C3 Y&é

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

PRINCIPALI
PIÙ

SANTI, BEATI,

MARTIRI,

PADRI,
AI

AI

E

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

VARII

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADI DELLA GERARCHIA
ARCIVESCOVILI
E

DELLA
AI

CHIESA

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE
SACRE,

CITTA*

PATRIARCALI,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII,
RITI,

ALLE FESTE PIÙ
PAPALI,

SOLENNI,
E

ALLE

ALLE

CAPPELLE

CARDINALIZIE
OSPITALIERI,

PRELATIZIE, AGLI ORDINI

RELIGIOSI,

MILITARI,

EQUESTRI

ED

NON

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO
SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTITÀ PIO

IX.

VOL. LV.

IN

VENEZIA
MDCCCLII.

BALLA TIPOGRAFIA EMILIANA

^

S*

\

* > v ^j

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

POV
1 OVERO. Egens, Egenus, Inops, Mendicus, Pauper.Cheha scarsità e mancamento delle cose che gli bisognano;
contrario di ricco.

POV
sono fare dal cristiano, tanto comandate, quanto eseguite di propria elezione, e che

formano l'osservanza
a 3
soli capi,

della legge e l'eser-

La povertà volontaria

cizio delle virtù, soglionsi

anche riportare

è lodata nel vangelo,

come

a

la

i

.

delle

cioè all'orazione, al digiu;

beatitudini. Gesù. Cristo l'ha santificata
nella sua persona e in quella de'suoi genitori, in quella de'suoi apostoli e de'più
perfetti discepoli.
taria, soprattutto

no, all'elemosina

nella parola elemosi-

na s'includono

tutte le opere di miseri-

cordia corporali e spirituali. Vi sono dei
poveri industriosi e onesti che vivono del-

Mala povertà
quando

involon-

essa è estrema,

uno scoglio sì grande perla virtù, che Salomone domandando a Dio che lo preè

servasse dagli scogli contro quali corrono
i

pericolo di urtare coloro che posseggono

grandi ricchezze, lo supplicò altresì perchè non permettesse d'essere esposto ai pericoli d'una estrema miseria. La povertà è considerata in alcuni luoghi della
s.

ma non tutti appartengono a questa classe; vi sono molti di quelli che quantunque il vogliano non possono guadagnare il pane coli' opera delle proprie mani, ed altri che quantunque molto fatichino, non giungono però a
le loro braccia,

procurarsi

il

necessariosostentamento. Di-

ce ilcardinal Monchini, Degl'istituti di carità, che questi secondi a parlar propria-

come un castigo e talvolta come una prova. Non vi è nulla di più raccomandalo nella legge antica e nuova
Scrittura

mente
rai

diconsi

i

poveri

:

e perchè gli ope-

possono facilmente cadere in questa condizione, a voler abbracciare il soggetto nella sua universalità,

quanto l'elemosina e
to ai poveri per
levarli.

la

compassione pei
fat-

non

vi si

pos-

poveri; essendo l'elemosina un douo

motivo

di carità e

per sol-

Mg. r Bronzuoli, Istituzioni cai' toliche, dice che le buone operechesi pos-

sono escludere. Ma lo statode'primièancor più infelice, e voglionsi dinotare con più accurato termine indigenti. In una parola, indigente è quegli che nou ha nul-

4
la e

pov
però
si

POV
del cristianesimo; che la

trova in estrema necessità,;
si

moderna

filan-

povero

chi

ha poco e però

trova in nela re-

cessità anch'egli,

ma

solo

comune:

ligiosa carità invita al soccorso dell'uno

da Gesù Cristo raccomandata, quando disse: ama il tuo prossimo come te stesso,
tropia

non

è già quella carità tanto

e dell'altro.
sero

Sembra che
asili

nelle provincie
si

fa del

bene a

tutti

per

amor
il

mio.

I

ne-

d'oriente, culla del cristianesimo,
i

apris-

mici del cristianesimo, gelosi della virtù
ch'esso insinua, soppressero
rità,

primi pietosi

e

si

destinassero
vi si

nomedi

ca-

ai Pellegrini

(V.): ben presto

prese

sostituendo quello di filantropia.

Ma

cura

altresì degl'infermi,

quindi degli or-

fu la caritàcristiana che innalzò tra noi gli
asilide'poveri ede'malati, degli orfanelli e
delle vedove, e
asili
i

fani, de'vecchi, degl'invalidi,

de'mendici. Col volgere del tempo furono istituiti Ordini militari ed equestri (f), non che
poveri malati. Galvagni,

vennero in soccorso di detti moderni, quando si trattò di presie-

ospitalari per esercitarsi nell'ospitalità e

dervi per lucro e interesse,
così quelle rendile destinate
degl'infelici.

diminuendo
al

nel ricovrare

i

sollievo

Il povero, distingue due sorte di poveri,
di

Gesù

Cristo e del demonio.

I

poveri

di Cristo, pazienti, umili, tenti dello stato in cui
la divina
si

modesti econ-

Questa tanto celebrata filantropia non ha indotto sin qua alcuno a consacrarsi Missionario (F^),o suora della

trovano posti dal-

Carità(F.), per tutto

il

corso della

vi-

provvidenza e del sussidio che
si

ta a traversar mari, a curare le

più schi-

ricevono, non

saziano di ringraziareldlo

fose malattie, a sprezzare

il

pericolo del

dio e benedicono quelli che

fanno.

I

contatto pestifero e della morte; e ciò

poveri del demonio, nemici del buon or»
dine, infingardi, mentitori, ubhriachi e
disonesti,

mormorano sempre, non sono
sempre petulanti;
i

non per acquistar la fama del mondo, ma per piacere a Gesù Cristo, cjie fu piagato e confitto in croce per noi. La Chiesa com
balle nelle sue causela povertà,

-

mai

contenti,

se

rin-

ma

vuole

chiusi in qualche stabilimento di pubbli-

ca beneficenza, maledicono
gli

fondatori e

amministratori. Mg.rCiofi vescovo di
in

che si rifletta che il Salvatore nacque po« r veroin un Presepio[J .) per insegnar la poca stima ch'ei fece de'comodi terreni; essa
vuole che
gli
si rifletta,

Chiusi e Pienza osserva
le,

una pastora-

che

se

nascemmo
di

tra

che la Chiesa fino dal suo principio mise in onore la povertà, visto nascere nella miseria il Redentore: essa sa che vi saranno sempre tra noi de'poveri, sa che bene spesso la povertà è il frutto de'vizi e delle passioni; e mentre combatte le cause e gli elFetli, porge benefica la mano a chiunque ne rimase vittima quantunque volontaria. Insegna che la carità è il vincolo della perfezione, che unisce e conserva le altre virtù, per cui l'uomo si rende perfetto; insegna l'amore ai
patimenti, e addita
li
i

agi fu

pure suo dono, che

questo

dono facciamo parte ai poverelli che languiscono; che Gesù Cristo reputerà fatto a se stesso quanto faremo ai disgraziati e ci colmerà di premi. La Chiesa vuole e comanda che si soccorrino mii

seriche per malattia o altri casi sonoesposii a strettezze. La beneficenza è un do-

vere pel ricco, per lo stalo. nel limite di sua potenza, un benefizio della religione che comanda di porgere aiuto ai nostri
simili bisognosi.

Ma

il

socialismo o

Pan'

tesori di virtù, a'qua-

teismo {V-)>
i

il

più assurdo e funesto tra

nascosti nella povertà e nel dolore apre

la via colla

povertà volontaria e colle vo-

beni di questo

vaneggiamenti, dice all'uomo: tulli i mondo sono di tuo dirit-

lontarie privazioni.

Applaude a

tutte le

to; la proprietà è furto.

La
il

religione al

sagge prove che la società immagina a miglioramento della miseria, chiede solo
di esservi unita, onde prestarvi lo spirito

contrario proclama:

ama

tuo prossimo,

comanda con
re, obbedisci

dolcezza se devi

comandaobbedire,

con gioia

se devi

d

POV
il

POV
il

5

mio regno non è

di

questo mondo,
il

più umile della terra sarà
zato nel cielo.

più innal-

poveri nel proprio Palazzo aposlolico, oltre la Lavanda de'piedi (V.).

Pranzo

ai

Ad Elemosina

discorsi del precetto e vir-

centro della religione d'amore, che ha per principio l'amar il proprio si-

Roma

tù dell'elemosina a chi

può

farla, e del

mile come se

stesso,

seguitando

la

vera

vantaggio immenso che se ne ritrae. Che le Oblazioni (Pedi, dicendo a questo ar-

indole della carità cristiana, ridonda di

venerande e benefiche istituzioni versoi poveri e gl'infelici. E ben può dirsi cattolica la carità romana, poiché quasi tutte le nazioni
li

che la Chiesa le ricusò da quelli che opprimevano poveri eche questi eraticolo
i

contribuironoa fondarvi

uti-

no dispensati dalle oblazioni) si dividevano in 3 parti (quanto alla durata di tal disciplina V. Palazzo), una delle quali
pei poveri e Pellegrini (V.).

istituti,

Ospizi, Ospedali, Collegi,

Do-

Avvertirò

ti

(F.) e altri soccorsi, essendo grandisil

simo
nieri

numero
il

delle Arciconfraternile

con Berlendi p. 170, Delle oblazioni, che poveri non avendo che olferirepel sai

e Confraternite che fra gl'istituti limosi -

grifìzio se

non

il

desiderio, acciò

non
tal

reil

tengono

primo luogo, come per

stassero privi del frutto del sagrifizio,

opere di carità cristiana, anche a vantaggio delle Verghile Ve~ dove {V.), e d' ogni specie di bisognosi.
l'esercizio di tante
]

sacerdote per renderli partecipi in

mo-

Papi luminosamente cooperarono
città in

alle

tante belle opere che risplendono nell'al-

a Dio li raccomandava: Suscipe Deus miniera eorum,qui offèrre volunt, et non habent. Ciò anche in ordine ai defunti, cheavendoavutoun tal volere, non han-

do

ma
si,

favore de'poveri

d'ambo

i

ses-

col

proprio peculio, con l'erario pub-

blico e colle casse de Lotti (F.), della
teria e

Da-

de Brevi (F.)j cardinali, prelati, ne imigenerosi esempi, come vado cei

signori e persone

d'ambo

sessi

tarono

i

quanta questa mia opera. E impossibile impresa il volere noverare tutte le limosine, che sotto svariate forme e maniere si distribuiscono ai
in tutta

lebrando

no avuto poi il potere; poiché essendo anche poveri membri della Chiesa, non era conveniente chele loro anime restassero senza sulfragio perchè lóro parenti si presentavano senza oblazione. Inollrea Elemosina ricordai le antiche Collette(F) o\e questua (F.) pei si facevano le Collette
i
i

:

poveri;

la

grande carità de'primi

fedeli, si-

no a vendersi Schiavi(V.) per nutrire ipoveri; delle necessità di questi, delle provvi-

poveri d'ogni specie nella beneficenlissioltre le private largizioni periodiche o mensili d'ogni ceto di persone. Ad Elemosiniere parlai dell'uffizio

ma Roma,

denze prescsull'elemosineda'concilii, e sugli antichi accattoni dissi pure delle mae:

stre pie, dellespezierie, de'medici, chirurgi e levatrici pei poveri di tutti
i

rioni, dal

dell'elemosiniere, dell'antico Sacellario

cui spettava dare le limosine del

Papa,
questo

poi chiamalo Elemosiniere del Papa(F.),

Papa regnante attribuitealmunicipioromano. 1 Diaconi Cardinali (F.) furono istituiti dai Papi, dopo quelli degli apostoli, anche per soccorrere ipoveri,e prender cura degli orfani e de' pupilli, onde ebbero case, ospizio e ospedale per ricettarli,

e degli elemosinieri de'sovrani.
articolo
della
feci la

A

storia di tale ministro e

diversi

Elemosineria apostolica. Dei tanti modi e tempi dell'elemosina fatta esemplarmente dai Papi colle stesse loro mani, essendone restata memoria nel Succintorio (V), o per mezzo d'altri con
ispleudida generosità e
te

alimentarli e curarli, presso le Dia-

animo veramenimbandire
il

paterno; avendo notato quali Pontevi si

le maniche larghe deldalmatica simbolo di loro liberalità; mentre le Diaconesse (F.) presero cura delle povere orfane. A Matricola (V.) ragionai ancora di quella che ne' primi

conie [V.), essendo
la

fici

distinsero, siuo a

secoli della Chiesa

conteneva

la lista dei

6

POV
suo abito,

POV
quelle del proprio onorevolissimo uilicio.

poveri de'due sessi, alimentati a spese della medesima, specialmente le vedovee pupilli,

A Mantellone non

con rendite chiamate vialricularii, nella casa detta Matricida pauperum , contigua al tempio, ove abitavano que' poveri

ma

solo meglio dissi del che non può ammogliarsi

dopo

essere insignito della carica.

A Go-

vernatore di Roma egualmente ne tenni
proposito,

denominati matricolari. A Difensore parlai purede'difensori de'poveri e del popolo, non che della Chiesa, come quel la

comechè

fece parte del suo tri-

bunale,inun

agli altri procuratori dei po-

veri subalterni, dicendo del loro accesso
alla visita delle prigioni,

chesempre prese
afflitti,

la

protezione de'poveri,
gli

nonché

alla visita

vedove, orfani, contro

oppres-

generale delle carceri con altre notizie.
ra
fa

O-

sori,

e

il

potendo giudicar le cause tra'poveri popolo minuto sino a una certa somIl

parte del Tribunale crimina le di Ro-

ma, componendosi
ri, di
ri,

ma.

Patrizio di

Roma (P\) doveva diPossesso de'Papi

fenderei poveri.

A

ram

-

la procura de' pover mg. Filippo Baffi avvocato de'pover edi mg. Bonaventura Orfei avvocato

mentai l'anlico

rito di tal funzione, di

dei poveri coadiutore d'Orvieto, di

4 Pro-

spargere monete al popolo, con versetti risguardanti i poveri. A Difensori della

curatori de'poveri, d'un procuratore ag-

giunto, d'altro onorario, del procuratore
dei poveri per la carità de' carcerati, e del
sollecitatore delle cause de'poveri.

chiesa romana
pi, notai

istituiti

ne'pi imi suoi

tem-

che loro spettava patrocinar le cause anche de' poveri, perciò spediti dai Papi in remote parti per accorrere inaiulo
a quelli
s.

A No-

che imploravano l'autorità della
Ivi dissi

Sede.

ancora de'7 difensori reistituiti

menclatore dissi che a lui è succeduto l'avvocato de' poveri, altri dicono 1' Uditore della camera: il nomenclatore cavalcava vicino al Papa per ricevere Memoriali
i

gionari di

o meglio stabiliti da s. Gregorio I, che si mandavano per le provincie anche per distribuire ai poveri
i

Roma,

[V.) di chi avea bisogno di aiuto, di grazia

o

di soccorso. Cartari,
s.

Syllabum ad-

vocalorum
tizie di

Consistorii, riporta le no-

danari

lasciati dai testatori,

molti avvocati de'poveri, profon-

e

come

a questi difensori successero gli

di giureconsulti,

insieme a quelle del dot-

avvocati concistoriali (V.). A questo articolo parlai di

tissimo padre di Paolo

V,
il

cioè

Marc'An-

uno

del

medesimo

cospi•

tonio Borghese decano degli avvocati concistoriali,

cuo

collegio,

che funge l'antichissimo e ri

che

si

meritò

titolo di

padre
si

levante ufficio di Avvocato de poveri, per
l'obbligo che ha di difenderli,

e protettore de'poveri: nel di elogio splendido di
s.

moto-proprio
in cui

massime

se

Pio V, ed

carcerali o condannali a morie, dicendo

parla delle grandi sue benemerenze e delle

che prima avea parte doppia dal palazzo apostolico, come famigliare del Papa, con altroché lo riguarda. Morcelli lo chiama advocatus plebis, advocalus populi, advocatus public.

attribuzioni e prerogative del nobile e

meri torio uflìzio.questo magistrato si chia-

A

Concistoro

lo ricordai

ma Advocati pauperum, uffizio stabilito ab antiquo, ad defensionem pauperum, praesertim carceratorumj e uella lapide
sepolcrale,

per

le

perorazioni che vi fanno perle Ca-

Magno pauperum

advocalo.

nonizzazioni, e di quelle che si fecero sino ad Urbano Vili su gravissime cause criminali.
lai

A Camera

apostolica ripar-

Garampi, Osserv. delle monete poni. p. 278, nel documento della zecca di Roma del i545j rogato da diversi camerali e
dall'avvocato de'poveri Gio. Luigi d'A-

dell'avvocato de'poveri per appaile-

nerea quel tribunale,del suo posto in cappella pontificia, del suo titolo di monsignore e abitodistinto
di manlclletlone, e

ragona, che lo era fino dal

1

l'òi, avverte

che

i

De Rubeis
1657, a

nel

Defensor redivivus,

Roma

p.

che non può trattare altre cause olire

logo di quelli che

28K nel darci il catahanno esercitato l'uf-

POV
fizio di

POV
far orazione

7
alla saI

avvocato de'poveri nella curia romana , essendo assai digiuno quanto ai tempi più antichi e senza notare il tempo
in cui visseciascuno, ne riportai seguenti,

ed essere ammessi

gra mensa insieme coi principi.
se e la

poveri

abitavanoallora fuori della Porta Ostien-

Porta Trigemina, e

vi

riceveva-

e potranno servii edi

opera e a quella

di

supplemento a detta Cartari. Gio. Bruni

no

la

limosina,

come

attestano Plinio e
poi la lo-

Plauto, dicendo

Ammiano che
al

Doknsis advocatuspauperum in romana curia seguitò Papa Urbano V allorché da Avignone si trasferì a Roma nel 1367. Gio. deMilisdi Eugenio IV. AntonioRod'Arezzo insignegiureconsulto. Lelio della Valle del 1472. Francesco Pellati
selli

ro abitazione fu trasportata
I

Vaticano.
sta-

poveri di ciascun rione di

Roma,
li

da Padova del i479- Coronato Planca ammesso nell'officio da A lessandro V nel
I

vano sotto la cura di 7 cardinali diaconi; il Papa ne sapeva il numero, e sosteneva abbondantemente. Papa s. Solerò del 175 fu sommamente liberale co'bisognosi ed aumentò generosamente il pio costume usato fino dalla nascente Chiesa
dai 12 suoi predecessori, nel soccorrere

i495. Paolo Planca del i5o4; gli successe nel 1 5i 1 Melchiorre Baldassini. VePietro Paolo Sanspasiano Cesi del 1 53
1
.

con copioso sovvenimento
di rimotissimi

i

poveri,

anche
perse-

luoghi e nelle più lontale

guinei del i548.

M.
1

A. Borghese sud-

ne parti del mondo. Malgrado
cuzioni nel pontificato di
s.

detto lo era già nel

54*). cui successe nel

Cornelio del
clero,
,

1574 Lorenzo Campeggi arcidiacono

di

Bologna. Vedi Plettemberg, Notitiacongreg. p. 55 1 , De procuratore pauperum,

254 in Roma si contava numeroso i5oo vedove e moltissimi poveri

tutti

parlando di questo e di quello del sodalizio di
riell'
s.

Girolamo

della carità. Piazza
,

Eusevologio trat. 3 cap. 5: Dell' avvocalo e procuratore de'poveri, eru-

ditamente discorre di loro origine e pregi, come di quanto fecero le altre nazioni, anche gentili e idolatre per la difesa de' poveri. Del modo come procedono
alla difesa de' poveri, colla prescrizione
di
s.

Pio

cerati
in

che debbono rilasciarsi carper debiti se non sono mantenuti
i

V

mantenuti dalla pietosa carità della chiesa romana. Nel concilio romano tenuto da s. Silvestro I alla presenza di Costana tino, venne stabilito che la 4- parte delle rendile della Chiesa fosse impiegata a beneficio de'poveri e degl'infermi. Nel 4oo circa si aprì in Trastevere un Ospedale pei malati, mentre altri se ne erigevano a Ostia ed a Porto, quali istituti se cedono per anteriorità di tempo a quelli aperti in oriente, furono al certo prii i

mi

d'Italia e delle regioni occidentali. In
le

prigione dai creditori, in uno

alle be-

Roma
i

più nobili e antiche matrone,

i

nefiche disposizioni degl'imperatori e dei

patrizi e persone consolari, e soprattutto

Papi. Riporta

il

giuramento imposto da
le

Papi, furono esempi di carità fin dai prisecoli e in
si

Innocenzo
de' poveri,
di

li

agli avvocati e procuratori

mi

ogni tempo, imperocché in

non che
all'

belle prescrizioni

Roma
lustri

tenne sempre carissima questa
il*

Paolo

V

avvocato de' poveri per

splendida eredità trasmessale da'suoi
antenati, sicché

la loro difesa e patrocinio,

sitare spesso le carceri
gli altri

dovendone vio per mezzo desin
i

può affermarsi con
Meni, sull'an-

sicurezza che nessun'allra metropoli ne
fu più doviziosa. Nicolai,

procuratori o sostituti.
si

Dal Rinaldi
veri
tico,

apprende come

dal
po-

nona di Roma, celebra
i

i

frequenti sussidi

principio del cristianesimo solevano

mendicar fuori delle chiese nel pornon essendo loro lecito entrare in

che Papi distribuivano alla plebe di Roma, specialmente in tempo di calamità,
sino dai primi secoli della Chiesa, e delle
loro paterne cure ne'tempi di carestie, on

chiesa a

domandare

limosina, bensì co-

me

agli altri era loro

aperta

la

chiesa per

de provvedere

la città

de'generi necessari

1

9

8
ni

PO V
le terre, indusse

POV
gine in pregiudizio della coltivazione del-

sostentamento. Nel L 3, p. 377 e seg. degli Alti di archeologia si contengono
le

Augusto a ridurre
il
1

tali

3 seguenti erudite e importanti dissertazioni. Di Nicola Ratti, Sopra gli stabitichi

distribuzioni frumentarie per quadrimestri.

Nérva però fu

istitutore,

quin-

limenti di pubblica beneficenza degli an-

di Traiano, dei sussidi alimentari a van-

romani: Delle opere" di pubblica

be-

taggio di

Roma

e degli oppidi d'Italia pei

neficenza de' cristiani de'primi tre secoli.
rie degli antiehie loro differenza

poveri d'ogni età, oltre i congiariodonio
largizioni di grano e altri generi, che go-

Di Giuseppe de Mattheis, Sulle infermedai moi.
a

derni ospedali. Nella

Ratti, nell'illu-

strare gli stabilimenti di pubblica benefi-

deva la capitale (larghi donativi che avevano luogo nelle festi ve ricorrenze, e di cui trattai altrove, gratificazione che la prepotente soldatesca e
te
la

cenza degli antichi romani, diceche non ve ne furono sotto la repubblica, in cui
a

turbolenta e petulan-

plebe pretese poi per obbligo). Quest'e-

Roma non

v'

erano indigenti e persone
perchè ogni

prive d'ogni maniera di sostentamento,

sempio fu imitato da molti ricchi privali romani edi non poche città d'Italia, ed Adriano favori e protesse questa beneficenza, cosi
le rispettive

oziosi a carico dello stato,

cittadino dovea esercitare

un impiego o
nel voi.

un mestiere, almeno
agricoltori e militari.

e quasi tutti erano

Nondimeno
onore

IX,

p.

264

riportai l'erezione del
in
il

tempio
fi-

alla Pietà
glia,

romana,

di quella

che alimentò

carcerato genitore,

portandosi poi alla propinqua Colonna
lattaria del
ri

Antonino eM. Aurelio, de'quali mogli si distinsero per questa parte al pari di loro. Tutto variò sotto Comodo, che non prendendo cura degli afFurj, molto meno si occupò della pubblica beneficenza. Nella peste poi che nel 8 afflisse I talia, per morte perirono padro1
i

Foro

Olitorio

i

bambini spupia casa
di
s.

ni de'terreni

per trovare

le nutrici (della

censo agi'

istituti

che corrispondevano annuo alimentari, e niuno actrat-

degli esposti trattai a

Ospedale

Svi-

correndo a rimediarvi cessarono a un

bito). Col declinar della repubblica ab-

to le rendite, per cui Elvio Pertinace fu

bandonate

le

antiche virtù,
il

la sobrietà,
si

costretto farli cessare. Dipoi nel secolo

IV

e introdotto

fatale Lusso^P^.),

scon-

volse e disorganizzò l'ordine pubblico; a
tuttociò
si

sMncontrauo esempi di distribuzioni frumentarie sotto gl'imperatori cristiani. A
queste beneficenze sovrastava
degli alimenti.
Il
il

aggiunga
le

la

popolazione
civili

man-

prefetto

data alle colonie 3
scrizioni,

guerre

e le pro-

mensile assegnamento
terzo

che fecero restare prive di sussiclas-

del vitto della

femmina era un
i

meno

stenza una classe di persone, che necessa-

del maschio, mentre

riamente ricadde a carico delle altre
si

erano nel numero di
a quello delle

maschi alimentari gran lunga superiore
e poco più della

de'cittadini e del pubblico,
nell'Italia. In

in

Roma

femmine
i

che
la

questo stato trovavasi

io." parte. Al convitto alimentare
si

regione quando Augusto divenne imil

ammettevano
i

peratore,

quale compassionando
il

la

mi-

anni, e

non due sessi prima de' ne godevano sino al i41efemmi«
maschi, cioè
alla
gl'italiani,
gli

seria di tanti infelici, nel fare
l'

giro del-

ne, sino al 18

Italia fece

una distribuzione pecuniapadre
di

mentre
fanzia
si

abitanti di

Roma sino dall'inpercezione.

ria a ciascun

famiglia in proe colla plebe

ammettevano

porzione del
di

numero de'figli,

Ratti crede che in alcuni luoghi d' Italia
i

Roma

fu più generoso, ed in tempi di

fanciulli e fanciulle

povere fossero

carestia dispensò grano,

gratuitamente

alimentate in case di convitto, avendosi
in dini

o a bassissimo prezzo, com'erasi talvolta praticato dalla repubblica mensualmente. Ciò fomentando l'ozio e l'infinga! dag-

mira l'educazione peraverne utili cittaaltri istituti alimentari furono ope:

ra di privati cittadini.

Ma di

questi stabir

PO V
menti di pubblica beneficenza di Roma pagana, n' ebbe assai piùe piùpregievoli Roma cristiana fin dai primi secoli; prili
i

POV
tori,

9

mariti, moltissimi fanciulli de'loro geni-

quindi come già
le

rilevai, dall'unione

de' fedeli e dalle chiese particolari erano

mi furono
nità,
i

l'è (Ietto di
il

sentimenti d'urna*

mantenute
rio
;

vedove egli orfani
si

de'

quo-

secondi

prodotto dello spirito
,

tidiani alimenti e dell' occorrente vestia-

di carità evangelica

sentimento tanto più

beneficenza che
la

estese per tutta
il

nobile, perchè della legge di natura è più

quanta

Chiesa, e finché

bisogho

lo ri-

perfètta la legge di grazia, onde dai pri-

chiese, dimostrandosi
lità de'cristiani
tiri.

maggiore
gli

la libera-

mi

cristiani

si

aprì vasto

campo

alle
a

più
dis-

verso

orfani de'mar-

belle opere di beneficenza. JNella 2.

Questi alimentati non vanno confusi

sertazione Ratti fa considerare, che in-

coi

mendici pubblici, che

si

radunavano
i

nanzi che

la

religione di Cristo divenisse

presso le carceri de'confessori, o avanti

quella dell'impero pacificamente, e fin-

monumenti

de'martiri, e vi ricevevano la

ché

fu

punito

il

pubblico esercizio di esla fra-

limosina da'fedeli che in folla viaccorrevano, in quella guisa

sa, fu allora

che più risplendette

medesima che
mendici fu
il

poi

il

terna carità de'fedeli tanto inculcata dal
divin legislatore, e lasciò esempi così lu-

luogo destinato
tealle porte delle

ai

portico

esterno delle chiese dopo l'atrio, aderen-

minosi, che invano se ne cercherebbero di
simili nelle altre religioni.

medesime. Interessòpu-

Ricorda

la

ge-

re

il

cuore benefico de'primitivi cristiani

nerale e spontanea comunione de'beni che
fu introdotta sotto gli apostoli, che trattai a

tutti quelli

che per vecchiezza o infermiinabili a esercitare

erano divenuti

un
il

Diacono, a Gerusalemme ove incominciò, e negK articoli relativi (a Disci-

mestiere, dal quale potessero ritrarre
tichi cristiani era diretta a sov venire

sostentamento. La beneficenza degli ani

plina regolare parlai della vita
del clero),

comune

veri

con generale vicendevole beneficenza, che si rese necessaria ne'secoli di Persecuzione (F.)j mentre pii personaggi e

impotenti, di venuti

tali

o per moti vodelle,

persecuzioni o per cause naturali; quei

che
"vita

lo fossero stati

per inclinazione alla
Agi' in-

divote matrone ne' propri fondi dieai

oziosa o per avversione al travaglio,

rono onorata sepoltura

martiri e altri

non entra vano in questo numero.
i

defunti, edificando Cimiteri e

be {V.). Ricorda l'istituzione

Catacomdi Papa s.

fermi somministra vano necessari alimenti

e nelle proprie case apprestavano loro

Fabiano de'7 memorati Diaconi della Chiesa romana, terminando la comunanza de'beni ne'primi del

gli

opportuni rimedi,amorevolmeute servili
,

vendoli nelle cose più
quelli

non

esclusi

IV

secolo al
le

fi-

che cadevano malati nelle Pesti-

nire delle persecuzioni (dopo

quali

i

soc-

corsi della privata beneficenza

non furo-

no più

sufficienti al sollievo delle

umane

miserie, o per l'aumento de'bisognosi o

perchè si scemò
rità, di

il

primo fervore
s.

della ca-

Ospemedesimi primi cristiani fu opera benefica la pubblica ospitalità, quale fu praticata anche dagli antichi romani e da altre nazioni ,
lenze (f-), imitati dai posteriori
dalieri e Ospedaliere {V.). Pei

che

si

lagnò

Gio. Crisostomo,
JNelle

come
sa

dissi

a Ospizio.

Fu

tanto affettuo-

in

Manli. 27, io, Homil.25).
i

ceri (F.)

CarConfessori della Ftde{fr.) ridi aiuto dai loro fra-

ceverono ogni sorte
telli,

ed esemplare, clie mosse l'invidiosissimo Giuliano apostata, per fare risorgere il paganesimo, ad ordinare al sacerdote degl'idoli Arsace, di stabilire in ciascu-

così quelli

condannati negli scavi

ad

metallo, sormontando per questi caritatevoli uffici
pericoli.
i

na

città case

o

ospizi pei pellegrini e pei
i

più grandi ostacoli e gravi

poveri, affinchè

gentili

A

cagione de'frequenli martini,

ciò inferiori ai cristiani,

non fossero in come toccai a

moltissime donne rimasero prive de'luro

Ospedale.

Ad

evitar le frodi depellegri*

io

POV
Iute,

POV
come
Apollo, Se-rapide,
ivi

ni impostori, anche i cristiani usarono le tessere ospitali e poi le lettere formate,

Minerva,
folla gl'in-

Lucina, ec:

accorrevanoin
di

ed

in

Roma

si

esercitò

mirabilmente
i

l'o-

fermi d'ogni specie, per esser guariti dal

spitalità,ove accorrevano

fedeli

qual cen-

medico potere
bi e avidi

que'numi, che

lo eser-

tro del cristianesimo e capitale dell'im-

citavano per mezzo de' loro sacerdoti fur-

pero, d'onde ebbero origine
dali e ospizi

i

tanti ospe-

de'grandidoni che percepivano

che vanta, come

descrissi

a

per l'interpretazione de'sogni e pei rime-

Ospedali di Roma, a Ospizi di Roma, a Pellegrinaggio parlando delle case e bagni (questi si erigevano presso le chiese per pellegrini, come notai a Lavanlavarvi
i

che insegnavano, onde Luciano chiamò il tempio d'Esculapio in Pergamo: bottega del nume. In
di vani e superstiziosi

Roma

fu prescelta l'isola Tiberina, fra

i

da delle MANi)convertiti in alberghi ospitali alle radici del Viminale ed Esquilino, regione in cui secondo Baronio esistevano molti alloggi de'pellegrini, ma non
Palazzi di

ponti Cestio e Fabricio, a contenere
poi

il

tempio e la casa d'Esculapio, ove surse \' Ospedale di s. Gio. di Dio, tanto benemerito dell'umanità languente,mentre ivi

pare essendo piuttosto la Vaticana. A Roma accennai le provvidengli

schiavi

ze de'Papi contro
a

abusi de'proprietari

esponevano o abbandonavano gli incurabili, che! se guarivano divenivano liberi. I ricoveri e infermerie
si
i

delle case, a vantaggio de'pellegrini e dei

presso

templi sorgevano ne' luoghi più

poveri. Nella 3. dissertazione

il

doti.

De

salubri, con bagni, abitazioni e altre co-

Mattheis sulle infermerie o
infermi presso
gli

ricettacoli di

modità. Essendo tenuti per santuari,

il

antichi, a differenza dei
vi furono romàni, e spemalattie divennero
i

moderni ospedali, prova che
presso
i

non ricuperare lasanitàeilmalesitodella cura si ascriveva a mancanza di fiducia
o
di

greci e presso
le

obbedienza

alle

prescrizioni.

Sulle

cialmente dopo che
assai frequenti,

porte o parelio colonne
detti

di questi templi,

anche pegli

schiavi, per

anche
con

Asclepii, a pubblico vantagi

interesse de'proprietari più che per
nità,

avendone pure il bato, chiamandosi siffatti ricettacoli valetudinarium : anche le milizie ne dovea-

umabestiame ammor-

giosi scrivevano
perti, e

farmachi
si

di

nuovo

sco-

iscrizioni

scolpivano

le sto-

rie delle guarigioni. Altre infermerie era-

no quelle
a ricevere

di ricchi proprietari, destinate
i

no avere
medici e

pei'

accogliere

i

feriti

e gl'infer-

loro servi malati.
della carità
tal
:

Ma

il

bal-

mi. Presso
le

gli

antichi le case stesse dei

samo soavissimo
i

che dirige

loro officine o botteghe servii

nostri stabilimenti di

genere,

non

vano
più o

a ricevere

malati anche a dimora,

era conosciuto dai gentili

sotto l'influs-

per meglio

assisterli e sottoporli

a cure
si

so benefico di tal sentimento,

provenne

meno

lunghe,

come

al

presente

una nuova
ficenza
,

specie di ospitalità e di bene-

pratica da alcuni medicj di

Germania e

unicamente a favore della poi

di Francia, a convitto o pensione. In que-

vertà e del bisogno. GÌ' infermi più poveri
,

adopravano gli antichi la paroMedicina (V.), vale a dire officina di medico fornita d'istromenti e di farmachi, oveaccoglievansi gl'infermi o per mesto senso
la

più schifosi

,

più derelitti

,

i

più
i

incurabili,

sono nella morale cristiana
e distinti.
il

soli prescelti

De

Mattheis
s.

ri-

tiene che avanti
biola,

IV

secolo e di

Fa-

dicarli

o per curarli se

vi

restavano
i

,

lo

che celebra prima

istitutrice degli

che accennai a Medico. Però veri ospedali e le pubbliche infermerie degli antichi greci e

ospedali in

Roma
ne

anzi del cristianesimo,
in occidente esistessero

ne

in oriente,

romani erano

i

templi delle
i

tra'cristiani case

e ospedali particolar-

deità salutari,
gli,

come

Esculapio,

suoi

fi-

mente
sime
i

destinati a ricevere infermi,

mas-

ed

i

numi

protettori dell'umana sa-

poveri; bensì pare che in oriente

POV
oltre
i

POV
i

.

t

luoghi per accogliere

forestieri
i

toni
sina.

de tempi antichi, già parlai a Elemo-

J

e pellegrini

che

si

recavano a visitare

santi luoghi di Palestina {V.), dipoi

si
ti

A Elemosiniere del Papa riportai molde'Pontefici che ne'bassi tempi furono veramente padri de'poveri, qui aggiun-

moltiplicassero

le

infermerie e ospizi dei

lebbrosi, chiamati in seguito Lazzaretti (

lio

V. ) , assistiti da' monaci di s. Basiche ne viene considerato principale ida
altri ospitatali; utilissimi

gerò

s.

Felice III detto
I,

IV

,

Pelagio

II,

Severino, Teodoro

stitutore, e

stabilimenti con chiese contigue, destinati

Conone, Costantino, s. Gregorio III, Eugenio II, Gregorio IV, Benedetto 111, e per non diredi
altri, descritti nelle biografie,

ad accogliere

i

poveri infermi, som-

Stefano

V

ministrando loro gratuitamente alloggio,
vitto e assistenza religiosa e medica, che
si

detto

propagarono ovunque a precipua utilità de'poveri, onde Giustiniano I concesse esenzioni e privilegi per favorirne la moltiplicazione
,

885, che pei poveri e per riscattare gli schiavi eminentemente si distinse. II Muratori trattò nella Dissert.
dell'

VI

37

:

Degli spedali de'pellegrini, inalati,

fanciulli esposti de'

tempi

di

mezzo,

es-

rifabbricando
eretto da
a

magnificain

sendo

.stati

i

poveri grandemente a cuo-

mente quello

Sansone

stantinopoli, ed erigendone altro in
tiochia. Nella i.
il

CoAn-

re ne'secoli chiamati barbari,

anche pei

tanti pii luoghi fondati per essi.

Impe-

città Alessio

Comneno
il

rocché dopo
verso

la

declinazione del

romano
cano-

seniore fondò nel secolo

XI

più notal

impero, nellosfoggiodi liberalità de'fedeli
i

bile, vasto e

sontuoso stabilimento di
sia stato

sacri templi,

i

collegi de'

natura che
in oriente,

fabbricato non solo
altra parte

nici

ed

i

monasteri non furono trascu-

ma

in

qualunque

rate le turbe de'poveri e bisognosi, pre-

del

mondo;

era una specie di città che

dicandosi da per tutto con quanta pre-

occorrevano 24 ore per vederla, popoda circa 10,000 poveri invalidi d'ogni specie, orfani, feriti; ammalati, e tutti provveduti assai bene d'ogni cosa. Anche
lata
in occidente e

mura
mandi

Iddio nelle divine scritture raccola

misericordia versoi poveri, con

promesse di splendidi premi ai misericordiosi, anche come efficace aiuto e suffragio pei fedeli Defunti (P.)
le

prima del 1000

si

molti-

cui ani-

plicarono per ogni dove presso
ei

le

Chiese

me penavano
anche ne'

in

Purgatorio \W. .). Perciò
rozzi e di ferro la
i

Monasteri^.)

ospizi pegl'infermi po-

secoli

mu-

veri e pei pellegrini,

come

si

apprende
(V.)t
1

nificenza de' cristiani verso

poveri fa

dalla storia degli

Ordini

religiosi

grandissima e maggiore de' posteriori.

tanto benemeriti de'poveri.
tali

Dopo il

000

Primieramente

l'illustre storico fa osserle facoltà trasferite

luoghi incominciarono ad essere più.
e più ricchi,

vare, che di tutte

dai

ampi

meglio

diretti e

gover-

fedeli nelle chiese e

monasteri o lasciatela

genere di malattia cominciò ad avere il proprio ospedale, come pei Pazzi (F.), Alle opere di carità
cristiana
te

nati, e quasi ogni

morte, n' erano una volta partecipi anche i poveri; giacché si donavano Beni
i

(F.) agli ecclesiastici con questa condizione o tacita o aperta, che ne servissero
le

verso

i

poveri fu lodevolmen-

accoppiato
gli

lo studio della salute,

on-

rendite per ornamento delle chiese, per
ai

de
te

ospedali

come

gli

antichi Ascle-

l'alimento

sagri ministri, e insieme perfos-

pii e

meglio contribuirono grandemenall' incremento della Medicina co,

chè

il

popolo de'poveri per quanto
innumerabili furono
i

se possibile ricevesse aiuto e sollievo dall'erario loro:
i

me

già notai a

quell' articolo coli' au-

ca-

torità

eziandio del

De

Maltheis tanto

noni dei concilìi ed

passi de' ss.

Padri

dotto Dell' arte salutare. Della dissertazione poi che questi fece Degli accat'

che

in proposito riunì
lib.

Tomassini nella

par. 3,

3 de Beneficiis. L'imperato-

12
re Lodovico
I

POV
neli'8i

POV
statuì ne' Capi-

6

me

alle osterie

o taverne,

le

quali

come

tolari, Uh. 1, cap. 80, qual parte delle

le caritatevoli ospitalità particolari pati-

rendite ecclesiastiche

si

dovesse conferi-

rono inconvenienti per parte
ni e poveri, ladri e di in alcuni luoghi
rie,

di pellegri-

re a' poveri, acciocché

l'umana malizia

male

affare,
le

onde
oste-

non

assorbisse quello ch'era destinato dai

furono proibite
delle quali
si

canoni a sollievo della povera gente, riguardandosi que' beni patrimoni a pau-

per

la

mancanza

aumen-

il

numero
,

degli ospizi pei viandanti. A.

perum, non già

de'soli chierici e

mona-

cagione della malattia del Fuoco [F.) sacro
molti ospedali
I

ci. Inoltre gran copia di liuiosine quotidiane raccoglievano allora poveri dali

curarlo.
tori,
ti
i

la carila de'fedeli, molli de'quali lascia-

vennero eretti per Papi ed vescovi, gl'imperare ed altri principi protessero tuti

vano
si.

l'intiera eredità

o una porzione per

gli

stabilimenti a vantaggio de'poveri,
di

distribuirsi subito a' poveri e bisogno*

furono larghi

beneficenze e privilegi,
Il

In

tali secoli

fu pio

costume a bene-

e moltissimi furono da loro fondati.

ficenza della povertà la frequente fonda-

zione di luoghi pii per gl'infermi, per
pellegrini
,

i

medesimo Muratori nel libro Della carità cristiana, a quo multi ex neothericis

per

i

fanciulli esposti e altri

hauriunt, cap. 3i, dice: » Si dovrebsi

fanciulli poveri,
validi,

per

gli

orfani, per gl'in-

be toglierete mai
tà tutta di

polesse, la mendici-

per

i

poveri vecchi, in una paro-

la per ogni sorta di miserabili e bisogno-

maniera che ognuno di essi trovava dove ricorrere per sollievo alle prosi, di

prie necessità, per abitazione, vitto e cu-

ben regolate, enongià per locontrario accrescerla. Per quanto è in vostra mano (grida lo stesso Dio nel Deuteronomio ) fate che non vi sia fra voi alcun povero e bisognoso ".
alle città

mezzo

ra nelle infermità, con assistenza eziandio
spirituale.
fedeli

L'origine del rispettabile collegio dei

Gareggiarono perciò in

Italia

i

Procuratori del

s.

palazzo apostolico

per fondare somiglianti case

di per-

petua carila, non

meno

nelle città,
il

fuori dicesse, reputandosi

che maggior de-

(y.) risale al pontificato d'Innocenzo II deli 3oo, anche per tutelare i diritti de'poveri, de'quali dice Fanucci, Opere pie di Romajp. 121, esserecostume, ad ogni causa per cui venissero richiesti di patrocinio,

coro degli
il

ecclesiastici e
,

insieme de'laici

far simili fondazioni anche con isperanza di conseguirei! regnode'cieli. Mu-

estrarre a sorte

il

nomedi unode'colleghi,
al

ratori dichiara, che per l'esercizio della
carità furono commendati assaissimo i Papi ed vescovi, mentre nelle iscrizioi

e se

il

procuratore sortito per qualchegiu-

sta ragione

non piacesse

povero, altro
l'assi-

surrogarne in egual modo, perchè
stito avesse piena fiducia nel
re.
11

ni sepolcrali di molti Papi, la più. usata

suo difensos.

loro lode fu quella di aver sovvenuto
poveri;
le

i

magnifico ospedale di

Spirilo di

monache ed

i

religiosi

scurarono questo elogio,

non tramassime moi

Roma lo dobbiamo a Innocenzo III, come Conservatorio delle proictte (P.),
il

naci. Particolarmente fu in uso di quei

figlie di

poveri genitori o abbandonate:

tempi

il

fabbricare ospizi di carità per

all'articolo

Ospedale

di s. Spirito parlai

sussidio e

comodo
i

de'pellegrini,

dove

si

doveano passare fiumi senza ponte e valicare le cime de'monti. Andati in disuso
i

pubblici alberghi degli antichi romani,
/
.) }

bambini esposti Questo Papa approvò 7 l'ordi ne/llendicante. ( A .) francescano dei minori, miracolo della provvidenza, che
del benefico istituto pei

e abbandonati.

principalmente nelle stazioni delle Posta
(f

fondato nella più stretta povertà,
fuse in tutto
il

si

dif-

dopo

l'invasioni barbariche, riferisi

mondo:

gli

ordini

mensono

sce Muratori, a poco a poco

rinnovaiusie-

dicanti vivono di elemosina, altri lo

rono segnatamente nel secolo IX,

per privilegio.

A detto

articolo pai lai del-

i

POV
In

POV
di

'3
pi

famosa questione della povertà

Ge-

nal Alessandro Farnese, fondò diversi
luoghi, onde
gli

sù Cristo e degli apostoli, e delle false
dottrine che ne derivarono, sostenute da
diversi
eretici
,

orfani, le vergini,
,

le

ve-

dove,
bili

gli

schiavi

gli esuli

terminata da Giovanni

ebbero sempre
111

in lui

ed miseraun padre un
i

,

XXII. Alessandro Vnon avendo Parenti
(f'.),\>i'ese in loro

tutore e un benigno avvocato. Altro cardinale di Paolo
fu Gio. Alvarez di
titolo

luogo poveri, cui dai

va quanto avea, per cui diceva ch'era stato vescovo ricco, cardinale povero e Pa-

Toledo, diesi meritòil
poveri per
le

dipadredei

sue limosine. Nel voi.

XXI,

pa mendico, con

allusione all'ordinedei

p. 171 ricordai l'istituzione fatta sotto

mendicanti francescani in cui avea professato. Al citato articolo dissi pure, che
gli ecclesiastici
ti,

Pio IV
rare

dell' Arciconfralernita de' ss.

A-

postoli (/ .)con spezierie e medici percui

possono aiutare

i

paren-

poveri e soccorrerli con limosine.

come lo sono tenuti pei poveri. Eugenio IV e Nicolò V furono assai amanti

Nel suo pontificato morVil cardinal Er-

de'poveri, ed

il

secondo precipuamenII,

di

te coi nobili ridotti in povertà; altrettan-

Gonzaga, che distribuì a'poveri più 565,ooo scudi. Nipote di Pio IV fu ilcardmal s. Carlo Borromeo, che in un
cole
sol

to
ti
i

può

dirsi di

Paolo

il

quale per tut-

giorno distribuì 4o.,ooo scudi

ai

po-

rioni di

Roma avea
ed
ai

persone destina-

veri e

20,000
nel

in

un

altro.

Il

concittadip.

te a distribuire mensili limosine ai

roma-

no Piazza
la

Menologio romano,
lui
si

378,
bor-

ni indigenti,

cardinali privi di ren-

dice che nella cappella a
chiesa d'Araceli

dedicata nella di lui

dite stabilì
ossia
il

il

piatto di cardinale povero

espone

Piatto cardinalizio {^-)fu
i

Queutilità

sa,

con cui
le

in

Roma
il

fece quelle limosi-

sto

Papa

il

i.°

ad approvare a
pietà (I7 -),
al

ne per
e.

quali fu

denominato padre dei
cardinal Monchini nel

de'poveri

Monti di

quale
fe-

poveri. Osservò

articolo parlai di quelli frumentari e del

^Degl'istituti di pubblicacarità in

Ro-

Monte
cero
i

di pietà di

Roma, con quanto
le

Papi per frenare
curiali

usure gravose,

ma, che collo spuntar del secolo XVI si cambiò fortemente la condizione economica e politica della città e d'Italia, perchè il commercio che avea fatte ricche le repubbliche italiane fuggì dal Mediterraneo, scoperta l'America e il passaggio alle Indie pel Capo di buona Speranza;
più alla commerciale libertà di
tali

a vantaggio de'bisognosi. Nel pontifica-

to di Paolo III

fondarono YArciconfralernìta per prendere la cura di educare e istituire nelle arti poveri orfani d'ambo sessi, di che trattai nel voi.
i
i

i

XIX,

p.

zione di

33, ove descrissi la bella istitus. Ivo che tanto onora la curia
,

re-

pubbliche essendoprevalsi
le

i

privilegi del-

romana

per

la caritatevole

difesa
civili

che
dei

prende ne'tribunali delle cause
dove, contro

ricchezza di pochi
molti.

maestranze o università artistiche, la produsse miseria in

poveri, orfani, pupilli, minori e delle vei

La condizione di Roma

si

fece sfa-

prepolenti. Inoltre a p.
s.

39

vorevole anche pei diminuiti soccorsi della

parlai dell'arciconfraternita di

Girola-

cristianità, a cagione della defezione

mo

della carità (Z7 .), la quale patrocinia
le

dell'Inghilterra, di gran parte di

Germa-

eziandio ne'tribunali

cause de' pupilli
della Prela-

nia e di altri paesi dall'ubbidienza della
s.

e delle vedove, e sollecita il disbrigo delle

Sede, quindi quegli accattoni ch'erano
ne'secoli precedenti,

cause de'carcerati,

come

poco molesti

comin-

tura (JT.)

Amadori

istituita pel patroci-

nio de' poveri.

Ad

Arciconfraternite e

ciarono a divenire assai pesanti e petulanti , per cui seriamente si applicarono
i

Confraternite ne descrissi le principali istituzioni, nella maggior parte benefiche
pei poveri.
Il

tai nel voi.
ti

Papi a bandir la mendicità (come noL, p. 6), con fondare istituper racchiudervi
i

nipote di Paolo 111, cardi?

poveri questuanti

4

3

1

pov
le

POV
alle vergini

e vaganti per

strade, vecchi, donzelle

pencolanti e per liberar dalle
nipote cardinal

e

fanciulli, cui aprironsi ricoveri negli

O-

spizi di

Roma (/^.) e
le

ne' Conservatorii di

Roma
ze. Il

(f7 -), per

reprimere l'ozioso acsue funeste conseguen-

cattonaggio e

Piazza nelle Opere pie di
poveri di

72

,

e nell' Eusevologio
ai

Roma,p. romano ( dedi56,
ri-

cato

Gesù

Cristo),, p.

ferisce,

che desideralissima

in
la

ogni tempo

muniAlessandroPer^«/(F.).ALANAnotaiquanto l'animarono s. Pio V e Sisto V, ed altri Papi inclusivamente a Gregorio XVI (e lo rilevai anche nel voi. L,p. i4), per togliere dall'ozio e dalla miseria uomini e donne. Urbano VII nel i5o,o si fece
carceri
i

debitori. Imitatore di sua
il

ficenza co'poveri fu

fu in

Roma, anzi necessaria
i

provviden-

descrivere tulli

i

poveri di

Roma
i

per socfu ra-

za che

poveri non vadino mendicando

correrli, e voleva

pagare
,

debiti de'luo-

per

la città,

né per le

chiese, pel disturbo

ghi

pii di

tutto lo stato

quando

importunità, oltre l'irriverenza che cagionano
e distrazione che recano colle loro
ne' sagri templi
,

pito dalla morte.

Gregorio

XIV
,

che

gli

successe
nella

si

distinse co' poveri

massime

nella celebrazione

e-

ziandio de'di vini

uffizi,

e

il

disturbo del-

nona

le private orazioni de' fedeli.
tal

A

togliere

pernicioso abuso,

s.

Pio

V

con bolla

proibì rigorosamente a'poveri mendicanti

di

sine,

vagar nellechiese accattando limoesortando il popolo a non darle, co-

tremenda carestiadi grano: ad Ane ad Agricoltura parlai delle pontificie benemerenze per la classe indigente. Clemente Vili fu assai pietoso e largo co' poveri, massime neWAnno santo Papi, cardinali e (/^.), tempo in cui
i i

altri

me
te

corruttela assai disdicevolè ne'luoghi

furono generosi coi pellegrini e coi bisognosi: fu munifico cogl' indigenti il

sagri,

come fomento all'insolenza

di

mol-

persone vagabonde, che vivendo ozio-

se e viziose, tolgono le limosino alle per-

sone veramente miserabili per difetto di beni di fortuna oper disgrazie corporali.

A Idobr andini (di vol.XXVII,p. 157). Narrano Piazza a p. ^^uStW'Eusev. ed il cardinal Monchini, Istituti voi. 1, p. i4 r > che i romani ciechi e storpi de'due sesnipote cardinal Pietro
cui meglio nel
si,

Per lostesso motivo
fece simile divieto

nella chiesa di

s.

Carlo,

Milano onde snidare

come
i

le

vecchie inabili al lavoro, e-

sclusi

ragazzi e le ragazze, fino al de-

dal suo popolo
tile

molesta turba d' inu,

clinar del secolo passato,

e perniciosa gente

stabilendo pene

tempo

in

Roma

la

formavano un compagnia di s. Eli-

ai custodi delle chiese se l'avessero tolle-

rala.

GregorioXIII, nell'intendimento di mendicanti da Roma, togliere affatto
i

sabetta o della Visitazione. Pare, che vedendosi non potersi togliere dalla ciltà
l'accattonaggio,

almeno

si

volle discipli-

ne affidò

la

cura a\Y Ospizio della

ss.

Tri-

narli con vincoli religiosi.

Questa aggre-

nila de' pellegrini e convalescenti (F.) t

gazione formatasi
chiesa di
s.

nell' ospizio presso la

onde
al

i

poveri furono riuniti nel

mona-

Sisto,

da Paolo

V

nel 161

stero contiguo alla Chiesadis. Sislo(F.) t

fu canonicamente eretta e trasferita

da

mòdo

279. Ivi ne da Sisto
sto peso,
te

che narrai nel voi. XXIX , p. purdissi comeil sodalizio otten-

detta chiesa ad un oratorio già esistente

presso

la

parrocchia di

s.

Lucia del gonprati-

V di essere
il

sgravato da que-

falone, ove

adempivano a diverse
vestendo
gli

ma volendo Papa efficacemensbandir da Roma la mendicità e dani i

che
egli

religiose,
Il

uomini abito

celeste.

cieco guidato dallo storpio cui

ni degli oziosi questuanti, fabbricò l'ospizio a
ci

sorreggeva, e scortati dalla milizia,
nell'

pon le Sisto e vi trasporlo inendidue sessi del monastero suddetto. Inoltre Sisto V applicò frutti di 1 00,000 scudi da impiegarsi ogni anno per doti
de'
i

facevano
sa

penitenza visitando
re per la città;

anno una processione di 4 chiese. Chi ad esnon apparteneva non poteva questuasi

permetteva ciò

tal voi-

POV
ta ai forastieri nell'inverno,

POV
quindi
si

i5

ri-

millo Pamphilf (/'.) fu magnificamente liberale cogl'indigenti. Nella sede va-

mandavano
anche

ai loro paesi.

Esercitavano

massime se infermi. Nelle domeniche il camerlengo storpio, il signore e il guardiano ciechi, accompagnali da 2 violini, da una viola e da un poeta, andavano pei caffè, ostefra loro la carità, rie e altri luoghi offrendo tabacco, quin-

cante per l'elezione d'Innocenzo
fece di limosina
il

X

cosa

cardinal Lante,
p.
1

vedersi nel voi.

XXXVII,

13.

può Ap-

pena
dere

fu eletto Alessandro VII, fece venle suppellettili

cardinalizie in vangli

taggio de'poveri, acciò

ottenessero da

improvvisavano e cantavano orazioni sagre. Il denaro raccolto, tranne una piccola porzione per loro, Io portavano all'odi

Dio un

salutare governo della Chiesa.
la

A

Innocenzo XI celebrai

sua innata libe-

ralità coi poveri, che esercitò in più

mo-

ratorio per la festa titolare. De'ciechi sor-

di: lo imitarono in parte
nali

i

suoi cardi-

do-muti feci parola nel voi. L, p. 26, ed il cav. Renzi ci diede un trattato Sugli
ospìzi

Francesco Bonvisi, e Stefano Ca-

de

ciechi e
J

siili'

indole morale di

mus che lasciò l'eredità ai poveri. Innocenzo XI nel i685 approvò la congregazione della Divina pietà con molti privilegi, istituita pei

questi, pubblicato in Napoli.

De' ciechi

delle

Qu aranl

ore vedasi tale articolo.

poveri vergognosi dal

Paolo V, splendido in tutte le sue azioni, nel suo pontificato di circa 16 anni dispensò manualmente un milione e mezzo di scudi d'oro, oltre a 800,000 scudi

sacerdote Giovanni Stanchi, onde raccogliere limosine da dispensarsi a povere e onorate famiglie, nella chiesa di s. Ve-

che impiegò nell' annona, dicendo con Gregorio XIII, che il fabbbricare era carità pubblica. Tra'cardinali che creò, furono teneramente propensi egenerosi coi poveri Gaspare Borgia, Baldassare Sandoval, Francesco Rojas Sandoval, Agostino Spinola. Altro porporato limosi mero fu Lodovico Ludovisi nipote di Gregorio XV, anche per maritare le zitelle e rimuovere dal male le Meretrici (f^.). Urbano Vili nel 1682 istituì l'ufficio di avvocato de'poveri nelle cause civili al quale dovesse nominarsi un no,

nanzio, donde fu trasferita propinqua al r Ponte quattro Capi (f .). Prima confrati o deputati, con sacco paonazzo questuavano alla porta delle chiese. Mirabile è il modo che adopera nella distribuzione dei soccorsi, celebrato da Piazza nell'jEWei'o/. p. 146, e dal cardinal Monchini, Istituti t. 96. Ciascun rione di Roma ha un , p. 1 deputato, assistito da due visitatori, quali prima verificano bisogni. Ne'soccorsi
i 1
i

i

si

preferiscono

i

generi al denaro, savia-

mente piuttosto ad una famiglia che ne
risenta sollievo, di quello

che poco

a

mol-

te: gl'infermi, le zitelle pericolanti, le ve-

bile

cittadino
al

,

dal prefetto o senatore

dove,

le

maritale derelitte,
i

i

carcerati,

i

di
p.

Roma,
4i. Nel

modo

detto nel voi.
p.

XIX

,

voi.

XXIII,

i38
,

riportai

l'istituzione de' nobili aulici

a sollievo

egualmente sono presi di mira nelle diverse beneficenze. Ordinariamente consistono socdisimpiegati ed
pellegrinanti
i

di quelli bisognosi, di cui fu benefattore

corsi in letti, vesti,

pagamento

di pigio-

Urbano

VIII; e nel voi. L,

p.

2 19 rac-

ne, riscossione di pegni- e distribuzione di

contai le provvidenze prese da

Urbano

Vili sul gran numero de'poveri, e quelle d'Innocenzo X, il quale come dichiarai nel voi.

pane 3 volte all'anno, e quando la congregazione ha cognizione di qualche urgente bisogno di povera e onorata famiglia; questi
si

XLV,

p.

22 3,

istituì

il

giu-

chiamano casi
i

segreti cui

dice de'poveri senza appello, da cui derivò il giudice delle mercedi. Questo Pa-

sono destinati 4 deputati,
gistrano
i

quali non resi

sussidiati.

Il

sodalizio

carica

pa fu affettuosissimo
detto nella biografia:

coi poveri, al
il

modo

di distribuire le limosine

suo nipote Ca-

modo

il

più giusto.

Il

che riceve, nel marchese Giusep-

iG

POV
1

POV
vigore parlai ne' voi.

pe Origo che lodai a Pompieri, gli lasciò gran parte di sue sostanze, ascendendo quelle del pio luogo circa ad annui scu-

XX, p.

161, LUI, p.

Ad Ospizio apostolico di s. Michele a Ripa grandemente celebrai i benemeriti fondatori di sì meraviglioso stadi 5,ooo.

go; solo qui aggiungo, che se tale padre è di condizione nobile gode annui scudi 1 00, come sotto Gregorio XVI fu accordato ad

un

uffiziale degli svizzeri,

to nobile,

ma

benché non naper appartenere alla famis.

bilimento, ed successivi benefattori, prei

glia nobile pontificia. Nella chiesa di

cipuamente il principalissimo e magnanimo Innocenzo XII {fr.)> ove sono zitelle e fanciulli poveri,

Stefino in Piscinola
p.

(di cui nel voi.

LI,

ed

i

vecchi e vecin detto

in

245, filiale della chiesa di s. Lorenzo Damaso,ondeneparlaBovio, Lapietà
1

chie invalide. Riuniti dal
ospizio
i

Papa

trionfante p.

poveri, in quello a ponte Sisto

mente edificata da un
incontro
la

85, dicendola probabilre d'Ungheria cioè
,

vi fu trasferito l'istituto pei poveri sacerdoti,

come

raccontai nel voi.

XXIX,

p.

28

1,

finché Gregorio

XVI

Io concesse al-

l'ordine Gerosolimitano, con diverse condizioni.

Lucia del gonfalone; pare che passasse alla nazione boema con ospedale di cui trattai nel voi. XXIX, p. 1 1 4> divenne collegiata e l'ebbero in
chiesa di
s.

Innocenzo XII formò

il

grandioso

cura canonici ungheresi),
l'esservi statonel

così detta dal-

stabilimento per toglierela pubblica
dicità; prese
i

men-

luogo

il

mercatooi bansi

adessi

la

poveri per parenti, e lasciò sua eredità; in questo Io imitò Felui

chi del pesce,
trove,
vi
il

prima che

trasferisse al-

sacerdote Pietro Mire nel
la

1747
ss.

derico Cacciala

creato cardinale, già

fondò

congregazione del sussidio ecl'invocazione della
de'ss.

elemosiniere d'Innocenzo XI. Quanto fu limosiniero Clemente XI,\o rimarcainelJa

clesiastico, sotto

Concezione e
posta di
1

Pietro e Paolo, comi

sua biografìa, ed

il

b.

Tommasi da

lui

a sacerdoti,

quali

prendono

creato cardinale, risplendette per amore verso poveri, componendo la famiglia
i

cura di altrettanti poveri chierici romani
e studenti,

che sono soccorsi nelle feste di
s.

deforme, come accennai nel voi. XXIII, p. i3i; altro suo cardinale fu Odi gente

Natale e di

Pietro: divenuti preti teresercitano in detca-

mina

il

sussidio e l'amorevole vigilanza
I

descalchi

Erba che distribuì ai bisognosi un milione e 100,000 lire imperiali. Renedetto XIII fu un altro padrede'poveBenevento propagò monti frimientari e fatto Papa insinuava ai vescovi che si recavano in Roma a procurarne l'istituzione nelle
di
i

dell'istituto.

chierici

si

ta chiesa in varie

opere di pietà, addeil

strandosi alla predicazione, e fanno

ri,

che essendo arcivescovo

techismo nelle proprie parrocchie. In favore de'poveri Clemente XIII, come altri
suoi predecessori, prese cura dell'abbon-

loro diocesi: di recente
te promossi
il

li

ha lodevolmenII

magnanimo Ferdinando
Sicilie.

re delle

due

Fornir

la

semenza,

danza de'commestibili, come dissi ad Annona parlando de'pozzi dell'olio fatti da lui costruire9ul!a^v7zz2a di Termini^presso granai, di cui feci menzione nei voi.
i

riscuoterla dopo.il raccolto con lenuissi-

moaumenlOjdareilcontoincapoaun anno, ecco la somma deregolamenti imposti

236, L, p.18 ed altrove (locali chedopo l'abolizione del commercio libero di Pio VII, e dopo essersi
p.

XL1V,

vastissimi,

agli

amministratori degli utilissimi e

benefici
rivili
il

monti fiumentari. Negli annali del regno delle due Sicilie fase. 3g
ci

conosciuto pregiudizievole l'acquisto di grano, olio e altri generi annonari per
parte del governo,con lodevole pensamento furono impiegati a beneficio dell'uma-

cav. Fittoli

diede: De' monti frumcn-

tari.

di
la

1

Benedetto XIII ripristinò ai padri >. figli la franchigia ed esenzione del-

nità per diminuire la pubblica mendicità),

accorrendo

al sollievo di tutti nella
afflisse,

gabella del vino, di che e di quanto è in

carestia

che tanto

facendo aprire


POV
in

-

POV
gli esercizi spirituali
la

17

Roma un

altro (bino per rione, oltre

monasteri e conservatorii bisognosi, pee per mantenere pòveri giovanetti ne'pubblici istituti, che fu
il

frequenti e copiosissime distribuzioni di
limosine. Siccome per
veri
si
i

penuria de'vi-

poveri delle circostanti provincie
il

principalescopodella benefattrice, daple

Papa ordinò che gli uomini si riunissero in un reclusorio di detta piazza, e le donne coi figli
rifugiarono in Pioma,

poiché sono innumerevoli
zioni,

Congrega-

Luoghi

pii 3

Pie unioni che furono

istituitepelbenespiritualeelasaluteeter-

propinquo a s. Anastasia, facendoli alimentare con pane, minestra e carne; gli uomini asceseroa 3ooo,ledonnecoifanciulli a 5ooo,
di tenera età in nitro locale

nade'poveri,
ti

di

come ancoragli stabilimenpubblica istruzione, di che tratto nei
che
li

tanti articoli

riguardano. Pio VII

assistendo
ti, gli

i

primi nello spirituale

i

gesui-

prese diverse provvidenze, massime nel 18 16, per liberare Roma oppressa da un

altri diversi preti col

vicegerente,

Nelle inondazioni del Tevere (V.), Pio

grandissimo numero di accattoni, veri o simulati o per speculazione, che turbava

VI

fece distribuire

panein quantità e ca-

no
gii,

la

pubblica quiete anche ne'luoghi sa*
i

ritatevole assistenza alle povere famiglie

bloccate dall'acqua, carità che ha luogo
in simili disastri, e

ne'tempi delle nevi e

facoltosi aconcorrereallo stabilimentod'un luogo pio, onde poiebbe origine ['Ospizio di s. Maria degli Angeli.

eccitando

"delle grandi pioggie,come toccherò a del-

to articolo. Ne' primordi del corrente se-

Avendo il Papa esentato dal pagamento delle tasse di registro la congregazione di
s. Ivo che difende poveri, queper tutto lo stato esentò dall'obbligo
i

colo Gregorio Chiesa lasciò

1

0,000 scuil

di al cardinal vicario, acciò n'erogasse

sii

frutto per sollevare le povere zitelleche

di registrare e di

pagar

le lasse di regi-

possono pericolare.
le e
r

Il

medesimo cardina-

stro negli atti giudiziali delle proprie cause inclusi vamentealle sentenze. Nel 1820 Benedetto Greco d'Olevano fece quella generosa lascila per le povere condanna te, che dichiarai ne' Voi. XXVIII, p. 2 3,
1

mg. vicegerente dispensano isoccorr si ordinati nel 18 12 da mg. Severo Carmigliano de'marchesi d'Acquaviva colla
sua eredità, per
le

persone più derelitte

e più bisognose, vecchi impotenti, infèr-

XLIV,

p.

237. Assai benemerito

si

rese

mi, vedove, pupilli orfani, ciechi e storpi
inabili, a que'senza

appoggi e protezioni, agl'incapaci a procacciarsi il proprio ali-

mento o che colle loro fatiche non possono sostentare le proprie famiglie, escludendo
gli oziosi

Leone XII per eliminare l'accattonaggio massime nel le chiese, ove pose svizzeri per espellerli; avendo parlato a Elemosiniere della bella istituzione della commissione
de' sussidi, e dell'incremento dato
spizio di
s.

o

viziosi,

o caduti

in

mi-

Maria

degli Angeli.

all' OLe suore

seria per loro colpa, esigendo e preferen-

della Carità (l 7 .), da tal

Papa

e dal pre-

do ne'sussidiati timorati di Dio che frequentano sagramenti, che educano bene figli e li mandano alla dottrina crii i
i

decessoreintrodottenell'O^er/a/ei/e/^.
Salvatore, furono approva te da Gregorio

XVI

e

stiana, in fine la somministrazione di letti

torio del Rifugio, e negli

da questi propagate nel ConservaOspedali di s.

per separare

i

maschi dalle femmine.
1
1

Gallicano, s. Giacomo, s.Spirilo,neìqiìarecente sono state aumentate anche pel noviziato stabilitovi, a corporale
le di

Nell'anno seguente

8 3 la contessa Girolama Carpegna vedova Cavalieri lasciò il suo patrimonio per opere di pietà, dal quale ne stabilì Pio VII 25,ooo scudi, il resto avendolo preteso parenti fu loi

e spirituale vantaggio delle povere infer-

me

e infermi.

Il

pontificato di Gregorio

XVI
le

ro concesso. Col fruttatosi eressero 3 cappellanie,
si

nel morale per

accordarono annui assegni a

vol. lv.

_

_—

anche Scuonotturne {V), per quanto operò colfu assai benefico pei poveri,
l'

istituzione delle

^

- «

—*V*"k

2

,

.8
l'

POV
s.
(

POV
Michele, per
alle classi

Ospizio apostolico di

quanto fece nella Pestilenza ( V), per l'ordinamento ed accrescimen lo dell' Ospizio dis. Maria degli Angeli (V.), propinquo
al

quale eresse

l'istituto

de'sordo-muti,

che

descrissi a quell'articolo,

per l'au-

quanto dissi a Elemosiniere ed a Conservatorio del buon Pastore, per quanto operò colla commissione de' sussidi cui accrebbe il

mento

di Orfanotrofi, per

medie che sogliono pur troppo essere abituate a spendere più di quan to guadagnano, precipuamente nel riprovevole e fatalissimo lusso che prima avea santissime e salutari prammatiche , concie vi era anche nel Lutto (V.), divenuto quasi ornamentale e ostentati vo senza di•

stinzione.

Il

medesimo Papa dal cardinaper
gli affari di stato interni

le segretario

nel

1837
si

fece

promulgare
i!

l'editto,

col

reddito colla cassa de' Lotti {V.), con ap-

quale

proibì l'accattare in

Roma sen-

provare e incoraggiare
casse di risparmio,

i

promotori delle

za permesso del governo,
quelli che

quale rilasciò
questuare,

onde fioriscono in Roma, Forlì, Bologna, Ravenna, SpoIeto,Rimini ed altri luoghi, delle quali eruditamente scrisse il lodato cardinal Monchini,

una patente ed una placca per conoscersi
furono
abilitati a

cioè que'poveri che

non potevano lucra-

re

il

pane

colle proprie fatiche, e soltanto

e

"quelli

che

citai in

molti de'luoghi
di loro origine

dal levare del sole sino all'Ave
la

ove sono, avendo parlato
nel

sera;

gli statisti

e esteri

1778 in Amburgo, e in Ginevra nel 1782, e loro mirabile propagamento Mengigi coll'articolo che si legge nel Supplemento al n.° 63 del Diario di Roma
i843, ed
il

ronoalleloro patrie. Si
gorio

Maria delrimandadeve anche a Gresi

XVI

l'accrescimento de' fondi

pei

pubblici lavori, detti volgarmente di beneficenza, già riattivati

da Leone XII e

Malcus, Sulle casse di

ri-

sparmio
Osserva

in
il

Europa, Heidelberg
i.°

1

838.

aumentati da Pio VIII, assegnando 1000 scudi per settimana. Gregorio XIII, Sisto V,

che

le

consorterie di arti

e mestieri in Italia, o Università artistiche, le corporazioni degli artefici coi lo-

Paolo e Innocenzo XII già vi si erano distinti, dimodoché il sussidio ai poveri validide'/raW/ici'/awr/stabilito nei-

V

ro capi in Francia,
rai pei soccorsi

le

società degli ope-

l'amministrazione imperiale francese, in
sostanza è molto antico in
diretti

mutui

in Inghilterra, pos-

Roma. Sono

sono riguardarsi come altrettante casse
di

da una commissione presieduta

risparmio prima che queste
,

s'istituis-

dal cardinal presidente de' sussidi,

ma

il

da esse possono essere derivate. In Roma si pubblicò il Regolamento per l'istituzione della cassa di risparmio, Roma i836, nel quale annosi .stampò pure Altra istruzione sulla cassa, e dal 1837 progressivi annui bilanci. Questo felice concepimento di carità e di politica economia Via prodotto nelle classi povera e media, giacché la povertà è relativa anche alla condizione delle persero
e forse
i

regnante Pio IX col moto-proprio sul senato di Roma deli. ottobre 1847 l'attri-

buì
to

al

municipio
i'

tegrò

di Roma e poi ne reinencomiata commissione: quan-

ha

fatto questo
al

Papa

pei poveri, lo ac-

cennai

suo articolo. Del resto, de'prinriguardano, ne

cipali stabilimenti a benefizio de'poveri

e di tante notizie che

li

tratto agli articoli relativi, ed in quelli degli stati, città

e luoghi ove sono.

I

men-

sone, eccellenti risultamenti morali, religiosi

dicanti che

vanno accattando

di città in

col fruito del

ed economici. Si può depositare 4 pei' 100 da un paolo a
si

città, ritengonsi domiciliati nel

luogo ove

trovansi attualmente, al pari de'soldati;
dal che ne consegue,

20

scudi per volta, e

può

ritirare

il

de-

quanto e sino scudi 10 subito, il resto dopo 5 giorni. 11 risparmio non è solamente utile al popolo, ma anche
posito,
1

vescovi e curati propri, se

de'luoghi ne'quali

si

non aver essi altri non che quelli trovano. Su questo
possono consul-

argomento de'poveri

si

,

i

POV
Mebochio, Sluore t. 3, cent, i o, cap. 5 e 6: Dell'amore di gran personaggi verso i poveri, i aitali anticamente non si la~ sciavano mendicar nelle chiesej Industria de'poveri per cavar limosine. Sarnelli, Lett. eccl.: Della povertà conlenta
tai e.

P
L'elenco
si

OZ

19

legge nella Notizia necrolo-

gica del barone de Gerando di Boulatignet, versione italiana dell' avv. Filip-

po Friggeri, Perugia 844POVERO DI LIONE. V. Valdesi,
1

Lione.

e che

non

e giusto motivo

il

trasferimen-

POVERO VOLONTARIO.
religioso che

Ordine

per la povertà delle chiese, t. 3, let. 2. Se agli ordini sagri debbonsi promuovere poveri e ricchi, t. 5, let. 36. Ipoveri non devono essere disprezzati^ e
to de' vescovi

non

esiste più. Si

vuole co-

minciato nel decliuar del secolo nel i47° abbracciò la regola di
stino,

XIV
s.

e

Agodi di

de'poveri dispirito,
i

t.

i

o,

let.

4g- Nel voi.

semplici

formando una congregazione laici quali si occupavano
, i i

7

,

p.

264

degli

li g. si

loda

il

Annali delle scienze rer Ragionamento di mg. Gio.
i

diversi mestieri e servivano

malati se

erano

richiesti.

Vivevano
i

di limosine

da

Corboli -Bussi: Sulla mendicità e sulla
beneficenza presso
tolici e

loro questuate in tutti

giorni.

Il

loro

gentili,

presso

i

cat-

presso

i

protestanti. Carlo Ilario-

ne Peti Iti, Saggio sulla mendicità, ed istituti

vestito era grigio, con scapulare e cappuccio neri in casa, fuori usavano la cappa grigia. In Fiandra le vesti erano color tanè

di beneficenza, Torino i83y. Felice

Ciccognaui, Dissertatio de mendicantibus
validis,

o lionato scuro e portavano sempre uu lungo bastone cuti in cima un
,

Romae 8441

Giambattista Gal,

piccolo Crocefisso.

vagni, Il povero,

il

lavoro

la questua

POZZO,
do
in fin che
:

Puteus.
si

Luogo cavato

a fon-

ossia l'istituto di lavoro e beneficenza, Ro-

trovi l'acqua viva per be-

vigo

1

ni, lib.

846. L'opera del cardinal Monchi1, cap. 25: Concordia de' pria-

re o altro

dicesi Cisterna quel ricetto a
si

guisa di pozzo, nel quale

raccoglie e

si

cipii

dell'economia politica e della cari-

tà cristiana pel benessere del povero; lib.
2, cap.
1
:

acqua piovana. Il contorno degli antichi pozzi era d'una intiera pieconserva
1'

Condizione morale e

intellet-

tra, scavata alla guisa delle
I

are rotonde.

tuale del povero. Giuseppe

de Gerando, //
zi.

visitatore

barone del povero, Mi-

M.

a

lano 1828, traduzione del conte Schiz-

Le visiteur dupauvre, Bruxelles! 838.
Pio VII
dissi

De la bienfaisancc publique,

A

come

il

Paris 83g. de Geraudo fe1

ce parte della consulta straordinaria pegli
stati romani nel 1809, nel qual tempo pose affetto alla città e università di Perugia, alla quale lasciò in morte la Gran-

modenesi delti artesiani, o pozzi forati o trivellati , sono fontane salienti che si fanuo zampillare dalla superficie del terreno, anche da una profondità maggiore di 3oo piedi e quelle acque sono tanto limpide e pure, che in alcuni paesi sono le sole che si apozzi italiani o
;

doperino.agli usi ordinari della vita. Nella
s.

Scrittura in diversi luoghi

si

fa

men-

zione de'pozzi e sottq questo

nome s'in-

de opera sull'Egitto, compilata da quei dotti che accompagnarono Napoleone in
quella regione, della quale parlai nel voi.

XXI,

p. 1 23. De Geraudo fu uno di quei grandi uomini che hanno contribuito a
la

ridurre

beneficenza a scienza positiva,

essendo stato in corrispondenza co'principali filantropi del

mondo intero. Le
:

sue

opere

si

distribuiscono in tre classi

Fi-

losofia >

Amminisli azione3 Beneficenza.

tendono talvulta le Fontane {V.). 11 pozzo di Giacobbe quello della Samaritana sono più rinomali per quanto vi avvenne. Gli antichi romani chiamarono Puleal una bocca di pozzo o ara vuota che si poneva sui luoghi dove il fulmine ascondevasi sotterra, affinchè non si profanasse col camminarvi sopra e restasse sempre a cielo scoperto. Nel foro romano Bravi il Puleal del pretore L.
, i

20

POZ
zo in cui
ss.
si

POZ
sa de' ss. Vito e Modesto. Nella Chiesa di s. Lorenzo in Lucina {V.)v\ è un pozcrede
vi

Scribonio Libone presso l'arco di Fabiano, da lui edificato in luogo toccato dal fulmine, e fu detto pozzo sacro: avendo
poi
tal

sieno molti corpi

di

pretore introdotto
ivi

1'

uso di

ministrare

dappresso

la

giustizia,

amP«-

martiri, dicendo Piazza nel Santuario

romano che
in

teal divenne sinonimo di Tribunal.
cellieri nelle Selle

Can-

di quell'acqua si beveva per molte infermità. La Chiesa di s. Maria

cose fatali di

Roma

22, riporta diversi autori che trattarono De Puteali Scribonii Libonìs. Nei
p.

Via (V.) fu fabbricata per l'immagine di Maria Vergine dipinta sopra una

bassi tempi e di poi per

Roma

si

vende-

va

YAcqua

cavata dai pozzi e dalle fon-

pietraegalleggiante sull'acqua che da un pozzo sboccava in gran quantità. Dice Piazza che in tal pozzo vi fu posta una
pietra di quello su cui sedè
nel colloquio colla

tane particolari. Dei pozzi più rinomati
parlai in diversi articoli,

Gesù

Cristo

come

del

PozIl

Samaritana.
Cardistrada

zo di

s.

Patrìzio, ad Irlanda e

Down;
bel

del Pozzo d'Orvieto, a Orvieto.

POZZO, Cardinale. V. Pur. POZZOBONIÌLL1 Giuseppe,
naie. Patrizio milanese,
agli
si

pozzo eh' è nel mezzo del cortile della canonica contigua alla Chiesa di s. Pietro in Vincoli, con decorazioni di

aprì

la

onori ecclesiastici con soda dottrina

maril

e colle più belle virtù. Successivamente

mo
gno
fi lo

bianco ed eleganti sculture, è disedi

nella chiesa di Milano fu canonico

,

de-

Michelangelo, quantunque

Ti-

cano, visitatore della diocesi e vicario delle monache, per morte del cardinal Stampa vicario capitolare, e da Benedetto XIV

dica di
di

Simon Mosca.

I

pozzi servi-

rono

Martirio [V.) e dierono origine

a diverse chiese,

come
Il

all'antica catte-

drale di Porlo (V-) quello in cui fu gettato
to
s.
s.

nominato arciprete; quindi senza che Io immaginasse fatto nel 1743 arcivescovo
di

Ippolito.
I

pozzo in cui fu buttas.

Milano, ed a'q settembre lo creò cars.

Calisto

è nella Cliiesa di

Cali-

dinale prete di

Maria

in

Via, consas.

beve l'acqua per divozione, e vi è la pietra che gli fu attaccata al collo, al dire del Piazza nel Menologio romano, le cui acque celebra come salutifere e venerabili, ovvero nella propinqua basilica di s.Mariain Trastevere, secondo Severano, Meni, sacre. Questi parla de'pozzi esistenti nelle catacombe e cimiteri, e di quello ove furono nascosti corpi dei ss. Pietro e Paolo (V.), nonché de' pozzi o puticoli de' romani fuori della porta Esquilina, dove si gettavano e putrefacesto (V.),

ove

si

grandolo
lo al

il

Papa

nella chiesa di
al

Car-

Corso. Diede principio

governo

adempiere nella sua persona quel tanto ch'esigeva negli altri. Frequenti e piene di gravità e zelo
della sua diocesi con

erano

le

sue prediche; assidua

la

sua as-

sistenza alle

accademie per promuovere

i

nel clero la sana dottrina e il gusto pei buoni studi; industriose le maniere per

destare

la

pietà e

la

divozione. Genero-

so e compassionevole colle povere famiglie,

impiegò
le

le

proprie rendite nel sol-

vano

i

cadaveri de' plebei e malfattori,

levar

loro miserie.

Non

lasciò di visi-

sebbene altri collocarono tali pozzi altrove ; certo è che il luogo fu frequente carBtGcìna di cristiani nelle persecuzioni.
Nella Chiesa di i. Pudenziana (V.) questa santa vi seppellì
la cappella di
s.

tare con indefessa sollecitudine la diocesi,

penetrando

ne' luoghi

inaccessibili, e d'intervenire

più montuosi e con assidua

frequenza nelle chiese
trina,

in

tempo della dotil

3ooo
li

martiri, e nel-

come

d'istruire ne'divini misteri

Pastore

venera

il

pozspre-

zo ove

la

santa con una spugna

vi

meva

il

loro sangue, clic raccoglieva nel
in cui

suo popolo. Fu ai conclavi di Clemente XIII e Clemente XIV, non intervenne a quello per Pio VI , morendo in Milano
nel 1783, d'unni 87,

luogo del martirio,

ora è

la

Chic-

dopo aver governa-

POZ
ta la

POZ
istituiti etri edifìci

21
citla

sua chiesa santamente, e
i

migliorò la coudizione della

redi

poveri.

Fu

sepolto nella metropo-

tà.

Dall'altro lato della piazza sorge

litana con onorevole epitaffio, universal-

statua consolare con maestoso panneg-

mente compianto.

giamento, rinvenuta nel 1704 presso
re-

il

POZZUOLI (Puteolan). Città con
cilie nella

giardino del palazzo vicereale, rappresentante Q. Flavio Mesio Egnazio Lolliano protettore di Pozzuoli.
cersi
il

sidenza vescovile del regno delle due Siprovincia di Napoli, capoluo-

go

di distretto e di cantone,

sopra una

bel

Non è a tamonumento di marmo bian-

piccola baia della costa nord del golfo di

co che servì forse di piedistallo ad una
statua di Tiberio, vedendosi nel bassorilievo scolpite
1

Napoli, da cui è distante leghe 2 172, ap-

poggiandosi
le

alle falde d'un monte, il quasporgendo nel mare forma un picco-

4-

provincie dell'Asia, da

quell'imperatore sovvenute largamente
in occasione

lo capo, nell'antica

Campania Felice. Seguercosta
vi

d'un orribile terremoto. At-

de d'un tribunale
ra di 5.
a

civile e piazza di

tiva vi è la pesca,

ed

il

territorio

produ-

classe.

La

forma un

ce buoni frutti, ottimi vini e legumi ab-

porto naturale perfettamente riparato.

bondanti, e l'industria

vi

annovera una

La

cattedrale è fabbricata sulle rovine

d'un tempio dedicato ad Augusto da Lucio Calfurnio sotto il nome di Giove. E'

rinomata fabbrica di saponi. Una breccia rossastra vulcanicache trovasi in quei
contorni, e che
to della
si

usa per fare

un cemen-

diacono martire s. Proculo, di cui ivi si venera il capo , ed uno dei compagni di s. Gennaro, con battisterio e cura d'anime affidata al capitolo che
intitolata al
vi

maggior
prese
il

solidità nelle opere

mu-

rarie, specialmente nelle idrauliche, dalla città

nome

di

pozzolana, e fu
altri

poi dato alle simili materie terrose cacciate fuori da' vulcani

nomina
il

il

vicario curato

approvato dal
di 3 di-

che trovansiin

vescovo.
gnità,
re
,

Il

capitolo

si

compone
il il

luoghi,

come ne'dintorni di Roma abbon-

decano, l'arcidiacono,
teologo

canto-

di

i3 canonici compresi
il
,

peniten,

dantemente e di eccellentequalità. La comodità e l'importanza di questa terra la
fece adotta re e ricercare in
tri stati

ziere e

di

16 beneficiati

di

Francia e

in al-

6 mansionari
L'episcopio ed
ti

e di altri preti e chierici.
il

europei. Celebrato fu soprattutto
il

seminario sono aderen,

in Pozzuoli

porto, che ancora è ben sicu-

alla cattedrale

e

come questa buoni
al-

ro e potrebbe offrire

comoda

stazione al

edifici.

Vi sono inoltre nella città due

naviglio napoletano ed ai bastimenti mercantili nella remota età veniva guarnito da 25 robusti pilastri insieme collegali con solidissimi archi che costituivano un
:

tre chiese parrocchiali coKs. fonte, alcu-

un monastero di monache, di versi sodalizi, ospedale e monte di pietà. Nella piazza sorge

ni conventi di religiosi,

da un

la-

to sopra colonna la statua con isplendi-

do elogio del benemerito vescovo Martino de Leon eCardenas agosti nianospagnuolo, insigne teologo, di candidi costumi, caritatevole, che rifabbricò dai fon-

piano e ameno passeggio, cuichiamossi per eccellenza Moles Puteolana e corrottamente Molo di Pozzuoli, avendosi mevolgo deturpando

damenti e ornò la cattedrale con pitture e marmi, la forni di sagre suppellettili,

Antonino Pio. Il denominollo Ponte di Caligola, confondendo quest'opera col Ponte di barche, mediante il qua-

morie de'riattamenti

di

la storia,

le

l'imperatore Caio percorreva a caval-

fece

esprimervi con colori
la

la serie

dei

consagrò neh 634» aumentò l'episcopio ed i redditi della mensa; ingrandì l'area della propinqua piazza, vi
vescovi e
aprì la via e vi eresse
il

marittima via da Pozzuoli a Baia, ponte famoso che incominciava all'estremità di detto molo, di cui più pilastri sono
lo la

ancora in piedi e vedesi

sott'

acqua una

fonte,

ed in

al-

parte degli archi, ed attraversando una

,

22
linea retta.

POZ
per
la

POZ
sua gravità maggiore specificatadell' aria

patte della baia avea circa 176 di lega in
Ne' remoti tempi fu amenissima, salu-

mente
ridondante

atmosferica

,

si

chiami»

dagli antichi mofeta sulfurea e ne descri-

berrima e

di sontuose ville

comedi
Posilipo

folta popolazione, la costiera oc,

E

vono con esagerazione mortiferi effetti. certo però che un lume acceso a quel
i

cidentale di Napoli
si

che dalla punta di
nell'intervallo

livello subito

si

estingue, e che negli adiversa costituzione più

estende infìno al capo Miseil

rumali che ne respirano l'esalazioni pro-

no {P-), formandosi
età, sia pei naturali

va-

duce secondo
o

la

ghissimo golfo puteolano. Nella nostra

meno pericolose asfissie. A
le stufe

pochi passi so-

fenomeni, o per ed anche

le

no

dette di

s.

Germano, per avervi

neglette acque minerali o pei variati co-

albergalo per malattia quel celebre ve-

stumi, tutto

vi è solitudine,

l'ae-

re è divenuto dannoso pei stagnanti laghi.

scovo capuano. Vi sono 8 piccole camere ove per P incessante decomposizione
delle piriti sottoposte
rico e aggiunge nelle
si

Non

si

muove

passo per questa clastrassero
i

sprigiona

il

calo-

sica regióne,

donde

pagani

le

prime 4 siuo a3o

più sublimi'mitologiche idee, senza che
ti

gradi del termometro di
le altre

Reaumur, e nelcolil

arrestino

le

meraviglie naturali. Apsi

4 che più

si

addentrano nella

pena

usciti dalla grotta posilipana,
gì'

preti

lina fino a

4o, superandosi

calore del-

sentano

immensi campi Flegrei, e

l'acqua bollente dal gas solforoso uscente dagli elevati pertugi.

rassembra ne' solforosi laghi, ne' monti fiammanti, nelle bocche vulcaniche ri-

Antiche

celle di

bagni

si

trovano

al di sopra,

che furono

mirar tuttora contrassegni della temeraria pugna titanica, ed Ercole agitante
i

forse le

terme Angolane (incuipatìilcarGrandi sono vandalPuso delle fumigazioni suli

dinale Pascasio, Fedi) ovvero accessori!
delle ville lucullane.
taggi traiti

la

clava micidiale esterminar que'feroci.
elisi

Gli

campi

(di cui

a Paradiso),

l'a-

cheronzia palude, l'ingresso all'Averno,
così
ti

furee nelle stufe artificiali di Assalili!

,

graficamente da Virgilio descritti penetrano d'alto inconcepibile stupo-

,

maggiori se ne ponno trarre da questi naturali e più attivi sudatoria Alle falde di

re.

E ben

ti

avvedi di calcar
il

la

beata

ter-

ra,

ove trovò requie

saggio Ulisse dal

relli

Montesecco scaturisce l'acqua de'Pisciae da per tutto sono sparse le vulcascrepolature, sviluppandosi portento-

suo vagare, e dove in magnifiche case di piacere correvano più celebri personagi

niche materie,eil gas solforoso esce dalle

gi dell'antica

Roma. Nulla
i

è paragona-

so calore nelle varie sue grotte. Di egual

magico incanto che moderni punproducono e le vetuste rimembranze. Se non ti spiacc deviare un momento dalla nuova via de' Bagnoli, ove l'altra si riunisce che costeggia Posilipo, tisi presenta il rotondo lago Aniano detto Agnano, che ha più di mezza lega di
bileal
ti

di vista

natura è cano che

la
gli

Solfatara, altro estinto vulantichi

chiamarono

Forum
1

Vulcani} z

consiste in pianura lunga

3oo

palmi e larga 100, circondata da colline, e risponde a' campi Flegrei. In alcuni luoghi
il

calore supera

80 gradi e
bollir

senza fuo-

co artificiale
purifica lo

perimetro e
le,

vi

svolazzano frequenti uc-

l'acqua e si zolfo nelle rinomate fabbrivi si fa

celli acquatici.

L'acqua talora

vi

sobbol-

che. Dalle screpolature o fumarole talvolta escono fiamme. Lungo l'antica strada consolare per a Pozzuoli, die si chiamò Antiniana, sul vertice de' colli Leucogei è un antico e lungo sepolcreto. In

e le arse materie e le piriti giustifica-

no P opinione che vi ardesse ne' remoti tempi un vulcano. Su d' una sponda si
apre
la piccola grotta delta del Cane; lo sprigionamento del gas acido carbonico he s' innalzi ad un palmo dal terreno

prossimità poi s'innalza
cata a
s.

la

chiesa dedi-

1

Gennaro,

nel luogo ove fu de-

POZ
collato co'martiri

POZ
di

23

compagni,

che

feci

solidissime costruzioni

,

ma

tutta la via
si

parola a Napoli, ove fu eretto un altare
di fino
ro.

n'è disseminata, senza che

faccia

uso

con isculture del VaccaLa cappella che lo contiene è bene

marmo

della grotta per salutari stufe con
lorico di

un ca-

4o

gradi.

ornata, col busto del santo e la pietra insanguinata ovecadde.I cappuccini vi han-

La
tempo

cospicua città di Pozzuoli ebbe
la

un

no

il

convento

e vi

si

gode

la vista di eil

più alta rinomanza, e la sua origine rimonta per lo meno a due secoli e
la edificarono

stesissimo orizzonte e su tutto

delizio-

so cratere puteolano.
trade,

Domina queste conche precedono Pozzuoli, la monla real

mezzo innanzi a Roma: secondo Strabone cumani, al dire di altri al
i

tempo di Policrate
i

vi

cercarono ricovero
fi-

tagna che racchiude
struni,

caccia di A-

samii, la favola dicendola eretta dal
T

famosa campagna circolare cinta da monti e ornata da spessi boschi e da 3 angusti laghi. Si vedono gli avanzi di un vulcano, ad ogni passo scaturendo le

glio di Nettuno.

suoi

nomi

di Puleoli

e Dìcearchia&i credono sinonimi dedotti

dal rendervisi esattamente giustizia
altri

,

sebbene
zi

traggano

il

primo dal pu-

acque minerali e termali. Diverse

pisci-

tire del zolfo
,

o dalla moltitudine de' poz-

ne e serbatoi d'acqua s'incontrano nell'avvicinarsi per questo lato a Pozzuoli,

una vasta e ben conservata si discende nella Villa del principe di Cardilo, edificata sopra l'antico fòro, presso la quae ad

controvertono se in origine fosse detta Puteoli, quindi dai greci Di' cearchia, e poi fendutole dai romani il
altri

ed

vede qualche traccia d'acquedotto, onde 1' acqua del Serino probabilmente
le si
si

trasmetteva alla piscina di Cauli. Le

nome primiero, oppure se dell'odierna denominazione stati sieno autori romani medesimi. Divenne Pozzuoli il comraerciale emporio, ove confluivano le ricchezze orientali , perfino da Tiro e da
i

altre

due piscine si vedono nella Villa duca di Lusciano, ed altra di esse dicesi il Laberinto per la moltitudine e irregolarità delle camerette che la compon gono. Si giunge poi al trivioformatodaldel

Berito
sirii vi

,

e molti mercanti alessandrini e

la via

Campana

boreale, dalla

occidentale edall'orientale Anliniana.

Cumana Da

prendevano stanza. Prima Fabio Massimo e poi Augusto vi dedussero una colonia, essendo municipio romano, come la chiama Cicerone, et gitasi pusillam Romani. A bordo della nave mercantile alessandrina Castore e Polluce vi
fu tratto l'apostolo
s.

ogni banda qui s'incontrano sepolcri e ve ne ha magnifici presso la chiesa di s. Vito, l'un de'quali

Paolo

,

procedenil

do da Cesarea

a

Roma

per sostenere

ha 45 nicchie per urne,
la

giudizio di appellazione a Cesare che a-

e l'altro a

due

piani desta l'ammirazio-

ne dell'osservatore per
zuoli

grandiosità del

vea provocato. L. Cornelio Siila elesse Pozzuoli a suo pacifico ritiro dopo abdicata !a dittatura, e molti famosi
vi

lavoro. L'odierna via per giungere a Poz-

romani
quin-

marina, venne agevolata dal viceré Parafan de Rivera nel 1571, incominciando da Bagnoli a tagliar da ci-

lungo

la

ebbero

ville e delizie; introdottivi

di dagl'

Roma, che incominciando da Augusto ne amarono il
imperatori di
la

ma
fo,

a fondo

ed

il

il Monte Dolce di fragile tuMonte Olibano di materia cal-

soggiorno,

mollezza,

il

lusso, gli spet-

tacoli, sicché

dopo quella

città

teneva

il

carea ricoperta d'ammassi di lava duris-

principale posto.

Dopo

i

terribili

danni

sima dai prossimi vulcani eruttata, vedendosi entro gli scavi vestigia dell'acquedotto.

ch'ebbe a

soffrire in

rimota epoca da An-

nibale, e quindi uel
dai longobardi
,

medio evo

dai goti,

Non
i

solo

il

nome
,

di Bagnoli riivi

dai saraceni e dal fon-

corda

celebri bagni minerali già

an-

datore della pirateria algerina, l'eruzio-

ticamente esistenti

essendovi avanzi di

ne della Solfatara del

1

198, poi

i

terre-

,

24

poz
la

POZ
na
historia cui accessit

moti deli 448 e deli 538
insino alla via
i

rovinarono e resero deserta. Estendevasi da prima

de balneis

libel-

bis,

Campana e

trova varisi nel

suo recinto due templi di Diana e di Nettuno,
le reliquie

de'quali veggonsi ora al-

Neapolii6o4- La vera antichità di Pozzuolo, Napoli 1607. Il vangelo vi fu predicato da s. Patrona, uno de'7 2 discepoli del Redentore, allievo
Paolo, e ne fu
il

superbo anfiteatro, detto ad imitazione di Roma Colosseo ed anche Carceri per esservi stali esposti mil'esterno,
il

ed

de'ss. Pietro e


1

vescovo:

converfi colle sue prediche molti infedeli
a

gliaia di martiri alle fiere, e te
s.

specialmennella
la

Gennaro

co' suoi

compagni
:

Gesù Cristo, e governò contemporaneamente alla chiesa di Pozzuoli quella di Napoli, come era in uso ne' primi lempi del cristianesimo. Gli successe
s.

persecuzione di Diocleziano
del sauto nel

prigione

Celso

1689

fu ridotta a cappella.

di lui allievo,
s.

ordinato nell'anno 60 da

L'edilìzio capace di

25,ooo spettatori, dà idea della popolazione di Pozzuoli. Dal lato occidentale facevauo pure parte della città il magnifico tempio di Serapide, disotterrato per cura di re Carlo

Pietro, che convertì quasi tutta la dio-

Borbone, ov'era

il

Serapeum, vasta
,

parte dell'edilìzio, nella quale tratta vansi gì'

vede pure la gran piazza sulla quale sono erette 16 colonne di marmo cipollino che doveano sostenere una gran cupola. Intorinfermi incurabili
,

e

si

morì nell'anno 80, celebrandosene a Pozzuoli il 5 novembre. Questa sede da tempo immemorabile su lira ganea della metropolitana di Napoli lo è tuttora. La chiesa puteolanaè insigne per la copia de'suoi martiri per molte prerogative e privilegi concessi dai Papi
cesi e
la festa
,

edai sovrani.
tità
il

Dopo s.

Celso

fiorì

per san*

vescovo Giovanni, indi Florenzio

no

al

basamento stavano 12 marmorei
da serbar l'acque salutari

che pe'suoi demeriti fu deposto, Teodoro di santa vita , Giuliano dottissimo e
legalo di
s.

vasi cilindrici

o lustrali, e ne rimangono due. Vi sono ancora qui prossimi de'sudatorii. Vicino
al
l'

e Stefano.
gni.

Leone I al Nominerò
i

concilio d'Efeso,

vescovi più insi-

mare sono gli avanzi de'due templi delOnore e delle Ninfe* Nello scavare il
numismi
,

Dopo Gaudioso del 680 vacò lo sede sino a Leone deho3o,che rinunziato
il

vescovato
1

si

ritirò all'eremo.

Donapos-

terreno trovansi sempre nell'area di Poz-

to fiorì nel

1
1

9

e ricuperò di

da Roberto e
i

monete, corniole, cammei e pietre preziose. Ridotto Pozzuoli ad
zuoli

Giordano principi
sessioni di

Capua

diritti e

sua chiesa.

Mauro

del

1

135

uno scheletro
Toledo
le

di città, salutò ristoratoil

re della sua grandezza
sotto
il

viceré Pietro di

ottenne da Riccardo principe di Capua la conferma delle decime in favore della cattedrale: altre

Carlo V, il quafahbricandovi un sontuoso palazzo vidi
i

regno

cesseal vescovo Angelo nel

decime re Carlo I con277. Landol1

cereale, trasse cosi

grandi di Napoli a
nel distretto

fo de'nobilissimi Capecelatro del

1

344»

imitarlo. Si
di Pozzuoli
i

comprendono
circondari di

Nicola del
traslato

Marano, Proconta cirvillaggi di
i

1389, Tommaso Brancacci da Triedrico nel i4o5 e poi carLorenzo de Gilotto
II

cida, Ischia e Foria.

La

città

dinale. Gli successe

ca 12,000 abitanti, compresi
Bacoli e Nisita,
la

vescovo di Vesti, a cui Giovanna

con-

quale è un'isola roton-

fermò
ri

da con uhertose vigne e fruiti squisiti col Porlo Pavone di comodo accesso, ed ove Porzia* ingoiò carboni ardenti, rinomala pure per altre memorie. Dei fasti di Pozzuoli e de' suoi uomini illustri
i

decime. Fr. Lorenzo de'ininonel 1 435. Lodovico di Costanzo di pole

tente famiglia neli447ni

Giacomo Orsi-

romano

del

1

49^- Antonio Jaconi di

Lecce deli494> virtuosissimo. Neli5i4

scrisse

Giulio Cesare Capaccio, Pulcola-

Leone X fece commendatario il cardinal Bernardo Divizi, Nel 537 da Ugcnio fu
1

PRA
Carlo Borromeo nobile milanese , chiaro per pietà e dottrina. Gio. Matteo Castaldo nobile napoletano del
trasferito
le

PRA
primarie autorità della Boemia,
di quelle del circolo
ta

25

come diKaurzim.È cindi circa

da un

muro

e

da un fosso

3

benemerito pastore, restaurò la cattedrale rovinata dal terremoto e dal
i5/[i
,

leghe 172 di circuito, ed attraversala dal sud al nord dalla Moldau, che vi forma
parecchie isole e
tra di
la

fuoco: per questi Sebastiano
scolo

monaco

divide in due porzio-

livetano e suo correligioso scrisse V opu,

ni ineguali riunite

De

dìguitate et antiquitale eccle-

da un bel ponte di pie16 archi, lungo 790 piedi, ed or1

n'ae Puteolanae.

Leonardo Vairo bene-

nato

di statue di santi, tutte di metallo, tra le quali di
s. si

ventano canonico regolale lateranense
del 1587, per la sua dottrina e probità

tranne due di pietra,

ve-

nera particolarmente quella
teggiata,

Gio-

fu ornamento di questa sede. Girolamo Bernardo de Quirosspagnuolocistereiense deli6o4- Fr. Martino de Leon e Car-

vanni Nepomuceno maestosamente atil

quale d'ordine di re Vence-

slao

VI

fu gettato
si

da questo ponte nel
ponte de-

denas sullodato, per ventura
chiesa
to,

di

questa

fiume (per cui

suole erigere la statua
il

neh 63 1
il

vi fu traslato

da Trivenla di-

del santo ne'ponli), essendo

celebrò

sinodo, fece rifiorire
,

corato di emblemi riguardanti quel pro-

sciplina ecclesiastica

edificò tutti colle

tomartire del segreto della confessione

,

sue virtù, fu padre de'poveri ede'luoghi
pii,

nel

i65o

fu trasferito a

Palermo
Sicilia,
le

col-

per cui meritò che dopo 342 anni fosse trovata incorrotta e fresca la sua lingua,

le dignità di arcivescovo,

luogotenente e

come

si

legge nella bolla In sede, del

1

2

capitano generale del regno di
sta l'Uglielli, Italia

ove
ge-

agosto 1624, di

Urbano

Vili.

La porzio-

morì neh 655, avendone celebrato
sacra
t.

6, p.

2676

286. Carlo de Palma teatino, insigne teologo del 1675. Pietro Cavalcante nobile
di

ne più ragguardevole della città occupa la destra sponda , ed ha il sobborgo di Smichow In 4 parti si divide Praga
.

:

i.° la

Città Vecchia, Altsladl, bislunga
la

Cosenza dotto teatino del 161
nell'

3, col

di

forma, che estendesi lungo
del

destra

quale termina

Ughelli

la serie

dei

sponda

vescovi, proseguita dalle Notizie di

ma. Per morte
da, Gregorio

di Pietro Ignazio

RoMarol-

fiume, e racchiude il quartiere degli ebrei, Judenstadtj 1° la Città Nuova, Neustadt, che avvolge l'antica
il
I

XVI

l'attuale vescovo

nel i8{3 preconizzò mg. Raffaele Purpodi
r

all'est, al

nord-est ed al sud-est

;

3.°

Inu Ischi n, sulla sinistra della

Moldau

Sorrenlo,giàcanonico teologo di sua patria e vicario generale.

La

diocesi

si

e-

stende per
tiene

24

miglia di territorio e con-

4
1

luoghi.

Ogni vescovo
le

è tassato in

fiorini

33, ascendendo

rendite della

mensa

a circa

3,ooo ducati napoletani.
Città con residen-

PRAGA (Pragen).
cupa appresso a poco
coli di

za arcivescovile, celebre ed antica, capitale del regno di Boemia (J7 di cui oc.),
il

una montagna scoscegode di bellissima vista sul fiume e su gran parte della città; 4° il Lato Piccolo, Eleinseite, all'est ed al nord del Hradschin, e che dicesi la parte più antica della città ; al sud di Praga è il Wischerad appartenente al circolo di Kaurzim, cioè l'antica cittadella che trovasi ancora benissimo fortificala e che
e fabbricata sopra
sa,

donde

si

centro, tra

i

cir-

contiene l'arsenale.
sia

Quantunque

la città

Raurzim

e di Rakonitz, a

54

le-

ghe da Vienna. E' pur sede

del soprin-

munita ed abitata da più di 120,000 anime, è troppo estesa e dominata dalle
lunga
difesa.

tendente della Confessione augustana (%'), la cui giurisdizione si estende sopra tutto il regno, d'un governo generale militare, delle corti di giustizia e del-

alture troppo vicine per essere capace di

Le strade

vi

sono

in

gene-

rale dritte, regolari e guernite di
ciapiedi
;

mar-

le

più belle trovatisi nella Cit-

26

PRA
Nuova
i

PRA
tri ecclesiastici

;

le

case per la più parte sono

addetti al divino servigio,
i

costrutte in pietra sul gusto
così
palazzi.

moderno, Tra le piazze pubbliche si osil

cui assistono

anche

seminaristi.

Vi è

il

fonte sagro e la cura d'anime esercitata

serva nella Città Vecchia
il

Grosse-Ring,

dal curato cappellano della cattedrale
dalla quale è alquanto distante
il

,

Kleine Ring,

il

Kohlmarkt,
il

markt; nella Città Nuova

TandelGrosse-Vichil

palaz-

zo arcivescovile, grande edifizio. Inoltre
vi

markt, massima piazza di Praga, ed il B.ossmarkt; nel Lato Piccolo il Ring eia Welsclierplatz ; nel Hradschin il Hradschiner-Ring e laLoretto-pIatz. Vi ha u-

sono

altre

battisterio e
s.

22 chiese parrocchiali con due collegiate: la chiesa di

e di cui

Giacomo è sormontata da alta torre, si ammira l'altare maggiore, cola

na quantità

di edifizi pubblici
I'

;

si

fanno

me pure

cappella della B. Vergi ne or-

specialmente distinguere

cstello della

nata di due belle colonne di cristallo di
rocca. Vi sono
1
1

città situato sul Grosse- Ring e adorno d'una torre con bell'orologio, di una colonna sormontata dalla statua della B. Vergine in bronzo dorato, e d'una fonte con vasca a 1 2 faccie, nel centro delle qua li su piedistallo sorge una statua. La cat•

conventi di

religiosi,

4

monasteri
,

di
il

orfanotrofi

monache , 5 ospedali e monte di pietà ed se,

il

minario,

la cui

fondazione approvò Ur-

tedrale

ampia

e di magnifica architetfian-

tura gotica, per la sua situazione sul

co della montagna Hradschin
cazione di

',

olfre

un

bano Vili col breve Romanus Ponti/ex, de'22 dicembre 1628, Bull, de prop.fidel.i, p. 92, ad istanza dell'arcivescovo cardinal de Harrach, e lo fece degno di tutti privilegi che godono seminari
i

i

aspetto imponentissimo; è sotto l'invo-

pontificii.

Rimarcabile è l'abbazia delle
s.

tombedi parecchi sovrani

Vito martire e racchiude le di Boemia, fra le quali quella di s. Venceslaore di Boemia che fece fabbricare questa chiesa, ed
s.

benedettine di
tico

Giorgio, ch'è

il

piìi

an-

avente un prezioso tesoro. Tra le insigni" reliquie vi è in grandissima venerazione
il

corpo

di

s.

