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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. ^C.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VCL. LVIL

Iwsema^, Pop/

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLII.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

R
REF REF
R>LEFERENDARI di Segn atuba, He- rendari, ed hanno voto deliberativo nel
ferendariis signaturae, Vtriusqut signa- tribunale : i referendari propriamente
luvae Refeieiidariis. Prelati officiali del- detti sono semplici proponenti, cioè rela-

la santa Sede, ai quali spetta di riferire tori. Dell'antichissimo uffizio del referen •

le cause e le liti nel tribunale supremo dario delle suppliche de'principi, parlai
della Segnatura di giustizia (/'•), ed in nel voi. XLI V, p. 1 1 e 1 82. li cardinal
quello della Segnatura di grazia (^.), Bentivoglio nelle Memorie, lib. i,cap.8,
quando esisteva, la quale si adunava in dice de'referendari « Egli è questo su-
:

presenza del Papa, ed ecco perchè si chia- periore nel numero, non avendo limita-
mano ancora Referendari dell'una e del- zione alcuna; e si poti'ebbe eziandio chia-
l'altra segnatura. Nelle Notizie di Roma mare superiore di qualità, perchè in esso
annuali sono riportati questi monsignori ordinariamente suole entrare la gioven-
prelati referendari, secondo V epoca del tù più nobile e più fiorita d'Italia, per in-
giuramento prestato nella medesima se- trodursi in quel modo nel servizio della
gnatura, di che tenni proposito a Pbela- corte, e passar in tal guisada un impie-
To; ed in quelle deli 852 incominciando go all'altro, o sia dentro o fuori di Ro-
dali.° mg/ Lodovico Conventati cheto ma. Così pigliando da quel principio di
prestò ai5 novembrei8i5, se ne con- mezzani progressi, il salire poi di mano
tano io5i, de'quali prelati 67 apparten- in mano all'avanzamento di altre fortu-
gono al pontificalo di Gregorio XVI, 19 ne maggiori ". Piazza , Eusevologio ro-
all'odierno. Il loro numero non è stabi- mano p. 273, del Collegio de'referenda-
lito ; come sono ammessi con qualche
, ri della segnatura, osserva con l'erudito
diffusione trattai al citato articolo Pbe- Fatinelli che l'uso di porgerei Memoriali
LATo.ove pur dissi quando cambiano l'a- [f.) ai principi e sovrani fu sempre co-
bito prelatìzio da nero in paonazzo. I f'o- mune appresso tutte le nazioni; il colle-
tanti di segnatura {F.) sono pure refe- gio però delle persone destinate ad iscan-
4 REF REF
clagliniTi e riferirli, col tìtolo di referen- più segrete, come quelli che soprinten-
dari, sì riconosce fino dal tempo dell'im- devano alle risposte. Furono chiamati i

peratore Eraclio del 610, che ne formò referendari apostolici, al dire di Piazza,
un corpo dii2, accresciuto poi e dimì- spettabili ed eguali ai consoli ed ai pre-
nuito secondo mutazioni de'ten)pi,dal
le fetti delle Provincie, come li nominò Giu-
senatororaano,dagrimperaturiedai Pa- stiniano non che appellati custodi e
I ;

pi. Di questo numero e onore fu presso maestri de'sagri libelli, operari beneme-
Caracalla imperatore il famoso giurecon- riti e indefessi della repubblica cristiana
sulto Papiniano; presso l'imperatore A- e della s. Sede. Da Cassiodoro, in Far'
lessandro Severo il celebre giureconsul- mul. j de Rtfer. (uvono celebrati qua-
lib.

to Ulpiano; presso Giustiniano I,con no- li canali delle preghiere, delle lagrime e
me di referendario del sagro palazzo, Teo- de'sospiri de'suddili e de'miseri; ed al-
doro gran dottore di legge; appresso s. tresì fedeli interpreti delle graziose in-
Gregorio I, con vocabolo di consigliere dulgenze del principe, mallevadori delle
(del quale uffizio primario parlai a Pre- pubbliche querele e solleciti amministra-
sbiterio), come prima di luì presso ss. i tori di grazie de'consultori della giusti-
Pontefici Zosimo, Ilario e Gelasio I, furo- zia. Aggiunge Piazza che l'ofTizio de're-
no in questo sagro ministero Pietro Dia- ferendari nella curia romana è di rice-
cono, Emiliano, Paterio e Giovanni di- vere le suppliche, chiamate Coniinissio-
fensore ; dicesì sagro perchè s. Gregorio ni, e introdurre le loro cause al princi-

1 avendo rimossi dal suo servìzio dome- pe, quindi riferire ai ricorrenti i rescritti
stico lutti i secolari, scelse per suoi con- legittimijeperciò chiamasi Segnatura la

siglieri e famigliari chierici prudenti, ac- udienza o concistoro del principe: impe-
ciocché governassero anche il Patrimo- rocché fu di tal confidenza quest'ofhzio
nio della s. Scde{y.), come notai a Fa- presso i re di Francia, che al riferire di
miglia PONTIFICIA e in altri articoli. Tra i Sigeberto in Chron., il solo referendario
romani furono anche detti referendari i avea la custodia del sigillo regio, con cui
notari, i ricevitori degli alti pubblici, cu- si segnavano i diplomi. In Francia sotto
stodi degli archivii o scrinati, gl'incari- la I.* dinastia referendari furono mag-
i

caX'ì alla spedizione degli atti o deiruffi- giormente onorati che in Oriente e in I-
zio di riferire le cause. Nel V secolo era- talia. Il gran referendario o il capo di

no collocati per grado dopo i personag- tutti gli altri avea la cura dell' anello o

gi ch'erano qualificati d'illustri. Ve n'e- sigillo reale. Egli riferiva al sovrano il


rano molti, ed esponevano agl'impera- contenuto de'diplomi, li presentava alla
tori le domande de'privati, e dubbi in- i sua segnatura, li sottoscriveva egli stesso
corti ne'giudici. L'ufìiziodi referendario, e .tuggcllava. Gli altri referendari infe-
dicono Macri e Piazza, {u di tanto ono- riori o sostituti .scrivevano gli atti. La ca-
re preno i patriarchi di Costantinopoli rica di gran referendario sotto la 3.' di-
nt'l tempo di Giuttiniaiio I, che oltre al nastia fu unita a (juella del gran cancel-
riferire all'imperatore tutti gli allari dei liere, insieme all'altra di conte del pa-
VMcovi orientali per riportarne la solle- lazzo. In appresso si stabilirono de'refe-
cila spedizione de'rciciitli imperiali, a- rendari nelle piccole cancellerie, afiinchè
veaoo ollresì il privilegio di spogliare vi esercitassero le stesse funzioni che re- i

l'iDiperatorc del montod'oro ormitudel- latori delle RU|)[)liclie o niaìlres des re-
le aquile auguste, come nel giorno della yu/'Vr.v esercitavano nello grandi. liradun-

Mia Solenne coronazione : al patriarca i que l'oflicio di relercndario aiiclie nelle


referendari prestavano egualmente dei corti .secolari , Hequisilusque Olito </ui
•effigi e oc riportavano le uinbasciulc lune liefcrendarius J'ucral, cuj'its ibi sub-
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scriptìo mediata tenehatnr, adfuit, negat ostante che molti approvassero la sop-
se siibscripsisse, come si legge in s. Gre- pressione, poiché tanta moltitudine di
gorio di Tourslib. IO, c.ig. Tra le mol- referendari sembrava smisurata, molto
te ceremonie, colle quali sicreavano i re- dispendiosa e conseguentemente troppo
ferendari , la principale era di ricevere gravosa alla camera apostolica. Tanto a
l'cinello d' oro dalle mani del principe ; difesa del severo Pontefice scrisse l'Ortiz

onde si apprende dalla vita di s. Bonito amorevole suo panegirista; ma suo il tra-

vescovo cancelliere di Sigeberto III re di duttore e annotatore De Lagna vi ag-


Austrasianel secolo VII: Nec multo post, giunse questa grave nota: »Alle persone
amilo ex marni regìs accepto , refercn- bene intenzionate e pratiche della curia
darii officium adepUis est. Galletti, Del romana, e che dell'ottimo regolamento
vestarario di s. romana chiesa p. 85, in di questi tribunali e de' soggetti che li

un documento delySijdice che lo scris- devonocomporre hanno quella idea ch'e-


se Andvealis referendarii. Muratori, Dis' non potè fare
sige la virtù e la giustizia,
sert. 4> Degli uffìzi della corte, osserva a meno di non esser molto grata e mol-
che non è ben chiaro qual fosse l'ufìizio di to da esso loro applaudita questa deter-
referendario nel palazzo de're longobar- minazione d'Adriano VI, cioè di restrin-
di. Abbiamo nella cronaca Farfense un gere il numero de' referendari".Leggo
diploma di re Astolfo scritto nel 'j5&, ex in Novaes, Storia di Adriano fi, che
dieta Domni regìs per Theoperlum illius ridusse a otto i referendari. Più di un
Referendariiim j cioè non si conosce se secolo dopo opere il dottis-
scrisse le sue
costui fosse segretario de memoriali o^- simo cardinal de Luca. Veggasi com'e-
pure cancelliere e notaro regio, a cui ap- gli parla rapporto alla dignità de' refe-

partenesse Io scrivere i diplomi e privi- rendari antichi e moderni, all'uso di que-


le"! sta stessa dignità e al suo emolumento,
Gli odierni referendari apostolici, se- lib. XV de Judiciis par. 2, de Relat. Ro-

condo Macri, furono introdotti da Ales- manae Curiaeforens. d\sc.\x\,o. 2,3,4-


sandro VI dell 492) e arricchiti di molti » Minusque habebatur (olim) usussim-
privilegi: sarà meglio il ritenere che ne ab- pliciuin referendariorura in tam copioso
bia aumentato il numero e stabilito l'uf* et eiiraenato numero praelatorum ctijus-
ilzio ; dappoiché sebbene propriamente cumque generis personarum, ut de prae-
l'origine della segnatura è ignota, com'è senti , forte sub alicujiis reformationis
ignoto numero de' primi
il referendari, necessitate habetur, adeo ut status prae-
nondimeno Innocenzo Vili colla bolla lulitius quodammodo vilescere incipiat,
debitum, de' 25 gennaio
Offìcii nostri et cum ea contradistinctione inter prae-
1491,^"//. Rom.i. 3, par. 3,p. 228, au- latos votantes, et alios qui ad dilferen-
torizzò alcuni referendari a giudicare le tiamdicuntursimplicesreferendarii,quo-
cause, che rimesse alla sua apostolica po- uiam aderant solum illi, qui gerebant eas
testà doveansi da lui stesso decidere. Ben- partes, quas hodie gerunt votantes in
sì Alessandro VI fu il i
."
che divise la Se- quodam praefinilo nimiumque modera-
gnatura in quella di Graz/a e in quella to numero, qui ncque ad hodiernum so-
di Giustizia. Riporterò per prova, come lurum votanlium ascendebat; atque bine
leggo neirOrtiz, Descriz. del viaggio di sequebatur, quod in magna erat existi-
Adriano VI deli 52 2, p. 78, che quel niatione magnisque potiebantur prae-
,

Papa nel riformare la curia romana re- eminentiis et praerogativis etiam supra
strinse il numero de'referendari, che al- prulhonotarios, ac rotae auditores,elca-
lora erano 3o determinazione che au-
; nierae clericos; et merito quidem, cum
meulò coulro di lui il mule umore, non csscut Papae coUalerales, ac immediati
6 REF REF
Item antiqui scriplores prae-
consiliarii. La spedizione gratis delle bolle, l'esen-
supponunt , quod hoc munus notabìlia zione dalla gabella del vino ne porti di
piaeseferret eraoluraenla licita et publi- Ripa e Ripetta, e dalle decime, lasse e
ca, ultra alia considerabilia,quae produ- altri tributi laicali. L'esenzione di essi e
cebant munera, quae utpote in escuien- loro famigliari dalla giurisdizione degli
tis et poculentis consistentia, licita repu- ordinari, in uno ai loro benefizi, preben-
tabantur, et tamen hodie istud muuus de, beni, cappellani, famigliari e servi,
votaotisutiiusquesignaluraenullum pe- tanto dalla visita, quanto dalla correzio-
nitus producil emolumentum, minusque ne,superiorità e dominio per tutto il cor-
forte existinaatione considerabilena, nisi so di loro vita. Né solamente dalla giu-
circa aliquod tale quale litigantium in- risdizione che si compete agli arcivesco-
obsequium, prò aliqua be-
ferìoris classis vi, vescovi e altri prelati, ma ancora daU
nevolentia captanda, adeo ut reputetur la temporale de'presidi, de' governatori
inpraelatisinfortunium ad istud munus e di qualunque superiore per dignità ec-
pervenire. Talis est rerum mundi vicissi- clesiastica e temporale eminente, anzi de-
tudoactemporum immutatio". Rappor- gli stessi delegati e suddelegati della s.

to alla maniei-a con cui vengono creati i Sede, per avere Paolo perse 111 ricevuti
referendari, come anche rapporto a mol- e successori referendari d'allora ed fu-
i i

ti altri privilegi e doveri veggasi il citato turi sotto l'ombra autorevole di s. Pie-
discorso.Col pontificato diPaolo 1 1 1 spun- tro, acciò non conoscessero altra supe-
tarono giorni sereni e lieti pei referendari riorità e subordinazione che quella del
delle due segnature della s. Sede; questo tribunale pontificio, avanti il quale sol-
Papa colla bolla Debita consideratione, tanto doveano essere convenuti. Venne
de'3o luglio 540, Bull. Rom. l. 4, par.
1 perciò interdetto a'nominati d'introdur-
*» P''74» '• ricolmò di elogi, di privilegi si nelle cause spettanti a'refereiulari, di
e di grazie, chiamandoli i più stretti e promulgar sentenze, e di avanzarsi alla
confidenti ministri del principato, eguali comminazione delle pene e delle censu-
e come nati dal chiaro sangue de' prin- re, e molto meno ad elfeltuarle per qua-
cipi e de'baroni. Pertanto come Leone lunque delitto si stipuli il contratto ed e-
X e Clemente VII li dichiarò prelati, fa- sista la cosa, purché l'eccesso non vada a
migliari e continui commensali del Pa- ferire la maestà del Papa e di s. Chiesa.
pa, per cui riceverono dal palazzo apo- Questa proibizione si estese anche sopra
stolico la parte di
pane e vino, della quale i proventi loro, che soggiacere non do-
parlai nel vol.L, p. ?.o5, tolta la quale
non vessero a'pubblici dazi, collette e pedag-
ebbero per essa alcun compenso; noturi quando non vengano imposti colla su*
gi,

dellasedeapostolica, conti palatini e nobi- prema autorità della s. Scile. Chiunque


li. Concesse il proprio stemma dei Farne- ardirà di fabbricar procossi contro (|uesti
si ad essi e loro discendenti, se avessero prelati incorrerà nella pena di ntdiilà cdi
voluto inquartarlo nei loro, qual segno attentato, il tutto a maggior decoro del-
d'onore. Die loro la facoltà di creare no- l'abito, dignità, lustro e prerogative dei
lari e conferire lauree dottorali, ed a ta- prelati della sede apostolica. Li abilitò a
le cfletto nella bolla prescrisse la forma conseguire le grazie espetlativee la plu-
del giuramento da prestarsi ; di Icgitti-' ralità de'bencfìzi, i (piali colle prebende
mare gli spurii o bastardi, di addottora- potessero conseguire in estranei paesi, co-
re cliam in utroqur /nre. L'uso de'pon- me fossero tia/ioiiali, potendo percepire
lifiadi, della mitra, anello, bacolo pasto- i frutti de'bcnefizi ancorché assenti a ca-
rale, e di dare le solenni benedizioni nel- gione di kludi, polendo farsi rappresen-
le abbttie che uvcticru in commenda. tare du altri ne'beiielizi personali e cu-
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rall ; come pure di poter conferire bene- gono NoTaes, Storia di Si^to V, n. 46.
in

fìzi ecclesiastici. Die loro l'indulto di e- Riferisce pertanto Tempesti che prima
leggersi un confessore approvato, cui il di Paolo ìli erano di numero incerto i

Papa conferisce h. facoltà di assolveredai referendari, l'officio de'quali è di riferire


casi riservati alla s. Sede, a riserva di 5; nelle segnature di giustizia e di grazia le
di liberarli dal laccio delie censure cano» accuse avanti al Papa, o ad un cardinale
niche, se vi fossero incorsi, e di commu- prefetto che presieda in luogo di lui. E-
tar loro i opere pie. L'in-
voti in altre rano cresciuti a tal numero che sopra-
dulto dell'altare portatile anche ne'luo- vanzavano le cariche, che si potevano dal
ghi soggetti all' interdetto, purché non Papa distribuire. Con tutto ciò sarebbe
ne sieno stati gli autori o cooperatori, da stato di poco danno il numero eccessivo,

poterlo alzare in qualunque luogo ben- se fossero stati eletti i soli meritevoli; ma
ché non sagro, ma conveniente; comedi perchè dalla troppa indulgenza de'tempi
poter celebrareavanti l'aurora, ed ezian- passati si faceva nell'elezione d'ogni erba
dio di far celebrare alla loro presenza. fascio, quindi mescolati ì buoni cogl'igno-
Accordò loro l'indulgenza delle stazioni ranti malvagi, ne derivavano tali di-
ed i

di Roma, da potersi lucrare in due o tre sordini, che Sisto V volendo rimediarvi,
altari di chiese a loro scelta. L'uso delle convocò il concistoro e tutto amareggiato
carni ne'tempi vietati, previo il consiglio disse a'cardinali: Echefacciam noi? Voi
del medico. Di poter posticipare le ore ben vedete che si adoperano tutte le di-
canoniche. Di disporrede'beni acquistati, ligenze contro i facinorosi, e poi tenghia-
mobili e immobili. Di rassegnare e per- mo i nemici domestici dentro la nostra
mutare i benefìzi. Dichiarò che rofticio stessa dominante, vestiti da prelati e da
del referendaria to durava per tutta la vi- referendari certamente siamo risoluti di
:

ta. Questo è il sunto sostanziale de'pri- volervi rimediare. Approvato dai cardi-
vilegt concessi ai referendari della s. Se- nali il giusto rammarico del Papa, que-
de dalla larga mano e munificenza di Pao- sto pubblicò la bolla Quemadnioduni ,

lo III, anche secondo Marchesi Buonac- de'22 settembre i586, Bull. Roni. t. 4»
corsi, Del protonotariato, p. Sa, 43 e seg. par.4i p- 24i,per la riforma, riducendo
Queste e altre prerogative furono dimi- il collegio de'referendari al solo limitato
nuite da nitri Papi; laonde meglio é con- numero di 1 00; e dichiarò che 70 fossero
sultore la bell'opera di Vitali, De fare referendari dell'una e dell'altra segnatu-
signaturae justiliae. ra, di giustizia e di grazia, e che il rima-
Pio IV colla bolla Cam nuper,de'3i nente fosse di soprannumeri, per essere
giiignoi562, Bull. Eorn. t. 4i par. 2, p. poi surrogati nelle risulte al detto nume-
i36, sottoscritta dai cardinali, riformò i ro di 70, col riguardo all'anzianità e al
referendari sul modo di riferire e giudi- merito loro, da considerarsi dal Papa. Li
care le cause, meglio dichiarando le ma- nominò perpetui famigliari e commen-
terie della segnatura di giustizia e della sali del Papa, li dichiarò esenti dalla giu-
.segnatura di grazia, ordinandone l'osser- risdizione degli ordinari e immediata-
vanza a tutti i giudici della romana Cu- mente soggetti alla s. Sede, die loro il di-
ria (P^.); insieme alla declaratoria su tale ritto d'innestare ne'propri stemmi gen-
riforma, circa prorogationes fatalium, tilizi quello del Papa, eli autorizzò a tras-
che segnò qual moto proprio co\ placet. ferire le pensioni,come riporta anche Vi-
Il p. Tempesti nella Storia di Sisto V^ t. tati a p. 28. Volle ancora Sisto V che d'in-
I p. 264, riporta le provvidenze di quel
,
di in poi si dovesse formar processo non
Papa sul collegio de'referendari dell'una meno della nascita, che delle qualità per-
e dell'altra segnatura, quali pur si leg- sonali e de' costumi di ciascuno, il quale
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dovesse essere annoverato, e che appar- tribunale, con quel regolamento e meto-
tenesse ni cardinal prefetto delia segna- do che riportai al citato articolo Prela-
tura dare rinfornaazione al Papa, per con- to. Nella Relazione della corte di Roma,
ferir poi loro l'abito prelatizio. Dispose ivi stampata nel 1774» colle note del Zac-
che nella segnatura di grazia non potran- caria, questi avverte che privilegi de're- i

no entrare se non dopo aver passati tre ferendari furono rivocatio modificati da
anui nella segnatura di giustizia. A quel- altri Papi, e che Innocenzo Xll colla co-
la assisteranno i8 referendari, cioè 12 stituzione Inter gravissimas , rimise al-
i più antichi, come giudici, cioè i Volan- l'arbitrio de'successori l'elezione de' vo-
ti di segnatura, e ti per riferire le sup- tanti, mentre per Tinnanzi nella vacanza
pliche. Inoltre Sisto V confermò ai re- subentrava li referendario più antico. Ma
ferendari i privilegi di Paolo IH , chia- siccome amalgama i votanti coi referen-
mandoli costituiti in dignità ecclesiasti- dari, senza le debite distinzioni, meglio è
che, a forma della costituzione di Boni- ommetterlo.il Tosichenel 1800 ristam-
fìcio WììyStatulum ad eosdeni referen- pò tale opera, ma col titolo: Del sommo
darios, de Rescripl. in sexto. Riepilogò Romana, t. 2, cap.
Pontefice e della corte
diversi privilegi, e fra quelli che vi ag- 36, riprodusse il Lunadoro colle note di
giunse noterò l' indulgenza plenaria in Zaccaria, colla stessa oscurità e non senza
arliculo morii s.O\\.VQ a ciòSisto V colla errori, solo aggiunge: Tulli que'perso-
bulla /],rt«f^rt6/Z/.v, dichiarò referendari i naggi che sono ammessi nella prelatura
Protonolariapostolici partecipami ( V.), di questa corte, comprovata avendo la
concedendo loro privilegi,leesenzioniele i nobiltà de'Ioro natali e la probità de'lo-

prerogative de' referendari, per cui le ri- ro costumi, dichiarali vengono referen-
porta ancora il citato Marchesi Buonac- dari apostolici. Ma questo non basta, e
corsi.Del protonolariato[>. 32,43 e seg., tuttociò che si richiede lo notai a Pre-
con opportune osservazioni, dicendo che lato, ripeterò ancora una volta, insieme
delle prerogative e illustre rango de're- al loro abito, avendo detto del cappello
ferendari trattò con profonda erudizione de' referendari nel voi. IX, p. ifjy.
mg.' Antonio Altoviti nel suo voto inse- I referendari hanno luogo nelle caval-
rito tra le decisioni rotali di Rembold ,
cate pel possesso del Papa, vestiti al mo-
Di'cis. Rolae Rembold volani rni^p.^ZÒ do descritto a Prelato, in uno ai fini-
el scq. diversoriini : Discursus in causa menti e gualdra[)pe che usano ne'ca val-
roin. praecedentiacyffuo refcrvndariis si' li. Nelle relazioni de'A)5.5fò,s/ raccolte da
ffiiaturae praecedcnliani dvbe.ri a genera- Cancellieri, nelle più auliche sono amal-
libus regulariuni probalur, Bomae 676. 1 gamati fra i Praelalorum et Cnrialium.
Deve notarsi che protonolai i i apostolici, Lai." volta che de' referendari si fece di-
tanto partecipanti che soprannumeri, co- stinta menzione fu nel possesso di Grego-
me referendari fanno il giuramento nel- rio XIV ilei I 590, dopo i protonotari, e
le mani del cardinal prefetto di segnatu- v'intervennero in grosso numero. La 2.'
ra. Alessandro VII colla bolla Inter cae- in (picllo d'Innocenzo X neli()44) dopo
/rr/2.r, degli I 1 giugno iO')<), Bull. Roni. t, i protonotari, nonnulli referendarii sinc
6, par. 5, p. 1 1, eresse in collegio i refe- rocchellis , mantclleUts tamen induti, et

rendari delle due legnature, rappresen- pileisscmiponti/ìcatibus, seguiti da'ca vai •

tato dai 12 prelati votanti cdull'anziano leggieri. In <pieIlo di Alessandro VII del
tiecaiio, i quali doTCvono essere prencelti iti')'), egualmente dopo i prolonutnri, f<
diilcelode'rererendari;c preteriste liMpiii- rcfi'icndarinrum ordo palUolis, pilcolis'
Ittii per cstcrvi ammessi ircfeieiMJ.ui, dal fjiKnein iponti/ìriis in^igniliis sr. conjiinxc-
cuidinal prefetto, decano e volanti del fdt. Nel possesso di Clemente \ del 1G70
5

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cavalcarono dopo i vescovi nonassislenli f/o/de.Censì8di essi in rocchetloe man-
al soglio, ac referendarii ina/UelleUis^et telletta sostengono le aste del baldacchi-
rocchelih amidi equità nlcs cumpìuileris no, sotto il quale va il Papa ne'pontifì-
(le panno m'gro, habentes in capite hireta, cali solenni ordinari e straordinari, e nel-

tt pileos seniìponlificales: seguivano i ca- le processioni delle candele, delle palme,


valieggieii. Nel 1676 pel possesso d'Inno- del Corpus Domini, della canonizzazio-
cenzo XI, i prelati referendari incedeva- ne, dell' apertura e chiusura delle porte
no appresso i prolonolari, con rocchetto, sante: le dette aste sono consegnate ai pre-
manlelletla e cuppell()ni,sopra mule guar- lati dai ^/azz/e//^/^.^, i quali poidai me-
nite con valdrappe alla pontificale , ve- desimi le riprendono. Otto giorni prima
nendo dopo un'altra lettiga del Papa. Si- di queste processioni il prefetto de'mae-

milmente nel 1691 per Innocenzo XII in stri ceremonie scrive un biglietto o
delle
grandissimo numero con cappelli semi- manda l'invito stampato al decano dei
pontificali in testa, indi la lettiga ed ca- i votanti di segnatura, perchè avvisi 8 re-
valleggieri. Nel1701 per Clemente XI ferendari per portare le aste del baldac-
appresso vescovi non assistenti, il com-
i chino. Leggo nelle Indicazioni de' cere*
missario della camera , referendari in i vionieri pontificii, che per la processione
grandissimo numero con cappelli semi- del Corpus Domini del 684, essendosi ri-
1

puntificali, sopra mule con valdrappe ne- (jutati I referendari di venire a portare
re altrettanto, meno il commissario, si
: le aste, perchè in luogo d'Innocenzo XI
lia de'possessi d'Innocenzo XllI, di Cle- fece la funzione il cardinal Cibo, suppli-
mente XIII vestiti diroccliottoe mantel- rono gli uditori di rota ed i chierici di
letta e cappello semiponlillcale , di Cle- camera , onde il prefetto delle ceremo-
mente XIV dopo i soliti vescovi non as- nie fece doglianze col cardinal prefetto di
sistenti , seguiti dalla carrozza pontifìcia segnatura. Al nominato articolo Cappel-
vuota e dai cavalleggieri;cos"iper Pio VI le PONTIFICIE, notai i tratti di via in cui
die fu l'ultimo a cavalcare. Pio VII pre- nellelunghe processioni i referendari so-
se possesso andando in carrozza, il simile stengono le aste del baldacchino. Ap-
facendo i successori; nondimeno vi fu ca- prendoda Chiapponi, ^cla canonizatio-
valcata, ed i referendari cavalcarono do- nis, p.219: Baldacchinum supra Sari'
po gli abbreviatori , seguiti dall' uditore ctissimum Palrem deferri debet ab octo
del camerlengato e commissario della ca- antìquioribus Referendariis Signaturae
mera. Nel 1846 pel possesso del regnan- Justitiae,rocchettis submantellellis inda-
te Pio IX, venivano per ultimo e dopo gli Ila sacr. Rit. Cong. die "òojan. 1 656.
tis.

abbreviatori, 7 referendari di segnatura Giacché deve notarsi, come feci altrove,


in rocchetto e mantelletta, con cappelli che sebbene! referendari non abbiano an-
semipontifìcali, guanti a maglia paonaz- cora ricevuto dal Papa il permessod'as-
zi e bardatura del cavallo nera^seguiva- sumere il rocchetto, per sostenere le aste
no leguardie nobili. Quandoaveanoluo* del baldacchino debbono vestirlo. Noterò,
go le 4 a"»ue cavalcate per le cappelle, ^he lessi in un antico mss. che i referen-
siinihneute vi aveano luogo referenda- i dari di segnatura di giustizia, se fatti ve-
ri di segnatura, dopo semplici vescovi, i scovi, ritengono il luogo nella segnatura
vestiti di rocchetto, mantelletta e cappel- e il titolo; certo è, che al presente il ve-
lo semipontificale, indi la carrozza ponti- scovato fa perdere ai referendari ogni di-
ficia senza il Papa che precedeva a cavallo. ritto e privilegio. Leone XI I col molo-pro-
I referendari di segnaliu'anon hanno po- prio Qunm plurima et gravissima, de' 1

sto in Cappella pontificia (f^-)j se v'in- aprile! S26, tuttora iu vigoie, indica chia-
tcrveDgoQu,rtìslaao iu piedi a cornu epi' rameulQ i diritti e privilegi che godoito
I

IO REG REG
i pretati del tribunale di segnatura. Vedasi temporale dato alle chiese dalla munifi-
Plellemberg, iVo^. cong. et Iribunalium : cenza de'principi cristiani; diritto già pre-
ffe Referendarii. Giacomo Giandemaria, leso dai sovrani di godere l'entrate de' ve-
Riflessioni sopra la costituzione di Ales- sce vati vacanti ne'Ioro stati, e di disporre
sandro VI per t erezione del collegio dei de'benefìzi che ne dipendevano senza cura
referendari di ambedue le segnature di d'anime. La parola regalia ha molti altri si-

grazia e di giustizia, e per le qualità che si gnificati, che si possono vedere nel Glos-
richiedono ne' soggetti d' ammettersi in sario ói Du Gange al vocabolo Regalia. In
quello, Parola 6q3. De referendarioruni
1 ordineall'origine delle regalie'conviene di-
votantium signaturae fustitiae collegio a stinguere titolo, con cui sogliono essere
il

SS. D. N. Innocentium XII P. M. Fa- giustificate, ed il tempo in cui deve asse-


tinelli de FatineWs Lucensis in eadem si- gnarsi il loro comincìamento. Gli scrittori
gnatura votanfis, Romae 1696. aulici sono discordi fra loro.nel determina-
REFETTORIO, Refeclorium, Tricli- re il titolo con cui credono potersi legitti-
nium. Luogo dovei religiosi, le monache, mare le regalie: essi volendo sostenere che
e quelli che vivono in comunità d'ambo questo preteso diritto fosse ingenito nel*
1 sessi, si riducono a mangiare, a pranzo l'autorità suprema de'principi, ne rico-
ed a cena, a prendere la refezione corpo- nobbero il fondamentosia nel dominiodei
rale, come dice Macri. Da questo nome loro sovrani sui feudi conceduti alle chie-
derivò quello di refeclorariits, o di colui se , sia sul diritto che ai medesimi com-
che ha cura del refettorio. Il refettorio pete come ai fondatori de'beneflzi eccle-
suole essere convenientemente luminoso; siastici, sia sulle qualità di custodi, avvo-
ordinariamente in quadro o sulle pareti cati e difensori dei diritti e prerogative
vi si rappresenta la Cena del Signore, ac- non
delle chiese ne' loro stati. Nel resto
ciocché i riguardanti apprendino la di- mancano gravissimi autori, che trattando
vina modestia e sobrietà, che qui princi- delle regalie, senza studio dì parte le ri-
palmente debbono praticare. Oltre le ta- tengono un'usurpazione, che solo può le-
vole che per ogni parte sono ilisposte,
,
gittimarsi in parte coll'autorità della Chie-
vi è il pulpito, donde nel principio della sa, ed avvisarono con tutta ragione che
mensa comunemente si legge qualche par- dal riconoscere ne'principi la signoria su-
tedfHa sagra Scrillura,ovvero qualche vi- prema de' feudi, il diritto di fondatori e
ta deVauti o anche alcim libro istruttivo difensori dellechiese, non risulti giammai
nella pietà e nella erudizione ecclesiasti- la facoltà di usare le rendite dellechiese,
ca, terminandosi In mensa colla lettura del oppure il diritto di conferirei benefizi ec-
martirologio romano. In questo luogo i clesiastici nelle sedi vacanti. ^. Rrivefizi
superiori sogliono dare delle correzioni ECCLESIASTICI, BeIVI DI CuiESA, PrECI l'RI-

e penitenze ai loro dipendenti, per (|ual- MARiE, Difensori. A Rendita Ecclesiasti-


che mancanza da loro commesna. Altri c.K trattai dell' origine e del progiessodi
ne^rcfedoni edificarono con l'esercizio di esse, tanto del clero secolare, chede'A'cr-
inorlificazioni atti di umiltà e virtuosi.
, ligiosi e Religiose (^.). Quanto all'anti-
NcU'usciredal rvfìittorio, la comunità pas- chità dell'esercizio del diritto di regalia
sa al luogo della ricreazione. Dei refeltorii in Occidente, ne hiinno parlato moltissi-
ho parlato in moltissimi articoli, segnata- mi autori relativamente ai diversi paesi

mente de* più l>elli. /^. Tnici.iKio, Ban- o ref^ni. Alcuni scrittori sostengono, che
f:HRTTi, Conviti, Pranzo, Cina, Digiuno, in Oriente godeva di (jiieslo diriltoriiu-

BeNCDiciTe, Lcttura. periitoru Foca del fio?.. Circa olle rega-


HEGALIA. Dirillo temporale esercì* lie di sovranità temporali , a Patiumuni
tato dai sovrani; dominio e ({iurisduioiie DELLA s. Sede nairai che essa già gode-
REG REG 11

rn le regalie superiori che dichiarai, per spesso contaminavano di simonia l'ele-


l'alto dominio che vi esercitava di sovra- zioni, e massimamente perché erano de-
nità e amministrazione delia giustizia ,
generate in usurpazione dell'autorità su-
fino dai tempi di s. Gregorio I del Sgo prema Per cui è molto ve-
ecclesiastica.
ne'patrimoni di Sicilia, in parte per ces- rosimile, che l'accordo fatto per troncare
sione degl'imperatori d'Oriente, per cui la grave differenza fra il sacerdozio el'im-
le regaliesovrane temporali furono in uso pero suir investiture ecclesiastiche, con-
prima che si conoscessero le voci di Feii' chiuso neli 122 da Calisto 11, ed Enrico

do {V-) e di vassallo, come provò Borgia V, di cui feci anche parola a Pace par-
nelle sue dotte opere in difesa della so- lando della natura de' Co/iror^a//, sia la

vranità della chiesa romana. Ma di questa vera origine della regalia ; dappoiché si

specie di regalie giurisdizionali di tem- parla di regalia o diritti regi in questi atti:

porale dominio e loro diverse qualità, mi- Eleclus autem Begalia per sceptrum ale
nori, e maggiori o supreme importanti recipiat. Questa parola regalia compren-
signoria temporale, con quanto vi è di re- deva i feudi che principi aveano dato
i

lativo, parlerò dopo le regalie ecclesiasti- alle chiese, ed in appresso fu estesa a tul-
che in discorso. Le regalie ecclesiastiche li i beni posseduti dalle stesse chiese. Ora
principalmente sì divisero in spirituali e secondo le leggi degl'imperatori aleman-
temporali. Le spirituali che chiamavansi ni, era di natura de'feudi,che coloro che
anche onorarie , consistevano nel diritto li possedevano diventasserovassalli de-

del sovranodi conferirei benefizi duran- gl'imperatori da cui aveano ricevuti, gli

te la vacanza de'vescovali. Le temporali ed erano obbligati a dar giuramento di


che chiamavansi anche utili, erano i di- fedeltà. Di più dopo la morte del vassal-
ritti che aveano sovrani di godere
i del- lo, l'injperatore godeva delle sue rendi-

l' entrate del vescovato vacante. Alcuni te, fino a tanto che il successore fosse sta-
confusero {'Investiture ecclesiastiche [f^.) to investito de'medesiini feudi, ed avesse
colla regalia, le quali sonostatel'unaal- prestata fedeltà e omaggio. Questa legge
l'altra cagione insieme ed effetto, benché si estese agli ecclesiastici ,
perchè le loro
sieno assai distinte fra loro. Le investiture, chiesegodevano molti feudi; onde poi in
intese eziandio nel senso in cui furono ac- Francia la regalia cominciava colla sede
cordate da Calisto II, diedero occasione . vacante e finiva dopoché il nuovo vesco-
alle regalie; giacche quelle supponevano vo avea dato giuramento al redi fedeltà.
essere slati concessi alle chiese beni feu- Narra Bercasle\, Storia del cristianesi-
dali, ed importavano l'obbligo ne'vesco- mo t. i4, n." 25, che la storia nel i i6q
vi e negli abbati di riconoscere nel sovra- somministra uno de'piìi antichi e forma-
no il signore principale de'Ioro feudi, ed o- li titoli de're di Francia riguardo alla re-
gnunosache le regalie perciò appunto che galia, "Dopo la morte del vescovo di Pa-
da principio indicavano beni feudali con- i rigi Tibaldo, essendo venuti in mani del
cessi dal principe alle chiese, dipoi in for- re il vescovato e la regalia, il re diede il

za degli abusi tuttora crescenti, serviro- capicerato(oprimicero)cheneface va par-


no a significare il diritto regio di gode- te, alle monache di Hieres, onde le mede-
re l'entrate delle chiese vacanti e di con- sime ne godessero ogni volta che la sede
ferire i benefizi a piena ragione. Le inve- fosse vacante". Questi fu Luigi VI! re di
stiture poi sono una conseguenza del le re- Francia, che pel i ."feeemenzionedel dirit-
galie : imperciocché i principi hanno il to di regalia, e se ne parla anche nel testa-
diritto d' investire i baroni e i conti dei menlodire Filippoll Augusto, morto nel
feudi che concedono, ond'é che l'investi- 1223. Pel regno di Francia molti pre-
ture furono soltanto condannale, perchè tesero che il diritto di regalia fosse taq-
la REG REG
lo antico quanto la corona stessa ; altri ti i beni ecclesiastici per trattenerli al ser-
giustamente Io negano, citando la storia, vizio. Nemmeno al principio della 3." stir-

die c'insegna che sotto la r.'' stirpe de're pe era in Francia stabilito il diritto di re-
ibeni delle chiese vacanti erano ammi- galia,comesi ha dalla lettera di Gerber-
nistrati dal clero e dall'arcidiacono, come to arcivescovo di Reims, che raccoman -

apparisce dal concilio d' Orleans tenuto da popolo di vegliare che i


al clero e al
sotto reChildeberto, e dal concilio di Pa- beni del vescovo defunto sieno conserva-
I igi sotto re Clotario II : la chiesa galli- ti al successore. Dagli storici d'Inghilter-
Cina seguì in quel tempo il decretato dal ra si raccoglie, che il medesimo diritto di
concilio di Calcedonia. Di più il diritto regalia fu parimenti introdotto in quel
ili regalia , secondo la riportata spiega- regno nell'istesso tempo che in Francia,
zione, fu parimente ignoto sotto la 2.' e che cagionò colà molte turbolenze. Pas-
stirpe de're, comesiapprende da una let- sò anche nella chiesa d'Irlanda, e da una
tera d'Incmaro di Reims a Carlo il Cal- epistola d'Innocenzo III al cardinal le-
vo; imperocché questo vescovo dà per re- gato in quel paese, si rileva che l'uso del-
go'a il canone del concilio di Calcedonia la regalia era nella chiesa d' Armagh, e
durante la vacanza della sede vescovile : il Papa in detta epistola si serve della pa-
che beni del vescovo defunto saranno
i rola regalia; e per impedire che prin- i

ditlisi, e intieramente conservati dall'ar- cipi non potesserogodere per lungo tem-
cidiacono e dal clero, e che quelli che o- po della rendita della chiesa, accorciò il
«eranno mettervi mano per usurparli, sa- tempo della vacanza della sede, ordinan-
ranno scomunicali. £ in un sinodo tenuto do che metropolitani lontani da Roma,
i

sotto il medesimo imperatore fu deciso , entrino all' amministrazione delle loro


conforme a quello eh' era stato prescritto chiese innanzi di aver ottenuta la loro
nel concilio di Calcedonia , che dopo la conferma. Nel 2 5 l'imperatore Federi-
1 1

morte del vescovo i beni sarebbero con- co II fece una costituzione contro le re-
servati al successore dall'economo della galie, considerandole contrarie all'im-
chiesa. Egli è vero, che re Carlo il Calvo munità della chiesa, e confermò tale co-
t'f.cn altrimenti dopoché Ebbo arcivesco- stituzione con altra del 19 che diresse
1-2

vo di Reims fu deposto dalla sede, ncl- a Onorio III Papa , al quale e agli altri
l;i vacanza della quale, e durò parecchi vescovi cede le rendite chiamate regalie,
«imi, quel principe s'impadronì de' suoi come cosa spirituale che non s'apparte-
beni e ne diede anche una porzione in neva agl'imperatori. De Marca, De con-
L'udo. Ma questo cattivo esempio non è cord, lib. 8, cap. 18 riporta molte au- ,

contrario all'uso di quel tempo, perchè il torità de'Papi e du'concilii, per mostrare
|-«f promise nel sinodo di Beau vaia dei- che le rendite delle chiese vacanti non ap-

rrt/fl a incmaro e agli altri vescovi, di re- partenevano ai principi nella chiesa gal-
stituire alla chiesa di Reims tutti i beni licana e che dovcano in essa osservarsi,
,

che uvea presi per punir maggiormente del pari che nelle altre chiese , i decreti
Ebbo. Non può provare parimenti il
»i del concilio di Calcedonia,che ordina che i

(liriltudi regalia, ndducendo il cattivo uso beni sieno conservati a'successori; la mag-
che Carlo Martello fece de'beni di chie- gior parte di queste prove sono nel decre-
•a, dandoli in feudo a laici imperocché
; to di Graziano. Quindi si vede che que-
i (Capitolari di (>arlo Magno e di Carlo sto abuso era antichissimo, e introdotto
il Calvo condannano cpuMta dissipazione molto tempo innanzi che la regalia fosse
dei beni di chiesa e raltribiiixcono alle ne- Papi per questo
stabilita e tollerata «lai :

Cestii de'lcmpi, le (piali obbligavano in i conc.ilii proibirono ai [)rin(:ipi e agli altri

cerio modo i principi a darea'ioro sudili- laici d'impadronirsi (le'beni deg li ecclesia -
REG REG i3

stici dopo la loro morte. Questo malvagio cime, ed anche alla collazione de'benefi-
costuoie d'impadronirsi de'benide'vesco- zidipendenti dalle chiese. Le chiese the
vi, subito ch'erano morii, s'era diffuso conservarono l'antico diritto di regalia,
per tutta la Chiesa, ed era in uso nell'o- non furono soggette a questo diritto per
riente e nell'occideule. L'imperatore Ma- le rendite delle decime e per la collazio-

nuele Comneno proibì a'magistraii d'im- ne de'benefizi; il che fu cagione che par- i

padronirsi a vantaggio del pubblico era- lamenti non aggiudicarono al re in alcu-


rio de'beni immobili delle chiese vacanti. ne chiese , se non la regalia per le ren-
Raimondo conte di Barcellona fece an- dite che provenivano da'fondi e altri be-
ch'egli l'islesso divieto a'suoi ministri, e ni temporali delle chiese, ed a queste la-

per impedire che i beni delle chiese va- sciavano le rendite provenienti dagli al-
canti fossero dissipati, se ne dichiarò con- tari, dalle decime e dalle offerte, e tal-
servatore, anche vivente il vescovo; pri« volta dalla collazione de'benefizi. Questo
vilegio che si estese a tutte le chiese del- uso del diritto di regalia in parte fu nel
ia provincia di Tarragona. I medesimi 274 confermatoda Gregorio X nel con-
I

privilegi furono accordati alla chiesa di cilio generale di Lione li, ad istanze di
Narbona,ma ciò non ostante laici conti- i Filippo III re di Francia, cioè si fulminò

nuarono sempre a impadronirsi de'beni la scomunica contro qualsiasi dignità, di


de'vescovi dopo la loro morte, sotto pre- usurpare sopra le chiese il diritto di re-
testo di volerli custodire. Gregorio IX si galia, e quelli ch'erano in possesso di que-
dolse coll'arci vescovo di Narbona , e coi sti diritti iuiono esortali dì non abusar-

vescovi dì Maguelona e Etna, che i sini- ne, con che venne a riconoscere le rega-
scalchi e podestà del re di Francia nella lie per luoghi dov' erano introdotte, e
ì

provincia dì Narbona s'impadronivano proibì che fossero introdotte negli altri.

contro ogni diritto de'beni de'vesiovì in De Marca lib. 8, cap. 24 osserva, che il

tempo della vacanza della sede, aggiun- termine dì regalia nel decreto del conci-
gendo che predecessori di s. Luigi IX
i lio sì prende in un nuovo significato, per
non lo fecero mai sotto pretesto di rega- la custodia e 1' usufrutto di tutti i fi ulti
lia o altro diritto. Veramente a qiiell' e- e rendite in tempo della vacanza della
poca Papi non condannarono d'ingiu-
i sede,edaggiungechesottoil nome di frut-
stizia o usurpazione il diritto di regalia ti sono comprese le collazioni de'benefi-
che i re di Francia esercitavano in mol- zi, a cagione della bolla d'Alessandro llf,

le chiese del loro regno, e s. Luigi IX stes- nella quale sì dice, che le collazioni dei
so ne usò , onde poi ì re non estesero le benefizi debbono mettersi tra'frulti; ma
regalie oltre i molli vescovati dov'erano pare che l' intenzione di Gregorio X sìa
già introdotte. I parlamenti una volta giu- stata d'impedire che in avvenire i laici,

dicavano dì tutte le materie della rega- di qualunque qualità sì fossero,ncnusur-


lia dal solo possesso, e seguirono la stes- passeroi beni delle chiese in tempodise-
sa regola sotto Filippo IH; in quel tem- de vacante, sotto qualsivoglia pretesto,
po non vi era nulla di fisso e slabile pel sotto il nome di regalia o di custodia o
diritto di regalia, ma segui vasi il costume di protezione. Inoltre Gregorio X giudi-
e l'uso ricevuto, di modo che v'erano del- cò bene lasciare diritti a quelli chen'e-
ì

le chiese affatto esenti dalla regalia ed , lano in possesso , senza voler esaminare
altre non erano soggette se non ad una minutamente, se questi diritti fossero giu-
parte della regalia. Sul principio il dirit- sti o no; perchè sarebbe statodifficiie ve-
to di regalia comprendeva soltanto i feu- nirne a capo, atteso il lungo possesso, in
di dipendenti da'principi, e fu dipoi esle- cui erano la maggior parte de' principi,
so alle reudite, che provenivauo dalle de- il quale serve d'un titolo suflicieule nel-
i4 REO REG
le cause civili : tantum praescrìplum ,
galia, se non in alcune chiese ; ed abbia-
tjuanluni possessnni. Ma i re di Francia mo aucora 1606 d'Enrico IV,
l'editto del
si arrogarono il diritto di collazione dei dove dichiara Che uon intende di go-
:

benefìzi, sebbene il concilio di Lione sot- dere della regalia se non nella forma , ,

to nome di frutti e rendile ecclesiastiche ch'egli e suoi antecesson hanno fatto


i
,

non avesse voluloincludereanche la pri- senza estenderla più oltre a pregiudizio


ma collazione de'benefìzì, ma soltanto il delle chiese chene sono esenti. Luigi XIII
diritto di presentare ai medesimi, ed un nel 1629 fece una costituzione, dichiaran-
mero giuspatronato : oltre a ciò i re di do che voleva godere del diritto di rega-
Francia esercitarono altri diritti ancora lia, come in passalo, e siccome certi termi-
in favore della regalia, fino a ricevere le ni erano ambigui, il clero fece rimostran-
rassegnazioni de'benefìzi, che chiamansi ze per averne la spiegazione; fu risposto:
in favoreni,e ciò dicono i canonisti e giu- che il re dichiarava di non voler godere
reconsulti francesi, per privilegio speciale della regalia ne' luoghi, dove non aveva
accordato ai re di Francia dai Papi, men- di essa goduto per DipoiLui- lo passato.
ine poi non si conosce questo privilegio, gi XIV nel una dichiarazione
1673 fece
ed i Boni-
re pretesero goderlo di diritto. con cui stabilì,che tutte le chiese del suo
facio Vili nella famosa contesa con Fi- regno saranno in avvenire soggette alla
lippo IV, che riportai a Francia, scrisse regalia, eccettuatene 4 che ne sono esen-
ai re che teneva per eretici tutti coloro ti a Di questa disposizio-
titolo oneroso.
che pretendevano che la collazione dei, ne traltai,come delle sue gravi conseguen-
benefizi, che chiamava diritto spirituale, ze, nel voi. X\VH,p. 4? e seguenti, di-
potesse appartenere ai laici. Dipoi, salva cendo della virileopposizione fatta da In-
la collazione e istituzione al Papa ed ai nocenzo XI, onde ebbero luogo le 4 f^^*
vescovi, per impedire che benefìzi non i mose Proposizioni Gallicane [f^.), essen-
fossero occupati da persone inette e inca* do nunzio Savo Ulillini (f^.)j ed insorse
paci fu concesso ai padroni laici la no-
, in Roma la gravissima vertenza delle
mina o presentazione ai benefìzi : lutta- Franchigie [f^.) meglio a
, di cui parlai
volta seguitarono in Francia oltre i re, Immunita'o voi. XXXIV, p. 33, con quan-
molti laici , ed anche qualche badessa a to accadde, per l'energico procedere d'In-
conferire i benefìzi di pieno diritto, forse nocenzo XI : nel voi. XXVI I, p. 5?. rac-
per privilegi pontifìcii. Ke Filippo IV fe- contai pure condiscendenze di Ales-
le

ce un editto per autorizzare la regalia, ma sandro Vili con Luigi XIV, per termi-
non la eslese, se non alle chiese dov'era nare le differenze delle regalie e delle fran-
stala introdotta dal costume, conforuaaii- chigie; e come riuscì a Innocenzo XII di
tlolo al decreto di Lione. Filippo V nel far definitivamente rinunziare al re le

i334 con editto restrinse la regalia al co- franchigie, acconsentendo il Papa all'e-

stume e alle chicsedel regno, dov'era sta- stensione delle regalie in lutto il regnodi
ta introdotta, e volle che si conservasse- Francia. Pare che il successole Clemente
ro i beni delle chiese, e che si prendes- XI facesse poi qualche opposizione, per-
sero solamente a titolo di frutti le ren- chè leggo nella sua Storia di Novaes, n."
dile ordinarie. Luigi XII nel 1 499 fece un 98, che nel 7 scri.sse ni nuovo vesco-
1 i i

simile editto, e prod)ì di più a'suoi mini- vo di Grosse Megrigny, rammentandogli


stri d'inquietar le chiese, dov'egli non a- i sagri canoni, che vietano di violare di- i

ven diritto di regalia o di custodia. Non ritti ecclesiastici, e principalmente cpiaU'

otiunie lulte le cause che vi furono sopra to il concilio di Lione avea disposto sulle
(|uc»Ih mnlrria ne'parlamciiti,i re diFran- regalie; perciò gli raccomantiò che non
cia contiuuuiouu u tiou arrogain lo ic* uccuuseullssc ne lucilomcnle, uè espres
REG REG i5
SHCuentealleiegalieeda lultociòchesem* cipesca, cominciò almeno nel secolo VI If,
brasse poterle amineltere. Le regalie in tranne la chiesa romana, che come dissi
Francia terminarono nel declinar del se- al citato articolo Patrimonio, già nel V
colo XVllI colla ri voi unione, ed anche col secolo godeva le franchigie maggiori, e
successivo concordatodel 1801. Tenlaro* quegli esempi parziali di cui parlai a'Ioro
no di farle rivivere Luigi XV 111 e Carlo luoghi, convenendo Muratori che pei pri-
X,col nominare nelle sedi vacanti de'ca- mi si devono noverare i Papi e la loro
nonici ma non vi riuscirono^ dovendo
,
Sovranità. Da questo esempio, i vesco-
stai'e al concordato. vati, ed i Monasteri (al quale articolo dis-
Muratori colla Dissertazione 7 1 .'irat* si di loro esenzione e privilegi) de'due sessi
lo: Della potenza de vescovi, abbati e al- si procacciarono il dominio d'ampie cit-

tri ecclesiastici , e delle regalie antica- tà, castella, o d'altri pezzi di regalie e di
mente concedute al clero. Kedarò un bre- temporale dominio, perle donazioni loro
ve estratto. Anticamente la signoria tem- fatte. La prima e forse principale cagione
porale del clero secolare e regolare fu per cui furono fatte, sembra che fosse la
grande e opulente, massime in Italia. Di remissione de^pecca li jàìcuì parlai in mol-
due sorte erano beni temporali. Una i ti articoli, e Muratori nella dissertazione

conteneva i beni privati, cioè i poderi, le 68 Della redenzione de'peccati per cui
:

fabbriche, le selve, il denaro, i mobili e molti beni colarono una volta né'sogri
altri simili, esistenti in dominio de'citta- luoghi. Imperocché in que'lempi srego-
dini e delle persone private, e che si pos- lati maggiormenteabbondavanoi misfat-
sono, secondo il diritto delle genti, ven- ti e peccati ; e di questa cattiva influenza
dere, comprare, donare, permutare e ob- non di rado partecipavano gli stessi im-
bligare. L'altra parte abbracciava i beni peratori, re eprincipi, a'quali perciòs'im-
pubblici appartenenti alla repubblica, os> ponevano nella penitenza le pene cano-
sia al principe, e si chiamano /{e-gaZ/e^sie- niche, secondo l'uso allora in vigore nella
no cose corporali, o pure diritti: fra que- Chiesa di Dio. Niun'altra maniera cono-
ste sicontano il comando sopra i popoli, scevano allora i principi per isgravarsi
le angherie e perangherie, la giurisdizio- dal peso de'digiuni e delle altre peniten-
ne, le gabelle e i dazi, la zecca, le minie- ze, che l'usata dal popolo, cioè di far la
re, i fiumi, le saline, ed altre non poche limosina a'poveri, di farcelebrarele mes-
cose da vedersi presso i legisti. Come nei se, e di offrire poderi e altre simili sostan-
primi sette secoli cristiani assaissimi beni ze ai luoghi e collegi sagri. Gran diiìeren-
della prima specie concorsero nelle chiese, za nondimeno passava fra le redenzioni
tanto per la pietà e oblazione de'fedeli, de're e del volgo; meno si esigeva dal po-
quanto per le donazioni degl'imperato- polo, secondo la condizione e le facoltà
ri, re e altri principi, forse ancora si può delle persone; molto più dai dominanti,
facilmente dimostrare, che non pochedel- sì perchè nelle bilance di Dio sogliono
le regalieminori furono in questi mede- pesare più alcuni peccati de'principi, e s\

simi tempi contribuite ai luoghi e mini- perchè devono più magnificamente trat-
stri sagri. Ma per conto delle regalie mag- tar con Dio potenti, siccome provveduti
i

supreme, come il prescrivere leggi


giori e che le private per-
di tanta copia di beni,
lemporali,ecomandareai popoli nel tem- sone. perchè costumarono principi, e
Il i

porale, coll'imporre pene, giudici e tri- specialmente re e imperatori, di odiire


i

buti, avere soldati, far guerra ad arbi- alle chiese non solamente corti e grosse
trio suo, in una parola l'essere signore tenute di beni per la redenzione de'Ioro
temporale di città, castella e paesi, co- peccati, ma anche castella, città, comita-
mundando ivi con podestà secolare priu- ti; marche, ducali e altre regalie, aggìuu-
j G R EG REG
gendo nuovi doni ai vecchi,o almeno con- esempi hanno
si della Sardegna donai
fermando il donatodagli antecessori. Con alla s. Sede. Non fecero di meno gli alt

questo titolo si può ciedere,e ne riportai vescovi e chiese per ampliare il loro pj
in vari luoghi le parole usate, che Pipi- trimonio, per potere più faciUnente sot
no e Carlo Magno confermassero e am- disfare alle necessità de'poveri e all'oi
pliassero il principato temporale di s. Pie- namento de'sagri templi; né furono i

tro: la stessa redenzione de' peccati eb- tale studio oziosi i monaci e quasi tut
bero davanti agli occhi gli altri principi gli abbati. Trovando talvolta le persor
e re, che donarono o fecero tributari alla ecclesiastiche ne'loro contadini e lavori
chiesa romana regni o principali, dalla tori molta disubbidienza, ed anche me
quale ne riconoscevano il dominio pagan- lestieda parte de' conti governatori, pei
do il censo, in attestato della loro tem- ciò i vescovi e abbati procurarono dag
porale soggezione. Paiticolarmente poi imperatori, che i loro beni e uomini fo
nel secolo XI per simili oblazioni crebbe sero esenti dall'autorità de' conti e dal
la potenza e maestà de'romani Pontefi- pubbliche imposizioni, come fece ancl
ci, perchè sopra mostrò sol-
gli altri si qualche re longobardo; di queste eser
lecito a procurarle s. Gregorio VI I,il qua- zioni parteciparono eziandio i monaste
le scrivendo al vescovo di Passavia, rac- delle sagre vergini.Nel secolo IXnon mai
comandò d'indurre Guelfo duca di Ba- carono a' vescovi ed abbati, vassalli laii

viera e gli altri principi di Germania a sottoposti alla loro signoria, ed erano ol
soggettar le loro terre a s. Vietro, prò suo- bligati nelle guerre a condurre homim
rum peccalonim ahsolulione. Dalla sua silos all'armata, quando non li dispens;
Episl. 2 3,lib. 8, si apprende che la Fran- va qualche legittima scusa. Nel secolo ^

cia sino da'tempi di Carlo Mogno era so- gli arcivescovi di Milano ottennero de
lila pagare aiiiiualiiicnle censo alla chie- gl'imperatori tedeschi l'autorità teinpc
sa romana, cui esso re e imperatore an- l'ale sulla città e contado, con titolo (

che iSr/xo/i/Vz/zi o6<«/crrt/, pagando un de- non prima come riportò Ughell
conti,
naro per casa al b. Pietro che riconosce- Quantunque sotto Lodovico II godessei
•vano per padree pastore. Bertranno Pro- i vescovi e abbati corti con castelli, lui
vinciac Comes nel 1081, pio remissione taviasolamente cominciarono a godei
prrrnlnninisiiorum,o((n, concesse e donò maggiori privilegi e diritti di sigiiorii
tutto il suo comitato di i^-ovenza omni- quando il successore Carlo il Calvo ne
polenti Deo, et ss. apostoUs Pelm ci Paii' 1*875 fu coronato imperatore da Giovai
io, et (1. Grcf^orio Papne f^ll et omni- ni Vili, preferito al fratello e iii nipot
bus succcssorihus suis. Parimenti Beren- perchè i vescovi d'Italia vaiitaggiaroii
gario conte di Barcellona nel loguoin'i i loro interessi. Nelle successive (nrbolei
e donò n s. Pietro e a Papa Urbano II ze di (pillili che aspirarono all'impero

la città diTarragona, tolta di mano ai ni regno d'Italia, questi per assicurar


taraceiù, pmpter reJcmplioncm peccalo- della divozione degli elettori, eomincis
rum meoriim, et patris mei linynmndi, rono a poco a poco, oltre ai priii('i[)i s(
et piJrenliim meorum. Di ([iicsto titolo eolari , conUrriie ai vescovi e abbati I

«i servi In griiii contessa Matilde (piando regalie, cioè le città, le castella, i pid)bl
òotùìomniit liana sua alla chiesa dis. Pie- ci tributi, i comitati o contee, le march

tro, proiettando nell'istrumeiito di aver i ducati, come al vescovo di Modena e a


fatta lì ampia donazione, pò mercede et tri. Per le invasioni e stragi de'saracei
remedio animar mcat; el parrnlum meo- e imgheri, con licenza de're d'Italia, i v<

rum, la qiial formol» significa la l'eden- scovi della bella regione, per difesa Ini

xioue delle pene penitenziali. Altri simili e de'cilladini, fondarono e inuuiiunu cr


REG REG 17
stelli e città, laonde con possedere luoghi cioè corli, castella, dazi, gabelle e tribu-
folli si resero maggiormente polenti, có- ti,ma di quelle regalie che anticamente
me ottenne vescovo di Reggio, quello di
il erano assegnate pel mantenimentoe uso
Parma e altri: nelgiG-Berengario I im- de'conti secolari governatori delle cillà;
peratore, per le calamità cui ridussero per cui a poco a poco Ira per queste do-
gli unglieri Cremona, donò molte rega- nazioni pie, e per l'istituzione di vari con-
lie al vescovo A rdingo, cioè che ninno po- ti rurali, rimasero spennati i conti delie
o pubblico giu-
tesse tener Placito (f^-), città e in qualche luogo venne aifatto e-
dizio de'messi regi o imperiali, in prae- stinta la loro autorità, perchè trasferita
diis ej'us, atqiie caslellis, et ciirtibiis, ti- ne' vescovi e abbati da cui didìcilmente
tiUis, cellis, alque plebibusj che spettas- poi ne usciva. Ogniqualvolta un reo iuì-

sero a lui certi dazi nella città, il diritto pcratore perveniva al governo, ciascun
della pesca nel Po, ec: le stesse regalie prelato soleva farsi confermare tutti i SUOI
avea confermalo al vescovo Giovanni nel beni e diritti, più con doni ne cercava
924 Rodolfo re d'Italia, e nel 978 l'im- l'aumento; onde avvenne^ che non sola-
peratore Ottone I al vescovo Olderico, mente vescovi e gli abbati de'monaste-
i

avendo altri augusti concesso l'autorità ri insigni, ma anche le badesse ed col- i

di conte sulla città, e sopra 5 miglia al- legi de'canonici, tanto in Italia che fuori,
l'intorno, colla conferma delle preceden- signoreggiassero almeno in qualche ca-
ti concessioni. Quello che si è detto fin stellojcd ivi esercitassero sopra il popolo
qui di alcune poche chiese, si può rife- una piena giurisdizione, con riconoscere
rire a non poche altre d'Italia, anzi an- solamente nel temporale il re d'Italia u
che ad altre di Germania, Francia, In- l'imperatore per sovrano. Vero è però,
ghilterra, ec; poiché ogni vescovo si stu- che molte castella e ville, i vescovi e gli

diò di ottenere l'unione del governo se- abbati leaveanoanche acquistate per do-
colare delle città all'ecclesiastico, con ri- no e oblazione de'fedeli, o pure procac-
muovere i conti laici, e far trasferire o io ciale col proprio denaro, o edificate e for-
tutto o in parte l'autorità di quelli nella mate dalla loro industria. Per moderare
propria persona. Per conseguenza non vi l'accresciraeDlodella potenza degli eccle-
erano tempi vescovi, che non go-
in que' siastici, nel secolo XI cominciarono i re
dessero il dominio almeno
di qualche ca- e imperatori a pretendere che niuno po-
stello o di più, con piena autorità sopra il tesse conseguire vescovati e abbazie, se
popolo; molti essendo conti della propria non prendeva l' Investitura (/^.) di lutti
città,come rimarcai ai loro articoli. Nel que'beni e stati, che dal regio fìsco erano
secolo XI vescovi di Ginevra litigava-
i passati nelle chiese, e si chiamavano re-
no per le giurisdizioni e regalie coi conti Muratori per questa ca-
galie, al dire di :

della città. Una volta non vi fu mona- gione crebbero a disn)isura le simonie,
stero di gran nome, che non possedesse e insorsero liti e funestissime guerre fra
varie castella, e molte almeno delle re- il sacerdozio e rimpero,di sopra toccate,
galie; qual fosse la potenza di Montecas- sotto Gregorio VII e successori. Poscia
s.

sino, di Farfa, di Cluny e di molli altri, sotto Pasquale II (/'.), non trovando-
a'Iuoghi loro lo dichiarai; ne mancaro- si ripiego per quietar le diiferenze, onde
no abbati abba-
col titolo di conti, e di troncare le simonie, divenute frequenti
desse che nell'impero aveano luogo tra per le ricchezze del clero e per quelli che
i principi. Con le accennate munilicenze aspiravano al fasto di possedere signorìe,
de're, imperatori e altri principi versoi s'indusse a rinunziare ad Enrico V tutte
sagri luoghi, non solamente essi donava- le regalie godute dagli ecclesiastici, cioè
no ciò che apparteneva al regio jPwco(/^,), civitates, ducalus, marchias, comitalus.
VOL. LVU.

