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e 3 7A

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADI DELLA GERARCHIA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI ALLE CITTA E DELLA CHIESA CATTOLICA, VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PI SOLENNI, Al RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI,

MARTIRI,

PADRI,
AI

AI

PI

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

VARII

CHE ALLA CORTE E CURIA

ROMANA ED ALLA FAMIGLIA

PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. LIV.

lu)-Se'KWCr*T/fc,

Pop.

IN

VENEZIA
MDCCCLII.

DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORI CO -ECCLESIASTICA

POD

POD
concistoro mg.'' Francesco Lewinski ve-

r ODLACHIA
dia del suo

(Podlachien). Vesco-

vato di Polonia nel Palalinato, o voivo-

scovo di Eleuteropoli,

quali tuttora go-

nome

ne'dominii russi, con re-

sidenza del vescovo in

Janow(F.),

il

cui

capoluogo chiamasi Siedleco Podiachia, citt in riva al Muchawica, con bel castello e regolari fabbriche.

La

citt di Jass.

now ha la cattedrale dedicata


nit,

alla

Tri-

con baltislerio e cura d'anime eserIl

vernano la diocesi. Il p. Thainer, Vicende della chiesa in Polonia, p. 542 e 557, loda altamente l'eroico coraggio col quale mg.^ Gutkowsk propugn la causa cattolica intorno ai matrimoni misti, ricusandosi obbedire al governo tanto di togliere dalla biblioteca l'opera: Concor'

citata dal vice-custode e dal vicario.

danza

e discrepanza tra* greci e latini in

capitolo

ha 4 dignit, i.^dellequali
altri

il

de-

fatto di fede,

come che si
la

dasse a leggere

cano, 8 canonici e
ni

ecclesiastici.

Vi

nel seminario e scuole

pessima storia di
la sco-

altra chiesa parrocchiale pei greci


,

-lati-

Russia di Ustrialow, anzi fulmin

un convento

di religiosi

ed

il

semi-

munica contro
del proprio zelo,
le difese

chi la leggesse. Vittima

nario.

La

sede vescovile di

Janow o Po-

diachia fu eretta da Pio VII colla bolla

Gregorio

ne prese vigorosamente XVI con quei docu1

Ex

impositay de'3o giugno 1818, Bull,


t.

menti
glio

riportati neiry^//oczi''o/2e^e'22 /a-

cont.

i5, p. 61, dichiarandola suffra-

i842,dap. ii5ap.
al

38, mai vodesti-

ganea di Varsavia, e formando la diocesi con 1 16 parrocchie; indi a'29 marzo

lendo aderire

governo, che olire averlo

privato delle lendite,

bramava
il

si

1819 nomin

i.

vescovo Felice Lewin-

tuisse dalla sede, e poi lo rileg nel

mo

ski gi di Eretria.

Nel 1826

a'

3 luglio

nasterodi Ozeransk, onde

Papa
diocesi
;

ricol-

Leone XII gli die in successore mg.' Gio. Marcello Gulkowski della diocesi e canonico di Plosko, arcidiacono di Varsavia,

con lettere consolatorie di


il

giusti ensi

comi

degno vescovo. La
1 1

e-

stende per tutto ilPalatinato

ogni nuofiorini, es*

ed a questi in sufFraganeo nello slesso

vo vescovo tassato in

12

4
sendo
pesi.
le

POD
rendite scudi

POE
alcuni
di

6666 con

o misura di

versi,

essendo

il

verso quel

membro

PODOCATERO Lodovico, Cardinale.

sotto certa misura di piedi

Nobilegreco, nalo in Nicosia nell'isoCipro, werf/co d'Innocenzo VI II, mo-

la di

dello di virt ed elegante nella persona,


dotto, prudente e savio nel
gli

compreso odi sillabe, che in latino dicesi versus ^carmcnj metrum), sermone ed armonia, mescolalauente o di per se, per rimuovere gli uomini dai
di scrittura

poetica

maneggio de-

vizi e

accenderli alla virt.


i

affari, in

giovanile et fu scelto ret-

poetica o di comporre

poemi

Laonde l'arte , ha per


i

tore dell'universit di Padova, alla cui ri-

iscopo l'istruire dilettando, migliorare

putazione contribu con opere magnifiche e ottime leggi. Nel i4B3 Sisto IV lo

costumi e
difficile

la

condizione degli uomini. E'

l'assegnar l'origine di un'aite che


svi-

fecevescovodiCapaccio,ed Alessandro VI suo segretario, che a'28 settembre i5oo lo cre cardinale prete di s. Agata alla

dovette nascere tosto che cominci a


lupparsi
il

fuoco dell'immaginazione, e
potere dell'armonia o consi

pot infiammar l'animo de'mortali,o pure tosto che


il

Suburra, indi segretario de'brevi, inter-

\enendo a 2
ne
il

conclavi.

letterati

frequen-

certo di voci e di suoni

fece sentire al

tavano la sua conversazione per ammirarsapere, e sebbene la perdita della

sostanza paterna lo pose in gravi strettezze,

i primi uomini pastori o cacciatori o pescatori, la prima poesia fu la pastorale, forse anche

loro orecchio. Essendo

stati

non manc

di sovvenire

suoi na-

zionali e gli eruditi bisognosi. Giulio II

nel

i5o4

lo trasfer all'arcivescovato di

Benevento, morendo poco tempo dopo


d'anni yS in
chiesa di
pella
s.

la descrittiva: si cominci dal cantare le imprese de'cacciatori, poscia de'guerrieri pi valorosi, indi lavori della campagna, i frutti della terra, equindi si giuni

Roma,

e fu sepolto nella

se a celebrare gli Dei e gli eroi. In prin-

da

lui

Maria del Popolo, nella capfondata con messa quotidiail

cipio la poesia

si

divise in

due generi,

se-

condo
il

il

carattere diverso degli autori:

na, erigendogli in essa


soleo di

nipote Livio ar-

genere eroico, ch'era consagrato alla


il

civescovo di Nicosia un sontuoso

mauun

lode degli Dei e degli eroi, ed

satirico

marmo

con pregiate sculture e

che dipingeva e rappresentava


dusse l'epopea o

gli

uomi-

la statua del cardinale giacente, oltre

ni perversi e viziosi. In appresso s'intro-

nobile epitaffio.

poema
in

epico o eroico,

POEMANIOoPOEMANITlLNO,Pof^maniiim, Poemantinum. Sede vescovile


di Ellesponto, sotto la metropoli diCizico, eretta nel

che pose o trasport


scia la tragedia,

qualche

modo un
me-

racconto in azione, e questa produsse po-

come

la satira col

V secolo.
i, p.

Ebbe 6

vescovi.

Oriens dir.

t.

769.
Poesis,poela. Arpoetico; fa-

POESIA e POETA,
te del poeta e
ci tor

componimento
di versi
i

di

poemi e di

poesie, dicendosi poeta

anche

lo scrittore

o verseggiai

desimo diede origine alla commedia. Qualunque sia per l'origine di quest'arte divina, poeti dipinsero da principio coi pi vivi colori benefizi arrecati all'umana specie, e i fenomeni e le meraviglie che la natura loro rappresentava. Ai i

tore. Ne' tempi remoti

poeti furono

vanti che

la

ragione istruisse colla energli

primi teologi, i primi legislatori de'popoli, valendo allora il vocabolo eziandio profeta, dottore, filosofo, savio, inspirato (vate).

gica sua voce


leggi, tutti gli

uomini, e insegnasse
la

le

uomini seguivano
la forza

sem-

plice natura; dispersi ne'boschi cercan-

Diceil Varchi, che l'arte poetica una

do

il

nutrimento,
;

teneva luogo
tessitura del

facolt,la quale insegna in quali

modi

si

di diritto

ma

l'

armoniosa
gli

deve imitare qualunque azione,


costui?ie,con

affetto e

discorso temper la rozzezza di que' sel-

aumero(determinato di pie-

vaggi costumi, riun

erranti nelle C7^

POE
t,

POE
pose

spavenl

delitti coi supplizi, e


la

bero

in

onore; Virgilio e Orazio, padri

l'innocenza sotto
gi.

salvaguardia delle leg-

Secondo Boileau quest'ordine di cose fu frutto de'primi versi; di l nacquero le dicerie che cogli accenti d'Orfeo le tisi

gri

spogliarono di loro ferocia, che ai


le

illustri della poesia latina, erano intimi d'Augusto; Arcadio e Onorio eressero una statua nel foro romano al poeta Clau^ diano. Vedasi Pedimontis inlloratii, Artem poeticant^Yenelm, Aldus 554- Luisi1

concenti d'Amflone uiuovevansi


tre

pie-

nii in Horatii,

De arte

poetica comment.,

ad innalzar le mura di Tebe. Avanti che gli uomini potessero trasmettere alla posterit gli avvenimenti
pi rimarchevoli, riducendoli in un cord'istoria, essi

blicato

1554. Nel 1844 in Firenze fu pubPoeti latini nelle loro pi celebri traduzioni italiane ^ preceduti da un quaibid.
:

dro della letteratura latina compendiato

po

la serie di
lirici,

componevano con quelracconti una specie di poemi

da
i

quello di Fr. Ficker.

bardi sono

stali

primi

storici degli

scandinavi de-

o \ersi atti ad esser cantati al suono della liia,checantavanoai loro figliuoaffine d'ispirar loro

gli scozzesi. Igrt//i

bardi, che cantavano in

li,

l'amor patrio e atspecie d'or-

ed

ai

ebbero anch'essi iloro mezzo alle armi banchetti. La poesia fu compresa

taccarli al

medesimo con una

nell'universale eccidio delle

romane

co-

goglio nazionale.

Pu
i

credersi altres che

gnizioni; cadde essa pure nella barbarie


il suo lustro, ma nondimeno continuarono ad esservi poeti di qualche valoie anche dopo la caduta deirimpero;in Italia qualche lumedi poetico fuoco conservossi anche ne'tempi della pi densa barbarie; dall'Italia forse

con canti poetici


rassero
la
la

primi uomini implo-

si

oscur

divinit, ola ringraziassero del-

in Italia

sua munificenza. F.
fatti
i

Canto

e Musica.

primi monumenti della storia ebraica sono cantici sacri, i salmi ed alIn
tre poesie; l'espressioni,
i

sentimenti,

le

figure, la variet, l'azione, tutto gran-

partirono quelle scintille, che animarono


l'estro de'poeti

de, forte, dignitoso nei poeti ebrei. Presso


i

ambulanti cantori delle

greci antichi erano certi poeti cantori,


quali facevano

belle e degli eroi, chiamati trovatori (di

come

nostri

improv-

questi poeti popolari parlai in diversi luoghi,

visatori, poi

divennero

veri poeti, e canin

come

ne' voi.

XXVIj

p.

221,

XXX

f,

tarono

la storia e la
i

l'arte militare;
il

un colpoemi sublimi d'Omero,


morale,
le

p. lyS), provenzali

o di altre nazioni, dal

pi grande de'poeti, fecero conoscere

rimare all'improvviso trovando prontamente la rima, come pure de^poeti germani e di altri popoli delle provincie setten-

prime azioni de'greci,indi


pose
le

Aristotile comla

sue celebri poetiche. Vedasi

trionali.

Abbiamo di Gio. Galvani, Owerpoesia de trovatori, e sulle

Cronaca de' poeti anteriori e contemporaneiad Omero, Lugano 1826. Poetgreci nelle loro pii celebri

V azioni sulla

principali maniere eforme di essa conformiate brevemente colle antiche italiane,

traduzioni

ita-

liane, Firenze
fu

1841. Io

Roma

la poesia
i

Modena 1829. Nel i833

si

pubblic in

da prima stimata pochissimo, ed primi poeti furono schiavi, come Livio Andronico;

Firenze: Raccolta dei favoleggiatori italiani antichi e moderni. Al rinascere delle

ma

ben presto quel popolo geil

scienze e delle arti rinacque in Italia, e

neroso sent

pregio di cjuest'arte e inco-

minci a tenere in onore chi la trattava; laonde Ennio fu amico di Scipione, Terenzio di Lelio, Accio di Bruto
:

prima che altrove presso qualunque


sia,

e pi gloriosa che

non

altra nazione, la poe-

che sino dal principio del rifiorimen-

Cicero-

ne nomina parecchi grandi commisero a'poeli la storia


sta.

di

Roma

che

delle loro gei

In progresso Ira'romaui

poeti creb-

lumi amplissimi in tutta Eusommi e il nominare i incomparabili Dante, Petrarca, Ariosto e Tasso, senza dire dei tanti altri poeti che
to sparse

ropa. Basta qui

6
dal secolo

POE
XIV
sino al presente in Italia
si

POE
e
si
il

veiso sciolto. Nella poesia narrativa


il

emiDenleuiente
zioni
pili

distinsero in tutti
11

di*

registrano l'epopea o

racconto poeil

versi generi di poesia.


t.

Lupi, Disserta-

tico di

un'azione meravigliosa,

poema

2, p.

6o

e seg., dichiara l'epoca

certa del principio dell'arte poetica,


se-

romanzesco, l'epopea eroicomica, la novella e l'apologo. Alla poesia drammatica

ragionando de'poeti che fiorirono dal


colo
di

XXVII

del

mondo sino

alla nascita

Ges Custode

de'poeti de'primi

se-

coli di nostra era.

Dei poeti e delia poe-

sia

ne tratto negli analoghi articoli, come Accademie, Letteratura, Erudizione, Letterato, Teatro. De'poeti principali
d'ogni nazione e delle pi celebri poesie

appartengono la tragedia, la tragedia urbana che anche dicesi semplicemente dramma, la commedia la farsa o una produzione comica di un solo atlo,il dramma propriamente detto o il dramma sen, ,

timentale, la tragicommedia, e

il

melo-

dramma
la

o l'opera in musica. Avvi pure poesia didascalica, e a questa apparil


i

ne parlo

ne'relativi articoli

ed

in

quelli

tengono
talvolta
schi
,

poema filosofico,
i

la

salila, e

dicendo degli uomini illustri, massime parlando dei loro idiomi, /^.Lingua. Lodovico Muratori, De//^ ^e/'fetla poesia italiana^ Yeneza fj^S. Gio. Ballsla^'ssOyArte poetica, Bassanoi 828. Gio. Barotti, Traduzione dell'arte poedellecitt estati, tica del
Fif/tf, Roma i838.Fr. Saverio Quadrio, Della storia e della ragione di ogni poesia, Venezia 1 786. Gio. M.^Cre-

componimenti

giocosi o

berne-

finalmente

sermoni e

le epistole.

In tutti questi generi di poesia gl'italiani


si

sono

distinti, e tuttora fioriscono il-

lustri cultori
eccl.
t.

dellemuse.

Il

Sarnelli, Lelt.

8,let. 3o:

Della sacra poesia, ren-

de ragione perch Platone voleva discacciare i poeti dalla citt; ed osservando


che
produzioni poetiche troppo licensono nocive a chi le legge ed a chi le produce, narra che Paolo IV avendo chiamato dalla nunziatura di Venezia un
le

scimbeni. Istoria della volgar poesia, Ho -

ziose

ma ma

698. Commentari a detta storia, Ro1702. Trattato delle bellezze della volgarpoesia,Roma 1 700. Le vite de'pii
1

arcivescovo alla segreteria di stalo, eccellente nelle lettere

celebri poeti provenzali,

1722. Recentemente si introdotta una nuova distinzione della poesia in due genecio di poesia classica e romaiilica: la

Roma

umane

e divine, e de-

stinato al cardinalato, nella sera prece-

dente
lo,

al

concistoro in cui voleva esaltar-

ri,

classica si appoggia all'imitazione de'grau-

ne fu distolto dalla lettura di alcuni versi lascivi, composti da quello in altri


tempi. Tra' Papi che
poesia
si

di modelli greci e latini; la

romantica detut-

distinsero nella

riv dall'arbitrio con diverse forme, e in

questo

modo si architett una poetica

ta propria de'trovatori. L'esclusione della

nominer Giovanni XXIll, Pio li, Leone X, Urbano Vili, Clemente IX e Clemente XI; tra 'cardinali citer Anto-

greca mitologia ( F. Paganesimo) e


i

la tra-

niani,

Bembo, Daniele Delfino, Barbaro,

scuranza delle regole degli antichi^ sono

due

caratteri di questa

nuova

scuola.

Sylva, Boba, Bernardino MafFei , Martellij Polignac, Cornelio Bentivoglio. La

Venendo

ai diversi generi di
si

poesia, in

potenza de' poeti, per quella della penna, prima fra le armi pi omicide, ven-

particolare avanti tutto

alfaccia la

poe-

sia lirica, le cui forme diverse sono l'ode,


il

ditirambo, al quale succedette presso

il brindisi, e l'elegia ; daWa poesia campestre s trasse il madrigale; seguono l'epigramma, l'iscrizione e l'epitaffio,

di noi

ne qualificata d Platone e ripetuta da Eugenio IV con quella sentenza che riporto nelvol.XXXVlII, p. 124. Adriano VI fu contrario ai poeti, e l'imperatore Filippo, volendo raffrenare
la

loio
lista

il

sonetto,gli endecasillabi catulliani, l'otla sesta

soverchia libert,

li

cancell dalla

tava rima,

rima>

la terza

rima,

de* professori. Vedasi la Disserl.

depoe-

POE
ts

POE
,

priviiegioruni exoriihus, praeside d.

de PuUniajin publice propugnata


psia 1777.
tatosi iu
Il

Li-

dedusse aver essa principalmente mirata non solo a render omaggio alla religione,

celebre poeta Aratore, por-

ma
tr

eziando a migliorar la poesia, gua-

Roma

a visitar la basilica di

s.

sta nel secolo

Pietro, offri a

Teodoro

il suo nobile poema degli che recit 7 volte per soddisfare il popolo numeroso, dopo aver fatto altrettanto

Papa del 64^ Aui apostolici,

XVII, vanto che ninno pomai negare a quest'accademia. Ed a chiarire come con tal mezzo potea venirle ci fatto,
il

dotto oratore stabil in pri-

ma

alla poesia volersi verit

d'immagiessenziali

avanti la

tomba

dell'

apostolo, alla pre-

nazione e realt di sentimento; espose

senza del Papa e del clero.


lebre sofista e poeta,

E Rabano, cea Sergio


I

quindi

il

difetto di queste

due

mand
offrisse

qualit essere sta tonno de' principali sconci

Papa

del

687

il

suo poema delKi Croce^


1'

de' secentisti, cui


i

ben

si

poteva rime-

acci in suo

nome

s.

Pietro.

diare con temi,

quali tratti dalla reUgiO'

Tutto riporta Piazza^ Santuario romano par. 2, p. 3o.


1

ne avessero dovuto per necessit avere

ambedue

quelle doti. All'Arcadia con-

fondatori della benemerita e celebre

cesso pronunziare sentenza sulla corona-

Accademia d'Arcadia ebbero per prinnomi e gli usi cipal scopo nel prendere
i

zione de'poeti in Campidoglio. L'uso di


coronarsi
i

poeti antichissimo;

prima

de' greci pastori e persino

il

loro calen-

dario, di romper guerra alle gonfiezze


del secolo, e ritornare la poesia italiana

con edera, poi con l'alloro, la cui corona simbolo di vittoria e di trionfo per la
naturale propriet delle sue foglie incorruttibili, e perci dai

per mezzo della pastorale alle pure e belle sue forme. Fingendosi pastori, immaginandosi di vivere nelle campagne, baudito ogni fasto, tolto fra loro ogni titolo
|[
j^i

pi antichi re porfino a

tata,

come dagl'imperatori romani

Costantino. Ne' voi. VII, p. i36, XVII, p. i 74, XXXVIII, p. ^5 ed altrove, par-

ci, latini e italiani,

te

preminenza^ studiando neoclassici grevennero naturalmenda s stesse a cadere quelle ampollose


lusso di erudizione, che

lando degli autori che scrissero de'poeti


laureati, narrai le coronazioni seguite in

Roma

nel

Campidoglio

colla

corona lau-

metafore, que'stravolli concetti, e quello

rea, di Petrarca principe de'poeti del suo

smodato
va

forma,

la delizia

non de'poeti soltanto


si

ma
sede

eziandio de'pi applauditi oratori sagri,


e su cui stoltamente

tempo(preferendo Roma a Napoli e Parigi ove volevano coronarlo), di Sabellico, di Perfetti edellaMorelli; come delle coronazioni curiosede' poeti (con

riponeva

la

pampani efron-

del sublime e del bello. De' vantaggi recali dall'Arcadia alla poesia, scrissero
ti;

didibieda)diBaraballo, ediQuernodetto Varcipoela (con frondi di lauro, di cavolo e di vite) sotto

mol-

ed oltre il citato articolo di s celeberrima accademia parlai in pi luoghi, come a Portogallo, dicendo del Bosco Parrasio edificato principalmente con quanto

Leone X, e

di Brittonio

sotto Paolo IH. L'imperatore Federico III

somministr re Giovanni V. Nel


legge, che
il

n.

Z^^We Notizia del giorno di Roma


si

i845>

coron d'alloro Enea Silvio, poi Pio II, e Lodovico Lazzarelli di Sanseverino come principe de' poeti di sua et. Il celebre Tasso ricusando d'essere coronato in Napoli, si rec in

p. Ciccaterri gesuita, nel-

Roma

per ricevere la co-

Arcadia per festeggiar le glorie della B. Vergine, con forbitissimo ed erudito discorso tolse ad investigare
d'
la ragione

r adunanza

rona laurea in Campidoglio, ma mor prima presso girolamini : di ci feci cenno a Passeri- Aldobrandini ed altrove. Il
i

per cui V Accademia d'Arca-

p.

Menochio, Stuore,

t.

3, cent.

1 ,

e.

3,

dia determinossi a voler ogni anno trattati alcuni

Dell'antico costume di coronare

poeti,

temi di sagro argomento, ne

dice che la corona laurea fu detta apol-

8
linafe,

POG
lo di

POG
gran nome, che valorosamente seppe sostenere la guerra crociata , quale ebbe fine nella morie di Matteo Visconti. Indi per quanto narrai nel voi. V, p. 293, e per l'insurrezione di Bologna il legato torn in Avignone, colla taccia di non aver impedito l'entrata in Toscana di Lodovico il Bavaro, mentre egli manca,

da Apollo cui dedicato ralloro, onde la corona di tal fronde fu data ai poeti per essere tenuto quel nume loro
principe e protettore; mentre l'edera, co-

me

sempre verde e sacra a Bacco, alluall'estro poetico da cui devono essere investiti i poeti, ed alla loro gloria che rimane continuamente verde.
deva

POGGETTO o POGUET o DE POYET Bertr ANDO o Bernardo, Cardinale.


Nacque
Poget presso Castelnuovo delle Valli, diocesi di Cahors, nipote di Giovanni XXII per canto materno, o come corse voce suo figlio, il che scrissero Villani, Petrarca e Panvinio. Fu di gran valore,
in

va di milizie e quelle che avea per penuria


di

denaro non erano pagate. Ivi mor nel i35i, dopo essere intervenuto a due conminori.

clavi, e ^1 sepolto nella chiesa dei

POGGI

Giovanni

Cardinale. Bolo,

gnese scienziato e d'ottimi costumi

noi

massime nel

militare, sapiente e

magna-

i528 per morte della moglie che gli lasci numerosa prole, trasferitosi inRoma,
Paolo Illneli54i lo fece tesoriere e vescovo di Tropea, quindi nunzio in Ispagna a Carlo V e collettore apostolico ili que'dominii, ove rest diversi anni con suo onore e soddisfazione pienissima non menodicesarechedel Papa, avendo sempre procurato con impegno l'unione tra
il

nimo, amatoredella giustizia e delle buone lettere , ma vituperato dal Petrarca dichiarato nemico del Papa. A'i6 o 17 dicembre 3 1 6 dal zio fu creato cardina1

s. Marcello, e nel 827 vescovo d'Ostia e Velletri, non che decano del-

le

prete di

la chiesa d'Issgiaco, diocesi di Sarlat.

Da
con

Avignone fu spedito legato


amplissime
facolt, per

in Italia

sacerdozio e l'impero, e

la

convocazio-

domare la ribelle Ferrara, e presiedere alla Lombardia Marca e Romagna, che quasi tutte restilu al

ne

del concilio di Trento. Nel

i544

si

trasfer in

Germania al congresso

di Bon-t

dominio della s. Sede, insieme a Forl. Per 16 anni govern Bologna, nel qual tempo fu spedito a Napoli per processare la regina Giovanna 1, imputata di reit nella morte del marito. Intanto Genova per la sedizione de'guelfi e ghibellini, espulsi questi ultimi, si die al Papa ed a Roberto re di Napoli, per resistere
alla contraria

na presso Colonia, iu cui difese inlrepi-' damente il cattolicismo contro gli eretici
che espulse dal luogo , e imped al luteranismo d'introdursi in Colonia. Indarno si adopr perch Francesco Borgia
3. generale de'gesuiti accettasse
il

cardi-

fazione,

la

quale invoc

onninamente innalzarlo, indi a lui in premio di tante benemerenze lo confer tal Papa a'20 dicembre 1 55 1, col titolo presbiterale di
nalato, cui Giulio III voleva
s.

l'aiuto de'Visconli signori di Milano,

che

Anastasia

servendosi di lui negli af-

non mancarono
Giovanni XXII
t

soccorrerla,

quantunque

fari

pi ardui e valendosi sempre del suo

fece loro sapere pel lele

gato di non impugnar

armi contro citconfederata della Chiesa. Non badani

do

Visconti a

tali

rimostranze, furono
di Valois

scomunicati e fu mosso a loro danno un


esercito

comandato da Filippo
Francia,
il

magniBologna poi dell'istituto delle sciepze. In Tropea fond l'ampio convento presso s. Maria del Soccorso, e v'introdusse minimi. Acquist fuori di porta del Popolo alcune
consiglio.

Fabbric

in

Roma un
in

fico palazzo, ed altro

sontuoso

fratello del re di

quale gual'

bellissime vigne, alle quali sovente si con-

dagnato poi dai Visconti con bandon l'impresa, che venne

oro ab-

affidata a

duceva per suo diporto erigendovi bel palazzo che orn di molti addobbi e pre,

Raimondo di Cardona capitano spagnuo-

ziose rarit; e delle eccellenti pitture di

POG
Pellegrino Tibaldi. Saputo che
le

POG
vigne
liberale co'poveri, sino
li

9
ad aggravarsi di

molto piacevano a Giulio III, il quale ne pos-ecleva alcune altre propinque e perci avea mostrato desiderio di acquistarle,

debiti per soccorrerli, e nel suo testamento

dichiar eredi universali. Pieno di me-

riti

mori

in

Roma neh 483,

d'anni 60, e
nella cap-

gliene fece volontario e generoso do,

fu sepolto nel suo titolo,

dove

no

onde

si

form

la

Villa o Figna di
essere in ter ve*
in

pella del Rosario, eretta a sue spese con

Papa

Giulio (V.).
patria

Dopo
,

messa quotidiana

in

suo suffragio, fu in-

nnto a due conclavi, passato


a riveder
la

Bologna
vita nel
s.

nalzato un magnifico

monumento di mar-

vi lasci la

mo

con onorevole iscrizione.

i556, d'anni 63, e fu sepolto

in

Gia-

POGGIO
no
ti,

Mm-YETO {3Iandelen). Cit-

como
Ini

degli agostiniani, nella cappella


s.

da

t con residenza vescovile di Sabina,

35

fondata a

Gio. Battista, ed arricchita

miglia distante da

Roma, sede
i

di

gover-

di nobilissime pitture e singolari reliquie.

distrettuale della delegazione di Rie-

POGGIO
Nacque
in

(di) Uberto, Cardinale,


fu crealo cardinale ve-

Lucca e

scovo di Palestrina da Stefano

a'

i4

marzo io58.

POGGIO (di) Auxia, Cardinale. Vide


la luce in

Zativa nel regno di Valenza,


lo

splendore della nascita con costume e con eccellente dottrina. Laureato in ambe le leggi e in teologia, fu fatto canonico cantore di Barcellona. Divenuto consigliere del re d'Aragona, fu spedito ambasciatore a diversi princpi; Sisto IV lo dichiar governatore diPvoma, ed a'y maggior 47 3 lo cre carintegrit di

ed illustr

da cui dipendono comuni di Aspra, Bocchignano, Cantalupo, Collevecchio Configni,Cottanello, Forano, Montasoln, il governo di Fara e di MaglianOj oltre gli appodiati escvii'x daW Indice de luoghi dello stato pontificiOy e da Castellano, Lo stato pontifcio, p. 278. Giace in
dolce clima sopra

ameno colle_, avendo a


il

levante una catena d montagne, dirama-

zione degli Apennini, presso


gentia e
le

fiume Di-

deliziose valli dell'antica /l/^-

delaj

le

quali tanto piacquero al veno-

sino Orazio, che ricord Mandela nell'epist.18 del


lib. r.

Nibby, Dintorni di Ro'

dinale prete di
tolo di
s.

s.

Vitale, che

cambi col
ai re

ti-

Sabina, indi lo

mand

legato al-

ma, t. T, p. 295, parlando di Bardella' Mandela, villaggio del distretto di TiCantalupo, diceche ne'temdecadenza Mandella die nome alla massa Mandelana, come si trae dalla celebre iscrizione che riporta, ed esistente nel palazzo baronale di Vicovaro, lapide che serv a determinare il sito della villa di Orazio in Sabina, riguardanvoli unito a

l'imperatore Federico III, ed


gheria,

d'Un-

Boemia

e Polonia, per eccitarli a


i

pi della

prender le armi contro turchi. Nella dieta diFrancfort con decoro sostenne il suo
ministero. Tornato in

Roma

fu

deputa-

to col cardinal Oliviero Caraffa a rice-

nome Eleonora d'Aragona che andava a sposare il duca di


vere nel pontificio

Ferrara. Inseguito fu dichiarato

ammi-

nistratore di Capaccio nel 1476, arcive-

scovo di Monreale, ed amministratore di Saragozza, il cui possesso gli contrast


briche

Ferdinando V. Abbell e orn con fabla chiesa e convento dis. Sabina,

aumentando

il

numero

de' religiosi. Si
e let-

pregiava d'essere mecenate de'dotti


terati, alcuni de'quali

manteneva presso
dall'o-

massa Mandelana de'Sepetri della Una parte di tale massa fu probabilmente il fondo Valeriane nel territorio sabinese, donato alla chiesa de'ss. Silvestro e Martino a'Monti, propriet come l'altro di Valeria Massima. Del fondo Valeriane donato a detta chiesa da Papa s. Silvestro I, fa menzione Filippini Della chiesa de' ss. Silvestro e Martino, p. 4^> come di altri fondi sa-

do

la

famiglia Valeria.

di se, altri

con sovvenzioni cav

binesijStatiano ePerliciano. Nell'antiche


carte della celebre abbazia di

scurit cui giacevano negletti.

Fu

tanto

Farfa (^.),

IO

POG
di Narn,

POG
ed
in vece disposto

a cui fu gi soggetto Poggio Mirlelo, treTasi questo frequentemente nominato ,

che

l'

ero-

gassero per r erezione dell' ospedale di

Podium

Mirletuniy Podius de Mirteti o

Poggio

Rlirteto. Protettore principale dels.

MirtetuSf denominazione che vuoisi derivata dall'abbondanza de' mirti odorosi

la citt

Gaetano. Dei prodotti del suo

che in quantit la cingevano, tuttora essendovene piante ne'conlorni. Fatteschi,

come delle sue antichit tratta Marocco Monumenti dello stato pontificioj t. 3 p. 83. Il medesimo contiene
territorio,
,

Memorie

di Spoleto y nel 1801

chiam

diversi ruderi di luoghi diroccati

e nel
si

Poggio Mirteto, castello polito, in oggi il pi collo della Sabina. Ha buoni fabbricali, ampia piazza, e palazzo governativo, antico edifzio chiamato la rocca. La cattedrale gi collegiata, di vasta struttura,

luogo delle Castellacce di

Moni Orso
s.

vedono avanzi

di

TaragnanOy lunge un
Valentidi

miglio dal quale sulla via di

no

vi

un recinto quadrilungo

mura

dedicala a Dio sotto l'invocazione dell'Assunzione della B. Vergine


:

fu restau-

appartenere ai bagni di Lucilla. Altre antiche rovine sono nelle adiacenze di s. Savino, e verso il monte di
s.

reticolale, credule

rata ed abbellita a pubbliche spese nel

Cosimo

esistono rimasugli di

ma-

1843, ove in due tavole di marmo si celebrano le beneficenze di Gregorio XVI e del cardinal Lambruschini, leggendosi le iscrizioni nel n. 23 del Diario di Roma 1844 mentre nel n.** 54 del 1887
riportato

gnifico acquedotto che dicesi giungesse


alla villa della preclara famiglia Flavia.

Ne' dintorni

si

rinvennero monumenti
il

pregevoli, ed in Poggio Mirteto

prezio-

so musaico che adorna

il

Museo Vatica-

come quel Papa


il

dichiar cits.

t Poggio Mirteto. Vi

fonte colla

no Chiaramonti, esprimente il simulacro di Diana Efesina. Circa un miglio dalla


citt trovansi
il

cura d'anime amministrata dall'arciprete

convento e chiesa de'mis.

per tre sacerdoti, gi chiamati rettitolo canonicale.


Il

nori conventuali sotto l'invocazione di

tori e insigniti del

capitolo ha la dignit di detto arciprete,

IO canonici compresi
nitenziere,

il

teologo e

il

pe-

beneficiati,

ed

altri preti

chierici. L'episcopio era la residenza del-

Valentino nella villa omonima, presso la quale molti ruderi si vogliono della villa di M. Terenzio Varrone. Abbonda di acque, le quali anche giovano al rinomato opificio e magnifico fabbricato, ove
si

l'abbate di Farfa, un poco distante dalla

fanno ogni sorta di

eccellenti cristalli,

ed bello e grande con ampia cappella , avendo congiunto il seminario con elegante cappella fregiata di pregevoli marmi questo edifizio venne ricostrutto e ingrandito nobilmente per opera del munifico cardinal Lambruschini. Nella citt vi sono altre chiese, come di s. Rocco, il conservatorio, alcune concattedrale,
:

situato nella via che conduce a Catino.

Sperandio, Sabina sacra,

p.

i43, parlan-

do

fraternite, scuole pubbliche e l'ospedale.

Poggio Mirteto, dice che molte famiglie di questo civil castello sono con onore ricordate ne'monumenli da lui riportati , ed io vi lessi Gio. Fisiraga del i34o exini. leg. doct., oltre Valente Fisiraga pubblico gastaldo. Marocco rilev che vi ebbero natali e fecero onore aldi
i

solennemente gettata la I .' pietra il 1 . agosto 1 85 1 , ed centrale per le comuni di Poggio Mirteto, Castel Nuovo, Monlopoli , Poggio s. Lorenzo, Monte s. Maria, Salisano, Bocchignano e Cerdomare, per averle Greedifizio fu

Di questo

la patria diversi soggetti dell'antica

fami-

glia Pescetelli,

come

a'nostri giorni mg."*

Virginio promptor della fede, ed un ab-

bate cassinese; oltre alcuni della famiglia

Amici e Domenico del Re nelle

leggi ver-

satissirao, leggendosidiessiedialtri nelle

gorio

XVI

nel

1839

esentate dalle tasse

chiese alcune lapidi; ai quali aggiunge-

^he pagavano

all'ospedale della b.

Lucia

rag."

Giovanni Corazza segretario del

POG
camerlengalo e maestro delle ceremone ponlifcie, e l'avv." Alessandro Farricelli. La sede vescovile fu eretta da Gregorio XVI con la bolla Studium, quo inipense affcimur^ de'23 novembre i84r,
dichiarandola immediatamente soggetta
alla s. Sede. Ne'vol. IV, p.i36, XV, p. 228, XXIII, p. 189 e 190, narrai che il benemerito cardinal Lambruschini abbate di Farfa e s. Salvatore maggiore, da questa trasfer il seminario a Poggio

POI
giunger altre
notizie.
colli,
11

luogo trovasi

alle

fdde
ge da

di

ameni

quasi in piano, lun-

12 miglia e 17 da Farfa, in salubre clima, con abbondanti e limpide


Piieti

acque; magnifico
le e

monastero abbaziadonde uscirono chiari allievi, ed il tempio contiguo sacro al ss. Salvatore, d'imponente struttura, formato d'una sola nave con conveniente coro. Pasquale I gli assegn molti beni; Onorio III con bolla dell 22 acil

gi celebre seminario,

Mirteto e lo ritorn
lustro,
g^o/e

al

suo precedente

comod la
bano VIII
di
s.

controversia pel luogo Bellino

provvedendolo di tutto e con i?'elui con 2 opuscoli composte (non con quell'incredibile numero d'alunni detto per errore di stampa), aperlo con solennit a'6 novembre iSSy, al modo detto nel n.** 98 dei Diario di Roma, celebrato con medaglia monumentale, stabilendo nell'antico seminastampate, da
rio
i

insorta con

un vescovo
i

di

Abruzzo; Urdi
1

l'un a Farfa,

ed allora erano
s.

Salvatore

monasteri

Vittoria

(dicui parlai ne'vol.


p. 8,

XXni,p. 87,XXi V, ed altrove, come degli altri luoghi),

di

s.

tella, di

Paolo di Force, di s. Lorenzo di Ros. Angelo di MontelparCj di s. Ma*

ria di

Monte

passionisti.

Nei

citati

luoghi dissi
s.

tutti nelle

Cillano coi 9 suoi priorati, Marche. La diocesi di Poggio

come Gregorio
la di

XVI con

l'abbazia di

Mirteto
ritorio.

Salvatore maggiore e porzione di quel-

si estende in 89 miglia di terOgni nuovo vescovo paga 5o fio-

Farfa e della diocesi

di

Sabina (F.)
ivi

rini di tasse,

essendo le rendi te scud2 58a,


vescovile di Mace-

istitu

questo vescovato, col titolo al ve;

POGOIANA. Sede

scovo della prima abbazia


ro de'

parlai

dell'allocuzione pronunziata nel concisto-

24 gennaio 1842

e della proposi-

donia sotto Tessalonica; ebbe 3 vescovi. Oriens chr. t. 2, p. 94. POISSY Stefano, Cardinale, Nacque
nella provincia diLione o in Vitriaco pres-

zione concistoriale con cui elesse ai. ve-

scovo l'attuale
rentino. Nei n.i

mgJ Nicola Grispigni


1

gi

so Parigi, dottissimo nelle leggi, dottore


in decreti,

vicario generale di Tivoli,

Amelia e FeI o e 2 del Diario di Ro-

decano della chiesa


s.

di Parigi

canonico di
rigi nel
1

Quintino, vescovo di Pa-

mai^^i
la citt e

si

parla della riconoscenza del-

363, Urbano

a'22 settembre
s.

delle parrocchie aggregate a

i368
bio, e

lo cre cardinale prete di

Euse-

questa diocesi verso Gregorio


dinal

X VI, edella
la citt agli

neh 370
al

penitenziere maggiore. In-

consagrazione del vescovo fatta dai car-

tervenne
sferito a

Qonclave per Gregorio


in

XI

Lambruschini
di

nella chiesa delle

mor neli373

Avignone, venendo tra-

Mantellale

Roma. Grata
gli

tenore di sua disposizione nella

onori e privilegi con cui Tavea decorata

cattedrale di Parigi e sepolto con epitaffio in versi leonini.

Gregorio XVI, iu morte


\ento delle autorit

celebr so-

lenne funerale nella cattedrale, coll'intercivili

POISSY. Cittdi
capoluogo
2
belli

Francia, dipartimen-

e militari
1*

to di Senna-e-Oise, a
di

leghe da Parigi,

della filarmonica, recitando

elogio fu-

cantone in situazione ame-

nebre
n.

il

professore di teologia del semiil

na. E' antica, con chiesa di stile gotico e

nario, ilche descrisse

supplemento del
184G. Delt|ui

campanili, che giace nel sito d'un


i

25

del

Diario di
s.

Roma

palazzo che abitavano

re di Francia pri-

l'abbazia di

Salvatore ragionai nel voi.


e seg.:

ma della costruzione del castello di s. Ger*?


mano. Carlo
il

XXIII,

p.i

84

nondimeno

agf

Calvo

vi

tenue un parlai-!

i:i

POI
il

por
res. Luile reliquie vi

mento ueir869. Vi nacque


gi,

il

corpo

di

s.

Florenzia;
11

ed ancora

si

conserva

il

suo fonte bat-

l'episcopio molto distante.


lo
si

capito-

tesimale.

Fu

patria di alcuni ilinsUi, co-

compone

di

8 canonici, del teolodi diversi canonici o-

me

del lelleralo Meicier.

K celebre per
i

go e penitenziere,
norari

l'assemblea de* vescovi di Francia tenuta

edepueri dechoro: Pio VII


l'

nel

neh 56 1, in occasionedelfaniosocollocjuio omonimo tra' dottori cattolici ed ministri

i8o2 concesse

uso della mitra

al dia-

riformati

facendovi

vescovi molti
la

cono e suddiacono ministranti al vescovo nella cattedrale. Vi sono altre 5 chiese parrocchiali col
s.

regolamenti disciplinari; cio sopra

fonte
s.

meritando

promozione

di degni vescovi, sulla loro

osservazione

le

chiese di

Radegonda con
s.

residenza nelle diocesi, sulla convocazio-

grande e bella nave,


lario

e di

Giovanni con
s.

ne ogni 3 anni

de' concilii provinciali e

batlisterio antichissimo; la chiesa di

I-

loro regole, sui curali, sulla celebrazione


della messa, vietandosi leprivale in tem-

con monastero
il
il

di canonici regolari

avea
tolo

re per abbate, per capo del capitesoriere con diritto di portare la

suono dell' organo, uffizio divino, sagre immagini, ec. Questi regolamenti terminano con una profesdella solenne, sul

po

mitra e cancelliere dell'universit fondala

neh 43 1 da Eugenio IV

e Carlo Vlf.
religiose, di-

sione di fede, nella quale

si

rigettano par-

Esistono alcuni monasteri di


t di maternit.

ticolarmente

gli

errori de'luterani, calvi-

versi sodalizi, ospedale, seminario, socieIl

nisti e altri settari.

vecchio castello tan-

POITIERS

(Pictavien). Citt

sidenza vescovile di
del dipartimento di

con reFrancia, capoluogo


,

to rinomato per quelli che vi abitaro-

no, fu distrutto in gran parte sotto Luigi

dario e di

Vienna di circoncantone, a 68 leghe da Parigi,

XI li, servendo

gii

avanzi di polverie-

ra.

Vi sono avanzi d'un anfiteatro, degli

situala nel declivio d'un colle, al confluente de'fiumi Boivre e Clain che la circon-

abbellimenti romani, cio del palazzo di Giuliano, d'un grande acquedotto e di


vari

dano quasi totalmente


2.

sulla sinistra del

monumenti che si credono galli.


(f^.),

Poi-

seggio d'una corte reale, di tribu-

tiers culla della

congregazione de' P/c-

nali e di direzioni amministrative, di ac-

pus

fondata dal diocesano ab. Cou-

cademia universitaria e

di

varie istitu,

drin. E' patria di parecchi


bri, tra gli altri di

zioni scientifiche e letterarie

gabinetto

uomini celeEsuperanzio prefetto


di

di storia naturale, giardino botanico, bi-

delle Galliee fratello di Quintiliano, di


s.

blioteca pubblica, teatro.

La

citt

una

Pt!tero

vescovo d'Avranches,
,

Mas-

delle pi vaste della Francia,

ma l'area n'
pi che

simino vescovo di Treveri

del dottore

occupata da

orti, giardini e prati

della Chiesa (tale dichiarato col decreto

forma bislunga ecinta da vecchie mura con torri e 6 porte, 4 delle quacase; di
li

da

Quodpothstnum, de'4 aprile 1 85

1,

della

cong. de'riti)s. Ilario vescovo, del cardinal Balve^ del general Monlalebert, di

hanno pontesul Clain, sul quale vi


la

bel passeggio. Notevoli sono


le, le

piazza rea-

La

Quintinie, e delle poetesse Desroches

caserme

di cavalleria,

principalmen-

e Atenaidedi

Mortmarto Montespan
Il

se-

te l'ampia cattedrale, reputata

una
nel
i

delle

polta nella chiesa de' francescani.


traffico

suo

pibelledi Francia, nello


nico del
tu terminata nel

stile

architetto-

medio evo; cominciata

i6i,

non grande; possed ne'dintorui cave di belle pietre da lavoro e indizi di


carbon fossile. una delle pi antiche citt delle Gallie, fu piazza forte al tempo deldi

i Syg e consagrata dal vescovo Bertrando di Malmonte celebre pre-

miniere

Poitiers

dicatore sotto l'in vocazione di


:

s.

Pietro

apostolo, con battislerioecura d'anime esercitata dal parroco e

la

conquista di Giulio Cesare, e gi ragil

da due

vicari; tra

guardevole sotto

nome

di

Lmonuine

POI
di

POI
nel
r

i3

ngostovituni j prese poi quello di Pi-

1^7 pass sotto


Ili, p.

il

dominio
p.

inglese.

clfU'iitm, per essere capitale dei piclnvi

Ne'vol.
p.

172,
,

XIV,

32,

XXVI,

popolo gallico sottomesso da Cesare, nia poi mand 8,000 uomini alla confederazione delle Gallie, alternando
optloii^
gli assedi.

Pretesero alcuni che V antica

3o I, XXXVIl p. 272, narrai come Clemente V essendo arcivescovo di Bordeaux e mentre trovavasi nella diocesi di Poiliers fu eletto Papa onde chiam a
,

capitale de' piotavi esistesse al principio


della

se

cardinali e la curia che nella pi'par-

monarchia a Vieux-Poiliers a 2 leghe da Chatellerault, in breve distanza


dal ClaiUj per
antichi
ivi

te riceva Poiliers

neh 3o6, ove

soggior-

le reliquie di

monumenti

trovati;

ma
la

diversi scrittori e

n alcun tempo, ritornandovi nel maggioi3o7 pel solennecongresso con Philipp IV re diFrancia ed altri sovrani; co-

il

dotto Dulaure dimostrano erronea ta-

me

gli fu
il

impedita

la

fuga, finche dichia-

le opinione.

Dopo

caduta dell'impero
sollri. I

rando

tiasferimento della residenza pavi si

d' occidente in

pi tempi mollo

pale in y vignane (^.), da Poiliers

vandali
scia

la

saccheggiarono nel 4i o, e ponelle

rec neir agosto i3o8, seguito dal reslo


della corte ne'primi giorni del iSog. Nelle

mani de' visigoti che edominio su tutto il paese che giace a mezzogiorno e a ponente della
cadde
il

stesero

loro

guerre

tra gl'inglesi e

francesi, questi

furono

disfatti nel

i346
;

nel Poitou,
a'
1

Loira.

JN^ella

seguente invasione del

re-

gno

visigotico fatta da Clodoveo, le vicidi Poiliers videro ili. grandecon-

numerose loro perdite ma brei356 presso Poiliers fu


3.*'
il

eoa 9 seltem scena del

la

nanze
flitto

strepitoso combattimento, nel quale

che

le

resero

pi segnalali campi

principe di Galles riport segnalata vit-

di battaglia della Francia. Alarico re dei


visigoti fu sconftto

toria su

Giovanni
:

re di Francia e lo

ed ucciso da Clodoil

fece prigioniero

tutto descrissi ne' voi.

veo a Vougl, che sembra essere

pre-

XXVI
si

p.

3o4

e 3o5,

XXXV,

p.

59.

sente Vouill, villaggio sul fiume AuzancCj poche miglia ad occidente di Poiliers, onde di questa s'impadron Clodoveo. Nel

Poiliers fu

nel

nuovamente ceduta agl'ingle36o col trattato di Bretigni , e

quindi ritorn allaFrancia pel volontario


arrendersi che feceroi primi cittadini nel

782

sobborghi furono posti a sacco e

immenso numero di saraceni guidali da Abd elrahman, che furono disfatti da Carlo Martello, nel 2. comfuoco da un

1372

a Carlo

V,

il

quale concesse loro


Nel medesimo
le

singolari

privilegi.

voi.

XXVI, p.

3i

e seg., narrai

battimento che resememorabilePoiliers; grande fu la strage de' maomettani, ma la vittoria fu acquistata a gran prezzo e
salv l'Europa occidentale dal giogo

guerre tra gl'inglesi e


Francia, che nel r422
Poiliers, vi soggiorn
trasfer
il

tremende Carlo VII re di


fece coronare in
vi

si

qualche tempo,
i

mudi
sac-

parlamento per avere nemici


il

sulmano. Abbon nel 778 fu


Poiliers. Nel

ili. "conte
la

conquistato quasi tulio

regno, e

vi ri-

IX
,

secolo

normanni

cev
lo

la

celebre Piilcella d' Orleans irion-

cheggiarono
dell'

bench divenuta capitale

fatrice degringlesi.In questo

importante contea di Poitou. Nel 1095 da Tours visi trasfer Papa Urbali,

VII accrebbe e

fortific la ci U,
reali

tempo Carcom-

partendole privilegi e

beneficenze.

no
"vi

donde pass ad Angers. Luigi VII


la

Molti travagli pat nel secolo


guerrecivili e religiose, perch
abitanti perla
to
il

XVI

nelle
gli

tenne

sua corte, l'accrebbe e

forlifi-

avendo

co: avendo ripudiala Eleonora d'Aquitania signora del Poitou, questa sposan-

maggior parte abbracciail

calvinismo, furono orribilmente sgoz-

do

il

duca

di

Normandia, poi Enrico


gli

II

zali dai soldati cattolici, ai quali

mare-

re d'Inghilterra,

port in dotecol

ric-

sciallo di
t,

s.

A ndr, impadronitosi

della citassassi-

co suo retaggio Poiliers, che col Poitou

permise per 8 giorni orrendi

i4
lii.

POI
Ma Colignya vicenda ripresa Poiliers,
terribile fu l'assedio;
il

POI
quando
gli

lungo e
re

assediati trovato
il

modo
gli

di far traripa-

Clain, forzarono

assedianli alla

Clemente V lo sporimand al chiostro nel 3o5; giunto a morte nel seguente anno, cit il Papa per tal deposizione
deBux, che divenuto
gli del vescovato e lo
1

ritirala. Nel i.di luglio iS5i il vescovo inaugur con solenne benedizione la strada ferrala , alla presenza del presidente

al

futuro concilio (Wadingo dice

al di via

tribunale), e con la carta della citazione


in

manosi

fece seppellire nella chiesa dei


di

quale nel discorso che poi pronunzi al maire rilev che la citt sotto Carlo VI! fu il centro d'una resistenza eroica, ed il rifugio per i4 anni della nazionalit nella Francia invasa ; mentre il vescovo con
della repubblica Luigi Bonaparte,
il

predicatori

Poitiers avanti

1*

altare

maggioie;
Poiliers, e

1807 essendo il Papa in udita la fama di sua citazione,


nel
il

fece aprire
to
il

sepolcro, trovossi incorrotla

cadavere, e letta

carta

si

emp\

di

turbamento. Gli successe Arnaldo Ausi-

quello detto nella funzione celebr


t per
le

la cit-

memorie

di

s.

Bernardo e di En-

rico IV, e siccome antica, religiosa, asilo


pacifico della scienza, della giustizia e delle

pi nobili tradizioni.

Ho poi cardinale: fregiati di questa dignit, come riporto alle biografie, furono: Qixiio Malosicco, Simone Cramaudj Gio. Frane." Tremoglia, Gabriele Gradmont, Claudio Longny, ec. A^. Gio.Besly,

La

sede vescovile fu eretta nel III se-

Serie cronologica de' vescovi di Poi


:

colo e secondo Commanvillenel 260, suf-

tiers

quella del secolo passato e del cor-

fraganea di Bordeaux. come Io ancora,


nella provincia della 2.'Aquitania.

L'am

dismembrata da Giovanni XXII per formare quelle di Maillezay e Luconj aveva 5- abbazie, 9 comunit di religiosi ei2 di monache. 11
plissima diocesi fu poi
1

Roma. Napoleone nomin vescovo il famoso Domenico de Pradt,e Pio VII neli8o5 lo consagr in Parigi: nella coronazione dell' imperente nelle Notizie di
ratore

come

re d'Italia celebr la messa;

lo segu in diversi viaggi,

vescovo fu

s.

Siglario,
et

come
s.

riporta

vore, e nel

1809
le

Chenu,p.4^0j Ardi,
line j
il

episcopor. GalIlario,
:

Malines,
della

ma

ne god il fanominato alla sfede di bolle senza far menzione


fu

4"

s.

Agon,il IO."

il

Antemio, il i5. s. Maxentio il s. Fortunato fior circa il 565. Gilberto Porrelano, come Abelardo abusando della teologia scolastica, cadde in errori sul mistero della ss. Trinit, quas.

i4

dottissimo

nominasi spedirono nel 1,81 f, poi si dimise neli8i6. Di versatile politica, di mobile immaginazione, estremamente leggero, fu dotato di profondo ingegno, compose varie opere, come sui Quattro concordati, e mor nel 1887, dando segni
che disapprovava suoi
i

liconfesse condann avanti Eugenio III


nel concilio di

scritti

contro

l'in-

Reims

nel

i4S> onde tor:

segnamento e

la disciplina della
si
t.

Chiesa.

n al governo di sua chiesa a s. Bernardo tocc formular nel concilio 1' accusa
contro Gilberto e lo convinse, poscia con-

Le

necrologia

legge negli
6, p.

Annali del-

le scienze relig.

446- Dell'^'x/ior-

tatio di

Leone XII
p.

agli anti concordatisti

futando que'-suoi discepoli che ne difendevano gli errori. Nel ig5 fu vescovo
i

della diocesi di Poitiers, parlai nel voi.

XXVII,

.s.

Guglielmo. Nicol IV nel

289

consa-

i^i. Dal 1849 "'^ vescovo mg.'^Lodovico Pie di Pontgoin. Ogni nuo-

gr vescovo il dotto e santo francescano Guallero da Bruges, che Dio illustr in


vita e in
noffi.

vo vescovo tassato
diocesi

in fiorini
i

370.

La

morte con miracoli. Chenu e Be1 16, narrano che Gualtero a difesa de'suoi diritti incontr una lite con l'arcivescovo di BorStoria minoritca^ p.

menti
Il

di

ampia Vienna

e e

comprende dipartidelle due Sevre.

Concila di Poitiers.
i. fu
Il

tenuto nel

355

contro
le

gli a-

riaai.

2. nel

589

contro

religiose

POI
Casina e Croclielda.
Il 3.**

POL
nel

i5
Il ig.**

S^5

scori-

voGualtero
I

fece degli statuii.


il

nel

munic
bellale

le
ali'

dette religiose per essersi

294 o

sinodo, in cui

detto vescovo di
1'

ristabilita.

abbadessa di s. Croce, che fu 11 4- nelgSy.Il 5. neh eoo

Poitiers cogli statuti fece proibire


fzio

uf-

divino in presenza degli scomuni-

presiedutodaSiguinoarciv.diBordeaux.
il

cati, di conferire benefizio ai

parrochi

6 nelioo4 convocato da Guglielmo


il

di ricevere

grande conte

di Poitierse

duca d'A-

sagramenti da chi non autorizzato, di pagar le decime. Altri sinoi

quitania, illustre per la sua piet: furo-

di
1

no scomunicati gli spoglia tori


e de'poveri, proibiti
la
i

delle chiese

doni

ai vescovi

per

cresima e penitenza, ed

ai chierici te-

si tennero neh 3o4, 1367,1387,1396, 4o5. Gallia christ. t. 2 ; Labb t. 9, i o, 1 1; Arduino t. 6. POL (s.) DE LEON. F. Paul de Leon.

II 7. nel 1028 relativamente all'apostolato di s. Marziale. L'8. nelioSo sui beni ecclesiastici. 11 g. nel io32 sulla fede cattolica ed beni ecclesiastici. Il 10. nel io36 sulla pace. L'i i. nel 1073 o 10740 107 5 alla presenza del cardinal Gerardo legato, contro Berenga-

ner seco donne.

POL A (Poleii). Citt vescovile


nell'Illiria,

d'Istria

governo, distante
baia del

Trieste

in riva al

fondo
di

alla

da mare Adriatico e ia suo nome, residenza


2,5 leghe

rio,

che corse pericolo di restarvi ucciso,

pei suoi errori sull'Eucaristia.

Ih 2. nel
vescovo
il

commissariato e presidio militare, come di quelle autorit che vi saranno stabilite, dappoich neh 849 Pola fu destinata a porto di guerra (perci non vi potranno entrare bastimenti da guerra stranieri) e stazione del 2.

1078 presieduto dal legalo


legato
si

Ugo

comando

di disi

di s.Diez,per la disciplina ecclesiastica;

visione di

marina

da quell'epoca

die

lagn con S.Gregorio Vll,che il re Enrico I avesse proibito al conte di Poitiers di

opera
e di

ai lavori di fortificazione di
,

terra

permettere che

si

tenesse ne' suoi


3.

cantieri,

mare all' erezione di magazzini e onde la citt avr presto un aIl

stati, delle

prepotenze dell'arci v.diTours


Il
1

spetlo affatto diverso pei tanti vantaggi

e del vescovo di Rennes.

neh 094
Ih 4.
li

che acquister.
te

magnifico sicuro e im-

01095,

in cui fu proibito ai vescovi ricelaici.

pareggiabile porto accresce singolarmeni

vere investiture dai re e altri

pregi e l'importanza della posizione


:

neh 100
da 80

presieduto per Pasquale

dai

di
li

Pola

fu opera dei traci istriani, quai

cardinali Giovanni e Benedetto, assistiti


tra vescovi e abbati,

con Ivone di

grandemente si occuparono di mare, dicendosi gl'istriani


sei secoli
si

delle cose

gi arditi

Chartres. Vi fu deposto per simonia Nor-

navigatori

avanti

l'

era nostra,

galdo vescovo d'Autun; adonta delle rimostranze di molti vescovi e di Guglielmo IX duca d'Aquitania, cardinali scomunicarono Filippo I re di Francia e Beri

ed fama che
rateria,

distinguessero nella piferocia,

non senza

per cui ebbeil

ro rinomanza.

La

baia di Pola,

cui in-

gresso, volto all'ovest e coperto dal pic-

trada cui erasi riunito,


di restare uccisi;

ma corsero rischio
la

colo scoglio diBrioni, viene determinato


dalla

nondimeno

sentenza
si

punta Grippo edal capo Compare,


il
,

fu eseguita e le porle delle chiese

chiu-

presso al quale trovasi

forte Giovanni,
,

sero

tra'

canoni disciplinari fu ordina-

to che per la tonsura

non
nel

si

esigessero

n
Il 1

forbici

n tovaglie dai vescovi e abbati.


1

forma una cala vasta comoda capace d'ogni grande armata navale e riparata da tutti i venti, e racchiude le piccole isolette
s.

5. nel

04.

11

6.''

1 1
1

06

pei soc-

Andrea,

s.

Pietro,

s.

Caterina ed

corsi di Palestina. 1117. nel

109, in cui
i

Olivo.
assai

La

cinge una catena di collinette


in

Roberto di FontEvraidt assoggett monasteri dell'ordine al vescovo diPoitiers. Ih 8. neh 2890 sinodo, in cui il vesco-

vaghe, che

cerchio

si

spingono
porle,

in mare. E' cinta di

mura con 4

circondata da bastioni, munita di fortez-

i6

POL
tino e
s.

POL
Elena, concesse in diocesi
al ca-

2a che inlieramenle la domina, lulle coslruzioiii de' veneziani, le

prime del prinriqua-

pitolo ecclesiastiche decorazioni; cio alle

cipio del secolo

XV,

il

forte eretto nel


di pietre

dignit e canonici la mantelletla

veste,

i63o con grandi massi


leltonici,

fascia, collare e fiocco al cappello, tutto

drate, decoralo di belli ornamenti archi-

di colore

subendo qualche modificazione nella guerra di mare dal 180G ali8i3,


indi in tempi recenti fu ristaurato e ri-

paonazzo, e la croce d'oro eoa l'immagine della B. Vergii^p pendente dui

collo con fettuccia rossa; a'beneficiati, cap-

pellani e mansionari, ut cani insigniamo

dotto a perfezione secondo l'odierno

si-

quani vulgo zanfardam vocant, gestare


infunctionibus,
ec.

stoma
rabile

di guerra.

La

cattedrale dedicata

Innanzi

il

duomo

e-

all'Assunzione della B. Verginee

memo-

siste l'antico batlisterio,

opera de' tempi

meno per
il

l'architettura, che per


le

bizantini, singolare per la forma, con co-

l'equivoco d'Angincourt che


lebrit,

ha dato ce1'

lonne di marmo. Altre chiese degne di

quale credette essere

antica

rimarco sono: quella mirabile

di

s.

Ca-

eretta ncH'BSy e la dichiar tipo dell'ar-

terina, smantellata or son pochi anni, gi

chileltura sacra in Italia del secolo IX.

Del qual tempo rimane qualche colonna di marmo e qualche capitello dell'e-

con monastero di donne, poi abbandonata e dali58o data per uso di famiglie greche venute jda Candia e da Morea, avenle vicino
la

poca romana, e

il

pi de' capitelli ed

il

caserma

di artiglieria, gi
s.

sesto delle arcate, che dall' acuto passa-

monastero

di religiose di

Teodoro;

la

no

al semicerchio, e gli
il

sano

ornamenti accuprincipio della seconda met del


il

chiesa della B. Vergine della Misericordia, gi degli agostiniani


,

prossima alle

secolo

XVquando

gotico passava al
del-

rovine della insigne abbazia cassinese di

moderno. La distribuzione conserva


l'antico.

Canneto, della cui chiesa magnifica divisa da colonnati a 3 navi, con pregiati

Forse sotto il coro esiste la chiesa sotterranea, nel pavimento sono antichissimi frammenti in marmo; forsedel . 1 duomo bizantino erano le porte di
genovesi, bronzo che nel 1379 tolsero per quella battaglia che ricordai nel voi. XXVIII, p. 3o5. Meritano menzione la tavola che gi decorava l'aliare maggioi

mar-

mi e

squisiti musaici, dedicala alla

Ma-

donna, rimane una cappella a croce greca di costruzione bizantina^


i

cui

marmi,

colonne e bronzi passarono a Venezia


dicendosi gi sue
ti

re,

ad

intagli d'alto rilievo di

genere go-

4 colonne trasparenche si ammirano nella basilica di s. Marco. A questa in commenda spetta r antica abbazia di Canneto
le

di belli intagli

Verginee altri santi; un dipinto esprimente una delle tante pesti che desolarono la citt; ed il quadro che allude al vescovo Vergerlo morto nel
tico, colla B.
1

della quale vi la serie degli abbati dal-

r8oo ali3oo
si

ne* papiri dell' archivio di


:

Ravenna, ove possedeva fondi


leggono

le

notizie

m Dialoghi sulle antichit di


1

548, ritenuto protestante:


il

tra le reliquie

sonovi quelle del b. Salomone re d'Ungheria,

quale
il

ritiratosi in

Pola nel 1 060

circa presso

cognato Udalrico marche-

se d'Istria, visse penitente e

mor santo.

Pola del 1600, pubblicati dal eh. d.*^ P. Randler nell'opuscolo: Cenai al forestiero che visita Pola, Trieste 845.Per incendio, nel dicembre i85i and in rovina il convento vecchio della B. Vergine
della Misericordia.

A' 12 settembre
della cattedrale.
s.

si

celebra la dedicazione

Pio VII colla bolla In


1 1

Apostolicat sedisj degli


coni.
t.

novembre
del-

nobile orgoglio

Osserva l'encomiato scrittore che eoa pu l' istriano dire che

i8o3, Bull.
derazione
ai

12, p. 87, in consi-

pregi di questo

tempioe

nessun' altra citt dell' impero austriaco tante antichit ed in istato di conservazione abbia siccome Pola; che in Euro-

la residenza

che fecero in Pola Coslau-

roL
pa medesima^ se Pompei e Pioma si eccettuino, nessuna o poclie possono starle al paro, perch non s frequente il linTenire entro
teatro,
il

POL
cui fu costruito,

17

getta dell'incertezza tanto sull'epoca in

quanto

sulla

mano da cui
pu

fu edificato d'ordine toscano. Dell'epoca


di sua costruzione nuH'altrodi certo
dirsi, se

giro d'un miglio


ninfeo,

due templi, un

tre porte, per tacere di

un anfiun arco monumenti miepoca cristiana

nori

e di quelli che

all'

non che fu alzato nel i. secolo del cristianesimo; la fama porta che lo fosse per liberalit degl'imperatori, non meno
che
di
il

appartengono.

A darne breve cenno prin-

teatro, e se la propriet esser potesse

cipier dall'anfiteatro tanto celebrato.

Entrando
edifizio,

in

Pola T occhio vivamente


s

sorpreso dallo spettacolo di

magnifico

la tradizione avrebbe in ciconferma,che di propriet del patriarca d' Aquileia sovrano feudatario della
,

norma sicura,

uno de' pi belli anfiteatri che l'antichit romana ci abbia lasciato. La


di quella massa colossale ci maquanto sia lo splendore che la mano de'secoli imprimesopra de'muri trion-

provincia,

furono questi due edifizi nei tempi di mezzo. Ad Augusto non semsi

maest
nifesta

bra potersi attribuire, ma piuttosto a


losseo (V.) di

Ve-

spasiano edificatore dell'anfiteatro o Co'

Roma, dacch molte posnon


dire di altri favo-

fatori degli sforzi dell' intemperie e del

sidenze

Flavi ebbero nella provincia e

barbarismo. Le meravglie di questo edifizio nella cinta

molti liberti, per

esterna sono ancora in-

revoli argomenti. L'anfiteatro era desti-

poich la mancanza di qualche pienon sturba l'insieme ch' integro. La sua forma elittica, somigliante a quella
tatte,

nato a spettacoli di gladiatori e di


terdetti
i

fiere; in-

tra

combattimenti

di sangue, serv

l'arena ai clamorosi trattenimenti del po-

di tutti

monumenti di questo
la

genere. Si

polo,
ti
li.

sempre passionalo

degli esperimen-

crede che
to, ch'

pietra con cui stato costrui-

di forza, di destrezza e degli spettaco-

molto bella, sia d'una cava non molto lunge dalla citt donde pure fu
,

In prossimit essendovi stato l'ospizio

de'templari, forse ne avranno profittato

tratta quella volta d'un sol pezzo che cuo-

Rotonda in Ravenna^ che misura in lume nella parte interna non meno di 3 piedi. La maggiore sua
pre
la

chiesa della

nel

per giostre e tornei, che graditi ai polani 14^5 ne ordinarono la rinnovazione


nel giorno di
s.

Giovanni. Gli spettatori

sedevano
le

sulle gradinate, riparati dal so-

86 piedi veneti il diametro maggiore di 38 1, quello degli assi minori di 3o5jla circonferenza esterna di ego, l'interna senza gradini di 493. Quest'anfiteatro ha tre piani, in
altezza di
dell'asse
:

con velario, che tutto Tedifizio copri-

va, teso sopra pennoni infissi nel


di cinta esterna.

muro
libera

La

capacit dell'arena

era di

21,000 persone, lasciando


superiore destinata ad
altrimenti arrivava alle

la galleria

ambu-

due

de' quali forato d' arcate,


,

il

3." di

lacro

26,000

finestre

72

fori

sono contenuti in ogni

circa. Fino al secolo

XIV sembra che l'an-

piano, eccettuato un fianco dell'inferiore,

fiteatro siasi conservato pressoch inte-

ch'essendo contro
declivio e
linata interna

monte segue il suo ne perde una porzione. La scail


,

gro, dietro

il

divieto del patriarca di le;

varne

le pietre
tolti
il
i

ma

in questo secolo fu-

da questa parte era tagliata nella roccia e nella parte opposta si pretende che potesse essere di legno. Non
resta di questo anfiteatro

rono

e dato

le mura, mal esempio, la povert persua-

gradini per riparare

se a levar tutta la pietra cio trovava in


re, destino

che

facile

smer-

che

lo schele-

Venezia per

la via di

ma-

tro con

controsporti

ai

angoli e

un

quadrato supposto che servivano


le; questi controsporti lo
gli altri simili edifzi.

di sca-

mune

che ad altri anfiteatri fu cosebbene questo di Pola ebbe la

distinguono da-

sorte di conservare intera lacinia esterna, mentre la

Questa circostanza

mancanza

di

gradinate ec-

VOL. LIV.

i8

POL
Que*
superba arena
,

POL
dall'incavo semicircolare del

cita sorpresa e le accresce bellezza. sta

monte

a cui

antico soggiorno di

giuochi e di piaceri, oggid l'asilo del


silenzio edella solitudine.

poggiava e da qualclwi arcala che avanz dalla totale sua distruzione. Esso era
la met dell'anfiteatro, alquanto questo, per di architettura ben pi ornata e gentile: egualmente a

covich, Anfiteatro di

Po/rt', Venezia

Vedasi P.Stan1822.
si

ampio quanto
lo

Quanto
tio, unici

ai

due templi d'ordine corinDiana che da pi


al

avanzi dell'antico foro, uno


di

vea

sedili in pietra disposti a


,

semicerchio

attribuisce a
coli fu

se-

incorporato

palazzo pubblico,

l'altro dalla colonia fu eretto in

onore

di

Roma

e di Augusto con forme veramen-

te gentili, e al presente deslinatoa cu-

stodia delle lapidi e altre anticaglie.

11

potendo capire circi 10,000 persone. Le 4 colonne grandiose di prezioso marmo che decorano l'aliare maggiore nella chiesa della Salute in Venezia furono traile dal teatro: noto che porfidi, serpentini e altre precon gran velario
i

ninfeo ora coperto da edifzro ad uso di

gievoli pietre,dicui

abbondava
i

Pola, fu-

fontana pubblica;

ivi

sgorga da naturale

rono spoglie onde

veneziani abbelliro-

sorgente ricco filone d'acque, e Io sbocco


n' ornato con gradini a semicerchio, di

no

la

loro patria. Pare che fosse integro

nel secolo

XIV, ma
la

frequenti assedi a-

romana
edifizio te d'

costruzione, a

modo

di

bagno.

vendo smantellato
teatro forn

le

mura

di Pola
;

il

L'arco o porta de'Sergi un bellissimo

pietra a ristaurarle
nel
1

un

ben conservato, che oggi fa paruna delle porte della citt sotto il nome di Porta Aurea, ornato di colonne d'ordine corintio. Fu eretto a Ire edili e duumviri della famiglia Sergi, da una donna per testimonianza d'amore verso
il

uragano ne termin il guasto, e


cogli avanzi Deville costru la

63o

fortezza.

Da
lica,

pochi anni fu scoperta


il

la

porta del
elit-

Campidoglio,

quale era di forma

cinto di doppio ordine di

rocca pel presidio


na.

mura con militare e ampia cisters.

marito, forse ai tempi di Traiano, ed

Le

rovine della chiesa di

Stefano,

uno de'monumenti pi eleganti dell'antichit un magnifico arco funebre a


:

gi ornata di pitture a fresco e di colon-

ne preziose, ricordano
fosse la

la

tradizione che

foggia trionfale, di bellissima architettura


corintia. L'iscrizione tuttora esistente di-

ce che Salvia Postuma a sue spese

lo fe-

ce erigere a Sergio Lepido edile e tribu-

prima eretta nascostamente nei tempi delle persecuzioni, memorabile pel massacrode'Sergi, avvenuto nel 27 per opera del partito popolare guidato da
1
i

no

della ^g.'* legione.

La porta Gemina
fra quelle

lonatasi. In fine la chiesa e


s.

il

chiostro d

con due aperture, principale

Francesco,

comunque
marmi
:

convertili in usi

dell'antica citt, vagamente decorata, seb-

profani,

mostrano la loro importanza per


questa chiesa fu
ri-

bene abbia perduto

suoi ornati di bron-

decorazioni e

acqua condotta da lontano in Pola, probabilmente per ordine di Augusto, poi perfezionata da un polense. Prossima la porta Ercole , la
zo, serviva d'ingresso all'

costruita dai Sergi per gratitudine di a-

vere un francescano salvato l'unico rampollo di loro stirpe da della strage. Del

palazzo comunale di bellissima architettura a sesto acuto, con ricchi ornamenti

cui semplice costruzione rimonta ai lempi pi antichi della colonia,

con
i

la testa

ad

intaglio,

un solo
il

lato

rimane

in piedi.
il

la clava di

quell' eroe, ed

nomi

dei

DeliSoo
stata.

palazzo pubblico,
si

quale
re-

duumviri, suprema magistratura di Pola, durante il reggimento de'quali venne aperta. Di altri preziosi antichi ediflzi ond'era doviziosa la citt, appena resta-

fu sontuoso

come

vede dalla parte


di

Tra
le

tanti dotti scrittori che illu-

strarono

venerande reliquie

Pola

no

le vestigia.

L'antico teatro segnalo

nominer Gian Rinaldo Carli-Rubb,y^/ifileatro di Pola ec, Venezia yS i dai


i
.

POL
suoi dintorni che
tri

POL
dopo
la

19

le

manifallure de' ve-

repubblica nelle guerre civlU avvenute

di

Venezia traggono l'arena necessa-

morte

di Cesare, fosse per ordi-

ria a detta fabbricazione. In cattiva

fama

stava gi Pola per l'inclemenza dell'aria,


e le pi strane cose
si

ne d'Augusto smantellata, 4^ anni avanti la nostra era , il quale poi la rifece a


preghiere di Giulia, quando dopo la vittoria di B'ilippi la concesse in premio ai
suoi soldati
,

dissero sulle cause

che

la

viziavano. Ripetute osservazioni

fanno certi che l'aria nulla contenga di maligno per la respirazione; che se la soverchia umidit agisce essenziahnente sulla cute, si pu vivervi sani, purch certe norme si osservino, dichiarate da Randier a p. 32, 1 o massime a p. 43, in cui
1 ,

e rifabbricatala la
filiale

chiam

Julia Pietas j per la

piet che

Au-

gusto avea per Giulio Cesare suo zio e

romana 3
l'impero

padre adottivo. Fondata la monarchia i anni prima di nostra era ,


si

estendeva dal Danubio ai de-

traila della pretesa mal'aria dell'Istria.

Po!a ha dato uomini

illustri,

de'quali al-

cuni furono patriarchi di Grado.

La fondazione
molte

di

Pola viene, come

di

altre citt dell' Istria (^^), attri-

buita ai colchi spediti da Aeta a perse-

guitare
gita la

gli

argonauti, co' quali era fug-

figlia

Medea, che non avendo


al
si

potuto trovarli e temendo di tornare


re senza successo,

sorgeva Aquileia ad emporio delle nazioni cisda nubiane e trasmarine. Pola trovavasi allora nell'incrociatura di due grandi linee di movimento, quella che da Roma dirigevasi per Ancona e attraverso il mare sino al Danubio ; quella che dalla Bretagna per Aquileia dirigevasi a Costantinopoli; Pola era il centro del passaggio per Ancona e
serti dell'Africa; gi

fermarono in Istria e fabbricarono Pola. Questa tradizione favolosa piuttosto accenna alla trasmigrazione d' un popolo tracico dalle foci del Danubio, ove avea stanza in penisola che Istria dal nome del fiume chiamavasi, popolo che togliendo ai celli lespiaggie delle estreme Alpi, le quali nell'Adriatico in penisola

Zara. Aquileia prosperosa per


cio e per

commer-

600,000

abitanti,

il

servigio di

mare
alla

esigeva pel

Levante numerosa
navigazione e
te,

commercio d'Egitto e flottiglia, onde Pola ai commerci prese paril

per cui alla feracit del suolo uni

continuo movimento fra


vincie, fra queste e le
alla

Roma e

le pro-

grandi

citt, in

un

scendono, a questa re-

frequenza del navigare, per modo che


se la prosperit di
fosse assai superiore all' estensione

gione in memoria dell'antica patria die-

non deve sorprendere


Pola
della citt eal

de

il

nome

d' Istria.

Pola fu opera dei

traci istriani, colonia greca, e

quando

la

numero

del popolo.

Le spe-

provincia venne conquistata dai romani


fu fatta colonia,

eslrema fortezza d'Italia

dominio romano contro la Liburnia e la Dalmazia^ ed allora si cinse di mura, ebbe Campidoglio, e quella distribuzione di citt propria delle colonie romae del
ne.

Traiano tornarono assai propizie a Pola, ed i tempi degli Antonini segnarono forse il punto di massima prosperit, alla quale epoca l'antica citt
dizioni daciche di

aggravasi ftta ne' fabbricati intorno al


colle,

che oggi ancora


il

citt, sull'alto del

Prima che

gli abitanti

divenissero

cit-

tadini

romani,

la citt

teneva un rango

distinto in queste provincie, e

dopo Aela cit-

gida, ora
t

Capo d

Istria^

Pola era

pi cospicua. Nel i secolo di sua colonizzazione pare che non rimanesse estranea alle cose di mare, mediante co-

Campidoglio. Fuori delle mura, lungo le vie precipue sui colli circostanti, si stendevano le borgate, i-i'accesso per a Pola era pi naturale e pi frequentato per la via di mare,preientanquale stava
dosi in

forma maestosae incantevole, eoa


di torri;

mura coronate
che
la

laonde

si

calcola

municazione con Ancona, Ravenna e Aquileia. Vuoisi che parteggiando per la

popolazione ne'tempi

floridi

possa

essere giunta a circa

35,ooo

abitanti.

20
Ne'lempi

POL
di sua floridczznPolaftigra'

POL
provincia, volle di propria autorit levare l'antico

dito e celebrato soggiorno dc'romani, che

modo di governo municipale ed


le

monumenli degni di loro grandezza. Tiberio ebbe il comando delle Provincie d'Istria e Dalmazia e
Tornarono
di

superbi

introdurvi

le gravi violenze
si

forme feudali, abborrite per da lui adoperate, come

legge nel prezioso

y'

fece

lunga dimora. Settimio Severo aall'

lo

pubblicato da Randlera

documento optaci' p. 3, donde


1

vanti di pervenire

impero

fu

molto
conprin-

rilevasi

che Pola pagava


I

all'

rmperatore
,

tempo governatore
cpij ai quali

dell'Illirio, indi

greco per imposizione

OtOt

zecchini

cos

serv predilezione per Pola.

Illustri

Parenzo.

messi imperiali nel placito, ule

o sorte

di

guerra o vicende
qui ebbero

dileleangariedel duca Giovanni e


,

pro-

di corte costrinsero al confino, senza ri-

nunziare

agli agi della vita

stanza. Rasparasano re de* lossolani vinto d'Adriano circa


il

120

si

ritir in

Po-

la a vita privala, e sullo scoglio degli


livi

O-

nel porlo fu sepolto col figlio. Crispo

messe di questi ricomposero gli animi giustamente malcontenti; ma l'imperatore depose ilduca ad onta delle sue promesse solenni di non voler aggravare pi gl'istriani e di lasciarli nei godimento delle loro consuetudini. Pi tardi l'eredit
della carica di governatore e
il

figlio

primogenito di Costantino qui ven-

genio pro-

ne

rilegato e nel

826

ucciso bench in-

grediente del secolo diedero carattere di


feudalit all'amministrazione provinciale;

nocente. Nel

354

d'ordine di Costanzo vi

fu ucciso Gallo Cesare. Finch ebbe vita

ma
di

per

la

libert data ai

comuni ed

ai di-

l'imperodiRoma, Pola ebbe propizi destini, non soggiacendo alle incursioni dei barbari e alle devastazioni d'Attila. Nel 493 divenne soggetta a Teodorico ed ai goti, fino al conquisto che ne fece Belisario nel 539, continuando il saggio goveri

nasti di

muover guerra l'uno all'altro e trattare come fossero potenze, comini

ci a risentirnePola, perch diminuite le


relazioni coi vicini,
il

veneti a se tirarono

commercio e

la

navigazione dell'Adriale altre citt

tico,

e colia preponderanza

no

tempi

felici
:

e conservandosi le

isti-

umiliarono.

tuzioni romane Ravenna avea preso il luogo della distrutta Aquileia,e di profitto erano le relazioni coll'Italia. Ai tempi gotici, seguendo bizantini, il governo rii

Verso

la

met

del secolo

XII Pola

si

pose alla testa del movimento di tutte


citt istriane, corse

le

cev cangiamenti, e
all'esarca di
l'Istria

l'Istria fu

sottoposta
al-

Ravenna, preponendosi
in

un maestro de'militi, specie


residenza, di

di go-

vernatore civile e militareche

Pola teera

neva

la

modo che questa

la capitaledell'lstria.Lerelazionicon

Ra-

venna e Costantinopoli erano frequentissime e di grandissimo profitto alla citt,


per
le

navigazioni e pei

traffici.

Al cade-

i mari a danno dei vecon 100 legni che l'Adriatico rendevano mal sicuro. Il doge Domenico Morosini spedi una flotta al castigo degl'istriani; Pola fu presa a forza e abbandonata al saccheggio nel i 14B. Alla spedizione della i.'' crociata forse Pola pretemplari si stabilirono se parte, perch a S.Giovanni del Fonte con ospizio, ed a s. Giovanni del Prato con commenda. Di venuto ereditario il marchesato d'Istria

neti

redel governo greco o bizantino Pola con-

forma romana. Conquistata l'Istria nel 789 da Carlo Magno, la regione fu governata dai marchesi d'Istria elettivi. Polacoutinuad esserne la metropoli, non che residenza de'duchi o marchesi. Il duca d'Istria Giovanni, nominato da Carlo JVIagno al reggimento della
servava
la

EppenSponheim, degli Andechs che n'erano investite, non tennero residenza in Istria, ma in Germania, con grandissimo pregiudiz-io di Pola e della provinnel
1

170

circa, le famiglie degli

Stein, degli

cia, la

quale priva di polente principe,


Intanto

risolvevasi in municipalit inetlqa difen-

dersi contro gli esterni nemici^

POL
scoppi
la

POL
di

21
d'Istria,
i

guerra di gelosia fra Venezia,


tol-

Parenzo,

di

Pola e de'conti

Pisa e Genova; Pola che in Venezia ve-

quali poi l'ebbero dagl'imperatori, dicendosi vassalli d'Aquileia e vicari del patriarca
, con molti onori e privilegi, conominare nodari di Pola, armii

deva la distruttrice di sua prosperit,


ler che nel
i

193

pisani la prendessei

ro; a questi
la

la tolsero

veneziani sotto

me

di

condotta di Enrico Dandolo doge, e ne


le

geri per genio e per politica, prontissimi

mura; parteggi di nuovo 1243 Giacomo Tiepoloe Leonardo Quirini crudelmente la castigarono ruinandola. Pisa e Genova indiroccarono
pei genovesi, e nel

a collegarsi per combattere. Monforito


di questa famiglia, venuto a contesa col

vescovo di Parenzo per certe


dali,

in vestite feu-

nel

1260 armata mano

in quella

tendevano d'impedir a Venezia di farsi padrona del commercio e della navigazione per l'Adriatico, commercio che dopo le crociate avea preso maggiore sviluppo esembrava volersi dirigere per Venezia. Questa non ancor determinata a insignorirsi di Pola,'rairava solo a render
impossibile

citt assal l'episcopio e gitt in

marcie

carte che avrebbero chiarito la questione, in Pola


i

Sergi tenevano palazzo e pel

loro potere solevansi eleggere capitani generali del popolo, carica che divenne lo-

ro ereditaria e
petua. Allora

come

esercente

il

potere

militare preparava la via alla signoria peri

uno stabilimento straniero

Sergi, lasciate le antiche

nell'Adriatico, per cui tendeva a ridurla

residenze, abitarono la rocca di Pola, l'antico

nell'impossibilit di tenersi forte. Frat-

Campidoglio, vasto castello fortemenne'tempi


cit-

tanto le sventure esterne suscitarono interne discordie, l'autorit de' patriarchi


d'Aquileia, divenuti marchesi d'Istria nel

te torritoa uso di guerra, eretto

di

mezzo, che stando nel centro della

t la
lo,
i

i2 3o, essendo cessali quelli ereditari, veniva spregiata;


la
essi

dominava intieramente. Dal castelche ormai in loro propriet tenevano

volevano ricondurre

Sergi, presero

nome di

signori di Castro
la

provincia all'unit e forza di governo,


il

Polae o Castropola e ne assunsero

fori

ma
tari

marchesi erediper r assenza loro aveano cagionato,


rilassamento che
i

ma
ca,

nelle insegne gentilizie. Coi polani


le parti

Castropola tenevano

del patriar-

a tale giunse che dovettero

patriarchi

onde
I

facile era loro

chiedere in feudo
la

convenire con Pola ed accettar nel i258


il

la citt.

polani mal comportando

nuo-

2,000, equivalente di que'diritti che su Pola credevano poter esercitare e che al comune
lire
Il
i

pagamento d'annue

va signoria, ne avendo forza a distruggerla,

ricorsero al tradimento^ e fatto capo

nella famiglia lonatasi

giurarono

la di-

lasciarono.

tributo

non fu sempre pa-

struzione de'Castropola e l'effettuarono


la sera del venerd santo 1271 in s. Stefano e nel castello; un solo fanciullo fu

onde patriarchi fecero porre la bando dell'impero. Nel rilassamento degli ordinamenti generali il pogato,
citt al

involato alla strage di tutti e pot poi rial-

polo proclive a novit voleva affrancarsi dal potere altrui; ma due partiti divide-

zare

la

potenza di sua infelice famiglia.


visitasse
s.

Corre tradizione che Dante


la e

Po-

vano

la citt, l'uno
il

conservato

popolo voleva dominio, l'altro che lo braal

che

confidato a un solo, potente e valoroso; capi del i. erano i Tonatasi, del


2.
i

mava

Sergi, antica famiglia d'origine ro-

mana, doviziosa
cui appartiene
1

e in grande onoranza,

il

suddescritto arco. Nel-

agro polense e parenti no eranvi grandi

distretti tributari delle chiese d'Aquileia,

Michele de'camaldolesi; di che si ha conferma laddove nella sua Commedia accenna i tanti sepolcri che cuoprivano le vicinanze di Pola. Cambiando nell'Istria la cosa pubblica, Parenzo, Rovigno e altri luoghi venivano signoreggiati dai veneziani, che sostenevano i movimenti popolari delle citt istriane per profittarne. Nel i328
albergasse nell'abbazia di

12
Fola
(li

POL
nuovo pnrleggl
ed
ai traffichi.

POL
pel

genovesi,

to,

purgala la

citt dalle rovine, rialza-

ne'quali spera va sostegno alle liherl


licipali

mn-

to
il

Sopraffatta poscia

il duomo, commercio

ma

tutto ci inutilmente;

al di fuori

era cessalo per

dalle armi venete, presa e

abbandonata al saccheggio, lontana da Genova, non polendo sperare aiuto dal patriarca, e volendo
polo,
1

le

cambiate condizioni de'paesi intorno


si

all'Adriatico; le pestilenze

ripeterono

dal

r5oo
il

al

i63i

Castropola impegnarla in fazioni


il

tava

territorio,

72 ville che coni3 appena ne conser;

di

di guerra, cresciuto
la citt

malcontento del po-

vavano nome

e segno. Nel

G3o

la

repub-

i33i deliber di darsi alla repubblica veneta ebandir l'irrequieta famiglia. Il doge Giovanni Contarini (secondo Randler, mentre in quell'anno era doge Francesco Dandolo) accett la
nel

blica veneta per porre argine alle scor-

rerie degli uscocchi, trib d'origine sla-

va deiriIliria,Cioazia e Dalmazia, famosi per le piraterie nell'Adriatico, ordL


la

costruzione della fortezza nel sito gi

dedizione con diverse condizioni, rinun-

tenuto dal

Campidoglio, all'ingegnere

ziando

polani alle appellazioni in Ra-

francese Deville, adoperato con successo

di conte.

venna e ricevendo un podest con titolo Sebbene la convenzione non salvasse


i

diritti del

patriarcajpurei veneti

gli

promisero 2^5 marche d'argento per Pola, Dignano e Valle, e fu un'appendice alla pace del iSio, per la quale la repubblica dopo il compromesso del Papa
erasi obbligata

L'ultima popolazione a Pola, pot appena giungere a 600 abitanti, quando nel 'ji^j la repubblica di Venezia scioglievasi, onde segu destini dell'Istria e di Parenzoj nondinelle fortificazioni di Levante.

peste

avendo

tolta quasi tutta la

meno
nache

quasi tutte
il

le

chiese sussistevano,
le

pagare

al

patriarca 45*0

vi risiedeva

vescovo, v'erano
i

mos.

marche per
novesi nel

le

giurisdizioni istriane. Nella

di

s.

Teodoro,
s.

francescani in
gli

feroce gtierra tra

Genova

Venezia,

ge-

Mattia e in

Francesco,

agostiniani

tarono a ferro e fuoco; nel


canale de'l^rioni pesare tutto
il

i354 presero Pola e la tratiByg dopo


porto nel
vi
la

alla Misericordia,

ma

diserte erano dive-

nute
e

le

abbazie.

la vittoria riportata dinanzi al

venti e delle

La soppressione de'conchiese operatasi nel 1806


allora, di molti

ripresero e

fecero
rispar-

le fortificazioni fatte in

loro sdegno, e

non

antichi
le

monumenti furono rovina^perch


lanterna distrutta. Conta in
i

miando

il

duomo

le altre chiese.
si

Per-

chiese crollarono o vennero smantel-

tanto a questo secolo

riporta

la distru-

lale, l'antica

zione di Pola, e al suo cadere non pre-

oggi Pola circa 2,000 abitanti,

quali di

sentava che un mucchio di rovine.

frecit-

molto
posto

si

aumenteranno per

la

prospera

quenti assedi,
edifizi

le

ripetute prese della

condizione in cui
la citt,

t costrinsero a por

mano

negli antichi

il governo imperialc3 ha ed a sperarsi il suo rifio-

per trarne materiale da rattoppail

rimento.
Polaricevelle
la

mura, contro chi che multarono


re le

divieto de'patriar-

luce evangelica insiei

di

loo zecchini
che
si

chi

me
lo,

a Trieste eAquileia fino dal

."

seco-

levasseunapietradall'anfteatroo dal teatro; sopraggiunsero


le pesti,

essendone patrono s. Porporino mardi

rin-

tire;dltri protettori della citlsonos.

novarono continuamente, venne la povert a dare l'ultima mano, l'aria cominci a farsi grave e pestilenziale. Nel se-

simiano arcivescovo

MasRavenna, nativo di
s.

Vistronel territorio polense,

Florio ve-

scovoj s. Ottone polano martire (altro po-

guente secolo
lare la citt;

XV

si

die opera a ripopogenti vi furono tras-

lano
sono

il

b.

nuove

s.

Giuseppe e
s.

Germano); della provincia Io s. Marco; protettore

portate, cui
zioni;

si

concessero terreni ed esendelle leggi compila-

della diocesi

Tommaso

apostolo, della

nuovo statuto

cui chiesa sono restati pochi indizi. Ap-

POL
pena rassodalo
)

POL
il

23

in

Pola

governo greco
di chiesa
si

passava nel proprio alloggio.


ville,

Com manil

bizantino,

gli

ordinamenti
monasteri

Hist. de lous Veveschcz, dice che


il

foggiarono sulle forme


capitoli, abbazie,

solite d'oriente;
si

vescovato fu eretto avanti

5oo,suffra-

moltipli'

t^arono; la religione cristiana sfoggi in

Foia

pompa maggiore che non

il

culto
s.

ganeo del patriarca d'Aquileia, poscia secondo un mss. di Gio. Pietro Ferretti si vuole passato sotto l'arcivescovo di Ravenna, e che nel 1028 ritornasse alla soggezione del metropolita d'Aquileia. Be-

idolalio, precipuamente per opera di

Massimiano, il quale costru il magnifico tempio della B. Vergine di Canneto.

nedetto

XIV dopo avere


I

soppresso

il

pa-

Kandler crede istituito il vescovato nel 524, anteriore come Trieste a quelli delle
altre citt istriane, e lo dice
il

triarcato, nel

753 erigendo Udine

in ar-

civescovato, tra le chiese suffragauee vi

piti insi-

gne della provincia, per l'estensione della diocesi, la quale comprendeva due versanti del Monte Maggiore e la slessa citt di Fiume (capoluogo del litorale ungherese nel golfo Quaruero con porto franco, gi sede del vescovo di Modntsca), per la dominazione temporale che esercitava
i

comprese Pola. Nello smembramento della diocesi avvenuto nel 1790, 20 parrocchie furono tolte a Pola e date a Trieste.

Pio VII nel 18 18 un Pola alla sede

Parenzo (^.)^ ^ ^^ dichiar suffraganee del patriarca di P ciiezia, ci


vescovile di

che meglio stabil Leone XII nel 1828; finalmente Pio Vili sottopose nel i83o
le

su gran parte di quella, per la qualit delle

abbazie e de'capitoli, per

la

copia del cle-

rizia

ro, per la sontuosit degli edifizi sacri. Al-

due sedi unite all'arcivescovo di Go{V)y al modo detto a Parenzo. L'Ughelli, Italia sacra t. 5,p. 474>e
IO, p.

lorquando ne'tempi addietro il nuovo vescovo prendeva possesso della sede, la citt di
\allo,

t.

325, descrive

le notizie di

Pola
vi
i."

e sua diocesi^ riportando la serie de' vescovi. Egli dice

na

in omaggio uncauno smeriglioneo uccello di rapidue cani bianchi. Castua o Rhostau,

Fiume mandava

che

la fede cristiana
s.

fu predicata a'tempi di

Ermagora

antica capitale della Liburnia poi incor-

co

vescovo di Aquileia e discepolo di s. Marl'ar; che le dignit del capitolo erano

porala alla Carniola, in occasione di visita offriva

cidiacono, lo scolastico o teologo, con

80

braccia di tela,

60 MoIl

schcnizze borgo sul Quarnero.

vesco-

vo di Pola avea numerosa corte di vassalli che a lui giuravano fedelt, tra'quali
gli stessi

(12 scrive Coleli) canonici; indica le reliquie che si venerano nella cattedrale, presso la quale era l'episcopio; parla della chiesa di
s.

Nicola di rito greco, de'pii

Sergi o Castropola signorotti di

stabilimenti, e che la

Pola; non meno di undici capitoli, numerose arcipreture^ conventi, monasteri e ricco patrimonio ecclesiastico. Quando il patriarca d'Aquileia si portava a Pola,
il

ducati, tassata in fiorini


la

mensa rendeva 1 5oo i5o ue'libri delfu


il

camera apostolica. Antonio


si

i.

ve-

scovo di Pola che


talia nel

conosca, cui scrisse


lo

Teodorico re de'gotij che

divenne

d'I-

vescovo

gli

andava incontro

coi sa-

cerdoti e col clero in pianeta, colla croce, coi cerei

e coll'incenso, cantando sai

cri cantici;

giudici col popolo uscivano

coi vessilli e lo accoglievano coi migliori

ha da Cassiodoro lib. 4, cpst. 44- 1^2. Veuerio o Venerioso che intervenne ai concilii romani adunati da Papa s. Simmaco nel 5o i e5o2. Indi alcuni pongono Isaacio che nel 546
493, come
si

onori. Entrato

il il

patriarca nell'episco-

sottoscrisse la

pio, a'suoi piedi

vescovo ne poneva

le

chiavi,

che

il

patriarca dava al proprio


questi disponeva del pa;

maggiordomo e

lazzo per 3 giorni

nel 4-

J^

patriarca

donazione di s. Massimiano di Ravenna. Fiorironosuccessivamente Adriano che nel 579 fu al sinodo d'Aquileia o Grado (F.)j Massimo del 590 vescovo di Pola sive Jidiae al dire di Ba-

a4

POL
versia tra
il

POL
del patriarca d'Aquileia per la contro-

roniOj contraddetto da Luceozlo. Pontenzio o Potentino fu al conclio Late-

comune

di

Parenzo e
il

il

pro-

ranonel 649. Ciriaco intervenuto al concilio di s. Agatone Papa nel G79. Pietro
del

prio vescovo, riportata da Tomassini


Istriat cornmcntariis. N.
cui

m
ad
nel

7^4)

clic spogliato della

sede dal pa

espresso nella lettera

nome non d'Innocenzo IV


il

Grado, venne poi reintegrato dal Pontefice. Neil' 806 ad istanza di Carlo Magno s. Leone III ne fece amministratore Fortuna to patriarca di Grado. Wariierio, sotto il quale il re Lodovico eresse la chiesa di s. Maria che die ai cassinesi; ignorandone il nome TUghelli, vi suppl Luceuzi, Secondo Randler neir857
triarca di

del i25i, con la quale lo facollizz

assolvere dalle censure incorse


st e consiglio di Pola.
1

pode-

Matteo mor
1

3o2. Oddone Sala domenicanonel

trasluto

da Terralba,

indi pass nel


trasferito a

3o3 1 3o8

a Oristano,
altro

donde fu

Oddo: ma Bima

nella

Pola Cronologia

degli arcivescovi di Oristano chiama

am-

era vescovo Andegiso, poich in talean-

DO
s.

ricostru

il

duomo ed

era abbate di

bedue Oddone, il secondo dice che pass nel i3o8 alla chiesa di Pola, indi registra Sala.

Canneto. Giovanni nel 933 sottoscrisse la pace tra la repubblica di VeneziaeWinticherioconte d'Istria. Gerboldo o Gaspaldo nel 967 firm la letdi

Maria

tera di Giovanni XIII contro l'arci vesco-

vo

di Salisburgo. Bertaldo del

998. Gio-

vanni del
fatta
liza

loSi.Adamans mor nel 1075.

Hellenardo del 1 1 18, alle cui istanze fu una donazione da Sigifredo ed Heconiugi parentini al monastero di
s.

Nel 329 fu eletto Guido da Fossombrone camaldolese; nel 1 33 1 Sergio, morto in Avignone nel i342, in cui fu traslato da Dolcigno Grazia de'minori. Nel 1349 Leonardo pievano di s. Geminianodi Venezia, traslato a Chi usi e nel i353 stesso succeduto da Benedetto vescovo di detta sede. Nicola del 1374. Guido o Vin1

cenzo

Memmo

Michele.

A nfredo

del

11 49-

Warnerio
i

rona. Nel

nobile veneto, poi di Ve1409 Bartolomeo Recoverali

prest giuramento di fedelt nel i5o al doge veneto (o meglio nel 1 148) Morosiuij in uno ai cittadini di Pola, ed ai suoi
successori, di rispettare
i

s. Marco, ma Lucenzi dice che err Ughelli, non essendo stato vescovo di Pola. Alessandro V nel i4io

primicerio di

veneziani in ter-

ra e in mare, e somministrare alla basilica di


s.

Marco due migliara


in

d'olio al-

nomin Biagio Molin nobile veneto, nel 1420 promosso a Zara, ed in sua vece fu trasferito da Citt Nova Tommasino veneto domenicano; questi passando nel

l'anno, ed altre cose promisero. Filippo


nel
1

177 intervenne
1

Venezia

alla pa-

1424 a Urbino, da Modone

fu traspor-

ce fra Alessandro

HI e Federico I. Pietro del 180. Prodrano con Olderico di Citt Nova fu giudice in una controver-

tato a Pola Francesco de Franceschi. Nel

vescovo di Parenzo. I. vescovo di Pola quale dilapidatore della chiesa fu


sia col

1426 Domenico o Dondeo de Lucleriis o deEusebiis canonico di Pola. Nel i^'^i MosBuffarelli, poi di Belluno nel i465.
Michele mor nel i497- Altobello Ave^
roldo nobile e dotto bresciano nel detto an-

sospeso dal patriarca, appell ad Onorio

HI che

nel 1 2 1 8 ne commise la causa al vescovo di Feltre e Belluno, indi nel 1 22


i-

provvide che fosse eletto altro pastore

no; Leone X lo sped a Venezia per affae Clemente VII lo fece pro-legato di Bologna: scrisse alcune opere. Nel i532Gio,
ri

doneo. Enrico del 1228. Guglielmo arcidiacono di Pola, eletto dal capitolo nel

Battista Vergerio di

sacr vescovo di
fratello Pietro
cio, poi

Capo d'Istria: con^ Modrusca il dottissimo

1237, Gregorio
vo: nel

IX ne

cass l'elezione e
lo cre vesco-

di sua autorit nel

i238

1246

nominato

nella sentenza

la

Paolo gi nunzio pontifivescovo della patria, indi apostaluterano, ne'cui errori trasse misera

POL
mente il fratello. Per morte di questi nel 1 548 fu vescovo di Pola Antonio Elio di Capo d'Istria, poi patriarca di Gerusalemme, ritenendo il titolo patriarcale, co-

POL
POLEMIANI.
Eretici del
ci

a5

873 seguadi Polemio difensore d'Apollinare vesue dotte cognizioni per ismania di di:

scovo di Laodicea nellaSiria (abus delle

me notai

nel voi.

XXXV,

p.

dicendo

spulare

discepoli fecero passare molte


il

che qual vicario della basilica di s. Pietro (com' scritto sulla lapide sepolcrale), ricev nel trionfo M. A. Colonna: Cancellieri

sue opere sotto


lici,

nome

di vescovi catto), il

per cui molti furono ingannati


la

cui principale errore fu

mistione che

u Possessi l'avea creduto vicario di Roma. Per traslazione di Gregorio XI 11 nel 1572 divenne vescovo della patria.- Matteo mori nel 583 e gli successe Claudio
1

dice va essersi fatta del Verbo e della ca rne.

