DIZIONARIO

DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al

PRINCIPALI
PIÙ

SANTI, BEATI,

MARTIRI,

PADRI,
AI

AI

E

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

VARII

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADI DELLA GERARCHIA
ARCIVESCOVILI
E

DELLA
AI

CHIESA

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE
SACRE,

CITTA

PATRIARCALI,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII,
RITI,

ALLE FESTE PIÙ
PAPALI,

SOLENNI,
E

ALLE

ALLE

CAPPELLE

CARDINALIZIE
OSPITALIERI,

PRELATIZIE, AGLI ORDINI

RELIGIOSI,

MILITARI,

EQUESTRI

ED

NON

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. ^C.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO
SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTITÀ PIO

IX.

VCL. LVIL

Iwsema^, Pop/
IN

VENEZIA
MDCCCLII.

DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

R
REF
R> LEFERENDARI di Segn atuba, Heferendariis signaturae, Vtriusqut signa-

REF
rendari, ed
tribunale
detti
tori.
:

hanno voto
i

deliberativo nel

referendari propriamente
rela•

luvae Refeieiidariis. Prelati
la le

officiali

del-

sono semplici proponenti, cioè

santa Sede,

ai

quali spetta di riferire
nel tribunale

Dell'antichissimo uffizio del referen

cause e

le liti

supremo

Segnatura di giustizia (/'•), ed in quello della Segnatura di grazia (^.), quando esisteva, la quale si adunava in
della

dario delle suppliche de'principi, parlai nel voi. XLI V, p. 1 1 e 1 82. li cardinal
dice de'referendari

Bentivoglio nelle Memorie, lib. i,cap.8, « Egli è questo su:

presenza del Papa, ed ecco perchè

si

chia-

mano ancora Referendari

dell'una e del-

periore nel numero, non avendo limitazione alcuna; e si poti'ebbe eziandio chia-

l'altra segnatura. Nelle Notizie di

Roma

annuali sono riportati questi monsignori prelati referendari, secondo V epoca del

mare superiore di qualità, perchè in esso ordinariamente suole entrare la gioventù più nobile e più fiorita d'Italia, per introdursi in quel

giuramento prestato
To; ed in quelle deli

nella

medesima

se-

modo

nel servizio della

gnatura, di che tenni proposito a Pbela-

852 incominciando

dali.°

prestò

mg/ Lodovico Conventati cheto ai5 novembrei8i5, se ne con67 appartenGregorio XVI, 19
,

tano

io5i, de'quali prelati

gono
lito
;

al pontificalo di

da un impiego all'altro, o sia dentro o fuori di Roma. Così pigliando da quel principio di mezzani progressi, il salire poi di mano in mano all'avanzamento di altre fortune maggiori ". Piazza , Eusevologio rocorte, e passar in tal guisa

all'odierno.

Il loro numero non è stabicome sono ammessi con qualche

mano

p.

273, del Collegio de'referendasegnatura, osserva con l'erudito

ri della

diffusione trattai al citato articolo Pbe-

Fatinelli

che l'uso di porgerei Memoriali

LATo.ove pur

dissi

quando cambiano l'aI

[f.)

ai

principi e sovrani fu

sempre
il

co-

bito prelatìzio da nero in paonazzo.

f'o-

mune

appresso tutte

le nazioni;

colle-

tanti di segnatura {F.) sono pure refe-

gio però delle persone destinate ad iscan-

4
clagliniTi

REF
e
riferirli, col tìtolo di

REF
referen-

più segrete,

come

quelli

che soprinteni

dari,

riconosce fino dal

peratore Eraclio del

tempo dell'im610, che ne formò

devano

alle risposte.

Furono chiamati

referendari apostolici, al dire di Piazza,
spettabili
fetti delle

poi e dimìmutazioni de'ten)pi,dal senatororaano,dagrimperaturiedai Papi. Di questo numero e onore fu presso

un corpo dii2, accresciuto
le

ed eguali
Provincie,
;

ai

consoli ed ai preli

nuito secondo

come

nominò Giu-

stiniano

non che appellati custodi e maestri de'sagri libelli, operari benemeI

Caracalla imperatore

il

famoso giurecon-

riti

e indefessi della repubblica cristiana
s.

sulto Papiniano; presso l'imperatore A-

e della

Sede.

Da

Cassiodoro, in Far'

lessandro Severo

il

celebre giureconsul-

mul.
li

to Ulpiano; presso Giustiniano I,con no-

j de Rtfer. (uvono celebrati quacanali delle preghiere, delle lagrime e
lib.

me di referendario del sagro palazzo, Teodoro gran dottore di legge; appresso s. Gregorio I, con vocabolo di consigliere (del quale uffizio primario parlai a Presbiterio), come prima di luì presso ss.
i

de'sospiri de'suddili e de'miseri; ed altresì fedeli interpreti

delle graziose in-

dulgenze del principe, mallevadori delle pubbliche querele e solleciti amministratori di grazie de'consultori della giustizia.

Pontefici Zosimo, Ilario e Gelasio

I,

furo-

Aggiunge Piazza che
le

l'ofTizio

de're-

no

in

questo sagro ministero Pietro Dia-

ferendari nella curia

romana
cause

è di rice-

cono, Emiliano, Paterio e Giovanni difensore ; dicesì sagro perchè s. Gregorio
1

vere
ni, e

suppliche, chiamate Coniinissiole loro
al princii

introdurre

avendo rimossi dal suo
i

servìzio

dome-

pe, quindi riferire ai ricorrenti

rescritti

stico lutti

secolari, scelse per suoi con-

siglieri e famigliari chierici

prudenti, ac-

Segnatura udienza o concistoro del principe: impelegittimijeperciò chiamasi
la

ciocché governassero anche
nio della
s.

il PatrimoScde{y.), come notai a Fa-

rocché fu di
presso
i

tal

confidenza quest'ofhzio
solo referendario

re di Francia, che al riferire di
il

miglia PONTIFICIA e in

altri articoli.

Tra

i

Sigeberto in Chron.,

romani furono anche
notari,
i

detti referendari

i

avea
si

la

custodia del sigillo regio, con cui
i

ricevitori degli alti pubblici, cu-

segnavano
dinastia

diplomi. In Francia sotto
i

stodi degli archivii o scrinati, gl'incaricaX'ì

alla spedizione degli atti

o deiruffipersonag-

zio di riferire le cause. Nel

V secolo erai

no
gi

collocati

per grado dopo

ch'erano qualificati

d'illustri.

Ve

n'e-

rano molti, ed esponevano agl'imperatori le domande de'privati, e dubbi ini

referendari furono maggiormente onorati che in Oriente e in Italia. Il gran referendario o il capo di tutti gli altri avea la cura dell' anello o sigillo reale. Egli riferiva al sovrano il contenuto de'diplomi, li presentava alla sua segnatura, li sottoscriveva egli stesso
la I.*

corti ne'giudici. L'ufìiziodi referendario,

e .tuggcllava. Gli altri referendari inferiori

dicono Macri e Piazza,
re preno
nt'l
i

{u di tanto

onoal

o

sostituti .scrivevano gli atti.

La

ca-

patriarchi di Costantinopoli
di Giuttiniaiio
I,

tempo

che oltre

riferire all'imperatore tutti gli allari dei

VMcovi orientali per riportarne
veaoo
ollresì
il

la solle-

gran referendario sotto la 3.' dinastia fu unita a (juella del gran cancelliere, insieme all'altra di conte del palazzo. In appresso si stabilirono de'referica di

cila spedizione de'rciciitli imperiali, a-

rendari nelle piccole cancellerie, afiinchè

privilegio di spogliare

l'iDiperatorc del

montod'oro ormitudel-

le aquile auguste,

come

nel giorno della
:

che reo niaìlres des reyu/'Vr.v esercitavano nello grandi. liradunvi esercitassero le stesse funzioni
i

latori delle RU|)[)liclie

Mia Solenne coronazione
•effigi e

al

patriarca

i

que

l'oflicio di
,

relercndario aiiclie nelle

referendari prestavano egualmente dei

corti .secolari

oc riportavano

le

uinbasciulc

lune liefcrendarius J'ucral,

Hequisilusque Olito </ui cuj'its ibi sub-

REF
scriptìo

REF
ostante che molti approvassero
la

5
sop-

mediata tenehatnr, adfuit, negat

se siibscripsisse,

come

si

legge in

s.

gorio di Tourslib. IO, c.ig.
te

Tra

le

Gremoli

pressione, poiché tanta moltitudine di
referendari sembrava smisurata, molto

ceremonie, colle quali sicreavano
,

re-

dispendiosa e conseguentemente troppo

ferendari
l'cinello d'

la

principale era di ricevere

gravosa alla camera apostolica. Tanto a
difesa del severo Pontefice scrisse l'Ortiz

onde

si

oro dalle mani del principe ; apprende dalla vita di s. Bonito
III re di

amorevole suo panegirista;
duttore e annotatore

vescovo cancelliere di Sigeberto

ma suo De Lagna vi
il

tra-

ag-

Austrasianel secolo VII: Nec multo post, amilo ex marni regìs accepto , refercndarii officium adepUis
est. Galletti,

giunse questa grave nota: »Alle persone

Del

vestarario di

s.

romana

chiesa p. 85, in
lo scris-

bene intenzionate e pratiche della curia romana, e che dell'ottimo regolamento di questi tribunali e de' soggetti che li

un documento delySijdice che
se

Andvealis referendarii. Muratori, Dis' sert. 4> Degli uffìzi della corte, osserva che non è ben chiaro qual fosse l'ufìizio di
referendario nel palazzo de're longobardi.

devonocomporre hanno quella idea ch'enon potè fare a meno di non esser molto grata e molsige la virtù e la giustizia,

to da esso loro applaudita questa determinazione d'Adriano VI, cioè di restrin-

Abbiamo

nella cronaca Farfense

un

gere

il

numero
i

de' referendari".

diploma di re Astolfo scritto nel 'j5&, ex dieta Domni regìs per Theoperlum illius
Referendariiim j cioè non
costui fosse segretario
si

in Novaes, Storia di

ridusse a otto
secolo

Leggo Adriano fi, che referendari. Più di un

conosce se

de memoriali o^regio, a cui api

pure cancelliere e notaro
partenesse Io scrivere
le"!

diplomi e privi-

Gli odierni referendari apostolici, se-

condo Macri, furono introdotti da Alessandro VI dell 492) e arricchiti di molti privilegi: sarà meglio il ritenere che ne abbia

opere il dottissimo cardinal de Luca. Veggasi com'egli parla rapporto alla dignità de' referendari antichi e moderni, all'uso di questa stessa dignità e al suo emolumento, lib. XV de Judiciis par. 2, de Relat. Romanae Curiaeforens. d\sc.\x\,o. 2,3,4» Minusque habebatur (olim) usussimscrisse le sue

dopo

pliciuin referendariorura in
et eiiraenato

aumentato
;

il

numero

e stabilito l'uf*

tam copioso numero praelatorum ctijusalicujiis

ilzio

dappoiché sebbene propriamente

cumque
senti
,

generis personarum, ut de prae-

l'origine della segnatura è ignota,

com'è
bolla

forte

sub

reformationis

numero de' primi nondimeno Innocenzo Vili
ignoto
il

referendari,
colla

necessitate habetur, adeo ut status praelulitius et

quodammodo

vilescere incipiat,

Offìcii nostri

debitum, de' 25 gennaio 1491,^"//. Rom.i. 3, par. 3,p. 228, au-

cum

ea contradistinctione inter prae-

latos votantes, et alios qui

ad

dilferen-

torizzò alcuni referendari a giudicare le

tiamdicuntursimplicesreferendarii,quo-

cause, che rimesse alla sua apostolica potestà

uiam aderant solum

illi,

qui gerebant eas

doveansi da

lui stesso
il i

decidere. Benla

partes, quas hodie gerunt votantes in

Alessandro VI fu

."

che divise

Se-

quodam
to

gnatura

in quella di

Graz/a

e in quella

di Giustizia. Riporterò per prova,

come

leggo neirOrtiz, Descriz. del viaggio di

Adriano VI deli 52 2, p. 78, che quel Papa nel riformare la curia romana restrinse il numero de'referendari, che allora erano 3o determinazione che aumeulò coulro di lui il mule umore, non
;

praefinilo nimiumque moderanumero, qui ncque ad hodiernum solurum votanlium ascendebat; atque bine sequebatur, quod in magna erat existiniatione magnisque potiebantur prae,

eminentiis et praerogativis etiam supra

prulhonotarios, ac rotae auditores,elca-

nierae clericos; et merito quidem,
csscut

cum

Papae coUalerales, ac immediati

6
consiliarii.

REF
La

REF
spedizione gratis delle bolle, l'esenzione dalla gabella del vino ne porti di

Item antiqui scriplores praesupponunt , quod hoc munus notabìlia
piaeseferret eraoluraenla licita et publica, ultra alia considerabilia,quae produ-

Ripa e Ripetta, e dalle decime,
altri tributi laicali.

lasse
essi

e e

L'esenzione di

cebant munera, quae utpote in escuientis

loro famigliari dalla giurisdizione degli

et poculentis consistentia, licita repu-

ordinari, in

uno

ai

loro benefizi, preben-

tabantur, et tamen hodie istud muuus votaotisutiiusquesignaluraenullum penitus producil

de, beni, cappellani, famigliari e servi,

tanto dalla visita, quanto dalla correzione,superiorità e dominio per tutto
so di loro vita.
risdizione che
vi,
si
il

emolumentum, minusque

cor-

forte existinaatione considerabilena, nisi

Né solamente
compete

dalla giu-

circa aliquod tale quale litigantium in-

agli arcivesco-

obsequium, prò aliqua benevolentia captanda, adeo ut reputetur inpraelatisinfortunium ad istud munus
ferìoris classis

vescovi e altri prelati, ma ancora

daU

la

temporale de'presidi, de' governatori

e di qualunque superiore per dignità ecclesiastica e
gli stessi

pervenire. Talis est rerum
to alla maniei-a con cui

mundi

vicissi-

temporale eminente, anzi des.

tudoactemporum immutatio". Rapporvengono
creati
i

delegati e suddelegati della
111 ricevuti

referendari, come anche rapporto a molti

altri privilegi e

doveri veggasi

il

citato

perse e successori referendari d'allora ed futuri sotto l'ombra autorevole di s. Piei i

Sede, per avere Paolo

discorso.Col pontificato diPaolo 1 1 1 spun-

tro, acciò non conoscessero altra superiorità e

tarono giorni sereni e
delle

lieti

pei referendari
s.

subordinazione che quella del
il

due segnature
1

della

Sede; questo

tribunale pontificio, avanti

quale

sol-

Papa colla bolla Debita consideratione, de'3o luglio 540, Bull. Rom. l. 4, par.

tanto doveano essere convenuti.

Venne

perciò interdetto a'nominati d'introdursi

P''74»

'•

ricolmò

di elogi, di privilegi
i

nelle cause spettanti a'refereiulari, di

e di grazie, chiamandoli

più

stretti

e

confidenti ministri del principato, eguali e come nati dal chiaro sangue de' principi e de'baroni.

X

Pertanto come Leone e Clemente VII li dichiarò prelati, fa-

migliari e continui commensali del Papa, per cui riceverono dal palazzo apostolico la parte di

pane e vino, della quale non ebbero per essa alcun compenso; noturi
parlai nel vol.L, p. ?.o5, tolta la quale

promulgar sentenze, e di avanzarsi alla comminazione delle pene e delle censure, e molto meno ad elfeltuarle per qualunque delitto si stipuli il contratto ed esista la cosa, purché l'eccesso non vada a ferire la maestà del Papa e di s. Chiesa. Questa proibizione si estese anche sopra proventi loro, che soggiacere non doi

vessero a'pubblici dazi, collette e pedaggi,

dellasedeapostolica, conti palatini e nobili.

quando non vengano imposti colla su* prema autorità della s. Scile. Chiunque
pena di ntdiilà cdi maggior decoro delprerogative dei

Concesse

il

proprio

stemma dei Farne-

ardirà di fabbricar procossi contro (|uesti
prelati incorrerà nella

si

ad

essi e

loro discendenti, se avessero

voluto inquartarlo nei loro, qual segno d'onore. Die loro la facoltà di creare nolari e conferire lauree dottorali,

attentato,

il

tutto a

l'abito, dignità, lustro e

ed a

ta-

prelati della sede apostolica. Li abilitò

a

le cfletto nella bolla prescrisse la

forma

conseguire

le

grazie espetlativee la plui

del giuramento da prestarsi

;

di Icgitti-'

ralità de'bencfìzi,

(piali colle

prebende

mare

gli

spurii o bastardi, di addottora-

potessero conseguire in estranei paesi, co-

re cliam in utroqur /nre. L'uso de'ponlifiadi, della mitra, anello,
rale, e di
le

me
i

fossero tia/ioiiali, potendo percepire

bacolo pasto-

frutti de'bcnefizi

ancorché assenti a cafarsi

dare

le

solenni benedizioni nel-

gione di kludi, polendo

rappresen-

abbttie che uvcticru in commenda.

tare du altri ne'beiielizi personali e cu-

REF
rall
fìzi
;

REF
gono
in

7

come pure

di

poter conferire benedi eil

ecclesiastici.

Die loro l'indulto

NoTaes, Storia di Si^to V, n. 46. Riferisce pertanto Tempesti che prima
di

leggersi

un confessore approvato,
s.

cui

Paolo

ìli

erano di numero incerto

i

Papa

conferisce h. facoltà di assolveredai

referendari, l'officio de'quali è di riferire
nelle segnature di giustizia e di grazia le

casi riservati alla

Sede, a riserva di 5;

di liberarli dal laccio delie censure cano»

accuse avanti al Papa, o ad un cardinale
prefetto che presieda in luogo di lui. Erano cresciuti a tal numero che sopravanzavano le cariche, che si potevano dal Papa distribuire. Con tutto ciò sarebbe
stato di poco

niche, se vi fossero incorsi, e di
tar loro
i

commu-

opere pie. L'indulto dell'altare portatile anche ne'luoghi soggetti all' interdetto, purché non
voti in altre

ne sieno

stati gli

autori o cooperatori, da

danno

il
i

numero

eccessivo,

poterlo alzare in qualunque luogo ben-

se fossero stati eletti

soli meritevoli;

ma

ché non sagro,

ma conveniente; comedi

poter celebrareavanti l'aurora, ed eziandio di far celebrare alla loro presenza.

perchè dalla troppa indulgenza de'tempi passati si faceva nell'elezione d'ogni erba
fascio,

quindi mescolati ì buoni cogl'ignoi

Accordò loro l'indulgenza delle stazioni di Roma, da potersi lucrare in due o tre
altari di chiese a loro scelta.

L'uso delle
il

carni ne'tempi vietati, previo
del medico.

consiglio

Di poter posticipare le ore canoniche. Di disporrede'beni acquistati,
mobili e immobili. Di rassegnare e per-

malvagi, ne derivavano tali diche Sisto V volendo rimediarvi, convocò il concistoro e tutto amareggiato disse a'cardinali: Echefacciam noi? Voi ben vedete che si adoperano tutte le diranti

ed

sordini,

ligenze contro

i

facinorosi, e poi tenghiala

mo

i

nemici domestici dentro

nostra

mutare
ta.

i

benefìzi.

Dichiarò che rofticio

del referendaria to

durava per tutta

la vi-

Questo è

il

sunto sostanziale de'pris.

vilegt concessi ai referendari della

Se-

dominante, vestiti da prelati e da referendari certamente siamo risoluti di volervi rimediare. Approvato dai cardinali il giusto rammarico del Papa, questessa
:

de dalla larga
lo III,

mano e munificenza

di

Pao-

sto pubblicò la bolla

Quemadnioduni

,

anche secondo Marchesi Buonaccorsi, Del protonotariato, p. Sa, 43 e seg. Queste e altre prerogative furono diminuite da nitri Papi; laonde meglio é consultore
la

de'22 settembre i586, Bull. Roni. t. 4» par.4i p- 24i,per la riforma, riducendo
il

collegio de'referendari al solo limitato
di
1

numero

00; e dichiarò che 70 fossero

bell'opera di Vitali,

De fare

referendari dell'una e dell'altra segnatura, di giustizia e di grazia, e

signaturae justiliae.

Pio IV colla bolla Cam nuper,de'3i giiignoi562, Bull. Eorn. t. 4i par. 2, p. i36, sottoscritta dai cardinali, riformò
i

nente

fosse di

che il rimasoprannumeri, per essere

poi surrogati nelle risulte al detto

nume-

ro di 70, col riguardo all'anzianità e al

referendari sul

modo

di riferire e giudi-

merito loro, da considerarsi dal Papa. Li

care le cause, meglio dichiarando le
terie della

ma-

nominò perpetui
sali

segnatura di giustizia e della
giudici della

del Papa,

li

famigliari e commendichiarò esenti dalla giu-

.segnatura di grazia, ordinandone l'osser-

risdizione degli ordinari e

immediatail

vanza a

tutti

i

romana Cu-

mente
tilizi

soggetti alla

s.

Sede, die loro

di-

ria (P^.); insieme alla declaratoria su tale

ritto d'innestare

ne'propri stemmi gen-

riforma, circa prorogationes fatalium, che segnò qual moto proprio co\ placet. Il p. Tempesti nella Storia di Sisto V^ t. p. 264, riporta le provvidenze di quel Papa sul collegio de'referendari dell'una
I ,

ferire le
tati

quello del Papa, eli autorizzò a traspensioni,come riporta anche Vi-

a p. 28. Volle ancora Sisto
si

V che d'inil

di in poi

dovesse formar processo non
qualità per-

meno della nascita, che delle

e dell'altra segnatura, quali pur

si

leg-

sonali e de' costumi di ciascuno,

quale

8

REF
do che
ivi
al

REF
tribunale, con quel regolamento e
riportai al citato articolo

dovesse essere annoverato, e che appartenesse ni cardinal prefetto delia segna-

metoPrela-

tura dare rinfornaazione

ferir poi loro l'abito prelatizio.

Papa, per conDispose

to. Nella Relazione della corte di

Roma,

che nella segnatura di grazia non potranno entrare se non dopo aver passati tre
anui nella segnatura di
la assisteranno
i

giustizia.

A

quel-

i8 referendari, cioè 12
i

stampata nel 1774» colle note del Zaccaria, questi avverte che privilegi de'referendari furono rivocatio modificati da altri Papi, e che Innocenzo Xll colla costituzione Inter gravissimas , rimise ali

più antichi, come giudici, cioè

Volanle

l'arbitrio de'successori l'elezione de' votanti,

ti

di segnatura, e

ti

per riferire

supchia-

mentre per Tinnanzi
li
i

nella

vacanza

pliche. Inoltre Sisto

V confermò
Paolo IH
,

ai re-

subentrava

referendario più antico.

Ma

ferendari

i

privilegi di

siccome amalgama

votanti coi referen-

mandoli
fìcio

costituiti in dignità

ecclesiasti-

dari, senza le debite distinzioni, meglio è

che, a forma della costituzione di Boni-

ommetterlo.il Tosichenel 1800 ristam-

WììyStatulum ad eosdeni

referen-

tale opera,

ma

col titolo:

Del sommo

darios, de Rescripl. in sexto. Riepilogò
diversi privilegi, e fra quelli che vi ag-

Pontefice e della corte

Romana, t. 2, cap. 36, riprodusse il Lunadoro colle note di
aggiunge: Tulli que'perso-

giunse noterò
bulla

l'

indulgenza plenaria in

Zaccaria, colla stessa oscurità e non senza
errori, solo

arliculo morii s.O\\.VQ a ciòSisto
/],rt«f^rt6/Z/.v,

V colla
i

dichiarò referendari

naggi che sono ammessi nella prelatura
di

Protonolariapostolici partecipami ( V.), concedendo loro privilegi,leesenzioniele
i

nobiltà de'Ioro natali e

questa corte, comprovata avendo la la probità de'lo-

prerogative de' referendari, per cui

le ri-

ro costumi, dichiarali vengono referendari apostolici.
tuttociò che
si

porta ancora
corsi.

il

citato

Marchesi Buonac-

Ma

questo non basta, e

Del protonolariato[>. 32,43 e seg., con opportune osservazioni, dicendo che delle prerogative e illustre rango de'referendari trattò con profonda erudizione

richiede lo notai a Pre-

lato, ripeterò ancora una volta, insieme
al loro abito,

avendo detto del cappello

de' referendari nel voi. IX, p. ifjy.
I

mg.' Antonio Altoviti nel suo voto
rito tra le decisioni rotali di
Di'cis.
el scq.

inse,

referendari

hanno luogo
in

nelle caval-

Rembold

cate pel possesso del Papa, vestiti al

mo-

Rolae Rembold volani rni^p.^ZÒ diversoriini : Discursus in causa

do
li.

descritto a

Prelato,

uno

ai fini-

menti e gualdra[)pe che usano ne'ca valNelle relazioni de'A)5.5fò,s/ raccolte

roin. praecedentiacyffuo refcrvndariis si'

da

ffiiaturae praecedcnliani dvbe.ri

a genera1

Cancellieri, nelle più auliche sono

libus regulariuni probalur,

Bomae 676.
i

gamati
stinta

fra

i

Praelalorum

et

amalCnrialium.
si

Deve

notarsi che protonolai
i

apostolici,

Lai." volta che de' referendari

fece di-

tanto partecipanti che soprannumeri, co-

menzione
ilei
I

fu nel possesso di
i

Grego-

me
le

referendari fanno

il

giuramento nel-

rio

XIV

590, dopo

protonotari, e

mani

del cardinal prefetto di segnatu-

ra.

Alessandro VII colla bolla Inter caedegli
I

v'intervennero in grosso numero. La 2.' in (picllo d'Innocenzo X neli()44) dopo
i

/rr/2.r,

1

giugno iO')<), Bull. Roni.

t,

protonotari, nonnulli referendarii sinc
,

6, par. 5, p. 1 1, eresse in collegio i referendari delle due legnature, rappresentato dai 12 prelati votanti cdull'anziano
tiecaiio,
i

rocchellis

mantclleUts tamen induti,

et

pileisscmiponti/ìcatibus, seguiti da'ca vai
leggieri. In <pieIlo di
iti')'),

Alessandro VII del
i

quali

doTCvono

essere prencelti

egualmente dopo

prolonutnri, f<

diilcelode'rererendari;c preteriste liMpiiiIttii

rcfi'icndarinrum ordo palUolis, pilcolis'
fjiKnein iponti/ìriis in^igniliis
fdt. Nel possesso di
sr.

per cstcrvi ammessi ircfeieiMJ.ui, dal

conjiinxc-

cuidinal prefetto, decano e volanti del

Clemente \ del 1G70

5

REF
cavalcarono dopo
al soglio,
i

REF
f/o/de.Censì8di
telletta
essi in

vescovi nonassislenli

rocchetloe

9 man-

rocchelih
(le

ac referendarii ina/UelleUis^et amidi equità nlcs cumpìuileris
in capite hireta,

sostengono
il

le aste del
il

baldacchine'pontifì-

no, sotto

quale va

Papa

panno m'gro, habentes
1676

cali solenni ordinari e straordinari, e nelle processioni delle candele, delle

tt pileos seniìponlificales:

seguivano

i

ca-

palme,

valieggieii. Nel

pel possesso d'Inno-

del

Corpus Domini,
dell'
le

della canonizzazio-

cenzo XI,

i

prelati referendari incedevai

ne,
lati

apertura e chiusura delle porte
quali poidai

no appresso

prolonolari, con rocchetto,

sante:

dette aste sono consegnate ai prei

manlelletla e cuppell()ni,sopra

mule guar,

dai ^/azz/e//^/^.^,
le

me-

nite con valdrappe alla pontificale

ve-

desimi

riprendono. Otto giorni prima

nendo dopo un'altra lettiga del Papa. Similmente nel 1691 per Innocenzo XII in
grandissimo numero con cappelli semicapontificali in testa, indi la lettiga ed
i

di queste processioni
stri

il prefetto de'maeceremonie scrive un biglietto o manda l'invito stampato al decano dei votanti di segnatura, perchè avvisi 8 re-

delle

1701 per Clemente XI vescovi non assistenti, il comappresso referendari in missario della camera ,
valleggieri. Nel
i

ferendari per portare le aste del baldacchino.

Leggo

nelle Indicazioni de' cere*
la

i

vionieri pontificii, che per

processione

grandissimo numero con cappelli semipuntificali, sopra mule con valdrappe nere altrettanto, meno il commissario, si
:

del Corpus
(jutati
le aste,
I

Domini del 684, essendosi ri1

referendari di venire a portare

perchè

in
il

luogo d'Innocenzo

XI

lia

de'possessi d'Innocenzo XllI, di Clevestiti

fece la funzione

cardinal Cibo, supplii

mente XIII
letta e

diroccliottoe mantel,

rono

gli
,

uditori di rota ed

chierici di

cappello semiponlillcale

di Cle-

camera

onde

il

prefetto delle

ceremo-

mente
sistenti

XIV
,

dopo

i

soliti

vescovi

non

as-

nie fece doglianze col cardinal prefetto di

seguiti dalla carrozza pontifìcia

segnatura. Al nominato articolo Cappelle PONTIFICIE, notai
nelle
i

vuota e dai cavalleggieri;cos"iper Pio VI die fu l'ultimo a cavalcare. Pio VII prese possesso

tratti di via in

cui

andando
i

in carrozza,

il

simile
ca-

lunghe processioni i referendari sostengono le aste del baldacchino. Apnis, p.

facendo

i

successori;

nondimeno

vi fu

valcata, ed

referendari cavalcarono do,

po

gli

abbreviatori

seguiti dall' uditore

prendoda Chiapponi, ^cla canonizatio219: Baldacchinum supra Sari' ctissimum Palrem deferri debet ab octo
antìquioribus Referendariis Signaturae
Justitiae,rocchettis submantellellis indatis.

del camerlengato e commissario della ca-

mera. Nel 1846 pel possesso del regnante Pio IX, venivano per ultimo e dopo gli
abbreviatori, 7 referendari di segnatura in rocchetto e mantelletta, con cappelli
semipontifìcali, guanti a maglia paonazzi

Ila sacr. Rit. Cong. die "òojan. 1 656. Giacché deve notarsi, come feci altrove, che sebbene! referendari non abbiano an-

cora ricevuto dal Papa

il

permessod'asle

e bardatura del cavallo nera^seguiva-

sumere
^he
lessi

il

rocchetto, per sostenere

aste

no leguardie nobili. Quandoaveanoluo* go le 4 a"»ue cavalcate per le cappelle, siinihneute vi aveano luogo referendari di segnatura, dopo semplici vescovi,
i

del baldacchino

debbono

vestirlo.
i

Noterò,
referenfatti

in

un antico mss. che
il

dari di segnatura di giustizia, se
scovi, ritengono

ve-

i

luogo nella segnatura
al

vestiti di rocchetto,

mantelletta e cappel-

e

il

titolo;
fa

certo è, che

presente

il

ve-

lo semipontificale, indi la
ficia
I

carrozza ponti-

scovato
prio

perdere

ai

referendari ogni dicol

senza

il

referendari di segnaliu'anon

Papa che precedeva a cavallo. hanno po(f^-)j se v'in-

ritto e privilegio.

Leone XI I

molo-pro1

Qunm plurima et gravissima, de'
i

sto in

Cappella pontificia

aprile! S26, tuttora iu vigoie, indica chia-

tcrveDgoQu,rtìslaao iu piedi

a cornu

epi'

rameulQ

diritti e privilegi

che godoito

I

IO
i

REG
temporale dato
et

REG
alle chiese dalla munifi-

pretati del tribunale di segnatura. Vedasi

Plellemberg, iVo^. cong.
ffe

Iribunalium :

cenza de'principi cristiani; diritto già preleso dai sovrani di

Referendarii.

Giacomo Giandemaria,

godere l'entrate de' ve-

Riflessioni sopra la costituzione di Ales-

sce vati vacanti ne'Ioro stati, e di disporre

sandro

VI

per t erezione del collegio dei

de'benefìzi che ne dipendevano senza cura

referendari di

ambedue

le

segnature di
si

d'anime. La parola regalia ha molti altri
gnificati,

si-

grazia e di giustizia, e per le qualità che
quello, Parola

che

si

possono vedere nel Glosvocabolo Regalia. In

richiedono ne' soggetti d' ammettersi in

sario ói

Du Gange al
il

6q3. De referendarioruni votantium signaturae fustitiae collegio a SS. D. N. Innocentium XII P. M. Fa1

ordineall'origine delle regalie'conviene dititolo, con cui sogliono essere ed il tempo in cui deve assegnarsi il loro comincìamento. Gli scrittori aulici sono discordi fra loro.nel determina-

stinguere

giustificate,

tinelli de FatineWs Lucensis in eadem gnatura votanfis, Romae 1696.

si-

REFETTORIO, Refeclorium,

Tricli-

re

il

titolo

con cui credono potersi

legitti-

nium. Luogo dovei religiosi, le monache, e quelli che vivono in comunità d'ambo 1 sessi, si riducono a mangiare, a pranzo
ed a cena, a prendere
rale,
la

mare le regalie: essi volendo
l'autorità

sostenere che

questo preteso diritto fosse ingenito nel*

suprema

de'principi,
nel

refezione corpo-

nobbero il fondamentosia
se
sia sul diritto

ne ricodominiodei

come

dice Macri.

Da

questo

nome

loro sovrani sui feudi conceduti alle chie,

derivò quello di refeclorariits, o di colui

che

ai

medesimi com-

che ha cura del refettorio. Il refettorio suole essere convenientemente luminoso; ordinariamente in quadro o sulle pareti
vi
si

pete

come

ai

fondatori de'beneflzi ecclequalità di custodi, avvodei diritti e prerogative

siastici, sia sulle

cati e difensori

rappresenta
i

la

Cena del Signore, acla di-

delle chiese ne' loro stati. Nel resto

ciocché

riguardanti apprendino

non mancano gravissimi autori, che trattando

vina modestia e sobrietà, che qui princi-

delle regalie, senza studio dì parte le ri-

palmente debbono praticare. Oltre le tavole che per ogni parte sono ilisposte, vi è il pulpito, donde nel principio della mensa comunemente si legge qualche partedfHa sagra Scrillura,ovvero qualche vi,

tengono un'usurpazione, che solo può legittimarsi in parte coll'autorità della Chiesa,

ed avvisarono con tutta ragione che
la

dal riconoscere ne'principi

signoria su-

prema

de' feudi,

il

diritto di fondatori e

ta

deVauti o anche alcim libro istruttivo

difensori dellechiese,
la facoltà di

non

risulti

giammai

nella pietà e nella erudizione ecclesiastica, terminandosi In

usare

le

rendite dellechiese,

mensa colla lettura del
i

oppure

il

diritto di conferirei benefizi ec-

martirologio romano. In questo luogo

clesiastici

nelle sedi vacanti. ^. Rrivefizi
l'RI-

superiori sogliono dare delle correzioni

ECCLESIASTICI, BeIVI DI CuiESA, PrECI

e penitenze ai loro dipendenti, per (|ual-

MARiE, Difensori.
c.K trattai dell'

A Rendita Ecclesiasti-

che mancanza da loro commesna. Altri ne^rcfedoni edificarono con l'esercizio di atti di umiltà e virtuosi. inorlificazioni NcU'usciredal rvfìittorio, la comunità pas,

origine e del progiessodi

esse, tanto del clero secolare, chede'A'crligiosi e Religiose (^.).

Quanto all'anti-

chità dell'esercizio del diritto di regalia
in Occidente,

sa al luogo della ricreazione. Dei refeltorii

ne hiinno parlato moltissiai diversi paesi

ho parlato in moltissimi mente de* più l>elli. /^.
f:HRTTi, Conviti,

articoli,

segnata-

mi autori relativamente
o
in
ref^ni.

Tnici.iKio, Ban-

Alcuni scrittori sostengono, che
di (jiieslo diriltoriiufio?..

Pranzo, Cina, Digiuno,

Oriente godeva

BeNCDiciTe, Lcttura.

periitoru
lie di

Foca del

Circa olle rega,

HEGALIA.

Dirillo temporale esercì*

sovranità temporali
s.

tato dai sovrani; dominio e ({iurisduioiie

DELLA

Sede nairai che

essa già

a Patiumuni gode-

REG
rn
le

REG
spesso
zioni,
,

11

regalie superiori che dichiarai, per

l'alto

dominio che

vi

esercitava di sovra-

contaminavano di simonia l'elee massimamente perché erano deecclesiastica.

nità e amministrazione delia giustizia

generate in usurpazione dell'autorità su-

fino dai tempi di

s.

Gregorio

I

del

Sgo

prema
la

ne'patrimoni di
le

Sicilia, in

parte per ces-

rosimile,

Per cui è molto veche l'accordo fatto per troncare
fra
il

sione degl'imperatori d'Oriente, per cui

grave differenza

sacerdozio el'im-

regaliesovrane temporali furono in uso

pero suir investiture ecclesiastiche, conchiuso neli 122 da Calisto

prima che si conoscessero le voci di Feii' do {V-) e di vassallo, come provò Borgia
nelle sue dotte opere in difesa della so-

V,

di cui feci

11, ed Enrico anche parola a Pace par-

lando della natura de' Co/iror^a//,
vera origine della regalia
;

sia la
si

vranità della chiesa romana.

Ma di

questa

dappoiché

specie di regalie giurisdizionali di tem-

parla di regalia o diritti regi in questi

atti:

porale dominio e loro diverse qualità, minori, e maggiori

Eleclus autem Begalia per sceptrum ale
recipiat.

o supreme importanti signoria temporale, con quanto vi è di re-

deva
li

i

feudi che

Questa parola regalia comprenprincipi aveano dato
i

lativo, parlerò

dopo

le regalie ecclesiasti-

alle chiese,
i

ed

in

appresso fu estesa a tul-

che in discorso. Le regalie ecclesiastiche principalmente sì divisero in spirituali e
temporali. Le spirituali che chiamavansi anche onorarie , consistevano nel diritto del sovranodi conferirei benefizi durante la

beni posseduti dalle stesse chiese.
le leggi

Ora

secondo

degl'imperatori aleman-

ni, era di
li

natura de'feudi,che coloro che
gli

vacanza de'vescovali. Le temporali
i

che chiamavansi anche utili, erano ritti che aveano sovrani di godere
i

di-

del-

vassalli deaveano ricevuti, ed erano obbligati a dar giuramento di fedeltà. Di più dopo la morte del vassallo, l'injperatore godeva delle sue rendi-

possedevano diventassero

gl'imperatori da cui

l' entrate del vescovato vacante. Alcuni confusero {'Investiture ecclesiastiche [f^.)

te,

fino a tanto che

il

successore fosse sta-

to investito de'medesiini feudi,

ed avesse
le

colla regalia, le quali sonostatel'unaall'altra

prestata fedeltà e omaggio. Questa legge
si

cagione insieme ed

effetto,

benché

estese agli ecclesiastici

,

perchè

loro

sieno assai distinte fra loro.

Le investiture,
.

chiese

intese eziandio nel senso in cui furono ac-

cordate da Calisto
alle regalie;

II,

diedero occasione

giacche quelle supponevano

essere slati concessi alle chiese beni feudali,
vi

ed importavano l'obbligo ne'vescosignore principale de'Ioro feudi, ed ole

e negli abbati di riconoscere nel sovrail

godevano molti feudi; onde poi in Francia la regalia cominciava colla sede vacante e finiva dopoché il nuovo vescovo avea dato giuramento al redi fedeltà. Narra Bercasle\, Storia del cristianesimo t. i4, n." 25, che la storia nel i i6q somministra uno de'piìi antichi e formali

no

titoli

de're di Francia riguardo alla rela

gnunosache

regalie perciò appunto che
i

galia,
rigi

"Dopo

morte

del vescovo di

Pail

da principio indicavano beni feudali concessi dal principe alle chiese, dipoi in for-

Tibaldo, essendo venuti in mani del
vescovato e
la regalia,
il

re

il

re diede

za degli abusi tuttora crescenti, servirono a significare il diritto regio di godere l'entrate delle chiese vacanti e di conferire
i

capicerato(oprimicero)cheneface va parte, alle

monache

di Hieres,

onde

le

mede-

benefizi a piena ragione.

Le

inve-

stiture poi

galie

:

sono una conseguenza del le reimperciocché i principi hanno il
i

sime ne godessero ogni volta che la sede fosse vacante". Questi fu Luigi VI! re di Francia, che pel i ."feeemenzionedel diritto di regalia, e se

ne parla anche nel testa-

diritto d' investire

baroni e

i

conti dei

menlodire Filippoll Augusto, morto nel
1223. Pel regno di Francia molti pretesero che
il

feudi che concedono, ond'é che l'investi-

ture furono soltanto condannale, perchè

diritto di regalia fosse taq-

la
lo antico

REG
ti
i

REG
beni ecclesiastici per trattenerli
vizio.

quanto la corona stessa ; altri giustamente Io negano, citando la storia, die c'insegna che sotto la r.'' stirpe de're beni delle chiese vacanti erano ammii

al ser-

Nemmeno al principio della

3." stir-

galia,

pe era in Francia stabilito il diritto di recomesi ha dalla lettera di Gerber-

nistrati dal clero e dall'arcidiacono,

come
Pa-

to arcivescovo di Reims, che

raccoman

-

apparisce dal concilio d' Orleans tenuto
sotto reChildeberto, e dal concilio di
I

da
ti

popolo di vegliare che i beni del vescovo defunto sieno conservaal clero e al al successore.
si

igi

sotto re Clotario
in

II

:

la
il

chiesa galli-

Dagli
il

storici d'Inghilter-

Cina seguì
ili

quel tempo

decretato dal
il

ra

raccoglie, che

medesimo

diritto di

concilio di Calcedonia. Di più
regalia
,

diritto

regalia fu parimenti

introdotto in quel

secondo

la

riportata spiegala

zione, fu parimente ignoto sotto
stirpe de're, comesi

2.'

apprende da una letd'Incmaro di Reims a Carlo il Calvo; imperocché questo vescovo dà per rego'a il canone del concilio di Calcedonia durante la vacanza della sede vescovile che beni del vescovo defunto saranno
tera
:
i

regno nell'istesso tempo che in Francia, e che cagionò colà molte turbolenze. Passò anche nella chiesa d'Irlanda, e da una
epistola d'Innocenzo III al cardinal le-

gato

in

quel paese,

si

rileva che l'uso del-

la regalia era nella chiesa d'
il

Armagh,
i

e

Papa

in detta epistola

si

serve della pa-

rola regalia; e per impedire
cipi

ditlisi,

e intieramente conservati dall'ar-

che prinnon potesserogodere per lungo tem-

cidiacono e dal clero, e che quelli che o-

«eranno mettervi mano per usurparli, saranno scomunicali. £ in un sinodo tenuto sotto il medesimo imperatore fu deciso
,

po della rendita della chiesa, accorciò il tempo della vacanza della sede, ordinando che metropolitani lontani da Roma,
i

entrino

all'

conforme a quello eh' era

stato prescritto
,

chiese innanzi di
1

amministrazione delle loro aver ottenuta la loro
1

nel concilio di Calcedonia

che dopo

la

morte

del vescovo

i

beni sarebbero con-

servati al successore

chiesa. Egli è vero, che re Carlo
t'f.cn

dall'economo della il Calvo

conferma. Nel 2 5 l'imperatore Federico II fece una costituzione contro le regalie, considerandole contrarie all'im-

munità

della chiesa, e

confermò
1-2

tale

co-

altrimenti

dopoché Ebbo arcivesco-

stituzione con altra del

vo
l;i

di

Reims

fu deposto dalla sede, ncl-

a Onorio

III

Papa
le

,

al

19 che diresse quale e agli altri

vacanza della quale, e durò parecchi
in

vescovi cede

rendite chiamate regalie,

«imi, quel principe s'impadronì de' suoi

come

beni e ne diede anche una porzione
L'udo.

Ma

questo cattivo esempio non è
il

contrario all'uso di quel tempo, perchè
|-«f

cosa spirituale che non s'apparteneva agl'imperatori. De Marca, De concord, lib. 8, cap. 18 riporta molte autorità de'Papi e du'concilii, per mostrare
,

rrt/fl a

promise nel sinodo di Beau vaia deiincmaro e agli altri vescovi, di re-

che

stituire alla chiesa di

Reims

tutti

i

beni

le rendite delle chiese vacanti non appartenevano ai principi nella chiesa gallicana e che dovcano in essa osservarsi,
,

che uvea
(liriltudi

presi per
»i

punir maggiormente

del pari che nelle altre chiese

,

i

decreti
i

Ebbo. Non

può provare parimenti il regalia, ndducendo il cattivo uso
fece de'beni di chie-

del concilio di Calcedonia,che ordina che

beni sieno conservati a'successori;
to di Graziano.

la

mag-

che Carlo Martello
i

gior parte di queste prove sono nel decre-

•a, dandoli in feudo a laici
(Capitolari di

(>arlo

imperocché Magno e di Carlo
;

Quindi

si

vede che que-

sto abuso era antichissimo, e introdotto

il

Calvo condannano cpuMta dissipazione
le (piali

dei beni di chiesa e raltribiiixcono alle ne-

stabilita e tollerata «lai
i

molto tempo innanzi che la regalia fosse Papi per questo
:

Cestii de'lcmpi,
cerio

obbligavano

in

conc.ilii

proibirono

ai [)rin(:ipi e agli altri
li

modo

i

principi a darea'ioro sudili-

laici

d'impadronirsi (le'beni deg

ecclesia

-

REG
stici

REG
Questo malvagio
zi

i3

dopo

la

loro morte.

cime, ed anche alla collazione de'benefi-

costuoie d'impadronirsi de'benide'vescovi,

subito ch'erano morii, s'era diffuso
la

per tutta

Chiesa, ed era in uso nell'o-

dipendenti dalle chiese. Le chiese the conservarono l'antico diritto di regalia, non furono soggette a questo diritto per
le

riente e nell'occideule. L'imperatore

Ma-

rendite delle decime e per

la collazioi

nuele

Comneno proibì

a'magistraii d'im-

padronirsi a vantaggio del pubblico erario de'beni

ne de'benefizi; il che fu cagione che parlamenti non aggiudicarono al re in alcu-

Raimondo

immobili delle chiese vacanti. conte di Barcellona fece anbeni delle chiese vavescovo; pri«
le

ne chiese
ni

,

se

non

la

regalia per le ren-

dite che provenivano da'fondi e altri be-

ch'egli l'islesso divieto a'suoi ministri, e

temporali delle chiese, ed a queste
le

la-

per impedire che

i

sciavano

rendite provenienti dagli ale dalle offerte, e tal-

canti fossero dissipati, se ne dichiarò con-

tari, dalle

decime

servatore, anche vivente
vilegio
ia

il

volta dalla collazione de'benefizi.

Questo

che

si

estese a tutte

chiese del-

provincia di

privilegi

Tarragona. I medesimi furono accordati alla chiesa di
i

uso del diritto di regalia in parte fu nel 274 confermatoda Gregorio X nel conI

cilio

generale di Lione li, ad istanze di

Narbona,ma ciò non ostante laici continuarono sempre a impadronirsi de'beni
de'vescovi

dopo

la

loro morte, sotto pre-

testo di volerli custodire.

Gregorio IX

si

dolse coll'arci vescovo di
vescovi dì

Narbona

,
i

e coi
sini-

Maguelona

e Etna, che

scalchi e podestà del re di

Francia nella

III re di Francia, cioè si fulminò scomunica contro qualsiasi dignità, di usurpare sopra le chiese il diritto di regalia, e quelli ch'erano in possesso di questi diritti iuiono esortali dì non abusarne, con che venne a riconoscere le regaluoghi dov' erano introdotte, e lie per

Filippo

la

ì

provincia dì Narbona s'impadronivano

proibì che fossero introdotte negli

altri.
il

contro ogni diritto de'beni de'vesiovì in

De Marca
termine
lio

lib.

8, cap.

24

osserva, che

tempo della vacanza della sede, aggiungendo che predecessori di s. Luigi IX non lo fecero mai sotto pretesto di regalia o altro diritto. Veramente a qiiell' epoca Papi non condannarono d'ingiui i

dì regalia nel decreto del conciin
1'

prende

un nuovo

significato,
i

per
ulti

la

custodia e

usufrutto di tutti

fi

e rendite in

tempo

della vacanza

della

sede,edaggiungechesottoil
ti

nome di frutde'benefillf,

stizia

o usurpazione
re di

il

diritto di

regalia
in

sono comprese

le collazioni

che

i

Francia esercitavano
s.

molle

zi, a

cagione della bolla d'Alessandro

le chiese del loro regno, e

Luigi

IX stes-

nella quale
benefizi

dice, che

le collazioni

dei

so ne usò

,

onde poi
i

ì

re

non estesero

debbono mettersi

tra'frulti;

ma
sìa

regalie oltre

molli vescovati dov'erano
I

già introdotte.

parlamenti una volta giule

pare che l' intenzione di Gregorio stata d'impedire che in avvenire
di

X
i

laici,

dicavano dì tutte
lia

materie della rega-

qualunque qualità sì fossero,ncnusur-

dal solo possesso, e seguirono la stes-

passeroi beni delle chiese in tempodise-

sa regola sotto

Filippo IH; in quel tem-

po non

vi

era nulla di fisso e slabile pel

diritto di regalia,

ma segui vasi

il

costume

e l'uso ricevuto, di modo che v'erano delle

chiese affatto esenti dalla regalia

altre non erano soggette se parte della regalia. Sul principio

ed non ad una
,

de vacante, sotto qualsivoglia pretesto, di custodia o il nome di regalia o di protezione. Inoltre Gregorio X giudicò bene lasciare diritti a quelli chen'elano in possesso , senza voler esaminare
sotto
ì

minutamente, se questi
sti

diritti fossero giu-

il

diriti

o no; perchè sarebbe statodifficiie veil

to di regalia
di

comprendeva soltanto

feu-

nirne a capo, atteso
cui erano la
il

lungo possesso, in

dipendenti da'principi, e fu dipoi esle-

so alle reudite, che provenivauo dalle de-

maggior parte de' principi, quale serve d'un titolo suflicieule nel-

i4
le

REO
cause
civili
:

REG
,

tantum praescrìplum

galia, se

non

in alcune chiese

;

ed abbia-

tjuanluni possessnni.
si

Ma

i

re di Francia

benefìzi,

arrogarono il diritto di collazione dei sebbene il concilio di Lione sot-

to

nome

di frutti e rendile ecclesiastiche
la priil

1606 d'Enrico IV, dove dichiara Che uon intende di godere della regalia se non nella forma ch'egli e suoi antecesson hanno fatto
aucora
l'editto del
:

mo

,

,

i

,

non avesse voluloincludereanche

senza estenderla più oltre a pregiudizio
delle chiese chene sono esenti. Luigi
nel

ma

collazione de'benefìzì,

ma

soltanto

diritto di presentare ai

medesimi, ed un
i

1629

fece

XIII una costituzione, dichiarandiritto di rega-

mero giuspatronato

:

oltre a ciò
altri diritti

re di

do che voleva godere del
lia,

Francia esercitarono

ancora

come in

passalo, e siccome certi termiil

in favore della regalia, fino a ricevere le

ni

erano ambigui,

clero fece rimostran-

rassegnazioni de'benefìzi, che chiamansi
in favoreni,e ciò dicono
i

ze per averne la spiegazione; fu risposto:

canonisti e giu-

che

il

re dichiarava di

reconsulti francesi, per privilegio speciale

della regalia ne' luoghi,
di essa
gi

non voler godere dove non aveva

accordato
ine poi

ai re di
si

Francia dai Papi, men-

non

conosce questo privilegio,

ed

facio Vili nella

Bonifamosa contesa con Filippo IV, che riportai a Francia, scrisse ai re che teneva per eretici tutti coloro che pretendevano che la collazione dei benefizi, che chiamava diritto spirituale, potesse appartenere ai laici. Dipoi, salva la collazione e istituzione al Papa ed ai vescovi, per impedire che benefìzi non fossero occupati da persone inette e inca* paci fu concesso ai padroni laici la noi

re pretesero goderlo di diritto.

DipoiLuiuna dichiarazione con cui stabilì,che tutte le chiese del suo regno saranno in avvenire soggette alla

goduto per
nel

lo passato.

XIV

1673

fece

,

4 che ne sono esenDi questa disposizione traltai,come delle sue gravi conseguenregalia, eccettuatene
ti

a

titolo oneroso.

ze, nel voi.

X\VH,p. 4?

e seguenti, di-

i

cendo della virileopposizione fatta da Innocenzo XI, onde ebbero luogo le 4 f^^* mose Proposizioni Gallicane [f^.), essendo nunzio Savo Ulillini (f^.)j ed insorse
in

,

Roma

la

gravissima vertenza
,

delle

mina o presentazione
molti
laici
i

ai benefìzi

:

luttai

volta seguitarono in Francia oltre
,

re,

ed anche qualche badessa a
pontifìcii.

meglio a Immunita'o voi. XXXIV, p. 33, con quanto accadde, per l'energico procedere d'InFranchigie
[f^.)

di cui parlai

conferire

benefìzi di pieno diritto, forse

nocenzo XI
contai pure

:

nel voi.
le

XXVI

I,

p. 5?. rac-

per privilegi

Ke

Filippo IV
la regalia,

fe-

ce un editto per autorizzare

ma

condiscendenze di Alessandro Vili con Luigi XIV, per termichigie; e

non

la eslese, se

non

alle chiese

dov'era

nare le differenze delle regalie e delle fran-

stala introdotta dal costume, conforuaaiitlolo al decreto di Lione.

come

riuscì a

Innocenzo XII di

Filippo

V

nel

far definitivamente

rinunziare al re
il

le

i334 con editto restrinse la regalia al costume e alle chicsedel regno, dov'era stata introdotta, e volle

franchigie, acconsentendo

Papa
il

all'e-

stensione delle regalie in lutto

regnodi

che

si

conservassesi

Francia. Pare che

il

successole Clemente

ro

i

beni delle chiese, e che

prendesle

sero solamente a titolo di frutti
dile ordinarie. Luigi

ren-

XII nel 1 499 fece un
dov'egli

simile editto, e prod)ì di più a'suoi ministri

d'inquietar

le chiese,

non a-

ven diritto di regalia o di custodia. Non
otiunie lulte
le

cause che

vi

furono sopra

(|uc»Ih mnlrria ne'parlamciiti,i re
cia

diFranlo ic*

XI facesse poi qualche opposizione, perchè leggo nella sua Storia di Novaes, n." scri.sse ni nuovo vesco98, che nel 7 vo di Grosse Megrigny, rammentandogli sagri canoni, che vietano di violare diritti ecclesiastici, e principalmente cpiaU' to il concilio di Lione avea disposto sulle regalie; perciò gli raccomantiò che non
1 i

i

i

i

contiuuuiouu u tiou arrogain

uccuuseullssc ne lucilomcnle, uè espres

REG
SHCuentealleiegalieeda lultociòchesem*
brasse poterle amineltere.

REG
cipesca, cominciò

i5

Le

regalie in

tranne

la

almeno nel secolo VI If, chiesa romana, che come dissi
le

Francia terminarono nel declinar del secolo XVllI colla ri voi unione, ed anche col
successivo concordatodel 1801. Tenlaro*

al citato articolo

secolo godeva

Patrimonio, già nel V franchigie maggiori, e

quegli esempi parziali di cui parlai a'Ioro

no di farle rivivere Luigi XV 111 e Carlo X,col nominare nelle sedi vacanti de'canonici ma non vi riuscirono^ dovendo
,

luoghi, convenendo Muratori che pei pri-

mi

si

devono noverare

i

Papi e
i

la

loro

Sovranità.
vati,
si

Da

questo esempio,
(al

vesco-

stai'e al

concordato.

ed

i

Monasteri

quale articolo dis-

Muratori colla Dissertazione 7 1 .'irat* lo: Della potenza de vescovi, abbati e altri

di loro esenzione e privilegi)

de'due sessi
cit-

si

procacciarono

il

dominio d'ampie

ecclesiastici

,

e delle regalie antica-

mente concedute al clero. Kedarò un breve estratto. Anticamente la signoria temporale del clero secolare e regolare fu

grande e opulente, massime in Italia. Di due sorte erano beni temporali. Una
i

conteneva
fabbriche,

i

beni privati, cioè
il

i

poderi,
i

le

le selve,

denaro,

mobili e
de'cittasi

altri simili, esistenti in

dominio

o d'altri pezzi di regalie e di temporale dominio, perle donazioni loro fatte. La prima e forse principale cagione per cui furono fatte, sembra che fosse la remissione de^pecca li jàìcuì parlai in molti articoli, e Muratori nella dissertazione 68 Della redenzione de'peccati per cui molti beni colarono una volta né'sogri luoghi. Imperocché in que'lempi sregotà, castella,
:

dini e delle persone private, e che

pos-

lati
ti

maggiormenteabbondavanoi
;

misfat-

sono, secondo

il

diritto delle genti, ven-

e peccati
di

e di questa cattiva influenza
gli stessi

dere, comprare, donare, permutare e obbligare. L'altra parte abbracciava
i

non

rado partecipavano

im-

beni

peratori, re eprincipi, a'quali perciòs'im-

pubblici appartenenti alla repubblica, os>
sia al principe, e si

ponevano

nella penitenza le

pene cano-

chiamano /{e-gaZ/e^sie-

niche, secondo l'uso allora in vigore nella

no cose corporali, o pure
ste
le
si

diritti: fra quecontano il comando sopra i popoli, angherie e perangherie, la giurisdizioi

Chiesa di Dio. Niun'altra maniera cono-

scevano allora
ze,

i

principi per isgravarsi

dal peso de'digiuni e delle altre peniten-

ne, le gabelle e
re,
i

dazi, la zecca, le minie-

che

l'usata dal popolo, cioè di far la

fiumi,

le saline,

ed
i

altre

non poche

limosina a'poveri, di farcelebrarele messe,

cose da vedersi presso

legisti.

Come

nei

e di offrire poderi e altre simili sostan-

primi sette secoli
della

cristiani assaissimi

beni

ze ai luoghi e collegi sagri. za

Gran

diiìeren-

prima specie concorsero nelle chiese,
le

nondimeno passava
la

fra le redenzioni

tanto per la pietà e oblazione de'fedeli,

de're e del volgo; polo, secondo
delle persone;

meno si

esigeva dal pole facoltà

quanto per
ri,

donazioni degl'imperatosi

condizione e

re e altri principi, forse ancora

può

facilmente dimostrare, che non pochedelle regalie

molto più dai dominanti, perchè nelle bilance di Dio sogliono
s\

minori furono in questi medesimi tempi contribuite ai luoghi e mini-

pesare più alcuni peccati de'principi, e

stri sagri.

Ma

per conto delle regalie mag-

perchè devono più magnificamente trattar con Dio potenti, siccome provveduti
i

giori e

supreme, come il prescrivere leggi lemporali,ecomandareai popoli nel tem-

porale, coll'imporre pene, giudici e tributi, avere soldati, far guerra ad arbitrio

che le private perperchè costumarono principi, e specialmente re e imperatori, di odiire
di tanta copia di beni,
Il

sone.

i

i

alle chiese

non solamente
la

corti e grosse

suo, in una parola l'essere signore
di
ivi

tenute di beni per
peccati,
ti;

redenzione de'Ioro

temporale

città, castella e paesi,

co-

mundando

con podestà secolare priu-

ma anche castella, città, comitamarche, ducali e altre regalie, aggìuu-

j

G

R

EG
esempi
alla
s.

REG
hanno Sede. Non
si

gendo nuovi doni ai vecchi,o almeno confermando il donatodagli antecessori. Con questo titolo si può ciedere,e ne riportai
in vari luoghi le parole usate,

della

Sardegna donai

fecero di

meno
il

gli alt

vescovi e chiese per ampliare

loro

pj

no

e

Carlo
il

Magno

che Pipiconfermassero e ams.

trimonio, per potere più faciUnente sot

disfare alle necessità de'poveri e all'oi

pliassero

principato temporale di

Pie-

namento
gli

de'sagri templi;
i

né furono
le

i

tro: la stessa redenzione de' peccati eb-

tale studio oziosi

monaci

e quasi tut

bero davanti agli occhi gli altri principi re, che donarono o fecero tributari alla chiesa romana regni o principali, dalla quale ne riconoscevano il dominio pagane

abbati.

Trovando

talvolta

persor

ecclesiastiche ne'loro contadini e lavori
tori

molta disubbidienza, ed anche me

lestieda parte de' conti
ciò
i

governatori, pei

do

il

censo, in attestato della loro

tem-

vescovi e abbati procurarono dag
i

porale soggezione. Paiticolarmente poi
nel secolo
la
ci,

imperatori, che

loro beni e

uomini fo

XI per

simili oblazioni

crebbe

sero esenti dall'autorità de' conti e dal

potenza e maestà de'romani Pontefi-

mostrò sollecito a procurarle s. Gregorio VI I,il quaperchè sopra
al
gli altri
si

pubbliche imposizioni, come fece ancl qualche re longobardo; di queste eser
zioni parteciparono eziandio
i

le

scrivendo

vescovo di Passavia, rac-

delle sagre vergini.Nel secolo IXnon

monaste mai

comandò d'indurre Guelfo duca di Baviera e gli altri principi di Germania a
soggettar
le

carono

a' vescovi

ed abbati,

vassalli

laii

sottoposti alla loro signoria, ed erano ol
bligati nelle

loro terre a

s.

Vietro, prò suo-

guerre a condurre homim

rum peccalonim
Episl. 2 3,lib. 8,
si

ahsolulione. Dalla sua

silos all'armata, quando

non

li

dispens;

apprende che

la

Fran-

va qualche legittima scusa. Nel secolo
gli

^

cia sino da'tempi di Carlo
lila

Mogno era so-

arcivescovi di Milano ottennero de

pagare

aiiiiualiiicnle

censo alla chie-

gl'imperatori tedeschi l'autorità teinpc
l'ale sulla città

romana, cui esso re e imperatore anche iSr/xo/i/Vz/zi o6<«/crrt/, pagando un denaro per casa al b. Pietro che riconosce•vano per padree pastore. Bertranno Provinciac Comes nel 1081, pio remissione prrrnlnninisiiorum,o((n, concesse e donò tutto il suo comitato di i^-ovenza omnisa

e contado, con titolo

(

conti,

non prima come riportò Ughell Quantunque sotto Lodovico II godessei
i

vescovi e abbati corti con castelli, lui

solamente cominciarono a godei maggiori privilegi e diritti di sigiiorii quando il successore Carlo il Calvo ne
tavia
ni Vili, preferito al fratello e
iii

polenti Deo, et
io, et
(1.

ss.

apostoUs Pelm ci Paii'

1*875 fu coronato imperatore da Giovai

Grcf^orio

Papne f^ll
suis.

et

omni-

nipot

bus succcssorihus
e donò n
la città di
s.

Parimenti Beren-

perchè
i

i

vescovi d'Italia vaiitaggiaroii

gario conte di Barcellona nel loguoin'i

loro interessi. Nelle successive (nrbolei

Pietro e a Papa

Urbano

II

Tarragona, tolta di mano ai taraceiù, pmpter reJcmplioncm peccalorum meoriim, et patris mei linynmndi,
et piJrenliim
«i

ni

(pillili che aspirarono all'impero regno d'Italia, questi per assicurar della divozione degli elettori, eomincis rono a poco a poco, oltre ai priii('i[)i s(

ze di

meorum. Di

([iicsto

titolo

eolari

,

conUrriie ai vescovi e abbati
i

I

servi In griiii contessa Matilde (piando

regalie, cioè le città, le castella,
ci
i

pid)bl

òotùìomniit liana sua alla chiesa dis. Pietro,

tributi,

i

comitati o contee,
al

proiettando nell'istrumeiito di aver

ducati,

come
le

vescovo di

le march Modena e a

fatta lì ampia donazione, pò mercede et remedio animar mcat; el parrnlum meorum, la qiial formol» significa la l'eden-

tri.

Per

invasioni e stragi de'saracei
i

e imgheri, con licenza de're d'Italia,
scovi della bella regione, per difesa

v<

Ini

xioue delle pene penitenziali. Altri simili

e de'cilladini, fondarono e inuuiiunu

cr

REG
stelli

REG
ti,

17

e città, laonde con possedere luoghi
si

cioè corli, castella, dazi, gabelle e tribu-

folli

resero maggiormente polenti, cóil

vescovo di Reggio, quello di Parma e altri: nelgiG-Berengario I imperatore, per le calamità cui ridussero gli unglieri Cremona, donò molte regalie al vescovo A rdingo, cioè che ninno po-

me ottenne

ma di quelle regalie che anticamente erano assegnate pel mantenimentoe uso
de'conti secolari governatori delle cillà;

per cui a poco a poco Ira per queste donazioni pie, e per l'istituzione di vari conti

rurali,

rimasero spennati

i

conti delie

o pubblico giudizio de'messi regi o imperiali, in praetesse tener Placito (f^-), diis ej'us, atqiie caslellis, et ciirtibiis,
tiUis, cellis,
ti-

città e in

qualche luogo venne aifatto estinta la loro autorità, perchè trasferita ne' vescovi e abbati da cui didìcilmente
poi ne usciva. Ogniqualvolta un reo
iuì-

alque plebibusj che spettasil

sero a

lui certi dazi nella città,

diritto

pcratore perveniva

al

governo, ciascun
tutti
i

della pesca nel Po, ec: le stesse regalie

prelato soleva
beni e
diritti,

farsi

confermare

SUOI

avea confermalo al vescovo Giovanni nel 924 Rodolfo re d'Italia, e nel 978 l'imperatore Ottone I al vescovo Olderico,

più con doni ne cercava

avendo

altri

augusti concesso l'autorità

l'aumento; onde avvenne^ che non solamente vescovi e gli abbati de'monasteri insigni, ma anche le badesse ed coli

i

di conte sulla città, e

sopra 5 miglia

al-

legi de'canonici, tanto in Italia

che

fuori,

l'intorno, colla
ti

conferma

delle precedensi

signoreggiassero almeno in qualche castellojcd
ivi

concessioni. Quello che

è detto fin
si

esercitassero sopra

il

popolo

qui di alcune poche chiese,
rire a

può

rife-

una piena

giurisdizione, con riconoscere
il

che ad

non poche altre d'Italia, anzi analtre di Germania, Francia, Insi

solamente nel temporale
che molte castella e
ville,

re d'Italia u

l'imperatore per sovrano. Vero è però,
i

ghilterra, ec; poiché ogni vescovo

stu-

vescovi e

gli

diò di ottenere l'unione del governo secolare delle città all'ecclesiastico, con
ri-

abbati leaveanoanche acquistate per do-

no

e oblazione de'fedeli, o pure procac-

muovere

i

conti

laici,

e far trasferire o io

ciale col proprio denaro, o edificate e for-

tutto o in parte l'autorità di quelli nella propria persona. Per conseguenza non vi

mate

dalla loro industria.

Per moderare
i

l'accresciraeDlodella potenza degli ecclesiastici,

tempi vescovi, che non godi qualche castello o di più, con piena autorità sopra il popolo; molti essendo conti della propria erano
in que'
il

nel secolo

XI cominciarono

re

dessero

dominio almeno

e imperatori a pretendere che niuno potesse conseguire vescovati e abbazie, se

non prendeva
que'beni e

l'

Investitura (/^.) di lutti

come rimarcai ai loro articoli. Nel secolo XI vescovi di Ginevra litigavano per le giurisdizioni e regalie coi conti della città. Una volta non vi fu monacittà,
i

stati,

che dal regio
si

fìsco

erano
re-

passati nelle chiese, e
galie, al dire di

chiamavano
:

Muratori per questa cagione crebbero a disn)isura le simonie,
e insorsero
il

stero di gran

varie castella, e molte

nome, che non possedesse almeno delle reMontecas-

liti

e funestissime guerre fra

sacerdozio e rimpero,di sopra toccate,

galie; qual fosse la potenza di

sotto

sino, di Farfa, di

Cluny

e di molli altri,

sotto
si

a'Iuoghi loro lo dichiarai; ne mancaro-

Gregorio VII e successori. Poscia Pasquale II (/'.), non trovandoripiego per quietar le diiferenze, onde
s.

abbadesse che nell'impero aveano luogo tra i principi. Con le accennate munilicenze
col titolo di conti, e di

no abbati

troncare

le

simonie, divenute frequenti
al fasto di

per

le

ricchezze del clero e per quelli che

aspiravano
le regalie

possedere signorìe,

de're, imperatori e altri principi versoi

s'indusse a rinunziare

ad Enrico

V tutte

non solamente essi donavano ciò che apparteneva al regio jPwco(/^,),
sagri luoghi,

godute dagli

ecclesiastici, cioè

civitates,

ducalus, marchias, comitalus.

VOL. LVU.

(?^^^

f-

0^

,

.8

REG
clesiastici.

HEG
minevoli maniere, di divorare
i

monelns, teloiieuni, mercaliiui, ailvocatiasjura centiirionnm^et turres^ijiiaeregnierant ciim perlinenliis suis, viilitiain
et castra/il^ ec.

beni ec-

Ma questo privilegio bea
li,

Ma che divenne dell'antica potenza e opulenza de'prelati e delle chiese, e delle

presto fu abrogalo da Pasquale
cui
si

per

loro regalie, Muratori lo sviluppa nella

rinnovarono
li.

le

vertenze, terminale
la
le

poi (la Calisto

Tanto crebbe

poteninsegne
i

za di certi abbati, che ottenute
vescovi colla

Dissertazione 72.^: Delle cagioni, per It quali ne' vecchi tempi si sminuì la potenza temporale degli ecclesiastici. La i .' cae prepotenza de'secolari,

episcopali, talvolta lasciavano indietro

gione s'ha da riferire all'empia cupidità

pompa

della loro comitiva.
i

che sempre

si

Crede Muratori che dall'avere

vescovi
il

studiarono usurpare
sero

i

beni di Chiesa, an-

oltenula la podeslàsecolare, nascesse

ri-

che con fraudolenti contralti, onde ridus
i

todeiringressosolenne,alraenoneI looo,
chei vescovi novelli d'Italia in molli luoghi (anche in altre regioni), coll'incontro
e assistenza di tutto
to
il

vescovatie monasteri, dall'alto gra

do

di

potenza e ricchezza cui erano per

venuti, molli a

un mediocre

stato, altri

il

clero e popolo, sot-

all'eccidio, altri a miserabile

depressione

baldacchino a cavallo entrassero nel-

Alle disavventure delle chiese contribui-

lecittà,recandosi con quella

pompa e pro-

rono ancora

le

frequenti irruzioni de'bar

cessione alla cattedrale. Muratori deplora,

bari nell'Italia, cioè longobardi, saracen
e ungheri, che produssero tanti mali desolazioni.

che dopo avere sagri pastori assuncura de' temporali dominìi, trova* ronsi anche carichi d'un grave fascio di
i

(

ta la

Le pubbliche calamità

e U

guerre, ed altre simili traversie, obbliga

cure secolaresche;

di

tanto in tanto do*

veano portarsi,
alia corte regia

pei bisogni de'Ioro slati,

rono molti vescovi e abbati a venden o livellare o locare non pochi de'Ioro he
ni a* secolari.

nissima e per lo

o imperiale, corte lontapiù ambulante; bisogna-

Né mancarono

ne'corrotl
i

va che intervenissero alle diete del regno,
e soventecorteggiasseroi monarchi in varie funzioni.

Da

ciò avveniva,

scovi e abbati per

abbandonavano
te

il

che vemolta parte dell'anno gregge raccomandato
i

tempi indegni vescovi eabbali, quali sen za rossore e timore del giudice supremo dilapidarono le terre ecclesiastiche, tra sferendole ne'loro parenti e amici, o ven

loro da Dio, lasciandolo in

mano di

gen-

per

lo

più mercenaria. Succedendo poi

dendole per soddisfare alle loro pravità Sopra tutto cospirarono alla rovina de monasteri quegli abbati secolari, a'qual la prepotenza de'regnanti concedeva ii
benefìzio que'luoghi sagri, di che
tori trattò nella

guerre, al pari de'vassalli secolari anche
gli ecclesiastici

Mura

doveano somministrar

la

Dissertazione yS.": De

loro poi*zione di soldati per la difesa dei

monasteri dati

in benefìzio.

Ma

non man

regno; anzi venivano forzati
scovi e abbati

gli slessi ve-

carono abbati

claustrali,

che

si

abusare

ad andare anch'essi
i

all'ar-

no

in ciò del loro ministero,

con sagrile

mata, e condurvi

loro sudditi, e milita-

glie licenze e riprovevoli prodìgaliià,
i
i

li

rea di«pcltode'canoni, che lo proibivano.
Inoltre, infestando
i

vicini le terre degli

che mosse Papi, gl'imperatori, re, con cilii a rimediarvi. Di queste alienazion
i

cccktiaalici, o tentando di usurparle, bi-

e enfiteusi molti vescovi ne peccarono. In

sognavo metterli in armi, ossoldar gente oltre vanolli e far guerre particolari ; dappoiché I tecolari invidiosi, non rispettando ordmi dc'monnrchi, canoni dei
i

damo nelle pie
bizione, che

fondazioni
si

si

pose

la

proi

mai non

potessero aliena

re re

i

fondi donati; divieto che fecero pu
vescovi

fi,\\

i

i

concilii clcicomuniclicde'l^opi, tuttodì

e benefìzi

a' preti.

quando conferivano chies Neppure giovò di fa
s.

•tudiavano o coH'ornii o con oltre nbbo-

confermare dalla

Sede

le

possessioni

REG
ad onta che
la

REG
vrani),
se cl»e

19

sua aulorilà fu sempre vesi

Parata cMansiotiatico(c\oè le spefacevano per ricevere il re o l'imi

nerabile; altrettanto

dica delle confer-

si

me

regie e imperiali,

onde mantenere

i

peratore,
1.'

loro messi e altri ministri: la
la 2.' l'alloggio slesso);

sagri luoghi nel pacifico possesso de'lorò
slabili; così de'divieli di tali

parola indica l'ordine inviato di pre-

supreme aucu-

parare l'alloggio,

torità per prevenire lo spoglio eie dissi-

di più a' privati e più cospicui cittadini

pazioni.

Imwensee costanti furono le
i

delie città cominciò a distribuire onori

re de'Papi per tenere in freno

dilapi•

e

titoli

cospicui, cioè di conti, marchesi,

datori e usurpatori del patrimonio eccle
sìastico,c per fare restituire
il

duchi,capitani, valva>>«orie valvasini,quatulli godevano in testimonianza di benemerenza le regalie, ch'erano onori utili

mal

tolto;

U

finché proibirono

le

alienazioni e le per-

mute, senza il beneplacito apostolico. Nel registro di Cencio Camerario vi sono molti giuramenti di vescovi e arci vescovi, anche oltramontani, fatti nel 235 al Papa, dove giurano la manutenzione delle loro
1

conceduti dai re d' Italia ai più meritevoli regalie che per lo più erano ricava:

te dalle entrale

che

si

raccoglievano dui

dazi, porli, ripalici, pedaggi, uso di pesca-

chiese, e di

non alienare cosa alcuna, mconsulto romano Po/j///?ce. Egual giuramento fanno Papi e cardinali pei doi

moliqi e saline. Ciò premesso, dirò con Muratori, Dissertazione 48.": Della sore,

i

minii della s. Sede, e lo notai anche a Professione di fede. Non lieve indebolimento pati la potenza degli ecclesiastici sotto l'imperalore Federico I, con porre

cietà de' lombardi e d altre città d Italia per conservare la libertà, e delle paci di p^enezia e di Costanzaj che nella gran dieta di Roncaglia, dov'erano concorse

quasi tulle

le città e principi di

Lombar-

dia, » super juslilia regni, et

de regali-

degl'impedimenti perchè non crescesse.
Nel
voi. Lll, p.

bus, quae longo jam tempore seu temeritate

253

parlai della celebre
le

pervadenlium

,

seu negleclu restudiose dis-

Roncaglia, ove gl'imperatori tenevano
diete

gum, imperio deperieranl,
seiente Friderieo,

quando calavano
i

in Italia,

come fe-

quum

nullam posseut

cero

re d'Italia, coi vescovi^ abbati e

invenìre defensionem excusationis, tatn
episcopi,

signori feudatari o dipendenti dall'im-

quam

primates, et civitalis uno

pero: in quella del

1

158 Federico

I

fece

ore, unoassensu,in

manum

princìpis Re-

decidere, senza che niuno.osasse contraddii Io,

galia reddidere, pi-imique resignanlium

appartenere all'impero tutte

le re-

galie,

che

ivi

dichiarai, ricuperate poi
nella famosa

dalle città

lombarde

pace
essere
ivi

di Costanza. L'Orsato, Hist. di
p.

Padova

" Se di buon cuore,Dio vel dica, esclama Muratori. Aggiunge la spiegazione che Radevico die su ciò che s'intendesse per Regalia: Adju-

Mediolanensem

exstitere.

2o4, narra che Ottone

I

dopo
fece

dicaveriinl ducatus, tnarchias, contilatus, consnlatus,

slato coronato in

Roma

imperatore,

moneias,telonia,fodrumy

nel

967 da Giovanni XIII
il

corona-

vectigalia, portiis, pedatica. Si

può vede-

Ottone li; portatosi poi in Ac« quapendente confermò alle città d'Italia quella libertà ch'era stata loro concessa da
re
figlio

re dello stesso Muratori
I

Va

Dissertazione

g.'

:

De' tributi, delle gabelle, e di altri

oneri pubblici de' secoli barbarici.
so Federico
galie, nel
i

Lo stes-

Carlo Magno,
buti chiamali

col solo

obbligo di tre

tri-

I

spiega quali fossero le re-

Fodro
la

(cioè l'obbligo di a-

limentare

i

soldati e fin lo stesso

ratore e tutta

sua corte in
i

impepassando

privilegi al

diploma cui nel 1 169 confermò popolo d'Asti, pubblicato da
t.

Ughelli, Italia sacra

4> nia con alcuni

pel paese, compresi

foraggi pei cavalli,

nomi

guasti. "

Haec

itaque, dice Federi-

cui erano tenuti

anche gli ecclesiastici, essendo una delle regalie maggiori de'so-

co I, Regalia essedicuntur: Moneta, Viae
publicae, 4qualica,Flumina,publicaMo-

20

REO
sioni, volle loro

REG
dare l'investitura, ed esigette sacramenUiinfìcIelilaliscnm honiinio, inserendolo ne'diplomi.

lendina,Furni,Fureslica,Mensurae, Baricliatìca, Porlus, Argentaria, Piscationjs

reditus, Sextaria vini et fnimeiili, et eo-

Per

tuttociò,

rum, quée venduntur,

Piacila, I3ataiia,

e per le controversie insorte
te tra
zi le
il

nuovamenlì

Rubi, llesliluliones in integrutu, et alia omnia, quaead Regalia jme pertinent." Coulutlociò Federico I, dice Radevico, per conciliarsi la glom della liberalità, e per isfuggire in qualche maniera l'odio degl'italiani: » liis omnibus, in Fiscum adnumeratis, tanta circa pristiuos pos-

sacerdozio e l'inqjero, da

innan-

chiese d' Italia poco o nulla profit-

tarono per conto dell'acquistare o au-

menlare

le

regalie in loro vantaggio; la
piìi

loro potenza venne sempre
liane, nelle quali

calando,
ita-

e ciò ancora per congiura delle città
si

quicumquedonalione Regum, aliquid horum se
sessores usus e^t liberalitale, ut

possìdere inslrumenlis legitimis edocere
is etiam, nunc Imperiali beneRegni nomine idipsum perpetuo possiderel. " A quanto si è detto, che pei"

poterat,

fìcio, et

più

secoli

il

clero secolare e regolare e-

ziandio potè procacciarsi castella e feudi

una smisurala voglia di stendere leali del dominio. Questa sembrò al Muratori essere stala l'ultima e più concludente cagione, onde sia proceduta 1' estenuazione del patrimonio ecclesiastico. Nel secolo XII le più delle città occidentali d'Italia avendo preso forma di repubblica, ciascuna aspirò a ricuperare nel contado gli antiesaltò chi diritti e a signoreggiare. Perciò in alcittà venne meno affalto il tempodominio de' sagri pastori, e finono loro tolte a poco a poco tutte le castella, rocchee regalie, e.lo stesso patriarca d'Aquileia soggiacque alla sorte comune; così terminando negli ecclesiastici le regalie e feudi imperiali. A Germama e Fran-

con esercitarvi

i

diritti regali
si

per conces-

sioni di re e imperatori,

quando

essi

aggiunga che monarchi, duchi, marchesi

cune

rale

e conti concedevano feudi ad alctuio, solevano anche dargli facollà di poter lasciare alle chiese quelle terre o beni,
il

che si appellava /«rf/crtre prò anima, e moltissimo fruttò a'sagri luoghi, frequentemente in dominio d'essi colando li,'udi e regalie; laonde gl'imperatori a tanta cresciuta potenza pensarono di me,ltervi argineper l'avvenire. Non solamente tante regalie, tanti stabili e altri beni erano allora de venuti alle chiese, ma anche
i

cia raccontai,

come
i

nel declinar del se-

colo passato furono spogliali de'stiperstili

feuili

e regalie
:

vescovi, gli abbati, le
coi diversi

abbadesse mentre
li

Concordale

(^.)

i

Papi accomodarono

regalie

de'vescovati e altri benefìzi ecclesiastici.
f^. Si'OGLi.

loro terreni, villani e livellari godevano

non poche esenzioni e privilegi,talinenteche nò pagavano tributi, nèconcorrevano alle pubbliche necessità. Si può ere* dere che laici mirassero di mal occhio lauta abbondanza di beni, e beni privilegiali, andandosi sminuendo la loro porzione; anche ai re e alle comunità doveti i

sono leggere
lazione,

Su questo argomento si posgli articoli che vi hanno recome Regio kxequatur, altro a-

busocontro l'autorità della s. Sede, PhamMATicA SANZIONE clic f(i altra piaga della Chiesa e lesiva l'autorità pa|)ale, ed i seguenti autori. Canipumanos, "J ruttalo
(it'lla

rrpfalin irainni(>rlizzazionty\tnc/e-

te ciò parer grave.

Dopo che Federico
i

I

zia

17C7. [Vaiale Alessandro, /Jt'/M/r
idH').

feudi alle chieordinò, che per lasciar e,fi rivhiedctiic la permissione del si«

galiac, Leodii

A

([uesla disserta-

zione fu egregiamente risposto nell'opei'a
intitolata
:

gnoreo lia del diretto padrone, pochine IMMarono alle chiete, e molti dc'pas^ati finono nd r%%c ritolti; movendo Ut«; l''c*
dericu
I

Causa

re^aliae poniibiis ex-

^;//crt^i,Leodii lOH'). Cardinal Sfondrall,

Tractalux gnitralix
iGtìy. Egidio

de. rc{;alia,

Uomae
nfjulic

a varie cIiìvm: per

le

loro [lossca*

Le Mui&tru, Delle

REG
De Marca, Memoria della reDe Ripoll, Io citala Preci primarie. REGESTI o REGISTRI PONTIFICU. f^. BotLE, Drevi, Lettere apostoe de feudi.
gnlùi.
i

REG

at

lichRjRescritti, Registratori DELLE LET-

TERE APOSTOLICHE.

come si può vedere all'articolo Francia. Per le reggenti degli altri stali si possono vedere loro articoli. La reggenza fu sempre pigliata in Italia in significato di reggimento o governo, e questo si applicò ancora alle cariche municipali, co-

REGGENTE, fle^en^jP/we.wV/c/iy.Che
regge. Si diede questo

me

Firenze ch'ebbe isuoi reggenti, e sicparte de' popolani reggevano
parte era chiasi

nome

al

principe

come una
mata
di

che governa Io stalo durante la minorità de're o altri principi, o in alcun' altra
circostanza particolare,
di malattia,

gli ullìzi della città, l'altra

non reggenti;
i

talvolta però
i

dis-

come

di assenza,

sero insieme

reggenti e
il

maestrali di

d'impotenza,
il

ec. Si

cliiamu
il

Firenze.
te
si

Egualmente

vocabolo regge/j-

Reggenza, Ixeginien,

governare,

reg-

gimento per modo e maniera di governare. A Sede vacante dico chi governa ili tal tempo la sede apostolica e domini! pontifìcii. A Impero notai chi lo reggeva nella sua vacanza. A Vicario capitolare Io descriverò, reggente del vescovato nella vacanza della sede. II reggente di Francia apponeva allre volte agli atti il proprio sigillo e non quello del re che trovavasi in minorità, usanza abolita da Carlo V deli38o: pretendono alcuni chei." ad assumere il titolo di reggente in Francia fosse Filippoconledi Poiliers durante la gravidanza della vedova del fratello suo Luigi X, morto neliSiG. In quel regno, come in altri fu quasi sempre il privilegio delle Regine [f'^.)ma(in
i

governo e reggimento delle accademie, comeì'Accademin e Congregazione de' f^irtiiosi al Panapplicò ancora
al

theon {f".)j alle scuole e simili,

ai profes-

sori pubblici di arti e di scienze
i

che ten-

gono una classe nei collegi; ed reggenti che aveano occupato per 7 anni continui la loro carica in un collegio dell' università dì fV7/7g/(f''.), erano preferiti ai graduati per
titolo di
la recpiisizìone

de' benefizi.

Il

reggente fu daloeziandio

al reg-

gitore così de' conventi,
rrateinile.de'collegi,
s.

come delle coiicome il Collegio di
Nella curia roma-

Bonaventura

(^'.).

na fu dato questo

nome al

Reggente del-

la penitenzieria (/^.), al Reggente della

,

cancelleria (/^.). Paolo
lito la

IV avendo abo-

carica di Uditore generale della
,

di essere reggenti de'

figli

loro
:

,

mentre
videro

camera {^•)
della

Isliluì

quella di Reggente

questi Irovavansi in minorità
in questa qualità tario
II

si

Fredegonda sotto CIo584, Brunechilde sotto Childcberlo II re d' Austrasia del 5cf3 , Batiide sotto dotarlo III del 656 , Bianca di Castiglia neli226pers. Luigi IX,Luigià di Savoia nel i525 per Francesco I, Maria de Medici neliGioper Luigi XIII, e A una d'Austria nel 1 643 per Luigi XIV,
del
le

camera apostolica sul declinar del i558,e la conferì al nipote cardinal Alfonso Cara/fa (^'.); ma Pio IV la ristabilì, cessando il nuovo uffizio colla bolla

Romanus
Bull.

Pontifex, de'i4 aprile i56r,
t.

Rom.
il

4i

pa'"-

creò

reggente

dell'

2 p. 77. Sisto archivio generale o
,

V

quali governarono lo slato con auto-

reggente degli archivi della s. Sede, con grande autorità onde conoscere, decidere, provare, dichiarare,interpretare qua-

rità assoluta

durante l'assenza o
figliuoli.

la

minoin

lunque causa,
sia,

differenza,

lite,

controverregia, e

rità de' re loro

Nondimeno

che potesse nascere nelle materie spet-

Francia

me

il

vi furono anche de'ref;genti cosuddetto, e prima di lui Baldovino
di

tanti a delti archivi,

con

mano

Lisciata affatto la tela giudiciaria,
si

come

conte

Fiandra nel i o6o, in vece di Anna moglie del defunto Enrico I e madre di Filippo I, e il ducad'Orleansneli7i5,

espresse nella sua bolla, ed io dichiarai
s.

ad Archivi DELLA
rico di

Sede: ora un chie-

camera

i presidente degli archi-

22
vi,

REG
e

REG
ma
di Sisto

due

prefètti custodiscono l'aidiivio

V

la carica,

come

tante altre,

Vaticano.

era vacabile, acquistandosi per
scudi, ed

25,ooo

REGGENTE DELLA. CANCELLERIA APOSTOLICA, Regens
riae apostolicae. Prelato della

Cancellas.

Sede che

dopo

cardinal \\ce- Cancelliere (^.) > presiede alfe Cancelleria apos(olica{F.).
il

anche per 3o, 000 quanti ne pagò Corsini poi Clemente XII. Questo Papa in memoria di averne esercitato il cospicuo otlizio, volle decorare il reggente
della cancelleria, siccome
i

vescovi, della

colle qualifiche di presidente della

mede-

singolare prerogativa dell'ornamento di

sima e di luogotenente del cardinale, così chiamalo dal reggere questo primario
tribunale della chiesa

colore verde al cappello semiponlilìcale,

laonde nel cappello usuale questo prelato porta la flttuccia di seta con Hocchi si-

romana

in

nome

delloslesso cardinal vice cancelliere,come
riferisce

mili di tal colore, lo che riportai nel voi.

Ciampini:

De iS.

R. E. Vicecan-

Cancellariaeapostolicae, ove a p. 1 1 o così parla: Locumte' nenlisysive Regentis Cancellariae nomen,
cellario, et officialibus

IX, p. 198, ove però per errore di stampa si legge penitenzieria in vece di cancelleria, ciò chediè luogo all'abbaglio che
si

etiani Praesidentis sortiluni est.

Quaniinitnus

do

legge nel voi. LII,p. 79, in cui trattandel Reggente della penitenzieria apoil

obreni

ex ipsomet nomine,

illiiis,

stolica ripetei

fallo tipografico.
vi

Tanto
basti,

deduciturnempe: quod cancellariani vicecancellarii nomine regit, illiusque offlcialibiis in expedìtionibus praeesl.Et haec de Regente, modo ad alios offìciales. Lo
stesso scrittore a p.

è vero, che non

ha diligenza che

per assicurarsi di non prendere equivoci,
Phil. XII
ìwllius,

che fece dire all'inimitabile Cicerone,//» Cujusvis hominis est errare ,
:

97, scotio

i.*

De Re-

itisi

insipientis

,

in errore perse-

gente Cancellariae, tratta di sua origine
nel 1876, del suo importante olUzio, delia sua autorità e particolari prerogative,

verare joptinuis est porltispoeni tenti, mutalio consiliì.

Per

la

natura

dell'ofllcio

il

reggente supplisceil cardinal vice-cancelliere,

come

di ricevere

i

giuramenti pel cardicardinal Borgia vice-

nal vice-cancelliere e distribuire le commissioni. Dice che
cancelliere, fu
il il

tanto nell'assenza oimpotenza sua, quanto nella vacanza della carica. INlolti esempi si hanno di prova, che nell'assenza o per vacanza del cardinal vice-cancelliere
,

i.°

a

chiamare

il

reggente

suo luogotenente nella persona di Alvaro escovo di Silva, in occasione che nel

ne sostenne
:

le veci

il

prelato regil

gente

fra gli altri ricorderò

recentis-

14^2 dovea
divenuto poi

assentarsi

dn

Roma

e viag-

giare con Pio n, concedendogli
il

le facoitnj

cardinale Papa Alessanvice-

dro VI, per l'assenza del cardinal

cancelliere, al reggente Gio. Battista ve-

simo esempio dell'assenza daRoma e mormarzo 85?., del benete in Eermo a'2 merito della s. Sede cardinal Tommaso Rernetli, che Gregorio XVI aven dato iu successore al cardinal Pedic.ini, nelle qua1
1

scovo di Modena conferì neh 499 le facoltà per segnare le commissioni. Di (piesto
1." ufiì/ìalc

li

circostanze supplì all'eminente dignità

l'attuale reggente mg.'' Stefano Bruti prò-

della cancelleria della

s.

Se-

tonotario apostolico partecipante.
sto prelato era abbrevialore del

Que-

de, trattai nel voi.
j

VII,

p.

i

Id, ir)3,i73,

jc), in cui dilli

pure
il

di alcuni elevati al

cardinalato, l)enclié

novero

sin

molto

IX

maggiore, per cui «piando il lo promosse al reggentato, cessò nel

parco regnante Pio

le

maggiore, fra 'qua li ricorderò ancora f^al<li Leone X, il celebre Rnpaccioli di
Vili, e per nondire di
altri iSW/j-

minore

oliìzio,
:

leggendosi nella bolla di

Urbano

f'olnmus antcìn iptod officiiun Abbre^'ialoris de /Ila/ori Pracsidestinazione

trxTrinn |>eniillinio rrggenle «ilevalo alla port>ora

dvntid tpiod in snpradicta Canrcllaria

du

i'io

Vili notando clic pri-

ad

prucsrns oblincs per conccssioneni,

U

, ,

3

REO
Il

REG
scudi
tori
:

23
a abbrevia-

assìgnalìonem hiijusmoclì cesset eo ipso. medesimo mg/ Bruii quale reggente
cancelleria apostolica, secondo la naufficio,

(Iella

tura del suo

supplì

le

vecidelcar-

dinal Bernelli fioche visse lontano da

ma, ma

poi defunto, a togliere ogni

Rodub-

biezza, e

seguendo

altri casi
il

avvenuti nel

metà pagando i i , la che vengono dopo di lui, fruttando rS o il IO per 100 the il cardinal vicecancelliere godeva la collazione del rcggentato e di 6 abbreviatori; che questi prelati erano pure referendari dcìle dixa segnature, ed aveano luogo nelle cappel1

corrente secolo, supplicò
lergli

Papa a vo«
supplire le

le pontificie;

ma

il

reggente allora non vi

accordare

la facoltà di

andava per

rispetto delle precedenze

eoa

\eci del vice-cancelliere,facendo continua-

altri prelati,

avendo
le

egli facoltà di

com-

re

gli altri uffiziali,

quindi ottenne

il

re-

mettere tutte

cause di appellazione ia

Die 24 'iiartiiiS52. SStnus. ariiinit prò graiia jiixta pelila durante va'
scritto.

Roma

agli uditori di rota

ed

ai

referen-

dari, distribuendole per ordine acciocché

catione affidi vice-cancellarii. In seguito diche mg.' Bruti prese solenne possesso nelle sale del

ne avessero ogauùo.CoheìWojNotitiaCardinalatus, et ronianaeanlaeofJlcialibuSy
a p. 2
1 1

Palazzo della cancellecollegio dei prelati
,

impiega

il

cap. a

i

per trattare:
del suo ulfi-

ria apostolica (/^.), ponendosi sotto il tro-

De
zio,

Cancellariae Regente

,

no

alla presenza del

abbreviatori, de'loro sostituti
gli officiali di

e di tutti
1/^2 del

cancelleria. Nel

si

Giornale di legge, che

Roma
il

de' i3 giuguo i85a Papa Pio IX, con bigliet-

preminenze, giurisdizione, in quali cause deputa giudici, che siede nel parco maggiore cogli abbreviatori, ec. Veramente nel rame che riporta Ciampini a p. 5 1 , in cui si rappresenta il parco ove
i

to della segreteria di stato, affidò al car-

siedono

gli

abbreviatori,
il

il

reggente è

fi-

dinal Luigi

Amat

di

s.

Filippo e Sorso,

gurato

in piedi sotto

trono alla destra

l'esercizio della carica di vice-cancelliere

del cardinal vice-cancelliere nell' atto di

di

s. r.

Chiesa e di som mista (nel primo

sottoscrivere le suppliche e le bolle.

E qui
prela-

concistoro ne seguirà la preconizzazio*
ne, giusta
il

avvertirò, che in cancelleria

il

solo regi

costume).

Il

decano de' so-

gente indossa
ti

il

rocchetto, poiché

stituti degli

abbreviatori di parco

mag-

abbreviatori, benché altrimenti ne abl'uso, ivi

giore, è pure sostituto di mg.*" reggente.

biano

siedono solo con sottana
collegio

Qui noterò che avendo
ne gerosolimitano
la
il

il

sovrano ordiil

e mantelletta. Questi ultimi però, nelle
speciali funzioni del

vice- cancelliere e

hanno uà

reggente della cancelleria, questi fungeva
carica dell'altro nelle assenze,
fece in

cappuccio di saia paonazza che è l'inse-

come

nel

gna che loro s'impone
gresso al collegio.

nell'atto dell' ia-

Malta il reggente fr. d. EmnianueledeChebedo, pel vice*cancelliere fr. Gio. Otto Bosio, e lo riporta Pozzo

i6o4

Luca, // cardinale pratico, discorrendo nel cap.40 del cardinal vice-cancelliere, pone pel
uffiziali
il
i

De

de'suoi

Hist. della

s.

Religione di

Malta

par.

i

reggente, indi gli

abbreviatori

P.4B9. Molti scrittori, oltre il Ciampini, parlarono del reggente della cancelleria e suo rilevante uffizio, L'Amydeuo, De
pittate

di parco
il

maggiore e minore, dicendo che
le

reggente ha qualche maggiore parteci-

pazione delle materie forensi per

com-

romana,

p.

206,

De

vicecancel-

missioni delle cause, circa la distribuzio-

lariOj et magistralìbus, lo cWiacaaprinius

ne che
lati di

se

ne fa agli uditori di rota, ai pre-

minisler et Cancdlariae Regens. Nella

Relazione della corte di

Roma di Luna-

segnatura, ed anche ai cardinali. Plelteraberg , Notitia congr. et tribunaliuni curiae
l'

doro, edizione del 1646, p. 89, si legge che il reggente era il i .° uffiziale della can •
celieria,

romanae,

p.

34

1

parla del-

officio

del reggente. Regens est locunu

posto che

si

acquistava pcr2?jOoo

tencns etpriniarius officialis vicecancel'^

24
Inrii,

REG
e che
si

REG
p.

sottoscrive Regens. Nella

Relazione della corte di
sciuta da Zaccaria
t.

Roma

,

accre-

62, dichiarai che in quella del Corpus Domini presiedeva al gran numero dei

2, cap.

24, egual-

mente si parla del reggente della cancelleriai Finalmente distìnta notizia ci dà di
questo prelato
il

vacabilisti che v'intervenivano. Gregorio XIII nel 1575, a togliere le dissensioni di precedenza per questa processione sta,

Bovio,

La

pietà trion-

bilì l'ordine col

quale dovevano incede-

fante, p. 1 9 1 , Del reggente della cancelleria apostolica, dicendo ancora che poteva alienarelacaricaritraendonela

re

i

vacabilisti e gli officiali della date-

ria, penitenzieria e cancelleria apostolica, al

som-

modo

che riporta Cohellio

,

Not.

ma pagata, però di consenso del Papa. Che
deve reggere
la cancelleria in

luogo del

card. p. 243. Inoltre questo prelato cavalcava nelle 4 solenni cavalcate colle
,

vice-cancelliere, presiedere alle spedizioni, deputare il giudice nelle cause commesse dal vice'Cancelliere,edinquelledel-

quali
la ss.

il

Papa
s.

si

portava alle ca[ìpelle deldi
s.

Annunziata,

Filippo, della Na-

tività, di

Carlo. Similmente ha luogo

le

due segnature
la

di grazia e di giustizia,

ricevendo

giurisdizione da detto car-

dinale, le cui veci esercita, essendo a tem-

po

di Sisto

IV amovibile ad

arbitrio del

in quella del Possesso del Papa: ecco gli esempi che leggo nelle relazioni raccolte da Cancellieri. Gli abbreviatori intervennero nel 1 590 alla cavalcata del possesso
di

divenne a vita. Questo prelato come famigliareecommensale del Papa, godeva la parte di pavice-cancelliere, poi

Gregorio
le

XIV,

ritengo che
il

vi

sarà in-

tervenuto ancora
servo che
ste

reggente, giacché os-

più antiche relazioni di quetutti gl'inter-

ne, ciambelle e vino dal palazzo aposto-

pompe non riportavano
li

2o5. Qui noterò, rhe anco gli altri primari della cancelleria aveano tal parte, ed anticamente nellico, di cui al voi.

L,

p.

venuti; gli abbreviatori
possessi

trovo pure nei

d'Innocenzo IX, in cui eziandio vi furono cnhiculnrii cancellar ine; così nel
possesso di Clemente Vili; dicendosi in

la vigilia di

Natale tota cancellaria

ri-

ceveva dal Papa quanto narrai nel voi. LV, p. 4'- il reggente è al presente in
pieno esercizio della carica e ne percepisce tutti
se,
gli]

quellodi LeoneXI,chepriniadegli uditori

o

i

prelati abbreviatori di

emolumenti. Egli di per turno fan-

no

sulle bolle quantodissinel voi. VII, p.

venivano prelati di cancelleria; Paolo V, di Gregorio XV, di Urbano Vili, d'Innocenzo X in cui si dichiarano 12 abbreviatori maggiori mentre dopo gli avvocati concistoriali cavalcavano au'
di rota
i

di

;

180, vi appongono le iniziali L. C. lecta correcta,ed il reggente iV. /^ che significa
Sirphaniis Regens. Interviene
alla

ditores contradictarum, abbrevialores mi-

nores, registratores bnllarnm, sollicitatores de janizaris, portionari, prarsidentcs

rinno(A'.).

vazione delle Regole di Cancelleria

ripac, tutti

olliciali e

vacabili della can-

Intervienenellecappclle [)ontilìcie in cap-

pa e rocchetto, e 6Ìede dopo

i

vescovi e

il

Commendatore di s. Spirito (f'.), benché un tempo avesse luogo dopoi protonutarì,come notai nel voi. Vili, p. i8,coa ì' Uditore delle Contradetlc (/'.) avendolo ripetutamente letto Vielle opere che
':>.

Lai ." volta in cui espressamente è nominato il reggente, fu il possesso di Clemente IX nel iGGy, che cavalcò dopo chierici di camera (gli abbreviatori precedevano votanti di segnatura, che
celleria.
i
i

,

cavalcarono avanti

i

delti

chierici,),

con

rocchetto e cappellone sopra

mula ad-

li'otlnno (ielle

pontifìcie funzioni. Nelle

dobbata. Nel 16H9 per Alessandro Vili
cavalcò
il

processioni con detto uditore precedeva
I

reggente dopo

i

chierici di ca-

gencrnli dv^li ordini religiosi,

levAi ne'vol. VII, p-^9<)i Vili,

come i'i« p. aiOt

mera, avanti gli uditori di rota. Dal non averne trovatoallri esempi, eonvicruisupporre, u che fu ummesi>o dagli bcrillori,

• l'ROUKMto.ii, e ne'vul. Vll,p. 179, IX,

REG
ovvero che duravano
le

REG
vertenze di pre-

aS;

cardinal Petra, Z?6 5^c/YZ Poenitentiariae,
molti scrittori parlarono del prelato reggente della penilenzieria, fra'quali ricorderò seguenti. L'Amydeno, De pietate
i

cedenza. Nel possesso del
i

1846

del re-

gnante Pio IX, dopo chierici di camera cavalcarono mg/ Antonio Cioja reggencon due te della cancelleria apostolica
,

romana, scampalo

nel

i6i5, ap. 207 chia-

abbrevialori di parco maggiore,
di

vestiti

ma
sìve

Gio. Battista Coccino veneto decano
,

cappa e rocchetto e cappelli semi-ponsopra mule bardate di panno nero. Sebbene Ciampini nella cavalcata funebre del vice-cancelliere cardinal Fartificali,

della rota

s.

Poenilentiariae praeftcluS'

i?fg'e/2*j-

e trattando
1

Decard.siimmo

Poenitenliario, a p. 2 5 dice così: Munns igitiir poenitentiariae ohitiir primo per

nese,

non

parli dell' intervento del reg-

card.poenitentiarium cui immediate subest s. poenitentiariae

gente, bensì degli abbrevialori, credo che

non
pa

vi sia

da dubitareche

il

reggente viabdiede

Regens qui est loco vicarii , et cui imponilur tota diffidi-

bia luogo,
si

quando quell'intermessa pomci

rinnovasse. Gio. Ciampini

ancora, Abhrevioloris de Curia competi'
diaria notitia,^owae 1 696.Questoabbieviatore è diverso dai sunnominati, bensì
si

limonnn negotiorum farcina. Deligitnr ad id ex rom. curiae praesulibus virmorum sanctitate et litterarum scientia undrffuaque conspicuus. Cohellio, Notitia cardinalatus et rontanae aulae officia'
libus,
tori di rota,

soleva scegliere dagli abbreviatori di

parco maggiore, e ne trattai ne' voi. VI,
p.i 18,
al

llomae i653, parlando degli udia p. 2o5 attesta, che il de,

XIX,

p.

I

55y oltre

il

suo articolo
Bruti.

:

presente è mg.'"

Domenico

cano della rota quod munns antiquiori aevo poenitentiariorum decanus explebat, quindi parla dell'oflicio del reggente a p.

REGGENTE DELLA PENITENZIERIA A POSTOLICA,
Regens Potititenliariae apostolìcae. Prelato Uditore di

3oo.

A

p.

243

poi,

parlando del-

rota {^F.) insignito de' sagri ordini
giori
,

mag-

che dopo
.) ,

il

cardinal Penitenziere
al i.°

doveano incedere nella processione del Corpus Domini, secondo lo stabilito da Gregorio XI li, dopo gli
l'ordine col quale
scrittori delle lettere apostoliche

maggiore (/ della s. Sede

presiede

tribunale

proceil

la

Penilenzieria apostolica
vicario generale del car-

devano l'uditore

della penitenzieria e

{F.), colla qualifica di i.° uflìziale della

reggente della penitenzieria. Nel possesso
preso da Innocenzo

medesima equal
gere
il

dinale penitenziere, così appellatodal reg-

cavalcarono
riae,

,

nel 1 644> trovo che procuratores poenitentia-

X

sagrotribunaleinnome dellostes,

e/usdem correctores. De. Luca, //
,

so porporato, nella cui assenza o impotenza funge le veci
scrilti

cardinale pratico
conferirsi

p.

4o5

e

407

tratta

sottoscrivendosi ne're-

del reggente, e la dice carica che è solilo

e decreti. Regens. Del suo ragguar-

ad uno

degli

uditori di rota.

ilevole e cospicuo uffizio

come

delle au-

Plellemberg, Not. cong. et tribunalium,
p,

torevoli prerogative e facoltà, tenni pro-

posito ne'citati articoli e nel voi. Lll, p. 78. Di lutto quanto che riguarda il suo

romanae

182, lo qualifica, /Jfg'e/w ex primariis curiae praelatis eligi solet, et

ut plurimuni

estunus ex auditoribusro-

intervento alle pontificie funzioni,

come

tae. Gerit vices

major is

poenitenlìarii, et
,

editore di rota, a questo articolo, ed a

Cappelle PONTIFICIE dillusamente ne tratto. Per un abbaglio preso circa 1' orna-

ac decreta opportuna apponit, velconcedendo in iis petita, vel denegando ,quìai\'i eruditamensupplices libellos subsignat
te tratta del

mento
te

del cappello spettante al /Je-g'gf^-

tribunale e suoioniziali.

della cancelleria^ a quell'articolo l'ho

nadoro. Relazione della corte di
illustrata

LuRoma,

rettificato,

l'amore della verità dovendo

preferirsi a

qualunque riguardo. Oltre

il

diloi

i

di rota, riferisce

da Zaccaria, parlando degli uche a due udito-

, •

26
tori
si

R^G
soleva d'ordinario affidare
gli

REG
uf-

dal fuoco sotterraneo, rendono alle volte

fici di

reggente e canonista della peniten-

quel

mare
si

istesso

come uno specchio, nel
città di

zieria;

discorrendo poi del tribunale, diil

quale

reggente esser suole unode'più degni prelati della corte romana, e parla
ce che
del
p.

veggono le Messina, ed luoghi
i

Reggio
,

,

di

vicini cogli

animali
sel'os-

e lull'altro ch'è su quelle collinette

come

esercita la carica. Nel voi.

LV,
il

condo

la

posizione nella qualesi trova
si si

4i

tlissi

che nella

vigilia di

Natale

servatore; ed allorché que* vapori

couveg-

Papa

faceva

una distribuzione, Poemtó«-

tiarii Clini eoriini fumiliis.

densano in gono come
sile.

aria, gli stessi oggetti
in

un

tcrsissimo specchio pensituata in

REGGIO {Rheginen in Brullo). Città con residenza arcivescovile del regno delle lìue Sicilie, capoluogo della provincia
di Calabria Ulteriore i/, di distretto e di

La cattedrale basilica,
città, è

mez-

zo alla
il

un nuovo edilizio, avendo terremoto nel 1783 rovinata l'antica;
,

è dedicata alla B. Vergine Assunta

ri-

cantone^

in fertile

pianura all'estremità

degli Apennini e della penisola italiana,
sulla costa italiana del

splende per ornamenti di pitture e per la cappella del ss. Sagrameuto preziosa pei*
la profusione

Faro

di Messina,

che mediante il canale di tal nome la separa dalla Sicilia a quasi 3 leghe da ]M essi iia,eda72 da Napoli, sulla destra sponda
ilei

corano

:

vi

è

il

de'maruii e agate chela defonte battesimale, e la cual

ra d'anime adldala

canonico curato.
il

Aderente

alla

metropolitana è
Il

palazzo
di

Calopinace, in riva

al

mare. Sede di
di Iribunaleci-

arcivescovile.

capitolo

si
il

compone
decano,

4

una gran corte criminale,
te di

dignità,! .'delle quali è

l'altre
il

vile e di giudice d'istruzione, piazza for-

essendo

1'

arcidiacono,

il

cantore e

te-

3/

classe, cinta di

mura

(ìancheg-

soriere; di

24 canonici comprese lepre-

giate da torri e circondata da grandi sob-

borghi.
le

Le strade sono larghe

e dritte, e

bende del teologo e del penitenziere, di IO ebdomadari, e di altri preti e chierici

case in generale ben fabbricate; bella
la riviera,

addetti al servigio divino. Inoltre
altre chiese parrocchialie

vi

so-

portopuco sicuro, perciò le piccole barche riparando dietro una elevata muraglia, e fermandosi gli altri
è
il

ma

bastimenti lungo
gio
si

la

rada. Nel niare diReg-

osserva

il

particolare
il

fenomeno

conosciuto sotto

na e

sul

Fata Morgaquale scrissero diversi e più di
di
il

nome

munite del s. fonte, oltre la collegiata di s. Maria chiamala la CaUolicaùe.\ Protopnpa [F.)^ieco. Vi sono pure 3 conventi di religiosi, oltre ilcollcgio e la bellachiesa nuovadei gesuiti con orfanotrofio provinciale; due
monasteri di monache
pella di stile gotico. Nel
:

no 7

nella chiesa dei

proposito

spiegando

la

Giardina domenicano cagione della vaga e dilettep.

domenicani si ammira una marmorea cap-

novembre

1

849

vole apparizìonesulleacqucdcl
gino, e nella iitagione estiva

marcUcge quando il
Iranquildi-

fu inaugurato

1'

educandato delle suore
s.

della carità con 7 religiose, le quali visitala la chiesa di

mare
lilù

istesso è in quella

somma

Agostino per ringra-

che

colir

chiamano maclìeriay e

ziare

stinguendo, per evitare ogni equivoco, 3
•ortc di Fata

Dio del benefizio conceduto da re Ferdinando II, fecero l'ingresso nell'edifizio loro

r aerea

,

li'rginln.