(?^^^ f- 0^
,

.8 REG HEG
monelns, teloiieuni, mercaliiui, ailvoca- minevoli maniere, di divorare i beni ec-
tiasjura centiirionnm^et turres^ijiiaere- clesiastici.

gnierant ciim perlinenliis suis, viilitiain Ma che divenne dell'antica potenza e


et castra/il^ ec. Ma questo privilegio bea opulenza de'prelati e delle chiese, e delle
presto fu abrogalo da Pasquale li, per loro regalie, Muratori lo sviluppa nella
cui si rinnovarono le vertenze, terminale Dissertazione 72.^: Delle cagioni, per It
poi (la Calisto li. Tanto crebbe la poten- quali ne' vecchi tempi si sminuì la poten-
za di certi abbati, che ottenute le insegne za temporale degli ecclesiastici. La i .' ca-
episcopali, talvolta lasciavano indietro i gione s'ha da riferire all'empia cupidità
vescovi colla pompa della loro comitiva. e prepotenza de'secolari, che sempre si

Crede Muratori che dall'avere i vescovi studiarono usurpare i beni di Chiesa, an-
oltenula la podeslàsecolare, nascesse il ri- che con fraudolenti contralti, onde ridus
todeiringressosolenne,alraenoneI looo, sero i vescovatie monasteri, dall'alto gra
chei vescovi novelli d'Italia in molli luo- do di potenza e ricchezza cui erano per
ghi (anche in altre regioni), coll'incontro venuti, molli a un mediocre stato, altri
e assistenza di tutto il clero e popolo, sot- all'eccidio, altri a miserabile depressione
to il baldacchino a cavallo entrassero nel- Alle disavventure delle chiese contribui-
lecittà,recandosi con quella pompa e pro- rono ancora le frequenti irruzioni de'bar
cessione alla cattedrale. Muratori deplo- bari nell'Italia, cioè longobardi, saracen
ra, che dopo avere sagri pastori assun- i e ungheri, che produssero tanti mali (

ta la cura de' temporali dominìi, trova* desolazioni. Le pubbliche calamità e U


ronsi anche carichi d'un grave fascio di guerre, ed altre simili traversie, obbliga
cure secolaresche; di tanto in tanto do* rono molti vescovi e abbati a venden
veano portarsi, pei bisogni de'Ioro slati, o livellare o locare non pochi de'Ioro he
alia corte regia o imperiale, corte lonta- ni a* secolari. Né mancarono ne'corrotl
nissima e per lo più ambulante; bisogna- tempi indegni vescovi eabbali, quali sen i

va che intervenissero alle diete del regno, za rossore e timore del giudice supremo
e soventecorteggiasseroi monarchi in va- dilapidarono le terre ecclesiastiche, tra
rie funzioni. Da ciò avveniva, che ve- i sferendole ne'loro parenti e amici, o ven
scovi e abbati per molta parte dell'anno dendole per soddisfare alle loro pravità
abbandonavano il gregge raccomandato Sopra tutto cospirarono alla rovina de
loro da Dio, lasciandolo in mano di gen- monasteri quegli abbati secolari, a'qual
te per lo più mercenaria. Succedendo poi la prepotenza de'regnanti concedeva ii
guerre, al pari de'vassalli secolari anche benefìzio que'luoghi sagri, di che Mura
gli ecclesiastici doveano somministrar la tori trattò nella Dissertazione yS.": De
loro poi*zione di soldati per la difesa dei monasteri dati in benefìzio. Ma non man
regno; anzi venivano forzati gli slessi ve- carono abbati claustrali, che si abusare
scovi e abbati ad andare anch'essi all'ar- no in ciò del loro ministero, con sagrile
mata, e condurvi i loro sudditi, e milita- glie licenze e riprovevoli prodìgaliià, li

rea di«pcltode'canoni, che lo proibivano. che mosse Papi, gl'imperatori, re, con
i i i

Inoltre, infestando i vicini le terre degli cilii a rimediarvi. Di queste alienazion

cccktiaalici, o tentando di usurparle, bi- e enfiteusi molti vescovi ne peccarono. In


sognavo metterli in armi, ossoldar gente damo nelle pie fondazioni si pose la proi
oltre vanolli e far guerre particolari ;
i bizione, che mai non si potessero aliena
dappoiché I tecolari invidiosi, non rispet- re i fondi donati; divieto che fecero pu
tando ordmi dc'monnrchi, canoni dei
fi,\\ i re i vescovi quando conferivano chies
concilii clcicomuniclicde'l^opi, tuttodì e benefìzi Neppure giovò di fa
a' preti.

•tudiavano o coH'ornii o con oltre nbbo- confermare dalla s. Sede le possessioni


REG REG 19
ad onta che la sua aulorilà fu sempre ve- vrani), Parata cMansiotiatico(c\oè le spe-
nerabile; altrettanto si dica delle confer- se cl»e si facevano per ricevere il re o l'im-
me regie e imperiali, onde mantenere i peratore, i loro messi e altri ministri: la
sagri luoghi nel pacifico possesso de'lorò 1.' parola indica l'ordine inviato di pre-
slabili; così de'divieli di tali supreme au- parare l'alloggio, la 2.' l'alloggio slesso);

torità per prevenire lo spoglio eie dissi- di più a' privati e più cospicui cittadini

pazioni. Imwensee costanti furono le cu- delie città cominciò a distribuire onori
re de'Papi per tenere in freno i dilapi- e titoli cospicui, cioè di conti, marchesi,
datori e usurpatori del patrimonio eccle • duchi,capitani, valva>>«orie valvasini,qua-
sìastico,c per fare restituire il mal tolto; U tulli godevano in testimonianza di be-

finché proibirono le alienazioni e le per- nemerenza le regalie, ch'erano onori utili


mute, senza il beneplacito apostolico. Nel conceduti dai re d' Italia ai più merite-
registro di Cencio Camerario vi sono mol- voli regalie che per lo più erano ricava-
:

ti giuramenti di vescovi e arci vescovi, an- te dalle entrale che si raccoglievano dui
che oltramontani, fatti nel 235 al Papa, 1 dazi, porli, ripalici, pedaggi, uso di pesca-
dove giurano la manutenzione delle loro re,moliqi e saline. Ciò premesso, dirò con
non alienare cosa alcuna, m-
chiese, e di Muratori, Dissertazione 48.": Della so-
consulto romano Po/j///?ce. Egual giura- cietà de' lombardi e d altre città d Italia
mento fanno Papi e cardinali pei do-
i i per conservare la libertà, e delle paci di
minii della s. Sede, e lo notai anche a p^enezia e di Costanzaj che nella gran
Professione di fede. Non lieve indebo- dieta di Roncaglia, dov'erano concorse
limento pati la potenza degli ecclesiastici quasi tulle le città e principi di Lombar-
sotto l'imperalore Federico I, con porre dia, » super juslilia regni, et de regali-
degl'impedimenti perchè non crescesse. bus, quae longo jam tempore seu teme-
Nel voi. Lll, p. 253 parlai della celebre ritate pervadenlium , seu negleclu re-
Roncaglia, ove gl'imperatori tenevano le gum, imperio deperieranl, studiose dis-
diete quando calavano in Italia, come fe- seiente Friderieo, quum nullam posseut
cero i re d'Italia, coi vescovi^ abbati e invenìre defensionem excusationis, tatn
signori feudatari o dipendenti dall'im- episcopi, quam primates, et civitalis uno
pero: in quella del 1 158 Federico I fece ore, unoassensu,in manum princìpis Re-
decidere, senza che niuno.osasse contrad- galia reddidere, pi-imique resignanlium
dii Io, appartenere all'impero tutte le re- Mediolanensem " Se di buon
exstitere.
galie, che ivi dichiarai, ricuperate poi cuore,Dio vel dica, esclama Muratori. Ag-
dalle città lombarde nella famosa pace giunge la spiegazione che Radevico die
di Costanza. L'Orsato, Hist. di Padova su ciò che s'intendesse per Regalia: Adju-
p. 2o4, narra che Ottone I dopo essere dicaveriinl ducatus, tnarchias, contila-
slato coronato in Roma imperatore, ivi tus, consnlatus, moneias,telonia,fodrumy
nel 967 da Giovanni XIII fece corona- vectigalia, portiis, pedatica. Si può vede-
re il Ottone li; portatosi poi in Ac«
figlio re dello stesso Muratori Va Dissertazione
quapendente confermò alle città d'Italia I g.' : De' tributi, delle gabelle, e di altri
quella libertà ch'era stata loro concessa da oneri pubblici de' secoli barbarici. Lo stes-
Carlo Magno, col solo obbligo di tre tri- so Federico I spiega quali fossero le re-
buti chiamali Fodro (cioè l'obbligo di a- galie, nel diploma cui nel 1 169 confermò
limentare i soldati e fin lo stesso impe- i privilegi al popolo d'Asti, pubblicato da
ratore e tutta la sua corte in passando Ughelli, Italia sacra t. 4> nia con alcuni
pel paese, compresi i foraggi pei cavalli, nomi guasti. " Haec itaque, dice Federi-
cui erano tenuti
anche gli ecclesiastici, es- co I, Regalia essedicuntur: Moneta, Viae
sendo una delle regalie maggiori de'so- publicae, 4qualica,Flumina,publicaMo-
20 REO REG
lendina,Furni,Fureslica,Mensurae, Bari- dare l'investitura, ed esi-
sioni, volle loro
cliatìca, Porlus, Argentaria, Piscationjs gette sacramenUiinfìcIelilaliscnm honii-
reditus, Sextaria vini et fnimeiili, et eo- nio, inserendolo ne'diplomi. Per tuttociò,
rum, quée venduntur, Piacila, I3ataiia, e per le controversie insorte nuovamen-
Rubi, llesliluliones in integrutu, et alia te tra il sacerdozio e l'inqjero, da lì innan-
omnia, quaead Regalia jme pertinent." zi le chiese d' Italia poco o nulla profit-
Coulutlociò Federico I, dice Radevico, tarono per conto dell'acquistare o au-
per conciliarsi la glom della liberalità, menlare le regalie in loro vantaggio; la
e per isfuggire in qualche maniera l'odio loro potenza venne sempre piìi calando,
degl'italiani: » liis omnibus, in Fiscum e ciò ancora per congiura delle città ita-
adnumeratis, tanta circa pristiuos pos- liane, nelle quali una smisura-
si esaltò
quicum-
sessores usus e^t liberalitale, ut la voglia di stendere leali del dominio.
quedonalione Regum, aliquid horum se Questa sembrò al Muratori essere stala
possìdere inslrumenlis legitimis edocere l'ultima e più concludente cagione, on-
poterat, is etiam, nunc Imperiali bene- de sia proceduta 1' estenuazione del pa-
Regni nomine idipsum perpetuo
fìcio, et trimonio ecclesiastico. Nel secolo XII le
possiderel. " A quanto si è detto, che pei" più delle città occidentali d'Italia aven-
più secoli il clero secolare e regolare e- do preso forma di repubblica, ciascuna
ziandio potè procacciarsi castella e feudi aspirò a ricuperare nel contado gli anti-
con esercitarvi i diritti regali per conces- chi diritti e a signoreggiare. Perciò in al-
sioni di re e imperatori, aggiunga che
si cune città venne meno affalto il tempo-

quando essi monarchi, duchi, marchesi rale dominio de' sagri pastori, e finono
e conti concedevano feudi ad alctuio, so- loro tolte a poco a poco tutte le castella,
levano anche dargli facollà di poter la- rocchee regalie, e.lo stesso patriarca d'A-
sciare alle chiese quelle terre o beni, il quileia soggiacque alla sorte comune; co-
che si appellava /«rf/crtre prò anima, e sì terminando negli ecclesiastici le rega-

moltissimo fruttò a'sagri luoghi, frequen- lie e feudi imperiali. A Germama e Fran-

temente in dominio d'essi colando li,'udi cia raccontai, come nel declinar del se-

e regalie; laonde gl'imperatori a tanta colo passato furono spogliali de'stipersti-


cresciuta potenza pensarono di me,ltervi li feuili e regalie i vescovi, gli abbati, le
argineper l'avvenire. Non solamente tan- abbadesse mentre : coi diversi Concorda-
te regalie, tanti stabili e altri beni erano li (^.) i Papi accomodarono le regalie
allora de venuti alle chiese, ma anche i de'vescovati e altri benefìzi ecclesiastici.
loro terreni, villani e livellari godevano f^. Si'OGLi. Su questo argomento si pos-
non poche esenzioni e privilegi,talinen- sono leggere gli articoli che vi hanno re-

teche nò pagavano tributi, nèconcorre-


i lazione, come Regio kxequatur, altro a-
vano alle pubbliche necessità. Si può ere* busocontro l'autorità della s. Sede, Pham-
dere che laici mirassero di mal occhio
i MATicA SANZIONE clic f(i altra piaga del-
lauta abbondanza di beni, e beni privi- la Chiesa e lesiva l'autorità pa|)ale, ed i

legiali, andandosi sminuendo la loro por- seguenti autori. Canipumanos, "J ruttalo
zione; anche ai re e alle comunità dovet- (it'lla rrpfalin irainni(>rlizzazionty\tnc-

te ciò parer grave. Dopo che Federico I zia 17C7. [Vaiale Alessandro, /Jt'/M/r /e-

ordinò, che per lasciar feudi alle chie-


i galiac, Leodii idH'). A ([uesla disserta-

e,fi rivhiedctiic la permissione del si« zione fu egregiamente risposto nell'opei'a


gnoreo lia del diretto padrone, pochine intitolata : Causa re^aliae poniibiis ex-
IMMarono alle chiete, e molti dc'pas^ati ^;//crt^i,Leodii lOH'). Cardinal Sfondrall,
finono nd r%%c ritolti; movendo Ut«; l''c* Tractalux gnitralix de. rc{;alia, Uomae
dericu I a varie cIiìvm: per le loro [lossca* iGtìy. Egidio Le Mui&tru, Delle nfjulic
REG REG at
De Marca, Memoria della re-
e de feudi. come si può vedere all'articolo Francia.
gnlùi.De Ripoll, Io citala Preci primarie. Per le reggenti degli altri stali si posso-
REGESTI o REGISTRI PONTIFI- no vedere loro articoli. La reggenza fu
i

CU. f^. BotLE, Drevi, Lettere aposto- sempre pigliata in Italia in significato di
lichRjRescritti, Registratori DELLE LET- reggimento o governo, e questo si ap-
TERE APOSTOLICHE. plicò ancora alle cariche municipali, co-
REGGENTE, fle^en^jP/we.wV/c/iy.Che me Firenze ch'ebbe isuoi reggenti, e sic-
regge. Si diede questo nome al principe come una parte de' popolani reggevano
che governa Io stalo durante la minori- gli ullìzi della città, l'altra parte era chia-
tà de're o altri principi, o in alcun' altra mata di non reggenti; talvolta però si dis-
circostanza particolare, come di assenza, sero insieme i reggenti e i maestrali di
di malattia, d'impotenza, ec. Si cliiamu Firenze. Egualmente il vocabolo regge/j-
Reggenza, Ixeginien, il governare, il reg- te si governo e reggi-
applicò ancora al

gimento per modo e maniera di gover- mento delle accademie, comeì'Accade-


nare. A Sede vacante dico chi governa min e Congregazione de' f^irtiiosi al Pan-
ili tal tempo la sede apostolica e domi- i theon {f".)j alle scuole e simili, ai profes-

ni! pontifìcii. A Impero notai chi lo reg- sori pubblici di arti e di scienze che ten-
geva nella sua vacanza. A Vicario capi- gono una classe nei collegi; ed reggenti i

tolare Io descriverò, reggente del vesco- che aveano occupato per 7 anni continui
vato nella vacanza della sede. II reggen- la loro carica in un collegio dell' univer-

te di Francia apponeva allre volte agli sità dì fV7/7g/(f''.), erano preferiti ai gra-
atti il proprio sigillo e non quello del re duati per la recpiisizìone de' benefizi. Il

che trovavasi in minorità, usanza abolita titolo di reggente fu daloeziandio al reg-


da Carlo V deli38o: pretendono alcuni gitore così de' conventi, come delle coii-
chei." ad assumere il titolo di reggente rrateinile.de'collegi, come il Collegio di
in Francia fosse Filippoconledi Poiliers s. Bonaventura (^'.). Nella curia roma-
durante la gravidanza della vedova del na fu dato questo nome al Reggente del-
fratello suo Luigi X, morto neliSiG. In la penitenzieria (/^.), al Reggente della
quel regno, come in altri fu quasi sem-, cancelleria (/^.). Paolo IV avendo abo-
pre il privilegio delle Regine [f'^.)ma(in lito la carica di Uditore generale della
di essere reggenti de' figli loro , mentre camera {^•) , Isliluì quella di Reggente
questi Irovavansi in minorità : si videro della camera apostolica sul declinar del
in questa qualità Fredegonda sotto CIo- i558,e la conferì al nipote cardinal Al-
tario II584, Brunechilde sotto Chil-
del fonso Cara/fa (^'.); ma Pio IV la rista-
dcberlo II re d' Austrasia del 5cf3 , Ba- bilì, cessando il nuovo uffizio colla bolla

tiide sotto dotarlo III del 656 , Bianca Romanus Pontifex, de'i4 aprile i56r,
di Castiglia neli226pers. Luigi IX,Lui- Bull. Rom. t.
4i pa'"- 2 p. 77. Sisto
,
V
già di Savoia nel i525 per Francesco I, creò il reggente dell' archivio generale o
Maria de Medici neliGioper Luigi XIII, reggente degli archivi della s. Sede, con
e A una d'Austria nel 1 643 per Luigi XIV, grande autorità onde conoscere, decide-
le quali governarono lo slato con auto- re, provare, dichiarare,interpretare qua-
rità assoluta durante l'assenza o la mino- lunque causa, differenza, lite, controver-
rità de' re loro figliuoli. Nondimeno in sia, che potesse nascere nelle materie spet-
Francia vi furono anche de'ref;genti co- tanti a delti archivi, con mano regia, e
me il suddetto, e prima di lui Baldovino Lisciata affatto la tela giudiciaria, come
conte Fiandra nel i o6o, in vece di An-
di si espresse nella sua bolla, ed io dichiarai
na moglie del defunto Enrico I e madre ad Archivi DELLA s. Sede: ora un chie-
di Filippo I, e il ducad'Orleansneli7i5, rico di camera i presidente degli archi-
22 REG REG
vi, e due prefètti custodiscono l'aidiivio ma di Sisto V la carica, come tante altre,
Vaticano. era vacabile, acquistandosi per 25,ooo
REGGENTE DELLA. CANCELLE- scudi, edanche per 3o, 000 quanti ne pa-
RIA APOSTOLICA, Regens Cancella- gò Corsini poi Clemente XII. Questo Pa-
riae apostolicae. Prelato della s. Sede che pa in memoria di averne esercitato il co-
dopo cardinal \\ce- Cancelliere (^.) >
il spicuo otlizio, volle decorare il reggente
presiede alfe Cancelleria apos(olica{F.). della cancelleria, siccome i vescovi, della
colle qualifiche di presidente della mede- singolare prerogativa dell'ornamento di
sima e di luogotenente del cardinale, co- colore verde al cappello semiponlilìcale,
sì chiamalo dal reggere questo primario laonde nel cappello usuale questo prela-
tribunale della chiesa romana in nome to porta la flttuccia di seta con Hocchi si-
delloslesso cardinal vice cancelliere,come mili di tal colore, lo che riportai nel voi.
riferisce Ciampini: De iS. R. E. Vicecan- IX, p. 198, ove però per errore di stam-
cellario, et officialibus Cancellariaeapo- pa si legge penitenzieria in vece di can-
stolicae, ove a p. 1 1 o così parla: Locumte' celleria, ciò chediè luogo all'abbaglio che
nenlisysive Regentis Cancellariae nomen, si legge nel voi. LII,p. 79, in cui trattan-
etiani Praesidentis sortiluni est. Quani- do del Reggente della penitenzieria apo-
obreni ex ipsomet nomine, illiiis, initnus stolica ripetei il fallo tipografico. Tanto
deduciturnempe: quod cancellariani vi- è vero, che non vi ha diligenza che basti,
cecancellarii nomine regit, illiusque offl- per assicurarsi di non prendere equivoci,
cialibiis in expedìtionibus praeesl.Et haec che fece dire all'inimitabile Cicerone,//»
de Regente, modo ad alios offìciales. Lo Phil. XII Cujusvis hominis est errare ,
:

stesso scrittore a p. 97, scotio i.* De Re- ìwllius, itisi insipientis , in errore perse-
gente Cancellariae, tratta di sua origine verare joptinuis est porltispoeni tenti, mu-
nel 1876, del suo importante olUzio, del- talio consiliì. Per la natura dell'ofllcio il

ia sua autorità e particolari prerogative, reggente supplisceil cardinal vice-cancel-


come di ricevere i giuramenti pel cardi- tanto nell'assenza oimpotenza sua,
liere,

nal vice-cancelliere e distribuire le com- quanto nella vacanza della carica. INlolti
missioni. Dice che il cardinal Borgia vice- esempi si hanno di prova, che nell'assen-
cancelliere, fu il i.° a chiamare il reggente za o per vacanza del cardinal vice-cancel-
suo luogotenente nella persona di Alvaro liere , ne sostenne le veci il prelato reg-
escovo di Silva, in occasione che nel gente : fra gli altri ricorderò il recentis-
14^2 dovea assentarsi dn Roma e viag- simo esempio dell'assenza daRoma e mor-
giare con Pio n, concedendogli le facoitnj te in Eermo a'2 marzo 85?., del bene-
1 1

divenuto poi il cardinale Papa Alessan- merito della s. Sede cardinal Tommaso
dro VI, per l'assenza del cardinal vice- Rernetli, che Gregorio XVI aven dato iu
cancelliere, al reggente Gio. Battista ve- successore al cardinal Pedic.ini, nelle qua-
scovo di Modena conferì neh 499 le facol- li circostanze supplì all'eminente dignità
tà per segnare le commissioni. Di (piesto l'attuale reggente mg.'' Stefano Bruti prò-
1." ufiì/ìalc della cancelleria della s. Se- tonotario apostolico partecipante. Que-
de, trattai nel voi. VII, p. i Id, ir)3,i73, sto prelato era abbrevialore del parco
j jc), in cui dilli pure di alcuni elevati al maggiore, per cui «piando il regnante Pio
cardinalato, l)enclié il novero sin molto IX lo promosse al reggentato, cessò nel

maggiore, fra 'qua li ricorderò ancora f^al- minore oliìzio, leggendosi nella bolla di
le<li Leone X, il celebre Rnpaccioli di destinazione f'olnmus antcìn iptod of-
:

Urbano Vili, e per nondire di altri iSW/j- ficiiun Abbre^'ialoris de /Ila/ori Pracsi-
trxTrinn |>eniillinio rrggenle «ilevalo al- dvntid tpiod in snpradicta Canrcllaria
la port>ora du i'io Vili notando clic pri- ad prucsrns oblincs per conccssioneni, U
,, 3

REO REG 23
assìgnalìonem hiijusmoclì cesset eo ipso. scudi , la metà pagando i i a abbrevia-
Ilmedesimo mg/ Bruii quale reggente tori che vengono dopo di lui, fruttando
(Iella cancelleria apostolica, secondo la na- rS o il IO per 100 the il cardinal vice- :

tura del suo ufficio, supplì le vecidelcar- cancelliere godeva la collazione del rcg-
dinal Bernelli fioche visse lontano da Ro- gentato e di 6 abbreviatori; che questi 1

ma, ma poi defunto, a togliere ogni dub- prelati erano pure referendari dcìle dixa
biezza, e seguendo altri casi avvenuti nel segnature, ed aveano luogo nelle cappel-
corrente secolo, supplicò il Papa a vo« le pontificie; ma il reggente allora non vi
lergli accordare la facoltà di supplire le andava per rispetto delle precedenze eoa
\eci del vice-cancelliere,facendo continua- altri prelati, avendo egli facoltà di com-
re gli altri uffiziali, quindi ottenne il re- mettere tutte le cause di appellazione ia
scritto. Die 24 'iiartiiiS52. SStnus. ari- Roma agli uditori di rota ed ai referen-
iinit prò graiia jiixta pelila durante va' dari, distribuendole per ordine acciocché
catione affidi vice-cancellarii. In segui- ne avessero ogauùo.CoheìWojNotitiaCar-
to diche mg.' Bruti prese solenne posses- dinalatus, et ronianaeanlaeofJlcialibuSy
so nelle sale del Palazzo della cancelle- a p. 2 1 1 impiega il cap. a i per trattare:
ria apostolica (/^.), ponendosi sotto il tro- De Cancellariae Regente , del suo ulfi-
no alla presenza del collegio dei prelati zio, preminenze, giurisdizione, in quali
abbreviatori, de'loro sostituti , e di tutti cause deputa giudici, che siede nel par-
i

gli officiali di cancelleria. Nel n° 1/^2 del co maggiore cogli abbreviatori, ec. Ve-
Giornale di Roma de' i3 giuguo i85a ramente nel rame che riporta Ciampini
silegge, che il Papa Pio IX, con bigliet- a p. 5 1 , in cui si rappresenta il parco ove
to della segreteria di stato, affidò al car- siedono gli abbreviatori, il reggente è fi-

dinal Luigi Amat di s. Filippo e Sorso, gurato in piedi sotto il trono alla destra
l'esercizio della carica di vice-cancelliere del cardinal vice-cancelliere nell' atto di
di s. r. Chiesa e di som mista (nel primo sottoscrivere le suppliche e le bolle. E qui
concistoro ne seguirà la preconizzazio* avvertirò, che in cancelleria il solo reg-
ne, giusta il costume). Il decano de' so- gente indossa il rocchetto, poiché i prela-
stituti degli abbreviatori di parco mag- ti abbreviatori, benché altrimenti ne ab-
giore, è pure sostituto di mg.*" reggente. biano l'uso, ivi siedono solo con sottana
Qui noterò che avendo il sovrano ordi- e mantelletta. Questi ultimi però, nelle
ne gerosolimitano il vice- cancelliere e il speciali funzioni del collegio hanno uà
reggente della cancelleria, questi fungeva cappuccio di saia paonazza che è l'inse-
la carica dell'altro nelle assenze, come nel gna che loro s'impone nell'atto dell' ia-
i6o4 Malta il reggente fr. d. Em-
fece in gresso al collegio. Luca, // cardinale De
nianueledeChebedo, pel vice*cancelliere pratico, discorrendo nel cap.40 del car-

fr. Gio. Otto Bosio, e lo riporta Pozzo dinal vice-cancelliere, pone pel i de'suoi
Hist. della s. Religione di Malta par. i uffiziali il reggente, indi gli abbreviatori
P.4B9. Molti scrittori, oltre il Ciampini, di parco maggiore e minore, dicendo che
parlarono del reggente della cancelleria il reggente ha qualche maggiore parteci-
e suo rilevante uffizio, L'Amydeuo, De pazione delle materie forensi per le com-
pittate romana, p. 206, De vicecancel- missioni delle cause, circa la distribuzio-
lariOj et magistralìbus, lo cWiacaaprinius ne che se ne fa agli uditori di rota, ai pre-
minisler et Cancdlariae Regens. Nella segnatura, ed anche ai cardinali.
lati di

Relazione della corte di Roma di Luna- Plelteraberg , Notitia congr. et tribuna-


doro, edizione del 1646, p. 89, si legge liuni curiae romanae, p. 34 1 parla del-
che il reggente era il i .° uffiziale della can • l' officio del reggente. Regens est locunu
celieria, posto che si acquistava pcr2?jOoo tencns etpriniarius officialis vicecancel'^
24 REG REG
Inrii, e che si sottoscrive Regens. Nella p.62, dichiarai che in quella del Corpus
Relazione della corte di Roma , accre- Domini presiedeva al gran numero dei
sciuta da Zaccaria t. 2, cap. 24, egual- vacabilisti che v'intervenivano. Gregorio
mente si parla del reggente della cancel- XIII nel 1575, a togliere le dissensioni di
leriai Finalmente distìnta notizia ci dà di precedenza per questa processione sta- ,

questo prelato il Bovio, La pietà trion- bilì l'ordine col quale dovevano incede-
fante, p. 1 9 1 , Del reggente della cancel- re i vacabilisti e gli officiali della date-
leria apostolica, dicendo ancora che po- ria, penitenzieria e cancelleria apostoli-
teva alienarelacaricaritraendonela som- ca, al modo che riporta Cohellio , Not.
ma pagata, però di consenso del Papa. Che card. p. 243. Inoltre questo prelato ca-
deve reggere la cancelleria in luogo del valcava nelle 4 solenni cavalcate colle ,

vice-cancelliere, presiedere alle spedizio- quali il Papa si portava alle ca[ìpelle del-
ni, deputare il giudice nelle cause com- la ss. Annunziata, di s. Filippo, della Na-
messe dal vice'Cancelliere,edinquelledel- tività, di s. Carlo. Similmente ha luogo
le due segnature di grazia e di giustizia, in quella del Possesso del Papa: ecco gli
ricevendo la giurisdizione da detto car- esempi che leggo nelle relazioni raccolte
dinale, le cui veci esercita, essendo a tem- da Cancellieri. Gli abbreviatori interven-
po di Sisto IV amovibile ad arbitrio del nero nel 1 590 alla cavalcata del possesso
divenne a vita.
vice-cancelliere, poi di Gregorio XIV, ritengo che vi sarà in-
Questo prelato come famigliareecom- tervenuto ancora il reggente, giacché os-
mensale del Papa, godeva la parte di pa- servo che le più antiche relazioni di que-
ne, ciambelle e vino dal palazzo aposto- ste pompe non riportavano tutti gl'inter-

lico, di cui al voi. 2o5. Qui noterò,


L, p. venuti; gli abbreviatori li trovo pure nei
rhe anco gli altri primari della cancelle- d'Innocenzo IX, in cui eziandio vi
possessi
ria aveano tal parte, ed anticamente nel- furono cnhiculnrii cancellar ine; così nel
la vigilia di Natale tota cancellaria ri- possesso di Clemente Vili; dicendosi in
ceveva dal Papa quanto narrai nel voi. quellodi LeoneXI,chepriniadegli uditori
LV, p. 4'- il reggente è al presente in di rota venivano prelati di cancelleria;
i

pieno esercizio della carica e ne perce- di Paolo V, di Gregorio XV, di Urbano


pisce tutti gli] emolumenti. Egli di per Vili, d'Innocenzo X in cui si dichiarano
se, o i prelati abbreviatori di turno fan- 12 abbreviatori maggiori mentre dopo ;

no sulle bolle quantodissinel voi. VII, p. gli avvocati concistoriali cavalcavano au'

180, vi appongono le iniziali L. C. lecta ditores contradictarum, abbrevialores mi-


correcta,ed il reggente iV. /^ che significa nores, registratores bnllarnm, sollicitato-
Sirphaniis Regens. Interviene alla rinno- res de janizaris, portionari, prarsiden-
vazione delle Regole di Cancelleria (A'.). tcs ripac, tutti olliciali e vacabili della can-
Intervienenellecappclle [)ontilìcie in cap- Lai ." volta in cui espressamente
celleria.

pa e rocchetto, e 6Ìede dopo i vescovi e il è nominato il reggente, fu il possesso di


Commendatore di s. Spirito (f'.), benché Clemente IX nel iGGy, che cavalcò do-
un tempo avesse luogo dopoi protonuta- po chierici di camera (gli abbreviatori
i

rì,come notai nel voi. Vili, p. i8,coa ':>. precedevano votanti di segnatura, che
i

ì' Uditore delle Contradetlc (/'.) aven- , cavalcarono avanti i delti chierici,), con
dolo ripetutamente letto Vielle opere che rocchetto e cappellone sopra mula ad-
li'otlnno (ielle pontifìcie funzioni. Nelle dobbata. Nel 16H9 per Alessandro Vili
processioni con detto uditore precedeva cavalcò il reggente dopo i chierici di ca-
I gencrnli dv^li ordini religiosi, come i'i« mera, avanti gli uditori di rota. Dal non
levAi ne'vol. VII, p-^9<)i Vili, p. aiOt averne trovatoallri esempi, eonvicruisup-
• l'ROUKMto.ii, e ne'vul. Vll,p. 179, IX, porre, u che fu ummesi>o dagli bcrillori,
REG REG aS;

ovvero che duravano le vertenze di pre- cardinal Petra, Z?6 5^c/YZ Poenitentiariae,
cedenza. Nel possesso del 1846 del re- molti scrittori parlarono del prelato reg-
gnante Pio IX, dopo chierici di camera i gente della penilenzieria, fra'quali ricor-
cavalcarono mg/ Antonio Cioja reggen- derò seguenti. L'Amydeno, De pietate
i

te della cancelleria apostolica con due ,


romana, scampalo nel i6i5, ap. 207 chia-
abbrevialori di parco maggiore, vestiti ma Gio. Battista Coccino veneto decano
di cappa e rocchetto e cappelli semi-pon- della rota , s. Poenilentiariae praeftcluS'
sopra mule bardate di panno ne-
tificali, sìve i?fg'e/2*j- e trattando Decard.siimmo
ro. Sebbene Ciampini nella cavalcata fu- Poenitenliario, a p. 2 5 dice così: Munns 1

nebre del vice-cancelliere cardinal Far- igitiir poenitentiariae ohitiir primo per

nese, non parli dell' intervento del reg- card.poenitentiarium cui immediate sub-
gente, bensì degli abbrevialori, credo che est s. poenitentiariae Regens qui est lo-
non vi sia da dubitareche il reggente viab- co vicarii , et cui imponilur tota diffidi-
bia luogo, quando quell'intermessa pom- limonnn negotiorum farcina. Deligitnr
pa si rinnovasse. Gio. Ciampini ci diede ad id ex rom. curiae praesulibus virmo-
ancora, Abhrevioloris de Curia competi' rum sanctitate et litterarum scientia un-
diaria notitia,^owae 1 696.Questoabbie- drffuaque conspicuus. Cohellio, Notitia
viatore è diverso dai sunnominati, bensì cardinalatus et rontanae aulae officia'
si soleva scegliere dagli abbreviatori di libus, llomae i653, parlando degli udi-
parco maggiore, e ne trattai ne' voi. VI, tori di rota, a p. 2o5 attesta, che il de-
p.i 18, XIX, p. I 55y oltre il suo articolo : cano della rota quod munns antiquiori
,

al presente è mg.'" Domenico Bruti. aevo poenitentiariorum decanus exple-


REGGENTE DELLA PENITEN- bat, quindi parla dell'oflicio del reggen-
ZIERIA A POSTOLICA, Regens Potiti- te a p. 3oo. A p. 243 poi, parlando del-
tenliariae apostolìcae. Prelato Uditore di l'ordine col quale doveano incedere nel-
rota {^F.) insignito de' sagri ordini mag- la processione del Corpus Domini, secon-

giori , che dopo il cardinal Penitenziere do lo stabilito da Gregorio XI li, dopo gli
maggiore (/ .) ,
presiede al i.° tribunale scrittori delle lettere apostoliche proce-
della s. Sede la Penilenzieria apostolica devano l'uditore della penitenzieria e il

{F.), colla qualifica di i.° uflìziale della reggente della penitenzieria. Nel possesso
medesima equal vicario generale del car- preso da Innocenzo X
nel 1 644> trovo che
dinale penitenziere, così appellatodal reg- cavalcarono ,
procuratores poenitentia-
gere il sagrotribunaleinnome dellostes- riae, e/usdem correctores. De. Luca, //
so porporato, nella cui assenza o impoten- cardinale pratico , p. 4o5 e 407 tratta
za funge le veci , sottoscrivendosi ne're- del reggente, e la dice carica che è solilo
scrilti e decreti. Regens. Del suo ragguar- conferirsi ad uno degli uditori di rota.
ilevole e cospicuo uffizio come delle au- Plellemberg, Not. cong. et tribunalium,
torevoli prerogative e facoltà, tenni pro- p, 182, lo qualifica, /Jfg'e/w ex primariis
posito ne'citati articoli e nel voi. Lll, p. romanae curiae praelatis eligi solet, et
78. Di lutto quanto che riguarda il suo ut plurimuni estunus ex auditoribusro-
intervento alle pontificie funzioni, come tae. Gerit vices major is poenitenlìarii, et
editore di rota, a questo articolo, ed a supplices libellos subsignat ac decreta ,

Cappelle PONTIFICIE dillusamente ne trat- opportuna apponit, velconcedendo in iis


to. Per un abbaglio preso circa 1' orna- petita, vel denegando ,quìai\'i eruditamen-
mento del cappello spettante al /Je-g'gf^- te tratta del tribunale e suoioniziali. Lu-
te della cancelleria^ a quell'articolo l'ho nadoro. Relazione della corte di Roma,
rettificato, l'amore della verità dovendo illustrata da Zaccaria, parlando degli u-
preferirsi a qualunque riguardo. Oltre il diloi i che a due udito-
di rota, riferisce

,

26 R^G REG
tori si soleva d'ordinario affidare gli uf- dal fuoco sotterraneo, rendono alle volte
fici di reggente e canonista della peniten- quel mare istesso come uno specchio, nel
zieria; discorrendo poi del tribunale, di- quale veggono le
si città di Reggio , di
ce che reggente esser suole unode'più
il Messina, ed luoghi i vicini cogli animali
degni prelati della corte romana, e parla e lull'altro ch'è su quelle collinette , se-
del come esercita la carica. Nel voi. LV, condo la posizione nella qualesi trova l'os-

p. 4i tlissi che nella vigilia di Natale il servatore; ed allorché que* vapori si cou-
Papa faceva una distribuzione, Poemtó«- densano in aria, gli stessi oggetti si veg-
tiarii Clini eoriini fumiliis. gono come in un tcrsissimo specchio pen-
REGGIO {Rheginen in Brullo). Città sile. La cattedrale basilica, situata in mez-
con residenza arcivescovile del regno del- zo alla un nuovo edilizio, avendo
città, è

le lìue Sicilie, capoluogo della provincia il terremoto nel 1783 rovinata l'antica;
di Calabria Ulteriore i/, di distretto e di è dedicata alla B. Vergine Assunta , ri-
cantone^ in fertile pianura all'estremità splende per ornamenti di pitture e per la
degli Apennini e della penisola italiana, cappella del ss. Sagrameuto preziosa pei*
sulla costa italiana del Faro di Messina, la profusione de'maruii e agate chela de-
che mediante il canale di tal nome la se- corano : vi è fonte battesimale, e la cu-
il

para dalla Sicilia a quasi 3 leghe da ]M essi ra d'anime adldala al canonico curato.
iia,eda72 da Napoli, sulla destra sponda Aderente alla metropolitana è il palazzo
ilei Calopinace, in riva al mare. Sede di arcivescovile. Il capitolo si compone di 4
una gran corte criminale, di Iribunaleci- dignità,! .'delle quali è il decano, l'altre
vile e di giudice d'istruzione, piazza for- essendo 1' arcidiacono, il cantore e il te-
te di 3/ classe, cinta di mura (ìancheg- soriere; di 24 canonici comprese lepre-
giate da torri e circondata da grandi sob- bende del teologo e del penitenziere, di
borghi. Le strade sono larghe e dritte, e IO ebdomadari, e di altri preti e chieri-
le case in generale ben fabbricate; bella ci addetti al servigio divino. Inoltre vi so-
è la riviera, ma
portopuco sicuro, per-
il no 7 altre chiese parrocchialie munite del
ciò le piccole barche riparando dietro una s. fonte, oltre la collegiata di s. Maria chia-

elevata muraglia, e fermandosi gli altri mala la CaUolicaùe.\ Protopnpa [F.)^ie-


bastimenti lungo la rada. Nel niare diReg- co. Vi sono pure 3 conventi di religiosi,
gio si osserva il particolare fenomeno oltre ilcollcgio e la bellachiesa nuovadei
conosciuto sotto il nome
Fata Morga-
di gesuiti con orfanotrofio provinciale; due
na e sul quale scrissero diversi e più di monasteri di monache : nella chiesa dei
proposito il p. Giardina domenicano domenicani si ammira una marmorea cap-
spiegando la cagione della vaga e dilette- pella di stile gotico. Nel novembre 1
849
vole apparizìonesulleacqucdcl marcUcg- fu inaugurato 1' educandato delle suore
gino, e nella iitagione estiva e quando il della carità con 7 religiose, le quali visi-
mare istesso è in quella somma Iranquil- tala la chiesa di s. Agostino per ringra-
lilù che colir chiamano maclìeriay e di- ziareDio del benefizio conceduto da re
stinguendo, per evitare ogni equivoco, 3 Ferdinando II, fecero l'ingresso nell'edi-
•ortc di Fata Morgana, cioè la marina, fizio loro preparato dal zelantissimo in-
r aerea , ed ima 3.* eh' ci chiama Irido tendente promotore della bell'opera. Que-
li'rginln. (Quantunque nella sua opera sia sto luogo già derelitto, fu trasformolo in
•overchin l'immoginozionc, in sostanza si decente ginno&io femminile, per le pie se-
raccoglie : che lo Iim[)ide7.za delle acque guaci di s. Vincenzo di Paoli. Vi sono e-
del mare ubbondanle di particelle bitu< ziondio altri stabilimenti d' istruzione e
niiiTote, l'nrin impregnata di umori cri- benefici, con fraterni te, ospedale e semina-
Palliai e di UDaUsticclcllnchciuuieuUile tio. Ila fabbriche di seterie, selc, calze e
,, ,

REG REG 37
uUre opere di bisso o tela tìni.ssima giù ,
la repubblica reggina, e le morali leggi
tli molta rinomanza, essenzeediversesor- promulgatevi dal lilosofo Caronda, legi-
le d'acque odorifeie e stoviglie comuni, slatore di Catania sua patria e di tutte le
essendo stale le antiche di singoiar pre- colonie calcidesi, altnssero l'universale
gio; vi sono usine alimentate dalle mi- ammirazione. Anassila il giovane cessò
uieredi Valanidi,StolIa, Addai e Musciad- quel beato vivere, facendosi proclamare
di. Considerabile è il suo traflioo di vini, signore di Reggio, occupata a viva forza
olio, frutti e seta, anzi è il più ricco em- la rocca. Egli fece invadere la nuova Mes-
porio delle sete calabresi. La pesca attiva sene dai sarnii, e questi ausiliari cacciò poi

e copiosa somministra molta varietà di per dar quella signoria al figlio Leofro-
una specie di ostrica
crostacei, fra'quali ne; quintli difendendo contro ogni ester-
che dalle pinne marine o nacchere for- na aggressione i suoi slati, e turbando so-
nisce abbondante e finissima peluria, det- vente l'altrui pace, e specialmente di Lo-
ta volgarmente lana sudicia e in più a- cri , che senza la mediazione di Jerone
datto linguaggio bisso o pelo tliostura, sarebbe perita. Egli coltivava 1' idea di
diesi prepara nelle nominate fabbriche riunire in una sola monarchia la Magna
con appositi metodi , per farne guanti Grecia, ma non ne venne a capo,elasciò
calze e berretti pregiati. Vi si tiene fiera niorendo Micito il suo più fido a tutore
ue'primi 5 giorni di settembre.
i Fu patria de'suoi figli. Questo uomo virtuoso sos-
di Agatone tiranno di Siracusa, dei filo- tenne con onore la moderata reggenza
soli Ipparco, Ippia, Lieo e Teagene, del mantenne la pace, ampliò il conunercio
legislatoreA ndrodamo,de'poeti Cleome- e fondò la colonia reggina di Bussenzio,
ne e Ibico, degli statuari Learco e Clear- ove fu poi Policaslro. Quando giovani i

co,edi altri più moderni uomini illustri: principi ambirono di governare da perse
perciò vi fiorirono rinomate accademie stessi, «gli tornò volentieri a vita privata
e Pitagora vi tenne scuola^ venendo al- in Tegea d'Arcadia, dopo avere reso fé»
tamente celebrata questa città dagli an- del conto di sua amministrazione, seco re-
tichi scrittori pei tanti suoi pregi, come cando il solo guiderdone d'una pura co-
dairUghelli nel riportare la storia de'suoi scienza, Poco dopo, tra per l'insolente a-
sagri pastori, Italia sacra t.
g, p. 3i5, buso di potere che solFrivano e per 1' e-
]l distretto di Reggio abbraccia , oltre il sempio che imparavano dalie città sicu-
proprio circondario, quelli di Villa s. Gio- le,i reggini ricuperarono la libertà , ma

vanni, Scilla promontorio famoso, Calan- furono lacerati ben presto dalle fazioni.
iia, Melito, Bova , e s. Agata in Gallina 1 discendenti de'calcidesi e messeni ven-

col titolo di principato. nero più volte alle mani ; in mal punto
L'antichissima e illustre Reggio, fl/jc- poi trovandosi, chiesero soccorso a'calci-
giuin Julii, secondo Slrabone vanta a fon- Uesi d'Imera sicula, i quali volati in Reg-
datori i calcidesi egli esuli messeni. AU gio trucidarono tutti di contraria parte,
cidamida fu invitato da Messena a por- usurparono la Signoria e aggravarono l

tarsi alla lesta del governo di quella nuo- propri confratelli colla più umiliante op-
va repubblica, aiutato da un consiglio di pressione. Né avvenne se non dopo lun-
1 ODO Ira'più stimati cittadini. 11 suo pro- go gemere la nuova emancipazione della
nipote Anassila, erede del potere esecu- repubblica , la quale respirò finalmente
tivo, sostenne guerre continue colla re- sotto forme del suo reggimento a co-
le
pubblica sicula di Zancle, e adizzò contro mune. E così durò finché non le appre-
quella un'annata di messeni, trattadidre- stò nuovi guai la temuta possanza del si-
cia, che l'occupò e le diede il nome di Mes- racusano Dionigi. Fu Reggio lai.' città
sene. Fiorì dopo questa epoca fcliccmcnle the gettasse il grido d'allarme contro quei
i8 REG REG
(iranno, che voleva dominare tutte le re- mutazione proferiva parole di pietà, di-
piibbliclie degl' italioti, e collegalasi con chiarando di contentarsi della rifazione
Messina venne trasportato su quel la spiag- delle spese della guerra o d'un forte tri-
gia siciliana un esercito, ingrossandolo con buto, onde da' cittadini, come prezzo di
altri ausiliari inesseni. Se non che Io spi- libertà, alacremente si votassero tesori i

rilo di sedizione e di gelosia s'inipadronì nascosti; ma compiuta sì nuova specie di


de'niessinesi, mentre avveniva la marcia sacco, infianse Dionigi le promesse, tras-
per a Siracusa, i quali sbandatisi, anche se in dura servitìi a Siracusa 6000 reg-
i reggini dovettero perciò retrocedere e gini e mise la città a ferro e fuoco. Né la
cercar da Dionigi la pace. L' ottennero virtù e l'amor patrio di Pilo il trattenne-
elleltivamenle, ma non aiulò guari, che ro dall' incrudelire contro di lui, il qua-
con nuove onte provocarono il fiero re le dopo aver contemplato eroicamente il

di Siracusa. Costui, vago di blandir gl'i- morire dell'unico figlio, perì fra' tormenti
lalioti,mentre preparavasi a cozzare coi più atroci che inventar sapesse la rafli-

cu taginesi, richiese in isposa una vergi- n<tla tirannide. Così cadde Reggio 386
ne reggina, ed cittadini non solo rifiuta-
i anni prima deM'eia volgare e seco trasse
rono di aderire al volo, ma vi aggiunsero la rovina di tutte le repubbliche ilaliote.

l'onta d'inàultanle risposta. Trovò Dio- Da (piell'epoca più non furono tanto glo-
nigi maggior condiscendenza in Locri , riosi I fasti civili di Reggio, benché Aga-
ed ivi sposò Doriile, giurando contro Reg- locle figlio di Dionigi le rendesse la liber-
gio im[)lacabile vendetta. 1 reggini dun- tà, e restaurasse. Conquistata dai romani,

<jne si prepararono alla guerra, e trasse- divenne Reggio colonia e municipio no-
ro nelle loro file quanti profughi sicilia- bilissimo. Giulio Cesare, dopo discaccialo
ni v'erano. Duce supremo dell' esercito dalla Sicilia Pompeo,impresc a rifabbri-
iti Elori siracusano, e s'incominciarono carla e lapopolò di soldati e vecchi le-
le ostilità con infruttuoso nllacco sopra gionari, che aveanoservilo nella sua flot-
Messina. Tenti) Dionigi di sorprendere ta, dandole il nome di Febia che andò ,

Reggio, ma Ehn'i ebbe la gloria di sal- ((nasi subito in obblio, |)er prendere quel-
varla e di ottenere la tregua d'un anno. lo di Rlicgiuin Jiilii. Vi morì verso l'an-
Spiegava intanto ogni dì più chiaramente uoi4di nostra era la famosa Giulia figlia
Dionigi le sue mire sulla Magna Grecia, unica d'Augusto, celebre per bellezza, in-
e per meglio damarla si collegòco'belli- gegno e depravala condotta; maritata pri-
uosi lucani; il possesso di Reggio era il ma u Marcello, poi ad Agrippa, indi a Ti-
principaicsuoscopo. A. tal fine separò col- berio, il quale si ritirò a Rodi per non es-
lii lo r/.a e col denaro lutti gl'italioti con- sere leslimonio de'suoi disordini, lo che
federali dagl'interessi di questa repubbli- illuminò il padre che esiliò Giulia nell'i-
ca, e dipoi la cinse di strellissimo asse- sola Pandataria, e dopo 6 anni a Reggio,
dio : oro, navi e ostaggi dovettero oftVire ove fu trattata meno severamente; dive-
i cilladini sopr.iii'.ilti [tcv evitare il disn- nulo Tiberio imperatore la privò della
fcln», ma ctin l'elliinero trattato iliscopri- tenne pensione onde la principessa de-
,

i'(m'> di piii la propria debolezza. Con stinata ad essere rornamenlodel ." tro- 1

magnanimo eNcuq)io eccitali da Pilo che no dell'universo, perì di fame! Dopo la

ne dirigeva la difésa, i reggini bastarono morie d'Angusto sino al 4'" t^' I^cggio
p(!ri I mc4Ì a sostenere le privazioni del- oiltà florida e magnifica. Dai romani pas-
l'attedio, ed ì pili formidabili atliicchi, ma sò quindi nel dominio de'goli sotto Toti-
ninna «pcninza esicndrtvi piii di sidvcz- ln,<h(; la |)rose nel !)\c). IVel ()iS fu oc-
/», dovettero piegm'e alla reta, l'i fu tall- cupala dai mori o maouuMlani aglabili
io rnido il (u'nniio, che con perfida si- o agarcni. In seguilo nclioo'ìi la presero
REG REG 29
e sacclieggiaiono i j)i-ani, passando a fil di s. Paolo, il quale lasciò le cui e del ve-

(li spada qiie'saiaceniche vi si trovavano. scjj'vato a s. Stefano suo discepolo, fu go-


Venula quindi in mano degl'impeialori vernala per lo spazio di 7 setoli da ve

greci, i noiiiianni li cacciarono, e Rober- scovi di rito lalinojnel secolo Vili fu sta-
to Guiscardo quivi si fece eleggere nel bilita metropoli, e l'arcivescovo primate
1 o5q i.^duca di Sicilia e di Calabria. Nel della Calabria. Il suo prelato sublimalo
1 3 I 3 (u presa da Federico 11 d'Aragona agli onori dell'arcivescovato, riceveva
le di Sicilia. Gonzajvo di Cordova b po- l'imposizione delle mani dal patriarca di
se in potere di F'erdinnndo V re di Spa- Costantinopoli. Fu la chiesa di Reggio
gna e di iS'a poli nel 1 5o3. Indi nel 543 o i cospicua e illustre metropoli della Cala-
1 r)44 soiirj un orribile saccheggio e (u in- bria sotto il greco impero per 3oo anni,
cendiala da Barbarossa eCaradino,perSo- con I 3 vescovi snffraganei thedovea con •

limano II ini|>eialoiede'turibi;e]Muslal'à sagrare, cioè Cova, Tauriano trasferito


pascià nel i588 le lece provaie la mede* poi a Mileto, Locri, Rossano, Squillace,
sima sorte, rinnovandosi poi a più ripre- Tropea, Amantea the si unì a Tropea,
se gì' insulti de' barbarescbij laonde nel Colrone, Cosenza, Nicolera, Risignano,
ìScfS fu pure data allelìaninie dal pascià Nicastio, Cassano. Noterò che l'UglicHi
Sinan o Assaiie Cigala rincgalo calabre- ne registrò q, cioè Cova, Catanzaro, Ge-
se. Nondinienosi riebbe da tante sciagure, rnce, Colrone, Neocaslro, Nicolera, C)p-
e già era ritornala fioientissima quando pido, Squillace, Jinpea, avvertendo the
fu quasi inlieraniente distrutta dal ter- Cassano che pretendeva l'esenzione, s. Pio
remoto del 1783, dalle cui rovine a poco V nel 566 »» declaravil metropolitano
1

a poco si ristorò. Seguì quindi i de.>>tini Rheginosubjacere.sednuntConsentinam


del reame di Napoli. Sono pressoché in- metiopolimsynodoriim causa petit, piout
finiti i monumenti che ad ogni oc(a>ione vicissimepiscopuslMilitenexemptusRhe-
di scavar la terra trovano tanto den-
si ginam uielropolim dumtaxat synodoi uni
tro che fuori la città, quali dimostrano
i causa accedete solel, Inter ecclesuis ro-
come Reggio slata sia ne'lrasandati seco- mano Pontifici immediate subjeclas.
li luogo di molta distinzione e celebrità, Commanvilicne riportò un numero mag-
Ira'tanti della rinomalissima regione. giore, a motivo della riunione di diverse
La fede cristiana vi fu predicala dal- sedi vescovili. Al presente sono suilraga-
l'apostolo Paolo, the vi con verfi ('bat-
s. nei dell'ai ci vescovo di Reggio, in virtù
tezzò moltissimi reggini, vi fondò la sede del concoidalo dì Pio VII e sua circo-
vescovile, la quale divenne metropoli ec- scrizione di diocesi, i 9 ve.<icovidi Bova,
clesiastica della Calabria (/ .), uno de- Cassano, Catanzaro, Colrone,Gerflce,Ni-
gli antichissimi Palrirnoni della s.Sede caslro,Oppido, Squillace, Tropea cui è
(/^.)j avendo al i.° de'cilati articoli no- unita sede di Nicolera. Dice Rodotà,
la
tato i Papi che die alla Chiesa la Cala- che dopo avere il conte Ruggiero nor-
bria della ancora Magna- G/Tf/V7(/^.)j che manno restituita questa chiesa con molle
vanta suoi martiri primizie del cristia-
i altre alla giurisdizione della s. Sede, vi
nesimo della regione, essendo protettore richiamò Tant icori tolalino,costanlemen-
di Reggio s. Giorgio martire. Prima di te poi osservalo dagli arcivescovi,! quali
riportare la serie de' vescovi e arcivescovi non avendo veruna ragione della dignità
d'tJghelli,dirò le notizie delle chiese gre- metropolìtica derivata loro da'pati ini chi
che Reggio e nell'arcidiocesi,
stabilite in di Costantinopoli, determinarono di vo-
si

con l'autorilà di Rodotà, Deli ilo greco lere ricevere un tale onore da s. Gn gorio
IH Italia t. I
,p. 4o2 e seg. Essendosi que- VII the graziosamente lo concesse nel
,

sta città resa alla faconda predicazione 1 081 a suppliche del duca Roberto Gui-
3o REG REG
scardo. Non lulli i vescovi greci siiffra- razioni per suffragio del loro illustre be-
ganei seguirono del pari le orme del loro nefattore, funzione ch'era chiamata siip-
metropolitano, con militare sotto il rito plicazione. Tra
molle e decorose an-
le
latino. Alcuni di loro avendo a cuore il nue finizioni, con grave canto e senza mu-
greco, furono lasciali in libertà dal conte sicali istrumenti,mngniflca era quella nel-
Ruggiero, il quale quantuncpieimpiegas- la domenica delle Palme. Il protopapa
se dolcemente la sua aulorilà per rimet- corteggiato dal suo clero, si recava dalla
tere in onore tutte le chiese, collecere- s. Croce che da lui
sua chiesa a quella di
luonie latine; temendo nondimeno di su- dipendeva, dove a vista d'un prodigioso
scitare qualche pericolosa sedizione, la- concorso di popolo, e con festivo plauso
sciò loro in libertà o di ritenere le antiche della città faceva la solenne benedizione
patrie leggi, o di soggettarsi al soave gio- delle palme. ove sorgeva questa
Il silo
godelle latine costumanze. Proseguivano chiesa mantiene à' Ho sauna, e la
il nome
pertanto alcuni vescovi nel secolo XII a colonna su cui il popolo poneva le palme,
celebrare le loro adunanze e sacrosanti i perchè ricevessero la benedizione nel ri-
misteri nel rito greco. argomento Ne fa to greco, fu trasferita nell'atrio della cat-
ildiploma d'Alessandro HI, il qualeac- tedrale. E" incerto il fondatore della splen-
cordando nel i65 l'insegna del pallio
i dida collegiata di s. Maria della Catto-
a Ruggiero II arcivescovo di R.eggio, già lica, però si attribuisce al conte Ruggie-
conceduto da S.Gregorio VII e Eugenio ro, munifico ristoratore delle chiese e mo-
HI, confermò tale onore anche pe'suc- nasteri di Calabria, dopo l'espulsione dei
cessori, e gli prescrisse di potersi valere saraceni che aveano abolita la religione
di quello nella consagrazione de'vescovi cristiana, e si vuole in rendimento di gra-
sufliaganei o fossero greci o pure latini: zie a Dio, per le vittorie riportale su quei
de'due prelati greci intervenuti col me- ])arbari e cotiquista del regno, ricolman-
tropolitano, si fa menzione nel concilio dola di rendile e provvedendola di nu-
celebratoda detto Papa nel i7g.InReg- i merosi sagri ministri, in segno di rispet-
gio greci aveano
i i parrocchie, provai tare il rito greco e perchè fosse ai greci
del numeroso popolo greco che vi abita- comune madre. In luogo del già arcive-
va, con sacerdoti che amministravano i scovo greco vi stabilì per principale mi-
sagrnmenti. La più superba e sontuosa iiislro il protopapa, con autorità amplis-
basilica era s. Maria della Cattolica, \n sima e giinisdizione sui greci, sottraen-
cui esercitavasi con magnincenza e con dolo da quella del nuovo ripristinato ar-
mirabile aflluenza de'nazionali,la pom- civescovo latino, prescrivendo alle chiese
pa dell'ecclesiastico ministero orientale, e clero greco del vosto territorio metro-
essendo la piìi insigne collegiata del rito politano di Reggio, che rendessero come
greco, non solamente delTarcidiocesi di n loro superiore soltantoomaggio al prò-
Reggio, ma nella vastità di tutta Italia. topnpa , e riguardassero la sua chiesa per
Fondala per capo e matrice della gente c.ittcdrale. Inoltre concesse la presenta-
greca, era composta d'un gran numero zione di (picsto prel:ito della greca na-
di minittri, e governata dal protopapa, zione ol popolo di Reggio, riserbando a
il quale crn fornito di molti onori e am- se e successori d'inveslulo della dignità,
pia giurisdizione che esercitava. Dopo di («ode la chiesa di s. Maria della Catto-
hii teneva il a." luogo il diterco 7." di- lica lutto in perfetta pace, finché, ni dire
gnità, ci(»ò sccnndo con greco vocabolo. di Rodotà, gli arcivescovi ne procuraro-
J canonici celebra vano ogni giorno gtiec- no rannientamcnlO) avendo essi col loro
cU:«in»tici nnizi e i divini mislcM'i, e nella clero sempre riguardato di mal occhio
feria G.' recitavano alcune particolari o- la dignità di prulopupa. Priucipuhnciile
REG REG 3i
volle comballere il rilo greco l'arcivesco- Slsionlo di Reggio del 536 che ospitò s.
vo Annibale d'Afflillo,clje nel i6i sop- i Placido; S.Cirillo di Reggio del SSg; Lu-
presse nella detta chiesa le ceiemonie cio fiori dopo
586; Bonifacio del 598,
il

greche, v'introdusse le latine, converten- di cui querelandosi il clero, Papa s. Gre-

dola in parrocchia del proprio rito e ar- gorio I ne commise la causa a 5 vescovi
rogandosi la provvista dellecappellanie, di Calabria. Nel 601 divenne vescovoPao-
di cuirimase spogliato il protopapa, ri- lino; indi Giovanni che nel 680 s. Aga-
ducendosi a nulla la sua autorità. Gli av- tone spedì in Costantinopoli per opporsi
civescovi successori difesero il disposto all'eresia de' monotehti; Costantino del
dal predecessore Annibale, con sostenere 790 che fu al concilio di Nicea II; Leon-
che il conte Ruggiero destinò la chiesa zio neir870 intervenne a quello di Co-
in sua reaj cappella e per i.'suocappel- stantinopoli; Leone fu al conciliabolo di
lano il prolopapa, sottraendolo dalla giu- Fozio tenuto in della città neir879, se
risdizione arcivescovile, ed a lui non spet- pure non sia lo slesso Leonzio; s. Euse-
tare le nomine delle cappellanie. Ambo bio di Reggio colle sue preghiere salvò
le parti vennero a contestazioni, e pub- la città da maggiori eccidi i, per parte dei
blicarono erudite allegazioni: nel 1726 greci e saraceni, e lodato morì nel9iG.
portata la causa al giudizio del cappella- Gli successe Stefano, al cui tempo greci e
no maggiore del re, egli dichiarò il pro- saraceni devastarono la Calabria, e re-
topapa, ancorché divenuto di rito latino, staurala la chiesa di s. Micheledi Catan-
ed i successori, esenti dall' autori là del- zaro la dedicò; indi Galato, poi Leonzio,
l'arci vescovo, e gli restituì il possesso d'e- Ruggiero del ioi4> V... o Uberto o Gu-
leggere i come la
ministri di sua chiesa, glielmo del ioS6,Rfghiensi archiepisco-
giurisdizionesui medesimi. Dipoi nel (780 piis,che intervenne ad un privilegio con-
in Napoli e nel 785 in Roma Zavarroni
1
cessoalla chiesa diPalermodalconleRug-
vicario generale dell'arcivescovo divul- giero, secondo Pirro. Indi Rodolfo o Ar-
gò un'apologia, sopra lacon Irò versa chie- nolfo, che però l'Ughelli lo dice consagra-
sa, oppugnando la legittimità del diplo- lo arcivescovo prima, nel 1081 sotto s.
ma del conte Ruggiero. La dignità del Gregorio VII, che con solenne rilo de-
protopapa non più greca ma latina , si dicò la chiesa della ss. Trinità di Milelu,
conferiva a presentazione della città di magnificamente dotata dal duca Rober-
Reggio dal re delle due Sicilie. Celebra- to. Nel 1 089 ospitò Papa Urbano li, re-

va divini uflìzi, assistito da ministri ec-


i duce dal concilio di Troia: essendo mor-
clesiastici vestiti di mezzetta. Nell'arci- to nel 1 190, il capitolo elesse arcivesco-
diocesi furono già molte colonie di rito vo s. Brunone fondatore de'certosini, che
greco, come di s. Agata, della Motta di ricusò la dignità. Urbano II gli surrogò

s.Giovanni, ^i s. Lorenzo, di Cardeto, di il rispettabile cardinal Rangerio, del qua-