V. ApoLLiNARisri co'quali furono confusi,


condannati anche da
to nel
dir.
s.

Damaso I (f^.y

POLEMONlO.Sede vescovile del Pon^


Polemoniaco sotto Neocesarea, eretta

Sozomeno
lio

di

Cipro oNicosia; per sua


il

ri-

nunzia nel i6o5

concittadino Corne-

V
t.

secolo. Sei vescovi riporta Y


i,p.
1

Oriens

Sozomeno, lodato per zelo e scienza. IVel 161 8 Uberto Testa veneto. Nel 1624
Innocenzo Serpa canonico regolare lateranense. Rodolfo Sforza giureconsulto pa-

5 6. Polemonio, Polemonien^
parlibus dell'ar-

un

titolo vescovile in

civescovato di Neocesarea.

VII,

come

dissi nel voi.

Lo XL,

confer Pio
p.

78.

1625, sepolto in cattedrale con onorevole epi tallio. Giulio Saraceni


nel

dovano

POLI

Fausto, Cardinale. Nacque in

Usigni di Cascia e portatosi in

Roma pei'
Urbano

1627, letterato e scrittore. Nel i64i Marino Badoario veneto benedettino. Da Sebenico nel 1648 fu traslalo Luigi Marcello patrizio veneto somasco; portatosi in Pioma ad limina vi mor nel 166 I, sepolto in s. Maria, ove pose onorevole iscrizione F. Bartiroma arcidiacono di Pola e vicario generale. Gaspare Calanco veronese nel 1662. A mbrogio Fracassini nobile bresciano, domenicano e inquisitore veneto nel i663. Bernardino Corneaneus veneto, professore di Padova, nel 1 664- Eleonoro Pagelli
nobile vicentino arcidiacono di sua patria
nel 1689. Giuseppe M.^ Bottari venetoge-

nobile vicentino nel

sua gran fortuna entr al servizio con Barberini


,

chierico di camera, poi


cui grazia essendosi

VI 11, la
fu

guadagnata,

promosso a quelle cariche palatine e

cardinalato che descrissi nel voi. XLI, p. i52 e 256 (essendo arci vescovo consagr
in

Roma la chiesa da' cappuccini), dell'ors.

dine de'preli col titolo di


nel

1645 vescovo d'Orvieto

Grisogono, e (nel i644di"

ce Cardella), che govern con infaticabile


zelo,

le fece

convocando nel 1647 il sinodo, quastampare nel i65o. Accrebbe gli


la

alunni del seminario e arricch

sua chie-

sa di preziose reliquie e de'corpi santi dei

nerale de' conventuali e predicatore egregio nel 1695.

Con

questi l'Ughelli ter-

martiri Tiburzio e Faustina, Dai fondamenti ristaur e ampli 1' episcopio. Fu al conclave d'Innocenzo X che lo riguar-

mina

la

serie de'vescovi di Pola,

pir colle7Vbz/z/e di

Roma.

che com29 Lelio Va-

d sempre per giusto e integro, non senibrando allatto veroche abbiagli domandato conto delle gravose spese fatte nel pas-

lentiuoContessini Eltorio della diocesi di

1782 Gio. Andrea Balbi di Veglia traslato da Nona. 1772 Francesco de Polesini di Montona diocesi di Parenzo, 1778 Gio. Domenico Juras di Arbe, che morto neh 806, la sede rest vacante find'Istria.

Capo

saggio della regina Maria per lo stato ecclesiaslico, per cui


si
i

disse

morto di malin-

conia in Orvieto nel 653, ma di male spa-

smodico

gittata lai." lapide nei

ch venneunitaa Parenzo, enei 1827 per I . vescovo d'ambedue venne scello meritamente l'odierno mg.*' Antonio Peteani.

72, dopo aver fondamenti della chiesa di s. Giuseppe. Trasferito il cadavere in Roma, secondo il testamento fu
di pietra, d'anni

sepolto in

s.

Grisogono

al

destro Iato del-

26

POL
semlemont
ili

POL
lo colloca nel

la cappella dell'Angelo custode, in

166, e Basnaglo nel

plice nicchia con hnslo

marmo e iscriDemnggor-

i6t) (epoca clie sarebbe

da

ritenersi
s.

per

zione (riporlala da Renazzi,

conciliare la confereuza di
col

Policarpo

iiomjde nel ixstoetiv) creilo dal nipote Sisinio Poli.


al

Papa

s.

Aniceto, che fu eletto nel


Ireneo,

L*Amidenio Io proverbi

167). Egli mor di 120 anni, secondo lo


slesso Basnagio; e
s:

modo che
I

riporta Cancellieri nel 3Ier'

uno de'

suoi

calo, p. 21

e 281.

discepoli, parla di lui

come d'un uomo


la

o POLIANINA. Sede TeMacedonia sotto la metropoli di Tessalonica chiamata pure Bardo' /arwm, eretta nel IX secolo. Ebbe 3 vescovile di
,

POLIANa

decrepito. Vedesi ancora

sua tomba a

Smirne
festa
si

in

una
che
s.

piccola cappella, e la sua


ai

celebra

26

di

gennaio. Di tutte
scritto,
,

le lettere

Policarpo avea
ai

scovi.

Oriens dir.

t.

2, p. 91.

non
la

ci

rimane che quella

filippensi

Polybotiwl Sede vescovile della Frigia Salutare sotto la metropoli di Sinnada, indisuffraganea d' Amorio, eretta nel
fra*(|uali

POLI BOTA,

quale fu tanto stimala dagli antichi,


nelle chie-

che leggevasi pubblicamente


se d'Asia.

V
a'

secolo.
il

Ebbe

3 vescovi,

POLICASTRO
Sicilie, nella

(Polcasiren). Citt
delle

Giovanni che

menologio grechr.

con residenza vescovile nel regno


teriore, distretto, a

due
ci-

co e

il

martirologio

romano chiamano

provincia del Principato

taumaturgo t. i,p.844.
e martire.

5 dicembre. Oriens
(s.),

8 leghe da Sala, 22 da

POLICARPO

vescovo di Smirne
in et as-

Salerno e una da Boriati o Vibonati capoluogo di cantone, ove suole dimorare


il

Si convert al cristianesimo

vescovo e
abitanti

le civili

magistrature, peres-

verso l'anno 80 di Ges Cristo,

servi passata la
tivi
,

maggior parte de'primila citt

sai giovanile, approfittando delle istru-

tanto perch

ro-

zioni degli stessi apostoli. S.Giovanni e*


vangelista, a cui egli particolarmente
strinse, lo
si

ordin vescovo di Smirne

cir-

ca l'anno 96. Fece un viaggio a Roma, affine di conferire col Papa s. Aniceto in-

torno
rante

la

differenza con cui usavano le

quanto pel suo litorale deserto e aria malsana almeno per 6 mesi dell'anno. Si trova alla base d' una collina, in fondo al golfo del suo nome, che ha 8 leghe di apertura sotto 4 di sfondo. Il fiumicello Busento (onde per esso e per l'ovinata,

chiese di celebrare la
il

Pasqua

(1^.).

Du-

monimo

vescovato cui successe fu chia-

suo soggiorno in Roma, condusse all'unit della Chiesa un gran numero di eretici. Ritornato a Smirne, mentre ferveva la persecuzione contro
stiani,
i

mata PoUcastriim Buxenlwn) entra in mare a poca distanza trovandosi que,

st'antica citt presso la sua sinistra riva.

cri.

Sicuro
sca.

il

suo porto e abbondante

la pe-

Policarpo fu preso e condannalo

Nei contorni sono alcune antichit e

ad

essere brucialo vivo;

ma

le

fiamme

si

iscrizioni

incurvarono a guisa d'arco, e come una vela di naviglio gonfia dal vento si stesero intorno al santo. Allora
secutori ordinarono ad
s
i

Cardella
(P^.)y

vi

ma

romane. Tra gli uomini illustri novera il cardinal Braticali nacque altrove, per della dios.

suoi per(co-

cesi di Policaslro,alIa cui chiesa di

Gia-

un confetlore

como serv. La

cattedrale basilica con fon-

chiamavansi coloro ch'erano destinali

te battesimale e cura d'anime,

ammini-

a dare l'ultimo colpo di morte agli uomini e alle bestie che rimaneano ferite
neiranfiteatro) di dargli

strata dall'arcidiacono, buonedifzio di

gotica struttura e sacra alla B. Vergine

una pugnalata;

Assunta, possedendo tra

le

reliquie

il

cor-

e ci eseguito ne sgorg tanto sangue che


estinse
il

po

di

s.

Oronzio

prossimo l'episcopio
Il

fuoco. Leggesi ne'suoi alti, che


il

di lodevole fabbricato.

capitolo
il

ha due

egli soffr

martino

ai

25

d'aprile. Til

dignit,!.' l'arcidiacono, 2.^

cantore,

POL
IO cnnonicl compresi il le(jlogo e penitenziere, ed altri preti. Nella citt non vi
altra chiesa parrocchiale; fuori di essa
trovasi l'ospizio de' certosini, ed
figlio

POL
tere di

27

dificata e con titolo di contea la die al suo

Simeone. Nel 1 299 pervenne in poGiovanni Ruffo, indi sotto Giovanfu pure signore

un conil

na
di.

l'ebbero Gabriele e Luciano Grimal-

vento

di francescani.
Il

Vi pure

semi-

Ne

Antonio Petrucci,

nario con alunni.


in L'alia^
t.

Rodot

Rito greco
nell'

poscia Giovanni Carafftidi Spina benemerito del regno, sotto


sa, diroccata e
i

r, p.

356, narra che

Vili

cui successori fu pre-

o IX secolo fu introdotto in Pii vello, citt della diocesi di Policp.stro, ed ivi per lun-

saccheggiata dai turchi nel

1542.

go tempo fu rispettato e pressoch seguilo da tutti. Si videro ivi sorgere le collegiale con arcipreti, di s. Maria del Poggio

La sede

vescovile secondo

Comman-

ville fu eretta

verso l'anno 5oo, e fatta

siffraganea di Salerno, di cui lo ancora, dicendola succeduta alla sede di Buxentnin (^.), della quale meglionetratta V Italia sacra, 1. 10, p. 32, registran-

numerosa di clero greco, e di s. Nicol composta di sacerdoti Ialini. Ne'primi tempi parrochi de'due riti procederono pacificamente nelle cure divise delle
i

loro anime, e

gli ecclesiastici

greci della

diocesi ricevevano gli ordini sacri dal ve-

scovo
rito

di Policastrodi rito latino,

non

tro-

vandone del
il
i

loro.

Ne'primi delsecoloXVI
gli

greco decadde per

oltraggi che

chierici ricevevano dai latini,


il

laonde

il

clero greco verso

1^72 domand ed
s.

ot-

tenne dispensa da
latino, ci
nelli,

Pio

V di passare al
il

che fece eseguire

vescovo Spi-

R.ustico che fu al concilio 5oi; N. per la cui morte s. Gregorio I nel 5g2 ne affid la visita a Felice vescovo d' gropolij e Sabbazio che disput contro monoteliti nel concilio romanodel 640. Lucenzi annotatore d'Ughelli osserva che nel 1079 ^^" ordinarsi s. Pietro Pappacarboni in vescovo di Policastro, si rinnov la sede vescovile di Buxento e se ne restitu la digni:

do 3 vescovi

romano

del

sehbene i greci si fossero pentiti del cambiamento. La collegiata di s. Maria continu ad essere uffiziata dai greci divenuti latini ; ma in seguito la maggioranza di matricit e
nori tra
le le

t. Ili.

vescovo di Policastro fu

il

detto
della

Pietro patrizio di Salerno,

monaco

Cava, nominato col voto del popolo e di


Gisolfo principe salernitano. Questo de-

prerogative d'o-

gno prelato non resse a lungo


sa,

la

sua chie-

due collegiate furono cagione di gravi contese, massime per le pretensioni


della gi collegiata greca sulla latina di
s.

perch rinunzi
al

pochi mesi dopo

dignit nel 1079, la sua elezione ritorla


,

nando

Nicol. Piicorsi alla

s.

Sede, questa nel

suo monastero di cui divent 3." abbate, econtai gradofuaiconcilii di Benevento e Melfi, ottenne pe'suoi abbati da II, del quale era stato precettore,
l'uso della mitra; indi rinunziata l'abbaziti

1746

profer la decisione in favore dels.

la chiesa di

Nicol e di preminenza

Urbano

su quella di

s.

Maria,

la

quale dacch da

greca divenne latina riguardavasi

come

mori nel 1 1 2 3,
i

membro dipendente

dall'altra collegiata.

Alferio, e merit d'essere


santi,

Policastro venne edificata sulle rovine di

tumulalo presso lo zio s. annoverato fra riportandone Ughelli la vita, 1"


fu
t-

Velia, antichissima colonia di Sibari, la

talia sacra ^

7> P-

^4^
i

^ ^^S*
io.

^'

2. ve-

quale fu famosa per possanza, per la sua corruzione (ne far parola a Pranzo) e per la sua caduta, Strabone la crede succeduta
a Pitunzia. Anticamente fu Policastro citt di qualche considerazione,

scovo di Policastrofu Arnaldo, ricordato


in

un documento
i

deli

Non si conopontifi-

scono

di lui successori fino al


III,

cato d'Innocenzo

sotto

il

quale N. ar-

ma venne rorie-

ciprete di Saponaria ne' Marsi dal capitolo di Policastro fu eletto vescovo pre-

vinata da Roberto Guiscardo nel i o65, indi dal re

Ruggiero fu magnificamente

via la pontificia licenza. Innocenzo III nel

a8
131
1

POL
//,

POL
chi Spinelli napoletano, gi dlNeocastro;

approv l'elezione, annuliando rititrusione nella sede di Giacomo medico di Federico II. Gli successe Guglielmo de Licio francescano del 1222. Per gua
liioi te

indi fu vescovo Filippo cardinal tS/^//u/-

una parte

del capitolo elesse l'ar-

del quale come de'precedenti cardinasono a vedersi le biografe. Paolo V gli surrog nel i6o5 Ilario Cortesi teatino
li

cidiacono,

ma Gregorio IX

nel

1287

cas-

napoletano dotto e virtuoso. Urbano Vili


nel
1

sandone

N. in vescovo. Il cardinal legato nomin 6."* vescovo Giovanni Casteilomata nobile di Salerno ,
l'elezione destin

63o nomin Urbano


il

Felice aquilano

che nel i632 celebr

sinodo e

lo fece

stampare
rie opere.

in

Roma,

egregio autore di va-

nel

raccomandato dal capitolo e confermato 1254 da Innocenzo IV. Gli altri ve-

scovi degni di particolar

memoria sono
i

FilippoGiacobi nobile di Mesil sinodo diocesano, fu acerrimo difensore dell'immunit ecsina nel

i655 tenne

Francesco Capograsso salernitano gi decano di Capua, consagralo nel 356 da Innocenzo VI. Nicola abbate di s. GioTanni a Piroeletto dal capitolo, nel i4i 7 lo conferirlo Martino V. Carlo napoletano,
agostiniano e dottore esimio in teologia, nel 1445 'o c>'*^ Eugenio IV. Nel 1468

clesiastica, e nel

palazzo vescovile d'Urlo rifece, restau-

sacia

oper ampliazioni,
nella sala tutte
le

Enrico Languardo palermitano e domenicano, confessore regio. Nel i47' ^^* briele Attilio di Lucania peritissimo nell'idioma latino, lepido poeta, in

memoriede'suoi Qui noter, che il vescovo di Policaslro era signore di Torre Ursacia e di Torre Petrasia luoghi della diocesi. Vincenzo de Sylva nobile napoletano e domenicano degnamente fu fatto vescovo nel 1671 rifabbric l'episcopio
predecessori.
:

rando

di Policaslro, celebr

il

sinodo, difese le

somma

ragioni di sua chiesa contro Fabrizio Ca-

estimazione nella real corte e precettore


di

rafa conte di Policastro, che

Ferdinando re di Napoli. Gli successe liei 4^5 il domenicano Girolamo A Iraen1

no

assal l'episcopio d'Ursacia,

armala maonde senfu trasfe-

tenzi r interdetto e nel


ritoa Calvi. Gli successe
sa vescovo di
s.

1679
si

sa napoletano, esperto teologo, pieno di

Tommaso de Ropacific col

prudente esperienza,

in

gran reputazio-

Angelo, the

ne della corte clie lo sped ambasciatore ad Alessandro VI. Nel 493 questa chie1

conte, ripar la cattedrale che minaccia-

va rovina, scrisse opere erudite, e moren-

sa fu data in
gi

commenda
il

al

cardinal Lui-

do

in

Ursacia fu sepolto nella chiesa parnel

d'^rngona,
1

quale col diritto di re-

rocchiale con isplendido elogio. Giacinto

gresso nel

5o4 la cede a Bernardino Laureo spolelino, e neli5i6 a Giovanni naNeli53o


fu fatto amministrala
la

Maradeo

1696

lodalissimo, mor in
la

Ursacia, lasciando erede

cattedrale,

ove

poletano.
tore
il

fu tumulato con magnifico elogio.

M.An-

cardinalBenedetto^cro/f/, che
III

toniode Rosa napoletano, eleltonel 1 7o5,


rifece in miglior

rassegn nel i535, per cui Paolo

forma

la

cattedrale, re-

confer al cardinal Palmieri, ndi per sua

staur

il

seminario, concesse de' beni ai


s.

morte

nel

53 7

fece vescovo Fabrizio

A rda

benefcii ecclesiastici di

Mauro

e di

s.

cella nobilissimo napoletano, traslato

Michele, difese
so lo zio.
sferito
li

la

chiesa contro

il

conte

Bisignano.
se
il

Lo

s lesso
il

Papa nel i542


cavnal
1

eles-

di Policastro, e fu sepolto in Ursacia pres-

amministratore

Gambara,
lasci

Andrea Roberti

nel

3 fu tra-

che gli succedesse Nicola Francesco Massanella napoletano, morto nel 1577. Gli fu sostituito Lodovico de'conti Benti voglio bolognese, che neli58i Iraslalo a Citt di Castello^ gli successe Ferdioando de'duquale con regresso nel

543

si

da Ragusi e con questi nell'Ugheltermina la serie de' vescovi, quale si

continu nelle Notizia di


l'odierno mg.^'

Roma

sino al-

N icola M.^ Ladislao di SarBova


nel
fio-

no

de'redentoristi, trasferito da
iu

1824- Ogni vescovo tassalo

4^0

POL
lini
,

POL
2000 duVantando
anni
la

29

essendo

le

rendite circa

cali

con qualche peso.

La

diocesi sieslen-

aver goduto per mollissin benevolenza dell' illuslre porpodi

deper4o
bazie di

miglia econtiene le anticheabs.

rato el'adezionede'degni

Nicola in Bosa, unila al capis.

tolo Valicano, e di

Giovanni a Piro delcui par-

l'ordine di
Sistina di

s.

Basilio, unila alla cappella

s.

Maria Maggiore, di
XII,
p.

fratelli, mi gode l'animo ancheiu questo articolo di tributar loro un affettuoso omassio di riverente ammirazione, che sebbene tolti allosguardo mortale, vivono ancora presenti

lai nel voi.

121.

al

pensiero e al cuore di quanti

li
i

cofra-

POLICRONIO,
slanlinopoli
il

Polycronon. Inno di

nobbero. Paolo fu mandalo come


telli

acclamazione con cui nella chiesa diCopropalaste o primo cantore implorava


ri

agli studi dell'universit di Perugia,

e quelli con

somma

lode e felice succes-

da Dio per

g'

imperato-

so compiuti^ passo in

Roma nel

una lunga

e felice serie d'anni, corri:

dicatosi allo stato ecclesiastico^ 3 anni

797. Dedo-

spondente all'augurio de'Iatini Ad nmltos dnnos. /^.Natale, Acclamazioni, Domestico, Palazzo Lateranense, Hosan-

po ottenne il sacerdozio. Dimostrando in ogni allo un vivo esempio di clericale virt, percorlesiaed eloquenza di modi soavissimi
,

WA,DoMiNUS,ed
tichi. Dell'

il

Buonarroti wq

P'etri aii"

risplendente per singoiar piet

elezione del

mazione parlai 218, 219.

Papa per acclanel voi. XXI, p. 212, 217,

e prudenza, perito nella teologia, profon-

POLIDORl Paolo, Cardinale. Nacque in Jesi (V. il voi. XXXVIj p. 263) da civile famiglia di Loreto, cui saggi
i

do nel giuscanonico, il vescovo di Viterbo Conuestabili bram averlo per vicario generale nel 8o3 ufficio che funse
1 ,

3 anni con gran beneficio della diocesi.


Restituitosi in

Roma ebbe
di
il

la

coadiutoria
in

genitori furono solleciti di educare la pro-

d'un canonicato
ta,

s.

Maria

Via La-

che furono ampiamente benedetti da Dio, imperocch con tre figli nole in
li

modo

quindi subito

celebre cardinal Ancollegio e vescovo di

tonelli

decano del

s.

due

figlie tutti si

videro consagrare
lo stato

Ostia e Velletri lo dichiar suoaiulanle


di studio e vicario generale del vescova-

al Signore, quelli

abbracciando
i

ecclesiastico, queste

professando voli sotil

to d'Ostia, non checonvisitatoreper

la sa-

to la regola di

s.

Benedetto. Luigi

magil

cra visita in Ostia e in Velletri,

ma am-

giore, sacerdote, merit l'amore e la con-

bedue soltanto poterono

in

persona com-

fidenza del conte Mellerio di Milano,


cui

piere quella della citt di Cori nel 1807,


a cagione delle circostanze politiche del-

nome

elogioj coltiv

la classica let-

teratura, col suo vasto ingegno e profon-

l'occupazione imperiale francese:

gli atti

da erudizione pot pubblicare diverse dissertazioni di archeologia sacra , del suo


sapere e delle sue virt aveiydone parlato

della visita scritti con quell'aurea latinit

tanto famigliare a Paolo, furono altamente


sia

encomiati da desiderarsene
per
la

la

slampa,

Paolo Ballerini con necrologia ripor-

purezza della lingua attinta da

tala negli

Annali

delle scienze relig,, se-

classiche fonti, che perlebellee sanie nor-

rie 2." voi. 6, p.


telli

147. L'encomiai co'franel voi. XXXlX,p. 2 12; essendo il

me

delle regole ecclesiastiche e de' sacri

canoni in cui era tanto versalo. Occupata

2. Arcangelo, da Gregorio XVI fatto vescovo di Foligno, che celebrai nel voi.

Roma

dai francesi. Paolo essendosi

distinto pel suo zelo e

attaccamento al

XXV,
lai in

p.

i4i;

il

3.**

Paolo di cui parlui

pontificiogoverno,fuimprigionatoequindi

pi luoghi del Dizionario, da

deportato

in

Milano.

Fu

allora che

il

assai gradito, sino a pregare pi volle a-

fratello Luigi colpito d'acerbo

dolorecor-

morevolmenle Iddio affinch me lo facesse compiere a sua gloria e della s. Sede.

se in quella metropoli

per essere di con-

forto all'amato fratello e per le contrat-

3o
te

POL
ragguardevoli amicizie
vi
si

POL
slabifi.
si
1

A-

ni cardinalizie,

lo fece prefetto di quel-

ventlo l*uolo riacquistala

la libert,

con1

la della disciplina e nel

1841

di quella del

dimoi sino al 8 4* In (|uesl'anuo restituito Pio VII alla sua sede, tornando Paolo in Roma, fu dal Papa ascritto tra 'cani erieri d'onore. 11 nuovi

dusse a Loreto e

concilio,

come

dissi nel voi.

XVI,

p.

e 192. Nel 184*2 lo dichiar abbate

79 com1

mendatario e ordinario di Snbiaco, ed


1
I

agli

febbraio

i844

'o

consagr vescovo di

vo vescovo d'Ostia e
rezione di tutti
cesi,

Velletri, rispettabi-

le cardinal Mattei, afld a


gli affari

Paolo

la di-

delle
il

due dio-

Tarso in partii iis. Inoltre Gregorio XVI deput direltoredell'arciconfraternila degli amanti di Ges e Maria e protetlo

ed opera

di questi fu

sinodo del

tore di altrii3 sodalizi, de'rainimijdi Jesi

1817, poi pubblicato colle stampe e parimenti lodalo per l'erudita latinit degli
atti.

e altre

citt e luoghi, del

monaste-

ro di Falleroneedella collegiata di Cantiano. Intervenne al conclave del

Anclie

il

can. Dauco, nella 2." edi,

1846

zione della Storia di Vtlletri


il

encomi
fu spe-

contribiall'elezione del regnante Pio IX,

Polidori per

ambedue

le

compilazioni.

cui era legato con sensi di tenera amicizia

Quando
ebbe

l'insigne prelato

Mazio
all'

ed estimazione.
si

Coli* avanzarsi
il

negli

dilo in missione diplomatica


a sostenere le sue veci
^

estero

anni

aument

in lui

nobile comples-

comeoCgre-

so di sue rare virt, del pari che la sa-

tario delle lettere latine

quale perfetto

cra scienza,
sale,

elegante scrittore e dotato di estese cognizioni pel rilevante impiego. Per questi

ed

altri

onorevoli servigi prestati

al-

onde si rese caro all'univermodello di edificazione, infaticabile e laborioso nel disimpegno delle cse a lui commesse, amplissimo ornamento del
senato apostolico, per cui fu da tutti sin-

Pio VII lo rimuner prima col nominarlo canonico della patriarcala


s. S)t(\Q y

ceramente pianta

la

sua perdita. Morin

1823 conferendogli la prelatura domestica. Leone XII lo promosse a segretario della congregazione concistoriale, cui congiunta la carile Liberiana, e poi nel

Roma

2 3 aprile 1847, ^' ^""' 7*^ "^"^ compiti, dopo lunga e penosa infermit
a'

sopportata con mirabile rassegnazione.

Le

solenni esequie

si

celebrarono coll'as-

ca di segretario del sacro collegio, pel quale gravissimouffizio nelle sedi vacanti

sistenza del Pontefice, dolente per

veder

per

tolto alla Chiesa

uno
s.

de'principali soste-

morte di Leone XII e Pio Vili entr nei due conclavi, disimpegnando le attribuzioni di segretario di stato, compiendone con sommi encomi le parti tutte inerenti. Eletto papa nel 2. conclave del i83i Gregorio XVI, per l'amore e la grande stima che ne aveva per alcuni
,

gni, nella chiesa di

Ignazio, ove fu ses.

pollo innanzi l'altare di

Luigi Gonzacav. Cle-

ga, a tenore della testamentaria disposizione.


Il

degno e chiaro parente


col gentilizio
(s.),

mente

Folcili gli pose onorevole iscrizio-

giorni gli fece esercitare


stato e poco

il

segretariato di

dopo

lo

nomin

segretario

della congregazione del concilio, oltrech

appartenne ad altre congregazioni, adoperandolo ne'piu delicati e gravi affari di quel memorabile pontificato. In premio di tante benemerenze, a'23 giugno 1 834 lo cre cardinale pretedi s. Eusebio, donde Io trasfer al titolo di s. Prassede per quanto notai nel voi. XII, p. io. Lo annover a II delle primarie congrcgnzio-

stemma. Eia ufficiale nelle truppe romane, che stavano a quartiere a Melitina, nella piccola Armenia. Quantunque pagano, aveva stretta amicizia con Nearco cristiano zelan-

ne marmorea

POLIEUCTO

martire.

tissimo, e questi gli parl con tanta for-

za della religione cristiana, che lo indusse

ad abbracciarla. Conosciuta

la verit,

Polieucto non desider pi che di renderle testimonianza collo spargimento del

proprio sangue. In

fatti,

accesosi

il

fuo-

co della persecuzione, avendo dichiara-

POL
(o [Hibblicanente ch'egli era cristiano,

POL
malcontento
di lui lo rileg nella
soffrire la
tali

3i
delta

venne preso e condannato a


pi crudele tortura.
le

abbazia. Nella quiete di quella solitudi-

tormenti, n

lagrime di sua donna Paolina, de'suoi

ne die principio all'eccellente poema. All' li-Lucrezio, che poi gli fece tanto onore;
conosciutasi la sua innocenza nel

figliuoli e di

suo suocero valsero a vintesta. Mentre

1702
udiCle-

cere la sua costanza, per cui fu condan-

fu richiamato in corte e restituito agli antichi ministeri,

nato a perdere la
dotto

veniva con-

al supplizio,
le

esortava gl'infedeli

ad

tore di rota,

si

nominato nel 1706 guadagn la stima di


1

abbcindonare
zione di

loro superstizioni perala consola-

dorare Ges Cristo, ed ebbe

mente XI. in Olanda


di
xelles,

Indi nel

709

il

re lo

manda
d'U-

plenipotenziario al congresso
col maresciallo

Nearco scrisse gli atti del suo martirio, che avvenne durante la persecuzione di Decio, ovvero di Valerano, cio circa l'annoaSo o 257. 1 cristiani seppellirono il suo corpo a Melitina, ove nel IV secolo trovavasi
altres

convertirne parecchi.

Gertruidenbergh

una chiesa a lui dedicata, e ve n'era una magnifca a Costantinopoli


I

sotto l'imperatore Giustiniano.

greci ce-

quantunque allora senza frutto; ma per morte di Giuseppe I s'intavol un nuovo piano di pace, conchiusa nel I7i3in Utrecht dal maresciallo e da Polignac per la BVancia. Ivi prima di segnarla ricev la notizia che Clemente XI a'3ogennaio 1718 loavea pubblicalo cardinale prete ad istanza di Giacomo III
re d'Inghilterra, ricevendo la berretta pel*
istrada tornando in Francia, vicino

lebrano
naio, e

la festa di

s.

Polieucto a*9 di genfa

il

martirologio romano ne

men-

adAncon-

zione a'i3 di febbraio.

versa in paese cattolico, secondo

il

V. Matrimonio IH. Poligamiti si chiamarono quelli che pretesero poter l'uomo aver pi mogli contemporaneamente; tali furono gli ebioniti,
i

POLIGAMIA.

venuto
to di

laonde dalla corte


ricche abbazie e

provvedufatto maestro
fu

della regia cappella. Nella reggenza del

valentiniani e altri eretici.

POLIGNACMelciijorre, Crtr^/rtf/e. Nacque in Puy, ove il padre era governatore, d'antichissima famiglia,

una

delle

duca d'Orleans, divenuto sospetto al mi8 gli fu intimato di ritirar1 7 si nella sua abbazia d'Anchin e vi rest 3 anni tranquillamente, continuando i 5 libri del suo nobile poema. Uscito di
nistero, nel
1

pi illustri di Francia, visconti e marchesi di Chalenson. Il rapido progresso dei


suoi studi eccit l'ammirazione nell'universit di

tutela Luigi
lo

XV graziosamente nel
in corte, e lo

1722

richiam

ammise

agli af-

fari

pi interessanti della monarchia. Por-

Sorbona e

nella corte.

Lo straor-

tatosi in
l'eletto

Pioma

pel conclave del


gli

1724
il

dinario suo talento, congiunto alle pi


gentili e insinuanti maniere, alla nobilt

Benedetto XIII
s.

confer

ti-

tolo di

Maria degli Angeli, diverse con-

de' natali ed a vantaggioso aspello, gli


concili l'amore e la slima del pubblico.

gregazioni cardinalizie, e nel

1726

l'ar-

civescovato d'Auch, visitandolo nella sua


infermit. Divenne protettore dell'ordine Trinitario e ministro di Francia presso la s. Sede, contribuendo a ridurre alla

Nel 1689 fu conclavista del cardinal Buglione e piacque ad Alessandro Vili, in-

XIV lo nomin abbate di Buonporlo e nel 1698 sped ambasciatore in Polonia, ove rest in tutto il regno di Giovanni HI, alla cui morte inutilmente si adopercon energico impegno perch gli
di Luigi

divozione di essa
la C//z7ge/i77f/5.

gli

appellanti dalla boldi

Dopo l'elezione

Clemen-

XII, cui si trov presente, nel 1782 richiamato a Parigi, soggiacque a nuove
te

succedesse

il

principe di Conty. Richia-

vicende dispiacevoli, per nel 1733 fu dichiarato

mato

a Parigi nel 1698, dopo aver peril

commendatore

dell'ordine dello

duto per istrada lutto l'equipaggio,

re

Spirito santo.Studioso delle antichit, p-

32
t in
(li

POL
li

POL
cliiesnedel monastero, riportando Ughella

Roma farne scelta raccolta in monumenti marmo e metallo, s ^vec che


latini, qnali colloc nel
gi.

storia della traslazione;


le

ma

soppres-

palazzo
d'

eli

Pari-

sa l'abbazia da Sisto V,
te

grosse rendi-

Finalmente con fama

uno

de' pi
d'i-

furono assegnate per


s.

la

fonduzione del

colli

e scienziati del suo secolo, mor

Collegio di
la

dropisia in Parigi nel

i 74 > d'anni 80, non senza rimorso, per non aver mai visita-

Bonaventura (^.), presso chiesa de'ss. Apostoli di Roma. Gravi


questionarono intorno
le

scrittori

reliquie

ta la sua chiesa,
fari, e fu

sempre

distratto dagli afs.

di delti santi martiri, delle quali dilTerenti

sepolto nella chiesa di

Sul*

opinioni, oltre l'Ughelli, eruditamen-

Le due sue disgrazie produssero Veduti 'Lue lezio, poema ispiratogli dalla
pizio.

religione e dall'amore della virt, detta-

to dalla sana filosofa, ed eseguito da


i

un

ingegno ornato di tutti fiori della eloquenza e della poesia. Le diverse dispute avute in Olanda col famoso Bayle, su Epicuro, Lucrezio e gli sceptici furono l'occasione dell'impresa. Il poema, diviso
in

che citai a Chiesa de'ss. Modesto, ove parlai della virt concessa da Dio a s. Vito contro morsi de'cani rabbiosi, cui ancora non umana medicina che giovi, giusta il detto di Ovidio, De Ponto lib. 2 per questo mote tratt Piazza

Vito

tivo

il

santo suol dipingersi coi cani ap-

presso, come osserv

Pompeo Sarnelli

ve-

scovo
eccl.
ci

di Biseglia
t.

nato a Polignano, Lett.

libri,

contiene

il

pi notabile della

3, lelt. 6,

profondo erudito che

fisica, della

cosmografia e della storia nadotti egli eru-

diede molte pregievoli opere, da

me
cat-

turale.

Am grandemente lescienze e proi

citate in

questo mio Dizionario.

La

tesse le arti, gli artisti,


diti; in

tedrale dedicata alla B. Vergine Assunta

amato e ammirato da ogni condizione di persone. Se ne legge


fu

Roma

patrona della
Vito,

citt, in essa tra le altre


il

reliquie venerandosi

braccio e

il

ginocca-

l'elogio storico nelle Notizie Ic.Uerarie del

chio di

s.

come

attestano Alberti e
il

174^}?- 97 J "^''^ Memorie di Trevoux


del 1741 ai'tdeUibri, l. 4
il

Ughelli. Quest'ultimo aggiunge, che


pitolo
si

4^ J
12

"^' Gabinetto curioso


i
:

P-

ne scrissero

la

vita

componeva dell'arcidiacono, dell'arciprete, di 2 primiceri, di 1 5 canonicompresi


il

vescovo Corsignani, nella parte

4*' bielp.

ci

teologo e

il

penitenziere,

le P'ite degli arcadi illustrij

ed

il

Fau-

di altri chierici. L'arciprete


le

ha cura

del-

cherche

pubblic a Parigi nel 1777. POLIGNANO, Polinianum, Polyniala

anime, non essendo parrocchie le altre chiese della citt. Vi erano diversi
pii,

mini. Citt vescovile del regno delle


Sicilie,

due

luoghi
di

e Pietro della Tolfa signore


vi

provincia della Terra di Bari, di-

Polignano nel i585


s.

fond

il

monamar-

stretto, a
tico.

8 leghe da Bari presso l'Adria-

stero di

Pietro alle cistcrciensi.

Il

fabbricata sulla

sommit d'un'edi esso scoglio

chese di Polignano Marino Radolovich


fuori della citt eresse ai minori osser-

Dorme
mente
vedesi

roccia che sorge perpendicolarsul

mare, ed a pie

vanti

il

convento e chiesa
d'Illiria.

di s.

Maria
la

di

la cos

detta grotta del palazzo,

Costantinopoli, col sepolcro per

sua
in

fa-

che ha 25o piedi di profondit, e nelle


cui vicinanze sopra

miglia originaria

Di essae

Po-

che sporge
dettina de'

assai

una lingua di terra dentro il mare, giace il

lignano, che pur fu patria di altri uomini illustri,


(f^-)

nacque

il

cardinal Radolovich

magnifico monastero dell'abbazia beness.

La mensa

vescovile rendeva

800 scu-

Vito, Modesto e Cresceni

di

zia protettori della citt,

cui corpi ivi

annui, ed ogni vescovo era tassato di 5o fiorini. Narra Ughelli, che Giulio Ceto

furono
verso
il

posti nel

luogo detto Maria num,


illustre

sare in odio di C.

672 da Florenzia eroina

e principessa salernitana, fondatrice della

Mario avendo distrutMariano, non lungi dalla via Appia edific una torre che prese il suo nome,

POL
quindi
t
in
i

POL
rale
il

33

greci fabbricarono Todierna cit-

salubre luogo, ferace dei prodotti

Vito abbate di s. Vito. Raono o Paolo de Castro Mediano di Lecce


fratello

della terra.
to, al

Fu

contea e poi marchesa*

francescano, esimio teologo dell 4?. 4j"^orto nel

quale spettava ancora la citt di Mola sul mare, con forte rocca. Incerto il tempo dell'origine della citt, neppure
il

i46o
il

e sepolto in

s.

Francesco di

Lecce,

cui convento ampli.

Neh 468

si

conosce quando ricev con sicurezza


della fede.

lume

amministratore il cardinal Latino Orsini (V), che ebbe a vicario generale il vescovo diBoiano. Nel 147^ Giacomo Toraldo nobilissimo napoletano, assai lodato.
voi.

La

sede vescovile fu eretta nel secolo

Xe
VII

fatta suffraganea di Bari, finch

colla bolla Z?e utiliovi, ai

Pio 26 giugno

Michele Claudio, di cui parlai nel


39.

XXXII, p.

Giacomo Framarino

1818 la soppresse ed un al vescovato di Monopoli (^'.). Il i. vescovo fu Pietro


ne ignora l'epoca. Il 1 vescovo fu Riccardo I delio35, dopo il quale
di cui se

patrizio di

per virt.
nistratore

Giovenazzo nel i5i7 lodato Nel i54o a'i4 luglio ammi-

il cardinal del Monte, che si dimise dopoun anno, poi Giulio III (V.).

non si trova memoria, se non che Riccardo Ilviveva nel 1 1 o3, Ambrogio nel 1 1 1 6; Bonaventura nel ii4o. Nel iiyoMayone nominato in una vendita fatta dall'arcidiacono di Polignarioa Giuditta
glia del
fi-

vescovo e moglie di Maureliano

conte di Monopoli: in detto anno Gugliel-

A'28 novembre i54i Rosimano Casamassima di Bari chiaro giureconsulto, edific una chiesa alla B. Vergine,nel 1 544 cede la sede al nipote Pietro che mori in Roma nel 1570. Angelo Gazzino di Lugo dotto teologo domenicano gli successe. Nel 1572 Pier Francesco Ferri maceratese lodatissimo. Gio. Battista

mo II re di Sicilia concesse privilegi e conferm quelli che godeva l'abbazia dis. Vito in Mariano. Arpinofu al concilio Late179, cui scrisse Celestino III in favore del monastero di s. Benedetto
i

Guan-

zato milanese

sommo teologo, diletto e in-

ranensedei

di Polignano,
alla
s.

immediatamente soggetto
11

timo famigliare di S.Carlo nel 1598. Gio. M.^ Guanzelli, del quale trattai nel voi. XLI, p. 214, degnamente govern fino al 16 19 e fu tumulato in cattedrale nel
sepolcro da
lui edificato pei

Sede, per l'elezione dell'abbate.


nel
1

predecessori

medesimo Papa
Processo con
tra
il

194

circa
in

deput

e successori. Francesco

Nappi nobile an-

altri vescovi

una causa

vescovo di Gallipoli e l'abbate Ne-

conetano nel 16 19, di grandi meriti, governatore di diverse citt dello stato papale,

ritino.

Riporter tra'successori quelli me-

morto

in Ascoli. Nel

1629 Girola-

ritevoli di particolar

memoria. Bonagiuni332.

mo

Parisani nobile tolentinate pruden-

ta Boscholi nobile fiorentino del

tissimo.

Antonio de Pezio nobile napole-

Nicola domenicano di Bari del i35i, di


cui

tano chiaro per virt nel i638, traslato


a Sorrento. Vincenzo Pineri di

un singolare monumento

in catte-

Monte-

drale. Nicola abbate e canonico di

ranto cappellano del Papa del 1 vo de Griffis nobile di Giovenazzo,consagrato nel

Ta363. Palo

fiascone conventuale nel i65o, orn la


cattedrale, aggiunse al campanile
tro piano, ristaur e

un

al-

1378 da Urbano VI, che

ampli il palazzo, comp la serie degli stemmi de'predecessori,

sped nunzio in Boemia, traslato a Tro-

miglior

le rendite, istitu la

confracandel-

pea nel 1390: al suo tempo l'antipapa Clemente VII v'intruse Pasquale e Angelo. Lupulo de Laco canonico di Monopoli nel 1 390. Angelo o Anglono nel 1 39 1
poi visitatore apostolico del celebre

ternita del purgatorio,


lieri

don

sei

con croce d'argento di stupendo laalla cappella de'ss. Vito,

voro
so.

Modesto e

Crescenzia, rinnov quella del Crocefis-

mo-

Nel 1672 Scipione de Martinis di


3

Mu-

nastero di Subiaco, ebbe a vicario geneVOL. LIV.

ro traslato da Mariana, provvide di me-

84
clicie iiit1ciiiAli
i

POL
bisognosi, fece dorare la
i

POL
petto della nobilissima casa Borgliese, in

cappella dc'saiiti patroni. Nel


zio

G8

Ignarileva
ai

cui trovasi

M/Fiumed'A versa domenicano, comcome


si

stra Signora

plesso di \irl e dottrina,


dalle opere,

don 6

vasi

d'argento

santi proteltorij caritatevole coi diocesani,

tista

mor santamente. Nel 1694 Gio. BatCapilupi di Matera dottissimo, caro a Innocenzo XII, largo. coi poveri, rifece

miracolosa immagine di Noche nel 1661 apr gli occhi. Tra gli uomini illustri di Bomarzo alcuni noverano Sahiniano (V.) Papa del 6o4, secondo il Biondo citato da Massa, De orig. et rebus falisco rum. 11 territorio in piano e in colle ferace di produla

zioni,

come osserv

Calindri, Saggio del-

l'episcopio, abbell diverse cappelle, assai

lo stato pontificio p. 197.

lodato mor in

Roma

e fu sepolto in

ss.
1

Cosma

Damiano. Gli successe


la

nel

Pietro Antonio Pino nobile di Matera, zelante e pietoso pastore, orn


le

Su Polimarzio o Bomarzo abbiamo le importanti Memorie archcologico-storiche sulla citt di Polimarzio oggi Bomarzo , scritte dall' arciprete

cattedra-

Luigi Vittori,

Roma

pel

Mo-

con pitture e altre decorazioni. Con questi rUghelli, Italia sacra t. 7, p.748> t. io,p. 323, termina la serie de' vescovi,

naldi 1846.

Su queste
1

l'ab.

Pietro Artelettera

mi pubblic un sunto con erudita


nel voi. 5, p. 2

5 del Saggiatore roma-

proseguita d\\e Notizie di


di

Roma ^

fi-

no a Mattia Santoro
che fu rultimo.

Bovino del 17 75,

POLI MARZIO BOMARZO, Polymarlium. Citt vescovile del Patrimonio


dis. Pietro, nella delegazione di Viterbo,

In essa egli d'avviso che Polimarzio fosse della Lucumonia Falisca, essendo Faleria, i presente Falleri, prossima alle terre Polimarzesi, onde leggesi:
no.

governo di Orte. Tra gli ediflzi va nominato il palazzo baronale eretto dal duca Vicino Orsini nel Si^ sull'area dell'antica rocca, con grandiosa architettura di Vignola, ornato di affreschi della scuola dei Zuccari. Del tempo degli Orsini si ammira un giardino con molte colossali
i

Polymartium oppidum HetruriaeinFaliscorum finibus apud Maeoncm pagumFaliscorum ... E giova qui ripetere,
. . .

Faleria essere situata sul Cimino, l dov' oggi Falleri, luogo fecondo di tanti

monumenti
dizio

gi disolterrati,il qual giu-

sculture, alcuni avanzi delle decorazioni

che

lo

abbellivano ed un vago tempietto


di Giulia

conforme alla storia e all'archeologia; non potersi acconsentire per alcun modo all'opinione, che Faleria sorgesse un d dove oggi Monteflascone ". Sulle diverse opinioni ove esist Faleria,
raccolsi alcune erudizioni in diversi articoli,

eretto dal duca

moria

Corrado Orsini alla meFarnese sua amatissima

consorte.

La

chiesa principale e antica

se,

cattedrale dedicata a Maria Vergine,


forse innalzata sulle rovine d'un tempio
idolatrico, che pei successivi ristauri

non

conserva la sua primiera architettura. Altre chiese pur sagre alla Madre di Dio sono quelle del Pozzarello fuori le mura della citt, fabbricata nel 161 3, in cui si

come Civita Castellana, GalleMontefiasconEjNepi, ne'quali parlai pure di Falleri. Circa poi la patria di s. Anselmo vescovo di Polimarzio, l'ab. Artemi concilia le opinioni de'bomarzesi e mugnanesi, con dichiarare loro comuni

-venera la sua prodigiosa

immagine

di-

pinta sopra una tegola

altra simile

im-

magine nella chiesa della Madonna del Piano costrutta nel 7 1 o ; la chiesa della
i

le patrie glorie per essere il castello Meoniano V antica Meonia o luogo di essa, ugnano, \\xo^o appodiato attualmente di Bomarzo, parte dell' antico Polimarzio; perci s. Anselmo, nato in Meoniano, equivale al dire che gli fu patria Polimarzio per esser Meoniano contrada o

Misericordia sotto

1*

invocazione della

luogo della

citt.
dissi

Vergine delle Grazie; ed un vago tem-

Lidia

che

il

suo regno

si

chia-

POL
ino

POL
con
fortificazioni e torri
,

35
onde munito

Mconia^ ed

a questo ailicolo parlai

(Iella

Sede vescovile nella provincia omo-

dalla natura e dall'arte ebbe a sostenere


vari assedi,

nima, ed appiendesi dai geografi che Meonia, contrada dell'Asia minore, fu quella parte della Lidia situata verso il monte Tmolus, emeonii furono detti gli abitanti

come

nel i4^5, in cui lo fe-

ce espugnare Martino

Colonna e dedi Poli-

molirne

le fortificazioni.
s.

Fu patria, al mo-

do

detto, di

Anselmo vescovo

della Lidia, cos

lidii stabilitisi
il

nel-

marzio, di Pietro possente signore che edifc

l'Elruria. Ci premesso,

zelante della
i

un

patria istoria citato Vittori narra, che


lidii

me,
di

di

castello cui die il proprio noSimorietto generale delle mili/ie

o meonii condotti da Tirreno, dal


la

Pio II, di Biagio Sinibaldi intrepido

greco arcipelago trasmigrati in Italia innanzi

viaggiatore.

guerra di Troia

si

stabilirono

La memorata Meonia, grandiosa


di

ne-

nella regione Etrusca, che perci fu

pur

cropoli etrusca di Polimarzio, fu ferace

detta lhonia^ fondando

la

colonia nella

tombe etrusche,di
per
la

sarcofaghi, d'ope-

parte superiore della riva del Tevere nel

re di plastica, di copiose figuline e stoviglie preziose

piano poi denominato Pian Meoniano presso Bomarzo, probabilmente ove edificarono Polimarzio o Citt di Marte loro dio tutelare, nel cui agro eressero in suo onore un tempio cio presso Mu,

loro variet, di splen-

didi vasellami con pitture di rappresentazioni simboliche o


logici, eroici e storici;

con soggetti mito-

nonch

di rare pie-

tre incise, di avori lavorati,

d'un prodi-

gliano nella contrada polimarziese chia-

gioso
ori, di

numero

di

medaglie, di bronzi, di

mata Blavortana da Ma\'ors, Marte,


sono contermini
ve oggid
il
i

vi-

cinoal famigerato lago Fadnione, di cui


colli di

Polimarzio

(o-

Laghetto vicino a Bassano nella Teverina), tenuto per sagro dagli


etruschi e dai romani, dappresso al quale
i

armi e arnesi militari, ricchezze archeologiche che esercitarono dotte penne e bellamente descrisse con ricerche storiche (massime nella topografia forma delle celle e urne sepolcrali, delle pittu,

re, de'fregi, bassorilievi e iscrizioni etru-

rest spenta la liberta etrusca. Inoltre

sche) e artistiche V encomiato arciprete


Vittori; alcuni de'quali

glio dalla citt del

meonii innalzarono lunge quasi un minume tutelare e qual

sarono a decorare
eretto in

il

monumenti pasMuseo etrusco (F.)

parte di essa o sua fortezza (come lo fu-

rono Castelluzzo, Bocchette, Castello e altre di cui si rinvennero diversi monumenti, ma tutte costituenti sobborghi
i

mortale Gregorio
il

Vaticano dalla sapienza dell'imXVI, altri a formare

prezioso gabinetto del principe

c' Antonio

e la citt di Polimarzio), altro luogo, al

vi,

MarBorghesebenemerito degli scada dove usc quella classica tazzelta

quale diedero
sta

il

nome
,

di 3Ieonia, di cui

di Bomarzo, contenente l'alfabeto etrusco, di cui parlai nel

sussiste coll'antica

sua necropoli

denominazione la vaopinando alcuni che


di

vol.XXXVJ,

p.

16G.

da essa sorgesse l'odierno castello

Mu-

Lettera del p. Ranghiasci sovra V alfabeto greco pelasgico etrusco riti'


la

Vedasi

gnano

fondati in diversi argomenti. In


fu un' abbazia di benedettini

venuto nell'atliguenze di Bomarzo, Ro-

Mugnano

ma
il

propinqua alla chiesa di s. Liberato patrono della terra. 11 castello nel i 194 si
acquist dai viterbesi, pass quindi agli
Orsini,
a

poli polimarziese

i85i. La totale rovina della necrosi vuole avvenuta circa secolo dell'era cristiana, per opera

de' goti e dei vandali.


alla centrale

Non

cos

accadde
la forte

onde Matteo l'assegn in feudo Gio. Gaetanoche nel 277 divenne iV*1

Polimarzio, che per


posizione
delle armi,

fAVorevole sua

trionf del

colb

IH (^.).

La potente famiglia Orsiun aspetto guerresco

ni diede al castello

tempo e della forza do a narrare.

come

va-

36

roL
dosi al
to di
s.

POL
dominio imperiale
Gregorio
II,

Polimarzio^aldiredi Vittori, fu cospicua citt dell'epoca ctrusca e non mollo

nel pontifica-

facendo parte del du-

seconda alle altre nobili e popolose dell'Etruria; la sua etimologia fu fatta derivare da Plures ^/rt/Yc^, quasi che la
nioltiplicit delle battaglie accadute nel

cato romano. Nel

740 occupala Bomai zo di nuovo dai longobardi con tre altre citt, per obbligare s. Gregorio 111, per
quanto notai a Orte, a consegnare Trasmondo duca di Spoleto, inutilmente il Pontefice si adoper perch fosse liberata, ci che ottenne il successore s. Zaccaria, al modo toccalo a BoMABzo. La formale consegna fu fatta dai ministri regi di Luitprando allo slesso Papa che da Orle si rec a Bomarzo per riceverne il
,

luogo deirodierna Comarzo dasse origine al vocabolo greco Polymartium. Si congettura che fosse governata dai lucu-

moni di secondo grado o soggetti alle lucumonie formanti la lega etrusco-italiana


ci

delle 12 metropoli, certamente


i

con

leggi etrusche. Segu

ed politisconvolgimenti dell'Etruria o Toscadestini


i

possesso.

Non and

guari che Astulfo re


coll'intervento
fi-

na, e con combette


presso
il

essa nel
al

V secolo di Roma soced


i

de' longobardi

avendo ripreso Bomarzo


III

valore delle armi

lago

romane Vadimone. Polimarzio fu

e altre citt, Stefano


di Pipino

ne ottenne

la restituzione;

quindi colonia
dini,

romana

suoi citta-

nalmente Carlo Magno ad istanza

di

A-

comeOrte, furono

alla trib Arniese

mento de* relativi mani si trovarono molte iscrizioni, le quali ricordano le illustri famiglie romane e polimarzies, non che innumerabili medaglie consolari e imperiali di bronzo e
di argento,

ascritti in massa o Arniense, col godidiritti. De' tempi ro-

drianol estinse il regno longobardico, riconobbe e ampli il civil principato della


s.

Sede, onde Bomarzo in seguito fu none' diplomi imperiali riguardanti

minala

la sovranit pontificia, alla

quale fu semla
s.

pre fedele inclusivamente nelle fazioni

che divisero
guelfa.

l'

Italia,

seguendo

parte

avendo Poli marzio sotto


la

ro-

Leggo
81

nelle

Memorie

di

Non-

mani conservato
t del secolo

sua grandezza e splen-

noso

p.

di Degl'Effetti,

dore. Invasa T Italia dai barbari alla

me-

saria la fortezza di

che fu necesCivita Castellana per

V di

nostra era, la citt di

Polimarzio o Bomarzo occupata da'goti


soffri le

vicende comuni a tutta la regionon essendo riuscito al vescovo s. Anselmo di trattenere il re Totila dall' invaderla, ma pel prodigio operato da Dio in difesa del santo, quel barbaro conquistatore umiliossi a lui. Vinti i goti da
ne,

difendere il ducato romano, avendo veduto espugnare nel 726 Gallese e nel 789 le citt di Bomarzo, Amelia, Orte e

Bieda.

Bomarzo ebbe i suoi Verso il secolo duchi o signori feudali, soggetti alla romana chiesa, quali la fortificarono o per
i

prepotenza o per
1

difesa.

Bomarzo

nel

Narsete, successero nel


di

SGg

longobar-

2 25 con l'aiuto di Viterbo, che ne pre-

ad invadere

le terre etrusche,

marzo con

altre citt

ma Boopponendo forza e

se le difese, respinse gli orvietani che se

valore pari a quello dell'inimico, tratten-

aiutati

ne il corso di sue vittorie, finche soggiacque al dominio di Agilulfo divenuto re


nel

ne volevano impadronire, i quali erano da buon numero di cavalleria romana e da 200 cavalli senesi, come rife-

risce Bussi, Ist.di Viterbo p. 118. Inve-

59 1 ma per pochi
,

anni, per

il

discac-

ce racconta Monaldeschi, Comment.hist.

ciamento che fece de' longobardi Romano esarca di Ravenna. Liberata Bomarzo dal giogo straniero, sul cominciar del
secolo

d Orvieto

to col consenso di

VII

si

pose sotto

la

protezione e

signoria de'Papi, poi del tutto sollmen-

il comune d'OrviePapa Onorio III fece esercito, and sopra Bomarzo con l'aiuto di 200 cavalli di Siena e 200 di Roma, e preso il castello lo distrussero. La

p. 4>

che

POL
testimonianza per deirarciprele Vittori

secondo

la
si

narrazione di Bussi, dal

37 mente corse a Ronciglione. Questo memorabile fatto d'arme che accennai pure
nel voi.

POL

quale ancora

apprende, che nel 1293


altri

XLIX,

p. i5>7,

Uffreduccio Risio, Veraldo e

com-

scrisse a p.

132 e

seg.

il Sansovino de^eWHist. di casa

padroni di Bomarzo, lo venderono al co* mime di Viterbo insieme alla sua rocca
e cassero, alle torri,
ficazioni ond' era

Orsina. Dipoi nel i5o3


ghibellini signoreggiando

le reliquie

dei

Bomarzo, Bar-

mura,

fosse e forti-

tolomeo d'Alviano generale delle milizie


della Chiesa la restitu ai guelfi, ponen-

quasi inespugnabile.

Divenne poi feudo degli Orsini (^.), e Matteo fu appellato Pater Palriae : becinse solennemente

dovi in presidio
ci.

suoi partigiani e ami-

In seguito

nemerito della Chiesa, Gregorio IX gli il capo con fascia d'oro, ed la traversa che si vede nello stem-

della famiglia

Bomarzo divenne ducato Lante[F.). La fedelt dei


rifulse nell'inva-

bomarzesi alias. Sede

ma gentilizio degli Orsini. Nel i34o Anselmo Orsini era signore di Bomarzo. L' implacabile duca Corradino Orsini
giunse a imprigionar la magistratura co-

sione de' repubblicani francesi del 1798, con atterrare pi volte il vessillo demoil maire. Nel i83i armi valorosamente difese dai ribelli la sovranit di Gregorio XVI, riportando alcuni vantaggi sui medesimi:

cratico e rifiutando

colle

munale
tadini.

nel carcere della ragione ed imai miseri cit-

pose eiiormi contribuzioni

poscia sped a

Roma

in deputazione al

Del tempo baronale vi sono restate negli archivi comunali orribili memorie, delle barbarie e prepotenze colle
quali oppressero
i

Papa Gio. M.^ Popoli


tori

e
i

Domenico Vit-

priore del comune,

quali furono ac-

colti

vassalli

con inaudite e
pri-

ne

il

graziosamente e con paterna dileziosecondo in nome della patria rintale

immorali
chetti.

sevizie, oltre le squallide

nov

omaggio

nel

i84i
dal

in Viterbo,

gioni sotterranee

g' insidiosi

traboc-

reduce Gregorio
di

XVI

santuario di

Poco lunge dalla

citt tuttora e-

Loreto, per attestare

gli affettuosi sensi

siste l'antica

rocca di Collecasale. Pres-

so questa fortezza presidiata dagli Orsini

venerazione e sudditanza de' bomarzesi. Dal 837 n' benefico duca il prin1

a'240 26 gennaio 1497

''

duca Carperu-

cipe

lo figlio di Virginio Orsini, colla piccola

Marc'Antonio Borghesi, che compr beni dei Lante insieme al titolo della
Il

sua armata formala di


gini, di lodini ealtri

vassalli, di

ducea.

per soccorrere ^r^jc

ciano assediato dall'esercito pontifcio di

Alessandro VI e difeso da Bartolomeo


d'Alviano, per pi ore arditamente combatt e sbaragli
le milizie papali,

lume del vangelo probabilmente lo Bomarzo o Polimarzio ne' tempi apostolici dai ss. Tolomeo e Eutichio, che
ricev

avendolo diffuso nelle vicinanze di Perento e ritrovandosi essa cittadella Pe/ttapoli[P^.) limitrofa a

che

il

Pontefice avea mosse contro

le terre di

Bomarzo, sembra
che

Virginio e
francesi.
Il

altri

Orsini quali aderenti dei

che ancor questa ne

fruisse, tanto pi

Reposati, Della zecca di

Gub-

s.Euticho era ferentinate. Quanto all'origine della sede vescovile,


ra,
il

bio

t.

I, p.

3 14, dice che

la battaglia se-

Vittori narsecolo nel

gu poco lunge da Soriano e Bassano

che dopo

la
s.

met del VI

d'Orle

il

cardinal Conati legato dell'e-

ponlrficato di
di la
te

sercito con Fabrizio Colonna si salvarono colla fuga ; Guid' Ubaldo I duca di Urbino fu fatto prigioniero in un al con* te di Nugolara e molti altri uomini di
,

Gregorio I il vescovato Polimarzio fu di molto aumentalo per riunione della prossima sede di Feren(^.), la cui diocesi rimase a Polimarperch Bonito vescovo di Perento e
il

zio,

condizione

restando ferito

il

figlio

del

di Polimarzio sottoscrisse

concilio del

Papa duca

di

Gandia

che precipitosa-

649,0 per avere

il

Coleti, Italia sacra,

38
l.

POL
IO, p.

POL
i

g3 (dopo

riportati

Ire vesco-

nes sottoscrisse nel concilio

romano

del-

Ferculo, Massiminodel 4^7, s. Bonifacio che fiori a* tempi dell'iniperalore


vi di

1*826; Giorgio fu presente a quello dell'

Giustino, e Marciano che intervenne ai

das. Nicol

5^5 e 6o i) notato, che dopo 6o deficiente civiiate Ferculi, episcopalem cathedram Polyniartium translatam conjiciliir ex Bonito non tacendo
concilii del
il
I

l'opinione d'Olstenio, che Bonito possa a-

ver sottoscritto per le due sedi, che per oppugna con altre testimonianze che

853. Grimoaldo fu destinato con altri I neirSGG legalo in Bulgaria per istruire que'popoli nella fede cristiana, ed ungere l'arcivescovo: morto il Papa prima che partisse, il successore Adriano II lo conferm nella legazione, ov'eru ancora nell' 870. Tornato in Roma per che preessere stalo cacciato dai greci tendevano appartenere la Bulgaria alla
,

dicono da s. Gregorio I unita la diocesi Ferenlina allaBomarzese. Il principio di questa incerto, ma esisteva nel VI secolo, imperocch,

giurisdizione del patriarca di Costantinopoli, senza


il

permesso

di

Adriano

II,

questi altamente lo censur, con la taccia di

morto
il

il

vescovo di Pola

limarzio,

il

clero e

popolo secondo

chezze.

aver seco recalo innumerabili ricIl vescovo Marino fu decoro e

disciplina d' allora

adunato nella

catte-

splendore della cattedra Polimarziese


giacch nel pontificio

drale per procedere all'elezione del successore, prodigiosamente fu innalzato a


tal

nome

presied al

dignit
la

il

bomarzese

6.

Anselmo
il

cir-

celebre concilio d'Ingelheini (P^.) nel 948, e fu bibliotecario della romana chiesa

ca

met

di detto secolo,

quale pare

luminosa carica che conferivasi


ti

ai

sapien-

che all'autorit episcopale riunisse anche la temporale. Pastore zelante e modello


di virt, fece asprepenitenze,e pianto nella

e dotti.

Lamberto

trovossi all'inven-

zione e traslazione de'corpi de' ss. ciano e Giovanni nel


stellana,

sua morte, accaduta negli ultimi pe-

ed

al

Mar998 in Civita Caconcilio romano dell 01 5.


si

riodi del secolo


racoli,

VI, Dio

lo illustr coi

mi-

Dopo
di

questi
;

non

trovano

altri vescovi

venendo sepolto
il

in cattedrale,

ed

Bomarzo

nell'Ughelli, Italia sacra^


i

essendo

principale protettore di

Bomar-

t.io, p.i59, sono riportali

detti vescovi,

zo. Il Vittori

ne riporta la vita e la leggenda con commenti. L'Arlemi nelle Memorie storiche della citt e diocesi di Ba-

tranne Maurino, leggendosi di s. Anselmo, che Polimarzio sacrwnque possidet s. Anselmi corpus, cujus pastorali cura
prefecisse fertur.

gnorea, pubblicate nel 1842, egue le opinioni di quegli scrittori che dicono s. An-

Con la marzo furono aumentale

diocesi di

Bo-

le limitrofe di

selmo nato inMugnano, alle quali il Vittori rispose con diverse ragioni, quali furono poscia conciliate con la Lettera citata di sopra.
Il

Or te,
che
la

Viterbo e Bagnorea,
verso
secolo

ma sembra
,

sede fosse congiunta a quella di


il

Bagnorea
il

XI

cio

dopo

2.

vescovo chesi conoil

vescovo Lamberto, citando Vittori l'au-

sca Bonito summentovato, sotto


le la diocesi di

qua-

torit di

Assemanni.

Perento

si

crede incorpoi

rata alla sede di Bomarzo, onde


successori
si

di lui

sottoscrissero solamente co-

Leggo nel Supplemento alle Addizo' ni alla prima parte delle Memorie ist. della citt di Nepi, cap. i, unadi sa mina delle Tliemone
ri
,

me vescovi di Polimarzio o Bomarzcr.Barbaziano fu


al concilio

dell' arciprete
p.
oli'ni

Vitto,

romano

del

680;

scritta
:

dal eh.

Ranghiasci

in-

Maggiorino a quello del 72 1, ed a quelli del ySi e 732. Giovanni trovossi al con-

titolala
la
i

Bomarzo
falisca.

regione

Polimarzio delEgli di parere, che

romano del 753 e ricevette in Bomarzo s. Zaccaria. Maurino fu al concipilio

ruderi, la necropoli e le scoperte fatte

presso Polimarzio appellinoa tempi primitivi dei pelasgi venuti da Tessaglia iu

lio di

Laterano del 769; gato o Agate-

POL
Italia

POL
i

39
tra le citt

dopo

siculi

che crede

primi

che non

si

debba annoveitire

abitatori del luogo, e


nii

non

gi dai
i

meo*

della Pentapoli elrusca de'falisci o

Pen-

lidii

ossia dai tirreni,

quali secon-

tapoli falisca nell' Elruria Gisminia. Fi-

do Erodoto vennero da Macedonia, vale a dire da quella parie chiamata (anche Retonia eTirrena da Tirreno figlio d'A ti o Atide re di Lydia o Lidia, e fratello di Lidio) poi Meonia (i geografi riferiscono che la Lidia j provincia d' Asia

nalmente, quanto al credere s. Tolomeo promulgalore del cristianesimo in Polimarzio, dice


il

p.

Ranghiasci potersi ac-

cordare; che sebbene nelle Meni.


e. I, e.

dlNepi
ri-

IO, p. 73, e
il

e.

38,

p.

261, avesse
il

portato che
s.

santo fosse

discepolo di

minore, fu denominata anche Meonia,


cio l'alta e la bassa; questa fu detta

Pietro, pure nel cap. i.^dellecitatey^^-

nia poi Ionia ), che diede uno de' che port /ittf//^(/^.) in quella parte

Meonomi e ma-

^/z/o/zi sostiene

che

s.

Tolomeo

fu vesco-

vo e martire del III secolo, fiorilo con Ro-

mano
i

sotto Gluudio che per aver disfatto

re delle coste d'Etruria dallo stesso Tir-

reno e dai suoi a poco a poco conquistata , mentre i tirreni divennero padroni
di quelle toscane contrade

il gotico jQ\\q regn dal 268 270, e perci diverso da Claudio Cesare figlio di Druso, morto nel 54 di no-

goti fu detto

al

dopo

la

deca-

stra era.

denza
p.

de'falisci

(di cui nel voi.


il

XLVII,
ste

POLISTAURIO,

Polystaurum. Ve-

283), cio dopo che

loro duce Ale-

coli

Micene (ne parlai ai relativi artifu ucciso da Fallante nella guerra di Turno, onde falisci fecero lega coi finitimi etruschi, formando una sola nazione. Aggiunge il lodatop. Ranghiasci,che in quell'epoca, come prova Nardini, formarono tutta una gente, giacch prima di
so di
)
i

o pallio sparso di molte croci, particolare ai patriarchi di Costantinopoli ed


agli arcivescovi greci di

Gappadocia, Tes-

sa Ionica, Efeso, Corinto ec, secondo


cri.

MaLa descrissi in uno al significato nel voi. XXII, p. 47 Polistaurio fu pure det1

ta la

pianeta e altre
,

vesti

sagre tempe-

state di croci

e perci chiamate Multi-

tale alleanza

falisci

possessori delle ter-

cruciutJij usate dai vescovi greci, di cui

re di Polimarzio e delle altre propinque

erano separati e vivevano da s, al dire di Strabone. Inoltre opina , che se Polimarzio fosse stata una sontuosa citt nei tempi primitivi, ne avrebbero parlato le antiche storie, eche ancora Annio, citan-

parlai nel luogo citato fu anche denominata Gamniadia(V.) POLISTILIO. Sede vescovile della 2.* Macedonia nell'esarcato del suo nome,
:

sutfraganea di Filippi, eretta nel


colo. Polistilio, Polystlien, ora
lo vescovile in

IX
un

se-

tito-

do Strabone, attribu
spetta ai pelasgi- tessali.

ai tirreni ci

che
il

partibus sotto Filippi.


Dei, pluralit

Gonchiude
od

p.

POLlTEISMO.Credenzadi molti Dei,


sistema che
di Dei, dalla

Ranghiasci

che

ritrovamenti di Poliarcadici,

ammette pi

marzio sieno
tirreni,

pelasgici- tessali

mischiati coi posteriori degli etruschi o


i

voce greca PolyOteia, moltitudine di Dei o molteplicit della Di*

quali fecero lega coi

falisci

gi

vinity del

quale vocabolo
Il

si

servirono

piima

di essi conquistatori di quella re-

santi Giustino, Epifanio e Agostino, co-

gione d'Italia che trovarono occupata dai

me

rileva Macri.

politeismo

il

Paga'

avvertendo Nardini che in processo di tempo anche falisci ebbero


pelasgi-tessali,
i

nesimo(V.) unito ^W Idolatria (F.). Furono chiamati politeisti, dopo lo stabili-

comune il nome cogli etruschi. Crede poi che il nome di Polimarzio sia piuttosto
derivalo dalle formidabili guerre avvenute in quella parte nel VI secolo; e per

non

dir di altro^ ritiene

il

p.

Ranghiasci

mento della religione cristiana,quegli eretici che seguirono ed ammisero il politeismo: Basilide di Alessandria viene considerato il primo politeista, essendo stato il primo che propag la dottrina di molti

3o
lari
lai

POLfurono
i

POL
vorzio, offrendogli
di

principfi supremi, e gli eretici suoi set-

Basilidian (F.), ove par-

de'loro sistemi.

Abbiamo di mg/

Aii-

tonino de Luca vescovo d'Aversa: Riflessioni critiche sulla pretesa attitudine del

uno de'due vescovati Winchester o di Yorch che ognuno rendeva 3o,ooo scudi. Portatosi dal re per soddisfarne il desiderio senza compromettere
la

propria coscienza,

la

provvi-

politeismo
e cristiano

a preferenza

del cullo ebreo


e

ad incivilire i popoli
fiorentij

ren-

dere

le belle arti

Roma

i83o.

denza dispose che non potesse proferire parola di quanto si era proposto, ed in vece rappresent s vivamente la detestabile azione,
tirsi

POLLAN
BOLLENO.

Roberto,

Cardinale.

V.

che

il

re

non abituato

a senirri-

contrariare con tanta libert,

POLLIONE (s.), martire. Era


di Cibale, citt della Pannonia,

lettore
di

tato fieramente per

due

volte fu in prostilo.

uomo

cinto di trafggerlo con lo


tosi

Invola-

grande virt e
la

assai

ragguardevole per

pertanto dall'adirato sovrano, pass

sua fede, di cui gi avea dato non dub>

in Avignone, indi a

Padova, dove

si

con-

bie prove. Essendosi recatoin quellacitl

giunse in amicizia con Sadoleto poi cardinale, e altri dotti ed eruditi di que'tem*
pi,

Probo, governatore della Pannonia sotto Diocleziano, gli venne presentato Polivone, ed accusato che parlava degli Dei nella pi oltraggiosa maniera. Sottoposto all'interrogatorio ed intimatogli di sagri
icare,

che a lui cedevano nella eloquenza, per

averlo in credito del pi eccellente oratore vivente. L' acquistala fama deter-

min
se
il

il

re a scrivergli

onde riconosces-

come

prescriveva l'editto,
il

vi

si ri-

fiut costantemente. Perci

governa-

suo divorzio, promettendogli ampia ricompensa, ma n'ebbe negativa risposta,


ritenendo
illecito
il

tore lo condann ad essere abbruciato vivo; lo che fu eseguito lungi un miglio dalla citt, a'27 aprile del

divorzio e deploran-

do

3o4.

^.

Pollione

suo scisma. Il re che ad ogni costo voleva guadagnarlo al suo partito gli manil

nominalo nei martirologi detto mese.

il

di

28

di

la

propria apologia, a cui

il

Polo

ri-

spose col libro intitolato: Difesa dell'unit della C^/e.9a, dedicandolo allo stesso

POLO Reginaldo, Cardinale.De duchi di Suffolch del regio sangue de' re d'Inghilterra, illustre pel zelo della cattolica

al figlio

Enrico Vili, con la prefazione diretta Odoardo VI, che si legge nelle
ecclesiastiche di Sehelchornio.
III in

religione, per l'innocenza della vita e pei

Amenit
Paolo

soavissimi ed aurei costumi, fu ben presto

premio

di

grandi meriti
lin-

provveduto del decanato della chiesa d'Oxfbrd. Di 19 anni si rec in Francia

e zelo ortodosso, e quale erudito nelle

gue greca, ebraica e latina, perito nelle


scipline filosofiche e teologiche,

di-

prima in Parigi e poi in Padova con grande ardore applicossi allo


e in Italia,

come

nel-

le sacre scritture, stabil di elevarlo alla

studiodella filosofia e dell'eloquenza, con-

porpora; laonde lo chiam in


ecclesiastica.

Roma, per

traendo stretta amicizia con


iarini poi cardinali, e

Bembo eCon1

incaricarlo della riforma della disciplina

con Caraffa poi Pao-

Ma Polo conosciuta l'intenpromo-

lo IV. Nell'anno del giubileo


tossi in

525 porsua dot-

zione del Papa, con preghiere e persuasive ottenne dilazione alla sua
zione.

Roma

e soddisfatta la sua divo-

zione, ritorn in patria,

ove

la

Non

pertanto Paolo HI nel conci1

trina congiunta
ti,

ad amabili e

gentili trat-

storo de'22 dicembre

536, mosso da in-

la

dell'amore e delslima universale. Avendo Enrico Vili


lo resero l'oggetto

terna ispirazione, lo cre cardinale prete


de'ss.

ripudialo la sua legittima moglie per u-

re e

Nereo ed Achilleo. Ci saputo dal montato in furore, lo priv delle renil

ad Anna Bolena, ambedue procurarono guadagnarlo perch approvasse il dinirsi

dite ecclesiastiche, fece decapitare


tello,
il

fra-

nipote e la

madre del cardinale set*

POL
tuagenaria, col falso pretesto di racchi-

POL
XXXV, p.
te
fat-

4i

8i e 82, quanto mirabilmen-

nar congiiwe, ed allreltanto avrebbe


to cogli altri
noit
si

oper

in Inghilterra pel ristabilimen-

fratelli, se

con pronta fuga


il

to del cattolicismo, qui aggiunger che

fossero salvati. Inoltre

re promiil

tenne un sinodo

in

Lnmbalh,

in cui fu-

se

5o,ooo scudi a
;

chi avesse ucciso

car-

rono

fatti

2 decreti ed alcuni canoni, a

dinale, lo che tentarono 3 italiani e 3 inglesi


il

fine di restituire all'antico stato la chiesa

ma

imprigionati, con eroica viriti


ai
i

d'Inghilterra, che

si

leggono

in

Labb

t.

cardinale ottenne

primi

la

libert,

i4, p- 1733, ed in Bercastel.il pai lamento nel


ti

e rest dolente che


li

secondi dopo bolla-

1554 lo ristabil
;

ne'precedenti dirit-

col ferro

rovente fossero condannati in

ed onori

ed

egli in

nome

di Giulio
II

li

galera. Altro sicario bolognese confess

present alla regina ed a Filippo

suo

poi di aver dimorato lungo


to per assassinare
ci ricevuto
il

tempo a Trendi

marito

lo stocco e berrettone,

con

la

rosa

cardinale,avendo per-

d'oro benedetti, mediante lettera riprodotta da Rocca, Opere

buona somma
il il

denaro da
di-

Enrico Vili,

quale irritatisslmofece

Paolo IV nel
vescovato di

chiarare dal parlamento


re di Francia, che questi

cardinale reo
si

t. i, p. 210. Indi promosse all'arci Cantorbery, ci non pertan1

555

Io

d'alto tradimento e tanto

adopr col
scus di
rt

to gli sospese l'esercizio di sua legazione

si

ri-

e sostitu a lui

il

cardinal Peto^ destinadissi nella

ceverlo, bench inviato a lui legato


tere per tentare

In-

zione che, siccome


fa, la

sua biogra-

un riconciliamento

del

regina tenne occulta per

non

pri-

suo sovrano col Papa. Ritiratosi il cardinale in Cambiay sempre insidiato, per-

varsi del richiamato Polo, divenuto pre-

sidente del consiglio reale e suo confessore.


1

ch non errasse per


di Liegi cardinal
la

le

Fiandre

il

vescovo
per asilo

motivi che indussero

il

Papa

a tale

Mark

gli offri

risoluzione sono discrepanti negli storici;

sua citt, il che conosciuto da Enrico Vili fece grandi esibizioni al senato delle Fiandre se gli consegnavano Polo, il quale

alcuni dicono per non essersi

il

Polo in Visi

terbo dimostrato rigoroso quanto

con-

veniva contro
te cogli

sospetti di eresia; altri

che

senza turbarsi era disposto a sacriii-

in Inghilterra fosse troppo condiscendeneretici

cnrsi

per

la religione e

suo capo

visibile.
gli as-

ed

sacerdoti e religiosi

Ma

richiamato in

Roma

dal Papa,

segn guardie per sua difesa, nominandolo legato di Viterbo e del Patrimonio,
poscia

ammogliati, poich considera va quelli che erano caduti in errore come tanti fanciulli

ammalati, che bisognava guarire e noa


li,

uno de'presidenti

del concilio di

uccidere; altri pel processo fattogli dall'inquisizione e presentato a Filippo

Trento, ove" col cardinal Pacecco difese con grande ardore il mistero dell'immacolata Concezione (^.), per cui nel decreto sul peccato originale
il

concilio di-

chiar non essere sua mente e intenzio-

ne

di

comprendere
1

in esso la

Madre

di

perch conoscesse procedersi per giustizia non per passione , essendo intrinseco di Carnesecchi eretico ostinato fatto poi bruciare da s. Pio V, e di Marc'Antonio Flaminio sospetto in eresia. Avendo il cardinale penetrata la sua sospensione, compose un'accurata apologia in sua difesa con-

Dio. Nel

55o per sua


Giulio

virt

non fu

elet-

to Papa, per quanto narrai nel voi.


p.

XXI,
ri-

24'

l'eletto

111 gli

permise

Verona, nel monastero benedettinodiMaguzzanOjdel quale era protettore. Morto Enrico VI Ile Odoardo VI, njont sul trono la regina Maria zelante cattolica, che ottenne per legato a Intere
tirarsi presso
il

cardinale.

Avendo

riportato nel voi.

Paolo IV, forse con poco discreto perch feriva la sua riputazione; ma avendola fatta copiare in buon carattere, nel rileggerla pacatamente, disapprovando l'energia frizzante da lui adoperata, virtuosamente la gett sul fuoco, dicendo ne discooperias verenda
tro le procedure di
zelo
:

4a
patris
lui. Iiuli

POL
mand
a

POL
Roma Ormaneelonsy

Lovanio 1569.

7.'

De
B,**

haptisnio

to datario della legazione, in segno di som

Constantin,
detti in
9.'' Il

Romae

i56i.

Discorsi

missione

al

Pontefice, giacch la regina

imped l'andarvi in persona. Da s slesso depose la croce e tulle le insegne di lega to, ne si vergogn comparire cos umile in quel regno, ove pel favore sovrano e
per essere venerato dai popoli poteva figurare quasi un altro Papa. Questa edilcante rassegnazione rese pi illustre la

parlamento o diretti a Giulio III. Messale^ Bresfiario e Rituale di Sa-

lisbury riveduti e pubblicati nel i554. Altre opere, e molte Lettere per ricon-

durre nel seno della Chiesa

([uelli

che

si

eranoda essa
rini

separati,

che

il

cardinal Qui-

La Fila

pubblic in Brescia dal 1744^^ '^747' del cardinal Polo fu scritta da

sua memoria. Paolo IV si mitig per l'esemplare condotta del cardinale e per le discolpe fatte dall'Ormaneto, contentandosi di soprassedere, finch
raffa
il

cardinal CaII

mg."^ Beccatelli, Venezia i563; Bernardino Tomitano, Venezia 1 563 e Londra 1690, La traduzione in francese di MaucroK fu aggiunta a quella, De schismate

ne trattasse con Filippo

e suoi mi-

anglicano di Sandero, Parigi


si

Continu Polo di fatto quale legato a governare l'Inghilterra, ch'ebbe la


nistri.

Altre notizie

1677. leggono nel Moreri e nel

Godwino.

disgrazia di perderlo per isfnimento di for-

POLONIA
lonia Casimiro
ro, di

(di)

Jagellone Federico

ze prodotto da febbre che invol vita preziosa nel i558, i6 ore


della regina, d'anni 53, o

Casimiro, Cardinale. Figlio del re di PoI V e fratello di s. Casimielegante e grazioso aspetto, in et

dopo

la

morte
al,

60 secondo

cuni.

Ebbe tomba
s.

nella sua cattedrale

di

19 anni ottenne

il

vescovato di Cra-

nella cappella di

Tommaso da

lui fon-

data con due cappellanie per celebrare messa quotidiana a di lui suffragio, col so*
lo

dopo a'21 settembre r493 da Alessandro VI fu creato cardinale diacono di s. Lucia in Septisolio e chiamacovia, e poco
to
il

nome

inciso sulla lapide sepolcrale.


le

cardinal di Polonia.
Polonia
gli

Ad

istanza del

benefizi e

grazie che dipendevano dalla

fi'atello re di

sua legazione, erano gratuitamente con-

l'arcivescovato di
il

venne conferito Gnesna, dove celebr


nella cattedrale di

con una saggia economia per trovava i mezzi di esercitare la sua immencessi;

sinodo. Nel

i5o2

Cracovia impose
lo

sa carit versoi poveri. Tutti gli scrittori,

corona al fratelAlessandro duca di Lituania eletto re


la real

anche protestanti, hanno concordemente encomiato la dottrina, lo spirito, la moderazione, la saviezza, la mansuetudine
e la carit del cardinale, che possedette

di Polonia,

che nella sua assenza dal re-

gno lo dichiar governatore di Polonia. Ricolm di molti e segnalati benefizi la chiesa e citt di Gnesna; la prima arricch d'ogni genere di suppellettili d'oro e
la seconda d'un ospedale che fond presso le sue porle. Ma le immense ricchezze che posse-

eminentemente
e
le

talenti di

virt d'un gran vescovo.

tore volle imitare


feriore a
tati

uomo di stato Come scritCicerone, ma si dice inI

argento e di preziosi arredi;

Bembo

e Sadoleto.

suoi trat-

dommatici sono scrtti con metodo e chiarezza, altri con eleganza ed erudizione. Le sue opere sono: 1 Pro unitale ecclesiae

ad Hetiricuui FUI, Romae.


P',
1

2.

deva contribuirono non poco a fomentai disordini di sua giovent, quali pi che le malattie gli accorciarono la vita, che perde nel bel fiore nel i5o3, in et
re
i

Orazione della pace a Carlo 558. 3. De concilio, Romae


1
1

Roma

di

29

anni, e fu sepolto nella cattedrale

562. 4-

di Cracovia, ove alla sua to

memoria

fu eretfe-

De summo Pontifici s ufficio et potest te,


Lovanio 569. 5. Reforniatio Angliae^ Jlomae i556. 6. Tractatus de j ustifica-

un sontuoso mausoleo. Cromer

ce del cardinale un'assai svantaggiosa descrizione, a cui

Samuel, Porpora PannO'

POL
iica p.

POL
do fu sventurata per
conquisti polacchi del secolo

43

20, non

si

pot indurre a prestar

politiche vicende, i

tutta la fede.

XV,

che

si

POLONIA,

Polonia.

Regno dell'Eu-

estesero alla Livonia, Estonia, Moravia,

ropa orientale, annessoall'iiupero di Russia il piti grande della terra, di cui forma la parte pi occidentale, cio una piccola parte in proporzione dell'antico vasto
il
i

Lusazia, Servia, Moldavia e Valachia non si sono mai considerati come territorio
nazionale.

La Polonia

primitiva

si

divi-

regno di Polonia, e trovasi situato fra 5 5o 4 e ^3 latitudine nord, e fra il 1


1

grande e piccola Polonia, e com prese poscia il granducato di Lituania (/^,), formandosi delle provincie che dideva
in

o'e 2

"4^' longitudine est: si estende nel-

r.

Il

nome di

la

superficiedi

fini

4>ooo leghe quadre. I consono al nord e all'est le provincie po,

io^ec indica

Polonia significa paese pia' benissimo le vaste pianure

lacche incorporate all'impero russo, cio


la

Curlandia, Saraogizia, Lituania


e la Volinia; al sud
la

lesia

Galizia e

PoLoal-

composta la ragione, soltanto al sud si osservano alcuni deboli rami che sporgono i Carpazi, e le principali cime
di cui

de'quali toccano tutto al [>i 2,000 piedi


tri

domiria provincia polacca aggiunta


Cracovia; all'ovest
tale, gi
le

sopra
il

il

livello del

l'imperoauslriaco, insieme al territorio di

nome

di

mare: secondo alPolonia qualifica la sua po

Provincie polacche di

sizione favorevole alla caccia, per la co-

Posen, della Slesia e della Prussia orienPrussia ducale ossia de'cavalieri


(f^.)y vassalli di

pia di selvaggina che contiene. In polac-

co

si

chiama Folska,
la

in v asso

Po Idia,

Teutonici
nite alla

Polonia, riu-

tedesco Polen o Polilen.

regno

di

monarchia prussiana. L'antico Polonia estendevasi dal 4^ ^^


8"
est del

In generale
di variati

Polonia offre l'aspetto


fertili in cereali, di step-

campi

5o

circa latitudine nord, e dal 3 ali

meridiano di Roma. La sua lunghezza era d25,ooo leghe quadie. Lo cingevano, al nord il Baltico,
longitudine
la

pe incolte, di ubertose praterie, di lande sabbioniccie, di folte selve e di paludi


estese.

Tutto

il

regno appartiene
il

cino del

mar

Baltico, ed

Svezia e

la

R.ussia e la

Russia , all' est la piccola Russia meridionale o piccola


la

nazione generale verso


te scaturisce dal

al baha la sua inclinord fiume suo


:

principale la Vistola, di cui

la

sorgen-

Tartaria, soggetta allora agli ottomani


al

monte

di

Skalzain

Mo-

sud

la

Moldavia, l'Ungheria e

TranSas-

ravia
il

e dalla Galizia scorre per

mezzo
si

silvania, ed all'ovest la

Boemia,

la

paese, ed entrando nel territorio prussi

sonia eia Prussia. L'antica Polonia fu ri-

siano
ta nel

di vide in

due braccia, uno


l'altro
:

get-

nomata per

le arti,

per
li

le scienze,

perla

seno di mare detto Fritsche-HalT

gloria militare, per

progressi dell'agri-

non lungi da Ronisberga,


di quasi

shocca

coltura e per l'ingegno de' suoi abitanti.

nel Baltico vicino a Danzica

il

suo corso

Essa era
tristi

il

saldo baluardo della cristia-

nit control turchie gl'invasori del nord:

200 leghe, e peri4o incominciando da Cracovia navigabile. Tra i


molti laghi sono pi considerevoli
i

avvenimenti ne operarono

la

deca-

quel-r

comech dispersi, diedero in ogni tempo i polacchi sublimi esempi di valor militare. Anche
denza,
prodi,

ma non men

li

diDuza,d'Augustowedi Wieger; tanto laghi che fiumi sono pescosi. La Por


i i

Ionia forse la regione nella quale vedesi

furono colSarbiewki o Sarbievio gesuita polacco, possono essere paragonate colle migliori prodotte dalia latinit moderna. Questa gi possentissima nazione, sempre valorosa, non di rale belle lettere
vi

con successo

la

massima
o

diversit di pietre ruoto-

tivate; le odi di Casimiro

late

ciottoli, di

quasi tutte

le

specie di

roccie primitive, di transizione e secondarie.


Il

clima generalmente temperai

to e salubre, tranne

rigori del freddo

dalla parte boreale e le

impure

esalazio-

44
mica
la plica

POL
polacca, che dui
:

POL
so e al minuto trovasi nelle loro mani
,

ni dc'Iuoghi utniJi. Sola malattia ende-

IV

se-

per cui chiamasi


nai

la

Polonia

il

paradiso
1 ,

colo suole svilupparsi ne' capelli


Je epizoozie

spesso

degli ebrei. Nel voi.


la

produssero di molte stragi.

XXI, p. 1 nuovaGerusalemmeche
di

accenavea-

ivi

L'agricoltura trascurata; le principali

no

edificato.
Il

produzioni in grani sono

il

frumento e

la

regno

Polonia non che una par-

segala o granaglia del Baltico, l'orzo e l'a-

te piccola del primitivo,

come

quello ha
al
1

vena. Generalmente parlando produce pochi frutti e poche vili ; il legname vi

per capitale f^arsavia(f^.) e sino


si

844

divise in

8 voivodieo

patatinati o pro-

abbonda,

cosi

il

lino e la canape; sonovi


;

vincie, suddivise in

89 obvodie

gover-

pingui prati e pascoli eccellenti


nuita; numerose sono
pre,
fali.
i

la raz-

ni

circondari; essendo le voivodie

Au-

za de'cavalli gi in pregio trovasi dimile

pecore e
vacche,

le cai

porci,

il

pollame,

le

buf-

gustow, Cracovia (diversa dalla summentovata), Kalisch, Lublino, Masovia eoa Varsavia percapoluogo, Plocko Plosko,

Tra gli animali selvatici poi abbondano cinghiali, le lepri e ve ne sono ani

Sandomir, Siedlec o Podlachia


decreto imperiale de' 2
1

per

il

agosto

844

oi'-

che
e
i

di

bianche,

conigli, le volpi,
volatili vi

lupi

gli orsi.

Tra

sono

in copia
i

din una nuova circoscrizione ne'governi, per cui Sandomir e Rielec formaroLublino; Kalisch e Masovia quello di Varsavia. La popolazione del
di

tordi, piccioni
selvatici neri

ed anitre selvatiche^
e grigi scuri,
lodole, ec.
i

gal,

li

cigni

le

no quello no quello
di

di

Radom; Podlachia

e Lubli-

gru,

le pernici, le

Le

api forla

micolano nella Polonia e danno

ma-

teria per fabbricare l'idromele, bibita di

quegli abitanti, oltrech somministrano


al traflico

miele e cera. Trovansi miniefossile,

re di carbon

alcuni metalli, ferro,

zinco, zolfo, pietra calcare e

da fabbriche,

Poloniadali8i6si quasi rad848 si dice giunta a 4,790,061 anime. La Polonia prussiana conta circa due milioni e 400,000 abitanti, la Slesia circa tre milioni, la Polonia austriaca quasi cinque milioni, senza Cracoregno
doppiata, poich nel
1

buona
ti

terra per vasi e maioliche, sorgen-

via,

formavano rie* chezze inesaurabili fino dal secolo XIII le saline presso Wieliczka molto rinomate perch tenute una delle meraviglie del
minerali, ec.

Un tempo

dodici milioni poi

che conta circa 120,000 abitanti. A. si fanno ascendere quei


governi

delle Provincie incorporate integralmen te all'impero russo, cio


i

na, Grodno, Minsk, Bialistok,

diWilWitepsk,

mondo. Fioriscono le manifatture di panni, di sete, di tele

stampate e
la

altre;

non

Mohilow, Volinia , Podolia , Ukrania , KioviaeCurlandia.Tredellequattro parti

che diversi stabilimenti


stalli,

di fonderie, cri-

della popolazione del


il

regno professa

ec; nondimeno
sul

condizione gene:

no

culto cattolico e sono nella


gli

mede-

rale del paese agricola

non ha verun
di libera navi-

sima proporzione
Gli ebrei

originari polacchi.

punto

mare,

ma

gode

gazione ne'corsi d'acqua e ne'canali per

mezzo a

tutta l'antica Polonia, e per conal Baltico.

pi di 460,000, vi sono circa 1 00,000 greci ruteni, 200,0 o o protestanti per lo pi tedeschi, 280^000
lituani,

sommano a

seguenza sino
di

Varsavia

Lu-

400,000
la

russi, moltissimi

arme-

blino eKalisch sono le principali piazze

ni e altri. Avanti la

divisione del

1772

massima parte dei negozi si fa dagli ebrei, i quali hanno quasi il generale monopolio, prendono in afcommercio;
la

fitto

beni della nobilt e della cittadile tasse


il

nanza, appaltano

pubbliche

in

gran Polonia al nord ovest de' 12 palatinati di Pomerelia o piccola Pomerania, Mariemburgo, Culm, Posnania Gnesna Kalisch, Lenciczka , Si radia, Plosko, Bava, Masovia e Podla, ,

componevasi

una parola

tutto

commercio all'ingros-

chia.

La Lituania

al

nord abbracciava

POL
ducati di Curlandia e di Samoglzia, e
gli

POL
,

4^
la

abitava sullesponde del Danubio, innanzi di stabilirsi

palalinali di Troki,

Wilna

Polosko

su quella della Vistola:


i

"Wilepsk, Novogrodeck, Minsk, Mscislaw

fsica

sembianza assomiglia molto

po-

o Miscislavia e Polesia. Nella piccola P.olonia al sud erano 9 palalinali di Sandoniir, Lublino, Chelm, Cracovia, Beicz o Belzi, Lemberg o Leopoli, Volinia, Poi

lacchi agli schiavoni loro antenati ed ai


russi.

nazione proI polacchi sono una de ed entusiasta della libert: gli uomini hannogeneralmente bell'aspetto, molto brio
,

dulia ed.Ukrania.

Le

provincie polacche
la

carattere franco e sincero; le


vezzi e lo spirito delle

incorporale all'impero russo sono

Cur-

landia, Samogiza, Liluania, Polesia e la

Volinia

quelle riunite alla

monarchia

prussiana o Prussia occidentale o reale

sono Posen,

Slesia,

Pomerania e Prusaggiunta
al-

donne sono dall'universale celebrate. La nobilt numerosa fiera, vana e credula non senza belle qualit e maniere dignitose: il suo abito nazionale elegante offre un
grazie,
i

sia orientale; la Galizia fu

miscuglio di vesti mongole, svedesi e


scovite.

mo-

l'impero austriaco, coll'ex repubblica di


Cracovia, gisotlola protezione dell'Austria, della

La popolazione
i

racchiude due

estremi, nobili e agiati cittadini, e gl'inferiori


:

Prussia e della Russia, ed

il

per mancanza della civile conve-

governo

civile

e militare della prima.

niente graduazione, gli ebrei esclusiva-

Per la pace di Vienna del i4 ottobre 1809 la citt di Cracovia col territorio
adiacente fu staccata dall'impero austria-

mente fanno ogni traffico. Gli agiati vivono nelle estesissime possessioni con tutto l'apparato della

pompa

feudale, cir;

co e riunita

al

ducato

di Varsavia,

ma

condati da servi e cortigiani


tali

sono ospie.
i

poi in conseguenza degli avvenimenti mi-

per eccellenza

generosi

benefcT.

Iilarideli8i2 conquistata dai russi, l'im-

peratore d'Austria Francesco


to del 3

convenne
col

L'ordine inferiore abbraccia contadini o servi della gleba, che appartenevano

colle corti di Prussia e Russia pel tratta-

come

il

terreno in piena propriet


,

ai lo-

maggio i8i5, che Cracovia


citt libera
,

ro signori

ed erano al pari

di

quello

territorio avesse a

formare per l'avvenisotto la protezione

venduti; dal 1807 cess questa deplorabile condizione,

re

una

godendo
il

libert

perso-

delle 3 potenze, colla condizione di

non

nale e

il

diritto d'acquistar propriet.

concedere dimora o rifugio a nessuna


sorte di fuggitivi sudditi delle 3 potenze
protettrici, e di consegnarli anzi alle

Grossolano e modico
notai nel voi.

loro cibo.

La

lingua polacca, dialetto dello slavo,

com-

XXXVlll,

p.

come 256, none

petenti autorit.

Ma Cracovia non ademl83o divencontro


1

piendo

tali

condizioni, nel
di

ne armoniosa, ne ricca, senza per essere ingrata malgrado al gran numero delle
sue consonanti
;

ne focolare

maneggi

ostili

le

l'uso generale del lati-

potenze, di poi nel febbraio

846

si

fe-

no

nelle composizioni letterarie ed

anche

ce arena di atti violenti, pericolosi e ri-

nel conversare della classe superiore, noc-

voluzionari
dalle
il

',

quindi

la citt fu

occupata

que

al

perfezionamento
il

dell'

idioma na-

medesime 3 potenze

e posta sotto

governo provvisorio dell'Austria. Finalmente per la convenzione di Vienna de'6 novembre 1846 le 3 potenze protettrici

quale nondimeno produsse o pere pregiate nel nostro secolo e nel prezionale,

cedente, flanno

polacchi

una
le

facilit os-

servabile per apprendere

lingue strai-

rivQcando e annullando
,

gli

ante-

niere con perfezione, parlando diversi diomi.

riori trattati

Cracovia e suo territorio


al

ritorn in perpetuo dominio dell'Austria


e incorporata

La

religione cattolica

romana

stala
all'e-

suo impero. I polacchi discendono da una trib slava che

sempre dominante

in Polonia,

ma

poca dello scisma de' G/a7(F.), pareo-

46
cliie chiese di
il

POL
questo
rilo,

POL
che erano sotto
la

ganee, e dicci ne aveva


fraganei

il

rito

grecorui

tiomiuio polacco, ebbero laclisgrnzia di

leno-unito. Ne'suoi parlaggi, senza


gli

suf-

lasciaivisi trascinare;

nondimeno

gior parte de'poiacchi rimase nella nione della s. Sede: qnesli furono chiamati

magcomu-

restarono dodici vescovi e due

arci vescovi,

Gnesna e Leopoli. Ecco il no-

verodelleattuali sedi arcivescovili e vescovili

greci -ruteni 'Uniti e

gli altri di<i s denti.

Le

tanto del regno di Polonia, che della

duecomunioni vivevano

in

pacee si fecero

Polonia austriaca e prussiana, che hanno


articoli in

anchealcuni tentativi per la loro riunione. Nel secolo XVll diversi vescovi greci

questo mio Dizionnria,

come
i

lo

hanno

quelle non pi esistenti, ed

luoghi

rientrarono colle loro greggie nel seno


i

in cui furono celebrati concilii./^Mg'M.y^oav,

della chiesa cattolica; riconobbero


cilii

con-

Brest, Breslavia^ Belzi, Chelma^ CracO'

generalit processione dello Spirito santo dal Padre e dal Figliuolo, la supre-

mazia del Papa, e gli altri articoli di fede della chiesa romana; quindi fu loro in generale permesso di conservare propri
i

Cujava, G/2e.?/z^ arcivescovato, Haio Alicia, Kalisch, Kaminiech, Leopoli o Leniberg arcivescovato di rito lavia^

licia

tino, altro di rito

armeno,

altro di rito

lisi

riti

particolari. JNel

greci ruteni uniti tennero


J?-aio^A:f (F.),

1720 prelati un concilio in


i

greco ruteno unito con Hnllicia o Alicia, Kiovia, Kaminiech jLublino, Luceoria o Lu'cko, Ostrog,Pinsco, PloskOj

Po-

che poi approv Benedetto


la

dlachia, Polosko arcivescovato di rito gre-

Xill. Sebbene

religione cattolica era


si

co ruteno unito, con


sa^

quella dello stato, pei dissidenti greci

le sedi uni te di OrMscislaw o Mscislavia e FitepskojPo-

1772, quando essi cominciarono a reclamare eguaglianza di diritti e di privilegi. Caterina


al

avea piena tolleranza sino

sen o Posnania, Prezmislia,

Sandomu\

11 favor gli scismatici, perseguit

gre-

ci-uniti e

li

sforz ad apostatare

da quel
ed
i

tempo

si

succedettero guerre

civili,

tristi elFetti che le seguirono sono universalmente conosciuti. In diverse epoche gli

eresiarchi diedero frequenti assalti alla sua chiesa. Vi penetrarono dapprima i


proseliti di \i

Samboria, Saniogizia, Sanochia, Seyna, Turovia FFladimiria JVladislavia , Varsavia arcivescovato, Vilna, Zitomess. ritz. Tra santi polacchi nominer Stanislao vescovo martire, Edwige e Cunegonda duchesse di Polonia, Casimiro principe di Polonia, G/Vzfmto domenicano, Stanislao Koslka gesuita Giovanni
, ,

Canzio e altri. Furono polacchi


cardinali
,
i

seguenti

Giovanni Hus dalla


i

Boeiaiia,

predicarono quindi seguaci di Lutero e di Calvino le loro erronee dottrine,

ed

il parteggiare anim fra \ polacchi le pi vive esanguinose conlese. In fine pass da Siena a seminarvi Fausto Socino

che come precedenti hanno biografie: Denojf] Giancasimiro, Giannalberto, Polonia Federico, TJpski, Macz/eo^V5A-/o Maciejowski, Matteo, Marti nusio j Olynitz j Oslo , Radzieowski o
Radziejowski
,

Dolivac arcivescovo

di

gli errori suoi, e

nuovi germi diffuse di

religiosa ecivilediscordia.
ti

pericoli,

il

Malgrado tanmaggior numero mantiene


sia libero

Gnesna (V.) ^ Rndziwil. Oltre ai quali, granc^ il numero di polacchi che fiorirono
in santit di vita, nelle dignit ec-

la
il

purezza della fede, sebbene

clesiastiche, nelle scienze, nelle arti e

som-

culto ai protestanti, ai greci scismatici,

mamente

nelle armi.

