarsi uel giorno
co,barba lunga e canuta, testa calva. Era anniversario di sua morte la messa della
dotato di profonda memoria, in guisa che ss. Trinità. La stessa congregazione agli
86 P1O P I

8 marzo 1672 emanò il decreto pei pro- Giacobilli, Feulclt, Miuorelli, Fila s. Pii
cedere alla sua beatificazione, con la con- V, Roruae 1712, ed i seguenti. Il bar-
cessione di in essa e uffizio proprio; decreto nabita Jo. Antonio Gabulio, De vita tt
che approvato da Clemente X, il quale
fu rebus gestis Pii V Pont. Max. } Romae
Io beatificò con solenne cereuionia nella i6o5. Girolamo Catena suo segretario,
basilica Vaticana il i.° maggio, mediante Vita del gloriosissimo Papa Pio 3 con V
la bolla Unigcnilus 3 de' 27 aprile, Bull. una raccolta di sue /eto'e,
647- Roma 1

Rorn. t. 7, p. i65. Innocenzo XII fece e- Paolo Alessandro Maffei, Vita di s. Pio
strarre il cada vere a pie del deposito, e for- V Papa, Roma 1712. Fr. Pio Ghislie-
malmente collocare nell'urna che apresi ri, Elogio islorico dis. Pio VP. 31. of-

nel giorno di sua festa, con celebrazione di ferto alla S. di N. S. Pio VI, Asisi 797: 1

soleune pontificale ed indulgenza plena- ne tenne proposito il Giorn. cccl. di Ro-


ria a chi ne visita il sepolcro per 8 giorni, ma 3 t. 12, p. 84- Visconte Alfredo de
1

per qual funzione un domenicano re-


la Falloux, Histoire de la vie de s. Pie 3
V
citò il panegirico. Dipoi Clemente XI cou Paris i844- Se ne legge 1' elogio ed un
decreto de' 4 agosto 1 7 1 o determinò la bel sunto negli Annali delle scienze relrg.
sua cauonizzazione, la quale soleuuemente voi. 19, p. 32 1. D. Gregorio Jannuccelli,
eseguì in detta basilica a'22 maggio 1 7 12, SS. Pii V
res gestae latina orationece-
cou la bolla Inter mulliplices, loco citato lebralae, Romae i85o. Vacò la Chiesa i 1

t. 1 o, par. i,p. 3o6, assegnando il giorno giorni.


-j di tal mese per festeggiarsi ogni anno la PIO VI, Papa CCLX. Giannangelo
sua memoria. Cappello pubblicò gli Al-
Il Braschi, uacque in Cesena nella Roma-
;
ti delia canonizzazione, e Cristoforo Bat- gna, a 27 dicembre 171 7, dal conte IWar-
telli pronunziò l' Oralio de laudibus s. Pii c'Aurelio, d'una delle famiglie più nobi-
V'Inibita in s. palriarc. Liba: bas. s. 31a- li, sebbene non delle più facoltose della
riat 31., ad dementerà XI, cu/u ejusdem provincia, e dalla contessa Anna Teresa
s. Pii V rtceiis divinis honoribus aneti Bandi, illustre dama della stessa città.
ioletnnia ibidem celebraret doni. IV od. Fatti i primi studi sotto gli occhi de'suoi
J
7 1 2. Inoltre Clemente XI col breve Re- genitori, che nou trascurarono di dargli
deinptoris, de' i3 febbraio 17 i3», Bull. la più virtuosa educazione passò ad i-
,

t. ii,par.i,p. 33o, concesse indulgenza struirsi nelle scieuze maggiori nelle scuo-
plenaria perpetua nelle chiese de'dome- le de'gesuiti, dove in breve tempo die a
nicani, de'quali il sauto avea professalo conoscere la sua mente felice, il suo per-
la regola, nel giorno di sua festa; e col spicace giudizio e la sua facilità nella p-
breve Cum
sacra, degli 8 luglio , Bull. preudere le cose più difficili, e uel con-
Magn. 8, p. 437, prescrisse l'elogio
t. servarle con sicuramemoria, cheuon mai
chesidovea mettere uel martirologio 10- poi l'abbandonò, laonde ancor dopo 5o
inauo, e che alla 6/ lezione del suo uf- anni recitava a meute de'pezzi iutieri dei
fizio si aggiungesse, ch'egli lo avea cano- più celebri autori greci e latini, come se
nizzato. Questo uffìzio comaudato a tut- li avesse letti poco prima. Non ave* com-
ta la Chiesa dalla congregazione de' riti piti 17 anni quando prese in patria la
a'28 geuuaio 1 7 o con rito semidoppio,
1 laurea dottorale in ambe le leggi, ed iu
Pio VI con decreto de' 20 aprile 1775 quel tempo risolvè di abbracciare lo sla-
l'elevò al rito doppio. Di lui abbiamo da to ecclesiastico, nou Ostante che fosse l'u -

Fr. Goubau, Pii V


P. 31. epistolarum 3 nico maschio di sua casa. Desiderando poi
Autuérpiae i54o, 1640. Scrissero la vi- diapprofoudarsi nelle scieuze e belle let-
ta di questo sauto Pontefice, Bzovio, Man- tere, e di estendere le sue cognizioni, da
fredi, Caraccia, Fuentemajor, Somma, Ceseua si portò a Ferrara, sotto la dire-
PIO PIO 87
7Ìone dell'avvocato Gio. Carlo Bandi, 6UO polelani, il re de' quali Carlo (poi Carlo
zio materuo , che in qualità di uditore 111 ) corse rischio d'essere preso e fatto
assisteva il Hujfo (qui
cardinal Tommaso prigioniero. In questa confusione potè il

avvertirò che per dovere di brevità e per Braschi salvare le carte di sua cancelle-
non ripetere ciò che di Pio VI e suo lun- ria e impedire che non cadessero in ma-
go pontificato, ferace di grandi avveni- no de' tedeschi , onde il re nel recarsi a
menti, ho detto in innumerabili luoghi, Roma ne lodò lo zelo, e gli disse diesi
i nomi che indicherò con carattere cor- sarebbe in ogni incontro ricordato di lui,

sivo sono principali che contengono le


i e sarebbe stato sempre suo amico, come
analoghe notizie, onde in quegli articoli in fatti lo dimostrò finché visse, divenuto
si possono leggere, limitandomi solo ad ac- re di Spagna. Non andò guari che nata
cennarle ) legato della provincia, Poco grave agitazione nel popolo napoletano,
durò il Braschi a cattivarsi la protezione con pericolo di sollevazione, per senten-
di quel porporato, gran conoscitore del ve- za che la curia arcivescovile voleva ema-
ro merito, il quale osservando nel giova- nare contro un prete accusato di magia,
ne amabile docilità e disinvolta mode- dalla qual sentenza temeva il popolo ve-
stia,unita ad avvenenza, religiosa condot- der risorgere il s. offizio da esso abbor-
ta di costumi e naturale facondia, subito rilo, ed esseudo da ciò nate diverse riso-

lo prese per dirigere la sua segreteria e luzioni del governo che offendevano di- i

lo ammise all'intima sua confidenza, per ritti della Chiesa, Benedetto XIV stimò

cui divenne suo amico e benefattore. Per a proposito «di mandar segretamente in
morte Clemente XII nel 174° '° di-
di Napoli l'abbate Braschi per aggiustale
chiarò suo conclavista, però prima di an- queste gelose vertenze, come in fatti gli
dare a Roma il Braschi die una scorsa riuscì, con soddisfazione delle due corti.
a Cesena per rivedere i genitori e con- Or per questo e per compensarlo del-
gedarsi dal vescovo Guidone Orselli for- la perdita che il Braschi avea fatto del
livese,che rispettava qual secondo padre suo cardinale , lo stesso Benedetto XIV
eslimava per amico particolare. Narra sottentrò a premiarne il merito, con con-
il Tavanti che essendo il Braschi nel-
,
ferirgli nel 1754 il posto di suo ama-
l'anticamera del prelato, il p. Leonardo nuense o sia aiutante di studio, dove sot-
da Porto Maurizio, poi da lui beatifica- to la dettatura d'un Pontefice disì emi-

lo, si prostrò a'suoi piedi e gli chiese la nente dottrina dovea riuscire ancor egli
benedizione, come predicendogli il pon- consumato nella scienza delle materie ec-
tificalo; ma Pio VI sull'av-
il silenzio di clesiastiche : ed in fatti scrivendo Pio VI
venimento, lo pone assai in dubbio; può di Benedetto XIV in un breve a Marti-
essere stato un tratto di riverenza o di ni arcivescovo di Firenze, gli dice: quem
umilia del bealo. Restituitosi dal cardi- No* . . . cum XlV)yìz-
in ej'us (Benedicti
nale, con lui si pose in viaggio per l'al- miliamfdicittr oliin adsciUfuerimus } ec-
ma città, ed entrò in conclave dove fu clesiasticae erudilionìs magistrum opti-
eletto Benedetto XIV. Divenuto il car- mum Imbuisse gloriamur. Nel luglio del
dinale vescovo d' Ostia eVelletri, Io de- medesimo anno Benedetto XIV lo fece
stinò per uditore del vescovato, nel qua- suo cameriere segreto partecipante, e nel
leimpiego si conservò per i3 anni, sino gennaio 1755 lo nominò canonico Vati-
alla morie del suo benevolo protettore, cano, di cui nello stesso mese prese pos-
da lui sofferta con estremo cordoglio nel sesso, determinandosi d'iniziarsi alsacer-
1753. Per ragione di tal carica si trova- dozio, col deporre ogni pensiero di ma-
va il Braschi in Velletri , (piando segiù trimonio con una nobile donzella, la qua-
il fallo d' armi tra gli austriaci ed i ua- le poi abbracciò lo stalo religioso. Tre
88 PIO PIO
anni dopo fu ammesso il Braschi in pre- cuiavea goduto il favore soltoLuigi XV),
latura, prestando nel settembre i^58 in che pose questo berrettino sulla mia te-
mano del cardinal Corsini prefetto di se- sta ! Il cardinal deBernis, benché sentis-
gnatura giuramento in qualità di re-
il se il motto frizzante, stimò bene di unir-
ferendario. Nel mese pur di settembre si coi cardinali italiani seguaci del car-
i y5g fu scelto dal cardinal Rezzonico ca- dinal Albani , che favoriva il cardinal
merlengo e nipote di Clemente X11I per Braschi, ed i sagri elettori si determina-

suo uditore civile, posto sempre occupa- rono per lui, sebbene il penultimo de'car-
lo da un prelato perito nella giurispru- dinafi ed uno di età più fresca, e lo e-
denza. Da questo Io promosse Clemente lesseroconcordemente Papa a' i5 feb-
XIII nel settembre 1766 all'importante braio 1775. 11 cardinal de Bernis mini-
carica di tesoriere generale, nella quale stro di Francia, scrisse alla sua corte, co-
sottoClemente XIV contribuì alla for- me talvolta sogliono fare gli ambascia-
mazione del Museo Faticano ed al mi- tori, che a sé solo era dovuta la scelta
glioramento delle Dogane, ma per la sua del Papa ad onta che il Braschi da
eletto,
inflessibilità nella gelosa carica e pei ma- tesoriere e da cardinale avea veduto con
neggi degli ambiziosi fu affrettata la sua pena perseguitare gesuiti, usando loro i

esaltazione. Questo Papa a'26aprilei 773 diversi atti di umanità, ma con tal mo-
lo creò cardinale dell' ordine de' preti e derazione da non provocar diffidenze nei
gli conferì per titolo la cbiesa di s. Ono- loro nemici bensì con Clemente XIV
;

frio,provvedendolo dell'abbazia di Su- non restò affezionato, né egli potè im-


biaco cbe ritenne da Papa: inoltre Cle- maginare che divenisse l'immediato suo
mente XIV lo annoverò alle congrega- successore. In memoria di s. Pio V, per
zioni dell' indice, concistoriale, fabbrica cuiavea particola!- divozione, prese il No-
di s. Pietro e visita apostolica. Per
la mor- me (al quale articolo riportai il distico
te del Papa, a'5 ottobre 1774 entraro- per esso pubblicato da Filippo Onorali
no in conclave 27 cardinali cbe poi si , canonico di s. Pietro) di Pio VI, col qua-
aumentarono fino a 43. Dalle circostan- le a' 22 febbraio fu consagrato vescovo
ze cbe in que'temp^ correvano sullo stato e coronalo dal cardinal Alessandro Al-
delle tose politiche, sia pei gesuiti dal de- bani i.° diacono, dopo aver deposto la
funto soppressi, che dalle mene che pre- parrucca: a'3o novembre prese con so-
paravano la rivoluzione di Francia, at- lenne cavalcata (con la quale poi si re-
taccandosi ovunque la libertà della Chie- cò alle quattro cappelle annuali dell'An-
sa e la disciplina ecclesiastica , ognuno nunziata, s. Filippo, Natività e s. Carlo)
prognosticava lunga sede vacante.
. Di il possesso della basilica Lateranense, a-
questo conclave feci pur cenno nel voi. vendo impeditola pioggia che avesse luo-
XV, p. 290. Si trattò d'innalzare al pon- go a' 9, con laqualdata vennero slampa-
1

tificato i cardinali Pallavicini e Negroni, ', te molle relazioni e composizioni. Quel-


il quale si bramava dalla corte di Fran- le dell'elezione coronazione e possesso ,

cia. Il cardinal Gio. Francesco Albani sono registrate dal Novaes nella Vita dì
decano del sacro collegio però dichiaros- Pio VI, eda Cancellieri ne Possessi. Du-
si uno degli oppositori alla fazione fran- rante il conclave il fiorentino ab. Gae-
cese, alloracon molta sagacità sostenu- tano Sertor con un dramma pose in ri-

ta dal cardinal de Eei.nis. In un alterco dicolo tutto il sacro collegio, con grave
ch'ebbe il decano con lui, si tolse il ber- scandalo del mondo cattolico. Dopo lun-
rettino rosso dal capo, e mostrandoglie- ga prigionia e rilegazione nel convento
lo, con ferma voce gli disse: Emineuza, de' minori osservami di Cori, Pio VI lo
non fu una cortigiana (la Pompadour, di pose in libertà coll'esilio; ed il cardinal
PIO IMO 89
Zelaila, benché il più olfeso dalle sue mal- sul/ilo rivoco,
annullò e soppresse; laon-
dicenze, eroicamente gli mandò un 1 seu- de con questa misura e di altre simili pen-
di pel viaggio, consigliandolo nel tempo sioni venne ad economizzare in vantag-