Giovanni Nepomuceno, già

Boemia, fondalo verso ilyg dalla principessa Milada sorella di Boleslao il Pio duca di Boemia. L'abbadessa, che d'ordinario è una principessa, godeva in passato dell'autorità sovrana, ed ha ancora il diritto dimetdi tutta la
1

monastero

canonico della medesima. Papebrochio,

tere la corona sulla testa della regina nel

Junii p. 4^ 2 narra che Gio.Pessina decano di Praga, poi vescovo di Samandria, tessendo l'elenco delle reliquie di questa
>

giorno dell'incoronazione. Questo monastero è esente dalla giurisdizione dell'or-

dinario e soggetto immediatamente al

metropolitana, dice che Carlo
ratore
vi

IV impe-

Papa.
teatro,

I

protestanti vi

hannodue chiese;
un gran

mandòda Roma

parte delle os-

vi è l'ospizio

per

le

partorienti,

sa de'ss. Pietro e Paolo, e parte del pallio del i.°: di

un sontuoso palazzo municipale

più che Carlo

IV ottenne
s.

decorato delle statue de' re di Boemia. Sul

parte del bacolo dello stesso

Pietro e

molo

lo fece rinchiudere nel pastorale dell'ar-

civescovo di Praga, col quale, officiante

archiepiscopo, sole t sibi subdiaconns con
celebrare.

Le

dignità del capitolo, che

un monumento a Franbronzo che lo rappresenta, ed adornato da 8 statue scolpite da Max, ed esprimenti 8 circoli boemi,. oltre altre 8 piccole figure.
fu eretto
I,

cesco

colla statua colossale in

hanno
si

l'uso della mitra nelle solennità,
voi.

L'università situata nella Città Vecchia e che ricevette
il

sono notate nel

XLV,

p.

279;

esso

nome

di

Carlo Ferdi;

compone
il

di

due

dignità ^ prima delle

quali è
presi
sii,
il

preposto, di 12 canonici

comed
al-

teologo e penitenziere, 3 vicari

nando, è la più antica della Germania fondata nel 34.7 dall'imperatore Carlo IV, Papa Clemente VI a di lui ittanza
1

5

sallerisli, diversi beneficiati,

l'approvò e ornò di privilegi colla bolla

PRA
la

PRA
pontifìcio collegio di
scolari
s. t.

27

snpremaè

dignitatis, 7 kal. fcbr. an.

v, Bull, cit.,

Appendix
I'

1,

p. 5.

Da

Bartolomeo pergli della nazione tedesca, collegio che
colla bolla

questa università sorti

eresiarca Gio.

Urbano Vili
nac, presso
gli
il

Quoniam

divi-

Huss boemo,
cora
il

fatto bruciare nel \[\.\5 dal

concilio di Costanza,

pena che

soffri

an-

Bull, de prop. fidel.i, p. 5i, riformò e ristabilì, riducendo a 20

suo discepolo Girolamo da Pra-

alunni ch'erano 4o e sottoponendolo
cardinali della congregazione di pro-

ga, professore di teologia,

ambedue

se-

ai

guaci degli errori di TViclefo. L'università nel secolo

godeva molta riputazione, ed oggi pure è in rinomanza, contando circa 55 professori e intorno a 1 4oo studenti munita di copiosa biblioteca,
,

XV

osservatorio

,

gabinetti di fisica e storia

naturale, e d'istituti artistici e scientifici.

paganda fide, iaqualedava al nunzio di Vienna ampie facoltà pel buon regola* mento di esso: era diretto dai gesuiti, ed avea dalla s. Sedei 53o talleri. In Praga nel 58o fu istituito un convitto dis. Venceslao de'poveri studenti, ch'ebbe un assegno annuo somministrato dall'ospeda1

Praga ha 3 pubbliche biblioteche
te di stanze

forni-

le

de'boetni di

per lettura: quella dell'uni-

nel voi.

Roma del quale parlai XXIX, p. 14, ed a Povero. A Uro
,

1

e 109,529 volurami della letteratura ; la biblioteca del museo boemo con 200 mss., 5ooo opere stampate nazionali, 7000 storiche di varia sorte e i5,ooo vo-

versità

con33oomss.
i

seminario e collegio esisteva in Praga
to la

sot-

mi

di tutti

denominazione
dall'

di

s.

Norberto, fon-

1

dato

abbate de' premostratensi pei

suoi canonici e pei chierici secolari,

che
107.

Urbano Vili approvò

col

breve AUiludo
cit.p.

lumi;
le di

la biblioteca della società

industria-

divinae, a'3o luglio 1 63q, Bull,

Praga con 5oo opere in 10,000 volumi. Praga ha inoltre 22 biblioteche
private, fra le quali quella del principe

Urbano Vili confermò
cessi

i

privilegi

con-

da Gregorio XV
il

al collegio dis.

Gia-

como del convento de'minori conventuali,

diKinski con4o,ooo volumi, quella della società agricola nazionale con 4°°° volumi, e il gabinetto di lettura della facoltà medica. con

mediante

breve Alias, de'2 settem-

chivio civico

si

3ooo volumi. Nell'artrovano olire a i3oo vomss. della città, il più an-

bre 1625, Bull, cit., Appendix t. i,p. 162. Sembra ancora degno di memoria, che beni ecclesiastici di questo regno,
i

essendo
di

stati invasi

dagli eretici seguaci
il

lumi
tico

di antichi
1

Lutero, riceveva

clero

un compen-

èdel

3

1

o. Altri stabilimenti d'istru-

so sulla cassa del sale, e di questa inden-

zione pubblica, di scienze e arti sono 3
ginnasi, scuola normale, scuola politecnica, di disegno, di pittura, conservatorio
di
sai

nizzazione

si

trattò a lungo nella detta

congregazione di propaganda. Contiene questa città manifatture di stoffa d' oro
e di argento, seterie, cotoncrie, minute-

musica, l'accademia delle scienze asinpregio nella Germania, edallredot-

te società; quella del

museo nazionale è

ricca

ancora

di oggetti d'arte e di storia

naturale: da ultimo questo museo con graudi spese andavasi riordinando, e

Schwanlhaler lavorava in Monaco per 2 bronzo, che il mecenate delle arti possidente Veith gli ordinò pel Pantheon boemo di Liboch. Sino dal pontificato di Gregorio XIII, come si ha dal p. Maffei, Annali t. 4> all'anno i5y5, si trova in Praga stabilito da quel Papa il
1

statue di

strumenti di musica e di matematica, fabbriche di maioliche, birrerie considerabili, manifatture d' armi e tabacchi. Questa città è il centro del commercio della Boemia ed il deposito generale del regno, e vi si fanno molti affari di transito ; vi si contano meglio clie 3o grandi case di' commercio, quasi la metà delle quali ebree, mentre parecchi ebrei si dedicano alla politura degli eccellenti cristalli di Boemia. Praga fu patria di molli uomini illusili che fioririe fine e false,

,

28

P

A
i85i
re, in
il

FRA
l'ordinaria sua residenza in Praga.

rono
dinali

nelle armi, nelle scienze e nelle di-

Ne

gnità ecclesiastiche e "civili; di alcuni car-

ceto commerciale ha fatto conia-

avendone parlato a Boemia. Praga è una città antica, ed alcuni credono che sia la CasurgistW Tolomeo, masi Tageneralmented'accordo nel considerarla come la Boviasmum di Strahone o la Marobadum di Tolomeo. Nel XV secolo fu lungamente turbata pergli eretici Ussiti

memoria
di

dell'apertura della stra,

da ferrata
glia incisa

Fraga-Dresda una medada Seidau che da una parte
,

rappresenta

la

Boemia
la

e la Sassonia in

atto di porgersi

mano da una
la così

carroz-

za a vapore, dall'altra

detta Tor-

re del ponte della Città Vecchia.

(V.). L'imperatore Ridolfo

II

vistail

La

sede vescovile fu eretta nel 971,
l'istituzione al
di

bili la

sede dell'impero,

ma

nel
la

1612

Comnianville protraendo

successore e. fratello Mattia

restituì a

Vienna. Essendo morto nel 1619,! boegià ribellati con gettare dalle finestre del palazzo di Praga ministri cattolici,

Magonza. Di linaio o Dietrnaro, monaco benedettino di Mag998, sufFraganea
dehurgo, viene riconosciuto come il i." vescovo di Praga e morì nel 980, gettan-

mi

i

mostrarono contrari anche col nuovo imperatore Ferdinando li , offrendo il trono a Federico V elettore Palatino
si

do

orribili

nelle

grida pel timore di andare pene eterne, per aver trascurato
i

doveri del proprio stato, e ricercato con
passione
gli

al

modo
a

ed
lo
le

detto a Palàtinato, a Boemia Germania. Quindi cogli aiuti di Paodagl'imperiali nel

onori e piaceri mondani. Suo
s.

V

1620

si

die sotto

mura di Praga tremenda
il

battaglia, che

perdette
ini,

Pala tino col la sconfitta de'boela
li

Adalberto conte di Wogparente dell'imperatore Ottone II, chiamato l'apostolodella Boemia, Ungheria, Moravia, e Polonia dosuccessore fu
tiech nel

g83

,

di

onde seguì Ferdinando

presa della città; quin-

ve lasciò

il

fratello

Gaudenzio i.° vesco-

ricuperò tutta
1

la

Boe-

mia e altre provincie. Nel 174 s'impadronirono della città francesi, che nell'anno seguente vi furono bloccali dall'ei

Gnesna. Egli erasi trovato presente all'infelice morte di Dilmaro,onde preso da spavento e compunzione detestò
vo
di
i

suoi

falli, si

rivestì di

cilizio e distribuì

sercito imperiale, ed

rendettero

la

piazza,

il 2 gennaio 1743 uscendone cogli o-

larghe limosine a'poveri. Elelto vescovo

nori della guerra,

dopo
1

essersi segnalali

con vigorosa resistenza. 1 prussiani se ne rendettero padroni nel 744> ma gl'imperiali la ricuperarono in quello stesso anno; nel 1757 poi soffri molto per la guerra tra gli austriaci ed prussiani medesimi, quali rumatala in parte col
i

non più fu veduto ridere, dicendo: >» E' molto agevol cosa portare una mitra e un pastorale; ma è ben assai terribile dover render conto d' un vescovato al su-

premo giudice
ce
il

de'vivi e de'morli ". Fein

suo ingresso
le

Praga

a piedi nudi,

quindi divise

rendite in
,

4

parti, per lu

i

chiesa, pei canonici
sé.

pei bisognosi e per

bombardamento, non però se la poterono pigliare. A' 14 settembre 1847 P'' a g a
fu per
.''

La

diocesi era allora nel più deplora-

la

1

volta illuminata a gas, in o-

nore del giorno natalizio dell'arciduca Stefano, Per l'insurrezione del 848, nel giugno fu bombardata, per cui restò in diverse parti incendiata , venendo però
1

Una parte di quelli che l'abitavano erano ancora avvolti fra le tenebre dell'idolatria; gli altri professando il cristianesimo, disonoravano la loro fede
bile stato.
coi piìi detestabili vizi.

Adalberto

si

adove-

però
la

a tutto

potere per far fiorire
si

la

vinta
cate.
l' l'

la

rivoluzione e distrutte

le

barri-

ra pietà, rna invano, per cui

dedicò al-

Nel declinar di detto anno avendo
1

conversione degl'idolatri delle
,

memotruci-

imperatore Ferdinando
impero, dipoi
coli'

abdicato

al-

rate regioni

venendo dai boemi

imperatrice stabilì

dati diversi parenti, saccheggiati e iucen-

PRA
diati
i

PR A
(soppresso poi

29

loro beni. Patì glorioso martirio

gere in vescovato l'abbazia premostratense diLittomische! o Lylhoniysliense
le

in Polonia,

ed

il

suo corpo venerasi nella
s.

cattedrale diGnesna. Gli storici della fa-

turbolenze degli

ussiti),

miglia Orsini fanno di questa
to e altro vescovo di

Adalber-

che
za
il

altri

chiamarono o confusero con
P'.),

Praga chiamato Gau-

Leitrnerilz(

e dismembrò

da Magon-

denzio, forse

il

fratello del santo e vesco-

vescovo d'Olmiitz, e quello di Meis-

Gnesna. Fragli altri vescovi di Pras. Severo Berzkowsky, morto nel 067, dopo aver dato il consenso che la sede vescovile d' Olmiitz (^.)> da tanti
di

vo

ga noterò,
i

in Sassonia da Magdeburgo, come afferma Micovia, Rerum Polonicarwn

seu

lib.

4

:

eretti poi

i

vescovati di Leitme-

ritz,

Konigtgratz

e

BudweU, questi sol-

anni unita a Praga, fosse separata e fatta
suffraganea di

tanto restarono suffraganei di Praga e lo

Magonza;

s.

Andrea
di

di

Guttensteyn, che fu perseguitatoe man-

dato

in esilio

da Premislao re
nel

Boemia

e morì in

Roma

vescovi di Praga fu

1224. L'ultimo dei Giovanni di Driazez,

sono tuttora, giacché Littomischel e Meissen furono soppressi, ed Olrniitz divenne arcivescovato. Ernesto fu inoltre da Clemente VI decorato del pallio solennemente, in vigore della bolla Attenetetites

discendente dalla famiglia reale di Boemia, prevosto di Wischehrad, canonico di

agosto

Pragensem ecclesiam nwgnae, de'25 i344>^ fó ^- Rom.t. 3, par. 2, p.

Praga ei.° priore del convento
di

dis. Gio.

Gerusalemme a Praga, eletto vescovo neli3oi e morto neh 343. Narra Rinaldi all'anno
di

2g5, e lo conferma Stranskiz nella sua Repubblica Boernaj per cui furono devolute
di
le

ragioni di ungere

i

novelli re

i344> n -°64j che
di

i

demeriti

Enrico arcivescovo
,

suo chiericato

tolsero la
,

Magonza e del Boemia dalla

Boemia all'arcivescovo di Praga e come prima in questa città, ad esclusione

anche per I' odio che nutriva contro Enrico il marchesediTl/oravia [V.) Carlo ( poi imperatore Carlo IV) figlio di Giovanni re di Boemia, cosua giurisdizione

Magonza (P.), anche pel diploma speditoa'5 maggio 1 34^degli arcivescovi di
I' arcivescovo di Praga ebbe da Clemente VI il titolo di legato della s. Sede, in seguito la dignità di primate

Inoltre

me osserva Vettori, Fiorino d'oro, p. 72. Vi contribuì l' imprudenza del vescovo di Wratislavia Nauchero, il quale malcontento di re Giovanni, per certa differenza lo

chiamò regolo

e richiesto dal-

ed il grado di principe dell'impero. Non debbo tacere, che da quanto riporta Vettori, pare che già Benedetto XII predecessore di Clemente VI, con diploma dei 9 ottobre i34' avesse ordinato, che senza derogare all'avvenire lora in
se in
si

l'offeso re di dichiararsi, gli rispose: »

Chi

facesse peral-

non ha

nel suo regno alcun metropoli-

tano, e nella sua coronazione conduce con

Praga la coronazione, e si ungesre Carlo primogenito di re Giovanipsius regis accedente

preghiere e con prezzo

gli

arcivescovi (di
i

ni e Bianca sua consorte in regina della

Magonza),
cattolici
il

egli

è regolo, e fra tutti
". Allora

re

Boemia ad hoc
consensu. Morì
nel
1

minimo

Giovanni,
di

il 1

arcivescovo Ernesto

aiutato da Filippo
chiesa di

VI

redi Francia, pre-

347

e gli successe

gò caldamente Clemente VI
la

elevare

Oczko

(f' .) di

Tommaso Gio. Wallassim, già vescovo di
nato della s. Sede Urbano VI. L'ar-

Praga

in arcivescovato e

me-

Olmiitz, che

neh 365 ottenne da Urba-

tropolitana, e fu esaudito pienamente nel

no

V

il

titolo di legato

343, togliendola dalla giurisdizione metropolitica di Magonza ; allora essendo vescovo di Praga Ernesto Pardubiez o Pardubicio ne divenne il i.° arcivesco1

e fu creato cardinale da

civescovo Corrado de
di

V edite r.°
dopo
di

vescovo
ar-

Verden

poi d'Olmiitz e
,

neh4i3

civescovo di Praga

avere per

vo.

Il

Papa formò

isuflraganei con eri-

qualche tempo governato con prudenza

,

3o

PRA
lessa ndro
testa

PRA
VI, fallo legato Orso vescovo
di Trani, l'incaricò di tal missione, per

e zelo l'arcidiocesi, dichiarossi protettore degli eretici ussiti, mettendosi alla lo-

ro

quando saccheggiavano monai

cui ottenne
errori,

steri,

ed è perciò che Martino

V

lo

de-

che i pragesi, condannati gli promettesero osservare perpetua
-

pose nel 1426,

morendo Corrado 5 anni

mente

i

riti

e

le
i

verità cattoliche, paci-

dopo. Martino
Gio.

V

fece

amministratore

ficando ancora
re Ferdinando
il

principi

boemi. Avendo
III

Bacca

di Praga, già vescovo di Lit-

I

ottenuto da Giulio
di

tomischel (Sior. eccl. d'Alemagnai. 2, p. 172) e d'Ohniitz, e nello stesso 1426

ristabilimento dell'arcivescovo di Pra-

ga,

neh 562

vi

nominò Antonio

Mucon-

(non 1406 per errore
col zelo e colle
ti

tipografico quali-

glitzdi Moravia, già vescovo di Vienna,
il

ficato nella biografia) lo creò cardinale:

quale fu ambasciatore imperiale

al

armi combattè

gli ussi-

cilio di

Trento e

inori

neh 58o. Quan-

e ne riuscì vittorioso in diverse batta,

to ai successori fino al principio del pas-

glie

facendo
,

l'ufficio d'

intrepido capinella catte-

sato secolo, vedasi la Storia eccles. di

tano

poi nel

i4^o sepolto

Germania

t.

2

,

p.
le

j3

(,

e da quell' e-

drale di Vaccia. Giovanni di Rochizana

poca sino ad oggi

Notìzie di

Roma.

o Rockyczana, distinto personaggio di Boemia, pretese all'arcivescovato vacante di

Praga verso

il

1

436,

ma

siccome a-

pcrtarueute favoriva l'eresie di Wiclefo
e di Huss, così venne escluso dal concilio di

Essendo arcivescovo Gio. Maurizio de Manderscheid Clemente XIII col breve Apostolicae benignalis, degli 8 marzo 1763, Ball, cont.t. 2,p. 336, abrogò il privilegio d'esenzione concesso da Boni,

Basilea e da

Eugenio IV

,

poi ri-

facio

IX
di

al

capitolo Viscehradense, e lo

conosciuto dal conciliabolo di Basilea, al

sottopose alla giurisdizione dell'arcive-

modo

detto a Boemia, ove parlai ancora

scovo

Praga. Gregorio
attuale mg.
1

XVI neh 83?.
Satala in

della legazione del cardinal

Carvajal a

fece suflfraganeo e vescovo di

Praga, e quanto questa

città soffri per le

parlibas

I'

Gio. Francesco

gravi turbolenze degli eretici principal-

da Ziska e dai taboriti, che vi distrussero le chiese ed monasteri, massacrarono la maggior parte dei
suscitale
i

mente

Tippmann della diocesi di Praga, quindi neh 838 preconizzò arcivescovo Luigi

Antonio libero barone di Shrenk. Per

sua morte Pio

IXa'20 maggio i85o

vi

cattolici, e

misero tutto a fuoco ed a san-

trasferì l'odierno cardinal

Schwartzem1

gue. Continuando Rochizana nell'usur-

berg, di cui ue'vol.
p.

XXI, p.

64)

XXXII,
Ofio-

pazione, restò vacante e quasi soppressa
la

324- L'arcidiocesi è assai vasta, contecittà, castella e luoghi.

sede per molti anni

,

solo la

s.

Sede

nendo diverse
le

sempre zelante pel bene

de' veri fedeli^ in

gni arcivescovo è tassato in fiorini 2800,

quel disastrosissimo periododi tempo no»

rendite ascendono a circa
di

60,000

minò

di

quando

in

quando amministra-

rini

convenzione, gravate dall'annua

tori all'illustre chiesa,come

Corrado ba ione di Zwole vescovo d'Ohniitz nel 1 434»
Filiberto di Montjoyeux vescovo di

pensione di
di

8000

in

favore del vescovo
pio.

Budweis e d'un luogo

CouIl

1

4^9> Giovanni di Doba vescovo d'Eichstadt nel 1462. Nuove stragi di religiosi e spogliamene di monatances nel
1

Concila di Praga.
fu celebrato dall'arcivescovo
si

Er-

nesto, ed in esso
lativi alla

fecero regolamenti re-

steri fecero nel

Ad

474 8 n eretici in Praga. Alessandro \1 finalmente riuscì ri1

cognizione ed alla fede della
si-

Trinità, all'osservanza de'decreli dei

conciliare colla chiesa

romana
i

i

pragesi,

nodi, alle elezioni, ai benefizi e all'eserciziodelle cariche e dignità ecclesiastiche

dopo aver

essi

riconosciuti

loro errori.

Racconta Rinaldi all'annoi 493 che A-

all'alienazione de'beni di chiesa, alle se-

PRA
polirne,
ai

PR A
alla con*

3

1

monaci

e

monache,

zione, divisa in

G

articoli; bensì istituì

un

sagrazione delle chiese e degli altari, alla messa, al battesimo, ec. Mansi, Suppl.
ai concilii

consiglio di coscienza presieduto dal ve-

scovo di Parigi, cui raccomandò non no-

543. Il 2. fu tenuto nel i4o5 contro 1' antipapa Benedetto wiclefiti. XIII. Il 3." nel f4o8 contro lì 4-° nel i434 per la riunione degli ust.

3, p.

minare che
atti

gli ecclesiastici

più

pii

e più

a servire

utilmente

la

Chiesa colla
elezioni cai

i

convenevole distribuzione delle loro rendite,

onde assicurare ottime
Il

siti.

Labbét.

1

1.

Arduino
o

t.

7.

Cochlaeus,

noniche.
lati,
i

i.°

riguarda
i

le chiese,

pre-

Hist. Hussit.

patroni ed
i

collatori ordinari dei
diritti

PRAMMATICA
delle vesti
,

PRAGMATICA,
delle

benefizi,

quali

godranno de'loro

Lex sumptuaria. Riforma
del lutto
,

pompe,

de' titoli, fieno e

limite al lusso, alle spese pubbliche e private; legge suntuaria, municipale, di con-

che le chiese cattedrali e altre avranno la libertà delle elezioni. Il 3.° che la simonia sarà bandita dal regno. Il 4-° che le promozioni,
e giurisdizione. Il 2.
collazioni, provvisioni e deposizioni di pre-

suetudine, del quale argomento tratto a Legge, Vesti, Convito, Funerali, Lutto, Titoli di onore e relativi articoli,

lature ed altri benefìzi e uffìzi
stici, si

ecclesia-

faranno secondo
Il

il

diritto

comuanti-

principalmente a Lusso.

ne de'
gie,

concilii e le istituzioni degli

PRAMMATICA SANZIONE, Pragmatica sanctione. Questo termine che
dal latino sanctio, ordinanza, legge, statuto, e dal greco

chi padri.
i

5.°

che

le libertà, le

franchi-

privilegi accordati dal ré dì

Franluoghi

cia alle chiese,

monasteri e

altri

pragma,

affare

,

viene
le

usato particolarmente per distinguere

pii, ed anche alle persone ecclesiastiche, saranno conservate. Il 6.° riguarda le tas-

ordinanze che concernono
ri

i

grandi

affa-

se pecuniarie a

vantaggio della chiesa ro-

dello stato, della chiesa, delle

comu-

nità, oppure le ordinanze che si facevano per affari pubblici colla riunione e col

mana. Diversi scrittori sono d'avviso che questa prammatica non sia di Luigi IX,
sebbene
a Luigi
sia citala negli articoli

presentati

consiglio di molti dotti giureconsulti, o

XI
1

negli stati riuniti a

Tourse
Pa-

finalmente quelle che
cipi

i

re e gli altri prin-

nell'atto d'appello dell'università di
rigi del

sovrani facevano in un'assemblea
di grandi.
,

49

1

,

e per vera l'abbiano cre:

composta
imperiali

Molle

costituzioni
i

duta

il

p.

riguardanti massime

diritti

tribuiscono a

Alessandro e Velley s. Luigi IX solo
t.

altri at-

i

primi

5

e le successioni degli Elettori dell'impe-

articoli. Si riporta nel

7

de' Concilii
la

ro (/

.),

ottennero

il

nome

di

pramma-

d'Arduino, ed
ra Tomassini,
disc. par. 2,
I.

affatto

supposta

dichiaeccles.

tica sanzione e sotto questo veggonsi re-

De

velerà et

nova

germanico, nelle leggi imperiali raccolte da Goldasto. Parlerò de' due famosi regolamenti di Francia che portano il medesimo titolo, il i.° supposto e creduto promulgato da s. Luigi IX , il i.° emanato da Carlo VII. Mentre s. Luigi IX nel 1269 si preparava al viaggio d'oltremare per
gistrate nel corpo del diritto
la crociata,

2, cap. 3, e par. 3, lib. /,

cap. 43, e dimostra Lambertini,

De sersì

i'orum Dei beat.

lib. 3,

cap. 36,

per-

chè solo se ne parlò circa due

secoli

do-

po

la

morte
i

del santo re,

come ancora
ne sarebbero

perchè se
serviti

fosse stata vera se

francesi nelle discordie tra BoniI

facio Vili e Filippo IV.

Bollandisti se-

per

gli aiuti della

quale im-

guirono l'opinione

di

Tomassini

ad dieni

mediazione della s. Sede, ad onta ancora di sua pietà e magnanimità si pretende che facesse un'ordinanza col titolo di Prammatica sanla

plorò coi franchi

propende il p. Griflèt, Istoria di Francia. Di recente la provò con buone ragioni, critica ed erudizione una favola, tendente a
aug., per la qual sentenza

25

,

32
palliare col
stizia e la

PRA
manto
della sant'ila
l'

PRA
ingiu-

proibizione di conferir prebende, abbazie,

prepotenza, il libro encomiato Annali delle scienze rei. serie 2. a , voi. 6, p. 3o5: Della Prammatica sanzione attribuita a s. Luigi IX per Rd.
dagli

vescovati

ecommendea

persone non

nazionali francesi, venendo così tolta al

Pontefice quasi ogni facoltà di conferir
benefizi, e di giudicar le cause ecclesia-

Tlwmassy antico allievo
le di CharlreSj Parigi

della scuola rea-

stiche del regno di Francia

,

perciò in-

i844-

giuriosa a lui, al suo regno ed alias. Sede,

Avendo il conciliabolo di Basilea (l7 .) molte cose disposto sopra la riforma dei benefìzi e sopra il giudizio delle cause, Carlo VII re di Francia, prima zelante
di riconciliare coi

onde

fu causa e

fomento

di mille di-

sordini. Osserva Rinaldi a tale anno,
i

che

francesi

non ricevettero

tutti

i

decreti

del conciliabolo,

ma quelli
i

che loro piac-

Papa

quella congre-

ga, poi vietato a'vescovi d'intervenire al

Eugenio IV presieduto in Ferrara (F.) e sempre più adeconcilio generale da

quero ; ma mentre prelati si sottraevano dall' autorità pontificia, colla prammatica si sottomisero alla servitù laicale.

Bercastel

,

Storia del cristianesimo

rente a quegli scismatici, attento a procacciarsi de' vantaggi allora die la Chiesa,

narra che dopo
i

sconvolto l'ordine delle cose, travaglia-

la traslazione de'Papi in Avignone, re e il clero di Francia si trovarono privati de'loro migliori diritti al-

va nella divisione dello scisma, come osserva Bernini
,

la

collazione de'benefizi, per

mezzo

del-

Hist. dell' eresie

t.

4> P-

le riserve e aspettative principiate in

A-

237, nel i438 a' 7 giugno convocò, secondochè narrai ne' voi. II, p. 2i3, e XXVI j p. 3i5, una grande assemblea a Bourges (F.) di vescovi ed ecclesiastici
francesi contaminati dagli erronei principii

vignone, per disporne anche prima che
i

questo
i

medesimi fossero vacanti. Laonde fu il motivo per cui precipuamente
il

francesi seguirono

concilio di Basilea,

quindi per trovar qualche via di conciliazione tra esso ed

de'padri basileesi e coll'intervento dei

loro legati (secondo alcuno pure di quel-

no per

resistere alle

Eugenio IV, o almeconseguenze d' una

d'Eugenio IV). La presiedè il re assida Luigi il Delfino suo figlio , da molti principi del sangue e da numeroso stuolo di potenti signori. In questa assemblea secondo la mente de'basileesi e deli

stito

i

creti

spediti al re,

tendenti al ristabi-

limento della libertà nelle elezioni canoniche, pregandolo farli ricevere nel suo regno, tali decreti furono la base del-

formazione della costituzione o regolamento di disciplina ecclesiastica in 2 3 articoli, con varie modificazioni relala

che faceva languir la disciplina nella più parte della Chiesa, si venne alla compilazione della prammatica sanzione, sempre dipoi tanto cara ai francesi, sino a nominarsi da alcuni il baluardo di loro chiesa. Abbracciata e promulgata siffatta prammatica da Carlo VII a*7 luglio come legge del regno e registrala nel parlamento, tutto si risvegliò lo zelo sacerdotale di Eugenio IV che la condannò solennemente con autorità adiscordia,
postolica,

come afferma Novaes, e fece
al re

pòi

tive alle

libertà

della chiesa gallicana,

grandi istanze

perchè l'annullasse
,

che

si

disse

Prammatica sanzione,

cioè

quando
cone
i

si

ritirò dal conciliabolo

come

costituzione
basileesi

riformatoria di alcuni dai
autorità de' concia quella de'

riporta Rinaldi all'anno i44o>n.° 4- ^c-

chiamati abusi o inconvenienze.
1'

23
il
il

articoli

o

titoli,

che subito ap-

Essa riconoscendo
li'!

provò
prova
col

conciliabolo di Basilea. i.°

Ap-

ecumenici superiore
si

Pa-

pseudo-concilio di Basilea e lo
il

pi, tutta

raggirò nell'abolizione delle

dichiara superiore al Papa,

quale solo
i

censure ecclesiastiche e delle antiche Appellazioni interposte al

Papa,

e

nella

luoghi suo parere potrà destinare pei concilii. 2. Prescrive chele elezioni

PRA
sieno falle liberamente da coloro cui ap-

PRA
teria,

33

Bretagna,

nella quale in parte la

partengono
le riserve
fìzi.

di diritto. 3.°

Abolisce tutte

generali e particolari de'bene-

permise Nicolò V. Pio II come quello che avea cancellato e annullato tutto ciò eh' egli stesso

o nomine aVuole che ne'Iuoghi lontani 4 giorni da Roma, le cause sieno decise dai giudici che ne hanno diritto, tranne le cause maggiori enunziate nelle leg4-° Proibisce le grazie
speltative. 5.°
gi e quelle

avea da privato dettato in favore del con*
ciliabolodi Basilea contro
e

Eugenio IV,
le

precedentemente ritrattate
le

opinioni
s.

manifestate contro

prerogative della

concernenti

le elezioni

delle

Sede con

lettera

a Giordano rettore

del-

chiese cattedrali ede'monasteri. 6.° Trat-

l'uni versila di

Colonia (esistente nella Bi-

de frivolis appellaliouibus. 7. Ordina che colui il quale avendo un titolo colorato avrà posseduto un benefizio per
ta
tre anni pacificamente e

blioteca Chigìana, Vedi) ,'come quello che

te

prima del pontificato avea potentemenimpugnato questa prammatica nel suo

non

l'avrà ot,

libro

De

moribus

Germanorum

,

repli-

non debba più esser molestato. 8.° Tratta de nuin. et qual. card. g.° Tratta de annot.
tenuto per intrusione o per forza
io.

catamene pregò Carlo VII perchè l'abrogasse. Venendo poi rimproverato dal
re con
fetto,
si

una

lettera d'essere a luimal'af-

Tratta de

quomodo
1

divinimi

offi-

giustificò pienamente con
tal

un brer

cium sii celebrandum. 1 .° Tratta de quo tempore quisquis debeai esse in eho> ro. 12. Tratta de qualiler horae canonicae sunt dicendae extra chorum. i3.° Tratta de his qui tempore divinorum affi dorimi vaganlur per ecclesiam. i4-°
Tratta de tabula pendente in choro.i5.° Tratta de his qui in missa non complent Credo, velcantanl cantilenas. 1 6.° Tratta

ve diretto a
chini,

sovrano, presso mg. Bianlibri Ponti-

Parergon ad examen
Epistola Pii

fìcalis, sive

II ad Carolimi

regem Franciae ab haereticis depravata et a Launojana calamuia viadicata, Romaei688. Quindi Pio II con maggior risentimento se ne querelò nell'assemblea di

FU

Mantova^.),
,

cogli

am,

basciatori di Carlo VII
si

perchè ancora

de lenentibus capitula tempore missae,

parrocchiale o solenne, senza un'urgente necessità venne proibito. 17. Tratta de pignorantibus cullimi divinimi ciò
,

sosteneva in Francia la prammatica mentre era ingiuriosissima all' autorità
papale, sebbene chiamasse
re della fede. Si difesero
ri
il

re difenso-

gli

ambasciatore a-

ch'è proibito.

1

8.° Tratta

de spectaculis
1

col dichiarare la legale

convocazione
il

in ecclesia nonfaciendis.

q.°

De

con-

del concilio di Basilea, che perciò

cubinariis

}

ordina che

il

concubinario
sia soi

vea creduto dover accettarne

i

decreti,

pubblico, senza alcuna eccezione,
speso ipso facto e privato di tutti
benefizi
,

suoi

con alcune modificazioni e addizioni convenienti alle consuetudini del regno e alla
condizione de' tempi,

se egli
,

concubina

non abbandona la sua appena ne sia avvertito dal

gavano

suo superiore. 20. Della comunicazione cogli scomunicati. 2 1 ,°T ratta de interdici, indijjtrenler non ponend. 22. Riguarda
le

le quali non deromaniera ai privilegi della s. Sede. Tornali in Francia gli ambail sciatori e riferite le parole di Pio II

in ninna

,

procuratore generale Dauret d'ordine del
re,

enunciazioni nelle lettere apostoliche,
tale è privalo del diritto.

senza riguardo aila proibizione fatta
II

che un

o di altro

suo benefizio 23.° Contiene la con-

da Pio

d'appellare dai suoi giudizi al

concilio, appellò al

prossimo concilio geil

clusione della chiesa gallicana pel rice-

nerale tuttociò che avea detto

Papa

in-

vimento de'decreti ovvero del sedicente concilio di Basilea. V. Primato, Benefizi ECCLESIASTICI, CONCILIO, GaILIA Da,

torno alla prammatica sanzione, onde
prevenire gl'inconvenienti che potessero succedere in caso di scomunica, su di che
3

VOL. LV.

34

PRA
tentati occorsi e

PRA.
appellò al futuro concilio di
tutti gli at-

si presero misure nel parlamento. Morto nel 1461 Carlo VII, gli successe il figlio Luigi XI, al quale subito si rivolse Pio lì, domandando pel nunzio Geojfroy l'abolizione della prammatica, come na-

da

farsi

contro questa
Sisto
d'

legge. Inoltre

il

clero di Francia ricu-

sò di ricevere
indocile alle

un breve di ammonizioni

IV,

fu

Innocenzo

ta nello scisma e

come

distruttiva del

diritto del

Papa

,

da cui derivano tutte

le sacre leggi.

Luigi

XI

vi

acconsentì e

Vili e di Alessandro VI fatte sotto re Carlo Vili ; può quindi facilmente immaginarsi qual disordine invadesse le cose ecclesiastiche del regno.

l'abrogò, più per condiscendenza di

com-

In questo sta-

piacere Pio

11,

che per risoluta riprova1'

zione. Vedasi

epistola del re al

Papa

presso Rinaldi, all'anno i46i,n.° 188;

non sembrando a Giulio II lasciar trascorrere altro tempo per sanar questa piaga della Chiesa, regnando Luito di cose
,

Labbé, Coutil,
las,
1,

t.

14, p- 97> Natal Alest.

gi

XII, ne intraprese coraggiosamente

la

sandr., Hisl. eccl.

8, dissert.

De

liberlatib.eccles.

cap. 16.

La nuova

fu

CharGallica ime ,lib. ricevuta in Ro1

1;

cura nel concilio generale di Lalerano f,

che

descrissi a tale articolo, nella cui 4
si

'

sessione volle che
fatta

leggesse la revoca
al

con solenne applauso; ma il parlamento, prelati di Francia e altri dei clero
i

ma

da Luigi XI, per venire

decre-

to conciliare della totale abolizione, al

non desisterono dall' osservare la prammatica. Anche il re, non vedendo mantenute
tegli
le promesse di riconoscenza fatda Pio II, non si prese molta cura

modo riportato dal citato Bernini e da me nel medesimo concilio. In questo alto
preparatorio
a dire
si
si

citarono

i

padri francesi

le

loro ragioni, perchè abolir
la

di fare eseguire la sua dichiarazione, a-

dovesse

non prammatica sanzione. La

vendogli fatto impressione

le

rimostran-

risoluzione di Giulio li riuscì sensibilis-

ze energiche del parlamento e dell'università sui vantaggi riportati dalla

pram-

sorti tra loro, e

sima a Luigi XII pei gravi dissapori inne portò ulte doglianze
i

matica, massime per
di

le

chiese provviste

quasi a tutti

potentati cristiani

,

que-

buoni

prelati.

relandosi del Papa, che togliere a
vivere Pio II nel i4^4i
al lesse
il

lui vo-

Terminando di
la

più prezioso gioiello di sua coroII,

prammatica d'ordine regio ritornò

na.

Essendo morto Giulio
vi

continuò
al

la

suo antico vigore , per cui il successore Paolo II a mezzo de' cardinali Geoffroy
e Salve
(/^.) volle tentare
l'

celebrazione del concilio Leone X, laon-

de Luigi XII

aderì

,

rinunziò

con-

esecuzione

dell'abolizione,

impegnando il parlainenil

to a verificare le lettere patenti colle quali

Luigi XI l'avea soppressa: però

pro-

pocodopo morì. Questo Papa portassi in Bologna (/".) nel 1 5 5 per abboccarsi col nuovo re diFi ancia Francesco 1 (di che parlai purea Franciliabolo di Pisa e
1

curatore Gio. di

Romano

vi

si

oppose

cia

)

,

il

quale con caldissime istanze lo
gli fosse

vigorosamente
elezioni era

,

dicendo

tra le altre ra-

supplicò, che abrogandosi nel concilio la

gioni, che l'abolir l'ordine delle antiche

prammatica sanzione,
getti di disciplina,

permes-

un

togliere agli ordinari
,

il

so proporre in luogo di quella altri pro-

diritto di eleggere

ristabilir le riserve,

che poscia, muniti di

le espettati ve, l'evocazioni in

prima

istan;

apostolica autorità, servissero di
in tutto
le
il

norma
comu-

za delle cause alla corte di
togliere ai patroni
il

Roma un
presen-

suo reame. Assentì ilPapa alI,

diritto di

tare ai benefizi, e agli ordinari quello di
conferirli,
il

preghiere di Francesco ne accordo concertati gli
disciplina
,

e di

articoli della

che non poteva a

meno

di

non introdurre

nella chiesa gallicana

una

nuova Leone

col

X e Francesco I{Tr

Concordato tra .), il Papa for,

orribile confusione: di più

Y università

malmente abrogandola Prammatica

lo

,

PRA
sanzionò colle bolle, Primitiva
sia, de'
1

PBA
ilici

35

eccle-

ne

la

chiamasse Palladio della FranIl

8 agosto 1 5 1 6; Paslor aelernus, dicembrei5i6; Divina disponen19 te, de' 1 9 dicembre i5i6; Romanus Ponti fex, del .° ottobre 5 1 7, Bull. Hom. t. 3, par. 3, p. 43o, 433, 44 2 e 443, Sacro approdante concilio. In tal modo si
de'
i

cia.

PRANZO, Prandium.

desinare,

il

1

conchiuse quel celebre concordato, segna-

mangiare. Remotissima è la consuetudine di congregarsi gli uomini a mensa onde col cibo ristorare il corpo e dare eziandio breve riposo alle membra stanche e faticate dalle giornaliere occupazioni,

tamente per quei motivi che indussero Papi a convenire a concordati, e che dichiarai a Pace. La bolla JPrts for,colIa quale Leone X condannò, annullòe riprovò la Prammatica sanzione, con plauso e generale approvazione fu letta a' 19 dicembre a 1 5 1 6 nella sessione 1 1 del concilio Luterano, in cui rimarcai in che consistoi
,

onde
i

diversi autori scrissero intor-

no

all'uso delle

mense

e del

modo

di ce-

Erodoto, Strabone, Plutarco, Mela, Stuchio, Ciacconioe Bulangero. Il costume di cibarsi con parsimonia fu proprio di tutti popoli, tanlebrare
conviti, cosi
i

.

to nella loro primitiva semplicità,

to nell'adolescenza.

Ma

tal

quancostume de-

no

matica e cordato ,
le

soppressa pramconvenuto e sostituito conil quale precipuamente estinse elezioni ai benefìzi, molto allora trale differenze tra la
il

generò ben presto, e si sostituirono sontuose mense, e alle ruvide sedie si sostiletti con morbide piume. Perciò promulgarono leggi suntuarie di prammatiche^ ma con poco successo. Gli egizi anticamente sedevano a mensa, ma non

tuirono

si

lignate dall'antica loro purità e soggette a infiniti abusi, a cui vari illustri prelati

della stessa chiesa di Francia giudi-

carono conveniente
riferisce

rimedio, come Bercastel. In conseguenza, contale
le elezioni

apparecchiavano le tavole; venivano loro successivamente portati piatti, affinchè ciascuno si servisse a piacere. I rici

servandosi nel concordato alcuni rego-

chi al fine de' conviti facevano presentare ai convitati
il

lamenti della prammatica,
le

del-

simulacro di una
:

mum-

prelature ecclesiastiche, che per la
libere ai re di
di

mia, dicendo loro
legri,
I

Mangiate e

state al-

prammatica erano
cia, pel

Fran-

concordato restarono

regia
ficia

,

ma

soggette alla

nomina suprema ponti-

che in breve sarete simili a questo. primi greci erano grandi mangiatori,
il

ed

approvazione, per convalidarle col-

l'autorità apostolica.

Clemente VII creò

cardinale Antonio de Prato o Pradt, per

aver contribuito all' abolizione definitiva della prammatica e alla conclusione
del concordato. Nella Chronica latina

il grano edi ed i romani; spregiavano il pesce come troppo delicato e leggero. Gli ebrei adottarono il costume di cibarsi parcamente in comune in vari tempi dell'anno; dipoi la legge scritta ordinò i conviti religiosi nelle fe-

cibo più ordinario fu

legumi,

come

gli egizi

pubblicata
triae,
t.

nell'i

Monumenta histor. pa-

ste di

Pasqua

e Pentecoste {V.) e nella
tali

619, viene qualificata la prammatica la maggior peste della Chiesa, stabilita nel concilio di Basilea. Nondimeno francesi non acconsentirono subito che fosse cassata, come notai al citato Concordalo j anzi negli stati di Blois
3, p.
i

solennità de''Tabernacoli {V.):
viti si

con-

liete

ripetevano negli sposalizi o altre circostanze. Gli ebrei dividevano in

due mense i loro conviti; nella i. cibavansi delle carni della vittima , nella a 2. portavano le frutta e facevano girare
il

del

1576

si

trattò di rimetterla in vi-

vino con

la

tazza detta delle bene,

gore, mediante
deli.
altro

un ardito ragionamento
effetto, sebbe-

dizioni e delle lodi

dai brindisi ed ac-

presidente del parlamento, che per

clamazioni che facevano.
zioni gli ebrei

Come altre

na-

non produsse alcun

mangiavano giacendo. Nei

36

PRA
in
leio,

PRA
abbondanuna specie

tempi eroici facevano d' ordinario due pasti il giorno, l'uno a mezzodì, l'altro la
sera; questo ultimo era più
te e considerabile, l'altro era di colazione,

De legibus,eà in ApuT^ttno d'oro, lib. io. I romani giacevano a mensa 5 per Ietto: letti li porPaolo Manuzio,
i

non pasto o pranzo. Gli sparmangiavano insieme, ed il loro alimento era assai parco e regolato dalla
tani

da Cartagine Scipione Africano e perciò chiamati punicani, poi archiani dal fabbro Archia che li imitò, ed anche tricliniares^B distinzione de'letli cutò in

Roma

legge die toccai a Grecia e relativi articoli.

biculares desti ria ti
se a

al riposo. Il

lussogiun-

Gli aborigeni avvezzavano

i

figli

a

cibarsi di frutta e bere
le

acqua,

della
1

quasiba-

parlo pure a

Fontane

e Pozzi.

formare mense di legno prezioso, coperle di lamine d'argento e oro e di ricche coltri: ornavansi con vasi di tali metalli, di

riti,

popoli della Calabria, attesero smoagli agi, alle delizie, ai pas-

superbo lavoro.
si

Il

solenne conservizio

deratamente

vito de' romani

divideva in due portate
al

satempi, alle gozzoviglie, per cui furono
ritenuti inventori di cibi delicati e demotiviti. Erano tanto dediti al mangiare che premiavano gl'inventori di nuove vivande e nuovi intingoli, ed anche li corona-

o

parti

:

la

i."

era destinata

delle carni e del pesce; la 2." per le frutta e pel vino.
I

commensali

si

portavano
a

ade mense
tavola,

colle vesti cenaloria, Inclina'

ria,convivalis e facevano brindisi alla 2.
altri dei

vano. Gli epicurei fecero consistere

il

be-

ne principale nel piacere, uno de'qualiera il mangiare assai e delicatamente. I

romani
sisteva

(licevano 3 pasti; colazione, dela

sinareeeena:
to al vino;

colazione di mattina conin

bevendo in onore di Bacco, degli massime ai tutelari, e degli uomini che si volevano onorare. In mezzo della tavola si poneva il vaso cratere pieno di vino e in questo ognuno attingeva
i
i

ordinariamente
il

pane inzuppadi

pranzo era una specie
cena era
il

déjeunerj

la

più importante

il suo vaso, come praticavano gli ebrei. Le mense, letti, pavimenti si spargevano di fiori e d'acque odorifere, anzi di

de' loro pasti e corrispondeva al nostro

tratto in trattosi versavano

profumi
i

so-

pranzo: talvolta dopo

la

cena facevano

pra

i

convitati. In alcuni luoghi

pigmei

un quarto
na.

pasto,

una

specie di
a

merenda

ed

i

nani servivano ne'convili al lusso dei
i

(pomeridiana), equivalente alla nostra ce-

Pranzavano all' ora 6. cioè a meza zodì, cenavano all'ora q. sebbene ognuno poteva sciegliere l'ora a piacer suo. Si ricava da Isidoro, Stor. Aug. t. r, n.° 38, che gli antichi imbandivano lauti pranzi
a vanti d'intraprendere

romani storpiavano in culla i bambini, per impedire che crescessero restando nani. De'buftòni e improvvisatori
grandi:

cheassistevanoallemense dei grandi, parlai nel voi.

XXXI,
i

p.

i

y5. Alla seconda
i

portata o tavola
/r/rtw(A\),o
lari

romani ponevano

dei

qualche

fiera

pu-

o geni domestici,

sia

per

a pud veteres prandi'uni vorallini fuissc omnern militimi cibimi ante pugnam. Poiché per la testimonianza di Casaubono, parandium ancora dicevasi, quasi pararci militcs ad pugnam, cui aule

gna

:

Proprie,

ornamento, donde ebbe origine il dessert che serve per la seconda portata, sebbene si ponga in mezreligione, che per

zo di essa per ornamento
vori di fini
i

la

parte deco-

rativa e consistente in vasi con fiori, la-

pugnarti fumerelur. In questa occasione / / si beveva gran varietà di l ino(f co.),

legge nel Calogeri, Opuscoli t. 3j t a3o. Convertitasi la romana parsimonia in istra vizzo abbominevole, si pubblip.

me si

marmi, metalli ed altro. Tra romani l'infimo lungo nel teatro era pei senatori, e il supremo pei plebei; nel trionfo l'ultimo

luogo era per l'imperatore, nel

convito quello del console: nel sedere, nel

carono

leggi suntuarie di

prammatiche
si

per porvi un limite,

come

può vedere

camminare, alla mensa, l'ultimo luogo veniva ad essere il primo. Per gli antichi

PR
si

A
ctus. Cortìì,

PRA
Romae Aldus
i56si, et Venetiae

37

romani e delle loro mense e banchetti,
possono leggere, Descrizione de' riti deantichi romani: delle
gli

Deprandiiac cenae modo,

ni.

Compendio

delle

mense devoniaantichità romane:

de'banchetti de'romani. Buonarroti nei
t'asidi vetro eruditamente parla de' convili reali, di quelli

con divertimenti

di

rap-

i565. romanorutn et de sanitale luenda, Romae 58 Pisanelli, Trattalo della natura dei cibi e del bere, Venezia 1587. Peulingeri, Sermones convivales, Yienaae 1689. Vittorio
Petioni, arbitri de victu
i

1 .

presentazionij
ni, canti,

balli,

armeggiamenti, suo-

Lancellotli,

Lo

scalco pratico,

Roma

con intervento di poeti a recitare sopra le azioni de'maggiori per istrule

zione de'figliuoli, sopra

favole degli dei

e sopra cose di filosofia; dell'antico uso

d'introdurre ne'banchetti una figura che

rappresentasse lo scheletro dell'uomo,per

1627. Antonio Persio, Del bere caldo costumato dagli antichi romani, Venezia i683. Fr. Ganassoni, Opuscoli Calogero, t. 44- Parere intorno al mangiare degli antichi romani. Filippo Venuti, Disseri, di Cortona, t. 5: Del nettare e dell'ambrosia cibo
e

prenderne un incentivo più forte ed
ficace di affrettarsi
egizi)
lizie e

ef-

bevanda degli dei. Me1

(come rimarcai negli a godere pazzamente di tutte le dedissolutezze. Discorre pure de'confatti

vili

ne'giorni natalizi degli imperatori,

de'pubblici

da principi, consoli e ma-

gistrati in occasione di giuochi, e regali

in essi dati; de'conviti fatti dagli amici
ai vincitori dei

giuochi, o dai vincitori

morie sloriche sopra l'uso della cioccolata in tempo di digiuno, Venezia 748. Pietro Ciacconio, De triclinio, sive de modo convivandi, apud priscos romanos y Lipsiae 758. Lezione accademica delle cene sontuose de'romani, negli Opuscoli di G. B. Vivo raccolti e pubblicati da C. A. de Rosa, Napoli 18 18. Giuseppe d'E1

medesimi, e
fali

di quelli

imbanditi in
;

Roma

ai vincitori de'circensi

de'conviti trion-

delle tavole

de'trionfanti e di quelli epinicei dati

Ragionamento sul così detto Dessert moderne, Roma 1829. NelV Album t. 4, p- 273 si riporta la deste,
1

dai vincitori di battaglie; de'conviti agapi
e pel Battesimo
t. l,

scrizionediunbanchettosotto Luigi
e
si

XIV,
i655,

(P'.).
la
I

Mai-torelli,

Opere

cita

un manuale

di cucina del

p.

i85

ci

diede

Dissertazione del'
setlemviri Epuloni

degno d'essere studiato dai moderni Luculli
:

la cena de'romani.

e

i

Tizi, anziché sacerdoti,

erano cuochi,
specie

lecite

Delizie della campagna o mannainsegna a preparare per l'uso della

ed anche ogni Sagrifizio avea termine col
banchetto. Altri
li

vita

chiamano una

que. Neil' agosto

quanto cresce sulla terra e nelle ac85 1 fu famoso il con1

di sacerdoti, che supplivano ai pontefici

vito dato dalla città di Parigi splendida-

per presiedere

ai

convili in onore di Gio-

mente a lord maire
cipalità di

e altri della

muni-

ve e degli
legio e

altri dei.

Formavano un

col-

vare

le

aveano 1' incarico di fare osserceremonie ne' conviti sagri e nei
ai pontefici

pubblici sagrifizi, riportando
i

disordini

quando accadevano.
istituiti

.Nel
,

553
ne

di

Roma

ne furono
altri

3

poi
il

furono aggiunti

4

,

finché

ditta-

tore Cesare ne creò altri 3, e in tutti furono io. Si costruirono cucine grandiose e proporzionate all'eccesso della lau-

Londra, in cui Chevet, incaricato delle mense, accumulò tutte le meraviglie del genio gastronomico della nazione: la lista delle vivande che fu data agli invitati fa comprendere come gl'insigni gastronomi, di cui Chevet seguì le norme, Crillat-Savarin, Grimod, de-laHeynièree Carème, hanno un merito distinto.

Abbiamo
il

molti trattati sulla cugreci

cina, come

Cuciniere perfetto italiano,
I

tezza delle cene e de' pranzi. Inoltre su questo argomento si possono vedere: Ere-

Firenze 1826.

chiamarono Arcoppiere maggio-

chimargirus
glie;

il

soprastante alle vettovail

tam M. Mensa romana
}

sive

urbana

vi.

Archioenochus

38

PRA
;

PRA
Architriclìnus

re o capo de' coppieri

o

rea mensa sedendo
di fianco

sui letti,

mangiando

Tricliniarcha soprastante o capo del con-

per

facilitar la digestione, poi-

vito,© capo del luogo ov'erano 3

Ietti so-

pra

i

quali

si

giaceva per mangiare: fu

ché corcandosi dalla parte del piloro o orifìzio inferiore dello stomaco,aveapiùcam-

costume

degli ebrei assegnare nelle nozze

po

il

cibo d'insinuarsi e di triturarsi ne-

un capo,
e quiete.

acciò colla sua presenza e auil

gli intestini.

Per quali circostanze si cecord

torità ordinasse

convito con modestia

lebrarono
conviti,

i

conviti. De'conviti delle

bandite {V. Giuoco). Di alcuni pomposi
cibarsi, de' cibi piti usa-

Del
ti,

modo di

e de' vasi e altre suppellettili adope-

rate parlai in moltissimi articoli e prin-

come di quello del patriarca di Mosca nel suo installamento, e di quello ch'ebbe luogo nel i838 in Milano per
la

cipalmente ne'seguenti; mentre a Digiuno, santa e morale astinenza dalla qualità

coronazionedell'imperatore FerdinanI,

do

qual re del regno lombardo-veneintervenne
il

e quantità di alcuni cibi, che include

to, in cui

nunzio pontificio.

la virtù della

temperanza, dichiarai che fu praticato dai popoli più antichi anche idolatri, dicendo pure delle ore del
i

A Lavanda
l'uso dal
i

de'hedi

dissi

che ne derivò

mangiare, come di alcuni cibi e bevande. Del famoso convito di Baldassare feci

camminare a piedi e per non lordare letti mangiando a tavola, ed anche dal bagnarsi prima di prender il cibo,

come
dei

rimarcai a Letto, dicendo dei

menzione nel voi. XLII, p. 1 35 e altrove. A Convito parlai degli splendidi desinari O cene, dell'uso de'con viti in tutte le nazioni, della
s.

lettisterni
si

o conviti solenni cui invila vali(

Scrittura, del Salvatore,

a Gemma notai che con queornarono i Ietti, formarono i vasi delle bevande e si posero co'fìori tra'frutgli

ste

si

de'primi cristiani in cui cantavano inni e salmi, si segnavano colla croce, facendosi questo cogli anelli segnatorii (di cui

ti);

gli

che nel convito di Pasqua (F.) deEbrei (V.) due erano le lavande , e

parlai d'altre loro cene: nello stesso articolo
pi

Boldetti ne' Cimiteri de 'ss. Martiri
rnp. i4) dal più
cibi e le

lib.

2,

degno

della famiglia sui

Lavanda deViedi narrai come Padopo averla fatta ai Pellegrini o Poi

vivande; della sagra lettura a

veri (P-), servono loro a mensa.

Anche

mensa

e del ringraziamento a

Dio dopo

nel Triclinio [V.) pontifìcio

si

sedeva su

di essa (7^. Benedicite, anche per la solenne mensa del Papa e per quella che

banchi

Icllislerni.
1
( )

serve ai pellegrini); de'conviti funebri degli

ì

forma di letti, perciò chiamati A BAGNienel voi. XXXVII, p. notai che prima di porsi a mensa vi si
in
i

antichi cristiani; de'banchelti imban-

lavavano

gentili

ed

i

cristiani; e
gli

siccome

diti dagli ecclesiastici e dai secolari; co-

in detto articolo dissi

che

antichi
intesi

man-

mesi debbano dare e come vi si deve stare, lodando il tacere e il silenzio, con diversi esempi della sacra o morale lettura praticata a mensa anche da molti sovrani e personaggi;

giavano una volta al giorno,
de' greci,
i

parlare

quali propriamente facevano

verso sera un pasto solido e succoso, al

quale

si

preparavano con una leggera co-

nonché

sulla bene-

lazione nel mattino o al mezzodì.

Venuto

dizione de'cibi, di che trattai pure nel voi.

Platone in
gli

Italia

meravigliò che allora

LI, p. 260. Come e dell'ora in cui mangiavano e bevevano gli antichi cristiani,
e delle preghiere che prima e
tica.

abitanti facessero

due
i

pasti al giorno,

cioè le persone sobrie;
rai e le

soldati, gli

ope-

dopo

vi fa-

persone dedite
pasti, colazione,

ai travagli face-

cevano. Delle leggi suntuariedi/?/Y7wiwrf-

vano 3
talvolta

pranzo e cena, e
nell'estate.
p.

Del convito d'Assuero, de' persiani
Della mensa in cui
il

anche

la

merenda

e di
i

altri.

re vedeva

convitali senza esser veduto, e dello sta-

L'aw. Camilli, Album 1. 13, blicò un saggio de'conviti e

349, pub-

delle cucine

PR
ri

A

PRA
GaAr-

39

degli antichi greci, registrando gli scrittogreci sull'arte del cucinare, oltre la

do promosso al cardinalato Gualtieri nunzio in Francia, con breve scritto di proprio
gli la

stronomia,

poema di cucine in

versi di

pugno delegò Luigi
berretta. Questa
il

XIV

a impor-

chestrato, che qualificò l'opera più dotta

re gli pose sul

e compiuta in argomento.

Ad

Agapi, pasti, cene o hanchetti

fatti

capo a'4 agosto 1706 nella cappella di Versailles dopo la messa, tenendo poi a
desinare
il

dai primitivi cristiani ne' Cimiteri o

Ca-

cardinale,

il

quale sedette in
re.

tacombe
vestiboli
lai

(P*.),

e poi nelle chiese o loro

distanza di

4

luoghi dal

Luigi
si

XIV

con fratellevole concordia, pardelle loro diverse specie per fomeni

nel bere alla salute del Papa,
piedi e
si

levò in

scuoprì, poi

si

rimise a sedere
il
il

lare la carità cristiana e sollevare

poveri,

cioè nuziali o connubiali se pel Matri-

e bevette col capo coperto, stando dinale in piedi e scoperto. Quindi
scuoprì e
levò in piedi,

car-

monio {V.); natalizie e onomastiche {V, Nome e Nata le) se correva la festa di qualche Martire (^.)j funerarie se per occa/ sione di esequie ai Defunti (f -)- A Funerali con qualche diffusione trattai delle

cardinale volendo bere alla salute delie, si
si

bevendo

in

que-

sta positura.
sta di

Tra gli antichi danesi la feNatale si chiamava del corno, per

cene o banchetti funerariide'genlili,

in cui

quello che vuotavano pieno di vino per la solennità. In tal giorno i norvegi beve-

avea luogo
de'cristiani,

il

bagno; delle agapi funerali ed anche delle natalizie pei
che
si

vano in onore di s. Olao da cui aveano ricevuto la fede cattolica, e per abo,

martiri

;

de'cibi

ponevano

sulle se-

lir

l'uso di bere in

onore delle

false di-

polture [V. Lutto), con distribuzioni ai

vinità.

poveri eziandio di limosinejcome de'pranzi lasciali

di

Tra gl'irlandesi si beveva in onore Gesù Cristo e de'santi, in corni dorati.
dal concilio di

pei suffragi anni versarli

o Com-

Pegli abusi introdotti fu proibito di bere in

memorazione
la

de' fedeli defunti (ad

Anni-

amorem sanclorum,
tes,

Nan-

versario de'defunti ed altrove parlai deldistribuzione di fave ai poveri per tale ricorrenza, dell'origine della

presso Incuiaro di Reims, in cap.
e.
1

ad

Presbytcros,

4-

A Cappelle pontificie,
i

quale me-

nella generica descrizionedelleantichesa-

ad Agapi, che ne'primi tempi della Chiesa desunte le agapi dai precetti ceremoniali mosaiglio a
s.

Odilone). Inoltre

dissi

gre funzioni celebrate da'Papi, raccontai
solenni conviti disposti in più mense,

una

delle quali era pel Pontefice vestito (di

28, in seguito degenerate in abusi gravi, furono
ci,

Deuteronomio cap. i4>

v. 2 4 a

questo, oltre la mitra, lodichiarai nel voi.

XLII,

p.

1

70) pontificalmente con mitra

proibite, indi definitivamente soppresse
nel secolo

aurifregiata, piviale rosso e
alla cui destra e sinistra

Fanone (V.),

XV, solo ne restòqualche vesti-

eranoquelledei
e signori, e
1

Le feste de' Pazzi(f:/ .) ebbero origine dalle innocenti agapi. A Brindisi, invito o saluto diesi fa a pranzo
gio in diverse chiese.
in atto di bere, ragionai delle antiche ac-

vescovi, preti e diaconi cardinali, e in ap-

presso

le altre de'prelati

mei

glio dichiarai nel voi. IX, p.

16: che

clamazioni convivali e loro ceremonie (an-

che a Laudi), ricordando quello fitto alla
salute di
nella sontuosa
glio
III da Clemente XIII mensa in cui ammise il ficardinal York che avea consagrato ai

mensa per ordine con mitra bianca, ed aveano superpellicium(o Colla,Vedì)cum camisiis, et mancardinali sedevano alla
te Ilo. 11

Giacomo

cardinal Stefaneschi nel codice va-

ticano presso Gallico,

Ha

t.

1, p.

28, scrive

:

Acta caeremoniaCardinales omnes
religiosi,

vescovo, altro

cardinali commensali,

tamsaeculares,

quam

habebunt

altro al sagro collegio; e quello detto per

cottas ,cum succissive camisiis (rochetis)
albis, et mitris simplicibus

Gregorio XVI.
Cccconi
si

A

legge,

p. 627 del Diario di che Clemente XI aven-

(panno

di

de guarnello bombagia, imperocché fu Pao •

4o
lo II

PRA
giavano,ead

PRA
altri a piacere.

che loro le concesse di seta a lavoro di damasco) incapile, et manlellisad scapulas: sed religiosi habebunt manlellimi coloris suae religionis : et ita parali comedent, et alii praelati similiter. Terminato il convito, riconducevasi dai cardinali il Papa alla sua camera, ibique sedei in faldistorio, ipso et eis paratis, ut

Versola megli

tà del convito l'arcidiacono faceva legge-

re al diacono una lezione e poi

faceva

cenno
tificii

di finire. Allora

il

Papa ordinava
i

all'accolito

che chiamasse
la

Cantori pon-

per cantare

sequenza, indi rice-

vevano come pel Natale una moneta e dal Papa una gran tazza piena di vino già da
lui gustalo,
(e nel voi.

Juerunt in mensa. Dopoch'erasi spogliato
il

come

narrai a tale articolo
i

Papa

degli abiti sagri,

i

cardinali ed

i

prelati

tornavano alle loro abitazioni,*:»/?!
et parali, sicut

VIII, p. 3 e seg.), ove dissi del canto eseguito dai cantori ne'solenni
conviti del Papa.
alla

milris equitanles,

incoine-

slioneslelerunl.lnohve riportai come nella

solenne messa e dopo {'Agnus Dei,

il

iVo-

menclalore (P
sa pontificia,

r
.)

che chiamava o nominaSacellario (V.), e

Ne'due giorni seguenti Pasqua si faceva nel triclinio il medesimo convito, senza la rappresentanza dell'agnello. Noterò che nel voi. XLVI1I,
p.

va quei chesi dovevano invitare alla menil il

no-

2i 8, dicendo delle oblazioni che si facevano all'altare in commestibili, parlai
dell'agnello arrostito che si benediceva dal

taio del
all'altare

Vicedomino (V.), ascendevano per prender nomi dal Papa
i

Papa
silica

nel giorno di Pasqua,

prima

all'al-

dei commensali:

il

i

."invitava quelli prò-

tare, poi in

una

sala lateranense della balo

priamente per
quelli della

la tavola del Papa; il 3.° mensa del vicedomino (co-

Leoniana, ed a chi

dava a manpontificie
descrissi

giare in figura della cena del Signore. Nel

me
Che

pur

dissi nel voi.

IX,

p.
i

io e

1

1

5).

medesimo
la tavola

articolo Cappelle

ne'vesperi di

Pasqua

primati della

(e nel voi. Vili, p.

296

e

3oo)

chiesa

romana
di

si

refocillavano con be-

che nel giovedì santo s'imban-

vande

vini diversi, pachis, pactysi,

disce dal

Papa

ai

i3 apostoli e
i

come

la

e la return vimini, ciò

che

si

continuava a
in Albis > al

serve (non sogliono assistervi

cardinali,

fare sino a tutta la

domenica

pure nel 1846 Gregorio
cardinal
desse

XVI

permise al
se-

modo riportato pure nel voi. XLI, p. 243 e 244- Parlai del pranzo del giorno di Natale (/'. e
1

La Tour

vescovo d'Arras che se-

dopo l'ultimo apostolo su d'una
il

ne parlai ancora ne' voi, lX,p.
p.

dia a bracciuoli, vestito dell'abito cardinalizio paonazzo: tutte le volte che

i5,

XXI,

161) nel

triclinio del
le

Pa-

Pa-

lazzo Laleranense (F .), dopo

3 Messe,

pa

si

avvicinava a

lui, egli si

alzava d'in-

come

dell'ordine in cui sedevano a

men-

chinava): delle tavole del giovedì e ve-

sai cardinali,! vescovi e gli altri. Del pran-

nerdì santo (ne.W Ordine
n. 29,51 legge

zo nel giorno di

Pasqua (V.)

nel tricli-

nio leoniano, ove mangiavano sull'accubito o lettislernio intorno alla

Papa in
dinali,

figura de' 12 apostoli, cioè

5 Diaconi,

il

mensa del 5 CarPrimicero{F'.), ed il

Priore basilicario sedente su sgabello: si benediceva l'agnello dal Papa, il quale in

memoria

dell'ultima cena del Signore, ne
diille

poneva un poco in bocca del priore cendo: Quod facis,fac citius, sicut
accepit

ad damnationem,
11
i
i

tu accipe

ad

irntissionem.
agli altri

resto dell'agnello

dava

romano XIII, cheinquesto giorno il Papa non dava alla sua famiglia veruna vivanda cotta, né vino da bere, ma solo erbe, Pane ed Acqua, V.) che il palazzo apostolico dava ai cardinali (le quali già si facevano nel 1G27 e meglio stabilite da Clemente XI, come osservò Cancellieri, Settimana santa, p. 226), ed al principe assistente al soglio, come di altre tavole che aveano luogo; descrivendo altresì la mensa che conservatori di Roma facevano imbandire ai pellegrini 111
i

personaggi che seco

man-

sede vacuale, ed altre notizie di essa

ri

PRA
poitaiaLAVAjfDADE'piEDr, mentre nel voi.

PRA
A
1

4t

XLIX notai
Cena

la

disposizione in vigore.

dissi di

quella del Signore eseguita

nel cenacolo di

Gerusalemme (F-), in cui
ss.

Gesù

Cristo istituì la

Eucaristia (F.),

que aquarum, come li chiama Cencio Camerario neh' Ordine XII, spesso si trova rammentata; poiché a p. 8 si diceche nella vigilia di Natale, redeuntead aulam Papae, ubi parala sunt vina multa et diversa, et claretum, et species
eo-

dopo la Lavanda de'piedi agli apostoli, per memoria delle quali si fanno dal Papa
nel giovedì santo a
1

dem
liis,

die Poenilentiarii
et

cum

eorutn fami'

3 sacerdoti; della ce-

na

in figura dell'antica refezione

sum-

nientovata, che avea luogo nella notte di

Natale ne Palazzi apostolici Quirinale e

Faticano (ai quali articoli rimarco luoghi ove pranza il Papa sotto baldacchii

Eleemosinarius , et Vicecancellatota cancellala vtniunt videre Paparn, et Papam dat omnibus species, et vinum. Il clareto si nomina spesso negli Ordtni\romanij Vegio lo chiamò optimum vinum, oplimus aromatibus tondi'
rius

cum

no, ed ovest fecero conviti, lo che dichia-

pure negli altri simili palazzi), la quale cena descrissi nel voi. IX, p. io4> in uno alla cantata che sole va farsi; come ancora
rai

Quaresima (I .),de\l' Avvento (I .), e di digiuno, non che del modo di sedere a mensa degli antichi. Qui
trattai delle

cene
r

r

di

aggiungerò che ad Anni santi riportai quando Pontefici somministrarono le vivande ne\V Ospiziode Ila ss. Trinità dei
i

pellegrini (f
tati,

r
.),

a quelli che vi sono ospiloro servite o nel

Bullandisti, aromaticum vinumj tum; Marlene e Durando^ecoc/z^/jj vinumfaclitium, dulce pigmentum, gcrmanis darei, gallis kipocras. L'autore del ceremoniale, parlando del solenne convito papale, dice: Ponuntur deinde vinum, et confectiones, sive species. Si può dunque credere che con queste parole sieno indicate le confetture o il pepe, il quale dabalur in collatione post prandium, anche nel giorno diPasqua,comedissi nel voi. Vili,
i

e

le

altre

mense da

p.

1

1

9, e

come

si

legge in Gattico p.

4 2 7-

proprio palazzo o in
e

altri locali

ove allog-

Anno i4'o

Barellinone die dominicae

giarono vescovi, ecclesiastici d'oltieraonte

pò veri pellegrini. Per
di

la

dì santo ricordai nel voi.

mensa del gioveL1I, p. 1 63 che il

Paschae, Benedictus XIII Petrus de Luna dedit piper in collatione. Di che forse rimane un vestigio ne'garofani dispensati

comune
pesce;
il

Perugia somministrava buon
di

dal capitolo lateranense,

come notai

nunzio

Napoli varie casse di
provincia di

nel voi. XII, p. 40, e nelledispensedi pe-

mostaccioli, canditi, conserve di frutti e

pe che
dalizi.

in alcuni

tempi fanno diversi sotributo d'u-

uva ; ed Ferrara

il

tesoriere della

A

Ebrei

dissi del loro

scatole di caviale (preparato pei
rile vòTafuri,iT>e/-

primi dai sibariti, come

tere) e de'sturioni pescali nel

Po:

al pre-

na libbra di pepe, piperis, e due di cannella, cinnamomo. Moretti, De presbyterium p. 222 e 232 parla di doni e
,

sente solo da Ferrara vengono

tali

pesci
in-

distribuzioni di pepe, piper in collatio-

e caviale. Anticamente

lo stesso

Papa

ne post prandium, largizione che faceva
il

terveniva alla cena del giovedì santo al

Papa

nel

giorno di Pasqua. » Donis,
, antequam nationum maribus,
,

modo già
t.
i

detto, con piviale rosso, e fanocolla mitra sopra, lìlus.

et praestationibus nobilioris,cariorisque

ne sul capo
2, p.

hai.

generis accensebatur piper
patefactis industria

487; restandovi pure
il

a desinare

cardinali coi descritti paramenti sagri,
citato Gattico a p.

ac detectis ignotis regionibus

,

veteres

dicendo

3o,quibus

ai-ornatimi species copiosiores fierent, no-

omnibus lolis danlur species, et vinum. Questa doppia distribuzione che il Papa
iuceviiai cardinali di spezie edi vino,
3

cam-

biato poi in rinfreschi rigenti uni aptarum*

vaeque adveherentur in Europam". Nel voi. I, p. i85, parlai della cena che il cardinal vescovo di Albano dava alla curia nella vigilia di Natale, cui donava


due
porci
;

TRA.
ad
vesperas et

PRA
ad
vigiliani

206, parla de' Subpulmentari e de'
piferi della
sti
s.

Da-

dtbet (nel palazzo del cardinale) ibi retnanere Ponti/ex per totani noctem, co-

Sede; crede

i

primi prepoi

forse alla cura de' cibi,

secondi per-

me riporta Ordine romano XI e XV, post vesperas fìt potus in aula. Di
l'
;

il

sone nobili che servivano a tavola; e che

alcuni rinfreschi per la festa di

s.

Loren-

zo e per l'Ascensione

si

legge nel Gatti-

si co p. 86, infesto s. Laurenli moraretur d. Papa juxla eccl. s. Laurentìi, habel vesperos solemnes canlandos in ecclesia, et datar potus praelalis

in aida; ed alla pag.

88

e 89, sunl ve-

speri papales solemnes in vigiliis Ascensionis cantatali in ecclesia, et dalur po~

mandòa pren1 177 Alessandro III der possesso di Bertinoro e suo contado, che Cavalcante suo signore in morire avea lasciato alla s. Sede suprema signora del medesimo, un cardinale, un suddiacono ed un suo dapifero. Nardi parla pure de' Paracellari della s. Sede, che rassomigliaai moderni impiegati della guardaroba e Floreria pontificia (P-). Dice però Macri, Not. de'vocab., che Paracel*
nel

tusin aula. A Banchetti o splendidi conviti riportai diversi

larius era uffizio del palazzo apostolico,
il

canoni che ne vieta-

quale avea

la

cura di distribuire

ai

po-

no

l'accesso agli ecclesiastici, e

che

la ta-

veri tutto quello che
sa del

vola de'cardinali dev'esser specchio di

menPapa, e cli'era ancora chiamatocirimaneva
alla

moderazione (meglio nel voi. XXIII, p. i36 s. Eusebio Papa del 3og prescrisse moderazione ai vescovi nelle mense); che in quello de' Papi principi sovrani e ambasciatori davano loro l'acqua per
:
i

pulmenlarius, uno de'quali fu suddiacono, aggiungendo che sotto Adriano I la
dispensa pontifìcia fu

nomata Paraceli

larium. Anticamente nella mattina del
concistoro pubblico, in cui
dinali ricevevano
il

nuovi car-

la

Lavanda

delle

mani

(F.), servivano

cappello dal Papa,

versavano nel bicil vino. Ricordai i banchetti splendidissimi per l'Elezione, Consagrazione, Coronazione e Possesso
de'due primi
piatti e
1.*

tanto

essi

che

i

cardinali vecchi restavaIl

chiere per la

volta

no
ai

a pranzo col Papa.

Lonigo, Delle

vesti

purpuree

p.

4^

e 5o, riferisce

che

banchetti solenni

ai

quali interveniva

del
tori

Papa (f.), e dei
ed
altri

cardinali, ambasciavi

personaggi che

era no con-

vitati, tolti e aboliti

rio XIII e Sisto
voi.

VIII, p.

da s. Pio V, GregoV, come pur notai nei 162, XXI, p. 170 e 171, e
coronazione, e di un gros-

anticamente ilPonteficeco'paramenti sagri ne'giorni di sua coronazione, di Natale, Pasqua e di s. Pietro, sedevano cari

dinali colia cotta sopra

il

rocchetto, con
la cotta

manlelletto paonazzo sopra

lun-

ne derivò

l'uso della dispensa a'poveri di
la

go fino a
nanzi sino

terra senza
ai piedi,

coda e aperto di-

un paolo per

senza

manicheo

fo-

so nell' Anniversario della coronazione
nel cortile di Belvedere, imperocché tale

rame alcuno
testa.
1

alle braccia e colla

mitra in

cardinali religiosi vestivano nello
del colore dell'ordine a cui
la cotta sulle
il

banchetto talvolta
l'anniversario.
lai

si

faceva anche per

stesso

modo,

A Conclave
i

ove pranzarono che per la confusione talvolta solo poterono refocillarsi. A Conclave e Dapiferi
ai cardinali in conclave,

Cella parPapi appena eletti,
e

appartenevano, assumendo
vesti

comuni per non usare

rocchetto.
i

Ai banchetti ordinari senza paramenti,
sopra
il

cardinali intervenivano col mautelletto
il

trattai della quantità del cibo prescritto

rocchetto senza la mozze Ila, ed

loro dai dapiferi.

somministrato Galletti, Del primicc-

più anziano di promozione dava lo aal

sciugamani
chetto.

Papa, prima e dopo
la

il

ban-

ro a p. 87, parla di Giacinto dapifero regnava Indel Papa del \ , in cui
1
1 1

Che

in tali vesti intervenivano al

pranzo pontificio, per
gli

benedizione de-

nocenzo

II.

Nardi, De' parrochi

t.

a, p.

Agnus Dei, de'quali

parlai ancora nel

PRA
voi.

PRA
i

43

IX,

p.

35.

Come

vestivano

cardi-

pifero e ne'solenni banchetti portava ili.
alla

nali ne'pranzi del giovedì e venerdì santo, lo dichiarai nel voi. Vili, la cena e cantata nel voi.

mensadell'imperatore4scodelle d'arcibi.

p.3o ; come alIX, p.io5. L'aci

gento coi
ni

L' elettore di Brandebur-

go, quale arcicameriere, ne'pranzi solen-

qua

ne' pranzi solenni la versa sulle

ma-

porgeva da lavare
il

le

mani all'imperaI

ni del

cameriere segreto coppiere, di cui parlai nel voi. VII, p. 2 5, a Famiglia pontificia e negli articoli che lo ri-

Papa

il

tore. Riporta

p. Tosti, nella Storia della

lega lombarda, che Federico

prenden-

do

guardano, ovvero un cardinale, il maggiordomojiin principe, essendovene esempi. Nel vol.VIII p. 443 rammentai l'usodi farsi de'concerti cantati alla mensa papas

Corona diferro nel dì della Pasqua, dopo la mensa tenne lauto banin

Pavia

la

chetto, cui fece sedere
di feudatari di

i

vescovi ed grani

Lombardia,

egli colla co-

le nel

1

d'anno.

A Coronazione degl'imi

peratori e ad Imperatore descrissi queste
funzioni eseguite dai Papi,
quali poi trat-

rona in capo, i vescovi colle mitre. Anche nelle coronazioni de're, Papi li tennero alla loro mensa, in cui ricevettero
i

l'acqua alle

tarono a convito solenne
le imperatrici

i

medesimi, non
avessero coro-

cati di sopra,

benché

le

mani egli altri ossequi tocmentre gl'imperatori nella Cavalcata fungevano l'uffizio di Palagli

nate, le quali erano convitate in altra ca-

freniere (V.) t

uni e

gli altri colla

co-

che praticò Clemente lì, con Enrico IH ed Agnese. Talvolta pranzarono gl'imperatori al palazzo Laleranense,

mera,

lo

rona

in capo.

Ai sagri o solenni conviti de'Papi presiedeva e dirigeva
la

mensa
:

il

Vicedo-

Papa, come Federico III. In Bologna Carlo non pranzò con Clemente VII; bensì l'imperatore al primo atto di bere s' alzò dalla sua sedia e con graziose parole disse un brindisi al Papa; per quesenza
il

mino, poi Maggiordomo

a questo arti-

V

colo trattai di quanto Io riguarda, e che spetta a lui di servire a mensa nel gio-

vedì santo

i

1

3 apostoli

(

che prima uno

di questi era confrate della dottrina cri-

sto, e

inchinandosi insegno di gradimenil

to, rispose

nipote cardinal Ippolito de
convitati di seguito imi-

Medici;

gli altri

XX, p. 249) se Papa non fa la funzione; che il prelato se non è prete benedice la mensa un
stiana, lo notai nel voi.
il

tarono l'imperatore, e quindi fu bevuto
alla salute e

vescovo o
tava
i

\

Elemosiniere (l

r

.')jclie invi-

onoranza del l'imperatrice as-

cardinali alla

mensa

del giovedì e
vigilia

sente, del redi

Boemia

edell'infante reale

venerdì santo, ed

alla

cena della

principe di Spagna, fratello e figlio di Car-

di Natale, oltre quelle tavole

che tuttora

V, come si legge in Giordani, Della in Bologna di Clemente VII e Carlo y p. i43, che descrive il magnifico pranzo di cui feci parola nel voi. XV 1 1, p. 22 5. Inoltre a Imperatore ricordai il
lo

venuta

V

ai primari della famiglia ponne'due primi giorni; e che ne' Viaggi e Villeggiature de'Papi (V.J, invila i
tificia

imbandisce

convito sontuosissimo che

si

faceva in

Ail

quisgrana per

la

sua prima coronazione.
lo scalco e l'arcida-

commensali ai pranzi cui presiedere alla mensa interviene il Papa, questi li destina , nel qual caso lo Scalco (V.) e il coppiere prestano qualche assistenza in
principio a piacere del Papa, presentando
il

E
ed

ad Elettori

dell' impero dissi che

conte Palatino era
re di

i.° la

minestra,

il

1° versando

vino nel

pifero che portava le vivande in tavola;
il

bicchiere, indi in lutto sunnWsceV Aiutatite di

Boemia avea

l'uffizio di

gran

camera (V.)

eh' è quello che
il

sem-

coppiere e dava da bere al nuovo imperatore ne'solenni conviti la prima volta e colla corona in capo o senza. Antica-

pre serve a mensa
stica
altri

Pontefice

sia

dome-

mente

l'elettore di

Baviera era l'orrida*

che solenne, non dovendo servire ne muoversi dal fianco del Papa, cui presenta le vivande e altro, e versa il
,

e,

44

PRA.
assisteva
il

PRA
gnali per radunare
le

vino e T acqua ne) bicchiere. In questi pranzi la tavola del Papa è aderentealìa

persone a mensa)

Pontefice durante la mensa;

mensa

degli altri,

ma

circa

un palmo
il

presiedeva all'assaggio delle vivande edelle bibite

più. alla,

sedendo

in sedia a bracciuoli e

su pradella. Ne'pranzi solenni

coppiecoa-

sa pontificia

prima diesi ponessero sulla men(quanto si fa ora perla mes43)

re e lo scalco devono prestare servizio in
tutto
il

sa solenne, lo toccai nel voi. L, p.

tempo che dura

la

mensa
il

,

questa terminata somministrava al Pa-

diuvati dall'aiutante di camera,

quale

pa
le

il

rocchetto, la mozzetta e l'acqua alse

è assistito dai famigli pontificii chiama-

mani

non

vi

era persona a

lui

su-

impropriamente scopatori segreti. Diminuiti gli uffizi della Famiglia pontificia {V.) e semplificate le ceremonie e costumanze riguardanti la mensa pontificia, anche se il Papa pranza in pubblico,
ti

periore. Alla sua tavola invitava militi e
altri.

Inoltre presiedeva all'imbandigione

de'solenni conviti nel palazzo apostolico
nel giorno della coronazione del nel giovedì santo e in altri.

Papa,

A Famiglia
Magdelle oflìci-

cioè se animelle cardinali, prelati e altri

pontificia, a Palazzi apostolici, a

peisonaggie l'intima famiglia nobile, tutto procede con semplicità e con poca eti-

giordomo, riportai

il

novero

ne e dispense palatine de' commestibili
della cantina, della panetteria, della cucina, della credenza, del lineilo, de'luosi mangiava e altro. Siccome in molte ingerenze dell'antico Vicedoniino successe il Maestro del sagro ospizio, le attribuzioni di questi furono poi riunite

chetta. Al presente ne'pranzi ordinari è

il
li

credenziere che mette

i

piatti intavola,
i

leva, scalca, distribuisce

vini

(non essenil

ghi ove

dovi più
denziere

il

bottigliere, esercitandone
veci) e dirige la

cre-

le

mensa

;

lo aiu-

tano
sa, e

gli

scopatori segreti, i palafrenieri e

altri inservienti.il

Papa benedice la menquando beve la prima volta tutti devono genuflettere (su di che può vedersi
nali
il
i

nel prelato

maggiordomo

e prefetto dei

palazzi apostolici.
maggiore,

All' articolo

Foriere
narrai
eserci-

offiziale laico palatino,

voi.

XXXVII,
si
i

p.

1

88);

i

cardi-

che

ne' solenni pranzi

pontificii

ed

vescovi

alzano in piedi e fanno
il

ta delle ingerenze

dipendentemente dal
gli alloggi, fa

un inchino,
le

cardinali cavandosi

ber-

maggiordomo,
lo precede,

e che ne'viaggi del

rettino rosso. Altre particolarità speciali

prepara

Papa imbanin

dirò in seguito.

A Maestro

del

s.

o-

dire
te,

le

mense

pel Pontefice e per la coril

srizio, ministro laico palatino, raccontai

supplendo

maestro di casa

sua

che anticamente avea la cura del desinare e della cena di que' cardinali che celebravano nella basilica Vaticana. Spettava a lui

assenza.

A Maestro

di casa oe'sagri pale

lazzi apostolici

enumerai

attribuzio-

ni di questo offiziale laico palatino, della

domandare

veasi invitare a

al Papa chi domensa, per regolarsi nel
:

cura che aveva della mensa pontificia

e lavanda delle

mani

del Papa,
si

come
in

dei

£ue le tempo
del

provviste corrispondenti
di

che in
porte

pranzi e delle cene che
cardinali e signori

davano

pa-

desinare

si

chiudevano

le

lazzo ai famigliari pontificii o ad invitati
;

di palazzo e posava le chiavi sulla

mensa

che

in

nome

del Pa-

consegnava al Camerlengo, se questo primario ministro pranzava o pernottava in palazzo. Nell'ora del pranzo e della cena faceva suonar \aCampale

Papa o

pa presentava
ro arrivo in

i

donativi di copiosi

com-

mestibili ai sovrani e ambasciatori nel lo-

Roma,

e se

i

secondi approtrattali di

davano

in Civitavecchia

erano
altri

nao Campanella^.) di palazzo
ricorda l'usodella

(ciòche

pranzo, da
della
la

lui, dai bussolanti, dallo scal-

campana Pulnumtaria,

co della foresteria e da

famigliari

;

di cui parlò Stuchii, ^Nltdr. Conv.ì. 12, la

qua le si usa va

nelle vaste abitazioni dc'ina-

mensa palatina che imbandiva nelvilleggiatura di Castel Gandoljo y di-

PRA
cencio chi v'interveniva,
li

PRA
come dell'attuatempo e ali re cirle
li

4$

sue attribuzioni in
i

tal

costanze, circa
latini
;

pranzi e

cene de'pail

del

pranzo annuale che
ai

Papa
,

che aveano cantalo messa nella cappella palatina, o assistita quella del Papa o cantato l'evangelo. Che ne'pranzi in cui i Papi vi ammisero cardinali, ambasciatori e altri personaggi

dava

in

palazzo agli Uditori di rota

e

o principi, acil

di quelli

che

medesimi

offriva

il

cardi-

compagnavano

lo scalco e
si

coppiere

;

nal cancelliere.
ri

Quanto

agli

ambasciato-

questi pranzi anticamente

facevano nei

aggiungerò con Amati, annotatore del
1

Maestro di camera del Sestini nel 634» Il Papa suole onorare gli ambasciatori (/^.) regi straordinari d'ubbidienza,

primi 9 giorni dopo l'elezione. A Famiglia de'cardinali e prelati parlai ancora de'loro coppieri, scalchi, credenzieri e

cuochi,

come
,

de'sodalizi de'nobili aulici,

mangiar seco questo onore è stato fatto anche ai due capi delle due case Colonnae Orsini; da s. Pio V a M. Antonio Colonna nel ricol tenerli

una

volta

a

:

de'cuochi,de'credenzieri e pasticcieri (dei
fornari
osti e altri a

Università' arti-

stiche); ricordando nel voi. VJIIjp.'ìSoe

3o2

quelle colazioni che dal palazzo pon-

torno dalla guerra navale

(di cui nel voi.

tifìcio

ricevevano

i

famigliari de' cardi-

XXXV,
parlai a
il

p.

180), e da Clemente Vili a
si

nali nelle sagre funzioni, ede'pranzi nel

d. Virginio Orsini allorché

trattenne

giovedì e venerdì santo.
stro di

11

Sestini,

Mae,~
i

alcuni giorni per diporto a Palo (di che

camera

cap,

4 1> riporta che

car-

Porto);
agli

il

quale onore non

fa

dinali legati o altri in ospitare personaggi
la

Papa

ambasciatori benché regi e

non sono d' ubbidienza , non solo in Roma, ma neppure in Fradove vanno scati e in Castel Gandolfo
straordinari se
,

anche reali, allorché gì' imbandivano mensa pubblica vestivano per distin1'

zione

abito cardinalizio col rocchetto
,

scoperto
il

per

gli altri

non assumevano
i

molte volte a trovare sua Santità e sono trattenuti a mangiare dal cardinal
essi

rocchetto. Nel cap. 11 dice che

car-

dinali intervenivano alle
sposalizi e al

nipote del Papa

".

A

Bussolanti, famiin

ceremonie degli banchetto pure in abito carballo, indossavano sottana

gliari palatini, già divisi

Bussolanti,

dinalizio col rocchetto scoperto; se trat-

i

Camerieri extra e Scudieri, dissi che fra primi erano lo scalco della foresteria di
il

tenevansi

al

e ferrai uolone. Delle parti di palazzo

o

palazzo e

trinciante, fra 'secondi

il

sot-

pane

di onore parlai in più luoghi, cioè

to scalco e
ria,

due
in

trincianti della

forestealle

delle quotidiane e altre distribuzioni di

che

i

terzi

versavano l'acqua

mai

pane, vino, commestibili e altro che dava
va,
il

ni del

Papa

alcune funzioni.

Che

palazzo apostolico, e chi ne godep. 9.87,

bussolanti nel giovedì santo assistono alla

come ne'vol.XLI,

L, p.

2o5

tavola de'pellegrini e fanno altrettan;

ossia

Palazzo apostolico, ove feci memoquali persone

to ne'solenni conviti de' Papi

assisteva-

ria dell'antica vita

no
il

alle

mense

de'cardinali nel giovedì e

sava

;

comune che ivi si uPapa invitava a il

•venerdì santo, ed alla cena di Natale.

Che

bussolante sotto -guardaroba assiste
alla colazione e alla
',

mensa pel Nomenclatorej de'luoghi o tinelli, caenaculum, t rie Un aria, ove si cibava
che
la

quelli che fanno da apostoli

pagna
la

li accommensa dopo
,

famiglia pontificia; delle vivande
officine palatine

si

cucinavano nelle

Lavanda de piedi leggendo

alla stes-

pel gran

numero

de' famigliari, per cui
i

sa mensa dopo il Caudatario del Papa {V)- Nell'articolo Mazzieri del Papa e

eranvi

i

cacciatori per somministrare

prodotti della Caccia (V), e de'tributi
di

nel voi. Vili, p.

234

,

rilevai

che dalla
cardina-

cucina della foresteria pontifìcia piglia-

vano

le

torte e le

portavano

ai

questa perciò imposti dai Papi. Che intermesso l'uso della mensa ai famigliari s'introdussero le parti di palazzo, pri-

-

46

P

RA
palis,

PRA
saePapae. Apudparietcm
erit

ma

copiose, poi modificate, indi soppres-

sedes

pa

se nel fine del passato secolo. All'arti-

ad quam parvo,

et

demum maOrnabilurque

colo Famiglia pontificia, nel pubblicare
diversi anticbi ruoli, riportai gli uffiziali

gno
put.

scabello ascendetur.

sedes

panno aureo pendente super casedeniis.

della panetteria, cucina, tinello, credenpontificie, tan,

Mensa erit alla adjustam proporlio-

za, cantina e foresteria

nem
te

Ad

dexteram aulae par-

to per la persona del

Papa

che de'
Nel

fo-

m parabitar prò cardinalibus, eie.
primus

Ma-

resteri e de' famigliari palatini.

se-

gister

colo XIII eravi

la

Coquina parva et ma'
I'

domus provideal in tempore de ordine, et modo ferculorum de servitori'

gnaj
le

i

brodariij Yosliario o custode delarcicuoco,

i

bus, quis

porte della cucina,

il

su-

perquoqus. A Maggiordomo,
re l'antico / icfdoiniiìo
la

in descrive-

minisi io del-

et secundus, et quis aportare fercula. Pontifex remota prius mensa ad partem sedeat in sede. Cardinale^, et principis alii stent

lius debet

casa del Papa, descrissi quanto riguarda l'antica vita comune tenuta nel medesimo palazzo, essendo egli preposto al sostentamento del Papa e de'famigliari; che nel Patriarchio ospitava forestieri
i

ante paratos mensae
da,
le

Papa

benedicit

Dopo la lavanmensam stans capi.

.

.

,

nudo,

et

lune diaconi assistimi. Fini-

ta benedictione sedet, et diaconi

vadunt

ad
rex
lius

loca sua.

Primum ferculum por labi t

e li riceveva alla sua mensa nel Vicedo,minio, ove pure ammetteva gli ufliziali
maggiori della
s.

nobilior princeps
sitj

Sede

nelle solennità, e

, sive imperator , sive secundimi ferculum dignior apost eum, et sic successive j et por-

dove
ti,

li

faceva refocillare in alcune fun-

tato ferculo

,

quisque sedei

si

debet se-

zioni con iscelte

bevande e vini prelibaper tornare a cantare dopo ristorati,
Triclinio j che

Quimi Papae bibel,consueverunt omnes astantes, prae ter episcopos et sudece
...

cioè in sedili intorno al

perioris dignitalis viros, genufleclere

...

di questi ve n'erano parecchi nel

Late-

rano

pei sagri conviti papali

,

quali di-

Omnibus lolis redduntur gratiae per Papaia stanlem, ut prius. Ora riunirò alcune
altre erudizioni speciali
di cibarsi de' Papi,
,

rigeva e presiedeva.

A

Palazzo Vatica-

relative al
ai loro so-

no parlai delpollaro, del custode dell'orto o giardiniere e del fornaio, che cavalcavano ve possessi e altre funzioni. Vea dasi il Caerem. Rom. sectio 3. De convivio solcmni Pontificis cimi cardinalibus, et praelalis, p. 29. Caerem. elecl'iO' nis et coronationis Ponlf., Francofurti

modo

ed

lenni pranzi.

Papa

s.

Gregorio

I

del

5go per

l'ar-

dente sua carità ogni giorno nel suo palazzo faceva

imbandire
si

la

mensa a 12

poveri e

li

serviva a mensa, ed un giorassise

no peri

3.° vi

un Angelo, quelXII, p. 49: laons.

1732
tis e.
1

et

Romae

:

De. convivio solemni

lo di cui parlai nel voi.

Pontificis cimi cardinalibus et praela1, p.

de da questo pio costume di
rio
1

Grego-

186. Vergeri, Ord. eligendi

isuccessori fecero altrettanto al

mo-

Pontificii;

Tubingae

1

556 De
:

convivio
et

do che

narrai nel voi.
(ivi
,

XXI,
i

p.
s.

solcmni Pont, cimi cardinalibus
lalis, e. 4-

prae-

e altrove

celebrai

Papi

58, 1 6\ Zaccaria,
1

Quanto riguarda

la

lavanda

delle
p.

mani

Io riportai nel voi.

XXXVII,

188; quanto spetta al maggiordomo nel voi. XLI , p. 286. In capite aulae erit suggeslum ad quod triplici grada
,

Adriano 1 s. Nicolò I e Adriano II, pel pranzo e alimenti che facevano somministrare ai poveri). Riporta il Libro Pontificale, che Carlo Magno allorché venne
in

Roma

nel

774
,

stette a
I,

mensa
la

vi-

ascendtlur,

longumpro latitudine aulae. In medio surget quadrus thalamus palmi altitudine, super quo paratur meri-

cino a

Papa Adriano
III,

dopo

solenne
s.

messa, e l'ospitò

ed altrettanto fece

Leone

come

notai a Palazzo Vati-

PRA
cvjfo,
ti

PRA
render grazie
io
al

47
,

dicendo della gran sala pei convi-

donatore d'ogni bene
voi

edificata da questo ultimo.
I

A

s.

Nico-

domando, che avendo

memoria

raccontai die solennemente convitò
II,
il

nelle vostre orazioni del santissimo e cat-

nell'858 l'imperatore Lodovico
le fece altrettanto al

qua-

Papa a Tordi QuinPopolo 3 miglia
distrutta

to lungi dalla porta del e 3/4
(

Papa Nicolò I padre e predecessore mio, rendiate graziealla di vi ria bontà ,che mossasi a compassione della sua chiesa
tolico

ora

i

prati

omonimi hanno due
,

l'abbia elettoa rimedio de'mali del

mon-

fondi

cosi detti

dalia torre

do.

Le

quali parole

non

tosto
i

ebbero
geroso-

appartenenti alla basilica Vaticana per quanto dirò a Primicerio, e al princi-

udito que'servi del Signore, cioè
limitani,
i

gli

antiocheni,
,

gli

alessandrini,

pe Borghese). Rinaldi all'anno 867, n.° 7 riporta, che essendo divulgato che Adriano II volesse annullare decreti del
i

costantinopolitani

alcuni de' quali e-

rano ambasciatori de' principi del mondo, che in subita meraviglia venuti e quasi

predecessore

s.

Nicolò

I

,

i

vescovi occi-

attoniti a chiarissima voce dissero:

Deo
tuo
gra-

dentali gli scrissero solenni lelttvc in lo-

gratias,

Deo gratias, il quale ha
te
,

dato per

de del defunto. »

Or

essendosi

per

tal

capo della sua chiesa
tias,

che

fai al

cagione alcuni servi di Dio greci e d'altre nazioni dimoranti in Roma, ritratti occultamente dal collegio del santissimo a Adriano li, egli l'invitò la 6. feria della

predecessore tanta riverenza.

Deo

Deo

gratias,

il

quale non ha posto

nella sede del suo apostolo

un Papa ai

postatico;

il

quale collocato ha

fonda-

seltuagesima a convito, secondo

il

co-

menti della sua casa non su l'arena,
sopra fermissima pietra
;

ma
ha
I

maggior numero dell'ordinario, e con esempio di molta umiltà
stume,
in

ma

il

quale

t'

fatto succedere al santissimo Nicolò

e

diede a

tutti

l'acqua alle mani

,

pose

le

mantenere

i

decreti di lui. Cessi

dunque
cessi.

vivande in tavola e porse da bere. E (che sapeva non aver fatto nessun altro Pontefice) affinchè più volontieri
si

l'invidia e la sinistra

fama pur

E

(con acclamazione convivale) gridaro-

mettes-

sero a desinare,
so loro.
rituali,

si

pose a tavola con escantici spi-

no tre volte: Al nostro signore Adriano II eletto da Dio sommo Pontefice e

E
si

lodando Dio con

Papa
sto,
la

universale vita lunga.
col

Dopo quecenno
del-

levò e gittossi in terra, dicenvi

Adriano! I imponendo
silenzio, intonò
(

do: Prego vi e supplichevolmente

chieg-

mano

questa accla-

go o padri,

fratelli e figliuoli,

che facciachiesa cat-

mazione convivale): Al reverendissimo,
santissimo e cattolico don Nicolò I, destinato

te orazione al

Signore per

la

tolica e pel cristianissimo nostro figliuolo

da Dio sommo

Pontefice e

Lodovico

li al

imperatore, acciò voglia

pa

universale sempiterna

Pamemoria j il

sottomettere

dominio

di lui la nazio-

ne de' saraceni per nostra perpetua pa-

Anche orate per me fragile e debole, acciocché Cristo mi dia grazia e virtù di
ce.

santamente governare tanta moltitudine della sua chiesa, il qual Signore commise al b. Pietro apostolo, che reggesse
tutti quelli ch'egli col

che disse tre volte. Al nuovo Elia vita perenne e gloria immarcescibile; similmente tre fiate disse Al nuovo Finces, che merita gli ornamenti dell'eterno sacerdozio, eterna salulej si disse pur tre
:

volte, e altrettante: e grazia ".

Ai seguaci suoi pace

suo sangue preessi

Stefano
vertà.

V detto VI dell'885, chiamava
i

zioso

ricomperò.

E

rispondendo

a

ogni giorno a pranzo

nobili caduti in

po-

gran voce, che anzi egli dovea porgere preghiere per loro, essendo più accetto a Dio, il Pontefice soggiunsecollelagrime.
Conciosiachè
il

Leggo

in Borgia,

Memorie

di

Be-

nevento

pregar per

li

buoni è

tra

t. 3, p. 128, che nel 1 137 Innocenzo II convalidò il diritto de' Papi di confermare l'abbate di Monte Cassi-

48
no, e
di
eli

PRA
essere in quel

PRA
trattali

monnslero

LII, p.164. Giovanni XXII, fece nutrire
nel suo palazzo coi cibi della sua

pranzo e alloggio nell'andare e ritornaspesso accadeva. Alessandro III perdoIII

mensa

re da Benevento, cosa che in que'tenipi assai

l'antipapa Nicolò V,
sione.
1

dopo

la

sua conver-

nò l'antipapa Calisto

del suo scisma e

con carità lo fece sedere alla sua mensa. Innocenzo III imbandiva la sua tavola con
tre soli piatti
rai

Del magnifico banchetto dato nel a Benedetto XII, per cui il popolo mangiò la carne di venerdì, si può leggere tale articolo. Nel voi. Ili, p.

34o in Parigi

per più di i

(come costantemente ammii anni praticarsi da Grepontisi

sassini

gorio
ficato,

XVI
il

nel cardinalato e nel

cui semplicissimo

pranzo

com-

pose di tre frugalissime vivande; in pro-

porzione

la

sobrietà del vino fu maggio-

re e più parca della mensa,

non avendo
:

mai adatto usalo
spero celebrarne
pera);

di
le

bere liquori

meglio

virtù con apposita o-

dopo a ver coronato imperatole Ottutti gli

193 raccontai come una squadra d'asbloccò Avignone, ed a che costrinse Urbano V: Novaes chiama il capo Arnaldo de Servole detto l'arciprete, che vi fu accolto come fosse un figlio del re di Francia, che più volte mangiò a mensa col Papa e coi cardinali. Portatosi Urbano V in Roma, nel 1369 imbandì un solenne pranzo all'imperatore d'oriente Giovanni I Paleologo, per 1' abiura che
ricordai nel voi.

tone IV lo tenne a mensa, facendo questi

imbandire un banchetto a
ti

abitan-

nio

IV (P.)
V

,

XL1X, p. 3o4- Eugementre mangiava voleva
lui si diceva, pel fine virp.

di

Roma

(ridotti allora a
p.
1
1

35,ooo come
che ripor-

sapere cosa di
colò

notò Cancellieri, Aria,
tai nel voi.

9), lo

tuoso che notai nel voi. VII,
eletto nel
1

23. Ni-

XXXV, p. 2 7
1

.Nel voi.

XV, p.
cardi-

447

>

^ece restare a

192 dissi che s. Celestino
nale a cena. Eletto nel

V creò un
294

a successore

pranzo nello stesso giorno nel Vaticano la maggior parte de'cardinali; poscia fu
calunniato,
vini squisiti.

Bonifacio Vili, nel giorno della coronazione e possesso gli addestrarono a piedi la chinea

come
Pio

altri
II

,

di dilettarsi dei

nel giorno della co-

Carlo

II

re di Napoli e Car-

ronazione e possesso con reale convito nel
palazzo Lateranense trattò
i

lo Martello suo figlio, detto re d'

Un-

cardinali, gli

gheria,

i

quali colla corona reale in te-

ambasciatori de' sovrani
proceribus di
in

,

gli

ottimati et

sta Io servirono in quel
la delle

giorno

in tavo-

Roma. Ne'

viaggi ricevè

due prime vivande e poi
essi al
1'

resta-

rono ancor
nai nel voi.

convito coi cardinali:
accen-

altro simile anteriore esempio

187. A Cursori apostolici notai che attingevano l'ac-

XXXVII,

p.

Firenze splendido banchetto da Cosimo de Medici , in Ferrara magnifico pranzo da Borso d'Este. Sempre ameno cogli amici, alcuni ne voleva ogni giorno a mensa, la quale ordinaria mente faceva imbandire ad aria aperta
ricercatezza conditi
:

qua che beveva Bonifacio Vili,
le nella

il

qua-

moderacon

prigione d'Anagni,

come
:

riferii

tissimo, fu contrario ai cibi delicati o

nel voi.

283, per timore di veleno non si cibava die di ovi al citato articolo dissi della vivanda bevande o
p.
,

XIV,

(come lo fu l'encomiato Gregorio XVI). A Paolo II rilevai che gli piaceva pranzare in compagnia (oggidì è inveterata consuetudine

colazione che ricevevano
dinali, se
li

i

cursori dai carin-

trovavano a tavola nelle

che

il

Papa pranza sempre

solo, tranne

timazioni. Nel voi.

XXVII,

p.

275

dissi

dell'obbligo del vescovo'e capitolo di A-

qualche rara volta nell'ottobre in giardino o in qualche gita ne'suburbi di Ro-

nagni,di offrire ogni sabbato 7 pania'Papi, recandosi nelle provinciedi Marittima e

ma, con qualche cardinale,
coi religiosi de'

prelato, fa-

migliari e alcun personaggio, e talvolta

Campagna. Se

il

b.

Benedetto XII morì
i

conventi o monasteri in
locchè notai parlando di

per

fichi avvelenati, vedasi

voi.

V,

p. 5,

cui

si

recano

,

PR
tali

A
i

PRA
Papi gradi-

49
i

luoghi

;

bensì sogliono

bove ucciso

allora,

perde

capelli e

muI,

re

la

timo famigliare, e
personaggio,
il

semplice compagnia di qualche intalvolta pure di alcun

tò la pelle: tutto riportai ne' voi.

p.

portai l'improvvisata che fece a
di cardinali, e

quale fanno sedere), riun pranzo

242, VI, p. 46, LI, p. 128. Giulio li nella sua elezione trattenne alla sua mensa diversi cardinali
:

il

solenne convito

vegliando

la

che come nel cardinalato, notte, soleva pranzare a ora

del possesso viene descritto ne' Possessi
raccolti da Cancellieri p. 59. Il Papa mangiò con diversi cardinali, altri pranzaro-

di vespero e cenare verso l'alba, talvolta in giardino,

confutando
dissi

le

calunnie
aposto-

contro di
lico di
in esso,
s.

lui lanciate.

A Palazzo

no nella camera de'canonici. In palatio card. Eslensis ordinetur et repareturlocuspro colanone Papae, et cardinalium:
et in

Marco

de'banchetti dati

anche nel Carnevale di Roma (al quale articolo, a Carnevale, a Giuoco e nel voi. L, p. 73, trattai de relativi sollazzi, se
il

domo de

Mellinis prò praelatis, et

offìcialibus capellae.

nis reaptetur, ubi
si

Palatiwn s. Joanopus est. A p. 62 e 65

vocabolo derivò dal tralasciar,

descrive

il

convito di Leone
del possesso

X

per la

si

l'uso della carne)

senato

romano ed
die

ai

che imbandiva forestieri per
:

al
la

medesima funzione

che Giu-

pace d'Italia e per
lo

amore verso

il

popoe fu

lio II avea separata dalla coronazione. De'solenni conviti dati da Agostino Chi-

romano

un sontuoso convito,
t.

gi a

Leone
p.

X ed al
207

sagro collegio dei car-

coniata la medaglia descritta dal p. Bo-

dinali, parlai ne' voi. XIII, p.

77

e 78,

87, coi corConvini dell'abbondanza e l'epigrafe
nanni,
1, p.
:

Numism. Pont.

XXIII,

e 208. Alla sua biografia

ed a Poesia
allegrie

dissi dei versi

che Leone

X

viurn pub. erga

populum romanurn. Ro'

gradiva sentire improvvisati a mensa con

ma. Paulus Ilvenetus P. M. Pacisfund. Innocenzo Vili dopo essersi coronato in Vaticano, si portò con magnifica cavalcata al Lalerano pel possesso
cit
i ;

non
in

lodate.

imbandito

Del solenne convito Campidoglio^ per la crea-

zione in patrizi

romani

del fratello Giu-

quindi/ecanonica;

liano e del nipote Lorenzo, ne pubblicò
la descrizione
il

prandium

solus

ami suis

domesticisj

cardinali pranzarono nella
gli officiali

p.