Morgana, cioè la marina, 3.* eh' ci chiama Irido (Quantunque nella sua opera sia
ed ima
si
:

preparato dal zelantissimo in-

tendente promotore della bell'opera. Questo luogo già derelitto, fu trasformolo in

•overchin l'immoginozionc, in sostanza
raccoglie
del

decente ginno&io femminile, per
guaci di
s.

le

pie se-

che

lo Iim[)ide7.za delle

acque
cri-

Vincenzo

di Paoli.

Vi sono e-

mare ubbondanle

di particelle bitu<

ziondio altri stabilimenti d' istruzione e
benefici, con fraterni te, ospedale e seminatio. Ila

niiiTote, l'nrin

impregnata

di

umori

Palliai e di UDaUsticclcllnchciuuieuUile

fabbriche di seterie,

selc, calze

e

, ,

,

REG
uUre opere di bisso o tela tìni.ssima giù tli molta rinomanza, essenzeediversesorle d'acque odorifeie e stoviglie comuni,
,

REG
la

37
le

repubblica reggina, e

morali leggi

promulgatevi dal lilosofo Caronda, legislatore di Catania sua patria e di tutte le
colonie calcidesi, altnssero l'universale

essendo stale
gio;
vi

le

antiche di singoiar pre-

sono usine alimentate dalle misuo
traflioo di vini,

ammirazione. Anassila

il

giovane cessò

uieredi Valanidi,StolIa, Addai e Musciaddi.

quel beato vivere, facendosi proclamare
signore di Reggio, occupata a viva forza
la rocca. Egli fece

Considerabile è

il

olio, frutti e seta, anzi è

il

più ricco

em-

invadere

la

nuova MesLeofro-

porio delle sete calabresi.

La

pesca attiva

sene dai

sarnii, e questi ausiliari cacciò poi
al figlio

e copiosa somministra molta varietà di

per dar quella signoria

una specie di ostrica che dalle pinne marine o nacchere fornisce abbondante e finissima peluria, detta volgarmente lana sudicia e in più acrostacei, fra'quali

ne; quintli difendendo contro ogni ester-

na aggressione
vente
cri
,

i

suoi slati, e turbando so-

l'altrui pace,
la

e specialmente di Lodi
1'

che senza

mediazione

Jerone
idea di

datto linguaggio bisso o pelo tliostura,

sarebbe perita. Egli coltivava
Grecia,

diesi prepara nelle nominate fabbriche

riunire in una sola monarchia la

Magna

con appositi metodi

,

per farne guanti
si

ma

non ne venne a capo,elasciò

calze e berretti pregiati. Vi
i

tiene fiera

ue'primi 5 giorni di settembre.
di

Fu patria

Agatone tiranno

di Siracusa, dei filo-

soli

Ipparco, Ippia, Lieo e Teagene, del

A ndrodamo,de'poeti Cleomene e Ibico, degli statuari Learco e Clearco,edi altri più moderni uomini illustri: perciò vi fiorirono rinomate accademie e Pitagora vi tenne scuola^ venendo altamente celebrata questa città dagli anlegislatore
tichi scrittori pei tanti suoi pregi,

niorendo Micito il suo più fido a tutore de'suoi figli. Questo uomo virtuoso sostenne con onore la moderata reggenza mantenne la pace, ampliò il conunercio e fondò la colonia reggina di Bussenzio, ove fu poi Policaslro. Quando giovani principi ambirono di governare da perse
i

stessi, «gli

tornò volentieri a vita privata
reso fé»

in

Tegea d'Arcadia, dopo avere
il

del conto di sua amministrazione, seco re-

come
3i5,
il

cando

solo guiderdone d'una pura co-

dairUghelli nel riportare la storia de'suoi
sagri pastori, Italia
]l

scienza,

Poco dopo,

tra per l'insolente a-

sacra

t.

g,
,

p.

distretto di

Reggio abbraccia

oltre

buso di potere che solFrivano e per 1' esempio che imparavano dalie città sicui reggini ricuperarono la libertà , ma furono lacerati ben presto dalle fazioni. 1 discendenti de'calcidesi e messeni ven-

proprio circondario, quelli di Villa s. Giovanni, Scilla promontorio famoso, Calaniia,

le,

Melito,

Bova

,

e

s.

Agata

in Gallina

col titolo di principato.

nero più volte
fl/jc-

alle

mani
i

;

in

mal punto

L'antichissima e illustre Reggio,
datori

poi trovandosi, chiesero soccorso a'calciUesi

giuin Julii, secondo Slrabone vanta a foni

d'Imera

sicula,

quali volati in Reg-

calcidesi egli esuli messeni.

AU

gio trucidarono tutti di contraria parte,

cidamida fu invitato da Messena a portarsi alla lesta del governo di quella nuova repubblica, aiutato da un consiglio di
1

usurparono
pressione.

la

Signoria e aggravarono

l

propri confratelli colla più umiliante op-

Né avvenne
la
,

ODO

Ira'più stimati cittadini.

11

suo pro-

go gemere
repubblica
sotto
le

se non dopo lunnuova emancipazione della

nipote Anassila, erede del potere esecutivo, sostenne guerre continue colla re-

la

quale respirò finalmente

pubblica sicula
cia,

di Zancle, e adizzò

contro

quella un'annata di messeni, trattadidre-

che l'occupò e

sene. Fiorì

le diede il nome di Mesdopo questa epoca fcliccmcnle

forme del suo reggimento a comune. E così durò finché non le apprestò nuovi guai la temuta possanza del siracusano Dionigi. Fu Reggio lai.' città
the gettasse
il

grido d'allarme contro quei

i8

REG
dominare
tutte le re-

REG
con con

(iranno, che voleva

piibbliclie degl' italioti, e collegalasi

Messina venne trasportato su quel la spiaggia siciliana

un

esercito, ingrossandolo

altri ausiliari inesseni.

Se non che
la

Io spi-

rilo di sedizione e di gelosia s'inipadronì

de'niessinesi,

mentre avveniva
i

marcia

mutazione proferiva parole di pietà, dichiarando di contentarsi della rifazione delle spese della guerra o d'un forte tributo, onde da' cittadini, come prezzo di libertà, alacremente si votassero tesori nascosti; ma compiuta sì nuova specie di sacco, infianse Dionigi le promesse, trasi

per a Siracusa,
i

quali sbandatisi, anche

se in gini e

reggini dovettero perciò retrocedere e
la

dura servitìi a Siracusa 6000 regmise la città a ferro e fuoco. Né la
il

cercar da Dionigi
elleltivamenle,

pace. L' ottennero
aiulò guari, che

virtù e l'amor patrio di Pilo

trattenneil

ma non

ro dall' incrudelire contro di
le

lui,

quail

con nuove onte provocarono il fiero re di Siracusa. Costui, vago di blandir gl'i-

dopo aver contemplato eroicamente
fra'

morire dell'unico figlio, perì
n<tla tirannide.

tormenti
la rafli-

mentre preparavasi a cozzare coi richiese in isposa una vergine reggina, ed cittadini non solo rifiutarono di aderire al volo, ma vi aggiunsero l'onta d'inàultanle risposta. Trovò Dionigi maggior condiscendenza in Locri , ed ivi sposò Doriile, giurando contro Reggio im[)lacabile vendetta. 1 reggini dun<jne si prepararono alla guerra, e trasselalioti,

più atroci che inventar sapesse

cu taginesi,

Così cadde Reggio

386

i

anni prima deM'eia volgare e seco trasse
la

rovina di tutte

le

repubbliche

ilaliote.

Da

(piell'epoca più
I

riosi

fasti civili

non furono tanto glodi Reggio, benché Aga-

locle figlio di Dionigi le rendesse la libertà, e restaurasse. Conquistata dai romani, divenne Reggio colonia e municipio no-

ro nelle loro
ni v'erano.
iti

file

quanti profughi

sicilia-

bilissimo. Giulio Cesare,

Duce supremo

dell' esercito

dalla Sicilia
carla e la

dopo Pompeo,impresc

discaccialo
a rifabbri-

Elori siracusano, e s'incominciarono

le ostilità

Messina. Tenti) Dionigi di

con infruttuoso nllacco sopra sorprendere
Ehn'i ebbe la gloria di salla

popolò di soldati e vecchi legionari, che aveanoservilo nella sua flotta, dandole il nome di Febia che andò
,

Reggio,

ma

((nasi

subito in obblio,

|)er

prendere quel-

varla e di ottenere

tregua d'un anno.

lo di Rlicgiuin Jiilii.

Spiegava intanto ogni dì più chiaramente Dionigi le sue mire sulla Magna Grecia, e per meglio damarla si collegòco'belliuosi lucani;
il

uoi4di

nostra era

la

Vi morì verso l'anfamosa Giulia figlia

unica d'Augusto, celebre per bellezza, in-

possesso di
A. tal

Reggio era

il

principaicsuoscopo.
lii

fine separò col-

lo r/.a e col

denaro

lutti gl'italioti

con-

federali dagl'interessi di questa repubbli-

gegno e depravala condotta; maritata prima u Marcello, poi ad Agrippa, indi a Tiberio, il quale si ritirò a Rodi per non essere leslimonio de'suoi disordini, lo che illuminò il padre che esiliò Giulia nell'isola Pandataria, e

ca, e dipoi la cinse di strellissimo asse-

dopo 6 anni

a Reggio,

dio
i

:

oro, navi e ostaggi dovettero oftVire
sopr.iii'.ilti

ove

fu trattata

meno
,

severamente; dive-

cilladini

[tcv

evitare

il

disn-

fcln»,

ma
di

ctin l'elliinero trattato iliscopripiii la

i'(m'>

propria debolezza.
eccitali
i

Con

nulo Tiberio imperatore la privò della tenne pensione onde la principessa destinata ad essere rornamenlodel ." tro1

magnanimo eNcuq)io
ne dirigeva
p(!ri
I

da Pilo che

la difésa,

reggini bastarono
le

no dell'universo, perì morie d'Angusto sino
sò quindi nel

di
al

fame! Dopo

la

4'"

t^'

I^cggio

mc4Ì a sostenere
ì

privazioni del-

oiltà florida e magnifica.

Dai romani pas-

l'attedio, ed

pili

formidabili atliicchi,
piii di
l'i

ma

dominio

de'goli sotto Toti-

ninna «pcninza esicndrtvi
/»,

sidvczfu tallsi-

ln,<h(; la |)rose nel !)\c). IVel ()iS fu oc-

dovettero piegm'e alla reta,

io

rnido

il

(u'nniio, che

con perfida

cupala dai mori o maouuMlani aglabili o agarcni. In seguilo nclioo'ìi la presero

REG
e sacclieggiaiono
(li
i

REG
passando a
vi si
fil

29
le

j)i-ani,

di

s.

Paolo,
s.

il

quale lasciò

cui e del ve-

spada qiie'saiaceniche
in

trovavano.

scjj'vato a

Venula quindi
greci,
i

mano
li

degl'impeialori

vernala per

Stefano suo discepolo, fu golo spazio di 7 setoli da ve

noiiiianni

cacciarono, e Robersi

scovi di rito lalinojnel secolo Vili fu stabilita metropoli, e l'arcivescovo

to
1

Guiscardo quivi
3
(u

fece eleggere nel

primate

o5q
3
I

i.^duca di Sicilia e di Calabria. Nel
presa da Federico
11 d'Aragona Cordova b po-

della Calabria.
agli onori

Il

suo prelato sublimalo

1

dell'arcivescovato, riceveva

le di Sicilia. Gonzajvo di
se in potere di

l'imposizione delle mani dal patriarca di

F'erdinnndo
1

gna
1

e di

iS'a

poli nel

V re di Spa5o3. Indi nel 543 o
i

Costantinopoli.

Fu

la

chiesa di

Reggio

cospicua e illustre metropoli della Calabria sotto
il

r)44 soiirj un orribile saccheggio e (u inini|>eialoiede'turibi;e]Muslal'à

greco impero per 3oo anni,

cendiala da Barbarossa eCaradino,perSo-

con

I

3 vescovi snffraganei thedovea con

limano

II

sagrare, cioè Cova, Tauriano trasferito
poi a Mileto, Locri, Rossano, Squillace,

pascià nel

i588

le

lece provaie la
a

mede*

sima sorte, rinnovandosi poi
se gì' insulti de' barbarescbij

più ripre-

Tropea, Amantea the

si

unì a Tropea,

laonde nel

Colrone, Cosenza, Nicolera, Risignano,
Nicastio, Cassano. Noterò che l'UglicHi

ìScfS fu pure data allelìaninie dal pascià Sinan o Assaiie Cigala rincgalo calabrese. Nondinienosi riebbe da tante sciagure,
e già era ritornala fioientissima
fu quasi inlieraniente

quando
poco

ne registrò q, cioè Cova, Catanzaro, Gernce, Colrone, Neocaslro, Nicolera, C)ppido, Squillace, Jinpea, avvertendo the

distrutta dal ter-

remoto del 1783,
a poco del
si

dalle cui rovine a

V

Cassano che pretendeva l'esenzione, s. Pio nel 566 »» declaravil metropolitano
1

ristorò.

Seguì quindi

i

de.>>tini

reame
i

finiti

di Napoli. Sono pressoché inmonumenti che ad ogni oc(a>ione

Rheginosubjacere.sednuntConsentinam metiopolimsynodoriim causa petit, piout
vicissimepiscopuslMilitenexemptusRhe-

di scavar la terra

tro che fuori la

trovano tanto denquali dimostrano città,
si
i

ginam uielropolim dumtaxat synodoi uni
causa accedete solel, Inter ecclesuis ro-

come Reggio
li

slata sia ne'lrasandati seco-

mano

Pontifici

immediate subjeclas.
della riunione di diverse

luogo di molta distinzione e celebrità,

Commanvilicne riportò un numero maggiore, a

Ira'tanti della

rinomalissima regione.

motivo
ci

La fede
l'apostolo

cristiana vi fu predicala dals.

sedi vescovili. Al presente
nei dell'ai

sono suilragacirco-

Paolo, the vi con verfi ('battezzò moltissimi reggini, vi fondò la sede
vescovile,
clesiastica
gli

vescovo di Reggio, in virtù

del concoidalo dì

Pio VII e sua
i

la

quale divenne metropoli ecdella Calabria (/ .), uno deal i.° de'cilati articoli

scrizione di diocesi,

9

ve.<icovidi

Bova,

Cassano, Catanzaro, Colrone,Gerflce,Ni-

antichissimi Palrirnoni della s.Sede

(/^.)j

avendo

no-

tato

i

bria della
i

Papi che die alla Chiesa la Calaancora Magna- G/Tf/V7(/^.)j che

Oppido, Squillace, Tropea cui è sede di Nicolera. Dice Rodotà, che dopo avere il conte Ruggiero normanno restituita questa chiesa con molle
caslro,

unita

la

vanta suoi martiri primizie del cristianesimo della regione, essendo protettore di Reggio s. Giorgio martire. Prima di
riportare
la

altre alla giurisdizione della

s.

Sede, vi

richiamò Tant icori tolalino,costanlemente poi

osservalo dagli arcivescovi,! quali
della dignità
ini

serie de' vescovi e arcivescovi
le

non avendo veruna ragione
di Costantinopoli,
si

d'tJghelli,dirò

notizie delle chiese gre-

metropolìtica derivata loro da'pati

chi

Reggio e nell'arcidiocesi, con l'autorilà di Rodotà, Deli ilo greco
stabilite in

che

IH Italia

t.

I

,p.

4o2

e seg. Essendosi

que-

sta città resa alla

faconda predicazione

determinarono di volere ricevere un tale onore da s. Gn gorio VII the graziosamente lo concesse nel 1 081 a suppliche del duca Roberto Gui,

3o
scardo.

REG
Non
lulli
i

REG
razioni per suffragio del loro illustre bele

vescovi greci siiffra-

ganei seguirono del pari
latino. Alcuni di loro

orme del
il

loro
rito
il

nefattore, funzione ch'era

chiamata

siip-

metropolitano, con militare sotto

plicazione.

avendo

a

cuore

molle e decorose annue finizioni, con grave canto e senza mule

Tra

greco, furono lasciali in libertà dal conte

sicali

istrumenti,mngniflca era quella neldelle

Ruggiero, il quale quantuncpieimpiegasse

la

domenica

Palme.
si

Il

protopapa

dolcemente la sua aulorilà per rimettere in onore tutte le chiese, collecere-

corteggiato dal suo clero,

recava dalla

luonie latine;

temendo nondimeno di

su-

scitare qualche pericolosa sedizione, lasciò loro in libertà o di ritenere le antiche

s. Croce che da lui dipendeva, dove a vista d'un prodigioso concorso di popolo, e con festivo plauso

sua chiesa a quella di

della città faceva la solenne benedizione
delle palme.

patrie leggi, o di soggettarsi al soave gio-

godelle latine costumanze. Proseguivano

chiesa mantiene

pertanto alcuni vescovi nel secolo XII a celebrare le loro adunanze e sacrosanti
i

ove sorgeva questa à' Ho sauna, e la colonna su cui il popolo poneva le palme, perchè ricevessero la benedizione nel riIl

silo
il

nome

argomento diploma d'Alessandro HI, il qualeaccordando nel i65 l'insegna del pallio a Ruggiero II arcivescovo di R.eggio, già conceduto da S.Gregorio VII e Eugenio HI, confermò tale onore anche pe'sucmisteri nel rito greco.
il

Ne

fa

to greco, fu trasferita nell'atrio della cattedrale. E" incerto
il

fondatore della splen-

i

dida collegiata di
lica,

s.

Maria

della Catto-

però

si

attribuisce al conte

Ruggie-

ro,

munifico ristoratore delle chiese e

mo-

cessori, e gli prescrisse di potersi valere

di quello nella consagrazione de'vescovi

dopo l'espulsione dei saraceni che aveano abolita la religione cristiana, e si vuole in rendimento di granasteri di Calabria,
zie a Dio,

sufliaganei o fossero greci o pure latini:

per

le vittorie

riportale su quei

de'due prelati greci intervenuti
tropolitano,
si

col

me-

])arbari e cotiquista del regno, ricolman-

fa

menzione
i

nel concilio

dola
tare

di

rendile e provvedendola di nuin

i7g.InReggio greci aveano i parrocchie, prova del numeroso popolo greco che vi abitava, con sacerdoti che amministravano sagrnmenti. La più superba e sontuosa
i i i

celebratoda detto Papa nel

merosi sagri ministri,
il

segno di rispet-

rito

greco e perchè fosse ai greci

comune madre.

In luogo del già arcivescovo greco vi stabilì per principale miiiislro il protopapa, con autorità amplis-

basilica era

s.

Maria

della Cattolica, \n

sima

e giinisdizione sui greci, sottraen-

cui esercitavasi con

magnincenza e con

dolo da quella del nuovo ripristinato arcivescovo latino, prescrivendo alle chiese
e clero greco del vosto territorio metro-

mirabile aflluenza de'nazionali,la

pom-

pa dell'ecclesiastico ministero orientale, essendo la piìi insigne collegiata del rito greco, non solamente delTarcidiocesi di
Reggio,

politano di Reggio, che rendessero

come

n loro superiore soltantoomaggio al prò-

ma

nella vastità di tutta Italia.

topnpa

,

e riguardassero la sua chiesa per

Fondala per capo e matrice della gente greca, era composta d'un gran numero
di minittri, e governata dal protopapa,
il

c.ittcdrale. Inoltre concesse la presenta-

zione di (picsto prel:ito della greca nazione ol popolo di Reggio, riserbando a
se e successori d'inveslulo della dignità,

quale crn fornito di molti onori e am-

pia giurisdizione che esercitava.
hii

Dopo

di

(«ode
di

la chiesa di

s.

Maria

della Catto-

teneva

il

a." luogo

il

diterco 7." di-

lica lutto in perfetta pace, finché, ni dire

gnità, ci(»ò sccnndo con greco vocabolo.
J

Rodotà,

gli

arcivescovi ne procuraro-

canonici celebra vano ogni giorno gtieci

cU:«in»tici nnizi e

divini mislcM'i, e nella

no rannientamcnlO) avendo essi col loro clero sempre riguardato di mal occhio
la

feria G.'

recitavano alcune particolari o-

dignità di prulopupa. Priucipuhnciile

REG
comballere il rilo greco l'arcivescovo Annibale d'Afflillo,clje nel i6i soppresse nella detta chiesa le ceiemonie
volle
i

REG
Slsionlo di Reggio del

3i

536 che

ospitò s.

Placido; S.Cirillo di Reggio del SSg; Lucio fiori
di cui querelandosi

greche, v'introdusse

le latine,

converten-

dola in parrocchia del proprio rito e ar-

rogandosi
di cui

la

provvista dellecappellanie,

rimase spogliato il protopapa, riducendosi a nulla la sua autorità. Gli avcivescovi successori difesero
il

586; Bonifacio del 598, il clero, Papa s. Gregorio I ne commise la causa a 5 vescovi di Calabria. Nel 601 divenne vescovoPaolino; indi Giovanni che nel 680 s. Agail

dopo

tone spedì in Costantinopoli per opporsi
all'eresia de' monotehti; Costantino del

disposto

dal predecessore Annibale, con sostenere

che
lano

il

conte Ruggiero destinò

la

chiesa

in sua reaj cappella e per i.'suocappelil

fu al concilio di Nicea II; Leonneir870 intervenne a quello di Costantinopoli; Leone fu al conciliabolo di

790 che

zio

prolopapa, sottraendolo dalla giu-

risdizione arcivescovile, ed a lui
tare le
le parti

non
e

spet-

nomine

delle cappellanie.

Ambo
pub-

vennero a contestazioni,
al

blicarono erudite allegazioni: nel
portata la causa

1726
il

Fozio tenuto in della città neir879, se pure non sia lo slesso Leonzio; s. Eusebio di Reggio colle sue preghiere salvò la città da maggiori eccidi i, per parte dei greci e saraceni, e lodato morì nel9iG.
Gli successe Stefano, al cui

giudizio del cappella-

tempo

greci e

no maggiore
ed
i

del re, egli dichiarò

pro-

saraceni devastarono la Calabria, e re-

topapa, ancorché divenuto di rito latino,
successori, esenti dall' autori là del-

staurala

la

chiesa di

s.

Micheledi Catan-

zaro

la

dedicò; indi Galato, poi Leonzio,

l'arci

vescovo, e
i

gli restituì

il

possesso d'e-

Ruggiero del ioi4>

come la giurisdizionesui medesimi. Dipoi nel (780 in Napoli e nel 785 in Roma Zavarroni
leggere
ministri di sua chiesa,
1

V... o Uberto o Guglielmo del ioS6,Rfghiensi archiepisco-

piis,che intervenne ad
cessoalla chiesa di

vicario generale dell'arcivescovo divul-

gò un'apologia, sopra lacon Irò versa chiesa, oppugnando la legittimità del diplo-

ma

del conte Ruggiero. La dignità del protopapa non più greca ma latina , si

un privilegio conPalermodalconleRuggiero, secondo Pirro. Indi Rodolfo o Arnolfo, che però l'Ughelli lo dice consagralo arcivescovo prima, nel 1081 sotto s. Gregorio VII, che con solenne rilo dedicò
la

chiesa della

ss.

Trinità di Milelu,
li, re-

conferiva a presentazione della città di

magnificamente dotata dal duca Roberto.

Reggio dal re delle due Sicilie. Celebrava divini uflìzi, assistito da ministri eci

Nel

1

089

ospitò

Papa Urbano
essendo

duce dal concilio
to nel
1

di Troia:

mor-

clesiastici

vestiti

di mezzetta. Nell'arci-

190,

il

capitolo elesse arcivesco-

diocesi furono già molte colonie di rito

vo
il

s.

greco,
s.

come

di

s.

Agata, della Motta di

ricusò

Brunone fondatore de'certosini, che la dignità. Urbano II gli surrogò
quaaltri cardinali tratto alle bio1

Giovanni, ^i s. Lorenzo, di Cardeto, di Arno, di Mossero va, di Montello e Penlida\toIo.
Il i.°

rispettabile cardinal Rangerio, del

le e degli

grafie: fu nel
s.

106

al concilio di

Gua-

vescovo di Reggio fu

Stefano
s.

di Nicea di Bitinia, ordinato

da

2 5 anni dopo l'Ascensione in cielo del

Paolo Re-

lo zelo di diffondere vangelo, per virtù e dottrina, patendo glorioso martirio nel 74) coi ss. Suera veil

dentore, chiaro per

scovo, Agnese, Felicita ePerpetua.il 2.°

vescovo fu Marco che nel 325 fu al concilio di Nicea I) Ilario viveva nel434;s-

con Pasquale II, ed altro non si sa di lui. Rodolfo o Arnolfo intervenne alla consagrazione della chiesa di Catanzaro, e morì nel 1 122. Beraldofu eletto nel seguente anno; poscia Guglielmo che morì nel i x3i; Ruggero del 1 146 di gran virtù, il quale da Gaeta ottenne da Alessandro 111 quanto notai disopra, e la conferma de'pri viiegi concessi alla sua
stalla

32

REG
Il

REG
successore
successero, nel

chiesa dai re e imperatori.

iSaS Pietro Galgani

di

Tommaso, di
I

celebrata memoria, fu nel

177

al concilio di

Laterano tenuto da

detto Papa, coi sufTraganei greci Lerasino, e Filippo di Cotrone, e
IVicastro.

Nel

i

rc)4

Guglielmo

Guido di si com-

pose sulle decime di Mesa, appartenente all'archimandrita di Messin^i col

mo-

nastero di

s.

Pancrazio: a questi l'im-

peratore Enrico VI donò Bova col suo contado e rocca, ed altre terre, ciò che confermò poi Federico 11. Nel i 199 l'arcidiacono Giacomo divenne arcivescovo, la cui elezione approvò il cardinal Crescenzio legato; Innocenzo 111 gl'impose

Manfredonia traslato da Giovanni XXII da Cosenza; nel i355 Filippo Maurelli di Cosenza per Innocenzo VI; nel i3G5 Carlode'conliOrsoamalfitano; nel 37 r Tommaso de Porta salernitano di gran virtù; nel i382 Giordano falto da Urbano VI; nel i4o4 Pietro Filomnrino nobile napoletano nominalo da Bonifacio IX per le sue esimie virtù; nel 142 i Bartolomeo Gatlula nobile di Gaeta traslalo da Rossano, donde nel 14^6 passò a
r

Messina, eruditissimo nelle divine e

uma-

ne

lettere.

Martino

V

lo fece

succedere

dal virtuoso parente Gaspare Colonna

commise le dillerenze tra gli arcivescovi di Monreale e Rossano. Il capitolo avendo eletto
il

pallio in

Roma,

e poi

gli

romano,
di

Lando,nobile,erudito,prudenle,nel 1 2

i

7

e poco dopo nominò Paolo già Manfredonia, che seguendo lo scisma diBasilea,EugenioI V lo esiliò, enei i44f> elesse Guglielmo Logoteta nobile reggi-

Onorio IH l'approvò e consagrò,ed a que-

no, che eresse nella cattedrale
la a
s.

la

cappeli

Papa l'inviò Federico come a Gregorio IX che lo
sto
Sina.
iN'el

li

per

la

pace,

Stelàno protomartire. Nel
di

449

trasferì a iVles-

12 34

gli

sostituì R...

vescovo

di Squillace.

Vernacio cappellano d'In-

Manfredonia, già di Ariano; nel i453 Antonio Ricci napoletano, che edificò la torre campanaria, rifabbricò
la

Angelo Grassi

nocenzo IV, per virtù e scienza lodalo, eil Papa lo confermò nel 1252. Indi nel 1259 M. Giacomo Castiglioni consanguineo di Alessandro IV, «li egregie virtù. Papa Nicolò III avendo
letto dal capitolo,

parte anteriore della metro-

politana, cui
ti;

nel

tano,

donò di preziosi paramenMarco Maroldi napoledonìcnicano dotto; nel i497 ^''c-

14^8

fr.

Irò Isuaclle.s cousagrato nella cappella
pontificia, poi cardinale, che nel

rigettata la viziosa elezione fatta dal ca-

i5oG

pitolo del decano Roberto, nel
stituì
fi-.

1277

so-

rassegnò

al

nipote Francesco

la

sede; nel

Gentile de'minori, d'eccellenti

i5i 2 Roberto Orsini nobilissimo romano, chiarissimo per virtù e dottrina, in-

doti e fornito di scienza, cui Nicolò

IV

fece reintegrare ne'beni dal cardinal Ber-

tervenne al concilio di Laterano V, e fu

nardo legalo: propugnatore

(pieslo pastore

indefesso

nunzio di Leone
nia. Neil

X in Polonia e Germad'Epidauro in
il

della libertà ecclesiastica,
fat-

520

cardinal Agostino !/h\7//3t

sostenne potenti persecuzioni, indi fu
assolvere
fautori di Pietro

nmminislratore, che con regressocedè al
fratello Pietro arcivescovo

to aniniinistratore d'Alile, con facoltà di
i

II

d'Arago-

partibiisj indi colle stesse condizioni
oardiiinl l'h'cole

na, a

danno di Carlo II. Nel i3o7 CleniiMilc V nomin(>Tomn)aso figlio del conlediCHltinzuro; nel
1

C oiizaga. C\ctnen\e VII

3

i(>

Giovanni \.XII
di

nelif>29 nominò Girolanìo Cenleilisiciliano, dolloe probo,consagralo nelhicappclla pontifìcia dal
1 1

approvò Gugliirlino
il

di Ileggio

gravi

sagrisla

:

annientò

i

qualità e prudenza, eletto dal

ca[)ilolo'.

tuccciHore

fr.

Pietro agostiniano, iuM-

canonici da 2 a 8, e nel suburbio collocò cappuccini. Nel 537 Agostino (ioni 1

goe per pietà e Icileralura, fu consagrato in A vignonc, ove era stata trasferita la retidctua puulifìcio,c uiurì ucl iSv.H. Gli

zaga nubilissimo di Mantova, che edificò
la

chiesa e

il

convento

ai

minimi e

fu so-

pollu avanti ai gradini dell'altare inag-

,

,

RE G
giore
iVel
I

REG
di l'osso dio-

33
canonico pe-

(la lui

lìcilìncato nella cattedrale.

Pietro di Benedetto di Cassano arcidia-

'}6ofr.

Gaspare Riciulli

cono

di quella cattedrale
,

,

cesi di

za,

Cosenza, insigne per virtù e sciendecoro dell'ordine de' minimi, bene-

se in

merito del concilio di Trento: introdusdomenicani Reggio gesuiti ed
i

i

rifece la cattedrale incendiata dai turchi

degno della sede. L'arcidiocesi si estende per 36miglia circa. Ogni nuovo arcivescovo è tassalo iu 600 fiorini, fruttando la mensa sgSo du' catorum aeris ntapoliiani cunclis dedunitenziere e teologo
clis

e la consagrò; istituì
il

il

seminario, fondò

oneribus.

monte

di [)ielìi,ed altro in

Robliniano;

REGGIO

DI

MODENA

{Eegien Le-

ridusse diverse nionaclie in un monastero, celebrò
il

pidi). Città con residenza vescovile del

sinodo; pianto da tutti, e-

semplare e generosissimo pastore
nel
lui

iSg^

e fu

morì sepolto nella cappella da
,

costruita nella metropolitana. Gli suc-

duca todi/l/o^/e/ia (col quale articolo e eoa quello di Ferrara sono collegate le notizie di Reggio e suo ducato), da cui è distante più di 5 leghe, 6 da Parma, 3 da
Novellara (della qual
voi.

cesse Annibale de Afflitto nobilissimo pa-

città feci

parola nel
Gii-

lermitano, eccellente nelle lettere, e per
altre doti celebrato
:

XLV,

p.

286), sulla via Emilia,

avendo
il

il

rinegato

Cigala coi turchi distrutto
predecessore, spogliata
la

sepolcro del

cattedrale,

ma-

poluogo di distrettoedi due cantoni, con)e del ducato e provincia del suo nome, il quale si forma di que'luoghi che dirò.

nomessa

la cittì), a

lutto accorse col suo
il

La
gli

patrimonio; celebrò

sinodo,e morì in

odore di santità nel i63S. Dopo Annibale Mascabruni vescovo di Stabia, nel 1 644 Gaspare Creales spaglinolo lodato pastore. Nel 1660 Matteo di Gennaro nobile na[)oletano degnissimo; nel i6y 5 Martino Thanez di Villanova traslato da Gaeta; neliGgG Andrea Monreale di Brindisi giù di Lanciano, col quale nM'Ilalia sacra si termina la serie, che proseguirò colle
Notizie di
di

provincia si estende sino al giogo deApennini , ed è in essa rimarchevole il monte Canossa perla celebre gran contessa Matilde [y.) signora della fortezza
,

inespugnabile posta sopra una collina
singolari e memorabili vicende
s.

prossima alla sorgente del CrostoIo,e per
le

ivi

acca-

dute, che narrai a

Gregorio VII, che vi ricevè il sommesso imperatore Eurico IV nei 1077 ivi soggiornando la bene:

merita eroina, fece
sale di tutti
i

la

donazione univer-

Roma, ijij Damiano Polou Gandia. ySy Domenico Zigari di Coi

suoi beni alla chiesa

romali
il

na, che poi confermò a Pasquale
I

17

senza, traslato da Cotrone.

lyGr Matteo
fr,

Gennaro Testa
to M."
disi.

di Napoli.

1767
1

Alber-

novembre 102, prò mercede et remedio animae meae, et parentum meorum,\eg'
gendosi
/tal.
t.
l'

Capobinnchi domenicano
nel

di Brinfr.

Dopo sede vacante,

797

Ber-

5.

istrumeuto in Muratori , Rer. Dice il Sismondi.»>Tale dona-

nardo Cennicola della diocesi di Telese, minore osservante. 18 18 Alessandro Tomassini di Diminiti arcidiocesi di Reggio,
Iraslato da
le M."*

zione che ha servito di titolo alla chiesa

romana nelle sue pretensioni sulla Lombardia {f^), non fu mai rivocata in dubbioj ed è
pi
il titolo più autentico, che Paabbiano reclamato". A Garfagnana, ed a Contessa parlai del grande alto che comprende eziandio il Reggiano e il
i

Oppido. 1828

fr.

Emmanue-

Bellorado di Napoli domenicano, Iraslato da Catanzaro, autore d'opere, co-

me (\e

Panegirici

in

3

voi.

1

829 fr. Leone
traslatòa Con-

Ciampa francescano
ra Capriola. Gregorio
ila

alcantarino di Ser-

Modenese
ghi.

,

donati a

s.

Pietro dalla pia
)uo-

X\

I

principessa,

onde

la celebrai in tanti
s.

questo prelato nel concistoro del i.° febbraio! 836; in quello poi degli i i luglio preconizzò l'alluale arcivescovo mg.'"
VOL. LVH.

La gran

contessa fu pure con

Gre-

gorio VII a Carpinete, altro suo castello
del Reggiano, e dove la

medesima
3

sul fi-

,

34
nir del secolo

REG
XI convocò
i

REG
la

solenne die-

ta per stabilire sulla guerra o sulla pace
coli

impero; e sebbene

teologi ed

i

ba,

roni esternassero sensi di conciliazione

cammino.Sino medici dell'antica Roma ne raccomandavano 1' uso, e si sa che le acque di Quara si trasportavano in Francia, Spagna , e in Napoli benché ferace
i

bastò un
la

monaco ad
si

eccitar gli animi al-

di

acque saluberrime, edovunque

l'arte

perseveranza e

corse di

nuovo

alle

salutare giungeva a scoprirne
fetti.

gli utili ef-

armi, che obbligarono l'imperatore a ritirarsi oitreil Po. Lagran Matildefrequeotò pure Bibinnello, altra fortezza di questo ducato, in cui

Altro luogo memorabile del Reg-

giano è Rubbiera, Herbaria, borgo validamente fortificalo sulla riva del Secchia,
tito
il

neh

i

i

ifu visitata dalle

di cui castello vedesi

l'imperatore Enrico V, che segui va

pe-

in prigione di slato.

Fu

ora converposseduto
ritolse,

dale del padre Enrico IV, e colla quale tenne breve conferenza. In Querzola, al-

nel secolo
gli

XIV dalla s.

Sede, e quindi daII lo

Estensi, a' quali Giulio

che contiene olio di sasso, e fuma e bolle e vomita fungo, e talvolta pietre con molto strepito, e somiglia ad un piccolo vulcano che potrebbe uu giorno rendersi formidabile. Nel monte Yentasso v' ha un lago chiamato da Vallisneri ammirabile, la di cui circonferenza è ad un di presso di i5oo
tra
salsa

montagna, evvi una

fiuchèdopola morte di Papa Adriano VI, tornò in dominio del duca di Ferrara Alfonso
I

d'Este.

11

distretto di
:

Reggio

si

di-

vide in IO cantoni
lai nel voi.

Correggio, di cui parp.

XLV,

286;Carpineto,del

quale

feci

cenno, Cuslelnovo de' Alonti

Gualtieri, Minozzo, Montecchio, Reggio
{intra^ià

piedi parigini, e ritieusi dai

fisici

che

la

cuni credono
sì lo

sua profondità
fondo,

sia di

25

braccia, sebbe-

extra wmroA-), Scandiano che alvi sia nato 1' Ariosto, benSpallanzani, e Brescello. Di questo

ne non manchi chi

ma

che non ha che nei mezzo evvi un gran
asserisca

Brescello e de' suoi diversi
in parecchi luoghi,

nomi

parlai

come

nel voi.

XL,

p.

vortice che sensibilmente apparisce. L'ac-

qua

del lago è limpidissima, né

mai

sce-

ma

per

siccità

o per mancanza di neve.
di curiosità è la cosi delta

292, 3oo e 3oi, trattando di s. Genesio suo vescovo e di altri dello stesso nome, giacché fu sede vescovile. L'Ughelli,
Italia sagra
1. 1

Oggetto pure

o, p. 3o, Brixeliensis c/ìi-

Pietra di Bismantova ,ì\covdala da
te nel suo Purgatorio, la quale è

Dauun a-

scopatus,
la

chiama già preclara città delGallia Cispadana,coloniaromuna e di
la

\unzo(li
stello,
il

un

fortissimo e inaccessibile ca-

cui trattarono diversi antichi scrittori che

che

ai

tempi

di

mezzo dominava

nomina, ed ove nel suo
essere stato sconfìtto

castello

Bedriau-

ed evvi ancora il popolalo borgo di Bismanlova.Tutto il mascircoiitaute paese;

cese l'imperatore ron)ano Ottone,

dopo
ucci-

da

Vitellio,

si

so è forinatodi strati di giacitura obliqua,

se e vi fu sepolto al dir di Plutarco.

ed è di pietra calcare la faccia boreale è in alcun trailo così curva e pendente,
:

t:lic

I

iesce quasi

a ridosso della soggetta

campagna. l'iù degnadi memoria èQuara |H:r le auliche terme chiatnnte Balnmiii
tìqititrium, di cui
iiuluruliRti

hanno tanto

parlato

i

VaIH dichiarò il vescovo su (Iraganeo di Ravenna (/ .). Cipriano lìorì nel 45a; AnuslasioCremonesenefu fatto vescovo da Pelagio II Pupa del SyB, e fu lodato pastore; Gregorio Maggia nobile creuionese buono e prudente, encomialenliniano
to per vigilanza, fiorì sotlos.

ed

i

medici. Uiaiunc qualche
le

Gregorio

111

Vestigio

che prova anche oggidì come

del

73

I

;

TeodelxM
s.

lo Meliori nobilissimo

iiu|ue termali veniiKcru raccolte per la
••Iute degli uomini.

cremonese, monaco benedettino, venne
eletto

Lu

loro virlìisureb*

da

Zaccaria Papa del
s.

74

>

>

cui

be attivi»iimaie

l'iirte

iornuuMt a vincere
l'

diede per successore

Paolo

I

l'altro

no-

r asprezza del luo^u e

lucuuiudità del

bile crcuiuuc;>c Ersilio, che pianto per le

REO
sue virtù fu tumulato nella cattedralecon onorevole epitaffio. Termina Ughelli le
notizie
(li

REG
la

d'Anastasio

IV

riportata pure da

35 Mu-

ratori nel
p.
^

questa sede senza nominare
:

s.

t. 5 deWe/inliguit. niediiaevi, io2i,ed una carta della contessa Ma-

Genesio e con dire Nane Brixellensis ecclesiae caputtst archipresbyter , suhjacclqiie
le,

tilde, riferita
la

ancora dal

p.

Bacchini nel-

Storia del monastero diPolirone, ove
s.

Ilistoire

Mutinensi episcopo. Commanvilde tous les eveschez, riferisce

a questo
lo
si

il

titolo di confessore.

Genesio della badia di BerselQuesta ab*
ss.

che nel

^5^
il

per avere Aitila rovinato
si

bazia sotto l'invocazione della
fu fondata e dotata

Trinità

Brìxellum evi restò per qualche tempo, onde si disse vescovo di Brixellum, poi lo pone nel-

Parma,

vescovo

ritirò a

l'elenco de' vescovi riunito alla sede di

da Atto contedi Canossa, indi grandemente aumentata dalla gran Matilde contessa di Canossa. Altre abbazie del Reggiano furono s. Apollonia istituita da tale principessa e dallasua

Reggio. Brescello, Bersello o Breiello ora
jiorgo a

6 leghe da Reggio,

sulla destra

madre'Beatrice;s. Maria di

Maurolo pure

riva del l'o, lece già parte della contea
di Correggio.
tori re de'

eretta dalla sua munificenza, e quella no-

La

città Tu distrutta
1'

longobardi tra
d'Este,

da Auanno 584 e
di

bilissima dis. Prospero summentovata da
lei

accresciuta mirabilmente. Della zecca
di Brescello tratta Bellini,

5qo

ne'quali regnò. Questo luogo lo ceI
il

e

monete

De

dette a Ercole

duca

Miladi

no Galeazzo M." Sforza
Castel
il

in

compenso

monetis Italiae. Essendo Brescello bene fortificato, fu preso per l'imperatore dal
principe

Nuovo del distretto di Tortona, che

Eugenio

nel 1702, e dai francesi

.' Visconti avea donaduca Filippo to a Borso d'Èste figlio di Nicolò III e padre del detto Ercole I, per averlo soccorso coni2 7 soldati neh 44^ nella guerra contro veneti , e che dopo la morte dello stesso Borso avendolo occupato il duca Galeazzo lo donò a Roberto SanseI
i

M

nel 1705, che poscia lo evacuarono nel

1707. Iodi seguì le vicende di Reggio. Dai suoi scavi si rinvennero copiosi monumenti numismatici e archeologici, di
sua antica importanza. Diversi scrittori posero il Reggiano, come il Modenese,

verino celebre capitano di que'tempi. Ercole
Il

ueW Esarcato (^^.)di Ravinnaot\' Italia^ altrodominio temporale della s. Sede,raa
al citato articolo riportai le opinioni

duca

di

Ferrara

vi

fondò poi
di

cir-

con-

ca ili55i una rocca fornita d'artiglieria,

trarie di Muratori.
L'illustre e bella città

ed

in

memoria coniò una moneta

bron-

diReggio diLom •
fertile, situa-

co rappresentante questa fortezza, colla

bardia è in paese delizioso e
ta in

leggenda BrixiiU securilas da un canto,
e dall'altra un'aquila col tnoWoNobilitas
Estensis.

piano sul canale navigabile dì Tasla

sone e presso
stolo. E"

sponda destra del Cro-

Vi è un'altra moneta spettante
d'argento e del peso di

sede del governo provinciale, del

a questo luogo,

grani, e rappresenta

da un

lato

s.

5o Genela

municipioede'tribunali. Questa città cinta di grosse

mura

e con una cittadella

sio vescovo, coll'epigrafeiS".

Ginesius Bri-

per difesa munita di
le strade

xiiU Ponllfex, e
descritta

nell'altra parte
di

come

fosse, è ornata dibeU mantenute nettedalleacqueche
le

moneta
citi

bronzo. Secondo Las.

all'opportunità
delle quali

percorrono, parecchie
di portici e di

mi

,

Atti

martirio di

Genesio ros.

adorne

magni-

mano ,

Genesio di Bersello o di Bresello, e si dà s. Genesio vescovo come se fosse il martire romano o un confessore; cita inoltre alcune medi

vi fu

una badia

fiche chiese, di decorosi palazzi e di molti

privati edifìzi di
si

buon

gusto.

Un antico

bassorilievo
za,

osserva nella pubblica piaz-

rappresentante un soldato legionario,

morie

spettanti alla badia esistenti nel-

che molli senza fondamento hanno preso
per Breuno.

l'archivio Riccardi di Firenze,

una bol-

La

cattedrale è

un buon

edi-

,

36
iÌ7.io

RKG
di
la cattedrale di

REG
s.

magnifiche forme ed ornalo, sotto l'invocazione della B. Vergine Assunta e di s. Apollinare, ed ove Ila le insigni reliquie
si venerano parte de* corpi de' ss. Crisantoe Dana{/.), altre loro reliquie

Maria
:

sine prejudicìo
si

/unum

calhedmlis

nelle processioni

unisce con detto capìtolo,

formando un

essendo nelle basiliche Lateranense e dei ss. XII Apostoli di Roma. Il capitolo si

corpo solo ch'è preceduto da una sola croce. Tra le magnifiche chiese di Reggio è famosa quella della Madonna della Ghiara per la grandiosa e maschia architettura, e

compone di due dignità, l'arcidiacono ch'è
]a

per

le

pitture di scuola bolognese.

maggiore, e l'arciprete
lui eletto;

ta la

quale esercicura d'anime^ coadiuvato da un alil

Havvi un Crocefisso di uiano del celebre Guercino, sebbene di seconda maniera.
Molti quadri esistevano
in

tro prete da

ma

il

baltisterio,

Reggio
la

di al-

ch'è r unico della città, esiste nella pros-

tissimo pregio e basti ricordare

Notte

sima chiesa di s. Gio. Battista: di i t canonici, comprese le prebende del teologo
e del penitenziere,
di

del Correggio trasportata a Dresda dalla

chiesa di

s.

Prospero, chiesa nella quale
il

4

n^^isionari, di

9

è pur dipinto nel coro
versale del Procaccino.

Giudizio uni-

cappellani, e di altri sacerdoti e chierici
addetti alla divina uflìcialura. Nel 1881

Nella soppressa

chiesa di

s.

Giovanni

si

conservavano

al-

Innocenzo XI concesse ai canonici la cappa magna violacea, con pelli d'armellino nell'inverno, e negli altri tempi con fodere di seta rubro orninsino. Aderente alla cattedrale è
il

cuni dipinti stimabilissimi, come pure nels. Agostino,cin s. Ilario, ove maggiore è collocato un quadro di Mazzola. Si trovano in Reggio anche molte statue e opere insigni di scultura di Prospero Spani detto il Ctcìueu-

la

chiesa di

nell'altar

palazzo vescovile,

buono

e conveniente edifizio. Vi sono altre io chiese parrocchiali, ma senza il s. fonte,

f*».

L'Adamo ed
il

li

va all'ingresso della cat-

3 delle quali sono eziandio collegiate; 3 conventi di religiosi, 1 monasteri di monache, 3 conservatorii, diverse confraternite, l'ospvdale,
il

tedrale, e

maestoso mausoleo del ve,

scovo Rangoni

sono lavori dello slesso

Clemente. Tra
tifici

gli altri slabilinienti scien-

monte di
che

pietà, ed
,

il

se-

e benefici di Reggio, furò

minario
il

cogli alunni

fiorisce

come

della biblioteca ricca di più die

menzione 3o,ooo

collegio convitto de' gesiuti.

Le suore

volumi, del museo di storia naturale pregevole e cnrioso, delle scuole delle belle
arti e di

della carità furono poste nell'ospedale dal

duca Francesco IV e da

lui

aumentato,

che celebraia Modena perle sue eminenti virtù etpjal modello de'sovrani, vantandomi di portare questo mio Dizionario
il

mendevolissimo
ta
s.

musica, ed è soprattutto corail suo istituto pubblico in
conte

favore de'mentecatti, posto fuori di PorPietro verso Modena.
Il

Madi

suo augusto

nome
:

in ironie

per sua

stai -Ferretti, ISotizie. deli'

accademie
il 1

particolare benignità

fra le beneficenze

Europa,

p.

64,

fa

onorevole ricordo di

dal benemerito principe esercitate in Reggio
,

quella fondata in Reggio verso

54o da
i

ricorderò

il

bel foro boario da lui

Sebastiano Corrado cittadino di essa, cui
accademici circa
di
il

fallo coklinire. Uglielli dice

che

vi

sono
s.

i.^yo ebbero

il

nome

due

cnltedrnli, la descritta, e quella di
di Castello di

Avctsij essendo per vicende de' tem-

Prospero

non minore ina-

pi ridotta a scarso

numero,

fu rinnovata, di
di

gnifìcenta dell'altro, con capitolo di canonici, aingoluritù

e lasciato l'antico

che rimarcò Leopardi

PoliUicij

nome prese quello finalineute neh 587 cambiò
Reggio e suo territorio

dr vescovi di lirratuiti, pnrjando delle due cattedrali di tpiesla citlii. Il capitolo ha il pi'cposto e nel i()8'j)
nclln iVrrir

nuovo denominazione assumendo
di Elevali. In

(|uella
fio-

rirono mai sempre uomini di gran
rito,
illuiili'i

me-

ullcniie ieiuM;{{uecoiuli

come

quello del*

per santità di vita e dignità

REO
ecclesiastiche, nelle quali
versi vescovi,
sio, e
si

REO
distinsero di-

sum fuisse
Barbarossa,

significai.

37 Non da Federico I
II

ed

icartlinali

Gherardo

Sespo-

ma

da Federico

è da cre-

Domenico Toschi{f^.), il (juale co mancò che non fosse sublimato ni
riosto

dere che venissea Reggioquel privilegio.

pa-

pato. E' quivi la patria del lìoiardo; l'A-

Se tanto prima l'avessero impetrato, non par credibile che avessero differito il valersene solamente a

nacque

in

Reggio dalla Daria iMu-

tempo

del
II.

vescovo

Correggio sorli inalali Antonio Allegri, detto il Correggio e \\ pittore delle grazie. Lescienze naturali si gloriano di un Vallisneri, d'unZaiinolagazzi; nella vicina
ni,

Nicolò che

fiorì

sotto Federico

Fulvio

Azzari nella

Cronaca mss. de' vescovi di Reggio, scrive di non aver veduto moneili

te

quel vescovo in cui

si

legge

il

nome

un Corti, d' un Venturi, d'un Filippo Re; l'erudizione, le scienze legali e le matematiche ebbero
«l'un Spallanzani, d'
I

né pure ciò avvenne a Muratori, che però tiene per certo lo asserto da Panciroli. Il vescovo Nicolò sul prindi Fe«lerico: cipio dovette mettere
il

'anciroli,Corradi,Girolatno Toschi,

l\ut'

nome di quell'im-

(ini; la
si,

buona

letteratura vanta Paradi,

peratore nelle sue monete,

ma

dacché

le

Cassoli, Salandri

belle

vanno

fjìstose del

Lamberti) le arti Clemente nomina«li
,

scomuniche pontificie
di Ini,
il

si

affollarono sopra

vescovo desistè dal nominarlo.
le

to, di Geccati, di

Lelio Orsidi iNovellara

Muratori descrive
Lai."'

7 seguenti monete.

creduto discepolo e imitatore
gio, di

Correg-

tanesi pittore teatrale

Motta detto Raffaellelto di Fonche fu unode'priil

mi
la

in Italia a restaurare

buon gusto del-

scenografìa, a luiessendostato di gran-

moneta esistente in Reggio e Modena, ha nel mezzo un iV, cioè Nicolaus^ e nel rovescio Episcovus^o^e pure si vede un ramo con foglie e le lettere £?£/?/?Gio. In altra simile quell'iVj pare un
che taluno potrebbe attribuire a Henri' co vescovo nel 3o j ma in questo tempo
i
1

H

de eccitamento il patrio teatro comunale, che si ha in gran pregio, in cui ogni

unno ebbero luogo
nel

spettacoli

grandiosi

in occasione della celebre fiera

che

tiensi

Azzo Vili marchese d'Este era padrone di Reggio. La a.' moneta ha l'enìgie del
santo vescovo protettore di Reggio, colle
lettere
.v.

maggio, ed

alla

quale concorreva per

traffico e sollazzo

per lo passato un

numeteatro
1

Prospeh, nel rovescio uno scu-

ro infinito di forastierie di negozianti di

do

colla croce, e
si

Regium.
d'

Nella 3.*

mocolle

qualunque genere. Fatalmente
Reggio ebbe
la

il

neta

vede

il

capo

un principe

patì gravissimo incendio nell'aprile

851

.

lettere
le Il

Divo Herc. Duci.

Egli è Erco-

sua zecca e Muratori ne

parla nella Dissertazione 27.* Questo grand'uomo dice però che ninna moneta potè vedere battuta prima deli 233 in
;

duca di Ferrara, che nel 1471 <^ominciò a portar quel titolo: ilrovescioha
croce colle lettere ComunitasRegii. La 4-^ ha un'aquila che sta sopra una macla

fatti

a quell'anno scrìve
:

il

cronista da lui

china, e

le lettere

Hercules Dux

:

nel

pubblicato

Eo anno primo

inceptafnit

rovescio l'immagine d'un vescovo e
tere
il

le let-

moneta Reginonim.
Storia mss. della
giani.
tistitis

E

il

Panciroli nella
parla de' reg-

città, cos'i

s. Prosper Eps. Regii. La 5.* ha capo d'esso duca colle lettere Hercu-

Prìmum Nicolai Mallraversiiannomine, penes qiieni hoc jus resi-

LES

Dux:

nell'altra parte
G.''

Regium Outt
non che con
legge.

A EMI LI A. La
vescovo
s.

è simile, se
si

monelam coeperunt. linde aliqua e ti ani hodie mimismata cimi Ime inscriptione visuntun Nicolaus Episcotlebaf, elidere

licenza del Prisciano vi

Recium
Regii

Emilia P'eteres. La
Prosper
;

7.'

ha

l'efKgie del

nel rovescio

PUS.

Ab altera

veroparte
:

RI e US

lufPERJTon

FridE' quod Aenobarhi iclegittir,

Lepidi. Reggio ha territorio ferace nelle canipagne verso il settentrione, sorgendo
tlal

nefìcio id antistiti nostro fus olini conccs-

lato

opposto

le vette

dell'Apenuiuo.

38
maggi,

REG
attivo di cereali
,

REG
for-

Fa UD commercio
bestiami, canape.

metà
in

del .secolo IX, crescendo in potenza

vini e altri rurali procioni, sete,
Il

nobilisssima stirpe degli Estensi, l'isto-

regnante duca Fran-

ria de'quali riportai a

cesco V, oltre

le

ferrovie, ha attivato

linea telegrafica in
stalla,

una Modena, Reggio eGua-

na, Sigifredo e

congiungendola conquelladi Man-

Ferrara e ModeGerardo presero per mogli le signore delle Alpi e della montagna di Reggio , ed Azzo II loro fratello
signore di Este e sue giurisdizioni fortificò quel

tova, per la più pronta e continua corri-

spondenza cogli stati imperiali austriaci e colla Germania. Altra linea fu costrutta fia Reggio e Parma. Il duca di Modena s'intitola ancora duca di Reggio. Sotto il regno italico il conquistatore Napoleone investì del titolo di duca di Reggio il maresciallo dell' impero Oudinot di BarSur-Ornain capoluogo del ducato
di Bar, cioè nel
1

luogo chiamato Canossa, ad on-

ta dell'opposizione

che
I

gli fece

rio II re d'Italia che ve lo assediò.

BerengaCorse
11, inII
il

da Verona Ottone
di
i

a liberare l'Estense,

disfacendo l'esercito di Berengario
reggiani
si

unirono ad Azzo
II si

con-

tro Adalberto figlio del re verso

Intanto Berengario
ri calati in Italia

unì agli

955. unghe-

8og dopo
:

la battaglia di

a scempio della regione,

Wagram

prodigi di valore

combattuta a'6 luglio, ove fece morì a Parigi nel settembre 1847 governatore degl'invalidi, e se ne leggono fasti militari nella nei

eruppe Azzo

II tra Modena e Reggio; ma questo unitosi a'tedeschi vinse il re, onde

Piacenza e Reggio
tone
ì nel

si

dierono a

lui,

e

Ot-

693

lo fece vicario dell'impe-

crologia pubblicata nel n.°
tìzie

NoSuo figlio è il generale Vittorio Oudinot di Reggio, che d'ordine di Francia nel 1849

89

delle

del giorno di

Roma

del 1847.

liberò

Roma
si

dalla

narrato nel

voi.

demagogia, al modo LUI, p. 210 e seg.

Reggio

vuole edificata dagli antichi

etruschi, che rovinata dai galli.

Marco Ela

ro in Italia. Tedaldo figlio di Azzo II divenne signore di Ferrara, per investitura di Papa Giovanni XV detto XVI, ed ebbe dal padre Reggio, Lucca e Parma dagli zii; morendo fu sepolto in Canossa e lasciò suoistati al marchese Bonifacio suo figlio marchese e duca di Toscana, il quale di molto gli aumentò con Modena e
i

inilioLepido console romano, che aprì
via Emilia

altre città,

ottenendo

il

vicariato d'Italia.

daRimini a Piacenza, nell'anno

567 o 573 di Roma, avanti la nostra era anni 1810 1 87 la rifabbricò, ne aumentò
gli edifizi, vi

Morto m Mantova [L".), Beatrice sua vedova educò virihnente la comune figlia
gran contessa Matilde, e fu reggente e vi caria d'Italia , favorita dall' imperatore Enrico III suo fratello e dai Papi. Matilde divenne poi assoluta signora di tutta l'immensa eredità de' genitori, come di Reggio, quale crede de' conti di Ca•

dedusse una colonia

di ro-

mani,

l'ascrisse alla
le die
il

cittadinanza di

Ro-

suo nome, ovvero In chiamò Forum Lepidi vcl Rcgii Lepidi, onde la posterità per gratitudine continuò
a chiamarla Regiurn Lepidi.

ma, e

Ebbe

il

suo

nossa suoi signori. Delle sue preclare gesta già citai

collegio delle arti sotto gl'imperatori. Nel

ove si possono leggere, venenChiesa e di vicaria d'Italia,

•ecolo

IV perle

irruzioni de'barbari sog,

do

dai Papi fregiata delle dignità di ge(Iella

giacque quati a totale rovina
cui

fu signo-

nerale

ITggiato dai goti, poi dui longobardi, ni

come

riferisce V'i^nn, fJislorin de' princì-

tempo ebbe

i

auoì duci, finché Carlo
loro regno
la

pi (t Estc.

Magno dittnitto
i

il

restaurò
indi

dui tofTerti danni e d'nllorn in poi sotto

Il suo patrimonio, benché solennemente donato alla chiesa romana fu successi va mente contestalo dagl'impe,

Carlovingi fu governata dai unnti

;

ti

uniformò

all' italico

reggimento a coI,

come narrai ai relativi articoli, n Germania ead Impero, soverchiiuidocolratori,
la

fpuiie.

Sotto rim|M:rod'Ollonc'

dopo

la

prcputeuza delle aruiii

qiiiutli

giavis-

5

,

REO
siine tlifièrenze e scismi Ira
il

REG
sacerdozio

3c^.

mentano con piacere
tilde,

i

reggiani

li

passali

e l'impero, perchè gl'imperatori ne pretesero in gran parte i (Joininii come feudi
imperiali, alle quali pretensioni aggiun-

governi di Bonifacio e di sua figlia Maed altri Estensi, deplorando quello del comune e popolare reggimento, agitato da dette perniciose fazioni. Si
offri-

sero

le

loro gli Estensi parenti di Matils.

de
de,

:

agli unì e agli altri la

Sede

talvol-

rono
la

i

reggiani con tutto

il

loro territo-

ta diede in investitura le terre di Matil-

rio, dal

Po

all'Apennino, fra'confini deldelia Secchia, stabiliti dai re

come

raccontai in tanti luoghi, ed a

Lenza e

Garfagnana, con annui censi, inclusivamenteal Reggiano. Intanto Reggio signoreggiata da quando a quando dai legati degl'imperatori, si governava a modo di repubblica, divenne potente, sostenendo
coi bolognesi frequenti

longobardi, e da Carlo
ti

Magno
;

riconosciu-

dopo aver vinto Desiderio
II

laonde

O-

bizzo
si

spedì a Reggio Bernardino Ros-

per suo vicario, nelle cui mani fu giu-

rata fedeltà; poscia nel
Robe(-ti,i Fogliani,
stituì la
i

1292

riconciliò

i

guerre

,

contro

i

Canossi,con che recittà.

modenesi e loro alleati parmigiani. Facendo parte della lega lombarda, guerreggiò contro l'imperatore Federico!, indi

quiete alla

Gli successe

il

città di

neh 1 83 ebbe parte e figurò con altre Lombardia nella famosa pace di
,

Costanza

in cui

Federico

I

si

trovò co-

marchese Azzo X suo figlio, che nel 1 293 fu riconosciuto anche da Reggio. Nel i3o5 avendo Azzo X sposata la figlia di Carlo li re di Napoli, per gelosia si formarono alleanze contro di lui ; Giberto da Correggio
sotto
si

stretto a riconoscere la loro libertà.

Nel

portò sotto Reggio,

i

bolognesi

120I

ma

ì

modenesi assediarono Rubbiera, parmigiani coi cremonesi si fecero
i

mediatori de'reggiani per
cenzo
III

la

pace. Inno-

Modena, però gli Estensi si sostennero quantunque nella .* Manfredi procurassero sollevare la città. Ma neliSoG
r
i

di Matilde, fra le quali alcune del

avendo ricuperato molte terre Reg-

riuscì

a Giberto nel declinar di gennaio

di far sottrarre

ne investì Salinguerra ferrarese. Federico II nel 12 ledono Modena eReggio, già possedute dagli Estensi, ad Aldogiano
,

chese, le quali

Reggio e Modena dal marsi abbandonarono a graa
,

tripudi per la ricuperata libertà

come-

brandino

II.

Tuttavolta questo dominio

fu interrotto, anche per la dominazione
de'vescovi, poiché leggo inMuralori, Delle anticliità Estensi,

che nel 1289

la città

che tornasse fra loro il secolo d'oro, utopia che ben presto andò fallita. Imperocché lacerate poco dopo ambedue dall'interne discordie e sanguinose mutazioni non che da gravosi tiranni, si pentirono
del fallo
bellini.

di

Reggio patì

di fiere burrasche, scon-

commesso a provocazionede'ghiI

volta anch'essa dalle discordie civili e dalle fazioni

conti Canossi restati

fedeli al

lieGitelfie GhibelUni^T^.).

Ap-

presa

il

dena
ti

la

popolo dal recente esempio di Momaniera spedita di dar fine a tan1

marchese, si ritirarono nel loro castello di Gesso. Unitisi gli Estensi con Lodovico il Bavaro contro il Papa, questi li scomunicò e pubblicò contro di loro una terri-

malori, anch'esso elesse nel

290
il
il

a'

1

gennaio per suo signore perpetuo
chese Obizzo
guelfo
le

mar-

II

,

che seguiva
i

partito

discendenti, il quadominio e ridotti in città i Roberti, que'da Fogliano e gli altri fuorfecero

come

Nel 1827 il cardinal Bertrando per Giovanni XXII prese Reggio, la quale nel 33 1 si die a Giovanni re di
bile crociata.
1

presone

il

Boemia,

in

uno

a

Modena. Indi
,

nel

1

335
il

fu presa dai collegati italiani contro

re

usciti, vi fece d'allora in
ce.

poi fiorire la pa-

e data a Luigi
gliani

Gonzaga
le

al

quale

i

Fo-

Pigna riporta
Obizzo

1'

eloquente conclone
Reggio; iu essa rara-

venderono

loro ragioni, con ri-

pronunziata da Orlandino Canossa, nell'ofliire a
11

tenersi alcune giurisdizioni;

però a man-

tenersi nella signoria dovette far guerra

4o

,

REG
:

REG
conti riuscisse di farli tornare alla sua

a Maslino della Scala
te Beiieiletto

nell'aniio seguen-

XII dichiarò Luigi vicario Reggio con annuo censo alla s. Sede, a inolivo della vacanza dell'impero. Nel i34> la città fu assalita dai tedeschi, e nel 1345 Francesco II d' Esle rovinò il Reggiano e 4 castella , con Couriago suoi fautori tentarono sorprendere la città, che si difesedalgovernatore de'Gonzaghi. Per morte di Luigi, nel i358 ne divenne signore il figlio Feltrino Gonzadi
:
i

soggezione, poiché nel

i

4o3 narra
il

lo sles111

so storico, che il marchese Nicolò

die-

de
no.

il

guasto e fece depredare
nel

Reggia-

Essendo riuscito
il

1409

al

marchei

sedi prendere Parma, fece risolvere reggiani a scuotere

giogo milanese

a'

29

giugno, e
Contrario,
cittadella
:

si
il

dierono per lui a Uguocione quale a'22 luglio espugnò la
di

prima
Ili.

questo teujpoera riu-

scito a signoreggiare

Reggio Oltobono
in

III

ga, cacciando

i

partigiani del fratello.

I

e
si

Giacomo

Gli ambasciatori reggiani
al

fuoruscili Roberti, Boiardi, Manfredi,

ri-

presentarono

marchese

Parma

e

covratisi dal

marchese Nicolò
il

1 1

d'Elste, lo
Il

gli testificarono

ubbidienza e l'allegrezza

sollecitarono a ricuperare Reggio.

mar-

in cui

chese

quando vide che

Visconti aspira-

surpatori,

erano per essersi liberati dagli uonde Nicolò II! nel 1420 potè
sia

va alla signoria, colle squadre venali del

farsene riconoscere legittimo signore a

conte Lucio tedesco e
aprile
i

le

sue truppe, a'7
e colle segrete

Filippo M.' duca di Milano,
tica inveslilina

per l'an11,

Sy

1

lo fece assaltare

data da Federico

che

intelligenze co'suoi partigiani se ne

impa-

per
se

la

dedizione de'reggiani medesimi, e
,

dronì;

ma

le

soldatesche saccheggiarono
la città,

miseramente

li

non

la

ai sagri
il

templi, né alle

perdonarono donne, ridu-

ne fece amplissima scrittura riconoscendo Nicolò III quanto del Reggiano Visconti aveano dato ai Gonzaglii, ai Cori

cendo

popolo ad estrema miseria. Fel-

reggio ed a quei di IMirandola.
derico

ino eh' erasi rinchiuso nella cittadella,

inclinava a consegnare Reggio al legato
pontificio di Bologna,

Nel 1452 recandosi l'imperatore FeIII in Ferrara, eresse lerritorii di
i

quando

l'

infedele

Modena

e Reggio inducati e

li

riconob-

accordò di cederla al Visconti , che r avea corrotto, per 4o,ooo fiorini d'oro, dopo di che intimò alle trupconte Lucio
si

pe del marchese che partissero. Allora
Feltrino introdusse
nella cittadella e
le

be feudi dell'impero, e creò duca dell'una e dell'allra città Borso d'Este, con aui plissima bolla d'oro, non che conte di Rovigo, dandogli due aquile imperiali coronate per
li

genti del Visconti

intjiiartarsi negli sten)mi, le

qua-

vendè tutte le sue ragioni per 5o,ooo fiorini, ritenendo per se Novellare e Bagnolo, smembrando tuli giurisdizioni dal distretto di Reggio con gravi tioglianzcdi que'cittadini, e con titolo di
contea
le
ki

restarono a'primogeniti, quali duchi di
e Reggio, col qual ultimo Borso
I

Modena
poGiulio
lizie

fu benefico. Inimicatosi Alfonso
II, (|ucsti alla testa

con Pala lìJiil

dellesue mi-

prese Rubbiera, poi espugnò
(f^.)I

le

trasmise a'suoi discendenti.

Tra

randola
Alfonso
gli
il

Nel

i

/> 1

2

dopo che

tirannie usate in Reggio dai Gonzaghi,

crasi pacificato

duca con Giidio II,

contano

4^>li'a
II

nati.

Nicolò

confinante in

chiesee monasteri spianeretto afflitto, per aver Reggio Bernal») Visconti,
,

Alberto Pio da Carpi suo antico nemico

{)OlenlÌMÌmo e inqnielÌKsÌmo principe

il

quale

tlitfece

i

collegati nella baltngliu daI

rappresentò non meritare perdono, perchè Francesco iM." I duca d'Urbino capitano generale del Papa se ne impadronì, ad onta delle proteste fatte di essere Reggiocittà dell'unpero, proseguendosi la
lirt

ta presto

Rcggioa'2 giugno 377. Pigna
poi lciin|tre.so deli

(Iic4',clic pri)<i|>rnm(io
I

LfleuH', ribellatili

reggiani nel ntar^co

Lateranense

guerra con più cahjre. Nel conciV furono lasciate al Pa

1

374,

«e gli diedero; ina

pure che

al Vii»-

pu Reggio e

Modena

,

senza |>regiudr/.io

REG
promise ài reslittiirle ad Alfonso i, ma volendo iiigiaiidite la sua famiglia Medici, non solo non l'adempì, lua divenne suo nemico. licslò Reggio nel dominio della Chiesa, finche Adriano VI per le suppliche di Alfonso I e per le premure di Carlo Y, nel
tle'dirilli dell'

REG
X
lore,

4i

impero. Leone

premendogli che cessassero in Italia argomenti capaci a suscitar nuove e gravi turbolenze. Parlò a favore del duca con tanta efficacia, che alla (Ine Clemente VII venne ad un accordo, e cioè di rimettersi

desimo quale re

i5i2 sembrò disposto
f|uaDdo
la

di restituirglielo,

morte sua ne tioncòil trattato. Profiltando il duca delia sede vacante, si presentò armato avanti la città, ed il jvopolo prontamente gli si diede a'29 settembre 1.'5^3. Accostate poi le artiglierie alla cittadella, in poco spazio di tempo
spaventò quel castellano, dimodoché capitolò la resa. Eletto Clemente VII, agli
ambasciatori Estensi che

Carlo V meSpagna, non come imperatore, il conoscere per un compromesso di ragione e di fatto diritti loro, indi
al giudizio inappellabile di di
i

spassionato a termini di giustizia dichia-

nominate città e terre la s. Sede o l'impero ne avesse la giurisdizio* nesuprema. Frattanto quelle città furono date in deposito all'imperatore, che vi pose a presidio soldati spagnuoli. Benché il duca di malavoglia accedette all'accordo,
rare, se delle
se ne fìs.sarono le condizioni con pubbli-

domandavano
rivolere in vece

Modena,
ciasi

rispose

il

Papa

co istromento, determinandosi 6 mesi per
risoluzione di Carlo V,ed alle parti per produrre documenti di fondale ragioni. Carlo V date buone speranze al Papa e al duca, partì da Bologna nel marzo, e trovandosi ne' Paesi Bassi, o in Colonia come dice Muratori, sentenziò, che Modena e Reggio grosse città coi loro dola

Jleggio, e

Rubbiera di cui pure il duca impadronito, dopo 1' espulsione di

Lionello Pio governatore pontiiiciojquin-

Papa con Carlo 1 525 il V, vi pose la condizione di obbligare il duca di Feriara alla restituzione di Reggio, Rubbiera e delle altre terre occupadi alleandosi nel
le,

quindi

si

esaminassese questi dominii

minii di ragione dell'impero, appartenessero di diritto al duca di Ferrara
; e che Clemente VII ricevuto da esso 100,000 ducati d'oro in due rate, e ridotto il censo di Ferrara al modo antico di 7000 du-

e

Modena appartenessero alla Chiesa o alil

l'impero. Rollasi poi guerra tra l'imperatore e

Papa, fu questi nel i527 asses.

diato in Castel
in

Angelo,e nel 029 passò con Carlo V, il quale Alfonso I trattò sontuosamente nel passaggio per Reggio, Ivi si recò ancora Alfonso I nel i53o con salvacoD-

Bologna per

pacificarsi

cali, di

questa lo rinvestisse.

Ma

il

Papa

dollo invocato dall'imperatore,
zia fece di tutto

la

cui gralo

per guadagnarsi, acciò

mettesse in quella del Papa, onde

com-

porre

le

differenze del

dominio

di

Mo-

non contento di tal giudizio, non approvò né soddisfece per quanto potè alla sentenza del laudo. Questo Muratori lo difende, con sostenere che Modena e Reggio non fecero mai parte dell'Esarcato, come pretendeva Clemente VII, non dovendoci valutare che Leone X avea compralo

ilena,' Reggio,

rara da lui

Rubbiera, Cotignola e Fertenute. Clemente VII volle
il

Modena

per 4o,ooo ducali d'oro
1,
il

da Massimiliano
ricuperò tutti

quale ne avea da-

che

si

eseguisse

trattato di Barcellona,

ta solenne investitura
i

ad Alfonso

I,

che
cui

sulla restituzione alla Chiesa di
e Reggio, allegando

Modena

dominii e Reggio,

la
i

sedimento di esse, dai Papi predecessori per averle unileagli stati di Panna e Piacenza (/'.). Interessando però a Carlo
1

molte ragioni al pospoi le cure adoperate

investitura dall'impero rinnovarono successori.

Clemente VII

nella bolla in Coeil

V

di
si

comporre

na Domini vi coniprese duca di Ferrara, come usurpatore di Modena e Reggio alla Chiesa. Alfonso I munì Reggio
e gli altri luoghi delle sue terribili arti-

due prìncipi conlcudeuli,

oQn media-

43
glierie, e nel

REG
mando
francesi

REG
del principe

i543 ricevette magnifica* mente Paolo HI nell'andata e ritorno da Busseto,per l'abboccamento con Carlo

Eugenio

,

contro

i

V. Vedendosi Alfonso
le

II

senza prole,
il

occuparono lo stato, ed a'i3 agosto dopo qualche colpo d' artiglieria , entrò in Reggio che riprese pel duca, altrettanto facendo i tedeschi di

e destinando suo successore
Cesare, fece rinnovare
periali di

cugino d.

Modena

ai

investiture im-

19 novembre, con gran
ti,

letizia
il

de'suddi-

Reggio e

altri
II,
il

luoghi da Rodol-

essendo ritornati sotto

loro signore

duca Cesare nel 1 597 fece prendere possesso di Reggio e degli altri domiriii; ma Clemente Vili noi volle riconoscere per quello di Ferfo
II.

Morto Alfonso

e liberati dalla occupazione francese.

nuova guerra avendo ricondotti
i

nel

1

Una 734
il

francesi in Italia, per la successione del

ducati di

Parma

e Piacenza, ritenendo

rara, e pose in piedi formidabile esercito,
ai propri domi* duca Cesare neliSgS perdette Ferrara, che Clemente Vili ricuperò alla s. Sede. Quindi Reggio, come nvea seguito sotto gli Estensi le vicende

irremovibile di riunirlo

rii.

Laonde

il

di Ferrara, d'allora in poi quelle di ,Vo-

^ifwn

gli

furono comuni. Nel

1

655

il

mar-

chese di Caracena governatore di Milano

per
gio,

la

Francesco
si

Spagna mostrandosi ostile con duca di Modena e di Reg,

duca Rinaldo favorevole all'imperatore Carlo VI, le cui armi erano state depresse, a'i3 luglio entrarono in Reggio senza recar danni a veruno, ed a' 20 luglio per capitolazione occuparono Modena , finché Luigi XV fece evacuar lo stato dalle suetruppea'23 maggìoda Modena, a'24 da Reggio, lasciando bensì il paese pieno di guai pei debiti fatti a cagione de' francesi. Per la successione di Carlo

I

VI

,

lo stato

Estense

fii

esposto a

presentò con esercito in faccia a Brealfacciando diverse lagnanze, che

invasioni de' belligeranti nel

nuove '74?» con

.scello,
si

possono leggere in Muratori, esigendo pronto disarmamento e qualche piazza
per sicurezza di sua fede verso Spagna.

duca con ragioni, e munìBreil marchese Pallavicino con grossa artiglieria e poi si recò egli stesso per difenderlo col primogenito. Caracena abbandonato perciòBrescello, anche per la sua fortezza, a' i 4 marzo si presentò avanti Reggio, ov'ebbe luoRispose
il

«celloe Reggio ove inviò

,

immensi danni. Costituitasi la Francia iu repubblica, occupò gran parte d'Italia, in uno ai ducati di .Modena e Reggio nel 1796, cui imposero contribuzioni. A'25 agosto avendo reggiani fatto un movimento insurrezionale, si compose con governo repubblicano. Ne profittò Napoleone comandante supremo de' francesi,
i

per dichiarare

gli stati

Estensi sotto
il

la

sua

protezione,e spogliarne
indi pei congressi di

duca Ercole III; Modena, e di Reggio

go una scaramuccia colla peggio degli spagnuoli. Dopo 3 giorni il duca credè miglior consiglio restituirsi a Modena, per dare più energici soccorsi a Reggio, donde i cittadini culla loro bravura fecero opporluncsoi tile. Vedendo Caracena con retrocedette ctii avca da cond)attere
,

de*

27 dicembre, organizzò la repubblica Cispadana, facendo Reggio capoluogo del
dipartimento del Croslolo, onde a Moni>

NA, a

MASSAe CAnnARA.e
queste e

in altri relativi
le

articoli descrissi

successive vi-

ripassò

il

Po con poco decuro.

Nelle guer-

re per la >ucce<i»iune di Spagna, e benché
il

cende politiche sino a'nostri giorni, dello slato e di Reggio, le guerre combattute tra tedeschi e francesi. Avendogli austro* russi occupato Reggio, nel giugno Soo
1

duca Rinaldo

fosse neutrale,

i

franceHÌ

lo ricuperarono

i

francesi, tòrmaiido dei

in

nome

dì Filippo

V

re di

Spagna per

capitolazione occuparono Reggio a'sr) luglio

dominii Estensi parte delle repubbliche Cisalpina e Italiana, confermando Reggio
in

170?, cui
i

ftcgui la prcHii di

Modena.
il

capoluogo del dipartimento

ilei

Cro-

Kcl

70G

gl'itiipci tuli

IcUckcUi »ullu

cu*

blulo,

cowcio

fu [)ut ucl succeduto icguu

REG
A' Italia {V.), così dello Jal torrrnle o-

REG
sto e del vero per cui
vituperii
de' tristi
si

43
guadagnano
i

pero, e di quel retto sentimento del giu-

inonimo che scorre presso la cillà e che anticamente entrava per Porta Castello,
e teneva tutto
ta
il

e

le

benedizioni dei

corso della via chian3a>

oggidì Chiara, appunto dalle deposi-

buoni, poiché fu saggio amministratore della cosa pubblica e osservatore di giustizia,

zioni dello stesso torrente. Nel

i8o4

«e-

onde segnalò

il

suo regnocolla bedi luì

candosi Pio VII a coronare in Parigi Napoleone, nel n.° 92 del Diario di Roma
si

neficenza e fu chiamalo propugnacolo
della quiete d'Italia. Sotto
figlio e successore
il

degno

che a* 9 novembre da Modena partì per Reggio, ove fu ricevuto coi segni della maggior venerazione, passando
legge
,

Francesco

V

,

lo spiri-

to rivoluzionario nel ducalosi

mostrò più

ardente, siccome fomentato da quelloche
stava per esplodere quasi in tutta

a pernottare in

Parma. Reduce

nel

1

8o5

Euro-

da Parigi, il Papa a'3 maggio da Parma giunse a Reggio circa il mezzodì, incontralo prima e complimentato dalle autorità locali eda moltìsignori.Le stradedella cillà erano tutte guarnite di truppa, ed il Papa scese alla cattedrale, accolto dal vescovo e dal clero al suono dellecam-

pa

;

seguendo

le

orme

dell'augusto geni-

tore frenò finché potè l'effervescenza ri-

voluzionaria e non transigette con essa,

adescare dalle lusinghe dì chi profonde incensi al cospetto de' principi
lasciò

peringannarlì e
coi regni.

trarli al precipizio in
le

uno

Ma come

mene

rivoluziona-

pane e

delle

bande

militari.

Ricevuta

la

rie a guisa d'irresistibile torrente nel

1843
Ita-

benedizione col ss. Sagramenlo, saTi l'episcopio ove trovò preparato un lauto dejeùnt. Dopo aver preso qualche ristoro.

scoppiarono furiosamente per tutta
lia

Pio VII proseguì

il

viaggio per

Modena,

come riporta il n.° 89 del Diario di Roma. Sotto l'impero francese, al modo notato di sopra,
calo, quindi

Reggio tornò ad essere duterminando il dominio na-

d'Europa, ciò che accennai a Pio IX, altrettanto avvenne a Modena, cui subito aderì Reggio formando il comune a' a marzo un governo provvisorio, composto del potleslù e de' conservatori; considerando il governo tlucaed
altri stali
i

le

decaduto, abolì

i

licei

convitti di legge

poleonico ne'primi del 181 4» Murai redi Napoli in nomede'collegali colle sue trup-

e di medicina, e ristabilì l'università degli

studisoppressaneli8i
gio

pe occupò Reggio, cui successero le austriache pel duca Francesco IV nipote di M.' Beatrice ultima degli Estensi, al quale in forza de'traltali di Parigi
stituiti questi stati,

furono reri-

confermati nel i8(5

dal congresso di Vienna. Pio VII nel

tornare ne'suoi dominii nel i8i4,

a'aS

marzo entrò in Parma, indi ripassò per Reggio festivamente accollo, e per Modena giunse a Bologna. Quando poi nel 1 8 5 Murai ostilmente entrò negli stali della Chiesa, Pio VII si condusse a Genova e a Torino, nuovamente onorando di sua presenzaReggio, che ripetè le sue riverenti dimostrazioni, e giunse a Modena a'24 maggio. I moli politici del 83 furono energicamenteavversati da Francesco IV,doluto di vasta mente atta a reggere un ini1

1. Quindi nel magReggio si vollero unire al regno di Sardegna di Carlo Alberto,nelrintendimento di formare cogli stati Parmensi, colla Lombardia e colla Venezia un regno monarchico- costituzionule dell'alta Italia ereditario in Carlo Alberto, impossessandosi due muiiicipiì de'beni demaniali e allodiali del duca Francesco

Modena

e

i

Ve

di quelli gesuitici delle

due provincie,

con altre costituzionali disposizioni. Carlo Albertoaccellòla dedizione dì Reggio e di Modena, cui inviò regii commissari
straordinari, che pubblicarono analoghi
indirizzi ai reggiani

a'aGgiugno, a'28 pei modenesi, e d'allora in poi tutti gli atti
pubblici
si

1

i

fecero in

nome

del re. Intan-

loerasì incominciala la guerra per l'indi-

pendenzaitaliaua, e

sgombramcnlo

loia*

,

44
po
le

REG
^ doperdile guerresche sellerie dall' e-

REG
usqueadanniim 583. Deinde veroGregorioXlII mandantenuposlea Ravennati,
1

le degli aiisti iaci dalla regione. Pei

sercilodi Cailo Alberto, questo fu costretto di convenire u'g agosto col vittorioso
feld maresciallo Radetzky, comandante 'Supremo e valoroso degli austriaci in !• tallii, ad abbandonare quegli stati d'Italia da lui occupati, quindi il duca Francesco

perae melropolis Bononiensis sulFraganea effccta est. Amplissima dioecesi gaudet ejusque antistes tituloComitisfulget,

ab anliquìsolim Caesaribusoblenlu. Cujus antistis modernae praerogativae sunt (si quidem anliquitus polioribus fruebatur) Princi[)atus dignilate fulgere, galea,

V

rientrò ue'dominii degli avi suoi. Fi-

nalmente, per la segnalata vittoria riportata dal prode conte Radetzky il 23 marzo 1849 a Novara sul re di Sardegna, furono definitivamente e del lutto sgom-

enseque pontifìcaliler celebraluri ad altare accedere,

concessa

utrumqueex potestate illi perCarolum Magnum adconlii-

brate quelle palli di territorio del ducato di

Modena che ancora tenevano

i

pie-

maccs, facinorososque compescendos. E^ juscpiepraecipuaoppida sunt: Mirandola, Novellara, Correggio, Sassuolo, Scan-

montesi, le quali pel legitlimosovranosuc-

cessivamenleocciiparono gli austriaci. Nel
voi. LI, p.

2i3

e

235

narrai, che perdi-

plomatìcheconvcnzioni,il duca di
e i'iaceiiza nel cesco
\'\

Parma

Nuovo inGaifagnana". Il ."vescovo di Reggio fu s. Protasiu, che fiorì verso l'anno 60, cui successero Cromasio, Antonino, Elia, Santidiano, Riibiera e Castel
1

1848 cede
di
il

V

il

ducato

duca FranGuastalla i^F.) co\al

no, Corasio,
concilio di

sua
I .'

città vescovile,
1

quale

vi si

recò

veva nel

Favenzioche intervenne al Milano del 4^2. Elpidio vi458; s. Prospero (/^.)d'Aquiche registra Boiler
il

4 febbraio, e ciò in cambio di Pielrasanta vicariato di Toscana con
la

volta a'

lania dottore della Chiesa e autore d'insigni scritti
vita,
il

nella sua

omonima che avrebbe dovuto possedere così ducalo estatodi Modena
città
:

cui capolavoro è

poema contro

il

>ennc aumentato di altro. Quando e da chi fu in Reggio predicata
la

fede di

Gesù

Cristo

,

in

uno

alle

prerogative del suo vescovo sulfraganeo
<li

gV /ligniti o Semipela giani j fu segretario di s. Leone 1 e distrusse il Pelagiatiismo che in Roma cominciava a insorgere. Indi furono vescovi, Stefano, Deodato del 488, Teodosio del 554 ">onaco, che di

Rologiia, che s'intitola principe, ed al-

somma
di
s.

pietà fornito

,

ristabilì

la

chiesa

r^'slensione della diocesi, lo dichiara
ghelli, Italia
sti

U-

Albano devastala dai barbari. Do-

termini. »
8.

sacrai. 2,p. 238, in queUt aulem certissime con,

nodeo, Adriano, Benenato, Lupino, Maurizio

stai,

Barnabain aposlolum ac s. Apiillinarcm in Insubriam fuisse raissus aitcrum in Galliam Transpndanam altiTiitu in Cispadanam, ut illicevangeliiim
,

che fu al concilio romano del 679, Giov;innidel68i,Tommasodi.<anta vita
del

701 che

edificò

la

basilica abbaziale

(.iiii»li

|>romulgarent
vel

,

sic

hatid insulsa

Prospero e Pietro fuori della città, essendo ili." patrono di essa, ove si dice che ne collocò il corpo; il suo epitaflìo fu
de'ss.

coiiiitcturaassererepossumiis Regi um Lepidi,

posto nella delta chiesa de'

ss.

Pietro e

ab altero

,

ab illonuu nlumnis

sacra chrÌKliaiiu sutcepisse,

quando inde ab anno 60 noklraesalulistraditur PioihAsius Regio praefueruiit, ini(piitas lem-

Prospero poi de'cassinesi. Costantino nei 715, Calisto, Geminiauo nel 753 che
consagrò
la

chiesa di Nonaiitola. Apolli-

iiunum
Ificniiit

poruni nieinoriam devonivii, usque nd 4'>o. idolulria deinde deletu Hecccle»inruiidnl(ieKt,(|une primiini
fiiil,

noie nel 774.'' quale ottenne dalla munificenza di Carlo Magno nel 782 preziose esenzioni, ed ampie regalie e concessioni in favore di sua chiesa
,

coi di-

Medioluncntiorchicpi»c<>poxubje(;ln

plomi che riporta

ITgliclli.

Neil' 81.^ fu

5

REG
vescovo Adelmo; Noderberto neir824ÌQlervenne al concilio di Mantova, Vitale viveva nell'BsS di santa vita, il cui corpo
fu

REG
lardo nel
pi (o

45
trasportò! cor-

914 da Roma

e

gran parte) de'ss. Crisanto e Daria, onorevolmente li collocò nella confes-

deposto nel tenripio di
pi

s.

Prospero: con
1

diploma l'iinperalore Lotario

gli

confer-

de' conti de
il

sione della cattedrale. Petronio del 91 Palude del Reggiano, verso

mò tutti

i

ivilegi.Neir842Pioberto,indi

Sigifredo che neir844 assistè in

Roma alla
le

qual tempo fu edificato il monastero de'benedettmì presso la chiesa suburbana
de'ss.

coronazione di Lodovico ll,edoumenlò

renditede'canonicijposciaPellegiino, nel-

Prospero e Pietro, detto s. Prospero inferiore, in cui fiorirono monaci di
:

r86o Amone, neir864 Rotfredocui Locon diploma donò l'isola Suzrariam nel comitato di Reggio. Azzio fu al concilio di Ravenna dell' 877; Paolo
dovico
li

santa vita

Ughelli riporta

la serie degli
il

abbati, ed altra più esatta
tore e fino al
nesi di
si,
s.

commentaai cassi-

14^8

in cui

si

uni

Giustina. Vedi Camillo Allaro-

fiori

neir

879 che donò
s.

i

suoi beni alla
et re-

chiesa di

Michele, prò mercede,

eh'

medio aiiimae meae. Neil' 881 Aronne ebbe la conferma de' privilegi di sua
chiesa
,

coi

diplomi di Carlo

il

Grosso.

NeirSgo Azzio oAzzone,
slensij ottenne dal re

forse degli
il

E-

Lodovico

corpo

di s. Possidonio,eda Berengario 1 lacoaferma de' privilegi, venendo ucxiso dai

barbari

nell'

898

;

Fredulfogli successe,

memorie istoriche del monastero di s. Prospero di Reggio, Padova 1733. Giberto fu vescovo nel ^^o; Aribaldo nel 942, nel quale anno Ugo e Lotario re d'Italia, con diplomi presso Ughelli, confermarono le possessioni ed privilegi della chiesa con diploma, concedendo " terram juris nostri, quae conjacere videtur in ci vitate Regia a tribusmilliariis in circuito una cum muris, et fossati», atque
i

quindi Pietro, al quale nel
gi

900 Ludovi-

teloneo et stradatico, seu
ancillis inibi

co IV imperatore, per le stragi e saccheg-

pertinentibus,

cum servisvel onmemque
".

che facevano saraceni, accordò la conferma de' privilegi e licentlam circunidandi jam diclam ecclesiam per gyrum suae poleslaùs siciit ipse mtlius viderit, exceha miinuione videlicet ad perpeluani eectesiae suae defensionem. Anche Berengario I con diploma di privilegi nel
i

publicam functionem.etc.
i

Qual copia

poi di beni, castella e terre procacciassero
vescovi di Reggio alla loro chiesa,

si

non può meglio intendere, chedal catalogo

itriiendi

medesimo Pietro die licenza conCastnim in sua Plebe in honorem s. Siephani sita in Fico Longo, esen-

9

I

I

al

marchese e duca Toscana padre della contessa Matilde, ricevette in feudo dalla chiesa medesima, nel prezioso archiviode'canonici di Reggio; e pure non vi è descritto tutto, perchè non vi si annovera la rocca di Canosde' beni, che Bonifacio
di sa
,

tando ancora quel luogo dall'autorità di
tutti
i

la

quale per attestalo di Donìzzone,
di Bonifacioricevè in feudodal

duchi, conti e

altri ministri della

Azzo avo

repubblica.

Lo stesso Berengario I con diploma del 904 giù avea donato alla
Monte Cervario
,

vescovo di Reggio, come rilevo da

Mu11

ratori nelle Dissertazioni 36.* e 61.'

chiesa di Reggio

onde

provvedere
rimediare
rengario

alle necessità della chiesa, e

vescovoAribaldonel943concessea'canonicidis. Michele la chiesa di s. Tommaso
apostolo. Gli successe Adelardo Trissino

alle

depredazioni e incendi ca-

gionati dai ferocissimi ungheri. InoltreBeI

nobile vicentino,lacui famiglia ebbe poi la

con diploma del 91 2 rivendi-

contea di Canossa, che da re Lotario ebbe

le

usurpazioni fatte alla chiesa di Reg-

un

privilegio per lacalledrale, ed egli fece

gio d'una cappella

cum

Castro, ed in di-

donazioni alle chiese. Eruìelando o Gri-

fesa del vescovato se

nedithiarò rtw^oca*
il

moaldo
del

del 96*2 (u al sinodo di

Ravenna

toc vicario in avvenire,

vescovo Got>

967

e ricevè conferma di privilegi da

46
Ottone
I.

REG
Nel 998 Teuzo
s.

REG
di

Parma rleil

a Federico
te; battè

II

ottenne que'privilegi am-

difìcò la chiesa di

l*rospero, le con-

plissimi e regalie che notai

cesse beni e privilegi, vi cosliluì

pre-

posto con 8 canonici, celebrò
traslazione del

la

solenne

superiormenmoneta, s'inimicò colla s. Sede per essere partigiano di detto imperatore, ridusse
i

suocorpo,edavendo ospitalo il Papa Gregorio V, questi consagrò la chiesa ma Pancirolo ed Acciari oppugnano il Carmen che tullociò dichiara, narrando che dalla chiesa di s. Prospero fuori della città non trasportò in quella di dentro corpi de'ss. Prospero, Veuerio e Gioconda, la quale traslazione ebbe luogo nel 1602 quando la chiesa suburbana
:

canonici della cattedrale a
i.*

16, e pose
s.

la

pietra perla chiesa di

Domenico. Innocenzo IV fece vescovo Guglielmo Fogliani patrizio di Reggio,
fu

che
tà*,

espulso dai ghibellini, indi paciri patrio

i

con gran plauso della citvenne annoverato tra'principi dell'impero, onde i sucficatosi

fu potente vescovo,

cessori
di

s'

intitolarono vescovi e principi

era divenuta diruta,
bolla
Il

come
di

rilevasi dalla

Reggio.
la

Dopo 8 anni
fr.

di

sede vacante,

DecetRonianuni

Clemente VI 11.
la

per

discordia degli elettori, nel

1290

vescovo Teuzo edificò

chiesa de'ss.
di

fu vescovo

Vito e Modesto delle monache
diano, alle quali concesse
la

Scans.

chiesa di

Guglielmo da Bobbio francescano. Nel i3oi Enrico Gatatorci patrizio di Cremona; nel i3i3 Guido AReggio, eresse nella cattedrale una cappella gentilizia, e fu tfaslato a Riinini; Pietro del i3i8; Guido Roberti nobile reggiano nel i33o; Rollando de Scarnmpi nel i336, trasferito al titolo
baisi di

Tommaso e
IS'el
I

loro eresse

il

monastero, eri

jiorlò privilegi dall'imperaloreEnricolI.

o3o
il

fu

vescovo l'altro parmigiano

Sigifredo, che aumentò l'abbazia di s.Pro-

spero;

concittadino Gandolfo lasciò dei

beni alla chiesa di Reggio: questo vesco-

patriarcale di Costantinopoli. Indi nel

vo donò delle possessioni alle dette n)onache di s. Tommaso. Nel io4i Condelardo; Sifredo fu al concilio di Pavia nel
io4(>; Adalberto del 1047;

Uipporegiensis arci1 339 Bartolomeo diacono della cattedrale; nel i 363 Lo-

Conone
1

del

renzo Pinoli patrizio reggiano; nel 1379 fr. Serafino Tavacci traslato a s. Giusta
in

se;

io5o fece donativi alle nominate religioVolmarodel o62;Gandolfodel 082
i

Sardegna. Gli successe nel 1387 Ugo-

lino Sessio reggiano nobilissimo, ornato
di preclare virtù, benemerito di sua chiesa
;

fu spogliato del vescovato da

s.

Gregorio
vi-

VII. Gli successe Ariberto; Lodovico

indi

il

degno

fratello

Teobaldo mo-

veva nel 1092; Bonvegio del

1

101; A-

naco di

s.

Prospero. Eugenio

delmo

3o, al cui tempo Lotario Ile sua moglie concessero privilegi. Alberio del i i4o canonico regolare,
fiorì del
i i

gli sostituì

IV nel \'\^^ Giacomo Antonio Torre o Maquanto
dissi nel voi.

solini (per

XLV, p.

3 2 2) di Modena, ove fu poi Iraslato; quindi nel

assistè

all'mvenzione de'corpi

de'ss.

Pro-

i444
i

Battista Pallavicini di Par-

spero, Venerio abbate e Gioconda vergine, fatta nel
1

ma

nubilissimo, prudente e pio: per sua

i^.\ dal cardinal
i

legato di Lucio II; Alberico del
|>oitò ni concilio di

Guido 164 si
i

Laterano del

179:

magni animi praesnl fuit^quippc (fui Regii

morte canonici elessero BartolomeoCocma Paolo II |)er le preghiere del duca Borso fece vescovo Antonio Trombetta ferrarese. A questi nel
capani nel 1466,

fungrrrtnr Praelura, inqtte cives reNel

1478 successe

il

patrizio reggiano Boni*

gium proprmotium principatum rxercere.
I

facio Arlotti di singoiar dottrina, ed ec-

187 divenne vescovo

Picli'o, e

cellente pastore: nel
tliè in

1503 Giulio

II gli

l'iinprralore

Km ico VI concesse un diploi

coadiutore Gio. Luca del Pozzo di

inn di prìvdegi alla cnltcdrnle. Nel

a

1

3

Pontremoli celebre giureconsulto, e nel

Nicolo IVIuUravci'ii di Vicenza, clic caro

i5o8 ludivcuuccirullivu.Nd iSioGiu-

REO
Ilo II elesse

REG
hròdue sinodi,
argenti; nel
lincini di
1

47
donò molti
Bel-

Ugone

de'conli Bangoiiì di
e destro ne'pubblici

alla cattedrale

Modena, prudente

674 Augusto de'conti
costruì
il

negozi, dotto e pio, onde fu prò legato di

Modena,
i

seminario e

Parma
a Carlo

e Piacenza, e nunzio diPaolo

IH
ss.

la casa pei missionari,

introdusse in Reg-

V

:

per accrescere

il

culto ai

gio

i

minimi, ed

carmelitani scalzi, ce-

Crisanto e Daria, ripose solennemente
loro ossa in luogopiìionorevole.Nel
i

le

lebrò

54o

il sinodo; nel lyor Ottavio Piecinardi patrizio cremonese, dispensò di fre-

da Nicastro
la
il

vi fu

trasferito
il

il

cardinal

quente e
se
le

in diversi

modi

al

gregge

la di-

Marcello Cervini,
p.
s.

quale occupato nel-

vina parola, nell'invasione francese dife-

legazione a Carlo V,

mandò a Reggio Jacopo Lainez gesuita e compiiguo reggiani riceveroIgnazio, da cui
i

sessioni della

monache, restaurò eaumentò le posmensa, accrebbe il seminasua pietà e zelo, ee profuse limosine

rio, edificò tutti colla

no grandi vantaggi
stunii; nel
1

nella pietà e ne'co-

resse

un conservatorio

544

^''^sferito

a Gubbio, nel

a'poveri.

Con

questi termina neìVItalia

i555 divenne Papa Marchio li (A^.), Venne a lui sostituito Giorgio Audreasis
nobile di
ineriti,

sacra
le

la serie

de'vescovi che compirò col1

Mantova giàdi

Cliiusi e pieno di

essendo stato oratore di Carlo
III: fu fatto

Va

Clemente VII ePaulo
tore
il

coadiu-

nipote Gio. Battista Grossi
gli

mane in*

Roma. 728 Lodovico Forni (li Modena. 17^0 Gio. M.^Castelvetri modenese. 1785 Francesco M.'d'Este di Modena da Pio VI Iraslato da Anastasiopoli inpartibiis e abbate commenNotizie di
datario dell'abbazia di Nonantola: nel
narrai che nel 1798 Modolena, che francesi deportavano in Francia. 1822 AiigeloFicarelli di Reggio. 826FilippoCaltani modenese traslato da Carpi. Pio IX nel concistoro di Gaeta de'20 aprile 849 trasferì da Carpi l'odierno e rispettabile vescovo mg. Pietro Raliàelli di Fosciandora nella Garfagnana, già professore di
voi.
p.

tovano, che

successe nel

i549

lervenne
s.

al concilio di
il

Trento. Nel iSGg
fr.

XLV,

3io
in

Pio

V nominò

suo confessore

Eu-

accolse Pio

VI

i

stachio Locatelli bolognese e vicario gè*

nera le de'domenicani, dottissimo teologo
lasciò pregiate opere.

1

Nel iSyS France-

sco Martelli patrizio reggiano; nel

iSyS

1

BenedettoManzoli nobile modenese,som-

mo
nel

filosofo e teologo, segretario e peri-

''

tissimo consigliere del cardinal d'Este;

i585 Giulio Maseli

di

Modena;

nel

teologia
di
le,

dommatica nella

regia università

i5c)5 Claudio de'conli Rangoni mode-

Modena

e canonico di quella cattedraIl

nese virtuosissimo, nunzio di Clemente

zelante ed egregio pastore.
si

circuito

VIII

in

Polonia; nel 162

i

il

cardinal A-

della diocesi
glia.

lessandro ù!Esle {V ^, fratello del duca Cesare, zelante pastore; nel 162 5 Paolo
de'conti Coccapani, edificò nel suburbio
la casa pel sollievo de'successori,

estende per circa 100 miOgni vescovo è tassato in fiorini 816,
le

essendo

rendite della

mensa

circa

3ooo

scudi liberi.

ed

in-

REGIA.

Sede

vescovile di

Numidia

tervenne
ss.

alle fondazioni della chiesa dei
s.

nell'Africa sotto la metropoli di Cii la, eretta nel Vsecolo,
celli,

Giorgio e Ignazio, dell'oratorio di

ebbe due vescovi. Morl.

Alarla del Carmine, e della Scala santa,

Àfrica chr.

i.

ponendovi la i.* lapide. Innocenzo X nel i65i fece amministratore il cardinalRainaido à'Este (f^.); nel 1661 Girolamo de'conli Codebovi modenese, traslti lo da Montalto, visitò la diocesi; nel 1662 Gio. Agostino Marliani patrizio genovese, designalo di Accia, illustrò la diocesi, cele-

REGIA. Sede

vescovile della Mauri-

liana Cesariense, celebre pel martirio di

molti cattolici, assaliti e uccisi dagli ariani
la

mentre stavano occupali de'do veri
fu esiliato

del-

loro religione. Vittore suo vescovo nel

484

da (Jnnerico re de' vant.

dali. IVJorcelli, .africa chr,

i.

48
gogna.

REG
REGINA (s.), vergine e martliein BorDopo aver
solfeiio diversi
tatis;

REG
amorìs, et honorificentine;
sid)Ii-

tor-

mitalis, et potentine; gnbernalioiiis, et
juslitiae; defensionis, et graliae. " Nelle-

menti per

la fede, fu

decapitata in Aliza

o Alexia, città anlicamenteconsiderabile, e che ora non è più che un piccolo villaggio della diocesi di

Litanie TMurelanc (F.) invochiamo

l.i

B. Vergine, Regina degli Angeli, Patriarchi, Profeli, Apostoli, Martiri, Confessori,

gogna. Credesi che
venisse l'anno

il

Autun nella Borsuo martirio av-

Vergi ni, d'Ognissanti, e Reglnasine la-

^5

i ,

nella persecuzione di

be originali concepta. V. AveRec.inxCoe-

Decio.

Le sue

reliquie furono trasferite

neir864
cora

all'abbazia di Flavigny, ove an-

si venerano. Ella è nominata nel martirologio di Usuardo e nei romano a'y di settembre; ma la sua festa è posta

LOBUM. Le figlie degl'imperatori deil'antico impero nel V secolo, e forse anche antecedentemente, qualifica vansi regine, e più sovente ne'monumenti e negli alti
pubblici dicevansiiVbi/7iM////e. In appresso ebbero

in diversi giorni, certamente a cagione

delle traslazioni delle sue reliquie.

REGINA,
del

Regina, Regnatrix. Moglie

(^.), e signora di Regno (f^-)j altrettanto si dice dell'imperatrice, Inipe-

Re

ralrix, moglie deW Inipcralore (Z^^), e signorad' ////pero (^.). Sarnelli, Leti. eccl. Perche, la ss. Vergine si I. 6, lelt. 5i chiami pinUoslo Regina che Imperatrice^ ne rende ragione con dire, che alla Beala Vergine madre di Dio si dà quel titolo che dassi al suo divin Figlio. Iddio è chiamato ne' salmi Re: Rex inagnus super oninein lerranij Rex omnis terrae:
:

nome di regine molle ira le un regno e tutte le mogli dei re. Regina degli Dei si chiama nella mitologia Giunone: gli assiri, siri, e gli ebrei prevaricatori e idolatri chiamarono regina del cielo Diana o la Luna, e le inil

sovrane

di

i

nalzarono

altari e templi.

Tra

gli

antichi

moglie del Re de\s agrifi zi [dì cui a He), si denominò Regina de sagrifizi; nelle Nozze Aldobrandine del lì/useo Praticano, è rappresentata maesto-

romani,

la

nell'Apocalisse
gttni, et

si

dicedi Cristo:
Aslitit

Rex
ha

re-

Dominns

rloniinanliuni.
dirsi
:

ina-

che adunque deve
fìextris tuisj e

Regina a
sia

samente vestita, e colla testa adorna d'una corona radiale. Quanto riguarda la coronazione delle regine e delle imperatrici, si può vedere Coronazione de' re, Coronazione degl'imperatori: a Praga dissi che quell'abbadessa corona la regimi
di

benché Cristo

«letto

Sole, vuole ch'ella sia la

Luna, ma Lu-

coronazioni

Boemia; a Olio che le regine si ungono solamente

nelle
nelle

na
sa,

tale,

che allora apparisce più luminogli sta

spalle, nella

mano

e nel braccio. Osserva

quando

più prossima: e se dai

Sarnelli, che la Chiesa ne'suoi sagri e misteriosi riti insinua alla reguia nella

gentili la luna era

chiamata /?eg//i<7 Coeli {V.), molto più ciò si deve alla B. Vergine. Alberto

sua

coronazione, quanto dices. Bernardo, co-

Magno simum nomen, quod

scrisse:

» Propris-

B. Virgini, .sccun-

(lum (uam dignitatena summam debetur, tftesseUeginam,etplus proprium.cjuam
Impcratrix.

Hoc enim nomen

tiinoris,

et rigorit. Regina aiitem plus est nomen providenliae, et nequilatìs. " Dice s. Ber-

me sì può vedere nel Pontificale romano: De henedictione et coronatione Regis: De henedictione et coronatione Reginae: De henedictione et coronatione Rrglnae solitis De henedictione et corontttione Reginae, tU regni Dominae: De benedi'
:

ctione et coronatione Regis in consorteni
clertì.

nardo sulla Salve Regina {P'.): >• Regina mundi, et Regina Coclidicilur, per (|uani
et Rector generatur. Regina gloriae nomen, et iionoris; mii-

In ({uesta funzione

il

metropoliregina col-

tano o altro vescovo unge
l'olio

la

utriutque Creator

de'catecumeni nella giuntura della
e del destro cubito, e nelle spalle,
l'olio

mano

gnUìoeoli«e,et decori»; dulcediuis, oc pie-

per denotare che come

uuulu su-

-

REG
pra
gli altri liquori, così la

regina è su-

in

REG 49 Roma M.' Luisa m^xaaiW Spagna[F.),
la

periore agli

altri,

ma

insieiue dev'essere

mansueta

e piacevole, perchè l'olio è sim-

bolo della benignità.
tropolitano
le

Quando dipoi
la

il

me-

corona dice: PopuloDei sem per prospere co nsulas.Qann-

impone
,

M-' Luisa ex regina d 'E Lucca (F.) a' 1 3 marzo 1824. 11 i.°Papa che si assise a Prrt/izo{^V.) con una regina, fu Clemente VII. Molti Papi donarono alle regine la Rosa
e

sua

figlia

tru ria e duchessa di

le dà lo scettro dice esto paiiperibus niisericors,et ajfahilis, viddis^pupillis, et orphanls diligenlissimam curani cxhibens. Le erudizfoni e quanto riguar-

do

:

d'oro benedetta

(Z"^.).

REGINA DEGLI APOSTOLI.
gregazione e pia società
cattolico,
ri,
d.\

Con-

òtW Apostolato

sacerdoti e fratelli coadiuto-

da

le

regine

ticoli relativi.

possono vedere ne'Ioro arLa s. Sede ed Papi semi

e di sorelle, di fedeli d'ogni sesso e con-

dizione, istituita in
gli auspicii di

Roma

nel

1

835

sotto

pre estesero la loro paterna sollecitudine anche sulle imperatrici e regine, beuche oppresse dai sovrani loro consorti e divenute donne inermi; affrontarono la
potenza de'Ioro persecutori, le difesero, generosame4ite soccorsero, e con decoro
ospitarono in

Gregorio XVI, dal servo di Dio sacerdote d. Vincenzo Pallotti ro-

mano,

di cui parlai nel voi. LII, p.

241,

eziandio istitutore in

Roma

del Conser-

Roma, antico e pacifico

sog-

giorno de'principi detronizzati: gli esempi sono copiosissimi in questo ìmoDiiÀoIlario.