stesso d' applicarsi a professione più Liti- gio dellacamera apostolica 40,000 scudi
le e sicura del poeta mordace. Questo gè- annui. Per procurare ancora le risorse
neroso contegno servì di limite ai libelli del suo stato, troppo decaduto nelle li-
satirici e pasquinate, che continuavano a nanze, non mancò di risvegliare ne' ro«
danno della memoria di Clemente XIV. mani con utilissime leggi l'arte dell'a-
pio VI dopo l'elezione fece subilo ili- gricoltura, in cui v'era dell'indolenza nel
spensare denaro a'poveri, e nelle. prime coltivarla. Nominò una congregazione di
grazie ecclesiastiche preferì i più onesti cardinali, per prendere in considerazio-
e abili prelati ai meno ricchi. A' 5 apri- ne più gravi disordini dello stato, per
i

le pubblicò i due moto propri, Nos vo~ proporrei rimedi pi ìi opportuni, e dare
lentes, per concedere ai conclavisti e da- alle imposizioni e gabelle una forma più

pifferi le solite grazie eprivilegi. Suoi con- utile all'erario e meno gravosa pei par*
eia visti furono d. Giacomo Paris di Su- ticolari. Questa congregazione subito or-
tri che nominò i.° cappellano segreto e dinò a Nicolò Dischi, che goduto avea la
caudatario, e Stefano Brandi romano(il grazia di Clemente XIV, di render conto
cui figlio Giacinto divenne suo privalo de' 900,000 scudi ricevuti per compra-
maestro di casa) che fece aiutante di ca- re il grano nella carestia 77 1 -1 772, e 1

mera favorito, poi primo, dichiarando per lai" deg-T imprestiti ai mercanti, che
pure aiutante di camera Bai tolomeoNa- ne avessero bisogno per sementare la cara-
tali, secondo l'antica consuetudine, per pagna. Fatto processo al Dischi, che niu-
esserlo slato del predecessore. 11 dapife- no seppe condannar di frode, ma d'iner-
10 del cardinal Braschi fu il patente d. zia all' incarico, non polendolo garanti-

Gregorio Bandi che elesse cameriere se- re ministri che ne aveano preso dichia-
i

gieto partecipante, poi arcivescovo d'E- rata protezione, fu condannato a resti-


dessa, canonico Liberiano ed elemosinie- tuire alla camera apostolica 282,000
re. Ne' rispettivi luoghi notai le cariche scudi; onde per salvarlo dall'estrema mi-
primarie conferite nel suo pontificato, seria, il re di Spagna gli assegnò i5oo
ed a Famiglia poh tifici a quella che lo scudi l'anno di pensione, con una croce
servì e della quale fu amoroso e numi- per ornarsi il petto. Viceversa, essendo
fico, come de' privilegi che le concesse, stato processato nel precedente pontifi-
Uua prime cure dell'apostolico mi-
delle cato Pietro Oielti, accusato di furtiva e-
nistero fula celebrazione dell'Anno san- strazione di grano, senza difesa erangli
lo XIX. Quindi si applicò alia riforma, stati confiscati i beni. La sua vedova ri-

che in Doma si credeva necessaria sul ve- corse a Pio VI contro l' irregolare pro-
stiario e sulla mollezza introdottasi ne- cedura de' giudici e venuto in chiaro
,

gli ecclesiastici. Occupossi ancora nel ri- dell' ingiustizia, ordinò la rimozione di

cercare il modo di mettere rimedio al essi e la reintegrazione de' beni alla O-


gran bisogno che trovò nel ponlifieioe- ietti. Animato Pio VI dallo zelo chenu-
rario, accresciuto nel precedente cover- triva per la giustizia, si voltò a solleva-
no per la smoderata generosità con la re i benemeriti Gesuiti oppressi, e li con-
quale si erano fatte, contro le regole del- servò nella Prussia ad istanza del re. A
la cancelleria, molte disposizioni in van- queste prove d'imparziale equità molte
taggio di vari soggetti , accordando loro altre ne aggiunsejil Papa sul bel principio
la sopravvivenza sugli uffizi vacabili del- del suo governo, in vantaggio non me-
la curia romana, che con moto-proprio no del suo stato, che de' sudditi.
9° IMO PIO
Una prime magnanime imprese
delle gè a p. di Roma 1784»
2^8 àAY EJfemer.
di l'io VI fu 1' arduo prosciugamento encomiandolo per dottrina, santità di vi-
delle Paludi Pontine, per la cui gran- ta e candore di costumi, rara prudenza

diosa operazione in tulio il pontificato e incorrotta integrità, vigile e sollecito


non risparmiò uè spese né cure, recan- pastore, generoso, limosi ni ero e ornato
dosi quasi ogni anno in luogo di villeg- di altre virtù. Se Pio VI dimostrò subi-
giatura a Terragna, che ricolmò di be- to la sua gratitudine verso lo zio mater-
nefizi, per vegliare sulle operazioni, che no, non fu meno grato colla sua nutrice
convertirono un'immensa palude in fer- che ancor vivea. Si portò essa in Roma
tilissimo territorio, secondo il suo giusto per rivedere nel seggio sublime di s. Pie-
concetto. Per risvegliare l'industria na- tro suo allievo, e questi la ricevè a'suoi
il

zionale, si occupò particolarmente sulle piedi con indicibile clemenza e pari te-
miniere di piombo scoperte nelle vici- nerezza. Per abitazione di lei finché vis-

nanze di Civitavecchia, de\\a quale fu be- se in Roma assegnò parte del palazzo
nemerito, come del conservatorio. Sotto ch'egli teneva da cardinale a Campo
di lui si rinvennero ancora le cave di tre Marzo, ora Lavaggi ed ordinò che le
,

belli marmi, cioè l' alabastro di Civita- fosse somministrato conveniente mante-
vecchia, quello del Monte Circeo presso nimento per tu tto il tempo che le restas-
s. Felice, che riuscì adatto anco per la se di vita. Prima che il conte Lavaggi
scultura, e quello chiamato corallina, rin- acquistasse tal palazzo, I' edifìzio appar-
venuto nel territorio di Cori, con la qual teneva alle vicine monache benedettine,
breccia il Papa fece decorare la sagrestia che all' esaltazione di Pio VI, per me-
Vaticana. In diversi modi procurò l'in- moria di averlo abitato, posero sulle pa-
cremento del celebre Ospedale di s. Spi- reti del i.° ramo di scale la lapide mar-

rito, il cui edilìzio venne aumentato del morea che riprodusse il n.° 26 del Dia-
braccio pei pazzi e di altro edifìzio in- rio di Roma 17 j 5, e Cancellieri nelle No-
contro. Con severe leggi raffrenò l'ingor- tizie della nobil famiglia Lavaggi.
digia di que'fornari,che mescolavano al Entrato l'anno 1776 cominciò a ma-
grano altri generi. Colla stessa fermezza nifestarsimaggiormente l'animo genero-
rimproverò il governatore di Pioma Po- so di Pio VI, ed il suo vasto genio nel-
tenziani, pei disordini che non a vea sapu- l'intraprendere cose della più splendida
to reprimere. Per l'incendio della stam- magnificenza. Essendo rimasta sospesa
peria del Collegio Urbano di propagan- per mancanza di denaro la maestosa fab-
da, ne riparò le perdite; ed a facilitare brica annessa al Collegio Germanico e
il commercio, rese più comodo il porto di sua pertinenza, gli accordò un presti-
d' Ancona. Terminò la vertenza sulle to di 20,000 scudi sul monte di pietà,
pensioni da imporsi sugli arcivescovati, onde si potè condurre al suo compimen-
vescovati e altri benefizi di Toscana, sta- to, dopo il quale vi collocò a pigione il

bilendo che solo gravitassero sull'arci- ministero della Congregazione del buon
vescovato di Pisa e sul vescovato d' A- governo. Altri 10,000 scudi fece dare
jezzo. Nella 2.* sua promozione elevò al all' Accademia de' nobili ecclesiastici, di
cardinalato il suddetto zio Bandi che , cui fu benefico restauratore. Affinchè poi
Benedetto XIV nel 1744 avea fat0 ve "
tultociò che di più raro e di più per-
scovo di Bostra in partibus e sulfraganeo fetto nelle belle arti si trovava disperso
d'Ostia e Vellelri, indi vescovo d'Imola, in Roma o rinvenuto negli scavi che fa-

di cui parlai ancora nel voi. XXXI V, p. ceva eseguire, fosse riunito con decoro e
88, 89, io5 lo celebrò con elogio fu-
: vantaggio degli artisti e intendenti, conti-
r
nebre il d. Aldini cesellate, come si leg- nuò sontuosamente il Museo Faticano
PIO PIO 91
con grandiosi edifizi, ove collocò inunme- confini di Toscana con Io stato pontifi-
rabili inonunienti e moltissimi d'un pre- cio perla parte delle Chiane di Città del-
gio inestimabile, aumentando eziandio la la Pieve, di cui prosciugò le paludi, così
Biblioteca Vaticana, che arricchì di do- più tardi quelle di Perugia, Spoleto e Tre-
ni. Trasferendosi in quest'anno a Roma vi , onde si acquistò un vasto territorio
Cristina arciduchessa d'Austria (cui donò fruttifero e si eliminarono le malsane e-
la rosa d'oro benedetta), col maritodnca salazioni palustri. Il Conservatorio Pio
Alberto di Saxe-Teschen, per visitar il Pa- prese questo nome per riconoscerlo ma-
pa, questi li ricevè con amorevolezza: lo gnanimo benefattore , facendovi fiorire
stesso praticò dipoi'in diversi tempi cui il lanificio e altre manifatture. Conside-
landgravio d' Assia Cassel ; col principe rando il Pontefice quanto sia necessario
Augusto eli Saxe Gotha; col principe Au- per la pubblica sicurezza il rigore contro
gusto fratello del re d'Inghilterra; col re i facinorosi che la disturbano, estiman-
di Svezia e col real duca d' Ostrogozia do dall'altra parte erroneo il sistema di
suo fratello; con l'arciduchessa d'Austria Beccaria sopra i delitti e le pene con a-
Maria Beatrice d'Este e l'arciduca Fer- bolizione di quella di morte, dal princi-
dinando governatore di Milano suo spo- pio del suo governo attese con immuta-
so sovrani di Modena; con l'imperatore bile costanza a conservare l'autorità del-
Giuseppe II; col re e la regina di Napo- le leggi, ed usar la forza contro refrat- i

li, alla quale die la rosa d'oro, come alla tari : questi per difetto di educazione, in-
duchessa di Parma Maria Amalia; con fingardagginee speranza d'impunità, par-
Paolo granduca di Russia, e con altri so- ticolarmente in Roma dove a ogni passo
vrani e principi che nel suo lungo pon- erano i sacri asili, le franchigie e giuris-
tificatosi portarono in Roma perammi- dizioni di altri sovrani , commettevano
rarne da vicino le virtù eie distinte qua- alla giornata tanti atroci delitti, che nel
litàcome sovrauo temporale e qual capo pontificato benigno di Clemente XIII si

della Chiesa universale come pure le , coulavano ne' registri criminali più di
grandezze di Romada lui accresciute. Uno 10,000 omicidii in tutto lo stato e 4,000
di tali principi fu il duca di Charlres, da almeno entro le mura di Roma, dove Pio
cui nacque Luigi Filippo Ire de'france- VI trovò quasi abituati questi delitti, ai
si, cui Pio VI fece illuminare la croce (ne quali in breve riparò, secondato dall'in-
parlai uel voi. XII, p. 2 3g e 2 48, che d'or- flessibile giusto rigore del prelato Spino-
dine di Leone XII si tralasciò, solo rin- la, che nel governo di R.oma avea sosti-
novata nel venerdì sauto 1849 ^ a o°" ' Coruaro. Quindi ebbero luogo le
tuito al
verno repubblicano) della basilica Vati- clamorose giustizie capitali di Lunadei,
cana, ondegodesseilmirabileefletto delle per aver tolto dal braccio del marito la

sculture, uel dicembre 1782. Nel mede- moglie, dello spedizioniere ab. Anguilla
simo anno 1776 concepì la grandiosa i- e del fratricida ab. Cerocchi.
dea,che pose ad efletto, di erigere la ma- Inoltre nel 1776 eresse i vescovati di
gnifica sagrestia alla Chiesa eli s. Pietro Rowiavia, di Scepusio e di Neosolio nel-
in Faticano, al quale articolo narrai tut- l'Ungheria. In sostenimento de'di ri Iti del-
te le altre sue tnuuifìceuze per quella ba- la chiesa romana altamente protestò pel
silica,con palazzo pei canonici e arcipre- sospeso tributo della Chinea, pei regnidi
te, come pure la gran Campana, gli Ci- Napoli e Sicilia, ed i successori tuttora
tologi ed Musaici, del cui studio fu tanto
i protestano, come
dico nel voi. IX, p. 76,
benemerito. 11 genio suo intraprendente 77 e 8 1. Sebbene questo atto sia incomin-
tentò riunire col Tevere il lago Trasi- cialo più tardi, qui l'ho riportalo perchè
meno di Perugia; bensì potè stabilirei dei ivo dalie contestazioni nate in que-
92 PIO no
st'anno e dalle minacce fatte di restrin- lui usata da cardinale. Veramente il Pa-
gere le pubbli che di mosti-azioni. Per l'im- pa era contrario a tale determinazione,
pegno di alcuni personaggi, in Campido- ma riuscì al cardinal Giratici d'i superar-
glio ricevè la corona poetica Gorilla O- ne le difficoltà, in un tempo che ne go-
inimica pistoiese, poetessa arcade; ma la deva la benevolenza. 11 i.° fece maegior-
pubblica disapprovazione la dimostrò la domo e cardinale, per cui oltre alla sua
satira ed fischi cui fu accolta uscendo
i biografia, ne parlai nel voi. XLJ, p. 272
da Campidoglio. Nel 1777 gli all'ari reli- ed altrove. A Braschi famiglia dissi come
giosi del Portogallo si ricomposero, e Pio d. Luigi fu ricolmato di possessioni e di
VI istituì le sedi vescovili di Linares, onori, gli die il di Nemi e il Pa-
ducato
Gran Faradino, Crisio, Salaria e Al- lazzo Braschi Papa edificato. Il con-
(Jal