264

e

272

dell'

comm. r Visconti nel t. 4-» Album. Adriano VI
il

baronaggio romano furono imbandite molle mense con abbondanza di cibi, cum magna coti'
per
della curia e

nel giorno della coronazione fece
vito nella sala d'Innocenzo
ticano.

con-

Vili

in

Va-

La sua morte

fu attribuita alla

fusione. Nel

i4^9 stampò

in

Roma

l'in-

signe medico Gabriele Zerbi di

Verona

birra che beveva, o al pranzo che nel convento della Chiesa di s. Martino gli die
il

e dedicò a Innocenzo Vili: Gerentocomia, opera intorno al metodo di vivere
pei vecchi, del vitto, del vestito e delle

cardinal Carvajal a'5 agoslo, nel ritors.

no da
la

Maria Maggiore per

la festa

del-

Neve, affermando l'Ortiz che non
Nel voi.

man-

loro occupazioni.

A Medico

parlai delle
flo-

giò.

XXVII,

p.

12 rimarcai cosi
,

opere

scritte pel

sano nutrimento e
:

me

Clemente VII

in Marsiglia

rida conservazione de' Papi

si

può ve-

mensa
:

colla regina di

Francia

assise a ad onta

dere anche
zo
tri.

il

voi. LII, p.

226. Eletto nel

1492 Alessandro VI
il

fece restare a pran-

che il Caeretn. Rom. di Patrizi prescriveva Numquam aliqua mulier comeditinpraesenlia Papae, etiamsi esset
ini-

cardinal Ascanio Sforza e alcuni alil

Mentre
i

suo
il

figlio

Cesare voleva in

una cena presso
velenare

cardinal Castelli av-

peratrix, regina vel Pontificis consanguinea. La morte di Clemente VII si cre-

cardinali, ne restò invece vit-

tima col padre, il quale ne mori secondo alcunij Cesare fu messo subilo dentro un
VOL. LV.

de provenuta dal cambiamento del tenore di vita nel cibarsi. Paolo III amava avere presenti alla sua mensa filosofi e

4

5o
teologi, cui

PRA
1 1

PRA
sua coronazione coi cardinali e prelati della corte e molti altri personaggi di conto, Venezia 590. Nel palazzo di s.

somministrava argomenti per istruttivi ragionamenti. Giulio HI che nel 55o gli successe, tenne a pranzo nel
dì dell'esaltazione quasi tutti
li:
i

caldina»

Marco
fonso
li

trattò di lautissimo ospizio Al-

alla biografia osservai

che dai cibi gros-

duca

di

Ferrara; altrettanto
col

fe-

solani essendo passato ai delicati, lo con-

ce Innocenzo

IX
si

duca

di

Mantova:
il

dussero al sepolcro
spesso
zioni
i

;

e che banchettava

questo Papa
no, cioè

cibava una volta

gior-

cardinali nelle frequenti ricreasi

che

prendeva

alla sua Villa

Clemente Vili teneva ogni giorno accanto alla sua mensa tanti
la sera.

Papa
per
gere
la

Giulio. Celebrai Marcello II (F.)

poveri, quanti erano
tificato; a questi
ni,

gli

anni del suo pon-

sua parsimonia anche nelle sup-

versava l'acqua sulle

ma-

pellettili della

mensa

,

ove

si

faceva leg-

benediceva la tavola e regalava di qual-

la scrittura o i padri. Paolo IV ad onta della sua virtuosa sobrietà ne' cibi e nel vino, tenne solenne convito per la coronazione, e voleva che s' imbandisse

la

domestica mensa da principe ne'suoi
:

austeri costumi pure in carnevale invi-

che piatto della sua. A Ferrara descrissi i matrimoni che vi fece Clemente Vili tra Margherita d'Austria e Filippo HI re di Spagna assente, e di Alberto d'Austria ex cardinale con Isabella di Spagna. Abbiamo da Ferlone , De' viaggi de' Papi, che Clemente Vili nobilmente alloggiò la regina Margherita nel Castello ov'egli

tava a pranzo tutti
particolarità
p.
si

i

cardinali.

Le

belle

possono leggere ne'vol. X,

93, XLI, p. 258, LI, p. 1 29, 1 3o e i32. Pio IV nel dì del possesso si fermò a pranzo in Castel s. Angelo (^.), indi
zò in pubblico nella sala di Costantino

abitava, componendosi

il

suo seguito

madre e del cognato arciduca Alberto di 7,000 persoe quelli dell'arciduchessa
ne,

nell'anni versai io di sua coronazione pran-

compresi
Il

i

grandi di Spagna, baroni

e nobili.
zo.
cia

al

Vaticano, col sagro collegio egli

am-

basciatori pegli sponsali del nipote, che

Papa invitò la regina a pranUn palmo distante la mensa pontifìe un poco più bassa era quella delquale contigua fu l'altra
del cognato. L'etichetta

anco ne'vol. XXV111, p. 233, XLV, p. 1 12. I 1000 scudi annui che si spendevano nel banchetto pei cardinali
descrissi

la reginaj alla

della
delle
te,

e ambasciatori, nell'anniversario della co-

ronazione^. Pio V li dispose in favore dei poveri ede'monasteri econvenli bisognosi. Alle moderate spese che nel cardinalato faceva per la mensa, s.PioV divenuto Papa aggiunse 4paoli il giorno. Auche Gregorio XIII non permettendo il convito,
soccorse copiosamente
leva che
do. Sisto
i

osservata scrupolosamenanche pegli scalchi e pei piatti. Nella cattedrale Clemente Vili fece gli sponsali, pontificando la messa dello Spirito santo. Letto dal papa l'offertorio dal trono, due cardinal lanciarono a levare la regina
dalla sua tribuna e la condussero ai piedi del Pontefice,

madre e mense fu

con l'arciduca Alberto
li

poveri e

i

luoghi

procuratore del re di Spagna, e

con-

pii;magnificoin tutto, pel pranzo non vosi

giunse in matrimonio. Partita dal soglio
la sposa , Clemente Vili sposò Alberto con l'infanta Isabella, per la quale fece da procuratore il duca di Sessa 1' arciduca ringraziò il Papa, dopo avergli ba:

spendesse piò di mezzo scuil

V dopo

possesso

si

recò a pran-

zo cogli ambasciatori del

Giappone^.),
;

che
la

gli

versarono l'acqua sulle mani, nel*
s.

sua vigna a

Maria Maggiore

ma
che

ciato

i

piedi, la

mano
il

e

il

volto. Alla co-

non

volle l'aulico convito, tanto piò

munione dal trono
ristia alle

Hoina cravi penuria di viveri. Di Gregorio XIV abbiamo: // solertissimo convito /allo in Roma nel giorno di
allora in

I' Eucadue arciduchesse, ad Alberto

Papa die

ed a Sessa:

gli ambasciatori imperiali , veneto e bolognese versarono l'acqua sul-

.

PR
le pontificie

A Matteo

PRA
di
s.

5

mani. Indi la regina ricevè in ginocchio da Clemente Vili la rosa doro benedetta. Nel dì seguente il Papa

de'penitenzieri liberiani, di «.Clemente,
in

di

Monte Mario

imbandì
gina
trare
la

ai

medesimi nuova mensa, e

la

to dell'ordine,
al refettorio

Merulana, di s. Sabina, {F.), assumendo l'abie con questo interveniva

replicò nel dì appresso,

donando

alla re-

carrozza di velluto cremisi meslegati. Urbano

celi nella festa di

de'minori osservanti d'AraS.Francesco e poi inco-

sa a oro, colla quale l'avea fatta incon-

ro.

A

Ospedali di

Roma

raccontai

come

da due cardinali
il

VI II

creò
in

nipote d.

Taddeo Barberini pre-

fetto di Roma, indi lo tenne a desinar seco

mensa

distinta.

A Morte

(

ove ripar-

lo de'con vili funebri) notai

che Alessan-

dro VII per averla

presente., la fece di-

pingere sui piatti e scodelle della mensa e scolpile nella tazza d'argento in cui bea Letterato dissi quale trattenimento faceva dopo la mensa. J\ el voi. XXXV, p. 82 trattai dell'ingresso solen-

veva

:

T

1

Clemente XI e Benedetto XIII servivano gì' infermi nel desinare, ricreandoli con dolci e brugne altrettanto fece Benedetto XIII recandosi a Benevento. Nel 1725 [nel Diario di Roma n.° 1 173 si legge come Benedetto XIII , dopo aver consagrato vescovo il cardinal Ottoboni, 1' ammise a mensa coi cardinali assistenti. Nel n.°2472 del Diario di Roma del 1733 si descrive l'alloggio dato da Clemente XII nel palazzo Quirinale, al
:

ne

in

Roma

di Cristina regina di Svezia,

viceré di Sicilia conte d. Giulio Visconti milanese, dopo averlo fatto incontrare a Civita Castellana. In tavola separata lo

ed a Confermazione riportai quella che le somministrò Alessandro VII, alloggiandola nel Palazzo faticano: la mattina seguente il Papa 1* invitò a pranzo, e la
la del

tenne alla sua mensa, ricevendo dal
ceré
il

vi-

sua tavola fu inferiore d'un palmo a quelPontefice, con partecipare del suo
gesuita p.
il

baldacchino. Mentre desina vano fece bre-

ve ragionamento sagro
liva predicatore

il

O-

quando si lavò le mani, sedendo il Papa sotto baldacchino. La mensa era adornata di eleganti trionfi due de'quali decoravano l'altra. 11 viceré genuflesse alla benedizione della mentovagliolo
,

apostolico,ed

resto del

sa, e

portatosi alla sua,
il

avendo
,

rice-

tempo
tuali.

si

passò col canto di parole spirile

vuto
e
si

segno colla benedizione

sedette

Levate

mense,

la

regina

si

fermò

coprì. III. "cappellano segreto lesse:
officio principi christiani del cardi,

per alcun tempo a discorrere con Ales-

De

sandro VII
in

,

il

quale poi

la visitò nelle
II

nal Bellarmino

indi

si

fecero concerti
il

sue stanze, come avea fatto ClementeVI

dai cantori coll'organo.

Dopo

pranzo

in

Ferrara colla regina di Spagna. Clenel palaz-

uno sgabello a sé
to
il

vicino trattenne alquan

mente IX ogui giorno faceva
zo imbandire
il

viceré in conversazione.

La

sala e-

pranzo a 12 pellegrini,
le

ra piena di prelati e nobili, collocati entro steccato. Dipoi gli fece mostrare in
s.

e spesso dava loro

pietanze e da bere.

Innocenzo XII, padre de'poveri, non voleva spendere più di 3 paoli pel desinare,

Pietro

le reliquie

maggiori, e lo regalò
di

d'un corpo

di

s.

Clemente,

Agnus Dei,

poiché
la

la sera

secondo
il

le stagioni

pren-

deva
to

cioccolata o

sorbetto.
,

Moderadurante
piatti

de'4 Evangelisti in arazzo copie di Guido, e di due corone di lapislazzuli con indulgenze. Benedetto
vitto,

Clemente XI
si
;

nella tavola

XIV

fu parco nel

questa
tuale

faceva leggere un libro spiritre

digiunava spesso e ne'

delle vivande voleva spenderei
chi.

5 baioc-

percolazione prendeva il thè e la sera il calle. Fu a pranzo a Marino } a a Porlo, a Frascati (F.) nella villa Ruflineila,

Benedetto XIII soleva andare a pranconventi della Minerva,

zo ne' rcfellorii de' domenicani già suoi
col-religiosi uè'

zio.

ed altri luoghi cornea Porlo d'AnCastel Gandolfo parlai del pranzo solenne (atto da Clemente XIII per la

A

fe

PR A
e levavano
i

PRA
tondini e davano loro

consagrazionein vescovi de'cardinali Odescalchi e Valenti, descritto dal n.°6 ^97

da

bere.

11

servizio della tavola pontifìcia
,

del Diàrio di

Roma

del

1

j5g

(altra

Re-

era di argento dorato

quello della tala

lazione stampò a parte Gio. Reffini), colle

vola de'cardinali di argento,
diretta dal foriere maggiore.

quale era

medesime ceremonie

e splendidezza di

Dopo la let-

quello imbandito nel Quirinale e servito dai primari della corte pontificia, per
la

tura

i

cantori cominciarono alcuni mot-

tetti sagri

con organo, violoncello e con-

consagrazione fatta dal Papa del car-

trabasso, e proseguirono fino al termine

dinal Yorck, descritto nel n." 6456 del Diario di Roma 758» Nella sala ducale del palazzo Quirinale si alzò il trono
1

delconvito.il

Papa dallasua mensa mandò a quella de'cardinali, pel suo scalco accompagnato dal coppiere, un bacile di
sturione e a Uro di fagiani portati dai bussolanti.
11

con baldacchino, sotto il quale era la mensa pel solo Papa, in terra sopra elevato gradino era gran tavola bislunga decorata con 3 bellissimi trionfi. In qualche
distanza a destra altra oblunga
di
,

caudatario fece
le

il

ringraziail

mento. Levate
il

tovaglie
si

si

servì

caffè,

Papa

e

i

cardinali

lavarono
;

le
i

ma-

ornala

ni e ripresero le mozzette
nali in semicircolo
si

indi

cardi-

20

graziosi trionfi di cristallo guar-

trattennero su sga-

niti di vari dolci, pei
ti

9

cardinali assisten-

belliin breve colloquio col

Papa, ringrasi

e palatini invitati dal
i

maggiordomo, e

ziandolo dell' onore compartito, ed ac-

pel consagrato,

quali v'intervennero in

compagnatolo
osservare
il

alle

sue stanze

ritiraro-

abito, solo
fece
il

deponendo la mozzetta come Papa, a mezzo del maestro di cai

no. In diversi ripari furono

ammesse ad
,

magnifico trattamento
la nobiltà, in
i

la

mera, che rimase col rocchetto scoperto, mentre cardinali restarono col rocchetto coperto dalla mantelletta e sedendo su
sgabelli.
Il

prelatura e

cardinal

York

versò l'acqua
i

sulle

manidi Clemente XIII, bussolanti
il

un distinto luogo collocandosi due nipoti del Papa convittori nel seminario romano. Nei voi. VI, p. 98, XI, p. i3o, narrai come Pio VI recatosi in Cesena sua patria, ammise alla sua

fecero
11

simile coi cardinali
la
i

ai

loro posti.

caudatario lesse

benedizione della
cantori pontificii e
allora
il

prese

le

mensa donne ed

tutti
i

i

parenti

,

com-

fanciulli. GÌ' insulti

mensa, cui risposero la comparti il Papa

che Pio VI ricevette a mensa nell'invasione de' repubblicani francesi
alla biografia e nel voi. ticolo
II, p.
,

domo

pose

la

maggiorbavarola o salvietta al Pa;

li

notai

63. All'ar-

pa:quindi

tal

cappellano fece

la lettura
s.

Pio

IX

accennai quando desinò

d'alcuni capitoli delle opere di
,

Grea gorio 1 fino alla i. volta che beve il Papa , il quale fece sapere dal ceremoniere che beveva come ho detto di sopra
:

colla real famiglia dei
Sicilie

a Gaeta, a Poi

monarchi delle due liei, a Napoli, a Cadi Pras-

serta, a Castel

Gandolfo.

PR ASSE ANI. Eretici seguaci

allora

i

cardinali si alzarono in pie-

sea o Praxea filosofo della Frigia, che fu

di e levaronsi le berrette dal
altri e gli spettatori

capo
11

,

gli

genuflessero.

cop-

piere avea fatta

la

pregustazione del vi-

no e dell'acqua chedovea bere Clemente XIII,

condannalo in un concilio da Papa s. Vittore I che mori nel 20 3, perchè erroneamente sosteneva che non era vi che una persona sola in Dio, che era Padre, Figlio e Spirito santo
fizi
:

ed

i

prelati Gazzoli e Rinali gli
le

,

sotto differenti
il

ofe-

presentarono ogni volta
assistevano
la

sottocoppe:

da

ciò

concludeva che

Padre

mensa papale gli altri camerieri segreti, compreso il medico. I cardinali aveano ai fianchi propri maestri di camera ed coppieri, che porgevano
i i

rasi incarnato,
ce.
I

ed avea patito sulla cro_,

Noeziani
i

i

Sabelliani,

i

Monar-

chici,
il

Palropatsiani^F.), impilarono medesimo errore. Tertulliano lo con-

PRA
futòcon molta forza: Contra Praxeam,
cap. 2.
nel

PRA
i52g
legato

53

a

latere in Francia, ove

fece la

ceremonia della coronazione della
gli

PRASSEDE(s.),
romana,
sorella di
tificato di
figlia del
s.

vergine. Nobilissima
,

regina Eleonora sorella di Carlo V, on-

senatore Putlente

e

de Clemente VII
cappello e
le

mandò

a Parigi

il

Pudenziana. Viveva nel pon-

altre insegne cardinalizie

s.

Pio I, eletto nel i58. De-

ch'egli ricevè

solennemente nella chiesa
1

dita assiduamente alla preghiera, alle veglie e ai digiuni, edificò la città di

degli agostiniani. Nel

526

fece celebra-

Roma

re un concilio in Sens, altro ne tenne a

collo splendore di sue virtù, impiegan-

Parigi nel i528. Ricolmò di favori l'o-

do
ri

le

sue ricchezze a sollievo dei pove-

spedale Lusitano, che aumentò d'un braccio e considerabilmente nelle rendile, e

e pei bisogni della Chiesa. Alimentanin

do

sua casa molti cristiani nella per,

fondò un convento

ai

minimi

in

Beaure-

imperatore Antonino Pio ordinò che ivi si uccidessero, ed ella ne
secuzione
l'

gard, diocesi di Clermont. Benché favorito da Carlo V e Francesco I, indarno vagheggiò il papato. Con rimorsi per non essere mai stato nella sua chiesa di Sens,

seppellì
la.

i

corpi nel cimiterio di
in

s.

Priscil-

Morì

sorella sulla via
s.

pace e fu sepolta presso a sua Salaria. V. Chiesa di

morì d'anni 68 nel i538,
Nantovillet da
lui

nel castello di

Prassede e Palazzo apostolico di s. Prassede. Beda e gli altri martirologisti
le

fabbricato,

dopo

esser

danno
si

il

nome
il

di vergine, e la

sua

fe-

divenuto tanto pingue, che per sostenere il suo ventre fu d'uopo incavargli la tavola innanzi.

sta

celebra

21 di

luglio.

Ebbe onorevole

sepolcro in

PRAT o PRATO
le.

Antonio, Cardinain Issoi-

delta metropolitana.

Francese de' Verrieres, nacque
le

PRATA
voi. Ili, p.

Pietro, Cardinale. Vedi

il

re nell'Ai vernia e divenne avvocato.

Am-

216.
o

ministrate con lode in Francia

più co-

PRATIS

PRATO
o

PRETIS

Pie-

spicue cariche e di maestro delle suppli-

tuo, Cardinale. V. Desprez.

che nel
te del

1

5o5

di

Luigi XII,

1

presiden-

PRATO ALBERTI
XXI,
p.
p.

ALBERTINI,
i

parlamento di Parigi nel 1507 e gran cancelliere del regno nel 5 5, nella prigionia di Francesco I fu associato dalla regina madre al governo della monarchia, valendosene negli affari più ri1 1

Cardinale. V. Alberti Nicolò, ed

voi.

223,

XXVI,

p.

3oi, XXXIII,

184.

PRATO
colo

(Praten). Città con residen-

za vescovile nel granducato di Toscana,

levanti, pel credito che

godeva d'uno dei

nobile, industriosa e bella, già fino al se-

più gran

politici del

suo tempo, onde po-

determinar il re ad abolir la Prammatica Sanzione (F.), ed al concordato con Leone X. Dalla moglie de Veni ebbe nu-

de'4 primari castelli d'Icapoluogo di comunità e di giurisdizione nel compartimento di Firenze da cui è distante circa 1 1 miglia e io da
talia
,

XVII uno

merosa

prole,

florida età di

che morta nel 5 1 7, nella 3o anni si dedicò allo stato
1

Pistoia, sede

d un vicario regio e
in

di al-

tre autorità, giace sulla riva destra del

ecclesiastico, fu fatto

e

canonico di Meaux abbate di Fleury, e da Clemente VII
1

fiume Bisenzio,
gata pianura.

amena,
le
il

fertile e irri-

Tra

fabbriche pubbliche
Castello dell'Im-

nel

5a 5 arcivescovo
stesso

di Sens, a

fronte

d'antica costruzione è

che
no.

il

capitolo avesse eletto l'arcidiaco-

peratore ora detto Fortezza, il palazzo pretorio già del popolo rifatto nel secoloX VI,
il

Lo

Papa

nel

1

528

gli

aggiun-

se la chiesa d'Alby, poi quelle di

Meaux,

casone de'conti Alberti,
ridotto a residenza del

il

palazzo Da-

Valenza, Die e Gap, e ad istanza di Francesco Iedella regina a'2
1

novembre 1027
s.

Ceppo dei pòveri.Fra le buone fabbriche moderne può
tini

lo creò cardinale prete di

Anastasia e

contarsi

il

monastero e

la

chiesa di

s.

Vin-

54
fizio del collegio

PRA
il

PRA
grandioso edicattedrale sono

cenzo straricca d'ornati,
teatro costruito nel

un capolavoro
s.
s.

le

pitture

Cicognoni, e l'elegante

a fresco di Fr. Filippo Lippi, colle storie
di
s.

i83o, senza dire di

Stefano e di

Gio. Battista

:

dello

molti palazzi de'parlicoIari,'avendo quello

stesso è la

morte

di

Bernardo. Sono an-

de'Vaj bel cortile e grazioso oratorio. Vi sono 5 fonti pubbliche d'acqua potabile,

essendo

la

più copiosa in piazza del
sotto l'invocazione

duomo. La cattedrale
di
s.

che rimarchevoli, il Crocefisso fuso dal Tacca, ed il cenotafio del proposto Carlo de Medici naturale di Cosimo il Vecchio, scolpito da Vincenzo Danti. 11 capitolo ha

Stefano protomartire con battiste-

5

dignità, primicero, arciprete, arcidia1

ro e cura d'anime, è
riedificato verso
1

il

1

un antico edilìzio 200 e aumentato nel

cono, decano e tesoriere;
presi
il

9 canonici comPio

penitenziere e

il

teologo,molti cap-

cola Pisano, del quale

3 1 7 forse dal celebre Giovanni di Nipur si crede la gran-

pellani del coro e altri ecclesiastici.

diosa torre quadrata o campanile: questo

tempio è incrostato nell'interno e Monferrato a

nel-

VII col breve In summo apostolati^, dei 2 dicembre i8o3, Bull. cont. t. 12 p. 101, concesse l'uso della Palmaloria o
,

l'esterno di bel serpentino verde e nero

del vicino

strisce alternanti

ifagza allediguità e canonici. L'episcopio è prossimo alla cattedrale. Nella città vi

con quelle di pietra alberese di tinta biancastra. Ha 5 navale e quella di mezzo con colonne e basi di serpentino. Sulla porta
principale
si

sono altre io chiese parrocchiali (7 dice
l'ultima proposizione concistoriale, senza
il s.

fonte).

Tra

le

chiese di Prato per
il

me-

ammira

bellissimo bassori-

rito artistico
la

gode

primato quella del-

lievo di terra invetriata, di*cui

il famoso Luca della Robbia è reputato autore. Del maestro di Donatelloè il pergamo di mar-

Madonna

delle carceri,

come

gioiello

fra tutte,
ti

per l'armonia e grazia delle par-

architettoniche, a foggia di croce gre-

mo con

mirabili e artificiose sculture,esi-

ca, in cui

Giuliano da

s.

Gallo facendo

Meute sull'angolo della facciata, donde si mostra al popolo la sagra Cintola di Maria Vergine, di cui feci parola a Cintura
z (f ), che dicesi portata dalla Soria circa il da un pratese che l'avea ricevuta
1 1 1 1

opera divina superò se
dosi la cupola nella
di

stesso, avvicinanal

forma

Pantheon

Roma. Fra
s.

le chiese

più grandi e più
s.

antiche nominerò quelle di

Domenico

sata.

per dote della povera giovine da lui spoQuesta insigne reliquia si conserva
nella ricchissima cappella de\\a sagra Cin-

Francesco; contribuì al compimento della prima e del convento il celebre cardinal Alberti di Prato: sono nele di
la 1.*
i

loia dipinta da

Gaddi e restaurata

dall'a-

servanti.
dirsi

domenicani, nella 2. a i minori osPrima del 1780 Prato poteva
di conventi e di

bilissimo pratese Marini, con cancello di-

un seminario
i

segnato da Filippo Brunellesco:

la

sta-

steri: tra

superstiti delle

monamonache vi so-

tuina della B. Vergine sull'altareè di Gio-

no

quelli delle

domenicane, delle benepie confraternite.

vanni Pisano, ed
tico riposti nella

i

lavori dell'altare an-

dettine, e delle Clarisse ridotto a conser-

contigua sagrestia della
di scuola pisana.
il

vatorio;

vi

mancano

sagra Cintola sono
luglio
1

3

1

1 fu tentato

Nel furto di questa
1

Fra gli stabilimenti di beneficenza il Ceppo vecchio e nuovo per le famiglie povere
e pegli stabilimenti
utili
;

venerabile memoria, e nel

399 con

so-

il

conservatorio

lenne rito qui fu collocata. Si ha di Giu-

delle pericolanti per le orfane senza
te; di
s.

do-

seppe Bianchini, Notizie isteriche intorno alla sacratissima Cintola di Maria
/ ergine, che si conserva nella città di

Caterina per

le fanciulle

pove-

con lanificio e altre manifatture, non che scuole per le povere; l'orfanotrofio
re,

Prato
pt.

in 7b.?Cflrt<z, Firenze

1

722 pelMandi questa

dellaPietà istituito a'nostri giorni dal pratese

Nella cappella

maggiore

Gaetano Maguolfi

pei fanciulli, e

sic-

PRA
come
fiorisce
si

PRA
cure del fonorfani. L'o-

55

per

le zelanti

rebbe

il

novero
i

degl'illustri pratesi, laon-

datore,

ammettono
anche

all'istruzione artii

de indicherò

più celebri. Nelle scienze
il

stica e religiosa

non

teologiche e politiche fiorì
to (Z
7

cardinal Ni-

spedale della Misericordia con vasto edilizio

colò degli diberli o libertini (F'.) di

PraArau-

e patrimonio cospicuo, ebbe insigne
il

benefattore
ci,

pratese Pier Francesco Ric-

preceduto d'un secolo da lottoda Prato de'minori e creduto
.),

fr.

r.°

già pedagogo di

Cosimo

I,

e vi
II

si

riudi

nirono diversi antichi

ospizi.

monte

tore delle Concordanze bibliche. Geminianolnghirami bravo canonista, Antonio

pietà ripete l'origine dal

pinguato
le

col

i^j6 } e fu impatrimonio ecclesiastico dei
pii

Martini arci vescovo di Firenze celebre per

soppressi luoghi

e monasteri.

Le scuo-

pubbliche cominciate nel secolo XIV, furono aumentate in progresso di tems.

po; nel conservatorio di

Nicolò ricevoagiata
le

no adatta coltura

le fanciulle di
vi
il

Jacopo Guidalolti profondo politico. Nelle scienze fisiche e matematiche si distinsero, Paolo Dagomari il Geometra, Francesco Buonamici, Jacopo Bettazzi autore dell' Opus Pasca' le o correzioni al calendario Gregoriano,
ecclesiastica dottrina,

condizione. Inoltre scuole pei chierici,

è

il

seminario,

magnifico collegio

dai gesuiti,
ta nel

fondato dal can.° Cicognini e già diretto la biblioteca pubblica fonda-

principalmente Francesco Vacchiani e Gioacchino Carradori;in belle lettere fiorirono il Convenevole maestro di Petrarca, e Giovanni di Gherardo espositore iti
Firenze della Divina

1676 dal pratese Rondoni, aumenda ultimo dal

tata dal can.° Giannini, e

commediaj in economia e nelle arti industriali figurò il meri

dotto mg. r Alessandro Lazzarini bibliotecario della Corsiniana di

cante Francesco Datini e
pere,

lodati di so-

Roma e Ma-

pra; in erudizione e storia, ed autori d'o-

stro delle ceremonìe pontificie {V.). Per P industria Prato si può dire la Manchester del granducato e l'emporio manifatturiero della Toscana; imperocché le arti

tista Casotti; fr.

industriali fin dal secolo

XIII erano con

favore coltivate dai piatesi, e nel seguente die

ni

:

ne'

prove di maestria nell'arte de'pantempi moderni diversi ingegnosi

nominato Bianchini e Gio. BatBartolomeo della Porta, uno de'pr inci pi della pittura, nacque a Sa vignano presso Prato e si vesti domenicano nel convento di Prato. Prato già esisteva nel principio del secolo XI colla qualifica di castello de'conil

ti

Alberti di Vernio, posto poco lungi dal-

cittadini migliorarono le manifatture, e

la

sua pieve di
i

s.

Stefano nel Borgo Cor-

Vincenzo Mazzoni v'introdusse quella dei
berretti rossi di Levante, coadiuvato dal

nio,

quali sono rammentati in

un

pri-

vilegio del

99 d'Ottone
1

III,

che confer-

tintore Pacchiani; altro progresso lo de-

ma
Nel

al

vescovo di Pistoia

la

corte e la pie-

ve a Gio. Rallista Mazzoni. Tra i diversi lodevoli opificii nominerò 5stamperie, la maggiore delle quali de'fratelli Giacchetti,

ve nel Borgo Cornio di sua giurisdizione.
1

o 92 nel palazzo torrito o cassero del

castello di
ti.

distinta per le opere classiche pubbli-

Altri dissero fondata

Prato abitavano i conti AlberPrato da una po-

cate, pei

buoni

caratteri, pei torchi

da

cal-

polazione del vicino

Monte Giavello

e-

cografia e da tipografia di ferro fuso inglesi e francesi.

mancipatasi dai conli Guidi, e che stabilitisi

Molte strade notabili fan-

no capo a Prato, e nel luglio i85i s'inaugurò la strada ferrata da Prato a Pistoia.
11

prata,

in una terra prativa da loro comchiamarono Pratoìa nuova patria;
i

perciò altri affermano che

pratesi

non

clima è temperato,

le

acque ottime,

l'a-

furono soggetti né

ria salubre: le

acque incanalate

del Bi-

senzio favoriscono l'industria manifatturiera e le produzioni del suolo.

Lungo

sa-

né ad altro barone imperiale. Nel 1 107 Prato difesa da fossi, dal fiume, forse da mura e dal valore degli abitanti, sostenne un asai detti signori,

56
sedio contro
la

PRA
tica.

PRA
Machiavello che
i

gran contessa Matilde e il vescovo di Pistoia; altri pretesero che i fiorentini a punire la ribellione de'pratesi disfecero
il

lo dice ghibellino

e voleva ripatriare

fuorusciti,

venne in

sospetto di tutti e fu costretto pieno di

castello: le controversie
fra'pistoie-

sdegno lasciar Firenze e Prato sua patria, nella

per giurisdizione ecclesiastica
si

più parte guelfe, in mezzo alla
gli

e pratesi sono assai antiche, mentre rialla giurisdizione civile
i

confusione e all'interdetto che

fulmi-

guardo
pre
la

pratesi

nò; ed
fatti al

il

Papa per vendicar

gli

oltraggi

al pari de'fìorentini sostennero quasi sem-

parte guelfa. Nel

1 1

54

i

piatesi

gno scomunicò
essi
1
i

suo legato, con alto del 2 1 giue con i guelfi ed i neri,

furono

in grado di far guerra a Pistoia pelcastellodiCarmignano.Nel i i56sem-

cittadini di Prato.
la

Ma

nell'aprile

309, quando

residenza pontificia fu

bra già Prato costituito in comune, anzi taceva guerre e paci prima di questo tempo; accresciuto
il

Provenza per primaria cagione del cardinale da Prato, i
trasferita fatalmente in

paese di borghi ,di chieil

ghibellini pratesi cacciarono fuori
fi,
i

i

guel-

se e di abitanti,

comune provvide per circondare con più vasto cerchio di mura e fortificare con torri
della
le
1

quali però subito coll'aiutode'pistoie-

si

e de'fìorentini ripatriarono ed espuli

nuove porle

sero
tesi

loro emuli

:

in

benemerenza

i

pra-

192, in cui govcrna vasi dai consoli, ai quali erano uniti
di

Terra

Prato nel
militi,

mandarono

poi aiuti a Firenze con-

tro Enrico VII, ed alla lega guelfa to-

i

consiglieri,

i

i
i

mercanti e rettori
pratesi ai consoli

scana per battagliare
lino

il

Serissimo ghibel-

delle arti: nel

ia5o

un podestà ed un numero di consiglieri, ma da un atsostituirono gli anziani con
to del

1241

si

rileva ch'erano governati

e protetti dal vicario imperiale. Nel

1 191 Enrico Vi, nel I2i3 Ottone IV imperatori eransi recati a Prato di passaggio, per cui il Castello o palazzo che alloggiò prese il nomed'Imperatore.Dipoiebbero pratesi il capitano del popolo, coli
i

Uguccione della Faggiuola, ed è perciò che pratesi si posero con altri guelfi sotto la protezione di Roberto redi Napoli capo e difensore de'guelfì in Italia e benemerito della concordia di essi: il re mandò quindi nel 1 3 4 un vicario rei 1

gio in Prato. Nel
gli

i326

il

goufaloniere e
il

8

difensori di Pialo dierono

gover-

no

della patria al figlio del re Carlo

du-

ca di Calabria.
to del
lia

Da un diploma di Rober-

inè nel

1

284

in cui

venne edificato

il

par

lazzo pretorio o palazzo del popolo. Ver-

i328, riportato dall' LJghelli, Ztasacra t. 3, p. 3 19, si rileva che PraIntanto

so

il 1289 fu adottato il regime popolarcene! 1292 si fecero lastricare le strade interne a spese degli abitanti. Frati-

to fu ornato del titolo di città.

per difendersi da Castruccio signore di

Lucca,

tanto

i

partiti de' guelfi e de' ghibellini

avendo trovato in Pistoia (F.) e in Firenze nuovo fomite sotto il nome di bianchi e di neri, misero in apprensione governanti fiorentini, che per timore in Pra •
i

nuovo cersomministrarono pronto aiuto a Prato, quando quel prode capitano la voleva ad ogni
si

fecero nuovi fossi e
i

chio di mura, ed

fiorentini

modo

tributaria e occupare; e siccome
il

più volte ne danneggiò

contado,

il

co-

to accadesse altrettanto, la signoria in-

dusse

i

reggitori della

nel l'ini a

Terra a consegnar un capitano guelfo fiorenti-

no

il

Castello dell'Imperatore. Nel

i3o4

aveano sofferto, con esenzioni di dazio e con terreno per fabbricarvi case. Divenuta regina di Napoli Giovanna I figlia del duca
quelli che

mune compensò

Benedetto XI
ficare
i

mandò

in

Fireuzea paciil

Carlo, nel

i348 Prato

prestò

due opposti

partiti

legalo car-

a'suoi ministri; di poi nel
col distretto ai fiorentini
rini d'oro.

omaggio i352 lo cede
1

dinal Nicolò da Prato, di vasta e profonda dottrina, soprattutto celebre in poli-

per

7,5oo

fio-

Firenze prese possesso

di lui-

PRA
to
il

contado, l'incorporò
uflìziali

alla signoria

e

57 i5oi), avendo fornito aglispagnuoli due
cannoni per aprire
zie di
la

PRA

mandò
do

a governarlo, accrescen-

breccia alle

mura
reggi-

le fortificazioni

con una specie di Roc-

castellane. Assediata Firenze dalle mili-

ca detta nuova, per distinguersi dalla vec-

Carlo

V

e Clemente "VII ,

i

chia o Castello dell'Imperatore, ad

am-

tori di essa fortificarono

Prato come uno

bedue mandando
tini

il

castellano.

I

fioren-

degli antemurali della loro città, indi la-

accordarono a Prato molte esenzioni e immunità, e fecero istanza ad Alessandro V a'3o agosto i4°9 perchè l'erigesse in città vescovile, ed in cattedrale
la

sciarono in libertà
darsi col

Sotto

il

pratesi di accomoPapa che mandò a governarla. i.° granduca di Toscana, regi

i

gitori del

comune

di Prato, lasciato

il

ti-

chiesa collegiata de'ss. Stefano e

Lola
."
i

tolo degli

8 difensori del popolo, presero

renzo,

come

dal

documento pubblicato
si

quello di priori, presieduti

da Ughelli, nel quale

legge

il

luogo e
il

dal gonfaloniere di giustizia e in

come innanzi nume-

mensa assegnata
to,

alla diocesi,
il

cui

vescovo dovea essere

preposto di Pra-

indipendente da quelli di Lucca e di
diversi luoghi.

Pistoia, accordandosi però a quest'ultimo
in

compenso

Il

Papa an-

le porte della Terra, la quacontava 6 sobborghi. D'allora in poi Prato seguì destini del granducato, ed 8*29 maggio 8 5 fu onorata dalla presenza di Pio VII, che da Pistoia recava-

rodi 8 come
le

i

1

1

nuì, da Pisa si recò a Prato, ed ivi si vuole che dettasse il breve d'erezione del vescovato, che però rimase senza effetto o per la morte del Papa accaduta poco ap-

si

a Firenze, che produsse

un divoto en-

tusiasmo.

La brama
vo

del clero, pieve e preposi-

tura di Prato, di emanciparsi dal vescodi Pistoia, è

presso in Bologna, o per effetto delle vicen de calamitosedel grande scisma, o per gli
ostacoli

.

molto antica, restando1

ne traccia nell'assedio del
berarsi che fecero
i

107, e dal
1

li-

che

vi

avranno opposti
il

i

vescovi

pievani fino dal

1

33
i

di Pistoia.

Nel 1470

fiorentino Nalcli con

dall'autorità feudale de'conti Alberti: le

alcuni fuorusciti tentò una inconsiderata

controversie

fra'

proposti di Prato ed

rivoluzione, prese
la

la

Rocca, una porta del-

vescovi di Pistoia incominciarono nel

Terra e il palazzo pretorio, ma tutti furono impiccati. A cagionedella peste quivi nel
1

1207, essendo già questa pieve
la diocesi pistoiese. Si

la

1

.'del-

aumentarono nel
la
s.

485 fu provvisoriamente trasferita
1

seguente secolo, e per quelle sui pontificali

Fuepoca lacrimevole per Prato il 29 agosto 5 2 sino a' 9 settembre pel fidissimo sacco, cumulo di vio»
l'università di Pisa,
1

del

vescovo e sul mostrare

1

Cintole/)

come

sulla visita, nel
la

1408

di-

chiarò Gregorio XII

pieve di Prato

lenze e barbare stragi d'innocenti e rispettabili

esente dalla visita del diocesano e con-

persone, operato dai soldati spa-

gnuoli, con intesa de' fuorusci ti; per cui

seguentemente nulliiis dioecesis; ed è perciò che la signoria di Firenze pregò
Alessandro
vile di

Giulio fano
di

II

con

tre bolle autorizzò l'arciil

V

ad erigere

la

sede vesco-

vescovo di Firenze,

preposto di

s.

Ste-

Prato. In vista pertanto de'granpiù tempi a questa insigne

Prato e

il

vicario del vescovo di
la

di privilegi in

Pistoia a fulminar
i

scomunica contro detentori dei mobili o immobili tolti

collegiata pieve di Prato concessi dai Papi e imperatori,

essendo proposto

il

sudbol-

nel saccheggio agli ospedali.

Da

questa
ai

detto Carlo de Medici, Pio
la la

li colla

epoca Prato come Firenze soggiacque

comandi del cardinal Gio.de Medici, poi Leone A', che godeva benefizi della col-, legiata e dell'abbazia di Vaiano (la prepositura in commenda la godè dal 492 al
i 1

Etsìcunctaj presso l'Ughelli, nel i463 qualificò nullius dioecesis, esentando il dichiarando
Sede.
proposti no-

suo clero dalla giurisdizione del vescovo
di Pistoia e
tali della
s.
i

Ne ottenne conferma

58
il

PRA
comtumfuitj
nel
il
;

PRE
allalum, ut decenter tervaretur, tradii

daPaoloHIcolIa bolla Cunisicut nel i543
cardinal Nicola Ridolfi proposto

mendatario della medesima. Paolo Vconfertnò l'uso de'pontificali ai proposti, colla bolla

Decet

Romanum

del i6o5, per

del dal i35o al i35r; cardinale Ferdinando de Medici dal 1 574 al i588

34 Papa
1
1

cardinal Giovanni Colonna Giovanni da Parma medico

le suppliche del
ti,

proposto Filippo Salvial'estese a tutte le chiese

divenuto granduca; cardinal Alessandro

e nel

1608

soggette alla prepositura. Finalmente
istanza del proposto

ad

de Medici dal 1 588 al i6o5 in cui divenne Leone XI. Altre notizie su Prato
si

commendatario car-

possono leggere

in Repetti,

Dizionario

dinal Carlo de Medici edel fratello Fer-

geografico fisico- storico della Toscana.
Il

dinando
la bolla

II granduca, Innocenzo X colRedemploris nostri, de'22 set-

Beccaste!, Storia del cristianesimo,

t.

tembre 1 653, Bull. Rom. t. 6, par. 3, p. 258, eresse in cattedrale la prepositura
Prato e questa in città vescovile, anche per decreto sovrano, e l'unì perpedi

35, p. 1 85, racconta i disordini avvenuti in Prato sotto il famoso vescovo di Pi-

Prato Scipione Ricci, il quale non contento di avere ridotto templi delstoia e
i

l'Altissimo ad

una pretesa antica nudità,
il

tuamente suffraganea dell'arcivescovo di
Firenze al vescovatodi Pistoia, colla condizione aeque principalìter, e d'essere
il

e

non

volere altari oltre

maggiore,
si

scris-

se al suo vicario di Prato che
se nelle chiese di
s.

portas-

vescovo di Pistoia pastore tanto della sua
cattedrale che della nuova di Prato, la
cui giurisdizione venne limitata dentro
i

mo, per coprire

le

Vincenzo e del Duomemorie d'indulgen-

ze e poi toglierle. Essendosi sparsa voce

confini delle sue
i

mura

castellane.

Il

ve-

scovo assunse
sloia e Prato.
tese
rici

titoli di

vescovo di Piil

Ben presto
di

capitolo prai

ebbe cura

richiamare

suoi chie-

dal capitolo di Pistoia, fondando

un

che il vescovo volesse demolire l'altare ove con tanta venerazione gelosamente si conserva la s. Cintola, il popolo insorse con furore religioso per difenderlo, ed ai 20 maggio 1787, armato di accette e bastoni, tumultuosa mente s'impossessò dell'altare della Cintola,

seminario che aprì nel 1680, prima che il vescovo Basi fondasse quello di Pistoia. Dopo diverse traslazioni, il seminario di

onde la

sera

possibile chiudere la chiesa eie

non fu campa-

ne suonarono per tutta
dero lagrimevoli
fatti,

la notte.

Piato nel 1780 fu stabilmente collocato nell'antico monastero vallombrosano di s. Fabiano, i cui beni Leone X avea assegnati al capitolo della collegiata.
ghclli dieci

si

Accadbruciarono lo
si

stemma

e la cattedra del vescovo, le carte fecero molti

degli uffizi e delle messe, e
attentati strani: la

L'U-

dà importanti notizie su Pra-

truppa spedita da Firenze quietò l'insurrezione e ne punì i
capi.

to e sua diocesi, dichiara godere le di-

gnità e canonici l'uso della colta sopra
il

Nel monastero di detta chiesa di s. Vincenzo prese 1' abito del terz' ordine
s.

rocchetto e della cappa

magna

viola-

de'predicatori e ne fu priora
Ricci nobile fiorentina, ed

Caterina

cea, e gli altri cappellani corali o porzio-

ivi si

venera

il

nari l'almuzia nera oltre la cotta. Riporta la serie de'35 proposti, che incominciata nel
vilegi
1

suo corpo. Abbiamo nel

1. 1

.°delCalogerà,

Dell'origine e progressi, e dello stato presente della città di Prato, ragionamento
istorico del conte

1070 terminò nel 653, coi priconcessi da Innocenzo II, Adriano
1

Giambattista Casotti
Abitanti della terra,

V, Alessandro 111, Lucio III, Urbano 111, Gregorio IX, Innocenzo IV ed altri. Oltre rammentati proposti, lo furono liberto deli ì/fi, cui a Michaele pratensi
i

canonico pratese.

PREADAMITI.

che alcuni hanno supposto avessero esistilo avanti Adamo. Nel i655 Isacco de
la

B.

./)/.

/Irgmis cingulum Hierosolymis

Pcrreyre o Peyrere francese, infetto

PRE
degli errori di Calvino, fece

PRE
stampare in
spirituali; e
al

%
prebenda è unita

quando

la

Olanda un
vare che
vi

libro, nel quale pretese pro-

furono uomini avanti Adamo, e questo paradosso assurdo trovò subito de'settatori; ma la confutazione che pubblicò Desmarais, professore di teologia a Groninga, soffocò sì strano vaneggiamento, avendo inutilmente Perreyre tentato di farlo rivivere con una replica. Egli chiamò gli ebrei Sdamili, sup-

canonicato diviene spirituale. La prebenda, distinta così dal canonicato, poteva esser divisa e conferita anche a laici, e di là le semi-prebende che si vede-

vano

maggior parte de'capitoli cona cappellani. Queste semi prebende essendo possedute da ecclesiastici conella
ferite

stituivano titolo di Benefìcio (^.), irrevocabile o amovibile secondo le diverse

da Adamo, ed appellò che secondo le sue pretensioni, esistevano già molto tempo avanti Adamo. Fu il Perreyre arrestato in Fiandra d'ordine dell'inquisizione, che lo condannò; appellò alla s. Sede e gli fu permesso recarsi a Roma. Alessandro VII lo persuase del suo errore, quindi implorando perdono alla sua aberrazione, pubblicò solenne ritrattazione del suo libro e abiurò suoi errori. Il Papa ne fu
ponendoli
discesi
i

costumanze
sti
i

de'capitoli. In molti di

que-

Preadamiti

gentili,

cappellani semi prebendati non po-

tevano essere rivocati dal capitolo che li aveva nominati e potevano anche qualde. Oltre le

che volta rassegnare le loro semi prebenprebende teologale e penitenziale, vi èia prebenda precettoiiale o
scolastica nelle cattedrali

o

collegiate, as-

segnata ad un maestro o precettore per insegnare la grammatica ai chierici di
quelle chiese e ad altri
cia se data a
gli

i

consolato e
stici

gli offrì de'benefìzi ecclesia-

un

laico

che ricusò; e

ritiratosi presso

i

pa-

onori canonicali e

; questa in Frannon gli conferiva non era un bene-

dri dell'oratorio della
tus,

Madonna

di

Ver-

fìcio,

ma

il

solo reddito annesso. Nell'età

morì pentito

nel 1676. Della vita e

di

mezzo

si

chiamò prebenda
si

la

distribuil

scritti di

Perreyre e delle confutazioni che
ulis,

zione di viveri che

faceva

ai soldati,

furono pubblicate, scrissero: Gio. Conr.

quale significato passò

alle distribuzioni
ai

Dannhawer, Praeadamita
la

o Fabu-

che facevansi

ai

canonici ed

monaci,

priniorum hominum ante Adamutn conditorumexplosa. Filippo Priori o Eusebio

poscia alle porzioni delle rendite de Beni

di chiesa (P-), che toccarono agli ecclesiastici

Romano, Animadversion, in librum
t.

dopo

la

divisione che fu fatta di

Praeadamilarum.NalaWlessandvoféisl.
eccl. veter. leslam.
1, disser. 3, ar. 1, p.

detti beni.

Che prebende furono
Vili,
lo

dette le

porzioni della massa canonicale, anche a

07. Niceron,

Memorie t. 12 e 22. PREBENDA,Pmeèe«rfrt.Rendita ferma di cappella o di canonicato. Benché
parola prebenda
si

tempo

di Bonifacio
p.

afferma Ga-

confonda ordinariamente col Canonicato (^.),avvi però la differenza, che la prebenda è un diritto che l'ecclesiastico ha di riscuotere
la

298. Cecconi, Istit. de' seminari, p. 9 e 18, dice che benefizi furono chiamati prebende, perchè l'entrate de'chierici beneficiati o prebendati derivavano dalle pie oblazioni fatte pel comune mantenimento del parroco e dei
i

rampi, Memorie,

certe rendite in
collegiale,

una chiesa cattedrale o mentre il canonicato è un tidi

suoi chierici,

i

quali lo assistevano nelle

sagre funzioni e dal medesimo erano diretti alla pietà e nella

tolo spirituale indipendente dalla rendita

buona erudizione;
si-

temporale;

maniera che
il

la

prebenda

quindi chi gode di qualche porzione di
mili
sa

può
del

sussistere senza

canonicato,

ma

il

canonicato è inseparabile dalla prebenda

prebende èobbligato a servir la chiedi cui furono le offerte, ed in essa deve
ai

Canonico (V.). Non

alla

prebenda,
i

intervenire

divini offìzi ne'giorni deter-

bensì al canonicato sono annessi

diritti

minati, particolarmente festivi. Dell'origi-

6o
ìic

PRE
della

PRE
ciò col quale
il

prebenda del Penitenziere vedasi tale articolo: quanto a quella teologale e scolastica, dice Cecconi che derivadal disposto de'concilii generali Lateranensi III
e IVjdie a rimediare alla grave ignoranza,

Papa accordava

agi' Im-

peratori (f.)
canti la

la facoltà di

poter conferila loro elezio-

re le dignità e benefizi ecclesiastici, va-

prima volta dopo
1'

ne, precedendone

analoga petizione

al

determinarono che in ciascuna cattedrale si stabilisse un maestro di grammatica per ammaestrare giovani della chiesa medesima; e il 2. aggiunse che nelle metropolitane si eleggesse anche un lettore teologo. Dal medesimo decreto ebbero origine le prebende teologali eie scolastiche oscolasterie. Prebendario, era nomata quella vergine, che nel monastero vivea separata dalle monache, sostentandoi

Papa mediante
ciò preci

lettera,

chiamandosi peril

primarie, perchè

Papa con-

cedeva
la:

le

dignità e benefizi

ad primas

preces imperaloris, e con questa forato-

Devotionem

titani

rogamusj\eg^en1

dosi in quella di Rodolfo I del

273: Prae-

decessoritm vestigiis inhaerere volentest

primarias preces noslras prò devoto, etc. etc. Vos adhortantes, et prò conservalione jurium,el con-

ad vox porreximus,

si

colle limosine, quasi

come

le attuali e-

ducande, convittrici o pensionate. PRECANTORE. V. Precettore.

sueludinem Rom. Imper. expresse requirenles, come rilevasi dalla lettera di Giu1705, presso Bohemero 1. 3, 353. Diverse forinole sono in Append. ad Gervasium Tilberiensem de Imperio Romano, p. i3, ed in Leibnitium iu Codice diplomatico juris genseppe
tit.
I

del

PRECA USA. Sede vescovile della prò\incia Bizacena dell'Africa occidentale,
la metropoli d' Adrumeto. Adeodato suo vescovo nel 484 portò alla con-

5, p.

sotto

1

ferenza di Cartagine. Africa chr.

PRECENTORE o PRECANTORE,
Praecenlor.
tore

E

il

{V), ed

il

primo o il secondo Canmaestro del Coro (P-),

dignità di alcune chiese cattedrali o collegiate. Alacri, Notizia de'vocab. eccl., lo

tium par. 1, § g8, p. 222. V. Investiture ecclesiastiche. Lodovico Anastasio Islor. degli Antipapi t. 2, p. 2 55, riferisce , che 1' imperatore Sigismondo r partito dal concilio di Costanza(J .) per
,

pacificare

i

re di Francia e Inghilterra,

chiama Archiparaphonista, capo degli acclamatoti tra'greci (delle Acclamazioni parlai anche a Laudi), del quale trattai ad Arcicantore (V-) e perchè si chiamò Precenlorej mentre a Cantore dissi,

nel viaggio

raccomandò al concilio di non decider prima del suo ritorno sopra il diritto imperiale delle prime preghiere.

Ne' voi. V, p. 86, e XXIX, p. 1 56, parlando de' Benefizi ecclesiastici e loro noni che

che siccome
si

il

prefetto della scuola dei
,

cantori

chiamava Primicerio (V.)

il

mina, e di Germania, trattai delle cagiodeterminarono il Concordato Ger(f^.) tra

suo compagno fu detto Succenloro Prae-

manico

Nicolò

V

e l'imperato-

V. Canto ecclesiastico, Cantori, Musica sacra. Cantorinum , ad eorum instructionem qui
centor, cioè Secondicerio.
,

cantimi

ad

cliorum pertinent, Venetiae.

Giuseppe Frezza, // cantore ecclesiastico ovvero notizia del canto fermo, Padova J699. Vincenzo Requeno, Saggio sul ristabilimento dell'arte
e

da Cle534, quando volevano violarlo alcuni prelati tedeschi, da Giulio III, e da Gregorio XIII che ordinò ai collatori ordinari de'benefizi, che non pore Federico III (confermato poi

mente VII

nel

1

tessero conferirli

•vacanza, se dentro quel

dopo 3 mesi dalla loro tempo ne avesil

armonica
1

de' greci

se provvisto la s. Sede), col quale

Pa-

romani

cantori,

Parma 798. Lorenzo
autori,

Berti, Regole del canto

vale

da rinomati

Gregoriano ricaRoma 836.
1

pa meglio Io regolò nel i/{52 in Roma, dopo averlo coronato a* 19 marzo, nel
qual giorno Federico
colò
III

ottenne da Ni-

PRECI PRIMARIE.

Indulto pontili-

V l'indulto

delle preci primarie con

PRE
bolla presso Rinaldi, an.
netti,
1

PRE
4^2,11. 3;Gioan1

De Rom.

Pont. cap.

86,

p.

3

1

4,

e presso Corradini.
colò
dato,

Ma

non avendo Nipreci, nacqueil

V espressamente derogato al concoril

rono occultarsi mg. r Fontanini, per ordine di Clemente XI, che nel 1706 avea riprovalo l'editto di Giuseppe I scrisse l'erudita dissertazione, Deprimariis pre,

qualeescludeva
difficoltà
,

tali

cibus imperialibus ,Fi\buig\\ Brisgoviae

ro gravi

a togliere le quali

Papa diede
to, e

nel

i4^4 un nuovo indulto
al

le

con espresso derogamento

concorda-

1706. Vi si oppose il protestante MicheEnrico Griibner, con altra, De primariis precibus imperialibus } 1707. Erudita, forte, ingegnosa e con bel meto-

questa medesima concessione fu con-

fermata dal successore Calisto III nel i455. Giovanni a Cochier , Scholia in primarias preces imperatoris illustrò e
,

do

distribuita è altresì quella del gesui-

ta p.

Faure, Dissert. polemica de

j'ure

regaliae, et

primarum precuni contra

discusse T indulto di queste preci primarie,

publicistas protestantes, acpraecipue Vi-

concesso da Paolo

V

nella bolla dei

Irìarium, PfefJìngerum,Grubnerum ì Bo-

4 giugno 1620
do
pe
II.

all'imperatore Ferdinan-

hemerum, Romaei 753. Sono pure
dersi, quella del p.

a ve-

Della vertenza insorta tra Giusep-

Biner

,

De

/tire pri-

I e Clemente XI nel 1705, per volere il primo conferire benefìzi senza aver domandato le preci primarie, feci cenno nel voi. XXIX, p. 171, ed il Papa non aci

martini precum nel t. 3 del suo Apparatus eruditionis ad jurisprud., Augustae 1752; quella del p.

Schwartz nel

t.

8.° Coli. hist. quaest. 6; quella di

Acazio

cordò l'indulto. Ivi raccontai die il successore Carlo VI avendolo domandato,
nel
1

714

l'ottenne.

Il

contemporaneo

Antonio de Ripoll nel Tractalus regaliarum, Marcinone 644-i e ^ •' Moreri, Dissert. de fu re primarum precum. Tra
1 i

diarista Cecconi ne riporta la formalità

protestanti vi scrissero,
j'uris

Adamo Cortrejo,

a p. 643. Il marchese di Prie ambasciatore imperiale a'i5 febbraio si portò al-

l'udienza di Clemente XI, coi cardinali

Adda, Colonna e Imperiali, e con un

primariarum precinti sacratissimis Imper. Rom. German. sine praevio Ponlìficum assensu competentis,Fvancofurl\ ad Moenum 1706
Repraesenlatio
:

corteggio imponente e decoroso. In
dell'imperatore

nome
1'

poi l'inserì nel

t.

1,

par. 6, Corporisju-

domandò

al

Papa

in-

dulto per poter conferire per una sol volta in tutti
i

ri» publici p. 93. Biondi , sareo primarum precum ,

De
il

jure Caetratil

quale

luoghi dell'impero, tutte

le

tando donde abbia avuto origine
ritto delle preci primarie,

di-

dignità ecclesiastiche vacanti alla colla-

conchiude:

Hoc

zionedella
te
il

s.

Sede. Clemente
il

XI

ricevet-

fus primariutn

ministro sotto

baldacchino vestito

degli abiti pontifìcii, assistito
te

da una pardai cardinali Sacripanti , Paolucci e
i

precum quoad substanquod modum vero qualificatimi, quo exercelur,
tiam antiquae consuetudini
,

indulto pontificio deberi. Nel succitato

Albani, dall'altra
e ottenne

suddetti.

Il

ministro,

spiegale le credenziali, fece
l'

la

domanda

intento.

Aggiunge Cecconi,

volume dichiarai che Carlo VII domandò e ottenne le preci primarie da Benedetto XI V,quindi pel conciliabolo d'Ems
(V.)
,

che questa ceremonia che in Germania si chiama ['Indulto delle prime preci, non era più stata praticata dopo Urbano Vili e l'imperatore Ferdinando III. Questo
indulto del

e per le innovazioni religiose di

Giuseppe I, ivi e altrove descritte, Leopoldo II abrogò il concordato germanico, terminando col successore Francesco
I

Papa

fu poi sottoscritto dai
Il

la serie degl'

imperatori del sagro ro-

cardinali nel seguente concistoro.

car-

mano

impero.

dinal Corradini , sotto

il

nome

di

Con-

PRECONIO, Praecono, Praeconium.
Preconizzare, bandire e pubblicare; Prae-

rado Oligenio, col quale alcuni crede-

62
il

PRE
degno
di lode. Così
eccl.

PRE
A Concivavn e condizionava con erbe odorose e aromi daìV Elemosiniere (f^.), dai Penitenzieri (F.)
, dai cubiculari e altri con molta diligenza e venerazione. Che nel secolo seguente si ha che probabilmente

conabilis, lodevole,

Macri nella Not. de'voc.

storo, Proposizione concistoriale, Pro-

tettore, parlai del preconio o dichiarazione o pubblicazione de'vescovi e abbati
nullius che in esso fa il Papa. Ad Exultet parlai di questo inno o preconio pasquale o benedizione del cereo pasquale perciò detto ancora Laus o Consecralio
,

fu aperto il cadavere di Alessandro V, e che morendo Pio 1 1 in Ancona {f^.), nel • la cattedrale furono deposti precordi,
i

cerei.

corpo fu portato a Roma. Che il cadavere di Giulio II fu certamente apered
il

o
l'

PRECONNESO o PROCONNESO MARMORA. Sede arcivescovile delEllesponto nell'esarcato d'Asia, nella
,

to e imbalsamato, così quelli di
te VII,

Clemen-

Paolo IV, Pio IV, s. Pio V. Tumulandosi ordinariamente cadaveri dei
i

Propontide

eretta in vescovato nel

V

Papi nella basilica Vaticana, ne

feci l'ei

secolo, suffraganea di Cizico, ed arcive-

scovato onorario nel IX, nell'isola del suo

lenco nel voi. XII, p. 292 ; anche precordi ivi si deponevano nelle sagre grotte,

nome. Questa fu chiamata anche Elaphonesos, perla gran quantità de'cervi che vi
si

finche essendo Sisto
i

V

morto

pel

1

nel palazzo Quirinale,

suoi precordi fu-

trovavano, non che

mava
p. 3,

per

le

celebri

Marmorao Marcavedi marmo bianh'Oriens chr.
t.r,

rono portati nella propinqua chiesa dei ss. Vincenzo e Anastasio come parrocchia
palatina e tuttora
si

co ancora

in attività.

continua a

farsi.

Fi-

786 registra io vescovi greci, e nel t. p. 946 parla de' vescovi latini, come
Gallerò
di

no a Leone XII
rinale, e
tale

vi si

tumularono

soltan-

to quei precordi de'Papi defunti nel

di

Strasburgo domenicano. Al presente Preconneso, Praeconnen, è

Quisebbene per di lui disposizione chiesa non sia più parrocchia di det-

un

titolo vescovile in

partibus sotto Ci-

to palazzo, egli ordinò

non

solo che vi

si

zico.

deponessero

i

precordi de' Papi che ter,

PRECORDI DE*
Pontificum.
Il

PAPI, Praecordia
le viscere

cuore,

e interio-

ra del corpo del Papa divenuto cadavere.

minassero di vivere nel Quirinale ma ancora quelli che morissero nel Vaticano. Benedetto XIV edificò una cappella
sotterranea sotto l'altare maggiore della

In termine anatomico
le parti

precordi

no

al

cuore,

la

si chiamano immediatamente viciregione precordiale , da
:

nel n.°6

medesima chiesa e al modo che si legge 86 de\Diario di Roma del 1 757,
1
i

prar, avanti, e cor, dis, cuore
sceri e viscere
s'

per

vi.

per contenere

precordi de' Pupi,

i

cui

intendono

le parti in-

nomi

si

leggono nelle iscrizioni

marmonel voi.

terne del corpo

umano, come

fegato,

cuo-

ree di ognuno, poste nelle pareti dell'altare maggiore.

re e simili, extaj per interiora e inteJ riori s intende ciò eh' è rinchiuso nella
cavità del petto e del ventre, laonde vi
si

Tutto

riportai
al
i

XLV,p. 190 eigi,
niale

insieme

ceremopontificii
p.

come
,

vi si

trasportano
ne' voi.

comprende

il

cuore nobilissimo visce-

precordi

non che

VI

,

202,

re muscoloso, centro della circolazione,

che incomincia a muoversi sino dai primi istanti di nostra vita, né cessa mai di
pulsare sino al totale estinguimene di
questa.

Vili, p. 186, XXVIII, p. 4i, cioè dentro un vaso mortuario ben sigillato, di-

cendo ancora che
della chiesa de'ss.

nelle pareti esteriori

Vincenzo e Anastasio,
si

A Cadavere e Egitto

trattai del-

ora de' ministri degl'infermi,
gli

attaccano

l'antichità della

lavanda e imbasalmazio-

ne de' cadaveri.

A Cadavere

del Papa

A

slemmi e le morti dipinte del defunto. Chirurgo ed a Medico parlai dell'a-

raccontai che già nel secolo

XIV

ni

la-

pertura, sezione eimbulsamaturadc'cu-

PRE
daveri de'Papi.

PRE
VI
raccontai codi
la
il

63

A

Pio

cattedrale di

s.

Stefano, ricevendolo

me Pio VI

I

accordò alla cattedrale
i

Va-

lenza, ov* era morto,

di lui

precordi e

cuore, insieme

alle formalità della spe-

proposto dopo averlo asperso con l'acqua benedetta. Anche precordi di molti servi di Dio si conservano separati dai
i

dizione che ne fu fatta da
cassa coll'iscrizione
:

Roma

(in

una

loro corpi. Nel santuario di Porziuncola
(V.), vi è l'insigne cappella de Precordi

Praecordia Pii VI P. M.),o\e col cadavere erano stali decorosamente mandati, come delle cere-

per quelli di S.Francesco d'Asisi
posti alla venerazione de' fedeli.

ivi

de-

monie funebri e dimostrazioni
ch'ebbero luogo, descrivendo

religiose
il

PREDICA PREDICATORE
,
,

,

Sa-

monu-

mento marmoreo
ti.

in cui

furono colloca-

cra concio, Concionator. Ragionamento che si fa in predicando da quello che
predica
care e
,

De'cadaveri de'cardinali, imbalsama-

dicendosi predicazione

il

predi-

zione, precordi, funerali e tumulazione,

la

predica stessa.

La predicazione
la

VI,p. 2o6,XXVUI, 44; che alcuni cardinali lasciarono ad uua chiesa il corpo, ad altra precordi; altri vietarono l'apertura de'Joro cadavetrattai ne'citati voi.

è di due sorta, una maggiore, ch'è

pre-

p.

dicazione propriamente detta, chiamala

i

anche tractare
catechistica.

,

V

altra

minore o

sia la

La

predicazione è una direligione cristiana e

ri.

Abbiamo la Disterlation sur un tonibeau de Philippe le Hardij et sur V usage d'inhumer le coeur et les entrailles des prìnces, séparément de leurs corps. Mercure de France , ann. 1718, mois
d'Aoùt. Enrico IV ordinò che
il

spensazione legittima della parola di Dio,

è antica quanto

la

essa, essendo uno dei mezzi necessari per conservarla nella sua

non

finirà

che con

purezza. Per mezzo della predicazione

si

suo cuoai

promulgò \'Evangelo(V.), si stabilì lai*ede (V.) , Pagani,
tuttora
si
i

re fosse depositato nella chiesa del collegio della
suiti
:

convertirono
(V.), e

gì'
si

IdoLilrì

,

i

Flecheda
esempi
li

lui

fondato

ge-

Gentili

propagò

il

simili

notai in diversi luodel

Cristianesimo (V.), e dai Missionari {V.)
si

ghi. Nei n.i

3g
la

e

4o

Diario di Roma

esercita

per convertire

gl'in,

1847

si

legge

solenne e splendida

pomil

fedeli, ricondurre nel

pa funebre colla qualein Vienna furono
portati nella chiesa di corte
il

corpo,

grembo dellaChiesa gli eretici egli scismatici, come per istruire e perfezionare cattolici. Gesù Cristo
i

cuore entro cappa d'argento e il vaso dei visceri, ambedue coperti da taffettà nero,
dell'arciduca Carlo d'Austria padre della

ne confidò

il

ministero ai vescovi nella
lui scelti
;

persona degli apostoli da

la

regina regnante delle due Sicilie. Sulla bara furono poste le insegne dell'illustre e
celebre defunto,
la

predicazione de' 72 Discepoli (V.) non fu predicazione propriamentedetta e forse

neppure catechistica

corona principesca,
la

il

De'parrochij poiché

egli osserva,

cappello arciducale,
tare e la spada,
sciallo
i

collana del
il

Toson

d'oroe altre decorazioni,

cappello mili-

il bastone di feld-mareed guanti bianchi. A'piedi della bara si deposero la coppa del cuore e il vaso de' visceri. Il cadavere fu sepolto

Gesù Cristo li mandò dopo aver data la Missione (V.) della predicazione agli apostoli, e non si leg-

secondo Nardi, che se per la Giudea, fu
,

ma solo

ge che dasse loro l'incarico di predicare, di andare ne'circonvicini luoghi
si

dov' egli

sarebbe portato per fare
i

la

nella chiesa de'cappuccini

,

dopo conseil

predicazione; e siccome allora
li

discepo-

gna

al p.

guardiano.
si

I

vasi contenenti

portarono ili." nella cappella di Loreto degli agostiniani, che previa benedizione prese in consegna
le viscere
il

cuore e

commisnon erano che Catechisti ( V.). Essendo la predicazione propria funzione de'vescovi, ad
erano laici, non aveano che
,

la

sione di preparare le vie

e al più

priore;

il

2.

in carrozza fu recato al-

essi soltanto spetta

il

delegare e appio-

64
vare
del
i

PRE
predicatori. Questi per
il

PRE
loro sa-

mente può condurre a salvamento

quelli

gro e sublime ministero essendola luce

mondo,
i

il

sale della terra

,

i

dottori

che vivono nelle tenebre e nell'errore. E perciò, pel comando del Redentore , in
ogni tempo ministri evangelici pieni di vivo zelo tollerarono gravi fatiche
istruire e
, per richiamare quelli che sedotti

de'popoli,

dispensatori delle verità di-

vine, gli araldi e gli ambasciatori di

Dio
le

medesimo, devono
finizioni
,

essi

partecipare delle

qualità di colui del quale esercitano
alla

sua scienza cioè

,

alla

sua

da scandali e da perversi insegnamenti, o si erano allontanati dalla retta via, ovvero stavano per incontrare disgrazia
deplorabile. Cosi furono corretti
i

purezza, alla sua santità; non devono a-

si

vere in vista che
te delle

la

sua gloria e

la

salu-

costu-

anime, sostenere i loro discorsi con una vita esemplare e colla pratica

mi, tanti traviati tornarono
tiero, ed

al

buon

sen-

abbandonatoli

vizio intrapre-

di tutte le virtù.

Lo spirito

di

novità del-

sero la pratica delle cristiane virtù e la

la sella filosofica, nello scorso secolo fe-

osservanza di quelle massime divine,
cosi in fine quella chiesa

le

ce

tutti gli sforzi

per impedire col mezzo

quali in loro produssero copiosi vantaggi;

del ridicolo e del disprezzo la predicazione; andato a vuoto
i

che

si

stabili e

il

malvagio divisa-

dilatò col
essa
si

mento, novatori moderni cangiando metodo sono divenuti eglino stessi più.
i

mezzo della predicazione, con è sempre conservata mirabilmenconserverà fino
al

te, e si

terminare dei
si

grandi encomiatori della predicazione

;

secoli.

Nelle Lettere del

Compagnoni

ma

la

vogliono secondo
,

lo spirito e l'in-

civilimento de' tempi

e con

pompa

o,

legge.» Chiamato l'oratore sagro a persuadere ai cristiani la fuga dai vizi e la
pratica delle virtù morali e religiose, chia-

stentala di frasi ricercate

ed elegauti

che il più delle volte non s' intendono che da pochi , tutta spirante fantasia , amore, dolcezza, beneficenza, senza mai
permetterle di levare a tempo la voce

ra cosa è che perciò conseguire gli con-

viene operare nelle menti di chi lo ascolta un assoluto convincimento, senza del quale ogni mossa ed agitazione di affetti ch'egli pure tentasse, ri marrebbesi inuti-

dorme.

per iscuotere l'empio dal letargo in cui I banditori del vangelo che si appigliano a queste massime erronee , tradiscono la loro missione, deviano dal modello che ce ne hanno lasciato gli apostoli e
i

santi padri, e

cambiano

il

Pul-

pito (J7 .) o cattedra dell'eterna verità in

vera scranna di una

filosofica e poetica

vana, per l'ovvia considerazione che P effetto a cui tende non è di strappare una deliberazione dell'istante, come succede negli arringhi o politici o forensi ; ma un proposito fermo e durevole anche dopo cessato il suo impulso ". Alcuni scrittori furono giustamente
le e

accademia; per cui
formatori
vangelica
utili della

in vece di essere ri-

di avviso,

come Pulfendorff e
i

Fabricio,

sagra eloquenza e-

, come li celebrano i lodatori, sono piuttosto pericolosi difformatori, sic-

come provò

il

p.

Teodoro

di

Maria

ss.

romani niente ebbero di somigliante alle nostre prediche ; Zornio però, negli Opusc. sacr. 1. 1, p. 227, Dis^ seri, de rilibus sacratimi concionimi in
che
i

greci ed

carmelitano scalzo , nella Dissert. sulla prelesa riforma intorno al predicare, la
divina parola , di cui se ne legge un cen-

sacrisgentiunijSì studiò e pretese di pro-

vare il contrario con molte antiche testimonianze e con interpretare l'autorità
di
s.

no
ze

nel voi.
/*<?//#., p.

bio

la

8 degli Annali delle scien' g 3. Fu sempre ed è senza dubdivina parola uno de'mezzi più efper
In

Pietro; cioè secondo

il

costume

dei

protestanti, di trarredal gentilesimo l'o-

rigine delle cristiane ceremonie e usi,
le

ma

ficaci

riforma de' costumi, e per
la

abbracciare

vera strada

,

che unica-

prediche certamente non derivarono dui paganesimo (non ne fa parola il dot

,

PRE
to Marangoni , Delle cose gentilesche e profane ,tr asportate ad uso e ornamento delle chiese), non solo perchè il divin
altri

PRE
l'opinione di Ferrari, e
s.

G.o

Agostino genele

ralmente chiamò trattati

sue prediche;

Maestro, non avendo bisogno di conforalle costumanze gentilesche, predicò tante volte; ma tra gli ebrei fu comune

marsi

rito , lo che dimostra il gesuita Carlo Regio, nella Dissertalo, slampala in Roma nel i6i2nel suo Orator

questo

p.

christianus, anzi a tenore deli' epìst. di

s.

Giuda
tempi stume

v.

i4> se ne

trova menzione ai

de' patriarchi.
nella

Imperocché fu co-

mosaica Sinagoga, che nelle pubbliche assemblee del sabbato si leggessero alcuni luoghi della scrittura
,

e

che poi i rabbini interpretandoli ne traevano argomento di morale esortazione. Questo costume consagrato dall'esempio medesimo del divin Maestro e dagli apostoli (

notano differenza tra il trattato e il sermone, che prima dicevansi trattati e sermoni si i soli sermoni de' vescovi , chiamarono i discorsi di tutti gli ecclesiastici ; dipoi furono detti trattati ragionamenti loro,comedel prete Origene. Le prediche si trovano dette anche Disputationes, massime quelle che trattavano punti di religione contro gli eretici, ovvero contenevano istruzioni sulla 9. scrittura, controverse o dubbie. Le prediche furono eziandio denominate Dottrine , o conferenze ascetiche. Col nome di Locuzione le dichiararono diversi, come Tertulliano, s. Gregorio I e altri. Francesco A.Zaccaria, Dissert. t. 2, Deli

le le

antiche concioni ecclesiastiche, divide
prediche, secondo
il

Luca
il

iv,

16

;

Act. xiv, i4), pas-

metodo usato dai

sò alla Chiesa cattolica, la quale lo riten-

ne come

più ordinario e più legittimo

due classi. La 1 ." è di quelle ch'evanolibere o non legate a verun capo delpadri, in
la scrittura, e queste

modo

di predicare a' Fedeli.

A Lwgua

furono per

lo

più

dissi in

quale idioma predicarono Gesù

estemporanee;
stuali
,

Cristo e gli apostoli ; ed a Predicatore apostolico dirò del predicare in volgare.

furono le tecomechè concepite per spiegare
l'altra classe

Con vari nomi furono dai padri chiamate le prediche. I padri greci le nominarono Omelie {f.), che fra tutti gei

uno o più testi della scrittura, ed aveano il loro esordio o principio o prologo; per altro e specialmente quando le prediche erano concatenate, solevano
dri per tutto esordio
i

pa-

neri di cristiana predicazione è
tico, e

il

più an-

brevemente

ripe-

più costantemente raccomandato
I

tere l'argomeuto della precedente
lia,

ome-

nella Chiesa.

padri latini

le
:

no Sermoni (V.) o trattati la Sermo ne abbiamo prove ne'sermoni di s. Agostino. Frequente fu pure il vocabolo di Trattati sebbene fu pure u,

chiamarodella paro-

e soggiungere quello che intendevatrattare.

no

Non mancano
non
è
11

per altro ome-

lie, in

cui l'esordio

ce proposizione.

che la semplicorpo dell'omelia era
in

composto quasi sempre

due

parti,
il

una

sato per significare

formole di fede e le sessioni de'vescovi per gli affari della Chiesa. Francesco Bernardino Ferrari,
le

esegetica,nella quale spiega vasi

testo let-

teralmente o allegoricamente;
rale, in cui s'inveiva

l'altra

mo-

contro

i

vizi,o alla

De

ritti

sacrarum
1

ecclesiae catholicac

virtù

veteris concionimi,

Mediolani 1620
la

,

et

tanti.
le

Veronae y3

1,

vuoleche
si

parola Tra-

studiava d'infiammare gli ascolOrdinariamente così terminavano omelie, ovvero con qualche buon ausi

ctatus specialmente significhi quelle prediche, nelle quali

spiegava qualche luo-

go

della

s.

scrittura, anzi
,

sa fosse Trattato

che la stessa coed Esposizione o le-

ocon preghiera a quei erano celebrati, e quasi sempre coll'invocazione e lode della ss. Trinità. La lingua era greca o latina, secongurioagli uditori,
santi

che

si

zione della
tri

s.

scrittura.

Nondimeno

al-

scrittori

non seguono intieramente

VOL. LV.

do le nazioni ; i nomi che i predicatori davano agli ascoltanti, erano vostra san5

66
tifa,
telli

PRE
vostra carità,santa fraternità, fracarissimi, dilezion vostra, dilettissii

PRE
di onorevoli tapezzerie. In alcuni luoghi
preti

non potevano predicare che in pre la

mi

e somiglianti
d'i

,

i

quali erano nali dai

senza del vescovo, d' onde ebbe origino
di

nomi
sliani.
11

fratelli e di santi con che scami

domandarsi dal predicatore
tempi destinati
le
le altre
i

bene-

bievolmente chiamavansi

primi

cri*

dizione del vescovo presente alla predica. I

alle

prediche erano
,

vescovo come ministro della prediil

primamente
luogo
in cui

cazione ha obbligo di predicare, ed è
solo che

domeniche in secondo feste; anche neh. giorno
tal

può delegare a predicare
:

il

prete

vescovi erano creati, predicava-

diacono anticamente non predicava che il vescovo, talora faceva recitare le proprie omelie dai diaconi e preti. In Roma fuori del Papa niun vescovo
e
il

no
lo

al

popolo, e l'anniversario di

crea-

zione era pure giorno di predica; inoltre

era nelle consagrazioni di chiese, di al*

tari, di vescovi.
le vigilie

Talvolta

si

predicava nelin alcuni gior-

poteva predicare.
vi

Non potevano

i

vesco-

delle solennità,

ed

predicare pubblicamente nelle altre

ni feriali destinati alle prediche. In certi

diocesi senza licenza dell'ordinario, bensì

luoghi

il

sabbato e
il

la

domenica;

oltre

scambievolmente

i

vescovi s'invitava-

questa, in altri
alle volle
si

no a predicare
cesi.

nella propria città e dio-

mercoledì e venerdì ; predicava ogni giorno, mas-

Tardi
si

i

vescovi

commisero
I

ai preti

simamente

nella

Quaresima (F.)

,

poi

la predicazione

maggiore.

primi esempi

che

conoscano di sacerdoti incaricati

anche ne\V Avvento ( V.). Anche nella settimana di Pasqua eravi predica ogni dì.

dai vescovi di predicare sono, nelle chiese orientali, di

Origene (secondo alcuni
s.

Quanto all' ora, si predicava ordinariamente nella mattina, alle volte dopo il
pranzo, tale altra mattina e giorno, ed anche la sera. Per lo più subito dopo letto Y Evangelo della messa (/^.) faceasi la predica: a tale articolo notai

prima che

fosse prete) e di

Gio. Criso-

stomo; nelle chiese occidentali, di s. Felice di Nolaedi s. Agostino. Sugli esempi
apostolici che
i

ss.
il

Stefano e Filippo diavangelo,
i

che

s.

Cesareo
le

coni predicarono

vescovi tal-

dopo l'evangelo faceva chiudere
della chiesa, affinchè
il

porte

volta permisero a'diaconi la predicazio-

ne massime in tempo di persecuzione a sui principii di qualche novella chie,

sentire

il

popolo restasse a sermone. Quando s. Gregorio I

sa.

I

canonici furono

i

primi a prèdica*
i

re

,

quindi furono delegati anche
,
i

dia*

monaci ed altri religiosi. Ad esempio che Gesù Cristo e gli apostoli predicarono da luoghi elevati per essere meglio intesi (comeda luogo elevato peroravano gli oratori, ed capitani e gl'imperaconi
i

non poteva predicare, faceva leggere la sua omelia da un notaro regionario. Inalcuue chiese d'oriente fu costumechedo* pò aver predicato uno, seguisse un altro, e dopo questo un terzo.
11

predicatore innanzi d andare in pulsi

J

pito

raccoglieva
si

rio o salutatorio e

un poco nel segretaraccomandava a Dio.
il

tori

facevano leloro arringhe eallocuzioi

Se

il

predicatore era vescovo sette dia-

ni a'soldati),

preti, diaconi egli altri dali

coni l'assistevano sul pulpito, secondo

V Ambone
talvolta

(/"'.)

o pulpito predicarono al

decretato da Papas.Evaristo

:

se

non era

Pulpito; anche i vescovi dall'ambone predicavano, specialmente quando grande era il numero
del popolo: alcuna volta preti e gl'inferioi

modo descritto a

vescovoandava prima a prendere la benedizione dal suo prelato. Forse montato
sul pulpito
il

predicatore colla

mano

inti-

mava

silenzio agli ascoltanti,
gli

come

in più

ri

ministri predicarono in piedi, forse dal*

occasioni fecero

apostoli.

Cominciava

l'altare,

senza salire sul pulpito:

i

vescovi

dal farsi
la

anche dalla

cattedra., alle volle coperta

segno della croce. L'uso dellecita delire Maria (P.) al princiil

PRE
dopo l'esordio, si vuole introdotto da Papa Urbano II, secondo
pio della predica o
ziare; bandivasi

PRE
altri attris.
i

67

Burio, Vitae Pont., ciò che

Vincenzo Ferreri; è probabile che prima si facesse qualche orazione innanzi la predica, almeno gli antichi padri avanti di sermonare frequentemente imploravano le obuiscono a
s.

Domenico o

a

pure agli uditori, che manifestassero se alcuno ne sapessero eretico. Quando sovrastavano giorni delle r pubbliche Collette di questua (T .) pei poveri, si avvertiva il popolo di venirvi con buone limosine per sovvenirli. Oltre queste collette, nel

dica

si

tempo della preraccomandava l'elemosina, pres-

razioni del popolo. Alle volte

il

predica-

soché
re e
le

al

modo

nostro. Finita la predica,
il

tore tornava a leggere

il

sagro testo già

facevano comune orazione
il

predicato-

letto o d'altro sagro libro, essendo costu-

popolo.

Quanto
i

agli uditori del-

me
il

de'predicalori di portare sul pulpito
s.

antiche prediche, vi erano ammessi, oli

codice degli evangeli o della

scrit-

tre

fedeli,
i

anche

catecumeni,

gli

ener-

pure codici de' ss. padri per leggervi qualche testo. Innanzi l'esordio alcuna volta in poche parole si accennava l'argomento della predica. Se
tura, e talvolta
il

gumeni,
i

penitenti, eziandio gl'infedeli,

gentili,

i

giudei,

gli eretici

:

finita la pre-

dica e fatte alcune preci sopra lutti, era-

predicatore era vescovo, sul principio
agli ascoltanti la
:

no licenziati, ed allora cominciava la Messa (F.) de'fedeli. Fu costume de'padri di
voltarsi ora agli eretici, ora a'giudei,
a'gentili, dirizzando loro

pregava
forinole

pacecon varie
et

ora
il

Palre
et

Jesu diritto: Gratia Domini Dei nostri Jesu Chi isti,
caritas

Grada vobis , nostro et Domino
Dei Patris

pax a Dco

espressamente

discorso; ed è perciò che parlavano

con

riserva de'sagri misteri, per la Discipli-

communicatio 3 Spiritus sancii sit cttrn omnibus i'obis , Amen. Le più usate erano Pax omnibus: Pax vobis (fy .). Il popolo rispondeva Cum spirilu tuo. Quando sovraet
: :

na dell'Arcano soli le Spagne
i

(F.). Nelle Gallie e nelfedeli
si

potevano udire

le

prediche, finche

mutò questa

discipli-

stava qualche calamitàosi fosse dissipato
il

pericolo o

il

danno, solevasi dar prin1

cipio col

Benedictus Deus.

preti e cle-

ro, e sino gli abbati,

come

discepoli do-

na ne'concilii d'Oranges nel 44 l > di Valenza nel 546. Ne' tempi delle persecuzioni e prima dell' introduzione delle Campane (^.), fedeli erano invitati alle prediche collo strepito delle tabelle (di cui nel voi. Vili, p. 291), dai Diaconi,
i

vevano udire la predica del vescovo. Si scomunicava chi fosse sortito di chiesa mentre il vescovo predicava. Doveva il vescovo predicare ogni domenica sotto
gravi pene, anzi dovea perciò lasciare le altre cose gran conto si faceva de'sermo:

e dai Cursori (F.) sui quali ripugna l'Usserio nelle note a\V epistola di
Il
s.

Ignazio.

luogo in cui slavano
entro

gli

uditori alle
:

prediche era distribuito cosi
siastici
i

gli

ecclese-

cancelli del coro

erano

parati dai

laici, le

donne

divise dagli

uo-

ni de' vescovi. Sembra che gli antichi padri

mini, e ancora dalle maritate e dalle ve-

poco o nulla

gestissero. In Italia predica-

vano sedendo; in Africa e nell'Asia in piedi, se deboli sedevano. Un'ora circa dura va la
predica, e forse misura vasi colla clepsydra
(di cui a

Orologio). Nella predica propol'argomento della futura;
orazioni degli ascoltanti;
la
le

ne vasi
il

alle volte

dove erano separate le fanciulle, al modo detto a Chiesa ed analoghi articoli. In alcuni luoghi sedevano, in altri stavano in piedi a udir la predica , in altri soltanto sedevano sinché veniva il vescovo per predicare, e allora si rizzavano; agl'infermi davasi licenza di sedere;
chi ed
i
i

imploravansi

vec-

Pasqua; anche il principio della quaresima dentro la predica era costume di denun-

giorno dell'Epifania s'intimava

deboli

si

appoggiavano

al basto-

ne e

lo

deponevano

alla lettura del
il

van-

gelo. L'

uso di acclamare

predicatore

68

PRE
no de'Iuoghi
va
del
latino.
:

PRE
in Calabria, in cui
si

da principio fu convenevole alla venerazione che si deve alla casa di Dio, ma dipoi divenne abuso le forinole d' acclamazione erano gridare, Amen, Amen, o che il predicatore era Ortodosso (V.) o che era un tredicesimo apostolo. Varie poi erano le maniere di plauso; muover le mani, pestare co'piedi, volgersi dall'una all'altra banda, spiegar per aria i fazzoletti, scuotere penne d' uccelli, toccar l'armi. Vedasi il citato Ferrari, De veteribus acclamalionibus etplausu. I padri tollerarono per degni motivi questo

parla-

Francesco Colonna autore deldi restituire in Italia

l'opera del Polifìlo pretese sul principio

i5oo

uno

stile

di scrivere, che avesse del latino; contro
la

quale novità inveì Aonio Baleario iu
si

un dialogo che
grammatica
lieri,

legge in fine della sua

latina,

opera di egual rarità

a quella del Polifìlo, di cui parla Cancel-

abuso

:

Io

biasimarono
s.

s.

Gio. Crisostole

mo

e

s.

Agostino. Durarono

acclamase-

zioni sino a'tempi di

Bernardo nel

Mercato p. 177, e Settimana sand Domenico M. Manni dimostrò non essere vero che nelle chiese si predicasse solo iu latino, come alcuno pretese poiché ivi si predicò anche in volgare, non solo nel secolo XV, ma anche sul principio del precedente. Si può
ta p. 244,

colo XII;

un qualche

vestigio ne resta in

vedere

la

sua erudita prefazione al

t.

1

alcun luogo, ed in segno di plauso spu-

delle Prediche di F.
Il

Giordano
i

p.

36.

tano

al

fine dell' esordio o della

prima

dirittodi approvare predicatori apai

parte,

come osserva

Zaccaria, almeno al

partiene

vescovi nella loro diocesi, onil

suo tempo; ora si applaudono generalmente con composizioni poetiche in lode
del predicatore, col farne
altre dimostrazioni.
il

de possono negare

permesso

di predi-

care a chi loro piace, senza che vengano
obbligati ad accordarlo, ed
i

ritratto

econ
tra
i

religiosi seb-

Fu già uso anche

bene
ti

esenti

non possono predicare

nelle

greci di scrivere con abbreviature le pre-

chiese stesse de'loro monasteri e conven-

diche mentre si recitavano, quindi sovente miseramente tronche girarono le prediche.

senza la benedizione del vescovo, né
della espressa approvazione

contro la sua volontà. Iparrochi non han-

A Letterato
che
le

riportai esempi di

no bisogno

uditori che ritenevano a
che., di altri

mente

le

predi-

del vescovo per predicare nelle loro parrocchie, perchè la predicazione è

dettavano, e d'un pre-

una fun-

dicatore che ritenne a

resimale perduto in
lentini se

memoria il quamare il citato Va:

zione attaccata al titolo del loro benefizio. Essi

possono, se vogliono predicare,

udiva predica o lezione la recitava tutta senza lasciarne o mutarne parola ; Domenico A. Franceschi talvolta ripeteva quasi intieramente qualche predica udita: riportai ancora vari esempi
di oratori che
si

impedire a qualunque altro sacerdote secolare o regolare di predicare nelle loro
parrocchie.

Non
il

avvi che

il

solo vescovo

ed

in persona,

quale
la

in qualità di pri-

mo

pastore di tutta

sua diocesi, possa

perderono

la

memoria e
;

predicare nella parrocchia d'un parroco
senza bisogno del suo consenso. Allor-

confusero nella perorazione

Bartolo-

meo

Sozzino

si

confuse innanzi Alessan-

quando
care,
il

i

parrochi trascurano di predialtri

dro VI ; l'eloquentissimo predicatore p. Vipera conventuale si dimenticò di quasi tutte le cose per la mente stanca datante fatiche. Ne'bassi tempi nelle prediche si
parlava un linguaggio (f
r
.

vescovo dà l'incarico ad

pre-

dicatori perchè predichino nelle loro par-

rocchie ed alle loro spese. Il concilio dì Trento ordinòa'Ptf/rocVw (//.), che in tutti
i

Lingua), che

giorni festivi o solenni dovessero spiela

partecipava molto del latino,

come

pro-

gare in lingua volgare
gelo, nella

divina parola

vano
letta.

fra le altre le

prediche del p. Bardi
s.

e le salutari istruzioni, spiegando V/ivan-

Fino

al

tempo

Pio

V

vi

era-

Messa, quasi interpreti del me-

PRE
desimo, dopo letto
l'

PRE
Il

69
{dette in

evangelo.

Nardi,

Borgia arcivescovo di Fermo, come vedesi dalle di lui

De' parrochi, riporta importanti nozioni
sulla predicazione, massime nel
t.

Omelie

varie

i,

cap.

io: Sul predicare e catechizzare,
siano propri. Anticamente
i

di chi

funzioni pontificali nella stessa città dal 17 53 fino alla festa dell' Assunta del
1

vescovi do-

758, Fermo
XIII,
ai

1

75g) dedicate a Clemen-

vevano girare per la diocesi per predicarvi. Dovevano allora parrochi andare
i

te

predicatori di quaresima dava

coi parrocchiani ne'luoghi fissati per udirvi la predica del vescovo. Il

vescovo alil

a tutti in una volta in cattedrale la benedizione e gl'istruiva. Tali omelie sono 28, le ultime 3 sono espressamente per
la

lora dovea essere mantenuto. Talora

popolo della diocesi doveva venire in città alla predica del vescovo. Talvolta il vescovo mandava per la diocesi predica-

benedizione de 'predicatori. Nella 1 ."leggo che a motivo del terribile terremoto

di Lisbona, inculcò ai sacri oratori di an-

Più tardi fu data la predicazione agli Arcidiaconi (F.) nel visitare la diocesi fu data anche agli arcidiaconi minori, che pure erano catori a spese de'parrochi.
:

nunziare al popolo la Penitenza(V.) } ximco e sicuro scampo da tanto male: che
i

predicatori supplendo le veci de' vescovi

in ogni luogo della città,
te nel

massimamen-

tempo

di

quaresima, perciò devoin persuasibilibus hu-

nonici, nel visitare
I

il

loro arcidiaconato.

no predicare, non

vescovi

andavano all'armata per prei

manae sapientiae
ne spiritus,

verbis s sed in ostensio~

dicarvi, benedirvi e riconciliarvi
blici penitenti.

pub-

no anche

la

Anticamente si riservaropredicazione minore o cate-

opportuni ricordi per esercitare con proet virlutisj oltre diversi
fitto l'apostolico

ministero. Nella 2.

a

si

chistica. Alle

monache

si

predicava con

cerca la cagione per cui da tanti predi-

licenza del vescovo: per la catechistica
alle

monache

tocca all'abbadessa; per

quella ai regolari

non

in sacris tocca a
Il

uno deputato
scovo per
la

dal loro superiore.

ve-

predicazione maggiore non
i

da tante prediche si ricava poco da un fatto notabile registrato negli Alti Apost. cap. 19, v. i3, si deduce essere necessaria ne'sacri oratori la purità dell'intenzione, e un ardente decatori e

profitto

:

può delegare che
per
la

soli preti e

diaconi

;

siderio tutto diretto alla gloria di
alla

Dio e

tutti,

minore o catechistica può delegar anche laici; Io stesso dicasi perle
i

conversione de'peccatori, lodandosi

l'uso

d'uno stile facile e adattato alla scar-

parroco non ha la predicazione maggiore, bensì la minore o catechistica. Tutti i preti che dicono messa
scuole sacre.
Il

sa capacità di parte dell'uditorio,

ma av-

valorato sempre da
reprensibile. Nella 3.
di

un tenore
a

di vita ir-

proposto l'esempio

negli oratorii rurali

debbono
il

nella festa
II

Gesù Cristo e
si

catechizzare e istruire

popolo.

vesco-

del monte,

suo celebre sermone esortano predicatori a esil
i

vo deve con grande attenzione vegliare
sulla predicazione e sulla catechistica. Non
si

sere brevi, chiari, sugosi e

ben acconci a

persuader

gli

uditori,

i

quali quasi per la

può predicare dall'altare col capo coperto di berretta o altro. Vi è la scomunica a chi predica senza licenza del ve-

scovo. e

I preti che predicavano dovevano debbono chiedere pubblicamente la benedizione al vescovo. A forma del decre-

maggior parte sogliono essere persone volgari ed idiote: raccomandò loro d'insistere spesso nelle prediche per la buona educazione e cristiana istruzione dei fanciulli e delle fanciulle, come pure di fare in un giorno festivo di consenso dei
vicari foranei la predica controia

tato del concilio di Trento, confermato da Urbano Vili, predicatori dell'avvento e della quaresima devono prendere prima la benedizione dell'ordinario.
i

bestemai pre-

mia. In

Roma la

benedizione

ai

parrochi
la

per la predicazione catechistica, ed
dicatori per la predicazione

maggiore

7o

PItE
il

PRE
ail

quaresima con naloga esortazione, ovvero supplisce
della

Papa prima

nedizione e partono. Nel n.°
rio di

Roma

del

1

720,

si

legge

4o5 del Dia come Cle-

cardinal vicario, come si legge nel n.°2002
del Diario di
il

mente XI esortò
li

i

predicatori quaresimaistile

Roma

1794» dicendosi che
ai

a predicare con

veramente apo-

cardinal Corsini in tale occasione fece

un

dotto e zelante discorso

parrochi,

bacio del piede e benedì. Nel n.° 22 3 del Diario di Roma
stolico, gli
al

ammise

esortandoli ad aver cura delleanimeloro

del

i8o3 è

riportato, che nella feria
i

5/

che altro sermone fece ai predicatori, esortandoli specialmente a non
affidate;

di sessagesima

parrocchi di

Roma
al

uni-

tamente
nunziare

ai predicatori destinali la

ad anpopolo,

fare dissertazioni filosofiche e di gius pubblico,

divina parola

ma promulgare le massime e la mo-

come

alle

monache
il

ne' propri monasteri

rale evangelica, colle interpretazioni dei
santi padri, ed in tal guisa rendere utile
la loro

e conservatorii nella prossima quaresima,

conforme

consueto

si

portarono

al

pai

predicazione alla moltitudine del popolo. Di quanto praticano Pontefici,
i

lazzo Quirinale; nelle stanze pontificie

predicatori fecero avanti

il

vicegerente la
i

eccone
nevale
la

il

ceremoniale. Nel giovedì di car-

si

recano nelle pontifìcie stanze

il

solenne professione di fede; quindi medesimi insieme coi parrochi dal cardinal
vicario e dal vicegerente furono presen-

segretario del tribunale del vicariato col-

formola della professione di fede e

l'ei

lenco de'predicatori; mg. r vicegerenle,

a Pio VII, il quale con dotto e fervoroso discorso inculcò vivamente a tutti
tati

parrochi delle Parrocchie di

Roma

(/"'.)

d'inveire contro
zio,

il

libertinaggio ed
i

il

vi-

ed
al

i

predicatori.

Mg.

r

vicegerente nel-

non che contro profanatori
1

del tem-

l'anticamera d'onore seduto in un banco

pio di Dio, indi compartì loro la bene-

muro

riceve la professione de'predicail

dizione apostolica. Nel n.°

3 del Diario
1

tori, ai

quali

prefetto delle ceremouie
il

di

Roma

del

1847
i

si

legge, che agli

1

già

ha fatto deporre il cappello, ed

manbaviil

febbraio tutti
stinati nella

banditori evangelici de-

tello se religiosi. Il predicatore della
silica

Lateranense genuflesso avanti

cegerente legge senso per senso, e
tri

gli al-

predicatori genuflessi in circolo ripe-

tono le sue parole: in fine ognuno fa il giuramento, Sic me Deus ad/uvei, baciando il Crocefisso emettendo la mano
sul vangelo.

prossima quaresima a promulgare dal pergamo la dottrina di Gesù Cristo aveano prestato il giuramento consueto a mg. r vicegerente, quindi il regnante Pio IX, secondo l'antico costume, li convocò tutti in una sala del Quirinale e tenne loro discorso sul gran ministero a cui venivano chiamali, alla presenza del vicegerente, del segretario del

Quindi

il

detto ceremouiere
il

introduce
i

il

vicegerente,
il

segretario ed

parrochi dal Papa,

quale vestito con

soltana e mozzetta siede in Irono avente
il maggiordomo e il maestro di camera, e da una parte camerieri segreti

ai lati

i

e d'onore.

Il

vicegerente,
si

il

segretario,

i

parrochi, in circolo
al

prostrano avanti
fa

Papa

e

si

alzano se ne

cenno.
gli

11

Pa-

camera seavendo ai lati il maggiordomo e il maestro di camera. Disse che la parola di Dio non ha bisogno di Panegirico (F-), imperocché porta l'elogio in se slessa, appena di lei s'imprende a far motto. Che Dio mandò la parola sua nel mondo, e
vicariato,degl'individui della
greta,

pa, fatta analoga esortazione,

ammet-

questa s'incarnò, commettendo

l'ufficio

te al bacio del piede e benedice. Parliti
i

di far circolare la religione vera per

mez-

parrochi sono ammessi

i

predicatori,!
la

zo della predicazione al suo vicario, e questo n'suoi successori, e
giarsi

quali devono dire al

Papa

chiesa ove
si

da questi

fa

echeg-

predicano, e praticano quanto

è detto
la

per l'universo fino alla consuma-

de'pan'ochi, ricevono l'esortazione,

he-

zione de'secoli per mezzo de'ba odi tori e-

PRE
. angelici. Fece considerare, che in quel momento ricevevano dal Pastore de Pastori la facoltà di predicarla dai pulpiti.
ciulli della

PRE
nense, istruì nella dottrina cristiana
i

71
fan-

parrocchia. Leone

X [Ida prefa al sacro

lato recitò avanti Pio

VI

l'orazione fu-

Invocò su loro

lo spirito di

Dio, e ricor-

nebre per Giuseppe
collegio, parlai

II: a

Orazione per
si

dò che
due:
ta del

i

caratteri di questo spirito sono

l'elezione de'Pontefici, che

la fortezza e la dolcezza.

E

virtù san-

ancora delle Orazioni fusi

primo strappare

i

peccatori dagli

nebri pei Papiche

pronunziano ne'no-

adescamenti della colpa, sbarazzarli dal vischio delle prave abitudini ; è dono del secondo l'allettare soavemente con piecolpevoli, sì che il pie che tosi artifizi
i

vendiali avanti l'assoluzione. All'articolo

Cappelle pontificie notai in quali antiche funzioni Papi, cardinali ed vei i
i

scovi predicavano: tra'cardinali predicatori
si

all'ovile riportino.

stornarono dall'ovile di Cristo, di Cristo Poi aggiunse,cheque-

distinsero, Ruffini,

Canisio, Lo-

rerio,

sto è poco, se

non

s'imita meglio
:

Gesù
esem -

Berlrano, Petow, Baronio, Toledo, Bellarmino, Micara già Predicatore
apostolico (V).
le

Cristo, predicando con l'esempio

Ad Anni

santi riportai
Il

pio che riveli spirito di carità, di umiltà,

prediche in

essi fatti

dai cardinali.

Quindi terminò facendo loro coraggio, ed animandoli a porsi con generoso e santo ardimento all'opera; non
di castità.

cardinal71/orr<7
l'arte del

compilò un dizionario per

predicare coi passi della sacra

stando in forse, che fruito larghissimo avrebbero raccolto dalle loro evangeliche quaresimali fatiche. Dipoi il Papa am-

A Bolle, a Encicliche, a Lettere apostoliche trattai di quelle colle
scrittura.

quali

i

Pontefici istruiscono tutto il

mondel-

do cattolico, ed aCoNcisTORO ragionai
le

mise

al

bacio del piede tutti

i

predicatori
feci

allocuzioni che vi pronunziano. Tali

edi parrochi. All'articolo PioIX
blico. Gli antichi
s.

men-

volta Papi sono andati ad ascoltare
dicatori quaresimali in
te
s.

i

pre-

zione di altri sermoni pronunziati in pub-

Pietro.

Clemen-

Papi incominciando da

XI nel

1

7

1

Pietro (^.),di frequente predicavano,
s.

alla basilica per la predica

distinguendosi

Leone I

e

s.

Gregorio

I

del giorno di
volta

9 calò dal contiguo palazzo pomeridiana Pasqua. Gregorio XVI tal-

Aariano 1\Innocenzo 1 Inclemente IV; Ane'primi secoli; poi vanno nominati

andò

nel coretto della stessa chiesa

li'ssandroIIIchepred\cò in Venezia avanti

per ascolta requalche predica lore.Nelvol. Vili, p. 3o2 notai, che uno de'migliori
predicatori quaresimali faceva
ai cardinali
il

Federico I, come notai a Pulpito; Giovanni XXIIin Avignone e sul Purgatorio
{V.)j Giulio III, che recitò un'orazione

discorso

dopo

il

pranzo del giovedì

santo, che suole udirsi dal
la

Papa

dietro

essendo ancor giovane nel concilio di Luterano V, e altra nella domenica
sione avanti Adriano
di

bussola.

I

cardinali nelle chiese ove so-

Pas-

no
alle

arcipreti, titolari

o diaconi, assistono

VI;

Sisto

Scheda

prediche in cappa e vesti paonazze,

religioso illustrò molti pulpiti d'Italia; Be-

ed

il

caudatario è tutto vestito di uero.

nedetto XIII,d\ cui scrisse il p.GaelanoM."

Nelle altre chiese sogliono andare in abito corto ne' coretti
,

da Bergamo cappuccino, nel libro: L'Uoino apostolico al pulpito, Venezia i 762, che predicò da cardinale e da Papa 4^92 volte, oltre le Pastorali (V.) che scrisse per istruzione del gregge, e spiegava la Dottrina cristiana (V.) ai fanciulli; ogni sabbato udiva il sermone del p. Cara vita gesuita. Benedetto À7f nell'aprile
la visita

ovvero in qualche
sol-

cappella.
I

Papi furono sempre zelanti e
della predicazione,

leciti

come dimostrai
approvò gli Ignazio (V.).

in tanti articoli e

principalmente a Miss.

sioni pontificie. Paolo III

Esercizi spirituali di

Gregorio XIII prescrisse l'istruzione cattolica e la predica agli ebrei di

apostolica nella basilica Latera-

Roma,

co-

70

PRE
riportai nel voi.
s.

PRE
dry insegna che
ri al
i

me

predecessore

XXI, p. a 3. 11 suo Pio V, secondo il concilio di Trento, ordinò l'erezione delle congregazioni della Dottrina cristiana (f^.), ove
dissi delle

prepositi e altri inferioall'ai tare,deb-

vescovo,che predicano

bono

stare col capo scoperto in cornu
si

E-

vangelii, né
l'altare.

estingueranno

i

cerei del-

benemerenze di Clemente Vili

Se

altra

persona

in

luogo del ce-

e successori, edella istruzione che ne fan-

lebrante dovesse predicare, prima che a-

no
la

catechismi

domeniche, come dei da BenedettoXIVnelquaresima, pei sagramenti della penii

parroclii nelle
istituiti

scenda

il

pulpito se sia chierico assumerà

la colta, e

Roma la
za al

tenza e della Eucaristia. Delle prediche
di
le

anche la stola se sacerdote; in nou si assume per riverenPapa che l'usa sempre anche fuori
stola

Roma

ne parlò l'Amidenio, Depietap.

dell'amministrazione de'sagramenti. Se
l'oratore è regolare rimarrà vestito del

romana,

123.
si

A Oratorio

toccai

de'notturni ove

fanno prediche.

A

Mis-

solo suo abito; se canonico o dignitario,

sione parlai delle missioni ordinarie e
straordinarie fondate in

predicherà colla cappa o colla almuzia

Roma;

di quel;

sopra

il

rocchetto; se poi sia vescovo e
vestito del

le pei Giubilei (P~.) e altre circostanze

non celebri solennemente, sarà

delle diversecongregazioni

omonime col

santo fine di predicare,

il

molti Ordini religiosi,
tori,
i

come
i

quale l'hanno i Predica'
signori deli

suo abito ordinario, aggiuntavi la stola sulla mani .elicila o sulla mozzetto per chi

ne ha

l'uso;

né ad esso conviene
al

l'assi-

Gesuiti,
i

i

Pii operai,

stenza de'canonici e delle dignità, perchè

la Missione,

sti e tanti altri,

ro articoli. A diano dei s. Sepolcro

Pas sionicome si può vedere ai loGerusalemme, ed a GuarFrancescani,
dissi delle

questa compete soltanto

vescovo che
:

predica col piviale e colla mitra

se prela

dicherà fuori di diocesi non userà

moz-

questue

zetta,ma

la mantelletta.

Se

si

predica ins.

ordinate nelle prediche dell'avvento e
della quaresima dai Papi pei luoghi santi,

nanzi al cardinal legato della
patriarca, all'arcivescovo,

Sede, al

o

al

vescovo
l'o-

alla liberazione de'quali fecero predila

ne'luoghi di sua giurisdizione, allora

care

Crociala {f^.)j ed a Schiavi delle
essi e pel

ratore colle dovute riverenze, prima di

pontificie ingiunzioni ai predicatori pelle

ascendere
la

al pulpito, genuflesso
sia ecclesiastico

chiederà
secolare

limosine a vantaggio di

loro

benedizione,

riscatto.

Ecco
Se
si

le

rubriche che sulla Presacro-li-;

dica pubblicò Diclich nel Diz.
turgico.

deve fare nella messa solenne, si faccia dopo l'evangelo se deve versar su questo, altrimenti si deve fare Ila la messa; la consuetudine però dispensa da questa prassi, cosi nella recita de'pancgirici: anticamente si predicava

o regolare, dicendo: Jube donine benedicere. Se sia qualche dignità o canonico, profondamente inchinato chiederà la
benedizione.
I

vescovi non la

domandail

no né

agli altri vescovi,

ai cardinali.

Dopo che

l'oratore avrà asceso

pulpi-

to, tosto farà alla

Croce o

all'altare

un

dopo il Credo. Dopo l'offertorio è vietalo qualunque sacro ragionamento. Se il celebrante predica, sederà sopra uno scanno nudo in cornu Evangelii col capo coperto, o senza pianeta in pulpito.
Il

profondo inchino o genuflessione sevi sia in esso il ss. Sagramento, poi saluterà il clero e il popolo. Se vi sono prelati, primati o principi, si dovranno salutare col capo scoperto prima del popolo. Se vi sono canonici, il magistrato o governatore
i

dia-

cono e suddiacono sederanno sopra uno scanno nudo, fuori però dell'altare colla faccia ad esso volta e col ca*po coperto, o potranno sedere dove sedevano col celebrinlcnientresi cantava
il

del luogo devesi fare altrettanto, distin-

guendo

il

suffraganeo se

vi è

sedente nel

presbiterio.
tare, questi

Se saluta

i

ministri dell'al-

possono corrispondere scocapo. Fatte poi dall'oratore

Gloria. I3aul-

prendosi

il

PRE
dovute riverenze, sederà, si coprirà il capo; dopo breve momento si alzerà, scoprirà ecolle mani giunte, tenendo la berle

PRE
che
si legga, sia
si reciti,

73

che in qualunque

ma-

niera

lettere,

Milano 1827. Di

queste bellissime lettere del eh.