Innocenzo III (/^) prese

il

pa-

va torio di Borgo s. Agata ( F.)^ e del Co«servatorio di s. Onofrio (f^.), delio Carolino dai munifico benefattore d. Carlo Torlonia, come ancora del solennissimo Oltavarioo Ottava (F.), che la sua congregazione celebra tuttora in Roma per
la festa dell'Epifania

trocinio d'ingelburga ripudiata dal
rito Filippo il

ma-

con Presepio (F.),
della Valle dei

Augusto re di Francia; Clemente VII negò il divorzio a Enrico
Vili re ù' Inghilterra (f^-), colla regina Caterina che difese; quanto fecero Papi coU'infelice Maria Stuarda regina di Scozia{/\), lo dissi in molli articoli. Gregorio
i

nella chiesa di

s.

Andrea

Teatini

[y\ con

indulgenze concesse da

Gregorio XVI nel 1 838, e da Pio IX nel i85o. Vedasi Epifania del Signore, ec. per I oltavario che si celebra in Roma dalla congregaziotie e dalla pia so-

U

V die le rendite di
{!'.)
11, Sisto

Comacchio e Ravenna
Pio
11
,

cietà dell'

Apostolato cattolico,
si

3.^

edi-

per sostentamento della sfortuna-

iione,Romai85i, ove

legge una breve
Il

ta imperatrice Adelaide.

Paolo

notizia su questo istituto.

fondatore po-

IV ospitarono magnincameodi

se la congregazione sotto la speciale pro-

te Caterina regina di Bosnia{P'.)j Sisto

tezione e invocazione di

Maria Vergine
propagazione e

Cipro (/^.), della quale parlai pure nel voi. L,p. i5. Fecero altrettanto, Alessandro VÌI con Cristina regina di Svezia {f^-\ che come le precedenti mori in Roma (ove nel 12 i3 pur mori Maria regina d'Aragona e fu sepolta in s. Pietro); Alessandro Vili e Clemente XI, con M.' Casimira regina di Polonia {y.)j Clemente XI esuccessoricon M.' Clementina e suo maritoGia-

IV anche Carlotta regina

Immacolata Uegina

degli Apostoli, per

la difesa, conservazione,

accrescimento della pietà edella fede cattolica;

per avvivare, fomentare e diffontutti
i

dere in
acciò
si

cuori

verifichi ciò

il fuoco della carità, che narrasi de'primi

fedeli, mnliitudinis credentiuni erat

cor
del-

unum

et

anima una. Anche

a

mezzo

l'Apostolato cattolico, per illuminare coi

missionari

membri dell'istituto,
i

della besi

comò 111

re

(\'

Inghilterra (^),

i

quali co-

nefica luce del vangelo

popoli che

rav-

me

tutte le precedenti furono tumulati
s.

nella Chiesa di
ficali di

Pietro (f^.)- Ne'ponli-

volgono nelle tenebre dell'errore e dell'idolatria. Gregorio XVI apprezzandone e

Pio VII e Leone Xilmorirouo
VCL. LVII.

ammirandone il santo

scopo, e volendone

5o

REG
il

REG
incremento,
1

curare e/Ticaceniente
chiesa e casa di

felice

loro cuore la spada del dolore

;

soccorse

dièalla congregazione de'preti nel
s.

844 '^
presla

all'umanità languente negli ospedali, nelle prigioni, ne'piìi abbietti tugurii; fu
il

Salvatore in

Onda
dove
il
,

so Ponte Sisto (^".)j ove dico
scrissi.

de-

padre degli orfani,
e de'pupilli,
il

il

tutore delle vedove

Questa chiesa e casa è ora

prinresi-

benefattore di lutti, e in

cipale ritiro delia congregazione

denza del rettore generale della medesima edella consulta generalizia, come pure noviziato.

che per lui si potè; amò passionatamente poverelli, la sua carità fu veramente proteiforme, volle sempre
tutte le guise
i

La congregazione

ingrandì,

intorno a se

i

fanciulli e

gl'ignorantelli

restaurò e abbellì tanto
•asa, e

la chiesa,

che

la

per ammaestrarli ne'pri mi rudimentideila fede, ne'doveri di cristiano e di

questa ridusse a
il

ritiro, nella

prima

facendovi fìorire

cullo divino, avendola

cittadino,

buon sempre accarezzandoli, spesso

fornita di tutto assai decentemente. Pri-

fornendoli di libri e d'altri attrezzi giovevoli ai loro bisogni. Coltivò in particolar

ma apparteneva
de
vi

ai

conventuali, quale re-

sidenza del loro procuratore generale, on-

modo

i

giovanetti, che

si

esercitano

abitarono Rovere e Peretti, poi Sisto IV e Sisto V. Ivi fu sepolto in luogo
a parte con onorevole iscrizione
il

in alti di pietà e di religione nell'oratorio della

Dottrina cristiana in

s.

Maria

zelan-

del Pianto, di cui fu direttore per molti
anni. Collaborò coi benemeriti della ro-

te e benemerito servodi Dio Pallotti, dopo che soavemente spirò nella propinqua suddetta casa o ritiro il 22 gennaio 85o.
1

mana gioventù
telli

i

canonici Mucciolie San-

nelle così dette adunanze,oveiii mezla

Ebbe la consolazione di
scere e dilatare nel
cattolica leligione,

vedere che

il

san-

zo ad onesti allettamenti presso
di
s.

Chiesa

to e vasto suo concepimento, di accre-

Giorgio in P'elabro, nelle vacanze
si danno all'inebuona morale e di

mondo

universo

la

delle scuole e nelle feste,

andava prosperando pei due ritiri fondati in lioma e in Lea(Ira, che sono due fuochi centrali da cui
i

sperta età lezioni di
sociali virtù.

artigianelli,

Molto fu propenso co'poveri che dopo materiali lavori
i

t'irradia a tutta la congregazione e pia

della giornata
il

vanno

la sera

a ricevere

locielù l'ardore del suo lodevole propo-

nimento, delle quali fu ancora il i." rettore generale. Dice il suo biografo prof,
d.

bene dell'istruzione intellettuale nelle Scuole notturne, coi fondatori benemeriti delle quali il servo di Dio divise il
pensiero,
il

Salvatore Proja.»

Non suderemo
(la

lun-

dispendio e

la flttica.

Così a-

gi dui

vero dove affermassi, che anche

l'immensa e benedetta opera

Propasi

gazione della Fede, fedi), con cui

soc-

doperondo colla gioventù dell'infìmo ordine, non trascurò quella de'più elevati, conservatorii e e pochi sono in Roma
i

corre con ispontnnce limo&ine alle mistioni cattoliche oltre i confini de'mari, in-

convitti delle suore,
di

giovani di

ed collegi educatori nobile o civil condizione,
i

signe

monumento

della vera civiltà dei

a'quali egli

non

intervenisse direttore di

tempi nostri, nacque come da un grano di senapa gittato da lui nel cuore di pietosa donna. Ma se ne abbia pur questa il vanto, che fecondò il prezioso germe, eia industreecaltolica Lione,chc il crebbe iroiiurata pianta. " Ricondusse in mille famiglie la domestica pace, e spense odii inlìnìti da private oHcse cagionati o dn civili discordici accolse sospiri e
i

coscienze oconsigliereamorosodi miglior
disciplina. Così

eloquentemente parla

di

questo decoro, ornamento e modello del
clero

grafo,
i

romano, il nominato degnosuo bioammiratore e tenero amico, nel t.
giornale letterario di Ro-

7

ùaW Àlbum,
nel n.°i3,

dichiarando altresì il bel complesso delle altre virtìi che facevono
splendida corona alla viva fede religiosa, edificante pietà,

ma,

Itflagiime dc^li alili (li, e spello trasse dal

che renderanno sem-

REG
preallamenle commendevole l'illuslrecl. Vince?izo Palloni; insieme rilevando
i

REG
cenzo sottopose
il

5i

.singolari pregi della

mente

e di sua pro-

suo religioso concepimento dell'opera all'esame e approvazione di valenti teologi e cospicui let-

fonda doUrina, segnatamente nelle teologiche e morali discipline.
fosse pianta e

terati, di moltissimi superiori generali di

Quanto ne
non com-

ordini regolari e parrochi di
I

Roma, non

deplorala

la

perdita da o-

gni condizione e classe di persone,

diedi o cardinali, riportandone da tutti amplissime testimonianze di adesione,
di lode, di prosperi

meuocheda' suoi
pagni, che
gli

ottimi ecclesiastici

auguri, per cui 4'
ai

celebrarono solenni eseriuie
lo
si

ordini e congregazioni religiose conces-

con funebre orazione,
nel n."

legge ancora

sero alla pia società ed
le
i

cooperatori al-

di Roma del 1 85o. 1 9 del Giornale Alirando d. Vincenzo lo stato lagrimevole del nostro secolo in materia di
religione, pei santi fini che dichiarai, cosi ispirato

opere di essa

la

partecipazione di tulli

loro beni spirituali comunicabili.

gorio
alla

XVI

col bali
la

GreCandida affidarono
cura spiritualedelil

congregazione

da Dio, diede principio ad un'osanta e

l'ospedale militare, quando

Papa

lo col-

pera

vantaggiosa alleanime,

locò nel locale da lui dato a Ponte Sisto
all'ordine Gerowliniilano (f^.), rirapetto alla chiesa e ritiro della congregazio-

coir istituire nel

i835

presso la Chiesa

dello Spirilo santo de' napolelani{P^.),ìa

Pia socielà che chiamò

deli' y4 postola lo

ne; quindi Gregorio

XVI
1'

gliela confer-

cattolico per esprimere con tal speciale venerazione, servitù e

nome

la

allorché restituì

ospedale nel fab-

sione che tale istituto professa e

sommispromuo-

bricato incontro quello di s. Spirito e a questo appartenente: con zelo e carità

il supremo Apostolato dellaChieGesù Cristo che risiede nel romano Pontefice e ne'vescovi, non che*il nobilissimo fine a cui è diretta. L'istituto non

ve verso

corrispose
felice

la

congregazione, fino
suoi

all'in-

sa di

epoca dell'ultima repubblica del
i

i849> sebbene
na.
Il

membri
nel

tuttora la
cristia-

frequentino pegli aiuti di carila,

si

limita né a luogo,
le

ne a tempo, ed ab-

regnante Pio

IX

184O concesin ogni

braccia tutte
so,

persone d'ogni stalo, ses-

se all' istituto di
i

amministrare

grado e condizione, le quali unite insieme col vincolo della carità attendono alla propria santificazione, e ad esercitare con più perfezione quell'apostolato che Dio ha commesso ad ognuno. A'i4 oprile 1 835 il servo di Dio cardinal Carlo Odescalchi (^.), vicario di Roma, approvò con ogni benedizione la pia società, quindi per suo mezzo a' 4 luglio Gregorio XVI la confermò e compartì mille benedizioni alla medesima,econ lei a qualunque opera di pielà e di zelo cui sia per dedicarsi. A' 17 luglio i836 il cardinal Lambruschini segretario di stalo, in nome dello stesso Papa, di proprio pu>
1

tempo sagramenti a quei della congrega»
zione o che convivono ne'loro
di
ritiri,
i

conte

celebrare nelle proprie chiese

loro fu-

nerali e seppellirli, «fi instar regularium.

IX nel 847 col breve Qttuni confermò alla congregazione la chiesa e casa di s. Salvatore in Onda, con l'obbligo annuo d'un cereo di 3 libbre
Inoltre Pio
in agro,
1

procurator generale de'convenluali; accordò a'sacerdoti diverse facoltà spirituali, confermò loro i tesori spirituali goal

duti dagli ordini regolari, e dalle confraternite e pie istituzioni già esistenti nella

Chiesa di Dio, da parteciparsi dalle sorelle della

gno spiegò
5.

il

titolo e la

natura della pia

cietà;

società, sotto l'assoluta

dipendenza della
sag-

congregazione e dalla pia soalla congregazione dei privilegi de'medesimi preti comunicò

come pure
i

Sede, promettendole cooperazione, inil

oi'd'm'ì,

servalis servandis: di piùnel

1

84»^
,

coraggimento e sostegno.In seguito
gio,

col breve

Ecclesiaslicorum Societates
gì'

umile e prudente foudutore

d.

Viu-

auloiizzò

individui delia congregazio-

52
ne di
potei*$i

REG
ordinare a titolo di misrendersi più

REG
utili alla

congregazione, fan-

sione. L'istituto è in

incremento e
i.'ch'è

si

di-

no

nelle

mani

del confessore

anche il vo-

vide in 3

classi.

La

come

il

cenle

to di

ca%\^\\Àx

ad tempns,
i

e ad nutuni del
loro uHici se-

tro da cui le altre dipendono, e che

rettore. Essi aiutano

sacerdoti nelle oi

promuove,
si

le

anima

e ledirige

ambedue,

pere dell'istituto, facendo

compone

della Congregazione, di preti

secolari, efratellicoadintoridelV

Aposto-

lato cattolico,
ritiri in vita

i

quali vivono riuniti nei
perfetta e sotto la
Il

condo l'ubbidienza de'siipcriori, cooperando alla congregazione colle fatiche, orazioni ed esercizi virtuosi; dovendoquesta
la

comune

regola lasciata loro dal fondatore.
stilo è
lari,

ve-

conforme a quello de'
I

preti secoai paesi

congregazione pel suo fine esserenelChiesa come un punto di mezzo tra il clero secolare e regolare, adattandosi alle

adattandosi anche in questo

circostanze de'tempi e de' luoghi

nei

dove si trovano. preti vestono la sottana di panno, chiamata anche ziminarra, con pellegrina e mezze maniche aperte, con fascia di lana senza fiocchi, e collare, cappello, e ferraiolo di panno odi scotto
secondo
rici
i
i

ha da diffondersi. La 2.^ classe dell'istituto è composta della Congregazioquali

ne delle sorelle dell'Apostolato cattolico^
le

quali osservano

la'

medesima regola dei

sacerdoti, in

tempi,

come

i

preti

romani,
I

berretta senza flocco e tutto nero.
e novizi

chie-

quanto conviene allo stato loro, e vivono anch'esse in comunità nei propri ritiri, ad alcuni de'qùali sono annesse
le

non portano

la pellegrina;

pie case di carità erette per acle

fratelli

coadiutori vestono dell'istessa

cogliervi

giovinette povere,

abbando-

maniera,
doti

ma

più corto, senza collare, e
fascia.
I

nate e pericolanti, e però

senza code o penduli nella

sacer-

abitano in
vile,

tali ritiri si

che occupano per prole sorelle
sì ci-

si occupano in tutte le opere del sagro ministero, nelle quali si spera che vi sia il magg,ior servizio di Dio e aiuto delle anime^ ed anche nelle altre opere di

prio istituto anche nella educazione

che religiosa delle dette giovanette, come pure delle giovanette esterne, alle quali fanno scuola ne' medesimi ritiri,

carità e di zelo compatibili coll'istituto,

ed alla istruzione e conversione delle

principalmente nel dar missioni

in

qua-

persone del loro sesso.
tiri,

Uno

di questi ri-

lunque parie del mondo, ed esercìzi spirituali ad ogni classe di persone, dirigere
i

a cui è annessa

la

pia casa di carità,

è

il

seminari e collegi di missione eretti nei
ritiri,

«^g'rt/rt,

suddetto Conservatorio di Borgo s. altro è prossimo ad aprirsi in Vel-

loro

convocare

in essi la

conferen*

letri,

insieme con un

ritiro de'preli delIl

za degli ecclesiastici, ec. Gli obblighi poi
ai

l'istessa

congregazione.

vestito ilelie so-

quali ciascun individuo della congre-

relle è quello delle terziarie francescane.

gazione si astringe nella solenne consagruzione o oflerta a Dio (non per voli, che sono in libertà di ciascuno il farli o

Finalmente

la 3.' classe dell'istituto

è la

Pia

società dell'Apostolato cattolico, che
il

ritiene
tuto,

primitivo

titolo di tutto l'isti-

non
ti fa

farli,

ma

in virtù del contratto

che

7 promette: cioè di povertà; vita comune perle

colla congregazione),

sono

fetta; rinunzia alle dignità e ai benefìzi

fuori della congregazione; castità; ubbidienza; perteverauza nella cungregazio* ne; di promuovere in ixpecial modo la

d'ogni grado e condizione, che in qual unque modo, o colle opere personali gratuite, o colle oblazioni spontanee, o almeno colle preghiere cooperano (ciascuformata
di tutti que'fedeli sesso, i>tato,

no secondo

la

propria possibilità)

al fine

indicato della pia istituzione.
cietà è già diflu.sn in tutte
le

La Pia
parti

so-

venerazione de'miitcri della
Vergine.

s«.

Trinità,
ilella 1).

del

della Itrdfuzione, e la divozione
1

mondo, avendo
iiari

spedito molti de'niissio-

fralelli

coadiuluri però, per

tuulo uclU re^ioui culioliche, che

REG
nelle parli degliereliciedegrinfedeli.
essa
si

REG
Ad
magini. 5.° Di sovvenire
porali de'poveri d'arabo
ai bisogni
i

53
tem-

ne, medaglie, crocefissi e altre sagre im-

sono ascrilte mediante pagelle di

aggregazione, molte migliaia di persone
d'ogni ceto, anche facenti parte di corporazioni morali, fra'quali

sessi e degl'in-

fermi, con denaro, vestiarioe commestifece segnatamente nella pesti887. 6.°D'aprirescuolegratuite perla gioveivtìi de'due sessi, per l'istruzione ci vi le e religiosa, sia fra'dattulìci ohe nei
bili,
I

non pochi caril-

come

dinali, vescovi, prelati, principi, e altri
lustri

lenza del

personaggi ec; io uno a diversi modi collegi, conservatorii e altri

nasteri e conventi di regolari de'due sessi,

come

paesi acattolici,

onde opporsi

alle scuole
il

luoghi
golari,

pii.

In questa società tengono

il

protestanti istituite per danneggiare

primo luogo gli
i

ecclesiastici secolari e re-

cattolicismo;

quali uniti in sagra lega di

emu-

lalrice carità e zelo, coi

sacerdoti della

avendo in Roma fondato 3 scuole notturne e una pia congregazione per la santificazione delle feste. 7.° Di
visitare e soccorrere
dali,
i

congregazione
l'istituto,

si

prestano nelle opere del-

l'apostolico ministero.

Tutte

le classi

del-

malati negli ospedetenuti nelle prigioni. 8." Di dai

comprese

le

pie case di carità

re le missioni e gli esercizi spirituali

ad

annesse

a'ritiri delle

monache, sono sotto

ogni classe di persone,

l'immediata dipendenza e diretione dei
superiori della congregazione de'sact*rdo«
ti

che è proprio tanto de' membri della congregazione, quanto de'sacerdoti ascritti alla pia soil

e fratelli coadiutori, salva

sempre

la

de-

cietà. c).°Dì

promuovere
i.'

l'erezione di ca-

bita soggezione agli ordinari, in ciò che

non

se per detti esercizi pei giovanetti e giovallette di
te, pei

s'opponealle proprie regole e costitu/Joni.

comunione separatamenassile sorelle

Fra

le

molle opere

di sagro ministe-

coniugandi e pei coniugati^
Il

ro, e di carità e misericordia spirituale e corporale a vantaggio de' prossimi,
nelle quali
si

stendo a quelli delle donne
la

del-

congregazione.

fondatore vietò

ai ri*

occupa
si

1'

istituto

per con-

tu'i

de'preti, e alle sorelle della congre-

seguire

il

fine

che esercita la li unitamente alla pia società, sono: i.° Di fondare pie case di carità. a.°Di celebrare l'otta vario dell'Epifania, il quale

che è proposto, quelle congregazione de'sacerdo-

gazione dì possedere,
le

ma

mantenersi col-

oblazioni de'fedeli mensili e annue, o

di

qualunque
i

sorte.

Dispose che

prietà e

beni

stabili,

le proche a qualunque

classe dell'istituto venissero dati dalla, ge-

ebbe principio nel i83G nella chiesa
loSpirito santo, indi in altre chiese di

del-

nerosità de' benefattori, inclusi vamente
ai pii legali,

RoSil-

spettassero all'intiero corpo

ma, come
-dì s.

di

s.

Carlo

al

Corso e

di

s.

della Congregazione e della Piasocietà^

vestro in Capite, stabilendosi in quella

per erogarsi nelle opere proprie
luto, e

dell'isti-

Andrea nel 1841; in S.Carlo vi predicò due volte il cardinal Odescalchi,ia s. Andrea Fio IX, lo che accennai nel voi. LUI, p. 190. 3." Di provvedere ai bisogni delle missioni ne' luoghi suindicati,

che ne fosse amministratore il rettore generale e sua consulta, la quale deputa rettori de'ritiri de' preti e delle sorelle, acciò per se o per loro procurai

tore ne facciano amministrare

i

beni dal

siccome ha sempre eseguito, eziandio con soccorrerledi denaro, di arredi, vasi e pa-

proprio sindaco.

I

soggetti della congrele

gazione possono ritenere

proprietà dei

ramenti sagri, d'immagini divote,

di re-

loro beni e testarne, lasciando al superiore la cura di farli amministrare, e d'im-

lìquie, di libri spirituali in diversi idio-

mi, anche nell'Arabia, Persia, Oceania e
altre parti del

piegarne

le

rendite,

mondo.

4'°

Dì promuove-

ma
in

solo per opere pie; e
ciò

re la pietà e divozione colla continua diittribuzione di buoni libri, abitini, coro-

comune

non per uso proprio, devono mettere che ricevono dopo la conle

sagiazìone. Tulle

3

classi dell'istilulo

-

54
godonodi
tutti
i

REG
tesori spirituali

REG
summeoil

versetto col quale

s.

Gregorio
i

I

rispose
altro-

tovali, e approvati dalla benignità pon-

agli Angeli; e

XXXIX, p.

3,

1

4 ed

benemerenze di questo istituto, aggiungerò, che promosse con suctificia. Fi-a le

cesso l'associazione all'elemosine per la

pia opera della Propagazione della fede^

Antifona, Alleluja, Regina, ed il p. Antonio de Macedo: Divi Tutelares Orbis Chrislianif Lisbona 1689. Nel voi. X,p. 5i, parlando delle monache di Reve. P^.

come
li

l'istituzione de'consigli parrocchiarisultati. L'istituto

gina Coeli, corressi l'errore per cui

si

cre-

che dieronó ottimi

dono

cosi chiamate. All'aurora, al

dell' Apostolato cattolico è in
to.

incremen-

zodì e alle ore 1^, al

mezsegno delle campasi

La congregazione nel suo noviziato va formando giovani nello spirito e neli

ne delle
la

chiese,

con indulgenze

recita

preghiera detta V Angelus Domini o
inginocchioni, e in pie-

la

scienza per le opere di carità e di ze-

Ave Maria [F.)
di tutte le

lo,

nuove fondazioni che sono richieste in più luoghi. In Londra la stessa congregazione per mezzo del suo zelante sacerdote d. Raffaele Melia romano, va edificando annessa a un suo ritiro una chiesa centrale a beneficio spee per le

domeniche incominciando dai

primi vesperi cioè dalla sera del sabbato per disposizione di Benedetto XIV, il quale ordinò che invece A&W Angelus Domini
nel

tempo pasquale si

recitasse l'antifona
in piedi, cioè dal
il

Regina Coeli e stando

cialmente degl'italiani, sotto l'invocazio-

mezzocfidel sabbato santo a tutto

mez-

ne di

s.

Pietro principe degli apostoli,

zodì del sabbato innanzi

la festa della ss.

concorrendovi con liraosine vari principi e il Papa che regna, il quale unitameule

Ti'inità; ne parlai ancora nel voi.
p.

XXXI,

ad ampie

facoltà, le

ha imposto

tal

nome.

6r, ed in altri analoghi luoghi. Nella Raccolta delle indulgenze concesse dai

REGINA COELILAETARE ALLELUIA.
Antifona chiamata degli Angeli,

Papi si avverte: i.°Che
se
i

le

persone religio-

perchè cantata dai cori degli Angeli sul Ponte s. Angelo (F.) di Roma, per salutare le immagini della B. Vergine (a pBEDicATORi parlando delle domenicane de'ss. Domenico e Sisto, dissi che si vuole compresa anchequella di detta chiesa) che si venerano nella Chiesa di s. Maria /Maggiore {f^.), e nella Chiesa di s. Maria d'Araceli (^.)j portale da s. Gregorio I in processione per la pestilenza, onde a
Tpndola adottata
Sfjuale, cioè dal
la

d'ambo sessi e altre che vivono in comunità, non potendo dire V Angelus Domini o
la Regina Coeli al suono della campana, perchè in tali ore sono impie-

gate in qualche esercizio prescritto dalle
rispettive regole o costituzioni,

potranno

acquistare gelus

le

indulgenze,se subito termi-

nato tale loro esercizio^ reciteranno 1'.^/!-

Domini o

la

Regina Codi, come

dichiarò Benedetto XIII. 2.°
tutti
il

Che

i

fedeli

trovandosi in luoghi, dove
della

manca

Chiesa nel tempo paal vo-

suono

campana, potrannoacquìle

sabbato santosino
la

stare le indulgenze, se circa

ore deterdiversità

spero del sabbato precedente
ca della
ie
ss.

domeniclero se-

minate

l'ecileratuio

secondo

la

Trinità, nella processione delil

de'tcmpi V Angelus Domini o
Cof//, come dichiarò Pio VI.
li

la

Regina

Litanie maggiori, allorché

Le

principa-

colare e regolare di
dalla chiesa di
tro,
s.

Roma

celebra quella
s.

indulgenze

le

concesse BenedettoXIlf,
i

Marco

a quella di
s.

Pie-

e le

confermarono

successori, col breve
iV(;)/;/>,dei
t.
1

quando
i

il

capitolo di

Maria Mag-

uni vei'sale e perpetuo, Jnjunctn
1

minori csscrvanti d'Araceli sono arrivati sul detto Ponte, per memoria dell'accaduto ivi contano l'antifona
giore, ed

4'«etlembre

1

7-«4, Ridi.

Rom.

?.,

par.

a,p. 35(ì. Esse consistono, ncH'itidiilgenza plenaria e remissione di lutti
i

peccati
in cui
i

ftegina Coe/i. Di lutto trattai ne'vol. XII,
p.(jr)ei
li»,

una

volta al

mese

in

un giorno,

ove

ri|H;rtai tutta l'antifona e

fcdcliconf(:ssiitie

comunicati pregimi an-

REG
no per la s. Chiesa, per la conservazione dei Papa, pace e concordia tra'principi
cristiani,

REG
pontificie funzioni assistevano
il

5%
Papa.
/'.

RiOMi DI Roma, Primicero, Pbotoschimia*
RIO.

ec; e l'indulgenza di giorni
la

i

oo

ogni volta, che veramente pentiti reci-

REGIONARIO, r.
giani.

Rbgiowe.
di

teranno V Angelus Domini o
Coeli,

Regina

REGIO EXEQUATUR,P/^c//«f7i reAbusivo riconoscimento, esame
la

REGINALDO,
,

Cardinale. Nato nel-

pretesa Regalia (P^.) della podeslìx laicale,

r Umbria e abbracciato l' istituto di s. Francesco Bonifacio Vili nel 1298 lo fece lettore dclpalazzo apostolico, grado

quasi per autorizzare

pubblicazio-

ne, l'esecuzione e T effetto delle provvi-

denze religiose ed ecclesiastiche de' Papi,
alle loro Bolle, Brevi, Lettere e Rescritti

promozione al cardinalato di Gentile Partine (/'^.); non lo creò arci vescovo di Rohan, bensì a'i5
divenuto vacante per
la

[f^.y

stati

del regio

dicembre iSo-ì cardinale

di

s.

Chiesa.

plice

Questo f itale uso presso alcuni excquatur , per la semvisura, senza porre segno o far orall'

REGINERIO,
ne de'diaconi,
vanni
ctiis.

Cardinale. Dell'ordiil

dine esecutorio riguardo
de', pontificii

esecuzione

sottoscrisse

privilegio a

diplomi, essendo destituito

favore della patriarcale di Grado, di Gio-

d'ogni diritto e di ogni ragione, siccome

XIX detto XX del 1024. REGIONE, Regio, Finis, Plaga,
in

derivato dal grande scisma d' occidente

Trale

Contrada, provincia, banda, paese.
riguardo
al cielo, significa

di),

Essa

4

(come dai scismi derivò l'Esclusiva, Vequal misura di precauzione, fu sempre dai Papi condannato e riprovato con
gravissime censure,

parti cardinali del ttiondo,chechiamansi

come

dichiarò e dot-

plaghe. Trattandosi della terra
di terra, abitata

la

parola

tamente provò, contro Quesnello, Van-

regione dir vuole una grande estensione

Espen

e simili avversi alla

s.

Sede,

il

dotdelle

da molti popoli confi-

to mg.* Fontanini,

anonimo autore

nanti, ma sotto uno stesso dominio. Una gran regione divfdesi in altre più piccole
ili

Ragioni della sede apostolica nelle presenti controversie colla corte di Torino,

riguardo

ai suoi

popoli, dividendosi

1782,
regio

t.

I,

par. 2, capii, i, capo 2,

Del
il

anche le piccole regioni in altre ancora che compongono un popolo, e che chian)ansi paesi.

regio exequatiir. Fontanini dichiara

exequa tur pregiudizievole e conche deve ogni
fesia,

Una

regione

si

divide in al-

trario air ubbidienza,

ta e bassa rispetto ai fiumi, al

mare ed
la
i

dele e ogni principe, per grande che
al vicario di

allemontagne. Nella topografia
regione fu in uso per significare

parola
diversi

Gesù

Cristo, e che prodotto

e originato dallo scisma a null'altro ten-

quartieri delle città, molte essendo divise

de che

alla sua

Augusto divise Roma in i4 regioni, ed il Papa s. Clemente I la ripartì io 7 regioni ecclesiastiche, e ad ognuna assegnò un Notaro [f^.) regionario; s. Fabiano vi aggiunse un Suddiacono (^.) regionario, ed un cardinale dia cono regionario, "di che trattai aDucoin regioni

o

rioni.

dere aliena e straniera negli

prima causa, cioè a ren' stali tempopodestà del
1.

rali de' principi l'autorità e

Papa. Dal benedettino Zahvein nel
p.

1,

377 del Jus ecclesiastico, viene chiamato il Regio exequatur Placito regio,
partode'polilici e ritrovato degli adulatori «le'principi
lica.
1 1

nemici della sede aposto-

NiE cardinalizie; indi alle regioni furo-

no aggiunti

i

Difensori della chiesa ro-

Rinaldi all'anno 84B, n.° 1 3, nari^ che Neoraenio posto da Carlo il Calvo al
convertito

mana [f^.),deU\ anche difensori regione
rf: di lutti questi regionari, loro

imporalle

governo della Bretagna minore, avendo il reggimento di essa in crudelissima tirannia, spogliando
i

tanti uffizi e distinte prerogative, parlai
ai citati articoli,

sudditi
i

ed intervenendo

de'beni loro e uccidendoli

.

scacciando

I

?6

REG
1

REG
Lo scisma orribile
minciato verso
la

vescovi dalle chiese (come raccontai nel

e lunghissimo inco-

conci io di/Je</o«, A-W/), profanando e di-

struggendo

i

luoghi sagri, e usurpandosi
s.

secoloXIVdiè prima occasione e originea diversi fatali
la

finedel

le possessioni loro,

Leone IV l'ammoinutilmente
:

abusi ed eziandio all'abuso del Regio exe(juatur o Placito regio, i\ verso da Placito
i
I

imperocché l'arrogante e superbissimo uomo, mettendola per niente e avvilendola, neppur degnò di riceverla. Di che racon un'epistola,

ma

l^f.) giudizio
al

pubblico de'secoli di mezzo,
le al-

quale articolo dimostrai contro

trui deduzioni, che quelli tenuti ne'do-

dunandosi 22 vescovi
dojfortemente
te

in

lo ripresero,

Tours in sinomassimamenaposcomunicarlo,

minii della

romana

chiesa, furono per-

messi dai Papi con podestà delegatizia, senza veruna lesione di loro piena e assoluta sovranità, dichiarando in che consistesse

per

cosiffatto disprezzo della sede

stolica, e

minacciarono

di

con questa lettera sinodale. "Bastavano questi per tua perdizione; ma tu a cu-

l'awocazia, protezione e difesa
s.

degl'imperatori e re su
terre della

mulo de'mali

accresciuta hai la temeri-

Sede. Clemente

Roma e sulle V avendo
Fran-

tà, e offeso tutto il cristianesimo, mentre che hai avuto poco a pregio e dispettato

stabilito la residenza pontifìcia in
cia,

dimoro

in

Avignone

(^.), ed altret-

l'apostolico successore di

s.

Pietro, a cui
la

tanto fecero 6 successori, l'ultimo de'quali

Iddio
terra.

lia
1

dato W Primato [f^.)iu tutta

mperciocchè richiedendolo tu, che li scrivesse nel suo libro e volesse per te pregare la divina clemenza e promet,

Gregorio XI la restituì in Roma. JN'el 1878 per sua morte fu eletto Urbano FI{V.), contro il quale insorsero diversi
f^JI, che portandosi in

cardinali e crearono l'antipapa Clemente

tendoti pur egli con sue lettere di farlo,

Avignone

vi sos-

veramente, che si fossero da te porte orecchie alle sue ammonizioni, tu non pure non facesti nulla delle cose da essì

tenne una cattedra di pestilenza, ed ebbe
a successore l'antipapa Beneiletlo

XIII.
cardi-

Come

i

Papi in

Roma

crearono

i

so ingiunteli, anzi né anche ne ricevesti
le lettere;

nali, gli antipapi in

Avignone

fecero an-

e perchè

n' tuoi eccessi,

non volevi por fine non temesti il buono am-

ticardinali.

Osserva Novaes nella Storia

di Clemente XI,

n° 112, che Urbano V
vedendo ingan-

monitore. In
postoli,
il

lui

dunque
li

hai offeso

gli

a-

nel lagrimevole scisma,

principe de'quali è Pietro; tu
i

nate diverse nazioni, che riconoscevano

hai offeso

vescovi,

quali già regnano

per Papa
quelle

il

falso

Clemente VII, onde

con Dio in cielo, e risplendono in terra con miracoli ; e hai offeso noi altri ancora, li quali avvenga che non abbiamo il loro merito, possediamo per grazia di Dio, l'islesso uffizio". Soggiunge Io stesso Rinaldi. »

preservare dalle sue astuzie e intrusioni

chea

lui

obbedivano, stimò provf
avvertenza di
di da-

villo consiglio e necessaria

raccomandare a'vescovi, che prima
re esecuzione nelle
alle bolle pontificie,

loro città e diocesi

Odano

queste cose quegli
apostoliche, e sot-

esaminassero con di-

che ritengono
zione loro.

le lettere

ligenza se dal vero Ponlefìce proveniva-

to qunUisia colore impediscono l'esecu-

no, in tanta perturbazione di tempi,

ri-

E quindi

per simili compren-

movendo

così gli scandali,

die

in

alcune

dano

la

gravezza del peccalo

commesso

parti nascevano dall'cs'ccuzione di diverse lettere dell' antipapi).

da essi, e kì da coloro, li quali difendono nc'pìì principi ciò, clic tunto detestano qiKr' padri eziandio in un tiranno ". Mn non indugiò In divina vondulln sopra l'empio Meomcnio, clic percorso dalI

Per

cui alcuni

vescovi per tale concessione stabilirono

una forma consuetudine, ordinando
no eseguisse
le Icllere

nei

loro statuii provinciali o sinodali clic niu-

apostoliche, se

angelo morì.

dopo che

fosìic

stalo

non du loro ullcnulo il

I

REG
fidimus sai
getti

REG
slesso fecero
i

57

Placet.

Lo

principi so viani,affìriclièi popoli loro sog-

non

(ossero sorpresi e ingannati dalsi

l'antipapa, e questo
il

osservò per lutto

vano l'ubbidienza di uno di essi, o legittimo o spurio che si fosse, affinchè ne'Ioro stati non si eseguissero le provvisioni dell'altro, ch'essi non riconoscevano co-

tempo che

(lino lo scisma,

con munire
o Pia-

me

vero successore di
le lettere le

s.

Pietro, ordinail

le lettere e bolle legittime del visto

rono che

quali portavano

(ilo regio
le

o consenso regio, colle formo-

nome

della sede apostolica,

Placet, FiiUinuSy ed Exequatur.

E-

sero pubblicare, se

non si potesnon fossero prima rinon
si

stinlo lo scisma, tornò in vigore l'uso antico, e

vedute da'Ioro ministri, per riconoscere
di qual

perciò Carlo VII re di Francia nel
,

Papa

si

fossero, e

prestas-

1424 ordmò

clie

il

rom.'mo Pontefice

se ne'Ioro stati
tefice, ch'essi

ubbidienza verso un Ponri-

usasse liberamente per 1' avvenire della sua piena e indipentlenle autorità, come

giudicavano non doversi
tale.

conoscere per

A

ciò

si

aggiunse, che

alFerma Carlo Fevret, nel Trnité de
IntSy
jil). r,

l' n-

cap.

4,0 Trattato degli abusi

edel verosoggettodelleappellazionicpialificate col

nella Francia particolarmente, dove si ri^giarono Clemente VII e Benedetto XIII antipapi, questi per aver seguaci non

nome d' abuso j opera non buona, di cui si hanno diverse edizioni, anche colle note del canonista Gibert ^ di Brunet vi fu altres'i aggiunto il trat:

tanto dispensavano, quanto dissipavano
le grazie,

aggravando

gli ecclesiastici

e

il

clero di annate, di |)ensioni e di sussidi
straordinari che loro sovente imponevano, sicché del pseudo

tato d' A ntonio

Dadm, Ecclesia sticae ju11

Clemente VII racstat.

rìsdictionis vindiciae.

celebre citato
l'origine
i

conta Clemangio, Decorrupt. eccles.
cap.
"xj,

Fontanini, ecco
e
le

come racconta

ch'essendo in Francia ricono-

cause per

le

quali incominciarono

sciuto per Papa, operava ivi quasi

da

ser-

principi a volere che

non potessero

ese-

vo de'servi de'signori
lutto
il

di

quel regno, e che

guirsi ne'Ioro slati le lettere e provvedi-

clero era in guisa tale soggetto

menti del Papa, senza la visura e beneplacito loro o de' loro ministri, il fatale scisma che incomincialo sotto Urbano V
lacerò per tanto

alla disposizione de' magistrati secolari,

che ciascuno di questi era stimato più Papa che il Papa medesimo. Persilliitte
cause
il

tempo

la

Chiesa

di Dio,

clero gallicano adunatosi in
I

Pa-

diede
ti

la

altri

prima occasione a questo ed a molabusi, per cui rimane oncor pallida
la bella faccia della

rigi nel

399 e toltosi

dall'ubbidienza tan-

e scolorita

sposa di Gediverse
il

sù Cristo. Imperocché

divisi in

ubbidienze

i

principi cristiani, secondo

IX Ponromano, quanto dell'antipapa Benedetto XIII d' Avignone, si fece lecito decretare, che non si dasse più esecuzioto del vero e legittimo Bonifacio
tefice

numero de'Papi, che ora i\ue e ora tre (a Urbano VI successero, Bonifacio IX,
Jnnqcenzo
il

ne

alle lettere espellative

né dell'uno né

FIIq Gregorio XH, contro quale fu eletto Alessandro , mentre viveva Benedetto XIII; quindi ad A.-

perché servivano a molto fomentare il lamentabile scisma. Quindi
dell'altro,

V

ad istanza e ricorso del medesimo clero maltrattato e aggravato dai suddetti antipapi USCI la
I.'

lessandro

V

fu dato in

successore Giola

volta un'ordinazione di

vanni

XXI II, onde si

rinnovò

mostruo-

re Carlo VI, culla quale fu vietala l'ese-

sità di
y\n

antipapa con tìbbidienze

vedere ad un tempo due Papi e laonde i
,

cuzione de' rescritti, mandati e bolle che
i

Papi potessero dare

in

avvenire in pre-

ledeli

non sapevano più ormai

a chi ub-

giudizio delle libertà e franchigie di cui

bidire e chi venerare per vero

Papa

) si

videro infelicemente in quel tempo di coufusioQc. Alcuni de'principi che lene-

godeva la chiesa Gallicana stoordinamenlo diede luogo
traprendimeDli de'regi

{f^.).

Qua-

a'

primi in^
sopra ia

oliìzìali

58
tempo

REG
medesimo
tosto nel

REG
nislrare la forza militare se richiesti per
farle eseguire e punire i renitenti.

giurisdizione ecclesiastica. Nel

e durando il deplorabile scisma, benché l'Inghilterra ubbidisse al vero Papa Bonifacio IX, nondimeno nel parlamento del iSpi, fra le molte altre cose fuor di misura offensive della libertà e giurisdizione ecclesiastica, fu determinato che nel regno niuno fosse scomunicato con autorilù pontifìcia, né si potesse
ivi

Ma piut-

i56i, per assicurarsi che non fosse provveduta di alcuna chiesa qualche persona nemica o sospetta, o non fosse fatto alcun provvedimento pregiudizievole alla regia autorità di Filippo II,
i

ministri cominciarono a voler esamile bolle

nare e riveder

apostoliche prima

eseguire alcun

mandato

di

Roma. Costes-

pure in Portogallo all'epoca dello

non si avesse in quel regno ad ubbidire se non che al legittimo Papa, e non si eseguissero breso scisma, e pel motivQ che
•vi,

rescritti, bolle e lettere false che venivano da Roma, fu introdotto il costume che fossero prima vedute ed esaminate dal cancelliere maggiore, e quelle che trovava essere vere e direttamente

che si eseguissero, perla prammatica promulgata dal viceré duca d'Alcalà, perciò pubblicamente scomunicato da s. Pio V nel 567 e poi assolto. Siccome però il la grimevole scisma d'Avignone avea dato origine e causa a questo abuso, espresso
1

allora dalla necessità, e reso talvolta tollerabile dalle calamità di que'tempi, cosi

fu pure ragionevole e giusto, che estinto
il

medesimo scisma
1

nel concilio di Co-

spedile,

dava licenza che
in

si

pubblicassero

stanza nel

e che avessero esecuzione, non dovendosi

V, non

7 colla elezione di Martino più oltre durar dovesse, siccome

4

(

ubbidire

quel tempo di scisma che al

pratica da

non potersi

tollerare senza gra-

padresantodi Roma. Efinalmente quando lo scisma era nel suo maggior fervore nel i4o8, Martino I re di Sicilia, nel portarsi nell'altro regnò d'Aragona, ordinò al consiglio di stare attenti, che nessuna bolla o lettera di Papa o di nitri principi o comitati, non si debba aprire o leggere prima che venga in potere delia regina vicaria del regno o suo consiglio, e dopo per ordine della regina si farà quello che prescriverà. Quanto a Napoli gli stessi difensori del regio exeqnalur danno alla
di lui

ve ingiuria e pregiudizio della s. Sede; il Papa nell'istesso concilio e con espressa approvazione del medesimo, rivocò, cassò e annullò la pi'cdetta concessione di

Urbano VI,
ciò fatto,

e

qualunque statuto sopra
gli

volendo e decretando, che

esecutori dati nelle leltereapostoliche do-

vessero e potessero liberamente eseguirle

senza

il

f^idìnius seu Place tj licenza o

assenso di qualsivoglia prelato, sotto pe-

na

di sospensione per 3

mesi dall'eserci-

zio della giurisdizione ecclesiastica, contro quelli che ardissero di attentare cosa

introduzione più fresca origine,
I

fa-

cendone ."autore Ferdinando I d'Aragona nel 1473, tocche non può ammettersi, anche pel disposto di Pio II nella bolla
colla t]uale nel
1

alcuna
si

in contrario,

come dilTusamentc

legge nella sua bolla

Quod

antidola

morbiSy de'3o aprile i4i^> Sali.
t.

Rom.

458

lo

avea investito del
let-

regno, sulla piena esecuzione delle
tere opostolichc d'ogni
qualiin(|iic
Il

genere rimosso

4^7- Avverte Fontanini, che l'indulto di Ui-bano VI era stato già rivocalo e annullato dal suo immediato
3, par. 2, p.

impedimento; quindi Giulio
regno per
tra le altre

successore Bonifacio IX,
ferito

come

viene

ri-

nella bolla d'investitura del

Ferdinando

V

re di
i

Spagna,

da Leone X nella bolla In supremo, del i." marzo i5jg, Bull. cit. t. 3,
par. 3, p. 465i. Nello stesso pontificato
di

cote preicritse, che

ministri regi doves-

sero latciore del tutto libera e indipen-

Martino V, Carlo VII re
il

di

Francia

dente l'cMcuzione di tutte

le

provvisioni

ordinò che

Papa

usasse nel regno della

•poitoliche, «Dii «ieno teouli a sumiui-

sua potestà,

come

già notai; so non che

REG
dipoi fu autore della famosa

REG
Prammati-

59

nee, per vedere se vere o false. Alessan-

ca sanzione [F.), allra piaga della Chiesa. A Portogallo dissi come re Giovanni H ancora conservasse il regio tXequa' tur, per cui Sisto IV lo ammonì ad annullarlo e abolir l'invalsa consuetudine di esaminar le lettere pontificie, secondo

dro VI mosso dulia congruenza della richiesta, ordinò con sua bolla che non si
potessero pubblicare queste lettere d'in-

dulgenze, se non erano prima esaminate
dagli ordinari del luogo, dal nunzio pontificio e dal
i

cappellano niaggiore del

re,

costume introdotto a tempo dello scisma ; ciò che egualmente mal soffrendo il successore Innocenzo Vili, con breve de'3 febbraio i486 se ne gravò col re, il
il

quali conoscendo essere quelle legitti-

me e immuni da

ogni sospetto, dovessero

lasciarne libera la pubblicazione a quelli
cui si appartenevano. Questo privilegio avea l'esenjpiodi somiglianti concessioni
fatte ne'principiidello,scisma ricordato

cjual

breve riporta Ferrari nella Bihl.Ca' non., verbo Placitum Regiiimj quindi il
pio e rispettoso principe, sollecitato ancollegio,

da

Urbano VI ad

alcuni vescovi e prelati di

cora dal

s.

opposizioni de'suoi ministri,

malgrado le molte si uniformò
orin

sua ubbidienza,

come

si

raccoglie dalla

suddetta costituzione revoca toria delle

intieramente

al desiderio del F.ipa,

medesime concessioni,
lio di

fatta poi nel conci-

dinando

nel

1487 che
si

avvenire

le let-

tere apostoliche

pubblicassero senza

es-

sere vedute nella cancelleria, e di
fu

in poi

Costanza da Martino V. Dal privilegio di Alessandro VI si vede ad evidenza, che principi finoa tutto il secolo non
i

XV

sempre così fatto, come a lungo riporta Resende nella Cronica dì Giovanni II cap. 66, 4)er cui Io ringraziarono il Papa e cardinali. Così terminò per quali

prelesero mai di soggettare

come per

di-

ritto di regalia le bolle e brevi apostolici,

all'esame e visura de'Ioro magistrati secolari, altrimenti

sarebbe stalo vano e
il

che tempo del tutto l'abuso intrudulto in
alcuni regni pel funesto scisma, e d'allora in poi le lettere e provvedimenti apo-

inutile l'impetrarne

privilegio,

il

quale

nondimeno fu

ristretto alle sole bolle d'in-

dulgenze, e diretto a favore non di
gistrati secolari,

ma-

almeno sino al principio del secoloXVl, furono pubblicati ed eseguitisenz'allra visura o esame de'magistrati secolari. Nella Spagna poi è egualmente certo, che per tutto il secolo XV non vi fu costume di sottomettere alcuna lettestolici,

ma

di

persone ecclesia-

stiche, cioè de' vescovi,del nunzio,del cap-

pellano maggiore. Essendo stato Leone

X

supplicato di confermare 'alcune co-

stituzioni sinodali delle chiese di

Toledo

e Cartagena sull'esame delle lettere apostoliche, e

ra apostolica alla

revisione ed exeaua-

trovando temeraria e irragiola

tur de'regi tribunali, di che ne rende
pia testimonianza
il

am-

nevole l'istanza,
avanti di
lui.

rigettò e fece lacerare
in

privilegio conceduto

E

perchè

quel tempo

da Alessandro VI nel ujgS, a Ferdinando V ed Isabella; poiché vedendo questi principi che ne'loro statisi pubblicavano alcune false bolle d'indulgenze ad luiico
fine di riscuotere copiose limosine da'lo-

anche la podestà secolare aveva in qualche parte lenlatod'intrudurrel'abusodel
regio placito
,

perciò cassò e annullò

le

dette costituzioni, ordinando in virtù di

santa ubbidienza a tutto l'episcopato, ed
a tutte
le città

ro sudditi, con loro notabile pregiudizio
spirituale e temporale, ricorsero al

e luoghi sotto pena d'in-

Papa

terdetto, ed a ciascuna persona secolare

supplicandolo che a rimediare
dine,
si

al disor-

sotto pena di scomunica riservata al Pa-

si

contentasse di ordinare, che non

pa, di non impedire in

modo

alcuno

l'e-

pubblicassero in que'regui le bolle di questa sorte, se non fossero state esami-

secuzione delle lettere apostoliche, mediante
la sin riferita

bolla In supremo, in

nale prima e riconosciute da persone ido»

quelita fece speciale

menzione

delle per-

,

6o
sone imperiali,

REG
reali, regine, ducali e

REG
poin alcuni

tentati del secolo,

perchè esse

luoghi aveano cominciato a impedir Tesecuzionedelle citazioni e mandati dei
tri-

bunaU

intraprendimento già condannato e vietalo sotto pena di sc-omunica da Innocenzo Vili colla bolla Ofdi

Roma;

rebbe agli altri principi, che subilo pretenderebbero lo stesso. Aggiungasi, che scrivendo Clemente Vili di suo pugno una lettera nel i5q6 al viceré di Napoli Olivares, tra le altre cose gli disse: » Di-

fidi nostri debiltim, de'iS gennaio

1

49

i

Bull.
i

Rom.

t.

3, par, 3, p.

223, giacché
di vo-

medesimi principi aveano preteso

ler soggettare al

lorg Placet seti fidi-

miis, le lettele e spedizioni apostoliche.

Questo abuso e divieto dcWExf qualar, fu riprovato e solennemente anche colla pena di scomunica a' violatori, ogni an-

siamo informati delle cose ma discordiamo perché Ella ha questa cosa per una ragione fermissima, e noi sappiamo essere il contrario e tanto dal vero che il regio Exequa/«rsia immemorabile, che anzi si sa benissimo il principio ch'ebbe, che colore gli fu dato e con che occasione. Si sa che
ce V. S. che

AeWExequatur^

il

principio fu per le sole chiese cattedra-

no

nel giovedì santo colla bolla in

Coe-

na Domini, dopo cheGiuliolI
v'inserì l'apposita
al l'apa delle

nel i5i i condanna, con riserva

sa che prima non si notava; si sa quando si cominciò a notare, prima iu una cartuccia, e poi come si sia andato
li; si

dilatando dai ministri e dai consiglieri,
i

censure contenute. Avendo
al

quali se avessero l'occhio solamente a

Carlo
di
tificie

V

ordinato

suo regio consiglio
tutte le bolle

quello che conviene e non a dilatare sem-

Spagna di esaminare
e di apporvi
lo
il

pon-

regio exequatur, al-

pre le fimbrie, in pregiudizio della giurisdizione ecclesiastica, non laboraremus ".

tamente

cessorePaolollIcolla bolla

riprovòClemente Vll.llsucRomanus Pohli/ex, de'29 dicembre i533, Bull. Rom. t,4ipai'- i,.p. io5, condannò coloro che
il

Anche Innocenzo

X nel

1

65?. fece fare al

viceré di Napoli delle lagnanze sul regio

exequatur.Fonlatùnì spiega
so e per qual ragione
stolici
i

in

qual sen(A.) apo-

iVirujzi

in qualsivoglia occasione senza

loro pia-

presentino
le

le

loro lettere, conle-

cimento, visione e ammissione credono impedire le lettere apostoliche, scomul'autorità e

nenti ancora
niti, ai
li

facoltà di cui

sono

mu-

magistrati de'principi presso i quainviali.

nicando quelli che le esaminano senza permesso del Papa, e pensano

sono

E

anche un altro abuso
le
i

quello invalso in alcune corti di preten-

di fura e consultare in contrario.

Energicamenles.PioV,per quanto riportai di sopra, eper qua'nto direttamente e pel suo
legalo cardinal Bonelli operò con re Filip-

dere dai nunzi apostolici presso

mede-

sime destinati, che presentino brevi di facoltà che ncU'iiiviaili loro concedono i Papi. Imperciocché avendo nunzi una
i

po

II,

sostenne che

si

levasse V Exequa-

/ur introdotto nel regno di Napoli, contro il giuramento fatto dallo stesso re nel
ricevere rinvestitma del regno da Giulio

doppia rappresentajiza del Pontefice e come sovrano temporale e come capo della Chiesa cattolica, debbono i medesimi
secondo
il

diritto delle genti

provare

la

HI, di ubbidire gli ordini apostolici, impedendosi per lii vili di^W'txequaturan-

loro missione per

mezzo

delle solite letil

tere credenziali, rimauciulo

Papa

nella

the

l'oNterviinza del
4tej-.li

concdiq

di

Trento.

piena sua libertà di munirli dulie facoltà

La

fermezza pel regno
il

di iXapoli

che giudica opportune e necessarie u'bisogni spirituali de'rispelti vi luoghi.

dimostrò

successore Gregorio XIII, né

i

so-

volle ammettere

giammai
in

la

lormolu pro-

vrani possonopreteiulercpercpialsivoglia
titolo
stito
ili

pala, di poi re che Ohrilialur

nelle spedizioni apostoli-

conoscere di quali facoltà

sia rive-

Kxvqualur, per rincunvcnicntc ed cHcinpio che si dadi

luogo

il

l'appi cscnlaiitc poiili(ìcio,c
(li

mollo

meno

«[iporvi l'abusivo cxeqnatur.

REG
Fontanini confutando
le

6i
cos'i

assertive e le

tuzioni l'iniqua legge del
agli atti del

detto

P<-/.sr

pretensioni de'ministri della corte di
rino, tratta del regio decreto di

To-

supremo

Pontefice.

Non

così

Francia
di sla-

avvenne

nella Confederazione del Nord,

suU'exequatur, fatto dal consiglio
to a' so

ossia negli Siali Uniti

d'America, dove

la

4 dicembre 63c) e De Marca in fine del
1

1

registralo preslib.

libertà fu proclamata per lutli^ e
i

dove

4)

'"f*

termini
altrove

meno
si

intollerabili di quello
i

con che

vescovi senza alcuna placitnzione o dif-

ficoltà
s.

possono pubblicare

gli atti della

pretende, ordinandosi che bresi

vi apostolici
gli

presentino dalle parti che
eseguirsi, e che

Sede. Pereira dottore portoghese, nel trattato De Manu Begia, dopo aver parlato del

hanno

ottenuti a' vescovi delle diocesi

costume

di

Spagna,

di sottoporre

nelle quali

debbono
li

i

ve-

in alcuni casi le lettere apostoliche all'e-

scovi fra 3 giorni

trasmetlino insieme

same

de'regi tribunali, per sospenderne

col loro voto e relazione al re, eccettuali
i

l'esecuzione fino a tanto che ne sia in-

brevi segreti della sagra PeiiUcnzitria
i

formato
tale uso

il

(V.), o del foro interno,

quali tuttora

Papa, e dopo aver detto che non può difendersi senza privis.

sono rispettati anche ne'paesi acattolici. Tuttavolta la pratica in Fiancia si fu di

legio della

Sede, parlando di Porlo-

galloapertamenteconfe.ssa:/^/;ju/ «05 HO/i
solent regia tiibunalia cxaniinare lite'
ras, vel

ammettere
gli altri

la

libera esecuzione di tutti
s.

brevi e rescritti della

Sede, spet-

mandata

apostolica.

Dunque si-

tanti a particolari, sVin materia benefiziarla,
stizia,

come in materia
e solamente
si

di grazia e di giu-

pretese di sottopori

non v'era in Portogallo tale abuso, e nondimeno la pace e la pubblica tranquillità del regno non fu alterata
a quel tenq^o

no

re al beneplacito regio le bolle e

brevi

uè pericolò, sebbene

i

timori. de'diieusori

che hanno forma
to generale.

di legge
alla

o provvedimen-

AeW'exequatiir vorrebbero farlo credere
necessario. Nella Fiandra
il

Quanto
al

Spagna

lo slesso

si

domandava

rcalistaCenedo apertamente confessa non

placito per l'esecuzione dellespedizioni

appartenere
galia
il

principe per diritto di re-

di

rivedere

prima

della pubblicas.

zione

le

provvisioni della

Sede,

maa-

Roma, non in vigore di leggi, ma per timore de'magistrali che per le tasse che percepivano vi costringevano particolai

vere perciò bisogno
privilegio.
rali della

di speciale indulto e

ri;

in sostanza

ivi

fu stabilito

il

regio pia-

Le

leggi e costituzioni genenella

cito,non per preteso diri Ito di regalia,

ma

Sode apostolica erano

Spa-

gna

libere dalla servitù AtiWexcquatury
si

per supposto privilegio o concessione apostolica, solamente per le provviste beneficiarie. Nel pontificato di

come
gono

legge in Rodriguez, cioè quelle
la

Clemente XI
regno
di Si-

che riguardano
gli altri

rehgione o apparten-

insorse
cilia,

una controversia
la liberti^ e

col

alla disciplina ecclesiastica, e tutti

pe'nuovi attentali diesi commette-

provvedimenti che dal Papa si fanno per l'osservanza de' sagri canoni. Introdotto siffatto abuso anche nel regno

vano contro

Immunità
i

cecie-

siaslica {P'-);

ma egli

fece vedere di qual
diritti della

tempra

fosse nel difendere

di.

Spagna,

si

trasfuse

die occidentali.
raviglia

E

ben tosto nell'Inreca veiamenle me-

Chiesa con sacerdotale costanza. Tostochèin Sicilia fu pubblicato un edillo pontificio in cui si

come

tutte quelle repubbliche

comandava

l'ossei

vanza

americane erette sulle rovine della dominazione spagnuola, dopo avere stabilito il principio della libertà, abbiano non-

delle
sti

scomuniche

e degl'interdetti

impo-

dai vescovi di Messina, Catania, Gir-

genti e Palermo, vi fu dai ministri regi
istituito
il il

dimeno conservale con cui dapprima

quelle stesse catene

nuovo tribunale

della

Giunta,

teneva avvinta

la

Chiesa; iusereuUo anche uelle loro

cosli-

quale dovea invigilare che niuno nel regno ricevesse, uè esiìguìsse decreto al-

62
cuno

REG
pontificio, senza

REG
cipi

prendere l'esame
edit-

e la licenza che dice vasi ve^xoexequaliirf

impedirne l'esecuzione, per cui tutti quelli che ottenevano qualunque ])eneiizio,oltre le bolle

e questo
to.
Il

si

annunziò con pubblico
ss.

dovevano impetrar pri-

Papa dimostrando quanto
canoni,
a' ss.

ciò fosse

ma
so.

o dopo
i

il

regio placito o sia consen-

contralio a'
s.
I

Padri calla
par.

Scrittura, colla bolla Accepìinus^ degli
I

gennaio

i

7

i

5, Bull.

Rom.

t.

i

i,

a, p. 36, dichiarò nullo e irrito quest'a-

buso, esortando
tosto a

i

fedeli a

ubbidire piut-

Dio che
che

a^Ii

uomini, e denunzian-

do

quelli

in detto editto

aveano avu-

to parte, incorsi nelle censure, dalle quali

non potevano essere assolti che dal solo Papa; indi aboTi il privilegio o tribunale
della

Quindi ministri regi della corte di Torino nel 17 igpreteserojche ogni bolla, lettera, breve e rescritto della s. Sede, benché non sieno materie benefiziarle, debba prima di essere pubblicato ed eseguilo vedersi ed esaminarsi dai magistrati laicali. Prova Fontanini che prima del i7i9Ìn Piemonte non vi fu vestigio o memoria alcuna del regio placito oexequalur, se non che nelle, provviste dei
benefizi concistoriali, o d'altri conferiti
agli esteri.

Monarchia
7
1

di SlciUa {f.)- Dipoi

nel

1

9 creò

cardinali Belliiga, pel

me-

Per

tutte le altre materie la

moriale presentato al rediSpagnasul pregiudizievolissimo regio exf^^rt^f/rj ed y^Z-

pretensione di soggettare al regiocx^f^Ki^tur
le lettere e

decreti apostolici^

nacque
la s.

(han viceré

dove con apostolica intrepidezza si oppose al regio tribunale, the pretendeva di sospendere l'esecuzione de'brevi e bolle pontificie, senza il redi Napoli,

pel bollore delle contese insorte tra

Sede e Vittorio Amadeo II primo re di Sardegna, allorché temendo suoi ministri fulmini delle censure da loro merii i

gio exequatur.

Il

n.°

234

*^^'

Diario di

tate pe' continui gravissimi attentati con-

lìoina del 17 19 tratta della bolla y^yaoslolalus noxtri, de' 8 agosto, Bull. Rom.
1

tro l'autorità della Sede apostolica, e contro l'ecclesiastica giurisdizione, pensaro-

1.

1

i,p. 146, pubblicata

da Clemente XF,

no premunirsi

col riparo

deWexetjuatur^

colla quale annullò le disposizioni del se-

e col sottomettere al loro

esame

tutti

i

nato

di

Torino, che voleva arrogarsi

il

decreti e provvedimenti apostolici;
di a 2
I

diritto di sanzionare le provvisioni, bolle

giugno

i

7

1

9

il

quin • senato di Torino
la

e brevi pontificii che
tlato.

andavano in quello Fontanini dopo avere esaininati gli
le

pubblicò l'editto in cui s'impose

ne-

cessità dell' exequatur, per vedere e rico-

usi e le pratiche degli nitrì paesi sul re-

noscere se nelle bolle o qualunque

altr.i

gio excquattir, per combattere
zioni degli scrittori torinesi,

asser-

provvisione procedenti fuori di stato, vi
si

che pretendenel

contenga cosa alcuna pregiudizievole
prerogative e
diritti della

vano essere stato po antichissimo
(A^.), fa

il

preteso diritto da tem-

agi' indulti,

co-

notare

il

Piemonte Igro errore mescolando
stabilito

rona e de'sudditi. Laonde Clemente X[ colla suddetta bulla lo dichiarò nullo e
riprovò,

econfondendo lVjce<7»fl/«rcoirmdulto di Nicolò V e confermato da' successori, di
dare
fizi
i

condannando

e proibendo l'os-

servanza dell'editto; conchiudendo Fontanini, che

duchi

di

Savoia

il

loro consenso

alle provviste de' vescovati

ed

altri

bene-

bolla in

avendo Benedetto XIII coita Cocna Domini condannato il relo qualifica di

concistoriali, come pure di emettere kim de consenso pei benefizi minori da non poterti con ferii e agli stranieri; eche se i>ei'

gio exequatur, nel preteso progetto di ac-

comodamento
zione per
la
s.

circonven-

le

parole.

La

2."

cosa sopra cui

iniporlunilìi df'pu.stulanti

fossero state

Sede non può che

tollerare, é quell»
lai-

rkloric grnziff e lettere apostoliche con-

diill'extquntur preleso dalla potestà

non %o\o dovessero con* sidcrut'ki nulle, maputctt»cro anche priit*
trai ìe nll'iiKlullo,
i

cale per le bolle e brevi apostolici; e la

lollcrunza in

tal

proposito

si

arra,

quau*

REG
do Vexequatur
si

REG
Vi*

63
in poi

riduca alla semplice

placet o regio exequalur d'allora

suta, senza porre alcun segno, o fare al*

non

fu più del tutto rigorosamenteosser-

cun decreto in ordine all'esecuzione sopra delle bolle e brevi. Clemenle XII abrogò quanto ne'progelti era sialo conchiuso sotto il predecessore Benedetto XIII, finché Benedetto XIV terminò le
vertenze, con quanto riporterò all'artico-

i85o l'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe che regna, pubblicò
vaio. Nel

l'importantissimo altosul libero esercizio
dell'autorità della Chiesa, che
si

legge nel

n.^gg
la

Giornale di Rontaj^o'xchè nelsua religione e pietà egli.sente appieno
del

Sardegna. A Parma riportai le pretensioni del duca Ferdinando sul regio exelo

essere la più bella guarentigia dell'ordi-

tjualitr

eia gravissima rottura colla santa

ne e della prosperità degli «tali il libero esercizio della veneranda autorità della
Chiesa, per cui
il

Sede che ne derivò, per l'opposizione di Clemente XIII. Quanlo successivamente avvenne contro l'autorità della s. Sede nella repubblica di yenezia, Germania^ Austria f Toscana^ ed altri slati, a quegli
articoli lo riportai. A'noslri giorni diversi

§ i.° del decreto dice:

Tanto
no

ai vescovi,
il

che

a' fedeli loro

somintor-

messi, è libero

rivolgersi al

Papa

agli afiari spirituali, e di ricevere le

decisioni e disposizioni del

sere astretti ad

dimostrarono più riverenti alquanto praticarono alcuni per rispetto precipuamente all'immunità ecclesiastica non riguardi propriamente il regio exequatiir^ ad onore loro e della s. Sede mi piace qui farne menzione. Nel voi. XLVII,p. 206 parlai della convenzione conchiusa nel 1839 fra Papa Gregorio XVI e il regnansovrani
si

ne delle

Papa senza esuna previa autorizzazioautorità civili. Cos'i il magnani-

l'autorità della Chiesa;chese

mo
s.

principe restituì alla Chiesa de'suoi

vasti stati quella libertà di relazioni colla

Sede, cui

le leggi di le

Giuseppe Ill'aveaformalità che impe-

no privata; abolì

divano a'vescovi de'medesimi suoi stali dicomuuicare liberamentecol capodelia Chiesa universale; ed il placet cli'erano
tenuti a riportare fu definitivamente soppresso, a senso de'pubblici fugli, laonde

Ferdinando II re delle due Sicilie,sul« l'immunità degli ecclesiastici; nel voi. XXXII p. 32a rammentai li trattali conchiusi da Gregorio XVI nel 1841 con Francesco IV duca di Modena e Carlo Alberto re di Sardegna sopra alcuni punti d'immunità e disciplina ecclesiastica: il duca rislabili e ripristinò ne'suoi stati
te
,

non posso assicurarlo. Nel granducato di Tosfana colla parziale convenzione del

25 aprile! 85i,airarticolo5.°si provvide
alla libera

comunicazione de'vescovi e dei
s.

fedeli colla

Sede. Per altro poco dopo

comparve
nisteriale

sui giornali

una

circolare

mi-

il

pieno usodc'diritti

pontifìcii e vescovili

e dell'autorità ecclesiastica;
regi di
il

mai

ministri

de'3o giugno dello slesso anno, colla quale si dichiarava ritenersi dal governo che il detto articolo » sia senza
pregiudizio del regio exequatur^ di cui a forma delle nostre leggi e consuetudini devono essere muniti gli alti provenienti da estera autorità! "Sul regio exequatur
si

Sardegna da ultimo oppugnarono
voi. L, p.

concordalo, come toccai nel

93 694, parlando
anno i84i

della natura e carat-

tere essenziale de'concordati. Nello stesso

nel pontificato di Gregorio

XVI

ilie di Baviera Lodovico dichiaiò

ga,

possono inoltre vedere Meniorialea Filippo

il

cardi nai Bellu-

V re di Spagna,
altri

nell'aprile esenti dal controllo di ogni au-

torità secolare tutte le relazioni deli'epi-

"•" ^^- Braschi, Libertate Ecclesiae, § 4» I. 2; Zaccaria, Anti-Febbronio vendicalo,
t.

scopato,del clero e del popolo colla
de, per quello che riguarda
ligiosi,

s.

Se-

4, dissert.

1

2, cap. 2,

per non dire di

gli affari re-

vale Q dire concesse una maggiore

propugnatori dell'autorità papale. Sulla formola Placet usata dal Papa, parlai u
Rescbitto.

libertà di corrispondenza col

Papa, ed

il

64

REG
REGISTRATORI
istesso

REG
Papi ebbero costume
di

delle lettébe aPOSTOLiCHE, Regìstraloribtis lUeraruni aposlolicarum. Officiali della curia ro-

deporre

in

im

luogo autentici esemplari delle let-

mana

registra lori delle Lettere apostoli'
(f^.).

che [f^.) e de Rescritti pontificii
voi. VII, p.

Nei

tere che concerneano l'utitilà dell'azienda cristiana, o le avessero eglino scritte, o da altri ricevute. Non meno Antonio

184, XIX, p.i i3 dissi Benedelio Xll autore del registro delle supplicheo Memoriali [F.) e concessioni delle grazie pontificie nel

d'Acpiino nella lettera ad Innocenzo IX,

premessa
istituto

alle pontifìcie lettere

raccolte

dal cardinal Caraffa, dice che per antico
i

i335.
scritti

Il

registro

più importanti ed autentici esi

è quel libro^ove sono
gli atti pubblici,

e registrali

semplari delle lettere pontifìcie

conser-

Album, Tabula, Regeregistri delle

vano

negli

Archivi della

slum, Conimenlarius. De'

Sono

questi regesti

Sede {F.). che debbono interess. si

chiese trattai in tanti articoli,

come Dittici, Matricola, Ma rtibi,Not ari. Il MaNotizia de" vocaboli ecclesiasti'
ci,

sare la dotta curiosità degli archeologi,

siccome sono
la storia.

le

bolle che vi

leggono,

le

cri nella

quali servono a grande illustrazione del-

legiltinio vocabolo,

\eiho Regestum, dice che questo è il non Registrum. IVel
si

Ai vaticani regesti, che

esistol'e-

no

tuttora,

danno incominciaiiienlo

Diz. della lingua italiana
se
Reffstro. Ivi pure

legge, che
si

in questa presso gli antichi Ligistro
il

dis-

si

legge
i

al

vocabo-

lo P/0/OC0//0, libro
i

ove

notai scrivono

lestainenli e

i

contraili ch'essi rogano;

Giovanni Vili, scritte però con carattere beneventano, sul declinar del secolo X. Seguono quelle importantissime del gran s. Gregorio J II, volume due coevo al suo autore. Sono quesli
pistole di
i

libro

da

registrarvi sopra checche sia, diil

soli regesti sottratti al
gli altri

distruggimento dedi
al

cendosi protocollista
to prelato

registrature.il dot-

che
li

gli

avevano preceduti, e

Marino Marini, prefetto
s.

degli

quelli

che

seguivano sino
Pio

archivi segreti della

Sede, nelle erudi-

bile pontificato

memorad' Innocenzo HI; ma da

tissime Osservazioni sulle bolle de' Papi,

questo Papa a

s.

V la serie de'regesli
scienziato di
s.

dice che
(/'.)
si

le

copie delle Bolle pontificie
reli-

non è
ni,

interrotta.

Lo

Ar-

appellarono Regesti, in cui

cangelo Ruggieri, concittadino di Mariprogettò a Cenedelto

giosamente e con particolari andamenti 6Ì trascrivevano le lettere apostoliche dagli 4Sìrn'/i/flri(/''.) ch'erano anche custodi dellcscrittui e della s. Sede, capo dei(|uali
era
si
il

XIV
,

la

pubbli-

cazione de' regesti vaticani

che doveva

esclusivaraenlearrivare a Clemente Vili.

Sarebbe

di

sommo

giovamento un'este-

rrotoscriniario

{F .);cìie

de'regesli

sa e critica collezione di lettere apostoli-

fecero quasi altrettanti ectipi o

immaai re-

gini simili.
gli stessi

Ma

Fonlanini forse crede che

autografi fossero riuniti

che traile dagli archivi vaticani, anche a molti errori de' benemeriti correggere Ugheili, Saminarlani, le Quien ed altri
i

gesti,
|).

poiché scrive nelle sue f'indiciae
si

scrittori,

come

per illustrazione e rettifi;

27, che degl' istromenti

formavano

cazione della storia civile ed ecclesiastica
i

regesti, oìi stabilitalcni instrnvicntoruni

regesti vaticani

che

le

contengono sono
si

pofteristransinillendam.Mainù teme che
tXii

fonti di sapere

che inutilmenle

cerche-

rcge>li ubbia confuso

i

ni. K(|ui'Sli regesti
cujI tigillo

pure

si

tomi carticiautenticavano
si

rebbeallrove.

A Uollario
s.

dissi,
si

che quelconserva
quello

lo originale sino

Pio V,

di

piombo,

di cui

muniva
Il

nell'archivio segreto vaticano, e la conli-

l'autografo, u degli

i«tcs>>i

autografi verap.

nunzionc

di esso

si

custodisce

in

mente

hi

itfcero alcuiiu volta regesti.

della dateria apostolica.

Cou%tant nella prefazione

alia

sua

raui

Cohellio, lYot. card, et rom.aultic of-

lolla delle |Kiiili(ìcic lellciu kctive,chc

fictaUbuSf cap. ^G,

De

rcf^tslraionbus,

REG
magixtrìs registri biillariim
registri,
,

REG
et

65
re-

custode

(cessante legitimo
gistraverint,

impedimento) non
registro penitus

ecco quanto dice sui registratori

ab ipso

a-

delle lettere apostoliche della cancelleria

vìoveantur, nec de cnetero

ad

ibi seri-

e del loro

oflicio.

«Qui apud Caesares

di-

bendum

admitti valeanl. Qui taxam a

cebalur comites dispositionum, et prosimi dispositionum, in romana curia apud sumnium Pontificem dicti sunl Registratores. Ubi literae apostolicae expedi tae fuerint, ex forma et slylo ab Octaviano
Veslrio (in Praclica in Ronianae Atilae

bullatoribus seu

plumbatonbus ( F. Preservari
isti

sidente DEL piombo) servandam, a registratoribus

quoque

mandai

§

1

3.

Et

cum

regislratores

ex

viginti viris

collegium constiluant, ut diximus, duo
exìpsìsmagistri registri bullarumdicuulur, qui

actionem)
libus, vel

relalo, per

unura ex scripto-

duosetiamsubslilutoshabent;et
cuslos registri

eorum fàmulurn ad registrum

adest

quoque

bullarum

".

portantur; lue taxa similis scriploribus soluta solvitur in nianibus alteriusex registratoribus ad id deputati (hicenim
cei
li-

Ciarapini,

De

vicecancellario , citando

numero 20, ex quibuscollegium

iste-

rum constituitur non omnes tamen

exersi-

Cohellio a p. I23 parla de Registratoribus literarum npostolicarum : de Magistris regesti bullarum: de Custode regesti bullarum, di cui dice » Frustra aposto:

cent officiura) alteri vero registratori

licae literae
nisi

niiliter ad hoc deputato solvitur etiam ipsarum literarum registratura, plus, vel minus, prout longa seu brevis erit illa-

incodicem transcriberenlur; adesset ille, qui regestum in unum
in archivo custodi-

redigerei codicem,illumqueligaret,acsic

formatum codicem,
rei.

rum

series

:

is

recej)ta taxa, alteri regi-

stratori literas distribuii, et hic in libri.s

publicis, seu quinteriùs rescribit, et in re-

gestrum ponit; registrataecum originali
auscultantur
oflicii
;

auscultalis vero, magister
fi-

Huicarchivo ille, qui praeest, cuslos regesti denominalur". Nella Relazione della corte di /ior/m, accresciuta da Zaccaria, si fa menzione nella cancelleria apostolica de'24 registratori, che tengono
il

a tergo ejus suae auscultationis

registro delle suppliche

;

6 maestri

del
dir-

dein astruit, per verbum, Auscullata.\Grus Marlinus

registro, da'quali
si,

vengono, comesuol

V

ubi registralorum
ait.

offi-

ascoltate j che
si

dopo

sigillale le bolle

ciuin determinai, haec

Praedicti re-

dai piombatori,
tori, si

registrano dai registra-

gistratores lileras registratas

causa

ali-

ascollano dai maestri del registro.

a prosequentibus ipsas, plus debito difjerri non faciant registrari, vel eas de mala exps(juid exigendi, vel extorquendi

Nel

voi.

VII, p.

184

trattai della cancel-

leria a postolica e de' registratori delle let-

tereapostoliche; del maestro del registro;
del custode del registro. Al presente nel

ditione maliliose

redarguant, seu ad quaeslum accusent, aul in salariis cleri'

tribunale della cancelleria apostolica vi

corum

in registro praedicto scribentiuni

participentj (fuod si conlrarium fecerint

sono il segretario de'regislratori delle bolle di maggior grazia; i o registratori delle bolle

ipsofacto excomniunicationis sententiani
incurrant,aqua{inovÌ\$ca^\Xff%.c^^\.o)per
aliuni,

suddette esercenti; segretario dei

maestri del registro; maestri del registro
suddetto; custode de'regislri delle bolle
di

quain roinanuin
testes,

Ponti/iceiiì, ab-

solulionis beneficiuin consequi nequeant;
et SI

maggior

grazia. Nel voi.

XIX,

p.

146

hoc per

seu praesuviptiones

e seg., parlando della dataria apostolica,
tenni proposito, oltre degli oflicide'revisori delle suppliche, dell'officio del custo-

probetur, statini officio privati, et inhabiles ad aliud quodcumque obtinendum
declarantur. Clerici vero in dicto registro scribentes,qui literas eis traditas in-

de delle suppliche, dell' oflicio del custode del registro delle bolle. Al presente
nella dataria vi

fra Ires

dies

ex lune immediate sequenles
LVII.

souoio

registratori delle

VCL.

5

,

66
siipplìclie.

REG
Nella Paiìtenzieria[V.)Bt\>0'
registratori. Nelle con-

REG
Papa
nell'arrivare alla chiesa di deporre
il

stulìca

sonovidue

sulla porta

Regno, e

pigliar la

Mitra

gregazioni cardinalìzie vi sonoi protocollisti

(f.), della anche corona: InnocenzoIII
disse nel sermone di s. Silvestro 1: In si' gnuni imperii romanus Pontifex utilur Re-

e gli archivisti.

A tempo

di Sisto

V

erano offici vacabili, -20 registratori
pliche,

di sup-

24

registratori di bolle,

8 maestri
1

gno,

et in signiini pontifìcii itti tur

mitra.

delle suppliche e altrettanti delle bolle.
registratori vacabilisti

Regno

de'cieli significa
la

il

regno
la

di

Dio,
la

il

anticamente inter-

regno di Gesti Cristo,
popoli alla fede, e
gelo.
nel
la

sua venuta,

sua

venivano alla processione pontificia del Corpus DominiySoiio la direzionedel/?eggenle della cancelleria apostolica
(/''.).

manifeslazioneal mondo;

vocazionedei

predicazione del vandi

Questa espressione

regno de'cieli

Talvolta intervennero alla cavalcata del

NuovoTestamento, diceRergier,spesil

Possesso de'Papi {f.), come in quello
del
1

sissimo significa

644 registrò de
gli

Rossi o

Giano Nicio

per conseguenza

la

regno del Alessia {f^-), Chiesa (^.) cattolica
che riconoscono

Eritreo: dopo
bitllantm.

abbreviatori minori,

composta
il

di tutti quelli

magistri siippUcaùonuni , registralores

Figlio di Dio per re, che sono sotto-

DegW

antichi registratori e cu-

messi alle sue leggi e alla sua dottrina.

stodi de'registri del

palazzo apostolico,

Come
rono
il

i

Profeti (A^.) sovente annunzia-

parlai a

Memoriale e Famiglia pontificia. REGNO o REAME o REGNAME

Messia sotto
la

il

titolo di re, è cosa

naturale che

Regnimi, Regnor.
{f^.),

Una

o più Provincie
Estensione di

soggette a

Re

(/^.).

paese governato ed amministrato da un

unione di quelli che gli ubbidiscono, sia chiamata un regno j ma non è questo un regno temporale come intendeva il comune de'giudei, è un re-

capo che ha il titolo di reo imperatore, benché propriamente Impero (f^.) dicesi il dominio e stalo deir/wj^eraforc (f^.), Imperittm, Poteslas. L'esercizio e durala
della sovranità sopra ogni signoria tem-

gno spirituale destinato a condurre gli uomini alla beatitudine eterna nel Paradiso {f')- Così lo spiega
Cristo.
lo slesso

Gesù

La

slessa espressione indica tal-

volta lo stalo de'beali in cielo, e dicesi

porale, suol dirsi impero e anche regno,

che

sebbene questo esercizio e durata abbia luogo sopra il Principato o il Ducalo[ ^.),
sia

dell'imperatore, sia del re,siadel prin{f^.y In fatti per regnare s'intende
il

regneranno eternamente. Dalle da quello che precede e segue nel vangelo, si deve giudicare quali di questi due sensi convenga meglio ai
ivi

circostanze,

cipe, sia del duca, ovvero di altro Sovra-

diversi passi

della

s.

Scrittura,

i

regni

no

temporali furono eretti dalle nazioni, dagl'imperatori, e dai Papi ai quali molli

posseder regno o stalo grande,
nare, regnari, dominari
;

domire-

dicendosi re-

regni

si

olTrirono Stati tributari alla

s.

gnamenlo, per reggimento, regimcnj

Sede con annuo censo ed oihaggio feudale. Inoltre la chiesa
la

gnatore, che regna, regnalor; regnatrice

romana

esercitò

o Regina
/^i,

che regna, che domina, rrgnatrix, dominans. Regnicolo, regnico(/'.),

Sovranità

(Z'^.)

diretta sopra diversi

regni, ed è tuttora signora di nobilissimo
stalo,

abitante naturale d'un regno, nato nel
i

regno; presso

toscani e

romani comu-

e indipendente che vi esercita

nemente s'intende del regno di Napoli. Diccsi Regno per Tiara o Corona, onde
Triregno
(/'.) la triplice

dominio sovrano^ assoluto il Papa è chiamato simultaneamente Pontificato e Regno, ed è comune la frase usata dagli
onde
il

corona del Pa-

stessi

sovrani

laici

parlando del Papa, di

pa, che ne'primi secoli in detta talvolta

templiccmenle Regno e liui a, prima che iÒMe ornato doUc i coruac. )LrA solilo il

felicemente regnante o gloriosamente regnante , venendo altresì appellalo il suo

regno sa^ro principato, lu

Roma

vi

souo

REG
di

REG
frali.
i

^7
articoli inqnel-

Residenza, /émbasciatorì, Diplomatici

Meglio è vedersi Ordine religioso,
essendo
le

diversi e Ministri (f^.), rappresentanti stati e regni pressolas. Sede, la quale vice*

Ordine MiLiTARE,e gli altri
li

citati,

regole monastiche o

versa tiene Nunzi, Incaricati e Interniinzi
(A'.)

religiose,

leggi prescritte dagl'istitutori,

presso la sede de'governi e de'regni.

fondatori e riformatori dei diversi ordini e
si,

Prima
presso

quasi tutti gli
la

stati e regni aveano Sede apostolica un cardinal Proi

congregazioni regolari d'ambo i
Sede.

ses-

canonicamente riconosciute e appros.

iettore (F.),

quali ora sono ridotti a quelli

vate dalla

Le più
la

antiche regole

notati a tale articolo. Essendosi alcuni

amil

monastiche erano per
datori de'monasteri

maggior parte
i

basciatori lagnati perchè Pio II avea ri-

semplici istruzioni particolari, che

fon-

conosciuto per re d'Ungheria Mattia,

Papa

ciò saputo, disse ingiuste siffatte la-

rnentanze, imperocché costume era della

sede apostolica appellare re chi teneva il regno. Analoga fu la solenne dichiarazio-

ne

fatta a'nostri giorni

da Gregorio

XVI

pel regno di Portogallo e riconoscimento

Michele I, come riportai nel voi. 275. Tutte quante le nozioni ed erudizioni riguardanti i regni , sono nei loro articoli, ed in tutti quelli che vi handi red.

davano ai loro discepoli, e che si comunicavano agli altri col tempo e per mezzo della tradizione, poiché in principio non si scriveano quasi mai; quindi diveisi cambiamenti falli a quelle regole in uno slesso monastero. La regola religiosa non si cambia mai o quasi mai, meno che la s. Sede non la
i

LlV,

p.

modifichi o spieghi,
rispettivi ordini

come
la

fece

per molte,

a .seconda delle circostanze de' tempi e dei

che

professano,
costituzioni

come

no relazione.

notai a'ioro luoghi.

REGNO ANTICO D'ARMENIA./^.
Patriarcato armeno.

gli statuti fatti in diversi
li

sono tempi da'capitogenerali, o dalle congregazioni degli or-

Le

REGNOBERTO

(s.),

vescovo di Ra-

dini religiosi.

La regola ohbliga più
le costituzioni,

stret-

yeux. Nato sul declinare del
assistette al concilio di

VI

secolo,

tamente che
i

poiché dal-

Reims

nel

625,

l'osservanza di queste in molte possono

e fece grandi donazioni alla sua catte-

dispensare superiori regolari, in altre occorre la dispensa ponliOcia. In sostanza
le

drale e ai monasteri che seguivano le re-

gole di

s. Colombano e di s. Renedetto. La diocesi diBayeux va debitrice alle sue

regole monastiche o religiose sono una

raccolta di leggi e costituzioni, secondo

pie liberalità della fondazione di molte
chiese.

La sua

festa è registrata ai

16 di

morte. Avanti
le

maggio, nel qual giorno accadde la di lui le scorrerie de'normanni
sue reliquie furono trasferite nelle dio-

cesi di

sa di

Rayeux

Resanzoneed'Auxerre; ma la chienel 1714 "e ottenne una
Reguta. Norma,

quali sono obbligali a vivere religiosi d'un ordine, d'una congregazione, d'una casa e che fanno volo di osservare i /?ffligiosi e le Religiose (/"'•). Tutte queste regole devono essere approvate dai superiori ecclesiastici ed anco dal Papa, perle
i

parte dal vescovo di Auxerre.

REGOLA, Lex,
l'operare; dicendosi

mo-

do, ordine edimostramentodella via del-

Regolamento, Ordirordinamento fatto con regola, e gli ordini diesi danno, o leggi che si prescrivono. Dicesi regola, per tutta la quantità de Frali (^•), che militano sotto un medesimo ovd'me,farniliaj ed anche per lo Convento Monastero {F.) stesso dei
natio,

chè impongono obbligazione di coscienza ai religiosi e alle religiose; sarebbe giudicato nullo il Volo religioso (/^.) che si avesse fatto di osservare una regola non approvata. A Disciplina regolare e Ordine RELIGIOSO tenni proposito de' primi

che formarono regole scritte monastiche, cioè s. PacomiojS. Antonio, s. Rasilio, s.
Agostino,
s.

Benedetto; poscia fecero res.

gole pei frali Mendicanti {f'.),
cesco,
$.

Fran-

Domenico, ec;

indi pei chierici

68
regolari, pel
i
.°^

REG
«.

REG
s.

Gaetano,

Ignazio e

semplici e
zie

gli uffizi claustrali.

Le abbache conin

altri. Fra tutte le

regole religiose preval-

ed

i

priorati, tanto semplici

sero quelle de'ss. Rasi Ilo, Benedetto, A go •

ventuali, possono essere conferiti ancheai
secolari,

Domenico, le quali furono adottate dagli altri ordini e congregazioni regolari de' due sessi, ed ancostino, Francesco,
i-a

non già in titolo, menda. Si chiamano luoghi
li

ma

com-

regolari quel-

dagli ordini ospitalari, militari ed e-

che sono entro il recinto del convento o monastero o canonica regolare, il dormitorio, la sala del capitolo,
rio,
il

questri.

refetto-

REGOLARE, Religiosus, Sodalìs religiosus. Diconsi regolari particolarmente

ec, per distinguerli da quelli che sono fuori del recinto e servono per il ricevi mento de' forestieri

quelli che

hanno

fatto de' voti in
il

una casa

ec, e chiamati foresi

religiosa, quindi

vocabolo regolare in

sterie. Pe'regolari, oltre Religiosi,

può

forza di sostantivo indica Instato religioso
claustrale, per opposizione allo stato se-

vedere Canonici regolari. Chierici regolari. Congregazione della disciplina

colare del Laico

(/"'.),

diversificando al-

tresì dagli ecclesiastici

non

regolari,

che

regolare, Congregazione de* vescovi e regolari.

compongono il

clero secolare, clero rego-

REGOLE DELLA Cancelleria Apostolica.

lare dicendosi quello

composto dalle corporazioni de Religiosi (F). Regolari si

Vedi i56,i5j, e

i

voi.

V,

p.

85, 86; VII, p.

tutti gli altri relativi articoli.
(s.),

denominano
risguardano

altresì
i

i

benefizi e le cose che

REGOLO
lis,

vescovo di Senlis. Por-

religiosi.

Regalare

benefi,'

tò la luce della fede nella diocesi di

Sen -

non può cium è il essere impetrato che da un monaco o da un religioso, ovvero prò ciipienii prò/iteri. E una regola di diritto, regnlaria
beneficio regolare che

verso quel tempo in cui
il

s.

Dionigi

predicava

vangelo

in

Francia.
la

Le sue

fatiche apostoliche ottennero

con ver*
di

sione d'un gran
fu l'apostolo e
lis;
il

numero
in

d'infedeli. Egli

regularibiis , cioè che

i

benefizi regolari

primo vescovo
seno
al

Sen-

ed i secolari a quelli del clero secolare. Tutte le abbazie capi-d'ordine sono regolari, e non possono essere possedute che da un monaco o da un cardinale, il quale è con-

devono

essere conferiti ai regolari,

morì

in

pace

suo gregge,

e la sua festa è registrata a'3o di
zo. Nello stesso
s.

mar-

giorno

si

onora un altro

sai

siderato regolare e secolare. Tulli
nefizi

i

be-

sono presunti secolari, a meno che non si giustifichi che sono regolari. Anticamente benefìzi regolari erano quasi
i

sempre

conferiti,

come
i

a titolo di

ammi-

nistrazione, perchè

religiosi titolari e-

rano sempre ad vianum de'loro superiori, che potevano rivocarli quando loro piaceva. Ecco la ragione per cui canonisti dicono spesse volte, che oniiie beneficitim regalare, manuale. I regolari posi

Regolo, vescovo di Arles, il quale è asprobabile che sia stato mandato da Roma nelle Gallie ; ma questo non è conosciuto che pel culto che gli si rende, né si può adottare quanto di lui dicono i Leggendari, nulla sapendosi sul particolare delle sue azioni, sebbene la di lui esistenza sìa provata da diversi monu* menti. Chenu, Archiepisc. et rpisc. Gal' liae, riporta tre serie di arcivescovi d' Arles, in due delle quali nomina s. Regolo,
in

una qual

2.°

vescovo, in altra

come

3.°,

aggiungendo, deinde Sihancclensis

sono essere elevati
stici secolari.

ni

vescovato, al car-

episcopusj dunque fu vescovo di Senlis.
Nella serie poi de'vescovi di Senlis lo registra peli." e lo chiatna discepolo di
s.

dinalato, ni pontificato

come

gli ecclesia-

Possono essere altresì man* dati n disimpegnarc doveri di parroco.
i

Dionigi. Nel Martirologio
riportati

romano^ sono

I

iMucfizi spettanti
i

a'i

cgniari sono le ab*
i

ltM7Ìc,

priorati conventuali,

priorati

r. Regolo vescovo d'ArIcs, e s. Regolo mortile di Populoniu sotto Toli-

,

REG
la, la

REI
a più di
e circa
tosa,

69

cui festa

celebra ili.°sellembre.

Rispeltaodo l'aulorilà di Buttar, che seguo, e l'eruditissima nota del suo commentatore, dubito per quanto ho aggiunto,

9 leghe da Chalons-Sur-Marne 4» àa Parigi, in una pianura crea

che di un

s.

Regolo ne abbiano

f'or*

mnti due.

REGRESSO, Regressiis. Ri vocazione
Rinunzia (f^.) fatta ad un Benefù fido ecclesiastico (V.). Dice il Tomassidella
ni.
lib.

qualche distanza belli pogche producono vini eccellenti, non che di boschi, sulla destra sponda della Véle che ne bagna le mura al sud-ovest e la separa dal sobborgo di questo nome, dove dividesi in parecchi piccoli canali. Vi sono la corte d'as-

avendo

gi coperti di vigneti

De

vet. et

nova

eccl. discipl. par. 4>

sise,

tribunali dii.^ istanza e dì

commer-

2,cap. 7, che 3 condizioni si richiedevano perchè il regresso fosse permesso
in coscienza

cio

,

camera consultiva
;

delle manifattu-

re, arti

e mestieri; depositi di tabacchi e
biblioteca pubblica di

gisse di

che il rassegnante abuona fede e che deponesse ogni
:

la i.*

polveri

più di

25,000 volumi e 1000
palazzo della
città;

mss., situata nel

speranza e desiderio di regresso;

la

2.

scuola secondaria di

che avesse bisogno del suo beneficio per vivete; la 3." che potesse adempire le funzioni del suo benefìcio. Il regresso nei benefizi dopo la rinunzia è condannato
dal concilio di Trento in questi termini. M Siccome tuttociò che porta la menoma ombra di successione o di titolo ereditario in materia di benefizi è contrario alle
costituzioni de'
ss.
ss.

medicina, collegio reale, scuole d'insegnamento reciproco, giardino botanico, ove
si

fanno corsi gratuiti

;

società di carità

materna,ca$sa di risparmio edi previdenza, e

monte

di pietà.

Veduta Reims

dalle

colline che la circondano e
l'alta

dominata dal-

sua cattedrale, presenta un bell'a-

canoni, e

a' decreti dei

ha una forma allungata, ed è circondata da un argine di terra sostenuto da
spetto;

Padri, quindi non sia permesso a nessuno l'avere regresso in qualsiasi benefizio,

parapettì,preceduto da un largo fosso stato
in diversi
siti

colmato, ed accompagnato

nemmeiio

di

consenso delle parti
si

tanto nell'interno che nell'esterno da piantagioni d'alberi.
lega e mezza, e
di
le

vale a dire, di quello in cui favore

a-

Ha
si

di circonferenza

una

vesse rinunziato a condizione di entrare
nel benelìzio
Sess.
,

entra per 6 porte, cioè

rimettendosi in salute ".
e.

25 de Reform.

7.

Lo

spirilo del

concilio in questa proibizione è d'impe-

dire che s'introduca

una

specie di succes-

sione ne'benefizi, e che

sione di desiderare
siuìo. /'.
le di

la

non si dia occamorte del suo prosIl

Marte, Cerere, Dìo-Luce, Racco, Véo dì Parigi, e Porta Nuova: quelle di Cerere e dì Véle sono le sole precedute da sobborghi che portano gli stessi nomi; l'ultima ha un superbo cancello di ferro
a foggia d'arco trionfale, costruito per la

CoADiuTOBiA.

coucìIìo generacolla stessa

consagrazione di Luigi
ta Coqiiebert, piazza

XVI. La spiana-

Lateranoha proibito

mi-

rotonda e piantata

ra il promettere di conferire un benefizio ad alcuno, dopo la morte di chi lo possedè. Can. I in cap. Nulla de Condì. Praeb.

d'alberi,

ha

vicino

il

mercato dì bestia-

mi. Sì divide Reimsin

4 parti

disuguali,

mediante due

linee di strade che s'incro-

Contro

le

rassegne emanarono bolle
XIII, Benedetto
ì^.

s.

Pio

ciano sulla piazza reale.
stile gotico, forse in

La cattedrale di
il

V, Gregorio

XIV, come

questo genere

più

notai nel voi. V, p. go. stolica.

Dataria apo-

notabile dì Francia,

ampia

e bellissima,

ha un

trìplice

portone o porta tenuta ca-

(Rhemen). Città con residenza arcivescovile di Francia nella Sciampagna, dipartimento della Marna,capoluogodi circondario e di 3 cantoni

REIMS

o

RHEIMS

polavoro, coi suoi rosoni eleganti e arditi, arricchita dì superbe vetrìate dipinte, con due toni leggiere abilmente assot-

ligliale,

r una delle quali elevasi a 3oo

,


piedi

REI
da
terra; pel

REI
amministrata da un canonico parroco;
fonte battesimale. in
bel
il

complesso de'suol pre* gì, delle sue figure e bassorilievi, forma l'attenzione degli artisti e degli antiquari.

marmo

grigio-

bianco, ha la vasca che alcuni ritengono
servisse al battesimo di

Questo duomo èIungo45o pietli, largo 93, altoi IO. La fumosa facciata esterna è adorna dì due magnifici rosoni, di una quantità iniiumerabile di statue, di un gran numero di bassorilievi, sculture e ornamenti d'un lavoro meraviglioso. Le due facciate laterali presentano un bel
rosone per ciascuna, le belle guglie essen-

Clodoveo
il

I.

Alla

cattedrale è propinquo

palazzo arcivetante

scovile, egregio edifizio. Celebratissima è
altresì questa

metropolitana per

le

consagrazioni e coronazioni
gli

ivi fatte

da-

arcivescovi de're di Francia, al quale

learticolo
le

notai,

rimarcando pure quelIl

ch'ebbero luogo altrove.
di

capitolo

si

do decorate da statue che sormontano
gli

compone
se le

io canonici

titolari,

compreoltre

archi, e soprattutto

il

campanile delil

prebende del teologo e del penitencanonici onorari
i

l'Angelo, di rimarchevole leggerezza,

ziere, e di molti

,

quale

dalla centinutiu'a

delle
il

fluesire

diversi sacerdoti, ed

pneri de choro adper 8 dignità,
e molti altri

slanciasi a

55

piedi sopra

colmo

della

detti alla divina ufficiatura. L'antico ca-

chiesa e sostiene un globo sul quale sor-

pitolo

si

distingueva

y4

ge la statua di grazioso Angelo alta 7 piedi. Si valutano a 4 o 5 mila, 5 o 600 delle

canonici,
ficiali.

^1 cappellani

bene-

A

M.\Nii'OLO dissi di quello usato

quali nella facciala prin(:ipale

,

il

nurie-

mero
sce

delle figure scolpite nell'esterno di

anticamente dai canonici di Reims. Il tesoro racchiudeva articoli preziosissimi
fra'quali
il

questo tempio, l'interno del quale non

calice del celebre arcivescovo
di

meno

interessante per la vasta nave,

Incmaro, dono
tre

Luigi

XV
in
s.

fatto nella

pavimento del coro di quadrelli a mandorla e di diverse qualità di marmo, che vi si trasportò dall'antica chiepel bel
sa di

sua consagrazione. Vi sono

Reims
i

al-

5 chiese parrocchiali verse oumunilà religiose
telli

col
di

fonte, difra-

donne,

Sono a nominarsi, l'orologio a campane accordate, detto del coro; l'organo, uno de'più belli di Francia;
s.

iVicasio.

delle scuolecristiane, alcune confra-

ternite,

quello di

due ospedali, cioè il generale e s. Marconi, grande e piccolo sei

il

baldacchino della cappella della

ss.

Ver-

minario, l'orlànotrolio, l'ospizio Ilòtel-

un bassorilievo di Nicolò Jacques, ed una delle migliori opere di Poussin o quadro della Lavanda de'piedi: curioso è
gine,
poi
il

sepolcro diT.V.GiovinOjCheda sem-

Dieu che occupa fabbricali dell'antica' di s. Remigio e dove si osserva la grande scala, il bel vaso della biblioteca, ed il superbo lavoro in legno arricchiabbazia
to di sculture delicate e colounecorintie

Reims, nel 3G(ì divenne console romano, monumento di u)arpio bianco già della chiesa di s.Nicasio, con una caccia bene scolpita. Questa metroplice cittadino di

egregiamente eseguite che ne formano
scansie.
\]i\

le

tempo Reims conteneva un
di stabilimenti religiosi.
s.

maggior ninnerò

politana, incominciata nel 121

I

dall'ar-

La

chiesa di detta nbba/ia di

Remigio,
s.

civescovo A Iberico per sostituir quella in-

di benedettini

della congregazione di
la

cendiala neir anno precedente, non vide

Mauro, quasi vasta quanto
ridondava
ti.

cattedrale,

tuo termine che verso il cadere del seXV. E' sotto r invocazione della B. Vergine, e tra le insigni reliquie venera icorpide'««. Remigio iq>os(<>lodella Francia e Rigoberto vencovi di Ueims, (piivi
il

di ricchi e curiosi
in essa

monumen-

colo

Aminiravasi
il

un mngnilìco co-

trasportati da

^

il

fonte bollciinialc «

dove furono tumulati. Vi la curo d'anime

pavimento rappresentava molti sogsi veneravano de'corpi santi, la tomba ili s. Remigio; la celebre sagra ampolla stava dentro di tal tomba, del
ro,
getti sagri, vi

quale prodigioso vaso tenni proposito nel

,

REI
261, parlando del battesimo amministrato da s. Remigio a Clodoveo I, venendo poi con l'olio miraco\oI.
p.

REI
Lorena


'

XXVI,

religiose di donne. L'università era stata

fondata nel i547 ^^' cardinal Carlo di

loso

che conteneva inunti
:

gli altri

re di

Francia

il

tesoro di questa rinomataab-

ed eretta da Enrico II a sua istanza. In Reims trovansi duestabilimenti di bagni, ed un teatro assai vastoeco,

bazia era considerabile. Questa chiesa

ha la facciata di semplice architettura, dominata da due
la più antica delta città,

modo. Presenta questa città, soprattutto verso il sud, immensi giardini e terreni ; la parte abitata, di cui può considerarsi

alte guglie; nell' interno

si

osserva

il

bel

come punto
il

centrico

la

piazza reale, ed

colonnato che circonda
tutto la

il

coro, e soprat-

nuova tomba di s. Remigio, fatta neli8o3,cheneoccupa il centro: èquesta una rotonda composta di 8 colonne di marmo campano, sormontate da altrettanti archi che sostengono una specie di cupola a giorno; 6 tra gl'intercolunni sono guarniti ciascuno di due statue, cioè 6 pari laici rappresentanti da un Iato 6 pari ecclesiastidel regno, dall'altro
i
i

assai ben determinato dai bastioni e dai muri non occupa se non la metà della superfìcie to-

cui nucleo

forma un ovale

,

tale.

Vi sono diverse
primeggia

belle strade

,

e tra

le piazze

la reale, di

forma qua
d'ordine
il

dra e decorata da

belli edifìzi

più importante tra'quali è l'antico palazzo degli Appalli conosciuto sotto il nome di
dorico, terminati all'italiana^
,

abito di ceremonia. L'arco di dietro è occupato dal gruppo del battesimo di Clodoveo I, composto delle figuredi quel
ci, in

Dogana, che occupa tuttoii lato meridionale e va adorno d'un frontone greco, entro il timpanodel qualeèscolpita la statua
di Mercurio, circondata da palle di lana

re, del

suoelemosinierc Tierri, e di

s.

Re-

e grappoli d'uva, primarie fonti del

com-

migio. Tutte queste statue furono rispar-

mercio di Reims; nel centro
la piazza

di questa bel-

miate quando nel 1793 si distrusse l'antico sepolcro, che nel i53i avea rimpiazzato quello eretto nel secolo XII nel

è

una
1

bella statua

pedestre in
di Carlellier,

bronzo

di Luigi

XV, opera
1

ristabilita nel

8

8, nel sito di quella

che

luogo della tomba primitiva fondata dall'arcivescovo
si

fu abbattuta nel 1793. Bello e superbo è
l'edifizio
là;

Incmaro: rultimodeli53i
cardinale Lenoncourt.
s.

municipale nella piazza dellaCit-

doveva

al

La

chiesa dell' abbazia di

Nicasio, della

suddetta congregazione, era un capola-

incominciato nel 1627, fu terminato soltanto nel 1825 la facciata è ornata di colonne corintie, doriche e joniche, ter:

voro

d' architettura

,

e celebre pel feno-

meno

del suo pilastro tremante
la
:

quando
ele-

mina con due ampi senta nel centro un
leggero, cui

padiglioni e ne prealtro più elegante e
bella

suonava

campana maggiore era la più
Reims, con

sormonta una

torrecon

bella delle 3 basiliche di

orologio,
le di

4

statile pedestri,

ed altra simiritorte.

gante facciata, intieramente distrutta nell'accennata epoca rivoluzionaria. Eranvi

Luigi XIII, bell'opera di Cartellier,

e collocata tra

due colonne

La

pure a Reims l'abbazia
Francia
quelle di
s.

di

s.

Dionigi, dei

piazza de'Panni è decorata dalla fontana

canonici regolari della congregazione di
;

Machault.Possiedeqtiesta

città

buon nuGodi-

quella delle benedettine di

s,

mero
so
la

di

fontane che deve
il

al can.

Pietro, una delle più ricche del regno;
s.

not, di cui conserva

nome
1'

quella pres-

Stefano, delle canonichesse di
s.

metropolitana

,

e racchiude molti antichità e per

Agostino, e di

Chiara. Vi erano an-

oggetti interessanti per
l'architettura.

cora 6 conventi di religiosi mendicanti,

un collegio de'gesuiti, una commenda gerosolimitana,
il

monastero

di

Loiigueau

importantesotromani, conserva ancora avanzi dei tempi remoti, che ricoidano nomi di pacosi

Reims

to

i

i

dell'ordine di Fontevrault, e 3 altre case

iccchie

iiii

le

sue vie e

le

sue porte rl'an-

72
tica

REI
porta di Marte, chiusa sin tlali545,

REI
come manifatture
di panni, caslmirl,

me'

e posta vicino alla nuova, riesce soprat-

rinos, cambelloti, ec, oltre altre manifatture. Altra industria significante consiste

tutto interessante, quantunque molto sca-

duta
quasi

;
I

consiste in

un

triplice portico di

oo piedi di faccia, decoralo da 8 coJonne striate d'ordinecorintio, il cui arco
di
terali

mezzo hai 8 piedi di larghezza ei la12: uno di questi vedesi per metà

Sciampagna bianchi, spumanti e non spumanti. Vi si alleva un ovile di capre del Tibet. Si gloria Reims d'aver dato natali a gran numerod'uomini
ne'vini di
i

celebri, tra gli altri Colbert,

distrutto: tutti e 3 sono prodigiosamente carichi di sculture e trofei, per isven-

che die

il

suo

nome

alle

G. Gobelin famose manifatil

ture di tappeti a Parigi, Gio. Godinot

tura in parte cancellati, e 3 colonne delle

8 trovansi soltanto

assai

bene conservate.

Ignorasi l'origine di questo

monumento

quale usò una parte dell'immensesue fortune in fondazioni utili,Giovinosummentovato,ildottobenedettinoRuinart,ravv.
Linguet,
Bergier,
i

o arco trionfale dedicato a Marte, che eredesi eretto ad Augusto, quando M. Agriplie,

due Troncon-Ducoudray

,

il

letterato C. Batteux, l'antiquario Nicolò
1'

pa era governatore generale delle Galovvero secondo alcuni a quest'ultimo
le

ab. di Lallaignant, lo storico

Vely,

l'ab.

Pluche, Roberlo Nanleuil in-

l'eressero gli abitanti, in riconoscenza del-

cisore del regno di Luigi

XIV

,

ec.

Ur-

molte e grandi strade militari che avea
la città

bano //nacque a Chatillon-sur-Marne,
castello

fattoaprire e delle quali

loro era

il

poche miglia distante da Reims.
i

puutocentrale, secondo l'opinione di Carbon.Altri avanzi d'arco trionfale si vedono
in

Producono dintorni ottimi vini. Vi sono acque minerali presso la porta di FIcchambault, e cave che contengono molti
fossili.

mezzo

della città, e servi anch'esso per

porta chiamata Basilicaire e per corru*
zione Bazce
:

i

bassorilievi

che l'adorna no

L'origine dell'antichissima e celeber-

pare che l'indichino come dedicato a Venere, altra deità tutelared'Augustodacui

rima

città di

Reims
:

è contraslata da di-

verse opinioni

si

vuole fondata da Rhe-

pretendeva discendere.A poca distanzadel

mo

re de' celli, all'epoca in cui
in Troia.

Priamo

primo arco sorge un monticello che porla
il

nome di

Arenes, e che supponesi for-

mato
si

dalle macerie d'

scoprì nel

un anfiteatro. Vi 1738 un sepolcro antico de-

Al tempo di G. Cesare, era una delle più importanti città della Gallia Belgica, della quale parlai pure a Paesi- Bassi. Fu chiamala Duracortuin

regnava

corato da pitture a fresco, che l'ignorante

suo proprietario distrusse nel 1802.
miransi ancora a Reims
i

Amlì-

o Duraconorum morum, formava

o Durocortoritm
la

Ww'

magnifici pas-

seggi elicsi svolgono all'ovest per

una

nea d'un 4-° di lega, dalla porta di Marte a quella di Véle, formati da numerosi
e belli viali d'alberi e bagnali ad un'estre-

Remi, popolo polente e fedele alleato de'romani, di cui prese in appresso il nome. romani vi fecero metter capo 8 strade superbe, delle (piali si nolano ancora qualche
capitale de
1

vestigio,

ed

al

momento
di

della creazione

mila dal fiume, ed
tualo presso alla

il

castello

d'acqua

si-

città

verso

il

sud
1

,

che

fomministrn
sto città
la

le ac(jue della

Vele a 7 fon-

tane ripartite ne'divc-rsi (piiulieri.
,

Que-

metropoUeims, dice che Agrippa pei servizi considerabili che la città avea reso ai romani, per la stima che
della Belgica 2.' ne divenne la
li.

Carbon nobile

più iinporlaiite del diparti1'

n'ebbe G. Cesare e
sto
,

le

conlinuò Augu-

nicnlo per
ciò,

estensione,

la

popolazione
il

scelse

questa città per essere nelle

di più di 4<)|OOo

onime, ed

coinmei*-

Gullie, ciò che
il

Roma

era nell'Italia, cioè
lo

è centro d'una induktria ultivìssima
principuliiiciitc s'cicrcilo nel lanifìcio,

centro dove venivano a terminare
lui fatte

che

strade da

costruire.