I/arcale, ristabilendo quella di Merida j te Marco Fantuzzi nel 1786 pubblicò in


quindi compì 1' unione dell' ordine di s. Cesena, De gente Honestia. Di questa il-

Antonio col Gerosolimitano, riforman- lustre famiglia raccolse i monumenti ed


do il clero di Malta. Edificò in Cesena i fasti, dai quali risulta , che gli Onesti
la biblioteca e le donò la sua libreria, fiorirono in antichissimi tempi e furono
ma per le vicende politiche ciò non ebbe molto potenti in Ravenna con tjtolo di
effetto. Per animare le manifatture di La- duchi; che quindi obbligati a fuggire di
na, nei 1778 emanò utili prescrizioni; e Ravenna perle fazioni civili, verso la me-
per ristabilire la decaduta finanza abolì tà del secolo XIII la famiglia si ritirò nei
parte degli appalli, pei quali si arricchi- propri castelli e singolarmente in quello
vano pochi particolari ; moderò diverse di Falcino, donde nel secolo XV passò
leggi, altre ne ampliò, laonde senza ag- a stabilirsi in Rimini e poscia si trasmi-
gravio de'sudditi impinguò il tesoro pon- grò in Cesena circa due secoli dopo ;che
tificio quasi d'un terzo di più. dell'ante- la nobilissima famiglia Onesti s'imparen-
riore introito. A vantaggio della religio- tò colle più illustriti! Romagna, fra lequa-
ne approvò gl'istituti delle monache del- li basterà nominare quelle de' Tra verso-
l' Adorazione e dell' oblate pie operaie ri, Polenta, Malalesta,.Ordelaffi, Faggio-
della Concezione per l'educazione delle li, Martinelli, Acca ri si ; derivando dalla
fanciulle. A Guardiano del s. Sepolcro stessa famiglia quelle degli Alidosi, Sassi,
narrai quanto per questo e altri luoghi Dusdei, Tiberti e de'conli di Berfmoro.
santi fece Pio VI , il quale fu consolato Inoltre fu opinione che gli Onesti ripetes-
dalla ritrattazione diFebronio o flou- sero l'origine dagli antichi duchi di Be-
t.'u-im, che toccai pure nel voi. XV, p.
il nevento, ritiratisi in Ravenna dopo essere
2 o. Volle che si rendessero più comodi
1 stati spogliati de' loro stati. Fra molli i

i bagni dell'acqua santa, spettanti all' O- uomini illustri che uscirono dagli Onesti
spedale del ss. Salvatore. Ad una gran principalmente si noverano, s. Romual-
quantità di contadini, che per le conti- do fondatore de'camaldolesi, il b. Pietro
nue dirotte pioggie non potevano lavo- Peccatore canonico regolare Lateranen-
rare, più volte fece distribuire pane nel se che fondò il monastero Portuense di
Colosseo. Aiutò l'ospedale e l'università Ravenna, e s. Pietro Damiani cardinale
di Ferrara. Inquest'anno, come nel 17B3, riformatore del monastero di Avellana
Papa preseprecauzioni sulla Pestilenza.
il (è assai dubbio), come afferma anche il
Egualmente nel 1778 chiamò in R.o- p. Flaminio da Latera, nella dedica del
mn Romualdo, e nel 781 Luigi Onesti, 1 Compendio degli ordini religiosi, al car-
figli di sua sorella; li adottò nella propria dinal Romualdo Onesti Braschi , cele-
famiglia col nome e stemma de' Braschi, brandolo quale zelante del culto divino,
concedendo loro per abitazione quella da amante dell'erudizione ecclesiastica, alfa-
PIO PIO 93
bile, prùdente, caritatevole, e fregiato di lori delle provincia , da cui derivavano
altre virtuose prerogative, come ili giu- perniciosi abusi e venalità, invitando i

sto criterio e prontezza nel dire il suo con- sudditi a ricorrere al trono o alla congre-
siglio. Nel i
770, Pio VI istituì la sede ve- gazione deputata a provvedere ai recla-

scovile di Chambcry, Brunii, Sonora e mi. Con dolore seppe ia persecuzione de-
Carpi, ripristinando quella di Gattelli. In gli armeni di Costantinopoli, adoperan-
questo anno fu in gran pericolo di vita dosi a loro vantaggio coi re di Spagna e di
per grave e lunga malattia, che superò Francia ; però ricevette consolazioni dal-
con estremo piacere de'sudditi. Provò an- le missioni di Cina e Giorgia. Ad istan-
che afflizione per le replicate scosse di ter- za dell'imperatrice Caterina II permise
remoto che spaventò Bologna e per la , nella Russia i gesuiti. Ai tanti disturbi che
siccità di 4 mesi che gravemente danneg- pativa Pio VI si aggiunse il
, nel 17S1
giò le campagne, per cui intimò per 8 gior- terremoto chegctlò nella desolazione Ca-
ni le processioni di penitenza. Nello stes- gli, Faenza, Brisighella ed altri luoghi di

so tempo un fulmine caduto sulla polve- Romagna e dell'Umbria; ed egli con ge-
riera di Civitavecchia cagionò molti dan- nerosa sollecitudine accorse al sollievo dei
ni , cui ripagò il Pontefice. Accrebbe il danneggiati: tale si diede a conoscere nel-
museo del p. Kircher nel Collegio ro- la straordinaria scarsità di biade, ripa-
mano j restaurò le antiche strade conso- randovi a mezzo de'mercanli di Genova.
lari,migliorando l'Appia. Nel 780 sop- J Avendo ordinato il Catasto e conoscen-
primendo la sede di Miranda la unì a _,
do mal corrisposto da'mi-
d'essere stato
Braganza. A. reprimere l'usure emanò nistri, ad esaudirei reclami elesse 8 com-

severe pene, come pel mercimonio della missari legalicon un agrimensore e li spe-
moneta e il cambio delle cedole; grave dì nelle provincie per rimediarvi: veda-
argomento che trattai a Moneta pontifi- siCongregazione del Censo. Rinnovò ai
cia. Fu pure zelante a' reprimere la Be- Medici l'obbligo di fare ricevere sagra- i

stemmia. In Città di Castello fece erigere menti agl'infermi. Per le pregiudizievoli


il conservatorio, ed in Roma beneficò il innovazioni sulla disciplina ecclesiastica
Conservatorio delle Mendicanti. Per l'in- di Giuseppe li, il Pontefice non volendo
fluenza di malattie fece distribuire 6,ooo limitarsi alle consuete comunicazioni di-
scudi ai poveri dall' elemosiniere, e soc- plomatiche, si determinò di recarsi aVien-
corse le famiglie danneggiate dall'incen- na, ad onta dell'osservazioni in contra-
dio degli alberghi del Solee della Lunetta; rio che gli furono (alte argomento che ,

Le massime funeste d'irreligione, che può vedersi a Germania, ed a' voi. IX, p.
si andavano divulgando con un torrente 180 e 181, XV, p. 210 e 273. Avendo
di pestiferi libri, pieni tutti di libertinag- alcuni cardinali latte rirnoslranzesul viag-
gio,preparavano le vicende infauste che gio nel timore che fosse soggetto di de-
ne furono deplorabili conseguenze. Pio risione ai maligni,sembrando certo che
Vi pieno di afflizione, a porre un argine non produrrebbe l'effetto bratnato,PioVI
alla crescente corruttela de'costumi, pub- rispose Anelerò dove ini chiama il do-
:

blicò un'enciclica a lutti i vescovi, ani- vere , nella stessa guisa che anelerei al
mandoli contro perversi scritti che mi-
i martirio per l'interesse della religione, in
navano l'altare e il trono, a difendere la difesa della (piale tanti successori di s.

religione e rimuovere fatali scandidi. i Pietro non hanno paventato di esporre la


Prese particolare cura ut' Maroniti. Per loro vita. Non mi è permesso di abban-
la retta amministrazione della giustizia, donare la navicella della Chiesa in mez-
nuove norme statuì pei giudici, moderò zo alle tempeste più violenti. Poco poi mi
l'illimitata autorità de'legati egoverna- prcrne che il mondo pei verso mi derida,
94 Pio no
insegnandomi pure il vangelo, clic dob- lato del libro : Quid est Papa ? pubbli-
binino anche comparire insensati per Ge- calo da Eybel in Vienna mentre vi si at-
sù Cristo. tendeva il Pontefice, per rallentare il di-
Quanto ai luoghi pei quali passò, ed voto trasporto de'popoli verso la s. Sede,
ai Concistori (ciò che toccai pure nel voi. indi condannato da Pio VI; ed a Germa-
IX, p. 180 e i8i)che vi tenne, in un a nia, ebe GiuseppeII proseguì nelle sue

tutte le altre funzioni e particolarità, si riforme ecclesiastiche, mentre protegge-


leggono ne' seguenti articoli. A' 27 feb- va una radunanza di uomini che in Pa-
braio 1 782 pallida E.otna fra gliapplau- via, facendo rivivere il Giansenismo, cer-
.si devoniani Piaggio fu descritto dal
: il cavano d'introdurre lo scisma, di abbat-
prefetto delle cereuionie Giuseppe Dìni tere las. Sede e di riformarne le sane dot-
col Diario pieno e distinto del vi aggio fat- trine: contro di essi inutilmente reclamò
to a Fie/in a dal sommo Pontefice Pio Pio VI. Questo Papa lasciò da per tutto
l'I, Roma 1782. I luoghi in cui si fer- dove alloggiò, ed a quelli che l'incontra-
mò furono Otricoli, Nami, Foligno, To- rono e accompagnarono considerabili re-
lentino, Loreto, Sinigaglia, Fano, Pesa- gali : quelli fatti alla corte imperiale li

ro, Rimini, Cesena, F01T1, Faenza, Imo- noterò a Vienna. Giuseppe II dispensò
la, Bologna, Ferrara, Clvoggia, Trevi- alla corte pontificia i seguenti. Ai prela-
so Udine, Gorizia, Lubiana, Gratz,
, tiMarcucci vicegerente, anello con gran
IVeustadt, I ienna, in cui arrivò a'22 mar- smeraldo contornato di brillanti Con- ;

zo e ne partì a'22 aprile, passando per le tessini elemosiniere, anello con topazio
abbazie di Molk o iUelk e di s. Floria- contornato di brillanti; Nardini segreta-
no, di cui feci parola nel voi. XLA 1
, p. rio delle lettere latine, scatola con minia-
84, indi per Monaco, Augusta, Bressa- tura contornata di brillanti; Dini prefet-
none, Trento, Verona, f icenza, Pado- to delle ceremonie, scatola d'oro smal-
va, Venezia, Ferrara, Bologna, Imola, tata contornata di pietre preziose; Rossi
Faenza, Cesena, Rimiai, Sinigaglia, An- medico, Ponzetti confessore facente le ve-
cona, Loreto, Recanati , Tolentino, Foli- ci di caudatario, eSpagna chierico segre-
gno, Spoleto, Nami, Otricoli, Civita Ca- to supplendo pel crocifero, ciascuno una
stellana, arrivando in Roma a' i3 giu- scatola d'oro smaltata. A Brandi primo
gno festeggiato dai romani, come lo era aiutante di camera,una scatola d'oro smal-
stato per tutto solennemente. Il Papa eb- tata, ed una chiave con diploma di ca-
be a lodarsi del viaggio, ma poco otten- merista d'onore di sua maestà cesarea;
ne, sicuroalmeno di aver accresciuto nei a Calvesi terzo aiutante di camera, una
luogbi in cui passò l'attaccamento alla scatola d'oro rotonda; simile a Morelli
religione e alla s. Sede. Non mancarono chirurgo di campagna e scopatore segre-
satire e mormora7Ìoni, ed il Papa trovò to; a due scopatori segreti, una gran me-
sulgenuflessoriouna carta inciderà scrit- daglia d'oro per ciascuno; al capitano An-
to: Ciòche s. Gregorio FU, il più gran- nibale Nelli direttore del viaggio, un a-
de de" Pontefici, aveva stabilito, Pio FI nellocon nove brillanti; ai due corrieri,
V ultimo de' preti lo ha distrullo. Senza al credenziere, al cuoco, altre medaglie
punto scomporsi, il Papa di suo pugno vi d'oro; più piccole l'ebbero i palafrenieri,
aggiunse: Ilregno di Cristo non e in que- cocchieri e carrozziere, con una ragguar-
sto mondo, e colui che distribuisce le co- devole somma da dividersi cogli scopatori.
rone celesti non si cura di cnielle cadu- Nel medesimo anno il Papa ristabilì

Rendiamo a Cesare cpiel-


che della terra. la sede vescovile di Iviza, e provò il con-
lo che è di Cesare, e a Dio ciò che ap- forto di vedere Gustavo III re di Svezia
parlicnca Dio. All'articolo Papa hopar- favorire il cattolicismo. Ad ovviare alla
PIO pio 97
carestia, lece abbondante acquisto di gra- per le opere grandiose, deve riflettersi che
ni dalla Sicilia, sollevando eziandio con ollrenll'abbeliimento della città) migliaia
utili disposizioni l'agricoltura ed i for- di artisti vi traevano il sostentamento, to-
nari. A decoro del Collegio Clementina, gliendosi all'ozio ed ai vizi. Nel dicem-
gli porse aiuto, ad onta delle tante spese bre Pio VI fu visitalo da Giuseppe II al-
ebe sosteneva per le sue grandiose intra- l'improvviso e da Gustavo III, ed al 1.

prese memorate di sopra. Nel i 788 pro- accordò la nomina ai vescovati di Lom-
seguendo le .mutazioni sulle materie ec- bardia ; il 2. si trattenne per le feste di
clesiasticbe, incominciate da diversi prin- Pasqua, e s'illuminò per lui la cupola di
cipi ne'loro stati, tuttavia Carlo III re di s. Pietro, come erasi fatto nel 1782 pel
Spagna per quelle ebe voleva operare si granduca di Russia. Mosso a compassio-
rivolse al Papa, non così fece il re delle ne che il terremoto avea devastato la Ca-
due Sicilie, ebe si regolò secondo il con- labria ulteriore, il Papa nel 1784 con-
siglio de'suoi ministri, ed insorse la con- cesse a Ferdinando IV re delle due Sici-
troversia sulla nomina de'vescovati. Ca- lie i fondi de' conventi e monasteri rovi-
terina II in vitò Pio VI a mandare un nun- nati. Nel medesimo anno eresse il vesco-
zio in Pietroburgo, come fece riconoscen- vato di Lintz e nel 1 785 quello di s. Ip-
done il titolo imperiale, quando prima la polito perla soppressione di quello di Neil'
s. Sede dava solo quello di Czar. Re-
gli stadt. Inoltre nel ! 785 eresse le sedi ve-
candosi in Roma
il duca di Baviera Car- scovili di Tarnovia e di Budweis, e die

lo Teodoro, il Papa lo fece incontrare ad il pallio al patriarca d'Antiochia de'siri,