Compa-

retta innanzi al petto se l'usa, cogli oc-

chi alzati a Dio,

si

farà

il

segno di croce,

gnoni sono rimarchevoli pel mio argomento tre. 1 7.' L'eloquenza sacra è la sola

dicendo sotto voce: In nomine Patris, ec. e nel fine giungerà le mani, dicendo: Amen. Genuflesso subito verso l'altare, dirà a chiara voce l'Ave
la

che nello stato presente

sia

aperta agli

ingegni italiani. Vantaggi che ha sopra
gli altri

l'oratore sacro, edifticoltà rispetsanti padri

Maria } non mai

tive.
delli.

I

sono

i

suoi veri

mo-

Regina Coelij compiuta la quale, sorgerà, si coprirà il capo, incomincerà il sermone e Io proseguirà. Nel fine benedirà il popolo, purché non sia presente il vescovo del luogo, che se vi è qualche altro gran prelato, prima di benedire gli altri s'inchinerà profondamente a lui, e poi volto dall'altra parte benedirà il popolo. Finalmente, se la predica si fa o in pulpito, o innanzi l'altare i« conni Evan-

Di alcune parti che nella costruzione delle prediche paiono atte a rii8.

a

cevere qualche perfezionamento. 19. "Dell'azione oratoria. Necessità speciale del

predicatore per formarsi una buona voce. Precetti generali dell'azione oratoria

applicati

ad ogni

particola!' caso.

Adeo-

dato Turchi, Opereinedile, omeliee prediche, Modena 18 18. G. J. Montanari, Discorso sulla eloquenza sacra, Pesaro
1

gW»,quando

il

l'oratore starà

ss. Sagramento è esposto, sempre coi capo scoperto.

833

:

osserva

la

diversità che passa tra

l'eloquenza sacra francese e quella degli
italiani,

Sulla predicazione e sui predicatori si possono consultare seguenti autori. Menochio, Stuo re t. 2, cent. 6, e. 46 e seg.
i

quali declamano loro discorsi, mentre francesi li leggono,giovando mei
i

i

glio alla
il

De' riti degli ebrei circa
ni circa le prediche.

le prediche delle

commozione e alla persuasione metodo italiano. Collezione di oratori
1

loro sinagoghe. De' riti antichi de' cristia-

sacri francesi, Firenze
zi,

835. Gio. Finaz-

Se

le

prediche de~

Dell'omelia nel

voi. 9, p.

358
n

degli

vono essere brevi o lunghe. Se nelle prediche si devono addurre autori profani.

Qual

sorte d'eloquenza

convenga ai pret.

Annali delle scienze relig., serie 2.' L'eloquenza moderna del pulpito, opuscolo dedicato alla s. Sede apostolica ed ai
vescovi cattolici, Modena 836. Giuseppe Defendi, Lettere intorno alla s. eloquenza, Parma 844- Gaetano Lenzi, Lettere intorno all' eloquenza singolarmente del pergamo, Imola 1 844- Antonio Rosmini, Dell'ecclesiastica eloquenza discorso, Milano i832. Giovanni Granelli, Opere ossiano lezioni della s. scrittura, prediche e panegirici, Venezia 828.
1
1

dicalori. Sainelli, Lelt.eccl.

3, lett.

4&

:

Non

doversi dal curato intermettere la
vi sia della gente
t.

predicazione benché
si stanchi di udirlo;

che

io,

lett.

35: Se al
il

chierico d'ordini minori sia lecito

pre-

dicare. Gio. Sigismondo Susckio,

De mo1

re surge ndi, standique in ecclesia quurn

divinaverba /'ecita/ifr/r,Magdeburg 732. G. 13. Braschi, Idea del pulpito mitrato,

1

Roma

1725. Lohner, Bibliolheca

ma-

Felice Peraldi, Lettera sulla predicazione,

nualis concionaloria, Venetiis 1730. Biblioteca predicabile o scienza universale

Lucca i833. Francesco
1

Finetti, Sto-

ria evangelica esposta in sagre lezioni,

del pulpito, Venezia 1775. Houdry, Bibliolheca concionaloria continens helices christianae praecipua argumenta, Ve

Roma
to

esposta in sagre lezioni,

836. Storia dell'antico TestamenRoma i83g.
sagre lezioni,

Atti apostolici esposti in

netiis

1750. Musatti, Prediche, Venezia 1772. Dell'arte della parola considerata

Roma
1
1

i83g. Prediche postume,

Roma

ne' vari

modi

della sua espressione, sia

843. Panegirici e discorsi sagri, Roma 845. Gorla, Prediche quaresimali, Ve-

,

74
Venezia
1

PRE
7
1

PRE
per l'ornamento di altre virtù, onde molti

nezia 1703. Bourdaloue,
3.

Quaresimale, Di Fromentiere, Quare-

simale, Milano 1730. Giroust, Quare-

pi e

meritarono d'essere confessori de' Pada loro ebbero cospicui incarichi e
,

734. Simonetta, Quaresiniate, Venezia 736. Siniscalchi, Quaresimale, Venezia 1 738. Manfredi, Quasimale, Venezia
1
1

furono
e

insigniti delle dignità cardinalizia

e vescovile.

Prima

di parlare del
il

luogo

modo come predica

predicatore apo-

resimale, Venezia 1748. Segneri,

Qua-

stolico,

accennerò quanto a Predica (F.)
discorsi

resimale, Roma 1752. Rossi, Quaresima-

e in altri articoli trattai sulle prediche,

Venezia 1 764. Tornielli, Quaresima7e,Cassanoi76g. Granelli, Predìchequale,

sermoni
innanzi

,

,

orazioni pronunziate

all'

augusta presenza del Papa
si

resimali e panegirici, Venezia 1772.

An-

de'cardinali, de' vescovi e altri dignitari,

selmo, Prediche quaresimali , Venezia. Venini, Prediche quaresimali, Venezia
1

perchè meglio

conosca lo stabilimen-

to del rispettabile e gravissimo uffìzio del

796. Trento, Prediche quaresimali, Ve-

nezia 1798. Deani, Quaresimale, Brescia 1825. Buffa, Prediche quaresimali ele-

predicatore apstolico. Nel voi. Vili, p. 236 ragionai delle prediche e discorsi

come
duti
il

del

modo cui

si

recitano nelle

Caprive-

Milano i833. Quaresimale formalo dalle prediche più scelte de' mizioni sagre,
gliori autori sagri italiani,

pelle pontificie (F.),
p.

dopo che

li

ha
,

Parma 8441

PREDICATORE.
Ponlificiae

V. Predica.

maestro del s. palazzo. Che mentre il predicatore o sermonatore dopo avere alquanto orato verso l'altare, genuflesso recita
1'

PREDICATORE APOSTOLICO.
Aulae Orator, Concionator
Palata apostolici. Religioso dell'esemplare e benemerito ordine de' Cappuccini ( Fedi, avendone parlalo pure in altri luoghi, come nel voi. XXVI, p. 168 e 169), che predica nell'avvento e nella quaresima nell'aula pontificia al più venerando consesso, cioè al sommo Pontefice, al

Ave Maria
s.

(

nel qual

tempo tutti debbono do il Ceremoniale di
dai Mazzieri (V.)
si

gemi/lettere, secon-

romana
la

chiesa),

chiude
la

porta che

conduce

al presbiterio e

ninno può enpredica o re-

trarvi né sortirvi

durante

citazione del discorso o

bre (F-)

,

in

Orazione funemodo che venendo un car-

dinale in detto

tempo si

trattiene fuori fi-

sagro collegio de'cardinali,

ai ve-

scovi, ai prelati e

ad
il
,

altri notabili

perso-

noal termine. Della domanda chel'oratore fa ai piedi del Papa, dopo il vangelo, della

naggi.
del

Lo nomina

Papa con

biglietto

benedizione e dell'indulgenza(non nelle

maggiordomo

scegliendolo fra' più

cappelledell' Ascensione e dell'Assunta, a

dotti e facondi oratori di cui l'encomia-

cagione della solenne benedizione); con

lo ordine è doviziosamente fornito.

Fa

quale formola

la

promulga (ricevendola

parte della famiglia nobile pontificia, ed

dal ceremoniere)

dopocheha terminato
discorso,

ha luogo

nella

Cappella papale tra' proil

(va notato che l'oratore nell'incominciare la predica o
il

curatori degli ordini regolari e

Con-

nominando
anche
a p.

il

fessore dellafamiglia pontificia ( V'.). Dal
palazzo apostolico ha l'uso della carrozza
detta frullone, la dispensa delle medaglie

Papa

si

scuopreil capo e genuflette verso

di lui), della quale parlai
(e nel voi.

248

XXXIV,

p.

278 per

l'antica

d'argento, e riceve mensili scudi 4$, facendo l'ordinaria residenza nel convento de' cappuccini di

formola); dell'indulgenza che egualmente
si

concede quando non ha luogo
il

la

pre-

Roma. L'onorevole
da
illu-

dica osermone,pubblicandola
te, lo
si

celebran-

e distinto uffizio fu disimpegnato
stri soggetti

che

rilevai

pure a

p.

253, la quale

che risplenderono per profonda scienza , per maschia eloquenza ,
per vivo zelo nell'apostolico ministero e

domanda
la

dal 2. ceremoniere, ed alil

lora

pubblica

celebrante prima di
s.

dire

l'è vangelo

di

Giovanni

colla for-

PRE
mola che trova posta nel messale. Assente il Papa, il ceremoniere conduce l'oratore avanti
bacia
l' il

PRE
gli

75

mcntreincappella pontificiaal Papa ealla gerarchia ecclesiastica, con lui rappresentante laChiesa, è in osservanza l'antico
di predicare in latino. Ma Zeno, Leti. p.423, contraddice l'opinione di Fontanini, solo accorda che ciò sia seguito
l'ito

celebrante e genuflesso
gli

anello,

chiede

la

benedizione

e l'indulgenza (già concessa dal Papa), e

t.2,

cominciando la predica non genuflette nominandoil Papa. Dell'antichissimo uso eli fare prediche e sermoni in latino nella

al più,

in appresso,

prima del secolo XIII, ma non dimostrando che è stata semla

cappella pontificia sopra l'evangelo cor,

pre usata

predicazione in volgare nel-

ed a chi spettava nominarne gli oratori. Che anticamente predicavano e
rente

le chiese di città e di

campagna, poiché
dalla Chiesa, che
al

non
anco
la

fu
le

mai prescritto

sermocinavano que' medesimi che celecardinali i bravano la messa, Papi, vescovi, prelati; e ciò anche descrivendo a Cappelle pontificie e cardinalizie, individualmente le funzioni d' ognuna, ove raccolsi altre speciali erudizioni, oltre il di più che notai descrivendo le corporazioni religiose e collegi cui appartengono quelli che predicano o sermoneggiano. Se il Papa legge Y Omelia (V^
i i

prediche fossero latine

pari del-

,

sagra ufficiatura e della liturgia. Nel
spetta sermoneggiare, dissi di
la

i

più volte citato luogo e articolo, rimar-

cando a chi

quali discorsi se ne fa

stampa

(al

pre-

sente, mentre prima se ne stampavano

un maggiore numero, come

notai ai

ri-

i

spettivi luoghi) e la dispensa alla porta

della cappella pontificia e della

camera

de' paramenti al termine della funzione
n chi vi
ri,

dopo

il

vangelo,

il

cardinal vescovo assi-

ha luogo, compresi

i

ceremonicumilia

stenle pubblica l'indulgenza.

Che
,

sebbe-

oltre

un esemplare

pel loro archivio
si

ne ora

in cappella pontificia si

predichi
vi

per

la collezione, e

e sermoneggi in idioma latino

sono

al Pontefice.

esempi che

fu fatto in altre lingue, spieil

3i5
nali

dissi

quello che Finalmente nelle dei sermoni recitali
ai
1

p.
ai

3o2 e
cardi-

gando perchè

predicatore apostolico

che intervenivano

pranzi del gio.°

soltanto predica in italiano.

Come

della

vedì e venerdì santo, nel
liano, nel 2.
pi in latino,
la

lingua italiana parlai a Italia ed a Lin-

gua, a questa ultima ed a Lazio discorsi

udirono dietro

giorno in itache talora i Pabussola. A Orazio-

della latina, dichiarandola propria del-

Chiesa e del Papa, perciò esso udire le prediche in latino, stando dietro una busla

ne per l'elezione de'Pontefici, ed Orazione funebre pei Papi, parlai di chi le

pronunzia e
stina
:

sola

privatamente quando

leascoltr. in

i-

a

il modo, come di chi li deFunerali delle orazioni pei so-

taliano; inoltre a Lingua ragionai della

vrani e

altri principi

defunti recitale nel-

celebrazione de'divini

che non s'intende da tutti si può vedereLiturgia (nel voi. 9, p. 3 degli Annali deluffizi in

latino

la pontificia cappella.

A

Maestro del
le
si

s.

:

palazzo apostolico descrissi
gati vee autorità, nella quale

sue prero-

compren-

le

scienze

relìg. serie 2.
siili'

a

vi è

l'importan-

te

Ragionamento

uso della lingua

latina, di Rari). Fontanini,
ital. p.

Eloquenza

268, rese ragione per cui
le

pa ascolta
rito di

il Paprediche del predicatore a-

postolico in sito nascosto, dicendo che
volgare,

il

predicareinchiesainlatinoenonin
si

approvazione delle prediche, sermoni e orazioni funebri che si dicono nella cappella pontificia; che prima nominava soggetti che dovevano pronunziarli, quali potea ri prendere pubblicamente se lo merita va no eziandio presente il Papa; parlai di sua origine sotla revisione e
i

de

cini e in

mantenne sino ai secoli a noi vidurava ancora (su di che può vedersi quanto ho notato a Predica);

to

Onorio

III

che

l'incaricò di predicare

Roma

e catechizzare la fa miglia pontificia e quelle de'

cardinali e prelati,

mentre questi

76

PUE
e vi
za; e

PRE
hanno da
li

erano a trattare col Pontefice gli affari; quindi istituite da Paolo IV le prediche dell'avvento e di quaresima nel palazzo
apostolico,
il

stare con cappa paonazla predi-

venerdì di marzo dopo
cala in
s.

ca

il

Papa

s.

Pietro

,

accompa-

maestro del

s.

palazzo con-

gnato dal

collegio.
farsi

temporaneamente

fece altrettanto, nel
,

mente Vili
va
in

Usava ancora Clesermoneggiare in cap-

Quirinale nella Cappella paolina

nel

Vaticano nella Cappella segreta di Gregorio XIII o sala contigua; affermandolo il de Luca, Rom. Cur. relat. par. 2, disc. 8, n.° 8, ed il Catalano, De Magistro
s.

il sermone sedeuno sgancilo nella porta della cappella, ma in luogo che il Papa noi vedesse,

pella la sera; chi faceva

ed

i

cardinali sedevano intorno al predi-

catore ne' soliti sgabelli d'appoggio, stan-

pal.ap. p. 16. Aumentate poi ledi lui incombenze, si fece supplire dal p. compagno, il quale tuttora l' eseguisce , venendo anche stabilito, che il medesimo
catechistica per le

do con
li

l'abito di cardinale.

Ma fuori della

cappella ordinariamente quelli sermoni

facevano
le

i

predicatori che predicavano

per

chiese di

Roma, che in questo mola

facesse ai famigliari palatini l'istruzione

do

la

Santità sua veni va a sentire

mag-

nerali
p.

,

di

che

feci

annue comunioni geparola nel voi. XLI,

gior parte di loro, e se trovava de' predicatori valenti, che
li

dessero gusto, da-

292.
L'origine delle prediche nell'avvento

va loro delle pensioni, e alcuni ne faceva vescovi. Sermoneggiavano alcune volte
i

e nella quaresima nell'aula pontificia risale a Paolo IV deli 555, riportando il
p. Carrara, Storia di Paolo IV, t. 2, p. 5oi. » Nel palazzo apostolico introdusse una novità, cioè un predicatore, di-

signori cardinali

Tarugi

,

Baronio,

Bellarmino, Antonianie Monopoli (Marzali), e assistevano

sempre a

questi ser-

moni
cune

tutti

li

cardinali di palazzo, che al-

volte furono al

numero di 10 ".Del
le chiese

nanzi a cui
prelati di

si

radunassero

i

cardinali e

frequente sermoneggiare per

Roma, e che lorodovessespieed inculcare
le

dai cardinali nell'anno santo 1600, parla

gare

le verità,

massime
,

convenienti al loro stato. Novità che se
allora fece strepito

slini,

pure Ricci De giubilei , p. 116. Se77 maestro di camera, stampato
, i

so pel continuato uso

come odiosa adescome decorosa e

giusta pacificamente viene praticata.

Ma

che cardinali usavano la cappa paonazza a tutte leprediche che si fanno nel palazzo apostolinel i634, cap. 12, dice
co,

predicava anch'egli
ti

ai cardinali e prela-

come

in altre chiese,

ne'concistori, nelle congregazioni e in
:

ste solenni.

tranne nelle feAggiungerò, che se ha luo-

altri incontri

clesiastica gerarchia ".

Riforma, riforma all'ecAggiungequesta

go la predica ne' venerdì di marzo dopo cardinali incedono Pasqua in questi
,
i

testimonianza dell'altro storico Caracciolo
:

in vesti e tutto altro rosso

,

bensì colla
ce-

Palatinas concìones instituitquas

cappa paonazza. Gabriele Chiabrera,
lebre poeta di

audiebat clanculum, inclusus lignea ceU lula. Lunadoro , Relazione della corte di Roma, edizione del 1646, a p. 121 ri-

Savona morto
si

scrive nella propria vita e

1637, gloria, che
nel

Ordinariamente l'avvento e la quaresima una volta la settimana si predica innanzi al Papa Clemente Vili. La Santità sua sia in una bussola dove non ù veduta da nessuno, nella propria stanferisce: »

da Urbano Vili fu ammesso nella bussola ad ascoltare con lui tutta la predica, ed il Giustiniani, Lett. memorabili t. 3, p. 247> lo conferma. Questa bussola
è di noce con grata o gelosia simile e ten-

dine di seta rossa: chi
pa, lo
1

vi

ammette

il

Pa-

ca, dov'è

il

predicatore che sta in pulpi-

dissi ne' voi. al

tetto all' ordinario. Li signori cardinali

54, insieme

Vili, p. 273, IX, p. modocui v'incedono chi
n.°

seggono per ordine come

in concistoro,

vi

ha luogo. Nel

5574

del

Diario

,

PRE
di Rornai'j53
si

PRE
GiacomoIII
la

77
si

legge, che

sta dell'

Immacolata Concezione
la

cele-

re cattolico d'Inghilterra ascoltò

pre-

bra nel mercoledì,
sce al venerdì.

predica
di
,

si

trasferi-

dica dell'avvento dietro una bussola, co-

La predica
i

quaresima*
in

me

Benedetto

XIV

in altra, nel palaz-

ha luogo
si

in tutti

venerdì

vece di
en-

zo Quirinale.

quella del venerdì santo perla Passione,
fa
il

La

predica dell' avvento e della quasi

martedì santo. Beuché non
si

sia

Palazzo Faticano o Palazzo Quirinale [F.) ove abita il Papa,
resima
fa nel

trata laquaresitna,

fa la

predica ali.°

nella sala del concistoro se nel Vaticano,

venerdì di marzo, e nel venerdì posteriore alla Passione quando é ancora nel

nella

2/ camera

della
)

gran galleria
si

(co-

me
il

in

dicembre 1839
il

o in altra se nel
colloca

mese di marzo. Se la festa di s. Tommaso d'Aquino vienedi venerdì, celebrandosi la
cappella semipapale,
si

Quirinale. Sotto

baldacchino

anticipa
voi.

la

predi-

pulpito nel luogo del trono, baldacchi:

ca nel mercoledì. Notai nel

no che prima si levava per la predica rimpeUo vi è sempre il Crocefisso} da un lato la bussola ove siede il Papa, col maggiordomo e maestro di camera su due sgabelli. In un quadrato di banchi siedono cardinali per ordine. Dietroal quai

le ne' tre lati

sono banchi pei vescovi
in cappella

prelati, capi degli ordini religiosi e altri
, compresi camera segreta ecclepossono intervenirv anche vesiastica scovi eletti, benché non preconizzati in concistoro; mg. r maestro di camera può

che hanno luogo
gl'individui della
:

che se la cappella di s. venerdì ha luogo la predica, e la cappella si celebra il giorno innanzi, ovvero si canta la sola compieta nello stesso giorno. Vacò la predica a'7 aprilei843 per malattia del predicatore. Neil' avvento i845 vacò una predica e altra fu trasferita, per le due visite che fece a Gregorio XVI l'imperatore delle Russie Nicolò
I.

lX,p. 137, Francesca cade di

i

i

postolico
care,
si

A'27 marzo 1846 «I predicatore adopo l'esordio, sentendosi manpose a sedere e tralasciò di pro-

seguire, essendo debole per indisposizio-

accordare licenza a qualche ecclesiastico
forestiere

che lo desideri,

i

quali restano

in piedi tra la portiera

e la porta in monon essere veduti la quale porta custodisce un bussolante. I cardinali che arrivano cominciata la predica non pos-

do

di

,

ne di stomaco. Gregorio XVI bramando che si ristabilisse bene, non volle che predicasse nelle altre dm: prediche de'3 f marzo e del martedì santo. Di vacanze di predica per impotenza del predicatore apostolico vi sono altri esempi,
di sostituzioni.

sono

più.

entrare nella sala:

si

trattengo-

Leggo

nel n.°

come 2002 dei

no con un ceremoniere
grestia se al Quirinale.
le

nella cappella se-

Diari di
vi

Roma
mg/

1794, che per indisposi-

greta del Papa se al Vaticano, nella sa-

zione del predicatore apostolico, Pio

VI
che

Un

cardinale vol-

surrogò

Cristiani sagrista

,

entrare alla predica benché cominciail

ta;

predicatore

si

trattenne dal prose-

guire finché non fu seduto. Altro bussolante sta in piedi vicino
al

ammalandosi (n.° 2006), avendolo fatto al Papa nella slessa mattina che dovea predicare, Pio VI con una carrozza
sapere
fece subito prendere
ti
il

pulpito, metil

p.

Luigi Costagus.

te e leva la tavoletta ove siede

predi-

agostiniano e predicatore in
il

Agosti-

catore apostolico.

Il

laico

cappuccino del

no,

quale supplì egregiamente, anche

predicatore, sta in piedi alla destra del
pulpito.

una

2. "volta (n.°

2008). Ristabilitosi
la

mg/
(

La

predica dell'avvento ha luo-

sagrista, pronunziò

4-' predica

n.

go ne'mercoledì , ma nelle due settimane, nelle quali cadono le feste di s. Lucia

edis.

Tommaso, in questi giorni, purla fe-

20 io), quindi ne recitò altre 3, con che compì il corso quaresimale ( n.° 2012 , 201 4)- I giorni della predica sono indicati uell'opuscolo

ché uou vengano di domenica. Se

annuale, di cui fecipa-

78
rola nel voi.

PRE
IX,
p.

PRE
:

avviene variazione, il prefetto delle ceremonie eoa «ìschedula ne avverte il predicatore, il sase

i3s

che consegna al compagno. All'arrivo del

Papa

il

predicatore s'inginocchio, bacia

il

piede e

gro collegio e gli altri, ed eccone un esempio. Monitum. Concio inPalatio aposlolico quae tempore Advenlus in libello notatiti'

benedizione dicendo :Jube Donine benedicere. condotto
la

domanda

E

quindi dal ceremoniere

al

pulpito

,

nel

habenda

die o.? mensis de-

quale asceso, genuflette primaal Crocefisso, poi verso il Papa, senza il saluto in giro
ai cardinali. Alzati gli
il

cembris fer.

4 hoc anno

habebilur die

occhi al cielo

si

fa

3o novembris, in quam inciditfestum s. Andrene apostoli. Allorché vacala predica
il

segno della croce e quindi recita ingi nocchio V Ave Maria: siede e comincia
la la
il

disintimo lo
al

fa

mg. r maestro dica-

predica senz'altro genuflessione.

Dopo

mera

prefetto delle ceremonie,

come

prima parie avvisa

all'eccelso uditorio

notai nel voi.

XLI,

p. i/f-i,
i

il

quale con
predica-

ischedula stampata avvisa
chi altri
vi

cardinali e
il

hanno

luogo, ed

tore se l'impedimento proviene dal Papa.

giorno della predica futura e l'ora quando debba variarsi. Finita la predica il medesimo ceremoniere conduce il predicatore dove sorte il Papa dalla bussola e
genuflesso
gli

Eccone un esempio. Monitum. Die

bacia

il

piede.

Avantiedosi

7 aprilis feria 3." majoris hebdomadae, vacabit concio in Palatio apostolico.

po

le

predicazioni dell'avvento e di quail

resima

predicatore apostolico

reca

Joseph de Ligne apost. cacrem. praefectus. Se il Papa è assente da Roma, come quando Pio VI nel 1 782 andò a Vienna, ovvero è incomodato, la predica ha luogo e nel palazzo di ordinaria residenza,

come

la visita della basilica Vaticana nei venerdì di marzo. In questo caso il pre-

ad ossequiare il Papa. Prima di produrre un elenco di quei predicatori apostolici che mi fu dato rinvenire nelle mie studiose ricerche, dopo V istituzione dell'uffizio, parlerò di due più antichi. Leggo in Benoffi, Storia minoritica, p. 1 66, che Martino V nel 422
1

ceremonie domanda al cardinale più anziano il permesso di fare incominciare la predica. Allora un ceremoniere conduce nella sala il predicatofetto delle

volle predicatore apostolico

il

sanese

fr.

Antonio da Massa de'minorij dotto predicatore, già suo nunzio apostolico in
Costantinopoli, indi nel \lp-Z lo desti-

re apostolico senza

domandare
,

e pren-

vicario apostolico dell'ordine dei
il

mie

dere
in

la

benedizione pontificia
il

ne
il

altra,

nori francescani,

quale

lo

creò poi gedi

restando

ceremoniere nella sala e siede
predi-

nerale

,

ed

il

Papa vescovo

Massa

tempo
il

della predica. Salito

Populonia. Leggo ne'dueBaldassini, Notizie

catore sul pulpito, genuflette al Crocefisso, fa

saluto ingiroaicardinali edo-

che
si,

il

di Jesi, p. 197, Memorie, p. 2 3 {, ven. fr. Francesco Ripanti di Je-

po la prima parola dice Eininentissinii padri, & prosiegue senza alcuna variazione. Il predicatore apostolico condotto col suo laico dal convento de'cappuccini col

zelante e sapiente predicatore,

mino-

re osservante, fu fatto predicatore apostolico e

procurò presso
riforma
dell'

il

Papa Clemen;

te
I

VII

la

ordine

verso

il

frullone

al pontificio

palazzo,

si

trattie,

534

passò nell'ordine de'cappuccini, ne

ne in qualche cappella o sagrestia ovvero in una camera, nella quale il credenziere segreto del
ta
,

Papa lo serve di

cioccola-

cade o altro che desideri. L' ultimo ceremoniere a ora della predica lo va n

divenne generale e mori santamenle nel i549- * n ceile Notizie bibliografiche troPrediche vai di un Mautini o Manlini dette nel palazzo apostolico, Roma 532.
:

1

II

prendere e
il

Io

porla presso

la

bussola ove
il

gran Papa s. l'io V amando la compagnia di Gesù, come si badai suoi storici,

Papa

l'ascolta, levandosi

mantello

dopo averle

affidato la penitenzie-

PRE
ria Vaticana, decretò
il

PRE
che fosse gesuita
:

79

Dini prefello delle ceremonie pontificie,
vi

predicatore apostolico

fu
p.

il

primo

il

sono
Il

le

notizie di alcuni predicatori

p.
le

Benedetto Palmij poi il

Emmanue-

ringraziati coli* assegno di scudi sei al

Sa; quindi
di

il

p.

Alfonso Salmerong\k
p. Fran-

mese.

p.

Gio. Paolo Oliva genovese

compagno

s.

Ignazio e teologo di Pao-

fu predicatore apostolico d' Innocenzo

lo III al concilio di

Trento; indi

il

cesco Toledo

(Z^.)

celebre predicatore e

profondo teologo, egualmente nominalo da s, Pio V, confermato dal successore Gregorio XIII come suo predicatore ordinario nel pontificio palazzo,
serlo ne'pon tifica ti di Sisto

X, Alessandro VII, Clemente IX e ClementeX, avendoritenuto l'impiego benché assunto al generalato neh 644 e '° fu sino alla morte avvenuta a'26 novembre 168 1, lasciando palazzo apostolico,
lumi. Di
pos. S. J.
lui
:

Prediche delle nel
tre

come
,

di-

Roma 1670

vo-

ce Novaes, e continuò con plauso ad es-

V

Urbano

script. S. /.,

parlano Alegambe, Bill, e Galeoti, Imagines prae-

VII, Gregorio XIV, Innocenzo IX e Cle-

A

Innocenzo Xdissich'erasuo
di

mente Vili, dimorando
Vili che nel i593

nel palazzo apo-

confessore e che lo dispose a ben morire; a

stolico, confessore eziandio di

lo creò cardinale,

Clemente ed

Pranzo che predicò a quello

A-

lessandro VII e della regina Cristina. Pel

alle biografie riportole notizie de'predi-

calori apostolici elevati a

sublime gra-

conclave del 1676 per morte di Clemente ed elezione d'Innocenzo Xi", fu fat-

X

do. Altro predicatore apostolico di Cle-

to confessore del

s.

collegio

il

p.

Bona-

mente Vili fu
di
,

il

domenicano

p.

Bran252.

ventura da Recanali cappuccino e predicatore apostolico, del quale sono ìePrc-

di cui parlai nel voi.

XIX,

p.

Indi fu celebre predicatore del palazzo

diche dette nel palazzo apostolico
nezia 1709. Innocenzo

Anselmo Manali cappuccino che neli6o4 Clemente Vili elevò
apostolico
fi*.

chiarò

fr.

Tommaso

M

XI
3

, Ve1688 diFerrari dome-

nel

al carditialato.il
fizio
fi*.

Papa

gli sostituì nell'uf-

nicano maestro del
talano a p.

s.

palazzo

e predi-

Pietro della

Madonna della
,

Pe-

catore apostolico, onde di
i
:

lui scrisse

Ca-

gna carmelitano spagnuolo poi confessore di Leone XI che assistè in morte. Il p. Girolamo da Narni cappuccino e
celebre predicatore apostolico
,

6 Romani evocatus ab Inpalatii, et conscilicct

nocentio

XI magisler s.
et

cionalor palalii apostolici, anno

contri-

1688
tificem

conslilutus juit ... e che, ut Poti,

buì a persuadere Gregorio
tuire la mirabile

XV

ad

isti-

purpuratos patres suis con-

bano Vili

aglii

i

Propaganda fide. Urgiugno 1629 fece prefr.

cionibus mirifica Spirilus sancii unctio-

ne perfusis per quadragesimalis temporis
rit.

dicalore apostolico

Nicola Riccardi

maestro del s. palazzo, morto nel i63g a'3o maggio e lodato da Fontana, Syllabus rnagistr. p. 1 6 1 e da Catalano, De magislro, p. 16. Racconta il diarista Gigli, che nel i643 era predicatore aposto,

curriculum in admirationem rapueInnocenzo XII nel Gq 1) cieò Ferra1

Questo Papa avendo Ietto il Quaresimale lìti p. Paolo Segneri gesuita, stampato in Firenze nel 1679, per
ri cardinale.
la

splendida riputazione che gli procacVaticano, e
predicò nel 1692. In mezzo corte pontificia ed ai più distinti
vi
il

lico

il

p. (Luigi)

Albrizio gesuita,

il

qua-

ciò, desiderò di sentirlo nel

le fu

una

privato dell'uffizio, per aver delto sentenza che sembrava favorire le
faceva al

Segneri
alla

domande che allora
ca di

Papa

il

du-

dignitari ecclesiastici,

religioso conser-

Parma

(F.). Di questo religioso

le

sue abitudini semplici e modeste,

postolico,

abbiamo: Prediche falle nel palazzo aRoma e Venezia due volumi. Nell'appendice al t. 2 de' Diari di mg. r

ed occupossi indefessamente alle curedel suo apostolico ministero. Inoltre
lo fece
il

Papa

suo teologo, e morì nel 1694, in

,

80

PRE
di

PRE
uso de'predicatori apostolici successori,
i

cui a Napoli furono stampale le sue Pre-

diche dette nel palazzzo apostolico. In-

quali perciò sogliono recarvisi nella sta-

moto-proprio elesse prefr. Francesco M." Casini d'Arezzo rinomato oratore, lo che
dicatoreapostolico
riuscì di tanta soddisfazione del
s.

nocenzo XII

gione estiva, diche trovo testimonianza

anco

in Falaschi, eccl.

sebbene non

esatto,

Ge-

colle-

gio,

che nominò due cardinali a ringrail

ziare

Papa per

bella scelta,

come no-

p.ioi,del Predicatore apostolico. Il Novaes nella Stor. de' Pont., 1. 1 3, p. 264, narra, che avendo Clemente XII voluto che lo assistesse in morte, con
apostolica libertà
a pentirsi di
fr. Bonaventura l'esortò qualunque difetto che avesse potuto commettere nel supremo pontificato. Rispose il Papa: che per tal motivo non avea di che dolersi, mentre per quello che si ricordava, avea sempre pro-

rarchia

tai alla

sua biografia, mentre a Confeslo fu d'In-

sore del Papa registrai come

nocenzo XII. Continuando col successore Clemente XI l'apostolico ministero, a questi tanto piacque che in premio di sua dottrina e zelo, a'3o gennaio 17 i3
,

Io creò cardinale, facendolo proseguire a predicare nella quaresima (ino all'av-

curato di amministrarlo
bile.

il

meglio
che

possi-

E ripigliando

il

religioso,

il

Pon-

vento seguente, dopo il quale cessò dal cospicuo incarico che avea esercitato i5 anni: di lui si hanno, Prediche dette nel palazzo apostolico, Milano 1714» *• 3,

tefice

sione,

può essere reo di qualche ommisClemente XII lo assicurò, che nepdi coscienla se de
1

pure di questo sentiva rimorso
za.

Nel conclave del
tal

74°

per

va-

1722,
certe
sini

t.

4> Venezia 1724,
il

t.

3. Lessi in

memorie mss. che

cardinal Ca-

predicava sul pulpito coperto d' un

Bonaventura, benché non decorato della porpora, con raro esempio ebbe 9 voti pel pontificato,
cante di

Papa,

il

p.

cielo

paonazzo con frangie d'oro, ed
si

alla

come rimarcai
to

in diversi luoghi: l'elet-

scaletta per ascendervi

fece

un para-

petto.

Qui noterò che

nelle citate Noli-

zie bibliografiche trovai di
le
:

un Pietro Fal-

Prediche dette nel palazzo aposto-

lico,

Venezia 1713. Rilevo dal diarista Cecconi, Roma sacra, p. 63g, che Clefece

Benedetto XIV subito lo creò arcivescovo di Ferrara (F.) , dopo che avea per 22 anni disimpegnato il predicatorato apostolico onde avea domandato d' esserne esouerato per riposo. Del p.
,

mente XI

dopo
il

il

precedente, pre-

dicatore apostolico

p. Pellegrini della
1

missione. Innocenzo XIII nel

721

di-

chiarò predicatore apostolico

fr.

Bona-

cino

ventura Barberini da Ferrara cappucche divenne generale del suo ordine. Racconta Petrilli, Memorie Prene,

Barberini vi sono le Prediche dette al palazzo apostolico, Venezia 17 52 tre tomi. Benedetto XIV gli die in successore fr. Michelangelo Franceschi da Reggio, lodato dalCatalano citato: quindi colla bolla 7 5, Inclytum fratrum minorimi,
de'2
1 ,

marzo 1743,
perpetuo

Bull. Bened.
1'

XIV,

t.

in

stabilì

onorevolissimo

sline, p.

272, che

il

p.

Bonaventura per

molti anni nella stagione di estatesi portò nel convento de' cappuccini di Palestrina e procurò delle somministrazioni,

uffizio di predicatore apostolico neh' ordine de' cappuccini, imperocché, dice il

dotto Pontefice:

abundal cappuccino-

rum

religio illustribus concioiialoribus

con cui formò una

scelta biblioteca
la

che

donò
e
la

al

convento: ne ampliò
il

fabbri-

et melius in ore cappuccini, quam cujuscuinque alterius sonanl veritales , quac in pulpito,
latis

ca, e restaurò

recinto della clausura,
1

Papae, cardinalibus ,etprae1

chiesa che nel

726

fece

solennemen-

annunciari debent.Neì

j55

lostes-

te consagrare dal cardinal Barberini pro-

so Benedetto
apostolico il
p.

XIV nominò
di quell'

predicatore
n

tettore dell' ordine.

Da

altre

memorie

Francesco Maria da Beropera che
citai

apprendo, chela biblioteca la destinò per

gamo, autore

PRE
Predica. Clemente XIV nel 1773 conferì l'uffizio al p. Giuseppe Maria Luigi
vereto, fatto

PRE
come
il

81

predecessore consulriti,

tore della congregazione de'

morto

da Lugano. Pio VI
p. Pietro

successivamente
1

feil

ce tre predicatori apostolici, nel

786

a'21 aprile 1847, e meritò quell'elogio che è nel n.° 33 del Diario di Roma 1 847;

da Como; neh 791 ranlonio da Parma j neh 79 3

il il

p: Piep.

mentre

nel

n.°5i

si

riporta

la

nomina

Gio-

del regnantePio

IX con bigliettodel mag-

vanni dal Bosco di Lugano. Altrettanti ne nominò Pio VII, nel 1800 il p. Federico das. Giovanni; neh8i7 il p. Giuseppe Mafia da Pesciaj nel 18 19 il p. Lodovico Micara da Frascati. Questo
ultimo,

giordomo, del p.Nazarioda Prato, il quale rinunziò poco dopo. Finalmente lo stes-

Papa ai 25 novembre 1847 scelse a predicatore apostolico l'odierno rmo. p. Lorenzo da Brisighella definitore geneso
rale dell'ordine e consultore della con-

come

dissi alla

sua biografia, fu

pubblicato cardinale da
nella quaresima colla

Leone XII

a'

1

3

gregazione

de'riti.

marzo 1826, continuando a predicare
cappa cardinalizia; quindi gli diede in successore il p. Lorenzo Serafini da Camerata che il s. collegio nel
le

PREDICATORI,

Ordine

religioso.

Così chiamato da Innocenzo
vate nel Chronicon
6.

III,

secondo
gen. p.

antiche tradizioni dell'ordine conser-

Magistrorum

1829

elesse a proprio confessore

del conclave.

Amato daGregorioXVI,

lo

Venne da questo, che Innocenzo HI volendo scrivereas. Domenico ed ai suoi
nelle parti di Tolosa,

volle a confessore nelle villeggiature di

compagni
gli disse
:

chiamae suoi

Castel Gandolfo, da dove il Papa
te
si

piti vol-

to lo scrittore delle lettere apostoliche,

portò a pranzo nel refettorio de'capil

Scrìvi afrate

Domenico

puccini d'Albano, nel quale convento

sodi. Poscia ripensando alquanto, sog-

religioso passava alcuni mesi dell'anno,

giunse:

Mainò

così,

ma scrivi a frale Doinsie-

ammettendolo
correligiosi

alla pontificia

mensa coi

menico, ed a coloro che predicano

da

lui

egualmenteassai amati,
vita.

vantandosi di avere avuto a zio un cap-

puccino di santa

A

Corico

dissi

che
ti-

Gregorio
zo,

XVI

conferì nel

1840 quel

tolo colla dignità vescovile al p.

che morendo nel

1

845» fu

Lorentumulato
il

nella chiesa de'cappuccini di

Roma, con
n.°

quella lapide

marmorea che

riporta

2 delle Notizie del giorno 1 846. Gregorio

XVI

nello stesso

annoi 840 nominò
il

Finalmente considerando ancor meglio, ordinò cne si scrivesse aìMaeslro Domenico e Frati Predicatori. Magistro Dominico et Fratribus Praedicatoribus. Laonde da quel tempo e con tal nome, col quale li nominò Innocenzo III, cominciarono a chiamarsi nella curia romana ed ovunque Frati Predicatori. Approvato da Innocenzo III, indi il successore Onorio III lo confermò, e commise al
lui.

me a

predicatore apostolico
ni

p.

Luigi Petrodei

suo glorioso fondatore

s.

Domenico

{V.),

da Bagnaja procuratore generale cappuccini, come si legge nel n.°35 Diario di Roma 840 de'2 maggio,
1

del

che Dante qualificò « Della fede cristiana il forte atleta » l'istruire nella scienza de'santi le
la

poi

sommità

del sacerdozio e

generale del suo ordine, morto in Viterbo a' 1 4 ottobre 1 845, e sepolto nella
chiesa de' cappuccini con iscrizione in

famiglia pontificia fra le pareti medesime del Palazzo apostolico (F.), e quindi a lui ed all'ordine suo assegnò in
perpetuo
(V.).
1'

marmo riportata nell' Elogiofunebre pronunziato ne' solenni funerali fatti nella chiesa dell' ordine in Roma, dal p. m. Angelo Vincenzo Modena de'predicatori, Roma 1 845. Gregorio XVI elesse predicatore apostolico ilp. Ignazio
vai.
TiV.

uffizio

ed

il

titolo illustre di

Maestro del sacro palazzo apostolico

Non

è poi vero,

come
volle

scrissero al-

cuni, che

Onorio

III

che dalla sua

straordinaria eloquenza apostolica l'or-

da Ro-

dine

si

denominasse ptrcagion d'onore,

6

82
godeva

P
di questo

RE
ti

PRE
un grandissimo numero di
lustri

l'ordine de jroti predicatori, mentre già

martiri, di sanil-

nome del

nome. Tultavolta dal santo istitutore Domenico, Doi

e sante, con moltissimi personaggi

per nascila

,

per dottrina e per

le

menicani eziandio si appellano religiosi die professano la di lui regola, non che Domenicane le religiose o monache al
addette, de' vari rami venne l'ordinedi viso in diversi tempi colla qualifica di mendicante. Dio suscitò questo celeberrimo e benemerentissimo istituto, quando la Chiesa ne avea bisogno, come il Francescano (P.), e come quello altro miracolo della provvidenza l'ordine de'predicatori si diffuse mirabilmente per tutto il mondo, mostrandosi ovunque sempre sollecito della gloria di Dio e della salute eterna delle anime. Imperocché s. Domenico suo patriarca, divoralo com'era da ardentissimo zelo, non si con tentò di travagliarselo nel campo evangelico, ove tanta zizzania aveva sparso il nemico dell'umanità nelin cui

dignità ecclesiastiche, vescovile, cardinalizia e pontificia
;

si

distinse per meravi-

gliose imprese, a vantaggio della Chiesa e

medesimo ordine

de'popoli; dal suo ceppo derivarono molti

istituti religiosi

d'ambo
i

i

sessi, ospi-

talari

ed equestri, ed
di esso

cui fasti sono re-

gistrati in

lando

voluminose opere.Eaonde parcon venerazione per dovere

istorico in tutto questo

mio Dizionario, qui appresso mi limiterò ad un sunto di quanto lo riguarda, incominciandodall'o-

rigine,colle notizie di alcuna dellesue con-

gregazioni, delle chiese che ha in

co

Ile

missioni ad esse affidale,

Roma, nonché de-

scrivendoilsecondoordineele chiese che Roma posseggono le monache, ed infine dicendo del terz'ordine. E' gloria delin

l'ordine

domenicano

l'essere stato

sem-

l'empia eresia degli albigesi,
versione viene riguardata

la di cui
il

con-

pre uno, senza scisma, senza separazione, senza riforma, ma sempre con la slessa
legislazione, regola e costituzioni per tutti.

come
etl

mag-

giorde'mira coli, per a venie arrestato l'impetuoso torrente;
il

L'ordine è composto

di provincie,

le

ma concepì
i

effettuò

provincie di conventi.

Le regole non obi

generoso disegno cu associare a sé una
quali accopgli esercizi

bligano a peccalo, ed

superiori posso-

schiera di eletti compagni,

piando
gli

della vita monastica asi

sludi delle scienze sacre,

rendessero
difendere

no dispensare intorno alle medesime. Quindi le congregazioni dell'ordine domenicano non sono sfmili a quelle che fors.

abili a predicare l'evangelo, a
la

purità della fede, e a diffondere per tut-

mano speciali corporazioni nell'ordine di Benedetto, ma esse si devono considecome
in sostanza

to quell'incendio di carità, di cui era sim-

rare,

propriamente fu-

bolo
la
,

la fiaccola

portata in bocca dal cadi

gnolino, e veduto in sogno misterioso dal-

rono e sono, alcuni conventi ove si fa uso più parco delle dispense e vita più austera.

madre innanzi

darlo alla luce, che
il

Le congregazioni non hanno mai

partorito incendiava tutto

mondo;sim-

avolo luogo e voce ne'capitoli generali
dell'ordine, né voce attiva per eleggere
il

boloche fu adottato per insegna e stemma dell'ordine. La 15. Vergine Maria ispirò
a
s.

generale.

Domenico

il

felice

pensiero d'istituire

Per

la

visione accennata, gl'illustri e

ad onor suo e
terra la
di cui parlai

propagare per tutta la santa divozione del Rosario (F.),
di

ancora a Corona dìvozio-

nale; divozione che salvò tante volle il popolo cristiano da gravissimi imminenti
disastri, per averne zelato domenicani costantemente l'incremento. L'ordinedei
i

s. Domenico s'impegnarono a curarne l'educazione, quando, esercitando già la virtù, di 6 anni Io consegnarono al dotto e degno zio materno arciprete di Gumiel d'Issan, poco

nobilissimi genitori di

predicatori o domenicani die alla Chiesa

distante dalla comune patria Cala roga o Calaruega della vecchia Casliglia. Profittando de'virtuosi esempi clic riceveva

PRE
e colla sua bella inclinazione a santificarsi,

PRE
am-

divenne segno

agli elogi di chi lo

mirava. Di i4anni fu mandatoalle scuole di

Palenza, dove allora fioriva

la più.

celebre università delle Spagne,

le

quali

poco stante furono trasferite a Salamanca. Fece ivi rapidi avanzamenti nella rettorica, nella filosofia e nella teologia, e

acquistò perfetta conoscenza della scrit-

drone della casa che gli alloggiava. Con chiuso l'affare del matrimonio, il vescovo con s. Domenico tornarono in Ispagna, indi furono rimandati in Francia a prendere la sposa, cui in ve^ce assisterono a'funerali. Allora si determinarono recarsi in Roma, ove narrando a Innocenzo III mali che recavano gli eretici, ottennero licenza di fermarsi in Linguadoca per ati

tura e de'padri; lontano sempre dalle va-

tendere alla conversione degli

eretici,

il

ne allegiezze de'mondani, ed applicato alla pielà e alla mortificazione, *per io
anni
si

Papa limitando
di gravissimi la professava

al

vescovo

lo spazio

di

1 anni. L'eresia degli albigesi minacciava

astenne adatto dall'uso del vino.
la

mali

la

Chiesa, mentre chi
i

Ottenuta nella università
tore, vi spiegò

laurea di dotlode
le

trucidavano

preti, spezzai

con

somma

divine

vano

gli

arredi sacri, convertivano

pa-

scritture: la sua dottrina e la esemplare

ramenti in abiti femminili, e colle armi

sua condotta
ri,

gli procacciarono eslimatoprendendosi cura degli orfani, delle vedove e de'poveri,a favore de'quali vendè
i

commettevano ogni

sorte d'iniquità

(tie

trattai in tanti articoli,

libri e le suppellettili.

Per l'ardente sua
i

ne e nelle biografie norio III e Gregorio IX, per non dire
altri).

come ad Avignod' Innocenzo III, Oin

carità voleva vendere se stesso per ri-

Ritornati

ambedue

Francia
ai

si

scattare

uno schiavo, e piangendo

pec-

unirono nell'apostolico ministero
gati pontificii, ai quali

le-

cali altrui, co'suui efficaci

ragionamenti
ri-

converti a penitenza moltissimi. Conciliatasi coi suoi

s. Domenico, dopo fervide orazioni easprepenitenze,per-

grandi talenti singolare
lo

suase che se volevano ricavarne frutto,

putazione in chi
sultato qual
d'intelletto, e

conosceva, era conpieno di sapienza e

bisognava come

gli apostoli

viaggiare a

uomo

piedi senza fasto, provvisione o denaro,

comedo etlore esperto nelle
Questo concetto
in-

vivere e predicare comeessi, per opporre
ali'

vie della perfezione.

eretica pravità,
s.

1'

umiltà e

la virtù.

dusse

il

proprio vescovo
s.

do ad ammettere
niei regolari di
s.

d'Osma AzebeDomenico tra'cano-

Pel primo

pose in

Domenico* col suo vescovo pratica quanto avea propostoci

Agostino, che nella ri-

forma

del

suo capitolo avea introdotto

nella cattedrale:

appena nel

to entrò in possesso di sua

198 il saliprebenda e
i

che fu poi imitato dai missionari, dai legali, dai vescovi e da altri prelati con felice successo. Dopo qualche tempo s. Do-

menico

restò

come capo
il

e superiore a sola

ne
sa

vesfi l'abito di sottana

nera e rocchet-

stenere tutto

peso della missione:

to, brillò

come un
il

astro novello nella chienella predicazione.

proseguì con vivissimo zelo e invitto coraggio per io anni, espouendo se stesso che anelava di sagrifìcare la vita per Ge-

d'Osma, massime

In breve

nominò
suo

vescovo l'ordinò sacerdote e capo o sottopriore del capitolo.

Intanto re Alfonso
figlio

IX volendo dare

a

sù Cristo, alle insidie e insulti degli eretici che più volte tentarono di trucidarlo.

Ferdinando
il

in isposa la figlia
le trats.

Li attaccava e convinceva colle dispu-

del conte della Marca, destinò per
tative

te

pubbliche e priva te,

Azebedo,

quale condusse seco

vili

li confondeva e avva con islupendi miracoli che per vir-

Domeuico. Giunti a Tolosa capitale della Linguadoca, dove l'eresia degli Albigesi (/'.)
cata,
il

tù divina operava, e cogli scritti pieni di

dottrina e di vittoriose ragioni; ed

il

li-

piìi

che altrove erasi moltipliil

bro da

lui

composto

in difesa delle

ve-

santo potè subito convertire

pa-

rità cattoliche, gittate dai nemici 3 volle

84

PRE

PRE
che educavano le fanciulle a Pro ville. Nel 1207 molte persone di alto lignaggio rinunciarono all'eresia, onde molti Cistcrciensi {V?) ritornarono a Castello, ed
il

nel fuoco, sempre saltò intatto dalle fiamme, siccome avvenne di altro foglio del

santo in cui avea riportato testimonianze scritturali per illuminare l'eretica cecità.

In questo# lempo S.Domenico,

mosso

santo vescovo d'

Osma

alla
egli

sua diocesi.

da lume soprannaturale, dalla tenera divozione per la ss. Vergine oppugnata dagli albigesi, e da fervore per la salute delle anime, pel primo cominciò a predicare
la salutevole divozione del Rosario, spie-

Allora

s.

Domenico, eh'

avea scelto
di

per succedergli nell'incarico
della missione nella

superiore

gando

ai

popoli
le

i

misteri della nostra re-

denzione e

citando il Innumerabili furono peccatori e gli eretici, che con questo efficacissimo mezzo
i

grandezze di Maria, che remedesimo debbonsi meditare.

Linguadoca, e che Innocenzo III nello stesso anno confermò nell'uffizio, fece delle savie regole perla condotta de'missionari chefaticavano insieme con lui. Alcuni scrittori prendono da ciò la data dell'origine dell'ordine dei
la ritardano dopo l'istituzione dell'ordine della milizia di Gesù

predicatori, altri

convertì e illuminò, confermando Iddio

Cristo, di cui parlai nel voi.
1

XXX,

p.

con prodigi quanto
e alla sua

riuscisse accetta. a lui

o5, mentre a

p.

106

descrissi l'ordine
s.

Madre

questa formola di pre-

equestre di Gesù Cristo,
s.

Domenico
si

e

ghiera, dipoi cotanto propagata, quale

Pietro martire.
il

Da questo

fa deriva-

potente rimedio per abbattere l'eresia e

re

terz 'ordine di religiose viventi

ne'mo-

ogni sorte di
Si sentiva
lore,

vizi.
s.

nasteri, o nelle proprie case
trafìtto di

con
i

certi re-

Domenico

do-

golari esercizi per santificare
la vita civile, e di terziari

doveri del-

considerando che

a'figli de'cattolici

mancava il soccorso per avere una buona
ed ucazione, donde a v veni va ch'erano trascurati nella giovinezza, o cadevano in
precettori che

vano
tando

le
s.

che ne osserregole nelle proprie case. Porl'abito de'canonici rela res.

Domenico

golari di

Agostino e seguendone

corrompevano

la

purità

gola, era

sempre acceso d'un vivissimo

de'costumi e della loro fede. Egli cercò
di arrestare
il

desiderio di eccitare lo spirito apostolico
ne'ministri del Signore, lo scandalo d'al-

male dalla sua sorgente,

ed aiutato dalle liberalità di molti vescovi, fondò nel 1206 il monastero di Proville o Provilla, assoggettando le religiose che vi si ritirarono alla regola di s. Agostino, e diede loro alcune costituzioni
particolari;

cuno de'quali era
l'eresia.

servilo di pretesto al-

Egli sapeva bene che questo spiil

rito

avea per fondamento

disprezzo del

ed un perfetto distaccamento dai beni caduchi. Avvisò quindi che il mezzo
più.

mondo

da alcuni

monastero che fu riguardato domenicane e dei domenicani, e ne parlerò meglio trattando del secondo ordine, il quale dopo l'istila culla delle

certo di riuscirvi era quello d'istituidi

re

un ordine

uomini

religiosi,

i

quali
della

accoppiassero

gli esercizi del ritiro e

contemplazione, allo studio delle scienze
ecclesiastiche, affinchè potessero applicarsi

tuzione dell'ordine de'predicatori
tuito

vi

fu

annoverato, ed ecco perchè sebbene

isti-

alle funzioni della vita pastorale, e spe-

prima è il secondo, essendo il primoquello degli uomini. Quanto alla fondazione del monastero di Proville fu cosa
isolata

cialmente

alla predicazione. Il precipuo suo scopo era di moltiplicare con ciò nella Chiesa predicatori zelanti, quali coi
i

i

per bisogno locale;. perciò

stret-

discorsi ed

esempi fossero

in islato di spar-

tamente ragionando non fu creazione
d'alcun ordine né primo né secondo.
religione

gere

la

luce della fede e di difenderla, di
il

La

accendere
di aiutare

fuoco della divina carità, e
pastori a guarire le piaghe

domenicana cominciò coi frati che predicavano e non con le monache

i

che

il

vizio e l'eresia

avevano

fatto alla

PRE
loro greggia.

PRE
crollasse. Allora
to, gli
il

85
il

Dopo aver fatto lungo tem-

Papa chiamato

san-

po orazione per conoscere la volontà di Dio sopra il suo disegno, lo comunicò ai vescovi di Linguadoca e di Provenza, i
tutfci vi applaudirono e lo pressarono a condurlo ad effetto. Era da tutti stimato degno di essere il padre de'predicalori, come quello che n'era il perfetto

qualj

approvò a voce l'istituto da lui fongli promise di confermarlo, qualora avesse scelto co'suoi religiosi una delle regole approvate dalla Chiesa. Mendato e
trasse amicizia

trovavasi in Roma concon s. Francesco e divenne intima per questa visione. Orando s.
tre
s.

Domenico

modello. Nel 207 invitòa seguirlo quelli che ben conosceva essere animati dal suo spirilo, e 16 si unirono a lui di cui 8 erano francesi, 7 spagnuoli ed uno ini

Domenico una
no
per
in
le

Gesù. Cristo adirato con 3 freccie in

,

sembrò vedere maalto di scagliarle.contro il mondo, grandi scelleraggini che vi si comnotte, gli
si

glese.

Fra questi furongil

fratello

Marco

mettevano, e che

placava

alle

preghie-

o
lo

MamesoMamete (beatificato per equiXVI:
l'altro fratel-

re della B. Vergine, prostrata a lui ed in
atto di presentargli
sco, i quali

pollenza da Gregorio
santità in

Domenico
Il

e Francealla

Antonio sacerdote morì

in

concetto di

avrebbero atteso

cons.

un ospedale,

nel quale erasi de-

versione de' peccatori.

di seguente

dicato al servizio de'poveri), Guglielmo
Clareti,

Domenico detto
tal

lo

spagnuolo
Pietro e

perchè di

nazione,

i

fratelli

Domenico incontrato s. Francesco , che mai avea veduto, Io abbracciò, baciò e gli disse Tu sei il mio compagno , noi
:

Tommaso

Cellani o Sillan di Tolosa che

cederono la propria casa presso portaNarbona, dove il santo fece coi compagni la prima dimora. Di poi nel 12 i5 per ristabilire il suo ordine con l'approvazione della s. Sede, si portò in Roma con fr. Giovanni di Navarra, in compagnia di Folco vescovo di Tolosa che si recava al concilio generale di Laterano IV per
la

faticheremo insieme; stiamo uniti e nessuno ci potrà vincere. Gli narrò quindi la visione, ed i due santi strinsero tra
loro perfetta amicizia e fratellanza, esor-

tando poi

i

rispettivi figli e discepoli

acon-

servarla sempre scambievole e cordiale,

come eseguirono
che notai nel voi. nato s. Domenico
rito ai

e dura ancora al

modo

XXV

I
?

p.

56. Ritor-

condanna
III

degli errori degli albigesi.

Innocenzo
zione,

che governava

la

Chiesa lo

accolse con contrassegui di grande affe-

avendo inteso parlare della sua sanper annunziare
la

in Linguadoca e rifecompagni quanto gli avea detto Innocenzo IH, dopo molte orazioni per intendere da Dio a quale regola si dovessero appiglia re, convennero di abbraccia-

tità e zelo
Il

parola di Dio.
il

re la regola di

s.

Agostino

,

Papa che avea
la

egli stesso scritto

de-

era segnalato nel predicare, e

che pure si vi aggiun-

creto conciliare che ha per oggetto d'in-

sero alcune osservanze

tratte

da quella

culcare

predicazione, per istruire

l'i-

de'premostratensi, con certe costituzioni
particolari.
I

gnoranza e combattere l'eresia, non potè che lodare il divisamente del santo, ma
essendo stato decretato nel concilio, cui
assistette
s.

principali articoli

dano
ligiosi

il

silenzio e di

comannon parlare tra reil

senza licenza del superiore;
e

di-

Domenico, che

in

vece di apsi

giuno dai

4

di

settembre sino a Pasqua;
V uso della lana in
di-

provare nuovi ordini
tanto Innocenzo
III,

religiosi

riformas-

l'astinenza continua dalle carni, fuorché
in caso d'infermità;

serogliesistenti,fece delle difficoltà. Frat-

come avea avuta
s.

vi-

vece del lino, una rigorosa povertà* ed
altre

sione per l'ordine di

Francesco, l'ebbe

molte austerità ed asprezze. Si
i

per

Domenico, e gli sembrò vedere la chiesa del Laterano cadente e s. Domenico reggerla colle spalle affinchè non
s.

spose che

frati

vivessero di limosine,

ma non

fu proibito alle case di avere al-

cuni beni, purché fossero posseduti in co-

86
de'particolari

P.R

E

,

PRE
voti religiosi,

mime. A Comumone ed
riti

a Messa parlai de'domenicani per la
s.

seguitando con

essi

a por-

tar l'abito de'canonici regolari, ch'egli a-

liturgia speciale nella celebrazione del
sacrifizio, oltre

vea ricevuto dal vescovo d'Osma, consistente in sottana nera con sopra
il

un

rito particolare

per

la

roc-

recita dell'uffizio divino, ch'è quella del

chetto,

come apparisce da alcune
quali continuò a
si

antiche

messale di Parigi,

al dire

eziandio del
t.

p.

pitture del santo e de'suoi primi discepoli,
i

Le Bruii,
sert.
1

x\e\V ExpUcatio

missae
s.

4,dis-

mandare

in

di-

5, art. 4. Pei' rendere

più utile l'ordine suo,

Domenico mandò un certo
Maril

verse parti perchè

affaticassero

nella

predicazione.

numero
co o

de'suoi discepoli nellaSpagna, in
se

Disposte così

le cose,

il

santo intrapre-

Portogallo, ed aJParigi col fratello

nuovamente il

viaggio d'Italia, fondan-

Mames, inculcando

loro l'umiltà,

do

disprezzo di se stessi e

la fidanza in

Dio, con

diversi conventi ne'luoghi pei quali passava; e siccome avea risoluto di portarsi poi nell'Africa

cui sarebbero vincitori nella guerra ch'e-

perannunziare

il

van-

rano per sostenere contro
vato e
ria
le

il

forze infernali.
si

mondo depraLa straordinai

gelo agl'infedeli, incaricò del governo dell'ordine

riputazione che

guadagnarono nonell'ordine molti edi

velli religiosi, trasse

ruditi dottori e

uomini
si

grandissimo

merito: ben presto
te altre città di

videro conventi in

Matteo priore del convento quale ebbe il titolo che però finì con lui di abbate generale, sebbene non avendo s. Domenico passato l'Italia, fr. Matteo ese.icitògiurisdizione nella sola
fi*.

di Parigi,

il

Lione, a Montpellier, a Bajona e in molFrancia. Nel 12 16
s.

Dodal

provincia di Francia, di cui mentre era provinciale fondò il convento nella sua
patria,

menico tornò

in

Roma,
s.

ricevuto nel Pa-

lazzo apostolico dì

Sabina

(V .)

Giacomo
nicani

che per essere posto nella via dis. in quel regno derivò ai dome-

nuovo Papa Onorio III con dimostrazioni di

paterna amorevolezza, ed

in esso

ap-

il nome di Jacobins o Giacobini, vocabolo innocentissimo fino al declinar

provò l'ordine de'predicatori colla bolla Religiosam vilam, de'22 dicembre, Bull.

del secolo passato, in cui

mutò

senso e

Rom. t. 3, par. 1 p. 178, che si legge anche'nel bollarlo domenicano. Fu il pri,

divenne segno a fazione quando il locale fu preso dai nuovi pigionali che dichiarai all'articolo
s. Doebbe subito da Onorio r HI la Chiesa di s. Sisto (f .), ove istituì la divozione del s. Rosario per Romn,col-

omonimo. Giunto

mo

s.

Domenico ad obbligatisi, rinnoi

menico

in

Roma

vando solennemente sione nelle mani dello
lo costituì

voti e

la

profes-

stesso

Papa, che

(prima s'intitolava superiore) maestro generale di tutto l'ordine, con fa-

l'abitazione annessa, invitandolo a fon-

darvi un convento.
la

Il

santo perdargliene

ammettere all'abito e alla professione suoi compagni e altri, di eleggerei superiori e gli ufìiziali. Dopo un esito così felice s. Domenico tornò a Tolosa, ed ebcoltà di
i

forma

I'

edificò di

nuovo
i

colle limosi-

ne de'

fedeli, presso

quali

sempre
la

più.

acquistava gran concetto per

predica-

zione e pei strepitosi miracoli, risuscitan-

be laconsolazionédi veder compita la fabbrica del convento di s. Romano in quella città, che fu il primodcll'ordine domenica tio, mediante la diligenza de'suoi frati, il cui numero erasi aumentato, e le liberalità del vescovo, di Tolosa e di Simone contedi Monlfort. Subito si applicò il santo a ristabilir
affari
la
;

do un muratore morto
d'una grotta
ascoltava
la

sotto le rovine

di detta fabbrica,

ed un fanla

ciullo spirato nel

tempo che

madre
ili

sua predica nella chiesa

s.

Marco. Eranvi delle religiose in Roma che non osservavano la Clausura, altre
erano disperse in piccoli monasteri, ed altre vivevano COparenti e amici. A rimediarvi non riuscì Innocenzo III, onde ()•

disciplina regolare egli

domestici

ricevè dai

compagni

i

PRE
norio III diede la cura di questa riforma
a
s.

PRE
polacchi
i

87

Domenico,
il

il

tenne

concorso

di

quale per riuscirvi ot3 cardinali, Conti poi

s. Giacinto e s. Ceslao, e mutò l'abito di canonico regolare in quello che

Gregorio IX, Romanis e Stefano Ceccano. Trovò molte difficoltà nelle monache di s. Maria nella regione di Trastevere, ma colle sue maniere le persuase a passare con altre religiose nello slesso suo convento di s. Sisto e le obbligò tutte a "vivere in perpetua clausura, adottando esse la sua regola. Essendo stato il convento di s. Sisto ceduto alle religiose, Ouorio III die a s. Domenico la Chiesa di
s.

ora usano domenicani, perchè la B. Vergine apparve a Reginaldo canonico d'Orleans

gravemente infermo,

l'esortò a en-

trare nell'ordine de'predica tori, mostrandogli l'abito che

avrebbedovuto portare,
farsi religioso.
la sola
il

ed
I

in fatti Io

assunse nel

laici

o exinversi portano
la

bianca;

cappa,

lo

scapolare e

tonaca cappuc-

Sabina (Jr-), con una parte del contiguo palazzo apostolico per abitazione dei
per
le

il p. Malvenda negli Annali dell'ordine p. 214, che la tonaca e la cappa già si usavano dai domenicani prima della visione di Reginaldo, e che la B. Vergine aggiunse il solo scapo-

cio sono neri. Nota,

frali e

scuole palatine che loro

af-

lare bianco.
2-,

11

p.

Flaminio, Istoria
la

lib.

fidò,

come

narrai a Lettori del sacro

spiega

il

significato dell'abito:

to-

palazzo. Indi per quanto riportai ne'vol.

Vili, p. 236, XLI, p. 20 1, ed a Predicatore apostolico, in questa pontificia residenza e nel 12 18 Onorio 111 istituì l'onorifico e autorevole uflìziodi Maestro

naca bianca significa la purità delìammo che deve avere chi la porta; la cappa nera essere

simbolo

di pianto, di

penitenza
I

e di macerazione della carne.
di

religiosi

Spagna

e Portogallo portarono

cappe
nere.
i

del

s.

palazzo apostolico , nominò

pel

1

bigie fino al generalato del p. Marziale

s. Domenico e lo stabili in perpetuo nel suo ordine che tuttora n'è in possesso. Dice Novaes, che i predicatori nel convento di s. Sabina nel 1219 mutarono l'abito in quello che presentemente por-

Auribel, die
In questo

gli

obbligò ad usare
s.

le

tempo

Domenico

inviò

suoi religiosi in Polonia per istabilirvi

il

suo istituto. Terminati gli affari pei quali il santo erasi portato in Pioma, ne partì
a piedi per passare nella Spagna, e nel viaggio si trattenne alcuni giorni in Bologna nel convento
di
scareila del suo ordine; quindi
s.

Bonanni, Catalogo degli or86 ne riporta la figura e dice: Hanno questi religiosi la veste o tonaca, la pazienza o scapolare e cappucciotondo e largo, tutto bianco, e fuori di con venloassumono inoltre una cappa netano.
Il

p.

dini

rei.

a p.

Romano

di

Maria della Mada quello Tolosa giunto in lspadi
s.

gna, visitò i conventi fondati dai suoi compagni, ed egli stesso ne eresse degli
altri,

ra più corta della veste con

altro capla

puccio simile. La qual veste
gine prescrisse
al

B. Verfi*.

come

ven. maestro
il

Regi-

naldo, alFennando'10 anche
zioni, dist. i,cap.
la

p.

generale
costitii'

Segovia e Madrid. Recatosi poscia a Parigi, inviò diversi religiosi in molte città di Francia, come in Avignone,
in

Bandelio, ne Commentari delle
1

ed anche nella Scozia a richiesta
Alessandro
II,

di

re

5.

Aggiungerò che
abiti è di scotto

per predicarvi e fondarvi
altri

materia di lana di
saia,

tali

conventi; mentre

ne fondò poi

egli

o

usando
il

calze

bianche e cappello

ecclesiastico: dal cingolo di cuoio tengo-

no appeso

rosario.

A Mozzetta e Man-

medesimo tanto in quel regno, che ad A sti e a Bergamo in Italia, dove essendo ritornato si fermò per qualche tempo a
Bologna co'suoi
a
s.

telletta parlai degli abiti de'cardinali e vescovi domenicani. Gli storici dell'ordine narrano ches. Domenico indetto convento ricevè diversi discepoli, fra'quali
i

religiosi

ch'erano passati

Nicolò delle Vigne, così detto dai ter-

reni adiacenti, di cui è superstite
pella,

una capimperocché per cessione del suolo

88
fatta dagli

PRE
via,
i

PRE
Bosnia e Servia, e soffrì il martirio con 90 religiosi del suo ordine. Ne man-

Andolò o Carbonesi al b. Reginaldo, fu eretto l'attuale tempio dal 1 2 g al 22 i In Bologna ricevè la pro1
.

fessione di altri religiosi, altri ne inviò a

predicare e fondar conventi nella Toscana, in Lombardia, nella Catalogna. Per

dò ancora in Irlanda, ne'paesi del Nord, come inlsvezia(di recente GregorioXVI riconobbe il culto del b. Enrico Susone
svedese) e Norvegia, nella Grecia, nella

Firenze
fici,

si

recò a Viterbo ov'era

Onorio
suoi uf-

Palestina e in altri luoghi di Levante, in

111, indi in

Roma
di

a riprendervi

i

Marocco: i3 domenicani
to edificare conventi

diretti

da

fr.

dopo

avere da per tutto colle sue

Gilberto andati inInghilterra,aveano fat-

orazioni ottenuto da
ivi

Dio molti

prodigi;

aCantorbery, a Lonin

rivide l'amato S.Francesco. Nel
u
il

1220

dra, a Oxford.

Il

fondatore passò

Ve-

tornò inBologna percelebrarvi nellaPenlecoste
i.
i

nezia per abboccarsi col legato cardinal

capitolo generale, a cui infrati d'Italia, di

Conti, e dopo

il

giro di alcune città tornò

tervennero
di
gi

Francia e

Spagna. Vi furono stabilite diverse legconducenti all'osservanza della regola,

un angelo Io avvertì che presto avrebbe ricevuto il premio in paradiso, onde egli disse ad alcuni che
a Bologna; quivi

alla disciplina e al

crescente ordine.

ordinalo che in

buon ordinamentodel Quanto alla povertà fu avvenire non si riceves-

morirebbe prima della festa dell'Assunta. Caduto gravemente infermo negli ultimi di luglio 1221 nel convento di s. Nicolò, dal suo
co,

sero più possessio'.i ne rendite, e che si rinunziassero quelle di Tolosa. Il santo con sincera umiltà pregò di essere deposto dal generalato,

nome

delto poi

s.

Domenilo-

muuito
i

de'ss.

sagramenli, dopo aver
e

benedetto

suoi
la

figli

raccomandato

ma

di

commi

consen-

ro la carità,

povertà, l'umiltà e

le al-

so volendosi superiore dell'ordine finché viveva, si piegòalla volontà de'padri. Ter-

minato il capitolo scorse molte città di Lombardia efecevi nuove fondazioni, cos'i

mani alzale verso il soavemente volò in paradiso, il vea nerdì 6 agosto all'ora 6. d'anni 5i Imtre virtù, tenendo le
cielo,
.

menso

fu

il

concorso di popolo per ve-

di Brescia, di

stituitosi in

Roma

Faenza, di Viterbo. Revi stabilì meglio le co-

sedell'ordine. Ritornato a

Bologna econtando già l'ordine 60 conventi, nel 1 22 1
celebrò
il

nerarne il sacro corpo, che Dio illustrò con molli miracoli nel sepolcro di detta chiesa, ove si venera in quella mirabile
arca

marmorea
,

scolpita

nelia36da Ni-

vi

2.

capitolo generale, in cui

fu diviso l'ordine in

8 provincie, Spagna,

Tolosa, Francia, Lombardia, Roma, Provenza, Alemagna e Inghilterra, assegnan-

superbo coperchio lavoro esimio di Nicolò da Barri delto-perciò dell' Arca s avendovi lavoralo anebe
cola Pisano
col
l'eccellente scultore
ni.

bolognese Corlelli-

do ad ognuna un capo

col titolo di prio-

re provinciale: fu inculcala con calore la

predicazione e raccomandato

efficace-

mente
stero.

lo studio della teologia,

per

ircir

piegarsi con frutto nell'apostolico miniIl

santo esorlò

tutti a

leggere so-

vente
il

le

divine scritture, ed a portar seco
s.

vangelo di

Matteo

e l'epistole cano-

niche. Spedi religiosi in.diversi paesi, spe-

cialmente nel!' Ungheria, ove fr. Paolo /ondò conventi di Gevcr e Vesprim, coqi

Questo magnifico tempio, uno de'più vasti di Bologna, non che ricco di cose d'arti e di storiche patrie memorie, fu consagrato nel i25i da Innocenzo IV. Minacciando rovina e contribuendovi Benedetto XIII ne fu incominciato il restauro nel 1730 con disegni di Francesco Dotti. Di recente altro superbo e magnifico restauro ed abbellimento lo ricevette per opera di fr. Girolamo Bianchedi converso domenicano di Faenza,che dalla

vi

rtendo molli idolatri di Croazia, Schia -

natura ricevuto
di

il

genio delle

arti, fu

vonia, Transilvanin, Vallachia,

Moldq-

l'anima

grandi e

faticosi lavori,

mira-

PRE
bilmente facendo da architetto, da meccanico, da plasticatore, da intagliatore,

PRE

89

onde giustamentecolmatodi lodi, losplendido tempio potè riaprirsi nella festa del santo nel 844> come si legge nel n.° 65 del Diario di Roma. Vedasi Leandri Alberti ord. praed., Declivi Dominici obitu etsepultura, Bononiae i535. March.
1

nemiche; in quella combattuta da Montfort ne'campi di Mureto,s. Domenico quale altro Mosè sulla montagna, se ne stava orando a pie degli altari, perchè Iddio benedicesse le armi cattoliche e convertisse i pertinaci albigesi, che per le loro furiose
devastazioni, protetti dai conti di Tolosa,
di

Memorie storico-artistiche intorno all'arca dis. Domenico , BoVirgilio Davia,

logna 838. Di sue esequie, canonizzazioi

ne, festa e biografi, parlai al suo articolo.

Nella basilica Vaticana

I*

ordine pose

la

sua statua tra quelle de'fondatori di ordini religiosi, facendola scolpire da Pietro
le

Foix e di Bearn, costrinsero cattolici ad armarsi per respingere la forza colla forza. Ches. Domenico in quelleguerre facesse orazione e non avesse parte alcuna bellicosa, fu vittoriosamente provato da gravissimi scrittori. Qui aggiungerò, che da Giulio III che nominò Commissario
i

del

s.

offìzio (t

r
.)

fr.

Michele Ghislieri

Gros.

Nel 1111
ilb.

i

predicatori radunati nel ca-

domenicano, poi glorioso s. Pio V, sempre l'ordine ha goduto questo importantissimo posto, e chi lo esercita risiede coi
religiosi

pitolo generale di Parigi elessero generale

Giordano di Sassonia, che spedii suoi frati in Germania, ovefondarono 4 nuovi conventi; e nella Palestina, onde l'ordine
sotto di lui seguitò a moltiplicarsi tanto,

suoi

compagni domenicani
s.

nel

palazzo della

Inquisizione di Pioma, es-

che nell'altro capitolo tenuto a Parigi nel 1228 furono erette 4 nuove provincie, cioè di Grecia, Polonia, Danimarca e Terra santa. Fiorendo per molti uomini insigni in dottrina esuntitù, Gregorio
trarre dall'ordine

sendone maestro di casa uno de conversi. Anche a Congregazione della s. Inquisizione dichiarai, che Innocenzo 111 dopo cisterciensi, delegò inquisitori in Francia predicatori, avendo meglio a Inquii
i

sizioNEdistinto

i

due

s.

Pietro martiri del-

IX potè
il

l'inquisizione, quel di Castel

Nuovo no-

33

vescovi, oltre

pa-

triarca d'Antiochia e

9

legati.
il

Questo Pa-

pa dopo

il

1

229 approvò

tribunale del-

l'inquisizione istituito in Tolosa da Inno-

minato cisterciense, l'altro di Verona domenicano, pel quale ogni anno si celebra nella chiesa principale dell'ordine in Roma la cappella cardinalizia che descrissi
nel voi. IX, p. 137. Il generale b. Giordano governò i5 anni l'ordine, e navi-

cenzo IH, ne nominòinquisitori idomenicani,com mettendo all'oidi ne il gravissimo
uffizio dell'inquisizione,

sebbene

in altri

gando per
in vista di

la

Palestina restò

sommerso

luoghi he' primi tempi l'esercitassero altri
religiosi, e nella stessa Tolosaall'inquisito-

Tolemaide. Nel 1237 Rieletto successore s. Raimondo di Pegnafort, che
ridusse in iscritto
le costituzioni, edivi-»

re

domenicano

fu

dato a

compagno un

francescano. L' Inquisizione^.) già esi-

quando Innocenzo 111 più formalmente la propagò ad insinuazione di s, Domenico, e secondo alcuni lo fece 1 .° insteva
quisitore per impedire la funesta diffu*

dendole in due parti diede loro miglior forma: in un capitolo generale fece decretare che generali potessero rinuni

ziare

il

generalato e che

la

loro rinunzia

dovesse essere ammessa, del qual decreto
si

sione dell'eresia albigese; altri
sto

dannoquer

approfittò egli medesimo, rinunzian-

onore a
contro

s.

Pietro protomartire del-

dolo dopo due anni, per cui fu eletto in
sua vece
di
il

l'inquisizione.
ciati
i

Però

nella guerra de'cros.

p.

Giovanni

di

Waldesusen

crudeli albigesi,

Dome-

Weslfalia. Nell'anzidetto capitolo del

nico assistè a una battaglia col Crocefisso in

mano, che

fu trafitto dalle frecci?

quali fu confermato

1228 furono fatte delle costituzioni, nelle quanto s. Domenico

-

PRE
il

PRE
Benedetto XI, già generale del medesimo, che creò cardinali i domenicani
b.

avea ordinato nel capitolo del 1220 intorno alle possessioni e beni stabili, cioè
di rinunziare gli accettati e di

non

rice-

Alberti di Prato, Mahlesfedd, e Winter-

verne più in avvenire, tanto più che il santo nell'ultima infermità avea minacciato la divina indignazione e la sua con-

bum. A Francescano ordine
la
i

parlai del-

tro chi avesse introdotto di
di possederli.

nuovo

l'uso

Furono

poi queste costitufa-

zioni dispensate
cilità,

da vari Papi e con

perchè l'ordine de'predicatori fu istituito e canonicamente confermato nel

famosa questione eccitata nel 1 322 tra domenicani ed francescani sopra la povertà di Cristo e degli apostoli, che estinse Giovanni XXII. Quest'ordine ebbe sempre un solo generale che lo governò sua vita durante, se si eccettui il tempo dello scisma, chedopo la morte di Grei ,

12 16 con tutti i terreni, entrate e renche allora già possedeva ed avrebbe potuto possedere in avvenire: dice Odite,

gorio

XI durò

sino a Martino V, poiché

allora fu che nel capitolo generale tenu-

to in Bologna nel

i38o ebbe due geneSeguitò cosi

norio IH nella sua bolla a S.Domenico:

rali eletti dai diversi partiti.

Confinnamusordinc.nl tinnii, cuni omnibus castri*, et possessionibus habitis et
hàbtiidis. In vigore di queste dispense

fino al 14.18 in cui Martino

V soggettò

tutto l'ordine al p. fr. Leandro da Firenze ch'era stato eletto dalle provincie d'Italia e dalle altre unite,

pertanto furono

i

frati

predicatori resti-

e sotto

il

di lui

tuiti allo stato della

primitiva istituzio-

successore p.

ne, e quindi è che

Clemente IV conce-

Bartolomeo Texier, per privilegioconceduto dallo stesso Martino
fr.

dendo

loro di poter lecitamente succede-

V, cominciò l'ordine a possedere universalmente beni Elevato
fattore.
gli

re nell'eredità, colla bolla Obtentu divini

stabili e

rendite
s.

fisse.

nomini*, e Sisto IV, e poscia
di

il

concilio

al pontificato

Trento accordando loro
tulli
i

la facoltà di

di quest'ordine,

ne

fu

V, gloria magnanimo benePio
quali fossero
tale

possedere in
turi,

conventi presenti e fu-

Avendo dichiarato

non

li

dispensarono dalla regola,
tali

ma

ordini mendicanti, decretò che

soltanto dalle costituzioni; e perciò di-

venuti possidenti per

dispense,

non

mutarono la formola della ch'è sempre quella fatta dai
padri,
i

professione,

veramente si riconoscesse quello de'predicatori, sebbene possedesse in comune beni stabili, volendo che godesse de'privilegi

loro primi

conceduti dalla

s.

Sede, così alle

quali in realtà furono possidenti

in virtù della propria regola,
si

benché poi

costituissero
la

mendicanti per costituzioi

derogando a qualunque concessione o consuetudine in contrario, colla bolla Divina disponente,
Indi

monache domenicane.

ne,

quale,

come dicono
consistente

canonisti,

può

mutarsi senza pregiudizio dell'essenziale
dell' istituto,

nella

regola.

Sebbene Clemente IV
Obtentu,

nella citala bolla

de'27 agosto 568, presso CherubiuijSta bili che all'ordine di s. Domenico si dovesse la precedenza e il luogo più degno sopra gli altri ordini de' fra li mendicanti,
f

come

è riportato

nel

bollano

tanto nella cappella pontificia e ne'concilii
,

de'predicatori, altro non coucede a questi

quanto nelle processioni ed altre

non che possono, honorum possessioneut apprchendere, ac véndere libere bona ipsa, torumque pretium in utilitàlem eorum converlere, lo che non è dise

pubbliche funzioni. Ai domenicani consegnò il coUegio de Penitenzieri Liberiani (f^.) j e creando cardinale
il

nipote
gli

fr.

Michele Bottelli domenicano,
di

ordinò
di

chiararli possidenti, o dar loro la facoltà
di

continuare a vestirne l'abito e
il

non

possedere beni

stabili,

de. Nel 1276 l'ordine domenicano in Innocenzo

come ognun veebbe il 1." Papa

usare

cappello rosso. Inoltre elevò al
gli altri
il

cardinalato

V

;

il

2.

fu

e Giustiniani,

domenicani, Bianchi quale colla qualifica di

PRE
generale dell'ordine era intervenuto al
concilio di Trento.
Il

PRE
sua casa professava
all'

91
ordine,
coli'

ap-

concilio di

Trento

provazione dello stesso Benedetto XUI,
perpetuo, che la sua famiglia somministrasse eguale pensione al carstabilì in

avendo

istituito la

Congregazione del-

l'Indice (V.), ne fece segretario

un do-

menicano; quindi
tuale;

ma

s. Pio V un convenGregorio XIII nel i58o avenil

dinale domenicano prò tempore. Mentre

do

in

sua assenza fatto

domenicano

p.

Gio. Battista Lancio,

il

cospicuo uffizio

del segretario deU'Indicc (/^.) restò ridi'

Benedetto XIII era cardinale, l'ordine contava 3 altri porporati, Kovard, Capizucchi e Ferrari: esso ne creò 4j Pi~ pia colla ritenzione del generalato fino al
seguente capitolo, Gotti, Seller i e Fcrreri.
dissi
Il

ordine. Inoltre Gregorio XIII stabili

l'istruzione cattolica per gli ebrei di

ma,
p.

e ne affidò la

Ropredica ad un domenarrai nel voi.

successore Clemente XII,

come

a

Dottore, autorizzò

i

domenica-

nicano, al
caetera

modo cbe
de'

XXI,
Bull.
ai

ni a conferirne
logi.

23. Clemente Vili colla bolla Inter
,

i5 settembre 1592,
395, assegnò
i

tutti

teoil grado agli scolari Sarebbe troppo lungo il riportare gl'insigni privilegi che meritamente

Born.

t.

5, par. I, p.

doil

menicani negli
lari, chierici

atti pubblici e privati

gode questo préclarissimo ordine, trattandone suoi storici ed il bollano proi

luogo più degno, dopo

canonici regoi

prio;
il

come sarebbe
tempo

tentare l'impossibile

regolari e secolari, ed

naci degli ordini antichi. Quindi nel
restituì all'ordine la chiesa di
s.

1

mo602

voler qui riferire

il

bene immenso fatto

in ogni

dai frati predicatori alla

Sisto in

Roma
nel

,

coli'

annesso convento. Allorché

cenzo M.

1672 Clemente Xcreòcardinale Vina Or^'/zf domenicano, avendone
la dignità, fu

Chiesa. Basti il dire che non si radunò mai o provinciale o generale concilio,. in cui la sapienza domenicana non si alzasse tra' primi a difesa del

dogma

ed a

d'uopo perchè l'accettasse del precetto d'ubbidienza del p. Roccaberti generale. Eletto Papa nel 1 724 col nome di Benedetto XUI, fu ripugnante nel dare il suo consenso, e so« locedettequandodalp. geuerale Pipiagli fu imposto per ubbidienza, avendolo nel
3 volte ricusata
cardinalato tenuto sempre per suo superiore; volle poi nell'atto di accettazione, che vi
si

sterminio dell'eresia; che in moltissime
università del

mondo

cattolico, special-

mente

le

teologiche discipline, furono

con successo insegnale dai figli di s. Domenico; e che non v'ebbe convento in
cui fra gli esercizi di pietà

non

si

col-

tivassero indefessamente le scienze sagre

e profaue, a vantaggio non solo de'gio-

vani allievi religiosi,
i

ma

di tutti eziandio

dicesse appartenere al-

chierici secolari
vi

che amarono profittar-

l'ordine di

s.

Domenico. Nella medaglia
s.

ne e
stri;

del possesso vi fece esprimere

Dome-

te, libri
i

trovavano sempre scuole gratuiopportuni, saggi e amorosi mae-

nico i-n gloria con angeli, e sotto il cane con torcia accesa. in bocca, allusivo allo stemma dell'ordine. Di frequente si portava nel coro delle chitfse dell'ordine a salmeggiare coi frati, mangiava nei loro réfeltorii coll'abito religioso, baciando la mano al p. generale. Il nipote duca Orsini asseguò 600 scudi annui napoletani, con polizza anticipata, al cardinale Pipia

quali esercizi edificanti, la coltura

delle scienze, e l'utile

insegnamento

tut-

tora fioriscono, solo a cagione de'politict

sconvolgimenti del passato secolo e del
corrente,

comeèawenulo
come

in tutte lecor-

porazioni religiose, sonodiminuiteleprovincie dell'ordine,
il

numero

dei

quando

fu elevato a tpie.sta dignità dal-

lo zio,egli

mandò 3 carrozze
:

e livree pel

suo servizio

e per la gratitudine che la

novero de'religiosi, mentre prima giunse ad avere ^5 provincie o congregazroni, di alcune poche delle «piali vado a dare un cenno, onde potersi prendere un' idea delle molte altre.
conventi e
il

,

92

PRE
provincie o congregazioni
dell' o rdin e de' Predica tori.

PRE
Pavia, che n'era stato due volte vicario
generale, fu estinta ed eretta in provincia

Di alcune

L'ordine di S.Domenico ossia de'pre-

ancor egli soggetto di quando in quando, come tutti gli altri, a qualche rilassamento, a cui sempre si opdicatori, è stato
j

posero con ripararvi con pronto successo generali, ed altri zelanti religiosi, che

da Clemente VII, il quale fece lo stesso anche colla Congregazione di Calabria. Fu eretta ancora la Congregazione d'Olanda, che comprendeva 28 conventi, alcuni de'quali si erano separati da quella di Lombardia; ma nel 1 5 1 4 Leone X, ad
istanza di Luigi

inai
i

mancarono

nell'ordine

domenicano,

XII

re di Francia, or-

quali in diversi conventi fecero rigoe menando come accennai in prin389 il generale b. Cor-

rosamente osservare le regole
vita più austera,
cipio.

generale p. Tommaso Gaetano, di separare conventi di questa congre

dinò

al

i

gazione situati nella Francia e di forma
re di questi la Congregazione Gallica

Verso

il

i

rado

di Prussia restituì la regolare osi

na,

i

di cui religiosi

si

fecero allora degl

servanza a tutti
lorchè

conventi di Germania,
1

statuti più austeri di quelli degli
si.

olande

ne' quali era decaduta fin dal
la

349
il

a '"

11

medesimo Papa accordò

alla

Gal

peste proveniente dall'Asia de-

lioana tutte le grazie, ch'erano moltissi

solò quasi tutta

Europa. Nel 1^01

b.

Bartolomeo
staurò
la

Domenico di Siena remedesima osservanza ne'condi
s.

me, delle quali godeva la congregazione d'Olanda, e nel i5i8 rinnovando e ac crescendo con un breve gli slessi privi
legi alla

venti d'Italia, ne'quali era rilassata a
tivo della stessa pestilenza,

mo-

congregazione olandese, dichia

che fu cagione di altrettanto nella maggior parte degli ordini regolari. Il p. Bartolomeo Texier
francese, già ricordato, generale dell'or-

rò di concederli ancora a quella di Fran

dine, impiegò

la

sua autorità per mani

ed approvò l'autorità del vicario gè il fine de medesimo secolo il p. Paolino Bernar dini lucchese istituì la Congregazione d,
eia,

nerale di questa ultima. Verso

tenerla o restituirla in tutti

conventi,

s.

Caterina di Siena nell'Abruzzo, ac

e nel suo zelo eresse ancora la Congre-

cresciuta dipoi coli' aiuto del p. Nicolò

gazione d'Aragona che durò gr anni, tlopo quali passò a formare una proi

vincia dell'ordine.
la

Molto celebre astata

Congregazione di Lombardia, a cui diede principio il p. Matteo Boniparti o Bonimperti di Novara, eletto poi perla santità della vita vescovo di Mantova. II p. generale Gioacchino Tulliani accordò a questa congregazione molti privilegi, ma con tutto ciò durando ancora il suo governo fu smembrata, ed conventi di s. Sabina di Roma, di Pisa, Ili s. Gemii

Masio da Perugia, che di questa mede sima congregazione fu vicario generale Il p. Paolino morì nel i583, ed il p. Ni colò verso il 6 1 1 nel convento di s. Do menico di Chieti, ambedue con fama di gran santità. Quasi nello stesso tempo e nel/ 5g6ilp. Sebastiano Michaelis, il qua1

le

si

era fatto religioso in Marsiglia, fon-

in

Tolosa

la

Congregazione di Occiil

tania o hinguadoca , di cui fu
rio generale,
lo


1

vica-

approvata nel 1608 da PaoV; sotto la protezione di re Enrico IV,
il

liiano, di Viterbo, di Siena e di

s.

Marco

fabbricò io Parigi-in vias. Onoralo

conpa-

di Firenze

si

unirono, separandosi dagli

vento
1

dell'

Annunziata,
le

in cui

morì nel
le

altri, per formarne altra che fu detta Con* gregazione di Toscana, incominciata nel

6

1

8, dopo

sue gloriose fatichee

titecontraddizioni. Nel

1669 questa con-

l493 dal
farete.

p.

Girolamo Savonarola
si
1

fer»

gregazione fu da Clemente
provincia sótto
la
il

IX

eretta in

Dopo 5 anni
il

riunì alla congre-

titolo di s. Luigi,

ed era

gazione di Lombardia, la quale nel

53

1

essendo generale

p.

Paolo Botligellada

45/ e ultima provincia de' domenicani, come in provincia furono erette le

PRE
Congregazioni di Faglisi, dell Abruzzo e alcune altre. Negli ultimi tempi ritennero il nome di congregazione ed erano
governate dai vicari generali coi soggetti conventi, ed alcuna con monasteri di monache: la Congregazione di s. Vincenzo Ferreri o di Brettagna nella provincia
di Parigi,
gli

PRE

<j3

ma
tri

forma degli aldomenicani, poiché possedevano tutdello stesso colore e
stabili e rendite fisse, a riserva di
ss.

te

beni

quella del
di tutte.

Sagramento

la

più celebre

La Congregazione del
to
,

ss.

Sagramen-

detta ancora della primitiva osser-

Angeli

aveva i4 conventi; quella dein Provenza 6; quella di Al-

vanza, (a istituita dal p. Antonio le Quieti nato a Parigi nel 1601. Mostrò sino da
fanciullo un' indole assai inclinata alla
pietà, alla mortificazione ed alla ritiratezza.

sazia 4
del

di frati e

8

di

monache; quella
d'Ad'A-

Nome

di

Gesù

nell'isole Antille

merica un convento e 20 parrocchie;
quella di
s.

Da

giovinetto entrò nell' istituto

Domenico

in altra isola

di

quella di

merica os. Domingo 2 conventi e 10 cure; s. Sabina di Roma 8 conventi; quella di s. Marco di Firenze 6; quella di

Domenico, di cui vestì l'abito nel 1622 nel convento dell' Annunziata di
s.

Parigi, in cui fioriva mirabilmente

la

re-

golare osservanza.

Comparve

subito egli

Venezia del b. Giacomo Salomoni 7 ; quella à\Napoli dellaMa donna della Sanità 1 3; quella di s. Domenico Soriano in Sardegna 1 o e un monastero di monache;

adorno

di tante virtù,

che poco dopo fat-

ta la professione e ricevutigli ordini sa-

quella di
di Napoli

s.
1

Marco

de' Gavoni nel regno

3. Nelle

congregazioni di Breti

tagna, degli Angeli e de'Gavotti

priori

molto giovine, fu fatto maeprima nel convento di Parigi, poi in quello d'Avignone. Riusciva egli così bene in questo impiego , che il p. generale Ridolfo, essendo il p. Antogri, e perciò

stro de'novizi,

de'conventi avevano voce ne'capitoli provinciali delle rispettive provincie, e

nio capitato in
vizi

Roma,

lo

mandò

coi no-

dopo

afìinchè

gì' istruisse

nelle obbligazio-

dato
si

il

voto per l'elezione del provinciale

ni della regola, lo

che eseguì con tanto

radunavano nel d'i seguente, ed eleggevano essi soli il loro vicario generale.

profitto di que'giovani, che
gli

dovendo

e-

ritornare in Francia

,

tutti lo

prega-

La congregazione

di

s.

Sabina

di

Roma

rono restare

non interveniva al capitolo della provincia di Lombardia, dalla quale anticamente dipendeva, e
il

in Roma o di condurli seco per -vivere nella congregazione che me-

ditava d'istituire,
solo p.

provinciale di questa
la

non aveva alcun

gius di visitarne

con-

Domenico Avignone si diede
l'esercizio

gregazione, siccome neppur quello di Venezia interveniva a quello di sua provincia,

permesso al Giunto in tulio il p. Antonio aldelle opere di misericordia ed
ciò fu

ma

Paravicini.

all'aiuto de'peccatori nel tribunale della

ma

il

provinciale di questa aveva

il

penitenza, e quindi manifestò per lettera
al p.

diritto della visita onoraria nella sua con-

gregazione.
di

I

vicari generali di Alsazia e

principio alla Congregazione del

generaleRidolfoilsuodisegnodidar ss. Sa-

Sardegna non dipendevano da alcuna ma erano eletti dal generale, che nominava ancor quelli dell'America. Tutti i vicari non aveano autorità se non dopo confermati dal generale di tutprovincia,
to l'ordine.

gramento o della primitiva osservanza,
in cui rinunciandosi a tutte le possessioni,

ed osservandosi una rigorosa pover-

tà, tornasse a rivivere lo spirito del pa-

triarca

s.

Domenico.

Si

opposero

gli altri

Non

differivano tutte

le

no-

religiosi del

convento

d'

Avignone e per

minate congregazioni dalla religione madre, che nell'astinenza dalle carni, la quale si

impedirne l'esecuzione fecero molte supplicheal p.generale,il qualechiamòa

Rolui

osservava in esse rigorosamente, e

ma
che

il

p.

Antonio, ed avendo udito da

nell'abito di lana alquanto più grosso,

la stretta

povertà, tanto in parlico-

94
lare che in

P

RE
era la base dell'os-

PRE
vita apostolica di questo

comune,

sant'uomo
al p.

in-

servanza che intendeva di stabilire, non
solo l'approvò,

dusse varie persone qualificale d' Aix,
Arles e Marsiglia a scrivere
rale,

ma sene incaricò egli stessuo proprio, e slimolò
il

gene-

so
p.

come

di affare

pregandolo di acconsentire ch'egli
città:
il

possibile. L' esortò
le fìgliuolanze de'

Antonio a dar principio al più presto ancora ad escludere
conventi
,

fondasse un convento nelle loro
p. generale

accordò

la

domanda

e proiil

e gli diede

bì agli altri

religiosi di

molestare
il

p.

con lettere patenti la piena autorità d'introdurre la detta osservanza. Ritornato ad Avignone nel i636 mise immediatamente le mani all'opera, ed avendo avuto nel borgo di Langues 5 leghe distante una casa da

Antonio,
lega

il

quale neli63g fondò

con-

vento della

Madonna della Rota mezza da Marsiglia. Alcune persone ma-

ligne cercarono di oscurare la sua ripu-

Tronquet signore d'ui

tazione con nere calunnie, ed ottennero con frode un decreto dal parlamento di

na parte del borgo, quivi gitlò fondamenti di sua congregazione col solo p.
Paravicini, coll'approvazione del vesco-

Aix per farlo uscire dal
siglia,

territorio di

Mar-

ma

egli se

ne procurò altro che in

vece l'abilitò a fondare un convento nel
sto servo di

vo diCavaillon, nellacui diocesiera Langues. Presto questo ."convento
i

si

popo,

d'un

sufficiente

numero

di religiosi

sobborgo della città. Non contento queDio delle molte austerità che si praticavano nella sua congregazione, nel

accorrendovi pel buon odore di santità
del p. Antonio, tanlodagli altri conventi

1640

volle aggiungere la nu-

dila de'piedi, con autorizzazione di

mg.

r

domenicani, che dal secolo per vestire
sagro abito. Si osservavano qui
costituzioni senz'
le

il

Sforza vice-legato d'Avignone.
i

Appena
scalzi

prime alcuna dispensa, onde
continuo
il

religiosi

comparvero

in

pubblico

e vestiti d'un abito dell'antica
sata das.
te a

forma uin par-

perpetuo era
zione che

il

silenzio,

rac-

Domenico, che somiglia
si

coglimento, ed oltrea due orelameditatutti in

quello de' certosini,

suscitò con-

comune facevamo

ogni

tro di loro fiera tempesta.

Lo stesso

ge-

giorno

,

sempre

affaticandosi di

mante-

nerale
il

gli

proibì

la

nudità de' piedi, ed

nersi alla presenza di Dio.

Dormivano

cardinal Barberini protettore dell'or-

sopra un saccone di paglia esoventeso-

dine e legato d' Avignone fece rivocare
la

pra

le

tavole o

la

nuda

terra, e 3 ore inla notte.
Il

concessione.

In seguito di ciò

i

reli-

tiere

stavano in coro

loro
ri-

giosi espulsi dai

conventi di Langues e

cibo era piuttosto mortificazione che

di Thor,
siglia,

si

ritirarono in quello di

Mar-

storo del corpo, non cibandosi che di er-

be mal condite o di radici, digiunavano con pane e acqua 3 giorni della settimana e non vi tra atto di virtù che questi religiosi con fervore spontaneamente non
esercitassero.

da cui parimenti poco dopo furono costretti partire, onde il p. Antonio non avendo avuto tempo da trovare altra abitazione,

s'imbarcò per Roma. Quivi
sità e tribolazioni,

con 8 de' suoi compagni egli soffrì con

volta

Uscivano nelle feste e talanche ne'giorni feriali a predicare

ne'luoghi vicini, molti de' quali offriva-

no loro delle fondazioni , sebbene il p. Antonio non accettò che quella di Thor
nella contea \ enaissiiia,di
sesso nel
citi

molte avvered essendosi alla fine calzato ed uniformato agli altri domenicani nel vestire, ottenne di ritornare in
invitta costanza e pazienza

prese posi

Francia , anche ad istanza di re Luigi XIII , per ristabilirvi suoi conventi e
i

1637, e ricusò eziandio conventi d'Oranges e ih' Cavaillon, perchè erano dotati di rendile e perciò contrario
alla

vivere in

essi

coi suoi seguaci nella

ri-

gorosa povertà,

come
vi

pel passato.
la

Andò

subito a Parigi e

predicò
si

quaresi-

sua riforma.

La fama

della virtù e

ma, poscia

nel

i645

portò a Thor, e

PRE
due anni dopo
il

PRE
Tommaso
guadoca. Andava in cerca
convertirli
,

95
di eretici

p.

generale

per

Turque gli accordò di ritenere questo convento come immediatamente soggetto a se; fu quindi eletto priore del con-

e vi riusciva così bene che

ridusse moltissimi al cattolicismo; ed al-

cuni di

essi

più ostinati, considerandolo

vento di

s.

Onorato
nel

di Parigi,
''

ed essensi

come

il

loro

maggior nemico, lo maltratdi levargli

do morto

1649

generale,

por-

tarono più volte e tentarono
la vita.
riti

tò per la 3." volta a

Roma

e vi fu rice-

vuto e trattato molto amorevolmente. 11 nuovo generale p. Gio. Battista de Marinis fu pregato dal p. Antonio di con-

Informato Alessandro VII dei medel p. Antonio, nel 1662 gli accordò
gli

molti privilegi e
caberti
ta

die
il

il

titolo di mis-

sionario apostolico, ed

p.

generale Rocil

fermare la sua congregazione, ma lo trovò tanto alieno dal fai Io,che voleva anzi unire il convento di Thor alla provincia di Tolosa o a quella di Provenza. II vescovo di Cavaillon che si trovava in Roma parlò in suo favore al generale e lo fece mutare di sentimento, ed essendo
poi questo prelato trasferito alla chiesa
di

neli6y5 approvò
si

tenore di

vi-

che

osservava nella sua congregafece

zione,

come

ancora

il

di lui succesdi

sore p. generale

Antonio
il

Monreale.

Oppresso

alla fine

servo di Dio da

y5

anni di età, dalle fatiche e dalle penitenze, morì nel convento di Cadeneto a' 7 ottobre 1676. Il p. Arcangelo Gabriele di questa congregazione, compilò la Vie

Carpentrasso, nel

1

65o

diedeal

p.

An,

tonio un convento nella città di Sault

(hip.

Aniome

le

Quieti religieux de l'or-

ch'era stato abbandonato dai cappuccini.

dredes. Dominique, inslituieur delacongrégation

Due

anni dopo ne fu edificato altro
di

du s. Sacrement

dti

niesme or-

Provenza e nel 1664 questi religiosi furono chiamati dai vescovi di due altre città di Francia. Vedendo il p. Antonio che la sua congregazione andava crescendo, colle onel

borgo

Cadendo

in

,

dre, et fundaleur de l'ordre des rcligieu~
ses du s. Sacrement de Marseille Avignon 1682. L'ordine domenicano ha un cardinale
,

per prolettore; attualmente

lo è

l'amGeive-

pere e colle parole aumentò
,

la

vocazio-

plissimo cardinal Angelo Mai.

A

ne ne* suoi frati che accesi di fervore raddoppiarono le austerità. Alcuni digiunavano con pane e acqua più giorni della settimana, altri non mangiavano per 3o o 4° giorni alcuna cosa cotta, altri dormivano sul pavimento sebbene stanchi dalle fatiche, ed altri dopo il mattutino non prendevano più riposo, passan-

rale de' religiosi dissi qualche cosa riguardante eziandio quello dell'ordine dei
al presente per nomina del Papa Pio IX n'è vicario generale il rmo. p. m. Vincenzo Jandel, e procuratore ge-

predicatori

:

nerale

il

rmo.

p.

m. Francesco Gaude.
si

Lo stemma dell'ordine campo nero e bianco,
una palma
te

compone d'un
un giglio e di una corona, un cane seden-

di

do

il

resto della

notte nell' orazione e

incrociati dentro

nello studio. Tutti poi uon si accostavano al fuoco nell' inverno il più rigido non mitigavano leasprezzedel vivere nep-

sovrastati dalla stella, e di

,

sopra un libro e avente in bocca tuia
e diocesi parlai molto del-

torcia ardente. Negli articoli geografici degli stati, città

pure

nelle malattie e finché

aveano

forp.

ze intervenivano agli atti comuni.

Il

le principali chiese e

conventi de' dome-

Antonio avendo stabilita la sua congregazione, che giunse ad aver 6 conventi,
s'impiegò tutto «elle missioni che ordina-

nicani, de' vescovi e

uomini

illustri del-

l'ordine; e negli articoli biografici vi so-

no

quelli de'

\ summentovati

Papi, dei

riamente faceva ne'luoghi
cessibili situali nelle

piccoli e inac-

cardinali secondo Cardella, de' più celebri scrittori ecclesiastici, de'princi pali santi

montagne della Pro-

venza

,

del Delfinato e della bassa Liu-

e beali

,

come

delle principali sante e

,

96
Quanto
ai

PRE

PKE
nobbeGregorioXVIjil quale inoltre beatificò gli altri domenicani Gio. Massias e Martino de Porres, approvando il culto che si rendeva al b. Giordano da Pisa),
Farinola, Ferrari, Ferreri, Frangipane,

Papi qui ricorderò, che beate. n Porpora notai che due domenicani senza esserne decorati ebbero de' voti pel pontificato, a vendo scritto
il

domenicano Bzofr.

vio,

che nel 1281 fu eletto Papa

Gio-

vanni di Vercelli generale de'predicatori
e che mori prima di saperlo; mentre nei

Galantina, Giustiniani

,

Goditi,

Gotti

(dottissimo), Guardia, Hovard, Joice,

52 e del 523 il domenicano Scomberg arcivescovo di Capua, ricevè diversi voli pel triregno. Benedetto XIII in una sua allocuzione disse che il suo ordine avea avuto 55 cardinali. Novaes nella vita d' Onorio ///diceche l'ordine va glorioso per aver prodotto In* nocenzo F, il b. Benedetto XI, s. Pio e Benedetto XIII più di 60 cardinali,
conclavi del
1 1
1 ,

Kiluvarbio, Loaisa, Lucuti, Maculani, Maklesfeild, Mazzarini, Natta, Orsi (illustre storico della Chiesa), Orsini
teo
,

Mat-

Piinentel, Pipia,
,
,

Roselli, Scaglia,

Scombergh Selleri Soudre, Teobaldi, Tor ree remata. Felzi (l'ultimo creato da
Gregorio

XVI

nel i832),

Vio, TVinler-

V

bum,
i

Zavierre. Fra'santi nominerò, oltre

più di i5o arcivescovi, più
vi

di

800

vesco-

memorali Papi b. Benedetto XI e s. Pio V, e Domenici, Tommaso d' Aquino, Vincenzo Ferreri, Giacinto, Alberto

(numero aumentatosi, poiché pubbli-T

Magno,
,

opera nel

declinili* del

secolo passa-

un numero grandissimo di santi canonizzati, ed un numero senza numero di scrittori e uomini insigni in ogni genere di pietà e dottrina. Seguendo e conto),

Antonino, Raimondo di Pegnafort Lodovico Bertrando, Pietro Martire, Anconino,
i

bb. Francesco de

Posadas
Fra

e

Gia-

como

di Varaginc, ed

altri.
i

gli scrit-

tori ecclesiastici, oltre

diversi cardinali

tinuando Cardella

,

come

il

più recencritico

e santi nominati,

i

pp.

Mamachi,Bzovio,
,

te storico de' cardinali

non che
,

Le Quien, Melchior Cano, Sante Pagnini, Ciaccolilo,

ho pubblicalo le biografie de' seguenti 5o cardinali, oltre Papi che pur furono carmentre ad Avignone riportai le dinali notizie degli anticardinali fr. Nicola da
oltre le biografìe de'

4 Papi

Valsecchi

maestri preci-

i

;

s.