Arno, di Mossero va, di Montello e Pen- le e degli altri cardinali tratto alle bio-
lida\toIo. grafie: fu nel 1 106 al concilio di Gua-
Il i.° vescovo di Reggio fu s. Stefano stalla con Pasquale II, ed altro non si
di Nicea di Bitinia, ordinato da s. Paolo sa di lui. Rodolfo o Arnolfo intervenne
2 5 anni dopo l'Ascensione in cielo del Re- alla consagrazione della chiesa di Catan-
dentore, chiaro per lo zelo di diffondere zaro, e morì nel 1 122. Beraldofu elet-
il vangelo, per virtù e dottrina, patendo to nel seguente anno; poscia Guglielmo
glorioso martirio nel 74) coi ss. Suera ve- che morì nel i x3i; Ruggero del 1 146
scovo, Agnese, Felicita ePerpetua.il 2.° di gran virtù, il quale da Gaeta ottenne
vescovo fu Marco che nel 325 fu al con- da Alessandro 111 quanto notai disopra,
cilio di Nicea I) Ilario viveva nel434;s- e la conferma de'pri viiegi concessi alla sua
32 REG REG
chiesa dai re e imperatori. Il successore successero, nel iSaS Pietro Galgani di
Tommaso, di celebrata memoria, fu nel Manfredonia traslato da Giovanni XXII
I 177 al concilio di Laterano tenuto da da Cosenza; nel i355 Filippo Maurelli
detto Papa, coi sufTraganei greci Lera- di Cosenza per Innocenzo VI; nel i3G5
sino, e Filippo di Cotrone, e Guido di Carlode'conliOrsoamalfitano; nel 37 r r

IVicastro. Nel i rc)4 Guglielmo si com- Tommaso de Porta salernitano di gran


pose sulle decime di Mesa, appartenen- virtù; nel i382 Giordano falto da Ur-
te all'archimandrita di Messin^i col mo- bano VI; nel i4o4 Pietro Filomnrino no-
nastero di s. Pancrazio: a questi l'im- bile napoletano nominalo da Bonifacio
peratore Enrico VI donò Bova col suo IX per le sue esimie virtù; nel 142 i Bar-
contado e rocca, ed altre terre, ciò che tolomeo Gatlula nobile di Gaeta trasla-
confermò poi Federico 11. Nel i 199 l'ar- lo da Rossano, donde nel 14^6 passò a
cidiacono Giacomo divenne arcivescovo, Messina, eruditissimo nelle divine e uma-
la cui elezione approvò il cardinal Cre- ne lettere. Martino V lo fece succedere
scenzio legato; Innocenzo 111 gl'impose dal virtuoso parente Gaspare Colonna
il pallio in Roma, commise lee poi gli romano, e poco dopo nominò Paolo già
dillerenze tra gli arcivescovi di Monrea- di Manfredonia, che seguendo lo scisma
le e Rossano. Il capitolo avendo eletto diBasilea,EugenioI V lo esiliò, enei i44f>
Lando,nobile,erudito,prudenle,nel 1 2 i
7 elesse Guglielmo Logoteta nobile reggi-
Onorio IH l'approvò e consagrò,ed a que- no, che eresse nella cattedrale la cappel-
stoPapa l'inviò Federico li per la pace, la a s. Stelàno protomartire. Nel i
449
come a Gregorio IX che lo trasferì a iVles- Angelo Grassi Manfredonia, già di A-
di
Sina. iN'el 12 34 gli sostituì R... vescovo riano; nel i453 Antonio Ricci napole-
di Squillace. Vernacio cappellano d'In- tano, che edificò la torre campanaria, ri-
nocenzo IV, per virtù e scienza lodalo, e- fabbricò la parte anteriore della metro-
letto dal capitolo,il Papa lo confermò nel politana, cui donò di preziosi paramen-
1252. Indi nel 1259 M. Giacomo Ca- ti; nel 14^8 Marco Maroldi napole-
fr.

stiglioni consanguineo di Alessandro IV, tano, donìcnicano dotto; nel i497 ^''c-
«li egregie virtù. Papa Nicolò III avendo Irò Isuaclle.s cousagrato nella cappella
rigettata la viziosa elezione fatta dal ca- pontificia, poi cardinale, che nel i5oG
pitolo del decano Roberto, nel 1277 so- rassegnò al nipote Francesco la sede; nel
stituì fi-. Gentile de'minori, d'eccellenti i5i 2 Roberto Orsini nobilissimo roma-
doti e fornito di scienza, cui Nicolò IV no, chiarissimo per virtù e dottrina, in-
fece reintegrare ne'beni dal cardinal Ber- tervenne al concilio di Laterano V, e fu
nardo legalo: (pieslo pastore indefesso nunzio di Leone X in Polonia e Germa-
propugnatore della libertà ecclesiastica, nia. Neil 520 cardinal Agostino !/h\7//3t
sostenne potenti persecuzioni, indi fu fat- nmminislratore, che con regressocedè al
to aniniinistratore d'Alile, con facoltà di fratello Pietro arcivescovo d'Epidauro in
assolvere i fautori di Pietro II d'Arago- partibiisj indi colle stesse condizioni il

na, a danno di Carlo II. Nel i3o7 Cle- oardiiinl l'h'cole C oiizaga. C\ctnen\e VII
niiMilc V nomin(>Tomn)aso figlio del con- nelif>29 nominò Girolanìo Cenleilisici-
lediCHltinzuro; nel 1 3 i(> Giovanni \.XII liano, dolloe probo,consagralo nelhicap-
approvò Gugliirlino di Ileggio di gravi pclla pontifìcia dal sagrisla : annientò i

qualità e prudenza, eletto dal ca[)ilolo'. canonici da 2 a 8, e nel suburbio collo-


1 1

il tuccciHore fr. Pietro agostiniano, iuM- cò cappuccini. Nel 537 Agostino (ion-
i 1

goe per pietà e Icileralura, fu consagrato zaga nubilissimo di Mantova, che edificò
in A vignonc, ove era stata trasferita la re- la chiesa e il convento ai minimi e fu so-

tidctua puulifìcio,c uiurì ucl iSv.H. Gli pollu avanti ai gradini dell'altare inag-
, ,

RE G REG 33
giore (la lui lìcilìncato nella cattedrale. Pietro di Benedetto di Cassano arcidia-
iVel I '}6ofr. Gaspare Riciulli di l'osso dio- cono di quella cattedrale , canonico pe-
cesi di Cosenza, insigne per virtù e scien- nitenziere e teologo degno della sede. ,

za, decoro dell'ordine de' minimi, bene- L'arcidiocesi si estende per 36miglia cir-
merito del concilio di Trento: introdus- ca. Ogni nuovo arcivescovo è tassalo iu

se in Reggio gesuiti ed domenicani


i i 600 fiorini, fruttando la mensa sgSo du'
rifece la cattedrale incendiata dai turchi catorum aeris ntapoliiani cunclis dedu-
e la consagrò; istituì il seminario, fondò clis oneribus.
il monte di [)ielìi,ed altro in Robliniano; REGGIO DI MODENA {Eegien Le-
ridusse diverse nionaclie in un monaste- pidi). Città con residenza vescovile del
ro, celebrò il sinodo; pianto da tutti, e- duca todi/l/o^/e/ia (col quale articolo e eoa
semplare e generosissimo pastore morì , quello di Ferrara sono collegate le noti-
nel iSg^ e fu sepolto nella cappella da zie di Reggio e suo ducato), da cui è di-
lui costruita nella metropolitana. Gli suc- stante più di 5 leghe, 6 da Parma, 3 da
cesse Annibale de Afflitto nobilissimo pa- Novellara (della qual città feci parola nel
lermitano, eccellente nelle lettere, e per voi. XLV, p. 286), sulla via Emilia, Gii-

altre doti celebrato : avendo il rinegato poluogo di distrettoedi due cantoni, co-
Cigala coi turchi distrutto il sepolcro del n)e del ducato e provincia del suo nome,
predecessore, spogliata la cattedrale, ma- il quale si forma di que'luoghi che dirò.

nomessa la cittì), a lutto accorse col suo La provincia si estende sino al giogo de-
patrimonio; celebrò il sinodo,e morì in gli Apennini , ed è in essa rimarchevole
odore di santità nel i63S. Dopo Anniba- il monte Canossa perla celebre gran con-

le Mascabruni vescovo di Stabia, nel 1 644 tessa Matilde [y.) signora della fortezza
Gaspare Creales spaglinolo lodato pasto- inespugnabile posta sopra una collina ,

re. Nel 1660 Matteo di Gennaro nobile prossima alla sorgente del CrostoIo,e per
na[)oletano degnissimo; nel i6y 5 Martino le singolari e memorabili vicende ivi acca-
Thanez di Villanova traslato da Gaeta; dute, che narrai a Gregorio VII, ches.

neliGgG Andrea Monreale di Brindisi giù vi ricevè il sommesso imperatore Eurico

di Lanciano, col quale nM'Ilalia sacra IV nei 1077 ivi soggiornando la bene-
:

si termina la serie, che proseguirò colle merita eroina, fece la donazione univer-
Notizie di Roma, ijij Damiano Polou sale di tutti i suoi beni alla chiesa roma-
di Gandia. ySy Domenico Zigari di Co-
i na, che poi confermò a Pasquale li il 17
senza, traslato da Cotrone. lyGr Matteo novembre 102, prò mercede et remedio
I

Gennaro Testa di Napoli. 1767 fr, Alber- animae meae, et parentum meorum,\eg'
to M." Capobinnchi domenicano di Brin- gendosi l' istrumeuto in Muratori , Rer.
disi. Dopo sede vacante, nel 1
797 fr. Ber- /tal. t. 5. Dice il Sismondi.»>Tale dona-
nardo Cennicola della diocesi di Telese, zione che ha servito di titolo alla chiesa
minore osservante. 18 18 Alessandro To- romana nelle sue pretensioni sulla Lom-
massini di Diminiti arcidiocesi di Reggio, bardia {f^), non fu mai rivocata in dub-
Iraslato da Oppido. 1828 fr. Emmanue- bioj ed èil titolo più autentico, che Pa- i

le M."* Bellorado di Napoli domenicano, pi abbiano reclamato". A Garfagnana,


Iraslato da Catanzaro, autore d'opere, co- ed a Contessa parlai del grande alto
me (\e Panegirici in 3 voi. 1 829 fr. Leone che comprende eziandio il Reggiano e il
Ciampa francescano alcantarino di Ser- Modenese , donati a s. Pietro dalla pia
ra Capriola. Gregorio X\ I traslatòa Con- principessa, onde la celebrai in tanti )uo-
ilaquesto prelato nel concistoro del i.° ghi. La gran contessa fu pure con s. Gre-
febbraio! 836; in quello poi degli i i lu- gorio VII a Carpinete, altro suo castello
glio preconizzò l'alluale arcivescovo mg.'" del Reggiano, e dove la medesima sul fi-
VOL. LVH. 3
,

34 REG REG
nir del secolo XI convocò la solenne die- cammino.Sino medici dell'antica Roma
i

ta per stabilire sulla guerra o sulla pace ne raccomandavano 1' uso, e si sa che le
coli impero; e sebbene i teologi ed i ba- acque di Quara si trasportavano in Fran-
roni esternassero sensi di conciliazione ,
cia, Spagna , e in Napoli benché ferace
bastò un monaco ad eccitar gli animi al- di acque saluberrime, edovunque l'arte
la perseveranza e si corse di nuovo alle salutare giungeva a scoprirne gli utili ef-

armi, che obbligarono l'imperatore a riti- fetti. Altro luogo memorabile del Reg-
rarsi oitreil Po. Lagran Matildefrequeo- giano è Rubbiera, Herbaria, borgo va-
tò pure Bibinnello, altra fortezza di que- lidamente fortificalo sulla riva del Sec-
sto ducato, in cui neh i i ifu visitata dal- chia, il di cui castello vedesi ora conver-
l'imperatore Enrico V, che segui va le pe- tito in prigione di slato. Fu posseduto
dale del padre Enrico IV, e colla quale nel secolo XIV dalla s. Sede, e quindi da-
tenne breve conferenza. In Querzola, al- gli Estensi, a' quali Giulio II lo ritolse,
tra montagna, evvi una che contie- salsa fiuchèdopola morte di Papa Adriano VI,
ne olio di sasso, e fuma e bolle e vomita tornò in dominio del duca di Ferrara Al-
fungo, e talvolta pietre con molto strepi- fonso I d'Este. 11 distretto di Reggio si di-
to, e somiglia ad un piccolo vulcano che vide in IO cantoni : Correggio, di cui par-
potrebbe uu giorno rendersi formidabile. lai nel voi. XLV, p. 286;Carpineto,del
Nel monte Yentasso v' ha un lago chia- quale feci cenno, Cuslelnovo de' Alonti
mato da Vallisneri ammirabile, la di cui Gualtieri, Minozzo, Montecchio, Reggio
circonferenza è ad un di presso di i5oo {intra^ià extra wmroA-), Scandiano che al-
piedi parigini, e ritieusi dai fisici che la cuni credono vi sia nato 1' Ariosto, ben-

sua profondità sia di 25 braccia, sebbe- sì lo Spallanzani, e Brescello. Di questo


ne non manchi chi che non ha
asserisca Brescello e de' suoi diversi nomi parlai
fondo, ma che nei mezzo evvi un gran in parecchi luoghi, come nel voi. XL, p.
vortice che sensibilmente apparisce. L'ac- 292, 3oo e 3oi, trattando di s. Genesio
qua del lago è limpidissima, né mai sce- suo vescovo e di altri dello stesso no-
ma per siccità o per mancanza di neve. me, giacché fu sede vescovile. L'Ughelli,
Oggetto pure di curiosità è la cosi delta Italia sagra 1. 1 o, p. 3o, Brixeliensis c/ìi-
Pietra di Bismantova ,ì\covdala da Dau- scopatus, chiama già preclara città del-
la

te nel suo Purgatorio, la quale è un a- la Gallia Cispadana,coloniaromuna e di


\unzo(li un fortissimo e inaccessibile ca- cui trattarono diversi antichi scrittori che
stello, che ai tempi di mezzo dominava nomina, ed ove nel suo castello Bedriau-
il ed evvi ancora il po-
circoiitaute paese; cese l'imperatore ron)ano Ottone, dopo
polalo borgo di Bismanlova.Tutto il mas- essere stato sconfìtto da Vitellio, si ucci-
so è forinatodi strati di giacitura obliqua, se e vi fu sepolto al dir di Plutarco.Va-
ed è di pietra calcare la faccia boreale: lenliniano IH dichiarò il vescovo su (Ira-
è in alcun trailo così curva e pendente, ganeo di Ravenna (/ .). Cipriano lìorì nel
t:lic I iesce quasi a ridosso della soggetta 45a; AnuslasioCremonesenefu fatto ve-
campagna. l'iù degnadi memoria èQuara scovo da Pelagio II Pupa del SyB, e fu
|H:r le auliche terme chiatnnte Balnmiii lodato pastore; Gregorio Maggia nobile
tìqititrium, di cui hanno tanto parlato i creuionese buono e prudente, encomia-
iiuluruliRti ed i medici. Uiaiunc qualche to per vigilanza, fiorì sotlos. Gregorio 111

Vestigio che prova anche oggidì come le del 73 I ; TeodelxM lo Meliori nobilissimo
iiu|ue termali veniiKcru raccolte per la cremonese, monaco benedettino, venne
••Iute degli uomini. Lu loro virlìisureb* eletto da s. Zaccaria Papa del 74 > > cui
be attivi»iimaie l'iirte iornuuMt a vincere diede per successore s. Paolo I l'altro no-
r asprezza del luo^u e l' lucuuiudità del bile crcuiuuc;>c Ersilio, che pianto per le
REO REG 35
sue virtù fu tumulato nella cattedralecon la d'Anastasio IV riportata pure da Mu-
onorevole epitaffio. Termina Ughelli le ratori nel t. 5 deWe/inliguit. niediiaevi,

notizie (li questa sede senza nominare s. p. io2i,ed una carta della contessa Ma-
Genesio e con dire Nane Brixellensis :
^
tilde, riferita ancora dal p. Bacchini nel-
ecclesiae caputtst archipresbyter , suhja- la Storia del monastero diPolirone, ove
cclqiie Mutinensi episcopo. Commanvil- a questo s. Genesio della badia di Bersel-
le, Ilistoire de tous les eveschez, riferisce lo si dà il Questa ab*
titolo di confessore.

che nel ^5^ per avere Aitila rovinato bazia sotto l'invocazione della ss. Trinità
Parma, il Brìxellum
vescovo si ritirò a fu fondata e dotata da Atto contedi Ca-
evi restò per qualche tempo, onde si dis- nossa, indi grandemente aumentata dalla
se vescovo di Brixellum, poi lo pone nel- gran Matilde contessa di Canossa. Altre
l'elenco de' vescovi riunito alla sede di abbazie del Reggiano furono s. Apollo-
Reggio. Brescello, Bersello o Breiello ora nia istituita da tale principessa e dallasua
jiorgo a 6 leghe da Reggio, sulla destra madre'Beatrice;s. Maria di Maurolo pure
riva del l'o, lece già parte della contea eretta dalla sua munificenza, e quella no-
di Correggio. La città Tu distrutta da Au- bilissima dis. Prospero summentovata da
tori re de' longobardi tra 1' anno 584 e lei accresciuta mirabilmente. Della zecca
5qo ne'quali regnò. Questo luogo lo ce- e monete di Brescello tratta Bellini, De
dette a Ercole I d'Este, il duca di Mila- monetis Italiae. Essendo Brescello bene
no Galeazzo M." Sforza in compenso di fortificato, fu preso per l'imperatore dal
Castel Nuovo del distretto di Tortona, che principe Eugenio nel 1702, e dai francesi
il duca Filippo .'
M
Visconti avea dona- nel 1705, che poscia lo evacuarono nel
to a Borso d'Èste figlio di Nicolò III e pa- 1707. Iodi seguì le vicende di Reggio.
dre del detto Ercole I, per averlo soccor- Dai suoi scavi si rinvennero copiosi mo-
so coni2 7 soldati neh 44^ nella guer-
I numenti numismatici e archeologici, di
ra contro veneti , e che dopo la morte
i sua antica importanza. Diversi scrittori
dello stesso Borso avendolo occupato il posero il Reggiano, come il Modenese,
duca Galeazzo lo donò a Roberto Sanse- ueW Esarcato (^^.)di Ravinnaot\' Italia^
verino celebre capitano di que'tempi. Er- altrodominio temporale della s. Sede,raa
cole Il duca di Ferrara vi fondò poi cir- al citato articolo riportai le opinioni con-
ca ili55i una rocca fornita d'artiglieria, trarie di Muratori.
ed in memoria coniò una moneta di bron- L'illustre e bella città diReggio diLom •
co rappresentante questa fortezza, colla bardia è in paese delizioso e fertile, situa-
leggenda BrixiiU securilas da un canto, ta in piano sul canale navigabile dì Tas-
e dall'altra un'aquila col tnoWoNobilitas sone e presso la sponda destra del Cro-
Estensis. Vi è un'altra moneta spettante stolo. E" sede del governo provinciale, del
a questo luogo, d'argento e del peso di 5o municipioede'tribunali. Questa città cin-
grani, e rappresenta da un lato s. Gene- ta di grosse mura e con una cittadella
sio vescovo, coll'epigrafeiS". Ginesius Bri- per difesa munita di fosse, è ornata dibeU
xiiU Ponllfex, e nell'altra parte come la le strade mantenute nettedalleacqueche
descritta moneta di bronzo. Secondo La- all'opportunità le percorrono, parecchie
mi , Atti citi martirio di s. Genesio ro- delle quali adorne di portici e di magni-
mano , vi fu una badia
Genesio di di s. fiche chiese, di decorosi palazzi e di mol-
Bersello o di Bresello, e si dà s. Genesio ti privati edifìzi di buon gusto. Un antico
vescovo come se fosse il martire romano bassorilievo si osserva nella pubblica piaz-
o un confessore; cita inoltre alcune me- za, rappresentante un soldato legionario,
morie spettanti alla badia esistenti nel- che molli senza fondamento hanno preso
l'archivio Riccardi di Firenze, una bol- per Breuno. La cattedrale è un buon edi-
,

36 RKG REG
iÌ7.io magnifiche forme ed ornalo, sotto
di la cattedrale di s. Maria sine prejudicìo
l'invocazione della B. Vergine Assunta e /unum calhedmlis : nelle processioni si

di s. Apollinare, ed ove Ila le insigni re- unisce con detto capìtolo, formando un
liquiesi venerano parte de* corpi de' ss. corpo solo ch'è preceduto da una sola cro-
Crisantoe Dana{/.), altre loro reliquie ce. Tra le magnifiche chiese di Reggio è
essendo nelle basiliche Lateranense e dei famosa quella della Madonna della Ghia-
ss. XII Apostoli di Roma. Il capitolo si ra per la grandiosa e maschia architettu-
compone di due dignità, l'arcidiacono ch'è ra, e per le pitture di scuola bolognese.
]a maggiore, e l'arciprete quale eserci- il Havvi un Crocefisso di uiano del celebre
ta la cura d'anime^ coadiuvato da un al- Guercino, sebbene di seconda maniera.
tro prete da lui eletto; ma il baltisterio, Molti quadri esistevano in Reggio di al-
ch'è r unico della città, esiste nella pros- tissimo pregio e basti ricordare la Notte
sima chiesa di s. Gio. Battista: di i t ca- del Correggio trasportata a Dresda dalla
nonici, comprese le prebende del teologo chiesa di s. Prospero, chiesa nella quale
e del penitenziere, di 4 n^^isionari, di
9 è pur dipinto nel coro il Giudizio uni-
cappellani, e di altri sacerdoti e chierici versale del Procaccino. Nella soppressa
addetti alla divina uflìcialura. Nel 1881 chiesa di s. Giovanni si conservavano al-
Innocenzo XI concesse ai canonici la cap- cuni dipinti stimabilissimi, come pure nel-
pa magna violacea, con pelli d'armellino la s. Agostino,cin s. Ilario, ove
chiesa di
nell'inverno, e negli altri tempi con fo- nell'altarmaggiore è collocato un qua-
dere di seta rubro orninsino. Aderente al- dro di Mazzola. Si trovano in Reggio an-
la cattedrale è il palazzo vescovile, buono che molte statue e opere insigni di scul-
e conveniente edifizio. Vi sono altre io tura di Prospero Spani detto il Ctcìueu-
chiese parrocchiali, ma senza il s. fonte, f*». L'Adamo ed li va all'ingresso della cat-
3 delle quali sono eziandio collegiate; 3 tedrale, e il maestoso mausoleo del ve-
conventi di religiosi, 1 monasteri di mo- scovo Rangoni , sono lavori dello slesso
nache, 3 conservatorii, diverse confrater- Clemente. Tra gli altri slabilinienti scien-

nite, l'ospvdale, il monte di pietà, ed il se- tifici e benefici di Reggio, furò menzione
minario cogli alunni che fiorisce , come della biblioteca ricca di più die 3o,ooo
il collegio convitto de' gesiuti. Le suore volumi, del museo di storia naturale pre-
della carità furono poste nell'ospedale dal gevole e cnrioso, delle scuole delle belle
duca Francesco IV e da lui aumentato, arti e di musica, ed è soprattutto cora-
che celebraia Modena perle sue eminen- mendevolissimo il suo istituto pubblico in

ti virtù etpjal modello de'sovrani, van- favore de'mentecatti, posto fuori di Por-
tandomi di portare questo mio Diziona- ta s. Pietro verso Modena. Il conte Ma-
rio il suo augusto nome in ironie per sua stai -Ferretti, ISotizie. deli' accademie di
particolare benignità : fra le beneficenze Europa, p. 64, fa onorevole ricordo di
dal benemerito principe esercitate in Reg- quella fondata in Reggio verso il 1 54o da
gio , ricorderò il bel foro boario da lui Sebastiano Corrado cittadino di essa, cui i

fallo coklinire. Uglielli dice che vi sono accademici circa il i.^yo ebbero il nome
due cnltedrnli, la descritta, e quella di s. di Avctsij essendo per vicende de' tem-
Prospero di Castello di non minore ina- pi ridotta a scarso numero, fu rinnovata,
gnifìcenta dell'altro, con capitolo di cano- e lasciato l'antico nome prese quello di
nici, aingoluritù che rimarcò Leopardi PoliUicij finalineute neh 587 cambiò di
nclln iVrrir dr vescovi di lirratuiti, pnr- nuovo denominazione assumendo (|uella

jando delle due cattedrali di tpiesla cit- di Elevali. In Reggio e suo territorio fio-

lii. Il capitolo ha il pi'cposto e nel i()8'j) rirono mai sempre uomini di gran me-
ullcniie ieiuM;{{uecoiuli come quello del* rito, illuiili'i per santità di vita e dignità
REO REO 37
ecclesiastiche, nelle quali si distinsero di- sum fuisse significai. Non da Federico I
versi vescovi, ed icartlinali Gherardo Ses- Barbarossa, ma da Federico II è da cre-
Domenico Toschi{f^.), il (juale
sio, e po- dere che venissea Reggioquel privilegio.
co mancò che non fosse sublimato ni pa- Se tanto prima l'avessero impetrato, non
pato. E' quivi la patria del lìoiardo; l'A- par credibile che avessero differito il va-
riosto nacque in Reggio dalla Daria iMu- lersene solamente a tempo del vescovo
lagazzi; nella vicina Correggio sorli ina- Nicolò che fiorì sotto Federico II. Fulvio
lali Antonio Allegri, detto il Correggio e Azzari nella Cronaca mss. de' vescovi di
\\ pittore delle grazie. Lescienze naturali Reggio, scrive di non aver veduto mone-
si gloriano di un Vallisneri, d'unZaiino- te ili quel vescovo in cui si legge il nome
ni, «l'un Spallanzani, d' un Corti, d' un di Fe«lerico: né pure ciò avvenne a Mu-
Venturi, d'un Filippo Re; l'erudizione, ratori, che però tiene per certo lo asserto
le scienze legali e le matematiche ebbero da Panciroli. Il vescovo Nicolò sul prin-
I 'anciroli,Corradi,Girolatno Toschi, l\ut' cipio dovette mettere il nome di quell'im-
(ini; la buona letteratura vanta Paradi- peratore nelle sue monete, ma dacché le

si, Cassoli, Salandri , Lamberti) le arti scomuniche pontificie si affollarono sopra


belle vanno fjìstose del Clemente nomina- di Ini, il vescovo desistè dal nominarlo.
to, di Geccati, di Lelio Orsidi iNovellara Muratori descrive le 7 seguenti monete.
creduto discepolo e imitatore «li Correg- Lai."' moneta esistente in Reggio e Mo-
gio, di Motta detto Raffaellelto di Fon- , dena, ha nel mezzo un iV, cioè Nicolaus^
tanesi pittore teatrale che fu unode'pri- e nel rovescio Episcovus^o^e pure si ve-
mi in Italia a restaurare il buon gusto del- de un ramo con foglie e le lettere £?£/?/?-
la scenografìa, a luiessendostato di gran- Gio. In altra simile quell'iVj pare un H
de eccitamento il patrio teatro comuna- che taluno potrebbe attribuire a Henri'
le, che si ha in gran pregio, in cui ogni co vescovo nel 3o j ma in questo tempo
i 1

unno ebbero luogo spettacoli grandiosi Azzo Vili marchese d'Este era padrone
in occasione della celebre fiera che tiensi di Reggio. La a.' moneta ha l'enìgie del
nel maggio, ed alla quale concorreva per santo vescovo protettore di Reggio, colle
traffico e sollazzo per lo passato un nume- lettere .v. Prospeh, nel rovescio uno scu-
ro infinito di forastierie di negozianti di do colla croce, e Regium. Nella 3.* mo-
qualunque genere. Fatalmente il teatro neta si vede il capo d' un principe colle
patì gravissimo incendio nell'aprile 1 851 . lettere Divo Herc. Duci. Egli è Erco-
Reggio ebbe la sua zecca e Muratori ne le Ilduca di Ferrara, che nel 1471 <^o-
parla nella Dissertazione 27.* Questo minciò a portar quel titolo: ilrovescioha
grand'uomo dice però che ninna moneta lacroce colle lettere ComunitasRegii.
potè vedere battuta prima deli 233 in ; La 4-^ ha un'aquila che sta sopra una mac-
fatti a quell'anno scrìve il cronista da lui china, e le lettere Hercules Dux : nel
pubblicato : Eo anno primo inceptafnit rovescio l'immagine d'un vescovo e le let-

moneta Reginonim. E il Panciroli nella tere s. Prosper Eps. Regii. La 5.* ha


Storia mss. della città, cos'i parla de' reg- il capo d'esso duca colle lettere Hercu-
giani. Prìmum Nicolai Mallraversiian- LES Dux: nell'altra parte Regium Outt
tistitis nomine, penes qiieni hoc jus resi- A EMI LI A. La G.'' è simile, se non che con
tlebaf, elidere monelam coeperunt. linde licenza del Prisciano vi si legge. Recium
aliqua e ti ani hodie mimismata cimi Ime Emilia P'eteres. La 7.' ha l'efKgie del
inscriptione visuntun Nicolaus Episco- vescovo s. Prosper ; nel rovescio Regii
PUS. Ab altera veroparte FridE'
legittir, Lepidi. Reggio ha territorio ferace nelle
RI e US lufPERJTon : quod Aenobarhi ic- canipagne verso il settentrione, sorgendo
nefìcio id antistiti nostro fus olini conccs- tlal lato opposto le vette dell'Apenuiuo.
38 REG REG
Fa UD commercio attivo di cereali , for- metà del .secolo IX, crescendo in potenza
maggi, vini e altri rurali procioni, sete, in nobilisssima stirpe degli Estensi, l'isto-
bestiami, canape. Il regnante duca Fran- ria de'quali riportai a Ferrara e Mode-
cesco V, oltre le ferrovie, ha attivato una na, Sigifredo e Gerardo presero per mo-
linea telegrafica in Modena, Reggio eGua- gli le signore delle Alpi e della monta-

stalla, congiungendola conquelladi Man- gna di Reggio , ed Azzo II loro fratello


tova, per la più pronta e continua corri- signore di Este e sue giurisdizioni forti-
spondenza cogli stati imperiali austriaci ficò quel luogo chiamato Canossa, ad on-
e colla Germania. Altra linea fu costrut- ta dell'opposizione che gli fece Berenga-
ta fia Reggio e Parma. Il duca di Mode- rio II re d'Italia che ve lo assediò. Corse
na s'intitola ancora duca di Reggio. Sot- da Verona Ottone I a liberare l'Estense,
to il regno italico il conquistatore Napo- disfacendo l'esercito di Berengario 11, in-
leone investì del titolo di duca di Reg- di i reggiani si unirono ad Azzo II con-
gio il maresciallo dell' impero Oudinot tro Adalberto figlio del re verso il955.
di BarSur-Ornain capoluogo del ducato Intanto Berengario II si unì agli unghe-
di Bar, cioè nel 1 8og dopo la battaglia di ri calati in Italia a scempio della regione,
Wagram combattuta a'6 luglio, ove fece eruppe Azzo II tra Modena e Reggio; ma

prodigi di valore morì a Parigi nel set-


: questo unitosi a'tedeschi vinse il re, onde
tembre 1847 governatore degl'invalidi, Piacenza e Reggio si dierono a lui, e Ot-
e se ne leggono fasti militari nella ne-
i tone ì nel 693 lo fece vicario dell'impe-
crologia pubblicata nel n.° No- 89 delle ro in Italia. Tedaldo figlio di Azzo II di-
tìzie del giorno di Roma
Suo del 1847. venne signore di Ferrara, per investitura
figlio è il generale Vittorio Oudinot di di Papa Giovanni XV detto XVI, ed eb-
Reggio, che d'ordine di Francia nel 1849 be dal padre Reggio, Lucca e Parma dagli
liberò Roma dalla demagogia, al modo zii; morendo fu sepolto in Canossa e la-

narrato nel voi. LUI, p. 210 e seg. sciò suoistati al marchese Bonifacio suo
i

Reggio si vuole edificata dagli antichi figlio marchese e duca di Toscana, il qua-

etruschi, che rovinata dai galli. Marco E- le di molto gli aumentò con Modena e

inilioLepido console romano, che aprì la altre città, ottenendo il vicariato d'Italia.
via Emilia daRimini a Piacenza, nell'anno Morto m Mantova [L".), Beatrice sua ve-
567 o 573 di Roma, avanti la nostra era dova educò virihnente la comune figlia
anni 1810 1 87 la rifabbricò, ne aumentò gran contessa Matilde, e fu reggente e vi •

gli edifizi, vi dedusse una colonia di ro- caria d'Italia , favorita dall' imperatore
mani, l'ascrisse alla cittadinanza di Ro- Enrico III suo fratello e dai Papi. Ma-
ma, e suo nome, ovvero In chia-
le die il tilde divenne poi assoluta signora di tut-
mò Forum Lepidi vcl Rcgii Lepidi, on- ta l'immensa eredità de' genitori, come
de la posterità per gratitudine continuò di Reggio, quale crede de' conti di Ca-
a chiamarla Regiurn Lepidi. Ebbe il suo nossa suoi signori. Delle sue preclare ge-
collegio delle arti sotto gl'imperatori. Nel sta già citai ove si possono leggere, venen-
•ecolo IV perle irruzioni de'barbari sog- do dai Papi fregiata delle dignità di ge-
giacque quati a totale rovina , fu signo- nerale (Iella Chiesa e di vicaria d'Italia,
ITggiato dai goti, poi dui longobardi, ni come riferisce V'i^nn, fJislorin de' princì-

cui tempo ebbe i auoì duci, finché Carlo pi (t Estc. Il suo patrimonio, benché so-

Magno dittnitto il loro regno la restaurò lennemente donato alla chiesa romana ,

dui tofTerti danni e d'nllorn in poi sotto fu successi va mente contestalo dagl'impe-
i Carlovingi fu governata dai unnti ; indi come narrai ai relativi articoli, n
ratori,
ti uniformò all' italico reggimento a co- Germania ead Impero, soverchiiuidocol-
fpuiie. Sotto rim|M:rod'Ollonc' I, dopo la la prcputeuza delle aruiii qiiiutli giavis-
5 ,

REO REG 3c^.

siine tlifièrenze e scismi Ira il sacerdozio mentano con piacere i reggiani li passali

e l'impero, perchè gl'imperatori ne pre- governi di Bonifacio e di sua figlia Ma-


tesero in gran parte i (Joininii come feudi tilde,ed altri Estensi, deplorando quello
imperiali, alle quali pretensioni aggiun- del comune e popolare reggimento, agi-
sero le loro gli Estensi parenti di Matil- tato da dette perniciose fazioni. Si offri-

de : agli unì e agli altri la s. Sede talvol- rono i reggiani con tutto il loro territo-
ta diede in investitura le terre di Matil- rio, dal Po all'Apennino, fra'confini del-
de, come raccontai in tanti luoghi, ed a la Lenza e delia Secchia, stabiliti dai re
Garfagnana, con annui censi, inclusiva- longobardi, e da Carlo Magno riconosciu-
menteal Reggiano. Intanto Reggio signo- ti dopo aver vinto Desiderio ; laonde O-
reggiata da quando a quando dai legati bizzo II spedì a Reggio Bernardino Ros-
degl'imperatori, si governava a modo di si per suo vicario, nelle cui mani fu giu-
repubblica, divenne potente, sostenendo rata fedeltà; poscia nel 1292 riconciliò i

coi bolognesi frequenti guerre , contro i Robe(-ti,i Fogliani, i Canossi,con che re-
modenesi e loro alleati parmigiani. Fa- stituì la quiete alla città. Gli successe il

cendo parte della lega lombarda, guer- marchese Azzo X suo figlio, che nel 1 293
reggiò contro l'imperatore Federico!, in- fu riconosciuto anche da Reggio. Nel i3o5
di neh 1 83 ebbe parte e figurò con altre avendo Azzo X sposata la figlia di Carlo
città di Lombardia nella famosa pace di li re di Napoli, per gelosia si formarono

Costanza , in cui Federico I si trovò co- alleanze contro di lui ; Giberto da Cor-
stretto a riconoscere la loro libertà. Nel reggio si portò sotto Reggio, i bolognesi
120I modenesi assediarono Rubbiera,
i sotto Modena, però gli Estensi si sosten-
ma ì parmigiani coi cremonesi si fecero nero quantunque nella .* Manfredi pro- r i

mediatori de'reggiani per la pace. Inno- curassero sollevare la città. Ma neliSoG


cenzo III avendo ricuperato molte terre riuscì a Giberto nel declinar di gennaio
di Matilde, fra le quali alcune del Reg- di far sottrarre Reggio e Modena dal mar-
giano ne investì Salinguerra ferrarese.
, chese, le quali si abbandonarono a graa

Federico II nel 12 ledono Modena eReg- tripudi per la ricuperata libertà , come-
gio, già possedute dagli Estensi, ad Aldo- che tornasse fra loro il secolo d'oro, uto-
brandino II. Tuttavolta questo dominio pia che ben presto andò fallita. Imperoc-
fu interrotto, anche per la dominazione ché lacerate poco dopo ambedue dall'in-
de'vescovi, poiché leggo inMuralori, Del- terne discordie e sanguinose mutazioni
le anticliità Estensi, che nel 1289 la città non che da gravosi tiranni, si pentirono
di Reggio patì di fiere burrasche, scon- del fallo commesso a provocazionede'ghi-
volta anch'essa dalle discordie civili e dal- bellini. I conti Canossi restati fedeli al
le fazioni lieGitelfie GhibelUni^T^.). Ap- marchese, si ritirarono nel loro castello di
presa il popolo dal recente esempio di Mo- Gesso. Unitisi gli Estensi con Lodovico
dena la maniera spedita di dar fine a tan- il Bavaro contro il Papa, questi li scomu-

ti malori, anch'esso elesse nel 1 290 a' 1 nicò e pubblicò contro di loro una terri-
gennaio per suo signore perpetuo il mar- bile crociata.Nel 1827 il cardinal Ber-
chese Obizzo II , che seguiva il partito trando per Giovanni XXII prese Reggio,
guelfo come
discendenti, il qua-
fecero i la quale nel 33 1 si die a Giovanni re di
1

le presonedominio e ridotti in città i


il Boemia, in uno a Modena. Indi nel 1 335
Roberti, que'da Fogliano e gli altri fuor- fu presa dai collegati italiani contro il re
usciti, vi fece d'allora in poi fiorire la pa- e data a Luigi Gonzaga , al quale i Fo-
ce. Pigna riporta 1' eloquente conclone gliani venderono le loro ragioni, con ri-
pronunziata da Orlandino Canossa, nel- tenersi alcune giurisdizioni; però a man-
l'ofliire a Obizzo 11 Reggio; iu essa rara- tenersi nella signoria dovette far guerra
4o ,
REG REG
a Maslino della Scala : nell'aniio seguen- conti riuscisse di farli tornare alla sua
te Beiieiletto XII dichiarò Luigi vicario soggezione, poiché nel i 4o3 narra lo sles-
di Reggio con annuo censo alla s. Sede, so storico, che il marchese Nicolò 111 die-
a inolivo della vacanza dell'impero. Nel de il guasto e fece depredare il Reggia-
i34> la città fu assalita dai tedeschi, e no. Essendo riuscito nel 1409 al marche-
nel 1345 Francesco II d' Esle rovinò il sedi prendere Parma, fece risolvere reg- i

Reggiano e 4 castella , con Couriago : i giani a scuotere il giogo milanese a' 29


suoi fautori tentarono sorprendere la cit- giugno, e si dierono per lui a Uguocione
tà, che si difesedalgovernatore de'Gon- Contrario, il quale a'22 luglio espugnò la
zaghi. Per morte di Luigi, nel i358 ne cittadella : prima di questo teujpoera riu-
divenne signore il figlio Feltrino Gonza- scito a signoreggiare Reggio Oltobono III

ga, cacciando i partigiani del fratello. I e Giacomo Ili. Gli ambasciatori reggiani
fuoruscili Roberti, Boiardi, Manfredi, ri- si presentarono al marchese in Parma e
covratisi dal marchese Nicolò 1 1 d'Elste, lo gli testificarono ubbidienza e l'allegrezza
sollecitarono a ricuperare Reggio. Il mar- in cui erano per essersi liberati dagli u-
chese quando vide che il Visconti aspira- surpatori, onde Nicolò II! nel 1420 potè
va alla signoria, colle squadre venali del farsene riconoscere legittimo signore a
conte Lucio tedesco e le sue truppe, a'7 Filippo M.' duca di Milano, sia per l'an-
aprile i Sy 1 lo fece assaltare e colle segrete tica inveslilina data da Federico 11, che
intelligenze co'suoi partigiani se ne impa- per la dedizione de'reggiani medesimi, e
dronì; ma le soldatesche saccheggiarono se ne fece amplissima scrittura ricono- ,

miseramente la città, non la perdonarono scendo Nicolò III quanto del Reggiano i

né ai sagri templi, né alle donne, ridu- Visconti aveano dato ai Gonzaglii, ai Cor-
cendo il popolo ad estrema miseria. Fel- reggio ed a quei di IMirandola.
li ino eh' erasi rinchiuso nella cittadella, Nel 1452 recandosi l'imperatore Fe-
inclinava a consegnare Reggio al legato derico III in Ferrara, eresse lerritorii di i

pontificio di Bologna, quando l' infedele Modena e Reggio inducati e li riconob-


conte Lucio accordò di cederla al Vis-
si be feudi dell'impero, e creò duca dell'u-
conti , che r avea corrotto, per 4o,ooo na e dell'allra città Borso d'Este, con aui -
fiorini d'oro, dopo di che intimò alle trup- plissima bolla d'oro, non che conte di Ro-
pe del marchese che partissero. Allora vigo, dandogli due aquile imperiali coro-
Feltrino introdusse le genti del Visconti nate per intjiiartarsi negli sten)mi, le qua-
nella cittadella e vendè tutte le sue ragioni li restarono a'primogeniti, quali duchi di
per 5o,ooo fiorini, ritenendo per se No- Modena e Reggio, col qual ultimo Borso
vellare e Bagnolo, smembrando tuli giu- fu benefico. Inimicatosi Alfonso I con Pa-
risdizioni dal distretto di Reggio con gravi poGiulio II, (|ucsti alla testa dellesue mi-
tioglianzcdi que'cittadini, e con titolo di lizie prese Rubbiera, poi espugnò la lìJi-

contea le trasmise a'suoi discendenti. Tra randola (f^.)- Nel i /> 1 2 dopo che duca il

le tirannie usate in Reggio dai Gonzaghi, Alfonso I crasi pacificato con Giidio II,
ki contano 4^>li'a chiesee monasteri spia- Alberto Pio da Carpi suo antico nemico
nati. Nicolò II neretto afflitto, per aver gli rappresentò non meritare perdono,
confinante in Reggio Bernal») Visconti, ilperchè Francesco iM." I duca d'Urbino
{)OlenlÌMÌmo e inqnielÌKsÌmo principe , il capitano generale del Papa se ne impa-
quale tlitfece i collegati nella baltngliu da- dronì, ad onta delle proteste fatte di es-
ta presto Rcggioa'2 giugno 377. Pigna I sere Reggiocittà dell'unpero, proseguen-
(Iic4',clic pri)<i|>rnm(io poi lciin|tre.so del- dosi la guerra con più cahjre. Nel conci-
I LfleuH', ribellatili i reggiani nel ntar^co lirt Lateranense V furono lasciate al Pa
1 374, «e gli diedero; ina pure che al Vii»- pu Reggio e Modena , senza |>regiudr/.io
REG REG 4i
tle'dirilli dell' impero. Leone
promise X lore,premendogli che cessassero in Italia
ài reslittiirle ad Alfonso i, ma volendo argomenti capaci a suscitar nuove e gravi
iiigiaiidite la sua famiglia Medici, non so- turbolenze. Parlò a favore del duca con
lo non l'adempì, lua divenne suo nemico. tanta efficacia, che alla (Ine Clemente VII
licslò Reggio nel dominio della Chiesa, venne ad un accordo, e cioè di rimettersi
finche Adriano VI per le suppliche di Al- al giudizio inappellabile di Carlo V me-
fonso I e per le premure di Carlo Y, nel desimo quale re Spagna, non come im-
di

i5i2 sembrò disposto di restituirglielo, peratore, il conoscere per un compromes-


f|uaDdo morte sua ne tioncòil tratta-
la so di ragione e di fatto diritti loro, indi
i

to. Profiltando il duca delia sede vacante, spassionato a termini di giustizia dichia-
si presentò armato avanti la città, ed il rare, se delle nominate città e terre la s.
jvopolo prontamente gli si diede a'29 set- Sede o l'impero ne avesse la giurisdizio*
tembre 1.'5^3. Accostate poi le artiglierie nesuprema. Frattanto quelle città furono
alla cittadella, in poco spazio di tempo date in deposito all'imperatore, che vi po-
spaventò quel castellano, dimodoché ca- se a presidio soldati spagnuoli. Benché il
pitolò la resa. Eletto Clemente VII, agli duca di malavoglia accedette all'accordo,
ambasciatori Estensi che domandavano se ne fìs.sarono le condizioni con pubbli-
Modena, rispose il Papa rivolere in vece co istromento, determinandosi 6 mesi per
Jleggio, e Rubbiera di cui pure il duca la risoluzione di Carlo V,ed alle parti per
ciasi impadronito, dopo 1' espulsione di produrre documenti di fondale ragioni.
Lionello Pio governatore pontiiiciojquin- Carlo V date buone speranze al Papa e
1 525 il
di alleandosi nel Papa con Carlo al duca, partì da Bologna nel marzo, e

V, vi pose la condizione di obbligare il trovandosi ne' Paesi Bassi, o in Colonia


duca di Feriara alla restituzione di Reg- come dice Muratori, sentenziò, che Mo-
gio, Rubbiera e delle altre terre occupa- dena e Reggio grosse città coi loro do-
le, quindi si esaminassese questi dominii minii di ragione dell'impero, appartenes-
e Modena appartenessero alla Chiesa o al- sero di diritto al duca di Ferrara ; e che

l'impero. Rollasi poi guerra tra l'impe- Clemente VII ricevuto da esso 100,000
ratore e il Papa, fu questi nel i527 asse- ducati d'oro in due rate, e ridotto il censo
diato in Castel Angelo,e nel 029 passò
s. di Ferrara al modo antico di 7000 du-
in Bologna per con Carlo V,
pacificarsi cali, di questa lo rinvestisse. Ma il Papa
il quale Alfonso I trattò sontuosamen- non contento di tal giudizio, non appro-
te nel passaggio per Reggio, Ivi si recò vò né soddisfece per quanto potè alla sen-
ancora Alfonso I nel i53o con salvacoD- tenza del laudo. Questo Muratori lo di-
dollo invocato dall'imperatore, la cui gra- fende, con sostenere che Modena e Reg-
zia fece di tutto per guadagnarsi, acciò lo gio non fecero mai parte dell'Esarcato,
mettesse in quella del Papa, onde com- come pretendeva Clemente VII, non do-
porre le differenze del dominio di Mo- vendoci valutare che Leone X avea com-
ilena,' Reggio, Rubbiera, Cotignola e Fer- pralo Modena per 4o,ooo ducali d'oro
rara da lui tenute. Clemente VII volle da Massimiliano 1, il quale ne avea da-
che si eseguisse il trattato di Barcellona, ta solenne investitura ad Alfonso I, che
sulla restituzione alla Chiesa di Modena ricuperò tutti i dominii e Reggio, la cui
e Reggio, allegando molte ragioni al pos- investitura dall'impero rinnovarono suc- i

sedimento di esse, poi le cure adoperate cessori. Clemente VII nella bolla in Coe-
dai Papi predecessori per averle unilea- na Domini vi coniprese duca di Ferra- il

gli stati di Panna e Piacenza (/'.). In- ra, come usurpatore di Modena e Reg-
teressando però a Carlo V di comporre gio alla Chiesa. Alfonso I munì Reggio
1 due prìncipi conlcudeuli, si oQn media- e gli altri luoghi delle sue terribili arti-
43 REG REG
i543 ricevette magnifica*
glierie, e nel mando del principe Eugenio , contro i

mente Paolo HI nell'andata e ritorno francesi occuparono lo stato, ed a'i3 a-


da Busseto,per l'abboccamento con Car- gosto dopo qualche colpo d' artiglieria ,
lo V. Vedendosi Alfonso II senza prole, entrò in Reggio che riprese pel duca, al-
e destinando suo successore il cugino d. trettanto facendo i tedeschi di Modena ai
Cesare, fece rinnovare le investiture im- 19 novembre, con gran letizia de'suddi-
periali di Reggio e altri luoghi da Rodol- ti, essendo ritornati sotto il loro signore
fo II. duca Cesare nel
Morto Alfonso II, il e liberati dalla occupazione francese. Una
1 597 fece prendere possesso di Reggio e nuova guerra avendo ricondotti nel 1
734
degli altri domiriii; ma Clemente Vili i francesi in Italia, per la successione del
noi volle riconoscere per quello di Fer- ducati di Parma e Piacenza, ritenendo il

rara, e pose in piedi formidabile esercito, duca Rinaldo favorevole all'imperatore


irremovibile di riunirlo ai propri domi* Carlo VI, le cui armi erano state depres-
rii. Laonde duca Cesare neliSgS per-
il se, a'i3 luglio entrarono in Reggio sen-

dette Ferrara, che Clemente Vili ricu- za recar danni a veruno, ed a' 20 luglio
però alla s. Sede. Quindi Reggio, come per capitolazione occuparono Modena ,
nvea seguito sotto gli Estensi le vicende finché Luigi XV fece evacuar lo stato
di Ferrara, d'allora in poi quelle di ,Vo- dalle suetruppea'23 maggìoda Modena,
^ifwn gli furono comuni. Nel 1 655 il mar- a'24 da Reggio, lasciando bensì il paese
chese di Caracena governatore di Milano pieno di guai pei debiti fatti a cagione
per la Spagna mostrandosi ostile con
, de' francesi. Per la successione di Carlo
Francesco duca di Modena e di Reg-
I VI , lo stato Estense fii esposto a nuove
gio, si presentò con esercito in faccia a Bre- invasioni de' belligeranti nel '74?» con
.scello, alfacciando diverse lagnanze, che immensi danni. Costituitasi la Francia iu
sipossono leggere in Muratori, esigendo repubblica, occupò gran parte d'Italia,
pronto disarmamento e qualche piazza in uno ai ducati di .Modena e Reggio nel
per sicurezza di sua fede verso Spagna. 1796, cui imposero contribuzioni. A'25
Rispose duca con ragioni, e munìBre-
il agosto avendo reggiani fatto un movi-
i

«celloe Reggio ove inviò il marchese Pal- mento insurrezionale, si compose con go-
lavicino con grossa artiglieria e poi si , verno repubblicano. Ne profittò Napo-
recò egli stesso per difenderlo col primo- leone comandante supremo de' francesi,
genito. Caracena abbandonato perciòBre- per dichiarare gli stati Estensi sotto la sua
scello, anche per la sua fortezza, a' i 4 mar- protezione,e spogliarne duca Ercole III;
il

zo si presentò avanti Reggio, ov'ebbe luo- indi pei congressi di Modena, e di Reggio
go una scaramuccia colla peggio degli spa- de*27 dicembre, organizzò la repubblica
gnuoli. Dopo 3 giorni il duca credè mi- Cispadana, facendo Reggio capoluogo del
glior consiglio restituirsi a Modena, per dipartimento del Croslolo, onde a Moni>
dare più energici soccorsi a Reggio, don- NA, a MASSAe CAnnARA.e in altri relativi

de i cittadini culla loro bravura fecero articoli descrissi queste e le successive vi-
opporluncsoi tile. Vedendo Caracena con cende politiche sino a'nostri giorni, dello
ctii avca da cond)attere retrocedette , slato e di Reggio, le guerre combattute
ripassò il Po con poco decuro. Nelle guer- tra tedeschi e francesi. Avendogli austro*
re per la >ucce<i»iune di Spagna, e benché russi occupato Reggio, nel giugno Soo 1

il duca Rinaldo fosse neutrale, i franceHÌ lo ricuperarono i francesi, tòrmaiido dei

in nome dì Filippo V re di Spagna per dominii Estensi parte delle repubbliche


capitolazione occuparono Reggio a'sr) lu- Cisalpina e Italiana, confermando Reggio
glio 170?, cui ftcgui la prcHii di Modena. in capoluogo del dipartimento ilei Cro-
Kcl i 70G gl'itiipci tuli IcUckcUi »ullu il cu* blulo, cowcio fu [)ut ucl succeduto icguu
REG REG 43
A' Italia {V.), così dello Jal torrrnle o- pero, e di quel retto sentimento del giu-
inonimo che scorre presso la cillà e che sto e del vero per cui si guadagnano i

anticamente entrava per Porta Castello, vituperii de' tristi e le benedizioni dei
e teneva tutto il corso della via chian3a> buoni, poiché fu saggio amministratore
ta oggidì Chiara, appunto dalle deposi- della cosa pubblica e osservatore di giu-
zioni dello stesso torrente. Nel i8o4 «e- stizia, onde segnalò il suo regnocolla be-
candosi Pio VII a coronare in Parigi Na- neficenza e fu chiamalo propugnacolo
poleone, nel n.° 92 del Diario di Roma della quiete d'Italia. Sotto il di luì degno
si leggeche a* 9 novembre da Modena
,
figlio e successore Francesco V , lo spiri-

partì per Reggio, ove fu ricevuto coi se- to rivoluzionario nel ducalosi mostrò più
gni della maggior venerazione, passando ardente, siccome fomentato da quelloche
a pernottare in Parma. Reduce nel 1 8o5 stava per esplodere quasi in tutta Euro-
da Parigi, il Papa a'3 maggio da Parma pa ; seguendo le orme dell'augusto geni-
giunse a Reggio circa il mezzodì, incon- tore frenò finché potè l'effervescenza ri-
tralo prima e complimentato dalle auto- voluzionaria e non transigette con essa, né
rità locali eda moltìsignori.Le stradedel- sì adescare dalle lusinghe dì chi
lasciò

la cillà erano tutte guarnite di truppa, profonde incensi al cospetto de' principi
ed il Papa scese alla cattedrale, accolto peringannarlì e trarli al precipizio in uno
dal vescovo e dal clero al suono dellecam- coi regni. Ma come le mene rivoluziona-
pane e delle bande militari. Ricevuta la rie a guisa d'irresistibile torrente nel 1843
benedizione col ss. Sagramenlo, saTi l'e- scoppiarono furiosamente per tutta Ita-

piscopio ove trovò preparato un lauto de- lia ed d'Europa, ciò che accen-
altri stali

jeùnt. Dopo aver preso qualche ristoro. nai a Pio IX, altrettanto avvenne a Mo-

Pio VII proseguì il viaggio per Modena, dena, cui subito aderì Reggio formando
come riporta il n.° 89 del Diario di Ro- il comune a' a marzo un governo prov-
i

ma. Sotto l'impero francese, al modo no- visorio, composto del potleslù e de' con-

tato di sopra, Reggio tornò ad essere du- servatori; considerando il governo tluca-
calo, quindi terminando il dominio na- le decaduto, abolì i licei convitti di legge
poleonico ne'primi del 181 4» Murai redi e di medicina, e ristabilì l'università degli
Napoli in nomede'collegali colle sue trup- studisoppressaneli8i 1. Quindi nel mag-

pe occupò Reggio, cui successero le au- gio ModenaReggio si vollero unire al


e
striache pel duca Francesco IV nipote di regno di Sardegna di Carlo Alberto,nel-
M.' Beatrice ultima degli Estensi, al qua- rintendimento di formare cogli stati Par-
le in forza de'traltali di Parigi furono re- mensi, colla Lombardia e colla Venezia
stituiti questi stati, confermati nel i8(5 un regno monarchico- costituzionule del-
dal congresso di Vienna. Pio VII nel ri- l'alta Italia ereditario in Carlo Alberto,

tornare ne'suoi dominii nel i8i4, a'aS impossessandosi due muiiicipiì de'beni
i

marzo entrò in Parma, indi ripassò per demaniali e allodiali del duca Francesco
Reggio festivamente accollo, e per Mode- Ve di quelli gesuitici delle due provincie,
na giunse a Bologna. Quando poi nel 1 8 5 1 con altre costituzionali disposizioni. Car-
Murai ostilmente entrò negli stali della lo Albertoaccellòla dedizione dì Reggio
Chiesa, Pio VII si condusse a Genova e a e di Modena, cui inviò regii commissari
Torino, nuovamente onorando di sua pre- straordinari, che pubblicarono analoghi
senzaReggio, che ripetè le sue riverenti di- a'aGgiugno, a'28 pei
indirizzi ai reggiani
mostrazioni, e giunse a Modena a'24 mag- modenesi, e d'allora in poi tutti gli atti
gio. I moli politici del 83 furono ener-
1 i pubblici si fecero in nome del re. Intan-
gicamenteavversati da Francesco IV,do- loerasì incominciala la guerra per l'indi-
luto di vasta mente atta a reggere un ini- pendenzaitaliaua, e sgombramcnlo loia*
,

44 REG REG
le degli aiisti iaci dalla regione. Pei ^ do- usqueadanniim 583.
poslea Ravennati, 1

po le perdile guerresche sellerie dall' e- Deinde veroGregorioXlII mandantenu-


sercilodi Cailo Alberto, questo fu costret- perae melropolis Bononiensis sulFraga-
to di convenire u'g agosto col vittorioso nea effccta est. Amplissima dioecesi gau-
feld maresciallo Radetzky, comandante det ejusque antistes tituloComitisfulget,
'Supremo e valoroso degli austriaci in !• ab anliquìsolim Caesaribusoblenlu. Cu-
tallii, ad abbandonare quegli stati d'Italia jus antistis modernae praerogativae sunt
da lui occupati, quindi il duca Francesco (si quidem anliquitus polioribus frueba-

V rientrò ue'dominii degli avi suoi. Fi- tur) Princi[)atus dignilate fulgere, galea,
nalmente, per la segnalata vittoria ripor- enseque pontifìcaliler celebraluri ad al-
tata dal prode conte Radetzky il 23 mar- tare accedere, utrumqueex potestate illi
zo 1849 a Novara sul re di Sardegna, fu- concessa perCarolum Magnum adconlii-
rono definitivamente e del lutto sgom- maccs, facinorososque compescendos. E^
brate quelle palli di territorio del duca- juscpiepraecipuaoppida sunt: Mirando-
to di Modena che ancora tenevano i pie- la, Novellara, Correggio, Sassuolo, Scan-
montesi, le quali pel legitlimosovranosuc- diano, Riibiera e Castel Nuovo inGaifa-
cessivamenleocciiparono gli austriaci. Nel gnana". Il ."vescovo di Reggio fu s. Pro-
1

voi. LI, p. 2i3 e 235 narrai, che perdi- tasiu, che fiorì verso l'anno 60, cui suc-
plomatìcheconvcnzioni,il duca di Parma cessero Cromasio, Antonino, Elia, Santi-
e i'iaceiiza nel 1848 cede duca Fran-
al no, Corasio, Favenzioche intervenne al
cesco V il ducato di Guastalla i^F.) co\- concilio di Milano del 4^2. Elpidio vi-
\'\ sua città vescovile, il quale vi si recò veva nel 458; s. Prospero (/^.)d'Aqui-
la I .' 4 febbraio, e ciò in cambio
volta a' 1 lania dottore della Chiesa e autore d'in-
di Pielrasanta vicariato di Toscana con signi scritti che registra Boiler nella sua
cittàomonima che avrebbe dovuto pos- vita, il cui capolavoro è il poema contro
sedere così ducalo estatodi Modena
: il gV /ligniti o Semipela giani j fu segretario
>ennc aumentato di altro. di s. Leone 1 e distrusse il Pelagiatiismo
Quando e da chi fu in Reggio predi- che in Roma cominciava a insorgere. In-
cata la fede di Gesù Cristo , in uno alle di furono vescovi, Stefano, Deodato del
prerogative del suo vescovo sulfraganeo 488, Teodosio del 554 ">onaco, che di
<li Rologiia, che s'intitola principe, ed al- somma pietà fornito , ristabilì la chiesa
r^'slensione della diocesi, lo dichiara U- di s. Albano devastala dai barbari. Do-
ghelli, Italia sacrai. 2,p. 238, in que- nodeo, Adriano, Benenato, Lupino, Mau-
sti termini. » Ut aulem certissime con- rizioche fu al concilio romano del 679,
stai, Barnabain aposlolum ac s. A-
8. , Giov;innidel68i,Tommasodi.<anta vita
piillinarcm in Insubriam fuisse raissus del 701 che edificò la basilica abbaziale
aitcrum in Galliam Transpndanam al- , de'ss.Prospero e Pietro fuori della città,
tiTiitu in Cispadanam, ut illicevangeliiim essendo ili." patrono di essa, ove si dice
(.iiii»li |>romulgarent , sic hatid insulsa che ne collocò il corpo; il suo epitaflìo fu
coiiiitcturaassererepossumiis Regi um Le- posto nella delta chiesa de' ss. Pietro e
pidi, ab altero , vel ab illonuu nlumnis Prospero poi de'cassinesi. Costantino nei
quando inde
sacra chrÌKliaiiu sutcepisse, 715, Calisto, Geminiauo nel 753 che
ab anno 60 noklraesalulistraditur Pio- consagrò la chiesa di Nonaiitola. Apolli-
ihAsius Regio praefueruiit, ini(piitas lem- noie nel 774.'' quale ottenne dalla mu-
poruni nieinoriam devonivii, usque nd nificenza di Carlo Magno nel 782 pre-
iiunum 4'>o. idolulria deinde deletu He- ziose esenzioni, ed ampie regalie e con-
Ificniiit cccle»inruiidnl(ieKt,(|une primiini cessioni in favore di sua chiesa , coi di-

Medioluncntiorchicpi»c<>poxubje(;ln fiiil, plomi che riporta ITgliclli. Neil' 81.^ fu


5

REG REG 45
vescovo Adelmo; Noderberto neir824ÌQ- lardo nel 914 da Roma trasportò! cor-
lervenne al concilio di Mantova, Vitale pi (o gran parte) de'ss. Crisanto e Daria,
viveva nell'BsS di santa vita, il cui corpo e onorevolmente li collocò nella confes-
fu deposto nel tenripio di s. Prospero: con sione della cattedrale. Petronio del 91
diploma l'iinperalore Lotario 1 gli confer- de' conti de Palude del Reggiano, verso
mò tutti i pi ivilegi.Neir842Pioberto,indi ilqual tempo fu edificato il monastero
Sigifredo che neir844 assistè in Roma alla de'benedettmì presso la chiesa suburbana
coronazione di Lodovico ll,edoumenlò le Prospero e Pietro, detto s. Prospe-
de'ss.

renditede'canonicijposciaPellegiino, nel- ro inferiore, in cui fiorirono monaci di


r86o Amone, neir864 Rotfredocui Lo- santa vita : Ughelli riporta la serie degli

dovico con diploma donò l'isola Suz-


li abbati, ed altra più esatta il commenta-
rariam nel comitato di Reggio. Azzio fu tore e fino al 14^8 in cui si uni ai cassi-

al concilio di Ravenna dell' 877; Paolo nesi di s. Giustina. Vedi Camillo Allaro-
fiori neir 879 che donò i suoi beni alla si, memorie istoriche del monastero di s.
chiesa di s. Michele, prò mercede, et re- Prospero di Reggio, Padova 1733.
medio aiiimae meae. Neil' 881 Aronne Giberto fu vescovo nel ^^o; Aribaldo
eh'ebbe la conferma de' privilegi di sua nel 942, nel quale anno Ugo e Lotario re
chiesa , coi diplomi di Carlo il Grosso. d'Italia, con diplomi presso Ughelli, con-

NeirSgo Azzio oAzzone, forse degli E- fermarono le possessioni ed privilegi del-i

slensij ottenne dal re Lodovico il corpo la chiesa con diploma, concedendo " ter-

di s. Possidonio,eda Berengario 1 lacoa- ram juris nostri, quae conjacere videtur


ferma de' privilegi, venendo ucxiso dai in ci vitate Regia a tribusmilliariis in cir-
barbari nell' 898 ; Fredulfogli successe, cuito una cum muris, et fossati», atque
quindi Pietro, al quale nel 900 Ludovi- teloneo et stradatico, seu cum servisvel
co IV imperatore, per le stragi e saccheg- ancillis inibi pertinentibus, onmemque
gi che facevano saraceni, accordò la con-
i publicam functionem.etc. ". Qual copia
ferma de' privilegi e licentlam circuni- poi di beni, castella e terre procacciassero
dandi jam diclam ecclesiam per gyrum i vescovi di Reggio alla loro chiesa,non
suae poleslaùs siciit ipse mtlius viderit, si può meglio intendere, chedal catalogo
exceha miinuione videlicet ad perpeluani de' beni, che Bonifacio marchese e duca
eectesiae suae defensionem. Anche Be- di Toscana padre della contessa Matilde,
rengario I con diploma di privilegi nel ricevette in feudo dalla chiesa medesima,

9 I medesimo Pietro die licenza con-


I al nel prezioso archiviode'canonici di Reg-
itriiendi Castnim in sua Plebe in hono- gio; e pure non vi è descritto tutto, per-
rem s. Siephani sita in Fico Longo, esen- chè non vi si annovera la rocca di Canos-
tando ancora quel luogo dall'autorità di sa , la quale per attestalo di Donìzzone,
tutti i duchi, conti e altri ministri della Azzo avo di Bonifacioricevè in feudodal
repubblica.Lo stesso Berengario I con vescovo di Reggio, come rilevo da Mu-
diploma del 904 giù avea donato alla ratori nelle Dissertazioni 36.* e 61.' 11

chiesa di Reggio Monte Cervario , onde vescovoAribaldonel943concessea'cano-


provvedere alle necessità della chiesa, e nicidis. Michele la chiesa di s. Tommaso
rimediare alle depredazioni e incendi ca- apostolo. Gli successe Adelardo Trissino
gionati dai ferocissimi ungheri. InoltreBe- nobile vicentino,lacui famiglia ebbe poi la
rengario I con diploma del 91 2 rivendi- contea di Canossa, che da re Lotario ebbe
cò le usurpazioni fatte alla chiesa di Reg- un privilegio per lacalledrale, ed egli fece
gio d'una cappella cum Castro, ed in di- donazioni alle chiese. Eruìelando o Gri-
fesa del vescovato se nedithiarò rtw^oca* moaldo del 96*2 (u al sinodo di Ravenna
toc vicario in avvenire, il vescovo Got> del 967 e ricevè conferma di privilegi da
46 REG REG
Ottone I. Nel 998 Teuzo di Parma rle- a Federico II ottenne que'privilegi am-
difìcò la chiesa di s. l*rospero, le con- plissimi e regalie che notai
superiormen-
cesse beni e privilegi, vi cosliluì il pre- te; battè moneta, s'inimicò colla s. Sede
posto con 8 canonici, celebrò la solenne per essere partigiano di detto imperato-
traslazione del suocorpo,edavendo ospi- re, ridusse i canonici della cattedrale a
talo il Papa Gregorio V, questi consagrò 16, e pose la i.* pietra perla chiesa di
la chiesa ma Pancirolo ed Acciari oppu-
: s.Domenico. Innocenzo IV fece vescovo
gnano il Carmen che tullociò dichiara, Guglielmo Fogliani patrizio di Reggio,
narrando che dalla chiesa di s. Prospero che fu espulso dai ghibellini, indi paci-
fuori della città non trasportò in quella ficatosi con gran plauso della cit-
ri patrio

di dentro corpi de'ss. Prospero, Veuerio


i tà*, venne annovera-
fu potente vescovo,
e Gioconda, la quale traslazione ebbe luo- to tra'principi dell'impero, onde i suc-
go nel 1602 quando la chiesa suburbana cessori s' intitolarono vescovi e principi
era divenuta diruta, come rilevasi dalla di Reggio. Dopo 8 anni di sede vacante,
bolla DecetRonianuni di Clemente VI 11. per la discordia degli elettori, nel 1290
Il vescovo Teuzo edificò la chiesa de'ss. fu vescovo Guglielmo da Bobbio fran-
fr.