Cadde poi

RE[
in potere de'franchi, e Rei ms che già area

REI
gloria d'essere

73

abbraccialo

la

religione cristiana, ed era
si
il

sede d'un vescovato,

lungamente avanti l'altare, e si cantò il le Deuni e terminò la funzione con al* cune sagre preci che il Papa recitò so,

luogo nel quale l'anno
I

496

fu

Clodoveo

pra l'imperatore. Usciti di chiesa presero
del pane e del vino in

das. Remigio batlezzatocon gran
:

pom«

forma

di benedi-

pa veo

si

vuole che

il

santo ungesse Clodo-

zione. L'imperatore tornò a

I

agli arcivescovi di

anche come re, donde poi derivò Reims il privilegio ei

sclusivo di coronare e consn^rare

re di

Francia, massime dalla S/ dinastia in poi,
e tenne
i

il

i.°

rango, col

titolo di
:

duca, fra
i

6

pari ecclesiastici del regno

re della

Reims, dove nel dì seguente invilo il Papa a pranzo; Stefano V restò nel monastero di s. Remigio fuor di città, enei 3.° dì dal suo arrivo invitò a pranzo Lodovico 1 cui presentò molti doni, come pure ai signori di sua corte. A (jueste reciproche acco,

I."

stirpe concessero grandi privilegi alla

glienze e dimostrazioni , corrispose

la

con-

città.

Quando

s.

Leone

111 uell'

8o4

•«•

clusione degli alfari che più

gli

slavano

tornò in Francia, Carlo

Magno

lo fece

a cuore, colla conferma alla chiesa

inconti'aredat suo primogenito e Ioattese

na

di tutti

i

suoi privilegi. Nella

romadomeni-

a Reims, accogliendolo colla solita divo-

zione esultanle;quivi dimorando coll'im-

peratore nella regia
sous.

villa,

elevò

Mantova

29 novembre il Papa con una corona d'oro tempestata di gemme, che .seco aveva portata da Roma, coronò l'imca seguente
te
s. crisma, esimilmeucoionò l'imperatrice. Poi ottenuto da Lodovico che potessero tornar in Koma molti romani banditi da Carlo Magno,

a vescovato, ed insieme passarono a SoisIl

peratore, l'unse col

i,°

esempio

di

coronare l'imperadiede Stefano

tore fuori di

Roma

lo

IV

I

dettoVnell'8i6,cjuandosi portò inReitns
a coronare Lodovico I. Narra Ferlone, De' viaggi de Pontefici, p. 77, che l'imperatore gradì sommamente che il Papa perciò si recasse in Francia; e a Bernardo re d'Italia ingiunse d'accompagnarlo
i»el

i

da commesse contro la chiesa romana e s. Leone III suo predecessore, il Papa prese congedo e tornò in Italia. Alla morloro

e detenuti in Francia per l'enormità

viaggio egli spedì incontro alcuni

am-

basciatori per fargli corte e servirlo, re-

Lodovico I neir84o, all'atto dello spartimento della monarchia, Reitns toccò a Carlo il Calvo e fece parte del regno
te di

candosi

egli

ad aspettarlo a Reims. Nulla
piìi

di Neustria

;

altri

dicono che di questa
il

di più magnifico e

confacente alla

r imperatore fece re

tiglio

Luigi

1.

Nel

Lodovico 1, può idearsi dell'accoglimento con cui il Papa fu da lui ricevuto. Si trovò ben 1000
maestà pontifìcia e
alla pietà di

1049 S.Leone IX

passò in Francia per re-

staurarvi la disciplina ecclesiastica; tras-

portò dalla chiesa di

s.

Cristoforo

il

cor-

passi distante dalla città

a riceverlo

col

piìisfarzoso
bi discesero

accompagnamento. Entram-

da cavallo, e l'imperatore 3 Pa* dre, il quale Io alzò da terra e si baciarono scambievolmente: Benedetto sia quel' lo che viene nel nome del Signore, disse Lodovico I. E Stefano V rispose Sia
volte s'inginocchiò davanti al santo
:

Remigio, che trovò incorrotto, neir abbazia de' benedettini che prese il suo nome il i.° ottobre; celebrò un fadi
s.

po

moso

concilio nella basilica di

gio, illustratodal p.

s. RemiLupo agostiniano cou

dotte dissertazioni; consagrò detta chiesa,

benedetto Dio, che ci

ha fatto vedere un

ed all'abbate del monastero concesse di poter celebrare divini utìizi coi sandali, ornamento che allora era solo proprio
i

secondo Davide cogli occhi nostri.
peratore addestrò
lu sosteneva colla

Qmn-

de' vescovi: altri Papi
di loro presenza,

onorarono Reims
vi

di s'avviarono alla chiesa e travia l'imil

ma

siccome

tennero
di essi.
1 1

cavallo del Papa, e

de'concilii,

ne parlerò trattando

sua mano.

Orarono

Notai nel

voi.

XXVI, p.290,

che nel

79

74
in

REI
carcllnal Albi-

REI
vele veduto la bella cattedrale; ebbene noi
e alla presenII

Reims dall'arcivescovo mano, con gran solennità

abbiamo ordinato di farvela rivedere
la

nel-

7a de'pari vi fu consagralo re Filippo

Angusto, e che l'arcivescovo ottenne da Alessandro III che soli suoi successori re di Francia, onde potessero coronare
i
i

girandola colla maestosa sua facciata. Nel i83o assunto al trono Luigi Filippo,
abolì la dispendiosa ceremonia della con-

sagrazione e coronazione
lui

in

Reims, e per
altrove.
s.

d'allora in poi la città fu

il

teatro di que-

non ebbe luogo nemmeno

sta splendidissima funzione.

Reims avea
,

La
Sisto

fede cristiana vi fu predicata da

prima avuto
lippo
II le

il

titolo di

contea

ma

Fi-

conferì quello di ducato in fa-

romano, discepolo di s. Pietro, il quale verso l'anno Sj lo costituì in i.°
arcivescovo per convertirla a
sto;

sore

di detto cardinale arcivescovo ch'ezio.

Gesù Cri-

ra suo

Nel

I

359 sostenne un

assedio

nell'anno

67

patì glorioso martirio

controOdoardoI 1 1 re d'Inghilterra. Reims seguì destini di Francia, ed immensai

e fu sepolto nella chiesa d^ss. Sisto e Si-

mente
re
la

soffrì nella

rivoluzione del secolo

passato, per la quale terminò di sussiste-

celebre università. A'

i2marzoi8 «4
emigrato
l'oc-

S.t Priest generale francese

cupò

coi russi,

ma nella sera stessa sopragfe-

donde nel 920 fu trasportato ilcorpò nella basilica di s. Remigio, come riporta Ghenu, Archiep. Galliae chronol.y p. 264» series archiep. Remensiurn, citando gli storici Sirmondo e Flodoardo che ne scrissero fasti. Gli arcivescovi si quanicio,
i

giunto iVapoleone, dopo ostinato conflitto, in cui
il

lificarono poi primati della Gallia Belgica, e legati nati della
s.

generale restò gravemente

Sede ;

-dice

Comche

rito, vi rientrò vittorioso,

concedendo

al-

roanville, Histoirede tous les archev.,
tutti
i

l'armata tre giorni di riposo oe'dintorni,

capitoli della provincia ecclesiasti-

che fu in quella memoranda campagna l'estremo; poiché essendosi fin dal febbraio adunati a congresso nella vicina
Chatillon, Stadion,

ca pretendevano dipendere direttamente dagli arcivescovi di

Reims, nondai
le

lo-

ro vescovi.

Ebbero a sulTraganee

chie-

Razumowski, d'Humed
il

boldt e Casteireagh plenipotenziari delle

4 potenze

alleate,

duca

di

Vicen-

za ministro di Nnpoleone, per
Je basi

d'una pacificazione, ordinata la marcia in massa su Parigi, ed ebbe fine il potere di Napoleone. Luigi XVIII che rimontò sul trono de' suoi
livi

combinar a'23 marzo fu

non

fu coronato, bensì

il

fiatelloCar-

Chalons sur MarLaon, Senlis, Beauvais, Araiens, Noyon, Boulogne. Al presente le sedi suffraganee sono 4 soltanto Soissons, Chalons, Beauvais, Amìens. Il 2.° arcivescovo fu s. Sinicio romano, altro discepolo di s. Pietro, egualmente da lui ordinato delegato per la chiesa di Soissons, donde passò a questa e nel 68 fu martirizse vescovili di Soissons,

ne,

:

loX aReimsa'29 maggior 825 con quella solennità eternata con medaglia monumentale
,

zato
sta
di
si

:

sepolto col predecessore,

la

loro fe-

celebra a Reimsili." settembre. In-

al

modo che

toccai nel voi.

XXVII,
tifiziali

p.i4'2-

Leone XII ne'fuochi

ar-

7Ìo

della

rinomata girandola, che per

Pietro e Paolo si fecero sul Angelo in detto anno, ebbe il pensiero che dessi con l' illuminazione e
la festa de'is.

divenne arcivescovo, nel 68 s. Amanpure romano e discepolo di s. Pietro, morto neir89. Betausio greco nipote di Papa s. Eusebio, fu ordmato nel 3 12 da
s.

Castel

s.

Papa

Melchiade. Aper o Afer morì nel
gli

3To, e

successe Discolio, iodi

s.
s.

MaDo-

decorazioni rappresentassero

In

magnifi-

terniano dal

348

al

370. Governò

ca facciata della metropolitana di Ueims, dicendo a mg.** di Queien arcivescovo di
Parigi, allora in
nel icminaiio

uaziano (^.), morto a' i.\ ottobre 390 secondo Clienu, patrono di Bruges. Poscia
s.

Ruma e da lui ospitato romano; Voi di recente a*

Vivon7.io, sotto

il

cui
s.

nome fu eretSevero morto

ta la collegiata a

Brau\;

REI
a'i^ gennaio e tumulato nella chiesa di s. Agricola. L'arcivescovo s. Nicnsio[F'.)
edificò la cattedrale e colla sorella e altri

REI
diocesi la

75

governò con zelo esemplare e morì santamente nel 7820 733, ovvero nel 740 secondo il Buller. Nel concilio di

compagni

fu martirizzato nel

407 o

Soissons del

745

fu eletto Abele,
le

ma

po-

più tardi. Baruch già prepositodi detta
chiesa, Barucio fratello del precedente e

co potè governare per
co di
to

violenze dell'in-

truso Milone. Tilpino o
s.

morto nel 4^9? Barnaba fu ordinato nel 460 in Roma da s. Leone I che gli conferj il pallio, Bennadio o Bcnnagio fratello di s. Ilario d'Arlesdel462, morì nel469
e fu sepolto nella metropolitana. Nel
il

Dionisio, di santa vita, fu

Turpino mona* nomina-

da Carlomanno nel 769 e ordinato nel 773 d'ordine di Carlo Magno, cui Adriano I trasmise nel 774 il pallio col titolo
di

47

i

primate

di sua provincia o Belgica a.',

popolo ed

i

vescovi comprovìncinli e-

confermando
sua chiesa
,

lessero di

comun consenso s.

Remigio[f^.)

governò per 70 anni: distrusse l' idofondò un monastero sul Monte d'Hor pressoReims, e vi pose a superiore s. Teodorico (F'.). Nel 54 Roe
latria e l'arianesimo,
'>

il titolo di metropoli alla ed assoggettandola alla sola autorità della s. Sede: da Cario Magno

ottenne diversi privilegi alla sua chiesa,
in quella di
i

s.

Remigio
i*i

ai

canonici sostituì
i

monaci, ed

fu se[)oIto nell'81

eoa

manoabbate benedettino e cugino

di

Pa-

epitadlo in versi. Vulfario delI'SiS au-

pa Vigilio, Flavio, Mapinio morto nel 57 2.

mentò

i

beni del monasteio Orbacense,
di cui era cancelliere.

Fu
ficò
1

celebre arcivescovo Egidio, di gran-

e molti ne ottenne per la chiesa di

de autorità
il

regno d'Austrasia, pacire Cliildeberlo II con Chilperico
nel
,

da Lodovico

I,

Reims Ebsue

bo o Ebbone dell'Saa,
vicende parlai ne'
voi.

di cui e delle

re di Soissons

indi pel suo zelo e per

XXVI

,

p.

276,

invidia fu rilegalo a Strasburgo. Nel

RomuKo
nia. Nel

figlio di
s.

597 Lupo duca d'Aquitagià arcidiaco-

XXXI V,p. 296

;

dopo

di lui ressero la

chiesa Folco abbate e Noto. Nell'H 45 //ic-

600

Sunnachio

no della chiesa, morto decrepito, al cui tempo s. Baldrio fratello di s. Bova ( A^.) edificò un monastero in uno de'sobborghi di Reims.ove si fece religiosa la sorella,

mciro [V.) che consagrò Carlo il Calva nel settenìbredeirSSg, e poi a Compie-

gne neir878
bo.
lo
il

il

figlio

Lodovico

11

il

Bal-

Neir882 Folco

fece riconoscere Car-

ne divenne badessa e
s.

le

successe la

il Semplice, lo coronò e divise con lui governo dello stato; restituì a Reims

nipote

degiselo;ne|

Doda. Indi fuarcivescovo Leu649Engilberlo o Angelberil

la

scuola^ cinse di

mura

la

città,

ma

fu

assassinato dai satelliti di Baldovino IC

to figlio del magislri

che ricevè

pallio

equitumfrancoruiny da Papa s. Martino 1;
il

conte di Fiandra per avergli tolto l'abbazia di
s.

Vasto e

il

castellod'Arras.Nel
cancelliere di
(

Laudo

fratello del //i<7gfùfri eqitUnin piis-

900 Eriveo o Erve gran
Carlo
in
il

simo del 65 1, eresse
nedelliiii;
s.

monastero

ai

be-

Semplice, e consagrò Roberto
,

Nivardoo Nivone,
1

la cui fe-

."settembre; s. Regolo che monastero Orbacense, nel Iòndo donatogli da Tierrico I li; s. Bigoberto^f^".) conte, cugino del predecessore, consiigrò i re Dagoberto 111, Chilperico II e Tierrico IV, tenne al s. fonte Carlo Martello, il quale poi, per le brighedell'abbate Milo o Milone che si usurpò questa sede e quella di Treveri j lo cacciò uel72 onde
sta
si

celebra il
il

fondò

Reims. Sculfo già arcidiacono mori di veleno nel 925 propinato da Eriberto conte di Reims e d'Aquitania; quindi
fece eleggere in successore
glio
il

proprio

fi-

Ugo o Ugone che ancora non avea
l'età di

compito
Reniens.

5 anni, e Giovanni
1.

X

lo

confermò, secondo Flodoardo, Hisloria
lib.

4, nel

1

7 della Bibl. Ponl.j

perciòscrisse l'annalista Baronio,che questo fu ili."

1 ,

mostro che si vide

nella Chie-? alla?

si

ritirò in

Àquitania; restituito all'arci-

sa di Dio, caso

uoo mai udito fìuo

1

76
ra.

REI
gers, nella

REI
Pasqua del 11:29 consagrò in Reims re Filippo, ma non successe al padre Luigi VI. Nel 1 39 Sansone Despretz; nel 6 da Beauvais vi fu trasferi to EnI
1

Àrtaudo o Ai-toldo monaco di s. Remìgio, tuttavia nel gSi ebbe il pallio da Giovanni XI, onde insorse scisma divenuto Papa nel 946 Agapito II, per tei*:

1

ininarlo, spedi per legato e vicario della
s.

rico

Magno

figlio di detto Filippo;

Gu-

SedeinFrancia Marino vescovo
il

di

Po'

liinnrzio (^.),

quale nel concilio d'7n-

glielmo Albiniano [V.) che coronò In Reims Filippo II Augusto poi cardinale
legato;
to; Alberico

gellieim [F".) del

^^S riconobbe
il

Arlol-

do, e scomunicò

competitore Ugo, ciò

Guido Pare [F.) cardinale legad'Humbert nel 1207 che rie-

che confermò il Papa nel concilio romano del 949. Arloldo ottenne la contea di Reiras con facoltà di battere moneta da Luigi IV, che avea coronato in Laon ai 20 maggio 936. Odalrico figlio del conte Ugone, preposto e canonico di Reims,
f<i

dificò la cattedrale rovinala dall'incendio;

la villa

ordinato nel 962, e donò ai canonici Vindenissa. Adalberto o Albero

figlio del

conte Goffredo nel 973, consa-

grando
voi.

in

Reims Ugo Capeto. Arnoldo

discendente di Carlo

Magno,

di cui nel

XX.VI,

p.

284

e 285: contro di lui

fu eletto Gerberlo nel

991 da Giovanni
lo trasferì poi

XVI ma
,

Gregorio

V

a

Guglielmo de Joinville nel 1220 già genitori di di Langres, coronò s. Luigi iX in Reims, il quale nella sede vacante fu inaugurato da Giacomo Basochi vescovo di Soissons nel 12 26 a'29 novembre. Nel 1227 Enrico di Brenna; Ivhello de Mayenne già di Tours nel 1244» Tommaso de Beaumet neli25o; Giovanni de Courtenay morto nel 127 i; Pietro Barbet morto nel 1 3oo; Roberto de Courtenay neli3o2, consagrò Carlo IV neli32o; Guglielmo de Tria trasferito da Bayeux e coronò Filippo VI nelvescovo
i

Ravenna (^.)

e fece ristabilire Arnoldo,

la

metropolitana nella
visse

festa della

s.

Tri-

che nel 999 fu confermato dallo stesso suo rivale Gerberto divenuto Silvestro II (^.). Indi Ebaio o Ebulo laico, però erudito nelle sagre lettere in que' tempi che donò ai canonici rozzi e ignoranti celebrò il sinodo nel la villa Biliniaca 1029, ed unse re Enrico I a Reims: per
, ,

nità del 1328. Giovanni di

neli35i; poco

Vienna morì Ugo de A rceis; Um-

berto già delfino e patriarca d' Alessandria amministratore,

morto

nel

i345;

ni, ripelo

epoche e altro di queste consagrazioche le riportaia Francia. Gui«lo Barbet morì nelioT^; poi Gervasio narl)€t traslato da Le-Mans, coronò in Reims Filippo I e divenne gran cancelliere. Manasse giù arcidiacono, nel 1080 fu fatto deporre da s. Gregorio f^ll[f^.). RainoMo o Rainaldo sostituito , era cale

Giovanni de Craon Iraslato da Le-Mans morto nel i374; Lodovico Thesart nel 1374 già vescovo di Bayeux ; Riccardo de Picque nel 1877 Federico Cassinel motto nel 1390. Guido de Roye traslato da Verdun, nel 14^9 fondò in Parigi il collegio ili Reims, che nel 1763 fu riunito a quella università. Simone Crarnaiui
;

(F.) patriarca d'Alessandria e cardinale;
Pietro Trousseau trasferito da Poitiers,

morto
i44
1;

nel

nonico della metropolitana. Neliog^Maaa^sc Daufrai; Gervasio di Lorena, figlio
di

cardinale;

i43o; Reginaldo Carvale (/'.) Giacomo Giovenale Orsini del
Giovenale Orsini nel i47 3
III

^''0-

Ugo de

KetCht e fratello di Baldovino
i

pari di Francia, confermò colla sagra un-

I re diGcrusalcoitne, abdicò ncli i4i ^ per meglio dire coi Sammartani, Pasquale Il ne annullò 1' elezione, onde poi si

zione Luigi XI, da Calisto
col

vescovo di Parigi a rivedere

deputato il pro-

cesso della Pulcvlla

aminogliism vece

Papa ordinò Uadolli» preponilo di llciuK. Rinaldo Dcsprelz o de Marliniaco trasferito nel 24 da Anil
1

d'Orleans ingiustamente condannala. l'ietrodcLa-Valgià vescovo di s. Malo, morto noli493; Roberto Brissonnet niorlo nel 1^97;
s''

1

*"*^'

REI
cesse

REI
(F",) cardi-

77

Guglielmo Brissonnet

di

nale; Carlo del Carretto {V.) cardinale; Roberto de Lenoncourt consagrò a' 25 gennaio i5i 5 Francesco I; Giovanni di

madreperla pieno di vino,un pane d'argento, una borsa con 3 pezzi d'oro. Dopo la messa il re si comunicò sotto il trono
1

colle
lai

due

specie sagramentali (di cui par-

Lorena [V.)
ni

cardinale; Carlo di

Lorena
1

nel voi.

XV,

p.

I

12),

tenendo
la

la

co-

(A^.) cardinale, fatto

arcivescovo di 3 an-

rona

in testa, e nelle

mani

lo scettro e la

lenne

neh 538 da Paolo III, coronò con sopompa Enrico II Francesco II, Carlo IX chiamalo da Pio IV secondo Papa^ e da s. ?\oY\\Papa d'oltremon<e. Lodovico di Lorenao Guisa (^.) cardinale che nel i575 consagrò in Reims
, ,

mano

di giustizia.

Dopo

funzione

il

re

con corona più leggera andò a desinare \estito come si è detto, avendo a destra
e a sinistra tavole pei pari, pel nunzio e

ambasciatori, pei principi e pei cavalie-

Enrico
Il

III.

226
s.

riporta

Galtico, /4cia caeremonalia , a p. il dettagliato ceremoniale

ch'ebbe luogo,

il quale sembra scritto alla Sede dal nunzio di Parigi. Si parla della prodigiosa ampolla di s. Remigio, il cui il

Vi assisterono alcuni primati della citReims chea sue spese fece il superbissimo convito, secondo l'antico costume. In seguìtosulla porla dellacattedrale di Reims, corani popiilo, seguì lo sposalizio del re con Luisa di Lorena al cui
ri.

tà di

,

banchetto intervennero

il

nunzioeglì am-

olio servi per la con$agrazione,ed

mo-

basciatori. All'arcivescovo cardinal

Lo-

do come l'abbate
parlai a
s.

della basilica lo portò

dovico successero Filippo
{/^".)

tie

Lenoncoiirt

sotto baldacchino(de'sostcni tori delle aste

cardinale nel 1592; ^iicola de Pel'

Remigio, ordine equestre) alla nielropolitana, incedendo a cavallo. La funzione si fece culla massima splendidezza e con isfuggiodi ricchi vestiari carichi di preziose

levé(F'.) cardinale

morto
di

nel

i594; Fi-

lippo de Ree già vescovo di ^'anles
to

neli6o5; Lodovico

morLorena o Guila serie

sa (V.),co\ quale
degli arcivescovi
:

Chenu termina

gemme.

Il

re

portava

ud

essendo soltanto sud-

vestiario con aperture per ricevere l'un-

diacono, in sua vece coronò Luigi XII i
nella caltediale di

zione senza spogliarsi.

Prima

della coro-

Reims

il

cardinal di
ì

nazione

il

cardinale arcivescovo di Reims
al

Giojosa; introdusse nelle

città

gesuiti.

popolo se volevano per loro re Enrico IH, il quale subito emise il giuramento. Poi il cardinale io benediecon apposite orazioni, essendo il re genuflesso, gli unse la cima del capo, il petto, la
schiena,
le spaile,
il
i

domandò

Gabriele de

s.

Marieo Guglielmode

Gif-

ford inglese nel 1622, dotto oratore eteologo, già sufhaganeo del cardinal

Lodo-

vico coi titolo!// ^a/7/ZiUjd'Àrcidalia, visi-

polsi, le

palme

delle

di

mani. Vestitosi
matica, e del
gli fu

re della toniceila e dalreale, dal cardinale
lo scettro

Lorena de'duchì Guisa nel 1629,6 come non consagrato rinunziò neh 64 i-Eleonoro d'Estamtò l'arcidiccesi. Enrico di
il

manto

pes vescovo di Charlres, ricevette

pallio

dato l'anello benedetto,

nella cattedrale di Soissons dal vescovo

nella destra e la
sinistra
ri

mano
di
:

di giustìzia nella

mano,
la

indi cogli altri undici pa-

pose
al

corona

Carlo

po

re e disse

f^^ivat

Magno Rex in

in ca-

Le Gras; celebrò il sinodo, r arcidiocesi e fu lodato pastore. Enrico di Sa\oia,duca di Reims, i.° pari
suffragnneo
visitò
,

aeter-

di Francia, legato della

/»/m, così fecero
dò,

i

colleghi, e l'araldo tre

fatto arcivescovo,

s. Sede, neh 65 r consagrò Luigi XIV
si

:

volte gettando denari al popolo che gri-

con questi nella Gallia Christiana

fini-

flve

le

Roij dopo

di

che

si

cantò
la

il

sce la serie degli arcivescovi. Riporterò
quelli del secolo passato e del corrente,
registrati nelle iVo^iz/e ^i

Te Deiim.
sa

Il

cardinale cominciò

mes-

grande
il

all'altare

maggiore, ed

all'of-

Eoma. 1722

fertorio

re per obblazioue ollìì

un vaso

i^rniaDdo GiulioUeRohandiParigi.1763

78

REI
andò
1775
giugno.

REI
solamente l'uflìzio de'sanli propri, e tuttociò con gradimento dell'intiero clero. L'arcidiocesi si

Carlo Antonio de la Roche Àymonl (F.) cardinale j che consagiò Luigi XVI a
Reinos nel
agli
1

1

1

777 A-

estende per circa
si

So

lessandro Angelico de Talleyiand de PeV.) cardinale quando la sede di ( Beims fu soppressa pel concordato del 1801 non volle rinunziare a Pio VII, il quale nel 8 7 la ristabilì e promulgò arcivescovo Gio. Carlo de Coucy già ve-

leghe e \5 per latum:

forma

del cir-

rigord

:

le

condariodi Reims e del dipartimento delArdenne. Ogni nuovoarcivescovo è las-

1

1

sato in fiorini 5ooj prima ne pagava4700 perchè godeva 5o,ooo lire di rendite. Concini di Reims.
III."
si

scovo diLaRochelIe, alquale Pio VII indirizzò
il

tenne nel 5 1 4, e
s.
i

s.

Remigio

vi

breve Nostris, de'4 settembre

convertì unereticoariano.il 2.°nel625o
f)3o presieduto da
vescovi, fra
i

182 I, Bull. coni. 1. 15, p. 4^4i sulla conservazione dell'arcidiocesi di Reims su di
alcuni luoghi

quali

ss.

Sonnachio con 4^ Arnoldo di Metz
:

precedentemente smem-

e Cuniberto di Colonia

vi si

fecero

25

brali. Nello stesso Bollarioa p.
vi

4^7

e

438

sono

i

brevi Etsi, Nostris sub pluni-

canoni di disciplina, e sì prescrisse l'osservanza di quelli del concilio di Parigi del

ho, e Nostris apostoUcis, dello stesso Papa, spediti nel

61

3.

Il

3.°neir8i3, tenuto

d' ordine di
la

medesimo giorno e an-

Carlo Magno, per ristabilire
fario, previo
vi si

disciplina

no, sulla rettificazione dell' arcidiocesi di

ecclesiastica: lo presiedè l'arci vescovo Vulil

Reims, e

sulla dichiarazione di

di Soissons in sulTrnganei di questa

tropolitana. Gli successe nel

Amiense me1824 ^'O'

solito

digiuno di 3 giorni;

fecero

4o

canoni, ripetizione in par-

te di quelli

anni

Battista de Aflf/'/C/^.) cardinale, che

l'874.II 5." neir879.
in favore di

d'ArleseMagonza. Il 4-°"eIIl 6>nell'892 89?
III
,in
il

consagiò Carlo X,ed ebbe da Gregorio

Carlo

Semplice.

Il7.*'nel-

XVI

nel

i83g a coadiutore con futura

r894-L'8.°nel90 1

cui furono scom uni

successione mg.r

Romano

Gallar arcive-

cati gli assassini dell'arcivescovo Folco. Il

scovo d'Anazarbo in parlibns. Però non
gli successe e

9.°nel923,in cui Seulfo di Reims co'suoi
su (fraga nei ordinò a quelli ch'eransi trovati

per morte del cardinale,Grenel concistoro de'
1

gorio

XVI

3

luglio

alla battaglia di Soissons tra

Roberto

I

1840 da Perigueux
dierno

(/^.) vi trasferì l'o-

eCnrlollIjdi far penitenza 3 quaresime in
3 anni. Ilio.°nel
di

Tommaso

Gousset di Monligny,

97 5,in cui Stefano legalo
1

les-Cherlieux arcidiocesi di Besancon

Benedetto VII scomunicò Teobaldo u1.

che come

dissi nel voi.

IX

creò cardinale
s.

a'

LUI, p. 228, Pio 3o settembre iBlio
la

surpatore del vescovato d'Amiens. L'
nel

989 per l'elezione dell'arcivescovo Ar«
Il 12. "nel 991 a' 17 giugno in Basi3 leghe distante da Reims, radtniato

col titolo di

Calisto, avendogli spedilo

Tjolfo.

r annunzio
Inni,

col

beirettino rosso per

lea,

guardia nobile d. Francesco de'duchi Cae-

d'ordine d'Ugo Capeto contro Arnolfo,
per sospetto d'essere d'intelligenza con

destinando ablegato per

la

tradi-

zione della berretta cardinalizia mg.*' Arhille

suo zio Carlo di Lorena ch'erasi impadronito di Reims, che poi fu preso da

pei

A polloni, ch'ebbe eguale incarico cardinali d'Astros arcivescovo di To-

Ugo

e
il

messo

in

prigione a Orleans. Presiedè

lo«ne Mallhiru nrcivcscpvo di Besancon.

concilio Seguino arcivescovo di Sens, co-

Nel voi.
lo

XXXiX,p.G2, celebrai
della liturgia

il

ripri-

Minamenlo
da

romana, opera-

qiickto

dollÌMÌmo e zelante arcivefrco ndottiire

MUivonvirarcidioccRidiReimn, poiché con
bclln Icllorn

più anziano, ed Arnoldo vescovo di Orleans come il più dotto pastore delle Gnllienefu promotore e incoricato di far vescovi n ole proposizioni. Egli esortò
i

me

pn^londc

il

bre-

perarc senza passioiieecon hbcMià, quindi

viuno

,

rilualc e mcbsalc

romano^

risei'»

dumaudòsc Ainuliòdi Reims |)otesse pur-

REI
garsi del delitto di lesa

REI
scovi.
ci.

79
il

iucolpato; indi
tro di lui.

si

maestà di cui era produssero prove con-

So abbati
I .'

e molti altri ecclesiasti-

Nella

sessione fu proposto

sogget-

Ma

3 personaggi distinti par-

to del concilio, cioè gli abusi che prati-

larono in difesa di A rnolfo, e coll'autorità
della lettera de' vescovi d'Africa a
s.

cavansi nelle Gallie contro

i

canoni,

la si-

Da-

niaso
ì

I,e altre allegazioni,

mostrarono che
il

grandi affari della Chiesa erano riser-

vati al vescovi.

Papa, soprattutto

giudìzio dei

monia, le funzioni ecclesiastiche, le chiese usurpate o vessate dai laici , matrimoni incestuosi, l'apostasia de'monaci e chierici, rubamenli , le ingiuste deteni i

Fu

risposto ch'era stato citato al

zioni de' poveri,

i

delitti
i

concilio con letlerecanoniche, e per

mezpro-

alcune eresie. Tutti vescovi
dalla simonia, a riserva di

abbominevoli ed si purgarono

zo di deputati da più d'un anno; e

si

4

;

gli

abbati

vò che

la

causa era stata portata

al

Papa

fecero lo stesso, tranne alcuni che

non

o-

colla lettera del re

Ugo

a Giovanni

XV;

sarono parlare; un abbate

di Poitiers fu
2.' ses-

tuttavia

Roma

taceva. Perciò

Arnoldo

deposto per incontinenza. Nella

d'Orleans pronunziò un discorso rimar'
chevole, dichiarando che le cause evidenti

sione molli confessarono ch'erano entrati

per simonia. Si scomunicarono que' ve-

devono

essere terminate dal concilio

scovi che invitati al concilio

non etano

provinciale. Udite le ragioni delle parli,
si

intervenuti, né

mandato
i

scusa. Si fecero

conchiusc che Arnolfo poteva essere

12 canoni per rinnovare
dri, e
si

decreti de'Pa-

giudicato nel concilio. Si fece
trare, e gli
si

dunque eni

esposero cou dolcezza
il

be-

fine
la

condannarono molti abusi. Alla del concilio il Papa die una bolla,
la

nefizi ricevuti dal re, e

malech'egli adifese debol-

quale ordinò
s.

celebrazione della fèili.° ottobre.
Il

vea fatto a

lui.

Arnolfo

si

sta di

Remigio

i5.° fu

mente, confessò il suo delitto e voleva rinunzìar il vescovato, per averlo esercitato indegnamente. Nella 2.' sessione cui assisterono re Ugo e Roberto I, Arnoldo d'Orleans esortò Arnolfo diReimsa
i

tenuto nel io5g per l'incoronazione di Filippo I re di Francia. Ih 6.°nel 1092 da

Rainoldo arcivescovo con 6 vescovi della
provincia
,

sulla differenza della separa-

zione del vescovato d'Arras, da quello di

prostrarsi avanti ire e
vita; Io fece e gli fu

domandar

loro la

Cambray

:

i

deputali d'Arras dichiararistabilire de' vescovi

accordata; poi rimiil

rono che doveansi
ov'eranostati
;

se a

Ugo

l'anello e

pastorale, ed a' ve-

l'arcidiacono di

Cambray
Il

scovi le altre insegne, lesse la sua rinunzia e acconsenti

sostenne che Arras non dovea averlo.
decise ordinare
in

che

altri fosse eletto.

Fu

concilio rimise la decisione al Papa, che

questi Gerberto,

uomo

celebre pel suo ala

un vescovo ad
l'eletto
I

more

alle lettere e

per

parte ch'egli

Roma

consagrò

Arras, ed Ramberto. Si

avea negli

alìari della Chiesa. Adalgero avendo confessato d'aver aperte le porte di Reims e di essere entrato ostilmente

trattò pure di

Roberto
i

conte di Fian-

dra, che usurpava
stici

beni degli ecclesiadetto re Filip-

che morivano, lliy." neli094 di 3
li

nella chiesa, accettò d'esser deposto, e fu

arcivescovi e 8 vescovi,

spogliato degli abiti sacerdotali, e
so alla
i

ammes-

nel

comunione laica. Il 3." concilio ioi5 pei beni di chiesa, ed a favore
Il

approvare il suo matrimonio con Rertrada: Ivo di Chartres
I

po

sperava

di far

dell'abbazia di Mausson.

14.° nel
la
il

1049
corpo

non v' intervenne e appellò al Papa, dicendo che non gli sarebbe stato permesso di dire nel concilio
rità. Ili 8.°

a'3 ottobre,

il

giorno dopo
di
s.

dedicaziocui

ne della chiesa

Remigio,

tenuto da

impunemente la Urbano II nel

velu-

era stato portato nella nuova chiesa edificata da Incmaro abbate. Fu presieduto

glio
sa

1096, nel quale riconciliò colla ChieFilippo 1 che avea scomunicato pelsuo
11
1

da

$.

Leone iX

e vi

si

trovaiOQO ao ve*

adulterio cou Bertrada.

Q.^uel

1 1

o5, iu

8o
Adone, abbate
11

REI
Cambray Eude o
di
s.

REI
grandi lamenti. L'abbate
fese,

cui fu eletto vescovo di

di

Cluny
i

si di-

Marliaoa Touniay.
1

20." Del I I og per la causa di Goffredo vescovo d'Amiens. Il 21.° neh i5a'28

la

dimostrando provenir le accuse dalcura che avea di conservare beni e
i

privilegi del suo

monastero,

i

quali

si

con-

marzo

dal legalo Conone. Egli vi

scomu-

fermarono.

Il

concilio fece

5

decreli, con-

nicò l'imperaloreEnricoV, eri tnandòad

tro la simonia; l'investiture de' vescovi e

Amiens GolTredo
Certosa.
li

eh' erasi ritiralo nella
i 1

abbati, proibendole sotto pena d'anate-

22.° nel

19 a'20 o 3o
II, assistito

ot-

ma; contro
sa;

gli

usurpatori de'beni di chiesepoltura,

tobre presieduto da Calisto

da

contro chi esige retribuzione pel batgli olii santi, la
1'

i5 arcivescovi e da più di 200 vescovi, poiché ne Ree venire da tulle le provincie d'occidente; vi erano quasi allretlauti
messa il Papa si assise sopra trono elevalo rimpetlo alla porla
abbati.
la
,

tesimo,

un-

zione degl' infermi; sulla continenza dei
chierici e contro le concubine. Si tece an-

Dopo

della chiesa:

i

vescovi e

i

cardinali era-

no

nel

I

rango; un cardinale diacono in

piedi a fìancodel

Papa teneva
il

il

libro dei

che un decreto per la tregua di Dio, per porre un frenoalle private risse in Francia e in Lombardia, facendone severo di» vieto in alcuna stagione e giorni dell'anno. In questo concilio non si potè conchiudere
la

canoni per leggerlo all'occorrenza. Dopo
le litanie e le orazioni,

pace tra

il

Papa

e l'impera-

Papa

fece

una

tore Enrico V. Questi essendo a Mousson,

specie d'omelia in latinosul vangelo, nella

dove Calisto
si
il

11 si
,

trasferì

mentre teneva-

quale disse

:

che

la

barca figura della

concilio

non
avea

volle eseguir la profalla

Chiesa era agitala dai
ièce
li

fluiti.

Un cardinale
i

messa
INell

elicgli

con giuramento
gli

un eloquente
Il

discorso, sopra

dove-

di rinunziar all'investiture ecclesiastiche.

de'pastori.

vescovo d'Ostia Lamberspiegò
i

'ultima sessione
di

i

vescovi e

abbati

to, poi

Onorio
il

li,

diversi n)olivi
Il

pe'quali

concìlio era radunalo.
i

re di

Francia Luigi VI vi produsse suoi lamenti rispello alla Normandia, che il re d'Inghilterra gli avea invaso con violenza;

ma

il

concilio

non

volle esserne gin*

dice. Ildegarda conlessa di Poiliers, segui-

ta dalle sue
concilio
,

donne, essendo entrala
i

nel

fece

suoi lamenti contro

Gula

avendo ciascuno un cereo in mano si alzarono, e il Papa scomunicò solennemente molte persone, delle quali si lessero i nomi, e pei primi Eurico V e l'antipapa Gregorio Vili da lui crealo. Il 23,°nelii3i a' 1 8 oltobre, tenulo da Innocenzo II alla lesta dii3 arcivescovi e di 263 vescovi, e d' un gran numero di abbati, chierici e monaci franal

numero

4^7

glielmo conte d'Aquilania che l'avea ab-

cesi,

alemanni, inglesi e spaglinoli. V'inil

bandonata
ra

,

per prendere in sua vece

tervennero
Il

re e la regina di Francia.
s.

moglie del visconte diChatelleraul, e ch'e-

più celebre degli abbati
fece

Bernardo

immerso

in tulli

i

vizi,

gloriandosi di
le

«uè dissolutezze. Si accettarono
de'prelati d'Aquilania,
1

scuse

luminosa comparsa. Approvala l'elezione d'Innocenzo li, fu scomunica»
vi

quali rappresen-

lo l'antipapa Anacleto

II

se

non tornava
1

non crasi potuto recare al concilio, conte il Papa gli avea scritto gli si accordò un indugio n presentarsi alla corte del Papa e
tarono che
il

loro duca malato

a resipiscenza. Si pubblicarono

7 canoni

di disciplina del concilio di Clerinnnl del

:

,

i3o, poi ripetuti nel concilio di Late» rano II. Il Papa vi consagrò re Luigi VII
I

ripigliar la suo legittima mrtglie .sotto pe-

secundogenito,iu vece del suddetto fratello

na d'anatema. L'arcivescovo di Lione si lagnò u nome del vescovo di Ala^on, degli iitlrnlali dell'ubbalcdi Cluny, contro
tli-1

Filippo morto per una caduta da ca11

vallo.

C'di

delti canoni proibì ai

mo-

naci e ai canonici regolari lo skidio delle Ic^gi civili e della

quale muuaci u chierici prudustcìu

medicina pur guudu-

REI
gnnr denaro. Furono
vietali
la vita
i

REI
tornei, per-

8i
gli

nonico del vescovo, e se
la

assegnerà la
i

chè

ci

correa rischio

dei

corpo e

sussistenza conveniente sopra

beni del-

dell'anima, volendo far prova di sua forza e destrezza. Si

chiesa".

11

26.°neli iSy.II ay.^neii i58
tra
il

tro chi percuotesse

pronunziò anatema conuna persona consavi

sulle differenze insorte

vescovo di

grata a Dio.

Il

Papa

canonizzò

s.

Co-

dardo vescovo d' Hildesheim morto nel 1128. Il 24-°neli i32Ìnfavore delTabl)azia di Marmoiitier. Il 25.° neh i48 tenuto nel marzo e in quaresima da Eugenio
III, ch'erasi

Laon e l'abbaledi s. Martino. IlaS." nel I 164 tenuto da Alessandro III perlacroonde mandarvi socciata di Palestina
,

corsi.

1129.° nel i23i fu celebrato a
{f^.) nel

s.

Quintino

Vermandois,
Il

sulla di-

sciplina, e relativamenteallacausa di

Mi-

portalo in Reinis nel de-

lone vescovo di Beauvais.

3o.''nel

1

235

clinar di febbraio, con molti vescovi di Francia, Germania, Inghilterra e di Spagna, contro Gilberto Porrelano vescovo
di Poiliers, accusalo d'errori contro la
ss.

pure a s.Quinlinosulla
se,

libertà dellechie-

donde l'arcivescovo di Reims con 6 sufl'raganei andarono a Melun a trovare s. Luigi IX per fargli delle rimostranze
sopra certi articoli che offendevano se-

Trinila.

Avendo
la

s.

Bernardo

fallo confes-

sare a Gilberto, ch'ej^li insegnava che l'Es-

condo

essi la libertà della chiesa. Il

St."

senza di Dio,

sua Divinità,
il

la

sua Safor-

pienza non è Dio,

santo

impugnò

nellostessoannoa Compiegne per alcune osservazioni da presentarsi a re s. Luigi
IX. 11 32.° nello stesso anno a Seulis. Il 33.° nel 1236 a s. Quintino per le im-

temente questa proposizione , dopQ una lunga disputa, indi stese una professione
di fede contraria agli errori di Gilberto,

munità

della chiesa.

Il

34-° a

s.

Quintino

che fu approvala dal Papa e da' cardinali. Siccome molli membri del concilio erano favorevoli a Gilberto, il Papa non confermò questo giudizio con decreto solenne, solo obbligò Gilberto a ritrattare
i

sullo stesso argomenlo.il 35.° nel

1257

a Campiegne.

Il

36.° nel 1287

ili.° otto-

bre, tenuto dall' arcivescovo Barbet, con

7 suffraganei e

i

deputati di due

altri,

i

quali risolvettero di spedire a

Roma,

per

suoi errori,

il

che esegm.
il

Fu

condotto
della

tener dietro sino all'intiera sua spedizione
all'affare
ti

a questo concilio

fanatico

Fone

che aveano

coi frali

mendican-

Stella che avea sedotto molta gente del

francescani e domenicani, sui privilegi

popolo, pubblicandoch'cgli era quello che

della confessione e predicazione, accordali

dovea giudicare

i

vivi

ed

i

morti;

ma

co,

me non
fu

die che delle risposte sciocche
in prigione,

loro da Martino IV. Il 37.°neli3oi ai 22 novembre, in cui si feceuna cosllluzio-

messo

ove morì poco do-

nedi 7 articoli, riguardanti nella più parte
i

po. Nella slessa assemblea fu accusato Gu-

chierici citali avanti
1

i

tribunali secola-

glielmo arcivescovo d'York di non essere stato eletto canonicamente,

ri. 11

38.° nel 564, tenuto dall'arcivesco-

ma

intruso

vo cardinal Carlo di Lorena, e fu

nume-

per autorità regia
ziò contro di lui a

ne fu convinto e Alberto o Alberico vescovo d'Oslia pronun;

rosissimo pei vescovi di Soissons, Senlis,

Chalons, Verdun, per l'arcivescovo di
Sens, pei procuratori de' vescovi di No-

nome

del

Papa

la senil

tenza di deposizione, però contro

pare-

yon, Laon, Amiens, Boulogne, pei deputati de'capitoli, e

re della maggior parte de'cardinali.
i

tanti

canoni di questo concilio,
1'

Fra uno fa

molli abbati che
il

vi

as-

conoscere

origine de'parrochi titolari,
si

tennero 19 congregazioni: nella 2.*de'28 novembre
voto. Si
si

sisterono ebbero

dicendo: » JNon

se sacerdoti per commissione,

metteranno nelle chiema ognu-

conchiuse, che quanto all'articolo del-

la

riforma de' costumi

,

sarebbe rimessa

na avrà

il

suo prete particolare, che non

al concilio
ti

seguente. Si fecero molli statu-

potrà essere deslituitochedal giudizio cavoi. LTII.

e regolamenti, sulla residenza die'cura-

6

82
ti,
i

REI
sagrntoenli, la vita regolala de'pnsto-

REL
naia liturgia romana, cui crasi
fatto lo-

ri,

r esame pegli ordinandi e pe' curnli ; eccellcnli sono quelli spellanti alla vita

clericale. 1139.° nel

i583 provinciale pre-

sieduto in maggio dal cardinalarcivesco-

Lodovico di Guisa, e pubblicato colle stampe di Parigi. Vi furono vescovi di Soissons, Laon, Beauvais, Ciialous, Noyon, Amiens e il deputato di Senlis. Vi si trattò del culto divino, breviario, mesi

o

de volesagriGzio di abbandonarla remense; sull'uso dell'organo e la musica delle chiese; sull'oflerta del pane benedetto nella messa parrocchiale, avanzo dell'antico rito delle oblazioni di pance vino pel
sagrifizio, distribuito a tulli

d'unione, di fede e di sagrifizio,

come indizio come simpane degli
vi

bolo di carità, in testimonio del pane vi-

vo disceso dal
angeli che
il

cielo; è questo

sale, rituale; de'giorni festivi, de' sagra-

sacerdote invoca nel benedi-

menti, seminari, sepolture, curati e capitoli; de'simoniaci, confldenziari, usure,

re tale olferta,

onde coloro che
la salute

parte-

cipano ne abbiano
e del corpo.

dell'anima

visite vescovili e sino di diocesani

;

oltre

Questo uso del pane beneper
la virtìi

molti regolamenti sulT amministrazione

detto mantenuto in molle parrocchie dell'arcidiocesi,
i

de'sagramenti e doveri degli

ecclesiastici,

provala contro

e per l'osservanza del concilio di Trento. Gregorio XI li lo approvò con brève de'So luglio 584. Di tulli questi concilii trattano Labbé, Arduino, INIartene, la Gnllia ciisliana, Pagi, il Diz. dt conci1

demonii,

la

guarigione d'infermità e la
cardinale vi trattò
le

santificazione delle anime, sarebbe esleso

per tutta. Inoltre

il

principalmente
fraternite,
i

le

cose concernenti

con-

di voti pellegrinaggi, l'uso del

la. Nel

i85i l'attuale cardinale arcive,

rocchetto e della berretta, la predicazione, le scuole, le parrocchie,
i

scovo ha ripreso
e ne trattano

come

iu quello tenuto

gli olii santi,

nel 1 85o,la celebrazione de'sinodi annua*
li,
i

n.

253 6^54

dell'
il

valore romano. A'-iS settembre
delle

Owcrsuono
8 del-

madrine, la 1." comunione; quanto spella alle messe parrocchiali, alpadrini e
le

tari portatili,

doveri de'confessori,
;

ammide,

campane di

tutta laciltà, e le
1'

nistrazione di sagramenli
gl'infermi,
gli
il

la visita

la cattedrale

ne dìerono

annunzio.

La

viatico,
Il

l'estrema unzione

messa sinodale si celebrò ai 25 con tutta la pompa; in una mensa era aperto il libro degli evangeli ; nel recinto del coro
eravi tutto
il

ordinandi.

cardinale con quella dot-

trina che lo rese celebre nelle sue opere

teologiche, vi fece
ra.
1 1

una meravigliosa
capitoli

figu-

clero colle insegne di digni-

sinodo durò 6 giorni, con 2 sessioni e

tà, tra le quali dislinguevasi la bella

croce

6 sedule, formandosi 28
pendici.

con ap-

in ismalto azzurro appesa al cordone vio-

laceo che decora
lari,

il

petto de'canunici tito-

RELIGIONE ,

F/V/w, f?<'%o, Riius.

nuovo ornamento che data dal lem*
recentemente conferiti
al

degli onori

capo

di questa illustre chiesa.
i

Furono

os-

e le ceremonie prescriltedalromana, llcardinaleche lopretiedellc, vi pronunziò eloquente allocuzione, analoga alla riapertura de' sinodi ed oi bikugni di opportune provvidenze
servali
riti

Cognizione della Divinila e del CuUo[f .) che le si deve rendere, unita alla volontà di adempire un tale dovere. Secondo la forza del termine, (jiiesto è il vincolo che
imisce l'uomo a Dio
gi
(/''.)

la liturgia

ed

alle

sue legri-

mediante

i

sentimenti di rispetto,

conoscenza, sommissione, timore, e confidenza ed

amore che c'ispirano
i

le

sue

ili-

e

fcUiUiti.

Vi

Irnlll)

dc'hbri
,

la

cui lelturn
,

vine perfezioni e

benefizi che da lui

ri-

è interdetta
loici,
ti

ui sacerdoti

ni chierici

ai

come

della lelturn pericolosa di cer-

giornsili;

suirapprovHzionc

dellii

slam-

ceviamo. Per decidere se 1' uomo debba avere una religione, basta sapere che vi è un Dio e che egli ha creato l'uomo ;
,

|)u dc'libri; sul

diviu culto per la ripristi-

non potè

fiulo,

com'è, capace

di rillessio-

REL
neescnlimenlo, senza che gli ordinasse il suo creatore. Quindi laspei-iciiza dimostra, che 1' uomo senza religione sarebbe assai poco diverso da un adi adorare

REL
divinità,

83

ne

di

ha la Dio e de' suoi
scolpiti nel

sua sorgente nella nozioattributi profonda-

mente prova

cuore dell'uomo, lochf

l'esistenza e la necessità della re-

nimale;

tali

sono

i

selvaggi isolali diesi
foreste, e nelle caste

ligione ingenerale.

La

religione sopran-

trovarono nati nelle
te
si

naturale o rivelata è quella che è superiore alla natura e alla ragione umana, e che l'uomo non può conoscere col solo lu-

e tribù d'indiani, che vivono generalmen-

come

i

bruti. E' assai sorprendente
i

che

trovino uomini

quali

si

vantino di

lac naturale, uia che

ita

bisogno della

rila

filosofia e

che
di

questo stalo
ienti di

procurino avvicinarsi a slupicLìà, quali poco consi
i

velazione divina per essere conosciuta:
/ijVe/rt!z/o«<?(/^.) è la

conoscenza delle cose

rinunziare ad ogni sentimento
Bergier. Tut-

future o nascoste che Dio ha concesso ai
suoi profeti, u'suoi santi ed alla sua Chiesa.

di religione, vorrebbero eziandio distrug-

gerlo ne'Ioro simili. Così
ti
i

il

La

religione naturale poi è quella la
la
si

popoli in ogni

tempo
,

si

obbligati di rendere certi
interni, siano esterni

sono creduti omaggi, siano
vo-

quale non oltrepassa
ni della natura,

forza ed

i

confi-

che

conosce col lume

a quella divinità
i

naturale, che

non ha

altra regola

o mi-

che
li,

si

sono

essi

immaginata; quindi
i

sura che
deriva

la retta

ragione nel culto di Dio

le

preghiere,

templi,

i

sagrifizi,

i

mi-

e nelle cose divine.
il

La

religione cristiana

nistri degli altari, e

finalmente lutto l'ap-

parato del cullo religioso, che fu sempre
praticato dalle nazioni anche le più bar-

suo nome da un Dio fatto uomo, chiamalo Cristo (^-)j quindi suoi discepoli furono detti Cristiani (f^.) , la
i

bare e meno civilizzate. I romani rispellavano talmentegliDeide'loronemici,che prima di assediarle unacittà, deputavano
de'sacerdoli per supplicarli di uscirne, e

Fede

(y.),

la

dottrina e

la reiigionecri-

sliann, Cristiaitesimo (f^-)-

La

religione

cristiana è la sola vera, e tutto concorre

a dimostrarne la verità.
i

Le sue

profezie,

per evocarli
po; intanto

alline di attirarli nel loro
gli

camstret-

miracoli,

i

martiri,

il

suo stabilimento, suo autore

assediati

li

legavano
essi

la

sua dottrina,
i

la santità del

tainenle con corde per limoreche abban-

e di tulli

suoi veri discepoli, e la falsi-

donassero

la città.

Salutavano
li

i

pro-

tà delle altre religioni, tuttociò

depone a

pri Idoli [r.) alla mattina, e

onoravasagri-

favore della religione cristiana, di cui è

no con

lodi nelle feste e nelle oltre occa-

sioni soleinii. Gli antichi

germani
i

ficavano al Dio

Thor

in tutti
il

gioved"i,
il

supremo capo il sommo Pontefice (/^.), che ha il Primato^F .) iuWaChiesa (/^.). Roma è madre di tulle le chiese, e centro della religione cattolica,

affinchè tenesse lontano

tuono,

ful-

ma

Geriisa'

mine,

la

grandine. Allo spuntar del gior-

lemme

(/'.) e

1'

Oriente

(A'.)

ne furono
osserva

magi dei persiani cantavano inni in onore degli Dei, e salutavano il sole nascente, qual fuoco ch'essi consideravano come un princìpio eterno. 1 diversi poi

no

l'avventurosa culla.

Nondimeno

Rui nari, che
ti

la religione cristiana

che pa-

Persecuzioni (f.) sino dal suo primo

principiare, ne'priini tre secoli della

me-

poli del

mondo sempre cantarono alla
le lodi
i

lo-

desima

fiorì

con maggior perfezione nel-

ro maniera
gli

dell'Ente supren)o, e

l'occidente che nell'oriente.

La morale

rendevano

loro

omaggi con
i\e\\

un'infi-

della religione cristiana è sublime, elevala,

nità di cidli differenti

Idolatria (F.)

ed è estremamente utile alla società,
le è

Paganesimo (f^.): l'idolatria unita al paganesimo chiamasi Polilciiino (Z-^.). Questo accordo de* dila religione

e con

del

giacché per un privilegio che
prio, essa
slesso
i

pro-

ne allontana tutti mali, nello tempo die le procura tutti beni.
i

versi popoli dell'universo neli'onorare la

Priucipali proprietà e caratteri della re-

e

84
ogni cosa, ed
sieri,
il

REL
Dio sopra
stessi
i

REL
zioni degli ebrei porta con se la sua con-

ligione cristiana sono l'amare

prossimo come noi
riferire a

danna
finì,

nelle sue profezie

:

dessa in Cristo
i

per amordi Dio;
i

desideriijie

Dio lutti penazioni, ed essere sempre
altri ciò

essendosi in lui appieno Terificati

profetati segni del Liberatore promesso;

pronti a morire mille volte piuttosto che

da
so

tanti secoli è priva di

tempio

,

di sa-

oQenderlo; fare agli

che voglia-

grifiziOjdi sacerdoti; sperperato e confuil

mo che

gli altri

facciano a noi; perdona-

popolo, senza traccia di tribù, di ge-

re a'nostri ingrati e nemici; rendere bene

nealogie, di famiglie.

La

religione

mao-

per male; pregare pe'nostri persecutori, ritenere per beati quelli che sono perseguitati, aiHitti, disprezzati

per

la giustizia
,

;

rallegrarsi nelle tribolazioni

portare la

sua croce, vincere

le

proprie passioni, mo-

strarsi in tutto umili: queste

sono

le

mas-

sime della morale
dottrina di

dell'

Evangelo [F.) o
ci

mettana fu inventala 600 anni circa dopo la religione cristiana da un impostore, che facevasi chiiunnre profeta; non è né vera, né divina. E' un mescuglio mostruoso di deismo di giudaismo con uà poco di cristianesimo lusinga essa le più vergognose passioni, promettendo un pa,
:

Gesù

Cristo fondatore della
I

radiso carnale; va debitrice del suo sta-

religione cristiana.

beni che questa

bilimento, de' suoi progressi e della sua

promette come sorgente della nostra felicità sono inedabili, infinitamente superiori a'sensì e che consistono nel possedimento di Dio medesimo, nel goderlo con visione beatifica in Paradiso (f'^.)- Anche a Ri«
VELAZiONE parlai de'caratteri della religio-

conservazione
le

al

fanatismo e alla forza del-

armi

:

ripugna alla ragione speculati-

va e pratica. Non basta essere cristiano per salvarsi, bisogna professare la religione Cattolica (Z^^.), apostolica e romana non si salvano gli Eretici e Sciamatici
:

ne cristiana

cattolica.

Tutte

le altre relisi

(/^.).

Tutte

le selle

crislianedirterenti dal-

gioni differenti dalla cristiana

riducono

la chiesa

jtrincipalmentea
hraica,
la

tre, cioè la Pagana, VEMaomettana (F.). La religione pagana none già soltanto puramente

romana sono .false e devono rigettarsi la chiesa romana è la sol» vera religione,ed è la sola che dobbiamo segui:

re per salvarci.

Imperocché Lutero, Calnon eoa
,

umana
la,

e tutta carnale,

ma anche

ridico-

vino, Zuiniglio,Enrico Vili non autenti-

assurda, abbominevole e infame, adorando una moltitudine confusa di divinìtu favolose e colpevoli de'piìi gran delitti;

carono

la

loro pretesa missione,se

laidezze, crudeltà, rapine, profanazioni

bestemmie. Stesero

la

loro influonza con
il

è una religione

fulsa.

blandire le passioni,ed allentare

freno ad

La
che

vera religione è necessariamente an-

ogni sregolato appetito.
guaci

I

loro sistemi fui

la

prima e

la

più antica, Dio creaninsegnargli la manie-

do l'uomo, dovette

ra di servirlo, prescrivergli una religione

rono assurdi e senza base, onde loro seli rinegarono e si ramificarono in sette innumerabili. La Propagazione della fede (/'.) della religione cristiana ri-

e un culto, senza de'quali l'uomo non avrcbbe mai potuto tendere e giungere al tuo fine. Ora la religione pagana non è la prima, né la più antica religione, poi-

porta anche a'nostri giorni copiosi trionfi
sul Gentilesimo
[J'^.)

e sul Protestantismo

(F.).

La

religione cristiana perla sua ecil

ché formossi a poco a poco

colle finzio,

cellenza é
d.'ogni

fundamenlu d'ogni

società e

ni de'poeti e della mitologia

culle spe-

governo. La sicurezza e

la felicità

culazioni dc'fdosofì, in una parola è

un

d' ogni

governo e
sola

di ogni società è essencaltoli-

giuoco o aberrazione della mente umana.
le

zialmente fondata sulla religione
ca,

La religione ebraica è il culto che Moìn<c^nòc prescrìsse
ogii ebrei per

che

può

ispirare ai principi l'a,

ono-

more

pei propri sudditi

ed
1

ai

popoli

il

rare l'Knle supremo;

ma

per le prevarica-

rispello per le loro leggi.

principi stessi

REL
Infedeli

REL
troppo
religione vinci trice,
,
1

85

{V) o

idolatri sentirono

perciocché la necessità d' una religione non conoscendone una vera ne adottarono una falsa sapevano essi che senza di questo, tutte le leggi non possono avere né
:

Padova 1776. Gio. Fortunato Zamboni, La religione in ispiegazioni e dialoghi, Trento i8 8. Alessandro Lazzarini, De'pregi dello stu-

forza né vigore.

Su

questo sublime e vasi

dio della religione cristiana,Koma 1 824. A. Boutruche, Quadro comparativo edistorico delle religioni antiche e

stissimo
articoli
tori.

argomento

possono vedere
i

gli

moder-

che ne trattano, ed

seguenti au-

ne, delle principali sette religiose e delle

G. Cernitori, Biblioteca polemica

degli scrittori che dali'j'jo alx'jo^Zhan-

scuole filosofiche, il quale dimostra V influenza sociale del cristianesimo e lo stabilimento della società cristiana sulle mi-

no

difesi o

impugnanti

i

dogmi della re
1

793. Bergier , Trattalo storico e dogmatico della vera rcligione,V eixezia 782. Coccio, ThesaU'
ligione cattolica,
i

Roma

ne della pagana, Parigi 84 1 G. F. Lho1 •

mond. Storia della

religione

venuta di Gesìi Cristo
pendiata, nella quale

prima della ragionata e com-

ras catholicuscontroversiarumfideij Co-

louinei66o. Muzio Vitelleschi, RelaziO'

ne delle persecuzioni mosse contro la fede in vari regni, Roma 635. Antonini, f^erità del cristianesimo, Foligno i83o. A ntonioCesari, Dissert. sopra i henigran1

dissimi che la religione cristiana portò
tutti gli slati

a

dimostra la sua promesse figure e profezie che annunziarono l'adorabile suo fondatore, non che gli avvenimenti e le rivoluzioni temporali che disposero il mondo alla grand'opera del Messia, traduzione spagnola di Berricrzabal,
si

divinità, con la serie delle

degli uomini, Venezia

1

828.

Madrid i843.

Si possono leggere

i

5o

A ntonioDragoni^ Dissert. storico- dogmatica sulla

molivi cavati dalla sana ragione e dalle
basi di vera credenza che la fede

vera religione dalla creazioCristo Salvatore,

romala sola

mondo infiuo a Cremona 839. Calisto
ne del
1

na cattolica
vera a tutte
tonio Ulrico

sia

da

preferirsi

come

Fornari, Tratta1

le religioni,

compilati da An<
e di

lo del vero cristiano,

Roma

838. SeveEsposi'

duca

di

Brunswich
il

Lu-

rino Fabriani,

La religione cristiana, Mo,

neburgo, nelTabbandonare
tismo e ritornareal

protestanreligio-

dena 1837. G. cardinal Gerdii

grembo della

zione de' caratteri della vera religione.

ne cattolica, pubblicati dal p.Theiner,ói7oria del ritorno alla chiesa cattolica delle

Giuseppe Jean, Culto cattolico, Venezia 1 83o. Tommaso Moore, Fiaggiin cerca d'una religione, Venezia 835. Metodo d'istruzione per ricondurre gli acattolici alla romana chiesa e confermare i cattolici nella loro credenza, \eueziai83o. GiosefTo Pinamonti, Ragionamenti intorno ai dispareri e alle discordie che sono
1

case regnanti, p.3o. Alcuni di
li

tali

motivi
a Pro-

riportai in diversi articoli,

come

testanti, a Religiosa. Nel voi. 3, p.436 degli Annali delle scienze religiose, si leg-

ge

il

saggio di una classificazione

nume-

rica degli abitatori della terra, giusta la

differenza delle religioni

,

in tutti ascen-

tra

i

zelanti cattolici e
1

i

così detti incre-

denti a circa
lici

872

milioni, e divisi: Catto-

832. Salvi, Dalla religione cattolica sorgono iprincipii e progressi della civiltà, dimostrazione Venezia 1845. Studio della religione, Venezia 1823. Pietro Schedoni, Della religione cattolica j Modena 83o. Trionfi della re//g/on<', INapoli i83o. Antonino Valsecchi, Defondamenti della religione e de'fondamenti dell'empietà, Cotogna 1837. La
duli, Milano
,
1

romani d'Europa i i4i5oOj00o; Asia 3,100,000; Africa 1,100,000; America 23,420,000; d'Australia i5,ooo. Io tutti 142,1 451,000: ma sono più e comunemente si vogliono ascendere a 200 milioni. Protestanti e altri cristiani orientali, quali non appartengono né alla chiesa greca, né alla romana, in tutti 62,785,000; de'quali inEuropa 49>20o,ooo, in Amei

86
57,1
I

REL
tulli

,

REL
i

lica 12,620. Della fede greca, in

Umamentc
i

suscitare ora
i

ss.

Padri, ora
loro luce
e del

1,000. Armeni, copli eullri mouo-

conoilii, ora

teologi, ora gli apologisti,
la

fisislieselleorientali sepmate dalla chiesa greca e romana, in lulli5,85o.ooo.In so-

afìlnchè fossero messi in tutta

que' punti del

domma, della morale

.stanzaicristiani presi tull'insiemesecondo
la statistici

cullo, ch'erano presi

sarebbero 267,81) i ,000. Giui 37,700,000. 7,000. Budilbisli e di-

segnalamenledi mira dagli eresiarchi.il che gli apreun vasto
di

dei 3,260, 000. Maomettani

campo

scendere

al particolare,

e di fa-

Bramini

in Asia

1

1

re in proposito acconce rilevanti osservazioni su

scepoli diConfucio,

(.li

Fo,ec.23o,20o,ooo.

qualcuno de'misteri,sul primato
Pontefice, sugli ordini reli-

Seguaci di
sette,

Lama 4^>35o,ooo.

Pagani

del

romano

73,600,000. Di

tutte queste religioni e

giosi e sulla

grand'opera delle missioni;
la l'eligione cattoli-

come

de'principii che professano,

quindi conclude, che
ca,

trattai a'Ioro articoli,

o

in quelli in cui
I\lg.'^

immutabile e perfetta
nella

di

sua natura,

sono
co

tali religioni

sette.

Domeni-

nelle sue tre parli essenziali, cioè nel

dom-

Lo Iacono vescovo di Girgenli, nel 1843 lesse neWy^ccadcmi'n di religione
e

ma,

morale

e nel culto,

più o

meno

illustrata,

può essere ma non è suscetche intende
il

ra«o//tv7 (/'.) l'interessante dissertazione:

tiva di quel progresso

se-

Se

quanto

il principio

del progresso ab-

colo, e che stoltamente applicar le vor-

bia luogo nella religione.

Accennata

la

rebbero

i

novatori de' nostri giorni. Nel
si

smania del nostro secolo di voler portare da per lutto il suo vantato progresso, traccia da prima l'idea caratteristica della religione santissima di Gesti Cristo, quindi con argomenti irrefiagabili, ile-

n."7 del Diario di RoniaiS^'j

legge,
ai

che

afllne di

proporre un eccitamento

nobili ingegni,

onde diano opera con
il

a-

lacrilà alla difesa e all'inercmento della

religione cattolica,

defunto

illustre

mi-

dotti dalladivina origìnedclla

medesima
i

lanese march. Federico Fagnani concepì
il

e dalla pratica costante di tutti
i

tempi, dimostra qualmente suoi dommi, la sua morale, il suo cullo sono stati e saranno

generoso e mirabile divisamento d'asvitalizie e alcuni
si

segnare alcune pensioni

premi per

quelli,

i

(juali

segnalassero

sempregli

stessi,

uè possono nella sostan-

ne'di versi scientifici e letterari lavori, che

za ed in un senso assoluto ammettere alcuna sorla di piogresso. Che se mio svihq)po più chiarode'dommi cattolici, uno studio più profondo della .scienza sagra, una più esalta e generale osservanza dei precetti evangelici, una piìi regolare magnificenza del cullo c&leriore, ed un zelo

stampati, giusta

verrebbero successivamente proposti e la testamentaria dìspoil

sizione,della quale è legatario

cardinal

lìrignole. In esecuzione pertanto del pio

legato

si

pubblicò

il

programma

pel i.°

concorso con pensione annua di scudi 120, a chi entro un triennio farà lo scritto più
utile

più acceco e più attivo di estenderlo per

alla religione cattolica apostolica

ogni dove vogliono indicarsi iuiprovvi-

Minente
liitlu

col

nome

di progl•e^so,

il

eh. au-

romana. Se ne tracciarono gli argomenti, e di più si pronùse un premio di scudi
3o() sul miglior libro che tratterà:
ligione di

tore nuli solo

non trova che
uia dalla
di

ridire in sif
storia della

La

re-

linguaggio;

Gesù

Cristo, sola origine del

(Jliit'ta

prendendo motivo

confermare
ili

vero incivilimento, sola base del privato
e del pubblico bene, solo mezzo di conciliare la ptdiblica colla privala felicità.

viemmiigi^iormcnle l'assunto, con dotte
I-

profonde investigazioni uuimirn
In

se-

colo in secolo

portentosa condotta del-

Sulla religione cattolica, da alcuni disprezzata e vilijiesa,
1'

la l'rovvidi-n/.a, la quale n misura che sorgevano diverti errori, per serbare ini

attuale zelante vesco(jiantiotli di recente

vo diS.iluzzo mg.'

tallo

il

deposito della lede, seppe oppor-

pubblicò una bella lettera pasturale, di

j

REL
cui

REL
si

87

un imporlanle brano
àeìV Ossen'atore

leggo nel n."

\fji

romano

tleli852.

confronto colla pretesa de' protestanti. " Nella religione cattolica romana un

Finalmente noterò, che il vocabolo Religione, si applica ancora per indicare un ordine o una congregazione religiosa, la regola de'religiosi, il loro convento o monasleio, quindi
/ì(7/g'/o,JO (A'.)

gran numero dell'uno e dell'altro
tune,
si

sesso,

di nascita illustre, di ricche sostanze e for-

al servizio di

sono generosamente consagrati Dio, e passano le loro vile
in un'angelica

l'individuo

in

una volontaria povertà,

che

vi

appartiene. L'ordine equestre, reGcrosoliniitano o di

purità. Nelle altre religioni noi

non

tro-

golare e oiilitare

viamo veruno per nascita
iiistri,

distinto e per ca-

ISIalta^ comunemente si chiama Religione di Malta, Religione Gerosolimitana cos'i qualche altro simile ordine equestre

rattere,chemettasestessonelrangode'mie di questo è cosa assai rara il trovarne uno che abbracci la vita continente. Prova evidente che la necessità di guadagnarsi il vitto è il solo motivo in essi di

e regolare.

RELIGIOSA,

Firgo

D evola, Sanciivedova con-

nionialis, Monialis. Zitella o

sagrata coi 3 P'oli (F.) di castità, po-

cattolica

prendere questo stato; oveche nella chiesa romana l'amor di Dio, l'interesse della propria salute, e la viva e vera

vertà e ubbidienza, semplici o solenni, e
\iventein/l/o/Jrt.j/<'/'oo Chiostro,ne\

Consotto

servatorio, presso

Ospedale (F.),

una certa Regola

{F.). Allorché la

brama
in-

motivi che spingono un sì fede sono gran numero di persone a consagrare interamente .se stesso al servigio dell'oni

di servire più perfettamente a

Dio

nipotente Iddio.

La

continenza, quel sinai

dusse gli uomini a ritirarsi nella solitudine per attendere unicamente a\\a Preghiera (F.) ed al lavoro, furono ben presto imitati dalle

goiar dono di Dio, non è dato
stri

mini-

Donne^F.), che abbracgenere di vita; altre
si

ciarono

lo «tesso

dedicarono
diaconie, e

al servigio delle chiese e delle
si

chiamarono Diaconesse e tempo furono istituiti gli ordini A^Wq Monache
rrcshiteresse[F.). In progresso di
(/
.),

pur è dato a sì gran numero di religiosi uomini e donne della religione cattolica romana, che per la grazia di Dio menano tutta la vita loro non solamente in uno stato di continenza, ma senza macchia o lordura alcuna in quello di pura verginità ". F. Vergine e Veprotestanti, ove

delle Canonichesse{^F.), delle Ter-

ziarie [F.), delle Recolleltc (^•), e con

dova. All'articolo Mo>aca dichiarai cosa sono le religiose, e parlai delle loro diverse denominazioni come furono qualificate,

tutte quelle denominazioni di cui tengo

come

delle dilfererrti specie delle

proposito

segnatamente delle religiose tuttora esistenti o istituite negli ultimi anni; quindi feci pure articoli per le religiose Oblale {f.)j come delle Suore o Sorelle (^F.), o Figlie (F.) della Carità (A".), ed Ospedaliere (r.), le quali sono grandemente benemerite della pubblica educazione morale e religiosa delle fanciulle, non che della pieai loro articoli,

religiose esistenti o che

furono, inclusi-

che appartennero a ordini regolari militari, a quelle impiegate ne' Conseivatorii(^ P'.) alla istruzione pubblica, a quelle penitenti. Parlai ancora delle \ovo Superiora, Priora, Abbadessa (^^.), già potenti come signore didominìi temporali; di che pure a Regalia e articoli analoghi, mentre a Regina dissi che

vamente

a quelle

tosa assistenza delle inferme e degl'infernii,

quella di
di

essendo segno delle universali bene-

Boemia la corona l'abbadessa Praga; degli abusi di alcune badesse
perchè chiamate Suore o Madri,
delle loro

dizioni.

Fra'motivi che indussero Anto-

nell'esercizio della loro autorità sulle leligiose;

nio Ulrico duca di Brunswich C di

Lu-

ncburgo, a ritornare alla Religione (F.) cattolica, vi sono seguenti , facendo il
i

co'diversi titoli che Iorospcttano,de'quali

anche a Madre e Suora {F.)j

88
mato
la

REL
e religiose

REL
accompagnate in carrozza da una signora; il quale adornamento si pratica

religiose Co^wer^e, a vendo Morcelli chia-

monaca convevsa, /énciUasancli'

monialisj dei pregi del Celibato [P'.) che
osservano; dell'origine delle religiose doq
jTìeno d'oriente,

per

siguificiiie

che quella è
al

1'

ultima

comparsa che fanno
se.

inondo, llconcilio

che d'occidente, e delle

del Friuli del 791, col can. la prescris-

loro dilfereuti qualità e ditfusione,
tre ai loro articoli e ne'luoghi

men-

La

clausura delle religiose sarà esat-

ove sono

ne riparlo meglio; della Clausura (f^.), e in quali circostanze poterono uscirne le religiose; di quanto riguarda il servizio delle chiese, e quale fu loro permesso; delle loro Doli e Livelli {^T^.)j di quanto
spetta alla disciplina regolare delle religiose; de'monasleii doppi, ossia con pro-

tamente osservala. Nessuno entrerà nel loro monastero senza la permissione del vescovo, il quale non ci andrà nemmeno esso, che accompagnato dai chierici. Ne le abbadesse , né le religiose usciranno
sotto pretesto d'andare a

Roma, o

altro-

ve in Pellegrinaggio

(f^-). Il concilio di

Londra

del

pinqui monasteri o conventi di religiosi
del

ligiose di

1 1 38, can. 1 6, proibì alle reportar pellicciedi prezzo, come

medesimo

istituto; del divieto di far

di martori,ovverod'armellini, d'aver scatole d'oro,

doni; sulle regolate o superflue spese delle vestizioni

o d'arricciarsi
1 1

i

capelli,

il

tutto

accompagnate da vana osten> lezione de'poco saggi parenti, che fanno

sotto
del
1

pena d'anatema.
195, can.
i

concilio di

York

i,

statuì

che
del

le religiose

eccedenti invili quasi fossero rappresen*

non usciranno dal recinto
1

monastero,

ianze profune, con un complesso di cose

abusive e del tutto contrarie allo spirito
della professione religiosa, certamente op-

poste alla edifìcazione che
rare. Dissi

si dovrebbe cupure di alcune vestizioni ese-

che con l'abbadessa o la priora. 11 conciliodi Parigi deli2 2, col can. 9 ingiunse ai vescovi di dare alle religiose de'confessori scelti. In un canone del concilio
di

Tours

del

i

289
si

si

legge.

La corruttela

guite da'Papi,

come

della Professione re-

della simonia

è talmente sparsa tra la

ligiosa {f.y,su\ confessoli delle religiose,
sui loro pailatorii, la cui frequenza è proi-

maggior parte delle religiose, che appena ne ricevono alcuna nel numero delle
suore, senza trattar di denaro, e
si

bita tanto alle religiose che agli ecclesiastici elaici, ec.

stu-

Moltissime nozioni sul/Jt7/^'/o-

diano di coprire questo disordine col pretesto della povertà.

so [F.) sono
le

comuni

e riguardano altresì
leggi della

religiose. Delle principali

ciò

non succeda più

Noi proibiamo, che in avvenire, e di più

Chiesa sulle religiose, decretate da'Papi e
da'concilii,

ne tratto

in molti articoli;

qui

ordiniamo, che se qualche religiosa cade in avvenire in questo disordine, tanto
quella che avrà ricevuto, quanto quella che sarà stata così ricevuta, sia superiora o infermiera, venga cacciata dal ino«

riporterò

i

canoni principali formati nei
11

concilii sulle religiose.

concilio detto

Trullo del ^92, col can. 4^ proibì d'adornare d'abiti preziosi e di gemme le

nastero senza speranza di ristabilimento,

che vorranno prendere l'abito di religiose, per non far credere, che lascifiglie

eche
sia

sia

chiusa in un luogo dove

la

regola

con più rigore osservata, per

farvi per-

no
le

il

mondocon

rincrescimento: in vece

petua penitenza.
di

E

(piaiilo a quelle
il

che

l'odierna disciplina permette, che tanto

sono state così ricevute avanti
((uesto concilio,
n<ii

decreto
giiidi-

monache o
le
si

religiusu
i\

velate

o

coriste,

abbiamo

che

converte

veslino con

pompa

e

come

dice da i>po<e, nel giorno della

cutoche fosse d'uopo provvederci in qtie* sta maniera, che sieiiu collocate in ullre
case dello stesso ordine, (juclle che
ci

vvulizione, ed in alcuni monasteri

anche

cu-

({Middle giorno

iiiniiiizi,

perchè custuiiia-

tniroiio inaliiiiKMite. Cliesef(>sseinipussibile uulluuuile

uu

di purtuisi u vibiturc ullru

monache

cumudumentu

iu ullre cu<

,

REL
se a

REL
in

89

motivo del troppo numero di esse, adìncbè non si perdano nel secolo, menandoci una vita errante e vagabonda,
sieno accettate come di

sua vece.

Il

concilio di Trento, sess. 2 5,

cap. 5, de Reform. Regni, tt Monialihiis
oltre
il

decreto sulla Clausura, che ri-

nuovo per dispensa nello stesso monastero, cambiando primi posti che ci occupavano, e dando
i

portai a quell'articolo, ordinò col cap. 7.

Non

sarà eletta abbadessa, priora, supe-

riora,

luro

gli ultimi.

la stessa

cbe cosa sarà osservata riguardo ai
Noi ordiniamo
altresì,

pelli, chi

monaci edagli altri religiosi. Ed anìiicliè non si possa scusare, o a titolo di semplicità o d'ignoranza, noi ordiniamo, che i
vescovi diocesani facciano pubblicare o-

o con qualunque altro nome si apnon ha 4o anni, e chi non ne ha passati 8 dopo la sua professione, in una condotta lodevole e senza rimprovero.

Che

se

non

se

ste qualità nello stesso

ne trovano con quemonastero, se ne
si

potrà prendere d'un'altracasa dello stesso ordine, e se in questo

gni

anno questo ordinamento

nelle loro

trova qualche

diocesi.

Dal can. Qi(oniam de simonia, del concilio Lateranense del iii5, ne segue, essere simonia il ricevere qualche cosa da
quelli ch'entrano religiosi in
stero,

inconveniente,

si

potrà col consenso del

vescovo, o d'altro superiore, eleggere
un'altra tra quelle della stessa casa, che

un mona«

avranno più

di

3o

quando il nioucistero ha il modo di mantenere chi ci entra. Poco dopo il concilio di Cognac del 1228 statuì, che non si esigerà nulla per l'ingresso in religione, ne
posito.
si

ro professione avraimo

anni nella casa,
preposta
al

dopo la loalmeno passali 5 con una condotta saggiti
anni, e che

e regolare. Nessuna leligiosa potrà essere

farà nessun patto in tal pro-

se alcuna se

governo di due monasteri,» ne trova averne due o più

Questa disciplina in generale non può più osservare, a motivo del depauperamento cui soggiacquero le case religiose per le vicende de'tempi:in que'mosi

sotto la sua condotta, ella sarà obbligata,

non ritenendone nemmeno uno, di rasgli altri,

segnare tutti

altrimenti
I

lutti sa-

ranno vacanti

di pien diritto.

vescovi

nasteri in cui è indispensabile portare u-

e altri superiori delle case religiose avran-

na dotazione,

talvolta

dispensain con-

no particolar cura, che
fessarsi e di ricevere la

nelle costituzioni

siderazione dell'abilità che abbia chi n'è
priva, nel suono dell'organo, nel canto ecclesiastico,

delledette religiose, sienoavvertitediconss.

Eucaristia o-

o in qtialunquealtra virtù che

gni mese, afllnchè, munite di questa sal-

possa riuscire utile al monastero, e talvolta

vaguardia salutare, possano superare co-

ancora perla sua impoteiiza a contri*

raggiosamente

tutti gli attacchi

del de-

buirequantosi richìedeper speciali ragioni.

monio.

Il

concilio di Colonia del

i536,

Nondimeno non mancano monumenti,
si

della disciplina monastica art. 8.

Quan,

da'c|uali

te ci voleva la
Il

appiende che anco anticamendote per fare una monaca.
del

to ai Confessori [T'.) delle religiose

si

concilio di.Sens
si

che non
e non

riceveranno religiose nel

i5i8 comandò mo-

avrà cura di far la scelta per questo ministero di persone regolate, savie, abili,

che

si

guarderanno

di

nastero, che a proporzione delle rendite,
si

sopra

certi peccati, de'quali

non interrogarle non si accuciò

esigerà nulla per l'ingresso, opei*

sano, per

non insegnar loro
le

che noti
presenza

Taccetlazione sotto qualsivoglia pretesto.

sanno: non

ascolteranno in confessio-

Contuttociò se

il

numero essendo

pieno,

ne in luogo particolare,
solamente
dinario,

ma

in

soprannumeraria doman* (lasse di farsi religiosa, allora si potrebbe ricevere una pensione, che non sarebbe estinta per la sua morte, in caso che si volesse ricevere qualche ultra figlia povera
qualche
figlia

delle altre religiose, aflìne di evitare
il

non

male,

ma

il

sospetto che se
il

ne potrebbe avere. Oltre
il

confessore orsuperiori ne

vescovo o

gli altri

preseuteranuo due o

tre volte all'anno

go
un
]1

BEL
altro straordinario, per udir le contutte
le

RE.L
Can. io.
tempi della Chiesa altre ceremonie, come del taglio de Capelli [P^.), le riportai
:

fessioni di
s.

religiose.

concilio pronuncia

anatema contro
laici,

tutti e

ciascuno di qualsivoglia qualità e

condÌ7Ìone, tanto ecclesiastici che
secolari o regolari, che in

qualunque maniera costringessero "una liglia o una vedova, o qualche donna d'entrare in un monastero, o prender l'abito di qualsisia religione, o di far professione, oche desse
consiglio o assistenza per questo.

XLVI,p. 48, parlando delle veove pur dissi che le religiose consagrale a Dio sono chiamate £>fo devote, e dell'antifona prò devoto focmineo sexu,
nel voi.
stizioni,

pel quale devesi intendere le religiose, poi

che d devolute sinonimo di consecratus, come vuole Nardi, De' parrochi t. i,p.

82 i.Leabbadesse furono anco chiamate
Pastore, ed alcune hanno
giurisdizione. Nel citato
il

Lo

stes-

Pastorale e
parlai di

anatema contro quelli, che senza giusto motivo mettessero impedimento, di qualunque maniera, al santo desiderio delle figlie o d' altre donne, di prender
so
il

volume

alcune vestizioni falle da Pio VII; di quelle

eseguile da diversi altri Papi trattai dile

cendo

notizied'alcuni monasteri di

Ro-

velo o di far voto. Can. i8.

Le regole
la

ma, come delle

vestizioni e velazioni fatte

generali stabilite pel noviziato e

pro-

nellecarmelitane,da InnocenzoXIlI, Benedetto XIII e Benedetto
nel voi.
.

lessione religiosa, sono applicabili tanto
ai religiosi

XIV,

lo notai

che

alle religiose;

ma
la

per cerprofes-

teconsiderazioni vennero stabilite alcune

X, p. 46 e 5 1 Di quella fatta eseguire da Clemente XIV dal nunzio di
Francia, parlai nel
voi.

regole particolari concernenti

XLVllI,
fanno

p.

i54.

sione religiosa delle donne. Altre volte

Ordinariamente
zioni
tificia
i

in

Roma

le vesti-

quando esse non erano Comunità ecclexiastica
e rinchiuse ne'chiostri,
il

tulle raccolte in
(/^'.)

cardinali,

anche diaconi con ponn.° i^-ì del

o religiosa vescovo avea e-

dispensa, lo che rimarcai nel voi.
p.

XIX,

286. Nel
i

Diario di

sclusivamente
di dare loro
il

il

diritto di consagrarle e
il

Roma
torizzò

del
il

777,

si

legge che Pio

VI auuna

velo,

che non diiferiva

cardinal Corsini dell'ordine dei

punto dalla professione diesi ia presentemente colle solennità prescritte dal Po«ti ficaie Romano: De henedicdone albatissae:

diaconi,

benché sacerdote, a
Il

vestire

monaca.
di

concilio di Pai'igi dell'Saq riil

servò espressamente al vescovo

diritto

De

benediclione

et

consecrntione

dare
si

il

velo alle

Vedove

e alle

Vergini

virgiiium, in fuie della quale vi è V/ìna'

che

consagravano a Dio, e condannò

ihema cantra molesianies bona manialitim, veleas ad malum inducenles. Per la benedizione e imposizione delle mani
del vescovo sidle badesse, nella (urmola
si

3 abusi diesi erano introdotti a quel tempo: i.° l'arbitrio preso da alcuni preti,
i

quali senza aver consultalo

il

vescovo

parla del ri'gimen

anlmarumy
,

e

che

es-

cioè di abatissam ovitim tuarnni Ci'ido; e gli dà il libero e pieno regime temporale espirituale sulle sue monache e nionnvtcro: tanto la carica di abbate chcdiabbadcssa, la chiama dignità e Piesa è

davano il velo alle vedove e consagravano a Dio le vei-gini; 2.° quello di alcune donne che s'imponevano da se stesse
il

velo

;

3.° quello
le

di

alcune abbasi

dessc e religiose,

quali

attribuiva-

no
da!

sillalla

autorità verso alcune vedole

ve o vergini,

quali volevano ritirarsi

lato (A'.), l'er velare e consagrare le vergini, colle particolari l)enedizioni, vi è la

mondo.

Il

concilio di

Trento confer-

espressamente questo diritto de've-

conirgnadel breviario, e anticamente an*
chedcll'Huello

scovi, prescrivendo l'esame delle

donne

come «pose di

Gcsìi Cristo
il

che vogliono entrare

in religione. I^ìcco

(f^.AtrBLtonELL'AnDAnKSSR.e

voi.

XXV,

come

parla in proposito, sess. i.'JjCap. 17
e.

p. 47)1 essendo tuli benedizioni dc'prioii

de Regni.,

Pucllae.

Il

sagro concilio di

-

REL
Trento, volenJo provvedere alla libertà delle vergini che dovranno essere consagrate a Dio, stabilisce ed ordinacbe una
fanciulla, la

REL
Nome
del

91
del

Monaco

[F'^.) ,

Canonico

regolare (^.), del Frale [r.), dell'/vevìila (^.), del Chierico regolare e del
Chierico secolare [F.),
Ae\\'

quale vorrà vestire
i

l'abito,

Oblato (F.),
di altro si-

iionavendooltrepassalo
trà farlo, e
siasi

chenèessa

in

non poseguito, né quali

ì anni

del Cavaliere d' Ordine militare regolare

[F.),(ÌM' Ospedaliere (F.), o

altra
il

non farà professione,

se

non
al-

mile individuo che

si

consagra

a

Dio
i

coi

quando
dito,
il

vescovo, o lui assente o impe-

suo vicario generale, o alcun

3 voti solenni o semplici di castità, povertà e ubbidienza, e di altri secondo loro regolari
istituti,

tro incaricato da essi e a loro spese,

non

e vivente in comuni-

abbia dapprima accuratamente esaminata la volontà della fanciulla, ed indagalo
se essa
ta, e se

non

fosse stata costretta

o sedote

conosce bene ciò che
il

fa;

dopo

che

si

sarà riconosciuto

suo pio desilei

una Regola [F.) dalla s. Sede approvala, con proprio abito, ed abitantenel Monastero o Cenobio o Grangia o Certosa o Trappa[F.), nella Canonica {F.), nel Convento (F.), ntWKtà osservante

derio, ed essere libera la di

volontà,

remo
ro,

(F.), nella

Casa o

Collegio o Riti-

come pure aver

essa le qualità e le con-

dizioni prescritte coid'orniemente all'or-

dine ed alla regola del monastero, e

fi-

Ospedale {F.), o nelle Congregazioni di comunità religiose (/'.) o Comunità ecclesiastiche (/^.), mentre VAì\t\\'

nalmente che

la

casa sia a

lei

adattata e

nacoreta, V Asceta,

il

Solitario [F.) e

si-

che le convenga, le sarà permesso di fare liberamente la sua professione, ed alllnche il vescovo non ne possa ignorare il lempo,sarà obbligala
e se essa
la

mili abitarono la Cella, V Asceterio, la

Laura

(F.).

Il

nome
rilevò

religioso è

anche
il

generico e può comprendere pure
cerdote,

sa-

superiora del

mo;

come

Garampi

nelle 71/e*

nasleio di avvertimelo un mese prima

morie, dicendosi eziandio del laico pio,
esemplare. A Religione notai che con questo vocabolo si suol chiamare l'ordine e la congregazione regolare, quindi
di voto,

ommette

di farlo sarà sospesa

dalle funzioni della sua carica per tutto

quel tempo che piacerà
i

al

vescovo. Tutti

concilii

cpiesto

confurmaruno a regolamento; equello di (^ambray
provinciali
si

religioso l'individuo che gli appartiene. A.

Ordine REiiGmso

dichiarai quanto prinle

del

1

586
ai

dichiarò che bisogna applicarlo

cipalmente riguarda

congregazioni redi ciascuna, dei

anche
ti.
[

conventi o monasteri privilegia-

ligiose esistenti e le soppresse, e indican*

non possono minorenni senza il consenso de'Ioro genitori. Vi sono in proposito diversi decreti, quali non hanno altro sco« pò, se non che quello d'impedire la seduzionedal lato de'religiosi, e di non rendere nello stesso tempo padri e le mareligiosi e le religiose
i

do

gii articoli

ove tratto

ammettere

privilegi e esenzioni loro accordali, dei

cardinali Protettori (^F.), de' Generali^
Provincialieaìlv'i Superiori[F.)c\ìe han-

i

no

articofi,

de Procuratori generali (F.)y

dti' JlJendicanti[F.),de\\e'\nCiìì\le

eiommQ

i

dri arbitri dello stato de'Ioro figli; vale

benemerenze degli odini religiosi, massi rae nella Propagazione della fede (F.^j
dell'origine de'religiosi orientali e occi-

a dire che se

dopo

le

prove e

gli

esami

convenienti

il

postulante persiste nella
si

dentali, secondo l'epoche, di cui ancora a
IVIOJVACO, a

sua vocazione, non
alle

deve per riguardo

CaNOìMCO REGOLARE, a DlsCU'LI-

lagnanze de'genitori, tralasciare di animetlerlo a vestire l'abito, ed a far la
professione religiosa.
/^.

KA REGOLARE; delle vicende patite dai medesimi ordini, massime negli ultimi tempi;
dellecardinalizie

Padre, Madre,

Congregazione della di,

Figlio, Ncaizia, Religioso.

sciplina regolare, e Congregazione de' vescovi e regolari {f^-}

RELIGIOSO,

RcUgiosuSj Devolus.

da

cui piincipal-

j


si
;

REL
i

REL
religioi-

mente per la s.Sede dipendono
che
la

moltitudine e varietà delle

l'amministrazione de'sagramenli e delle parrocchie, e differenti questioni perciò
insorte; quanto riguarda gli

stituzioni

ebbe per iscopo

di

contentare
bisogni

Abbati {^.),
;

tutte le inclinazioni per chi

ha Tucazioi

loro possanza e insegne vescovili

degli

ne

religiosa, e per accoirere ai
i

antichi monasteri e abbazìe di

Roma con
gli elevati

della Chiesa secondo

tempi e

luoghi, ri-

monaci
l'ordine

orientali e latini

;

che

marcando che la congregazione di FontEvrauhsì sottopose ad una superiora generale in ossequio alla B. Vergine cui Gesù Cristo lasciò
Dagli ordini
s.

alla dignità vescovile
;

portino l'abito del-

delle diverse specie di

Letterati, Conversi,

monaci, Donati, Laici^f.), e

Giovaruji

per

iiglio.

di quelli che nel declinar della vita assu-

derivarono quelli delle fie//g:/o5e, parlando delle quali e delreligiosi
le

mevano

la

cocolla, detti woAirtc/ti'rtr/
e

wc-

currendum,

con essa venivano

sepolti;

regole generali stabilite per loro, mol-

te cose

essendo applicabili

ai religiosi, si

delle possessioni monastiche, relativi regolamenti e vicende ; del divieto di esercitare
il

può vedere quell'articolo. Ad Ordine urARE trattai delle differenti specie,
ligiosi,

mire-

traffico egli uffizi di

riirgoj delle diversità degli abiti,

medico t chianche

ospedalieri, equestri, cavallere-

di quelli divenuti vescovi e cardinali; e

^chi, molti de' quali

hanno

cavalieresse;

degli attuali procuratori generali esistenti

delle loro grandi

benemerenze, singolarPalestina
vantag-

in

Roma. A Monastero

parlai delle di-

mente per
gi

la

conquista della

verse abitazioni religiose, de' principali

(/'.) fatta colle Crocìatt(f^.), coi

monasteri, di quelli soggetti a'vescovi e
loro visite, e di quelli esenti dalla

da queste derivati; di tutti avendone pubblicato articoli, anche di quelli che più non esistono, ed alcuni ebbero religiose, come il sovrano ordine Geresoli//i/7rt«o, avvertendo che la critica non ammette ordini militari o equestri avanti il
secolo XI, multi de'quali, cioè
i

loro

giurisdizione

;

delle

20 abbazie

privile-

giate di Roma;de'personaggi illustri

che

ne uscirono,

di quelli abitati

da'Papi, e
di

de'conclavi in essi tenuti; de' monasteri

doppi cioè con monasteri adiacenti
le figli uolanze religiose

mo-

regolari,

nache, come de'canoni sulla clausura; del-

osservano regole degli ordini
ultrea

religiosi. In-

con partecipazione
delle altre e-

Monaco

trattai dell'originedel vi-

alle orazioni e

buone opere;

vere monastico in oriente e occidente, e

senzioni e prerogative cospicue de'monasteri, e

de'nomi cui sono chiamali quelli che
società, fra'quali primeggiano
ìii,
i
ì

lo

amministrazione de'sagramenti

;

professano, tanto benemerentissimi della
i

sui fanciulli
relativi

basilia-

che si offrivano a'monasteri, e regolamenti; de'capiloli,come di
la

hencdeilini e fra questi
i

i

cassìiiesi\

quanto riguarda
cui

parte beneficiaria, di

camaldolesi,

cislerciensi,

i

certosini

du'sovranied eminenti personaggi che ne
assunsero
la cocolla, dell' indicibile

nu-

Regolare (^^); la proibizione agli abbati del governo di più monasteri; del novero de'benefizi concistoriali o pure parlai
a

mero

de'santi. Papi, cardinali, vescovi e

ahhnrÀe nnlliiis dioecesis

:

dissi a

Rendite

d<<ltis8Ìmi

che

vi

iìorirono. Delle diverse

EccLusiASTicHE dell'origine di quelle pure

discipline della Chiesa std

monachismo

e

tuoi Ciiinbiamenti, riguardanti segnata-

mente

l'autorità episcopale; l'età prè-

•crilta per
le, e delle

ammettersi

al vivere claustrari-

de'monaci e monache con diverse nozioni che li riguardano; a Regaiia poi trattai dell'origine, progresso, potenza e decadenza della sovranità e feudi goduti
dai monasteri, ed esercitala dagli abbati
e dalle abbadessR
:

diverse specie di quelli diesi
i

cevevano ne' monasteri, compresi
ciulli offerti

fani

delle principali

a Hiu;

il

divieto

<li

f.ue

mo-

zie ragionai ne'rispettivi articoli

abbade'mo-

naci

i\u

padrini, e

di far

testamento; sul-

naci o canonici regolari,

od

in quelli dei

,

IIEL
ove furono fondale, delle più rinomate avendone fallo articoli. Siccome le costituzioni di s. Benedetto permettevano di lasciare la comunità per vivere
luoglil

REL
duli da'Papl. Frati sono pure
ordini degli Agostiniani e
C^.), di antichissima origine,
1

9I
cospicui

Car/nelifani

come
il

di se-

gnalate benemerenze. Tuttavia

voca-

solitario

o anacoreta,

colla

permissione
racco-

dell'abbate, questi solitari e anacoreti e-

bolo frate negli antichi tempi fu comune a'monaci ed a'canonici. Ad Eremita
sa sotto questa

rano
si

visitati

dal popolo,

il

quale

si

mandava alle loro orazioni, facendo ad esgran limosine, perchè
li

reputava più
beni sta-

santi degli altri; ed eglino ricevevano ogni

sorte di donazioni, compresi
bili,

i

che militano nella Chiedenominazione, ritirati nelle solitudini ))er meglio dedicarsi alla contemplazione dell' onnipotente Iddio, con vivere lontani dal conversare del
trattai de'religiosi

quindi prima di morire ne disponein

mondo, e cibandosi frugalmente. La
origine
si

loro

vano

favore del proprio monastero da

fa risalire sino al profeta Elia
s.

cui erano usciti.A Canonici BEGOLABi tenni

e al precursore
gli storici .sono

Giovanni

;

certo è che

proposito dell'antichissima loro origine,

concordi in riconoscere
s.

riunendo
e celebri

col vivere in

comune

lo stato

patriarca del vivere eremitico

Paolo

clericale e regolare; delle loro

numerose congregazioni che aumentaroChiesa; delle successive
dalle loro chiese sursero

ì° eremita

(^.). Feci poi la distinzione

degli eremiti veri religiosi, da quelli che

no

i

fasti della

solo ne portano l'abito e custodiscono le

riforme,

onde

chiese suburbane e ne'Iuoghi solitari delle città,

cattedrali, dalle loro canoniche episcopi!,

peraltro vivendo religiosamente.
eremiti risplendono
di
i

e coi loro beni le

mense

vescovili; del lo-

Tra

gli

Camaldoessendovi

ro abito e rocchetto; della controversia
coi benedettini sui quali e altri

lesi eremiti {f'.)',

questi e degli altri

fu accordata la precedenza

da

s.

monaci l*io V,

tratto a'Ioro articoli, in
i

Roma

concini,

posto devoluto agli abbati nei secondo l'anzianità del grado; degl'iiuiumerabili uomini grandi chedie-

tranne

il

Girolamini e gli Agostiniani o eremiti di s. Agostino (^.) I Chierici regolari sono ecclesiastici uniti in congregazione con voti, vìventi in comunità e osservanti la

l'ono alla Chiesa in santità, dottrina e di

-

regola de'loro santi fondatori,
s.

primo

gnità ecclesiastiche, avendo enumerato

i

de'quali fu
tini\y.);

Gaetano
i

istitutore de' ^i-rtsi

loro Papi e cardinali. A Frate notai che con questo nome ordinariamente sono chiamati religiosi degli ordini mendii

ma

più di tutti

diffusero, pro-

pagarono

e fioriscono
i

benemeriti della
Gesuiti
{f^.);
i

Chiesa e della società

van-

canti e quali,

notando che sebbene vi sieno compresi, onde goderne privilegi
i

no con lode pur qui ricordati Barnabiti, Somaschi, Chierici regolari minori.
Ministri degV infermi, Scotopi {f^.), ec.

gl'individui delle congregazioni de'chierici

regolari, essi

usano

il

titolo di

Padre

Le

congregazioni de Chierici secolari so-

(F.); dissi ancora quali ordini equestri u-

che

sarono e usano il nome di /rr/Ze o/r.^e quelli che l'usano, con esso si sotto-

no compo&le d'\nàW\dui viventi in comunità. Per Oblato s'intende quel religioso,
che senza professare
i

voli, osserva la re-

scrivono se vescovi o cardinali, ciò facenquelli stati monaci col Don ( ^.). I frati incominciarono ne' primordi del secolo Xlllcogli splendidissimi e giganteschi or-

gola monastica o regolare, nel convento

do

o monastero essendo in libertà di deporne l'abito vi sono poi congregazioni
, :

di preti secolari, detti oliati.

1

cavalieri

Francescani e de' Predicatori (A^.), vere glorie della Chiesa di Dio, che a quegli articoli celebrai, mentre a Cadini de'

degli ordini militari regolari resero alla

Chiesa e all'umanità immensi servigi, co-

me

notai, e al

modo
gli

pìtolo se'beligiosi, rilevai quelli presie-

lo articoli.

Tra

che li celebrai a'IoOspedalieri portano


il

REL
i

REL
languente

vanlo

Benfratelli (F.), tanto propa-

gali e tanto benefìci colla

uma-

nità, che in tante regioni iianno in cura ospedali cospicui, incominciando da Roma. Tra le congregazioni in comunità di

A Porpora noancora que' religiosi che senza esserne insigniti furono elevati al pontificato,
ste glorie ecclesiastiche.
tai

e que'ieligiosi ch'ebbero voti per esservi
innalzali.

A Chiesa

di

s.

Pietro

in

Vati-

preti secolari

vanno principalmente men-

cano

parlai delle statue in essa collocate,

tovati
i

i

Filippini o dell' Oratorio (P'.)j

de'foiidatori degli ordini e congregazioni religiose, in alcune delle quali ne riparlai.
pali
li

Dottrinari (^.), i signori della Missione (^.). Altre congregazioni veligio'
se di voti semplicij

Ora

passerò a registrare

i

princi-

che

isliluite

nel se-

canoni de'concilii

su'religiosi,

a'qua-

colo passato iianno fatto segnalati progressi, sono
sii (Z''.)
i

possono riguardare alcuni
INI

di quelli ri-

Passionisti ,
laici,
i

i

Redentoridelle

portati a

ONACO e MoN,» STERO, come puper
gli ecclesiastici del

sacerdoti e

fratelli

re quelli

fatti

Cle-

Scuole cristiane {F.). In ogni parziale articolo riguardante ordini e congregazioche gli appartiene, rilevando pregi maggiori di ciascuna, nel modo accennato su quanto toccai dei monaci e canonici regolai

ro (A.) secolare e applicabili

al clero re-

golare; quindi riporterò diverse generi-

ni religiose descrivo tuttociò

ri,

come

de'lodevoli, santi e mirabili scopi
I

che erudizieni che nel generale li riguardano, anche per indicare alcuni primari articoli ove ne ragionai. Il i. "concilio generalecelebratonel325 a Nicea decretò pene gravissime contro
quelli

di tulli.

chierici regolari e gli altri delle

che avessero receduto dalla proIl

congregazioni di sacerdoti viventi in co-

fessione monastica.

concilio di Laotli-

munità, dall'usare come

il

clero secolare

cea del

363

proibì a' chierici maggiori,

la Berretta (^.)ecclesiaslica,

volgarmen-

a'minori ed a'monaci di entrare nelle osterie.

te sono chiamati berrettanli.

Non

è im-

Locchè prova, quanto è antica
i

l'e-

pedimentoal Pontificato [f^ .) l'aver professato la regola di qualche ordine o congregazione religiosa. Novaes , Dissertazioni 1. 1, p. 83, enumerò più di 70 Papi stati alunni degli ordini regolari, cioè ed oltre alcuni primi Pontefici che si cre-

sistenza de' religiosi. Nel
ricio colla

385 Papa s. Sidecretale 6." ordinò. Che mo-

naci e le religiose che con disprezzo della

dono appartenuti a' monasteri orientali, come ss. Telesforoj Igino e Dionisio,
i

loro professione avran contralto ilei matrimoni sacrileghi e condannati dalle leggi civili ed ecclesiastiche, devono essere cacciali dalla comunità, da'monasleri

i

e dalle assemblee della Chiesa, rinchiusi
in carceri per piangervi
i

benedettini óeì

1. "ordine

i3, quelli cisler-

loro peccali, e

densi 4, quelli clnniaccnsi 4, quelli ceIcstini

non ricever
di

la

couujiiione che in punto

uno, quelli certosini i,c^nc\\\ cas-

morte.
I

Il

concilio di

Ueims

deli i48,

sinesi uno, ed

aggiungerò
;
i

i

camaldolesi
gli

decretò;
cosliluili

matrimoni degli

ecclesiastici

Gregorio
ti in

XVI
i

carmelitani 3,

ago-

negli ordini sagri, e quelli dei

stiniani 3,

canonici regolari lateranen,

religiosi e delle religiose
nulli. /'.

sono dichiarali

gran numero

alcimi de' cpiuli

gli

Cemiiato. U concilio di Colonia
dichiarò:

sono contrastati da'hcnedettini clic presto di essi si rìcovrarono fuggendo goi

<leli.')4fì, deci'. i(),

Non

è per.)

messo
V.

a' religiosi di essere

Padrini (/
Il

ti

vii

altri

barbari che invasero

Mon-

d'assistere alle IVozze (/'.).
i

sagro condecreti,

Cassino (/^); laonde coabitando per mollo tempo inHicme, gli scrittori confuterò gli uni cogli altri. I donivnicani o
te

cilio di

Trento emanò seguenti
i

(he
sesso

tulli

regolari dell'uno e dell'altro
vila

menino ima

coniòrmc

alla re-

prrilutilori
ticuli

/j,

i

francescani
lu

').

A'Ioroar-

gola, di cui liaimo fatta professione; e os-

meglio riportai

nozioni su quc-

bcrvino soprallulto Iccosecherisguardu*

REL
nolaprofessionedel loro slato;
i

REL
come sono
o tulio
11

95
maggior
non potessero
tutto sotto pe-

loro patrimonio o la

Foli

(f^.)

d'ubbidienza, di poveilà e di

parie, e s'eglino uscissero

castità. Scss. 2 3j

De re/ormai, regul.^on

facilmente ricuperarlo.

11

sarà permesso a nessun regolare, dell'u-

no

e dell'altro sesso, di tenere o possede-

re in proprietà,

nemmeno

a

nome

del

convento, nessun bene mobile o immobile di qualunque genere; ma sidatti beni

saranno rimessi
bili,

in

mano

del superiore e

incorporati al convento.
i

Quanto

a'
1'

mouso

superiori ne permetteranno

na di anatema contro quelli che dessero o ricevessero qualunque cosa a quel modo. 7/;/V/. e. 16. Nessun regolare, qualunque ei sia, che pretenderà d' essere entralo per forza o per timore nella religione o dirà inoltre di aver falla professione avanti l'età richiesta, o qualunque altra cosa simile, o che vorrà lasciar
,

a'privati, in guisa però,

risponda allo stato
votato, e che
fluo,

di

che il tutto corpovertà che hanno
niente di super-

l'abito senza la permissione de'superiori,

non sarà

ascoltalo,

s'ci

non

allega queste

ma

non che non

vi sia

cause ne' primi 5 anni dal giorno della

sia loro
e.

negato niente

sua professione

;

e se

anche allora non

del necessario. lòid.

2.

Ogni

regolare,

ha

egli

dedotte

le

sue prelese ragioni da-

non soggetto al vescovo, facendo soggiorno nella Clausura (^.)del suo monastefetto

vanti al superiore e all'ordinario, e
altrimenti.

nou

caduto in dipopolo ne sia scandalezzato, sarà severamente punito dal suo superiore a istanza del vescovo,
ro, e che fuor di essa sarà

con

tal

notorietà che

il

ha lasciato l'abito, non sarà inqualsisia maniera ammesso ad allegare nessmia ragione, ma sarà costretto a ritornare al monastero e sarà punito come Apostata dal religioso
se

Che

da

se egli

e nel

tempo che
il

gli

prescriverà

;

e sarà

istituto

professato [f^ .),seìna potersi pre-

tenuto
al

detto superiore a render conto
gli

valere d' alcun privilegio della sua religione. Nessun regolare potrà essere

vescovo del castigo che

avrà dato,

nem-

altrimenti sarà egli stesso privato dell'uffìzio dal

meno

trasferito,

da qualsiasi autorità e

suo superiore, e

il

reo potrà ese.

facoltà, in

sere punito dal vescovo. Jbid.