Saturnino generale

dell'

ordine, fatto
il

dall'antipapa Clemente VII nel 1378,

quale neh 383 fece altrettanto col consobrino Giovanni Novocastro domenicano; a Basilea dissi che l'antipapa Felice

rami delle scienze sagre. Meritano menzione egualmente , Cavalca Bartolomeo da s. Concordio , Giordano da Bivalto il migliore prosatore del trecento; Ignazio Danti e Fr. Giocondo grandi nelle matematiche; fr. Angelico da Fiesole e fr. Bartolomeo celebri pittori. Innumerabili altresì sono gli altri dotti d\in
pui di
tutti
i

,

merito distinto,mentre
gli

fra quelli di cui nela

V

nel

i444

fece anticardinale Giovanni
nella serie poi

ultimi tempi
si

si

deplorò

perdita cer-

de Ragusio de'predicatori;
de'maeslri del
s.

palazzo riportai altre nos.

tizie degli a'nticardinali

vocaslro mentovati. Ecco

Saturnino e Noil novero dei

cardinali. Alberti di Prato, Alvarez,

An-

nibaldeschi, Badia, Begaignon, Berne'
rio,

deve ricordare il commissario del s. oflìzio p. m. Maurizio BenedeltoOlivieri stato anche maestro generale di tutto l'ordine, profondo cattedratico nelgreche ed ele lettere e scienze latine braiche, ornato di un complesso di virtù.

tamente

,

Berlano, Bianchi, Billomo, Bonelli,

Però

a questa

mia brevità suppliscano

le

Boxadors, Capizucchi,Caracciolo Nicola, Caro (il primo cardinale domenicano, crealo nel 1244 da Innocenzo IV ). Casanova, Dati, Domenici ( il cui culto immemorabile col litolodi beato lieo-

collezioni de'seguenti storici
-

domenicani.
dell'altro

Giacomo Echard continuatore

domenicano Quielif: Scriptores ordini» praedicalorum recensiti, notisque historicis et criticis illustrati
,

Parisiis

1

7

1

9.

PRE
Leandro Alberti, De viris illuslribusordinis praedicatorum , Bononiae 1 5 7. VincenzoM. 3 Fontana, Sacrimi theatruin do/ninicanum, Romaei 666. De romana
1

PRE
pavimento della
blioteca Casanalense (V.), la

97

de' generali dell'ordine, già esistenti nel
chiesa), e la celebre Bi-

prima in

Roma dopo

la

Vaticana. Di questa oltre

provincia ordinìs praedicatorum, Romae

1670. Monumenta domiaicana breviter in xynopxim collecla , de fìdis obsequiis ab ordine praedicatorum s. Dei eccle-

aquanto dissi a Chiesa di s. Maria sopra Minerva, parlando del chiostro e del convento, sulla primitiva fondazione, aggiungerò, che fra'suoi preziosi libri distingue-

Romae 1 675. Antonio Touron, Storia degli uomini illustri dell'ordine di s. Domenico, Roma Questa opera, colla sua Vita 1 743-49. di s. Domenico, forma una storia comsiae usane modo praestitis,
pita dell'ordine, dalla sua fondazione al

gran Bibbia in pergamena imprescon lettere a punzone, la qual cosa costituisce quell'anello di congiunzione che unisce il manoscritto alla stamsi

la

sa a

mano

1748. Gio. Michele Pio, Vita degli uomini illustri di s. Domenico e storia della nobile progenie dis. Domenico. Tommaso Mal venda, A miai. Orci, praedicatorum. Inoltre dall' ordine
recente ha dimostrato
le belle arti

un lavoro rarissimo, da tachiamato chirografia. Nel n.°7 del Diario di Roma 1 840 si legge, che la biblioteca fu magnificamente restaurata , abbellita e ampliata nelle stanze aggiunpa
:

è questo

luni

1

te

a quelle ch'erano contigue alla vastissala.

sima
to
,

ricevettero lustro e incremento,
il

come

di

ricco di rarissimi codici

Questo utilissimo stabilimened edizioni

p.

L. Vincenzo

antiche e

Marchese dello stesso istituto, Memorie de più insigni pittori, scultori e architetti
domenicani, con aggiunta di alcuni scritti intorno le belle arti, Firenze 1 845. Se

nel centro di

moderne d'ogni specie, situato Roma, frequentato da una

ne legge l'elogio e il trasunto nel voi. 4 degli Annalidelle scienze religiose, serie »/ Ferdinando delCastiglio,Z?e//'wtorùz
generale di
s.

gran folla di studiosi, faceva da alcun tem • pò temere di qualche rovina. Il eh. p. m. Giacinto de Ferrari dell' ordine de' predicatori, appena nominato prefetto della biblioteca Casanatense (ora è commissario del s. offizio), non pago di averla già
fatta accrescere di moltissime recenti o-

Domenico e dell' ordine dei
s.

predicatori, Venezia i58g. P. Giacobbe,

pere,

si

diede tutta

la

premura perchè
gli

si

Memor.

sulla canonicità dell'istituto di

eseguissero subitamente

opportuni

ri-

D omenieo, Beziersi 75o. Ant.° Bremond,
Bullarium Domenicanum, Romae 740 in 8 tomi. LeCordaire, Memo ire pour le rélablUsement en France de l'ordre des ftìres Piécheurs, Paris 1839. I domeuicaui hanno in Roma le seguenti chiese. Chiesa di s. Maria sopra Minerva (V.) con ampio e magnifico convento annesso propinqua alla Piazza della Minerva (V.), residenza del generale e pro1
,

parile si prevenisse così qualunque danno cheavrebbe*essa potuto un giorno soffrire. Inoltre

noterò, che nel convento

vi

è altra importante libreria per uso pri-

vato de'religiosi, già splendidamente arricchita di libri pregievolissimi del car-

dinal Torrecremata; preziosa raccolta che
pati qualche perdita nelle vicende che
afflissero

Roma
;

ne'

rente secolo
serva
i

tuttavia

primi anni del corsi mantiene e conmss.,

curatore generale dell'ordine, del segretario della congregazione dell'indice. In
esso dai cardinali
si

suoi

3o,ooo volumi, alcuni

tiene la

Congregail

ed una ricca collezione di miscellanee.Nella biografia del domenicano cardinal Giustiniani,

zione del
di
s.

s.

offìzio (V.); vi è

Collegio
(nel chio-

non
il

solo riportai che nella chies.

Tommaso d'Aquino, V.
il
,

sa eresse la cappella di

Vincenzo, di cui
edificò

stro è

deposito cou busto di

marmo

portava

nome ma che
,

buona

del fondatore

presso 5 antichi sepolcri

parte del convento

}

con una biblioteca
7

VOL. LV.

98
pei'

PRE
uso de'religiosi.

PRE
alla chiesa,

Quanto

Chiesa di s. Sabina (V.). Ne parlai ancora a Palazzo apostolico di
sepolto Giovanni
s.

oltre la descrizione che ne

feci al citato

Sabina. In
vi fosse

suo articolo ed a quelli relativi (anche alla sagrestia pei Conclavi lenuii e pei Papi eletti vi),

questa chiesa crede Panvinio che

XVII (V.)j

ed alcuni

come de'pregiatissimi monu-

menti sepolcrali di cui è doviziosa , che in gran parte descrissi ancora nelle biografie o dove parlai di quelli che vi sono tumulati, come di cinque Papi, molti

cardinali, vescovi, prelati e altri persi

sonaggi. Ivi

celebrano quelle funzioni
luoghi loro, solo

papali e cardinalizie che indicai nel cita-

to articolo e descrissi

ai

qui aggiungendo che ve n'ebbero luogo

anche straordinarie, avendo detto nel voi. IV, p. 2i2cle'batlesimiche vi fecero Benedetto XI 11 e Benedetto XIV, ed a Fascie benedette di quelle che Pio VI vi benedì. Prima nella processione del Corpus Domini in mollo numero v'intervenivano cardinali e nel 1721 furonoig,
i

che vi fosse la Porta santa (V.). Chiesa di s. Sisto (V.). Ne parlai anche a Poveri, per quelli che un tempo furono collocati nel convento. Chiesa de' ss. Quirico e Giulitla (V.). Chiesa di s. Clemente (V.). Dei domenicani d'Irlanda (V.). Nel voi. XVI, p. 198 dissi che Benedetto XIII vi consagrò l'altare maggiore e vi tenne l'esame dei vescovi; qui aggiungo che vi pernottò per portarsi nella seguente mattina alla cappella della Natività di s. Giovanni. Cle-

mente XI soleva
la

visitarla

per

la festa.

Del-

favola che

ivi fosse

sepolta la papessa

Giovanna, vedi

tale articolo.

Quivi era

un

collegio di missioni, dipendente dalla
di

congregazione

propagandai/e.
Prefetti.

come si legge nel n.° 612 del Diario di Roma. Nel n.°io3deliyi7SÌ riporta come Clemente XI le donò per mg. r sagrista
la

Chiesa di
rione

s.

Nicola de'

Nel
vi,

Campo Marzo

già parrocchia sino

a Leone XII, così chiamata forse dal
cino palazzo del Prefetto di

uno stendardo preso
i

ai

turchi. Del-

Roma
ivi

(V.)

processione solenne chiamata del
religiosi
,

Dudel

ed anche de' Perfetti probabilmente dal

rando, che
festa
dell'

eseguiscono nella
in

nome
rante,

d'

una famiglia romana
osserva Venuti,

dimo-

Ascensione

memoria

come
p.

Roma mo-

viaggio di

Gesù

Cristo e degli ppostoli al
farli

Monte
andata
rio di
p.
1

Oliveto per
al cielo,

testimoni distia
il
1. 1

ne parla
Nel

n. "39 del

Roma 1801.

Dia5 dell'Album,
in islile

348, il quale aggiunge che fu s. Nicola de' Medici dal Palazzo di Firenze (V.) de %rand\ic\i\ di Toscana di lai nome, poco distante, così chiaderna,
detto anche

i,vi è

un erudito

articolo sulla rifor-

mandola

Panciroli
,

,

Tesori nascosti, p.
,

ma della chiesa della Minerva
tico, ossia ogivale, coli'
il

go-

interno di essa e

dettaglio della sezione longitudinale,

incominciata nel 1848 coll'opera del celebre religioso
li.

Girolamo Bianchedi
riduzione e abtempio è stato mae-

lodato di sopra.

La condizione de' tempi
la totale
il

ne ha ritardalo
bellimenti:

ma

già

stosamente ridottoalla pristina forma gotica. Avrà le pitture a tulio il coro ed alla crociera.

Le

basi già finile a
:

marmo cicolonne o medesi-

pollino fauno bella mostra
pilastri

le

saranno

di scagliola del

637. Martinelli Roma sacra p. 193 e 263 la denomina de Perfectis seu de Praefeclis poiché riproducendo la Cronica (secondo la quale fu Clemente IV che die a'domenicani la chiesa delta della Minerva; forse l'immediato successore Gregorio ne effettuò il disposto , ritenendosene concessore) del monastero di Campo Marzo di fr. Giacinto de' Nobili domenicano questi la dice s. Nicoli) dei Prefetti. Questa chiesa è antichissima, dicendosi che s. Zaccaria (o fabbricata da lui, secondo Piazza, Emerologio t. 2,
,

X

,

mo

colore cipollino. In complesso riusci-

p.

719)

la

diede alle

monache

basiliane

rà magnifica e decorala.

(poi benedettine) di

Campo Marzo:

cerio

PRE
da Costantinopoli si rifugiarono in Roma ben accolte da quel Papa che le provvide di tutto e diede loro le chiese di s. Maria sopra Minerva e di s. Maria in Campo Marzo. Nel i568 s. Pio V donò la chiesa ai domenicani di s. Sabina per loro ospizio. Benedetto XI II
è che nel
esse
,

PRE
rato Gio. Vittorio de Rossi

99
romano,
cui
il

jlo

piacque nascondersi sotto

nome

ana-

grammatico
nel

di

Giano Nic io Eritreo che
limosine di persone pie

significa l'istesso in lingua greca, edificò

1628
di
il

colle

questa chiesa, cui donò

magine
cellieri,

la fece

restaurare e ridurre in miglior forvolta in cui

ne prese

la miracolosa imMaria della Febbre donde nome. Qui osserverò con Cans.

De secretariis, t. 4, p. i()5j, De imagine Dominae no s trae Mariae Febriga dipinse a fresco s. Nicola in gloria con angeli. Nella 1." cappella a dritta s. Vin- fugiae, et de ceteris imaginibus B. M.Febriuni nomine itisignitis ; e con De Matcenzo Ferreri è pittura di Ferrari da Roma, insieme alla

Giacomo Triil

vigo, nella »."

il

s.

Nicola è d'autore in-

theis, Dissert. sul culto reso

dagli anti-

ha merito. La Madonna del Rosario sull'altare maggiore fu eseguita da Lazzaro Raldi, ed i5 micognito,

mala

pittura

chi

romani alla dea Febbre, che siccome in ogni tempo più o meno dominain

i

rono

Roma

le

febbri (per cui

molte

steri all'intorno

sono dello stesso Triga,

affluenze furono prese pev Pestilenze, co-

come
vi fu

il

ricordato Ferrari dipinseils.

Do-

me

provai a quell'articolo),! romani inil

menico ch'è sul l'ai tare a sinistra. Neh y43
sepolto
1'

trodussero

culto della dea Febbre, le
il

ab. Francesco Lorenzini

eressero templi, e ne invocarono

patro

2.°custode generale dell'accademia d'Arcadia.

cinio per essere esenti dai molesti suoi attacchi, in

Vi

si

celebrano
vi

le feste dell'ordine,

tempi che
,

al dir di
ivi

Asclepiade
le

e quella del santo titolare a'6 dicembre.

e Celio

Aureliano

erano comuni
,

Nel vicolo contiguo

è l'oratorio del

ss.

febbri quotidiane letargiche

come confebbri pe-

Sagramento
s.

della parrocchia, dedicato a

fermasi da Galeno intorno
riodiche
Cessata
,

le

Caterina da Siena.

da

lui

chiamate semiterzane.
ed
ai

Chiesa di s.
la Febbre y a

Maria del Rosario e delMonte Mario. Nel rione Bor-

la

superstizione, ai templi profa-

ni sostituite le chiese,

simulacri le

go fuori la Porla Angelica a poco più di due miglia, parrocchia per avervi Leone

sante immagini massime di Maria Ver-

gine

,

questa fu venerata anche sotto
ricorrevano
i

il

XII
la

unita quella di

s.

Lazzaro,
,

come no-

titolo della febbre, cui

feb-

tai nel voi.

Croce

di

LI, p. 246 nel luogo detto Monte Mario. A Monti di Ro-

bricitanti,
ti.

ed

i

sani per esserne preserva-

ma, descrivendo e celebrando l'elevato e
delizioso

venne posta nel tempio rotondo che servì di sagrestia nella Chiesa
di esse
s.

Una

Monte Mario,

narrai

come Be-

di

Pietro in Praticano (F.), e fu lai."

nedetto XIII
si

amò di

frequente trattener-

diversi giorni dell'anno nel convento
fa-

annesso, vestendo l'abito domenicano,

cendo funzioni
la

e

consagrando vescovi nella

chiesa che restaurò col convento, quin-

di

solennemente

come

rilevasi dall'iscrizione posta nel
:

consagrò nel 1726, suo

ad essere coronata dal capitolo, ed altre due sotto lo stesso titolo sono nelle propinque Grotte sagre. La chiesa di Monte Mario compita che fu venne benedetta a'20 settembre 1629. Indi vi fu istituita, la confraternita del s. Rosario, per cui ne prese il nome cumulativamente al pre,

interno

raccontai pure

XVI

rifece la strada più

come Gregorio comoda per a-

cedente, ed Urbano Vili nel
concesse indulgenze e privilegi.

1

644

'

e

Con

te-

scenderealMonte,equestoe la chiesa più Narra Martinelli, Roma sagra p. 2 7, che ad onore di s. Maria della Febbre e nella sua villa il celebre letievolte visitò.
1

stamento del 1646

l'illustre

fondatore,
la

per aumento del divino culto lasciò

chiesa ed eredi de'suoi beni, consistenti in

? vigne della rendita

di circa scudi

1000,

ioo

PRE
operibus publicis

PRE
,

Girolamini del b. Pietro da Pisa (/'.) i coll'obbligo che si fabbricasse propinquo un convento, per comodo di que religiosi

p.

5j. Dipoi nel con-

vento fu
strada

istituita la

della carità
si

prima Scuola educatrice. Dal piano
per
la

(/)
della

che

vi

avessero voluto menare una vi-

salisce alla chiesa

detta

ta ritirala e più perfetta;

non adempien-

scalinata a

4 branche, due per
,

parte. Nel

dosi alcune condizioni, altri venivano so-

ripiano superiore s'alza
plice architettura

la facciata di

sem-

Per diverse vicende e liti colla congregazione della B. Vergine Assunta della Chiesa del Gesù, ed preti che substituiti.
i

adorna

di

4

pilastri

ionici sorreggenti l'architrave, nel
ai quali è la porta.

mezzo
:

entrarono alla cura, il convento e la chiesa passarono nel 1 7 i o ai domenicani della congregazione di s. Marco di Firenze.

L' interno della chiesa è dittico con cupola in pilastri ionici

ha 4 cappelle concave, oltre il cappellone maggiore e 2 cappelline laterali chiuse sotto

ClementeXI
parrocchia
sul
i

nell'approvare(egli dichiarò
vicina chiesa di
s.

V arco
ss.

d' ingresso,

sopra di cui è
nell' altra

la

Francesco

la cantoria.
si

Di queste cappelline in una
Crocefisso
,

Monte Mario, che tuttora posseggono Girolamini) col breve Exponi nobis 3 de' 3 febbraio, Bull, de prop. fide, Appendix Li,
aprisse
p. 390, questa convenzione, ordinò che dopo 6 anni nel convento si

venera

il

s.

Vincenzo Ferreri di buona pittura ; in questo altare è pure 1' antico dipinto in tavola esprimente la B. Vergine col Bambino in campo d'oro o Madonna della
Febbre. La
cata ai
ss.
a
1
.

un

collegio di missioni di

6 alunstabilite
i

cappella a dritta è dedila 2."

ni sotto la

dipendenza della congregazio-

Angeli,

a

s.

ne
le

propaganda fide. congregazioni donde prendersi
di
il

Furono

cappellone ha bell'altare isolato

Domenico; il di mar-

colle-

giali, la loro età,

qualità morali,

gli stu-

di,

giuramento. Ogni

4

mesi

il

vicario

mo e sotto la mensa riposa il corpo di s. Colomba martire, collocatovi da Clemente XI. La ." cappella che segue a sinistra
t

generale, ed ogni 6 mg. r segretario di propaganda doveano visitare il collegio. Passati
i

è sacra alla B. Vergine del Rosario, gradevoledipintodi Michelangelo Cerruti; la
2."

6 anni e non
i

essendosi aperto

il

col-

ha il quadro col

Papi accordarono diverse proroghe, finché Benedetto XIII assolvè il convento di mantenere i 6 alunni, col breve Alias prò parte, de'io marzo 1727, Bull, cit., Appendix t. 2,p.2i; ma Belegio,

transito di S.Giuseppe. Missioni de' Domenicani,

Descrivendo gì' innumerabili luoghi ove in tutto il mondo sono vicariati e
Prefetture apostoliche (F.) e altre parti

dipendenti dalla Congregazione di pro-

nedetto

XÌV

col breve Ecclesiae catho-

paganda fide
tificie

{F.), per le Missioni pon-

licae regi/nini, de* 10 luglio

de prop. fide,
tutte
le

t.

3, p.

1748, Bull, 237, riassumendo
s.

(F.) 3 descrissi ancora quelle del benemerito ordine de' predicatori , i quali

anteriori disposizioni della

Se-

noverano moltissimi martiri
recenti

,

ed anche

de, eresse

nuovamente

il

seminario delle

come

notai a Indie orientali parin difesa delle quali

missioni nelconventodis.

Mariae de Roed
il

lando del Tonkino,
nari, scrisse

sario

et

Febri in Monte Mario. Questo
effetto,

missioni, contro le pretese di altri missioil

governo Per Je vicende di quel tempo avendo la fabbrica della chiesa solferto, Gregorio XVI
però non ebbe mai
imperiale francese ne alienò
i

p.

Mamachi{V.) con suct
i

beni.

cesso a favore del suo ordine.

IX
li

fu

il

Gregorio primo Papa che impiegò dome-

nicani nelle missioni straniere, coll'inviarnell' Asia.
,

la restaurò nel

i838, e

vi fece

eseguire

Poco dopo
a'

si

propagarono

innanzi l'ampia scalinata di travertini,

tanto

che

2 3 luglio 12 53 potè loro
predicatori, che predica-

essendovene memoria marmorea, che
produsse l'aw.

ri-

Scrivere Innocenzo IV. » Ai nostri cari
figliuoli
i

De Dominicis

Tosti,

De

fruii

,

PRE
no
nelle terre de' saraceni, de'greci
,

PRE
dei
siri,

011

di

Nubia

e convertì molti infedeli, fu e-

bulgari, de'cumani, degli etiopi, de'

letto

vescovo e vicario apostolico di quel

de' goti, de'giacobiti, degli armeni, degl'indi, de'tartari, degli ungheresi, e delle altre

paese.

Fino dal i49°

frica missionari
,

nazioni infedeli d'oriente, salute

e benedizione apostolica ".

tare che allora l'ordine

Ov'è da noera bambino, co-

mechè approvato da Innocenzo III e nel 1216 confermato da Onorio III canonicamente, quindi ancora non avea potuto
svilupparequelle forze colossali, che spie-

go al Guinee il re e la regina del Congo furono battezzati dal p. Giovanni di s. Maria domenicano. Nel i5o3 fiorivano in India, avendovi navigato col famoso ammiraglio duca d' Albuquerque: il p. Plato
:

s trovavano in Adomenicani, comeal ConSenegal, alla Gambia e alle due
'

gesuita,
i

De

borio status religioni, scrive

gò poi largamente e si distese per tutta quanta la terra. Sotto Innocenzo IV inoltre ebbe origine la Società de pellegrini di Cristo, rinnovata in molti de' seguenti pontificati e formata di domenicani e
francescani, per scorrere l'oriente e
il

che domenicani in detto anno avea no per
tutti
i

paesi dell'India, dell'Arabia e del-

la Persia convertite

un numero

infinito

set-

tentrione a diffondere la luce del vero agì' idolatri, infedeli, eretici

e scismatici
p.

di
Il

che

feci

cenno nel

voi.

XXVI,

96.

d'anime a Dio. Appena scoperta l'America e neli5o5 fu evangelizzata in ogni parte dai domenicani. Vi furono s. Lodovico, fr. Tommaso Ortiz e fr. Bartolomeo Las Casas questo ultimo prese l'abito domenicano nel 1 5^2 al convento
:

famoso Nicolò Fortiguerri,

nella cele-

dell'isola di

s.

Domingo, laónde non

so-

bre Relazione delle missioni d'Africa, Asia

ed America, estratta dalle memorie

dell'archivio di

propaganda

fide e offerta

a Benedetto XIII,

come

dal codice Vati-

726, dice che i domenicani furono destinati da Innocenzo IVper missionari dell'Etiopia; che domenicani della provincia di s. Croce neli53g furono primi a portare la fede nel Perù e
colla data
1 i i

cano

anche noviziati. Nel 556 il p. Gaspare della Croce, al diredegli storici domenicani, entrò primiero tra tutti nella Cina, e compose un trattato delle cose cinesi stampato ad Evora nel i56q. Nel 1600 domenicani erano penetrati nel Giappone , e fr. Alfonso Navarrate vicario provinciale nel
lo vi esistevano conventi,
1

ma

i

1617
si.

vi fu

martirizzatocon
si

altri religio-

che penetrati nella Cina, vi ebbero martiri verso il i635 {V. Aiessandro Natale); che nel i65i andain altre regioni;

Altre notizie
Iti

possono trovare ne'cistatistica delil

tati articoli.

una recente

le missioni cattoliche in tutto

mondo,

rono

alla

missione della

Guyana; che
1

in

leggo che l'ordine de'predicatori è diffuso in

quella della
puccini,
ta alla
reri.
la

Guinea succedettero
di
s.

ai cap-

34

missioni, con padri e vescovi.
itigli di
s.

cui prefettura nel

700

fu da-

vunque e sempre
portarono
del
risoluti

ODomenico si
la

congregazione
1

Vincenzo Fer-

di piantarvi

croce

Nel

3og

fr.

Ricoldo da Monte Crofece in

ce fiorentino fu missionario celebre in tutta
1'

Redentore o di lasciarvi per suo amore la vita. Attualmente domenicani esii

Asia.

Quanto
:

Armenia

il

b.

stono nelle seguenti missioni. Inghilterra,

Bartolomeo pochi anni dopo, lo dissi nel voi. LI , p. 3 1 6 fondò 1' arcivescovato di Naxivan e altri sei vescovati secondo gli scrittori domenicani , dai quali pure si apprende che tutti furono retti per tre secoli dai loro religiosi. Nel i33o il p. Bartolommeo da Tivoli, seguito da molti

convento e missione. Irlanda

1

3 con-

venti.

Olanda 4
1

stazioni. Russia,

oveso-

no

il

principal sostegno della fede cattoin Pietro-

lica,

hanno 53 conventi, come

burgo, Vilna, Riga, Smolensko, Lituania,
ec.

religiosi pledicatori, fondò la

missione

religiosi sacerdoti e novizi 107, comesi legge in un catalogo impresso a Vilna nel 1 8 44 Costantinopoli convento a
:

ioa
Mossul

PRE
e Kurdistan, missione e prefetto

PRE
quali non solo approvarono
il

Calala. Smirne ospizio. Naxiail vescovo,
apostolico. Cina

suodisegno,

ma conlribuironoanche moltissimo per la
fabbrica del monastero, cbe in poco tem-

un

vicariato apostolico,

due

vescovi, 17 religiosi, parte europei,

pò con chiesa dedicataa

s.

Maria fueret-

parle indigeni.
postolici,
ti

Tonkino due

vicariati a-

lo in Provilla, luogo situato tra Carcas-

46 religiosi sacerdoMacao casa di procura. Filippine isole, un vescovo, 4f) parrocchie, circa 200 religiosi: missioni tra'moiifihppini delle montagne di Guajangan, di Mayoyao, di Yleab-bon, di Aua, ed altre. Capo di buona Sperauza un vescovo e missionari: lo stesso nella Gujana
4
vescovi,

sona e Tolosa un 4.°di lega da Fanjaux,
dolalo a sufficienza dalla pietà de'fedeli. Pertanto nel giorno di s. Gio. Evangeli-

e novizi.

stai2o6
le,

vi

furono introdottei

1

donzel-

9

delle quali già convertite dal santo,

che tutte vestì colle proprie mani, e diede loro ad osservare la regola delle Canonichesse di
s.

agostino, con l'aggiunta

inglese. Stati Uniti 3 conventi,
iti,

9

stazio-

di alcune particolari costituzioni, confer-

2 monasteri di monache educatrici, ed un vescovo a Nashville. California il vescovo di Moutrey e missionari. Nell'A-

mate

poi

da Gregorio IX.

Comandò

Io-

ro l'osservanza della clausura, rigoroso
silenzio, evitare l'ozio col filare lana e
li-

merica meridionale vi sono altre missione Vedasi, De Martyr. Sinens. ordinis

Traed. Commentairais. P. Alberto Guglielmotli de'predicatori,

Memorie

delle

missioni cattoliche nel regno del Tunchino o sieno brevi notizie degli alti de' martiri,
111

no per gli usi del monastero, ed avendone preso la direzione ne restò priore fino al 12 16. Quando si dovea allontanare da Provilla ne commetteva la cura a fi\ Natale ed a fr. Guglielmo Clareli.
,

Stabilì inoltre

,

che alcuni de' suoi

frati

e delle persecitzioni ehe si sono levate }

abitassero vicino al monastero, in

un con-

fjiiel

reame contro alla Chiesa di Dio

e contro ai missionari dell' ordine di s.

vento distinto e separato, non solo a fine di prestar loro ogni aiuto nelle cose spi rituali,

Domenico,
,1
1

Roma
,

x

844s.

ma
,.

,. ,. j Del secondo ordine di

monacne

.

,

... domenicane e loro chiese in
.

Domenico o

.

de' beni temporali
.

ancora nell'amministrazione che in breve furono
,

loro donati da molti di voli, particolar„ che meule dall arcivescovo di ISarbona «k. nel 207 donò ad esse la chiesa di s. Martino di Limoux con tutte le rendite che le
,

,

\

.

1

••

.1

..,

.

i-

tv

1

1

Meutre
ci

s.

Domenico attendeva con
gli ereti-

fervore e zelo alle missioni per
albigesi

(come
si

già dissi), e molti di

appartenevano in quel borgo e in quellodiTax. Vivevano delle medesime re 11dite le

quesli de'due sessi per le di lui prediche

mouache

e

i

frati

destinati alla

e miracoli

convertivano alla fede, ve-

loro assistenza, e sebbene le religiose pre-

mendo che molli cattolici, anche nobili, per essere stali spogliati dagli eretici nelle

stavano ubbidienza

al priore,

«0 aveano
li

la pi iora, la
s.

prima

delle

nondimequail

sostanze,

si

riducevano
le
1'

alla necessità

e costituita da
di

Domenico

fu Guglie!'

di

consegnare

loro figliuolead altri alistruzione,

metta

Fanjaux che governò

mona-

bigesi per l'alimento e

con manilèsto pericolo di sovversione, pensò di fondare un monastero per collocarvi le donzelle. In Linguadoca ne parlò col suo vescovo d'Osimi Azebedo, con Berti andò arcivescovo di Narbona, con Folco vescovo di Tolosa e con altri personuggi umauli della religione cattolica,
i

stero di Provilla sino al 1225. Fioriva quivi l'osservanza della regola e delle cosliluzioni,esercilandovisi
tu,
il

le

più belle

v'ir-

buon odore
si

delle quali trasse inol-

te nobilissime vergini lo, le quali

a prendervi

l'abi-

aumentarono in modo che bisognò decretare non superassero nuil

moro

di 100.

Anzi

si

diffuse tanto la fa-

PRE
ma
della lorosanta vita, che

PRE
dopo pochi
miracolo operato da
s.

io3 Domenico
a'

ao

anni furono fondati parecchi monasteri in diverse città e luoghi di Francia, d'Italia e di
la

febbraio nel di delle Ceneri, giornodel lo-

ro ingresso (altri lo stabiliscono a'24 do-

Spagna, particolarmente dopo fondazione di quello di Roma, da cui
le

menica

a
1
.

di quaresima), alla presenza di

esse e de' cardinali Conti,

Romanis

e Ste-

uscirono

monache per
,

stabilirne altri

io o 12. Poscia la superiora la nominava il re di Francia e la prima ch'ebbe

fano di Ceccano, nel risuscitare nella chiesa il nipote di questi Napoleone Orsini,
fracassato nelle

onore fu Giovanna d' Amboise , la seconda Maddalena di Borbone, dopo le quali fu governato da due principesse deltale

membra per orribile caduta da cavallo, dopo aver celebrato eoa lagrime la messa, acconciate le membra
:

Queste religiose e altre simili si dissero del secondo ordine di s. Domenico, benché fondate prima dell'ordine de'predicatori, per dare giustamente a questi la precedenza , chiamandosi
la famiglia reale.

nella naturale situazione, e ad alla voce chiamato nel nome di Gesù Cristo laonde restandone sbalordite anche le monache , si sottomisero pienamente alla sua

ubbidienza e alla perpetua clausura. Ne
assunse
il

santo

la direzione,

ed avendo

primo ordine, mentre per il tempo della fondazione tale dovrebbe dirsi quello delle monache. Fino al 1 2 8 s. Domenico non fondò altri monasteri di donne ma in quest' anno avendo avuto in Roma da Onorio III la commissione di raccogliere in un luogo solo molte relidel
1 ,

loro prescritto alcune regole proprie della
vita religiosa,
si

vide presto fiorire tra

esse ogni virtù,
si

massime

la

povertà, cui

obbligarono volontariamente, dovendo ciascuna donzella il 4-° giorno dopo la sua accettazione in s. Sisto rinunziare a
tutti
i

beni che possedeva o potesse pos-

giose, che sparse per la città in piccole co-

sedere.

La

i."

che vestì

l'abito, simile

a

munità, come le monache di s. Bibiana,o case private, vivevano poco regolarmened avendo il santo ceduto loro il convento di s. Sisto , venne questo ad essete,
il 2. monastero da lui fondato per le monache. Toccai superiormente quanta fatica durò s. Domenico per effettuare

quello che dopo la visione del b. Regi-

re

ualdo assunsero e portano frati e monache dell'ordine, a riserva del cappuccio, in vece del quale le religiose hanno un velo nero posto sopra altro bianco, fu la
i

b. Cecilia Cesai ini

romana priora
1

del

mo-

siffatta

riunione,

come

della resistenza di

dimoravano nel luogo detto s. Maria della Torre presso la chiesa di s. Cecilia di là dal Tevere, ov'era una divota immagine della B. Vergine in molta venerazione del popolo romano; e poiché una delle ragioni che alimentava la loro ripugnanza era di non voler abbandonare la sagra immagine, avendo il Paquelle che

da dove con permesso di Gregorio IX uscì nel 2 33 per fondarne altro a Bologna, in cui morì santamente di 89 anni nel 1280. Che se le monache domenicane del monastero di Roma non furono fondate primadi quelle di Provilla, però prima di queste vestirono l'abito, che tuttora usano le domenicane. Ilp. Bonanni nel Catalogodegli ordini religiosi , delle Vergini a Dio
nastero di
s.

Sisto,

pa accordato di trasferirla a s. Sisto, ve portò di notte s. Domenico accompagnato da due cardinali e da molti divoti i quali lutti incedevano con fiaccole accese e piedi nudi, siccome scalze per riverenza la riceverono le religiose. Queste subito furono confermate nel santo prola
,

46 e 47 riporta le figure monaca senza cappa e con questa, avvertendo che le monache assumono la cappa nelle funzioni sagre e quando ridedicate^ a p.
della

cevono la ss. Eucaristia. Il GarampijTI/emorie della b. Chiara di Rimini, p. i35 e 40, parla del colore dell'abito di que1

posito, particolarmente per lo strepitoso

st'ordine e del terzo.

Le

religiose del se-

.

io4

PRE
di
s.

PRE
Gregorio I, imperocché questo Papa la portò in processione nel giorno di Pasqua, con quelle della basilica Liberiana e d'Araceli), e da esso per visione l'ottenne il pioTempuio, il quale la ripose nella chiesa dis. Agata in Trasde'

condo ordine

nasteri in tutte le parti del

Domenico hanno momondo, sog-

tempi

di

s.

getti quasi tulli ai superiori dell'ordine,

ed alcuni soltanto agli ordinati de' luoghi ne'quali sono fondati. In vigore delle loro costituzioni

mangiar

ad esse non è lecito carne fuorché nelle malattie; è loro vietato l'usodellino nelle camicie
la

tevere, che poi prese
ria delle

il

nome

di

s.

Ma-

Grazie per quelle che faceva, e
(forse per quella
s.

e ne'lenzuoli,

i

quali

devono

essere di lai

in

Torre

accanto elevain

na; sono tenute a digiunare in tutti

ve-

ta nell'

848 da

Leone IV

ripa del

nerdì da Pasqua fino alla festa
saltazione della Croce, ec.
fìzio
,

dell'

E-

ed oltre

l'uf-

hanno da recitare in coro quello della Madonna. Nel secondo ordine in grandissimo numero fiorirono le
divino

Tevere, poiché al presente lachiesina di s. Maria in Torre, dai marinai chiamata s. Maria del buon viaggio, rimane congiunta all'ospizio apostolico, dal lato che

guarda
nente
Sergio
te notte

il

fiume) o Tempulo, apparte-

sante e
gli

le

heate, e per
s.

onori dell'altare

prima meritò Agnese da Monla

alle

monache benedettine. Papa

111 del

go4

la fece

trasportare al-

tepulciano; sono innumerabili quelle che
vissero santamente, ornate di tutte le virtù, contandosi fra queste

la basilica

nella seguenprodigiosamente l'immagine tor-

Lateranense,

ma

monache

indili-

vidue

di

sangue regio e di nobilissimi

ricchi assegni al monastero, e

gnaggi, di tutto trattandone
biografi dell'ordine
oltre gli scrittori degli ordini

gli storici

e

rammentati di sopra,
religiosi e

Papa donò si aumentò la divozione per essa del popolo romano; restando pel patrocinio suo le monanò
nella sua chiesa
,

onde

il

precipuamente ilp. Helyot. Ecco le chiese che hanno in Roma le domenicane. Chiesa de' ss. Domenico e Sisto. Nel rione Monti, sulla punta del Monte Quirinale già detto Colle Laliaris. Ne' voi.

che in s. Sisto esenti dalle barbarie del mentovalo saccheggio. Terminato sotto GregorioXIII l'edilìzio del monastero agli 8 febbraio i5j5 visi trasferirono da
s.

Sisto

62 monache

colla santa

immasi

gine, collocandola poi nella chiesa ove

68, XI , p. 43, XIII, p. narrai che divenuta insalubre
Il, p.

45

e 46,

venera a'3o luglio 1640 con solennissima

l'aria

ove

pompa,
ed
il

in cui prese parte tutta la città,
1 J

abitavano
Sisto,

monache domenicane in s. massime dopo il sacco di Borbone
le
il

64 la coronò con corona d'oro, come si legge in Bombelli,

capitolo Vaticano nel

del 1527, per essersi spopolato

sito, s.

Pio
lizio
1

V

con

la tassa dell'

anello cardinadi scudi

A

p.

5g

Raccolta delle immaginii. 3, p. 5 parla della coronazione seguita
r

ed altre somministrazioni

nel

1647

dell'altra miracolosa

Madonna
in

0,000 d'oro eresse un piccolo monastero con chiesa annessa, indi quivi passarono le religiose, portando con loro la suddetta miracolosa immagine di Maria che dicesi dipinta da s. Luca e illustrata da quelleoperechecitai di questa darò un cenno coll'autorilà del Torriggio, Ilistoria della ven. immag. di Maria V. posta nella chiesa del monastero delle RR.
:

delle Grotte,
sto luogo

egualmente portala
s.

quela

da

Sisto,

il

cui

Bambino
Pio
di

B. Vergine nel
di

1570 pose

nelle braccia

suor Filippa.

Quando
,

s.

V
s.

con-

cesse questo sito

esso apparteneva alle

monache
ria della

terziarie

domenicane
quali
si

Ma-

Neve,
di

le

ritirarono in-

sieme con altre
le

terziarie dell'ordine dette
s.

monache
in

Caterina, che abitavas.

monache de' ss. Sisto e Domenico di Ro> ma, ivi 1641. Un pellegrino da Gerusalemme la porlo in Roma («embra prima

no vicino
Minerva,
santa
:

alla

chiesa di

una

casetta ov'era

Maria sopra morta la

dipoi queste religiose con l'aiuto

j

PRE
di Porzia

PRE
Urbano Vili
riedificarono eziandio
la

io?

nastero sotto
Siena, e

Massimi eressero un nobile modi s. Caterina da il titolo
il

ma-

gnilicentemente
di

chiesa, con facciata

commutando
la

3.°ordinecol a.°

esterna di travertino e con architettura

ne professarono

Avendo trovato le monache di s. Sisto un ampio locale da potervi innalzare una comoda fabregola.

Vincenzo della Greca,
a

cui

si

ascende

per doppia grandiosa scala. Entrando in
chiesa nella
i.
il

cappella a sinistra

Roma;

brica, diedero subito

mano

all'opera, for-

nelli dipinse

quadro della Madonna del
e
s.

marono un
di
s.

nobile interno coro o chiesa,
di reliquie e della

Rosario
legrini

,

s.

Domenico

Caterina
si

la

che arricchirono
detla

mano

tavola dell'altare seguente
;

crede d'Al-

Caterina, collocando sulP altare la immagine di s. Maria delle Grotte
vece della precedente chiesuola con

il

Cristo in croce della cappella

che segue è copia d'altro quadro del Lanfranco.

ed

in

La

tribuna era stata colorita da
vi

un

solo altare (secondo Martinelli,
,

Roma
Maria

Baglioni,che
ti

avea rappresentati
si
,

i

fat-

sacra
Poli),

p.

36g, era dedicata a

s.

di

s.

Domenico; oggi però
s.
i

vedono a
di

e giuspatronato di Nicola Conti signore di

fresco di Baldini la battaglia
le

Genti-

dierono principio a quella che nobilissima si ammira, trasferendovi ancora dalla chiesa di
cefisso trafitto
s.

l'Evangelo di

Domenico

illeso nelle

fiamme mentre

libri degli eretici resta-

Sisto

un antico Crosi

con
s.

4 chiodi, che
I

crede
di

già esistesse a

Sisto

quando consagrò
in

no consunti. Del Gentile sono pure le pitture che decorano l' immagine della B. Vergine delle Grazie trasportatavi da s.
Sisto. Le pitture della volta e della buna sono di Canuti , e figurano la
ria dell'
tri-

quel tempio
Sisto
1 1;

s.

Silvestro

onore

s.

queste

nerano altra ne detta di s. Aurea per esservi dipinto
ai lati
il

monache posseggono e veimmagine della B. Vergi-

glo-

ordine de' predicatori

,

espressa

nelle
te

suo martirio. Quanto alla chie-

immagini del fondatore e delle sandomenicane. Nella cappella seguente
s.

sa di

s.

data

ai

Torre o Tempulo, fu dottrinari di s. Agata nella stes-

Maria

in

Mola rappresentò
tire nel

Domenico portato
Il

a Soriano da tre sante.

s.

Pietro mar-

sa regione. Inoltre

il

Torriggio parla del
III

seguente altare è un'imitazione

monastero

di

s.

Sisto e suoi benefattori,
,

di quello del Tiziano. Nell'ultima cappella architettata

principalmente Onorio

Innocenzo

da Bernini

,

le

statue del

IV, Benedetto XI, Gregorio XI;che Eugenio IV vi riunì le benedettine del vicino monastero di
s.

Redentoree della Maddalena sonodi Raggi. In questa chiesa, che risplende per marmi, pitture e stucchi a oro,
le feste di
s.

Cesario
di

;

che Leone

si

celebrano

X

vi riunì le

domenicane

s.

Aurea del

Domenico
il

monastero posto a strada Giulia nel luogo detto Castrimi Senensej che anche le «benedettine del monastero de' ss. Cosma e Damiano in Trastevere furono trasportate in s. Sisto ed unite alle domenicane, dicendo pure de'divoti della B. Vergine che si fecero oblati nel monastero di s. Sisto. Prosperando il monastero dei
ss.

Sisto

II a'

6; ed
fa

4 agosto, di s. senato romano ogni
a'

quadriennio

l'oblazione del calice d'ar-

gento con torcie di cera. Chiesa dis. Caterina da Siena a Mon-

Magnanapoli. Nel rione Monti, nella contrada detta ne' tempi bassi Dalnea Pauli, per esservi ivi stati bagni del conte
i

sole

Paolo Emilio, sulla quale etimolo-

Domenico e Sisto, per la purezza delsi aumentò il numero delle signore romane, laonde ora si compone di qual'aria

gia Cancellieri die erudite notizie uè
sessi e nei Mercato.
Il

Pos-

contiguo mona-

stero contiene quell'alta e gigantesca tor-

si

tutte nobili.

Ed

è perciò che neliGi

i

re d'ottima costruzione, di cui parlai nel
voi.

ampliarono decorosamente il monastero sutlo Paolo V, quindi nel pontificato di

XVII,
,

p.

yo ed

altrove. Conti e Ric-

chebach

Posizione geogr. de luoghi di

.

io6

PRE
p.

PRE
sono pitture
dell'

77, la dicono eretta sotto Innocenzo III verso il i2i5, perciò posteriore a Nerone, del quale il volgo le ha

Roma,

di Garzi.

ultima cappella di

s.

Tutte le pitture Maria Madda-

lena, effigiata in atto di comunicarsi, so-

dato

il

nome;

ma

altri l'attribuiscono al

no

di Luti.

La
si

chiesa fu consagrata nel
la festa della

12 io e a Pandolfo della Suburra senatore di
la

1640
In

e vi

celebra

santa

Roma;

certo è che la sua
in

forma

titolare a'3o aprile o la

domenica dopo.

dimostra eretta

tempo

di fazioni ci-

tempo

vili. 11

di

s.

monastero ebbe origine da quello Caterina, che accennai nel precedenfondò nel i563 Porzia

se, nel

del governo imperiale francemonastero fu collocata la fabbri-

te articolo, e lo

Massimi figlia di Luca e di Virginia Colonna , la quale rimasta vedova di Gio. Ranista Salviali neli573 vi si rinchiuse. Narra Novaes, nella Vita di Gregorio XIII , che volendo stabilire il collegio de'.neofiti o catecumeni nella casa ove già •visse e morì s. Caterina da Siena, levando le monache che ivi erano sotto V invocazione della santa, edificò loro un monastero più
napoli.
la

ma dopo il ritorno di Pio furono ripristinate le monache. Ad Adoratrici perpetue del divin Sacramento, nel vol.XLII, p. 58 ed altrove riportai come Gregorio XVI concesse a tali monache il monastero e chiesa di s.
ca de'tabacchi;

VII

vi

Maddalena
rendo
le

al

Quirinale nel 1 838, trasfereligiose

comodo nel Monte MagnaAvrà forse ingrandito quello delMassimo, o con essa contribuito po-

domenicane gas. Caterina: il monastero neh 58 1 l'aveva eretto Maddalena Orsini e vi prese l'abito religioso , quindi sotto Clemente XI
votte che l'abitavano in questo di
fu rifatta
ni;
il

poche

la

chiesa con disegno di Boriodell'altare

quadro
il

maggiore è

del-

tentemente all'edificazione e sistemazione.

la scuola

de'Caracci, la volta e le lunette

Quando
i

blicò

1600 pubil Panciroli nel Tesori nascoiti, era del 3.° ordi-

di Garzi;

senato ogni quadriennio fa

l'offerta del calice e delle torcie.

ne, poi lodivenne del i.° La chiesa fu rinnovata ne'primi anni del secoloXVIIcon architettura di Gio. Rattista Soria e con facciata di travertino. L'interno è orna-

to di

marmi

e di stucchi dorati. Nella
s.

a
i.

cappella a sinistra Nelli dipinse
i

Nicola;

3 Arcangeli nella cappella seguente sono

di

Fabio della Cornia,
sono
di

ma

le

pitture del-

la volta

Tedesco. Nella 3/ cap-

pella vicino alla sagrestia, Passeri colori

Vergine del Rosario, nella volta Spevi espresse variestoriedellass. Vergine; il sott'arco fu dipinto da Ruggieri. 1 due ovati sopra la sagrestia sono di Passeri. L'altare maggiore decorato di 4 cola B.

ranza

Chiesa della ss. Annunziata. Nel rione Monti all'Arco de' Pantani, presso gli avanzi del tempio di Marte Ultore e del recinto del foro d' Augusto, già sagra a s. Basilio e dei monaci del suo ordine. A quanto dissi ad Annunziata monache, a Neofite per quelle che vi sono, collocatevi nel 566 da s. Pio V, e nel vol.XL VI I, p. 271, 274, 275, aggiungerò, che nella chiesa il quadro dell'Annunziata dell'altare maggiore è di Lapis da Cagli; le pitture a fresco all'intorno sono di Moti1

tagna

:

i

quadri degli

altari laterali dis.
s.

Basilio, dis. Gio. Battista e di

Giaco-

mo

lonne di

marmo bianco e nero, fu edificalo
,

coi disegni del maltese Cafa

che

vi scols.

Consolano. Oltre la festa titolare a'25 marzo, vi si celebra quella di s. Basilio a' \ giugno.
l'eseguì
1

ancora

in rilievo la
il

statua di

Catedella

Del

ter z

ordine di

s.

Domenico.
i

rina che è

più bello

ornamento
s.

Gli albigesi sovvertendo
trarli ai loro errori, se

cattolici

per
sfo-

chiesa. Nella cappella seguente

DomeLa
glo-

non riuscivano

nico che risuscita
ni, del

il

fanciullo è di Puccii

gavano

la

loro rabbia con crudeltà inauviolenze, sagrificando le [ter-

Vasconio sono

freschi.

dite e con

ria

con vari santi nella cappella appresso

sone e spogliandole de' beni.

Lo

zelo di

P
cui
s.

II

E
chiesa cat-

PRE
catalogo de' santi, determinarono,
scrittial terz'ordinedi farsi
telli

107
gli

Domenico ardeva perla

a-

tolica e pei suoi figli lo

spronò a porre ri-

chiamare

fra-

medio a tanti mali. Dopo averne deliberato con persone savie e zelanti della relideterminò di fondare nel 1209 o 12 io un terz'ordine ovvero una santa milìzia oordiuemilitareintitolatodi Gegione,
si

della penitenza; poiché essendo tergli eretici
s

minati

e cessato l'istituto di

combatterli

non rimaneva

loro altra

guerra che col nemico interiore e le proprie passioni, laonde fu l'ordine della milizia di

sù Cristo
pio,

,

il

cui articolo citai in princidi

composto d'uomini

provota virtù,

ne
le

della penitenza di

Gesù Cristo chiamato terz' ordis. Domenico. Tra
sessi

obbligo de' quali fosse di prender le armi e combattere secondo i bisogni della
Chiesa per opporsi alle usurpazióni e uccisioni degli eretici, e per la difesa e ricu-

persone de'due

che in questa pro,

fessione seguitarono a vivere
in grandissimo

vi

furono

numero, commeiidevoli
laici, di

per sublime pietà, ed appartenenti ad ogoì ceto,ecclesiasticie
nali dell' ordine
cui gli an-

pero de'beni e

diritti delle chiese.

L'ab-

bandono quasi generale cui si vide talvolta ridotto Simone di Monfort comandante
sti
,

di elogi,

domenicano sono pieni massime pel gran numero delle

de'crociati, per la partenza di

querice-

sinte e beate che diede questo terz'ordi-

fu altro

motivo
il

di stabilire questa

milizia, in cui

conte volle esservi

vuto,

cenzo
se
s.

si rileva da un breve d'Innode*28 giugnoi2io. Vi ammiDomenico gli uomini eziandio am-

come
III

che si meritò il titolo di beaMargherita d'Ipri che abbracciò l'istituto nel 1228. Altre accese del divino amore e a più alta perfezione aspirando,si separarono dal mondo, e senne.
i."

La

ta fu la b.

mogliati,
il

ma

con di verse cautele, affinchè
potesse pregiudica-

za abbracciare lo stato religioso,
statuti

ai

loro

loro

impegno non

re alla pace e tranquillità delle famiglie,

aggiunsero la clausura e il volo semplice di castità. La b. Emilia di Vercelli nel
1

non dovendo tornare a danno de' particoiai lo stabilito pel bene comune. Volendo le spose e le figlie di quelli cheaveano abbracciatoquesto terz'ordine, oli

255 fondò uno
,

di quesli

mona-

steri, di cui

poi fu fatta priora dai supe-

riori dell' ordine

tre avere dato

il

loro consenso, eziandio

partecipare
cizi e

al fruttospirituale degli esers.

buone opere loro,
alla

Domenico
la

le

aggregò
orazioni

sagra milizia, acciocché an-

cora esse combattessero per

Chiesa con

e

colla pratica delle virtù cristia-

ne e con opere di misericordia, onde si chiamarono suore della milizia di Gesù Cristo. Agli uomini e alle donne a voce prescrisse una certa regola di condotta, una forma d'abito bianco e nero per esprimere l'innocenza e l'umiltà, ed alcune preghiere. Il fervore e buon esempio furono cos'i efficaci, che molte vedove e vergini fecero istanza d'essere annoverate nel terz' ordine, il quale divenne ben presto celebre e si dilatò poi tanto, quanto
l'

contribuendo col suo esempio e saggio governo alla perfezione d'un gran numero di vergini. Non avendo s. Domenico dato al suo terz'ordine regola alcuna in iscritto, accadde che le superiore de'monasteri o congregazioni, e talvolta loro direttori vi mischiarono alcune pratiche, che non erano sempre conformi agli statuti. Ad evitare la confusione che ne proveniva, le suore d'Italia pregarono il p. Muzio di Zamora 7. "gei

nerale dell'ordine de'predicatori, di

fis-

sare una perfetta conformità in tutte le case e congregazioni del terz'ordine. In

quésta occasione

la

regola data das.

Do,

menico

di viva

voce fu scritta, e
nel
1

distri-

buita poi da

un successore

285

e

fu chiamata la Regola del terz'ordine,

che

ordine slesso de'
il

frati

predicatori.

approvarono neh4o5 Innocenzo VII, e neh 43c) Eugenio IV. Adunque il terz'ordine di
s.

Morto poscia

foudatore e ascritto nel

Domenico

fu diviso in più va-

io8

PRE
i

PRE
Leone X, Paolo III, s. Pio V, Clemente Vili e Urbano Vili lodarono
Giulio
II,

mi ed ebbe

rono ne che vollero poi esservi ricevute, alcune si rinchiusero ne'chiostrie vissero poco differente dalle religiose,
rifa
le cui

uomini fuprimi ad abbracciarlo: tra le dondiversi stati. Gli

assai

il

terz'ordine e gli accordarono di-

versi privilegi.
la

BenedetloXIII nellabolprivilegi,
frati e le

auste-

Pretiosus rinnovò le lodi date dai prei

sorte di monache Europa e in America, essendo vere monache e religiose di voti solenni. Sono però in maggior numero terziarie le terziarie che nelle case de'Ioro congiunti, nel mezzo delle lo-

erano minori;

tal

decessori e confermò lutti

per

si

moltipJicò assai in

muovere più efficacemente re a compiere sempre con
le

i

suopro-

fervore tutte
la

obbligazioni della loro regola per

i

ro famiglie, procurano di santificarsi tra

i

doveri della vita
cizi

civile,

con regolati eser-

ad edificazione altrui. Il p. Bonanni, Catalogo degli ordini,^. 48, riporta la figura della monaca domenicana del terz' ordine, vestita con tonaca e
pria perfezione e

didivozioneecon una parte delle pra:

scapolare bianco e
dalla testa ai piedi,

manto nero pendente
mentre
sul

tiche del chiostro
terziarie furono
s.

numero di queste Caterina da Siena che
nel
(

capo usa-

no un velo bianco.

contribuì alla restituzione della residenza pontificia in

PREDIZIONI. V.

Profezie.

Roma

per

le cui

stim-

PREFAZIO,
della
si

Praejatio. Orazione che
il

mate

fu grave questione sopita da Sisto IV, mentre per quelle della b. Lucia di Narni, pure del 3."ordine, si riconobbero); s. Rosa di Lima che per tutta I' Aruei ica diffuse il buon odore di Cristo ; la b. Colomba da Rieti, la b. Benvenuta

precede immediatamente

Canone (P.)
o rendimen-

Messa

(P.), parte di questa e quaal sagrifizio

preparazione

to di grazie a
seguirsi.

Dio per quanto è per eDice Piscicelli, Riti della messa
il

par. 4> che la Chiesa venera tanto

cal'a-

Balani d'Udine,
di
te.

la b.

Osanna Andreasis

none,

come

quello che in sé contiene

Mantova, s. Caterina Ricci, ealtre beaVerso il declinar del secolo XVII il

zione del sagrifizio, che prima abbia principio, s'introduce colla Prefazione, la
le

qua-

p. Piccini

domenicano veneto istituì in Conegliano un monastero di terziarie,la
I.*

per brevità chiamasi in latino Praefaerrata-corrige scrive Praepha-

tic (nel!'

delle quali fu suor Giacinta Bosso vele

tio), in italiano
il

Prefazio. Nel rito gotico

neziana,

Macerala con essa fondarono quel monastero per 1' adorazione del ss. Sagramento, di cui
quali nel

1690

in

Prefazio è chiamato Immolazione, nel

parlai nel voi. Ij p.
costituzioni.

9 5, con austerissime Più comunemente in Italia,
Perù,
in

nella Spagna, nel

Avignone

si

videro suore portare in pubblico l'abito
religioso, visitando

mozarabico Illazione, e nel gallicano Con(V.) e insegnano che questa preghiera ed azione di grazie che serve di preparazione alla consagrazione trovasi in tutti vecchi sagramentari e nelle liturgie le più
testazione. Gli scrittori di Liturgia
i

modestamenteecongli afflitti,
i

antiche,
di
s.

come

in quelle di
s.

s.

Giacomo

,

solando gl'infermi,
questo
terz'

poveri. Pel

Basilio, di

Gio. Crisostomo, delle

buon odoredi santità e cristiane virtù, che
ordine sparse nella Chiesa,

costituzioni apostoliche.

Fino dal

3.° se-

colo

s.

Cipriano ne parlò nel suo tratta-

massime nel fervore del suo principio, mosse Gregorio IX a scrivere al b. Giordano 2. generale de' fra ti predicatori, per ordinargli a coltivarlo sempre con diligenza e a dilatarlo di più. I successori OnoriolV, Giovanni XXII, Innocenzo VII,

to dell' orazione domenicale, con queste
parole: Ideo,et sacerdos ante orationem,

praefatione praemissa

, praeparal fratrum mentes dicendo, Sursum corda. I padri del 4-° secolo ne fanno spesso men-

zione. Alcuni reputano autori del Prefazio
i

Eugenio IV

,

Sisto

IV, Alessandro VI,

Papi

s.

Dionisio del 261, o

s.

Leo-

PRE
ne Idei 44°> ° s Gelasio I del 492, che Durando, lib. 4, e. 33 dice che ordinò si cantasse nella messa. Novaes afferma che
-

PRE
la

109
in essa gli fu dal

messa composta,
ispirala,
1 ,

ma

cielo,

come

riferisce Battaglili!

nel
p.

1.

Misi. um\>. Concilior. ad an. 5qo,

s.

Gelasio

1

alle

antiche Prefazioni del-

messa ne aggiunse delle altre. Si legge nel libro Pontificale, che s. Gelasio I
la

ferii

sacramenlorum Praefationes,

et o-

3o2, e dallo Spirito sanlo, con istupore il popolo presente, come vuole Macri nella Not.de' vocab. eccl., a Praefatio. Siccome poi diverse sono le feste
di lutto

raliones cauto sermone, onde alcuni cre-

della

Madonna,
in

cosi la
il

Chiesa a tenore di
prefazio proprio
:

derono essere stato 1' autore delle Prefazioni; maLambertini, Del sacrifizio del* la messa t. 2, par. 4 3 sez. I, n. 192, con Gavanto Bona e Meniti, opina che ciò devesi intendere cosi, che s. Gelasio I ne abbia fatte alcune, non già che sia stato
,

queste feste comincia

Et

te

te, ec.

Assumptionej Et te in Nari laIn quanto alla festa della Conce,

zione (P\) soleva dirsi
pitone, ma. Gregorio

Et

te in

Conce-

permise e Pio IX(F.)\\a poi prescritto che si debba di-

XVI

ili. "ad

introdurre nella messa questa ora-

re,

Et

zione, facendosene
la liturgia di
s.

prima menzione nele nelle opere
s.

francescani
del

Giacomo,
di

Immaculala Concepitone. I hanno unaPrefazionepropria sanlo loro fondatore, che fu compote

in

di

s.

Cipriano e

Cirillo

più antichi di
i

dello Papa; per lo che insegnano
istituzione agli apostoli, ovvero agli

men-

Giovanni d' Alvernia, e la dicono nelle messe dei sanli»del loro ordista dal b.

tovati scrittori, doversi attribuire questa

ne.

Il

Pagi nella Vita di Pelagio II, n.°
lib.

uomi-

17, e Bona, Rer. litur.

2, cap. io, n.°

Secondo la risposta di Pelagio Il del £78 ai vescovi di Germania e di Francia, cpist. 4, sono q le Prefazioni apostolici.
1

dubitano con gravi fondamenti, che possono vedersi anche in Merali t. i,par.
3
,

I, n.°

6, della verità di questa lettera di

ni, cioè

1.'

del Natale, 2. dell'Epifania,
e in

a

Pelagio II,

ma

certo è che ne' Messali
si

3." della

Quaresima

tempo di

digiu-

dopo 1200 anni non
II, alle

trovano che

le

no, 4dell'

3

a della Croce, 5." della Pasqua, 6.

9

Prefazioni riferite nel decreto di Pelagio
quali fu aggiunta dipoi un'antis. GelaGregorio I, e l'altra della B. Vergine laonde oggi sono 11 le Prefazioni di cui si serve la chiesa romana. Ve-

Ascensione,

7." dello Spirito santo,

8.° della ss. Trinità (la

quale per decreto
1

chissima comune, che credesi di
sio I o di
,

Clemente XI 11 de'3 gennaio 759, che si legge nel t. 9 Decrel. S. R. C. n.° 602, si deve dire in tutte le domeniche dell'anno, nelle quali non è assegnata Prefazione propria), 9/ degli Apostoli ( le quali sono riferite nel can. Invenìmus, de cpns.
di
1

s.

dasi Giorgi, Liturgia
ratori nella Liturgia
erasi finora

Rom. Pont. Il Muromana osserva, che
s.

creduto che prima di
la

Gre-

disi,

i),

ed a queste,
nel

al dire dello stesso

gorio
fazi

I

avesse

chiesa

romana

molti Pre-

IVovaes, nel concilio di Piacenza aggiunse

e che altri ne aggiungesse quel

Urbano

li

iog5

la

io.'
1

1

della B.

pa, altri ne riformasse.

PaLaonde Bona re-

Vergine (Bona, Liturg. cap.
vina psaltnod. cap. i2,§

o, § 3, e Di-

puta

falsa la lettera di Pelagio li a'vescovi

2), ch'egli

avea
di-

suddetti, in cui asseriva che a que' tempi
la chiesa
fazi,
I

composto mentre era cardinale (come
bene
altri l'attribuiscano

romana non usava che 9 Pres.

ce Poggiali nella Storia di Piacenza, seb-

quindi ne verrebbe che
fatti,
il

Gregorio
suc-

a

s.

Brunone,

troppi più ne avesse

che non pa-

per cui Ruinarl nella Storia letteraria di
Francia, ne crede incerto l'autore), cantandola
egli stesso nel
s.

re verosimile in

un Papa immediato
nel

cessore di Pelagio II e tenace delle sagre

nella chiesa di

Piacenza,

la

celebrar la messa Maria di Campagna di quale non avea prima del-

costumanze.
1

E siccome
I

Sagramentali

io di

s.Gregorio

pubblicato da Menardichia-

dosonovipiù Prefazi, Muratori

-

i.io

PRE
mente
tori
si

PRE
risponde dal ministro o dai canpel popolo, Et cum spirila tuo: alza le bracciagià estese sino al petto in

io aggiunti, non da Grimoldo abbate o da Roclrado prete, come altri dissero, ma

da A Icuino abbate, di die fa testimonianza Micrologo autore del secolo XI. I greci
in tutte le messe.

mo-

do che una palma guardi
cielo

1'

altra e dice

non barino cbe una Prefazione, die si dice I mozarabi hanno Presi

Sursum corda; e gli abbiamo unito
bene adunque alza
ripigliando

si
i

replica, grazie al

nostri cuori al Si-

fazioni proprie, nelle quali

parla o del
,

gnove } Habemus
to

ad Dominumj
le

per tanpet-

mistero della festa cbe
ineriti del

si

celebra

o dei
si

mani sinoal

santo in onore del quale

ce-

to e poi l'unisce e solleva lo
to,
il

lebra

la

messa. Nei nuovi

messali delle

sguardo in alsacerdote, Gratias aganostro, e tosto china

diverse diocesi furonocollocati nuovi Prefazi

mus Domino Deo
il

per tutte

le

solennità

,

composti sul

capo

alla croce; egli è

degno,

egli è giu-

modello degli antichi. Nella liturgia della cbiesa Ambrosiana a tutte le messe , fuorché ad alcune de' santi cbe l'hanno comune, sono assegnati Prefazi propri, die si variano secondo la diversità delle
i

sto, rispondesi,

Dignum, etjustum est.

Fi-

nite queste divote espressioni del

popolo
il

per

la

voce del ministro o de'cantori,

feste e de'giorni.

Di molti di

tali
il

Prefazi

se ne fa autore
le in

s.

Ambrogio,

di cui sti-

come prima le mani incomincia o prosiegue come dice Diclich il Prefazio, Vere dignum et fustimi est. Quando dice, Per Christian Dosacerdote alzate ed estese

alcuni

si

ravvisa; sebbene poi altri

ne'secoli bassi siano stali intrusi assai scipiti e

barbari, per cui furono nelle poste-

minimi nostrum non china il capo ( lo china nella Prefazione della B. Vergine, e con una inchinazione maggiore fa altrettanto verso la croce nel

riforme levati dai messali. Vedasi Fumagalli, Antich.Longob.Milan.t. 3.
riori
11

pronunciare
il

il

nome

Jesum,
cesi

ciò

cbe fa pure

ministro). Diintelligibile,

Prefazio

lo definisce Piscicelli

ren-

con voce alta e chiara o

dimento
gio,

di grazie a

Dio

pel gran prodi-

essendo un fervore sincero, dote

del sacer-

che

in virtù delle divine parole è

per

eseguirsi,

mentre facendosi questo rendiChiesa
il

come mento che

del popolo, questo ringraziasi

fa al
la

divino benefattore; e
suoDio,invita anil

mento

di grazie imita la
il

divino

non contenta
che
ra e

Chiesa della propria esulil

istitutore,

quale prima di consagrare
il

tanza in ringraziare
gli angeli, gli

nell'ultima cena

pane

e

il

vino, ringra-

come pure

cielo e la ter-

ziò l'eterno Padre, gratias agensfregil,
et dixit,

uomini, acciò

tutti

dicano

insie-

ec, e per ringraziare degnamente

me: Sanctus Sanctus Sanctus. Dipiùs'invitano
gli

annunzia il sacerdote di bel nuovo al popola la santa unioneconDio, mentre dopo Je parole dell'ultima segreta, Per omnia soccida saccidorum, stando in mezzo dell'altare e deposte sopra di esso le

angeli a cantarlo

come

Trila

sagio {V.) e canto angelico, avendolo

Chiesa preso da Isaia che rapito in
rilo
1'

ispi-

udì cantare alternativamente dai

mani,

serafini. Alle parole del trisngio, per de-

seguila a dire con voce alta

Dominus

notare maggiore riverenza al santo dei
santi unisce
al
il

vobiscum (senza però rivoltarsi al popolo, o perchè coll'aver detto prima Orale fralres , si è come congedato da esso, o perchè secondo le antiche liturgie serrandosi le porte del santuario e tirandosi pri-

sacerdote

le

mani innanzi
,

petto col capo chinato alquanto
la

ed
u-

abbassa
dito, e

voce, in

modo

però che

sia

con questa variazione di voce intende di risvegliare sempre più l' attenzione degli astanti, che è l'oggetto principale della Chiesa
,

ma
dote

del Prefazio alcune cortine attorno

all'altare, fu riputato inutile
si

che
il

il

sacer-

siccome

il

suonare

rivoltasse per salutare

popolo,

diesi

fa del

Campanello
il

(V.), altro

non

die non poteva vedere), ed immediata

è che per avvertire

popolo darsi prin-

PRE
cipio dal sacerdote a quel canone che o-

PRE
riverenza perchè adora
il

ni
gran Dio con

l'eterno Padre; al Trisagio s'inchina coti

perar deve
ziazione del

il

miracolo della transustan-

Sangue
rispetto,

di

pane e del vino in Corpo e Gesù Cristo, e quindi appliraddoppiare la riverenza, il la meditazione, dicesi

umiltà e tremore (cui allude il suono dei campanelli degli orientali, come n olai nel

cati tutti a
il

silenzio,

XXV, p. 91), laddove il Benediciti* eh 'è acclamazione di gioia (come rilevai
voi.

tre volte Sanctus per adorare

Dio uno e

a Hosanna) esige azione festevole.
sto inno o cantico,

Quegioia

trino nelle persone (nelle messe cantate al

qaantunque
di sì

di

detto suono si unisce quello delle
i

Campa'

e di allegrezza, è slato ed è
vozione, che
la

gran disi

ne per invitare fedeli a trovarsi presenti a Ila Consagrazione ed Elevazione dell' Oslia).

Chiesa ha stabilito che

dica anco ne'giorni di penitenza e perfi-

Segue
:

il

sacerdote a dire,

ma

sotto

no

nelle messe de' defunti.
,

Dominus Deus Sabaoth, pieni sunt coeli,el terra gloria tua, Hosanna in exvoce
eelsis,

Prefazio

si

dà principio
gli

alla

Dato fine al grande ail

zione del sagrifizio e pertanto
te alza le

sacerdo-

ed erigendosi dice Benedictus

tjui

mani e
11

occhi al cielo e di-

venit in

nomine Domini,
si

della croce. \J Hosanna

colo dichiarai perchè

e si fa il segno (a questo artidicedue volte con

ce

:

Te

igilur.

Diclich, Diz. sacro-litur-

gico, all'articolo Praefatio avverte,
si

che

dice

come
:

si

trova notato nell'ordine

quel che segue)
cesi sotto

in excelsis,

ed

il

Dominus
es-

Deus Sabaoth con quel che

segue, che di-

della messa e quelle Prefazioni che si dicono nella quaresima, nel tempo di pas-

voce, Pisciceli! è di parere

sere provenuto dalle messe solenni, in cui

cantandosi dal coro

il

Sanctus

,

il

cele-

tempo pasquale, o che vengono assegnate come proprie fra le Ottave (si eccettua però la festa di s. Gio. Evansione enei
gelista, nella

brante insieme coi ministri con voce bas-

quale sebbene abbia
si

la

pre-

nomina Iddio Signore degli eserciti, Dominus Deus Sabaoth,che in ebreo significa armate ed eserciti, eia
sa lo recita. Si

fazione propria, pur
tivitate,

dice quella

de Na-

per antico uso della cappella pa-

pale. Si

Chiesa

come
il

le altre

parole l'usa nel tra-

sa d'

durla in latino, poiché è ben giusto a-

delle

devono eccettuare eziandio la mesuna feria privilegiata, come quella litanie maggiori nella festa di s. Mar-

d ora re

Signore qual Dio degli
cosi
si

eserciti,
si

co

perchè Egli

gloriò nominarsi e

secondo la sua rubrica propria, e la a messa della feria 4- delle tempora, che
,

compiace d'essere nominato dal popolo eletto , e perchè Egli è padrone di tuttociò che vi è di bello di delizioso e di grande ne' cieli, e di tuttociò che nasce,
,

occorre nell'ottava della Natività di
ria

Macon.

Vergine, nelle quali messe

si

dice la
s.

prefazione comune, come decretò
de'rili, la

la

quale inoltre ordinò. » Qui in

fruttifica e vive sulla terra

,

perciò sog-

giunge il sacerdote pieni sunt coeli et terra gloria tua. Ma l'amore e la gratitudine di cui meritamente per Gesù suo sposo è ricolma
la

sabbaio recitat officium B. M. Virginis volens celebrare missam votivam de san-

sua Chiesa, dopo
tralasci

il

canti-

cto,nondebet dicere Praefationem B. M. Virginis, sed communem ". Le messe votive del s. Natale non hanno altra Prefazione

co
le sta

in

onore

della sagrosanla Triade,

non

permettono si
occasione

d'onorare in que-

ciò

il suo Redentore, ed è perche prosegue festosamente adireZte-

che quella de Nativitate, per la addotta per la festa di s. Giovanni Evangelista), si dicono eziandio
,

stessa ragione

nelle

domeniche
si

e nelle feste, che in quei
le

nediclus qui venit, ed a questo Benedictus
il il

tempi

celebrano, purché
la

dette feste

sacerdote

si

erige nella persona e

si

fa
il

non abbiano

Prefazione propria. Sefia

segno della croce, perchè in questa
rese
il

l'ottava di qualche festa occorra
sta delle maggiori,

una

fe-

Verbo umanato

dovuto onore

al-

che non ha prefazio-

ii2
,

PRE
,

PRE
zioni perciò
si

ne propria si dirà quella dell' ottava quantunque di essa notisi faccia commemorazione nella messa, Nelle messe si dice
la

dissero Pi<efetlure(F'.).V enintitolò prefetti

ne l'impero, ed Augusto
i

governatori delle provincie
uiìi/.iali

Prefazione propria, se l'abbiano; se poi
vi siasi

e molti altri

non

diranno quelle de tempore o
la

aveano piuttosto il
piego di prefetto.
11

eletti da lui anche inferiori, che titolo di onore che im-

dell'ottava, fra

quale accaderà di celesi

Prefetto di

Roma V )
(

brare

la

messo; altrimenti

dirà la Pre-

era uno de'primi magistrati che

la

go-

fazione

comune. E' quando si celebra solennemente qualche messa votiva per una
si

vernava nell'assenza de're, de'consoli e degl'imperatori. Il suo potere fu alquansecondo tempi, ed ebbe un'aumolto maggiore sotto gl'imperatori. Aveva soprattutto il governo della città, di R.oma,ene trattai a Governatore e Governatore di Roma. 11 Prefetto del pretorio era il comandante della guardia dell'imperatore e ne parlai a Porte di Roma, dicendo della Porta Pretoria e del Cato diverso
i

causa pubblica, allora
zione incanto solenne,

dirà la Prefane'

Doppi. Nelle messe de'defunti,in qualunque tempo, sempre si dice la Prefazione comune. Leggo nel Macri, che si deve dire il

come

torità

Prefazio

comune
ss.

nelle vigilie di

s.

Gio.

Battista e de'

Pietro e Paolo, se ven-

gono

fra l'ottava del
la s.

Corpus Domini, col'

me

decretò

cong. de'riti. Nola Can-

stro pretorio,

il

quale come alloggiamento

cellieri, Lett. sul

Dominus, che

antica

dei soldati pretoriani, era di verso dal luo-

si

formola del Prefazio che comunemente dice, Domine sancte, Pater omnipotens,

stizia:

aeterne Deus, è malamente interpunta
e cantata, dovendosi dire
:

de Pater (come
pregando
il

Gesù. Cristo

Domine sanmedesimo

ter sancte),

divin Padre chiamollo Paomnipotens aeterne Deus. Sul
i

Prefaziosi possono leggere, oltre
scrittori, e gli articoli

citati

go ove il Prelore(P.)ammhì\slva\a\a giumeglio è a vedersi Pretorio. Augusto creò questa carica, che comandava la legione pretoriana. Questo prefetto era ordinariamente dell'ordine de'cavaliei*i romani, ma dopo l'elevazione di Macrino furono a tal carica scelti senatori o quei ch'erano stati consoli. Gli altri imi

a questo relativi,

peratori accrebbero considerevolmente

il

Musica sagra
Gravius,Z?e

e

Organo, anche Henr.
Baplismi,

rilibus antiquis

suo potere, poiché divenne come l'arbitro e il giudice sovrano degli affari, e potrebbe paragonarsi ai Maestri del pa~
lazzo che aveano anticamente tanto potere in Francia.

et Confessionibus, et Praefalionibus,

Co-

loniaei53i. Fr. Ant.

De

Monelia, Sur-

sum
snoei,
seti,

corda, Bononiaei522. Barili. Bor-

La prepotenza

del prelo inti-

De formula, Sur sum corda,

dis-

fetto del pretorio giunse al

colmo:

dune, Hafniae 1696, 1698. Adam Rechenbergius, De formula Sursum corda, Lipsiaei7o4elin ejus Exercit. ad N.
T., et Hist. Eccles. ^Lipsiae

tolavano chiarissimo, padre dell'imperatore; e di
il

fitti

l'imperatore era divenuto

ministro d'un violento governo eletto
la

miis,

707. BinghaDeusitata Praefalione, dieta Sur1

per

particolare utilità de'soldati, e

si

videro parecchi prefetti del pretorio giungereal seggio imperiale, facendo trucidare, quando pareva loro opportuno, colui che l'occupava. Ma Costantino abolì le guardie pretoriane e il pretorio di Roma, e per diminuire l'autorità del prefet-

sum corda,

t.

6, p. 3o().

PREFETTO,
Roma

Magister, Praeftctus.
gli alili,

Preposto, che è sopra

che tiene
vi

ragione o grado di dignità.

Un tempo
di

erano
le cui

in

molte sorte
la

prefetti,

funzioni erano assai diverse.

Que-

to del pretorio divise l'impero in
cioè l'Italia,
te, e
l'Illirio, le

4

parti,

sto

nome sotto

repubblica era dato ad
ai

Gallie e l'Orien-

alcuni magistrati della città ed natori d'Italia,
i

gover-

creò un prefetto del pretorio per go-

quali luoghi e giurisdi-

vernare ciascuna di esse o per ainmini-

PR
strarvi la giustizia e le finanze, senza ve-

E
li

ni
rese insolenti
si

poggi del potere, ciò che
e disgustò le provincie
i

runa ingerenza militare. Per

tal

modo

la

donde

traevano

carica del prefetto del pretorio, che nell'origine sua era militare e presso a

generi necessari al sostentamento.
scrisse Nicolai,

Bene

poco

ne
di

Memorie sull'annona
Prefetto de'vigìli, di

simile a quella del generale di cavalleria,

Roma. Eraviil

Magisler equilum, sotto questo imperatore divenne una carica civile. L'imperatore Giustiniano
I

cui tenni proposito a Pompieri. 11

Pie*

fedo de'fabri
re
i

nelle legioni, essendovi nel-

creò un 5.° prefetto del

l'esercito molti maestri legnaiuoli e di fa-

pretorio per governare l'Egitto, che fu diviso dal governo d'Oriente

carri, di ferrari, di fabbricatori pei'

dopo

l'inva-

edificare lestanze per l'inverno,

come pei"

sione de' vandali, e riunito all'impero sot-

fare le macchine, le torri di legno, le ar-

chè non mancasse

ed invigilava perpopolo la sussistenza. Questi 5 prefetti non aveano più il comando delle armate; essi giudicavano
to
tale imperatore,
al

un

mi e

le altre
il

cose necessarie, de' quali

maestri

prefetto n'era capo. Prefetto delil

l'erario era

custode del tesoro,
ai

uffizio

che prima spettava

pretori e da

Nerone
Prefetto

definitivamente
lutti gli

gli affari e

godevano

di

fu attribuito a questi. Si disse

onori dovuti
il

ai sovrani,

senza a-

dell'agricoltura l'ispettore ai lavori rurali.

venie ne

nome né

l'autorità,
il

niente facevano senza
degl'imperatori.
il

Dopo

di

poiché consentimento questi aveano
magistrati

Prefetto delle ale

il

primario
Il

uffi-

ziale delle ale degli eserciti.

Prefetto

aurarium

era l'ispettore delle miniere o,

primo posto, e
i

tutti gli altri

comealtri vogliono,all'imposta detta Muraria istituita da Costantino.il Prefetto
della flotta equivaleva
ai

ed

governatori di provincia erano loro

soggetti. Delle dignità dell'impero in Italia feci
il

moderni amsi

novero nel

voi.

XXXVI, p. i85e
209
e seg.
A.-

miragli. Prefetto delleferie latine

disse

seg. coi diversi prefetti delle legioni e delle

quello che ne presiedeva
e
si

la
Il

celebrazione,
Prefetto della

provincie, e ne riparlai a p.

sceglieva tra'palrizi.
il

gli altri relativi articoli trattai

delle digni-

giurisdizione era
biliti

nome

de'giudici sta-

e prefetti delle diverse regioni.

QuanRo-

ne'municipii; Prefetto de' naviganti

tunquegli edili (ne ragionai anche a Maestri ni strade) fossero incaricali in

era

il

soprastante

ai

rematori di una na-

ve. Prefetto degli alloggiamenti dicevasi

ma

d'aver cura de' vi veri, ed
nelle

il

prefetto

chi curava la posizione del piano de'trin-

della città ne avesse l'ispezione, nondi-

cera menti e di tutte
pi. Il

le ispezioni

de'cam-

meno

glandi necessità e

in

tempo

Prefetto della legione era

un uomo

di carestia o di

fame creavasi un magiil

consolare che
l'Egitto detto

comandava
Il

agli eserciti iu

strato chiamato prefetto de'viveri, Prete-

qualità di luogotenente.

Prefello del-

feclus Annonae,
di

quale avea l'incarico
stali e

Angus tale non

era diverso

comprare

le

vettovaglie nelle provinpaesi con-

dai prefetti o governatori delle altre provincie,se

cie (così

chiamavansigli

non

in questo, ch'egli conservail

quistali fuori .d'Italia), di farle
al

vendere

va

la

sua autorità sino a tanto che

suo

popolo ad un prezzo ragionevole, e di far punire coloro che facevano monopoper aumentarne
il

successore fosse entrato in Alessandria,

lio

prezzo: ne parlai

di

in diversi articoli,
Il

ed anche a Povero.

mentre per la legge generale il successore un governo esercitava il suo uffizio appena posto il piede nella provincia. Pargli

prefetto dell'annona divenne carica e-

tecipava a tutti

onori de'proconsoli,
pretesta; ed era sua

minente, quando gl'imperatori per tener

tranne

i

fasci e la

provveduta

Roma

de'viveri necessari, a
ai soldati e

principal cura di spedire a

Roma quella

profusione ne distribuivano
ulla plebe, creduti

quanti tàdi frumento che l'Egitto doveva

da loro due grandi ap•«.

somministrare. Vedasi

Emmanuele Du8

vot. tv.

__-^1Ù

^

IX,

_

i>4
ni,

PRE
romana
Notaro
della
lati s.

PRE
Agli antichissimi Archivisti della Chiesa

Origine e progressi del cittadino e

del governo civile di

Roma, ivi ij63. Con questo vocabolo sì denominarono
Papi diversi
uflìziali

(V.) } de'quali parlai ancora a
e in altri luoghi, degli

Archivi

tlai
vili

della

s.

Sede,

ci-

Sede

{V.), successero idue pre-

ed ecclesiastici, uggendosi in Morcelli nomenclatura di molli nell'idioma latino. Di questi titoli e uffìzi di prefètti ne
la

Prefetti dell'archivio Vaticano fondato da Clemente Vili e da Paolo V, il i.° de'quali perfezionò ancora quello di
s. Angelo ch'ebbe pure il suo preavendolo notato eziandio nel voi.
j

parlo

ai

loro articoli.

I

prefetti
p.

navali

,

Castel
fetto,

di cui parlai nel voi.

XLIIJ,

22 ed

al-

trove, sono

i

più antichi
il

uffiziali della s.

Xj
s.

Sede che ebbero

titolo di prefetto, ve-

stivano coi piviali e portavano bandiere

88. Il Castellano di Castel p. 187 e Angelo (V.) godeva talvolta anche il titolo di prefetto del medesimo. A Marina, a

corrispondenti alle insegne de' rioni di

Porti ed altrove notai che

vi fu

il

Roma. Dal

secolo

XV ebbe origine

il

pre-

letto della Biblioteca

Vaticana (ne'primi

cardinal Prefetto delle pontificie galere, e che il prelato Tesoriere (V.) esercitò
la

tempi in uno a\V Archivio, presieduta dal Primicerio della s. Sede, Vedi, poi dai cardinali vescovi di Selva Candida, e lo
riportai a Porto),

carica di Prefetto o commissario

del

mare o

della

marina pontificia,
la

delle ga-

lere, fortezze, torri, porti, spiaggie

o ripe

come

notai a Bibliotevoi.

marittime. Di poi fu data

prefettura

cario dis. Chiesa, e meglio nel
p.

XLII,

ad un chierico

di

24 '> cne ben

presto ne fu aggiunto

di Prefetto di Castel

camera, anche col titolo s. Angelo, indi sucIl

altro, e

sono gli odierni i.° e 1° prefetti O custodi di detta Libreria. Egualmente

cessero variazioni.

prelato

Maggiordo-

mo
ha

hanno

il

titolo di prefetto

i

bibliotecari

(V.) era prefetto de'ss. palazzi apostolici^ èantico uffizio: il Papa che regna
diviso la prefettura, dichiarando
ss. palazzi

delle Biblioteche

Casanalensee Angelica (V.).Neì tribunale della Dateria apostoil

un
il

cardiuale Prefetto de'
lici, i.°

aposto-

lica sono antichissimi

Prefetto dell'of-

come

riportai nel voi. L, p. 196.

ficio

per obitum,

il

Prefetto del conces-

simi, jl Prefetto delle date (a Primicerio dellas. Sede dissi ch'era incombenza sua

de Maestri delle ceremonie pontifìcie (/'.) ha il titolo di Prefetto delle cere-

Diplomi pontifìcii colla formola, Dalum per manum N. Priil

datate

le

bolle e

i

monie pontificie. A Depositerà Urbani rimarcai che n' è sempre prefetto il cardinal camerlengo. A Congregazioni
cardinalizie trattai di
tutte
,

micerii, ingerenza che poi passò al

Bi-

inclusiva*

bliotecario di

s.

Chiesa), de'quali ragiop.

nai nel voi.

XIX,

123, i4', i4 3 >
titolo successe

J

44-

All'antica carica del Prefetto dell'

annoil

na
si

e col

medesimo

pre-

lato Chierico di

Camera

(V.), pel quale

mente a quelle che più non esistono, in uno alla loro origine che risale al stcolo XVI, ad ognuna delle quali il Papa nomina per prefetto un cardinale, per cui ad ognuna ne formai la serie, notando
nel voi.

può vedere anche Agricoltura e An • kona. A detto articolo Chierici di Camera dissi del decano ch'è prefetto dell'ergastolo di Cornelo.
i

XVI,

p.

1

38

e

139
i

ciò elle piti

particolarmente riguarda
fetti,
i

cardinali pre-

pro-prefetti,
r
.)

o chi ne
:

fa le veci nella

Anticamente segretari de' Brevi (f\) etano prelati, con
titolo
ili

loro assenza o impotenza

che

il

cardinal
-

Decano (f

è

sempre prefetto del la con
la

Prefetto de' brevi o della segnain cappella

gregazioue ceremoniale; che
nali prefetti, cioè

Congre-

tura de brevi; avevano posto
«:

gazione di propaganda fide ha 3 cardi
il

l'uso del fiocco

paonazzo

al

cappello,

Prefetto generale,
il

il

si

quando pochi prelati lo potevano usare: vedanoi voi. Vili, p. Ì06, IX, p. 199.

Prefetto dell'economia,

Prefetto della

stamperia,

la

quale prefettura suole e-

PI!
sercitarsi

E
*.

v
Pietro
za consultarne

ue

1

1

;

dui primo.; che della Congre-

pubblica tenevano luogodi principe, senil

gazione della rev. fabbrica di
n'è
so articolo notai
le

senato e fuori de'comizi.

sempre prefetto l'arciprete. NeHo stespure che
il

Sotto
più

i

re la carica fu a vita, sotto la regli

Papa suoin-

pubblica e
tal

annui magistrati non ebbe

ritenere le prefetture delle congregadella
s.

durata, perchè niuna carica per-

zioni

romana ed universale

petua avea luogo nella repubblica. L'essere. il prefetto eletto dal principe fuori

quisizione, della visita apostòlica e della concistoriale,

come per
ed
il

ultimi fecero

de'comizi, non godendo perciò l'onore di

Gregorio

XVI
il

regnante Pio IX.

magistrato e perciò non avendo autorità
di consultare
il

Del resto
p.

titolo di prefetto fu attribui-

senato e di radunare
in

i

co-

to a diversi individui. Nel voi.

XXXI V,

3q dissi che il prefetto dell'immunità ha ingerenza sulla cappella cardinalizia di S.Tommaso. Quando Leone XI si portò nel 1828 al Collegio Urbano per una
1

conseguenza niente deliberare o risolvere nelle grandi emergenze,adducendone le proveil Cenni conmizi,
tro le asserzioni di Livio e le sue interpretazioni.

non poteva

Solo nel dedinar della repubbli-

novena,

il

cardinal Cappellai'! l'incontrò

ca
il

il

prefetto

ebbe

l'autorità di

radunare

e apri lo sportello della carrozza,

come

popolo e

il

senato in assenza de' constata contrastata.
la

prefetto di propaganda,
il

benché
il

ivi fosse

soli,

prima essendogli

decano del

s.

collegio; poi

cardinale

Avanti di questa epoca
fetto consisteva nel

podestà del prele

die la benedizione col Santissimo. Chia-

comandare
di

trup-

masi Prefello

il

superiore d' una delle

pe destinate alla difesa
vigilare sugli
i

Roma

e ad in-

7 Prefetture delle missioni apostoliche^ .);

andamenti

de'cittadini per
il

Prefetto generale

il

superiore generale

prevenire disordi ni con avvisarne
cipe,

prin-

de' Ministri degl' infermi (f^); ne' Collegi e

Seminari quello che presiede
uffizi

agli

studi, ed altri ancora che sono preposti
a vari
le

minori

;

vi

sono i prefetti delaltri.

congregazioni

pie, degli oratorii, della

dottrina cristiana, ed

PREFETTO

DI

ROMA, Praefectus

AlmaeVrbis. Primaria, nobilissima*; autorevole dignità della città di

Roma, che ebbe origine prima del senato romano (7^.) e dei comizi, da Romolo i.° re dei romani, quando (come dice Dionisio d'Alicaruasso) ordinò alle tribù e alle curie che
ognuna
eleggesse 3 senatori dentro alla sua compagnia, uno n'elesse egli medesi-

ed a riparare a quegli sconcerti, che senza senato e comizi potevano rimediarsi con privata autorità e consiglio.Nell'anno di Roma 3 1 2 colla formazione del poi tanto temuto magistrato de'censori si diminuirono per allora le brighe del prefetto, indi nel 387 o 388 tribuni con podestà consolare, non partendo mai tutti daRoma, tolsero il bisogno del prefetto, creani

do

il

Pretore (F.), magistrato
i

il

più

ri-

spettabile dopo

consoli,

amministrando

nella loro assenza la giustizia in
solo restandovi
tine
il

Roma,

prefetto delle Ferie la-

(t

r
.),

di cui feci

cenno a Prefetto.

Risorse la dignità di Prefetto di

Roma

mo per dar
fetto pei'

loro

norma

in affare di tanto

quando Augusto sulle rovine della repubblica

peso edichiarollo insieme senatore e pre-

quando egli ne partisse coll'esercito. Questa dignità durò per 23oo anni sino a Urbano Vili che nominò l'ultimo prefetto di Roma, restandola dignità sospesa, ma non estinta. Come Romolo creò il prefetto di Roma, così sempre fu crealo dai re successori,
governare la
città

rinnovò il governo monarchico, imitando e di gran lunga oltrepassando il fondatore di Roma giacché di questo le
:

disposizioni
gli

urbane

si

restrinsero entro

angusti termini de Monti di

Roma
dove

(f^.),

da

lui

racchiusi nel circuito,

quelle d'Augusto riguardar doveano

un

vastissimo impero e un'ampia illustre capitale di vaste proviueie in oriente eoe-

dal dittatore e dai consoli che nella re-

nG
cidente. In
dèi
egli la divise in

PRE
proporzione della estensi

PRE
magistrato annuo
osserva che dal
la prefettura;

quanto a Roma, col consiglio suo gran ministro Ciluio Mecenate,

laonde

nel catalogo de'prefetti presso Bucherio

254

al

352 contiene

sione in i4 regioni o Rioni, ed assegnò

loro annui magistrati: ordinò anche Italia

annui confermati talvolta sino al 3.° anno. Nondimenochi veramente fissò
prefetti
il

e la divise in

1 1

bilirvi

4

prefetture.

gran regioni con staAccrebbe alcuni dei
gli altri la

Costantino,

corso alle usurpazioni del prefetto fu il quale nella nuova generale

magistrati antichi e fra
tura, e ne
istituì

pre-

molli di nuovi; e tutti

ordinazione dell'impero alzò in Roma un tribunale al vicario del prefetto del Pretorio d'Italia, e venne per tal via a di-

questi magistrati, comprese le prefetture
<f/ta//<z, soggettai li al prefetto di

Roma.

videre

la

giurisdizione del prefetto di

Mecenate fu il i.° ad essere crealo prefetto e benché semplice cavaliere fu fatto principe del senato, ed ebbe autorità e
giurisdizione in

Roma

e nell' Italia sen-

il di lui esempio Costanzo, pochi anni dopo togliendo alla prefettura il pregio d'esser singolare, con creare il suo prefetto nella nuova Roma o Costan-

Roma. Segui

za limitarla all'assenza del principe. Inoltre Augusto al prefetto di Roma sottopose
tra tanti altri

magistrati anche quello

della censura e della pretura, gli
il

diede
tri-

non avea posti il padre non de'pretori. Scernimento tale d'autorità e d'onore che non sembra compensato dal nuovo splendore che gli actinopoli, in cui
se

jus gladii, che fu un dichiararlo
nel criminale,

crebbe poi Valentiniano, preferendolo
senato
vieppiù
ai patrizi, consoli, consolari,
fetti del

in

bunale supremo

come

lo

pre-

eia, in assenza del principe, nel civile, invigilando col prefetto dell' annona pel

pretorio e altri
la

illustri.

Decadde

prefettura nello

smembramen-

"viveri,

buon mercato e come uno

giustezza de'prezzi dei
degli oggetti di polizia;
il

però nell'accordargli

jus

giaciti,

salva

to dell'impero, né valse l'emulazione di Teodoi ico re de'goti a ristabilirla sul piede primitivo; che invece succeduti nel

la di lui superiorità agli altri magistrali,

568

ai goti

i

longobardi, questi oscura-

l'accordò pure a'consoli eda'pretori che

furono detti giudici massimi, determinazione che confermò Adriano nella sua

rono affatto magistrati romani e tulio empirono di barbarie, ponendo quasi in
i

silenzio la prefettura;
soli prefetti in sì

nuova ordinazione dell'impero. Quindi
sotto
i

mentre appena due lungo tempo ci sono ri-

il

successore Antonino Pio, l'anno
il

masti secondo Cenni (cinque pare nella
serie di Contelori,
I),

38

di nostra era,
s.

prefetto Publio nella

compreso
li

s.

Gregorio

causa di

solamente

Felicita e de'suoi 7 figli fece giudici li il processo e altri

ignorandosi chi

creava, com'erano

tornati

ad essere perpetui, e quale autoriSolo trovasi rimasta
inalte-

condannarono a morte o almeno fecero eseguire l'imperiale condanna. Il che non
segui
anzi
il 1

tà ritenessero.

rabile in essi la criminale giudicatura ne-

6 anni dopo

sotto

M.

Aurelio, che

prefèllo Urbicio nella causa di

To-

lomeo
di
s.

e altri martiri, e Rustico in quella

ultimi anni del regno longobardo. Cenni ne'due prefètti non vi comprese s. Gregorio I, non convenendo che avanti
gli
il

Giustino, in qualità di giudici con-

pontificato avesse esercitata la prefet-

dannarono assolutamente a morte. Tale
usui pacione di potere l'aveano tanto estesa
i

tura,
il

come

alieno dal carattere del santo

prefetti nel 2. secolo,

ch'ebbed' uopo

con precello imperiale ristretta dentro a 100 miglia. Altro freno posto
d'essere

condannare; piuttosto con Giovanni Diacono ritiene che fosse stato pretore, convenendovi Noris. L' Almeloeven aggiunse
fetti
eli
;

ai fasti consolari la

Serie

rie

Pre-

a queste e altre usurpazioni fu quello di

Roma

e

eli

Costantinopoli fino al
il

avere ridotto

gl'ingelositi

imperulori a

478

l'Eccardo pubblicò

Catalogo nel

PRE
t.

PRE
Rom. Cassiosua giu-

117

i,

Scrìptores medii nevi, inserito dal
nel
t.

devio
doro
a

3, Thes. ant.

Giovenzio o Vivenzio e Vezio Pretestato: questo ultimo disse a s. Damaso I:

e Salrnasio trattano della

Fatemi vescovo

di

Roma

e

mi farò

cri-

risdizione nelle regioni suburbicarie fino

stiano. Gl'imperatori Valentiniano, Teo-

100 miglia,

e della facoltà di giudicare

dosio ed Arcadio commisero al prefetto
Saluslio l'ampliazione e ornamento della Chiesa di s. Paolo fuori le mura. II prefetto

nelle cause de'senatori e degli altri

ro-

mani

fino nelle provincie.

Joh. Strau-

c\\'u\s,De cenlumlapidibus suburbicariis,

Gracco del 383 ottenne

il

battesimo
fece. Il
s.

seu de Praefeetura
Digest,

Urbicaria,

ad
,

tit.

da
la

s.

Damaso 7, a
Simmaco

condizione di atterrare

de Officio Praef. Urbis
de Praefectis Urbi,

Vit-

spelonca del dio Mitra,
nel

come

tebergae 1660 Arn. Drakenborgii, Dissert.phil. histor.

prefetto

4

'

8, contro

Bo-

e Ultrajecti mentatici

1

704 752. Jo. Tob. Krebsy, Com1

nifacio!, favorì l'intrusione dell'antipapa

JStilalio,onde l'imperatore Onorio

dando

de Praefecto Urbis romano, Lipsiaei 747- Edoardi Corsini, SeriesPraefeclorum Urbis, ab Urbe condita ad anmini usane i353,sivea Christonato6oo, colicela et illustrata, Pisis 1763. Difesa per la serie de' Prefetti di Roma del p. Corsini, contro la censura fattale sulle Ossen>azioni del Giornale Pisano, in cui
la detta serie si supplisce in assai luoghi

ragione
principi

al
si

Papa

fu cagione che lui e altri

frammischiassero ne\Y ElezioIl

ne de'Pontefici.

prefetto
s.

Germano

in-

Gregorio Iscrìsse all'imperatore Maurizio acciò non approvasse la sua elezione, ed invece gli mandò
tercettò la lettera che
il

decreto di questa.

Prima di parlare

del-

la serie de' prefetti di

Roma sotto

i

Papi

divenuti sovrani, dirò di sua creazione,
abito, ollicio, podestà, giurisdizione, pre-

e si

emenda, Bologna 1772. Ne parlano

Y Effemeridi di Roma 1772, p. 33g. Lettera scritta a mg.r Guarnacci dall' ab. Amaduzzi sopra la difesa per la serie
de' Prefetti di
1

rogative e altro. Felice Contelori,

De

Praefecto Urbis,1\.omae
tutti
i

1

63

I,

trattando

Roma

del p. Corsini, Pisa
in-

descrive

nominati argomenti, ecco come il ceremoniale col quale il Papa

773. Lettera di Clemente Cardinali

creava il prefetto di

Roma,

e fu osservato

torno la serie de' Prefetti di
ta

Roma

redat1

da Eduardo

Corsini, Velletri

836.

principalmente da EugenioI V, Sisto IV, Paolo III e Urbano Vili. »» In pontificio
sacello praesente sacro cardinalium coeto, vel in

Fu
p.

riprodotta con Aggiunte nel voi. 2,

i5 e 235 degli Atti della società Ve* Ulema. Oltre la controversia per questa serie, nel t. 1 degli Annali leller. d'Ita'

aliquo tempio, qui praefecturae

insignibus

donandus est,

inter

sacrorum

Ha p. 4j si rende conto d' un'altra questione insorta tra il p. Branda che sosteneva doversi dire Praef. Urbis, e il can. Irico che sosteneva doversi scriverePrae/!
Urbi.

solemnia duobus ex procerum nùmero primoribus utrinque associatusad Pontificem ducitur:

Tum

flexis iu

imo

solii

Le

relazioni principali tra' prefetti di

gradus genibus ad ipsum accedit, pedibusque de more exosculatis nixus genibus, fidei ac subjectionis juramentum praestat: Inde ad solii imum regredieiis

Roma
ti.

ed

i

Papi, prima che questi divecirca fu convertito
s.

consuetum pallium, sagumque
solio iterimi conscenso

exuit, ac

nissero sovrani temporali, sono le seguen-

genibus iucubens
interest,

con Alessandro I e patì glorioso martirio. Viene dai critici tenuta apocrifa la lettera scritta da s. Dionisio al prefetto Urbano. L'antipapa Orsicino fu cacciato da Roma <lai prefetti
tutta
la

Ermete del i32

suarum vestium consecrationi

sua famiglia da

dum

a Pontifico veteri precatione pera-

gitur:

Tum

ab eodem dalmatica,

cla-

mydeque

induitur.

Demum
oiis

pileo capiti

imposito, ad osculimi

admittitur;

exinde a sacrarum caeremoniarum ma"

,

i.8
gistro in

PRE
sisleva
al

PRE
soglio

supremo solii gradu proxime posi diaconum cai dinalem inibì adsidentern ad Pontificis dexteram collocatur,

pontificio, che cavalil

cava immediatamente dopo
terio di

Papa
il

coi

giudici all'intorno, e riceveva

presbi-

eisque ad sacri fìnem adstat paridi in-

cumbens.
assectatus
stinet.

Mox Pontifìcera discendentem

ed a
la

p.

20 soldi e la mancia per Natale; 222 che per la Candelora riceveva
la

pone pluvialis vestis oras suPostremo Pontifexeumdem non-

dispensa della cera anche

moglie del

prefetto,
clissae,

dum

depositis magistrati^ insignibuse

chiamata prefettessa , Praefeavendone parlato in diversi luole

pulo publice exceptum collocutioneque, coram omnibus in scam.no sedentem di-

ghi relativi. Riceveva in cappella
dele, le ceneri e le palme benedette

can-

prima

gnatusdioiittitjEtdemumsolemni pompa revertitur, ut inferius dicetur
vesti del prefetto di
".

degli ambasciatorf: questi somministra-

Le
Pa-

vano l'acqua
delle
la

Roma

eletto dal

al Papa per la Lavanda mani (V.) ma l'ultima volta, come
y

pa consistevano: nelle calze (za nchas, caiceos),una tessuta d'oro,
cri le

più degna,

la

versava

il

prefetto.

In

l'altra rossa;

Ma-

cappella

semper Praefeclum omnibus
scartino cardinalibus adsident,

nella

chiama scarpe preziose e ricamate: forma che produsse Contelori sono
di
stivali allacciati nella par-

post cardinales, illosque principe*, qui
in

eodem

una specie

sive clericis, sive laicis sine lilla contro-

te anteriore della

gamba

cogli

speroni

versia

anteferendum esse docent: neque

Nella tunica, dalmatica o funicella det-

excipiunt praesules cujuscunique dignitatis ac muneris, etìam si sacris vestibus induli sint. Tanto il prefetto che la

anche veste senatoria, aperta dai Iati, secondo altra forma soltanto davanti, con maniche corte e larghe di drappo
ta

e

prefettessa

aveano

la

parte di palazzo,

rosso,ricamata d'oro nelle aperture e nel laestremità. Nella clamide, o
to,

pane, vino, ciambelle, di che nel voi. L,
p,

paludamen

2o5

e

o

pallio,
dissi

(come

o piviale, o manto prezioso nel voi. XL1I, p. i6S)holo-

zione, così leggesi per
1

206. Nel giorno della coronaGregorio IX nel
la briglia
il

227 che addestrava per
i)

ca-

serica punicea confeclum àuroque, ricae nell'estremità: tanto questo
la

vallo su cui cavalcava

mata d'oro intorno all'apertura davanti manto che
tunica discendevano sino ai ginocchi,
si

tore di
nel

Roma

Sena(P.), e per Bonifacio Vili
col

Papa

1294, manto quod splendidus una auri subcinclus caliga, subeinctus et una
scarle ti,

e

legava

il

manto sull'omero destro con
voi.

ponendus erat Praefeclus,et

al-

legaccia d'oro. Nel pileo o tiara con co-

mae Urbis aposlolicum juxla,

corni tanpiviale,

rona (ne parlai nel

XVII,

p.

1

83),

tibùs illuni judicibus coperti di

o berretta ducale colle code pendenti, rossa e ricamata d'oro con gemme nel cerchio, essendosi usata di

ancorché in questa funzione v'intervenisse Carlo 11 re di Sicilia e altri principi,
osservando Contelori che
il

forme di verse, cotiara e di

prefetto pre-

me

di berretto frigio, di
,

mi-

cedeva

il

Papa o

gli

era al lato o

imme-

tra chiusa
lo della

Garampi nel SigilGarfagnana p. 75, scrisse che
per cui

diatamente lo seguiva. Altrettanto faceva nel giorno di Pasqua cavalcando, e ne riporta
dai
la

da Benzone vescovo d' Alba si raccoglie che nel secolo XI portava la mitra anche il prefetto di Roma. Nel voi. Vili
p.

figura (insieme ad altre tra tic

117 e

seg.

narrai del

suo interven-

monumenti di Viterbo e Caprarola), ricevendo 4o soldi o denari di Pavia, nec raro quindecim sportulam, unumque vini, alterimi vero

to, per documenti de' primi del secolo

secundarii
di

cadum
Rosa d

ac-

XII, alle sagre funzioni pontifìcie, vestito di

cipiebat. Nella
1

4* domenica
dono

quaresima
or,,

manto

prezioso e calzato d' oro in

iceveva dal Papa in

la

ima cianca

e di rosso nell'altra, che as-

benedetta {V-), per avere accompagnato

2

PRE
a piedi
il
il

PRE.
ministrare al

Papa

e condolici per la briglia

Papa
il

i

cerei, era

119 ammesso
decime.
nelvi as-

<li

suo cavallo e sostenuto la staffa a guisa Palafreniere [V.) } come fecero impe-

al solenne convito e riceveva le

Nelle funzioni che
la basilica

Papa celebrava
il

ratori e re, e nel

modo che
1

riportai nel

Lateranense,

prefètto

citato volume p. 277. Riferisce Borgia, Memorie 1. 1, p. 4 parlando degli ar>

civescovi di Lione, che
il

amministravano

Giudici (F.) Palatini (f'-)j con questi e altri primari uffiziali della s. Sede ne'primi secoli interveniva a\VEsisteva coi

governo temporale

pel senescalco, sen-

lezione del Pontefice. Allorché l'imperatore veniva in

za interloquire nelle cause criminali e in

Roma,

il

prefetto l'incon-

massimamenteche esigevano pena di sangue, per cui gli davano l'autorità rog/ioscendi et defìniendi nello stesso modo che il prefetto di Roma, qui punienquelle
,

trava, e nell'ingresso della cittàsosleneva

baldacchino quadrato, con quei personaggi che indicai nel voi. XXXV,
l'asta del

dis criminibus specialiter praeest, prae-

jeclurae suae auctoritatem a domino Pa-

conservatori di Roma p. 173 e 174: conducevano il cavallo pel freno, che nel discendere prendevano il prefetto e il sei

pa

recipere dicitur.

Ut

et in

dominion
Poti'

natore, ed

il

i.°

sorreggeva
Il

la staffa

nel

Laetare, expleta solemni processione, in

qua rosam auream idem summus
ti/ex
biti

circum portai, ipsum quasi prò deexequutione eadetn rosa remunerai.
II nel dì della Purifial
la

Nel r5o6 Giulio
cazione die

Roma nell'ingresso di Lodovico il Bavaro lo precedeva; così nel 1468 quando tornò in Roma Federico III, dopo il re d'Ungheria e Boemia cavalcava il prefetto orprefetto di

discenderel'imperatore.

candela

prefetto

prima

nato

di sue insegne, seguito dall'impera-

de'vescovi assistenti al soglio e del principe di Macedonia. Nel precedente e per
(pieni
tal

tore in

mezzo

a

due

cardinali. Nella co-

anno

funzione, reliclo majori cereo,
Pontificis

ronazione dell'imperatore o quando con solenne pompa fece il suo solenne ingres-

ad

retini ab ipso

dexteram lenebal, ceminorem anteSalernitanum

Roma, gli andava innanzi colla spada imperiale nuda, come aveano pratiso in

principali acccpit, qui tanica accepcrat

cato cogl'im pera tori romani
pretorio, ed
oriente.
i

i

prefetti del

ante praesides assistens.

Ma

devesi te;

proto-spatari con quelli di
nelle coronazioni

ner presente che allora il prefetto era il duca d'Urbino. Nel solenne ingresso che
fece Giulio
gli
II

Tanto eseguì

in

Bologna cavalcava dopo
la

d'Enrico VII e Carlo IV. In Bologna per la coronazione di Carlo V, nella splendidissima cavalcata che in più luoghi deca
I della Rovere dud'Urbinoe prefetto di Roma fatto dallo zio Giulio II, col marchese di Monferrato, il duca di Baviera e il duca di Sa-

ambasciatori, sosteneva

fimbria o

coda posteriore del manto papale e lo copriva con l'ombrella. Nella processione
del
steriore del

scrissi,

Francesco M.

a

Corpus Domini sostenne il lembo pomanto di Giulio II nel recarsi

alla cappella e poscia incedette nella pro-

voia, cavalcava per 3.°

Come prefetto

di

cessione

dopo

il

principe di Macedonia,

Roma

vestiva la dalmatica di raso cre-

cogli ambasciatori di Francia e di
zia
:

Vene-

con questi sostenne

l'asta del pontiIl

ficio

baldacchino quadrato.

prefetto

misi che sino alle ginocchia gli cadeva, con manto di broccato d'oro e allacciato alla spalla destra. In capo aveva un ber-

interveniva alla solenne funzione della

lavanda de'piedi dell'immagine del
Salvatore, istituita da
1' s.

ss.

rettone a forma di piramide, lungo e coperto di raso rosso, con fodera d'armellino,

Leone IV
voi.

nel-

splendido per oro e gemme, con alla
duestriscie aucroce. Gli

847> come narrai ne'
p.
s.

XLIX,

83, 287. Al prefetto apparteneva
p.