Acquapendente dal nipote d. Luigi e dal convertito dal neslorianismo. Permise a-


marchese Massimo generale delle poste, gli armeni cattolici ottomani, che in man-
e l'alloggiò-nel Valicano. Continuandosi i canza di chiese proprie potessero accedere
risarcimenti delle strade pubbliche, me- a quelle de'scismatici; e mandò un vicario
rita menzione quella della montagna di aposlolico nell'America settentrionale.
Viterbo, tagliata di nuovo nel suo giro, Frattanto si agitava in Peonia la cele-
concorrendovi la comunità, per lo che si bré causa Lepri, sul ricchissimo fidecom-
lasciò l'antica ertissima. Per tante im- misso lasciato al Papa dal marchese d.
prese e vistosi dispendii, non essendo A malizio Lepri originario comasco, pos-
suflìcienli le rendite dell' esausto erario ponendo suoi nipoti Anna Maria Le-
i

della Chiesa, fu d' uopo aprire un pie- pri figlia del fratello,ed i due fratelli dir-
stilo di tre milioni di scudi coi genovesi, ti figli della sorella, ed il cugino Ambro-
colPipoteca di vari fondi e reudite came- gio Lepri. Questi quattro pretendenti do-
rali , da restituirsi nello spazio di q an- po la morte di d. Amanzio protestarono
ni. Quando il Papa palesò al sacro colle- contro la disposizione e fecero causa in-
gio questa risoluzione, niun cardinale ri- nanzi il tribunaledell'A. C : il Pontefice
spose , ed uno domandò, qual necessità dichiarò di non voler essere consideralo
obbligava a prender tanto denaro? Non come Pio VI, ma come semplice parti-
poco di questo fu impiegato nell'incoiag- colare, secondo la testamentaria disposi-
gimento dell' agricoltura molto trascura- zione di d. Amanzio. Il prelato Cioia Ino-
la nell'agro romano e nella provincia del golenentedel tribunale giudicò che il fi-
Patrimonio; quindi Pio VI ordinò che decommisso Lepri, spirando nella persona
ogni anno si rompesse la terza parte dei di d. Amanzio, ne poteva disporre libe-
terreni annonari, abilitando chiunque a ramente ; e come la donazione fu accet-
seminare in que'terreni che proprieta- i tata inter vivos fin dal 1 782, venne am-
ri non avessero lavorati, senza dar loro ministrala per la casa Braschi dal prela-
compenso. Quanto alle censurale spese to Nardinij eh' ebbe influenza nella do-
96 P I O PIO
nazione, per cui poi domandò l'assoluzio- ancora imposta la tassa sui testamenti e
ne agli scrupoli desiatisi in lui.I litignnti codicilli, e sul mosto a favore dell'ospe-
appellarono alla rota, la quale rivocò il dale degli esposti di Viterbo e dell' or-
decreto delCioia,colla-decisioneannullan« fanotrofio da lui creilo in Fabriano. In-
le la donazione di d. Aruanzio, per non es- coraggi l'insegnamento de' sordomuti,
sersi in questi purificato il fidecorn m'issò, incominciato in Roma, ed ora fiorente
clic andava a [lassare dopo la di lui mor- presso l' Ospizio di s. Maria degli An-

te alla nipote Anna maritata al milanese nuova nunziatura di Dio-


geli. Istituì la

Cusani. Inoltre d. Amanzio prima di mo- naco j la quale venne subito contesta-
rire con biglietti chiese scusa alla nipote ta da alcuni principi di Germania in- ,

e alla sua madre pel livore loro portato, sorgendo vertenze in quella di Colonia
e con testamento avea annullala la dona- per le Dispense, e celebrandosi il conci-
zione fatta Papa, sebbene irrevocabi-
al liabolo d'Ems nel 1786. In questo tem-
le, esponendo le ragioni che ve loavea- po, come narraia Francia, la buona ar-
no indotto e ingiuriose a Pio VI. Si pro- monia con quella corte fu in pericolo di

segui al terzo giudizio e il prelato Prioc- essere turbata, per l'affare della collana
ca luogotenente dell' A.C. dichiarò valida in cui si trovò implicato il cardinal Ho-
la donazione in virtìtd'apoca, rigettamlo han. Indi mandòad elletto l'erezione del-
qualunque eccezioneespecialinenle il po- le Dogane ai confini , a vantaggio del
steriore testamento. Quindi fu di nuovo commercio e dell'erario, misura che pro-
portata la lite in rota che emanò altra
, vocò le più mordaci invettive de' roma-
decisione in favore d'Anna Lepri, e fu mi- ni, facili a mormorare e a dimenticare i

rabile il con legno tenuto dall' uditore benefizi; mentre il disordine sulla mo-
Malvasia {l7 .), e lodato dallo slesso Pio neta divenne più grave. Altre amarezze
YI sebbene soccombente. L'uditore Aze- trafissero il cuore di Pio VI, pel nuovo
do progettò un accomodamento per via sistema di ecclesiastica disciplina da Giu-
di transazione , cui cooperò Aulici poi seppe II introdotto anche nel Belgio o

cardinale. Pio VI supplicalo da Anna e Paesi Bassi, che produsse l'insorgimen-


dalla madre vi convenne, e fu convalida- to di quelle floride provincie. Alle inno-

to dalla soscrizione di cinque cardinali e vazioni ecclesiastiche della Toscana, si

tre notati, con accordare adAnna4oo mi- unì con riprovevole ardore Scipione Ricci
la scudi e la mela delle gioie, mentre ce- vescovo eli Pistoia, ove celebrò il famoso

dendo ai propri nipoti resto del fide- il conciliabolo, poi con bolla condannato da
commissoe patrimonio di d. Amanzio, es- Pio VI, olfeso in più modi dal grandu-
si compensarono gli altri pretendenti, al ca, pei danni che recava alla Chiesa e per
inododeltoaBiiAsciiiFAMiGLiA. Perla mi- l'abolizione della nunziatura di Firenze.
nacciante peste, il Papa prese le dovute Nel medesimo anno 1786 dichiarò sedi
precauzioni ; come per l'inondazione del vescovili Cnenca e Leoben.
Tevere, terremoto in varie città, e per le Immerso Pio VI nelle amarezze per
locuste e cavallette che rovinarono mas- le riforme delle cose ecclesiastiche che
sime i territori'! d'Orvieto e Bagnorea, si vieppiù propagavano, nel 1787 eresse
si

offri largo campo allasua generosità. Cre- in sedi vescoviliPontrcmoli ed Avanaj


scendo sempre più l'enormi spese dello dichiarò arcivescovato Camerino, unen-
slato e la mancanza del numerario, e di- do Maidica a Fabriano. Sollevò Rimini
minuendo sensibilmente le risorse ester- quasi abbatluladal terremolo,e fece spur-
ne per le bolle, brevi e dispense, si trovò gare i porti di Terraciua e d'Anzo. Com-
costretto Pio VI a domandare alle pro- mettendosi per Roma furti e assassinii, vi

vinole il sussidio di oo mila scudi tu


i ;.
pose riparo. Favorì l'arte della Scia, mi-
PIO PIO 97
glinrb !a condizione de'detenuti ins. Leo, la sede vescovile di Balli mora. Fece ar-
tortezza di Montefeltre. Riconobbe il re restare il famoso Cagliostro, uno de'prin-
di Prussia, che trattava bene cattolici. i cipali propagatori della setta de' Mura-

Approvò la Messaiper la propagazione tori j e per le sue deposizioni illuminò


della fede. Nello stesso anno 1787 eres- tulle le corti sulle trame di essa. Nel 1790
se I' Obelisco Quirinale tra due Colos- i
1' assemblea nazionale della sconvolta
si che fece voltare : qui aggiungerò che Francia, apertamente incominciò la di-
nel 1788 fece elevare Y Obelisco della ss. struzionedella religionee della gerarchia
Trinità al Pincio e che nel 1792 fece
,
ecclesiastica, onde Pio VI riprovò la co-

drizzare Y Obelisco eli Monte Cilorio. Nel stituzione civile del clero e si die ad e-
1788 Pio VI tentò terminare le diffe- sorlare il buon re Luigi XVI a non la-

renze colla corte delle due Sicilie, quan- sciarsi sorprendere da siffatti attentati.
do fu cagione di nuovi dissapori il Di' Intanto francesi fecero ri bel lare Avigno-
i

i'orzio tra il duca ili Matalona e sua mo- ne e il contado V&udasìnos dominii che
glie, e terminò definitivamente la corte la s. Sede possedeva in Francia, riuscen-

di far presentarela chinea,ondeebbe luo- do inutili le proteste del Pontefice, per-


go la succennata protesta. Il re di Spa- chè quel regno l'incorporò ai suoi stati.
gna donò al Papa un bellissimo Calice di A Giuseppe II successe Leopoldo II_, ma
piatii la. Sollecito in rimuovere gli abu- seguì proponimenti del fratello. Dal-
i

si, proibì i giuochi d'azzardo, le armi da l'^ rciconfraternità de' ss. XII Apostoli
fuoco e da taglio a motivo delle frequen- fece somministrare 1 2, 000 scudi alle mo-
ti risse e omicidii; aumentò i botteghini nache del Bambin Gesù, per estinguere
del Lotto, soccorse le fabbriche di tele, ca- i loro debiti; ed in questo o nel seguente
lancà, bambacina e panni; accordò pre- anno eresse la sede vescovile di Guara-
mio a chi seminasse il cotone ne'territo- nà. Ad Egidio Petit e sua moglie con-
lii di Civitavecchia, Terracina e Mon tal- cesse una pensione , per avere il i.° co-
lo. Nel 1789 Pio VI si recò a Subiaco municato l'arte di fabbricare le carte do-
per consagrare la cattedrale da lui edifi- rate, inargentate e colorite ; ed a Luigi
cala, e con tale sua abbazia fu largo di Lazzarini appaltatore della stamperia ca-
beneficete, abbellendo il palazzo abba- merale ne accordò la privativa per fab-
ziale. Scoppiando più apertamente le tur- bricarle per 20 anni, dando al Petit un
bolenze di Francia, ii Papa ne fu trafit- terzo d'utile. Premiò Mariano Pandolfì
to di dolore e incominciò a risentirne le per la scoperta d'una vena di terra, atta
funestissime conseguenze e tribolazioni, a fabbricar vasellami; e per garantire le

di cui gli annali della Chiesa non davano fabbriche e manifatture indigene, aumen-
esempio, e che riportai a quell'articolo e tò i dazi ai generi che producevano. Nel
nel voi. XV, p. 2 1 1 e seg., laonde qui 1 791 per la settimana santa si recarono in
appena indicherò le principali. Si vide pe- Roma il ree la regina delle dueSicilie,che
rò pregalo da Giuseppe II, ad interpola- Pio VI fece incontrare a Viterbo dal mae-
si coi ribelli belgi, dopo essere stato sordo stro dicamera Pigna ttel li, e giunti nel loro
alle paterne sue insinuazioni, perchè de- palazzo Farnese, mandò loro dal Maestro
sistesse dalle religiose riforme. Lo spirito di casa il solito decoroso regaìodi squisiti
di vertigine invase anche la Polonia, che commestibili, che Roma usavala corte di
ad esempio di Francia attaccò le rendite coi sovrani al loro arrivo:non fu però ac-
de' vescovi e degli ecclesiastici, ed inutili cettato, bensì accolsero con piacere qua- i

riuscirono le cure del Papa per impedir- dri di musaico che poscia loro rimise. Do-
lo. Contro gli elettori ecclesiastici difese po scambievoli visite, ebbe luogo il Con-
l'istituto àé Nunzi Apostolicij ed eresse cordato fra Pio FI e Ferdinando IF.
VOL. LUI.
98 PIO PIO
Contiminndo la Francia rivoluziona- e quindi la convenzione nazionale abolì
ria a dare funesti colpi alla religione, il ogni culto religioso,' tutto disponendo per
Papa lasciata la moderazione, stimò ne- abbattere la s. Sede e democratizzare Ro-
cessario con brevi apostolici di far sen- ma con lo stato pontifìcio. Si cominciò
tire la sua voce, condannando Giura- il ad esigere il riconoscimento della repub-
mento civico edi vescovi Per l'im- intrusi. blica francese, ma Basville che tentò ri-
menso peso degli spinosissimi affari, anche voluzionare romani, da questi fu ucci-
i

in diverse notti dovette applicare pel be- so. Allora Pio VI prevedendo la vendetta
ne della religione; ne risentì il fisico an- de'suoi connazionali pensò a prendere mi-
cora e fu più volte costretto guardare il sure di sicurezza per la capitale e per le
letto, e nel settembre il male si aggravò provincie, cui dovè imporre nuove gra-
a segno che il re di Napoli gli orni il suo vezze, ed il popolo vi si rassegnò convin-
medico. Portandosi ogni giorno ad orare to dalle imponenti circostanze. I romani
nella basilica Vaticana, quando abitava per meglio attestargli il loro sincero at-
il contiguo palazzo, mentre si avvicinava taccamento, volevano innalzargli una sta-
al genuflessorio, un fulmine gli fece ca- tua di bronzo, e per l'opposizione del Pon-
dere vicino un lastrone, per cui nella con- tefice il senatore si contentò di porre una
fusione alcuni lo temerono morto. Ter- lapide onorevole in Campidoglio. A fron-
minò rinnovazione più elegante e de-
la te di tante calamità, Pio VI continuan-
corosa de' quattro Triregni e Mitre pre- do a beneficare i sudditi, nell'università
ziose, con le quali avea arricchitola sa- romana istituì la cattedra di ostetricia,
grestia pontifìcia, oltre diverse suppellet- aprì nuove strade pubbliche, fece coniar
tili per uso dei le Cappelle pontificie. Nei moneta plateale: proteggendo l'utile isti-