Furono

illustri nel-

ai

mennoniti
le
i

ai

mussulmani ed
gli

altri

le scienze e nelle arti, RochanoAvski,Szy-

oltre gli

ebrei che \i dimorano. Tutti

hanno
pelle,
il

loro chiese,

ebrei delle cap-

monowicz, Skarga, Bielski, Krasicki, Naruszewicz, ec. ; nelle armi Carlo Chod,

turchi 1 moschee.

Prima del 1 778


Polonia contale sutfra-

xiewicz, Giovanni Sobieski, Giovanni Za-

rito latino del

regno

di

ta 80 sedi

vescovili,

comprese

moyski, Stanislao Potocki, Stefano Czarniecki , Taddeo Kosciuszko, ec. L' istru-

POL
2

POL
dice civile e criminale suo proprio
leggi e
ni
i

47
,

ione pubblica possiede a Varsavia e in


licei,

e le

allre citt celebri

ginnasi, seminari,

privilegi delle citt e dei


in

comu-

scuole ed altri stabilimenti.

La

sola uni*

rimangono

pieno vigore. Quind' in-

tersit polacca di tutta l'antica Polonia

nanzi gl'imperatori di Russia e redi Polonia saranno incoronati a

in Cracovia, nonessendovene ne a Varsavia,

Mosca con un
il

uaWiIna,ninPosnania.In Cracovia sono le tombe ove riposano le ceI

atto unico alla presenza delle deputazioni

chiamale ad
il

assistervi.

Se ricorra
al

ca-

neri degli antichi re di Polonia, da Boleslao


in poi, mirabili

so di una reggenza dell' impero, questa

per

la loro straor-

estende

suo potere anche

regno di

dinaria magnificenza.

Polonia. E' guarentita


sia

la libert de'culti;

Quantunque
to

il

regno

soggetto al-

la cattolica religione,

siccome quella prodei sudditi

l'imperatore di Russia, veniva governa-

fessata

dalla

massima parte
I

come una separata monarchia, in

virt

polacchi, oggetto di speciale protezione


e benevolenza del governo.

della caria costituzionale data da Alessandro ] nel novembre! 8 1 5. L'imperatore era re di Polonia, rappresentato da un

fondi appar-

tenenti alclerocattolico,

latino che gre-

co-ruteno-unito
quali propriet

vicer, nel quale risiedeva

il

potere ese-

vengono riconosciuti comuni ed inviolabili; co,

Vi era un senato composto di 3o membri, cio io vescovi, io voivodi eie castellani nominati dal re a vita; ed una camera di rappresentanti con 77 deputati della nobilt provinciale. La dieta
cutivo.

me
no

del pari sacro ed inviolabile viene diil

chiaralo

diritto di propriet

non me-

degl'individui che delle corporazioni

in genere.
tita.

La libert

personale guarense

Ninno pu essere arrestato

ordinariamente avea luogoogni biennio, ed era la riunione di detti due corpi; le sessioni non duravano che una quindicina di giorni ; non era il sovrano tenuto
a convocarla se

casi previsti dalla legge e nelle

essa prescritte.

La

confsca de'

non nei formeda beni non

ha luogo che nel criminale

di 1.^ classe,

non una

volta ogni
le

due

anni, u dovea votare se non


d'interesse generale,
gli atti suscettivi

misure

come

le

imposte, e

a modificare la costitu-

La slampa soggetta a restrizioni. Conservate le pubbliche imposte quali erano in pratica sino al novembre i83o. Le relazioni commerciali fra il regno e l'impero sarancome
ne'delilti di lesa

maest.

zione.
titoli:

11

debito pubblico fu diviso in due

no regolate a seconda
interessi.

degli scambievoli

l'antico proveniente dal re elettore

Quind' innanzi uu solo esercita


la

di Sassonia,

ducato
altri 7

di

ed il nuovo deriva lo dal granVarsavia la Prussia assunse


:

per
si

la

Russia e

Polonia; l'imperatore
il

riserva di determinare in appresso

l'estinzione del i.e 3 decimi del 2., gli

contingente della Polonia. Gli abitanti dei

decimi l'amministrazione del re-

due paesi possono

essere naturalizzali nel-

gno di Polonia. Diverse utili istituzioni governavano il regno ; se non che pegli ultimi avvenimenti del i83o-3i le istimolte ed essenziali modificazioni, secondo il volere dell'attuale imperatore Nicol 1, manifestato nel suo statuto organico de'23 febbraio i832 e
tuzioni subirono
delle cui disposizioni

l'uno e nell'altro. L'amministrazione su-

prema

riposta nel consiglio d'amministra-

zione presieduto da

un luogotenente

del

regno e composta de' direttori generali, di un controllore generale e di membri nominati dal sovrano.
nistrazione
11
i

consiglio

d'ammi-

presenta

candidali arcive-

brevesunto.

Il

principali ecco un regno di Polonia incorpoall'

scovi e vescovi, direttori generali, ec, che

possono essere presi indistintamente fra


tutti
i

rato per sempre

impero russo
Il

di cui

sudditi dell'impero.

V'ha

inoltre

forma una parte integrante.

regno a-

un

consiglio di slato, le cui attribuzioni


la legislazione

vr un'amministrazione separata, un co-

riguardano

amministrati-

4B
Ta.
i

POL

POL
pubblico reggimento ".Tre ordini cavallereschi ed equestri sono nel regno di Polonia, cio

Tulle le leggi d'imporlan/a generaconli vengono nssoggellati alla le ed revisione e approvazione del consiglio di
slato dell' imperatore. Tulli gli oggetti

dcW Aquila bianca

(F.)^ di

s.

Stanislao (F.), del Merito militare^ di cui


parlai nel voi. XLIV, p. 243. La s. Sede ebbe gi un nunzio in Polnia che risiedeva a Varsavia capitale del reame,

amministrativi sonolraltati in lingua poJiicca.

mantenuta

l'antica divisione del

vodi. Continuano pure

regno e cos pure le commissioni delle voi* le assemblee della nobilt, le comunali e quelle delle voi"vodie.

dal quale la religione ricev

sempre im-

portanti servigi e specialmente nella riu-

Ma

per

le

successive vicende po-

nione de'greci-ruleni. Per ultimo Leone

litiche questi

ordinamenti ebbero diver-

A// mand
ne
dell'

se variazioni.

ad assistere all'incoronazioimperatore Nicol I come re di

L'antico governo polacco

quando

la
il

Polonia, mg.^' Bernetti che poi cre car-

nazione era

in fiore
>

cosi lo descrive

gesuita p. Bartoli.

La

nobilt polacca

non solamente
\

signori, qual forse altra


in
re,

nel far da non ve ne ha Europa che gli si agguagli. Ella ha ma cui vuole: cio non di qualunque
nell'essere,

ma

falla gliel dia la

natura per legge di sucdiscernimento

cessione,

ma

cui ella per

avea un cardinale per s. Sede, ove pure risiedeva un ambasciatore ambedue godevano la nomina d'un individuo per fare da apostolo nella lavanda che fa il Papa il gioved santo; su di che pu leggersi quanto dissi ne' voi. I, p. 3o6, Vili, p. 298, XLI, p. 290 j mentre di alcuni
protettore presso la
:

dinale. Il regno

e giudizio di elezione approva e sceglie,


fra molti degni per qualit reali
,

ambasciatori elevati al cardinalato parlai

il

de-

nel voi.

I,
i

p.

3o8

e 3og.
la

gnissimo.

Ne so, se a maggior
il

gloria le tor-

In

Roma

polacchi oltre

chiesa e

na

il

fare essa

suo re
tal
si

il

poterlo e$

ospizio de'monaci Ruteni (^.),

sere ciascun d'essa. Ubbidiente poi al fatto re,


libera,

chiesa e Yospedale di
lacchi nel rione
s.

s.

hanno la Stanislao depo-

ma

in

un

mezzo

fra suddita e

Angelo, nella via delle

che a cui
cos gli

soggetta per elezione,

non pu
sione
:

essergli sottomessa

per oppresl'autorit al

ha misurata

potere, col solo parutole conveniente a volere, che tutto

insieme voglia e possa dare,

Botteghe oscure. Questa chiesa antichissima, dedicata al ss. Salvatore in Palco o de Pensili (forse perch fabbricata sugli archi del circo Flaminio), come not Marangoni p. 1 87, Ist. di Sancta Sanctoruni, dicendola vicina a
s.

ma da re in

repubblica. Perci v'ha sena-

Caterina dei

to e consiglio, e in esso podest di voce a decretare ne'pubblici affari.


Il
i

re n'

il

ca-

po: nesonoilcorpoin prima


chi, perciocch grandi
ni, tanti in
:

vescovi, poi

Margana, perch tali due chiese egli le crede una sola. Cancellieri nel Mercato p. 26, narra che a
funari ed a piazza
destra dell'ingresso dell'ospedale eravi u-

appresso

palati-

numero, quante sono leproivi


:

na lapide
in Pensili.

di

Onorio IV Papa
s.

del

i285:
kal.
Sal-

\incie,

dicono palalinati, nei quali tutto il regno parlilo e ciascun palatino senza pari il sovrano nel suo. Succedono i castellani, che ne sopranten-

o come

Rectori et clerico ecclesae

SaU'aloris

Dat.apuds. Sahinanivi
i.

nov. pont, an.

Nel catasto del


si

ss.

vatore sotto
lius

il

1455

legge: Paulus fiin s.

dono

alle parti.

E finalmente, di
;

rincon-

Joannis Tutii sepultus


p.

Salvaeth-

tro al re,

due

cancellieri,,

padri della core

toris in Pesoli. Martinelli,

Roma ex

te e amministratori del lutto


liscalchi. Tutti

due ma-

nicasacra^

insieme questi costituisco:

no r ordine senatorio soli essi siedono una col re,e seco diffinisconogliaifari del

390, parla delle due chiese di s. Salvatore in Paleo e di s. Salvatore in Pensili, la prima in Circo Flaminio prope s. Catharinanj l'altra inier

POL
domus
Clini

POL
,

49

Pelli lfargani.. forsanerit

idem

denominalo in Palco so Ilo la pars. Marco. Nel giardino si vedono fondamenti di una gran torre, dove nel i527 pel sacco di Roma si ritirarono da 60 persone gentiluomini e signore, che aveano fatta gran piovvisiorocchia di
i

chesecondo la mente del fondatore era governato da quattro nazionali amministratori ecclesiastici, eletti dall'annuale congregazione composta de'polacchi o sudditi di Polonia che trovavansi in Roma,

tenendosi
to
:

la

chiesa con isplendoredi cul-

aneli 'egli sbagli, riproducendo l'epi-

nc

di poi vere

per difendervisi;
la torre

ma
il

avencele-

taffio del cardinale, sull'anno della


te.

mor-

do preso fuoco,

vol in aria con

Tuttora

in

questo luogo

pellegrini

tutti gli abitanti.

Considerando

polacchi

debbono avere
che
se

alloggio e vitto
si

bra lissimo cardinal Osio ( P^.) polacco, che mentre tutte le nazioni per la visita dei
luoghi santi aveano ospizi, ospedali e
chiese in
pria
la
,

per

piti giorni,

ammalano

riten-

gono fino al ricupero della do governato dal rettore e


nistratori.
ti,

salute, essen-

dagli
il

Roma, e mancandone la prodomand e ottenne daGregorioXlII


s.

Descrivono
p.

la chiesa

ammiVenude-

Roma moderna

669, e

gli altri

chiesa di

Salvatore ov'eravi

la par-

scrittori delle chiese di


il

Roma, dicendo che

rocchia, trasferita alla propinqua chiesa


di
s.

cardinal protettore avea giurisdizione

Lucia, colle sue rendite.


nel

Venuto a

sulla

medesima econtiguo ospedale. Not

morte
si

1579 le lasci de' beni perch fondasse un ospedale pei malati, un osi

r Artaud, Storia di Pio FIII,^. 211, che l'imperatore Alessandro I fece restaurare l'edifzio, e che l'imperatore Nicol I

spizio pei pellegrini, e

restaurasse la

chiesa, a cui subito

si

diede opera, fab-

ordin

altri

abbellimenti verso

il

i83o,

bricandosi l'ospedale e l'ospizio, e riedificandosi la chiesa in miglior


l'antico titolo del
ss.

curati dalla legazione russa residente in

forma sotto

R.oma.
le

Il

suo interno piccolo,

ma di bel-

Salvatore edis. Sta-

proporzioni, con diversi ornamenti, la-

nislao patrono de'polacchi,

onde nella fac-

pidi e

monumenti

sepolcrali d'illustri poIl

ciata esterna fu posta l'iscrizione: S. Sai-

lacchi ivi tumulali.

quadro

dell'altare

Polonorum. Art. Domni i58o. Fanucci che nel 1601 pubblic Y Opere pie, descrivendo a p. 1 12 l'ospedale, dice che sebbene non fosse anvatorls et Slanislai

maggiore, rappresentante Ges Cristo in aria, ed in basso ss. Stanislao e Giacini

to, fu
tica. Il

dipinto da Antiveduto

Gramma

cora condotto a perfezione,


nella parte compita con

nondimeno
ricettava
si
i

letti,

poveri pellegrini polacchi che

recavail

noinRoma, somministrandosi
to per 3 o

loro

vit-

giorni
si

curavano e
vole.

almeno; se infermi si provvedevano del bisogne-

morto e s. Edwige regina di Polonia, in uno degli altari laterali, opera di Simone Cekovilz polacco; l'altro quadro incontro venne eseguilo da Taddeo Runlz degli altri de' due altari ne d un cenno Venuti. A'7 maggio vi si
Cristo
:

celebra la festa del santo titolare.


I

La
i

pia opera gi aiutava con limo-

bastami ed

peucini furono

prin-

sine

poveri nazionali.

L'Amydeno, De
descrivere que-

cipali popoli

che negli oscuri tempi abisarmati

pietate

romana

p.

44)

^'^^

tarono questa parte della Sarmazia europea. In


falli
si

sta chiesa e ospedale riporta la lapide se-

appellavano, algli

Maria in Trastevere,sbagliata nell'anno della morie, quale esaltamente si legge con bellissima ode nel Moretti p. 87, De s, Calisto et s. M. J'm/i5//Zenm. Il Piazza, Opepolcrale posta al cardinale in
s.

lorch nelle foreste germaniche penetra-

rono
vi

le legioni
i

romane. In seguito

sve-

ed rono

goti irruppero piti volte e fissa-

ivi la

loro dimora,

ma

furono disi ri-

scacciati poi dagli eneti, e finalmente dagli slavi,

re pie o Eusevologio trat. 2,p. 109, de-

de'quali

moderni abitanti

scrive questo pio stabilimento, dicendo

conoscono progenie. Osserv Assemanni,

VOL. LIV.

So
Coniment.
i

POL
in calcnd.
i

POL
2, e.
'),

t.

p.

799,,

nome
chi,

suo de'Piasti, tanto cara

ai

polac-

che polncchi, boemi, dalmati, gl'istria ni che s'impadronirono in diversi tempi del paese, ov'essi ora abitano, sono schiai

incominciando dall'elevazione sua al supremopoteregl autentici fasti della nazione, il cui regno si chiamavaZiec/i/V7,con

Toni di origine. Gli antichi slavi oscha>

Gnesna per

capitale.

Dopo

di lui regna-

voni erano

stabiliti in certe

provincie di

rono, nelI'SGi Ziemovist, neir892 Lecco IV, nel 91!^ Ziemomislaf o


slao, e nel

quella parte della Scizia e Samiazia che


oggid'i conosciuta sotto
il

Ziemomi-

nome

di

gran

962 Miela o
I

Mieczilaf o Miecsi

Russia o MoscoK'ia. Questo popolo era


allatto differente dagli altri sciti appellati

lislaw o Miecislao
Si colloca nel

che

fece cristiano.

X secolo lo stabilimento
ma pu
boemi
aves-

unni, com'anco da'goti, nondimeno furono alcune volte confusi cogli unni. Lesco o Leszko o Ledi o Lecco I ne condusse una numerosa colonia in Polonia verso l'anno 5o i, divenne fondatore della nazione polacca, che lo considera come loro i. re o sovrano, e fabbric Gnesna circa il 55o. Zecco suo fratello fond un* altra colonia dello stesso popolo in Boemia,dopoavercacciatoimarcomanniche aveano vinto boi alcun tempo prima: questi boi erano padroni di quel paese da
i

del cristianesimo in questo regno,

credersi che diverse circostanze, quali so-

no
ed

la
i

guerra ed

il

commercio

coi

moravi

stabiliti

inCracovia,
innanzi.

vi

sero portato alcune cognizioni della vera


religione assai

tempo

quell'e-

poca erano
perstiziosi
:

polacchi ancora rozzi e su-

la piet e Io zelo d'una donna furono l'origine della loro conversio-

ne. Nel

965Dambrowska oDubrava
I

fi-

glia di Boleslao

duca

di

Boemia sposa

quasi

secoli addietro, e
il

suoi abitanti

ne portano ancora
zione pertanto di

nome. La formaslato regolare, se-

uno

I, colle sue istruzioni e col suo esempio, e coi suoi preti slavi, persuase prima lo sposo a rinunziare al paganesimo e solennemente ricevere il bat-

di Miecislao

condo altri, s'incominci in Polonia verso il 55o, mediante signori di poco esteso dominio che assunsero il titolo di duchi,
e di cui Lecco
I

tesimo

(altri

dicono che con questa consisi

dizione lo avea sposato) coi principali


gnori, indi

ambedue

occuparono della

fu

il

i.

DelToriginedei

re o duchi polacchi

la storia

non porge

sicure certezze sino alla celebre dinastia


de'Piasti, che saPi al trono nel secolo IX.

conversione de'loro sudditi. Avendo essi con una lettera rispettosa fatto consapevole il Papa Giovanni XIII di loro conversione e de'progressi della religione cristiana in Polonia, quel Pontefice
d per legato
il

Nondimeno prima di

tal

epoca e dopo Lec-

vi

spe-

co I si registrano nella serie cronologica de'sovranio duchi di Polonia 12 palatini, quindi interregno, e nel 600 700 Craco. Poscia
tri
r

cardinal Egidio (/^.), con

molti ecclesiastici missionari, per regolare e perfezionare la grand'opera.

La

lo-

Venda

regina,

il

governo

di al-

ro ignoranza della lingua del popolo a cui

2 palatini, e nel

ySo

760 Premislaf

volevano predicare

il

vangelo, fu dapprisuccesso delle lofu superalo tale

o Premislao \. Nuovo interregno, Lecco ]I neir8o4sino all'B io, in cui gli successe Lecco III, ed a questi nell'BiS Popiel o Popiello I, che nell'83o ebbe a successore Popiel II sino air84o. Passati due anni d'interregno, neir842 fior Piasto Piaste duca di Polonia: questo divenne celebre perchda semplice paesano pervenne alla dignit ducale, e si considera co-

ma un impedimento al ro fatiche; ma quando


ostacolojil

pcpoloabbandon prontamenil

te lesuperstizionij distrusse gl'idoli e ab-

bracci con ardore

cattolicismo.

Ne dianti-

venne tanto
ti

zelante, ch'

costume

chissimo in Polonia, che


alla

tutti gli assisten-

messa, durante la lettura dell'evan-

gelo, traggono fuori a


le loro

met

della

guaina

me

lo stipite della 2.^ dinastia, detta dal

spade, in segno d'essere pronti a

POL
difenderlo col proprio sangue.
le vi fece
Il

POL
cardinae porlo la Polonia a quel

5i
grado
di possi

immenso bene sino


vi vi

al

995, eposa-

sanza, nella quale poscia lungamente

ca di sua morte:
arcivescovati,

ordin vescovi,
stabiPi

mantenne. In vero, discacci


la

boemi

dal-

cerdoti e altri ministri, e

due
i^o

Gnesnn

e Cracovia che

no

Crobazia, vasto paese ch'estendeasi fial Danubio e che prese il nome di Po-

rest vescovato, e sette sedi vescovili, Brc'

Ionia -piccola j nello stesso

tempo che

la

slavia in Slesia,

Kaminec o Calma, Pio-

Lechia ed

cantoni vicini assumevano


la

skoy Posnania, Cruscuis poi trasferita a

quello di grande- Polonia, e trasport da

Drcslava, ora nella diocesi di PVladislU'

Gnesna a Cracovia
gustalo
di
s.

sede del regno. Dis-

Lehus o Lubasz nel marchesato di Brandeburgo, indi soppressa per l'introduzione del luteranismo nel 555, e Sraoi'ia,
1

Adalberto o Alberto vescovo

fatto benedettino col fratello

Praga de'suoi diocesani, dopo essersi Gaudenzio,

gra nella Slesia, riunita a Breslavia nel

to35. Pel zelo e per

le

cure de'nuovi pasi

stori successivamente

convert alla fe-

pass in Polonia presso Boleslao I suo amG0,e deliber di darsi, con Gaudenzio e Benedetto suoi compagni, alla conversione degl'idolari ch'erano restati nel re-

de cristiana l'intiera Polonia, come riportano Cromer e Rinaldi all'anno 965, n.**
regno di Polonia sino allora oscuro e poco conosciu()

gno polacco, ed ebbe


vederli in

la

consolazione di
il

e 7,

il

quale osserva, che

il

buon numero abbracciare


il

cristianesimo; poscia portando


nella Prussia e a
tirio: di poi

vangelo
il

to, illustralo coi raggi della divina luce,

Danzica

vi pat

mar-

cominci a risplendere nella repul^blica cristiana. Narra il Buller, a'2 settembre, che Micislao I circa 34 anni dopo la sua conversione fece pregare Silvestro 11 Papa del 999 a confermargli il titolo di re che avea assunto: il Pontefice gli accord quanto domandava, e gli mand una
ricca corona rpale colla sua benedizione.

Boleslao
si

II riscatt

il

corpo

del santo, che

depose nell'abbazia di
fu trasferito ella catI

Tiemezno, donde

tedrale di Gnesna. Boleslao

contribu

Mentre
erano

gli

ambasciatori di iMicislao

in E.oma,egli

mor

nel

999, dopo
della
I,

molto allo stabilimento del cristianesimo, ai progressi della civilt, ed assoggett le truppe polacche alla disciplina militare, volendo con tal mezzo formare della Polonia una nazione guerriera, e per la sua grandezza innalzarla sulle altre nazioni.

aver guerreggiato con gloria, fatte alcu-

Promulg buone
glio di

leggi e cre

un

consii

ne conquiste e formata
nazione. Gli successe
il

la

felicit

12 savi,! quali divennero


il

mei025

figlio

Doleslao

diatori tra

trono ed

il

popolo, dando
gloria de'Piasti,
si

che

si

merit

il

soprannome
il

di cliabri
se-

origine al senato di Polonia. Nel

intrepido o grande,

quale nell'anno
Silvestro

per morte di Boleslao


gli

I,

guente prese

il

titolo di re e fu

riconoII

successe Micislao

II,

che

lasci sfug-

sciuto per tale dal

Papa

s.

gire le conquiste paterne sui russi, boe

e dall'imperatore Ottone

III, questi

pro-

mi

moravi; die

in feudo la

Pomerania

da mandolo re cristiano de'polacchi o poloni, e protettore di tutti gli slavi, allorch


lo

a suo genero, e pei stravizzi divenne mentecatto; abdic nel

1082

mor nel io 34-

coron

colle sue

mani

di ci

non con-

vengono gli storici polacchi e pretendono che la Polonia non abbia mai riconosciuta la supremazia dell'impero. Questo princimoravi ed boemi, al cui dupe vinse
i i

Nel I o 36, profittando dell'interregno, entrarono in Polonia i boemi ed i ruteni

russi,

gre,

predando tutte le cose tanto saquanto profane, come scrive Longi-

ca fece cavar
sia rossa

gli

occhi; sottomise la

Rusre-

no.Quesli citato dalRinaldi all'anno 1 089 racconta, che la chiesa di Polonia man-

o Lodomiria presso Riovia,

se tributarie la Prussia e la

Pomerania,

d a Benedetto IX Papa una legazione, lamentandosi che Bretislao I duca di Boe-

5a
mia,
ail

POL
istigazione
tli

POL
ili

Severo vcscoto

denti.

Mori pianto da

lutti

qual glorioso

Praga, avesse spoglialo

le chiese tlclle re-

ristoratore del regno.

liquie de'sanli edegli ornamenti, ed uccisi

Wcl io58 divenne re Boleslaolir<7/Y//7o.

molli fedeli. Pertanto furono da llenedet*


lo IX. minacciati di

Travagliala

la

Polonia da continue irru-

scomunica
il

il

duca e

il

vescovo se non restituivano


doli a

tolto, citanI

comparire

in

Roma

a discolparsi.
i

loro legati non poterono negare

fatti,

solo

un amico straniero, sospirava da gran tempo l'indipendenza eia pace. A caro prezzo Casimiro 1 aveva ricuperato la Slesia, perch
datosi alla prolezione del redi

zioni di barbari edalleprepolenzedi

procurarono scusarli, dicendo che per divozione erano state prese le reliquie ed sa* gri vasi ; quindi guadagnati con duni cardinali, si limitarono a promettere restila* zione del tolto. L'interregno ebbe fine nel io4i, quando sal sul trono Casimiro I, gi monaco e diacono, che vinti nemici, fece rifiorire il regno e le scienze, edificando molti monasteri. Gi ne' voi. IV, p. 3ig, XIX, p. 241, ?>4'2j X^X, p. 122, riportai quanto riguarda questo memo*
i i i

Germania

Enrico
drone.

III, si
11

aveva con ci creato un pasuo primogenito Boleslao li vintedesco, me-

citore de'russi,de'bocmi,degliungnri, sde-

gnando un regno tributario al


co
111.

ditava redimerlo dal predominio d'Enri-

Avendogli questi intimato che for-

nisse 2,000 cavalli alla spedizione contro

Sassonia, pens di avere un'occasione propizia a scuotere


il

giogo di

lui:

perch nella

confusione del regno germanico, lacerato

l'abile

avvenimento e celebre dispensa,


la

poich per l'anarchia e lagrimevole condizione in cui trova vasi


lata pel cattivo
vescovi

Polonia, ribel*
i

governo

di Micislao li,

ed i baroni del reame spedirono ambasciatori a Benedetto IX, supplicandolo istantissimamente di dispensare Casimiro
figlio di

da guerra ci vile,si prometteva un successo tanto migliore, in quanto che sapeva d dover con ci piacere al Papa s. Gregorio VII. Pertanto autorizzato da questi pigli la corona reale e fu consagrato dai vescovi,

a grave dispetto di tutta l'Alemagna.


,

Kra use. Storia dell' Europa


preso la corona di
consiglio del

4, p. 8 7 , os

Micislao

li

dal
la

monacato

serva, essere incerto se Boleslao

II

abbia

e diaconato, per accettare

dignit re*

Polonia per segreto

gi ch'era stalo forzato rinunziare e per

prendere moglie; narrando purea quali singolarissime condizioni il Papa lo concesse.

Papa, o col consenso del monarca alemanno: da quanto ne dice Lamb,

anno 1077,51 pu conchiudere per

la pri-

L' annalista Rinaldi iuttoci dei

ma ipotesi.

Se Boleslao

II

si

acquist

non

scrive all'anno

o4 1 aggiungendo all'an
,

no 1045 che Casimiro


se del regno,

sistemate le co-

mand
dopo

ambasciatori a Ro-

poca gloria colle sue guerresche imprese^, disonorossi con atti orrendi di tirannia e ingiustizia, per cui fu chiamato il crudele,

ma
di

col gi imposto tributo del


PietrOy
essersi

denaro
la

divenendo
bili

in odio ai sudditi per

le

sue

s.

confermata

dissolutezze e violenze usate alle pi no-

promessa nell'assemblea generale delle Provincie, per cui lo storico polacco Lon* gino osserva, che da quel tempo il regno di Polonia divenne feudalario e tributario della s. Sede e del Papa, con lustro del reame. Altrettanto conferma Grelse* ro. De munificentia principum in sedcm aposlolcani. Dopo il richiamo, Casimiro J pubblic un perdono generale e si merit il titolo di pacfico. Ricuper la Masovia, ed
i

dame
di

senza pudore alcuno.


s.

Il

vesco-

vo

Cracovia

Stanislao pi volte ail

vendo procurato scuotere


ciarlo di

re dalla sua

riprovevole condotta, giunse a minac-

scomunica e poi

lo

priv della

comunione de'fedeli,onde il re colle proprie mani barbaramente l'uccise agli 8 maggio 1079. Per questo orribile assassinio
i

vescovi raccolti in concilio gemets.

tero. Contristato

Gregorio VII da queesclam essere ne-

prussiani

si

fecero a lui dipen-

sto esecrabile delitto,

POL
cessarlo

POL
castigo.

53

un tremendo
lui eretta in

Cancell

bellalosi

il

fratello naturale lo fece ucci-

dal novero deVegni la Polonia nuova-

mente da

reame, pronunzi

Bolesiao II decaduto dal trono, sciolse dal giuramento sudditi, baroni o vassalli; dichiar incapaci di qualunque ufficio eci

dere, indi volle riparare il grave fallo con austera penitenza. Sconfisse grimperiali nel 1 109 presso Breslavia, e riport vantaggi nell'Ungheria e Pomerania. Disfat-

to poi dai russi,

ne mor

di malinconia,
figli

clesiastico sino alla 4'^

generazione

di-

scendenti de'complici dei re, ed ordin

a Pietro arcivescovo di Gnesna che mettesse sotto l'interdetto tutta

Polonia

sefi-

il regno in quattro parli, cio la grande e la piccola Polonia, la Masovia, e la Slesia, in cui allora comprendevasi la Lusazia: fu uno

dopo aver

diviso tra'suoi

condo Longino. Bolesiao


slao
I

II

fuggito col

glio, trov ricovero ospitale presso

Ladiin

de'sovrani pi ragguardevoli della Polonia. Idi lui figli, piccoli sovrani indipen-

re d'Ungheria:

ma nemmeno
s.

quella remota contrada pot nascondersi


dalla punizione della

Sede^ che

lo inil

seguiva assidua e tremenda, oltre

ri-

denli,quantunque il duca diCracovia posuna superiorit nominale, pretesero d'imitare il padre: la Polonia fu suddivisa all'infinito, ed il governo aristocrasedesse
tico de'signori sostituito al

morso. Al re Ladislao I scrisse s. Gregorio VII, che dovesse bandir dai suoi stati l'uomo grondante del sangue d'un martire: e

luto dei re. Nel

138 o

governo asso189 come pri-

Bolesiao

II

cacciato di terra in teralla

ra,
1

raming sino
1

morte, che fu nel


tale
II

08 ,come riferisce Yo^tySioria di Gre-

gorio
to
i

FU,

p.

5o4- Per

successori di Bolesiao
al
1

avvenimennon furono
al
1

pi re fino

295 o meglio
il

3o9,ma

solo principi.

Successe nel 1081


I detto

fratello Uladislao

mogenito successe Uladislao II, cui suo padre avea conferito il titolo di re, con autorit sopra fratelli, bench non possedesse che la 4-^ parte del regno. Volendo riunire le Provincie divise, ne spogli due fratelli, onde vescovi ricorsero a Papa Eugenio III, che occupato nella crociata non die risposta, ma poi scomunic la regina Agnese, autrice de'mali che
i i

Ermanno, che ad onta

del divie-

affliggevano la Polonia.
giti

principi rifug-

to di
ai

Gregorio VII, che avea proibito principi reali di prendere il titolo di re


s. il

vo
1

di

Posen furono assediati; l'arcivescoGnesna scomunic Uladislao II, che

e di essere unti dai vescovi senza

per-

battuto fugg a Cracovia e fu deposto nel


tello Bolesiao

messo

della

s.

Sede, l'imperatore Enrico

coronare e consagrare a Gnesna. Domand al Papa che fosse tolto Tinlo fece

IV

147, venendo innalzato al trono il fraIV, il quale assegn a Ula-

dislao II la Slesia^ che d'allora in poi fu


la Polonia. Eugenio III speun cardinal legato per la restaurazione del principe deposto, ma non venendo esaudito scomunic principi e fece

terdelto al regno, e intanto ne fece ria-

perduta per

prire

le

chiese altri dicono che egli


:

mon-

t sul trono col favore di s. Gregorio VII. Sottomise la Pomerania ribellata, ed assegn al suo figlio naturale Zbigniew per

chiudere

le

chiese nel
III

Masovia e altri ricchi dominii; taleprima divisione l'epoca funesta in cui cominciarono gli smembramenti e le calamit che oppressero per due secoli la Polonia. Nel 1 1 02 gli successe il
la

appannaggio

tore Corrado

i49- L'imperasuocero di Uladislao li,


\

colla condizionediessere riconosciuto per

supremo
stenti

signore, ne prese la difesa,


i

ma

inutilmente, rifiutandolo
dinal legato. Federico

polacchi, resi-

figlio

Bolesiao

III, e

prese

il

solo titolo di

duca nel timore di spiacere al Papa, che dopo la scomunica di Bolesiao li avea
proscritto
il

titolo di re in

Polonia. Ri-

pure all'anatema rinnovato dal carl imperatore ottenne pei di lui figli la Slesia, che d'allora in poi rest separata dal regno. Avendo Bolesiao IV conquistalo una parte

54
della

POL
Pomerania, la
s.
1

POL
Polonia da Celestino
III, parlai nel voi.

fece ammaestrare nel

vangelo da
ga. Nel

Ottone vescovo di Bamberil

XXXVII,

168

suo esercito fu taglialo a


la-

pezzi dai prussiani nelle loro paludi, indi

281. Osserva llurler nella Storia d'Innocenzo HI, voi. 2,p. 46, che la Polonia a questo tempo era fra tulli i
p.
1

regn con saggia amministrazione,


al figlio

paesi cristiani

d'Europa quello che me-

sciando
-

Lecco oLeszko

ducati

no

di tutti

si

avesse pratiche e

commeral-

di

Masovia e Cujavia.
Micislao
III figlio di
,

cio con

Roma.

Ripartito com'era in di-

Boleslao III nel


i

versi stati particolari,

non avea esso

173 divenne duca

indign
i

polacchi

col cattivo suo contegno,


gli

quali

neh 177

cuna gone
e
il

politica

importanza, posto a para-

cogli altri regni.

La

civilt

romana

tolsero la corona che offrirono al fra-

consorzio germanico erano, dove pi,


i

tello

Casimiro

II

signore di

di Dublino,

ma non

l'accett

Sandomir e chea stenfi-

to, facendogli

omaggio anche Ottone


Casimiro
II
si

dove meno, legami che univano l'un con l'altro quasi tutti popoli d'Europa. Or questi due elementi non conobbero poi
i

glio del deposto.

fece

amanon

re per la bont e saviezza del suo gover-

no, e voleva rinunziare al fratello, se


i

furono solo posti in comunicazione con Roma per la religione eie discipline ecclesiastiche avu-

poli slavi, alcuni de'quali

che grandi del regno con ardire (che gi cominciava a germogliare fra essi quello
spirilo d'indipendenza,

Per questo poco d'unione bast a renderli superiori


te dall' occidente.
altri

filo

agli

che pi tardi pro-

popoli della

medesima
assai
,

razza

e la

dusse

le

disgrazie della Polonia), gli rap-

chiesa latina essendo ordinata per ogni

presentarono che gli avrebbe rovinati tornandoli sotto


il

dominio
che
il

d*

un principe
per gio-

perverso e vendicativo. Allora Micislao


III attacc guerra,
fratello

pi acconcio che anche pi salutare dovea esserne l'eflficacia da lei esercitata sulle nazioni che riconoscevano la
rispetto in

modo

non

la chiesa

greca

varlo non respinse con energia; nondi-

sua legge. Boleslao


lonia fra'suoi
affievolito
il

meno Casimiro
licia.

II
il

die prove di valore, fa-

cendo tributario

ducato d'Hallicia

A-

III col dividere la Poavea per lungo tempo regno e sparsivi i semi di
figli

Micislao III govern in qualche par-

discordie intestine, sebbene

uno

di essi a-

te di Polonia dali

iggalisoi
II

mor nel
180, co-

ver dovesse

la

dignit ducale e la premi-

I202. Intanto Casimiro

neh

nenza sugli

me
ri

riporta Rinaldi,

mand

ambasciato-

al

Papa Alessandro

III colle costitu-

altri; ma quello appunto che dovea congiungerli li disgiunse. Neh 194 Lecco il saggio duca di Cracovia , fu

zioni del regno perch le confermasse.

rono ricevuti

Funel Tuscolo e benignamen-

pupillo preposto

ai

principi di Polonia

te trattati. Alessandro III in concistoro

n pot in tal condizione mantenersi, se non combattendo con vario successo controlozio Micislao
nia superiore, alla
III

rese molte grazie ai polacchi, perch e-

principe della Polo-

rano

stati costanti nella

sua ubbidienza,
insorti con-

morte del quale avenil

non riconoscendo gli antipapi tro di lui, come aveano fatto nazioni. Longino riprodusse
i

do

la dieta di

Cracovia, per partito posto

altre vicine
la

dal palatino e da suo fratello,


di detta citt, voluto

vescovo

formola

con cui vennero confermali delti statuti. Casimiro li col nome di giusto mor neh 194, lasciando tre figli. Lecco V che gli successe, Corrado duca di Masovia, il
cui

imporre a Lecco certe condizioni che a lui parvero incomportabili colla dignit sovrana, egli volle

piuttosto rinunziarla fra

le

mani

di

Ula-

dislao 111 figlio di Micislao III, che otte-

ramo

si

estinse nel

i4i6

Salome

nerla a

moglie del figlio d'Andrea re d'Ungheria. Del cardinal legato nel 1 197 spedito in

verla conquistare con

danno delle sue prerogative o do1' armi. Pur noninsorse contro di lui
il

dimeno

suo vas-

POL
sallo

POL
camente
scrisse
il
i

55

Romano

principe d* Uladimiria e

(rHaiIicia,di religione greca, chiamati


russi in aiuto

Zawichost fu rotto in battaglia da Lecco V e perde principato e vita con gran perdita de'russi. Volendo poi Lecco V unire gli stati dell'ucciso a'suoi, nel 1208 ne (iece tributo alla chiesa romana e ad Innocenzo III, dal quale gli ebbe di nuovo
suo
;

ma

nel

2o5

in

Papa, perch si emendasse dei suoi gravi falli, minacciando le censure della Chiesa. Nulla avendo conseguito, Innocenzo Ili autorizz 1' arcivescovo a scomunicarlo coi suoi aderenti,

ed invoc

sussidi de' vescovi polacchi

pel loro confratello esule per difendere


le ragioni

comuni. Per

la

presenza in Ro-

ma

dell'arcivescovo di Gnesna, Innocen-

in feudo, e il

Papa

fu contentissimo di ris.

zo III prese piena cognizione dello slato


della chiesa di Polonia
,

cevere sotto la protezione di

Pietro

la

onde die opera

persona e

il

paese di questo principe, tan-

a regolare

la disciplina ecclesiastica e

n-

to pi che la Polonia intiera teneasi per

muoveregli abusi, principalmente dei duchi nell'appropriarsi l'eredit de' vescovi,


e intrudersi nelle loro elezioni a

tributaria della s. Sede, come si apprende da Cromer eda Alberico citati da Hurter. Uladislao III eletto nel i2o3 duca di Cracovia, divenuto duca di Polonia per la virtuosa moderazione del valoroso Lecco

danno

de' capitoli: per questi e altri gravami

Innocenzo

III concesse all'arcivescovo la

dignit di suo legato, onde procedere eoa

V suo cugino, colle proprie violenze disgust la nazione, per cui fu deposto nel
1

207

dai grandi, che invitarono Lecco

V a Craivi

covia per riprendere

le

redini del gover-

maggiore autorit e vigore. Tornato Enrico in Polonia convoc un sinodo, ove fece giurare ogni ecclesiastico che avesse concubina di cacciarla, come attesta Du^oszy Hist.

no. Tutta volta Uladislao

HI

per retaggio

polon. Inoltre Innocenzo III


il

paterno conservandola gran Polonia,


stizie,

scomunic
lispettare
tre
i

vescovo di Posen per noa

tutto pose in disordine per le sue ingiu-

suoi ordinamenti, e prese al-

massime contro

il

clero e Tarci ve-

scovo di Gnesna Enrico, zelante dell'onore di Dio e del chiericato, che voleva
trarre dalle immoralit in cui misera-

polacca.

provvidenze sui bisogni della chiesa Non cessando Uladislao III dalle

sue violenze, fu nuovamente scomunicato e deposto, laonde espulso dai suoi stati,

mente era caduto con iscandalo


poli.

de' po-

mori
il

nell'esilio

l'annoi 23

1.

Gi fino
Boleslao

Per le necessarie riforme e per avere appoggio, Enrico ricorse ad Innocenzo 111, chegl'impose di non ordinare che degni ecclesiastici e bandir dalle chiese
le
li

dal 1227 a

LeccoV era successo


sotto
il
.

casto al trono ducale di Polonia,


essere stato

ma

dopo

la protezione di

Enrico duca di Slesia

barbuto^ usc di

indecenze e

le

rappresentanze teatra-

che

le

deturpavano. Colpiti gl'indegni

mi nori t solo nel 1 2 3 7 Avendo sposato s. Cunegonda figlia di Belali o IV re d'Ungheria, com'essa fece voto di castit, sicco-

chierici dalle austere disposizioni dell'ar-

civescovo, ricorsero al duca gi usurpa-

me timido e condiscendente. Eppure non


aveva la Polonia pi d'allora avuto mai bisogno d'essere governata da un principe fermo ed operoso. I tartari vi penetra*

tore de'diritti della Chiesa, che di prepo-

tenza conferiva
rico,

benefizi spettanti a
i

Eni

a cui tolse

le reliquie,

sacri arredi

il

tesoro della chiesa, ne sequestr

be-

ni, lo fece

custodire presso la cattedrale,

rono nel 1 240 e Boleslao V fugg presso il suocero e poi in un monastero di Moravia
:

carcerando vari ecclesiastici. L'arcivescovo fugg e si rec in Roma a portar le sue querele a Innocenzo III, che da altre parti ne

la

nobilt polacca
il

si

rifugi in

Un-

gheria, ed
foreste.

popolo

si

nascose dentro le

Aperta

ai tartari e

senza difesa

avea ricevute contro

le cru-

l'infelice

Polonia, fu posta a sacco e de-

delt di Uladislao 111.

questi energi-

solata; dialrussero Kiovia, n^anomiscro

56

POL
Guido
di
il

POL
pala-

Sandomlria, e si ritirarono quandoli sconfsse Varadirairo palatino di Cracovia. Ritornati a combattimento, vinsero
tinoj

depredarono e arsero Cracovia. Rivoltisi contro Breslavia piena di popolo e di ricchezze, alle preghiere di s. Ceslao fu liberata, avendoDio mandato una colonna di fuoco che costrinse barbari alla fuga. In questo mezzo s. Edwige duchessa di Polonia (come vedova di Enrico il barbuto duca di Slesia, che per un tempo era stato duca della gran Polonia
i

Borgogna celebr un concilio a Eresia via. Nel 1 2 7 GClementc I V canonizz 8. Edw^ige. Compianto dal clero e disprezzalo dai grandi e dal popolo, mor Boleslao V nel 2 79, dopo a ver adottato Lecco VI il nero duca di Cujavia e fattane confermar la scelta con una specie di elezione jadzvingi nazionale. Nel 1282 volendo vendicarsi de' polacchi che li aveano battuti, si collegarono coi lituani; ma Lecco VI duca diCracovlaedi Sandomir, col paI
i

trocinio di

s.

Michele arcangelo, ne fece

quando
to

fu cacciato Uladislaolll, e

mor-

strage senza perdere


se
il

un

soldato; indi vin-

santamente neli 2 38^ onde il suo primogenito Enrico il pio per 3 anni fu duca della grande e piccola Polonia e di Slesia), lasciato il monastero di Trebuitz, dove conduceva vita religiosa, si ritir colle monache di cuieraabbadessa la figlia Gertrude in Liguitz, mentre il duca Enrico suo figlio con autorit apostolica adonato un esercito di crociati con eroismo combatteva i nemici, vi perde la vita e con essa le armi cristiane la vittoria che gi piegava a loro favore. La santa avea gi predetto la morte del figlio e virtuosamente si consol uniformandosi alla divina volont, tutto narrando Rinaldi all'anno ii^\. Boleslao V dispregiato dai sudditi che avea vilmente abbandonati, usc dal suo ritiro dopo parbarbari, i quali nel 1260 depredatiti rono di nuovo le provincie di Lublino,
, i

duca

di

Masovia Corrado, perdonan-

do
ti

al

palatino di

Sandomir e agli abitani

la ribellione.
i

Nel 1287

lituani,! rute-

ni,

sainogizi oppressero la Polonia, on-

de Lecco VI avendo ottenuto dal Papa


contro loro
volse a
la

crociata, questa in vece ridi

danno

Corrado;

ma Dio lo

pu,

n coir invasione de' tartari, colla peste


colla sterilit de'

campi,

coli'

inondazio-

ne e con
le

altri flagelli.

recato dai tartari, segnatamente in

Immenso fu il maU-

ladimiria,ove predarono migliaia di donzelle.

Tuttoci

in

punizione pure delle udai principi polac-

surpazioni
in questo

commesse

chi sulle ragioni e sui beni della Chiesa;

tempo Enrico duca d'Uratislail

via vessando

vescovo

Tommaso, ne

fu

pentito e lo reintegr del tolto.

Nel 1 289 per morte di Lecco VI incominci l'interregno che dur lino al 1 295-. per
le

Sandomir e

le vicinanze di

Cracovia.

11

devastazioni de'tartari, tanta fu la


,

duca rientr
altri invasori.

ne' suoi stati

donde
i

n'

era

miseria del paese

che

piccoli principi

ripartito, e nel

1265 sconfisse jadzvingi Nel 1266 il palatino di Cras.

polacchi furono costretti chiamar colonie

tedesche per ripopolare


serte. Nell'interregno
i

le

loro citt dedi

covia vinse

rutenio russi coi tartari nu-

dominatori

merosissimi, per le orazioni di

Cunepolac-

Ionia ebbero
ladislao
eletto

il

titolo di governatori.

PoU-

gonda ed
chi,

il

patrocinio de'

ss.

Gervasio e
i

Prolasio, in venerazione presso

IV il piccolo dopo Lecco VI fu capo della monarchia, ed acclama-

come

scrive Rinaldi

ma

nel

1267

to dal clero e dalla nobilt del palalinato di Cracovia, contro gli abitanti della

l'esercito di Boleslao
si.

fu disfatto dai rus-

Papa Innocenzo IV, che canonizz s. Stanislao, sped due legati in Polonia; nel 1247 il cardinal Capoccij neh 25 1 Pantaleone poi Urbano ITj mentre nel 1267 il cardiiial legalo
Sotto Boleslao
il

che aveano eletto nel 1290 Enrico duca di Breslavia, il quale colle sue truppe costrinse l'emulo a salvarsi vestito da religioso. Morto Enrico insorsero tre comUladislao IV, Vonpetitori alla corona
citt
:

POL
Boemia, ePiemisIaooPrze4iiislao duca della gran Polonia. Il parlilo di quest'ultimo avendo pievalso, egli fu consagiato e coronato a Gnesna nel
ceslaoll re
(l

POL
,

5j

Giovanni re di Boemia formava pretensioni sulla corona di Polonia Uladislao

IV

inviambasciatori in

A vignonea Gio-

1295, e secondo alcuni prese il nome di re e si chiam Premislao li. Neil 2^6, dopo morte violenta di esso, Uladislao 1 V fu di nuovo scelto dalla dieta del regno,

vanni XXII, richiedendo che volesse riconoscerlo e ornarlo del titolo reale. Il

Boemia mand ancorai suoi perci impedire , pretendendo appartenergli il regno per lo negarono i polacchi , dire di
:

ma

solo assunse

il

titolo di

sovrano del-

la Polonia,

domiims regni Polonae. Nel


decaduto dai suoi dicorona Venceslao
si

i3oo
li

nobili in dispregio de'giuramen-

chiarandospettarea Uladislao IV il principato per legittima successione. In suo favore era ben disposto il Papa, ma te-

lo dichiararono

meva

scontentare ilcompelitoreboemo.
i

ritti,
1 1,

chiamando

alla

L'arcivescovodi Gnesna primate ed suoi


sulfraganei, coi nobili del regno, ancor
essi

che fu consagralo re. Cacciato dalle sue


Uladislao IV,

teri'e

ricover in Ungheaccolto da Bo-

aveano ricorso
il

alla

s.

Sede

in

queiu

ria e di l in

Roma, ben
boemo

sto aliare, perch

regno era immedia-

nifacio Vili. Questi altamente disappro-

tamente soggetto

alla chiesa

romana,

v che
8.

il

re

avesse osato prende-

re la corona polacca senza consultarne la

segno della quale soggezione pagava ogni anno il censo chiamato denaro di s. Pie'
tro
3

Sede. Sped un legato in Polonia, con ordine d'impiegare ogni mezzo per allontanare Venceslao II e reintegrare UlaIl

come

riporta Rinaldi a detto anno.

Giovanni
li

XXII
>

scrisse ai vescovi e nobi-

dislao IV.
i

Papa

scrisse al re

boemo.

Senza esserestato chiamato dal Signore, voi avete avuto la presunzione temeraria d' andare di vostra propria autorit in Polonia, di nominarvi re^ in onta alla sede apostolica a cui appartengono, com' noto, le Provincie della Polonia. Noi vi facciamo divieto, ec. ". Uladislao IV reduce da Roma, entr nel ducalo di Cracovia. Il suo partito neli3o5si fortific colla morte di Venceslao II: suo figlio, che
assunse
tre
il

Noi non pronuncieremo ora sulla promozione del duca Uladislao, che voi ci avete domandata. Con ci per altro non intendiamo di recare pregiudipolacchi.
zio

n
,

ai vostri diritti

ne a quelli degli
fu stabilita

altri

lasciandovi ogni libert d' usarne


".

come v'aggradir
la

Laonde

coronazione

di Uladislao

IV, e

la ce-

remonia, che sotto i re e duchi precedenti si

era fatta a Gnesna, segu a Cracovia.


vi

Uladislao IV
la

fuconsagratodelpariche
sposa, e scrivendo
re di

regina

titolo di re, fu assassinato


,

men-

poi al

Edwige sua Papa s'intitol,

Polonia per

marciava su Cracovia onde Uladislao IV fu nuovamente riconosciuto da tutti palalinali, ad eccezione della gran Polonia, che scelse Enrico duca di Glogaw nella Slesia. Questi essendo morto
i

la provvidenza di Dio e della sede apo'


slolica.

Uladislao sostenne diverse gueri

re contro
il

cavalieri teutonici

e pianse

termine de' principi russi o ruteni di Kiovia, ch'erano slati lo scudo della Polonia contro le

nel

1809,

la

nobilt di quel palatioato

torme
la

de'tartari^ sovrani
I

elesse Uladislao

IV che fu

in tal guisa ri-

della Piussia rutena.


di Slesia,

principi polacchi
si

conosciuto solo sovrano della Polonia.

La

obliando

loro origine,

era-

Pomerania be, mentre

orientale ancora lo riconobi

no

assoggettati al redi

Boemia, che mi-

cavalieri teutoni coll'impa-

dronirsi di Danzica e de'paesi situati alla

citl del

nacciava Posnania e Cracovia, primarie regno, per le pretensioni che re

destra della Vistola, furono cagione d'una

Giovanni avea sulla Polonia, quali era-

guerra crudele che desol 5j anni la regioue, sino al trattato diThorn. Siccome
1

no comuni a Lodovico V imperatore, considerandola come avesse un tempo appar-

58

POL
hanno goduto
principe
i

POL
in Polonia.

tenuto air impero ; onJe con alleanze e parentele si mun contro tali nemici. Mor
il

Fino a questo

reUladislao IV
di

in

Cracovia nel 333


i

che
lora

tolti

polacchi non aveano avuto re nel loro seno; cominciarono al-

con lode

prudente, generoso, attivo e

coraggioso. Gioachino Lelewel nel

182G

pubblic in Vai-savia: Dtlristablinien'


to della

Polonia sotto Vladislao IF.


III

ad eleggerne stranieri , e questa fa una delle prime cause delle turbolenze che hanno desolato il regno. Il nipote Luigi I d'Angi che dal i342 era re d'Uugheria,fu acclamato re di Polonia, e sa-

Casimiro

Wgrande

figlio del

prece-

dente, gi segnalalo per valore sovrano


dell'alta Polonia fatto dal padre, gli successe.

lendo sul trono conferm con giuramento gli antichi diritti de'polacchi.

Nondi,

Coi cavalieri teutoni, perpetui ne-

meno
leg

annull

il

testamento del zio

re-

mici della Polonia, convenne a prolungar


la

le figlie in

Ungheria,
si

tolse

pala-

i^ia

tregua stabilita, con riprendersi Cuja* e rinunziandoallaPomerania; vedeni

tinati ai loro

titolane

alien

il

cuore

de' polacchi. Affid la reggenza a Elisabetta sua

do

cavalieri tergiversare, ricorse alla

s.

madre
;

e prefer

il

soggiorno in

Sede per ottenere giustizia, che decise in flivore del re e scomunicando i cavalieri, i quali ricorsero a Lodovico V imperatore. Non avendo Casimiro III figlio
maschio, ed essendo l'ultimo deirilluslre
stirpe de'Piasti,

Ungheria

ma

consiglieri della regina

suscitarono una sollevazione che l'obblig

a fuggire nel 1376. Il re fece ritorno in Polonia nel 1377 e mor a Tyrnau nel

i382. La sua

figlia

Edwige

gli

successe

neliSSg scelse per successore Luigi d'Angi figlio del re d'Ungheria e di sua sorella Elisabetta. Poco

per elezione de'magnati polacchi, a condizione che non si mariterebbe se non


previo
stra
il

loro consenso.

Ne

ricerc la de-

dopo s'impadron
altre volte

della Russia, che avea


alla

appartenuto
1

Polonia^

si

Jagelloneduca di Lituania rinomato per valore, che piacque alla regina per
sue qualit personali,
ai

pacific nel

343

coi teutonici, e conqui-

le

magnati pei

st quasi l'intiera Slesia,

ma non
i

ritenne

vantaggi cui oflViva l'unione della Lituania alla Polonia,

che la provincia di Frankenstein. Costrinse alla ritirata tartari e disfece boemi.


i

onde

la

spos nel 386,


1

assumendo
fetto

il

nome

di Uladislao

V, del
l'afi

Nel 347 nella dieta di Wilslicza ordin la rifusione delle leggi ad abili persone,
1

quale parlai a Lituania. Si accattiv


vilegi,

de'nuovi sudditi, rispettandone pri-

e le sue ordinanze furono accettate. Le paterne sollecitudini perla classe pi abbietta de'sudditi, gli valsero
il

titolo di re

de contadini. Ricondusse le arti ne' suoi stati, che fortific; fond spedali, collegi e universit. Tolse ai lituani quanto possedevano nella piccola Russia , che poi
perdette;

onde pot trasmetterne lo scettro grande scisma insorto nel 378 contro Urbano VI, la PoIonia rest a questi fedele, ripugnando agli antipapi d' Avignone: il Papa volle
a'suoi discendenti. Nel
1

creare cardinale

il

principe di Lignitz del-

la regia stirpe di Polonia,

ma non accetIl

ma

nel

366

gli ritolse la

Rus-

t e fu vescovo di Breslavia.

succesle-

sia rossa, lasciando a

due

signori in feu-

sore Bonifacio

IX neh 391

sped per
il

do

la

Volinia e

il

palatinato di Reltz. Pa-

gato in Polonia e Lituania

vescovo di

pa Urbano

lo

ammon ad abbando-

nare le scandalose tresche, ripigliando la moglie dalla quale erasi diviso. Mor nel 1 370, le sue grandi qualit fecero obliare t suoi difetti e la sregolata passione per le donne, fra le quali un'Ester ebrea che
ottenne molti privilegi, di cui
gli

Massa Gabrielli, di cui nel voi. XLIH, p. 233. Avendo il re perduta Edwige, spos Anna nipote di Casimiro III, indi ricus la corona boema. I teutoni di Prussia stancarono la sua prudenza, onde entrato ne'lorodominii
li

costrinse alla tre-

ebrei

gua che al

solito ruppero. Nel

1409 man-

POL
d
i

POL
la

59

suoi ambasciatori al concilio di Pi'

sagratoli re, con quel rito accennato al-

sa e poi a quello di Costanza per l'estinzione dello scisma. Nel 1 4 1 o con gran strage riport vittoria
sui teutoni,il cui super-

sua biografa. Avendo Casimiro


in

IV
sua

mandato

Roma

suoi ambasciatori a

prestare ubbidienza a Nicol


elevazione al pontificato,
tire
il

per

la

bo gran maestro avea mandato a lui e al duca di Lituania due spade per provocarli a battaglia. Occupata tutta la Prusus moderazione e venne a patti, sebbene i turbolenti cavalieri lo tennero occupato finche visse. Adoperandosi per l'unione della chiesa greca colla romana con religioso zelo, Martino V lo ringrazi con lettere, e ad esempio di altri Papi che a lui aveano concessi molti privilegi per aver propagato ilcaltolicismo, glieli conferm e lo dichiar vicario (come fece col prinsia,

Papa fece par-

sent al re

il suo legato, il quale prerosa d'oro benedetta e altri pegni di sua benevolenza, incaricandolo

con loro

la

di assolvere

il

cardinal Olyniz vescovo di

Cracovia

l'

universit di questa citt e

l'arcivescovo di

Gnesna

fautori dell'antitrattai ne' voi.

papa, aigomento che gi

lV,p.i67,XVlll,p.i7o,XXXl,p.245.

Neh 45

Nicol

scrisse caldissime let-

cipe di Lituania) della chiesa


ne'suoi stati, per meglio dilatare

romana
la

fede
s.

e ridurre

greci

all'

ubbidienza della

Sede, come riferisce Miechovita o Michovia, lib. 4, cap. 7.5


,

Giovanni III re di concedendo ad istanza del cardinal Olyniz per tutto il regno di Polonia e pel granducato di Lituania l'indulgenza plenaria del giubileo a chiunque gli avesse prestato soccorCipro in guerra
coi turchi,

tere al re per aiutare

ed

io notai nel voi.


i

so

il

giubileo dur da dicembre al fine

XXXVII
pre tra
i

p. 3o.

Termin

suoi giorni

di agosto

nel i434> e la Polonia lo celebrer sem-

pi grandi de' suoi re.

Il figlio

14^2, come leggo in Zaccaria, Dell'anno salito, p. 2o5. Nella dieta tenuta nel i4^3 in Pelricaw o Petrikau i
polacchi per garantire
stato
l'

Uladislao VI, nato dalla 4-^ moglie, che


a preghiere del padre avea avulo a pa-

integrit dello

drino Martino V,

gli

successe;

ma bench
di-

riconosciuto dalla dieta,

non essendo
coronato
vi si
1

sposto confermare gli antichi privilegi, in-

contr qualche

difficolt e fu
'e
i

re.

formarono una confederazione se il re persisteva a non difenderlo, e la giurarono in sua presenza. La Prussia stanca de'cavalieri teutoni li cacci e si die a Casimiro IV, ma ne risult lunga guerra
con alternativi successi; finalmente
valieri
si
i

Eletto neli44o
t e fu ucciso a'

d'Ungheria,

por^o^

ca-

o novembre

444

arresero nel

1466

pel trattato
il
i

cardinal

Cesarmi
li.

ledalo di Polonia e

Un-

di

Thorn,in

cui la Prussia prese

nome
teuto-

gheria, nella battaglia di

Varua

vinta da

di reale o occidentale, ritenendo


ni la
la

Amurat

ducale o orientale come feudo del,

Casimiro IV fratello del defunto e duca gran principe di Lituania, preferendo il suo ducato, ripugnante accett la corona neh 44^> ^ appena consagrnto nel

Polonia

la

quale estese alla Prussia


le

occidentale

le

sue frontiere. Ricusando

Provincie contribuire sussidi, fu statuito

i447
che
la

l'ifiut

sottoscrivere agli obblighi


re,

repubblica esigeva dai suoi

ed

che ogni palatinato mandasse due nunzi terrestri per esaminar nelle diete gli affari del governo, istituzione chein appresso produsse gravissimi mali. Iboemieles-

alfrettossi a

tornare in Lituania, ove dimo-

r quasi sempre, ingrandendola a spese


della Polonia, per cui ne restarono sde-

sero loro re Uladislao suo primogenito,


e gli ungheresi
s.

C<25/m/ro secondogeni-

gnati

polacchi. Nello scisma dell' antila

to che merit gli onori dell'altare. Paolo

papa Felice ^,queslipercattivarsi


livac arcivescovo di

be-

nevolenza de'polacchi cre cardinale Do-

scomunic Pogebrac pretendente al regno di Boemia, che spettava a Casimiro


II

Gnesna che avea con-

IV

per Elisabetta sua moglie.

tartari

6o
infeslandu
la

POL
Potlolia e la Lituania, qucelettori favor

POL
Carlo V,cui rest ligio. Temuto dai vicini, quanto amato dai sudditi, non perde mai di vista l'ordinamento delle finanze ed
nii della
il

tila comprese che la propi la sicurezza dipendeva dall' unione colla Polonia; il re

a/Iid reserciloal figlio Albertocliesconisseil

ricupero dei domi-

nemico, aiutalo da Innocenzo Vili che perci avea fatto bandir la crociala
i

contro

barbari. Casimiro

IV mor

nel
li-

1492
cesse,

in

Grodno, solo compianto dai

corona alienati dal fratello, mentre da Leone vide canonizzato l'altro s. Casimiro martire della castit. A questo Papa appena eletto avea spedito una

tuani. Giovanni Alberto suo figlio gli sucil

cui fralello Federico di Polonia fu


il

creatocardinaleda Alessandro VI,

quale
i

prendendo
pi

la difesa
il

de'veueziani contro

turchi, esort

re a fare con altri princi-

ambasceria con Giovanni arcivescovo di Gnesna alla testa, a prestare la solita ubbidienza e riconoscerlo quale vicario di Gesi Cristo, come per assistere al concilio Lateranense V in nome della nazione.

un diversivo sugli ottomanienel i5oo sped un legato. Morendo nel 5o la dieta de' grandi prefer al re di Boemia
gli
1
1

Leone

procur pacificarlo

coi teu-

toni e ricev in pubblico concistoro gli

am-

Alessandro altro Hgiio

di

Casimiro

IV

ove l'arcivescovo pronunzi commovente orazione, non senza lagrime,


basciatori,

perch questa reslasse unita alla Polonia, e per estingue*


le
gli odii fra
i

granduca

di Lituania,

onde
viti

si

facesse lega tra


i

il

Pontefice ed
i

principi per reprimere


i

tartari,

mosco-

due

popoli. Di fallo
la

li-

corona reaJesul capo del loro duca^ acconsentirono air unione de*due stati, a condizione di aver diritto di suffragio nell'elezione dei
re polacchi. Debole
vorito Glinski,

tuani lusingati dal rivedere

gi,
to.

ed turchi che facevano frequenti straed altrettanto peror nel senato veneIl

Rinaldi all'anno

i5i4 narra

la

spe-

dizione del nunzio Pisone al re Sigismon-

do

ed

ai

moscoviti: Leone
rilard

X ebbe pu-

monarca regn il famentre tartari tribolai

re a suo nunzio in Polonia Zaccaria Terrier.

Sigismondo

progressi in-

rono la Lituania, poi tagliati a pezzi sul Kiemen. Spir in Wilna nel i5o6, indo
lente, taciturno e melanconico.

fausti delia pretesa riforma religiosa nei

suoi stali, dichiarando incapaci d'eserci-

Sigismondo! il grande inhio figlio di Casimiro IV, letterato, duca di Glogaw e governatore della Slesia, si guadagn la
slima de' popoli e 1* affetto de'grandi. I polacchi con fiducia lo elevarono al Ir*

tare pubblici impieghi que'che avessero cambiato culto, e vietando a'polacchi di

frequentare

le universit di Germania; maresempiode'grandiediqualchevesco vo non poteva a meno di trovare imitato-

ri. Il

no

e coronarono nel iSoj. Infestando

Bernini, j^Tz-yf. dell'eresie^ t. 4, P-SqG, attribuisce l'introduzione dell' eresia in

russi

annualmente

la

Polonia e guidali
Bori-

Polonia a Francesco Stancaro mantova-

dall'ambizioso Giinskigigovernalore dei


lituani, furono in vestiti dal re olire
il

no professore
berto di
teutoni

di teologia in

Prussia,

ed

all'apostasia del

marchese
il

di questa Al-

stene, che fece porre a sacco

dintorni di

Brandembmgo gran
;

maestro dei
1

Mosca
si

e solo a

dure condizioni accord


i

per cui

Rinaldi all'anno
I,
il

526

la pace.

Cacci dalla Podolia

vallachi,

deplora

come

re Sigismondo

quale

oppose alle pretensioni dei teutoni e nel fece a pezzi russi, sempre disfatti e mai vinti, che pel tradimento di Glinfiki aveano preso Smolensko. And a

avendo vivamente supplicalo

la

s.

Sede

i5i4

per la soppressione di quell'ordine alla Polonia sempre infesto, cede iu feudo la


Prussia ad Alberto, osservando che Dio
lo
i

Vienna coi re fratelli e si pacific lealmente con Massimiliano I che avea provocato
i

pun con fare perdere alla sua stirpe reami di Boemia e Ungheria. Nondimeil

russi alle oslilil, indi presso gli

no Rinaldi loda

re per aver preserva-

POL
Polonia dall'eresia Luterana (^.), con reprimere severamente gii eretici e
to la

POL
i

6c

dopo, pianta dai polncchiche lardi neapprezzarono le qualit. Malgrado lodevoli

predicanti di Danzica. Molti saceidoli e

provvedimenti

di

Sigismondo

I,

le

monaci,

vinti dairallettamentode'piaceti,
le

contrassero matrimoni, quindi saziale

loro sfrenatezze tornarono alla chiesa cattolica,


il

vescovo
Se(\e:

di

che con molto zelo cur l'arciGnesna quale legato della s.

nuove opinioni nate in Germania fallo avevano grandi progressi in Polonia, narrando Contin, Diz. delCeresie^ Lutero 5 9, che nel i520 un luterano si port in
Danzica per istabilirvi
ta cautela e
ticolari;
il

luteranismo, pro-

trovando gravi diflcolt ne'religiosi apostati, perla vergogna di ritornare ne'chiostri, Clemente VII ordin che, condannata pubblicamente l'eresia, vestissero

ma

cedendo nell'empio apostolato con molinsegnando solo nelle case parche nel i52i un francescano apo-

stata predic

apertamente contro la Chiecattolici dalle


la cit-

come
i

preti secolari, dispensan-

sa

romana

e persuase moltissimi: questi


i

doli dal ritornale ne'convenli e


ri.

monasteri-

nuovi proseliti cacciarono


cariche che occupavano,
t di turbolenze. Ricorsi

Nel iSi'j

polacchi nella Lituania

empiendo
i

portarono
strage.
I

vittoria sui tartari e

ne fecero

cattolici a Sigii

polacchi derogando alle leggi fon-

smondo
diziosi
lici

I, si

port a Danzica, espulse


i

damentali del regno, dierono a Sigismon-

magistrati intrusi, pun severamente


l'adunarsi. Tuttavia

se

do
gli

una testimonianza
suo
figlio

assai notabile di

ed interdisseai luterani ed evangei

affezione,
il

eleggendo nel i53o a succeder-

luterani contile lo-

Augusto d'anni io, ed il re visse abbastanza pereducarlo.Nel i532 Clemente VII esort gli ambasciatori po-

nuarono segretamente a spargere


ro erronee dottrine per
la

Polonia, facen-

do

proseliti e

attendendo l'opportunit

lacchi residenti in

Roma
le

ad insinuare

al

per dichiararsi pubblicamente. Questo

loro sovrano di unire


le degli altri

sue forze a quel-

tempo giunse sotto Sigismondo II,il quale


per gli sponsali colla Radziwil, avendo bisogno del consenso de'palatini e del senato,

principi per opporsi ai pro-

gressi de'lurchi minaccianti l'Ungheria.


Jl successore Paolo III mand in Polonia Medici (poi P/o /^) commissario dell'escrcilo pontifcio contro turchi ed lui

us

tutti

riguardi e

la

condiscenden-

za colla nobilt. Molti signori e palatini

adottarono
te riforma

le

opinioni di Lutero,

onde

terani.

Mor Sigismondo
la

nel

i548,

la-

fecero pubblica professione della sedicen-

sciando

sua memoria in venerazione,


i

che

si

stabil a

Danzica, nella

avendo raddolcito

costumi de'polacchi,

ispirato il genio delle arti e delle scienze che coltiv: molte citt gli devono abbel-

Livonia e in molti palatinati. In breve la Polonia divenne l'asilo de'riformatori, co-

me
tili

Blandralo, Lelio Socino, Okino, Gene molti altri,


i

limenti e fortificazioni per preservarle dalle

invasioni de' popoli vicini. Bello nella


la

persona,
ti
i

sua alfabilit guadagnava tutII

quali formarono un parche allarm cattolici e protestanti. Divenula Polonia piena di sette lacerantito
ti il

cuori.

cristianesimo,

ifra

loro

si

fecero guer-

Sigismondo

Augusto

I,

allevalo da

re crudeli, solo unendosi a

danno de'cat-

Buona

Sforza sua

madre

nella mollezza,

tolici,che per la loro potenza costrinse-

sedotto dalle attrattive di Barbara


ziwil, la spos
il

Rad-

ro ad accordargli libert di coscienza sotto molti re, in virt del

segretamente e rese nolo matrimonio nel succedere al padre Si1


:

Pacla conven*
sagramentariy

tnj per questo

ai

polacchi fu permesso

gismondo
si
li.

la dieta

non
il
il

volle riconoscere con fermezza

di essere ussiti, luterani^

re questa unione,
difese e

ma

calvinisti^ anabatlisl, ariani, sociniani^

riguadagn

favore de'nobi-

antitrinitari, triteisti, unitari, ec, quindi


la

La

regina fu corouala,iiioreDdopoco

tolleranza de' culli.

Il

pi de' magnali

G2
tere sacerdotale,
ti;

roL
d
il

POL
merito di averla preservala dal per^
la

che desideravano l'abbassamento del posi

dicbiar?) pei riforniain persegui-

dere

religione cattolica, per la deplo-

lo zelo

ardente de' vescovi


il

rabile condizione in cui trov la Polonia,

tar gli eretici neaccrebbc


zica

numero; Danla

La prudenza

e l'avvedutezza del nunzio

che avea abbracciala

Confessione

evit le pericolose insinuazioni di

ambi-

augustana (^.), ne fu colpita, per cui nel i552 si pose sotto la protezione dell'ini })eratore Carlo V che avea accordato libert di coscienza; ma Sigismondo li portatosi a Danzica, pe'suoi provvedimenti conserv quell'importante citt alla Polonia. Nel i556 tolse ai teutoni la Livo-

zione e di vendetta di

Giacomo

IJcangio

arcivescovo di Gnesna e di Filippo Pa-

druvio vescovo

di

Cracovia che lo con-

sigliavano a procedere contro Sigismon-

do

nia e disfece

russi in pi incontri. Facendo divorzio con Caterina d'Austria, non lo approvarono ne il senato, ne la s. Sede: per vendicarsi del rifiuto di Pio IV
i

rigori, che avrebbero sottratto regno all'obbedienza del Pontefice. In vece con l'elTicacia di sue parole cangi l'animo del re a cacciar gli eretiII

con
il

tutto

ci,

a impedire

il

nazionale convento, ed

lui

e al senato persuase l'accettazione

del tridentino concilio;

come pure

si

op-

favor t
i

protestanti e ristabil nelle digni-

pose validamente
triste

al

riconoscimento del

deposti dal padre.


la

A Pio IV da

alcuni

ripudio della reginaCaterina,a frontedel


ghilterra, ne valsero le suppliche,

fu attribuita

dispensa di matrimonio

dopo

gli

ordini sagri contralto dal dot-

esempio dato daEnricoVII Ire d'Indoni


i

tissimo polacco Stanislao Oricovio, chia-

malo il Demostene della Polonia, ^\i domandata a Giulio III, contrariata dalcelebreLuigi Lippomano (tenne un concilio a hemht'i'Qo Leopo l3 F".), che nel i556
Paolo IV avea spedito nunzio in Polonia, indi trattala da Bernardo Buongiovanni vescovo di Camerino che Pio IV nel i55g

promesse regie; cos storn la propagazione dell'eresia ed il pericolo dello scisma che minacciava la Polonia, introducendovi la compagnia di Ges che presto ne divenne benemeri la, per quanto disle
si

nel voi.

XXX,

p.

i43. Creato

Coms.

mendone
si

cardinale torn in Polonia, ove

trovava mentre in

Roma si

eleggeva

mand al
sto grave

re di Polonia per nunzio.

Que-

punto con
il

squisita critica ed e-

l'udizione svolse
sert. varie,

gesuita Zaccaria, Dis-

Pio V. Il Catena nella vita di questi ripreporta che sped nunzi in Polonia lati Giulio Ruggieri e Vincenzo Portico
i

t. 2, dissert. 8.^ Conchiude che probabilmente Pio IV nel mandare in Polonia il celebratissimo Conimendone(F.)y

lucchese arcivescovo di Ragusi, incari-

cando

il

primo

di esortare

a rispettare

la religione e

Sigismondo li non permette-

abbia data in voce istruzione di avvertire


i

re innovazioni sulla libert ecclesiastica;

vescovi del regno che, attesi

me-

riti

deirOricovio e per evitare ogni tur-

bolenza, noi molestassero sul suo matri-

medesimo per
i

inonio,edi farne consapevole l'Oricovio quiete di lui, senza pubblica dispensa per

commettendo al secondo di distogliere il re dal passare ad altre nozze vivendo Caterina, e di non domandar la comunione sotto le due specie, ordinandogli di spedire ogni rescritto senza emolumento: il Portico

non

ferire

con deroghe

ottenne dal re che facesse sedere presil

recenti decreti del concilio di

cettati

Trento acdalla nazione. Quanto alla nun-

so di se nel senato
sio,

celebre cardinal

O-

che qual vescovo di


il

Warmia

occu-

ziatura del
ti

Commendone,

il

can. Maset-

pava tra'vescovi

nella bella Dissert. sulle

nunziature apo-

dinale legato in tutti

sioliche, descrivendo a p.

23 e

seg. quel-

la di Polonia disimpegnata egregiamente dall'illustre prelato, al

che al carluoghi egli dasse la destra. Essendosi interrotta l'offerta del denaro di s. Pietro, per le dispense ac7. luogo, e
i

Commendone

cordate

ai re

dai Papi per

tempo deter-

POL
buoni sudditi si contentarono d pagarlo a s. Pio V, che non Io fece riscuotere per prudenza, bench vi fu chi consigliava si erogasse
II

POL
ed
i

63

mi un lo, Sigismondo

me

gli

prest ubbidienza in concistoro

pubblico, nella sala regia del Vaticano.

Inutilmente quello di Francia genuflesso

ai

luoghi

pi del

regno, previa l'assolule solle-

prima ch'entrasse protest perch tale riconoscimento non pregiudicasse le ragioni

zione del tributo impagato. Per


citudini di
s.

d'Enrico
la

III

che pretendeva conser-

Pio

il

re fond tre colle-

vare

gi ai gesuiti, a'quali

lasci

una
la

libreria

corona polacca. Indi il Papa s'interpose con Filippo II re di Spagna pei

valutata scudi 20,000; e nel

1569 uni
Litua-

dissapori insorti col re Stefano, con felice


successo.

irrevocabilmente
glia.
si

alla

Polonia

nia, rimasta sino allora nella sua fami-

su tutte

le

Questo re gloriosamente regn Provincie, tranne Daozica diri-

Mor

nel

1572

Kouyssin e con
fece

lui

vota all'Austria, che per costrinse a


conoscerlo. Sostenne
la

spense la stirpe dei Jagelloni. Incoragi

gi le arti e
fabilit
;

dotti,

si

amare per
//

Taf-

lento a risolvere fu dello


la storia gli

re di
pas-

guerra contro i russi, che sconfsse in diverse pugne, obbligandoli a cedergli la Curlandia e parte della Livonia e quanto aveano occupalo in Lituania, restituendo loro le piaz-

domanij
sa.

rimprovera

la

sione pei piaceri e l'indifferenza religio-

De'funerali celebrati in
nel voi.

Roma feci cenCommenil

ze prese in Moscovia per mediazione di

no

XXVIII,
il

p.

60.

Gregorio XIIl. Quindi

si

dedic

al

go-

Nell'interregno

cardinal
in

vernamenlo
dell'esercito,

del

done, che trovavasi


di
i

Polonia d'ordine
re contro

reame cui form

e alla disciplina

quella cavalleria
si

s.

Pio

per determinare

che divenne
Assold

il

nerbo della nazione, e


li

turchi, egli avea presentato considera-

rese formidabile ai moscoviti e ai turchi.


i

bili

soccorsi per parte di Gregorio XIII, procur il mantenimento della pace, e suall'ele-

cosacchi e

oppose
il

ai tartari.

Invi a Gregorio XIII

nipote

Andrea

perate grandi difficolt contribu


re di Polonia nel i573,

Battori con importanti commissioni, ed


il

zione d'Enrico di Valoisduca d'Angiin

onde Gregorio

in

Papa lo cre cardinale. Mor Stefano Grodno nel 1 586 di collera contro l'inmentre stava per dichiarare trattando con Sisto conquista di Moscovia: fu encomialo
ai turchi,

XIII gl'invio

le

sue congratulazioni per

sorta Piiga,

Serafino Olivieri uditor di rota colla rosa


d'oro benedetta. Nel voi.

guerra
la

XXVII,

p.

17

e seg. parlai dei meriti di questo principe,

come
co

fu coronato a Cracovia, e
di

che didi

sto

per valore, sagacit e animo benefico. SiV die per protettore alla Polonia il

venuto re

Francia
vi

col

nome
i

Enri-

nipote cardinal Peretti, e sped un nunzio


in

III, lasci la

Polonia, ad onta degl'imfrapposero


polacchi, ai
i

Polonia per assistere all'elezione del

pedimenti che
similiano
II

successore, che nel

1087 cadde su

Sigifi-

quali era accetto. Aspi r a succedergl

Masimperatore, favorito dal Pa-

smondo
glio di

III

nipote di Sigismondo II e

pa e da parecchi senatori, ma il resto della nobilt e l'impegno di Amurat III imperatore de'turchi fece eleggere nel
a condizione di sposare
sorella di in
1

Giovanni III re di Svezia. L'arciduca Massimiliano d'Austria suo competitore tent d'impadronirsi del trono,
la sorte delle

ma

57^

Stefano Battori principe di Transilvania,

ni al re

armi nel i588 die nelle mal'arciduca che ritenne prigionie-

Anna Jagellone

Sigismondo l, e furono coronati Cracovia. Gregorio XIII procur coN

ro in Lublino, perch inflessibile di rinunziare alle sue pretensioni. Inutilmente la

legarlo nella lega pel ricupero dell'In-

Spagna, l'impero e altri principi si maneggiarono per liberare l'arciduca, ci che


ottenne Sisto

ghilterra al cattolicismo, e nel

1579

ri-

cev

il

suo ambasciatore chenel regione-

dinal Aldobrandini (poi Clemente

mezzo del legato carVili)

64
cidiiciia

POL
il

POL
l'ar-

cliespctl in Polonia,

quale indusse

derglijdai polacchi fu acclamalo re Uladislao

rinunziare al titolo che avca pre-

VII suddetto, cui poco dopo Urbano


il

so di le di Polonia, con diverse condi/io-

Vili cre cardinale


berlo.
partiti,

fratello

dannaii

onorevohuente pacilicato con Sigismondo III. Di questa celebre legazione parlai in altri luoghi, e lungamenni giurate, e fu

Avendo promesso
i

di soddisfare
il

venne coronato dopo

giuramene
le liber-

to de'patti convenuti j
t nazionali,

diritti

te

il

Vitlorelli nelle aggiunte a Ciacconio,


t.

Fit. Poni.
Iati

4, p. ?49. Nel

alcuni sudditi,

i5oi ribelPapa Innocenzo IX

za

il

ne fatto pace o guerra senconsenso degli stati. Liber Smolenrussi


,

sko assediato dai

pei soccorsi del

scrisse al re

che
ci

lo

che glielo avea partecipalo, avrebbe soccorso, deputando per-

principe Radziwil, riportandone vittoria


e vantaggiosa pace, cui segu quella coi
tartari.

una congregazione di cardinali. Nel 1592 divenne re di Svezia, per cui Clemente Vili l'esort pel nunzio vescovo

Allora Uladislao VII


alla Svezia,

si

risolse far

di

s. Severino a ristabilire la fede in quel regno e consagrarsi con rito cattolico: tut-

governata dalla regina Cristina, per aver occupato la Prussia; si venne a patti, gli svedesi sgombrarono la Prussia ed ebbero la Livonia. Nel
guerra

tavolta

il

resi fece coronare dall'arcive-

1646 Innocenzo X,che da


le

cardinale era

scovo d'Upsala eretico;


gli

ma

professando

stalo protettore del regno, cre cardina-

svedesi

il

luteranismo, ed essendo Si-

Giancasimiro ^esu'la

e fratello del re,

gismondo

III zelante della cattolica reli*

gione, divenne loro sospetto e lo depose-

ro nel 1600. Prima di questo tempo Clediocesi di Breslavia.


le frontiere,
il

medesima dignit Sacelli ministro di Polonia in Roma, e Maidalchini nipote di sua cognata d. Olimindi elev alla
pia,

mente VIII canonizz s. Giacinto Devastando


re colle armi nel
; 1

della
i

che fu fatto protettore di Polonia


la

russi

per

609 tolse
trono dei

guerra mand 3 0,000 scudi a Uladislao VII, il quale per la morte della vita

loro

la

Severia

indi offrirono

il

l'unico figlio e perch la dieta gl'imped

i:zar al figlio Uladislao,


l'assedio di

occupato nelSmolensko,aspirando egli stesrussi e

ma

guerreggiare coi turchi, perde

nel

so a quella corona, con impolitica con-

dotta esacerb

perde l'occasione

1648, dopo aver conchiuso colla s. Sede un concordato a mezzo del conte Ossolinski,ed avere introdottone! regno l'uso
delle poste.

di assicurare l'influenza della Polonia nel

La

dieta elesse re

il

fratello

nord. Per
i

la
i

guerra che sostenne contro


turchi, fu aiutato di gene-

tartari

ed

Casimiro gi cardinale, che con quella dispensa che riportai nei voi. Giovanni
II

rosi soccorsi
felice

da Gregorio

XV,

ed ebbe

XX, p. 12 7, XXX,
lati
i

p.

127, spos

la di lui

termine pel valore e saggezza di Uladislao. Nel 1625 portatosi in Roma pel
giubileo Uladislao, fu trattalo splendida-

vedova con disgusto de' polacchi. Ribelcosacchi collegati coi tartari, sebpacificali
,
i

bene poi

primi insorsero di

mente da Urbano Vili per

tutto lo sta-

nuovo

e furono dal re battuti un' altra

to , ospitandolo nel palazzo apostolico; per singolare distinzione lo fece canonico

volta. Unitisi coi russi

tuania, presero Smolensko,


tari

depredarono la Limentre tari

onorario di

s.

Pietro,

onde potesse vedere


al

operavano devastazioni nella parte

da

vicino

il

Follo santo e mostrarlo

po-

meridionale.Dissensioni intestine

aumen-

polo, e

don lo Slocco e berrettone benedetti ( V). Inquietato sempre dagli svedesi, mor Sigismondo III neh 632 presso Varsavia, e ad onta delle pratiche di Gustavo Adolfo re di Svezia che agognava succegli

tarono

mali.

Il

re di Svezia Carlo
II

X per

le pretensioni

che Giovanni

Casimiro

dichiar alla rinunzia di Cristina, occu-

p la Prussia fugg Giovanni


;

II nella Sle-

sia,
la

regno sotto la protezione delB. Vergine, indi mediante confederapose


il

POL
zionc scacci
gli

POL
Varsavia. Rasliluito
i

65

svedesi

ca

gotzki principe di Transilvania fece lega


cogli svedesi ed invase la Polonia, entran-

Giovanni Sobieskichevinse i tartari. Ricominciando polacchi le loro dispute col re, stanco d'un grado pieno di
affanni, senza gloria e potere
,

do

russi nella Liluania_,

ma CarloX da

nel

1668

alcuni fu riconosciuto per re di Polonia


sul fine di luglio

rinunzi

il

trono, predicendo

mali che

i655, principalmente

Giovanni Ragiewski senatore e vice-cancelliere ribelle a Giovanni II. Questi abbandonalo da'sudditi per
per opera
di
la

sovrastavano alla Polonia, che sarebbe caduta in potere de' russi, prussiani e austriaci. Si ritir in

Francia ben accolto da Luigi XIV, che per appannaggio gli


le

sua volubilit e debolezza, invoc

la

assegn
ii

abbazie

di

s.

Germano

protezione dell'imperatore edelPapa contro il comune nemico eretico. Alessandro VII gl'invio per nunzio Pignatlelli (poi Innocenzo Xll) che s'inleipose coi magnati a favore del re, e termin le verten-

e di

s.

Martino
1672.
i

di Nivers,

de'Praove in ritiro
gli

mori
sul

nel
1

Nel

669

polacchi rivolsero

occhi

ze di alcuni vescovi colla

s.

Sede.

Quan-

to efficacemente oper Alessandro VII in

prode Giovanni Sobieski palatino di Lublino, d'una famiglia antica e feconda d' uomini illustri il quale divenuto gran generale della corona pei suoi trionfi
,

aiuto di Giovanni

II lo dissi nel voi. I, p.

era l'onore de'polacchi e l'idolo delle ar-

aggiunger che scrisse calprelati e magnati dissimi brevi a tutti

245, 247

qii

mate.
se re

Non curando

egli tali disposizioni,

l'assemblea

dopo lunghe

incertezze eles-

polacchi,

mostrando loro
sei 'eresia

le

funeste con-

seguenze

conquistasse la Polo-

Michele Roribut Wisniowizki d'origine lituana, principe debole, il quale


pregio pel nuovo monarca, rientrarono

potevano apprendere da quei regni che miseramente vi soggiacevania, lo che

accett piangendo.! cosacchi, pieni di dis-

no,

come

l'Inghilterra e l'Olanda.

Man-

d 3o,ooo scudi a Giovanni li, e nell'anno seguente altri soccorsi , dichiarando


che per la salvezza del regno avrebbe venduto i calici delle chiese per impedire la propagazione dell'eresia. Pertanto l'imperatore, l'Olanda e altre potenze vicine
batterono Ragotzski e dispersero la flotta svedese nel i66o il trattato d'Oliva re:

furono respinti da Sobieski che fece diverse conquiste. Questi coi primi signori persuasi dell'incapacit di Miin Polonia, e

chele, risolsero di farlo rientrare nell'oscurit,

ma

egli colle

armi

si

volle

man-

tenere sul trono senza nulla intrapren-

stitu

parte della Prussia alla Polonia, che


ai diritti

giavea rinunziato

feudali sulla

neli672MaometloIV con i5o,ooo turchi invest Kaminieck, l'antemurale del regno; 100,000 tartari entrarono in Polonia, ed i cosacchi facevano scorrerie e depredazioni. Alla vista del
dere. Intanto

Prussia orientale o ducale;

la

Svezia con-

pericolo
in vece
i

il

re e l'armata presero la fuga;

serv parte della Livonia, e Giovanni II rinunzi le sue ragioni su quella corona.
Si continu la guerra coi russi, che a fronte degli

36,ooo uomini comandali da Sobieski, che aveano mosso contro il re,

con questo valoroso capitano salvarono


la patria.
zi

ammutinamenti

dell'esercito fu,

Mentre Sobieski

tagliava a pez-

rono cacciati di Lituania conservando Smolensko. Intanto il re espulse dal regno i sociniani, e parteggiando pei francesi propose alla nazione per successore il duca d' Enghien figlio del gran Cond. II gran maresciallo della corona Lubomirski fieramente si oppose e alz lo stendardo della ribellione, onde gli fu soVOL. LIV.

e trionfava de'tartari, spaventato Mi-

chele per la caduta di Kaminieck e ingelosito di Sobieski,

purch Maometto

IV

l'aiutasse a

mantenersi sul trono, consent pagargli annuo tributo, cedere Kaminieck e parte della Podolia, rinunziando
all' Ukrania. Sobieski vers lagrime di sdegno per la schiavit di Polonia, fece 5

66
tlnlla dieto

POL
annullare
:

POL
trattalo e la guerp.

il

84 ed

altrove celebrai Giovanni

HI

ra fu risoluta

tialgradp rinfet ior

ro del suo esei cito e


chi

numediversi ostacoli, a' o


i

ri[)ortai

quanto alacremente oper In-

nocenzo
che die
jenti

X
al

per

la

liberazione di Vienna;

novembre 1678 riport


,

vittoria sui tur-

nel qua! giorno mor Michele.

Un

800,000 scudi, lo stocco e berrettone benedetti, donandoal conte Tare

nobile polacco ne port in Ronna l'an-

nunzio a Clemente X cui ofTrl lo stendardo turco, ci che il Papa fece esprimere in una medaglia coH'epigrafe Turcar. Signa Polonis Relata. La nazione ondeggi a lungo sulla scelta del successore, e poi nel 1674 proclam Giovanni
,
:

suo segretario una collana d'oro con medaglie simili e d'argento, per avergli presentato il gran stendardo di Maometto colle parole T'eni, Vidi ^/W.,- che stabil

per tutto

il

mondo

la festa

del

Nome

di Maria, per essere in singoiar venerazione ne'polacchi e in


toria;
i

memoria
i

della vit-

111
1

Sobieskichel'avea difesa eroicamente.

turchi furono battuti e neli676si fece


in

che nel 1684 si alle col re contro turchi, giurandone capitoli il cardinal
pei*

coronare

Cracovia, fermando la pace

Barberini {)rotettore di Polonia, e crean-

coi turchi e coi tartari

che aveano ripreveniva esaltato In-

do cardinale Dtnqff dal re spedito


la lega.

so le armi,

dopo

riportali vantaggi nel

Nel giorno di Natale giunse in CraIII,


i

giorno in cui in

Roma

covia Giovanni
crislianit
;

divenuto l'eroe della

nocenzo XI, percui questi don una somma ai polacchi. Godendo Giovanni HI
le dolcezze della

si lagnarono perch fosse andato a spargere il sangue

ma

polacchi

pace e della gloria


il

di

per r impero, mentre

cui avea circondalo

trono, nel

683 ven-

Raminieck,

turchi tenevano rimproverandolo d'essersi


i

ne tolto dal riposo per le pressanti istanze d'Innocenzo XI, esi colleg con l'imperatore Leopoldo I minacciato da'turchi, che invasa l'Auslria aveano assediato Vienna, sebbene poc'anzi gli avesse negato il titolodi maest. Giovanni IH marci con 20,000 uomini invincibili, destando meraviglia la cavalleria, venendo fatto duce supremo di tutto l'esercito cristiano.

collegato pe'suoi particolari vantaggi, on-

de conservare
per
la

il

trono alla sua famiglia,


il

quale tent

conquisto delia Mol-

davia e Valachia,
scrisse
il

ma

con dolore sotto-

trattalo di

Mosca che vedeva fa-

tale alla

Polonia

questa per quello di

Carlowitz pi tardi pot ricuperare


lacchi.

Ka-

minieck, che stava tanto a cuore de'po-

Nel

690 consol

il

re Alessandro

Al solo suo nome

turchi furono colpiti

Vili, a sua istanza creando cardinaljPowrbin (su diche va letta la p. 204 del voi. XV), che quale ambasciatore di Francia

di terrore, ed entr il disordine nel

camsi

po

di

mano

in

mano

che

cristiani

av-

vicinavano. A' 12 settembre riport strepitosa vittoria sulle forze dell'impero ot-

avea contribuito
trono; ed
il

alla

sua elevazione

al

successore Innocenzo XII per


di lui

tomano del tutto disfatte , ricevendolo Vienna come un Dio liberatore. Immensa fu la strage degl'infedeli,

compiacerlo cre cardinale Grange


suocero
,

come

il

bot-

tino che nella maggior parte tocc a Giovanni IH ed a'suoi che aveano combat-

padre della sua diletta moglie Maria Casimira. Dolente Giovanni IH dellMncerto avvenire de'suoi figli, senza
speranza di procurare ad
essi

una coro-

tuto a fronte del

visir.

Nella cattedrale

na, co'suoi risparmi lasci loro in

comdelle

inluon egli slesso il Te Dciim e ringrazi Dio del memorabile trionfo, che continu nella ritirata de'turchi, poco soddisfatto di Leopoldo I. Ne voi. IV, p. 89, XVIH,p. 77,78,XXlX,p.i68,XXXI, p. i28,XXXVI,p. 23, 27,30, XLVHI,

penso delle ricchezze; fu egualmenteafflitto in

vedere schiudersi

il

germe

discordie, che

tarono

la

morte agiPolonia. Spir come Augusto


la

dopo

di lui

nel d anniversario della sua elezione, ai

i3 giugno 1696. La posterit disprez-

POL
zando Tinvidia el'ingralitiuline che Toltraggio, gli die
il

POL
Barberini protettore di Polonia.
Il

(Sj

baro*

nome

di

grandej

po11

ne del
st

raccont

al

Papa

particolari

lacchi troppo tardi gli resero giustizia.

della conversione del monarca, che ne re-

suo primogenito Giacomo favor l'elezio-

commosso

di consolazione; di poi Inin

ne del successore, contrariando quel la del principe di Conl, che d'ordine di Luigi XIV appoggiava Polignac poi cardinale la sua figlia M/ Clementina spos Gia:

nocenzo XI I accolse
p.

Roma la regina M.''


voi.

Casimira, come notai nel

XXXVI,
p.

35, avendo parlato di essa ne'vol. X,

p.

94,

XXXVIII,

p.

98, XLIII,

2 14

como HI

re cattolico d'Inghilterra, della

e in diversi altri luoghi. Di questa regi-

quale parlai ne' voi. X, p. 3o6, XII, p. 28 r,XIV,p. 66, XXVIIl,p.64, XXXV,

na Cancellieri riport molte


le

notizie nelr

sue opere, e nel Mercato a

p.

93

e seg.,

99 eioo. L'altro figlio Alessandro fu uno de' pretendenti alla corona, e come la sorella mor in Roma, onorato nel 7 14
p.
i

dicendo cheabit nel palazziuosulla piazza della Trinit de'Monli, fra le strade

con funerale solenne da Clemente XI, come accennai ne'vol. X, p. 3o6, e XXVIII, fu sepolto nella chiesa de'cappucp. 63 cinijin un deposilo scolpito da Rusconi.
:

Gregoriana e Felice , e che il senato in Campidoglio gli eresse un busto con iscrizione. Clemente XI us alla regina pi
i

distinti riguardi e fu

il

padrino della

ni-

pote M.^ Clementina. Questo Papa


se zelantissimi brevi in Polonia pel

scris-

Nel

1697 ad esclusione

del principe di

man-

Genti, che nel 1672 era stato

domanda-

to per re dallo stesso Sobieski a

nome

de'magnali, e di
rito dal

altri

pretendenti, favo-

tenimento della pace e della cattolica religione; ed al re che dasse maestri calloliei ad Augusto suo figlio per educarlo nei

nunzio d'Innocenzo XII Dava,

donimi
pi
ni

ortodossi. Inoltre s'interpose col


i

fu eletto re

Augusto

elettore di Sasil

re perch restituisse alla libert

princi-

sonia,

il

quale pose in opera tulio

suo

Giacomoe Costantino

figli di

Giovan-

potere per diventarci, abiurando l'eresia


luterana
al

modo

narrato dal eh.

p.

Thei-

restati

IH, che di suo ordine erano stati arad Oslaw quando si recavano a
il

ner, Storia del ritorno alla chiesa di

derico Augusto II,

p.

78

e seg.

FeEntr in

Breslavia, e posti nella fortezza di Pleis-

senburg, perch
per
le

primo aspirava

alla co-

Polonia con 10,000 sassoni e fu coronato a Cracovia, mentre l'emuloCont tor-

rona, protetto dal re di Svezia. Augusto


II

conquiste del cavalleresco Carczar di Russia, indi

in Francia, lasciando al rivale


facile era di

una co-

lo

XII

re di Svezia, improvvidaraentesi
I

rona, cui pi
sene.

conquistare che

colleg con Pietro


tra questi e
lotta

di conservare, e

non tard ad accorger-

Carlo XII incominci quella

Augusto II partecip e rinnov a Innocenzo XII la sua abiura con lettera presso Guarnacci, Vite de' Papi t. i , p. 398, alla quale il Papa rispose con lenere dimoslrazioni di paterno affetto, che si leggono neirOltleri, Storia d'Europa
t.
I
j

celebrata dalla storia. Augusto l

co'suoi sassoni dovette combattere la polacca insubordinazione ed


se
:

il

valore svede-

p.

162. Indi

gli

sped una solenne


il

ambasceria,
te

alla cui lesta trovavasi

con-

Zydaozolo per annunziargli il suo felice innalzamento a s glorioso trono e presentargli tutta la sua sommissione ed
,

regno che aveaacaro prezzo acquistato era pieno di nemici irritati dal suo dispotismo, riguardandolo Carlo XII come un usurpatore del trono. Questi s'itnpudron della Curlandia e della Lituania, ed incominci a provocare la deposizione d'Augusto II, da questo patto facendo
il

dipendere
lilo

la

sua pace colla Polonia.


si

II

omaggio come
tivo

figlio fedele e

difensore

cardinal Radzieowski

fece capo del paril

della chiesa cattolica. Pel

invi

il

baron

di

medesimo moFage al cardinal

contro

il

re, nel

quale primeggiava
per cui Clemenle

vescovo

di Posiiania,

X I,

68

OL
il

POL
ilei

che indefesso curava regno, ordin ai due


le.

pacificamento
al

povlntosi in incognilo da Carlo Xll che

prelati di recarsi in

Boma, ma inutilmente quanto


Carlo

caldina

guerreggiava coi turchi, e ignorando che fosse fatto prigioniero, lo divenne ancor
lui. Il sultano nondimeno gli resela libert e lo tratt magnificamente, eCarlo

XH disfece Augusto 11 coi sassoni


non si rompeva una co* tempo il re lece di lutto per
palatini,

epolacclii presso Cracovia, d'avrebbe fat-

to prigioniero se
scia.

In questo
i

guadagnarsi

promisero una poderosa armata. Guarito Carlo XH batt gli avanzi deirarmata sassone, per
gli

che

cui la dieta di Varsavia de*

aprile

704

morte del 1720 pass in Francia, che gli accord asilo a Weissemburgo, indi Luigi XV spos Maria sua figlia. Augusto 11 fino dal 1709, dopo la disfatta del re di
si

XII ove

gli

don

il

principato di

Due Ponti,

rec; vi rest sino alla

re, e nel

dichiar Augusto

II

inabile a portar la

Svezia in Russia, era ritornato in Polonia, dove fu


tigiani di Stanislao

corona di Polonia e pubblic rintenegno. Carlo XII propendeva pei fratelli Sobieski, ma erano prigioni del loro emulo, finch fu eletto in Varsavia a' 12 luglio Stanislao
I

Lesczynski palatino di Po-

ben accolto accord ai parI un generale perdono e indusse il Papa a sciogliere sudditi dal giuramento di fedelt verso quel principe, pubblicando a' 18 agosto un
:

snania, d' una famiglia antica che pro-

manifesto per giustificare


al

il

suo ritorno

dusse molti uomini grandi


ti gli sforzi

eloquente

trono dopo averlo rinunziato. Clemen-

dotto e fornito di altre belle qualit. Tutdi Augusto 11, del nunzio pontificio

te
si

XI

scrisse ai vescovi e ai nobili

perch
e

opponessero
i

alle insidie degli eretici


s.

che giunse a minacciare la scomunica ai prelati che lo abbandonassero, dello stesso czar Pietro I, furono inutili, di tutto trionfando il re svedese che favoriva Stanislao I,e penetr in Sassonia: allora

difendessero

diritti della

Sede, dichia-

Au-

rando nulle le elezioni de'vescovi di Gncsna e Breslavia come intrusi. Raccoman d al corpo episcopale la residenza nelle diocesi, massime a quello di Culma per
bandirvi
l'eresia

gusto
rare

li

dovette convenire ad un trattaI

che eravi penetrata, coi

to di pace, riconoscere Stanislao


i

e libe-

me

a Posnania, onde eccit

canonici a

Sobieski.

fare altrettanto. Dell'erezione


steri
lai

de'mona-

Nel 1 707 Clemente XI raccomand al vescovo di Varmia la tranquillit della


Polonia, deplorando
le

benedettini in congregazione,ne par-

nel voi. IV, p. 309.