1^. In

una religione meno stretta; e non sarà accordata licenza a nessun rein

qualsivoglia religione, tanto d' uomini,

golare di portare
religione. lùid.

segreto l'abito della
1

quanto di donne, non si farà piofessione prima di 1 6 anni compiti di Euì {^.), e non si ammetterà nessuno alla detta professione, se non avrà passato almeno un anno intiero nel noviziato, dopo aver preso l'abito. Ogni professione fatta prima sarà nulla e non porterà nessun impegno per osservanza di qualsivoglia regola, ovvero ordine, né per qualunque
altra cosa potesse derivare. Jbid.
e.

e. ic).

regolari di qua-

lunque ordine sieno non potranno Predicare
(/^.),

nemmeno

nelle chiese del-

l'ordine loro, senza l'approvazione de'lo-

ro superiorij né senza essersi presentati
in

persona a'vescovi, e aver loro domanla

data

benedizione.
dell'

Quanto
la

alle chiese

che non sono

ordine loro, non popermissione del

tranno predicare senza

i5.

vescovo, che sarà loro accordata gratuita-

Avanti la professione d'un novizio o d'una novizia, non potranno loro genitori e curatori dare al monastero, sotto qualunque prelesto, nemmeno del loro patrimonio, se non quel lanlo che sarà richiesto pegli alimenti, e pel vestiario durante il loro noviziato, afllnchè non fosse questa un'occasione di non poter uscire, qualora il monastero tenesse in poter suo
i

mente. Sess. i5 de reform. Se alcuno dirà che
gli ecclesiastici costituiti negli
i

or-

dini sagri, e

regolari che

hanno
,

fatto

professione solenne di castità

possono

contrarre matrimonio, e che avendolo
contratto, è
la

buono

e valido, nulla ostante
il il

legge ecclesiastica o
;

fallo

che

il

sostenere

volo che hanno contrario non è
il

altro che

ud condunuare

matrimonio.

gG
il

REL
di castitìi,

REL
monaco ingleseWallinghford: Tonsìolarga cornac, nigra vestis, bota rotunda, Nonfacinutlìlonachitmj std mens a criìinne manda), nondimeno si ordina nelle

e elle tulli quelli che non sentono di nvei'

dono

quaiiluuque l'abbiano

votala, possono conlrarre tnatrinionio,
sia

anatema; poiché Dio non nega questo
a coloro che glielo

dono

domandano

co-

Clementine,
possa,

De

vita et honesl, clericor.,
tit.,

me

conviene, e non permette che siamo
Io stato del

et cap. penull. eod.

che qualora

si

tentati sopra le nostre forze. Sess. 24> e 9.

debba sempre

ritenersi l'abito re-

Se alcuno dirà che

matrimo-

ligioso,

come segno

esterno dell'interna
honest., fu de-

rio dev' essere preferito a quello della
verginità o del celibato, e che
glior cosa, né piìi felice
il

professione. Poiché nel concilio generale,
cap. Cleric. qffic. de
vii. et
(i

non è mi-

vivere vergini

cretato

:

Pontifices

vescovi) aiiteni in

o

celibi, del maritarsi, sia

anatema. Can.

publico,
lineis
rint,

et in ecclesia,

super indnmenlis

IO.

oninino utantiir; nisi monachi fue-

Degli abiti de'religiosi ne trattai ad ogni
loro articolo, cioè tanto dell'abito stesso,
di cui meglio in quelli degli ordini e con-

quos oportet ferre liabituin mona'
la

chornnt. Nota

Glossa arg. c^uod

mona-

gregazioni regolari

d'ambo

i

sessi;

come

chus.factus episcopus non penilus absolvittir a regala monachali j siccome si pre»
scrive nel can. 16,

pure che nel concilio generaledi Costantinopoli deirSgS si ordinò, che religiosi
i

De monachis,quidiu

(ìitti

vescovi, portino visibilmente l'abito

tnorantesin nìonasteriis,si postea ad dericatus ordinem pervenerint, statnimus^

del loro ordine, ciò che confermò
il

neh

a i5
delti

concilio generale di

Lateranoj a

non debere eos a priori proposito discedere. E perciò, non rimanendo sciolto dai
suoi voli, dee seguitare a vestirne l'abito,
in attestato visibile e manifesto delle sue indissolubili obbligazioni; e

articoli rimarcai inoltre, se

qualche Papa

dispensò alcun vescovo o cardinale quiin-

toal colore,/'. Porpora. Cancellieri, iVotizie

non

già porse ai

sopra

il

colore dtlC abito de vescovi

tarlo soltanto occultamente.
chierici regolari

Che
i

e de' cardinali regolari, dice

quanto

se-

gue.

Il

vescovo di fllarsico Cianles do-

sto slesso

non è stato imposto queobbligo, nasce, perchè medeslati

menicano, nelle Lettere meniorabìli, fu di opinione e pretese di provare, che non debba ammettersi nello stesso corpo una diversità di vestiario, e che perciò dovea
cambiarsi
il

simi

non sono

compresi nel decreto

delconcilioLateranense, che parla de'soli monaci e de'regolari mendicanti, non esistendo allora
i

chierici regolari; e per-

colore dell'abito de'vescovi

chè
ai

il

monaci

e religiosi

mendicanti, non

meno

bile,

non ha distintivo notatrannequalche eccezione che indicai
loro vestiario

che quello de'tihierici regolari, per renderlo uniforme a quello di lutti gli nitri.
lie confutò l'opinione
il

loro articoli, ed è somigliante a quello

del clero secolare. Si mostri) partigiano

cardinal Orsini

del parere di Cianles o Cianli,
<ìe

il

vescovo

domenicano
i

poi Benedetto XIII,
s.

dimo-

strando con l'autorità di

Tommaso, che
al

Minori Leira o Leri carmelitano, per l'impegno dell'abito, non solo nella for-

monaci ed

i

frati

promossi

vescovale

ma

e nella materia,

ma

eziandio nel co-

to seguitano ad essere tenuti a tutte

lore, senza trasportare nell'abito vescovile cosaalcuuailegli abiti monastici. («iac-

ouervanzf della loro religione, le quali nulla ripugnano, ed anzi convengono più
0I

che,

come

nuovo e più perfetto

stalo delia digni-

ordine all'altro tle[)one
e

chiiuique religioso passa da un il suo anteriore,
in cui entra,

tà vescovile. Ini|ierciocchè (piantiuKpic
«i il

prende quello dell'ordine
rcj;()lare

legga nelle decretali, che l'abito non fa monaco, ma bcn!ȓ la prolessione rei

cos'i
il

gliscudjrò che fosse conveniente, che

assunto al vescovato tliinctsi rtvc»lis8ti

golare (mjuo celebri

due

ekauielri del

Ickke

l'abUo dell'uidiue, e

iu-

REL
lieramente di quellodel vescovile. Si sciolgono per altro tulle le obbiezioni nella
leltei-a di

REL
scovi

97
di ritenere
il

o cardinali, l'uso
la

co-

lore dell'abito del proprio ordine,

cam(i

Caslagnari ad un prelato, ove
i

biando soltanto
naci e
to
frati in

forma, sul taglio di

dimostra, che

regolari,

abbandonando

quella usata da'vescovi e cardinali
i

mo-

anche

il

colore dell'abito monastico, nel

vece dell'abito corto detin veste talare di

passaggio dalla religione alla Prelatura
(A.), dalla cellaal palazzo, dall'ubbidien-

da abbate, incedono

soltana o zimmarra e ferraiolone, sebbe-

za

al

comando,

dalla ritiratezza al cor-

ne alcuni usino

lo stesso abito regolare

leggio, dall'abbiezione ai
tificazioni agli onori, e
//«^/•fltj-

moròaX cappuccio alla
titoli,

dalle

nel vestiario domestico usuale),s'i pel profitto de'chiostrijche

per l'onor della Chiecardinal de Luca, in

sarebbe troppo

facile

che obblias-

sa,

come

osserva

il

sero l'osservanza de'voti, che debbono

Relai. Roni. Cur. e nel Cardinale pratico.

tener sempre presenti alla loro mente,<:oa
la vista del loro primitivo vestiario.

Vedi Scappo,

Z?ei/rATe/o

rubeo dando 51

R. E. cardinalibus regularibus, che parla
de'religiosì fatti vescovi e cardinali, e delle p.

la

a ciò potrebbe bastantemente soddisfare delazione di qualche occulto segno del

loro vesti Lonigo, Delle vesti purpuree
.

medesimo; dovendo
se l'obbligo

a tutti render pale-

44

'•

<lc'

Cardinali

religiosi e regolari,

che conoscono di dover ese-

guire, per essere
ti.

sempre

fedeli a'ioro vo-

Bello è certamente l'osservare chenel

o monaci non mutano mai il colore dell'habito della sua religione, né hanno altro,
dice: » Li cardinali (religiosi) cioè frati

giardino della Chiesa fioriscono ne' Colori ecclesiastici (^•), fra le rose e le viole,

di rosso per la persona loro, se nonilcap'
pello, et la barella

(aggiungo

il

berretti-

anche

i

giacinti e

i

ligustri (piante

con

no), nel resto dellì vestiti, et nella

cappa
al

iscorza alquanto bianca, fiori bianchi e

ancora devono

in tutto

conformarsi

co-

bacche neie), dicendo Durando, exterius sii indulus candida veste, quia etiarniit'

lore dell'habito della religione loro.

perchè
to,

li

detti cardinali religiosi frati
il

Et o

candere dehet per innocentiani et E chi noa vede scintillare splendore più vìvo da questa varietà di colorì, mentre con essa sì dà a conoscere, che si dispensano le dignità anche a quelli, che non hanno se non il valsente della virtù e della dottrina; e che col far comparire fra'vescoviecardinali, qualche povero e umile religioso, sì serra la bocca ai maligni, che vanno spacciando le sole
terius

cimritatem.

monaci non sogliono portare però quando si adoprano
paramenti,
in loco del
il

rochetve-

in capella
si

rochetto

stono

la cotta: et

venerdì santo similla

mente devono portare
Li canonici regolari, et

cappa di

saielta

del colore dell'habito della sua religione.
altri religiosi,

che

portano
stì

il

rochetto per privilegio,

fatti

cardinali, lo portano ancora sopra le ve-

cardinalizie (le quali sono) del colore

ricchezze e la nobiltà servire di scala alte

conformeall'habito della sua religione."
In buona pace dì Lonigo, e dì Cancellieri

Promozioni (/^.) ed eminenze ecclesiastiche? Riverbera poi questo splendore sopra tutta la gerarchia regolare, che cosi las. Sede pubblicamentedichiaraper sua benemerita. Dappoiché rimirandosi in
tale abito la dignità episcopale e cardinalizia,

che nel riprodurlo, non però nel

testo,

non
lari,

vi

fece avvertenza,

non posso con-

venire quanto al colore pei chierici rego-

poichèavendo Gregorio

XVI

creato

cardinali Lambruschini vivente e
lini
il

Cadocano-

cresce nel popolo, che per lo j)iù

defunto, chierici regolari barnabiti,
(

suol giudicare dall'esteriore, la

venerazione verso di essa, a gloria del cielo e a vantaggio della terra. Molto dunque giu-

loro vestiario è rosso
;

come

ì

nici regolari)

solo in vece della seta u-

sano panno, ed
fina

stamente

si

pratica dai religiosi,

falli

ve-

il cammellotto o saielta o rairìnosse fino ; come rosso ma di

VOL. LVII.

7

98

REL
XVI. Veramente non
11

REL
no del colore della propria congregazione o ordine non lo variano, ma non asvi

seta è quello del cardinal Pignallel]i,glà

chierico regolare teatino, altro porporato
di Gregorio

è

sumono

rocchetto nell' astenersi dalla

una

disciplina stabile sulla materia del-

l'abito de' chierici regolari.

teatino b.

mantelletla,come praticano gli altri Cardinali. A questo articolo, a Presbiterio
del Papa o
sto
s.

cardinale Toramasi usò
fu elevato alla

la lana.

Quando

collegio, dichiarai che Si-

porpora il suddetto cardinal Pignattelli, avendone consultato il cardinal Lambruschini, questi gli disse di poter vestire di seta, e che quanto a lui indossava la lana ad esempio del celebre cardinal Fontana suo confratello ])arnabita. Si può vedere Ceremoniale
ep'scoporiim,
oliis
lib. i,

V

l'ordinò e stabih al

numero di 70
sempre
inclusi

cardinali, fra'quali sieno

almeno 4 maestri
dine
dell'

in teologia degli ordini

regolari e de'mendicanti. Belisario d'or-

imperatrice Teodora nel

538
da
pon-

fece esiliare

Papa

s.

Sii ver io

vestito
il

monaco. Benedetto IX rinunziò
monastico basiliano. Vittore
gli abiti pontificali,
III,

cap.

i

:

De

habilii, et
:

tificato e in Grottaferrata prese l'abito

agcndis per episcopos. Cap. 3

De

deposti

hahilu ordinano archiepiscopi,

et episco-

fuggì a

Monte Casche poi dovè
di Ci-

pi in sua provincia, dioecesi vel^civilate.

sino a riprendere

la cocolla,

Pel dettaglio delle vesti e loro varietà

deporre. Eugenio

111,

ritornato per alcu-

nel colore e nella specie,

avendo unito

ali

ni giorni al suo antico
stello,

monastero

ta teorica la pratica, invito

a leggere

domesticamente
al

rivestì l'abito

da

miei

articoli degli ordini e

congregazioni

monaco
blimato

cistcrciense. Dalla solitudine su-

religiosi per le individualità,

non cheCoL-

manto

pontificale

s.

Celestino

lARE, DeBRETTA cardinalizia C BERRETTI-

V,

volle poi ritornarvi, falla solenne riivi

NO

CARDiJTALizio,

i

quali accoidò a'cardi-

nunzia del papato in concistoro, ed
riprese gli abiti religiosi. Alessandro
vestì

ualireligiosiGregorioXlVjC APPELLO CARDINALIZIO, Calze, Fascia,

V

Sottana, Roci

sempre

di sotto l'abito de'
lo

minori

chetto (ove dico quando
giosi l'indossano senza

cardinali reli-

in cui
il

avea professato;

imitò Sisto IV,
e poi

maniche), Cappa
pelli,

quale non pare che con esso fosse se-

CARDINALIZIA 6 sue divcisc fodcic c

polto
resse:

come testificò Burcardo

si

cor-

MozzETTA de' CARDINALI, in cui parlando de'vescovi che in Roma non l'usano
avanti
.sano
i

il

Papa, avvertii che però l'indosin

vescovi anche in parlibits se frati

probabilmente gl'interiori abiti furono francescani. Parlando di Benedetto XIII già de Predicatori (^'.), in diversi luoghi raccontai, che da Papa soleva vestirne l'abito
religiosi,

o monaci,
Inoltre
si

luogo del Cappuccio

[V .)

,

e

qual finimento del loro abito dapertutto.

può leggere RIaxtelletta,
o vescovile

nel

quale articolo riportai
l'abito cardinalizio
ligiosi
i

come deveessere
di que're-

quando si trovava tra'suoi ed anche quando pranzò nel refettorio de'mìnori osservanti in Araceli. Gregorio XVI in tulio il suo cardinalato,

inclusivamente
vestì

ai

cui abiti

si

compongono di
ì

colori

mesticamente

due conclavi, dosempre la tonaca mo-

diversi,

avvertendo che
a
tali

canonici rego-

nastica di sua congregazione camaldolese; nelle villeggiature

lari esaltati

dignità,

usano abiti coscris-

amava
la

di

pranzare

me

i

cacerdoti secolari,

non come

ne' lìefettorii (^^.) coi religiosi,

massime

se Lonigo. All'articolo Croccia, e ne' voi.

cappuccini: che sospirava

sua antica

Vili,

p. 187, 190, 191; XV, p. 299, 3oo, 3oi, 3o6; XVI, p. 290, nel trat-

e pacifica cocolla, lo dissi nel voi. LII,
p.

io5. A Cadavere del Pap^ nolai di

tore del vesliorio de' cardinali e vesco«
vi in ftt'dc

quelli

Tacuute, dico ancora di quel*
i

d'abiti religiosi, cui

lu dc'cardiuali religiosi,

quali se vcilo-

IX

che vollero essere tumulati vestili aggiungerò Gregorio coir abito francescuno che pure usò

REL
in vita,

REL
SuU'ammlnistrare
i

99
il

Martino

IV

e l'antipapa Nicolò
l'abito

monaci

ballesi"

Ytlopo

la l'inunzia,

ambedue con

mo

e la penitenza e successi ve questioni,

minorila; ed altrove de'fedeli che per di-

frenate dai Papi fino dal 610, tenni proposito anche nel voi. LI, p. 242, nel rac-

sponessero
inedesiroi
oltre

vozione ordinarono che oe Funerali i\ evestiti da religiosi, quindi coi
si

contare l'origine delle parrocchie de'regolari. Gregorio IX nel 1227 facoltizzò domenicani ad amministrare il sagrameuto della penitenza. A tali religiosi fu precipuamente affidata V Inquisizione [F.)
i

ponessero in Sepoltura (l^.),

quanto accennai iti principio parlando de'monaci e de'monasteri, e di quaneccl.

to dico nel voi. LII, p. 53. Sarnelli, Leti. Che nella s. chiesa t. F, lelt. 29:

per procedere contro

gli eretici

;

e Cle-

sia cosa antica ^pia e lodevole^che

imO'

mente VII per impedirei
tori d'agire

funesti progressi

riboncU vestano l'abito religioso, e col inedesinio si facciano seppellire in segno di
penitenza. Narra che
gli
i

degli errori di Lutero, ordinò agl'inquisi-

anche control

religiosi di qual-

primi cristiani susi

sivoglia istituto. Giulio 111 riprese l'aoa-

estremi della vita

vestivano di Ci-

bizione de'religiosi che brigavano per essere esaltati alle mitre
,

spiravano sulla Cenere{F.)j così vollero morire s. Martino di Tours, 8. Carlo Borromeo, ed Enrico figlio d'Enlicio (r.), e

ordinando che
al

niuno potesse promoversi

vescovato

,

senza l'espresso consenso de'loro rispettivi superiori, e cardinali protettori degli

rico li re d'Inghilterra.

Che

il

cilicio ve-

stivano ne' primi tempi quelli che fdce-

ordini cui apparteuevano. Di versi religiosi

vano pubblica Penitenza [F.), ed il concilio di Composlella nel io56 determinò che lo vestissero chierici nel tempo del Digiuno (y.), della Letama^ e quando si
i

nell'essere

promossi a qualche dignità

ecclesiastica,

o vescovato o cardinalato,

denunziava

la

penitenza pubblica.

E sic-

hanno bisogno di dispensa particolare del 4.° voto che fanno di non accettare alcuna dignità, come gli agostiniani scalzi,
i

come r
non

abito e istituto monastico altro

chierici regolari minori,

i

gesuiti,

i

mi-

significa e

non importa che peniten-

nistri degl'infermi

ed

altri.

Proibì Paolo

za, moltissimi in vece di

domandare

in

IV che
salo
la

i

vescovi

i

quali avessero profesri-

morte il
le;

cilicio,

richiesero l'abito

monaca-

regola di qualunque religione,
il

perciò costumavano gli spagnuoli d'as,

nunziato

vescovato e tornati nel loro
legge nella costituzione

Sum^erlo Moribondi [f^.) per penitenza
tosandosi anche
i

ordine, vi potessero avere dignità alcuna

Capelli

{f'-),

quindi se

o carica, come

si

campavano, restavano monaci, il checonfermò il concilio 12.° di Toledo nel can. 4, ma impose scomunica per un anno a
quel sacerdote,cbe avesse dato simile penitenza a chi
di
laici,

In sacra, de' 22 luglio i559, presso Ughelli, Italia sacra 1. 1, p. 763. Riporta Novaes nella Storia di Clemente XI, che con decreto de' 17 giugno 17 16, Bull.
Alagn.
t.

non

la

richiedeva.

Non

solo

8, p.

4^6 riimovò
,
i

la costitu-

ma

ancora di

ecclesiastici e

pre-

zione di Alessandro VII de'261uglio 1662,
nella quale
si

lati si

l'abito

morte domandato monacale in segno di penitenza, per cui Papi concessero indulgenza plelegge, avere in
i

prescrive, che

regolari as-

sunti a vescovi titolari nelle parti degl'infedeli,

non possano vivere

fuori de' loro

naria a chi ciò praticasse. In diversi luoghi notai, che
\estito
il
i

chiostri,
riori,

ma

sieno soggetti a' loro supe-

principi sovrani vollero

proprio cadavere con abito religioso,econ esso deposti nel sepolcro, mas-

col

né possano esercitare i pontificali, permesso ancora degli ordinari, sotto
di sospensione riservata al

pena

Papa

,

sime

se ascritti al 3.° ordine di

qualche

giacché la loro giurisdizione è ristretta

sol-

religione, o aggregati alla figliuolauza di

tanto ne'confini delle loro chiese, rispet-

alcun ordine regolare.

tivamente

alla loro visita. In mólti ordi-

loo

REL
promuovono istanza per nuovamente aggregati, onde goes-

REL
che della compagnia di Gesò, potesse essere dalla sua religione espulso se incorreggibile; e
lari di far

ni e congregazioni religiose, quelli che sono elevati al vescovato, siccome cessano
di farne parte,

non per
i

neh 632

esentò

rego-

esservi

leconfessionicol confessorede-

dere poi in morte de'sulftagi, per cui
si

pulato dai loro superiori. Clemente
nel

XI
gii

sono tenuti di farne a que'roiigiosi del
Pio

1708 rinnovò

le proibizioni,

che

proprio ordme o congregazione che van-

ebrei potessero lavorare ne'giorni festivi

no morendo. Papa
denza
a' suoi frati

s.

V die la
non

precegli

ne'uìonasteri e conventi de' regolari. Be-

domenicani sopra

ordini mendicanti; quindi

solo pose

marzo 725,
i

nedetto XIII colla bolla Postula t, de'7 Bull. Boni. 1. 1 i,p. 377, vie1

religiosi Penitenzieri [f^.) nelle patriarcali di

Roma, ma

della Vaticana dichia-

tòa tutti regolari, ancorché costituiti in qualunquedignità, di portar via dai loro
conventi e monasteri
libri,

rò teologo colla prebenda di canonico un domenicano, e che fosse vero canonico in tutto; però fu rimosso dal successore, come narrai nel voi. XII, p. 3 19. Vi sono

mobilio altro

per loro uso. Colla bolla Licet sacra, dei 1 5 (thhva'ioi'j'ìG, Bull. Rom. t.12, p. 70, nel qual giorno dice il Papa aver vestito
l'abito

esempi che vescovi

religiosi

furono canoLaterail

domenicano, il cui
i

istituto

ancora

nici di dette patriarcali, e della

professava, vietò a tutti
si

regolari profes-

nense nel 1727 Benedetto Xlll fece
firio,

sa-

di passare

grisla Olivieri agostiniano vescovo di Por-

spitalario

o

religioso,

ad altro ordine religioso, oancorché in esso sia
al solo

che lo era

di S.Anastasia.

XVI

fece canonico vaticano,

Gregorio con l'uso

in vigore l'osservanza regolare, riservan-

do per l'avvenire
di

Papa lafacgltà

delle vesti paonazze, l'odierno mg.*" Luigi Cardelli

concederne

il

passaggio.

Con

costitu-

arcivescovo d'^cr/rf^zo Ocri-

zione de* 7 aprile
(/^.) a tutti

1726 Benedetto XIII
o Chierica
il

da
Tol.
il

de' minori osservanti riformati. Nel

prescrisse l'abito e la corona
i

XLI,

p.

1

32

dissi

che Paolo IV fece

prelati regolari, e

ritorno

teatino Consiglieri maestro di

camera

nell'avvenire ai chierici de'rispettivi ordini a quelli

la bolla Religiosae, de'

e canonico vaticano. Clemente Vili col19 giugno 1594,
Bull.
la

che non risiedono nelle prole

prie chiese

o

rinunziano.

Quanto

di-

Bom.

t.

5, par. 2, p. 3i, rinnovò

spose sui religiosi

Consultori delle con(f^.), lo dissi nel

proibizione già fatta ai religiosi e alle

gregazioni cardinalizie
voi.

religiose, di far donativi

o regali. Paolo

XVI

,

p.

i36 e 2i4- Gian Jacopo

V ordinò ai
1G22

che nelle loro scuole insegnassero le Lingue (V.) greca , enel hraica, araba e latina. Gregorio
regolari

Scarfantoni pubblicò: Dissert. j4n cuncti

regulares non habenles speciale indul'
tuni Sedia aposlolicae^ posi editioncni
s.

XV

proibì a tutti gli ecclesiastici, seco-

conc. Tridentini passini extra tempora

a

lari e regolari

anche
il

esenti, di confes&a-

jurestatula sacris ordinibus iniùari.'' Lucae 17 16. Gli scrisse contro Fr. Alberto Cecchi domenicano: DeJo.Jac. Scarfantoni can. Pisloriensìs, Dissert. judiciuni

ree predicare senza

permesso e l'approle

vazione dell'ordinario: così terminò

antiche dispute, colle quali, per riguardo

pretendevano alcuni scrittori, che l'approvazione data una volta dal vescovo, potesse benMrivocarsi dalsuosucai religiosi,

soris

Latin Ilerculis Paullini s. ad aniicum, Lucae 1 7
rispose

theol.profes1

7.

A questa
zi-

critica

Scarfantoni con questa

ma non da lui stesso, come se comunicando od alcuni il loro potere non lo potessero riprenderequan(lo lo credono opportuno. Urbano Vili
ceMore,
i^CKOvi
i

scrittura,

che però non fu stampata:

polflgia Dissert. can, impiignataeper Lac'

An

lium J/erculeni Paullinurn super duhio: cuncti regulares etc. Benedetto XIII
all'

nel

1

G34 ilichiaiò che uiuii rdigioiìo, fuor-

deputò

esame

di questa coulroversia

HEL
5
a
cardinali, 2 vescovi e 3 regolari, la qua-

REL
r ordine
tela bianca.
I

loi

militare e regolare geròsolimi»

le rispose nei

maggio 1725. Privilegia
siile /lire

tano e formata d'una croce ettagona di
sovrani talvolta hanno de-

siiminis Ponlificibus lain ante, (juani

post IVidentìnuni

coinunicalio-

corato

i

religiosi e le religiose d'insegne

nis regularibus concessa suscipìendi or-

equestri, per

dines sacros eoclra tempora persistere in

benemerenze; la Francia ne va dando esempi coi religiosi fece al:

suo robore, nec eis fuisse unquaniderogatuni, ac proinde tuto posse regulares ordinari extra tempora absque novo indulto apostolico. Benedello

trettanto

il

gran sultano de' turchi, e ne

riportai esempi, ne' voi.

XLIV,

p.

Sg, e

LI,
lo

XIV,

richia-

32 1. A Nome resi ragione perchè cambiano i religiosi e le religiose; poi
p.
I

niaiulo le provvidenze de'suoi predecessori,

riporterò chi scrisse sull'argomento.
ligiosi

re-

proibì

a' religiosi,

eccelluali

\

Ben-

cambiando nome, e

taluni

anche

fratelli (^.), l'esercitare l'arte di Spezia'
(i

{F^.)j tuttavia l'esercilano

i

Carmeliquell'ar-

tani scalzi, per quanto
ticolo.

dissi a

A Parrocchia riportai come Beuedello XIV dichiarò die vescovi posi

cognome,neiringressochefanno nella religione da loro scelta', dimostrano pure in questo la rinunzia che fanno al mondo ed ai costumi di prima che lasciano, e di non essere piìi quelli che erano stati nel
passato, per sbandire ogni

sono

visitare le chiese parrocchiali rette

da'regolari, eccettuato soltanto quelle nelle quali risiede
il

secolo.Alcuni dicono derivarequesta

memoria del mu-

generale dell'ordine, di
voi. LI,

tazione de'nomi ne'religiosi, da quelli coi

cui
p.
I

il

parroco n'è religioso. Nel
notai che Benedetto
i

quali

il

38

XIV dichiarò

como

e

Redentore chiamò Pietro, GiaGiovanni, quando furono da lui
Fiorino d^o-

soggetti agli ordinari,

regolari viventi

aggregati nel collegio apostolicoe tra'suoi
discepoli. Osserva Vettori nel
ro, p.

in casa de'secolari; e nel voi. V, p. 34, che

rispose negali vamentealcardinalQuirini,

4^^) ^^^

il

costume

di

nominare
sua

che voleva
si religiosi,

si

proibisce ai chierici di faril

talora alcuna persona col

nome della

senza

consenso dell'ordina-

patria è derivato intieramente dagli antichi
ni.

rio. A DiMissoRiE ricordai quanto stabili Benedetto XIV sulle dimissorie per le or-

romani, come

rilevasi dalle iscrizio-

Che

oggi alcuni ordini regolari (come

dinazioni de'regolari. Clemente XIII colla bolla

Inter nudliplices, degli
1.

i

i

dicem-

ec.)

minori osservanti, riformati, cappuccini, con molta esemplaritìi si valgono di
la

bre lySS, Bull. cont.

1, p.

72, confer-

questo stesso coslume,per togliere
strare che più

mag-


si

la

giurisdizione vescovile nelle dioce, ,

gioranza fra' religiosi (anche per dimo-

d' Olmiitz, Colonia Miinster Ilildcsheim, Paderboua e Osnabruck, sui religiosi.

non appartengono

alle lo-

ro famiglie). De'religiosica/77ie//tónÌ5Crt/zi,passionisti e altri,
se

sorse

Contro le esenzioni de'regolari inanche Febronio , temerariamente negando al Papa l'autorità di concederle, naa con dottrina ed erudizione slorica lo

come

delle religio-

confutò Zaccaria, AntiFebbronio par. 2, p. 396 e seg. Nel Pontificale Romaniwì,
vi

che aggiungono al nuovo nome il cognome, con assumere quello de' santi o de' misteri di Gesù Cristo o della Beata Vergine, fo parola ai loro articoli: Dei
titoli de' religiosi

parlai principalmente
,

sono

:

De

benedictione Abbaiis.

De

heitedictione Abbalis auctoritate apostolica.

De

benedictione Abbatis auctori-

Dox, Reverendo, Reverèndissimo, Canoixico, Monaco, Fratello, Molto Reverendo,
a Padre, Fra", Frate, Paternità
ec. In alcuni ordini religiosi è vietato
il

tate ordinaria

De

creatione militis re-

gularis. All'articolo Croce di decorazio-

passaggio in

altri ordini, e lo notai tratle secolarizzazioni

ne RELIGIOSA, parlai di quelle da potersi portare sulla niozzctla dai cardinali, del-

tandone. Per
la

occorre

Dispensa{V.)

pontificia, come

per pas*

102

REL
in.

REL
quelle de' voti

sare ad altro ordine:

semplici per l'uno e per l'altro caso, han-

19 dichiara: Religionis status perfec ticnem non supponit, sed ad perfectìonem
inducit. Ponlifìcalis

no facoltà diversi superiori generali, tranne
il

autem dignilas peril

voto

di castità,

per

il

quale

ci

vuo-

fectioneni praesitpponitj perchè

vescos.

le la

dispensa del Papa.
sui religiosi

vato est spirituale magisterium, ed a
tu scìs

Molte erudizìoni riporta
stati di

Pietro fu detto pasce, dopoché rispose,

Nardì,De'parror/j/,incominciatìido dagli
perfezione in cui sono
il

Domine quia amo
I

te.

Nel cap.

20
de-

vescovo

soggiunge;
cani ed

religiosi

sono

in

uno

stato di

e

il

religioso, e relativi confronti, secons.

perfezione,ma non già
i

gli.arcidiaconi, i

do

Tommaso d'Aquino,
il

nell'opusc.i

8

parrochi, benché questi tutti abi

Sullo stalo della perfezione vescovile e
religiosa. Dice
i

biano cura d'ani me, che non hanno

reli-

Dottore nel cap.iG: I vescovi ed religiosi sono in uno stato di perfezione: questi secondi per la rinuns.

giosi (tranne gl'individui parrochi),

non

avendo
re
il

primi l'obbligo perpetuo di favicario o il parroco, come la cosa
i

zia delle cose

temporali ed abnegazione

esigerebbe se fosse in uno stalo di perfezione,

di se stessi;

i

primi nel dovere esporre

la

loro vita per le pecorelle, nell'obbligo di
pascerle, ec. Perciò, siccome ne'contratti
vi

come accade al vescovOj che non può rinunziare, ed il cui stato è perpetuo. Sebbene tra'vicari e parrochi possano esservi
fetti

sono certe solennità,

così nella consa-

individualmente degli uomini per-

grazione e coronazione del vescovo, e nella professione religiosa
si

secundur

t

ahitum
si

charitatis.... sta-

usano solenniche lo

tum tameiì perfectionis non assequuntur.
Quindi
liei
il

tà e benedizioni. Nel cap. 17 dice

vescovo
si

consagra,

il

monaco
il

stato vescovile è più perfetto del
co, perchè se
il

monaai

professare
il

benedice;

ma

il

vicario,

il

monaco
il

rinunzia

beni,

decano,

vescovo deve dare

temporale suo nei
l'

bisogni delle pecorelle, deve dare

ali-

parroco vengono investiti semplicemente, o data semplice cornmissione del loro ufficio, che non è stato di perpe-

mento

spirituale, è obbligato

anch'esso
vescovo è
servo

allo castità.

Se

i

religiosi

si

sottomettono
il

lasciare, ciò

all'ubbidienza del superiore,

morto

a se stesso,enon vive che ai bisoil

ma stato che possono che non può fare il monaco. parrochi non Nel cap. 23: I vicari ed fanno voto di stare nel loro uffizio, come
tua obbligazione,
i

gni del gregge, e perciò diviene
di tutti.
I

i

religiosi nel loro stalo.

Che

anzi oltre

monaci non hanno per obblilo
i

go (sebbene
moltiplicare
tori,

facciano zelantemente)
fedeli, convertire
i

di'

peccail

condurreanime
:

a Dio,

come

ve-

scovo lo ha per voto del suo sposalizio
colla Chiesa

quindi conclude, se

lo stato

del religioso è perfetto, quello del vesco-

maggiori per questa cosa de'parrochi, spesso lo sono anche di più, perchè talora per voto della loro religione si obbligano di assistere il vescovo nel predicare, confessare, ec. Vi può essere un curato più perfetto d'un monaco, un coniugato più perfetto d'un curalo; ma non
essere

vo è pei'fetlissimo. Perciò si toglie benissi-

mo

un

religioso dall' ubbidienza de'suoi
si

superiori per farlo vescovo, stante che

ne viene che ciò formi slato. Il religioso benché cattivo si trova in uno stato di perfezione, nel quale non sono il curato,
il

paisà
sa,
il

ad uno stato
vescovo non

piìi perfetto.

Viceversta-

coniugato
i

ec.

Lo

stalo di perfezione,

si

può passare allo

oltre

requisiti
il

che vuole, richiede per
e. 2'):

to monastico,
chiesa, ed

non potendo lasciare la sua uno stato più perfetto (ve ne

principale

volo di perpetuità. Noi

tono |)erò molti esempi, e l'ultimo memorabile lo die il cardinale Carlo Ode*
scalchi, f^cdi, per farsi gesuita). Nel cnp.

Dalla religione non si può passare all'urcidiaconalo, alla parrocchia (secolare)ec.;

ma

al solo

vescovato

come

più perfetto.
al

Quindi si può passare dal minore

rnag»

BEL
giore,uon viceversa. Perciò il parroco può
farsi religioso
,

REL
il

io3
o sotto-

mali prelati minori, in grazia della giurisdizione che
posti.

ma non
,

vescovo che ha
per-

hanno

sui sudditi

perpetua cura
Nell'opusc. 19

senza licenza del Papa.
s.

Non possono (almeno

in certe re-

Tommaso chiama
i

ligioni) esser rimossi dal posto, e

secutori della Chiesa coloro

quali

non

re essere sospesi senza
rispetto

neppuun processo per
,

vorrebbero che
confessassero.
Il

i

regolari predicassero e

dovuto
il

al

grado. Per questo, diil

vescovo delega nelle par-

ce Nardi,
le

superiore del convento

qua-

rocchie chi vuole e

quando vuole

a pre-

ha cura d'anime de'

sudditi, è vera-

dicare e confessare, ec, anche contro la volontà del parroco, e può inviare de'preti

mente parroco
ci si

nobile, perchè ha giuris*

dizione e prelatura. L'abbate de'

mona-

secolari o regolari, secondo che crede.
s.

benedice dal vescovo con una solen-

Avverte
in

Tommaso, che lo

stalo di per-

nità,
alla

che all'esterno apparato rassomiglia
consagrazioneepiscopale
religiosi ( ciò
:

fezione largamente preso èia carità: che

si

benedi-

un modo più proprio

è l'amministra-

ce solennemente l'abbadessa;

si

vestono

zione di-un oflicio:ed in senso vero e pro-

benedicendoli
talvolta
i

i

che fecero

prissimo è il votoperpetuo.

Che nel .Vini

tendono
grazia
laici;
;

tutti quelli

che sono in istalo di
soli

e le religiose.

Papi e di recente Pio IX, Predi') Fino ab antiquo fu concesso
di

nel 2." gli ecclesiastici rispetto ai

ad alcune chiese
di battezzare,

monaci

il

privilegio

nel 3.°

modo

i

vescovi ed

i

re-

propter apostolicum vitae

golari.

2.° dice doversi chiamacomparativa che propriay giacché canoni chiamano piuttosto grado che stato quello di lutti inferiori al vescovo, e non regolari. Nardi stabilisce

Quella del

re piuttosto
i

così

la

gerarchia di giurisdizione eccle:

siastica regolare

gli
i

abbati,

i

generali di

ordini,

i

provinciali,

superiori locali. Di-

scende questa dalla gerarchia di giurisdizione del Papa e del vescovo, sia che il Papa, sia che
relati vi.
il

vescovo accordino

i

privilegi

Tale e tanta è la stima che laChiesa in tutti secoli ha fatto di coloro che seguono consigli evangelici con professione solenne avanti la Chiesa, che quei i

illoruni instilulum, elreverentiam, guani expopulis exigebat virlus sanctitatis, come riferisce Marlene. Ne'Hollandisli a' i4 marzo si legge, che monasteri di s. Pacomio del IV secolo, nell'oriente, aveano il Batiisierìo o s. Fonte[F.)t vis'islTliivano catecuraenij sicuramente per concessione episcopale,e vi amministravano moil Battesimo (^.), ma si dubita se naci fossero preti; esempi più frequenti di battisteri si vedono nel medio evo anche in occidente, come le chiese di s. Marziale in Francia , di s. Mercuriale a Forlì, di s. Maria a Salerno. Da' concilii di Coi
i

i

stantinopoli del

447

»

^i

Calcedonia del

sta

ha considerato
alla

lo stato religioso,

co-

me uno

stalo quasi apostolico, e prossi-

mo
te,
ri.

gerarchia d'ordine 3.°,
la

come

flui-

Cartagine del 534, dalla relazione de'monaci di Siria a S.Ormisda Papa del 5i4,si trovano una moltitudine di

45 1,

di

no fede

benedizione nel creare l'abba-

preti e diaconi ne' monasteri; altrettanto
si

e le formolo delle professioni regola-

ha da Palladio, /7/5^ Lausiaca cap.

Furono gli abbati chiamati Pastori (/'.), ed hanno il Pastorale [V.) velato, dando la trina benedizione nella messa;
portano l'anello, sono in dignità; anche anticamente aveano Tuso de' pontificali,

3g, 71, soggetti ad abbate talora anche sacerdote. Palladio vescovo d' Elenopoli
nella Bitinia, avea abbracciata la vita solitaria nel

dei Solitari. Attesta

davano

e

danno

gli

ordini minori; inter-

venivano
Priori,

ai concilii

con volo decisivo.

I
^

compose detta storia s. Girolamo che in Betlemme eranvi monaci preti che battezzavano /ure suo, chiunque si presen-

386

,

e

superiori locali o Prepositi o Preposti

tava loro. Nel monastero e chiesa di Nitria, dice

Guardiani f /ìeWon (F!) sono chia-

Palladio,

il

quale

\i fu,

erano 8

io4
preti monaci,
il i

REL
."de'quali celebrava, predeli' antica facoltà

REL
dinariamenle confessavano il popolo: molti canoni chiamano religiosi più ai

dicava, confessava. Molli esennpi riporta

Nardi

data a' monaci

bili

e più idonei de' preti nel ministero

di battezzare nelle loro chiese pubbliche,

della penitenza, per lo stalo loro più per-

avendone anche internecome
per
le

le

monache

salmodie;

cos'i

del predicare, con-

fessare, seppellire ijmorti,

con licenza e de-

dichiarò Urbano II nel conciNimes nel 1096. Quindi principi per lo più aveano de'monaci per confesfetto; così
lio di
i

legazione vescovile, loche si apprende an-

sori

:

presso
si

i

greci nel secolo
ai

XII pochis-

cora dal concilio di Foitiersdeli loo, can.

simi
tutti

confessavano

vescovi e preti,

ma

ha de'monaci di s. Mar2iale , che inoltre annunziavano le pubbliche processioni e i digiuni, onde se ne lagnarono canonici nel concilio di Limoges del I o3 I I monaci furono favoriti nella predicazione, e si può vedere nel torinese Berardi t. 2, dist.i, e. 4, ed in Lupi t. 2, p. 288; per delegazioni de' vesi
i
.

io; ed altrettanto

o quasi tulli ai nionaci. Forse aveano anche più facoltà nell'assolvere e s. Tommaso chiama persecutorie nuòvi Vigilanzi coloro che non avrebbero voluto che i regolari predicassero e confessassero. Brunone vescovo di Langres i>el 008
;
1

dispensò
farlo coi
se.

il

popolo dal confessarsi dal clein

ro secolare, permettendogli

vece di

scovi exle'Papi. Spesso dai vescovi avea-

monaci

del

monastero Besuendegli abbati

no eziandio cura de'monasteri
che, ed
il

di.

monali

Talvolta facevansi Corespiscopi (f^.)
,

concilio Ispalensedel6 19

co-

anche dei monaci e

ed in

stituì loro

Palres spirituales. Che

i

mosino

certe costituzioni attribuileal concilio Ni-

naci godessero privilegi e

immunità

vede dalle lettere di s. Leone 1 del 44o> ^ da s. Gregorio I del 590 ,come dai concilii di Cartagine •del 525 e 534- A'iempi di questo Papa egualmente confessavano i fedeli i monaci sacerdoti, questi poi si confessavano tra loro, disciplina che si apprende dal concilio di Parigi deir829, che declamò contro gli ecclesiastici e secolari che si con si

dai primi tempi,

ceno 1, si vede che molti curepiscopi erano vescovi, che consagra vatjo le chiese, e che se si fosse preso un monaco prete per farlo corepiscopo, in questo caso non
si

proibisce la celebrazione
,

pubMica

in

detto convento
scovo.

e ciò per onore del co-

repiscopo, ch'è chiamilo vicario del ve1

monaci
preti di

nel

1

X.

secolo

si

fecero

anche vano
ranei,

niissi
i

o preti

in issales,

che conlene-

campagna
i

quali vicari fo-

fessavano dai monaci
luoghi era vietato

,

ciò che in

molti

ed erano o abbati o monaci. Avea-

di. farsi
i

dai regolari,

perchè
ziandio

i

canonici furono
le

primi deputati
,

provinciali;

no anche neirantìchità loro generali e s. Eulichio prima d'essere patriarca di Costantinopoli
,

dai vescovi a udire
le

confessioni

ed e-

fu
la

monaco

e

monache

nelle loro diiese, se
al letto

malate

le

confessavano

luro, ac-

compagnati
diacono,

in certa distanza
,

deputati detti sincelli

da ministri o diacono e sud:

ha da detto concilio medesimi assistevano ancora il prete che bi reca va a celebrar la messa, dupola qua!>i
i

come

metropoli d'A masia, oltre gli JrchiinandrUa (/^): Teodoreto vescovo di Ciro mandò una lettera a s. Leone I da due preti corepiscopi, e da un provinciale o generale dei monaci, exnrchum monacorum. Aveano molle parrocchie, e per mezzo d'un loro
generale de'monaci di lolla

le

uscivano subito. Altrettanto fecero vin-ligiosonini
colle religiosartwi

roriitn

Joeininarum iic'monasteri per predicare, cunfeasorc u dire messa nell' Vili secolo. Come in oriente, com in occiilvnte erano monaci piultuilo che preti, quali or»
i i
i

19 cgualmentccrano de'monaci- Fra'K-gali mandali nel G78 da s. Agatone a Costanti no[)oli,erau vi de'mosuperiori o abbati prelanaci. Essendo
1

individuoviesercitarouolacurtiMieli
u)ol(e parrocchie rurali

i

ti

a.n\ giurisdizione,

òcumuuicavuiiu

i

lo-

7

j

REL
ro monaci in
Tepist.
1

REL
come si legge nelTour1

io5

tutti

i

casi,

timiun

tn

religiosorum professione, atque

79

di Stefano vescovo di

nay: nelCapitolared'Aquisgrana deli'8
culto.
i

l'abbate poteva scomunicare nel furto oc-

loro sudditi

Anticamente scomunicavano tutti generali degli , non solo
i

ordini religiosi

,

ma

altresì
,

i

provinciali

nella loro provincia

gli

abbati- ne' loro

monasteri, ciò che alcuni autori estendo-

Pontificunt inauguratione, Norimbergae. Orila Menochio, Stuore, t. 2, cap. 4' mutazione del nome che fece s. Paolo, e de' Religiosi; t. 3, cap. 33; Se quelli che eleggono lo stato religioso debbano ad esso applicarsi mentre sono giovanetti, o in altra età piìi matura. Piati, De bona status religiosi^ RomaeiSgo. Girolamo
>

no ai superiori locali de' conventi, come può vedersi nella Bibl. di Ferrari. Fapa 8. Pio V che fiorì dopo il concilio di TrentOj colla bolla Etsi AJendicantiiint, inveì

Piatti,

Del bene dello stato de'religiosi, Venezia 5^3. Archangeli, De pri\'ilegiis
1

religiosorum,

et

non religiosorum, Komae
,

1643. llnynaudi.
giosis ordinibus
ni, Disquisitiones

contro quelli che non avrebbero voluto

De afMjstasia a rcliRomae iG4y. Gibali-

che

i

fedeli andassero a messa, a predica, ui

divini uHìzi che nelle parrocchie, ed

impemessa
vece
quali
il

regulari

ex

veteri et

canonicaede clausura novo jure, Liigduni

divano che
brassero
i

i

regolari predicassero, cele-

164H. Didaco Sgroi,
A.

Lux
,

prnelalornrn

divini ufllzi o dicessero

praesertini regulariuni

Venetiis 1673.

nelle feste

prima

de' parrochi

:

in
, i

dichiarò che è lecito ai regolari
dice pollano fjondus dici

tt nesliis,

pre-

Romauo, De privili-giis religiosorum Romae. De Franchis, Controverniae inter episcopos , et regulares Romae. O,

dicare, far funzioni, dir messa sempre, e

Dorato da
critiche

prima che ciò si faccia in paranche in tempo che si fanno funzioni, che si dice messa e si predisolo

non

Maria, Dissert. storiche e sopra la cavalleria antica e mos.

rocchia,

ma

denta secolare

ca nella stessa parrocchia, e per soprap-

e reg^o/rtr<', Brescia 1751. Gio. Battista Perseo, Sulta esenzione dei regolari dalla giurisdizione de' vescovi e

più derogò a qualunque altra legge anteriore, e dice che si soddisfa egualmente nelle chiese de'regolari.
Il

sulle

cause matrimoniali,

Asisi

i

784- B.

Cardinal

Tommasi
1

,

Sulla vita

comune

regnante Pio

JX(^f^.) ha istituito la congregazione cardinalizia, sopra lo stato de'regolari, spe-

religiosa, Napoli 833. Nicola Rocco, La capacità civile del religioso professo, Pa-

cialmente deputata:
dinali, e

si

compone di 6
d'ambo
i

car-

lermo 1840. In questa opera si dimostra, che il religioso professo non è morto civilmente e vìve coll'integrità de'diritti
vili,

d'un prelato segretario. Per alsessi, ol-

ci-

tre nozioni sui religiosi

quantunque

l'esercizio sia
il

modificato

tre tutti
portai,
dii

i loro articoli e autori che ripossono vedere iseguenti. AegiBuchmuth Schtdiasina de noininuni

da'voti monastici, perchè

religioso si de-

si

dica alla vita di perfezione e di spirituale progresso, per cui l' incapacità solo si fonda soprala virtuosa rinunzia Httta dei

,

imposilìone, et inutalione, Vittembergae

seri,

1715. Frid. Balduini llolfinanni Disde muCatione noniinum baptismalis
,

beni del mondo.
togliendo

Il

religioso è cittadino al
Il

pari di tutti gli altri.
la

monachismo noa
,

Chrislianomm non libera, Vittembergae 1727. Giacomo Sciòmmari, Uso della mutazione del nome, nel prendersi l' abito religioso
:

cittadinanza

ne

la libertà,

ne
za

la

tàmìglia,

non produce diminuziO'

nelle note isteriche spel-

ne di capo, che nell'antica giurisprudenromana era il cambiamento d'una con-

tanti alla
1

badia di Groilaferrata,

Roma

dizione migliore in una peggiore. Ciò
si

non

727. Jo. Henr. Stuss, De mutatione noniinum sacra, Gothae 173.5. Jo. Fred.

verifica nel religioso,
si

terrene abitudini

che lasciando le solleva e sublima a
reli-

Krebs,

De nomiuuin nmtationem

potis-

pcrieziouc di virtù.

La professione

io6

REL
un' incapacità ci»
pe, che trasportò

REL
le

gìosa induce soltanto

ossa di

Giacobbe suo

\ile di speciale genere. «Ricevuti in

uno
li

genitore in
padri.
Il

Ebron

nel sepolcro de' suoi

stato gli ordini religiosi

,

vuoisi eziandio

vescovo di Rieti Marini,

Memole

accettare

la disciplina della la

Chiesa, che
alle

rie di s.

Barbara,

p.

1

9 1 avverte, che
,

riguarda,

qualenon

si

oppone

Re-

reliquie de'sanli ne'secoli più remoti, ben-

galie della sovranità territoriale. L'autorità

dimostra inoltre

la capacità del re-

ché consistessero in minutissima parte, ed anche in poca polvere, non sempre sono
stale

ligioso professo

nelle svariale relazioni

denominate

reliquie, la

un Capito-

della vita civile, nella facoltà d'acquistare, di disporre, di contraltare
,

lare di Carlo
trocinijs.

Magno sono chiamate Pa-

di obbli-

garsi, di slare in giudizio, di esercitare gli
uffici civili si

e nel

Gregorio I fiorito assai prima Sgo in alcune lettere le chiama Sans.

pubblici che privali, ec.
il

Me-

glio è leggerne

sunto che nel

t.

i5, p.

delle reliquie de'sanli

196

degli

Annali

delle scisnze religiose.

De pubblicò il eh. Michele de Mallhias. Eugenio Bore , Vita religiosa presso i caldei, seguita dalC istoria del convento
di

Gregorio Nisseno sono il velo o pallio che fosse stato appostoal sepolcro di qualche santo , come anche si dicevano reliquie
tuari. Presso

l'Olio (f^.), la cera (di cui a

Candela
su

),

che ardevano quali Lumi

(^F.)

Lam-

Rhahou-Ormuzde

delle persecuzioni

pade o

Candellieri {F'.) avanti

le slesse

che ha sopportato dalla parte degli eretici

reliquie,

non che

la

polvere raccolta alsepol-

e de' mussulmani, Parigi i843.

l'intorno che davasi agl'infermi, l'erbe e
i

RELIQUIA DE'S\NT:i,Exuviae,Reliquìae Coclituni Sanctoruin.
I

Fiori [V.) che avessero toccalo

il

corpi e le

cro o

Memoria
tenevano

[F.) de'sanli; cose tulle
in

cose de'sanli. Dice Piazza nel Mcnologio

che

si

gran venerazione dai

romano,

p.

te significa

5o,che reliquia propriamenciò che resta della maggior
la

fedeli, e tuttora
l'olio dulie

parie di qualche cosa; e perchè

prin-

alle

si prende lampade che ardono innanzi reliquie o alle sagre Immagini^F.),

per divozione

cipale dell'uomo è l'anima, perciò fu chia-

come

notai a'citali e altri articoli, siccome
effi-

corpo che resta in terra o parte di esso la Chiesa si serve di questa voce per denotare lutto quello che re*
reliquia
il
:

mala

riputato sino dalla rimola antichità cace a guarire miracolosamente
liberare dal
lista
i

mali e

demonio

gli ossessi.

L'anna-

sta in terra

degno

di

venerazione. Ag-

Rinaldi che riporta copiose e ìmpor»

giunge, che

le reliquie

gni, delle quali se ne

sono

il

capo,

il

denominale insipuò fare 1' uffizio, braccio, la gamba, ovveil

tanti nozioni sulle reliquie de'sanli, dice

che è antichissimo l'uso
pi santi
si
li

di

le reliquie

de'martiri,

nominare coreche noa

ro parte del corpo intiera, in cui
to abbia
la

san:

tormento che venerazione delle reliquie incomin*

patito qualche

preti:

prendevano dagli accoliti, ma da' soproduce diversi esempi, che nei
les.

luoghi incendiali
lese.

reliquie restarono

il-

ciò dalla nascente Chiesa, leggendosi che

Anlicumente de'corpi de'sanli nulla
il

e discepoli tennero in gran conto quelle del glorioso protomartire s.
gli apostoli
i

toccavasi, esoprallutlo questo era

co-

slume

Slefano;e nel Testamento vecchio

si

leg-

ge, die .Mosè trasportò l'ossa del patriar-

ca Giuseppe dall'Egitto pel deserto nella

Terra promesita; ed

il

corpo del pro-

romana, lo che rimarcai in più luoghi. Per appagare la divozione de'fedeli, che si portavano in Roma da rìmolc regioni e chiedevono qualche sagra reliquia, loro non davasi che qualdella chiesa
fascia che sollanloavesse tocsagro corpo d' un Martire (F.) e dicevasi fìrandeo e Orario. E' celebro

feta Eliseo, col solo contallo risuscitò

uu

che velo o
il

morto. Certamente che Hno nell'antico Testamenlosi ebbe venerazione alle spoglie de'gi usti,

calo

come

il

t'icoidalo

Giusep-

la risposta

che

fece

e.

Gregorio

I ull'im-

REL
peralrice Coslantina

REL
gli

107

quando
s.

mnndò

in Morite

Gargano presso Manfredonia,
sue reliquie presto s'incomin-

a chiedere la testa di
le

Paolo, della qua-

diceche

le

con dilTusione parlai a

Processione,

ciarono ad usarle perdedicare a Dio chiese
sotto l'invocazione dello slesso santo, cioè

onde non le accordò che il brandeo, e la avverti che dovea venerarlo come se fosse là testa del santo apostolo , adducendole in prova il miracolo, che per altro brandeo si vide ai tempi di s. Leone I, il quale perchè alcuni greci dubitavano intorno a questi veli, il Papa ne tagliò uno
ne uscì sangue, come narrai nel voi. XII, p, 262, raccontando di altro simile prodigiooperato dallo stesso s. Gregorio I con un brandeo, del quale trattai ancora a Femestrella, ch'era quell'acolle forbici e

que'veli che
tra 'ove

si ponevano sull'altare o pieapparve tal principe della corte

celeste, appellati nelle vecchie carte /?«/Itola,

hrandca,€anctiiaria

,

palrocinia ^

avvertendo anch'
santi
secoli,

egli cl»e le reliquie dei

nominale ne' monumenti de'primi vanno d'ordinario inlese per quecere, olii, terra e cose simili,' trat-

sti veli,

te dai loro sepolcri, e

non

già per ossa,

come

pertura che facevasi sotto
{f^.) degli altari

le

Confessioni
acco-

per calare

tali veli,

costume d'oggidì. S'introdusse quindi una formola colla quale i Papi ordinavano che si dassero delle reliquie di s. Michele a coloro, che avendo
porta
il

standosi alla cassetta oarca delle reliquie,

edificato a proprie spese alcun tempio, po-

quindi
in

si

mandavano

i

brandei dai Papi

dono

a qualche gran principe,

non soreliquie

lendosi allora permettere da

Roma in ves.

tevano poi solennemente consagrare aDio in memoria del s. Arcangelo, le quali for« mole sono nel libro Diurno. Per queste
reliquie s'intesero,
il

runa guisa
)-i

la

traslazione delle

pallio o brandeo, la

tenute cori gelosa venerazione e

come teso,

detta pietra

,

e

la

terra della grotta del

inestimabili. Dice inoltre Marini

che

Monte Gargano.
zione furopo
i

anticamente si disse corpo quello che non era se non una reliquia, onde leggiamo
esistere corpi

In grandissima venerabrandei posti sulle tombe

de'principi degli apostoli, come dichiarai

d'un medesimo santo

in

più

a Chiesa DI S.Pietro IN Vaticano, a Chies. Paolo nella via Ostiense, a Limina àPosTOLORUM e relativi articoli, come a s. Pietro e s. Paolo' (f.) parlando delle reliquie. de'Iorocorpi. Oltre i bran-

luoghi, essendosi presa una porzione per

sa DI

r intiero, ovvero si diede il nome di corpo a qualche principale parte di esso. Là
dilTeCenza fra
reliquia,
il

corpo e propriamente
dichiarò Benedetto

la

ben

la

XIV,

dei,

i

De

canoniz.

ss. lib.

lando s. Gaudenzio
disse
,

4> p. 2,cap. 6. Parvescovo di Crescia del-

segno

Papi solevano per distinzione e ia di paterno affetto donare a'sovrapersonaggi, chiese insigni e ve-

ni, polenti

le reliquie degli slessi ss.
tiri
,

Quaranta mar-

scovi rimolij la limatura àeWe Catene di
s.

mus

et nihil

portionem relicjuiarwn siimi' nos minits possidere contotos

Pietro (P'.) e di
la

s.

Paolo

in teche

chea-

eano
derle

forma

di croci e
(

più ordinaria-

fidinius,

dum

quadraginla

in.sttis

tnente di Chiavi
pili

F.) d'oro, che per ren-

favìllis honorantes ampleclinnir ...pars

pregievoli
la

jpsaj guani meruimus, plenititdo

est.

Os-

spedirle sopra

ponevano prima di tomba di s. Pietro, ovs.

serva Marini , che quando Dio dispone, che una città faccia il prezioso acquisto
del corpo di qualche santo, viene ad avvertirla di specchiarsi nelle virtuose a-

vero Anelli delle catene di
i

Pietro [F.);

quali, le chiavi o croci

i

memorati peral col-

sonaggi solevano portare appese
lo.

Osserva Severano nelle
i

Memorie

sa-

zioni dallo stesso operate, vizio

abbonendo
i

il

gre, p. 147,

eamando la virtù. Borgia
t.

nelle 31e-

che ciò fecero non lasciarono partir da

Papi, perchè

Roma

alcuna
di quel-

morie di Benevento do del santuario di

i, p.

89, parlan-

minima

particella delle reliquie de'sanli,
la

s.

Michele arcangelo

e solo per soddisfare

divozione

io8
li

REL
quanto
essi piìi
la

REL
lascia ai suoi. figli
lu libertà

ne facevano istanza, concedevano ideiti veli o braiidei,^ e limature. Noterò che. alcuni Papi dieiono a quelli che riclic

di

credere

ragione e l'autorità rendono ad probabile, come giudiziosamen-

chiesero reliquie,un

pugno della

terra del

te osservò Tilleniunl

parlando delle

<jue-

Colosseo{F .)coinechè inzuppata deliya/fgue (^.) dè'niarliri. Gli slessi Papi mandarono per sagro donativo gli Agnus Dei elicerà benedetta {^F.) the si annoverano
tra le reliquie,
i

sllonate relicpiedi
I.

s.

M.^ Maddalena, noi.

Nella basilica Vaticana sonole reliquie
,

maggiori

della vera

Croce

,

della sagra
,

Lancia, del Volto santo o Veronica

a-

quali originali nel
virtù

V secolo, operarono per

IV o divina non

vendo trattalo del luogo ove gelosamente
si

conservano e quando
quale articolo

se

ne

fa

1'

O-

pochi miracoli; ne parlai ancora ne'vol.

s tensione, al

dissi

donde de33, oltre

IX, p'. 35, XI, p. 236 e aSy, dicendo che furono posti nelle fondamenta delle chiese, ed a Exultet, a Cereo pasquale (^•), dicendo che ne' primi tempi si formava-

riva la mostra delle reliquie, ne'vol. II,
p.

i32;VlII,

p.

317

;

IX,

p.

(|uanto narrai pai landò di ciascuna di

delle reliquie maggiori, essendo rigorosa-

no con
vano
Io,

esso, e dai
le

eliminare
gli

Papi s'introdussero per figure superstiziose che usa-

mente

vietalo

il

venerarle da vicino

,

co-

me

dirò a

antichi, ondesi portavano alcolsi

cesso a

Volto santo, per cuise fucouqualche sovrano il Papa lo di-,
,

come

fece degli

Amuleti^ Filatte-

chiaro prima canonico valicano sopran-

rie{F.), talismani esimili, per preservarsi

numerario e

vi si

recò ad appagare la sua

dai Malefizi {F.). Soprattutto e fino dai

divozione colle vesti corali.
care meraviglia se
il

Non deve
,

re-

primi

cristiani

furono e sono nella più

prezioso precipuo
la
ss.

gran venerazione le reliquie insigni di Gesù Cristo e della B. Vergine, delle quali trattai a'ioro artìcoli, come de'lupghiove si conservano, cioè Croce, Titolo, Sangue, Chiodi, Corona DI SPINE, Volto santo. Lancia, Canna, Sponga, Presepio ce, Ahello della B. Vergine, di cui meglio nel voi. LII, p. 147 eiyS, Cintura ec, e altrettanto del Redentore che della sua divina Madre. Menochio nelle Siuore l.
I
,

islromento di nostra- redenziotie

Croce, cui la Chiesa venera con particolare culto nel venerdì santo e nelle

due

sue

feste,

si

trovi tanto nelle sue reliquie
il

diffuso per lutto
s.

mondo, perchè

attesta

Paolino aeW'Epist. 2, che anticamen-

te
i

da tutte

le

parti del

mondo andavano
dell'

fedeli alias, città di
le

Gerusale//iine[F\

per adorarvi

memorie

umana

resi

denzione, e non oslantc che ad ognuno

cent. 4i cap.

Sj

discorre:

Di varie

re-

concedesse una paiticella del sagro.sanlo

liquie della D.
fili si

Forgine che

in diversi luO'

ritrovano. Di queste, di quelle del

ti

buo diviu Figlio, come di quelle de'óa/te Beali {F.), parlo ne* luoghi principali ove esistono nelle chiese e santuari o alle loro biografie. Sarà bene qui protestare che la chiesa di
tre ci fa sapere essere
i i

Legno , con tutto ciò per divina virtù e con islupcndu miracolo la ss. Croce punto non si scemava, ma rimaneva sempre nella sua grandezza. I nemici delle sante reliquie

sagrilcgainente

si
,

scagliarono
i

Gesù disto menun allodi religio-

Ceuanche contro l.i ss. Croce come turialori di IMagdcbtugo cui fecero eco
,

Salmazio, Lutero, Calvino ed

altri en)pi.

ne l'onorare santi, beali e le loro reliquie, massime in que'Iuoghi, dove è reso ud e»ti un culto parlicolaie, non intende
d'impocciar&i nelle preltse rispeUi ve delle chiese pailiculuri,
IX' aliti

\^, Dissert. Imago D. N. Jesus Christus Cruclfixus j e t. 89, Osservazioni sopra un antica tavola greca in cui è rinchiuso un insigne ptzzo
Vedasi Calogerà
i.

(|uandociò non nuole

della Croce di Q. C. del p. Cosladoni,

fi;de

ne du una pai

ne

dall' al-

oveap.

2()3

si

parla della moltiplicazios.

ita;

ma

coir urdiuariu sua saviezza ella

ne meravigliosa del

Legno, seguita nei

,

REL
primi tempi della Chiesn, colle aulorilà di s. Cirillo vescovo di GerusaletDme, di
del
sa, la stessa

REL

tocff

Toutic monaco che ne pubblicò le opere, nominato s. Paolino nella Epist. 3 i

naturnèquella che c'insegna nd amare la memoria di que' che ci furono così cari in vita o a cui dobbiamo
gratitudine
,

e presso

gli

antichi contri-

nd Severum, e di altri. Bernini, liisl. delco'suoi

buirono
ri,

aW Idolatria {f^-), segnatamente

racconta che l'eresiarca Monete manichei nei secolo III detestò le reliquie de' martìri come parto del Dio
l'eresie,

per gl'7</o// (A.) chiamati Dei penali, La-

cattivoe tutte

le

Feste de^ santi ('^.),chia-

che li veneravano. h'ariano Eunomio co'suoi eretici ettnO" miani nel secolo IV abominò le chiese e
idolatri quelli
le reliquie de' santi,

mando

Mani[f\), o famigliari o doniestìci che onorarono in tanti segnalati modi. Già toccai come dalla sagra Scrittura si apprende la cura gelosa ch'ebbero i
primi patriarchi per
le

spoglie mortali

de'ioro maggiori; che ri>tesso Iddio ono-

asserendo essere
[r.)
i

in*


al

le

ossa di

Mosè; Davide benedisse

gli

cantesimi di
li

Magia

loro Miraco-

abitanti di Jabes-Galaad pegli onori resi

{1^.).

Nel secolo VII! insorse l'eresia

corpo

Saul suo competitore; Josia

óe^V Iconoclasti (f^-), di cui fu crudelissimo fautore l'empio Leone imperatore, che non solo inveì contro il culto delle
sa^ve

nell'abbatteie gl'idoli e nel disperdei-e le
ossa de'ioro veneratori, fece conservare

onorevolmente quelle d'alcuni
saia |)redisse glorioso
il

profeti; I-

Immagini (^.)
si

de' santi,

ma

proi-

bì invocarli e venerare le loro reliquie,

ordinando che

calpestassero e con ogni
si

Sepolcro (P'.) del Salvatore, solo perchè avrebbe toccato il di lui corpo; coi quali esempi e
s.

sorla d'ingiuria

oltraggiassero, in op-

con
r*///i

iiifìnìte

testimonianze de'ss. Padri,

posìeione all'antichissimo e pio costume
della Chiesa, ed agli esempi degli ebrei e

presso Bellarmino,
li

De

reliqniis sancto-

b. 2, e. 3, viene

comprovalo il cui

di allre nazioni;

imperocché

il

Culto [f^.)

todellesagre reliquie, d'antìchissiui.'i tradizione de'iempi apostolici, onde menti-

prestato dai cattolici alle reliquie de'santi

non

si

ferma sull'oggetto

slesso,

ma

è

scono

ì

calunniatori eretici e protestanti

relativo all'eroe cristiano, che già è di»

nell'asscrire introdotto nel

V secolo.

Dal

venuto comprciisore della celeste gloria, onorando in lui Dio stesso come causa
unica della sua santità e della sua glorificazione;

popolo di Dio passando alle nazioni gentili,

questa

cma

fu costante presso gli e-

gizi, de'qiiali parlai a

Egitto per

la

so-

non adorandosi con cullo

di-

verchia diligenza lìcW fmhalsninare^^/'^.)
i

vino, né invocandosi con implorazione di

cada veri, onorare e seppellirei loro De(f^.).

Preghiera (^.), come disse s. Girolamo contro l'eretico Vigilanzio, altro ardito

funti

Presso

i

greci le

memorie dei

loro trapassati furono in pari onore, e ne
registrai in tanti luoghi le testimonianze;

impugnatore
cultii
ritiis,

delle

s.

reliquie,

sed minore

i'eneramur, quani sanctoruni Spi-

mentre

pel

monumento
il

eietto da Ari

neduni

quam Deiim
il

ipsiim. Nella
s.

temisia al consorte Mansolo,
sepolcri presero

magniiici

lettera di confutazione

dottore

Gi-

uonxeiWM ausoleo( y .):
venerazione
al-

rolamo lasciò ai fedeli bellissimi e importanti documenti sulla fede e dii^ciplina delia chiesa cattolica durante le prime età.

tanta fu presso
la

ai greci la

memoria de'grandi uomini
léce dire

trapassali,

che Cicerone

Sono

essi

pregicvolissimi

,

perchè

ci

porgono
ni

le armi per combattere le opinioerronee de'moderni eretici, che ripren-

ad Attico, diedi d'Atene ninna cosa tanto gli avea fatto impressione, quanto le tonibe de'grandi uomini. Riporta Guatutte le meraviglie

dono
ci di

i cattolici d' idolatrìa, perchè prestano ossequio a'sagrì avanzi degli ami-

Dio. Prescindendo dall'idea religio-

/ riti funebri^ che morto Menandro ottimo re de' battrianì, sudditi principali ne raccolsero le ceneri, ed avendo
sco,
i

no
ognuno
che area

REL
di essi esposte a

REL
gara
le

ragioni

reste, lo scettro di

Priamo,
il

il

velo d'Ilio-

di farsene possessore,

finalmendovessero

ne,

gli

Anelli o Scudi,

Palladio o simu-

te posero termine a

bella

ed onorata
si

lacro di Troia e altre cose, la cui con-

contesa, con sentenziare che

servazione superstiziosamente assicurava
la

dividere fra tutti

i

pretendenti, aflinchè
la

perpetuità del

presso d'ognuno rimanesse

memoria

strate

romano impero, illucon belle erudizioni da Cancellieri:
Roma.
i

del suo amatissimo principe. Gli etruschi

Le

sette cose fatali di

non furono ad
cri

essi inferiori, e le belle sco-

lE riportai
tre nazioni

come

gli

antichi

A Funeraromani e alLa
lucer-

perte fatte a'nostri giorni de'Ioro sepol-

onorarono

morti.

ne sono irrefragabile testimonianza, co'monumenti e vasi de'quali Gregorio

na d'Epitelio fu venduta a gran prezzo, in ossequio di quel filosofo cinico. Nell'epoca dell'impero

XVI potè formare

il

prezioso yj/«seo- Gre-

romano anche per

a-

goriano- Etrusco (/')•

Le tribù indiane
i

dulazione

nelle loro trasmigrazioni portarono seco
le ossa

de'Ioro padri. Presso

turchi a

serbavano delle reliquie, come fece L.Vitellio insigne adulatore della corte imperiale, che portava sotto la
si

fianco delle loro splendide

Moschee (P^.),

toga calzari dell'infame Messalina e spesi

hanno

i

loro cimiteri tenuti

come

giar-

so con grande alFelto

li

baciava.

Ad

enei

dini amenissimì,

come

notai a Cimiteri,

sempìo
secoli a
si

delia

remola

anlichilà,

anche

e dove di continuo
le ossa

si recano a riverire de Morti ^r.). Nel cristianesimo

noi prossimi e fino

ai nostri d"ì

sono conservali nelle città e paesi

ci-

sempre

si

rispettarono

le

spoglie de'feal-

vilizzati

oggetti d'ogni forta, serviti al-

deli defunti,

che ravvisando in esse

l'uso di

uomini più o meno
I
i

celebri, e tal-

trettanti

templi dello Spirito santo fu-

volta apprezzati dagli uni ed esecrati dagli altri.

rono tumulate anche nelle Chiese (/^.), dove si oCfrono tremendi misteri e s'innalzano cantici e profumi a Dio onnipotente come a sua casa. Uni versale fu semi

magnifici palazzi de'reeallri

principi,

tissime
getti,

abbondano quantunque

monasteri e abbazie rinomadi ragguardevoli ogdi loro

natura sleno
1

pre presso
re
te
gli

tutti

i

popoli di tenere in ono-

stranieri al cidlo religioso.
binetti, le biblioteche

musei,

1

ga-

oggetti appartenuti a persone

ama-

sono altrettante

per parentela e amicizia, o stimale per
loro gesta e dottrina,
la

custodie gelose, che guardano

preziosi

la celebrità delle

monumenti. Nella
tempi
dia e
di

patria di Petrarca ai

sovente pure per

sola elevata posizio-

Orsalo

si

conservava

la

sua se-

ne

sociale, e

qualche volta perla loro singli

un mobile, ed anche
si

lo scheletro

golarità, per

errori, pe'vizi, pei delitti,
silfalti

del gallò che avea amalo. In molti luo-

ovvero perchè
fatti storici e

oggetti

ricordano

ghi d'Italia

serbano vari oggetti d'uso

aventi relazione con avve-

dell'Ariosto e di altri
rigi

sommi

poeti.

A

l'a-

nimenti o epoche memorabili. Le città
stesse conservarono con

ne'musel

vi

sono molte memorie di

onore

le

armi dei

grandi uomini, e l'attuale presidente della

fumosi guerrieri, appendendole talvolta
ai templi

repubblica francese sta formando
di lutto ciò
di

un

de'numi. Siavea rispetto pres-

museo nazionale
partenuto
le ai

che

sia ap-

to

gli

antichi per

un
i

altro genere di recapelli, per

dominanti

Francia. Nella

liquie; eranoqueste
ria di chi

memotutI

lìibliotccad'Annoverèla sedia sulla qua-

erano appartenuti, ciò che

morì Leibnilz. A Ferney
la
le

si

andava a
-

tora

si

osserva anche dai cristiani.
il

ro-

vedere

casa del miscredente Voltaire, cose più in

mani conservavano
conturnolo oncora

fuso e la conocchia,

richiedendosi per n)emoria

di

lana,diTanaquilla

significanti. In Inghilterra vi

sono molti

moglie

di re Tar(|uinio Prisco-, la

qua-

cappelli servili a Napoleone, e delle

penne

diigudiCrclarcdc'vcicnli, luccucrid'O-

con cui segnò rabdicuziune a Fonlainc-

5

REL
Mcau;
110 iu
viti

REL
seau fu pagata
logio di ottone
il

III

altre

memorie

del gran genio «0«

franchi.UnaveslediGianGiacomoRouS"

Russia e altrove. Gli oggelli ser-

all'eresiarca

Lutero sono tenuti in
stessi protestanti,

venerazione da quegli

parruca di

959 franchi, e suo oro5oo franchi. Una vecchia Kant trovò un amatore per

che contraddicono col fatto a ciò che op-

pongono

ai cattolici sul

culto delle reli-

ne
le

200 franchi, e una similedi Lorenzo Stersalì a 200 ghinee. Fuvvi chi comperò
due penne con.cui
fu sottoscritto
il

quie; altrettanto dicasi di altri acattolici per le cose appartenute ai fanatici capiparte delle pretese riforme. Tal voltai protestanti e altri settari intrapresero pel-

ce-

lebre trattato d'Amiensper 12,750 franchi. 11 cappello che Napoleone portava a

Eyiau

(in cui vinse

i

russi e prussiani)

legrinaggi, per venerare
sitare le abitazioni roi novatori
;

tali

oggetti o vie-

fu venduto per
sto

1920

domestiche de'Ioro
le

ha da

essere,

Tutto que» ben s'intende, giusto e
franchi.
i

stropicciandone

pareti,

lodevole:

ma

se poi

cattolici

h;mno
si

in

portavano seco il calcinaccio e la polvere come rimedi salutari per ogni infermità. Nel voi. i,p. 453 òegVi Annali delle scienze religiose 1.' seiie,soilo
liquie,%\ legge: »
glesi
il

onore

le reliquie de' santi, tosto

grida

superstizione I " In vece di deridere, co-

me

fanno alcuni,

i

protestanti percotali

la

categoria /?ele

enormi contraddizioni, meglio è compassionarli per la loro cecità, e

Secondo

gazzette in-

principe Alberto (marito della revestito di Nelson, quello proprio

gina regnante d'Inghilterra) ha compe-

rato

il

ch'ei portava nella battaglia di Trafalgar

(navale del 1
ossia

1

ottobre

1

8o5, vinta
i

sulle

dimostrare che altro è il fìne di noi cattolici nel venerare le reliquie de'santi. Gli uomini che ci hanno lasciato quelle spoglie non sono del genere de'primi. Essi non solo furono in questa terra cari, stimati,

ad

essi,

flotte gallo-ispane),

per

5o

lire sterline

sapienti, potenti, coraggiosi, virtuosi, am-

3800

franchi, e fa ora conservare

mirabili agli occhi del

mondo, ma furono

questa reliquia nell'ospedale degl'invali-

eziandio
i

gli

amici di Dio, di cui oggi so-

marina. Un esemplare del Decainerone di Boccaccio stampato a Vedi della

no comprensori in Paradiso. Le loro tombe non sono per noi oggetto di curiosità

neziane! i47
blica a
col

I

andò

in

una vendita pub-

superstiziosa,

ma

bensì miniere

1260 lire sterline; e un volume nome di Shakespear segnato di ma-

inesairsle di grazie, di prodigi a vantag-

gio spirituale e corporale de'fedeli, e ve-

no propria venne a costare 120 lire sterline. La sedia di appoggio di avorio che la città di LuVecca donò al re di Svezia Gustavo Vasa, fu vendutane! iBS-ì per
58, 000 fiorini; e l'abito che Carlo XII re di Svezia portava alla battaglia di Multava (vinta daPietro
I il

nerando
ne,

le loro sante ossa, ci

rendiamo

meritevoli della loro possente protezio»

mediante

la

quale otteniamo da Dio

la grazia

d'imitare le loro virtù, e di poessere loro

tere

un giorno

compagni nel-

l'eterna beata vita. L'ab. Esslinger, illustre convertito al cattolicismo,

Grande), nel 1 82

neh 832

costò 22,000 sterline ossia

560,000 fran-

pubblicò: Apologia della religione cattolica tratta dagli scritti de' protestanti

chi al compratore. Nel 18 16 lord Shaft-

bury per un dente
sterlini. In

di

Newton pagò ^3©

occasione del trasportamento

principalmente alemanni ed inglesi, colle loro più importanti confessioni. Se ne
legge l'analisi nel voi. 2 degli Annali citati i. "serie,

degli avanzi di Abelardo ed Eloisa, fuvvi

un dente di quest'ultima 1 00,000 franchi Per contrario
inglese che offerì per
.

un

ove a

p.

372

si

tratta dell'in-

tercessione, invocazione e culto de' santi,

tutto intero

il

teschio di Cartesio a Sto-

delle reliquie ed immagini, lequali

si

colm costò

soli

99

franchi.

A

Parigi

un

devono venerare per confessione
slessi

degli
si

bastone di Voltaire fu venduto per5oo

protestanti. Nel voi. 5, p.

282

-

ii!i

REL
(le;Ila

REL
nlanze de' padri armeni sul culto delle
reliquie de'santi, cioè d' A
coiiese vescovo

parla

confutazione dell'empie dot»

trine di Collin de Plancy intorno a que-

sto punto, fatta dal dotto p. Pungileoni

conventuale, contro l'irreligioso Diction-

poi
tiri,

bramo Maini armeno nel VI secolo:» Se qualcheduno dubitasse per ss. Mari

naire crilique des reliques et des iinages miracideu.ses. In questo Plancy cavò dalla poi vere
il

dovrebbe persuadersi nell'udire che

Trattalo delle reliquie A\ Gio-

in molti e remoti luoghi le reliquiedi ciascun martire sono sparse, come quelle di
s.

vanni Calvino eresiarca, ne trascrisse le bestemmie, ve ne aggiunse delle peggiori, ed inliorò il suo stile di quella seducente sntira, che manca nello stesso Calvino. iS'e'primi tempi della Chiesa non era permesso il dividere icorpi de'santi, nondimeno furono oggetto di venerarione

Pietro apostolo, da

Roma

nell'Arme-

nia enell'Àlbania orientale.

Ovunqueso-

zia di Dio,

ci è appresso la grache esaudisce i voti de' supplicanti e retribuiiice secondo il bisogna di ciascheduno. Perchè mai invochiamo
i

no delle reliquie sacre

anche le loro ceneri. Noterò che questa premura de'fervorosi cristiani di venerare
le

ceneri de'ss. Martiri fu arditamente

tacciata persuperstiziosa dagli eretici, che

per derisione e per contumelia solevano chiamarli col soprannome di cìncrarli.

ad intercessione ss. Martiri, e non supplichiamo piuttosto il medesimo Iddio? Perchè siamo pieni di confusione pei nostri peccati, e non abbiamo coraggio di avvicinarci a Dio: ed è perciò che ci prendiamo per intercessore il merito de' santi, che furono templi dello Spirito santa.

Dopo la morte
l'onsi

di

s.

Gregorio

I

comincia-

Oggi

si

celebra la
de' quali

memoria

de' santi, le

a venerare

le

ossa de'corpi de'marstati interi;

reliquie

sfolgoreggiano nelU
stati

tiri,come se fossero

ma

Plan-

Chiesa: per mezzo di queste preghiamo
il

cy non fece distinzione
so,
il

fra l'uso e l'abu-

Signore. Eglino sono
le

templi dello

giammai autenticato dalla Chiesa. La Chiesa non pretende che si adorino nudamente pezzuoli
i."

approvato,

il

2."

Spirito santo, e

loro ossa

venti sono medicina degl'infermi. Ci

striamo innanzi alle reliquie
del

sempre vipropermanenti

di tela^ di metallo o di

marmo

figurati,

campione
il

di

Gesù

Cristo e venerabil

nia

li

propone come copie originali parche all'occhio, e
l'a-

lanti più all'animo

quale è gloria pel mondo, ed intercessore per noi. Nel tempio vostro
martire,

nimo bene istrutto apprende esservi in Dio solo una santità essenziale, da cui la santità de'suoi servi deriva. Qui meglio
dichiareròche per le reliquiede'santi s'intendono non solo corpi o qualche parte
i

santo adoriamo
rifichiamo
il

le

vostre reliquie; glo-

giorno della memoria dei
""
i

del corpo,
il

ma
il

i

capelli, le ossa, la carne,
i

Sempre Papi con zelo impegno vegliarono contro diversi a* busi, elle l'umana malizia di tempo in tempo ha tentato d'introdurre con relivostro riposo.
e
i

sangue,
le

grasso,

denti,

le

ceneri, le

quie indecenti o sospette, pegli scaltri
spacciatori di false reliquie,

poi veri,

vestimenta, e qualun({uc altra
essi servito in
i

come

rilevò

cosache possa averad sta lena; parimenti
quali
i

que-

Cancellieri,
I

Memorie

delle sagre teste, p.
le specie,

panni e

i

veli coi

3 e 49.

loro corpi e ossa fossero stale av-

A Martire ne
i

distinsi

doi

volte e le avessero toccate. Di <(ucstc reliquie alcune
•i
ti
il

Confessori della fede^f'^.), che soffrirono
turuiL-nti e la

dicono insigni, e per

tali

morte per Gesù Cristo ed
(/''.).

ritengono
rpivllii

capo, braccia, gaud)c, ov-

il

suo l'À>ang(lo

Che

cristiani pri-

vero
il

parte del o>rpo m^lla quale

mitivi ne

Mnlu

lui

palilo (pialclii;

tormento e de-

ve

cuftcrc intera.

Nel voi. K dc'medcsimi

imbalsamavano cadaveri con preziosi aromi e profumi, attestando Tertulliano vwiW ÀpulogelieOy che maggior
i

Annali t

p.

io3, Kono riportate lestimo-

dispendiosi faceva in cpiesto pio uso dai

;

1

REL
cristiani,
«lei

REL
vestili

ii3

loro idoli; inoltre
il

che non dal gentili per l'onore premurosamente ne
sangue. Indi
col

Congregazione dell' indulgenze e sagre reliquie (^.), volle fare alcune riflessioni

raccoglievano

Coloblo (^'.)li riponevano ne' G'/nj^en e

Calficombeoin sepolcri chiamati
rie, sui

//lewio*
(f^-),

quali

si

celebrò

la

Messa

confermandone l'a ntico uso s. Felice I del uni; ovvero si poserò loro corpi sotto gli /^//(i^Y^^J) donde derivò l'uso di coni

sagrarli colla Pietra ( P^.) ^a^va

%\x\\à

Meri'

sa (^.),

in cui

si

racchiudono

le reliquie

de'sanli approvate dal vescovo. Antica-

mente
che
si

il

Paliollo (V.) era

una cortina

poneva avanti l'altare, per impedire che la polvere penetrasse nella cassa delle reliquie. V. Oratorio privato, e
Aìlhan, In^uoddain altare portatile epi'
stolaris dissertatio ,T^ie%so

nude de'ss. Gennaro, Pesto e Desiderio, come si espO' nevano alla divozione de'fedeli in BeneTento. Fu certamente abuso de' vecchi tempi, prima del solenne divieto fattone nel concilio di Laterann nel 2 5, il mostrare talvolta nude le reliquie de'santi; mail darlepoi a baciare fu costume presso che peculiaie della chiesa Beneventana, essendovene esempi di altri corpi de'santi nel 1 19, e di s. Barbato nel 1 1 24 P^^' le loro invenzioni o ritrovamenti, onde
sul bacio dato alle sacre ossa
i
i

riporle in luogo più decente.

U Moretti,

De
rum

ritu ostensionis
(il

sacraruni reliquiaritu

Siipplementuni Dissert. è in fine

Calogerà t.46

della Disceptatio,

De

variandi cho-

ed

il

Pontificale

Romano, De altaris con-

secratione,
riunì est in

ciijtts sepnlchrum relirpiiamedio siimmitatis stipilis; De

rale indumentum) cap. 39, riporta alti o esempio di dare a baciar nude le sagre
reliquie del
1

120, nel monastero di S.Pie-

altaris portatilis consecratione. A

Mari

tro Vivo, sebbene conchiuda che furono

tire

dissi

ancora dell'uso d'imporre
di

nosi

esposte e baciate chiuse dentro le loro

mi

ai

martiri, di cui s'ignora

come

teche o Reliquiari

(/^.).

Dopo
i

la

proibi-

chiamarono; su
nelli, Lelt. caci.

che può vedersi Sarlett.

zione del concilio, tranne

casi

d'invenla

t.

4,

34-

Che

dai cor-

zione e ricognizione (per cui ebbi

ven-

pi de'santi uscì talvolta olio

o altro umo-

tura di baciar
stolo,

la testa di

s.

Andrea apo»
il

re miracoloso,

a'iuoghi loro, così della
dalle ossa di
s.

come per diversi narrai manna che esce
Nicolò di Bari (^.). Coai martiri so-

come

notai a Processione, oltre

bacio della

mano

di

s.

Rosa

in occasione

che

si

recò a venerarla Gregorio

XVI),
si

me

s'incominciò a prestare

assai di

rado avvenne che nude

monude

lenne culto, già in consuetudine ne'primi 3 secoli, e che nel IV principiò quello degli altri santi.

strassero le sagre reliquie.

Che

poi

eziandio

si

baciassero, dice Borgia che è
il

Gregorio I tolse l'abuso di seppellire morti nelle chiese, e di fabbricar queste ov'erano stati sotterrati cadaveri, pel pericolo di confondere le ossa profane colle reliquie de'mars.
i

Che

quasi singolare

fatto nel

1275 acca-

duto nel monastero di Corbeja Nova, allorché vi giunse maestro Fulcone destinato da Gregorio X ad accalorar nelle
Gallie la spedizione in soccorso di Pale-

tiri,

pressoi quali
seppellire.
i

i

cristiani

amavano
e segni
la

di

farsi

Dei simboli

per conoscere
ste

martiri.

Che per
le

loro

venerazione nel IV secolo, per

loro fe-

grande era

il

concorso per vederne e
le reliquie, dalle
i

Fu questi pregato dai monaci perchè aprisse le custodie delle reliquie, che erano state al loro monastero donate da Carlo Magno, per riconoscerne la sinceri tà e nomi di ciascuna.ed avendoli pronstina.
i

possibilmente baciarne

ta mente soddisfatti nel loro pio desiderio,
le

quali visite ebbero origine

sagri Pelle-

diede loro anche a baciare. In Benele reliquie

grinaggi[F.)pev venerarne! Limina(f^.).

vento poi l'abuso di mostrare
a baciare, talmente
vi si

Borgia nelle suddette Memorie di Benevento
l.

fuori delle Im'o custodie e di darle

anche

3, p.

67, come segretario della

VOI. IVII.

mantenne che 8

J^Bbwvonfc feotte^

n4

REL
ne
T.

REL
Boldelti, Osservaz. sopra
i

(l'uopo fi» a Cgone Giiidardi nel concilio provinciale tiel 13^4 ^' proibire, ne

cimiteri

e. 9,

p.

3 1 2, traila della diligenza de'prinii conservare gl'istrumenli che
ai martiri di

nntiquae reliquiae
niillatenus

amodo extra cassas oslendanlmje a Massimiliano

cristiani nel

servirono

tormento, alcuni
si

Piilombaru nel concilio provinciale del 1 599 di ordinare, che volendosi mostrare
al

de'quali con altre cose che
servito per tale effetto,
si

credono aver

popolo

le

sagre reliquie, non
vasi,

si

estraes-

trovano ne' sepolcri de'cimiteri. A Catacombe o grolle
sotterranee,

né si toccassero dai laivA.qitods. G regovius sacrileginm esse serisrroda'Ioro
l'iij

come tombe de'priuiiti vi criche
coi consueti segni e

stiani, raccontai

neqiie eas niidas deosculari lieta t,

iscrizioni vi

furono seppelliti un imcneu-

scrisse

quel

Papa
lib.

a Costantina Augusta,

so
di
i

nella leti. 3o,
ss.

4> "t^l narrarle che i Pietro e Paolo aveano represso l'aule

numero di martiri, massime in quelle Roma, inclusivamenle per un tempo
loro Traslazioni (f.); quindi furono

corpi de'ss. Pietro e fao/o, dicendo del-

dacia di chi osò vedere e toccare

loro

le le

sagre reliquie. Ruinart,

y4lti sinceri

dei

primi martiri della chiesa cattolica, nelì' Orazione i]\ s. GregorioNisseno del gran martire s. Teodoro, discorre della som-

ma

venerazione de'fedeli verso
la

le

reli-

quie de'niartiri, che ritenevano per sumlua grazia di avere
indi Ih custodivano

catacombe venerale come sanluari,ed i Papi ne estrassero martiri per collocarli nelle Chiese di Roma (f^.), o per donarne corpi a'principi, vescovi, altre chiese e luoghi, onde fecero regolamenti pei cavatori e vi deputarono a presiedere gli
i

i

polvere ch'era sole

scavi diversi cardinali della congregazio-

pra o ilìnluriio l'urna che

conteneva,
Il

come

tesoro.

giunas-

gere poi a veder svelalamente le reliquie,
toccarle, baciarle era grazia e
sai
felici là

rara e data a pochissimi d'un merito

eminente e dopo lunghissime suppliche.

ne delle reliquie, e^il oleario di Roma (^''.), con diversi ministri, non che il Sagrista (A'.), confutando le calunnie degli acattolici. Narrai a Cimiteri che furono detti concilia Marlynmi, per quelli che vi furono sepolti in grandissimo numero,

Commovente
fetti

poi è

il

racconto degli afsue

onde

i

primi cristiani e in tempo prinvi

riverenti e delle soavi sensazioni che
il

cipalmente delle Persecuzioni [f.),
lebrarono
i

ce-

provava

veneratore quando Ira
il

le

Divini

uffizi {f^.), e poi vi fu-

mani riceveva

corpo o

le

reliquie del

martire che baciava mille volte. L'annolatore buchini soggiunge che
lu discipli-

rono edificate propinque chiese, o contigui a queste si formarono cin)ìteri, pel
pio desiderio de'fedeli di essere lunnilali presso
le

fti

na degli orientali era diversa, tra'(pinli usava pigliare in mano le reliquie dei ss. Martiri, di baciarle e di segnarsi con

reliquie de'marliri e in seguito

nelle chiese stesse.

A Cimitehi

ni

Uoma

e

sue adiacenze tornai a trattare delle molte

quelle.

Ruinart inoltre racconta come
le reli-

sue catacombe, delle quali discorro antrovano,

conservate in oriente e occidente
lu vendale.
si

cora parlando delle loro chiese o delle
strade ove
si

quie dc'mnrtiri, quanto pregialo u quan

come

delle

tumu-

A MAnTinio, tormento che
emura th'ebbero
i

lazioni de'n)artiri cogli strumenti del patito

patisce dai martiri, liparlai de'snoi sefedeli nel

martìrio;

il

perchè Papa

s.

Fabiano

gni e della pi
I

del 7.3H fece molte rubriche sui cimiteri

accogliere il sangue de'marliri, venendoquetloegristromcnii del martìrio venei'Hti

o catacombe.

A

Chiesa, parlando dell'e-

re/iune de'sagri templi, notai che quelli
de' gentili ridotti per casa del vero Dio,

dai medcftiini.

Mun

solo gl'Ì!itrule

menti del martirio,
uioi'liri

ma

pure

urne dei

rimaseropurgatieconsagrati colla santità
delle venerande reliipiie de'rnartiii, por
cui .Mccuuic
il

t'ulto

(ormarono un tenero oggetto di-l de'fèdcli, come sappiamo du s. Leo-

Pantheon

di

Uomu dedicalu

-

REL
principalmente a Giove, per
tliiNlarlee
li

REL
le

ii5
il

immagini

noe
di
la

stabiliscono gravi autori,
e
il

concilio

Venere conlennequeliedi molvolle santide'ss.

Trento

catechismo romano. Delreliquie de' santi, infinite
si

numi, così s. Bonifacio IV ficarlo con 28 carri di corpi
tiri

venerazione e pregioincui sempre fule

Maressi

rono tenute
ri,

presi da'cimileri, e lo

dedicò ad
s.

testimonianze

leggono ne'sngri

scritto-

edalln B. Vergine, ed è la chiesa di
vìa

Ma-

come

degl'inniimerabili e grandi pro-

ad

Marlyres. Dissi ancora delle sala

digi operali

da Dio a loro intercessione,
il

gre reliquie occorrenti per

consagra

solendo
trocinio.

la

chiesa portarle in Processione
loro possente pa-

zione della chiesa, chiuse in una cassetti-

per ottenere grazie e
A.

na per riporle nell'altare principale, avanti

tale articolo dissi
.sotto

le

quali reliquie in tutta la notte preil

va portare le reliquie

che si usaBaldacchino,

cedente alla funzione deve
consagraz.ione

clero sal-

ma

tranne

le

solenni traslazioni, fu vie-

meggiare, quindi nelle ceremonie della
il

talo dalla congregazione de'riti, con ap-

vescovo pone nel sepolle

provazione
usare

di

Leone XII, non potendosi
e nep-

crino dell'altare

sante reliquie. Finaldi altri articoli, a Im-

nemmeno rO/«Z'rf///Vio(^'.),

mente per non dire
santi e beati

magine parlai delle sagre immagini dei

pure per le reliquie della B. Vergine, avendo detto a quell'articolo che si deve
solo ss. Sagramento e alle reliquie di Gesù Cristo per consuetudine. Severano a p. 577 narra che Numeriano imperatore fece murare l'apertura che conduili

d'ambo

i

sessi

che sono e-

sposto alla venerazione de' fedeli nelle
chiese, edel loro. antichissimo e legittimo

culto,

lodando

il

pio costume di tenersi

nelle casce nelle pubbliche strade in quei

ceva alla cappella, ove riposavano
liquie de'ss. Crisanto e Daria
,

le re-

tabernacoli chiamali

Maestà

ij^)-

Del

edificata

modocome si devono rappresentarci santi

dii'fedeli nel cimilerio della via Salaria,

dagli artisti, de'loro raggi, /^«rfo/rt. Co-

rona,

Diadema

ornati, simboli

Nimbo (f^.), cui sono di santità. Come si espone

e mentre essi divotamente la visitavano, onde vi restarono seppelliti e marliri delle reliquie de'marliri ss. Diodoro e ìVIai

gono

sugli altari le reliquie in cassette,

riano ed altri molti.

Avendo

urne, reliquiari e busti, fino dal declinar

tato inutilmente di cercare

Papi tenove fosse il
i

deirVIlI secolo, del loro culto di dulia,
(ihe
il

tesoro di tante reliquie, nell'SSj Stefano

concilio Niceno li del

787 fulminò
le reliquie

V

anatema a chi uon venerasse
de'sanli.

Alle reliquie de'sanli

si

deve prestare
temporali,

venerazione e culto con invocarli a soccorrerci nelle necessità spirituali e

detto VI n'ebbe rivelazione da Dio e andò nel luogo coi cavatori, dove egli orando e quelli scavando finalmente trovarono le Sante reliquie. Il Papa entrò nella grotta e colle sue mani separò le sa-

gre ossa dalla terra e dai

sassi,

ordinan-

porger loro preghieie genuflessi , solennizzarne la festa con azioni pie, digiuni
e penitenze. Si erigono chiese e altari a

do a Francone che soprastasse ai cavatori e oporari acciò non fossero rubale. Durarono gli scavi più giorni e con tanta alacrità, fatica e zelo religioso, che
i

Dio sotto l'invocazione e il nome de'sanli perchè il culto che a questi si presta si riferisce a Dio^ il quale pei meriti e intercessione de'sanli, che è in essi mirabile, ci comparte le grazie. Da ciò derivano due beni, cioè che dalle orazioni e preghiere si ritrae utilità e vantaggio, ed esaminandoe ponderando le virtù de'sanli siamo indot ti a imitarli, come di niostra,

cavatori e operari

dimenticavano di mangiare per la consolazione che provavano in adoprarsi a opera sì pia, e pel soavissimo odore che continuameftle esalavano le reliquie che andavano trovando.
si

IS'elle

notti

ivi si

di

persone chesalmeggiavano e

udivano voci angeliche si vedeva
ni

un grande splendoi-e, ed allora

uno ardi-

ii6

REL
Francone
vi

REL
accese

a

accostarsi.

una lam-

pada che arse 7 giorni ealtreltanle notti senza scemar l'olio e ad onta del soffiar de' venti. Altra cosa memorabile occonse in questi scavi e separazione
dili-

abbate da certo Aronne furtivamente fu portata a s. Germano d'Auxerre. Alcuni francesi
te

rubarono

la testa dis.

Clemen-

martire dal monastero di s. Maria di Costantinopoli e la trasportarono a CluIl corpo di s. Bertulfo abbate fu rubato nel Belgio dal bretone Eletto. NelrSiSi veneziani involarono in Alessandria il corpo di s. Marco evangelista, e lo portarono a Venezia. Alcuni raercanli di

gente delle reliquie, ed in cui Dio dimostrò quanta cura abbia de' santi suoi, e

ny.

come sia vero il detto nel salmo 33 Custodie omnia ossa eorum. Avendo u n gior:

no Francone

sostituito

Adalftedoperchè

Io assistesse nell''opera, nella sua assenza

Bai'i

presero a Mira

il

corpo di
il

s.

Nicodi s.

Adalfredoa consiglio altrui s' indusse a rubar parledelle reliquie per cavarne denaro sapendo quanto ì cristiani avidamente amavano possederle. Tornato alla sua casa colle reliquie fu colto da grave infermità, finchèdopoy giorni d'atroci dolori, chiamato Francone, si gittò a'suoi pie,

lò e lo

portarono
in

in patria, {^n venezia-

no rubò

Costantinopoli

corpo
s.

Atanasio, che fu collocato in

Venezia. In questa
di
s.

città

si

Croce di venera il corpo

Rocco, rubato per divozione a Montpellier da' veneti che vi si recarono pelleil

grinando. Alfonso V, contro
cittadini, tolse

volere dei

di,

manifestò

il

furto e restituì le reliquie,

con quanto

di mirabile riporta Severano.
le

Questi racconta ancora come

sagre

reli-

quie furono nascoste in luoghi occulti, quando furonorubatee prodigi accaduti,
i

e che

la testa di s. Alessio

venendo rapita fu

da Marsiglia il corpo di s. Lodovico vescovo di Tolosa e lo portò a Valenza di Spagna. Il corpo di s. Luca evangelista fu rubato nel 247 a Costantinopoli e portato a Brindisi, donde fu trasferito nel monastero Guleto della diocesi
i

ricomprata per 5oo scudi. Moltissimi corpi santi e reliquie furono rubati, massi-

di Nusco, finché

un braccio

fu portato in

Bologna. Nel sacco di
soldato rubò
il

Roma
di

del

me

ne'primi secoli e ne'bassi tempi
,

;

ne

Prepuzio

52 7 un Gesù Cristo,
1

che ho ricavato Papi di Novaes, meglio di diversi avendo parlato a' luoghi loro colle relative critiche, come de'corpi dei ss. Pietro e Paolo rubati dai greci ; di quello di s. benedetto rapito dai cenomani a Monte Cassino (/'.), con quello delriporterò diversi furti
dalla Storia de'
la sorella
tri
s.

tagliatogli nella Circoncisione[f.),e por-

tato in Calcata (uon Calcuta,

come

pei*

errore di stampa

si

legge a Oute), ora

nella diocesi e distretto di Viterho[f''.).

Due

laici trinitari

rubarorto in

Roma

il

corpo di s. Giovanni de Matha e lo portarono nel i655 a Madriii. II corpo del
b. Pacifico

Scolastica, traslazione che al,

da Ceredano fu portato

furti-

con più di ragione negano pel frequente errore o modo di esprimersi di
delle reliquie per corpo.

vamente

in patria,

ma senza un

braccio,

chiamar parte
Cos'i

narrai del rubamento fatto del corpo di s. Romualdo, portalo a Jesi (/'.), donde miracolosamente si trasferì a Fahriano ( F). A Pn'En:to e Foss anuova parlui

perchè alzandolo il beato nel passare per Mortara, l'ottennero le monache di s. Chiara per loro. Nel voi. XL,p. 186 parlai della miracolosa traslazione del corpo
del b. Girio, e di altrein altri luoghi. Questi

rubainenti di reliquie derivarono dal

del contrastato corpo di

s.

Tommaso

concedersi ne'primi secoli diilicilmente, o

d'Aquino; delle quali dispute egualmente discorro a'Iuoghi loro, giacché per esse vi furono anche ozioni gucrrcsclic e rappresaglie. Il corpo dis. Ilarioiie fuin>ulalu da Ltichio.

per la vivissima divozione che si a vea verso
il

santodi cui s'involavano
pel

le

spoglie,

La testa

di

1.

Uumauo

gran fervore e desiderio di arricchire le nuove chiese con qualche corpo di santo. 11 Menochio, Suiore l. 2,

come pure

REL
cent.

REL
della
,

117

65, tratta: Quantofossero solleciti anticamente li Pontefici^ che non si portassero le reliquie fuori della città di Ro-

maggior parte degli Apostoli dei Padri più celebri della Chiesa, e de'Martiri più coraggiosi della fede, avendo gli
imperatori fatto a gara di arricchu'e
insigni
tali

ma. In questa ve ne

fu

sempre dovizia,
le chiese,

come

dimostrai descrivendone

o nelle biografie de'santi e beati, ed arti^ coli relativi: fra le opere che trattano delle reliquie, di cui la metropoli del cristianesimo è tanto copiosissimamente ricca, citerò Piazza, Emerologio di Roma cristiana ^ ecclesiastica e gentile. La nuova Roma o Costantinopoli non volendole essere inferiore per la trasferita sede imperiale,
ivi
i

ornamenti iu cui la squisitezza del lavoro conlendea colla preziosità della materia. Di questi tesori erano soprattutto ingordi gli ecclesiastici
reliquie con
latini,

onde

di

buongrado lasciavano

le-

suoi imperatori cristiani vollero

varie gemme di cui era ornata la s. Croce per le scheggie del suo legno, che poi divisero scrupolosamente coi baroni dell'esercito, i quali le donarono ai monasteri e chiese delle loro patrie. L'imperatore Baldovino
I

raccogliere iecose spirituali di

magculle

ne

mandò un frammenLa maggior
parte

gior pregio, che vantassero le principali
ciltù de'vasti loro

to a Innocenzo III e altro al duca Leo-

domini!,
i

le

prime

poldo

Vld'

Austria.

del cristianesimo,
apostoli e
i

luoghi dove visserogli

delle altre ricchezze di questo genere, re-

loro discepoli,

come

narrai

nella descrizione delle tante insigni reli-

quie che da Costantinopoli dipoi
sero pel

si

spar-

mondo
i

e in

Roma,

nella presa

che ne fecero latini, e più tardi i turchi, sebbene Maometto II pubblicò un ban-

do di pena
e

la vita

a chi toccasse le reliquie

venerande per erano appartenute, furono portate a Venezia , come una porzione del s. Legno, del Sangue di Gesù Cristo, corpi di s. Lucia e di s. Simeone, un braccio dis. Giorgio.un frammento della testa di s. Gio. Battista. Molliquie de'santi, suppellettili
la santità di quelli cui
i

ornamenti delle chiese, volendo che foslui.

sero insieme co' tesori imperiali riservati

per
IIIj

lib.

Hurter nella Storia d'Innocenzo 8, narrando l'espugnazione fat-

passarono in Francia e Inghilmolle ne rubarono gli ungheri agli ecclesiastici del vescovo di Porto. Colonia ebbe il teschio di s. Pantaleone suo
te reliquie

terra,

ta di Costantinopoli dai latini, franchi e

protettore

;

il

duca di Nassau

in arca

di

veneti, di ciòeruditamente parla, laonde

squisito lavoro possiede
to

un dente

di det-

ne durò un
ni

estratto.

I

francesi e venezia-

come
,

si

spartirono, non senza trafu-

s. Precursore; il vescovo d'Alberstadt portò nella sua diocesi preziose reliquie;

gamenti, gl'immensi tesori della gran metropoli
così fecero de' tesori
la

spirituali.

Amiens venerò per più secoli il teschio o parte di esso del medesimo s. Gio. Ballista;
il

Pussedea Coslanlinopoli

pietra su cui
le

vescovo di Troyes ottenne
il

la laz-

dormì Giacobbe,
sti

la

verga di Mosè,

ve-

della B. Yergine, la sua rocca e per-

sino qualche goccia del suo latte; la vera

Salvatore nell'ultima cena; quello di Soissons mandò al suo capitolo il braccio di s. Stefano; il legato cardinal
za che usò

Croce con istille del preziosissimo Sangue del Redentore, le fascie ove fu ravvolto,

Pietro di
tria
il

uno

de'suoi primi denti, una ciocca dei

suoi capelli,

un frammento

del

pane da

lui co'suoi apostoli diviso nell'ultima ce-

recò ad Amalfi sua paS.Andrea apostolo, sulle reliquie del quale meglio a Peocessiojje, ove parlai della lesta rubataa'nostri giorni. Baldovino I mandò al suo supremo

Capua
di

corpo

na,

stito

un brano della porpora di cui era vequando fu condotto innanzi Pilato,
sua corona di spine. Pretendeva inol-

signore molte preziose reliquie , trovale nella ricchissima cappella del palazzo di

e

la

Buccoleone, con parte del preziosissimo

tre Costantinopoli di possedere le reliquie

Sangue, non che

alle chiese de'suoi sta-

ri8
ti ,

REL
venerande reliquie
i

REL
Gesù
Cristo,

particolarmente a Namur. Alla vista
fedeli
si

esito per difesa della fede di

di queste

alUnchè

le loro preziose reliquie

procuai

sentivano accesi all'amore di Dio, e ad esaltarlo per averle protette per

rino del sollievo agl'infermi, a'malati,
languidi e a tutti quelli che

lun-

go tragitto e fra tanti pericoli di terra e di mare. In ogni luogo ove giungevano
era giorno di Festa solenne, ritenendosi

onorata anche
sesso
,

la

contrada per
.

tal

pos-

gno di qualche soccorso. se ne faccia tra'cristiani la Commemora' zione (f^-),Q uon si riguardino come morti volgari, ma si onorino con profondo ri-

hanno bisoChe ogni anno

finché pur troppo nelle guerre e

pretese riforme religiose, in Inghilterra,

come amici di Dio, e come il diadema o la corona della Chiesa; poiché colspetto,
la

Francia, Germania e altrove, dagli eretici

effusione del loro generoso sangue e-

fanatici e dai miscredenti rivoluziosi

f^lino

hanno

rilevato

il

vigore e lo splenle

uari molle

dieronoalle fiamme, get-

dore della fede cristiana sopra tutte
Religioni [f.)
straniere.
11

tandone le polveri al vento, e oltraggiarono in ributtanti modi ( fatalmente ciò si è rinnovato a'nostri giorni, ed un esempio ne siano le reliquie di s. Pancrazio, f fili), mentre dagli antenati loro erano state accolte con tenera divozione e strepitose acclamazioni di religiosa gioia.

concilio di

Cartagine del 398,colcan.i4 ordinò con mollo rig.ore che si gettassero a terra gli
altari
tiri.

dove non erano

le reliquie

de'marsola-

Bonifacio
ai preti

V

del

619 permise
il

mente

e diaconi

toccar le reli-

pon che pure

allora

non m.incò

chi

Se du-

quie de'santi.

bitasse dell'autenticità di queste reliquie,

Il concilio generaleLateranense IV deli 2 i5, col can. 62 decretò; Proibizione di mostrare le reliquie anti-

e della legittimità dc'modi co' quali fu-

che fuori delle loro casse, né di porle in
vendita ; e per quelle che si trovano di nuovo, proibizione di render loro nessun
cidto pubblico,se

rono acquistate. Vedasi SainelIijZ^eW. ecct. t. 5, ielt. /yì Se un uomo degno di fede dà ad alcuno reliquie dt santi, se possono e.sporsi alla pubblica venerazione coli' approvazione del vescovo. Chi in Ro:

non sono

state ricono-

sciute e approvate dall'autorità del Papa.
I vescovi non permetteranno più che si impieghino vane finzioni o false scritture per ingannare quelli che vengono alle loro chiese ad onorare le reliquie, come si
\iì

ma

autentica e riconosce l'identità delle

sagre reliquie, Io notai a Congregazione

DELLE INDULGENZE E SAGRE RELIQUIE. Talvolta le autenticarono gli stessi Papi o col
sigillo
( '"'.). I

in molti

luoghi a titolo d'interesse. Tutnel 124^. Il

privato

,

o con quello di Piombo
le reliquie, così altri

to

confermò Gregorio IX
1

vescovi e gli abbati regolari an-

concilio di INIarciac nel'a diocesi
del

d'Auch
si

«Ji'^essi

autenticano

32G,col can. 4
le rcli(piie

stabilì

:

Non

trar^

••«uperiori de'religiosi

per

cpjclle

che pos-

ranno
strarle

dalle loro casse; per

mo-

keggono.
I

Papi ed
il

i

conciliì in

ogni epoca ze-

larono
l)eati

culto delle reliquie de' santi e
i

o melteile in vendita, né se ne riceveratmo di nuove senza l'approvazione della chiesa romana. Il concilio di Trento sess. 2.5, dell'invocazione de'santi, or-

d'ambo

sessi,

nllinchè

i

fedeli

non

fossero ingannati,
gli iibnti;

come

per rinitioverne

dinò:

I

fedeli

devono portare

rispetto ai
,

onde

oltre (pianto

ho già detto
:i,p.35o,c.

cor[)i de'

»S6'*"'B''i^-

" L.Hbbé

nel

t.

che vivono con Gesìi Cristo, essendo sluti quemartiri e degli
altri santi

6a

Concil., riporta gli estratti delle co-

•tìluzioni antiche della chiesa d'oriente,

e dice che
inonoAtcri
4|nelli clic

si
i

depongono

nelle chiese e nei

corpi de'hs. Martiri e di lutti

hanno combolluto con buon

vive di Gctempio dello Spirito santo, e dovendo un giorno essere risuscitati a eterna vita, e Dio incdesinio liuendo inulti beni ngli uomini per mezzo loro. Che
sti
sìi

corpi

un tempo nicmbra
,

Cristo

e

RILL

.