1792 Pio VI accordò ampie facoltà ai tuto delle Scuole cristiane , edificò loro
vescovi di Francia, dove l'assemblea le- la casa di s. Salvatore in Lauro per l' i-

gislativa abolì tutti gli ordini religiosi, e struzione gratuita. Inoltre nel i7q3 e-
die asilo nel suo stato agli ecclesiastici e- resse il vescovato di Nuova- Orleans nel-
migrati che non aveano giurato, previa V America. Le assidue cure e i disgusti
dichiarazione che non fossero gianseni- provati di somme angustie, sconcertaro-
sti, colla carità d' un pastore e colle la- no la Papa e soggiaccpie
salute del vecchio
grime d' un padre. In tanta affluenza di a diverse febbri.Quindi rassegnato ai de-
forasti eri il governo vegliò sui malinten- creti del cielo e considerando che de- i

zionati ed in fatti si scuoprirono emis- litti degli uomini avean'o provocati ca- i

sari, finti vescovi, falsi preti, e la maggior stighi della guerra e di quanto affliggeva
parte della corte delle zie di Luigi XVI, tutta Europa, per implorare la divina
eh' eraiisi rifugiale in Roma, della setta misericordia, il Papa nel 1794 fece P ro "
de' giacobini. In mezzo a tanti pericoli, cessioni di penitenza, pubbliche preghie-
Pio VI per la sicurezza dello stato e dei re, giubilei e missioni, lo che dai fran-
sudditi aumentò la Milizia, cooperan- cesi veniva interpretato per muovere il

dovi i cardinali , i prelati , i feudatari ; popolo a prendere le armi. Non manca-


quindi rivolsea implorare il divino pa-
si rono di fomentare la ribellione, e si or-
trocinio, sospendendo teatri, gli spettaco- i dì un'infame trama contro il magnanimo
li ed il Carnevale, facendo pubbliche pre- Pontefice cui riuscì scuoprire furono
, :

ghiere con giubileo. Proseguendo laFran- raddoppiate guardie nell'anticamera


le

eia nella più orribile anarchia, nel 1793 pontificia e non si accordarono più udien-
decapitò suo re; il Papa fu penetralo
il ze segrete ; si visitarono le lettere alla po-
dal più profondo cordoglio, che manife- sta e molte persone sospeltefurono espul-
stò al modo che dissi nel voi. XV, p. 212, se dalla capitale, anzi persino alcuno del-
PIO P I O 99
In bassa famiglia palatina. Nelle provin- lagna, Ferrara e altri luoghi, senza re-

cie si presero misura energiche contro i sistenza, perchè il Papa vedendola inutile

malvagi ed ingrati alle sue taute bene- e provocatrice di maggiori disastri lavca
ficenze;mentre emissari francesi da per impedita. Frattanto per timore partiro-
tutto procuravano sollevare il popolo e no da Roma le zie di Luigi X VI, i prin-
corrompere la truppa. cipi reali Augusto d' Inghilterra e Save-
Nel 795 sapendo Pio VI che il diret-
i rio di Sassonia, molti cardinali, prelati e
torio di Parigi avea decretata la sua de- famiglie cospicue. Privo di mezzi di di-
tronizzazione, continuò ad accrescere le fesa e per impedire ulteriori occupazio-
milizie; ed a rimediare alla penuria della ni, Pio VI fu costretto dalla Francia al-

moneta, invitò tutti a portare alla Zec- l'armistizio de' 28 giugno 17965 a 23 e

ca loro argenti, accordando il frutto del


i domandar scusa della morte di Basville,
quattro e mezzo per cento; ma questa a cedere le legazioni di Bologna e Ferra-
provvidenza ancora venne delusa dagli ra e la città di Faenza, a pagare 2 1 mi-
avidi monopolisti. Pose una tassa sui be- lioni di lire tornesi ossia 5 milioni di
, 1

nefizi, sospese i lavori del museo, ven- franchi , e consegnare per Parigi 100
dette più di 4o cavalli della scuderia pon- codici della Biblioteca Vaticana e 100
tificia, moderò le spese del palazzo apo- pezzi di pittura e scultura i più 'famosi,
stolico per riparare alla scarsezza de'mez- ed i busti de' due Bruti,
dai musei tolti

zi in cui trovavasi l'erario e le scadute Valicano e Capitolino. A supplire alle


finanze ; ma erano tenui queste risorse in convenute imposizioni Pio VI condiscor
confronto de' bisogni dello stato. Nel cor- so tenuto a'cardinali e riportalo nel voi.
so di 20 anni
erano creali 8 milioni
si X V, p. 2t 3, levò da Castel s. Angelo il
di cedole, quali superando il denaro in tesoro ripostovi da Sisto V; spedi a Ge-
commercio, si dovette pensare a ritirarle nova il marchese, poi duca Torlonia, a
dal suo corso e lacerarle. A tal effetto la prender a cambio un milione di scudi ,

camera pose in vendita diverse sue pos- con l'ipoteca di lutto lo stalo pontificio;
sessioni, come Albano; spedì a Genova finalmente fu intimata la consegna al-
il marchese Gnudi per prendere a cam- la zecca di tutti gli ori e argenti, a riser-
bio 5oo,ooo scudi, dando per garanzia va de' vasi sacri e de'personali abbiglia-
la M esola nella legazione di Ferrara, ac- menti, ricevendosi quale imprestito frut-
quistata da Pio VI , e l'affitto dell'allu- tifero , e produsse più di 4o milioni di
me di rocca ; e prese molle somme a cen- scudi. In questo tempo l'erario pontifi-
so dai privati, onde dalla sola Marca di cio si trovava gravalo di circa 100 mi-
Ancona s'introitò 3oo,ooo scudi. Segui- lioni di scudi di debito, fra cedole, Luo-
tando laFranóse Spagna, a
guerra tra ghi di Monte e Vacabili. Nel medesimo
questa il Papa concesse d'imporre 36 mi- anno in Roma ed altrove molte sacre Im-
lioni sul clero e 3o su quello d' ameri- magini della Madonna prodigiosamente
ca, oltre le rendite de' benefizi vacanti. aprirono gli occhi, il che fece concepire
Per loslesso motivo permise al redi Sar- speranze e timori : dipoi Pio VI concesse
degna d'alienare per 3o milioni di beni 1' uffizio e messa alla Beata Vergine per
ecclesiastici. A tante afflizioni si aggiunse memoria di tal prodigio, pel clero ro-
a Pio VI la detronizzazione del redi Po- mano a' 9 luglio. Commosso il Papa da
lonia, e per non disgustare il re d'Inghil- questi miracoli, per infervorare il popolo
terra, che mostravasi favorevole ai cat- a confidare nel patrocinio della B. Vergi-
tolici, convenne alle variazioni operale in ne, volle che si facessero missioni m6prin-
Corsica. Nel 1
796 la Francia, pei prete- cipali piazze di Roma e diverse processio-
sti riportati a quell'articolo, occupò Bo- ni di penitenza, per cui si operarono in-
ioo prò PIO
finite conversioni in lutti i ceti di per- pie i romani; ma
loro malgrado dove-
sone. rono rendergli giustizia dopo morto e
Quando Pio VI per tanti enormi sa- quando poterono istituire de' confronti,
grifici sperava tranquillila, venne a sape- onde il biasimo si converti in non peri-
re che il direttorio di Parigi, per artico- tura lode. Era però sicuro Pio VI di non
lo preliminare della pace definitiva, vo- aver procurato se non che il bene della
leva pubblica ritrattazione de' brevi con Chiesa e de' sudditi, nulla aversi a rim-
cui condannò la costituzione civile del cle- proverare e perciò niun pericolo spaven-
ro di Francia. Sommo ne fu il dolore che tarlo: ne diede prova quando recandosi
provò, e radunata la congregazione dei alla quotidiana visita in s. Pietro, un cer-
cardinali deputati agli affari di Francia, to Alessandro Deodati, per procacciarsi
tutti furono concordi in rigettare la ri- premio, lo avverti non inoltrarsi, essen-
chiesta del direttorio, consigliando il Pa- dovi due persone impostate per uccider-
pa ad esporsi piuttosto ad un glorioso lo, avviso ch'egli disprezzò. Intanto po- i

martirio, che tradire il suo onore, il suo poli si accorsero quali erano le mire dei
dovere e violare le massime della Chiesa. francesi, predicanti libertà ed eguaglian-
Questa decisione non poteva essere più. za; insorti al grido di viva Gesù, viva Ma-
conforme ai sentipienti di Pio VI, escla- ria, viva Pio FI, non pochi ne massa-
mando con aposlolica franchezza Io tro- : crarono, vendicando gli oltraggi d'ogni
vo la corona del martirio molto più sorte cui erano segno, le rapine, i tradi-
brillante di quella die io porlo in capo, menti, le brutalità cui furono esposte le
e dichiarò la negativa al direttorio, non donne d'ogni età. Il Papa prima di dar
senza tentare la pace a mezzo del cav. principio ai militari preparativi volle ren-
Azzara ministro di Spagna di dubbia fe- dere intese tutte le corti cattoliche, come
de, e di altri, ma senza risultati. Allora avea fatto in tutti gli altri avvenimenti,
deciso di difendersi per quanto potesse, delle ragioni che l'aveano costretto a da-
benché fosse l'erario esausto e le finanze re l'assoluta negativa alle pretensioni del-
rovinale afìalto, approvò il piano di for- la repubblica francese, come di difender-

za armata per difendere Pioma e le prò- si nel caso che i francesi tentassero inva-
vincie rimastegli. Si formò la guardia Ci- dere il resto dello stato: si lusingava che
vica, si fecero reclute, si aumentò la Mi- esse sarebbero concorse ad aiutarlo, ma
lizia anche colle offerte di vari signori, restòdeluso, perchè i sovrani aveano ben
ebbe luogo nuova requisizione d'ori e di da pensare per loro e tutti cercavano la
argenti, e spontanee contribuzioni; si rin- pace col formidabil nemico. Sospese le
novarono pubbliche preghiere, obbligan- rate dell'imposizione convenuta nell'ar-
dosi tutti gli ecclesiastici a far per dieci mistizio, e fece partire le milizie colla sua
giorni gli esercizi spirituali di s. Ignazio, benedizione e tra le pratiche divote, con
nella sua chiesa e in quelle del Gesù e il generale austriaco Colli, man-
alla testa
de' ss. Apostoli; inoltre il Papa rinnovò dato dall'imperatore Francesco II.
gli ordini sul rispetto ai sacri templi e il La sorte de'dominii della s. Sede già era
donne. Queste e altre cure lo-
vestire delle stata decretala dal direttorio di Parigi, e
devolissime,che infaticabile l'opprimeva- per consumarne l'occupazione attese la su-

no, sebbene dovessero rendere il suo no- periorità dellesuearmi sulle tedesche. In-
me caro a lutti, pure ebbe nemici in tutte tanto il generale in capo Bonaparte, chia -

le classi di persone, perchè in esse erano mato a sé in Brescia il cardinal Alessan-


scostumati che non sopportavano il freno dro Mattei, lo volle mediatore tra la re-
della correzione, mentre lo spirito d'in- pubblica e Pio VI, per evitare la sua ro-

contentabilità più o meno dominò sem- vina equella deluciditi, ritrattando i sud-
PIO P I O i oi
detti brevi : ma il Papa fidando nella cau- l'armistizio, lo che toccai anche nel voi.
su della fede e ne' soccorsi promessi da XIX, p. io'). Quindi si fecero tornare in
Vienna e da altre corti, rispose non te- Castel s. Angelo gli elfelti preziosi spe-
mere i perìcoli e le minacce, hi vece l'o- diti il governo
a Terracina, ed si occu-

na parte da Verona scrisse al cardinale di pò ad eseguire il trattato di pace, e per-


essere risoluto di far marciare le sue trup- ciò nuovo prestito di requisizione d'ori e
pe contro Roma, non già per vendicarsi di argenti,compresi sacri arredi delle i

del Papa o del popolo, ma di quelli solo cinese. Queste contribuzioni unite ad al-
che lo consigliavano alle ostilità. Fermo tre enormi che francesi aveano tolto in
i