Tra

le

sollecitudini

condizioni della
,

di

Clemente XI per
I
i

la Polonia,

a'28 iu-

pace conchiusa colla Svezia

come
s.

pre-

glioi7i

annull colla costituzione

Ad

giudizievole alla religione e alla


i

Sede,

aposlolaius

decreti del gran consiglio di

per cui ne riprov e annull relativi articoli. Seguirono vari fatti coi russi partigiani d'Augusto li, che Stanislao vinse, indi colla sua dolcezza e affabilit si

ci

Varsavia pregiudizievoli agli ecclesiastiGne; e rimprover V arcivescovo di


i

sna per aver ricusato

consueti onori al

guadagn

tutti

cuori, ridonando la pa-

ce e la tranquillit al regno. Carlo XII eclissato nell'invasione in Russia, pei gran-

nunzio apostolico. D'altra parte accord benignamente ad Augusto II il sussidio che desiderava dal clero secolare e regolare.

Ne'
p.

voi.

IV

p.

3o3, XIV,
la

di rovesci sofferti, non fu pi possibile al

XXX,

128, narrai
di

p. 64, conversione dal

suo alleato Stanislao di mantenersi in Polonia. Dovette difendere gli stati di Carlo XII, chegl'imped di accomodarsi con

luteranismo

Augusto

figlio del re,

con

Augusto

II

che aspirava a rimontare sul


;

trono, per cui era pronto a cederglielo

Clemente XI il sul lodato p. Theiner ne produsse l'esatta relazione a p. 109. Augusto 11 ripreso Io scettro coi suoi due disegni faindescrivibile consolazione di
:

insistendo Stanislao I nel divisamento.

voriti, di vendicarsi degli svedesi edipie-

POL
gore
i

POL
li

69

polacclii a servit,

conserv

fin-

non
gli
si

essere sostenuto,
i

il

genero Luigi

XV
\

D'accordo con Pietro I assal urchi facendo un diversivo sparsero Io spavento; per lo che Clemente XI tanto benevolo colla Polo*
visse.
la

ch

promise

pi validi soccorsi, per cui

Svezia,

quando

arrese. Travestito giunse in Polonia e

nia, gli sped soccorsi e lo

raccomand a

molti sovrani. Ritornato Carlo XII nei


suoi stati e minacciando guerra accanita,

diffuse la massima allegrezza, ed agli i settembre 1 733 con tutti suffragi fu proclamato re, tranne il cancellieredi Lituania ealcuni malcontenti: Clemente XII lo riconobbe e ordin al nunzio che gli prei

Augusto
i

di lui, raa la discordia

dere

promosse una lega contro non tard a diviconfederati , dappoich Pietro I


II
il

stasse i dovuti onori. Ma non and guari che un'armata russa mosse contro Varsavia, ove ne'sobborghi fece eleggere a'5 ot-

stava trattando
nislao
I

ristabilimento di Sta-

tobre per re Augusto III figlio deldefunto


,

col re di Svezia,

quando

questi
II

mentre Stanislao
i

erasi ritiralo in

mor neh 718. Non potendo Augusto

Danzica,
delt.
I

cui abitanti aveanogiurato fe-

esercitare l'assolutismo sui polacchi, che

russi
i

r assediarono nel febbraio

armata mano difendevano


si

le loro liber-

t, a pacificarli ricorse allo czar; poscia

diede in braccio alla mollezza ed al lus-

non bastarono; travestito Stanislao fugg, ed in conseguenza delle vittorie riportate dai

1734

soccorsi di Francia

so a spese della Sassonia.

Clemente XI
soccor-

fi

ancesi suCarlo VI, a'

per resistere
le in

ai turchi

mand un

fu statuito che Stanislao


ziato,

8 novembre 736 avrebbe rinuni

so di denaro al conte Scievanski genera-

conservando!

titoli
i

gli

onori di

capo de'polacchi, esortando


i

il

re a

redi Polonia,
niali e

restituiti

beni patrimo-

vincere colia dolcezza suoi contrari e ad ordinare l'esercizio libero del cullo cattolico nella Lusazia, e che cattolici sei

messo

in possesso de'ducati di
i

Lorena (^.),

quali alla sua

Bar morte sail

rebbero uniti

alla Francia. Si acquist


,

guitassero a godere gl'impieghi e privilegi loro

nome
ta

di benefico
i

di principe perfetto

promessi quando Leopoldo


i

ce-

protesse

de
tai

la

provincia. Nel voi. V, p.

raccon-

to la dieta di

come Benedetto XIII annull quanGrodno avea decretato con-

Gesuiti [F.), e pianto da tutLorena mor nel 1 766. Augusto 1 1 fu riconosciuto da Clemen1

tro le libert ecclesiastiche e la nunzia-

Papa canonizz s. Stanislao Koslka polacco gesuita, che Clemente X


tura. Questo

XI le dal suo nunzioPrtz/Zm nel 1734, non per universalmente che nella dieta tenuta in Varsavia nel 1736. Nel tempo
te

delle vertenze fra'


fautori di

avea dichiarato principal protettore della Polonia, come ss, Adalberto e Stanislao vescovo. Mentre Augusto II proi

Augusto

III

due pretendenti dai si pubblic un vo,

gettava cedere alle vicine potenze alcune


Provincie della Polonia, a fine di rende-

il quale scioglieva i pogiuramento con cui si erano obbligati a non ammettere per re chi non fosse piasta^co nazionale. Per dare mag-

to di

teologi,

lacchi dal

corona ereditaria nella sua casa, moiy33. Diversi personaggi concorsero a succedergli, come il suo figlio Augusto elettore di Sassonia, sostenuto dalre
la

gior autorit a questa scrittura falsamente l'intitolarono

r nel

logorimi SS.

Resolutio romana tieoD.N. Papae Clementis XI l


:

deputatoruni super
tate juranienti

niillitate et invalidi-

Russia e dal suo suocero Carlo VI imperatore. Il primate ed i signori pi inla

signi di

Polonia aveano scongiurato Sta-

nislao

ad andare a ricevere

la

corona,
vole-

tempore convocationis co * miliorunipraestiti^adEm. et Rev. d. cardinalem s. Clementis Albani Poloniae protectoreni transmissa. Clemente XII la

che

tutti gli

ordini dello stato

gli

condann severamente

e risolvette con-

vano

conferire.

Temendo

Stanislao di

tinuare nella neutralit, finch uno dei

70
la

POL
i

POL
vescovi di Polonia,
,

pretcnilcnli fos^e pacifico possessore del-

come

toccai nel voi.

corona. Ligio alia Russia, Augusto Ili


il

XIV

prefer

soggiorno di Dresda a quello

di Varsavia,
si

procedendo

la

Polonia (|ua-

80, ove pur dissi del suo interessamento pei gesuiti con re Stanislao I. I russi espulsero dalla Curlandia Carp.

senza amministra/ioncper

3o

anni, in

lo figlio del re, pel

quale fu di grave disprincipi sas-

regolare anarchia. Clemente XII onor


il

piacere

vedendoli impegnali ad alloni

figlio
gli

quando neh 788


il

si

rec in Ro

tanare dal trono di Polonia


soni, per cui

mand consueto donode'comiueslibili,al modo dello nel voi. XLI, p. 55; ed ancora onor la figlia M." Amama, e
I

abbandon
1

il

regno e

si

re-

stitu nell'elettorato,

suo stalo andando n Napoli moglie a Carlo Hi, e fece premure ai padre perch aiutasse l'imperatore nella guerra coi turchi. Nel 742 la
lia

quando pass

pel

ove mor nel 1763. A'7 settembre 764 fu proclamato re, per l'impegno di Caterina II imperatrice di Russia, di cui godeva la benevolenza, e de'propri
li
zii

Czartoriski, Stanislao

Prussia conquist all'Austria gran parte


della Slesia ch'essa

Poniatowski d'antica famiglia lituana, che alla coltura dello spirito accoppiava
i

dominava da'primi del

modi

pi. gentili e lutti gli esterni van-

secolo

XV

i,

solo restando all'Austria la

taggi, gi

ambasciatore del predecessore


Salito sul trono innalz

regione settentrionale o Slesia austriaca.

a Pietroburgo.
la

Ne* voi. IV,


le

p.

I ,

V, p.26, 28, 42, narrai

sua famiglia all'ordine principesco, or1'

provvidenze di BenedetloXIV sulla u-

ganizz

amministrazione,

si

condusse

niouede'basiliani ruteni in un sol corpo,


sui

matrimoni che facilmente

si

scioglie-

con prudenza e moderazione e fece di tutto per rendersi gradito al popolo e alla
nobilt;

vanoinPolonia,sulIedignil che nelle cattedrali

ma

tante vi erano nella nazione


gli sfor-

sidavanoai monaci, sugli oratorii


riguardante

cause di divisioni e disordini, che


zi

privati e sugli ebrei. Sulla disciplina ecclesiastica


il

suoi per farla felice e .pacificarla fin

matrimonio
il

in

Po-

d'allora tornarono vani.

La

religione cat,

lonia, sui frequenti divorzi e sui matri-

tolica era la religione dello slato

ma

moni

misti

si

pu vedere

p.

Theiner,

dissidenti della chiesa greca,


calvinisti
ritti,

luterani,

Vicende della chiesa nella Polonia ^ p. 521 e seg. Intimorito Augusto IH dell'ingrandi mento di Prussia, si colleg colla regina d' Ungheria, ma soggiacque a
sconfitte e ricorse ai russi
;

che aveano goduto


I

gli stessi di-

le

dopo il 7 I 7 n'erano slati spogliali: potenze e soprattutto la Russia inlerceil

derono per essi inutilmente fino al 1768,


in cui fu loro concesso

e Federico II

libero esercizio

seconda volta occup Dresda. Nel 1753 avendo il palatino di Culnia dal tribunale della nunziatura appellato ai
per
la

d'ogni religione, con facolt di giungere


agl'impieghi. Se
lica

magistrati

civili,

il

clero ne rest offeso e


il

minacci

le

censure,

te scritture;

ma

Benedetto

che produsse molXIV per me-

non che la nobilt cattoform una confederazione a Bar in Podolia per distruggere tali libert, e ne risult una delle pii^i crudeli guerre intestine. AfQitto Clemente XIll della protezione

GneClemente Xlil nel 1 760 molti brevi indirizz al duca di Curlandia ed ai vescovi di Gnesna e di Livodiazione dei re e dell'arcivescovo di

sna sop

le discordie.

che le potenze acattoliche davano in Polonia ai protestanti e scisma,

tici, per cui Kiovia erano

vescovi di Cracovia e di
deportati, e
il

stali

secon-

nia sullo stato della religione in quel ducato, Bull. cont.


t.

I, p.

3 08 e seg. Nei
^

do giunto in Roma si fece gesuita, a mezzo del nunzio Visconti esort gli altri

1763 con
Bidl.

la bolla Ecclesiastici

citato

vescovi alla difesa della religione, iml'aiuto celeste

391, conferm quelle sulrallernaliva de'beuefizi tra la s. Sede ed


t.i I, p.

plorando

con pubbliche os.

razioni in

Roma

e processione a

Pie-

POL
tro, cui inlerveruie col clero secolare e

POL
dente
debol
soffri

71
in-

grandi modificazioni dettate

regolare
tefice
si

laonde alle premure del Pon-

dalla Russia, che


il

viemmaggiormente

attribuisce la formazioneo ilcon-

potere esecutivo e prepar nuo-

solidauieuto della confederazione per sostenere le patrie leggi e la cattolica reli-

ve dissensioni. In luogo del consiglio del

regno
t che

s'insti tn'i

gione dominante. Indi canonizz s. Giovanni Catizio. Il successore Clemente

presso al re, ed
il

il

un consiglio permanente monarca non fu in realil

presidente della dieta. Ridotto

XIV
la

nel

1769 trov che

la
i

Polonia penprivilegi del-

Stanislao II all'impotenza di fare


fece

be-

savaalaiododi diminuire
nunziatura e di porre

ne, tent migliorare l'amministrazione e

in

un limite all'autorit
cante
il

pontificia.

conseguenza Frattanva-

compilare nuovo codice

di leggi.

Di-

strutta per
di

mala ventura

la

compagnia
felicissi-

to la confederazione di

Bar dichiar
a

Ges,

la

quale intendeva con

trono, che Stanislao II verrebin

ma

riuscita

ad allevare negli ottimi


il

stu-

Pulawski generale de' confederati. A* 3 settembre 1 77 I il re fu di fatto rapito in Varsavia e crudelmente feritoe strascinato nel mo-

be rapilo e dato

mano

di e nella vera piet la

giovent ecclesia-

stica e secolare, videsi

governo polac-

co gravato del debito di prendersi cura


e sopperire alla disciplina degli antichi

do il pi riprovevole; tultavolta pot scampare dal grave pericolo e ritornare nel suo palazzo dopo indicibili patimenti. Col prelesto della peste che afflisse Polonia,
i

maestri. Cre una commissione al re soggetta d'illustri personaggi che nel


stesero

1774

vicini potentati Austria,

Prussia

e Russia raccolsero truppe sulle frontiere,


vi

ben ordinata riforma della pubblica istruzione, che trasmisero per mezzo del celebre nunzio Garampi a Clemente XIV, chiedendo l* autorizzazione
di aprire le scuole
ti

quindi profittando dell'anarchia che regnava per le violenti contese tra i


i

pubbliche ne'convenpotessero e-

sotto la disciplina de'regolari, e che nei


si
il

caltolici e
sia,

dissidenti sostenuti dalla

stabilirono dioccupare e dividersi

Rusuna

monasteri delle monache

d ucare v ed

le

nobili fanciulle

Papa appro-

gran parte del regno; quindi nel settem-

brei772 misero

in

campo

varie preten-

sioni sul territorio polacco.

Lo scopo della guerra fu dunqueapertamente lo smembramento


del

reame

fra

tre potentati,

istru il nunzio pei relativi provvedimenti e concerti coi superiori degli ordini regolari. L'insegnamento fu affidato quindi aoltre4oo ex gesuiti, ch'ebbero le principali condotte ne'licei e collegi delle

ed
a'

il

trattato di divisione fu conchiuso do-

Provincie,

come

nelle univer-

po lunghe negoziazioni, prima neh 772

sit di Vilna,

Varsavia e Cracovia, rengli

5 agosto e poi definitivamente a Pietroburgo nel 778. In conseguenza la regione tra la Dwiua o Duna, il Nieper e
(

dendosi celebri e benemeriti


ti

ex gesui-

il

Droutch tocc alla Russia (^'.); passarono sotto il dom'uio dell'Austria (F.)f
pi popolosa, cio
e poi la
la

Naruscewicz e Slrecki , preposti alla commissione degli studi. La nobilt restata malcontenta del codice, credendosi olfesa nelle prerogative,
lo rigett nella dieta del

la parte

Galizia, la

1779.

Il

re a sue

Lodomiria, Zyps

Bukovrina, ed

spese fece costruire

un superbo ospedale
la

il quartiere dell' Inu; e gran parte della Prussia occidentale o reale cadde in potere della Prussia (V.), vale a dire la por-

per

g'

invalidi e

procur migliorare
la

coudizione del militare. Scoppiata nel

1788

la

guerra fra
,

Russia e

la

Porta

zione pi opulenta e commerciante.

La
co-

ottomana

il

re propose nella dieta

mi-

uazionesi vide costretta a dare

il

suo conla

senso a tale spoglio in una dieta, e

glioramenti sulle finanzee l'aumentodella Russia protest contro qual'esercito


:

blituzioue della Polonia rimasta iudipeu-

lunque innovazione,

la

Porta in vece pr-

71
i

Pt)L
1 1

POL
pro-

mise sostenere polacchi. Sin nlstao

quella dello slato,


si

pendeva per

la

Russia,

ma

si

vide obbli-

gato cedere oU'influeuza della Prussia di-

gli altri culti permescon libero esercizio. Ni uno potesse essere re di Polonia ( com' era stalo de-

venuta avversaria de'russi, questa dichia-

cretato nel concilio di Pelricaw nell'an-

rando che
pedire
il

la

guarentita costituzione po-

lacca data dalla Russia

non poteva im-

no 1578) non fosse

cattolico

granduca di Lituania, se romano. La corona

libero esercizio di sovranit che

ereditaria nella casa elettorale di Sas-

appartiene
1

a qualunque nazione. Nei


costituzio-

sonia (per volere della Prussia).


tenuti
i

Manconlapotere

789 pel mantenimento della


l'erario,
i

privilegi alla nobilt ed

ne essendo esausto
la dieta di

magnati neldi profitle

dini protetti
legislativo

da

leggi speciali. Il

Varsavia, ad esempio dell'asreni

devoluto agli

stali divisi in

semblea francese, decretarono


dite de' vescovi,

camere; l'esecutivo

al re, assistito

due da un

lare de'beni del clero, diminuendo

privato consiglio, composto del primate,

ponendo

a contributo

pi facoltosi ecclesiastici pei bisogni della

5 ministri e di 2 approv e rinnov


di
sia.

segretari.
le

La Prussia
Ruspo-

proleste di prole-

patria.

11

clero ricorse a Pio

VI

per

zione; cos altri potentati, tranne la

essere sostenuto ne' suoi antichi diritti,


gi rispettati dai russi e svedesi nelle guerre,

Pio VI ne fu consolato,
le

ma non

esaudire

suppliche della dieta per


regno, per

bench di comunione diversa dallaromana. 11 Papa ordin al nunzio iSVz/wzzo


che presentasse alla dieta le sue doglianze, con quella memoria cheriportanoTavanli e Beccatini nella vita di Pio VI.
I

la reintegrazione de'gesuili nel


le

circostanze de'temp e la gelosia di po-

tenti sovrani

che ne impedirono

il

risor-

gimento.

Il

partito dell' opposizione for-

mandosi
si

in

confederazione a Targowicz,
per cui
."
i

polacchi gi divoti alla

con alterezza, che la avea diritto a reclamare rendile che si doveano impiegare nelle imperiose necessit della repubblica. Quindi la mensa del vescovo di Cracovia da 800,000 fiorini ( da circa due paoli l'uno ) annui fu ridotta a 100,000; quella del primate arcivescovo di Gnesna da tre milioni a soli 200,000. Pio VI fece passare a Varsavia il conte Guiccioli uditore della nunziatura di Colonia, peroltenere dalla dieta

Sede risposero corte di Roma non


s.

rivolseallecortidiRussia e Austria per


,

rovesciare la costituzione
nel

la

1792 dichiar che non l'approvava armala si muoveva in soccorso de' confederati onde Stanislao il
e che la sua
,

stretto
r alla

da

tale esercito

a'23 luglio ade-

confederazione.
la

La Russia

allora

occup tutta

Polonia, e nella dieta di

Grodno
lica.

contribu alla soppressione delPrussia cambi politica


prote-

la costituzione e al ristabilimento dell'au-

La

stando che essendo in guerra con Francia

moderazione verso

il

clero

ma

inu-

importava assicurarsi a tergo da un

tilmente. Nel
tato di

1790

la

Prussia con tratla

paese, in cui le fazioni potevano far nascerede'pericoli.

nuovo promise

sua assistenza,

nel caso che la Polonia fosse assalita a

causa de' cambiamenti da


costituzione.

farsi alla

sua

La Polonia allora cominci

Quindi a'2 3 luglio 798 r Austria, la Russia e la Prussia formarono la seconda divisione della Polonia, in modo che a tale paese non rest pi
i

tale grande opera , mentre Stanislao li avea moltoguadagnato nella pubblica opinione,ciche gli faceva sperare influen-

del terzo dell'antica sua superficie, e

Varprese

savia residenza del re divenne citt di

frontiera; dappoich la Russia


circa altre
ficie, la

si

za nella dieta dell

791. In questa fu com-

3,ooo leghe quadrale di superle

pilata la

nuova

costit^izione, giurata dal

Prussia pi di 1,000 con

im-

re e dall'assemblea^ in cui fu statuito pi in-

portanti citt di
le

DanzicaediThorn.Tala disperazione nei

cipalmcote.

La

religione cattolica essere

avvenimento mise

POL
cuore (le'polacchi, scoppiando nuova
voluzione sotto
gli auspicii del ri-

POL
coraggioi

73

anche con lutto il territorio di Cracovia, colla pace di Vienna del 809. L'esistenza di questo stalo fu precaria, ed
sci di
i

so Rosciusko. Griiisoili otleunero qual-

rovela oi-

che vantaggio sui prussiani , nia russi comandati da Souwarow presero Varsavia, e batterono Rosciusko; chiamalo a GrodnoStanisIaoll,a'25novem}3rei794
i

Napoleone ne affrettarono

litare occupazione.

so di

Neli8i5 il congresVienna a'7 febbraio dopo aver sopil

presso
la

granducato di Varsavia, formata


al

1'

obbligarono a sottoscrivere il trallalo dcir ultimo spartimento di Polonia Ira


senso alla distruzione del proprio reame,
a rinunziar per

repuhblica di Cracovia

modo

detto

in principio di questo articolo,

non poten-

Austria, Prussia e Russia, dare ilsuocon*

do

le tre
,

ritorio

riconosciuti

potenze convenirsi sul suo terdominii dell' Aui

sempre

a'suoi diritti ed

stria (cui

furono concedute

le

famose miCracovia),

a deporre la corona. Visse quindi a Grod-

niere di sai fossile a

5 leghe da

con una pensione di 200,000 ducati che gli assegnarono potentati condividenti, e mor a Pietroburgo nel 798, lodato per le sue beile qualit e per la dignit con cui si rassegn alla sua disgrazia. Pio VI che lo amava come saggio, religioso e di voto della s. Sede, ne pianse le sue avversit, consolandolo con lettere di paterna dilezione. L'ultimo nunzio di Polonia fu Ltiaj poi ambasciatore in Rus110
i i

Prussia e Russia, per questa ultima eresse


il

regno attuale
il

di Polonia, di cui

ne

prese

titolo e le insegne a'


1.

10 aprile l'ima'

peratore Alessandro

Questi

18 mar-

Z01817
tolica

nel dargli la costituzione stabili


1 1

negli articoli

e 3i.

La

religione cat-

pi
li

romana, riconosciuta sinodai tempi rimoti,anche in epoche nelle quail numero degli abitanti era molto pi

sia,

come

Io

era stalo Jrcictli^ e

come

grande, come religione del popolo , godr anche in avvenire, come per lo passatOj per tal

lo fu y^rezzo: nelle biografie di questi e

motivo

il

patrocinio parti-

degli altri cardinali stati nunzi, riportai

colare del governo, senza per che in tal

nozioni riguardanti

le

nunziature

di

Po-

modo venga minimamente limitala


bert delle altre religioni,
le

la li-

Ionia; per quella del Lilla le riportai a

quali tulle
la

li,

Kjovia ed a Mohilow, A questi articonon che a tutti gli altri summentovati delle sedi arcivescovili e vescovili di

godranno senza
zione delle leggi,

eccezione, sotto
il

prote-

pieno e pubblico^ eser


quelli della chie-

cizio di questa loro libert. Gli ecclesiastici cattolici

Polonia,

si

possono leggere le loronotizie

romani e

ecclesiastiche, le quali

sono pure della

sa greca unita invece delle

somme
,

che
per-

Polonia

civile.

pagate venivano loro dal governo

In Pietroburgo a' 3 gennaio lygSfu segnato dalle tre potenze il detto parlnggio,
le

cepiranno annualmente una rendita determinala di due milioni di fiorini polacchi, assegnata

che cancell

la

Polonia dal rango del-

sopra beni nazionali, dei

nazioni europee,

dopo

essere stata per

quali saranno usufruttuari,

come piena

quasi due secoli teatro d' anarchia, per


le frequenti

contese tra

il

senato e

il

so-

vrano. Nel

807

le vittorie di
,

Napoleone,

che

descrissi a

Francia

col trattato di

ed inalienabile loro propriet. Alessandro I fond l'ordinamento religioso quasi sui medesimi rei principii ch'eranoentrati a comporre l'ordinazione della chiesa cattolica latina nella Russia e nelle an-

permisero con quasi tuttala Polonia prussiana come di Cracovia di erigere in granducato Varsavia a favore
Tilsit le

tiche Provincie polacche, per cui incon-

tr forte resistenza presso


giaccli la

l'

alto clero

del gran principe Federico

Augusto

di

nuova costituzione pose

in ri>

Sassonia,

il

cui elettorato avea eretto in

volgimento l'antica gerarchia della chiesa polacca, essendosi inoltre la

regno;

il

territorio gli

venne aumentalo,

sedepri-

y4
tnaziale di

^Oh
Gnesna
col

POL
ducato
la

di

Posna-

pia ceduta alla Prussia. All'articolo Gs'


SUITI raccontai che

erano necessari al compimento della congrua o all'intiera dotazione delle niense


vescovili, dei capitoli cattedrali e de* seminari; a condizione per che fosse prov-

dopo

soppressione

restarono in Polonia ne'dominii russi e

grandemente
sia e Prussia;

vi

fiorirono proietti da Rus1

veduto al mantenimento dellechiese delle abbazie,

narrandoti perch nel 1 8


accolti in Galizia dall'

monasteri e benefizi semplici

ne uscirono,
via che nel
zia fu

im>

peralore d'Austria; avendo detto a Rio-

1795

e nel

1839

nella Gali-

ben accolto il perseguitato clero ruteno. L' imperatore Alessandro I per la


di Polonia istitu

da sopprimersi, e che in ogni diocesi rimanesse un numero di benefizi semplici, acci vescovi potessero rimunerare gli ecclesiastici benemeriti. Fatalmente un
i

cumulo

di tali propriet d'

annua
i

visto-

riordinazione della chiesa cattolica nel

sissima rendita pass al pubblico erario.

nuovo regno

una

lega-

zione diplomatica permanente in


russo-polacca presso
la s.
la

Roma
i. vi

Sede, che tutto-

ra

esste, a
il

sostenere

quale pel

destin

principe Italinski in qualit di

Insorsero a'2g novembre 83o polacchi, incominciando il movimento a Varsavia; fiera ed accanita fu la lotta che loro oppose l'imperatore Nicol I divenuto re di Polonia fino dal i825; ma finalmente
1

inviato straordinario e ministro plenipotenziario a Pio VII. Tutti gliaffari condotti dal cardinal Consalvi

cadde Varsavia sotto


cessivo

colpi del legittimo


1

potere agli 8 settembre

83

1,

e nel suc-

terminarono felicemente, ed a'28 gennaioi8 18 Tltalinski sottoscrisse un concordalo in nome


ar-

anno

lo statuto, di cui feci

cenno

in principio,

mut

le sorti della

Polonia,

della Russia per la Polonia, nel quale ven-

che fu dichiarala parte integrante della Piussia. Allorch la Polonia in preda al


reospirito di sedizione, intieramente sconvolta perle politiche vicende, Gregorio

ne stabilitoche Farsavi a awehbe un


civescovo e che nel regno
vi

sarebbero 8 sedi vescovili. Si determinarono nello stesso tempo le modiche tasse che si dovreb-

XVI

qual maestro universale della gran

famiglia cattolica, geloso depositario e


zelante sostenitore delle immacolate dottrine di

bero pagare per

la

consegna delle bolle

d' instituzione. In conseguenza Pio

VII

una

religione, cui fra le altre fu

dopoavere eretto l'arci vescovato di Farsavia, eman la bolla Ex imposila NoZ/^,

e sar sempre sagra


fetta fedelt,

de'3o giugnoi8i8,i5/f//. coni.


1 ,
1

1.

15,

la massima della persommissione ed ubbidienza dovuta dai sudditi al sovrano temporale


il bisogno e sent dovere di rammentarla e d'inculcarla opportunamenlealla nazione polacca, in-

6 e Annali della scienze rei. 1. 3, p. 828, per la nuova circoscrizione e riordinamento delle diocesi nel regno di Pop.

nell'ordine civile, vide


il

Ionia, con

la

quale soppresse alcune anil

dirizz a que' vescovi


doli

una

lettera eccitan-

tiche cattedrali, eresse

vescovato di Po-

all'adempimento dell'obbligo annes-

(llachia, trasfer quello di


iia,
il

Wigny

Sey-

so al loro

m mistero, di coltivare nel


la

clero

Kielcense a Satidoinir, stabilendo

e nel popolo
t, la

subordinazione,

la fedel-

le diocesi di

Farsa^na
i

Cracovia, Labeni degli ordi-

hlinOj PFladislavia, le dotazioni ed epi-

ze fatte dal ministro principe

scopii,dicliiarando che

Quindi deferendo alle istanGagarin nel nome imperiale, non lasci di ripetere gli
pace.

ni regolari gi soppressi sarebbero aggiudicali in sussidio delle chiese cattedrali e

amorevoli esaggisuoi avvertimenti ai vescovi del regno, nello scopo di cooperare


col

dei seminari. Al vescovo di Wladislavia

mezzo loro alla consolidazione

dell'or-

Malezewski confer la facolt di sopprimere nelle forme canoniche tanteabbazie,

dine politico poco prima ristabilito in Polonia , e di ricondurre sulla via del dovere quei particolarmente del clero
,

monasteri e beucQzi semplici, quanti

che

POL
per

POL
Cum prinium,
con r obbligo
toci,
di

75
la

somma

sventura se ne fossero allonla lettera

lebrarsi dinanzi al sacerdote greco-russo

tanati,

mediante

educar tutta

prole
tutr

de'9 giugno i832.

nella religione greca

non

unita.

Per

Air articolo Kiovia (il cui prelato fu gi metropolitano delle due Russie), riportai diverse notizie
stiche della Polonia
(
i

per imperioso dovere del suo sublime ministero e per l'ingiuriosa atroce calunnia che quanto avveniva in Russia e
ti

civili

ed ecclesiaIali-

cui re e principi

Polonia fosse risultato de'preceden*

lituani protessero le sedi cattoliche

accordi col capo della chiesa cattolica

ne e greco-rutene)
zialui'a apostolica
ti
;

come

non che della nungreci non unii

o almeno di dissimulazione, l'imperturbabile Gregorio

XFI (/^.)
s.

si

trov nel-

acquistassero

diritti civili e religiosi

l'indeclinabile necessit di alto alzar la vo-

degli uniti cattolici per volere di Russia,

ce dalla cattedra di

Pietro delle sue in-

primo smembramento delia Polonia travagli sempre la chiesa cattolica, e perci narrai quanto sino ai
la

quale dopo

il

cessanti sollecitudini perla chiesa catto-

giorni nostri questa oper e pat,

come

(guanto fecero
e

russi per ridurre alla loi

Polonia, principalmencon quella celebre allocuzione corredata di documenti irrefragabili ed autentici, che ricordai nel citalo articolo, il
lica in Piussia e

te

ro chiesa eterodossa

greci-ruleni-uniti,
i

cui dolente grido giunse a tutti

figli

del-

quanto

si

adoprarono

Papi per difen-

la chiesa cattolica in tulli gli angoli della terra. In

dere gli ortodossi, massimamente Gregorio

questa allocuzione

si

deplora

XVI, che
I,

fu visitato in

Roma

da Ni-

lo stato della chiesa cattolica

ne'dominii

col
le

e celebrai la storia pubblicata sulp.

russi e di circa dodici milioni di cattolici

memorate vicende dal benemeiilo


i

(sparsi nell'impero riunito di Russia e lonia), essendo proibita e

Po-

Theiner. All'articolo
polita Ialino di tulli

Mohilow metrodomini! dell'im-

impedita

ai ve-

scovi ed ai cattolici la libera

pero e delia Russia Bianca (chiamata anche rutena ), parlai di sua istituzione e
vicende, della chiesa
cattolica latina u

zione colla

comunicaSede negli affari spirituali, mai essa avendo ottennio nelle tante es.

nergiche e reiterate istanze di poter nere un rappresentante presso


riai regia
l'

te-

Polonia e nella Russia da Caterina 11 sino ai nostri giorni, dell' ambasciatore mandato da Caterina II a Pio VI , il quale deput per legato all'imperatrice il nunzio di Polonia Archellij

impe-

corte,afronledello stabilimen-

to della legazione russa inRoua. Riepi-

log Gregorio
rie delle

XVI

nell'allocuzione

la seri-

come pure

rac-

sue cure zelantissime e delle


oflciose

contai quanto avvenne nelle diocesi delle

mostranze

d'ordine suo fatte ai

Provincie russe- polacche dopo lo spardi


i

ministri plenipotenziari residenti in

Ro-

timento

Polonia, e
cattolici

le

gravezze cui sogi

giacquero
ti

non ostante
;

tratta-

ma me
se,

o direttamente all'imperalore, insieall'esposizione degli aggravi della re-

solenni convenuti dalla Russia nel didelle nun-

ligione cattolica nelle vaste regioni rus-

venir signora della regione


ziature di

Pio VII

Lina e Arezzo sotto Pio VI e di quanto di lagrimevole a

avanzale al ministero, invocando riparo dall'equit e grandezza d'animo di


Nicol
I.

In questo prezioso

documenta
si

pregiudizio della Chiesa e precipuamente nel regno di Polonia avvenne per le

di apostolico zelo

principalmente

re-

dure oppressioni e molteplici aggravi nei pontificati di Leone XII e Gregorio XVI, sotto il governo del magnanimo imperatore Nicol I, anche per ci che riguarda i matrimoni misti che dovevano ce-

clama contro la quasi totale dipendenza imposta dal governo russo ai vescovi nell'eserciziodel loro ministero. Contro l'insegnamento e l'educazione anche del clero, per l'esclusione de' vescovi e superiori religiosi.

Contro i'impovcrimeuLo del-

76
la

POL
Chiesa
pei' lu

POL
rono onori, distinzioni e premi a quei del clero russo che eftcacemcnle si fossero a doperati per far prevaricare
confiscandosi
la
i i

privazione di sue pr

pi'iet e

riduzione alla met delle pen,

sioni assegnate ai vescovi

come

pei* iu

cattolici

soppressione di 10-2 monasteri e conventi Ialini

beni a chi abbandonasse


russa, oltre altre sele

di vari

oidini,eper l'aggiudica-

comunione greco

zione al fisco de' fondi delle scuoie parrocchiali ede'collegi; tuttoci

vere determinazioni. Contro


sioni e collazioni di

provvi-

ad onta del
tra la Prus-

alcune sedi vescovili,


s.

trattato conchiuso nel


sia e la

lyyS

senza alcuna intelligenza colla


In fine contro
il

Sede.

Polonia, a fronte del disposto nella

deplorabilissimo avve-

bolla

Ex iinposila di Pio VII, ed in oppo-

nimento

dell'infelice defezione della chie-

promulgato pel regno di Polonia nel i832. Contro le disposizioni presea danno degli ordini
sizione allo slattilo orgrt/izco

sa cattolica per opera de'suoi nemici, di

pi vescovi, buona parte del clero e del

regolari e cessazione de' provinciali del-

popolo e de'greci-ruteni-uniti nelle provincie polacco-russe. Su questa unione


della chiesa rutena-cattolica colla chiesa

l'ordine basiliano

del quale parlai nei

\ol.lV,p.

i8i,i82,XXXVIl,p. 35ed
ornamento
e precipuo so-

nazionale russa, scrisse

il

p.

Theiner:

La

tdtrove) lustro,

chiesa scismatica russa, ed io ne tratte-

stegno della chiesa greco-rutenounita


nella Lituania e Russia Bianca.

r a Ruteni e Russia, riportandovi molla Polonia e sue chiese. Della chiesa di Galizia e Lodomiria parlai aLEoi'OLi oLetnberg. Di

Contro

tissime notizie riguardanti

funesti elFetti della troppa estensione delle diocesi e

prolungata vacanza delle

se-

di

e della

nomina
le

di pastori

poco ido-

quelle esistenti nella Prussia a quest'articolo, a GprESPTA,

nei.

Contro
riti

chiese tolte ai cattolici dei

due
il

greco e latino, e date agli etero-

Le rimostranze
rono coronate
di

a Posivania, ec. di Gregorio XVI fu-

dossi di culto greco

non

unito,

massime

qualche successo

pel

sontuoso santuario di Nostra Signora

di

Poczaiow, celebre pei di voti pellegri-

naggi, e dell'annesso ricchissimo


chiese e monasteri del

mona-

stero de'basiliani in Volinia, oltre altre

medesimo ordine
gran certosa di

memorabile abboccamento avuto nel dicembre i84t col l'imperatore Nicol I e per le incominciate trattative per devenire ad una convenzione o concordato che la morte gl'impedl di elFeltuare. Questa
ventura tocc
al successore

in Lituania

in
il

un

alla

Pio

IX

al

Bercza. Contro
so

sovvertimento della ge-

modo

rarchia de'greci -ruteni -uniti, e di copio-

che dissi a quell'articolo, il quale colla convenzione conchiusa con l'impe-

numero

di parrocchie cattoliche.
stati

Con-

tro l'interdizione negli

imperiali di

ratore a' 3 agosto 1847 e che qui riporlo, tranne gli articoli Vili, IX e X, che
riprodussi a Patriarcato armeno per la

ammissione d'ogni sorta di rescriltie bolle pontificie. Contro le comminate pene


ai pretesi rei di

procurata conversione

numerosa popolazione di quel rito, e tranne gli ariicoli XXIII XXIV, XXVII,
,

dal culto dominante alla

comunione

ro-

XXIX,

suir accademia ecclesiastica

di

mano-cattolica. Contro

la

proibizione al

clero latino di ascoltare le confessioni di

Pietroburgo dipendente dall'arcivescovo di Mohilow, e alunni da mandarvisi dal-

persone sconosciute e
la

di ammetterle alcomunione eucaristica. Contro il divieto di ammettere alla comunione cattolica chiunque anche una volta e co-

che pubblicai a Pietroburgo, furono regolati gli altari ecclesiastici di Polonia e di Russia, anche colle lettere apostoliche ricordate a Pio IX pel regole diocesi,

munque
eo-russo,

avesse comunicato in ritogre-

lamento
pa per

delle diocesi di rito latino nelil

non potendo quegli mai essere separalo da questo; meulre si dispensa-

l'impero russo. Nutrendo speranza


la

Pa-

ricomposizione degli

alfari del-

POL
nUena, die ai callolici cordata la libert di comunicare
In cliiesa

POL
sia

77

acs.

chie di ogni diocesi, e saranno sottoposti


alla sanzione della
s.

colla

Sede.
diocesi
si

Sede, che

beni sieno restituiti

al clero,
il

IH. Nelle

6 antiche

conserva

che sieno rimossi dai concistori de' vescovi laici posti dal governo, che sia tolta la legge sui matrimoni misti, che sia le*
i

numero

de' suffraganei istituiti dalla

bolla di Pio

Videi 1798.

vaia

la

prescrizione sull'et della profes,

sione religiosa

che sieno ripristinale


i

le

IV.InSaratow vi sarunsuffraganeo del nuovo vescovo di Kherson o Cherson. V. Il vescovo di Cherson godr l'assegno
di 44^0 rubli d'argento. Il suo suffragane ricever un assegno eguale a

scuole ne'conventi ecclesiastici ed


riori provinciali
,

supe-

ed eliminato
al

l'

impe-

dimento
cismo.

della

conversione

cattoli-

quello degli

altri vescovi suffraganei del-

l'impero, cio 2,000 rubli d'argento.

I. Neil' impero russo resta determinato a 7 il numero delle diocesi caltoliche romane , un arcivescovato cio e 6

VI.

Il

capitolo cattedrale di Cherson sa-

r composto di
ti

9 membri, cio due

prela-

o dignit,

il

preposto e l'arcidiacono,
penitenziere e di cu-

vescovati. i. L'arcidiocesi di

Mohlow

canonici, 3 de'quali eserciteranno l'uf-

che abbraccia tutte

le parti

dell'impero

fizio di teologo, di

non comprese
nominale;
vi

nelle sei diocesi qui sotto

ralo, e di 3 mansionari o beneficiati.

annesso

anche

il

grandu-

VII. Nel nuovo vescovato


vi

di

Cherson
vi

cato di Finlandia.

i La
i

diocesi di

na che comprende governi di Grodno come si trovano in oggi circoscritti. S."" La diocesi di Telsce o Samogizia che abbraccia
i

TVH' Wilna e

sar

un seminario diocesano:
i

saran-

no mantenuti a spese del governo i5 a 25 alunni siccome pensionali degli altri

seminari.

governi di Curlanentro que'limiti

XI.

Il

numero

delle diocesi del regno

dia e quello di
in cui oggi
si

Kowno
il

trovano. 4*
5.

La
La

diocesi di
di

Minsk die abbraccia


Loulzk
(o

governo

Minsk

ne' suoi limiti attuali.

diocesi di

rimane come stato stabilito dalla bolla di Pio VII del 3o giugno 1818. Nulla si cambiato circa il numero e la denominazione de'suffiaganei cdi Polonia
sistenti in

Luceora) e Z/Vo/w/r compsta

de' governi di Kiovia e di Volinia nei lo-

queste diocesi. XII. La designazione de' vescovi per

ro limiti attuali. 6."

La

diocesi di

Kameil

le diocesi e pei suffraganeali dell'impero

nclz o Kaiiinieck che

comprende

go-

di Russia e del regno di Polonia avr luo-

verno
7.

di

Podolia ne' suoi limiti attuali.


diocesi di

Rherson o Cherson (o ChersOi Fedi} nel Ponto Eussino, di cui parlai pure a Patriarcato armeno)
che consta della provincia di Bessarabia
(di cui parlai

La nuova

certo fra l'imperatore e

go ogni volta in seguilo di preventivo conla s. Sede. L' iloro accordata

stituzione canonica sar

a Odessa), de' governi di

Rherson, di Eknteiinoslaw, di Tauride, di Saralow, d'Aslrachan,e delle contrade situate nel governo generale del Caucaso (del quale parlai a Mingrelia a Giorgia e analoghi articoli).
,

da sua Santit nelle forme consuete. XIV. Gli affari da sottomettersi preventivamente alle deliberazioni del con1. Quanto agli cistoro diocesano sono
:

ecclesiastici della diocesi, a) Gli affari di-

sciplinari in genere, quelli per

meno impene
leg-

portanti, i quali portano solo

le

II.

stensione e

La bolla di circoscrizione fisser l'ei limiti delle diocesi come soI

una detenzione pi o meno prolungata, sono


gere, minori della destituzione o di
decisi dal vescovo senza il consiglio preventivo del concistoro, rimanendo in poter suo, se lo giudica opportuno, di con-

no indicate nell'articolo precedente.


creti di esecuzione

de-

conterranno

la

nume-

razione e la denominazione delle parroc-

sultare

il

concistoro,

come

su questa sor-

78

POL
XVII. Tulli
i

POL
membri
del concistoro

le di afTari cos su tulli gli alili, b) Gli

nfTan contenziosi fra ecclesiastici relativi


olle propriet

mobili ed immobili delle


e
i

sono ecclesiastici. La loro nomina e la loro dimissione dipendono dal vescovo. Le

chiese, t)

contro

Le querele membri del

reclami portate
eccle-

nomine
dimento
re

si

fanno

in guisa

chesieno di grail

clero sia da

del governo. Nel caso che

ve-

da laici per ingiurie o danni o per l'inadempimento di obblighi non contestati n in diritto ne in fatto, allorch il reclamante preterisce questa via per avere soddisfazione, d) Le cause di
siastici, sia

scovo stimasse in coscienza di allontana-

uno de'membri

del concistoro,

gli as-

segner subito un successore parimenti


di

gradimento del governo.

XV III.
concistoro.

Il

personale della cancelleria

nullit de' voti monastici saranno esami-

del concistoro sar confermalo dal vesco-

nale e giudicate a norma delle regole stabilite dalla bolla di

vo sulla presentazione del segretario del

Benedetto

XIV,

Si

tlalam.

2.*'

Rdnlivamente ai

laici. ^)

Le

XIX.

Il

segretario del vescovo incari-

cause matrimoniali,

le verificazioni

della

calo della corrispondenza ufficiale e privata del medesimo, nominato diretla-

legittimit de'matrimoni, gli atti di nascita, gli atli di

battesimo, di morie, ec.


casi
ili

menle

immediatamente dal vescovo


gli ecclesiastici.

3. Misti,

f^

cui d'

uopo im-

esso potr essere scello a piacere del ve-

porre una penitenza canonica per crimine, contravvenzione o delitto qualunque


giudicati dai tribunali secolari.

scovo, tra

XX. Le

attribuzioni de' rtiembri del

^ Eco-

concistoro cessano colla morte o dimis-

nomici, g) Determinazione o progetto preventivo delle somme destinale al man-

sione del vescovo,

come anche

allo spira-

re dell'amministrazione della vacante sede.

tenimento del clero


se, conti resi di

revisione delle spe-

Se

il

vescovo muore ovvero d


il

la

sua

queste

somme,
la

affari ri-

dimissione,

suo successore o quegli che

guardanti
di

la

riparazione o

costruzione
il

nuove

chiese o cappelle, ec. Inoltre

ch'egli avesse

temporaneamente tiene il suo luogo (sia un coadiutore con futura


j

concistoro incaricato di formare


ste degli ecclesiastici e dei

le li-

successione

sia

che

il

capitolo proceda

parrocchiani

air elezione d' un vicario capitolare nei termini


fssati

della diocesi, dell'mvio delle circolari ed


altre pubblicazioni che
gli affari

dai canoni della Chiesa) riil

non concernono

comporr immediatamente
il

concistoro,

amministrativi della diocesi.

quale sempre, come

si

detto di sopra,

XV. Gli affari predetti si decidono dal Vescovo dopo essere stati esaminali nel concistoro, che per ritiene il carattere puramente consultivo. Il vescovo non obbligato a motivare le sue decisioni nuche ne' casi in cui la opinione sua differisca

sia di

XXI.

gradimento del governo. Il vescovo ha la suprema direseminari della

zione dell'inspgnamento, della dottrina e


della disciplina in tulli
i

sua diocesi

giusta le leggi stabilite dal

concilio tridentino cap. i8,sess. 23.

da quella del suo concistoro.


Tutti
gli altri affari della

XXII. Le

scelle de' rettori, ispettori,


i

XVI.
si

dio-

professori o maestri per


cesani sono riservale al
di nominarli egli
si

seminari dio-

cesi qualificati

ammmistrativij ed in cui
i

vescovo.

Prima
il

comprendono

casi di coscienza, di fo-

accerter che sotto


civile,

ro interno, ed anche,

come

si

dello di

rapporto della loro condotta


ste scelte

que-

sopra, quei di disciplina che meritassero


soltanto pene leggiere o pastorali esortazioni,

non daranno luogo ad obbiedi allonta-

zione da parte del governo. Nel caso che


il

la autorit e decisione

appartengono immediatamente spontanea ed

ales-

vescovo stimasse necessario


il

nare

rettore, l'ispettore o

uno de'pro-

clusiva del vescovOi

fessorio maestri, gli assegner subito nel-

j . ^

POL
In slessa

POL
Scrissero la storia di Polonia: Gio.

79

guisa

un

successore. Egli Ube-

Du

ro di sospendere

temporaneamente uno

o pi corsi di studi nel suo seminario.

Glosz detto Longino polacco arcivescovo di LeopoW, Polonica hstorica ^che continu fino
al 1480, epoca di sua morie, che mss. nella biblioteca de'^/Z/^/j/m di Roma. Mattia Miechovita o Michovia o Miechow polacco medico di Sigismondo
1,

Nel caso ch'egli giudicasse indispensabile


corsi sospendere ad un tempo lutti e di rimandare gli alunni alle loro case,
di
i

dovr

egli

informarne senza dilazione

il

governo.

Chronicaab
1

ortii

Polonorum

iisque

ad
1

XXV. I professori e aggiunti dellescienze teologiche sono


ecclesiastici
:

annum 5o4, Cracoviae \5ii.De Sarma*


tia asiatica ci

sempre

scelti

tra gli

europnea, A ugusta

8.

gli altri
i

maestri potranno
la reli-

Gio. Pistorio,

Rerum polonicarwn

seri-

scegliersi tra

laici

che professano

ploresj Basilea i582. Josse Luigi DeciOj

gione cattolica romana, preferendo quelli

tra
il

medesimi,

quali avranno

com-

pito

corso degli sludi in

to superiore d'istruzione dell'

uno stabilimenimpero e

che avranno de' gradi accademici.

XXVI.
seminari e

confessori degli alunni dei

dell'

accademia non prendealla direzione disciessi

De velustatibus Polonorum; De Jagellonumfamiliaj De regs Sigsmundi tempo ' ribus, Ciacoviae i52i. Martino Cromer polacco vescovo di Varmia, Polonia, sive de origine et rebus gesls Polonorum dal 55o al 5o6; Oratio in funere Sigsmundi Ij Polnia, sive de silu^populis,
I

ranno veruna parte


scelti e

moribuSj magistratibus
gni Poloniae, Cracoviae

et
1

republica re-

plinare dello stabilimento,

saranno

SSy. Possevini,

nominati dal vescovo o arcive11

Notae divini verbi

et

apostolicae ecclesia e

scovo.

XXVIII.

programma

degli sludi

Poloniaeji5S6. Cellario, Regni Poloniae magnque ducatus Lithuaniae noviss. dejcr/yo/zo,

per i seminari sar redallo dai vescovi. L'arcivescovo lo far per l'accademia do-

Amstelodami i65g. Respublica,


Prussiae

sive status Poloniae, Lithuaniae,


et Livoniae,\jU^(\iu\'

po averne conferito
consiglio accademico.

coi

membri

del suo

XXX. Dovunque
non
esiste,
i

il

o trovasi

g'us padronato temporaneamente

1642. Bizardiere, Hist. des dietes de Pologne pour les eie* ctions des rois, Amsterdam 1697. Desfontaines, Hist. des rvolutions

de Pologne

sospeso,

parrochi sono nominali dal

Amsterdam 1735.

L'\^m'l\,Sioria della

vescovo di gradimento del governo in seguilo d'un preventivo esame e d'un con-

Polonia j 1825. Zaydier, Storia della Polonia fino agli ultimi tempi,F'n'enze
1

83

corso tra

candidali secondo

le

regole

Atlante istorico politico e statistico della,

prescrilte dal concilio tridentino.

XXXI.
liche

Il

lestaiuo delle chiese cattofatto

romane viene

liberamente a
i

Polonia antica e moderna,O^o\i\^o 832. Observations sur les crits qui se publient de nos jours relatifs la Pologne, Flo1

spese de'comunijode'privati

quali vori

rence iHi. /polacchi della rivoluzione

ranno incaricarsene. Nel caso in cui loro averi non fossero suflcienti, eglino potranno ri volgersi al governo imperiale per oltenerei soccorsi necessari. Si provveder alla costruzione delle nuove chiese e
all'aumento del

29 novembre iS3o, ossia ritratti dei personaggi che hannofigurato nell'ultima guerra dell' indipendenza polacca accompagnali da una biografa per ogni ri' tratto, Capolago i833.
del

numero delle

parrocchie
sia

POLOSRO, POLOCK, PGLOTZK


(Polocien). Citt arci vescovile della Rus-

ogni qualvolta potranno esigerlo l'au-

mento della popolazione, ola troppa grande estensione delle parrocchie esistenti e la difficolt delle eomunicazioni.

go
a
1

di distretto, sulla

Bianca o rutena in Europa, capoluosponda della Dwina

5 leghe da Pietroburgo. Giace

in

par'

8o

POL
10 scisma, finch
n al
11

POL
da Stefano
case, s'in
p.

la sopra Icireno basso e parie in pianu-

ra eie vaia, con alcune fortificazioni e cilladelia eretta nel secolo

XVI
Un

Clemente Vili la riugreml)o della vera Chiesa nel 593. Le Quien, Oricnx dir. t. i, p. 2H r,
1

Ba Itori

re di Polonia.

A nliche le

narra che Gregorio arcivescovo

di

Polo-

comincia a rifabbricarle pi regolarmente e di migliore gusto.

sko nel

^94 assist

al concilio di

Riovia,

convento e

il

collegio gi dei gesuiti sono gli edifizi piti

riportando per successori Gedeone,s.G/osafal (Fedi, del quale feci parola anche
nel voi. IV, p. 181), Anastasio Sailova,

notabili; oltre diverse chiese e raonasleri di greci

ruteni uniti e greci-russi. Vi

Nicola Lososki

Niceforo Goronski. Nel

una scuola di cadetti, ed il Kremlin edificato da Boris principe di Polosko. Questa antichissima citt

1619

fu unita all'arcivescovo di

Polosko

(che per disposizione di Paolo Vnediven-

un tempo
il
i

si

chia-

m Pelliscum.

granduca Rurik a regnare sopra novgorodiani, vi mand per governarla un principe


Allorch venne
i

ne pure l'amministratore) Mohlow{V.)y cui erano unite le sedi di Mscisla'w(V.) o Micislavia e di Orsa o Orsha o Orcha
,

citt vescovile dell'antica

scelto tra

grandi della sua corte;


tal

di-

scendenti di

principe
il

vi

no a Uladimiro

grande,

regnarono siil quale imstati


il

Polonia nella Lituania nell'impero russo, governo a 16 leghe da Mohilow e 1 7 da Vitebsk, capo-

luogo di distretto, sulla riva destra del


Dniepcr.

padronitosi della citt, un ai suoi

principato, in seguito donandolo al suo


figlio

Isialsawche fu
i

il

ceppo de'secondi

principi di Polosko,

quali pi di

200

5 conuna sinagoga. E' antichissima e fu gi munita con forte. Nel 1 1 16 fu presa d'assalto dal granduca Ulachiese greche,
venti e monasteri, ed

HaOrsa4

anni regnarono in queste contrade, aven-

dimiro, fece parte del principato di

Smola

do

inoltre posseduto la Lituania, la Li-

lensko, poi fu unita a quella di Vitebsk.

vonia e la

Gurlandia sino a Memel. Pass


le fu tol-

Sigismondo

re di Polonia nel
i

i5o8

poscia questa citl col granducato di Li-

tolse ai russi, indi segu

destini della Li-

tuania alla Polonia; nel i563


ta dallo czar Ivan

tuania e delle chiese rutene della Russia

IV. La ricuper il re di Polonia Baltori nel iSyg, ed polacchi la conservarono sino al i655, che russi sotto Alessio Michelovilz per la seconda volta se ne impadronirono, ma la restii

Bianca cui appartiene. Nel 174^ era arcivescovo Rrebnicki che pass alla sede
di Riovia.

Benedetto

XIV

fece ripristil'ar-

nar

la

sede di l\Iohilow,restando sotto

civescovo di Polosko, nella quale epoca


dalle Notizie di

tuirono tantosto alla Polonia, alla quale

Roma

riportato Polo-

rimase sino alla sua riunione definitiva alla Russia nel 1772. Sino al 1796 fu capoluogo d'un governo, ora essendo sotto quello di Vilepsco o Vitebsk.

sko, avente unite le sedi vescovili di sa,

La sede vescovile, secondo Commanville, si

vuole eretta nel secolo XIII suffradi

OrMohilow, Mscislaw e Vitepsco (^.). Clemente XIII nel 1760 ne fece arci vescovo Giasone Junozza Smogorzewski basiliano di Vilna, e nel 1762 colla bolla Laudabile , presso il Bidl. coni. t. 2, p.
249,appi'ov
civescovo e
il

ganea

Kovia

(/^.), di

rito

greco-ru-

la

concordia fatta tra

l'ar-

teno unito, divenendo in seguito arcivescovile per autorit de'patriarchi di

collegio de'gesuili di Polo1

CoLeo-

sko fondato nel


sotto
ai

582

dal re Baltori, sulle


il

stantinopoli. Si crede che fosse sede anche

controverse insorte, ricevendo


la

collegio

d'un vescovo
divisa Riovia

latino, sulTiaganeo di

poli o Lemberg. Ne'primi del secolo

XV
se-

Sede; quindi dicembre col breve Mohilcwienseni


protezione della
s.

da Mosca,

alla

prima

ecclesiany loco citato p.

819, ricus
alla sede di

la

guace della chiesa romana rest unita Polosko. Dopo il 1 509 Kiovia ritorn al-

nomina d'uno scismatico

Mo-

hilow a pregiudiziodell'arcivescovodiPo-

POL
losko, ci

POL
de'suoi dominii, fuorch
la

81
sede di Polo-

che conferm col breve Acce-

pininsp. 320, diretto all'arcivescovo.


nella partizione di Polonia del

Ma
es-

sko, volle assoggettare tutte le chiese ru-

1772
i

sendo toccati

alla Piussia quasi lutti

ve-

tene all'arcivescovo di Polosko nel 1795 (tranne Leopoli ePremislia perch nella
Galizia e perci

scovati ruteni in

uno

alla diocesi di

Poa se-

non soggette alla Russia),


legato Archetti,

losko, Caterina II innalz

Mohilow

lasciandone

la scella al

de vescovile pe'suoi sudditi cattolici, ci che poi la s. Sede eresse canonicamente,


restando l'arcivescovo greco-ruteno-unito di

secondo Bercastel, ma continu ad esserlo Lissowski, restando unico arcivescovo

grecorulenounilo
co-russe.

delle provincie polac-

Polosko con

le

chiese vescovili alla

Inoltre
cattolici

l'

imperatrice per perunirli alla chiesa rus-

sua sede unite di Oisa^ Mscislaw

Mi-

vertire
sa,

ed

cslavia e FitepscOie lo sono ancora seb-

pose vescovi scismatici a Polosko, Luck

bene la sede vacante. Essen<lo

stato Gia-

e Minsck, ordinando a Lssowski d'incul-

sone nel 1780 traslato a Riovia, Pio VI con la lettera , La traslazione, presso il
Bull,

care con lettera pastorale al clero e po-

de prop.fidcy Apptndix
II

voi. 2, p.

polo ruteno di non impedire a niuno il passaggio alla chiesa russa. Cos la gerarchia dei greci uniti nelle provincie polacco-russe sconvolta, per
ta, fu riordinala. da

262, preg Caterina

acci nella chie-

sa di Polosko gli fosse sostituito

getto di. rito greco unito alla

un sogcomunione

romana,fornilodi probiteprudenza, an-

che a consolazione de'diocesani cattolici. Quindi nel 1 788 fu fatto arcivescovo EraciioLissowski ruteno basiliano, poscia
a'

non dire distrutPio VI colla bolla Maximis iindique pressi,de i5 novembre 1798, e che fu il risultamento dell'inviato o legato pontifcio Lilla alla cor-

12 novembre l'imperatrice Caterina II


la

con editto per

Russia Bianca, coman-

d che
scovo
di

ruteni sV laici che sacerdoti fos-

sero in avvenire soggetti al solo arcive-

Polosko, mentre-andava divisan-

do
vo

di unire le

due primarie dignit

della

chisa rutena e latina nel solo arcivescodi

Mohilow

l'ambizioso Stanislao Sie-

slrzencewicz che poi and decimando l'arcidiocesi di

ridurle al rito latino

altre, procurando onde pi facilmente cadessero nello scisma. Stanislao ebbe un sulfraganeo anche a Polosko in Cipriano Odynice vescovo d'i pponam/?<3/Zi"Z>^.

Polosko e

Paolo I. A senso di tacomposta dell'arcivescovo di Polosko capitale del palatinato del suo nome, che estendeva la sua giurisdizione a Smolensko, Mscislaw ^Orsa, ed anche alla provincia di Mohilow e FitepscO) eziandio con giurisdizione su lutti ruteni che si erano mantenuti nell'unit; il degnissimo prelato Lissowski ne fu confermalo arcivescovo. Del vescovo di Luck o Luceoria, ove risiede altrete di Russia sotto
le

bolla la gerarchia fu

il

vescovo latino dello stesso


i

titolo,

con

giurisdizione su tutti

cattolici del rito

greco in Russia,
si
il

meno

quelli delle dioce-

Nel

i5i narrai come nel 1782 fu eletto nel collegio di Polosko il vicario generale de'gesuiti, quali continuarono a fiorire ne'dominii russi, onde nel 1 786 avevano collegi di Polosko,Dinaborgo, Mohilow, Mstislaw o Mscislaw
voi.
p.
i

XXX,

prende Del vescovo di Eresia o Uladimiria,il quale estendea la sua giudi di Eresia, e perci
titolo di esarca.

Polosko e

risdizione sopra tutti

cattolici del

rito

greco ne'governi di Lituania e di Minsk. Ciascuno di questi tre arcivescovo e vescovi era aiutato
te delle

da un suffraganeo. A fronsi

Orsa

e Vilepsco con altrettante missioni

rimostranze pontifcie non


riti

po-

in varie parti della

medesima provincia.
p.i4, ed a Kio-

t ristabilire

Kiovia, perch Sieslrzencei

Ne'vol.XL,p. 79,
viA riportai
lito

XLVI,
i

wicz volle dominare


quale arcivescovo
nel
1

latino e ruteno

come Caterina II avendoabovescovati ruteni

di

Mohilow. Pertanto
di

Kiovia e soppresso
\0L. LIV.

8 o5 l'arcivescovo

Polosko zelan-

82
te

POL
Lissowski s'impegn per
la

POL
reintegradi metropoli; quella di

Polosko a metro-

zione alla chiesa rutena-greca-unita del metropolita nella Russia, ed egli stesso ne
fu eletto, ma senza

poli di tutta la Russia Bianca, quella di

Bresta a metropoli della Lituania, con avere sotto di se le chiese di Vilna,


fu soppressa, cio
il

iHe dissi

Kiovia^ coa questo articolo, riportando i


il

titolo di

la cui

sede
e
il

governo di Grodno
11
i

successori suoi

Kochanowicz

e Bulliak,

palaliuata di Bialistok.
unito comprender
e di
le

collegio greco-

quindi nel iBiS fu dall'imperatore WicoIo


1

concistori di Vilna

ridotto a solo grado di onore. Frat-

Luck

e quelli di

Polosko e Bresta,

tanto divenne arcivescovo di Polosko Gio.

Damasceno Jafterzebiech

Krassowski. SulTraganeo di Polosko fu fatto Adriano

avranno ognuna un concistoro, un seminario e una scuola inferiore, ed in Polosko verr eretta una universit
quali
teologica greco-unita.

abbate di Braclaw con titolo L'imperatore Alessandro I proteggendo i benemeriti gesuiti, agli I I marzo i8i i innalz il loro collegio di Polosko all'onore di universit;
nia
di vescovo d'Or5<2.

Holow

decreto del
so,

833

si

stabil in

Dipoi con altro Polosko un

vescovato del culto dominante greco rused al vescovo scismatico Smaragde fu

dato

il

titolo di

vescovo di Polosko e di

maalcuni giovani

di famiglie principesche

Vilna, formandosi la diocesi de'governi


di Vilna, Vitepsco edella Curlandia, non che la diocesi di Minsk compresa nel governo di Grodno e di Bialistow.
I

allevati dai gesuiti nel collegio di Pietro-

burgo essendosi
l'odio e
il

convertiti al cattolicismo,

livore degli scismatici ribollirono


la

e tumultuarono tanto, che

societ vene nel

rivolgimenti politici del

i83o

ritar-

ne nel

8 1 5 espulsa da Pietroburgo

darono Tesecuzione delle meditate

rifor-

1820 da
ne
Nel

tutto l'impero russo, per causa,

me

imperiali per la chiesa rutena. Nel


fu chiusa l'accademia teologica di
i

dicendosi in detti bandi, della conversiodi parecchi russi alla chiesa cattolica.

i832
rici

Polosko, venendo costretti

giovani chie-

1825 un decreto imperiale avendo


i

a studiare nella scismatica di


dissi a

divisa tutta la giurisdizione delle chiese

a Pietroburgo. Per quanto

Newski Rio via,

greco-unite in Russia tra


eparchie,
le cui

capi delle

due

da questo punto

la

chiesa rutena diven-

chiese furono erette in


la

t semplice parte della scismatica, coope-

metropolitane, una per

Russia Bianca
la

rante l'indegno Siemaszko vescovo di Li-

in Polosko, l'altra per la Lituania presso


il

tuania e nel sinodo scismatico presidente della sessione rutena,


il

convento

di

Jerowitz destinato per

quale per Poper Bresta

residenza stabile del vescovo greco-unito


di Bresta, soppresse di fatto
il

losko elesse a vicario e vescovo su (Fragalieo

vescovato

Guglielmo Luzinski
si

il

dello stesso rito in

Luck, e rovesci ad

basiliano Antonio,
s.

ambedue nemici

della

bolla di Pio

un tempo quanto era slato disposto dalla Vi riguardo alla gerarchia

Sede. Quindi

procedette a ridurre
chiesa greco-rutena,

allo

scisma tutta
le

la

del culto greco-unito in quelle provincie.

ed a rovinare

due metropolitane rusi

Nel 1 828 per decreto imperiale fu abolita


definitivamente
la

tene di Polosko e di Bresta, in che


stinse Luzinski;

di-

sede di Luck(V.)j in-

corporandola al metropoli tanodiPolosko, dichiarandosi che soli vescovi delle due sedi arcivescovile di Polosko e vescovile
i

imperocch la sua sfrenata audacia non arrossi di accettare i nuovi messali, breviari ed eucologi dalle mani del vescovo scismatico di Polosko
sti

di Bresta o Uladimiria avranno

il

supre-

mo
due

governo

di tutte le chiese unite-ru-

tene, sotto la dipendenza del collegio ecclesiastico di


le sedi

Queehiam dopo Pasqua i835 a generale adunanza inPoloskojli accolse con grane di ripartirli ai suoi preti e parrochi.
li

Pietroburgo; perci ambealla dignit

di dimostrazioni,

verranno innalzate

dal collega scismatico e

condusse a banchetto li ubbriaco eoa

POL
vini in cui era mescolata la cervogia,
altre spiritose

POM
ed
monasteri
,

83

bevande. Tolti
si

di

senno,

non badando che


le

facessero, apposero

loro sottoscrizioni per l'unione con la


il

8 prima del presente scisma. Le basiliane possedevano 3 monasteri e ne contenevano complessivamente 22. In Polosk fior un ricco moridotti a
1

chiesa russa;

solo curato di Lepel avvesi

nastero di basiliani. L'arcivescovo,

il

ve-

dutosi del vergognoso inganno

deneg,

scovo suo sufFiaganeo, il seminario,


cistoro e la cancelleria

il

con-

per cui fu mandato colla famiglia ne'confui di Siberia a suonar le campane ad

avevano il loro sostentamento dai redditi della mensa arcivescovile, consistente in

un tempio scismatico. Imbaldanziti Siemaszko e Luzinski da questi e altri trionfi,

18,000 rubli

in

beni

stabili, e dai

beni del nominata


Il

con frode, fecero di tutto per scomparire ogni vestigio di cattolicismo nelle loro metropoli laonde tranne
riportati

monastero

basiliano.

clero secolare a-

far

molti del popolo e del clerOj


le

ruteni con

loro chiese e le dette metropolitane furiuniti alla chiesa russa,

veva 20,000 rubli di capitale , e d' annua rendita 3 100. I servi addetti ai villaggi del clero secolare erano 600. Il clero regolare aveva in capitali 11 i,452
rubli e l'annua rendita di 27,621.
Il

rono
lidato

con atto ceivi

pre-

lebrato in Polosko nel i838,


toscritto

conva-

sente arcivescovo scismatico, oltre l'aver

da altro de' 12 febbraio 1889 sotda SiemaszkOjda Basilio vescovo di Orsa amministratore deireparchia della Russia Bianca, e da Antonio vesco-

messo

in

opera

tutti gli artifizi della se-

duzione, per far credere alla semplicit


del popolo che

non v'ha alcuna

differen-

za tra' greci uniti e

gli scismatici,

ha po-

vo

di Bresta vicario deli'eparchia della


i

sto ogni studio per indurre

que' curati

Lituania,
a tutti
i

quali diressero

una pastorale

che aveano protestato a ritrattarsi coatro

ruteni felicitandoli della seguita

qualunque innovazione
tenuti fermi
,

in materia di
si

unione. Afflittissimo Gregorio


ste

XVI pel dele

religione. Quelli che gloriosamente

so-

plorabile avvenimento, ne pianse

fune-

no

nella

professione della
esuli per

conseguenze: cosi fu compilo

lo

scisma

fede cattolica
le

gemono

opera
nel\q

de'ruteni, con quelle lagrimevoli circo-

dell'arcivescovo, occupati in

vili uffizi

stanze che deplorai a Kiovia ed a Ruteni (F.).

fredde regioni di Siberia. Vedasi

Al-

La

sede di Uladimiria mai semal

locuzioni di Gregorio

XFl

de'

22 no-

pre appartenuta

vescovato di Bresta, fu

convertita in eparchia russa scismatica.


Ai novelli vescovi furono assegnate a cattedrali chiese cattoliche latine e rutene;
quelli di

vembre 1839 e 22 luglio 1842, ed il p. Theiner, Vicende della chiesa di amendue


i riti

nella Polonia e nella Russia.


(s.),

POMA

vergine. Sorella di

s.

Metn-

Polosko e

di

Vilna vennero messi


s.

in possesso delle maestose chiese di

Ca-

mio (V.), primo vescovo di Chalons-surMarne, che fiori nel III secolo. Non si sa
nulla della sua vita
;

simiro, e di un'altra che fu gi de'gesuili,

ma

il

suo culto anChalons.

poi de' religiosi delle scuole pie.

Ora
ri-

tico e celebre nella chiesa di

Le

accenner altre notizie ecclesiastiche guardanti Polosko.

sue reliquiesi custodiscono insieme a quelle di


s.

Memmio

nella chiesa abbaziale


s.

Questa vasta arcidiocesi , secondo la relazione del nunzio Arezzo sotto Pio
VII, nel

de'canonici regolari di
delle

Agostino, fuori
festa

mura

della citt.

La sua
si

era

1804 era

di

568,787

individui

una

volta indicata a'27 di giugno nei ca-

maggiori della pubert ; ultimamente ascendeva a 489,075. Le parrocchie era-

lendari,

ma

di presente

celebra agli

di agosto.

no 4^3, con 5oo del clero secolare, i33 monaci , 60 alunni del seminario. Nel
principio del corrente secolo vi erano 22

POMPEIOPOLI.
la

Cihcia

i.^

sotto la metropoli di

Sede vescovile delTar-

so, eretta nel

secolo e nei

XII

arci ve-

8i
scovalo onorario.
li

POM
Prima si chiamava So'
le (lasse
il

POM
,
:

avanti cbe

Pompeo

suo no-

ed alla vila del popolo romano gi re per armi, ora meglio per religione e cotale nobile

me, e fi\ della anche Palesoli. Ora lina citli in rovina e porlo della Turcliia asialica, denominala Mezctlu sul Medi* terraneo. VOrienschr. t. 2, p. 87:), regi* slra 5 vescovi. AI presente Pornpeiopoli, Pompej'opolilany un titolo vescovile in partibus sotto Seleucia. Per morte di Francesco de' baroni Celenti, nel 1840 Gregorio XVI Io confer a mg/ Affre, che Irasferilo a Parigi, ove lo celebrai, nel 1841 gli die in successore Jachimowicz,
di cui parlai nel voi.

ricordo avvivi

il

loro corag-

pi cuore che con le braccia accorrano, ascendano , si affatichino, ove il pubbligio, svegli la solerzia, l'operosil, e

col

co o
glio

il

privato periglio
si

li

appella

".

Me-

non

poteva

in brevi

parole defi-

nire l'ufTizio de' benemeriti vigili ponti^

fidi (che hanno quartieri ne Palazzi a* Fedi^ posolid Quirinale e Faticano


_,

nelle piazze della Trinit de' pellegrini

XXXV IH, p.
IV

102.
di
la

POMPEIOPOLI.
Paflagonia eretta nel
civescovato onorario.
p.

Sede vescovile
secolo sotto

Ponte s. Angelo, e nell'archiginnaromano, il quale temporaneamente stato trasportalo nel palazzo Gaetani o
e di
sio

Caetani, essendo
la

il

pi/ficipale situalo nel,

metropoli diGangres,nel IX divenne ar-

557, riporta

VOriens dir. l.i, i3 vescovi. Ora un tida

tolo \esco\'\e in partibus dipendente

Gangres.

POMPIERI

DI

ROMA.

Istituto del

corpo de' vigili e guardia'permanenle contro g' incendi. Il governatore di Roma mg.^ Grassellini, quale presidente o prefetto de'vigili, in un ordine del giorno (riportato nel n. 1 7 deWelYotizie del giorno 1847) ^^^^ '^ dichiarava. Le armi dei
vigili

sull' angolo del convento de' domenicani propinquo alla chiesa di s. Ignazio), denominali volgarmente pompieri con vocabolo francese, derivante dalla pompa o tromba idrau* lica che adoprano per estinguere g' incendi , cilindro o cubo cavo con varie parli ad esso attenenti, che serve a sollevare r acqua e dirigerla con forza in determinato luogo col canneljo idraulico di cuoio chiamato sifone. Il Calindri, Saggio del pontificio stato p. 648, par-

piazza di

s.

Maculo

sono armi
j

di pace, di confoito, di

salute

lo attestano le famiglie, cui Ira la


l'

rovina e

incendio salvano sovente per


,

Roma
tile.
Il

pargoli

le

spose

la

suppellet-

lando de' vigili o pompieri di Roma e Bologna (il cui uffizio viene pure disimpegnato dagli artiglieri nel caso di bisogno, come da altri corpi di milizia), dice che
nell'anno del
so di

pubblico plauso rende loro gra-

mondo 8700
le

si

pretende

zie dell'opera, della solerzia, dello zelo e

che fossero inventate

della vita
la

comune

che rischiano e spendono per salvezza. N certo ad alcun

trombe per uestinguere gl'incendi. Dell' impro-

priet del vocabolo pompieri parl gi


il

corpo di vigili al mondo fu confidalo co* s allo ed invidialo tesoro, cornea quello, cui fu confidata tal cilt, della quale ne pi magnifica per monumenti, ne pi veneranda per antichit e per vicende, u pi santa per religione non illustr

tanto benemerito dell' istituzione di

questa guardia, marchese Giuseppe Ori-

go defunto, tenente colonnello, direttore


e comandante, nella Dissertazione sulVorigine della

guardia permanente contro

gl'incendi, letta nel


di
la

1818 nell'accademia
par. 2.

mai

il

sole.

Sia

dunque
il

il

vero orgoglio

archeologia e pubblicata ue^WAtlieX-

del corpo de' vigili

tutelare

Roma

il

medesima,
,

t.

r,

suo Colosseo, la Mole Adriana, la Mole Augusta, e pi che altro il Quirinale e


il

egli osserva

che

le

Imperocch tropbe o pompe iil

drauliche usale contro

fuoco a spe-

Valicano, vera sua gloria, sua speran-

gner

g'

incendi,

sa,

sua salute;

il

vegliare alla sicurezza

l'uopo, in

non sono le uniche almolti casi non principale stro-

PO

M
tca,

POM
(saette), falariche

85

mento, io alili inutile e dannoso, dichiarandone inventore Ctesibio Alessandrino ; che tale tromba dopo le successive diverse forme e modificazioni divenne IdraconiisleriOy come con ottimo vocabolo Cristiano Wolflo l'appella, cio

per cui gli assedianti usavano con-

tro le citt tela incendiaria, faci, malleoli

(arme che

si

ficcava in

terra a

modo

d' asta); e gli assediati del

pari contro le torri ed altre macchine.

Nondimeno non

si

trova un peculiar cor-

quando

fu contro gl'incendi incomincia-

t. 46, p. a85 del Giornale arcadico j stampate anche a parte nel i83o da Boulzaler in Roma e

lo a maneggiarla. Nel

po o guardia destinata a resistere al fuoco ed opprimerlo, poich soldati, cittadini,


servi alla necessit accorrevano, e a spe-

nell'accademia de* Lincei, abbiamo medesimo marchese Origo, Ricerche sopra i mezzi pi economici diretti a preservare daU azione del fuoco gli abiti di uniforme che usano g' individui addet-* ti al corpo de' vigili per gV incendi. L'istituzione di un corpo per estinguere gl'inlette

gnere travagliavansi con acqua, scuri, sifoni e con quanto veniagli a mano, mas-

del

sime in tempo di assedio. Per la citt ove tal calamit frequentemente veniva e impensata
,
il

pi spesso di notte, volevasi


istituzione,

una singolare
cipio
il

che

le

negligen-

ze prevenisse, le malizie impedisse, in prin-

male

soffocasse.

Trov Roma
i

il

cendi, per se stesso civile,


sotto forme militari,

ma
i

regolato

na

non oltramontavigili erano mentre in attivit fino ai tempi della repubbli ca, e poi da Cesare Augusto ampliati e corredati di molte cose da noi non conosciute, di che vado a darne cenno con l'autorit dell'Origo. Se non che,avendo Luigi Cardinali nel 1. 1 p. 1 45 delle Memorie romane ragionato della disserta,

rimedio a riparare alla calamit degl' incendi. Dal giureconsulto Paolo, lib. . de
Digesti j de officio praefecti vigilum,
si

ma

italiana

ap-

prende che
vi
i

in

Roma

repubblicana eran-

triumviri notturni a vigilare notte e

g' incendi; mentre si da Livio 1' esistenza d'un magistrato annuale creato dal suffragio delle

di per tener lungi

raccoglie

trib per la repressione degl'incendi: dal

zione dello slesso marchese,


indagini encomi,
ivi si

il

cui zelo e

pu apprendere qualche sua osservazione. Tra le altre


d'avviso, che ne'grandi incendi sia scarso

il

rimedio che pu dai

vigili aspettarsi
la

che si rileva quanto fosse la dignit loro ed il pregio in cui erano tenuti. Vigilavano pericoli del fuoco anche gli edili ed tribuni della plebe, primi perlacura che avevano delle fabbriche. Per aver poi persone capaci, erano disposte compagnie
i

pi guardare esso ad impedirne


gazione, che

propa-

di servi pubblici alle porte e alle


della citt in lutto
il

mura
si

non ad estinguere

l'arsione.
i

suo circuito, onde

Le ruine
tempi
in

del fuoco furono in tutti

chiamavano alle occorrenze


te dalla periferia al centro
gli

e rapidamensi

Roma
altri

frequentissime: in Livio

portavano

e .negli

scrittori di

romane

storie

trovansi narrate terribili arsioni di case,


officine, teatri, anfiteatri, templi, e fin

opportuni aiuti; ne mancavano famiglie private, ossia squadre di servi, che i


loro padroni stabilirono per simili circostanze. Tuttavolta
si

d'intere regioni della citt, duratevi per

mancava

in

Roma

pi giorni a devastare colla violenza dell'

di regolarit e disciplina di servigio. In


fatti le arsioni vi

attivissimo elemento

oltre

il

massi-

continuarono e forse pi

mo incendio comandato
credibile che la
riparo,

da Nerone.

Non

pensasse e trovasse a tante disgrazie

romana sapienza non un

ma non

pot imparare gran co-

sa dai greci. Nella guerra l'ardere le cose

molte avvenute prima e dopo di questa epoca ne parlai ai luoghi loro, segnatamente nella descrizione degli antichi edifzi. Di quello di Nerone feci menzione a Fuocoed altrove, parlando de' fuoferoci: di

del

nemico formava gran parte

della tat*

chi di gioia e delle luminarie festive (in

86
tale articolo citai

POM
i

POM
cessante correre perla citt nelle assegnate regioni, e lo
il

luoghi ove ho parla-

to di s.Antonoahhaie protettore contro

scrupoloso prevenire dc'pii


1

male del fuoco sacro, degli scottati dal fuoco e controgl'incendi: per gli scottati si pos-

remoti pericoli. Nel n.

del Diario di

Roma 1820

sono vedere Ospedale di s. Maria della Consolazione e Ospedale del ss. Salva-

narra che l'avvocato Fea die relazione all'accademia archeologica della scoperta fatta in gennaio negli scavi
si

Roma sotto Nerone che arse 6, 7 o 9 d, il Cardinali afferma che quel cesare era ad Anzio quantore). Sull'incendio di

dell'ingresso della villa Malici sul

monte

Celio di iscrizioni riguardanti

vigili e il

do

nacque e si allarg; e che cant l'incendio di Troia non quel di Roma, dopo oltre un anno. Prima di questo Augusto provvide al difetto e volle che una milizia pedestre presiedesse a vigilal'incendio

loro quartiere della 2." regione, ch'era precisamente in questo luogo, cio della
5.^ coorte, la

quale badava anche ad altra


i .^

regione, forse la
le.riprodusse
il

e la 5.^ Tali iscrizioni

n.6 delle Notizie del giorI.''

no 1820. La

iscrizione la pi inte-

re gl'incendi, stabilendo de'Iiberli, miles

ressante, incisa nella facciata del piedistallo della statua di

che si dissero ^'ig'l^ a scorrere per la citta, onde prontamente accorrere ad ogni scintilla o sospetto d'incendio; ed ecco l'origine de* cos\ detti pomliberlinus,

Antonino Caracalla. Vi
prefetto,
il

la notte

sono nominati
to,
il

il

sotto-prefet-

tribuno, 7 centurioni, un cometa del prefetto, uno del sotto-prefetto ed uno del

perj cio gente soldata a

modo

e disci-

tribuno. Vi notata la patria di


rioni, di di verse citt della

plina di vera e legittima milizia, formata


in sette coorti di vigili notturni con loro

6 centuPannonia supei

riore. Negli altri 3 lati vi


li

sono scritti vigiI

stanze in sette luoghi opportuni della


t,

cit-

tutti dell'anno

208,
la

in tutti piti di

zoo.

che formandosi di 1 4 regioni, di due di


la

Si raccoglie

che

coorte era doppia delle

queste a ciascuna fu data


tribuni e col

cura; con suoi

ordinarie militari, forse perch doveva assistere a

supremo comandante preso


alta dignit

due regioni. Altra iscrizione pres2.^ coorte collo stesso

dall'ordine de'cavalieri, chiamato uir spectabilis,

so

il

Grutero della

che mostra di quale

prefetto e so Ito -prefetto; rilevasi


le sette coorti in

che tulle

fosse decorato.

Lo

stabilimento della bee


di no-

quell'anno eressero nel


statua a Caracalla.

nefica milizia de' spegnitcri degl'incendi


risale all'anno di

loro quartiere

una

La

Roma 759

G.**

seconda iscrizione sulla cornice di altro


piedistallo contiene la dedica di altra sta-

stra era, dovendosi preporre


tonio,

Dione e Svead Appiano, meglio confermandovoleva

tua forse allo stesso Caracalla, per

la

data

Jo Lipsio.

210. La
coorte.
ro, vi
il

3.'

ha

nomi
i

di

4 medici

della

Dopo qualche tempo Augusto


sciogliere

Anche
vigili

nella 2." citata

da Grute-

corpo de' vigili, ma poi sperimentatolo non che utile ma necessario, lo ritenne e perpetu. Anzi g' imperatori successivi
sigliati

sono
i

scritti

medici. Se nel prindi condizione libertestific


altri

cipio
tina,

furono

ma

da'tempi suoi

Dione che
ono-

accrebbero

le coorti,

con-

vi

si

ascrivevano anche

soldati, di

dal bisogno, e al

tempo

di Vitto-

libera origine e legionari, di altro

re nel

IV
la
i

secolo di nostra et erano 38,

rato e veramente guerriero corpo, venen*

divise nelle varie regioni della citt. Cal-

colala

coorte di

4^0 uomini,
si

gusto

vigili

notturni

Aucomponevano di
sotto

con queste aggregazioni, comeritavano per l'utilit dei loro attributi. Circa l'et di Giustiniano sembra i
nobilitali

do

me

15940, ne' tempi di Vittore a

mandosi per
fesa

al

1 5^960. Ferconsueto numero, risul-

vigili

se

aver prso il nome di matricarii, fora matricula praetoris plebis in quani

ta essere slata a sufficienza fornita e di-

retali erant;

ma

la

bella e salutare

isti-

Roma,

attesa l'attenta custodia, l'in-

tuzione d'Augusto probabilmente venne

POM
soppressa dalle barbarie dei tempi longovigili e alle

POM
le

87

Per paga dei vigili Augusto assecinquantesima parte del tributo imposto al prezzo de* mancipii che vendevansi: ai tempi di Dione questo stipenbardici.
la

sue genti era commessa la tutela generale della citt, convenendo colcoorti urbane, che sebbene per queste
vigili

gn

era fine primario tale tutela, pei

fu
di

secondario. Cassiodoro chiam


questi prefetti
,

uno

dio

si

traeva dalle casse pubbliche,

pi da un tributo particolare.

non Quanto

cuUos romanae civitatis dicerisj quando cani ab intestino hoste


defendis.
Il

alla vigilanza di questi notturni custodi,

per loro debito erano sempre all'erta in

prefetto dovea tutta la notte vigilala citt in

continua sentinella, e facevano continua nelle parti della


citt

la

ronda

re e percorrere
re,

arnese milita-

da ciascu-

na compagnia sortite. Ad ogni sospetto di fuoco si mettevano in movimento senza esser


di accorri
pesi

pur chiamati e udire il solito grido uomo. Perci erano esenti dai della milizia e da qualunque carico
retti,

portando appresso tutti gli strumenti opportuni ad estinguere gl'incendi, facendo punire col bastone o flagello, ovvero ammoniva acremente rimproverava gl'inquilini delle case negligenti nel
tenere il fuoco, non coprendolo bene e non tenendolo lontano da materie combustibili, dovendo ciascuno, senza eccezione, tener l'acqua pel bisogno; provve-

militare, e perch meglio potessero es-

ser

comandati e

venivano disposti

sotto ordinanza e disciplina militare^ a-

vendo probabilmente anche centurioni.


i

dimenti

tutti mirabili

ed eccellenti, in-

La cura
che
si

di prevenire gl'incendi vale

pi

dispensabili agli usi domestici degli antichi romani. Dovendosi rammentare il perpetuo fuoco, non gi quello dalle Vestali

il coraggio e tutti gli espedienti mesopera contro l'incendio gi fatto. Nella satira i4di Giovenale si legge, che una coorte co'suoi arnesi vegliava per solo so-

in

guardato per ordine di

tazione degli orientali,


le parti interiori delle

Numa ad imima quello che nelserbato;

spetto d'incendio attorno la casa di


co.
Il
il

un

ric-

private case a ono-

loro prefetto sotto Costantino eb-

re dei domestici
la

Manionv era

secondo rango fra'magistrati urbani e dipendeva dal prefeltodellacitt. Conosceva per la sua autorit gl'incendiari, i ladri notturni e quei che loro prestava-

be

forma e

il

sito de'loro

camini e foco-

presso cui era immensa quantit di legna secche, massime di quelle che per
lari,

esca o fomite della

fiamma

si

adoperava-

no

asilo, facendoli

inseguire e arrestare;

no, cio tede e altre materie resinose, an-

r inquisizione de' servi fuggitivi veniva specialmente raccomandata ai vigili. Af-

ferma Ulpiano che

il

prefetto

non
il

sen-

che solforate; grandi fuochi che nell'inverno si usavano, e la copia di legna che si bruciavano nelle cucine de'magnati; soi

tenziava sugi' incendi studiosi o dolosi,

prattutto riflettasi

il

poco amore de'servi


la stupidezza e
la

ma imprigionati
zio al prefetto
lo citato

rei

ne rimetteva

giudi-

per
la

la casa del

padrone,

urbanoje confessando Pao-

noia prodotta in tutta

famglia nel-

che una certa limitazione gli fu imposta intorno alle persone,essendoCardinali di parere, contenersi l'autorit del

l'eterne cene, dall'ebbrezza, dal frastorx

no,dalla fatica,e si
ta facilit
teria

comprendercon quanuna scintilla avventandosi a ma-

prefeltode'vigili nella parte punitiva, nel-

combustibile trascorresse in incen-

l'ammonizione e nella fustigazione o frustatura.

dio universale.

tuttoc

si

aggiungano

Dannava

alla tortura

servi cu-

gl'incendi prodotti dai fulmini o altro fuo-

stodi delle case, ove rottura di porte o fur-

co

elettrico, quelli derivati

da fermenta-

to era avvenuto; faceva arrestare quei che


in

zione ue'grandi ammassi di fieno, paglia,


legna, esca, di cose untuose, di lane, ec.

tempo d'incendio scappavano


ai

li

con-

segnava

loro padroni. Al prefetto dei

Ed

a voler toccare di quelli che per in-

88
teressee malizia
di

POM
si

POM
dosi sifone o tubo,e dai tedeschi
cos'i

eccitarono, nell'anno

fu'

7 45 alcimi propriet ri carichi di debili arsero le case loro per muove-

Roma

rono dette
si

le

trombe con che


si

il

tremen-

do fuoco greco lungi


parete
all'altra.

spingeva, hioltre

re la pubblica compassione,

cavare dalle
ristabilisse
i

non che per loro perdile un vantaggio che


loro interessi con l'allrui
li-

usavano ferramenti per andare da una


Negl' insalilnculi
si

aiu-

beralit; per l'artificio and a vuoto, e furono giustamente giudicati indegni di

tarono delle spugne e degli uncini , come di mille altri ingegni per salire e correre per l'alto, oltre il coraggio che dai
dispiegava. Ulpiano ci istruisce, che per estinguere grincendi, olire l'acqua adoperavano l'aceto, il che fu giuvigili si

le storie

qualunque soccorso.Tuttavia si legge nelromane, che l'inganno frull dovizie

me

maggiori delle esagerate perdile, codall'epigramma di Marziale a Tonsi

diziosa pratica, specialmente se devesi o-

giIiano,cui

era bruciata
si

la casa.

Da tutfos-

perare contro masse ardenti ontuose e


grasse, sopra cui l'acqtia
si

te le quali cose

comprende quanto

decompone

se

opportuna la scrupolosit delle squadre de' vigili e del loro prefetto nel ricercare i pi minuti pericoli, tenendo tulli
in guardia.

l'arsione accresce,
vi

massime quando non


d'acqua fangosa,

sgorghi sopra in getto forte e unito.


l'uso

L'Origo sospett
ghi
si

Quanto

ai

mezzi coi quali

gli

argillosa, alluminala, poich in vari luo-

antichi vigili

romani reprimevano

gl'in-

riconobbe refTicacia a spegnere sofuoco greco che brucia sul-

cendi, l'Origo credette che in questo punto falsamcnleci reputiamo superiori, dan-

stanze cretose e saline; cos Toso posteriore contro


il

done il vanto ai pompieri antichi. Si giovavano d'un istromento per distruggere il fabbricalo, di due ad estinguer le fiamme; cio la dolabra per romper le mura
occorrenti, togliere le .comunicazioni al

l'acqua (inventato da Callinico nel

670

come nolai
sabbia,

a Costantinopoli), di urina e

gli fece

credere non fosse ignora-

to e trascurato nelle occasioni di altri forti

bruciamenti.

fuoco e soffocarlo nelle sue rovine

(istro-

mento
te,

rustico alto a sterpar radici d'al-

liane^ dissert. 21,

Muratori, Dissert. sulle antchil ilaparlando della costru-

beri fortemente a terra fitte ed implica-

zione delle case d'Italia ne'bassi tempi e


ne'secoli barbarici, vuole rimarcare la fre-

ed anche militare a ruinare muraglie; agiva a modo di scure, ma con taglio da

una
le

sola parte,

avendo

l'altra

acuminata

a guisa di piccone); dell'hama per recar

acque, del sifone per lanciarle verso la parte della fabbrica che ardeva: il solido

slromenlo
ni,

hama

era simile a falce per lo

quenza degl'incendi. Osserva che nel secolo XII milanesi nel rifabbricare la cittetti di paglia, e che At formarono lessandria si edific con terra raeschiala con paglia o piuttosto coperta di paglia, di che parlai altrove, altrettanto avveni i

slesso oggetto del dolabra, secondo alcu-

nea Nizza della Paglia nel Monferrato. Nei


secoli barbari
si

per altri meglio lo dichiararono vse per contener acqua da congiungersi col
i

coprivano

tetti

con
al

as

sicelle di legno, conficcate

con chiodi, codire

sifone, giacche

vigili oltre

l'acqua che

me
i

ebbe

dovevano trovare
ri,

nelle casede'particola-

di Plinio.

Roma per A questo

alcuni secoli

Muratori attribuisce
le intiere cit-

ne portavano seco coi vasi chiamali haal sifone

tanti incendi,

che specialmente ne'secoli


Milano, Piacenza, Bolo:

me; quanto

non era soltanto un


per derivare e
di-^

XI

XII distrussero quasi

canale, doccia

fstola

t, fra le quali

vider l'acqua, ma consisteva anche in mac-

gna, Brescia,

Modena appena

si

attac-

chine per sollevarla e spingerla con gran


getto ad elevata altezza,
stre

cava

il

fuoco, che questo

trombe

come fanno le nopompe idrauliche,chiaman-

stendeva pel resto della

mattamente si citt, come in Pa-

dova nel

174- Ne' vecchi tempi trovan-

POM
si

P
765, 968

OM

89

ancora case

di paglia, cos nel

allres antichissima massima, che quan-

e io3o. In
i

Germania anlicameiilecojni-

do

vano tetti con canne, alferninndolo IMinio, essendovene esempi eziandio In Italia rimarcati da Pianto, donde frequenti incendi e la loro facile dilalazione. Can*
i

cine per salvare

cellieri nella Disseriaz.


ini/ii

intorno agli uop. vi

dotali di

gran memoria

e sog.,

riporta erudite notizie su diversi grandi


incendi,

tonio Urceo

come della disperazione di AnCodro per quello di sua li-

abbattono le case vipadroni delle case verisimilmente per qi salvate, devono contribuire all'indennizzazione degli altri le di cui case vennero abbattute ". Hurter nella Storia d' Innocenzo III, all'anno 2 3, riporta che il Papa nel fare promulgare la crociata di Palestina, die facolt di concedere l'assoluin un.
si

incendio

le altre,

zione agl'incendiari. L' Alberghetti, tSiforia

breria, le cui

smanie durarono un semestre; di quello che distrusse la libreria, suoi scritti a Filippo Callile robe ed
i

d'Imola par.
il

2, p.

64, narra che verdi

so

155

la citt fu liberata

cendio totale pel patrocinio


nel cui uffizio la Chiesa
l'illustre

da un ins. Agata

maco Esperien te de^Cuonaccorsi; della biblioteca di

protettrice contro la violenza del fuoco,


ci fa
si

Tommaso Bartolini, della

pre-

sapere che
nel

gievolissima di Giacinto M." Brigantini,

martire sempre
i

distinse

Francesco Arisi, di Giorgio Federico Franco de Franchenau, di Gio. Battista Enrico du Trousset de Valincourt, di Albino Luigi Millin. Il Madero e Schmidio pubblicarono trattali sulle^/^//o//icc/5^e' perditis, et igne consumplis. Si ha pure, Deincendio urbis Hafniensis,ethibliotheg

liberare
bili

popoli dalle conseguenze terrii

degl'incendi, contro

quali in Imola
si

a'5 febbraio, giorno di sua festa,

bene-

dice pane e cera, con pubbliche preci, quali

sono

in

uso pure altrove.

L'origine dell'attuale corpo de' vigili o

cae. Delle biblioteche e altri ediflzi e luo-

pompieri di Remasi apprende dal marchese Origo nelle citate Ricerche , delle
quali

ghi distrutti dal fuoco,


feci la

ai

loro articoli ne

descrizione. Si legge nella Biblio-

teca sacra,

che

l'incendio

una combu-

stione cagionata per malizia o per colpa di alcuno,

un estratto. Fino dal governo imperiale francese incaric il marchese di orsfanizzare il coro p de' pompieri laonde egli scelse u
riporter
il

1810

oppure fortuitamente. Nel i." caso gl'incendiari sono puniti colla morte; nel 2. caso, colui che ha cagionato l'incendio per sua colpa condannato alla riparazione dei danni che ha cagionato; punito con pena pecuniaria, pi o me* no folte, secondo le circostanze della colpa che cagion l'iacendio, se cio colpa grave, ovvero leggiera. Cos locatari sono responsabili degl'incendi cagionati per
i

piccolo

numero

d'idonei e periti

artisti,

de'quali

compose colle stesse leggi enei modo medesimo de' pompieri di Parigi, una piccola compagnia, che da quel tempo in poi notabilmente accresciuta, sempre ottimamente corrispose alle molte

cure dall'istitutore impiegate


la,

nell'islruir-

e alle speranze de'cittadini e del go-

veino.

Le prime pompe o trombe


di

idrau-

liche pei vigili di

loro colpa o per quella dei loro


stici,

meno che una


l'

tale colpa

domenon fosl'incen-

modello

R.oma furono fatte sul quelle immaginale dall'ar,

chitetto Piermarini

sotto

la

direzione

se leggiera, secondo

opinione, pi co-

del nipote cav. Scarpellini,

mune. Nel

3." caso, cio

quando
il

dio fu per accidente, fortuitamente, co-

me per un fulmine, in allora


pra
il

danno del-

li. Costretto ne' primi canza delle necessarie macchine idraua porre ogni liche e di altri attrezzi
,

ambo folignaanni, perla man-

lecose abbruciate o danneggiate caddeso-

studio per bene immaginarli,


se re

il

marche-

padrone delle cose, giusta la ben nota massima, che res stia domino perii.

ebbe occasione e desiderio d'osservafenomeni che accompagnano l'esliui

90
ione della

PO M
fiamma
;

POM
si

e pol vedere che

in certi incendi assai frequenti ne'sotter-

lanei e cantine di

Roma, ove
ai

conser-

vano materie e sostanze combustibili, era


sovente impossibile

pompieri penele

trarvi per mettere in azione

piccole
al-

feci cenno 19) ricoperto di sovrapposta maglia metallica , ed un' eguale maschera a cappuccio vestita essa pure di maglia ; non che di aver immaginato scudi all'antica, culle ed altri at-

mianto (della cui propriet

nel voi.

XXVIII,

p.

trombe o portarvi
tre operazioni

il

zampillo o farvi
il

trezzi,

ne procur
la rete

il

perfezionamento, e-

per estinguere

fuoco.
ripie-

scludeudo

Spesso per bastava un fazzoletto

ginata da Davy,
latore della

gato, bagnato d' acqua e posto a difesa


della bocca e del naso, per lasciare a chi

immacome creduto un isofiamma e applicata alle sue


metallica forse
i

lampade. Pertanto dopo


esperimenti per garantire

convenienti

s'innoltrava verso
spiro.

le

fiamme libero il

re-

il

corpo

uma-

Quindi fece costruire fasce di tela imbottite di spugna a grana fina per adattarle al viso di que'vigili che pi dolevano avvicinarsi alla sede del fuoco ed ottenne ch'essi senza nocumento potevano avvicinarsi alla fonte del cllore, servendo le loro vesti di lana a preser\arli nelle parti del corpo dalle forti impressioni , difendendo il capo con maschera immaginata dal marchese. Nel i8i4 tornato Pio VII alla sua sede, riconobbe e conferm l'utile e fiorente istituzione, sottoponendo il corpo ai prelati Governatore di Roma e Tesoriere (/^.). Nel 1818 il marchese con la suddetta disseriazione fece conoscere,
gli antichi

no dall' azione del fuoco, fece costruire due paia di maniche chiuse di panno terminanti a guanto, imbevute di soluzioni
si valgono giuocolieri maneggiando impunemente ferri infuocati. Indi a due intieri abiti da travaglio o basse

saline,di cui

stesso

monture di pannode'vigili aggiunse dello drappo un paio di soprasti vali con la scarpa intera, un paio di guanti alla erespein, ed un cappuccio adattabile alla testa
le

che ricoprisse
per
la

spalle ed

il

collo.

Di pi

parte che corrisponde al viso, fece

come

prendere una maschera ^ carta pesta coperta del panno medesimo , guernita alla bocca e alle narici di spugna fina, e agli occhi prima due vetri da orologio,
poi

romani smorzarono fortissimi incendi con un composto di aceto e di argilla, quindi ne fece esperimenti, dopo di che sostitu all'aceto una soluzione di allume, come pii economico e pi valido per r acido solforico che contiene, unendovi l'argilla, eseguendone prove a
villa

una finissima ramatina metallica


ed
il

coi

vetri, attaccati al sopraberrello,

lut-

to fece

immergere dentro

soluzioni satu-

re di solfato d' allumina e di solfato di


tali materie che doveano dare l'incombustibilit alla lana cos preparata. Indi a' 26 giugno 1829 fece costruire nell' arena del Mausoleo d'Augusto o anfiteatro Corea, una specie d'ambulacro o corridoio, formato di armatura di ferro atta a sostenere dalle due parti quantit di legna ben secche e

calce ben carico di

Medici con successo pronto. Intannel

to

Leone XII

1827 dichiar
civico

il

pre-

lato governatore presidente de' vigili, e

nel

1828 che come corpo


il

non doil

vesse dipendere duir autorit militare.

Avendo

marchese saputo che

cav.

flicendo gettare sul suolo ricci e scheggie


di legno. Accesa la massa, viva e

Gio. Aldini di Bologna (autore

dell'

Art

rapida
fiam-

de se preserver de r action de la flani ine^ Paris 1 83o. Sur les incendies, 1 83 1 ), sul finir del 828 aveva in Milano potuto far passare illesi de'vigili fra due sie1

successe la

combustione elevata a granle

dissima altezza,che incrociandosi

me

sembrava impossibile il transito nell'ambulacro, quando i pompieri Angelo

pi di legna ardente, col solo artificio di


vestirli

Luswergh macchinista
menico Marcelli, gi

e sergente, e

Do-

d'un grosso abito o tunica d' a-

ricoperti delle vesti

OM
si

POM
laDciarono nel
i

gt

preservalric, impavidi

Giovanni de'principi Chigi. Ne'primi di


ogni anno
il

centro della pira e per pi di o in 1 5 mi-

giornale ofllciale di

Roma

impunemente vi passarono in me2;zo senza alcun nocumento n alle persone, n al vestimento, maneggiando sencadenti za danno coi guanti il fuoco,
nuti
i

pubblica la statistica degl'incendi accaduti nel precedente anno in Roma, ed estinti

dai bravi pompieri. Nel n.

delle iV^ogli

tizie

del giorno

iSSg

si

leggono

en-

ferri roventi e le

legna ardenti, ed ese-

guendo

le

lice esito di

manovre francamente. 11 fequesta esperienza fu annun-

ziato dal n.