IX,

sommità rotonda e bianca
ree formanti
le spalle
la

pendevano

sul-

nel giorno di

Andrea

al

Vaticano som-

due

altre strisele rosse colle croci

,,

lao

PRE
Gode delle midi

PRE
risdizione sulla Città Leonia a [F.). Inno-

di trine d'oro a guisa delle

tre vescovili. Egli teneva lo stocco o spa-

cenzo

III

aggiunse

al prefetto

il

cardinal

da dell'imperatore ben ornata
nell'elsa e nella vagina.

gemme

Gregorio diacono per provvedere energi-

V
la

Dopo che Carlo per circa 6 passi guidò per la briglia chinea che cavalcava Clemente Vlf,
sul
il

ad istanza di questi montò vallo, sorreggendo la staffa

suo ca-

prefetto di

camente contro ladroni. Il prefetto creava giudici ed notari ne' secoli XIII e XIV, usando nel diploma questa fòi mola: » Ego N. Dei graliasacrae romanae praefecturae judex et scrinarius ". Calii

i

i

Roma. Nel
nella

convito imperiale, questi sedè

sto III nel
gli

14^7

e Alessandro
la

VI

nel

i497

mensa poco disgiunta dall'imperatore con 4 cardinali e nominati princii

restituirono
»»

giurisdizione sui ca-

pi.

Dice Giovio che
s.

lo

creò cavaliere, co-

me

solevano fare gl'imperatori dopo co-

ronati sul Ponte
Tersi.

Angelo (P.), con

di-

Della podestà, giurisdizione e prerogaheW'io,
e. 4 e 5, ed il CoNoi. cardinalalus,p. i56: dell'antica ne parlai in principioenel voi. XXXI,

tive Contelori tratta ai

Montagnola, CaCarbonianum, Julianellum, Tulpha nova,praelerea Castrum Valeranum, Rispampanum, Orchia seu Orclae, Arx Mons Romanus, Mons Major, Casamarii, et alia quaedam, quorum regimen ac dominatus Urbanae oliai
stelli,

Vetus

Civitas,

prarola, Vetralla,

praefecturae conjuncta erant". Vedasi
p.

il

p.

3o8. Amplissima era l'antica podestà e
i

Casimiro, Memorie de' conventi della provincia romana, p. 54- 11 prefetto cola moneta, di che parla Conriproducendone due con sei pani e la lettera P, Praefecti, dicendo essere loro insegna l'aquila che sostiene una rosa, per quella che gli donavano Papi, ed i sei pani che ogni giorno riceveva in Roma da ciascun fòrmi ro per la sorve-

giurisdizione sotto Cesari e sotto ire goti

niava anche

tanto in Roma che nel suo distretto e Co-

telori

marca
no dai

[V.) nel raggio di ioo miglia,
pretori delle provincie chi

nel criminale e nel civile, cui appellavasi

cre-

i

deva gravato de' loro giudizi , essendo molti gli avvocali che ricorrevano al sup
tribunale. Presiedeva ai pubblici spettacoli,

glianza che esercita va sul pane ealtre vettovaglie, perchè osserva Nicolai t. 3,p. 6 chene'lempi di mezzo tra gli antichi mar

puniva

i

servi infedeli,

nominava

i

curatori e tutori, vegliava sugli artefici e venditori de'commestibili, alla ripara-

gistrati della città

più stabilmente

si

tro-

zione de'pubblici edifizi, sulle pubbliche
strade contro
i

va

la carica del prefetto di

Roma,
la

essen-

ladri, e sopra altre cose,

do molto probabile che avesse
i

ispezio-

venendo

la

sua podestà e giurisdizione
la

ampliala o ristretta secondo
de'principi. Sotto
delle
i

volontà

ne egiurisdizione sopra l'annona. GÌ' imperatori ed Pontefici concessero ai prefetti di

Papi conservò diverse

Roma
il

diverse prerogative. Nel
a parlare.

memorate e altre attribuzioni. Adriano I di comune consenso coi romani, volendo punire misfatto commesso nelil

senato era
coralo de
J

primo

Venne

de-

ti

Ioli d' Illuslre,d' Illustrissima,

di Gloriosissimo, di

Eminentissimo,

il

le

persone de'due- primari palatini Cri»

quale

stofano e Sergio, d" cui pàrlaGalletti,

Del

dava anche al prefetto del pretorio, come notano Salmasio, Deprititolo
si

primicero

5i, Jussit contradere Caivulum eubicularium,el Campanos Pratp.

mala Papae p. 1 55, e Seldeno, De titulis honorum 1. 1, p. 6G8. Seri vendogli o parlandogli
si

fedo Urbis, ut more homicidarum eoscoram universo populo cxaminaret. Nel loto nella causa tra Ugo abbate di Farla
i

usavano
_,

quelli di tua
illustris

magni-

tudo

,

sincerilas

auctorìtas

sublimilas, nobilitas, exiniiclas ,ampli-

e altri giudicò

il

prefetto. Calisto II nel

ludo, eminenlia, gravitas, culmen,
gnificentia.

ma-

123 concesse a questo magistrato giu-

Fu

equiparato al prefètto del

PRE
pretorio. e al maestro de'militi.

PRE
si

121

no

I

a Benedetto

X poco

Da Adriaconoscono le

a quell'epoca

il

senatore di

Roma

era di-

gnità maggioredel prefetto. Daidiaridei

prerogative del prefettodi
gorio

Roma. DaGreXI ad Eugenio IV egualmente, a

maestri delle ceremonie, in gran parte
pubblicati dal p. Gattico,
si

cagione del grande e lungo scisma, come per l'assenza de'Papi da Roma. Così
Contelori descrive
fetto e
i
i

me ma

ne'posteriori tempi

il

prefetto di

apprende coRo-

era trattato nella cappella pontifìcia

rapporti tra

il

pre-

e nelle pubbliche funzioni, divenuto però

magistrati del municipio

roma-

no, ossia della precedenza del prefetto sul
senatore, sui conservatori e sul
fero o gonfaloniere di
gistrati primari,
vessilli-

Roma,

tutti

ma-

quanto all'esercizio della carica prelato Governatore di Roma j imperocché essendo duchi d' Urbino (panche prefètti, rare volte si recavano in Roma. Contei

ma

inferiori al prefetto.

lori riporta

molti tratti ditalidiari,ed ali

« Atq-ue

ut

ab Urbis senatore ordiamur,
loci dignitate ces-

cuni appunto riguardano

governatori di

eum
sisse,

ubique,Praefecto

Roma,
tori

la

loro assistenza alle sagre funzio-

neque uspiam ea de

re in contro-

ni papali, la

precedenza sugli ambascia-

versia

m venisse reperio. Ex eoflt non mosed etiam populi

do Urbis conservatores,

incappella e nelle cavalca te. Nel i5oG Giulio II pranzando coi cardinali nel mo-

romani vexilliferum (V. Gonfaloniere della s. r. Chiesa, dal quale si rileva cbe
maggiore, di questi era
fetto),
la

nastero di
sidere a

s.

Paolo

a'-i5 gennaio, fece as-

dignità del pre-

mensa solo praefectus, così nel convito di Pasqua il nipote prefetto di

qui dignitate senatori inferiores

Roma;

nel pranzo fatto nel Valicano pel
di Felice figlia del

sunt, praefecto posthaberi. Atque, haec

matrimonio

Papa con

ut juredebentur,
se

semper servata fuismemoriae proditum est ''. A Paggio
ita

Orsini, pracfectus post cardinalessedit,

secundum

illuni

Urbis gubernator, dei/i-

dissi di quelli del prefetto di

Roma

e co-

ceps suo ordine regis Galliae, atque Ili'

me
una

nobilmente vestivano nelle cavalcate
frusta in
i

colla livrea del prefetto, precedendolo con

mano,
Il

in

segno che casti-

gava
di

malfattori.

Vitale,

De senatori

Roma, riportando

l'ordine e la magni-

ficenza de'magistrati

bliche cavalcate, nel
colla corte stava in

romani nelle pubtempo che il Papa

spaniae oratores. Nello stesso anno Giulio li recandosi da Ferrara a Imola, il nipote duca d'Urbino e prefetto di Roma cavalcò tra due cardinali. Recandosi in Roma il prefetto era incontrato da una cavalcata de'famigliari del Papa, de' cardinali e de'baroni romani, che descrive

Avignone, scrive che

Contelori, insieme a quella per l'ultimo
prefetto reduce dall'aver preso possesso
dello stato d'Urbino in

dopo

gli

oratori dei re, de'principi e re-

pubbliche, preceduto dai paggi del gonfaloniere e propri » seguiva
di
il

nome

dello zio

Prefetto

Urbano VIII, anche coi

famigli degli

am-

Roma

a

man

dritta del Confaloriiero.
il

basciatori. Nella distribuzione delle pal-

E questo officio dopo
mo
luogo, esercitato

Senatore ha il prida baroni romani

me
il

nel

prefetto

i5o5 e i5o6, in questo tempo palmata gestabat ad Pontifi-

(massime dai Caelani e Orsini, f.)jet avendo carico di mantenere la patria abbondante, e
di

cis

dexleram, princeps vero Salernita-

nus, atque Urbis senator gestabant
sinistram.

ad

tenere purgate e sicure
di

Garampi

citato a p.

6

1

parla

le strade della

campagna

Roma,

nette
li

del sigillo del prefetto di

Roma

Pietro

da

la

troni et assassini, e con vigore

ca-

stigava
paggi,
i

Dietro a questo venivano
palafrenieri,
i

4

gentiluomini,

gli a-

de Vico, rappresentante l'immagine d'una donna colla spada (segno della giustizia, dice Valesio) in una mano e colla
rosa nell'altra coll'iscrizione abbreviata:

labardieridel seuatore,il quale cavalcava

con maestà". Laonde chiaro risulta che

Signuta pracfcctoriae dignitàtis, perde-

i22

l'UE
no
ta

PRE
soleva avere dai fornì della città ogni giornel

notare che quella figura rappresentava l,i Prefettura di Roma. Vettori nel Fiorino d'oro p.
i

medio evo, dice Nerini,che ripor-

29 diede un

intaglio in

lefi-

diverse notizie sui prefetti di

Roma,
il

gno

col sigillo del prefetto, colla detta

De

tempio

ss.

Bonifacii
p.

et

Alexii. Can-

di cane (per
lesio),

gura sedente su trono adorno delle teste simbolo di fedeltà, dice Vaegualeaquelloch'è nell'arco trion-

cellieri

ne' Possessi

499

crede che

Palazzo di Firenze (f.)
già del prefetto di
glia

in

Roma

fosse

Roma

o della fami-

fale della basilica Liberiana, nella cui pre-

della è l'epigrafe: Justilia indicat. Late-

de Vico che ne' vecchi mss. è detta anche de'PrefeUi, il quale nella confisca
de'beni fatta ad essa da Calisto
III,

ralmente sono 3 figure in atto di supplianche genuflessa, ed una presovrastate da due isentando istanza
care, alcuna
,

colo

me
die

edifizio spettante alla prefettura
al

nipote quandogli conferì

la

digni-

scrizioni.
rais

Dice

1/ All'inai Papae
la »;- Sig.
si

Maleg-

Aurea Rosaj

Praefeclo-

tà, il quale in più luoghi vi fece dipingere sul muro, graffito a chiaroscuro, il

riae dignità ùs. Sotto alla predella
ge:

bove stemma
gia.

gentilizio de'Leuzuoli Borla

Haéc

die. fideliter scrii, notarli et/'ual

Da
il

questa denominazione
s.

vicina

dices,con l'aquila coi 6 pani. Intorno
sigillo è l'iscrizione:

chiesa di

Nicola de' Predicatori (P.)
s.

Joannes Dei gratia

prese
in

titolo di

Nicola de' Prefetti, ed
II

Ahnae Urbis
te

Praefectus Cesare absensanimi Pontifìcis daclor. Sotto nella

una bolla

di

Urbano
p.
il

presso Montscritto

faucon, Diar.

ital.

244» e

de

maggior parte del diametro vi è l'epigrafe: hnperii sacri jasliliae cani mucrone. Il citalo p. Casimiro a p. 386 dice clie il sigillo della prefettura che usava Giovanni de Vico prefetto di Roma nel 34',
1

Praefecto, che
J

volgo dice de' Perfelti.

Serie de prefetti di

Roma

in

tempo dei

sovrani Pontefici.

Gaetano Cenni,
fetto di

Dissert. 10 del Pre-

si

vede impresso con incisione nella Stosul

Roma,

supplì a Contelori nel ri-

ria di T'iterbo del Bussi (Garampi ritie-

portare

le notizie di

alcuni prefetti di

Ro-

ne che questi errò

nome, essendo
p. 20*1,
il

il

sigillo di. Pietro), illustrato dal Valesio.

Osservo che nel Bussi a

sigillo

longobardo fino a Innocenzo III, cioè dal 774circa ah rg8, per più di 4oo anni, lasciando così Contelori correre l'opinione di coloro,
i

ma, dal

fine del regno

è eguale a quello di Vettori,

meno

qual-

quali

che piccola diversità;

esse consistono,

che

leggermente credono avere avuta gl'imperatori

nell'ultima epigrafe è detto: Juslicieq.

suprema

giurisdizione in

Roma
;

inaerò; che in vece delle 6 figure ne so-

(cièche confutai in moltissimi articoli ed
a Placito) e ne'di
lei

no
col

scolpite 4, cioè 2 giudici in ginocchio

magistrati

tanto

motto sotto, Judicet, e sopra Juslejudicanl, con un libro a piedi della Prefettura; e dall'altra parte 2 notali in simile
atto con

più che
III
,

gli atti

del

medesimo Innocenzo

Storia,

un calamaio,

sotto

vi

è Notarii,

non si esamina direttamente la parche confermino tale falsissima Papi assoluti siopinione. Mentre che
se
i

e sopra Dieta

ips. fidclltè. scribi". Si al-

gnori di
fin

Roma

e dello stato della Chiesa

lude

alla vigilanza del prefello nello sce-

gliere

giudici e notali dotli e fedeli:
il

i

primi hanno

cappuccio, forse segno di

giurisdizione. L'aquila

arme dell'impero romano lo divenne della prefettura e probabilmente l'adottò la famiglia de Vico, per il lungo tempo che eserciti) la dignipani ricordano quelli che vi prefetto tà
:

Gregorio II, prima ancora che l'Impero (P.) ài Occidente, non si spogliarono mai del loro diritto, molto meno lo perdettero, benché ora dal
da
s.

ristabilissero

-

l'incostanza de' sudditi, ora dalle usur-

pazioni imperiali fosse loro contrastato.

Appena
ne

ripristinato l'impero

da

s.

Leo-

i

III in

Carlo

Magno,

i

successori fu-

,

PRE
ni a

PRE
nuò fino a buona parte
del
1
1

p* 3

rono costretti dalla instabilità de'romachiamare in aiuto gl'imperatori Carolingi, e questi in tali occasioni ebbero
affari-

re volle scompagnali da sedizioni, conti-

secoloXH.Qui

autorità delegata negli

anche più

termina Cenni e tace fino al 4o, per cui riempirò il vuoto. Pompili Olivieri, lisenato romano, p. 166, confutò Platina, per avere asserito che nel pontificato di Gio-

gelosi del principato e del sacerdozio;

ma

mai alcun diritto pontificio come osarono fare Federico I e suo figlio Enrico VI, ai quali spettano memorati atti. Pertanto indi-

non però

si

arrogarono
,

essi

vanni XII
soli

in

Roma

erano creati due condella nobiltà,
il

l'anno, e

un prefetto

i

cherò
to

le

cose principali di detti prefetti
colla scorta di Cenni, e di

diRorna

quane
,

quale rendesse ragione al popolo, e dalla plebe si creavano 12 decarconi (o-tribuni della plebe o caporioni), quali sostenesi

mi

riuscì riunire,

avendo presente
scrisse
il

profittando di

ciò

che

Carli

Ossen'azioni in quanto appartiene alla

zecca pontificia e a
ta dal

Roma, opera

loda-

Zaccaria

,

Storia letteraria d' 7-

lalia t. 3, con importanti rilievi. Nell'andare unite alla podestà del Papa le ne nacquero frequenti forze imperiali sedizioni in Roma, che andarono per lo
,

Narra poi che Giovanni X1II{ V.), essendosi inimicati i romani, Roffredo prefetto di Roma lo pose in Castel s. Angelo indi cacciò dalla città. Ne prese le difese Ottone I, per cui romani lo richiamarono, ma l'imperasero
1'

officio del

senato.

,

i

tore fece impiccare i3 de'principaii ro-

mani o tribuni

,

e secondo Baronio fece
il

cavar dal sepolcro
rie forche.

cadavere

di Roffre-

più a finire nella mutazione di governo. a Cominciò la i vivente ancora Carlo Ma.

do, squartare in pezzi e attaccare in va-

A

Pietro poi successore di Rof-

gno, iiquale da alcuni e da Torrigio, Grotte

fredo nella prefettura,

dopo

avergli fatto
pei capelli al

vaticane,
late.r.

De
ti ci

269, citando Alamanni, par iet., dicesi che fu anche prep.

radere

la

barba e attaccare

cavallo di Costantino, a ritroso sopra

un

fetto di

Roma, forse perchè ne'mooumen-

asino (con

un campanello

alla coda, dissi

viene rappresentato con berrettone

nel voi. VII, p.

in testa, e

come

dice Eginardo, era solito

1 1 5) con un otre in testa e due alle coscie, lo mandò a girare per

vestirsi con longa tunica et clamyde amie tua, come suole figurarsi il prefettodi

la città zimbello del popolo, battuto

con
vi

verghe; indi posto in oscura prigione
restò lungo tempo, finche fu esiliato

Roma. Che

a suo

tempo enell'Boolo era
più d'un secolo Ro-

da

Costantino Orsini, lo afferma Contelori,

Roma. Tuttociòcon qualche

piccola dif-

Da questa epoca e per

ferenza Io racconta pure Contelori. Ferrucci, Investigazioni su Bonifazio
p".

ma

non ebbe

prefetto, cioè fino al

928,

VII
la

al dire di

Cenni, non intendendosi perciò

io, riferisce

che Ottone

I

abolì

ca-

come ebbe Muratori a far le meraviglie trovando nel g65 il prefetto Pietro mentovato dalconlinuatore diReginonee da
Contelori,

nondimeno nel 794 Crescenzo Nomentanoera capo d'una faziorica di prefetto;

quando erano
nel

già

che era stato

928

sotto

38 anni da Leone VI in
,

una nuova sedizione ristabilito benché in compagnia di due consoli e de'tribuni della plebe, il qual governo durò a tutto Papi miil secolo X; finché avvedutisi
i

ne popolare, con attribuzione equivalente a prefetto o decarcone: di questo famoso personaggio che s'insignorì di Roma, trattai nel voi. XLVIII, p. g4- Contelori lo registra prefetto di

Roma al ioo3,
si

laonde non pare esatto quanto

legge nel

Compendio

della famiglia

Trasmondo,

drirsi

nella podestà consolare
il

i

semi di
quale tra
)

sedizione, ridussero

governo, aiutandoli
il

gl'imperatori, al solo prefetto,
gli

p. 79, che Contelori loavea riportatoal 990, bensì è vero che il Nomentanoera stato punito nel 998, per curii prefetto

scismi orribili degli

Antipapi (f/ .)

ra-

deve essere quello che

1'

erudito storico

lai
do

PRE
ilei

PRE
conte Berar-

riporta, Crescenzo figlio

avea giurisdizione, con bolla de!
privò di
ili

1

1

23

lo

seniore. Altro prefètto di
di

Roma
ili

è Cre-

tal diritto.

Neh i3o Ugo
li

figlio

scenzo conte
l'api,

Sabina, tanto
i

voi ito dai
si

Leone Frangipane seguì
Nel
1 1
i

le parti del-

che morì nel o o, e da cui
i

vuole

l'antipapa Anacleto
lì.

contro Innocenzo
e Pietro Lattoni.

discesa la nobilissima famiglia Crescenzi,

34 Tebaldo

per cui nelioi
le;

i

lo

divenne

il

preceden-

Sdegnati

ed Galletti

citato dall'eliconi iato sto-

romani irragionevolmente con Innocenzo II per non aver voluto loro ac-

rico, sull'opera di

Gobio, ne parla anco-

ra, e de'suoi giudicati a p.

80

del Primi'

burtini,
le,

cordare di vendicarsi a loro talento de'timutarono il governo municiparistabilendo
il

chiamandolo Crescenzo glorioso Roma. Questo Crescenzo di Berardo fu detto de Arce, de Turre } del
cero
,

senato, cui diedero per

prefetto di

capo il Patrizio (V.), a ciò istigati da Arnaldo da Brescia {F/ .), le cui false e perverse dottrine
il

Castello munito, perchè stabilitosi presso
il

Papa avea condannate
Lalerano 77, quanemico furibondo
(Z7 .)

foro di Nerva lo cinse di torri e di ben
ripari. Così in vece di
vi

nel conciliogeneraledi
le fanatico

muniti

uno,inquei

eresiarca e

tempi

furono successivamente 3 Cre-

della sovranità pontificia e delle possessioni ecclesiastiche e

scenzi prefetti dell'alma città.

Furono

in-

Mani

morte.

di prefetti, nel

Stefano, nel

1060 Giovanni, nel 1061 1076 Cencio o Cinzio, che
s.

Delle sedizioni de' romani ne' successivi
pontificati, infiammati dagli errori del

crudelmente oltraggiò
p.

Gregorio Vile

perturbatore Arnaldo, parlai ancora nel
voi.

fu punito, di cui parlai nel voi.

XXXII,
Ponte
s.

XLVI,p. 1
il

1

3, per cui vollero interve-

216

e seg.

,

ed

all'

articolo

nire all'elezione di Celestino

II nel r

1

4-3.

Angelo. Nel 1080 Riccardo de Vico, nel 1088 Benedetto', nel ogg Pietro de Vico. Per sua morte il figlio Pietro, giocane di pochi anni, col favore- di alcuni romani prelese di succedere nella prefettina, con quella sedizione del 1 16 che accennai nel voi. Ll,p. i65; ma Pasquale Il la die a Pierleoni, il quale ebbe colla fazione contraria gran contrasto come leggo in Carli. Notabili sono le parole del Papa nell'in vestirlo; Quianostra, inquit, ante tempus occupant, merito et non sua in tempore perdant. Vade Pelre , et tu Constantine s elex omnibus quae ad prae1

elevarono al patriziato Giordano, cui volevano ubbidiII

Sotto

successore Lucio

re

come

a principe, con che restò allora
il

abolito

prefetto,

intimando
i

al

Papa

di

deporre nelle sue mani
giusta
i

diritti regali,

e

1

,

d'Arnaldo doversi con tentare per se e pel clero delle decime e oblazioni de'fedeli. Lucio II restò vittima del suo coraggio col quale voleva cacciafalsi

principii

re dal Campidoglio patrizio e senatori.

Divenuti più orgogliosi

i

romani e volen-

14^ impugnar l'elezione di Eugenio III, se non confermava le innovazioni da loro fatte, il Papa partì da Roma, e

do

nel

1

fec.turam pcrtinentad curìae
in testimonio

commoduni

come racconta Muratori,
resiarca

vi

ritornò l'e-

venerabile hujus nostri dia-

coni

le inveslias. Nel 1 1 18 appena eletto Gelasio 1I(V.), fu imprigionatóda Frangipane ma Pietro Pierleoni, che il Pa,

Arnaldospargendovi liberamente il veleno di sua dottrina, ad onta che Innocenzo II l'avesse espulso da Italia, fomentandoil popolo alla libertàea restaurare l'antica repubblica, privando
il

pa

nel divider le cariche

avea confermalo liberò e l'aiuII,

Pa-

to nella prefettura urbana,
tò a fuggire.
Il

pa
tro

dell' autorità civile,

per cui Eugenio
clero

successore Calisto

per

HI avvertì con
le fallaci

lettera

il

romano conscisi

l'abuso che facevasidel privilegio poc'anzi ila lui

lusinghe dell'insidioso
il

accordato

al prelètto di

succe-

smatico. Inferocito
atterrare
nobili
i

popolo

diede ad
dei

dere nell'eredità di coloro che morivano
senza
figli

magnifici palazzi e

le torri

nella Città Leonina,

dove

egli

che abbonivano queste sacrileghe

PRE
novità, e le case de'cardinali, alcuni dei
ferite. Venuti poi romani a concordia con Eugenio III, questi m contentò che sussistesse il penato con

PRE
vano questa
la

ia5
A mali

favola di quello per

quali ne riportarono

i

do.Contro gli antichi e moderni apologisti benissimo chiari le cose riguardanti narrati fatti d'Arnaldo la Civiltà cattolica nei

senatori deputati dalla pontificia'autori-

ordinò che abolito il patrizio si rimettesse nel primiero decoro la dignità del prefetto di Roma, che sarebbe età
,

ma

ed a prestare l'ubbiPapi padroni legittimi; quindi è manifesto perchè Lucio II ed Eugenio III tanta premura avessero che dai
Jetto dai Pontefici,

35 e 129 però e per quanto vado a dire, non posso convenire intieramente nell'asserzione. » Il prefetto di Roma rendeva sì omaggio al Papa, m?i rappresentava l'imperatore, da cui in sevoi. 4. p.
:

dienza dovuta

ai

gno del suo potere riceveva una spada: questo uso non fu abolito che posteriormente sotto Innocenzo Ili ". Per quanto dichiarai nel voi.

sediziosi

romani abolito
,

il

patriziato

si

reessa

stituisse la prefettura

dipendendo

assolutamente dai Papi, come riflette Cai'
li.

XXIX, p. 142, docoronazione insorse accanita zulfa tra'romani ed tedeschi; oltre 1000 che
po
la
i
i

Nondimeno per le violenze de'romani arnaldisti il Papa parti daRoma nel 1 5o,
i

de'primi morirono, Federico

I

ne fece da
suppliche

200

prigionieri,

che liberò

alle

e- vi

ritornò nell'ottobre
fatta

1

i52 perla nuo-

d'Adriano IV, venendo consegnati a Pietro prefetto di

va pace

co'romani. Gli successe
il

A-

Roma.
Vittore V, che Fe-

nastasio IV, sotto

quale Arnaldo prese

Neh i5g
derico
si
I

per l'elezione di Alessandro

maggior audacia ad eccitare e sedurre il popolo colle sue utopie e co'suoi condannati errori, dispregiando la scomunica e
1'

III, insorse l'antipapa

sostenne colle armi,prolugandoaltri

lo

scisma da
di questi,

3 pseudo-pontefici.
III,

esilio

da

Roma,

da cui era allacciato.

Uno

Pasquale

neh 166

in

Il

prefetto venne ristabilito ed a
i

tempo

presenza de' vescovi e religio sor uni di

Adriano IV lo era nel i 55 Pietro del Papa. Per quanto dissi nel voi. XXXVI, romani dopo l'interp. 5i ed altrove,
di
i

Lombardia

detto d'Adriano

IP

(P~.),

esiliarono

da

e Toscana elesse per prefetto Giovanni Frangipani figlio del precedente, cui Adriano IV avea dato 2000 marche d'argento. Federico blandis verbis
I

Roma
tatori,

e dal

contado Arnaldo ed isuoisetcessando l'agitatore dalle
Visconti di

allocutus legalòs
sit,

romanorum
legavil

eos d'uni-

ma non

et in
et

Urbem

Otlwnem Pala-

riprovevoli e false sue dottrine, veneralo

tiimm,
sulisj

Heribertum Acquea, archiepi-

quale profeta presso

i

Cam-

scopimi quibus mandavil... consensu prae-

pagna o Campagnatico in Val d'Ombrone a Bricole in Val d' Orcia, ed avvicinandosi a
coronalo,

atque lotius populi veterem renovigori.

vare senalum, reddere primaevo prae-

Roma
il

Federico

I

per esservi

fedo jura

Nel

1

170 Otto o

forse

Papa gli domandò che facesse

prendere l'eretico, il quale arrestalo fu consegnato al prefetto di Roma, che lo fece morire strangolalo alle forche, per
tante sentenze che aveano colpito
la

Ottaviano del Papa prefetto, quiConstantiani imperalricein ex Apulia redeuntem

ad

itnperalorem deduxit. Riferisce Carli
1

le

che Federico
contro
la la

ne' tanti tumillti eccitati

sua

Chiesa, s'impadronì anche del-

malvagità; ed affinchè

la

scipcca

plebe

prefettura urbana; che però nelle cacardinali deputati

non

lo venerasse

come martire,

fu in

Ro-

pitolazioni di pace stabilite in

cadavere e gittate le ceneri nel fiume; s. Bernardo, che ne fu il
bruciato
il

ma

suoi ministri e

i

Anagni trai da A-

lessandro III fu convenuto espressamente:

chiamò pesle, dicendo ai romani, che mentre loro padri a veano sogmartello, lo
i

bis d.

Possessionem quoque praefcc tu rae Urimperator libere et plenarie resti-

gettalo l'universo a

Roma,

allora rende-

tu€l d.

Papae Alexandro

et

romanae ec-

1*6
desine, e nel fine

PRE
i

PRE
si

ministri medesimi

l'imperatore Enrico VI traltaiancora nella

perator

obbligarono con giuramento; che d. imd. Papae Alexandre) et snecessoribus suis, elpraefecluram Urbis, et ler-

biografia d' Innocenzo III ed a

Ger1'

mania.
lia

Avendo Enrico VI

invasa

Ita-

e occupato poco

meno che

tutto lo sta

rant comitissae Matildis restituet. Quali

to della'Chiesa, tra'pregiudizi che recò a

sebbene neh 177 fossero mutati da Federico I in Venezia, nondimeno fu
capitoli,

Celestino
di

111,

creò a suo talento

il

prefetto
di fe-

Roma

e l'obbligò al

giuramento

osservato
del nel

il

patto di rimettere in

mano

deltà all'imperatore, nella persona di Pietro j

Papa la prefettura urbana ; per cui 1178 avendo il suddetto Giovanni
,

ad onta che suo padre Federico
voi.

1

a-

vesse rinunziato ad eguale usurpazione.

prefetto fa volito l'antipapaCalisto III contro Alessandro 111

Nel

XXXV, p.
1

222

e

223

raccontai
il
il

questi vedendolo ai
dell'errore,

che nel

198 Iunocenzo

III,

chiamato

suoi piedi

compunto
lo

con atto

prefetto Pietro, l'obbligò a prestargli

generoso

perdonò e confermò nel grado. Cenni riporta Una testimonianza, dalla quale sembra non esservi dubbio che a tempo d'Alessandro III vi fosse il prefetto da lui dipendente, benché resti oscuro quanto durasse. Lucio III e Urbano III
dovettero star lontani
turbazioni
del
1
1

giuramento d'ubbidienza e

fedeltà, e

che

altrettanto fece col senatore nel concistoro di Laterano; per cui Muratori scrisse:

Spirò qui l'ultimo fiato

1'

autorità degli
nella Storia di

Augusti

in

Roma. Hurter
lib.

quel Papa,

2

,

narra che Innocenzo

daRoma per le perDi Gregorio Vili

non

finite.

87

riferisce Vitali citato,

che non

IH il giorno dopo la sua consagrazione chiamò il prefetto a prestar giuramento » di non alienare né dare a pegno né a
feudo alcuno de'dominii a
di rintracciare sa
i

potè altro ottenere dai romani, mediante
l'interposizione di Annibale degli Anni-

lui confidati,

diritti e le tasse della

chie-

baldi del Coliseo, che di
to
il il

nuovo
il

fosse tol-

romana,

d'

impossessarsene e di con-

patrizio e restituito

prefètto:

ma

servarle; di custodir fedelmente le castella, di

senato restò nella stessa forma di prima
la

e proseguì. a far coniare
al

sua

Moneta,

non lasciarvi entrar chicchesia e di non fabbricarne alcuno senza 1' autorizzazione del Papa; di render conto in ogni

quale articolo molte nozioni relative
rivoluzioni riportai. Ivi parlai

a queste

tempo

dell'esercizio della sua carica e di

ancora della celebre concordia fatta nel nella 1 187 tra' romani e Clemente III quale fu pure stabilito, come riporta Novaes citando il libro de' Censi della chiesa romana, che levato il titolo e la digni,

licenziarsene ad ogni richiesta. In luogo
della spada che soleva essergli data dall'

imperatore
lo vestì

(il

manto

dice INovaes),

il

Papa

pubblicamente d'un man-

to in segno della sua investitura, e gli fe-

tà di patrizio

,

sarà restituito

il

prefello
III

ce presente d'

una coppa
-

d' argento, co-

di

Roma.

Vitali narra che

Clemente

me simbolo

della sua benevolenza da su".

tollerando il governo del senato, concordò che prender si dovesse dal Pontefice
l'investitura delle dignità per Mantum

premo signore

Brevemente,

ma

nella

sostanza disse altrettanto Contelori. Però Carli e Cenni egregiamente difendono

altra veste magnifica, della quale

o erano

questo punto

dall'

asserzione generica e
Baluzio, che ripor-

dal
to
ra.
in

Pnpa rivestiti senatori ed il prelèturbano (piando ricevevano l'investitui

illimitata di alcuni storici seguaci d'un a-

nonimo pubblicato da

Torrigio citato a

p.
1

396

dichiara che

un isttomento del 190 lesse Pietro Paolo Angelo Andrea Matlei sacrac prarfccltirae aacloritale jndex et noia,

tarono nominare l'imperatore il prefetto di Roma e dipendere assolutamente da
lui lìtio ali

198; rimarcando

le

contrad-

dizioni di

silfalti

scrittori uell'

allennan:

rius. Delle

vertenze tra Celestino

111

e

che

il

prefetto ul

Papa rendeva omaggio,

-I

PRE
dall'imperatore prendeva
in
la

PRE
spada nuda

127

dire di altri

seguo di sua podestà, ma piuttosto al come da patrizio e Difenso-

re della Chiesa (F.) }
in

dovendo sostenere

ebbe degeneralo in tirannide, la quale vieppiù si accrebbe un secolo dopo, quando ne!i3o5 fu trasferita la sede in Francia e in Avignone (F.). Abusatisi allora
i

Roma

le

quando

la

sue veci (come notò Geroo), storia e' insegna che per pre-

prefetti della fede giurata al

Papa

e al-

la

Chiesa, tentaronodi perpetuarsi in ca-

potenza ciò fecero soltanto Federico I ed Enrico VI. Anzi Carli dice che il prefetto andò ai piedi d'Innocenzo III, temen-

sa,

contro ogni legge,

la

giurisdizione

fi-

dala, loro pel bene della repubblica.

Non
del-

più intenti a conservare
la

il

patrimonio

do

d'esser privato della prefettura, a giu-

sposa di Cristo,

si

diedero a fomentar
e fecero in

rargli fedeltà, ligium

homininm,

e

che

il

sedizioni e ad attizzar città malcontente

Papa
timi,

col

nuovamente dono

investirlo per Mari-

affinchè ribellassero

,

somma

venne

a dichiarar nulla l'imperiale
gli

oggetto di rapina ciò che con sagrameli
ti

elezione, e col

diede un contras-

eransi obbligati a custodire.

segno d'averlo restituito alla grazia della Chiesa. Osserva Cenni che eziandio Innocenzo HI provò la sedizione de' romani, e per compiacere il popolo accrehbe nel

Tale trovò

la

prefettura di

RomaGre-

gorio XI, quando

neh 377

restituì la re-

sidenza pontificia a

i

i2o3 senatori fino a 56, ma ben tosto romani si trovarono pentiti; ed oppressi
i

Roma ; imperocché Francesco de Fico potentissimo prefetto fin dalr36(j, era divenuto tiranno di
Filerbo{F.), ed avea usurpaloaltri luos.

dalle tirannie e dall'ingiustizie, supplica-

ghi della

Sede; nondimeno

si

trovò cogli

rono
le

il

Papa

a ridurre

il

senato a un so-

stretto a pacificarsi

con

lui,

e

siccome
la

lo senatore,,

come

egli

voleva fare, e ta-

era nata una figlia, da Viterbo
tare in

fece por-

con poca variazione ha poiduratosemal presente.

Roma, la

battezzò e
il

le

die

il

proprio

pre fino

In quello passò al-

nome. Tuttavolta

prefetto perseverò
1

lora l'autorità del prefetto,

rimanendo
di

a

nelle prepotenze, per cui nel

questo l'amministrazione civile
e del

Roma

Patrimonio
,

ad nutum
coiti'
;

del Pontefi-

378 da Urbano VI ebbe un aspro rimprovero il cardinal d'Ambuosa (cosi lo chiama Cenni)
perchè aderiva
al tiranno.

ce e della Chiesa

è manifesto dal

Nel gran

sci-

giuramento di fedeltà Et quandocumque j'ussus a Domino Papa , vel ab ecclesia romana, integre et libere resignabo. Dopo Innocenzo III, pretende Cenni (giacché in Contelori leggo Teobaldo dei 1219; Gotlofredo suo figlio suddiacono e cappellano del Papa, legato di Sardegna e Corsica del 1224» Giovanni di Poli conte d'Alba e senatore deli23o; Pietro de Fico del 297; Manfredoàeì 1 3o4; Giovanni de Fico del 1 346 che fu depo1

sma

insorto contro

Urbano VI per ope-

ra dell'antipapa Clemente
principali fautori
vi

FU,

tra 'suoi

che , mostraudosisempreavversOjilPapa manfu

Francesco

dò un

esercito a combatterlo, per cui nel
fu ucciso

1387

da Angelo

di

Palino,

il

quale poi da un naturale del defunto fu
fatto in

minuti pezzi e dato per pasto

ai

cani,

come apprendo dal Russi. In vece Contelori nel 1378-1379 registra dopo
Francesco
se
il

prefetto

Angelode Fico puUr-

sto dalla prefettura dal

famoso tribuno

re seguace dell'antipapa, ed ilNovaes scris-

Cola di Rienzo,

ma

fatta la sottomissio-

che fu

fatto a pezzi dai soldati d'

ne ne fu reintegrato, inseguito giurò ubbidienza aNegato cardinal Alboruoz; Pietro de Fico del 1 366) che per più di 00
1

anni poca o ninna menzioneincontrasi della

bano^!. Cardella poi nella biografia del cardinal Gherardo Puy (F.), chiamato 1' abbate di Monte Maggiore, riferisce ch'ebbe amari rimproveri da Urbano V
per aver consegnata
s.

prefettura, finché abbracciando anche
il

la fortezza di

Castel
la-

essa

pessimo costume di quella

età,

non

Angelo a Pietro prefello

di

Roma;

128
vorendo
poi
il

PRE
cardinale l'intrusione del1

PRE
re

l'antipapa. Nel

390G/0. Sciarmele. Vico

non ebbe effetto, o perchè Calisto III morì nel /\.!)S, o perchè Sicuranza e Me1

nel pontificato di Bonifazio

IX

profittan-

nelao

figli

di

Giacomo de Vico

persistes-

occupò diversi domina della Chiesa, saccheggiò Nepi e fu tiranno di Viterbo. Il prefetto Giovanni de fico non fu diverso dai predecessori, e

do

dello scisma

,

sero nella contumacia di non rilasciare
i

castelli

che aveano occupati. Pio
prefetto

li

nel

terminato
tino

lo

scisma nell'elezione di
gli

Mar-

V, questi neh 4^0

condpnò ogni
il

crimine commesso nella precedente epoca. Gli successe nella prefettura
figlio

Antonio Colonna principe di Salerno, e nel diploma d'investitura, con distinzione non mai usata per l'addietro, vi comprese il di lui primogenito, esempio imitato dai successori

i458 nominò

che estesero

la

concessione fino a 3.

a

genio

Giacomo de Fico, che ribellatosi ad EuIV volendo questi finirla con sì
,

generazione; inoltre Pio II partendo pel congresso di Mantova lo lasciò al gover-

torbida e sediziosa famiglia e insieme

li-

no

di

Roma. Mentre
,

il

senatore nel se-

berare Viterbo dal suo giogo, nel i4^4
spedì un formidabile esercito capitanato
dal famoso Vitelleschi, che vinto
il

colo

XIV

prefetto

avea presa la precedenza sul questo si reintegrò nella supe-

tiranfece
in

riorità, lo

che destò meraviglia

in

Fede-

no e presolo con
Firenze
,

la

famiglia

,

tutti
il

rico 111
lo II.

quando ri tornò in Roma

sotto Pao-

uccidere nel i435. Trovandosi
nel
1

Papa

Agostino Patrizi che fu spettatore

435

investì per

Mantum

della

comparsa pubblica,
assunse
la

così descrisse

il

Francesco Orsini conte di Trani, col diploma Duin ad insignem, riportalo da Contelori, colla fede del giuramento che prestò. In questo tempo, come descrissi a Governatore di Roma, già fioriva questo nuovo magistrato, che facente le vecidel cardinal Camerlengo ( .),
della prefettura

maestoso vestire del prefetto Colonna, che
peli.

mentovata specie

di co-

rona. Pileurn in capite gestans oblungum,
vittis

ab aure pendentibus inmodum tiara e pontificalis, coloris autem rubei, ac

signis

quibusdam

in

longum porrectis

di-

V

stinctum. Essendo prefetto Pietro Anto-

riunì
di

le

antiche prerogative del prefello
carica era divenuta più

nio Colonna

figlio

d'Antonio, fu abroga1

Roma, la quale

to in concistoro nel

4-7
ai

1

a'

i3 febbraio

onorifica che autorevole, con diverse pre-

da Sisto IV,
il

roga ti ve di quelle ch'erano state attribuite
a\ senatore, la cui giurisdizione

i5 creò prefetto nipote Leonardo della Rovere (/.), inil
1

quale

venne così
1

di nel

47^

l'altro nipote

Giovanni,
di

il

cui

diminuita.

11

prefetto Orsini nella coro-

fratello fu poi Giulio

II. Il figlio

Gio-

nazione

falla

da Nicolò

V a Federico
Roma.

1

T,

vanni, Francesco

Maria

della

Rovere di

porlo lostocco imperiale, dopo averlo incontrato nella venula in
III

annii i,per disposizione del defunto Si-

Calisto

neh 4^6 dichiarò
C1 e °
'

prefetto Gio.

An-

tonio Orsini conte di Tagliacozzo e Al-

IV divenne prefetto-neli5oi,con approvazione d'Alessandro VI fu poi duca d'Urbino e lo zio Giulio II gli concessto
:

ba; indi nel i4^7
Pietro Borgia,
p. \">,

prefetto

il

nipote VI,

se la prefettura a 3.

a

generazione, onde

di cui parlai nel voi.

nel

i5i3

pel possesso di

Leone

X interil

aggiunse alla dignità una corona,

venne
vallo,

alla

funzione e
principi
1

gli

addestrò

cail

per cui ne'prefetti seguenti si trova la frase coronamento, e gli concesse le terre e
palazzo confiscati alla famiglia de Vico.

incedendo nella cavalcata dopo
i

senatore e

assistenti al soglio.

Leone X neh 5 6,per que'moti vi che produssi nel vol.LII,p. 199, spogliò Francesco

Queste terre erano quelle della giurisdizione che enumerai di sopra, avvertendo Galletti nel ìestarario di s. Chiesa, p.
37, che la pontificia disposizione sulle
ter-

M."

I

della prefettura e dello slato d'Ur-

bino, e tutto conferì al proprio ni potè Lo-

renzo de Medici, che morto

ueh 5

1

9, gli

PRE
Giovanni Maria barano duca di Camerino nel luglio i520 e la successione al primogenito. Adriano VI nel marsostituì

PRE
mera
de'

129

io i523 reintegrò di tutto il Roveresco. Dopo la sua morte Paolo 111 fece prefetto
il

paramenti del Vaticano , dice Novaes) Urbano VIII gli diede solennemente la Rosa d'oro benedetta e fu accompagnato da 34 cardinali, incedendo il prefetto fra'due primi diaconi Francesco Barberini e Ippolito Aldobrandini

nipote Ottavio Farnese duca di Par(/"'".),

ma
va

neh 538

in concistoro,

benché
del deli.
,

con molto applauso. Collasua morte avvenu-

avesse i5 anni e ad onta che
la carica

domanda-

Guidobaldo
il

11 figlio

funto, secondo

privilegio di Giulio
la
la

Ottavio avendo dimessa

prefettura

ta nel 1647 questa cospicua dignità non venne più conferita ad altre famiglie. Per lui Contelori compose e dedicò il libro DeAlmac Urbis Praefecto, Michele Lo:

Paolo

III nell'aprile

1

547

conferì al di

nigo pubblicò; Lettera intorno all'ufficio
del prefetto di

lui fratello
i

Orazio, cui

in sede

vacante

Roma ad Urbano

FUI

cardinali affidarono la custodia di

Ro-

che per la morte del duca d' Urbino lo
conferì fino alla 3." generazione a Taddeo suo nipote, che ne prese possesso con

ma.
1

Alla sua

555

fece prefetto

morte Paolo IV nel giugno Guidobaldo II duca

d'Urbino, e neh

574 '° divenne il figlio Francesco Maria II che terminò di vivere a'28 aprile i63i, ricadendo lo stato alla s. Sede e restando vacante la carica. Urbano Vili in concistoro nel Quirinale creò prefetto di
gio
1

solennissima cavalcata, nelle Lettere me-

morabili di Michele Giustiniani,
76. Notai nel detto voi. IV, p.
1

t.

i,p.

quando Innocenzo

X

nel

i652

14, che creò car-

dinale Carlo figlio primogenito di

Tad-

Roma

a'12 mag-

deo, lo facoltizzò a ritenere la carica di
prefetto di
dre,
et

63

1

il

proprio nipote

Taddeo Bar1

Verini principe di Palesi rina } del quale
discorsi nel voi.

trove,

I V, p. 1 1 2 e 1 3 ed almentre qual generale della Chiesa stava colle milizie al campo. Narra Torrigio contemporaneo a p. 269, che fece l'ingresso in Roma con molto splendore domenica 3 agosto per la porta del Po-

Roma, essendo successo al pacome leggo in Ciacconio, ViL Pont, Cardinalium t. 4> P- 696. Anche Lu(ediz. del

nadoro
te

1646), Rèlaz. della cor-

polo sino

al

suo palazzo posto quasi in*
s.

Roma, p. 27, dice che la prefettura la conferì Urbano Vili a 3." generazione, ed in fatti lessi in un ruolo palatino del 1706 d. Urbano Barberini prefetto di Roma. Prima di Urbano, in cui si edi
:

contro

la

chiesa di

Salvatore in

Cam-

stinse la linea mascolina de' Barberini, lo

po, con numerosa comitiva di gran per-

fu d. Maffeo secondogenito di d.

Taddeo,

sonaggi e titolati, e nella mattina del 6
nella cappella apostolica del Quirinalealla

che morì nel i685, per cui sembra che il cardinale a lui cedesse l'onore, perchè

presenza di 3o cardinali,
gli

il

Papa con
antico a-

morì nel 1704: tutto ho potuto
sa.

verifi-

grandissima solennità
ca,

die

1'

care nell'archivio dell'eccellentissima ca-

bito prezioso del prefetto, cioè dalmati-

Ma di

questi tre successori di d.
fa

Tad-

manto ec, indi lo ritenne seco a pranzo in mensa distinta, e ad ore 22 con nobilissima cavalcata e l' accompagno dei
principi e conservatori di
al

deo, non se ne
ci,

menzione

dagli stori-

Roma

ritornò

per quanto ho potuto leggere, tranne Cardella sul cardinale; tutti dicendo ultimo prefetto d. Taddeo. In una delle
relazioni del possesso d'Innocenzo X,
i

suo palazzo

,

alla cui

pompa

accorse

ca-

quasi tutta. Roma. A' 20 settembre per

po-rioni sono chiamati partiitm Urbis

memoria dai
sta in

conservatori di

Roma fu po-

praefecli

3

quello di Trastevere partis
il

Campidoglio un'iscrizione marmorea, che riporta Torrigio. Finalmente nella domenica laetare del i632 (nella ca«
VOL. LV.

Transtiberinae prarfectus, ed
di

senatore

praefcctus civitatis supremus. Cancellieri nel Mercato, stampato nel

Roma

9

,

,

i3o
1

PRE
dice che allora era prefetto di Rodi-

PRE
ma
s'inviava ogni
il

8

1 r ,

anno

col prefetto delle

ma

per P imperatore Napoleone (ma
il

leggi

pretore urbano. Nel Lazio (F.)

verso dall' antico)

Tournon. Sallengre
dusse

in Thes. p.

barone Camillo de 5i 8, pro-

o vicino ad esso, alcune città non erano ne colonie, né municipii né prefetture,
,

la serie de'prefetli di

Roma

sino al

come

Tivoli

,

Palestrina, Napoli e altre,
coi loro

i63o.

che vivevano con leggi diverse e

PREFETTURA, Magisterium.Praefeclura. Dignità di Prefetto [F.).
fetture

magistrati a seconda delle convenzioni fatte coi

Le

pre-

romani, e

si

nominavano

città fede-

romane erano alcune

Città (F.)

rate, per socialeamicizia e alleanza; poiché

d' Italia

(F.) } governate da prefetti ansotto la repubblica e sotto

alcune erano in tutto
puli

libere, altre tributa-

nuali mandati dal Pretore (F.) urbano

rie, altre stipendiate, altre
,

dellefundi pò-

o di
J
]
i

Roma

,

raperò di cui erano riguardate suddisenza que'diritti che godevano
i

si arrogavano qualche legge privata come propria e fatta

cioè quelle le quali

te,

lonie [V.) ed

ad essi non solo non aveano proprie leggi , ma non potevano creare magistrati, e siccome magistrati che le governavano si dei

le CoMunicipii (F.), e perciò inferiori, imperocché gli abitanti

inRoma. A vverte Ricchi, che questa generale distinzione di città, terre e castelli

segui inltalia avanti

ra Marsia
le

la legge Giulia eguermentre a tempo di Cicerone colonie e prefetture si chiamarono pu,

nominavano
governi
si

prefetti, cosi le città e
tali

i

loro

dissero prefetture;

essendo

Anche Adami , Storia di Folsenol. 2,p.44>dice che incerti tempi si confusero metodi de'governi, ed nore municipii.
i
i

divenute quelle colonie e que'municipii che ribellali ai romani e decadendo dal
loro grado, vennero spogliati della loro
libertà, prerogative e diritti, cessando di

mi cui distinguevansi le città, laonde un medesimo paese or dicevasi colonia, or prefettura or municipio. Marangoni Meni. diNovana, p. 200, parlando delle
,

essere Comunità (F.) e venendo governate colle leggi romane. Inoltre l'infeli-

prefetture del Piceno, osserva, che

la vir-

tù e temperanza degliantichi romani, do-

ce condizione di prefettura portava di

po
eie

le

conseguenza
de'vincilori,

la

privazione del dominio

conquiste, volendo le città e provinamiche e non ischiave, dopo averle per

delle terre e delle rendite a piacimento
i

qualche tempo tenute nella condizione dì
prefetture
,

quali per mezzo del reggi-

donavano loro
o

il

titolo

ed
,

i

mento
quista

del prefetto

imponevano

leggi

ai

privilegi di municipio

di colonia

col

soggiogatie facevano tuttociòche per consi

poteva fare

nel pubblico che

fus del suffragio. In tal guisa , come avvenne alle città e prefetture del Piceno,
ripigliavano l'antico essere di repubbliche,

nel privato. Di alcune città che meritarono siffatta degradazione parlai ad Italia. Queste prefetture erano costituite di due specie, l'una portava seco quelle città, nelle quali

rimanendo
gnoni,

libere coli' uso delle

proprie
xxxix.
le

leggi e de' suoi magistrati.

Vedi Compat.

Memorie

à! Osimo,
la

1, p.

creati col

mandavano prefetti suffragio, chiamate Decemposi
i

Fu

la legge

Giulia per

quale tutte

città italiane

furono ammesse alla
,

cittai

pulit e Ricchi, Reggia de'

volsci, p. i4,

dinanza romana

e molte

cambiarono

pone

in

questa condizione Capua,

Cuma,

nomi

di colonia, o municipio, o prefetil

Casilino, Volturno, Linterno, Pozzuoli, Acerra, Suessa, A Iella, Calutia; quelle di
altra specie erano Fondi, Forrrtia, Cere, Venafro, Piperno, Anagni , Prosinone, Reata, Saturnia, Nursia, Lanuvio, Ilo villi, A rpino e moltealtre, alle quali da Ilo-

tura. Nelle prefetture

cittadini chiamavasi convento. Si

primo ordine dei può ve-

dere Pomponio Festo, De veter. verb. signif, all'articolo Praefeclura. Sigonio De antiquo furo Ital., cap. de Praefectugoverris. Prefetture si dissero anche
i

PRE
ni delle provi nciej e la prefettura

PRE
il

i3t
fare alla conla

lessandria d'Egitto

ebbe

titolo

d'Ad'Augu-

governate da vice -prefetti, e tanto questi

che

i

prefetti

debbono

Augusto. Così prefetture furono dette quelle Provincie\V!)
stale dall'imperatore
d'Italia soggette al Prefetto

gregazione di propaganda
ta,
t.

relazione

dello stato delle loro, missioni dettaglia-

diRoma(Pr.)e
dissi

secondo
i, p.

le prescrizioni

contenute nel

alla sua prefettura.

A Ducato

che
,

233

e seg. del Bull,
il

ebbero origine dalle prefetture conferite dagl' imperatori ai benemeriti
diversi

de.

Fiorendovi

de prop. ficristianesimo, e per la

della corte.

11

vocabolo poi

si

rese

comu-

ne e inerente
siastiche
,

all'esercizio e alla giurisdi-

zione di prefetto, anche nelle cose eccle-

troppo grande vastità delle prefetture, sono poi elevate a Vicariati apostolici (f-), ed allora vengono d'ordinario sottomesse alla giurisdizione d'un vescovo in
partibus residenziale.
1

come

i

cardinali prefetti delle
,

Papi eziandio per

Congregazioni
le

cardinalizie

dicendosi

l'organo di detta congregazione cardinalizia

Prefetture delle missioni apostoliche quel-

accordarono a diversi prefetti delle

Missioni governate da un missionario

missioni gli abiti prelatizi, privilegi e pre-

prefetto.

rogative particolari

;

come ancora

asse-

delle missioni apostoliche e pontificie. Luoghi delle Missioni Pontificie
(/"*".)

PREFETTURE

di tutte le parti del
,

mondo,

ne' paesi idolatri

degl' infedeli,

gnarono ad ordini e congregazioni regolari e altre pie istituzioni, una o piti prefetture, massimamente se quelle corporazioni furono benemerite della missione
,

degli eterodossi o di culto misto, gover-

per essere affidate

ai zelanti

loro

nate da un Missionario
stico secolare tefice

(

V.) ecclesia-

membri, per l'uniformità

e piena cogni-

o regolare.

Il

sommo Pon-

zione della coltivazione di quelle vigne
del Signore, delle quali missioni parlai,
oltre ai citali articoli,
li

per mezzo della Congregazione di propaganda fide dà la Missione (Jr-)
ai missionari destinati a

anche a

quelli di ta-

predicare

il

vani

ordini
la

,

congregazioni e pie istituzioni.

gelo per convertire

gì' infedeli

ed

pa-

Così

s.

Sede conserva non interrottala
prefetti
i

gani

,

o pel mantenimento della fede in
i

successione de' presidi ecclesiastici, rim-

istruire e coltivare

cattolici, e

condurre
quali

piazzando con degna scelta
accoglie le loro
,

i

che

nella via della salute eterna gli eretici e
gli

dispensa dairesercitarel'oflìzio, o
ti;

defun-

scismatici nelle indicate regioni,

i

missionari sono subordinali e regolati o
dai
vicari apostolici

sidi

domande, concede sussebbene alcune prefetture hanno

o dai
la

prefetti- delle

proprie rendite pel mantenimento della
missione, altre venendo sostenute con as-

missioni apostoliche cui

sagra congre-

gazione comunica

le

necessarie opportuestese nelle forinoi

segni annuali o della congregazione di

ne
le,

facoltà, piti o

meno

secondo

i

luoghi ed

bisogni spirituali

delle popolazioni, per l'amministrazione
de' sagramenli, e per

propaganda, o della pia opera della Pror pagazione dellafede (f .) } o da quella delle Missioni straniere (^.),o da altre simili istituzioni,

adempiere

il

mini-

ad

altre accorrendovi la

stero di tutte

le

funzioni ecclesiastiche, ed

pietà de'fedeli colle oblazioni. Inoltre sol-

alcune vescovili ne' luoghi remoti e lontani dai vescovi; istituisce prefetture apostoliche,

provvida la s. Sede , con lettere accorda grazie, di cui è fonte inesauribilecita e
le pel

determinando

1'

estensione ed

i

bene
,

spirituale de' fedeli
le

,

scioglie
le

contini del territorio di loro giurisdizio-

dubbi

decide

questioni

,

termina

ne come fossero diocesi o provinole ecclesiastiche, e tali si possono chiamare quelle che hanno un'immensa estensione. Al-

controversie, mantiene l'autorità, rinvigorisce la disciplina,

emana decreti e conle ec-

ferma colla sua autorità suprema

cune prefetture temporaneamente sono

clesiastiche costituzioni dalle autorità lo-

i3 2
cali ne* sinodi

PRE
o in qualunque altra mala

PRE
missione e data in governo a delti padri, componendola

niera statuite.
nità

Roma

centro della cristiadi tut-

d'un prefetto e 8 mis-

deve necessariamente esserlo

sionari,

i

quali vi continuarono sino al

te le missioni cattoliche.

Nel citato arti-

1668. Vi furono ancora un tempo gli agosliniani, nel

colo CONGREGAZIONE DI
riportai
il

PROPAGANDA FIDE

1642

i

carmelitani destinali

catalogo non solo de' vicariati e prefetture apostoliche ad essa soggette
meli' africa,

dalla congregazione di propaganda, cui

poi tolse la prefettura, che nel
agli agostiniani scalzi.

1697

die

America, Asia, Europa, O-

ma de'patriarcati, arcivescovati, vescovati e delegazioni apostoliche di Greceania,
cia,

Mesopotamia, Monte Libano
r
.) 3

e Per-

Di questa missione parlai nel voi. XLV, p. 255. Le isole Nossibè, s. Maria e Mayotte nel 848 furono separate da Madagascar, allorché questa
1

sia {f

da essa dipendenti per

la s.

Se-

prefettura fu eretta in vicariato, e di esse

de,

i

quali e le quali tutti

hanno

articoli
al-

in questa

mia opera. Delle prefetture

venneformata l'omonima prefettura apostolica. 4-° Senegal, ne trattai ne'detti voi.

lora esistenti, cioè ne'primi del 1842, al-

XLV,

p.

256,XLVIII,p. 32.

5.° Tri-

cune divennero vescovati, come Guadavoi.

poli (F.).

lupe e Martinica, delle quali trattai nel XLV, p. 256 e 257, e della 2. a an

America: i.°Cajenna,vediil
p.

voi.

XLV,

che nel voi. XXX, p. 1 3 , ed a Pio IX perchè neli85o l'eresse in diocesi vescovili e provvide di vescovi ; altre furono
1

256 (per le colonie francesi anche il voi. XXVI, p. 247): a Prigioni ho detto
che
la
c

la

Francia ha formato nella Gujana

sede de'suoi stabilimenti penitenziari.

dichiarate vicariati apostolici,
sinia, Tunisi,

come AbisMadaga-

Curacao, Surinam,Batavia
(V.),

e Australia

neW Oceania

scar e l'isola di Borbone, delle quali perciò parleròa Vicariati apostolici. Al pre-

S.PietroeMiquelon,vediil vol.XLV, 257. 3. Nell'America meridionale v'è un prefetto apostolico, che dirige le missioni composte da diverse corporazioni
2.
p.

religiose in aiuto de' vescovi residenziali.
1

sente esistono
stoliche.

le

seguenti prefetture apo-

Minori osservanti (F.) hanno
in

collegi

nella Bolivia, nel Messico, nel Chili, nel
i.°

Africa:
p.

Congo, vedi

il

vol.XLVIII,

Perù,
sioni.

Panama

con

religiosi

per

le

mis-

32, e

s.

Salvatore di Congo. i.°
s.

MaMa-

rocco (F.). 3.° Nossibè,
tentrionale di

Maria

e

Asia:
p.

yotte nell'isole Comore, nella parte set-

22

Mozambico, che hanno

re

e nel

i.° Hong-Kong, vedi il vol.XL, Qui noterò, die mentre a Pekiivo voi. XLV, p, 248 mi rallegrai sulla
1
.

particolarie trafficano coi portoghesi, es-

condizione del cristianesimo nella Cina,
ora apprendo dalle pubbliche notizie degli
i/e,

nella

sendo gli abitanti idolatri e maomettani maggior parte. Gl'indigeni ricevettero fra loro degli arabi naufragati, e ne adottarono costumi e la religione maomettana. Patirono molto dai pirati del Madagascar, ove nel secolo XVlIesseni

Annali della propagazione della féche la persecuzione abbia cominciato le cristianità di quel vasto im-

a funestare

pero, in Pekino, nel

Toncbino occidentale

col martirio del sacerdoleSchoefller, nella

dovisi fondata

una colonia francese

sulle

Cocincina, e cheil missionario Guillemin
fu in preda a crudeli violenze, perchè la

rovine della fortezza demolita e già degli olandesi,

signori della Missione (F.), che

ne eressero un'altra; indi dai si erano
vascelli di

sua cappella vicino
strutta,

a

Hong-Kong
le

fu di-

alcune famiglie gittate

in prigio-

imbarcati sui

Francia, fu opela

ne,
il

un giovine morto sotto

catene, ed
Il

rata con tanto zelo per

propagazione

missionario Vachal spirò in carcere.
i

della fede, che in pochissimo

tempo con-

reTu-Ducha rinnovato

decreti di per-

vertirono

5ooo barbari

e vi fu stabilita

secuzione, e dichiarato che farà cacciai

.

PRE
i»el

PRE
i

i33
ita-

fonti o del
i

mare o de'fiumi

missio-

gr anima sinoUÌco(della Palingenesia
'orbe cattolico apostolico

nari, ed

loro ricettatori farà tagliare a

liana tratta dalla statistica generale dell'

pezzi, i. "Colonie francesi nell' Indie orientali {T'.),

romano)

e l'ul-

essendo in Pondichery

la resi-

denza della prefettura, vedi voi. XXXI V, p. 236 e seg. e 263. Europa: i.° Mesolcina e Calanca nella Svizzera (P.). 2.° Rezia ue'Grigioni, nella Svizzera {F-)Altre prefetture apostoliche sono quelle di

Bagdad {Vedi

in

uno a Caldea),

prefettura dei carmelitani scalzi. Bey-

timo manifesto della Palingenesia succeduto a quello della statistica cattolica La menzione onorevole di Lei e de' suoi dotti lavori si ripeterà per dovere ad ogni pagina, ma frattanto leggerà nel manifèsto la mia ingenua confessione, che senza la sua opera, del mio scritto neppure avrei potuto coltivare il pensiere". Altri non fecero così, sebbene profittarono
. .

rulh o Berito (F-), de' cappuccini. Cairo de' minori riformati, vedi voi. XXI,
p.
1

de'miei indefessi e coscienziosi studi; anzi
essersi armati di lente, cercarono qualche ragnatela nel vasto e dovizioso museo! Ciò non mi sorprende, poiché ne insegna l'istoria maestra della vita, che il gran Colombo volendo confondere la

dopo

36. Costantinopoli diverse prefettu-

re descritte nel voi.

Diarbekir
i

{V)

t

de'

XVIII, p. 107 eseg. Cappuccini {V.), ed
,

voi.

da
p.
1

in

VI, p. 245, XLVU p. 20. GadArabia de'serviti, vedi voi. XXI, 36. Giorgia (f-), de'cappuccini. lasde'couventuali, vedi voi.

malignità degl'invidiosi suoi emoli, fece

si (/"'.),

XLVI,

r 27. Mossul (F .), de'domenicani. Altre prefetture per le vicende de' tempi
p.

non più
di

esistono,

come

di

Mosca

(f^-)j

Bahia e Fernambuco in Rio Janeiro
il

quanto vado a ricordare. Alcuni di essi estenuavano il merito nelle sue scoperte d'America, che spacciavano per assai facili e casuali, sostenendo che soltanto si dovessero a poca arditezza e a molta fortuna. Egli dunque scherzando, propose
loro di trovare
di
il

(F.), e

voi.

XXVI, p.
non sono

missioni che

vicariati

170. Delle altre o prefetai rispettivi ar-

modo di

far stare ritto

ture o delegazioni, tratto
ticoli,

Guardiano del s. Sepolcro. Ecco un'altra pietra pel mio grandioso edilìzio, col quale ine principalmente citerò
tesi

supplire, nelle proporzioni imposte

alla condizione di
al

questo mio Dizionario, divisamente concepito dal celebre car(/".),
voi.

punta un uovo sopra di un piano. Tutti si provarono, un dopo l'altro, ma niuno il seppe fare. Colombo allora sorridendo, schiacciò alquanto la punta dell'uovo e comprimendolo un poco sulla tavola, Io fece restar fermo ed in piedi. Beffandolo tutti, dissero immantinente, che in
quel

modo

nulla era più agevole.

Non

dinal Garainpi
altri

come

dichiarai in

uiego, rispose

luoghi e nel

XLV, p. 241.

Per-

niuno
il

di voi

Colombo. A buon conto ha sapulo pensarvi. In queio

ciò

non senza religiosa compiacenza spero e mi lusingo di avere pel primo riempito un tanto vuoto, ciò che piacque spon-

sta guisa

ho

scoperto

le Indie.

Dopo

fatto ciascuno sa fare.
si

Mi

sarà condo-

nato questo parlare, se
dissi ne' voi.

leggerà quanto

taneamente e apertamente dichiarare ad uno de più illustri geografi de'nostri tempi,
il

i43, L, p. 223, ed a Letterato, sempre essendo il mio
p.

XL1V,

eh. avv. Pietro Castellano autore di

precipuo fine quello indicato nei voi.

diverse opere e benemerito pel suo classico Specchio geografico -storico politico

XXIII,
218.

p. 3

.

,

XXXVI,

p.

1

74, XLI, p.

di tutte
si

le
,

nazioni del globo in io grosla

PREGHIERA,
Prex }
to
il

Orazione, Precatio,

tomi

per

lettera autografa e

non
Pro-

Preces, Supplicalio, Oralio.

La

provocata che favori scrivermi a' 24sette mbre

preghiera o l'orazione, ch'è antica quan-

i85i

.

»

Le compiego

il

mondo, considerata

nel più lato sen-

i34
so, è

PRE
una elevazione dell'anima a Dio.
ritti

PUE
insieme, è più efficace della particolare,

In questo senso ogni pensiero di Dio, congiunto con un
lontà, è

buon movimento

della vo-

una preghiera. L'orazione propriamente delta è una domanda fatta a Dio di qualche cosa conveniente, che possa servire alla sua gloria e alla nostra salute.

perchè tutta la Chiesa che prega ha maggior forza per ottenere ciò ch'essa domanda, e perchè quelli che pregano con
tiepidezza partecipano al fervore de'perfelti

detto

L' Adorazione {V?) }
il

i

Cantici^.)

di lode,
fìzi

rendimento
i

di grazie de'bene-

ricevuti, e l'impetrazione de'nuovi,
santi desiderii, le

pregando con essi. Gesù Cristo ha Allorché due o tre persone saranno radunate in mionome, io sarò in mezzo ad esse. Egli vi si trova dunque a più forte ragione quando tutta la Chiesa è ra:

l'offerta di se stesso,

dunata. L'orazione per

gli

adulti è di nein

buone risoluzioni, con domandargli dono de'peccati, e il soccorso nelle
chiamasi preghiera
le.
i

perpri-

cessità assoluta per salvarsi;

quanto

che Dio ha

stabilito e

ordinato che per
indispensabili

vate e nelle pubbliche necessità, tuttociò

l'orazione, siccome

mezzo convenientissi-

Tale

si

è la

un senso generadefinizione che ne danno
in

mo,

si

ottengano

gli aiuti

per conseguire l'eterna salute. Pregate ed
otterrete,itu perocché

ss.

padri Basilio, Agostino, Gio.

Dama-

chiunque prega

ri-

sceno e

Aquino. Quindi la preghiera si fa in due maniere, o solo internamente, o internamente ed esternamente iusieme, che equivale all'orazione mentale e vocale. L'orazione mentale è
d'

Tommaso

ceve.

E ogni qualunque cosa

chedoman-

derete nell'orazione, credendola otterrete.

meGesù Cristo, avendoci promesso che suo Padre non esaudirebbe le nostre
riti

È essenziale piegare in nome e pei
di

quella in cui nel silenzio della lingua

si

orazioni che allorquando le avessimo fatte in

applica solamente lo spirito alla conside-

suo nome.

Il

precetto poi esplicito

razione della deformità d'un vizio e della
bellezza d'una virtù, d'una verità, d'un

di

Gesù

Cristo, l'esempio di lui

che be-

mistero della religione, per eccitare la volontà a produrre di voti affetti e a formare

ne spesso passava le notti in pregare Iddio, determinano anche più chiaramente
questa obbligazione. Urge
la
il

precetto del-

buone risoluzioni. La vocale è quella in cui si esprimono pensieri del cuore
delle
i

preghiera nelle tentazioni, nel doversi
sagrameuti, intraprendere arduo ne-

eccitare a contrizione, nel dovere riceve-

con parole corrispondenti.
finizione
si

Da

questa del'ani-

re

i

rileva,

che l'attenzione della

gozio e
te.

massimamente in pericolo
si

di

morfe-

mentee l'affetto del cuore formano

E

cosa poi utilissima che

faccia in

ma

della orazione vocale.

La preghiera

ogni tempo, e specialmente ne'giorui
stivi

vocale poi è di due specie, privata e pubblica la prima è quella che si fa dalla persona privata e in proprio suo nome; la pubblica è quella che si fu dalla Chiesa
:

per santificarli, e

al

principio e al

termine d'ogni giorno; e ciò con quegli
esercizi di pietà,
i

quali sogliono

com-

prendere

gli alti

de'principali doveri del-

per mezzo de'suoi ministri.
cie appartiene
il

A

questa spe-

l'uomo verso Dio. Benché Iddio per la sua
infinita sapienza conosca le nostre richieste,

sacrifizio della

Messa

(V.), che

i

primi cristiani chiamarono
il

orazione solenne;

divino Uffìzio (F.),

tanto,

quando gli sono fatte colla mente solnondimeno devesi praticare anche
l'e-

anche qua ndo.si
le solenni

reciti

privatamente dalle
Chiesa,
le

l'orazione vocale, sia per eccitare cou

persone dedicate

al servizio della

preghiere e

supplicazioni,

sterno segno della voce l'affetto interiore, sia per dare a Dio un tributo d'onore

come
la

le litanie e le

processioni intimate ai

coll'anima e col corpo, essendo l'uomo

fedeli dal superiore ecclesiastico. Inoltre

a

lui

debitore dell'una e l'ultra sostanza;
l'affetto

preghiera pubblica, fatta dai fedeli riu-

sia

per dimostrare che

veemente

PRE
per cui arde
il

PRE
mando prima
tutti gli

i35

cuore, ridonda anche nel

di tutto

che si facciano supregi, e

corpo.La necessità della preghiera non deroga alla somma liberalità di Dio, per la quale parrebbe che dovesse elargire suoi
i

pliche, orazioni* voti, ringraziamenti per

uomini, per
tutti gli

i

per

tutti

i

costituiti in

posto sublime. L'obbligo di

doni senza die
perocché, oltre

gli fossero

domandati. Im-

pregare per
sul precetto

uomini è fondato

al conferirci di fatto alcu-

che

ci

obbliga ad aver ca-

ne

grazie, senza che gli sieno

da noi

richie-

ste.,

a nostra grande utilità ha ordinato poi
,

rità per lutti gli uomini, e ad amare il prossimo come noi stessi, come dichia*

che tante altre non si ricevano se non per la preghiera, porgendoci così l'occasione di tener viva la fede, di muoverci
a confidenza verso di
lui, di esercitar l'u-

preghiere fanno a Dio consiste: a pregare per se stesso, per coloro che ci sono più spes.

ra

Tommaso. L'ordine delle

che

si

miltà nella confessione delle nostre miserie e bisogni.

cialmente uniti coi vincoli della carne e del sangue, per quelli che ci tengono luo-

La preghiera
di

fatta

a Dio

go

di

padre come

i

pastori e

i

superiori
r

con

fede,

con confidenza, con perseveran-

temporali, per quelli cui

abbiamo qualche

Gesù Cristo, è infallitempo congruo, secondo divini consigli, quando è fatta per sé, e purché se fatta per altri, questi non \i pongano ostacolo. Chiedere pel nome di Gesù Cristo, vuol dire chiedere pei
za, e nel

nome

bilmente esaudita
i

in

obbligazione, ec. Nel Paternoster (^ -), o orazione domenicale, si contengono tutte quelle cose che si possono domandare e sperare da Dio. L'orazione squarcia le nubi della tribolazione e assicura la pace,

come

dice

s.

meriti di lui, e chiedere quello che ap-

Israele supplicò invano

Gregorio Nisseno. Mai il Dio de'suoi pa-

partiene alla grazia e alla gloria e che contribuisce al

dri nel suo pellegrinaggio verso la terra

conseguimento di essa

:

le

co-

se temporali,

quando

sieno oneste e

buo-

promessa, e mai pregò indarno la Chiesa il suo Maestro e Signore nel cammino alla celeste Gerusalemme. Un popolo che prega è invincibile in Dio. Imperocché non solamente Cristo egli Angeli si uniscono pietosi a coloro che pregano, dice Origene; ma ancora santi di Dio ne preni

ne per loro stesse, possono pure domanma sempre secondariamente e con spirito di rassegnazione. La promessa indarsi,

Gesù Cristo di esaudire le non cade su queste cose temporali, se non quando alla mente ogniscente di Dio esse compariscono cerdefettibile di

orazioni nostre,

dono parte onde

assicurare alla preghie-

ra fatta con ispirilo di umiltà e di divozione la sua efficacia. E' l'orazione un'o-

tamente

utili

per

la

nostra eterna salute.
dal partecipare del
il

La

Chiesa sempre animata dalla carità,
sa-

pera essenzialmente buona, che conduce

non esclude alcuno

l'anima

alla prosperità.

Quindi

le belle

frutto delle orazioni sue. Offerendo

crifizio incruento, il sacerdote dice: Dinanzi alla divina maestà tua salga in odore di soavità per la salute nostra e di tut-

immaginide'ss. padri Ambrogio, Lorenzo Giustiniani e Bonaventura; ora danno
le ali all'orazione

per ispiegare

la

sua pie-

to

il

mondo, nessuno

eccettuato. Si pre-

na efficacia, ora la rappresentano sotto la forma di grazioso uccellino che penetra
nel gabinetto di Dio, ora all'armatura di

ga adunque per per
ci;

tutti gli

uomini
si

peccatori, amici o nemici:
gl'infedeli,

giusti o prega anche

un guerriero che
ora ad un Incenso

sta in
(

propria tutela

,

per
si

gli eretici

e scismati-

V.) odoroso che spi I

purché non

considerino

bri della Chiesa, e per loro
la fede, la

si

come memdomanda

ra soavità dinanzi al Signore.
cipali della preghiera

pregi prin-

grazia della conversione e la

remozione de'castighi temporali ed eterni. A Timoteo scrisse s. Paolo: Racco-

sono tre: i.° che il cuore sia puro, e chi opera bene è simile a chi prega senza interruzione; 2. che l'orazione nasca propriamente dal

i36
cuore
e

PRE
nella Chiesa,

PRE
raccomandandolo
i

non dalla lingua, e sia fondata nelloslanciodegli affetti, non già nel moto o qualità dell'espressione; 3.° che l'orazione
sia

ss.

padri

e tutte le liturgie.Delle preghiere pe'morti

continua, senza interporre di-

mora, dissero il Salvatore e s. Paolo, ciò che può anco intendersi dirigendo continuamente a Dio le stesse proprie operazioni cou una locuzione mentale, piegando il cuore del supremo giudice le continue orazioni. Inoltre l'orazione ha
la virtù di

/^.Commemorasi può pregare pei dannati, sì perche essi non sono più uniti col vincolo della carità, per mezvivi comunicano le loro zo della quale opere buone ai morti, come perchè essi sono giunti a quel termine fatale edimparlai in diversi articoli.

zione de'fedeli defunti.

Non

i

mutabile, in cui hanno ricevuto l'ultimo
castigo dovuto alle loro colpe, cioè l'eter-

soddisfare perchè è un'opera

laboriosa e penosa, alla quale Dio ha pro-

messo

la

remissione delle pene dovute al

na dannazione, che non può essere né tolta, né diminuita Dio però colla sua as:

peccato, e perchè rinchiude in sé l'ubbi-

soluta e straordinaria potenza
to.

può

far tut-

dienza e l'umiliazione dell'uomo in presenza della maestà divina. Essa è qualche volta impetratoria senza essere meritoria, né soddisfaltoria; tali sono le pre-

Inferno dissi favola la pretesa liberazione di Traiano infedele, persecutore della Chiesa, senza battesimo né penitenza.
Il

A

ghiere che

i

santi fanno per noi in cielo.

tempio o Chiesa (F.) è chiamata
I

La preghiera
cipali della

ottiene qualche volta
I

una
che

la casa dell'orazione.

primitivi cristiani

cosa e ne merita un'altra.

difetti print.°

oravano

nelle

Catacombe e Cimiteri(F .),
Congregazioni divole ai Divini uffizi [V.) y

preghiera sono tre:

nell'epoca delle atroci persecuzioni, ve-

non
ria

sia

timida; 2.

che non

sia

temera3.°

nendo

costi-etti in

per eccesso di fiducia, onde non può

(V.) ad intervenire
e praticare
i

essere disgiunta dal

dovuto rispetto;

7 santi Riti (Z ".) nelle latebre

non
si
i

dev'essere tiepida o mista d'indiffe-

di tali luoghi d'infortunio e d'affanno,

renza odi rincrescimento. Vi sono divererrori sulla preghiera, in cui

caddero
i

però nobilitati dal consesso de'padri della Chiesa e santificati per la celebrazione
del divino sagrifizio dalla presenza di
vi vente.

pagani,

i

pelagiani,

i

messaliani,
i

vicle-

Dio

fiti

ed
i

altri eretici, oltre
, i

quietisti.

tro

vodpsi

viclefiti,

i

luterani,

i

Concab

Severano, Memorie sacre p. 3o8,

riporta l'orazione particolare detta dai
vescovi, nel congresso de'cristiani de'pri-

vinisli,il concilio di

Trento

definì essere
i

permesso e utile di pregare Santi (F.), che regnano in cielo, perchè intercedano per noi presso Dio; però invocandoli dobbiamo aver presente; che nulla possono ottenere senza la mediazione di Gesù Cristo. V. Culto. Non si deve pregare pei santi che sono nel cielo, perchè essi non

mi secoli. Deus

et

Pater D.

2V.

Jesu

Cliri-

sti, qui dispersa

congregai,

et congregata

conservaSj auge /idem,
vis luis.

A

et fiduciam serGenuflessione parlai dell'uso

di pregare genuflessi e

che non è essen-

hanno bisogno

di nulla;

si

può nondidel

meno

chiedere qualche gloria accidenta-

Je pei santi.

Quanto alle anime
vi

Pur-

r gatorio (f .)t

sono de'teologi che pensano esser cosa vana il pregarle, altri sostengono che possono ottenere pei vivi, perchè non si può dire che Dio abhia sta»
il

da Pasqua a Pentecoste (f .) oravano in piedi; dell'elevazione e distensione delle mani, disapprovando Tertulliano il sedere (Z7 Genuflessorio e il voi. XI, p. 25g); e dissi inoltre delle diverse
ni che
".

ziale alla preghiera; degli antichi cristiar

genuflessioni, e di quelle di culto e di

ri-

verenza. Ad Inchino elNciiiNAziON Binan-

do si devono
le

fare o nella celebrazione del-

1>ilito
(

contrario.

Però

il

pregare per loro

sagre ceremonie o nelle orazioni: r.
di

huona

e utile coso, e fu

sempre

in

uso

Nome

Gesù. In America e altrove

al-

PRE
forche le

PRE
il

i3 7

Campane danno
al

segno del -

con

ambedue

le ginocchia piegate,

mezzodì e nel cominciar della notte, nelle pubbliche vie si fermano pedoni adorando in piedi col capo chino la gran Madre di Dio
l'Angelus Domini (F.) t
i ,

senon

fosse rimarcabile,
s.

che non avrebbe Idil

dio fatto notare nella
3, 54> che

Scrittura, Reg.

fino al 3.° tocco della campana.

LeBrun,

Explicalion des prieres, racconta che ne'primi quattro secoli della Chiesa non vi fu cosa tanto raccomandata, quanto P orare in piedi nelle tutto
li
il

Salomone così orò nel suo tempio, utrumque eniin genu in terram fixeralj et manus expanderal in coeluni. Abbiamo di s. Giacomo apostolo detto il
Minore, ch'era tanto assiduo
terra,
le

nel

pregare

genuflesso e per umiltà colla fronte sulla

domeniche e in tempo pasquale, poiché fedei

che

gli

si

formarono

calli

tanto sul-

ginocchia, che sulla fronte.

I ss.

Pietro

vollero onorare in

tal

guisa la risurre-

e Paolo s'inginocchiarono per fare orazione, nel volo di
ne' Dittici p.
ta colle
gentili.
1

zione di

Gesù

Cristo, per far conoscere,
la

Simon mago. Donati
alzate,

anche

colla positura del corpo,

spe-

18 parla dell'orazione fat-

ranza che nutrivano di partecipare della gloriosa risurrezione e ascensione di lui.

mani aperte ed
Il

anche dai
le

vedere ne'
il

monumenti

mani

Anzi Tertulliano,
solo dice che nelle

De Corona
domeniche

e. 3,

non

alzate verso
di orazione,

cielo, fu

pure talvolta segno

e dalla Pa-

quantunque conciò mostrasi

squa sino alla Pentecoste non s'inginocchiavano punto per 5o giorni, ma che l'avevano come per peccato. Questo rito
tuttora
si

qualche volta ancora l'azione del benedire. Riporta le testimonianze di Tertulliano,

Pamelio, Muratori e
p.

altri.

Nel voi.

osserva, e lo stesso in tutte le
le

XXXIV,

domeniche dell'anno,

quali sono speil

io parlai dell'immagine di Maria Vergine dipinta nel cimiterio di
Ciriaca colle braccia aperte e sostenute
dai
ss.

cialmente consagrate a onorare

miste-

ro della risurrezione. Osserva Butler nelle Feste mobili p. 4oo, che tale rito è osservato negli
tica
uffizi
il

Pietro e Paolo in allodi pregare,
il

rilevando che

simile

si

ha

di

Mosè, cole te-

lodevole

una praconformarvisi almeno in
pubblici, ed è

me

di

sua
le

efficacia. Gli antichi cristiani

alzando
ce,

mani, quando oravano,
talvolta in
la

parte nelle nostre particolari orazioni.
se

Ma

nevano ancora
cora cogli

preghiamo in presenza

degli altri

dob-

per dimostrare

biamo

evitare ogni singolarità affettata

atti esterni

forma di crorimembranza anche sempre inter-

che potrebbe offendere o scandalezzare;
cosa savia è allora non («costarsi dall'uso.

A

Evangelio

e a

Te Deum
si
t,

dissi

che nelin pie-

la loro recita

o canto

deve stare

namente avevano della passione di Gesù. Cristo. Vicino a morte s. Ambrogio, colle mani in croce porgeva fervorose preci all'Altissimo. Eusebio racconta che Costantino fece scolpire
la

di. Sarnelli, Lelt. eccl.

5, lett. 2:

Che
la

sua

effigie nelle
il

l'uomo deve orare

col

capo scoperto e

medaglie d'oro
cielo, e le

col volto rivolto verso

capo coperto, scioglie diverse difficoltà e rende ragione di tali usi, che io toccai a Berretta, Berrettino, Parucca e altre coperture del capo, ed a Doncol

donna

mani aperte

a guisa di chi fa

orazione. Altri vuole che simil gesto sia
fatto per rappresentare l'elevazione dei

nostri cuori alle cose celesti, e tale uso

na. Sarnelli nelle pubbliche preci incul-

conferma
le

s.

Gio. Crisostomo nello spiegar

ca agli uomini l'orare col capo scoperto,

parole del salmo i4o. Borgia, Meni,
t.

per cui inveisce contro

cordando
zioni di
s.

al sesso

le perucche , rifemminile le prescri-

di Benevento

r, p.

1

4-8,

parlando del-

l'antico rito di orare colle

mani

distese,

Paolo e

di diversi

Papi d'in-

dice che ve n'è rimasto qualche vestigio
ne'sacerdoti,

cedere nelle chiese col capo coperto e
velato
;

quando celebrano
le

la

messa

aggiungendo che

si

deve orare

e proferiscono

sacre orazioni; osservali-

i38 do che anco
ticato
ti,

PRE
gli

PRE
male
le

ebrei oravano con le

nazioni nell'atto dell'orare,

il

tenere

ni alza te, e specialmente Davide, uso pra-

braccia alzate e distese, ed in questa
le

pure dai

gentili.

T etri antichi

p.

me 270,

Anche Buonarroparla del-

guisa porgeva

preghiere

ai falsi dei la

folle gentilità: così fecero gli ebrei,
sè,

Mo-

l'uso restato a'sacerdoti nelle sacre pre-

e Daniele nel lago de' leoni; laonde

ghiere specialmente della messa, di tener
le braccia in gesto di orazione,

stima probabile che questo rito sia derivato dalla prima legge di natura. Essendo anticamente comune a tutti i fedeli

non del
il

tutto nel
egli dice,

modo
si

antico, secondo

quale,

te distese in fuori a

tenevano le braccia totalmenforma di croce. 11 me-

questo

modo

di stare nell'orazione,

desirnoap. 78 racconta chegli ebrei nelle pubbliche orazioni e particolarmente il popolo minuto, fu solito di portare so-

un Eucologiode'greci avanti certe preghiere si dice al popolo: Alzate le mani
in
vostre. Dalle pitture de' sacri cimiteri
si

pra

le spalle e

sopra

gli abiti

un panno,
le

Tede il costume di orare in rocché quantunque vi fosse
dere,

piedi,
il

impecon

rito di se-

e si crede che fosse una specie à'Efod, semplice e piccolo
spalle e

dopo data o intimata

l'orazione,

manto che circondava
si

dire

Oremus
t

(f.), tacciato

qualche volta
sul petto.

affibbiava e conal-

perstizioso

da Tertulliano

come di su(neW Edipo di

giungeva

Crede quindi che
i

Sofoclei
plicare),
di fare

ebani siedono nell'atto di supgià notai, e vi fosse quello
in ginocchioni,

trettanto praticassero

primi cristiani nel

come

tempo

della preghiera, ritenendo verosi-

orazione
(di
I.

ed altre

mile che nel comandare s. Paolo alle don-

volte col volto e colla persona prostrala

capo velato, e vouomini stieno scoperti, intenda di questi veli o manti usati dai due sessi nelle loro di vote adunanze, e che essi dierono occasione a quell'apostolica ordinazione. India p. 120 dichiara con monumenti, essere stata consuetudine degli
in cliiesa col
gli

ne di stare
lendo che

che trattano Tertulliano, ad e. 8, et Advers. Marc. I. 3, e. 18, et Apol. e. 4o; Eusebio in Isaiam e. 49i »• 23; il Nazianzeno, Orai. XI, p. 1 83 ; Prudenzio, De s. Laur.j s. Girolaper terra

TJxorem

2,

mo, De

vita

s.

ffilarìonis, et Epist.

1

3

ad

Paulinunt), pur tuttavia quello di stare

mani e bracquando facevano le loro preghiere esprimendosi quasi un modello ed una immagine della passione; e siccome il martirio è il cimento più forte, quindi è che molti ss. martiri nel tempo
antichi cristiani di starecolle
cia distese
,

comune. In quesecondo s. Basilio lib. de Spirita Sanclo, di dover noi anteporre beni eterni a tutti gli altri, quasi trasportandoci con quell'ammoniin piedi era più usato e
sto c'insegna la Chiesa,
i

zione sensibile dalle cose presenti alle future,

istesso de'loro tormenti,

per ottenere da
potevadi cros.

ed inoltre ogni volta che c'inginoce di

Dio costanza

e valore in quel fiero con-

chiamo
li

trasto, stavano

orando, qualora

il

situra in piedi,

no, colle braccia distese in
ce,

modo

nuovo ci rizziamo nella pomostriamo che noi, quaa cagione del peccato eravamo afflitti
i

come

in

un vetro

fu rappresentala

Agnesenelle

Gamme. Eusebio vide un san-

to giovane che nel martirio stette sempre in orazione, colle inani alzate e diste-

Altrettanto si ha de'ss. Fruttuoso e Augurio, dicendosi di loro, che bruciati i legami einginncchioni,t/z signoquetrophaei Doni in i constituli, Doni inuni deprese.

cabantur. Anche Buonarroti afferma che
fu uni versai costume presso quasi tutte

siamo richiamati al cielo per che ci creò; alludendo il santo a quel rito del Flectamus genita, conservato rn alcuni giorni ancora dalla Chiesa, dell'inginocchiarsi il popolo nell'atto di dire o inlimare l'orazione il sacerdote, e rizzarsi e stare in piedi nel tempo dell'orazione,al Levate. De'catecume11 e neofiti parimenti si ha, che oravano in piedi, colla differenza solamente, che
ed
in terra,

mezzo

di colui

i

PRE
dove
i

PRE
mediocreMUTI.

139

fedeli

tenevano

la faccia

a fare orazione, trattai a Lavanda delle

mente elevata, facevano tenere ai catecumeni il capo basso, non avendo essi ancora ottenuto, medianteil battesimo, l'adozionee la confidenza di figliuoli di Dio.

A Oremus o invito all'orazione, che termina con V Amen (V.), dissi dell' intimo o forinola: umiliale capita vestra

H

A

costume de'primi cristiani di orare verso quella parte, per molti misteri e ad imitazione degli apostoli. Si può vedere anche Severano, Memor/ep. 55, e Rinaldi agli anni 34, n.° 232, io 58, n.° io5, 106, e nel n.° 109 e tratta de'di versi modi d'orare, notando che i fedeli, trovandosi in qualche gran

Oriente notai

il

Deoj

degl'inviti

Fleclamus genita

e

Le-

vate, e nel voi.

XXIX,

p.

19020:

notai

1

ancora perchè non si dice il Fleclamus genita pregando per gli ebrei. A Dittici rimarcai, che non solo in essi erano registrati sovrani, ma che se ne faceva commemorazione nella messa; erano poi cani

cellati

quando abbandonavano la
i

fede orsi

calamità, costumavano pregare prostrati
in terra; nel n.°i
1 1

todossa. Neil' annalista Rinaldi

legge

che

tutti

i

fedeli de-

come

primitivi cristiani

oravano ezianla
le

vono slare nell'orazione con riverenza, modestia e umiltà anche esteriormente; che talora alcuno si batteva il petto, come fece il pubblicano che meritò gli elogi del Piedenlore, il quale segno mostra il pentimento del peccato [V. Penitenza);
e cosi coloro che
sto

dio per gl'imperatori gentili e per
sperità dell'impero

proloro

romano: per

preghiere a Dio
diverse vittorie.
la

gì'

imperatori ottennero
alle orazioni

Quanto

che

Chiesa

fa

per gl'imperatori, vedasi

E-

dopo

la

passione di Cri-

xuLTET.eilvol.XXXIV, p.146. Nel voi. XXVIj p. 272 riportai che Adriano I
istituì l'uso di fare

tornavano dal Calvario baltevansi il petto. Di questo parlò s. Nicolò I nelle
risposte ai bulgari e circa al rito di con-

pel re di Francia,

orazione nella messa costume che venne ab-

braccialo dai regni cattolici, onde pre-

giungere e piegare le mani, dice fra le altre queste parole: » Quid aliud isti agunt, qui manus suas corani Domino li-

gare pel proprio sovrano; ed a
dissi

p.

293

dell'indulgenze concesse dai Papi a

Domino quodammodo dicant: Domine ne manus mea ligari praecipias,
gant,
nisi

pregava Dio per la felicità del re e del regno di Francia. Papa s. Pio concesse
chi

V

ai

vescovi e sacerdoti spaglinoli di no-

utmittas in tenebrasexteriores;quoniam
ecce ego

jam eas

ligavi, et ecce in flagella

minare il re nel Canone della messa ( V.). Però convenendo alla maestà della nostra religione l'orare pei principi secolari,

paralus
deli di

sum

".

Furono anche soliti

i

fe-

porgere a Diodivote preghiere audando in Processione (V.) , di che parlano Tertulliano
e
le
s.

come

prescrive

s.

Paolo,
1'

ad Thimo,

leus 2, e fu

sempre

uso della Chiesa

ad Uxor.,
fa

lib. 2, e.

non può
bilire
scrisse

tuttavia la podestà secolare sta-

Girolamo,
si

Epist. 7, 12 e

22
si

:

del-

processioni

menzione
le

nel conci-

uè ordinare queste preci, come già il grande Osio vescovo di Cordova

lio di

Laodicea.

Che

stesse

chia-

all'imperatore Costanzo: Tibi

Deus

ini-

massero Litania (F.), perchè pubblicamente s'intimavano per placare Iddio,
dichiarano molti esempi. Sulla distribuzione delle ore per pregare, ne parIo
lai
si

perium

iradidit, nobis

guae

quindi Benedetto

XIV

Dei ec; perchè non presutit

valesse l'abuso a questa incontrastabile

massima
Magri,

della Chiesa, colla bolla
j

Quemi

a

Ore

canoniche. Delle preghiere che

admodum
scovi,

de' 22

marzo

1

743., Bull,

fanno in latino e perchè, e del loro valore benché non s'intenda quell' idio-

ma, ragionai a Lingua. Dell' uso di lavarsi le mani prima di entrare iti chiesa

t. ve16, p. i45, avvertì tulli che ad essi solo spettava il diritto di ordinare le preghiere pubbliche; che

se la

podestà secolure

li

pregherà di or-

i4o
«linai le,
il
i

PRE
eglino Io facciano; se però senza
la

PRE
le

loro permesso

podestà

ordinerà,

suo servigio. Carlo restò edificato, e colmò d'elogi il santo vescovo. Con tanto
al

vescovi

dovranno opporvisi, anzi non
resistenza, usino
ec-

cedendo quella alla loro
i

santi, che moltissimi meritarono elevazioni edestasi durante

fervore pregano

i

vescovi de'loro diritti e de'rimedi
Il

la

preghiera, sollevandosi in alto anche

medesimo Benedetto XIV per maggiormente accresceclesiastici a ciò necessari.

genuflessi e colle braccia stese, per gode-

re ledelizieineffabiliches'incontrano nelle

re l'uso dell'orazione mentale,

non

sola-

consolazioni celesti, circondati di bril-

mente confermò
bolla

tutte le

indulgenze già

lante splendore. Di questo

dono

di

Dio

concedute a quelli che

la facessero, colla

1746,

Quemadmodum, de'16 dicembre loc. cit. t. 17, p. 22, ma vi aggiunquarantene

dotto annotatore di Butler, Vite de'padri, martiri e altri principali santi,
parla
il

in quella di

s.

Filippo Neri, narrando le
s.

se l'indulgenza di 7 anni e 7 a quelli che ne insegnassero

sue miracolose elevazioni, e quelle di
Ignazio Lojola,di
s.

ad

altri

il

metodo per

farla, e

indulgenza plenaria
quali

tanto a questi, quanto a coloro che im-

parassero questo metodo,

i

si

conve-

Domenico, di s.Dunstano, di s. Filippo Benizi, di s. Gaetano, di s. Alberto di Sicilia, del b. Bernardo Tolomei, di s. Francesco d'Assisi, di s.

fesseranno e comunicheranno una volta
il

Edmondo arcivescovo diCantorbery, e di
s.

mese, pregando nello stesso tempo
i

i

Teresa. Finalmente dicesi anche ora-

scovi che esortassero

fedeli a così

pio

zione certa preghiera ch'è propria dell'offizio del

esercizio. Innumerabili sono\e Indulgenze (V.) concesse per le diverse specie di

giorno o per

la

commemora-

zione delle feste e ferie, e che èquasi sem-

orazioni e pie opere, riportate nella Raccolta di orazioni e opere pie per le quali

pre preceduta da un'antifona oda un versetto.
di,

L'orazionedel giorno termina
sesta,

le lo-

sono
fici le

slate,
s.

concedute dai sommi PonteIndulgenze, Roma 84 1 Egual1

prima, terza,

nona, ed

i

vesperi.

mente non

si

possono enumerare

i

pro-

digi ei portenti, le grazie spirituali e

porali ottenute da

Dio

pel potente
lui

temmez-

Vedasi Diclich, Diz. sacro- liturgico, Orazione dell'uffizio: Orazione della messa o colletta: Oraziou»? domenicale e Salutazione angelica nell'uffizio: Orazioni di
semidoppio, delle feste, ottave, ferie, messe votive. Gli articoli poi di questa mia opera sono in grandissimo numero, che lungo sarebbe indicarli, sia riguardanti la preghiera, sia per tuttociò che
rito
si

zo della preghiera tanto a
santi,
i

gradita.!

Dio ne formarono il loro principale pascolo. Racconta Rinaldi di s. Ludgero vescovo di Munster, che chiamato 3 volte da Carlo Magno mentre salmeggia va co'suoi, solo vi andò dopo terminato. A vendo perciò trovalo inquiebeati,
i

servi di

comprende

nella categoria

ampia

delle

preghiere e delle orazioni. Si possono con sultare: Pr. Pelliccia,

to l'imperatore, perchè gl'invidiosi avea110

De

Christ. eccl. tuni

dipinto

il

ritardo

come un

dispregio

publica, tum privata prece prò princibus, Neapoli
ri,
1

maestà sovrana, rispose al rimproche sebbene sempre era stato sommesso ai di lui ordini, non dubitò di preferire Dio a lui in ogni cosa, anco per le imperiali ingiunzioni, che nell'affidargli la cura pastorale, gli dichiarò dover pridella

778. S. Alfonso de Liguo-

vero

:

Del gran mezzo della preghi era. io. Pricaeus et Claudius Expencaens, De o-

ma
za
ai

Dio e poi soddisfare al sovrano volere; non essere stala irriverenservire a
il

ranlium, sive sid>latis inter precandum manibus. Coro. Seb.Schurtzfleischii,/?/*68(>,et sert. de Chirotonia, Vittebergae inter ejusdem Dissert. historico politicns t. 2, n.°Oy. Adam Rechenbergius, De eie1

ritardo,

ma

soddisfazione di debito
offrirsi

catione
psiae
1

manum

inter

precandum

,

Li

-

Signore, e perciò più pronto

688,

et in ejus Exercil. in

N.

C,

PRE
i4^.

PRE
et digitos inler
il

141

De more manus

Da.

della lingua italiana. Alcuni opisi

oranclum complicarteli, Lipsie. P. Luigi Tappa rei li gesuita, Ragionamento sulla
reghiera cattolica considerata in ordine

nano che impropriamente
prelati
i

chiamino
i

referendari di segnatura, ed

fa-

migliari del
tre questi

Papa

prelati domestici,

men-

1 alla

civiltà de' popoli.

Nel

voi. 3, p.

i53

sebbene abbiano un grado di

Annali delle scienze

relig., serie 2."

dignità non

hanno

giurisdizione,

non pre-

PREJETTO (s.), vescovo di Clermont
e martire, detto in Francia
s.

siedono, cosa essenziale per un vero prelato,

Prix o

Priest.

che vuol dire presiedere, essere su-

Nacquein Alvergna,efu
vigio ecclesiastico da
s.

iniziato nel ser-

periore, dal verbo latino praeesse. Felici,nell'

Genesio arcidia-

Onomasticum romanum, chiama
honores
ecclesiastici, digniil

cono e poi vescovo di Al vergna. Esercitò da prima il suo zelo nella parrocchia d'Issoire, poscia nel monastero delle religiose di Candedin. Eletto vescovo di Clermont nel 666 fondò monasteri, chiese, ospedali, stabilì case di carità per provvedere ai bisogni dei miserabili , e si adoperò a far fiorire nella sua vasta dioce,

la prelatura,

talis

gradus. Morcelli qualifica
Antist.es

prelato
prelato

di

Roma,

urbanus; ed

il

domestico di sua Santità, Adleclus inter
antistes

domus

Ponti/., Anlistes

domus
voi.
1,

Pont.
p.

Max.

Nardi,

Deparrochi

si

le

pratiche di religione e

il

fervore cri-

stiano. P*rejetto dovette recarsi alla corte

3g5, definisce la prelatura, nel senso generale, un grado onorifico con giurisdizione sui sudditi, che propriamente col vocabolo prelato senz'altro aggi un to s'intende
il

per

gli affari della diocesi, ed in quel tempo Ettore patrizio di Marsiglia, che avea rapito una delle suediocesanee commessi altri misfatti, venne condannato alla mor-

vescovo, e

quando si vogliono nosi

minare to o di

altri prelati, vi

mette l'aggiunsieno

regolari, o di esenti ec, per di-

stinguerli.

Quantunque questi pure
pure
vi

te dal re Childerico.

I

partigiani di Et-

nella classe de'prelati,

è la dif-

tore riguardarono la sua morte come una conseguenza dei lagni che Prejetto avea
fatto al re contro di lui; quindi
il

ferenza, che

hanno

la

giurisdizione per

concessioneecclesiastica,

mentre

i

vescovi

mentre

sono posti da Dio
ciò ne'primi secoli

al

regime, pel quale
parola Praeses,

santo vescovo ritornava dalla corte lo

hanno Praelationisconsecralione.m,a perla

fecero assassinare a Volvic, insieme ad

si-

un sant'uomo chiamato Amaritio, che
accompagnava. Ciò avvenne nel 674
2 5 gennaio
la
la
,

lo

nonimo
giori

di Praelatus, era
il
i

adoperata per

a'

significare

solo vescovo. Prelati
vescovi, ed
al
i

mag-

nel qual giorno
la

si

celebra

sono

cardinali perla

sua festa, avendone

Francia onorata
la

parte che

hanno

regime della Chiesa
le

memoria

subito dopo

sua morte.
si

La

universale. Prelati minori sono
di

persone

maggior parte

delle sue reliquie
di

con-

grado inferiore
I'

ai

mentovati, e che abprelati

servano nell'abbazia

Flavigny.

biano

onorifica distinzione di grado e
1

PRELATI

Pietro, Cardinale. Fran-

la giurisdizione esterna.

minori
i

cese, che Frizonio dice creato cardinale

da

sono
cipali
gli

in

gran numero:
gli gli

tra questi

prin-

Giovanni XXII, ma non vi è nel registro del s. collegio, né tra'cardinali di Panvinio eCiacconio, ed
il

sono

ordinari nullius 3

gli esenti,

abbati,

aventi usi di pontificali con
i

Contelori

lo

esclude

giurisdizione,

superiori supremi o proi

espressamente dal numero de' cardinali.

vinciali de'regolari,

vicari generali, gli

PRELATO, Antisles, Praesul.
lo

che ha

la

dignità ecclesiastica

Quelcon giula di-

arcidiaconi antichi; gl'inferiori tra questi
prelati
riori

risdizione,

come

cardinale, vescovo, ab-

de'con venti,
nell'8
il
1

minori sono, per esempio, supele abbadesse (come le
i

bate esimili; dicendosi Prelatura

chiamò

3

il

concilio di

Reims, e

gnità de'prelali, Praesulis dignitas. Così

nell'816

concilio d'Aquisgrana, e au-

i4*
che pastore),
veri prelati,
ec.,

PRE
i

PRE
vernati dai rettori, difensori, notari, cartulari
tutti
sa,

quali anch'essi sono

perchè hanno una giurisdibenché assai limitata, esterna e reale sui sudditi, che possono comandare e punire. Vi sono ancora altri che hanno l'ombra della prelatura, o per grado onorifico o per qualchegiurisdizione esterna, cornei corepiscopi nell'antichità, a'quali con minori facoltà successero vicari foranei, ed altri notati da Nardi. Aggiunge che prelati erano appellati i capi delle
zione,
i

o archivisti, diaconi e suddiaconi, primari chierici della romana chie-

ed in alcuni vi esercitavano anche il dominio temporale, tutti ministri maggiori della s. Sede che formavano, come
oggidì,
il

fiore della prelatura

romana

;

inferiori ai cardinali, superiori ai preti,

diaconi ed altri ecclesiastici minori. Nardi somiglia
i

prelati

antichi, agli odierni prelati di
letta e

maggiori e minori mantel-

collegiate e le dignità de'capitoli, e pre-

manlellonej

i

quali tutti giurava-

lato era

il

preposto de'capitoli che preIl

siedeva alle canoniche.
dell'

concilio di

Toul

no ubbidienza e fedeltà al Papa e rendevano conto al medesimo dell'operato, co-

859 chiamò

prelato chiunque prereligiosa. Delledi-

me

fa

oggidì

la

prelatura romana.
si

Il

nu-

siede ad

una comunità

mero

di tali prelati

aumentò colla pro-

verse classi de' prelati parlò ancora Bonaccorsi,
1

pagazione del cristianesimo e col la Sovraaita pontificia
(/"'.), incominciata con s. Gregorio II dopo il 726. Tali prelati nei patrimoni avevano la loro corte, di per-

Del protonotariato p. 55
s.

e seg.

prelati della

Sede sono

veri prelati,

perchè oltre la precedenza, hanno anche delle incombenzedi giurisdizione, le quaapostolica, e li riguardano la cattedra

sone condotte da

Roma, come

notari, di-

fensori, azionari; poscia divennero

Go-

regime universale. La remota antichità della prelatura romana, Nardi la fa risalire ai 7.5 preti e 7 diaconi che
quindi
il

ne'primi tempi della Chiesa formavano

il

vernatone Delegali ( V.) delle città e Provincie. Quindi ne'primi dell'VIH secolo già erano primari uffiziali della s. Sede i prelati Primicero, Secondicero, Arcario

presbiterio del Papa, o sagro senato ro-

mano

{V. Sagro collegio). Aggiungerò
i

che fiorivano ancora

notari regionari,
i

o Tesoriere, Saccellario, Proloscrinario , J Prìmicero de difensori 3 Nomenclatore (V.), che formavano le 7 più grandi cariche palatine. Di questi e altri uffizi prelatizi ne ragionai anche a Camera apostolica. \ Legati, gli Jpocrisarieà i Nunzi (V.), sono altri prelati di prim'ordine, che nei primi secoli della Chiesa erano dai Papi
spediti in tutto

poi Protonolari apostolici (F.) } ed

Di-

fensori dtllachiesa romana ( V.), poi ,4i>vocati concistoriali^^ .),lull\ primari prelati.

Vi erano io

1

chierici, tra

suddiaconi

regionari e minoristi, uomini di

matura

età al servizio della

s.

Sede pel regime
che
tali

universale, e che servivano nelle funzioni
ecclesiastiche pontifìcie, ed erano ciò

origine
(

il mondo. Antichissima hanno pure prelati Cubiculari
i

V.) della Famiglia Pontificia

(

V.), sot(V.), cui

è oggidì

la

prelatura, essendo allora

to la direzione del

Vicedomino

chierici della sede apostolica in grandis-

successe

WMaggiordomo 3 con

titolo e pre-

sima stima, per cui di versi suddiaconi furono elevati al vescovato. Nel pontificalo di s. Gregorio I abbiamo più esempi di
notari, di suddiaconi e di rettori cui

rogative di prelati domestici, famigliari e

commensali del Papa,qualifiche
gi

e privile-

che furono ed

estesi ai prelati
i

domestici,

com-

titolo

che godono

vescovi assistenti al so:

mise gravi

aftari delle chiese, de' vescovi,

glio

altri prelati

il

novero dei prelati
si

presiedere alle loro elezioni, vegliare sulla loro condotta, riprenderli e
nirli.

domestici di sua Santità
nua\\ Notizie di

legge nelle ttti

Inoltre a'tempi di

s.

anche puGregorio I i

Roma, dopo Camerieri
VI eVII
s.

segreti partecipanti (^.).Nel

se-

Patrimoni della chiesa (F.) erano go-

colo già vi erano

i

consiglieri della

Se-

PRE
Gregorio I scrisse a Teodoro Consiliarium nostrum, forse quel Teodoro che il precedessere Pelagio II chiade, poiché
s.

PRE
sta

i43

nomina nell'altra di ministro alle cappelle pontificie. Non sono Referendari di

segnatura (V.), e solo possono prestare
il giuramento in segnatura, con che diventano referendari, se hanno il biglietto di prelato domestico diviso dall'altro, perchè quello e non questo dà loro il diritto di prestare il giuramento. Dovendo prelati concorrere al goi

magnifici Consiliari

nostri.