Pio VI nel proponimento di respingere molti luoghi, insieme ai più preziosi mo-
la forza con la forza, ordinò a tutti i sud- numenti ov'erano entrati, esacerbarono
diti suono delle campane a martello al-
il talmente i popoli che molti ne massacra-
l'avvicinarsi del nemico, di levarsi inmas- rono, di che ebbero a pentirsi per l'aspra
sa e colle armi affrontarlo, con quel co- veudetta che ne fecero. Pio VI bisognòche
raggio che ad un cattolico ispira la fede, e ricorresse a nuovi prestiti, prese 800,000
ad un buon cittadino l'amor di patria, a- scudi dai banchieri e col metallo dei can-
nimando tutti a difendere col propriosan- noni fece battere moneta ; adottò la più
gue la religione de'loro padri, l'onore di strettaeconomia, incominciando dal Pa~
Dio e quanto vi ha di più caro al mon- lazzo apostolico, diminuì la milizia e fe-
do. Il general Bonapai te intercettò la let- ce altri risparmi. Di tutte le gioie spet-
tera che il nunzio di Vienna Albani scri- tami ai triregni, mitre e altri indumenti
veva al cardinal busca segretario di sta- pontifìcii cedute ai francesi, solo potè con
to, sui soccorsi che avrebbe mandalo indennizzi ricuperarne piccola parte.
Francesco II laonde fece marciate la sua
; Adempiti i patti della pace, fio VI si

vanguardia, che avendo incontrato la Mi- guardò bene di fornire pretesti ai fran-
lizia pontificia presso Faenza la sbara- cesi di lagnarsi, anzi li trattò colla più lea-
gliò, e continuando la marcia s'impadro- le confidenza, ricevendo sempre con par-
ni di Forlì e di Cesena, quindi occupò s. ticolare distinzione il ministro Cacault
Leo, Sitiigaglia ed /I/icona, avanzandosi e tutti i francesi che recavansi in Roma,
a Macerata, derubando in Loreto il su- i quali ne restavano commossi. Intanto
perstite tesoro e trasportando al museo Pio VI accordò al re di Napoli per una
di venerando simulacro della
Parigi il sol volta la nomina di tutti i vescovati;
Beata Vergine. Caduta Roma nella più indi soggiacque a pericolosa malattia che
gran costernazione, si consigliò il Papa a fece temere de'suoi giorni, derivata dal-
porsi in salvo e partire perTerracina, on- le tante sofferenze patite, neh' età di 79
de passare in Napoli , il cui re s' inter- anni. Perciò die la facoltà al segretario
pose poi con Bonaparte; ma il general de' brevi e al datario, per la spedizio-
Colli gli fece sapere che stante la buona ne degli affari, cui applicava ,
quando i

posizione che avea occupato, se vi fosse molli suoi incomodi glielo permetteva-
stato pericolo l'avrebbe avvisato. Sospe- no. Ricevette il cardinal Lorenzana, Des-
sa la partenza, Pio VI mandò a Terra- puig arcivescovo di Siviglia e Musquiz
cina i più preziosi oggetti del tesoro di arcivescovo di Seleucia, mandati da Car-
Loreto, de' musei e di Castel s. Angelo. lo IV re di Spagna per le riforme che
Finalmente in Tolentino iq febbraio
a' voleva fare sid clero, ed assicurarlo del
i
7Q7 fu conchiusa la pace con durissime suo patrocinio coi francesi. A rimborsa-
condizioni, che riportai anche a Francia, re quelli che aveano somministrato gli
cedendo il Papa la Romagna, Avignone ori e gli argenti, ed i suddetti banchieri,
e il Veuaissino, oltre il convenuto ucl- fece stampare due milioni di cedole. INel-
102 PIO PIO
la penuria de'comnieslibili, Pio VI si die preghiere, processioni di penitenza ; fece
tutta ia premura perchè nulla mancasse. esporre in s. Pietro le reliquie maggio-
A riparare poi il discredito delle cedole ri, Sancta Sanctorum l'immagine del
nel
e per diminuirne il numero, ordinò la Salvatore, quella di s. Maria in Portico

vendita della quarta parte de'beni eccle- alla sua chiesa e le catene di s. Pietro. Per
siastici rustici in tutto lo stato, compre- conservare la pubblica quiete prescrisse
si quelli de'luoghi pii. Mandò le Fascie la pena di morte a chiunque insultasse i

benedette al re di Portogallo, al quale ar- francesi o le milizie pontificie. A distrug-


ticolo dissi pure di quelle donate pei fi- gere l'infame calunnia di aver cooperato
gli de' re di Spagna e di Francia, e per alla morte di Duphault, Pio VI ordinò
Ferdinando I imperatore d'Austria. Es- un giuridico processo che trasmise a Pa-
sendosi formata la repubblica Cisalpina, rigi, sottoscritto dal corpo diplomatico,

il cui centro fu Milano, per obbligare il ma senza effetto, perchè la prepotenza e


Papa a riconoscerla, venne occupata la la forza non ascoltano ragioni.
legazione dì Urbino e la fortezza di s. Leo. Nel 1798 il general Berthier nel gen-
Ciò non pertanto si proclamò la repub- naio entrò nello stato pontificio e suc-
blica anche in Pesaro, Fano, Sim'ga- cessivamente l'occupò, protestando voler
glia, Gubbio ed ancona, che vollero in- solo punire gli assassini di Duphault, il
corporarsi alla Cisalpina, tutto per ma- governo di Roma e gl'insulti fatti all'am-
novre de'francesi. Pio VI protestò e poi basciatore Bonaparte; ed alla deputazio-
gli convenne tacere per non provocare ne inviatagli dal Papa, del cardinal So-
peggiori mali. Bensì avvertì i vescovi ita- maglia, principe Giustiniani e due pre-
liani sopra le massime che contenevano lati, rispose che avrebbe trattato quando
le costituzioni repubblicane, dichiarando fosse giunto sulla piazza di s. Pietro. In
illecito giuramento che si esigeva, per-
il Roma tutto fu terrore e confusione, pel-
chè conteneva l'odio contro personee go- le mene de* sediziosi; altre deputazioni
verni, che non erano dal vangelo ripro- spedite a Berthier nulla ottennero, anzi
vali. Frattanto emissari francesi più vol- venne obbligato Pio VI a tranquillare il
te tentarono rivoluzioni in Roma, e nel- popolo per evitare massacri. Fu insi-
,

la vigilia de'ss. Pietro e Paolo si die fuo- nuato al Papa di ritirarsi a Napoli, ma
co ad un magazzino di polvere in Castel egli fidando nelle promesse del genera-
s.Angelo con funeste conseguenze. Es- le si ricusò. L'avanguardia entrò in Ro-

sendo ambasciatore della repubblica Giu- ma a' io febbraio impossessandosi di Ca-


seppe Bonaparte, giunse in Roma il ge- stel s. Angelo, e Berthier si accampò a

neral Duphault per democratizzarla coi Monte Mario, attendendo 1' invito dei
domimi restati a Pio VI, al modo nar- suoi fautori repubblicani, cioè la feccia
rato a Fraxcia; restò vittima nel procla- della città prezzolata, scostumati, falliti,

mare la repubblica, nel tumulto de' 28 truffatori, avanzi di galera, che recativi-
dicembre, senza colpa del governo. Tan- si nel dì seguente, trepidante fece il suo
to bastò perchè il direttorio di Parigi or- ingresso in Roma, e prese alloggio nel pa-
dinasse 1' intera occupazione dello stato lazzo Quirinale. Subito mandò il general
papale, la detronizzazione e carcerazione Cervoni, fatto comandante di piazza, ad
di Pio VI, il quale inutilmente offrì qua- assicurare Pio VI di uulla temere per la

lunque soddisfazione. Trovandosi egli sua persona e sovranità, e fu allora che il

sempre cagionevole di salute, fu dolen- Papa si convinse che francesi aveano in-
i

tissimo dell'accaduto, fece chiudere tea- i vaso Roma, poiché si lusingava che ciò
tri per evitate la riunione del popolo, in- non avrebbero effettuato. Tuttavolta il
timò uu giubileo, le missioni, pubbliche goveruo pontifìcio proseguì ad agire, ma
PIO PIO io3
per poco. S'incominciò con imporre la imperocché il general Cervoni ebbe l'au-
contribuzione di 200 mila scudi, con la dacia di consigliarlo alla rinunzia de' suoi
requisizioue di 3, 000 cavalli, col seque- stali, per conservare la dignità spirituale
strare gli elfetti de' portoghesi, inglesi e e conseguire dalla repubblica francese
russi; iu finea'i5 febbraio sul Campido- l'annua pensione di 3oo mila lire, altri-
glio fu proclamata la repubblica Tiberi- menti avrebbe perduto tutto e la sua li-
na e cambiato il governo, al modo detto bertà. A questo nuovo assalto, Pio VI di-
ne' voi. VII, p. i^5, XX, p. 16 e 17, gnitosamente rispose La potestà in vigo- :

XXII, p. 1 7. Questa effimera repubblica re d'una libera elezione proviene da Dio


romana durò iq mesi e fu divisa in 8 di- solo e non dagli uomini, e perciò non pos-
partimenti, che presero il nome dai fiu- so io, uè debbo rinunziarvi. Mi appresso
mi divisori de' territorii, cioè Cimino, all'anno 8o.° della mia vita, onde non ho
Circeo, Clitunuo, Meta uro, Musone, Te- di che temere, e lascio che si usino sopra
vere, Trasimeno, Tronto. Si crearono il mio corpo tutte le violenze, gli strazi e

consolle ministri repubblicani; si distrus- indegnità, ad arbitrio di chi ha la forza


sero gli stemmi gentilizi, si soppressero i in mano. Ma l'anima mia è ancor tal-
titoli di nobiltà, e si ordinò a lutti, coni* mente libera, talmenteforte e piena di tal
presi gli ecclesiastici secolari e regolari, coraggio, che prima incontrerò la morte,
di portare la coccarda tricolore, bianca, che offendere il suo onore ed il suo Dio.
rossa e nera. Indi nella maniera più inso- In vece francesi caratterizzarono sì eroi-
i

lente, il calvinista svizzero Haller, com- ca fermezza per insensata ostinazione e


missario francese, si presentò a Pio VI proseguirono contro di lui i più barba-
circondato dai cardinali, dichiarandogli ri trattamenti. Con prelesto di pubblica
che il popolo romano avea proclamata la tranquillità cominciarono a imprigiona-
sua indipendenza, che più non lo ricono- re i cardinali, alcuni de'quali s'erano già
sceva per sovrano, onde il suo regno era messi in salvo; al Papa gli si allontana-
finito. Furono licenziate le guardie ponti- rono i parenti ed i più affezionati fami-
ficie, rimpiazzate da 5oo francesi, quali i che avea destina-
gliari, e toltala libreria
con avidità procurarono saziare la loro to per Cesena, indi venduta per 12,000
ingordigia con quanto nel palazzo capitò scudi; alla sua presenza i commissari
loro alle mani. Il general Cervoni si recò francesi frugarono nelle sue intime stanze
dal Papa a presentargli la coccarda na- eguardarobe, ma non trovarono che abi-
zionale, eccitandolo a farsi vedere con ti e biancherie e solo qualche tenue og-
questo segno, promettendo pingue pen- getto prezioso; 1' Haller si appropriò la

sione. Ma Pio VI, imperturbabile e sere- scatola a forma di urna che conteneva il
no, francamente Io nonconosco
gli disse: tabacco che soleva donargli il re di Spa-
altre divise, che quelle di cui mi ha onorato gna, ed ordinò che si portasse in sua casa
la Chiesa. Voi avete lutto ilpoteresulmio perchè gli piaceva. Pio VI si limitò a dire:
corpo, ma non già sulla mia anima, che E voi mi volete ancora privare del tabac-
si ride e disprezza i vostri attentati. Non co ? Sì sequestrarono le porte dei palazzi
lio bisogno di alcuna pensione. Un basto- apostolici, de' musei e gallerie in favore
ne ed un abito il più rozzo bastano ad della repubblica francese. A questa si ap-
uno, che in difesa della fede deve quan- plicarono i beni confiscati alle famigliedcl
to prima spirare sulla cenere. In tal guisa cardinal decano Albani e di Braschi: di-
Pio VI si dimostrò sempre superiore agli poi nel seguente pontificato, a mediazione
obbrobri e persecuzioni de' suoi nemici. di Cacault, alle due famiglie furono re-
Questi eroici sentimenti non bastarono stituiti gli oggetti d'arte sequestrati, non
a confondere i suoi accanili persecutori, però tulli quelli della Villa Albani. I la-
io4 Pio PIO
tirocini e dilapidazioni corti messe dai frati •
ci alquanto oppresso di spirito, questo ri-

cesi leggono nelTavanti,nelBeccatini,


si prese dopo preghiera al Crocefisso, per
nel Baldassari e in altri autori, insieme cui con calma esclamò : Dìo lo vuole, sia

agli strapazzi e contumelie sofferte da Pio fatta la sua volontàj rassegniamoci ai


Vie dalla gerarchia ecclesiastica. In Ve- suoi giusti decreti. Quindi unicamente
nezia si stampò il libro: Vicende di Ro- occupato nel dare provvidenze agli affa -
ma in varie epoche, confrontate con quelle ri della Chiesa, impiegò le 48 ore che ri-

sofferte nel 1 798, o sia V ottavo saccheg- mase in Roma. A'20 febbraio prima che
gio di Roma dato dai francesi, coli' elen- spuntasse il sole, per timore d'una sol-
co delle pitture, statue, sculture e busti comparve al Vatica-
levazione popolare,
trasportate a Parigi. A Medaglie parlai no un distaccamento di feroci soldati per
delle collezioni che si presero i francesi, i istrapparvi il Pontefice e condurlo a Sie-
quali si calcola che abbiano tolto dallo sta- na, vomitando bestemmie in attendere
to pontificio 200 milioni di lire tornesi. che ascoltasse la messa. Gli fu data una
Credendosi dai francesi necessario l'esilio piccola somma pel viaggio, come spoglia-
del capo della Chiesa, a' 18 febbraio, to di tutto, e tra'gridi d'Haller per sol-

mentre desinava, si presentò PHaller col lecitar la partenza e le lagrime de' suoi,
cappello in testa, benché non fosse mili- con pena si recò alla carrozza. Ad accre-
tare, e con orgoglio disse a Pio VI che scerne il dolore un indegno suddito da
gli dasse V Anello Pescatorio, impadro- luiperdonato, ^)be la temerità di dirgli:
nendosi pure d'una scatola di biscotti e Tiranno, il tuo regno è finito. E il Papa
confetture, credendo contenesse gioie. Nel si contentò rispondere: Se io fossi stalo

partire, Haller disse ai famigliari: Noi tiranno, voi non potreste essere a quest'o-
non sappiamo che far qui del Papa, on- ra in vita. Rivolgendosi Pio VI verso il
de ordino di fargli sapere, che si pre-
vi tempio di s. Pietro colla più tenera divo-
pari a partire domattina alle ore 6. Un zione, partì dalla sua capitale e sede, eoa
prelato gli rispose: Andate voi stesso a tre carrozze e due altri legni con pochi
dargli sì trista nuova ; io non devo né vo- famigliari, oltre un carro con pochi equi-
glio farmi ministro delle vostre crudeltà paggi : i famigliari furono i notati ne' voi.
contro mio sovrano. Adunque Haller
il XX11I, p. 9 5, XXX, p. i53, XLI, p.
rientrato nella camera del Poutefice, bru- 13^, 2y4> 2 7^j ove pure accennai le lo-
scamente gl'intimo di preparai si alla par- ro peripezie. Per Monterosi, Viterbo, s.
tenza. Ma Pio VI con mirabile coraggio Lorenzo nuovo e Radicofani giunse Pio
replicò: Vicino agli 80 anni , logorato VI a Pontecentitio, avendo trovato il con-
dalla vecchiaia e dagl'incomodi di salu- forto del nipote d. Luigi, il quale era sta-
te sofferti in questi due mesi, pe quali to spogliato del suo palazzo e ricche sup-
ogni momento mi sembra eli esser debba pellettili. Il duca montato in carrozza con
l'ultimo di mia vita, io non so se potrò lo zio proseguì il A s. Quirico il
viaggio.
sopportare la fatica d'un viaggio. Il mio Papa fu ricevuto da Zondadari arcive-
dovere poi mi vuol qui enon possoabban- scovo di Siena e poi cardinale, e prese
donare senza delitto le funzioni del mio alloggio nel palazzo de'suoi nipoti Chigi,
ministero ,iìè il mio popolo, onde qui vo- come si legge nella lapide monumenta-
glio morire. Soggiunse Haller con arro- le. A'25 febbraio il Papa arrivò a Siena
ganza, che quanto a morire si muore da ricevuto con ogni venerazione, mentre
per tutto, non valere ragionamenti e pre- in Roma accadde terribile sollevazione

testi, e se non partiva colle buone, par- con molta strage, che si estese ne'luoghi
tirebbe per forza. vicini. Imperocché divulgatasi per la cit-