Vito e Modesto delle monache di Scan- cescano. Nel i3oi Enrico Gatatorci pa-
diano, alle quali concesse la chiesa di s. trizio di Cremona; nel i3i3 Guido A-

Tommaso e loro eresse il monastero, eri •


baisi diReggio, eresse nella cattedrale u-
jiorlò privilegi dall'imperaloreEnricolI. na cappella gentilizia, e fu tfaslato a Ri-
IS'el I o3o fu vescovo l'altro parmigiano inini; Pietro del i3i8; Guido Roberti
Sigifredo, che aumentò l'abbazia di s.Pro- nobile reggiano nel i33o; Rollando de
spero; il concittadino Gandolfo lasciò dei Scarnmpi nel i336, trasferito al titolo
beni alla chiesa di Reggio: questo vesco- patriarcale di Costantinopoli. Indi nel
vo donò delle possessioni alle dette n)o- 1 339 Bartolomeo Uipporegiensis arci-
nache di s. Tommaso. Nel io4i Conde- diacono della cattedrale; nel i 363 Lo-
lardo; Sifredo fu al concilio di Pavia nel renzo Pinoli patrizio reggiano; nel 1379
io4(>; Adalberto del 1047; Conone del fr. Serafino Tavacci traslato a s. Giusta

io5o fece donativi alle nominate religio- in Sardegna. Gli successe nel 1387 Ugo-
Volmarodel o62;Gandolfodel 082
se; i 1 lino Sessio reggiano nobilissimo, ornato
fu spogliato del vescovato da s. Gregorio di preclare virtù, benemerito di sua chie-
VII. Gli successe Ariberto; Lodovico vi- sa ; indi il degno fratello Teobaldo mo-
veva nel 1092; Bonvegio del 1 101; A- naco di s. Prospero. EugenioIV nel \'\^^
delmo 3o, al cui tempo Lo-
fiorì del i i gli sostituì Giacomo Antonio Torre o Ma-
tario Ile sua moglie concessero privile- solini (per quanto dissi nel voi. XLV, p.
gi. Alberio del i i4o canonico regolare, 3 2 2) di Modena, ove fu poi Iraslato; quin-
assistè all'mvenzione de'corpi de'ss. Pro- di nel i444 Battista Pallavicini di Par-
spero, Venerio abbate e Gioconda ver- ma nubilissimo, prudente e pio: per sua
gine, fatta nel 1 i^.\ dal cardinal Guido morte canonici elessero BartolomeoCoc-
i

legato di Lucio II; Alberico del i 164 si capani nel 1466, ma Paolo II |)er le pre-
|>oitò ni concilio di Laterano del i 179: ghiere del duca Borso fece vescovo An-
magni animi praesnl fuit^quippc (fui Re- tonio Trombetta ferrarese. A questi nel
gii fungrrrtnr Praelura, inqtte cives re- 1478 successe il patrizio reggiano Boni*
gium proprmotium principatum rxerce- facio Arlotti di singoiar dottrina, ed ec-
re. Nel I 187 divenne vescovo Picli'o, e cellente pastore: nel 1503 Giulio II gli

l'iinprralore Km ico VI concesse un diplo- tliè in coadiutore Gio. Luca del Pozzo di
inn di prìvdegi alla cnltcdrnle. Nel i a 1 3 Pontremoli celebre giureconsulto, e nel
Nicolo IVIuUravci'ii di Vicenza, clic caro i5o8 ludivcuuccirullivu.Nd iSioGiu-
REO REG 47
Ilo II elesse Ugone de'conli Bangoiiì di hròdue sinodi, alla cattedrale donò molti
Modena, prudente e destro ne'pubblici argenti; nel 1 674 Augusto de'conti Bel-
negozi, dotto e pio, onde fu prò legato di lincini di Modena, costruì il seminario e
Parma e Piacenza, e nunzio diPaolo IH la casa pei missionari, introdusse in Reg-
a Carlo V : per accrescere il culto ai ss. gio i minimi, ed i carmelitani scalzi, ce-
Crisanto e Daria, ripose solennemente le lebrò il sinodo; nel lyor Ottavio Pieci-

loro ossa in luogopiìionorevole.Nel i 54o nardi patrizio cremonese, dispensò di fre-


da Nicastro vi fu trasferito il cardinal quente e in diversi modi al gregge la di-
Marcello Cervini, il quale occupato nel- vina parola, nell'invasione francese dife-
la legazione a Carlo V, mandò a Reggio se le monache, restaurò eaumentò le pos-
il p. Jacopo Lainez gesuita e compiiguo sessioni della mensa, accrebbe il semina-
dì s. Ignazio, da cui reggiani ricevero-
i rio, edificò tutti colla sua pietà e zelo, e-
no grandi vantaggi nella pietà e ne'co- resse un conservatorio e profuse limosine
stunii; nel 1 544 ^''^sferito a Gubbio, nel a'poveri. Con questi termina neìVItalia
i555 divenne Papa Marchio li (A^.), sacra la serie de'vescovi che compirò col-
Venne a lui sostituito Giorgio Audreasis le Roma. 728 Lodovico For-
Notizie di 1

nobile di Mantova giàdi Cliiusi e pieno di ni (li Modena. 17^0 Gio. M.^Castelve-
ineriti, essendo stato oratore di Carlo Va tri modenese. 1785 Francesco M.'d'E-

Clemente VII ePaulo III: fu fatto coadiu- ste di Modena da Pio VI Iraslato da Ana-
tore il nipote Gio. Battista Grossi man- stasiopoli inpartibiis e abbate commen-
tovano, che gli successe nel i549 e in* datario dell'abbazia di Nonantola: nel
lervenne al concilio di Trento. Nel iSGg voi. XLV, 3io
narrai che nel 1798
p.
s. Pio V nominò il suo confessore fr. Eu- accolse Pio VI
Modolena, che fran-
in i

stachio Locatelli bolognese e vicario gè* cesi deportavano in Francia. 1822 Aii-
nera le de'domenicani, dottissimo teologo geloFicarelli di Reggio. 826FilippoCal- 1

lasciò pregiate opere. Nel iSyS France- tani modenese traslato da Carpi. Pio IX
sco Martelli patrizio reggiano; nel iSyS nel concistoro di Gaeta de'20 aprile 849 1

BenedettoManzoli nobile modenese,som- trasferì da Carpi l'odierno e rispettabile


mo filosofo e teologo, segretario e peri- vescovo mg. Pietro Raliàelli di Foscian-
''

tissimo consigliere del cardinal d'Este; dora nella Garfagnana, già professore di
nel i585 Giulio Maseli di Modena; nel teologia dommatica nella regia università
i5c)5 Claudio de'conli Rangoni mode- di Modena e canonico di quella cattedra-
nese virtuosissimo, nunzio di Clemente le, zelante ed egregio pastore. Il circuito
VIII in Polonia; nel 162 i il cardinal A- della diocesi estende per circa 100 mi-
si

lessandro ù!Esle {V ^, fratello del duca glia. Ogni vescovo è tassato in fiorini 816,
Cesare, zelante pastore; nel 162 5 Paolo essendo le rendite della mensa circa 3ooo
de'conti Coccapani, edificò nel suburbio scudi liberi.
la casa pel sollievo de'successori, ed in- REGIA. Sede vescovile di Numidia
tervenne alle fondazioni della chiesa dei nell'Africa sotto la metropoli di Cii la, e-
ss. Giorgio e Ignazio, dell'oratorio di s. retta nel Vsecolo, ebbe due vescovi. Mor-
Alarla del Carmine, e della Scala santa, celli, Àfrica chr. l. i.

ponendovi la i.* lapide. Innocenzo X nel REGIA. Sede vescovile della Mauri-
i65i fece amministratore il cardinalRai- liana Cesariense, celebre pel martirio di
naido à'Este (f^.); nel 1661 Girolamo molti cattolici, assaliti e uccisi dagli aria-
de'conli Codebovi modenese, traslti lo da ni mentre stavano occupali de'do veri del-
Montalto, visitò la diocesi; nel 1662 Gio. la loro religione. Vittore suo vescovo nel
Agostino Marliani patrizio genovese, de- 484 fu esiliato da (Jnnerico re de' van-
signalo di Accia, illustrò la diocesi, cele- dali. IVJorcelli, .africa chr, t. i.
48 REG REG
REGINA (s.), vergine e martliein Bor- tatis; amorìs, et honorificentine; sid)Ii-

gogna. Dopo aver solfeiio diversi tor- mitalis, et potentine; gnbernalioiiis, et


menti per la fede, fu decapitata in Aliza juslitiae; defensionis, et graliae. " Nelle-
o Alexia, città anlicamenteconsiderabile, Litanie TMurelanc (F.) invochiamo l.i

e che ora non è più che un piccolo vil- B. Vergine, Regina degli Angeli, Patriar-
laggio della diocesi di Autun nella Bor- chi, Profeli, Apostoli, Martiri, Confesso-
gogna. Credesi che il suo martirio av- ri, Vergi ni, d'Ognissanti, e Reglnasine la-
venisse l'anno ^5 i , nella persecuzione di be originali concepta. V. AveRec.inxCoe-
Decio. Le sue reliquie furono trasferite LOBUM. Le figlie degl'imperatori deil'an-
neir864 all'abbazia di Flavigny, ove an- tico impero nel V secolo, e forse anche
cora si venerano. Ella è nominata nel antecedentemente, qualifica vansi regine,
martirologio di Usuardo e nei romano e più sovente ne'monumenti e negli alti
a'y di settembre; ma la sua festa è posta pubblici dicevansiiVbi/7iM////e. In appres-
in diversi giorni, certamente a cagione so ebbero nome di regine molle ira le
il

delle traslazioni delle sue reliquie. sovrane un regno e tutte le mogli dei
di
REGINA, Regina, Regnatrix. Moglie re. Regina degli Dei si chiama nella mi-

del Re(^.), e signora di Regno (f^-)j al- tologia Giunone: gli assiri, siri, e gli e-
i

trettanto si dice dell'imperatrice, Inipe- brei prevaricatori e idolatri chiamarono


ralrix, moglie deW Inipcralore (Z^^), e si- regina del cielo Diana o la Luna, e le in-
gnorad' ////pero (^.). Sarnelli, Leti. eccl. nalzarono altari e templi. Tra gli antichi
I. 6, lelt. 5i Perche, la ss. Vergine si
: romani, moglie del Re de\s agrifi zi [dì
la

chiami pinUoslo Regina che Imperatri- cui a He), si denominò Regina de sagri-
ce^ ne rende ragione con dire, che alla fizi; nelle Nozze Aldobrandine del lì/u-

Beala Vergine madre di Dio si dà quel seo Praticano, è rappresentata maesto-


titolo che dassi al suo divin Figlio. Iddio samente vestita, e colla testa adorna d'u-
è chiamato ne' salmi Re: Rex inagnus na corona radiale. Quanto riguarda la
super oninein lerranij Rex omnis terrae: coronazione delle regine e delle impera-
nell'Apocalisse si dicedi Cristo: Rex re- trici, si può vedere Coronazione de' re,

gttni, et Dominns rloniinanliuni. ha ina- Coronazione degl'imperatori: a Praga


che adunque deve dirsi : Aslitit Regina a dissi che quell'abbadessa corona la regimi

fìextris tuisj e benché Cristo sia «letto di Boemia; a Olio che le regine nelle
Sole, vuole ch'ella sia la Luna, ma Lu- coronazioni si ungono solamente nelle
na tale, che allora apparisce più lumino- spalle, nella mano e nel braccio. Osserva
sa, quando gli sta più prossima: e se dai Sarnelli, che la Chiesa ne'suoi sagri e mi-
chiamata /?eg//i<7 Coeli
gentili la luna era steriosi riti insinua alla reguia nella sua
{V.), molto più ciò si deve alla B. Ver- coronazione, quanto dices. Bernardo, co-
Magno
gine. Alberto scrisse: » Propris- me sì può vedere nel Pontificale romano:
simum nomen, quod B. Virgini, .sccun- De henedictione et coronatione Regis:
(lum (uam dignitatena summam debetur, De henedictione et coronatione Reginae:
tftesseUeginam,etplus proprium.cjuam De henedictione et coronatione Rrglnae
Impcratrix. Hoc enim nomen tiinoris, solitis De henedictione et corontttione
:

et rigorit. Regina aiitem plus est nomen Reginae, tU regni Dominae: De benedi'
providenliae, et nequilatìs. " Dice s. Ber- ctione et coronatione Regis in consorteni
nardo sulla Salve Regina {P'.): >• Regina clertì. In ({uesta funzione il metropoli-
mundi, et Regina Coclidicilur, per (|uani tano o altro vescovo unge la regina col-
utriutque Creator et Rector generatur. l'olio de'catecumeni nella giuntura della
Regina gloriae nomen, et iionoris; mii- mano e del destro cubito, e nelle spalle,
gnUìoeoli«e,et decori»; dulcediuis, oc pie- per denotare che come l'olio uuulu su-
-

REG REG 49
pra gli altri liquori, così la regina è su- in Roma M.' Luisa m^xaaiW Spagna[F.),
periore agli altri, ma insieiue dev'essere e la sua M-' Luisa ex regina d 'E
figlia

mansueta e piacevole, perchè l'olio è sim- Lucca (F.) a' 1 3 mar-


tru ria e duchessa di
bolo della benignità. Quando dipoi il me- zo 1824. 11 i.°Papa che si assise a Prrt/i-
tropolitano le corona dice: Po-
impone la zo{^V.) con una regina, fu Clemente VII.
puloDei sem per prospere co nsulas.Qann- Molti Papi donarono alle regine la Rosa
do le dà lo scettro dice esto paiiperi-
, : d'oro benedetta (Z"^.).

bus niisericors,et ajfahilis, viddis^pupil- REGINA DEGLI APOSTOLI. Con-


lis, et orphanls diligenlissimam curani gregazione e pia società òtW Apostolato
cxhibens. Le erudizfoni e quanto riguar- cattolico, d.\ sacerdoti e fratelli coadiuto-
da le regine sì possono vedere ne'Ioro ar- ri, e di sorelle, di fedeli d'ogni sesso e con-
ticoli relativi. La s. Sede ed Papi sem- i dizione, istituita in Roma nel 1 835 sotto
pre estesero la loro paterna sollecitudi- gli auspicii diGregorio XVI, dal servo
ne anche sulle imperatrici e regine, beu- di Dio sacerdote d. Vincenzo Pallotti ro-

che oppresse dai sovrani loro consorti e mano, di cui parlai nel voi. LII, p. 241,
divenute donne inermi; affrontarono la eziandio istitutore in Roma del Conser-
potenza de'Ioro persecutori, le difesero, va torio di Borgo s. Agata ( F.)^ e del Co«-
generosame4ite soccorsero, e con decoro servatorio di s. Onofrio (f^.), delio Ca-
ospitarono in Roma, antico e pacifico sog- rolino dai munifico benefattore d. Carlo
giorno de'principi detronizzati: gli esem- Torlonia, come ancora del solennissimo
pi sono copiosissimi in questo ìmoDiiÀo- Oltavarioo Ottava (F.), che la sua con-
Ilario. Innocenzo III (/^) prese il pa- gregazione celebra tuttora in Roma per
trocinio d'ingelburga ripudiata dal ma- la festa dell'Epifania con Presepio (F.),
Augusto re di Francia;
rito Filippo il nella chiesa di s. Andrea della Valle dei
Clemente VII negò il divorzio a Enrico Teatini [y\ con indulgenze concesse da
Vili re ù' Inghilterra (f^-), colla regina Gregorio XVI nel 1 838, e da Pio IX nel
Caterina che difese; quanto fecero Papi i i85o. Vedasi U
Epifania del Signore,
coU'infelice Maria Stuarda regina di Sco- ec. per I oltavario che si celebra in Ro-

zia{/\), lo dissi in molli articoli. Gregorio ma dalla congregaziotie e dalla pia so-
V die le rendite di Comacchio e Ravenna cietà dell' Apostolato cattolico, 3.^ edi-
{!'.) per sostentamento della sfortuna- iione,Romai85i, ove si legge una breve
ta imperatrice Adelaide. Pio 11 , Paolo notizia su questo istituto. Il fondatore po-
11, Sisto IV ospitarono magnincameo- se la congregazione sotto la speciale pro-
te Caterina regina di Bosnia{P'.)j Sisto tezione e invocazione di Maria Vergine
IV anche Carlotta regina Cipro (/^.), di Immacolata Uegina degli Apostoli, per
della quale parlai pure nel voi. L,p. i5. la difesa, conservazione, propagazione e
Fecero altrettanto, Alessandro VÌI con accrescimento della pietà edella fede cat-
Cristina regina di Svezia {f^-\ che come tolica; per avvivare, fomentare e diffon-
le precedenti mori in Roma (ove nel 12 i3 dere in tutti i cuori il fuoco della carità,

pur mori Maria regina d'Aragona e fu acciò si verifichi ciò che narrasi de'primi
sepolta in s. Pietro); Alessandro Vili e fedeli, mnliitudinis credentiuni erat cor
Clemente XI, con M.' Casimira regina unum et anima una. Anche a mezzo del-
di Polonia {y.)j Clemente XI esucces- l'Apostolato cattolico, per illuminare coi
soricon M.' Clementina e suo maritoGia- missionari membri dell'istituto, della be-
comò 111 re (\' Inghilterra (^), i quali co- nefica luce del vangelo i popoli che si rav-
me tutte le precedenti furono tumulati volgono nelle tenebre dell'errore e dell'i-
nella Chiesa di s. Pietro (f^.)- Ne'ponli- dolatria. Gregorio XVI apprezzandone e
ficali di Pio VII e Leone Xilmorirouo ammirandone il santo scopo, e volendone
VCL. LVII.
5o REG REG
curare e/Ticaceniente il felice incremento, loro cuore la spada del dolore ; soccorse
dièalla congregazione de'preti nel 1 844 '^ all'umanità languente negli ospedali, nel-
chiesa e casa di s. Salvatore in Onda pres- le prigioni, ne'piìi abbietti tugurii; fu il

so Ponte Sisto (^".)j ove dico dove la de- padre degli orfani, il tutore delle vedove
scrissi. Questa chiesa e casa è ora il prin- e de'pupilli, il benefattore di lutti, e in
cipale ritiro delia congregazione , resi- tutte le guiseche per lui si potè; amò
denza del rettore generale della medesi- passionatamente poverelli, la sua carità
i

ma edella consulta generalizia, come pu- fu veramente proteiforme, volle sempre


re noviziato. La congregazione ingrandì, intorno a se i fanciulli e gl'ignorantelli
restaurò e abbellì tanto la chiesa, che la per ammaestrarli ne'pri mi rudimentidei-
•asa, e questa ridusse a ritiro, nella prima la fede, ne'doveri di cristiano e di buon
facendovi fìorire il cullo divino, avendola cittadino, sempre accarezzandoli, spesso
fornita di tutto assai decentemente. Pri- fornendoli di libri e d'altri attrezzi gio-
ma apparteneva ai conventuali, quale re- vevoli ai loro bisogni. Coltivò in partico-
sidenza del loro procuratore generale, on- lar modo i giovanetti, che si esercitano
de abitarono Rovere e Peretti, poi Si-
vi in alti di pietà e di religione nell'orato-
sto IV e Sisto V. Ivi fu sepolto in luogo rio della Dottrina cristiana in s. Maria
a parte con onorevole iscrizione il zelan- del Pianto, di cui fu direttore per molti
te e benemerito servodi Dio Pallotti, do- anni. Collaborò coi benemeriti della ro-
po che soavemente spirò nella propinqua mana gioventù i canonici Mucciolie San-
suddetta casa o ritiro il 22 gennaio 85o. 1 telli nelle così dette adunanze,oveiii mez-
Ebbe la consolazione di vedere che il san- zo ad onesti allettamenti presso la Chiesa
to e vasto suo concepimento, di accre- di s. Giorgio in P'elabro, nelle vacanze
scere e dilatare nel mondo universo la delle scuole e nelle feste, si danno all'ine-

cattolica leligione, andava prosperando sperta età lezioni di buona morale e di


pei due ritiri fondati in lioma e in Lea- sociali virtù. Molto fu propenso co'poveri
(Ira, che sono due fuochi centrali da cui
i artigianelli, che dopo materiali lavori
i

t'irradia a tutta la congregazione e pia della giornata vanno la sera a ricevere


locielù l'ardore del suo lodevole propo- il bene dell'istruzione intellettuale nelle
nimento, delle quali fu ancora il i." ret- Scuole notturne, coi fondatori beneme-
tore generale. Dice il suo biografo prof, riti delle quali il servo di Dio divise il

d. Salvatore Proja.» Non suderemo lun- pensiero, il dispendio e la flttica. Così a-


gi dui vero dove affermassi, che anche doperondo colla gioventù dell'infìmo or-
l'immensa e benedetta opera (la Propa- dine, non trascurò quella de'più elevati,
gazione della Fede, fedi), con cui si soc- e pochi sono in Roma conservatorii e i

corre con ispontnnce limo&ine alle mis- convitti delle suore, ed collegi educatori
i

tioni cattoliche oltre i confini de'mari, in- di giovani di nobile o civil condizione,
signe monumento della vera civiltà dei a'quali egli non intervenisse direttore di
tempi nostri, nacque come da un grano coscienze oconsigliereamorosodi miglior
di senapa gittato da lui nel cuore di pie- disciplina. Così eloquentemente parla di
tosa donna. Ma se ne abbia pur questa questo decoro, ornamento e modello del
il vanto, che fecondò il prezioso germe, clero romano, il nominato degnosuo bio-
eia industreecaltolica Lione,chc il creb- grafo, ammiratore e tenero amico, nel t.
be iroiiurata pianta. " Ricondusse in i 7 ùaW Àlbum, giornale letterario di Ro-
mille famiglie la domestica pace, e spen- ma, dichiarando altresì il bel
nel n.°i3,
se odii inlìnìti da private oHcse cagionati complesso delle altre virtìi che facevono
o dn civili discordici accolse sospiri e i splendida corona alla viva fede religio-
Itflagiime dc^li alili (li, e spello trasse dal sa, edificante pietà, che renderanno sem-
REG REG 5i
preallamenle commendevole l'illuslrecl. cenzo sottopose suo religioso conce-
il

Vince?izo Palloni; insieme rilevando i pimento dell'opera all'esame e appro-


.singolari pregi della mente e di sua pro- vazione di valenti teologi e cospicui let-
fonda doUrina, segnatamente nelle teo- terati, di moltissimi superiori generali di

logiche e morali discipline. Quanto ne ordini regolari e parrochi di Roma, non


fosse pianta e deplorala la perdita da o- diedi o cardinali, riportandone da tut-
I

gni condizione e classe di persone, non ti amplissime testimonianze di adesione,

meuocheda' suoi ottimi ecclesiastici com- di lode, di prosperi auguri, per cui 4'
pagni, che gli celebrarono solenni eseriuie ordini e congregazioni religiose conces-
con funebre orazione, lo si legge ancora sero alla pia società ed ai cooperatori al-
1 9 del Giornale
nel n." di Roma del 1 85o. le opere di essa la partecipazione di tulli
Alirando d. Vincenzo lo stato lagri- i loro beni spirituali comunicabili. Gre-
mevole del nostro secolo in materia di gorio XVI col bali Candida affidarono
religione, pei santi fini che dichiarai, cosi alla congregazione la cura spiritualedel-
ispirato da Dio, diede principio ad un'o- l'ospedale militare, quando il Papa lo col-

pera sì santa e sì vantaggiosa alleanime, locò nel locale da lui dato a Ponte Sisto
coir istituire nel i835 presso la Chiesa all'ordine Gerowliniilano (f^.), rirapet-
dello Spirilo santo de' napolelani{P^.),ìa to alla chiesa e ritiro della congregazio-
Pia socielà che chiamò deli' y4 postola lo ne; quindi Gregorio XVI gliela confer-
cattolico per esprimere con tal nome la mò allorché restituì 1' ospedale nel fab-
speciale venerazione, servitù e sommis- bricato incontro quello di s. Spirito e a
sione che tale istituto professa e promuo- questo appartenente: con zelo e carità
ve verso il supremo Apostolato dellaChie- corrispose la congregazione, fino all'in-

sa di Gesù Cristo che risiede nel romano felice epoca dell'ultima repubblica del
Pontefice e ne'vescovi, non che*il nobi- i849> sebbene i suoi membri tuttora la
lissimo fine a cui è diretta. L'istituto non frequentino pegli aiuti di carila, cristia-

si limita né a luogo, ne a tempo, ed ab- na. Il regnante Pio IX nel 184O conces-
braccia tutte le persone d'ogni stalo, ses- se all' istituto di amministrare in ogni
so, grado e condizione, le quali unite in- tempo sagramenti a quei della congrega»
i

sieme col vincolo della carità attendono zione o che convivono ne'loro ritiri, conte
alla propria santificazione, e ad eserci- di celebrare nelle proprie chiese i loro fu-
tare con più perfezione quell'apostolato nerali e seppellirli, «fi instar regularium.
che Dio ha commesso ad ognuno. A'i4 Inoltre Pio IX nel 847 col breve Qttuni
1

oprile 1 835 il servo di Dio cardinal Car- in agro, confermò alla congregazione la
lo Odescalchi (^.), vicario di Roma, ap- chiesa e casa di s. Salvatore in Onda, con
provò con ogni benedizione la pia socie- l'obbligo annuo d'un cereo di 3 libbre
tà, quindi per suo mezzo a' 4 luglio Gre- 1 al procurator generale de'convenluali;
gorio XVI la confermò e compartì mille accordò a'sacerdoti diverse facoltà spiri-
benedizioni alla medesima,econ lei a qua- tuali, confermò loro i tesori spirituali go-
lunque opera di pielà e di zelo cui sia duti dagli ordini regolari, e dalle confra-
per dedicarsi. A' 17 luglio i836 il car- ternite e pie istituzioni già esistenti nella
dinal Lambruschini segretario di stalo, Chiesa di Dio, da parteciparsi dalle so-
in nome dello stesso Papa, di proprio pu> congregazione e dalla pia so-
relle della
gno spiegò il titolo e la natura della pia cietà; come pure
alla congregazione dei
società, sotto l'assoluta dipendenza della preti comunicò privilegi de'medesimi
i

5. Sede, promettendole cooperazione, in- oi'd'm'ì, servalis servandis: di piùnel 1 84»^


coraggimento e sostegno.In seguito il sag- col breve Ecclesiaslicorum Societates ,

gio, umile e prudente foudutore d. Viu- auloiizzò gì' individui delia congregazio-
52 REG REG
ne di potei*$i ordinare a titolo di mis- rendersi più utili alla congregazione, fan-
sione. L'istituto è in incremento e si di- no nelle mani del confessore anche il vo-
vide in 3 classi. La i.'ch'è come il cen- to di ca%\^\\Àx ad tempns, e ad nutuni del
tro da cui le altre dipendono, e che le rettore. Essi aiutano i sacerdoti nelle o-
promuove, le anima e ledirige ambedue, pere dell'istituto, facendo i loro uHici se-
si compone della Congregazione, di preti condo l'ubbidienza de'siipcriori, coope-
secolari, efratellicoadintoridelV Aposto- rando alla congregazione colle fatiche, o-
lato cattolico, i quali vivono riuniti nei razioni ed esercizi virtuosi; dovendoque-
ritiri in vita comune perfetta e sotto la sta congregazione pel suo fine esserenel-
regola lasciata loro dal fondatore. Il ve- la Chiesa come un punto di mezzo tra il
stilo è conforme a quello de' preti seco- clero secolare e regolare, adattandosi al-
lari, adattandosi anche in questo ai paesi le circostanze de'tempi e de' luoghi nei
dove si trovano. preti vestono la sotta-
I quali ha da diffondersi. La 2.^ classe del-
na di panno, chiamata anche ziminarra, l'istituto è composta della Congregazio-
con pellegrina e mezze maniche aperte, ne delle sorelle dell'Apostolato cattolico^
con fascia di lana senza fiocchi, e collare, le quali osservano la' medesima regola dei
cappello, e ferraiolo di panno odi scotto sacerdoti, in quanto conviene allo stato
secondo i tempi, come i preti romani, loro, e vivono anch'esse in comunità nei
berretta senza flocco e tutto nero. I chie- propri ritiri, ad alcuni de'qùali sono an-
rici e novizi non portano la pellegrina; nesse le pie case di carità erette per ac-
i fratelli coadiutori vestono dell'istessa cogliervi le giovinette povere, abbando-
maniera, ma più corto, senza collare, e nate e pericolanti, e però che
le sorelle

senza code o penduli nella fascia. I sacer- abitano in tali ritiri si occupano per pro-
doti si occupano in tutte le opere del sa- prio istituto anche nella educazione sì ci-

gro ministero, nelle quali si spera che vi vile,che religiosa delle dette giovanette,
sia il magg,ior servizio di Dio e aiuto del- come pure delle giovanette esterne, al-
le anime^ ed anche nelle altre opere di le quali fanno scuola ne' medesimi riti-
carità e di zelo compatibili coll'istituto, ri, ed alla istruzione e conversione delle
principalmente nel dar missioni in qua- persone del loro sesso. Uno di questi ri-

lunque parie del mondo, ed esercìzi spi- tiri, a cui è annessa la pia casa di carità,
rituali ad ogni classe di persone, dirigere è il suddetto Conservatorio di Borgo s.
i seminari e collegi di missione eretti nei «^g'rt/rt, altro è prossimo ad aprirsi in Vel-
loro ritiri, convocare in essi la conferen* letri, insieme con un ritiro de'preli del-

za degli ecclesiastici, ec. Gli obblighi poi l'istessa congregazione. Il vestito ilelie so-
ai quali ciascun individuo della congre- relle è quello delle terziarie francescane.
gazione si astringe nella solenne consa- Finalmente la 3.' classe dell'istituto è la
gruzione o oflerta a Dio (non per voli, Pia società dell'Apostolato cattolico, che
che sono in libertà di ciascuno il farli o ritiene il primitivo titolo di tutto l'isti-
non farli, ma in virtù del contratto che tuto, formata d'ogni
di tutti que'fedeli
ti fa colla congregazione),
7 pro- sono le sesso, i>tato, grado e condizione, che in
mette: cioè di povertà; vita comune per- qual unque modo, o colle opere personali
fetta; rinunzia alle dignità e ai benefìzi gratuite, o colle oblazioni spontanee, o al-
fuori della congregazione; castità; ubbi- meno colle preghiere cooperano (ciascu-
dienza; perteverauza nella cungregazio* no secondo la propria possibilità) al fine

ne; di promuovere in ixpecial modo la indicato della pia istituzione. La Pia so-
venerazione de'miitcri della s«. Trinità, cietà è già diflu.sn in tutte le parti del
della Itrdfuzione, e la divozione ilella 1). mondo, avendo spedito molti de'niissio-
Vergine. 1 fralelli coadiuluri però, per iiari tuulo uclU re^ioui culioliche, che
REG REG 53
nelle parli degliereliciedegrinfedeli. Ad ne, medaglie, crocefissi e altre sagre im-
essa si sono ascrilte mediante pagelle di magini. 5.° Di sovvenire ai bisogni tem-
aggregazione, molte migliaia di persone porali de'poveri d'arabo i sessi e degl'in-

d'ogni ceto, anche facenti parte di corpo- fermi, con denaro, vestiarioe commesti-
razioni morali, fra'quali non pochi car- bili, come fece segnatamente nella pesti-
dinali, vescovi, prelati, principi, e altri il- lenza del 887. 6.°D'aprirescuolegratuite
I

lustri personaggi ec; io uno a diversi mo- perla gioveivtìi de'due sessi, per l'istruzio-
nasteri e conventi di regolari de'due ses- ne ci vi le e religiosa, sia fra'dattulìci ohe nei
si, come di collegi, conservatorii e altri paesi acattolici, onde opporsi alle scuole

luoghi pii. In questa società tengono il protestanti istituite per danneggiare il

primo luogo gli ecclesiastici secolari e re- cattolicismo; avendo in Roma fondato
golari, i quali uniti in sagra lega di emu- 3 scuole notturne e una pia congregazio-
lalrice carità e zelo, coi sacerdoti della ne per la santificazione delle feste. 7.° Di
congregazione si prestano nelle opere del- visitare e soccorrere malati negli ospe- i

l'apostolico ministero. Tutte le classi del- dali, i detenuti nelle prigioni. 8." Di da-
l'istituto, comprese le pie case di carità re le missioni e gli esercizi spirituali ad
annesse a'ritiri delle monache, sono sotto ogni classe di persone, che è proprio il

l'immediata dipendenza e diretione dei tanto de' membri della congregazione,


superiori della congregazione de'sact*rdo« quanto de'sacerdoti ascritti alla pia so-
ti e fratelli coadiutori, salva sempre la de- cietà. c).°Dì promuovere l'erezione di ca-
bita soggezione agli ordinari, in ciò che non se per detti esercizi pei giovanetti e gio-
s'opponealle proprie regole e costitu/Joni. vallette di i.' comunione separatamen-
Fra le molle opere di sagro ministe- te, pei coniugandi e pei coniugati^ assi-

ro, e di carità e misericordia spiritua- stendo a quelli delle donne le sorelle del-
le e corporale a vantaggio de' prossimi, la congregazione. Il fondatore vietò ai ri*

nelle quali si occupa 1' istituto per con- tu'i de'preti, e alle sorelle della congre-
seguire il fine che è proposto, quelle
si gazione dì possedere, ma mantenersi col-
che esercita la congregazione de'sacerdo- le oblazioni de'fedeli mensili e annue, o
li unitamente alla pia società, sono: i.° di qualunque sorte. Dispose che le pro-

Di fondare pie case di carità. a.°Di ce- prietà e i beni stabili, che a qualunque
lebrare l'otta vario dell'Epifania, il quale classe dell'istituto venissero dati dalla, ge-
ebbe principio nel i83G nella chiesa del- nerosità de' benefattori, inclusi vamente
loSpirito santo, indi in altre chiese di Ro- ai pii legali, spettassero all'intiero corpo
ma, come di s. Carlo al Corso e di s. Sil- della Congregazione e della Piasocietà^
vestro in Capite, stabilendosi in quella per erogarsi nelle opere proprie dell'isti-

Andrea nel 1841; in S.Carlo vi pre-


-dì s. luto, e che ne fosse amministratore il
dicò due volte il cardinal Odescalchi,ia rettore generale e sua consulta, la quale
s. Andrea Fio IX, lo che accennai nel voi. deputa rettori de'ritiri de' preti e delle
i

LUI, p. 190. 3." Di provvedere ai biso- sorelle, acciò per se o per loro procura-
gni delle missioni ne' luoghi suindicati, tore ne facciano amministrare i beni dal
siccome ha sempre eseguito, eziandio con proprio sindaco. I soggetti della congre-
soccorrerledi denaro, di arredi, vasi e pa- gazione possono ritenere le proprietà dei
ramenti sagri, d'immagini divote, di re- loro beni e testarne, lasciando al superio-
lìquie, di libri spirituali in diversi idio- re la cura di farli amministrare, e d'im-
mi, anche nell'Arabia, Persia, Oceania e piegarne le rendite, non per uso proprio,
altre parti del mondo. 4'° Dì promuove- ma solo per opere pie; e devono mettere
re la pietà e divozione colla continua di- in comune ciò che ricevono dopo la con-
ittribuzione di buoni libri, abitini, coro- sagiazìone. Tulle le 3 classi dell'istilulo
-

54 REG REG
godonodi tutti i tesori spirituali summeo- il versetto col quale s. Gregorio I rispose
tovali, e approvati dalla benignità pon- agli Angeli; e XXXIX, p. i 3, 1
4 ed altro-
benemerenze di questo isti-
tificia. Fi-a le ve. P^. Antifona, Alleluja, Regina, ed
tuto, aggiungerò, che promosse con suc- il p. Antonio de Macedo: Divi Tutelares

cesso l'associazione all'elemosine per la Orbis Chrislianif Lisbona 1689. Nel voi.
pia opera della Propagazione della fede^ X,p. 5i, parlando delle monache di Re-
come l'istituzione de'consigli parrocchia- gina Coeli, corressi l'errore per cui si cre-
li che dieronó ottimi risultati. L'istituto dono cosi chiamate. All'aurora, al mez-
dell' Apostolato cattolico è in incremen- zodì e alle ore 1^, al segno delle campa-
to.La congregazione nel suo noviziato ne delle chiese, con indulgenze si recita
va formando giovani nello spirito e nel-
i la preghiera detta V Angelus Domini o
la scienza per le opere di carità e di ze- Ave Maria [F.) inginocchioni, e in pie-
lo, e per lenuove fondazioni che sono di tutte le domeniche incominciando dai
richieste in più luoghi. In Londra la stes- primi vesperi cioè dalla sera del sabbato
sa congregazione per mezzo del suo ze- per disposizione di Benedetto XIV, il qua-
lante sacerdote d. Raffaele Melia roma- le ordinò che invece A&W Angelus Domini

no, va edificando annessa a un suo riti- nel tempo pasquale si recitasse l'antifona
ro una chiesa centrale a beneficio spe- Regina Coeli e stando in piedi, cioè dal
cialmente degl'italiani, sotto l'invocazio- mezzocfidel sabbato santo a tutto il mez-
ne di s. Pietro principe degli apostoli, zodì del sabbato innanzi la festa della ss.

concorrendovi con liraosine vari principi Ti'inità; ne parlai ancora nel voi. XXXI,
e il Papa che regna, il quale unitameule p.6r, ed in altri analoghi luoghi. Nella
ad ampie facoltà, le ha imposto tal nome. Raccolta delle indulgenze concesse dai
REGINA COELILAETARE ALLE- Papi si avverte: i.°Che le persone religio-
LUIA. Antifona chiamata degli Angeli, sed'ambo sessi e altre che vivono in co-
i

perchè cantata dai cori degli Angeli sul munità, non potendo dire V Angelus Do-
Ponte s. Angelo (F.) di Roma, per sa- mini o la Regina Coeli al suono della

lutare le immagini della B. Vergine (a campana, perchè in tali ore sono impie-
pBEDicATORi parlando delle domenicane gate in qualche esercizio prescritto dalle
de'ss. Domenico e Sisto, dissi che si vuole rispettive regole o costituzioni, potranno
compresa anchequella di detta chiesa) che acquistare le indulgenze,se subito termi-
si venerano nella Chiesa di s. Maria /Mag- nato tale loro esercizio^ reciteranno 1'.^/!-
giore {f^.), e nella Chiesa di s. Maria gelus Domini o la Regina Codi, come
d'Araceli (^.)j portale da s. Gregorio I dichiarò Benedetto XIII. 2.° Che i fedeli

in processione per la pestilenza, onde a tutti trovandosi in luoghi, dove manca


Tpndola adottata la Chiesa nel tempo pa- il suono della campana, potrannoacquì-
Sfjuale, cioè dal sabbato santosino al vo- stare le indulgenze, se circa le ore deter-
spero del sabbato precedente la domeni- minate l'ecileratuio secondo la diversità
ca della ss. Trinità, nella processione del- de'tcmpi V Angelus Domini o la Regina
ie Litanie maggiori, allorché il clero se- Cof//, come dichiarò Pio VI. Le principa-
colare e regolare di Roma celebra quella li indulgenze le concesse BenedettoXIlf,
dalla chiesa di s. Marco a quella di s. Pie- e le confermarono i successori, col breve
tro, quando il capitolo di s. Maria Mag- uni vei'sale e perpetuo, Jnjunctn iV(;)/;/>,dei

giore, ed minori csscrvanti d'Araceli so-


i 1 4'«etlembre 1
7-«4, Ridi. Rom. t. 1
?., par.
no arrivati sul detto Ponte, per memo- a,p. 35(ì. Esse consistono, ncH'itidiilgen-
ria dell'accaduto ivi contano l'antifona za plenaria e remissione di lutti i peccati
ftegina Coe/i. Di lutto trattai ne'vol. XII, una volta al mese in un giorno, in cui i

p.(jr)ei li», ove ri|H;rtai tutta l'antifona e fcdcliconf(:ssiitie comunicati pregimi an-

REG REG 5%
Papa. /'.
no per la s. Chiesa, per la conservazione pontificie funzioni assistevano il

dei Papa, pace e concordia tra'principi RiOMi DI Roma, Primicero, Pbotoschimia*


cristiani, ec; e l'indulgenza di giorni i oo RIO.

ogni volta, che veramente pentiti reci- REGIONARIO, r. Rbgiowe.


teranno V Angelus Domini o la Regina REGIO EXEQUATUR,P/^c//«f7i re-
Coeli, giani. Abusivo riconoscimento, esame di
REGINALDO, Cardinale. Nato nel- pretesa Regalia (P^.) della podeslìx laica-
r Umbria e abbracciato l' istituto di s. le, quasi per autorizzare la pubblicazio-
Francesco Bonifacio Vili nel 1298 lo
,
ne, l'esecuzione e T effetto delle provvi-
fece lettore dclpalazzo apostolico, grado denze religiose ed ecclesiastiche de' Papi,
divenuto vacante per promozione al
la alle loro Bolle, Brevi, Lettere e Rescrit-

cardinalato di Gentile Partine (/'^.); non ti [f^.y Questo f itale uso presso alcuni
lo creò arci vescovo di Rohan, bensì a'i5 stati del regio excquatur , per la sem-
dicembre iSo-ì cardinale di s. Chiesa. plice visura, senza porre segno o far or-
REGINERIO, Cardinale. Dell'ordi- dine esecutorio riguardo all' esecuzione
ne de'diaconi, sottoscrisse il privilegio a de', pontificii diplomi, essendo destituito
favore della patriarcale di Grado, di Gio- d'ogni diritto e di ogni ragione, siccome
vanni XIX detto XX del 1024. derivato dal grande scisma d' occidente
REGIONE, Regio, Finis, Plaga, Tra- (come dai scismi derivò l'Esclusiva, Ve-
ctiis. Contrada, provincia, banda, paese. di),qual misura di precauzione, fu sem-
Essa in riguardo al cielo, significa le 4 pre dai Papi condannato e riprovato con
parti cardinali del ttiondo,chechiamansi gravissime censure, come dichiarò e dot-
plaghe. Trattandosi della terra la parola tamente provò, contro Quesnello, Van-
regione dir vuole una grande estensione Espen e simili avversi alla s. Sede, il dot-
di terra, abitata da molti popoli confi- to mg.* Fontanini, anonimo autore delle
nanti, ma sotto uno stesso dominio. Una Ragioni della sede apostolica nelle pre-
gran regione divfdesi in altre più piccole senti controversie colla corte di Torino,
ili riguardo ai suoi popoli, dividendosi 1782, t. I, par. 2, capii, i, capo 2, Del
anche le piccole regioni in altre ancora regio exequatiir. Fontanini dichiara il

che compongono un popolo, e che chia- regio exequa tur pregiudizievole e con-
n)ansi paesi. Una regione si divide in al- trario air ubbidienza, che deve ogni fe-

ta e bassa rispetto ai fiumi, al mare ed dele e ogni principe, per grande che sia,

allemontagne. Nella topografia la parola al vicario di Gesù Cristo, e che prodotto


regione fu in uso per significare i diversi e originato dallo scisma a null'altro ten-
quartieri delle città, molte essendo divise de che alla sua prima causa, cioè a ren'
in regioni o Augusto divise Roma
rioni. dere aliena e straniera negli stali tempo-

in i4 regioni, ed il Papa s. Clemente I la rali de' principi l'autorità e podestà del


ripartì io 7 regioni ecclesiastiche, e ad o- Papa. Dal benedettino Zahvein nel 1.
1,
gnuna assegnò un Notaro [f^.) regiona- p.377 del Jus ecclesiastico, viene chia-
rio; s. Fabiano vi aggiunse un Suddia- mato il Regio exequatur Placito regio,
cono (^.) regionario, ed un cardinale dia partode'polilici e ritrovato degli adula-
cono regionario, "di che trattai aDuco- tori «le'principi nemici della sede aposto-
NiE cardinalizie; indi alle regioni furo- lica. Rinaldi all'anno 84B, n.° 1 3, nari^
1 1

no aggiunti i Difensori della chiesa ro- che Neoraenio posto da Carlo il Calvo al
mana [f^.),deU\ anche difensori regione governo della Bretagna minore, avendo
rf: di lutti questi regionari, loro impor- convertito il reggimento di essa in cru-

tanti uffizi e distinte prerogative, parlai delissima tirannia, spogliando i sudditi


ai citati articoli, ed intervenendo alle de'beni loro e uccidendoli . scacciando i
I

?6 REG REG
vescovi dalle chiese (come raccontai nel Lo scisma orribile e lunghissimo inco-
conci io di/Je</o«, A-W/), profanando e di-
1 minciato verso secoloXIVdiè
la finedel
struggendo i luoghi sagri, e usurpandosi la prima occasione e originea diversi fatali
le possessioni loro, s. Leone IV l'ammo- abusi ed eziandio all'abuso del Regio exe-
nì con un'epistola, ma
im- inutilmente : (juatur o Placito regio, i\ verso da Placito
i I

perocché l'arrogante e superbissimo uo- l^f.) giudizio pubblico de'secoli di mezzo,


mo, mettendola per niente e avvilendo- al quale articolo dimostrai contro le al-

la, neppur degnò di riceverla. Di che ra- trui deduzioni, che quelli tenuti ne'do-
dunandosi 22 vescovi in Tours in sino- minii della romana chiesa, furono per-
dojfortemente lo ripresero, massimamen- messi dai Papi con podestà delegatizia,
te per cosiffatto disprezzo della sede apo- senza veruna lesione di loro piena e as-
stolica, e minacciarono di scomunicarlo, soluta sovranità, dichiarando in che con-
con questa lettera sinodale. "Bastavano sistesse l'awocazia, protezione e difesa
questi per tua perdizione; ma tu a cu- degl'imperatori e re su Roma e sulle
mulo de'mali accresciuta hai la temeri- terre della s. Sede. Clemente V avendo
tà, e offeso tutto il cristianesimo, mentre stabilito la residenza pontifìcia in Fran-
che hai avuto poco a pregio e dispettato cia, dimoro in Avignone (^.), ed altret-
l'apostolico successore di s. Pietro, a cui tanto fecero 6 successori, l'ultimo de'qua-
Iddio lia dato W Primato [f^.)iu tutta la Gregorio XI la restituì in Roma. JN'el
li

terra. mperciocchè richiedendolo tu, che


1 1878 per sua morte fu eletto Urbano
li scrivesse nel suo libro e volesse per te FI{V.), contro il quale insorsero diversi
pregare la divina clemenza e promet- ,
cardinali e crearono l'antipapa Clemente
tendoti pur egli con sue lettere di farlo, f^JI, che portandosi in Avignone vi sos-

sìveramente, che si fossero da te porte tenne una cattedra di pestilenza, ed ebbe


orecchie alle sue ammonizioni, tu non a successore l'antipapa Beneiletlo XIII.
pure non facesti nulla delle cose da es- Come i Papi in Roma crearono i cardi-
so ingiunteli, anzi né anche ne ricevesti nali, gli antipapi in Avignone fecero an-
le lettere; e perchè non volevi por fine ticardinali. Osserva Novaes nella Storia
n' tuoi eccessi, non temesti il buono am- di Clemente XI, n° 112, che Urbano V
monitore. In lui dunque hai offeso gli a- nel lagrimevole scisma, vedendo ingan-
postoli, il principe de'quali è Pietro; tu nate diverse nazioni, che riconoscevano
hai offeso i vescovi, li quali già regnano per Papa il falso Clemente VII, onde
con Dio in cielo, e risplendono in terra preservare dalle sue astuzie e intrusioni
con miracoli ; e hai offeso noi altri anco- quelle chea lui obbedivano, stimò provf
ra, li quali avvenga che non abbiamo il villo consiglio e necessaria avvertenza di
loro merito, possediamo per grazia di raccomandare a'vescovi, che prima di da-

Dio, l'islesso uffizio". Soggiunge Io stes- re esecuzione nelle loro città e diocesi
so Rinaldi. » Odano queste cose quegli alle bolle pontificie, esaminassero con di-
che ritengono le lettere apostoliche, e sot- ligenza se dal vero Ponlefìce proveniva-
to qunUisia colore impediscono l'esecu- no, in tanta perturbazione di tempi, ri-

zione loro. E quindi per simili compren- movendo così gli scandali, die in alcune
dano la gravezza del peccalo commesso parti nascevano dall'cs'ccuzione di diver-
sìda essi, e kì da coloro, li quali difendo- se lettere dell' antipapi). Per cui alcuni
no nc'pìì principi ciò, clic tunto detesta- vescovi per tale concessione stabilirono
no qiKr' padri eziandio in un tiranno ". una forma consuetudine, ordinando nei
Mn non indugiò In divina vondulln so- loro statuii provinciali o sinodali clic niu-
pra l'empio Meomcnio, clic percorso dal- no eseguisse le Icllere apostoliche, senon
I angelo morì. dopo che fosìic stalo du loro ullcnulo il
I

REG REG 57
fidimus sai Placet. Lo slesso fecero i vano l'ubbidienza di uno di essi, o legit-
principi so viani,affìriclièi popoli loro sog- timo o spurio che si fosse, affinchè ne'Io-
getti non (ossero sorpresi e ingannati dal- ro stati non si eseguissero le provvisioni
l'antipapa, e questo si osservò per lutto dell'altro, ch'essi non riconoscevano co-
il tempo che (lino lo scisma, con munire me vero successore di s. Pietro, ordina-
le lettere e bolle legittime del visto o Pia- rono che le lettere le quali portavano il

(ilo regio o consenso regio, colle formo- nome della sede apostolica, non si potes-
le Placet, FiiUinuSy ed Exequatur. E- sero pubblicare, se non fossero prima ri-
stinlo lo scisma, tornò in vigore l'uso an- vedute da'Ioro ministri, per riconoscere
tico, e perciò Carlo VII re di Francia nel di qual Papa si fossero, e non si prestas-
1424 ordmò , clie il rom.'mo Pontefice se ne'Ioro stati ubbidienza verso un Pon-
usasse liberamente per 1' avvenire della tefice, ch'essi giudicavano non doversi ri-

sua piena e indipentlenle autorità, come conoscere per tale. A ciò si aggiunse, che
alFerma Carlo Fevret, nel Trnité de l' n- nella Francia particolarmente, dove si
IntSy jil). r, cap. 4,0 Trattato degli abusi ri^giarono Clemente VII e Benedetto
edel verosoggettodelleappellazionicpia- XIII antipapi, questi per aver seguaci non
lificate col nome d' abuso j opera non tanto dispensavano, quanto dissipavano
buona, di cui si hanno diverse edizioni, le grazie, aggravando gli ecclesiastici e il

anche colle note del canonista Gibert ^ clero di annate, di |)ensioni e di sussidi
di Brunet vi fu altres'i aggiunto il trat-
: straordinari che loro sovente imponeva-
tato d' A ntonio Dadm, Ecclesia sticae ju- no, sicché del pseudo Clemente VII rac-
rìsdictionis vindiciae. 11 celebre citato conta Clemangio, Decorrupt. eccles. stat.
Fontanini, ecco come racconta l'origine cap. "xj, ch'essendo in Francia ricono-
e le cause per le quali incominciarono i sciuto per Papa, operava ivi quasi da ser-
principi a volere che non potessero ese- vo de'servi de'signori di quel regno, e che
guirsi ne'Ioro slati le lettere e provvedi- lutto il clero era in guisa tale soggetto
menti del Papa, senza la visura e bene- alla disposizione de' magistrati secolari,
placito loro o de' loro ministri, il fatale che ciascuno di questi era stimato più
scisma che incomincialo sotto Urbano V Papa che il Papa medesimo. Persilliitte
lacerò per tanto tempo la Chiesa di Dio, cause il clero gallicano adunatosi in Pa-
diede la prima occasione a questo ed a mol- rigi nel I
399 e toltosi dall'ubbidienza tan-
ti altri abusi, per cui rimane oncor pallida to del vero e legittimo BonifacioIX Pon-
e scolorita la bella faccia della sposa di Ge- teficeromano, quanto dell'antipapa Be-
sù Cristo. Imperocché divisi in diverse nedetto XIII d' Avignone, si fece lecito
ubbidienze i principi cristiani, secondo il decretare, che non si dasse più esecuzio-
numero de'Papi, che ora i\ue e ora tre ne alle lettere espellative né dell'uno né
(a Urbano VI successero, Bonifacio IX, perché servivano a molto fo-
dell'altro,
Jnnqcenzo FIIq Gregorio XH, contro mentare il lamentabile scisma. Quindi
ilquale fu eletto Alessandro , men- V ad istanza e ricorso del medesimo clero
tre viveva Benedetto XIII; quindi ad A.- maltrattato e aggravato dai suddetti an-
lessandro V fu dato in successore Gio- tipapi USCI la I.' volta un'ordinazione di
vanni XXI II, onde si rinnovò la mostruo- re Carlo VI, culla quale fu vietala l'ese-
sità di vedere ad un tempo due Papi e cuzione de' rescritti, mandati e bolle che
y\n antipapa con tìbbidienze laonde i , i Papi potessero dare in avvenire in pre-
ledeli non sapevano più ormai a chi ub- giudizio delle libertà e franchigie di cui
bidire e chi venerare per vero Papa ) si godeva la chiesa Gallicana {f^.). Qua-
videro infelicemente in quel tempo di stoordinamenlo diede luogo a' primi in^
coufusioQc. Alcuni de'principi che lene- traprendimeDli de'regi oliìzìali sopra ia
58 REG REG
giurisdizione ecclesiastica. Nel medesimo nislrare la forza militare se richiesti per
tempo e durando il deplorabile scisma, farle eseguire e punire i renitenti. Ma piut-
benché l'Inghilterra ubbidisse al vero Pa- tosto nel i56i, per assicurarsi che non
pa Bonifacio IX, nondimeno nel parla- fosse provveduta di alcuna chiesa qual-
mento del iSpi, fra le molte altre cose che persona nemica o sospetta, o non fos-
fuor di misura offensive della libertà e se fatto alcun provvedimento pregiudi-
giurisdizione ecclesiastica, fu determina- zievole alla regia autorità di Filippo II,
to che nel regno niuno fosse scomunica- i ministri cominciarono a voler esami-
to con autorilù pontifìcia, né si potesse nare e riveder le bolle apostoliche prima
ivi eseguire alcun mandato di Roma. Co- che si eseguissero, perla prammatica pro-
sì pure in Portogallo all'epoca dello stes- mulgata dal viceré duca d'Alcalà, perciò
so scisma, e pel motivQ che non si avesse pubblicamente scomunicato da s. Pio V
in quel regno ad ubbidire se non che al nel 567 e poi assolto. Siccome però il la
1 •

legittimo Papa, e non si eseguissero bre- grimevole scisma d'Avignone avea dato
rescritti, bolle e lettere false che ve-
•vi, origine e causa a questo abuso, espresso
nivano da Roma, fu introdotto il costu- allora dalla necessità, e reso talvolta tol-
me che fossero prima vedute ed esami- lerabile dalle calamità di que'tempi, cosi
nate dal cancelliere maggiore, e quelle fu pure ragionevole e giusto, che estinto
che trovava essere vere e direttamente il medesimo scisma nel concilio di Co-
spedile, dava licenza che si pubblicassero stanza nel 1 7 colla elezione di Martino
4 (

e che avessero esecuzione, non dovendosi V, non più oltre durar dovesse, siccome
ubbidire in quel tempo di scisma che al pratica da non potersi tollerare senza gra-
padresantodi Roma. Efinalmente quan- ve ingiuria e pregiudizio della s. Sede;
do lo scisma era nel suo maggior fervore il Papa nell'istesso concilio e con espressa

nel i4o8, Martino I re di Sicilia, nel por- approvazione del medesimo, rivocò, cas-
tarsi nell'altro regnò d'Aragona, ordinò sò e annullò la pi'cdetta concessione di
al consiglio di stare attenti, che nessuna Urbano VI, e qualunque statuto sopra
bolla o lettera di Papa o di nitri principi ciò fatto, volendo e decretando, che gli

o comitati, non si debba aprire o leggere esecutori dati nelle leltereapostoliche do-
prima che venga in potere delia regina vessero e potessero liberamente eseguirle
vicaria del regno o suo consiglio, e dopo senza il f^idìnius seu Place tj licenza o
per ordine della regina si farà quello che assenso di qualsivoglia prelato, sotto pe-
prescriverà. Quanto a Napoli gli stessi na di sospensione per 3 mesi dall'eserci-
difensori del regio exeqnalur danno alla zio della giurisdizione ecclesiastica, con-
di lui introduzione più fresca origine, fa- tro quelli che ardissero di attentare cosa
cendone ."autore Ferdinando I d'Arago-
I alcuna in contrario, come dilTusamentc
na nel 1473, tocche non può ammettersi, si legge nella sua bolla Quod antidola
anche pel disposto di Pio II nella bolla morbiSy de'3o aprile i4i^> Sali. Rom.
colla t]uale nel 1 458 lo avea investito del t. 4^7- Avverte Fontanini,
3, par. 2, p.
regno, sulla piena esecuzione delle let- che l'indulto di Ui-bano VI era stato già
tere opostolichc d'ogni genere rimosso rivocalo e annullato dal suo immediato
qualiin(|iic impedimento; quindi Giulio successore Bonifacio IX, come viene ri-