REL

119

però coloroclie sosleiigonodie non si deve rendere onore e venerazione alle refedeli liquie de'sanli, o che iniitilinenle portnno loro rispetto, come pure agli ali

deranno qualclie cosa per le autentiche sigillale. Quanto alla mancanza de'uomi de'martiri, che si trovano nelle caldcombe e cimiteri, ciò derivò dalle persecuzioni, nelle

tri monumenti sagri, e che invano si frequentano! luoghi consagrali alla loro memoria per ottenerne soccorso, devono altresì essere tutti assolutamente condan-

quali con angustia

i

fedeli

in

fretta
il

doveano seppellirli senza notarne nome, ma il solo numero. AfTmché poi
rinvenute coi segni certi

le loro reliquie

nali

,

cocue altre volle
li

la

Chiesa

li

con-

del martirio

non restassero inonorate e

dannò, e come
sente.
I

condanna ancor

di pretit.

prive del debito culto, s'introdusse l'uso

Il

concilio di Bourges dell 584,

Ojdithiarò:
noi

Onorando le reliquie de'san-

ti,

servi,

adoriamo Dio, di cui sono eglino e l'onore che noi rendiamo a'sera lui che n'è
il

vi si riferisce

supremo Si-

gnore; imperciocché se
lordano, come
li

l'ossa de'martiri

d'imporre ai corpi de'martiri anonimi de'nomi appellativi, possibilmente a loro convenienti, ciò che si chiamò battezzare corpi de'santi mediante l'imposizione del nome. La mancanza de'nomi di moltissimi martiri negli attide'Ioro mari

si

ardisce d'alfermare,quel'

tirii,

che

le

toccano,

come avrebbero potuto
Eliseo risuscitare
alla

me
te

si

derivò pure dall'interrogazione conomavano, perchè coraggiosamen:

l)0Ì

quelle del profeta

rispondevano

Chrislianus siim, anil

un morto? Clemente IX attribuì
guarda
le reliquie de'santi.

conri-

co perchè tenevano
lustrico,
ti

nome ricevuto, con
I

gregazione delle indulgenze ciò che
colla bolla

superstiziose cerimonie nel giorno del

Ex

Clemente X conjwima, de' 1 3 gennaio

per impuro e immondo.

del-

pontifìcii decreti, cogli altri

emana

tutto ciò che

1672, Bull. Rom. t. 7, p. i'6i, prescrisse si dovea osservare nell' e-

ti

da'predecessori, furono confermati da
ai
1

Clemente XI

c)

febbraio 17 o 4, con coBull.

strarre le reliquie de'santi, e sui loro ci-

stituzione presso

il

Magn.

t.

8, p.

miteri e catacombe, dalle quali niuno potesse cavarle, sotto

pena di scomunica, sen-

scomunica l'ingresso ne'cimiterì e catacombe, e l'einoltre colla

246, vietando

za licenza del cardinal vicario, e coll'assislenza d'un delegato del quale in sua pre-

strazione delle reliquie dai medesimi, or-

dinando
essi
si

ai

proprietari de' luoghi

,

dove

senza

si

potrebbero estrarre
in custodia al
la sigillerà.

i

corpi santi;

i

scuopriranno, di dare subito avvi-

quali posti in una cassa e portati in
si

Roma

so al cardinal vicario
so
fi

emularne

l'ingres-

daranno
si

del

Papa che

maggiordomo Che queste reli-

quie non

esponessero, se prima dal car-

dinal vicario
le

non

fòssel'o

esaminate.
il

Che

reliquie insigni de'martiri, cioè

capo,

legambe, le braccia, la parte in cui principalmente patirono, nelle chiese solamente si esporranno, né si diano a persone private, ma a'principi soltanto e maggiori

5 giorni. Inoltre Clemente XI con decreto de' 5 ottobre 1716 estese quello di Gregorio XI 11, contro quelli che coloravano gli Agnus Dei, e quelli che avessero distribuito reliquie false. Clemente XIII colla costituzione Inter multiplices, degli 1 1 dicembre 1758, Bull. coni. t. i,
a
I

1

p.

72, vietò

ai regolari di

esporre nelle
e

loro chiese

nuove immagini

nuove

re-

prelati, e queste

ancora rare volte, af-

liquie, senza l'approvazione dell'ordina-

finché nella copia

non

si

rendano

di po-

ca stima. Gravi pene impose a quelli che
alle reliquie

quelli

imponessero nomi diversi da che loro furono imposti dal carijuelli

no. Colla costituzione Cum sictit,deio giugno 1760, loco citato, p. 336, proibì sotto pena di scout unic<i di estrarre reliquie dal convento de'cappuccini di

La-

dinal vicario sedi martiri inuootinati, e

go. Delle

benemerenze

de' Papi pei sagri

pena di scomunica a

che douian-

scavi, e di quelle del conservatore de'sa-

,

1

20

REL
:

REL
no leggere Rocca, Opera 1. 1 n. 8 /4a reliquiaenovae ab Ecclesia noncluin ap, 1
:

grì cimllerì p.

Giuseppe Marchi gesuita e di altri, per le catacombe e cimiteri di Roma, parlai nel voi. LUI, p. 3oo. Il regnante Pio IX, perchè sempre più eoa
regolarità
si

probatae, absque expressa surn/ni Potitificis

concessione publice vel privalini

facessero gli scavi nelle ca-

venerari queant? Andreucci, Hierarchia
eccl. lib. i,cap.. 9: De observandis ab episcopo in aulhenticandis reliquiis. Do-

tacombe
meglio
i

cristiane, se

ne conservassero

monumenti

e restasse così

mag-

giormente

illustrata la storia delle arti

cristiane de'primi secoli della Chiesa, nei

menico Anfossi De sacrarum reliquia' rum culla, veneratione,translationealque
,

primi dell 852 nominò una commissione di archeologia sagra, composta del cardinal vicario qual presidente, di 3 vescovi

idenùtale, Brixiae

1

6 1 o.

J.

G. H. Greppo

vic.° gen. di Belley, Disserlations relati-

compreso
chi,

il

sagrista

,

di altro

prelato e
il

Vantiquité chrétienne,
Barlolini nel

di altri dotti soggetti, fra'quali

p.

Mar-

dans Lyon 1 842 Ne diede erudito ragguaglio mg.*' Domenico
ves

à

l'histoiredu culle des réliques
.

dotandola d'annuo assegno per sop-

1.
1

7 degli Annalidelle scien-

perire alle necessarie spese; quindi dalla

ze religiose. Q^iie'ilo archeologo da ultimo
lesse nella pontifìcia

commissione venne determinato il mele sagre catacombe, acciò rimanga ognor più. soddisfatta la ditodo per visitare
vozione de'fedeli, come
del Giornale di
si

accademia romanu
la

d' archeologia

una

dissertazione sulle ca-

tacombe recentemente scoperte presso
città di Chiusi. Diclich,

legge nel n.°
n."

So

Diz. sacro-lilurgi-

Roma. Dal

128 del

co, all'articolo i?<;//^M/e insigni jche ripor*
ta
i

apprende, come per cura di dotta commissione si sono cominciate e-

medesimo

si

decreti sulle

medesime

della

s.

con-

gregazione òeRiti (V.).
vocab. eccl.,

INLncri,

Not. dei
al-

scavazioni e risarcimenti nell'importante

m Reliquìae, ove riporta
il

cimilerio de'ss. Nereo, Achilleo e
nila, di cui parlai a

Domie

cuni decreti della medesima,

quale av-

Cimiteri di

Roma

verte che occorrendo per dispensa pontificia

a Chiesa de'ss.
tiri

Nereo e Acuilleo, marcelebratissimi della chiesa romana,
s.

celebrare sopra unaltarìuochenon
si

ha

reliquie,

lasciano quelle parole nel
:

Giovanni 1 restaurò, situato presso Tor Marancia ( voi. XLVII, p.. gi e
che
02), e che il Papa l'onorò di sua visita, ammirandone l'ampia e profonda scala, per la quale fino al IX o X secolo fedeli discesero a visitare le tombe de' ss.
1
i

principio della messa
hic sunt.

Quorum reliquìae

RELIQUIARIO
tra custodia

o

RELIQUIERE
al-

Reliquiarium, Lipsanotheca. Vaso o

Martiri,

non cheil

vasto

ambulacro Han-

cheggiato da solidissime costruzioni fatte
dagli antichi Papi, che inette alla cripta u cubicolo adorno di pitture di molte antichità, il quale sembra essere il luogo ove

dove si tengono o conservano le reliquie, o piccola casseltina preziosa e portatile in cui si chiudono le reliquie sigillatecolle autentiche. Si chiama anche llieca, ma in significato di borsa o fodera vocabolo greco che congiunto
,

all'altro di lipsana, ivrupiiede'santijCioò

giacquero

ì

corpi di delti santi fratelli.

residuo o quel che rimane,

si

(oimò fJple

JNon solo di frequente nelle romane ca-

sanolecha. Theca pro[M iamenle chiamia-

tacombe

si

trovano corpi
Chiusi

de'ss. Martiri,
città.

mo

quella piccola scatola contenente

ma
Oksa

ancora
iit'is.

in (|ucllc di altre
si

Nel
le

reliquie,

che

si

mettono

nel

relicpiiario

184B

in (juclli: di

rinvennero

con piede e manico,
ce, lo

per portarle indos-

C/iulianu, Luciano, Nerania e
1

so o al collo, in forme rotonde o di cro-

L'Ipin, le (piali n'4 luglio

8 T-;! solenneposso-

che è
irci.

lecito
t.

come dichiarò Sarnclli,
U),cd
i

«nenie furono IrnKportate nella cattedrale.

LcU.

7, lett.

vescovi e

(^li

Sulle reliquie dc'banti e beati

si

abbati l'usuDU ucWa Croce pètloralc {f

.),

, ,

REL
Simili reliquiari

REL
sto
si

121

pollarono indosso Co-

leva nelle loro feste e in altre so:

stantino e altri imperatori romani nelle

lennità

piccole

urne con reliquie

si

pon-

guerre, ed altrettanto fecero non pòcapitani,

clii

onde ricevere dalle reliquie

gono sugli altari con altri reli(|uiari, vasi o ampolle. Egualmente sugli altari si collocano bellissimi busti di legno o metallo,

che contenevano coraggio, conforto e patrocinio contro il nemico, ciò che notai parlando di diverse reliquie insigni. Di
reliquiari ve ne furono e

più o

meno

preziosi, colle reliquie ia

pettoo nella testa del santo cherappiesentano nelle forme che
gli

ve ne sono di

sono proprie. Le

tutte le forme, figure e materie, grandi

chiavi delle custodie di reliquie insigni

e piccoli, di legno o metallo doralo o in-

come
si

de'santi Protettori [V.) delle città,

argentato, ornati di

ambra

e corallo, di

argento e oro con pietre preziose e gemme, talvolta di tuli superbi ornamenti artistici,

tengono gelosamente da più persone, cioè dal vescovo, dal magistrato munidi tali custodie ve

cipale e talvolta

ne'quali l'eleganza e squisitezza del
il

lavoro contrastò o superò
di reliquiari in

valore e la

anche dal preside locale; ne sono di munilìssinie per impedirne il rubamento, anche
facendo commettere anche questi sa1 Papi donarono l'eliquiari in for,

preziosità della materia. Si fecero gran-

pel valore de'reliquiari, l'avidità dei valori

forma
s\ è:

di chiese

gotichecon
ca-

tutte le parti di quello stile. Nel Ponti-

grilegì.

ficalo

Romano

De henediclione
si

ma

di croci, di chiavi

al

modo

detto u

psanini prò
includendis.

reliaiiiis,tl aliis

sanctuariis

Reliquia, oltre corpi santi
in più luoghi. Ivi dissi
si

ventiti in bel-

AWe

reliquie

ókVIncfnso

lissime urne, de' quali donativi ragionai

(y.), quando sono esposte alla pubblica venerazione, e si lànno loro Inckinazio-

quando le
si
il

reliquie
cri-

baciarono nude; ora

baciano con

Croce si rende la Gentijlessione y questa si fa pure passando innanzi alleTeste e Corpi de'ss. Pietro e
ni; al legno della
ss.

stallo innanzi,

presentandole

sacerdott:

in cotta e stola, e

sesono reliquie insigni
il

coi

guanti secondo

colore della cate-

Paolo pel culto particolare con cui
liquie,

si

ve-

goria cui appartiene la reliquia, e in tal

nerano. Nelle solenni ostensioni di più re-

modo co'reliquiari compartono
de'santi, della B. Vergine, di

la

bene-

adognunaun cantore con
il

alta vo-

dizione. L'uso di esporre le sagiereliq'iie

ce annunzia al popolo di chi sono,

onde

GesùCristo,

accenderne

cuore a divozione verso le medesime e ad imitarne gli esempi , distinguendo quelle insigni col suono delle

e di benedire

i

fedeli
gli

con

le

medesime è

antichissimo. Fra
nel

opuscoli aggiunti

campanelle per promuovere maggior venerazione e riverenza. De' reliquiari più fimosi e celebrati, ne parlai ove si conservano. Del loro uso e di quanto li riguarda meglio a Reliquia. Moretti, De rltu
o<:tensìotns

t. 3 delle Opere di s. Efrein, si legge V Encomiuni in Marlyres, nel fine del

quale si dice: ingenllqtte cuni gaudio sa* eros certarninis vestri reliquias circunistani, benedici optantes, seciinique refenre sancta anirnae et corporis reniediu de-

sacrarutn reliquiarum, chia-

suìeranles.

Omnibus igitiir
,

benediclionein

Thecae reliquiai ine, Thecele Mnrfyrum, Capsa la cassa che le coni

ma

reliquiari

impertianiini

ut boni discipuli optimi

praeceptoris. Si

può vedere Tronjbelli
i,

tiene; Morcelli teca e JVifCii, urna, Olla,
/

De
7 e

ciUtu sanctorunifì. 2,par.

Dissert.

mrt, poiché

i

corpi de' santi in casse o

S.Mavatìgow, Delle co^e gfntilcschey

urne

di pietre e metalli preziosi
si

gni ornali
iìori fiuti

o di leconservano e venerano, tra e talvolta vestiti nobilmente secondizione, e ne vediamo

cap. 27, parla dell'origine dell'esporsi le cose sagre, le Immagini (/^^.) e reliquie
de' nostri santi,
gentili, rito

non

essere derivato dai

condo

la loro

che chiama relativo a quel-

«ulto gli uilari senza puliutlu,ovveruque-

lo daWti Processioni

[P'.ymcuì

le reliquie

ìli
§i

REL
in reliquiari,

REM
o in urne se sono
die delle sante reliquie furono adornati di

portano corpi, dn'primari del

clero, e nelle solen-

nità dai vescovi, cardinali e in cerli casi

anche dai Papi; avendo
che reliquia insigne, per
sava
egizi,
si

io

notato a Prostrada ove pas-

cEssioM, che nelle solennissime per qualla

antichi e con immollo pregio, neriporta diversi esempi, in lìguraequal simbolo dell'idolatria soggiogata dal trionfante segno di nostra salute, la Croce, e

cose profane, di

cammei
di

magini gentilesche

erigevano altari con reliquiari.
i

dai confessori della

medesima;

e fra'reli-

Conviene che
i

fenicii pei

primi, indi

gli

quiari e custodie preziose e nobilissime

greci,

i

romani

e altri popoli

con

solenni ceremonie conducevano da

tempio all'altro
delle false deità,
i

i

loro idoli e

un immagini

che descrive, dice de'cospicui busti colossali d' argento che conteimero le sagre
Teste (r.) de' principi degli apostoli, pel

loio simulacri, che te-

nevano anche domeiìticamente ripostilo armadi, ed esponevano alla venerazione
e vista
lo
di tutti ne'giorni festivi e di

magnifico ornamento de'quali Urbano V che le trovò nel santuario di Sancla sanctoruui {^F.) del Lalerano
,

e

cos'i

detto

magreli-

dalla copia e preziosità di sue reliquie,

giorallegrezza. Però osserva che ciò mol-

invitò con sue lettere molti re e principi

più conveniva praticarsi dalla

a voler concorrere all'ornamento,
fecero nell' offrire perle
,

come

gione del vero Dio, nella esposizionedeiJe sagre

immagini e reli(|uiein reliquiari, perchè l'umana natura non può agevolmente innalzarsi alla contemplazione
delle cose divine e celesti, senza l'aiuto
di quelle esteriori e visibili
,

e l'umana rapacità derubò. Baldassari, Relazione delle avversità di Pio VI, l. 2, p. 356, narra le ruberie
oro,

gemme

cammei, che

poi

repubblicane del 798 e
I

le

rapine sacri-

nel vedere

leghe fatte alle chiese di
la di
s.

cogli occhi inessegli esem|»lari delle vir-

tù da potere imitare. Quindi è che non
già dalle vane e superstiziose pratiche dei
gentili la

Chiesa introdusse questi

riti;

ma

dal sapere,

come

illuminata dallo Spirilo

santo, quanto utile religioso ne possano

Croce in furono spogliate de'reliquìari d'oro e d'argento, couie degli ornamenti pre7Ìosissimi meglio descrivendolo De Corrieris, De Sessorianis praecip. Pas» sieri. D. N. J. C. Reliqniis. Nella basiinsigni
,

Roma. In quelGerusalemme le reliquie

cavare

i

suoi Hgli; tanto più che ciò

ha

lica di

s.

Maria Maggiore non

fu rispar-

ella ricevuto dalla sagra Scrittura, dulia

miata
lippo
del
s.

la

lunga'cassa d'argento in cui Fifatto rinchiudere porzione

solenne mostra che

Mosè

fece delle ta-

IV avea

vole della legge scritte dal dito di Dio, e
dalla venerazione dell'arca in cui furono
riposte;

Pre^e/JM). Nella basìlica
i

Laleranenbusti

se involarono

detti

due superbi

laonde
figli

la

Chiesa adottò l'uso del
alla pie-

colle loro gioie di
st e
ti

mostramentodellesue cose sagre
tà de'suoi

molto valore. Ma (piedistruzioni, dissipazioni e deruba mensi

nelle feste e soleiniità,

op-

rivoluzionari

estesero
le altre
i

non

solo lagri-

ponendolo al superstizioso dell'idolatria, avendo notato a 'RELiQuiA,chesempre furono oggetto di divozione anche reliquiari e custodie che le contengono pel contatto delle medesime. Inoltre la Chiesa le onora collo splendore dei lumi di
i

mevolmente per
e d'Italia,
la

chiese di

Roma

ma

in tutti

luoghi che invase

frenetica e irreligiosa rivoluzione, onsi

de

di reliquiari di

perderono innumerabile quantità sommi pregi, lantoper la materia che per l'arte veramente subliine,
stati lavorati

cerei e hitnpiulc, che anlicaraente

si

ali-

onde crono
sante

ad onore delle

mentavano
coronale

di soavi balsanti e

profumi,
sup-

relicjuie.
(s.),

di fiori e tra le più ricche

REMACLO

vescovo di Mastricht.

pellettili di flagri arredi.

Osserva ancora

I\Iurungoni che molti reliquiari e cuttu-

Nato neir Aquitania, fu discepolo di s. Eli(jiu,che lu pose primo abbate del ino-

REM
nasiere ch'egli
scia

REM
tendere all'esercizio della preghiera.

i?.3

obbligato a prendere

fondò a Solignac. Fu poil governo delfu

Mo-

aglii

f

giugno 888;

ma nel

martiroloil

l'nbbuzia di

Cougnon; ma poco dopo

gio

romano
lui

è notata la sua festa

4 feb-

chiannalo alla corte del re Sigeberto H,
il cjuals era succeduto a suo fratello DagoberloIneIregnod'Austrasia. Perdi lui

braio, giorno in cui fu eletto arcivescovo.

Di

abbiamo

la

Vita di

s.

Anscarioy
Se-

ed alcuni

scritti di pietà.

consiglio Sigeberto

II

fondò

le

abbazie di

REMESIANA oREMESSIANA.
IV
Ebbe

Slavelo ediMalmedì, nella foresta delle

Ardenne,

ch'egli

governò sino

al

65o,

de vescovile della Dacia mediterranea, sotto la metropoli di Sardica, eretta nel
secolo.

in cui fu posto sulla sedè di

Mastricht.
i

a vescovi Nicela,

s.

L'umiltà colla quale adempì
questa carica, diede
le

doveri di
lustro al-

lino zelante propagatore della fede di

PaoGe-

un nuovo

sù Cristo, e Dionegianoche fu
cilio

al

2.°con-

sue

vii-lù. Il

suo amore

pei poveri an-

d'Efeso, Oriens chr,

t.

2,p. 3o6. Al

dava

del pari col

suo zelo nell'istruzione

presente Remesiàna, Remessianen, è
titolo vescovile in partibiis
di
,

un

del suo gregge;
ritirarsene. Nel

ma ben

prestò desiderò
la

sulfraganeo

662 rassegnò dunque
II,

Sardica in parti bus.

sede a
dersi
tità

s.

Teodardo,

col consenso del clero

REMIGIO
439, secondo
va a Laon sua
;

(s.),

vescovo di Reims, a-

e del re Childerico

andò a rinchiua Staveio. La fama della sua sane
la

postolo della nazione francese.
i

calcoli più probabili,

Nacque nel da
dimorae Cilinia

indusse molte persone a chiedere di

illustre e doviziosa famiglia, che

vivere sotto

sua disciplina. Egli

li

a-

Emilio suo padre

nimava
nulla
gli

a tenergli dietro nelle vie della

madre

ei'ano altresì ragguardevoli

perfezione, mentre la di lui avanzata età

per cristiane virtù. Di svegliato ingegno,
lece rapidi progressi nelle scienze, e su-

faceva scemare delle sue austeil

rità, raddoppiandoneanzi

fervorequanil

lo più sentiva avvicinarsi

suo termisua festa

però colla sua eloquenza gli oratori del suo tempo, distinguendosi pure per la
santità della sua vita. In età di
fu eletto

ne.

Mon

verso l'anno 664, erimasesela
il

22 anni
la

pollo a Slavelo. Celebrasi

suo malgrado ad occupare
di

se-

3 settembre.

de episcopale
(s.),

REMBERTO
ma. iVacque

arcivescovo di Bre-

Bruges in Fiaudia,e si fece monaco a Turholt, non molto lunge dalla sua patria. Dopo la
nelle vicinanze di

Ueims; poiché il suo merito straordinario parve a' vescovi della provincia un motivo sullìciente per di-

spensarlo dall'età prescritta dai canoni.
Il

nuovo vescovo occupossi

fin

d'allora

morte di s, Anscario (/^.), avvenuta nel r865, Remberto, ch'eragli slato compagno nelle sue fatiche apostoliche, fu scello a

con ardore incredibile dei doveri del suo
ministero, e travagliò continuamente per
la
ci

conversione de' peccatori, degli eretie degl' infedeli. S. Sidonio .Apollinare
il

governare

le diocesi
gli

unite di

Brema
delle

ed Amburgo, e
chiese di Svezia

venne parimente af

fece
s.

più splendido elogio delle virtù di
lui sermoni Clodoveo I
il

fidata la generale soprinlendenza
,

Remigio, e riguardava idi
tesoro inestimabile.

di

Danimarca

e della

come un

bassa Alemagna,aflìnchè compisse l'opera incominciala dal suo predecessore. Pie-

re de'franchi,

quantunque

professasse

no

di zelo

per accrescere

il

regno di Gealtresì la

paganesimo, fece grande slima di s. Remigio, il quale riuscì in seguilo, col soccorso della regina
il

sù Cristo, intraprese la conversione degli
slavi e dei vandali.

s.

Clotilde

,

a toccare

Segnalò
,

sua

carità verso

i

poveri

e principalmente
le

cuore del monarca, ed istruitolo ne'misteri del cristianesimo, lo balfez2Ò con

verso

gli schiavi.

Malgrado

molte sue
di

grande solennità nella chiesa
vigilia di

di

Reims

la

occupazioni, sapeva trovar

modo

al-

Natale del

496

:

tremila frau-

124
cesi

REM
si

REM
lenze. Abbracciato lo stalo clericale colla

seguendo l'esempio del re, riceveltèlo parimenti il battesimo. S.Remigio distribuì a diverse chiese le molte terre donate da Clodoveo I,e fece lo stesso uso dei
doni che
si.

mira di consagrarsi intieramente a Dio,
dedicò alla meditazione della
s.

Scrit-

tura e allo studio delle scienze ecclesiastiche.

gli
la

fecero alcuni signori france-

La sua
il

viriti

si

levò a

alto gra-

Fondò

sede episcopale di Laon,

la

do, che

clero q popolo di

Rouen manper

cui chiesa intitolata alla B. Vergine eb-

darono un'ambasciata

al re Pipino,

be parte considerabile delle sue liberalità; ed istituì dei vescovi a Tournai, Arras, Cambrai e Terovane. Spalleggiato dal patrocinio di Clodoveo 1, estese dovunque il regno di Gesù Cristo, e convertì gran parte della nazione francese, es> sendo l'indefesso suo zelo avvalorato dal

chiedergli suo fratello per vescovo, alla

quale domanda prontamente acconsentì;
sicché
s.

Remigio,quantunque desiderasi
sua vita nell'oscuriUi, dovette

se passar la

sottoporsi ad

un peso che avea sempre
ai

paventalo. Egli però adempì
dell'episcopato in
to. Sostituì

doveri

un modo

il

più perfetcanto ro-

dono
recchi

dei miracoli,

come

testificano pa-

nel divino offizio

il

monumenti

storici, de'qualì
I

non

si

mano o gregoriano a quello del pae^e, che
non trovava né molto grave, né abbastanza regolato; e la buona riuscita che n'ebbe, indusse dipoi Carlo

può

contrastar

la certezza.

vescovi rasi

dunati a Lione per

la

conferenza che

tenne

al

suo tempo contro
il

gli ariani, di-

Magno
i

a introdella ro-

chiararono che
migio,

loro zelo per la difesa

durre nella chiesa gallicana

riti

della fede era eccitalo dall'esempio di Reil

quale avea distrutto per tutto

gli altari degl'idoli

con una moltitudine

mana. Nel 765 assistette al concilio tenuto nel castello di Atligny suU' Aisne.Mo1' anno lì a' 77 i, e fu 19 gennaio verso
sepolto nella cattedrale.
Il

Avendo s. Remigio un sinodo in età molto avanzata, \i convertì un vescovo ariano, ch'era venuto per disputare contro di lui. Questo venerabile pastore morì a' 1 3 gennaio del 533, secondo il p. Rivel, in età di ^^andi segni e di miracoli.

suo eorpo fa
nel

tt^nuto

poi trasferito a Soissons,

ma

1090

la

lii,

e fu seppellito nella chiesa di

s.

Cri-

maggior parte delle sue reliquie fu di nuovo portata a s. Audoeuo in Rouen, dove la sua arca fu derubata dagli ugonotti nel i562. La sua festa si celebra a Rouen e in altre chiese a' 19 di gennaio, benché

stoforo di
I

Ueims. Papa Leone IX nel
il

non

si

trovi

il

suo

nome

nel martirolo-

o49

trasferì

di lui

corponella chiesa

gio romano.

dell'abbazia de'benedettini, che prese poi
il

nome

del santo. Visitatosi

il

corpo nel
le

REMIGIO (s.), Ordine equestre. Pretendono alcnni che Clodoveo Ire di Francia l'islituiste nel

iG4(>>fu trovato ancora intero in tutte
i>ue parti.

49^>

''^

memoria
di

del-

Dipoi fu trasportato nella cat-

l'ampolla eolio miracoloso col quale l'unse
s.

t«'draledi

Reims(F.), ove ora

si

venera.

Remigio arcivescovo

Reims ,
il

al

Wclla diocesi di
tta a' i3 di

Reims

si

celebrala sua fenella

quale articolo parlai di talcampollu eco-

gennaio;

ma

maggior

ronaziune
trove, che

;

ma
i

qui ripeterò

detto alordi-

parte delle altre chiese viene celebrata al
I
.**

critici

non ammettono

d'ottobre, ch'è

il

giorno della trasla-

ni equestri

tione delle sue reliquie.

REMIGIO (s.),

vescovo di Rouen. Fi-

glio naturale di Carlo Martello, e fratello

del re Pipino e del b.

Carlomanno, fu
lo stu-

educato nel palazzo, ove santificò

dio delle lettere cogli esercìzi della pietà
criilÌQna,ecolla pratica di auslei-c peni-

prima del secolo XI. Bensì narra Bouanni, Catalogo degli ordini e(fnixtri, p. 98, riportandone la figura, che nella consagrazioiie e unzione de' re di Francia, che si faceva a Reims dai successori dis. Remigio, assistevanoalla funzione ed aveano per insogna la croce formala di due tronchi privi di foglie, sopra

REM
della quale era scol[)ila

REN
un'ampolla
le*
la

125
si

di

Fermo: pare che non

recasse

mai a

nula da un mano, e sopra l'ainpollu
figura delia

Fermo
alla

e che per di lui opera succedesse
s.

Colomba in significato dello Spirilo sanlo, o come allri vogliono, l'amsi sosleneva dal becco della Colomonde furono chiamali pure cavalieri della sagra //o/^oZ/^. Giustiniani non lo

l'unione del priorato di

Maria a Mare
monastero

mensa

capitolare, dandosi principio

polla

sotto di lui alla fondazione del
delle suore di
s.

ba,

Chiara.

Da Giulio
Palermo

nel
di

i5i

I

fu fatto vescovo di

Palermo, poi

dice ordine militare,
ta solenne funzione.

ma

insigniti di tale

Perugia per pochi mesi:
cò nell'antico episcopio

in
il

edifi-

onore, con la prerogativa d'assistere a det-

monastero

dis.

Favino nella Storia di Navarra dice che questa onorificen,

Chiara, e nel 5 1 3
1

vi fu nella città intro-

dotto

il

tribunale dell'inquisizione. In as-

za spettava ai baroni di Terrier
sire,
la

Belle-

Sonastre e Louvercy feudatari dels.

Raimondo di Cardona, che andò aRavenna a cacciar fiancesi capitanati
senza di
i

celebre abbazia di

Remigio
il il

di Reinis,
le

daLuigi XII, sostenne
di Napoli,
si
1

la carica di .viceré

incarico de'quali era
del baldacchino sotto

sostenere

aste

ove poscia ritornò per sottrardi Giulio
le
II.

quale incedeva
s.

allo

sdegno
gli

l'abbate di essa portando la

Ampolla

5 3
1

conferì

chiese di

Leone X nel Sarnoe Gal-

dalla sua chiesa alla metropolitana. Nel

lipoli, al

Ceremoniale però di
si

tal

coronazione non
si

la

parla di questi baroni, anzi
si

diceche

le

qua le neh 5i 7 rinunziò per queld'Albano. Accettissimo a Leone X, si trovò presente al compimento del conLaterano V, e
fu

aste del baldacchino

sostenevano da
camice,

4

cilio

deputalo per uno

religiosi dell'abbazia vestiti di

se-

de'giudici della causa di alcuni cardinali

condo

la

presorizìone di Luigi VII.

cospiratori contro lai Papa, ed interven-

o ROMELINI, FrancescOj Cardinale. Detto Elvense, nacque in

REMOLINI

ne a 3 conclavi. Morì

in

Roma

nel

1

5 1 8,

d'anni 56, e fu sepolto nella basilica Liberiana, con sospetto d'essere ancor vivo,

Lerida di mediocre condizione. Appresa la giurisprudenza nell'universitàdi Pisa, divenne segretario del re d'Aragona, che io mandò ambasciatore al Papa. Col di lui consenso avendo la moglie professalo vita
religiosa, gli
siastico,

per quanto

dissi nel voi.

VI,

p.

208.

RENATO (s.),palrono d'Angers. Non
ha nessuna
esalta notizia della sua vita.

La

tradizione della chiesa d'Angers
s.

agevolò

la via allo

stato eccleil

porta che fu discepolo di
tori

Maurilio, e

per cui ottenne l'arciprelura e

vescovo di essa chiesa, lo che molti au-

cantorato della cattedrale di Mazza ra, indi

hanno negato;

e che indi passò al ve-

W
la la

pel favore di Cesare

Borgia da Alessandro

fu fatto prolonotario, uditore di rota,

scovato di Sorrento in Italia. Credesi che le sue reliquie sieno state portaleda questa città ad Angers, ma non si sa in qual tempo. E' però certo che il corpo dis. Renalo era ad Angers nel IX secolo> e vi è ancora presentemente nella cattedrale, ove il sanlo si onora come patrono in un

governatore di Roma eneli5oi arcivescovo di Sorrento, indi come versalo nello spedi a Firenze per famosa causa di fr. Girolamo Savonarola, che in quel tempo fece tantostrepi-

giurisprudenza

to, e lo sentenziò,

per cui perì nel fuoco

colla B. Vergine, celebrandovisi la sua festa a'

neh 498,
noniz.
lib.

e ne tratta Lamberlini,
3, cap. 25.

Decala

12 di novembre.

Benché vivente

REINDINA. F. Rhendina.

moglie, nel maggio o giugno i5o3j Alessandro VI lo creò cardinale prete de' ss. Gio. e Paolo. Riuunziala la chiesa di Sorrento, fu fallo amministratore di Lerida,

RENDITA ECCLESIASTICA
diluSy

,

Re-

Proventus

,

Vectigalis Ecclesiae.

e secondo Cordella nel

i5o3 da Pio

111

Beni di chiesa , Benefizio ecclesiastico. Decime, Pensione ecclesiastica. Prebenda, Oblazione, Patrimonio della chiesa.

1

a6

II

EN
scovo.
Il

REN
cardinal Vio o Gaetano ne' Com-

Palrlmonìo ecclesiastico, e tutto il tempoiJile ad esso annesso. In questi e altri
ariìculi teoni proposito (.leltagliato
i

come

mentari su detto s. Dottore, asseverantemente dice che se beni della mensa vei

Chierici (F.)

si

sostentassero nel prin-

scovile sieiio notabilmente

cipio del cristianesimocollelimosine eoffeite o pie volonlarie oblazioni de'feileli,

danti all'onesto
lato
,

a

soprabbonmantenimento del prebuona ragione si devono presupadre de'poi

dalle quali derivaronoledeciiiie.ecclesiasliche pel

mere

a lui conferiti cornea

necessario

manlenimenlo

dei

veri. In

ministri della Chiesa, quindi provennero
gli stabili

concilii

tempo Papi, véscovi, i emanarono saggie ed utili leggi
ogni
i
i

possedimenli del clero secciatrattai

a tutela di tutti
le

recregolare, o per donazioni operaccpii
sii, di

che

cendo

delle

ampie

amboi
ligiose,

cleri

ancora a Regalia, disignorie temporali da possedute, non che dalle /e-

anche con sovranità; quindi della

loro diminuzione e decadenza per dissipazioni e usurpazioni. Dissi pure ne'cita-

rami e provenienze delil che si può vetlere in lutti gli ailicoli relativi, come Patrimonio DELLA Chiesa , Patrimonio ecclesiastico, Beneplacito apostolico, Enfiteusi, Livello, Congregazioni cardinalizie che per la santa Sede vegliano alrendite ecclesiastiche,

l'

osservanza de' ponliHcii decreti e sagri

quadrupla divisione di queste rendile, che durò più o meno secondo luoghi ; cioè che una
ti

articoli e ne' relativi

della

canoni, sia per

i

1' uso che pel mantenimento. Egualmente Papi, vescovi, i concilii costantemente tutelarono, difei i

parteera devoluta
ai

al ]

escovo

(/^.); altra

sero e protessero

le

rendile ecclesiastiche

Clero[F.), in cui parlo pure dell'anti-

dagli avidi e sacrileghi usurpatori che in
tulli
i

ca vita

comune

de' chierici; altra per la
[!'.),

tempi insorsero

,

d' ogni

grado e

f.ibbrica della

Chiesa e Cullo

come

condizione,
dissipatori,

come

dai loro dilapidatori e
i

pel

Palazzo
durata

[f^-) vescovile,
<ii

ove pur no-

onde originarono

Difensori

tai la

questa disciplina; altra

della Chiesa{F.). In tutte l'epoche sfron-

porzione pei Poveri, Pellegrini e Ospeda''

Questa divisione delle rendite ecclesiastiche ebbe origine sino dal i.° con(''•)

cilio di
s.

Gerusalemme

{F.), celebrato da

tatamente vi furono eretici che l' impugnarono e perseguitarono per ingoiarsele; ed a Mano dichiarai perchè vennero appellati mani morte beni de' Luoghi
i

Pietro, la cui amministrazione fu data

Pii e dt Regolari {^F .y In
cipi acattolici

Germania

prin-

a'

Diaconi (F.); poscia
s.

pel

disposto del

s'impossessarono de'beni e

Pontefice

Anastasio

I

del
i

4^2

i'

inco-

dominii della chiesa cattolica, col pretesto
delle sedicenti riforme religiose, o colla

minciarono ad
li

esei citare

vescovi, ai qua-

la regolòs. Simplicio Papa del 467 con norme opportune, avendo in precedenza decretalo s. Pio 1 del 58 che le posses1

prepotenza del più
tide

forte, tanto nella fain cui
si

pace di fFestfnlia,

abolirosi

no

tanti vescovati, ledi cui signorie
i

[)re-

sioni date pel servizio divino

non

polespolizia

sero

princijìi Protestanti {^f.),co\\\iì ne\

«ero impiegarsi ad altri
<lflla

usi.

La

declinar del passato secolo,
to a

Chiesa sulla divisione canonica dei

à>eni in

4

parti fini con assegnare

una 4«'
ai ve-

al moilo detGermania, hi Inghilterra [F .) e in Irlanda (F.) le immense ricchezze del

porzione di rendite ecclesiastiche

clero cattolico le

usurparono

i

prelesi ri-

scovi, «Ile chiese, al cleiOiai poveri, ces-

furmati della falsa chiesa anglicana, che se
le

sando ne'xagri pastori l'obbligo della quadruplice
<li

godono lautamente

colle loro

moglie
i

visione, per essere
Z^.'

ad

essi ri-

iigli,

lasciando opulenti eredità; mentre

rnoila lu sola antica
ta

parte loro dovu-

zelanti e operosissimi cleri cattolici

sono

per proprio sost(*ntam«-nto, ches.

Tom-

poveri

(!

vengono mantenuti

dalla pietosa

iiiusu

chiama beni propri

dello flesso ve-

^cncru.silà di quegli ultimi cullulici. L'u«

REN
l'igine

li

EN
tempo
s.

127
altre

dunque delle lentlite ecclesìaslìche

gliere le limosine.

I

ministri della Chiesa

deriva dalla comunità de' beni de'primi
cristiani,
gli

non aveano
mosine
le

a quel

rendile,
li-

ma non come
iyc)6vV7//.$/7/o,

pretenderebbero
deli vati dall'em-

fuorché quelle che raccoglievano dalle
de'fedeli, e

odierni sostenitori de' fuialissimì Co-

Paolo conforme

al-

viiiiiismo e

parole del fondatore della Chiesa

Gesù

pio Panteismo ^/^.j, poiché non deve intendersi,
bligati di

Cristo, dichiarò che quelli che annunzia-

come
i

se

i

particolari fossero obi

vendere

loro beni per farli co-

muni
gli

a tutti

fedeli.

Per non cadere ne-

errori de'fanatici Anabattisti{^F .) edel

no l'evangelò debbono anche vivere dell' evangelo, e che quelli che servono all'altare debbono partecipar di quello che viene offerto sull'altare. Per la distribuzione delle limosine
gli

loro capoparte

comunanza
tulli

Muncero, che voleva la come discendenti dal comune padre Adade'beni e delle fortune
differenil

apostoli istituirola

no

i

diaconi, riserbandosi a loro

prin-

cipale ispezione sull'uso. Queste rendite
ecclesiastiche essendo piuttosto sussidii

mo, conviene mettere una gran
za tra un uso,

non nella chiesa di Gerusalemme, ed una legge divina, dalla quale niuno può mai essequale non
fu se

che beni

veri,

quindi non v'era bisogno
e le leggi dell'imdi pos-

di formalità per consagrarli alla Chiesa,

poiché non erano
sedere beni
sino
ai

fìssi,

je dispensato.

Non
i

v'era altra legge che

pero non permettevano «'cristiani
stabili
,

obbligasse a questo fedeli, fuorchèquella
della carità. Gli apostoli
le costituzioni di

disciplina
il

che durò
quale per-

non ignoravano
riducessero alla

tempi

di Costantino,

Mosèinfavorede'poveri,
si

mise

alle chiese di

possedere beni

per impedire che non
mendicità; ed i suoi

bili e di

ricevere eredità. In quel
le

immotempo

libri

contengono moli

pertanto

chiese ìnconunciarono a es-

tissime leggi, che obbligano

ricchi a renin

sere dotate,

come

lo

erano

i

templi de'pa-

dere

i

loro beni

te occasioni, pali quella
fratelli,

comuni a'poveri essendone una delle

mol-

gani, perchè le

adunanze de'cristiani non

princi-

furono più considerate come conventicole.

che proibisce l'usura co' loro
vieta la Chiesa

L'imperatore Costantino accordò loro

qua le egualmente
l'

grandi privilegi, e permise ad ognuno di

e per eliminarla favorì

istituzione dei

Monti di pitta {/•)• Non si deve adunque cercare verun'allra ragione di quecomunità di beni, che fu in uso nel nascimento del cristianesimo, se non nelsta
le leggi della carità le

dar loro beni stabili d'ugni sorte di possessioni, ed egli stesso ne donò, edificando niolte chiese. Volle anche che ereditassero
i

beni de'martiri, delconfessori e

di quelli

ch'erano

stati esiliati
i

per

la fé-

che restano sempre medesime, quantunque l'uso ne sia dile

verso secondo

diverse occasioni. Sic-

come

i

primi fedeli viveano in società, ed

eravi tra loro

un numero grande
provveduti

di

po-

veri, quelli ch'erano

di beni

e di fatollà erano obbligati a venderli per

sovvenire
apostoli
si

a'

bisogni dei loro

fratelli.

Gli

conformarono all'uso ch'era già stabilito nelle Sinagoghe (^.). La
Colletta (P^.) di questua facevasi ne'giorui delle loro
gli

la

adunanze, ad imitazione de£Z'm(/^.),e ciascuno accumulava nelsettimana quel più che poteva per dar-

de,quando non comparivano verieredi. Divenuta la Chiesa più ricca sotto i principi cristiani, in diversi luoghi fu meno virtuosa, come declamano s. Girolamo in Fila s. Malachia s. Gio. Grisostomo, homil. 86 in Matik.j s. Agostino che non volle accettare l'eredità che si offrirono alla sua chiesa, né acquistar case o terre, impiegando in santi usi il denaro che riceveva, anzi non ammettendo chierici se prima nop aveano rinunziato a'ioro beni per una maggior perfezione, come si legge in Possidio, e. 24 in Vita s.
Aiig. Nel 398 il concilio di Cartagine, cui intervenne s.Agoslino,decretòcol cun. 3:
1

lo a quelli clte

aveunu

la

cura di racco-

-

,

128
Il

REN
di quelli elicgli

REN
buivano con equità,
bilita la divisione in

vescovo fleve usare tle'beni della chiesa

fu

come

dissi sta-

come
i

sono stati dati

in de*

4

pf»i'li;

e (irazia-

positoenon comedi propri. Quantunque
vescovi e
i

no, caus.
lettera di

i

2, qn. 2, cap. 23, riporta

una

diaconi avessero in quel tem-

s.

Zosimo Papa
s.

del

4

'

7» 6 pe'"-

po la cura delle rendite ecclesiastiche, ciò non impedì che non vi fossero molti abusi nell'amministrazione delle niedesiine;
se,
il
il

ciò anteriore a
ta

Simplicio, indirizza-

ad un Arcidiacono (A^.) economo nella quale si fa menzione della distribuzione, senza permettere

che obbligò, prima del cartagine-

smembramenti,

concilio di

to contro gli

Gangresn fare un editEus laziani [F.), quali di\

come pretendevano
Di poi
s.

alcuni ecclesiastici.

Gregorio

videvano

fra

di loro
il

i

beni di chiesa

:

mare
tri

la

divisione,

I del Sgo nel confercome aveano fatto al-

inoltre decretò

concilio

che

il

solo vela

Papi, dispose che

la

porzione del velui, ma per saranno necessa-

scovo e quelli cui avrà commessa

cu-

scovo non fosse solamente per
tutte le persone che
rie
gli

ra delle rendile ecclesiastiche, potranno

ricevere e distribuire quello che veniva

per mantenere

l'ospitalità.

Avendo»

donato alle chiese. Ma alcuni vescovi abusarono del loro potere, perchè essendo nella maggior parte poveri e carichi di famiglia, trattenevano una parie dei beni ecclesiastici per sostentarla. A mettere un argine a questo disordine, fu loj-o permesso di dare qualche cosa ai Parenti [!'.), s'erano poveri, vietando loro
la

vescovi niosso litigio al clero sidla porzione,
s.

Gregorio

I

decise a, favore del

clero, e scrivendo

ad Agostino vescovo

degl'inglesi, gl'inculcò di conservare la co-

munità de'beni di chiesa in quella nazione, e di non introdurre quelle partizioni,
che pretendevano preti contro il clero o presbiterio vescovile, cui volevano lasciare una sola 3." parte di loro porzione. La chiesa orientale non dividendo i
i

vendita de'beni stabili delle chiese.

Il

concilio d'Antiochia ordinò ni vescovi che

rendessero conto dell'amministrazione
delle rendite al sinodo provinciale: e per-

beni evitò

i

disordini cui sogi];iacque l'oci

cidentale, anco perchè
tori di

barbari occupa-

chè non

si

confondessero

i

beni ch'erano

molte provincie dell'impero in-

propri de'vescovi con quelli appartenenti
alle loro chiese, ciascun

trodussero cambiamenti nella disciplina
della chiesa occidentale. Gli

vescovo appena

economi cu-

dava una nota de'beni che possedeva, quali erano separati dai beni di sua chiesa, e ne disponeva liberamente anche per testamento a piacere, secondo
tielfo
i

rando ancora
per

le

rendite in sede vacante
si

e distribuendole a chi

appartenevano

diritto, insorsero gravi dinicoltà per-

le disposizioni delle leggi civili.

Adonta

di tali precauzioni, molti vescovi facen-

chè molli ecclesiastici avendo il proprio patrimonio o per acquisti fatti, nella loro morte talvolta non si distinguevano da
quelli spetlanli alla chiesa, per cui

dosi
ci,

fu

sempre padroni de'l)eni ecclesiastid'uopo creare Economi (^.), che
i

non

.

pochi opinarono che quelli che viveano
de'beni di chiesa non potessero ritenere
il

ne avessero ciua, aftinché

vescovi po-

tessero attendere meglio alle funzioni del

loro patiimonio. Nella chiesa d'occiagli ecclesiastici di di-

loro ministero. Essendo eletti dai vescovi

dente fu proibito
sporre de'beni

e

il

mule sussistendo,
che
ve.scovi

il

concilio di Calil

di chiesa, la

quale prende-

ccdonia ordinò che
ro, e
i

f(jssero scelti tra

cle-

va

l'eredità del vescovo se

moriva senza

non avessero più
per se
le

liber-

aver fallo testamento, in mancanza d'eredi. /'. Spogli.

tà d'untniinislrare d.i

rendile

L'imperatore Giuliano

della chiesa.

Il

potere degli economi fu

rivocò

i

privilegi di Costantino, e tolse
i

minore n<;llc chiese d'occidente, ove perchè le rendile delle chiese dud si distri

alle chiese

beni, allegando per preteslo

che

la

perfezione della religione cristiana

REN
consisteva nella povertà.
(litli

REN
Benché suoi
i

129
anche per
re-

e-

cattedrali e ai monasteri,
stituzione.

fiironu poi rivocali
le

da Valeiitìniano
grazie fatte alla
i

Quando

le

amministrazioni

J^noii ristabilì tutte

de'beni ecclesiastici furono erette in be-

Chiesa da Costantino, ed

successori fu-

rono ancor meno liberali. Invece luolti preti e monaci, non senza arti(lzio,si procurarono beni de'particolari, massitue dalle vedove, come si può vedere negli /^/inali di Baronio, e utWEpist. di s. Giroi

o titoli perpetui, gli ecclesiastici che erano stipendiati dai capitoli cattedrali, dai monaci ed anche dai laici pei Padronali (/ .), diventarono vicari perpetui e
nefìzi

curati

;

ma

la

porzione migliore de'beni

restò a'canonici ed a'monaci. Ritrovausi
nelle formole di Marcolfo molti atti di cessioni e

lamo
in

a

Eustochio, e di

s.

Ilario

m Coinni.

Psalm.j per cui Valentiniano !_, Valente e Graziano fecero leggi coulro siffatti

donazioni in favore de'tnonasleri,
più comuni dicendo

delle quali in tanti luoghi tenni proposito,

abusi.

come a Regalia,
M Io N.
figlio di

le

:

L'oiigine delle rendite ecclesiastiche
de*

N. donoal monastero... per

Monaci{l\) ebbe

principio

coMavo-

rimedio....
i

o per riscatto dell'anima mia o di mia madre, " senza
delle messe. Altre

ro delle proprie mani, dalle liinosine particolari e
i

beni....

ovvero, per rimedio dell'anima

da quelle che loro distribuivano
privati palrìmo-

di

mio

padre....
il

vescovi se bisognosi, alcuni conservan-

dichiarare

numero
i

do qualche cosade'luro

formole sono circostanziate e con obblighi particolari, che
benefattori addos-

ui,ijnchè ebbero oratorii e chiese conti-

gue a' loro monasteri; laonde le limosina si raddoppiarono e il popolo cominciò ad abbandonarle Parrocchie [F^.), per andare
lo alle loro chiese;

savano

ai

monasteri.
pii

Avendo

i

monaci
una spe* Convc'

collegati

acquistalo estesi terreni, né

potendo

tutti coltivarli, fecero

quindi eressero bati

eie d'allittanze enfiteutiche dette

tisteri

e amministrarono sagramenti, per che incominciarono quelle questioni

nientiacj ignorandosi allora per lo più le
leggi

canoniche che proibivano l'alienae
il

che trattai puie a Religioso:s. Gregorio 1 permise che celebrassero iie'loro monasteri, onde alcuni credono che da questo principalmente sieno venute le Messe {V.) private, le quali furono di molto
vantaggio e
per
le

mento

fìtto

per lungo tempo de'beni
rendite senza

ecclesiasticijil

perchè vescovi e abbati ventali

devano e permutavano
consultare
zazione.
to
i

Papi e invocarne l'autoriz-

utilità

a'monaci, e produssero

Vi fu un'altra specie dì contratchiamato Precario^ che portò grani

rendile alle comunità religiose, massime

di ricchezze ai monasteri. Consisteva in

messe de'defunli, come ancora la jnolli|)licazionc degli altari per celebrarle e l'origine delle cappelle.

una donazione che facevano

particolari

de'Ioro beni alle chiese, dalle quali olte-

Tutto

ciò iu

uevano

lettere

che

si
,

chiamavano Precae
gli stessi

oriente già

si

praticava.

I

barbari condi-

rias o Precatorias

beni per

quistatori s'intrusero nell'elezione de'vescovi per

possederli per
teutica;

nominarvi persone a loro
si

una specie d'afhltanza enfiimperocché la maggior parte fa-

vole, e quel che fu più pernicioso e fatale alla Chiesa,
tri

è che

i

principi e gli al-

signori

non fecero più distinzione

dei

beni consagrali a Dio, da quelli profani.

cevano aHìltanze per 5,6 o 7 generazioni, a condizione di dare alla chiesa o monastero una certa reudita ogni anno: il popolo dava assai più volentieri suoi beni
i

Convenne

sottomettersi alla necessità dei

alle chiese,

quando ne

riservava l'usu-

tempi, e le gran guerre che si successero furono cagione che la maggior parte dei beni della Chiesa cadde in mano de'laici, sebbene in gran parte poi tornaroDO alle
VCL. LVIl.

frutto per lungo tempo.
nerazioni,
i

Terminale

le

ge-

possessori de'beni diveniva-

no

fìttaiuoli

condizione di migliorai^.

con annua corrisposta, con Le persone che

9

i3o
abbracciarono che
re
in

REN
monastica e quelli essa professarono ii vivere d'anala vita

REN
preti e de' poveri, e nel riscattare degli

schiavi.

Il

concilio di

Toursdel 506

col

coreta, contribuirono molto
i

ad arricchi-

can.

24

stabilì:

Che

gli

usurpatori de'be-

monasteri, colla cessione de'propri

ni delle chiese

sono come omicidi de'po-

beni o di quelli che ereditavano; allret-

veri; se persistono nel loro

usurpo dopo

tanfo praticavano

le

vedove e
(f^.).

le
I

vergini

3 ammonizioni, bisognerà raunarsi tutti

che

si

facevano Religiose
contribuirono
i

privilegi
ai

de'Papi e de'principi accordati
steri,
essi

mona*

d'accordo co'nostri abbati e priori, e col nostro clero, e poiché non abbiamo noi
altre
il

vare ed accrescere
a'Iuoghi loro, oltre

loro beni:

pure a conserdi que-

armi, recitare nel coro della chiesa
di essi la

salmo 108, per trarre sopra

ste franchigie, esenzioni e regalie parlai
le

maIedizionediGiuda,in guisa ch'ei muoia

fondazioni magni-

fiche de'principi stessi; quindi incomin-

non pure scomunicato, ma anatematizzato. Il concilio di Nantes delI'Soo col can.
2 decretò: Bisogna istruire
i

ciarono

Vliivesliliire ecclesiastiche (f^.),

preti,

che

le

che produssero tante turbolenze nella
Chiesa e lagrimevoli scissure tra
dozio e l'impero.
il

sacer-

Ma

i

gran beni goduti
i

decime e le oblazioni che ricevono da'fedeli sono l'alimento de'poveri, degli stranieri e de'pellegrini, e quindi che non deb-

dai monaci, l'occupare
cattedrali,

capitoli di tante

anche colle dignità proprie del

clero secolare, dierono gelosia ai canonici, ai

vescovi^ ai principi, quindi nacque-

bano usarne come di cose sue, ma risguardarlecome beni dati loro in deposito, sapendo che ne renderanno stretto conto a Dio, e che se non le dispensano fedelmente,

ro grandi contese, principalmente in Inghilterra
lari
il
:

a quelli che sono in necessità, ne sastessa dot-

questo agevolò

ai

preti seco-

ranno puniti severamente. La
trina è insegnata dal conciliodi

modo

di rientrare nelle chiese cat-

tedrali e negli altri benefizi,

secondo

le

VS

1

3, can. io;

da quello

di

ToursdelChalons del-

comune. Ma delle infinite benemerenze del monachismo colla Chieregole del gius
sa eia società, learti eie scienze, in più articoli
si

r8i4,can.6;da.queilodi Parigi dell'S 29, can. i5;daquellod'Aquisgrana oAix-laChapelledell'S 6, can. 8. In questocol can. 1 07 si dichiarò: La ragione sopra la quale
1

celebrandole ne trattai:

a'

monaci
preti

debbono eterne obbligazioni

de' servigi
i

prestati alla Chiesa in tempi, in cui
secolari

sono fondate tutte queste autorità si è, che tutti beni della Chiesa sono stati offerti e
i

erano immersi nelle passioni umane e nell'ignoranza. Avendo meritato la benevolenza e protezione de'Papi,

dati dai fedeli a
a'benefiziati, e

Dio

e alla Chiesa, e

non

anche per questo furono presi di mira, quando si volle combattere la possanza
del pontificato

che per conseguenza questi ultimi non ne hanno il dominio; che fedeli gli hanno dati per redimere loro
i
i

peccali,

secondo

il

linguaggio ordinario
li

romano

e l'ampiezza dei

de' Padri e de' concilii,che
il

chiamano

suoi dominii temporali.

Prima
le

di accen-

prezzo e

il

riscatto de'peccati; dal che
i

nare quanto riguarda

rendite della

chiesa romana, e quelle private de'l'api,
cardinali e prelati,. riporterò
i

ne segue che benefiziati non hanno il dominio di que'beni, e che non possono
senza ingiustizia distrameli dagli usi
pìi

principali

canoni de'concilii sulle rendite ecclesiastiche.
li

n'qnali erano destinati, per impiegarli e

consumarli in usi profani, e che non ne
i

concilio d'Orleans del 5i
I

nel can.
le

possono prendere, se non quanto è necessario per l'onesto loro

Sdichiarò:

frutti della terra

che

chie-

mantenimento.

se posseggono per liberalità del re con e-

Quelli che

hanno beni propri, non pos-

senzioncdi nggrnvi.saranno impiegati nel

risorcìmcDtu delle chiese, in alimculo dei

sono trar sussistenza dalla chiesa, e appropriarsi COSI ciò che deve servire per

-

REN
alimento de' poveri, senza commettere
gli ecclesiastici

REN
rendite, che altro

i3i
il

non sono che
i

patrii

grave peccato, e Io Spirito santo dice deper bocca del profeta O-

monio
fedeli

de'sanli Martiri, e

doni che

pii

destinavano

al

sea:

Eglino mangiano
Il

i

peccati del popo-

santo ministero. Si

mantenimento del può vedere Dataria,
de' benefizi.

lo mio.

concilio II di INiceadeir887,can.
Il

Commenda, R.4ssegn azione
Regresso.

12 dichiarò:

vescovo che ha ricevuto

l'amministrazione de' beni della chiesa,

La
do

chiesa
le

romana

fino dai suoi pri*

deve

che Dio lo sta osservando, e che non gli è permesso d'appropriarsene, o di dare a'suoi parenti qualche parte de'suoi beni, che sono di Dio;
riflettere

mordii per

oblazioni de'fedeli fu in gra-

di esercitare la sua generosità, col soci

correre con copiosi sovvenimenli

biso-

gnosi di rimolissimi luoghi, massime quelli li

ma se sono poveri deve sollevarli alla maniera degli
altri
i

che nelle persecuzioni erano condannaper
la

poveri.

Il

concilio Late:

fede a scavare

i

metalli, o a loni

ranense HI del

lyg disposecol can. i5 Gli acquisti fatti per mezzo delle rendite ecclesiastiche, non potranno essere tolti
alla chiesa dai benefiziati in

tano

esilio dalle lore patrie, a'quali
<\q'

Papi

veri ^aùvi

Poveri [P^.) costantemente
Diocleziano,
eccl. lib.

aiutarono, non solamente fino all'ultima

in vita,

persecuzione
essa vivea;

di

come attesta
tempo, co"•"

morte; e facciano o non facciano testamento, questi beni devono restare alla
chiesa.
11

Eusebio, ///i^

7,cap. 5,che in

sinodo di Parigi del i5o3 di-

ma anche in ogni me avverte Baronio anno 44»
Leone I
nel

68, e

s.

spose: Noi

proibiamo espressamente

agli

ecclesiastici di far cattivo

uso di ciò che

posseggono, e di disporre per testa men
tode'loro beni ecclesiastici, altriment^i che
in favore della chiesa;
gri canoni lo

imperciocché
rei

i

sa-

hanno sempre
Il

proibito, e

non

lo

possono fare senza rendersi
di sacrilegio.

d'u-

na specie
to, sess.

concilio di
r
,

Tren-

Semi, 5. La fierezza delle persecuzioni non fece isfuggire ai vigilanti Papi le loro munifiche provvidenze nelle più lontane parti del mondo, anche pel soccorso delle chiese. Seguendo questo costume, si distinsero amorevolmente s. Solerò del 7 5, e s. Dionisio [Z"^.) del 2G i quanto costantemente fecero benefici
1
:

i

y.Sde Reforni.

e.

stabilV.E proii

successori colle rendite della
sa, lo descrissi in
ticoli,

bito ai chierici d'arricchire

loro parenti

romana chieun gran numero di arClIIE-

e amici de'beni della chiesa, prima per-

aElEMOSINERIA AP0ST0LICA,a
'^

che canoni degli apostoli lo proibiscono, e poi perchè questi beni appartengono a Dio, e per conseguenza non ne sono padroni.Lostessoconcilio li esorta, perquani

SE,

Ospizi, Ospedali di RoMA,ec. A'tempi
s.

di

Cornelio Papa del 2 54, S'^

chiesa

to è in loro potere, di disfarsi del tulio di questo affetto disordinalo pe'Ioro fratelli,

nipoti o altri parenti, ch'è
la

una
Il

sor-

gente di tanti mali per
cilio

Chiesa.

con-

di

Magonza

del

i549

^^^ "^^"'

7^

decretò: Poiché l'Apostolo giudica inde-

romana, oltre il clero, colle sue rendile manteneva i5oo vedove, ed un numero grandissimo d'altre persone. Nel 3 3 Costantino nel dar pace alla Chiesa, donò a Papa s. Melchiade il palazzo Lalerano e rendite bastanti a mantenere il decoro della suprema dignità, come narra Sangallo. Gesta de' Pontefici t. 3, p. 375. Ri1

gni di mangiar e di vivere, quegli oziosi

ferisce

s.

G\\'o\&xno Epist. 38, cheilcon,

che mangiano a spese altrui con pane, cui non si. prendono pena di guadagnare, quanto non sarà più formidabile il peso
della indignazione divina, che sovrasta

sole Pretestato soleva dire a
I

s.

Damaso

del 367:

bito

Fatemi vescovo di Roma e sumi farò cristiano. Tanto già erano
s.

vistose le rendite della

Sede.

A Patriche già

a que'minislri della Chiesa,

i

quali senza
le

moni DELLA chiesa ROMANA
nel

dissi

rcuderlealcun servigio, consumano

sue

IV

secolo possedeva patrimoni ino*

i3s

REN

REN
delle rendile, con aiutare
i

rienlecon pìngui rendite; che dava fondi alle chiese, monasteri e spedali con anlagio

sovrani nelle

guerre, massime contro
liei,

i

nemici del no-

nuo canone, e che nel pontificato dì PeI del 555 possedeva patrimoni in ocmentre
i

me cristiano, cont ro gli scismatici e gli eree per le Crociate (F.), anche colla Milizia e Marina (F.) pontificia. Chiese, monasteri, vescovi e n.izioni, tulli pro-

cidente,

del

590

Gregorio I patrimoni erano 23 con vistose
in quello di
s.

rendite
ri.

fe

l'esercizio delle regalie superios.

varono
ficenza,

gli eiretli (Iella

pontificia
i

muni-

Sotto

Gregorio

li

e verso

il

726

in-

che per loro giunsero
(F.).

Papi per-

cominciò ìaSovra?iilà(^P^.) temporale dei
Papiedellas. Sede; quindi da allora e me-

sino a indebitarsi,

ghi di

Monte

fioodaAdrianol del 722 Papi eserRoma la piena amministrazione delle cose civili, aumentandosi sucglio
i

diteeressero

come dichiarai a LuoCon queste slesse reninnumerabili monumenti di
abbellimento, in Ro-

citarono in

pubblica

utilità, di

ma
me
sli

e ne'loro domini! temporali.

A Mo-

cessivamente

il

principatodella chiesa ro-

neta, ed a Prefetto di
nel secolo

Roma

narrai co-

mana, con grande incremento di rendite, onde sempre più Papi poterono aumentare gli uflìziali numerosi della Corte e Curiaroniana e àeWa Famiglia pontificia (/^.); quindi ebbero origine ancora la Cai

XII insorsero

gli

arnaldi-

a combattere le rendile della chiesa
i

romana, ribellando
tensione che al

Papa ed

romani, colla preai chierici ba-

stavano
te III
3."
si

le

apostolica (^.), il Fisco pontifìcio (f^cdijOve parlai di quello de' vescovi),
l'

mera

(pacificò

decime e le oblazioni: Clemenco'romani,cedè loro una
i

parte delle rendite e ripristinò

Pre-

Arcario o Tesoriere (fedi, al quale arti-

sbiterii(F.), donativi
in

colo parlerò delle renditedello stato pontificio),
il

Papi davano alcune solennità. Sono troppo neces-

che

i

Camerlengo
si

(F'.). Inoltre
le

im-

sarie le rendile al Pontefice,

non

solo pel

mensamente

accrebbero

rendite colPietro (F.),

mantenimento
vizio di tutto
il

del lustro di sua sublime

l'aumento del Denaro di

s.

dignità, e de'numerosi ministeri in ser-

incominciato nel 725, cioè pio tributo

mondo

cattolico,

ma sicco-

che diverse nazioni cristiane pagavanoalla s. Sede, da Ina re di Wessez o de'sassoni orientali in Inghilterra, che alla medesima fece tributario il suo regno. Quindi altri regni in gran numero si dichiararono Stali tributari della s. Sede {F.),
con annuo censo. I sagri pellegrinaggi ad Liniina Apostoloruni [F.) vieppiù crescendo, il concorso a Roma fu frequente di persone d'ogni nazione, rango e dignità, tutti

me
le

padre comune per esercitare eziandio sue beneticenac con tanti e lanli miogni epoca

lioni di sudditi spiriluali,che in
le
si

sperimentarono
il

al

modo

che descris-

in diversi articoli;

ed a Gerusalemme
il

notai che

ebbe da Onorio HI
moiiio di
s.

Brenna governo del PatriPietro per sostentamento di
già re Giovanni di

sua persona.

Abbiamo

dall'annalista Ri-

facendo pie ollerte a

s.

Pietro.

naldi all'anno 1289, n," 40j che Nicolò IV ordinò che certe rendite della chiesa

A Regina

parlai delle rendile di

Ravenim-

romana, da
zione,
si

lui espresse in

na da Gregorio

V cedute

all'infelice

dividessero in
entrasse nella
si

peratrice Adelaide, e dell'altre ospitalità

le (|uali

una costitudue parti, una delcamera apostolica,
;

usale con altre disgrazia te sovra ne dai Papi colle rendite della

e l'ultra

dividesse Ira 'cardinali
si

l'uso

romana
li

chiesa. Mei
i

della qua! costituzione

è poi tralasciato
ai bi-

io5()con investire Nicolò
t.

normanni

per giuste cagioni, provvedendosi
rendite.

dc'rcgni diNnpolic Sicilia, ch'erano della

sogni de'cardinali dal Pontefice con altre

Sede, ne incominciò l'annuo censo alla

Novaes
1

nella Sluritiàì lui

Pupa,
ec-

criniera apostolica. In moltissimi articoli

citando Rinaldi, eSpondano,
cl.

/^///irt/.

raccoului lo splendido uso fallu dai Pupi

an.

2(j2, u.° 3, dice

che Nicolò

lY

REN
clivise le

REN
romana
in

i33

rendite della chiesa

due

parti,

una

delle quali rimanesse al

J'apa, l'altra fosse spartita tra'cardinali.

Plettemberg, Not. Curiae Uomanae p. 471, riporta che le Annate, ad subvenlionc/n Papae et cardinalium indigentiiiin
I

I

introductae sitnt. Nel voi. XIX, p. i4e 1 5 parlai delie Annate istituite nel 892 da Bonifacio IX, pei bisogni della
I

Dataria {V.) scudi 6000 al mese. Qui noterò, che ora dalla medesima riceve tal somma, ma soltanto all'anno, con scudi 4ooo annui dal palazzo apostolico per l'intiero suo mantenimento; più dal medesimo palazzo rice veannui «cudi Sooper l'occorrente alla segreteria particolare, ed ogni due anni scudi 2000 per l'acconcio o
vestiario domestico, in tuttoseudii i,3oo

s.Sede e della Chiesa universale.

A Piat-

annui! A questo tenuissimo assegno

si

de-

to CARDINALIZIO, modico assegno annuo de'caidinali, trattai delle rendite del Sagro Collegio (F.), e del detto assegno stabilito da Paolo 1|, con altre analoghe notizie;

vonoaggtungere,ani)ui scudi 6000 provenienti dalle sovrane regaliesui sali e tabacchi, e le tasse concistoriali

che

si

possono

valutare da i o a

1

5 mila scudi annui, quaTuttociò non ha

come

del Rotolo o

emolumenti ap-

lora vi .sieno molli concisione provviste
di benefizi concistoriali.

partenenti a'cardinali, sulla quale denouiinaiione apprendo da Bernini, // Tri-

bisogno d'alcun commento^ per ammirare la virtuosa e edificante moderazione

bunalt della Rota
plicata

p.

1

4, che

il

rotolo car-

dinalitio»erat scheda
,

modo

rotae com-

de'sovrani Pontefici, mentre con

si

limi-

quam

sacri Collegii

computista

tate som me debbono nutrirsi, vestirsi, far

ad singulos cardinales mittere solebat,ubi
singillatim notabantur por^iones,

limosine e doni secondo

il

loro cuore

sem-

quae

pre generoso, benigno e paterno con tutti;

ad eosin distribulionibusspectabanf."Pei
bisogni della Chiesa, non essendo sufhcienti
i

al

modo

artìcoli,

che vado riportando in tanti ed a quelli di Gregorio XFl e

le

rendile della
(P^.),

s.

Sede, Papi crearono
i

Pio IX[F.)j di splendide elargizioni che

f^acabili

cioè la vendita degli uf-

fìzi

e delle cariche, anche con cospicue
la

sono note, altrimenti assai maggiori sarebbero molteplici tratti di loro pontii

camera apostolica e il tesoro o erario pontificio. Leggo in Platina, Fi te de' Pontefici^ che Sisto 1 V
trovandosi bisognoso di denaro, fu
il

somme, che riscuoteva

ficia

munificenza da doversi registrare. Volendo ricordare fatti contemporanei, le eredità di Pio FU, Leone XII, Pio

i.°

FUI è Gregorio XFI

(

F.),

formano

il

che ritrovò nuovi
dere; in vece,

uflìci

per potersi venfatto

come aveano

Pioli

più grande elogio del pontificato romano e sono luminosa testimonianza e prova
dell'esemplare discrezione e disinteresse
de'Papi, che non prendono un soldo dalle

e Paolo 11 con altri cacciali da' turchi

quando s'impadronirono dell'impero d'oriente, mantenne onoratamente a sue spese Andrea Paleologo signore di Morea, e Leonardo de Tocco despota d'Albania, deposti ed espulsi dai loro stati da Maometto li imperatore de'turchi. Oltre adoni che loro fece, diede 6000 scudi d'oro di dote a Sofia Tommasa figlia
gli altri

pubbliche reudite e altre casse ò prodotti, argomento che si potrebbe sviluppare

con

riflessi

i

più gloriosi a decorò e ve-

nerazione de'raedesiroi. P«v quanto ri-

del Paleologo, maritata al duca di Russia.

Piaccolse pure

benignamente

le

regine
pri-

guarda il Nepotismo, V. PAnEsTC. *^aolo IV impiegava i delti scudi 6000 in limosine, e sebbene si trattasse maestosamente, visse con mirabile frugalità, volendoche l'esteriore del principefosse nobile e

di

Cipro e

di

Bosnia ch'erano state

quale

si

conviene a tanta altezza di

vate de'loro regni, e con molta cortesia le sollevò da ogni bisogno. In tempo di

grado. Riferisce Novaes, che Sisto

V

di

suo privato peculio spese pegli acquedotti
di

Paolo

1

V del 555 Papa
1

il

riceveva dalla

Roma quantoriportai

nel voi. I,p. 78.

.

i34
Per
le

REP^
scendevano
al

REN
slieo de'sovrani Pontefici,

opere sue grandiose e pei bisogni della Chiesa, senza aggravare il lesero o
erario pontificio della

che appena asuo tempo a scudi 44)Of'0
t,

qamera

apostolica,

come

riporta l'Ollieri

8,

il

quale essen-

aumentò

il

numero
,

de'Iuoghi di monte e

do suo cavallerizzo, afferma
sizione di

di saperlo con

de' vacabili

assegnando pel pagamento

sicurezza. Innocenzo Xill pose a dispo-

de' frutti de'primi diverse

annue rendite
i

Giacomo III 100,000
il

e Gabelle, e

comprese se. 4^00 dell'ap. l>aìia àe\ìe Poste pontifìcie (f^.), che predecessori a veano riservato a loro mautenimento. Alle moderate pontificie magnifi\i

ricuperare
ì

scudi per suo trono d'Inghilterra; ed
lui

mobili che aveano a

servito e del

valore di
li

3o,ooo

scudi. Benedetto

XIII

donò

tai

cenze de'Papi verso de'cardinali, che noa Putto CARDINALIZIO, aggiungeròche

gli

accrebbe l'assegno che somministrava la s. Sede sempre caal re, cui

ritatevolee ospitale coi principi detronizzati,

Gregorio XIV appena eletto distribuì se. 1 000 a gran parte de'54 cardinali che intervennero al suo conclave, fece alcuni doni a'Iuoghi pii, e volle che la propria
famiglia vestisse sontuosamente. Si legge
nella vita di Clemente X, che tutti gli einolumenti spettanti alla borsa del Pa-

come

praticò a'noslri giorni GregoI

rio

XVI
il

con d. Michele

già re di Por-

togallo (^^.). Benedetto

XIV trovando e-

sauslo

pontificio tesoro, ordinò diverse

economie nel Palazzo apostolico (^ ,), lasciando a beneficio delia camera apostolica certi diritti

che entravano nella bor-

pa, fossero depositali nel

monte

di pietà,

sa particolare del

Papa e

facenti

parie

con animo
benefizio.

di

prevalérsene in pubblico

delle loro rendile. Invaso lo stato pontificio dai

Il ven. Innocenzo Xl\P^.), nei i3 anni del suo pontificalo non prese un

fu invitalo l'io
nità,

repubblicani francesi nel 1798, VI a rinunziare la sovra-

quattrino dalle rendite pontificie^ le quali
volle che
bili della
si

per l'annua pensione di 3oo,ooo

applicassero per pagare

i

de-

lire all'anno;

come

rifiutò e cosa disse, lo

camera apostolica. Merita ricordo Innocenzo XIJ {/^.), per avere abolito
il

notai nel voi. LI II, p. io3.

A

p.

contai che Pio VII deportalo a

i43 racSavona

nepotismo e
in

gli uffizi venali,

e

d'ordine di Napoleone, che

gli

avea oc-

per
vati

le

somme immense che
scudi e la
lista di

spese coi po-

cupato
to,

i

suoi stati, ricusò

veri.

A Clemente XI
60

morte furono tro-

chi mensili offertigli pel

100,000 fransuo mantenimeni

600

famiglie

rispondendo

al

conte Salmatoris go-

che viveano di sue limosine, per le quali impiegò più di 5 milioni di scudi, sebbene la rendita stabile del Papa, di cui allora liberamente disponeva,dopo le spese necessarie al mantenimento della persona,non sorpassa va annualmente la som-

vernatore de'palazzi in)periali, che ne avea fatta proposizione:
di nulla

Non

li

accettiamo;
ci

abbiamo bisogno, e se
i

manche-


ci

il

pane,

nostri fedeli lo sapranno, e
il

appresteranno
p.

necessario. Nel voi.

XXVII,
cusò
le

137,

dissi

come Pio VII

ri-

ma
rì,

di

5o,ooo

scudi, come attesta Oltiet.

proposizioni di Napoleone, di

due

Storia (tliuropa

7,

lib.
i

20.

Il

suc-

milioni di iianchi annui di rendila, colla

cessore lniK>cenzo XllI
sori
si

come

predeces-

sovranità e residenza in Avignone, già do-

collegò co'principi cristiani per frela [K)ssanza

nare
liini

ottomana, esorlò
i

i

car-

dinali

ad aiutare

cavalieri gerosolimi-

minio della romana chiesa. A Professione 1)1 FEDE ricordai quelle che fanno Papi, in uno ai giuramenti di non alienare
i

presi di mira, con denaro,

ed

egli pel

idominii tein[)oralielerendile della chiesa

i.'loro diede sondi io, 000 della cantera
apostolica, ed altrettanti della sua borsa

romana, e
i

gli

eguali giuramenti elio

prestano
sulle

cardinali.

A quanto ho

detto

privata,

non ottante

l'essere

onnai

s'i

li-

modicissime rendile de' Pupi e dei
si

mitate

le

rendite dcslinule all'uso

dome-

cardinali,

possono aggiungere

({uellc

-

-

REN
limitale provvisioni de'carclinali legali e
prelati delegati

REN
clesiasticisono 161, ricevendo

i35
annui
sol-

che

riportai

nel

voi.

di di scudi 36, 120; gl'impiegati secolari

XXXVll,p. 288;
lissiuie degli altri

e quelle

pure discretutti

Prelati (f^.), che ser-

vono
i

la s.

Sede, di che parlo in quasi

loro articoli, di udizi o cariche

da loro

sono 3 16, ricevendo annui soldi di scudi 6 1,836. Si può leggere Giovanni Marchetti, Del denaro straniero che viene a Roma, e che ne va per cause ecclesiastiche, calcolo ragionalo,
citai a

esercitate. Nel

1849

si

pubblicò in

Roma:

Roma 1800,

Slalistica di lutti gli uffìzi

ed impieghi

Luoghi

di monte, con
i

che opportune

governativi, giudiziari e amministrativi
co' rispettivi assegni

riflessioni

contro

maligni detrattori del*
[f.).

annui, per l'esercizio del dominio temporale della s. Sede all'epoca del 848, non che de' tribu1

la

Corte di

Roma

'REmES {Rhedonen).

Città con resi-

nali e congregazioni ecclesiastiche. Questa statistica, oltreché

dimostra quanto

la

chiesa

romana

e lo stato pontifìcio spenil

dono

pei cattolici di tutto

mondo,

nei

Tribunali e Congregazioni ecclesiastiche o cardinalizie (^), serve di solenne confutazione alle mot te calunnie lancia te con-

denza vescovile di Francia, capoluogo del dipartimento d'ille e Vilaine.di circonda i'ioedi4cantoni,a 23 leghedaNantese 78 da Parigi, in bella pianura e aria salubre, sulla Vilaine e sull'llle chealquanto più .' l)a$so si congiungono; ha tribunali di istanza e di commercio, camera consultiva di manifatture, borsa e altreautorilà.
i

troia

s.

Sede, inclusi vamente a quella che

ne! governo papale pressoché tutti gl'impiegati sono ecclesiastici. Risulta pertan-

Quantunque senza fortificazioni é considerata come piatza di guerra di 4-* classe, ed ha forte presidio. La Vilaiuel'al,

to dalla Statistica che Dell'amministra'

traversa e divide in alta ebassa, insieme

zione dello stalo gl'impiegati ecclesiastici

congiunte da 3 ponti
zi

:

la

parte alta

ha

sono 243, inclusivamente

a'

1

34 cap-

belle strade e vaste piazze, superbi edifl-

condanna unicamente addetti al culto, onde restano a soli 109, ricevendo tutti annui soldi di scudi 190,316; compreso l'ordine di plomatico,composto di 7 nunzi, con scudi46,634; 2 internunzi,con scudi i ,000; 3 incaricati, con scudi G4oo. Gl'impiegati secolari sono 5,o59, ricevendo tutti annui soldi di scudi 1,186^194, senza le gratificazioni tra questi non vi sono inclusi professori dell'università, né gl'impiegati de'dazi appaltati. Si deve inoltre notare, che dopo detta' epoca si secolapellani delle carceri e case di
i
: i

che
il

la

po

fatale incendio del

rendono maestosa, costrutti do1720, che durò

7 giorni, e distrusse diversi
interessanti^ in

monumenti

uno

alla

remota e fambsa
o««erva partico-

torre dell'orologio. Vi

si

larmente

la

piazza del Palazzo di forma

quadra, un tempo ornata della statua equestre in bronzo di Luigi XI V, e del palazzo della ragione, bel

monumento d'or*

dine toscano, attinente alla piazza d'ar» mi, più vasta,

ma meno magnifica, che dà

ingresso all'ostello della città, già anch'essa decorata della statua equestre in bron-

rizzarono importantissimi
fra'qnali
i

ulìizi

e cariche,

ministeri di grazia e giustizia,

XV prima della rivoluzione. Racchiude Rennes buon numero di edilìzo di Luigi
zi
li

blici:

e del commercio, belle arti e lavori pubche vi sono ne'dicasten meramente ecclesiastici de' laici

pubblici, l'ostello residenza de'tribuna*
e della pubblica biblioteca

con impieghi

sla-

bili e

con autorevole influenza nella cosa

di3o,ooo volumi e mss. preziosi, con facciata graziosa sormontata dal campanile, avente dirimpetto
seggio
la torre dell'orologio;
il

pubblica, non

meno

de'chierici che

sono

palaz-

amovibili. Risulta pure dalla Statistica,

zo della prefettura in faccia al bel pas-

che ne Tribunali e Congregazioni
siastiche

eccleec-

Lamotte

;

il

palazzo Blossac.

La

o cardinalizie, gl'impiegati

cattedrale, di recente e ottima struttura,

i36

REN
stile

REN
gotico e peil

è succeduta all'antica di
s.inte, la cui faccia

principale era

me-

glio. E'

dedicata a Dio sotto l'invocazioPietro apostolo, essendo
il

ne

di

s.

capi-

vocabolo celtico che significava confluente, in riguardo alla sua posizione presso alla congiunzione dell'Ille e delia Vilaine, una delle città più belle di Francia,
eraa'terapi de'romani
la

tolo

composto
,

del decano, del gran can-

capitale de'/?e-

tore e di altri

6 canonici
i

,

oltre diversi
Il

dones^ popolo gallico di cui prese poscia
il

numerari

ed

pueri de choro.

capo

nome e dal quale deriva
I

quello che por-

della casa d'Espi nay era canonico onorario della cattedrale, e sedeva incontro a!

ta attualmente.

sassoni che se n'erano
dell'

impadroniti alla decadenza
franchi, a'quali

impero

vescovo ch'era signore in parie della
pio,

cit-

romano, ne furono in seguilo
toni la prese nel
di

cacciati dai

tà e consigliere al parlamento. L'episco-

alquanto distante. Vi sono altre 7 chiese parrocchiali con battisterio, diverse delle quali sono riccamente ornate; bella è la chiesa
e
edilizio, n'è

ampio

buono

Nominoè principe de^breIX secolo sotto il regno
I

Carlo

il

Calvo che gliela cedette.

suoi

successori ne fecero la loro capitale della

Bretagna
alla

(/^.) detta

Armorica, né toinò

di

s.

Salvatore; importante l'antica abs.

bazia di

Giorgio. Vi

di religiose, ospedali,

hanno monasteri due seminari con a-

Francia se non pel matrimonio d'Annadi Bretagna con Carlo Vili. Questa città

benissimo fortificata nel medio evo,so-

]unni,stabilimentid'istruzioneeper l'arte militare, società di scienze earti, scuole di pittura, scultura

stenne gran

numero

di assedi,

il

più

me-

e disegno; un mude' quali di re

morabile essendo quello che il duca di Lancastro fu forzato a levare nel iZ^j

seo di quadri

scelti

,

uno

dopo 6 mesi
trasferita
dell'

d' attacchi. Nel

lySG

vi

fu

Renato; gabinetti

di fìsica, di storia na-

turale, d'anticaglie e medaglie; bel pas-

da Nantes la facoltà del diritto università. Era prima della rivolula

seggio tragli altri èquello del

bore.

Monte TaNella casa di detenzione vi sono ma-

zione

capitale delI'Alta-Bretagna e di

tuttele Provincie di cui quivi teneansi gli
slati,

nifatture.
in riva a

Rennes per la sua situazione e un fìume navigabile potrebbe fare commercio vantaggioso, pure ha poca industria; nondiméno vi si trovano diverse fabbriche di maioliche, porcellane,
cererie, tintorie; fra le produzioni del paese,

e sede del

parlamento
il

eretto

da En-

rico II nel

i555,

quale

si

rese celebre

per

la resistenza cui

oppose mai sempre
:

agli ordini iniqui della corte

il

bel pa-

lazzo nel quale riunivasi

pregiato è

il

butirro. E'

patria degli

parlamento è sulla piazza maggiore. Possedeva la zecca. La sede vescovile fu eretta, secondo alil

storici

di St.

Giovanni della Blettcrie, Poulhain Foix, D. Lobineau e Tournemi-

cuni, a'tem pi apostolici di

s.

Pietroes. Li-

no,

ne; Chapelier deputato alla costituente;

conChenu, Chrou. episcoporurn Galline, p. 33, dicono nel IV secolo e per
altri
1

de'giureconsulti d'Argentró e P.

Hevin;
1

i.°

vescovo

s.

lìJoderamno

(/'.) del

388,

del maresciallo di Retz, orso vivo nel

4

suffraganea dell'arcivescovo di Tours, e
lo è tuttora,
Il

n Nantes; del celebre maresciallo e inge-

2.° vescovo fu

s.

Giustino

gnere Vauban; de'lctterati Ginguené, Ainaury Duval, La Chalotais, del conte Lnnjuinais: Bertrando Duguesclin nacque ne 'contorni al caslellodclla Mottc-Rroou.

martire, indi
poi
s.

Riosismo nel 383 circa; Elettrano, s. Giovanni, Artemio o
s.

Antemio

religioso dottissimo del 4'ì'3,s.

Amando
gioso,

che morì nel Too, diceChenu.
s.

Rennes si trovano la nume, eia cassina della l'revalaye taolo nota pel suo eccellente
distanza da
bella selva del suo

A poca

Gli successe

Melanio

(/''.),

dotto

reli-

che

istruì nella religione cristiana re
I;

Clodoveo

fra'prodigi che

Dio operò a
la risurre-

burro.

sua intercessione, diccsi anche
zione d' un morto
:

Henne* cliiamata un tempo Condatc,

egli estirpò

intiera-

,

o 1

REN
mente
l'idolatria

REN
da Beau vais, nel 184 r Gregorio
il

137

die ancora regnava nel

XVI

di-

suo paese. Neir84o Salomone redi Bretagna nel borgo di Rennes fondò
nastero de'benedettini di
s.

chiarò r attuale vescovo mg.'" Goffredo
Brossais Saint-Marc di Rennes, già par-

modi-

Melanioe

roco e vicario generale della stessa chiesa.

venne
ta alla

florida abbazia, che di poi fu uni-

La

diocesi

si

compone
si

del dipartimen-

mensa

vescovile.

Il

vescovo Vitto-

to d'Ille e Vilaine, e

estende in lun-

rio intervenne nel
gi
:

TTq al
[f^.)

concilio di Pari-

ghezza per 3o leghe e 20 in larghezza.

rinunziò nel 719. lìlettrano neir866 fu consagralo dall'arcis.

lìloderamiio

Ogni nuovo vescovo è
370.
111. "fu

tassato in fiorini

abdicò
]a

vescovo di Tour.s;Tedaltlo che gli successe in favore di Gallerio, e si contens.

tenuto

Concila di Rennes. neh 176 da Bartolomeo
vescovo

tò dell'abbazia di

Melanio. Silvestrode

arcivescovo di Tours, a motivo d'alcune
diffeienze tra questo prelato e
di Dol.
il

Gujerche restalo vedovo, di comune suffragio fu eletto nelioyS. Fra gli altri nominerò Guglielmo de la Rupe Tanguy maestro in teologia, benigno, discreto e facondo, morto nel 1292. Alano già arcidiacono di Reniies,mortonel SaS. Pietro
1

Mansi, Suppl. 1. 1, p.SyS. 11 2.** nel lunedì dopo 1' Ascensione del 1273 dall'arcivescovo di Tours Giovanni de
canotti,

Montereau efurono sanzionatilo
contro quelli che maltrattano
altri ecclesiastici
i
i

vescovi,

deGuemené
cattedrale
;

nel

i35g consagrò

l'antica

Raoldo canonico della medesima. Anselmo de Cantemerle, di grande autorità, magnifico, venne insignito del pallio da Martino V e morì nel i^ij. Guglielmo Brillet fondò 3 cappelle e 4 pfit;ri de choro nella cattegli

successe

rinunziando nel 447- Giacomo di Espinay nobilissimo, trasferito da s. Malo, morto neli482. Roberto 5r;7/o (/^.) oGuibé, da Treguier, o Tourscome vuole Chenu, trasferito dopo iIi5oi a Rentlrale,
1

che usurpano beni delerroneamente pongono questo concilio nel 1263 e presieduto da Vincenzo de Pilmis arci vescovo di Tours. Labbé t. I , Arduino t. 7. Il 3.° nel 849 con edificante processione aperto agli 1 novembre e presieduto da mg.'" Francesco Morlot arcivescovo di Tours che parlò dall'altare a'fedeli con successo, comesi legge a p. i^'j <\q\\' Osservatore romano.
le chiese.

Altri

I

1

Nel

t.
1

braio

4 poi della CiV/7/àca</o//crt del feb85 a p. 432 viene detto.»» 1 ve1

nes e poi cardinale. Fr. Ivo Majeuc do-

scovi radunati nel concilio provinciale di

menicano confessore della regina Anna, Ville Luigi Xlf, di santa vita e grandemente elemosiniero. Claudio Dodieu già ambasciatore a Paolo IV e Cardi Carlo
lo

Rennes ora che hanno ricevuto da
l'approvazione de'loro
atti,

Roma

dirigono a'fe-

deli diocesani un' allocuzione,

che comtenu-

pendia tutto l'operato da
te sessioni.

essi nelle

V. Bernardino Bochetel neli5Go, che per le diverse ambascerie in cui l'impie-

In altrettanti distinti articoli
i

gò Carlo IXrinunziò. Neil 5G5 Bertran-

do de

Marillac, dotto francescano ed eloquentissimo predicatore. Arnaldo d'O**fl<(/^.) cardinale.

condannano sette empi sistemi che di questi dìo inunluogooinunaltro pervertono a un tempo la fede e la filosofia cristiana,echeperamordi brevità potremmo esprimere a un dipresso co'seguenti titoli
:

Seiafino Olivavio^F.)

poscia patriarca d'Alessandria ecardinale.

cioè

il

razionalismo, l'indilferenza re-

Nel 1G02 Francesco Lachiver, e nel 1G19 Pietro Coruuiller traslato da Tresi

ligiosa,

il

panteismo,

il

mitisnio

,

la ria-

bilitazione della carne, l'eclettismo reli-

guier. Pei successori

possono vedere

gioso

,

e

il

comunismo. Anatematizzale
i

GalUa
Ixoina.

chr.

t.

a

,

par. 2, e le Notizie di

coteste profane eresie, consigliano

loro
cri-

Perriiumzia di mg. '"Claudio Lodovico de Lesquen di s. Brieux traslulo

greggi a tenere
stiani, e

la santità

de'coslumi

per tutela della fede e della san-

i38
tilà

REN
raccomandano si guardino
:

RE
in ispecie
to
il
:

l'

popolo pel comune ben'essere. Paese sotcollettivo
se
il

da

tre incentivi

dalla parola insidiosa
;

governo
le

di

molli indivi-

degli emissari protestanti

dal perverti;

dui

potere e

magistrature sono
d'

mento

degli

dalla lettura delia

RENO RENZ IO Francesco,
Urbano VI,

empi ed osceni spettacoli stampa maligna ". (s.), martire. V. Montano (s.).
Cardinale. Dot-

fra le

mani esclusivamente

una

classe

distinta di nobili, chiamasi questo reggi-

mento
tiaj e
il

to Alife dal luogo di sua nascita, e nipote del cardinal i?«/t77rjo consanguineo di
il

politico Aristocrazia AristocraDemocrazia, Status popularis , se potere del governo risiede nel popolo,
,

ed esercitato da molli
lelli

traiti

a sorte, o e-

quale nel dicembre 38
i

r

dalle diverse condizioni del popolo.

]o creò cardinale diacono di

s.

Eustachio
di

Chiamasi repubblica cristiana, /?ejp<Z'//6'a
Christiana l'universalità de'fedeli soggetti
al

e vicario pontificio delle Provincie
rittima e

Ma-

Telezione di Bonifacio IX e morì

Campagna. Contribuì mollo alneh Sg^. REONENSISo RHEON.Sedevesoo.
suo
pel
scrisse nel

sommo

Pontefice [l^.), con potere spiri-

tuale e universale sui cattolici

d'ambo

gli

emisferi. Dicesi repubblica letteraria,

E-

vile di Grecia, surtiagauea d'Atene. Al

rudiloruin

omnium Natio, in modo collet*

\escovo
l'ietro
1.

iSoy Clemente

V

tivol'intero corpo degli studiosi e de'letterati.

concilio di

3,

Vienna: nel i52i lo era fr. da Cordova de'rainori. Orienschr. p.875. Commanvillediceclie/?/jeo«

F. Lettere belle. Letterati, Eru-

dizione.

La democrazia
le

o. governo
si

o stato

popolare,in cui

cariche
il

da vanoa sorte

seu Bheonlis, fu eretta in Morea nel secolo

o per elezione, ed in cui va presso

popolo avea tut-

XVII

suffraganea di Napoli di Mal-

ta l'autorilìi, e tuttala sovranità risiede-

vasia, di lilo greco.

REPERITANOoREPERITANUM.
Sede vescovile d'Africa
Cesariana, esisteva nel
lia

nella Mauritiana

V secolo sotto Giun'era vescovo

medesimo, fiorì nelle repubdi Grecia (F.) massime in Alene: questa parola democrazia viene dal greco, popolo, comandare,
il

bliche di

Roma e

,

Cesarea, e nel

4^4

Ce-

governare. L'aris,tocrazia, specie di gover-

liano. Morcelli, /4fr. chr.

no
Filippo,
s.

esercitato dai pid savi e onesti,

come

REPINDONI

o

REPINTON

dai meglio istruiti nelle leggi e nelle con-

Cardinale. Canonico regolare di

Ago-

suetudini dello stalo, deriva da vocabolo
greco, che vuol dire eccellente, forza, potere, potenza. L'oligarchia

slino, fece mirabili progressi nelle lettere

nell'uni versila d'Oxford, in cui ottenne la

o dominio vio-

laurea di teologia e ne divenne professore.

lento di pochi, viene dal greco poco, cioè
signoria,

Ingannalo

in

gioventù da'wiclefìsli,

scris-

governo

di

poche persone,

ma

se alcuni errori

che

in n.°di

2^

ritrattò in

delle principali dello slato. Vi furono mol-

])ul)blica predica alla

Londra

Croce di s. Paolo di 382,con sincero pentimento. Eletto abbatedi Leicester, indi fu promosnel
1

so a vescovo di Lincoln, ed a'i<) scllem-

famose repubbliche in Europa, ma non propriamente il cui governo siaslaloassolutamente popolare. I veneziani ed i genovesi chiamavano loro stali repubte
i

bre!4o8 Gregorio XII
cilio di

lo

creò cardinale

bliche,

(|uantunque

il

loro governo fosse

prete de'ss. Nereo ed Achilleo.

Fu

al

con-

oligarchico. Gli svizzeri erano governati

Costanza e

all'eles^ionc di

Marti-

aristocraticamente; e l'impero germanico

no V, morendo
blicale, nel i4i 7

illustre

per opere pub-

wino, -sepolto

ondi 4^0 secondo Godin Growlhcadum.
RrsPuci-

l\ìiVVÌi\ìL\C^,IU^s|mhhli(•a,

mezzo tra il monarchico e Vi è dilferenza tra il vero significato del wome populus in latino, e (piello che noi diamo alla parola popolo
tenne
la via di

l'uristocralico.

blica,Uripublica, liemimhlica. Stalo
tile C libero,

in italiano.

Essa denota ordinariamenle

govcraulodui principali del

l\a noi, quel

che

gli

antichi

romani chia»

REP
mavano
il

REP
qualche tempo
in Italia
i

139
greci,

plchs, viilgus, volgo, plebnglìa,
liiili

anche do-

cuinune del popolo, e

quelli

che

non cadevano

nella classe delie persone

po la persecuzione mossa alle sagre Immagini (^.), {)er la quale perderono tanti

di qualità, de'citladini agiati e di quella

doininii. Vedasi,

Respublica Christia-

che chiamasi gente onesta. In vece soUo il vocabolo populus sono cotupiesi tolti
gli

na ubi

disciplina etjurisdiclio ecclesia-

stica vindicantur in eluclabilibus

mona-

abitanti d'una città senza distinzione.

mentis etiani gallicanis

Così questa parola popolo, che in generale significa
i

viethodo

darà ad usuni stndiosae juventutis e,

bre^'i et

quali abitano in
i

una moltitudine d'individui, un medesimo luogo
nobili,
i

xa rata, hu^niù
te

i838.

,

Delle principali repubbliche sì d'oriencosì delle loro

compresivi
tri, si

ricchi e tutti gli al-

prende in un senso molto ristretto, dicendo tutto il corpo del popolo, senza poi comprendervi le così dette persone di <|ualilà, ricchi e quelli che lianno deb lo spirito e- della coltura. Fra' romani
i

che d'occidente parlai ai loro articoli, magistrature e ordini, coSenatori, Patrizi, Proconsoli, Prelo-

me
ri,
tri;

Questori j Dittatori, Prefetti (f^.) e

al-

altrettanto della loro religione, leg^i

i

e costumi. Vedasi Pozzi, Staio delle re-

plebei sisceglievanode'P/o^tJf/oW {/^.).

A
si

pubbliche, secondo la mente
le,
1

xli

Aristoti-

Pieve dichiarai
la

,

die plebe una volta
si

chiamava l'unione
pellarono pure
versi Papi,

de' fedeli posta sotto

cura de'sacerdoti, nel qual senso
le diocesi,

ap-

intitolandosi di-

Venezia Sq Della repubblica e parte pubblica e de'suoi ministri delle città trattai a Comunità' o Comune, d* Italia Municipio e altri analoghi articoli, come
i
.

,

Episcopus sanclae plebis Dei,
notai ne' voi.

ne'molti de'Ioro magistrati,
tà italiane
si

quando

le cit-

come pur
ta tutto

XLVIIIi

p.

87,

Xll,p.2 IO, perchè perp/ei^ si disse talvoldi
il popolo cristiano. L'arcivescovo Cantorbery s. Anselmo drce di se e dei

governavano in forma e con reggimenlodi repubblica, cioè Dogi, Priori,
li,

Podestà, Gonfalonieri

(^'.)

e simi-

oltreché negli articoli delle stesse città

vescovi:

Nos chrislianae

plehis Pastores,

e slati.

Le

principali repubbliche d'fta-

Dice Galletti nel Primicerio,
iieirVIll secolo col
si

nome

di

4^, che repubblica
p.

lui [f^.)

furono quelle di Venezia^ Genova, Pisa, Firenze, Lucca, Siena [F.),
ed altre molte. SismondoSismondi ci die, JJistoit^ des republiques Italiennes da

coipo de' romani, di cui era capo il Pontefice, avvertendo che di gran kmga s' ingannano quelli, che per repubblica intendono l'impero; e la santa repubblica, che vuol dire Roma e suo duil

chiamava

vioyen dge, Paris 1809,
de'libri proibiti.

ma

è nell'indice

E

il

p.

Luigi Tosti, Sto-

ria della Lega

calo, la

prendono
narra che

pel sagro

romano im,

note e documenti,

Lombarda, illustrata coti Monte Cassino 1848.
la re-

pero. Borgia,
ij p. 7,

Memorie di Benevento t. HI non s. Gregorio
zelo del

Nello stato pontificio tuttora esiste

pubblica di

nioslrò
s.

minor
II

suo predecessore

ma

Roun rappresentante, ed ha un cardis,

Marino

(^^.); tiene in

Gregorio

per

la

sagra repubblica o

sia confederazione de'

romani e

di altri,

nale per Protettore (f^.). Delle repubbliche romane deli 798 e 1849 parlai a Pio

da
tori

esso formata in

un

concilio tenuto nel

Fle Pio IX{F.)
versità di Pia

:

di quella del

i

798 trata p.

73?, per opporsi all'empietà degl'imperagreci;

tò ancora Baldassari, Relazione delle av-

rimarcando che
si

negli scrittori

VI,

t.

2,

massime

28

>

delle cose di dello secolo

guere

la

deve distinsagra Repubblica, AdWa Repub-

e seg.,345e seg., ove descrive

le

ruberie

repubblicane. Inoltre in

blica, giacché per questa s'intendono le

bre

la

repubblica d'
quella di

reliquie dell*

impero d'occidente,

cioè

mata

Europa fu celeOlanda (A'.), rinoRagusi (V.). Ora vi sono

quella porzione di dominio che ebbero per

quelle di /^/««cia edi Svizzera {V.),pres-

i4o
so le quali la
s.

REP
ci

REP
in tulla l'Unione, e

Sede tiene un nunzio e un incaricato d'afFari, ed esse hanno in Roma^ lai.* un ambasciatore, la 7..^ un console generale. Della repubblica di Francia ripristinata neli84yj ne parlai a Parigi,

da varie parti di
la

Etuopa
si

de' sacerdoti secolari e regolari

recarono a coltivare

vastissima vi-

gna. A'3o settembre

ed a Pio IX, come del suo presiden-

1800 si rinnovò il trattalo d'amicizia e di commercio colla Francia; ed a'6 marzo 801 il congresso
1

te

,

il

quale impose a Parigi

la berretta

cardinalizia ai cardinali
set.
si

Malhieu

e

Gous-

In

America

(A'.)

dal secolo passato

sono formale diverse repubbliche, eon
cu'\

senati e presidenti, principalmente quella

americano tenne la sua prima seduta nella nuova città e nuova capitale dell'Unione Washington. Ricominciate le guerre con l'Inghilterra, segui la pacca' i4 dicembrei8i4- Quanto alla Spagna, essa
cedette
i

degli Siati Uniti, di
ta,

scrissero: C. Bot-

suoi sovranidirilli nel

iSigmele

Della guerra

dell' indipendenza degli
i

dianle compenso pecuniario. Nel 1824
sia. All'articolo

Milano 820. G. Corsieri, Storia della guerra fra gli Slati Uniti d' America e l'Inghilterra, Milano
Siali Uniti d'America,
1 82 Gio. Howard pògrafia degli Stati
I .

repubbliche fecero un trattato colla RusDiocesi, nel riportare
il

la

statistica di quelle di tutto

mondo,
,

di

Ilinton, Storia e tO'

cui feci articoli, parlai ancora di quelle
d'

Unili,\uonàvdii^'òo.

America e sue repubbliche

Alemoria della chiesa cattolica negli Slati Uniti d' America compilala da wi ìuemhro della società Leopoldina ,W eronni 835. Cardinal Gaetano Baluffi, VAvierica un tempo spagnuola riguardata sotto t aspetto religioso, dall' epoca del suo discoprimento sino al i843, Ancona i844- La rivoluzione degli Stali Uniti,
,

quelle dell' Oceania [P^.): delle

come di aumen-

tate posteriormente scrissi articoli di quelle

che
;

la lettera in

corso di stampa lo per-

mise per
Pio IX,
sti

le altre

dovei limitarmi ad ac-

cennarle negli articoli Gregorio
istitutori delle

XVI

e

medesime. In que-

due

articoli notai eziandio,

quando

le

repubbliche -americane stabilirono rappresentanti diplomatici in
la s.
,

quindi l'origine dellerepubbliche d'America

Roma

presso

Uà loro confederate,che produsse l'in-

sorgimento eziandio degli stali dominati dalla Spagna (^.), ebbe principio a' io marzo 704 pel bollo della carta, impoI

Sede ciò che toccai pure nel voi. XLVIII, p.167, dicendo dell'istituzione
della nunziatura nella

repubblica della

sizione che alfatto

non

si

volle sopportaIl

Nuova Granata nell'America meridionale, fatta da Gregorio XVI, e de' rappresentanti diplomatici alni inviali dalle re*

re da' coloni americani.

i.°

congresso

nazionale fu a' 7 ottobre 1765. L' indi-

pendenza

dì questi paesi fu

proclamata

sico, te la

pubbliche della Nuova Granata, di Mesdell'Equatore, del Chili. Attualmens.

a'4 luglio 1776. La Francia (Z-^.) si unì a quésti nuovi stati creiti in forma di

Sede ha un rappresentante

in

mis-

sione slraonlinaria, cioè mg.^ Luigi Cle-

repubbliche indipendenli
del 1777.
la

,

verso

la

(Ine

menti (già vescovo
vescovo
di

Un

trattato di

commercio

tra

di Macerata) arciDamasco, delegato apostoli-

Francia e

gli Stati

Uniti vcnncsegnaI

co nel Messico e nell'America centrale;

to a Purigi il6 febbraio 778, mentre
f)

ai

neir America settentrionale
consolo residente a

Americani fecero tra loro un nuovT) trattato d'unione e confederazione, che fu ralilioato nel 1781. La
higliogli Stati

generale residente in nuova York, ed

un console un
nel-

Nuova Orleans;

loro indipendenza, dopo tante guerre,
naiiiicnte fu l'iconuHciuta
(f^.)

li-

l'America meridionale un console generale residente in Monte Video. Le repubbliche americane tengono
i

daW Ini; hi II erra
assi-

seguenti di-

a'24 «cllcmhrci787.. La pace
la

plomatici in

Roma.

Boli via, vaca; ed inol-

curò

piena libcrlù e

1

dirilli dc'cutloli-

tre couboli rcsidouli in

Ancona

e Civita*

REP
veccbia. Chili, vaca. Costa Rica,

REP
un midella

i4i
arcivescovato
s.

Nuova-Granata
Cartagena
,

:

nistro residente; ed inoltre console generale residente in

Fede di Bogota;
tiochia
,

vescovati sulTraganei, An-

ininistro residente;
sidenti in

Ancona. Equal;ore, un ed inoltre consoli l'è-

Nuova Pamplona,
Marta. Repubblica
:

Panama, Popayan,
di
s.
s.

s.

Ancona e Civitavecchia. Gua-

Doniingo o

di Haiti

arcivescovato

un incaricato d'aflari. Nicaragua, vaca. Nuova Granala, un incaricato d'affari. Stati Uniti, un incaricato d' affari ; ed inoltre un console pure residente in Roma.
limala,

Domiiigo;su(rraganeoPortorico con nomina del monarca di Spagna. Ì!Ìt\Y Amearcivescovato Baltimore; vescova,

rica settenlriotiale. Repubblica degli Stati

Uniti
ti

:

sulfraganei
,

Charlestown

,

Filadelfia
,

,

Delle repubbliche deWjdmerica, oltre

Pittsburg

Providence, Richmond

Sa-

quanto

dissi

a questo articolo, molte noarcive-

tizie riportai in quelli delle sedi

arcivescovato nel

scovili e sud'raganee vescovili de'Ioro stati , laonde riproducendole qui perchè si possano leggere, tornerò ad avvertire che

vannah, Weheling. Cincinnali eretto in i85o da Pio JXj'vC' scovati sulfraganei, Cleveland, Detroit,
Louisville di cui parlai nel voi.
I

LUI

,

p.

quelle di nuova fondazione non potendo

Vincennes. Nuova-lifoik eretto in arcivescovato nel 85oda Pio IXj vesco,
i

36

avere

articoli,

perchè

la

loro lettera era

vati su [fraganei, y^/Z>rt/;^,

Boston, DuJ/alo,

già pubblicata, le distinguerò in caratte

re corsivo; potendosi anche vedere Vica

Harford. Arcivescovato Nuova Orleans; vescovati sulhaganei, Gfl/i'es/ort, Petricola,

BUTi APosTotici e Fbefettube apostoli
CHE. ^eU'^dniarica meridionale o centra
le.

Mobile, Natchez. Oregon arcivescovavescovati sulfraganei, iVéi^y/w/y,
s.

to;

Van-

Repubblica
:

la

Renezuela o Yenezue arcivescovato Benezuela o Carracas
di

couver, Walla-Walla. Louis o
rello in arci vescovato nel
1

Luigi e-

Guayann, IMerida Repubblica di Guatimala nel!' America centrale arcivescovato Guatimala ve scovati sulfraganei, Comayagua, Nicara
vescovati suffiaganei,
:

j 847 da Pio vescovati sulfraganei, C/j;Vflg/Vi,Dubuque,

IX

Milwankia, Nashville,

s.

Paolo de Mine-

;

sola (nel suo territorio dicesi ora scoperto un lago con 4o miglia di estensione, e contenente diverse isole, in clima delizioso). Repubblica di Messico: arcivesco-

gua

(è repubblica),

s.

Giuseppe di Costa

rica (Costa Rica è repubblica) nell'

A

merica meridionale,
blica di

s.

Salvatore.

Repub

vato Messico; vescovati sulfraganei, Antequera, California
(il

Bolivia

:

arcivescovato Fiata o

cui stalo, insieme

Charcas oChuquisaca; vescovati suffra ganei, Buenos Ayres o ss. Trinità, Cocha barn ha ueìl' Amevìca meridionale, Cordo

a quello del

Nuovo
1

Messico, per cessio-

ne della repubblica del Messico, però fu

ammesso
Uniti,

nel

85o

nell'unione degli Stati
il

Giovanni de Cuyo, s Croce de la Sierra, Paraguay e capitale della repubblica del Paraguay. Repub blica del Basso Perù arcivescovato Li ma; vescovati suflraganei, Arequipa,Cha capoyaso Maynas, Cusco, Guamagna e Ayacucho,Truxilio. Repubblica d'Equa
va, Pace, Salta,
s.
:

formando

cosli

3

i.°

slato della re-

pubblica), Chiapa, Durango, Guadalaxa-

Merida o Jucatan, Linares, Mecoacan, Sonora, Tlascala, Vera Crux. A CongrC' gazione de propagandafide [y .) riportai il novero delle sedi vescovili delle repubbliche d'America, che perla s. SeAe sono
ra,

tore

:

arcivescovato Quito; vescovati suf

sotto la di

lei

fraganei, Cuenca, Guayaquil. Repubbli

PONTIFICIE,

giurisdizione. V. Missioni Prefetture apostoliche. Vi-

ca del Chili: arcivescovato
vescovati sulfraganei,
ss.

s.

Giacomo

cariati APOSTOLICI per quelli che furono
istituiti nelle stesse

Concezione, Se

repubbliche prima dei

rena o Coquimboj s. Carlo d' Ànviid ucir America meridionale. Repubblica

vescovati e arcivescovati.