Rimalo solo Pio VI co'suoi domesli- tà la prigionia del Pontefice, gran parte
PIO PIO io5
del basso popolo avviddc che la sua pro-
si ti; altre n'ebbe dai vescovi di Francia e
clamala sovranità allro non era clic la d' Inghilterra, di Germania e di altre par-
dilapidazione delle comuni sostanze, non ti, oltre gli attestati di divozione che ri-

esclusi i sepolcri, a vantaggio de' più fa- ceveva da quelli di Toscana. La repub-
cinorosi e de'minislri repubblicani. Del- blica francesetemendo del luogo centra-
l'avvenimento furono incolpati e carce- le ove dimorava Pio VI, invitò il gran-
rali più probi ecclesiastici, per colora-
i duca a licenziarlo, ed il buon principe di
re la fiera persecuzione de'ininistri della concerto con l'Austria gli stava procuran-
religione, la quale ad ogni modo si vole- do un asilo nella summentovata abbazia
va distruggere. Indi furono pure arresta- di Molk presso Vienna, quando scoppiata

ti quasi tutti i cardinali e prelati, fra 'qua - nuova guerra coi tedeschi, restò impedi-
li de Gregorio poi cardinale, che si pen. ta l'esecuzione. Si trattò dai francesi di
sava creare antipapa, come può vedersi mandarlo in Sardegna (si disse elicla Spa-
alla sua biografia; si voleva da loro giu- gna ebbe qualche mira di fissare in quel-
ramento in favore alla repubblica e odio l'isola la residenza papale, e far cedere
alla monarchia, più da'cardinali la rinun- le provincie della Chiesa al
Borbone du-
zia della porpora; ma tutti eroicamente ca di Parma, onde ingrandirne il domi-
ricusandosi, furono deportali o esiliati in nio), ove l'avea invitato il re, ma il ti-
varie parli, come dico alle biografie dei more che domi-
lo liberassero gl'inglesi
cardinali, tranne Altieri ed Anticiche ri- natori del Mediterraneo, mandò a vuoto
mmziarono la Porpora, e Rezzonico per- ilprogetto; anzi essendo accaduti gravi
chè languiva infermo nel Ietto. Pel terre- tumulti ne'confini pontificii contro la de-
moto che afflisse Siena, il granduca di To- mocrazia, se ne incolparono il clero, il du-
scana Ferdinando III, invilo il Papa a re- ca Braschi e lo zio Pio VI, che fu perciò
carsi nella certosa presso Firenze , come obbligato farlo allontanare, con sommo
narrai nel voi. XXV, p. 46, e vi fu condot- suo rammarico, per le affettuose cure cui
to in forma d'arresto ili.°giugnoi 798, se- segno che gli produsse gagliar-
l'assiste va, a

guito dalla piccola sua corte e dal cardinal da febbre. Disfatti gli austriaci, la Tosca-
Lorenzana che per ordine di Carlo IV na divenne preda de'francesi, che subito
soccorreva il Pontefice del bisognevole. intimarono al Papa la partenza dal suo
Ivi fu visitato dal granduca e dai sovrani tranquillo e salubre soggiorno, dove con-
di Sardegna detronizzati. Essendo il Pa- tinuava ad occuparsi del governo della
pa nella certosa, si occupò come in Siena Chiesa, avendo a'6 marzo istituito il ve-
degli altari della Chiesa, e principalmen- scovato di Supraslia. Pertanto a'27 mar-
te sul Giuramento che in Pioma si esi- zo 1799, scortato da 200 soldati, senza
geva dai professori delle università Ro- riguardo all'età e all'infelice stalo di estre-
mana e Gregoriana; sulla futura elezio- ma debolezza e numerosi incomodi di Pio
ne del successore.derogando a di verse leg- VI, fu portato a Bologna, indi a Mode-
gi, nel modo detto ne' voi. XV, p. 273, na, e Parma, ove giunse quasi moribon-
e XXX, p. 1 1 ; sull'istituzione dell'arcive- do. Ivi gli fu staccato il cardinal Loren-
scovato di Mohilowe di altre sedi vesco- zana, e per forza fu strascinato a Piacen-
vili in Russia, comedi Minscko. Mentre za, e fu sul punto d'essere liberato dagli
nel 1798 e nell' istesso luogo eresse il ve- andavano in traccia. Ai
austriaci che ne
scovato di Varsavia. 16 aprile arrivò il Papa a Castel s. Gio-
Dimorando Pio VI nella certosa , ri- vanni, a' 7 a Voghera, il 18 a Tortona,
1

cevette molte consolazioni dai principi e il 19 ad Alessandria, il 2 1 a Casale nel

dai vescovi. L'imperatore Fraucesco li Monferrato, il 22 a s. Crescentino, dove


e Carlo 111 gli scrissero lettere coufortau- fu alloggiato dai filippini. Per Torino
-

io6 PIO PIO


proseguì il viaggio per Chiavasso,in cui piuttosto die veder allontanati da noi
come per popolo a festeg-
tutto accorse il abbiamo riposta la no-
que'soli ne* quali
giarne il passaggio e dimostrare il filiale stra confidenza. Noi- non possiamo sla-
dolore per tanti strapazzi diesi faceva- re un sol momento senza di loro, poiché
no inumanamente ad un vecchio infer- ci sono necessari e indispensabili i loro
mo e gerarca della Chiesa innocente. A- servigi. Per maggiormente esprimere la
vendo il Papa saputo che si concluceva in sua desolazione, benché divenuto parali-
Francia, ad onta del suo stato deplora- tico, ebbe tanto d'impetod'alzarsi per mo-

bile, si sottomise pienamente alla volon- strarsi disposto a parti reanch'esso, anziché
tà di Dio. A' 25 arrivò a Susa, ma ad soggettarsi a sì amara separazione. Dal
Oulx mancandogli le forze, con voce fle- l'altri} lato non è a dire il profondo ram-
domandò che vi si lasciasse morire,
bile marico e le lagrime de'suoi affettuosi fa-
vedendo le scoscese balze del Moucenis, migliari nellostaccarsidaunpadresì amo-
che dovea varcare, coperte di perpetua roso, massime dell'arcivescovo Spina fa-
neve. Per quelle altissime vette, tra'rigo- cente funzioni di maggiordomo e Carac-
ri eccessivi del freddo, il Papa fu com- ciolo maestro di camera, poi cardinali, e
mosso in vedere ovunque que'montana- di Ma rotti ex gesuita segretario. Rimasto

ri accorrere a ricevere la sua benedizio- Pio VI privo di tali domestici, che lo con-
ne, e trepidare quelli che a braccio lo por- solavano nelle sue continue afflizioni, e-
tavano tra enormi massi di ghiaccio. Sot- gli non trovò altro compenso che nell'o-
to le ali della prolettrice provvidènza, a razione e nel meditare sull'incostanza del-
traverso di tanti disagi e pericoli, il ve- l'umane grandezze, sempre benedicendo
nerando viaggiatore giunse finalmente le disposizioni della provvidenza che in

sulla frontiera di Francia, dove il diret- tante maniere avea messo a prova la sua
torio lo faceva inoltrare, per fargli sem- costanza e rassegnazione. I più libertini

pre più perdere la speranza di riacqui- ed increduli furono costretti confessare


stare il suo trono e la sua libertà. Fu Brian- che nel Vicario di Gesù Cristo Pio VI
coli la 1
."
città che a'3o aprile accolse fra tutto era soprannaturale e degno di sin-
le mure l'augusto prigioniero: vi di-
sue goiar ammirazione. Temendo il diretto-
morò 58 giorni in una casa meschina pres- rio di Parigi che il Papa fosse troppo vi-

so l'ospedale, senza mai lagnarsi, a fron- cino al teatro della guerra, ordinò diesi
te di tulle le privazioni e rigori de'suoi trasportasse aValenza nel Delfinato, nul-
custodi, interamente rassegnato ai vole- lacurando le proteste de'medici, che cor-
ri divini. Non essendo più in grado di ce- reva rischio di perire nel viaggio. In una
lebrare messa, dupo la malattia sofferta carrozza fu collocato il Pontefice col con-
alla certosa, quella che ascoltava era per fessore e i due aiutanti di camera, dichia-
istrada assistita da numeroso popolo. randosi dal direttorio non doversi spen-
La tranquillità dell' animo del Papa dere più di 1800 lire per tutto il viag-
fu un continuo rimprovero ai persecuto- gio; ma Pio VI non volle essergli di al-
ri, che si videro delusi in tutto quanto cun peso e prese perciò le sue misure. Ai
fecero per avvilirlo, sino a privarlo del 27 giugno parti da Briancon, pernottò
conforto che riceveva da'suoi famigliari, a s. Crispino, traversò Ambrun, eda'28
quali in gran parte furono allontanati, fu albergato a Savines nella capanna di
incolpandoli di segrete iutelligenze.Quan- un contadino; il 29 proseguì per Gap,
do gli fu intimalo questa disposizione, e- ove si fermò tre giorni. A'2 luglio il Pa-
gli non potè far a meno di sentire tutto pa giunse a Cors, il 3 a Lamur, il 5 a
il nuova sventura con escla-
peso di si Vizi Ile, il 6 a Grenoble (a questo artico-
mare: Noi siamo pronti a sacrificarci, lo ed anche a Gap riportai i particolari
PIO PIO 107
ilei viaggio Briancou a Valc/iza sul
tla doppiando gli atti di sua rassegnazione e
Rodano tla Pio VI e
e la gioia provata le pratiche di pietà. A' 19 agosto fu as-
dai suoi famigliari che trovò a Grenoble) salito da violento vomito, e sempre più
ove fu ricevuto dal cav. Labrador inca- aggravandosi, ricevette il s. Viatico a'27,
ricalo dal re di Spagna di restare presso previa la professione di fede, che recitan-
di lui, per diminuire con tutti mezzi le i dola il prelato Caracciolo, egli la confer-
pene della schiavitù. A' io luglio partì per mò ponendo una mano sul petto, l'altra
Tullins,in cui cattolici e protestanti cor- sul vangelo. Nel ricevere la s. Eucaristia
sero a rendergli loroomaggi; si distinse-
i pregò caldamente Dio a restituire a Pioma
ro una vedova con due figlie, che corren- la residenza pontifìcia, ed alla Francia la
do dietro la carrozza, sempre gridavano : religione, la prosperità, la pace. Perdonò
noi siamo cattoliche apostoliche romane, a'suoi nemici di tutto cuore, come gli avea
e si meritarono d'essere ammesse dal Pa- perdonati e benedetti nell'entrare sul ter-
pa alla sua presenza e lodate di loro vi- ritorio francese. Nel di seguente, sacro a
va fede. Lungo la strada, drappelli di don- s. Agostino, peggiorando, il prelato Spina
zelle vestite di bianco sparsero fiori. La che avea comunicato, gli somministrò
lo

sera degli i i giunse a s. Marcellino, spet- l'estrema unzione, che il moribondo Pon-
tacolo della divozione de'popoli, che da tefice ricevè con edificante sommissione
per tutto accorrevano per venerarlo; e co- tra le lagrime degli astanti. Regolate le
me gli ahi ta<i ti celebra vano la festa di s. Pio cose dell'anima, donò qualche momento
l,gli offrirono un gran mazzo di rose, desi- a sottoscrivere il codicdlo al suo testa-
derando ch'esse fossero per lui senza spine. mento, il quale già fatto in Roma avea
A'i 3 luglio si portò a pernottareaRo- consegnato con esso volle
al confessore:
mans, benedicendo come altrove la mol- dimostrare, secondo le forze, la propria
titudine che con ardore religioso lo cir- gratitudine verso i suoi fedeli domestici
condava, incontrato da 200 donzelle ve- e compagni di sue sciagure. Si legge nel
stite di bianco e dalla municipalità. Chi Viaggio del pellegrino apostolico il soni'
dovea alloggiarlo, essendo uno degli spi- mo Pontefice Pio VI, da Roma a Va -
riti forti, non volle fare alcun preparati- lenza, malattia e morie ivi accaduta, ed
vo, ritenendolo uomo come gli altri; ma altri falli posteriori, e suo codicillo pre-
quando vide la maestosa serenità del Pon- messo al ragguaglio di quanto avvenne
tefice romano, benché da'suoi portato dì in Roma nel 1798, Venezia 1799. Im-
peso dalla carrozza allesue stanze,sicom- pedito di parlare, stendeva la mano a tut-

mosse^ cadde genuflesso e sbalordito lo ti i famigliari e la stringeva loro con af-


accompagnò, convertendosi subito a Dio. fetto, per ringraziarli del loro inalterabi-
Molte di queste conversioni operò la pre- le attaccamento. Offrendo a Dio il sagri-
senza di Pio VI in Francia, ove Io spi- fizio di sua vita, tra la recita delle gia-

rito di pietàgrandemente si ravvivò, con culatorie e versetti di salmi passò gli ul-

salutari conseguenze. Finalmente a' i4 timi momenti: benedi medaglie, croce-


luglio arrivò a Valenza, che Dio avea sta- fissi e corone, si congedò con abbracci e
bilito per termine di sue sciagure, accol- benedizioni dai suoi domestici, tutti ge-
to con entusiasmo religioso, ma guarda- nuflessi e lagrimanti. Cominciata l'ago-
to qual prigioniero di stato. A. Valenza. nia, monsignor Spina gli die la benedi-
narrando quanto riguarda la dimora fat- zione papale in articulo morlis, recitan-
tavi da Pio VI, solo (jui dirò, che andan- do il Papa le preci degli agonizzanti col
do la sua salute di giorno in giorno de- suo cappellano, essendo sempre libero di
clinando, sentendosi avvicinare il suo fi- mente, e col Crocefisso in mano, finché
ne, si andò preparando alla morte, rad- spirò placidamente la notte venendo il
io8 PIO PIO
29 agosto 1799 (secondo il suo presen- nal decano Albani la morte del Papa e
timento, essendosi più. volte ammalato restò alla custodia del corpo, insieme con
1
gravemente nel giorno di s. Agostino), mg. Malo cameriere segreto di Cuenca ;

nell'età di anni 81, mesi 8 e giorni 2, e a'9 novembre fu permesso ai famigliari


di pontificato il più lungo dopo s. Pietro, incamminarsi per l'Italia, negando loro il
di anni 24, mesi 6 e giorni i4- governo tenui ricordi che avea ad essi la-
i