Il nella bolla d'investitura del regno per feritoda Leone X nella bolla In supre-
Ferdinando V re di Spagna, tra le altre mo, del i." marzo i5jg, Bull. cit. t. 3,
cote preicritse, che i ministri regi doves- par. 3, p. 465i. Nello stesso pontificato
sero latciore del tutto libera e indipen- di Martino V, Carlo VII re di Francia
dente l'cMcuzione di tutte le provvisioni ordinò che il Papa usasse nel regno della
•poitoliche, «Dii «ieno teouli a sumiui- sua potestà, come già notai; so non che
REG REG 59
dipoi fu autore della famosa Prammati- nee, per vedere se vere o false. Alessan-
ca sanzione [F.), allra piaga della Chiesa. dro VI mosso dulia congruenza della ri-
A Portogallo dissi come re Giovan- chiesta, ordinò con sua bolla che non si
ni H ancora conservasse il regio tXequa' potessero pubblicare queste lettere d'in-
tur, per cui Sisto IV lo ammonì ad an- dulgenze, se non erano prima esaminate
nullarlo e abolir l'invalsa consuetudine dagli ordinari del luogo, dal nunzio pon-
di esaminar le lettere pontificie, secondo tificio e dal cappellano niaggiore del re,
il costume introdotto a tempo dello sci- i quali conoscendo essere quelle legitti-
sma ; ciò che egualmente mal soffrendo me e immuni da ogni sospetto, dovessero
il successore Innocenzo Vili, con breve lasciarne libera la pubblicazione a quelli
de'3 febbraio i486 se ne gravò col re, il cui si appartenevano. Questo privilegio
cjualbreve riporta Ferrari nella Bihl.Ca' avea l'esenjpiodi somiglianti concessioni
non., verbo Placitum Regiiimj quindi il fatte ne'principiidello,scisma ricordato da
pio e rispettoso principe, sollecitato an- Urbano VI ad alcuni vescovi e prelati di
cora dal s. collegio, malgrado le molte sua ubbidienza, come si raccoglie dalla
opposizioni de'suoi ministri, si uniformò suddetta costituzione revoca toria delle
intieramente al desiderio del F.ipa, or- medesime concessioni, fatta poi nel conci-
dinando nel 1487 che in avvenire le let- lio diCostanza da Martino V. Dal privile-
tere apostoliche si pubblicassero senza es- gio di Alessandro VI si vede ad evidenza,
sere vedute nella cancelleria, e di lì in poi che principi finoa tutto il secolo
i non XV
fu sempre così fatto, come a lungo ripor- prelesero mai di soggettare come per di-
ta Resende nella Cronica dì Giovanni II ritto di regalia le bolle e brevi apostolici,
cap. 66, 4)er cui Io ringraziarono il Pa- all'esame e visura de'Ioro magistrati se-
pa e cardinali. Così terminò per qual-
i colari, altrimenti sarebbe stalo vano e
che tempo del tutto l'abuso intrudulto in inutile l'impetrarne il privilegio, il quale
alcuni regni pel funesto scisma, e d'allo- nondimeno fu ristretto alle sole bolle d'in-
ra in poi le lettere e provvedimenti apo- dulgenze, e diretto a favore non di ma-
stolici,almeno sino al principio del seco- gistrati secolari, ma di persone ecclesia-
loXVl, furono pubblicati ed eseguitisen- stiche, cioè de' vescovi,del nunzio,del cap-
z'allra visura o esame de'magistrati se- pellano maggiore. Essendo stato Leone
colari. Nella Spagna poi è egualmente X supplicato di confermare 'alcune co-
certo, che per tutto il secolo XV non vi stituzioni sinodali delle chiese di Toledo
fu costume di sottomettere alcuna lette- e Cartagena sull'esame delle lettere apo-
ra apostolica alla revisione ed exeaua- stoliche, e trovando temeraria e irragio-
tur de'regi tribunali, di che ne rende am- nevole l'istanza, la rigettò e fece lacerare
pia testimonianza il privilegio conceduto avanti di lui. E perchè in quel tempo
da Alessandro VI nel ujgS, a Ferdinan- anche la podestà secolare aveva in qual-
do V ed Isabella; poiché vedendo questi che parte lenlatod'intrudurrel'abusodel
principi che ne'loro statisi pubblicavano regio placito ,
perciò cassò e annullò le
alcune false bolle d'indulgenze ad luiico dette costituzioni, ordinando in virtù di
fine di riscuotere copiose limosine da'lo- santa ubbidienza a tutto l'episcopato, ed
ro sudditi, con loro notabile pregiudizio a tutte le città e luoghi sotto pena d'in-
spirituale e temporale, ricorsero al Papa terdetto, ed a ciascuna persona secolare
supplicandolo che a rimediare al disor- sotto pena di scomunica riservata al Pa-
dine, si contentasse di ordinare, che non pa, di non impedire in modo alcuno l'e-
sipubblicassero in que'regui le bolle di secuzione delle lettere apostoliche, me-
questa sorte, se non fossero state esami- diante la sin riferita bolla In supremo, in
nale prima e riconosciute da persone ido» quelita fece speciale menzione delle per-
,

6o REG REG
sone imperiali, reali, regine, ducali e po- rebbe agli altri principi, che subilo pre-
tentati del secolo, perchè esse in alcuni tenderebbero lo stesso. Aggiungasi, che
luoghi aveano cominciato a impedir Te- scrivendo Clemente Vili di suo pugno
secuzionedelle citazioni e mandati dei tri- una lettera nel i5q6 al viceré di Napoli
bunaU di Roma;
intraprendimento già Olivares, tra le altre cose gli disse: » Di-
condannato e vietalo sotto pena di sc-o- ce V. S. che siamo informati delle cose
munica da Innocenzo Vili colla bolla Of- AeWExequatur^ ma discordiamo perché
fidi nostri debiltim, de'iS gennaio 1 49 i Ella ha questa cosa per una ragione fer-
Bull. Rom. t. 3, par, 3, p. 223, giacché missima, e noi sappiamo essere il contra-
i medesimi principi aveano preteso di vo- rio e tanto dal vero che il regio Exequa-
ler soggettare al lorg Placet seti fidi- /«rsia immemorabile, che anzi si sa be-
miis, le lettele e spedizioni apostoliche. nissimo il principio ch'ebbe, che colore
Questo abuso e divieto dcWExf qualar, gli fu dato e con che occasione. Si sa che

fu riprovato e solennemente anche colla il principio fu per le sole chiese cattedra-


pena di scomunica a' violatori, ogni an- sa che prima non si notava; si sa
li; si

no nel giovedì santo colla bolla in Coe- quando si cominciò a notare, prima iu
na Domini, dopo cheGiuliolI nel i5i i una cartuccia, e poi come si sia andato
v'inserì l'apposita condanna, con riserva dilatando dai ministri e dai consiglieri,
al l'apa delle censure contenute. Avendo i quali se avessero l'occhio solamente a
Carlo V ordinato al suo regio consiglio quello che conviene e non a dilatare sem-
di Spagna di esaminare tutte le bolle pon- pre le fimbrie, in pregiudizio della giuris-
tificie e di apporvi il regio exequatur, al- dizione ecclesiastica, non laboraremus ".
tamente riprovòClemente Vll.llsuc-
lo Anche Innocenzo X nel 1 65?. fece fare al
cessorePaolollIcolla bollaRomanus Poh- viceré di Napoli delle lagnanze sul regio
li/ex, de'29 dicembre i533, Bull. Rom. exequatur.Fonlatùnì spiega in qual sen-
t,4ipai'- i,.p. io5, condannò coloro che so e per qual ragione i iVirujzi (A.) apo-
in qualsivoglia occasione senza il loro pia- stolici presentino le loro lettere, conle-
cimento, visione e ammissione credono nenti ancora le facoltà di cui sono mu-
impedire le lettere apostoliche, scomu- niti, ai magistrati de'principi presso i qua-
nicando quelli che le esaminano senza li sono inviali. E anche un altro abuso
permesso del Papa, e pensano
l'autorità e quello invalso in alcune corti di preten-
di fura e consultare in contrario.
Energi- dere dai nunzi apostolici presso le mede-
camenles.PioV,per quanto riportai di so- sime destinati, che presentino brevi di i

pra, eper qua'nto direttamente e pel suo facoltà che ncU'iiiviaili loro concedono i
legalo cardinal Bonelli operò con re Filip- Papi. Imperciocché avendo nunzi una i

po II, sostenne che si levasse V Exequa- doppia rappresentajiza del Pontefice e


/ur introdotto nel regno di Napoli, con- come sovrano temporale e come capo del-
tro il giuramento fatto dallo stesso re nel la Chiesa cattolica, debbono i medesimi
ricevere rinvestitma del regno da Giulio secondo il diritto delle genti provare la
HI, di ubbidire gli ordini apostolici, im- loro missione per mezzo delle solite let-
pedendosi per lii vili di^W'txequaturan- tere credenziali, rimauciulo il Papa nella
the l'oNterviinza del concdiq di Trento. piena sua libertà di munirli dulie facoltà
La 4tej-.li fermezza pel regno di iXapoli che giudica opportune e necessarie u'biso-
dimostrò il successore Gregorio XIII, né gni spirituali de'rispelti vi luoghi. Né i so-
volle ammettere giammai la lormolu pro- vrani possonopreteiulercpercpialsivoglia
pala, di poi re nelle spedizioni apostoli- titolo ili conoscere di quali facoltà sia rive-

che Ohrilialur in luogo


Kxvqualur, di stito il l'appi cscnlaiitc poiili(ìcio,c mollo
per rincunvcnicntc ed cHcinpio che si da- meno (li «[iporvi l'abusivo cxeqnatur.
REG 6i
Fontanini confutando le assertive e le tuzioni l'iniqua legge del cos'i detto P<-/.sr

pretensioni de'ministri della corte di To- agli atti del supremo Pontefice. Non così
rino, tratta del regio decreto di Francia avvenne nella Confederazione del Nord,
suU'exequatur, fatto dal consiglio di sla- ossia negli Siali Uniti d'America, dove la

to a' 4 dicembre 63c) e


1
1 registralo pres- libertà fu proclamata per lutli^ e dove
so De Marca in fine del lib. 4) '"f* con i vescovi senza alcuna placitnzione o dif-
termini meno intollerabili di quello che ficoltà possono pubblicare gli atti della

altrove si pretende, ordinandosi che bre- i s.Sede. Pereira dottore portoghese, nel
vi apostolici si presentino dalle parti che trattato De Manu Begia, dopo aver par-
gli hanno ottenuti a' vescovi delle diocesi lato del costume di Spagna, di sottoporre

nelle quali debbono eseguirsi, e che i ve- in alcuni casi le lettere apostoliche all'e-
scovi fra 3 giorni li trasmetlino insieme same de'regi tribunali, per sospenderne
col loro voto e relazione al re, eccettuali l'esecuzione fino a tanto che ne sia in-
i brevi segreti della sagra PeiiUcnzitria formato ilPapa, e dopo aver detto che
(V.), o del foro interno, i quali tuttora tale uso non può difendersi senza privi-
sono rispettati anche ne'paesi acattolici. legio della s. Sede, parlando di Porlo-
Tuttavolta la pratica in Fiancia si fu di galloapertamenteconfe.ssa:/^/;ju/ «05 HO/i
ammettere la libera esecuzione di tutti solent regia tiibunalia cxaniinare lite'
gli altri brevi e rescritti della s. Sede, spet- ras, vel mandata apostolica. Dunque si-
tanti a particolari, sVin materia benefi- no non v'era in Portogallo
a quel tenq^o
ziarla, come in materia di grazia e di giu- tale abuso, e nondimeno la pace e la pub-
stizia, e solamente si pretese di sottopor- blica tranquillità del regno non fu alterata
re al beneplacito regio le bolle e i brevi uè pericolò, sebbene i timori. de'diieusori
che hanno forma di legge o provvedimen- AeW'exequatiir vorrebbero farlo credere
to generale. Quanto alla Spagna lo slesso necessario. Nella Fiandra si domandava
rcalistaCenedo apertamente confessa non il placito per l'esecuzione dellespedizioni
appartenere al principe per diritto di re- diRoma, non in vigore di leggi, ma per
galia il rivedere prima della pubblica- timore de'magistrali che per le tasse che
zione le provvisioni della s. Sede, maa- percepivano vi costringevano particola- i

vere perciò bisogno di speciale indulto e ri; in sostanza ivi fu stabilito il regio pia-
privilegio. Le leggi e costituzioni gene- cito,non per preteso diri Ito di regalia, ma
rali della Sode apostolica erano nella Spa- per supposto privilegio o concessione a-
gna libere dalla servitù AtiWexcquatury postolica, solamente per le provviste be-
come si legge in Rodriguez, cioè quelle neficiarie. Nel pontificato di Clemente XI
che riguardano la rehgione o apparten- insorse una controversia col regno di Si-

gono alla disciplina ecclesiastica, e tutti cilia, pe'nuovi attentali diesi commette-
gli altriprovvedimenti che dal Papa si vano contro la liberti^ e Immunità cecie-
fanno per l'osservanza de' sagri canoni. siaslica {P'-); ma egli fece vedere di qual
Introdotto siffatto abuso anche nel regno tempra fosse nel difendere i diritti della

di. Spagna, si trasfuse ben tosto nell'In- Chiesa con sacerdotale costanza. Tosto-
die occidentali. E reca veiamenle me- chèin Sicilia fu pubblicato un edillo pon-
raviglia come tutte quelle repubbliche tificio in cui si comandava l'ossei vanza
americane erette sulle rovine della do- delle scomuniche e degl'interdetti impo-
minazione spagnuola, dopo avere stabi- sti dai vescovi di Messina, Catania, Gir-
lito il principio della libertà, abbiano non- genti e Palermo, vi fu dai ministri regi
dimeno conservale quelle stesse catene istituito il nuovo tribunale della Giunta,
con cui dapprima sì teneva avvinta la ilquale dovea invigilare che niuno nel
Chiesa; iusereuUo anche uelle loro cosli- regno ricevesse, uè esiìguìsse decreto al-
62 REG REG
cuno pontificio, senza prendere l'esame cipi impedirne l'esecuzione, per cui tutti
e la licenza che dice vasi ve^xoexequaliirf quelli che ottenevano qualunque ])ene-
e questo si annunziò con pubblico edit- iizio,oltre le bolle dovevano impetrar pri-
to. Il Papa dimostrando quanto ciò fosse ma o dopo il regio placito o sia consen-
contralio a' ss. canoni, a' ss. Padri calla so. Quindi ministri regi della corte di
i

s. Scrittura, colla bolla Accepìinus^ degli Torino nel 17 igpreteserojche ogni bol-
I I gennaio i
7 i 5, Bull. Rom. t. i i, par. la, lettera, breve e rescritto della s. Se-

a, p. 36, dichiarò nullo e irrito quest'a- de, benché non sieno materie benefizia-
buso, esortando i fedeli a ubbidire piut- rle, debba prima di essere pubblicato ed

tosto a Dio che a^Ii uomini, e denunzian- eseguilo vedersi ed esaminarsi dai magi-
do quelli che in detto editto aveano avu- strati laicali. Prova Fontanini che prima
to parte, incorsi nelle censure, dalle quali del i7i9Ìn Piemonte non vi fu vestigio
non potevano essere assolti che dal solo o memoria alcuna del regio placito oe-
Papa; indi aboTi il privilegio o tribunale xequalur, se non che nelle, provviste dei
della Monarchia di SlciUa {f.)- Dipoi benefizi concistoriali, o d'altri conferiti
nel 1 7 1
9 creò cardinali Belliiga, pel me- agli esteri. Per tutte le altre materie la
moriale presentato al rediSpagnasul pre- pretensione di soggettare al regiocx^f^Ki^-
giudizievolissimo regio exf^^rt^f/rj ed y^Z- tur le lettere e decreti apostolici^ nacque
(han viceré dove con apostolica
di Napoli, pel bollore delle contese insorte tra la s.

intrepidezza si oppose al regio tribunale, Sede e Vittorio Amadeo II primo re di


the pretendeva di sospendere l'esecuzio- Sardegna, allorché temendo suoi mini- i

ne de'brevi e bolle pontificie, senza il re- stri fulmini delle censure da loro meri-
i

gio exequatur. Il n.° 234 *^^' Diario di tate pe' continui gravissimi attentati con-
lìoina del 17 19 tratta della bolla y^yao- tro l'autorità della Sede apostolica, e con-
slolalus noxtri, de' 8 agosto, Bull. Rom. 1 tro l'ecclesiastica giurisdizione, pensaro-
1. 1 i,p. 146, pubblicata da Clemente XF, no premunirsi col riparo deWexetjuatur^
colla quale annullò le disposizioni del se- e col sottomettere al loro esame tutti i

nato di Torino, che voleva arrogarsi il decreti e provvedimenti apostolici; quin •


diritto di sanzionare le provvisioni, bolle di a 2 I giugno i 7 1
9 il senato di Torino
e brevi pontificii che andavano in quello pubblicò l'editto in cui s'impose la ne-
tlato. Fontanini dopo avere esaininati gli cessità dell' exequatur, per vedere e rico-
usi e le pratiche degli nitrì paesi sul re- noscere se nelle bolle o qualunque altr.i

gio excquattir, per combattere le asser- provvisione procedenti fuori di stato, vi


zioni degli scrittori torinesi, che pretende- si contenga cosa alcuna pregiudizievole
vano essere stato il preteso diritto da tem- agi' indulti, prerogative e diritti della co-
po antichissimo stabilito Piemonte
nel rona e de'sudditi. Laonde Clemente X[
(A^.), fa notare il Igro errore mescolando colla suddetta bulla lo dichiarò nullo e
econfondendo lVjce<7»fl/«rcoirmdulto di riprovò, condannando e proibendo l'os-
Nicolò V e confermato da' successori, di servanza dell'editto; conchiudendo Fon-
dare i duchi di Savoia il loro consenso tanini, che avendo Benedetto XIII coita
alle provviste de' vescovati ed altri bene- bolla in Cocna Domini condannato il re-
fiziconcistoriali, come pure di emettere gio exequatur, nel preteso progetto di ac-
kim de consenso pei benefizi minori da non comodamento lo qualifica di circonven-
poterti con ferii e agli stranieri; eche se i>ei' zione per le parole. La 2." cosa sopra cui
iniporlunilìi df'pu.stulanti fossero state la s. Sede non può che tollerare, é quell»
rkloric grnziff e lettere apostoliche con- diill'extquntur preleso dalla potestà lai-

non %o\o dovessero con*


trai ìe nll'iiKlullo, cale per le bolle e brevi apostolici; e la
sidcrut'ki nulle, maputctt»cro anche priit* i lollcrunza in tal proposito si arra, quau*
REG REG 63
do Vexequatur si riduca alla semplice Vi* placet o regio exequalur d'allora in poi

suta, senza porre alcun segno, o fare al* non fu più del tutto rigorosamenteosser-
cun decreto in ordine all'esecuzione so- vaio. Neli85o l'imperatore d'Austria
pra delle bolle e brevi. Clemenle XII a- Francesco Giuseppe che regna, pubblicò
brogò quanto ne'progelti era sialo con- l'importantissimo altosul libero esercizio
chiuso sotto il predecessore Benedetto dell'autorità della Chiesa, che si legge nel
XIII, finché Benedetto XIV terminò le n.^gg delGiornale di Rontaj^o'xchè nel-
vertenze, con quanto riporterò all'artico- la sua religione e pietà egli.sente appieno
lo Sardegna. A Parma riportai le preten- essere la più bella guarentigia dell'ordi-
sioni del duca Ferdinando sul regio exe- ne e della prosperità degli «tali il libero
tjualitr eia gravissima rottura colla santa esercizio della veneranda autorità della
Sede che ne derivò, per l'opposizione di Chiesa, per cui il § i.° del decreto dice:
Clemente XIII. Quanlo successivamente Tanto ai vescovi, che a' fedeli loro som-
avvenne contro l'autorità della s. Sede messi, è libero il rivolgersi al Papa intor-
nella repubblica di yenezia, Germania^ no agli afiari spirituali, e di ricevere le
Austria f Toscana^ ed altri slati, a quegli decisioni e disposizioni del Papa senza es-
articoli lo riportai. A'noslri giorni diversi sere astretti ad una previa autorizzazio-
sovrani dimostrarono più riverenti al-
si ne delle autorità civili. Cos'i il magnani-
l'autorità della Chiesa;chese quanto pra- mo principe restituì alla Chiesa de'suoi
ticarono alcuni per rispetto precipuamen- vasti stati quella libertà di relazioni colla
te all'immunità ecclesiastica non riguar- s. Sede, cui le leggi di Giuseppe Ill'avea-
di propriamente il regio exequatiir^ ad no privata; abolì le formalità che impe-
onore loro e della s. Sede mi piace qui divano a'vescovi de'medesimi suoi stali
farne menzione. Nel voi. XLVII,p. 206 dicomuuicare liberamentecol capodelia
parlai della convenzione conchiusa nel Chiesa universale; ed il placet cli'erano
1839 fra Papa Gregorio XVI e il regnan- tenuti a riportare fu definitivamente sop-
te Ferdinando II re delle due Sicilie,sul« presso, a senso de'pubblici fugli, laonde
l'immunità degli ecclesiastici; nel voi. non posso assicurarlo. Nel granducato di
XXXII p. 32a rammentai li trattali
,
Tosfana colla parziale convenzione del
conchiusi da Gregorio XVI nel 1841 con 25 aprile! 85i,airarticolo5.°si provvide
Francesco IV duca di Modena e Carlo alla libera comunicazione de'vescovi e dei
Alberto re di Sardegna sopra alcuni pun- fedeli colla s. Sede. Per altro poco dopo
ti d'immunità e disciplina ecclesiastica: comparve sui giornali una circolare mi-
il duca rislabili e ripristinò ne'suoi stati nisterialede'3o giugno dello slesso an-
il pieno usodc'diritti pontifìcii e vescovili no, colla quale si dichiarava ritenersi dal
e dell'autorità ecclesiastica; mai ministri governo che il detto articolo » sia senza
regi di Sardegna da ultimo oppugnarono pregiudizio del regio exequatur^ di cui a
il concordalo, come toccai nel voi. L, p. forma delle nostre leggi e consuetudini
93 694, parlando della natura e carat- devono essere muniti gli alti provenienti
tere essenziale de'concordati. Nello stesso da estera autorità! "Sul regio exequatur
anno i84i nel pontificato di Gregorio si possono inoltre vedere il cardi nai Bellu-
XVI ilie di Baviera Lodovico dichiaiò ga, Meniorialea Filippo V re di Spagna,
nell'aprile esenti dal controllo di ogni au- "•" ^^- Braschi, Libertate Ecclesiae,
§ 4»
torità secolare tutte le relazioni deli'epi- I. 2; Zaccaria, Anti-Febbronio vendicalo,

scopato,del clero e del popolo colla s. Se- t. 4, dissert. 1 2, cap. 2, per non dire di altri
de, per quello che riguarda gli affari re- propugnatori dell'autorità papale. Sulla
ligiosi, vale Q dire concesse una maggiore formola Placet usata dal Papa, parlai u
libertà di corrispondenza col Papa, ed il Rescbitto.
64 REG REG
REGISTRATORI delle lettébe a- Papi ebbero costume di deporre in im
POSTOLiCHE, Regìstraloribtis lUeraruni a- istesso luogo autentici esemplari delle let-
poslolicarum. Officiali della curia ro- tere che concerneano l'utitilà dell'azien-
mana registra lori delle Lettere apostoli' da cristiana, o le avessero eglino scritte,
che [f^.) e de Rescritti pontificii (f^.). Nei o da altri ricevute. Non meno Antonio
184, XIX, p.i i3 dissi Bene-
voi. VII, p. d'Acpiino nella lettera ad Innocenzo IX,
delio Xll autore del registro delle sup- premessa alle pontifìcie lettere raccolte
plicheo Memoriali [F.) e concessioni del- dal cardinal Caraffa, dice che per antico
le grazie pontificie nel i335. Il registro istituto i più importanti ed autentici e-
è quel libro^ove sono scritti e registrali semplari delle lettere pontifìcie si conser-
gli atti pubblici, Album, Tabula, Rege- vano negli Archivi della Sede {F.).
s.

slum, Conimenlarius. De' registri delle Sono questi regesti che debbono interes-
come Dit-
chiese trattai in tanti articoli, sare la dotta curiosità degli archeologi,
tici, Matricola, Ma rtibi,Not ari. Il Ma- siccome sono le bolle che vi si leggono, le

cri nella Notizia de" vocaboli ecclesiasti' quali servono a grande illustrazione del-
ci, \eiho Regestum, dice che questo è il la storia. Ai vaticani regesti, che esisto-

legiltinio vocabolo, non Registrum. IVel no tuttora, danno incominciaiiienlo l'e-

Diz. della lingua italiana si legge, che Giovanni Vili, scritte però con
pistole di
in questa presso gli antichi Ligistro si dis- carattere beneventano, sul declinar del
se il Reffstro. Ivi pure si legge al vocabo- secolo X. Seguono quelle importantissi-
lo P/0/OC0//0, libro ove i notai scrivono me del gran s. Gregorio J II, volume
i lestainenli e i contraili ch'essi rogano; coevo al suo autore. Sono quesli due i

libro da registrarvi sopra checche sia, di- soli regesti sottratti al distruggimento de-
cendosi protocollista il registrature.il dot- gli altri che gli avevano preceduti, e di
to prelato Marino Marini, prefetto degli quelli che li seguivano sino memora- al

archivi segreti della s. Sede, nelle erudi- bile pontificato d' Innocenzo HI; ma da

tissime Osservazioni sulle bolle de' Papi, questo Papa a s. Pio V la serie de'regesli
dice che le copie delle Bolle pontificie non è interrotta. Lo scienziato di s. Ar-
(/'.) si appellarono Regesti, in cui reli- cangelo Ruggieri, concittadino di Mari-
giosamente e con particolari andamenti ni, progettò a Cenedelto XIV la pubbli-
6Ì trascrivevano le lettere apostoliche da- cazione de' regesti vaticani , che doveva
gli 4Sìrn'/i/flri(/''.) ch'erano anche custodi esclusivaraenlearrivare a Clemente Vili.
dellcscrittui e della s. Sede, capo dei(|uali Sarebbe di sommo giovamento un'este-
era il rrotoscriniario {F .);cìie de'regesli sa e critica collezione di lettere apostoli-
si fecero quasi altrettanti ectipi o imma- che traile dagli archivi vaticani, anche a
gini simili. Ma Fonlanini forse crede che correggere molti errori de' benemeriti
i

gli stessi autografi fossero riuniti ai re- Ugheili, Saminarlani, le Quien ed altri
gesti, poiché scrive nelle sue f'indiciae scrittori, come per illustrazione e rettifi-
|). 27, che degl' istromenti si formavano cazione della storia civile ed ecclesiastica ;

regesti, oìi stabilitalcni instrnvicntoruni i regesti vaticani che le contengono sono


pofteristransinillendam.Mainù teme che fonti di sapere che inutilmenle si cerche-
tXii rcge>li ubbia confuso itomi cartici- rebbeallrove. A Uollario dissi, che quel-
ni. K(|ui'Sli regesti pure si autenticavano lo originale sino s. Pio V, si conserva
cujI tigillo di piombo, di cui si muniva nell'archivio segreto vaticano, e la conli-
l'autografo, u degli i«tcs>>i autografi vera- nunzionc di esso si custodisce in quello
mente hi itfcero alcuiiu volta regesti. Il p. della dateria apostolica.
Cou%tant nella prefazione alia sua rau- Cohellio, lYot. card, et rom.aultic of-
lolla delle |Kiiili(ìcic lellciu kctive,chc i fictaUbuSf cap. ^G, De rcf^tslraionbus,
REG REG 65
magixtrìs registri biillariim , et custode (cessante legitimo impedimento) non re-

registri, ecco quanto dice sui registratori gistraverint, ab ipso registro penitus a-
delle lettere apostoliche della cancelleria vìoveantur, nec de cnetero ad ibi seri-

e del loro oflicio. «Qui apud Caesares di- bendum admitti valeanl. Qui taxam a
cebalur comites dispositionum, et prosi- bullatoribus seu plumbatonbus ( F. Pre-
mi dispositionum, in romana curia apud sidente DEL piombo) servandam, a regi-
sumnium Pontificem dicti sunl Registra- stratoribus quoque servari mandai § 1 3.

tores. Ubi literae apostolicae expedi tae Et cum regislratores isti ex viginti viris

fuerint, ex forma et slylo ab Octaviano collegium constiluant, ut diximus, duo


Veslrio (in Praclica in Ronianae Atilae exìpsìsmagistri registri bullarumdicuu-
actionem) relalo, per unura ex scripto- lur, qui duosetiamsubslilutoshabent;et
quoque bullarum ".
libus, vel eorum fàmulurn ad registrum adest cuslos registri
portantur; lue taxa similis scriploribus Ciarapini, De vicecancellario , citando
soluta solvitur in nianibus alteriusex re- Cohellio a p. I23 parla de Registratori-
gistratoribus ad id deputati (hicenim li- bus literarum npostolicarum : de Magi-
cei numero 20, ex quibuscollegium iste- stris regesti bullarum: de Custode regesti

rum constituitur non omnes tamen exer- bullarum, di cui dice » Frustra aposto-
:

cent officiura) alteri vero registratori si- licae literae incodicem transcriberenlur;
niiliter ad hoc deputato solvitur etiam nisi adesset ille, qui regestum in unum
ipsarum literarum registratura, plus, vel redigerei codicem,illumqueligaret,acsic
minus, prout longa seu brevis erit illa- formatum codicem, in archivo custodi-

rum series : is recej)ta taxa, alteri regi- rei. Huicarchivo ille, qui praeest, cuslos
stratori literas distribuii, et hic in libri.s regesti denominalur". Nella Relazione
publicis, seu quinteriùs rescribit, et in re- della corte di /ior/m, accresciuta da Zac-
gestrum ponit; registrataecum originali caria, si fa menzione nella cancelleria a-
auscultantur ; auscultalis vero, magister postolica de'24 registratori, che tengono
oflicii a tergo ejus suae auscultationis fi- il registro delle suppliche ; 6 maestri del
dein astruit, per verbum, Auscullata.\G- registro, da'quali vengono, comesuol dir-
rus Marlinus V ubi registralorum offi- si, ascoltate j che dopo sigillale le bolle

ciuin determinai, haec ait. Praedicti re- dai piombatori, si registrano dai registra-
gistratores lileras registratas causa ali- tori, si ascollano dai maestri del registro.
(juid exigendi, vel extorquendi a prose- Nel voi. VII, p. 184 trattai della cancel-

quentibus ipsas, plus debito difjerri non leria a postolica e de' registratori delle let-

faciant registrari, vel eas de mala exps- tereapostoliche; del maestro del registro;
ditione malilioseredarguant, seu ad del custode del registro. Al presente nel
quaeslum accusent, aul in salariis cleri' tribunale della cancelleria apostolica vi
corum in registro praedicto scribentiuni sono il segretario de'regislratori delle bol-
participentj (fuod si conlrarium fecerint le di maggior grazia; i o registratori del-

ipsofacto excomniunicationis sententiani le bolle suddette esercenti; segretario dei


incurrant,aqua{inovÌ\$ca^\Xff%.c^^\.o)per maestri del registro; maestri del registro
aliuni, quain roinanuin Ponti/iceiiì, ab- suddetto; custode de'regislri delle bolle
solulionis beneficiuin consequi nequeant; di maggior grazia. Nel voi. XIX, p. 146
et SI hoc per testes, seu praesuviptiones e seg., parlando della dataria apostolica,
probetur, statini officio privati, et inha- tenni proposito, oltre degli oflicide'revi-
biles ad aliud quodcumque obtinendum sori delle suppliche, dell'officio del custo-
declarantur. Clerici vero in dicto regi- de delle suppliche, dell' oflicio del custo-
stro scribentes,qui literas eis traditas in- de del registro delle bolle. Al presente
fra Ires dies ex lune immediate sequenles nella dataria vi souoio registratori delle
VCL. LVII. 5
,

66 REG REG
siipplìclie. Nella Paiìtenzieria[V.)Bt\>0' Papa nell'arrivare alla chiesa di deporre
stulìca sonovidue registratori. Nelle con- sulla porta il Regno, e pigliar la Mitra
gregazioni cardinalìzie vi sonoi protocol- (f.), della anche corona: InnocenzoIII
listi e gli archivisti. A tempo di Sisto V disse nel sermone di s. Silvestro 1: In si'
erano offici vacabili, -20 registratori di sup- gnuni imperii romanus Pontifex utilur Re-
pliche, 24 registratori di bolle, 8 maestri gno, et in signiini pontifìcii itti tur mitra.
delle suppliche e altrettanti delle bolle. 1 Regno de'cieli significa il regno di Dio, il

registratori vacabilisti anticamente inter- regno di Gesti Cristo, la sua venuta, la sua
venivano alla processione pontificia del manifeslazioneal mondo; la vocazionedei
Corpus DominiySoiio la direzionedel/?eg- popoli alla fede, e la predicazione del van-
genle della cancelleria apostolica (/''.). gelo. Questa espressione di regno de'cieli
Talvolta intervennero alla cavalcata del nel NuovoTestamento, diceRergier,spes-
Possesso de'Papi {f.), come in quello sissimo significa il regno del Alessia {f^-),
del 1 644 registrò de Rossi o Giano Nicio per conseguenza laChiesa (^.) cattolica
Eritreo: dopo gli abbreviatori minori, composta di tutti quelli che riconoscono
magistri siippUcaùonuni , registralores il Figlio di Dio per re, che sono sotto-
bitllantm. DegW antichi registratori e cu- messi alle sue leggi e alla sua dottrina.
stodi de'registri del palazzo apostolico, Come i Profeti (A^.) sovente annunzia-
parlai a Memoriale e Famiglia pontificia. rono il Messia sotto il titolo di re, è cosa
REGNO o REAME o REGNAME naturale che unione di quelli che gli
la

Regnimi, Regnor. Una o più Provincie ubbidiscono, sia chiamata un regno j ma


{f^.), soggette a Re (/^.). Estensione di non è questo un regno temporale come
paese governato ed amministrato da un intendeva il comune de'giudei, è un re-
capo che ha il titolo di reo imperatore, gno spirituale destinato a condurre gli
benché propriamente Impero (f^.) dice- uomini alla beatitudine eterna nel Pa-
si il dominio e stalo deir/wj^eraforc (f^.), radiso {f')- Così lo spiega lo slesso Gesù
Imperittm, Poteslas. L'esercizio e durala Cristo. La slessa espressione indica tal-
della sovranità sopra ogni signoria tem- volta lo stalo de'beali in cielo, e dicesi
porale, suol dirsi impero e anche regno, che regneranno eternamente. Dalle
ivi

sebbene questo esercizio e durata abbia circostanze,da quello che precede e se-
luogo sopra il Principato o il Ducalo[ ^.), gue nel vangelo, si deve giudicare quali
sia dell'imperatore, sia del re,siadel prin- di questi due sensi convenga meglio ai
cipe, sia del duca, ovvero di altro Sovra- diversi passi della s. Scrittura, i regni
no {f^.y In fatti per regnare s'intende temporali furono eretti dalle nazioni, da-
posseder regno o stalo grande, il domi- gl'imperatori, e dai Papi ai quali molli
nare, regnari, dominari ; dicendosi re- regni si olTrirono Stati tributari alla s.

gnamenlo, per reggimento, regimcnj re- Sede con annuo censo ed oihaggio feu-
gnatore, che regna, regnalor; regnatrice dale. Inoltre la chiesa romana esercitò
o Regina che regna, che domina,
(/'.), la Sovranità (Z'^.) diretta sopra diversi
rrgnatrix, dominans. Regnicolo, regnico- regni, ed è tuttora signora di nobilissimo
/^i, abitante naturale d'un regno, nato nel stalo, dominio sovrano^ assoluto
onde il

regno; presso i toscani e romani comu- e indipendente che vi esercitail Papa è

nemente s'intende del regno di Napoli. chiamato simultaneamente Pontificato e


Diccsi Regno per Tiara o Corona, onde Regno, ed è comune la frase usata dagli
Triregno (/'.) la triplice corona del Pa- stessi sovrani laici parlando del Papa, di
pa, che ne'primi secoli in detta talvolta felicemente regnante o gloriosamente re-
templiccmenle Regno e liui a, prima che gnante , venendo altresì appellalo il suo
iÒMe ornato doUc i coruac. )LrA solilo il regno sa^ro principato, lu Roma vi souo
REG REG ^7
di Residenza, /émbasciatorì, Diplomatici frali. Meglio è vedersi Ordine religioso,
e Ministri (f^.), rappresentanti diversii Ordine MiLiTARE,e gli altri articoli inqnel-

stati e regni pressolas. Sede, la quale vice* li citati, essendo le regole monastiche o
versa tiene Nunzi, Incaricati e Interniinzi religiose, leggi prescritte dagl'istitutori,
(A'.) presso la sede de'governi e de'regni. fondatori e riformatori dei diversi ordi-
Prima quasi tutti gli stati e regni aveano ni e congregazioni regolari d'ambo i ses-

presso la Sede apostolica un cardinal Pro- si, canonicamente riconosciute e appro-


iettore (F.), i quali ora sono ridotti a quelli vate dalla s. Sede. Le più antiche regole
notati a tale articolo. Essendosi alcuni am- monastiche erano per la maggior parte
basciatori lagnati perchè Pio II avea ri- semplici istruzioni particolari, che i fon-
conosciuto per re d'Ungheria Mattia, il datori de'monasteri davano ai loro disce-
Papa ciò saputo, disse ingiuste siffatte la- poli, e che si comunicavano agli altri col

rnentanze, imperocché costume era della tempo e per mezzo della tradizione, poi-
sede apostolica appellare re chi teneva il ché in principio non si scriveano quasi
regno. Analoga fu la solenne dichiarazio- mai; quindi diveisi cambiamenti falli
i

ne fatta a'nostri giorni da Gregorio XVI a quelle regole in uno slesso monastero.
pel regno di Portogallo e riconoscimento La regola religiosa non si cambia mai o
di red. Michele I, come riportai nel voi. quasi mai, meno che la s. Sede non la
LlV, 275. Tutte quante le nozioni ed
p. modifichi o spieghi, come fece per molte,
erudizioni riguardanti i regni , sono nei a .seconda delle circostanze de' tempi e dei
loro articoli, ed in tutti quelli che vi han- rispettivi ordini che la professano, come
no relazione. notai a'ioro luoghi. Le sono
costituzioni
REGNO ANTICO D'ARMENIA./^. gli statuti fatti in diversi tempi da'capito-
Patriarcato armeno. li generali, o dalle congregazioni degli or-
REGNOBERTO (s.), vescovo di Ra- dini religiosi. La regola ohbliga più stret-

yeux. Nato sul declinare del VI secolo, tamente che le costituzioni, poiché dal-
assistette al concilio di Reims nel 625, l'osservanza di queste in molte possono
e fece grandi donazioni alla sua catte- dispensare superiori regolari, in altre oc-
i

drale e ai monasteri che seguivano le re- corre la dispensa ponliOcia. In sostanza


gole di s. Colombano e di s. Renedetto. le regole monastiche o religiose sono una
La diocesi diBayeux va debitrice alle sue raccolta di leggi e costituzioni, secondo
pie liberalità della fondazione di molte le quali sono obbligali a vivere religiosi i

chiese. La sua festa è registrata ai 16 di d'un ordine, d'una congregazione, d'una


maggio, nel qual giorno accadde la di lui casa e che fanno volo di osservare i /?ff-
morte. Avanti le scorrerie de'normanni ligiosi e le Religiose (/"'•). Tutte queste

le sue reliquie furono trasferite nelle dio- regole devono essere approvate dai supe-
cesi di Resanzoneed'Auxerre; ma la chie- riori ecclesiastici ed anco dal Papa, per-
sa di Rayeux nel 1714 "e ottenne una chè impongono obbligazione di coscienza
parte dal vescovo di Auxerre. ai religiosi e alle religiose; sarebbe giu-

REGOLA, Lex, Reguta. Norma, mo- dicato nullo il Volo religioso (/^.) che
do, ordine edimostramentodella via del- si avesse fatto di osservare una regola non

l'operare; dicendosi Regolamento, Ordi- approvata. A Disciplina regolare e Or-


natio, rordinamento fatto con regola, e dine RELIGIOSO tenni proposito de' primi
gli ordini diesi danno, o leggi che si pre- che formarono regole scritte monastiche,
scrivono. Dicesi regola, per tutta la quan- cioè s. PacomiojS. Antonio, s. Rasilio, s.
tità de Frali (^•), che militano sotto un Agostino, s. Benedetto; poscia fecero re-
medesimo ovd'me,farniliaj ed anche per gole pei frali Mendicanti {f'.), s. Fran-
lo Convento Monastero {F.) stesso dei cesco, $. Domenico, ec; indi pei chierici
68 REG REG
regolari, pel i
.°^
«. Gaetano, s. Ignazio e semplici e gli uffizi claustrali. Le abba-
altri. Fra tutte le regole religiose preval- zie ed i priorati, tanto semplici che con-
sero quelle de'ss. Rasi Ilo, Benedetto, A go • ventuali, possono essere conferiti ancheai
stino, Francesco, Domenico, le quali fu- non già in titolo,
secolari, ma in com-
rono adottate dagli altri ordini e congre- menda. Si chiamano luoghi regolari quel-
gazioni regolari de' due sessi, ed anco- liche sono entro il recinto del convento
i-a dagli ordini ospitalari, militari ed e- o monastero o canonica regolare, il dor-
questri. mitorio, la sala del capitolo, il refetto-
REGOLARE, Religiosus, Sodalìs re- rio,ec, per distinguerli da quelli che so-
ligiosus. Diconsi regolari particolarmente no fuori del recinto e servono per il rice-
quelli che hanno fatto de' voti in una casa vi mento de' forestieri ec, e chiamati fore-
religiosa, quindi il vocabolo regolare in sterie. Pe'regolari, oltre Religiosi, si può
forza di sostantivo indica Instato religioso vedere Canonici regolari. Chierici re-
claustrale, per opposizione allo stato se- golari. Congregazione della disciplina
colare del Laico (/"'.), diversificando al- regolare, Congregazione de* vescovi e
tresì dagli ecclesiastici non regolari, che regolari.
compongono il clero secolare, clero rego- REGOLE DELLA Cancelleria Aposto-
lare dicendosi quellocomposto dalle cor- lica. Vedi i voi. V, p. 85, 86; VII, p.
porazioni de Religiosi (F). Regolari si i56,i5j, e tutti gli altri relativi articoli.

denominano altresì i benefizi e le cose che REGOLO (s.), vescovo di Senlis. Por-
risguardano i religiosi. Regalare benefi,' tò la luce della fede nella diocesi di Sen -
cium è il non può
beneficio regolare che lis, verso quel tempo in cui s. Dionigi
essere impetrato che da un monaco o da predicava il vangelo in Francia. Le sue
un religioso, ovvero prò ciipienii prò/i- fatiche apostoliche ottennero la con ver*
teri. E una regola di diritto, regnlaria sione d'un gran numero d'infedeli. Egli
regularibiis , cioè che i benefizi regolari fu l'apostolo e il primo vescovo di Sen-
devono ed i
essere conferiti ai regolari, lis; morì in pace in seno al suo gregge,
secolari a quelli del clero secolare. Tutte e la sua festa è registrata a'3o di mar-
le abbazie capi-d'ordine sono regolari, e zo. Nello stesso giorno si onora un altro
non possono essere possedute che da un s.Regolo, vescovo di Arles, il quale è as-
monaco o da un cardinale, il quale è con- sai probabile che sia stato mandato da
siderato regolare e secolare. Tulli i be- Roma nelle Gallie ; ma questo non è co-
nefizisono presunti secolari, a meno che nosciuto che pel culto che gli si rende,
non si giustifichi che sono regolari. An- né si può adottare quanto di lui dicono
ticamente benefìzi regolari erano quasi
i i Leggendari, nulla sapendosi sul parti-

sempre conferiti, come a titolo di ammi- colare delle sue azioni, sebbene la di lui
nistrazione, perchè i religiosi titolari e- esistenza sìa provata da diversi monu*
rano sempre ad vianum de'loro superio- menti. Chenu, Archiepisc. et rpisc. Gal'
ri, che potevano rivocarli quando loro liae, riporta tre serie di arcivescovi d' Ar-
piaceva. Ecco la ragione per cui cano- i les, in due delle quali nomina s. Regolo,

nisti dicono spesse volte, che oniiie bene- in una qual 2.° vescovo, in altra come
ficitim regalare, manuale. I regolari pos- 3.°, aggiungendo, deinde Sihancclensis
sono essere elevati ni vescovato, al car- episcopusj dunque fu vescovo di Senlis.
dinalato, ni pontificato come gli ecclesia- Nella serie poi de'vescovi di Senlis lo re-
Possono essere altresì man*
stici secolari. gistra peli." e lo chiatna discepolo di s.

dati n disimpegnarc doveri di parroco. i Dionigi. Nel Martirologio romano^ sono


I iMucfizi spettanti a'i cgniari sono le ab* r. Regolo vescovo d'ArIcs, e s.
riportati
ltM7Ìc, i priorati conventuali, i priorati Regolo mortile di Populoniu sotto Toli-
,

REG REI 69
la, la cui festa sì celebra ili.°sellembre. a più di 9 leghe da Chalons-Sur-Marne
Rispeltaodo l'aulorilà di Buttar, che se- e circa 4» àa Parigi, in una pianura cre-
guo, e l'eruditissima nota del suo com- tosa, qualche distanza belli pog-
avendo a
mentatore, dubito per quanto ho aggiun- gi coperti di vigneti che producono vini
to, che di un s. Regolo ne abbiano f'or* eccellenti, non che di boschi, sulla destra

mnti due. sponda della Véle che ne bagna le mu-


REGRESSO, Regressiis. Ri vocazione ra al sud-ovest e la separa dal sobborgo
della Rinunzia (f^.) fatta ad un Benefù di questo nome, dove dividesi in parec-

fido ecclesiastico (V.). Dice il Tomassi- chi piccoli canali. Vi sono la corte d'as-
ni. De vet. et nova eccl. discipl. par. 4> sise, tribunali dii.^ istanza e dì commer-
2,cap. 7, che 3 condizioni si richie-
lib. cio , camera consultiva delle manifattu-
devano perchè il regresso fosse permesso re, arti e mestieri; depositi di tabacchi e
in coscienza : che il rassegnante a-
la i.* polveri ; biblioteca pubblica di più di
gisse di buona fede e che deponesse ogni 25,000 volumi e 1000 mss., situata nel
speranza e desiderio di regresso; la 2. palazzo della città; scuola secondaria di
che avesse bisogno del suo beneficio per medicina, collegio reale, scuole d'insegna-
vivete; la 3." che potesse adempire le fun- mento reciproco, giardino botanico, ove
zioni del suo benefìcio. Il regresso nei si fanno corsi gratuiti ; società di carità
benefizi dopo la rinunzia è condannato materna,ca$sa di risparmio edi previden-
dal concilio di Trento in questi termini. za, e monte di pietà. Veduta Reims dalle
M Siccome tuttociò che porta la menoma colline che la circondano e dominata dal-
ombra di successione o di titolo eredita- l'alta sua cattedrale, presenta un bell'a-
rio in materia di benefizi è contrario alle spetto;ha una forma allungata, ed è cir-
costituzioni de' ss. canoni, e a' decreti dei condata da un argine di terra sostenuto da
ss.Padri, quindi non sia permesso a nes- parapettì,preceduto da un largo fosso stato
suno l'avere regresso in qualsiasi bene- in diversi siti colmato, ed accompagnato
fizio, nemmeiio di consenso delle parti tanto nell'interno che nell'esterno da pian-
vale a dire, di quello in cui favore si a- tagioni d'alberi. Ha di circonferenza una
vesse rinunziato a condizione di entrare lega e mezza, e si entra per 6 porte, cioè
nel benelìzio , rimettendosi in salute ". di Marte, Cerere, Dìo-Luce, Racco, Vé-
Sess. 25 de Reform. e. 7. Lo spirilo del le o dì Parigi, e Porta Nuova: quelle di
concilio in questa proibizione è d'impe- Cerere e dì Véle sono le sole precedute
dire che s'introduca una specie di succes- da sobborghi che portano gli stessi nomi;
sione ne'benefizi, e che non si dia occa- l'ultima ha un superbo cancello di ferro
sione di desiderare la morte del suo pros- a foggia d'arco trionfale, costruito per la
siuìo. /'. CoADiuTOBiA. Il coucìIìo genera- consagrazione di Luigi XVI. La spiana-
le di Lateranoha proibito colla stessa mi- ta Coqiiebert, piazza rotonda e piantata
ra il promettere di conferire un benefizio d'alberi, ha vicino il mercato dì bestia-
ad alcuno, dopo la morte di chi lo posse- mi. Sì divide Reimsin 4 parti disuguali,
dè. Can. I in cap. Nulla de Condì. Praeb. mediante due linee di strade che s'incro-
Contro le rassegne emanarono bolle s. Pio ciano sulla piazza reale. La cattedrale di
V, Gregorio XIII, Benedetto XIV, come stile gotico, forse in questo genere il più
notai nel voi. V, p. go. ì^. Dataria apo- notabile dì Francia, ampia e bellissima,
stolica. ha un trìplice portone o porta tenuta ca-
REIMS o RHEIMS
(Rhemen). Città polavoro, coi suoi rosoni eleganti e ardi-
con residenza arcivescovile di Francia nel- ti, arricchita dì superbe vetrìate dipinte,

la Sciampagna, dipartimento della Mar- con due toni leggiere abilmente assot-
na,capoluogodi circondario e di 3 cantoni ligliale, r una delle quali elevasi a 3oo
,

7© REI REI
piedi da complesso de'suol pre*
terra; pel amministrata da un canonico parroco; il

gì, delle sue figure e bassorilievi, forma fonte battesimale. in bel marmo grigio-
l'attenzione degli artisti e degli antiqua- bianco, ha la vasca che alcuni ritengono
ri.Questo duomo èIungo45o pietli, lar- servisse al battesimo di Clodoveo I. Alla
go 93, altoi IO. La fumosa facciata ester- cattedrale è propinquo il palazzo arcive-
na è adorna dì due magnifici rosoni, di scovile, egregio edifizio. Celebratissima è
una quantità iniiumerabile di statue, di altresì questa metropolitana per le tante
un gran numero di bassorilievi, sculture consagrazioni e coronazioni ivi fatte da-
e ornamenti d'un lavoro meraviglioso. Le gli arcivescovi de're di Francia, al qua-
due facciate laterali presentano un bel learticolo le notai, rimarcando pure quel-
rosone per ciascuna, le belle guglie essen- le ch'ebbero luogo altrove. Il capitolo si

do decorate da statue che sormontano compone di io canonici titolari, compre-


gli archi, e soprattutto il campanile del- se le prebende del teologo e del peniten-
l'Angelo, di rimarchevole leggerezza, il ziere, e di molti canonici onorari , oltre
quale dalla centinutiu'a delle fluesire diversi sacerdoti, ed i pneri de choro ad-
slanciasi a 55 piedi sopra il colmo della detti alla divina ufficiatura. L'antico ca-
chiesa e sostiene un globo sul quale sor- pitolo distingueva per 8 dignità,
si
y4
ge la statua di grazioso Angelo alta canonici, ^1 cappellani bene-
7 pie- e molti altri
di. Si valutano a 4 o 5 mila, 5 o 600 del- ficiali. A M.\Nii'OLO dissi di quello usato
le quali nella facciala prin(:ipale , il nu- anticamente dai canonici di Reims. Il te-
mero delle figure scolpite nell'esterno di soro racchiudeva articoli preziosissimi
questo tempio, l'interno del quale non rie- fra'quali il calice del celebre arcivescovo
sce meno interessante per la vasta nave, Incmaro, dono di Luigi XV fatto nella
pel belpavimento del coro di quadrelli sua consagrazione. Vi sono in Reims al-
a mandorla e di diverse qualità di mar- tre 5 chiese parrocchiali col s. fonte, di-
mo, che vi si trasportò dall'antica chie- verse oumunilà religiose di donne, i fra-
sa di Sono a nominarsi, l'oro-
s. iVicasio. telli delle scuolecristiane, alcune confra-
logio a campane accordate, detto del co- ternite, due ospedali, cioè il generale e
ro; l'organo, uno de'più belli di Francia; quello di s. Marconi, grande e piccolo se-

il baldacchino della cappella della ss. Ver- minario, l'orlànotrolio, l'ospizio Ilòtel-
gine,un bassorilievo di Nicolò Jacques, Dieu che occupa fabbricali dell'antica'
i

ed una delle migliori opere di Poussin o abbazia di s. Remigio e dove si osserva

quadro della Lavanda de'piedi: curioso è la grande scala, il bel vaso della bibliote-

poi il sepolcro diT.V.GiovinOjCheda sem- ca, ed il superbo lavoro in legno arricchi-

plice cittadino di Reims, nel 3G(ì diven- to di sculture delicate e colounecorintie


ne console romano, monumento di u)ar- egregiamente eseguite che ne formano le

pio bianco già della chiesa di s.Nicasio, con scansie. \]i\ tempo Reims conteneva un
una caccia bene scolpita. Questa metro- maggior ninnerò di stabilimenti religiosi.

politana, incominciata nel 121 I dall'ar- La chiesa di detta nbba/ia di s. Remigio,


civescovo A Iberico per sostituir quella in- di benedettini della congregazione di s.

cendiala neir anno precedente, non vide Mauro, quasi vasta quanto la cattedrale,
iltuo termine che verso il cadere del se- ridondava di ricchi e curiosi monumen-
colo XV. E' sotto r invocazione della B. ti. Aminiravasi in essa un mngnilìco co-
Vergine, e tra le insigni reliquie venera ro, pavimento rappresentava molti sog-
il

icorpide'««. Remigio iq>os(<>lodella Fran- si veneravano de'corpi santi,


getti sagri, vi

cia e Rigoberto vencovi di Ueims, (piivi la tomba ili s. Remigio; la celebre sagra

trasportati da dove furono tumulati. Vi ampolla stava dentro di tal tomba, del
^ il fonte bollciinialc « la curo d'anime quale prodigioso vaso tenni proposito nel
,

REI REI 7»
\oI. XXVI,261, parlando del batte-
p. religiose di donne. L'università era stata
simo amministrato da s. Remigio a Clo- fondata nel i547 ^^' cardinal Carlo di '

doveo I, venendo poi con l'olio miraco- Lorena ed eretta da Enrico II a sua i-
,

loso che conteneva inunti gli altri re di stanza. In Reims trovansi duestabilimen-
Francia : il tesoro di questa rinomataab- ti di bagni, ed un teatro assai vastoeco-

bazia era considerabile. Questa chiesa modo. Presenta questa città, soprattutto
ha la facciata di
la più antica delta città, verso il sud, immensi giardini e terreni ;
semplice architettura, dominata da due la parte abitata, di cui può considerarsi

alte guglie; nell' interno si osserva il bel come punto centrico la piazza reale, ed
colonnato che circonda il coro, e soprat- il cui nucleo forma un ovale
assai ben de-
tutto la nuova tomba di s. Remigio, fat- terminato dai bastioni e dai muri non ,

ta neli8o3,cheneoccupa il centro: èque- occupa se non la metà della superfìcie to-


sta una rotonda composta di 8 colonne tale. Vi sono diverse belle strade , e tra
di marmo campano, sormontate da al- le piazze primeggia la reale, di forma qua
trettanti archi che sostengono una specie dra e decorata da belli edifìzi d'ordine
di cupola a giorno; 6 tra gl'intercolunni dorico, terminati all'italiana^ più im- il

sono guarniti ciascuno di due statue, cioè portante tra'quali è l'antico palazzo de-
rappresentanti da un Iato 6 pari laici i gli Appalli conosciuto sotto il nome di
,

del regno, dall'altro 6 pari ecclesiasti-


i Dogana, che occupa tuttoii lato meridio-
abito di ceremonia. L'arco di dietro
ci, in nale e va adorno d'un frontone greco, en-
è occupato dal gruppo del battesimo di tro il timpanodel qualeèscolpita la statua
Clodoveo I, composto delle figuredi quel di Mercurio, circondata da palle di lana
re, del suoelemosinierc Tierri, e di s. Re- e grappoli d'uva, primarie fonti del com-
migio. Tutte queste statue furono rispar- mercio di Reims; nel centro di questa bel-
miate quando nel 1793 si distrusse l'an- la piazza è una bella statua pedestre in
tico sepolcro, che nel i53i avea rim- bronzo di Luigi XV, opera di Carlellier,
piazzato quello eretto nel secolo XII nel ristabilita nel 1 8 1 8, nel sito di quella che
luogo della tomba primitiva fondata dal- fu abbattuta nel 1793. Bello e superbo è
l'arcivescovo Incmaro: rultimodeli53i l'edifizio municipale nella piazza dellaCit-
si doveva al cardinale Lenoncourt. La là; incominciato nel 1627, fu terminato
chiesa dell' abbazia di s. Nicasio, della soltanto nel 1825 la facciata è ornata di:

suddetta congregazione, era un capola- colonne corintie, doriche e joniche, ter-


voro d' architettura , e celebre pel feno- mina con due ampi padiglioni e ne pre-
meno del suo pilastro tremante quando senta nel centro un altro più elegante e
suonava la campana maggiore era la più : leggero, cui sormonta una bella torrecon
bella delle 3 basiliche di Reims, con ele- orologio, 4 statile pedestri, ed altra simi-
gante facciata, intieramente distrutta nel- le di Luigi XIII, bell'opera di Cartellier,
l'accennata epoca rivoluzionaria. Eranvi e collocata tra due colonne ritorte. La
pure a Reims l'abbazia di s. Dionigi, dei piazza de'Panni è decorata dalla fontana
canonici regolari della congregazione di Machault.Possiedeqtiesta città buon nu-
Francia ; quella delle benedettine di s, mero di fontane che deve al can. Godi-
Pietro, una delle più ricche del regno; not, di cui conserva il nome quella pres-
quelle di s. Stefano, delle canonichesse di so la metropolitana , e racchiude molti
s. Agostino, e di s. Chiara. Vi erano an- oggetti interessanti per 1' antichità e per
cora 6 conventi di religiosi mendicanti, l'architettura. Reims
importantesot- cosi
un collegio de'gesuiti, una commenda ge- to romani, conserva ancora avanzi dei
i

rosolimitana, il monastero di Loiigueau tempi remoti, che ricoidano nomi di pa- i

dell'ordine di Fontevrault, e 3 altre case iccchie iiii le sue vie e le sue porte rl'an-
72 REI REI
tica porta di Marte, chiusa sin tlali545, come manifatture di panni, caslmirl, me-
e posta vicino alla nuova, riesce soprat- rinos, cambelloti, ec, oltre altre manifat-
'

tutto interessante, quantunque molto sca- ture. Altra industria significante consiste
duta ; consiste in un triplice portico di ne'vini diSciampagna bianchi, spuman-
quasi oo piedi di faccia, decoralo da 8 co-
I ti e non spumanti. Vi si alleva un ovile

Jonne striate d'ordinecorintio, il cui arco di capre del Tibet. Si gloria Reims d'a-
di mezzo hai 8 piedi di larghezza ei la- ver dato natali a gran numerod'uomini
i

terali 12: uno di questi vedesi per metà celebri, tra gli altri Colbert, G. Gobelin
distrutto: tutti e 3 sono prodigiosamen- che die il suo nome alle famose manifat-
te carichi di sculture e trofei, per isven- ture di tappeti a Parigi, Gio. Godinot il

tura in parte cancellati, e 3 colonne delle quale usò una parte dell'immensesue for-
8 trovansi soltanto assai bene conservate. tune in fondazioni utili,Giovinosummen-
Ignorasi l'origine di questo monumento tovato,ildottobenedettinoRuinart,ravv.
o arco trionfale dedicato a Marte, che ere- Linguet, i due Troncon-Ducoudray , il

desi eretto ad Augusto, quando M. Agrip- letterato C. Batteux, l'antiquario Nicolò


pa era governatore generale delle Gal- Bergier, 1' ab. di Lallaignant, lo storico
ovvero secondo alcuni a quest'ultimo
lie, Vely, l'ab. Pluche, Roberlo Nanleuil in-
l'eressero gli abitanti, in riconoscenza del- cisore del regno di Luigi XIV , ec. Ur-
le molte e grandi strade militari che avea bano //nacque a Chatillon-sur-Marne,
fattoaprire e delle quali la città loro era il castello poche miglia distante da Reims.
puutocentrale, secondo l'opinione di Car- Producono dintorni ottimi vini. Vi so-
i

bon.Altri avanzi d'arco trionfale si vedono no acque minerali presso la porta di FIc-
in mezzo della città, e servi anch'esso per chambault, e cave che contengono molti
porta chiamata Basilicaire e per corru* fossili.