Nel

1. 1

5,

p.33 ideali Antiali delle scien.

l/^^

REP
sonovi importanti e veraci notizie

REP
morte
torii di

ze
sul

relig.
I

a* sacerdoti cattolici e a' ministri

.°slnbiiimenlo, progresso e sialo at-

dissidenti l'entrare e

dimorare

ne'terri-

tuale della religione e chiesa cattolica ne-

loro giurisdizione. Tali leggi so-

mg/ RoLouis che celebrai a questo articolo ne darò un estratto. Incomincia col narrare che nel 1 63 3, da 200
gli Stati

Uniti di America, di
di
s.

no

slate più o

meno

in vigore nella

mag-

sati

vescovo

gior parte degli stati o provincie anglo-

:

americane, sino
che
gli

alla rivoluzione

deliyyG
li

staccò dall'Inghilterra e

dichia-

fluniglie cattoliche inglesi, per sottrarsi
alla lìera persecuzione chesotlrivano dai

rò indipendenti.
tolici, offri al

La sola

colonia del

Ma-

ryland, stabilita sul bel principio da'cat-

loro stessi concittadini della pretesa

ri-

nuovo mondo un esempio

forma

in seno della patria a cagione del-

allora unico di cristiana carità, conce-

ia loro fede,

valicarono l'Atlantico e fer-

dendo

volentieri

un

asilo

entro iconflni

marono

la

loro stanza nel

Maryland
,

sot-

de'suoi territorii a quelli eh' erano stati
costretti dalla

to la scorta di lord Baltimore

il

quale

persecuzione anglicana a
stati e-

avea oltenutodal suogoverno
lirvi

la

proprie-

fuggire dalla patria, o ch'erano

tà di quella provincia, la facoltà di stabi*

spulsi dallecoloniede'dissidenti in
rica.

Ame-

una colonia

e fondarla con leggi in-

Coir

ospitalità ricevettero insieme

glesi, e gli

statuti particolari decretati

da' cattolici del

Maryland

il

diritto di
tutti
i

dalla stessa colonia^ ond'ebbe principio
la
I

cittadinanza e

la

partecipazione a

celebre colonia e città di5rt/<iVHore( A'.).

privilegi civili ch'essi stessi

godevano.

Ma

primi coloni furotio accompagnati dal

questa cattolica generosità fu da' protestanti ospiti ricambiata colla più nera

p.

Wilhei-°apostolo del Maryland e
la

altri

gesuiti, cui fu dato l'incarico della mis-

ingratitudine.

Imperocché

col loro

nudi

sione, sotto

giurisdizione spirituale del

mero avendo rapidamente sorpassato
molto quello

vicario apostolico di Londra. iVon gode-

de'cattolici, la loro influen-

rono per lungo tempo que'generosi cattolici di

za nell'assemblee legislative acquistò u-

quella pace e libertà di coscientanti sagriHzi

na preponderanza
gliarono
i

decisiva e assoluta; e

za,

che con

erano venuti a

sostenuti ancora dal governo inglese spocattolici di tutti
li
i

cercare nelle foreste del nuovo mondo.

loro diritti
il

La

chiesa riformata anglicana sostenuta

e privilegi, e

sottomisero a tutto

ri-

dalle leggi civili e dalla forza dello stato,
stese più o
ti

gore tirannico delle
i

leggi penali d'Inghil-

meno alle

varie sette dissiden-

la

persecuzione medesima, con cui da
infierire

Enrico Vili continuava ad
tro
i

con-

cattolici in tutta

1'

estensione della

cattolici incapaci di occupar terra. Resi qualunque carica onorifica o lucrosa, assoggettati a multe pecuniarie, vessati in mille modi, furono obbligati a celebrare

Gran Bretagna.
tulleranza

Il medesimo spiritod'inanimava le altre sette figlie

di nascosto

i

divini misteri, a celare l'abi-

tazione de'Ioro sacerdoti, e a vivere sem-

della sedicente riforma, le quali eransi ri-

pre

in

timore per

la

perdita de'beni lo-

fugiale in America, ed erano state auto*
rizzale dall'Inghilterra a stabilirvi delle

ro, della patria e della libertà di loro persone.

NeliySo

il

p.

Gruyton

gesuita re-

colonie ed un governo coloniale. Queste

cossi a Filadelfia (A'.) e sparse le

prime
s.

dimentiche della patria persecuzione religiosa, di vennero anch'esse pcrsecutrici, e con leggi non men severe di quelle della loro metropoli proibirono ogni culto

semenze della religione
la città, vi

cattolica in quel-

fabbricò

la

cappella di
s.

Giu-

seppe

,

indi la chiesa di

Maria venne
Harding. Nel
a'4-

edificata dal successore p.

che dal loro
ritto di
e,

privando del dicittadinanza chiimque lo profesdifferisse,

177G allorquando
luglio in Filadellìa

le
{

colonie inglesi
il

ove sedette

con-

ed anche vietando sotto pena di

gressoaraericanodeirUniunesinoaliSoo

REP
in cui fu Irasferilo a

REP
si

143

"Washington)

se-

carsi chiese, a formarsi parrocchie, a costituirsi

pararono Jalla Gran Bretagna e dichiararono indipendenti gli Stati Uniti e confederati,
i

missionari e parrochi.
si

L'emi-

grazione

operò ancora dagli

stati anti-

cattoHci de'
la

medesimi erano

chi, situali nelle parti orientali, alle re-

ancora sotto

giurisdizione del vicario

gioni occidentali de'medesimi, nelle quali si

apostolico di Londra, il quale li faceva governare da un vicario generale. Ma per
la diflicoltà

circoscrissero

dapprima

lerrìloi
si

governi provvisori!, e poi

ii con fondarono

che

vi

era negli Stati Uniti

di

dipendere, anche per lagiurisdifione

nuovi slati con governi regolari e si aggregarono agli antichi^amniettendosi alla

spirituale,

da capi residenti nell' InghilPio VI permise al clero di Maryland e Pensilvania di eleggersi un siiperìorecon ampie facoltà, compresavi quelterra,
la la

generaleconfederazione. Accorrendovi
i

e moltiplicandosi

cattolici, e

con

essi le

parrocchie e
di vescovili

le chiese,

Pio VII elevò a

metropoli Baltimore, ed eressedi verse se-

d'amministrar cadde sul gesuita
fermato
:

cresima, e

la scelta

che produssero grandissimi

p. Carroll,

che fu conil

vantaggi

alla religione cattolica. Si vide-

nelle
di

due provincie
quest'epoca

clero

si

ro presto sorgere comunità ecclesiastiche
e religiose, conventi, monasteri, seminari,

componeva
tolici circa.

24 Dopo

p»eli e di 24, 5oo catla religio-

collegi

;

in

una parola, quelle

belle

i-

ne cattolica cominciò a far progressi più
rapidi,

slituzioni di carità, di pielà e di lettera-

mercè

del libero esercizio conces-

tura, che

han sempre accompagnata e
la

so dalle leggi fondamentali degli Stati
iiiti; si

U-

contraddistinta
i

chiesa cattolica in lutti
i

diffuse di più quasi dappertutto,

tempi e in

tutti

paesi.

La

chiesa cat-

specialmente per l'emigrazioni de'coloni
di
s.

Domingo

cacciali da' loro schiavi,

derabile

di francesi all'epoca della [."rivoluzione,

e degli emigrali d'Irlanda, di Scozia, di
Inghilterra, di
francesi
si

un consiaumento colla cessione fatta per vendita nel 1800 dalla Francia agli slati stessi, delle due Floiide e della Luigiatolica degli Slati Uniti ricevè

Germania; coi sacerdoti aumentò il clero, e Pio VI feil

na, in cui

si

trovava

la

sede vescovile di

Nuova Orleans.

In seguilo altre emigra-

ce Carroll i." vescovo di Baltimore con

giurisdizione spirituale su tutto
torio delle
1

terri-

America , quanto dell'Europa, con molti cattolici,
zioni tanto degli altri stali d'
si

3 provincie che allora forma-

rivolsero verso le parli occidentali, le

vano l'Unione, e per coadiutore Leonardo Neale. 11 vescovo ottenne una colonia
di sulpiziani per stabilire e dirigere
il

quali fino a quel

tempo rimaste

incolte

offrirono agli agricoltori vastissime e fertilissime regioni a loro scelta; laonde in

se-

minario
ti,

di

Baltimore, che ha reso servi-

quelle contrade nacquero
souri, ne' quali

ì

nuovi

stali di

gi importantissimi a lutti gli Stati

Unidai

Kentucky, Ohio, Indiana,
sursero
schi e
i

lllenois,

Misbo-

non

solo per la fondazione fatta

come per incantesimo
cambiarsi
i

sulpizianide'collegidis. Maria, di Geor-

città, villaggi, col

geslown e d'Emmilsburg per l'educazione de' giovanetti, ma ancora per quelle
delle sorelle della carità da
in
essi istituite

deserti in

sorla di

campi coperti d'ogni produzioni , per cui curando i
zelanti missionari, nel de-

nuovi coloni

America

,

a

norma

e colle regole di

clinar del pontificato di Pio

VII

si

fon-

quelle di Francia,ed eziandio per un

buon

darono
te
il

altre diocesi, in che fu imitato

da
fa

numero
quasi

di degnissimi prelati forniti alle

Leone XII, da Pio Vili

e

massimamenla

varie chiese degli Stati Uniti. Quindi in
tutti gli stati

da Gregorio XVI. Indi mg.' Rosali
confronto dello stato in cui era

dell'Unione Americadi seguaci, a edifi-

chie-

na
re

la

chiesa cattolica cominciò a conta-

sa cattolica nelle

repubbliche d'America
colle rispet*

un buon numero

nel

1790 a quello deh 842»

a

•44

REP
deschi,
la
gli

REP
oerdoti della missione,
i

tive enumerazioni di sedi vescovili, clero,

redenloristi te-

e nutuero de'cattolìci di quasi i ,5oo,ooo,

agostiniani irlandesi,i preti del-

non poche verameule magni» ben ornate, provvedute di organi, campane e di sagri arredi, ed oniciate con gran decuro però il loro numero, come
di chiese e
lìche,
:

dala

congregazione della misericordia fonin Francia, i cappuccini che dopo i

gesuiti

furono incaricali della maggior
trappisti, e di lutti

parte delle loro missioni nella tempora-

quello del clero, essendo inferiore al bi-

nea soppressione,
dotto
n)g.''
i

i

il

sogno, sacerdoti celebra vano
i

in case

par-

Rosati ne narra le
i

benemeloro ono-

ticolari e altri luoghi,

ed

ivi

amministra-

renze e

luoghi ove sparsero

vano pure

i

sagramenti. Vi sono nelle

rali sudori.

Abbondanti

frulli

recarono

diverse diocesi

470

stazioni,

che equital-

altresì alla chiesa degli Siali Uniti le co-

gonoa parrocchie nascenti. Gli stabili menti d' istruzione sono d'una gran riputazione,
li

munità

religiose di

donne, che pur de1

scrive in

anche presso
loro
(ì^li.

i

protestanti, de'quadtiiicoltàdi
lutt'i

numero di 76, di 5 istituti differenti, in uno a'Iuoghi ove sono, trovanstabilire e

non puchi non hanno
I

man-

dosi negli Slati Uniti

darvi

Circa

luoghi d'ipiù

struzione, oltre di avere abili professori

di

maggior facilità nello propagare comunità religiose donne che quelle degli uomini. Fin dai
tal

e maestri disinteressati, per
legi

lo

i

col-

primi anni di
to
il

chiesa

si

pensò, per quan-

sono

forniti di copiose e scelte biblio-

consentisse lu condizione de'lempi,

teche, di gabinetti di storia naturale, di

alla santificazione,

ed alla cristiana e
,

let-

macchine e apparati per

1'

intelligenza

teraria istruzione delle donzelle

massi-

delle scienze fisiche, e d'istrumenti e tele-

me

orfane.
vi

Vn monastero

di religiose or-

scopi per le osservazioni astronomiche;

soline

fu fondato più di

100 anni ad-

laonde molli di
cui sono,
ritto di
tal

tali collegi

meritarono
stati in

dietro, ed esse fioriscono per l'istruzione
di

dalle assemblee legislative degli
i

grandissimo numero

di donzelle e del-

privilegi di università col di*
la

leschiavemore. Successivamente s'introdussero monasteri e case religiose, delle
teresiane scalze, di quelle della Visitazio-

concedere

laurea dottorale. lu

guisa negli Stati Uniti, come altrove
i

e

in tutti
si

paesi del

mondo, la chiesa

cat-

ne o salesiane, delie
che
si

sorelle- della carità
le

tolica

è mostrata benefica e protettri-

sono prop.igale per quasi tulle
le

ce zelante e promovitrice delle belle lettere, delle arti e delle scienze,
fatti
ci.

repubbliche americane, per

sollecitu-

ed ha coi
pri-

dini del celebre e piissimo vescovo mg.'"

smentite

le

calunnie de' suoi nemi-

Flaget, anco con dilferenti congregazioni, tutte
s.

Inoltre

ha promosso Tistituzione
prevenendo
il

però seguaci delle regole del grati

maria
ri,

de'fanciulli colle scuole elementa-

nelle città e villaggi,

pe-

ricolo a cui erano esposti nelle scuole protestanti, accoppiando alla coltura dell'intelletto, lu

morale e

la religione.

Pel

fe-

lice successo di cos'i utili

e lodevoli

isti-

tuzioni,

la

chiesa cattolica trovò operai

zelanti u disinteressati nelle
ligiose

comunità

re-

ed ecclesiastiche che s'introdusse-

ro e stabilirono nelle repubbliche degli
.Siali Uniti,

Vincenzo de Paoli. Vi sono ancora lo suore di Loreto, egualmente consagrate all' educazione delle donzelle, con superiora generale e noviziato; le domenicune, le religiose del s. Cuore, quelle di s. Giuseppe di Lione, le Clarisse, le suore di IS'òlre Dame, <pielle della Provvidenza, quelle del iM onte Carmelo. V'è negli Stali Uniti una classe di persone, le quali. cagione della schiavilùch'esiste nella mela circa dellecunfcderate repubbliche, so-

con immenso vantaggio del1

la religione.

gesuiti

primamente vanno
1

encomiali, altri bcncnienti sono
nicani inglesi,
I

domei

re.

sulpiziuni liauccsi,

sa-

no cousiderale come d'una casta inlèriomori o neri che venSono ((ucsti nero dall' Airicu traspurlati in America
i

,

REP
iti

REP
rablli,
i
i

145

qualità di schiavi, e furono addetti al
loro discenden-

quali congiunti agli sforzi de'fe-

lavoro, comeaiiche tutti
ti,

deli delle stesse

repubbliche americane,

pure quelli di sangue misto chiamati volì^armeiite mulatti o persone di colore, quantunque non pochi tra essi sieno liberi, doviziosi e pel colore appena si distinguano da' bianchi.
leggi del paese
I

e allo zelo disinteressato e intraprendente de' vescovi e del clero secolare e regolare, hanno somministrato i mezzi per condurre a buon termine con successive fatiche e con buon esito questa grandiosa impresa. In generale i vescovi, curati o missionari non hanno rendite. Le volontarie oblazioni de' fedeli somministrano loro i mezzi di sussistenza. Per lo più queste oblazioni si raccolgono nelle domeniche ed altri di festivi nelle chiese da alcuni secolari, mentre si canta il Credo; altre se ne fanno in particolari occasioni; i banchi che sono per le chiese somministrano parte del mantenimento del culi

pregiudizi e le
il

negano loro
la
figli

diritto dì
ri-

cittadinanza

;

però

chiesa cattolica

guarda

tutti

come

d'un medesimo
sua mater-

padre, ed estende su di

essi la
i

na sollecitudine come bianchi; ma dovendosi conformare agli usi, stabili appositi

luoghi d'istruzione per loro, ond' e-

vitare inconvenienti, sebbene ne' sagri

templi e nell'amministraziotie de'sagramenti non fa distinzione di servo o di libero, di schiavo o di nero. Sonovi orfanotrofi tanto pe'maschi che per
le

to e del clero.

Quando

poi

si

vuole eri-

fems'i-

mine: nelle scuole gratuite cattoliche
struivano
ni

nuova chiesa, con successosi eseguisce mediante volontarie contribugere una
zioni, cui talvolta
ti;

2870

fanciulli

poveri.

Negli

concorrono protestani

Slati Uniti laChiesa

non ha avuto sovrao principi che abbiano fabbricate le sue
i

altrettanto

si

pratica per le istituzioni

di monastèri, conventi

o stabilimenti

d'i-

chiese, eretti e dotali

suoi monasteri, se-

struzione.

mini) ri, collegi, università, scuole, spedali,

Da una
stati delle

statistica

del

i836

di diversi

orfanotrofi;

i

suoi vescovi, missionari

repubbliche delle due Ameri*

ecclesiastici e religiosi

soccorso nelle rendite delle
vili,

non hanno trovato mense vesco-

che meridionale e settentrionale , ossia del Sud e del Nord, rilevai, che la repubblica di Guatimala o America centrale, avea per popolazione 2 milioni d'abitanti, si parlava generalmente la lingua spa-

o delle parrocchie e delle loro comu-

nità, che ne sor\o del tutto sprovviste; gli
stessi fedeli,

per la maggior parte di fortune mediocri, stranieri, emigrati in A-

gnuola, ed avea per capitale
re, altri

s.

Salvato-

merica per migliorar la loro sorte, non poteano contribuire a tante opere se non con offerte proporzionate alle loro tenui
sostanze.

dicono

la città

arcivescovile di

Guatimala, e per presidente il generale Marajan. Repubblica degli Stati Cnitidel
Messico, popolazione 8 milioni, lingua

La

divina provvidenza supplì

a tutto con

una specie

di predilezione

a

queste chiese nascenti, con guidarle e proteggerle in mille modi, inviando loro

da

spagnuola, capitale Messico, presidènte Santanna. Repubblica degli Stati Uniti d'America , popolazione i5 milioni, lin-

paesi lontani, pastori, missionari e alunni pel santuario, religiosi e religiose, che

gua

inglese, capitale

Washington,

presi-

dente Jackson. Repubblica
polazione
1

d' Haiti, po-

abbandonando la patria e parenti, varcando mari si sono consagrati al servigio di Dio e dell'umanità ; ha procurato
i

milione, lingua francese, ca-

i

pitale Porto-Principe, presidente Boyer.

dalla generosa carità de'fedeli d'Europa,

specialmente dalle pie opere della Propagazione della fede e della istituzione Leopoldina di Vienna, soccorsi cousìdeVCL. LVII.

Repubblica di Benezuela o Venezuela popolazione 1 milione, lingua spagnuola, capitale Caraccas, presidente Vargas.Repubblica della Nuova Granata, popolazione i,688,uoo,

hngua spagnuola,
IO

capi*

i46
tale
s.

REP
Fede
I

REP
colla perdita della provincia di Cbiapas.

tancler.

Bogota, presidente SanRepubblica dell'Equatore, popoili

Nel

1824

si

costituì in repubblica fede-

lazione milione, lingua spagnuola, capitate Quilo, piesideule Rocafuenle.

rale e indipendente,
stati particolari.

composta
si

di

cinque

Re-

La qual

federazione

non

pubblica del Perù, popolazione i ,200,000, lingua spagnuola, capitale Lin)a, presi-

durò che fino

al

1839, ed ora

vuole recapitale

stituirla fra' tre stati del

centro, Nicara,

dente Orbegoso (nel dicembre 836 i dipartimenti peruviani d' Arequipa, Aya1

gua, capitale Leon; Hondura<:

cucbo, Cusco e Puno si costituirono in islalo a parie dal Perù settentrionale
col

Comayaqua; s. Salvador, capitale s. Salvatore. I due stati estremi, cioè quelli di
Guatimala
e di Costa Rica, sono

,

repub-

nome
il

di

Perù meridionale, mostran-

bliche indipendenti". Inoltre l'autore del-

dosi
si

nuovo stato disposto a confederarPerù settentrionale, ed eleggendo Santa Crux a capo supremo o protettocol
,

l'opuscolo crede che l'emigrazione euro-

pea troverebbe in quelle
assai migliori

fertili e

sane terre

mezzi di prosperare che non

Repubblica di Bolivia, popolazione 1,100,000 lingua spagnuola, capitale presidente Santa Piata o Chuquisaca Cruz. Repubblica di Paraguay, popolazione SoOjOOo, lingua spagnuola, capitale Paraguay, dittatore Francia. Repubre).
,

neH'auriferaCaliforniaedaltrove.Dall'y^/-

manacco
1848,

cattolico degli Stati Uniti del

risulta

che

il

ùumero

de'cattolici

era di 1,200,000, sopra una popolazio-

blica del Chili, popolazione

I

milione,

lin-

gua spagnuola, capitale s. Giacomo, presidente Moscoos. Repubblica d'Argentina o di Bolivia, o Provincie di Rio della
Piata o Cbarcas, popolazione
1

milione,

che segue fuori dell'u20 differenti sette che si suddividono incessantemente in nuovi culti, come toccala Protestanti e QuacQUEBi, mentre la porzione cattolica andava ad aumentarsi ogni anno a causa delle emigrazioni dall'Europa e delle converdi 17 milioni,

ne

nità cattolicacirca

lingua spaglinola, capitale Buenos Ayres,

sioni. Il territorio degli Stati Uniti,

com-

presidente Rosas. Repubblica d'Uragiiny,

preso l'Oregon e

il

popolazione i5o,8og, lingua spagnuola,
capitale Monte- Video, presidente Oribe.

3 arcivescovi, 24
ti,

Texas, allora contava vescovi, 890 sacerdostazioni o cappelle.

907
e nel

chiese e

562

Siccome

(|ueste nozioni le appresi

dalla

Il

clero nel

836, avvertirò colla del dicembre 8 To. » Riceviamo un opuscolo stampato Io scorso luglio in s. Giuseppe capitale della Repubblica di Costa Rica (o Costarica fatta sede vescovile nel 1849 ^" ^^'^ '^
citata statistica dell

ti,

1847 si aumentò di 76 pre1848 furono edificate 95 chiese

Civiltà cattolica n.

1

6

1

a spese de'fedeli, col soccorso della Pro-

pagazione della fede {f^.), ma senza verun aiuto del governo. Paragonando la precedente statistica, con quella del 1837,
il
i

numero dellediocesi erasi duplicato.cosl
sacerdoti, triplicato quello delle chiese.

col

breve Chrislianae religionis), posta
dell'

suirestremità meridionale
centrale, in cui
si

America
di tutta

Gregorio XVI e Pio IX a istanza della congregazione di propaganda /?f/e ede'conciliidiBallimora,istiluirono
scovili.
le

fanno

le

più care e at-

traenti descrizioni

delTamenità

nuovesedi ve-

l'America centrale, e specialmente delle

due rcpubblìcbedi Nicnragunt:
pitania generale di Guatimala,
indipen<li'nte dalla

1

Costalìi-

Stati

Facendo la religione cattolica negli Uniti ipiù lieti progressi, anche per
ospitalilii

ca. L'America centrale, prima detta Ca-

avere accolto con generosa
stinzione
zioni
i

e di-

dichiarò
setteoi-

religiosi cacciati dalle rivolu-

Spagna
1

il

T

bre

ilei

1

K:ì

1

:

poi nel

82^

fu incoi porn-

(*^//o//ro

d'Europa del 1848, V Almanacco stampato in Riiltimora nel 1849»

fa [)er forza al Messico,

da cui slaccossi nel

registrò
tivi

io44

sacerdoti (de'qualii

Sona-

i8a3

l'cudeudoai inJipetidcule, beiictiè

d'/^neiica), 1024 chiese, i,J7(>,3oo

REP
caltolici:

REP
eravi

147
i

5o anni addietro

un

solo
fra

furono
stri.
Il

sollecite

a mandarvi

loro mini-

vescovo e poche migliaia di catlolici;
i

zelantissimo mg.''England vesco-

convertitisi contava la nipote del faiuo-

vo di Charlestown, considerando che tra
gli

so generale

Washington fondatore

delfigli.

schiavi emancipati

si

trovavano anche
la

l'indipendenza americana, co'5 suoi

cattolici,

per non perder questi e conver-

La statistica deir^/mawacco calloUco del Nuovo i85o, compresi la California e
il

tir gli eretici,

pregò nel 1882

congreil

gazione di propagandante a prendere
loro stato in considerazione, ed
di
il

i4' sacerdoti, lOyS chiese, 1,52 3, 35o cattolici. Le repubbliche lasciarono sempre godere amplissima liMessico, segnò
I

sinodo
la

Baltimore propose che

si

affidasse
:

missione agli eccellenti gesuiti

la
i

congre-

bertà alla chiesa cattolica, e per questo

rapidamente crebbea dismisura, non inceppandola come fanno alcuni stati d'Europa. Benché membri del governo sieno per Io più protestanti, pure guarenti.scono tutti diritti de'cattolici, anche nel •
i
i

gazione vi annuì subito, ma religiosi non poterono accettarla. Gli Annali (ielle scienze religiose^ oltre le riportate,

sono pieni d'altre imporla

tanti notizie,

riguardanti

fondazione

dell'episcopato cattolico nelle repubbli-

l'acquistar

le

chiese beni stabili in proprio

nome. Ecco come gli americani intendono la libertà. Neil 85 negli Stati Unitisi
1

cìsmo,
e
le

che americane, il progresso del cattoliil suo floridissimo stato attuale,
dissensioni della chiesa protestante,

pubbblicò
totalità a
si

il

censo della popolazione, imaccresciuta e giunta nella
tra essi

mensamente

laonde citerò qualche luogo ove si ponno leggere. Nel t. 5, p. 294 si parla della
fondazione del vescovato di Baltimora
fatta nel
1
,

28,267,498, però

qua-

i3 milioni in istato di schiavitù. Nel

789 da Pio VI per

le

provincie

ti

1820 una emigrazione degli Stati Unifondò la nuova repubblica di Liberia, situata in Africa nella Guinea superiore, fra la Sierra. Leone e il capo Palmas, eben presto riconosciuta dalla Francia e dall'Inghilterra, quando già conlava 80,000 abitanti parlanti l'inglese. Immense sono le sue ricchezze naturali: Murovia porto di mare n'è la capitale; ha il
governo presidente, vice-presidente, senato e camera di rappresentanti. La formazione della repubblica in istato indipendente seguì nel 847, e Roberts ch'era governatore della colonia, fu proclama1

confederate d'America, elevata nel 1808
a metropolitana da Pio
resse
i

VII (^''.), che e;

sudlaganei di

delfia,

Boston e
le

Nuova -York, FilaBards-Town dipoi nel
Charlestown
e Cin-

1820 istituì

sedi di

cinnati. Nel voi. 7, p. 1 17 si discorre dell'origine giudaica degl'indiani dell'America settentrionale. Nel
1.

12, p. i6t l'opi-

namento
lisi

sull'opera di A. Kastner, /^«<J-

delle tradizioni religiose de'popoli in-

digeni dell' America, Ginevra 1840. Nel
vol.i4i p.

276 un
1

estratto dell'y^'/maHar-

cp cattolico pel 842 degli Stati Uniti dell'America settentrionale, con consolanti
risultati

to i.° presidente.
ria

La repubblica di Libeo Capo Mesurado, si formò principaldi schiavi
si

anche per

l'

incremento

dell'

i-

struzione ed educazione religiosa, ne' se-

mente

emancipati negli Stati

minari, in 2

i'ist^t[U2ìoni letterarie, in

48

Uniti, e

aumentò neh 832, quando sot-

accademie,

in^7

istituzioni caritatevoli,

to il presidente Monroe ebbe fine il tirannico e degradante commercio degli schiavi, sebbene ancora in qualche parte

aMchediorfani,direttidallebenefichesuorédella carità. Nel voi. i6,p.

461 si parla di

dell'America meridionale tuttora l'umanità trovisi nella umiliante condizione.

una nuova setta di nacque negli Stati

Per gratitudine
alla capitale.

fu imposto

il

suo

nome

che denominata dal suo autore Alillerismo, secondo il quale r universo dovea essere consunto dalle
profeti protestanti

Uniti,

Le

varie sette

americane

fiamme nel 184 3; non merita questa

aber-

1

i48
le,

REP
1

REP
plìcate lotte accadutelra gli abitanti egli

razione di Miller d'impiegarvi allre paro-

cecità.

per un intelletto ottenebrato da tanta Nel 1. 1 9, p. 1 6 e vvi un articolo rila così delta chiesa episcopale
la

avventurieri minatori. Aggiungerò, che

ora pare che
si

il

prestigio per la California

guardante
rale

rinnovelli, poiché gli emigrati tuttavia

protestante degli Stati Uniti, per

gene*

adunanza tenuta in Filadelfia da 20
titolo

cisco,

de'ai del pretesoepiscopato protestante,

per discutere sul

appellare quella larvala chiesa,

onde abbiasi ad mentreè

lacerata da intestine discordiegravissinae,

originate dal Puseismo (f.)- L'

umana
le-

superbia volle sottrarsi dall' autorità
lica di Cristo,

continuano ad arrivare in folla a S.Franda tutti punti della stessa America. In ogni modo le grandiose fortune non si fanno più come una volta. Recentissime notizie c'istruiscono che l'emigrazione in California ricomincia con maggior furore di prima, da altre parti eziandio la Cina minaccia dell' istessa America
i :

gittima e divina della vera chiesa catto-

un'invasione di cercatori d'oro, e

si

teme

quindi fu colpita col ter-

ribile gastigo deii'oiruscamento dell'idee

che l'immensa libertà data ad ogni emigrante sulle terre libere degli Stati Uniti,

e dell'incertezza.

Non meno

preziose no-

sarà

un giorno

il

retaggio de' cinesi.
la

tizie sui progressi del

catlolicismo e scio-

Vuoisi tuttavia, che

provincia messislate scoperte

glimento del protestantismo nelle repubbliche americane, di quelle degli
li

cana di Sonora
del

sia la

più ricca miniera

AnnapubLet-

mondo. Altre ne sono
ailluenti

delle scienze religiose, conliene la

in Australia nell'Oceania, e nel

blicazione periodica della Civiltà cattolica.

pò e suoi
1

Del più grande interesse sono

le

tere intorno agli Stali Uniti d'/4merica,

fiume Nacon abbondanti sabbie aurifere nella repubblica dell'Equatore. Nel 85 1 in Roma si pubblicò: Cenni istorici del

sullo slato della religione cattolica e di

qualche opera ad essa relativa, svolgendo gli argomenti, /?f//^/o«e, Libertà de' culti.

Stati Uniti iV

progresso del cattolicismo negli America e segnatamente

della diocesi di

Nuova York

,

scritti

dal

La
t.

città di

Washington
t.

,

pubblicate

teologo Felice f^ Ulani s parroco nella stes-

nel

2, p.

655,

3, p.
vi

1

4

1

e 3 1 4- In quedi dis-

sa

diocesi. Alla pietà e alla generosità dei
altri buisce l'au-

sto a p.

4396676

sono parole

poveri emigrati irlandesi,

inganno

sulla troppo decantata strabboc-

tore in gran parte l'avanzamento della

chevole quantità d'oro della California e di s. Francisco, per lo slato poco prospero degli emigrati in quell'aurifera regione; ciò in contrapposto mirabile co'mari
e monti promessi dalle speculatrici

chiesa americana. Dice che le diocesi so-

no ora 33 (36 per l'aumento
s.

di altre 3),

cogli arcivescovati di Baiti mora, Oregon,

com-

di Cincinnati.

Louis, Nuova York, Nuova Orleans, e Noterò che finora non vi

pagnie mercantili che cuoprironode'logiornali francesi ro pomposi annunzi
i

sono primati. Nelle repubbliche di America vi sono slati celebrati diversi concilii,

e

italiani.

In sostanza apparisce

,

che

la

favolosa abbondanza d' oro della California, era divenuta quasi un' illusione,

sicOy
li

come nelle città arcivescovili di UlesLima e Baltimora, ne'quali articoli

riportai.

A Baltimora dissi

di quelli del

secondo

le

comuni
la

relazioni di

quelli

che
ta,

vi si

trovano;

speranza di procac-

1829, i833 e 1837, ed altro ne (ù tenuto neli84o. Inoltre ne furono celebrati nel
1843, 1846 e 1849
vili

ciarvisi ricchezze era

ed

(i[)penu

si

trae oro

pienamente svaniquanlo busta

co' rispettivi sullia-

ganeijdelerminandovisiquellesedi vesco-

a sostentar la vita de'ccrcatori giorno per giorno: pure la kpcranza tira colà iniglinia dì avidi speculatori do ogni parte
del

che canonicamente eresse
feci
11

la

s.

Sei\e,

e di cui
siine,

parola trattando delle medenella Storia uni1

barone llcnrion

mondo, ad oQla

delle niicidiuli e ic-

versale

ddlachiaa

1.

2 ne

cgisli

ò altro,

,

REP
cioè
il

REQ
re

i49

i.'o riunione de' vescovi a Balti1

uniformemente

tutte le diocesi di re-

mora, con regolauienloin 8
to
il 1

articoli fat-

ligiose istituzioni e di

regolamenti litur-

3

novembre 8
1

1

o, per l'araminislra-

gici; decretò la

xione delle chiesedegli Stati Uniti. Ora leg-

smo

redazione d'un catechispeciale; condannò il sistema dello stato;

go nel n.°i 33 dell' Osservatore Romano che in Baltimora a'g o io maggio 1 852
si

l'insegnamento per

raccomandò

risliluzione delle scuole cattoliche, per-

fece dal palazzo arcivescovile alla catte-

drale maestosa e solenne processione, per

chè se ne aumenti il numero; statuì la formazione di i i nuove diocesi. Anematizzò le società segrete, guarenCi
i

l'apertura del primo concilio nazionale
(

matri-

veramente pare da quanto indicai che che non si possa chiamare primo, se pure

moni

misti, regolò l'amuninistrazione dei
le feste,
i

sagramenti,

digiuni; adottò

un
in-

non

voglia intendersi,

dopo l'erezione

dei

sistema d'uniforme amministrazione per
le

gli Stati

nuovi arcivescovati negli Stati Uniti) deUniti, il quale consta di G pròviiicie ecclesiastiche
:

proprietà religiose che

aumentano
Il

cessantemente, pe' soccorsi

efficaci della

Baltimora, Nuova-

propagazione della fede.
si

bene immen-

Louis o Luigi, Nuova Orleans, Cincinnali, ed Oregon. Trenlasei sono le sedi vescovili della provinciali vescovi ne

York,

s.

so da questa fallo dalla sua istituzione,
legge nel n."i95 del
il

medesimo Osserci

vatore ,

quale col n.°i48

die

la

bella

portano
pariibns.

i

titoli rispettivi. I

due

vicariati

lettera pastorale, diretta

dai padri del

apostolici sono governati

da vescovi

in

concilio nazionale di Baltimora al clero

cennes e
più
I

Sono assenti il vescovo di Vindue vescovi dell'Oregon. Sono

ed

a'fedeli degli Slati Uniti. Altre noli-

zie suir

operato da questo concilio
Civiltà cattolica nel
1. 1

le ri1

presenti tutti gli altri prelati in n.° di 32;

porta

la

o, p. 2

6.

vescovo di Monlerey o California, arcivescovo di s. Fede, il vescovo di s.
il

REQUIEM AETERNAM.
dell* uffizio de'fedeli

Versetto
si

Defunti (y.), che

Paolo di Minesota,i quali dovettero traversare enormi distanze. Intervennero pure due vescovi del Canada [f.). Agli Slati Uniti non trovasi primate, né legato della s. Sede cui d' officio appartenga la
presidenza del concilio.
sta volta

dice

dopo salmi, gli Oremus (/^ .), ec. nelle Messe di Requiem^ col quale s' iuìplora da Dio il riposo eterno, il riposo in
i

pace,

la

luce perpetua che risplenda sui

trapassali. Si

compone
eis
eis.

{prò hac vice)

Laonde per queil Papa nominò a
la

aeternam dona
perpetua luceat
pace.

del ^. Rcquieia Domine. Rj. AV lux
'^.

Requiescant in

rappresentarlo l'arcivescovo di Baltimora. Da'pericoli

^. Amen

(^•)- Si d\coi.\o

Messe di
il
il

ond'è minacciata
,

federa-

Requiem quelle

de'defunli, nelle quali

zione americana
Chiesa.
Il

può

solo scamparla la

sacerdote nelle messe basse o privale e

socialismo e l'emigrazione eula

diacono nelle solenni, in MeceAvW Ite

M

is-

ropea danno apprensioni, se
\i
si

possente

sa

est [F'.)

o del Benedicamus

Domino

organizzazione della chiesa cattolica non
spiegasse a raccogliere sotto le sue
i

{^^), dicono Requiescant in pace. Riferisce Piscicelli, Spiegazione della s. Messa, p.
I

insegne

fedeli e oiFrire
il

il

porto di salute
protestantismo
d'abitanti, n'è

18,

che

nelle

a quelli separali fra
le loro selle

general turbine delIl

quiem dices\ Requiescant
chè
la

messe solenni di Rein pace, sì peruffici

ed errori.

Chiesa in simili
i

è sollecita sol-

portò

i

suoi naturali frutti, l'indifferenza

e l'empietà; e di

^4 milioni

appena baltezzata
lo stesso
cilio fu
II

la metà. Dal n.° 3c) delOsservatore Si rileva, che il conil

chiuso

giorno dell'Ascensione.

sì perchè domessa v'è sempre l'ufficiatura, o di seppellire il defunto o d'altre preci, come sono quelledel Liberarne Domine\V.) intorno al tumulo, le quali cose invitano

tanto nel suffi'agare defunti,

po

la

concilio prese le sue misure per dota-

anche

il

popolo ad

assistervi, affine d'ac-

o

1

5o
i

RES
suffragi alle
[^r'.y

RES
anime sante
del
di^pusi/.i(mc della legge alla

crescete

quale deve
i

Purgatorio
desi

dopo

il

Soggiunge, che rispoaRequìescanLìa pace,/lfnen,

derogarsi. Vari rapporti possono avere
rescritti
te,

per dimostrare con questo un vivo desiderio per la requie senopiterna alle me-

per variane dcUtx causa e/]ic ieridella materia, deWa forma, de\\' effètlegisti

to e della

desime benedette anime. Delle indulgenze per la recita del De profundis col Reqiiiem aeternam, parlai a quell'articolo. Il Piazza nel iMcnologio romano, par. 2, narra che s. Gregorio I celebrando p. 4 messa nella basilica di s. Pietro per uno ch'era morto 180 anni prima, del quale
• )

causa impulsiva, d'i cui trattaed canonisti nelle loro opere: qualche brano più sostanziale ripor-

no

i

i

terò con Vermiglioli

canonico

t.i, lez. 3.
i

, Lezioni di diritto Dei Reicritti, Per la

causa efficiente rescritti come apostolici, che nello spirituale si accordano dal
l* tipa;

imperiali, nelle cose temporali dal-

in quel giorno

si

faceva

1'

anniversario,

rmiperatore;e/5/5cc)prt^//,che

emanano

dal

quando incominciò a dire le parole delVlnlroito: Requiem aeternam ec. senCi una voce celeste che gli disse, Nonfdciam, non lo farò non gli darò riposo. E re, ,

vescovo, o suo vicario. Per \acausa im-

pulsiva doppiamente

si

considerano;

al-

cuni diconsi annotazioni o favori che di

Moto proprio
i

(^^.)il

sovrano o

il

Papa

plicando

il

santo, per

dubbio

di

qualche

senz'alcuna petizione e causa accorda per
meriti d'alcuno. Altri sono quelli che si concedono per querela, petizione o supplica d'alcuno.

illusione, le parole /?e<jr«iewi

aelernam, di
:

nuovo sentì la slessa voce, che gli disse Nonfaciam, quia anima iWusdamnala est. Gli fu poi rivelato che si era dannato neW Inferno[f^.), perchè avendo conservata inimicizia,

Egualmente

</o/;p/
,

si

con-

siderano per ragione di nialeria

e per-

chè riguardano cose relative
altri

ai

privati,

né avendo perdonato

al

che riguardano cose ecclesiastiche e
,

nemico, era morto senza confessione e penitenza. Nel voi. XI, p.
1

negozi di università
diconsi

che propriamente
[P^.)
,

06

riportai

come

Prammatiche sanzioni
forma,
i

e

uè Funerali

(/'.)

ra dannato; sul

un defunto disse ch'equal fatto si può leggere

queste esigono cognizioni di causa. Rispetto aWa
rescritti

o sono gf^/ie-

Novaes, Storia di Clemente X, n.° 1 6, per quelli che l'affermano e negano.

rali o speciali. Generali sono quelli che

RESCRITTO,
che scrive
e
i

Rescriptum. Risposta
le

contengono generali oindifinite clausole. Speciali poi sono quelli che si dirigono
fra certi, e sopra certe e dichiarate cose

il

principe sotto

suppliche

Memoriali C^.)- H

rescritto è

un cori-

o
la

affari,

e sono senza generale clausola;
il

mando o

risposta autentica e legittima,

speciale deroga e toglie

generale.

Se

concessione del sovrano o del principe
lasciata in iscritto a richiesta di

fossero
ri,

due

rescritti generali

o particola-

persona. Se riguarda
lo a cui
sa.

liti, il

qualche sovrano tra-

se

non sarà di alcun vigore il posteriore non sia fatta menzione del primo. I
sono personali, che
si

sferisce la giurisdizione

o facoltà a queldicesi benefizio

rescritti

restringo-

rimette

la

definizione della cauliti,
si

no

alla

persona del concedente, o /my^cr*
si

Se non riguarda

o

sonali che

danno senza alcuna menzioI

rncrilto di grazia, e
del petente, ed
fi

rescrive a favore
dice-

ne, o considerazione di persona, ed indiQ-

appunto per questo
si

nitivamente.

primi cioè

i

personali rapcon-

rescritto

perchè

risponde a conforto,
essere secondo
si

porto a'ioio

effetti

cessano colla persona
j»oi

relazione e supplica del petente o ricor-

del concedente; ^\' impersonali

rente
ritto,

,

e questo

può

il

di-

tiimano, finché dal successore del conce-

ogni tpndvolta

orduia

la precisa

dente non sienorivocati.

I

rescritti di gr/i-

fsccuziune del diritto, ovvero è contro

zia concessi colla clausola, fino

a nostro
si

quando

si

concede alcuna

cos<i

contro

la

b cnvplacito, óoìi d^\ couccdeutc,

cslia-

REè
puono
colla

RES
,

i5.
fa le veci

morie

di

questo

ma

se

vi

pa o dal sovrano, o da chi ne

e

fosse Ih clausola,

concessa

a

beneplacito
(jiiesta
si

munito

di sigillo:

non dev'essere di pre-

della sede apostolica, siccome
cessa colla

nou

giudizio ne del pubblico, né del privato,

morte

del Papa,

non

estin-

ma

deve

il

rescritto rilasciarsi per neces-

gue il rescritto. I rescritti lutti o che sieno secondo, oh re, o contro il diritto, hanno sempre autorità di legge, meno che
sieno contro
il

sità, utilità,

evidente merito, ed a querequesta sia giusta e
vietalo
,

la del richiedente, se

fondata.

A chiuncpie non è
,

può

gius pubblico o di vino, per-

ottenere rescritto, attore o reo
famiglia, religioso
rarsi,

figlio di

chè

in lai caso
il

contro

diritto, perciò di
si

sarebbe rescritto ollenulo nessun edetto,
fosse ottenuto

e così ancora se

con-

tro una lodevole consuetudine.
il

Inoltre

rescritto

si

dislingue in Annotazione^

ec. Non può implouè ottenersi dallo scomunicato, ed è perciò che nelle grazie che fa il Papa, perchè abbiano valore, sempre premette r assoluzione delle censure , qualora ne

Prammatica

sanzione, Pi ivilegio^

i-escrit-

fosse incorso

il

graziato.

Il
,

rescritto speil

to di Grazia e di Giustizia, h' Annota-

ciale

deroga

al

generale

posteriore è

zione è rescritto

di

moto

proprio, senza

preferito all'anteriore; fuori di questi casi

che alcuno ne abbia

fatta petizione.

La

è preferito

il

più antico, purché non sia
rescritto possa essere vaessersi

Prammatica sanzioneè una risposta

e co-

stato negligente di palesarlo chi l'ottenne.

mando
sta di

del principe sopra le cose pubbli-

che, di uni versila ocorporazione, a richie-

lido,
sità,

Adinchè un non debbe

ottenuto con

fal-

qualche provincia,
Il

città, collegio,

scuola, ec.

Privilegio è

un comando o

abuso, dolo, ne esservi difetto nella forma; non valutandosi allora le clausole

concessione speciale in odio o favore di
alcuno, che esenta dalla disposizione del-

di concessione, sia di

moto proprio, sia
qualunque
,

di

certa scienza, sia con pienezza di potere,
sia

generalmente obbligatonon può addursi in esempio. Il rescritto di Grazia è quello che il sovrano dirige conferendo ad alcuno una qualche
la legge scritta

con

essersi supplito a

vizio

ria e

o

difetto.

Chi abusa del rescritto

resta

dignità o benefìzio vacante.

Il

rescritto di

privo del vantaggio, come quello che avendolo ottenuto perse,poi se ne prevalesse per altri. Siccome ordinariamente rei

Giustizia è quello che specialmente si dirige a privata persona, sulla richiesta che

scritti
ci

si

rilasciano negli affari ecclesiasti-

dal

Papa e ne'temporali dal principe,

venga commesso ad alcuno la cognizione d'una qualche controversia. Il rescritto

così

può

riferirsi

a tutte

le

cose, tanto cor-

deve a questi prestarsi tutto il rispetto, onore, ubbidienza e sommissione, ed il disprezzarli merita grave pena. Questa
ne'Capitolari e nelle leggi longobarde con-

che incorporali, sopra delle quali può esservi ragione tliagire,o che riguarporali,
di l'interesse

sisteva nella perdita de'beni e nelle battiture.
ti
li;

pubblico o privato, crimina-

le, sagro, religioso

o temporale.

Il

rescrit,

sovrani

Questo rispetto e onore ai rescritsi dimostra anche col baciarsi

to afììnchè abbia la sua validità

deve

nella primitiva Chiesa

faceva altret-

contenere

il

nome del Papa
il

o del sovrail

tanto colle lettere epistolari fra amici.

no, l'anno del ponliiìcato o del regno,

giorno, l'indicazione e
si

luogo.
il

Deve

far-

Tuttavolta sussiste, più o meno in vigore, l'abuso del Regio exeqnatur {f^.)Si dice rescritto del principe
,

menzione a

chi

si

riferisce

rescritto,

cioè di

di quali cose' tratta, ed a chi è diretto, sia

quello che nel governo tiene
go, e che

esecutore o giudice.

Deve

sussistere l'e-

può

rilasciare

primo luorescritti. Il primo
il
i

sposto acciò
tizio,

il

rescritto

o orreliziOj

non sia o surreperchè non varrebbe.

luogo nell'ecclesiastico lo tiene il Papa,ch'è

E' necessario che sia sottoscritto dal Fa-

pure principe temporale; suoi rescritti diconsi ordinariamente Lettere apottoli-

i5a

RES
l'

RES
ma (F.) o formola
Bene
valete,

che (^), ed anche oraco//,quando il Papa risponde colla viva voce, vivae vocis oraculi, che poi
si

come del-

mette in

iscritto
:

da chi
aii-

spetta

,

talvolta colla formola
I

Ex
,

Actiim e del Daluni, su di che si può vedere Data. A Chirografo o concessione pontificia , notai che lo sottoscrive il

dienlia Sanclissimi.

rescritti pontifìcii,

Papa

col pontificio

nome, dopo

averci

o che sieno

di giustizia
si

o di grazia

nei
si

modi come

rilasciano e spediscono,

posto la data del giorno e dell' anno. A Moto- PROPRIO o risoluzione o concessione

dicono segnature apostoliche, B reve , Boila. Dispensa, Chirografo, Molo proprio
(f^-)'

spontanea pontificia,

lo dichiarai

munito

dell'autografa firma del

Papa

in latino, col

Vi sono molte maniere

di falsifica-

re

i

rescritti e le lettere apostoliche, indi-

cate nel cap. licei
falsi,

ad regimen

,

de

crini,

ed espresse

in questi

due versi:

i^or-

giorno, mese ed anno in italiano, ed egualmente di suo pugno. Fra'citati tribunali, per quanto riguarda i rescritti pontificii, va principalmente letto Dataria aposTOLicA, in cui tengo proposito delie varie
zie
:

ma, siylus, membrana, lilura, sigiltum^ Haec sexfalsala danl scrìpia valere pusillum.'R.th\ìffe,inprax.
ec. fa
la
ti

e.

apponi (fiiae,
metodica re-

formole cui il Papa sottoscrive le graFial ut petitur; Fiat molli proprioj

una distinzione

assai

Placet, e

dopo ciascuna, con l'aggiunta

va alla falsificazione de'rescritti. Quan-

della lettera iniziale del
le,

nome
il

battesimatale era

pene del delitto di falso, questo é stato sempre messo dai canoni nel numero de' delitti gravi che meritano severa
to alle

o

di quello religioso se

Papa

stato, per abilitare la spedizione delle bolle,

che

se vi ponesse

il

nome pontificio non
loro spedizione.
II

punizione.

A Breve

apostolico
Nel voi.

dissi

co-

sarebbe necessaria
fa di

la

me
i

Nicolò

Ve

Alessandro VI punirono

P/tì!fe/colla detta lettera iniziale,il

Papa Io

falsificatori di essi.

XIX,

p.i

36

suo pugno anchesui brevi apostolici.
inoltre parlai de'diversi olìi-

narrai la decapitazione del sotto-datario

A Dataria
tificie,

Mascabruni falsificatore dei rescritti di Innocenzo X. A Memoriale parlai pure di quanto riguarda i rescritti, quali con,

ciali preposti a' rescritti

o segnature pon-

cioè delle suppliche segnate

manti

Sanctissimij ed in più luoghi di esso articolo dell'ollìcio del

venienti provvisioni e risposte allesuppli-

Concessnnt che re-

the o memoriali. De'rescritti, Uiaturjure suo, e
riali

scrive sulle dispense matrimoniali r/e
nor/7»i{«,

mi-

Leclumj

de'rescritti pei

memo-

quali anticamente segnava ezian*

anonimi, e di altra specie; dell'an-

dio

tichissimo e grayeufiìziodi referendario,

fu istituitodettoonizio,ronìciale del
le
il

o segretario de'memoriali.
to

Che Benedet*
registrassero

Papa, finché pel loro gran numero qualeggeva al Papa le petizioni, e facjva
il

XII

nel

i333 ordinò
i

si

rescritto alla sua presenza colla
:

formole

tutte le pontificie concessioni e rescritti,

la

Concessuni ut petitur
proprio

in

pracsenlia

ond' ebbero origine
lettere apostoliche.

Fegislratori delle

SS. D. N. PP. iV^.A^, aggiungendovi
lettere iniziali del

do

di diversi

Del contegno e metoPapi nel fare rescritti. Moli

nome
s'

ed imintende
al

piego. Per CoMcr^.vMm talvolta
la facoltà

tissime nozioni riguardanti le differenti
specie de'rescritti pontificii e de' Tribu-

data dal Papa infermo
rescritti

dale

tario e al sottodatiirio per

concedere

nali

,

Congregazioni cardinalizie e dei
s.

grazie e fare

i

;

vi

sono diversi
i

Segretari della
artìcoli.

Sede,

le

riporto a

tali

esempi, che

si(rutlo<"0//r<'.9.w<«i

l'api l'ac-

A Breve

dissi delle

segnature o

cordarono a'Ioro cardinali
scritti se
I ,

nipoti. De'rO'

•otioftcrizioni del
rei,

Papa colle furmole Pia'
le

ne tiene proposito,
in Clemenl. lib.
i

in sexto lib,

e /la est per

cedole cunciktoriali

x

lit.

3

;

,

tit. :i ;

in
i

De»
et a.

n

lioi.i.K

di altre relative l'ormoU', così a

crei, disi. ()7 et

Cnv,

7.'),

quaest.

DupEKki^o UiiLUMA in uuuul flJunograni'

Concilio Tridmt,

sess. ?.2, e. 5, 0, e scss.

RES
25,cap.io, DeRcform.;{iiff. I. i, §t,Z)(; Const.princip ;in Cod.Uh. i,tit. igudaS.
le

RES
4
seguenti cause
:

i53

Christiana charitaty

urgens necessilas, debita obbedienlia^evidens ecclesiae vel reipublicae
il

RESIDENZA
Dimora
ri,

,

Residentia, Residere.

utili tas,

cle'beneOciati nel loto beneficio,
i

che dev'essere nolo e approvato dai sucap,
i,

doveimperocché una residenza ©presenza sterile e oziosa non basta, deve essere lae loro assiduità nell'adempierne

periori ecclesiastici. Dichiara lo slesso concilio, nella sess. 6,
i

che

i

vescovi,

quali

si

assentano senza ragione dalle

boriosa e attiva. Giusta
ne, tutti
i

il

diritto

comu-

loro diocesi per

6 mesi continui, devono
essi

benefìzi richiedono residenza,

essere privati della 4-* pai''e delle loro

perchè la Chiesa anticamente non ordinava alcun ministro senza dargli un benefìcio in titolo, ch'egli era obbligato

rendite; e che se
assenti,

persistono a starne

potrà il Papa di pieno diritto provai vescovati.

am-

vedere

Ordina

ai

parrochi

ministrare con tutto lo zelo, e che non eragli

e altri beneficiati in cura d'anime, di
assentarsi dalle loro chiese
,

non
col

abbandonare. Le ordinazioni senza titolo, o senza un titolo papermesso
di
si

se

non

trimoniale essendo poi state ammesse,

incominciò a distaccare

i

bertelìzi

dalle

permesso in iscritto del loro ordinario, e permette agli ordinari di procedere canonicamente anche colla privazione deTrutti

funzioni ecclesiastiche e a distinguerne

contro

i

parrochi assenti,
i

come

si

legge

due

sorta, cioè

i

benefìzi semplici,

ed

i

nellasess. 23, cap.

i.

Ma

di

questo ari^o-

benefìzi in cura d'anime, compatibili e

menlo

e con dilt'usione ne trattai ne're-

incompatibili.
i

Fu

trovalo necessario che

lativi articoli,

specialmente a Demefici\-

benefìzi in cura di

anime obbligassero
questa residenper

alla residenza personale, e

TO, a Beneficio § 2, Divisione de'benefi" z/, ove riportai i canoni di diversi concilii

za personale fu dichiarata necessaria pegli

che prescrivono

la

residenza, fino dal
A.

Arcivescovati e f^escovati

[ì^.)

,

concilio di Sardica del 347-

Congre-

le

Parrocchie , Abbazie , Priorati (F.)
i

GAZIONEDELLARESIDENZA De'vESCOVI riportai le

conventuali e regolari,

di cui possessori

assidue sollecitudini de' Papi, che
concilio

sono detti y^re/rz/i nella Chiesa, ed hanno cura delle lorocomuuìtà; le priiiie dignità de'capitoli,e in generale tutti
zi,
i
i

sempre ebbero, prima e dopo il di Trento, per la residenza, non
de' cardinali presso
il

solo dei

benefì-

vescovi e cardinali nelle loro diocesi,

ma

dr cui titolari

hanno cura d'anime
l'oro

e giurisdizione nel
sess.

interiore.

Colla

Trento ordinò, che non è permesso alle persone che
i4> cap-i)
concilio di

!

Papa, argomento che toccai pure nel voi. IX, p. 288 e 289, Papi accordarono per ae quanti mesi dempiere la visita deLiinina Apostoloi

posseggono dignità nelle cattedrali o colné ai canonici di assentarsi per più di 3 mesi all'anno, ad onta di qualunque consuetudine in contrario. Sebbene il concilio di Trento, sess. ^3 de
legiate
,

rum

(^.). Oltre a ciò

.si

possono vedere:
salute grcgis, dei
t.

la bolla di

Pio IV,

De

4 settembre i56o, Bull. Roni. 4i 2, p. 36 De residenza episcopali,
:

P^''-

resi'

dentiumque privilegiis, et non residentiuni
poenisj
il

Reform. cap.
te deciso,

1

1,

non abbia espressamenresidenza fosse di diritto

decreto d'Alessandro

\ìì,Quia
de prò-

che

la

£t'c/e5/rt,de'26 luglio 16G2, Bull,

divino pei benefizi in cura d'anime, l'ha

pag. fide

però bastantemente e chiaramente espresso colle parole cuni praecepio divino mandaliiin sitoniìiibits quihiis aniinaruni
:

3 3 Super residenlia episcoporum regularium j C. De Carolis, De episcoporuni residentiaj De residen1. 1
,

p.

1

:

lia

pastorum j'we divino 3

scripto sancito,
resi-

cura comtnissa est, oves siias agnoscere^ ec. Non permette ai vescovi di assentari)i

Florentiaei

55 1; De Rosa, De vera

dalle loro diocesi, se

nou per una

del-

dcntia episcoporum, Neapoli 1679. Residenti si diQonoì Ministri ('À'.jdcb

5

r54
la

RES
(

RES
in

Diplomazia
presso
la
s.

''^)

che risiedono

Ro-

ma

Sede, pe'loro Soi'rani o
fra le altre

Jxepubbliche. Nell'alto finale del celebre

Chaboras. Calebre sotto i romani, l' imperatore Severo vi stabili una colonia, e Teodosio le die il suo nome di Teodosiopoli.

congresso di f^ienna,

cose di

Ebbe 9
t.

vescovi registrati
il

dnW Oricns
829
e
1

cui fu tmttato, sui diritti e
tiel

preminenze
le corti

chr.

2, p,

279,

qualea

p.

1

5

1

corpo diplomatico presso
i

eu-

parla di altri vescovi caldei e nesloriani, e
de'giacobiti, riportando

lopee, fu stabilito che

diplomatici see

due nomi

de'pri,

condo
ì

la

entità delle

incombenze

com-

mi

e unode'secondi. Al presente Resina

missioni all'estero fossero di 4i'anghi,cioè:

Rhesinen, è un
bus, sotto

titolo vescovile in parti-

"d'Incaricato (Taffari^f'.); 2.° di Mi-

Amida

o.Diarbekir. Per traslatitolo, Gregorio
1

nistro resi(ientt;j3.°d'i I\limstro[T^.) pleni-

zionea Ringstondi mg.'' Alessandro Macdonell che ne portava
il

potenziario, che ordinariamente va con-

giunto coll'altro d'Inviato straordinario
(F'-)j 4'° di

XVI nel

concistoro de'

Ambasciatore

(f^-) straor^

lo conferì a

4 dicembre 834 mg.'" Antonio de Campos ab1

dinario. Nelle delle disposizioni eziandio

bate dell'insigne collegiata di
nel Messico, colla

Guadalupe
la facoltà di

determinarono rispettivi liattainenti per la corrispondenza co'diplomatici mesi
i

ritenzione del titolo

canonicale e
farsi

la

prebenda, e

desimi, e secondo

i

suddetti4 ranghi sono

consagrare da un vescovo assistilo
preti in dignità costituiti.

maggiori o minorigli appuntamenti che
essibimnodallecorti rispettive, come pu-

da due
vile di
la

RESPETTO,
Numidia

Respectus. Sede vesconell'Africa occidentale,

maggiore o minore il compenso che loro dà il governo pontifìcio in luogo della Franchigia
re secondo
tali

ranghi

è-

cui città era fortificata, sotto la

tropoli di Girla, di cui fu vescovo

meQuod-

(^.). Ved.isi Marlin,
qiie.

Attualmente

in

Roma
i

Guide diplomativi sono Mii

vultdeus , che intervenuto nel

4^4 a"a

conferenza di Cartagine, fu esilialo da

nistri Ilesidenti jd'i Costa Rica, dell'Equa-

Unnerico re de* vandali. Morcelli, Africa
christ.

tore, di Toscana.

Oltre

citati

articoli,

pel corpo dìplumatico accreditato presso

RESPICIO
SE
(s.).

(s.),

martire.

F. Trifo-

sovrano Pontefice, per gli ambasciatori si può vedere Principi assistenti al soglio PONTIFICIO, per quella alternativa
il

RESPONSORIO, Re^ponsorium. Parole ordinariamente tratte dalla
s.

Scrit-

che con
della

essi vi

facevano.

tura, che

fi

dicono o

si

cantano

nell'uffii

RESINA

o

RESAINA. Sede

vescovile

Mesopolamia,

nel patriarcato

d'An-

tiochia, sulfraganea della metropoli d'A-

mida o Diarbekir,
secondo
era, p. i35,
la

eretta nel

IV

secolo,

Common ville. UTem,
dice

Siria sa-^
pel seri-

memorabile

polcro dell'imperatore Gordiano, e ne
porta
ria
t.

le notizie.

Zaccaria,

iV/o/'/a lettera-

riporta l'erudite opinioni 8 sulle due Resine o Reline, una sotto Mi2, p.
1 1 ,

dopo le lezioni o dopo caeche si ripetonoointiereo in parte. Si dicono responsori perchè recitali o cantali da un corista, tutto il coro gli risponde. Ecco la ragione per cui s. Ambrogio chiama Re.sponsoria psalmoruni versetti de'Salmi che il popolo rispondeva e ripeteva. Ruperto nel lib. i, cap. i5 de 0///C'. dicecheil responsorio ebbe tal nome perchè d'ordinario suol corrisponcio della Chiesa
pitoli,
i

seno, l'altrasuttoErcolano, del tutto per-

dere alle materie contenute nelle lezioni
correnti, che però Radulfo e Micrologo

Mesopotamia. Altri la chiainarMi liUesina e la dicono •ufTiaganm di Edcssa e dagli arabi chiamala Hat .iin, cioè Caput Fontis, dulie
lueonlielM'

ciò diverse da Resina di

chiamarono ftisloria. Alcuni responsori appartengono alla Messa (/'•), altri all'uflicio

divino.

Quod ad primwn
, si\'c

adti-

3oo

ruiilanc furtuaiili

il

fiume

net, nsalruos irsponsorius

rcspon-

,

RES
sorìnm psalmi post epistola tn a primis
ccclesiae temporibus originein hahet, co(lei

RES
lennità
si

l'ii
le

responsorio, per manifestare che
sipete tutto,

opere nostre sono imperfette. In certe

so-

me
la

dichiara Zaccaria

naW Onomasticon

come

nella

i.^ le-

Rituale, verbo Rexponsoriurn, ove ne par-

zione della notte di Natale, nella Pasqua
di risurrezione e nella 1.^

con eiutlizloue. Fu chiamato Responresponil libro che conteneva sori ordinati da Adriano I, al riferired'Ainulario. I responsori per ordinario sono
sortale
i

l'avvento, per significare

domenica delcompita e perfetta cognizione de'sanli. L'ulti moresponla

sorio delle domeniclie,. il quale comincia

riflessioni su quello

fizio (/^.)

che si è ietto nell' Ufdivino, o contengono qualche

Duo

Scraphim,

tratta della

ss.

Trinità,

preghiera o qualche istruzione sul mistesi celebra, secondo quanto dice Mazzinelli, parlando delle lezioni del 2.°

ro che

perchè anticamente l'ultima lezione era sempre della Trinità, né si cantava ia que'tempi il Te Dewn, secondo Durando,
lib. 5,

cap.

I

;

quindi fu trasportato

notlnnio del giovedì santo, nel suo
de\'ocah .cccl. , chiama
te di

JJfjfi'

dopo l'ultima
le
i

lezione, per

dar luogo a
i

ta-

zio della settimana santa. Macri, Not.
il

inno. Avverte Macri, che
si

responsori

responsorio, sor-

quali

pongono
si

la

i.* volta,

essendo
i.* feria,

canto ecclesiastico, che suol cantarsi
le

impediti nella domenica da qualche uffìzio

dopo

Lezioni

{f^.)'.

questo

si

dice resi

doppio,
si

ripigliano nella

sponsorio, a distinzione di quello che

come
libri,

fa delle lezioni nel

princìpio dei
si

il Capitolo {f^-), e denominato responsorio breve." Responsoria ab

canta dopo
italis

e se

non

vi

è alcuna feria vuota

tralasciano per quell'anno. Nell'ulliziq

longo ante tempore sunt reperta

d'alcuni

ss.

Papi e Martiri nella peauU
si

hoc nomine, quod uno canente, chorus consonando respondeat, " dice Isidoro lib. I, cap. 8, de Eccles. off.; ovvero perchè dove tinlsce il canto dell'uno, ivi comincia l'altro a cantare. Rabaet vocata

tima lezione del mattutino

assegna un

responsorio particolare, il quale comincia
prae\^enisti, perchè que'ss. Pon^ sebbene morirono per la fede tra i disagi, con tuttociò non hanno sparso il
tefici

Domine

no,

De inst. Cler. lib. 1, cap. 33, osserva: » Responsorius cantus indedicitur,
alio desinente, id alter respondeat.

sangue,

come

notai a Confessore dellì

quod

Inter responsoria
hocdilFert,

quoque

et

quod

in responsoriis

antiphonas unus dialter*

un eruditissimo trattato il p. Vezzosi, e lo ha premesso ai Responsoriali della chiesa romana di s. Gregorio /, e pubblicati nel
FEDE. Sui Responsori scrisse
t.

cat versuin, in antiphonis
responsoria vero

autem

4

^6ll<^

opere del b. cardinal

Tomma-

nent versibus chori. Antiphonas graeci,
itali
il

si.

Ivi

può vedersi l'antichissimo uso dei
anche
il

traduntur

primum
la

responsori, anteriori all'età di deltoPapa, e
di
s.

invenisse". Si canta

responsorio dopo

Basilio, e

ivi

ancora sol'in-

lezione, perchè la Chiesa

non
la

si

contenta
parola di

no

detti

responsori, dal rispondere che

che noi solamente udiamo
Dio, ma che la mettiamo
in

faceva

coro al cantore che ne dava
si

esecuzione, se-

tuonazione. Questi cantori che

trova-

condo la spiegazione d'Amalario, Deord. Anliph. e. 4; ovvero denota l'assenso degiiuditorijfìnìta la lezione. Serve ancora per sollievo, Tramezzandola dolcezza del
canto con
la

no chiamati Praecentores , Precentori
perchè come dice il citato Isidoro, Orig. cap. 2, Praecentor est, qui voceni praemiltit in canta: ed Onorio Augustodunense, lib. i, cap. 17, Prae(/^.),
lib. 7,

sagra lezione. Tutti ripetoil

no

il

responsorio, per significare

tuo affollo e unanime sentimento.

muDu-

ceutor, qui cantantes voce et
tat;

manu

inci-

rando

lib.

5, cap. 2, nota che questa ri-

petizione è imperfetta, ripetendosi parte

aveano col nome A' Ypobleys, comt li chiama Socrate, IIIsi. hb. 5, cap. 2 2,becoodo avverte Valeanche
i

greci gli

i56
8Ìo.

RES
porta
grafi sagri

RET
come due distinte sedi vescovili suffragaiiee di Candia (A^.). Altri geoed
il

Se ne può consultare anche Cotelério, ad lib. 2, cap. 5^, Conslilut. Apostolicanunj e il Goar, Etichologii p. 29.il cantore medesimo stava nel inezzodel coro, come apparisce da una testimonianza d'Eusebio, o sull'ambone o pulpito, ovvero sopra qualche suo gradino. In tutto il libro Responsorjale del b. Tommasisi trovano innumerabili notizie circa rei

Terzi,


la

l'altra.
l.

non ne riportarono che una, 5'/>/flt sacra p. 402, né l'uaa, Il p. Le Quien, Oriens diri'

stianus

3, p.

917

eseg. nel descrivere

provincia ecclesiastica di Creta o chie-

sa di Candia,

che dice 35 miglia distante daRhitymna, citando Baudrand chiama

come nella sua prefazione. Il medesimo rilevò, che l'uso antichissimo
spotisori,

Mellipotamo congiunto a Retimo, e di
questo non
scovi
fa articolo separato;
i

soltanto
1

fin dal principio della Chiesa ne'responsori fu

nel descrivere

Mellipotamo e suoi

4

ve-

che

il

coro ripetesse tutto intiero ciò
Il

che
ili

il

solo cantore avea detto.

metodo

ripetere soltanto ex^rewia versuritfChe

Cotelerio credè indicato nelle Coslkuzio-

ni apostoliche y fu introdotto ne' posterioi
i

tempi e

si

pratica eziandio ne'nostri.

S\ conserva però

una

traccia del rito an-

che riportai a quell'articolo, dicendo di Luca, lo chiama, episcopus urbis Retimi [Milopotamiensi ecclesiaeuniiae) primtimfuit. Cerio è che attualmente Retimo è un titolo in partibus separato da Mellipotamo, come vado a provare. A» dunque Retimo, Rhitymneu, è un titolo
vescovile inpartibus, sotto l'arcivescovato in partibus di Candia,
la
s.

tico in certi solenni uffici fra l'anno, nei

quali,

come

nel

notturno natalizio,
si

il

re-

che conferisce
concistoro

.sponsorio dal curo
Il
ili

ripete tutto intiero.
(/''.)

Sede,e Gregorio

XVI nel

verso Gloria Patri

fu aggiunto

responsori posteriormente, per l'esem-

de' 17 dicembre 1882 trasferì al vescovatodella ss. Concezionedel Chili mg. '"Giu-

|»io

dato dai monaci dell'Egitto, eal cerera introdottoal

to

si

tempo d'Amalario

seppe IgnazioCienfuegoschilianoche portava il litolodi vescovodi Uitimna,il quale titolo gli

fdlto arcivescovo di Treveri nelI'Sio.

avea conferito Leone XII nel

RESSA o RESSI A.Sede vescovile della

concistoro de'i5 dicembre 1828, vacato

iVumidia, nell' A frica occidentale, detta
Ressaiia,%o\.\.o la

per morte del vescovo Francesco Suarez.

anche

metropoli

di Cir-

ta,già esistente ne'primi del

V secolo, covesco-

me si
la di

ha da Morcelli, Africa chr., che par-

Papa nel concistoro de'25 1844 conferì il titolo vescovile di Retimoa mg.^Marc' Antonio Maiz del PaDi
poi lo slesso

luglio

due

vescovi.

raguay, parroco e moderatore del seminario di

RETIMOo RETHYMO. Sede
vile dell'isola di

Paraguay

(/''.), al

cui

vescovo

Candia, nella

città del

deputò

in ausiliare,

come

notai in quel

tuo

Turchia europea,devastata dagli ottomani nel 107 2, mentre Selim II faceva l'assedio di Fainagotta; ma veneziani non ne furono Ricciuti se non verso la metà del secolo
e sangiacuto, della
i

nome

l'articolo; leggendosi nella

proposizione

concistoriale, che Gregorio

XVI

gli

cesse l'indulto di farsi consagrare

con da u n

vescovo, assistito da due preti costituiti

XVII da

Ibrahim. Vi fu trasportata

la se-

de vescovile o la residenza del vescovo di Mdlipoiamo[ f^.), ma sembra che non bitogni formare di Relimo e Mellipota*
Ilio

quanto a Ilelimo è detto, iirbs est insulac Crctae ( ossia Candia) sub atvhicpiscopo Candie usi in hora boreali sita, et ab infidelibus etiain nunc misere dclinelur. Ciòfece Grein dignità ecclesiastica; e

un tolo titolo vetcovile in partibus, come di recente fece altri. Im|)erocchè
Jtelimo e Mulhpotaiiio anche
JVolitia

gorio

XVI quando e VViscman portava il
il

fino dal
titolo di

i84o
al

mg.'"

vescovodi
iHTo,!!!

cpiscopalwit p. 18

1

e

il Mirco aB 3, le l'i-

,

Mellipotamo, che tenne fino
cui

regnante Pio

IX lo

trasferì all'arci-

RET
vescovato di Westminsler, decoraiailolo
della dignità catdìtializia.

RET
e di Lodovico
11

i'7

RETIZIO
tt'imonio con

(s.),

vescovo d'Aulun, Di

neir855. Nella vita di Ereberto arci vescovo di Colonia del 999, il vescovo è chiamato Doniui Dei recior,
sive ovihus Christi pastor.

illustre famiglia nelle Gallie, strinse

ma*

Luca vescovo

una donna,

la

quale al pari

dì lui era piena di ardore pel servigio di

Dio e per la pratica di ogni opera buona. Rimasto vedovo, fu innalzato alla sede episcopale di Aulun. Nel 3i3 intervenne a un concilio che si tenne in Roma
contro
sistette
i

Tudense, parlando de'vescovi li dice, /?eclores morum et principes animaruni. Il Capitolare Aquisgranense del 789 dice i
vescovi, Pastores et rectores ecclesiaruni

Deij

il

concilio di Parigi dell'
II

829, Renel

ctores ecclesiarum. Vittore

io55
i-

donatisti; e l'anno seguente asaltro concilio tenuto in Arles

chiamò
nato
il

il

vescovo di Ferrara, /?ec/or

ad

psius ecclesiae. Per eccellenza fu denomi-

la sua

per lo slesso soggetto. Ignorasi l'annq delmorte è però nominato nel martirologio romano a'19 di luglio. S. Ago:

Papa, Rectorem

in universo orbe

christiano. Nel concilio generale di Lio-

ne

II,

l'injperatore de'greci Michele

Pa-

stino,

parlando

di luì, dice cli'era di

mo

di Dio, e

un prelato

un uogrande autos.

rità nella

Chiesa. Leggesi in

Girolamo,

Papa, Rettore universale della Chiesa. Dopo l'antifona che si canta per la coronazione del Papa, il carleologo
il

chiamò

ch'egli era

uno

dei più dotti ed eloquenti

dinal vescovo d'Ostia recitasu di lui quell'orazione, in cui è detto Pater regum, et

uomini del 1 Vsecolo.e che scrisse dei commentari sul Cantico de'cantici, non che

rector
i.°

omnium

fìdelium. Indi

il

cardinal

un

eccellente trattato contro

i

nuv.izìani.

RETTORE,
e
si

ÀiUistts,

PrarposUus,
il

diacono neh' imporgli il triregno gli dichiara essere egli Rectorem orbis. I
rettori

Praeses, /?ec/or. Quello che regge,
vernatore, dicendosi Rettoria
l'ufìizìo del rettore,
il

go-

che

i

Papi deputarono

al

governo

governo

e amministrazione degli amplissimi

a3

Regiincn. Rettore
il

dice in alcune prQvincìe

curato d'u-

Patrimoni della chiesa romana (/'.), erano primaridella medesima e incominì

na parrocchia j in molle comunità religiose quello che governa la casa o il convento (rettore generale si chiama il
superiore generale dei
ri (lilla

ciarono
nel

coli'

origine de' patrimoni slessi

IV

e

V

secolo, esercitandovi in alcualtri l'alto
illu-

ni \e

franchigie maggiori, in

Chierici regola-

e pieno dominio. Questi personaggi
stri

Madre

di Dio)j quello che pre;

erano tenuti a dare giuramento d'ubgoverno, e rendevano a lui conto come si ha da Gioila

siede

all'

ospedale^ detto anche priore

bidienza efedeltàal Papa innanzi di pren-

quelli che sovrastano a* collegi, a' semi-

dere

il

nari ^
te
i

alle università

:

e più anticamen-

delle loro operazioni,

vescovi,

come

i

presidi delle città e

vanni Diacono nella f

di s. Gregorio

Provincie, singolarmente ne'dominii della s.

I, e dalle Epistole di questo gran Pontefice. Fu rito de'primi tempi di prestarlo con solennità nella basilica Vaticana, avanti il venerando corpo di s. Pietro, co-

Sede. Secondo Adami, Ricerche del
p.
i
i

carcere Tulliano,

o e
il

1

1

i , il

rettore

talvolta fu l'economo,

provveditore e
di

ramministratorede'beni
sa,

qualche chie-

me
sto

attestano

gli scrittori di

quell'angu-

Recior ecclesiae. Nardi, De'parrochi,
il

tempio, e ne rende grave testimonian-

dice che rettore unico della chiesa è
solo vescovo, cui è dato
il

za

s.

Gregorio

I

del

590

nella sua lettera

rettorato e

il

72

al

70
il

lib. I,

Ind. ix, indirizzala a Pie-

reggere;

ne
te

I, s.

cos'i avendolo chiamato s. LeoGregorio I, s. Agostino ed altri
il

tro rettore del patrimonio di Sicilia. In

questa

zelante Pontefice esorlando Piei

padri, e
i

concilio di Sardica.
il

Capitolari di Carlo

SimilmenCalvo deir845

tio a procurare

vantaggi della
il

s.

chiesa

romana, per eccitare

suo zelo a farlo

i58
di proposito, gli
to,

RET
rammenta
il

RET
giui-amen*

che per 1' aniniiiiistiazione di detto patrimonio avea dato avanti il sacratis» simo corpo del principe degli apostoli. Questo rettore si appellava Reclor patrifìionii SicUiae, Reclor per Siciliani^ e
talvolta Rector Siciliae.
le stazioni di

tunque si fosse fatto l'arcidiacono nuovo di più con facoltà di levargli l'uso del pallio, e se non basta di separarlo anche dalla sagra comunione, e di deporre arcidiacono. Per l'elezione del il nuovo
;

vescovo

di

Milano, s. Gregorio

1

mandò

Due erano
Palermo
i

poi

questo patrimonio e prine Si-

cipali residenze del rettore,

racusa, nelle quali città risiedevano
nistri della
s.

mi-

Sede col titolo di Difensori della chiesa romana. Cartulari o Archivisti e Nolari {F.), ed era precipuo
loro uffizio di ricevere
le

rendite del pai

Giovanni suddiacono rettore del patrimonio della Liguria, come un'altra volta vi mandò Pautaleone nòturo della chiesa romana, essendo questi nolari Regionari {^^.), il capo de' quali era il Primicerio della s. Sede (^.), tutti prelati, donde poi derivarouo Protono lari apostolici (f^-), e spesso rettori ana presiederla
i

trimonio

di Sicilia,

giacché

debitori ponell'altro.

ch'essi de' patrimoni.

tevano pagarle

in

un luogo o

vescovo non teneva

il

Siccome Pascasio vicedomino per le
ricevere
I
s.

Trattando a'rispettivi articoli de' patrimoni, parlai ancora de'Ioro rettori, e delle notizie d'alcuno.

cause, né
gli ospiti,

il

maggiordomo per
faceva da se,

ma

Gregorio

Questi rettori eziant.

ne

dio per testimonianza di Nardi,

2, p.

Suddiaconi [f^.) maggiori della chiesa romana, talvolta prelati minori, che formavano il quali fiore della prelatura d'allora, ed

ig8

e seg., erano per lo più

ad Àntemio suddiacono, il quale stava in Napoli, come rettore del patrimonio che pur colà avea la sede aposcrisse

stolica, egli

ordinò d'intimare

al vesco-

i

vo d'eleggere due soggeti a quelle cariche, altrimenti che esso Antemio radunasse il
clero e
li facesse eleggere dal medesimo. A Ilo stesso Antemio quel Papa comandò

dopo

la

loro autorevole e onorevole caruffizi,

rierain vari

erano esallatial cardiItalia,

nalato e diversi divennero Papi. De' 28

altra volta di

vegliare alla elezione d'un

comprese gli altri 6 in Istria^ Dalmazia, le isole Illirico, Alpi Cozie, Gallia, Germaniciana. Includevano vari vescovati, ordinando spesso s. Gregorio I a'rettori di quepatrimoni, 17 erano in
;

vescovo, onde non v'intervenisse simonia;

edaltra volta di costringerei! vescovod'Amalfi alla resìdenza.Doveano questi rettori

invigilare su'vesco vi, riprenderli, e talo-

ra

anche per ingiunzione del Papa puair-

sti

patrimoni

il

correggere

i

difetti degli

li.AveanodelIefacollà ordinarie tra vesco-

ecclesiastici e de' vescovi,
libi

qnos commissi

Palrinionii finis includit.

Lo

stesso

vo e vescovo, e spesso le più sid^limì straordinarie incombenze. Un'altra volta s.

Nardi nel suo libro de' Co«;^J'7/,.'^^'*''OStra la vastità di tali latifondi, dicendo che la Massa Trabaria, che fu ptue Presidalo
(A'.), fu
s.

Gregorio

1
,

sgridò Anatolio rettore della
rove-

Campania suddiacono della chiesa mana, perchè non avea corretto certi
Liti rettori

uno

degli antichi patrimoni dflla
i

scovi negligenti. Nell'antichità questi pre-

vescovati d'UrbaAngelo e porzione del Tifernale. Avendo voluto Natale vescovo di Salone ordinare prete per forza Onorato suo arcidiacono, R. Gregorio ordinò ad Antonino suddiacono della romnna chiesa,

Sede, includendo
s.

sono chiamati qualche volta
volta da' Papi
si

nia,

Proceres della chiesa romana, ed erano
chierici.

Qualche rara

I

mandava un prete per rettore di un patrimonio, come fu quel Candido governatore del palazzo pontificio, spedito
in

V rettore dello

medesima

del patrimonio

in Dolinazta, d'inliinurc n Natale di ri-

uictteic l'arcidiacono ol iuu posto, c]uau

Gregorio 1. Questi rettori the slavano ne' patrimoni aveano la loro COI le che 8i portavano da Uoma,couipoErancia da
s.

RET
sta dì notali, difensori, azionari, ec,
clie

REU
anI, s.

I

59

soluto sino alla elezione e al possesso dei

prima

de' tempi di

Gregorio

a

nuovo podestà o del nuovo cardinal vescovo governatore.

suo tempo e dopo. Talora erano richiesti

per vescovi, e nel
triarca di

680 Primogenio sudfatto pa«
il

RETTORIANI.
quale insegnava

Eretici discepoli di

diacono regionario apostolico fu

Retorìo, laico egiziano che vivea nel 38o,
ciie

Grado. IVel pontifìcato di s. e dopo il 726 avendo avuto principio la Sovranità della s. Sade {V.), pergovernaregli stali temporali e provincia de'suoi dominii furono mandati per lo più de' rettori, quali terminarono circa il secolo XV, essendo muniti di ampie
Gregorio
II
i

ciascuno in parti-

colare poteva salvarsi nella sua qualun-

que

religione, e ch'era permesso di conformarsi a quella delio stato o del piin-

gnava, che

uno era suddito. Inoltre insegli uoniini non s'ingannavano giammai, e che tutti aveano sempre
cipe di cui
essi

autorità, facoltà e prerogative, cui poi
successero cardinali Legati (f^.) ed
i
i

ragione; che nessuno di

sarebbe con-

pre-

dannato per

le

sue opinioni, perchè avea-

Governatori e Delegati (/^.)- Questi dominii pontificii era no tenuti a prestare il giuramento di fedeltà al Papa, come d'amministrare con
lati

rettori de' sovrani

no tutti pensato ciò che doveano naturalmente pensare. Bergier dice, che inoltre
i

rettoriani

ammettevano

tutte

1'

e-

giustizia, e se

confermati nella rettoria do-

veano prestar nuovo giuramento al Pontefice. Borgia, Memorie di Benevento l. ^3, p. 257, riporta il giuramento prestato nel 1289 da Leopardo Bonvillani d'Osimo, confermato da Nicolò IV nella rettoria di Benevento. Furono celebri rettori d' Avignone [F.) e contado f'enaisi

che sino allora sì erano vedute, e pretendevanoche tuttesi potessero egualmente sostenere questo sistema sembra
resìe
:

rassomigliare molto a quello de' libertini,

de' latitudinari, degl'indipendenti, ec.

5mo

(/^.)j

i

rettori

di

Romagnaj

cosi»

ne pubblicarono la serie Monaldo Leopardi, Series rectorum Anconilanae Marrettori della

Marca

e del P/'cf/io^dicui

che dommatizzarono nell'ultimo secolo, settari che pare non abbiano molto meritato il nome di cristiani. Ciò si apprende dal libro delle eresie di s. Filastrio vescovo di Brescia, ma da'critici viene notato d' averne accresciuto il numero. Io
fatti
i

sistemi de' rettoriani
s.

così assurdi a

Agostino,che mise
s.

comparvero in dub-

chiae, Recanetii824; e Pergoli
nelli,

Campa-

bio

il

riferito

da

Filastrio, /^^erf*. 72.

Giunta alla serie de' rettori del Piceno, Ancona 1826. De'reltori delle provincie di Marittima e Campagna parlo a Velletri di quelli delle altre provincie
:

RETZ o GON DY Enrico, Cflr^//«rt/tf.
f^.

GoNDY.

RETZoGONDYGio.FR4NCEsco,Cardinale. V.

Gondy,

e

il

voi.

I,

p.

244-

ecclesiaslichea'loroarticoli. Rettori ebbe-

REUMAINO SUA VIO Giovanni, G;rdinale.

ro ancora
ciò {V.).

i

Presidati dello stato pontifi'

Nacque in Rejumesdi Guascogna,

Vi furono anche rettori magistrati municipali, e li ebbe Velletri, come si apprende dal can. Banco, Storia di Veletri t. i p. 88 e 28 1 che ne riporta la serie dali5i3 al 176 5. Questi rettori,
,

divenuto perito nella giurisprudenza fu
eletto uditore di rota per la sua nazione

francese, indi

neh 555 Paolo IV
di

lo fece

1

,

vescovo di Mìrepoix, per averlo conosciuto

da cardinale infiammato

zelo per

coi giudice, venivano eletti dal magistiato e dal pubblico consìglio nella vacanza

la cattolica

religìonee di sperimentata in-

tegrità pel rifiuto di
lui

200

scudi d'oro da

del governo di Velletri, o per la morte o

donati in regalo o propina per una
egli nel

partenza del Podestà {F.), come ancora la morte del cardinal vescovo governatore essi esercitavano un governo asper
:

causa cui

tribunale avea dato fa-

vorevole voto, solo ritenendone due che
di ragione gli appartenevano.

Per

si

e-

i6o

REU
20 dicembre
lo

REU
creò
la sanità.

i*oico disinteresse a'

Nel

1

649 Flacourt ne

prese pos-

cardinale prete di

s.

Gio. a Porla Latina^

sesso in

nome

del redi Francia Luigi

XIV

quindi coi cardinali Scolti e Consiglieri lo deputò sopra gli allari dello stalo ecclesiaslicOjC prefetto di segnatura
tri

Dorbone, e la chiamò /^o/t^i Borbone. Dopo i5anni fu ceduta alla compagnia francese dell'Indie, e
bellati

con

al-

quando
punto

i

madecassi

ri-

gravi incarichi. Pio
s.

IV

lo trasferì al
s. ofl'i-

cacciarono i francesi dalla propria
questo
il

titolo di
zio,

Prisca e lo ascrisse al

isola, fu

di
vi

riunione ove

destinandolo a informare per la canonizzazione di S.Diego, Nel suo concla-

convennero.
delle

La Francia

mandò

spesso

pa

Te poco mancò che non fosse eletto Papel concetto che godeva tra colle,
i

ghi.
ri in

Fu

pure a quello
d'anni 63,
s.

di

s.

Pio V,e moil

carovane d'indigenti orfane, per l'aumento della specie, e le proli acquistarono in bellezza. Il celebre Mahé de la Bourdonnais, eletto nel ySS governa1

Roma

neh 566, sepolto

tore generale dell'isole di

Borbone

e di

nella chiesa di

Spirito in Sassia, ove

Francia, col suo genio e allivilà sottrasse dalla miseria e dall'anarchia la disor-

cardinal Rebtba esecutore testamentario
gli

pose un nobile
si

epitaflio,

esiste e

legge nell'Ai veri,

che più non Roma in ogni

dinata amministrazione, e

vi
la

ritornò nel
prosperità.

commercio

la

floridezza e

stato par. 2, p. 278.

REUjSION
(ReunioniSj

o

S. Dionigi

m

Africa

L'intendente Pòivre v' introdusse gran quantità di preziose piante orientali. In
lutto
il

seti s. Dionysii in /africo). Vescovato con resilienza vescovile in s. Dionigi o Siiint-Dcnis nell'isola della Riunione, ovvero isola Mascaregna o di Rorbune, separata per un tratto di maredi luo leghedall'isola Madagascar, doluinii e colonie della Francia. La forma,

secolo

XVll

la

colonia fu sempre
la

in fiore, e soltanto

dopo

rivoluzione di

Francia perde il nome d'isola di Borbone, si disse Isola della Riunione, e di poi
Isola Boiiapartc^e] 1 8 1 o gl'inglesi
droni, non avendola evacuata che
l'as-

salirono alla sprovvista e se ne resero panel

zione dell'isola della Rcunion o Riunio-

181 5 pel trattato
dell'isola è
s.

di Parigi.

La

capitale

ne è vulcanica,
cono.
Il

e

s'

innalza in forma di

Dionigi, con ancoraggio po-

clima è salubre e delizioso.

Le

co sicuro dall'impeto de' venti. Vi risiede
il

coste sono dirupate, e le poche sue rade

governatore,
i

il

tribunale di

i."

istanza,

non sono comode: l'impelo de'Iìequeuti
uragani è
diuini. In
terribile,

ed supremi

uffìzi

amministrativi. Giace

recando deplorabili

due

terzi della superfìcie la ve-

getazione è florida: produce garofuni ed
eccellente calle, noci museale, cannelhi,

d'un colle che termina col la spiaggia. Gli edilìzi, sebbene costruiti in legno, non mancano di eleganza, e presso la marina ve ne sono
sulla costa boreale, alle falde

cacao, zucchero, tabacco, e qualunque

di pubblici di bell'aspetto. L'interne vie

pianta ed erbaggi de'climi europei;
•pcrinio
piiinic
i

vi

pro;

cedri, gli ananas, le uve, ec.

sono fiancheggiale d'alberi; giardino sono deliziosi e vi
piante singolari.

i

passeggi del

si

ammirano

du costruzione, cavalli, belli e multiformi volutili; si trovano grosse testuggini, aud)ra,c(U'>dlo, conchiglie, ec.L'auiiniriiglio

Una

batteria difende

l'ingresso muritliino: racchiude più di

portoghese d. Pietro Mascare1

niia ftcuuprì l'isola nel

545, e dopo mez1

zo kecolo

lu

visitiuono gl'mglesi.

fiati-

celi ntlralli dal
riliigin, e vi

buon chma

vi

cercarono
gl'inaltri

trunporlaruno sovente

con poche ceutniaia di parrocchiali sono s. Dionigi callediale, s. Paole seguenti lo, s. Luca, s. Luigi, s. Pietro, s. Giuseppe, s. Uosa, s. Benedetto, s. Andrea, s. Riaria, s. Filippo, s. Susanna. A Missioni

10,000

abitanti,

razza bianca.
:

Le chiese

fermi di Forte Dclllno e degli

luo-

snuNiKiu'. del scminariodelloSpirito santo di Parigi, parlai dell'isola di

ghi del Madagascar, uccio ricuperassero

Borbone

RE V
e del suo stalo
religioso,

REV
come
prefelliira
te attribuita

i6f

npostoiica, e de'suoi piistabiliinenli.il re-

gnante Pio

IX a maggior

utilità spiritua-

le de' fedeli dell' isola, con decreto della congregazione concistoriale de'26 settem-

Marco, ma de'primì del V secolo, si legge il Reverendissimo vescovo tu conserva. In privati documenti del 957 egyo si trova Reverendus Diaa
s.
: :

coniis
s.
8.

,

e Reverendissìnius Siibdiaconus

bre i85o e con bolla spedita per via de
curia, eresse e costitm questo vescovato
della

Ravennatensis ecclesiae. Nel secolo
Pier

XI

Damiano, scrivendo

al

cardinal

Réunion o

di

s.

Dionigi©, che di-

chiarò siiflraganeo della metropolitana di

Bordeaux. Quindi
tobre, a

nel concistoro de'3 ot-

nomina

del principe Luigi

Na-

poleone presidente della repubblica francese, preconizzò i.° vescovo l'attuale nig."^

Domno [f'^.) BonifaEpiscopoj e cosi all'arcivescovo Vidone. Neh i4B i senatori di Roma chiamarono: Venerandani apostolicam Curiam, et Reverendum pòvescovo d'Albano:
cio reverendissimo

pidum

roinanitm. Sulla metà del secolo
p.

Floriano Giuliano Desprez d'Ostricourt
arcidiocesi di

XIV
alla

il

Pietro Paternis agostiniano,

Cambray,

già parroco

di

moglie di Ugooe da Rupe

quella metropolitana e decano della par-

dissimae, ac praepotenti

Reverew Dnminae Del:

rocchia di Roubuix,

come si legge nella proposizione concistoriale. Del Fervore di
quella cristianità e delle condizioni del-

l'isola,

come

del magnifico e trionfale

ri-

cevimento
re,
si

fatto a detto

suo primo pasto-

legge un'interessante lettera, ripor-

tata nnW' Osservatore n.°

romano del i853,
Reverendissi.

172.

phinae de Belloforti nepoti SS. D. Clementis Papae VI, et ejusdem Dominino' stri prò mine Marescalchissae romanae Curiae. Di questa parlai a Maresciallo DI s. R. Chiesa. Scrisse s. V^incenzo FerReverendissimo in Christo Patri, reri fratriJoanni de Podioniici magistro ord. praed. Reverendissime magister. Veslra
:

REVERENDISSIMO,

Reverentia. I^estra Paternitas reveren-

/«fu. Titolo d'onore superlativo di Revc'

dissima. Leonardo Aretino
tio illa

:

Compellaeminentibus

rendo, Rei'crendus , degno di rivereuza,

reverendissima

liis

da essere

riverito: titolo

che si dà

agli ec-

(sc.Caid'iii^iWhus) dignitatibus quasi prac'

clesiastici secolari e regolari costituiti in

cipua reservetur. In un
colo

titolarlo del se-

dignità. L'antica formola d'indulgenza
colla quale
i

XV

de'protonotari apostolici, udi-

Papi

la

concedevano nella

tori di ròta e simili prelati, trovasi:

Re-

cappella pontifìcia e che riportai nel voi;

verendo in Christo Patri,
tario.

et

domino Jo.
il

XXXIV,
ili

p.

278,
3, p.

dice: Reverendissimiis
isi.
,

Baptìstae de Ursinis apostolico protonoIl

Christo Pater. Pai
t.

Istruzione per la

Bembo preponeva
(al

Reveren-

segreteria

Reverendo, Reverendissimo, Riverenza, co1

5

tratta de'titoli

dissimo alV Illustrissimo
colo dissi
dissimo),

quale arti-

quando

si

unisce coi Reveren-

me segue. Simmaco chiamò Reverendo il Senalodi Roma (/^'.),e l'iinperatore Giustiniano
la
I

wa

V Illustrissimo se ne appel-

ad

altri segretari,

chiamò Reverendissimi non
i

so-

la prelazione,

ed

il

che gli restituirono Reverendissimo riten-

«nente

F escovi [F.), ma anche
al

i

chie-

rici.

Cassiodoro
senato

principe di Dalmazia
il

ue in appresso la prerogativa dì distinguere le maggiori dalle minori dignità
ecclesiastiche.
ai
11

e

al

romano diede

ReverendisAgostino

redi Francia scrivendo
il

siinttmj e tanto egli a

Teodora Augusta,
e
s.

congregati per celebrare
la lettera
;

concilio di

quanto Ennodio a Fausto,
a Giuliana
figlia

Trento, diresse

ai

Santissimi
il

d'Anicia Faltonia dis-

e reverendissimi Padri. lu

prova che
stessi

sero

Reverenliam vestram. Il dottore s. Girolamo chiamò Reverendissimo il ve,

Reverendissimo è stato sempre attribuito a' cardinali,
ni, e

anche dagli
i

sovra-

scovo s.Agobtino. Nella liturgia falsamcnVOL. LVII.

che quando

re di

Spagna hanno
1 1

i6a
dato loro il

REV
tilolo di I\Iuy reveren(Jo,

REV
hanci pio

del secolo

XVI

vi si

aggiunse
,

tal-

no
ria

inteso dire

non già Mollo reverendo^
1*

volta r

rna Iieverendissinio j

impeiiitrice

Ma-

admodiini Reverendi, e a neh e Reverendissimi domiIllustrcs
ni,

admoduni
1

moglie di Ridolfo

II scrisse In lettera:

finché nel 634,

^^'oè

allora

quando

il

/4l Eeverencìiisinw in Cristo pndre signor

titolo d' Illustrissimo e

Reverendissimo
i

vardinal Aldobrandino nostro caro e amalo amico. Inoltre il Parisi dice, che può usarsi 1' Altezza (/'.) Reverendissima, e l' Eccellenza (/'.) Reverendissima con que* prelati a' quali si conviene per ragione di dignità temporale. Girolamo Catena segretario e scrittore di molto pregio del secolo

non era più privativo per cardinali, fu comunemente e costantemente dato ai suddetti canonici, non meno che a qualunque altro prelato. E quindi raccolgesi che la mutazione di un tilolo in un lango o condizione di persone , tira con se
talvolta un'alterazione universale di
tolarlo, in molti altri
ti-

XVI,

dice

il

Reverendissi-

ranghi a que'prinii

mo

glia reale, e

competere a'cardinali anche di famiche al cardinal Alberto d'Audell'imperalore fu scritto
:

subordinali e inferiori.
pi,

Lo

stesso

Garam-

Osservazioni sulle monete pontificie^

stria fratello

a

p.

y4l

Serenissimo e Reverendissimo signor
il sig.''

^'e/T/^f;?/>5/m/7ep/7/(^r«t7rt// l'C.f/rrtf,

5i deirAppendice,commenta il/fedato ai
Il

mio Osservandissimo (^)
dinal

prin-

cardinali camerlenghi, con dire:
di Re\>erendissimo

titolo

cipe Alberto cardinnld'y^iistria. Pel car-

da vasi propriamente

York

nel pontificato
il

di.

Renedelto

a'cardinali, e fu attribuito nel

i368

al

XIV
glio di
tificie

fu regolato

trattamento con foReali prefetto delle ceremonie pontitolo di

Cabassolepalriarca di Gerusalemme, rettore di
sino.

Avignone e

del

contado Venais-

esegrelario della ceremoniale, che
il

gli prescrisse

Altezza Reale E-

Sembra che fino a questi tempi non fosse comunemente dato nemmeno a'camerlenghi
pontificii,

viinentissima. All'artìcolo Eminenza parlai di

benché arcivescovi,
i
1

questo titolo proprio de'cardinali,
unisce
il

cui
il

Reverendissima, ed a chi Colendissimo {f'-); che cardinali prisi
i

e ciò rilevasi da un documento del 364; però fu attribuito tanto nel 368 ad Arnaldo, che nel
1

ma

erano chiamati Reverendi, poi Reli

lenghi apostolici,
ci

393 a Francesco camerambedue alloi-a sempli-

ferendissimi,co\quaìe
Il

Garampi,

Sigillo della

chiamano Papi. Carfagnai

arcivescovi; anzi negl'istromenti
i

rali del

384

il

na

p.

67 e 68,

riporta l'antica pratica del

ra vescovo di

camemedesimo Francesco ch'eGrenoble è dello Reverenegli slesso

foro ecclesiastico e de'titoli di Reverendi

dissimus in Christo pater, ed

e Reverendissimi pe'cardinali, che riprodussi ne' voi.

enunciando Pietro, Arnaldo
ciascuno
e
il

e Stefano

XIX,

p.

3o,

XXI,

p.

263.

suoi antecessori nel cameilengato, die
titolo di
,

a

Aggiunge, essere curiosa a proposilo dei titoli, l'osservazione da lui fatta ne'ruoli e libri del suo capitolo Valicano. Ne'secoli

Reverendissimo. Os-

serva Parisi
il

che il tilolo di Reverendo Mollo reverendo è proprio de'saceril

XIV, XV, XVI, e

più precisamente

doli, e

secondo de'graduati

;

e che f'osi

circa l'annoi

540, n'soli canonici fu dato il titolo di Domini: ai beneficiati e chierici I)cni'n(riati nitmo affatto; a' vescovi quello ili Reverendi domini, e al cardinal arciprete il Reverendissimus domisi

stra Riverenza, in vece di Paternità,

dà a'regolai
lari, al

i

di berretta o chierici rogo-

modo
a p.

de'litolari

che riporta

|)ei

diversi trattamenti, a p.

G5

de'cardinali

con
i

altri,

jS

de'prelali, a p.
i

83 per
87
pei

nuM^r.). Indi, riguardo a'canonicì,

pas-

nunzi, a p.

85 per

vescovi, a p.

sò a dar loro, tpecialmente negli istro-

signori d'Eccellenza, a p. io?, illitolario

menti,

il

titolo di

Reverendi palres

et

Reverendi domini, e dominij e sul prin-

per Illustrissimi d'ogni rango. Piazza,
rarchia cardinalizia , p. 7G8, rimarca

(7fl'u-

^

REV
so lodevole antico di chiamarsi dalle coniiinitù ecclesiastiche e religiose,
il

REZ
loro

iG3
Fratello (F.),

dre e Suora. A *sem pi ici Conversi, Laici e

Donatisi suol dare
religioso

il

Fra o

superiore o capo, priore, guardiano o ab-

dicendosi pure ornalissimoo riveritissimo
fr.

bate col
il

nome

di

Padre

{f^.).

Adunque

N. fralel N.: alle converse

reli-

titolo di

Reverendissimo, colle conve-

giose altrettanto, cioè

Suor o

ornatissi-

nienti aggiunte di altri titoli, è proprio ÒG Cardinali, T'escovi e Prelati {fedi, al quale articolo trattai del Reverendissimo unito aW Eccellenza e aW Illuslnssimo)j At Canonici [F.) e loro Capito li [F.); degli altri ecclesiastici costituiti in

mao riveritissima
to illustre e
li

religiosa. Si dice

Mol-

reverendo signore a'sacerdoII

qualificati.

M/o Oi^e/va^^m/mo alal

cuni lo aggiungono

Reverendissimo
a'

Padre, cioè

a'prelati

ed

primari

reli-

dignità;

de'prelati Superiori genevah e y^bbati degli

ordini /t<7/g'/W

(/^.),

come

de'procii-

ratori generali e altri graduati regolari,

consultori, esaminatori, commissario del
s.

offizio,

maestro del

s.

palazzo, segiela-

rio dell'indice, cogli altri titoli loro propri,

come iW.Don

{F.) agli abbati,

a' Ca-

nonici regolarij a

Monaci [F.)', di Padre
agli al-

e Paternità, nonché di Frate{F.)
tri religiosi.
Il

litolodi

Molto reverendo^
e negli alagli altri di-

abbadesse e superiore monastiche, Reveren* da Madre Signora Padrona Osservandissima o Colendissimaj dicendosi pure, Dì Fostra Riverenza, La Maternità F^ostra. Nellesottoscrizioni monaci e le monache prepongono \ì Dono Donna,\ frali il Fr., ancorché divenuti monaci e religiosi, vescovi o cardinali. Gli ecclesiastici secolari si sottoscrivono N. arciprctCy Canonico N., o premellendolo al solo
giosi superiori. Altri scrivono alle
i
i

di cui parlai a
tri

Molto illustre
conviene

cognome; ma queste
rità
si

e altre particolain Parisi, in

citali articoli,

possono vedere
co'

quefa

stinti

sacerdoti secolari e religiosi in cai

sto

argomento

peritissimo; se

non che

rica e offizio, ovvero che

regolari già l'ab-

d'uopo regolarsi
luoghi e de'ceti,

biano esercitato per cui ne portano con

tempi e gli usi dei essendo ormai 1' esubede'titoli arrivata a
si
i

YcxW

titolo,così perquelli ornati de'gra-

ranza e intemperanza
tal

di accademici di Lettore, Baccellierc[F.).

colmo, che non
le

sa più

come equa,

Noterò, che fra 'carmelitani
devole sobrietà di
lo di
titoli,

scalzi vi è lo-

mente distinguere
osservandosi

diversi gradi

poco
Re-

dappoiché quelReverendissimo non si dà neppure
i

lodevoli

prammatiche ecIl

clesiastiche ed araldiche.

titolo di

al loro generale; solo

religiosi scriven-

dogli,

usano

il

i\io\o A\

Molto reverendo

Padre

noslio, e parlando egli co' sacersi danno il titolo mentre scrivendo il genereligiosi dà loro il titolo di

doti religiosi, a vicenda
di Riverenza,

rale a tali

Molto reverendo Padre. Negli articoli Donna, Madre, Monaca, Religiosa, AbBADEssA, Superiora parlai de' titoli che spettano alle religiose abbadesse , superiore esemplici

dà alla Camera apostolica (^.), alla Fabbrica di S.Pietro, della quale trattai a CoNCREGAZiOitiE della beveRENDi FABBRICA DI s. PiETRO, ed alla camera degli Spogli (F.). F. Padrone e Signore, come pure relativi arlicoli, Lettere El'ISTOLARI, SEGRRTARia
verenda,
si
i

REVERENDO
Reverendissimo.

e

RIVERENZA.

T.

REZAN,

Rasania. Città vescovile di

monache.

11

Reverendis-

Russia a 36 leghe da Mosca. Era grande,

sima

si usa talvolta colla superiora generale di qualche congregazione regolare,

ovvero con alcuna
le
bili religiose si

illustre abbadessa. Alsuperiore, abbadesse, graduale e no-

c?/ee più ordinariamente

dà Molto reverenda MaReverenda Ma-

ducato del suo nome, suo antico splendore, dopo che la rovinarono tartari nel i568. Vi erano molti monasteri e varie abbazie considerabili di monaci
ricca, capitale del

ma non

potè

ristabilirsi nel

i

russi ne'conlorni,

ove

il

paese è

fertile.

i64

K£Z
Roma
no
in

REZ
to oratore sagro, che Clemente XIII che
l'avea ordinato in Padova, lo chiami) in

La

sede vescovile sufiiaganea di Mosca,

divenne arcivescovato onorario nel secolo XII, indi l'arcivescovo passò a risiede-

re

inMurom oMoruma capoluogo di dideirpka. La cattedrale
del secolo

stretto, sulla riva

e fece rettore del seminario romatempi dillìcili, conducendosi con prudenza e saviezza. Morì canonico pe-

è un bellissimo

monumento

nitenziere della patria cattedrale, lascian-

XVI, oltre molte altre chiese e monasteri. Ebbe suoi principi particolari che
i

do diverse orazioni stampate
re Rezzonico, figlio di
di

e

memoria

virtuosa. Carlo Gastone conte della

la

ingrandirono e fortificarono, indi fu apdi

TorAnton Giuseppe,

pannaggio de'cadetti de'principi
•via,

Kiodi

mente

svegliala, e autore dell'erudite

e poscia di quelli di

Wladimir e

Disquisitiones Plinianae. Gastone diven-

Rostow. Si conoscono 3 vescovi diRezan o Resan: Giona trasferito alla sede metropolitana di Kiovia; Protaso assistette
alla

ne esperto

nella poesia in cui cantò legio-

ne

del Pontefice parente, versalo nella
le

lingua greca, coltivò
scienze, ed in

matematiche,

la

Demetrio, granduca di Moscovia nel i49^; Stefano ne occupava la sede a tempo dello czar Pietro I,
coronazione
di

metafisica, la fìsica, l'archeologia e altre

prelato dotto e favorito da quel sovrano.

Parma divenne segretario peipetuo dell'accademia delle belle arti; primeggiò nella poesia, ed in questa e in
prosa lasciò diverse opere. Tra'Rezzoni-

Soppresso

il

patriarcato di Moscovia, Stedi

fano fu fatto esarca della diocesi
siastico,
t.

Mo-

co nati in Genova,
tatosi in

vi fu mg.*^

Abbondio

scovia e presidente del consiglio eccle-

patrizio veneto, nipote d'Aurelio, che por-

morendo
i3i2.

nel

i

•j'2.3.

Oriens chr.

Roma

e postosi in prelatura, col

I, p.

REZZONICO Famigiia. Trasse l'origine dalla città di

suo raro talento e colla saviezza de'suoi costumi, pregio ordinario di questa nobile e illustre famiglia, fu vice- legato di

Como,

nella quale vi
il

sostenne per lunga serie d'anni
rionato, a cui le fu aggiunto
il

decu-

Bologna, indi governatore di altre città
dello stato pontificio,

titolo di

baroni

liberi del

s.

romano impero, per
I

diploma dell'imperatore Leopoldo
rito
le.

nel

morto Maria
ne

in

Roma

nel

come di Fresinone, 1709 e sepolto in s.
iscrizio-

della

Neve con magnifica

i665,colprivilegiod'inquartare nel tur-

fattagli scolpire dal

cugino uditore

di

slenuna gentilizio l'aquila imperiaSi diramò da Como circa la metà del

rota e protonotario apostolico, poi Cle-

mente XIII, che fu
di questa famiglia.

il

principale splendore
di

secolo

XVI

in

Milano, Parma, Genova,

Questi

nome Carlo

e da questa ultima città, ove fioriva con

grande splendore, si stabilì in Venezia nel 1640 nella persona d'Aurelio Rezzonico. Ivi meritò d'essere nel 687 registrata a caratteri d'oro fra'nobili della repub1

Venezia da Giambattista figlio d'Aurelio, che da Genova avea trasportata in quella città la (iunìglia, e da Vitin

nacque

toria

Barbadigo parente

del b. cardinal

Gregorio Barbarigo, della quale parlai
nel voi. LI, p. 171. Carlo esercitò varie

blica,

per

la

rilevante

somma di denaro,
pubblico erario.
distinsero: Al-

che die
tilio

in benefizio del

cariche prelatizie, Clemente XII lo creò
cardinale, e quindi

Tra'Rezzonico<li

Como si

BenedcttoXIV

lo

con-

Cristoforo erudito del secolo

XV II,

sagrò vescovo di
1

Padova

(/.)•• indi nel

autore tl«;lla Sylva senlentiarum et lemplonim moralium a sanctorum stcllisdeforala, ri
x.

7^8

a questo successe col
(A'.),

nome

di C/e-

mente XIII

aven«lolo celebrato e.)tc\\e

Scriptutat:

sole,

illuminata.

zinndio in tanti articoli e a Gesnili[f

Francmco

arciprete e teologo iiisigneclic

vigorosamente sostenne. La repubblica
veneta subito fece il lialello
valicrc e procuratole di
s.

fiorì nel detlfi «-colo, luilore del

IHrctrum

d.