Della sezione del cadavere, come dei sciatoil Pontefice, perchè il meschino e-

medici e chirurghi di Pio VI, parlai nel quipaggio era stato dichiarato proprietà
voi.XLI V, p. 1 37, ed a p. 79 delle mo- nazionale, laonde furono costretti ricor-
nete poste nella cassa di piombo col ca- rere al direttorio. La piccola pisside en-
davere imbalsamato, vestito degli abiti tro la quale Pio VI soleva portare la ss.

papali di raozzelta cou armellinOj stola, Eucaristia sospesa sul petto in Valenza
camauro e cappello, con iscrizione delMa- e nel doloroso viaggio, in cui talvolta al
rotti (di cui è il laconico, magnifico e giu- medesimo modo la portavano i prelati
sto elogio di Pio VI, che riportai nel voi. ch'erano in carrozza, donde il Papa rice-
VI, p. 99), venendo la cassa sigillata da vette lume, conforto e il viatico, essendo
quattro sigilli cioè dell'amministrazione
; pervenuta in proprietà dell'attuale vesco-
dipartimentale di Drome, del cav. Labra - vo di Valenza mg/Chatrougse, la donò a
dor, de'prelati Spinola e Caracciolo, ol- Pio IX, il quale ne fece lo stesso uso nel
tre la cifra del chirurgo che fece la se- suo breve e memorabile viaggio da PiO-
zione: il vaso di piombo coi precordi fu ina a Gaeta nel 1848.
sigillato dal Caracciolo. A'3o agosto nella Al doloroso annunzio della morte di
cappella del palazzo della cittadella i pre- Pio VI, non solo Valenza e la Francia,
lati e sacerdoti della corte umilmente e ma tutto il mondo ne rimase commosso,
poveramente cominciarono funerali no- i né vi fu città alcuna che non gli rendesse
vendiali, con quattro candellieri sopra la i funebri onori, e persino in Londra co-
cassa mortuaria, non volendo il governo me narrai ne' voi. XXII, p. 63, e XXXV,
che si facessero pubbliche dimostrazioni p. 1 12; in Pietroburgo nella chiesa cat-
di onori funebri. Ggni mattina dicevano tolica cou l'intervento dell'imperatore
tutti la messa e poscia l'uffizio de'morti; Paolo I; Vienna dall'imperatore Fran-
in
in ultimo celebrava l'arcivescovo Spina, cescoll, nella metropolitana, benché non
che faceva l'assoluzione senza incensare, fosse consueto; e per non dire di altri ,
non essendovi uè incenso, né turibolo, e solenni esequie si celebrarono nella cer-
per l'aspersione dell'acqua benedetta u- tosa di Firenze e nella metropolitana di
sava l'issopo, in mancanza d'aspersorio. Siena con orazioni funebri, molte delle
Però queste esequie pel gran concorso e quali sono ricordate da Cancellieri nei
pietà fcrventissima de'fedeli, che venera- Possessi, p. 420. Ben note erano all'uni-
vano Pio VI come un santo, furono più verso tutte le gloriose qualità, che a que-
di qualunque
decorose e più memorabili sto gran Pontefice meritarono gli ultimi
magnificentissimo funerale. Tutti bacia- uffizi del cornuti dolore, per confessione
vano la cassa, la toccavano cou sacre im- slessa de'suoi nemici. All'elogio che gli

magini e corone, e seminando di fiori il feci nel voi. XXVII, p. 1 12 ed altrove,


coperchio, li ripigliavano e donavano co- aggiungerò ch'egli si mostrò sempre con

me reliquie: felice poi si reputò chi po- tutti umano, accessibile, laborioso e tem-
tè avere qualche memoria del defunto. perante. La sua affabilità a tutti fu co-
Finiti i novendiali, la cassa fu deposta mune: non vi era fbrastiere alcuno, che
nella camera sotto la cappella, come più egli non ammettesse alla sua presenza ,

r
fresca. M. Spiua scrisse subito al cardi- nella qualerestava ognuuo sorpreso della
PIE PIO 109
prontezza de'suai talenti e delle graziose sto genio, benefico, splendido e magnifi-
accoglienze con che riceveva tutti. Quan- co, giustificano l'enormi somme da lui

do l'u ti' uopo sostenne tutta la maestà spese in tante grandiose intraprese. Fu
<lclsuo trono, alquanto scaduta nel pre- alquanto disapprovata la eccessiva pre-
cedente pontificato, come nelle sagre fun- dilezione ch'egli ebbe pei suoi due nipo-
zioni ; l'orse non fu mai circondata la cat- ti, ed il troppo favore che accordò a di-
tedra di s. Pietro di più grande e di più versi suoi famigliari, permettendo che ri-

imponente decoro, quanto in tutto il suo cevessero gratificazioni per grazie che lo-
pontificato, anche per l'incremento delle ro faceva ,
però sei)7a altrui pregiudizio.

preziose suppellettili, quando egli com- Nella zecca pontificiasi conservano 3o

pariva rivestito delle pontificie insegne. conii delle medaglie coniate per memo-
La sua dignità acquistava maggior risal- ria de' fasti del suo pontificato. Celebrò
to pel taglio di sua persona maestosa, li- le solenni beatificazioni del b. Bonaven-
na delle più belle del suo tempo, essen- tura da Potenza conventuale nel 1775;
do di alla slatina e insieme proporziona- del b. Lorenzo da Brindisi generale cap-
to e gentile, di tratti nobili e cortesi, d'un puccino, e della b. Giovanna Bonomo be-
bel colorito fresco e d' un portamento , nedettina nel 1783; del b. Pacifico da
non meno nobile che venerabile, per lo Sanseverino min. osser.. b Nicolò Fatto-
che fin dagli eretici e dagli spiriti forti re siciliano ni in. ossei-., b. Gaspare de Bo-
riscuoteva giustamente una compunzio- no spagnuolo dc'minimi, e b. Nicolò dei
ne insolita e non mai inlesa. A tutte le Longobardi de'minimi nel 1786; del b.
cure del governo temporale, come del suo Sebastiano Apparisiomin. oss. nel 1789;

apostolico ministero, Pio VI si prestava del b. Andrea Hibernon spagnuolo fran-


di buon animo, come pure ad ascoltare cescano, b. Maria dell'Incarnazione fon-
tulli ricorsi e reclami deluciditi, ciò che
i datrice delle carmelitane scalze di Fran-
dichiarai nel voi. XLIV, p. i85. Somma cia nel 79 e del b. Leonardo da Por-
1 1 ;

fu la di lui fermezza nelTamininistrazio- to Maurizio min. rifor. nel 1 795. Inoltre


ne della giustizia, massime quando a suo Pio VI approvò il culto immemorabile
danno concorreva la prepotenza, senza ri- de'seguenti beati: nel 1775 del b. Giro-
guardo ai più grandi signori. Riformò la lamo Ranuzzi servita di Angelo in Va-
s.

polizia per eliminare i disordini che di do nel 1776


; del b. Amato Ronconi ri -
continuo accadevano in Roma e nelle pro- minese e del b. Sebastiano di Gesù min.
vinole. La trascurata educazione, l'ozio, osser.; nel 1777 del b. Giovanni Binali
il fanatismo per le novità, lo spirito ir- di Parma generale de' francescani, e del
religioso introdotto dai sedicenti filosofi, b. Goudisalvo di Laghos portoghese ago-
e soprattutto l'ordinaria impunità dere- stiniano, oltre 1' uffizio e messa concessi
litti per le franchigie e immunità che in al b. Egidio compagno di s. Francesco;
Roma pretendevano i ministri esteri, a- nel 1 793 del b. Pietro Marchioni daTreia
veano resi frequenti i delitti, con la ple- francescano; nel 798 del b. Andrea Ven-
1

be propensa al sangue e munita d'armi, turi Gallerani. In 23 promozioni creò j5


non ostante severi divieti. Il Papa pro-
i cardinali (e non 73 come dissi altrove),
curò prevenire delitti e renderli meno
i fra'quali il celebre Gerdil, Chiaramonti
frequenti, anche con pregare detti mi- i suo parente che gli successe
e concittadino
nistri a non proteggere rei. Soprattutto i col nome di Pio VII, e de Brienne che
Pio VI fu generoso mecenate delle scien- depose in Concistoro, al quale articolo
ze e delle arti, con erigere nuove accade- parlai di quelli più interessanti convocati
mie ed abbellire Roma ed altre città del- da Pio VI, in uno all'affare del cardinal
lo stalo, che dando un' idea del suo va- de Rohan. Il di lui cadavere restato a Va-
no PIO PIO
lenza, per ordine di Bonaparte divenuto lingue. Il prelato Despnig poi cardinale,
primo console, a'2q gennaio 1800 fu ono- come ministro straordinario al conclave
rato con solenni esequie, die descrive Can- del re di Spagna, donò al sacro collegio
cellieri ne Possessi a p. 4 '
7j dicendo nel 3.ooo scudi per la spesa di dette esequie.
decreto, ch'era degno del nuovo suo go- Eletto nel marzo 1 800 Pio VII, prin-
verno il riparare gli affronti e le ingiu- cipalmente pel favore del cardinal Bra-
stizie,con che dall'aholito e distrutto di- schi,che nominò camerlengo di s. Chiesa,
rettorio, già divenuto poco meno tiran- fece replicate istanze al governo francese
no di Robespierre, si era cercato di con- per la consegna del cadavere del suo pre-
culcare ed opprimere il rispettabile vec- decessore, per deporlo secondo i di lui de-
chio Pontefice, il quale per le sue sven- siderii nella basilica di s. Pietro. Final-
ture e pel sublime grado che avea occu- mente per lettera del prefetto delDrome,
pato in terra, avea un diritto ai più lu- de'2 dicembre 80 r,a'24 fu disumata
1 la

minosi attestati della pubblica conside- cassa pontificia, ed a' 1 o gennaio 1 802 con-
razione. Si ritiene che se Pio VI fosse so- segnata all'arcivescovo Spina. Posto il sa-
pravvisuto all'elevazione di Bonaparte, crocadavere sopra un carro tirato a 4 ca-
questi lo avrebbe restituito alla sua se- valli, agli 11 partì il lugubre convoglio

de. Adunatosi il conclave in Venezia sotto <\n Valenza e giunse a'12 a Sorgues, ed ai

gli auspicii dell'imperatore Francesco I f, i 3 a s. Cannat, accorrendo in gran folla


i cardinali a'23 ottobre 1 "99 incomin- il popolo coi più teneri sensi di venera-
ciarono funerali novendiali per
i la gran- zione pel defunto. A'i4 arrivò a Marsi-
de anima di Pio VI, cou solenne messa glia, donde pel vento contrario non potè
ogni giorno cantata da un cardinale, ed partire in un bastimento per mare prima
assistita dai prelati colà accorsi; mail pre- de' 18. La sera del 20 prese porto a Mo-
fetto delle cerimonie Dini potè interve- naco di Piemonte, e la sera del 2 1 giunse
Dire al solo 1

novendiale, e persila mor- nella rada d' Oueglia da dove passò a
,

te gli successePacini : di questi novendia- quella di Lingualia. La mattina del 22 ri-


li parlai nel voi. XLIX, p. 52, come del- partì e la sera prese porto a Savona, che
l'orazione funebre e di quella pronunziata lasciatola mattina del 23, il vento respna-
nel Vaticano pel cadavere di Pio VI ivi se il bastimento alla rada di Varese, in
trasportato. Abbiamo il Diario de' no- cui restò rimanente del giorno e della
il

vendiali celebrati nella chiesa patriar- notte. Nella mattina del 24 proseguen-
cale e primaziale di s. Pietro in Castello do il viaggio, la sera approdò a Genova,
di Venezia, per suffragare l'anima di Pio ove si^ celebrarono solenni esequie, indi-
VI, Venezia 1799- Relazione delle fun- cate nel voi. XXVIII, p. 343.A'3i il ba-
zioni eseauiali eseguite in Venezia, per stimento partì per Sestri e vi pernottò,
Vanima del sommo Pontefice Pio FI, in ed il i.° febbraio s'avviò per Lerici in cui
cui si contengono varie notizie, che possono giunse la sera, e nel dì seguente le sacre
servire di appendice al suo elogio storico, spoglie furono sbarcate e col loca te nel car-
Venezia 1 ^-qq. Funus adornatimi Pii VI ro con la scorta di numerosa guardia fran-
P. 31. a collegio palrum cardinalium ad cese. In mezzo a numeroso e divoto po-
Pelri apostoli ecclesiam } Venetiis 1799- polo si condussero a Sarzana, patria dello
Oratio ad S. R. E. cardinales a Caesa- Spina, il quale nelle magnifiche esequie

re Drancadoro etc. habita Venetiis in pa- che si celebrarono nella cattedrale cantò
triarc. basilica prid. kal. novem. 1799, la messa solenne, coll'intervenlo di tutte
Venetiis. Cum elog. Jos. Marinovich,in- le autorità civili e militari. Agli 8 il con-
script. Mauri Boni, etelogio Aloysii Lan- voglio procedette per Massa, ovegli fu re-
zi. Di cui si hanno traduzioni in diverse so un religioso tributo di ossequio ; ad ore
PIO PIO iti
21 giunse a Pietrasanta,i cui abitanti la p. 3 12, ed a' 1 5 si fermò alla stazione del-

mattina del g fecero solenne funerale nel- la Storta, nella cappella ove Gesù, appar-
la collegiata, e nelle ore pomeridiane il ve a s. Ignazio, come dissi nel voi. XXX,
convoglio pervenne a Pisa. A Porta Nuo- p. i53, col funere celebratogli.
va l'