zione Bazce : i bassorilievi che l'adorna no L'origine dell'antichissima e celeber-


pare che l'indichino come dedicato a Ve- rima città di Reims è contraslata da di-
nere, altra deità tutelared'Augustodacui verse opinioni : si vuole fondata da Rhe-
pretendeva discendere.A poca distanzadel mo re de' celli, all'epoca in cui Priamo
primo arco sorge un monticello che por- regnava Al tempo di G. Cesa-
in Troia.
la il nome di Arenes, e che supponesi for- re, era una delle più importanti città del-
mato dalle macerie d' un anfiteatro. Vi la Gallia Belgica, della quale parlai pure

si scoprì nel 1738 un sepolcro antico de- a Paesi- Bassi. Fu chiamala Duracortuin
corato da pitture a fresco, che l'ignorante o Duraconorum o Durocortoritm Ww'
suo proprietario distrusse nel 1802. Am- morum, formava Remi, po- la capitale de
miransi ancora a Reims i magnifici pas- polo polente e fedele alleato de'romani,
seggi elicsi svolgono all'ovest per una lì- di cui prese in appresso il nome. roma- 1

nea d'un 4-° di lega, dalla porta di Mar- ni vi fecero metter capo 8 strade super-
te a quella di Véle, formati da numerosi be, delle (piali si nolano ancora qualche
e belli viali d'alberi e bagnali ad un'estre- vestigio, ed al momento della creazione
mila dal fiume, ed il castello d'acqua si- della Belgica 2.' ne divenne la metropo-
tualo presso alla città verso il sud , che li. Carbon nobile Ueims, dice che A- di
fomministrn le ac(jue della Vele a 7 fon-
1
grippa pei servizi considerabili che la cit-
tane ripartite ne'divc-rsi (piiulieri. Que- tà avea reso ai romani, per la stima che
sto città , la più iinporlaiite del diparti- n'ebbe G. Cesare e le conlinuò Augu-
nicnlo per 1' estensione, la popolazione sto , scelse questa città per essere nelle
di più di 4<)|OOo onime, ed il coinmei*- Gullie, ciò che Roma era nell'Italia, cioè
ciò, è centro d'una induktria ultivìssima il centro dove venivano a terminare lo

che principuliiiciitc s'cicrcilo nel lanifìcio, strade da lui fatte costruire. Cadde poi
RE[ REI 73
in potere de'franchi, e Rei ms che già area lungamente avanti l'altare, e si cantò il
abbraccialo la religione cristiana, ed era le Deuni e terminò la funzione con al*
sede d'un vescovato, si gloria d'essere il cune sagre preci che il Papa recitò so-
,

luogo nel quale l'anno 496 fu Clodoveo pra l'imperatore. Usciti di chiesa presero
I das. Remigio batlezzatocon gran pom« del pane e del vino in forma di benedi-
pa : si vuole che il santo ungesse Clodo- zione. L'imperatore tornò a Reims, do-
veo I anche come re, donde poi derivò ve nel dì seguente invilo il Papa a pran-
agli arcivescovi di Reims il privilegio e- zo; Stefano V restò nel monastero di s.
sclusivo di coronare e consn^rare i re di Remigio fuor di città, enei 3.° dì dal suo
Francia, massime dalla S/ dinastia in poi, arrivo invitò a pranzo Lodovico 1 cui ,

e tenne il i.° rango, col titolo di duca, fra presentò molti doni, come pure ai signo-
i 6 pari ecclesiastici del regno : i re della ri di sua corte. A (jueste reciproche acco-

I." stirpe concessero grandi privilegi alla glienze e dimostrazioni , corrispose la con-
città. Quando s. Leone 111 uell' 8o4 •«• clusione degli alfari che più gli slavano
tornò in Francia, Carlo Magno lo fece a cuore, colla conferma alla chiesa roma-
inconti'aredat suo primogenito e Ioattese na di tutti i suoi privilegi. Nella domeni-
a Reims, accogliendolo colla solita divo- ca seguente 29 novembre il Papa con una
zione esultanle;quivi dimorando coll'im- corona d'oro tempestata di gemme, che
peratore nella regia villa, elevò Mantova .seco aveva portata da Roma, coronò l'im-

a vescovato, ed insieme passarono a Sois- s. crisma, esimilmeu-


peratore, l'unse col
sous. Il i,° esempio di coronare l'impera- tecoionò l'imperatrice. Poi ottenuto da
tore fuori di Roma lo diede Stefano IV Lodovico che potessero tornar in Koma
I

dettoVnell'8i6,cjuandosi portò inReitns imolti romani banditi da Carlo Magno,


a coronare Lodovico I. Narra Ferlone, e detenuti in Francia per l'enormità da
De' viaggi de Pontefici, p. 77, che l'im- loro commesse contro la chiesa romana
peratore gradì sommamente che il Papa e s. Leone III suo predecessore, il Papa
perciò si recasse in Francia; e a Bernar- prese congedo e tornò in Italia. Alla mor-
do re d'Italia ingiunse d'accompagnarlo te di Lodovico I neir84o, all'atto dello
i»el viaggio egli spedì incontro alcuni am- spartimento della monarchia, Reitns toc-
basciatori per fargli corte e servirlo, re- cò a Carlo il Calvo e fece parte del regno
candosi egli ad aspettarlo a Reims. Nulla di Neustria ; altri dicono che di questa
di più magnifico e piìi confacente alla r imperatore fece re il tiglio Luigi 1. Nel
maestà pontifìcia e Lodovico alla pietà di 1049 S.Leone IX passò in Francia per re-
1, può idearsi dell'accoglimento con cui il staurarvi la disciplina ecclesiastica; tras-
Papa fu da lui ricevuto. Si trovò ben 1000 portò dalla chiesa di s. Cristoforo il cor-
passi distante dalla città a riceverlo col po diRemigio, che trovò incorrotto,
s.

piìisfarzoso accompagnamento. Entram- neir abbazia de' benedettini che prese il


bi discesero da cavallo, e l'imperatore 3 suo nome il i.° ottobre; celebrò un fa-
volte s'inginocchiò davanti al santo Pa* moso concilio nella basilica di s. Remi-

dre, il quale Io alzò da terra e si baciaro- gio, illustratodal p. Lupo agostiniano cou
no scambievolmente: Benedetto sia quel' dotte dissertazioni; consagrò detta chiesa,
lo che viene nel nome del Signore, disse ed all'abbate del monastero concesse di
Lodovico I. E Stefano V rispose Sia : poter celebrare divini utìizi coi sanda-
i

benedetto Dio, che ci ha fatto vedere un li, ornamento che allora era solo proprio

secondo Davide cogli occhi nostri. Qmn- de' vescovi: altri Papi onorarono Reims
di s'avviarono alla chiesa e travia l'im- di loro presenza, ma siccome vi tennero
peratore addestrò il cavallo del Papa, e de'concilii, ne parlerò trattando di essi.
lu sosteneva colla sua mano. Orarono Notai nel voi. XXVI, p.290, che nel 1
1 79
74 REI REI
inReims dall'arcivescovo carcllnal Albi- vele veduto la bella cattedrale; ebbene noi
mano, con gran solennità e alla presen- abbiamo ordinato di farvela rivedere nel-
7a de'pari vi fu consagralo re Filippo II la girandola colla maestosa sua facciata.
Angusto, e che l'arcivescovo ottenne da Nel i83o assunto al trono Luigi Filippo,
Alessandro III che soli suoi successori i abolì la dispendiosa ceremonia della con-
potessero coronare re di Francia, onde i sagrazione e coronazione in Reims, e per
d'allora in poi la città fu il teatro di que- lui non ebbe luogo nemmeno altrove.
sta splendidissima funzione. Reims avea La fede cristiana vi fu predicata da s.

prima avuto il titolo di contea , ma Fi- Sisto romano, discepolo di s. Pietro, il


lippo II le conferì quello di ducato in fa- quale verso l'anno Sj lo costituì in i.°
sore di detto cardinale arcivescovo ch'e- arcivescovo per convertirla a Gesù Cri-
ra suo zio. Nel I 359 sostenne un assedio sto; nell'anno 67 patì glorioso martirio
controOdoardoI 1 1 re d'Inghilterra. Reims e fu sepolto nella chiesa d^ss. Sisto e Si-
seguì destini di Francia, ed immensa-
i nicio, donde nel 920 fu trasportato ilcor-
mente soffrì nella rivoluzione del secolo pò nella basilica di s. Remigio, come ri-
passato, per la quale terminò di sussiste- porta Ghenu, Archiep. Galliae chronol.y
re la celebre università. A' i2marzoi8 «4 p. 264» series archiep. Remensiurn, citan-
S.t Priest generale francese emigrato l'oc- do gli storici Sirmondo e Flodoardo che
cupò coi russi, ma nella sera stessa soprag- ne scrissero fasti. Gli arcivescovi si qua-
i

giunto iVapoleone, dopo ostinato conflit- lificarono poi primati della Gallia Belgi-
to, in cui il generale restò gravemente fe- ca, e legati nati della s. Sede ; -dice Com-
rito, vi rientrò vittorioso, concedendo al- roanville, Histoirede tous les archev., che
l'armata tre giorni di riposo oe'dintorni, tutti i capitoli della provincia ecclesiasti-
che fu in quella memoranda campagna ca pretendevano dipendere direttamen-
l'estremo; poiché essendosi fin dal feb- te dagli arcivescovi di Reims, nondai lo-

braio adunati a congresso nella vicina ro vescovi. Ebbero a sulTraganee le chie-


Chatillon, Stadion, Razumowski, d'Hum- Chalons sur Mar-
se vescovili di Soissons,
boldt e Casteireagh plenipotenziari del- ne, Laon, Senlis, Beauvais, Araiens, No-
le 4 potenze alleate, ed il duca di Vicen- yon, Boulogne. Al presente le sedi suf-
za ministro di Nnpoleone, per combinar fraganee sono 4 soltanto Soissons, Cha- :

d'una pacificazione,
Je basi a'23 marzo fu lons, Beauvais, Amìens. Il 2.° arcivesco-
ordinata la marcia in massa su Parigi, ed vo fu s. Sinicio romano, altro discepolo
ebbe fine il potere di Napoleone. Luigi di s. Pietro, egualmente da lui ordinato
XVIII che rimontò sul trono de' suoi delegato per la chiesa di Soissons, don-
livi non fu coronato, bensì il fiatelloCar- de passò a questa e nel 68 fu martiriz-
loX aReimsa'29 maggior 825 con quel- zato : sepolto col predecessore, la loro fe-
la solennità eternata con medaglia mo- sta si celebra a Reimsili." settembre. In-
numentale , al modo che toccai nel voi. didivenne arcivescovo, nel 68 s. Aman-
XXVII, p.i4'2- Leone XII ne'fuochi ar- 7Ìopure romano e discepolo di s. Pietro,
tifiziali della rinomata girandola, che per morto neir89. Betausio greco nipote di
Pietro e Paolo si fecero sul
la festa de'is. Papa s. Eusebio, fu ordmato nel 3 12 da
Castel Angelo in detto anno, ebbe il
s. Papa s. Melchiade. Aper o Afer morì nel
pensiero che dessi con l' illuminazione e 3To, e gli successe Discolio, iodi s. Ma-
decorazioni rappresentassero In magnifi- terniano dal 348 al 370. Governò s. Do-
ca facciata della metropolitana di Ueims, uaziano (^.), morto a' i.\ ottobre 390
dicendo a mg.** di Queien arcivescovo di secondo Clienu, patrono di Bruges. Po-
Parigi, allora in Ruma e da lui ospitato scia s. Vivon7.io, sotto il cui nome fu eret-
nel icminaiio romano; Voi di recente a* ta la collegiata a Brau\; s. Severo morto
REI REI 75
a'i^ gennaio e tumulato nella chiesa di governò con zelo esemplare e
diocesi la

s. Agricola. L'arcivescovo s. Nicnsio[F'.) morì santamente nel 7820 733, ovvero


edificò la cattedrale e colla sorella e al- nel 740 secondo il Buller. Nel concilio di

tri compagni fu martirizzato nel 407 o Soissons del 745 fu eletto Abele, ma po-
più tardi. Baruch già prepositodi detta co potè governare per le violenze dell'in-
chiesa, Barucio fratello del precedente e truso Milone. Tilpino o Turpino mona*
morto nel 4^9? Barnaba fu ordinato nel co di s. Dionisio, di santa vita, fu nomina-
460 in Roma da s. Leone I che gli confe- toda Carlomanno nel 769 e ordinato nel
rj il pallio, Bennadio o Bcnnagio fratello 773 d'ordine di Carlo Magno, cui Adria-
di s. Ilario d'Arlesdel462, morì nel469 no I trasmise nel 774 il pallio col titolo
e fu sepolto nella metropolitana. Nel 47 i di primate di sua provincia o Belgica a.',
il popolo ed i vescovi comprovìncinli e- confermando il titolo di metropoli alla
lessero di comun consenso s. Remigio[f^.) sua chiesa ed assoggettandola alla sola
,

e governò per 70 anni: distrusse l' ido- autorità della s. Sede: da Cario Magno
fondò un monastero
latria e l'arianesimo, ottenne diversi privilegi alla sua chiesa,
sul Monte d'Hor pressoReims, e vi pose a in quella di s. Remigio ai canonici sostituì
superiore s. Teodorico (F'.). Nel 54 Ro- '> i monaci, ed i*i fu se[)oIto nell'81 i eoa
manoabbate benedettino e cugino di Pa- epitadlo in versi. Vulfario delI'SiS au-
pa Vigilio, Flavio, Mapinio morto nel 57 2. mentò i beni del monasteio Orbacense,
Fu celebre arcivescovo Egidio, di gran- e molti ne ottenne per la chiesa di Reims
de autorità regno d'Austrasia, paci-
nel da Lodovico I, di cui era cancelliere. Eb-
ficò il re Cliildeberlo II con Chilperico bo o Ebbone dell'Saa, di cui e delle sue
1 re di Soissons , indi pel suo zelo e per vicende parlai ne' voi. XXVI , p. 276,
invidia fu rilegalo a Strasburgo. Nel 597 XXXI V,p. 296 ; dopo di lui ressero la
RomuKo figlio di Lupo duca d'Aquita- chiesa Folco abbate e Noto. Nell'H 45 //ic-
nia. Nel 600 s. Sunnachio già arcidiaco- mciro [V.) che consagrò Carlo il Calva
no della chiesa, morto decrepito, al cui nel settenìbredeirSSg, e poi a Compie-
tempo s. Baldrio fratello di s. Bova ( A^.) gne neir878 il figlio Lodovico 11 il Bal-
edificò un monastero in uno de'sobbor- bo. Neir882 Folco fece riconoscere Car-
ghi di Reims.ove si fece religiosa la so- lo il Semplice, lo coronò e divise con lui

rella, ne divenne badessa e le successe la il governo dello stato; restituì a Reims


nipote s. Doda. Indi fuarcivescovo Leu- la scuola^ cinse di mura la città, ma fu
degiselo;ne| 649Engilberlo o Angelber- assassinato dai satelliti di Baldovino IC
to figlio del magislri equitumfrancoruiny conte di Fiandra per avergli tolto l'ab-
che ricevè il pallio da Papa s. Martino 1; bazia di s. Vasto e il castellod'Arras.Nel
Laudo fratello del //i<7gfùfri eqitUnin piis- 900 Eriveo o Erve gran cancelliere di
simo del 65 1, eresse il monastero ai be- Carlo il Semplice, e consagrò Roberto (
nedelliiii; s. Nivardoo Nivone, la cui fe- in Reims. Sculfo già arcidiacono mori ,

sta si ."settembre; s. Regolo che


celebra il 1 di veleno nel 925 propinato da Eriber-
fondò monastero Orbacense, nel Iòndo
il to conte di Reims e d'Aquitania; quindi
donatogli da Tierrico I li; s. Bigoberto^f^".) fece eleggere in successore il proprio fi-

conte, cugino del predecessore, consiigrò glio Ugo o Ugone che ancora non avea
i re Dagoberto 111, Chilperico II e Tier- compito l'età di 5 anni, e Giovanni X lo
rico IV, tenne al s. fonte Carlo Martello, confermò, secondo Flodoardo, Hisloria
il quale poi, per le brighedell'abbate Mi- Reniens. lib. 4, nel 1. 7 della Bibl. Ponl.j
1

lo o Milone che si usurpò questa sede e perciòscrisse l'annalista Baronio,che que-


quella di Treveri j lo cacciò uel72 onde 1 , sto fu ili." mostro che si vide nella Chie-?
si ritirò in Àquitania; restituito all'arci- sa di Dio, caso uoo mai udito fìuo alla?
1

76 REI REI
ra. Àrtaudo o Ai-toldo monaco di s. Re- gers, nellaPasqua del 11:29 consagrò in
mìgio, tuttavia nel gSi ebbe il pallio da Reims re Filippo, ma non successe al pa-
Giovanni XI, onde insorse scisma dive- : dre Luigi VI. Nel 1 39 Sansone Despretz;
nuto Papa nel 946 Agapito II, per tei*- nel I6 da Beauvais vi fu trasferi to En-
1 1

ininarlo, spedi per legato e vicario della rico Magno figlio di detto Filippo; Gu-
s. SedeinFrancia Marino vescovo di Po' glielmo Albiniano [V.) che coronò In
liinnrzio (^.), il quale nel concilio d'7n- Reims Filippo II Augusto poi cardinale
gellieim [F".) del ^^S riconobbe Arlol- legato; Guido Pare [F.) cardinale lega-
do, e scomunicò il competitore Ugo, ciò to; Alberico d'Humbert nel 1207 che rie-
che confermò il Papa nel concilio roma- dificò la cattedrale rovinala dall'incen-
no del 949. Arloldo ottenne la contea di dio; Guglielmo de Joinville nel 1220 già
Reiras con facoltà di battere moneta da vescovo di Langres, coronò genitori di i

Luigi IV, che avea coronato in Laon ai s. Luigi iX in Reims, il quale nella sede

20 maggio 936. Odalrico figlio del con- vacante fu inaugurato da Giacomo Ba-
te Ugone, preposto e canonico di Reims, sochi vescovo di Soissons nel 12 26 a'29
f<i ordinato nel 962, e donò ai canonici novembre. Nel 1227 Enrico di Brenna;
la villa Vindenissa. Adalberto o Albero Ivhello de Mayenne già di Tours nel
figlio del conte Goffredo nel 973, consa- 1244» Tommaso de Beaumet neli25o;
grando in Reims Ugo Capeto. Arnoldo Giovanni de Courtenay morto nel 127 i;
discendente di Carlo Magno, di cui nel Pietro Barbet morto nel 1 3oo; Roberto
voi. XX.VI, p. 284 e 285: contro di lui de Courtenay neli3o2, consagrò Carlo
fu eletto Gerberlo nel 991 da Giovanni IV neli32o; Guglielmo de Tria trasfe-
XVI ma , Gregorio V lo trasferì poi a rito da Bayeux e coronò Filippo VI nel-
Ravenna (^.) e fece ristabilire Arnoldo, la metropolitana nella festa della s. Tri-
che nel 999 fu confermato dallo stesso nità del 1328. Giovanni di Vienna morì
suo rivale Gerberto divenuto Silvestro neli35i; poco visse Ugo de A rceis; Um-
II (^.). Indi Ebaio o Ebulo laico, però berto già delfino e patriarca d' Alessan-
erudito nelle sagre lettere in que' tempi dria amministratore, morto nel i345;
rozzi e ignoranti che donò ai canonici
, Giovanni de Craon Iraslato da Le-Mans
la villa Biliniaca celebrò il sinodo nel
, morto nel i374; Lodovico Thesart nel
1029, ed unse re Enrico I a Reims: per 1374 già vescovo di Bayeux ; Riccardo
le epoche e altro di queste consagrazio- de Picque nel 1877 Federico Cassinel ;

ni, ripelo che le riportaia Francia. Gui- motto nel 1390. Guido de Roye traslato
«lo Barbet morì nelioT^; poi Gervasio da Verdun, nel 14^9 fondò in Parigi il
narl)€t traslato da Le-Mans, coronò in collegio ili Reims, che nel 1763 fu riuni-
Reims Filippo I e divenne gran cancel- to a quella università. Simone Crarnaiui
liere. Manasse giù arcidiacono, nel 1080 (F.) patriarca d'Alessandria e cardinale;
fu fatto deporre da s. Gregorio f^ll[f^.). Pietro Trousseau trasferito da Poitiers,
RainoMo o Rainaldo sostituito , era ca- morto nel i43o; Reginaldo Carvale (/'.)
nonico della metropolitana. Neliog^Ma- cardinale; Giacomo Giovenale Orsini del
aa^sc Daufrai; Gervasio di Lorena, figlio i44 1; ^''0- Giovenale Orsini nel i47 3
di Ugo de KetCht e fratello di Baldovino pari di Francia, confermò colla sagra un-
I re diGcrusalcoitne, abdicò ncli i4i ^ i zione Luigi XI, da Calisto III deputato
per meglio dire coi Sammartani, Pasqua- col vescovo di Parigi a rivedere il pro-
le Il ne annullò 1' elezione, onde poi si cesso della Pulcvllad'Orleans ingiusta-
aminogliism vece Papa ordinò Uadol-
il mente condannala. l'ietrodcLa-Valgià
li» preponilo di llciuK. Rinaldo Dcsprelz o vescovo di s. Malo, morto noli493; Ro-
de Marliniaco trasferito nel 24 da An- 1 1 berto Brissonnet niorlo nel 1^97; s''
*"*^'
REI REI 77
cesse Guglielmo Brissonnet (F",) cardi- dimadreperla pieno di vino,un pane d'ar-
nale; Carlo del Carretto {V.) cardinale; gento, una borsa con 3 pezzi d'oro. Dopo
1

Roberto de Lenoncourt consagrò a' 25 la messa il re si comunicò sotto il trono

gennaio i5i 5 Francesco I; Giovanni di colle due specie sagramentali (di cui par-
Lorena [V.) cardinale; Carlo di Lorena lai nel voi. XV, p. I 12), tenendo la co-
(A^.) cardinale, fatto arcivescovo di 3 an- 1 rona in testa, e nelle mani lo scettro e la

ni neh 538 da Paolo III, coronò con so- mano di giustizia. Dopo la funzione il re
lenne pompa Enrico II Francesco II, , con corona più leggera andò a desinare
Carlo IX chiamalo da Pio IV secondo
, \estito come si è detto, avendo a destra
Papa^ e da s. ?\oY\\Papa d'oltremon- e a sinistra tavole pei pari, pel nunzio e
<e. Lodovico di Lorenao Guisa (^.) car- ambasciatori, pei principi e pei cavalie-
dinale che nel i575 consagrò in Reims ri. Vi assisterono alcuni primati della cit-
Enrico III. tà di Reims chea sue spese fece il super-
Il Galtico, /4cia caeremonalia , a p. bissimo convito, secondo l'antico costu-
226 riporta il dettagliato ceremoniale me. In seguìtosulla porla dellacattedrale
ch'ebbe luogo, il quale sembra scritto alla di Reims, corani popiilo, seguì lo sposa-
s. Sede dal nunzio di Parigi. Si parla del- lizio del re con Luisa di Lorena al cui ,

la prodigiosa ampolla di s. Remigio, il cui banchetto intervennero il nunzioeglì am-


olio servi per la con$agrazione,ed il mo- basciatori. All'arcivescovo cardinal Lo-
do come l'abbate della basilica lo portò dovico successero Filippo tie Lenoncoiirt
sotto baldacchino(de'sostcni tori delle aste {/^".) cardinale nel 1592; ^iicola de Pel'
parlai a Remigio, ordine equestre) alla
s. levé(F'.) cardinale morto nel i594; Fi-
nielropolitana, incedendo a cavallo. La lippo de Ree già vescovo di ^'anles mor-
funzione si fece culla massima splendi- to neli6o5; Lodovico di Lorena o Gui-
dezza e con isfuggiodi ricchi vestiari ca- sa (V.),co\ quale Chenu termina la serie

richi di preziose gemme. Il re portava ud degli arcivescovi : essendo soltanto sud-


vestiario con aperture per ricevere l'un- diacono, in sua vece coronò Luigi XII i
zione senza spogliarsi. Prima della coro- nella caltediale di Reims il cardinal di
nazione il cardinale arcivescovo di Reims Giojosa; introdusse nelle città ì gesuiti.
domandò popolo se volevano per loro
al Gabriele de s. Marieo Guglielmode Gif-
re Enrico IH, il quale subito emise il giu- ford inglese nel 1622, dotto oratore eteo-
ramento. Poi il cardinale io benediecon logo, già sufhaganeo del cardinal Lodo-
apposite orazioni, essendo il re genufles- vico coi titolo!// ^a/7/ZiUjd'Àrcidalia, visi-
so, gli unse la cima del capo, il petto, la Lorena de'duchì
tò l'arcidiccesi. Enrico di
schiena, le spaile, i polsi, le palme delle di Guisa nel 1629,6 come non consagra-
mani. Vestitosi il re della toniceila e dal- to rinunziò neh 64 i-Eleonoro d'Estam-
matica, e del manto reale, dal cardinale pes vescovo di Charlres, ricevette il pallio
gli fu dato l'anello benedetto, lo scettro nella cattedrale di Soissons dal vescovo
nella destra e la mano di giustìzia nella suffragnneo Le Gras; celebrò il sinodo,
sinistra mano, indi cogli altri undici pa- visitòr arcidiocesi e fu lodato pastore.
,

ri pose la corona di Carlo Magno in ca- Enrico di Sa\oia,duca di Reims, i.° pari
po al re e disse : f^^ivat Rex in aeter- di Francia, legato della s. Sede, neh 65 r

/»/m, così fecero i colleghi, e l'araldo tre fatto arcivescovo, consagrò Luigi XIV :

volte gettando denari al popolo che gri- con questi nella Gallia Christiana si fini-
dò, flve le Roij dopo di che si cantò il sce la serie degli arcivescovi. Riporterò
Te Deiim. Il cardinale cominciò la mes- quelli del secolo passato e del corrente,
sa grande all'altare maggiore, ed all'of- registrati nelle iVo^iz/e ^i Eoma. 1722
fertorio il re per obblazioue ollìì un vaso i^rniaDdo GiulioUeRohandiParigi.1763

78 REI REI
Carlo Antonio de la Roche Àymonl (F.) andò solamente l'uflìzio de'sanli propri,
cardinale j che consagiò Luigi XVI a e tuttociò con gradimento dell'intiero cle-
Reinos nel 1775 agli 1 1 giugno. 1 777 A- ro. L'arcidiocesi si estende per circa So
lessandro Angelico de Talleyiand de Pe- leghe e \5 per latum: si forma del cir-
rigord (
V.) cardinale quando la sede di : condariodi Reims e del dipartimento del-
Beims fu soppressa pel concordato del leArdenne. Ogni nuovoarcivescovo è las-
1801 non volle rinunziare a Pio VII, il sato in fiorini 5ooj prima ne pagava4700
quale nel 8 7 la ristabilì e promulgò ar-
1 1 perchè godeva 5o,ooo lire di rendite.
civescovo Gio. Carlo de Coucy già ve- Concini di Reims.
scovo diLaRochelIe, alquale Pio VII in- III." si tenne nel 5 1 4, e s. Remigio vi
dirizzò il breve Nostris, de'4 settembre convertì unereticoariano.il 2.°nel625o
182 I, Bull. coni. 1. 15, p. 4^4i sulla con- f)3o presieduto da s. Sonnachio con 4^
servazione dell'arcidiocesi di Reims su di vescovi, fra i quali i ss. Arnoldo di Metz
alcuni luoghi precedentemente smem- e Cuniberto di Colonia : vi si fecero 25
brali. Nello stesso Bollarioa p. 4^7 e 438 canoni di disciplina, e sì prescrisse l'osser-
vi sono i brevi Etsi, Nostris sub pluni- vanza di quelli del concilio di Parigi del
ho, e Nostris apostoUcis, dello stesso Pa- 61 3. Il 3.°neir8i3, tenuto d' ordine di
pa, spediti nel medesimo giorno e an- Carlo Magno, per ristabilire la disciplina
no, sulla rettificazione dell' arcidiocesi di ecclesiastica: lo presiedè l'arci vescovo Vul-
Reims, e sulla dichiarazione di Amiense fario, previo il solito digiuno di 3 giorni;
di Soissons in sulTrnganei di questa me- vi si fecero 4o canoni, ripetizione in par-
tropolitana. Gli successe nel 1824 ^'O' te di quelli d'ArleseMagonza. Il 4-°"eI-
anni Battista de Aflf/'/C/^.) cardinale, che l'874.II 5." neir879. Il 6>nell'892 89?
consagiò Carlo X,ed ebbe da Gregorio in favore di Carlo III il Semplice. Il7.*'nel-

XVI nel i83g a coadiutore con futura r894-L'8.°nel90 1 ,in cui furono scom uni
successione mg.r Romano Gallar arcive- cati gli assassini dell'arcivescovo Folco. Il
scovo d'Anazarbo in parlibns. Però non 9.°nel923,in cui Seulfo di Reims co'suoi
gli successe e per morte del cardinale,Gre- su (fraga nei ordinò a quelli ch'eransi trova-
gorio XVI nel concistoro de' 1 3 luglio ti alla battaglia di Soissons tra Roberto I

1840 da Perigueux (/^.) vi trasferì l'o- eCnrlollIjdi far penitenza 3 quaresime in


dierno Tommaso Gousset di Monligny- 3 anni. Ilio.°nel 97 5,in cui Stefano legalo
les-Cherlieux arcidiocesi di Besancon ,
di Benedetto VII scomunicò Teobaldo u-
che come dissi nel voi. LUI, p. 228, Pio surpatore del vescovato d'Amiens. L' 1 1.

IX creò cardinale a' 3o settembre iBlio nel 989 per l'elezione dell'arcivescovo Ar«
Il 12. "nel 991 a'
col titolo di s. Calisto, avendogli spedilo Tjolfo. 17 giugno in Basi-
r annunzio col beirettino rosso per la lea, 3 leghe distante da Reims, radtniato
guardia nobile d. Francesco de'duchi Cae- d'ordine d'Ugo Capeto contro Arnolfo,
Inni, destinando ablegato per la tradi- per sospetto d'essere d'intelligenza con
zione della berretta cardinalizia mg.*' A- suo zio Carlo di Lorena ch'erasi impadro-
rhille A polloni, ch'ebbe eguale incarico nito di Reims, che poi fu preso da Ugo e
pei cardinali d'Astros arcivescovo di To- messo in prigione a Orleans. Presiedè il

lo«ne Mallhiru nrcivcscpvo di Besancon. concilio Seguino arcivescovo di Sens, co-


Nel voi. XXXiX,p.G2, celebrai il ripri- me più anziano, ed Arnoldo vescovo di
Minamenlo della liturgia romana, opera- Orleans come il più dotto pastore delle
lo da qiickto dollÌMÌmo e zelante arcive- Gnllienefu promotore e incoricato di far
MUivonvirarcidioccRidiReimn, poiché con le proposizioni. Egli esortò vescovi n o- i

bclln Icllorn pn^londc frco ndottiire il bre- perarc senza passioiieecon hbcMià, quindi
viuno , rilualc e mcbsalc romano^ risei'» dumaudòsc Ainuliòdi Reims |)otesse pur-
REI REI 79
garsi del delitto di lesa maestà di cui era scovi. So abbati e molti altri ecclesiasti-
iucolpato; indi si produssero prove con- ci. Nella I .' sessione fu proposto il sogget-
tro di lui. Ma 3 personaggi distinti par- to del concilio, cioè gli abusi che prati-
larono in difesa di A rnolfo, e coll'autorità cavansi nelle Gallie contro i canoni, la si-

della lettera de' vescovi d'Africa a s. Da- monia, le funzioni ecclesiastiche, le chie-
niaso I,e altre allegazioni, mostrarono che se usurpate o vessate dai laici , matri- i

ì grandi affari della Chiesa erano riser- moni incestuosi, l'apostasia de'monaci e
vati al Papa, soprattutto il giudìzio dei chierici, rubamenli , le ingiuste deten-
i

vescovi. Fu risposto ch'era stato citato al zioni de' poveri, i delitti abbominevoli ed
concilio con letlerecanoniche, e per mez- alcune eresie. Tutti vescovi i si purgarono

zo di deputati da più d'un anno; e si pro- dalla simonia, a riserva di 4 ; gli abbati
vò che la causa era stata portata al Papa fecero lo stesso, tranne alcuni che non o-
colla lettera del re Ugo a Giovanni XV; sarono parlare; un abbate di Poitiers fu
tuttavia Roma taceva. Perciò Arnoldo deposto per incontinenza. Nella 2.' ses-

d'Orleans pronunziò un discorso rimar' sione molli confessarono ch'erano entra-


chevole, dichiarando che le cause eviden- ti per simonia. Si scomunicarono que' ve-
ti devono essere terminate dal concilio scovi che invitati al concilio non etano
provinciale. Udite le ragioni delle parli, intervenuti, né mandato scusa. Si fecero
si conchiusc che Arnolfo poteva essere 12 canoni per rinnovare i decreti de'Pa-
giudicato nel concilio. Si fece dunque en- dri, e sicondannarono molti abusi. Alla
trare, e gli si esposero cou dolcezza i be- fine del concilio il Papa die una bolla,
nefizi ricevuti dal re, e il malech'egli a- la quale ordinò la celebrazione della fè-
vea fatto a lui. Arnolfo si difese debol- sta di s. Remigio ili.° ottobre. Il i5.° fu
mente, confessò il suo delitto e voleva ri- tenuto nel io5g per l'incoronazione di
nunzìar il vescovato, per averlo esercita- Filippo I re di Francia. Ih 6.°nel 1092 da
to indegnamente. Nella 2.' sessione cui Rainoldo arcivescovo con 6 vescovi della
assisterono re Ugo e Roberto I, Arnol-
i provincia , sulla differenza della separa-
do d'Orleans esortò Arnolfo diReimsa zione del vescovato d'Arras, da quello di
prostrarsi avanti ire e domandar loro la Cambray : i deputali d'Arras dichiara-
vita; Io fece e gli fu accordata; poi rimi- rono che doveansi ristabilire de' vescovi
se a Ugo l'anello e il pastorale, ed a' ve- ov'eranostati ; l'arcidiacono di Cambray
scovi le altre insegne, lesse la sua rinun- sostenne che Arras non dovea averlo. Il

zia e acconsenti che altri fosse eletto. Fu concilio rimise la decisione al Papa, che
questi Gerberto, uomo celebre pel suo a- decise ordinare un vescovo ad Arras, ed
more alle lettere e per la parte ch'egli in Roma consagrò l'eletto Ramberto. Si
avea neglialìari della Chiesa. Adalgero trattò pure di Roberto I conte di Fian-
avendo confessato d'aver aperte le porte dra, che usurpava i beni degli ecclesia-
di Reims e di essere entrato ostilmente stici che morivano, lliy." neli094 di 3
nella chiesa, accettò d'esser deposto, e fu arcivescovi e 8 vescovi, li detto re Filip-
spogliato degli abiti sacerdotali, e ammes- po I sperava approvare il suo ma-
di far
so alla comunione laica. Il 3." concilio i trimonio con Rertrada: Ivo di Chartres
nel ioi5 pei beni di chiesa, ed a favore non v' intervenne e appellò al Papa, di-
dell'abbazia di Mausson. Il 14.° nel 1049 cendo che non gli sarebbe stato permes-
a'3 ottobre, il giorno dopo la dedicazio- so di dire nel concilio impunemente la ve-
ne della chiesa di s. Remigio, il cui corpo rità. Ili 8.° tenuto da Urbano II nel lu-
era stato portato nella nuova chiesa edi- glio 1096, nel quale riconciliò colla Chie-
ficata da Incmaro abbate. Fu presieduto sa Filippo 1 che avea scomunicato pelsuo
da $. Leone iX e vi si trovaiOQO ao ve* adulterio cou Bertrada. 11 1 Q.^uel 1 1 o5, iu
8o REI REI
cui fu eletto vescovo di Cambray Eude o grandi lamenti. L'abbate di Cluny si di-

Adone, abbate di s. Marliaoa Touniay. fese, dimostrando provenir le accuse dal-


1120." Del I I og per la causa di Goffredo la cura che avea di conservare beni e i i

vescovo d'Amiens. Il 21.° neh i5a'28 1 privilegi del suo monastero, i quali si con-
marzo dal legalo Conone. Egli vi scomu- fermarono. Il concilio fece 5 decreli, con-
nicò l'imperaloreEnricoV, eri tnandòad tro la simonia; l'investiture de' vescovi e
Amiens GolTredo eh' erasi ritiralo nella abbati, proibendole sotto pena d'anate-
Certosa. li 22.° nel i 1 19 a'20 o 3o ot- ma; contro gli usurpatori de'beni di chie-
tobre presieduto da Calisto II, assistito da sa; contro chi esige retribuzione pel bat-
i5 arcivescovi e da più di 200 vescovi, tesimo, gli olii santi, la sepoltura, 1'
un-
poiché ne Ree venire da tulle le provin- zione degl' infermi; sulla continenza dei
cie d'occidente; vi erano quasi allretlauti chierici e contro le concubine. Si tece an-
abbati. Dopo
messa il Papa si assise
la , che un decreto per la tregua di Dio, per
sopra trono elevalo rimpetlo alla porla porre un frenoalle private risse in Fran-
della chiesa: i vescovi e i cardinali era- cia e in Lombardia, facendone severo di»
no nel I
.° rango; un cardinale diacono in vieto in alcuna stagione e giorni dell'an-
piedi a fìancodel Papa teneva il libro dei no. In questo concilio non si potè con-
canoni per leggerlo all'occorrenza. Dopo chiudere la pace tra il Papa e l'impera-
le litanie e le orazioni, il Papa fece una tore Enrico V. Questi essendo a Mousson,
specie d'omelia in latinosul vangelo, nel- dove Calisto 11 si trasferì mentre teneva-
la quale disse : che la barca figura della si il concilio , non volle eseguir la pro-
Chiesa era agitala dai fluiti. Un cardinale messa elicgli avea falla con giuramento
ièce un eloquente discorso, sopra i dove- di rinunziar all'investiture ecclesiastiche.
li de'pastori. Il vescovo d'Ostia Lamber- INell 'ultima sessione i vescovi e gli abbati
to, poi Onorio li, spiegò i diversi n)olivi al numero avendo ciascuno un
di 4^7 •

pe'quali il concìlio era radunalo. Il re di cereo in mano si alzarono, e il Papa sco-


Francia Luigi VI vi produsse suoi la- i municò solennemente molte persone, del-
menti rispello alla Normandia, che il re le quali si lessero i nomi, e pei primi Eu-

d'Inghilterra gli avea invaso con violen- rico V e l'antipapa Gregorio Vili da lui
za; ma il concilio non volle esserne gin* crealo. Il 23,°nelii3i a' 1 8 oltobre, te-
dice. Ildegarda conlessa di Poiliers, segui- nulo da Innocenzo II alla lesta dii3 ar-
ta dalle sue donne, essendo entrala nel civescovi e di 263 vescovi, e d' un gran
concilio , fece i suoi lamenti contro Gu- numero di abbati, chierici e monaci fran-
glielmo conte d'Aquilania che l'avea ab- cesi, alemanni, inglesi e spaglinoli. V'in-
bandonata ,
per prendere in sua vece la tervennero il re e la regina di Francia.
moglie del visconte diChatelleraul, e ch'e- Il più celebre degli abbati s. Bernardo
ra immerso in tulli i vizi, gloriandosi di vi luminosa comparsa. Approvala
fece
«uè dissolutezze. Si accettarono le scuse l'elezione d'Innocenzo li, fu scomunica»
de'prelati d'Aquilania, 1 quali rappresen- lo l'antipapa Anacleto II se non tornava
tarono che il non cra-
loro duca malato a resipiscenza. Si pubblicarono 1
7 canoni
si potuto recare al concilio, conte il Papa di disciplina del concilio di Clerinnnl del
gli avea scritto gli si accordò un indu- : Ii3o, poi ripetuti nel concilio di Late»
gio n presentarsi alla corte del Papa e , rano II. Il Papa vi consagrò re Luigi VII
ripigliar la suo legittima mrtglie .sotto pe- secundogenito,iu vece del suddetto fratel-
na d'anatema. L'arcivescovo di Lione si lo Filippo morto per una caduta da ca-
lagnò u nome del vescovo di Ala^on, de- vallo. 11 C'di delti canoni proibì ai mo-
gli iitlrnlali dell'ubbalcdi Cluny, contro naci e ai canonici regolari lo skidio del-
tli-1 quale muuaci u chierici prudustcìu le Ic^gi civili e della medicina pur guudu-
REI REI 8i
gnnr denaro. Furono vietali i tornei, per- nonico del vescovo, e se gli assegnerà la
chè ci correa rischio la vita dei corpo e sussistenza conveniente sopra i beni del-
dell'anima, volendo far prova di sua for- la chiesa". 11 26.°neli iSy.II ay.^neii i58
za e destrezza. Si pronunziò anatema con- sulle differenze insorte tra il vescovo di
tro chi percuotesse una persona consa- Laon e l'abbaledi s. Martino. IlaS." nel
grata a Dio. Il Papa vi canonizzò s. Co- I 164 tenuto da Alessandro III perlacro-

dardo vescovo d' Hildesheim morto nel ciata di Palestina onde mandarvi soc-
,

1128. Il 24-°neli i32Ìnfavore delTab- corsi. 1129.° nel i23i fu celebrato a s.

l)azia di Marmoiitier. Il 25.° neh i48 te- Quintino {f^.) nel Vermandois, sulla di-

nuto nel marzo e in quaresima da Euge- sciplina, e relativamenteallacausa di Mi-


nio III, ch'erasi portalo in Reinis nel de- lone vescovo di Beauvais. Il 3o.''nel 1 235
clinar di febbraio, con molti vescovi di pure a s.Quinlinosulla libertà dellechie-

Francia, Germania, Inghilterra e di Spa- se, donde l'arcivescovo di Reims con 6


gna, contro Gilberto Porrelano vescovo sufl'raganei andarono a Melun a trovare
di Poiliers, accusalo d'errori contro la ss. s. Luigi IX per fargli delle rimostranze

Trinila. Avendo s. Bernardo fallo confes- sopra certi articoli che offendevano se-
sare a Gilberto, ch'ej^li insegnava che l'Es- condo essi la libertà della chiesa. Il St."
senza di Dio, la sua Divinità, la sua Sa- nellostessoannoa Compiegne per alcune
pienza non è Dio, il santo impugnò for- osservazioni da presentarsi a re s. Luigi
temente questa proposizione , dopQ una IX. 11 32.° nello stesso anno a Seulis. Il
lunga disputa, indi stese una professione 33.° nel 1236 a s. Quintino per le im-
di fede contraria agli errori di Gilberto, munità della chiesa. Il 34-° a s. Quintino
che fu approvala dal Papa e da' cardi- sullo stesso argomenlo.il 35.° nel 1257
nali. Siccome molli membri del concilio a Campiegne. Il 36.° nel 1287 ili.° otto-

erano favorevoli a Gilberto, il Papa non bre, tenuto dall' arcivescovo Barbet, con
confermò questo giudizio con decreto so- 7 suffraganei e i deputati di due altri, i

lenne, solo obbligò Gilberto a ritrattare quali risolvettero di spedire a Roma, per
i suoi errori, il che esegm. Fu condotto tener dietro sino all'intiera sua spedizione
a questo concilio il fanatico Fone della all'affare che aveano coi frali mendican-
Stella che avea sedotto molta gente del ti francescani e domenicani, sui privilegi
popolo, pubblicandoch'cgli era quello che della confessione e predicazione, accorda-
dovea giudicare i vivi ed i morti; ma co- liloro da Martino IV. Il 37.°neli3oi ai
me non die che delle risposte sciocche ,
22 novembre, in cui si feceuna cosllluzio-
fu messo in prigione, ove morì poco do- nedi 7 articoli, riguardanti nella più parte
po. Nella slessa assemblea fu accusato Gu- i chierici citali avanti i tribunali secola-
glielmo arcivescovo d'York di non esse- ri. 11 38.° nel 564, tenuto dall'arcivesco-
1

re stato eletto canonicamente, ma intruso vo cardinal Carlo di Lorena, e fu nume-


per autorità regia ne fu convinto e Al- ; rosissimo pei vescovi di Soissons, Senlis,
berto o Alberico vescovo d'Oslia pronun- Chalons, Verdun, per l'arcivescovo di
ziò contro di lui a nome del Papa la sen- Sens, pei procuratori de' vescovi di No-
tenza di deposizione, però contro il pare- yon, Laon, Amiens, Boulogne, pei depu-
re della maggior parte de'cardinali. Fra tati de'capitoli, e molli abbati che vi as-
i tanti canoni di questo concilio, uno fa sisterono ebbero tennero 19
il voto. Si
conoscere 1' origine de'parrochi titolari, congregazioni: nella 2.*de'28 novembre
dicendo: » JNon si metteranno nelle chie- si conchiuse, che quanto all'articolo del-
se sacerdoti per commissione, ma ognu- la riforma de' costumi , sarebbe rimessa
na avrà il suo prete particolare, che non al concilio seguente. Si fecero molli statu-
potrà essere deslituitochedal giudizio ca- ti e regolamenti, sulla residenza die'cura-
voi. LTII. 6
82 REI REL
ti, i sagrntoenli, la vita regolala de'pnsto- naia liturgia romana, cui crasi fatto lo-
ri,r esame pegli ordinandi e pe' curnli ; de volesagriGzio di abbandonarla remen-
eccellcnli sono quelli spellanti alla vita se; sull'uso dell'organo e la musica delle

clericale. 1139.° nel i583 provinciale pre- chiese; sull'oflerta del pane benedetto nel-
sieduto in maggio dal cardinalarcivesco- la messa parrocchiale, avanzo dell'anti-
o Lodovico di Guisa, e pubblicato colle co rito delle oblazioni di pance vino pel
stampe di Parigi. Vi furono vescovi di i sagrifizio, distribuito a tulli come indizio
Soissons, Laon, Beauvais, Ciialous, No- d'unione, di fede e di sagrifizio, come sim-
yon, Amiens e il deputato di Senlis. Vi bolo di carità, in testimonio del pane vi-
si trattò del culto divino, breviario, mes- vo disceso dal cielo; è questo pane degli
sale, rituale; de'giorni festivi, de' sagra- angeli che il sacerdote invoca nel benedi-
menti, seminari, sepolture, curati e ca- re tale olferta, onde coloro che vi parte-
pitoli; de'simoniaci, confldenziari, usure, cipano ne abbiano la salute dell'anima
visite vescovili e sino di diocesani ; oltre e del corpo. Questo uso del pane bene-
molti regolamenti sulT amministrazione detto mantenuto in molle parrocchie del-
de'sagramenti e doveri degli ecclesiastici, l'arcidiocesi, per la virtìi provala contro
e per l'osservanza del concilio di Tren- i demonii, la guarigione d'infermità e la
to. Gregorio XI li lo approvò con brève santificazione delle anime, sarebbe esleso
de'So luglio 584. Di tulli questi conci-
1 per tutta. Inoltre il cardinale vi trattò
lii trattano Labbé, Arduino, INIartene, la principalmente le cose concernenti le con-
Gnllia ciisliana, Pagi, il Diz. dt conci- fraternite, i di voti pellegrinaggi, l'uso del

la. Nel i85i l'attuale cardinale arcive- rocchetto e della berretta, la predicazio-
scovo ha ripreso , come iu quello tenuto ne, le scuole, le parrocchie, gli olii santi,

nel 1 85o,la celebrazione de'sinodi annua* i padrini e madrine, la 1." comunione;


le

li, e ne trattano i n. 253 6^54 dell' Owcr- quanto spella alle messe parrocchiali, al-
valore romano. A'-iS settembre il suono tari portatili, doveri de'confessori, ammi-
delle campane di tutta laciltà, e le 8 del- nistrazione di sagramenli ; la visita de-
la cattedrale ne dìerono 1' annunzio. La gl'infermi, il viatico, l'estrema unzione ,

messa sinodale si celebrò ai 25 con tutta gli ordinandi. Il cardinale con quella dot-
la pompa; in una mensa era aperto il li- trina che lo rese celebre nelle sue opere
bro degli evangeli ; nel recinto del coro teologiche, vi fece una meravigliosa figu-

eravi tutto il clero colle insegne di digni- ra. 1 1 sinodo durò 6 giorni, con 2 sessioni e
tà, tra le quali dislinguevasi la bella croce 6 sedule, formandosi 28 capitoli con ap-
in ismalto azzurro appesa al cordone vio- pendici.
laceo che decora il petto de'canunici tito- RELIGIONE , F/V/w, f?<'%o, Riius.
lari, nuovo ornamento che data dal lem* Cognizione della Divinila e del CuUo[f .)
pò degli onori recentemente conferiti al che le si deve rendere, unita alla volon-
capo di questa illustre chiesa. Furono os- tà di adempire un tale dovere. Secondo la
servali e le ceremonie prescriltedal-
i riti forza del termine, (jiiesto è il vincolo che
la liturgiaromana, llcardinaleche lopre- imisce l'uomo a Dio (/''.) ed alle sue leg-
tiedellc, vi pronunziò eloquente allocu- gi mediante i sentimenti di rispetto, ri-

zione, analoga alla riapertura de' sinodi conoscenza, sommissione, timore, e con-
ed oi bikugni di opportune provvidenze fidenza ed amore che c'ispirano le sue ili-

e fcUiUiti. Vi Irnlll) dc'hbri la cui lelturn vine perfezioni e i benefizi che da lui ri-

è interdetta ui sacerdoti , ni chierici , ai ceviamo. Per decidere se 1' uomo debba


loici, come della lelturn pericolosa di cer- avere una religione, basta sapere che vi
ti giornsili; suirapprovHzionc dellii slam- è un Dio e che egli ha creato l'uomo ;
,

|)u dc'libri; sul diviu culto per la ripristi- non potè fiulo, com'è, capace di rillessio-
REL REL 83
neescnlimenlo, senza che gli ordinasse divinità, ha la sua sorgente nella nozio-
di adorare il suo creatore. Quindi laspe- ne di Dio e de' suoi attributi profonda-
i-iciiza dimostra, che 1' uomo senza reli- mente scolpiti nel cuore dell'uomo, lochf
gione sarebbe assai poco diverso da un a- prova l'esistenza e la necessità della re-

nimale; tali sono i selvaggi isolali diesi ligione ingenerale. La religione sopran-
trovarono nati nelle foreste, e nelle caste naturale o rivelata è quella che è supe-
e tribù d'indiani, che vivono generalmen- riore alla natura e alla ragione umana, e
te come i bruti. E' assai sorprendente che che l'uomo non può conoscere col solo lu-
si trovino uomini i quali si vantino di lac naturale, uia che ita bisogno della ri-

filosofia e che si procurino avvicinarsi a velazione divina per essere conosciuta: la

questo stalo di slupicLìà, quali poco con-


i /ijVe/rt!z/o«<?(/^.) è la conoscenza delle cose
ienti di rinunziare ad ogni sentimento future o nascoste che Dio ha concesso ai
di religione, vorrebbero eziandio distrug- suoi profeti, u'suoi santi ed alla sua Chie-
gerlo ne'Ioro simili. Così il Bergier. Tut- sa. La religione naturale poi è quella la
ti i popoli in ogni tempo sisono creduti quale non oltrepassa la forza ed i confi-
obbligati di rendere certi omaggi, siano ni della natura, che si conosce col lume
interni, siano esterni , a quella divinità naturale, che non ha altra regola o mi-
che si sono essi immaginata; quindi i vo- sura che la retta ragione nel culto di Dio
li, le preghiere, i templi, i sagrifizi, i mi- e nelle cose divine. La religione cristiana
nistri degli altari, e finalmente lutto l'ap- deriva suo nome da un Dio fatto uo-
il

parato del cullo religioso, che fu sempre mo, chiamalo Cristo (^-)j quindi suoi i

praticato dalle nazioni anche le più bar- discepoli furono detti Cristiani (f^.) , la
bare e meno civilizzate. I romani rispel- Fede (y.), la dottrina e la reiigionecri-

lavano talmentegliDeide'loronemici,che sliann, Cristiaitesimo (f^-)- La religione


prima di assediarle unacittà, deputavano cristiana è la sola vera, e tutto concorre
de'sacerdoli per supplicarli di uscirne, e a dimostrarne la verità. Le sue profezie,
per evocarli alline di attirarli nel loro cam- i miracoli, i martiri, il suo stabilimento,
po; intanto gli assediati li legavano stret- la sua dottrina, la santità del suo autore
tainenle con corde per limoreche abban- e di tulli i suoi veri discepoli, e la falsi-
donassero la città. Salutavano essi i pro- tà delle altre religioni, tuttociò depone a
pri Idoli [r.) alla mattina, e li onorava- favore della religione cristiana, di cui è
no con lodi nelle feste e nelle oltre occa- supremo capo il sommo Pontefice (/^.),
sioni soleinii. Gli antichi germani sagri- che ha il Primato^F .) iuWaChiesa (/^.).
ficavano al Dio Thor in tutti i gioved"i, Roma è madre di tulle le chiese, e cen-
affinchè tenesse lontano il tuono, il ful- tro della religione cattolica, ma Geriisa'
mine, la grandine. Allo spuntar del gior- lemme (/'.) e 1' Oriente (A'.) ne furono
no magi dei persiani cantavano inni in
i l'avventurosa culla. Nondimeno osserva
onore degli Dei, e salutavano il sole na- Rui nari, che la religione cristiana che pa-
scente, qual fuoco ch'essi consideravano ti Persecuzioni (f.) sino dal suo primo
come un princìpio eterno. 1 diversi po- principiare, ne'priini tre secoli della me-
poli del mondo sempre cantarono alla lo- desima fiorì con maggior perfezione nel-
ro maniera le lodi dell'Ente supren)o, e l'occidente che nell'oriente. La morale
gli rendevano i loro omaggi con un'infi- della religione cristiana è sublime, eleva-
nità di cidli differenti i\e\\ Idolatria (F.) la, ed è estremamente utile alla società,
e con Paganesimo (f^.):
la religione del giacché per un privilegio che le è pro-
l'idolatria unita al paganesimo chiamasi prio, essa ne allontana tutti mali, nello i

Polilciiino (Z-^.). Questo accordo de* di- slesso tempo die le procura tutti beni. i

versi popoli dell'universo neli'onorare la Priucipali proprietà e caratteri della re-


e

84 REL REL
ligione cristiana sono l'amare Dio sopra zioni degli ebrei porta con se la sua con-
ogni cosa, ed il prossimo come noi stessi danna nelle sue profezie : dessa in Cristo
per amordi Dio; riferire a Dio lutti pen- i finì, essendosi in lui appieno Terificati i

sieri, i desideriijie azioni, ed essere sempre profetati segni del Liberatore promesso;
pronti a morire mille volte piuttosto che da tanti secoli è priva di tempio , di sa-
oQenderlo; fare agli altri ciò che voglia- grifiziOjdi sacerdoti; sperperato e confu-
mo che gli altri facciano a noi; perdona- so il popolo, senza traccia di tribù, di ge-
re a'nostri ingrati e nemici; rendere bene nealogie, di famiglie. La religione mao-
per male; pregare pe'nostri persecutori, mettana fu inventala 600 anni circa do-
ritenere per beati quelli che sono persegui- po la religione cristiana da un imposto-
tati, aiHitti, disprezzati per la giustizia ; re, che facevasi chiiunnre profeta; non è
rallegrarsi nelle tribolazioni ,
portare la né vera, né divina. E' un mescuglio mo-
sua croce, vincere le proprie passioni, mo- struoso di deismo di giudaismo con uà
,

strarsi in tutto umili: queste sono le mas- poco di cristianesimo lusinga essa le più:

sime della morale dell' Evangelo [F.) o vergognose passioni, promettendo un pa-
dottrina di Gesù Cristo fondatore della radiso carnale; va debitrice del suo sta-
religione cristiana. I beni che questa ci bilimento, de' suoi progressi e della sua
promette come sorgente della nostra feli- conservazione al fanatismo e alla forza del-
cità sono inedabili, infinitamente superio- le armi : ripugna alla ragione speculati-
ri a'sensì e che consistono nel possedimen- va e pratica. Non basta essere cristiano
to di Dio medesimo, nel goderlo con visio- per salvarsi, bisogna professare la religio-
ne beatifica in Paradiso (f'^.)- Anche a Ri« ne Cattolica (Z^^.), apostolica e romana :

VELAZiONE parlai de'caratteri della religio- non si salvano gli Eretici e Sciamatici
ne cristiana cattolica. Tutte le altre reli- (/^.). Tutte le selle crislianedirterenti dal-
gioni differenti dalla cristiana si riducono la chiesa romana sono .false e devono ri-
tre, cioè la Pagana, VE-
jtrincipalmentea gettarsi la chiesa romana è la sol» vera
:

hraica, Maomettana (F.). La religio-


la religione,ed è la sola che dobbiamo segui-
ne pagana none già soltanto puramente re per salvarci. Imperocché Lutero, Cal-
umana e tutta carnale, ma anche ridico- vino, Zuiniglio,Enrico Vili non autenti-
assurda, abbominevole e infame, ado-
la, carono la loro pretesa missione,se non eoa
rando una moltitudine confusa di divi- laidezze, crudeltà, rapine, profanazioni ,

nìtu favolose e colpevoli de'piìi gran de- bestemmie. Stesero la loro influonza con
litti; è una religione fulsa. blandire le passioni,ed allentare il freno ad
La vera religione è necessariamente an- ogni sregolato appetito. I loro sistemi fu-
che la prima e la più antica, Dio crean- rono assurdi e senza base, onde loro se- i

do l'uomo, dovette insegnargli la manie- guaci li rinegarono e si ramificarono in

ra di servirlo, prescrivergli una religione sette innumerabili. La Propagazione del-


e un culto, senza de'quali l'uomo non a- la fede (/'.) della religione cristiana ri-
vrcbbe mai potuto tendere e giungere al porta anche a'nostri giorni copiosi trionfi
tuo fine. Ora la religione pagana non è sul Gentilesimo [J'^.) e sul Protestantismo
la prima, né la più antica religione, poi- (F.). La religione cristiana perla sua ec-
ché formossi a poco a poco colle finzio- cellenza é il fundamenlu d'ogni società e
ni de'poeti e della mitologia , culle spe- d.'ogni governo. La sicurezza e la felicità

culazioni dc'fdosofì, in una parola è un d' ogni governo e di ogni società è essen-
giuoco o aberrazione della mente uma- zialmente fondata sulla religione caltoli-

na. La religione ebraica è il culto che Mo- ca, che sola può ispirare ai principi l'a-
le ìn<c^nòc prescrìsse ogii ebrei per ono- more pei propri sudditi , ed ai popoli il

rare l'Knle supremo; ma per le prevarica- rispello per le loro leggi. 1 principi stessi
REL REL 85
Infedeli {V) o idolatri sentirono troppo Padova 1776. Gio.
religione vinci trice,
la necessità d' una religione perciocché ,
Fortunato Zamboni, La religione in i-
non conoscendone una vera ne adottaro- spiegazioni e dialoghi, Trento i8 8. A- 1

no una falsa sapevano essi che senza di


: lessandro Lazzarini, De'pregi dello stu-
questo, tutte le leggi non possono avere né dio della religione cristiana,Koma 1 824.
forza né vigore. Su questo sublime e va- A. Boutruche, Quadro comparativo edi-
stissimo argomento si possono vedere gli storico delle religioni antiche e moder-
articoli che ne trattano, ed i seguenti au- ne, delle principali sette religiose e delle
tori. G. Cernitori, Biblioteca polemica scuole filosofiche, il quale dimostra V in-
degli scrittori che dali'j'jo alx'jo^Zhan- fluenza sociale del cristianesimo e lo sta-
no difesi o impugnanti i dogmi della re bilimento della società cristiana sulle mi-
ligione cattolica, Roma
793. Bergier , 1
ne della pagana, Parigi 84 1 G. F. Lho- 1 •

Trattalo storico e dogmatico della vera mond. Storia della religione prima della
rcligione,V eixezia 782. Coccio, ThesaU'
i venuta di Gesìi Cristo ragionata e com-
ras catholicuscontroversiarumfideij Co- pendiata, nella quale dimostra la sua
si

louinei66o. Muzio Vitelleschi, RelaziO' promesse figu-


divinità, con la serie delle
ne delle persecuzioni mosse contro la fe- re e profezie che annunziarono l'adorabi-
de in vari regni, Roma 635. Antonini, 1 le suo fondatore, non che gli avvenimen-

f^erità del cristianesimo, Foligno i83o. ti e le rivoluzioni temporali che dispose-

A ntonioCesari, Dissert. sopra i henigran- ro il mondo alla grand'opera del Mes-


dissimi che la religione cristiana portò a sia, traduzione spagnola di Berricrzabal,

tutti gli slati degli uomini, Venezia 1 828. Madrid i843. Si possono leggere i 5o
A ntonioDragoni^ Dissert. storico- dogma- molivi cavati dalla sana ragione e dalle
tica sulla vera religione dalla creazio- basi di vera credenza che la fede roma-
mondo infiuo a
ne del Cristo Salvatore, na cattolica sia da preferirsi come la sola

Cremona 839. Calisto


1 Fornari, Tratta- vera a tutte le religioni, compilati da An<
lo del vero cristiano, Roma 1 838. Seve- tonio Ulrico duca di Brunswich e di Lu-
rino Fabriani, La religione cristiana, Mo- neburgo, nelTabbandonare il protestan-
dena 1837. G. cardinal Gerdii , Esposi' tismo e ritornareal grembo della religio-
zione de' caratteri della vera religione. ne cattolica, pubblicati dal p.Theiner,ói7o-
Giuseppe Jean, Culto cattolico, Venezia ria del ritorno alla chiesa cattolica delle
1 83o. Tommaso Moore, Fiaggiin cerca case regnanti, p.3o. Alcuni di tali motivi
d'una religione, Venezia 835. Metodo 1 li riportai in diversi articoli, come a Pro-
d'istruzione per ricondurre gli acattoli- testanti, a Religiosa. Nel voi. 3, p.436
ci alla romana chiesa e confermare i cat- degli Annali delle scienze religiose, si leg-
tolici nella loro credenza, \eueziai83o. ge il saggio di una classificazione nume-
GiosefTo Pinamonti, Ragionamenti intor- rica degli abitatori della terra, giusta la
no ai dispareri e alle discordie che sono differenza delle religioni , in tutti ascen-
tra i zelanti cattolici e i così detti incre- denti a circa 872 milioni, e divisi: Catto-
duli, Milano 832. Salvi, Dalla religio-
1 lici romani d'Europa i i4i5oOj00o; Asia
ne cattolica sorgono iprincipii e progres- 3,100,000; Africa 1,100,000; America
si della civiltà, dimostrazione Venezia , 23,420,000; d'Australia i5,ooo. Io tut-
1845. Studio della religione, Venezia ti 142,1 451,000: ma sono più e comune-

1823. Pietro Schedoni, Della religione mente si vogliono ascendere a 200 milioni.
cattolica j Modena 83o. Trionfi della re-
1 Protestanti e altri cristiani orientali, qua- i

//g/on<', INapoli i83o. Antonino Valsecchi, li non appartengono né alla chiesa greca,