Nel

63g

fioriva

Giovanni servus Dei Consiliarius
III tro-

apostolicae sedis. Sotto Stefano
rius.

vasi Cristoforo Primicerius et Consilia-

Questo

uffizio, dice

Nardi, spesso fu

Giovanni VIII lo conferì agl'imperatori Carlo il Calvo e Lodovico ilBalbo; indi nell'88onominaValdato
ai vescovi, e

verno della Chiesa universale, come esaminatori della Congregazione dell'esame
(V.), Prefetti, Consultori, Segretari del-

perto episcopo Consiliario nostro, presso
Ughelli, leggendosi nel Mansi,

un

prete

Consiliarios nostros di quelPapa.La

mag-

al

gior parte de' nominati ministri e digni-

formavano collegi prelatizi, e diversi aveano per capo il primicero, che ne'coltari
legi de'prelati successivi te e
si

congregazioni cardinalizie (V .),ec, ed governo temporale dei domiuii pontificii (Paolo II affidò loro la custodia delle fortezze, e Paolo IV in diverse provinle
ri-

ole ai legali sostituì prelati governatori),

disse presiden-

quali Presidenti, Delegali, ec, devono

più

comunemente decano.
al

Gli odier-

splendere per pietà, virtù, dottrina, zelo

ni collegi prelatizi
assistenti
stolici,

soglio, de"* Prolonotari

sono quelli de Vescovi apo-

Uditori di Rota, Chierici di ca-

ed esemplarità, imperocché dal loro illustre e cospicuo ceto, dopo avere esercitato gravi uffizi ed eminenti^ cariche,

mera, Ponenti di Consulta, Potanti di segnatura, Abbreviatoti di parco maggiore (V.), ec.
tivi articoli

vengono dal Papa

elevati

oal venerando

episcopato o alla sublime dignità di Car-

Avendo parlato

ai rispet-

dinale (P.), quindi elettori del Papastesso.

d'ogni ceto prelatizio e di cia-

Delle loro qualità parlai in più luoghi,

scuna carica prelatizia, come de'prelati di Mantellone (V.), lungo sarebbe qui il
riepilogarli,

avendo

articoli

collegi e-ministeri prelatizi

anche quei che più non

a Chierico, Digttità', Carica, LusCorte, Promozione Famigliari dei prelati, ec. Vedasi il moto- proprio di Paolo III, Cum sicut, de'2 1 aprilet545,
so,
,

come

esistono, a tutti

avendo

i

Papi accordato

Bull.

privilegi, prerogative e distinzioni, egual-

Rom. t. 4> pai'- *> P- 232: Familiareset servi lores praelatorum romaet

mente da me notati. Il Parisi, Istruzioni per la segreteria t. 2, p. 1 5j, dice che il

nae curiae, salarium,

stipendium prò

biennio tantum, et infra

annum a

die o-

nome di

prelatoabbraccia

tutti

i

Patriaraltri

chi, Arcivescovi,

Vescovi (V.), ed
e
la s.

che servono
oflici

il

Papa

Sede

in vari

Per quanto riguarda il coruccio e quarantena pei famigli de'cardmali,ne trattai anche nel
bilus illorum petere possint.
voi.
si

e magistrature della corte e dello

XL,

p.

206:

pei famigli de'prelati

stato pontifìcio, e che

hanno
1

l'uso del-

può

inoltre leggere Palafreniere. Mar-

l'abito prelatizio e manlelletta. Nei voi.

tinelli,

Codice de' doveri,
i

p.

l5a e 56l,

VII, p. 241, VIII,

p.

44» dissiche

i

3

avverte che
rica

prelati della

romana Cu-

canonici Lnteraneu.se, Vaticano e Liberiano, appena sono eletti a ministri assistenti delle cappelle pontificie,sono ascritti

ria (V.), detti prelati secolari, siano inca-

o senza

,

sono considerati come su-

periori ecclesiastici, e sono
cabili
Iati
i

ad

essi

appliai

fra'prelati Domestici. Essi

sono

i

primi

doveri prescritti in quanto
7."

pre-

prelati domestici, poiché lo sono colla no-

domestici nella bolla
in quella

d'Innocenzo
in

mina

all'officio

senza bisogno di biglietto

X, Etsiea,e

d'Alessandro VII,
1

di prelato domestico, essendo inclusa

que-

In sublimi, de 22 agosto 656:

quan-

,

144

PRE
anche
di mantellodi Giulio III, di

PRE
deludono bia. Moderar
le
i

Ioni prelati assistenti in corte onella cappella pontificia, delti

ne, nella bolla
nella bolla

Romanorum

32 Ci rcumspecla

Gregorio

Fuggirla superche collegata al potere rende fulminante e vitando. Evitar l'estrema severità e 1' estrema indulgenza.
l'ira

superiori.

XV,

trovansi molti privilegi e prerogati-

Essere famigliare con
gl'infermi.
le

ve loro concesse. Bisogna però avere presenti le bolle limitative di
tali

tutti. Avercura deStimare e avere riguardo per

privilegi

,

persone attempate. Studiar

la

condotla

cioè

la

45

di

Pio IV, e

la

60

dis.

Pio V.

ta degl'inferiori.

Non pronunciare

disi

Quanto poi ai prelati in genere, tra cui si comprendono estensivamente anco
i

grazia d'alcun inferiore, senza fargli noti

motivi. Finalmente osservare per la prosperità dell'erario e degli amministrati
i

cardinali, bisogna aggiungere alla rubri-

ca de'loro doveri,

il

testo canonico nel cap.

precettidella scienza economica parte dell'elica,

ClemensSy qu. i.»Clemens tamquamqui omnibus praeesse le noveris singulto,
,

norma

e regola d'ogni

umana ampoliti-

ministrazione,

come

della prosperità del

prout potueris juva, et singulos releva, qui etsingulorumonus, etsollicitudinem porlas ". Vedasi anche la bolla xi di Paolo

buon reggimento d'ogni governo
co e privato.

V, In Maximis
tutti
i

,

§ 12, che

si

riferisce

a

prelati della Corte di

Roma (F.).

Tra' Papi che fecero accurata inquicostumi de' prelati per rimunerare gli esemplari e correggere
sizione sopra
i

,

Dice dunque Martinetti che il dettaglio de' doveri de'superiori, in genere appartiene ad ogni sorta di superiori tanto
,

e lasciar in dimenticanza nelle promozioni e provviste quelli

che non

si

emenda-

della gerarchia ecclesiastica che secolare,

vano, Alessandro VII certamente va nominato, ed a lui dobbiamo la bolla Alessandrina, Inter caeteras, degli
1

forma un ramo della filosofìa morale chiamata Poliarchia, ossia prudente e religiosa supremazia. Questi sono Avere timore di Dio e fiducia in esso. Umanità e cortesia cogl' inferiori. Usare modesto contegno. Esercitare la clemenza. Avere
:

1 1

giugno
1 1 ,

65g, Bull. Rom.
la

t.

5, par. 5, p.

nel-

la

quale prescrisse quanto è necessario per
prelatura

ottenere

romana

della

s.

Se-

de, delta di giustizia per quanto

vado a

narrare

,

chiamandosi prelatura di grail

animo pronto e sollecito per le necessità degl'inferiori. Candore e sincerità ne'falti

zia quella che conferisce

Papa per suo
,

beneplacito

,

derogando a questa bolla

e nelle parole.
si

Animo

grato

ai benefizi

mentre delle prelature
lizie

particolari genti-

ancorché
tenere
le

ripetano dagl'inferiori.

Mane

e altre simili parlerò dopo. Pertanla

promesse. Conservare silenzio

to,

secondo

bolla Alessandrina,
la

il

can-

ne' segreti affidati. Essere

magnanimo

didato che aspira a servire
stolica

sede apo-

generoso. Dimostrare fortezza nelle avversità, maturi tàne'consigli, costanza nelle

con

la

prelatura di giustizia, deve
esibire
i

sottoporsi

ad un processo, ed
i.°

esecuzioni degli ordini dati, amore del-

seguenti documenti.

Fede

del batte1

la giustizia.

Osservare
la

in tutte le

azioni

simo. 2.

Attestato de'buoni costumi. 3.

'

la

temperanza e

riservatezza. Evitare

Documenti che provino

se la propria fa,

d'interloquire sopra cièche s'ignora. Fuggire T estrema fiducia e
l'

miglia è addetta ad alcun patriziato

se

estrema

diffi-

denza.
porti

Non

attribuire a taluno

un pote-

abbia esercitate cariche onorifiche nella magistratura, o che sia almeno di civile
condizione,
4-°
la quale sia qualunque non è impedimento neppure a\ Pontificato (/'.).

re soverchio sugli altri inferiori. Ne'rap-

assumere la difesa della persona incolpata. Punire l'invidia e l'emulazione. Allontanare dell'allori. Disapprovare gli
i

Se ecclesiastico, la fede del chiericato, ovvero la dimissoria del vescovo se sacer-

adulatori, che in parte inganuuuo, inpar-

dote. 5.°A ttestato degli studi fatti alla leu-

PRE
rica legale ciò ottenerne la deroga, 6." Attestato di
,

PRE
e

i4^
lutti
i

per 5 anni

non provando

giorni
tanti

prima va
il

in giro

da

prelati vosi

processo, quindi nel tribunale
si

avere esercitato
roga. 7.

la pratica legale nel foro

discute prima a voce, e se talvolta

bra-

per due anni, e mancando esibirne la dePresentare la laurea originale,
e qualora non l'abbia domandare la proroga per prenderla. 8.° Possedere una rendita netta di scudi i5oo, la quale de-

mano

dai votanti degli schiarimenti senza
il

passare

bussolo

si

il

dilata, per dar

tempo d'impinguare il processo, diversamente si passa il bussolo, e ciascun prelato dà il suo volo con palla biancao ner#,a seconda del suo coscienzioso convincimento, se favorevole o contrario. Il cardinal prefetto
ti

ve provarsi con

I'

esistenza di tanti fon-

di di proprietà dell'aspirante

gno a

lui fatto dai parenti
i

,

o per assesu di che si

richiedono

seguenti documenti, a) Pro-

votanti

ha due voti, sette prelauno per ciascuno. Perchè l'ai

venienza de'fondi.£) Trascrizione a favore dell'aspirante, e)

spirante sia

ammesso

alla

prelatura di
terzi di

Fede

catastale dell'e-

giustizia, occorre

che riporti due

stimo de'fondi.^) Perizie de'fondi. e) Fede d'iscrizioni anteriori all'acquisto.^) Fe-

voti favorevoli, altrimenti resta escluso.

de

del conservatore delle ipoteche
vi

,

che

cessari,

Ottenuto il candidato il pieno de' voti ner mg. ponente gliene dà subito l'avviso dell'esito favorevole^ ed allora l'aspi-

provi se
lora

sono

iscrizioni posteriori,e

qua-

non vi sieno, documento negativo. 1' atto di emancig) Se non è sacerdote, pazione dal padre, h) Fede del parroco
provante
calcolare
re,
il

rante eletto prelato per

gnatura
sita

si

la prossima seporta in veste talare a far vii

a tutti

votanti, e poscia nel giorno
si

numero

de' figli

viventi per

dell'adunanza

trova nella sala del

tri-

le

legittime. Devesi però nota-

che
le

fra le rendite

che

si

possono

esi-

bunale dei palazzo apostolico ove abita il Papa, e dal prelato ponente viene introdotto nella sala dell'adunanza. Quivi fa la spiegazione di due testi, uno civile,
l'altro
i

bire per la prelatura, in

primo luogo

vi

sono

rendite de' benefizi ecclesiastici.
tutti questi

Pronti che sieno
e previo
il

documenti,

canonico, e poi esce lasciando
si

soli

rescritto del

Papa che ammet-

tendo alla prelatura di giustizia l'aspirante, autorizzi
il

cardinal prefetto del su-

premo
il

tribunale della Segnatura di giu-

deve per la seconda volta votare. Ultimata la votazione, di nuovo mg. r ponente introduce nella sala l'aspirante eletto e ringrazia
il Iribunaledelln definiti vaammissione concessa nella prelatura della s. Sede. Quindi presta il solito giuramento, fa la

prelati votanti giudici, dai quali

stizia (/^.), alla

formazione del processo, le carte a quel prelato Potante di segnatura {f), il quacandidato presenta tutte
destinato dal cardinale deve formare
il

le

il

prescritta professione difede, e vieneara-

processo e che perciò prende
nente. Dal votante
si

nome di po-

messo
gì'

tra'prelati

Referendari dell'una e
11

menti

al

consegnano i docucancelliere, e questi compila il
1'

dell'altra segnatura.

cardinal prefetto

impone

la mantelletta nera, la
si

quale

processo. Allorché tutto è compito,

a-

col resto dell' abito
il

porta nero, finché

spirante con due testimoni che conosca-

Papa non

conferisceal

nuovo prelato di

no perfettamente

candidato e la sua T famiglia, sono chiamati presso mg. poil

giustizia

qualche carica, ovvero Io dispenRocchetto (f.),

sa, per cui dal color nero passa al pao-

nente e prestano il giuramento per confermare la verità e la lealtà de'documenti

nazzo, assumendo poi

il

come
tificie.

nelle funzioni delle Cappelle

pon(/^.)

inseriti nel processo.

Dopo ciò, nella i."
si

Dopo

il

prestato

Giuramento

adunanza
il

del tribunale di segnatura pre-

T eletto e novello prelato deve tosto presentarsi in abito al bacio dei piedi del
tefice,

sieduta dal cardinal prefetto,

propone

Pon-

candidato, ed a questo oggetto alcuni
voi. tv.

e così vestilo visitare tutti

i

cardi-

io

i46
nali ed
i

PRE
primari prelati. Quanto
si

PRE
alla

vo-

nella vacanza della prelatura le rendi*
te
la
si

luta rendita,

suole derogare alla

com-

rinvestino in

aumento

de' fondi del-

pleta cifra indicata, però

non meno d'an-

prelatura stessa, altre che sieno godu-

nui scudi 1000. Pio VII colla bolla Post diulurnas del 1800, De/urisd. trìb. etfudiclini § 1 1, decretò: » Si avrà in conto
di requisito

te dalla famiglia.

Una

delle ultime

isti-

tuzioni di questo genere la fece Pio

Vili

(F.) a favore de'suoi nobili congiunti. Vi

per coloro che aspirano met,

sono de'municipii e delle corporazioni che

tersi in prelatura

la

frequenza da

essi

hanno
te

la

nomina

delle prelature istitui-

praticata dello studio di alcuno dei

Po-

nenti di consulla,
za dello studio di

come

lo è la frequen-

che loro gliene concesse il conferimento. Per privilegio de'Papi diquelli

da

uh qualche Isolante di

verse dignità ecclesiastiche

godono

il

ti-

segnatura, e l'assistenza in qualità di segreto presso gli Uditori di rota. Merita-

tolo e le prerogative di prelati domestici

della

s.

Sede; altre e molti capitoli, tut-

no leggersi le gravi parole pronunziate da Leone XII sulle promozioni-, che riportai nel voi.

o parte delle vesti prelatizie. Anche in alcuno degli ordini equestri gli ecclesiate
stici

XXXVIII

,

p.

69.

Il

re-

che ne sono decorati godono l'abito
i

gnante Pio IX col moto-proprio de' 12 giugno 1847, dichiarò nel cap. 3, §20: « Le nomine sovrane de'prelati a qualunque carica o impiego sarannospedite dalla segreteria di stato indipendentemente dal consiglio de' ministri. Si ritengo-

prelatizio ed
stici,

privilegi de' prelati
s.

dome-

come

quello di

Michele di Baviei

ra
ri

(F~.)j altri

godono
tali

privilegi de'proi

tonotari apostolici; in altri

soli

superio-

o dignitari di
voi.

ordini sono insigniti

della prelatura per concessioni pontifìcie.

no come nomine

prelatizie quelle del,

Nel de

XIX,

p.
s.

l'avvocato dei Poveri (F.)
tore fiscale generale,
rio della

dell'avvoca-

gregazione di
i

36, descrivendo la conIvo di Roma, che difen-

to generale del Fisco (F.), del procurae del

miseri che
le

non hanno mezzi da far
si

Commissaper-

valere

loro ragioni, parlai della prelatu-

camera apostolica (Fedi:
pielati

ra di abbreviatore che

gode da uno dei

chè questi 4

sono volgarmente

confrati. Appresso la pubblicazione e ac-

chiamati prelati di mantelletlone dalla forma dell' abito, lo dissi a Mantellone), e
quelle pure degli avvocati concistoriali".

clamazione fatta nella congregazione generale di
s.

Ivo, dell'elezione al l'ahbre via,

toria majoris praesidenliae

il

cardinal

Le nomine

fanno per biglietto del cardinal segretario distato, e per moltissime occorre quindi la spedizione del breve asi

protettore della medesima, consuo biglietto e

nomina formale, con ferisce
la

tal

prela-

tura all'eletto. Merita poi particolare descrizione

postolico.

benefica istituzione della celefeci

Diverse famiglie magnatizie per fondazione di qualche illustre individuo delle

bre prelatura Amadori, della quale
parola altrove e nel detto
voi. p.

medesime posseggono prelature con
,

3q, die amministra l'arciconfraternita di s. Gi-

apposite rendite, che sono del genere dei
legati pii

rolamo(F.). Felice Amadori nobile
rentino,

fio-

ed inalienabili senza
le

il

benesi

commiserando

Io stalo di tante

placito apostolico j

quali

rendite

povere vedove,

pupilli, orfani ealtre perin
i

fruiscono da quel parente o

altri,

secondella

sone indigenti, che non aveauo
il

Roma

do
Il

le

disposizioni

dell' istitutore

modo

di sostenere in giudizio

loro di-

prelatura, che

viene nominato prelato.

ritti

possessore di questa rendita
al

domano

avendo

per mancanza de'mezzi necessari, ed esso un pingue patrimonio, pen-

da

Papa, che per

la via di giustizia

sò per quanto poteva provvedervi colle

di grazia sia

annoverato

fra

i

prelati. Al-

proprie sostanze, ed a tale effetto con te-

cune

di queste istituzioni preseli Tono

che

stamento aperto

li

29

aprile

1G39 pergli

PRE
alti del

PRE
istiluì

j4 7

Forizza notaro dell'A.C,
di

colia sua eredità e
tello

dopo la morte del frauna prelatura che doveva sempre appellarsi prc~ latura Amadori, acciò il prelato tutto si
ultimo
sua famiglia
,

godimento della prelatura Amadori, Antonio Malagonelli Amadori che recitò quelle due orazioni che nomito pel
1." al

nai nel voi.

XL1X,

p.

5i, e stampate in
la

Roma,
sta
1

la

i."n*li66q,

2/

nel
,

dedicasséal patrocinio de' veri poveri, do-

ancora nelle sue Oralioncs

16760 Romae
1

vendo chi

la

goderebbe assumere

il

suo

cognome
lato,

e stemma, e destinando per pre-

anni 63,
1 ,

prima uno de'suoi parenti, ein man-

Gq5. Egli morì a'9 settembre 709 di come riporta Novaes, Dissert. t. p. 266 e 299. Forse il 2. a godere

canza di questi un nobile fiorentino, e se

questa prelatura fu quel prelato Vincenzo

non vi fosse, altro idoneo soggetto, accordando la nomina al decano de'prequesti
lati

Amadori

già Manieri, avvocato conci-

storiale,

votante e referendario di segna1

uditori di rota ed altri uditori, col-

tura, che in concistoro a'26 aprile

7 12

le
il

norme da
migliore
il

esso prescritte di scegliere

tra'

concorrenti, ingiungendo

che

prelato scelto dovesse essere lau-

reato in legge e farsi sacerdote se non lo
fosse.

Volle pure che

il

prelato avesse sem-

pre per assistenti un uditore e un sollecitatore o curiale,
i

quali dovessero subi-

pronunziò l'orazione perla canonizzazione che Clemente XI fecedelb. Felice da Canlalice, come leggo in Chiapponi, Ada canon., p. 72. Leggo pure nel Renazzi Storia dell' università L 4> p- ^9, 61 e 62, diverse notizie del Manieri qual rettore della medesima, votante di segnatura,

,

re

esame

in

pieno uditorio della rota, e

lodalo per
le
liti

la

sua gran perizia nel di-

dal tribunale ricevesseroapprovazioneal

fendere

nel foro.

A Lanfredim Ache meritò
distinto e

merito , applauso alla dottrina ed eccitamento alla virtù, come riferisce Bernini, II tribunale della rota, p. 55. Dispo1

madori celebrai
poi
il

tale prelato

questa prelatura in un
cardinalato.
11

modo

vivente cardinal Pie-

se inoltre

che

tutti

e tre dovessero atten-

colomiui, di cui
p.

feci

parola nel

voi. LII,

dere

al patrocinio
liti

gratuito di tutte e sin-

292, godè questa prelatura, che però

gole le
pilli,

civili

e di povere vedove, pu-

a cagione de'tempi essendo diminuite le
il prelato che la gode ora riceve annui scudi 600, adempiendo le disposizioni del benigno istitutore con l'assistenza d'un curiale, per lo stipendio del

orfani e altri miserabili di qualun-

rendile,

que nazione, che avessero causa in Roma ; provvedendo che registri di tutti
i

gii atti
ti

delle cause difese fossero sottoscrit,

dal decano della rota

e

si

conservas-

sero in libri conformi negli archivi del

quale e per le spese inerenti del foro s'impiegano circa altri scudi 200 all' anno.
L' attuale possessore della prelatura A-

nominato sodalizio
lato. Il

e nello studio del preal

testamento assegnò

prelato scu-

madori è l'avv.°
indossato
le

Pellegrini,

ma non ha

di

1

200 all'anno, vietandoal medesimo di
dovendo
egli

insegne prelatizie; percepi-

far coabitar seco parenti e di tenere con-

sce gli scudi
Il

600 annui

e difende le cause.

versazione,

coabitare e con-

Parisi nel citato
il

luogo

,

riferisce

:

vivere coi detti suoi assistenti, a'quali stabili

»

Che

titolo ordinario de' prelati, sta-

delle rendite
le

congruo stipendio mentre il resto si dovevano impiegare nelliti da sostenersi. Destinò per abitazio,

bilito dalla

congregazione ceremoniale, è

quello d' Illustrissimo e Reverendissimo
{V.), e di Monsignore (F.). Nel che tutti
i

ne del prelato l'appartamento del

i.° pia-

prelati

si

cousiderauo egualmente

;

no

al

Corso, allora presso l'arco così det-

né veruno
glia

di essi,

benché nato
r

di fami-

to di

Portogallo (di cui a Palazzo

Orn.°

toboni FiANo),ed ora nella stessa via
i65. Per opera di Clemente

tender

che gode Y Eccellenza (? .), può predi più. Egli è vero che da qualsi

IX

fu scel-

che tempo, non

sa

però con quale au-

148
torità,
si

PRE
è insensibilmente introdotto cons.

PRE
ha P uso, e
la
si

Cappa

(F.), la quale in

tro

il

divieto de' decreti della

congre-

Roma non
tore dì
s.

spiega che dal

Commenda-

gazione ceremoniale , nelle lettere, non già nelle stampe, il titolo di Eccellenza

Spirilo (F.) nella sua chiesa, e

dagli Uditori di rota nella messa che a-

Reverendissima per
le principali

i

prelati di

nascita

scoltano nella riapertura del tribunale.
il Rocchetto (F.), eia Ber(F.) clericale nera, quale un servo porta dentro un velo di seta paonazza.

principesca, e per alcuni ch'esercitano
magistrature.
I

Usano ancora
retta

cardinali per

altro, osservando le regole prescritte uei

già detti decreti,

non debbono a qualun-

1

prelati vicari delle

basiliche e altre

che quello d' Illustrissimo e Reverendissimo. 11 ceremoniale che deve usare un prelato con
que) prelato dare altro titolo

chiese di

Roma

incedono nelle medesii

me
ceri

in mantelletta ;.così

prelati primi-

o governatori delle confraternite.
al

ciascun ceto di persone, potrà vedersi ne-

Nelle cavalcate pei Possessi de' Papi (F.)

esempi delle lettere che porremo qui appresso ". Il titolano per un cardinale dà l' Illustrissimo e Reverendissimo Sigli

cavalcano

modo
le

che

dissi ai

relativi

articoli di ciascun ceto

tellone. Per

o carica ed a Mandiversità darò un cenno,

gnore a

tutti

i

patriarchi, ai nunzi, ai ve-

traendolo da quello del 1846 descritto

scovi principi di

Germania, purché loro

non competi
:

altro trattamento per na-

in corpo della lettera Mostra Siscita gnoria Illustrissima e Reverendissima. Meno questo ultimo titolo nel corpo della lettera,nelrestoiltrattamentoèeguale
ai

dad. Giovanni Arcieri segretario del maestro di camera. 1 camerieri soprannumerari e d'onore, non che partecipanti, cavalcarono cavalli bardati con gualdrappe e testiere di panno nero, staffe e fibbiami
i

dorati, vestiti di sottane efasciepaonazze,

4

prelati di fiocchetti

,

all'

uditore e

con cappe di

saia rossa

con mostre e capil

maestro di camera del Papa, ai segretari delle prime congregazioni , ai prelati in prelati cariche cardinalizie , ed a tulli di case principesche, ed a tutto il resto della prelatura, con qualche variazione
i

puccio di amuerre scarlatto,

quale por-

tavano in testa, con guanti za a maglia, che usarono
ti. I

di seta
tutti
i

paonazseguen-

cappellani segreti crocifero e cauda-

tario procederemo con cavalli similmente forniti
,

nella chiusa della lettera e nella sottoscrizione. Ai prelati di

ma

il

i.° in
i

mantellone pao11

mantellone cari

nazzo,

il

2.

come

camerieri segreti.

danno ['Illustrissimo Signore. Dice Urbano Vili in una bolla che tutti
dinali
,

governatore di

sono eguali pel titolo. Fatto è che l'Eccellenza Reverendissima è divenuto un titolo che a tutto pasto si dà a
i

prelati

con rocchetto e mantelletta, cappello usuale, e gualdrappa di panno paonazzo, con frangie di seta di tal colore e fiocchi intarsiati in oro,

Roma

essendola

testiera del cavallo di velluto

chi gode
vi

Monsignore,coù non è più distinzione tra i gradi della Geil

titolo di

latura, ed a

rarchia ecclesiastica della romana preCamera segreta dichiarai di
quali prelati
lato
si

paonazzo con guaruimeuti dorati. 11 maestro di camera con rocchetto e mantelletta paonazza cappello usuale e gual,

drappa paonazza.
il

Il

maggiordomo come
mantel-

compone. Gli abiti del precompongonodel Cappello (F.) con
si

governatore,

ma

in vece della

quei cordoni e fiocchi che dichiarai a quell'articolo

ed

agli altri delle rispettive ca-

cappa col cappuccio in testa coi cappello pontificale nero foderato di seta paonazza e cordoni coi. fiocchi rossi.
letta, la

tegorie cui appartiene; del Collare (/*.)
di seta paonazza
la
,

Gli arcivescovi e vescovi in rocchetto e

del quale colore sono

Sottana (F.),
(F.) t
la

la

Fascia (F.),
(

la

Man-

cappa con cappello pontificale nero foderato di seta verde, con cordoni e fiocchi simili
,

telletta

Mozzetla

F.) per chi ne

cavalcando cavalli con guai-

,

PRE
frappe
di

PRE
di

149
piccolo suggellet-

panno paonazzo, guarnite

re missive oggi usa

un

seta simile e guarnimenti

di metallo. I

to; dice doversi credere

che

i

prelati ab-

protoffotari apostolici vestiti di cappe e

biano richiamato
Sigillo (7^.)
tra

cappuccio e cappello pontificale nero foderato di seta paonazza con cordoni e

quando il non era più grande della piel'uso antico,

con gualdrappe di panno paonazzo e testiera guarnita di seta simile con guarnizioni di metallo. Gli uditori di rota sopra cavalli bardati di panfiocchi rossi
,

nella cera; perchè

d'un anello, colla quale suggellavano prima che s'inventassi

se l'ostia, colla cera delle Lettere epistolari o missive (V.)

chiudevano, come

oggi
vi.

more majorum

il

Papa usa ne'bre-

no paonazzo con
guarnimenti

testiera di seta simile e

di metallo,

con cappa e captal

pello pontificale nero

foderato di paocolo-

Noterò che Sarnelli sembra parlare propriamente del sigillo de'prelati vescovi. Il l'oiianni, Gerarchia ecclesiastica,
p.

nazzo, con fiocchi e cordoni di
re.
I

398, riporta

la

figura del prelato in

camera con cavalli similmente bardati, con cappe e cappelli ponchierici di
tificali

mantelletta con berretta aperta in

mano,
visite,

quale tengono chiusa nel fare
del

le

simili.

I

votanti di segnatura in
,

rocchetto e cappa

cappelli e cavalli e-

deponendola quando vanno a\\' Udienza Papa (P.). Del colore paonazzo o violaceo degli abiti de'prelati, e dell'origine
i

gualmente ornati.
re del cavallo di

Il

reggente della can-

celleria e gli abbreviatoli,

con bardatu-

dell'abito prelatizio, oltre

citati articoli

panno nero, rocchetto,

riguardanti

le vesti di essi,

ne

trattai nei

cappa e cappello semi-pontificale sopra la testa. I referendari con gualdrappe nere
,

in rocchetto, mantelletta e cappello
All' articolo

XXIII, p. 36, Coloriecclesiastici, Mantellone. Ne tratta pure il citato Bernini. Nel voi. XVIII, p. 265
voi. VII, p. 28,
dissi

semi-pontificale.

Cappello

come
:

i

prelati
siili'

portano

la

croce di

de' prelati parlai ancora del fiocco pao-

decorazione

abito corto nero detto di

nazzo concesso temporaneamente per qualche circostanza, come per gli Allegati (V.) delle Berrette cardinalizie e
altro (per cui sono a vedersi gli articoli

abbate tore di
torale.

si
s.

Spirito, Collana,

può vedere anche Commenda» Croce petdetto abito
e
i

Con

prelati

portanel-

no

il

collare paonazzo, del quale colore
le calze,
il

Cardinale, Cappello cardinalizio, Rosa
d'oro, Stocco e berrettone, Fascie be-

sono

ferraiuolo di

panno

l'inverno, che usano
latizio,

pure

sull'abito pre-

nedette, per alcuna delle quali cose
ditore si dà talvolta
il

al ren-

titolo di nunzio), as-

sumendo pure le calze paonazze. Ivi dissi pure de'fiocchi de'cappelli prelatizi, che
sovrastano
t.

Guanti (fr-), non che il capcon fiocco del colore ch'è proprio di sua condizione. Tanto con
ed
i

pello ecclesiastico

tale abito,

gli

stemmi

de'prelati.

11

Parisi

no

col servo, e colla

che colla mantelletta incedoseconda anche colla

3, p.

1

66, parlando dell'ornamentodelgentilizie ne' cappelli cardinalizi
,

Ie

armi

e prelatizi
cioè

dice che

il

cappello co' suoi

A Conclave narrai che in tale tempo, prima di Clemente XII diversi prelati avevano le vesti di coruccio. Nel
carrozza.
,

cordoni ha 3 ordini di fiocchi pendenti, 6 fiocchi per parte, benché alcuni assegnino ai cardinali 5 ordini, agli arcivescovi 4» ai vescovi e prelati semplici 3, e
agli altri

voi. Vili, p.

igo ed altrove notai come
i

devono

vestire
,

prelati in sede vacante,

cioè di nero

così nelle cappelle de'

no-

vendiali pel
-

Papa defunto, tranne quelle
con più regolarità
all'
il

che hanno il privilegio di porta-

eccezioni che rimarcai ancora nel voi. IX,
p.
ii)
).
,

re sulle insegne gentilizie il cappello, come
i

A

stabilire

protonota ri non partecipanti, 2 ordini,
i.

i

metodo con
dienza del

cui

debba accedersi

u-

e 2, ovvero 1,2 e
6,lett. 5g:

Sarnelli, Leti. eccl.

t.

sommo
al

Pontefice, volendosi

Perchè

la

prelatura nelle

lette-

provvedere

decoro ed all'onore non del-

i

So

PRE

PUE
ben ancodelle
lo-

le

persone soltanto,

ma

a p.

ro dignità, per comando del Papa Pio IX fu pubblicato il decreto, Firma permanente,

171 come in quelle à^ Possessi dei Papi, anche quando si procedeva in pasagri, e di

ramenti
za
lati le

quanto

si

praticò sen-

che voltato in italiano dice: » Rimanendo ferma la regola che gli Em. Sig.i cardinali ed prelati vadano all'udienza
i

cavalcate solenni; a p. 2i5 de'preche hanno luogo in cappella, e ordi-

ne

di loro

precedenza
,

,

anche

nel sedere

ordinaria

vestiti cogli abiti

cardinalizi

a

e nelle processioni

nel recarsi al trono

seconda del tempo, ovvero coi rispettivi
abiti prelatizi
,

pontificio eall'adorazione della croce (per
la

si

comanda che
vacano

relativa-

quale meglio a
23g).
i

mente

alle

udienze private, cioè ne'giorle

p.
le

A

p.
si

p. 3oge nel voi. XVII I, 227e23oil modo col qua-

ni e nelle ore nellequali

udien-

prelati

recano

alle
il

7 cappelle (Z Ca.

ze ordinarie,
prelati

gliEm.

Sig.i cardinali
corti,
i

ed

i

vallo, Carrozza e
12).

voi.

XLIX,

p.

1

1

e

me

non usino più gli abiti chiamano d' abbate , ma
la

o co-

A p.23i
i

notizie generiche,

come sulmesse che che
le o-

cardinali

l'ordine della processione e delle

indossino

veste talare nera colle orla-

cantano

vescovi.

A
si

p.

270

de'libri

ture, bottoni

ed asole rosse, colla
fiocchi d' oro
alta circa
,

fascia

nel dì delle Ceneri

dispensano per

rossa senza

i

ma

soltanto
,

razioni delle Stazionij qui poi aggiungerò,

con una frangia

4

dita

e col

ferra iuolone. rosso
:
i

o paonazzo a seconda prelati abbiano la sottana del tempo nera colle orlature, bottoni ed asole color rubino, colla fascia paonazza senza
fiocchi, e col ferraiuolone
lati

visa
ni

che ilceremonierenel distribuirli avil cardinal decano ed prelati decai

de' diversi collegi prelatizi, che

dopo

spogliatoi!

i

menti(V.),

Camera de'paravadino a domandare le indulPapa
nella
le stazioni
i

paonazzo;
la

i

pre-

genze per

da lucrarsi nelle
cardinali ed
i

lo-

poi di mantellone usino

veste ne-

ro privatecappelle,
de' collegi prelatizi.

prelati

ra, coi bottoni, asole, orlature

paonazze,

Dopoché

il

colla fascia

paonazza senza

i

fiocchi, e col

deposto
zetta,
lati
il
il

gli abiti

sagri e ripreso la

Papa ha moz-

ferraiuolone nero. Tal sorte di vesti po-

cardinalegli baciala mano,ipre-

tranno adoperarsi nell'uso della vita pri-

piede,

domandano

V indulgenza e

ceremoriiale li 7 gennaio 1 85 1. V. Card. Macchi prefetto. Giuseppe de Ligne segretario". A Cappelle pontificie e cardinalizie ho descritto tuttociò che riguarda il posto che vi hanno prelati e la parte che hanno nellefunzioni ecclesiastiche, equaudo assumono paramenti sagri o la cotta, contenendosi I* articolo ne' voi. Vili e IX (le pontificie incominciano a p. i >4 le cardinalizie a p. 122 del 2. ): deli. indicheròqui qualche cosa, mentre quei prelati che non hanno posto in cappella, se v'intervengono in abito prelatizio si collocano in piedi a eornu epistolae dell'altare. Nel voi. Vili, p. i43 dissi dei
vata. Dalla segreteria della
s. e.
i
i

loro viene accordata.

A

p. 2

36

delle pre-

diche o sermoni o orazioni de'prelati, di

che
pi,

trattai

anche

a

Orazione per

l'

ele-

zione de'Papi, e Orazioni funebri pei Pa-

mentre per quelle de' sovrani
p.

si
,

vedere

1c)5 e

il

voi.

XXVIII

p.

può 63

(per l'intervento de'prelati alle prediche
palatine,
p.
i

241 e
prelati

V. Predicatore apostolico). A nel voi. IX, p. 56 e 57, come
sono intimati all'intervento del-

,

le

cappelle.

A

p.

243 quanto

si

pratica

nelle cappelle ordinarie, tutto
scritto nelle altre (chi

avendo dele

deve genuflelteie
osi lava
voi. p.

,

quando
ni,
p.

il

Papa benedice
p.

ma(

ne ragionai eziandio ne*
23,
si

X\l\
252

XXXVII,

188).

A
i

conel-

ministri e inservienti

delle cappelle pa-

sa

pratica e ove siedono

prelati

latine, come de'3 prelati canonici delle patriarcali; a p.

l'assenza del

Papa, dovendoci egualmenper (pianto di
dip.

vano

nelle

l5l come prelati incedeCavalcate delle cappelle, ed
i

te intervenire la prelatura,

rimarchevole notai a

253. A voler

PRE
chiarare con più precisione quanto riguar-

PRE
prelati suoi colleghi.
la ni
Il

i5i
ai

cenza pei pontificali, ed intima l'ora

da prelati, se nelle funzioni palatine,ancorchè si celebrino nelle chiese di Roma, non interviene il Papa, aggiungerò quei

custode de' cappel-

cantori della cappella pontifìcia pren

de

l'ora

da detto decano, l'intima
ai

al 3.°

ste notizie,

che ricavo dalle Indicazioni
nltre spettanti alle

e 4-° maestri delle cerenionie ,

quali spet-

r pei maestri di ceremonie di rng. Fornici,

tano queste cappelle,
cantori.

ai ministri sagri, ai

come pure
il

Cappel-

chierici, sottochierico e al collegio di det-

le prelatizie (f^.).

Ordine

di

sedere as-

sente

Papa.

I

vescovi assistenti prendoassistenti,

no luogo tra'non
la

conservando

Per ogni cappella sono fissati 8o,da pagarsi 3 parli dal Papa, 2 dal rotolo del s. collegio, una dalla dateti

scudi

precedenza
i

di loro

consagrazione

dopo
do
ti

prelati di fiocchetti).

(ma La prelatura

ria, altra dalla segreteria

de'brevi, e

l'al-

tra dal

monte

di pietà

:

mg/ maggiordo-

conserva lostesso ordine, esollanto quanè iu piedi si alza e si trattiene avangli scalini rivolta

mo

presiede a tutte queste spese. Per la

verso l'altare.
i

I

prin-

cipi assistenti al soglio,

conservatori di
i

Roma

e

la

famiglia pontificia, sono

soli

che non intervengono. Tutti gli altri che hanno luogo in cappella dovrebbero intervenire e siedonoai loro stalli. Per quello poi che riguarda ogni funzione, a suo
luogo ne
tratto.

in ogni chiesa si dà un compenso. La Floreria apostolica pensa ai banchi ed ai parati o tappeti pei medesimi. I prelati si adunano nel luogo per es->i preparato ed assumono le cappe quan-

paratura e cera,

do

il

vescovo è vestito. Nel sortire dalla

sagrestia ricevono l'aspersorio per conlatto dal sagrestano o altro sacerdote in col-

Descrivo

le

Cappelle pre>

latizie nel voi.

IX,

p.

1

47 sebbene ne
:

portano prima alla visita del Sagra mento, quindi al luogo destinato, preceta. Si
-

riparli negli articoli relativi

per quan-

duti dal 3.° ceremoniere
assistere
il

meglio nel voi. XXIX, p. 55eseg., 66 eseg.,per tutti prelati, e con più dettaglio ne'rito riguarda le cappelle funerali
i

vescovo

,

fatto vestire e resta

che poi va ad mentre il 4-° lo ha con esso. Nell'acces,

so prelati salutano
i

spettivi articoli de' collegi e
prelati,

cariche dei

il vescovo,che loro corrisponde alzandosi in piedi. Non si pren-

anche

di mantellone. Noterò,
1

che

de

licenza per cominciare la
il

messa
i

,

ma
pre-

essendo morto a'3 agosto
lessi

845

nig.

r

A-

arrivali allo stallo,
lati e

vescovosaluta

segretario del concilio e della resi-

denza de' vescovi, ed abbreviatoredi parco maggiore, lasciò nel testamento ad arbitrio di Gregorio XVI (cui lasciò un divoto ed elegante quadretto, che posseggo per dono pontificio) di destinare il luogo della sepoltura ed il funerale. Il Papa stabilì perla prima la chiesa di s. Carlo ai Catinari, perchè il prelato abitava nella
contigua casa; quanto alla
la lasciò

ta

comincia la messa. La messa si can • de die infra octavam, Gloria, Credo, unica orazione, senza neppur quella della domenica, la quale però esiste nel messale falto stampare da BenedettoXIV, e si dice nella domenica che cade fra l'ottava. Nella Commemorazione di s. Paolo
si

canta
1

la

propria,

comeanche nell'otductu
dissi

tava.

prelati sonoturificatiffajt?//ci
(

pompa funebre
tea

e ricevono la pace

oltre

quanto

a

a beneplacito dell'esecutore
la

stamentario. Perle sette (l'8.

celebra-

no
in

i

cardinali) cappelle poi prelatizie che
si

Roma

celebrano nelle chiese indi-

cale in detto articolo, per l'otta vario soleunedella festa de'ss. Pielroe Paolo(f/^.)
il

)

decanodi ciascun
il

collegio prelatizio in,

vita

vescovo celebrante

prende

la li-

Cappelle pontificie, si veda Incenso e Incensazione, Pace della messa). Finita la messa visitano, oltre il ss. Sagramento, in s. Paolo l'altare del Crocefisso (il decano de' vescovi assistenti prima domandava il rescritto per celebrare sull'altare papale, ma per quanto riportai nel voi. Ll,p. il 5, e nel voi. IX, p. <5i pel re-

ifc»

PRE
Benedetto

PRE
XIV
un ceremòniale, che! prelati si scuopronodel berretlinoai soli cardinali, consi

scritto cìi autorizzazione di

in

che riprodussi, non ha più luogo l'istans. Pudenziana l'altare di s. Pietro, in s. Maria in via Lata la cappella de'ss. Pietro e Paolo nel sotterraneo, in s. Pietro
za), in

siderandoli

come

tanti vescovi in diocesi.
s.

Per
i

la

ricorrenza del

Natale eperl'an-

niver sarto della coronazione del
prelati
si

Papa t
felicita-

jn Vincoli la cappella del sotterraneo, così

portano in anticamera ponti-

in

s.

Pietro in Carcere, in

s.

Pietro

Mon-

ficia

per segnarsi nel fòglio delle
il

torio la cappella nel cortile del chiostro o

zioni,

quale poi vienedal prelato maealla lettura del
2, p.

tempio di Bramante. Di tutte queste chiese trattai ai loro articoli, e per quella di
s.

stro di

camera sottoposto
il
i

Pontefice. Dice

Parisi

t.

237, che

Pietro in Carcere nel voi. LUI,

p.

20. Ab:

ordinariamente
re di

prelati scrivono lette-

biamo di Gio. Pietro Simonetti Breve ragguaglio delle 8 chiese destinate da Benedetto
e Paolo,
ss.

buone
il

feste al

proprio sovrano

,

quando
zi, ai

prelato sia di famiglia prima-

XI F per Voltavano de'ss. Pietro Roma 744- Delle memorie dei
1

ria e incarica distinta; ai cardinali, ai

nun-

ministri principali del suo sovrano,

Apostoli che sono in dette chiese, ne

parlai pure nel voi. IX, p.i5o. Della cu-

stodia del conclave affidata ai prelati e
quali, in

uno

al

Maestro del

s.

(F.), ragionai ne' voi.

XV,

p.

palazzo 3oo, 3o5,

XLI, p. 29/L Dei prelati chehanno Ino go in Concistoro, vedi tale articolo. Del
le

precedenze de'prelati parlai ancora ne

voi.

storo, a

XVI, p,i35, XXIX, p. 77, a Conci Maestro di camera, come nel voi
p.
i

ad altri signori cui hanno o dipendenza o relazione. Allorché cardinali si recano alla visita della basilica Vaticana , e del cardinal decano, dopo avere ricevuto il Cappello cardinalizio (^.), come se prendono Possesso delle Protettone e ilei loro Titoli e Diaconie, ovvero si portano ad assistere alle Co/ic/hsio/h (/'^lorodedicate, incedono con prelati nella propria
e
i

carrozza, Inoltre

i

prelati fecero corteggio

XV,
Rati

227, 246, 247, essendo dispen daW'Esame prelati esaminatori, u
s.
;

ne'pubblici Ingressi in
dinali

Roma (Pr.) ai

car-

ditori di iota, consultoridel

offizio, fa*

tendo

la sola

presentazione

come

lo fu

un avvocatoconcistoriale, Io dissi nel voi, XXII, p. 72. Delle precedente nelle Pro* mozioni [V.) cardinalizie de'prelati, ob
tre

ed ambasciatori. Narra il diarista Cecconi, che ne' pontificati di Clemente XI e Benedetto XIII, il cardinal Albani nipote dei primo si portò ad un'accademia nel collegio Nazareno dedicata al Pa-

quanto notai a Cardinale, ne'luoghi

analoghi e nel voi. L, p. 84, eccone l'oiv dine di precedenza patriarchi, arcivescor
:

\

i,

vescovi, prelati di fiocchetti, protono-

tari apostolici partecipanti, uditori di rota, essendo

5o prelati nel 1718; un'accademia del collegio romano il medesimo vi si recò con 60 prelati nel 1720; ed allorché l'ambasciatole imperiale Raunitz fu all'udienza formale di Benedetto XIII, avea nel seguito 5o prepa, col corteggio di
in
lati.

per tale considerato
palazzo
,

il

stro del

s.

chierici di

p. maecamera ,

Di questi corteggi

di prelati nelle fun-

zioni, ed

anche

coi cardinali legati

per

l'a-

segretari. L'assessore della

Congregazio-

pertura e chiusura delle Porle sante (F.),
tenni proposito ai loro luoghi. Nelle biografie de'cardinali e in altri articoli narrai

ne del s. ojjlzio (F.)

s.

Inquisizione ( V.),

qualora non

sia

vescovo o prolonotario

apostolico partecipante, non baia prece-

come anticamente

i

cardinali nella lo ,

denza sopra prelati segretari allorché sono creati insieme cardinali. Per ultimo sono promulgati religiosi, ancorché sie110 generali del proprio ordine o congregazione, tranne il detto p. maestro. Lesi i

ro splendida corte avevano vescovi
tri

al-

prelati e personaggi dotti
articoli dico di
i

Ai rispettivi

ed eruditi. quanto hanle cari-

no

di onorario

prelati

secondo
p.

che, e nel voi.

XXXVII,

288

ripor-

PRE
lai gli

PRE
Coi

i53

assegnamenti de'prelati pro-legali,
di

remoniale), distinzioneche godonoanche Patriarchi (Vedi, avendo pure parlato
delle visite che fanno a'prelati di fiocchetti),

\\ce-legali, delegati, presidente della

marca

Roma
i

e commissario apostolial

co di Loreto. Sino
pascalo, oltre

termine del secolo

usando

1'

uditore della camera l'om-

prelati palatini, ia prela-

tura era registrata ne' ruoli del palazzo
apostolico per la parte di palazzo (voi.

L,

p.

2o5, 206), cioè pane, ciambelle e

vino.

La godevano
i

i

vescovi assistenti al
i

soglio,

prelati di fiocchetti,
i

protonota-

X, p. 121, Xl,p. 36,XLlX,p. 1 1. 11 prelato vescovo Vicegerente (V.) ha l'uso de'fiocchi e ciuffi, verdi a'cavalli; non pare che risultino da concessioni quelli che tal volta adoperano alcuni vescovi nelle solenni funzioni. Per
brellino, ne'vol. VIII,p. 23o,
le

ii,gli uditori di rota,

chierici di

camei

cappelle pontificie e altre sagre fun-

ra,} segretari di diverse congregazioni,

zioni papali sono intimati dai Cursori a-

votanti di segnatura,

i

ponenti di consuli

postolici(V.), così ai Concistori (V.). Nelle

ta, igiudici di Montecitorio,

prelati do-

cappelle siedono come dissi nel voi. VII f,

mestici, quelli

della penitenzieria, della
agli
i

p. 2

18 é 222; se sono arcivescovi, come

cancelleria in

uno

abbrevia tori, della
gli

dateria, de'brevi,

referendari,

avvo-

voi.

cati concistoriali, ec.

Molle cariche carper cui per

dinalizie erano anticamente prelatizie, e
Je notai ne'rispettivi articoli,

maggiordomo nel XLI, p. 290 e 291, assumono il piviale e prendono luogo fra gli assistenti al soglio, così l'uditore della camera e il
dichiarai parlando del
tesoriere (ricevendo
la

egualmente

la

palma,
i.

molto tempo alcune conservarono il prò, e da ultimo lo usava il segretario de'memorìalij lo conserva ancora il datario. Meglio è a vedersi loro articoli , così
i

candela e

gli
il

Agnus Dei come
p.

car-

dinali),

tranne

governatore per ciò che
29; dicendo alvescovi

notai nel voi.
tresì

XXXII,
i

che quando
i

assumono
che

il

quello di Cancelliere di

s.

Chiesa, percariche pre-

piviale,

prelati di fiocchetti passano al
apostolici,
sie-

chè

s'intitola vice. In diverse
,

banco de'protonotari

latizie

se

vengono ritenute dal prelato

dono dopo

loro.

Come incedono nelle pro-

go tempo, prende
I

divenuto cardinale, o per poco o per lunil titolo di prò.
Prelati di fiocchetti, così denominati
ai cavalli delle

cessioni, oltreildettonel voi. Vili, p.2 16,

è notato nella descrizione delle processioni.

Sul

modo

d'incedere all'adorazioleggersi

per quelli che usano
carrozze in

loro

ne

della croce,
,

può

anche
.
.

i

voi.

uno ai ciuffi, sono: Governatore di Roma come ice- Camerlengo Uditore della camera, Tesoriere, Maggiordomo (F.), Questi sono primi prelati della romana prelatura della s. Sede, e propriamente il primo è l'Uditore della camera, sebbene lo preceda il Governatore di Roma come Vice- Camer-

XVIII

V

,

Nelle in289, XLI, p- 29 censazioni vieneprima incensato il goverp.

natore, poi

il

principe assistente al soglio,

i

indi gli altri prelati di fiocchetti, poscia
i

vescovi assistenti chesiedono
Il

dopo dies-

si.

prete assistente nelle cappelle ordi-

narie, e P uditore di rota ne' pontificali

lengo,

che di

come noto a tali articoli. Oltre ciò loro ho detto di sopra particolare genericamente, ed oltre

danno la pace al governatore, e quest'ila comunica ai colleghi prelati di fiocchetti,

mente
no,

quanto

non

l'ultimo de' quali la passa ai vescovi assistenti nelle cappelle ordinarie, ai

dico negli articoli loro

oche

li

riguarda-

solo qui aggiungerò o ripeterò che

protonotari ne' pontificali. In conseguenza, quando è assenteil governatore, tanto l'incensazione che la pacela riceve pri-

parlai de'loro treni di frullone e altra car-

rozza,
ti

i

cui cavalli

hanno
(il

ciuffi

e fiocchet-

ma
ti

il

detto principe, poi
Questi,

gli altri

prela»

di seta

paonazza

colore rosso fu proi-

di fiocchetti.

come

tutta la pre-

bito per decreto della congregazione ce-

latura, sono tenuti a fare le visite ai cai-

!

54

PRE
le

PRE
modo detto egovernatore
investi-

dinali nuovi, patriarchi, prelati di fiocchetti, ambasciatori ec.,al

Pietro^.Z,
chetti

immagini coronate dal capitolo di s. p. 2, che mg/Lodovico Bian-

ziaudio a Patriarca. Nell'odierno pontificato cessando la carica di
di

maggiordomo

di

Gregorio XIII e
Ol
'

canonico della Vaticana nel 1579,
di scelti

no

Roma, mg. r
,

Savelli

che n'era

marmi
p.

1'

altare della

Madonna

to

restando colla cospicua qualifica di
s.

della
voi.

Colonna
fatti
il

di detta basilica (di cui nel
altri

Vice- Camerlengo di
tinuò a godere
le

Chiesa (V.), con-

XII,

276),

abbellimenti a-

prerogative inerenti e

vendoli

fratello cardinal

Lorenzo

sedere sopra l'uditore della camera, con

Bianchetti (V.) t al quale articolo Io dissi

precedenza sul Principe assistente al soglio (V.), laonde va alla sua destra nelle

in

véce Maestro di camera, e meglio

nella serie di questi nel voi.

processioni e prima di lui riceve l'incensatura,
la

XLI, p.i 33, non avendolo trovato maggiordomo nelricerche da

pace,

le

candele,

le

ceneri, le palil

le

me

fatte neh' archivio del

me

,

gli

Agnus
,

Dei. Cessando ancora

le so rie re

{f7 .), nel rinunziare la carica
il

mg. r Monchini
onori annessi

Papa
della

gli

conservò

gli

ai prelati di fiocchetti,
i

co-

Palazzo apostolico. Siccome tali esempi sono antichissimi, forse in quelle epoche non erano quelle cariche di fiocchetti certo è che Urbano Vili concesse ciuffi
:
i

me

riporta iln.°7

ma

de'2.5 aprile 1848. Nel
n."

Gazzetta di RoGiornale di
si

e fiocchi rossi ai cavalli de'cardinali; Cle-

Roma

64

del

1

852

legge

,

che

il

mente XII fiocchetti neri al maggiordomo, e Clemente XIV confermò quelli
i

Papa nominò commissario straordinario per le 4 legazioni di Romagna mg.r Gaspare Grassellini, cogli onori di prelato

pure neri de' patriarchi, poi cambiati in
paonazzo; laonde pare che in
sione fosse allora
il

tal

concesdichiar

maggiordomo

perchè l'illustre prelato, essendo stato governatore di Roma e vice-camerlengo, era stato ancora predi fiocchetto.

E

ciò

rato prelato di fiocchetti. A'giorni nostri

furono fatti, maggiordomo mg. Naro (V.) poi cardinale, mg/della Porta (V.)
uditore della camera poi cardinale, i quali

lato di fiocchetto. Nel voi.

XXVIII
i

,

p.

56, 57, 58, 66 e 67,

descrissi

funerali

conservarono
prelato
si

il

canonicato Vaticano,
giubilati.

de' prelati di fiocchetti, e del loro inter-

perchè
il

ambedue erano

Sopra

medesimi, notando perchè ad up funere intervenne il solo maggiordomo. Ordinariamente prelati di fiocchetti non sono mai canonici delle pavento
ai
i

possono leggere: Mosconii,

De
in
1

majestale mililiaeecclesiasdcae, Ve1

netiis
'ii

triarcali basiliche di

Roma; nondimeno
contrario. Monsi-

602. Tamburinio, Dej'ure abbaaliorum praelatorwn, Lugduni 64o. Castori Istituzione cristiana per
et
,

trovo due esempi

in

chi desidera vivere in corte,

Roma

i

(54 2.

gnor Giuliano Cesarini^P'.) era canonico della basilica Vaticana, ed insieme uditore generaledella camera, come apparisce da islromento degli 1 marzo i4 2 7
1

Manzini, // principe ecclesiastico, Bolo-

gna 6441

Da

Ponte, Specchio del vesco-

vo e del prelato,
ticoli relativi in

Roma 169 1.

Più

gli

ar-

questa mia opera;

il

Giors'

per

gli atti

del

Toti notaro pubblico e

nale della voce della ragione, che
1*

in-

Martino V segretamente lo creò cardinale a'24 maggio 1 426, o ai 26 secondo Ciacconio, ma avendolo riservato in petto, solo lo pubblicò agli 8 novembre "pò, come dichiara Ratti Della famiglia Sforza t. 2, p. 253 e 266, divenendo poi arciprete della stessa basilica. Leggo nel iìombeWì, Raccolta deldella basilica:
1

cominciòa pubblicare nel i832; e le molte opere erudite di mg. Mario Felice Peraldi chierico di camera vi venie, sulla ro-

mana
i

prelatura. Cancellieri ne' Possessi

,

tratta qual sia la probabilità

che hanno nella Lettera al d. r Ko reff racconta che il p. Cordala scrisse una utile e lunga Istruzioprelati di divenir cardinali
:

PRE
neper un giovine che vuole entrare ih prelatura, a l'indirizzò a mg. ^Bonaccorai se-

PRE
PREMISLIA
slien).

1

35

o Przemislia

(

Premiil

Vescovato

di rito greco-ruteno,
\i\

gretario de' vescovi e regolari. Lunadoro,

cui vescovo risiede

Premislia (V-), ove
Salvatore,

Relazione della corte di Roma (ediz. del 1646), p. 241, tratta: Ordine della pre-

ha
i

la

cattedrale del proprio rito e al Ire

cbiese.

cedenza degli ecclesiastici o prelati. La precedenza tra'patriarchi si chiamò Procatedria, vocabolo greco che significaprio1

cui

Vi è il monastero di monaci posseggono le

s.

ville

Slrazo-

vica e Busoca, reclamate però dall'ordi-

nario, essendo state donate nel

«292 da
monaste-

ila di

sedere o precedenza nel consesso

Leone duca

di R.ussia. Nel

sinodo di Zai

de' patri archi.

m osci a
ri

fu stabilito di ridurre

F. Prelato. PREMISLIA oPrzemisliaoPrzemysl
{Premislien). Città con residenza
vile nella Gallizia, della

PRELATURA.

della gran Russia in congregazioni, e ciò

specialmente nella diocesi di Premislia.
In seguito di che, nel capitolo generale

vesco-

Polonia austria-

tenuto nella cattedrale di Leopolifu posta in

ca

,

capoluogo

di

circondario a 6 leghe

opera

la

riduzione e furono

i

mo-

da Jaroslaw e 1 9 da Leopoli o Lembergh, è cinta di mura con castello sopra alta
rupe, presso
è solido
il

naci esentati dalla giurisdizione de' vescovi, ciò
1

fiume San. La cattedrale
,

y44 c °H a

che approvò Benedetto XIV nel bolla Inter plures. Havvi anil

ed elegante edificio
s.

sotto

l'

in-

cora lo spedale,

ginnasio e

la scuola.

La
,

vocazione di
l'episcopio,
si

Gio. Callista, con baltiste:

sede vescovile fu eretta nel secolo Xlll
via dello stesso rito ruteno, ed

rio eh' è l'unico della città

le
11

è vicino
ca piloto

secondo Coni man vi Ile, suffraganeadiKio-

ampio

e decente.

un tempo

compone

delle dignità del preposto,

fu riunita a Riovia.

Il

vescovo Michele

decano e
sono

scolastico,

avendo

la

1/

I'

uso

Ropistenski sottoscrisse la lettera del concilio di

della mitra, e di altrettanti canonici.

Vi

4

vicari, cui è affidata la

cura d'a-

nime
è
il

sotto la direzione di un canonico che parroco della cattedrale, altro canogli

nico è rettore del seminario,
«lei

alunni

quale servono alla divina oflìciatura.
vi

Russia, mandata nel i5q5 a Clemente Vili per l'unione colla chiesa romana. 11 vescovo Silvestro Ulebitzi fu al concilio di Moldavia nel 1642, Oriens christ. 1. 1, p. 1 284. Il vescovo di Premislia con quello di Leopoli nel 17^1 doal rito latino,

Non

è altra parrocchia, bensì

un mo-

nastero di benedettini, altro di
confraternite e ospedale.
vile fu eretta nel
1

monache,

mandarono a Benedetto XIV di passare ma il Papa col breve P'e-

La sede vesco3j5 da Gregorio XI sedi

condo Commanville, sufliaganea
poli, di cui Io è tuttora.
I

Leo-

strae ad nos, de' 18 settembre, Bull, de prop. fide, Appendix t. 2, p. i5g, glielo vietò,a tenore del decreto ditJrbano VIII.

vescovi del se-

Nella 3.

a

divisione della Polonia tutti
il

i

colo passato sono riportati nelle Notizie

vescovi ruteni passarono sotto

domi-

di

Roma. Per morte
?

di

mg.r Saverio Za1

nio della Russia, tranue quelli di Presmilia

cliariasievicz, a

27

luglio

847

P'°

IX

e Leopoli. In questa diocesi furono

dichiarò vescovo l'attuale mg. r Francesco Saverio Wierzchleyski diViznia-Po-

ridotte le feste stabilite nel sinodo di Za-

moscia a' 18 settembre 780, come lo era1

remba

diocesi di Tarnovia, già canonico

no

slate negli altri

domimi

della casa di

della metropolitana di Leopoli.
cesi è vasta,

La

dio-

Austria. Pio Vllcolla bolla Operosa, dei

e molti luoghi.

comprende if5 parrocchie Ogni nuovo vescovoè tasle

sato iu fiorini i5o, essendo
la

rendiledel-

mensa

circa

i4>ooo

fiorini di

conven-

24 settembre i8o5, Bull. coni, t.12, p. 38 distribuì luoghi in varie diocesi della Polonia austriaca come in quella di Premislia. Inoltre Pio VII nel 1807
i ,
i

,

zione.

elevando Leopoli {Tr.) di rito ruteno

al

i56

PRE
laco eremita,

PRE
GerScardo confessore, de' bb. Godifredo, Federico, Ermanno Giuseppe e Gertrude vergine, tutti del medesimo ordine a questo inoltre a* 12 aprile con altra bolla Etnanavil > accordò
fare l'uffizio de'ss. Gilberto abbate,
;

grado arcivescovile, ne dichiarò suffraganeo il vescovo di Premislia , che lo è ancora, al quale unì i titoli vescovili di Sanoehìa e Samboria del medesimo rito, coi quandi denomina. Sanochia o Saìioky città della

Gallicia-polono-austria-

ca,é capoluogo di circolo, situata in mez-

l'uffizio

e messa di 3 loro santi vescovi,
,

zo ad una pianura assai estesa sulla spon-

Eumodo
stratensi

Isfrido e Lodolfo. in

I

premons.

da
e
la

sinistra del San.

Ha

castello

munito

aveano

R.oma
1

il
1

collegio di

scuola.

Samboria o Sambor, altra cit-

Norberto, fondato nel

63

da Giovan-

tà della Gallicia-polono-austriaca, è capo» luogo di circolo, in un'ampia pianura sulla sponda sinistra del Dniester, che un

ni da Preuk canonico della cattedrale di Varmia, ricco di benefìzi ecclesiastici che

volle impiegare con questa istituzione a

poco inferiormente riceve lo Strwiaz. E assai ben fabbricata. Ha chiesa decanale
di rito latino, e altra di rito greco-rute-

vantaggio de' prossimi ed alla conversio-

ne de'parenti
la

infetti di eresia.
vi

Ne

affidò

cura

ai

premonstratensi e
pei primi
i

doveano

no, ospedale, ginnasio, scuola ch'eia principale del circolo, ed
il

essere

ammessi

suoi parenti

tribunale crimi-

nati nella Prussia reale o ducale, o nel

nale

,

oltre

l'

intendenza delle saline di

vescovato di
studi,

Varmia
il

:

pel collegio
la

il

fon-

Drohobicz. Pio VII neli8i8 fece vescodi Premislia , Sanochia e Samboria , Giovanni Snigurski. Pio IX nel 1848 gli die per successore mg. r Gregorio Sachimowiez di Podberga arcidiocesi di Leopoli che Gregorio XVI nel 1841 avea fitto vescovo di Pompeiopoli inpartibus. Questo Papa a'27 febbraio 1846 indiriz-

datore prescrisse
i

tempo,

nomina, gli
il

vo

fondi, le rendite.

Vi risiedeva
di

procuratore de'premonstratensi
ga
,

Pra-

che amministrava

le missioni della

Lusazia, delle quali parlai ne' voi.

XXIX,

,

la lettera

Inter gravissimas, presso gli
relig. serie 2.
a
,

p.io3,e XLIV, p. i46. L'ultimo presidente del collegio morì nel 18 12, e fino al 1817 ne fu amministratore Giacomo Enea di Chataud allora restava al col:

annali delle scienze
a, p.

voi.

legio, oltre

il

locale e la chiesa,
ai

i

giardini

385,

al

predecessore, ed al vesco-

vo

di rito latino di Premislia, acciò inla

culcassero ai loro diocesani

fedeltà e
lo-

l'ubbidienza all'imperatore d'Austria
ro sovrano.

monti Parioli. Il monastero e la chiesa Gregorio XVI la diede alle monache figlie del Calvario [V), che dirigono e curano le donzelle dell' Ospie

una vigna

La mensa

vescovile

ha

di

zio di
li

s.

Maria
il

degli Angeli (F.),
visitò

i

qua-

rendita circa scudi 1200.

PREMONSTRATENSI
STRATENSl. Ordine
golari, chiamati
istituiti

o

PREMO-

de' canonici re-

da

s.

anche Canonici bianchi, Norberto (P.) poi arcive(F.), de'quali trat-

molte volle per la benevolenza con cui riguardava le ottime religiose che beneficò in vita e in morte, ond'esse gli celebrano due annui
edilìzi

Papa

anniversari di gratitudine, virtù tanto

scovo
tai

di

Magdcburgo
anche
le

più mirabile in quanto che
felici

ai nostri in-

nel voi. VII, p.
istituì

265

santo

266. Inoltre il Canonichesse Pree

giorni è divenuta rara.
s.

La

chiesina

monstralcnsi
canonici
tità di vita

(V

.).

Nell'ordine fiorirono
cardinal Giovanni

illustri
,

per dottrina e per sanil

oltre

Bucca

[V.), Benedetto XIII colla bolla

Etnanavit, degli 8 marzo 1728, concesse a tutto l' ordine nremonstratense di

Norberto è situata nel rione Monti , lungo la bella strada che dalle Quattro Fontane conduce a s. Maria Maggiore. E adorna con buoni marini e altri abbellimenti due quadri degli altari laterali sono pitture di Stefano
e monastero di
:
i

Pozzi discepolo di Masucci. Vi

si

celebra

PRE
la festa di s.

PRE
Dosuperiore generale ordiuariameute
si

i5 7

Norberto a'6 giugno e non

agli

1

1

luglio

come

altri scrissero. 11

norevole Y esercizio di tale prepositura. Nelle congregazioni de'chierici regolari, il
de-

Catalogo degli ordini 1. 1, p. a 2, 23, 24» tratta de'canonici premonstratensi e riporta 3 figure vestite con rocchetto e alniuzia d' armellino, con tonaca e scapolare, e quella dell' abbate in cappa, mozzetta e croce pettorale , teneudo
limi ni,
il

nomina
tini,

Preposito, come in quelle de'tea-

barnabiti, somaschi, gesuiti, chierici
pii

minori, scuole pie, dottrinari,
passionisi, lo che
ticoli
si.
:

operai,

si

può vedere ne'loro ar-

vedi pure Generale de' religio-

pastorale. Nel

t.

2 parla delle
la

monache
figura di

Dicesi Prepostura, Propostato, Prepo-

premonstratensi, e riproduce
esse presa dall'

stalo, Prevoslura, Prcposilura,

Propoparlai

maestra delle
d'AIdeberga.

immagine di s. Gertrude medesime nel monastero

situra, Propostia, Pràeposilura, l'ufficio

e la dignità di preposto.

A Cella

dell'antiche prepositure monastiche. Nara

PRENETO o PRONETTO. Sede vescovile della
i.

Bitinia, eretta nel

VI

se-

colo, sotto la metropoli di

Nicomedia.L' Ovescovi.

riens dir.

1.

1, p.

621 riporta 5
o

PREPENESSO

PREPENNISSO.

Sede vescovile della Frigia Salutare, eretta nel V secolo, suffraganea di Sinnada, di cui un solo vescovo registra 1' Oriens
chr.
t.
1 ,

De' parrochij chiama Prevosto la diomonima del capitolo, che anticamente era Prelato (V•) quando presiedevano domesticamente alle canoniche o case canonicali , di cui erano capi cosi chiamandoli il concilio d'Aquisgrana dell'83o, ed in una epistola dell'imperatore Lodovico, prelato chiamò s. Gregorio
di,

gnità

,

p.

84g.

PREPOSTO, PROPOSTO, PREPOS1TO PREVOSTO. Praepositus,
,

VII il prevosto di Chiusi; era prelato, perchè avea giurisdizione sul buon ordine della canonica, che inoltre avea altri ministri e

Magisler. Ufficio e titolo di dignità e di
beneficio ecclesiastico in alcuni capitoli

cariche canonicali,

come il Vicedipendeva
il

domino o economo, da
canonico Cellerario.
va
la
Il

cui

ed

in altre chiese cattedrali, collegiale;

prevosto presiede-

ed alcune volte, come osserva Alacri in Praepositus, significava ne' primi secoli
il 1

alla casa e vita

comune de'chierici (del-

quale trattai anche a Canonico, a Cle-

vescovo

(

cosi Berlendi
il

,

Oblazioni, p.

ro,

non esigendosi Decima dai beni dei
i

16), altre volle

vicario,

ovvero

l'eco-

canonici viventi in comune,

quali dalla

nomo
p.
celli

della chiesa (lo dissi nel voi.

XIX,

canonica ricevevano
stito) e

vitto, alloggio e ve-

2g5) in tempo di sede vacante. Morchiama Magisler, Praepositus il preposto Praepositus anche il vicario foraneo e il prevosto delle chiese. Il prevo:

la

portamento degl'individui entro medesima, i quali erano parecchi oli

tre

canonici, suddiaconi, minoristi cat-

sto in alcuni ordini militari equestri è

il

grande monie:
s.

uffiziale
vi

ditii di s.

che ha cura delle cerefurono molti prevosti negliorMichele, dello Spirito santo, di
s.

, vivendo in comune auche i vescovi. In conseguenza dice Nardi che il prevosto non era an-

tedrali, seminaristi

con

essi

,

ticamente dignità capi tolareo per dir meglio dignità ecclesiastica,

ma

era

il

canoora

Luigi, di

Lazzaro,del Carmelo. Preil

nico capo delia casa canonicale; talvolta
era prevosto

posto dicesi pure

capo,

il

prefetto,

il

un canonico diacono

,

superiore di diversi

uffici civili.
t.

Osserva
1

un canonico
nici

prete, ora l'arciprete o l'ar-

Adami, Storia di Volseno
che tra
gli uffizi militari
il

2, p.

45,

cidiacono, ed era eletto dagli altri cano-

degli antichi io-

per un tempo determinato.

Non
i

so-

maui eravi
quali

Preposito, impiego poco di-

lo era eletto dai canonici,

ma

negli aflari

verso da quello de' tribuni militari, coi

d'importanza doveva consultare
simi.

mede-

comandavano

le coorti, e si

tenue o-

Fu

in

tempi più bassi anche chiù-

i58
scovo stabiliva
il

PRE
le

p a
nell' alzarsi,

e

unito Prìor canonicontm. Egli col ve-

dio preposto di Ginevra. Del prevosto

preghiere

s'incontrano frequenti menzioni anche dei

martirologio, ed altre cose per vari tem-

Avea l'incombenza di visitare nelle domeniche coll'arcidiacono le carceri per vedere com'erano ben tenupi dell'anno.

tempi più bassi, come nel concilio di Magonza dell'8 3, e successivamente in quel1

li

di

Reims

dell'87

1

(il

prevoslodella cat-

tedrale viene chiamato Praesides 3 ed a-

tele puniva
nonica. Per

i

trasgressori delle leggi cail

vea giurisdizione esterna sugli uomini del la chiesa), di
le

nonicali, contro

buon ordine

della ca-

Vienna,
il

di

Bourges. Anche

le di lui belle

attribuzioni fu

collegiate a veano

loro prevosto, e nel-

concilio

pure chiamato Archicanonicus, come nel tt' Aquisgrana dell' 8 16 nel si,

le città
più.

grandi erano frequenti, sebbene
fu detto Priore
il

comunemente

pre-

nodo

di Veroli dell'i
a

i

i

i,

in cui

il

prevo-

vosto delle collegiate e talora anche arcizione nel 1 o38.

sto o archicanonico era l'arcidiacono. Nel-

l'azione 2. del concilio generale Niceno 2.
vi è sottoscritto

Leone prete dellas. chiesa

Verona si fa menII chiamò eximio Praeposito quello della collegiata di Gesù
prete. Del prevosto di

Urbano

Costantinopoli tana a nome dell'arci vesco-

vo di Sida; e nella 3. a azione si sottoscrive Leo Praepositus , et locum retinms metropoleos Sidae. All'unno
il il

Nazareno in Ispagna. Nella bolla di Bonifacio VII Idei i3oi al vescovo d'Anagni, si
legge che il prevosto era eletto dai canonici (di

523 abbiamo

sue insegne parlai nel

voi. II, p. 34),

preposi to della bas.lica Vaticana, cioè

capo di quel capitolo. In una lettera d'incmaro di Reims è nominato il Praeposilo et canonicis ecclesiae Remensis :

che vi veano in vita comune, poteva scomunicare e sospendere tutti gl'individui
del clero cattedrale, e correggere
le

manle

canze leggiere, riservando
gravi.
Il

al

vescovo

Lamberto vescovo d'Arras, scrivendo a Manasse preposilo, al decano e agli altri
del capitolo di Reims,

preposto poi non poteva essere soil

speso o scomunicalo dal vescovo, senza

dà loro
d'

i

titoli

di

consenso della maggior parte del capitolo.

Reverendìs Patribus, e l'epiteto di Sanclitalis vestrae.

Ne' bassi tempi ed anche oggidì in
il

A'iempi

Incraaro era

molti luoghi
capitolo

prevosto o

il

decano del

prevosto de'canonici di Reims Gislolclo.
Nel concilio di Chalonssur Saondell'837

ha

la

cura d'anime dei canonici

e altri beneficiati della cattedrale.
fa

Non

o 83q mentovasi Leuterio prevosto e avvocato d'un capitolo di canonici. Nel 1 og5,

quindi specie che in certe cattedrali sia divenuta una Dignità ecclesiastica^.),

come

rilevasi dal concilio di

Piacenza,!

come

riporto a'ioro luoghi (parlando

iti

prevosti delle cattedrali mettevano degli
ecclesiastici
le

molti delle loro prerogative e distinzioni concesse loro dai Papi), quella

o preti minori nelle cappelo oralorii urbani del capitolo. Nel ca-

che una

volta era la sola presidenza della canonica, e di essa

pitolare Aquisgranense dell'

8 3, ancor1

capo domestico.

ché non

fosse prete

,

il

preposto poteva

dare la benedizione al lettore, e poteva scomunicare nel furto occulto. In un di-

PRESAGIO. V. Predizioni. PRESANTIFICATE. Ostie consagra,
tene'giorni precedenti, quindi dicesi

Mes~
cele-

ploma delio55del capitolo di Piacenza, tra'capitolari vi è un diacono preposito.
Il

sa dei presanli/ìcati quella in cui

il

vescovo di Soissons
arcidiacono

s.

Arnolfo fu priet

brante olire all'altare e consuma alla comunione le specie Eucaristiche consagrate nella vigilia

ma
s.
s.

Mormorimi

ecclesiae

o ne' giorni precedenti

,

Audomari

Praepositus, Nel secolo XII
di essere vescovo, fu
:s.

laonde
ue. Nel

tale

messa è senza consagrazioil

Anselmo, prima
di

692 decretò
i

concilio di Cartasi

Praepositus della chiesa di Ginevra

gine che in quaresima
re tulli

debba celebra-

Francesco

Sala 4

secoli

dopo fu cziau-

giorni la messa de' presantificati,

PRE
tranne
i

PRE
e
il

i5 9
sia

sabbali, le
ss.

domeniche

giorla-

cui

marito è stato ordinalo prete,

a-

no

della
si

Annunziala. Nella chiesa
la

lina

celebra

messa de* presanlificati

solo nel

Tommasi
in
p.

venerdì santo- ( che il cardinal chiama uffizio della feria

VI

natema. Altrettanto aveano fulminato i concilii di Calcedonia nel 45 e d'Orleans nel 533, per quelle donne che aveano ricevuto la consagrazione di presbiteresse
1

Parasceve),come descrissi ne' voi. Vili,

271 ; ma nella chiesa greca viene celebrala ancora in tutta la quaresima eccettuati sabbati e le domeniche. Questa disciplina fu stabilita da diversi concilii. V. Pane azzimo e fermen-

3o4, XLIV,

p.

o diaconesse. Altre diaconesse o presbiteresse erano alcune donne vergini , di senno e prudenza mature, almeno di 4»
anni,
tizie
le

,

i

quali al dire di Davanzati,
,

No-

del pellegrino

p.

121,

in

un certo

modo venivano come
grate dal

ordinate e consa-

tato. Christ.

Claii, Disputatici hislorica

Papa (comedissia Diaconessa)

de die magnae Parasceve, Lipsiaei697. Vili ibrord Deschardes, Feria VI sive ej'us dignitas , et opera sacra ejusdem diei, Mechliniae 653. Jo. Dav. Thoenuiker, De missa praesanctificaloi uni, Vittebergaeiyi 1. Hen.Rixnerus, De communio1

e dai vescovi coll'imposizione delle
ni; per la quale funzione
,

ma-

sebbene non ricevevano Ordine [V.) alcuno, essendo

di questoalfatto incapaci
la vi

lefemmine(nul-

sarebbe di più sconvenevole che di dar loro l'impero sopra l'uomo nelle cose sante, perciò

neprae$anctifìcalorum,}le\imteà\\i6'/o,
e nel libro, ni one.

nessuna femmina
la

fu

mai
reli-

De laica, et peregrina commuAl'azio, De concord, eccles. orient.

onorata del sacerdozio nella vera
gione, né sotto

legge mosaica, uè sotto

etoccid.
se,
t.

Le Brun, Exphcationde la mes2, p. 372. Benedetto XIV, De fé146. Sarnelli, Leti. eccl.
t.

l'evangelica), con tuttocin venivano distinte

con questi nomi: di questa ordina-

slis, p.

9,

lett.

zione o benedizione

4, Spiegazione della terato e della

forma

del presbi-

messa del venerdì santo.
o

fa menzione nel si canone 1 5 di Calcedonia, ove si nota che prima di detta età era alla donna proi-

PRESB1TERA

PRESB1TERESgli ebrei

bito

tal

consagrazione, ed anche nel
Bai tolomeo apostolo
di

si-

SA, Presbylera. Presso
putare alcune vergini
siastico, cioè alla
al

ed

i

pa-

nodo Trullano. AggiungeDavanzali,che
nel decreto di
s.

dri della primitiva chiesa fu

costume de-

si

ministero eccle-

prescrive

la

forma
il

della ordinazio-

custodia de' templi, ed a

ne, nella quale
le
ci;

vescovo alla presenza

quanto descrissi a Diaconessa (7^.)^ perchè erano così chiamate, o Presbiteresse o Prelesse j imperocché quelle donne
maritate
mariti
le

de'preti e diaconi

imponeva

le

mani

al-

ordinando

colla recita di alcune pre-

quali consentivano che

i

loro

e perchè questa ordinazione non imprimeva carattere alcuno, e non è sagra-

si ordinassero Suddiaconi o Diaconi (V.), venivano appellate suddiaco-

mentale, perciò

le

diaconesse e

le

presbi-

teresse in chiesa

rimanevano

nel solito
del-

nesse e diaconesse, se Preti {V.), Presbitere o Presbiteresse o Pretesse, se
vi

luogo
le

laicale. Dell'uflizio e

impiego

Vesco-

presbiteresse, dice Davanzati,
delle

che avea-

{V .),Vescove,

Epìscopae. Se mori va-

no cura
ro

vedove perchè adempisseapostoliche e prestas, ai

no iloro mariti, egualmente non potevano congiungersi con altri in Matrimonio
(V.), essendo loro proibito, e costumava-

le costituzioni

sero ubbidienza ai vescovi

preti

,

ai

diaconi, ec. Istruivano quelle che dovea-

no

ritirarsi

ne'monasteri e larvi anche

la

no ricevere
se,

il

battesimo per immersione;

professione religiosa. Nel concilio di Ro-

assistevano alle porte e steccali delle chie-

ma

del

731

,

s.

Gregorio
p.

II

(come

dissi

e

come

ostiarie introducevano in es-

nel voi.

XLVI,

$),

decretò: Se alcuil

se le

donne

nel

malroneo o luogo sepale olici-

no sposa una

presbileressa, cioè quella

rato dagli uomini; dispensavano

i6o
te eie limosine

PRE
sprezzando

PRE
trovano particolarmente in Ginevra, e sono assai numerosi in Inghilterra ,ove digli episcopali , vi furono tra ledue sette forti e deplorabili dissensioni; dappoiché gli episcopali protestanti hanno ivi conservata la gerarchia ecclesiasti-

che si raccoglievano per le vedove e altre donne bisognose; vigilavano sui costumi delle donne e perciò
aveano autorità
ci

di entrare

liberamente
de' loro

nelle loro case, per osservare e informar-

come

del tenore di vita,

cosìi

bisogni, per aiutarle secondo le necessità,

ca j qual era nella chiesa romana, ad onta

e rimuoverle dai pericoli, laonde colle ro
visite le

lo-

che se ne divisero, e sebbene professide'calvinisti, credo-

tenevano
le

in soggezione,

come

insinuano

le costituzioni

apostoliche. Nei
le

no molti degli errori no che non vi possa

essere religione cri-

monasteri
se

diaconesse e

presbiteres-

stiana senza la successione dell'episcopato.

portavano abito distinto e aveano poregisti-aio nel Pontificale

PRESBITERO, Cardinale. Nelle tempora
di

destà di dar principio alle ore canoniche,

dicembre

1 1

38 Innocenzo
s.
i

II Io
,

cornee
no,
tit.

roma-

creò cardinale prete di
sottoscrisse

de benedici,

et

consecr. Virg. Ri-

Pudenziana e una bolla nel i4° a favore

naldi all'anno 34> n.° 289, riferisce che

di

s.

Salvatore di Viviano.

presbilera fu delta non solo la moglie
di chi
si

fosse ordinato prete,

\ano separatamente celibi, ma donna vecchia e le vedove, come dichiara
il

che viveancora la

o PRESBITERIO, Presbylerium. Questo vocabolo, oltre il significare la dignità sacerdotale, Prcsby-

PRESBITERO

concilio di Laodicea
ne'concilii

,

facendosene

menzione anche
7
6,

diTours

e di
p.

sebbene ne'primi secoli il solo vescochiamava Sacerdote (V.), esprime ancora quattro cose. r.° La parte interioter,

\o

si

Auxerre. Riferisce Piazza, Gerarchia,
1

re del coro della chiesa, vicino all'altare

che le presbitere o presbiteresse sono mogli de'sacerdoli Greci (V.), quali tutti, tranne monaci, ne prendono una soltanto e vergine, prima di ricevere il diaconato. Attesta Macri, Vocaboli eccl.
i
i

maggiore, destinato pei
tico

preti.

2.°La casa
-

parrocchiale coni igua alla chiesa. 3.° L'an

senato del Papa, ora sagro collegio,

e del vescovo o sia l'odierno capitolo.4-*
I

donativi di

moneta che facevano Pai

alla voce

Presbytera , che

le presbiteresse

pi al clero di

Roma

e ad altri della curia
le distribuzioni

greche dopo la morte del marito non possono più maritarsi; e che questo nome significò ancora le matrone che custodivano le chiese, chiamate anche Matricuriae. PRESBITERATO. V. Sacerdozio.

romana; ed anche
nicali de' vescovi.
i.°

cano-

Macri, Noi. de vocaboli eccl. , chiala

ma
re,

Presbylerium

parte interiore del

PRESBITERI AN
r

1 .

Eretici Calvinisti
gli

(/

.)

rigidi

che seguono alla lettera

er-

maggionotando che s. Cipriano disse, Exci' tari de presbiterio , in significato di devicino a\V Altare (V.)

Coro{V .),

rori e le riprovevoli

massime

dell'eresiar-

gradazione dall'ordine presbiterale, ovvero essere scacciato dal coro assegnato ai presbiteri e altri ecclesiastici. A Chiesa,

ca Calvino, per cui pretendono debba essere la Chiesa governala dai soli Preti{V.y,

che

la scrittura

non

fa

alcuna differenza
il

tra' preti

ed

i

vescovi; e che

vescovato,

chiese, dissi del luogo più cospicuo

parlando della struttura delle antiche ove
il

come venne

stabilito dalla Chiesa,

non è

sedeva
ci
,

vescovo o capo degli ecclesiasti-

d' istituzione

divina; che se in principio

detto Sintrontoj del luogo destinato
il

della Chiesa vi furono de'preti

che ven-

ai soli ecclesiastici ossia

Santuario,
,

il

nero chiamati vescovi , era questa semplice denominazione esteriore, che preti stessi aveano data ai loro confratelli, e
i

Sagrario o Berna vicino all' altare lo stesso luogo chiamato Coro o Presbiterio, Abside, contenente il trono del vescovo
e
le

che potevano rivocare.

I

presbiteriani

si

sedie pei preti in semicerchio, esseu-

1

-

PRE
done interdetto l'accesso ai laici, per de* creto di s. Leonel: V. Coro. .Nel santuario vi erano due luoghi, l'uno destinato
alle oblazioni, l'altro pei diaconi e perri. Il

PRE
presbiterio

161
fu proprio della

non solo

chiesa occidentaleo latina,

ma anche

del-

l'orientale. Il can. Stracchi, Serie de* ve-

scovi faentini p. 66, riferisce che fino dai

occupava Io spazio fra l'altare e i cancelli, ora chiamalo Presbiterio, sebbene Diaconico si chiamò pure la Sagrestia , ed il luogo pel ministero ecclesiastico, ed anche per alpellegrini. Costadoni, Osserloggiarvi vaz. intorno alla chiesa cattedrale di Torcetto, presso Calogeri t. 43 , ne riporta
ciò detto Diaconico, ed
i

la

tempi degli apostoli ciascun vescovo delchiesa d'oriente aveva il suo clero det' to anche presbiterio, che si componeva
la rispettiva diocesi.

de' diversi ordini degli ecclesiastici del-

Erano

tra'

primi

i

preti o seniori, e

i

diaconiche

assisteva-

il

disegno del presbiterio antico posto in
alla

mezzo , ove il clero suo rango nelle ecclesiastiche funzioni, lenendo in mezzo il vescovo, conforme al costume antichissifondo
navata
di

sfava assiso secondo

il

no il vescovo nelle sagre funzioni unitamente ai chierici minori, ai quali tutti si concedeva nella chiesa un luogo distinto, ove non erano ammessi laici, denominato Presbyterium, come si chiama pui

re al presente.

Una con tesa insorta in Ilo-

veredo
a titolo
si gli

tra

mo

della Chiesa,

secondo

le

prescrizioni

compagnia
ili

delle costituzioni apostoliche.

sbiterio chiamossi ne' primi secoli

Questo pre* anche

i fratelli d'una laica che in esclusione di quello, padronato, volevano arrogar-

il
,

clero e

scanni più distinti del recinto inte-

Exedra per la Cattedra
vescovo,

o Trotio (f\) del
concilio

riore

o

sia del presbiterio,

indusse

1'

ab.

ma

Origene,

il

d'And-

Gio. Battista Graser a comporre e pubblicare: Dcpresbyterio, et in eo sedendo jure dispula thy Tridenti 1779, avendolo già fatto stampare nel 17^2 in italiano a

ra, altri concilii e molli autori antichi e

de'tempi di mezzo lo denominarono pre-

ove il vescovo in conscssupresbyterorum sublimior sedeal, che essendo in fondo alla chiesa tutto il popolo facilmente lo vedeva in uno all'alta rc.GalJetti, Del primicero, p. 3, narra che giunsbiterio, ed
i

Mantova. Pertanto

colle antichità ebrai-

che, cristiane e gentilesche prova che sem-

to
vi

il

Papa nel mezzo
levava
la

del presbiterio, qui:

pre ai ministri del culto fu accordato un luogo distinto e separato dagli altri; dopo aver ben definito il presbiterio, non

si

mitra dal capo

del pre-

pregiudicando
distinto che
siastici
,

la

moderna

struttura del-

sbiteriodella cappella pontificia parlai nei

le chiese all'antica

disciplina del luogo

VIIl,p.22 l. Anche al presente chiamasi presbiterio il luogo della chiesa in
voi.

debbono occupare gli ecclecombattendo con solide ragioni
una casa
vici-

cui trovasi la sedia del prelato, cogli stalli

l'insorto abuso.
2.

pei sacerdoti e altri ministri,

o che

la

Presbiterio e altresì

sedia sia dietro l'altare maggiore, o che

na

alla chiesa peralloggiarequelli

che la

medesimo, venendo ordinariamente munito di balaustrata o cancelli per impedirne l'ingresso al popolo, dovendosi nel presbiterio celebrare la messia di fianco al

ulìiziano e custodiscono,

onde
I

essere più

pronti al divino servigio ed all'assistenza spirituale del popolo.
concilii e

par-

ticolarmente quellodi Trento, statuirono

sa e le sagre funzioni.

Il

presbiterio che

che ciascuna chiesa parrocchiale debba a
vere un presbiterio per alloggiare
il

contiene l'altare principale, si fa più alto del piano della chiesa, per godere le funzioni,

Par*

roco (P^.) a spese degli abitanti o delle
rendite della parrocchia. Si chiamò Diaconico, oltre

che riescono più maestose, comu-

nemente con forma quadrilatera; deve essere spazioso e proporzionato alla cele-

pio e

la sagrestia,

una parte interioredel temanche quel luogo conil

brazione de'diviui
VOL. LV,

uffici

e de'sagri miste-

tiguo alle chiese ove

vescovo ospitava
1

i

162
lizie

PRE
r {f .) di

PRE
vedesi contraili Presbylerium della chiesa

pellegrini, e le antiche

Diaconie cardinaRoma aveano propinquo alle

romana per qualche affare, come dals.

chiese l'ospizio e l'ospedale per soccorrere
i

la lettera di

Vittore

I

delig4. Ne'pri-

poveri e curare gl'infermi, dette anche
i

mi
col

secoli

il

sacro collegio o senato o pres.

case ministeriali, e vi abitavano
stessi. I

diaconi

sbiterio della

cardinali preti ebbero case e abi-

sommo

Pontefice,

romana chiesa conviveva come si apprende

tazioni annesse alle loro chiese titolari
Titoli cardinalizi (J
il

o

r
.),

come Canonici e
i

Clero (V.)

la
le

canonica o abitazione,!
cattedrali
l'

da Baronio e dalle lettere di s. Pio I del i58, da quella di s. Cornelio del 254 e da altri monumenti, ciò che rendeva anche più
Yepist.
facili le

vescovi presso
(Z^.),
i

Episcopio

adunanze consigliar'!. Neli

patriarchi in

Roma
il

basiliche patriarcali

annesso alle Patriarchio {V.).

3." Presbiterio venne appellato l'antico senato del Papa e del vescovo, corri7 spondente all'attuale Sagro collegio (T .),

55 s. Cipriano chiama cardinanah^oWegxo florentissimum elcum Cornelio praesidenlem. Questo Papa nella a lettera 5. dice omni igilur aclu ad me
:

periato placuit contraili

Presbylerium.

ed

al

Capitolo (V.) o corpo e collegio ca-

Adfuerunt
stesso

eliani episcopi auinque.

Lo

nonicale. Macri e Zaccaria
legio o
sa

chiamano

col-

VanEspen
il il

conviene che questo

radunanza di sacerdoti della chieromana, l'antico Presbyteri uni, ora sagro Concistoro {fr.) de' Cardinali (>^.), cleri romani se/ratiis, Compresbyterium, come dichiarai a Concistoro succeduto
al presbiterio

presbiterio era

collegio de'preli e dia-

coni o sia

senato della chiesa romana.
la

Nel

253 per
il

sede vacante di

s.

Fabia-

no

presbiterio romano

assumendo il go-

de'primi Papi, in cui discugli affari

stificato

verno della Chiesa, secondo il consueto teda s. Cipriano del li secolo, scrisse
i

tevano e risolvevano
sa universale.

della Chie-

alpresbiteriodi Cartagine, «essendo
sidi

pre-

Chardon, Storia de' Sagra-

ed

i

custodi del gregge in luogo del

menti
ti

t. 2, p. 83, riferisce che nella primitiva Chiesa essendo i fedeli governa-

dal vescovo

,

insieme coi sacerdoti
lui,

la

Padre, Noi tutti vegliar dobbiamo per il corpo della Chiesa universale, cui membri sono sparsi per tutte le varie provini

confessione facevasi a
ta
si

e qualche vol-

cie".

Però

il

presbiterio

romano

lasciava

dinanzi a lui e agli

altri sacerdoti,
il
il

che

irresoluti quegli affari di esclusiva spet-

chiamavano

il
il

senato o

presbilerioj

tanza del Papa. S. Sisto HI del

432

ra-

dipoi essendo
siastico

vescovo e

senato eccle-

dunò

il

presbiterio de'preli e diaconi per
vi fece
il

troppo aggravato d'altre occupail Penitenziere {V .) per ascoltare Penitenti (/^.).Nardi, De parròzioni, fu destinato
i

trattarvi importantissime cose , e gran figura Leone diacono, forse

car-

dinale che

gli

successe col
s.

nome di
Felice
II

s.

Leodello
in-

chi
le

t.

2, p.

1

5 1, eruditamente
i

tratta dels.

ne

1.

Neil' epistola di

antiche prerogative de' cardinali di
chiesa,

HI

del

483 contro Gnaffeo vescovo
il
:

dicendo che preti e diaconi del presbiterio romano, o siano cari

romana

dinali,

formavano il consiglio Pontefice, che consultava in
correnze.

del

romano

tulle le oc-

A
i

nuo

uniti

questi erano quasi di contiP escovi suburbicari (f/ e
.) ,

qualche al Irò vescovo che fosse stato chia-

Papa « Firma sii haec tua deposilio a me, et ab bis qui una mecum apostolicum thronum regunt". Daiconcilii romani risulla, che nel presbiterio del Papa sempre intervenivano cardinali preti e diaconi, quali vi sottoscrivevano, ciò che non accadeva ai
truso d' Antiochia, dice
i
i

mato
quale
ti

a consulto; per cui questo consesso

presbilerii delle altre chiese,
si

ove tenevan-

era quel concilio permanente del Papa, del
si fa menzione in tanti monumende'primi secoli. Nell'antichità spesso

dette sottoscrizioni non aveano luogo quelle degli oltii semplici
concili], e nelle

preti e diaconi

,

essendo singolare privi-

,

PRE
legio del presbiterio

PRE
sottoscris.

i63

romano il
:

palazzo apostolico, secondo la costituzio-

versi ne'concilii. Nella lettera di
facio
1 1

Boni-

ne

di

s.

Leone IV,
,

» propter sollicitudiet

del 53o,si legge

»Quam ad rem

faciendam memorato Episcopo mea diveda secundaprotinusquae Praesbyterio uni verso complacuitauctoritatem mandavi". Quando frequentemente de' Papi dei
primi secoli leggesi: hicfecitconstitntum in
basìlica N. }

clericorum earumdemdisciplinam ".Era il concistoro, e come riflette Tomassini » Quis ambiget, quin hujusmodi presbyterorum et diaecclesiarum
:

nem

conorum

collegiura in
,

eamdem

cupida-

retur gloriae

et auctoiitatis societatem

non erano che adunanze

del

cum

apostolicae sedis Praesule".

Anche

presbiterio, oggidì diciamo Concistoro,

fuori di

Roma

il

Papaeraassistitodal pre-

ch'è sinonimo del
di
s.

cum concilio sedis snae
il

sbiterio cardinalizio, cioè dal consiglio di

Felice

III,

ch'era

concilio

perma-

que'cardinali che seco conduceva. Nel secolo XI, nel concilio di Reims,
s.

nente de' vescovi suburbicari, de* preti e
diaconi del presbiterio, tutti cardinali di
s.
li

Leone

IX

fu

circondato dai cardinali nelle fun-

Chiesa.

I

monumenti de'seguen ti

seco-

sono corrispondenti in tutto. Piuttosto è da rimarcarsi , che già nel IX secolo
1'

zione della basilica di

come Alessandro II nella consagra Monte Cassino. Nel secolo seguente Arnulfo vescovo Luxozioni,

eletto

Papa

faceva

una protesta,
in

che naturalmente doveva essere
assai

uso

prima, dopo l'Elezione^.), di manle

tenere

cose spirituali e temporali, e di

far tutto col com\g\\o fìliorummeorum S.

chiama il corpo de' cardinali Col' sanctum, come appunto denominiamo il sagro collegio, vocabolo che venne sostituito al Presbiterio della chiesa romana. Del presbiterio del Papa e
viense
legiuni
de'diversi tre gradi di quelli che lo

R. E. Cardinalium, ciò che
oggidì,

si

fa

anche

coms.

come

descrissi a

Professione di

ponevano,

trattai a

Primicerio della
voi.

fede, parlando pure del giuramento del

Sede, come pure nel
190. Zaccaria
p.
nell'

XV,

p.

1

89
t.

e
2,

nuovo Papa. Nello

Giovanni VIII nella costituzione intitolata dejure Cardinalium, prescrive che due volte al mese si radunino in un titolo o diaconia per esaminarvi la condotta degli ecclestesso secolo
siastici inferiori; e
stici

Anti-Ftbbronìo

464? ''iporta la disciplina che osservavano Papi nel mandare loro decreti o dal loro presbiterio o da un concilio romano. Anche il Presbiterio del vescoi i

riguardo agli ecclesiaquilibel praepositi

vo esisteva ne' primi

secoli della

Chiesa^

superiori

,

come

come descrive Tamagna, Origini de cardinali par. 2, p. 79, ricercando l'origine del Clero. Gli apostoli in molte chiese posero a presiederle

se erga subdilos habeant , ed ecco le odierne Congregazioni cardinalizie (Z7".). Dalla medesima si apprende che i cardi-

nali facevano gli abbati de' monasteri

diacono

,

ove

i

neofiti

un vescovo e un non erano molti.
il

quando mancavano, dandone parte al Papa. Riconosce ne' cardinali
legio,
sè.
il

Nelle altre chiese in cui fioriva la moltiplicità de'fedeli,

sagro col-

più copioso era

numeil

ed
si

Vi

70 seniori che assistevano Moconfermano loro beni, e l'uso
i

ro de'preti e de'diaconi, forma ntiuna specie di presbiterio,

i

capo de'qualiera

ve-

antichissimo loro, che »in principalibus ecclesiis juxta primatum vestrae emisecrationis vicissim officia divina peragere",

scovo, che ne' piccoli paesi e luoghi rurali

governava a mezzo de'parrochi.

Da

tale clero ebbero origine le Collegiate{V .) t

come fanno appunto

al

presente nelle

ed ove probabilmente non eranvi Corepiscopi(V.)o
vili
:

Cappelle pontificie e cardinalizie. Ma ciò che più conta per questo argomento, vi si vede l'uso che tutti cardinali due voli

altri

rappresentanti vesco-

dipoi

le collegiate

furono introdotper aiuto

te

anche

nelle

città vescovili

te alla

settimana

si

dovessero portare

al

della cattedrale. Della città poi egli coi

164
Questo clero
si

l'RE
e
il

PRE
consenso del suo presbiterio dispori

«noi preti, diaconi e chierici area cura,
disse fin dai primi secoli,
il

re di veruna cosa riguardante
chiesa, espressamente lo

beni di
il

Presbiterio del vescovo, col quale

ve-

comanda

4


'

scovo regolava
sa; e

tutti gli affari della chiesi

de'canoni apostolici,
ni del

i

canoni antioche-

quando

nelle città

aumentarono
ve-

le chiese e le

parrocchie, tutte lefunziosi

fricano.

ni parrocchiali

fecero

sempre dal
la

canone 33 del concilio avolta che il vescovo solennemente e pubblicamente agi-

34'

,

il

Qualunque

scovo col suo presbiterio; laonde
ce e cattedrale, ed

prin-

va, era circondato e assistito dal presbiterio o collegio del suo clero e senato.
le altre

cipale chiesa del vescovo fu detta matrii

Tra

suoi preti e diaconi,

ingerenze die spettavano
il

al pre-

principalijOrdinari e poi canonici, formanti
il

sbiterio del vescovo, era
i

dover istruire
il

clero episcopale,
il

il

consiglio,

il

pre-

parrochi, consigliare assiduamente

ve-

sbiterio,

senato del vescovo. Di questo
s.

scovo in qualunque causa. Morto
scovo, tutti gli
affidati alla

il

ve-

presbiterio episcopale parla
li

Ignazio nel
di preti

secolo agli

efesii,

composto

e

all'ari della diocesi erano cura del presbiterio, celebra-

diaconi, dicendo dell'unità necessaria del

va
ti
i

il

funerale, faceva l'inventario di tut-

come lecordesono unite alla cetra. Nell'epistola ai magnesiani si esprime quasi nello stesso mopresbiteriocol vescovo,
cio

beni della chiesa, governandola chiesa finché durava la sede vacante, come
Io faceva nell'assenza del vescovo, tran-

"Presiedendo il vescovo in luogo di preti in luogo del senato apostoliDio,
:

i

ne l'esercizio degli atti giurisdizionali, che sono privativi del vescovo. Ai concilii generali interveniva qualche
presbiterio, o

co,

ed

i

miei carissimi diaconi,
il

ai

quali è

membro

del

affidato

ministero di Gesù Cristo. Nul-

come compagno

del vesco-

la sia in voi

che possa dividervi,

ma

vi-

vete unanimi col vescovo e co'presidenti per rappresentare e insegnare l'incorruttela". Nelle costituzioni apostoliche
legge: »
gli
I si

chiesa.

legato della sua Osserva Nardi, che se il presbiterio nulla poteva fare dei sagro ministero

vooquale ambasciatore o

senza

il

vescovo, anche

il

vescovo nei caili

preti
,

occuperanno

il

luogo desine".
I

nonici avea consiglieri e senatori non

apostoli

come
il

consiglieri del vesco;

nome, ma

di fatto.

Non
il

faceva cosa imfosse

vo e corona
drio sono ed

della chiesa

giacché

il

portante senza

sentirli,

benché non

senato ecclesiastico

obbligalo a seguirne
atti,

parere; ed alcuni

componenti

il

presbiterio, coi vescovo bat-

tezzavano, imponevano la penitenza, conferivano gli ordini, catechizzavano, pren-

appunto come l'odierna disciplina, erano nulli se non avesse sentito il preil

sbiterio o sia

capitolo,

come non poil

devano cura

del funerale pel vescovo de-

leva giudicar

le
,

cause senza l'intervento

funto, ad essi ne' primi secoli era riserbata l'elezione del successore eia scelta sopra un di loro per lo più cadeva, esem-

del suo senato

essendo

presbiterio

il

collegio de'preti ediaconi cattedrali. An-

che

i

canonici diaconi erano e chiama-

pie
ai

le

maggiori dignità del clero erano
conferite.

vansi in presbyterii /to/ion?, cioè di esse-

medesimi
,

Se

v'era distinto-

re del presbiterio. Così

i

canonici delle

zione

privilegio, onorificenza ecclesia-

collegiate,preti e diaconi, furonodetti

po-

stica, pel presbiterio ecclesiastico

va

istituita.

sembraQuesti dunque erano quasi
i

sbyterium. Per onorare
talvolta
fece
s.

i

melili slraor-

dinari d'un Confessore della fede (A'.),
si

sempre e
assessori,

in ogni affale
i

consiglieri, gli

membro

del presbiterio,

coadiutori del vescovo: senza
il

come

praticò

Cipriano col presbiterio

di essi

non poteva

vescovo disporre in

cartaginese, ciò ch'era una grande elevazione,

veruncontode'beni della sua chiesa. Che
il

come

si

esprime Tomassini che

vescovo non poteva senza

il

consiglio

riporta diversi esempi di questo onore,

PRE
comparti anco a qualche prete o diacono minore. Dice Nardi: » i canoniche
si

PRE
sentavano Chiesa

i65
Macri, verdella
officiali

ad osculimi pacis.
li

bo Axiomatici,
,

chiama

ci

fanno circolo

al

vescovo assistente alla

e

messa cantata, al Kyrie, Gloria , Sanctus Agnus Dei (come fauno i cardinali nelle

voce greca che dice significare habenles dignitatem : il salario che si da-

cappelle col Papa); e tale è
i

il

signifi-

calo di formare
col vescovo

canouici

un corpo solo

va a questi officiali chiama vasi axioinadcum. Neil' Ordo offleiorum ecclesiae Lateranensis si legge che nel dare il priore de' cardinali diaconi certe

pioppo, che non debbono fare detto circolo a ^ laluuque altro , ancorché si trattasse di l 7 superiore al proprio vescovo, il quale a. ìstessealla messa cantata, fosse anche il metropolitano, o uu cardinale, o legato pontificio, o anche un vescovo amministratore, evicario
i

monete

ai

cantori laleranensi

,

questi a quello bail

ciavano
sbiterio

la mano, presenti Papa e il preromano o sagro collegio. A Can-

tori roNTincnePitANzo narrai dell'inter-

vento del primicero de'cantori alla mensa papale, del vino che riceveva la scuola

apostolico della stessa chiesa ". Inseguito
il

de'cautori dal Papa, e de'presbiterii di

presbiterio prese

il

nome

di

Capi-

un

bizanzio nella mattina di Pasqua e di
,

tolo.

Natale
si

mentre
la

4.° Presbiterio

appellò altresì quel
gli

3 soldi e
le bibite

al primicero avea dato mancia, e 2 al secondicela»;

donativo di monete che
pi

antichi

facevano
,

al

clero e alle chiese di

PaRo-

si davano anche ne'vesperi. In quello della 3. a domenica dell'avvento il

ma

agli ufiiziali del palazzo apostolico

Papa metteva

in

bocca una moneta d'oa

e della curia romana,

come

presbiterio

ro a chi aveva intonala la 5.

antifona,

furono chiamate

le

distribuzioni

canoil

nicali de'vescovi. Riferisce

Macri, che

notai nel voi. IX, p. 99. Nei voi. Vili, p. 169, XLVI, p. riportai

come
che

no

vocabolo presbylerium significa ancora uu certo donativo, il quale soleva fare il

Papa

che pigliava possesso , ove ai cardinali poneva nella mitra due scudi d'oro per ciascuno, con due grossi d' argento. Ai vescovi e altri prelati uno scudo d'oro e un grosso d'argento. Forse fu così denominato perchè si distribuiva dentro il presbiterio della chiesa, sebbene Cencio Camerario nel suo Ceremoniale fa menzione d'altra sorte di moneta, la quanel giorno

ceremonie della cousagrazione del Papa, già neh' 827 era in uso il solenne banchetto o pranzo ed i donatitra le
vi detti presbiterii al

nella chiesa Lateranense

senato romano, ai
prati-

giudici, agli avvocati, agli scrinar!, ec. e
al

popolo romano
-

:

altrettanto

si

cò nell'847 P er s Leone I V, il quale nell'ottava dell'Assunta distribuì moneta effettiva.

A Moneta
1

raccontai

le ribellio-

ni de'

romani

del secolo XII, e la con-

cordia fatta nel
cui restituirono

188 con Clemente
diritto di battere

III,

il

mo-

le soleva in

quel secolo distribuire

il

Papa

neta, obbligandosi

per presbiterio. All'articolo Denari trattai del valore di quelli

che

si

distribuivano

il Papa di dare nuovamente ai senatori benefizi e presbiterii; nonché ai giudici, avvocati e serii

dai Papi nel dare

il

presbiterio, chiamali

nari, ordinati dal Pontefice,
ficiali

ed

agli uf-

denari di Pavia o pavesi, bizantini, provisini,

del senato
s.

i

soliti presbiterii.