5i dei Diario di Roma con march. Origo pel suo ingegnoso trovalo. Nell'opuscolo deWe Ricerche parl di altre sperienze, come di metodi per estinguere gl'incendi senza l'acqua, particolarmente quando molto esteso o per mancanza dell'elemento, essendo i principali il soffocamento eia comprespassagsione. Nel i. si chiudono tulli gi all'aria ambiente l'incendio, talch in pochissimo tempo illanguidisce e si eslingue. Del 2., cio della compressione, si fa uso negl' incendi di sostanze di molto volume raccolte in gran massa, come
elogi al
i

comi degli uffiziali pompieri Pietro Biondi e Angelo Luswergh,il i . per aver fatto una macchina idraulica per uso del corpo ne' vari casi d' incendio, perfettamente simile alle recentemente fabbricate dai
il

pi valenti

artefici in Inghilterra;
ef-

2. per altre

macchinedi eccellente
n."

fetto e altri lavori di questo genere. Inol-

tre del

Biondi nel

delle Notizie del

giorno iS^6 sono riportate altre lodi per

una macchina di sua nuova e ingegnosa invenzione, tanto per estrarre l'acqua dai pozzi, come per lanJa costruzione di

ciare le acque contro al fuoco. Nel voi.

paglia, fieno, cotone e altre consimili

in

questi casi poco giovando l'acqua o se

ne richiederebbe un'enorme quantit, con maggior celerit si ottiene l'intento calcando e comprimendo le sostanze in combustione, che si salvano senza detrimento. Gregorio XVI cornei predecessori protesse Tutilissima istituzione de'porapieri,

menzione dell'esperimende'vigili esegu nel gran cortile di Belvedere alla presenza di Gregorio XVI il quale ne rest tanto soddisfatto e contento, che immediatamente chiamato nelle sue stanze il valente duca Caetani, colle sue mani gli pose al colL, p. 209,
il

feci

to che

corpo

lo la croce di

commendatore

dell'ordine

da

concedendo premi agl'individui che si erano distinti, ed elogi al corpo. L'esperimento si divisein tre paresercizio ti. Nella prima ebbe luogo
lui istituito,
:

i ,

e nel

corpo de' vigili di Roma non abbia a dipendere tanto nella sua amministrazione, quanto
fece dichiarare, che
il

i832

per innalzar

le scale

sacco di salva-

nel disciplinare, che dal cardinal segretario di stato e per esso

da

mg."^

governa-

tore di

Roma

qual presidente del mede-

simo. Per morte del benemerentissimo marchese Origo, il Papa nomin a successore r attuale direttore
,

colonnello e

rammezzo del cavallo. Seconda parte: i, macchine aspiranti e prementi ; 2, macchine prementi alimentate col passamano de' secchi macchina aspirante e predi tela ; 3 mente che manda 1' acqua in altra macchina lontana, per mezzo di conduttu-

mento;
pante
;

3, scala di corda; 4) scala

5, ascensione per

comandante d. Michelangelo Caetani duca di Sermonela, di che e delle onorifi-

cenze conferitegli da Gregorio

XVI

feci

re di tela passando a guisa di ponte sopra una strada, onde non impedire il bero accesso dei carri 1' acqua per tal
, li-!:

cenno nel

voi.

VI,

p.

218, come emula-

modo

ascende sopra l'edifizio, percor

tore dell'ingegno, delle profonde cognizioni e dello zelo del predecessore. Inoltre

nomin

tenente colonnello onorai io d.

rendo circa 5oo palmi ; 4 "SO doppio del zampillo d'una macchina su vari punti d'un edifizio. Terza parte: applicazio-

9
ne
rione di

POM
di alcuni da'siuklelti esercizi all'estin-

POM
1847
'^

l'egnante Pio

IX

nel

un determinato

incendio.
1

Aven-

cortile di

Belvedere

assist alle

medesimo manovre

do Gregorio
posto
il

XVI nel giugno 845 sottocorpo neldisciplinare sotto il seil

che con agilit , destrezza e coraggio eseguirono vigili comandati dui duca d.
i

gretario per gli alfuri di stato interni, e

Michelangelo, onde
del Papa e
gli

si

meritarono

le

lodi

per esso
lit di

governatore
a'

di

Roma
i

in

quafece

applausi del numeroso pogli esercizi

presidente,

28 dicembre
iVlattei

polo spettatore, mentre fra

pubblicare dal cardinal

menti pel corpo de' vigili landolo benemerito del pubblicoe del governo, concedendo con altro Regolameti/<z agl'individui che lo compongono il benelcio di essere ammessi non solo alla giubilazione per loro, ma ancora alla pensione per
lite in

Regoladi Rontay dicliia-

ch'ebbero luogo,
fienile
,

si

appicc fuoco ad un
era

al cui contatto

una

casa di

legno appositamente costrutta e piena di

materia combustibile.
estinto per forza delle

Una

famiglia in

essa racchiusa fu salvata; e l'incendio fu

macchine idrau-

liche, la cui perfezione e

le famiglie, colle

norme
civili

slabi;

favore degl' impiegati


il

non

manovra nulla ha ora che desiderare. Finalmente Pio JX, ili. ottobre 1847 col moto-proprio
sul consiglio e

generoso Pontefice un ulteriore riguardo circa alla durata del sersenza usare
vizio, in vista delle straordinarie faliclie

Senato diRonia, a questo


vigili.

sottopose
pontificio
de'vigili,

il

corpo de'

Nello stato

vi

sono
in

altri

benemeriti corpi
in

e de' gravi pericoli


esposti.
Il

vigili sono ai quali corpo de'vigili fu formato dello stato maggiore composto del colonneli

come

Bologna ed

Ancona.

Nel n.43 deWe Notizie del giorno Aq\

1843
dal

si

descrive V apparecchio Paulin^


dell'

comandante, del tenente colonnello aggiunto quando egli vi sia (


lo direttore e

nome

ingegnoso inventore

col

quale rimedial grave inconveniente del

onorario d. Giovanni de'principi Chigi),


del quartier mastro segretario
,

del

dico, chirurgo e scrivanoj della

mecompa-

denso fumo, pel quale pompieri andavano soggetti a cadere in asfissia. Nel n. 100 del Diario di RoniaiS^5s\ rileva,
i

gnia d' individui asoldo, cio capitano,


tenente, sotto-tenente, aiutante sotto-ufficiale,

che
di

in

occasione dell'orribile incendiodel

teatro di Berlino fu adoperata la scala

4 sergenti, 20 caporalij capo tromche vesliraimo la apparterranno

betta maestro, 8 trombetti,! io comuni;


tutti gii altri individui

salvamento immaginata, oltre un ponmaggiore Kesseles di Brusselles e descritta, potendosi adopete di soccorso, dal

divisa del corpo de'vigili


al

rare sino all'altezza di

80

piedi, tanto per

novero de'soprannuraeri in due classi, cio soprannumeri in esperimento d'idoueil per meritare l'ingresso nel ruolo
nelle vacanze, e
i

procurare l'immediato spegnimento del


fuoco, quanto pel salvamento d' indivi-

dui ne'pericoli d'un incendio. Nel n.


(lei

89

soprannumeri benemerenti, quali saranno vigili usciti dal ruospeciale lo per rimanere nel corpo.

la

Giornale di Roma i85osi parla delmacchina Fire-Annihilator (annichi-

latore del fuoco) inventata in Inghilter-

attributo de'vigili l'eslinzione degl'incendi in

ra dall'ingegnere Philip, col quale sisteil fuoco viene soffocato per mezzo del vapore con altrettanto di celerit che di effetto j onde il governo diede commis-

Roma

e contorni

dovendo

inter11

ma

venire

ai teatri e

pubblici spettacoli.

corpo costituito militarmente quanto


la disciplina e onori, considerato

al-

come
,

sione d'

un numero
le

vistoso di tali

mac-

corpo

civile.
i

Tanto

la

truppa di linea

chine

quali

mandano

suU' incendio

quanto gendarmi, durante l' incendio, dipendono dal comandante del corpo dei
vigili

una

foj te
il

corrente di vapore, in virt del


all' istante.
1

quale

fuoco viene spento

oda

chi ne fa le veci.

A'aS

aprile

Iln. 121 di detto Giornale

85 1,

cele-

PON
broncio questo trovato, aggiunge che nel-

PON
parlai a quell'articolo,

principio lo deve a Paolo


ne, autorit e prerogative,

Spagna furono spedile un numero di la marina reale da guerra. L'ingegnere A. Eichen di recen* te invent una pompa, a quale pu essere tiasporlata colla massima facilit e
la

93 IV e Sisto V, come di loro origimeqtre nel


voi.

queste macchine per

V,

p.

46

narrai che Benedetto

XIV ag-

giunse due prelati assessori perle cause


criminali.

Siccome
col

tra questi prelati di-

prontezza sul luogo dell'incendio, senza


il

stribu vansi le Provincie dello stato ecclesiastico


,

concorso de'cavalli.

nome
,

e vocabolo di po-

Imano z/owf

Ponens. Relatore delle cause sacre nella curia romana, secondo il DIz. (Iella lingua it. Ponenti si chiacardinali che nelle congrega*
,
i

PONENTE

nenza

ponentia
le

cos

furono chiamati

Ponenti,

ognuno riferendo o proponencause di sua ponenza.

do

negozi e

.riferiscono gli affari, quali relatori


si

della causa di cui

tratta.

Ponenti

si

di-

cono que'

prelati

che

in

alcune congre*
riferiscono
gii affari,

Plettemberg a p. 746 dice di questi prelati Horuni praelatorum offlciwn est cta, quae a gubernatoribus et locorum praesidibus prolixa valde ad congrega:

gazioni o tribunali di

Roma

tioneni ut

plurimum
sii

mittuntur^relegere,

o propongono
greg.

le

cause e

come

ex

iisque in coetu contenta referre j ut

3o6, Notitia conFino all'odierno pontificato vi furono prelati ponenti addetti alla Congregazione dpi buon governo [V.) islilui* ta da Clemente Vili, cos\ chiamati perch proponevano e riferivano alla conrileva l^lettemberg, p.
i

vero dispertitum

onuset officium, cui'

quesua attributa est provincia, quae vulgo diciturFonenta, cujus causasetnegotia

examinanda
i

suscipit.

tutto

il

1846
visi in

ponenti di consulta eranoi 2, diturni, ali.'* de'quali presiede"^

due

giegazione

rispettivi interessi apparte-

nenti alla ponenza loro assegnata delle

comunit municipali soggette alla sovranit della


s.

va mg."^ segretario, al 2. rag. decano dei ponenti. Aument due ponenti Pio IX ili." gennaio 1847 "^"^ concentrazione
de'tribunali di

Sgq^

come

dichiarai a tale

Roma,

e pose

tribunali

articolo, insieme alla loro origine e pre-

delle Provincie sotto la vigilanza del su-

rogative,

il

cui

emolumento

eia eguale

premo
il

tribunale della consulta. Inoltre


mg.'^ segretario presi-

a quello de'ponenti di consulta. Morcel-

Papa conferm

chiam il ponente di buon governo e sgravi, Vir sacri consili i swnptibuspuli

dentedeli." turno, nominando presidente del 2." altro

ponente;
al 2.

al

i.**
,

assegn

blicisniinuendiSy Firsumptibus minuen-

Nel 1847 ^'"^"o S6'> ^^ Pio IX col moto-proprio de'29 dicembre 1847 ^*^^ riunire le attribuzioni che si esercitavano dalla congregazione al ministero deldis.

ad ogni ponente 5o, concedendone 4^9gli "dimensili scudi


1

5o,

70

tori

che die a ciascuno di

detti prelati,
tolti

quali uditori

neh 85

furono
il

eim-

piegati altrove. Del resto

tribunale fu

l'interno, cessarono la congregazione del

organizzalo colla cancelleria, procura generalede'poveri, procura fscalegenerale, commissario delle galere, sollecitatoredei poveri carcerati, ed aspiranti agl'impieghi giudiziali.

buon governo ed
dasi

prelati suoi ponenti. Ve-

De

Vecchis,

De

bono regimine, Rodi costituzioni,

niaei732.Una collezione
editti e circolari

la congregazione del baon governo e le comunit e impiegati municipali, nel 1 824 si pubblic
i

riguardanti

PONONE,Crtr^/^/e.Alessandrolldel 106 ilo cre cardinal pretedi s. Anastasia,


si

Roma: / doveri de cittadini verso la pa


municipali^

tenne fedele a
dell'
il

s.

Gregorio VII nello

sci-

tra e degl'impiegati

di Regi-

sma

naldo Angeli. De' prelati ponenti della Congregazione di consulta (V.), il cui

scrisse

antipapa Clemente 111, e sottogiuramento fatto da Roberto ve-

scovo di Charlres nella basilica Vaticana.

94

PON
PONS (de) Raimondo, Cardinale. NoPerigucux, Gre-

PON
nome. Vi furono tenuti 4 nel 1257 sulla disciplina. 11
stici
Il

concili. III.''

bile francese e vescovo di

2."

neli2G7

gorio IX nel 1287 o nel


tiinale prete.

1240 lo cre carDimorando ordinariamenmigoverno della Chiesua morte incerta, come


il

sulla disciplina, e fu ordinalo agli ecclesia-

portare tonsura e abito ecclesiastico.


nel

te in

Roma,

fa occupalo ne'pi gelosi

S.**

nisteri riguardanti
sa.

di

Flavacour arciv.

1279 presieduto da Guglielmo di Rouen si fece:

L'epoca

di

ro
ci

24 canoni

riguardanti
i

gli ecclesiasti-

quella di sua esaltazione.

scomunicati,

parrochi,
i

ec.

che non

PONS
cia in

DE Thomieres

(s.),

Fanuni

s.

celebrano messa, perturbatori della giurisdizione ecclesiastica


,

Ponti Tomeriae, Citt vescovile di J^ran-

1*

osservanza del

Linguadoca, dipartimento d' Herault, capoluogo, a c) leghe da Narbona, in una vallata sulJean.E' assai ben fab-

concilio Laterano.

Il

4- nel

i3o5

sulla

giurisdizione ecclesiastica. Bessin,


b, Arduino.

Lab-

bricata e amena,

avendo ne'contorni

ca-

PONTECORVOfPow^w

Curvi). Cit,

Ye

di

marmo.
i^V.)

I^ons conte di

Tolosa nel
vi

t vescovile dello stato pontificio

nella

X
s.

secolo vi fece trasportare le reliquie di

delegazione di Fresinone (F.), dipenden-

Ponzio

suo avvocato e

un'abbazia di benedettini, dando

fond il suo
1

Marittima Campagna, distante 20 miglia d'Aquino e 8


te dalla legazione di

nome alla citt. Giovanni XXII nel


ro e form
la

eresse in cattedrale la chiesa del monaste-

sede vescovile e

la

diocesi,
Il

dichiarandola sulTraganea di Narbona.


capitolo regolare de*

da Ceprano, capoluogo del distretto del suo nome con residenza del governatore. Posta nel regno di Napoli e nella provincia di Terra di Lavoro, verso la parte
occidentale adiacente alla pi^ovincia di

monaci benedettini nel 161 I fu secolarizzato da Paolo V. Il vescovo godeva 3o,ooo lire di rendila.
Pio VII pel concordato del 80
1

Campagna
il

dello stato ecclesiastico,

gode

libero

commercio con
il

detta provincia
il

soppres-

e regno per convenzione tra


di questo e

sovrano

se

il

vescovato.

Tra gl'illustri

suoi vesco1

vi vi fu

il cardinal Farnese, fatto nel 5 4 da Leone X, che poi divenne Paolo III) il
[

Papa. Giace su d' amena collina in vicinanza del fiume Lii o Garigliano al di qua del ponte curvo, divisa in

quale nel

534 confer

la

sede

al

cardinal

due

parti,

una chiamata

Civita in

Marino Grimani:^\\
,

due vescovi furono Paolo Alessandro de Guenet di Rohan e Lodovico Enrico de Bruyere de Chalabre di Pomerade diocesi di s. Papoul, eletti il i. nel 1728, il 2. nel
ultimi

perfetto piano, l'altra Pastino alquanl^o


in pendio.

ampliata dai due sobbors.

ghi dell'Annunziata e di

Rocco, ambe-

due

in pian,

godendo

all'intorno eslesa

e fertile pianura, sparsa di colli deliziosi e fruttiferi


,

1770.

PONT. Luogo presso

Sainles,

dove fu

l'eccellenle tabacco e

primeggiando nei prodotti il vino. In un pro-

tenuto un concilio nel 1294, ne accordata una decima al

in cui ven-

re Filippo

di

IV

il

Bello. Gali. dir.

t.

2, p.

1076.

PONT-AUDEMIR, Pons Audemari.


Citl di Francia in Normandia, diparti-

pinquo isolato monte esiste il santuario Maria ss. di Monte Leuci, la cui chiesa figliale dell' arcibasilica Lateranense , vi nomina il suo il capitolo della quale
vicario e
difizio
i

il

cappellano. Nel contiguo e-

mento d'Eui'e'e capoluogo. Circondata di mura con fosse, ha belle strade e case assai ben fabbricate. Ebbe degli uomini
illustri e

convalescenza, per
vi si

vi passano la purissima aria che respira e per l'incantevoli vedute che

distinti cittadini
la

Aldejnaro suo signore per averconsiderabilmenle n' confondatore, portandone


il

la accresciuta

siderato

come

si godono. La costruzione delle mura che circondano Pontecorvo la forma e la mole delle pietre di cui sono fabbrica-

vi

PON
te, le lapidi, le

P
i

ON
1.

95

monete,
si

sepolcri e altil

rum, de'28
p.
1 1
I ,

antichi

monumenti che

si

trovarono nel

1 5, concesse la facolt di usare la moz-

luglio

1818, Bull. coni.


il

suo territorio, che


ne. Queste

estende per circa

3o

zetta paonazza sopra

rocchetto. Nella
vi

miglia^ dimostrano la vetusta sua origi-

chiesa della

ss.

Annunziata

un egre2 mi-

mura vengono

Tramezzate da

gio dipinto del cav. Silvagni, esprimente


s.

6 porte che danno ingresso alla citt. La porta Mascana, recentemente costruita
con maestoso disegno del cav. Brandolini,

Tommaso d'Aquino. Lunge circa


s.

glia dalla citt la chiesa di

Gio. Bat-

decorata dello

stemma marmoreo
i-

di Pio IX, di graziosi bassorilievi e d'


scrizione.
sa
Il

fiume trattenuto da una chiuper attivar le mole da grano, producascata. E' rimarcabile

ce
il

una piacevole

magnifico ponte ollremodo curvo, che


Sofferto nella solidit;

accoglie l'impeto delle acque senza aver

mai
ra

si
il

crede ope-

tista, edificala a suo onore da s. Grimoaldo e dai pontecorvesi,neli 1 87 gittandovi la i.^ pietra Guarino vescovo d'Aquino cio presso il Liri e vicino al luogo ove il s. Precursore prodigiosamente apparve, probabilmente a' 4 aprile 1 36 o prima a Gio. Mele, cui impose l'erezione d'una cappella in suo onore, mentre con altra miracolosa apparizione il san, 1
1

romana

da

esso deriv

nome

alla

to ordin a Proietto che invitasse E^oberto a dipingerla. Lecircostanzedi tali ap-

citt.

Non manca
La

di antichi e
il

moderni

fabbricati, fra'quali
le e l'episcopio.

palazzo municipa-

parizioni e

come

s.

Gio. Battista persesi

cattedrale sotto Tin-

guo

di predilezione
si

dichiar protetto-

vocazione
fia

di

s.

le reliquie

Bartolomeo apostolo, ove si venerano le ossa di s.

re di Ponlecorvo,
della

legge a p. i3 e

27

Grimoaldo

(inglese secondo alcuni) gi

Narrazione storica della vila di s. Grimoaldo del p. Pietro Pellissieri della


s.

arciprete della

medesima

cittadino e
la cui
si

cong. della dottrina cristiana e abbate curalo di

principaleprolettorediPontecorvo,
festa
si

Marco

di

Ponlecorvo

Roma

celebra a'29 settembre. Vi

os-

servano due belli quadri


tore (del cav.

di eccellente pit-!

Arpino ve n' uno nella chiesa suburbana detta della Canonica), alcune mitre de' bassi tempi e de' calici
di vetro; nell'archivio

i8i6. Nella chiesa gi de'cappuccini vi sono 2 buoni quadri laterali dell'altaie maggiore. La pubblica istruzione viene
risce

confidata ai pp. dottrinari (fr'quali fioil pontecorvesep. Pietro-Paolo Me-

sono mss. longo-

loccaro gi preposito gen. di sua cong.)


nel collegio di
rocchia. Nel
1

bardi, goti e latini del secolo XI, e molte

s.

Marco,

la

cui chiesa par-

pergamene segnate da
la
il

s.

Grimoaldo.
si

842

l'attuale vescovo affi-

Vi

cura d'anime affidala alTarcibatlisterio.


Il

lo stabilimento

per l'istruzione delle

prete, e

capitolo
la

com-

fanciulle alle maestre pie,

che convivono
le

pone
re,

di

12 canonici compresa
il

dignit

sotto la protezione di

s.

Luigi Gonzaga,
fore pi decente

dell'arciprete,

teologo e

il

penitenzie-

per cui

la

magistratura comunale

che hanno l'uso in coro della cappa con pelli di armellino neh 843 Grego:

n di locale pi

comodo

dell'anteriore

al presente

rio
e
il

XVI

gli

concesse

le

calze,

il

collare

Le monache benedettine
naslero,i passionisti

vi

non esistono. hanno mo1

fiocco

paonazzo

al cappello.

Le

al-

un ritiro fin dal 85o,


piet,
il

comprese le suburbane 5 delle quali sono parrocchie. Le chiese di s. Nicola di Porta e di s. Maria di Porta sono due insigni col,

tre chiese principali sono 16,

cio nel convento de'cappuccini; vi sono

5
te

confraternite,

il

monte di

naon-

frumentario ed il grandioso moderno spedale della ss. Annunziata. Gregorio

legiate e parrocchie assistite ciascuna da 8 canonici con l'abbate curato ai canonici della i.'' Pio VII col breve Sacro:

XVI

a questo die in protettore


il

il

cardi-

nal Luigi Ciacchi, calla citt

cardinal

Gabriele Ferretti. Gli abitanti ascendo-

96
no
a circa

PON
9,000, non compreso
s.

PON
l'annes-

sere medianic Iradmionto e

inganno,

so casale di

Olivn^

cli<;lanle

dnlln cill

mentre

fregellatii colle loro

donne

la

quasi 3 miglia, che ne conia pi di 4^0, prende dalla sua chiesa il Olii nome lo

dedicata in onore

di. s.

Oliva vergine,
festa
,

il

dilndevano valorosamente. Narra Livio nel hb. 8 che fu falla colonia romana, e come una delle pi famose la celebr

cui corposi veneia nella cattedrale d'A-

Slrabone

(al cui

tempo

era divenula pic-

nagni, celebrandosene
naio,

la

a'i5 gen-

cola contrada), ne' consolali di Publio

come avverte Borgia

Difesa dtl

Planilo Proculo e di L. Cornelio Scapala


,

dominio temporale dclUi sede apostolica, p. 34B,cap. 7; Breve istoria del dominio della s. Sede su di Pontecorvo o Pontecurvo. Egli agginngeche ne' vecchi tempi ebbe allri luoghi dipendenti, per
essere allora
il

fosse gi distrutta e

sebbene Giulio Ossequente dice che che il 1 console fu


di fe-

Marco Fulvio. Mancata Fregelle


de
ai

Lo stemma del comune d'un


tre archi,

suo territorio pi esteso. ponte con

ma

il

con sopra nel mezzo uti corvo; Borgia osserva, che se si fosse ben

romani, questi in punizione la fecero intieramente rovinare nell'anno di Roma 627 o 628 dal pretore Lucio Opimio, che per la celebrit del luogo ne volle godere gli onori del trionfo, restandovi solo un vico. Il p. Theuli, Teatro
islpr. p.

ponderalo quanto scrisse Leone Ostiense, copiando l'ignoto monaco cassinesc contemporaneo del gastaldo Radoaldo farebbe invece per arma un ponte di forma curva. Lo slemma inoltre ha 1' epi,

35

e 79, tratta di Fregelle e dei

uomini insigni, come di Marco Scst?lio che rispose per le 18 colonie che promisero aiuto ai romani, e di Lucio Pasuoi
pirio celebre oratore. Ricchi, de\'olseij p.
i
1

La

reggia

grafe : Senatus Popidusqiie Fregellanus.


]

1,

celebra

la

grandezza e

ponlecorvesi sono docili, robusti e labo-

magnificenza di Fregelle, e riporta alcu-

riosi,

vantando molti uomini

illustri in

santit, dottrina e nelle armi.

ne sue iscrizioni e monumenti esistenti in Pontecorvo. Che questo sia fabbricato sulle rovine di Fregelle

La
gelle,

celebre e antica citt volsca di Fre-

sembra invesi

da molti storici, geografi e archeologi nel luogo ove sorge Pontecorvo o ne'suoi dintorni, o contigua a Falvaterra ( di cui nel voi.
Fregellaey
fissata

ro confermarlo

magnifici avanzi d'una

aulica citt sotterrata, che lungo ilLiri

estendono circa a 3/4 <^' miglia dappresso Pontecorvo al di l del ponte ; i pregievoli musaici rinvenuti nel

XXVII,

278), disputandone iiyanto lo d all'Isoletta e a S.Giovanni Incarico. Principalmente in favore di Pontecorvo sono Sigonio, Biondo , Volterrano Leandro Alberti Baronio sorano Ferrari di Ceprano e
p.

i838
,
i

nel

Ceprano (^.)j alcuno

terreno della famiglia Velloni

framrinven-

menti

di

marmi

e colonne

che

si

gono. Imperocch siha dalla tradizione


e dalla storia, che gli abitanti di Fregelle

scampati dall'ultimo eccidio romano,


il

PeHissieri;in favore di

rarono Plinio, quale in altra opera die

Ceprano si dichiaBaudrand e Cluverio, il


la

fissarono

loro soggiorno in

un angolo

della distrulta citt verso l'oriente, al di


l dell'antichissimo

preferenza a

ponte assai curvo, e


nascente paese
di

Pontecorvo. Fregelle fu chiamata anche

per essersi

ivi riuniti il
il

Gesoriaco e da Jornande Cesarea. L'insigne Fregelle fu capo di molte altre citt latine nel regno volsco; vi
la
si

da
vo,

tal

ponte prese

nome

Pontecor-

come alFermano Theuli,

Pellissieri e

adorava

dea Bona e altri numi. I sanniti avendola tolta ai volsci , venne occupata dai

d'

fu compreso in quello Aquino e la storia ne tace le notizie fino alla met del secolo IX, leggendosi
altri. Il territorio

romani che

la

restaurarono,

ma

poscia

nel Baluzio

t.

2, lib. 4, n."

3, CapitiUar.

sanniti con l'aiuto de'salricani la ripre-

veg. francar, all'anno

867; e negli Aa-

PON
Muratori all'anno ^GQ, che essendo in questa epoca devastata Italia dai saraceni, l'imperatore Lodonal et Italia di
i

PON
principi deposti a

97

vico

II

per discacciarli riun un esercito

non dar gelosia al successore si tramutavano in monaci perla qual condizione perdevano attitudine al governo. Cosi fece Radoaldo, con
pregare Bertario abbate di Monte Cas-

formidabile, che per


di

Roma

nel declinar

marzo, venhint

ad Pontemcurvum^ in-

per Capua e Benevento si rec a Lucer. Pare dunque che il paese gi fosse
di
in

grado
11

di ospitare

un

esercito e

som-

ministrargli de'viveri.
p. Tosti nella Storia di
1. 1
,

Monte Cas-

49> anno 865, ecco come narra l'origine di Pontecorvo. Radoaldo gastaldo d'Aquino reggeva questa citt desino
p.

Magenolfo vedendo che non avea pi a temere dell' emolo, lo consegn all' abbate. Narra Pellissieri, p. 8, che Radoaldo neir872 non fond Pontecorvo, che gi esisteva e con tal nome, ma gli die la forma e il nome di castello, perch lo ingrand con nuove fabbriche nella regione superiore
detta Civita, Io fortific con muraglie e
torri di grossi travertini
,

sino a riceverlo nel chiostro.

putato dal conte di Capua, nello stato di cui era compresa. Profittando delle scorrerie de'saraceni,
gliere dalla

e nel sito piti

Radoaldo

si

volle to-

dipendenza del suo signore e formarsi uno stato proprio. Senza uscire dal territorio del suo gastaldato Tenne al fiume Liri a pie de' monti che dividono la valle d' Aquino dal mar di Gaeta, e proprio l ove sorgeva un giorno la vecchia Fregella; e parendogli acconcio il sito a quel che divisava, costru un castello chechiamossi Pontecorvo, dal ponte ad arco gettato sul fiume. Quivi rinchiuso radun quanta gente pot del contado, che tenne a se di vota, allettandola colla preda che faceva scorrazzando la contea di Capua. Aumentandosi i suoi, questi fabbricando case intorno al castello, dierono principio alla nuova citt. A punirlo si mosse Pandone suo signore, ma avendo Radoaldo ottenuto l'aiuto di Magenolfo marito d' Ingena nipote dell' imperatrice Engelberga , con promessa di divider con lui il dominio
della nascente signoria,

eminente, dove ora la cattedrale, fabbric la rocca per difesa degli abitanti e per sostenersi nell'indipendenza contro i duchi di Capua, profittando di loro dissensioni e della loro ostinazione in vo-

per loro sovrano il principe di Salerno. Da questa epoca cominci Pontecorvo a di venire uno de'Iuoghi pi
ler riconoscere

rispettabili della

contrada,

per

le fa-

miglie nobili'che

vi s'introdussero, s

an-

cora per essere illustrato dalla residenza


de'conti e duchi che tennero la signoria
di altre terre circonvicine.

Da un diploma
parola nel voi. V,
p.

del
1

946

di cui feci

00, Pontecorvo era

una

delle contee del principato di Bene-

vento. Riferisce Borgia, p.

35 r, che
si

dai

gastaldi d'Aquino, che quindi

dissero

anche conti

pass Pontecorvo ad aver

proprio signore, e questo pure con titolo


di conte, acquistando
il

luogo indipen-

denza, tranne l'ubbidienza che i suoi con-

scamp il pericolo che gli sovrastava. Per non and guari che Magenolfo volendo restare
assoluto signore, fece prendere dai suoi

Radoaldo e con due figli cacciollo in fondo di torre; s'impadron del suo tesoro e de'suoi servi e si fece proclamar signore della terra,
i

Capua, come 1 conte di cui pervenne certa memoria Adinolfo pio marito di Maria, ricordato dal conte Guido suo figlio in un diploma del 998 circa, dato in Pontecorvo, che si legge nel Gatti

prestavano
il

ai principi di

not

p. Tosti. Il

tola, Hist, Casin. saec.

cui abitanti volle poi ci-

VI, p. 298, donatore di alcune terre ai cassinesi. Dopo Guido si conosce Landolfoconte di Pontecorvo, ricordalo anch'esso con

vilizzare e istruirli a

combattere rego-

Gemma

larmente. Era in que' tempi costume che


VOL. iiv.

sua moglie in pi diplomi del conte Gio-

98

PON
il
:

PON
conte cede al monastero cassnese, ze parte a questo vend per 5oo libbre d'oro,

vanni Scinto loro figlio, presso il Gallola, p. 2 1 4, ^ 1 5 ed alliove, segnali Fontecurbo in castello qui nominatur Pika

confermandone con solenne diploma


li

questo conte ebbe in moglie Alfarnna e \ivea nel i o65. Ma presto duchidi Gaei

e giuramento l'atto Riccardo


tello

suo fra-

il loro dominio sopra Pon tecorvo e se ne chiamarono conti ; cosi

/rtf'^.) slesero

il

lo nel

normanno LefTrido o JefTrido RidalloyS loera,che poscia nel io8o

Roberto l , ed a condizione che il monastero non facesse ingiustizia n al conte, n al principe, n ai loro eredi. I documenti della compera e donazione sono presso Galtola Riccardo II pel suo
.

produsse ragioni su Pcnlecorvo , poich il fratello di Adinolfo conte d' Aquino, essendo conte di Ponlecorvo, fu assunto al ducato di Gaeta, ed a questa signoria

assenso cassinesi dierono


i

290

libbre d'o-

aggiunse

la

contea di Pon-

ed a Giordano Pinzasi, che molto si adopr a pr de'monaci, altre 30 libbre d'oro, ed oltre a ci l'abbate, conseguilo ch'ebbe l'utile e diretto dominio di Ponro,
i

lecorvo, secondoch rilevo nel p. Tosti,


p.

lecorvo, subito per


invest della

annuLum aureiun

lo

4^- Nel 1087 Ponlecorvo fu onorato dalla presenza di Papa Vittore 111 proveniente da

Roma

e vescovi

fra le cose

con diversi cardinali che vi oper , no-

ter la consagrazione della chiesa del

mo-

nastero di
te.

s.

Nicol, ora

Nel declinar del


i

non pi esistensecolo XI Ponlecoril

met di Ponlecorvo, a condizione che lui morto fosse tornata in balia del monastero; pi gli don una casa con molino in s. Germano e i5 vassalli dimoranti nel territorio che giace tra Pignataro ePiumarola. Laonde ben
a ragione l'abbate Oderisio
II

fece nelle

vo riebbe
le in

suoi conti particolari e tra

porte di bronzo della basilica di


nastero

Monte

questi Rinaldo figlio di Leffrido,

qua-

Cfl55mo(^'.) scolpire tra'dominii del mo:

sole e

diploma del 1098 ai titoli di conduca uni quello di dominalor ci'

Civilas Pontis Curvi cuni per-

tineiiliis suis.

Che Ponlecorvo gi si chia,

vilalis Ponticiirvo.

Dopo

di questi vie-

mava

citt lo attesta Pellissieri

p.

35,

ne nominato Gualgnanoo Gualgano padrone di Ponlecorvo, che non solo vi sine dispose eziandio, assegnandolo in dote o dotarlo ( questa donazione sponsalizia de* tempi normanni e longobardi spiega Borgia a p. 352) alla sua moglie figlia di Rainolfo contedi Caiazzo, il che riporta colle sue conseguenze Pietro diacono continuatore della Chron. Casin. lib. 4, cap. 25. La vedova ne perde poi il possesso per la sua fellonia contro Riccardo II principe di Capua. Allora fu che Roberto fratello
gnoreggi,
della punita e conte di
il

anzi osserva che nell'ampiezza forse su-

ma

perava Aquino o almeno l'eguagliava. Dopo che questo luogo pass in potere del monastero cassinese, solFr alcune vicende, prima per re Ruggiero I e poi
di altri.

Mentre
il

figli di

questo re con-

quista vivoo
s.

paese fino a Ceprano della


si

Sede,

egli

rec al monastero e con

1 146 o prima tolmonaci le terre di Cardilo e Comino, non che Ponlecorvo, dicendo non pos-

decreto de'29 maggio

se ai

sedersi

da loro a buon
gli

diritto, e
il

perch

non gridassero

cede

castello di

Roc-

Caiazzo

ricev

ca d'Evandro, rapinando la basilica del

Ponlecorvo da Riccardo di Monte Cassino Oderisio (per quanto riferiscoWD Bordi


II.

dominio

Con questo l'abbate


)

pi prezioso, trovandosi bisognoso di denaro. Dall'anonimo cassinese si apprende, che nel 1201 Ponlecorvo fu ricupe-

gia e Tosti

incominci pratiche per ail

ver Ponlecorvo ed

castello Vitecosi.

Convennero

nel

io4 o pi lardi: parte

ralo dall'abbate di Monte Cassino. Non dovettero essere lungamente quiete le cose, dacch narra Borgia p. 355 che In-

della terra di Ponlecorvo e suepertinen-

nocenzo IV per

la speciale tutela

che

la

PON
monastero cassinese, fece con due bolle del i254, Per operis e Cutn a nohis (presso Borgia, Appendice p. IDI e 102) rigoroso divieto a chiunque di fabbricare in Pontecorvo alcuna fortezza o munizione che valesse in qualche modo a turbare la quiete dei luogo; e conferm agli abitanti tutte le esenchiesa

PON
zo VII
fetto
il

9r)

romana teneva

del

le

suo disposizioni non ebbero ef-

che sotto il successore Gregorio XI f, quale scrisse altra lettera perche subito avessero luogo. Il Tomacelli non se ne
die per inteso, per cui s'interpose re
dislao,

La-

che compose

la lite tra lui e l'ab-

bate cassinese, con


il

rilasciarsi a Tomacelli godi mento di Pontecorvo per altri 5 an-

zioni, libert e franchigie, delle quali era-

ni,

dopo

quali fu ricuperato dall'abba-

no

in possesso

per concessione del cardi-

nal Roth'edo (non lo trovo ne'biografidei

Tuttavolta non giov ad essa questo possesso, imperciocch essendo il monazia.

cardinali) abbate di
I
1

Monte Cassino
II

nel

siero travagliato dagl'inquieti abitatori


de'suoi feudi, e parte da Braccio da
tone, che

00, e dell'imperatore Federico

redi

Mon1

Sicilia nel

tecorvo

si

1229. Nel secolo seguente Pongilt dalia parte di Onorato


(^F.),

teneva

al

Giovanna II regina di Napoli suo soldo, avendo verso il 4*2 i

conte di Fondi

nemico

di Bonifacio

IXj

ma atterrita
1

dalla crociata

mossa dal

Papa

e dalle continue censure che fulmi-

nava, nel

3g9 torn

nella pontificia gra-

occupato colla forza diverse terre e castella di Monte Cassino, dov Martino V con sue lettere del if\.i'2 commettere a Giovanni (Jacopo dice il p. Tosti, e l'Ughelli,
Italia sacra) vescovo d'Aquino, vice-rettore della provincia di Marittima e Campagna, perch a nome suo e della chiesa romana con piena autorit prendesse il governo di Pontecorvo con mero e misto

zia che la sciolse di scomunica, da cui era-

no

pontecorvesi allacciati, anche per sele

guir

parti degli antipapi

Clemente VII
il

e Benedetto XIII,
sti
t.

come

racconta

p.

To-

127; quindi Bonifacio IX don Pontecorvo al nipote Giovanni To3, p.

impero, ed ogni studio ponesse per


gli altri
li

macelli milite, a spese e con dispiacere dei

ricuperare

luoghi

tolti al

mona-

monaci ch'erano governati da Enrico Tonacelli cugino del Papa e da lui fatfo abbate. Borgia dice che Pontecorvo fu dato a Giovanni in vicariato, forse per impedire a'ponlecorvesi di tornare agli eccessi
e ribellioni, per
nifacio
le

stero cassinese e

governasse, per termi-

nare tante liti e scandali. Nel pontificato di Eugenio IV, essendo nel 1435 morta Giovanna II, Alfonso re

d'Aragona pretendente
gli

al

trono contro

quali a'20 giugno Bo-

angioini, tolseal Pontefice Pontecorvo

IX li avea fatti assolvere da Giovnnni vescovo d'Aquino. Mori nel i4o4 Bonifacio IX e gli successe Innocenzo VII.

per avergli negata l'investitura e dichiarato


il

regno

di

Napoli devoluto alla

s.

Sede. Eugenio IV ricorse alle armi,


sped contro
il

gli

questi energicamente ricorsero

naci all'insaputa dell'abbate, e nel


la, irrita e

moi4o6

prode
il

Vtellesclii poi car-

dinale colle milizie,

quale ben presto

n'ebbero papale diploma dichiarante nulcassa

ricuper Pontecorvo e lo ritenne per la

nifacio
sti

IX al nipote

cittadini

donazione fatta da Bodi Pontecorvo: a queInnocenzo VII lo invi, orla

romana Chiesa

fino al i439, in cui essendo partito dal regno torn Alfonso ad occuparlo altra volta. Al Borgia non riusc

dinando loro che


tornassero
ai

sotto

pena d'anatema

conoscere quando Eugenio

IV

Io ri-

cassinesi,^ quali legittimi

possessori gli dassero ubbidienza, traen-

dosi dalla soggezione di Tomacelli. Fece

esecutore del suo volere e delegato apostolico

r abbate

di

s.

Erasmo

in

Castel-

144^^"^^^^ luogo ubbidiva a lui, pel documento del cardinal Mezzarota camerlengo de' 18 dicembre, dal Borgia riportato a p. 106 dell'appendice; dicendosi che il Papa mosso
prese, certo che nel

lone presso Gaeta. Per morte d'Innocen-

dalla costanza dimostrata dai pontecor-

loo
soflferte

PON
tanti.
Il

PON
r2.

\esi in (ante e gravi molestie sino allora

riconobbe

beni e giurisdi-

pr stata ecclcsae tucndo^

li

ri*

zioni de'cassinesi in

ceveva

ac devotos

tamqnam vere fideleSy constantes s. romauae ecclesiae in sinu

sub protectione ac naturali tjusdem ecdesine guhernio et ad osculum pacis; e


quindi di molte grazie e privilegi
ricch, nfnch
li

Pontecorvo esuo territorio, cio avendo monaci perduto il diritto di sangue sotto Carlo I, ritnasero signori feudali di Pontecorvo nelle giurisi

dizioni

civili,

come spiega

il

3.** p. Tosti. Il

ar-

con l'uso de'medesimi pol'afflilla

tessero ristorare

patria. Nell'ansi

che potesse Pontecorvo reggersi e goverPapi annarsi con giustizia, deputando nualmente il capitano pel reggimento deli

no seguente Eugenio IV
lecorvo.

pacific

con

la terra, sottoposto al

sindacato del

comu-

re Alfunso,senza nulla innovarsi per

Pon
fi-

ne.

Il

4- slaijilisce lo stipendio del capiI

Morto

il

re nel

i458

pretese di

succedergli nel regno Ferdinando suo

glio naturale, che s'inimic con Calisto 1 1 per avergli negato l' investitura, ed allora fu ch'egli occup Pontecorvo. L'angioino

in 5 o 0.0 oncie di gigliati d'argenda pagarsi dal comune. 11 5. viet al capitano il farsi sostituire, tranne da un pontecorvano. Il 6. perdono pontito,
ficio a tutti
I
i

tano

delitti. Il 7. statu
il
i

che in
ivi si

Giovanni pretendente al reame, col favoredi Cantelmo duca di Sora spogli Ferdinando di molte terre e specialmente di Pontecorvo, mentre nello stesso anno sal al pontificato Pio II. Questi con avveduto consigi io favor Ferdinando con poderoso esercito comandato da Federico d'Urbino e da Napoleone Orsini, Io rassod nel trono e gliene die l'investitura; ricuper per l'Orsini alla s. Sede Pontecorvo, i feudi al monastero cassinese che n'era stalo spogliato da Giovanni, e pri'vil duca di Sora di sue terre. Come riacquist Pontecorvo, Pio II lo descrisse liei suoi CommentariXxh. 1 2. Ritornati pontecorvesi sotto il dominio della romana chiesa, mal sopportando di avere a sovrano il monastero di Monte Cassino, risolvettero di comun consensodi non iscuoi

.'

istanza gli abitanti e

comune

giudicassero. L'B." franc

pontecorvesi

dai pagamenti
le,

fiscali e

dal tributo del sa-

dimostr che la s. Sede prima di questo tempo stimava a s soggetta Pontecorvo. Il 9. riconobbe la esenzione delle gabelle tra Pontecorvo e Fecon che
si

rentino.

Il

io. che questi articoli avesla

sero forza per

papale approvazione (che


a'

Pio

II vi

appose

io dicembre 1468).

Acconciate per
Pietro, a Pio

tal

modo

le cose,

pons.

tecorvesi giurarono perpetua fedelt a


II

e successori (con

la

fur-

mola presso il Borgia, Appendice p. 108), e deputarono per loro procuratori e sindaci Benedetto Marsella e Angelo di Spicola, affinch
l
si

recassero ai piedi di Pio

per dargli parte della seguita spontaratificargli


il

nea dedizione,

solenne giu-

terne

giammai

il

dolce giogo

quindi ve-

ramento
fermare
i

di fedelt e supplicarlo di

con-

nuti a trattative con Lorenzo vescovo di

detti capitoli.

Il

tutto esegui-

Ferrara e Fortunato vescovo di Sarsina commissari pontificii, stabilirono con essi alcuni capitoli che riporta Gattola e riprodusse
il

p. Tosti
si

t.

primo de'quali

fu,

3,p. 171 eseg. Il che Pio li ed suoi


i

successori tenessero e conservassero la ter-

in Tivoli, ov'era il Papa, agli 8 lu1463. Di questa dedizione di Pontecorvo e incorporamento al patrimonio di s. Pietro, non reclamarono n re Ferdinando, n i monaci cassinesi , che riconobbero la giustizia di essa , come si

rono

glio

ra di Pontecorvosolto l'immediata signoria della


s.

rileva dal

Pontano

segretario del
lib.

pri-

Sede, con solenne divieto di


altri,

mo. De
tola

bello

Neapoli

5, e dal Gathist.

cederla ad

secolare o ecclesiastico
tutti
i

abbate de' secondi,

Ad

cas-

che

fosse;

confermando

privilegi

sin. access, p.

e statuti goduti dalla terra e dai suoi abi-

547, giacch la s. Sede con molto suo dispendio avea ricuperato al

PON
monastero
gli altri

PON
309. Sempre re Pontecorvo come

loi

feudi de'quali era stato


li restitu la giurisdi-

di
di

Napoli riconobbero
pieno e assoluto do-

spogliato, anzi

Pio

zione criminale tolta al


lo
I,

medesimo da Cari

e convenne quanto riportai al capi:a.,

tolo

cio gli conserv

beni e

la

giu-

risdizione su Ponlecorvo.

II

Conlelori nel

minio de'Papi, risultando dai libri della regia zecca, che quei servigi feudali che essi anticamente riscossero in Pontecorvo, finch fu sotto il governo del monastero cassinese, restarono affatto aboliti,

Mjo intitolato a Urbano VjII: De immediata super terrns Ponteciirvi sedis ajwstolicae /urisdictione, conta
raflermasse

come per
si

s.

dacch questo luogo pass in mano della Sede, perch questa non gi in feudo,
in

Tolontaria dedizione de' pontecorvesi


il

ma

piena propriete sovranit lo riu-

dominio del Papa

sulla lo-

n alle sue terre.

Lo

stesso

avvenne

nelle

ro lena.

controversie insorte per conto de'confini

Per
p.

l'autorit del Platina nel voi.

XV,

del territorio di Ponlecorvo, poich per

Innocenzo Vili die Pontecorvoal cardinal d'Aragona nel declinar del 1484 pel essendo poco dopo morto il cardinale non ebbe effetto. Fino al i485 i monaci cassinesi ritennero ed esercitarono diritti feudali su Ponriportai che
i

284

comporle
nistri del

i re di Napoli ammisero miPapa, come del sovrano del luoi

go. Bellissimo

il

documento che
1

di ci

riporta Chioccare Ho, Dell' archivio della

regia giurisdiz.

t.

8, per occasione delle

in

ma Innocenzo Vili l'incorpor un coi beni che vi avea il monastero alla camera apostolica, e da questa gli assegn in compenso l'annua pensione di
lecorvo,

dispute nate tra'sudditi pontifcii di Pontecorvo ed i limitrofi regnicoli pei confini,

specialmente dalla partedi RoccaGu-

200

fiorini

d'oro nel di dell'Assunta al-

amichevolmencomposte nel 16 12 tra Paolo V e Filippo III. Nel 1621 Gregorio XV nel daglielma, e che poi furono
te

l'abbate

commendatario cardinal de Medici, dopo la rinunzia del quale e divenuto Leone X non furono pi resi all'abbazia, secondo ilp. Tosti. Borgia dice che

re l'investitura del
cilia

reame di Napoli e Sia Filippo IV, nella bolla Regis aeil

terni, presso

Bull.

Rom.

t.

5, par. 4, p.
il

4o6, espressamente
vo, ed Alessandro

si

riserb, oltre

du-

Innocenzo Vili
diedero
tal

1491 e poi Leone X compenso a Monte Cassino


nel
tal

cato di Benevento, la terra di Pontecor-

sopra alcuni benefzi ecclesiastici. In

maniera Pontecorvo rimase


sovranitdellas. Sede,
fin dal
1

in assoluta

la
il

quale dopo aver


al retto-

463

affidato

governo

VI fece altrettanto nel i666con Carlo li. Anche InnocenzoXI II nell'inveslirnenel 1722 Ti pera tore Carm lo VI colla bolla Inscrutabili t. 2,par.2, p. 242 Bull., l'accord colle stesse riserve.
l

re ossia governatore della provincia

diMa-

Benedetto XIII colla bolla


quino{P*.), nel

citata

ad z^ve-

rittima e
tri

Campagna, che

perci agli al-

1725
i

innalz Pontecor-

suoi

titoli

aggiunse quello di gover-

vo all'onore
scovile,

di citt e di cattedrale
tutti

iiatoic di Pontecorvo, sotto lo stesso In-

con

privilegi

che godono
Sede, e l'un

nocenzo Vili ne regol il sistema delle pubbliche cose con una piena raccolta di statuti fatta nel 1489 e approvata dal cardinal Uiario camerlengo. Il Borgia confata
ri

le altre citt dello stato ecclesiastico, sog-

getta

immediatamente
d'Aquino,

alla
il

s.

al vescovato

cui vescovo pre-

se

Giannone

e altri storici, sugli erro-

il titolo d' Aquino e Pontecorvo: eccone un sunto. La terra di Pontecor-

riguardanti

JNella

il possesso di Pontecorvo. guerra degli spaguuoli controP^io/o

vo fra

le altre di

quelle parti insigni e mol-

to celebri per la gloria di antichit, co-

IF (F.)y
1

nel

i556 invasero Pontecorvo


abbandonarono
nel
,

me quella che stimasi

fabbricata sulle ro-

e altri dominii, che

vine dell'antica Fregella, citt una volta

557 come

toccai nel voi.

XXVII

p.

famosa del Lazio, si distingue

pei^ la

quau*

102
dini;

PON

PON
Che Pontecorvo
col

tit considerabile di abilauli e di cilta-

suo dislrelto, ter-

ha 7 chiese [JaiT0Cchiali,3 dellequah souo collegiale con numero cunipeleu


le di canonici, molli

ritorio e pertinenze fu

cenobi di diversi 01i

dioi religiosi
nile,

d'ambo sessi, 4confiater2 spedali, il moule di piel, la comde'cavalieii di Malta, nolli no-

espressamente con Bcrnevenlo riserbuti alla s. Sede nella formola dell' investitura del regno di Napoli, si apprende ancora dalla bolla Roinaniun Pontficem, de'4 febbraio 1 760,
Bull. coni.
t.

menda

I, p.

279, con

la

quale Cle-

bili edilzi e

non poche famiglie

assai dis.

mente XI li

la

concesse a re Ferdinando

stinte, edaltre soggette al casale di

Oli va;

possiede un leiiiloiio

ampio e

frultifei'o

che

si

estende a 3o miglia circa; ha dato


distinti

IV, essendovi inserito il solenne giuramento reso dal regio procuratore cardinal Orsini, in cui si riconoscono exceplis
cii'ilale
vy

u* tempi andati molli vescovi ed altri

Dencveiilaiia,etlocoPoiilis Ciir-

personaggi
ta,

per

la santit

della vi-

ac

loto territorio^ et

omnibus

distri'

per la coltura delleollimearti e per va-

elibus et pertinenti is secunduni antir/uos

lor militare,

onde non

solo

ha meritalo

/Ines territorii etpertinentiaruin^ et distri'

d'essere colmala di grazie e di favori spe-

ctus civiLalis,

et

loci praedictoruni
et

per

romani Pontefici, ma di essere nominala alcune volle col titolo di citt; e siccome vescovi d'Aquino per l'insalubril dell'aria e per mancanza del palazzo vescovile non possono risiedere nella loro chiesa cattedrale, cosi da tempo antico risiedono in Pontecorvo apparteciali

dai

ronianos Ponliflces dislinctos

imposte-

rum
si

distinguendos. Questo giuramento


i

legge pure nella par. 2, p. 2


di

7-

delle
voi.

Mem. ist.

Benevento iHoi^'ia. Nel

V, p. 100 e 1 1 1 riportai come sotto Clemente XIIIj^ev le vertenze col duca di

nente

alla diocesi, e sogliono tenervi fissa

la cattedra e
olii santi,

residenza episcopale, fire


le funzioni
s.

gli

Panna (F.\ nel 1768 le truppe di Ferdinando IV re di Napoli invasero Benevento e Pontecorvo; la solenne prolesta
di

conferire gli ordini sacri, ed e-

mg.^ Laute, che

riusc inutile

come

le

sercilare

decentemente

ponti

gravi rimostranze del

Papa

e che per

Hcali nella chiesa collegiata di

Barto-

quelle di Clemente
tali

XI F questi
/Je/ttz.

ricuper

lomeo di struttura nobile e spaziosa ". Vi fu eretto il seminario che ora in totale abbandono. Nel 1 8 1 8 Pio VII in forza del concordato couchiuso con Ferdinando I re delle due Sicilie, un ad Aquino (situata circa 5 miglia distante dal fiume Melfi) le diocesi di Pontecorvo e di Sora, considerale ejusdem condilionis et praeinintntiae^ onde il vescovo ne porla i 3 titoli: a SoRA riporter la serie dei
vescovi di Pontecorvo, oltre quelli degni
di particolar

dominii pontificii sul


Il

1773.

Baldassari,
I, p.

terminar del de patimenti


del cav. d'A-

di Pio FI,.

i58, riprodusse una

lettera de'22 ottobre

1796

zara ministro di Spagna, al cardinal Basca segretario di slato, in cui parlando


della pace che
si

trattava colla repubbli-

ca francese tanto da Pio VI, che da Fer-

menzione tanto

d'

Aquino

the di Sora. Siccome Benedetto XIII in sede vacante conservalsolocapilolo d'A-

quino

il

diritto di eleggere

il

vicario ca-

deputare un canonico della cattedrale per vicario generale della citt, Gregorio XVI benigno verso Pontecorvo rese in ci la sua cattedrale
pitolare, che soleva

dinando IV, dice: Tacitamente poi sar convenuto che alla pace col Papa, questi ceder Benevento, Ponte Corvo, e credo ancora Castro e Ronciglione alla Francia, la quale ne far un cadeau a Ferdinando IV ". Osserva quindi Buldassari, che rispetto a Benevento, Ponte Corvo, Ronciglione ed il ducalo di Ca,

del tulio indipendente d'Aquino.

stro, ignora se si facesse allora nessuna convenzione segreta fra'gabinelli di Parigi e di Napoli ; ma poich questi paesi erano stati domandati dal territorio fran-

PON
cese in

PON
con

io3
la corte vo-

uno
si

de'

64

articoli presentati a

seguenza della propriet di questa atto

ujg.r Caleppi in Firenze (e ricusati

dominio e autorit superiore,

noia che

legge a p.i
di

34

delle belle
il

morie che mend. de


rio

Caleppi pubblic

Mecom-

leva fare di verse innovazioni, di tenere nei

due

principati
di

Rossi), certo

che

il

diretto-

manente,
ri

un presidio militare pernon riconoscere pi il diritsi

medesimo meditava di servirsene, non un cadeau a Ferdinando IV , ma per venire ad un baratto vangi per farne

to di asilo, che

sarebbero introdotti va-

cambiamenti sulle leggi de' disertori, che farebbe leve di milizie urbane per
incorporarle nelle truppe regie. Indi si fecero dalla repubblica francese diversi

taggioso alla Francia

forse

il

direttorio

voleva cedere a Napoli Benevento e Pontecorvo, e ricevere in cambio ci che dell'isola

reclami contro

1'

atto che stabiliva l'acgli

dell'Elba apparteneva a Napoli,


e lo slato de* presidii che a-

cennala autorit superiore e contro


effetti di

Piombino

questa autorit,

ma sempre

inu-

vrebbero ingrandito col ducato di Castro

tilmente. Finalmente n' primi mesi del

1801 Ferdinando IV dov cedere i nominati paesi alla repubblica francese. E' nolo che ai Papi pi volte furono offerti dai re di Napoli altri dominii e compensi pecuniari pel cambio di Benevento e Ponlecorvo, ma sempre ricusati. Nel febbraio 1 798 con detronizzare Pio VI francesi compirono l'invasione dello slato pontificio, indi entrali nel regno di Napoli nel gennaio 1799 occuparono Benevento e Pontecorvo e li democratizzarono; dopo
fatti

e con Ronciglione, ed in

nel

1802 la corte di Napoli ritir da Benevento e Pontecorvo il suo presidio militare, senza informarne Pio VII e senza
alcun alto di rinunzia alle prime pretese,

tobre e

lasciando in vigore l'editto de' 17 otgli altri successivi. Pi, il re no-

min un capitano con residenza in Benevento per domandare disertori che vi s' introducessero, ma il Papa gli fece sai

pere che
tirare

si

sarebbero

restituiti

a termini
ri-

degli antichi concordati, invitandolo a


il

capitano da Benevento. In
al

una

pochi mesi
i

le

truppe napoletane presero

nota de*26 giugno 1802


in

suo ministro

due luoghi, che restituirono nel 1800 a Pio VII , il quale nomin delegalo di
j5enei'e/ifmg.^Zambelli.Tutlavolta consto cess nel

Bonaparte di far conoscere al Papa, che avendo napoletani sgombrato due paesi, era neCacault,
scrisse
i
i

Roma

tinuandone l'occupazione militare, que1 802 per interposizione di Bonaparte i. console della repubblica francese, contro le pretese e sottili caviK
del famoso nemico di
il

cessarioche

li

facesse occupare
il

il

pi pre-

sto possibile, e che

re di Napoli

non

di-

r niente, giacche questo affare era ormai


finito,

continuando a sostenere
s.

le

ragioni

li

Roma cav. Aclon,

di piena sovranit della


sta vi ristabil l'antica

Sede, onde quedi

che suppose avere

soccorso di Francia,

Papa implorato il non solo per questo

forma

governo

in tutto.

argomento, ma ancora pel tributo della Ghinea (/^.), secondo il racconto del cav. Arlaud, Storia di Pio VII^ voi. i, p. 209.

francesi, nel febbraio

Divenuto Bonaparte imperatore dei 806 fece occupare Napoli e il regno, che die al fratello Giu1

Da questo
1

si

apprende, che con editto dei

seppe,

il

quale subilo

gli

domand

l'au-

7 ottobre

1800 e per

diverse lettere di

torizzazione d'impossessarsi di Benevento e Pontecorvo. In vece l'imperatore gli


eresse in feudi e principali immediali del-

Ferdinando IV

Aclon che darebbe al Papa soltanto \ utile dominio di Benevento e di Ponlecorvoe che riteneva per s Xalto dominio, con che il Papa si vee del suo ministro
la corte di Napoli dichiar

l'impero, senza preventivo trattato o par-

tecipazione al Papa, con quell' atto che


riportai nel voi.
teste di

niya a rendere feudatario del

re. In

con-

V,p.i 2, in un alle proPio VII; ed ordin che in piena


1

io4

PON

PON
incomode ad ambo
i

propriet e sovranit, trasmissibili con or>

governi; che

si

era

dine di primogenitura alla discendenza mascolina, quello di Benevento si dasse a

d'accordo sulla reciproca utilit del cambio, ma Roma chiedeva l'equivalente in


territorio,

Talleyrand,

l'altro di

Pontecorvo

al

ma-

ed all'opposto

il

re offriva de-

resciallo dell'impero Carlo Gio.

Berna-

dotte (poi re di Svezia^ Fedi), col titolo


di principe e duca di Pontecorvo, di cui,

naro, perch osservava, che cedendo porzione degli Abruzzi, unico sito conveniente, si

sarebbe privato di posti militari imconchiuse,anco per le dispute insordomanda della chinea falla da Pio
al re,

secondo alcuni, voleva compensarne ser vigi o contrariare le inclinazioni repubblicane. Nella partecipazione al governo
i

portantissimi; ne deriv pertanto che nulla


si

te sulla

pontifcio (presso

74)

de'

Artaud 16 giugno 1806,


le
tali

voi. 2, p.
si

78 e

VII

secondo

la

sua promessa del

pochi vantaggi e
so ricavava da

rimarcano i tenui rendite che esseparati dominii


,

che la loro lontananza dal centro del governo vi rendeva debole l' amministrazione ; laonde il leggero sagriflzio che si richiedeva dalla s. Sede sarebbe agevolmente compensato dalle convenienti indennizzazioni che l'i m pera torcer per of frirle. A questi violenti spogli successe a poco a poco la prepotente usurpazione di
tutto lo stato pontifcio e nel luglio
la

1806. A Carbonari notai come rivoluzionarono Benevento e Pontecorvo nel 1820, onde furono occupate dai costituzionali di' Napoli, indi nel 1821 ritornarono all'ubbidienza papale, appena furono repressi rivoltosi napoletani, impei

rocch
a
tali

la loro

posizione isolata l'espose

passeggere commozioni. Nelle vicende politiche successive i pontecorvesi

dierono ulteriori prove della loro fedelt e divozione alla sovranit pontificia. Nel i83i avendo Giovanni Arduini fatto recluta di militi volontari pontecorvesi, li

deportazione di
il

1809 Pio VII(F.). Ponl'e-

tecorvo sotto
e immunit

novello signore god

condusse a

Roma

in difesa del tro-

senzione della coscrizione, vari privilegi


,

a differenza de' circostanti


i

paesi, per cui

pontecorvesi
11

si

lodarono

del suo reggimento.


to pontificio, p.

Castellano,

Lo sta-

226, dice che Pontecorvo poscia venne unito all' impero francese, e nel 8 4 pass a dominarvi il re di Napoli Murat; ma nel seguente anno fuga' la colle proprie nazionali arnii la guar1 (

no di Gregorio XVI e della religione. Piacque tanto al Papa l'operato, che lo rimuner colla croce e titolo di cavaliere^ col grado e uniforme di tenente onorario, col dono di una gran medaglia
d'oro e col privilegio di tenere sul por-

tone della propria casa lo


tificio.

stemma pon-

PONTEFICE,

Ponti/ex.

A Papa ed a
nomi
vicario di

nigione napoletana, inalber per prima

Nome
Ges
cali
ce,

de'Papi parlai de' differenti

con ispontaneo moto pacifici vessilli pontificii. A Delegazioni, a Benevento, a Pio


i

propri del Pontefice


minii della

romano

Cristo e sovrano temporale dei dos.

VII e in altri articoli narrai, che nel giugno 181 5, in forza dell'articolo io3 del congresso di Vienna, il principato di Pontecorvo fu restituito alla
s.

Sede,

come

de'loro

signifi

ed anche dell'etimologia di Ponteficitando Bracci che con diffusione ne

Sede. Abbia-

tratt: dissi

pure

di tutto

quanto riguar-

mo
ji."

da Coppi, Annali d'Italia an. 1 8 1 6, 6, che secondo il principio adottato in

da

il

sommo

Pontefice, che in questo


in

mio

Dizionario svWuippa con dettagli


so Pontefice

innu-

detto congresso di rettificare i confini dei


rispettivi stati, dal

merabili articoli. Pseudo-Ponteficeofal"


si chiama V Antipapa {F.), Macri nel Hierolexicon dice chela vo^ ce Powf//ejCj sebbene convenga ottimai mente ad ogni vescovo, ad ogni modo per

lo col re di

Papa si era intavolaNapoli un negozialo per far


cit-

Il

cambio

di

Benevento e Pontecorvo,

t rinchiuse nel territorio napoletano e

PON
aatonomasia si riferisce sempre al sommo Pontefice romano. Barono all'anno 4o5, n. 54) dice che la parola Papa anche anticamente significava il romano Pontefice. NelTepist. 4^ ^ s. Bernardo scritta ad Eurico arcivescovo di Seos, nel t. i di sue opere, De moribus et officio episco' poritniy d al titolo di Pontefice una etimologia mista di sacro e proflmo, moralizzandola pienamente. Marangoni eruditissimo, Delle co^e gentilesche trasportale

POxN
Pontefice in grecosignifica principato so-

pra tutte
Pontefici

le cose sagre. Quel numero di dur sino all'anno di Roma454,

in cui fu fitto dittatore Siila; questi

pli

il

collegio de'Pontefici al
i

amnumero di

8, a' quali furono aggiunti se ne

5 auguri e form un doppio ordine, di modo

che primi dovessero essere tutti patrizi ed erano appellati Pontefici maggiori,
e
ti

gli altri

dell'ordine plebeo furono detli

Pontefici minori,

Pontefice massi-

ad

uso delle chiese^ ha riportato sul-

mo
va

sedeva in sedia di marmo, presiede-

l'origine del titolo Pontefice

quanto racdi R.o-

al collegio de'Pontefici,
tutti
i

godeva

la

pre-

colsero

gli scrittori

che

lo

precederono.

cedenza su

magistrati,

non dava

Quinto Scevola Pontefice massimo

conto ad alcuno di sue azioni, soprinten-

ma gentile diceva che relimologia di questo titolo proveniva dal potere e dalTo-

deva
to
:

alle cose sagre, ai sacrifizi, al cul-

perare

ma

Varrone,

De

ling. lai.

1.

giudic che ella derivasse da pons efaci, specialmente dal Ponte Sublicio ( ^.),

portava una corona d' oro, non gli era lecito vedere i cadaveri abitava in una casa pubblica nella via sacra , che
,

descrive Cassio, Corso delle acque,


sti

I
,

po-

per essere questi stato

prima volta fatto restaurato dai Pontefici. Per il Baronio nelle note al Martirologio a' 9 ala

vacanti nel collegio de'Pontefici

da

questi a pluril di votisi conferivano, fin-

prile, con molte incontrastabili ragioni

abbraccia
vero,

il

sentimento di Scevola; ed in
riferisconoLivio e altri scrit-

come

tori della storia


lio

romana,

Numa Pompidi

che successe a Romolo l'anno


39, a fine di-contenere
col
il
il

Ro-

ma

popolo in
leggi e

ch nell'anno 654 ^^ '^SS^ Domizia ordin che i Pontefici fossero eletti dal popolo convocato per trib. Bens va tenuto presente che Anco Marzio, gi creato i. Pontefice massimo, volendo congitmgere alla citt il Trastevere, dicevi che fabbric sul fiume un ponte tutto di legno, icui grossi travi senza chiodi o fer, che si potevano decomporre e riunire secondo i bisogni: questo ponte poi da Orazio Co-

moderazione
invent
se

sentimento di religione,

culto degli Dei,

form

ro erano talmente congiunti

istitu cere/7io/2ie sagre, e fra le altre


i

co-

collegi de'Pontefici, degli auguri, dei

flamini ossiano sacerdoti, e delle vergini vestali


:

clite solo

fu difeso contro gli etruschi e


di

quanto

ai

Pontefici furono
nell'

Porsenna l'anno

Roma

246, laonde

anno 44 cre Pontefice massimo Anco Marzio perch fosse agli altri superiore, capo di
e tutti Patrizi (P'')j indi
tutti gli altri sacerdoti; e

questo ponte fu tenuto e custodito per cosa sagra, per cui se alcuna parte di esso

cadeva, era incombenza de' Pontefici di


ripristinarla di solo legno,

Festo

lo dice

dopo che O-

Pontfex maxiniuSj quod judexhabetur

razio difendendolo, dietro a lui era slato


disfatto stentatamente per impedire al ne-

rerum divinarum^hunianaranique. Il p. Panelio, De Cistophoris, ha mostralo abbondantemente nel 8 come gentili ui

mico

l'accesso in citt, facendo alcuni so-

lenni sagrifizi nel ristorarlo sulle

due

ri-

nivano

il

sommo

sacerdozio co'

sommi
si

magistrati; e nelle persone reali

dice-

ve del Tevere. Essendo poi certo che Anco Marzio fabbric tal ponte dopo che fu
eletto 4- le di

vano massime sacerdotesse

le

regine, co^

Roma,

circa
la

il 1

14) con-

me

re Ponlifices maxinii. Buonarroti,


il

viene riconoscere che

denominazione

De' medaglioni, dichiara che

nome

di

di Pontefice anteriore di molti anni al-

io6
li

PON
mente
tili.

PON
politico e

l'erezionedi dello ponte; che sebbene mol-

che loro servisse in dii

antichi scrittori seguirono

Vairone

fesa piuttosto della religione contro

mollo pi propria l'etimologia spiegala (la Q. Scevola dal posse etfacere In duemauiere perci inlendonoalcuni queste parole posse elfacere, cio dal poter
offrire sagrifizi

genDi questo ne parlai a /m^?rrt;ore(/^.), citando Marsella che sostiene il pontificato non mai assunto dagl'imperatori cristiani.
Il

ed esercitare
i

le

sagre fun*

logio a'

22

Baronio nelle noie a\31artiroagosto, dimostra essere egli


il

zioni,

mentre tanto presso


gli

gentili,

quanto

stato di parere che Costantino

Grande
iscri-

presso

ebrei

la

\ocefacere lo stesso

non assumesse
zione di
lui

il

titolo di

Pontefice mas-

che

offrire sagrifzi. L'altro senso del /705-

simo, poich avea osservato che una

^se^acere esprime un'amplissima autorit

con questo

titolo

appartene-

e potest de'Pontefici,

quali

la esercita*

vano anche sopra


stesse de'consoli,

il

senato e

le

persone

va a Diocleziano; nondimeno avendo pi maturamente esaminata la questione, si


ritratt negli
stabilire

come

rilevasi
lib.

da Cice-

ed a quesla^econda opinione aderisceGrutero nel'


rone,
2;
Ja

De

nalur. Deorurn

Annali &\\'?wx\q 3 12, e per che gl'imperatori cristiani assun*


i-

sero

il

pontificato massimo, riporta le

sua insigne opera, Dejure veteri Pori-

tficum^ ove spiega tutta la


torit e le prerogative

suprema au-

de'medesim e sopra lutti del Pontefice massimo. Avendo occupala per forza questa dignit Lepido,

Ponte Cesilo in Roma di Valentiniano e Valente, ed altra di Graziano in Emerita di Spagna. Inoltre dimostra che Costantino assunse il tiscrizioni scolpite sul

tolo di Pontefice

massimo

e lo ritenne

dopo

la

sua morte Augusto impe-

anche dopo che

fu perfettamente cristia-

ratore fu creato Pontefice massimo, quindi


i

no, quella iscrizione del

826

esistente in

di lui successori nell*


il

impero vollero

ritenerne

titolo e la dignit, intitolan-

Padova, e riportata daGrutero a p. 282 e da altri. Questo titolo ritennero suci

dosi Pontefici massimi, e


stola checustodivasiin

assumendo
le

la

cessori sino a Graziano,

il

quale lo us nei

Campidoglio, cocose sagre,

principii del suo

impero; ma osservando

me

r autorit sopra tutte

che
bi

in senato

erano gi molti cristiani e


giudic di non ac-

in tal maniera che poscia


stiluitiva del

sembrava cogrado imperiale. Augusto

perci non polevansi temere gravi distur-

contro

la religione,

permise
bandosi
ligione.

ai

Pontefici di ricevere nel col-

cettare la stola pontificale offertagli dai

legio quelli che giudicavano degni, serla

facolt di creare

maggiori

Pontefici e tutti gli altri ministri della reRestituita la pace alla Chiesa, veden-

romani, considerando che sebbene i suoi predecessori cristiani nonl'aveano assunta con riti eceremonie gentilesche, ne l'esercitarono coi sagnfizi_, tutlavolta nella

sua prima origine era slata superstiziosa; quindi con edillo proib d'essere appellato
Pontefice mussimo,con che rimase affatto
estinta negl'imperatori tale

do gl'imperatori che il Pontificato massimo, per l'autorit suprema che avea sopra
il

senato e

le

cose sagre, se fosse sta-

denominaziolib. 3,

to ricusato da loro e conferito dal senato

ne,

come narra
Questo

Resini, Antiq. rom.

ad altre persone, ci sarebbe riuscito di mollo impedimento e disturbo allo stabilimento della religionecristiana, con avveduta circospezione e prudenza ne presero il titolo e l'autorit, e rigettando da
esso l'uffizio di sagrificare agl'idoli e vie-

e. 2.

rifiuto

per fu tanto sensibiof-

le ai gentili di

Roma, che poco dopo


il

frirono la stola e

pontificalo al tiranno

Massimo che

l'uccise;

ma

lega di Graziano lo vendic colla

Teodosio I colmorte
le

del tiranno, fece confiscare tutte

renil

tandolo a
sero
il

tulli

con leggi rigorose, ridus-

dite de^ontefici e abol intieramente

poulifcato

ad un

essere cristiana-

loro collegio e tutti

sacerdoti dell'aati-

PON
Conchiude Barouio die gl'imperatori cristiani poterono assumere le insegne e il titolo di Pontefice massimo senza nota alcuna d'idolatria. Questo titolo di Pontefice ne* primi tempi della Cliiesa fu comune a tutti J^escovi (T^.)y come riferisce Baronio, ed
ca siiperslizione.
i

POi\
mesi apprende da
stola,
s.

107
in detta epi-

Paolo

ove parla non


s.

di Cristo,
:

ma
il

degli

altri assunti a tal dignit

cos

suo di*
eccles.

scepolo

Dionigi areopagita.

De

hierarch.f quasi da per tutto


il

nominando
con

vescovo Ponti/ex, parlando di sue sa-

gre funzioni.

Da

tutto ci risulta
il

inoltre furono chiamati


ci,

sommi

Pontefi-

quanta ragione venga attribuito


di

titolo

ma

poi

iJ

titolo di

fu solamente attribuito al
tefice,

sommo Pontefice sommo Pon-

Sonimo Pontefice

al

vescovo romano,

poich
gli

come

successore del principe de-

come supremo

di tutti e principe

apostoli nel vicariato di Cristo in ter-

e Pastori (F.). Non pu certamente asserirsi che sia derivato questo titolo dal
gentilesimo nella Chiesa, mentre
tificato fu istituito
il

ra,
la

con tutta
il

la

pienezza di potest nelgli altri

Chiesa, sopra tutti

vescovi e
il

pon-

per tutto

mondo, egli

il

capo e

som-

hreo (^.), in
figli

da Dio nel popolo Epersona d'Aronne e de'suoi


i36)
( )

mo

di tutti gli altri Pontefici, titolo de-

rivatogli

e successori (la serie la riportai nel

Tol.

XXXI,

p.

doveauo portare
relativi articoli
tefice

ordin le vesti che V. Gerusalemme ed


;
i

e spieg

il

titolo di

Pon-

con quello di sacerdote massimo.


ti

Abbiamo dai san


la

padri che

gentili dal-

divina Scrittura tolsero


,

riti

e ceremo-

non dal pontificato del gentida Cristo medesimo, in uno al primato di tutta la Chiesa, ed anche tutti gli onori che a s sublime maest sono dovuti. Quanto poi al tempo in cui principi il romano Pontefice a denominarsi col titolo di Pontefice massimo, il Baronio all'anno 216 riporta un'autorilesimo,

ma

nie sagre

per cui

si

pu

dire che anco

questa denominazione di Pontefice e di Pontefice massimo si appropriarono, tra-

sformandola e trasferendola
la

in coloro alle

curade'quali erano commesse

cose

t di Tertulliano, il quale essendo stato scomunicato da Papa s. ZelKrino, indebitamente inveisce contro il medesimo e nel libro de Pudicitia, cap. i ( bench il Pamelio nelle Annotaz. n. 5 prenda in

spettanti alla religione. Osserva

Maran-

goni che essendo stato nella chiesa ebrai ca questo pontificato e sommo pontificato sino al

buona parie le parole di Tertulliano ) rammenta un suo editto, nella cui iscrile parole Pontifex maximiis^ episcopus episcoponini j con che dimo-

zione sono

tempo

della legge di grazia, chi

potr persuadersi che Ges. Cristo non


l'abbia trasferito nella sua chiesa?

Tan-

to pi che

il

sommo

pontificato d'Aron-

ne era
la

figura di quello di Cristo, fino al-

esso rimase trasfuso,

venuta del quale doveva durare, ed in non pi secondo l'ordine \ Aronne, ma di Melchisedech, che
Paolo, Haehr. 4, intitol grande, cio sommo Pontefice, e nel cap. 5
perci
s.

stra apertamente che s. Zeffirino giusta r antica denominazione avea posti tali titoli nel suo editto, ovvero secondo Baronio, se vogliamo credere che tali titoli furono apposti da Tertulliano, ci dee

credersi aver egli fatto secondo l'uso co-

mune
fosse

di que' tempi,
il

che

in tal

maniera

chiamato
t.

vescovo di

Roma. No-

vaes, Disserl. alle vile


iicij

de'sommi Ponte'

attesta eh' egli appellatur

a Deo

Poti-

tifex sccundani ordinetn Melchisedech.

Immediatamente pertanto da
i

Cristo deriv a'vescovi della sua chiesa, che sono

che dopo accettato il Pontificalo (F.), comincia il successore (\is.Pielfo{F.) a chiamarsi ^(ym/720 (^^.) Pontefice, per esser egli su*jremo e sopra
2, p. 6, dice

suoi luogotenenti, questo titolo di Pon-

tutte le dignit,

come osserva pure Duarlib,

tefice.
li

Con questo

titolo

furoro appella-

do, Coninient. in bulla Coenae,


cap. 4, quaest. 3, n.
1

r,

sino dal principio del cristianesimo, co-

Pontefice massi-

io8

PON
l'itolo

PON
tuale

mo,

the una volta avenno ancora


il

(F.)

e Pontificale

romano

ecco

che si conosce dal cap. Clercos, (lisi, lf verbo Ponliftx. Vedasi SarneHi, LtU. eccl., p. 20 e seg ,che divescovi,

quanto dice. 11 primo abbraccia atiei sagramenti e quelle funzioni ecclesiastiche che riguardano nella loro amministrazione o celebrazione
il

ce Ja parola l^onledce esprimere l'ordi-

semplice prete:

il

ne e

la spirituale

podest, che dal chiail

marsi ogni vescovo Pontefice,


loro funzioni
si

libro di

appella Pontificale (F.),

e quivi nelle rubriche replicasi continua-

secondo contiene quei sagramenti e quelle funzioni ecclesiastiche che riguardano nella loro amministrazione ocelebrazione il vescovo; di modo che quello eh'
il

mente

la

parola Ponllfex in luogo di E:

Rituale pei preti

il

Pontificale pei
il

piscopns

la

parola Pontificio addici-

vescovi.

per quel che riguarda

Ri-

tivo e aggiunto di pontificale,

comedi

lut-

tuale, bisogna osservare

to ci che riguarda e appartiene al ro-

mano Pontefice.
366
in

Stefano vescovo di Car-

che quanto nel medesimo viene prescritto, specialmente circa riti e le ceremonie de* sagrai

tagine scrivendo a

Papa

s.

Damaso

del
,

menti, tutto ricavalo dall' antica pratica della

nome

di tre concilii africani

lo

Chiesa cattolica, e da'decreti dei

chiam Padre de padri , sublimalo al colmo apostolico, sommo Pontefice di tutti i

sagri canoni e
si

de'sommi

Pontefici,

come

avvisa negli Avvertimenti generali ^vq-

presuli.

Mauro vescovo

di

Cesena ce-

lebre
]

in santit

present a Papa Martino


dell'arcivescovo di

del

649

la lettera

llavennacon questi
stolico

titoli:

Domino sancto
orbe apo-

et meritis beatissimo, totoqiie


3

et universali Pontifici

Martino
di Ni-

Papae. ^eWa
cola

vita di

s.

Godofredo,
i
i

messi al Rituale medesimo, i quali conchiudono che debba perci esso esser fedelmente osservalo e custodito; riportandosi a tal uopo il canonei3 della sessione 7." del concilio di Trento. Sarebbe qui da considerarsi la costituzione di Paolo V, Apostolicaesedis, de' 7 giugno 6 4,
i 1
1

monaco che
si

vivea nel

i4> presso

la

quale

ci fa

sapere contenersi nel detto

Baronio, parlandosi del cardinal Cono-

Rituale receptos etapprobatos catholicae


ecclesiae ritus
:

chiama legato del Pontefice massimo Pasquale II. Su questo titolo si pu leggere: Menochio, Stuore cent, c), cap. 56, etimologia di Pontefice. Gio. Andrea Bosio, De Ponlifice maxima. Dom. Gualco, De romano Ponlifice, AugustaeTaulinorumiSSy. Marracci Ippolito, Pontfices maximi Mariani, Romae 1642. Zaccaria, Onomasticon rit., \ei'ho Ponti fex romanus.
ne,

che questi in sacramen-

to rum administratione, aliisque ecclesiasticis

functionibus servari debentj e che

gli ecclesiastici

tamquam ecclesiae roma-

nae
tris

filii,
_,

et

ejusdem ecclesiae omnium mamagislrae auctoritate constiluto

Rituali in sacrisfunctionibus utanlur; et

clesia, et

PONTIFICALE

Pontificalis.

kW^-

quae catholica ecab ea probatus usus antiquitatis statuii j inviolate observent. Sarebbe anche da osservarsi la bolla di Benedetta
in re tanti momenti,

nenteaPo/i^f;?ce(^.),da Pontefice: Pontificalmente, pontificum


pontificale.
il

XIV, Quam ardenti, de


Quanto abbiamo
gna applicarlo

2.5

mavzo\'j5i.

more, a maniera
si

detto del Rituale biso-

Quindi Pontificale
riti

chiama

al Pontificale,

Clemente
i

libro in cui sono prescritte le funzioi

Vili nella costituzione Ex quo,de

o feb-

ni episcopali,

spettanti all'ufficio dei

braio i5^6, dopo aver fatto correggere

vescovi. Zaccaria,

Onomasticon

rit.,

ver-

ed avere approvato

bo Pontifica!*', lo eCimsce Liber caeremoni ascontine ns ad Pontificem, ejusque


funcliones pertinentes. Ferrigni Pisone
Dissert. sulla liturgia^ trattando del Ri'

no, ordina co' termini

mandamus,
tiene
sic
il

a tutti

romapraecipimus ac coloro a'quali apparil

Pontificale
,

detto Pontificale, ut omissis, quae


et

suppressimus

abolevimus, caeteris

FON
omnibus Ponliflcalihus ^ hoc nostrum
in
altri,

PON
le relative

109

insieme all'esercizio di molte del-

sus ecclesis, monnsteriis^com'cnlihus^ ordinibus^militiisj dioeceshuset locispraedicts recipiant^ illoque posi

ha

tuo utantur.

Une perpepoco prima nella stessa bolla comanda che tutte quelle persone, quae Pontificalia munere exer-

ceremonie, chi le gode si dice de pontificali, ponlificalia ornamenta, y. Liturgia, Riti, Ceremonie.
l'uso

Ed un

POiNTlFlC.\TO,

Po/2^7?crtm.y.Digni-

t pontificale, ufficio del Pontefice

{V^,

papato, durata del tempo in cui vive e


cesi

cere, vel alias, quae in dieta Pontificali

continentur^ facere, aul exequi debenty

regna il romano sommo Pontefice, e dianche del vescovato. A Pontefice


parlai del pontificato de' gentili assunto

adea pera genda et praes landa, exhujus


Pontificalis praescriplo et ratione teneri:

poi dagl' imperatori

romani

come

del

neminenique ex iis, quibus ea exercendi etfaciendi niunus imposituni est^ nisi formulisi quae hoc ipso Pontificali continenlur^ seri>atis satisfacere posse jov-

pontificato d'Aronne, figura di quello di

Cristo, da cui deriv quello de' vescovi


della sua chiesa e principalmente
tificato
il

pon-

dinando perci che il prefato Pontificale nullo unquani tempore in tota vel in parte mutandum^ vel ei aliquid adden^ dunij aut omnino detrahendum esse. da leggersi ancora sudi ci la costituzione di Urbano Vili, Quamvis alias jdei 17 gugnoi641,ela citala di Benedetto XIV, Quani ardenti '\ Questo Papa col breve Cuni sicut^ de'25 raarzo 752, fece pubblicare in Roma da Generoso Saiomoni Pontificale ronianiim SS. D. N,
1
:

Papa suo vicario. Delle innumerabili e somme benemerenmassimo


del

ze del pontificato ne tratto dilfusamente in tutta questa mia opera, ed oltre a quanto toccai a Papa, mi piace qui riprodurre un analogo brano della bella let-

tera pastorale di mg.^' Cullen, dotto e ze-

lante primate d'Irlanda


di
s.

arcivescovo
di

Armagh,

in occasione della festa

Pietro del i85i, in cui risplende la sua profonda venerazione e il suo tenero attaccamento al pontificato
alla santa
t

romano

Benedicti
rtc////i.

Papae
il

XIV

j'ussu cdituni et

Altrettanto fece col Rituale ro-

Sede, che per tanti anni poben conoscere e da vicino ammirare.

mano ed
biamo
gli

Ceremoniale de' vescovi. Mieruditissimi

Ne,
zi

commemorando

grandi benefi-

commentari sul Pontificale romano del p. Giuseppe Casi

che emanarono dalla istituzione del Papato, dobbiamo mettere in


spirituali

talano. Inoltre
Pontefici che

appella Libro pontlfi-

non

cale gl'inestimabili vantaggi, dei


il

cale, Uber pontificalis, le vite de'romani

quali stato

fonte prolifico.

Ha

ope-

vanno sotto

il

nome

d'A-

rato pi esso per la civilizzazione e progresso sociale del genere

nastasio Bibliotecario

attribuzione che , molti negano, su di che e su questo celebre libro pu vedersi il voi. XVIII, p.

umano col mandi

dare

in

un secoloi

suoi missionari in tut-

te le parti del

mondo,

quel che

effet-

3j4- Dicesi Pontificale quando il Papa oil vescovo celebra solennemente la Messa ( F.) di ci a'Ioro articoli, e per quel:

tuarono a questo riguardo


ti

gli sforzi tut-

congiunti de'governi
la

civili,

che

si

sta-

bilirono dietro

distruzione dell'impefar parola dei vani

li

del

Papa

a Cappelle
vi

pontificie ed a

ro romano, per
derne. Esso,
lo

non

quegli altri articoli che


ne.
si

hanno

relazio-

tentativi de' propagatori delle sette


il

mo-

Le vesti sagre che in tale funzione assumono s chiamano vesti pontifica'


delle quali tratto alle loro
:

Papato, non soloha crea-

una

societ ove pi

non

esistette,

ma

li,

7,ioni

l'uso di queste vesti,

denominaornamenti e

eziandio ov' era stata sciolta e messa ia

insegne vescovili per pi ivilegio avendolo


i

Papi accordato

agli abbati mitrali e

ad

soqquadro da convulsioni politiche, esso ne congreg insieme membri dispersi, ne leg le ferite grondanti ancora di sani

no
vitalit.

roN
p.
le

PON
conclavi, necompilai l'elenco nel voi. XV",

gue, ed inspirandovi lo spirito d'ordine, vi ha intromesso pure nuova energia e

29

Quanto

alla bassa origine e

umi-

Fin dai tempi in cui esso pot agire con libert e senza impedinaenlo di sorta, ha sempre cercato, e bens col successo il pi grande, o di rompere le catene o di uitigare la condizione dello
schiavo, mentre al
zi

condizione, incomincier dal ricordala piet, la

re che

purit del

rudizione e

la dottrina, la viriti,

domma, l'eil mealfari

rito, la felice sperienza degli

del
le

governo della Chiesa universale sono


cedere a\V Elezione del
scere in

tempo

slesso

denun-

principali doti diesi richiedono per pro-

sempre

la

pessima e dislruggiliva insocialisti e co-

Papa

(^^).

Ge-

fluenza della dottrina dei

s Cristo fondatore della Chiesa volle nafiglio d'

munisti. L'Europa tutta stata testimo-

ne
se

dei pi incontrastabili meriti nel far

rivivere e
il

promuovere

la

letteratura, e

pittore riuscito a far risplendere

di tinte pi celesti la sua tela, ed

ha
la

ispi-

rato lo scultore
le

uno

spirito pi nobile al-

sue produzioni, e se per uno

musi-

ca ha stupito
nie
gli

il mondo con delle armonon pi udite da orecchio umano, e-

una stalla ed essere ritenuto qual un povero legnaiuolo. Scelse a suo vicario e primo Pontefice s. Pietro {/^.), semplice pescatore. I romani Pontefici per mantenere sempre viva la memoria di essere successori di un povero pescatore, a cui fu da Ges Cristo accordata la suprema podest di governai

re la Chiesa, introdussero
valersi

l'

uso di pre-

fu sotto la benedizione e patrocinio

per Sigillo (F.) di loro letlere del(F'.),

del

sommo

Pontefice, che

le arti ricevet-

V Anello pescatorio
il

rappresentante

tero maggior purifica mento ed ispirazio-

principe degli apostoli entro la navi-

ne, e nel divenire ad ordine di lui


celle della religione

le

an-

cella e in atto di tirare le reti.

Appena

hanno da

lei

ricevu".

eletto

to

una porzione

di quella luce e bellezza


lei

divina, che riflettono dall'aspetto di

Ad
ficato

essere sublimato al

sommo

pontila

romano non impedimento


e neppure
la

baslo

Papa, mentre riceve l'adorazione de' cardinali, gli si pone questo anello nel dito. Inoltre i Papi in principio Sennis delle Bolle usano la formola Servonun Dei (^.). L'origine de' Pail
:

sa origine e l'oscura condizione;

non

pi de'

primi secoli della Chiesa, essendo

l'et,

patria e la parente-

in molti incerta,
li
;

meglio

il

trasandarparler

la.

Questi ultimi due punti avendoli dia Pareivte, qui prot.

di alcuni

esempi degli

altri

mostra ti a Patria ed
vergli

coll'autorit di Novaes. Alle biografie di


quelli che

altri. Sarnelli, Lett. eccl.

5, lett.

nominer

si

potranno vedere
condizione di
fu di

che non trovasi canone dell'et requisita o prefissa al papato; conveniente per che essendo egli sommo vicario di Cristo e vescovo della Chiesa universale abbia almeno quell'et, nella quale Cristo cominci a predicare e 5o,
n. 5, osserva

le particolari notizie sulla

loro nascita, e se ebbero scrittori che la

dimostrarono
bassa nascita.

illustre.

Damaso II

Adriano IP^ va

di origi-

ne povera. Clemente //idi mediocre condizione. Urbano IF era figlio d'un ciabattino. Nicol
S. Celestino

nella quale sono promossigli altri vescovi,

ir fu

di bassa famiglia.

che

di

3o

finiti:

contrari esempi

li

riporlo a Vescovi, parlando di loro et,

mentre

nel voi. IX,p.

291, parlai dell'et

richiesta ne'cardinali e formai

un elenco

di quelli creali in tenera e giovanile et; a

298 nominai que'cardinali che goderono meno di 3 mesi la dignit, e di quelli


p.

nacque da un semplice agricoltore. Benedetto XI fu figlio d'un pastore e di una lavandaia. Giovanni A'/V// alcuni dissero che prima fu ciabatnatatino o oste. Benedetto XII ebbe li da un molinaro. Innocenzo VI^\ vuoi

die vissero

assai e

intervennero a molti

mediocre condizione. Alessandro si vuole fu d' incerta origine. ISicolo


le di

POxN
da qualche scrillore nera ( V. il voi. LI
,

PON
d'una
).

III

figlio

galli-

di 8.
di

p.

167

Sisto If^

dicesi figlio di pescatore,


figlio di

/driano

Flki

X
ni,

Paolo li ascese al trono pontifcio 46 anni e mor dopo circa 7. Leone di 37 anni fu eletto Papa e ne regn

un

fabbricatore di barche o d'un

quasi 9. Clemente /-T/ eletto di

45 anquesti

tessitore,

ovvero d' un birraio. Sisto

ne

visse altri

circa.

Bench

molti storici lo vogliono di bnssa cond*


rione.

Pontefici fossero esaltati al ponlifcato in

Di mediocre fu Clemente XIV. A Nobile parlai della nobilt acquistata col merito, di maggior valore di quella derivata dagli antenati, non che riportai diverse opportune sentenze.

giovanile et, ninno arriv a quello di

s.

onde ripeter Boni. Pont. p. 364:


Pietro,

col Burio, Notitia

Quanto

a!

non

essere

pontificato l'et, premetter che

impedimento al il primo
:

Sint licet assmnpti juvenes ad Pontificatumj Petri annos potuit nemo videre tamen.
I

seguenti Papi lo divennero in avanza-

Pontefice s. Pietro
vivesse

comune opinione che


alla

ta e

25 anni

nel pontificato
i

sua

biografia riportai

diversi pareri e

quan-

to sedette nella cattedra d'Antiochia.

anche vecchia et.S. Agatone fu creaio3 e ne govern circa 4- Cl^' mente II dopo 5o anni di cardinalato fu eletto Pontefice, ma regn meno di io
to d'anni

Cronologia

de' Pontefici

si

pu vedere
la

mesi. Gelasio

II crealo

in vecchia et,go*

durata del pontificato di ciascuno; quindi consultandosi le biografe d'ognuno si potr conoscere l'epoca critica di loro ele-

quanti ne fi!orirono per secolo e

zione,

quanto propriamente
gli

vissero nel
i

pontificato,
si l'et;

anni,

mesi,

giorni, co-

ma

finora ninno de'successori gos.

vern un anno e 4 giorni. Innocenzo II di veneranda canutezza, visse poi circa 1 anni. Anastasio IV di grave et, govern quasi 7 mesi. Lucio III (SU et avanzata e decano del s. collegio, regn pi di 4 anni. Celestino /7/dopo Q5 anni di cardinalato e 85 di et ebbe un pontificato
1

vern
ti

gli

anni di

Pietro, sebbene eleti

di circa 7.

Gregorio IXd'x 83 anni fu

sol-

in giovanile et,

che sono

seguenti. Di

levato alla cattedra apostolica e ve ne sed

20 anni o in giovanile et lo fu s. Alessandro /e govern pi di o anni. S. Inocenzo /di ^1 anni fu creato e ne visse poi pi di 5. Giovanni XI fu eletto di 20 o 20 anni e ne regn circa 5. Gio' vanni ^//divenne Papa di 160 18 anni e ne visse altri 8 circa. Gregorio F fu creato di 24 anni e ne regn quasi 3. Benedetto IX A\ 18 o 20 anni fu eletto, non pare di io, occupando il pontificato quasi 12. S. Leone /^eletto d'anni 49> e regn 5 e pi. Clemente III esahalo assai giovane, govern 3 anni e circa 4 mesi. Innocenzo III d 38 anni venne creai

quasi i5. Alessandro i/^eletto in avanzata et, regn circa 7 anni. Di quasi o

meno d'8o
to di

fu eletto Gregorio

XII

ne

sopravvissealtri

circa. Calisto

III even-

IV
zo

77 anni, ne regn pi di 3. Paolo 79 anni, governandone pi di 5. Innocenzo /A^ eletfu elevato al soglio di

to d'anni 72, visse poi 2 mesi. Innocen-

di pontificato.

creato di 72 anni, n'ebbe pi di i o Clemente di 80 anni fu

sublimalo

al

triregno e lo port pi di 6.

Ne avea 79 Alessandro Vili quando


creato e regn da
1

fu

to e regn pi di 18 anni. Gregorio


eletto di

XI

anni, ne visse pi di 7 nel papato. Bonifacio IX elevato a questa di-

39

6 mesi. Benedetto XIII creato di 75 anni, ne regn quasi 6. Clemente XII eiio d'anni 79, govern quasi IO, de'quali 8 affatto cieco.
Pontefici che regnarono
no. S.
ni. S.

gnit d'anni
si

i5.

3o o 34 45, ne govern quaEugenio IF eletto d'anni 48, vis-

menod'un anMarco govern 8 mesi e i8 gior1

Agapito /govern i o mesi e

9 gior-

se poi altri i6
lo

meno

alcuni giorni. xV/co-

ni.

VcYQiXXo d'anni 48, ne regn poco pi

Bonifacio III , 8 mesi e 22 giorni. S. Leone 11^ io msi e 1 7 giorni. S. Be

, '

112
nedetto II die

PON
gli

PON
o mesi e , mesi perla magi

successe
1 1

12 giorni. CononCf

mesi 3, giorni 28. Eugenio IF mor di 64 anni e di regno 12 meno io giorni.

gior parte infermo. Sisinnio^io giorni,travngliato dalla podagra. Slefano

Paolo III movi


ni

di

81 anni, mesi 8, gior1

V^ 7 me

IO, e di pontificato anni i5 e giorni

si e 2 giorni, talentino , 4ogio>"i- Bonifacio FI, 1 5 giorni. Romano 4 Gsi e 23


j

28. Paolo

giorni.

Teodoro IT 20
^

giorni. Leone.

mesi 8, giorni i3. Urbano di 77 anni e di pontificato 21


giorni: nel voi.

F visse G9 anni e ne regn 5, FUI mori


meno 38
l'a-

39

giorni.

ne /^/,7 si. Giovanni XI F^vcdL 8 mesi. Giovanni Xf^j pochi giorni. Giovanni XFIII, 5 mesi e 25 giorni. DaniasoII, 2 3 giorni. Stefano X, 7 mesi e 27 giorni. Celestino meII, 5 mesi e 3 giorni. Lucio II, si e i4g>o'm' Gregorio FUI, un mese e 27 giorni. Celestino IF^ 17 giorni. Innocenzo F, 5 mesi. Adriano F^ 39 giorni. Gregorio XI Vicedominis mor il giorno seguente all'elezione. Giovanni XXI, 8 mesi. Alessandro F, i o mesi e 8 giorni. Pio III, 26 giorni. Marcello II, 11
1
1

Land fi mesi e io giorni. Leomesi e 5 giorni. Dono 11^ 3 jne-

XXV, p.

169

indicai

neddoto che in un'iscrizione essendosi messo l'anno 22 prima che vi entrasse, vi furono trovate due satire: Prima cieco che indovino : Il Papa giuoca a bazzica, e avendo preso sul 11 erafacile che spallasse. Clemente XI mor d'anni 7 i mesi 7 e giorni i5, con 20 anni, 3 mesi
e

24 giorni di

pontificato. Benedetto
e

XIF

mor d'anni 83
ficato 17 anni,
i

43

giorni, e di ponti-

8 mesi e 16 giorni. Pio FI visse 8 anni, 8 mesi e 2 giorni, e di pontificato il pi lungo dopo s. Pietro,
anni 24? mesi 6, giorni 14. Pio
se anni

FU

vis

giorni.

Urbano

cesse Gregorio

FU, i3 giorni. Gli sucXI F, che visse io mesi e

8r e giorni

6, di pontificato an-

Innocenzo IXehe gli fu sostituito regn 2 mesi. Leone XI^ 26 giorni


10
giorni. di pontificato.

5 e giorni 6. Gregorio XFI mor d'anni 8 [, mesi 8 e giorni i4, e regn anni i5, mesi 3 e giorni 29. Laonpi de dopo il pontificato di s. Pietro
ni 23, mesi
i

Papi che contarono pi


tevano vivere
giorni.
si.

di

i5 anni

di

lunghi finono quelli

pontificato, bench in ragione dell'et podi

pi.S. Eleutero, iS an-

no no

Pio VI, di Adriae di Pio VII: a questo ultimo eradi


i

stati fatti

seguenti distici

ni e 18 giorni. S.

Fabiano, i5 anni e 4 S.Silvestro I, 21 anni e 1 me1 1


1

Septimus

ille

hic estjfactus_,quirector in orbe

S. Giulio 1,

ni. S. Liberio,

5 anni, 5 mesi e 1 7 5 anni, 4 ^"^si e i


I,

Componet fausto numine cuncta Pius.


Sextus ut ante Pius Petri superai^it et annoSj Sic Sexti superet Seplimus ipse dies.

gior-

gior-

no. S.

Damaso

17 anni, 2 mesi e 23

giorni. S.

Innocenzo I, i5 anni, 2 mesi e IO giorni. S. Leone I, 20 anni 628 giorni. S. Simplicio, 1 5 anni, 5 mesi e 8
giorni. S.

Vanlipapa Benedetto XIII visse pi di 90 anni e nel pseudo-pontificato 3o anper colmo di sua dannazione gli anni di s. Pietro (l'osserva s. Antonino in Chron. par. 3, tit. 22, cap. 7), appunto perch non visse nella
ni circa, oltrepassando

anni, 7 mesi e 27 giorni. Figillo, 16 anni.S. Gregorio II,


1

Simmaco, 5

i5 anni, 8 mesi^ 23

giorni.

Adriano I,

2 3 anni, io mesi e 17 giorni. S. Leone III, 20 anni, 5 mesi e 16 giorni. Gregorio

vera cattedra di

s.