Defondamenti della religione e de'fon- né alla romana, in tutti 62,785,000;


damenti dell'empietà, Cotogna 1837. La de'quali inEuropa 49>20o,ooo, in Ame-
86 REL , REL
lica 12,620. Della fede greca, in tulli Umamentc suscitare ora i ss. Padri, ora
57,1 I 1,000. Armeni, copli eullri mouo- i conoilii, ora i teologi, ora gli apologisti,
fisislieselleorientali sepmate dalla chiesa afìlnchè fossero messi in tutta la loro luce
greca e romana, in lulli5,85o.ooo.In so- que' punti del domma, della morale e del
.stanzaicristiani presi tull'insiemesecondo cullo, ch'erano presi segnalamenledi mi-
la statistici sarebbero 267,81) i ,000. Giu- ra dagli eresiarchi.il che gli apreun vasto
dei 3,260, 000. Maomettani i 37,700,000. campo di scendere al particolare, e di fa-
Bramini in Asia 1 1 7,000. Budilbisli e di- re in proposito acconce rilevanti osserva-
scepoli diConfucio, (.li Fo,ec.23o,20o,ooo. zioni su qualcuno de'misteri,sul primato
Seguaci di Lama 4^>35o,ooo. Pagani del romano Pontefice, sugli ordini reli-
73,600,000. Di tutte queste religioni e giosi e sulla grand'opera delle missioni;
sette, come de'principii che professano, quindi conclude, che la l'eligione cattoli-
trattai a'Ioro articoli, o in quelli in cui ca, immutabile e perfetta di sua natura,
sono tali religioni sette. I\lg.'^ Domeni- nelle sue tre parli essenziali, cioè nel dom-
co Lo Iacono vescovo di Girgenli, nel ma, nella morale e nel culto, può essere
1843 lesse neWy^ccadcmi'n di religione più o meno illustrata, ma non è suscet-
ra«o//tv7 (/'.) l'interessante dissertazione: tiva di quel progresso che intende il se-
Se e quanto il principio del progresso ab- colo, e che stoltamente applicar le vor-
bia luogo nella religione. Accennata la rebbero i novatori de' nostri giorni. Nel
smania del nostro secolo di voler porta- n."7 del Diario di RoniaiS^'j si legge,
re da per lutto il suo vantato progresso, che afllne di proporre un eccitamento ai
traccia da prima l'idea caratteristica del- nobili ingegni, onde diano opera con a-
la religione santissima di Gesti Cristo, lacrilà alla difesa e all'inercmento della
quindi con argomenti irrefiagabili, ile- religione cattolica, il defunto illustre mi-
dotti dalladivina origìnedclla medesima lanese march. Federico Fagnani concepì
e dalla pratica costante di tutti tempi, i il generoso e mirabile divisamento d'as-
dimostra qualmente suoi dommi, la sua i segnare alcune pensioni vitalizie e alcuni
morale, il suo cullo sono stati e saranno premi per quelli, i (juali si segnalassero
sempregli stessi, uè possono nella sostan- ne'di versi scientifici e letterari lavori, che
za ed in un senso assoluto ammettere al- verrebbero successivamente proposti e
cuna sorla di piogresso. Che se mio svi- stampati, giustala testamentaria dìspo-

hq)po più chiarode'dommi cattolici, uno sizione,della quale è legatario il cardinal


studio più profondo della .scienza sagra, lìrignole. In esecuzione pertanto del pio
una più esalta e generale osservanza dei legato si pubblicò il programma pel i.°
precetti evangelici, una piìi regolare ma- concorso con pensione annua di scudi 120,
gnificenza del cullo c&leriore, ed un zelo a chi entro un triennio farà lo scritto più
più acceco e più attivo di estenderlo per utile alla religione cattolica apostolica
ogni dove vogliono indicarsi iuiprovvi- romana. Se ne tracciarono gli argomenti,
Minente col nome di progl•e^so, il eh. au- e di più si pronùse un premio di scudi
tore nuli solo non trova che ridire in sif 3o() sul miglior libro che tratterà: La re-
liitlu linguaggio; uia dalla storia della ligione di Gesù Cristo, sola origine del
(Jliit'ta prendendo motivo di confermare vero incivilimento, sola base del privato
viemmiigi^iormcnle l'assunto, con dotte e del pubblico bene, solo mezzo di con-
I- profonde investigazioni uuimirn ili se- ciliare la ptdiblica colla privala felicità.
colo in secolo In portentosa condotta del- Sulla religione cattolica, da alcuni disprez-
la l'rovvidi-n/.a, la quale n misura che zata e vilijiesa, 1' attuale zelante vesco-
sorgevano diverti errori, per serbare in-
i vo diS.iluzzo mg.' (jiantiotli di recente

tallo il deposito della lede, seppe oppor- pubblicò una bella lettera pasturale, di
j

REL REL 87
cui un imporlanle brano si leggo nel n." confronto colla pretesa de' protestanti.
\fji àeìV Ossen'atore romano tleli852. " Nella religione cattolica romana un
Finalmente noterò, che il vocabolo Reli- gran numero dell'uno e dell'altro sesso,
gione, si applica ancora per indicare un di nascita illustre, di ricche sostanze e for-
ordine o una congregazione religiosa, la tune, si sono generosamente consagrati
regola de'religiosi, il loro convento o mo- al servizio di Dio, e passano le loro vile
nasleio, quindi /ì(7/g'/o,JO (A'.) l'individuo in una volontaria povertà, in un'angelica
che vi appartiene. L'ordine equestre, re- purità. Nelle altre religioni noi non tro-
golare e oiilitare Gcrosoliniitano o di viamo veruno per nascita distinto e per ca-
ISIalta^ comunemente si chiama Religio- rattere,chemettasestessonelrangode'mi-
ne di Malta, Religione Gerosolimitana e di questo è cosa assai rara il tro-
iiistri,

cos'i qualche altro simile ordine equestre varne uno che abbracci la vita continente.
e regolare. Prova evidente che la necessità di guada-
RELIGIOSA, Firgo D evola, Sancii- gnarsi il vitto è il solo motivo in essi di
nionialis, Monialis. Zitella o vedova con- prendere questo stato; oveche nella chiesa
sagrata coi 3 P'oli (F.) di castità, po- cattolicaromana l'amor di Dio, l'inte-
vertà e ubbidienza, semplici o solenni, e resse della propria salute, e la viva e vera
\iventein/l/o/Jrt.j/<'/'oo Chiostro,ne\ Con- fede sono motivi che spingono un sì
i

servatorio, presso Ospedale (F.), sotto gran numero di persone a consagrare in-
una certa Regola {F.). Allorché la brama teramente .se stesso al servigio dell'on-
di servire più perfettamente a Dio in- nipotente Iddio. La continenza, quel sin-
dusse gli uomini a ritirarsi nella solitu- goiar dono di Dio, non è dato ai mini-
dine per attendere unicamente a\\a Pre- stri protestanti, ovepur è dato a sì gran
ghiera (F.) ed al lavoro, furono ben pre- numero di religiosi uomini e donne della
sto imitati dalle Donne^F.), che abbrac- religione cattolica romana, che per la gra-
ciarono lo «tesso genere di vita; altre si zia di Dio menano tutta la vita loro non
dedicarono al servigio delle chiese e delle solamente in uno stato di continenza, ma
diaconie, e chiamarono Diaconesse e
si senza macchia o lordura alcuna in quello
rrcshiteresse[F.). In progresso di tempo di pura verginità ". F. Vergine e Ve-
furono istituiti gli ordini A^Wq Monache dova. All'articolo Mo>aca dichiarai cosa
(/ .), delle Canonichesse{^F.), delle Ter- sono le religiose, e parlai delle loro di-
ziarie [F.), delle Recolleltc (^•), e con verse denominazioni come furono qua-
tutte quelle denominazioni di cui tengo lificate, come delle dilfererrti specie delle
proposito segnatamente
ai loro articoli, religiose esistenti o che furono, inclusi-
delle religiose tuttora esistenti o istituite vamente che appartennero a or-
a quelle
negli ultimi anni; quindi feci pure arti- dini regolari militari, a quelle impiegate
coli per le religiose Oblale {f.)j come ne' Conseivatorii(^ P'.) alla istruzione pub-
delle Suore o Sorelle (^F.), o Figlie (F.) blica, a quelle penitenti. Parlai ancora
della Carità (A".), ed Ospedaliere (r.), delle \ovo Superiora, Priora, Abbadessa
le quali sono grandemente benemerite (^^.), già potenti come signore didominìi
della pubblica educazione morale e reli- temporali; di che pure a Regalia e ar-
giosa delle fanciulle, non che della pie- ticoli analoghi, mentre a Regina dissi che
tosa assistenza delle inferme e degl'infer- quella di Boemia la corona l'abbadessa
nii, essendo segno delle universali bene- di Praga; degli abusi di alcune badesse
dizioni. Fra'motivi che indussero Anto- nell'esercizio della loro autorità sulle le-
nio Ulrico duca di Brunswich C di Lu- ligiose; perchè chiamate Suore o Madri,
ncburgo, a ritornare alla Religione (F.) co'diversi titoli che Iorospcttano,de'quali
cattolica, vi sono seguenti , facendo il
i anche a Madre e Suora {F.)j delle loro
88 REL REL
religiose Co^wer^e, a vendo Morcelli chia- e religioseaccompagnate in carrozza da
mato la monaca convevsa, /énciUasancli' una signora; il quale adornamento si pra-
monialisj dei pregi del Celibato [P'.) che tica per siguificiiie che quella è 1'
ultima
osservano; dell'origine delle religiose doq comparsa che fanno al inondo, llconcilio
jTìeno d'oriente, che d'occidente, e delle del Friuli del 791, col can. la prescris-
loro dilfereuti qualità e ditfusione, men- se. La clausura delle religiose sarà esat-
tre ai loro articoli e ne'luoghi ove sono tamente osservala. Nessuno entrerà nel
ne riparlo meglio; della Clausura (f^.), loro monastero senza la permissione del
e in quali circostanze poterono uscirne le vescovo, il quale non ci andrà nemmeno
religiose; di quanto riguarda il servizio esso, che accompagnato dai chierici. Ne
delle chiese, e quale fu loro permesso; le abbadesse , né le religiose usciranno

delle loro Doli e Livelli {^T^.)j di quanto sotto pretesto d'andare a Roma, o altro-
spetta alla disciplina regolare delle reli- ve in Pellegrinaggio (f^-). Il concilio di

giose; de'monasleii doppi, ossia con pro- Londra del1 1 38, can. 1
6, proibì alle re-
pinqui monasteri o conventi di religiosi ligiose di portar pellicciedi prezzo, come
del medesimo istituto; del divieto di far di martori,ovverod'armellini, d'aver sca-
doni; sulle regolate o superflue spese del- tole d'oro, o d'arricciarsi i capelli, il tutto
accompagnate da vana osten>
le vestizioni sotto pena d'anatema. 1 1 concilio di York
lezione de'poco saggi parenti, che fanno del 1 195, can. i i, statuì che le religiose

eccedenti invili quasi fossero rappresen* non usciranno dal recinto del monastero,
ianze profune, con un complesso di cose che con l'abbadessa o la priora. 11 con-
abusive e del tutto contrarie allo spirito ciliodi Parigi deli2 2, col can. 9 ingiun-1

della professione religiosa, certamente op- se ai vescovi di dare alle religiose de'con-
poste alla edifìcazione che si dovrebbe cu- fessori scelti. In un canone del concilio
rare. Dissi pure di alcune vestizioni ese- di Tours del i 289 si legge. La corruttela
guite da'Papi, come della Professione re- della simonia si è talmente sparsa tra la
ligiosa {f.y,su\ confessoli delle religiose, maggior parte delle religiose, che appe-
sui loro pailatorii, la cui frequenza è proi- na ne ricevono alcuna nel numero delle
bita tanto alle religiose che agli ecclesiasti- suore, senza trattar di denaro, e si stu-
ci elaici, ec. Moltissime nozioni sul/Jt7/^'/o- diano di coprire questo disordine col pre-
so [F.) sono comuni e riguardano altresì testo della povertà. Noi proibiamo, che
le religiose. Delle principali leggi della ciò non succeda più in avvenire, e di più
Chiesa sulle religiose, decretate da'Papi e ordiniamo, che se qualche religiosa cade
da'concilii, ne tratto in molti articoli; qui in avvenire in questo disordine, tanto
riporterò i canoni principali formati nei quella che avrà ricevuto, quanto quella
concilii sulle religiose. 11 concilio detto che sarà stata così ricevuta, sia superio-
Trullo del ^92, col can. 4^ proibì d'a- ra o infermiera, venga cacciata dal ino«
dornare d'abiti preziosi e di gemme le nastero senza speranza di ristabilimento,
figlie che vorranno prendere l'abito di eche sia chiusa in un luogo dove la regola
religiose, per non far credere, che lasci- sia con più rigore osservata, per farvi per-
no il mondocon rincrescimento: in vece petua penitenza. E (piaiilo a quelle che
l'odierna disciplina permette, che tanto sono state così ricevute avanti il decreto
le monache o religiusu velate o coriste, di ((uesto concilio, n<ii abbiamo giiidi-

che le converte i\ veslino con pompa e cutoche fosse d'uopo provvederci in qtie*
come si dice da i>po<e, nel giorno della sta maniera, che sieiiu collocate in ullre
vvulizione, ed in alcuni monasteri anche case dello stesso ordine, (juclle che ci cu-
({Middle giorno iiiniiiizi, perchè custuiiia- tniroiio inaliiiiKMite. Cliesef(>sseinipussi-
uu di purtuisi u vibiturc ullru monache bile uulluuuile cumudumentu iu ullre cu<
,

REL REL 89
se a motivo del troppo numero di esse, in sua vece. Il concilio di Trento, sess. 2 5,
adìncbè non si perdano nel secolo, me- cap. 5, de Reform. Regni, tt Monialihiis
nandoci una vita errante e vagabonda, oltre il decreto sulla Clausura, che ri-
sieno accettate come dinuovo per dispen- portai a quell'articolo, ordinò col cap. 7.
sa nello stesso monastero, cambiando i Non sarà eletta abbadessa, priora, supe-
primi posti che ci occupavano, e dando riora,o con qualunque altro nome si ap-
luro gli ultimi. Noi ordiniamo cbe altresì, pelli, chinon ha 4o anni, e chi non ne
la stessa cosa sarà osservata riguardo ai ha passati 8 dopo la sua professione, in
monaci edagli altri religiosi. Ed anìiicliè una condotta lodevole e senza rimprove-
non si possa scusare, o a titolo di sempli- ro. Che se non se ne trovano con que-
cità o d'ignoranza, noi ordiniamo, che i ste qualità nello stesso monastero, se ne
vescovi diocesani facciano pubblicare o- potrà prendere d'un'altracasa dello stes-
gni anno questo ordinamento nelle loro so ordine, e se in questo si trova qualche
diocesi.Dal can. Qi(oniam de simonia, del inconveniente, si potrà col consenso del
concilio Lateranense del iii5, ne segue, vescovo, o d'altro superiore, eleggere
essere simonia il ricevere qualche cosa da un'altra tra quelle della stessa casa, che
quelli ch'entrano religiosi in un mona« avranno più di 3o dopo la lo-
anni, e che
stero, quando il nioucistero ha il modo ro professione avraimo almeno passali 5
di mantenere chi ci entra. Poco dopo il anni nella casa, con una condotta saggiti
concilio di Cognac del 1228 statuì, che e regolare. Nessuna leligiosa potrà essere
non si esigerà nulla per l'ingresso in re- preposta al governo di due monasteri,»
ligione, ne si farà nessun patto in tal pro- se alcuna se ne trova averne due o più
posito. Questa disciplina in generale non sotto la sua condotta, ella sarà obbliga-
sipuò più osservare, a motivo del depau- ta, non ritenendone nemmeno uno, di ras-
peramento cui soggiacquero le case reli- segnare tutti gli altri, altrimenti lutti sa-

giose per le vicende de'tempi:in que'mo- ranno vacanti di pien diritto. I vescovi
nasteri in cui è indispensabile portare u- e altri superiori delle case religiose avran-
na dotazione, talvolta 6Ì dispensain con- no particolar cura, che nelle costituzioni
siderazione dell'abilità che abbia chi n'è delledette religiose, sienoavvertitedicon-
priva, nel suono dell'organo, nel canto ec- fessarsi e di ricevere la ss. Eucaristia o-
clesiastico, o in qtialunquealtra virtù che gni mese, afllnchè, munite di questa sal-
possa riuscire utile al monastero, e talvol- vaguardia salutare, possano superare co-
ta ancora perla sua impoteiiza a contri* raggiosamente tutti gli attacchi del de-
buirequantosi richìedeper speciali ragio- monio. Il concilio di Colonia del i536,
ni. Nondimeno non mancano monumenti, della disciplina monastica art. 8. Quan-
da'c|uali si appiende che anco anticamen- to ai Confessori [T'.) delle religiose , si

te ci voleva la dote per fare una monaca. avrà cura di far la scelta per questo mi-
Il concilio di.Sens del i5i8 comandò nistero di persone regolate, savie, abili,
che non si riceveranno religiose nel mo- che si guarderanno di non interrogarle
nastero, che a proporzione delle rendite, sopra certi peccati, de'quali non si accu-
e non si esigerà nulla per l'ingresso, opei* sano, per non insegnar loro ciò che noti
Taccetlazione sotto qualsivoglia pretesto. sanno: non le ascolteranno in confessio-
Contuttociò se il numero essendo pieno, ne in luogo particolare, ma in presenza
qualche soprannumeraria doman*
figlia delle altre religiose, aflìne di evitare non
(lasse di farsi religiosa, allora si potrebbe solamente il male, ma il sospetto che se
ricevere una pensione, che non sarebbe ne potrebbe avere. Oltre il confessore or-
estinta per la sua morte, in caso che si vo- dinario, il vescovo o gli altri superiori ne
lesse ricevere qualche ultra figlia povera preseuteranuo due o tre volte all'anno
go BEL RE.L
un altro straordinario, per udir le con- tempi della Chiesa altre ceremonie, co- :

fessioni di tutte le religiose. Can. io. me del taglio de Capelli [P^.), le riportai
]1 s. concilio pronuncia anatema contro nel voi. XLVI,p. 48, parlando delle ve-
tutti e ciascuno di qualsivoglia qualità e stizioni,ove pur dissi che le religiose con-
condÌ7Ìone, tanto ecclesiastici che laici, sagrale a Dio sono chiamate £>fo devote,
secolari o regolari, che in qualunque ma- e dell'antifona prò devoto focmineo sexu,
niera costringessero "una liglia o una ve- pel quale devesi intendere le religiose, poi •

dova, o qualche donna d'entrare in un che d devolute sinonimo di consecratus,


monastero, o prender l'abito di qualsisia come vuole Nardi, De' parrochi t. i,p.
religione, o di far professione, oche desse 82 i.Leabbadesse furono anco chiamate
consiglio o assistenza per questo. Lo stes- Pastore, ed alcune hanno il Pastorale e
so anatema contro quelli, che senza giu- giurisdizione. Nel citato volume parlai di
sto motivo mettessero impedimento, di alcune vestizioni falle da Pio VII; di quel-
qualunque maniera, al santo desiderio le eseguile da diversi altri Papi trattai di-
delle figlie o d' altre donne, di prender cendo le notizied'alcuni monasteri di Ro-
il velo o di far voto. Can. i8. Le regole ma, come delle vestizioni e velazioni fatte
generali stabilite pel noviziato e la pro- nellecarmelitane,da InnocenzoXIlI, Be-
lessione religiosa, sono applicabili tanto nedetto XIII e Benedetto XIV, lo notai

ai religiosi che alle religiose; ma per cer- X, p. 46 e 5 1 Di quella fatta ese-


nel voi. .

teconsiderazioni vennero stabilite alcune guire da Clemente XIV dal nunzio di


regole particolari concernenti la profes- Francia, parlai nel voi. XLVllI, p. i54.
sione religiosa delle donne. Altre volte Ordinariamente in Roma fanno le vesti-

quando esse non erano tulle raccolte in zioni i cardinali, anche diaconi con pon-
Comunità ecclexiastica (/^'.)o religiosa tificia dispensa, lo che rimarcai nel voi.
e rinchiuse ne'chiostri, il vescovo avea e- XIX, p. 286. Nel n.° i^-ì del Diario di
sclusivamente il diritto di consagrarle e Roma del i
777, si legge che Pio VI au-
di dare loro il velo, il che non diiferiva torizzò il cardinal Corsini dell'ordine dei
punto dalla professione diesi ia presen- diaconi, benché sacerdote, a vestire una
temente colle solennità prescritte dal Po«- monaca. Il concilio di Pai'igi dell'Saq ri-
tificaie Romano: De henedicdone alba- servò espressamente al vescovo il diritto
tissae: De benediclione et consecrntione di dare il velo alle Vedove e alle Vergini
virgiiium, in fuie della quale vi è V/ìna' che si consagravano a Dio, e condannò
ihema cantra molesianies bona mania- 3 abusi diesi erano introdotti a quel tem-
litim, veleas ad malum inducenles. Per po: i.° l'arbitrio preso da alcuni preti,
la benedizione e imposizione delle mani i quali senza aver consultalo il vescovo
del vescovo sidle badesse, nella (urmola davano il velo alle vedove e consagra-
si parla del ri'gimen anlmarumy e che es- vano a Dio le vei-gini; 2.° quello di al-
sa è abatissam ovitim tuarnni cioè di , cune donne che s'imponevano da se stes-
Ci'ido; e gli dà il libero e pieno regime se il velo ;
3.° quello di alcune abba-
temporale espirituale sulle sue monache dessc e religiose, le quali si attribuiva-
e nionnvtcro: tanto la carica di abbate no sillalla autorità verso alcune vedo-
chcdiabbadcssa, la chiama dignità e Pie- ve o vergini, le quali volevano ritirarsi
lato (A'.), l'er velare e consagrare le ver- da! mondo. Il concilio di Trento confer-
gini, colle particolari l)enedizioni, vi è la mò espressamente questo diritto de've-
conirgnadel breviario, e anticamente an* scovi, prescrivendo l'esame delle donne
chedcll'Huello come «pose di Gcsìi Cristo che vogliono entrare in religione. I^ìcco
(f^.AtrBLtonELL'AnDAnKSSR.e il voi. XXV, come parla in proposito, sess. i.'JjCap. 17
p. 47)1 essendo tuli benedizioni dc'prioii de Regni., e. Pucllae. Il sagro concilio di
-

REL REL 91
Trento, volenJo provvedere alla libertà Nome del Monaco [F'^.) , del Canonico
delle vergini che dovranno essere consa- regolare (^.), del Frale [r.), dell'/ve-
grate a Dio, stabilisce ed ordinacbe una vìila (^.), del Chierico regolare e del
fanciulla, la quale vorrà vestire l'abito, Chierico secolare [F.), Ae\\' Oblato (F.),
iionavendooltrepassalo i i non po-
ì anni del Cavaliere d' Ordine militare regolare
trà farlo, e chenèessa in seguito, né qual- [F.),(ÌM' Ospedaliere (F.), o di altro si-

siasi altra non farà professione, se non mile individuo che si consagra a Dio coi
quando il vescovo, o lui assente o impe- 3 voti solenni o semplici di castità, po-
dito, il suo vicario generale, o alcun al- vertà e ubbidienza, e di altri secondo lo- i

tro incaricato da essi e a loro spese, non ro regolari istituti, e vivente in comuni-
abbia dapprima accuratamente esamina- tà osservante una Regola [F.) dalla s.
ta la volontà della fanciulla, ed indagalo Sede approvala, con proprio abito, ed a-
se essa non fosse stata costretta o sedot- bitantenel Monastero o Cenobio o Gran-
ta, e se conosce bene ciò che fa; e dopo gia o Certosa o Trappa[F.), nella Ca-
che si sarà riconosciuto il suo pio desi- nonica {F.), nel Convento (F.), ntWK-
derio, ed essere libera la di lei volontà, remo (F.), nella Casa o Collegio o Riti-
come pure aver essa le qualità e le con- ro, Ospedale {F.), o nelle Congre-
ì\t\\'

dizioni prescritte coid'orniemente all'or- gazioni di comunità religiose (/'.) o Co-


dine ed alla regola del monastero, e fi- munità ecclesiastiche (/^.), mentre VA-
nalmente che la casa sia a lei adattata e nacoreta, V Asceta, il Solitario [F.) e si-

che le convenga, le sarà permesso di fare mili abitarono la Cella, V Asceterio, la


liberamente la sua professione, ed allln- Laura (F.). Il nome religioso è anche
che il vescovo non ne possa ignorare il generico e può comprendere pure il sa-
lempo,sarà obbligala la superiora del mo- cerdote, come rilevò Garampi nelle 71/e*
nasleio di avvertimelo un mese prima ; morie, dicendosi eziandio del laico pio,
e se essa ommette di farlo sarà sospesa di voto,esemplare. A Religione notai che
dalle funzioni della sua carica per tutto con questo vocabolo si suol chiamare l'or-
quel tempo che piacerà al vescovo. Tutti dine e la congregazione regolare, quindi
i concilii confurmaruno a
provinciali si religioso l'individuo che gli appartiene. A.
cpiesto regolamento; equello di (^ambray Ordine REiiGmso dichiarai quanto prin-
del 1 586 dichiarò che bisogna applicarlo cipalmente riguarda le congregazioni re-
anche ai conventi o monasteri privilegia- ligiose esistenti e le soppresse, e indican*
ti. [ non possono
religiosi e le religiose do gii articoli ove tratto di ciascuna, dei
ammettere minorenni senza il consenso
i privilegi e esenzioni loro accordali, dei
de'Ioro genitori. Vi sono in proposito di- cardinali Protettori (^F.), de' Generali^
versi decreti, quali non hanno altro sco«
i Provincialieaìlv'i Superiori[F.)c\ìe han-
pò, se non che quello d'impedire la se- no articofi, de Procuratori generali (F.)y
duzionedal lato de'religiosi, e di non ren- dti' JlJendicanti[F.),de\\e'\nCiìì\le eiommQ
dere nello stesso tempo padri e le ma- i benemerenze degli odini religiosi, massi
dri arbitri dello stato de'Ioro figli; vale rae nella Propagazione della fede (F.^j
a dire che se dopo le prove e gli esami dell'origine de'religiosi orientali e occi-
convenienti il postulante persiste nella dentali, secondo l'epoche, di cui ancora a
sua vocazione, non si deve per riguardo IVIOJVACO, a CaNOìMCO REGOLARE, a DlsCU'LI-
alle lagnanze de'genitori, tralasciare di KA REGOLARE; delle vicende patite dai me-
animetlerlo a vestire l'abito, ed a far la desimi ordini, massime negli ultimi tempi;
professione religiosa. /^. Padre, Madre, dellecardinalizie Congregazione della di-
Figlio, Ncaizia, Religioso. sciplina regolare, e Congregazione de' ve-
RELIGIOSO, RcUgiosuSj Devolus. scovi e regolari {f^-} , da cui piincipal-
j

9» REL REL
mente per la s.Sede dipendono i religio- l'amministrazione de'sagramenli e delle
si ; che la moltitudine e varietà delle i- parrocchie, e differenti questioni perciò
stituzioni ebbe per iscopo di contentare insorte; quanto riguarda gli Abbati {^.),
tutte le inclinazioni per chi ha Tucazio- loro possanza e insegne vescovili ; degli
ne religiosa, e per accoirere ai bisogni antichi monasteri e abbazìe di Roma con
della Chiesa secondo i tempi e i luoghi, ri- monaci orientali e latini ; che gli elevati

marcando che la congregazione di Font- alla dignità vescovile portino l'abito del-
Evrauhsì sottopose ad una superiora ge- l'ordine ; delle diverse specie di monaci,
nerale in ossequio alla B. Vergine cui Ge- Letterati, Conversi, Donati, Laici^f.), e
sù Cristo lasciò s. Giovaruji per iiglio. di quelli che nel declinar della vita assu-
Dagli ordini derivarono quelli
religiosi mevano la cocolla, detti woAirtc/ti'rtr/ wc-
delle fie//g:/o5e, parlando delle quali e del- currendum, e con essa venivano sepolti;
le regole generali stabilite per loro, mol- delle possessioni monastiche, relativi re-
te cose essendo applicabili ai religiosi, si golamenti e vicende ; del divieto di eser-
può vedere quell'articolo. Ad Ordine mi- citare il traffico egli uffizi di medico t chi-
urARE trattai delle differenti specie, re- riirgoj delle diversità degli abiti, anche
ligiosi, ospedalieri, equestri, cavallere- di quelli divenuti vescovi e cardinali; e
^chi, molti de' quali hanno cavalieresse; degli attuali procuratori generali esisten-
delle loro grandi benemerenze, singolar- ti in Roma. A Monastero parlai delle di-
mente per la conquista della Palestina verse abitazioni religiose, de' principali
(/'.) fatta colle Crocìatt(f^.), coi vantag- monasteri, di quelli soggetti a'vescovi e
gi da queste derivati; di tutti avendone loro visite, e di quelli esenti dalla loro
pubblicato articoli, anche di quelli che giurisdizione ; delle 20 abbazie privile-
più non esistono, ed alcuni ebbero reli- giate di Roma;de'personaggi illustri che
giose, come il sovrano ordine Geresoli- ne uscirono, di quelli abitati da'Papi, e
//i/7rt«o, avvertendo che la critica non am- de'conclavi in essi tenuti; de' monasteri
mette ordini militari o equestri avanti il doppi cioè con monasteri adiacenti di mo-
secolo XI, multi de'quali, cioè i regolari, nache, come de'canoni sulla clausura; del-
osservano regole degli ordini religiosi. In- le figli uolanze religiose con partecipazione
ultrea Monaco trattai dell'originedel vi- alle orazioni e buone opere; delle altre e-
vere monastico in oriente e occidente, e senzioni e prerogative cospicue de'mona-
de'nomi cui sono chiamali quelli che lo steri, e amministrazione de'sagramenti ;

professano, tanto benemerentissimi della sui fanciulli che si offrivano a'monasteri, e


società, fra'quali primeggiano i basilia- relativi regolamenti; de'capiloli,come di
ìii, ì hencdeilini e fra questi i cassìiiesi\ quanto riguarda la parte beneficiaria, di
i camaldolesi, i cislerciensi, i certosini cui pure parlai Regolare (^^); la proibi-
a
du'sovranied eminenti personaggi che ne zione agli abbati del governo di più mona-
assunsero la cocolla, dell' indicibile nu- steri; del novero de'benefizi concistoriali o

mero de'santi. Papi, cardinali, vescovi e ahhnrÀe nnlliiis dioecesis : dissi a Rendite
d<<ltis8Ìmi che vi iìorirono. Delle diverse EccLusiASTicHE dell'origine di quelle pure
discipline della Chiesa std monachismo e de'monaci e monache con diverse nozio-
tuoi Ciiinbiamenti, riguardanti segnata- ni che li riguardano; a Regaiia poi trat-
mente l'autorità episcopale; l'età prè- tai dell'origine, progresso, potenza e de-

•crilta per ammettersi al vivere claustra- cadenza della sovranità e feudi goduti
le, e delle diverse specie di quelli diesi ri- dai monasteri, ed esercitala dagli abbati
cevevano ne' monasteri, compresi i fan- e dalle abbadessR : delle principali abba-
ciulli offerti a Hiu; il divieto <li f.ue i mo- zie ragionai ne'rispettivi articoli de'mo-
naci i\u padrini, e di far testamento; sul- naci o canonici regolari, od in quelli dei
,

IIEL REL 9I
luoglil ove furono fondale, delle più ri- duli da'Papl. Frati sono pure 1 cospicui
nomate avendone fallo articoli. Siccome ordini degli Agostiniani e Car/nelifani
le costituzioni di s. Benedetto permette- C^.), di antichissima origine, come di se-
vano di lasciare la comunità per vivere gnalate benemerenze. Tuttavia il voca-
solitario o anacoreta, colla permissione bolo frate negli antichi tempi fu comu-
dell'abbate, questi solitari e anacoreti e- ne a'monaci ed a'canonici. Ad Eremita
rano visitati dal popolo, il quale si racco- che militano nella Chie-
trattai de'religiosi

mandava alle loro orazioni, facendo ad es- sa sotto questa denominazione, ritirati
si gran limosine, perchè li reputava più nelle solitudini ))er meglio dedicarsi alla
santi degli altri; ed eglino ricevevano ogni contemplazione dell' onnipotente Iddio,
sorte di donazioni, compresi i beni sta- con vivere lontani dal conversare del
bili, quindi prima di morire ne dispone- mondo, e cibandosi frugalmente. La loro
vano in favore del proprio monastero da origine si fa risalire sino al profeta Elia

cui erano usciti.A Canonici BEGOLABi tenni e al precursore s. Giovanni ; certo è che
proposito dell'antichissima loro origine, gli storici .sono concordi in riconoscere
riunendo col vivere in comune lo stato patriarca del vivere eremitico s. Paolo
clericale e regolare; delle loro numerose ì° eremita (^.). Feci poi la distinzione
e celebri congregazioni che aumentaro- degli eremiti veri religiosi, da quelli che
no i fasti della Chiesa; delle successive solo ne portano l'abito e custodiscono le
riforme, onde dalle loro chiese sursero chiese suburbane e ne'Iuoghi solitari del-
cattedrali, dalle loro canoniche episcopi!, le città, peraltro vivendo religiosamente.
e coi loro beni le mense vescovili; del lo- Tra gli eremiti risplendono i Camaldo-
ro abito e rocchetto; della controversia lesi eremiti {f'.)', di questi e degli altri
coi benedettini sui quali e altri monaci tratto a'Ioro articoli, in Roma essendovi
fu accordata la precedenza da s. l*io V, i Girolamini e gli Agostiniani o eremiti
tranne posto devoluto agli abbati nei
il di s. Agostino (^.) I Chierici regolari
concini, secondo l'anzianità del grado; sono ecclesiastici uniti in congregazione
degl'iiuiumerabili uomini grandi chedie- con voti, vìventi in comunità e osservan-
l'ono alla Chiesa in santità, dottrina e di - ti la regola de'loro santi fondatori, primo
gnità ecclesiastiche, avendo enumerato i de'quali fu s. Gaetano istitutore de' ^i-rt-
loro Papi e cardinali. A Frate notai che tini\y.); ma più di tutti si diffusero, pro-
con questo nome ordinariamente sono pagarono e fioriscono i benemeriti della
chiamati religiosi degli ordini mendi-
i Chiesa e della società i Gesuiti {f^.); van-
notando che sebbene vi sie-
canti e quali, no con lode pur qui ricordati Barna- i

no compresi, onde goderne privilegi i biti, Somaschi, Chierici regolari minori.

gl'individui delle congregazioni de'chie- Ministri degV infermi, Scotopi {f^.), ec.
rici regolari, essi usano il titolo di Padre Le congregazioni de Chierici secolari so-
(F.); dissi ancora quali ordini equestri u- no compo&le d'\nàW\dui viventi in comu-
sarono e usano il nome di /rr/Ze o/r.^e nità. Per Oblato s'intende quel religioso,
che quelli che l'usano, con esso si sotto- che senza professare i voli, osserva la re-
scrivono se vescovi o cardinali, ciò facen- gola monastica o regolare, nel convento
do quelli stati monaci col Don ( ^.). I frati o monastero essendo in libertà di de-
,

incominciarono ne' primordi del secolo porne l'abito vi sono poi congregazioni
:

Xlllcogli splendidissimi e giganteschi or- di preti secolari, detti oliati. 1 cavalieri


dini de' Francescani e de' Predicatori degli ordini militari regolari resero alla
(A^.), vere glorie della Chiesa di Dio, che Chiesa e all'umanità immensi servigi, co-
a quegli articoli celebrai, mentre a Ca- me notai, e al modo che li celebrai a'Io-
pìtolo se'beligiosi, rilevai quelli presie- lo articoli. Tra gli Ospedalieri portano
9Ì REL REL
il vanlo i Benfratelli (F.), tanto propa- ste glorie ecclesiastiche.A Porpora no-
gali e tanto benefìci colla languente uma- tai ancora que' religiosi che senza esser-
nità, che in tante regioni iianno in cura ne insigniti furono elevati al pontificato,
ospedali cospicui, incominciando da Ro- e que'ieligiosi ch'ebbero voti per esservi
ma. Tra le congregazioni in comunità di innalzali. A Chiesa di s. Pietro in Vati-
preti secolari vanno principalmente men- cano parlai delle statue in essa collocate,
tovati i Filippini o dell' Oratorio (P'.)j de'foiidatori degli ordini e congregazio-
i Dottrinari (^.), i signori della Mis- ni religiose, in alcune delle quali ne ri-
sione (^.). Altre congregazioni veligio' parlai. Ora passerò a registrare i princi-
se di voti semplicij che isliluite nel se- pali canoni de'concilii su'religiosi, a'qua-
colo passato iianno fatto segnalati pro- li possono riguardare alcuni di quelli ri-
gressi, sono i Passionisti , i Redentori- portati a INI ONACO e MoN,» STERO, come pu-
sii (Z''.) sacerdoti e laici, i fratelli delle re quelli fatti per gli ecclesiastici del Cle-
Scuole cristiane {F.). In ogni parziale ar- ro (A.) secolare e applicabili al clero re-
ticolo riguardante ordini e congregazio- golare; quindi riporterò diverse generi-
ni religiose descrivo tuttociò
che gli ap- che erudizieni che nel generale li riguar-
partiene, rilevando pregi maggiori di i dano, anche per indicare alcuni primari
ciascuna, nel modo accennato su quan- articoli ove ne ragionai.
to toccai dei monaci e canonici regola- Il i. "concilio generalecelebratonel325

ri, come de'lodevoli, santi e mirabili scopi a Nicea decretò pene gravissime contro
di tulli. I chierici regolari e gli altri delle quelli che avessero receduto dalla pro-
congregazioni di sacerdoti viventi in co- fessione monastica. Il concilio di Laotli-
munità, dall'usare come il clero secolare cea del 363 proibì a' chierici maggiori,
la Berretta (^.)ecclesiaslica, volgarmen- a'minori ed a'monaci di entrare nelle o-
te sono chiamati berrettanli. Non è im- sterie. Locchè prova, quanto è antica l'e-

pedimentoal Pontificato [f^ .) l'aver pro- sistenza de' religiosi. Nel 385 Papa s. Si-
fessato la regola di qualche ordine o con- ricio colla decretale 6." ordinò. Che mo- i

gregazione religiosa. Novaes , Disserta- naci e le religiose che con disprezzo del-
zioni 1. 1, p. 83, enumerò più di 70 Papi la loro professione avran contralto ilei
stati alunni degli ordini regolari, cioè ed matrimoni sacrileghi e condannati dalle
oltre alcuni primi Pontefici che si cre- leggi civili ed ecclesiastiche, devono esse-
dono appartenuti a' monasteri orientali, re cacciali dalla comunità, da'monasleri
come ss. Telesforoj Igino e Dionisio,
i i e dalle assemblee della Chiesa, rinchiusi
benedettini óeì 1. "ordine i3, quelli cisler- in carceri per piangervi i loro peccali, e
densi 4, quelli clnniaccnsi 4, quelli ce- non ricever la couujiiione che in punto
Icstini uno, quelli certosini i,c^nc\\\ cas- di morte. Il concilio di Ueims deli i48,
sinesi uno, ed aggiungerò i camaldolesi decretò; I matrimoni degli ecclesiastici

Gregorio XVI ; i carmelitani 3, gli ago- cosliluili negli ordini sagri, e quelli dei
stiniani 3, i canonici regolari lateranen- religiosi e delle religiose sono dichiarali
ti in gran numero , alcimi de' cpiuli gli nulli. /'. Cemiiato. U concilio di Colonia
sono contrastati da'hcnedettini clic pres- <leli.')4fì, deci'. i(), dichiarò: Non è per-
to di essi si rìcovrarono fuggendo go- i messo a' religiosi di essere Padrini (/ .)

ti vii altri barbari che invasero Mon- V. d'assistere alle IVozze (/'.). Il sagro con-
te Cassino (/^); laonde coabitando per cilio di Trento emanò seguenti i decreti,

mollo tempo inHicme, gli scrittori confu- (he tulli i regolari dell'uno e dell'altro
terò gli uni cogli altri. I donivnicani o sesso menino ima vila coniòrmc alla re-

prrilutilori /j, i francescani '). A'Ioroar- gola, di cui liaimo fatta professione; e os-
ticuli meglio riportai lu nozioni su quc- bcrvino soprallulto Iccosecherisguardu*
REL REL 95
nolaprofessionedel loro slato; come sono o tulio 11 loro patrimonio o la maggior
i Foli (f^.) d'ubbidienza, di poveilà e di parie, e s'eglino uscissero non potessero
castità. Scss. 2 3j De re/ormai, regul.^on facilmente ricuperarlo. 11 tutto sotto pe-
sarà permesso a nessun regolare, dell'u- na di anatema contro quelli che dessero
no e dell'altro sesso, di tenere o possede- o ricevessero qualunque cosa a quel mo-
re in proprietà, nemmeno a nome del do. 7/;/V/. e. 16. Nessun regolare, qualun-
convento, nessun bene mobile o immobi- que ei sia, che pretenderà d' essere en-
le di qualunque genere; ma sidatti beni tralo per forza o per timore nella reli-
saranno rimessi in mano del superiore e gione o dirà inoltre di aver falla pro-
,

incorporati al convento. Quanto a' mo- fessione avanti l'età richiesta, o qualun-
bili, i superiori ne permetteranno 1' uso que altra cosa simile, o che vorrà lasciar
a'privati, in guisa però, che il tutto cor- l'abito senza la permissione de'superiori,
risponda allo stato di povertà che hanno non sarà ascoltalo, s'ci non allega queste
votato, e che non vi sia niente di super- cause ne' primi 5 anni dal giorno della
fluo, ma che non sia loro negato niente sua professione ; e se anche allora non
del necessario. lòid. e. 2. Ogni regolare, ha egli dedotte le sue prelese ragioni da-
non soggetto al vescovo, facendo soggior- vanti al superiore e all'ordinario, e nou
no nella Clausura (^.)del suo monaste- altrimenti. Che ha lasciato
se da se egli
ro, e che fuor di essa saràcaduto in di- l'abito, non sarà inqualsisia maniera am-
fetto con tal popolo ne sia
notorietà che il messo ad allegare nessmia ragione, ma
scandalezzato, sarà severamente punito sarà costretto a ritornare al monastero e
dal suo superiore a istanza del vescovo, sarà punito come Apostata dal religioso
e nel tempo che gli prescriverà ; e sarà istituto professato [f^ .),seìna potersi pre-
tenuto il detto superiore a render conto valere d' alcun privilegio della sua reli-
al vescovo del castigo che gli avrà dato, gione. Nessun regolare potrà essere nem-
altrimenti sarà egli stesso privato dell'uf- meno trasferito, da qualsiasi autorità e
fìzio dal suo superiore, e il reo potrà es- una religione meno stretta; e
facoltà, in
sere punito dal vescovo. Jbid. e. 1^. In non sarà accordata licenza a nessun re-
qualsivoglia religione, tanto d' uomini, golare di portare in segreto l'abito della
quanto di donne, non si farà piofessio- religione. lùid. e. ic). 1 regolari di qua-
ne prima di 1 6 anni compiti di Euì {^.), lunque ordine sieno non potranno Pre-
e non si ammetterà nessuno alla detta dicare (/^.), nemmeno nelle chiese del-
professione, se non avrà passato almeno l'ordine loro, senza l'approvazione de'lo-
un anno intiero nel noviziato, dopo aver ro superiorij né senza essersi presentati
preso l'abito. Ogni professione fatta pri- in persona a'vescovi, e aver loro doman-
ma sarà nulla e non porterà nessun im- data la benedizione. Quanto alle chiese
pegno per osservanza di qualsivoglia re- che non sono dell' ordine loro, non po-
gola, ovvero ordine, né per qualunque tranno predicare senza la permissione del
altra cosa potesse derivare. Jbid. e. i5. vescovo, che sarà loro accordata gratuita-
Avanti la professione d'un novizio o d'u- mente. Sess. i5 de reform. Se alcuno di-
na novizia, non potranno loro genitori i rà che gli ecclesiastici costituiti negli or-
e curatori dare al monastero, sotto qua- dini sagri, e i regolari che hanno fatto
lunque prelesto, nemmeno del loro patri- professione solenne di castità ,
possono
monio, se non quel lanlo che sarà richie- contrarre matrimonio, e che avendolo
sto pegli alimenti, e pel vestiario duran- contratto, è buono e valido, nulla ostante
te il loro noviziato, afllnchè non fosse la legge ecclesiastica o il volo che hanno
questa un'occasione di non poter uscire, fallo ; che il sostenere il contrario non è
qualora il monastero tenesse in poter suo altro che ud condunuare il matrimonio.
gG REL REL
e elle tulli quelli che non sentono di nvei' monaco ingleseWallinghford: Tonsìolar-
il dono di castitìi, quaiiluuque l'abbiano ga cornac, nigra vestis, bota rotunda, —
votala, possono conlrarre tnatrinionio, Nonfacinutlìlonachitmj std mens a cri-
sia anatema; poiché Dio non nega questo ìinne manda), nondimeno si ordina nelle
dono a coloro che glielo domandano co- Clementine, De vita et honesl, clericor.,
me conviene, e non permette che siamo et cap. penull. eod. tit., che qualora si

tentati sopra le nostre forze. Sess. 24> e 9. possa, debba sempre ritenersi l'abito re-
Se alcuno dirà che Io stato del matrimo- ligioso, come segno esterno dell'interna
rio dev' essere preferito a quello della professione. Poiché nel concilio generale,
verginità o del celibato, e che non è mi- cap. Cleric. qffic. de vii. et honest., fu de-
glior cosa, né piìi felice il vivere vergini cretato : Pontifices (i vescovi) aiiteni in
o celibi, del maritarsi, sia anatema. Can. publico, et in ecclesia, super indnmenlis
IO. lineis oninino utantiir; nisi monachi fue-
Degli abiti de'religiosi ne trattai ad ogni rint, quos oportet ferre liabituin mona'
loro articolo, cioè tanto dell'abito stesso, chornnt. Nota la Glossa arg. c^uod mona-
di cui meglio in quelli degli ordini e con- chus.factus episcopus non penilus absol-
gregazioni regolari d'ambo i sessi; come vittir a regala monachali j siccome si pre»

pure che nel concilio generaledi Costanti- scrive nel can. 16, De monachis,quidiu
nopoli deirSgS si ordinò, che religiosi i tnorantesin nìonasteriis,si postea ad de-
(ìitti vescovi, portino visibilmente l'abito ricatus ordinem pervenerint, statnimus^
del loro ordine, ciò che confermò neh a i5 non debere eos a priori proposito disce-
il concilio generale di Lateranoj a delti dere. E perciò, non rimanendo sciolto dai
articoli rimarcai inoltre, se qualche Papa suoi voli, dee seguitare a vestirne l'abito,
dispensò alcun vescovo o cardinale quiin- in attestato visibile e manifesto delle sue
toal colore,/'. Porpora. Cancellieri, iVo- indissolubili obbligazioni; e non già por-
tizie sopra il colore dtlC abito de vescovi tarlo soltanto occultamente. Che se ai

e de' cardinali regolari, dice quanto se- chierici regolari non è stato imposto que-
gue. Il vescovo di fllarsico Cianles do- sto slesso obbligo, nasce, perchè mede- i

menicano, nelle Lettere meniorabìli, fu simi non sono slati compresi nel decreto
di opinione e pretese di provare, che non delconcilioLateranense, che parla de'soli
debba ammettersi nello stesso corpo una monaci e de'regolari mendicanti, non e-
diversità di vestiario, e che perciò dovea sistendo allora i chierici regolari; e per-
cambiarsi il colore dell'abito de'vescovi chè il non ha distintivo nota-
loro vestiario
monaci e religiosi mendicanti, non meno bile, trannequalche eccezione che indicai
che quello de'tihierici regolari, per ren- ai loro articoli, ed è somigliante a quello
derlo uniforme a quello di lutti gli nitri. del clero secolare. Si mostri) partigiano
lie confutò l'opinione il cardinal Orsini del parere di Cianles o Cianli, il vescovo
domenicano poi Benedetto XIII, dimo- <ìeMinori Leira o Leri carmelitano, per
strando con l'autorità di s. Tommaso, che l'impegno dell'abito, non solo nella for-
i monaci ed i frati promossi al vescova- ma e nella materia, ma eziandio nel co-
to seguitano ad essere tenuti a tutte le lore, senza trasportare nell'abito vesco-
ouervanzf della loro religione, le quali vile cosaalcuuailegli abiti monastici. («iac-

nulla ripugnano, ed anzi convengono più che, come chiiuique religioso passa da un
0I nuovo e più perfetto stalo delia digni- ordine all'altro tle[)one il suo anteriore,

tà vescovile. Ini|ierciocchè (piantiuKpic e prende quello dell'ordine in cui entra,

«i legga nelle decretali, che l'abito non fa cos'i gliscudjrò che fosse conveniente, che
il monaco, ma bcn!ȓ la prolessione re- il rcj;()lare assunto al vescovato tliinct-
golare (mjuo celebri i due ekauielri del Ickke l'abUo dell'uidiue, e si rtvc»lis8ti iu-
REL REL 97
lieramente di quellodel vescovile. Si sciol- scovi o cardinali, l'uso di ritenere il co-
gono per altro tulle le obbiezioni nella lore dell'abito del proprio ordine, cam-
leltei-a di Caslagnari ad un prelato, ove biando soltanto la forma, sul taglio di
dimostra, che i regolari, abbandonando quella usata da'vescovi e cardinali (i mo-
anche il colore dell'abito monastico, nel naci e i frati in vece dell'abito corto det-
passaggio dalla religione alla Prelatura to da abbate, incedono in veste talare di
(A.), dalla cellaal palazzo, dall'ubbidien- soltana o zimmarra e ferraiolone, sebbe-
za al comando, dalla ritiratezza al cor- ne alcuni usino lo stesso abito regolare

leggio, dall'abbiezione ai titoli, mor-


dalle nel vestiario domestico usuale),s'i pel pro-
tificazioni agli onori, e òaX cappuccio alla fitto de'chiostrijche per l'onor della Chie-
//«^/•fltj- sarebbe troppo facile che obblias- sa, come osserva il cardinal de Luca, in
sero l'osservanza de'voti, che debbono Relai. Roni. Cur. e nel Cardinale pratico.
tener sempre presenti alla loro mente,<:oa Vedi Scappo, Z?ei/rATe/o rubeo dando 51
la vista del loro primitivo vestiario. Né R. E. cardinalibus regularibus, che parla
a ciò potrebbe bastantemente soddisfare de'religiosì fatti vescovi e cardinali, e del-

la delazione di qualche occulto segno del le loro vesti Lonigo, Delle vesti purpuree
.

medesimo; dovendo a tutti render pale- p. 44 '•


<lc' Cardinali religiosi e regolari,

se l'obbligo che conoscono di dover ese- o


dice: » Li cardinali (religiosi) cioè frati
guire, per essere sempre fedeli a'ioro vo- monaci non mutano mai il colore dell'ha-
ti. Bello è certamente l'osservare chenel bito della sua religione, né hanno altro,
giardino della Chiesa fioriscono ne' Co- di rosso per la persona loro, se nonilcap'
lori ecclesiastici (^•), fra le rose e le vio- pello, et la barella (aggiungo il berretti-
le, anche i giacinti e i ligustri (piante con no), nel resto dellì vestiti, et nella cappa
iscorza alquanto bianca, fiori bianchi e ancora devono in tutto conformarsi al co-
bacche neie), dicendo Durando, exterius lore dell'habito della religione loro. Et
sii indulus candida veste, quia etiarniit' perchè li detti cardinali religiosi frati o
terius candere dehet per innocentiani et monaci non sogliono portare il rochet-
cimritatem. E chi noa vede scintillare to,però quando si adoprano in capella
splendore più vìvo da questa varietà di lì paramenti, in loco del rochetto si ve-
colorì, mentre con essa sì dà a conoscere, stono la cotta: et il venerdì santo simil-
che si dispensano le dignità anche a quel- mente devono portare la cappa di saielta
li, che non hanno se non il valsente della del colore dell'habito della sua religione.
virtù e della dottrina; e che col far com- Li canonici regolari, et altri religiosi, che
parire fra'vescoviecardinali, qualche po- portano il rochetto per privilegio, fatti

vero e umile religioso, sì serra la bocca cardinali, lo portano ancora sopra le ve-
ai maligni, che vanno spacciando le sole stì cardinalizie (le quali sono) del colore
ricchezze e la nobiltà servire di scala alte conformeall'habito della sua religione."
Promozioni (/^.) ed eminenze ecclesia- In buona pace dì Lonigo, e dì Cancellieri
stiche? Riverbera poi questo splendore che nel riprodurlo, non però nel testo,
sopra tutta la gerarchia regolare, che cosi non vi fece avvertenza, non posso con-
las. Sede pubblicamentedichiaraper sua venire quanto al colore pei chierici rego-
benemerita. Dappoiché rimirandosi in lari, poichèavendo Gregorio XVI creato
tale abito la dignità episcopale e cardina- cardinali Lambruschini vivente e Cado-
lizia, cresce nel popolo, che per lo j)iù lini defunto, chierici regolari barnabiti,
suol giudicare dall'esteriore, la venera- il loro vestiario è rosso ( come ì cano-
zione verso di essa, a gloria del cielo e a nici regolari) ; solo in vece della seta u-
vantaggio della terra. Molto dunque giu- sano panno, ed il cammellotto o saielta

stamente si pratica dai religiosi, falli ve- fina o rairìnosse fino ; come rosso ma di
VOL. LVII.
7
98 REL REL
seta è quello del cardinal Pignallel]i,glà no del colore della propria congregazio-
chierico regolare teatino, altro porporato ne o ordine non lo variano, ma non as-
di Gregorio XVI. Veramente non vi è sumono rocchetto nell' astenersi dalla
una disciplina stabile sulla materia del- mantelletla,come praticano gli altri Car-
l'abito de' chierici regolari. 11 teatino b. dinali. A questo articolo, a Presbiterio
cardinale Toramasi usò la lana. Quando del Papa o s. collegio, dichiarai che Si-
fu elevato alla porpora il suddetto car- sto V l'ordinò e stabih al numero di 70
dinal Pignattelli, avendone consultato il cardinali, fra'quali sieno sempre inclusi
cardinal Lambruschini, questi gli disse almeno 4 maestri in teologia degli ordini
di poter vestire di seta, e che quanto a regolari e de'mendicanti. Belisario d'or-
lui indossava la lana ad esempio del ce- dine dell' imperatrice Teodora nel 538
lebre cardinal Fontana suo confratello fece esiliare Papa s. Sii ver io vestito da
])arnabita. Si può vedere Ceremoniale monaco. Benedetto IX rinunziò il pon-
ep'scoporiim, lib. i, cap. i : De habilii, et tificato e in Grottaferrata prese l'abito
oliis agcndis per episcopos. Cap. 3 : De monastico basiliano. Vittore III, deposti
hahilu ordinano archiepiscopi, et episco- gli abiti pontificali, fuggì a Monte Cas-
pi in sua provincia, dioecesi vel^civila- sino a riprendere la cocolla, che poi dovè
te. Pel dettaglio delle vesti e loro varietà deporre. Eugenio 111, ritornato per alcu-
nel colore e nella specie, avendo unito al- ni giorni al suo antico monastero di Ci-

ta teorica la pratica, invito a leggere i stello, domesticamente rivestì l'abito da


miei articoli degli ordini e congregazioni monaco cistcrciense. Dalla solitudine su-
religiosi per le individualità, non cheCoL- blimato al manto pontificale s. Celestino
lARE, DeBRETTA cardinalizia C BERRETTI- V, volle poi ritornarvi, falla solenne ri-
NO CARDiJTALizio, i quali accoidò a'cardi- nunzia del papato in concistoro, ed ivi

ualireligiosiGregorioXlVjC APPELLO CAR- riprese gli abiti religiosi. Alessandro V


DINALIZIO, Calze, Fascia, Sottana, Roc- vestì sempre di sotto l'abito de' minori
chetto (ove dico quando i cardinali reli- in cui avea professato; lo imitò Sisto IV,
giosi l'indossano senza maniche), Cappa il quale non pare che con esso fosse se-
CARDINALIZIA 6 sue divcisc fodcic c pelli, polto come testificò Burcardo e poi si cor-
MozzETTA de' CARDINALI, in cui parlan- resse:probabilmente gl'interiori abiti fu-
do de'vescovi che in Roma non l'usano rono francescani. Parlando di Benedetto
avanti il Papa, avvertii che però l'indos- XIII già de Predicatori (^'.), in diversi
.sano i vescovi anche in parlibits se frati luoghi raccontai, che da Papa soleva ve-
o monaci, in luogo del Cappuccio [V .) , e stirne l'abito quando si trovava tra'suoi
qual finimento del loro abito dapertutto. religiosi,ed anche quando pranzò nel re-
Inoltre si può leggere RIaxtelletta, nel fettorio de'mìnori osservanti in Araceli.
quale articolo riportai come deveessere Gregorio XVI in tulio il suo cardinala-
l'abito cardinalizio o vescovile di que're- to, inclusivamente aidue conclavi, do-
ligiosi i cui abiti si compongono di colori mesticamente vestì sempre la tonaca mo-
diversi, avvertendo che ì canonici rego- nastica di sua congregazione camaldole-
lari esaltati a tali dignità, usano abiti co- se; nelle villeggiature amava di pranzare
me i cacerdoti secolari, non come scris- ne' lìefettorii (^^.) coi religiosi, massime
se Lonigo. All'articolo Croccia, e ne' voi. cappuccini: che sospirava la sua antica
Vili,p. 187, 190, 191; XV, p. 299, e pacifica cocolla, lo dissi nel voi. LII,
3oo, 3oi, 3o6; XVI, p. 290, nel trat- p. io5. A Cadavere del Pap^ nolai di
tore del vesliorio de' cardinali e vesco« quelli che vollero essere tumulati vestili
vi in ftt'dc Tacuute, dico ancora di quel* d'abiti religiosi, cuiaggiungerò Gregorio
lu dc'cardiuali religiosi, i quali se vcilo- IX coir abito francescuno che pure usò
REL REL 99
in vita, Martino IV e l'antipapa Nicolò SuU'ammlnistrare i monaci il ballesi"

Ytlopo la l'inunzia, ambedue con l'abito mo e la penitenza e successi ve questioni,


minorila; ed altrove de'fedeli che per di- frenate dai Papi fino dal 610, tenni pro-
vozione ordinarono che oe Funerali i\ e- posito anche nel voi. LI, p. 242, nel rac-
sponessero vestiti da religiosi, quindi coi contare l'origine delle parrocchie de're-
inedesiroi si ponessero in Sepoltura (l^.), golari. Gregorio IX nel 1227 facoltizzò i

quanto accennai iti principio parlan-


oltre domenicani ad amministrare il sagrameu-
do de'monaci e de'monasteri, e di quan- to della penitenza. A tali religiosi fu pre-

to dico nel voi. LII, p. 53. Sarnelli, Leti. cipuamente affidata V Inquisizione [F.)
eccl.t. F, lelt. 29: Che nella s. chiesa per procedere contro gli eretici ; e Cle-
sia cosa antica ^pia e lodevole^che imO' mente VII per impedirei funesti progressi

riboncU vestano l'abito religioso, e col ine- degli errori di Lutero, ordinò agl'inquisi-
desinio si facciano seppellire in segno di tori d'agire anche control religiosi di qual-

penitenza. Narra che i primi cristiani su- sivoglia istituto. Giulio 111 riprese l'aoa-
gli estremi della vita si vestivano di Ci- bizione de'religiosi che brigavano per es-
licio (r.), espiravano sulla Cenere{F.)j sere esaltati alle mitre , ordinando che
così vollero morire s. Martino di Tours, niuno potesse promoversi al vescovato ,

8. Carlo Borromeo, ed Enrico figlio d'En- senza l'espresso consenso de'loro rispet-
rico li re d'Inghilterra. Che il cilicio ve- tivi superiori, e cardinali protettori degli

stivano ne' primi tempi quelli che fdce- ordini cui apparteuevano. Di versi religio-
vano pubblica Penitenza [F.), ed il con- si nell'essere promossi a qualche dignità
cilio di Composlella nel io56 determinò ecclesiastica, o vescovato o cardinalato,
che lo vestissero chierici nel tempo del
i hanno bisogno di dispensa particolare del
Digiuno (y.), della Letama^ e quando si 4.° voto che fanno di non accettare al-
denunziava la penitenza pubblica. E sic- cuna dignità, come gli agostiniani scalzi,
come r abito e istituto monastico altro i chierici regolari minori, i gesuiti, i mi-
non significa e non importa che peniten- nistri degl'infermi ed altri. Proibì Paolo
za, moltissimi in vece di domandare in IV che i vescovi i quali avessero profes-
morte il cilicio, richiesero l'abito monaca- salo la regola di qualunque religione, ri-

le; perciò costumavano gli spagnuoli d'as- nunziato il vescovato e tornati nel loro
Sum^erlo Moribondi [f^.) per penitenza ,
ordine, vi potessero avere dignità alcuna
tosandosi anche i Capelli {f'-), quindi se o carica, come si legge nella costituzione
campavano, restavano monaci, il checon- In sacra, de' 22 luglio i559, presso U-
fermò il concilio 12.° di Toledo nel can. ghelli, Italia sacra 1. 1, p. 763. Riporta

4, ma impose scomunica per un anno a Novaes nella Storia di Clemente XI, che
quel sacerdote,cbe avesse dato simile pe- con decreto de' 17 giugno 17 16, Bull.
nitenza a chi non la richiedeva. Non solo Alagn. t. 8, p. 4^6 riimovò, la costitu-

di laici, ma ancora di ecclesiastici e pre- zione di Alessandro VII de'261uglio 1662,


lati si morte domandato
legge, avere in nella quale si prescrive, che i regolari as-
l'abito monacale in segno di penitenza, sunti a vescovi titolari nelle parti degl'in-
per cui Papi concessero indulgenza ple-
i fedeli, non possano vivere fuori de' loro
naria a chi ciò praticasse. In diversi luo- chiostri, ma sieno soggetti a' loro supe-
ghi notai, che i principi sovrani vollero riori, né possano esercitare i pontificali,
\estito proprio cadavere con abito reli-
il col permesso ancora degli ordinari, sotto
gioso,econ esso deposti nel sepolcro, mas- pena di sospensione riservata al Papa ,

sime se ascritti al 3.° ordine di qualche giacché la loro giurisdizione è ristretta sol-

religione, o aggregati alla figliuolauza di tanto ne'confini delle loro chiese, rispet-
alcun ordine regolare. tivamente alla loro visita. In mólti ordi-
loo REL REL
ni e congregazioni religiose, quelli che so- che della compagnia di Gesò, potesse es-
no elevati al vescovato, siccome cessano sere dalla sua religione espulso se non per
di farne parte, promuovono istanza per incorreggibile; e neh 632 esentò i rego-
esservi nuovamente aggregati, onde go- lari di far leconfessionicol confessorede-
dere poi in morte de'sulftagi, per cui es- pulato dai loro superiori. Clemente XI
si sono tenuti di farne a que'roiigiosi del nel 1708 rinnovò le proibizioni, che gii
proprio ordme o congregazione che van- ebrei potessero lavorare ne'giorni festivi
no morendo. Papa s. Pio V die la prece- ne'uìonasteri e conventi de' regolari. Be-
denza a' suoi frati domenicani sopra gli nedetto XIII colla bolla Postula t, de'7
ordini mendicanti; quindi non solo pose marzo 725,
1 Bull. Boni. 1. 1 i,p. 377, vie-
religiosi Penitenzieri [f^.) nelle patriar- tòa tutti regolari, ancorché costituiti in
i

cali di Roma, ma della Vaticana dichia- qualunquedignità, di portar via dai loro
rò teologo colla prebenda di canonico un conventi e monasteri libri, mobilio altro
domenicano, e che fosse vero canonico in per loro uso. Colla bolla Licet sacra, dei
tutto; però fu rimosso dal successore, co- 1 5 (thhva'ioi'j'ìG, Bull. Rom. t.12, p. 70,

me narrai nel voi. XII, p. 3 19. Vi sono nel qual giorno dice il Papa aver vestito
esempi che vescovi religiosi furono cano- l'abito domenicano, il cui istituto ancora
nici di dette patriarcali, e della Latera- professava, vietò a tutti i regolari profes-
nense nel 1727 Benedetto Xlll fece il sa- si di passare ad altro ordine religioso, o-
grisla Olivieri agostiniano vescovo di Por- spitalario o religioso, ancorché in esso sia
firio, che lo era di S.Anastasia. Gregorio in vigore l'osservanza regolare, riservan-
XVI fece canonico vaticano, con l'uso do per l'avvenire al solo Papa lafacgltà
delle vesti paonazze, l'odierno mg.*" Lui- di concederne il passaggio. Con costitu-
gi Cardelli arcivescovo d'^cr/rf^zo Ocri- zione de* 7 aprile 1726 Benedetto XIII
da de' minori osservanti riformati. Nel prescrisse l'abito e la corona o Chierica
Tol. XLI, p. 1 32 dissi che Paolo IV fece (/^.) a tutti i prelati regolari, e il ritorno
il teatino Consiglieri maestro di camera nell'avvenire ai chierici de'rispettivi or-
e canonico vaticano. Clemente Vili col- dini a quelli che non risiedono nelle pro-
19 giugno 1594,
la bolla Religiosae, de' prie chiese o le rinunziano. Quanto di-
Bull. Bom. t. 5, par. 2, p. 3i, rinnovò spose sui religiosi Consultori delle con-
la proibizione già fatta ai religiosi e alle gregazioni cardinalizie (f^.), lo dissi nel

religiose, di far donativi o regali. Paolo voi. XVI , p. i36 e 2i4- Gian Jacopo
V ordinò ai che nelle loro scuo-
regolari Scarfantoni pubblicò: Dissert. j4n cuncti
le insegnassero le Lingue (V.) greca , e- regulares non habenles speciale indul'
hraica, araba e latina. Gregorio nel XV tuni Sedia aposlolicae^ posi editioncni s.