Fino

marabottini,malechini soldi e altre

specie di

Moneta(fr.). Abbiamo da Gio1.

vanni Diacono
gorio
I

2, n.° 26,

del

5go

nel giorno di

che s. GrePasqua diai

Gregorio VI I presso la Chiesa di s. Maria in Acquiro (F.) si usò questa ceremonia. » Sabbato de Albis....
a'tempi di

stribuiva delle

monete d'oro
et

vescovi

omnes archipresbyteri xvm diaconiarum, expeclant d. Papa in campo, ante
Palatium, sub Fullonia.... Deinde archipresbyter

e cardinali preti e diaconi,

aliisaxiosi

niaùcis cioè persone in dignità, che

pie-

cum

clericis

pouuut coronas

166

PRE
l

PRE
primicero de'giudici 4j g u &Uri proporzionatamente. Garampi, Sigillo della
le litanie di

Domnus archipresbyad pedes ejus ter s. Maria in Aquiro coronanti et gal1
1.1

ni, et accipi

unum

bizantino) et quars.

tana

Archipresbyter
(

Maria

in via

Garfagnanap. 74eseg.,riferisceche per s. Marco universi mitrati per-

Lata

della qual chiesa era

commenda

cepivano separatamente dal rimanente
del clero

coronam et vulpeculam>nonligatam, quae fugit, et Papa dat archiprel'altra)

soldi dalla Confessione di

s.
i

Pietro, ossia dalle Oblazioni (V.) che
fedeli

sbyterobyzaulium".Nei vol.XlX,p.3o, XXI, p. 160 e 161, cioè a Curia romana ed Elemosiniere, descrissi la strada che faceva il Papa recandosi dal Vaticano alla basilica Lateranense, ed il gettito de' denari

facevano

ai

Liminì degli Apostoli

(/^.Jjfra'quali mitrati

eranocompresi caral

dinali, vescovi e abbati privilegiati (delle oblazioni

chespettavano

vescovo di

Porto

e

Selva Candida, Vedi). Se in oc-

strada papale

che in diversi punti della si faceva al popolo dal sisi

casione del presbiterio che distribuivasi

niscalco o soldano, e dai curiali (già

praticava ne'primi del secolo XII: a dar-

ne un'idea dirò, che per tutta la regione di Parione si davano 6 libbre di provisini; sino alla casa de'Massimii2 soldi

solennemente per Natale o per Pasqua, aliquis abbas mitralus praesens fuerit (d. Papae), dat ei unum melequinum, et 12 den. papienses; e questa era la distribuzione che competeva a ogni cardinale. Il malechino era moneta d'oro co-

Oddone figlio come si legge in Mabillon, Mus. Ilal. t. 2, Ordo romanus XII, § 17, De presbyterio quo
provisini; sino alla torre di

mune
messa

in

di

Romano

io

soldi provisini

,

sulla

Europa metà

nel secolo

XII
,

,

inter-

del seguente

equiva-

lente a

6

soldi e 3 denari tornesi piccoli;

il

dalur prò arcubus t ossia della tassa che camerlengo pagava ne'di versi luoghi di Roma, dove solevano erigersi degli aril

poco piò valeva il bizanzoe l'obolo d'oro: quando il malechino cessò d'aver corso, nel secolo

XIV

i

presbiterii

si

distri-

buivano
vesi,

in

monete

correnti, ragguaglia-

chi per festeggiare

Papa

nella sua cari-

te al valore antico

de'malechini e de'pa-

valcata, in certi giorni dell'anno) che

cioè

computando per ogni male*

cevevano il presbiterio, cioè dopo la coronazione pel possesso, nella 3. festa di

Pasqua ed

in altre circostanze;

inoltre

6 grossi tornesi buoni d' argento, 10 de' quali equivalevano a un fiorino d'oro. Il p. Casimiro, Meni. dis. Maria
chino

notai a p. 1 56 che il Papa usava iltSbeci rito rio (f.) per sostenere la borsa delle

limosiue che faceva di propria mano,
al rito di

insieme

spargere due volte mo-

una delle abbazie privi5 dice che nella processione di s. Marco, dalla basilica Lateranense alla Vaticana, col Papa, vescovi, i
in Araceli, già
1

legiate, a p.

i

nete nelle ceremouie del possesso, pro-

cardinali e tutto

il

clero di

Roma,

rice-

nunziando alcune sentenze scritturali, ciò che ricordai pure nel voi. Vili, p. 173 ed a Povero. De' presbiteri"! distribuiti nelle

veva per questa funzione tre soldi, ciascunode'qualiPanvinio valutò uno scudo
e

mezzo d'oro
si

e Ciacconioqualtro.

A Li-

sagre funzioni a quelli che

vi assiste-

tanie maggiori parlai del presbiterio che
tuttora
silica

ai Mandatari ed Maggiorènti (F.) o stimolati, trattai a Cah'eile pontificie e De' l'elativi arti-

vano, iuclusivamente

distribuisce nella propria bacapitoli
,

ai

dal capitolo Vaticano ai

delle basiliche e collegiate di

Roma
i

al

coli,

come

ne' voi. Vili, p.

1
1

7 e 6eg., e

camerlengo del clero, ed a
la

tutti
s.

parro-

JX,
ie

p. io,i 16,

ricevendo

gli

abbati dal-

chi della città, nel giorno di

Marco per

abbazie privilegiate 3 soldi ciascuno
:

processione. Cancellieri nelle Notizie

per presbiterio nel giorno di Natale Prefetto di Roma (V.) uvea 20 ioidi,

il
il

della festa di Natale a p. 37, parla del doppio presbiterio clic il Pupa dopo la

1

PRE
messa celebrata nella basilica Vaticana o Liberiana, nel Patriarchio Laleratiense (P.), ove l'accompagnava in processione tutta la curia , dava a tutti gli
3.
a

PRE
nali

167
sotto l'aurifrigio

baciando

la

mano

del

manto

nel recarsi in paramenti sa-

gri all' ubbidienza, e

baciando

la

mano

ordini, come nel giorno di sua coronazio-

ne, del giovedì santo e di Pasqua.

Il

can.

nuda dopo avere ricevuto nella mitra il presbiterio di due medaglie d'argento. Nel ceremoniale di Gregorio X del r 27
pubblicato da Mabillon, ecco
cui distribuì vasi dal
il

Benedetto ne fece
della

la

descrizione

prima

modo con

metà del secolo XII. » Ibi dat presbyterium omnibus ordiuibus. Iste vero
s.

Papa

il

presbiterio

nel giorno di sua coronazione, nel gio-

die Natalis Domini, et die

Paschae dat
,

vedì santo e nel Natale.
la tus vadit

wlpsePapa

se-

omnibus

prioribus

rnanum

idest pre-

det in sede, et quilibet cardi nalis et p rac-

sbyterium duplum. Praefecto scilicet 20 solid. Dominus Papa, et manum; Primicerium judicum 4 solid. et manum; unicuique judicum 4 solid. Priori episcopò 4 solid. et manum; unicuique episco-

coram eo,et flexis genibus exuetsibimet cardinalissive praelatus mitram, et tenet apertam ante Papam; et
ipse proiicit illam
ei

pecuniam,

quam

dat
;

in

uno scypho argenteo camerarius
genu domini Papae". Dopo
il

porum 3 solid. Priori

cardinali

4 solid.

et

et

ille

qui recipit pecuniam in mitram,
la

manum; unicuique
chid. 3 solid. et

cardinali 3 solid. Ar;

oscula tur

manum

unicuique dia-

distribuzione del presbiterio seguiva

so-

conorum
solid. et

3 solid. Primicerio cantorum 3 2
et

lenne Convito. Osserva Garampi, che delle distribuzioni di presbiterio nel

manum. Secundicerio cantorum
solici,

giove-

2

solid. Priori basilicario

ma-

dì santo e nel Natale, ne ha trovate

me-

num

et

8 denarii prò konorantia; uni-

morie anche
allorché
i

sulla

metà

del secolo XIV,

cuique cantori 2 solid.; unicuique subdiacono 2 solid. Priori regionario 2 solid. et manum; unicuique eorum 2 solid.; unicuique acolytho 2
gariis
solid.

Papi risiedevano in Avignone.

Si continuava la stessa tassa
te prescritta
,

anticamen-

se

non che

le

monete

ivi

Duobus dilunio
solid.

8

solid. Scrinariis

Majo-

rentibus
aliis

5

solid. Draconariis

3

solid. et

ordinibus,sicutmosest". Cencio Cafece eguale descrizione nei
al-

merario che
tro

primi del secolo XII l'incomincia in

modo. » Deinde judices ducunt eum usquead locum illuni, ubi datur presbyterium. Tunc vero exuunt eum pianeta,
et apposito

manto super

scapulas, sedet

Cathedra, et largitur presbyterium cunctis ordinibus propria
in Fonslatorio, seu

maim

taliter".

Qui

descrive questo rito

con termini

diversi,

nominando

oltre
t

i

nominate, che allora erano disusate, liducevansi alla corrente, secondo la tradizione che si avea del loro antico valore. Siccome il Papa anticamente dopo essersi consagrato e coronalo nella basilica Vaticana, passava subito alla Lateranense a prendervi possesso, nella strada che percorreva, dalle chiese in essa esistenti riceveva da ognuna l'incensazione con l'Incensiere^.), per cui dava a queste chiese il presbiterio prò thuribulo dato, che Mabillon enumera nel § xvm col quantitativo de'soldi, descrivendo nel seguente quello che si distribuiva alle scuole e

soldi, melequinos, et

marabolinos el de> narios papienses. Mabillon spiegò il vocabolo

Università artistiche, e persino

20

soldi agli ebrei, pei servigi che presta-

Mancia per

derivazione di

ma-

num
si il

usato dal can.° Benedetto,

ma Can-

cellieri

crede che voglia soltanto indicar-'
il

vano alla curia romana. Nel voi. Vili, p.173 notai, che con Leone X terminarono molte delle ceremonie che facevansi

bacio della mano, che
ai

Papa accoril
i

dava

più degni, dopo aver loro dato

presbiterio,

come fanno

tuttora

cardi-

ne' Possessi (J*.), la qual funzione essendo poi stata separata da quella della Corona%ione{F.) invece dell'antico pre }

i68
sbiterio
i

PRE
los

PRE
melequinos habent: quod tamen non fìtinaliqua praedictarum soletnnitalum.

Papi incominciarono a dispensare medaglie d'oro e di argento somministrate loro dal cardinal

primo diacono,

che

le

riceve dal prelato Tesoriere (I7 .).
e

Non (lanini- enim eis, sìcut ibidem scriptum plenius invenilur, eliamsi 3o vel
amplius essent 12 melechini. Uni versa e etiam scholae palatii clerici romauis pio thuribulis, judaeis prò repraesentalione legis, laicis romanis prò arcu, tale presbyterium datur, et taliler, qualiterdatur incoronalionibus aliis d. Papae. Piocerna insuper, et marescallus tam de comestione, quam de aliis donariis remuneranti!!' similiter, excepto quod capita porcorum aplata non habent, neque claretum (specie di vino). Familia quoque, et curiales presbyterium habeut juxta camerarii voluntalem". Innocenzo 111 nel 1 1 98 diede il presbiterio» inLaleraneuse palatio in domum majorem, quae Leoniana vocatur, presbyterio per ordiucm distributo, solemue convivium celebra vii".
la basilica

Come

glie, e ciò

da chi si ricevono queste medache si suole incidervi, oltre il
si

citato articolo Possessi,

può vedere

nei

Tol.VIII : p.i84,i85,XLl,p.i48,XLIV,
p.

76, Lll,p. 70: per

gli altri

che rice-

vono le medaglie lo notai ai Ioroarticoli. Per gli Avvocali concistoriali o Difensori,\\Cailav\,Advocat. syllabum } xxq
tratta a p.
1 1 7, dicendo ancora di quello che ricevevano dagl'imperatori, insieme ad altri , nella loro coronazione. Nella

Clemente V per la coronazione dell'imperatore Enrico VII, dice Vi» la\e, De' senatori p. 209, che nel n.°i3 si
lettera di

parla de' presbiteri!

soliti

darsi dagl'im-

peratori nell' atto della coronazione, ai
cardinali, con lori, uni versila del clero ro-

mano, cappellani, ec., non che si doveano dare al prefetto di Roma, al senatore

Quando propriamenmedaglie d'oro e d'argento si sostituirono al presbiterio nella funzione del possesso s'ignora; solo si conosce che
e

ad

altri officiali.

te le

rum summi

Di Urbano VI del i 378 si dice: nelLateranense » certuni numemonetarum, quae in coronalione
Pontificisconsueverunt cardina-

libus dari, receperunt". anche
riferisce

Liguano

che fu distribuita » certa pecuinter cardinales,

Pio VI

fu l'ultimo a dare ai cardinali

il

niae

summa

quae pecue g''
Sl

presbiterio,

dopo

avergli baciato la

no

sotto

il

fregio del

mar manto, d'una me-

nia vocatur presby Ieri uni." Nel possesso

d'Innocenzo Vili nel i4^4>
a sedere nella cappella di
die
il

P ose

daglia d' oro ed altra d' argento nella

s.

Silvestro e

mitra, dopo che gli ribaciarono la mar no nuda (i cardinali a Pio Vili per recargli meno incomodo baciarono solo la

presbiterio, che riceveva dal tesoi

riere:
in

cardinali lo riceverono tenendo

mano la

mitra, indi baciandogli

la

ma-

mano nuda, e

ricevuto

il

presbiterio par*

no,
nali

gli altri

baciarono

il

piede.
carlini;
i

I

cardiprelati

tirono), ePio VII il primo a distribuirne due di argento nella stessa guisa, facendone dare due simili al senatore co-

ebbero 2 ducati e 2
e

i

un ducato

un

carlino, cioè
i

suddiaco-

ni, gli uditori di rota,

chierici di

came-

me

principe assistente al soglio. Nondifarò qualche estratto dalla colleci

ra, gli accoliti e gli altri inclusive ai prefetti

meno
ri.

navali, ed

il

maestro delle ceremosi

zione che de' Possessi

diede CancellieII

nie Burcardo. Altrettanto

praticò

da

Nella coronazione d'Innocenzo

del

Giulio

II

nel

i5o3

,

dai cardinali e dai

1 i3o si legge: » dat presbyterium sine manibus in palatio Lateraucnse, celebrat

protonotari
i

ai prefetti navali, e

compresi

canonici e cappellani Lateranensi. Leo-

convivium." In quella di Celestino II del I 1 43: » tale presbylcrium, et taliler dalum acci pinot quale in die Paschae re1

ne
tri

X

nel

1

513

ai

cardinali distribuì per

presbiterio

due ducati e due giuli, agli alun ducato e un giulio. Paolo III nel

ipiunl.

Snbdiaconi autcm sjngulisingu-

j533feceesoguire!edislnbuzioindeMc-

PRE
naro,che soleva
diede
nel
1

PRE
Io

169
il

gitlarsi in vari luoghi, e

V

nel

i6o5 diede

ai cardinali

pre-

il

presbiterio a'cardinali. Paolo

IV

sbitero, mediante
l'altra

una medaglia d'oro e

denari al popolo, altrettanto fece Pio IV nel i55g, ma per raccoglierlo ne morirono i o, e 4° restarono

555 bultò

d'argento nelia sala Lateranense,

al solilo

dopo
le

le
il

Laudi{V.). Urbano Vili
presbiterio delle

non
glie,

distribuì

meda-

malconci; per cui il successore s. Pio V neli566,adevitaresimili disgrazie, ne aboli l'uso,efece distribuire a'poveri quanto soleva gettarsi, ond'ebbe origine la di-

ma

fece dare dal tesoriere, secon-

do

la

distribuzionedelle candelee palme,

a chi spettano, incominciando dai cardinali, cui le

consegnò

il

Papa, ed inclusi-

spensa del paolo e del grosso che

fa

ì'Ele-

vamente

agli

ambasciatori e principi as-

mosiniere del Papa [F.). Sisto Vnel i585 non distribuì presbiterio, riferendo Gattico,

sistenti al soglio.

Innocenzo

X

neh 644»

dice Novaes, che distribuì ai cardinali e
principi

Ada caeremonialia: » Ponti (ex n ul

-

romani medaglie d'oro e d'arle

luiu presbyterium,necmedaliasdeditcardinalibus, sicut multi ahi Pontificesfece-

gento. Cancellieri riporta, che
glie

medacui

furono distribuite a

tutti quelli

runt

in ecclesia

s.

Joannis." Egualmente

non

lo

diedero Gregorio

XIV

e

Innocen-

zo IX, affermandolo anche Gattico. Gregorio XIV separò la funzione della co-

appartengono, anche con porzioni doppie e triple secondo gli ufììzi: dalla loggia Lateranense cardinali Este e Orsini, ed il maggiordomo Cibo gettarono
i

sendovi tempo a coniare
ste

ronazione da quella del possesso, onde esle medaglie, que-

monete nuove d'argento
trettanto nel
1

al
i

popolo. Alcardinali e
il

655

fecero

furono sostituite

ai

presbiteri'!
si

j

ma
so-

nella funzione dal
li

Papa

diedero

ai

cardinali, e agli altri particolarmente

dal tesoriere,

maggiordomo e maestro

di

camera.
s.

Il

cardinal Gesualdo decano del

dasse in disuso

non anceremonia del presbiterio, procurò chesi ristabilisse per Gregorio XIV e Innocenzo IX, ma non essendo inordine le monete e medaglie non ebbe luogo, per cui e pel 2° il tesoriere
collegio e prefetto de'riti, acciò
la

VII colle sue monete nuove d'argento. Le medaglie del presbiterio furono majoris formae: a quelli che aveano più d'un ullìcio per ognunofudata una medaglia d'oro. A Medaglie pontificie dissi che il conio più
tesoriere per Alessandro

antico della zecca pontificia di quella del
possesso è di Alessandro VII del
a

iG55,

e la

i.

colla parola Possessio quella del

successore Clemente IX. Per questo Pa-

pa

il

tesoriere diede le medaglie agli

am-

se ne scusò con diversi cardinali. Nel

1

5ga

bascia tori ed ai principi assistenti al soglio.

persuase Clemente Vili di ripristinarlo, onde questo Papa distribuì tuedaglied'oro e d'argento colla sua
effigie, e collo stesle

Per Clemente
agli

X

i

cardinali ebbero

per presbiterio duo

numisma ta intusmi*
tesoriere.

tram:

ambasciatori e principi del soil

so vocabolo di presbiterio

distribuì po-

glio le distribuì

D'Innocen-

nendole nelle mitre de'cardinali, somministrandole
il tesoriere. Al decano ne diede 4> due d'oro e due d'argento, e altrettante ai cardinali che solevano aver doppie lo Candele e le Palme (F.), così al-

zo XI del

1676

si

legge,

che diede per

presbiterio a ciascun cardinale nell'aper-

tura della mitra due mortele,

una

d'oro,

l'altra d'argento di diverso conio da quelle

per distribuirsi

al

popolo, ciò che per la
Il

l'arciprete per l'orazione fatta, ed al car-

calca

non

fu eseguito.

successore Ales-

dinal Montalto 6,agli altri cardinali

una
Pa->

d'oro e l'altra d'argento: per essere

il

pa stanco non die vi, ma ordinòche

il

presbiterio ai vesco-

sandro Vili die medaglie per presbiterio, così Innocenzo XII e tutti, gli altri fino al presente. Benedetto XI II le fece
dare anche a tutto il clero Lateranense, Chiamasi anche presbiterio l'oblazio-

si

altri prelati euflìziali

mandasse a casa; gli non l'ebbero. Pao?

i

7o
il

PRE
sam canta tatn?
nonicorum,
et
et

PRE
hoc remiti! arbitrio ca* meo; et fecimus, quod pritrattai delle o-

Papa lascia sull'altare papale La teranense in una borsa, come notai a Posne che
sesso.

Nel

voi.

VII,

p.

3o3
i

mus
vi!

canonicus

cum

archidiacono dona-

fanno al Papa per la canonizzatone, ed a p. 3 8 di quelle che
blazioni che
si

fa

il

Papa

alla chiesa in cui la celebra.

bursellam Papae de raso cai-basino rubro, con i5 solidis, et ipse postea eam donavit cardinali de Petruciis, qui Evan-

Quando il Papa canta

pontificalmente la

messa riceve dal cardinal arciprete e dal capitolo Vaticano perla Coronazione,Pasqua,
s.

gelium dixit." Finalmente farò menzione degli stipendi o distribuzioni canoni-

Pietro e Natale

il

presbiterio di

che si chiamavano Presbyteria, appunto, come dice Nardi, perchè il vescovo
cali,

25

giulii yoro

missa bene cantala; ed an-

distribuiva ai preti e diaconi cattedrali

cora riceve eguale presbiterio dal cardi-

o

sia

canonici, gli stipendi e le oblazioni,

nal arciprete e dal capitolo Liberiano,

e talora anche faceva delle straordinarie
largizioni a ciascuno

per quella che canta
descrissi nel voi.

la

notte di Natale:
tal presbiterio,
r,
1

de'medesimijcheap-

tutto ciò, come dell'uso di

pellavansi parimenti Presbyteria e se
fa

ne

IX,

p.

32, 8

18.

Di
ca-

frequente menzione nelle vilede'Pail

simile presbiterio pel pontificale della ca-

pi:

Pontefice

s.

Zaccaria » dilettele-

nonizzazione, parla Chiapponi,

Ada

rum

valde, atque presbyteria eis

annue

nonizationis p. 236. Gattico p. 4 2 4 vv ~ ferisce il presbiterio presentato dal car-

dinal arciprete Vaticano
diario di Alaleona
1

dopo

la

messa
Nel

che anco il Papa avea le sue distribuzioni, esse pure appellate presbyteria, q spesso

in duplo et amplius ejus tribuit;" e

della coronazione d'Innocenzo XI.
si

legge, che

Paolo

V

ne'monumenti antichi s'incontra, pre* sbyleria dimisìt clero. Il concilio di Me-

avendo nel 6 14 cantato pontificalmente la messa in s. Agnese fuori le mura, il cardinal Sfondrati commendatario della medesima diede al Papa una borsa di tela d'argento con monete prò missa bene cantata,
Vili,
p. et solito presbyterio.

nda

del

666

stabilì,

che delle oblazioni
il

de'fedeli raccolte in chiesa nella festa,

vescovo ne faccia 3

parti,

una per

se,

una

pei preti e diaconi o sia canonici, secon-

do

la

dignità e l'ordine, senza alcuna ria

Nel

voi.

serva; quindi la 3. parte

si

distribuisse

2 i5 riportai un altro caso, che
s.

dal primicero ai suddiaconi e agli altri

pontificando Benedetto XIII in

Agosti-

no

ricevè dal litolare

il

consueto presbi-

terio, altrettanto fece

il cardinal Cozza tiMaria in Araceli, quando Benedetto XIII viandòa pontificare la messa. Nel voi. XIX, p. 284 dissi che il Papa donandolo al cardinal diacono ministran-

norma della diligenza di ciaV. Prebenda. Su di tutto questo argomento eruditamente scrisse il canochierici, a

scuno.

tolare di

s.

nico di
retti,

s.

Maria

in

Trastevere Pietro

Mo-

danài presbyterium Papae, cardinalibus et clericis nonnullarum ecRilus

clesiarum Urbis
notis ornata,

Romae

investigalus, et
et

te,

questi lo regala al proprio caudata-

explanatus, Lucubralio aereis tabulis
n a nni,

rio.

Questo uso è antico, attestando Macri in Presbyterium, di aver veduto nel 1649 il cardinal Raggi donarlo al suo caudatario. Il presbiterio prò missa bene cantata non è stato sempre lo stesso, poiché narra Paride de Grassis, che a Leone X in Firenze nel giorno di Natale richiese: « an canonici praeparare deberentbursellam, sicut canonici s. l'etri de Urbe, quam donaut Pontifici post rais-

Romae 17126 1741- BoNumismata Ponlificum t. 2, p.

p. 4g3. Posonium. Città libera e. regia d'Ungheria, antica capitale di questo regno, capoluogo di comitato e di marca, residenza ordinaria dell'arcivescovo di Gran o Strigonia^.),* 12 leghe da Vienna, sulla sinistra sponda del Danubio, che vi si divide in più rami e clic

709. Giyl\.\co,Acta caeremonìalia

PRESBURGO,

PRE
si varca per un pra una collina che domina vasta pianu-

PRE
Dio
nel tempio,
il

i

7

i

ponte volante. Giace sodi

ra, a pie

d'un ammasso

castello;
la

non ha più

le fortificazioni

montagne, con che
in cui

che diede origine alla festa in discorso che celebrasi a' 21 novembre,chiumata dai greci Entrata della s. tergine nel tempio. Questa festa della
Presentazione è più antica fra'greci che fi «'Ialini. Se ne fa menzione ne'più antichi martirologi,

separavano dai suoi sobborghi,
le

sono

più belle case e

le

migliori piaz-

ze, delle quali
sai belle

però

la città

ne ha due ass.

ne parla

il

Sinassario

e decorate da fouti ed altro.
l'iu

cattedrale è sotto

vocazione di

La Mar-

di Basilio Porfirogenito, la costituzione

dell'imperatore
del
1

Emmanuele Comneno
1

tino, di stile gotico, spaziosa e

sormon-

tata da alto campanile: nella cappella di
s.

143 riferita da Balsamone, in Nomocan. Pholii tit. 7, e. , e le Tavole Moschov iticheti Papebrochio,percui abbia-

Giovanni facevasi un tempo l'incoronazione de're d'Ungheria. Vi sono altre
chiese, conventi e monasteri,
sture, orfanotrofio,

mo
di

molti discorsi sulla

medesima

festa,

due prepoospedale, accademia
pegli ebrei e gin-

Germano

patriarca di Costantinopoli

nel secolo
ribio,

di letteratura slava, archiginnasio, semi-

XI II, dell'altro patriarca s. Tu come di altri. In occidente incominGregorio

nario,

non che sinagoga
il
il

ciò a celebrarsi d'ordine di

XI

nasio luterauo,

principale del regno. E'

nel 1372, quando Filippo di Maiziers cancelliere e

notabile

palazzo del principe palatino,

ambasciatore
di questi

di Pietro II re di

quello della città, quello del governatore,
il

Cipro, a

nome

presentò

al

Papa

mercato e le caserme: vicino alla città è un amenissimo passeggio, il paese dintorno è fertile in grano ebuoni vini. Sembra che Presburgo fosse fondata dai jazigi lungo tempo prima che romani sogi

l'uffizio di tal festività

messo

in

note co-

me
i

si

cantava in oriente, acciò l'appro-

vasse e ne introducesse l'osservanza tra
latini.

Gregorio

XI

l'approvò con de-

creto, fece celebrare la festa nella chiesa
de'frati

giogassero

il

paese.

Fu

capitale dell'Unli,

minori d'Avignone ove risiedeva,
il

gheria sino all'imperatore Giuseppe

e stabilì per la festa

detto giorno. Si
par. i,cap. io,

che ne
fri

trasferì

il

titolo a

Buda. Molto

sof-

ricava dal diploma riportato da Launojo,

per assedi ed incendi: enti ole sue mu-

Ilistor.SchoLNavarrae
p.

ra in diverse epoche accaddero sangui-

nose fazioni tra gl'imperiali e
tenti ungheresi.

i

malcon1

re di Francia, a cui 78, che Carlo l'ambasciatore avea notificato tale festa
de'greci, la fece solennizzare a Parigi nella
s.

V

Dopo la guerra

del

8o5

tra la Francia e l'Austria, quivi fu con-

Cappella, in presenza del nunzio aposi propagò quasi per tutto Macri in Praesenlatio dice

chiuso un trattalo di pace a'26 dicembre.

stolico, quindi

Presburgo il celebre cardinal Gentile Parano da Monlefìore legalo diCle} inente V in Ungheria, tenne un concilio a' 1 o novembre 1 309, in cui furono fatti
Iti
i

l'occidente.

che detto

uffizio

mss. è nel codice Vit-

9 canoni di disciplina. Nel 7.°si trattano da eretici tutti quelli quali restauo scomunicati per un anno. JNeH'8.° fu proibito alle donne cristiane di maritarsi cogl'infedeli.

II e Paolo II, che «464» vieppiù confermarono questa festa per secondare la pielà di Guglielmo duca di Sassonia, accordando varie indulgenze, le quali Sisto IV concesse per la festa della Concezione nel

torino di Parigi. Pio
gli successe nel

Labbé

t.

9.

PRESENTAZIONE della B. Vergine al Tempio. Festa
lebra tale
in cui la

1477 e Avendo

l'aggiunse a quelle di
s.

precetto.

Chiesa cedi Dio,

Pio V soppresso il breviario del cardinal Quiguones, ove la medesima
festa era inserita, fu levata la celebrazio-

memoria

della

Madre

perchè l'antica tradizione insegna che la ss. Vergiue fino dall' infanzia fu offerta a

ne della Presentazione come poco antica, e tolta dal breviario romano da lui ri-

4

° .

i

73

PRE
si

PRE
le lezio-

formato, finché
ni.

esaminassero

v;|mna di
2."

Cambiay, non ebbe

poi effetto.

Nondimeno Gregorio XIII suo successore,alle premure di Filippo II re di
Spagna, condiscese che
suoi domimi.
si

celebrasse nei

La fondò Nicola Sanguin vescovo di Senlis, ove la stabilì nel i63o per l'approvazione di Urbano VIII del 1628,0011
la

Ad istanza

del dotto p.

Tur-

regola di

s.

Agostino, e ne compilò

le

riaui gesuita, e uer aver dimostrato col-

costituzioni, che poi

cambiò il successore
obbligate a fare già
-

l'autorilà de'
la festa

ss. padri greci e latini che anticamente si celebrava non me-

Dionisio Sanguin, in vigore delle quali
le

monache furono

no

nella cbiesa orientale,

die

nella occi-

tuitamenle

la scuola alle fanciulle, reci-

dentale, Sisto

V con decreto del

i585
la

la

ripristinò nel calendario,

mediante

co-

stituzione Intemeralae, del

i. "settembre,

tare ogni giorno l'uffizio breve della Madonna, digiunare nelle vigilie del ss. Sagramento, delle feste di precetto della B.

Bull.
4,
p.
1

Rom.

t. t. 4, par. 2 del Cocquelines, e con rito dop-

2 del Cherubini, e

Vergine, di

s.

Agostino, e nel dì prece-

pio per tutta la Chiesa,
caria, Dissevt.
«lei
t.

come all'erma Zac-

dente all'elezione della superiora; astinenza ne'mercoledì, disciplina ne'veuerdì,

2, dissert. 5, § 7. Il zelo

dopo

la festa

della Presentazione e do-

meritò d'essere chiamato da questa mortai vita nel giorno di tal festività, come osservò Niccolo Antonio,
gesuita
gli

po

fatti gli esercizi.

Per abito fu statuito,

veste di saia bianca lunga olirei piedi e
altra di saia nera legata con cintura di

Però l'uffizio del quale oggi si fa uso, venne corretto ed emendato sotlo Clemente Vili. Grato il piissimo Ferdinando li re delle due Sicilie ai segnalati favori da lui ottenuti da Dio, per l'intercessione della li. VerBibl. Hisp.
t.

2, p. 372.

lana, soggolo di telabianca,

benda e velo
la

nero; per

le

converse
3.°

il

vestito fu asse-

gnato più corto.

Nel 1664
il

fondò

inMorbegno

nella Valtellina

visitatore

apostolico di questa, Federico

Borromeo

poi arcivescovodi Milano e cardinale, ad
istanza di Carlo Busca arciprete del luogo e di alcune zitelle di famiglie distiate che desideravano vivere e ritirarsi in comune a servire Iddio. L'istituto fu poco dopo approvato dall'ordinario mg. 1 Turgiani, in n." di 33 olitele converse, con
'

gine a favore del regno,

domandò

e ot-

tenne per esso dal Papa Pio IX la celebrazione di questa festa, col decreto Ut Btalissimam Fìrginem, de'3o novembre

1849, che si legge nel n.° 146 del Giornaie di Roma. Sotto questo titolo della
Presentazione della B. Vergine furono
istituite leseguenti
se.

voti solenni, rigorosa clausura, regola di
s.

congregazioni religio-

Agostino, e costituzioni scritte dal p.

p.

Vedi Bollandisti, Acta ss. Mail t. 8, 110; Lamberlini, Defestis B. M.V.
1

Bartolomeo Pusterla gesuita, ed estratte da quelle della sua compagnia, con veste
nera, scapolare bianco, e velo sul quale
fu posta
la

cap.

4, n.°

7.i

*en. Cathsio gesuita,
lib.

De

jMaria Deipara Virgine
n." 96;
1,

2, cap. 12,

croce nera.

Ne riporta

la ligu-

in

Raynaud, Oper. t. 7, pun. 3, 11. Dipiicis Marianis ; Gavanto, De
.

la
ta

Bonanni, Catalogo p. 85, e ne tratpure come di quelle di Senlis il p. da
il

f-stis ss. di'cemb

sed. 7, cap.

1

3, n.° 2

1

Latera, Compendio della storia degli or-

Morcelli

denominò questa

festa,

Mariae

leniplum (leditela?, D. N. Virgini puellae a parcnlibus in teinplum
/Irginis

ad

227 e 229. 4-° La congregazione delle sorelle religiose eretta
dini regolari, p.
nella città di
feci

Cork

in

Irlanda, per cui ne
la

deductae.

parola a quell'articolo, per

carita-

J'RLSENTAZIONEdella
ne.

B.

Vagi1

tevole istruzione nelle scuole delle fanciulle,

Congregazioni di religiose: ne cono*co4 s otlo questa denominazione. ."Progettata nel 1618 dalla pia donzella Giù

specialmente povere, ne' principi!
voti.

della religione e della pietà cristiana pre-

cipuamente, con clausura e

Fu

fon»

PRE
data
ila

PRE
gìore, partorì
il

i

73
ri-

Onorata Nagle e approvala da

figlio di

Dio, che pei

Pio VI e dal successivo decreto della congregazione di propaganda, il quale fu con-

gori del freddo e
fasciò

dopo averlo adorato
lo

Io

con pannicelli e

pose nel prese-

fermato da Pio VII ad istanza del vescovo di Cork Francesco Moylan, colla bolla Pastorali sofficii, de'gapiile 8o5, ripor»tata colle regole e costituzioni approvate dai vescovi d'Irlanda, in cui si propagò
i

pio o mangiatoia di legno sopra fieno, ac-

costandovi

il

per sagrificare

bue che seco avea condotto (altri aggiungonoe lo stes-

so Sarnelli altrove, ch'era vi pure l'asino)

con successo la congregazione, nel Bull, de prop. fide t. 4> P- 3o6, e nel t. 1 2, p.

278

del Bull. coni.

Tornato s. Giuseppe vide nel presepio una luce risplendente, trovò il nato Dio e l'adori. Intanto un angelo annunziò ai vicini pa
acciò col fiato lo riscaldasse.
stori ch'era

.

o PRESEPIO, Praesepe, Praesepium. Stalla, ed anche la mangiatoia che si pone nella stalla, detta pure greppia, arnese o luogo dove si mette il mangiare innanzi alle bestie: però per il

PRESEPE

nato

il

Salvator del

mondo
praesel'ini

e che lo troverebbero fasciato e giacente
in

una mangiatoia

,

positum
altri

in

piOj indi cantando con

angeli poscia

no Gloria
stori
si

in excelsis

Deoj
i

pa-

luogo ove nacque Gesù Cristo, comedivenuto il più degno, si chiamò 5. Presepio
la

mangiatoia e

il

luogo stesso.

A Ma-

portarono ad adorarlo, ed altrettanto più tardi eseguirono ss. Magi. Del bue e dell'asino s. Luca non ne fa menzione;

ria Vergine ed a

Gesù Cristo

narrai l'av-

pure

si

crede

comunemente che

vi

venturoso parto della divina Madie e la nascita temporale del Salvatore del mondo, la quale sublimò
il

fossero presso la mangiatoia, l'orse fondali

cuore umano, renrap-

sopra i vaticini d'Abacuc e d'Isaia r, 3.Garampi, Memorie^. 71, osserva che
presepio di

dendogli agevolissimo loamarlo. Volendo
parlare dell'origine de' presepi che
si

in vari antichi

tato

il

presentano nelle private abitazioni o nelle

e coll'asino; e

monumenti è rappresenGesù Cristo, col bue fin dal IV secolo si crede

pubbliche chiese, nell'annua festevole

di cosi poter alludere alla conversione dei

ricorrenza del Natale, portentoso principio di nostra religione, trovo

popoli, gentile ed ebreo (o all'uno e all'altro testamento, dalla cui lezione
si

opportu-

ac-

no do

di

prima ricordare

i

principali luoghi

quista la cognizione di Dio; ovvero che
si

in cui trattai dell'argomento,

premettenmaggiore intelligenza che la B. Vergine da Nazareth (f^.), recandosi a Betlemme con s. Giuseppe (^.), e non avendo potuto trovare un posto, un
inoltre a
,

rimproverino

gli

ebrei d'ingratitudine

non riconoscere i benefìzi ricevuti da Dio, quantunque il bue riconosca il suo padrone e l'asino la sua mangiatoia), onin

de

la

alloggio nell'albergo o osteria, detto Di-

concisione: In

Chiesa dice nell'uffizio della Cirmedio duo rum ammaliarli
in praesepio, et fulgebat

versorium,

si

rifugiarono nella stalla del

jacehat

incoc-

medesimo, ch'era una grotta o caverna scavata nella rupe e da alcuni chiamata capanna. Il dotto vescovo Sarnelli, Lelt.
eccl.
t.

loj e nell'ullizio della Natività, ut ammalia viderent

in praesepio.

Dominimi natimi jacentem Inoltre Garampi cita vari
gli

4>

'ett.

1

2

:

Diversorio che cosa

autori che illustrarono

antichi

mo-

sia, riferisce ch'era fuori «Iella città

verso

numenti
Donati,

spettanti al presepio di Cristo.
dittici

s. Giuseppe ad essa tornò per pigliar lume e altre cose necessarie.

oriente, per cui

De

p.2o5, descrivendo un
il

trittico col presepio,

Bambino

ravvolto

Quindi la B. Vergine rapita fuori de'sensi nel punto della mezzanotte, in un luogo più appartato e in una giotticella o
piccola stalla a sinistra della grotta roag-

in fasce sopra la mangiatoia (gli ebrei

fasce erano soliti di ravvolgere

con anche i
vi-

defunti,
le teste

come
del

gli egizi),

ove sono scolpite

bue e

dell'asino in allo di

-

i

74
il

PRE
nato Bambino,

PRE
come
nel ve-

scaldare

a mezzanotte

tro aulico del museo Vettori, dice che quantunque questi due animali si vedanosempre ne'monumenti rappresentanti questo sagro mistero, tuttavia non è si-

nacque il Riparatore del genere umano; che volendolo Erode sagri -

ficare fu portato in Egitlo(\edi voi. p.

XXI,

127) da Maria e da Giuseppe, indi segui la strage degl' Innocenti (V.)j delle profanazioni cui soggiacque il santo luogo del Presepio, detta cappella o grot-

curo che
scita del

si

trovassero presenti alla nail

Redentore:

Baroni o, che ad-

duce molti padri per l'opinione favorevole, viene contraddetto da quegli scrittori che opinano potersi spiegare in senso allegorico, e nella stessa maniera viene interpretalo da s. GregorioNazianzeno e da Prudenzio, quali pare che ammettino per vera questa tradizione, che si è resa
i

ta della Natività, della

sontuosa basilica

nella quale fu racchiuso e che descrissi,

détta anche della Natività, in

uno

ai

Pelfu

legrinaggi a tal santuario; che

la città

eretta in sede vescovile e arcivescovile

(ad onore di essa furono

istituiti gli

or.

dini di Betlemme, de' Betlemmiti^de Bel-

così celebre da'pittori e scultori italiani.

lemmiticl, Vedì,\\ 2.°coll'insegna della
stella de' Magi,

Però

Cancellieri nelle Notizie della notte

e festa di Natale, cap.

33 Se nel prese:

pio /ossero

il bue e l'asino, dice che sebbene gli evangelisti nulla ne scrissero, pu-

re anlicbissimi

monumenti

e la

non

in-

terrotta tradizione della chiesa greca e

con quella del Preil s. luogo (anche ne'vol. XXX, p. 48 e 5g, LI, p. i\, ed a Guardiano del s. Sepolcro) e il villaggio de'Pastori in amenissima pianura ad un 4-°di lega dalla città in fondo alla valle.
il

3.°

sepio); chi custodisce

non ce ne lascia dubitare, siccome fondata sulla fede de'primitivi cristiani, ed appoggiata agli oracoli de'profeli. Can latina
cellieri cita gli scrittori

Nel

1. 1

SdeW'Album p. 366 si legge la nar-

razione della festa della nascita di Gesù
Cristo, celebrata

aBetlemme
il

dai france-

ed

i

ss.

padri che

scani che ne abitano

con vento, con pro-

difesero

o parlarono

di questa tradizio-

cessione che nel

i845 rifecero dopo 80 an-

ne, la quale secondo Tillemont, Baillet

ni di sospensione, per le prepotenze ed u-

e Calmet non è anteriore al secolo, ciò che non si può accordare, vedendosi rappresentala in
tichi, quali

V

surpazioui dei greci scismatici sul santua •
rio dels. Presepio, cioè

partendo dalla

lo-

monumenti molto più anil

ro chiesa di
e

s.

Caterina vergine e martire,
s.

sono

citato vetro detto pa-

ponendo
i

nella

Grotta

il

s.

Bambino di

sta aulica, illustrato
ri,

da Vettori e da GoIII secolo, e il

cera situato in
ti

un canestro

di fiori esalan-

attribuito alla

metà del

più grati profumi, poi ravvolto in pan-

sarcofago riferito da Bottari e da altri,

nicelli, indi

deposto nella mangiatoia
parole del vangelo
:

ri-

avendone ragionato Trombelli, De cultu sanclorum t. 4> cap. Zj. 1 Quaresm io, Elucid. Terrae sanctae lib. 6, e. '), riferisce che alcuni credono che la B. Vergine venissea Betlemme sedendo sull'asino, e che il bue fosse portato da s. Giuseppe per venderlo o per sagripiù
di tutti
1

petendosi

Et reclinavi t eumin Praesepio, quia non erateis
le

locus in Diversorio.

Dopo di verse cereuio-

nie e preghiere allusive al gran mistero,
il

divin simulacro fu riportato nella chies.

sa di

Caterina.

A

Palestina

e negli ar-

ticoli ivi citati

parlai diffusamente di quei

ficarlo.

Ma

senza ricorrere a questo

mo-

santi luoghi e loro custodie affidate ai religiosi cattolici
tini, ciò

tivo, niente di più facile

che

si

trovassero

europei, detti franchi o

lale
fi-

nella stalla, ch'era destinata per ricevere
gli

che risale al secolo

XI

avanti

animali.

Crociate, venendo protette dai sultani

A Betlemme dichiarai che il presepio, capanna, diversorio che serviva di stalla ad un albergo era fuori della città; che

no

al secolo XIII.

Ma

nel seguente inco-

minciate le persecuzioni,re Roberto eSan

ciad'Angiò comprarono

ai religiosi le ca-

PRE
se

PRE
a Costantinopoli tra
la

l

75

che abitavano, come si ha dalla bolla Graiias agimus, di Clemente VI, e dai posteriori diplomi turchi del i5o4ei6ao conceduti alla Francia per l'antico pro-

Francia e la Porta ottomana, wllsig. Lavallette ha ottenuto pei cattolici il libero uso della chiesa di

Betlemme,

colla proprietà

de due

J

tettorato sui luoghi santi.
l'ingordigia de'pascià e
scismatici
la

Nondimeno
i

giardini che vi sono congiunti, la parte
inferiore della chiesa del
s.

gelosia de'greci
diritti di

Sepolcro, la
ss.

non rispettarono più
i

partecipazionedel sepolcro diMaria

sul

proprietà, ne
1

trattati.

Gli scismatici nel
le

Cedron,
fare

la

facoltà di edificare

una nuova
alle

63

i

incominciarono

loro

mene per
Na-

chiesa a Béjetdjella vicino a Betleem, e di

ispogliarei cattolici della chiesa della
tività in
te,

qualunque aumento o miglioria
reali

Betlemme,colgiardinoall'orienil

chiese ed ai conventi che ora essi posseg*

finche illuminato

sultano dell'in-

gono. Né contento a questi così
taggi

van-

giustizie e venalità de'suoi ministri, rese

ha

inserito nella trattazione la for-

giustizia ai cattolici per le proprietà sui

inola di riserva pei diritti antichi e inalienabili} co\\a quale
ri".
fassi

luoghi santi. Ciò risulta dai trattati colla

luogo per l'avveriuscito sfa,

Francia del 1673 e 1690, in cui fu definito; doversi riguardare come proprietà de' religiosi franchi le
s.

nire a chiedere condizioni anche miglio-

Essendo questo accordo
ai greci scismatici

due cupole del
i

vorevole

essi

ne re-

Sepolcro,

chi della

metà del Calvario, 7 arMadonna, la Pietra dell'unziola
il

starono dolentissimi. Intorno alla magni-

ne, la chiesa,

giardino e
la

il

cimiterio di

Betlemme, non che
tività.

cappella della

Na-

Betlemme, già luogo del nascimento del Salvatore, si può vedere: Viaggio da Venezia al .*. Sepolcro e al
fica chiesa di

Tali possessi furono goduti pacial
i

Monte

Sinai, del p.
1
.

Noè francescano,

greci 17^7, quando scismatici ingiustamente eper denaroottennero la cappella sotterranea del s. Se-

ficamente sino

79 1 La Terra Santa (Torino 1837) p. 99 eseg., con la descrizione di Betlemme, dell'interno della chiesa e delTreviso
la

polcro e della B. Vergine,
s.

la

cupola del

messa della mezzanotte

di Natale,
le

a

Sepolcro,

la

chiesa di

Betlemme, una
s.

quell'ora di riscatto, in cui in tutte
se dell'uni verso cattolico
il

chie-

chiave della grotta dellaNati vita. Pei nuovi insulti

bambino
i

Gesù,

e incendio del

Sepolcro ope-

rato nel

1808
il

dagli scismatici

onde poter

ricostruire

tempio affine d'impossessar-

sene, la Francia protestò appellando al
trattato del 1690.

omaggi di tutti quanti fedeli cri stiani che sono sulla terra. Presso queslo santuario divotamente lungo tempo dimorarono s. Girolamo, s. Paola e s. Eu~
ricevegli

Da

quell'epoca a oggi

stochia (V.) sua figlia, queste sepolte nella
chiesetta presso

corsero anni di fluttuazione, finché per
l'alta
i

Betlemme,

il

s.

dottore

protezione che godono dalla Russia
si

fu trasportato in

Roma

e posto propins.

greci scismatici,

ottomana volesse

finirla,

temeva che la Porla accordando alle
,

quo
ria

alla cappella del

Presepio in

Ma-

due

confessioni eguale facoltà d'usai e dei
inutil-

Maggiore, affinchè neppure le ossa restassero divise dal s. Presepio che tanto
colle dette sansì

luoghi santi. Se ciò effettuavasi

avea venerato vivente,
te divotissime di

mente avrebbe V Europa

cattolica prola li-

digato fatiche, sangue e tesori, per

berazioneeacquistode'luoghi
cipali de'quali

santi, prin-

sono

il

santuario di Bet-

gran tesoro. All'articolo Fascie (perchè in memoria delle quali Papi donino Fascie benedette , meglio lo dissi nel voi. LI V, p. 27o)pari

lemme
ca

e

il

s.

Sepolcro. Però leggo con re-

lai

de' pannilini cui fu ravvolto

il

divi-

ligiosa consolazione nella Civiltà cattoli-

no Infante,
si

di loro venerazione e

852, t. 9, p.108, la pubblicazione del nuovo trattalo conchiuso
dell'aprile
1

conservano.

A Gloria

in excelsis

dove Deo,

dissi di quest'

inno dagli angeli cantato

i

76

PRE
Gesù
Cristo, e adottato
re, e parte della

PRE
ne della pietra su cui nacque il Salvatos. Culla o legni o tavole

nette nascita di

dalla Chiesa che Io tralascia per mestizia
nella festa de'ss. Innocenti,

mentre il

ve-

grosse e rozze che

formavano

la

mangia-

scovo di Betlemme
no, con quanto
di
si

lo

cantava ogni gior-

toia del presepio sul quale giacque ap-

pratica nel santuario

Loreto
i

(/^.).

Dichiarai a Pastori che
gli

furono
ii;»lo

primi adoratori fra

ebrei del

Bambino

nel presepio, per avviso
la

dell'

angelo cui loro annunziò

seguita
i

nascila,del loro
pi. Sarnelli
t.

numero e ove sono
32
:

cor-

Quanti furono gli Erodi, e perche l'Angelo non disse ai pastori, andate a tal presepio. Seguen7, lett.

pena nato il Redentore nella grolla di Betlemme. Bianchini nel t. 3 d'Anastasio ci diede De translalione sacrorum Cunabulorum, ac Praesepio Domini, nec non corporis b. Hieronymi ab ecclesia BelIheemiiica adbasilicam Liberianam. Più, DedominicaeNativitatis Praesepi, ac ve:

nera bilibus Cunis infantiae Christi Domini,

Romae

1727. In detto articolo

dissi

do

s.

Cipriano, dice che ne fu guida

1'

anal

dellesagre Fasce e pannicelli (delle quali
insigni reliquie parla

gelo, con

una luce

invisibile

;

ovvero

ancora Severano,
fienosi!

dire di Natale Alessandro, per superno
istinto
si

Memorie p.j 11 e 71 3), come del
cui

diressero al presepio.

A Magi

notai chi fossero, e

come
al

preceduti da

una
frire

stellasi

recarono

presepio per of-

doni

al

Bambino

nel i3.° giorno di
essi

riposaronoefurono ravvolte le divine membra, narrando che laCulla si conserva nella cappella del Crocefisso; che Sisto V nella magnifica cappella da lui edificata
fece trasportare l'antica cappella del Pre-

sua nascita, figurando
gentili in

leprimiziedei

adorare Gesù Cristo; mentre a Epifania e Befana dissi con quali riti

sepio,che descrissi insieme al suo altare papale; che
il

Papa

nella vigilia di Natale tal-«iltare

costumanze se ne celebra la memoria. A Natale la celebrai metropoli dellefee
ste,

volta celebra all'altro

papale

il

venel

spero pontificale,

il

Mattutino

(/'.)

che die principio e\Y Era cristiana (!' 3 in uno al significato delle 3 Messe \)
a

inedesimoaltareo
la

in

quello della cappel-

del Presepio, e la

Messa

(A'.)

solenne

(/^.), la 2.

ricordando l'adorazione dei
il

prima
ri

della mezzanotte nel i.° altare, asi

pastori, e quale propriamente fu
sto giorno della nascita del

fau-

sistendo poi
;

cardinali ai secondi vespe-

Redentore.

A Festa
asini

narrai quella stravagante degli

che avea luogo per la solennità del Natale, abolita poi con censure ecclesiastiche ; ed a Beauvais a'i4 gennaio per
rappresentare il ritorno di Maria Vergine
cols.
sa
il
il

che la Culla chiusa in cas9a d'argento, framezzata di cristalli affinchè possa osservarsi dai divoli fedeli, insieme a quella porzione del le s. Fasce e del Fieno collocate in

due
in

vasetti,

colla figura del
in atto di

s.

Bambino

oro effettivo
si

he-

Bambino

dall'Egitto, nella cui

mes-

nedire,da un altare della cappella inter-

popolo replicava Hinharn, imitanragghiare dell'asino
parlai a
(di

na della sagrestia ove
ta sotto baldacchino

espone e s'incen-

do
I

quello ca-

sa nella notte di Natale, viene trasporta-

valcato dal Redentore nell'ingresso in Gè-

(^.Ombrellino) con
la

usalcmmc,

Palma

e IIosann a).
ci

solenne processione per tutta
recandola- sopra
ceduti da tutto
le
il

chiesa,

II

Zaccaria nelle Dissertazioni,

die la

spalle

4

canonici pre-

7."; Sul tempo in cui Cristo bambino dimorò in Egitto. A Chiesa di s. Mari a Maggiore detta ancora s. Maria del Pre,

capitolo,
il

esponendosi

sopra l'altare maggiore (se
siste al

Papa
ti

ivi

ar-

mattutino,

la s.

Culla

porta ed

sepe, notai che con questo titolo Gre-

gorio IV
di
s.

(.-resse

un

altare nella Chiesa

Maria
il
(i

in Trastevere (/ '.),

perchè

espone in tempo del canto del Te Dram), ove resta al pubblico culto fino alla sera seguente, riportandosi con poinpn "ella
sagrestia; funzioni tutte celebranti la uà-

circa

\>. ivi si

trasportò una poi zio-

PRE
<?cita di

PRE
la

177
prese-

Gesù

Cristo e

il

suo Presepio, che

sua morte nel luogo fu eretta di vo-

eziandio e insieme alle auliche descrissi
nel voi. IX, p. ioo, 106, 108,
1
1

ta cappella,

con altare dov' era

il

1,

1

14,

ta la

Bambino Grsu(l
no
del
nelle

146- In onore del divin Infante fu istituicongregazione delle uaouache del ss. r
.).

Tanto afferma il p. Frediani, nell'Ode, s. Francesco nel bosco eli Grecio, Prato 1845. Quindi la rappresentazione del
pio.

presepio divenne famigliare e

comune

L'origine de'presepi diesi rappresenta-

domestiche abitazioni de'divoti gran mistero e nelle pubbliche chiese
s.

dalla notte del

Natale alla festa inclusive
il

non solo e principalmente ne'suoi frati minori, pel pio e bell'esempio che ne a veano ricevuto dal loro istitutore, ma ancora in altri ordini religiosi, tra le monache,
nelle pubbliche chiese e nelle case private. Si suole rappresentare
il

dell'Epifania, cuoprendosi

giorno della

strage de'ss. Innocenti, perchè in quel gior-

presepio
l'asiil

no Gesù
l'Egitto,

era già in salvo e viaggiava per

con

la stalla e

mangiatoia, col bue e

onde non trovavasi più in Betlemme, ha sicura origine da s. Francesco d'Asisi, perquanto narra il p. Benoffi, i5V. Minoriùca p< 34, che io riportai nel voi. XXVI, p. 63,cioè in Grecio nella valle di Bieli nel 1223 circa, probabilmente in quella foggia che si usa ancora.Poichè nella notte di Natale in una specie di grotta del bosco di Grecio fece portare una mangiatoia col fieno, le figure del bue e dell'asino,

no

in atto di riscaldare col loro fiato

divino Infante giacente sulla paglia, colle
figure laterali della B. Vergine e di
s.

Giu-

seppe, coi pastori genuflessi in atteggia-

mento
geli,

di fare
la

qualche

offerta,

venendo
principio

sovrastata

grotta da

una

gloria d'anil

uno de'quali sorregge
si

dell'inno Gloria inexcelsis Deo. Per l'Epifania

coi lorodonativi,

aggiungono le figure de'Magi onde alcuni protraggoil

ed

il

simulacro del

s.

Bambino,

no a tenere

presepio per tutta l'ottava
si

cui impresse affettuosissimi baci, dicendosi che poi le paglie, per la fede di chi

di tal festa. Diversi presepi

abbellisco-

no con vedutedi paesaggi, di campi, mon-

implorò l'aiuto del divin Infante, opera-

rono non pochi prodigi. A questa festa s. Francesco avea invitato convicini abitanti, e per la venerazione che tutti aveano di lui grande ne fu il concorso, scendendo pastori suonando le cornamuse e pive armoniosamente. Nella messa che
i i

ma

tagne e altro, con figure di varie forme, ordinariamente in costume villerecquelle degli animali, illuminan-

cio, oltre

dosi
ciali.

rari

con lumi artifiaggiungono le figure de'piffesuonando detti strumenti, per quei
colla luce naturale o

Altri vi

i

pastori

i

quali sogliono in

Roma e altrove
la

vi fu celebrata

,

il

santo esercitò
il

I'

uffiil

scendere dalle montagne per

novena

zio di levita

leggendo

vangelo, dopo

quale pronunziò un fervoroso sermone per accendere a divozione gli ascoltanti,

dell'Immacolata Concezione e per quella di Natale, e nel novendiale tempo innanzi

ad amore e tenerezza per il Dio fatto Bambino onde operare la redenzione. Raccontano le storie francescane che volendo s. Francesco festeggiare colla maggior
la memoria del nascimento del Redentore, chiese ed ottenne da Giovanni Veleta signore del castello di Grecio tutto l'occorrente; e che questi ebbe ivi una visione nella quale un vago e gentil bambino posato in quella greppia, dol-

alle immagini della B. Vergine nelle pubbliche vie o nelle case domestiche suonano, alternando alcune analoghe strofe

e

terminando
che nelle

col

le,

feste natalizie

suono detto la pastorasuona pure l'orririla

solennità

gano. Questi innocenti suoni comechè

cordano

il

gran mistero e

gioconda

correnza, nella più parte de'fedeli

promo-

vono sensazioni di vote e
ce volgarmente che
i

di allegria. Si di-

pifferar!

rappresensi

tano
al

i

fortunati pastori, che
il

recarono

cemente carezzò
VOL. LY<

e baciò

il

santo.

Dopo

Presepio a venerare

nato Bambino: 12

i

78

PRE
novene è immemoras.
li

PRE
vi

l'origine di siffatte
bile.

portano

i

figliuoli a recitare

Anche

Cancellieri conviene che l'uso
il

mone
s.

relativo al mistero o
si

un serun dialogo;

di

rappresentare

Presepio nelle chiedall'introduzione

ed altrettanto

pratica nella Chiesa di

se e nelle case, derivi

Maria

dì Araceli (Vi), de'minori os-

che ne fece s. Francesco, citando Gori, Osservazioni sopra il s. Presepio, il quale è di parere che intorno al secolo XIII incominciata sia la pia e divota costumanza con tavole dipintee figure di rilievo, nellequali si distinse Ltica della Rohbia, facendole di terra colta e dipinte con vernice a vari colori, come tuttora si fanno benissimo in Roma, ed napoletani sono valentissimi nel formare presepi elei

servanti, nella quale ancora

si forma altrograndee bellissimo Presepio, del qua-

le e del vi
si

miracolosissimo

s.

venera, trattai nel voi.

Bambino che XXVI, p. 63
sermo-

e 64- L'uso della recita di
ni è antico, e
si

siffatti

suole donare a 'giovanetti
li

de'due

sessi,

che

recitano anche nelle

case domestiche e religiose, divozionali,
li

portogalli e paste dolci.

sono

i

Innumerabicomponimenti o Azioni pastoil

ganti ed artistici. Inoltre Cancellieri nel

rali, celebranti

Presepio,

descrivere

i

riti

delle chiese di Laon, di
in

ste

cristiane,

gli

le Buone feOracoli cristiani,

i

Nantes e

di

Siena
la

rappresentare nella
al

Trionfi cristiani nella fuga del fanciullo

notte di Natale

chiamala de'pastori

Gesù

in Egitto, e sopra aliti simili arsul Presepio.

Presepio, narra l'usanza della chiesa di

gomenti
tai

A Epifania
s.

raccondelpia so-

Rohan
ge.
»»

da Marlene e Du CanErgesi dietro l'altare un vago Predescritta

come

nella chiesa di

Andrea
la

la

Valle sono diversi anni che

sepio colla

Madonna

e col nato
si

Bambiil

cietà di

no, e dopo che nella notte

è cantato

Te Deum, un fanciullo graziosamente vestito

Maria Begina degli Apostoli vi ha introdotto la celebrazione del solenne ottavario per l'Epifania con le immagini
più.
il

da angelo

colle ali

comparisce

alla

grandi del naturale, rappresentanti

sommità
ri,

del coro, e rivolto a
le

5 canonici

mistero dell'adorazione di Gesù Cristo

deputati a sostenere

persone de'pasto-

annunzia loro
si

la

giocondissima novelI

sta

la

della nascita del Redentore.

5 cano•

partono immediatamente dal coro e vanno processionalmenle al Presepio, cantando giulivamente Pax in lerris , ed ivi salutano la ss. Vergine e
nici pastori

daiMagi, le quali si benedicono. Quemacchina elegante e grandiosa, con figure maestrevolmente eseguite, ènobile dono del principe d. Alessandro TorIonia. In Roma un grandissimo numero
fatta

di famiglie

fanno

il

Presepio nelle loro

case domestiche, pubblico o privalo.
le e tanta fu la

Tas.

adorano il di vin Pargoletto. Tornano poi al primo posto, ed assistono alla messa solenne, dopo la quale il celebrante a loro si volgee cantando gl'inlerroga, Quern x'idistis Paslores? e allora canonici lietamente rispondono, Natimi vid'unus,con
i

tenera divozione pel
la

mistero e pel divin Bambino, che

mia

piissima ava materna Francesca (degna

moglie

dell'

ingegnoso e colto mio avo
voi.

che celebrai nel

XLV,

p.

i5j, e de-

ciò

che segue
figura del

".

In

Roma

quasi in tutte
si

le chiese nella
la
s.

notte di Natale

Bambino, e

vi resta

espone per

gna madre di Caterina virtuosissima autrice di mia esistenza, la quale con parole riverenti e affettuose, con moderazione accennai nel voi. XIII, p. 54senza
i

tutta l'ottava, ed

Nella chiesa di
cui nel voi.

anche sinoall'Epifània. s. Francesco a Ripa (di
p.
1

nominarla), che costantemente e fino
l'ultimo

al-

XXVI,
fa

5o,)

de'minori

ri-

anno di sua ben lunga vita, nella propria camera fece di tutto punto il Presepio con ogni accessorio, tenendo cusloditelultele figure come

formali,

si

un bellissimo e grandioso
di voti,

Presepio con figure più grandi del natui

un tesoro. Egualla

ale,

con molto concorso di

iqua-

mcntefece sempre eseguire du'pifferari

PRE
novena, della quale moltissimi romani
so-

PKE
donna e
s.

179
e due-pa-

Giuseppe genuflessi

no
di

di voli.

Che

la

pia e di vota

costumanza
in ve-

stori in piedi. In

due monete d'argento

rappresentare in musaici, in pilline, in

battute in Pesaro nel pontificato di Leodi

inculture, in medaglie, in
tri,

gemme,

in

monete

e dittici sagri la nascita di

Gesù

Cristo collocato nel

Presepio, sia

tanto antica che risalga sino a'pri mi tempi
del cristianesimo,
ti

ne X, nel rovescio è figurato il Presepio: Pesaro vi sono pure due grossi o giuli col Presepio nel rovescio, per non riportare altri monumenti diesi possono vein Cancellieri
t.
,

si

apprende dagli
altri antichi
i

scrit-

dere

riprodotti dal prof.

di

s.

Giustino, da Eusebio Panfilo, da

Parati nel

i/\.òc\V Album p.

Ippolito
ri,

Tebano e da

auto-

sieme

alla descrizione e
di

rame

del bel

357, ìn ~ Pre-

essendone evidente prova

molli

mo-

sepe esimia pittura

Lorenzo

di Credi,

numenti che abbiamo, incominciando dal più vetusto che rammentai di sopra, che si vedeva in Roma nel famoso museo Vettori,
il

esistente nella galleria del principe Bor-

ghese in Roma, del quale posseggo una eleganle copia in disegno, egregio lavoro
di

cui

rame pubblicò
il

il

p.

Mamachi,
si

Giuseppe

Ferretti.

de'quali natta Cancellieri a p. i32. Altro ne pubblicò
p.

Allegranza, che

allroconsimileènel museo Borgia
lelri. Nella

conserva in Milano nel museo Trivulzio; in VelDissertazione dello stesso
il

DELLO STATO PONTIFICIO. Governi e tribunali con giudici che esisterono nella provincia d'Urbino e nella Marca, formandosi di varie città, terre
e castella,
istituiti

PRESIDATI

p.

A 1-

nel

i3

e
)

r

?

dal celebre

legranza sopra

gran sarcofago
il

cristia-

legato cardinal Egidio Albornoz,
divise la curia generale della

quando
e

Ambrogio di Milano e che slima lavoro del IV secolo, vi è scolpito Gesù Bambino in fano, esistente sotto
pulpito dis.
sce collocalo sopra
stella sul

Marca
s.

Piceno (F'.)
cia

in

3 presidati. Nella provin-

d'Urbino

fu ilPresidalodi

Lorenzo
soggetto

dure tavole, con una
il

in
al

Campo,

al

presente

comune

capo, fra

bue e

l'asino.

Nel
vi

sotterraneo della cattedrale d'Ancona
è

hanno creduto appartenere a quel Gorgonio cui Valentiniano nel 386 diresse una legge, ov'è rappresentato il Presepio in una maniera molto simile a quella espressa da Gori. In un codice siriaco del VI secolo che si conserva nella biblioteca Lau-

un sarcofago, che

diversi scrittori

governo e diocesi di Pergola {f/ -), con belli e numerosi fabbricati chiusi da mura , con borgo esteso e piacevole paese che vuoisi derivato dalle rovine di Suasa (come Corinaldo di cui trattai nel voi. XXXVI, p. 274), del cui tempio magnifico d'Adone si ammirano 4 grosse co,

lonne di granito nella chiesa abbazialc
matrice. Ne'dintoini
si

scoprirono molte

renziaua,

si

vede

effigialo

il

Bambino

fa-

antichità di fabbriche grandiose e diversi

sciato e giacente in un'alta atea bislunga. In somigliante

monumenti di bronzo, di marmo
ra cotta.

e di ter-

pinto in
«li s.

maniera si osserva diuna delle camere del cimilcrio
I

taliae p.

Leggo in Lub'iiì, A bbatiarum I76, che verso il 9.89 in s. Lo1

Giulio

e di

s.

Valentino, riportato

renzo

in

Campo diocesi

di

Fano fu

eretta

dal Bosioedall'Arringhi nella

Romasubsopra una

un'abbazia di benedettini che divenne

terranea. Nel sarcofago cristiano di villa

Borghese il Bambino è

in fasce,

col bue, l'asino e due paNel Menologio l'alto nel IX secolo d'ordine di.Basilio imperatore, si vede il
stori.

mensa parata,

Memorie istorichedi Fano, apprendo le seguenti notizie, sicC)3 come terra già soggetta a Fano. Nel
nullius.Da Amiani,
1 1

esisteva

il

monastero, ed era castello sul

quale avanzò nel 1202 pretensioni Sinigaglia. Nel

Presepio di figura quadrata composto di
pietre commesse, insiemecol
scialo vicino al

i348 si
fattesi

ribellò a

Fano

e

si

die

Bambino

fa-

al rettore della

Marca, con

altri paesi, che

bue

e all'asiiio, fra

laMa-

inutilmente i

tentarono ricuperare

i8o
«otto Gregorio

PRE
presidato.
cliil.
i

PRE
senza affermale che propriamente fosse
2,p.

XI, essendo divenuto pre.siclato nel i357 per disposizione del legato cardinal Albornoz. Nel 39 rera presidente del Presidatodis.LorenzoinCam-

Leggo in Nardi, De' parrò200, che nel 129.5 Nicolò sud-

e del vicariato di
di

Mondavio, Filippo
le

diacono e cappellano pontificio era rettore della Massa Trebaria e giudicava spiritualmente. Più in Amiani,

Onorati

Camerino che capitanava
,

soldatesche fanesi nella guerra de'Malalésta loro alleati

Fano
gorio

t.

i,p. 2 18, che

Memorie di neh 272 sotto Gre-

contro Antonio conte
si

Xfu

divisa la rettoria della provili-

d'Urbino. Nel

1

3q2

chiamava anche
alle infeste

eia in più giudici, ch'erano destinati chi al

commissarialo e soggiacque

governo

politico, chi all'economico, chi

truppe di Boldrino. L'anno i3g6 Cristoforo de Bari da Terni era giudice e commissario del vicariato di
s.
1

mentre Guglielmo da s. Lorenzo cappellano del Papa e vicario
allo spirituale;

Lorenzo

in

Mondavio e di Campo. Bonifacio IX nel

generale estendeva

la

sua giurisdizione

398 diede s. Lorenzo in Campo in feudo ai figli di Cante di Monlevecchio concon altre terre e castella già della signoria di Fano. Nel 1 436 era commissario del presidato Pier Antonio
ti

privativa nella Massa Trebaria e in Urbino. Torelli nelle Lettere su Castel Du-

rante oggi Urbania, presso Colucci,
tichila

A

'li-

di Mirabello,

picene

t.

1

3, p.

172, riferisce che
il

nel

1

355si trova unito

vicariato di

Du-

rante sotto un

medesimo

preside col ret-

Amiani, e vicario
renzo in
stò.

di

Mondavio

allora aps.

torato di Massa Trebaria e della terra di
s.

partenente aiMalatesta. Sottomesso

Lo-

Campo

a

Francesco Sforza, nel
lo riacqui-

ni,

Agata, cioè Brancaleone de'Brancaleomagnifico e polente milite. Per la ve-

1439 Sigismondo Malatesta
Nel
1

nuta

473Fano fu

reintegrata

diMonin

in Italia del cardinal Egidio Albornoz legato, dipoi e nel i35g avendo re-

davio, non però di quelle terre comprese
nel commissariato di
s.

presso
in

il

potere de'Brancaleoni,
di

si

trova

Lorenzo

Cam-

quell'anno rettore
la

po, continuando a ubbidire ai conti di

e annessi per

Massa Trebaria chiesa romana Bartolodi Davadoli, nel
1

Monte vecchio, quali nel i474 ottennero da Sisto lVnuova investitura conjnero
i

meo
te,
1

Ricciardi; lo furono successivamen-

nel

i36o Francesco

emisloimpero,cioè castelli di s. Lorenzo in Campo, di Montevecchio,di Monte al Foglio, e del Forte di Mirabello. Nel i5oa Cesare Borgia figlio di Alessandro VI promisea Fano la restituzione del vii

362

forse Giorgio Fidesmini, nel

363

Mondavio e il presidentato di s. Lorenzo in Campo. Sebbene il presidato della Marca, come dichiarai nel voi. XXIII, p. 1G8, dicendo dell'estensione di quello di s. Lorenzo in Campo, fu diviso
cariato di
in 3 parli, cioè
il

Consalvo Roderici, ed altri fino a Filippo Corsini del 372 che aveva in vicario a Castel Durante Tommaso Gherardi. Quindi Brancaleoni ricuperarono il potere, onde Brancaleone nel 1 376 era rettore della Massa Trebaria per la s roma1 i k

na chiesa, finché Bonifacio IX die loro
in investi lina e in vicariato tutto o

parte

del rettorato di

Massa Trebaria,

e vica-

nominato e

quelli di

Ca-

riato di Castel
gliò

merino^ di Fai fa che poi di vennedi Mond'Urbino ebbe denominazione o di rettorato il governo della Massa Ti ebaria che è la 2." provincia d'Urbino, di cui è capo Villatallo, forse nella provincia
la slessa

Martino

censo di

Durante, del quale li spoper non avere pagato il ricognizione alla s. Sede «piale

V

nia
va
il

(/'.),

ove nel secolo passato
«Ielle

risiederi-

giudice

appellazioni,

come

ferisce Ueposali, percui

nedarò un cenno,

suprema signora di quelle terre. Sarebbe toccalo altreltautoa Bartolomeo Rraii caleone pel rettorato di Massa , ma per la protezione presso il Papa di Guidantonio Fellrio, egii restò nel dominio; Che .Massa Trebaria possa essere stata anche
-

PRE
presidalo,

PRE
quanto
l.

181

me

Io fa sospettare

di,

del i632. L'abbazia di Farfa avea giurisdizione anchespirituale sopra
ria,
s.

cono Colucci, Antichità picene
<)2, e

3

i

p.

Vittonel

Compagnoni

nella

Reggia picena

Monte Falcone
li

e

Monte Giorgio,
li

3o5. Questi a p. 222 afferma che dopo la pace conchiusa per Urbano V col Visconti di Milano dal cardinal Albornoz, volendo ridurre a huono stato il governo
p.

1572 Gregorio XIII
bazia farfense e

smembròdall'ab-

die al vescovo di Fer-

delle provincie e riformar la curia generale e stabilirla in

mo; ma insorte liti, Benedetto XIV nel 174^ obbligò l'arcivescovo di Fermo a compensare l'abbazia con annue 3o libbre
di cera.

Macerata (V.),\\

car-

Colucci nel
il

t.

29

dell' Anti-

dinale ordinò che de'tre giudici de'/Vesidati nominati nelle
titzioni,

chità picene pubblicò
tico della terra di s.

Codice diploma-

sue famose Costi-

Vittoria, una delle

che dal suo nome furono dette Egidiane (stabilendo la giurisdizione civile e criminale ne'giudici, nel lib.
li,
1

più cospicue del presidato, riguardante
la

distruzione del monastero farfense, e

cap.

sull'origine del

monastero

di

s.

Vittoria

(i)promulgateinFanoil 1. "maggio 357 ìsel parlamento generale, il Farfense, il Camerìnense, e di s. Lorenzo in Campo,
ne'qualiavea divisa
la stessa

che divenne
zia,
i

la

principal sede dell'abba-

privilegi accordati dai Papi,
il

come

di Nicolò IV, di eleggere
tri uflìziali,

podestà e al-

la

curia generaledel-

e da altri per l'esercizio della

Marca, quel di Camerino (V.) dovesse risiedere in Macerata, luogo più adatto d'ogni altro della provincia, come notai nel voi. XLI, p. 4g. Di Camerino e
della sua

giurisdizione ne'luoghi dipendenti dall'abbazia, la decisione delle cause in i.'e
2. istanza. Inoltre
a

pubblicò loslatuto mus.

nicipale della terra di

Vittoria; e nel

t.

Marca, oltre

il

suo articolo, par-

lai in più luoghi, come Piceno, Marca, Macerata, Fermo, ec.jdichiarando Compagnoni, che suoi duchi Varani furono più potenti signori della Marca. Del Presidalo farfense parlai a Farfa,
i

Memorie /'storiche dell' abbadia di Farfa, in uno alla serie degli abbati colla
3
1

le

Dissertazione, del Presidato farfense, sua
origine, estensione, vicende e suo
politico, ed
il

i

governo Supplemento al codice di-

plomatico di

aMoNTALTO perchè

in tal città passò, cop.

s. Vittoria. Le memorie del Presidato farfense rimontano al secolo

me

pure nel

voi.
s.

XXIV,

8 e altrove,
in

trattando di

Vittoria,

come luogo

il preside per governo temporale delle estese possessioni della celebre abbazia nelle Marche. Santa Vittoria ebbe origine quando 1' abbate Pietro fuggendo da Sabina per le barbare devastazioni de' saraceni

cui l'abbate di Fai fa teneva

XIII ed anche più addietro, essendo più antico il dominio temporale di Farfa nella regione. Questa celeberrima abbazia
di

reggere

il

Sabina

fu

nell'immediata protezione

de' re franchi e longobardi, indi degl'im-

peratori, e Carlo il Calvo nell'875 le accordò l'esenzione dalla giurisdizione dei

nell'897 circa colla maggior parte de'tesori dell'abbazia, edificò sul

Monte Nano

o 'alenano oMateri ano nellaMarcaFerniana il monastero e la chiesa ove si trasportò circa 3o anni dopo
Vittoria che die
se,
il

M

il

corpo

di

s.

nome

all'odierno pae-

getti

che ha governo con di versi luoghi sogdipoi venne fabbricata la bella chie:

laondeavendo dovuto l'abbazia costituire de'giudici per amministrare la giustizia in tutte le loro terre se ne sarà fino d'allora formata come una particolare provincia detta/Vesidalo, forse dal nome antico di Praeses dato a tali giudici. Le possessioni temporali dell'abbazia si estendevano nell'Abruzzo, nella Marca, nell'Umbria, nella
giudici e messi imperiali;
:

sa collegiata di

s. Vittoria,

dichiarala tale

Sabina, nella Toscana, nella provincia di

da Urbano VI II, quando ne fece canonici i monaci, col moto -proprio Cum nos

Campagna Roma. Ma

e fino ai luoghi
le

suburbani a
invasioni e

guerre

civili, le

,

i8 2

PRE
sommi
la

PRE
imperiali, dappoiché gl'imperatori avea-

scorrerie de' saraceni e ungheri

danni recarono
binese,

al celebre
i

monastero savita

no diviso

la

Marca

in più giudicature colla prepotenza

dovendo
i

monaci salvar

quando
pi

la

invadevano

colla fuga.

Falalmentedegli abbati inlrubeni della ricchissima ab-

del le armi. Costretti gl'imperatori dai Pa-

m
le

si

divisero

Innocenzo
al

III e successori a rinunzia-

bazia in 3 parti:

una toccò con Farfa

e

re alle loro pretensioni, la

Marca

tutta

possidenze sabine a Dagiberto, l'altra

tornò
prese

pieno dominio pontificio, com-

de'beni nella diocesi di Rieti e luoghi adiacenti
fu.

le terre farfensi.
le

Las. Sede

rispet-

data a Campone,

la

3/ com-

tando

pie donazioni fatte all'abbazia

prese
di

le

possidenze della Marca e ducato

di Farfa, la lasciò pacifica posseditrice dei

Spoleto che prese Ildebrando. Riunita questa ultimaabbaziasotloun medesimo
capo, sembra chele possidenze picene fa-

suoi dominii temporali, solo volle che

la

sovranità fosse a se riservata

come supregoverno dei

ma

signora. Quindi sotto

il

sempre un corpo a parte, governato da un vicario generale, che per orcessero

Papi

fu costituito nel Presidato farfense

dinarioera

il

vicario dis. Vittoria, equal-

che volta
diti dagli

i priori d'Oflida, Rotella, s. Salvatore Maggiore e altri personaggi spe-

un giudice subordinato alla curia generale della Marca, ed abbiamo nel 1275 Gerardo Gogò giudice di questa parte di
provincia,
il

qua! s'intitola giudice dal

abbati farfensi. Anche
ristabilito,
le

il

giudice

temporale fu
della

ed era giudice

Tenna e Tennacolo fino al regno, pel rettore della Marca. Tutte le terre e castelli
del presidato furono sottomesse al censo,

generale di tutte

possidenze abbaziali

Marca.
s.

la sola

siccome ne' primi tempi Vittoria era il luogo fortificato,

E

tranne s. Vittoria, forse come capitale del medesimo, e per la sua costante fedeltà
olla sede apostolica. In tale
ci vi

e che avea servito di residenza

anche

allui

luogo

i

giudi-

l'usurpatore Ildebrando, e prima di
;«d altri

fecero l'ordinaria residenza,

in

abbati farfensi quando Farfa era potere de'saraceni, così ins. Vittoria
i

talvolta

mentre per islraordinarie cagioni dimo-

rarono altrove, come nel turbolentissimo
secolo XV, in cui risiederono
Ascoli, finché

fecero

giudici la loro residenza, conside-

un tempo in

rala
ivi

come

capitale di tutto quello stato,
le

decidendosi
si

questioni dal giudice
di

tornarono a s. Vittoria, a seconda eziandio del convenuto nel 44^
1

generale, e

portavano in grado

ap-

pello le cause de'giudici locali e subalterni.

comune e il cardinal Scarampo Mezzanità, quando si liberò dalle armi Sfortrai!

Questo sistema

fu invariabile fino al

zesche. Dipoi la giudicatura

si

trasferì a

secoloXII e finche Farfa si tennedal partito

degl'imperatori.

Con
il

miglior consisiffatto con-

glio ravveduti gli abbati

da

tegno, Pandolfo meritò

cardinalato da

Celestino 111 nel i 193, ma convien dire che poco vivesse, non facendone memobiografi de'cardinali. Sembra quinche gl'imperatori annullassero i privilegi concessi per ogni giudicatura, a venria
i

metà del secolo XVI e verso il 1570 non esisteva più, per essere slato come soppresso il Presidato di Farfa, di cui non rimase che il nome, riguardandosi sempre il presidato come una provincia a parte. L'autorità
Ripatransone,
la

ma dopo

di questi giudici, dall'islituzionedel pre-

di

sidato al cominciamento del secolo

XIV,

era indipendente da ogni autorità de'rettori della

do

la

farfense per suoi confini
il

,

il

Tron-

Marca

e altri simili presidi ge-

to e
ni e

Tenna
mare
in

il

monti A pennilungo, detta Giudicatura
in largo,
i

nerali,

perquantosi rileva dal cap. 7 della

costituzione

emanata

nel

1

334

dal legalo

dell'abbazia finfame, e talora de' comitali fermano e ascolano. Fu perciò sottoposta a tributi e imposizioni dai vicari

Bertrando Deuxo arci vescovo d'Embruu poi cardinale,poichè potevano liberameli te giudicare de'casi anche gravi e de'de-

PRE
Jitti

PRE
ben
tornato cardinale, prese
il

i83
titolo: Iti

atroci fino alla sentenza, ch'era

Mar-

proferita senza permesso del rettore; raa

a frenarne

gli

abusi, col cap. 8

il

legato

chia Anconitana, et Praesidatu Farfensi cani pò testate legati a latere vicariusgene ralis.

proibì
delitti

le

transazioni e composizioni, pei
al rettore e

Come egualmente fecero

i

cardinali

competenti

tesoriere
il

legati

Gabriele Conditimi eri (poi Eugenio
i

della provincia.

Prima

e nel

i

3oo

car-

IP), Latino Orsini eallri; ed loro
legati, luogotenenti e tesorieri,
i

vice-

dinal Napoleone Orsini legato avea già

quali s'in-

tarpate

le ali nella

giudicatura, con predi

titolarono:

In provincia Marchiae An-

scrivere la

somma

i5

libbre nella co-

conilanae, Praesidatu Farfensi et

Mas-

gnizione delle cause
il

di appellazione,
1

che
fi-

sae Trabarìae, ec.
fense

Ma

il

Presidato fartitolo di

cardinal Pio legato nel

538

estese

ormai era divenuto puro
Finalmente e
al

no a!le4o. Meglio dichiarò le giurisdizioni il mentovato cardinal Albornoz nel i357 quando istituì o divise in 3 presidati la curia generale della

quella parte di provincia in cui era
preso.
voi.

com-

modo

narrato nel

Marca. Seb-

bene il Presidato farfense altro non fosse che una parte della Marca e nella Marca si intieramente compreso, nel secolo •vede considerato come una provincia separata. Infatti quando Giovanni XXIII

XLVI, p. 147, Sisto V ristabilì con maggior lustro V estinto presidato colla bolla Postquam, de'i3 dicembre i586
(Sappi, al codice di
s.

littoria p. 52),

XV

con minore estensione del precedente, limitandolo ai luoghi che enumerai, inclusi

vamente

spedì nella regione

il

cardinal Pietro
voi.

An-

naco,

a Ripatransone, Monte MoMonte Fortino, che qui aggiungo

nibaldi
p.
j

(di cui

meglio ne!

XXV li,

73), coi titoli di vicario generale in Roma e nelle provincie di Marittima e

con Colucci che feci nel

me

di

enumerazione 3o6, col noPresidato di Montalto perla città
e

con

l'altra

voi.

XXXI,

p.

Campagna, Sabina, Patrimonio, ducato
Marca, espressamente vi spiegò il Presidato Farfense, come anche le Terre Arnolfe. Clemente VI neh347 s e Innocenzo VI neh 353 egualmente contarono 6 provincie, cioè il Patrimonio di s. Pietro, la Marca d'Ancona, il ducato
di Spoleto, di Spoleli, la

in cui faceva l'ordinaria residenza

il

pre-

side prelato governatore
s.

deputato dalla
presidato, di-

Sede con autorità e giurisdizione temil

porale precaria su tutto

slaccandolo Sisto

generale della

da tutto il governo Marca^ colla dipendenza

V

soltanto dalla sede apostolica e dai su-

Romagna, la Campagna, la Maremma, come pure si legge nel diploma col quale Innocenzo VI costituì vicario di tutto lo stato ecclesiastico
dinal Albornoz.
in altre carte di
il

premi tribunali di Roma destinati al governo di tutto lo stato. Inoltre Colucci
riporta
dell'
le serie

cronologiche de' giudici

car-

abbazia farfense, incominciando da

rechi meraviglia che
si

que'tempi

mentovino

come

provincie della

chiesa

romana
le

il

Terre Arnolfe, poiché queste, sebbene tali fossero, non formavano ad ogni modo corpo a parte, ma d'ordinario dipendevano, il Montefeltrodal rettore della Romagna, la Massa Trabaria da quello della Marca, eie Terre Arnolfe da quellodel ducato di Spoleto, come osserva Borgia, Alerti di Benevento t. 3 p. 2 97 E Grego rio .À'7/dopo hinunzialo il pontificalo, ri.

Montefeltro,la Massa Tra bari a e

D. Oldofredus judex abb. Farfensis, et Comilalum Firtnani et Asculanì, fino a D. Severinus de Camerino judex Presidalus del 1462 ; de' vicari generali dell'

abbazia farfense nella Marca, principiando da F. Laurenlius perusinus del 260, fino ad Aloysius Lenti del 1 70 3; de' vescovi della città di Montalto; de'pre1

sidi di

Montalto in n.°di 70, incomincian-

do da

Mgs

Giulio Sclafinalo milanese.

del i58r>, a

Mg. Francesco Brivio mi1'

,

.

lanese del 1798, diversi de'qualì dipoi furono elevati al cardinalato. Dalle No-

184
tizie di

PRE
Roma,
cioè
i

PRE
le

da quelle che furono
1

magistrature

gli eretici
i

e

gli

scismati-

stampate, ricavo

seguenti presidi.
1

80

1

ci, si

determinò che

presidi delle pro-

gi Pandolfì poi cardinale.

802 Mg. r Lui808 Mg.'' Domenico de Simoni. Occupato Io stato pon 1

Dolt. Pier Simone Galli.

vincieegli altri magistrali cristiani,quan-

do erano promossi ricevessero
ecclesiastiche, ed
i

le lettere

vescovi de'luoghi teli

tifìcio dai francesi, nella ristorazione del

nessero cura di loro e bisognando

ca-

governo Pio VII non ripristinò il presi dato, ma ne assegnò luoghi alle Delegazioni (V.) di Fermo con s. Vittoria e di Ascoli con Montalto.
i

stigassero col le censure del la Chiesa. Com-

,

PRESIDE e PRESIDENTE, Praeses,
Magister, Praefectus, Praepositus. Colui

pagnoni, De' presidi della Marca, dice che preside nel suo nome generale comprende ogni reggente di provincia: lo stesso che pretore o proconsole, il consolare,
il

correttore,
il

il

prefetto,

il il

legalo, l'esarrettore,
il

che presiede a qualche cosa o a qualuffizio;

ca,

conte,
il

il

marchese,
il

luo-

che opera, ad
concilio,

che è

il

capo d'una
Io

gotenente,

vice-legato,

governatore gegli articoli

adunanza o corporazione, congregazione,
accademia, tribunale, e per
più
si dice de'magistrati; che ha carica, da presedere o presiedere, soprintendere, aver maggioranza, autorità, governo o presidenza, aucloritas, magisleriumj

nerale. Si possono vedere
detti

di

nomi

distinti in carattere

corsivo,

s.

SoVRANlTAPONTIFICIAe Pp.IMICEHIODEI.L A. Sede, ove notai che ne'primi tempi del dominio di essa primati e magnali secoi

lari

aveano parte

nel governo,

ed erano
diffi-

dicendosi presidato

il

dominio,

il

gover-

impiegati nelle legazioni per a Ha ri
cili

no,

il

distretto del preside, Praesidalus;
l'ufficio, la dignità,
Il
il

e nel governo delle città. In

Roma

presidentato
la

domi-

nio del presidente.
s.

titolo di preside nelai

Scrittura è dato

governatori della

Giudea, dopo che il paese fu ridotto a provincia romana. I presidi delle provincie o procuratori di Cesare erano uffiziali istituiti da Augusto per governare
le

nella curia e governamento della s. Sede e nello stato pontificio, molte cariche ebbero ed hanno il titolo di Preside, col quale genericamente si appellano Legai

ti

e Delegali delle provincie, e di Presi-

dente.

A Delegazioni

e Legazioni aposto-

liche dello stato pontifìcio e negli articoli

provincie più esposte alle incursioni ne-

che

li

risguardano parlai de' presidi delle

miche, munite di piazze forti e castella con presidio di guarnigione d'armati, secondo la divisione da lui fatta, lasciando
al

provincie antichi e odierni,

come

del pre-

sidente della legazione e provincia d'

Ur-

bino cardinale o prelato, ed era posto cardinalizio, con altro prelato vice-presiden-

senalola cura di quelle più tranquille:

erano luogotenenti o legati consolari o semplicemente consolari: avevano diessi

ritto di

portar

la

spada e l'abito militare
rnili^

Avignone e contea Venaissina prelato, e del preside del Presidato di Montalto egualmente prelato.
te; del presidente d'

e di poter condannare a morte un
te,
il

In

Romaeravi

il

che non potevano costume di scrivere

i

consoli.

le

cose di

Avevano gran moli

Contorca di Roma (?

prelato presidente della r .) , ma a Pio IX dissi

come

nel fine d'ottobre

1847
la

ces sò, ve-

mento

all'imperatore, e Claudio
soliti

teme-

nendo conferita subito

carica ad

un

macchinare cose nuove, mentre Adriano punì severamente presidenti e procuratori delle
i

va assai, perchè erano

cardinale col titolo di Presidente di Ro-

ma

e

Comarca, con

l'esercizio della sula

periore autorità non solo sopra tutta

provincie trovati in colpa,
l'annalista Rinaldi.

come

riporta
si

Comarca, come
to,

l'avea esercitata
il

il

prela-

Da

questi pur

ap-

ma

eziandio sopra

consiglio e

ma-

prende, che nel concilio d'Ailesove in-

gistratura municipale di

Roma, conser-

tervenne Costantino, yenendoesclusidal-

vandosi quel medesimo ministero che a-

4

PRE
\ea assistilo
gli affari
il

PRE
(^.), o Segretario di stato {f^.)j
il

1

8-»

prelato,

onde assisterlo ne-

del consiglio di stalo istituito da Pio

IX

comunali eprovinciali. Nell'articoloPio IX dissi ancora cerne in novembre 1 85o aumentò il Circondario di Roma e

cardi-

nal presidente del convitto ed istruzione

de'sordo-muti presso l'Ospizio di
ria degli Angeli (Z^.).
te della

s.

Ma-

Comarca

colle provincie di

Viterbo, Ci-

Prima era presidengli

vitavecchia e Orvieto, conferendo al cardinale le attribueioni di legato. Inoltre
in detto articolo riportai

Congregazione speciale sanitaria
cardinal segretario per
affini

(P .)

il

che

nell'otto-

di stato interni,

ed ora

lo è

il

prelato miprelati pre-

bre 1847 cessò

la

carica del carcuna ' l>ve '

nistro dell'interno. Vi sono
sidenti dello studio del

i

sidente della Congregazione di revisione

(K.), e in diversi tempi
tizie de' Chierici

le

cariche prela(J7 .), cioè del

di

Camera

Musaico (^ •), dei r Tribunalidi Roma(P .), dell' Accademia ecclesiastica (F), restaurata da Pio IX
(/^.): di

presidente delle armi o Milizie pontificie

più ad Accademie parlai de'di-

(V),

del presidente d' Acque

e.

Strade

versi presidenti delle

(f.), del quale pure parlai a Congrega-

stici e secolari, Ira 'primi

medesime, ecclesianominerò quello

zione delle acque: ai chierici di camera appartengono le presidenzedegliy^rc/t'V/
{[''.)-,

prelato dell'accademia di religione cattolica, talvolta cardinale
te;

come

al

presens.

AeW Annona [F.) e grascia

(ne par-

tra'secondi quello dell'accademia di
(dell'attuale suo locale parlai
p.

lai

anche a Prefetto e in più luoghi); delle Zecche (F.), e degli uffizi del bollo
ori ed argenti;

Luca
voi.

nel

L II,

278) che gode il

titolo di prin-

deW Ospizio

apostolico di

cipe e quegli onori riportati a Cavalieri

Michelejed al decano la presidenza delcongregazionecriminalecamerale, che si compone del prelato uditore del camerlengo ed\ due giudici camerali. A Cas.

la

ordine de'presidenti, ec, ordine che pel i.° ebbe il celebre barone Vincenzo Ca-

muccini.Di frequente si conferisce dal Papa il titolo di presidente a qualche precaria
attualcommissione o congregazione mente vi sono ancora il cardinal presidente della commissione per l'ammortizzazione della carta monetata, ed il prelato presidente della commissione degli ospedali di Roma, de'quali parlai a Pio IX che li nominò. Antichissimo è l'uffizio nella Can->
:

mera apostolica e nel vol.IX,p. 198, narche fino al 1828 ebbe un prelato presidente. Vi è il cardinale presidente dei sussidi, di cui parlai a Elemosiniere, Povero, Ospizio dis. Maria degli Angeli, istituito da Leone XIIj il cardinal prerai

sidente de' Spogli (F.), che riunisce

la

pre-

fettura dell'economia nella Congregazio-

celleria di

s.

Chiesa del presidente del
di-

ne di propaganda fide (f.)j

il

cardinal

piombo

,

ora depositario generale del

presidente del Censo (/r.), di cui meglio a Congregazione del censo (Galletti, Fri-

piombo, che essendo prelato godequel
i

stintivo che accennai a Piombo, indicando

micero
bis

p.

1

to dell'822, parla del

82, pubblicando un documenMagister censio Urstato uffizio

luoghi ove parlo di
1

p.
la

Romae, e pensa che fosse

lui, come ne' voi. VII, 58,XV1, p. 292, ed ha posto in cappelcome dissi nel voi. VII, p. 299. Dei 1

secolare del

comune
gli

della città, pei censi
i

presidenti de' Rioni di

Roma

e loro presi-

e tributi che

doveano

romani);

il

denze regionarie ne
e nel voi.

trattai a

cardinal presidente della Congregazione speciale per la riedificazione della basir

XXXII, p. i3

e 16, cioè a

Capo Rioni Go-

lica di

s.

Paolo (^ .)j
(?'.),

il

cardinal presivisita

vernatore di Roma, ove ragiono della polizia (anche a Prefetto, a Pompieri e altrove per l'antica), attualmente per disposizione di Pio

dente della Congregazione della
apostolica

che è

il

cardinal vicario,
il

IX

affidata al prelato

essendone prefetto \\ Papa;

cardinal pre-

direttore generale, da cui
presidenti regionari.

sidente del consiglio de* Ministri (!'.) e

A Museo

dipendono i e Proto

?

i86

PRE
tolava
si

PRE
come discendente da un Giovanni preie nestoriano. Altri vogliono che siacosì chiamato per umiltà. Volterrano, Diario t. a 3, Rer. Ilalicar. p. 56, dice: » Christian! sunt, quibus rex le imperi1
i

motecaCipitoi ina dissi del presidente antiquario, a Università romana de'presitli-nti de'collegi, ed in altri articoli de'diversi presidenti: hanno finalmente quesuperiori generali delle conlito titolo
i

1

gregazioni benedettine de' Cisterciensi e

de'Cassinesi (V.),

non che

la

presidente

delle Oblate di S.Francesca

romana(fr.).

Morcelli riporta molti eleganti vocaboli
latini del titolo di

tal, quem nos Presto Joanne vulgo dicimus".Si possono vedere^ Damiano Gioes, Defide Religione moribusque aethiopurn, sub imperio preciosi Johannis 3 quemvul-

preside e presidente.
,

guru PresbylerumJohannem vocanl,Varisiis

PRESTI MONIO
nefìcio,

Praestimonium.

i54i. G. Lodolfo, Hist. Aethiopae,

Beneficio ecclesiastico senza titolo di be-

onde

differisce dal beneficio

semol-

quod vulgo perperam Presby teri Johannis vocantur 3 izsive regni Abyssinorum ,

plice, col peso di

qualche opera pia,
(

da eseguirsi dal possessore, o destinato a qualche giovane ecclesiastico per aiutarlo a terminare suoi studi ed a servire la Chiesa. Il concilio di Trento usò questo vocabolo quando decretò la tassa da imporsi dal
tre le

Ore canoniche

V.),

nae 676.Dicterico Luders, DehisL imp. Abyssin. quod sub Presb. Joh. esse di1

ci tur, Viteb.

167

1.
( s. )
il
,

PRETESTATO
Rouen. Non go della sua
si

vescovo di
e
il

i

conosce

tempo

luo-

nascita.

Fu

eletto vescovo di

Rouen

nel

54g ed

assistè al

concilio di

vescovo sopra beni
i

ecclesiastici pel

man-

Parigi nel

tenimento del seminario. Dice Macri, che in Ispagna si praticano i preslimoni , e sono cosi denominati perchè il possessore deve prestare qualche opera pia imposta
dal fondatore. Cecconi, De''seminari , os:

tenuto nel

55j, non chea quello di Tours 566. Lo zelo con cui s'oppodi Chilperico, e
gli attirò

neva
rava

alle ingiustizie della regina

gonda moglie
le

Fredene censul'odio di

sregolatezze,

questa malvagia principessa e l'espose a
crudeli persecuzioni.

serva che in vigore del decreto Tridenti-

Dopo
,

la

morte

di

no, preslimoni o presti moniali si possono
i

Sigeberto re d'Austrasia, che Fredegon-

unire eapplicareal seminario, perchè so-

da avea

fatto assassinare

Chilperico re

no

benefizi semplici senza obblighi perso-

di Parigi e di Soissons

mandò
di

suo

figlio

nali,

qua lifìcandoli, sii pendio detratto dai

Meroveo per impadronirsi
di altri luoghi soggetti al
sia.

Poitiers e

beni ecclesiastici che suol dividersi tra i canonici ovvero tra'chierici in vantaggio
del loro onesto trattamento; e

regno d'Austra-

Meroveo invece

di eseguire gli ordi-

quando
perpe-

questo assegnamento

sia stabile e

tuo, assume la natura di beneficio, e non avendo annesso I' obbligo personale potrà unirsi al seminario. Preslimoni
si

dis-

sero pure certi

uffizi

perpetui dati

ai sa-

cerdoti attaccali a capitoli o altre chiese,

od

ti

religiosi ai quali

pagavansi delle mestitolo di loro sus-

suo padre, recossi segretamente a Rouen, ov'era la sua zia Brunechilde, vedova di Sigeberto, per la quale avendo una violenta passione, le propose di sposarla né ella ricusò. Pretestato, temendo le conseguenze d' un commercio sì scandaloso, li congiunse in matrimonio. Chilperico irritato contro Pretestato, che
ni di
,

se, che

celebravano a

gli fu

dato a credere complice della

ri-

sistenza.

bellione del figlio, convocò a Parigi
concilio per farlo condannare, l'anno
S.

un

PRETE. V. Sacerdote e Preti. PRETEGIANNI o JANNI. V. Nestoriani, Abissisia, Etiopia, ossia
i

577.

Gregorio di Tours prese

ivi le

sue di-

voi.

1,

p.

fese ,e Pretestato confessò di
il

aver fallo

a8,XX.II,p.

con

Du

35, 139, i4«- Aggiungerò Cange, che questo re cos'i s'inti1

matrimonio, ma sostenne di non avere avuto alcuna parte alla ribellione di

PRE
Meroveo. Se non che essendo sialo male consiglialo da alcuni officiali della corte, che gli rappresentarono essere imprudenza il questionare col re, e che più gli gioverebbe confessarsi reo del supposto
delitto, assicurandolo che
si

PRE
usa nella Chiesa per significare
il

.87
prete

o sagro ministrodell'altare, eziandio non provvisto di veruna dignità, benefìcio, l'itolo o prebenda, ed
i

cardinali

litolari

piuttosto sono stati chiamati preti diesacerdoti,
lasciato

avrebbe ottedebolezza di

nuto grazia dal

re,

il

credulo vescovo fu
la

colto al laccio, ed

ebbe
si

tutto

acconsentire a ciò che
perderlo.
to fu

esigeva da lui per

legge
e già

Su questa confessione Pretesta-

come più cospicuo nella Chiesa, secondo come più comune a il clero; prete come proprio della nuova, sacerdote come universale comune agli ebrei e gentili, come
il

condannato dal concilio, ed il re lo mandò in esilio in una piccola isola della
testato espiò nell' esilio la sua debolezza
colla penitenza, e diede

osserva Piazza, Gerarchia cardinalizia
p.

363. Ad Arciprete

Io dissi

i.° e

su-

bassa Normandia presso Coulances. Pre-

periore tra'preti. Questo titolo,

al dire di

Piazza, significa capo,priore,seniore-, pre-

pio delle

un luminoso esempiù eroiche virtù. Dopo la mor-

sidenteo primo de'preti, perchè presiede
loro in ordine dell'uffìzio sacerdotale; non che primo tra le dignilà de'capitoli, co-

te di Chilperico, trucidato a Chelles nel

584,

il

santo vescovo fu rimesso sulla sua

me

de'gradi minori
Il

il

i.°

è

il

presbite-

sede, e l'anno susseguente assistè al
concilio di
si


con-

rato o sacerdozio.
preti
si

Macon, ove

fece molti discorla

primo de'cardinali denominò fino dalla più remola
in cui

e

propose delle saggie regole per

antichità col titolo di arciprete, sino al
secolo
si

servazione della disciplina. Continuò

ad

XII

incominciò a intitolar-

invigilare con sollecitudine alla diletta sua

Prior presbyterorutn cardinalium, co-

greggia
di far

,

e procurò colle sue esortazioni

me
e

conoscere a Fredegonda l'enormi,

tà de' suoi delitti
di spacciarsi

per cui essa deliberò
II

il primo de Diaconi Cardinali (V.J, arcidiacono , Prior diaconorum cardinalium. V, Priore. Nel concilio li Ni-

di lui.

santo vescovo fu
il

assassinato
col

mentre cantava
in

mattutino
fu

suo clero,
1!

giorno di domenica nel

ceno del 787 uno de'legali apostolici era il cardinal arciprete, che viene chiamalo Pe.tr uni priinuin presbyterum, cioè nella
vita di
vi è
s.

586. tono
di

martirologio

romano ne
:

men-

Tarasio. In detto concilio poi

zione a'24 di febbraio
la

alcuni autori meteli

espressamente chiamato anche Priil

sua morte a'i4

aprile,
il

suppogiorno

nendo che
Pasqua.

fosse stato trucidato

ma tem presbyterorwn, e certo era primo prete del mondo, non che Archipresbylerum apostolicae cathedrae. A Penitenziere maggiore dissi cheanticamente lo era l'arciprete di
s.

PRETI CARDINALI.Dell'origine,dignità, prerogative, vesti, insegne, creazio-

romana

chiesa

ne
la

e funerali de'cardinali dell'ordine dei
il

o
1 1

i.°

cardinale dell'ordine de'preti. Mei
si

preti,

secondo de'tre

di cui

si

compone

18

trova

Amicus presbyler

cardi-

gerarchia cardinalizia del Sagro Col'

legio (V.), de' Vescovi) Preti e Diaconi,

diffusamente ragionai a Cardinali di

s.

Crucis S. R. E. Archipre sby ter, e forse fu una delle ultime volte, poiché nel 1 i43 comincia a leggersi Prior prenalis
s.

ROMANA

CHIESA, TlTOLI CARDINALIZI,

PRE-

sbyterorum, come negli anniseguenti. Gli
ordini gerarchici de'cardinali preti e dei cardinali diaconi è di remotissima
ori-

SBITERIO, e negli altri moltissimi articoli
in cui trattai di lutto

quanto può riguardare i cardinali preti, che lungo assai sarebbe se volessi semplicementeaccennarli, ed ove riportai eziandio le tante opere
che ne parlano.
1 1

gine, ed anteriori all'ordine de'cardinali

Vescovi (V.): per lungo tempo s'ignorò
il

nome di

cardinale vescovo. Stefano 111

nome

di

Sacerdote (F.)

nel concilio del

769

fa di loro

menzione,

88

PRE
ebdomadari e celuogo del Papa nel-

PRE
vo l'ordine sagro; preti mettevano il titolo (non erano già chiamati cardinali dal titolo, ma cardinali della s. Sede o s. romana chiesa il titolo era un aggiunto postei

.miai! vescovi cardinali

lebranti per turno in
la patriarcale basilica

o Chiesa dis. Giovannini Laterano (f7 .). Egualmente nelle patriarcali basiliche o Chiese di s. Pietro, di

;

riore alla sostanza della cosa), e

i

diaconi

e di

s.

Maria Maggiore Lorenzo fuori le mura {f7.), sette
s.

Paolo, di

s.

ora

la

chiesa diaconale o diaconia, ora la

regione sulla quale aveano giurisdizione

cardinali preti facevano ogni giorno l'uf-

inclusivamente
Gelasio
I

al clero.
i

Nel

494 sol os
'

-

ihÀaluvaEbdomadaria (P .), e quali li nominai a quegli
articoli

si

trovano

nomide'cardiuali

ed a Titoli, cele-

preti coi loro titoli e poscia

un gran nu-

brando pel Pontefice sull'altare papale. JNel i 8 il i.° de'cardinali vescovi s'intitolava Episcopus Ostiensis Prior, sive decanus episcoporum. V. Decano del s. Albertus de Collegio. Nel i 85 si ha
1

mero

di arcipreti.

I

cardinali preti e dia-

i

coni nella chiesa
affattodi versi dal
ti

romana furono sempre numeroso stuolo di prei

e diaconi minori,

quali trova vansi in

1

,

Roma
in

M^orra bcneventanus presbyter cardinalis ti tuli s. Lati reni ii in Lucina S.R. E. cancellarius Prior presbyterorumj e nel
i 187 Diaconus cardinalis s. Marine in Cosmedin Prior diaconorum.Tlranoc[ue-

o capitoli, per la diurna e notturna salmodia, pel servigio
in tanti collegi

comune,
ec.

e per

hebdomadas

distribui-

to agl'individui, pei bisogni del popolo,

malati,

In detto pontificato

si

vedono
i

28
li

preti cardinali, quanti

erano allora

sii

i

capi d'ordine de'cardinali
il

vescovi,

titoli

cardinalizi presbiterali, il i.°de'quatitillo s.

preti e diaconi:

solo i.° de' vescovi rigli altri lascia-

è segnato Presbyter in

Praxcil

tenne

il

titolo di

decano,

dis S. R. E, Arclvpresbyter, cioè
preti cardinali; poi vedonsi
i

."
r

dei

l"ono quello di Priore (/

r
.),

giacché co-

minciava ad essere con frequenza assunto da ecclesiastici minori; e s'intitolaro-

cardinali,

il


1

de'quali
et in

si

7 diaconi segna S. R. E.

A rchidi aconiti,
si

regione terlia dia-

no Primo Prete e Primo Diacono. Anticamente e per quanto dichiarai ai
loro articoli,
i

conus cardinalis etdecima. Quel segnarprete ed arciprete della
s.

romana

chie

-

cardinali diaconi forse sui

perarono

in

potere cardinali preti, stante

le particolari

ingerenze sul Patrimonio

diacono ed arcidiacono, mostra l'importanza diesi metteva nell'apparlenere al Presbiterio pontificio, o senato aposa,

della Chiesa, ed altre gravi e importanti

stolico de'cardinali,

ad onta della poten-

iucumbenze.
rica di

I

Papi però sempre

si

ser-

za

immensa

della carica di arciprete e arsi

virono indifferentemente, anche nella ca-

cidiacono, che
to. Inoltre vi
toli

me

1

Legato(Pr.), de'cardinali preti, code' cardinali diaconi. In Sede vacan-

mentova come aggiundi 28 tidiversi, per ognuno de'quali vi è mensono 28 arcipreti
il

te (?'.)>

come

gli
il

odierni capi d'ordine,

il

tovalo
chi,

cardinale: non erano ne parròtale secolo

de'preti e

i.°
s.

de'diaconi reggevano
la

ne preti semplici. In
."
1

non
que-

le redini della

Sede e

governavano:

eravi che
sto era
il

un arciprete per

diocesi, e
i

ciò

che fanno

al

presente lo dichiarai a

de'preti cattedrali,

quali

Congbeg azioni cardinalizie che si adunano nella sede vacante, a Conclave, a Elezione del Papa; avendo trattatoa Consagrazionedel PApA,diquanto si fa se l'ediacono nell'orletto è semplice prete
dine sagro. Ne'concilii
si

per

lo

meno doveano
i.°

diaconi,

7 de'quali era l'arcidiacono: in
si

essere 12, con

Roma

però non

trovano arcidiaconi
la

subalterni, essendo troppo grande

po-

tenza della carica del cardinal arcidiacono, perchè questo

sottoscrivevano
i

nome

si

accomunasse

tanto i cardinali preti, che

cardinali dia-

ad

ecclesiastici inferiori.

coni (prima de' vescov imperché eguali,sal-

rono parecchi arcipreti,

Se in Roma fue ne feci il novero

PRE
nel

PRE
DI
ri,

189
i.°

ARCIPRETE DELLE CHIESE E BASILICHE

de'quali egli era

il

e ne tenea cu-

Roma, mio solo come altro ve era te del presbiterio del Papa o sia
collegio; gli al tri
si

l'arcipre-

del sagro

con veni vano alla nobil-

Arroge quanto leggo in Crescimbes. Giovanni a porta Lati' na p. 368, parlando della differenza tra
ra.
ni,

Istoria di

tà delle Collegiate della chiesa
(i

romana

i

cardinali preti de'titoli di

Roma
ne

e gli

canonici delle basiliche e collegiale di

arcipreti de'medesimi titoli,

alfermamlo
tito-

Roma precedono i canonici cattedrali anche nelle rispettive diocesi, non quanto
all'antichità,

che
lari,

essi

non erano né

cardinali,

ma

capi de'collegi o per meglio dititoli esistenti,

ma
i

all'essere del clero ro-

re delle collegiate in essi

mano, che dopo