Pietro. Cancellieri nei

Possessi}^. 324, riporta


si

un

calcolo in cui

IF, 6 anni e 24 giorni. Pasquale II, 18 anni, 5 mesi e 7 giorni. Alessandro 111,11 anni meno 7 mesi. Innocenzo III d'anni 5Q mor, avendone regnato 18, 6
1

d un per

l'altro 7

anni e mesi circa di

pontificato ai Papi;

ma la sua fallacia ven-

con pi

mesi e 19 giorni. Giovanni XXII movi di 90 anni e di pontificalo 18,

ne dichiarata da Novaes, Storia de' Pont, se si t. 3, p. 60. Aggiunge Cancellieri: supponga che Papi sieno eletti di && ani

ni, la

probabilit di loro vita di 8, se-

PON
conilo le migliori tavole. Marini, Archiatri
t.

POl\
ni del pontificalo di
s.
il

u3
Pietro, sebbene

F,

p.

339, narra che

Filologo of-

moltissimi Pontefici furono eletti in et


giovanile. Alessandro li interrog
i

friva

ad ogni Papa una sua opera, ristampando solamente il frontespizio, e sempre provando clie quello che era allora avrebbe veduti gli anni di Pietro e oltre
tanto pratic con Giulio
III, Paolo IV e Pio IV. In vece Cancellieri a p. 54 attribuisce l'opuscolo al medico Corti (di

s.

Pier

Damiano, per qual cagione Papi ancorch di forze robustissime e di fresca et non hanno potuto passare l'anno 24.'' del pontificato.

Gli rispose nXepist. 17,


la i.^acci
il

lib.

con 3 ragioni:
periodi del suo
si

supremo

ca-

po della Chiesa, conoscendo


i

essere brevi

cui nel voi.

segnava
voi.

il

XLI V, p. 29), nel quale inmodo di vivere 120 anni. Nel


1

vi

vere, concepisse

un sanfi-

to timore e

preparasse ad incontrare
la

XXI li,

p.

59

riportai

doni che fece

innocentemente
ne;
la 2."

morte con un santo


il

Alessandro VI nel compiere l'anno 7 idi

perch tutto
la vita

mondo
il

sta os-

suaela'famigliari,promettendoaggiun-

servando

del Papa,

quale come

teannue, perch facessero

voti pel prolun-

sole ecclissato tira a s gli occhi dell'uni-

gamento. Cosa praticava Clemente Vili, Io dissi a Pranzo. Delle dimostrazioni festive per gli Anniversari della creazione^ Consagrazione e Coronazione de' Papi ,o\l'e a quegW bico' ne parlai nel voi.
Vili, p.
1

56: questo anniversario fu chia-

malo Renovatio pontificatus. In esso a p. 1626 66 descrissi come nel giorno della Coronazione al nuovo Papa nella basi1

verso; la 3/ acci vivendo il Papa attenda con particolare studio al governo spirituale delle anime raccomandate alla di lui custodia,dovendo fra breve tempo rendere stretto conto a Iddio. A questo proposito si possono aggiungere le parole di s. Bernardo a Eugenio III gi suo discepolo.

De

consolai.

G^\s,. l'^'j:

Quau'

toriini in brevi

romanoruni

Ponlificiuit

Vaticana 3 volte si cantino le parole Sancte Pater, sic transit gloria mundi^co triplice bruciamento delia Stoppa (/^), insieme al significato; e eh' falso che
lica

mortes tuis ocidis aspexisti? Ipsi tepraedecessores lui titae certissiniae


et citissi-

mae

decessionis adtnonent, et niodicuni

tenipus dominatonis eorurii paiicitateni

in tal

giorno solevas cantargli

Non

vi-

dierum tuoriun nunciat


la lettera

libi,

chiudendo

debisannos Petri, per avvertirlo che non vivr pi di 25 anni, termine comune-

con questo utilissimo documensuccessisti in sedeni, ipsos s-

to

Qnibus

mente assegnato
cri,

al pontificato di

s.
Il

Pie-

tro, secondo l'inveterata opinione.

Ma-

NoLiziadevocab.

ecc/. all'articolo P^z-

pa^(\\ce che tal supposta ceremonia nell'atto della

ad niorteni. De MagiActa mari, ad Ostia, p. 4'^? ^'" mostra che s. Silvestro I, Adriano I, s. Leone III, Alessandro III e Pio VI ebne dubio sequeris
stris,

coronazione del Pontefice con

bero

vita

pi lunga degli

altri,

perch pobisogni

ricordargli: Pater sancte,

non

videbis dies

tessero provvedere ai maggiori


della Chiesa. Sul

non si trova registrata ne'sacri canoni e neppure negli antichi romani ordini, ceremoniali e rituali (come pure osPetrij

pontificato

computo degli anni del e diversi modi adoperati dai

Papi, vedi

Anno del pontificato, Bolla,


ho
.

servano Papebrochio, Conat. diss. 2 ad s. Petriun, De sede s. Petri Antiochena


7
lo,
;

BiiEVE, Indizione, Diploma ove parlo pure


della data e delle formole;
sta in diverse bolle:
Ietto

que-

Mabillon, Mus. Ital.


eccl. an.

t.

Sponda3), essere

Anno Deo propitio

A nnal.

i424>

pontificatus
tiflcis

Domino N.

suninii

Pon.**

solo

una osservazione ricevuta comunemenle e corroborata colla continua espele-

etuniversalisPapae^in sacratissib.

ma

sede

Petri apostoli. Sisto


il

fu

il i

rienza di tanli secoli, poich nessun

Papa che introdusse

Giubileo (F.)^ sul

gittimo

Papa ha potuto
VOL. LIV.

arrivare agli an-

principio del pontificalo, per impetrare

{Bobyetyva^, r.

ii4

PON
lica! si

PON
ramo importante deirarchitellura
arricchito

da Dio clie riesca felice e salutevole al governo della repubblica cristiana ed al governo temporale de* sudditi potilifcii.

idrauin

da non molli anni

PONTI DI ROMA.
priamente
le
si

Il

ponte, pons,

Francia ed anche presso l'Inghilterra e altre nazioni, per l'invenzione di adoperare


gli
il ferro gettato per la formazione dearchi o delle trabeazioni de'ponti.

quell'edificio per Io piti arcualo


fa sopj-a

che proponti
ri-

l'acque per poteri

passare. L'arte di costruire

Quelli di

filo di

ferro ripetono l'origine

sale

certamente

ai

tempi pi remoti. Se-

dai ponti sospesi a corde, di cui vuoisi in-

condo Erodoto, Meneteuno de'piimi sovrani dell' Egitto fabbric un ponte sopra un braccio del Nilo, e Diodoro Siculoattribuisceall'antica Semiramide la costruzione di quel ponte che attraversa-

ventore Francesco Sforza, che nelle sue guerresche fazioni se ne valeva a passare
i

fiumi e torrenti di
nel

diflcile

come

1434

fece

un ponte
il

re di grossissimi canapi,

guado, e sicsul Tevequale perch


tro-

va l'Eufrate a Babilonia. Inoltre Dio-

inusitato produsse grande stupore;

doro dice che Semiramide fece uso


le Indie,

di

v dunque

Io

Sforza nuova e inusitata for-

ponti di battelli nella sua spedizione nel-

ma

di ponte,

mentre Serse e Dario ne fecero


i

simi, lunghi

mediante 8 canapi grossisquanto la larghezza del fiu.

uso contro
tichissima
telli sui
ti

greci e gli sciti; per cui anla

me, poi

vi

distese sei alberi legandoli ai

costruzione de'ponti di batin diversi luo-

piloni d'un ponte rovinato, e dai

due

lati

grandi fiumi: attualmente pon-

ne tir due pi

alti

acci servissero di spon-

di battelli
si

sono sul mare

da, ed ogni cosa copr di assi e colonne

ghi, che

alzano e abbassano a misura

del flusso e riflusso,

nonch

sui fiumi, e
lo descris-

quello trionfale eretto a Ripella


si

nel voi.

XXXV,
i

p.

Non sembra ad
i-

fiume e ferm onde per la sua lunghezza non vacillasse. Tanto si legge ne Cenni biografici di Taniirsi, del march. Bruti Lidi legno, le quali ficc nel
il

ponte,

alcuni che

greci ponessero molla impor-

berati.

Il

Rambelli, Lettere sulle invenlett.

tanza in questa parie dell'architetttira


draulica
;

zioni itai,

Bj, ponti a filo di ferro,

almeno pu dirsi che gli antichi loro classici non ci lasciarono molte memorie di questo genere di edifizi. Ma romani pare che cominciassero a costruii

osserva che lo Scamozzi vicentino nell'o-

pera Sugli archi fece un'estesa descrizio-

re i loro ponti con molta solidit ed anche con lusso, come dir poi. Nei rispettivi articoli
li

geografici parlo de'principa1

ne di tali ponti; e che il veneto Fausto Venuzio tratt de'ponti sospesi a corde per gli usi di guerra nel libro Sulle mac' chine belliche stampato nel 161 7; quindi conchiude che non fu difficile agli altri
il

ponti.

tuiti

furono istiil secolo XI da Benezet o Benedet d'Alvivar nel

Yeiso
i

mutar
il

le

corde

ne'fili di ferro

e ag-

giungervi
viani

perfezionamento di cui abai

Vivarese

religiosi ospedaev

fabbrica'

bisognava. Ai cinesi ancora ed


si

perus

tori de*ponti etl' pontefici f COS


ti

chiama-

attribuirono le prime idee di

per lo scopo del loro istituto di aiutai

meravigliosa invenzione di ponti sospesi,


i

re e soccorrere

viaggiatori, di fabbrica-

quali per congiungere le rive scosce-

re e riparare

ponti, di tener pronte delle


e di ricoverare
i

se di

qualche fiume o torrente, o per pas-

barche da traghetto

pel-

sare valli assai profonde, usavano gittar

legrini negli spedali eretti sulle rive dei

ponti di corde formate con corleccie d'alberi. Riflettendo gl'ingegneri

fiumi. Si vuole che certi religiosi deno-

minati di
r

s.

Maglorio avessero
si

lo stesso

scopo. Al presente

chiamano ^o/i/o/^/eQuesto

americani quanto potesse tornare utile siitla costumanza, nel 181 la introdussero neI

que'soldati d'artiglieria incaricati del-

gli Stati

Uniti, migliorandola col sostitui-

lo stabilimento de'ponti militari.

re alle funi catene a filo di ferro, e fu a-

/S|>3Wv

PON
1816 in Inghilterra e ben manente d'Europa. I ponti
levano introdurre anche
vere, gittandoli a
s.

^
hlicioe
il il

PON

11^

dottala in molti luoghi in cui era stata


impossibile l'erezione de' ponti, verso

tosto pel risospesi


si

vo-

in

Roma sul Te-

Gio. de'forentini, a

Faticano sono distrutti. Di tutti qui appresso dar breve descrizione per ordine alfabetico, secondo le odierne denominazioni, cio: i. s. Angelo o Elio, 1 s. Bartolomeo o Cestioy 3. Molle o Milvio^ 4-*' Qitattro capi o Fahricioy 5."
Rotto oEniiliOy
7. Sublicio,

Ripetta, aPonteRolto, aRipagrandeper

comunicare alla strada di s. JPaoIo, al modo che si legge nel n. 36 delie Notizie del giorno 1847. Antichissimo l'uso dei
ponti galleggianti, formati di pontoni, di

Di questi

il

6 Sisto o Ganiculense, 8 Faticano o Trionfale. 3. fuori della citt, il 5

inservibile. Tali ponti per

Roma
alla

antica

erano molti,avuto riguardo

poca po-

comuni, di battelli di cuoio o di che si gettano sopra unfiumeeche si coprono di tavole pel passaggio. Sopra un ponte di cuoio o di battelli o di otri l'imperatore Giuliano fece valicare alla sua armata il Tigri e l'Eufrate. L'ingegnere Hermann ultimamente ide il metodo di costruire un ponte galleggiante composto di vari pezzi, che si colloca da se stesso sulla sponda opposta d'un fiume, per quanto sia largo e rapido, senza
battelli

polazione della citt occidentale, dove non

botti,

avea che una sola regione. F. Rioni d Roma. I Papij come dir, curarono la conservazione e l'abbellimento de'ponti di

Roma, come

fecero in quelli delle pro-

vincie soggette al loro temporale

domi-

nio, a vantaggio delle quali ne eressero


di nuovi, lo
li

che riportai negli articoli che riguardano e nelle biografie di quelli

che

siavi

bisogno di far passare alcuno a

quella parte, riuscendo di grande

do massime pel passaggio di sto metodo fu in seguito migliorato, ed ora sonovi ponti galleggianti da potersi
facilmente ritirare all'opposta sponda,

comoeserciti. Que

che ne ordinarono la magnifica costruzione. Nel voi. XV, p. 3o8 dissi che in tempo di Conclave ponti che danno comunicazione al Vaticano per privilegio
i

non che trasportare come per


s

l'acqua, co-

erano custoditi dalla famiglia Maltci^Q delle medaglie e segnali occorrenti al passaggio. Senza l' intervento de' Pontefici gentili nonsi potevano costruire ponti sul Tevere, n aprirne il passaggio sulla riva,
a cagione delle solenni ceremouie che vi praticavano. Fu savio principio dell'amministrazione
sabili

Vedasi Gauley, OeuvreSjSavoir traile de la construction des ponte , et mmoires sur les canaux
pei piani e pei monti.

romana di rendere respongli

de navigation, Bruxelles i845. I ponti di Roma, che rendono


cili
i

per

4o
la

anni

appaltatori de'pon-

pii fa-

contatti fra le

due

parti dell'alma
[f^.), al

citt separate dal

fiume Tevere

dire di Dionigi, al pari delle

Mura

[F.)

manutenzione che per la solidit, e nel ^1 anno il senato con decreto faceva approvare questi importanti lavori pubblici. Durante la repubblica
ti,

sia

per

formavano la difesa di una parte del suo recinto, mentre riescono ad essa di comodo e ornamento perla loro costruzione. 11 pi antico ponte eretto in Pioma fu
il

la

cura de'ponti,
ai censori.

come

delle vie, spetta-

va
lai

A Maestri delle strade pari

degli antichi edili che vegliavano ai


ponti, nel

pubblici edifizi, compresi


le uffizio

qua-

Sablicio, al

modo

descritto a Pontefi-

successero

maestri di strade;
conservazio-

ce [J^.) per quella opinione che da esso fece derivare tale titolo, e perch fu di

ed a Congregazione delle acque narrai

come

Sisto

le attribu la

legno non mai costruito in pietra; il 2. ponte VEmilio, 3. il Milvio, 4. il FahriciOj 5.


il
il

Cest0j6

'\

Faticano 3
il

7.

ne de'ponti anche di Roma, la quale nel 1847 '' regnante Pio IX restitu al municipio romano. De'ponti che congiungo-

VEliOj 8."

Ganiculense o Sisto:

Su-

no

Palazzi di Roma

di^ diXiv

fabbricati

i.G
ne pai lai a
traltano
i

PON
tale articolo.

PON
Roma
lungale
al ponte,

Dc'ponll di

e ad esso la Tiberina

descrittori della citt citati a

dalla Flaminia, le diresse e condusse tutte fino al

Palazzi diRoma e analoghi articoli equelli che in seguito nominer. Agostino Martinelli ci

ponte da s costruito, per cui

ottenne che l'accesso, prima


solo ponte Milvio al

diede: Descrizione di diversi

Campo

esstito dal Marzio, pot

ponti sopra

ma

li fiumi Nera e Tevere^ Ro676. Slato del ponte Felice^ Roma 1682. Piranesi, classica collezione d'in1

aversi dal suo ponte Elio.

Imperocch
il

sotto

il

muro

del Castello e dove

mu-

cisioni illustrate

l.

4'

I ponti

antichi di
vesti"

angolo esiste la continuazione dei grandi archi di travertino della stessa maro
fci

Roma

che oggi sono in essere, colle

gnifica costruzione di quelli del ponte,

il

gi dell'antica isola Tiberina y ec. Nel t. 4 degli Atti dell* accad. d* archeologia a p. 197 si legge; Degli antichi ponti di Ro'

quale

fa la voltata

verso

il

Vaticano, non
il

continuando ietto verso

sepolcro, co-

me
glia

nella parte opposta.

In

una meda-

ma,

dissertazione di Stefano Piale.


s.

Ponte

Angelo o Elio.

Il

ponte pi

bello, pi nobile e pi

comodo di Roma
della strada pa-

moderna, facente parte


gli articoli

pale: quanto lo riguarda congiunto a-

Citta Leonina, Borghi di Ro-

ma, massime del propinquo Castels. Angelo, ove notai quando e perch (cos nel
voi.

d'Adriano si vede il ponte con 5 archi, adorno di 8 colonne sostenenti statue. Melchiorri aggiunge ch'era coperto da una tettoia di rame sorretta da 4^ colonne, con altrettante statue aldi sopra. Inoltre Adriano edific un circo vicino al mausoleo per celebrare il natale di Ro-

ma

XXXIX, p.
il

II, 12,

3)

il

monumen-

pubblic

dell'anno 873, di cui ivi nel i84o la descrizione il cav. Luigi Cail

to e

a Castellano di Castel
tani,
sto

ponte presero l'attuale nome, ed s. Angelo. Guat7


1
,

nina. Quindi

ponte fu chiamato Elio,


del fondatore, ed ans.

Aelus, dal

prenome

Roma descritta , p.
il

chiama quee forse del

che Hadriani, Traiani,


nel secolo
il

Petri, finch

ponte
;

pi bello di
il

Roma

XV
Ponte

prevalse costantemente
s.

mondo

giacch

pi grande degli an-

nome
il

di

Angelo. Sopra
alta,

di

queeser-

tichi (rovinato

essendo quello di

Apol-

sto

potente e facinoroso Cencio fece edi-

lodoro sul Danubio) egli stima quello di Merida, da lui veduto con sorpresa per
la

ficare

una torre molto

ed

ivi

citava ogni sorte d'avanie sopra que'che

mole e conservazione. L'imperatore

P.
il

passavano, ed anche impose un pedaggio nuovo: partigiano de'nemici di


s.

Elio Traiano Adriano, allorch costru

Gre-

magnfico suo mausoleo presso la ripa destra del fiume, circa l'anno 1 36, per lo stesso architetto Detriano edific questo
ponte, non solo per dare a quello e agli
orti imperiali attinenti dal

gorio VII nel

1075

ve lo strascin,

ma

sopraggiunti

Campo Mar-

zio
il

un

accesso

degno e maestoso, poich

vicino ponte Valicano poteva servire

per le occorrenze pi ordinarie, ma ancora,comeosserva Piale, per dirigervi tutte le vie, per le quali si poteva venire al Campo Marzio ed a Roma dall'Italia superiore; onde passando per esse s potesse ammirare da vicino la sontuosa mole; a tale effetto diram dalla via Aurelia vecchia l'Aurelia nuova, dalla via Cassia

romani la disfecero, come raccontai nel voi. XXII, p. 216 e 217. Nel 1 16 agognando Pietro di Pierleone la prefettura di Roma, si present il luned di Pasqua avanti il ponte per ottenerla da Pasquale II; ma denegata, sfog il suo dispetto sopra quei che accompagnavano il Papa. Riferisce Cancellieri ne Possessi p. 5o8, che nel i . Anno santo i3oo celebrato da Bonifacio VIII, si ruppe il ponte che allora era di legno;
i

forse quel tavolato di cui parlai a tale ar-

per

la via

Trionfale e Cornelia pr-

con che si divise il ponte nella sua lunghezza, affinch quelli che andavano a s. Pietro non incontrassero quelli che
ticolo,

PON
tornavano. Nel i388 su questo ponte fu
ucciso
il

PON
su basi,
le esistenti belle

117
statue di
s.

Pie-

cardinal Bacloan'o{F.)a\lvct'

tanto avvenne al famoso cardinal /^iiellaschi (^.) nel

i44o- De' cavalieri creati


slati

dagl'imperatori dopo essere

coronati

tro scolpita da Lorenzetto, e di s. Paolo opera migliore di Paolo romano: si apprende da Torrigio, Grotte sagre ^. 384, che la memoria delle due cappelle nel-

dai Papi su questo ponte, sotto Eugenio

X, p. i e relativi articoli. Ne Posseisi de Pontefici e ne'solenni Ingressi di Roma[F.), presso IV


e altri, parlai nel voi.
i

ove furono dipinte. Siccome Sisto V fece inquisire anche contro gli emigrati ed rei di
i

la chiesa della Trinit de'Monti,

antichi delitti, narra Novaes, Storia dei

il

ponte o sulla piazza

vi

archi trionfali.

Ad ynno

furono innalzati santo 6 cele-

Pont. t. 9, p. 1 3o, che satiricamente si vide la nominata statua di s. Pietro col manto di feltro e gli stivali in viaggio; e
in atto di porsi

brato da Nicol

V nel

me
il

perirono per

la calca

i5o, raccontai coda 172 o 200

che domandato della ragios.

s. Pietro per venerare Sudario e ricevere la papale benedizione, tanto soffocate che cadute dal ponte per essersi rotte le sponde alquanto de-

persone reduci da
s.

ne

di

sua partenza dalla statua di

Pao-

lo rispondesse: Collega

mio, fuggo da Ro-

boli,

onde

poi

l'ingresso del

Papa fece edificare alponte due cappelle rotonil

de

di

marmo,
PP. F.

di cui parlai nel voi.


il

X,

p.

186, e restaur

ponte, onde

il

suo no-

ma, perch dubito che Sisto V che va rivedendo processi antichi,non voglia vendicar l'orecchio che troncai a Malco or sono i58o anni! A Clemente Vili riportai le famose decapitazioni eseguite sulla piazza. Nel vol.X, p. 188 riportai quani

me

IV.

si

vede sopra uno de'pi Io-

to

Urbano Vili
le

fece eseguire per dimi-

ni nella faccia rivolti al Vaticano. Dissi

nuire

inondazioni del fiume, riapren-

ancora che per impedire la rinnovazione di s terribile sciagura spian molte case
e fece la Piazza di ponte
s.

do
i

l'arco del

ponte

clie

diverge alquan-

to dalla fronte e l'altro

ad esso prossimo,

Angelo {F.)j

quali erano stati chiusi nel secolo

XVI.

che allora chiamavasi piazza di s. Celso per la vicina Chiesa di s. Celso {F.)j in-

fieV Ingresso solenne in

Roma

di Carlo

V,

sui pilastri del ponte,


le

anche a Citta Leonina come voleva abbellire le propinque strade, edificando sul ponte due piccole torri, se pure qualche scrittore dalla forma delle dette cappelle e per quanto dir non le chiam torri. Riferisce Vasari nella vita
oltre notai
di

tenuto

che aveano soscolonne con istatue, furono po-

ste i4 figure di terra e di stucco bellissime di Baccio da Montelupo, come si ha

Leon
il

Battista Alberti, che

gnato

ponte

s.

avea diseAngelo coperto a forma

di loggia per difesa dal sole, dalle piog-

gie e dai venti, d'ordine di Nicol


si

V che

era proposto di fare simili opere per tutta Roma. Innocenzo Vili dal 1488 su delta piazza incominci a fare eseguire le

sentenze capitali, ci che notai nel voi.


II, p.
1

3oo

e relativi luoghi. Assediato nel

da Vasari. Cancellieri a p. loi de Posriportandone la relazione si legge: w In ponte s. Angelo in ciascuno de'suoi IO pilastri ritta una statua di buonissimi maestri, che fanno una vista superbissima. Dall'una banda s. Pietro coi 4 Evangelisti, dall'altra s. Paolo coi 4 patriarchi Adamo, No, Abramo e Mos: al portone di Castello erano 4o'na menti di festoni, armi e iscrizioni in lode dell'imperatore". Osserva quindi Cancellieri che forse il Bernini da questa desessi

52 7 Clemente VII nel Castello, ^e\ danni che ricev da dette cappelle occupale
dui nemici,

corazione

momentanea

prese l'idea di a-

dornarlo sotto Clemente


gli

IX

colle dieci

come

ricordai alla citata pa-

belle statue degli angeli che sostengono

gina, le fece demolire sostituendovi dal


lato della piazza, nel

emblemi

egli strumenti della passioolile le

medesimo luogo

ne di G.

C,

due pi antiche dei

ii8
ss.

PON
sui piedistalli dal
lizia

PON
il

Pietro e Paolo. Dappoich volendo

Clenienle

IX

nel

668

abbellire

ponte,

ne die In cura a Bernini, li quale con ottimo dtvisamento in luogo di parapetti


chiusi fece
lide di Iraveitino

una specie di balaustrate socon inferriate, e pose


scrit-

canto di Castello. Michiama bruitele statue degli angeli; ma iNibby, Roma nel 1 838, dice che belle certamente non sono dal canto dell'arte, difetti appartenendo allo siile deli

la

scuola bern inesca


s

loda per

il

con-

sui pilastri le del te io statue colossali

cetto di

scolpendo ne'piedistalli un motto

imponente decorazione, in cui Bernini mostr la grandezza del suo inil

turale relativo al soggetto, delle quali u-

gegno, poich

ponte per

la

sua costrudivenupel

na sola opera sua propria, le altre sendo de'suoi scolari, scolpite sui di
tutte
pili

es
lui

zione primitiva esigeva essere ornato di


statue nelle sponde
to
il
:

l'essere poi

modelli. Bernini volendo fare egli stesso


le statue

tramite pi

comune per andare

settuagenario avea scol-

rione di Borgo alla basilica Vaticana (e

due

altri angeli,

ma

sono

in

s.

An-

drea delle Fratte, per quanto

dissi

nel voi.

contiguo Palazzo Praticano residenza del Papa) portava che sacro fosse il soggetto delle statue, e queste

XLV,
che
le

p. 176, non permettendo il Papa sue opere fossero esposte in luogo

dovevano accor-

darsi col

nome che
s.

il

ponte avea preso


le reliquie del

sotto

Abbiamo due medaglie battute Clemente IX con l'epigrafe: ^elio Ponte Exornato, riportate da Bonanni, Niimism. Pont. t. 2 , p. yoS, colle inciapeito.
i

dal Castello sovrastato dalla statua del-

l'arcangelo

Michele, e

sioni degli angeli e


ri.

nomi

degli sculto-

Folto santOy della Lancia e della Croce che si custodiscono nella basilica, fornivano il soggetto degli attributi da porsi

La

i.^

statua a sinistra dell'angelo coi


la Colonna purea sinistra

Flagelli di Lazzaro Morelli ascoiano,


queila incontro che sorregge

in mano degli angeli. L'Jngresso del ponte dalla parte della piazza si voleva decorare con erigervi incontro quelle due

d'Antonio Raggi;
dell*

la 2."

chiese che abbelliscono la piazza del


polo,

Po-

angelo colla Corona di spine di


Naldini, quella a destra

ma

essendo

il

luogo troppo vicino


effetto l'idea,

Paolo
stra
li;
i

che mo-

al Castello

non ebbe

come

il

F'olto santo di

Cosimo Fancelo tunica e

la 3.^

che porta

la

Preste

dadi pure di Naidini, quella incontro coi Chiodi di Girolamo Lucenti ; la

4-'

che sostiene

la

Crocee

di

Ercole Ferdisse

rata, quella incontrocol Titolo della cro-

ce dello stesso Bernini (di cui

da Pasquino, secondo Guattani, che canta, suona e balla e gli manca una spalla); la 5." che tiene la Canna e la sponga di Antonio Giorgetti, e quella rimpetto

ij2. Ad ^nno santo 16 notai come Clemente XI ordin in tal tempo che fossero sempre pronte alcune barchette per soccorrere chiunque vi cadesse, lo che giov a non pochi, che per l'immensa affluenza del popolo e gran numero di carrozze forse arrampicandosi sulle balaustrate caddero nel fiume. Narra Novaes nella vita del successore Innocenzo XIII, che
riferisce Cancellieri, P(?55e55/, p.

nel

1723 avvicinandosi l'anno santo


i

17.,

Lancia di Domenico Guidi. Clemente IX morendo a' 9 dicembre 1669 non vide terminato il bel lavoro, e siccome per modestia avea ordinato di non
colla

essendosi conosciuto che


del ponte nelle
titi,

fondamenti due estremit erano pari-

col lavoro di molti forzati fatti ve-

nire dalle galere di Civitavecchia ne

porre u

la

sua arme, ne iscrizione che lo

par

il

danno che minacciava


ristabil. Il tesoriere

e solida-

ricordasse (quella del sepolcro l'ordin


colle sole parole
il
:

mente

Collicola^copontifcia^

ClenientisIX Cineres),

me
de,

prefetto della

Marina

ne

successore Clemente

gli fece incideil

diresse la grandiosa lavorazione con lo-

re onorevole iscrizione ed

suo stemma

onde Benedetto XIII nel 1 726

Io cre

PON
caidinale e pubblic nel 1728,
di

PON
ma mori
ai

119
e Gregorio

nostri giorni

Leone XII
1

49

anni per l'infermit contratta dal


dell'

XVI. Leggo

nel Pascoli, //

Tevere na-

riverbero del sole e


sistere

acqua del Te-

vigalo e navigahile, p.

vere, fino a perdere quasi la vista, nell'as-

nedetto XlV)jche
7 archi che avea

il

7 (dedicato a Beponte s. Angelo di


lo fldjbric A.-

con assidua e quasi continua diligenza a tale rislauro, incomincialo nel


1

quando
il

driano, trovasi ridotto a Ire e mezzo, re-

722

nel pilone sinistro verso la piazza.

standone parte sotto


stello e

bastione di Ca-

Kel
ta

voi. 4> P-

371 del Saggiatore romafat-

parte dall'opposta sponda; laon-

o vi

l'importante relazione inedila

a'24 marzo 1728 da Giuseppe Guizzttli di Fusignano, eccellente irjgegnere


e archilellodi Ferrara, sopra lo sialo del

de non polendo perci e cos ristretto ricevere quel corpo largo d'acque che ha nelle piene da Ponte Molle a Tordi nona ( luogo propinquo al Ponte s. Angelo),
rincalzato
ivi

ponte

s. Angelo, d' ordine d* Innocenzo XIII e di mg/' Collicola, per esaminar-

dall'urto della loro violen-

ne

le condizioni murarie. Egli osserv che avendo ceduto i fondamenti de'due

zoccoli della base


zo, che
stri

de'due piloni
i

di

mezi

sostengono tre grandi archi mae-

dalle parti inferiori del ponte,


si

due

erano scomposti e disuniti; che detti danni provenivano perch l'alveo del fiume dalla parte superiore del ponzoccoli
te nelle

spande per Roma e l'inonda ne'luoghi bassi. Questo ponte ha 100 metri di lunghezza e 62 di larghezza di sbocco. Ponte s. Bartolomeo o Ceslio. Per questo e pel Ponte Quattro Capi, l'isola Tiberina o Licaonia (della quale parlai in diversi luoghi, come nel vol.XVI,p. i3o, dicendo della confraternita de' sacconi
za
si

rossi,

a Chiesa DI
S.

escrescenze non avea proporzio-

SPEDALE DI
nella
di

nato sfogo ed esito sotto nominali tre due minori; che gl'impedimenti e ostacoli che l'acqua trovava nelarchi e ne*
la

s. Bartolomeo e ad OGlOVAKNI DI DlO, chc SOnO medesima ) si congiunge il rione

Trastevere

agli altri di

Roma.
il

Edifi-

cato in

tempo

della repubblica,

non sem-

grossezza de' quattro piloni, nel con-

bra sicuro perch prendesse


Ceslio,
zione.

nome

di

trasto e ritegno
ti

producevano scavamengli arla

come

l'epoca precisa di sua ere-

considerabili e profondi sotto

chi.

Riporta poi
s.

larghezza de'

5 archi

del ponte

Angelo ed ancora
s.
il

de' ponti

Molle, Sisto, Quattro Capi e

Bartolo-

meo, rilevando che


sottoposto a patir

i."

il

pi angu-

Certo che essendo prefetto di RoAproniano che lo dedic, gl'imperatori Graziano, Valentiniano e Valente lo rifecero di nuovo o restaurarono nel 3690 37o;Io che si legge dalledue

ma Simmaco

sto nell'ampiezza degli archi e perci

pi

marmoree iscrizioni
te,

danno

massime per
escre-

l'impeto delle acque nelle


scenze,

somme

mentre gli archi degli altri ponti superano in larghezza l'alveo del Te\ere che vi ha facile e libero sfogo. Pertanto credette principalmente necessario
s.
:

sui parapetti del ponprevalendo a tali nomi quello di Ponte Graziano. P. Ferralo nel Catalogo de ponti di Roma nomina Pons Cestius

fu lascialo

i. di fare sotto gli

archi del ponte

Lucio Ceslio che da Cesare al governo di Roma nel 708, allorch part perla guerra di Spagna, quale uno de'due prefetti
Io edific, forse

da chi

fondamenti una soglia di travertini, e ridurre il piano a competente superficie; 2. di ristorare il ponte in alcune sue parli e ridurre due

Angelo

e a difesa de'

archi

pii piccoli

a tutta quella larghez-

urbani, secondo Nibby. In vece Piale crede che l'erezione si debba al fratello di detto Cestio cio a Caio Ceslio Epulone, sepolto nella piramide omonima presso il Monte di Testaccio e la Porta O,

za e bassezza di fondo possibile. Posteriori

stiense o

ristauri

li

fecero nel

1792 Pio VI, ed

s. Paolo (f^.). Venne il ponte chiamato Ferrato per la quantil delle

I20

PON
tale, colla piii
:

PON
nobile porla di

catene di ferro de' prossimi molini che

Roma. Mel-

sono nel fiume questi nioiini pensili sopra barconi la prima volta furono imroaginali da Belisario nel 53 7, poich a-

chiurri seguendoallri lodice edificatonel

645 da M.Emilio Scauro e perci lo chiama Emilio, nome che corrotto ne'secoli
di

vendo Vitige
citt sul

tagliato gli acquedotti


i

facevano girare

molini

che ed essendo la

mezzo si iovmh Molvius , Mulvius, Mil-

mancare di farina, Belisario ordin di unir due barche insieme lasciando fra loro lo spazio di due piedi ed attaccarle da ambe le sponde
punto
di
, ,

il moderno Molle. Per Piale osserva, citando Livio, che il pon-

i'm^, donde deriv

te esisteva gi collo stesso

nome di
,

Mil-

vio fin dal

547

^'

Roma

cio

98 anni

prima del censore Emilio


l'anterioril to al
si

provandone

con catene perch restassero ferme, e sopra ciascuna di queste fece adattare due

con diverse ragioni. Quannome, egli crede che debba dedur-

mole

quindi nello spazio intermedio

si

dal

Monte

71/rtr/o, alle cui radici sor-

macchina per farle girare, meccanismo che poscia rimasto sempre. Nei tempi bassi poi il ponte ebbe il nome di Polite di s. Bartolomeo, per la vicina chiesa. Dice Piale che nel secolo X il ponte fu restaurato da Benedetto senatore di Pioma, che Nibby crede probabilmente poscia nel i o 1 2 Benedetlo Vili : per JMelchiorri crede un Benedetto senatore del 1092 01093. Fu restaurato e pavimentato da Eugenie IV , indi nel 1598 venne ristorato dai guasti dell'inondazione, ed ancora nel 1679 ^^ Innocenzo XI e nel 1834 da Gregorio XVI che rifond in parte l'arco minore dal lato di
colloc la

ge.

Concorda

nell'anteriorit

Nibby, che

lo dice esistente

di Roma, 207 avanti la nostra era, probabilmente fin dall' epoca della costruzione

almeno

nel

546

delia via Flaminia, che per esso tragitta


il Tevere, la quale fu aperta da C. Flaminio nel 53 1. Quanto al nome egli crede solo ripeterloodaun Molviuso Malvius che lo coslrusse, o dal ricordalo monte, come avvenne ai ponti Vaticano, Gia-

niculense e Palatino.
quelli che

Per concordare ne fauno autore Emilio, supponendo il ponte in origine di legno, dice Nibby che Emilio lo facesse di pietra
si

e la costruzione delia parte antica

ac-

Trastevere.
la

costrutto di travertini nel-

parte esterna, di tufo nell'interno: dei

corda con l'epoca. Molte sono le notizie storiche di questo ponte , perch la sua
posizione molto importante, avendole
registrale in molli articoli. Nel

parapetti di
li

marmo

si

con

l'iscrizione posta

conservano quelda Simmaco, fla

546

ro-

metri 43.87 di lunghezza e 23.87 di sbocco neir arco principale, perch gli altri

mani
i

vi

accorsero in

folla

a incontrare

legali apportatori

dell'annunzio della

due minori essendo

assai alti,

servono di

vittoria ottenuta sopra

Asdrubale, che

passaggio alle acque nelle sole piene.

forz Annibale a lasciare l'Italia. Nel


vi

675

Ponte Molle o Mihio.


ri

situato fuocirca

posero

campo
di

luogotenenti del deIvi nel

del recinto attuale di

Roma,

due

funto Siila per opporsi a Lepido.

miglia lungi dalla Port del Popolo

(/^.),

691 d'ordine
stati

Cicerone

fmono

arre-

da Vittore e altri contalo fra' ponti urbani, sebbene fino ad esso non giunsero mai n le mura, ne il pomerio, come nota

messi degli Allobrogi complicali

nella congiura di Catilina.

Per l'opporal

tunit e amenit del luogo, celebrala da

Piale.

Monumento

importantissimo

Guattani, anticamente
vi

come

presente

non

solo per le antiche

memorie

di sto-

ria patria,

ma ancora per la comodit

che

furono frequentati alberghi, recandovisi spesso di notte in bagordi Nerone, co-

porge

al

pubblico, congiungendo una delstrade nazionali, che dalie

me

nota ancora Degli Efilli,


p.

Mem.

di

s.

le principali

Nonnoso,

io5, che inoltre dice


il

le ra-

pi lontane proviocic

menano

alla capi-

gioni perch

ponte fu detto Giulio,

PON
Nella era nostra memorabile
il

PON
fatto

li
la fe-

zione del cardinal Cienfuegos, che


ce scolpire da Cornacchini. Verso

d'armi accaduto nelle sue vicinanze Ira Vitellio e Vespasiano. Dipoi celebrit

maggiore acquist

il

ponte per

la vittoria
1

la campagna la testa del ponte era difesa da una torre quadrata cominciata da Nicol

riportata ne'suoi dintorni nel 3

2 da Co-

e terminata dal successore Calisto 111;

stantino sopra Massenzio, circa

6 miglia

prima eravi un
di legno.
1

fortino chiamato Tripi-

pi oltre, presso l'odierna stazionedi Pri-

zon, opera de'tempi bassi, in gran parte

ma
me
che

Porta, non che

destini di

Roma
,

dell'

impero
il

si

decidessero sul ponte cogiac-

Nel pontificalo di Pio VII e nel 8o5danneggiata la parte lignea del pon-

il

volgo erroneamente crede


tiranno
si

te per l'inondazione straordinaria del

suoi tesori

anneg nel Tevere coi quando fu tagliato il ponte di

febbraio

lo ripar e ridusse a

miglior
addriz-

forma V architetto Valadier, facendo di


materiale solido
z
il

barche su cui fuggiva. INel 53^ ritenne questo ponte Vitige nelTassetiio di Ro-

le parti

lignee

transito, e foggi
la

ma, e nel 547 ^" '' ^^^^ ponte suburbano che Totla non distrusse. La potnpa funebre del cadavere di Papa Sabiuiano,
dal Laterano per porta
s.

segno

con ingegnoso ditorre a guisa di arco, perch forponte e incontro a detta

mava
la

ostacolo al passaggio diretto: sul-

testata del

Giovanni lun-

statua fu eretta quella della B. Vergine


giani
feci

go
s.

le

mura

pel

ponte nel

Pietro.

A
s.

Ingressi solenni in
fatti

606 and a Roma ri-

Immacolata, di travertino, scolpita da Pidella medaglia coniata a Pio VII


:

portai quelli

per questo ponte nelIII

parola nel voi.


sulle altre

XXXV,
statue di
,

p.

l'Boo da

Leone

e da altri Papi e

1825
tista

due
le

teste del
s.

18G. Nel ponte vi


Gio. Batin atto

imperatori, di questi ultimi parlando-

furono collocate

ne anche ai loro articoli. Nel secolo X l'utile dominio del ponte spettava alle monache di s. Silvestroin Capite. Neh 4o5
presidialo dai partigiani d' Innocenzo

e del Redentore

il

primo
il
il

di dare e l'altro di ricevere

battesimo,

brutte sculture di Mochi. Sotto


1

gover-

no repubblicano del 849 avendo


te solFerto le

Vii, fu incendialo dai ghibellini romani, essendo in parte di legno , mentre i


papalini lo troncarono. Subito fu riparato e neli4o8 era in pieno uso.
in diversi luoghi.

il ponpi gravi devastazioni, per-

Le

fa-

ch ostinandosi ad una inutile difesa ne avea ordinatola demolizione, onde impedire da quella parte il passaggio alle
stesso

zioni militari quivi succedute, le notai


Il

ponte sostenuto da

truppe francesi, appena ristabilito nello anno il governo pontificio, il mi-

archi grandi e 3 piccoli, oltre


,

^<^i'-

nistro de'lavori pubblici a

mezzo

dell'in-

che sebbene restaurati conservano le antiche vestigia i 3 archi minori furono costruiti nel i8o5 e sostinici intermedii
:

gegnere cav. Azzurri


glioramenti.

lo ristor intieraaltri lodevoli

mente, operandovi pure


metii

mi di
'^

La lunghezza del ponte

tuiti a pilastri sostenenti

un ponte leva-

36

dai fianchi,

mentre 94-24 ^
>

toio di legno;
il

uno

di questi archi unisce


sinistra, gli altri

larghezza totale nello sbocco degli archi.

ponte colla sponda

due

Not

Cancellieri, Possessi^ p.

474 che

lo legano colla destra. Gli archi


ri

maggio-

rie

per sono antichi e restaurati in vaepoche, la principale appartenendo a

questo ponte situato in modo nella sua lunghezza, che viene a formare come una meridiana, mentre le ond3re degli archi
circoncidono nel mezzod
tutte insieme
,

Nicol
vine.

V del 1447 dopo le memorate roPrima deli8o5 le due testale era:

producono

una

linea retta in cui scen-

no

di legno a uso di ponticelli levatoi


s.

la statua di

1731

vi

Giovanni Nepomuceno nel fu eretta, premessa lu bencdi-

de l'ombra solare. Ponte Qualtro Cap o Fahricio. Congiunge Roma all' isola sacra o Tiberina

122

PON
questi, secondo
il

PON
p.

o Licaonia o deMue Ponli, ora delta di s. I3ar(oIomeo dalla basilica che racchiu de, la quale pel Ponte di s. Bartolomeo n Cestio si unisce al rione di Trastevere.

ti
il

Casimiro, /?ic/w.r/e//c

chiese p.
s.

265

(della chiesa e

convento di

pi antico della

citt fra
i

supersti-

Bartolomeo nell'Isola), nel 1744 circa erano a lato della chiesa di s. Grego* rio, e uno avanti quella di s. Bartolomeo.

che si consei'v.ino, meno che sono moderni, come negli

parapetti

Due
l'

ne vidi

io

presso

la

prima,

ma

di re-

altri ponti,

cente furono

stabiliti sui parapetti

del-

percli edificato l'anno di

Roma 692

in
-

ingresso del ponte, o per ripristinarli

pietra da L. Fabricio curatore delle stra

de d'ordine del senato, onde fu chiamalo col suo nome; ma siccome il senato ed i consoli, secondo il sistema, l'approvaro-

ove anticamente slavano, ovvero perch le loro sculture conservassero il poco che vi restato. Nibby sospetta che in origine servissero per
di
le barriere di ferro o bronzo, pegli incastri che presentano. Piale crede che il ponte fosse ristauralo nel

no dopo4o
haveriint
y

anni, cio nel 7 3 3, cos alcu-

ni a quest'anno e

secondo

le lapidi

pr-

attribuirono l'erezione del

ponte. Certo ancora che fu eretto pri-

733 per le terribili inondazioni del 731 732 di Roma quindi altro ristauro lo
;

ma

primo ad uiiire l'isola ad una delle sponde del Tevere sopra una delle due correnti in cui divide il fiume. Si apprende da Orazio che da questo ponte a'iempi suoi erano
del Cestio j per cui fu
il

deve a Eugenio IV , che pure lo paviment. Il parapetto moderno e fu rifatto nel 1679 da Innocenzo XI , insie-

me

al lastricato,

poscia pi volle rinno-

vato come

al Cestio. Il

ponte si compone di
le faccie

soliti gittarsi nelle

ch'erano presi

acque sottoposte quei da disperazione. Siccome


e

due belli
sono
di

archi, che

hanno

esterne

dell'archivolto di travertino, e nel resto

uno

de'consoli ricordati nell'iscrizione

peperino

tra essi vi

un minod'

Lepido, nel

VI

secolo

si

disse

pons

re arco ornato di

due

pilastri

ordine

Lapideiis. Inoltre venne chiamalo ponte

dorico. Questi ed altre vestigia mostra-

Tarpeio, forse per esser vic'no


di Antonino negli
atti

alla

Rupe

no che
verso
il

le faccie

esterne del ponte erano

omonima, come opina Gualtani;


furono
gittati

e ponte

fasciate di travertino,

de'martiri,donde
s.

secolo XII

si

che danneggiate form una cortina


occi di

nel

Tevere

Pigmenio

d'opera laterizia simile alla torre de' Pierleoni situata a sinistra della testa

prete gi maestro di Giuliano apostata


(Piazza a p. 116 del Menologio dice che
fu precipitato dal Ponte Palatino) ed
ss.
i

dentale del ponte.

La sua lunghezza

metri 5S, con


nel voi.

48

di larghezza di sbocco.

Simplicio e Fausto con sasso legato al

collo,

come
p.

si

sacra

i.

ha da Martinelli Roma Che ne'bassi tempi si appel,

l ponte de* Giudei, pev la vicinanza del-

l'abitazione degli ebrei a destra del suo

s. Gregorio parlai 286. Benedetto XIll nel 1729 la riedific dai fondamenti con disegno di Barigioni, la consagr e die all'arciconfraternita di Maria della Divina

Della detta chiesa di

XI,

p.

ingresso e incontro

la

chiesa di

s.

Grego35. Si

piet

rio, lo dichiarai nel voi.

XXI,

p.

te e bisognose

che sovviene le famiglie onoraper cui ne tratto a Po,

disse poi Ponte Quattro

Capi per gli ermi quadrifronti di Giano o Giove barbati, che presso le due teste di esso si vedono, e siccome nelle vicinanze fu il tempio di Giano Gemino o Licaonio, perci si conosce la provenienza. Il Venuti dice che detti monumenti, ognuno di 4 teste riunite, altri H stimarono Termini. Tre di
i

vero

),

la

cui

miracolosa immagine
Il s.

si

venera sull'altare maggiore.

Filip-

po nel suo altare del cav. Casal ; il s. Gregorio nell' altare incontro lo dipinse
Parrocel,
il

quale color ancora un'AssunCrocefisso e altri santi. A' 12

ta nella volta, e sulla porla esteriore della

chiesa

un

marzo

vi si

celebra la

festa,

ed

il

Piazza

?0N
a dello giorno, ce che qui era

PON
di-

123
quale concesSalvatore W /us
,

Emerologio di Roma,
la

marzo 1 801,
piscandi
al

di Pio VII, col


s.

il

palazzo de'Gordiani,che

se a questa chiesa di

alcuni slimano fosse


di
s.

medesima famiglia
Frangi-

ponte Rotto

con esenzione
del ilfe-

Gregorio

I,

cio l'Anicia

da ogni gabella,

a beneficio de' poveri


i

pani o Pierleoni. Ponte Rotto o Palatino o Emilio.

della parrocchia. Piazza, p. 3

W suo

nologio, dice che da questo ponte fu gittalo


s.

nome primitivo deriv dalla localil, perch ri volto verso '\3ionte Palatino e propinquo alle sue radici ; quelli di Aeniilins e Fuhiiis gli ebbe dagli scriltori del perch portava II secolo di nostra era nomi di Fulvio Nobiliore e di M. incisi Emilio Lepido censori, che ne incomin,
i

Nicomede

il

suo corpo venerasi

s.

Prassede. Neil' anno


la

56o

di

Roma

per

desolatrice inondazione e maggio-

re del precedente anno, furono rovesciati


i

ponti Sublicio e questo che allora ei

rano

soli della citt,

probabilmente amdi certo lo era


il

bedue

di legno,

come

ciarono

la

costruzione, ed essendo

il
il

2.

primo. Quindi

fu riedificalo

magnifica-

anche Pontefice massimo prevalse

suo:

fu detto Consolare, da alcuni Senatorio,

e dalla iscrizione di Gregorio XIII,

ma
;

avverte Piale esso appartenere

al

ponte

SubliciOj errore che copiarono molti

mente di pietra e fu il 1 ponte solido che sorgesse in Roma nel 573 per opera dei nominati censori , per nel porto e pile del ponte, mentre nel 61 i censori P. Scipione Africano minore e L. Mumi

nondimeno

osserva Severano,

Mem.

p.

3 16, che il ponte Palatino o Senatorio serviva per le persone nobili, il Sublicio

e lo

mio allogarono l'edificazione degli archi compirono nel 6 1 2. Dal leggersi sulle pile nomi di Emilio e Nobiliore poi

per quelle
veri.
11

di bassa

condizione e pei po-

nome

di Rotto deriva dalla cir-

costanza attuale per trovarsi troncato e

di credere che questo e non il Fahricio si chiamasLapidiiis, cio se dal volgo nel secolo

dare occasione all'equivoco

Fino dal secolo XII si chiamava Ponte di s. Maria, sia per la vicina chiesa di s. Maria Egiziaca (di cui nel voi. LI,
rollo.
p.

di pietra. Riedificato circa


stra era dall'imperatore

il

208

di no-

325),

sia

perch trovasi

al

principio

conduce a s. Maria in Trastevere, o meglio per quell'immagine di Maria Vergine che si venerava nella chiesina di s. Salvatore contigua al pondella strada che
te.

Probo, fu dello pons Probi. Lampridio narra che nel 222 da questo ponte fu gittalo il cadavere dell' imperatore Eliogabalo. Cadde nuovamente nel pontificato di Gregorio

JX

per r inondazione del

i.

febbraio
,

Della provenienza della celebre imin

magine, che collocata prima

unacaps.

pelletta edificala sul ponte, poi trasferita

in detta chiesa, quindi in quella di

Co-

i23o, seguita da terribile epidemia e quel Papa lo rifece, gi denominandosi pons s, Mariae. Siccome questo ponte non fu collocalo saggiamente in origine, stalo sempre soggetto ad essere i*ovesciato nelle grandi inondazioni del fiume,

simato, parlai nel voi.


chiesa di
s.

XXVI,

p.

go.

La

Salvatore, gi parrocchia (di

che dopo
in

due ponti
la

dell'isola

cui nel voi.

XXV,

p. 20), posta propria-

un

sol

ramo passava
si

sotto;

Tiberina imperocch

mente

al fine della via de'Vasellari, nel


1

riflette

Nibby,
la

confluenza delle due


spinge con tutta

lestaurodel i4751esue 4 colonne formanti 3 navi furono murale entro pilastri,

correnti nel riunirsi

forza verso

riva sinistra e batte di fian-

1700

ricevendo maggior abbellimento nel dal proprio parroco, come narra

co

piloni,

inconveniente ch'era minore

nello stato primitivo delle


l'isola,

sponde e del-

Venuti: ora posseduta dall'universit de' calzolari. JVel t, 12, p. i36del^//.


cont.s'

contribuendo
la

ai

guasti e alle cau-

se de'patiti disastri le parale e rilegni fatti

legge

il

breve

Quum

siciit,

de'23

per dare

corrente necessaria alle con-

124

PON
,

PON
quali adottate in
disse a lui
lo:

tigue moli natanti

le

mentre
ci

lo

passavano a caval-

tempi lV angustia da 13eiisnrio , furono sempieconservate. Tutta volta il Guutta* ni, Roma iltscritla i. i, p. 87, parlando
di questo ponte, osserva che
la corrente riesce in
il

trema sotto, sollecitiamo il cavalcare acci non rovini mentre ci siamo noi. Indarno il popolo roquesto ponte

filone del-

mano

tent di rifarlo di legno nel pon-

questo angolo ga-

tificato di

Pio IV. Essendo imminente

gliardissimo,

il

perch re Servio Tullio

l'anno santo iSyS, Gregorio

XI 11

die a

due Tarquini barricarono tutta la riva di quadri di peperino (quando l'isola per non erasi ibrniata ), quali servendo di muro alla citt e di contrafl'orle alla cloaca massima formarono un bel passeggio, chiamandolo pulchnini lltus,
ed
i i ,

per quelle prospettive naturali e artstiche ch'egli enumera: inoltre trova anch'egli dubbio che il ponte si chiamasse Senatorio, pel passaggio de' senatori, che per esso andavano a consultar libri sibillini riposti arcanamente alle falde del Gianicolo. Trovandosi il ponte in deploi

Matteo da Castello architetto idraulico la commissione di riedificare la partt caduta, eda'23 giugnoiSyS il Papanellefoudamenta de' nuovi piloni vi pose quelle medaglie di cui feci cenno nel voi. XLI V, p. 78. Quelle che coni per questo ponil quale era compilo nel te iSjS colla spesa di 54,ooo scudi, una presenta l'edifizio colla statua della B. Vergine sos,

tenente

il

Bambino
:

e avanti al ponte la

rabile condizione, Giulio Ili lo rinnov,

uiidandone la cura a Buonarroti. .Mentre in

buona parte con

casse avea rifonal le pile, e gros-

dalo e fatto diligenti ripari


pera,
chierici di

se spese di legnami e travertini per l'oi

camera erroneamente
fi-

persuasi che Nanni di Baccio Bigio lo

nirebbe con minore spesa e maggior


lecitudine, tolsero
ti

sol-

il lavoro a Buonarroche ritenevano non curarsene per l'et, e lo affidarono a cottimo all'altro architetto nel i552: il Papa, che voleva poche brighe, lasci fare. Nanni non at-

il poncon delta statua Bonanni che le riporta, Numisni. Pont. 1. 1, p. 323, a p. 346 ci d la figura del ponte riedificato da Gregorio XIII di 6 archi grandi, fra i quali sopra piloni aprivansi Sarchi minori, sui quali era Tarme del Papa, tranne quel di mezzo, oltre la sua insegna del drago scolpito ne'sesti de'4 grandi archi centrali. Ma a' 24 dicembre 1^98 a ore 22 per la violenza delle acque il ponte rovesci, come ancora si vede mancante di due archi, appena eravi passalo il celebre cardinal Pietro Aldobrandini nipote del vivente Clemente Vili, per portare i necessari soccorsi ai propinqui abitanti

figura del Tevere; l'altra contiene


te

tese alle necessarie fortificazioni in rifon-

sequestrati dalla straordinaria inondazione. Degli archi di Gregorio


i

derlo, lo scaric di peso per vendere

gran

XI li

restano
il

numero

di travertini di

cato e selciato e lo

che era rinflaurendevano pi forte,

3 della sponda trastiberina, de'quali

pi sicuro egagIiardo,sostituendovigViiaie e altri getti e facendovi sponde con altre cose, che a vederlo pareva rinnovato tutto e terminandolo con molta celerit. Per indebolito e tutto assottigliato, dopo 5 anni a'27 settembre iSoy (secondo A tonasi, ma a' 1 4 gennaio a 5 ore di notte
,

i.epi aderente ad essa superstite del costrutto dai censori Scipione e Muin-

mio

sulla ripa alle radici del

Monte Pa-

latino rimane tuttora la testa del ponte


fatto

da Giulio

III, col

suo stemma.

Non
,

fu pi rifatto e prese

il

nome

di

Rotto

bench pi volle se ne progett il rislauro. Bonanni pubblic nel 1692 quello del
prelato Vespignani
brica di
s.

dice Cola Coleine) per la piena del fiume rovin quasi intieramente sotto Paolo IV. Vasari che ci narra, aggiunge che lo a-

economo
il

della fab-

Pietro, idealo da Carlo


titolo

Fondella

tana

citando Canceilieri

vea predetto Buonarroti, e che un giorno

stampa

nei Merctt/o, a*p. 67, col

nome de-

PON
gli scrillori di

PON
e

125

questo ponte, che celebra

per

la

sua slrutlura, anticliiln, bella ap-

parenza e altre prerogative, dicendo che ne avea con successo proposta a Pio VI la riedificazione col nome di Pio e la spesa di circa 56,ooo scudi ma che le sopraggiunte vicende impedirono edtithi,

due dell' Isola Tiberina, costru quenuovo ponte, che da lui ebbe il proprio nome datogli dal padre dopo ottenulo l'impero, prima appellandosi L.Settimio Bassiano, dicendosi dopo divenuto
sto

imperatore M. Aurelio Antonino Caracalla, come riporta Nibby. Altri dicono


incerta l'epoca della primitiva fondazione,

re.

Altro progetto a'nostri giorni pubbliil

Del Ponte Senatorio ora Ponte Rotto con figure^ Roma 1826. Ponte Sisto o Gianiculense o Aurelio.
c
cav. Pietro Lanciani,

convenendo che quest'imperatore M.

Aurelio lo edific di marmo. Piale crede che ne sia fondatore Settimio Severo
e che Caracalla lo comp o ne usurp la
gloria e
il

Da
di

questo dalla citt

si

passa nel rione


in-

titolo.
si

Nibby

ritiene
i

che da

Trastevere

venendo decoralo T

questo ponte
scrissero, e

giltassero

martiri,

non
altri

gresso dalla Fo/z^^az^x di ponte Sisto

(^'^.),
(

dal Fabricio o dal Palatino

come
Il

cui contigua la chiesa e V ospizio


cui parlai nel voi.

di

che piuttosto
i

la

corrente ne

XXIX, p. 278), avendo Gregorio XVI nel 835 formato quel


1

trasportasse

corpi all'isola.

ponte fu

largo che

si

vede colla demolizione d'un

rovinato nel 792 nella terribile inondazione di dicembre, che svelse la porta Fla-

piccolo fabbricato.

Fu

detto prima

nicidense oGianicolo pel transito che


al

Jad

minia eia trasport fino all'arco delle tre Favicelle(di cui nel voi. L, p. 72, ove per
errore tipografico
il

DI onte Ganicolo^ che

gli sta

incontro;

citalo

voi.

XLVI
le

Aurelio e Antonino per averlo edificato


l'imperatore M. Aurelio Antonino Caracalla, o dalla via Aurelia a cui conduce, secondo Fulvio; ed anche Ponte Rotto, Pons Fractus, e in Onda, sia per essere

manca di
sci
le
il

I),

scavalc in vari luoghi


s.

mu-

ra, e di l alla basilica di

Marco

rove-

portico Palatina, e dilargandosi per

piazze pervenne al ponte Antonino e


il

stato guasto e rovinato dal

Tevere per

pi
sa di

secoli, sia
s.

per essere vicino alla chie-

muro usc a scaricarsi di Dopo di quell'epoca trovasi designato col nome di Pons Frarovesciatone

nuovo

nel suo Ietto.

Salvatore in
p.

Onda

(di cui nel voi.


tal

ctus nelle bolle di Benedetto

V III del

or9

XXVI,

io3), che prese

nome

per

e di

s.

Leone IX

del

049, ed anche suc-

essere soggetta alle

minime

escrescenze

cessivamente Po5^/2;o/zm/. Si legge nel


diario di Stefano Infessura, che a'29 aprile
ti
1

del fiume

come

situata in

luogo basso,
alla

concessa da Gregorio

XVI

congre-

473

Sisto
si

IV con 4 cardinali e molal

gazione della Regina degli Apostoli. Fi-

nalmente prese l'odierno nome da Sisto IV che lo rifece. Avendo Settimio Severo mentre era privato comprato spaziosi
orti nella regione trastiberina, prese af-

Maria gode il juspiscandi con esenzione da qualunque gabella, sulle sottoposte acque) e al Ponvescovi

port

palazzo di

s.

in Trastevere (il di cui capitolo

te

Holto che avea destinato rifabbricare.


pietra

fezione alla contrada e la orn con gran-

Discese nel fiume e pose ne'fondamenli

diose opere pubbliche. Nel 2

di nostra

una

quadra
il

col

suo

nome

e anno,

era e

dopo

la

morte
il

di quell'imperatore

e dietro a questa alcune medaglie d'oro,


colla sua effigie e

eredit
la, e lui
il

gli orli

figlio e successore

Ge-

prospetto del ponte,


,

spento ne divenne proprietario

fratello

Antonino,

il

quale bramoso di
il

riportandone il tipo Bonanni Pont. l. I, p. 91. Fu accessibile


titudine che concorse a
bileo

alla

Numis. mol-

far cose

magnifiche e

amando
il

soggior-

Roma

nel giu-

nodi
ti

delti orli, ed

essendo troppo distan-

dal

Campo

Marzio

ponte Vaticano

147^ (che per cui il Papa

fa la principale cagione
si

determin a

rifarlo,

126

PON
di
i

PON
da gente barbara che abitava dintorni, che lo restaur Ercole , e ri-

onde eli mina re la catastrofe accaduta nel precedente anno santo sui ponte s. Anmeglio circolare) e tolalmeiite venne compito nel i479> ^ J'*dlora in poi prese il nome
gelo,
ai

Roma

con dar sfogo

popolo

di

fece

do
la lo

di Sisto IV,

ponte Sisto, cora'


jN'e

egli volle

Anco Marzio, ma di legno, diroccanmurato per maggior sicurezza delcitt. Certo che il re Anco Marzio form di legno su piloni di muro o di
il

chiamarlo.
telli,

fu architetto Baccio

Pinla-

pietra, circa l'annoi

i4diRoma, per con,

che

fu lodato

per l'eccellenza del

giungere
il

la

parte del Trastevere ov'era


sotto
il

voro

e per la fortissima solidit, facendo uso degli avanzi de'piloni antichi. Riferi-

Gianicolo colla rocca

Monte

sce Bonanni, che mentre Sisto

IV era
il

pro-

curatore de'conventuali, abitando

con-

poco lungi ove fu poi la porta Trigemina. Fu dtlloSublicio perch 5hlices, voce d'origine volsca, chiamavany4 ventino,
s

Tento di

s.

Salvatore in Onda, residenza

le

travi o piane di legno colle quali fu


i

de'procuratori dell'ordine, e trovando in-

costruito, ovvero perch

materiali dal

comodo
il

ecarsi al

Valicano

pel

ponte

s.

paese de'volsci furono trasportali in Ro-

Angelo, disse per ischerzo di voler rifare


ponte appena sarebbe Papa e mantenla
1

ne
nel

parola.

Il

diarista Coleine registr

557, che la grande inondazione rovin Ponte Sisto, si allagarono 8 mole,


e

non potendosi passare

a cavallo alcun

ma. Guattani per spiega il vocabolo Susub ilice, e ne deplora la distruzione poich volendosi andare a s. Paolo ed a s. Sebastiano bisogna tragittare il fiume in barchetta, pi non esistendo il Palatino : egli crede che vi si
bliciojCiuas
,

ponte. Forse avr sofferto nel solo lastricato, non conoscendosi altri
li

precipitassero
ri

cadaveri degl'imperatole

rimarchevoi

Eliogabalo e Comodo. Fra


si

ceremoTeveie

ristauri

ed

il

lastricato e

parapetti

nie che

facevano su questo ponte, e-

rinnov Clemente Vili dopo la tremenda escrescenza dell 598. Paolo V diresse su questo ponte
i

ravi quella annuale di gittar nel


agi' idi di

condotti delle Fo/i-

acqua Paola, senza che risentisse danno l'edificio; ed Innocenzo XI vi oper qualche bonifico. Si compone di 4 grandi archi di travertino, in mezzo ai quali vi un gran foro detto l'occhialotane
dell'

maggio 3o fantocci di giunchi, chiamali A rgei cio greci, costume introdotto da Ercole (che uccise nella vicina
spelonca
il
i

fimoso ladro
barbari

di

buoi Cacco)

per abolir
gli

sagrifzi

aborigeni, che gitta vano nel fiume

umani de3o

per isfogo alle acque , nelle grandi piene e per diminuir l'urto che soffre il ponte nel mezzo. La sua lun-

ne di ponte Sisto

uomini colle mani e coi placar Saturno in odio


zione
si

piedi legali, per

faceva dai pontefici


i

celebrato
ti

sagrifizi di

La fundopo aver rito, accompagnade'greci.

ghezza di metri 58, di larghezza di sbocco 48. Ponte Suhlcio. Il pii antico, che se-

dalle vestali e dai pretori, facendo la

vestale

massima

il

gettito delle

immagiil

ni o simulacri. Nel

ySi

di

condo alcuni die origine

al

nome

di

Pon-

te fu portalo via dall' alluvione del

teficeche anteriore,onde a quell'articolo parlai di sua edificazione e della sua di-

vere, e fu quindi rifatto di

ponTelegno, Ovidio

Roma

dice di rovere. L'altra grande inondazio-

da Orazio Coclite e perci chia matoarjche col suo nome, venendo tenuto per sacro onde Sacro pur si disse ,
fesa fatta
,

spettando

ai pontefici
si

spesso restaurarlo,

per

le

quali ragioni

appell inoltre /l/rt.v-

simo. Severano,/l/em. p. 354, opina che fosse fabbricato prima della fondazione

ne avvenuta ne'lempi d'Antonino Piolo dannneggi, per cui quell'imperatore lo ristaur, e form di pietra, onde qualcuno lo chiam ^o^z^e Antonino. Continuando ad essere di legno ne' primi del secolo V di nostra era, ed essendo un ponte sacro pei pagani, onde fu detto ponte

PON
Sa^rOf crede Nibby che inJi Irasporlalo via da qualche alluvione non venisse pi
rinnovalo. Ch' era rotto e denominato
le vicine scale

FON
Gemonie (di cui
si

127
nel voi.

ancora memorabile, perch ad esso dal-

IX,

p.

264
si

e altrove)

strascinavano quelli

pons Fraclus ne'primordidelsecolo XI, apprende dalla bolla di Benedetto Vili che determin confini del vescovo di Porto, dicendosi fra Martnorala (cos detta dal luogo degli scarichi de'marmi provenienti pel Tevere, o al dire di Severano
si
i

che

doveano

gittar nel
le

fiume, ond'
fossero

probabile che per


te

medesime

strascinali quei martiri che

furono

gitlati

da questo ponne! Tevere, acci uoa


fu fallo coi
ss.
,

fossero sepolti dai cristiani e fossero tras-

portati al mare,
polito e Adria
,

come

Ip-

pei

marmi

superstiti appartenuti a
il

que-

Rufliia e

Seconda

Ca-

sto ponte) e

porlo di Ripagrande, nel

lepodio (poi pescato da


sleiio,

s.

Calisto),

A-

luogo propinquo all'odierna Salara, sotto il Monte Aventino. Gli avanzi che ivi
si

Quirino, Zoe, Vittorino, Sinforiano, Castorio e Simplicio scultori rinchiusi vivi in


tri

vedono
al

e che

certamente appartengodi

una cassa
i

di

piombo, e

al-

no

ponte Sublicio, sono


,

materie so-

molli santi martiri,

cui

nomi

ripor-

lidali

in

origine fasciali di travertini;


si

ta

Severano.
i

Da

questo furono eziandio

quindi da alcuni

deduce che tutto

il

pon-

precipitati
li

facinorosi e scellerati, fra 'qua-

te fosse di materiali solidi nell'ultimo pe-

Sciano e que'senalori che contraddisse-

riodo di sua esistenza; per altro senibra

ro Tiberip, quando voleva che Ges Cri-

indubitato che
lide,

le pile

potessero essere so-

anche supponendoli pontedi legno, perch cos facilmente disfacevasi il pia-

no

di

tavole e facilmente ricostruivasi.


pile

Queste

(come

dissi nel voi.

furono smantellate nel 1484 XIII, p. 27), epoca

dell'ultima rovina del ponte, giacche ai

23

luglio Sisto

IV mand

al

campo
20

delcar-

le milizie pontificie (o in Castello)

ra di palle da

che in

bombarde di travertino, numero di pi di 400 furono fabMarmorala,


il

un Dio. ChiamanAntonino anche il Sistole gli atti de'martiri dicendo che furono precipitali dal ponte Antonino, Severano per il Sublicio almeno per quei provenienti dal vicino circo Flaminio. Job, de Buleo scrisse, De Sublicio ponte Caesaris, Lud. typ. Bertelli 1559. Ponte Faticano o Trionfale. Gli deriv il i. nome dall'aver vicino e rimsto fosse ricevuto per

dosi ponte

bricate a

e cos fu finito di

distruggere

ponte

di travertino rotto,
,

chiamato pure di Orazio Cocle.s come si ha da Infessura. Oggi del ponte non
restano che
colo
le

petto il Vaticano, il 2. perch alcuni dicono che anticamente la porta Trionfale o Vaticana sulla ripa del Tevere era congiunta al ponte, alla testa del quale era posta e usciva nel

campo Valicano.

vestigia di

piloni a fior
fin dal se-

Per
so in

la

porta Trionfale facevano VlngreS'


i

d'acqua, ridotti a uso di pesca

XV. Su

questo puntesi difese Grac-

co prima della sua morte, e per la frequenza del popolo che lo traversava, stavano poveri a chieder l'elemosina. Rii

Roma [F.) capitani vittoriosi, che ponevano all'ordine la pompa trionfale nel detto campo, come afiferma anche il
Biondo,
rai a
(di

Roma trionfante]^.

3 7 3, e dichia-

pugn
tri

poi a Piale ed a JVibby ci che al-

Citta Leonina. La porta Vaticana cui a Citta Leonina e Palazzo Vala

scrissero
,

erroneamenteseguendo Pluil

ticano) fu tenuta
le altre,

pi nobile di tutte
essa e pel ponla

ponte fosse poi formato di pietra verso l'anno 782 da Emilio censore (quello del ponte Rollo), e che ven-

tarco

che

non polendo per

te
te

Trionfale passare per riverenza

genvia

suburbana,

ma

soli cittadini.
si

La

ne detto pona Aemiliiis. Raccontano Severano, Mem. p. 355, e Piazza, 71/^/20/010 romano p. 107, che questo ponte

Trionfale pel ponte


sia.

congiunse

alla

Cas-

ne,

ma

Di questo ponte se ne ignora nel secolo IV era ancora

l'origi-

in pie-

n8
(i,

PON
quale o nel principio
rovi uh. Si congettura da Piale e

PON
Paflagonia, Onoriade,JJilinia
nia
2."'

sul tlcclinar del

i."

e Bili-

del

Metropoli della Cappadocia i.'e

Nibby che

l'abbia costrutto l'imperatore

di tutta la diocesi di

Ponto

fu
il

Cesarea ver-

Caio Caligola, il quale non solo nella valle Vaticana possedeva gli orti materni dove eresse il circo e 1' obelisco ma al>

so

la

met

del III secolo:

suo vescovo
la

per
vi

la

dignit della sede avea


tutti
i

prece-

denza su
ncie
,

vescovi delle altre pro-

tres fu

appassionalo per

la

costruzione

ma

nel secolo

fu assoggettato
11

modi di comunicazione, avendo unito il Monte Prt/^m^o ai Campidoglio a mezzo d'un ponte, e sul mare formatone altro con navi per congiungedi simili
1

al patriarca di

Costantinopoli.

Ponto
Pao11
,

fu illuminato dalla fede cristiana al tem-

po degli apostoli
cristianesimo

la i.* epistola dis.

lo fa credere che vi avesse predicato.


vi fece

e Pozzuoli a Baia per pi di 3 miglia e


,

pochi progressi

mezzo

al

modo

accennato a Pozzuoli.

quando vi fu s. Gregorio Taumaturgo


co
si

po-

D'altronde in quell'epoca non esisten-

conosceva, bentosto

fiori,

talch nei
del

do

ponti Elio e Gianiculense, era ne-

primi del

IV
i

secolo tutte

le citt
I

Ponvi fe-

cessario

un ponte per

recarsi ai diletti e
i

to aveano

loro vescovi.

saraceni

come lo furono Domizi da Caligola e Nerone. Erroneamente il ce* lebre Piranesi seguito da Guattani, lo colloc fra il ponte Elio e il moderno teatro di Apollo, mentre gli avanzi per quanfrequentati orti,
,

cero delle

terribili

devastazioni nel

IX e
pic-

X
no
lo

secolo, e quivi stabilirono molti

coli principali
la

che rovinarono pi o me-

religione in molti luoghi. Nel secoi

to sieno alterati, appariscono visibilmente fra la chiesa di


tini e l'ospedale di
s.

Giovanni de'fiorenSpirito in

s.

mezzo

al

Tevere. Narra In fessura, che a'6 ottobre

1409 Paolo Orsini di notte fece fare sopra questa anticaglia una vertesca o lorricella.

Giulio

11

ebbe l'intenzione
il

di ri-

staurarlo e imporgli
la strada Giulia

suo nome,

come

che a questo ponte retta avrebbe menato. PONTO. Regione dell' Asia, situata lungo la costa del Ponto Eusino (divisione del Mediterraneo fra l'Europa e l'Asia, detto Mar Nero), che le d il suo no-

XIII fecero peggio turchi, soslituen doqunsi dovunque il maomettismo al vangelo. Tutte le citt celebri di queste contrade che servirono di sede a tanti illustri vescovi, che somministrarono tanti martiri (di cui nel voi. XLlll, p. '9')^ santi, e dove furono tenuti tanti concilii, non sono in oggi che mucchi di rovine, ed loro gi sontuosi edifzi cambiali ia meschine abitazioni. Quanto alle dignit ecclesiastiche non vi sono che arcivescovati e vescovati in partibiis^ tranne poi

che eccezioni.

PONTO POLEMONIACO.
eia delia diocesi di Ponto, cosi

Provinchiamata

me, poscia Bosforo fino alla Colchide. Il Ponto fu eretto in diocesi ed esarcato dopo la nuova divisione dell'impero d'oriente sotto Costantino e Costanzo suo
glio, e gli
fi-

da Polemone I, antico re della contrada: Neocesarea ne fu metropoli. L'imperatore Giustiniano l'uni


coli'

Elenoponlo,

vennero assegnale

le

seguenti

facendone una sola provincia col nome di questa ultima, unione che non alter
la

Provincie: Galazia, Bilinia, Cappadocia,


piccola Armenia, Elenoponlo, Ponto-Po-

disposizione delle provincie ecclesiasti-

che,

quanto
la citt

ai diritti

metropolitani, poirest

lemoniaco, Paflagonia. Alcune

di esse in

ch

d'Amasea

sempre meNeo-

seguilo furono divise in 2 o 3, per cui il numero si aument a i 3, cio Cappadocia


I

tropoli dell'Elenoponlo, equelladi

cesarea continu a godere della medesi-

.",

Cappadocia 2.^,Cappadocia
I.",

3.^, Ar-

ma

menia
lazia

Armenia 2.^ Galazia

i.^,

Ga-

lemoniaco.

dignit relativamente al Ponto PoIl regno di Ponto era situa-

2.%PonloPolemoniaco, Elenoponlo,

to tra la Bitinia e la Paflagonia,

ove do-

PON
min
mani
il

PON
il

129
delle ani-

celebre Mitridate VII

Grande,

ni e di altri ecclesiastici.

La cura

che in un giorno fece uccidere 80,000 rosparsi nell'Asia minore; a Lingua dissi che parlava 11 linguaggi. Farnace l
i

me si esercita dal preposto, aiutato da uno


de'detti cappellani, nella chiesa di
s.

G-

o Artabazo Tu il . re di Ponto circa 486 anni avanti O- C. A'tempi di Pompeo e di Cesare, ridotto a provincia romana, fu
di viso in 3 parti:

mignano con battistero, il quale l'hanno leai tre 4 chiese parrocchiali. Incontro alla
cattedrale l'episcopio, di conveniente
struttura.

La

chiesa della
I

Pentodi Galazia^Voxxto di Cappadocia, e Ponto Polenioniaco ch'ebbe per re Farnace ^' anni avanti la

ta, eretta nel

147

nel

ss. Annunziasobborgo meridio-

nale, di lodata architettura, con bella


facciata che vuoisi di Giulio

Romano:
il

di

Polemone I, Pitidori, Polemonell morto nell'anno 65 di nostra


nostra era, Dario,
era.

grazioso disegno e squisita fattura


pietto ottagono di
nel

tem-

L'impero

di 2rfZ>/.?o/i^rt, sorto nel seil

colo XIII, teneva


dell'antico Ponto.

luogo a un di presso

marmo bianco posto suo mezzo, eretto nel 1493. Contigua all'antico convento di s. Francesco, edificalo nel 1219 f'^ori di Pontremoli e ora
con vasto e pregievole dis.

PONTREMOLI
cato di

{Apuan). Citt con

ridotto a seminario,' esiste un'altra chiesa grandiosa,

residenza vescovile di Lunigiana e del du-

sovrano se ne intitola conte , dalla quale distante 48 miglia; capoluogo delia Lunigiana par-

Parma,

il

cui

pinto del Cignaroli esprimente


sco
:

Franceil

del seminario fu benemerito


i

vesco-

mense, e sede delle autorit

civili

e giu-

diziarie, situala nella confluenza del

vo Venturini, ed oltre chierici fiorisce per un centinaio di convittori. I cappuccini abitano nel convento fabbricato nel

torrente Verde, che alla met del paese

1641

sulla deliziosa collina del Costa,


il

fiume Magra, il quale bagna Pontremoli dalla parte di greco, mentre il Verde percorre le sue mura nell'opposto lato. L dove la
s

vuota e perde il suo

nome

nel

sovrasta

che nuovo passeggio della citt, det-

to del BorgovecchiOjfiancheggiato da dopfila d'alberi, a'sinistra del fiume fra due ponti della Magra. Fuori di porta Parmigiana l'ospedale, gi convento dei carmelilani, in aria salubre: prima ve ne erano due, uno per la fazione guelfa, l'altro per la ghibellina, oltre altri due com-

pia
i

Magra,
to delle

discesa fra tortuosi dirupi dall'al-

montagne, cadde
al

cipitosamente
tezza,

in ultimo prepiano da prodigiosa al-

forma uno spettacolo non meno

in-

cantevole di quelli onde si vantano Tivoli

preso quello pei lebbrosi. Le reputatescuo-

e Terni. Passa per la citt l'antica strada Francesca Piomea, che Clodia e di Monte

Bardone
il

fu

pure appellata,

la

quale

at-

pubbliche di Pontremoli incominciarono nel secolo XIV. Il conservatorio delle donzelle fu gi monastero delle agosti
le

traversa

giogo dell'Apennino al varco

iiiane,soggetto all'ordine d'Altopascio.

Vi

della Cisa. Tra* suoi edifzi

vanno

ricor-

un'accademia filarmonica sotto


lo e' Risorti
tria di

il

tito-

dali le recenti fabbriche del tiibunale collegiale e


il

teatro,

il

palazzo del

comune

Apuani. Fu Pontremoli panon pochi uomini illustri per di-

quello governativo.

La

cattedrale gran-

gnit e dottrina, de'quali trattano Toz-

diosa, con cupola molto svelta e ardita,


belli altari e

buoni quadri, edificata dosotto l'invocazione di


Il s.

po il 1620. E"
ria

Mafor-

Viaggi per la Toscana t. i o, e CeMeni. isL di Lunigiana voi. 2. A ricordarne alcuni dir di s. Sita Bernabovi
zetti,

rini,

Assunta del Popolo.


di

capitolo
il

si

vergine; degli arcivescovi Girolamo Gallo

ma

dignit, la
il

j.'

essendo

prepoil

diNegropontee Gio.
vescovo di Massa
;

Gabrielli di Pisa gi

sto, le altre

decano, l'arcidiacono e

dei vescovi

Oppecino

primicerio; di io canonici compresi


teologo e
il

il

Galli di Guardia, Francesco Gabbiati di

penitenziere, di 12 cappella-

Veulimiglia, Fabrizio Maracchi di Ter-

VOL. LIV.

j^o

PON
i

PON
romani non penetrarono ne'conflni occidentali dell'Etruria prima del 5i6 di

mini, Lodovico Gabbinti di Acerno, Gio.

Luca
vi di

Casfellini di Reggio: furono vescoBiugnato, Giacomo Manganelli, Lo-

Roma, come nolo

il

eh. Repetli, Diz. del-

dovico Gandoifi,
Iteghini,

Tommaso Enreghini

Fu duce de'ca vai leggieri

Antonio e Bartolomeo Uggeri. Stefano Maraffi;


;

la Toscana. Egli conchiude, che niente si ha di sicuro avanti il secolo XI, quanto all'origine di Pontremoli,

convenendo

valente paesista Nicol Contestabili


gliatoredi pietreorientali

inta-

suU'esislenzadi una stazione opportunis-

emarmi Fran-

sima e importante per

fissarvi stanza

una

cesco Battaglia, che fece bellissimi lavori


nella rara sagrestia deirAnnunziata. Cie-

popolazione, e rigettando l'asserzione di


Villani, che Telila distrusse
li.

Pontremo-

co da Pon tremoli famoso umanista del secolo

La prima memoria

un

privilegio del-

XIV, se ne

ignora ilnome.Giurecon-

l'imperatore Enrico III o IV, col quale

sidtiescritlori furono Pietro Cabailo, Ste-

fano Bertolini, Nicodemo Trincadini, i

Cnrini e 2 Venturini. Paolo Belmesseri poeta e scrittore. Francesco Galli medi-

co insigne fu consultato da Adriano VL InPontremoli vi sono opiflcii mossi dalle

acque, diverse fabbriche e innumera-

bili telai di lino

o bordatini.

11

suolo offre

Ugo e Folco figli del marchese Azzo d'Este alcuni castelli, fra'quali Pontremoli nel contado lunense. Nel 11 10 pootremolesi armata mano si opposero al passaggio delI'imperatoreEnrico V,chc si recava a Roma, per cui fece espugnare e mettere a sacco il paese, bench dalla situazione, dalla natura e da altissime
concesse a
i

poco piano, molte colline facenti spalliera ai monti che circondano l'area bislunga della citt che ha 6 porte. Pontremoli, Pons Tremulus e Pontremulus , fu
cos'i

guardalo. gran contessa Matilde, difendilrice de'Papi, che quale governatrice imperiale con giurisdizione in Pontremoli, vi si retorri fin d'allora fosse difeso e

Fu

la

chiamato, secondo

al-

c per eccitare
si

cuni, per un ponte sulla Magra fabbricato da M. Emilio Scauro nella strada the da Lun conduceva a Tortona, ov ero per un ponte di legno tremante per la sua lunghezza, o per un ponte costrutto da Treponzio capitano d'Alarico re dei goti nel 5iQ. Gerini opina che Pontremoli possa a ver ricevuto origine daQ. Marzio

la popolazione ad opporanimosa contro un nemico fatale di s. Chiesa. Per Pontremoli vi passarono Papi Calisto II nel i 120 Innocenzo II nel 32 ed altri che si portarono a Pisa (f^). Si vuole che marchesi Malaspina
i

divenissero quindi padroni del poggio e


Castel di

Grondola
1

nel distretto di

Pon-

tremoli nel

Tremulo console
il

nel

44?

^'

Homa,

derico

164, per investitura di Fee nel 1220 di Federico II im-

per aver dato


serciti,

suo

nome al

ponte eret-

to pel passaggio in Liguria de'romani e-

formandosi il vocabolo Pon-Tremoli dal ponte e dal suo edificatore, quando il luogo cominci ad abitarsi , prendendo forma di popoloso castello verso il
3. secolo di nostra era. L'insegna del
sigillo

ma non ci conviene Repetti, perch chiaramente risulta da documenti, che Pontremoli ne'secoli XII e XIII si
peratori,

governava a comunee indipendente, per


cui rivendic gli antichi abitanti dall'ad-

debito di essere

stati

signoreggiati

dai

suo

si forma d'un ponle a quattro arcon alta torre merlata. Pretendono altri che qui in tempi remotissimi esistesse pua capitale degli apuani, perch sui monti quella ligure trib vi abit buigaraente. La congettura del ponle fabbri-

chi

marchesi Malaspina. Che anzi nel 1 167 Federico I conced ai pontremolesi tutte le regalie che alla sua corona appartremoli, e

tenevano nel castello e distretto di Ponil possesso dell'Alpe pontremocondizione di pagare alla ca-

lese, colla

cato nel

44?

circa

cade pel

riflesso

che

mera imperiale annualmente 5o lire: furono ammessi alla pace di Costanza, ed

PON
ebbero confermati delti privilegi da Enrico VI, e da Federico li quando pass per Ponlremoli. Sotto questo ultipio imperatore
le fazioni

PON
ma, che
distrusse
il

i3i

pose quindi sollo Taccoraandigla di Parcastello di

Piagnaro

presidialo da'Correggeschi guelfi. Preva-

de'guelf e ghibellini

lendo poi
nel
si
I

la

loro fazione in Ponlremoli,

fecero soffrire al paese calamitose vicen-

33

il

castello fu rifatto,

mentre Ros-

de; seguaci

pontremolesi de'primi e al-

signor di

Parma venne da Giovanni


vicario imperia-

leali de' piacentini, nel

se Pallavicino vicario imperiale

giana, per favorire

marchediLuniparmigiani, ne am12/^5
il

re di
le di

Boemia dichiaralo
Lucca,

Parma

e Ponlremoli.
i.^

do
di

il

re venduta la

AvenMastino signor
il

pli la giurisdizione del terrilorio col re-

Verona, questi conquist

paese e as-

stringere quella di Ponlremoli.


i

Sennon-

sedi Ponlremoli, che cede per capitolazione, quindi nel

ch divenuti parmigiani parlitanti delChiesa , tre anni dopo Federico I li priv della porzione di territorio loro concesso, dopoch pontremolesi ebbero trucidato il presidio parmigiano di Grondola. Continuando Ponlremoli per tutto il secolo XIII a governarsi a comune in forma di repubblica, a seconda delie cirla
i

mandigia
Milano,
il

di

i339 pass nell'accoLuchino Visconti signor di


il

quale riusc ad acquistare


il

do-

minio li, che

di tutto
i

distretto di

Ponlremosignori, poi

Visconti prima
di

come

come duchi
i4o4'
i

Da

Milano ritennero fino al Gio. Galeazzo conte di Virt


1

pontremolesi nel

costanze ader anche

ai ghibellini, fece le-

t di poter formare
ci

388 ottennero facolun collegio di giudiRicuperala Pongeno-

ghe, leggi e statuti, ed elesse magistrati e


nel declinar del secolo
il

e notari, la cui scuola d'istituzioni no-

podest da Lucca

tarili

sah

in riputazione.
la

eminentemente guelfa. Ma appena Enrico VII nel i3i2 discese in Toscana, dichiar suo vicario imperiale in Lunigiaua e
in
il

treuioli

propria indipendenza, parie


Rossi, parte
il

acclam per signore


vese
st

Luca

del fu Carlo Fieschi che ne rel

Ponlremoli
il

il

cardinal

Luca

Fieschi,

padrone assoluto,

duca

di

Milano

quale coi pontremolesi guerreggi con-

Filippo Maria a mezzo


te

di Piccinino, fat-

tro

marchese Franceschino Malaspina

diverse conquiste, riprese Ponlremoli,

per alcuni villaggi limitrofi, ricevendo poi

Ponlremoli un presidio di Ghibertoda Correggio signore di Parma e alleato del marchese. Castruccio capitano di Lucca penetr colle sue armi fino a Ponlremoli, e tra le
in

piazze della collegiata e del

comune nel

dominio confermalo dalla pace del i433. Nellagueriadi Francesco Sforza contro il duca caddero in suo potere tulli castelli e terre di Lunigiana, tranne Ponlremoli che si sostenne, ben fornita di gente e vettovaglie; per divenne nel i44^ suo dominio, quando il duca lo assegn per
i

i322 per separare


le torri

due

partili innalz

dote di Bianca sua figlia concessa in isposa


Pentitosi Filippodella cessione, nel

Cacciaguerra e quella ridotta a campanile della cattedrale, con comunicazione fra loro, onde
i

i44^
che

mand un
si

esercito sopra Ponlremoli


I

pontremolesi lo

difese vigorosamente.
la

pontremolesi

riconobbero per signore. Castruccio vi compr un ornato palazzo che talvolta


abitava, e Lodovico di Baviera lo fece vicario imperiale in Lucca, Lunigiana ec.

restando sotto

signoria di Francesco

divenuto duca
cessori, per le

di

Milano e de'suoi suc-

za e la

guerre di Lodovico Sforcalata in Italia di Carlo VII! le

con diploma che ampli nel 1827 quando pass per Ponlremoli j ma ritornandovi nel

di Francia, pat

molto pel ripetuto pasla

saggio del suo numeroso esercito per


via della Cisa

i329

restitu ai

pontremolesi

neli494"9^>
i

o^^'^ '^ '"^O'

cogli antichi diritti e privilegi la libert,

lenze de'collegali svizzeri, quali misero a

essendo morto Castruccio. Ponlremoli

si

saccoe a fuoco gran parte del paese, bru-

i35

PON
il

PON
lire

ciancio molte chiese,

palazzo del comii*

7 fiorentine, con infeudazione delIII,

e gii archivi pubblici, altri palazzi e

l'imperatore Ferdinando

onde

il

se-

case,

che

ponlreoioiesi furono solleciti

i5oo rimasto XII re di Francia, fu privalo degli stali e di Pontremoli che col suo distretto 4 anni dopo
di restaurare.

Dipoi nei

natore Vettori ne prese possesso a' 1 8 settembre. Il nuovo principe conferm gli statuti e decreti del

Lodovico prigioniero

di Luigi

comune,

la costitu

par-

te integrante de'suoi siali e fece

capoluo-

fu ceduta a Gio. Galeazzo Pallavicini sua


'vitadurante,col
li lo lo

go della Lunigiana-toscana, onde Ponlremoli segu destini della Toscana. Per


i

di

governatore peri

l'invasione francese del


la al

1799

fu assegnal'un al di-

petuo del re

di

Francia,
di

cui ministri nel

regno d'Etruria, quindi

Giovanni ne ripresero possesso. Fra ncesco I lo concesse al pontremoleseGio. Francesco Noceti colle con dizioni fatte a Pallavicino, ma nel i52 2 vinto il re da Cario V, i pontremolesi eJessero per signore Francesco II Sforza duca di Milano e gli prestarono giura-

i520 per morte

mento

di fedelt.

Nei iSiS per altra


,

vit-

partimento del Taro e poi a quello dell' A pennino, formando della citt una sotto-prefettura, finch nel 18 i5 col trattalo di Vienna fu restituita Pontremoli con tutto il restante della Lunigiana granducale a Ferdinando Ili. Il suo figlio regnante Leopoldo il apr le strade in Lunigiana per Pontremoli e la Cisa, vi stabil
il

toria di Carlo

V sui francesi

dopo un temdivenuto
i

tribunale di

i.''

istanza e l'esent

poraneo dominio

de' Noceti,

per un triennio dalle tasse regie, pei gravi

quell'imperatore sovrano di
tremoli nel

tutti

paesi

danni del terremoto 1834. Per quan1

del ducato, per tale lo riconobbe


1

Pon-

to dissi nel voi. LI, p. 2

3,

234
di

^^^
il

526, di cui nell'anno appresso Carlo V invest coi suo distretto il conte Sinibaldo Fieschi, estendendo nel i528 il dominio a'suoi figli e successori
in linea mascolina. Ribellatisi
i

Leopoldo

II

cedette Pontremoli e altri ter-

rilorii toscani a

Carlo

II

duca

Parma,
1

quale ne prese possesso a'5 gennaio 848. Nelle vicende politiche di quell'anno, insorta anche Pontremoli pel reggimento
costituzionale,
il

pontre-

molesi

al

conte, nel

i547 acclamarono

Carlo

in legittimo sovrano e ne prese


ii

mise concederlo
lesi

duca a'29 marzo proinvitando pontremoi

possesso

governatore del ducato mila1

a rientrare nell'ordine; successe

il

go-

nese Gonzaga; poscia nel


il

555 ne
II

pass

dominio
il

al figlio

Filippo
i

re di

Spa-

verno provvisorio e quelle alternative di possesso che finirono a'i6 agosto, in cui
fu ripristinata l'autorit di Carlo

gna,sotto
ti

quale nel i Sy furono stampae decreti municipali. Si

gli statuti

man1

guarnigione
te

austriaca

U con riprendendone

tenne nel governo spagnuolo e dipenden-

possesso a' 16 aprile

ducalo di Milano, finch nel 647 Filippo IV essendo in guerra con Francia , de Velasco governatore del ducato
te dal

1849 il figlio regnanCarlo III pel commissario marchese


vescovile fu eretta da Pio

La lotta. La sede
colla bolla

VI

lo

repubblica di Genova per 200,000 pezze da 8, coi feudi di Giova-

vend

alla

gallo e Castagnetolo, premesso l'assenso

imperiale: avendo perci altamente i pontremolesi reclamato,


tratto, e l'imperatore
il

re annullil con-

In suprema b. Petri cathedra, de' 12 giugno l'JdJ) Bull. coni. t. 10, p. 87, ad istanza dei granduca Leopoldo I, pel ben* spirituale de'popoli della Lunigiana, chegiavea dichiaratoPontremoli citt nobile.
tedrale
la
11

non die l'investitura, nondimeno Genova ritenne Pontremoli fino al 65o, in cui il re l'alien con tutto il distretto a Ferdinando l granduca di Toscana per 5oo,ooo scudi da
1

Papa dichiai
s.

cat-

pieve collegiata di

Maria, che

era nullius dioecesis, gi appartenente alla


diocesi di

Luni-Sarzana da cui la stacc, formandola ancora con parte di quella di

PON
Brugnalo; abbracciando la nuova diocesi vicariali di Bagnone, Fivizzano e Poni

PON
slima per
la
il

i33

sua prudenza e buoni costumi. Nel sacco di Roma del 1527 perde
rizia,

tremoli, e dichiarando

vescovo suffra-

le ricchezze

ganeo
si

della metropolitana di Pisa.

A'24
1

che avea cumulate con avavedendole rubare dai soldati, i quaper derisione

luglio pel i. preconizz

di Ponlrenioli gi gesuita, cui nel


in

Pio VJI die


turini di

Girolamo Pave82 i successore Adeodato Ven1

li

fra g' insulti gli fecero

percorrere

Roma

sopra un giumento

Ponlremoli e cassinese: per sua morte Gregorio XV a' 3 dicembre 1889 fece vescovo l'odierno cottimo mg/ Michelangelo Orlandi di Rocca Sigillina diocesi di Pontremoli. Ogni nuovo vescovo
tassalo in fiorini 4^^) ascendendo la

onde oppresso di dolore e di malinconia d'anni 90 ivi mori a'2 settembre, sepolto in s. Maria della Pace, nella cappella di s. Brigida da lui eretta da prelato per quei di sua famiglia che morissero in Roma, e dove il dello nipote gli eresse un elegante avello con distinto elogio. Scrisse alcune opere
tesorieri p.

mensa

a circa scudi i5oo.

La

diocesi

si

estende per quasi

60

miglia di territorio

37^

che registra il Vitali, Dei sui sagramenti, filosofi-

con 121 parrocchie.

che, e sui veleni, stampate in

Roma

nel

YOi\. Casa reale 2 leghe da Vitri le Brul, nella diocesi di Chalons-surMarne nella Sciampagna, celebre pel concilio che Carlo il Calvo vi fece adunare neirSyG. Visi tratt dell'elezione di quel principe all'impero,e di vari altri importanti affari. Labb t. g, Arduino t. 4 PONZETTI o PONZETTA PerdiNANDO, Cardinale. Detto Puccetti eoriundo nobilmente di Firenze, nacque in Napoli. Dotato di fecondo e sottile ingegno, si rese famoso nella teologia e filosofa,
nelle lingue greca e latina,

PONT

1620 da Mazzocchi. PONZIANO (s), Papa XIX. Romano


e figlio di Calpurnio, fu creato Pontefice a'24 g'"g"o 233,

dopo

s.

Urbano

I,

e non dopo

s.

Antero che

gli successe,

co-

me

riportarono alcune antiche edizioni

d'Anastasio e codici,
colta di dissert.
tri
il

come

si

pu vedere

nel p. Berti, Dissert. presso Zaccaria, /irtct. 7, p. i. Vogliono alcon Platina che s. Ponziano istituisse canto Ag salmi in chiesa nel giorno e

nella notte, uso

che pi antico stimano gli

come nella me-

eruditi

avr piuttosto emanato qualche

dicina, onde fu archiatrod'lnnocenzo Vili

decreto in questo proposito, per dar migliore regolamento alla disciplina ecclesiastica
,

che

lo fece lettore

dell'udienza delle lette-

re contraddette, quindi Alessandro

VI

lo

come nota

Sangallo, Gesta dei

nomin

segretario apostolico e lo fu anII.

cora di Giulio

Divenuto chierico

di ca-

3ip. 2 38. Altri dicono che abbia prescritto il Conflleor nell'introito della

Pont.

t.

mera, Leone
re e nel
fetta, la
si
1

lo fece nel

i5i3

tesorie-

messa, contraddetti dai pi


falsa

critici.

Per

7 lo consagr vescovo di

Mol

accusa in sostenere

la religione cri-

quale a suo tempo fu ridotta quadi sassi dal generale fran-

stiana e per esercitare


nistero, Alessandro
lo rileg in

un mucchio

cese Lautrech, con deplorabile strage degli abitanti. Neil'istesso

il suo pastorale miSevero o Massimind Sardegna con Filippo prete,

anno

il

i." di lu-

vi

mor

lo slesso

anno 287

a'

19 novem-

glio lo cre cardinale prete di


zio d'anni 80, calunniato
li

s.

Pancrascu

bre, in cui registrato ne'martirologi e


se ne celebra
la festa,

da Garimber-

martirizzato nell'i-

come perci a vesse sborsalo 80,000


Kitenendo
la

sola di Tavolato,
la 6.^

di.

chiesa di Molletta
al

me-

avendo patito pel lineipersecuzione. Scegli non perdi fercon bastone,mola cattiva aria

diai! te

coadiutoria conferita

nipote Gia-

ro, fieramente fu battuto


r di stenti,

como

Ponzetti, Clemente VII lo elesse a

di miseria e

per

quella di Grosseto che govern

anni.

del soggiorno.

Papa

s.

Fabiano ne

fece

Fece onore

alla

sua dignit, meritando

trasportare

il

corpo in

Roma

nel cimitero

i34
sa di
s.

PON
PONZIO
Prassede.
Il

POP
Benedetto, Cardinale. Bibliotecario di s. Chiesa, secondo Cardella, Giovanni XVI lo cre cardinale e vescovo di Porto; sottoscrisse nel io 19 la bolla di Benedetto Vili per l'arcivesco-

di CalislOjdoncle fu trasferito nella chie-

Piazza neWEniero-

logio cita gli autori che sostengono ripo-

sare

il

di lui

corpo nella cattedrale di Vels.

letri,

portatovi con quello di

Eleuterio

o Liberato vescovo, per cui


gio ivi
si

a'

21 magla festa

vo

di Salerno,

ed a

lui diresse la

celebre

celebra solennemente

bolla sul vescovato di Porfo, al quale articolo riporto altre notizie.

della traslazione con oliava e dimostrazioni di pubblica allegrezza, dichiarando

PONZIO,

Cardinale. F. Margoliesi.
{de

inoltre tutti gli


l'esistenza

argomenti che provano della testa e corpo del santo in

POPAYAN

Popayan). Citt con

residenza vescovile nelle Indie occidentali o America meridionale, nellS Nuova Granata, capoluogo della provincia omonima alla regione, capoluogo del dipar-

Velletri, di cui
tori

uno de'principali

protet-

con s. Eleuterio, esistenza che riconobbero Alessandro IV e Sisto IV; conchiude Piazza, che Papi nel concedere cori
i

timento
fertile

di

Cauca, ad 80 leghe da

s.

Fede

sempre ne fecero restare una porzione al luogo dove si toglievano, per non intieramente privarli di tali sagre reliquie; onde potersi dire che il corpo di s. Ponziano riposa in s. Prassede di Ropi de'santi,

di Bogota, in dolcissimo clima, in vasta e

pianura, all'est dominata dai vulca-

ni di Solara e Purac, e

bagnata dal Cau-

ca che spesso co'suoi traripamenti cagio-

ma

e in Velletri. Sulla traslazione delle


s.

reliquie di

Ponziano edella controversia

intorno a questo fatto, di recente erudita-

ngrandi guasti. Le strade sono nette, larghe e regolari, fiancheggiate da marciapiedi di pietra e da belle case di mattoni, per la maggior parte in un sol piano
e ornate di pogginoli.
lina passa per la citt,
Il

mente scrisse Wcan.BimcOyStor.di Velelri i86eseg. In due ordinazioni cre nel dicembi'e 6 vescovi, 6 preti e 5 diaconi. Govern 4 anni, 4 noesi e 25 giorv>l.2,p.

fiumicello

Ma-

pietra uno, l'altro di

con due ponti, in legno. Belle sono le

piazze pubbliche ed una vastissima.

La

ni.

Gli siattribuisconodue lettere aposto-

cattedrale sotto l'invocazione di Maria

liche, cio

una a Felice Succibuono,


i

l'al-

Vergine Assunta, rovinata dal terremoto;

tra a tutti
s.

buoni servi
(s.),

di Dio.

Vac

la

divini uffici

si

celebrano nella vasta e

Sede i3 giorni.

contigua chiesa parrocchiale, con batli-

PONZIO
la

martire. Al

tempo
il

del-

sterio e cura

d'anime amministrata dal


altri preti
:

persecuzione di Valeriano confess gela fede, e soffri

curato e da due
si

tra le reliquie

nerosamente
Terso
il

martirio

venera

il

corpo
Il

258

a Cimele nelle Alpi.