Aurelio cu-

Pialierii. Aurelio gesuita facondo e dot-

Marco, dispo-

-

REZ
nendo che eguale onore
vesserò godere
stirpe,
i

REZ
in

i65

perpetuo do*

Clemente XIII Papa, e Rezzohico famiglia.

primogeniti della nobile

per cui d. Lodovico primogenito

ne fu egualmente insignito, riportando Cancellieri le Orazioni perdi d. Aurelio

ciò pubblicate in sua lode, //

Mercato

p.

aSv: questi ebbeinnjoglied, Anna Giustiniani patrizia veneta, la quale fu

madreai

4 personaggi di cui vado a parlare. Lo zio Clemente X.I1I nominò d. Lodovico Principe assistente al soglio {f^-), e
loniere

REZZON ICO Cario, Crtr<Zi>w/e. Nacque a Venezia dalla famìglia patrizia Rezzonico, a* 25 aprile 1724, ed essendo protonotario apostolico soprannumerario fatto da Benedetto XIV, e vicario dello zio qual titolare di s. Marco, eletto questi Papa Clemente XIII a'6 luglio 1758,
subito entrò in conclave a venerarlo, e

Fece il lioma (f"':),e nella cappella del Quirinale locongiunseinmatritnoniocou la principessa d. Ippolita Boncoinpagno Ludovi*/,

Gonfadel senato e popolo romano (f^.). fratello d. Abbondio Senatore di

pochi giorni dopo
rio

lo promosse a segretade memoriali, indi agli 1 1 settembre

pel i.° lo creò cardinale e pubblicò a'2

ottobre dell'ordine de'preli, colla ritenzione della carica. Indi
gli

conferì ancor
s.

quella di vice-caiicelliere di
titolo dis.

Chiesa, col

come si descrive nel n.°7 899 del Z?/(3Wo

di

Roma del

1

768: di poi Pio V!

lo

nomi-

nò gonfaloniere, e Pio
stente al soglio j al
articoli. Inoltre

Wl principe assinarrato a quegli

modo

Clemente XIII creò car-

Lorenzo uiDamaso, poscia abbate commendatario di Grottaferrata;neI 1763 Camerlengo dis. Chiesa[V.), trasferendolo al titolo di s. Clemente, che pui permutò con quello di s. Marco, che
ritenne in

dinale l'altro nipote Cailo/?e2ZO«/co(/^.),

commenda quando

nel

1773

con quelle particolarità che notai nel voi. XV, p. 209, tpostrandosi egualmente benevolo col di lui fratello e altro suo nipote Gio. Battista /?ezso«/co (^.), che il successore, non per restituzione di cappello,

Clemente

XIV

lo fece

vescovo di Sabina,

<londe Pio VI nel 1776 lo traslatò all'altro di Porto{y.)th. Ruftìna, ove ne notai
le

benemerenze, e poi

lo

nominò

arcipre-

te della basilica

Lateranense, per grati

ma
Il

per ragione di carica, creò carvirtuosissimo [Pontefice, pieno
li-

dinale.

di meriti, insigne in pietà, clemenza,

tudinealia protezione che il cardinale gli avea accordata pressoio zio, che preparò la sua esaltazione, poiché fu suo uditore
del camerlengato.

beralità, costanza nella difesa de'diritti

ferma rassegnazione al volere divino, mori nel 1769. 1 nipoti cardinali e senatore, nella basilica. Vaticana
ecclesiastici e
gli eressero coli'

Come camerlengo, essendo pure gran cancelliere dell' t/zi/Ve/'.
romana, nel t. 4> P- 2 39 della iSVoria di questa di Renazzi si legge il seguensplendido elogio. La sua pietà fu veramente esimia, edificante, sincera e fer* vente. L'amore della religione, il suo zelo
te

sita

stri

opera del Fidia de* notempi Canova, quel monumento cadi cui parlai ne' voi.

polavoro d'arie,
p.

XII,

3oi, XIV,

p.

83, riuscendo di miraartificiale della

costante e irremovibile per l'onore e
ritti

i

di-

bile elfello col

lume

CroCi-

ce che s'illuminava nel venerdì santo (di
cui nel voi.

Sede fu assai mirabile. Vigile e indefesso neiradempìerc tutti doveri del
della
s.
i

LUI,
le

p. 91),

come notò
p. ?.44>

suostatu e delie primarie sue cariche, non
lasciò gonfiarsi dalla

cognara, Storia della scultura

che

sua luminosa furtu-

ne rimarca
das'ì

meravigliose bellezze. \eS\moneBa\\er\n\, Lettera a nig.> Gio.

na,o trasportarsi ad abusar dell'influenza,

Battista Ixezzonico sopra

V antica

origi-

ne della eccellentissima famiglia Rezzonico della Torre,

PiEZZOiMCO

Roma 1768. Cablo, Cardinale. V.

che meritamente avea sull'animo del zio Pontefice. Ei seppe e durante tal pontificato e dopo, sempre congiungere due cose diilicilissime ad accoppiarsi insieme, una grande umilia, e contegno conveniente

i66

REZ
sua
la

REZ
tlignilà.

alla rappresentanza e alla

Fu

il

cardinale a motivo della sua grave e
le-

continua e profusissiraa

sua larghezza

inferma situazione, in)possibilitato a
varsi dal letto,

in soccorrere l'indigenza de'bisognosi, e-

onde fu

il

solo porporato

rogando a prò loro annualmente
copiosissime.
la

somme
pii

Né risplendè meno generosa
i

sua beneficenza verso

luoghi

e

le

che restò in Roma in quel torbido tempo del fanatismo democratico, con debito permesso. Finalmente ivi a'26 gennaio

chiese appoggiate al di

lui

patrocinio.

A

1799, d'anni

circa 75, e

dopo

essere in-

quella di Grottnferrala [F.) fece costruire dai fondamenti la sagrestia di cui man-

tervennto a du£ conclavi, rese l'anima a Dio. Il cadavere vestilo dell'insegne cardinalizie ed episcopali, fu incassalo e

cava, onde

monaci basiliani vi posero una riconoscente iscrizione. Ad indefessa
i

con

decente accompagnamento
trasferito alla chiesa di
la
s.

di sacerdoti

vigilanza pastorale nel governo de'vescovali suburbicari,

Marco, dove nelcelebrarono
l'e-

beralità in
sui poveri

congiunse immensa liogni genere di benefizi, sparsi
e
le

seguente mattina

gli si

sequie colle cerenioiiie

soli te usarsi

co'de-

chiese di quelle diocesi.

funli canonici di quella collegiata,

aven-

Nelle Notizie di

Roma

del 1798, leggo
1

dogli negati gli onori funebri propri dei

che
di

il

cardinale appartenne a

2 congre-

cardinali la libertà repubblicana.

Fu

se-

gazioni cardinalizie,

non che segretario
;

polto avanti

la

cappella del b. Gregorio

quella del

s.

oflìzio

che fu protettore

Carbadigo, di giuspatronato della sua famiglia.
Il

degli ordini geroselimitano, della

Merce-

principe d. Abbondio Rezzoni-

de, del cassinese, de'

minimi; de' collegi germanico, greco, illirico; di Magliano e altre città e luoghi; della cappella Cor-

co senatore di
le virtù del

Roma, degno imitatore delil

cardinal fratello,

quale per
eresse un marmi, in

esse

si

conciliò la stima delle nazioni stragli

sini nella basilica Laleranense, di monache, conservatorii, università artistiche,

niere tra cui molto viaggiò,

njagnifico

monumento
o

di fini

sodalizi, e dell'accademia

de'Uinnovati di Asolo nella provincia di Treviso. Cardella che gli dedicò il t. 2 delle Memorie storiche de cardinali, celebra
il

un

lato della cappella del Presepio della
i.'

basilica Lateranense,

cappella dalla

parte dell'organo.

Il

disegno è di Canova,

cardinale

come emulo delle
lo

virluoseazioni di s. Car-

l'esecuzione d'Antonio d'Este, l'iscrizione del celebre Morcelli e si legge nel citato Renazzi, e neln.°32
iiv\

Borromeo,

di cui

portava

il

nome, e

Diario di Rodel-

come questo
prattutto

era stalo segretario de'me-

ma del
l'elfigie

1

8o4, insieme

alla descrizione del

moriali del zio Papa, impiego in cui so-

monumento, fregiato dello stemma e
del porporato.

può campeggiare

la

carità del
le di-

pro.ssimo, nel raccogliere e riferire

REZZONICO
«rt/e.
te,

Gio. Battista, Cardi.

verse e molteplici istanze che

si

avanzala di lui

Patrizio veneto fratello del preceden-

no

al

trono pontificio negl' ìnnumerabili

bisogni de'sudditi. Infievolitasi
sanità,

cadde in una malattia di languore che per circa due anni lo tenne in letto. Sopportandola con edificante rassegnazione, il suo animo fu addoloratissimo per mali funesti sovrastati alla Chiesa,
i

nacque in Venezia il i.°giuguo 1740. Fornito d'un talento pronto, vivace e penetrante, diede ben presto a conoscere
quale un tempo sarelibc divenuto. Lo zio
cardinale lo collocò per con vittore nel seminario romano sotto la direzione de'gesuiti, di cui

ne restò aifettuoso protettore

e per l'inviMione dello stato pontificio o*

nelle crudeli persecuzioni cui furono se-

perata dai repubblicani francesi,

i

quoti

gno, de'nemici dell'altare e del trono. Di-

nelfebbraio

1

798 detronizzarono Pio VI

venuto

lo zio

Clemente XIII,

nel 1." lu-

e lo deportarono, imprigionando ed esiliando tutti cardinali; solo rispettarono
i

glio 17(10 lo fece

suo cameriere segreto

[)urlccipanlc, indi protonulario apostoli*

3

REZ
co, poi clileiico di

RHO
niere

167
il

camera e presidente

onde

si

rese a tutti carissimo, ed

o commissario generale delie armi, per cui prestò il giuramento nel pieno tribunale della camera a'27 novembre 1761. Inoltre lo dichiarò gran priore in Koma
dell'ordine Gerosoliinilano
glio
{^P' .)jtne\

pregio delle altre sue virtù. Imperocché

accoppiòalla nobiltà de'natali, tutti quei
pregi che la patrizia condizione rendono

più luminosa e più rispettata.
fico, sincero,

Fu bene-

lu-

splendido; mecenate delle
e delle scienze in cui era

quale 1 766 suo maggiordomo ,Tie\\a ragguardevole carica proseguì con ClementeXiV. Esercitò tali dignità e incom-

arti, delle lettere

versato, fu
gli artisti,
i

il

sostegno degli eruditi e dedella religione, della

quali gli dedicarono le loro
s.

benze con fermezza, integrità, avvedutezza e munincenza, che furono sempre
inseparabili in tutte le sue azioni, dive-

opere.

L'amore

nendo eziandio benemerito del suo
rato,

prio-

Sede e del suo dominio, formarono la sua prima e costante occupazione. Abborrendo la doppiezza, l'alterigia e l'interesse,
i

con restauri e abbellimenti. In premio di tanti meriti, Clemente XI Va' IO settembre 1770 Io creò cardinale diacono di s. Nicolò in Carcere; indi per sua

sali

e

le

arguzie

gli

erano famigliari.
ve-

RIIENDINA o RENDINA. Sede
scovile della provincia
la

diMacedonia, sotto

metropoli di Tessalonica, eretta nel
1*

V

morte

nel conclave contribuì nel

177^

secolo, indi fu unita a Lila {/'.).

Due ve-

all'elezione di Pio VI, che subito Io fece

scovi registrò

Oriens chr.

t.

2, p. 98.

pro-segretario de Memoriali (F.),

Ioam
la

RHESINA. PRESINA.

mise alle più intime confìdenze, edi fre quente si prevalse de'suoi lumi e consi
gli, ne'piìi

RHINOCORURA.Sede vescovile delFenicia o dell'Egitto, sotto
il

patriarca
cre-

ardui e scabrosi alTari della

d'Alessandria, eretta nel

V secolo. Si

Chiesa e dello stato. Appartennea 7 con gregazionicardiuaIizie,cd ebbe molte prò
tettorie,

de che

sia

Farma o Faramida, o Fare»
da Damielta a Gaza,
il

mon
ed
i

nella strada

come

degli ordini de'canonici re

copti ancora vi ebbero
gli
1
1

vescovo.

golari, de'conventuali, e de'pii operai;

d

Tra

suoi vescovi,
la

s.

Mela morì per
s.

diverse città e
fìcio, collegi,

comuni
che

dello statu ponti

aver sofferto per
fanio;

fede cattolica sotto

opere

pie, confraternite,

mo

Valente; Polibio fu discepolo di

Epi-

nasteri, capitoli,

possono leggere
lieve in

Ermogene

dotto; "Tolomeo;

Mosè

a p.

1

16 delle iVo//zie diRomadeì 1783
in

tra 'santi del martirologio etiopico; £pi-

Finì di vivere
l'atto

Koma, dopo

maco

giacobita molto dotto nelle contro-

comodo, assalito da colpo apopletico nel
che volea sortire dal palazzo, e su bito ne raorìa'21 luglio 1783, d'anni 4

versie.

Oriens chr.

t.

2, p.

542.

RHlSAEUM.Sede
cesarea, ed eretta nel
ta

vescovile del Pon-

to Polemoniaco,sotlolameti-opolidiNeo-

come riporta il u.°894''c' Diario di Roma. Il suo cadavere fu ee

5o

giorni,

IX secolo, chiamapure Risesuì mar Nero, importante e
flumeomonimo.
da
Altri la voglios.

sposto nelle sale del palazzo senatorio di

vicina al

Campidoglio, del
lui abitato;

fratello senatore e

da

no

eretta in vescovato

Germano

pa-

ma

il

funerale fu celebrato

triarca di Costantinopoli, che perde la di-

nella chiesa di s. Lorenzo in Lucina, e il cadavere tumulato nella sua diaconia, ove
i

gnità, indi la riacquistò nel secolo

XV.

Tre
517.

vescovi riporta

l'

Oriceli chr.t. i,p.

fratelli

cardinale e senatore

gli

eressero

un

nobile deposito, scolpilo dall'irlandese

RHODEZ

(Ruthenen). Città con re-

Cristoforo He\veston,col suo bu$to,aIcuni

sidenza vescovile di Francia, capoluogo

emblemi, ed
chi potè

epitaffio del Morcelli.

La sua
ma-

perdita fu universalmente compianta da

deldipartimentodell'Aveyron, di circondario e di cantone, sopra il pendio d'una
collina alla destra

ammirarne

i

talenti, le dolci

sponda deU'Aveytou

i68
che
la

RHO
bagna da un
lato, tra

RHO
questo fiulo affidala

all'arciprete e a

due

vicari.

me

e l'Eaulerne, a i3 leghe da

Alby e

Presso

la

medesima

è l'episcopio,

como-

i5i da Parigi, Sede di tribunali di i.' commercio, e di altre autorità. Ridente n'è il soggiorno per la stupenda e bella veduta che presentano ciristanza e di
i

do

Vi sono due altre chiese pars. fonte, due comunità religiose di donne, due confraternite, 3 d"spedali, un grandissimo seminario con ciredifizio.

rocchiali col

costanti paesi, su' quali l'occhio spazia;
pittoresca la situazione, saluberrioaa l'aria,

ca

3oo
a

alunni per

gli

studi fìlosoHci e teo-

logici.

L'attuale vescovo di recente fondi confratelli di

grato e piacevole

il

conversar degli


s.

Nara un noviziato

abitanti, dotati di vivace spirito.
tica,

E

an-

ed ha mura che da lungo tempo sono diventate sostegno de'giardini a terla città;

Giovanni, destinati a.compiere le funzioni de'primari istitutori nelle paiiocchie troppo piccole, a cui

non possono

in-

un passeggio piantato in forma di baloardo la circonda all'esterno. Vi sono 4 piazze pubbliche, una delle quali grandissima. La
cattedrale dedicata alla B. Vergine, è

razzo che circondano

tervenire

i

fratelli della

dottrina cristia-

na. Inoltre a' IO luglio
ta la I.' pietra e

i85i fu benedetmenti
s.

gittata ne'fonda

pel collegio libero di
della

Gabriele de'pp.

uno
sti-

de'più belli
le gotico

monumenti

del cosi detto

che possegga la Francia, per l'imponente estensione della sua navata,
e l'ardita elevazione delle sue volte.
Il

fa-

moso campanile è

alto

iSo

piedi, eia tor-

compagniadi Gesù, con quella pompa che si legge ne'n. 182 e ic)5del Gior' naie di Roma, il quale riporta òtxW'Ami de la Religion : Che quasi ogni numero de'fogli religiosi della Francia, ci dà conto di erezioni di nuovi collegi e seminari, la

re principale della cupola ha nella

som-

maggio!" parte afìidati alla direziodi

mità la statua colossale della ss. Vergine. Questo maestoso tempio fu innalzato per
cura ed a spese del vescovo Francesco
d' Estaing. All'epoca della i." rivoluzio-

ne dei pp. della compagnia
fettura

Gesù. In-

oltre questa cittàhail palazzodella pre-

nuovamente
il

costruito, l'ostello
si

detto della città,

collegio di cui

am-

ne, la cattedrale corse grave pericolo e
si

mira

la

chiesa e la lunga galleria che con-

trattava di consegnarla alla

banda ne-

ra,
la

quando uno
Marat
!

degli abitanti per salvar-

duce alla biblioteca pubblica di i5,ooo volumi, donde si gode un bel punto di
vista, llavvi inoltre

giunse a farla dedicareall'orribilc
Cos'i,

mo-

gabinetto di storia na-

stro

con questa profanazione, la strappò al vandalismo de'furori re-' pubblicani di quell' epoca dì funestissi-

turale e di

fìsica,

scuola de' sordo-muli,

di disegno, borsa di
spettacoli, bagni

commercio,

sala di

pubblici, fabbriche di

ma
tolo

ricordanza. Nella cattedrale
si

il

capi-

manifatture,
te,

il

cui smercio è

impurlan-

compone

delle dignità dell'arcii 7.

diacono e dell'arciprete, di
colla

canonici

come delle lane e del formaggio di Cantal. Fu patria di Ugo lìronet trovatore
XI II,
di

prebenda teologale, di diversi canonici onorari, e depueri de choro pel
s.

del secolo

G. de Serres dotto caldel pittore

vinista, del

poeta Giuseppe Segny, di Del-

divino servizio. L'antico capitolo era di
canonici regolari di

rieu autore

drammatico,
Raynal.

Am-

Agostino, perchè

brogio Crozat, dell'ab. Marie matematico, dell'ab.

a loro apparteneva la chiesa, quindi venne iecolarizzalo con 7 dignità e 8 ca1

nonici,

4 ebdomadari ed altri

ecclcsinsli-

ci; I.' dignità era il grande arcidiacono. Velia cfittcdrole si venerano molle reli-

Rhodez o Rodez, chiamata lìutlicna, Scgodiinnrn ch'ìtas liulhcnorumj prese il nome de' Ruteni,
Ignota è l'origine di
della cui contea cru capitale e di tutto
il

quie, ed

il

corpo

di

s.

Arlcmonc;

vi è

il

bullistcrio e lu cura d'anime, dal capito-

Rouergue, antico paese di l'rancia nella parte uricnlulc della Gujcnna, che si dU

RHO
\itlea in AIla-RIarca e

RHO
11

169
£"p.
'^<^-

Cassa-Marca.

no-

cessore

s.

Quinziano. In vece Chenu,
=

me

de'rutenisi vuole derivafo dall'idolo
si

piscoporuni Galliae chronol.
ries episc. Iiu(enensis eccl.,

Itulh the adoravano, e del quale

vede

ancora

il

sito del

tempio. Alla caduta del-

Amanzio
ti

Elafio, in

347 pone dopos. tempodel quale goi

l'inipero

romano Rliodez soggiacque alla
il

fecero un'irruzione nell'Aquilania, cioè

sorte del Roueigue,

quale già comprenella 1/ Aqùilania,

so da Valentiniano

1

cadde successivamente in potere de'visigoti nel V secolo, di Clodoveo I nel VI, e de'goti dopo la morte di quel re: nel VII dipendeva dalla Neustria, e nel secolo seguente passò al duca Eude, il cui
nipote Gaifre ne fu spoglialo da Pipino il Breve. Ebbe poi il paese di Rouergue
de'conti ereditari indipendenti, ed
te
il

V secolo. Indi &.Quinziano[F.) africano a tempo di Clodoveo 1, che morì nel 5i i: certo è che nel 5o6 intervenne al concilio di AgdeenelSi i
nel declinar del

a quello d'Orleans. In questo

annoaven-

do voluto disotterrare il corpo di s. Amanzio, ne fu in sogno rimproverato da lui, che gli predisse che sarebbe tolto dalla
sede, ed in
fatti

per

le

vertenze insorte

con-

coi visigoti più possenti de'franchi in

Rho-

167 lo cede ad Alfonso II re d'Aragona, ma nel i258 s. Luigi IX
nel
I

Ugo

dez,

s.

Quinziano passò

in

Alvergna, di

cui Cliermonl n'era la capitale, e ne di-

lo riunì

definitivamente alla corona. S'i-

gnora ancora l'orìgine de'conti di Rhodez, che governarono ij paese fino al secolo XV, e l'ultimo de' quali BorboneVendóme consegnò la città ad Enrico IV

die

la

riunì alla
le

corona.

Rhodez

soffri

moltissimo per
saraceni, ed

invasioni de'goti e dei
si

venne vescovo. Indi fioiìs.Dalmazio che morì versoli 583, succeduto dall'arcidiacono Teodosio: nominerò più distinti. Vero dol 63o, Deodato del 920, Arnaldo del 935, Ponzio del 1075, Ademaro del 099. Nel vescovato d'Ugo fu tenuto in Rhodez un concilio nel i iGi o nel
i
1

un tempo

divise in città
i.',

e borgo;

il

vescovo era signore della

ed

il

re del

borgo: godeva

il

vescovo

La sede vescovile si vuole eretta nel 45o circa, sulFragaiiea di IJourges, ma nel 1678 Innocenzo
5o,ooo
lire di rendila.

70, nel quale vennero stabilite diver.se I misure per conservare la tranquillità della diocesi, e ne tratta il p. Mansi, Sappi. Condì, t. ?., p. 537. Gli successe nel 1214
I

Pietro Enrico de

la Treille; fr.

Viviano

XI
i

sud'rag'.mei vi

elevando Alby ad arcivescovato, fra comprese il vescovo di
conte della
città, li i.° vesco-

francescano del 124? sepolto nella chiesa del suo ordine; Pietro de Plana patriarca
di

Gerusalemme

del

1

Rhodez, che lo è tuttora, ed in quell'epoca
s'intitolava

tificio nella

Palestina

;

3o4, e legato ponBernardo lY Alhy
il

(A^.) cardinale dui

i336:

successore
si-

vo fu s. Jmanzio (/^.) di Rhodez, ordinato da s. Marziale apostolo dell' Aquitania, secondo la tradizione del paese, il quale lo fu pure de'ruteni, ed a lui si attribuisce la erezione della primitiva basilica della

Gilberto o Guiberlo fece degli statuti
nodali nel
I

347 contro

gl'invasori delle
1

chiese e pubblici ladroni. Nel

3G4 EaiClemen-

dito d' /agrifoglio, che l'antipapa
te

B. Vergine.

Con

instancabile

zelo

si

latri,

adoperò alla conversione degl'idogran numero de'quali sussistevano
diocesi, e molli

VII nel i383 fece anticardinale, onde ne parlainel voi. Ili, p. 2 3. Giovanni de Cardalhaco patriarca d' Alessandria, amministratore verso il 1371 .Vitale
1

in questa

ne guadagnò

a Gesù Cristo colla forza de'suoi discorsi,

de'suoi esempi e miracoli: per se pe-

de Mauleon patriarca d'Alessandria nei i4i8, cui successe nel i4'9 Guglielmo de Toi're che restaurò l'episcopio e abbellì
la

nitente e austero, cogli altri era tutto.dol-

cattedrale, erigendovi J'elevala

cczza e carità. Alcuni attestano che mori
nel cadere del

torre campanaria. Nel

i5o5 Francesco

V secolo, e ch'ebbe a

suc-

de Stanno della nobile famiglia d'Estaing,

I70

RHO
»»

RIA
Inter caetera
t.

àA

quale scrive Chenu:

2, p.

206.

ejus opera magis celebria est aedificium
Pinnaciili ecclesiaecalhecli"alis,quod ho-

nomina

Terzi, Siria sagra p- f 1 7, questa sede Rosis, parla di sua
1!

posizione e del suo vescovo Eustazio che
fu al concilio di Calcedotiia. Al presente

dievisiturRuleMae,quodquereliquaGalliae cainpanilia opeiis sliuclura anlecel-

Rhoso o Rosea, Rhoseii,è un

titolo ve-

lere ci-editur;

cum

illiid esset

ex majore

scovile in partibus, sotto l'arcivescovato

parte lìgneum
prilis
fìcari

combustum

fuit die

273-

simile d'Anazarbo, che conferisce

la s.

Se-

i5io, quo anno caeptiim est aedilapideuin, ut nuncest, non taipen

de; e Gregorio
Io attribuì al

XVI

a'

27 marzo 1846
alunno del
se-

coadiutore del vicario apoorientale,

a fundamenlo ut pars ejus infeiior oslendit. " Kel 1 536 il cardinal Giorgio ^f/r{>'.), amministratore: nel i56o rassegnò la sede in favore del nipote Giacomo de Corneliano, cui egualmente per

stolico del

Siam

minnriodelle missioni stranieredi Parigi.

inagnac

RHYNDACES
de

o

RHYNDACUS.
il

Se-

vescovile della Bitinia i.% sotto la

mefiu-

tropoli di Nicomedia, situata presso

rassegnazione successe nel i582

il

nipote

me
dir.

Rindaco,

Due

vescovi notò

VOriens

FrancescodeCornelianOjZelanlissimo pastore e limosiniero. Nel 1616 per coadiutoria ne

occupò

la

sede

il

nipote Bernar-

dino de Corneliano, pure lodalo, e col quale Chenu termina la serie de'vescovi,

che prosieguono la GalUa Christiana e le Noiiùe di Roma. Essendo vescovo Se* geleo Colbert de Casteill scozzese, fatto •vescovo da Pio VI, all'epoca del concordato del 80 in cui Pio V 1 soppresse la sede, egli si ritirò in Londra, ove morì do1

I

1

t. I, p. 636. RI ARIO Pietro, Cardinale. Nacque in Savona, fratello di Girolamo, che fu signore d'Imola e di Forlì (ne'quali articoli parlo di questa nobilissima famiglia, come nel voi. XLVII.p. 2 i5de'due cardinali viventi), e perduto il padre di 12 anni, fu dallo zio p. Francesco della Rovere di Savona francescano e fratello della madre Violante, chiamato in Siena,

ammesso ed educato
cui
il

nel di lui ordine, in

poaver protestato con
slinato nel
il

altri vescovi.

Ripri-

subliaie suo talento, congiunto a pro-

vescovato duilostesso Pio Vlf,

digiosa

memoria,

gli facilitò

i

più rapidi
scel-

1817 vi preconizzò Carlo de Ramon de la Laude di Montauban. Nel i83o
Pio V 11 dichiarò vescovo Pietro Giraud, che Gregorio XVI nel 1842 trasferì all'arcivescovato di Cambray da lui rista1

progressi nelle lettere, fino
to lettore di
filosofia nel
il

ad essere convento

di s.

Nicolò di Venezia,

che

gli

aprì l'adito

alla carica di provinciale di

a quella di commissario.

Romagna e Non mancò di

bilito,

ed

in

sua vece nel concistoro dei

stimolare più volte lo zio a portarsi in

23 maggio dichiarò l'odierno vescovo
mg."" Gio. Francesco Croix.ierdi Billion

Roma,
duto

predicendogli che senza dubbio

.sarebbe divenuto l'apa,

come avea ve-

diocesi di Clermont, già vicario generale
di Moulins: del cardinalato di

in sogno, al dire di Monti,

Mem.

Giraud

feci

star, di

nel voi. LUI, p. rq2. La diocesi è ampia e comprende il dipartimento d'Aireyron. Ogni nuovo vescovo paga 370

cenno

227, quindi avrebbe potuto crearlo cardinale. Certo è che il
p. p.

Savona

Francesco, fatto cardinale nel 1467 da

fiorini di tasse.

Paolo II, per sua morte a'rj agosto «471 divenne Sisto //-'" (f .), essendosi portalo
stro di
il nipote in qualità di maecamera o conclavista, ed egli non mancò di adoperarsi con lutto l'impegno,

RHOSO

o

RHOSOS,

Rhosus. Sede

in conclave

veicovile della Cilicia 2.', nel patriarcato

«l'Anliochia^Botto la metropoli d'Anazarbo,eret(ii nel
le

IV

secolo,

che Commanvil*
Si conosco-

singolarmente presso alcuni cardinali più
riputati e di

chiama Rhos, Ros, Roxsus.

maggior potenza,
zio.

allineile
lo no-

no 6 eicuvi,

riportati diìW'Oriens dir.

reiezione cadesse sullo

Questi

RI A
minòsuliilo vescovo di Treviso, dove fece
rifabbricar la cattedrale, e pel i.° a'i5

RIA
vorato, oltre
lettile.

171

la ricca

e doviziosa suppel-

diceinbie lo creò cardinale prete di
sto, e nel

s.

Si»

Apostoli in nobile avello di

Fu sepolto nella basilica de'ss. XII marmo sul

i^'j3 lo trasferì all'arcivesco*
gli

gusto antico, innalzato dallo zio Papa nel
destro lato del presbiterio, con elegante
iscrizione.

vatodi Firenze. In commenda poi
ferà le

con-

chiese di Siviglia, Spalatro,

Vatì-

lenza, Dìez,

Mande

e Sinigaglia, col

tolo di patriarca di Costantinopoli, oltre

parecchie pingui abbazie e considerabili
benefizi,colla protettoria dell'ordine fran-

RI ARIO Raffaele, Cardinale.D'iSafiglio di Sansoni e nipote per canto materno del cardinal Pietro Riario, a cagione dell' eredità ne assunse il cognoTona,

cescano. Decorato della legazione di Pe-

me,

e Sisto

IV

lo riconobbe-

per nipote,

rugia e poi di tutta
lano,

Italia, si

portò a Mi •

Padova

e Venezia, riscuotendo

da

q'io dicembre 1 4? 7 creandolo cardinale diacono di s. Giorgio, in etì\ di 17 anni,

per tutto grandi onori. Cogl* indicati
chi mezzi

ric-

non ripugna

il

credere che tepersone, tra le

nesse una corte di

5oo

quali ve n'erano assai dotte, colte, nobili

ed erudite, come

si

trattasse

con princi-

pesca magnificenza nella mensa, nell'abitazione, nelle tappezzerie, ne'Ietti, ne*
gli abiti e nella

mentre stava agli studi dell'università di Pisa. Indi neh 47 7 stesso vice-cancelliere e nel 483 Camerlengo (P^.) di s. Chiesa; legalo a latere in Ungheria, INIarca, Ferrara e Umbria, arricchendolo di benefizi ecclesiastici, onde come generosissimo manteneva numerosa ed eletta famiglia,
1

scuderia.

Furono memo-

nella quale siconlarono sinoa 16 vescovi.

rabili la

cena che imbandì agli ambasciasontuosa

Narrano
erano

gl'islorici

che fu involuto nella
i

tori di Francia, e la
la

pompa

col-

congiura de'Pazzi contro
di ostacolo
gli stati

Medici, quali
i

quale accolse Eleonora figlia del redi ^'apoli, che portavasi in Ferrara sposa

all'ingrandimento de-

che meditava Girolamo Riario

d'Ercole I.Ne'due anni del suo cardinalato,

zio del cardinale, signore

d'Imola
tal

(/^.)»

abusando
si

delle rendite ecclesiasti-

e che perciò questi entrò in

congiura.

che,

calcola

che spendesse circa trecen-

to mila scudi perla sola tnvuh; Tossignu-

Meglio è leggere quanto narrai nel voi, XXV, p. 35 e 36. Pel timore e spavento
provato dal cardinale, che perciò fu
in

Storia cidi' ordine dt minori, lib. 2, 226, scrive duecento mila, ed aggiunge che sembrava nato fallo per dilapidare. In un baleno la morte fece sparire tutte le iélìcilà, avendolo colto in Ilumanel 743 secondo Cardella (a'5gennaioi479 riferisce Novaes), d'anni 29 non compili e non senza sospetto di veleno, come voni,

gra-

p.

ve pericolo d'esser vittima del furore popolare in Firenze, conservò per lulla la
vita la pallidezza del volto. Altro ìnfauslD incontro lo provòsotto Alessandro

VI,

1

quando
i

il

suo

figlio
gli

CesareBorgia spogliò
riuscì di sottrarsi alcol pre-

Riari di Forh;

le

sue crudeltà, uscendo da R.oma

gliono
gli

Wadiugo

e Ciacconio, propinatosolFrire

da persone, che non potendo

la di lui sfrenata

ambizione, per cui diin

sponeva a suo talento del pontificato,
tal

modo

sei tolsero

d'attorno e [)rov vi-

dero

alla sicurezza di Sisto
il

IV,

di cui si

dice che

cardinale voleva in ogni

mo-

do

sbrigarsi, per giungere egli

medesimo
conte

al triregno.

Lasciò eredi
il

il

fratello

Girolainue

nipote Raft'aele, con

62,000

scudi di debito e

3oo,ooo

d'arjjenlo la-

andare a caccia, ed in vece fuggii in Savona. Quantoalle tante provviste ecclesiastiche, nel 1479 ebbe raniminisUazione di Pisa, che governò fino al 1489; quella di Viterbo nel 1498 da Alessandro VI, e la ritenne anclie in titolo fino ai i5of>; di Arezzo conferita dallo zio Giulio II nel i5o8, indi rinunziata nel i5i 1; di Savona ricevuta nel 1 5 o da detto Pap;i;di Lucca che consegui neh 5i 7daLeouc X, di cui si spogliò dopo 8 mesi. 11 Ciactesto di
1

,

17»

R A
I

RIA.
possedeva
in titolo, in coi|i

couìo pielende che fosse anche vescovo di Cosenza, Salerno, Taranto, Ascoli della IVIarca e d'Imola; ma Cardelia riscontrato
l'Ughelli trovò che Io fusoltantodiTaranto.

menda € in amper
lui
il

ministrazione.

Ma
di

interpostosi

sagro collegio con ferventissime istanze,

venne multato
conlìscato
il

centomila scudi,
s.

gli

fu

Fu

[jiire

vescovo di Cuencaj

di

Osiuu,

palazzo di

Lorenzo

in

Da-

siiburbiciuiodi Portoedi Ostia e Velletri,

maso
solo

in favore della

camera apostolica e
abitarlo fino alla
ai vice-

ed

in queste
le

due diocesi da'fondamenti

ri-

gli si

permise

di

fabbricò
zie di

cattedrali.

Ebbe pure

le

abba-

morte, venendo quindi assegnato
cancellieri di s.Chiesa,

Monte

Cassino, Cava, Chiaravalle,

Pavia

in cielo aureo, di Sassovivo e altre,

oltre la protettoria degli agostiniani e la

\ice-re§geuza delle provincie di Bari

e

Capitanata. Divenuto titolare della

C/i/e-

sa di

s.

Lorenzo

in

f.»bbricò,e prosegui e

Dainaso {f^-), la ricompì il contiguo
di travertini,

priamente e Palazzo della Cancelleria apostolica (/'.), venendo successivamente abbellito dai vice cancellieri, massime colle pitture a fresco nelle sue ampie sale di Vasari Cecchino Salviati, Nasini, Bastiano Fiori
,

onde acquistò properpetuamente il nome di

sontuoso palazzo tutto
dal

che

fr.

Salvatore Foschi, Bagnacavallo,
altri valentissi-

nome di>sua antica diaconia prese il nume dis. Giorgio, incomincialo dal car dinol
di

RuvialCj Bizzera, Wilt e
mi:
tare
in
il

cardinal Farnese
le

vi

fece rappresen;.

Mezzarota (^•), con architettura Ora man te, con due facciale e magnifi-

storie di

Paolo

III

ma

eseguite

loo giorni, molli
Il

affreschi riuscirono

co cortile qtiadrato e circondato di portici , ornato con 44 colonne doriche di
granito, forse provenienti dalle loo del
portico prossimo al teatro di

mediocri.

cardinal Riario ne'4anni che

sopravvisse alla sua

sventura, benché
solo no-

reintegrato nelle dignità e benefizi ecclesiastici,

Pompeo.

ma

nel camerlengato

il

Kella stessa chiesa collocò la miracolosa

me, contrasse profonda malinconia congiunta ad estrema debolezza di
testa,

Immacolata Concezione, Il Palazzo Corsini (y.) era nitro palazzo che possedevano in Roma Riaria tempo del cardinale, e fu abitato lautamente dal conte Girolamo dopo le sue nozze, per le
dell'

immagine

on-

fondandovi nobilissima cappella.

de visse giorni assai tristi e addolorati. Rinunziate le chiese di Viterbo, Savona e
Pisa ai Riari suoi parenti,

i

dopo

essere in,

tervenuto con autorità a 5 conclavi

la

quali Sisto

IV

fece celebrare in Ronfia so-

morte troncò nel i520 a'6

i

suoi patimenti in Napoli

luglio, d'anni
il

6i e non al-

lenni giostre e tornei in più giorni, e re-

trimenti. Trasferito

suo cada vere in Ross.

plicatamentenelpalazzoVaticano imbanih splendide

ma,
(f'

fu sepolto ni sinistro Iato del presbi-

mense,

colla libertà di gior-

terio della
.),

Clùesa de'

XII

j4postoli
i-

no

e di notte di poterne

godere ognimo:

in bellissimo avello

con semplice

di questo palazzo e de'Riari erudite
tizie

nol*iìi

scrizionc, peravervi rifatto la tribuna

eoa

raccolse Cancellieri nel Mercato.

disegno di Buccio Pintelli, e dipinta coll'opera di

gravissimo infortunio de' precedenti incorse
il

Melozzoda Forlì e

di

Sandro

cardinale

come complice
la

e fauto-

Bolticelli, delle quali pitture feci parola

re della congiura del cirdinal Alfonso Pctracci
(/''.)
,
,

contro

persona di Leone

X
il

{f''.)

(piantun(|uc alcuni dicono che

cardinale solone lusse consapevole.

Ku

anche nel voi. L, p. aSG. Sotto Clemente XI fu demolita la vecchia tribuna e per la nuova il marchese Riario contribuì 3ooo scudi, ritrovandosi il cadavere del
cardinale quasi intatto cogli abiti
bellissi-

in prociato d'essere

condannato a morte,

dopo
ti
i

ctfcre >tuto in concistoro spoglialo

mi

e nuovi,

della dignità cardinalizi», e privato di tut-

cellieri a p.

come leggo 33. Laonde

nel citato

Canil

vieppiìi restano
,

vwcuTUli e

buucfiici pinguÌ!>)iiui

che

cunfututi quegli scrittori

che dissero

RIA
cardinale tumulato
inaso, ove

RIC
s.

173

Lorenzo in veramente avea ordinato si dein

Da-

formò

in gran parie gli ordini religiosi del Portogallo, e domò con rigorosi decreti la

ponesse, disposizione cliegl'iDdusse in errore.

contumacia degli antoniani. Ri-

tornato in Italia
la

neh 58

I, gli

fu affidata

RI A RIO Alessandro, Cardinale. Bolognese de'marchesi di Castelìelto, della
nobilissima famiglia de'precedenti cardinali
;

legazione dell'Umbria e di Perugia, la
s.

proleltoria de'monaci eremiti di

Girola-

mo,

e la prefettura della segnatura di giu-

compili con decoro

gli

studi

nella

stizia,

venendo

inoltre deputalo a repri-

università di Padova, e

neh 562 ottenu-

mere
la

le scorrerie

de'bandili. Si distinse

ta nella patria la laurea dottorale, cliia-

questo pio cardinale nella divozione per
l'erigere a suo
lo dimostrò nelonore un mtignifico altare nella chiesa di s. Maria della Consolazione di Roma, a cui compartì insigni

mato

in

Roma

da'suoi amici, fu ascritlo
1

Beala Vergine, come

da Pio IV nel numerode'prelati. Nel 565 ottenne collo sborso di 60,000 scudi lacacarica di Uclilore generale della
(/^.), indi agli

camera
s.

8 novembre 1570

Pio

V

benefizi,

avendo pur

fatto sontuosi pre-

Io

nominò

patriarca d'Alessandria, titolo

senti al santuario di
tri

Loreto e

tra gli al-

vacato per morte di Cortesi vescovo di

una croce d'oro per valore
d'

e lavoro

Vaison (Garampi, Osservaz. sulle monete, A ppend. p. 807, lo dice cohsagrato a'2 4- agosto 1572 dal cardinal Lomellini, coir assistenza di Antonio Elio patriarca di

assai
ri

ragguardevole, con alcuni candellie»

argento di eccellente lavoro. Interal
a'

venne

conclave di Sisto

V

e

morì

in

Roma

18 luglio i585, d'anni ^1 non

Gerusalemme e

di Fieschi ve-

compiti, nel suo palazzo presso porla Set-

scovo di Savona), e lo die in compagno
al

timiana
pi,

,

come
i

leggo nel citato

Garaml'o-

suo nipolecardinal Bonelli legatorz/rt-

laonde

Riari ancora possedevano

tere nella Francia, nella

Spagna

e nel Por-

dierno palazzo Corsini, aggiungendo che

togallo per istringere que'sovrani in lega

ancora avea

il

titolo di patriarca,

che fu

contro

il

turco. Al suo ritorno fu asso-

cialo al cardinal Crasso e altri prelati per

dato a Enrico Gaetani poi cardinale, nel i586 a Gio. Battista Albani, neh 588 a

riformare
te

le

cariche e

gli uflìzi
a'?,
i

della cor-

Camillo Gaetani.
nella

Il

caidinalRiario fu se-

romana. Gregorio XIII
lo

febbraio
s.

polto nella basilica de'

1578

creò cardinale prete di

Maria

d'Araceli, titolo che gli conferì a*3

zo (come nota
tere a

il

p.

Casimiro,

/araceli, p. 357), e

marMemorie di neh 58o legalo « Inla

ss. XII Apostoli, tomba che già si era preparala nel mezzo del presbiterio con breve iscrizio-

ne, cui poi fu aggiunta altra magnifica e

onorevole.

Filippo

II

per

successione al

RIBADO

o

RIBALDO

,

Cardinale.
II,

trono di Portogallo {^.), e lo coronò re, dóve con rischiodella propria vita adempì con soddisfazione del
gli

Fiorì nel pontificato d'Innocenzo

e

si
s.

trova sottoscritto diacono cardinale di

Papa
II

l'addossatanel partire

Maria

in Portico nella bolla

deh 139

a

commissione. Filippo

favore della chiesa di Ferrara.

volle regalarlo di ricco vasellame d' oro

RIBATTEZZANTI.
ministravano
il

Eretici che
(f^.)

amloro

massiccio per uso d'una cappella, che fu

Battesimo

a quelli

modestamente ricusalo, come pure al duca di Braganza (pretendentealla corona) una lazza d'oro ornala di preziose gemme. Se non che, mandato dopo alcun tempo lo stesso donativo in Roma, per comando del Papa fu coda
Ini

che non erano
setta,

stati battezzati nella
(A'.).

avea ritìulata

come

i

Donatisti
(s.),

RICA RIO

abbate. Nacque nel

vil-

laggio di Centula nel

Ponthieu,e fu

al-

levato nel santo timore di Dio, passando
i

primi suoi anni nelle fatiche della vita

stretto a riceverlo. Nella sua legazione rì-

campestre.

Avendo

ricovrato in sua casa

174 due preti

Rie
irlandesi,
i

R C
I

quali passando pel

Ponthieu furono maltrattati dal popolo, restò sì commosso dai loro discorsi, che risolvette di non vi vere più che per Iddio,
nella pratica della più austera penitenza.

Enrico IV, contro il diritto delle genti ritennero per alcun tempo in prigione il
legato,

tornare in

che lascialo poi in libertà potè riRoma. D'ordine di s. Gregola

rio VII assunse

legazione di

Spagna

,

non mangiare che pane di orzo misto con cenere, e a non bevere che acqua mescolata sovente colle sue lagrime. Aggiungeva lunghe vigilie alla fatica delle mani e passava giorni e le notti nella preghiera e nella meditazione. OrSi ridusse a
, i

decaduta disciplina ecclesiastica. Morì nel luglio i oyq, pare nella Spagna, con fama di uomo insignemenper
ristabilirvi la
te dotto,

pieno di carità e religione, e di

compassione pe' poveri.

RICCARDI Riccardo, Cardinale. Nato di chiaro

dinato poi prete,si consagrò intieramente air istruzione dei fedeli, e

sangue nelle Gallie,
j

fratello
s.

poco dopo

del precedente

professò

la

regola di

passò in Inghilterra, onde perfezionarsi
nella scienza dei santi. Ritornato in patria, vi riprese le

Eenedetto

in

s.

Vittore di Marsigliaene

fu abbate. Alessandro

sue funzioni ordinarie,

cardinale prete, quindi
lo

IldelioGi lo creò s. Gregorio VII
al

e

i

suoi discorsi

producevano dovunque
quale tocco da un suo
vanità del

surrogò nella legazione di Spagna
fratello. Ivi

maravigliosi frutti. Predicò alla corte del
re Dagoberto
I, il

defunto

celebrò un concilio

sermone sopra
gio.
Il

le

mondo,
gli

l'ob-

in Burgos perla riforma del clero che si abbandonava ai riprovati matrimoni, e

bligò a ricevere de'presenti di gran pre-

fu ili.°,

come

scrive Riccy,

Meni,
il

istori'

santo impiegò quanto

era stato

che d'Albano, p-igG, a stabilire
fonso

mini-

donalo a sollevare i poveri e a fabbricare il monastero di Centula, di cui si gettarono le prime fondamenta nel 638, e poco dopo ne edificò un secondo chia,

stero pontificio in quel regno presso Al-

VI

re di

Leon

e nella Castiglia, e
s.

come
pa
per

eziandio ricavasi dalie lettere di
al legato. In seguito
il

Gregorio VII
false

Pa,

mato

poi Forest-Montier, a tre leghe e

lo spogliò della dignità cardinalizia

mezza da Abbeville. Passò il rimanente di sua vita con un solo compagno nella foresta di Cressy , unicamente occupalo
nella preghiera e nella

informazioni di essere fautore

dell'antipapa Clemente III;
tasi

ma conosciu-

contemplazione.

da s. Gregorio VII l'innocenza, prontamente lorestiluì agli antichi onori. Per
il

]Morì verso
•stodiscono

64^, e le sue reliquie si cunel monastero di Centula detil

sua morte brigò
nire
le

papatoe vedendo sva1'

sue anibiziose mire, procurò
III,

e-

to di

s.

Ricario.

La sua
il

festa è

segnata ai
ne'ca-

saltazionedi Vittore
tandosi

dal quale ripu-

9.G d'aprile, e trovasi

suo

nome

non molto apprezzato, suscitò nel
scisma dell'antipapa Silvestro,

lendari di Francia e nel romano.

1087

lo

RICASOLI Vgo, Cardinale. APierlEONt Uno, Cardinale.

RICCARDI Behnardo,
Francese
bate di
lì del
s.

Cardinale.
e ab-

ovvero seguì le parti del falso Clemente III. Convocato però Vittore III un sinodo in Benevento nell'agosto, scomunicò so-

di nobile stirpe,

monaco

lennemente
scisma
,

il

cardinale. Estinto poi lo

Vittore di Marsiglia, Alessandro
ilo

pentito e dolente del

commesso
che
lo spe-

loG

creò cardinale prete, indi fu

fallo, fu

assoltoda Pasquale

II,

«pedilo

Gregorio VII per legato col tardmal Rernnrdo di Pavia a tutti prin(In 8.
ì

dì legalo

a

lalere nelle Gallie

per dare

l'assoluzione dalla scomunica a Filippo
I,

Germania, radunati in Forcheim ounh'O l'imperatore Enrico IV «comunicipi di

cheovcndo abbandonato

la

concubina

roto pe'tnui cccesui, in cui luogo fu sostituito

Bcrtrada dava segni di verace ravvedimento. In questa occasione celebrò nel
I
I

Kodolfu di Svcvia.

I

partigiani di

o4 un

concilio iu

Troycs

,

e altro in

Rie
Ceaiigenci, ed
(luniiare la

RIC
per coneie-

175
i

un

'^.°

in Parigi,

tevole d'essere annoverato fra

santi, li

simonia e introdurre nel
1 1

ro stabile riforma. Nel
dieta di

Magonza

,

o5 presiedè alla in, cui Enrico IV ri-

nunziò r impero a Enrico V: il i.° domandò con grande istanza d' essere prosciolto dalle censure da cui era allacciato
;

suo culto è assai celebre nella città di Lucche ne solennizza la festa il 7 febbraio, ed è altresì nominato in tal giorno nel martirologio romano.
ca,

RICCARDO
iìn

(s.)

,

vescovo d' Andria
si dedicò Dio, e creb-

nella Puglia. Inglese di nascita,

ma

ricusò di compiacerlo, se
lo

non detestava

scisma di
s.

prima Clemente IH,

da fanciullo

al servigio di

be nella pratica dell'astinenza,

dell' ora-

e riconoscesse legittimi

Gregorio VII e successori ; ciò che Enrico V avendo solennemente eseguito con umilia, massime detestando quanto avea fatto contro s.

zione, dell'umiltà e delle altre virtù.

A-

vanzatosi nello studio delle belle lettere
e delle scienze ecclesiastiche, insegnò teologia con felice successo, e ricevette gli

Gregorio VII,

fu benedetto.
II in

Neh 107 ac-

ordini sagri.
re perfezione

Il

desiderio di una maggio-

compagnò Pasquale
benze. Verso
in Palencia
,

Francia, e per
concilio
il

sua commissione esercitò molte incomil

Ilio intimò un
alla chiesa di

il suo paese dove visse nel ritiro e nella solitudiqe; maconosciutosi il suo

gli. fece lasciare

per passare

in Italia,

nel quale restituì

diritto

sapere e

la

sua santità

,

fu collocato dal

metropolitano

sistendo a quello di

Braga , Clermont, in cui

asfu*

Papa

sulla sede episcopale

d'Andria nella
diede con som-

Puglia. Essendo allora l'Italia lacerata

rcnu scomunicati
sa di Mauriennc.
li

i

persecutori della chie*

da guerre

intestine, egli

si

Più per tempo Ughel-

mo

zelo a sradicare mali inveterati, e gli
si

lo fa

vescovo d'Albano,

ma

trae questa dignità al
della lo dice

1 1

Lucenzi proi4 circa ; Cardi tal

morto prima
1

epoca e

nel

1

1

1

3, e Ciacconio nel

1 1

6 con magil

giore probabilità.

RICCARDO
secolo VI II, fra
i

(s.), re.

Regnava verso

sassoni occidentali ch'e-

ransi stanziati in Inghilterra, e fu
di

Winebaldo
,

,

di Vilibaldo e di
tutti (re

padre W^al-

unironoperinduiloapre* paese, il che eseguì eoa felice successo, non essendovi alcuno più atto di lui a pacificare gli animi discordi e ad inspirare sentimenti di penitenza e ih pietà. Morì circa la fine del secoloXII, e fu canonizzato da Bonifazio VIII. La chiesa d'Andria l'onora come prolettore, celebrandone la festa ai 21 d'agosto. Nei
altri vescovi

dicare in tutto

il

burga

che sono

onorati

come

Bollandisti trovasi la sua vita sotto
di

il

9

santi. Sia ch'egli fosse spogliato de' suoi
stati, sia che vi avesse rinunziato spontaneamente, s'imbarcò a Hamble-IIaven

giugno.

RICCARDO
in Inghilterra.

(s.),

vescovo di Chichester

Nacque nel castello di WiInclisi

per recarsi

in pellegrinaggio a

Roma

coi

che, lungi

4 miglia da Worchester.

suoi figliuoli Winebaldo e Vilibaldo.

Ap-

nato

alla virtù,

dedicò di buon'ora a-

prodato sulle coste

di Neustria, di là pas-

gli esercizi

della religione, e allo studio

sò a Rouen, e dopo esservi dimorato assai tempo, seguì il suo cammino, dando

delle scienze,

prima ad Oxford, poscia
in Inghilterra fu insignisi

a Parigi, ove trasse una vita molto austera.

per tutto manifesti segni di sua pietà. Non gli v«nne fatto d'andare sinoa Roma, essendo morto repentinamente a Lucca in
Italia, verso

Ritornato

to del grado di maUre-es-artsj indi

re-

cò a Bologna per istudiarvi
nonico, e ne approfittò in

il

diritto ca-

chiesa di
coli

722, e fu sotterrato nella 11 dono dei mirache Iddio aveva accordato a questo
il

modoche ven-

s.

Frediano.

ne eletto pubblico professore. Tuttavia non istette molto aritornaread Oxford;
e pel suo merito divenne cancelliere di
quella università.

principe in vita, e quelli con cui ha poi

onorato

le

sue

reliquie, Io resero meri-

Cedeudo

poi agl'inviti

e

176
di
s.

Rie
Edmondo
arcivescovo dì Canloibecenobio. Morì in

Rie
Monte Cassino neh 163
Dì chiae
circa, e vi restò sepolto.

ry, si Irasfen appresso di lui, ed esso lo fece cancelliere di cjuella chiesa e gliaflì-

RICCI

GiovANivi, Cardinale.


suo

la cui-a degli affari piti

importanti dei-

ro sangue, nacque a

Monte Pulciano,
si

la diocesi.

Accompagnò
Francia
,

s.

Edmondo

nel
lui

per involarsi

ai

duri trattamenti della recò in

esilio in

e

dimorò seco
si

matrigna, di i5 anni

Roma,

sino all'estreuìo di sua vita. Ritiratosi di-

poi fra

i

domenicani d'Orleans,

applicò

allo studio della teologia, e fu ivi eleva-

dove trovò un protettore nel concittadino Tarugi, grande amico del padre, presso il quale non potè indurlo a ritornare.

to alla dignilèi del sacerdozio; quindi ri-

Venne

collocalo per maestro di casa del

passò in Inghilleira e fu parroco nella
diocesi Ji Cantorbery. Bonifacio, succes-

cardinal del

Monle
il

e vi riuscì egregia-

mente, onde

cardinal Alessandro Farlo volle

sore di

s.

Edmondo,

1'

obbligò a ripren,

nese ad ogni patto

seco nello stesin lui

dere

il

grado

di cancelliere

e di conti-

so uffizio, e ben presto

conobbe
in

mol-

nuare a prestar servigio

alla sua diocesi.

to spirito e singoiar intelligenza negli affari,

Eletto vescovo di Chichester nel 1245, e

onde

se

ne prevalse

parecchi

ma-

confermato da Papa Innocenzo IV, diedesi tutto al governo della sua chiesa, e si
distinse particolarmente per le sue bene-

neggi importanti e gelosi: lospedì inFrancia,

Germania

e Paesi Bassi per Li'atlar-

gravi incombenze, che eseguì con som-

ficenze verso

i

poveri, e pel suo zelo nel

ma
ce

prudenza e soddisfazione del suo
III nel

si-

mantenere la disciplina. Gli fu data l'incumbenza di predicare una crociala contro saraceni; ma gli prese una febbre in quello che adempiva questa commissione, e morì nello spedale di Douvres a' 3 ai

gnore. Dallo zio Paolo

«542

lo fe-

ammettere

tra'

camerieri segreti e in

prelatura, indi tra'chierici di camera, poscia lo

mandò
,

collettore apostolico in Por-

togallo

e successivamente inlernunzio,

prilei2 53, in età di
cattedrale.

56 anni.

Il

suo corpo

prima
di

alla corte di

Spagna, poi a quella
1

fu trasferito a Chichester e seppellito nel*
la

La

t'ama delle guarigioni
alla

Vienna, conferendogli il Papa nel l'arci vescovato di Manfredonia, indi

544

l'ara-

miracolose operate

sua tomba, edel-

determinarono il Papa a nominare dei commissari peresaminaie la verità di questi fatti, molti de'quali furono autenticamente avvela risurrezione di tre morti,

minìstrnzione di Chiusi nel i545, chiese che Ughelli pretende concesse da Giulio

restato

HI già cardinal del IMonte. Bensì questi amorevole col Ricci l'inviò a Napoli per gravissimi affari, e poco dopo lo
fece

rati;

quindi fu con grande solennità ca-

suo tesoriere segreto e particolare:

nonizzato da

Urbano IV

nel

1262.
sottoII

Cardella crederebbe elemosiniere,
si

ma disministesso

RICCARDO,
s. r.

Cardinale. Prete della
,

altrove che

i

Papiaveano

di tali

chiesa e abbate di Marsiglia

stri; Vitale poi lo

vuole tesoriere genetale fu.

scrisse la bolla del

1095

d'
8.

Urbano

a

rale e

probabilmente

Lo

favore del monasterodi

Egidio.

Temo

che

sia

il

medesimo Riccardo Riccardi.
Crtrr/mrt/e. Italiano.mo-

Giulio Illa' 20 dicembre i55i lo creò cardinale prete di s. Vitale, ed a lui giovò

IUCCA UDO,
nnco e abbate
cenibre 12 5?.
di

non poco
pi

cn'suoi consigli, ed

ebbe dai Pa(|uali tulli di-

Monte Cassino, nel di01 253 Innocenzo IV lo creò
s.

onorevolissimi incarichi,

cardinale prete di

Ciriaco.

Ricuperò

parecchi (ondi che per incuria de'tempi

simpegnò con lode d' integrità e valore. Pio IV mediante la rinunzia che il cardinale feced'un'abbazia che gli rendeva Hoo
scudi, eresse

erano

stati

fìlli^nne

perduti dii qnrl monastero, da AlrKsandro IV ampia bolla di
iiillu

Monte Snidano

(

al (piale

articolo parlai d' altre bcnemeren/.e del

confctuia allu donazioui

a

insigne

cardinale) in vcscuvutu e lo lece auiuimi-

Rie
slrafore di esso; e

Rie
man-

177

per sua morte poco

cò che fosse eletto Papa. In vece lo fu s. PioV, che nel «567 lo dichiarò amministratore di Pisa, in cui celebrò
il

RICCI MiciiELANGEto, Cardinale. Nacque in Roma da pii genitori a' 3o gennaio 16 19, da Prospero di Como e da Veronica Cavalieri di Bergamo di oscura
condizione. Dedicatosi allo stato ecclesiastico,

sinodo
ri-

diocesano e stabilì utilissimi decreti

guardanti l'ecclesiastica disciplina e

la ri-

senza essere sacerdote, divenne qua-

forma de'costumi, istituendovi un
gio pe' suoi concittadini.

colle»

lificatore e

poco dopo consultore del

s.

La

destrezza o
di

oHlzio, indi segretario della congregazio-

per meglio dire

il

dono che avea
il

macon-

neggiare a suo talento

cuore de' prine negozi più

ne delle indulgenze. Innocenzo XI il r." settembre 1 68 1 lo creò cardinale diacono
di s. Maria in Aquiro, ma egli con illustre esempio d' eroica umiltà scrisse al Papa una lunga e ragionata lettera, nella quale con grande energia, erudizione e for-

cipi e de'grandi, lasua industria nel

durre a buon fine
gelosi e intrigati,

gli affari

ebbe del sorprendente principali e più grate delizie e la sua predominante passione era il fabbricare; in conseguenza ee del singolare.

Le sue

za di ragionigli rappresentò
lo

dificò in
la

Roma W Palazzo Ricci {F

.)

nel-

strada Giulia, ovvero l'acquistò e ab-

belb, come fece del Palazzo Sacchetti^ V.)^

ne costruì altro sul Monte Pincio ora di Villa Medici {F.),eAa\Uo\n Monte Pub ciano, fabbricando delle case presso il Vaticano, ne'qualiedifizi impiegò la somma di 25o,ooo scudi. Insieme con altri cardinali fu incaricato d'invigilare al risar-

molivi che determinavano a ricusare la dignità. Queste industrie riuscirono vane e il Papa lo volle cardinale, ad onta de'suoi mirabili sforzi per sottrarsene. Ma quanto fu grande il piacere degli estimatori del
i

merito

in

vedere esaltata
la

la virtù, altret-

tanto fu maggiore

doglia in vederlo in

Roma dopo
1682
piti.

a'

c) mesirapitodalla morte nel 12 maggio, d'anni 64 non com-

Ebbe

sepolturains. Francesco a Riss.
il

cimento delle strade
siastico. Stabilita

di

Roma,
Pio

de' porli,

pa nella cappella del
al

Crocefisso,

dove
sin-

de' fiumi e delle fonti dello stato eccle-

destro lato

si

vede

suo busto in mar-

da

s.

V

la

famosa
il

mo

con elegante

iscrizione.

Ad una

lega co'principi cristiani contro

turco,

goiar innocenza di costumi accoppiò gran

deputò il cardinale per alienare dentro il termine d'un anno censi imposti sui beni di chiesa in Italia, afinedicumulardenaro per sostenere tal guerra. Dopo essei

profondità di dottrina nella teologia,
sica e

fi-

matematica

;

fu

amico

de' primi
:

scienziati e del Torricelli.

Pubblicò

E'

xerci tallo geometrica.
niinis,

De maxiniisel mi11

re divenuto nel

1573 vescovo
nel

di

Sabina,

che

gli

procacciarono l'ammira-

e di aver concorso alle elezioni di 5 Papi,

zione degli

stessi

contemporanei.

Fat.

iSj^, e fu sepolto nella chiesa di s. Pietro in Montorio, nella cappella di s. Gio. Battista da lui splendidamente fondata, con onorevole epitaffio, avendovi fatto dipingere il santo da Cecchino Salviati, e scolpire mirabilmente le statue de'ss. Pietro e Paolo da Daniele di Volterra. Dotatodi eccellente ingegno, pio, costante, modesto e fedele, fu il fabbro della propria fortuna,ondequanin

morì

Roma

broni ne pubblicò bella edelegante vita
nelle Fitae italor. doclrina excellent.
2, p.

200,

il

quale tratta pure delle ope-

re del cardinale.

RICCI Francesco, Cardinale. Nobile

romano, nacque

il


i

febbraio 679, e
1

fatti

rapidi progressi nelle facoltà legali,

da Clemente XI fu ammesso tra'votanti di segnatura e poi Ira'chierici di camera, ottenendo nel 17 19 )a presidenza delle
zecche, nel 1721 quella delle ripe, nel 17 24 quella delle strade, in seguito nel

do

era nella vita privata traspirava nella

sua persona un non so che di grande e di maestoso.
VCL. LVII.

1729 divenne decano^degli

stessi chìerì-

12

tjS
ci di

Rie
ri

Rie
chi avanzi del recinto in tetraedri regola-

camera, come rileva Nicolai, Della presidenza delle strade, X. 2, p. 146. Nei
quali ufBci,attesa la diligenza incredibile

a strato alternato presso la Porta

mana moderna.

In questo luogo

Roappun-

con cui adennpiva propri doveri, si fece da tulli amare; laonde il s. collegio nella sede vacante del ySo, deposto il prelato Sardini, gli afiìdò la presidenza o com»
i i

to sorge l'odierna Riccia,

ducato della noe ridente col-

bilissima famiglia Chigi (f^-), cioè nella

sommità
le,

del vicino

ameno

ove secondo Ratli, Storia di
i

Gema-

missariato delle armi, e meritò di essere

no, p.ì^S, la riedificarono
velli (/''.),

polenti Sa-

confermato

dall'eletto

ClemenleXII.Per

per renderla più forte e capaostili

morte
to

di

Filippo Bondelmonte, BenedetI

ce di maggiore resistenza alle
sioni,

inva-

XIV nel 74 lo promosse a governatoredi Roma e vice camerlengo di Chie'

s.

sa, indi

a'q settembre 1743
s.

lo

creò carlo

secondo l'uso comune di que'teuipi, e tuttora vi sono avanzi di mura merlate a Porta Romana. Però il patrio istopiose

dinale prete di

Maria del Popolo, e

rico can.° Lucidi, nelle importanti e co-

ascrisseallecongregazioiii de'vescovi e regolari, consulla,

Memorie

storiche della

medesima,
1'

buon governo

e acque,

parlando delle diverse distanze allribuite dagli scrittori tra

facendolo inoltre proiettore dell'arciconfraternile del gonlidone, e della pietà dei

Roma

e

Ariccia, e

confutando a

p.

2

i

quanto ne scrisse Bionesisteva nello stesso

carcerati in
la

s.

dignità cardinalizia
in

Giovanni della Pigna. Nelsi conservò e man-

do

nel

1

4^

1

ntW Italia illustrata j dichia1'

ra che già
sito,

A riccia

tenne
le,

quella dolcezza e albibilità di

tratto, cli'eragli

sempre

stata connatura-

ed

in quella stessa precisione e alien-

zione nell'esaurire i suoi impieghi che in avanti avea usate. Finalmente, commendabile per pietà verso Dio e per la carità
coi poveri
I

ove presentemente esiste, e non distante d'Albano più d'un miglio. E" circondata verso tramontana e levante dai colli A ricini, dal Monte Albano o Cavo
(<li

cui parlai a Passionisti), dalla selva

della Faiola e dal

,

cessò di vivete in

Roma

a*

6

scirocco dal
la

Monte Gentile; verso Monte Pardo. E" aperta dal]\Iedilerraneo, da cui

gennaio 755, d'anni 76 non compiti. I funerali furono celebrati nel suo titolo, donde trasportato privatamente nella
chiesa dis. Pietro Monlorio, fu tumulato
nella cappella gentilìzia di sua illustre fa-

parte di ostro, ponente e maestro sino

al

mare Tirreno o

è lontana circa 12 miglia, ed in cui a oc-

chio nodosi vedono anche
che. Deliziosa è
tutta la
la

le

piccole bar-

miglia, con niugnifìco elogio

ivi

postodai

veduta diesi gode di campagna romana, incomincian*
sino
al

nipote bali

fr.

Minialo Ricci.

do da Ostia

Monte Circeo ora

s.

RICCIA
del

(Ariccia), Arida.

Comune
di Ixoina

Felice o Felicita. Questo piacevole e tranquillo soggiorno,

governo e

della diocesi suburbicaria

commendevole per
dai lòreslieri
,

sa-

d'Albano, distretto e
(^'.),

Comarca

lubrità d'aria, è assai frecpientato dai ro-

da cui èdistante 16 miglia, sulla fre-

mani ed eziandio

sia

per

quentatissima strada corriera e postale

villeggiatura, sia per rinvigorire la sanità

che conduce a Napoli, la qualeraltravcr•a. Fu già una delle città principali, più |)Otenli e più insigni dell'antico ^az/o(/ '.), come una delle più vetuste d'Italia. Kru «ituata nella via Appia nel concavo del
piano della fantigerala e deliziosa valle o-

o curare l'infermità del corpo. Tra'fabbricati primeggia quello del principe di Canino (di cui nel voi. XXIll, p. i<)3 e
i()(),

XLV,

p-i'>9) con piccolo leulio e

giardino, in eccellente posizione. Nell'am-

pia piazza poi, decorata da due fontane,
olire altra in angolo, torreggia
fico
il

monima, ora Valle
eiaCf avente
In

Riccia

,

f^allìs ziri-

magni-

tua rocca o cittadella iu
di cui

palazzo baronale del principe Chigi

luogo allo e

(iurte,

liioauguno pò*

con propinquo e vasto parco. Rimpcllo

,

Rie
si

Rie
cliiosa e insigne

179
la

ammira
una

la

grandiosa

IcssandroVII
segnò
la

vi

celebrò

messa

coll'in-

rnllegiata edifica la
gi,

da AlessandroVIICIii-

lervcnlo di alcuni canlinali, e poscia conchiesa
ai

delle più belle opere del celebre

canonici dcll'Ariccia.

Il

arcliitelto e scHdtore cav. Gio.

Lorenzo
di stile
i-

Bernini, eretta in onore delia B. Vergi-

Bonanni, Numisninla Poni. t. 2, p. fi4' e 694. •'•po'"''* e descrive la medaglia che
fu coniala col prospetto del tempio, col-

ne Mniia assunta
solata ecii-condala

in cielo.

Essa è
lati

semplice e corretto,di forma rotonda,

l'epigiafe

da amboi

con an-

ni B. f'^irgini
tre

temiu'aledi bella struttura. A 'fianchi s'in-

Bene fundata Domtis DomiAricinonim Pnlronae. Inoldice che la i.^ pietra In pose il Papa
:

nalzano due torri campanarie,

in

mezzo

ne'fondamenli nel 1 663, altra
nipote. Piazza,

il

cardinal

alle quali vi è la sagrestia e sopra

8 stanze
so-

canonica li. Esteriormente è ornala di portico

trattando a
cia,

p.

Gerarchia cardinalizia 3oi della Terra d' Aric-

che ne cosliluisce

il

prospetto

,

osserva che questa chiesa fu fabbri-

vrastalo dallo
altre
ai lati gi

stemma d'Alessandro VH;
sono

cata sul modello del Pantheon di

Roma,

due
li

specie di pollici distaccali
l'iscrizione di

Sigismondo Chi8 pilastri sostengono la cupola e servono di divisione agli altari. Sopra il cornicione vi sono disposti i6 Angeli di stucco Ira loro collegati con festoni di fiori e foglie di quercia la cupola maestosa che cuopre tutta la chiesa Cadorna di rosoni difcon che
fece costruire. JNell'interno
:

onde Alessandro VII vollechesi chiamasse il Pantheon Mariano, e che poi fu detto il Duomo dell' /l riccia. Le2"0 nella Do
Descriz. della has. Vaticana, p. i i5, di Cancellieri , che uno degli ottagoni che
rinfiancano co'Ioro semtcircoli
della
i

4

piloni

gran cupola

,

è della stessa vastità
:

ferenti
li

;

ed

i

lavori di stucco o scultura

con quale idcci Buonarroti edificò tali ottagoni, lo rimarcai nel voi. XII p. 284. Questa è pardella chiesa dcll'Ariccia
,

esegui Antonio Raggi. Nella tribuna è

rocchia con ballisterio
la

,

essendo allìdata
Il
i

l'altare

muggiore
:

isolato, cogli stalli del
ivi si

cura d'anime
si

al

canonico arciprete.
di esso e di altri

coro de'canonici
sco

vede dipinta a

fre-

capìtolo

compone

2

da Guglielmo Cortese dello il Borgognone l'Assunzione della ss. Vergine Macon molti Angeli e 12 Apostoli. Tre altari p«r parte sono tra' pilastri. Dalla
ria,
i

canonici, cui Alessandro VII concesse l'uso dell' almuzia color cenerino che ado-

perano nell'inverno, poiché apprendo dal n.° 294 del Diario di Roma del i8o3,
che domenica 23 ottobre Pio VII si recò a celebrare la messa in questa chiesa, dopo la quale onorò l'insigne capitolo con
accordargli
il

parte destra dell'altare maggiore

vi

è

s.

Tommaso
ni,
il

da Villanova dipinto da Vanseguente di s. Giuseppe e la B. Verfratello Gia-

gine lo colorì Lodovico Gemignani,il 3."
di
s.

privilegio di portare

il

roc-

Antonio abbate è del

chetto in tutte lesagre funzioni. Alessan-

cinto. Dalla parte sinistra nel

i. "dopo l'almaggiore vi è s. Francesco di Sales del Borgognone, il 2.°rappresentantes. A-

dro VII dalla chiesa antica

trasferì nella

tare

nuova

tutti

i

privilegi, prerogative e in-

dulgenze che godeva, dichiarandola collegiata insigne. Colla
gli

goslino e

la ss.
s.

Trinità lo fece il sanese .Mai,
di

conferma

di tutti

l'ullimo di

Rocco è opera

Alessandro

antichi diritti,

il

collegio de' canonici

Mattia da Farnese. In questa fabbrica il Papa impiegò 84,ooo scudi, dicesi in parte

dell' A riccia

rimase in possesso della pregli altri capitoli delle col-

cedenza sopra

provenienti dal legato del cardinal Maz-

legiate della diocesi; e

benché questa

gli

zarìni.

A'i6 maggio i665

il

nipote car-

venisse contrastata dal capitolo di
(^.), fondato molli secoli
lo dcll'Ariccia, cioè

Marino
di quel-

dinal Flavio Chigi assistilo dal capitolo
di questa collegiata e

dopo

beuedì

il

da quello d'Albano nuovo tempio, dopo di che A*

neh 643 da Urbano

VlII^pertoglicrequalunque impedimen-

i8o
lo nel sinodo

Rie
gono
iiltre
la

Rie
loggia del palazzo baronale
:

d'Albano del 1668 la congregazione de'iili con decreto provvisionale ordinò che due capitoli andassero insieme, con questo però, che l'arciprete
i

due

probabilmente decorano la fionte del cimiterio d'Albano; imperocché ad islanza del cardinal Falzacappa avea Gregorio

dell'Ariccia incedessealla destra dell'ai),

XVI
di

a lui concesse pel cimiterio

due

baie

di

Marino, e similmente

i

canonici

colonne

Veio,

ma

per

le rivereiili ri-

dell'Ariccia alla destra di qiie'di Riarino;

mostranze del dolio Fea commissario delle antichità,

decreto rinnovato nel 1687, e nel 1847 in occasione del nuovo sinodo. Nel dello an-

cardinale con
liil

1101687 fu estratto dalle catacombe di s. Marcello il corpo di s. Deodato martire,

il Papa compensò il 200 scudi, con 60 de'qiiaporporato comperò poi dai dolliinari

invece

che

il

cardinal Chigi fece collocare sotto

l'altare

maggiore, e
pili

gli
il

aricini

ne speridi ot-

mentarono
nio.

volte

benefico patroci-

due colonne dell'antica chiesa, e se ne vedono due altre incastrate ne'miu'i. In Ariccia fu già altra chiesa di s. Nicola con monastero di monache benedettine , filiale di

Finalmentenella
tal

3.*

domenica

quello celebre de'ss. Ciriaco e Ni-

tobre 018 di

mese

del

1778

il

cardi-

cola di

Roma
175

,

del quale parlai

nel voi.

nal Andrea Corsini vescovo di Sabina so-

Xll,

p.

e in altri luoghi: probabil-

lennemente consagrò questo tempio, con
l'aliare della
ss.

Trinila e di

s.

Agostino,
ss.

in cui furono collocate le reliquie de'

Pietro e Paolo, e delle ss. Apollonia protettrice principale dell' Ariccia e Irene,

vergini e martiri.

Nel luogo ove
sa di
s.

al

presente esiste

la

chie-

Nicola arcivescovo di Mira, detto
i

di Bari, verso

primi del secolo VI fu in1'

di s. Gregorio I del propinquo alla chiesa omonima, parlandone dilFusamente il can.° Lucidi, con chiesa dedicala al medesimo santo e molte possessioni. Il cav. Paoli pesarese nel 1637 avendo lasciato erede il principe Bernardino Savelli de' suoi beni per impiegarli in opera pia e premendo a questo signore che suoi vassalli aricini

mente esisteva a'tempi
,

590

,

i

nalzato un magnifìco tempio alla B. Ver-

fossero istruiti nelle lettere e nella dottrina cristiana,
cia
i

gine Assunta

,

ed era

antica collegiata

neliG38 chiamò
il

in Aric-

prima che Alessandro VII la facesse del tulio demolire, tranne quanto <lii'ò. Avea 3 navi, cui archi si sostenevano da coi

Dottrinari
i

[P'.). religiosi chierici se-

colari,
la

quali aprirono
gli

collegio e

la

scuo-

per insegnare

studi elementari e la
al

lonne

di granito orientale,

con io

altari

dottrina cristiana, contribuendo

loro

e molti ornamenti di

marmo. A
,

fìanco
e per

sorgeva alla torre con campanile
facciata oravi

un portico con sopra le stanze canonicali. Si conosce che la visitarono Pio II, Sisto V, Clemente Vili, e Urbano Vili, il quale vi celebrò a' 5 maggio 1G26. Ivi sì seppellivano cadaveri, e le
1 i

mautenimentoanche il comune, e la confraternita del ss. Sagramcnto assegnò ad essi una cappellania; inoltre il comune vedendo che il loro signore non manteneva le promesse, edificò a'religiosi una piccola chiesa sotto l'invocazione de'ss.

Nicola

confraternite del

ss.

Rosario e del

ss.

Sa-

e Domenico, con facciata verso la piazza, annessa al luogo abitato dai dottrinari.

medesima erette aveano sepolture proprie. Avea suoi boni antinella
i

gramento

Avendo Alessandro VII
l'antica chiesa collegiata,

fallo demolire

ne riserbò una
in cui foce

camente, con cura d'anime e G beneficiati
delti canonici, stabilendovi nel
1

porzione nella nave
nicali diede e

di

mezzo,

575
gli

l'ar-

la facciata, la (juale e colle stanze

cano-

ciprete il vescovo cardinal Cornia.

Lesudarchi

assegnò per ntiova e mivi

dette colonne che sostenevano
delle novi
si

gliore abitazione ai pp. dottrinari, che
si

credono giù appartenute ad
di cskc sorrcg-

portarono

a' i()

ottobre

1

()()')

ad eser-

un tempio pagano. Due

citare gli ullìci del proprio bcuoutcrito isti-

RI G
luto
:

RIO
le fu

181

in

progresso di tempo co'frulli di
ilei

tanto provvido Alessandro VII, ona Pestilenze. Pertanto nel
e
i

un censo
la

cav.

Paoli la ridussero al-

de

lo celebrai
il

presente forma di casa religiosa.
principe d. Agostino Chigi nel
alla confraternita del ss.

Quan-

1657

comune

divoti di

tali

santi

to alla chiesa o oratorio che lasciarono,
il
i

fuori di Porta Napoletana, la quale è con-

G69

la

tigua al palazzo baronale, a sinistra della via

donò
to.

Sagramens.

che conduce a Galloro, edificarochiesa di

L'attuale chiesa, avanzo dell'antica

no

la

collegiata,

ha 3
il

altari

ed è sagra a
vede

INi-

gostino Chigi

donò

cola di Mira,

cui

quadro è
si
il

nell'altare

presentante

la

Aquadro rapB. Vergine, ss. Rocco e
s.

Rocco.

Il

principe d.

allora

il

i

maggiore. Di Ganco
stre e

campanile

Sebastiano, e l'Aricela nello stato in cui
era fabbricata nel 1661, dipinto dal sud-

con l'orologio del comunCjCon due monumeri trasparenti nell'estate e in
di villeggiatura.

detto Farnese, detto
no, e non da

il

Prete Farnesiagià morto, né

tempo

Prima che

il

co*

Domenichino

niune trasportasse quivi l'orologio pubblico, lo
gi.

pare essere stato il pittore suo scolare. Nel

teneva in fronte del palazzo Chisi

1780 con
il

autorità di Pio

VI
la

si

costruì

Nel febbraio i852

trovò un altare

cimiterio pubblico presso

detta chie-

di

marmo

bianco tutto d'un pezzo, con

sa di

un cornicione, appartenente all'antica
collegiata, e dagli archeologi creduto del

s. Rocco, contribuendovi il principe d. Sigismondo Chigi; vi si trasporta-

rono
ri

le

ossa delle sepolture della colle-

IV o
d.

V

secolo. Si

deve

alla

principessa

giata, ove fu vietato di

tumularci cadave-

M." Eleonora Rospigliosi- Chigi e a tutte sue spese la fondazione delle Maestre pie per la buona educazione delle fanciulle

pel fetore che producevano. Altra pic-

cola chiesa o cappella rurale del territorio aricino e dedicata alta
ss.

Croce, fu

neh y3o, le quali come

i

dottrinari so-

no benemerite
nella loro casa

dell' Ariccia,

ed eressero una cappella a s. Luigi
della gioventù. Nel

Gonzaga protettore
le

una vigna della contrada Villafranca. In Ariccia vi sono le confraternite del ss. Sagramento e Rosario, e di S.Francesco Saverio. Fuori del
eretta
il

dopo

1619

in

terrilorioaricino visonoaltre chiese. Sul-

territorio,

ma dentro

i

limiti della parrocle

rovine d'un tempio d'Esculapio sorge
ss.

chia, furono edificate

chiese di

s.

An-

l'antico romitorio e chiesuola del
cefisso detto
la
il

Croin

tonio di Padova, nella vigna Cecchina; di
s.

Roinilorio citila Siella per
tal

vicinanza della chiesa di
in

nome

gnana

Antonio abbate, nel luogo detto !\Ionta; dell' Immacolata Concezione eoa

Albano,

molta venerazione e frequen-

sepoltura, nel sito denominato Casalotto.

talo ne' venerdì di

marzo

dagli aricini e

Negli antichi tempi eranvi nell'Ariccia altre chiese dedicate a

albanesi: colle limosine de'soldati tedeschi austriaci quivi accampati nel

Dio
s.

in

onore di

di-

i744)
I

versi santi: di quella di

Pietro parlerò

un eremita francese fabbricò
(Jiigi

l'altare.

in seguito. Nella Valle Riccia presso l'osteria

ne furono benefattori e dierono
i

al-

omonima

e nella fabbrica Palom-

l'eremita l'orto ed

che occupa. Gran venerazione portarono sempiccoli vani

bara, perchè ridotta a palombaio dai Savelli, fu già la

chiesa della Visitazione del-

pre

gli aricini

verso

antico borgo
sa
:

gli

Rocco, e nel loro consagrarono una chies.

altra cappelletta dedicata ai

ss.

Rocpe-

co e Sebastiano, protettori contro
stilenze, era sulle pendici di

le

Vergine o s. Maria in Petrola. Di altre chiesuole non più esistenti tratta l'accurato Lucidi, ed ap. 35o della esistente chiesa e monastero di s. Maria di Gallola ss.

Valle Riccia
li

ro, voce corrotta dal volgo in vece di Valle d' oro, f'^allis

nella strada della Costa, e tali

speri-

mentarono gli aricini più volte, massime nel tremendo coutagio dèi 1 656, del qua-

dalla collina per

aurea, forse così detta l'amena sua posizione

e per

la fertilità della deliziosa sottostan-

i82
le valle.
Il

Rie
Volpi, f'tlns Laliurn t.'j,de

Rie
invoca
bre
il

il

possente patrocinio. Rese celeil

yilbanis et Aricinis, è di opinione checosl

luogo e

tempio

la di
si

vota iinma-

fosse appellata peicliè l'abitarono
gli

un
at-

gine che nel

medesimo

venera nel de-

tempo
romani
essere
vi fu

antichi galli

,

o

vi

fossero dai
si

coroso altare maggiore, dipinta sopra

no

sconfitti

o

sepolti. Il

Lucidi

tiene alla popolare tradizione,
il

colle

die narra chiamalo Galloro perchè
gallo d'oro.

masso di peperino o pietra albana forbita con lieve intonaco di calce. La ss. Vergine è sedente vestita di verde, con sopra
il

trovato o tuttora giace insitoiguo-

manto

rosso, tiene nella

mano

sinistra

to sotterra
Il

un

un gambo con 3 rametti,
dalla Ricculla destra abbraccia
il

sulla cui

punta

celebre santuario di Galloro è di-

fioriscono altrettante rose senza spine, e

alante

meno

di

mezzo miglio

bambino Gesìi

cia, dalla parte orientale

che volge verso Ge«za/io(^.),percorrendo deliziosa straalberi, a

in veste gialla, sedentele sul ginocchio in

alto di benedire e di reggere coll'altra

da ombreggiata dagli
quale è

metà

della

la frequentata fontana, luogo divenuto memorabile per quanto raccontai nel voi. LI II, p. 2o3. Percorso tal tratto havvi un colle, che levandosi di fon-

no po
il

il

mondo

in figura di globo:

il

macam-

è sparso di stelle.

La

pittura è antiitaliana di circa

chissima, forse di

mano

X secolo.

Prima

del miracoloso suo ri-

do

alla valle va con giusta proporzione digradando in forma di semicircolo, finché giuntosopra il li vellodellaRiccia spiana e finisce. Quivi nel bel mezzo a destra dellastrada corriera suramentovata sì erge il bellissimo e maestoso tempio, in cui
si

venera

la
ss.

tanto prodigiosa

immagine

trovamento giaceva a' pie della collina in un fosso della valle, chiusa intorno da foltissima selva ed esposta all'ingiurie del tempi, ivi probabilmente posta o fatta dipingere dai monaci basiliani di Grotta Ferrata {F.), che possedevano beni nel terrilutio aricino, e un tempo anche il castello d'Aricela, come quelli che tanto divoti

di

Maria

detta di Galloro dal luogo

della

Madre

di Dio, contro gl'/co-

ov'è. Alla chiesa è unito
edifìziojgià

un ben ordinato

noclasU{F,) ne difesero
gini e

monastero de*

Fallombrosani

le sagre immaovunque collocarono. Sorentini e

(f^.),ed ora residenza de' Ge5a/ii(^.), di-

Lucidi credono che fosse fatta dipingere
dai canonici d'Ariccia, quasi termine dei

pendente dal collegio romano, come notai a quell'articolo. Il luogo per natura
e per arte è amenissimo e ridente,
la

poderi che

ivi
il

aveano. Ciò è dubbio, co-

sia

per

costa della collina messa
viti

vagamente a
apre
di sot-

cultura di

e di piante fruttifere; sia
gli si

tempo in cui incominciò l'immagine ad essere venerala dal popolo sembra che verso la metà del secolo
incerto
:

me è

per

la

Valle Àricina che

XV
e
vi

già fosse conosciuta dai

terrazzani

to, ricca

e ubertosa non tanto per l'opsito, la

d'Ariccia, molti de'qiiali per

un piccolo

portunità del

quanto per

le

molte

sentiero

si

recavano sovente a onorarla,

acque che tutta

corrono e innallìano; sia per la mirabile prospettiva del mare, delle tante collinette rivestite di macchie
e sei vette, folle e ombrose, della veduta ilelMonleCave,e pel complesso delle naturali circuotanti bellezze; giocondo e svariato spettacolo, che ili fre({uente recansi villeggianti de'convicini luoti godere ghi e gli abitanti stessi, ^nche e meglio
i

posero attorno a riparo uno steccato

di tavole a
la

maniera
s.

di nicchia.

Nel i5()4

principessa Artemisia Savelli per in-

tercessione della

racolosa guarigione da gravissima
lallia,

Immagine ottenne mima-

onde

si

fosso slesso

una

propose innalzarle in sui ca|)[)ella di pietra; quan-

do
111

i

canonici d'Ariccia, fatte rimostran-

ze sul dominio diretto del luogo e jìcrchc
principessa voleva porre in Ironie alla
il

per Cure omaggio

alla

li.

Vergine, per

le

luolto grazie ivi da essa cuuccssu u chi uu

fabbrica

buo slcmma,

vi si

opposero;

Rie
I.iontle
il
il

UIC
i()23:piìi savio consiglio è
la
il

i83
ritenere che
gli arici-

pio divisamento restò tioiicato,

fèivorcde'fedeli s'intiepidì, talché crel)-

preservazione dal temporale

bei'O all'intorno pruni e arboscelli,

che

ui l'ascrivessero alla ss.

Vergine

di

Gai-

ne chiusero l'adito e la veduta. In tale stato di dimenticanza piacque a Dio che a certo Sante lievilacqua di Fivizzano,
fanciuHoabitanted'Aricoia, recatosi nella

loro ed a

s.

Apollonia.

E

indubitato che

dopo

il

prodigio operatosi in Sante, fre-

quentandosi con fiducia il venerando simulacro, tante furono le grazie che lar-

Valle di Galloro in cerca di luppoli, aperto
sti

ghegggiò Maria, che ne corse
le città

la

fama

nel-

con forza un cespuglio
selvatici, gli
si

di rovi e

arbu-

e luoghi circostanti, in
si

modo che

parasse innanzi

la s. Ini-

moltissimi

recarono a supplicarla nelle

inaginc,esubitos'intese intenerito e mosso n divozione:
si

loro bisogna, riportandone stupendi miracoli,
si

gittò inginocchioni,

orò
dì-

massime quando a'3 maggio 623
1

e pianse di religiosa conipunzione,e poscia di

dedicò

la

cappella o oratorio eretto dal

frequente ritornò a sfugare

i

canonico Pollidori di Frascati.

Da

quel
la
le

I

\uti affetti dell'animo suo.

A

volersi april'aiu-

tempo

in poi

re

un viottolo più breve

si

procurò

fede nel

aumentò il concorso e popolo, come preziosi doni e
si
i

to di diversi fanciulli coetanei,

ma le

for-

limosioe a scioglimento di voti o per involpirne
offerte
si
il

ze loro
cui
si

non corrisposero
si

alla volontà,

per

patrocinio.

Con queste copiose
scudi,

fecero laigo col fuoco, senza che

formarono 36,ooo
il

onde

l'incendio

propagasse per la selva. D'ali

annuenti

cardinal Deli vescovo d'Al-

lora in poi

rare
riccia

la ss.

fanciulli si recarono a onoVergine, finché essendo in Acaduto un ammasso sopra Sante,
si

bano
cia,
si

e d. Paolo Savelli signore d'Aricstabilì erigerle

un sontuoso temfab-

pio.

Ma insorte divergenti opinioni se

quando

piangeva morto,

egli

sano e al-

briairlosul ripiano della collina, che so-

legro disse aver invocato la Vergine di

prastava alla cappella, ovvero dentro
riccia, la B.

l'

A

-

Valle d'oro, raccontandone l'invenzione.

Promulgatesi
Galloro,
gli

Vergine di recarono a venerarla, e se ne aunjenlò la divozione quando essendo il popolo a udire la predica nell'antica collegiata, furono in essa investiti dai fulmini con gran terrore, ma senza grave nocumento. Ciò avvenne a'9 febbraio 1622, festa di s. Ale glorie della

abitanti in calca

si

Vergine ruppe ogni contesa, consolando le preci de'fabbricieri che volesse loromanifestareiliuogodelsuotempio,col farcaderealla loro presenza e

senza portento

3 volte
reno.

non un fulmine che si aggirò intorno allo stollo o anima di pamentre
il il

gliaio senza oilesa,

cielo era se-

A

tal

prodigio non istettero più in

forse e stabilirono che

luogo dello

stol-

pullonia;

il

perchè multi attribuirono alla

lo fosse quello dell'altare

maggiore, so-

saula la loro salvezza e l'elessero di co-

pra

mun
no

consenso in protettrice principale

d'Ariccia:
alla B.

nondimeno

altri l'attribuiro-

di cui si dovesse riporre la sagra Immagine. Fece il disegno della chiesa il p. Michele da Bergamo cappuccino, archi-

Vergine di Galloro, essendo tradizione che ne'ferili si trovò l'impressione d'una stella mal formata, somigliante alle dipinte attorno

tetto assai perito e carissimo a

Urbano

\ III, ed a*i5agosto 1624

il

cardinal Deti

l'immagine, onde

Solennemente vi poscia i.' pietra, dedicandola all'Immacolata Concezione, con
indulgenza plenaria concessa dal Papa.

s'ebbe » castigo della trascurata divozione. Sull'epoca dell'invenzione della
s.

Im-

miigiue, senei

1621 o 1628, prima o doLucidi opina che l'invensi

po

l'orribile

uragano, vie discrepanza Ira
il

gli scrittori;

lìoufì di

Suule

diettuussu nel

marzo

Progredendo la fabbrica terminò la somma, ad onta di altre limosine e pii legali raccolti, onde il fabbriciero Masserooi ricorse a Maria pei mezzi onde continuarla; depose poi cou giuramento the qua-

i84

Rie
case.

Rie
colori diversi le porte e finestre di loro

lunque volta andava ad aprir ia cassa che avea lasciata vuota^ sempre la trovò fornita di grosse somme. Vi contribuirono largamente vescovi cardinali Pio e Bori

Perchè poi non si perdesse ia memoria dei luogo donde si tolse ia s. Immagine, l'abbate di Galloro nel 1676 fe-

gia,

il

i.°

de'quali a sue S[)ese dai cele-

ce restaurare la cappella e posevi

una
tem-

bre cav. Bernini fece erigere l'altare maggiore, che provvide di tutto; il 2.°aHidò la cura dei tempio ai vailotubrosani, di concertocol principe Savelli, ed i monaci
nel i632

marmorea

iscrizione; in processo di
il

po divenuto

luogo negletto, nel 1846 la

pietà dell'aricino
le rispettabile
cia,

Giuseppe Alberti, attua-

priore del
la

comune

d'

Aric-

17 gennaio posero la i." pietra e incominciarono la fabbrica dell'annesso monastero, per le cure del vallonia'

brosanop. d. Benigno Bracciolini, clie divenne primo abbate di Galloro. Terminala ia cliiesa e il monastero, si esegu\ nella prima la benedizione da detto abbate nel giorno della festa di Pentecoste;
indi

rimembranza sotto l'odierno zelante superioie p. Andrea Storioni gesuita, perchè vi fu aperta una più facile via ed edificata una vaga edicola o cappelletta in cui pose una piccola stane rinnovò
tua della B. Vergine, ed ove
si

vede

il

muro
lina

dal quale fu segata

la s.

immagi-

ne, con in fronte elegante iscrizione ia-

ebbe luogo nel di seguente a' 1 5 mag-

che ricorda

la storia

della traslaziosi

gio!

633 lasoiennissimae magnifica traslazione della s. Immagine dal fondo delia Valle, dopo essere stata spiccata dal rimanente dei vivo sasso, in cui la pomia via Appia e con indulgenza plenaria, ed in questa occasione eziandio la Beata Vergine operò copia grande di prodigi. La .sagra funzione si fece con tanto splendo-

ne. Della solenne traslazione

celebra

festiva ricordanza nel giorno seguente di

Pentecoste in cui

si

effettuò. Circa al

mo-

do come
le

il

principe d. Paolo Savelli con-

posa processione percorse
l'Ariccia,

tribuì alla fondazione del monastero, e

convenzioni fatte coi monaci,
in Ratti,

si

può

vederlo
t.

Della famiglia Sforza
I

2, p.

3i8

e

342.
la

monaci

si

obbliga-

rono

di

dare

porzione parroccliiale al-

re d'apparato e concorso d'iniiumerabtie

ia collegiata

popolo, di 12 confraternite ede'cleri,

sero nella loro chiesa, purché non

per que'morti die seppellisvi ab-

che dell'uno e dell'altro non se ne ricorda il simile, tutto descritto dai pp. Lavaiani e

biano sepoltura propria; e di tenere nel

Boero. La

s.

Immagine

poi tata con

maccliìna da io uomini sotto nobilissi-

monastero 8 sacerdoti e 4 tra laici e cliieed Urbano Vili prescrisse 12 sacerdoti. Per le ragioni che potevano avere
rici,
i

mo baldaccliino, incedeva a modo di trionfo tra
il

canonici d'Aricela sulla cliiesa e sull'a-

canto de'sacerdoti^
il

i

concerti dei
e le voci

rea del monastero e orto de'vallombrosani, questi

musici,

suono degli strumenti

obbligò

il

principe a

dareSoo
non
fu

della formicolante e

commussa moltitui

scudi al capitolo, ciie di tutto ciò
interpellato.
lite al p.

dine, penetrata da tenera divozione:
f(>re8lieri si

soli

Laonde

i

canonici mossero

calcolarono 3o,ooo, ne' cui
il

ab. Bracciolini, quale per inter-

volti

si

vedeva

tumulto degl'interni piele

posizione del vescovo cardinal Bt)rgia fu
troncata con un atto di concordia. Quindi

tosi alTclli.

Ridevano

strade per varie-

tà di coloriti e odoriferi [lori,

da per tutto
la

Urbano Vili

eresse canonicamente

<alve festevoli di mortari e altri fuochi
artifiziali.

l'abbazia. Gli aricini con costante lèrvorc

^od

è a dire

come

Riccia

si

continuarono nella divozione

alla

s.

Imillesi

poie afesta con ardii trionfali, addul)bi,
fettoni e
ligiosi
fi'cgì,

inagine,e furono senqnc ricandjiati con
grazie e favori i>egualati, restando
nella

con cui gl'infcrvorati

e re-

abitanti n lodevole gara esultanti
di drappi, utuzzi e tappeti di

memorata

peste clie invase

le

pros-

uiuuiuuo

>jiuc cillù e lene,

avendo pure iuvocatu

Rie
Rocco e Seljastiano, come venne mppreseulato nel (|uadio pol'inlercessionecle'ss.

Rie
santuario, e
si

i85
in

vede dipinta

un

gratt-

dioso quadro esistente nel palazzo Chigi.

sto nella chiesina
ria

de'due

santi. In

memoil

diche, con convenzione stipulata nel-

lo stesso

anno

tra'vallontibrosani e
si

ca-

pitolo d' Aricela,

stabilì di

celebrarne
del-

Di più fececoniare una medaglia, che il succitato Bonanni, colla leggenda Oslendil Doruinns riiisericordiani in Domo Malrissuae, Ariciae. Forse pel poriporta
:

annua

festa nella i."

o

a."

domenica
fjuella

co

numero de'monaci,
il

questi

si

ridossero
fesle:
la

l'avvento, trasferita poi in

della

a cantare

vespero nelle sole

Concezione
ta

titolare della chiesa,

precedu-

B. Vergine parlò e chiaramenle per
volte disse:

due

da novena con convenevole pompa e decon
istituir-

Che

si

canti

il

vespero, e iacQ

coro, essendo stata rimossa a'uostri giorni la gara de' contribuenti,
si

istantaneamente guarire l'abbate malato. Divulgatosi il duplice prodigio, da tutte
parti accorse la moltitudine, quindi sa*

a tale efiello

una

pia unione di arici-

DÌ, la

quale elegge

la

signora delia festa,

nazionidi storpi, ciechi illuminati, ossessi
e affascinali liberati, infermi d'ogni

che con manto turchino e corona d'argento in capo in nome del pubblico con diverse formalità offre candele e doni alla B. Vergine, portando in mano la sua
statuetta d'argento, da cui gl'iiifeimi, ai
(juaii
si

ma*
il

lore guariti. Crescendo la divozione, sen-

za

numero furono

le largizioni, la

ed

sa-

nese Bigelli lasciò
si

sua eredità perchè
la
s.

coronasse solennemente

Inunagiil

reca,

implorano

la sanità.

Ediil

ne.

Pertanto

i

monaci, supplicato

ca<

ficante e da intenerire ogni cuore è

nu-

pitolo Valicano, questi delegò mg.'^Cibo

meroso concorso

de'fedeli che in questo
si

patriarca di Costantinopoli, poi cardina-

giorno, eziandio da lontano,

portano

al santuario. Passala la signoria d' A ric-

quale a' 10 giugno lyat), alla presenza di po[>olo numerosissimo e di nole, il

cia nel

1661 dai Sa velli

ai

Chigi, il san-

bili

tuario di Galloro acquistò assai coi nuovi

romani, ornò con solennissima pompa della corona d'oro la B. Verginee il

duchi, ne'preziosi doni

fatti alla

chiesa e

s.

Bambino. Dopoché Urbano Vili
la

in-

nell'accrescimento del suo splendore. A-

cominciò a fare

villeggiatura nel vicii

Icssandro VII principale ornamento dei

no Castel
tio di loro

Gaiidoìfo(^f^.),

successori lo

medesimi, avendo appreso che

la

lun-

imitarono; laonde
visitando

di frequente

onoraro-

ghezza del tempio non era riuscita proporzionata alla larghezza, per la fretta
di terminarlo, fece

presenza l'Ariccia e Gralloro,
il

santuario e intervenendo nel

aggitmgere due capss.

gabbato

al

consueto canto di litanie:

al-

pelle che volle dedicale ai

Tommaso

trettanto fecero

quando si recarono aGeiial satiluario

da Villauova

e Francesco di Sales da lui

zano, JNemi, Vellelri, Terracina e altri
luoghi.
ricchi

canonizzali. Fece

anche eseguire a sue spese la facciala, decorandola del suo stemma, l'ammattonato del pavimento e coprir di

Urbano Vili donò

XI
.s.

vi

paramenti nel visitarlo. Cleinenle si recò più volte e ornò di marmi
maggiore, donandogli
il

piombo

la

cupola

;

il

lutto col di-

l'altare

corpo. di

segno e direzione del cav. Bernini.
piuta
la

Comric-

Clemente

niarlire. Delle visite del sesi

fabbrica nel 1662,

si

recùa ve-

colo passato e del corrente

legge
lìi

lu

me-

nerare

la B.

Vergine, donandola di
popoli a renderle

moria uè Diari di
detto

Ilo

m a j con

Bene-

chi paramenti sagri, e per attiiarle ezian-

XIV

che soleva recarsi

alle litanie,

dio da lontano

i

omag-

e ordinò a sue spese la balaustra di

mar-

gio, istituì in Ariccia

nella

una pubblica (ìera Pentecoste d'ogni anno per 8 giorni
la

mo;
e

la

visitarono eziandio

ClementeXlU

ClemenleXlV, Nell'in vasionede'repub1798, anche questo

continui,

quale

si

estese a Galloro, cioè

hlicani francesi del

lungo

la

sUada

e sul vasto piajzuue del

&auluai'iu lìoggiucque allo spoglio di lutti

i86
eli Oli

Rie
monaci
venduto quanto ela chiesa

Rie
nitivamente partissero da Galloro, avea-

ed argenti, comprese le dette due corone e i voti; quindi nel maggio fumnacacciati
i

no cura del santuario due sacerdoti americani già gesuiti,
gai, spesati dal p. abbate,

e

la nel monastero. Restata
serta eia
s.

de-

Immagine senza culto, temenche venisse profanata, ot-

in

quando

vi

si

Nequando recava da Roma, quali
i

pp. Castagnares e

che

di

i

do

gli aricini

animali dallo spirito apostolico di cui so-

tennero dal preside di tra.>portarla nell'Ariccia, ed agli
gli abitanti
i
i

no informati
della
sii,

tutti

i

rispettabili individui

novembre poterono

venerarla nella loro collegia-

benemerentissima compagnia diGesi dierono con zelo alla santificazione
i

onorandola con molteplici ossequi e sperimentandonela valida protezione.Nel 1800 avendo già francesi evacuato lo stato pontificio, ed elettosi Pio VII in Veta,
i

delle anime. Espulsi

monaci, proseguirono a ufiiziarelachiesae ad amministra-

re isagramentijin

modo che ambedue lala

sciarono in benedizione
tornato nel

loro

memoria
sua sede,
si

nezia,

i

vallombrosani nell'aprile pote-

pressoi popoli d'Aricela e di Genzano. Ri-

rono rientrare nel monastero;
se controversia tra essi e
l'iccia,
il

ma

insor-

i8i4

i^'o

VII

alla

capitolo d'A-

dalla villeggiatura di Castel

Gandolfo

che indottovi dal tumultuante popolo voleva ritenersi il tesoro della s. Immagine, finché il Papa ordinò che si reGalloro;
in
il

recò più volte alle litanie del sabbato nel

santuarìodi Galloro, ealtrettanto fece nel

i8i5
piedi.

e seguenti anni, sovente anche a

stituisse a

che fu eseguito a'5
ai

Morto
p.

in

Roma
il

il

p.

Castagnares,

dicembre 1801,
si

uno

sagii arredi

restò

il

Nogal, onde

cardinal

Bugnavi

conservati, ed al miracolosoCrocefissoche

ni vescovo
il

d'Albano deliberò
al

di riunire

venera nella 1/ cappella a

sinistra,

il

santuario

suo seminario, e Pio VII

quale era stato trasportato a Genzano.

acconsenti con breve de'24 agosto 1816,

Continuarono
divozione alla

i

ss.

monaci a promuovere la Vergine ed a riparare

quando
to
il

già gli era successo nel vescova-

cardinal Di Pietro albanese.

Ma non

igravissimidatuiì paliti dalla chiesa e dal

monastero, Pio VII nelle sue villeggiature a Castel Gandoifu frequentò
tuario e
il
il

san-

erano corsi due mesi dacché il seminario ne avea preso possesso, che gli convenne cederlo alla compagnia di Gesù, ed ca-

canto delle

litanie, e

nelsab-

cone

il

modo. Nel
i

1

8 i4

i"'stabiliti gli

or-

bato i3 oltohie iBo4, assunti gli abiti sagri in sagrestia, die col Santissimo la
trina benedizione. Invasi
stati della

dini religiosi,
riccia, e di

più ragguardevoli dell'Afecero calde istanze

Genzano
i

nuovamente

gli

per riavere
santuario,

vallombrosani a custodi del
essi

Chiesa dagl'imperiali francesi,

ma

per mancanza d'indi-

nel

1810 l'imperatore Napoleone sopi

monaci vallombrosani dovettei'o di nuovo abbandonare Galloro, che peraltro già da parecchi anni pel numero ristretto non vi
pressegli ordini religiosi, e però

Gentempo della soppressione aperto come un collegio o convitto con immenso vantaggio della gioventù, esi eranoadoperati in ogni mavidui se ne scusarono. Siccome in
gesuiti aveaiio in

zano diversi

risiedevano più stabilmente, giacché per

niera d'apostolico ministero a benefizio
della città e de' dintorni, così
i

mancanzii di rendite e di soggetti dal
fransi lidutli talvolta a ilue
Tiittavulla
tlivcrsi
il

1

786

primari
can.° d.

sacerdoti.

dell'Aricela e

Genzano, cioè

il

monastero ebbe a superiori
al

abbati viiiuoìi e dotti, ed alcuni
vescovato: di questi
il

furono elevali
luktri
il

il-

Francesco Guitlobaldi e Pietro Alberti d' A riccia, Nicola Pasquali e Pietro Jacobinidi Genzano, si ailopraiono energica-

monaci trattano
essendo
i

can." Lucidi ed

p. liuero,

stati

alcuni abbati

mente col comune cardinal vescovo e coi superiori della compagnia di Gesù perchè
u

ui'iùui, IViututlic

vuiluutbru^tuui deli-

quella

si

uilidus&c

il

:>uuluuriu di

8

Rie
Galloro (dipendenle dal Collegio roma-

Rie
un

187

no

di

Roma,

il

cui p. rettore vi tiene

cou aumento di entrate, cui si obbligarono le comuni d'Ariccia e Genzano. Cos'i ordinale le cose, a'20 ot6 si recarono a Galloro diversi tobre
p. superiore),
1 1

de a'noslri tempi si ricordano non pocliu vittime: ne parlai nel voi. XXIX, p.. 26 e 56, Fu coniala una medaglia colla ve* data del ponte, della strada e del santuario, e con questa iscrizione:
,

Acquato

f^esuiti,

ed

in

esecuzione del breve di Pio
il

VII

il

cardinal Di Pietro fece

decreto
Il

Gallorijugo Ponte consiructo, f^ia coniplanata, 1843. Si legge nel n.° 90 del Diario di Roma i845, che a'aG ottobre
4.'

pel formale possesso della residenza.

domenica del mese,

l'insigne

tempio

giorno dell'ingresso de'gesuiti fu segnala*
lo dalla solenne

e santuario di Galloro fu solennemente

coronazione che

il

Papa

consagrato da mg."^ Francesco Brif^anli

immagini della B. Vergine e dei Bambino con due corone d'oro falle
volle fare alle

Colonna arcivescovo
avea
la

di

Damasco, che ne

sera innanzi aperte pontificalmen-

a sue spese in sostituzione delle rapite,
al

modo che narrai nel

voi.

XVII,p. 244»

avendo Pio VII concesso per 3 giorni indulgenza plenaria in forma di giubileo: ogni atino nella 2.^ domenica d'ottobre se ne celebra il festivo anniversario. V'iu'
tervennero
gusti suoi
la

avendo portalo in processio-» il p. Roothaan generale della compagnia di Gesù, il p. assistente Grassi con due altri padri della compa^ gnia. Tra nobili personaggi v'intervennero il principe Chigi e il duca d. Lorente le vigilie,

ne

le ss. reli(|uie

i

regina d'Etruria e

gli

au-

figli, di versi

cardinali, principi
la

u altri signori,

onde fu stampata

De-

zo Sforza Cesarini. Finita la funzione, il consagrante celebrò la messa suU'allare che pure avea consagrato. Abbiamo: Oinilia detta

scrizione della solenne incoronazione ec,

da

S. E. R. mg.'' Fr, Briganti

Roma
di

i8

I

y.ln questo anno le Carlo IV
di 3 bellissime rosed'o*
rito sioiTrisle

Colonna arcivescovo di Damasco nella
consagrazione della ven. chiesa di
ria di Galloro de'pp. della
s.

Spagna, di votissimo del santuario, fece

Ma-

fare

un gruppo

compagnia

ro, e voile che

con solenne

di Gesti,

Roma

sero alla B. Vergine. Pio VII

bened'i
il

per cura del sullodato
le

i845. Tutto fu eseguilo p. Sturloni, il quafai

e

mandò

al

cardinal Di Pietro,
alla

cpiale

per

la

sagra fece

e belle croci di

meiscri-

domenica 26 ottobre,
e della sua corte e di

presenza del re
alla

tallo

dorato in fondo

di la va, e dalla parte

mollo popolo, doss.

del vangelo eresse

una marmorea

po

la

messa pose in
3 rose; indi

mano
il

Ver-

zione della seguita ceremonia.Nel
il

1704

gine

le

p. I\ossoni gesuita

p. ab. Martellini fece incidere

l'imma-

|)ronunziò un'eloquente orazione.Di questa funzione trattano
riocli
il n.° 90 del DiaRoma, e la Lettera delcan. d. Fran-

gine della B. Vergine, altre furono falle

dopo per opera
te la

de'gesuiti dai bravi inil

cisori ÌNIochelti, e Villa

quale veramenscri:»-

cesco Brignoli,

Roma

1817. Tra'princi-

prese al naturale.Del santuario

medesimo nominerò d. Alessandro Torlonia, il quale nel 1 842 fece il nuovo organo che si vede in fonpi benefattori del

sero: D.

Romaco

Lavaianì ab. valloni*

brosano, Breve ragguaglio della

Madon-

na

ss.

che si venera nella chiesa di Gai-

do alla chiesa. Gregorio XVI fu divotishimo del santuario, molle volte lo visitò recandovisi anche a piedi, e fece lu comoda strada e il bel ponte che conduce dal piazzale di Galloro al piano dell'Olniala di Genzano, costruito sopra unaspro e profondo dirupo, che ivi rendeva
absai diillcilc e pericoloso
il

l' Ariccia ,]Xonm I 758. P.Giuseppe Boero ^esuha, Istoria del santuario d