Le sue
il

della diocesi.

Barbara patrona capitolo ha 3 dignit e


di
s.
i

reliquie furono trasportate nel monaste-

per

i.^

il

decano,

canonici teologo e pe-

ro diThomieres inLinguadoca, in cui

nitenziere,

Papa Giovanni XXII


iieres

nel

3 1 7 eresse una

sede vescovile detta di

s.

Pons de Thopane-

due porzionari, altrettanti semi-porzionari, 6 cappellani, maestro di ceremoniee vice cantore; occupa l'episcopio distante dalla cattedrale,
il

[V.).S. Valeriano vescovo di Ci-

vescovo

mele nel
girici del

secolo,

ha

lasciato tre

abitando altrove. Vi

santo martire Ponzio, nei quali alferma avere Iddio operato molti miracoli in virt delle

sono altre chiese non parrocchiali, due monasteri di monache, diversi sodalizi, l'ospedale e
il

se-

sue reliquie.

La sua

fe-

minario, luoghi di educazione e d'istruzio-

sta

segnata

ai

i4

di

maggio.

ne d'ambo

sessi.

Questa

citt,

una volta

PONZIO, Ctr^mflfe. Di Sabina,s. Ormisda nel 5i4


.

lo

cre cardinale prete di

deposito del commercio di s.Fede e dQui to, arricchita dalle miniere d'oro che suoi
i

Cecilia.

abitanti possedevano nel

Choco

e sulle

POP
sponde del Cauca, molto perdette del suo splendoredopo la guerra dell'indipendenza, nel corso della quale grandemente pa', nondimeno vi si fa qualche commercio
d cose diverse.

POP
abitanti. Questi nel difendere
il

i35
vescovo

La popolazione
i

di bian-

chi, mulatti e negri,

quali ultimi supe1

rano
fertili

primi del doppio.


le

contorni sono

d'ogni sorta di squisiti frulli, di zuc-

chero, caccao, ec;


esaurite,
te

miniere d'oro quasi

per

la

gran parte abbandonadiserzione e morte degli schiavi.


sono
in

Popayan, Popayanum, la pi antica citt che abbiano gli europei fabbricato in


questa parte dell'America, fu fondata nel iSSydaBenacalzar.Ily novembre 182 7 fu in gran parte distrutta dal terremoto,accompagnatoda terribile inondazione del Cauca e dall'eruzione del Purac che cagionarono in quei dintorni massimi dani

Ximenes, il quale dopo la presa di Popayan fatta dalle armi di Columbia erasi ritirato fra loro, si mostrarono avversi alla causa dell'indipendenza; ma dopo lunga resistenza che fece loro sentire gravi perdite, nel luglio 1822 furono forzati arrendersi a Bolivar. La diocesi di Popayan estesa e contiene molti luoghi e parrocchie. Ogni vescovo tassato in fiorini 33, godendo scudi 7000 circa di mensa. POPLICANI o PUBBLICANI. Eretici manichei e albgesi comparsi in Francia nel
ni
1 195, creduti ramo de* pauliciaperch detti poplicani o populicani

per corruzione, ovvero cos chiamali con

pi ragione, appartenendo

essi alla feccia

del popolo, che avea abbracciato gli errori

La sede vescovile l'eresse Paolo III ai 22 agosto 1546 o 1547, suffraganea di s. Fede di Bogota. 11 i. vescovo fu Agoslino di Coruna agostiniano gran misni.
,

degli albigesi, per darsi in preda sfronta-

tamente

alle passioni

pi brutali. Si spar-

sero in diverse contrade d'Europa e furo-

no sterminati

cogli avanzi degli albigesi.

sionario e professore di teologia nell'universi l di Messico, visitatore regio del re-

POPPONE (s.), abbate. Nato in Fiandra nel 978, fu allevato nella piet, e datosi nella sua giovinezza al mestiere
delle armi, seppe conservarla cogli esercizi della

gno
ritti

di

Per, acerrimo sostenitore dei di-

episcopali,

cessero

Uorto

morto nel i58o: gli sucDomenico d' Ulloa domenicano nel 1 599, Giovanni de la Roca chia-

meditazione e della preghiera.


carriera e rile

Abbandonata per quella


nunziato a tutte
fece
visit poscia

mato padre de'poveri, Giovanni Gonzalez agostiniano, AmbrogioBallexo ec. La


serie de'vescovi del secolo

speranze del secolo,


a

un pellegrinaggio
i

Gerusalemme,

decorso e cor-

sepolcri dei principi degli


e

rente nelle Notizie di


te di Salvatore

nel

1842 fece Cuero y-Caicedo

Roma. Per morXimenes, Gregorio XVI vescovo mg."^ Ferdinando


de'

minori osservanti,
:

poco appresso prese s. Teodorico presso Rheims. Riccardo abbate di Verdun, conoscitore di sua virt, lo domand al suo
apostoli a

Roma,

l'abito monastico a

Popayan gi nel j837 avea dichiarato suffraganeo Antonio Burbanodi Pasto diocesi di Popayan
nalo in Coli diocesi
di

superiore, e quando fu fatto abbate di s. Vasto di Arras, nominPoppone procuratore di questo monastero.

Fu poscia eletto
s.

vescovo di Rosa inpartibus. In luogo di questi, Pio IX nel 1 849 elesse sutfraganeo
e ausiliare del vescovo mg.^' Elia
di

priore di

s.

Vasto, prevosto di
s.

Vannes,
egli

abbate di Beaulieu, poi di


di Slavelo e di

Vasto, in fine
era

Bucaramanga

diocesi di

Puyana Pamplona e
non che
veresi-

Malmedy. Mentr'

decano

di quella cattedrale,

scovo di Caradro in partibus^ con

capoluogo della provincia del suo nome in una bella pianura in mczio all'Ande, con pi di 7000
denza in
Pt[.vtoj

citt

abbate di Stavelo rifiut il vescovato di Strasburgo , offertogli dall' imperatore Corrado II nel 028. Incaricato poi del governo delle badie di s.Massimino di Treveri e di Marchienues, vi stabili la pi esalta riforma. Mori a Marchienues a'25
1

i36

POP
scrsse la lettera

POR
il

gennaio 1 04B, e il suo corpo venne porta* Stavelo, ove fu posto in un'arca nel lo

1624. Baronio ha posto


bate di

suo

nome

nel

martirologio romano, ed Everelmo ab-

Haumont

ne

scrisse la vita.

POPULONIA,

Populonia. Castellet-

to nel litorate toscano^ dove fu gi


lustre citt etnisca poi sede

una

il,

vescovile

con chiesa parrocchiale

di s. Croce, nel compartimento di Grosseto, circa 5 miglia da Piombino, sulla cima occidentale

del suo promontorio, ossia di Populonia,

90 del codice Carolino consegna dai suoi messi. Nell'BiG Niceta prefetto d'un' armata navale greca distrusse la nuova Populonia e quanto vi era restato dopo Gammaritt. In seguito di verse volte barbareschi molestarono il luogo onde i principi di Piombino a difesa de' pochi abitanti costruirono sopra la punta del promontorio di Populonia una torre e circondarono di mura il villaggio con porta che si chiudeva la notte. De'suoi moper riceverne
la
i

^
1

incontro all'isola dell'Elba


a

a cavaliere

numenti e
micerio a

anticaglie
Il

parla Repetli
Galletti,

nel
J

del Porto-Baratto, gi porto di Populonia,


(/^.).

Diz. della Toscana.


p.

Del prii

26 miglia da Massa Marittima


ricca

i36

187 descrive
eretti in

moe

Populonia, da alcuni creduta una

numenti dai populonii


rinvenuti nel i56i sul

Roma

delle 12 lucumonie, fu citt assai

Monte

Celio ^ osotto

e potente per essere quasi l'unica dell' EIruria

ve fu
le

il

monastero

di

s.

Erasmo, e

media posta sul mare, e conseguentemente commerciante, massime del ferro d'Elba. Gli avanzi delle
sche di macigno

Pio VI

negli orti del

Conseivatorio del'

mendicanti.

mura
il
:

elru-

PORANGIO
Pass
i

(s.),

abbate

in

Alvergna.
reli-

indicano

vasto peris'

suoi primi anni nella schiavit,


la libert

metro

dell'

antica Populonia
in potere de'

ignora

ed ottenuta
gioso in

prese l'abito

quando cadde
chi fu la
dell*

romani, e da

I.' volta distrutta. Verso il fiimpero di Augusto era quasi deserta, avendo superstiti pochi templi e qualche casa, nel promontorio la speco-

ne

un monastero vicino alla casa del suo padrone. Le sue specchiale virt gliene fecero dare il governo dopo la morte dell'abbate, e le straordinarie austerit

che pratic dimostrarono

il

suo a-

la,

dalia quale

si

osservava

il

passaggio e
secolo tut-

more
s.

alla penitenza.

Avendo Teodorico
lui

la pesca dei tonni;

ma

nel

re d'Austrasia posta a sacco l'Alvergna,

to era sparito, cadute le grandiose


ra.
t,

mucit-

Porancio

si

rec da

per chiedergli

Bisogna

CI

edere che sorgesse altra

la libert dei prigionieri,

ed

il

re lo ac-

perch

vi fu

eretta la cattedrale col


il

colse con rispetto e gli concedette


to

quan-

vescovo, risalendo

pi antico

al

5oi.

domandava. Mor

Massa Marittima

parlai dell' istituzione

ca l'anno 54o, e la

attempato cirsua santit venne teassai


,

di sua sede vescovile, della serie de'suoi

stimoniata da vari miracoli

come

rac-

vescovi e dell'unione con quel vescovato,

conta

s.

Gregorio

di

Tours. Parte delle

conservandosi per molti secoli


piscopale antico.

il

titolo e-

gobardo pose a

Gammaritt duca lonferro e fuoco le marems.

sue reliquie custodita nella chiesa di s. Martino a Laigle in Normandia ; il resto

me

di

Populonia, per cui


al

Gregorio

raccomand
nel

vescovo di Roselle

la vi-

nomein Alvergna. E nominato nel martirologio romano il giorno 24 novembre.


in quella del suo

cina diocesi di Populonia. Carlo

Magno

PORCARIO
martire.
zia, allorch
i

(s.),

abbate

di

Lerins

744 conferm
s.

della

Sede, e tra

domini! temporali quelli che vi aggiun-

Governava quella celebre abbasaraceni vi fecero un'inva-

se vi fu Populonia, citt della

Toscana

sione.

11

santo abbate, avendo gi fatto


l'Italia
i

longobarda, come riporta l'Anastasio


vita

imbarcare per

pi giovani dei
di 36,

Hadriani

I, per cui questo

Papa

gli

suoi religiosi^ in

numero

con

alt

POR
cuni fanciulli peusionari, esort
rire
gli altri

POR
rissima vita. Nel

137

396

fu fatto vescovo di

della comuoit, ch'erano circa 5oo, a

mo-

per Ges Cristo. Sostenuti dall'e-

bate

sempio e dalle esortazioni del loro abtutti solFrirono generosamente il


,

martirio, tranne
ti

4 che furono risparmiai

dai barbari e condotti sopra


;

loro va-

scelli

ed un altro nominato Eleuterio,

che si nascose in una grotta, il quale dopo la partenza de'saraceni ritorn a Lerins, ristaur il monastero e vi fu eletto
abbate.

La

festa di

s.

Forcarlo e de'suoi

compagni martiri segnata a'12 agosto nel martirologio romano. PORCOSPINO, Ordine equeslre.Fa
detto ancora dell'/i7r/ce(^.) per l'anello d'oio con
le

ad estirpare quasi intieraOttenuto l'ordine dall'imperatore Arcadie, che fossero distrutti tulti templi degl'idoli ch'erano in Gaza, ed essendo stato eseguito, venne eretta una magnifica chiesa nel luogo ove sorgeva il Marnione, cio il fanioso lempio di Marnas, ch'era il principale. Nel 4o3 vi si gittarono le fondamenta, e condotta a fine in capo a 5 anni, s. Porfirio ne fece la dedicazione il giorno di Pasqua. La novella chiesa fu chiamata EudossianUj perch l'imperatrice Eudossia ne aveva dato il disegno e aveala falla eriusc

Gaza, e

mente

l'idolatria.

difcare a sue spese.

Il
il

santo vescovo pasrestante della sua

cammeo
si

in cui

era scolpito taa' cavalieri,

s tranquillamente

animale e che

dava

ed

vita nelle funzioni del sacro ministero, e

essendovi discrepanze degli scrittori, laon-

de aggiunger qualche altra nozione del medesimo. Altri anticipano l'istituzione


al
1

mori a'26 febbraio 4^0, Qj anni, nel qual giorno


dai greci, che dai latini.

in et forse di

veneralo

si

394

e l'attribuiscono a Luigi di

cia nel

battesimo del suo

figlio Carlo,

Franche

PORFIRIO, Porphyreon Porphy,

reiw, Poifjhyrion.

Sede vescovile della

Bonanni e altri dichiarano fondatore. Componevasi T abito de* cavalieri d'un mantello di velluto violetta , d' un cappuccio e mantelletta d'ermellino, per cui
l'ordine fu detto pure della Mazzetta e

Fenicia

i."

o marittima, nel patriai ca-

lo d'Antiochia, sotto la metropoli di Tiro, eretta nel

V secolo.

Giace
e del
silo

tra le

pen-

Monte Carmelo bano, vicina al mare in


dici del

Monte Liche restano


,

proprio de' duchi d'Orleans.

sicuri

legni dai venti australi

avendo

PORFIRIO

(s.),

vescovo di Gaza.

U-

scito di nobile e ricca famiglia di

Tessa-

a settentrione un curvo e profondo seno ove sbocca il torrente Cison, tanto cele-

lonica nella Macedonia, fu con sollecitu-

dine educato nelle massime della piet e


nello studio delle belle lettere. Nel 878, in eia di 7.5 anni, abbandon la patria,

bre nella sacra scrittura, il quale scorre lungo la valle di Jezrael e va a giltarsi
nel porto di

Tolemaide nel mare Medip.

terraneo.

Il

Terzi, Siria sacra,

y3, di-

si
,

ritir nel

deserto di Scetti in Egit-

ce che questa cilt


firio

ebbe due nomi. Por


deriv dalla tintufacevasi della
il

to

donde, poi eh' ebbe passato 5 anni


luoghi santi di

e Caifa;

ili.** gli

negli esercizi della vita monastica, parti

ra eccellente che

ivi

porpo2. dal

per andare a visitare

ra, detta dai greci porphyris,

Gerusalemme. Dimorando in una caverna presso al Giordano, cadde gravemente

pontefice Caifa che

infermo, per cui fu costretto di uscir-

ne e

farsi condurre a Gerusalemme. Il vescovo, ragguagliato delle sue virti, l'or-

avea in dominio. Aggiunge che la citt ha cambiato di fortuna non di nome , e del suo antico lustro non vi restano che rovine; per l'op1'

portunit del traffico era abitala dagli arabi e dai greci,


i

din prete e

gli affid la

cura di custocan-

quali per le loro gare

dire la croce del Salvatore. Porfirio a-

l'incendiarono nel secolo


clinar di questo
i

veva allora
gialo slato,

4o anni, e bench avesse


noa
lasci di

menare

auste

scovo e lo

XVII. Al deaveano un veafferma Commanville, Hist,


greci
vi

i38
fes eveschtz.

POR
Secondo
il

POR
Periplo di Sci,

sferia'j aprile

800

mg.^ Giuseppe Bar;

lace

si

cliiuui

anticamente Iltlpha

si-

tolotueo

Menochio suo confessore

per

tuala Ira Bcrito e Sidone, e l'imperalo-

leGiustinianoI vifeceinnaizareunacUiea in
la

morte di questi vi promosse a* 16 maggio 1823 mg.*' GiuseppePei ugini di Monteflascone gi solto-sagrista; Pio Vili ai

onore della B. Vergine.

geografi

chiamano Caiffa o Haifa^ piccola citt e porlo di mare della Tuicha asiatica nella Siria, pascialatico a due leghe da Acii,sulla sua sponda meridionale. E difesa dalla parte di terra da muraglie dulia parte di mare da unf'orteril porto olire buon fondo e quasi tutti basti,
i

28 settembre 1829

vi

nomin
;

mg.*' Gio-

vanni Augustoni fermano

e Gregorio

XVI agli

Giuseppe
di

8 luglio 1839 l'odierno mg.*" M."" Castellani romano. PORI. Sede vescovile della provincia

Rodope

sotto la metropoli di Traia-

nopoli.Niceforosuo vescovo assist al concilio pel

menti destinati per Acri


pi
il

vi si

trattengo-

ristabilimento di Fozio nel


t.
i
,

W.

no. Dicono inoltre che CailFa non occupa


silo dell'aulica

Helpha^ perch Daso-

lu'r,il

quale ladistrusse, rifubbricolla


sue rovine: questa fu presa nel
1

pra

le

799

dai francesi comandati dal general Rleber.


]).

Il p. Le Quien, Oriens chrlst. t. 2, 83o, registra seguenti vescovi di Pori

1209. PORPORA, Pryy;f/-rt. Panno o drappo tinto di porpora, Conchylialus. Porporato, coperto o vestito di panno porporino, purpuratus. Questo vocabolo specialmente proprio e sinonimo di Carp.

secolo.

Oriens dir.

dinale (P^.) per

le vesti

purpuree che

u-

lrio.

Tommaso

fu al concilio di Calce-

sano, come pure della loro sublime dignit ed eccelso grado; perci suol dirsi
la

donia, Alessandro vide devastar la Palestina dai


al concilio

samaritani, Teodoro assist


di

Tiro per

la

condanna

di

Severo d'Antiochia, Cristoforo intervenne a quello di Costantinopoli sotto il patriarca Menna, Paolo occupava la stdQ

promozione al cardinalato, 1' esaltazione alla sagra porpora cardinalizia cos la rinunzia ola privazione di tal dignit si dice rinunzia di porpora , privazione di
,

porpora. Di verse raccolte biografiche del-

regnando Giustiniano
phyrieUj un
conferiscono

I.

Porfirio

Por-

titolo vescovile in partibu.i

sotto l'arcivescovato titolare di Tiro, che


i

Pontefici.

Il

pio teatino p.

Clemente

del Pezzo, pel suo singolare a-

portano questo voAdami, Pallade porporata j di Marracci , Porpora Marianaj di Quirini, Porpora e Tiara ve^ netaj di Frizon, Gallia porporata j e la
le gesta de'cardinali

cabolo,

come

quelle di

more al culto divino, offi ad Urbano Vili scudi 6000 investiti in luoghi di
monti non
vacabili,
il

Purpura pannonica. Quanto


tribuisce in diversi

all'origine
si

di SI splendido e nobilissimo colore,

at-

di cui

fruttato

si

assegnasse ad una chiesa sottoposta al do-

minio degl'infedeli.
ligiosa offerta e col
5^.9,

II

Papa accett

la re-

breve Super univer-

de'

16 febbraio iQ^^y Bull. Rom.t,

modi la sua accidentale scoperla,quando un cane sulle rive del mare addent una conchiglia o murice (specie di nicchio marino univalve, fecondo di poco sugo rosseggiante, con cui dagli antichi
si

6, par. 2, p. 409 1' assegn per dote a favore della chiesa di Porfirio e sosten-

tingevano

le

lane,

come

oggi

si

tamento del vescovo. Per le vicende dei tempi il fruttato ridotto ora ad annui scudi 64 e bai. 60, che fruisce il vescovo di Porfirio. Suole darsi questo titolo episcopale da Pio VII in poi al Sagrisia del P.7^^ (F.), perch egli da quello d'Ip-

tingono colla cocciniglia, genere d'insetti emipteri ; Plinio dice che adoperavasi

somma

cura di prendere vive


poich
tinse di

le

chiocper-

ciole delle murici,

morendo
il

devano quel sugo) gue che ne usc lo

e spezzandola

san-

un colore che
si

desi ammirazione; quindi

cerc

il

meze
si

poua licevuto da Pio VineliygS,

vi tra-

zo di applicare quel colore

alle stoffe

r
otlertne

POR
con buona
i

POR
Questa mefida la

139
tinta

riuscita.

porpora

di

Tiro

due

volte,

ravigliosa scoperta incerta, i critici

qua-

lificando favolosi

racconti che diversi

ne

fecero; tuttavolta a indicarne alcuni,


1

che vendevasi in Roma 1000 denari la libbra o circa 5oo franchi. Imperocch avverte l'Amati, che due furono le maniere di tingere
chi,
il
i

potendosi meglio vederli in Rosa a p. 3 e seg.jSi dice avvenuta sotto Fenice 2.


re di Tiro, circa

colori presso gli antiil

marino

delle conchiglie,
i

terreo

i5oo anni avanti


che
Ja

l'era

dell'erbe e vegetabili, quindi


ti

colori fat-

nostra

altri asseriscono

porpora

colle conchiglie

si

chiamavono purpu." porpora maporpora vegetale^

fu trovala a'iempi di Minosse redi Creta,

rei,

erbacei

formati colle erbe e vegela


i

quasi

1439 innanzi

la

detta epoca, peil

tabili; altri

chiamano
la 2.^

r la maggior parte danno

vanto ad
qua-

rina o animale,

Ercole Tirio dell'invenzione


le

dell'arlei di
il

men
ni

preziosa dell'altra.
si

Da

tali distinzio-

tingere le stoffe in colore purpureo,

ne present

primi saggi

al

redi Fe-

apprende, che la porpora non era soltanto un colore rosso, cremisi o violetto,

pur

nicia; questi fu tanto geloso della bellez-

come

porta

il

comune
che

pregiudizio,

za del

nuovo colore che ne

viet l'uso a

ma una

maniera
i

di tingere colle conchi-

lutti i sudditi, riservandolo al ree all'erede del trono. Certo che Mos fece molto uso delle stoffe o de'panni tinti di

glie quasi tutti

colori

si

tingevano

coll'erbe, talch gli stessi colori, se colle

conchiglie erano

porpora, pegli abiti del


te e pegli

sommo

sacerdo;

purei
i

ornamenti del tabernacolo


la
il

tinti si chiamavano purerbe erbacei. Nove sono colori semplici che Amati novera come
,

se colle

vuoisi che gli ebrei trasportassero

por-

tinti colle

conchiglie o purpurei, e almemisti;


lii'ido
i

pora dall'Egitto,

quale probabilmente

no cinque
roj
2.
il

semplici sono: i.il e-

l'avea ricevuta dalla Persia o dall'India,

simile al ferro imbruni-

prima

disse la preziosa conchiglia (erano di


,

Porpora dunque si due sorti quella detta buccinum o niurex j'allra chiamata purpura o pelaga, descrivendole il Rosa , oltre Plinio lib. 9, cap. 36; tutti mari ne abbondavano e ne abbondano massime quei d'Italia, servendo anche di cibo e alla medicina; ne descrissero la pesca Aristotile ed Eliano) turbinata carica d'un principio coloranassai di Tiro.
, i

to o delle olive mezze mature o delle uve nere o del mare agitato; 3. il violetto simile al colore della viola

mammola,

dell'amelisto e del fiore dell' anello; 4


il

morello

s'ime al

colore de' papaveri,

del sangue stretto, delle rose damascene,

te di bellissimo rosso e colla

quale tinpor-

gevasi l'antica porpora

in oggi la

more, delle uve morelle e del poril ceruleo cupo simile al colore del cielo, dell'eliotropio o indivia selvatica, del giacinto o giglio paonazzo ; 6." torchino chiaro melochino o fior di il malva, o ceruleo rubicondo 7. il ce-f
delle
fido;

pora un colore rosso che avvicinasi al


violetto e
si

ruleo chiaro simile al colore della viola


serolina, del fior d'arancio, della

fa

principalmente colla coccicosi tinta

fiamma
delle
tirie)

niglia e collo scarlatto in grana, e secon-

e dell'oro; 8.

il

rsso del sangue ver-

do alcuni
Ija

la

moderna porpora

miglio ossia Vostro

(nome proprio
al

pi vivido e gaio colore


il

dell'

antica
il

porpore rubide sidonie, puniche e


e scarlatto; 9.
il

tanto costosa: per osserva Rosa, che


cocco,

candido simile

color
Il

scernies o

chermes degli arabi,

della neve, della luce e dei cigni.

i."

ed altre materie, tutte sono lontane dal dare la vera porpora antica formata del sugo delle conchigie.
la cocciniglia

color misto era composto di violetto e di

morello j

il

era composto di ceruleo


il

cupo e
ro e di
rello;

di

Vi ebbero poi porpore

di tutti

colori,

more Ilo j 3." di ceruleo chiamorello jW 4- di biondo e di mo5." di color rosso vermglio e di

brune, grigie, bianca, nera, dicendosi bi-

il

i4o

POR
le

POR
Fest (F.), lana, seta, lino, e
gia o

morello.Tull questi colori dagli antichi furono chiamali ^Mry^wre/. Il colore erbaceo coccineo, cio
miglio,
si
il

bambahombyz degli antichi, diversa dal noda Seta (^.).0-

rosso o scarlatto ver-

stro cotone, perch prodotta dacerti ver-

formava con certe galle o insetti dell'albero cocco, edera il colore pi


stimato fra
Ii.
i

mi

dilferenti dai bachi

gni colore purpureo esigeva diversa


nifattura nelle tinture.

ma-

colori composti co'vegetabigli

Nella gradazionedi vivacit che

an-

L'uso della porpora non fu comune,

aveano e conoscevano ne'colori purpurei, trovavano una imitazione di queltichi

malgrado
de
il

le

molte

oflicine

porporarie

ch'esistevano nell'Europa e nell'Asia, ontutti


1

la

gradazione che si ammira ne'colori primigeni del prisma. Secondo climi nai

potessero servirsene indistintasoli principi

sceva

la variet de'colori

purpurei

tratti

dalla vescichetta posta nelle fauci delle

conchiglie,

il

di cui colore era


i

nereggianli

aveano in costume porpora della specie pi preziosa e pi bella, di primissima qualit : dopo Gallieno del 260 si dice che la pormente.
vestito di
la loro famiglia,

te o rosseggiante;

paesi caldi

rende:

vano pi fioriti, porpore candide o


i

freddi pi smorti

le

pora fu esclusiva degl'imperatori e delper cui si riguardava codelitto


il

rosso- vermiglie, o cre-

me

venderne ad

altri.

Sotto gli
le so-

misi pi belle
iieir india; le

aveano nella Persia e porpore pi belle bionde,


si

imperatori di Costantinopoli anche


rescritti

scrizioni de* diplomi, delle patenti e dei

zzurro-bl, azzurro-celesti e rosso -bru-

erano

fatte

aveano nelle spiagge d'Asia e Africa ; le porpore pi belle violette le producevano l' Italia, la Provenza, la Spafjna; paesi di Gallia, di Ponto e altri settentiionali davano porpore nere e morelle, pi smorte di tutte. Quattro propriet si riconobbero nella tintura della porpora. i.'Era versicolore oavea qualche mutazione istantanea di colorito a proporzione del riflesso della luce cio cangiante, onde il fondo di qualunque porpora a prima vista sembrava oscuro, poscia in ragione della riflessione o rifrazione del lume variavano vaghissimi colori semplici o misti, secondo le manifatture ed climi. 2.^ Era scintillante al
lle si
i

divenne

la gelosia di

con porpora, e tale questa prerogativa

che non poteasene pi fabbricare se non nel palazzo imperiale. In questa corte sotto l'impero latino
il
il
il

doge

di

Venezia era
privati

solo che avesse

privilegio di portare

calzari di porpora.

F. Calze.

si

contentavano per eccesso quelle strisele di porpora


il

di lusso,

ora di

{clavi, tcniae,

virgae o Laticlavio, F.), che ornavano

mezzo
il

delle vesti e chespesse volte, giu-

sta
la

luogo ov'erano poste, denotavano


le

dignit di chi

portava.

Le

vesti

poi

eh' erano tutte di porpora,

chiamavansi

purpurae , laddove quelle adorne solamente con istriscie o lembi virgatae o


purpuratae.
Il

lusso orientale equello dei

pari delle

piume de'pavoni

e de'colombi,

romani
crebbe

in
in

gemme, ed al sole pareva mirabilmente tutta infuocata. 3.''


degli ametisti e altre

tempo d'alcuni imperatori guisa, che non contenti prini

cipi delle preziose vesti

purpuree, inven-

Era immortale

in guisa

che resisteva a

qualunque bucato ed al corso di molti secoli. 4-^ Era la soavit del tatto. Queste

tironoquellecheintrecciavano nella porpora le fjsce e le fimbrie d'oro, cucite o


ricamate. Se ne fece uso anche nellecose sagre e nelle bandiere dai romani, oltre le vesti
stito
,
:

qualit dierono alle porpore anti-

che un pregio che indarno si cercano nelle nostre anche pi belle tinture fatte con vegetabili. Servivano alla tintura della porpora le produzioni naturali e grezze,

loro diversi generi di ve-

come

le

tunicae

laticlavia

an-

gu^liclavia, toga praetexta, trabea,

pa-

che ancora sono l'ordinaria materia

del-

ludamenlurny tunica palmata (di cui parlai ai relativi articoli ), eh' erano altret-

POR
tante insegne di dignil regia, consolare,

POR
Tiro e
si

i4i

di Bisanzio le officine porporarie,


i

senatoria, imperiale e trionfale, dislinessi pel

videro costretti

magistrati ed

car-

guevansi fra di

numero

esten-

dinali a servirsi del colore coccineo ros-

sione e posizione delle fasce di porpora

so vermiglio o scarlatto,

come

il

pi apcolori

aggiunte alia

veste,

che d'ordinario

fra

pariscente tra'colori formali coi vegetabili


,

romani era bianca, donde si credono derivali gli ornamenti delle nostre vesti sagre intessuli, ricamati o cuciti
se foggie.
I

sebbene

men

bello di tutti

purpurei; osserva
tini

in fine

che

prelati la-

in

diver-

hanno

ritenuto l'uso del colore vio-

stirono di

pure non di rado veporpora , cos lacedemoni e


soldati
i

letto, in

conseguenza del colore purpureo

violetto, di cui in Italia


li.

andavano orna-

cartaginesi: fra'roraani era segnocli guer-

Di questo colore

e di quelli degli abili

ra una veste militare di porpora appesa


al pretorio

e vesti degli ecclesiastici ne


negli articoli

ho parlalo
Colori
lutto

o alla tenda del generale.

Le

de'medesimi
le

abiti, a

bandiere

slesse fra

varie nazioni erano

ECCLESIASTICI 6
to

Gemma. Per

quan-

purpuree, e fra' romani i littori che precedevano magistrati vestivano di pori

che riguarda

antiche porpore

am-

pora.

Il

lusso della

porpora semplice, co-

me quello
le

della strisciata prese piede nel

amante del Lusso (^.): donne ne furono tanto avide, che avendo il console Oppio fatta una legge sontuaria di prammatica, nella quale proibiva alle femmine 1' uso della porpora, poco manc che non si formasse una sollevazione e fu d' uopo rivocar la legge, che in una repubblica era pi necessaria. Da tali costumanze inlrodolle nel posesso femminile

piamente ne scrissero:Pasquale A mali, ^e restitntione pnrpuraruniy Romae 17BJ4 Cesenae 1784. Michele Rosa, Delle porpore e delle materie vestiarie presso gli antichi, Modena 1786. Tommaso Antonio Catullo, Osservazioni fatte alla memoria del sig.^ Lesson sopra la porpora di Tiro, Giorn. delle prov. venete 1828. A Manto PONTiFicALE,a Cappadel Papa, a Insegna e relati vi articoli narrai come nel 3 i4 l'imperatore Costantino decor delle
insegne imperiali e della tiara
esuccessori, e
s.

Silvestro

polo, deriv l'uso di ornare


gli

le

statue de-

Dei con

vesti strisciate di

porpora, nei ne a-

G instino

come nel 525 l'imperatore orn Papa s. Giovanni delil I

romani e babilonesi principalmente, quindi nella primitiva

le vesti imperiali;

che anticamente nelsi

Chiesa

cristiani

l'elezione del

nuovo Papa

vesliva d'u-

dornarono

le

pitture di Cristo e de'mar-

na clamide o cappa purpurea, c/^w^y/c

tiri,come rilev Olivieri neWe ^ntichl

divenne il prezzo e costo della porpora, a seconda della quantit di sugo che occorreva per tingere, mentre pochissimo ne produceva ocristiane. Eccessivo poi

usarono

coccinea j che in alcune funzioni sagie la cappa di scarlatto, pannola-

no rosso di nobilissima niwYa, purpura, pannus purpureus, coccinum. In Anastasio Bibliotecario nelle vite de'

Papi dei

gni conchiglia

una libbra

di

lana tin-

bassi secoli,

ta in porpora liria costava scudi

120,
si

trovano nominate le opere di slauracio, de andato, de plumario,


si

una

libbra di lana tinta in porpora ordila

non che ricordale


ornamentij
i

le vesti, le cortine, gli


altri lavori di
i

naria scudi 1 2;

porpora violacea

ven-

velami e

por-

deva! 00 denari la libbra, la tiria non si poteva aver per 1000 denari secondo Plinio.InoltrerAmati termina lesuestoriche e fsiche ricercbesuUa porpora antica, coll'islituzione della tonaca o veste cocci nea concessa ai cardinali da Paolo li, osservando, ch'essendo perite colla rovina di

gemme, di cui Pontefici romani di mano in mano arricchirono il santuario. La porpora ben convepora, d'oro e di

niva
singa

al

sommo

Pontefice, in segno di sua

suprema
lib.

dignit. Narrano

Ottone

di Fri-

6, cap. 33, Rinaldi, Platina etl

altri scrittori,

che assunto nel 1 049 s.Leo *

i^
ne IX

POR
ni pontificato
si

POR
pio lo die ClemeiUe

per opera dell' imperalore Enrico IN, mentre ilairAlema*


glia

XIV

con Giraud,
il

Fedi). Osservano alcuni che


legati e

colore ros-

recava in

Roma

pontiOcalmenfe
e Ildebrando
la

so a quelle epoche usato dai cardinali, dui

vestilo, l'abbate di

Cluny

nunzi apocrisari, non era un con-

monaco

lo

persuasero a lasciar

porpo-

trassegno della dignit cardinalizia,


lo fu

come

ra e l'abito pontifcio,
te entrasse in

onde privatamen-

clero e dal popolo,


rit

Roqu per essere eletto dal non avendone autoGlie l'abito papale anti-

realmente in seguito j nella stessa maniera che non lo era prima del rosso
color violaceo,

il

comune anche

ai

vesco-

Enrico

III.

vi e altri. Nella
li

cronaca di Costantinoposi

camente

fosse di

porpora,

si

rileva anco-

di

Gregorio Logoteta all'anno 121 3


il

ra dal rimprovero fatto

da

s.

Pier

Damiaha-

legge che
to

cardinal Pelagio, ivi


III in legato

manda-

no

lelt.

20,

lib.

I,

all'antipapa Onorio

da Innocenzo
avea

con pieni
mantello
fini-

li nel

io6r
si

circa,

quando

gli disse,

poteri per riunire la chiesa greca alla latina


,

bes niuic ruhcani cappani. Questo colore


tuttora
nel

la veste talare

il

usa dal Papa nel ferr aiuolo


j

purpurei, calzava scarpe rosse, e di questo colore

cappello

nel

camauro,

nella

mozcon-

zella e nelle scarpe, olive la stola.


cilio di

11

erano menti d'cavalli.


1

le

gualdrappe ed

Lo Spondanoagli
tutti
i

anni

Narbona
il

de!

589

proib ai chie-

3 e
lo

244

li

porta che l'uso della porlegati trasmari-

rici nelle vesti

colore di porpora, che


:

pora
rini,

godevano

perci

s.

citregesy

Ambrogio not Purpura fanon sacerdotes. Innocenzo II e


III ne^conciliidi

ni, privilegio

che dipoi fu esteso ai cismae finalmente a'regolari a'quali si af-

Innocenzo

Laterano ge-

fid l'onorevole incarico,

nerali la vietarono agli ecclesiastici sotto

l'Ostiense cardinale del


tiq.

come si ha dal26 in cap. an,


1

pena
zioni.

di essere privati de'benefizi.

A Co-

lori ECCLESIASTICI riportai altre proibiI

sa

de privileg. n. 12. >\\ legato che pasil mare, ancorch sia religioso, pu utal

Papi concessero

l*

uso della porchiesa coCohellio,

sare delle divise dell' apostolica dignit,

pora

ai cardinali di s.

romana
il
1

ed in

guisa

ho

io

veduto osservarsi,
il

me

principi della

medesima;

sebbene

in altro caso

religioso

non

si

Noia, cardi nalatus^ cap.


naliuni habitu
re
la

1, e/e

cardi-

serva che dell* abito della sua religione,

et ornamentisi fa derivaporpora e T ostro cardinalizio dal decreto di Costantino imperatore, perch avendoli dichiarati senatori, consoli e Patrizi romani (^.), ottennero ancora Tuso della porpora, chequelli godevano come afferma Rebuffo, De pannis aureisj per il Cohellio non assicura seda quel tempo cardinali l'assunsero, mai critici col
i

quantunque

sia

cardinale

".

Bzovio

al-

l'anno i253,n." 5, parlando de'Iegati regolari cismarini, osserva che a'suoi do-

menicani,
della
s.

quali in Polonia erano legati

Sede, concesse Innocenzo


il

IV che
con

ricoprissero

capo,

le

mani

piedi

cappello rosso, con sandali rossi, con calzari e guanti rossi ".
te
di

Neh 265 Clemenvi

IV

sped legato in Inghilterra Matteo

cardinal de

Luca non ammettono per gein parte era di

Westminster,il quale

and
,

vestito

nuino

il

decreto imperiale. Siccome l'a-

di rosso,

come not
t.

Tornassi no
1

Nok\

et

bito del

Papa

porpora, nei

vet. eccl. disc.

i, e.

13, n.^y. Francedi quel

primi secoli della Chiesa l'accordarono a

sco Va^yinvit. Innocent. Illy n.82, dice che


i

dovea rappresentarlo, quindi si hanno diversi esempi di Legati Nunzi apostolici (F.) o apocrisari che vestirono la porpora e con essa andarono alla corchi
e,

cardinali a

tempo

Papa
di-

gi risplendevano per l'ostro; e nel voi.

XLIX, p.189
chiar
te
la

dissi

come quel Papa

te di

Costantinopoli ed

iti

altre, e talvol-

porpora senatoria esclusivamenpropria de' cardinali, usandola prima


VI, p. 2 85, X,p.

ta

ancorch non cardinali (l'ultimo esem-

diversi vescovi. Ne' voi.

POR
16
i

POR
i

143
cappello e la ber-

dissi

che sotto Gregorio IX del 227

I;i

cappa,

ma non mai
;

il

cnidinali vestivano la porpora.

Anche

retta rossa

quanto
i

a questa ultima
nel voi.

una
,

Plato,

Cardinalisy p. So^vestibus aliisque purpiires ornamentisi et eoruni

De

eccezione

la descrissi

XLVl

p.

16. Inoltre

Papi dispensarono talvolta


altri
,

origine,

rimarca che
il

gli scrittori

sono dis-

que'cardinali religiosi, cui dalla loro re-

senzienti circa

tempo

in cui ai cardi-

gola vietato di vestire d'

colori

nali fu concessa la
ste

porpora e le altri vecocci nee, citandone di versi e riprodule opinioni.

concedendogli

il

color rosso

avendone

riprodotto diversi esempi negli articoli


degli ordini e ne'relativi,

cendone

Innocenzo

IV nel 245
1

concesse ai car-

grafe de* cardinali

come nelle bioChambre, Bouchier

dinali l'insegna del

Cappello rosso [V.\


vi-

e Cortese abbati benedettini, e Martinasio

per portarlo sempre per aver sempre va la memoria dell'obbligo di dare la


ta pel

vi-

monaco di s. Paolo i. eremita. Siccome poi la porpora divenuta propria


della dignit cardinalizia,

bene della Chiesa ed in difesa del popolo cristiano; per cui Battaglini, Ist. de' concila, p. 222, riferisce che fu introdotto un rito sommamente decoroso ai principi deirordine ecclesiastico, cio ai cardinali, essendosi loro permesso di mutar la viola delle vesti nei colore vermiglio e purpureo, o per contrassegno che
tinta di

cardinali regolari
il

bench non usino nelle


il

delti
vesti

colore rosso, tranne


il

cappello,

la

ber-

retta,

berrettino, l'ombrellino ec,


si

pupor-

re a dette vesti

suol dare
gli altri

il

nome di
a

pora ed
porati,

essi

come
la

chiaraansi por-

mentre scrivendosi
,

qualunque
sagra
bacia

cardinale

per

sublimit e splendore
si

sangue

la
i

Chiesa ne'mnrtiri, ha

della porpora gli

l'epiteto di
,

avuto per quelli suoi progressi, e dotata da Dio del principato gode fregi deli

e con riverenza

si

bacia

come

si

la

do sostengono
ti

porpora in que'personaggi che per graprimi posti. Il Bonanni,


i

realmente come l'anello e le mani. Si pu vedere Scappo, De birreto rZ>eo,sulla porligiosi.

Gerarchia eccl.
al

p.

^11, dice che

se

avanu-

pora de'cardinali e di quelli eziandio reA p. ^i5 poi aggiunge Bonanni,


essersi introdotto o piuttosto stabilito
il

pontificato d'Innocenzo
i

IV non

savano
ti altri

cardinali abito diverso da mol-

colore rosso nella veste cardinalizia do-

della gerarchia ecclesiastica, on-

po

la

concessione del cappello di

lai

co-

de potessero facilmente distinguersi, o se pure usavano il colore rosso era questo anche usato da molti altri, o se usavano
il

lore, attribuendosi a Bonifacio Vili del

lato le vesti

1294, per aumento di lustro al cai dinapurpuree ai cardinali di s.


tal

violaceo non

si

distinguevano dai ve-

Chiesa, come asseriscono CobeliOjCiacconio nella vita di

scovi;

conviene adunque concludere che

Papa, Tamagna, Oi,

fra tutte le insegne usate dai cardinali per

rigine de'cardinali par.

delle vestimen-

segno di loro dignit, diversa da ogni altra fossela

ta esteriori cardinalizie, e tanti altri


ri.

auto-

prima
^

il

cappello rosso o Cap-

In conseguenza d'allora in poi


si

sembra

pello pontificale

forse perch stabilito con legge pontificia e solamente assegna-

che

stabilisse l'uso del ferraiuolo e fer-

raiuolone
telletta,

to alla dignit cardinalizia, colle altre in-

della Sottana, Fascia, ManMozzetta, Collare, Calze e Scar,

segne successivamente decretate dalla medesima. Qui noter che Papi, come rii

portai a diversi luoghi, concessero


della

1'

uso

filetti rossi posti pe rosse {V.), oltre alle loro zim marre, ed abiti neri detti corti o di abbate; usando meritameni

tempi agli elettori ecclesiastici del S.R. I., a qualche patriarca , arcivescovo o vescovo , ed a qualche capitolo, sia nelle vesti che nelporpora
in determinati

te

cardinali

la

sagra porpora, sicco-

me
si

paragonati alle persone reali, onde deve loro 1' uso che perci sono chia*
,

mali Purpurali Patres

godendo

le

in-

i44

POR
i

POR
hono ecclesiaesanguineinfundere sint parati. Usano cardinali la porpora non per farne una pompa ma come si espresse Cohellio cap. sed ut ostendant se prae caeteris excellere, ctadexlollendant romanae ecclesiae gloria ni paratos esse, nec non ut internae eoruni dignitatihaec
,

segrie princlpesclie eW* Ombrellino (F.)

e della Mazza (F.). Paolo II in accrescimento delle prerogative de'caidinaJi,

nel
il

14^4 assegn
ai cavalli

loro

la

Berretta
le

(f^.) e

Berrettino rosso {F.)^ e

gual-

drappe rosse
giosi,

che cavalcavano.
i

Non avendoci compreso

cardinali reli-

ovvero questi rifiutarono per modestia al dire di Piazza, 1' una e V altro accord loro nel 1591 Gregorio XIV. Il Tamagna non solo di opinione che la porpora 1' usassero i cardinali nel secolo XI V, appoggiato ancora ad una lettera di Petrarca dell

etiani exlerna species respondeat.


egli osserv,

noltre

che

la

porpora cardinalizia

pu

essere segno di quella colia quale fu


il

vestito

Salvatore. Arroge quanto ripor-

374?
li

ma crede che
ai
i

berretti rossi Paolo II

estendesse

carcar-

dinali preti e diaconi, godendoli gi


dinali vescovi suburbicari.

Quanto conlo dichia-

venga
r
il

ai

cardinali

la

porpora

Clemente Vili, che chiam la povpova.Quasi particulani aliqaam vestimenti Redtmploris nostri ipsius pretiosissinioconspersam sanguine. Riporta Parisi, /?//'. t. i,p. 32, che a vendo Clemente Vili esaltato alla porpora il celebre Antoniano, questi disse: la porpora non gi
ta Piazza di
1

concilio generale di Laterano cele-

insegna di fasto e di grandezza reale,

ma
di-

brato da Leone X, nella sess. 12: Quibus sacrosancta mlitans ecclesia tamquani purpureo tota decoralur amictu. Final-

ben rappresentante
le carit verso
il

il

fuoco d'un'ardenil

prossimo. Bello fu

scorso di ringraziamento fatto dal cardi-

mente Urbano Vili orn


delle

Cavalli (F^)

nal Leonardo Antonelli a Pio

VI dopo
agli

Carrozze [V.) de'cardinali, de'flnimenti e flocchi rossi. Delle diversit dei tempi in culi cardinali usano il colore rosso o violaceo nella porporae nelle altre insegne, parlai a Cappa cardinalizia, a Cappelle poNTinciEe in tutti gli articoli delle loro vesti e altro che loro appartiene. A Lut-

averlo elevato alla porpora, alludente al


miiJtico significato della

medesima e

obblighi di chi n' rivestito. Si legge nel

Cenotaphium,
lieri,

p.

4B, fattogli da Cancel-

insieme alla risposta (riportata put.


1

re da Novaes, Storia de' Pont.

p.

to dichiarai quando a'cardinali era permesso e come ora si regolano. Il colore della porpora allude che
i

cardinali
il

128) all'ufliziale francese del 1798, che con altri colleghi voleva obbligare a rinunziar la porpora, dicendo che avrebbero piuttosto incontrato la morte che

pel bene della Chiesa devono spargere

mancare
gati

ai

propri doveri, essendo obbli-

sangue. L'Ostiense,

Sunima de poenit,

ritenere a

qualunque costo quella


,

vers. cui cardinales ^ dichiara che devono essere pi rubicondi dell'avorio antico
,

sagra divisa da cui erano condecorat


assai

pi di qualunque
si

uffiziale di
di

onore,

riguardata

la

carit e la
j

memoria
sono
cri-

che

vergognerebbe
di

rinunziare alla

della passione di Cristo

e che essi

sua in tempo

guerra! Avere giurato al


la

tenuti

ad esporre

la vita

per
il

il

nome

Papa

di

difendere

sagra porpora ro-

stiano, giacche ci denota

colore rosso

mana
il

fino all'effusione del loro sangue:

che usavano: dalle quali parole sembra che a suo tempo vestissero la porpora. Conferm tale opinione s. Antonino par. 3, tit.i: Merito purpura his quasi regibus data, cu/us color in galero eximiae
charitatis, et simholunij cu/us igne ita ar-

suo colore bastare per richiamare al dovere se per avventura si avesse la disgrazia di obliarlo.

Not

Profili

Grat.

A.

Pallolta, p. 38, che Cancellieri vole-

dere debentj ut seni per pr dcfcnsione^

et

va pubblicare la descrizione del Fiore della pianta Cardinale, ch'eia Lohelia Cardinalis^ spiegata da Linneo, perch suoi
i

'

POR
vaghi
la
fiori si

POR
numero,
et collegio ille ipse^
f

145
qui cuncts

tngono del verraiglio del(alta


:

Porpora cardinalizia

da F. Co-

lonna autore del trattato De purpiira ab animali testaceofusai Romae 1616. Piazza, L'Iride sagra, parla dell'origine, nobilt ed eccellenza della porpora, essere segno di verecondia e perch cos\

pastoribus estpraeficiendus, ac totius do' minici gregis curam habiturus, summus

Pontifex deligatur. Benedetto XI V a vendo esaminata la questione se sia lecito


:

eleggere per
la

Papa

chi

non sia ornato del-

chiamala, simbolo di magnanimit ; che usarono la porpora i Cesari, senatori,


i

sagra porpora, riportando molti autoche convengono nella sua sentenza , prova che il Sagro collegio deve sempre
ri

le vestali

cardinali

che propria del Papa e dei quando e perch si usa dal

eleggere per

sommo

Pontefice uno dei

suoi cardinali colleghi. Questa opinione


si

Papa, e come introdotta nell'uso. Divenuto il vocabolo porpor^tt sinonimo di cardinale dis. r. Chiesa^ gii scrittori l'usarono per indicare che senza essere decorato di essa, cio della dignit

fondava sulle parole della legge 8.'^ del Conclave (F.) di Gregorio X: qualunque non v'abbia giusto impedimento p
tra essere eletto al pontificato.
ci
1

Ed

per-

che
il

ne'

due conclavi

annessa, non

si

pu eleggere Papa, secon-

523

generale de'

i522 e del domenicani Scomdel


1

do
p.

il

decretato di Stefano III nel

769

bergh[poi cardinale),edinquellodel

740

di altri Papi,

come

dichiarai nel voi. IX,

Ficijcos riporter
Io
ste

282, e meglio a Elezione de'Ponteun elenco di quelli che divennero bench non fregiati di queinsegne e grado. Poi dir della rinundeposizione della porpora. A Cap-

Barberini ex generale de'cappuccini, ebbero diversi voti pel papato. Tale punto

canonico

lo trattarono

con

critica,

il

p.

Camarda,
serini,

De

elect. Ponti/.,

ed

il

p.

Pas-

zia e

pello CARDINALIZIO laccolsi le notizie di quelli con altre insegne e colla porpora mandati dai Papi per distinzione a qualche personaggio, che non poteva recarsi a riceverlo dalle loro mani. Abbiamo
di

De elect. Papae. Che non impedimento ad essere eletto al Pontificato la bassa origine e l'et, l'essere stato Parente di altro

Papa, e

la

Patria
il

lo

provai

a quegli articoli. Ecco


tefici eletti

novero de'Pondi Stefano IH,

senza essere prima cardinali,,

dopo

il

memorato decreto

Bernardino Borgarucci, Discorso, che


essere

non puh
ria

Papa chi non e cardinale :

che riporter in corsivo, acci nelle loro biografie si possano conoscere le particolari circostanze e gli speciali

mss. in data di

Roma 1647

della libre-

motivi che

Capponi, indi della Vaticana. Essendo ben giusto come riflette Benedetto
,

determinarono
tarli al

il

sagro collegio ad esal-

XIV, De

Dei beat. t. 3, cap. 33 n. II, che, quum non desini in coetu S. R. E. Cardinalium, qui swnmi ponti/i'
serv.

admiex eis summus Pontifex desumatur,juxla text. in cap. in nocatus dignitatenij


et qffciuni recte

V nel 996, SilClemente II nel i o46, 999, DamasoJIne i o48,s. Leone IXne 049, Fittore linei i o55, Nicol linei o58, Alessandro II neh 061, Calisto II nel
papato. Gregorio
vestro //nel
1
i

nistrarepossintj ut

1 1

9,

Eugenio III nel

/\.5^

Urbano IF
i

nel 1261, b. Gregorio

^ nel 127
i

nel

mine, ubi

sic \eg\luv

Eliga tur auleni de

conclave in cui fu eletto

cardinali vo-

ipsius eccl. (hoc est

rcperitur idoneus vel

romanae) gremio, si si de ipsa non invenilur.exalia desumatur. Pluribusque prosequitur s. Antonlnus, Sumin. iheol.
par.
I, tit.

levano creare Papa


vita, di cui nel voi.

s.

Filippo Benizi serp.

XV,

261),

s.

Ce-

I ,

cap. 2, 7, et in constit.

5o Sisti Papae V, PostquamveruSyXx^h^iWY.Ex eorum (cardinalium) corpore,


\OL. LIV.

Fne 294 (^- Rinunzia del pontificato), Clemente ^ neh 3o5 (in concorrenza di due altri arcivescovi oltramontani), Urbano F nel i362. Urbano
lestino
1

FI nei

1378. Alcuni presso Bzovio, an. IO

i46

POR

POR
minacci la scomunica se pi parlava (meglio nel Menochio). Toledo Ferdinando

1281, I, scrissero che nel conclave tenuto per morie di Nicol III fosse elello successore Giovanni di Vercelli generale de'domenicani, senza essere cardinale, e che mor prima di ricevere tal nuova: per Natale Alessandro, Hist. eccl. l. 7,
cap.
la.
I
,

rimand nel 1578 a Gregorio XI li


nando de Medici
per
l'et erasi

la

ber-

retta rossa, ricusando la porpora. Ferdi-

ar.

slima questo racconto favo-

si potranno vedere quelli che erano cardinali e viceversa. La rinunzia del cardinalato, che volgarmente dicesi rinunzia della porpora^ rinunzia del cappello, si fece tanto da

Ad

Antipapi

promozione Pio V^Vedi) nel i588 la rinunzi pel trono di Toscana. Austria Alberto la rinunzi nel 1598 a ClementeVIIlpersposarsi. Gonzaga Ferdinando ottenne nel 161 5 di rinunziare e ammogliarsi pel ducato di Mantova (ne parlai pure nel voi. XX, p. 127): dipoi
(nella sua
s.

opposto

quelli ch'erano insigniti di questa digni-

altrettanto fece

il

fratello
la

Gonzaga Vinrinunzia di A-

che da quelli che virtuosamente ncusarono accettarne la pontificia offerta o proclamazione. Eccone un elenco, ment,

cenzo.

Non

fu accettata

lessandro Orsini per farsi gesuita, per

tre alle biografe di ciascuno

si

potr coS. Pier

noscere quanto

le

accompagn.

Damiano

la

rinunzi nel ioSq e do-

da Urbano Vili gli fu permesso farne i voti, con quei temperamenti compatibili con l'istituto e colla dignit che suo malgrado dov conservare. Pel ducato di Savoia rinunziMauriziodiiS'tii'o//^ nel
a
1

v riprenderla verso il 1062 (si pu vedere il Compendio di siia vita del canonico Strocchi). Il b. Andrea Conti la ricus ad Alessandro IV del 1254. Gui. do vescovo d'Utrecht non accett la porpora otierlagli da Clemente V nel 1 3 3. Nassauy Saverdun, Falkenstein, Home, Segna o Lignilz , Orsini di Rosemberg
1

642

Urbano

Vili, prendendo moglie. Nico-

l di Lorena rinunzi la porpora a Urbano Vili e poi si spos. Camillo Pamphij nel 1647 con dispiacere dello zio Innocenzo X dimise la porpora onde pro-

seguir la sua prosapia. Giancasiniiro di

i38i non l'acceltaronoda Urbano VI. Porta Ardicino nel 1492 circa la rinunzi a Innocenzo Vili, non accettata dals. collegio, onde va letta la sua biografa. Borgi Cesare nel 149^ '^ restitu al padre Alessandro VI. Pappacoda nel 1 527 non volle la dignit a cui lo avea promosso Clemente VII. Nobili voleva rinunziar la porpora per farsi gesuita o cappuccino; negandolo Paolo IVj rinunzi benefzi con moderata riserva. Nifi medico la ricus a Paolo IV. Francesco Toledo gesuita costretto ad accettare il cardinalato con sua ripugnanza, bram ardentemente di deporre la porpora con quella bella lettera che nel 594 scrisse a Clemennel
i

Polonia gesuita, proclamato re, rinunzi nel 1648 a Innocenzo X che lo dispens a passar alle nozze. Rinaldo d''^f^giuniore nel 1695 rinunzi a Innocenzo XII pel ducato di Modena e ammogliandosi :
il

dolio p. Theiner nella Storia del ri-

torno alla Chiesa di varie case reguanti,

nota a

p.

2 che sebbene Rinaldo avesse

la

tonsura, Innocenzo

XI

era sempre an-

goscioso di crearlo cardinale a cagione del


l'incerta successionedella casa di

Modena,

resistendo per

ben io anni

alle replicate

istanze vivissime dell'imperatore, di Luigi

XI V, di Giacomo poi re d'Inghilterra. Merita leggersi la biografa di Filippucci


per
la

te Vili (la riporta MenochiOjiftwore, cent.

9, cap. 67),
gli

il

quale

gli rispose,

ordinar-

Dio che non pensasse pi a rinunzia. Lo stesso Papa alle forti rimostranze di Cesare Baronio in ricusar la porpora, gli

la mirabile costanza con cui rifiut porpora nel 1 706 a Clemente XI, pel complesso delle edifcanti circostanze, e per quanto si fece in concistoro e dopo. Francesco M." de Medici nel 1709 l'inunzio a Clemente XI pel trono toscano e prese moglie. Questo Papa nel 1 7 r 3 im

POR
pose per precello
al b.

POR
Tommasi
1

147

di ac-

cellar l'eminenle dignit alla quale co*

che deponessero la porpora. Fra questi non vi erano Tommaso Anlcin Vincenzo M."* Altieri, questi infermo, Taltro per-

stanlenienle ricusavasi; e u)
fer

la

con-

Nuzzi che da tanto tempo meritandola, ed essendo sempre procrastinata,


a

ch

si

ambedue
ti

disponeva a partire per Baviera; poi rinunziarono alla porpora,


protezione e che non ricevereb*
al

esemplarmente taceva. Lodovico di Borbone da Clemente XII creato di 8 anni


cardinale (dell'et prescritta per essere

per cui dai repubblicani furono assicuradi loro

bero molestia,
dissav',
t.

modo
124

narrato da Bal-

promosso
p.

alla

porpora parlai nel


p.

voi.

IX,

Relazione de'patimenti di Pio FI,

287, indi a

292

riportai

un elenco

3, p.

58

e seg.,

e seg. Antici saga-

di cardinali creali in et giovanilcjfra'quali

ce e di molto ingegno, troppo diplomatico

di 7 anni Medici poi Leone X, colla condizione che dopo 3 anni assumesse le in*

mondano, non ebbe

la

virt neces^

saria per resistere agli assalti de'perseculori della Chiesa.

segne della dignit) e amministratore di

Toledo, poi anche di Siviglia:


di rinunzia a

la lettera

ciato o di rinunziare

Benedetto

XIV e quanto si
ceremonia e

A'7 marzo fu minacformalmente la porpora o d'essere deportato e privato di sue


ricche sostanze, ond'egli ader rinunzian-

oper

in concistoro per la

restituzione delcappello, ed a chi fu con-

do la dignit cardinalizia con lettere a Pio

nel voi. IX, p.

teroporaneameule concesso, lo dichiarai 1 92 e 93j mentre nel voi. XX, p. 128 dissi ch'ebbe i5o,ooo scudi
1

VI ed

ai

consoli di

Roma

in data di detto

giorno. Travagliato Altieri da grave infermit, arrestato in casa, intimato di de-

di pensione sulle
glie.

due

chiese e prese

mo-

portazione se non
nalato,

si

dimetteva dal cardi-

Benedetto XIV nel 1743 con allocuzione altamente lod la modestia ed eroismo di Anton M.' Pallavicino per avere sempre ricusato la porpora che voleva conferirgli. Lomeni de Brienne nel I 790 prevenne Pio VI che voleva privarlo della porpora con rinunziarla: quanto fece poi
il

mal consiglialo da due religiosi, uscrisse a

no
e

de'quali suo teologo e giansenista, ai

12 marzo

Pio VI che per l'et

indebolimento del corpo divisava rinunziare la porpora, ma ilPapa gli rispose


per distori dalla presa risoluzione,
in cui trovavasi.
ispi-

randogli fortezza d'animo nell'incertezza

Papa

in concistoro, in cui

Ma
i

prima che

il

cardi-

ammise

e accett la rinunzia, lo dichiar


inter-

nale

la ricevesse,

repubblicani non conscritto, vollero

decaduto dalla dignit, spergiuro e


p.

tenti di

quanto avea

che

detto, lo dissi alla biografia e nel voi.

XV,

facesse altra lettera a Pio


cita rinunzia.

VI con

espli-

211. Bercastel, Storia del

crist., voi.

36, n. 3 e seg., parla della condotta di

per

tali

Il Papa penetrato di dolore due rinunzie della porpora e vo-

Lomeni, riporta
tre Pio

il

breve di Pio VI e

la

lendo frenare chi avesse tentato d'imitarle,

risposta e rinunzia dell'ex cardinale. Inol-

per allora non

le accett,

lasciando

gli

VI

nello stesso concistoro, giusta

abdicanti allacciali co'vincoli de'loro giu-

il costume, subito riempi il vacuo nel sagro collegio, creando un altro cardinale

ramentij fhich alcuni zelanti porporati ottennero nella certosa di Firenze, che le
riconoscesse solennemente per escluderli
dal
s.

dellostessoordine dell'abdicato, riservan-

dolo in petto per pubblicarlo a suo tem-

collegio e dal futuro conclave,

meset-

po

e arbitrio.

diante due brevi, Curn dilectuSj


i

dej

Nel 1798
vasa

repubblicani francesi, in-

tembre 798, che


1

diresse colle

memorate

Roma,

detronizzalo e portato Pio


i

VI

lettere al

s.

collegio; tutto fu riprodotto

in Siena, dispersi e arrestati

cardinali,

nome

di questi rispose

il

decano come
si

da Baldassari. Ecco come si espresse Pio VI. }> Per autorit di Dio onnipotente,
de'ss. apostoli

accennai di sopra, allorch

pretendeva

Pietro e Paolo, e nostra,

t48
la

por
livi ivi esposti,

POR
restandogli
l*

ammettiamo solcnncmentecilnccctlinmo
rinunzia al cardinalato, intieramente liberandoli da tutti g* incarichi del cardinalato, e veramente spogliali e privi del
titolo presbiterale e della diaconia, e

episcopale.

Nel

voi.

XXXII

ricordai T allocuzione

perci dal
storo de'3o

Papa pronunziata nel concinovembre i838,e quale car-

del

dinale prete cre e riserv in petto in

nome, onore, insegne,


nenze e diritti spettanti

privilegi,

premi-

vece del virtuosissimo abdicante, di cui


il

in

qualunque mo'
specialmendalle ob-

eh. p. Antonio Angelini

suodegno conneli85o: Stola

do alla dignit

di cardinale, e

fratello

pubblic

in

Roma

te dalla voce attiva e passiva nell'elezio-

ria della vita drl p, Carlo Odescalchi

ne del sommo Pontefice, e

sciolti

della
bile,

compagnia di Ges,

quale no-

bligazioni de'guramenti... dovendosi per

elegante e importante biografia me-

l'avvenire considerare Antici e Altieri co-

me privati
noverati
al

prete e diacono, e
s.

non pi anri-

collegio, per la pienezza di

encomii , ed eziandio quelli Fabi Montani nel Giornale di lionia 85o, n.^' 1^1^ e della Civilt catdi mg.*"
1

rit grandi

nostra podest, ec. Inoltre Baldassari

tolica, voi. 3, p.

i63. Avendo promesso

porta

la

protesta di pentimento scritta da

di qui descrivere le

ceremonie e

gli atti

Altieri 2 giorni
ni cui fu
la

prima
ai

di morire; gli scher-

di tal rinunzia, riporter


atti del

un sunto degli
n.**

segno
al

sua lettera

repubblicani Antici, e cardinal decano, ed altra


s

concistorochesi leggono nel

99

del Diario di

Roma

i838, insieme
21 novembre
s.

a Pio Vj, in cui

studi d'essere amn)es-

alle lettere di rinunzia del

so in conclave, con pretendere d'aver so-

del cardinale, e di accettazione del Papa. Questi nell'allocuzione narr al


legio con
col-

lamente

in deposito l'antica sua dignit


ri-

e sospesa nell'esercizio, insieme alla


pulsa avutane dal
s.

quante continue pressanti pregli

collegio per l'elezioil

ghiere

il

cardinale
di

avea domandatola

ne

di

Pio

FU: a dichiarare
si

ricevimen-

dimissione

sue dignit per consagrarsi

to di questa, egli

sottoscrisse,
il

Tomma'
rimanen-

all'istituto della

compagnia diGes, per cui


sue preclare virt. Quin-

so Aulici gi cardinale. Per


te di sua vita in

s'indusse a esaudirlo, facendo unosplen-

Recanati fu

al tutto pri-

dido elogio
di

di

valo,ma molto virtuoso ed esemplare, con


generose limosine e fondazioni
ca beneficenza, a vendo
di

furono introdotti nella sala del concii

pubbli1

sloro

prelati e mg.ii Ignazio Cadolini ar-

tembre a Pio VII


Baldassari.

in

mandato a' 3 setSavona una bella


si

civescovo d'Edessa procuratore speciale


del dimillente,Bontadosi avvocato concistoriale per

protesta di pentimento, che

legge in

promuovere

l'istanza della

dimissione,Soglia e Piatti patriarchi quavoi.


li

A Caraffa Marino cardinale e nel


XLI,
p.

vescovi assistenti al soglio, Mangelli e

274, riportai

le

sue notizie, che


rinun-

Lupi-Soragna protonotari apostolici, Lucidi e

per dar successione


zi la porpora nel

alla famiglia

Babini referendari di segnatura

1807, e che Pio VII nel concistoro col consenso del s. collegio accett, creando in di lui luogo altro cardinale diacono che si riserv in petto. Alla biografia del venerando cardinal Carlo Odescalchi narrai la sua antica e costante

Massimo maggiordomo, PallavicinomaeSiro di camera, Barbolani e Della Porta

camerieri segreti
principi, ed

Belli segretario del

s.

collegio, Gasperini segretario de'brevi ai


i

maestri di ceremonie. Mg.*^


al

Bontadosi genuflesso notific


il

Papa che
il

vocazione a vestire l'abidi

procuratore avea per


la

lui

lettera del

to della

compagnia
la

Ges, per cui

ri-

cardinal Odescalchi per dimettere


dinalato,

car-

nunzi
siglio

porpora e tutte le dignit a Gregorio XVI, il quale dopo maturo con-

quale da esso consegnata a mg.^'deLlgne maestro di ceremonie, questi

l'ammise per quegli edificanti mo-

d'ordine pontificio

la

pass a mg.'^Ga-

POR
spenni che ad alta voce lesse rivolto ai cardinali. Quindi mg/ Belli die lettura con voce intelligente del mandato di procura del porporato dimiltente ricevuto dal maestro di ceremonie. Dopo di che
mg.i' Bonladosi continu la sua orazio-

POR
decoro della
S.

i49

R. C. intendiamo di creare

in cardinal prete

un egregio personaggio...
Coll'autorit dell'onni*

Che vene pare?


potente Dio,
se, fu ec.
il

Terminale queste
le

co-

aperto

concistoro, da cui parten-

do Gregorio XVI per

sue stanze, nel

ne e supplica tanto in nome del cardinale che de! procuratore, acci sua Santit
accettasse
la

traversar quella contigua alla sala concistoriale, disse a mg.'^Cadolini

procura

rinunzia del vescovato e

l'or-

tore che sta va in ginocchio:

Abbiamo ani

na mento della romana porpora, implorando l'assoluzione dal vincolo di qualunque giuramento. Indi il maestro delle ceremonie interpell protonotari, affinch
i

rogassero pubblico istromento intorno all'istanza

messa la cessione del cardinalato. Per cui il prelato, dopo aver rese grazie al Papa con grave ed elegante orazione, sopra un bacile d'argento present il cappello cardinalizio, che fu ricevuto da un
maestro di ceremonie, e prostrato riverentemente al bacio del piede di sua Santit, ne ricev la benedizione. De'cardinali deposti ed esclusi dalla
pontificia elezione, in tanti secoli e per
tanti

deli'ammissionedi
ai
li

siffatta

dimis-

sione: allora mg.'^Mangelli rispose: lo ro-

ghereniOj e rivolto
gli altri ivi

referendari e a tutti
prese per testimoni
i^oi testi-

presenti

di questi atti, dicendo: essendo

moni. Falla ed ammessa l'istanza, uscirono dal concistoro tutti quelli che v'era-

Scismi [F.), lungo sarebbe

il

nove-

ro;

nondimeno ne riporter un numero,

no

stati introdotti,
il

talch

vi

rimase solo

potendosi vedere Antipapi, i quali sinodai

coi cardinali

Papa che
si

disse loro, giu-

debba negare la richiesta dimissione, e chiedendo il loro parere, colla formola Che ve ne sembra? Avendo tutti i cardinali opinato che ammettersi dovesse la dimissione, il Papa l'ammise e approv con solenne apostolico de
:

dicare che non

te

primordi della Chiesa, nella maggior paressendo cardinali, da questo grado con
il

quei cardinali che ne seguirono

partilo e

coi pseudo-cardinali che crearono,

furono

deposti e scomunicali dai legittimi Papi;

mentre

il

cardinal Anastasio neir855, co-

me

altri,

divenne

AHI

Antipapa, ben-

creto.CoirautorildeironnipotenteDio,
de'ss. apostoli Pietro e

Paolo, e nostra,
dimittente da qui

ch fosse stato deposto da s. Leone IV. Parler ancora della privazione della voce attiva e passiva, perpetua o tempora-

ammettiamola

cessione e dimissione del


il

cardinalato... cosicch

nea. Nell'Bye Giovanni

Vili

(P'.) sco-

innanzi in nessun
le...

modo sia

pi cardina-

n possa avere voce attiva o passiva


Pontefice... assolvendolo

munic e depose il cardi nal/^ormo.9o(F!), assoluto e reintegrato da Marino I (^.),


meritando il pontificato nell'SQi. Giovanni IX (^.), dopo avere restituito ai primi ordini quelli ch'erano stati degra
clali,scom unico

somda qualunque giuramento e trasgressione di questo... In nome del Padre ->Jf e del Figliuolo -jjf e dello Spirito Santo ^. Cos sia. Poscia inerendo agli esempi de'predecese principalmente nell'elezione del

mo

cardinali. Gw^'<2^^/A'//

(^.) scomunic e degrad dalla dignit cardinalizia nel 964 cardinali vescovi

sori,

cre e riserb in petto

un cardina-

d'Ostia, di Porto e d'Albano per aver con-

le prete

senza alcun indugio riempir


il

sagrato l'y^/zZ/yj^yotiZ/eo/ze P^IIl {^.)' ^^^

vogliamo

posto del Collegio vostro, che

Papi anticamente facevano


( f^.)j

le

Ordina

attesa la rinunzia test emessa del ven.


fratello Carlo de'principi Odescalchi ri-

zioni

mane

vacante; e perci a maggior glo-

ria dell'ounipoteote iddio, e a presidio e

ove riportando altre degrada zioni dico pure che annullavano quelle degli antipapi. Onorio II depose e scomunic il cardinal llargoliesi (F.). Gre-

i5o
gorio

POR
X
nel
1

POR
leggi che fece pel

2^4

t' le

ca chiusa, che ils. collegio


tare in conclave,
li

ammise a

vo-

Conclave e Elezione de' Papi ( F.), dicliiar che non si potr negare l'ingresso in
conclave a'cardinah censurati o scomunicati,

riportai ne' voi. IX, p.

3 (>,X V, p.
I

264

s.

Pio

tolse nel

284) aggiungendo che 1571 l'impedimento


ai

p.

come ne trailo ne* voi. X, p. 19, XV, 264eallrove, dicendo quali Papi confermarono questa legge, e che nullame*
no ne'conclavi de! i3o3e i3o5 vi furono esclusi cardinali Jacopo e Pietro Colonna (F.), degradati e deposti da Bonifacio Vili, Neh 878 incominci il grande scisma per opera {ieXV Antipapa Clemente ni[f^.)j sostenuto dai successori AnlpapiBenedetloXIIIe Clemente Fili
i

di entrare in

conclave e votare,

car-

dinali colla bocca chiusa, e

XVI

introdusse l'uso

che Gregorio d'aprire la bocca ai

nuovi cardinali subito dopo la funzione del cappello. Nel voi. X, p. 19 narrai che
Giulio II
dinali che

{V)

escluse dal diritto di ini

tervenire all'elezione del successore

car-

(f.), per cui le deposizioni de'cardinali e

anticardinali furono
si

ci

numerose (a vicenda scomunicarono e degradarono Pontefie Antipapi), eseguite anche formalmend'Urnel

aveano cospirato contro di lui nel conciliabolo di Pisa[V.),ecoxnQ Leone li reintegr con penitenza, facendoli riavesti re della porpora in concistoro (di che eziandio nel voi. XXXVII, p.

159 ed altrove); ed
niti.

a p.

20

de'cardinali

cospiratori contro Zieo/ze-X( /^.),

te in concistoro (celebre fu quello

bano VI che accennai

vol.XV,p. 193,

come puIV nel concistoro del i563 formalmente depose dalla porpora Odetto
Pio

in cui priv del cardinalato e depose Cle-

di

Coligny
la
I

mente VI le 12 cardinali, insieme ai suoi fautori), come le Assoluzioni dalle censure ecclesiastiche, e reintegrazioni della

sposare

clave del

(/^'.)_, il quale con essa volle sua concubina. Che nel con721 furono invitali cardinali
i

Noailles e Alberoni (V,) j


sure, ed altrettanto
si

affetti dalle

cen-

porpora, vasto argomento che


tanti articoli,
fie

trattai in

fece col cardinal

ad Avignone^

nelle biogra-

de'Papi

Urbano VI, Bonifacio IX,


/^, e nelle

voi.

Coscia (^.) ne' seguenti, lo rimarcai nel X, p. 20: ivi e nel voi. XV, p. 2
1

Innocenzo VII^ Gregorio XII^Giovaimi

raccontai

come Pio VI,


il

nella delicata cir-

XXIIIeMartino
cardinali. Gregorio

biografie dei

costanza in cui
di Parigi,

cardinal de

Rohan(F.)
parlamento

XII rinunzi e ritorn ad essere cardinale, cos Giovanni XXIII dopo la sua deposizione. Riporto il novero degli anticardinali colle loro notizie,
cio di quelli
fatti

fu sottoposto al giudizio del

non permise che avesse a real pericolo e al dubbio d'una sentenza penale o indecorosa d'un giudistareesposlo
ce incompetente, e perci colla solennit del concistoro del

dai pseudo-Pontefici
1

Clemente VII,

nel voi. Ili, p. 2


p.

1-220

1786

e di

un de-

223-232, Clemente Vili, p. 237- 238: gli anticardinali dell' Antipapa Felice V (^.), nel voi.
Benedetto XIII,

creto concistoriale, sospese in lui la di-

gnit cardinalizia; emanata poi dal par-

lamento

la

sentenza, che riusc decorosa


la

IV,

p.

158-171,

il

quale fu elettodal con-

per Rohan, cess


serne cessata
la

sospensione per

esil

ciliabolo di Basilea contro

Eugenio IV.

causa, reintegrandolo

Questo Papa

escluse dal concorrere alTei

cardinali che non aveano ricevuto l'insegnecardinaliziedelCrt^pelloj ec. e se non fosse stata loro aper-

lezione pontificia

medesimo Papa. PORRES Emmanuele, Cardinale. V.


Arias.

PORTA,
citt
fizi,

Porta, Janna, Valva. L'asi

ta la

bocca o
5, 3

sia autorizzati alla

voce at-

pertura per donde s'entra e

esce nelle

tiva e passiva, di
p. 3
1

che discorro ne' voi. IX,


1

o terre murate, e ne'principali ediai tanti

6 e 3

7,

XV,

p..

240, 243 e

chiese, palazzi, abitazioni esimili: del-

scg.

Alcuni esempi di cardinali colla hoc-

le

porte rimarchevoli parlo

loro

POR
nrlicoll,

POR
le principali

i5i

come

delle relative erudizioni.

CredeGualtani,clie ne'pi remoti tempi


porte d'una citt

i romani volevano fabbricare line designavano il recinto col condurvi lutto all'intorno l'aratro, e colui che

Quando
na
citt,

commer3 arcate o

ciale fossero
fornici,
la

non d'una ma

di

come gli

archi di trionfo. Tale fu

Io

conduceva nel fare

il

solco col

vomelasi

re questo sollevava alzando l'aratro e

porta di Pompei e tale si vuole che fos se la Capena, ed ove la folla del popolo

sciando un intervallo nel luogo in cui

dovea

stabilire l'ingresso

la

porta, co*

me fece Romolo con Roma,


zio ch'egli lasci intatto
si

per cui lo spadisse Porta, a

motivo che ivi l'aratro o il vomere venne portato. Le porle de'greci si aprivano dal di fuori, e coloro che uscivano dalle case percuotevano per di dentro la porla stessa con un colpo, affined'avverti rei passeggieri che trovavansi nella pubblica via, onde scansassero d'essere urtati dalle imposte che
si

doveva esser molta e perci era moltocomoda siffatta forma di porte tripartite, mentre le vetture, le bestie da trasporto, carriaggi d'ogni sorta potevano passare sotto l'arco di mezzo lungo la pubblica
i

via,

restando

piccoli
sali

ai pedoni liberi gli archi pii che mettevano ai marciapiedi u-

sempre dagli antichi

nelle iS'^r^<'/e(F'.)

maestre; quindi crede Guattani, che dalle

porte a tre vani e sul loro modello venis-

sero edificatigli archi di trionfo.

Le porte
legno;

volevano aprire.
si

Le

porte dei

delle case e delle citt degli antichi ebrei

jomani
tro,
le

all'incontro aprivansi perdi den-

ordinariamente aveano
nella sagra scrittura
il

stipiti di

come ora

va facendo in

Roma

col-

nome

di porta si
il

porte delle botteghe e

altri

pianter-

trova spesso usato per indicare


delle

luogo

reni. Si

vuole che

le

porte degli antichi

non girassero sopra

cardini,

masi muo-

vessero nella parte inferiore entrando nel


suolo, o per lasuperioreentrandonel
ro, forse all'idea delle saracinesche.

muNel

536

Belisario giunto in
il

cura fu

Roma, prima sua risarcimento delle mura della


de'merli

cilt, le cinse di fosse e vi costru

per provvedere alla salvezza de'di Tensori.

adunanze e dove si amministrava la giustizia, il quale metodo accelerava gli a (Fari, comech comodo pei nazionali e forestieri. Nella medesima sagra scrittura il nome di porta significa talvolta una potenza, nella stessa maniera che chiamasi Sublime Porta o Porta Ottomana in oggi l'impero di Turchia; ne feci cenno nel voi. XVIII, p. 9, nome che si d anche
alla corte del sultano

Le Porte di Roma [V.) eziandio vennero ristorate, e le imposte fatte d'un sol pezzo da alzarsi con l'incastro, come si
burlina,Prenestina,AppiaeOstiense,quali

o gran signore, qual


gli

sede dell'autori l suprema, palazzo e sog-

giorno sovrano. Presso


gressi de'templi

antichi gl'in-

vede praticato nella Piuciana, Salaria, Tidall'uso che ne facevano ancora


sa-

aveano porle con unao


legno e di bronzo, ornate
-

due imposte
l'antica

di

d'avorio e oro, pure con bassorilievi. Nel

raceni

vennero chiamate Porte alla saessi.

Roma

grandi,

potenti e le perle

racinesca, essendo per anteriori all'invasione di

sone pi agiate tenevano sempre

loro

Muratori, Disscrt.
le

z7rt/._,diss.

porte chiuse; e alcuni schiavi indicati per

26, dice che ne' bassi tempi

Ctt[F.)

erano guernite di bastioni , muro, antemurale, torri, porte e posterie, cio piccole porte, non che di cataratte alle porte, composte d'una ferrata, che polca alzarsi ed abbassarsi. In alcune case di Ercolano trovaronsi porte con imposte di

questo col v\omQ\ jaiiito re s o Ostiarii^co qual vocabolo furono chiamati Maestri
i

ostiariij ^.j custodi delle diverse porte del

palazzo pontificio,
chiavi sulla

le

quali

si

chiudevano
il

a ora di pranzo e nella notte, ponendone


le

mensa

del

Papa

Mae-

stro

del sagro ospzio, ovvero consegnuu


incaricati di aprire e chiudere le [>or-

marmo, uso

antico di altre cilt d'Italia


/-'or;cJ/c/t/e5c(F.).

dole al Camerlengo), che significa portieri,

costumato anche nelle

i52

POR
rimaneva

POR
rorifai pictura imaginis glon'osae Virgnis Mariae, cum Filio suo in brachlo.
S sogliono presentar le chiavi delle porte della citt ai propri sovrani o ai vincitori della

te: quelle soltanto de'tribuni

no aperte, adlnch ciascuno potesse a qua


lunque ora
popolari, per esporre loro
le

indirizzarsi a que'magistrati

proprie bile

sogna. Si colorivano e

si

dipingevano

guerra, dai magistrali muni;

porte in diversi colori;


iscrizioni e vi
fei le
si

vi

s'incidevano

cipali

con opportuni discorsi


,

di

che parlai

attaccavano a guisa di tro-

nel vol.XI p.
ta
i

79 e in tanti luoghi. Talvol-

spoglie de!nemici vinti, o quelle devolatili carnivori uccisi al-

vincitori tolsero ai vinti le porte della

gli

animali e

citt, e

portarono nella propria come trotrattai dell'asilo de'luo:

la caccia. Ne'giorni di festa e di pubbli-

feo.

A Immunit

che allegrezze (come notai in diversi ar-

ghi che incomincia dalla porta

leggo nel

coronavano con ghirlande d'ogni sorta di Fiori (^.), con fogliami, ed anche con alberi che si piantavano con una specie di solennit. Gli
ticoli), le

porle

si

Fantoni, Storia

egizi

celebravano

il

plenilunio dell'equi-

876, che Roberto re di Napoli e signore di Provenza concesse ai Cabanes o Cabassole , che chiunque toccasse il martello della porta del loro palazzo d* Avignone fosse

d Avignonei. 1, p.

nozio di primavera con attaccare alle loro porte corone e festoni di foglie e rami
verdi, per allegrezza e per rendersi propizi gli

ammesso
si

all'asilo.

Antichissimo l'uso di

picchiare alle porte in

Dei ; se giaceva una persona inferall'uscio della casa uti

ma, appendevano

tal guisa, dappoich ha da Plutarco, De curiosilate, che gli antichi solevano appendere alla porta il martello per dare segno. De' campanelli

ramo d'alloro,per muovere Apollo a compassione per restituirgli


la salute;

alla

porta delle case parla Cancellieri

per in-

nelle

Campane. V. Palazzo, Nobile, Pa-

dicar la perdita d'alcuno ponevano sulla

lazzi DI

porta un

ramo
le

di cipresso; nelle noz-

ze

adornavano
per

porte con corone d'alI

Roma. (della) Jacopo Ereberto, Cardinale. Dia signori di Castel Arqua-

PORTA

loro o altre verdi piante.


Illa

greci d'Ermi'

to, figlio della sorella del

cardinal Pecesi

la festa di

Cerere appendevano
le

raria, nobile di Piacenza,

fece

alla porla del

suo tempio

ghirlande che

rare per virt e dottrina, per cui dal

ammimo-

j
-

aveano portale incapo. Gliantichi romani collocavano alle porte delle citt le
fi-

nastero di Cistello o dalla solitudine di Chiaravalle nel 1 238 fu da Gregorio IX

gure delle loro divinit, popolo riguardarle come


posteriori
si

il

che faceva

al

sagre. In

tempi

immagini degl'imperatori, donde forse ebbe origine il costume di applicare alle porte delle cit
sostituirono le

promosso al vescovato di Mantova, indi nel dicembre i5o o ii5i Innocenzo IV Io cre cardinale vescovo di Porto. Mentre
i

governava
melitani, e

la i."

chiesa v'introdusse
la b.

car-

chiam in Mantova

Agne-

l gli

Slemmi

de* principi cui apparten-

se sorella dis.Chiara,afllnch istruisse nell'esatla

gono, e sugli

edifizi quelli de'proprietari,

osservanza della regola di

s.

Francit-

de'propri principi o de'palroni. Nel voi.

cesco

le

monache che avea


lui

collocate nel

LI, p. 309 narrai come re Abagaro pose sulla porla d'Edessa i' immagine del Salvatore.

monastero da
t,

fondato fuori della


effettu. Colla

come felicemente si

sua

A Maest

dissi della origine di


le

porre l'effigie de'santi sopra


citt e castella, dal

porle delle

prudenza estinse il fuoco della guerra , che stava per accendersi tra' mantovani
e modenesi.

quale uso deriv quelnel secolo

Amante

della

solitudine e
si

lodi metterle sulle porte delle case. Negli


statuti di

della vita monastica costantemente

ten-

Gubbio, confermati
si

ne lontano dai pubblici

alfari.

Dopo aver
IV mori

XI Y

dal cardinal Albornoz,

ordina, che

favorito l'elezione d'Alessandro

in ciascuna porta della citt inparleintC'

in gran concetto di santit nel 12 54, ve-

POR
nendo
il

POR
d sua disposila base.
s.

i53

corpo a tenore

statua giacente, con epitaffio in versi nel-

zione tumulato nel monastero di Chiaravalle presso quello di

Malachia.

PORTA (della)
le. 11

Ardicino, Cardina-

PORTA

(deixa) Rinaldo o Reginal-

giuniore, nipote del precedente, nacin

DOj Cardinale.

Nacque

in

A Isacco

presso

que

Novara da
per cui
i

nobili genitori e fin

da

a Bri ve, diocesi di Limoges, fu canonico

giovinetto die saggio nella piet e nelle


lettere,

no
il

e vicario generale di Puy, ed arcidiacodi Combrailladi Limoges, della qua-

concittadini

dopo

l'ado-

lescenza lo richiesero per vescovo. Dive-

le nel

1294 divenne vescovo

e
1

vi
1

celebr
lo

sinodo. Giovanni

XXI
di

nel

3 6

pro-

nuto vicario generale di Firenze, fu il solo ch'ebbe coraggio, con rischio della vita,
di pubblicar l'interdetto fulminato

mosse in arcivescovo

Bourges, dove nel

con-

j3i9

prescrisse al clero

norme

stabili e

tro
le

fiorentini

da Paolo

li,

a fronte delsollevato.

costanti per la recita delie ore canoniche.

minacce gravi del popolo

A-

3Veli3i7

il

Papa

lo

spedi legato in Fian-

zione s intrepida lo rese gratissimo al Papa, che lo scelse tra'pi degni del palaz-

dra con Berengario Landora poi vescovo di Compostella, affine di ridurre anche colle censure magnati di quelle Provincie alla pace con Fdippo V re di Francia; poscia fu incaricato con Cherchemont canonico di Parigi di ridurre all'antico
i

zo apostolico a incontrare

1' imperatore Federico Miche portavasi in R.oma. Riusc non men grato a Sisto IV, il quale nominollo datario e nel i475 vescovo d'A-

leria

indi di

Novara, come pretendono

lustro l'universit d'Orleans, ed a'20 di-

Fleury, Mazzucchelli e Dattichy.

Fu

go-

cembre i32o
ss.

lo cre cardinale prete dei


i

vernatore
e della

di

parecchie citt e provincie

Nereo ed Achilleo, indi neh 32


il

ve-

dello statopontificio,

come

dell'

Umbria
fazioni

scovo d'Ostia, morendo nel declinar del

Marca
le

dove sbandite

le

1327. Trasferito

corpo in Limoges,

ri-

e pacificate

discordie, ridusse que'pos.

mase sepolto nella cattedrale, e alla sua memoria fu eretto nobile ed elegante mausoleo a destra dell'altare maggiore, so-

poli alla pace e all'ubbidienza della

Se-

de

in

questo

numero furono pure Pe-

rugia, Norcia, Todi, Terni e Citt di Castello.

vrastalo dalla statua del cardinale vestito in abiti pontificali.

Per

prosperi successi venne in-

viato nunzio a Mattia re d'Ungl'ieria,poi

PORTA
le. 11

(della) k^mcx^o, Cardina-

a detto imperatore,
fetta

tra' quali estinse a-

seniore, venne alla luce di genero-

Iroce e ostinata guerra, riducendoli a per-

sa stirpe in Novara,

so in

ambe

le leggi

come dottore famo(secondo Menochio


),

concordia, impresa chealtri aveano

tentato indarno. Tornato in

Roma sotto
datariato, di

avanti d'essere ecclesiastico ebbe moglie


trasferitosi in

Innocenzo Vili riassunse


piii

il

Roma, fu ammesso
tal

tra gli

incaricato a soprintendere alla spe-

avvocati concistoriali e con

carattere
in cui

dizione degli affari degli ambasciatori esteri.

intervenne al concilio di Costanza,

In ricompensa di tante fatiche, tal


a'g

ebbe gran parte, ed ove fu eletto Martino V. Questi lo fece chierico di camera
,

Papa

o[4 marzo 1489

lo cre cardi-

nale prete de'ss. Gio. e Paolo, ed


nistratore d' Olmiitz. Se

ammi-

correttore delle lettere apostoliche,

non che, dopo

e pel distinto suo merito a'24

maggio o

23 giugno [426
cono
in
de'ss.

lo

cre cardinale dia-

anni circa che vestiva la porpora^seni' pre pi annoiato del mondo, risolv rinunziarla e ritirarsi in un monastero di camaldolesi, come affermano con Pietro

Cosma
1

Damiano, morendo

Roma
,

nel
s.

oratorio di
ticana

Fu sepolto nell'antico Tommaso della basilica Va434fu trasferito nelle sagre

donde

Delfino molti scrittori presso Cardella, altri dicono tra'monaci di Monteoliveto di


Siena,
altri in

grotte, essendo ornala la

tomba colla sua

un convento francescano.

i54
olteniiedue

POR
Papa
il

POR
cagione
la

G)ii graridestento e ripugnanza del


rescritti

per seguir

sua vo-

infermit che contrasse di febbre quartana, ch'c fondata nell'umodell'

cazione, onde restituito nelle sue

mani

re melanconico

dalla quale

consumato
a'5 febbra-

cappello cardinalizio e deposta


n, sotto

la

porpo-

pass a miglior vita in


io dice
,

Roma

1492 uscito di Ptoma accompagnato da un solo domevesti nei

mentile

stico, prese la cocolla

monastica e

il

capese-

puccio. Siffatta risoluzione altamente di-

Novaes secondo Menocliio a* 4 novembre i493, d'anni Sg, per godere il premio de'santi e ardenti desideri che avea avuto di servire Dio in ordine religioso.
s.

spiacque

al

s.

collegio,

anche come

guila senza sua partecipazione e consiglio,

Fu sepolto nell'antico oratorio di Tommaso nella basilica Vaticana presove fu trasfeQuesto degno cardinale fu largo e
,

onde Innocenzo Vili stim bene marlo in Roma. Raggiunto per

di richiala via,

so lo zio, con breve epitaffio che ancora


sussiste nelle sagre grotte
rito.

u-

niilmente obbed retrocedendo a

ma
so.

Boscap sostiene che gi era

Roma, in mo-

profuso co'poveri
gnosi, severo

singolarmente vergomortificazione

nastero e avea indossato l'abito religio-

con

s slesso, e assai dedi-

Menochio,

L9///ore, cent,

io, cap. 35,

to alla preghiera e alla


della propriacarne che

riporta la riverente lettera


scritta al

da Ardicino

Papa a' 12 giugno in Ronciglione, ove da maestro Graziano da Villanova avea ricevuto il pontifcio breve di
revoca. In
s

quotidianamente flagellava, con diuturne vigilie e rigorosi digiuni. Tuttavolla il maledico Garimberti lo calunni

come poco

onesto, sen-

mirabile lettera responsiva

za provarlo, temerit che valorosamente confut

deiredificantecardinale,egli dichiara colle parole e ragioni pi eftcaci la sua vi-

irrefragabili Pietro Cannetti

va commozione per sentire dal


soluzione repentina

s.

colleri-

con apologia e testimonianze cremonese. PORTA ( DELLA ) Girolamo , Cardi-

gio sinistramente interpretata la sua


,

nale.

Nacque

in

Gubbio

dal conte

Giam-

sebbene

fatta

maturit di

riflessi

e manifestata al

con Pa-

pa

1434 indi rinnovata pi volte. Ci non dovere recar meraviglia, avendo rinunziato s. Celestino V il papaIo, s. Girolamo e s. PierDamianoiI carfin dal

maria e da Anna Stelluti de'conti di Ptotorscio, e perci da famiglia illustre per antica nobilt, che fior in Novara, poi
in

Modena, donde

fu trasferita in

Gub-

bio neli53o da

Giammaria

della Porta

dinalato,

non conoscendosi che questi ottenessero licenza e annuenza dal s. collelacui podest

che

gio, bastare quella del vicario di Cristo,

modenese, personaggio virtuoso e destro, di segretario d'Alfonso I duca di Ferrara , pass alla corte di Francesco M.'' I duca d' Urbino, il quale in premio di
ra dello slato,
gli

non ha

limite.

Avere s. Gre-

segnalati servigi prestatigli per la ricupe-

gorio Nazianzeno lasciatoil vescovato per

confer

in

feudo

il

ca-

attendere allo studio e alla vita contemplativa. Essere partito senza


l'

stello di

Frontone

col titolodi conte,

con

abito car-

mero
ri.

e misto

impero, per se e successo-

dinalizio per fare la cosa segretissima, che

neppurealfratelloavea manifestata. Supplicare calorosamente di mantenerlo nel

Girolamo in patria fece i primi studi, e compito il corso di rettorica pass in Roma nel collegio Nazareno ad istruirsi nelle scienze filosofiche, nelle quali fece

suo santo proponimento per la salute dell'anima, perch sebbene lo stato di cardinale e di vescovo pi perfetto di qualsivoglia stato religioso, per lui e per la sua
fragilit

tan-

che con somma lode vi sostenne pubblica conclusione. In seguito appreso il diritto civile e canonico, merit
to profitto

era cosa pi sicura

il

passare

nel

1771

il

dottorato in leggi, e da Clefu

allo stato inferiore della religione.

Non
,

avendo

il

cardinale ottenuta grazia

fu

mente XIV ed ammesso

nominato referendario

tra'prelati della fabbrica di

POR
Ben presto la sua inlegrli, prontezza di spirilo e a more indefesso allo
s.

POR
la

i55
gii sta-

Pietro.

rivoluzione francese minacciava

lidella Chiesa,
di

studio

gli

procacciarono onorevole ripu-

diopera a tutti que'granprovvedimenti che prese il governo,

tazione. Pio VI, cilene

conobbe
di

talenti

e l'abilit,

neliyyS

lo fece

governatore

di Sanseverino e nel

1776

Fermo,

le

come per 1' armamento delle milizie in numero maggiore, quindi alle funeste conseguenze, come all'esecuzione del faBologna e al rovinoso imposto dalla prepotenza del pi forte, avvenimenti che in tanti luoghi descrissi. Ninno si pu abtale armistizio di

quali citt per dimostrazione d'affetto,


soddisfazione e grato

animo
il

lo ascrissero

trattato di Tolentino

con

la

famiglia e discendenti alla loro no2.'^

bilt; la

poi

quando

lo dichiar segretario del

Papa nel 1778 buon governo

bastanza figurare

le

angustie e

le

labo-

e a far parte della congregazione dell'im-

riose fatiche cui in tante calamitasi tro-

munit

fece scolpire nella facciata del


il

v Sobbarcalo. Consumata dai francesi


l'occupazione dello stato e
il

luistemma con plaudente epigrafe. Ottimo giureconsulto, rese a tutti ragione nella nuova importante carica, regolando per loro bene le comuni dello stato, riformando il censo
palazzo municipale
di

detronizza-

menlo

di

Pio VI, che deportarono a'20

febbraio

1798,

il

prelato ebbe la sorte

d' essere tra* pochissimi

non

vessati dal

proclamato governo repubblicano; quindi ritiratosi in patria


,

e correggendoli catasto, diportandosi in

amato

e riverito

guisa che

il

prefetto del

buon governo

da

tulli

pot godere

le

dolcezze della tran-

cardinal Casali ne ringrazi pi volle Pio

quilla vita privala. Eletto nel

1800 Pio

VJ

affidandogli le pi rilevanti risolu-

VII

in Venezia, quivi

si

port a ossequiar-

zioni pel concetto

che ne avea. Divenne

lo col nipote conte

canonico vaticano e nel 1782 prese gli ordini minori j nel seguente fu annoverato alla segnatura di grazia e nel
tra* chierici di

de'suoi nel voi.

(di cui e ed altrove), accolli con ogni dimostrazione di amo-

Giammaria
p. 296

XIV,

1784

revolezza.

Precedendo

il

Papa ritorn

in

camera

collo scabroso in-

Roma

carico di prefetto dell'annona, che per io

acclamatodal popolo,e fu uno dei prelati della congregazione deputata pel

anni alacremente disimpegn con vantaggio di tutti, lodandone la vigilanza e le

nuovo piano

sul ristabilimento dell* an-

tico sistema di

governo,

la

quale

gli af-

cure

mg/

Nicolai

(Memorie sull'annona
il

fid la sezione economica, per cui contri-

par. 3, p.i3i), anche per avere


fallo eseguire
il

Papa
di.

bu ad esonerare

le

comuni

dai debiti^

ed

di lui

piano di riforma
col-

a sostituire alle antiche gabelle la tassa


della dativa reale.
di tante

amministrativa e di nuovo genere

tura nelle provincie annonarie. Pio

VI

Finalmente in premio benemerenze, Pio VII dopo ati-

vedendolo sempre pi felicemente progredire nell'abile maneggio delle cose di


stato, nel febbraio
1

verlo fatto ordinare sacerdote, a'23 feb-

brarioi8oi lo cre cardinale prete col


tolo di
s.

794

lo

soriere generale, che pei


fcili

promosse a tetempi assai difrisaltare


il

Pietro in Vincoli, e volendosi


lui e felice

giovare del sapere di


za, gli confer
la

sperien-

fece

viemmaggiormente
zelo
l'

6 congregazioni

neli8o3

suo disinteresse,
zia.

Con

la sua vigilanza e perisecond il Ponlefice onde

prefettura di quella del

buon governo,

dichiarandolo ancora comprotettore di

compiere

inoltrato diseccamento delle

Gubbio,
re della

visitatore apostolico e protetto-

paludi pontine, e dal

medesimo

fu

con-

dotto ad esse nella propria carrozza per


tre volle nella consueta sua
l)er

compagnia della Misericordia di delta citt non che protettore di altri


,

segno di

annuale gita, particolare benevolenza.Tro-

sodalizi

del collegio piceno in


s.

Roma

della repubblica di
lo

Marino

; i

per non
vescovati

vandosi nelle deplorabili circostanze, che

pot indurre ad accettare

i56
Cingoli.

POR
,

POR
Osimo
e
bliccii

di Viterbo, Ascoli, Sinigaglia

nel voi.
il

XVI li,

p.io6). Divenuto

Fu

operosa di snggie

ri

forine la

nel

1823
lo

cardinal vicario

Leone XII,

sua piefettuia del buon governo e assai


utile alla patria, per avere cooperato al reclamato aprimento d' alcune strade , cio il riattamento di quella che da Gub<

questo

dichiar pro-vicario iio all'elezione del cardinal Zurla. Gregorio XVI


nel 1 832 lo promosse all'onorifica e primaria carica di uditore generale della camera apostolica, ed a compensarne la esemplare condotta, la probit e la lunga

bio
]a

mena a

Perugia, l'ediflcazionedi quel*


s.

Croce in mezzo alle a Scheggia , essendo stato impedito dalle sopravvenute con* dizioni politiche di aprirne altra, che per ]a Fratta di Perugia portasse in Toscana. Avendo francesi di nuovo occupato lo
che da porla

montagne conduce

e faticosa carriera ecclesiastica

lo

cre

cardinale prete nel concistoro de'23 giu-

gno 1 834, pubblicandolo


aprile
1

in

quello de'

835 con plauso


s.

di tutti,

massime

del clero romano, conferendogli per titolo


la chiesa di

stato pontificio, nel luglio i8oc) imprigio-

Susanna, ed ascrivendolo a
il

nando
con
tire
la

e trasportando altrove Pio VII


forza
il

diverse congregazioni, con alcune proteitorie, fra le quali

cardinale fu costretto parriveduti


i

monastero di

s.

Susan-

da

Roma;
in
gli fu

suoi, pass in
i

na. Inoltre nel

839 lo nomin suo vicario


sua prudenza edesperieas

Bologna, e

Torino presso Filippini, permesso trasferirsi a Firenze nel dicembre 8 1 , dove pei paliti disturbi e disagi del lungo esulare mori ai 5 settembre 1812, d'anni 66. Per sua di-

generale, per

la

donde

za che avea di
to nella sanit,
lattia,

geloso

uffizio.

Decadu-

dopo lunga

e penosa
in

ma-

con generaledispiacere mor


si

ma a' 18
nerale

sposizione

il

corpo fu sepolto in
fratello

s.

Frepo-

Rodicembre 184, d'anni 68.11 fucelebr in s. Susanna, ove se-

diano, presso l'altare della

Madonna,

nendogli sulla tomba

il

ed erede

condo la sua disposizione fu sepolto, venendo collocalo nel mezzo della chiesa con
semplice iscrizione. Inconsolabile
il

conte Ardicino elegante iscrizione di elojio,che riporta Pietro Lucarelli nella sua

semitesti-

nario romano per tanta perdita, a

bella biografa che pubblic a p.

Sy

del-

monianza
iscelta

di

duolo e

di gratitudine in s.

y Esletica cristiana

an. 2.
,

Apollinare; esegu solenni esequie con

PORTA

(della) Rodiani Giuseppe


titolo di coale,

lugubre musica, e l'intervento del


:

Cardinale. Nacque in
famiglia che gode
il

Roma da patrizia
a'5

tribunale del vicariato

il

prof. d. Gio.

Battista Castellani con tulliana eloquen-

settembrei 773, ed ebbe dalla natura pacifico e tranquillo carattere, bello nella

za lesse r elogio dell' illustre porporato,


in cyi

egregiamente rappresent

meri-

persona e con dolce aspetto,


tili

di

modi gen-

ti, le viriti

e le rare qualit del defunto.

affabili

coi quali poi lutti grazio-

PORTACELI
te

Claudio, Cardinale,
3 ; altro
s'i-

samente animava allo studio, alla pret ed all' esaurimento dei propri doveri. Compiuti regolarmente gli studi ecclesiastici,

Dell'ordine della Mercede, fu da Clemen-

crealo cardinale nel 1 3

gnora.

ne abbracci
gli

lo stato e

si

ordin sa-

PORTALEGRE(Po/'to/e^re/2). Citt
con residenza vescovile di Portogallo, provincia d'Alentejo, capoluogo di Comarca, a' 19 leghe da Evora sopra alta collina. Ha una vecchia cinta, n)a nessuna
forza che
zione. E'

cerdote. Pio VII lo


lati

ammise

tra'suoi pre-

domestici e

confer

un canonicato
civile del tri-

nella basilica Vaticana, indi io fece suc-

cessivamente luogotenente

bunale del vicariato, nel 1 821 arcivescovo di Damasco inparbus e vicegerente


di

non le venga dalla sua situaregolarmente fabbricata -.l'edisostengono belle colonne goti-

Roma

e patriarca di Costantinopoli

fzio piti notabile la cattedrale, le cui

(non da Leone XII come per isbaglio pub-

tre navi

POR
clie,

POR
insigni reliquie
J

i^j

ed

in cui

si

venerano

nwe).
le,

Citt con residenza arcivescovile


dell'

col

ss.

legno della croce

ha baltisterio
capitolo ha

air estremit

America meridiona-

e
ti

la

cura d'anime, esercitala da due preIl

capoluogo

dell'isola della ss. Trinit,

nominati dal vescovo.


i.'
il

la

principale e pi meridionale Ira le pic-

dignit e per
ci

decanato, 5 canoniil

cole Antille (cosi delle dalla loro posi-

compresi

il

teologo e

penitenziere,

zione innanzi al
vigatori che

altri canonici detti

semi- canonici, ed ad-

nuovo mondo, pei navengono da Europa), sul

altri cappellani, beneficiati e chierici

detti al divino servigio. Alia cattedrale

contiguo
altre

il

magnifico episcopio. Vi sono


in citt e

Caroni. Originariamente fabbricata in pietre e circondata da molte opere munite, prin-

golfo di Paria verso la foce del

4 chiese parrocchiali
di religiosi,

nel

cipalmente dalla parte del porlo, che

si

suburbio, tutte munite del fonte sagro;

estende verso l'ovest, sicuro e spazioso,

3 conventi
Il

2 monasteri di

mo-

nache, ospedale e seminario con alunni.

ed ha un bel molo di pietra, di questa esistendone cave all' est della citt. La
Trinit fu scoperta da

commercio

considerabile con Lisbo-

Colombo

nel

3.**

na, per la fabbrica di panni e droghet-

legname di castagno che abbonda ne'dintorni. Portalegreo Portallegro, Portus alacris, forte e bella citt, divenne ad istanza del re Giovanni III sede vescovile, formandola Paolo III a*2 r ati,e pel

suo viaggio del 1498; gli spagnuoli visi stabilirono nel 1 532, ma nel 1 595 cadde
in potere degl'inglesi. Piesliluita ai pri-

mieri possessori,
sola vano quelle

si

trov lungamente

e-

sposla alle depredazioni de'pirati che de-

acque e
I

la

colonia fece

gosto
vora,

i549

*^^"

smembrare

quella di

allora pochi progressi.

Guarda, e

la dichiar suffraganea

d*E-

dronitisine nel 1676,

impal'abbandonarono
francesi

ma

in seguito fu sottoposta al pa,

triarcato di Lisbona

e lo ancora. Ai
:

dopo taglieggiati gli abitanti, e 0^1727 una parte di questi rovinati da una siccit eccessiva
te di caccao,
la,

presente vaca
furono,nel
fr.
1

la

sede

gii

ultimi vescovi

che distrusse tulle

le

pian-

74oEmmanuele Lopez. 1 748

precipua ricchezza dell'iso-

Gio. de Azevedo conventuale. 1770 Girolamo Rogado de Carvaiho e Sylva. 1773 Pietro de Mello. 1778 Emmanuele Tavares. 1798 Giuseppe Valerio filippino. Per sua morte Gregorio XVI nel i832 preconizz Giuseppe da Soledado Bravo. Ogni nuovo vescovo lassato in fiorini 833 essendo la mensa quasi di 1750 scudi, detratti pesi. Ampia la
,

riliraronsi sul continente. Erasi

nonnel

dimeno non poco ripopolata, allorch


1797
gna
servolla
la
il

fu presa dagl'inglesi, a'quali con-

trattato

d'Amiens,

e la

Spa-

cede loro definitivamente nel 18 IO. Il 20 settembre 1825 soggiacque


Il

a violenti scosse di terremoto.

vicaria-

to apostolico delle isole dell'America set-

tentrionale

fu istituito

da Pio VII nel

lunghezza 12 leghe, in larghezza 4, conlenente pi luoghi e castelli. PORTANTINA. V. Lettiga.


diocesi
,

in

1819, quindi da Gregorio XVI venne diviso nelle Antille e altre isole in 4 vicariati,
I

delegazione e 2 prefetture. Cio


nel

PORTA SPADA o Spadaccini di LivoNiA, Ensifer. Ordine equestre sotto la regola di s. Basilio approvato da Celestino III e confermato

da Innocenzo

Ilf.

Fu
ni,

loi'o

insegna due spade rosse incro-

ciate.

Ne riporta la figura il p. BonanCatalogo degli ordini,^. 37. F.\aD'ESPAGNE(iPormj.^/>/j<2.

provveduto da 1828, della Giammaica istituito da Gregorio XVI nel 1837, di Gujana e di Curacao eretti da questo Papa il i. nel i836, il 2." nel 1842. Nella delegazione di s. Domingo o Haine'vicariati della Trinit

Leone XII

ty

nelle prefetture della Marlinicca

voMA, Teutonico ORDINE.

e di Guadalupa. De' vicariali apostolici

PORT

ne dar un cenno e come

si

trovavano

j58

por
mentre
della delegazione parlala
letto

POR
del vicario apostolico mg.*" Fernandez, e-

I declinar del pontificato di Gregorio

XVI;

da GregoVio
1

XVI

nel

1887, cui

at-

OcEANiA;dl Marlinicca e Guadaliipa nel voi. XLy,p. 2 56, ambedue erette iti vescovato neli85o da Pio

/A{^).

Trinila ha per capitale Porto di Spa-

84 r per coadiutore d. Guglielmo du Quesnay. Cattolici 20,000 poveri e provenienti d'Africa. Tre chiese, 5 preti; molte pie donne assistevano gl'intribu nel

gna, gi residenza del vicario apostolico ed ora dell'arcivescovo di PortiVEspagne.

fermi e curavano
clero era

la

frequenza de'sagraai

menti. La missione era alidata


ti. Il

gesui-

Comprendeva le isole Granada,Gras. s. Vincenzoe sue dipenLucia, Domenica, Antigoa, Ni-

mantenuto

colle rendile

nadine, Tabago,
denze,
ves,

delle case, colle offerte e col ricavato dal


ftto delle sedie nelle chiese.

Gujana

bri-

Monserrato, s. Cristoforo e la Barbadn, the poi pass nel 83f) sotto la Gu1

tannica

oDemerary

(della francese o
citato),

Ca-

jenna parlai nel luogo

con Sta

jannjcolle isole danesi di


s.

s.

Tommaso e
4- de'qua-

brodi capi tale, facente parte del vicariato


della Trinit ed eretta in altro vicariato

Croce, e altre in tutte 4o. Conteneva


e ricchi,

200,000 cattolici
h appartenenti
pelle 3
r ,

un

neh 836, conferendolo Gregorio XVI a


mg.^ Guglielmo Clency vescovo Orlense
inparlibus,a\ quale nel settembre
successe mg.^' Gio.

alla Trinit.

Chiese e cap-

delle quali parte in pietra, al-

1846

cune belle e vaste, altre coperte da canne di zuccaro. Preti esteri 60 e un gran

Tommaso

Ilynes da

Gregorio

XVI neh 838

fatto vescovo di

numero
limpo

d' indigeni.

Vicario apostolico

MacDoivrreh vescovo d'OGregorio XVI nel 1887 die in coadiutore mg."^ Riccardo Pietro Smith vescovo Agnesense in partibus, che poi gli successe nel i844- Seminario con 80 allievi. Dame di s. Giuseppe con stabilimento di educazione per la classe elevala, avendo scuola le fanciulmg.'' Daniele
in parlibuSj cui
le di bassa
ri in

Leros inpartibus. Cattolici 20,000. Chiese o cappelle 2; in Barbada ospedale; si dovea aprire in Gujana scuola e seminario.

Curacao conia

citt di

Willem-

stadt per capitale, vicariato che compren-

condizione

scuole pei poveIl

tulte le parrocchie dell'isola.

vi-

de le Antille olandesi, cio la piccola Aruba , ed Abes le isole Buonani, s. Eustachio, Saba e parte di quella di s. Marlino. Gregorio XVI nomin vicario apostolico mg."^ Martino Niewindt vescovo di Citra in partibus^ ed amministratore
,

cario apostolico riceveva dal governo inglese annui scudi


pitale e 12 nel

di
il

4000 4 p*eti nella cavicariato 600 per ciascu:

Surinam. Chiamasi Gujana olandese Surinam, con Paramaribo per capitale, prefettura apostolica con ospedale e varie societ di beneficenza;

no.

Il

governo per terminar la chiesa magr

quindi eretto

giore die

870

lire sterline^

3o annue a

in vicariato apostolico
il

neli846, Pio IX

8 parrochi di posteriore istituzione, inoltre

i.

dando

assegni anche alle scuole cat-

Grolf vescovo

dicembre dichiar mg."^ Giacomo di Canea in partibus e vi-

toliche ed ai cappellani. Nel vicariatoco-

cario apostolico. In questo vicariato vi

me

nel resto delle Antille fioriva la re-

ligione, professandosi con zelo ed eroi-

smo. Dai comizi coloniali


sione per
le

maica colle Baham, la

dava penGiani' sue dipendenze le Lucale, o


si

erano 7 missionari stipendiati dal governo. Cattolici 16,000. Adunque il regnante Pio IX del vicariato apostolico della
Trinit form un arcivescovato col
lo e residenza di
tito-

case de' missionari.

Pori

d Espagne
,

a'

3o

colonia inglese

nella penisola di Jucatan nel

d'Honduras 887 comin-

aprile i85o, conferendolo pel i.^a mg.*"

Smith

gi vicario apostolico
il

al

quale
set-

ciarono a costituir
cariato.

la

diocesi di questo vi-

concesse

pallio nel concistoro


istituita

de*29
la

Ring-Tong

capitale e residenza

tembre. Avendo

anche

sede

POR
di RoseaUjlatlchiarsuffraganeatli

POR
Port
siri

antenati, ha triplice portone che

159 ram-

d'Espagne.

PORTE
trattai,

DI CHIESE. A Cuiesa ne

menta quello di Reims. Neh 834 in Bologna fu stampato Le sculture dellepor'


:

dicendo ancora cheli Porlicoi^V.) precede 1* ingresso della chiesa, acci le


porte non corrispondino immediatamente sulla

te

della basilica di
scolpile

s.

Petronio

iti

Bolo-

gna

pubblica strada. Ratti, Tratta' lo per V erezione de^ sacri templi, ap. 32 discorre delle porte, dichiarando doversi

de see XVI3 con molte incisioni. Cecoli lebri son pur quelle del santuario di Loeccellenti maestri

da

XV

reto (^.), e quelle del battistero di Firen-

ze

con disegno rettangolo quadrangolare, non mai arcuate nella parte sufare

zecchini, e Raffaele

{V)- Queste porle costarono 40,000 non isdegn di studiarle e d' ispirarsene. Per farle fu oggli

periore,

le delle citt;

non dovendo somigliare alle porche sieno alte il doppio di

getto di gran concorso per


laliani.

artisti i-

Quando

Ghiberti vincitore del

quanto larghe ; nella parte superiore si collochi una cornice di decoroso lavoro con ornati; che sieno tante quanto il numero delle navi ; se la nave una sola,
abbia in fronte tre porte; in generale
tre, nelle
la

concorso,

voro termin
d'

dopo 4o anni di continuo lacagion le due pi belle


,

un generale entusiasmo,
zione.

e quali capi

opera se ne fece solenne inauguraM. Suaresio ci diede la DescriziO"


tutte le

porta di mezzo deve distinguersi dalle al-

ne di
in
sceli.

porte di metallo che sono


ss. CoChiesa dis. Gio,

commessure e

quelle delle calledralij

massime decorandole con


ornali,
al-

Eoma^
3
e
1

pubblicata da Fea nella Micio della Chiesa de


della

1,

iscolture o di leoni a somiglianza del tem-

sma

Damiano,
,

pio di Salomone, che ordin scolpirli

in Laterano, del

Palazzo apostolico La
al

le basi in significalo della vigilanza dei

terano

ed ora situate

presidi (perch gli antichi collocarono

scrissi a tale articolo.

luogo che deChiesa dis. Pie-

simulacri de'Ieoni alle porle delle chiese, e di

tro

Vaticano
di

parlai delle sue rino-

diversi

superstiti,

ne parlai nel

male porte

bronzo, delle antiche di ar-

voi. XXXVIII, p. 88 e 89). Si deveusar parsimonia di far porte ne'fanchi del


le chiede, conseguendone irriverenze. Sarebbe convenevole costruirle di cipresso o di cedro, odi noce con intaglio che non

gento e delle 5 sue porle e denominazioni, massime del simbolo che vi fece ap-

pendere s. Leone III, avvertendo che secondo il costume di scolpire nomi deli

le possessioni della chiesa, vi

furono scols.

imiti la sottigliezza della pittura,


salii

ma

ri-

piti

nomi deidominii
a venerare

della

Sede. Nel

colla scultura

quelle delle chiese

467 venuto
manervi
la

la basilica s.

Veri-

pi insigni sar meglio coprirle di lamine di bronzo e ornarle di sculture di sagre immagini, essendo nolo che alcune
basiliche

rano vescovo

di Cavaillon, e
,

volendo

notte a orare
lo

il

custode o

mansionario non

permise,ondes. Pie-

romane ebberoimposte di bron-

tro con impelo fece aprire miracolosa-

zo, d'argento o intarsiale di questo; tali

imposte sieno dalla parie interiore mu-

nite di catenacci di ferro e di chiavi

non

piccole. Delle porle di chiese piantiche

mente le porte, come narrano Severano, Memorie, p. 2 32, e Piazza, i^/c/zo/og/o, p. 394: questi a p. 334 aggiunge che noa si saziava baciar quelle porle nel 632 (o

e pi celebri parlai

ai rispellivi articoli.

627 come
strichl.

scrive Marlorelli,^^or. dclcles.

Qui ricorder
ne

le

porte di bronzo della

ro vat. p. 5o)

Amando vescovo di Maepoi narra, che


s.

cattedrale di Monreale, con iscrizioni piedi nessi esprimenti falli della Bibbia.

p.

295

Egis.

dio abbate avendo ricevuto da Papa

La cattedrale di Laon , prezioso monumento dell'archilellura religiosa de' no-

Ormisda due porle

di cipresso colle elfi-

gie scolpile de'ss. Pietro e Paolo,

perdo-

i6o

POR

POR
o Catecumeni (r.), ed Energumeni (r.); della Porta speciosa vicino al sacrario, delle Porte sante cos delle per introdurre alla parte pi santa della chiesa
:

unric a Clotloveo re di Francia, da cui nvea ricevuto in dono un prezioso regno


oliare papale, egli avendole poste nelTe-

vere
ne.

le

raccomand a Dio acciocch ar-

del

rivassero bene in Francia,

come avvensi

Nartece, atrio interiore o vestibolo, par-

Che

talvolta le porle di chiese


Io

fe-

cero con pie oblazioni.


neili,

leggo in Sar,

bronzo e

p. gS, di i5oei i5i nella basilica di s. Bartolomeo inoltre a p. i3 e i47 racconta che nella metropolitana vi \a Porta santa, la quale suole aprirsi come le Porle sanle[P'.)' Roma, 6 mesi dopo la chiusura di queste; pel primo l'apr a* 19 febbraio 576 l'arcivescovo Palomb.nra colle solile ceremonie, coll'inlervento d' 8,000 persone, a-

Memorie

di Benevento
i

istoria le, erette nel

pure nel voi. XXXI li, p. 66. Custoo portinai della porta del tabernacoloe tempio degli ebrei erano LeA>ili[F.) questi portinai custodivano ancora tesori del tempio e quelli del re, vegliando alle riparazioni di quel vasto edifcio;
lai

di

talvolta esercitavano le funzioni di giudici ne'casi riguardanti la polizia del

me-

desimo, e sorvegliavano perch non entrasse nella casa del Signore persone che
fossero impure. Custodi e portinai delle

porte delle chiese erano anticamente


diaconi, poi
ri j le
i

vendogli Gregorio XIII con breve, presso


il

suddiaconi^ indi

gli

Ostia-

Bull. n.i i5, concesso facolt di ala

prire e chiudere

porta santa,

7^/0

/-

Diaconesse ( V.) custodivano le porte per ove entravano le donne onde


:

bilaeuni ibi concedi solitnni est

: si

con-

gli ostiari

cedettero
dini peri
l)ilrio

le stazioni di

chiese a'cilla-

aprivano e chiudevano nelle ore stabilite, furono detti Custodes


che
le

giorni, ed ai forestieri

ad ari

sacrorum vestibulorum. Ora


nazione degli ostiari
altare, e
le
si

nella ordi-

dell'arcivescovo; vi concorsero

po-

fa loro la tradi-

poli convicini processionalmenle dai

aprile a'y maggio. Nel voi. V, p.

6 106 e

zione delle chiavi della chiesa tolte dall'

si

fa loro

chiudere ed aprire
la

107, parlai dell'origine e scopo di siffatta concessione ; ne trattano ancora Bor-

con esse

porte della chiesa,


chiavi, dice

cui cul'or-

stodia vienead essi affidata, e

mentre
:

Mein, di Benevento t. 3, p, 4^6, e Zaccaria dell* /^no santo lib. 2, cap. 8, che riporta il breve Pastoris aeterni ja Sisto IV concesso a'26 dicembre 1 475 ad istanza del nipote cardinal Rovere ( poi
gia,
lai citt,
le del

dinante d loro
tevi

le

Diporta-

come

obbligati a render conto a Dio

di quelle cose

custodiscono.

che sotto queste chiavi si Ostiario ho detto ove


,

parlai degli uffizi del palazzo apostolico,

Giulio 11) commendatario di s. Sofa di ed anche a vantaggio spiritua-

de'custodi delle diverse sue porte, deno-

minati

re di
1

regno di Napoli, secondo le premure Ferdinando. Con altro breve dei


1

ostiari. A Mansionario dissi che anco ad esso spelta la cura eia custodia

delle porte, di aprirle e chiuderle. Gl'ingressi delle chiese


si

8 maggio 476 prorog il giubileo a tutto il mese di agosto. La visita delle chiese fu prescritta alla metropolitana
,

chiamarono sacri li'


mettevano nelle
stes-

mini,

si

baciavano con divozione, e per


si

s.

accrescere questa

Sofa,

s.

Bartolomeo, Annunziata e S.Lole

se porle alcune sante reliquie,


glio dissi a

come me-

renzo fuori
feci la

mura.

Nel voi. XI, p. 22 5, 227,

228

229

relative nozioni. Gli stipiti di


se

Limina Apostolorum con altre molte chieche per divozio-

descrizione dell' antica struttura

hanno
si

croci scolpile,

delle chiese di rito greco, dicendo delle

ne
ta

baciano. Benedetto XIII lai.^ vol-

Porte grandi e loro situazione ov'erano i piangenti; del contiguo Nartece, \ungo de'pubblici Penitenti (F.)j de' Neofiti

che entr in sedia gestatoria nella baVaticana, volle scendere e baciare la soglia della porta. Le por-

silica

umilmente

POR
te delle chiese
ti
si

POR
voi.

i6c

chiudono ne^V IiterdetVili,

derivazione de gentili,! quali nelle solennit ornavano le porle de'templi con festive frondi e
I, cap.

e
1

Scomuniche {F.). Notai nei

p.

73, e XI, p. 1 76, descrivendo la presentazione delle chiavi delle porte della

lumi echesi legge nel


^

lib.

de' Maccabei:

Orna veruni fa-

basilica

Lateranense
le

al

Papa

nel suo Pos-

sesso (j^.), ch'egli

riceve soltanto co-

ciem templi coronis aureis, etscululis. A Piazza di Campo di fiore, notai quali atti

me sua
si^ p.
1

cattedrale. Nella relazione di quel-

pontifcii

si

affiggono accanto le por-

lo di Sisto

presso Cancellieri, Posses^>

te delle principali chiese di

Roma,

cos

2 9,, detto.

Sisto

slim prima
dis.
la

in altri articoli,

come

nel voi. HI, p. 235;

d'ogni altra cosa mettersi in possesso del

suo vescovato, e lutti canonici vanni costumavano di chiuder


i

Gioporla

fu
le

mentre talvolta l'appellazioneal concilio egualmente affissa sulle porte di tutte


chiese di

Roma

voi.

XIV,
che
si

p.

290

).

della basilica avanti

1'

arrivo del Papa,

Nei

concilii sulle

porte delle chiesesi fan-

che sebbene bussato tre volte non viene da loro aperta aldi dentro, se non quan-

no chiamare
giudicare,
cilii.

gli assenti

vogliono

come riportai parlando de^conalle

do odono
vesco^'O

proferire dal

Papa

il

nome

di

Cosi nel concilio di Pisa (F.)

Lateranense. Essendo poi entrain chiesa e accolto dai

to

il

Papa

cano-

porte della chiesa furono chiamati l'antipapa Benedetto' XIII. ed il Pontefice

nici e dall'arciprete, gli disse: Siete assai felici

perch avete per vostro vescovo un Papa, e Noi conlenti di avere coper nostro vescovato
di tanti popoli.
coli'

Gregorio XII, per sapere s'erano presennon comparendo, furono dichiarati contumaci con sentenza affissa sulle slesti;

me

cura

Ci detto,

un Papato colla si accom-

se porle.

Altrettanto

si

fece nel conciII.

liabolo di Pisa

(F.) contro Giulio

pagn

arciprete, al quale cos sog-

giunse:

Meno

onori e cerimonie, e pi
s.

Per quanto produssi al III dell'articolo Comunione , per V ommissione della pasquale si cade nella pena della scomunica, laonde anticamente sulle porle delle chiese si poneva la nota di quelli che n'erano perci incorsi; oggid \\ parroco d la nota al vescovo de'non comu-

attenzione alla chiesa di

Giovanni
le

".

Per tuttoci che riguarda


to
ai

porte delle

chiese, apertura, chiusura o altro, ne trat-

loro luoghi

parlando delle sagre


delle pal-

funzioni,

come per la domenica


i

me

nel voi. Vili, p. 282; a

Pasqua

ci

nicati. Cancellieri nel

Mercato^
Isola di

p. QtOt, ri-

che fanno greci nell'aprirle in tal giorno; non che del modo come sulla porta
si

porta
di
s.

che presso
santo

la

porla della chiesa

Bartolomeo

all'
si

Roma,

nel-

ricevono Papi, cardinali, vescovi, principi ec, eziandio per la presentazione dell'

la festa del

espone

alla

pubblica

vista

una

tavola, in cui a grandi lettere

^.?/76'r5ono per y Aspersione (\g\\' Acqua


,

sono

descritti quelli

che non hanno sod-

benedetta (F.)

che

si

conserva ne* Pili

disfatto al precetto della

(F,) propinqui ailaporta. A Fontana dico dell' antico costume di erigersi presso
porte delle chiese, onde fedeli prima di entrarvi si lavassero le mani e la facle
i

squale, i^f/jro nominalini

comunione paexcommunica-

tishaheantm\ e
blic,

vi resta

per tutta l'ottava;

correggendo Sprangero che nel i Q)^'] pubappendersi


la tabella degli

scomu-

che pure a Lavanda delle mani. Quanto riguarda l'asilo e V Immunit (F.).Cos de'Ioro ornamenti nelle i^e^te (F.), ci che rimarcai a Porta e Fiori, nel voi. XIjp. 260. Sarnelli, Leti, e ed.
cia, di
t.

nicati alla porta dis.

Tommaso

in Pario-

n e. Siffatta consuetudine fu rimossa pru-

dentemente da Gregorio XVI, anche nello stalo pontificio.

PORTE

DI

ROMA.

Nella maggior

87, lett. 20, Dell'ornare difestive [rondi le porle delle chiese^ la chiama
i, p.

parte sono nobili, decorose, magnifiche e

degne della splendida ed eterna

citt.

Ben

VCL, LIV.

i62
fi

POR
il

POR
se

rngione osserv

celebre Crescmben,

Stato di s.

Maria

in Cosmcdiiiy p. 52,

che suo

ne faceva, o da chi leavea fabbricate. Della fondazione di Roma feci cenno a

in ogni porla delle

mura

di

Roma nel

ingresso o ne* luogii propinqui esistono

designarle alz

cospicue

memorie

e preziosi

monumenti

Romolo nel voniere dell'aratro per lospazio destinato all'ingresso, che si disdi
(F.), e che
il

Mura

Uma

nnlichi e moderni, che nella loro impor-

se

Porta (F.); che 3 ne lasci aperti, de-

tanza e complesso
ti,

le
i

rendono interessantanti pregi sagri

enumerandone

e
i,

profani. Gualtani,
p. i8, dichiara,

Roma

descritta,

t.

nominati Vovle Alugonia, Capcnae Ro' mana , dicendo di loro ubicazione. Riportai ancora le diverse posteriori ampliazioni di circuito e quali altri

che ciascun recinto della

Monti
a-

citt

ebbe

le

sue porte, bens talune da

di

Roma

[F.)

vi si

compresero,
i

Numa

un recinto
le

all'altro

non fecero che avan-

prendovi altre porte, cosi


tori di

successori, eil

zare di posto, altre furono aggiunte, mol-

altrettanto diversi imperatori e

dominaIvi inol-

ebbero pi nomi, diverse chiuse, ma nonostante computale dagli scrittori. Sopra molte si veggono croci alla greca fatte dai

Roma

insieme

ai

Papi.

tre parlai de'restauri successivamente

da

loro fatti alle porte e alle

mura
la

come

primitivi

cristiani.

La maggior
pilastro servi-

alle porticine dette Posterie

parte delie porte erano doppie, vale a dire cosi congiunte, che

o Posteme, ed a chi spett


la

o Posterule cura del-

un

va
la

di stipite all'una e all'altra,

come
le

nel-

Ostiense e nell'Esquilina, per cui fuporte

Il primo circuito di Ropi trinceramento che mura , chiamato da Dionisio riparo o vallo

conservazione.
fu

molo

rono chiamati Giani. Non solo


delle

mentre
di

la stessa

sua casa nel Palatino fu

mura

di

nate

al di fuori

Roma si riconoscono bima doppie anche nel,

legno e di stoppie quasi una capanna.


la

Bens avanti che scoppiasse


bina,

guerra sail

l'interno, con avere


le nel

un cavedio o

corti-

mezzo circondato da terrazzi con merli , donde con saette o sassi trattenere il nemico dall'entrare la seconda porla, quando avesse potuto forzar la prima.

Romolo muro o mun

per difesa fece


il

vallo di

preesistente debole, con

trincee pi alte per sicurezza degli abitanti.

Anche Nibby conviene che


alla citt

solo 3

o 4 porte lasci Romolo


tiva, costituita dal

primi-

Ne

convincono, oltre molti


di dette porte girare

altri

esempi,

le porte

Ostiense e Nomentana.

Soleva
,

una

sopra perni

Monte Palatino (F.\ da parte del luogo poi occupato dal Foro Boario (F.), il quale si estendeva
di

nella soglia e nell'architrave, collocati a

dalle falde del

perpendicolo

T altra era formata a cataratta con una tavola, che dall'alto al basso scendeva rapidamente. Tali porte
;

monumento
di
s.

monte fino al sitoov'il Giano Quadrifronte vi


,

racchiuse quello delia posteriore chiesa


Anastasia,
il

si

dicevano recidentes o caditoie

altre

Cerchi e

la faida

pendio della valle dei che guarda Monte Ce-

saracinesche (di cui a Porta), quantun-

lio ( F.)y che poscia divenne via sagra,

que d'epoca antichissima, usate molti


coli

se-

per quasi un miglio e un terzo di giro.

avanti all'invasione de' saraceni, co-

La guerra che

segu

il

ratto delle sa-

me pu vedersi nell'antica porta


pei,
incassi laterali

ove ancora rimangono nel per il cadimento della tavola Non da tutte, ma dalla parte prin-

Pommuro gli
di

bine die causa ad un accrescimento considerabile della citt, poich fatta la pa-

cipale delle porte di


bili

Roma

parti

vano nole

Romolo e Tazio re de' sabini, le mura furono protratte, e divenute inutili le porte Romana e Mugonia (la
ce fra
i.'^

e consolari Strade (y.). S


le altre

une
dal

cos

come

prendevano

il

nome o

luogo ove conducevano o

dall'

uso che

chiamata dai sabini perch per essa entravano in Roma, siccome rivolta dalla parte loro; la 2." come gi luogo di

*
^

POR
fu posto alla di-

OR

r3

pascoli di buoi o dal loro muggiare, ov-

polcro d' Argo ospite d' Evandro,


suolo argilloso. In direzione della
zio di

dal

vero da
fesa),

Mugio che ne

3.^ stra-

ed in luogo loro furono aperte la Rom anula, la Januale e la Varinenta o

da oggi Bocca della verit presso


s.

l'ospi-

Galla fu

la

porta Trionfale j pel

Carni entale
lasci 3 o

verificandosi che
:

4 porle
;

la

tatto col Velabro, nel


la

Romolo Romanula a connome successe al-

cos^i denominaGiano postavi da Numa che slabil tenersi sempre aperta , meno quando non v'era guerra affatto; la porta Carmentale fu di maggior importanza perch continu ad esistere fino ad

Romana
,

la

JanUale

i. ricordala da Cicerone, cos chiamata perch aperta solo per coloro che trionfanti entravano in Roma. Non si deve confondere con l'altra porta Trionfile sot-

ta dalla stalua di

to l'ospedale di

Spirilo incapo al

Pome
Monte

Trionfalesu] Tevere,di cui parlai a Ponti


DI

Roma. Sulla

falda orientale del

Capitolino (F.),a\ presente salita di Mnr-

Aureliano, che nel 27


se

di nostra era cin-

Roma

di

nuove mura,

situata sotto
la

il

Monte
la,

Capitolino {^P\) e

rupe Tarpa-

nell'odierno vicolo della Bufala, poi


i

della Scellerata per esservi usciti


bii

Fa-

nell'andare contro Vcio con infelice

esilo, e

perci fu poco frequentala


,

era a
altre

due

giani o fornici o archi

come,
di

porle di

Roma antico, ed
lo

il

nome

Care

mentale
sepolcro

ebbe

pel fano, sacello, ara

diCarmenta madre di Evandro,


fanciulli

Ralumena^ eoa denominala da quell'auriga veiente, che strascinato da'suoi cavalli da VeioaRoma, ivi venne rovesciato. Dall'altra parie alle falde del Monte Quirinale [F.) in direzione da piazza Tiziana a via Alessandrinaaltra n'esisteva, da Nibby creduta la Catularia, cos denominata perch a'2 5 aprile per essa usciva la pompa, onde andai e a compiere il sagrificio espiatorio d'una cagna rossa e d'una pecora nel bosco sagro alla dea Rubigine, per la preservazione delforio,eravila povia
le

dea tutelare de'

ch'ebbe flamini
dalle

biade dai maligni

influssi

della cani-

e feste celebrate ogni

anno

madri
cir-

cola. Altro accesso al

Quirinale era la

romane. La grande ampliazionedel

via della Dateria per la porla


cos detta dall'uccello

Sanquale,

cuito, operata da re Servio Tullio, con

omonimo, perch

costitu

Pomerio, maggior sua potenza per circa 800 anni, e fino ad Aureliano. Pertanto nuove porle furono aperte nelle valli e dove monti presentavano meno arduo l'accesso seguendo precipuamente Nibby vado a numerarne 23, poste sulla riva sinistra del fiume.
del
il

nuove mura ed estensione


recinto di

sacro a Sanco

l'

Roma

nella

vero propinqua
le

all'

Ercole de' sabini, ovattuale Palazzo Afu la porla

potolico Quirinale (P^.). Ne'dintorni del-

Quattro fontane

Salutare,

etimologia derivata dal tempio della Salute


ticolo.

da'saluti, di cui parlai al citalo ar-

Altro accesso antico presenta


nella via di
s.

il

In quel tratto ch'era fra


e
il

Tevere 3 porle

si

la rupe Tarpeia aprivano nella di-

rezione delle 3 strade

moderne

di

Ponte

Susanna, e sembra che la sua porta fosse la Piaculare, come quella che traeva nome da espiazioni, p/Vzai/<2,che ivi fa ce va n si. Entro le cir-

monte

Rotto, Bocca della verit, e della Bufala.

costanti vigne
le

Mandosi e Barberini,

fra

In questa era la Carmentale. Nella dila

rezione di Ponte Rotto e


verit, la

Bocca della
perch

odierne porte Salaria e Pia, al principio dell'Aggere o argine che Tullio va-

Flumentana,
al

cos detta

lidamente
mici, dice
Co//.7z^j

fortific,

come

di facile acces-

prossima
gli edifizi

fiume,

in sito basso,

ed ove

so e perci assai esposto agli attacchi ne-

andavano
una

soggetti alle inonda-

zioni,

chiamata ancora Jrgiletana dalla


,

contrada

delle

pi frequentate di
dal se-

Roma, la

cui etimologia deriv

Nibby certamente fu la porta chiamata da Festo Jgonensis e Quirinalisj quindi per essa entrarono i galli, ivi si present Annibale per battere

i64
la citt
:

POR
prese
il

POR
campo Celimontano
nome.
Alla
del

anche Nicolai, Meni, sulle campagne di Roma par. i, p. 267, chiama la porta Collina, Agonale e Quirinale. Cancellieri, Mercato o circo Agonale p.28,
parlando delle
feste e

Monte

Celio ne

falda orientale del

Celio, nella vigna Fonseca, vuoisi che fos-

se

Wcampus/ontinaliunijOvea* i3 ottosi

giuochi agonali, dice

bre

celebravano

le feste fonlinali, dalla

che celebrandosi talvolta fuori di porta Salara (che resta dal lato di cui parlia> ino, mostrando Strabone che le vie Salaria e
la

le quali e dal

campo ebbe nome


valle della

por-

ta Fonlinale. Nelle adiacenze del Celio e

nella strada

che dalla
ivi

Ferra-

Nomentana aveano

principio al-

tella sale alla


le, la

Navicella o via delle

Mo-

porta Collina), questa solevasi chia-

porla che

aprivasi, essendo nel-

mare Agonale. Leggo inoltre ih Galletti, Capena municipio p.40, che presso Castel s.

la

direzione del celebre bosco di Feren-

lina presso la citt di


tini

Angelo e

la

porta Castello

vi fu al-

adunavano

la loro dieta,

Marino, dove laebbe peri

due documenti del I 143 e del i3i 1. In mezzo all'Aggere aprivasi la porta Viminaleen' tro la vigna Massimi, nome che prese dal Monte Fiminale [V.). La Porta chiusa,
tra porta Coilina, riportando
cosi detta

ci

il

nome di

porta Ferentna. Sotto l'an-

golo della
le

villa

Mattei nel Celio, dove


Pi-

mura traversavano la pianura della

scina pubblica, fu la celebre porla

perch murata, si crede succeduta alla Viminale, ma molto pi interna per la sua costruzine sembra po:

^eAi^^doveavea principio la via la sua posizione viene determinata dalla distanza della i.^ colonna migliarla di
quella via, scoperta fuori della porta

C^Appia:

Ap-

tersi

credere rifatta a'terapi di Belisario. Dalla porta Esqulina, cui deriv il no-

pia attuale a destra.

La

etimologia del

nome si
/rt/25

dedusse dal bosco e tempio delle


nel

me dal Monte squilino(P' .)^q\V e%ivem\'


l dell'Aggere,

Camene, dicendosi

V s,eco\oArcus stilal

uscivano

le vie

Prenesti-

per essere soggetta

gocciolamento

na e Labicana,e

vuoisi che sorgesse presle

dell'acqua degli acquedotti della Marcia


e dell'Appia, che
ivi

so Tarco di Gallieno. Dietro

Sette sale

passavano, e questo
citato Galletti,

e nella vigna Perotti, fu la porta

Mezia

nome continuava

a portare nel principio


il

o Metia, di cattivo augurio, poich per essa si conducevano rei al supplizio, ed


i

del secolo IX. Avverte

p.So, che questa porta non ebbe nulla di

cadaveri al rogo nel

campo

Esquilino:

corrispondenza col municipio


e che Solino fece derivarne
citt di
il

di

Capena,
dalla

la sua

etimologia

pu provenire dalla tri-

nome

Mezia, o dal castello di tal nome nell'agro romano fra Preneste e Tibur , o

Capena, che Italo fabbric pres-

so Alba.

Anche

Nicolai citato, p. 7, dice

da Mezio traditore e condottiero degli albani punito da Tulio Ostilio ovvero da Mezio Astemio che dopo la peste offri il prodotto della primavera ai numi.
,

chela porta Capena portava a luoghi opposti al municipio di Capena, situato nel
territorio di
Il p.

Leprignanoin suolo etrusco. Lami, Notizie dell'acqua santa di


p.
I

Nella valle fra la vetta dell'

Oppio

il

Roma,

e seg., celebrando
le

Roma an-

Monte
lana,

Celio presso la Chiesa de ss.

Mar-

co mirabile per

cellino e Pietro 3 fu la porta

Querquetu-

sue porte, osserva che alla porta Capena successe la Porta s.Se;

che prese dal monte citato o dal querceto ove trovavasi , e dal sacello delle ninfe querquetulane alle fal-

nome

Bastiano, in luogo per distante

quindi

parla di sue etimologie, ubicazione e via

de adiacenti dell'Esquilino. Dietro la scala santa o l'ospedale di s. Giovanni fu la porta Celimontana, percossa dal fulmine nel 55^ di Roma, che conducendo al

cino

Appia, dalla quale avea principio, del vicampo degli Orazi o Acquatacelo, ove a' 27 marzo con solenne pompa si portava il simulacro della dea Cibele al
fi

u micelio Aimone per mondarlo; discor-

POR
rendo d' alcuni templi antichi che furono presso la porta Capena, come il tempio dell'Onore e della Virt, ed il contiguo bosco delle

POR
ve ricorrevano
stione di
le

j65
il

mura, uno presso


presso
s.

bafu

Paolo

III, l'altro

Ma-

ria Aventina, ov'erano

due porte; una

Camene formato da M.

delta

Navale per

la

vicinanza ai Navali

Fulvio Nobiliore, che vi colloc la statua del poeta tragico Lucio Azzio di smisurata grandezza,

o luogo fuori di porta Portese, ove Cesare per dare uno spettacolo navale sca-

quantunque

fosse di pic-

v una naumachia, ridotta


gusto. Nicolai a p.
ta Portese, dice
1 1

stabile

da Audi por-

cola statura, mentre altri credono che lo


slesso poeta l'erigesse. Fea, Storia delle

parlando

arqiiey p. r, narra

il

ritrovamento della

tanto celebre acqua di Mercurio o Argentina, presso la vera antica porta Capena, alle falde occidentali del Celio, sotto
il

che taluno credette fosse l'antica chiamata Navalis, per le navi che qua appresso venivano dal Tevere, opinione insussistente per averla Nardini dimostrata in altro sito distante.
p.

casino della gi villa Mattei, nell'or-

s. Gregorio, ove M. Aurelio riedific un bel tempio, di cui restano grandiosi avanzi sopra il castello o

to de' camaldolesi di

129 osserva Nicolai , che non lungi dalla porta Trigemina erano i Navali
cio
il

qualcuno
tino fu la

porto per lo sbarco delle navi, che disse esservi stata la porta Na-

ricettacolo dell'acqua. A Pio IX ho accennato come nel declinar deli85o s'incominciarono gli scavi de'monumenti al

AvenMinucia, nome che prese dai monumenti ivi eretti ad onore di vari
vale. L'altra porta di accesso all'

4. miglio circa dalla porta

Capena ver-

individui di quella famiglia, ciosacello,


ara, statua (che Nicolai

Appia antica. Sotto la falda del falso Monte Aventino (F.) e del colle di s. Balbina fu la porta Nevia^
so
la via

Albano per

porta Trigemina e
del

la dice di

pone avanti alla A. Minucio


il

tribuno della plebe che ridusse

prezzo

cos detta dai boschi nevii, diversi dalla

selva

omonima, non a Porta Maggiore


pretesero alcuni, al dire di Nicolai
il

come

e Nibby. Presso

cancello della vigna


le vie

Volpi, dove fan capo


]>albin, era
la

Aventina e

s.

f irro ad un asse), colonna (con nuovo esempio eretta a P. Minucio prefetto dell'annona, in benemerenza di aver ridotto il prezzo del pane ad uri asse), e un bue di bronzo dorato, pei benefizi annonari fatti
al popolo. Nella gbla fra l'Aventino e
il

porta Raudusculana o

Eodusculanay\aL cu\e\!mo\o^\dL l'ebbe dal

Tevere e prossima al Ponte Sublicio e perci ne'dintorni dell'arco

bronzoodalbronzononIavorato,delqual
metallo fu posto sulla porta
il

moderno

della

ritratto di

Salara (ove anche anticamente erano le


officine del sal)^ fu la porta Trigemina o Tergemina, non pel fatto glorioso degli Orazi che uscirono dalla Capena, ma cos appellata dall'essere probabilmente a tre fornici o archi, ad uno de'quali suc-

benemerencondann, perch uscendo da questa porta gli comparvero sulla fronte a un tratto come due corna, chegl'indovini spiegarono che
in

Genucio Cippo pretore,

za del volontario esilio cui

si

sarebbe stato re se fosse tornato in citt, secondo la storiella di Valerio Massimo.


Nella valle fra
il

cesse quello della Salara,

come

dissi

nel

falso e

il

vero Aventino,
porla Laver-

vol.XIf,p, 200, parlando di porta s. Paolodetta ancheTrigemina.QuesteaS porte

presso

al

nodo quadrivio

delle strade prola

erano

sulla

sponda

sinistra del

Teve-

pinque, dev'essere stata


w<2/e_,

re, ch' la parte principale di


tica, cio

Roma an-

cos appellata dall'ara della

deaLatal

Flumentana, Trionfale, Car-

verna protettrice de'


ni.

furti e degl'ingan-

mentale, Ratumena, Calularia, SanquaIc,


le,

Nardini e Piranesi credono, che a


sia

Salutare, Piacolare, Collina, Vimina-

porla

succeduta l'Ostiense. L'Aven-

Esquilina, Mezia,Querquetulaua, Ce-

tino mostra

due

accessi soli sul ciglio do-

limontana, Fonliuale, Ferentiua, Cape

i66
vale, Miniicia e

POR
si

POR
Borghi di Roma e Palazzo Apostolico Vaticano. Ferlone, De!" viaggi de Pont. p. 81, dice che s. Leone IV fece costruire sul Tevere, presso la porta che conduceva a Porto, due torri, con catene per impedire il corso delle barche nemiche; altri dicono che l'erigesse alla foce. Ritiratosi Innocenzo A^//(^.) a Viterbo per le ribellioni dei romani, quando nel 14.06 vi torn, s'impossess prima delle porle della citt, a-

na, Nevia, Rudusculana, Lavernale, Na-

stra
la

Trigemina. Sulla riva deil sito di una porta nelgola sotto l'arce del Monte Gianicolo
riconosce

localit forse

il nome, che per la avr portato quello di porta Gianicolensc o Jaiiiculensis: almeno

(y.) di cui s'ignora

due poi ne doverono


a coltivare
le

esistere pei- uscire

mura, che partendo dal Tevere andavano a raggiungere l'arce, di cui pure s'ignora il nome, se non glielo dierono prala Macia e
terre nelle
i

Quincliaj

primi donati a Mu7.io Sce vocostituirono


il

la, gli altri

fondo del

vir-

vendone spedite a lui le chiavi il magiromano, e vi rientr per la porta Porluense. Nel 4 o romani mandarono le chiavi delle porte di Roma ad Alessanstrato
1
i

tuoso L. Quinzio Cincinnalo}


l'altra

come

dal-

dro V, come notai nel


lo spirare del

voi.

XI,

p.

yg.Nel-

parte quella ch'era nel lato cor-

i494

enti' in

Roma

con

rispondente a quellodella porta Flumen-

l'esercito
le
i

Carlo Vili re diFrancia, al qua-

tanadeWa

riva sinistra, essendo stata magnificamente rifatta dall'imperatore Settimio Severo, ebbe il nome di porla Set-

porte delia

Umiana, nome che poi comunic a quella ad ^ssa sostituita nel recinto onoriano che ancora ritiene. Laonde dal fin qui esposto apparisce, che 26 erano le porle del recinto tulliano di Servio Tullio, comprese le 3 ultime trastiberine, parte a

romani consegnarono le chiavi delle citt. Eletto Adriano VI nel \5ii, essendo in Ispagna, quando entr in Roma per porta s. Paolo i conservatori di
vi.

Roma

gliene presentarono

le

chia-

un

arco, parte a due, e forse di 3 la Tri-

gemina. Assunto
liano nel

al

trono T imperatore Aure-

dicato a
to
il

pei motivi e al modo inMura di Roma, per le nuove, udi-

270,

parere del senato dilat

il

circuito di

Roma con quel recinto detto dal suo nome Aureliano, comprendendovi que'monumenti
citati

a detto articolo, de' quali


es-

alcuni servirono per porte della citt,

sendo allora gli abitanti circa un milione e mezzo. Altro circuito incominci Teodosio I, che prosegu Onorio imperatore suo figlio, insieme al fratello A rcadi,
e che compito nel
iioriano, dal
"ve

402
l'

fu

chiamato One de
il

nome

di quello cui se

principalmente

onore e

merito;

cui successero diversi ristauri di

mura

porte, incominciando quelli de'Pontefici,

massimamente s. Leone i^(^.) che inoltre form la Citt Leonina ( /^.) con quelle

porte che descrissi a detti articoli, a

Di questa presentazione ai Papi anche reduci dai viaggi ne parlo in di versi luoghi, e ad Ingressi solenni in Roma, ove descrissi grincoutri fatti ai Papi, ai sovrani e J'addobbamento delle porte; mentre a Possesso de'Papi descrivo la ceremonia della tradizione che ad essi fa formalmente delle chiavi della citt il senatore di Roma. Clemente XI nel 1720 per la Pestilenza (F.) deput un cardinale e un cavaliere a presiedere a ciascuna porta di Roma, ed ogni sera ne voleva egli slesso le chiavi. Clemente XII nel 1732 ordin che in tempo di Conclave (/^.) si murino le porte che da questo conducono al palazzo Vaticano. Benedetto XIV nel 1 747 volle che si ponesse la guardia a tutte le porte della citt, onde a'4 giugno soldati della nazine corsa al servizio della s. Sede, ne incominciarono contrabbanla custodia, per impedire di che in gran numerosi commettevano a danno della Dogana (F.). Ne'tenipi andati si costumava di concedere per breve dai Papi e con lettere patenti dai cardinali camerlenghi, alle famiglie nobili,
i i

POR
congiunte per affetto o parentela
ai

POR
Papi,
desse
il

167
s.

ed a qualche corporazione ecclesiastica e religiosa, ovvero ad altri per compensi o


altro motivo, la custodia e cura delle porte di

Lorenzo e del ponte Mammolo. Goderono Porta s, Pancrazio YeW', Paloni, e s. Pio V con
possesso di Porta
i

molo-proprio
lessandro

la die

al

nipote Giberti.

Roma, o per tempo determinato o a


ed anche
in influito,

L'entrate e rendite di Porla Portese A-

vita,

con ritrarne

VI

le

assegn a Molioni

poi

possessori di

tali

custodie l'annuo frutta*

l'ebbe de Abrusetis. Porta delle


ci l'accord

Forna-

lo di certi dazi in denaro o roba, che pa-

gavasi dai conduttori de' commestibili e

partenendo
prese
il

generi diversi nell'ingresso in


li

Roma. Ta-

Paolo III a Sappone, poi apFabbrica di s. Pietro ne nome. Nel 1 564 Pio IV ordin
alla

custodie terminarono col secolo passa,

to

mentre

aitesi

nuovi sistemi introsi

dotti, tultoci

che

ritrae dall' imposi-

che i possidenti delle porte s. Giovanni, Torrione, s. Spirito, Seltimiana, Pertusa. Fabbrica, Castello, Angelica e Pia le
consegnassero
ai

zione de'Z?^z/(/^.) sui diversi generi, appartiene all'erario pubblico, o all'appaltatore di quelli di cose commestibili.
cellieri ne* Possessi, p.

doganieri per tutto

il

tempo
fittate.

della loro condotta, a quello stes-

Can474 P"^^^'^^ "^^

so prezzo per cui le

avevano ad altri afGregorio XI II estese a vita di Til'officio di

1802

l'elenco degli antichi possessori di

berio Cavalieri
li

revisore de'pon-

tutte le porte, con erudite notizie di cui

e porte di

dar un cenno. Della Porta del Popolo goderono la custodia Crispi per concessioni di Giulio II, Leone X e Clemente VII. La Porta di s. Giovanni Giulio II in compenso del famoso Laocoon te la confer ai Fredi. Porta Maggiore V ebbero Maddaleni, i Neri, gli Albertoni, CaBarberini che con pontificia livalieri, cenza venderono la custodia ai del Bufalo. Di Porta s. Paolo furono custodi Macarozzi, Cremona, Maltei, Capranica e in perpetuo l'ospedale di s. Gallicano. Leone X iniscontodi credito die per un triennio le Porte s. Sebastiano e Latina a Jacovacci.Della Porta di torre Borgia del Palazzo Praticano ne concessero la custodia Paolo IlI,s.PioV,GregonoXlII.LaPor/^^i.y. /^g;/ie5eo P/tt si godeva da'canonici regolari laleranensi, in un a ponte Mammolo; fu
i

Tosti

Roma. Gregorio XVI da mg."^" tesoriere a'24 novembre 1 834 feall'

ce richiamare

osservanza

le disposi-

consumo; da mg.' governatore Vannicelli a' 9 giugno i84i fece pubblicare il regolazioni sull'esigenza del dazio di

mento
ti

di polizia riguardante

passapornelr. otdel-

le

porte di

Roma. Pio IX
al

tobre!
le

847

attribu la

manutenzione

porte di
1

Roma

municipio romano;

ricev in Gaeta le chiavi delappena occupala dal general Ou dinot. Dopo aver dato un cenno sulle antiche porte di Roma e prima di brevemente descrivere le porte come oggi si

e nel

849

la citt,

trovano, citer alcuni autori che ne trattarono, oltre quelli gi citali e che riportai
a

Mura

di

Roma. Pietro Mocenigo, Re-

lazione delle porte di


le Leti,

Roma,
1.

exstat nel-

loro tolta e Pio

IV nel

56 1

la

concesse a

Ranieri di Terni in perpetuo.


ganti, Cassia ni e Marasini
alla chiesa di
s.

Le Porle
2.*"

299. Antonio Balhani, Dissert. sopra il circuito antico di Roma nel Ma^zucchelli t. 3, p.
del Bulifone
1, p.
,

Salara e Pinciana si possederono da Gi;

la

pass

93. Piranesi, classica collezione delle sue opere incise e illustrale. F. Eschinardi ,
Descriz, di

Salvatore in Lauro nelcui la

Roma

deW agro romano,

la custodia,

da

compr

il

cardinal

Silvio Valenti. Di Porta Angelica parlai

Nibby, Indicaz. antiquaria della raccolta di vedute rappresentanti


i

Roma 1750.

a Palazzo Carpegna. Nel 14.72 dichiail

punti pili interessanti delle


di

cardinal camerlengo, che


5.

il

mona-

te

Roma,
\.^

ivi

1826.

mura Roma nel

e por-

i838,

stero di

Croce io Gerusuieuiuie ripren-

par.

antica. Agli articoli Chiese,

Cata-

iG8
COMBE e Cimiteri
fuori delle porte.
le

POR
desciissi quelli

POR
situati

Porlese,
ri e

la

s.

Pancrazio,

la

Cavalleggie'

porle e alle

A Pompieri dissi che almura di Roma eranvi com-

pagnie di persone pronte ad estinguere


gl'incendi.
Il

recinto attuale di

Roma

sulla riva

sinistra del

fiume o deiriinpeialore ODorio, o segue l'andamento del medesi* nio le porte che in esso apronsi o sono le identiche di quelle edificate da Onorio, o sono riedificale; ma ad eccezione delle porte Flaminia o del Popolo^ Nomenlanao Pia, ed Asinaria cui succeduta quella di s. Giovanny che entrano nella seconda categoria, quasilutle le altre sono situale dove in origine furono
:

V Angelica, in tutto 12, che poi descriver brevemente. Sono chiuse la Pinciana, le (\\xcd* Castra Practoria,\^ Viminale, la Melronia riaperta temporaneamente, la Latina e TArdeatina sulla sinistra la Fabbrica, la Pertusa e la Castello sulla destra; sono annullate la Settimiana e la s. Spirito, ambedue pure nella contrada trastiberina di tutte da r
: :

Viminale, di cui gi parlai. Delle porte del recinto onoriano


la

un cenno, tranne
sulla

sponda sinistra del fiume, prima era l'Aurelia posta all'imbocco del Ponte s.

ta sulla strada di
la

stahilite. Nibby le divide in porte di i. ordine e porte di 2. ordine; e quelle di


I .

che dall'essere situaBorgo, che mena alCitt Leonina e alla Chiesa di s. Pie{f^.)i

Angelo

tro,

come

notai in quegli articoli fu dets.

ordine essendo sulle vie consolari pre-

ta

Porta
il

Petri fiu dal

secolo

nel

sero in origine
la riva sinistra

nome da

quelle, cio suldi


i

seguente fu detta anche Aurelia, conser-

furono 11 porte
la

or-

vando

i.nome almeno
Leonina

fino al secolo

dine, l'Aurelia, la PMaminla, la Salava,


la

XII, e rimase finch Alessandro VI uni


la Citt

Nomentana,

zo, la Preneslina o

Tiburtina o s. Loreri' Labicana o Maggio


s.

col resto di

Roma. Di

rCjl'Asinaria, la Latina^ l'Appiaos. Se-

bastiano, V Ardeatina e la Ostiense o

ponte fu una controporta a fronte della Citt Leonina, cio portaCollina che ricordai di sopra, la quale trasl da. detto

Paolo

Portuense o PortesCj e la Pancraziana odi s. Pancrazio j in tutto i4 porle, ch*era il nu:

e sulla destra due, la

se la sua

Colli o

denominazione dal condurre ai Monti Gianicolensi; fu pur chiamata Porta Aenea la porta di bronzo per
esser fasciata di quel metallo, nobilitata

mero

delle porte di
,

i.''

ordine a'tempi di

Procopio

oltre varie porte secondarie.

Nominando quello

storico nella

Guerra
la

gotica e in questa 2.^ categoria

Pin-

ciana, inlese parlare delle porte che

non

erano sulle vie consolari, delle quali sulla sponda sinistra del Tevere nolansene 5

da Alessandro \I e demolila sotto Pio IV Piale la chiama dalla via porta Cornelia e porta s. Petri. Fra questa porta ed il ponte Sisto, l'anonimo di Mabillon conta due Posteme o Por tende oVosierule o piccole porte, e tre ne ricorda fra
:

non pi
to di

esistenti,

mura

Sisto e la

che apiivansi nel tratabbattuto fra il ponte porta del Popolo, e nel recinto
oggi

questa porta medesima e

la

Flaminia.

Delle due prime una corrispondeva all'arco presso la chiesa dc'ss. Faustino e

tuttora esistente la Pinciana,


la

fia la porvi-

Giovila de' bresciani nella contrada do

Nomentana
e
la

la

Tiburtina ancora
fra
l'

sibili,

porta
:

Metroni

Asinaria

tale

Canto seciito postema

(di cui al voi.

LI,

p.

327):

nel secolo

XI avea nome
s,

la

Latina

sulla riva destra del

fiume

di

Posterula de Episcopo. L' altra pofu vicino alla chiesa di

poi la Stttiniiana. Oggi sulla ripa sinistra del

stema

Giovan-

fiume apronsi 8 porte, cio del


s.

ni de' fiorentini, dov' era

l'imbocco del

l^opolo,la Salaria, la Pia, la


]a

Lorenzo,

Maggiore,
s.

la

s.

Giovanni,
:

la s.

Seba-

stiano e la

Puolu

sulla destra

>

^^^

Ponte Faticano o Trionfale (F.), e come dissi a queir articolo denominata Trionfale^ ci che ignor Nibby , ed io

POR
ne dicliiarai ancora i* uso, meglio avendone parlalo a Citta Leonina. Delle tre fra la porla Aurelia e la Flaminia, la i." fti presso una chiesa \&. galha de Pol'esercito

POR

'

169

pamenti romani avesse questo castro 4 porte, cio i.^ la Pretoria, donde usciva
d'arme;
il

2.'^

per guerreggiareo perallri falli la Quintana^ come la chiama

stenda , chiamandosi da Anastasio Postenda s. Jgathae, nel largo della via del* rOrso,oggi chiesa di s. Maria, della quale parlai nel voi. XI, p. 5i, dando il no-

B'ono,

Roma trionfaiite^^.
il

225, ch'esi

ra posta dietro

pretorio e vi

faceva

mercato
vere
;

di tutte le cose necessarie al vi-

la 3.^

porta era detta Principale,


si

me
te

alla

contrada.

per essere nel luogo ove


gli
si

riducevano
;

Prima di descrivere le odierne 12 pordi Roma, parler di quelle che restachiuse, secondo l'ordine con cui le no:

ordini principali dell' esercito

la 4^

no

minai

su di alcune
;

gli scrittori
i

sono in

contraddizione

seguir

pi

critici.

Por-

ta Pificiana. Sul 3Ionte Pineio{F.), dal

quale ne prese

il

nome.

Belisario che a-

il

soggiorno del
die
il
il

colle, vi

pose

quar-

decime che si portavanoda principio per essa nel campo, e per questa ch'era molto spaziosa entravano nel pretorio le vettovaglie e alcuni chiamarono la 2." e gli animali la 3." porte de Principi. Ora non rimane indizio che di due, per aver Onorio proappellava
dalle
:

Decumana

tieri e

ta verso

nome di Belisaria alla por535 per averla riedificala.


j

fittato de' tre lati superstiti

del recinto

primitivo per

le

mura

attuali di
il

Muratori smentii la favola che quel prode divenuto cieco, su questa porla si ponesse a dire date ohuluin Belisario. Nicolai,

e distrusse intieramente

lato

R.oma, che guar-

dava
po.

Mem.
la

delle

campA.i^

p.

285, ne-

ga che

costruisse Belisario, e Piranesi

crede che l'avesse ristorala Costantino,

quindi forse doversi ad Aureliano, dicendo che coincideva colla via Flaminia.

la citt, come inutile al nuovo scoLe due porte servirono alla citt e poi furono murate , corrispondendo la parte interna alla vigna del Macao de'gesuiti. Porta Metronia. E' situata a mezza strada circa fra le porte s. Giovanni e Latina vocabolo che die nome ad una
,

Po r^tt de Castra Praetoria,Tra le porte Nomentana e Tiburtina ( come dissi parlando di sua iscrizione a Mura di Roma ), fu

La

porta dal

1808 rimane

chiusa.

contrada della citt delta Porta Metrohia^ Metrovia e Malodia, della quale fu

eretto

il

Castro Pretorio o quartiere de-

stinato all'alloggiamento de'soldali pretoriani, coorli o guardie del Preftto del

Giovanni XIX : fu chiamata anche Gaovvero siccome questa dicesi che portasse a Gahio[ V.)y forse sar stata porta Tiburtina. Dice Fea, Storia delle achiiisa,

que^

p- 8,

ch'era aperta nel secolo XI[


1'

pretorio perla persona dell'imperatore,


milizia che spesso dispose del

e forse fu chiusa per

acqua della Ma-

romano im-

rana. Dell'iscrizione posta nel suo inter-

pero e dell'imperatore, dopo che Sciano


favorito di Tiberio l'ebbe riunita in questo edifizio verso l'anno 2 3 di nostra era. Consisteva
il

no nel Verso

il

57 parlai nel voi. XLYll, p. 54 1840 si riapr, soltanto per uso

del trasporto delle terre degli scavi delFo-

fabbricalo in

recinto quadrato circondato di

un gran mura, del-

ro romano, onde 'depositarle nel

campo

le quali rimangono tre lati soltanto che servono a porzione del recinto della citt, nel quale fu unito da Aureliano. Nel

Celimonlano per colmarlo. Porta Latina. Rimane presso la Chiesa di s. Giovanni a porta Latina {V.)y e prese il no-

me dalla ^via

consolare su cui posta, por-

3 2 fu smantellala da Costantino che


I

ri-

form questa prepolente


zio. Si

e ambiziosa sol-

tando alla celebratissima regione del Lazio (F.). Nella massa de'tem pi di Onorio,

datesca, avendo parteggiato per Massen-

ma Belisario ricostru

l'arco.

FucViiu-

crede che come

gli altri

accam-

sa nel

1808, e solo per pochi mesi venne

lyo
riaperta nel
1

POR
82 7. Cresci m beni, HisUlclGio. a\'anL porta Latina
s.

POR
i4ii da Giovanni XXIII, con demolire
fra la Viridaria e
il

la chiesa di

palazzo alcune torri

parla del suo sito e nome, che prima d'Aureliano non esisteva, supplendola la Ga-

della citt Leonina; la dice d'uso parti-

colare de* Papi e della cria. Porta


stello.

Ca-

lena; che fuchiusa nelmaggioi656


la Pestilenza

pei*

Presso

il

Castel

s.

Angelo {F.^W
la co-

(F.\
si

e siccome per trascu-

fece rifabbricare

Pio IV, secondo

laggine non
ili

riapriva, cocne avvenne

mune
di

assertiva degli scrittori delle porte

altre porle di

Roma,

il

cardinal

Ga-

apparteneva, ne fece eseguire il riaprimento con pompa solenne a' 5 inaggio 669, giorno festivo della propin
brielli, cui
1

Nicol

Roma, ma io la trovo gi esistente sotto V dell 447 come riportai ne' voi. IX, p. 47, e XXXV, p. 174; forse la Po-

qua
s.

chiesa pel martirio quivi seguito di

Giovanni evangelista. Po/V^j^/v/e^fm^.

Si racchiude fra le porte Ostiense e

Apr

pia in un al bastione di Paolo


bel

III.

Si ve-

cenno ne' voi. XIII, p. 248, XXXVIIIj p. 25, eretta da s. Leone IV. Di pi, rilevo da un documento deh 391 pubblicrito dal Galletti, Capeiia municipio^ p. 78, che a questa epoca
esisteva col

sterula, di cui feci

de che informe fu aperta a traverso d'un

nome

di Crt5te//o.

Fuchiusa

monumento

sepolcrale, ch'era lungo

nel 1798, e conduceva ai propinqui prati. Porta Settiniiana. Dissi di sopra, parlando delle porte trastiberine, che fu edificata da Settimio Severo e ne prese il

la via, forse in epoca posteriore

ad Ono-

rio e a Narsete, in sostituzione della porta primitiva.Fra questa

pbrtae l'Ostiense

altra n' esisteva nel secolo

XV di costru,

zione onoriana e con iscrizione


l'erezione del bastione.

eh' era

forse i'Ardealina originale, distrutta nel-

in sostituzione della Flunientale^ quale era pi addentro; fu detta anche Finestrale, compresa nel recinto di
la

nome,

Conduceva all'anArdea^ di cui parlai anche nel vol.XXIX,p.3o. Porta Fabbrica. Cos delta da Pio I V, dopo che la riedi tichissima e caXehvQ
fico,

Servio, divenne inutile insieme a quella


di
il s.

Spirito,

dopo che Urbano Vili


coprendo
il

fece

nuovo

recinto a bastioni sulla ripa de-

stra del fiume,

dorso Giani-

perch

la

custodia appartenne alla


s.

colense, con cihe tieli643


la Citt

comprese nel-

rev. fabbrica di

Pietro. Piale la crede a

perla da Giovanni XXIII del 1 4 ' o, chi


sa da Martino

Leonina le porte s. Spirito e Settimiana dal volgo chiamala Settignana.

V,

forse riaperta

da Pao-

Alveri,

Roma

in ogni stat

t.

2, p.

3o6,

lo III per l'introduzione de'materiali, in


ispecie delle vicine fornaci,

narra che Alessandro


re di

VI

la fece costruila

onde fu chia-

nuovo quando raddrizz

strada
ri*

mata Porta
cana
,

delle i^or/iac/, inservienti al-

detta per la sua lunghezza Lungara,

la costruzione della

nuova basilica Vatiporta so-

mosse
la
li

l'iscrizione di Settimio e vi sostitu


Y\fi\i'jgS
:

ed anche

pel contiguo palazzo afatti fuori della

propria che fu tolta

Giulio

postolico;ed in

no cave

di argilla per la costruzione dei mattoni e altre moderne figline. Clemente XI la rifece dai fondamenti: oggi co-

di

compi tal via. Che nel 1527 l'esercito Borbone entr per porta Setlimiana,

me superflua chiusa. jPort

Pertusa. E'
^

duce fu ucciso presso porta s. che ambedue restarono aperte e inutili dopo Urbano VI 1, lo dissi in pi
e che quel
Spirito, e
1

posta verso Porta Cavalleggieri


no, di cui trattai a Palazzo
Jj, p.

in

un

luoghi, come dell'erezione di Por^<2 5. i^/rito fatta

angolo delle mura del giardino Vatica-

Vaticano voi.
la

pleta per

287

alcuni

In.

crederono
la

Virie

XI
la

1,

p.

da Paolo III e restata incommorte dell'architetto, e ne' voi. 2 55, XL V, p. 1 1 o,XL VII, p. 55,
s.

darla. Piale nella Dssert. sulle

mura

XLIX, p.3o4. Piale dice che nel luogodelporla


Spirito fu gi l'antica Posterula dc'sassoni e

porle del Faticano^ in vece


dalia Pertusa
,

distingue

che rilieae edificala nei

longobardi di

s..

Leone

POR
clie

POll
e al

171

melteva
nel

al
si

Gianicolo

Trasteve-

re

i4o9

chiamava Porta nuova,


III

forse pei restauri fatti, altri appartenen-

do ad Alessandro VI, finch Paolo


incominci
la

ne

magnifica riedificazione. O-

ra passo a descrivere le porte odierne, se-

che era posta sulla omonima via e cosi detta non dagli asini che per essa conducevano erbaggi a Roma ma da un Asinio o Asina che la coslrusse. Nicolai dice che dalla porta usciva la via Campana o Campania. Essa vien ricordata la
,

condo le attuali denominazioni. Porta Angelica. La rifece dai fondamenti Pio IV nel 1 563, al modo descritto nel voi. XIII, p. 248. Gregorio XVI, restaurando le mura, nel 1839 tolse le
teste de' mall'attori
in

.''

volta nel

535 nella guerra gotica, dapla


i.''

poich per questa entr


lisario in

volta Be-

Roma.

Nel

546 per tradimen-

to degl'isauri che

fu introdotto Totila. Nel


sul

famosi con epigrafi


locale sulla por-

doveano difenderla, vi 943, ed ancora declinar del secolo XI 11 si chiam an-

marmo, ad lerroreni

Pio IV apr pure la strada fiancheggiala d* alberi che da questa porta conduce a Ponte Molle ( e
ta dalla parte esterna.

che Lateranense, dal nome della contrada e propinqua basilica. Chiamossi pure
Celiniontana, perch aggiacenteal
te Celio
lai di
:

dell'altra antica

Monomonima par-

dopo

circa

due miglia
)

si

unisce a Porta

sopra.

Neli4o8

re Ladislao l'avea
i

del Popolo

e alla via Cassia, per cui la

precedente porta fu anche detta Cassia,


Si

pu vedere JXicolai_,/liem.
1.

sulle

cam-

pagne,

1, p. 38. Porla Cavalleggeri. Gi porta del

murare. Nel 1849 repubblicani la fortificarono con opere esterne, diroccando fabbricati ed i muri delle vigne circostanti, come fecero a Porla Maggiore
fatta
i

e in altre,

demolendo avanti la Pia

il

pa-

Torrione per quello vicino


edificala

da Nicol
Pio

Ve
la

Leone IV, restaurata da Adi


s.

lazzo della villa del cavdnai Patrizi {F.)

ed

altro.

lessandro VI, finche prese l'odierno no-

Porla

s.

Lorenzo. Gi Tiburtina d'Osi

me quando

IV
il

rinnov e fabbrila

norio e d'Arcadio, di cui


l'iscrizione
:

legge ancora

c presso di essa

quartiere e

scudePiale,

ria da' Cavallcggiri,

come prova

ed

io descrissi nel voi.

XI, p. 22 e altrove.

nome di Tiburtina lo ebbe dal trovarsi sulla via di questo nome che conduce a Tivoli, come quello di Porta
il

Porta s. Giovanni. Da Gregorio XI l, che apr la strada di s. Maria Maggiore alla basilica Laleranensenel
in occasione

s.

Lorenzo

dall' uscirsi

per essa alla pa-

triarcale basilica consagrata a (juel sauto, fin dai

tempi di S.Gregorio 11 del 7 5.


i

1.574, fu sostituita a quella del recinto

Nell'interno appoggiata al
delle

monumento

onoriano chiamata iVsinaria fin dai tempi di Procopio, e che allora fu abbandonala. Egli si serv di

acque Marcia, Tepula e Giulia, notando Nibby, che per la demolizione delle

Giacomo del Duca arsi

porte Preneslina e Labicana operala

chitetto e scultore siciliano, discepolo di

nel

i838, questa

la sola

che rimanga

Buonarroti,
la

ma non

presenta con quel-

nella sua iulegrit

ha

tutte quelle edifi-

aspetto dignitoso che dovrebbe, siccodestinata a servir di transito a tutti

cate da Onorio. Gli scrittori la chiama-

me

rono con
rina per
di

altri

nomi

Libitinense, e

Tau*

coloro che vanno a Napoli e nel mezzod

la testa di

toro scolpitavi. Vi-

d'Europa e viceversa. La porta Asinaria di Onorio in parte ancora esiste al lato


della surrogata, avente sulFicientemenle

cino a questa porta abitarono


s.

ben conservate
la

le

due

torri

rotonde che

difendevano,

le

quali

danno un'idea

dell'antico

metodo

di difesa e dell'altez-

za primitiva.

Fu

chiamata Asiuaria per-

a' tempi uu gran numero di tintori, onde alcuni l'appellarono Porla della tinta. Dopo la porta s. Lorenzo trovasi incastralo nelle mura un castello appartenenleall'acquedolto dell'acqua AntoMniaoa,ed u^a porla coutemporanea-

Gregorio

172 mente progettala e chiusa

POR

POR
,

che per

es-

sere nella direzione della via Collatiiia

documento che nel 9 19


s

riferito
si

da Galletti

si

rileva

sembra che fosse destinata a portarne il nome. Tale via conduceva a Collazia, famosa per l'avvenimento di Lucrezia e
conseguenzadellafondazionedella repubblica

in altri

diceva Porta Maiore, coposteriori, per derivazione dal-

romana. Nel

t.

delle Dissert. di

leggendosi in un diario inseda Muratori, Rer. ital. t. 24, avere il nome di Porta della Donnay cio della Madonna^ allorch si narra che nela basilica,

rito

archeol. a p.

55

si

legge quella di mg.^

mici entrarono in
renzo.

Roma

per

la

breccia
s.

Nicolai, SiilC antica Collazia.

aperta fra questa porta e quella di

Lo-

Porla Maggiore. Come il monumento delle acque Marcia, Tepula e Giulia


servi per appoggiarvi la porta Tiburtina

Neli4jo

fu occupata dalle genti


i

di re Ladislao e difesa contro

romani

per pi d'un mese,


sa per forza a*
1

ma

alla fine fu pre-

OS. Lorenzo, cos quello gigantesco e

stoso delle acque Claudia e Aniene

maenuo-

venne attaccata

5 febbraio; cos nel 1 436 e presa da Everso conte


assistito dai

va venne
stilla e

inserito entro le porte Preiie-

d'Anguillaraa'23 marzo,

ro-

Labicanao Lavicana ne'due cacosi

mani

de' rioni Parione e Ponte, seguaci

1 "

nali dell'acquedotto che le sovrasta. Esse

della fazione orsina allora diretta

da

lui.

furono
lari
1."

denominate per
la 2.^

le vie

conso*
cio la
si

Avanti

le

porte e nel centro esterno del

omonime che da esse usci vano,


a destra. Dipoi

monumento

Claudiano, ilcurioso e im-

a sinistra,

chia-

portante sepolcrodi Marco VergilioEurisace fornaio appaltatore degli apparitori, e di Atistia

Maggiore la Preneslna, per la Maria Maggioredalla qualesi va alla medesima, o perch ne'tcmpi bassi ne possedette la custodia. In seguito delle due porte la sola Prenestina rest aperta, e la propinqua fu murata. In questo punbasilica di
s.

m Porta

sua consorte, di forma


fabbricazione
distri-

quadrilatera con iscrizioni e bassorilievi


rappresentanti
la
,

buzione del pane, e

tutti gli usi della

pa-

to l'imperatore Onorio, di consenso del


fratello Arcadio,profittdel

sono tre ordini d'incavi rotondi che coprono cianificazione. Fra'capitelli ornati

magnifico ac-

scun lato del monumento, con che, secon-

quedotto, ed apr due porte nel bivio di

do Nibby,

lo specioso

fornaio volle perfascia la

due strade

preesistenti. Altri affermano,

petuare nel fregio della

imma:

come dissi a Mura di Roma, che Aureliano


fu quello che comprese nel suo recinto
il

gine di quelle arche, nelle quali ripone-

vano

il

pane appena

tolto dal forno

il

monumento

delleacque Claudia e Aniene

iiuova,it quale lasci coi suoi

due

fornici

corpo inferiore presenta i cilindri e le barre, che costituivano la cassa coperta


(in oggi scoperta) di sopra,

ograndiarchiaperto l'adito alle due porle. Onorio e il suo architetto volendo difendereeconservareilmoiiumento, avanz in fuori le due nuove porte corrispondenti agli antichi fornici dell'acquedotto

onde

si

raf-

freddasse pian piano e perci lascia vasi


le l'aria

superiormente un ambiente entro il quagiuocava per mezzo di fori ro,

tondi
riun

e quest' arca

chiamavano pana-

e queste porte fiancheggi di torri

po-

nendone due quadrate alle due estremit, ed una rotonda nel mezzo fra le due
porle. Nel tempodella guerra gotica con-

poi mettevano
nelle

il quale pane che si distribuiva tavole o dove ponevasi per l' uso
il

come

paniere, entro

il

giornaliero.

Il

sepolcro appartiene alla

servavasi

il

nome

di

Prenestina

come

nel secolo IX: quello di Labicana dura-

vaancora nel secoloXIIIa'lempidi. Marlino Polono che nella CronacaWh. ^^ e. 4, l'appell ancora Maggiore. Gi iu uu

met del secolo VII di R.oma, perch quivi non esisterono fornai avanti il 58o di sua era, ma dopo la guerra di Perseo.

La composizione

de' bassorilievi natu-

ralissima, la esecuzione abbozzata,

non

POR
essendo
le

por
come guida
le

173

cose espresse clie


,

calo racquedollo da Vilige nel537.1jen


presto risarcito, fluiva ancora sul princi-

pei stuccatori

prima essendo

figure
i

coperte di stucco che ne ingenti li va


torni.

con-

pio del

IX

secolo, col

nome

di

Forma
ramo

Ma

nell'accennate operazioni d'O-

Claudiana ,

poi Laterancnse pel

norio, l'architetto per procurare una

mag*

gipr difesa alle porte e togliere al nemi-

che dirigevasi alLaterano nel secolo XIF, ch' l'idtima memoria dell'uso di questo
acquedotto. Malgrado
se ne
le

co un punto pi alto delle porte stesse, in luogo di demolire il sepolcro, se ne serv a guisa d'

successiverovine
tratti pres-

ammirano

lunghissimi

opera avanzata

1'
,

un alle
se-

so la via Latina.

mura racchiudendolo
torre rotonda e centrale

nella suindicata
;

e poich

il

Nerone per fornire acqua al Celio e al suo slagno, diram una parte dell' acqua Claudia con nuova arcuazione laterizia bellissima pel dorso di
quel colle,
la

polcro trovasi ripieno d'opera di masso


solidissima, cos co! massiccio della torre

quale ebbe principio all'anla chie-

investendo tutto all'intorno


to,

il

monumendi

golo che forma l'acquedotto fra


sa di
s.

venne a formarne tutto un corpo

costruzione fortissima di difesa, servendosi nel lavoro di

buona parte de'massi

e pietre cadute anteriormente dal sepol-

cro e dall'acquedotto. Ci serv a conser-

Croce in Gerusalemme e il monumento di Porla Maggiore contrada che gli antichi designarono col nome di u4d Spem uelerem per un antico tempio dedicato alla Speranza (nel t. 4) P- 3oi
,

vare

il

sepolcro. Posteriormente a questo

degli jiti d'archeologia


seri,

si

legge la Dis'

pregievole
nalzato

monumento e prima

della sua

del culto prestato dagli antichi alla

reclusione entro opera di difesa,


il

fu in-

grandioso dell'acqua Claudia e Aniene nuova, cos delta da Claudio che

Speranza e d'alcuni monumenti che \d hanno rapporto ^ del com. P. E. Visconti),

termin presso
ss.

il

tempio

di

Claudio
l'

neir anno

789

di
le

Roma

36

di nostra

nell'orto de'

Gio. e Paolo: poi

ar-

era ne condott
lossale di archi e

acque, con mole co-

enazione fu protratta
ventino e
al

al Palatino, all'A-

m agnifche costruzioni,

Trastevere. Fino al princi-

con acquedotto lungo 62 miglia, perci il pi grande fra tulli gli antichi non solo di

pio dell'impero di Nerva l'acque Claudia e Aniene

nuova

fuori di
,

Roma ma

dell'impero, essendo
i

gli

stribuivano separate

dentro
gli

Roma si diRoma poL


dell' ar-

avanzi die ne rimangono


rabili.

pi conside-

confondevansi insieme ed erogavansi per.


le

Caio Caligola avea cominciato i due acquedotti che Claudio successore


,

i4
si

regioni.

Olire

avanzi

cuazionedella Claudia e dell'Aniene nuova,

comp

e dedic,

come quello che


le

esegu

hanno ancora

quelli del loro

gran

opere grandi, fra


sario del lago di
na), ed
il

quali sono principali

castello presso la porla Maggiore, entro

l'acquedotto principiato da Gaio, l'emis-

Fucino
di

(di cui a Pesci-

l'ultima vigna a sinistra di chi esce da Roma; quelli dello splendido monumento alla slessa

p ot io
e
la

cV Ostia.

quedotti

Fontane

F. Acque, AcRoma. L'acque-

porta e quelli della gran fontana


anditi,

sull'Esquilie o Sette sale, conserva d'ac-

dotto dopo

sua costruzione,

come

si

qua cos appellata bench abbia 9

legge nelle iscrizioni a Porla Maggiore in

nome
la

ambedue
te,

le facciale,

fu risarcito pi vol-

che per corruzione le deriv dalcontrada Settizonio. Claudio non ediil

da Vespasiano e Tito, perch l'opera non avea una solidit proporzionala al peso ed all'urto dell' enorme volume d'acqua che portava. Altri ristauri e miglioramenti vi fecero Traiano, Settimio Severo e Costantino, essendo slato trou-

fic
t,

monumento

essendo allora

la

per una porta di citporta antica Esqur-

ma sibbene per transito della via , Labicana, sulla quale 1' acquedotto passava, via che in questo luogo dividesi in
lina

due, una a destra che

menava aLabico

174

POR
che andava a
raj-

POR
pi fimosi della romana grandezza. Ne eseguirono il lodevole di visamento memi

(/^.),l*nlh'a a sinistra

giuiigere la via Prcneslina o di Palcxlri-

u (^.)
venne

Originale e che

dopo Onorio
il

di-

bri della sezione consultiva dell'antichi-

via Pienestina essa stessa:

dita-

t e belle arti, e specialmente

ilcomm.

le bivio

testimonio

sepolcro di

M
e*

Vergi lio Eurisace posto nella faccia


sterna del
sto
si

Giuseppe de Fabris valente scultore, perch il superbo monumento venisse restituito alla

monumento
di

Claudiano. Quealtissimi archi e

sua primitiva dignit e apil

compone

due

pariscenza, anzi

Papa

stesso

ne prese

due colonne d'ordine corintio sostenenti un frondi tre piccoli ornati ciascuno di

minuta cura, come


arti, e

in altre

operedi belle

tone, e di questi archetti sotto quello di

ne regol direttamente col comm. de Fabris tutte le operazioni, portandovisi di


i

mezzo

apiesi

un piccolo arco, forse per


il

lo

frequente in persona e

animando

scolo delle acque che venivano a cadere


nella valle fra

lavoranti con gratificazioni.


si

Da tali

de-

Celio e

il

colle di

s.

Cro-

molizioni

venne

al felice

discoprimen-

ce in Gerusalemme.

La costruzione formata di massi enormi di travertino che non essendo stati mai terminati di polire presentano l'aspetto di bugne, e come
tali

to del suddescritto pregievolissimo sepol

ero di

M. V. Eurisace, nascosto per


la

cirle

ca i5 secoli entro

torre tonda tra

porte Prenestina e Labicana, con gran


piacere del Pontefice e di tutti
tori delle antichit
gli

nome

furono prese dall' Amannati, checol di ordine rustico imitolle nel pa-

ama-

lazzo Pitti a Firenze.


sta porla,

lato destro di
citt.

que-

romane. Varie opinioni, com'era ben naturale, furono emesse per


le,
s

da chi esce dalla

Procopio
il

rilevante

monumento
la

sepolcra-

indica

come un tempo

esistesse

f^iva'

per

la

sua forma singolare, ancora ben sua nella Ro-

riun o serraglio di bestie feroci, che servivano pei pubblici spettacoli di Roma.

conservato. Nibby disse

ma
tre

/je/r838, par. 2 antica, p. 544' '"o'*


la

Inoltre fra questa porta e la porta

s.

Gio-

dissero
i

il

conte Borghesi e

il

d."^

vanni

Aureliano v'incluse nel recinto

Jahn, ed seguenti. Brevi cenni di un mo-

l'anfiteatro Castrense, la cui fondazione

incerta,
seo,

ma prima

del Flavio o Colos-

munento scoperto a Porta Maggiore del cav. Luigi Gr//z, Roma 838, magnifica
1

monumento che anco da Onorio


al
gli

fu

edizione con tavole./;z/or/zo al monumento sepolcrale

meglio concatenato

suo recinto, chiuvestigia


ri-

di

M. V. Eurisace

receu'

dendo

archi della parte esterna che

temente discoperto presso la Porta


giore
,

Mag-

servono

di

mura urbane: poche


;

rimangono
del 2.

dell'interno dell'edifcio,

Roma

cenni del march. G. Melchiorri, i838. Descrizione del luogo de-

dotto a ortaglia

era a due ordini


1

ma

nominato anticamente la Speranzavecchia nel monumento delle acque Claudia ed Aniene nuova, e del sepolcro di

non rimane che un arco. Nel 838 Gregorio XVI zelantissimo e benemerilo della conservazione de'monumenti antichi ordin il disgombramento totale di tutte le costruzioni non solo moderne
,

M.
lite

Canina,

F. Eurisace, delt archit. cav. Luigi Roma 1839 con tavole. Demole

dunque

costruzioni che

ingombra-

aldi dentro,

ma

di quelle

ancora aggiunmalat-

vano r insigne monumento


ricinto di

di Claudio,

teal di fuori da

Onorio
il

(delle case e

muro

il

sepolcro per meglio gale piazze al

conce

torri,

come

dell'altissima torre di cav. Grifi),

rantirlo, ed

ampliate
la via

interna

Nicol V, scrive
alla

che

si

ed esterna, venne adattata


co che traversa

grand'ar-

taccarono indebitamente in varie epoche

Lanbicana una con-

doppia maestosa fronte

dell'
la

acque-

dotto Claudio, edificio che per


le

sua

mo-

veniente porta, ch' l'odierna Porta Maggiore, la quale senza punto detrarre al

imponente aspetto pu gareggiare coi

monumento corrisponde pienamente col-

POR
la

POPc
Vi
fu sovrap-

175
la
si

semplicit della sua forma e caratte-

lo sopra la strada Mandrione. Presso la

re al fine cui fu destinala.

porta dovrebbe essere


visoria,

stazione prov-

Gregorio XVI con analoga iscrizione. Al suo aprimenlo venne prescelto il 6 febbraio i84o, anniverposto lo

slemma

di

mentre

la

stabile

aveva

in

penle

siero di farla dentro

la citt',

o presso

sario di sua coronazione.

11

Papa volen-

terme Diocleziane, o piesso il Colosseo. Porla s. Pancrazio. E posta sulla spia-

do conservar

la

memoria

della porta di

Arcadio e d'Onorio, lasciale al livello della strada e le sue fondamenta coli' epigrafe Fundamentae portae Arcadi et
:

Monte Gianicolo (F.), e cos nomavasi fino dai tempi di Procopio, che la dice Pancraziana, perch per essa si esce alla Chiesa di s. Pancrazio (^.). Fu
nata del

Honoris
che
la

dispose che

1'

antica iscrizione

sovrastava
di

venisse collocata nel


,

anche detta Aurea per lo stesso motivo che monte aureo viene detto il monte pel
colore dell'arena.

muro

nuovo

costruito
la

che circonda

dal lato destro

piazza esterna, con al-

La rifece insieme alle mura Urbano Vili nel i643, con architettura di

tra relativa lapide.

nero pure

incassati e
i

disposti tutti

Sopra detto muro vensimmetricamente frammenti marmorei troil

Marcantonio de Rossi,

di

che

se ne ha

memoria nell'arme

e lapide ivi

poste e nella medaglia battuta in tale occasione e riportata da Bonann,7V"?^m/.?m.

vali negli edifizi demolili. Neil* interno

poi e lateralmente alla porta,


ce costruire

Papa

fe-

Pont.

t.

2, p.

585. A Pio IX ho accen-

due

edifizi,

gana, l'altro pei


insieme ad altra
Diss&rt.

uno per la domilitari. Le memorate

rovine prodotte nel 1849 a questa porta pei tanti accaniti combattimenle
ti

nalo

dueiscrizioni riguardanti Gregorio


si

XVI,
della

sostenuti dai repubblicani, contro

fran-

leggono a

p. ^i.

cesi

de operbus puhlicis

dell' avv.

che pi volte l'assalirono per liberare Roma dal loro giogo. Nel i85i il co-

De
ta

Dominicis-Tosti. Neli84i fu conia-

mune

di

Roma comp
s.

grandiosi risar-

una medaglia

col prospetto del

mol'i-

cimenti delle miu'a in qualche fascia che


corre da Porta
se, e

numento Claudio
scrizione
:

e della

Porta MaggioD'ila-

Pancrazio

alla

Porte-

re coi ricordati nuovi fabbricati, con


Diicls

Aqiiae Claudiae

pss Partibuf! Rffectisj nell'esergo, Clau-

che nelle sue rovine testificava gli effetti dell' improvvida resistenza opposta dal furore democratico all'armata liberatrice.
vi fu

di Moniim. JJndique Dclecto

Gemino

A memoria perenne
si

del fatto

Portae Praenest. Adstructo Aedificio Anno 1 84 1 Fuori di questa Porta Maggiore dovr uscire la Strada-ferrata Pia Latina, Q.O chiamata dalla societ di tal
.

posta l'iscrizione che

legge nella

Civilt Cattolicavo. 7,p.

5i2.

A s. Pan-

crazio
zioni.

feci

parola delle patite devasta-

nome che
sotto

ne incominci

la

costruzione
in seguito

gli auspicii di

Pio IX,

delle ordinanze minisleiiali


'

del 2

no-

vembre 1849 ^^ 8'^'8"^ i85o. Il suo andamento sarebbe per Frascati, Mari^

Felietri, la valle del SaeProsinone q Ccprano. I lavori di movimento di terra furono alla fine del
tto,

no ^ Albano,

Porta s. Paolo. Dalla via ebbe nome Osense per condurre a Ostia [f"'.); ma dopo che fu edificata la Chiesa di s. Paolo [V.) cominci a chiamarsi Porta s. Paolo. Nella guerra gotica si narra da Procopio, che nel 549 soldati isauri vi
di
'

introdussero

goti.

Per

essa vi entr re

i85i protratti per circa 1 5 kilometri fino sotto Ciampino. Furono eseguiti due
ponti di bella e solida costruzione,
il

Ladislao nel 1407, chenell'anno seguente la fece murare, quindi nel i4io la riprese
il

i.**

gresso d'Adriano
archi, e

popolo, romano. Del solenne inVI parlai a Ingressi e


in origine fu a
si

pi grande presso

le

mura, sopra

la stra-

Ostia. Questa porta


la

da

di circonvallazione, l'altro pi picco-

dimostrazione di fallo

due ha

lyG
fornici,

POR
nppnnto a due
chiuso
:

POR
1

nella porta inlei-na clie

56

Milzia la critic pel bizzarro dise-

uno aperto,
credono
il

l'altro

le

due
i

gno;

il

Papa divisava
che
si

porte

si

piedi sopra

epoche diverse. E 2 piano antico di Roma, per


di

l'obelisco

di collocarvi sopra vede a Monte Pincio. Per

cui fu costrutta vina.

Verso
s.

il

quando i43o vi

la citt
si

era in ro*
l'iscri-

leggeva

xione d'Onorio analoga a quella esistente a

la strada che vi conduce, denominata per lui Pia, impose una contribuzione. La porla Nomentana fu alquanto distante verso quella di s. Loren-

raddrizzar

Porta

Lorenzo. Nibby, Analisi dei


l.

zo; aperta da Onorio, serv sino n detto

dintorni di

Roma

3, p.

2, dice

che

quivi fu Porta Lavernale di Servio, alla

anno i564. Sebbene comunemente sia chiamata Nomentana per la via consolare sulla quale
si

quale Onorio
si

sostitu la presente.

Veda-

trovava,

nondimeno
la

nei

Meni, sulle campagne par. 1, p. 1 29. Presso la porta la famosa Piramide o sepolcro di Caio Ceslio settemNicolai,
"viro degli

bassi tempi e specialmente nel secolo

XV
.?/-

fu chiamata di

s.

Agnese per

chiesa o-

monima
le

cui conduce. Nicolai, M(?///.


par. i, p.

epuloni, cio sacerdote di quel

collegio destinato a presiedere e apparec-

265, la crede esistente prima d'Aureliano, che fu pure detta Catularia perch ne'sagrifizi che qui dappresso si facevano, s'immolavano cani; Figulense o Ficulense perch vi fosi

campagne

chiare

banchetti o lettisterni, che s'imai

bandivano
trarne
il

numi per

placarli e

imperi-

favore.

Fu

edificata per testain

mentaria disposizione
vestita di lastredi

33o
1

giorni, e

sero terre e manifatture di vasi


piuttosto perch di

marmo bianco.

E' qua-

3o palmi, menha 1 65 d'altezza, sorpassando quella della maggior piramided'Egitto di cui ba la forma. La cella sepolcrale ornadrata e ogni lato misura
tre ne
ta di alcuni genii, figure, vasi, ec. a fresco.

culea citt di

fguli, o qua si andava a FiSabina come Nomento.

Porta del Popolo. E succeduta alia Flaminia, prendendo il nome dalla via consolare costruita da Caio Flaminio, e conduce a Ponte Molle (^.). Appartiene
al recinto

Alessandro VII

la

fece restaurare nel


l'illustr

onoriano,

ma non

sta nello

i6635ed Ottavio Falconieri


Discorso e tavole, ch'

in fine

con della Ro'


pirami^

ma

antica di Wardini. Avanti

la

Flaminia d'Aureliano fosse nella falda del Monte Pincio, sovrastante la contigua Chiesa di s.
stesso sito; pare

che

la

de un muro di cinta racchiude il campo e cimiterio di quelli che non muoiono nella fede cattolica, vasto spazio con monumenti sepolcrali d'ogni maniera, con
belle sculture ed eleganti iscrizioni.
i

del Popolo (^.), a tempo della guerra gotica nel 535, quindi trasportata nel Campo Marzio da dove nel 7 1 5 la

Maria

piena del Tevere svelse la porta,


cai a

come toc-

Due

sono campi, ambeduesoltolasorveglianza del municipio romano, che ha giurisdizione sul propinquo e rinomato Monte di
lai

Ponte Sisto (F.). Landucci, Origine del tempio di s. Maria presso la portaj ec. p. 22, pretende che si chiamasse Flumentana, la quale come descrissi in
principio fu altrove. Anastasio nel

Testaccio e suo recinto, di cui par-

IX

se-

277. Porta Pia. Fu da Pio IV sostituita nel i564 alla Nomentana che conduce^^^i2iNomento[V.), e rest imperfetta per sua morte: la descrissi ne'vol. XLIV, p. 86, e LI, p. io; potendosi veder l'idea originale nel Bonanni, Numis. Pont. 1. 1,
p.

nel voi.

XLVI,

colo la

chiama Flaminia,

indi nel secolo

seguente di s. talentino peva chiesa magnifica con cimiterio eretta a quel santo,
stito sino al secolo

con monastero che sembra aver esiXIV: ne parlai ne'vol.

X,p. 235, XIII, p. 149, e in altri luoghi. Tutta volta contemporaneamente si ricordcol

p.
I ."

277, narrando che il Papa vi pose la pietra e molte medaglie a' 7 giugno
1

nome

originaledi Flaminia a'iempi

di S.Gregorio

Ffl, e per ove entr

il

feroce

POR
Guiscardo che produsse quelle rovine, d cui feci menzione in pi luoghi. La comutificia)

POR

177

ne denominazione

di

Nibby per
che
lo die

la i." volta la

Porta del Popolo^ trov nel i4o4>

che fu battuta col prospetto interno e l'effigie del Papa, il quale compose l'iscrizione che si legge sulla porta
:

Faelici

Faxisloqiie

Ornata Ingressui.

come derivante

dalla chiesa attinente,

Anno

ancora alla magnifica Piazza del Popolo (P^.)i ove ricordai tultociche la rende sorprendente (lo che si enumera e dimostra con pianta e veduta nel 3, p. 258 delle 3Iem. Roni.): prima
t.

i655. Osserva Novaes, che Alessandro VII con tale epigrafe volle accennare e non dichiarare ai posteri, che

Tornamento
regina.

lo fece

per l'ingresso della


torri

La parte inferiore delle

qua-

si

drate, che la fiancheggiano nella parte

disse di

s.

Maria del Popolo,


1

poi per bre-

esterna, l'edific Baccio Pintelli sotto Sisto IV, fasciandole di

vit Porla del Popolo. Nel


dificata di

564

^^

*''6-

marmi

tolti

dal

mo-

nuovo da Pio IV cqn archiera stala cominciata da

numento
nel

sepolcrale antico e posto nella

lettura di Barozzi da Vignola, e secon-

piazza, fatto diroccare dal Papa,

quando
ho

do Baglioni

narroti. Nella parte esterna

Buoornata da

i47^

fece la facciata della

propinqua

chiesa.

Ingressi soleivivi

m Roma

4colonne doriche^ 2 di granito e 2 di breccia paonazza; poggiano su basamenti molto elevati che sostengono le statue de' ss. Pietro e Paolo patroni di Roma, scolpite da Francesco Mochi, ma secche, manierate e meschine, non degne del princi

descritto anche quelli fatti per questa pri-

maria porta^ perci ornata a festa, segnatamente quello di Pio VII nel 1 8 1 4, che
poi abbell la meravigliosa piazza con o-

pere che termin Leone XII; a Pio VI poi descrissi il magnifico trionfale ingresso del suo cadavere. Nel

pai ingresso di

Roma splendida sede delmura,

1849
a'

la fortifi-

le arti.
s.

Erano

state fatte per la chiesa di


le

carono

repubblicani, ed

3 luglio vi

Paolo fuori

ma non

essendo

riuscite di

soddisfazione dell'abbate di

entr l'esercito francese comandato dal generale Oudinot.

Monte Cassino e

rimaste alla moglie dello

scultore, Alessandro

VII per consiglio del

maggiordomo (di cui nel vol.XLT, p. 267) le acquist per rooo scudi e colloc dove sono (anche a'nostri giorni due altre statue de'ss. Pietro e Paolo destinale per
detta basilica,

Porta Portese.'K la prima sulla sponda destra del fiume e fu sostituita alla Portuense di Onorio demolita neh 643,
situata al termine dell' alborata Bufala-

ra^ circa

1700

piedi fuori dell'attuale, di

cui parla Nardini,

Roma antica^.

43.

II

ma

bellissime, furono sip.

nome di
tico

Portese deriva da Portuense, per

tuate altrove, voi. LUI,

191).

ta stessa per l'architettura troppo

La porma-

la via sulla

nierata e meschina, piccole

le

colonne,

quale trovasi, che mena all'anPorto di Claudio, al vescovato di Porto (F.) ed a Fiumicino. Ne ordin la costruzione

altissimo l'attico, povero l'archivolto, an-

gusta nelle proporzioni e nell'ingresso per


la

il

frequenza del popolo, biasimata pure

dal severo Milizia, Fite degli archit. p. 265. La facciata interna fu edificata con
architettura ignobile di Bernini d'ordi-

Urbano Vili, allorch restrinse mura da questa parte, ma nel i644l""ocenzo X che gli successe la termin e vi pose il suo stemma, essendo stagiro delle
to architetto Marcantonio de Rossi.

ne d'Alessandro VII, pel solenne ingresso di Cristina regina di Svezia divenuta cattolica,, che descrissi nel voi. XXXV, p. 182 e in altri articoli. Bonanni, iVajiis.

sito

Porta Salaria. da quella che

K
vi

alquanto variata di fu aperta neli'amfatta d'Aureliano,

pliazione delle

mura

credendo Nicolai che fosse gi detta Collina, Quirinale e Agonale, prendendo il no-

Pont.

l.

2,p. 640, riporta

la

meda-

me
bini

di Salaria dalla via per la quale


si

sa-,

glia (ve

ne sono due conii nella zecca pon


VCL. LIV.

recavano a provvedersi di sale in 12

178

POR
o perch per essa seguiva
il

POR
tras-

Roma,

ambedue

la

porta fu addobbala festosa

porto del sale dal mare in Sabina per la via ostiense, proveniente da Ostia. Due
poi sono le vie Salane, la vecchia di cui

mente. Belisario oNarsete magnificamente la riedificarono coi marini squadiati


tolti

dai

sono vesligie nelle vigne a destra, che conduceva a Ponte Molle, la nuova a sinistra che conduce a Monlerotondo, strada celebre pei sepolcri e templi dementili, pei
cimiteri e

la

| porta pi imponente di quell'epoca: 1

monumenti

della famosa via,

ed

nella chiave dell'arco inteina grafita la

croce colla formola greca, Dei gratia, con


sotto l'invocazionede''rtm te

Conon, San-

catacombe
illustr.

de'cristiani. C.

Ar*

de Giorgi
zantini.
colai,

protettori delle milizie, prova

duini,

Nuova

del Piceno, appen

evidente che fu riedificata dai capitani bi-

dicesulla via Salaria^diceche partiva dalla

porta Collina di

Roma, e transitante per


Ve-

Per altre notizie si pu veder NiMeni, delle campagne par. i, p,

Ascoli
dasi
t.

menava

fino alle salined'Alria.

Nihby, Analisi de' dintorni di Roma^ p. 632, della via Salaria. Questa por3,
il

167. Prima di uscir la porta si vede l'arco trionfale di Druso, d'un solo fornice,
di travertino rivestito di lastre di

mardi

ta ricorda

fatale ingresso de' goti

nel

mo. Le
colonne
distalli,

faccie
di

erano ornate ciascuna


rette

409 a'24

agosto.

Le

torri

che

la

difen-

marmo numidico

da

pie-

dono sono in parte abbattute, e mostrano essere state riedificate dopo quella sciagura, sulle rovine delle torri pr