1G22 proibì a tutti gli ecclesiastici, seco- conc. Tridentini passini extra tempora a
lari e regolari anche esenti, di confes&a- jurestatula sacris ordinibus iniùari.'' Lu-
ree predicare senza il permesso e l'appro- cae 17 16. Gli scrisse contro Fr. Alberto
vazione dell'ordinario: così terminò le Cecchi domenicano: DeJo.Jac. Scarfan-
antiche dispute, colle quali, per riguardo toni can. Pisloriensìs, Dissert. judiciuni
pretendevano alcuni scrittori,
ai religiosi, Latin Ilerculis Paullini s. theol.profes-
che l'approvazione data una volta dal ve- ad aniicum, Lucae 1 7
soris 1 7. A questa
scovo, potesse benMrivocarsi dalsuosuc- critica rispose Scarfantoni con questa
ceMore, ma non da lui stesso, come se i scrittura, che però non fu stampata: zi-

i^CKOvi comunicando od alcuni il loro polflgia Dissert. can, impiignataeper Lac'


potere non lo potessero riprenderequan- lium J/erculeni Paullinurn super duhio:
(lo lo credono opportuno. Urbano Vili An cuncti regulares etc. Benedetto XIII
nel 1 G34 ilichiaiò che uiuii rdigioiìo, fuor- deputò all' esame di questa coulroversia
HEL REL loi
5 cardinali, 2 vescovi e 3 regolari, la qua- r ordine militare e regolare geròsolimi»
le rispose nei maggio 1725. Privilegia tano e formata d'una croce ettagona di
a siiminis Ponlificibus lain ante, (juani tela bianca. I sovrani talvolta hanno de-
post IVidentìnuni siile /lire coinunicalio- corato i religiosi e le religiose d'insegne
nis regularibus concessa suscipìendi or- benemerenze; la Francia ne
equestri, per
dines sacros eoclra tempora persistere in va dando esempi coi religiosi fece al-
:

suo robore, nec eis fuisse unquanidero- trettanto il gran sultano de' turchi, e ne
gatuni, ac proinde tuto posse regulares riportai esempi, ne' voi. XLIV, p. Sg, e
ordinari extra tempora absque novo in- LI, p.32 1. A Nome resi ragione perchè
dulto apostolico. Benedello XIV, richia- lo cambiano i religiosi e le religiose; poi
niaiulo le provvidenze de'suoi predeces- riporterò chi scrisse sull'argomento. I re-
sori, proibì a' religiosi, eccelluali \ Ben- ligiosi cambiando nome, e taluni anche
fratelli (^.), l'esercitare l'arte di Spezia' cognome,neiringressochefanno nella re-
(i {F^.)j tuttavia l'esercilano i Carmeli- ligione da loro scelta', dimostrano pure in
tani scalzi, per quanto dissi a quell'ar- questo la rinunzia che fanno al mondo
ticolo.A Parrocchia riportai come Be- ed ai costumi di prima che lasciano, e di
uedello XIV dichiarò die vescovi pos- i non essere piìi quelli che erano stati nel
sono visitare le chiese parrocchiali rette passato, per sbandire ogni memoria del
da'regolari, eccettuato soltanto quelle nel- secolo.Alcuni dicono derivarequesta mu-
le quali risiede il generale dell'ordine, di tazione de'nomi ne'religiosi, da quelli coi
cui il parroco n'è religioso. Nel voi. LI, quali il Redentore chiamò Pietro, Gia-
p. I 38 notai che Benedetto XIV dichiarò como e Giovanni, quando furono da lui
soggetti agli ordinari, i regolari viventi aggregati nel collegio apostolicoe tra'suoi
in casa de'secolari; e nel voi. V, p. 34, che discepoli. Osserva Vettori nel Fiorino d^o-
rispose negali vamentealcardinalQuirini, ro, p. 4^^) ^^^ il costume di nominare
che voleva si proibisce ai chierici di far- talora alcuna persona col nome della sua
si religiosi, senza il consenso dell'ordina- patria è derivato intieramente dagli an-
rio. A DiMissoRiE ricordai quanto stabili tichi romani, come rilevasi dalle iscrizio-
Benedetto XIV sulle dimissorie per le or- ni. Che oggi alcuni ordini regolari (come
dinazioni de'regolari. Clemente XIII col- minori osservanti, riformati, cappuccini,
la bolla Inter nudliplices, degli i i dicem- ec.)con molta esemplaritìi si valgono di
bre lySS, Bull. cont. 1. 1, p. 72, confer- questo stesso coslume,per togliere la mag-
mò la giurisdizione vescovile nelle dioce- gioranza fra' religiosi (anche per dimo-
sid' Olmiitz, Colonia Miinster Ilildc- , , strare che più non appartengono alle lo-
sheim, Paderboua e Osnabruck, sui re- ro famiglie). De'religiosica/77ie//tónÌ5Crt/-
Contro le esenzioni de'regolari in-
ligiosi. zi,passionisti e altri, come delle religio-
sorse anche Febronio , temerariamente se che aggiungono al nuovo nome il co-
negando al Papa l'autorità di concederle, gnome, con assumere quello de' santi o
naa con dottrina ed erudizione slorica lo de' misteri di Gesù Cristo o della Beata
confutò Zaccaria, AntiFebbronio par. 2, Vergine, fo parola ai loro articoli: Dei
p. 396 e seg. Nel Pontificale Romaniwì, titoli de' religiosi parlai principalmente
vi sono : De benedictione Abbaiis. De a Padre, Fra", Frate, Paternità Dox, ,

heitedictione Abbalis auctoritate aposto- Reverendo, Reverèndissimo, Canoixico,


lica. De benedictione Abbatis auctori- Monaco, Fratello, Molto Reverendo,
tate ordinaria De creatione militis re- ec. In alcuni ordini religiosi è vietato il

gularis. All'articolo Croce di decorazio- passaggio in altri ordini, e lo notai trat-


ne RELIGIOSA, parlai di quelle da potersi tandone. Per le secolarizzazioni occorre
portare sulla niozzctla dai cardinali, del- la Dispensa{V.) pontificia, come per pas*
102 REL REL
sare ad altro ordine: in. quelle de' voti 19 dichiara: Religionis status perfec tic-
semplici per l'uno e per l'altro caso, han- nem non supponit, sed ad perfectìonem
no facoltà diversi superiori generali, tran- inducit. Ponlifìcalis autem dignilas per-
ne il voto di castità, per il quale ci vuo- fectioneni praesitpponitj perchè il vesco-
le la dispensa del Papa. vato est spirituale magisterium, ed a s.

Molte erudizìoni riporta sui religiosi Pietro fu detto pasce, dopoché rispose,
Nardì,De'parror/j/,incominciatìido dagli tu scìs Domine quia amo te. Nel cap. 20
stati di perfezione in cui sono il vescovo soggiunge; I religiosi sono in uno stato di
e il religioso, e relativi confronti, secon- perfezione,ma non già gli.arcidiaconi, i de-
do s. Tommaso d'Aquino, nell'opusc.i 8 cani ed i parrochi, benché questi tutti ab-
Sullo stalo della perfezione vescovile e biano cura d'ani me, che non hanno i reli-
religiosa. Dice Dottore nel cap.iG:
il s. giosi (tranne gl'individui parrochi), non
I vescovi ed religiosi sono in uno stato
i avendo primi l'obbligo perpetuo di fa-
i

di perfezione: questi secondi per la rinun- re il vicario o il parroco, come la cosa


zia delle cose temporali ed abnegazione esigerebbe se fosse in uno stalo di perfe-
di se stessi; i primi nel dovere esporre la zione,come accade al vescovOj che non
loro vita per le pecorelle, nell'obbligo di può rinunziare, ed il cui stato è perpetuo.
pascerle, ec. Perciò, siccome ne'contratti Sebbene tra'vicari e parrochi possano es-
vi sono certe solennità, così nella consa- servi individualmente degli uomini per-
grazione e coronazione del vescovo, e nel- fetti secundur t ahitum charitatis.... sta-
la professione religiosa si usano solenni- tum tameiì perfectionis non assequuntur.
tà e benedizioni. Nel cap. 17 dice che lo Quindi il vescovo si consagra, il monaco
stato vescovile è più perfetto del mona- liei professare si benedice; ma il vicario, il

co, perchè se il monaco rinunzia ai beni, decano, parroco vengono investiti sem-
il

il vescovo deve dare il temporale suo nei plicemente, o data semplice cornmissione
bisogni delle pecorelle, deve dare l' ali- del loro ufficio, che non è stato di perpe-
mento spirituale, è obbligato anch'esso tua obbligazione, ma stato che possono
allo castità. Se i religiosi si sottomettono che non può fare il monaco.
lasciare, ciò
all'ubbidienza del superiore, il vescovo è Nel cap. 23: I vicari ed parrochi non i

morto a se stesso,enon vive che ai biso- fanno voto di stare nel loro uffizio, come
gni del gregge, e perciò diviene il servo i religiosi nel loro stalo. Che anzi oltre
di tutti. I monaci non hanno per obbli- essere maggiori per questa cosa de'par-
go (sebbene lo facciano zelantemente) di' rochi, spesso lo sono anche di più, per-
moltiplicare i fedeli, convertire i pecca- chè talora per voto della loro religione si
tori, condurreanime a Dio, come il ve- obbligano di assistere il vescovo nel pre-
scovo lo ha per voto del suo sposalizio dicare, confessare, ec. Vi può essere un
colla Chiesa : quindi conclude, se lo stato curato più perfetto d'un monaco, un con-
del religioso è perfetto, quello del vesco- iugato più perfetto d'un curalo; ma non
vo è pei'fetlissimo. Perciò si toglie benissi- ne viene che ciò formi slato. Il religioso
mo un religioso dall' ubbidienza de'suoi benché cattivo si trova in uno stato di
superiori per farlo vescovo, stante che si perfezione, nel quale non sono il curato,
paisà ad uno stato piìi perfetto. Vicever- il coniugato ec. Lo stalo di perfezione,
sa, il vescovo non si può passare allo sta- oltre i requisiti che vuole, richiede per
to monastico, non potendo lasciare la sua principale il volo di perpetuità. Noi e. 2'):

chiesa, ed uno stato più perfetto (ve ne Dalla religione non si può passare all'ur-
tono |)erò molti esempi, e l'ultimo me- cidiaconalo, alla parrocchia (secolare)ec.;
morabile lo die il cardinale Carlo Ode* ma al solo vescovato come più perfetto.
scalchi, f^cdi, per farsi gesuita). Nel cnp. Quindi si può passare dal minore al rnag»
BEL REL io3
giore,uon viceversa. Perciò il parroco può mali prelati minori, in grazia della giu-
farsi religioso , ma non il vescovo che ha risdizione che hanno sui sudditi o sotto-
perpetua cura , senza licenza del Papa. posti. Non possono (almeno in certe re-
Nell'opusc. 19 s. Tommaso chiama per- ligioni) esser rimossi dal posto, e neppu-
secutori della Chiesa coloro i quali non re essere sospesi senza un processo per ,

vorrebbero che i regolari predicassero e rispetto dovuto al grado. Per questo, di-
confessassero. Il vescovo delega nelle par- ce Nardi, il superiore del convento il qua-
rocchie chi vuole e quando vuole a pre- le ha cura d'anime de' sudditi, è vera-
dicare e confessare, ec, anche contro la mente parroco nobile, perchè ha giuris*
volontà del parroco, e può inviare de'pre- dizione e prelatura. L'abbate de' mona-
ti secolari o regolari, secondo che crede. ci si benedice dal vescovo con una solen-
Avverte s. Tommaso, che lo stalo di per- nità, che all'esterno apparato rassomiglia
fezione largamente preso èia carità: che alla consagrazioneepiscopale : si benedi-
in un modo più proprio è l'amministra- ce solennemente l'abbadessa; si vestono
zione di-un oflicio:ed in senso vero e pro- benedicendoli i religiosi ( ciò che fecero
prissimo è il votoperpetuo. Che nel .Vin- i talvolta i Papi e di recente Pio IX, Predi')
tendono tutti quelli che sono in istalo di e le religiose. Fino ab antiquo fu concesso
grazia ; nel 2." gli ecclesiastici rispetto ai ad alcune chiese di monaci il privilegio
laici; nel 3.° modo i soli vescovi ed i re- di battezzare, propter apostolicum vitae
golari. 2.° dice doversi chiama-
Quella del illoruni instilulum, elreverentiam, guani
re piuttostocomparativa che propriay expopulis exigebat virlus sanctitatis, co-
giacché canoni chiamano piuttosto gra-
i me riferisce Marlene. Ne'Hollandisli a' i4
do che stato quello di lutti inferiori al marzo si legge, che monasteri di s. Pa- i

vescovo, e non regolari. Nardi stabilisce comio del IV secolo, nell'oriente, aveano
così la gerarchia di giurisdizione eccle- il Batiisierìo o s. Fonte[F.)t vis'islTlii-

siastica regolare : gli abbati, i generali di vano catecuraenij sicuramente per con-
i

ordini, i provinciali, i superiori locali. Di- cessione episcopale,e vi amministravano


scende questa dalla gerarchia di giurisdi- il Battesimo (^.), ma si dubita se mo- i

zione del Papa e del vescovo, sia che il Pa- naci fossero preti; esempi più frequenti di
pa, sia che il vescovo accordino i privilegi battisteri si vedono nel medio evo anche
Tale e tanta è la stima che laChie-
relati vi. in occidente, come le chiese di s. Marzia-
sa in tutti secoli ha fatto di coloro che
i le in Francia , di s. Mercuriale a Forlì,

seguono consigli evangelici con profes-


i di s. Maria a Salerno. Da' concilii di Co-
sione solenne avanti la Chiesa, che que- stantinopoli del 447 » ^i Calcedonia del
sta ha considerato lo stato religioso, co- 45 1, Cartagine del 534, dalla rela-
di
me uno stalo quasi apostolico, e prossi- zione de'monaci di Siria a S.Ormisda Pa-
mo alla gerarchia d'ordine 3.°, come flui- pa del 5i4,si trovano una moltitudine di
no fede la benedizione nel creare l'abba- preti e diaconi ne' monasteri; altrettan-
te, e le formolo delle professioni regola- to si ha da Palladio, /7/5^ Lausiaca cap.
ri. Furono gli abbati chiamati Pastori 3g, 71, soggetti ad abbate talora anche
(/'.), ed hanno il Pastorale [V.) velato, sacerdote. Palladio vescovo d' Elenopoli
dando la trina benedizione nella messa; nella Bitinia, avea abbracciata la vita so-
portano l'anello, sono in dignità; anche litaria nel compose detta storia
386 , e
anticamente aveano Tuso de' pontificali, s. Girolamo che in
dei Solitari. Attesta
davano e danno gli ordini minori; inter- Betlemme eranvi monaci preti che bat-
venivano ai concilii con volo decisivo. I tezzavano /ure suo, chiunque si presen-
superiori locali o Prepositi o Preposti ^
tava loro. Nel monastero e chiesa di Ni-
Priori, Guardiani f /ìeWon (F!) sono chia- tria, dice Palladio, il quale \i fu, erano 8
io4 REL REL
preti monaci, il i ."de'quali celebrava, pre- dinariamenle confessavano il popolo:
dicava, confessava. Molli esennpi riporta molti canoni chiamano religiosi più a- i

Nardi deli' antica facoltà data a' monaci bili e più idonei de' preti nel ministero
di battezzare nelle loro chiese pubbliche, della penitenza, per lo stalo loro più per-
avendone anche internecome le monache fetto; cosìdichiarò Urbano II nel conci-
per le salmodie; cos'i del predicare, con- lio diNimes nel 1096. Quindi principi i

fessare, seppellire ijmorti, con licenza e de- per lo più aveano de'monaci per confes-
legazione vescovile, loche si apprende an- sori : presso i greci nel secolo XII pochis-
cora dal concilio di Foitiersdeli loo, can. simi si confessavano ai vescovi e preti, ma
io; ed altrettanto ha de'monaci di s.
si tutti o quasi tulli ai nionaci. Forse avea-
Mar2iale , che inoltre annunziavano le no anche più facoltà nell'assolvere e s. ;

pubbliche processioni e i digiuni, onde se Tommaso chiama persecutorie nuòvi Vi-


ne lagnarono canonici nel concilio di Li-
i gilanzi coloro che non avrebbero voluto
moges del I o3 I I monaci furono favoriti
. che i regolari predicassero e confessasse-
nella predicazione, e si può vedere nel to- ro. Brunone vescovo di Langres i>el 008 1

rinese Berardi t. 2, dist.i, e. 4, ed in Lu- dispensò il popolo dal confessarsi dal cle-
pi t. 2, p. 288; per delegazioni de' ve- ro secolare, permettendogli in vece di
scovi exle'Papi. Spesso dai vescovi avea- farlo coi monaci del monastero Besuen-
no eziandio cura de'monasteri di. mona- se. Talvolta facevansi Corespiscopi (f^.)
che, ed il concilio Ispalensedel6 19 li co- anche dei monaci e degli abbati , ed in
stituì loro Palres spirituales. Che i mo- certe costituzioni attribuileal concilio Ni-
naci godessero privilegi e immunità sino ceno 1, si vede che molti curepiscopi e-
dai primi tempi, vede dalle lettere di
si rano vescovi, che consagra vatjo le chiese,
s. Leone 1 del 44o> ^ da s. Gregorio I e che se si fosse preso un monaco prete
del 590 ,come dai concilii di Cartagine per farlo corepiscopo, in questo caso non
•del 525 e 534- A'iempi di questo Papa si proibisce la celebrazione pubMica in
egualmente confessavano i fedeli i mo- detto convento , e ciò per onore del co-
naci sacerdoti, questi poi si confessavano repiscopo, ch'è chiamilo vicario del ve-
tra loro, disciplina che si apprende dal scovo. 1 monaci nel 1 X. secolo si fecero
concilio di Parigi deir829, che declamò anche niissi o preti in issales, che conlene-
contro gli ecclesiastici e secolari che si con - vano i preti di campagna quali vicari fo-
fessavano dai monaci , ciò che in molti ranei, ed erano o abbati o monaci. Avea-
luoghi era vietato di. farsi dai regolari, no anche neirantìchità loro generali e i

perchè i canonici furono i primi deputati s. Eulichio prima d'essere pa-


provinciali;
dai vescovi a udire le confessioni , ed e- triarca di Costantinopoli , fu monaco e
ziandio le monache nelle loro diiese, se generale de'monaci di lolla metropo- la

malate le confessavano al letto luro, ac- li d'A masia, oltre gli JrchiinandrUa (/^):

compagnati in certa distanza da ministri Teodoreto vescovo di Ciro mandò una


deputati detti sincelli , o diacono e sud- lettera a s. Leone I da due preti corepi-
diacono, comeha da detto concilio
!>i : i scopi, e da un provinciale o generale dei
medesimi assistevano ancora il prete che monaci, exnrchum monacorum. Aveano
bi reca va a celebrar la messa, dupola qua- molle parrocchie, e per mezzo d'un loro
le uscivano subito. Altrettanto fecero vi- individuoviesercitarouolacurtiMieli 19 1

roriitn n-ligiosonini colle religiosartwi u)ol(e parrocchie rurali cgualmentccrano


Joeininarum iic'monasteri per predicare, de'monaci- Fra'K-gali mandali nel G78 da
cunfeasorc u dire messa nell' Vili secolo. s. Agatone a Costanti no[)oli,erau vi de'mo-

Come in oriente, com in occiilvnte erano naci. Essendo superiori o abbati prela-
i

i monaci piultuilo che preti, quali or» i i ti a.n\ giurisdizione, òcumuuicavuiiu i lo-
7 j

REL REL io5


ro monaci in tutti i casi, come si legge nel- timiun tn religiosorum professione, atque
Tepist. 1
79 di Stefano vescovo di Tour- Pontificunt inauguratione, Norimbergae.
nay: nelCapitolared'Aquisgrana deli'8 1
Menochio, Stuore, t. 2, cap. 4' Orila >

l'abbate poteva scomunicare nel furto oc- mutazione del nome che fece s. Paolo, e
culto. Anticamente scomunicavano tutti de' Religiosi; t. 3, cap. 33; Se quelli che
i loro sudditi , non solo generali degli i eleggono lo stato religioso debbano ad
ordini religiosi , ma altresì i provinciali esso applicarsi mentre sono giovanetti, o
nella loro provincia ,
gli abbati- ne' loro in altra età piìi matura. Piati, De bona
monasteri, ciò che alcuni autori estendo- status religiosi^ RomaeiSgo. Girolamo
no ai superiori locali de' conventi, come Piatti,Del bene dello stato de'religiosi,
può vedersi nella Bibl. di Ferrari. Fapa Venezia 5^3. Archangeli, De pri\'ilegiis
1

8. Pio V che fiorì dopo il concilio di Tren- religiosorum, et non religiosorum, Komae
tOj colla bolla Etsi AJendicantiiint, inveì 1643. llnynaudi. De afMjstasia a rcli-
contro quelli che non avrebbero voluto giosis ordinibus , Romae iG4y. Gibali-
che i fedeli andassero a messa, a predica, ui ni, Disquisitiones canonicaede clausura
divini uHìzi che nelle parrocchie, ed impe- regulari ex veteri et novo jure, Liigduni
divano che i regolari predicassero, cele- 164H. Didaco Sgroi, Lux prnelalornrn
brassero i divini ufllzi o dicessero messa praesertini regulariuni , Venetiis 1673.
nelle feste prima de' parrochi : in vece A. Romauo, De privili-giis religiosorum
dichiarò che è lecito ai regolari , i quali Romae. De Franchis, Controverniae in-
dice pollano fjondus dici tt nesliis, il pre- ter episcopos , et regulares Romae. O- ,

dicare, far funzioni, dir messa sempre, e Dorato da Maria, Dissert. storiche e
s.

non prima che ciò si faccia in par-


solo critiche sopra la cavalleria antica e mo-
rocchia, ma
anche in tempo che si fan- denta secolare e reg^o/rtr<', Brescia 1751.
no funzioni, che si dice messa e si predi- Gio. Battista Perseo, Sulta esenzione dei
ca nella stessa parrocchia, e per soprap- regolari dalla giurisdizione de' vescovi e
più derogò a qualunque altra legge an- sulle cause matrimoniali, Asisi i 784- B.
teriore, e dice che si soddisfa egualmen- Cardinal Tommasi , Sulla vita comune
te nelle chiese de'regolari. Il regnante Pio religiosa, Napoli 833. Nicola Rocco, La
1

JX(^f^.) ha istituito la congregazione car- capacità civile del religioso professo, Pa-
dinalizia, sopra lo stato de'regolari, spe- lermo 1840. In questa opera si dimostra,
cialmente deputata: si compone di 6 car- che il religioso professo non è morto ci-
dinali, e d'un prelato segretario. Per al- vilmente e vìve coll'integrità de'diritti ci-
tre nozioni sui religiosi d'ambo i sessi, ol- vili, quantunque l'esercizio sia modificato
tre tutti i loro articoli e autori che ri- da'voti monastici, perchè il religioso si de-
portai, possono vedere iseguenti. Aegi-
si dica alla vita di perfezione e di spiritua-
dii Buchmuth Schtdiasina de noininuni
, le progresso, per cui l' incapacità solo si
imposilìone, et inutalione, Vittembergae fonda soprala virtuosa rinunzia Httta dei
1715. Frid. Balduini llolfinanni Dis- , beni del mondo. Il religioso è cittadino al
de muCatione noniinum baptismalis
seri, pari di tutti gli altri. Il monachismo noa
Chrislianomm non libera, Vittembergae togliendo la cittadinanza , ne la libertà,

1727. Giacomo Sciòmmari, Uso della ne la tàmìglia, non produce diminuziO'


mutazione del nome, nel prendersi l' a- ne di capo, che nell'antica giurispruden-
bito religioso : nelle note isteriche spel- zaromana era il cambiamento d'una con-
tanti alla badia di Groilaferrata, Roma dizione migliore in una peggiore. Ciò non
1727. Jo. Henr. Stuss, De mutatione no- si verifica nel religioso, che lasciando le
niinum sacra, Gothae 173.5. Jo. Fred. terrene abitudini si solleva e sublima a
Krebs, De nomiuuin nmtationem potis- pcrieziouc di virtù. La professione reli-
io6 REL REL
gìosa induce soltanto un' incapacità ci» pe, che trasportò le ossa di Giacobbe suo
\ile di speciale genere. «Ricevuti in uno genitore in Ebron nel sepolcro de' suoi
stato gli ordini religiosi , vuoisi eziandio padri. Il vescovo di Rieti Marini, Memo-
accettare la disciplina della Chiesa, che li rie di s. Barbara, p. 1 9 1 avverte, che
, le
riguarda, la qualenon si oppone alle Re- reliquie de'sanli ne'secoli più remoti, ben-
galie della sovranità territoriale. L'auto- ché consistessero in minutissima parte, ed
rità dimostra inoltre la capacità del re- anche in poca polvere, non sempre sono
ligioso professo nelle svariale relazioni stale denominate reliquie, la un Capito-
della vita civile, nella facoltà d'acquista- lare di Carlo Magno sono chiamate Pa-
re, di disporre, di contraltare , di obbli- trocinijs. Gregorio I fiorito assai prima
garsi, di slare in giudizio, di esercitare gli e nel Sgo in alcune lettere le chiama San-
uffici civili si pubblici che privali, ec. Me- tuari. Presso Gregorio Nisseno sono
s.

glio è leggerne il sunto che nel t. i5, p. il velo o pallio che


delle reliquie de'sanli
196 degli Annali delle scisnze religiose. fosse stato appostoal sepolcro di qualche
De pubblicò il eh. Michele de Mallhias. santo , come anche si dicevano reliquie
Eugenio Bore , Vita religiosa presso i l'Olio (f^.), la cera (di cui a Candela ),
caldei, seguita dalC istoria del convento che ardevano quali Lumi (^F.) su Lam-
di Rhahou-Ormuzde delle persecuzioni pade o Candellieri {F'.) avanti le slesse

che ha sopportato dalla parte degli ere- reliquie, non che la polvere raccolta al-
tici e de' mussulmani, Parigi i843. l'intorno che davasi agl'infermi, l'erbe e
RELIQUIA DE'S\NT:i,Exuviae,Re- i Fiori [V.) che avessero toccalo il sepol-
liquìae Coclituni Sanctoruin. I corpi e le cro o Memoria [F.) de'sanli; cose tulle
cose de'sanli. Dice Piazza nel Mcnologio che si tenevano in gran venerazione dai
romano, p. 5o,che reliquia propriamen- fedeli, e tuttora si prende
per divozione
te significa ciò che resta della maggior l'olio dulie lampade che ardono innanzi
parie di qualche cosa; e perchè la prin- alle reliquie o alle sagre Immagini^F.),
cipale dell'uomo è l'anima, perciò fu chia- come notai a'citali e altri articoli, siccome
mala reliquiacorpo che resta in terra
il riputato sino dalla rimola antichità effi-

o parte di esso la Chiesa si serve di que-


: cace a guarire miracolosamente i mali e
sta voce per denotare lutto quello che re* liberare dal demonio gli ossessi. L'anna-
sta in terra degno di venerazione. Ag- lista Rinaldi che riporta copiose e ìmpor»
giunge, che le reliquie denominale insi- tanti nozioni sulle reliquie de'sanli, dice
gni, delle quali se ne può fare 1' uffizio, che è antichissimo l'uso di nominare cor-
sono il capo, il braccio, la gamba, ovve- pi santi le reliquie de'martiri, eche noa
ro parte del corpo intiera, in cui il san- si prendevano dagli accoliti, ma da' so-
to abbia patito qualche
tormento che : li preti:produce diversi esempi, che nei
la venerazione delle reliquie incomin* luoghi incendiali les. reliquie restarono il-

ciò dalla nascente Chiesa, leggendosi che lese. Anlicumente de'corpi de'sanli nulla
e discepoli tennero in gran
gli apostoli i toccavasi, esoprallutlo questo era il co-
conto quelle del glorioso protomartire s. slume romana, lo che rimar-
della chiesa
Slefano;e nel Testamento vecchio si leg- cai in più luoghi. Per appagare la divo-

ge, die .Mosè trasportò l'ossa del patriar- zione de'fedeli, che si portavano in Roma
ca Giuseppe dall'Egitto pel deserto nel- da rìmolc regioni e chiedevono qualche
la Terra promesita; ed il corpo del pro- sagra reliquia, loro non davasi che qual-
feta Eliseo, col solo contallo risuscitò uu che velo o fascia che sollanloavesse toc-
morto. Certamente che Hno nell'antico calo sagro corpo d' un Martire (F.)
il

Testamenlosi ebbe venerazione alle spo- e dicevasi fìrandeo e Orario. E' celebro
glie de'gi usti, come il t'icoidalo Giusep- la risposta che fece e. Gregorio I ull'im-
REL REL 107
peralrice Coslantina quando gli mnndò in Morite Gargano presso Manfredonia,
a chiedere la testa di s. Paolo, della qua- diceche le sue reliquie presto s'incomin-
le con dilTusione parlai a Processione, ciarono ad usarle perdedicare a Dio chiese
onde non le accordò che il brandeo, e la sotto l'invocazione dello slesso santo, cioè
avverti che dovea venerarlo come se fos- que'veli che si ponevano sull'altare o pie-

se là testa del santo apostolo , adducen- tra 'ove apparve tal principe della corte
dole in prova il miracolo, che per altro celeste, appellati nelle vecchie carte /?«/-

brandeo si vide ai tempi di s. Leone I, il Itola, hrandca,€anctiiaria , palrocinia ^


quale perchè alcuni greci dubitavano in- avvertendo anch' egli cl»e le reliquie dei

torno a questi veli, il Papa ne tagliò uno santi nominale ne' monumenti de'primi
colle forbici e ne uscì sangue, come nar- secoli, vanno d'ordinario inlese per que-
rai nel voi. XII, p, 262, raccontando di sti veli, cere, olii, terra e cose simili,' trat-
altro simile prodigiooperato dallo stesso s. te dai loro sepolcri, e non già per ossa,
Gregorio I con un brandeo, del quale trat- come costume d'oggidì. S'intro-
porta il

tai ancora a Femestrella, ch'era quell'a- dusse quindi una formola colla quale i
pertura che facevasi sotto le Confessioni Papi ordinavano che si dassero delle re-
{f^.) degli altari per calare tali veli, acco- liquie di s. Michele a coloro, che avendo
standosi alla cassetta oarca delle reliquie, edificato a proprie spese alcun tempio, po-
quindi si mandavano i brandei dai Papi tevano poi solennemente consagrare aDio
in dono a qualche gran principe, non so- in memoria del s. Arcangelo, le quali for«
lendosi allora permettere da Roma in ve- mole sono nel libro Diurno. Per queste
runa guisa la traslazione delle s. reliquie reliquie s'intesero, il pallio o brandeo, la
tenute cori gelosa venerazione e come teso- detta pietra , e la terra della grotta del
)-i inestimabili. Dice inoltre Marini , che Monte Gargano. In grandissima venera-
anticamente si disse corpo quello che non zione furopo i brandei posti sulle tombe
era se non una reliquia, onde leggiamo de'principi degli apostoli, come dichiarai
esistere corpi d'un medesimo santo in più a Chiesa DI S.Pietro IN Vaticano, a Chie-
luoghi, essendosi presa una porzione per sa DI s. Paolo nella via Ostiense, a Li-

r intiero, ovvero si diede il nome di cor- mina àPosTOLORUM e relativi articoli, co-
po a qualche principale parte di esso. Là me a s. Pietro e s. Paolo' (f.) parlando
dilTeCenza fra il corpo e propriamente la delle reliquie. de'Iorocorpi. Oltre i bran-
reliquia, ben la dichiarò Benedetto XIV, dei, i Papi solevano per distinzione e ia
De canoniz. ss. lib. 4> p. 2,cap. 6. Par- segno di paterno affetto donare a'sovra-
lando s. Gaudenzio vescovo di Crescia del- ni, polenti personaggi, chiese insigni e ve-
le reliquie degli slessi ss. Quaranta mar- scovi rimolij la limatura àeWe Catene di
tiri , disse portionem relicjuiarwn siimi' s. Pietro (P'.) e di s. Paolo in teche chea-
mus , et nihil nos minits possidere con- eano la forma di croci e più ordinaria-
fidinius, dum totos quadraginla in.sttis tnente di Chiavi ( F.) d'oro, che per ren-
favìllis honorantes ampleclinnir ...pars derle pili pregievoli ponevano prima di
jpsaj guani meruimus, plenititdo est. Os- spedirle sopra la tomba di s. Pietro, ov-
serva Marini , che quando Dio dispone, vero Anelli delle catene di s. Pietro [F.);
che una città faccia il prezioso acquisto i quali, le chiavi o croci i memorati per-
del corpo di qualche santo, viene ad av- sonaggi solevano portare appese al col-

vertirla di specchiarsi nelle virtuose a- lo. Osserva Severano nelle Memorie sa-
zioni dallo stesso operate, abbonendo il che ciò fecero
gre, p. 147, i Papi, perchè
vizio eamando la virtù. Borgia nelle 31e- non lasciarono partir da Roma alcuna
morie di Benevento t. i, p. i 89, parlan- minima particella delle reliquie de'sanli,
do del santuario di s. Michele arcangelo e solo per soddisfare la divozione di quel-
io8 REL REL
li ne facevano istanza, concedevano
clic lascia ai suoi. figli lu libertà di credere
ideiti veli o braiidei,^ e limature. Noterò quanto laragione e l'autorità rendono ad
che. alcuni Papi dieiono a quelli che ri- essi piìi probabile, come giudiziosamen-
chiesero reliquie,un pugno della terra del te osservò Tilleniunl parlando delle <jue-
Colosseo{F .)coinechè inzuppata deliya/f- sllonate relicpiedi s. M.^ Maddalena, noi.
gue (^.) dè'niarliri. Gli slessi Papi man- I. Nella basilica Vaticana sonole reliquie
darono per sagro donativo gli Agnus Dei maggiori , della vera Croce , della sagra
elicerà benedetta {^F.) the si annoverano Lancia, del Volto santo o Veronica , a-
tra le reliquie, i quali originali nel IV o vendo trattalo del luogo ove gelosamen-
V secolo, operarono per virtù divina non te si conservano e quando se ne fa 1' O-
pochi miracoli; ne parlai ancora ne'vol. s tensione, al quale articolo dissi donde de-
IX, p'. 35, XI, p. 236 e aSy, dicendo che riva la mostra delle reliquie, ne'vol. II,
furono posti nelle fondamenta delle chie- p. i32;VlII, p. 317 ; IX, p. 33, oltre
se, ed a Exultet, a Cereo pasquale (^•), (|uanto narrai pai landò di ciascuna di
dicendo che ne' primi tempi si formava- delle reliquie maggiori, essendo rigorosa-
no con esso, e dai Papi s'introdussero per mente vietalo il venerarle da vicino , co-
eliminare le figure superstiziose che usa- me dirò a Volto santo, per cuise fucou-
vano gli antichi, ondesi portavano alcol- cesso a qualche sovrano il Papa lo di-, ,

Io, come si fece degli Amuleti^ Filatte- chiaro prima canonico valicano sopran-
rie{F.), talismani esimili, per preservarsi numerario e vi si recò ad appagare la sua
dai Malefizi {F.). Soprattutto e fino dai divozione colle vesti corali. Non deve re-
primi cristiani furono e sono nella più care meraviglia se il prezioso precipuo
gran venerazione le reliquie insigni di Ge- islromento di nostra- redenziotie , la ss.

sù Cristo e della B. Vergine, delle quali Croce, cui la Chiesa venera con partico-
trattai a'ioro artìcoli, come de'lupghiove lare culto nel venerdì santo e nelle due
si conservano, cioè Croce, Titolo, San- sue feste, si trovi tanto nelle sue reliquie
gue, Chiodi, Corona DI SPINE, Volto san- diffuso per lutto il mondo, perchè attesta
to. Lancia, Canna, Sponga, Presepio ce, s. Paolino aeW'Epist. 2, che anticamen-
Ahello della B. Vergine, di cui meglio te da tutte le parti del mondo andavano
nel voi. LII, p. 147 eiyS, Cintura ec, e i fedeli alias, città di Gerusale//iine[F\
altrettanto del Redentore che della sua per adorarvi le memorie dell' umana re-
divina Madre. Menochio nelle Siuore l. denzione, e non oslantc che ad ognuno si

I , cent. 4i cap. Sj discorre: Di varie re- concedesse una paiticella del sagro.sanlo
liquie della D. Forgine che in diversi luO' Legno , con tutto ciò per divina virtù e
fili si ritrovano. Di queste, di quelle del con islupcndu miracolo la ss. Croce pun-
buo diviu Figlio, come di quelle de'óa/t- to non si scemava, ma rimaneva sempre
ti e Beali {F.), parlo ne* luoghi princi- nella sua grandezza. I nemici delle san-
pali ove esistono nelle chiese e santuari te reliquie sagrilcgainente si scagliarono
o alle loro biografie. Sarà bene qui pro- anche contro l.i ss. Croce come Ceu- , i

testare che la chiesa di Gesù disto men- turialori di IMagdcbtugo cui fecero eco ,

tre ci fa sapere essere un allodi religio- Salmazio, Lutero, Calvino ed altri en)pi.

ne l'onorare santi, beali e le loro reli-


i i Vedasi Calogerà \^, Dissert. Imago D. i.

quie, massime in que'Iuoghi, dove è reso N. Jesus Christus Cruclfixus j e t. 89,


ud e»ti un culto parlicolaie, non intende Osservazioni sopra un antica tavola gre-
d'impocciar&i nelle preltse rispeUi ve del- ca in cui è rinchiuso un insigne ptzzo
le chiese pailiculuri, (|uandociò non nuo- della Croce di Q. C. del p. Cosladoni,
IX' aliti fi;de ne du una pai le ne dall' al- oveap. 2()3 si parla della moltiplicazio-
ita; ma coir urdiuariu sua saviezza ella ne meravigliosa del s. Legno, seguita nei
-,

REL REL tocff

primi tempi della Chiesn, colle aulorilà naturnèquella che c'insegna


sa, la stessa

di s. Cirillo vescovo di GerusaletDme, di nd amare la memoria di que' che ci fu-


Toutic monaco che ne pubblicò le opere, rono così cari in vita o a cui dobbiamo
del nominato s. Paolino nella Epist. 3 i gratitudine , e presso gli antichi contri-
nd Severum, e di altri. Bernini, liisl. del- buirono aW Idolatria {f^-), segnatamente
l'eresie,racconta che l'eresiarca Monete per gl'7</o// (A.) chiamati Dei penali, La-
co'suoi manichei nei secolo III detestò le ri, Mani[f\), o famigliari o doniestìci
reliquie de' martìri come parto del Dio che onorarono in tanti segnalati modi.
cattivoe tutte le Feste de^ santi ('^.),chia- Già toccai come dalla sagra Scrittura
mando che li veneravano.
idolatri quelli si apprende la cura gelosa ch'ebbero i

h'ariano Eunomio co'suoi eretici ettnO" primi patriarchi per le spoglie mortali
miani nel secolo IV abominò le chiese e de'ioro maggiori; che ri>tesso Iddio ono-
le reliquie de' santi, asserendo essere in* rò le ossa di Mosè; Davide benedisse gli

cantesimi di Magia [r.) i loro Miraco- abitanti di Jabes-Galaad pegli onori resi
li {1^.). Nel secolo VII! insorse l'eresia al corpo dì Saul suo competitore; Josia
óe^V Iconoclasti (f^-), di cui fu crudelis- nell'abbatteie gl'idoli e nel disperdei-e le
simo fautore l'empio Leone imperatore, ossa de'ioro veneratori, fece conservare
che non solo inveì contro il culto delle onorevolmente quelle d'alcuni profeti; I-
sa^ve Immagini (^.) de' santi, ma proi- saia |)redisse glorioso Sepolcro (P'.)il s.

bì invocarli e venerare le loro reliquie, del Salvatore, solo perchè avrebbe toc-
ordinando che si calpestassero e con ogni cato il di lui corpo; coi quali esempi e
sorla d'ingiuria si oltraggiassero, in op- con iiifìnìte testimonianze de'ss. Padri,
posìeione all'antichissimo e pio costume presso Bellarmino, De reliqniis sancto-
della Chiesa, ed agli esempi degli ebrei e r*///i li b. 2, e. 3, viene comprovalo il cui
di allre nazioni; imperocché il Culto [f^.) todellesagre reliquie, d'antìchissiui.'i tra-
prestato dai cattolici alle reliquie de'san- dizione de'iempi apostolici, onde menti-
ti non si ferma sull'oggetto slesso, ma è scono ì calunniatori eretici e protestanti
relativo all'eroe cristiano, che già è di» nell'asscrire introdotto nel V secolo. Dal
venuto comprciisore della celeste gloria, popolo di Dio passando alle nazioni gen-
onorando in lui Dio stesso come causa tili, questa cma fu costante presso gli e-
unica della sua santità e della sua glori- gizi, de'qiiali parlai a Egitto per la so-
ficazione; non adorandosi con cullo di- verchia diligenza lìcW fmhalsninare^^/'^.)
vino, né invocandosi con implorazione di i cada veri, onorare e seppellirei loro De-
Preghiera (^.), come disse s. Girolamo funti (f^.). Presso i greci le memorie dei
contro l'eretico Vigilanzio, altro ardito loro trapassati furono in pari onore, e ne
impugnatore delle s. reliquie, sed minore registrai in tanti luoghi le testimonian-
cultii i'eneramur, quani sanctoruni Spi- ze; mentre pel monumento eietto da Ar-
ritiis, neduni quam Deiim ipsiim. Nella temisia al consorte Mansolo, i magniiici
lettera di confutazione il dottore s. Gi- sepolcri presero il uonxeiWM ausoleo( y .):
rolamo lasciò ai fedeli bellissimi e impor- tanta fu presso ai greci la venerazione al-
tanti documenti sulla fede e dii^ciplina la memoria de'grandi uomini trapassali,
delia chiesa cattolica durante le prime e- che Cicerone ad Attico, diedi
léce dire
tà. Sono essi pregicvolissimi ,
perchè ci tutte le meraviglie d'Atene ninna cosa
porgono le armi per combattere le opinio- tanto gli avea fatto impressione, quanto
ni erronee de'moderni eretici, che ripren- le tonibe de'grandi uomini. Riporta Gua-
dono i cattolici d' idolatrìa, perchè pre- sco, / riti funebri^ che morto Menandro
stano ossequio a'sagrì avanzi degli ami- ottimo re de' battrianì, sudditi princi- i

ci di Dio. Prescindendo dall'idea religio- pali ne raccolsero le ceneri, ed avendo


no REL REL
ognuno di essi esposte a gara le ragioni reste, lo scettro di Priamo, il velo d'Ilio-
che area di farsene possessore, finalmen- ne, gli Anelli o Scudi, il Palladio o simu-
te posero termine a sì bella ed onorata lacro di Troia e altre cose, la cui con-
contesa, con sentenziare che si dovessero servazione superstiziosamente assicurava
dividere fra tutti i pretendenti, aflinchè la perpetuità del romano impero, illu-
presso d'ognuno rimanesse la memoria strate con belle erudizioni da Cancellieri:
del suo amatissimo principe. Gli etruschi Le sette cose fatali di Roma. A Funera-
non furono ad essi inferiori, e le belle sco- lE riportai come gli antichi romani e al-
perte fatte a'nostri giorni de'Ioro sepol- tre nazioni onorarono i morti. La lucer-
crine sono irrefragabile testimonianza, na d'Epitelio fu venduta a gran prezzo,
co'monumenti e vasi de'quali Gregorio in ossequio di quel filosofo cinico. Nel-
XVI potè formare il prezioso yj/«seo- Gre- l'epoca dell'impero romano anche per a-
goriano- Etrusco (/')• Le tribù indiane dulazione serbavano delle reliquie, co-
si

nelle loro trasmigrazioni portarono seco me fece L.Vitellio insigne adulatore del-
le ossa de'Ioro padri. Presso i turchi a la corte imperiale, che portava sotto la
fianco delle loro splendide Moschee (P^.), toga calzari dell'infame Messalina e spes-
i

hanno i loro cimiteri tenuti come giar- so con grande alFelto li baciava. Ad e-
dini amenissimì, come notai a Cimiteri, sempìo delia remola anlichilà, anche nei
e dove di continuo si recano a riverire secoli a noi prossimi e fino ai nostri d"ì

le ossa de Morti ^r.). Nel cristianesimo si sono conservali nelle città e paesi ci-

sempre si rispettarono le spoglie de'fe- vilizzati oggetti d'ogni forta, serviti al-
deli defunti, che ravvisando in esse al- l'uso di uomini più o meno celebri, e tal-
trettanti templi dello Spirito santo fu- volta apprezzati dagli uni ed esecrati da-
rono tumulate anche nelle Chiese (/^.), gli altri. I magnifici palazzi de'reeallri
dove si oCfrono tremendi misteri e s'in-
i principi, i monasteri e abbazie rinoma-
nalzano cantici e profumi a Dio onnipo- tissime abbondano di ragguardevoli og-
tente come a sua casa. Uni versale fu sem- getti, quantunque di loro natura sleno
pre presso tutti i popoli di tenere in ono- stranieri al cidlo religioso. 1 musei, 1 ga-
re gli oggetti appartenuti a persone ama- binetti, le biblioteche sono altrettante
te per parentela e amicizia, o stimale per custodie gelose, che guardano sì preziosi
la celebrità delle loro gesta e dottrina, monumenti. Nella patria di Petrarca ai
sovente pure per la sola elevata posizio- tempi di Orsalo si conservava la sua se-
ne sociale, e qualche volta perla loro sin- dia e un mobile, ed anche lo scheletro

golarità, per gli errori, pe'vizi, pei delitti, del gallò che avea amalo. In molti luo-
ovvero perchè silfalti oggetti ricordano ghi d'Italia si serbano vari oggetti d'uso
fatti storici e aventi relazione con avve- dell'Ariosto e di altri sommi poeti. A l'a-

nimenti o epoche memorabili. Le città rigi ne'musel vi sono molte memorie di


stesse conservarono con onore le armi dei grandi uomini, e l'attuale presidente del-
fumosi guerrieri, appendendole talvolta la repubblica francese sta formando un
ai templi de'numi. Siavea rispetto pres- museo nazionale di lutto ciò che sia ap-

to gli antichi per un altro genere di re- partenuto ai dominanti di Francia. Nella
liquie; eranoqueste i capelli, per memo- lìibliotccad'Annoverèla sedia sulla qua-
ria di chi erano appartenuti, ciò che tut- le morì Leibnilz. A Ferney si andava a
tora si osserva anche dai cristiani. I ro- vedere la casa del miscredente Voltaire,
mani conservavano il fuso e la conocchia, richiedendosi per n)emoria le cose più in -

conturnolo oncora di lana,diTanaquilla significanti. In Inghilterra vi sono molti


moglie di re Tar(|uinio Prisco-, la qua- cappelli servili a Napoleone, e delle penne
diigudiCrclarcdc'vcicnli, luccucrid'O- con cui segnò rabdicuziune a Fonlainc-
5

REL REL III


Mcau; altre memorie del gran genio «0« franchi.UnaveslediGianGiacomoRouS"
110 iu Russia e altrove. Gli oggelli ser- seau fu pagata 959 franchi, e suo oro- il

viti all'eresiarca Lutero sono tenuti in logio di ottone 5oo franchi. Una vecchia
venerazione da quegli stessi protestanti, parruca di Kant trovò un amatore per
che contraddicono col fatto a ciò che op- 200 franchi, e una similedi Lorenzo Ster-
pongono ai cattolici sul culto delle reli- nesalì a 200 ghinee. Fuvvi chi comperò

quie; altrettanto dicasi di altri acattolici le due penne con.cui fu sottoscritto il ce-
per le cose appartenute ai fanatici capi- lebre trattato d'Amiensper 12,750 fran-
parte delle pretese riforme. Tal voltai pro- chi. 11 cappello che Napoleone portava
testanti e altri settari intrapresero pel- a Eyiau (in cui vinse i russi e prussiani)
legrinaggi, per venerare tali oggetti o vi- fu venduto per 1920 Tutto que»
franchi.
sitare le abitazioni domestiche de'Ioro e- sto ha da essere, ben s'intende, giusto e
roi novatori ; stropicciandone le pareti, lodevole: ma se poi i cattolici h;mno in
portavano seco il calcinaccio e la polvere onore le reliquie de' santi, tosto si grida
come rimedi salutari per ogni infermità. superstizione I " In vece di deridere, co-
Nel voi. i,p. 453 òegVi Annali delle scien- me fanno alcuni, i protestanti percotali
ze religiose 1.' seiie,soilo la categoria /?e- enormi contraddizioni, meglio è compas-
liquie,%\ legge: » Secondo le gazzette in- sionarli per la loro cecità, e dimostrare
glesi il principe Alberto (marito della re- ad che altro è il fìne di noi cattolici
essi,

gina regnante d'Inghilterra) ha compe- nel venerare le reliquie de'santi. Gli uo-
rato il vestito di Nelson, quello proprio mini che ci hanno lasciato quelle spoglie
ch'ei portava nella battaglia di Trafalgar non sono del genere de'primi. Essi non
(navale del 1 1 ottobre 1 8o5, vinta sulle solo furono in questa terra cari, stimati,
flotte gallo-ispane), per i 5o lire sterline sapienti, potenti, coraggiosi, virtuosi, am-
ossia 3800 franchi, e fa ora conservare mirabili agli occhi del mondo, ma furono
questa reliquia nell'ospedale degl'invali- eziandio gli amici di Dio, di cui oggi so-
di dellamarina. Un esemplare del De- no comprensori in Paradiso. Le loro
i

cainerone di Boccaccio stampato a Ve- tombe non sono per noi oggetto di cu-
neziane! i47 I andò in una vendita pub- riosità superstiziosa, ma bensì miniere
blica a 1260 lire sterline; e un volume inesairsle di grazie, di prodigi a vantag-
col nome di Shakespear segnato di ma- gio spirituale e corporale de'fedeli, e ve-
no propria venne a costare 120 lire ster- nerando le loro sante ossa, ci rendiamo
line. La sedia di appoggio di avorio che meritevoli della loro possente protezio»
la città di LuVecca donò al re di Svezia ne, mediante la quale otteniamo da Dio
Gustavo Vasa, fu vendutane! iBS-ì per la grazia d'imitare le loro virtù, e di po-
58, 000 fiorini; e l'abito che Carlo XII tere un giorno essere loro compagni nel-
re di Svezia portava alla battaglia di Mul- l'eterna beata vita. L'ab. Esslinger, illu-
tava (vinta daPietro I il Grande), nel 1 82 stre convertito al cattolicismo, neh 832
costò 22,000 sterline ossia 560,000 fran- pubblicò: Apologia della religione cat-
chi al compratore. Nel 18 16 lord Shaft- tolica tratta dagli scritti de' protestanti
bury per un dente di Newton pagò ^3© principalmente alemanni ed inglesi, col-
sterlini. In occasione del trasportamento le loro più importanti confessioni. Se ne
degli avanzi di Abelardo ed Eloisa, fuvvi legge l'analisi nel voi. 2 degli Annali ci-
un un dente di que-
inglese che offerì per tati i. "serie, ove a p. 372 si tratta dell'in-
st'ultima 1 00,000 franchi Per contrario . tercessione, invocazione e culto de' san-
tutto intero il teschio di Cartesio a Sto- ti, delle reliquie ed immagini, lequali si

colm costò soli 99 franchi. A Parigi un devono venerare per confessione degli
bastone di Voltaire fu venduto per5oo slessi protestanti. Nel voi. 5, p. 282 si
-

ii!i REL REL


parla (le;Ila confutazione dell'empie dot» nlanze de' padri armeni sul culto delle
trine di Collin de Plancy intorno a que- reliquie de'santi, cioè d' Abramo Maini
sto punto, fatta dal dotto p. Pungileoni coiiese vescovo armeno nel VI secolo:» Se
conventuale, contro l'irreligioso Diction- poi qualcheduno dubitasse per ss. Mar- i

naire crilique des reliques et des iinages tiri, dovrebbe persuadersi nell'udire che
miracideu.ses. In questo Plancy cavò dal- in molti e remoti luoghi le reliquiedi cia-
la poi vere il Trattalo delle reliquie A\ Gio- scun martire sono sparse, come quelle di
vanni Calvino eresiarca, ne trascrisse le s. Pietro apostolo, da Roma nell'Arme-
bestemmie, ve ne aggiunse delle peggio- nia enell'Àlbania orientale. Ovunqueso-
ri, ed inliorò il suo stile di quella sedu- no delle reliquie sacre ci è appresso la gra-

cente sntira, che manca nello stesso Cal- zia di Dio, che esaudisce i voti de' sup-
vino. iS'e'primi tempi della Chiesa non era plicanti e retribuiiice secondo il bisogna
permesso il dividere icorpi de'santi, non- di ciascheduno. Perchè mai invochiamo
dimeno furono oggetto di venerarione ad intercessione ss. Martiri, e non sup-
i

anche le loro ceneri. Noterò che questa plichiamo piuttosto il medesimo Iddio?
premura de'fervorosi cristiani di venera- Perchè siamo pieni di confusione pei no-
re le ceneri de'ss. Martiri fu arditamente stri peccati, e non abbiamo coraggio di

tacciata persuperstiziosa dagli eretici, che avvicinarci a Dio: ed è perciò che ci pren-
per derisione e per contumelia solevano diamo per intercessore il merito de' san-
chiamarli col soprannome di cìncrarli. ti, che furono templi dello Spirito santa.

Dopo la morte di s. Gregorio I comincia- Oggi si celebra la memoria de' santi, le


l'onsi a venerare le ossa de'corpi de'mar- reliquie de' quali sfolgoreggiano nelU
tiri,come se fossero stati interi; ma Plan- Chiesa: per mezzo di queste preghiamo
cy non fece distinzione fra l'uso e l'abu- il Signore. Eglino sono stati templi dello
so, il i." giammai au-
approvato, il 2." Spirito santo, e le loro ossa sempre vi-
tenticato dalla Chiesa. La Chiesa non pre- venti sono medicina degl'infermi. Ci pro-
tende che si adorino nudamente pezzuoli striamo innanzi alle reliquie permanenti
di tela^ di metallo o di marmo figurati, del campione di Gesù Cristo e venerabil
nia li propone come copie originali par- martire, quale è gloria pel mondo, ed
il

lanti più all'animo che all'occhio, e l'a- intercessore per noi. Nel tempio vostro
nimo bene istrutto apprende esservi in santo adoriamo le vostre reliquie; glo-
Dio solo una santità essenziale, da cui la rifichiamo il giorno della memoria dei
santità de'suoi servi deriva. Qui meglio Sempre Papi con zelo
vostro riposo. ""
i

dichiareròche per le reliquiede'santi s'in- e impegno vegliarono contro diversi a* i

tendono non solo corpi o qualche parte i busi, elle l'umana malizia di tempo in
del corpo, ma i capelli, le ossa, la carne, tempo ha tentato d'introdurre con reli-
il sangue, il grasso, i denti, le ceneri, le quie indecenti o sospette, pegli scaltri
poi veri, le vestimenta, e qualun({uc altra spacciatori di false reliquie, come rilevò
cosache possa averad essi servito in que- Cancellieri, Memorie delle sagre teste, p.
sta lena; parimenti i panni e i veli coi I 3 e 49.
quali i loro corpi e ossa fossero stale av- A Martire ne distinsi le specie, doi
volte e le avessero toccate. Di <(ucstc re- Confessori della fede^f'^.), che soffrirono
liquie alcune ti dicono insigni, e per tali i turuiL-nti e la morte per Gesù Cristo ed
•i ritengono il capo, braccia, gaud)c, ov- il suo l'À>ang(lo (/''.). Che • cristiani pri-

vero rpivllii parte del o>rpo m^lla quale mitivi ne imbalsamavano cadaveri con i

il Mnlu lui palilo (pialclii; tormento e de- preziosi aromi e profumi, attestando Ter-
ve cuftcrc intera. Nel voi. K dc'medcsimi tulliano vwiW ÀpulogelieOy che maggior
Annali t p. io3, Kono riportate lestimo- dispendiosi faceva in cpiesto pio uso dai
; 1

REL REL ii3


cristiani, che non dal gentili per l'onore Congregazione dell' indulgenze e sagre re-
«lei loro idoli; inoltre premurosamente ne liquie (^.), volle fare alcune riflessioni
raccoglievano il sangue. Indi vestili col sul bacio dato alle sacre ossa nude de'ss.
Coloblo (^'.)li riponevano ne' G'/nj^en e Gennaro, Pesto e Desiderio, come si espO'
Calficombeoin sepolcri chiamati //lewio* nevano alla divozione de'fedeli in Bene-
rie, sui quali si celebrò la Messa (f^-), Tento. Fu certamente abuso de' vecchi
confermandone l'a ntico uso s. Felice I del tempi, prima del solenne divieto fattone
uni; ovvero si poserò loro corpi sotto i nel concilio di Laterann nel 2 5, il mo- i i

gli /^//(i^Y^^J) donde derivò l'uso di con- strare talvolta nude le reliquie de'santi;
sagrarli colla Pietra ( P^.) ^a^va %\x\\à Meri' mail darlepoi a baciare fu costume presso
sa (^.), in cui si racchiudono le reliquie che peculiaie della chiesa Beneventana,
de'sanli approvate dal vescovo. Antica- essendovene esempi di altri corpi de'san-
mente il Paliollo (V.) era una cortina ti nel 1 19, e di s. Barbato nel 1 1 24 P^^'
che poneva avanti l'altare, per impe-
si le loro invenzioni o ritrovamenti, onde

dire che la polvere penetrasse nella cassa riporle in luogo più decente. U Moretti,
delle reliquie. V. Oratorio privato, e De ritu ostensionis sacraruni reliquia-
Aìlhan, In^uoddain altare portatile epi' rum (il Siipplementuni Dissert. è in fine
stolaris dissertatio ,T^ie%so Calogerà t.46 della Disceptatio, De ritu variandi cho-
ed il Pontificale Romano, De altaris con- rale indumentum) cap. 39, riporta alti o
secratione, ciijtts sepnlchrum relirpiia- esempio di dare a baciar nude le sagre
riunì est in medio siimmitatis stipilis; De reliquie del 1 120, nel monastero di S.Pie-
altaris portatilis consecratione. A Mar- tro Vivo, sebbene conchiuda che furono
tire dissi ancora dell'uso d'imporre i no- esposte e baciate chiuse dentro le loro
mi ai martiri, di cui s'ignora come si teche o Reliquiari (/^.). Dopo la proibi-
chiamarono; su di che può vedersi Sar- zione del concilio, tranne i casi d'inven-
nelli, Lelt. caci. t. 4, lett. 34- Che dai cor- zione e ricognizione (per cui ebbi la ven-
pi de'santi uscì talvolta olio o altro umo- tura di baciar la testa di s. Andrea apo»
re miracoloso, come per diversi narrai stolo, come notai a Processione, oltre il

a'iuoghi loro, così della manna che esce bacio della mano di s. Rosa in occasione
dalle ossa di s. Nicolò di Bari (^.). Co- che si recò a venerarla Gregorio XVI),
me s'incominciò a prestare ai martiri so- assai di rado avvenne che nude si mo-
lenne culto, già in consuetudine ne'primi strassero le sagre reliquie. Che poi nude
3 secoli, e che nel IV principiò quello de- eziandio si baciassero, dice Borgia che è
gli altri santi. Che
Gregorio I tolse l'a- s. quasi singolare il fatto nel 1275 acca-
buso di seppellire morti nelle chiese, e i duto nel monastero di Corbeja Nova, al-
di fabbricar queste ov'erano stati sotter- lorché vi giunse maestro Fulcone desti-
rati cadaveri, pel pericolo di confonde- nato da Gregorio X ad accalorar nelle
re le ossa profane colle reliquie de'mar- Gallie la spedizione in soccorso di Pale-
tiri, pressoi quali i cristiani amavano stina. Fu questi pregato dai monaci per-
di farsi seppellire. Dei simboli e segni chè aprisse le custodie delle reliquie, che
per conoscere i martiri. Che per la loro erano state al loro monastero donate da
venerazione nel IV secolo, per le loro fe- Carlo Magno, per riconoscerne la since-
ste grande era il concorso per vederne e ri tà e nomi di ciascuna.ed avendoli pron-
i

possibilmente baciarne le reliquie, dalle ta mente soddisfatti nel loro pio desiderio,
quali visite ebbero origine i sagri Pelle- le diede loro anche a baciare. In Bene-
grinaggi[F.)pev venerarne! Limina(f^.). vento poi l'abuso di mostrare le reliquie
Borgia nelle suddette Memorie di Bene- fuori delle Im'o custodie e di darle anche
vento l. 3, p. 67, come segretario della a baciare, talmente vi si mantenne che
VOI. IVII. 8

J^Bbwvonfc feotte^
n4 REL REL
(l'uopo fi» a Cgone Giiidardi nel conci- ne T. Boldelti, Osservaz. sopra i cimiteri
lio provinciale tiel 13^4 ^' proibire, ne e. 9, p. 3 1 2, traila della diligenza de'prinii
nntiquae reliquiae amodo extra cassas cristiani nel conservare gl'istrumenli che
niillatenus oslendanlmje a Massimiliano servirono ai martiri di tormento, alcuni
Piilombaru nel concilio provinciale del de'quali con altre cose che si credono aver
1 599 di ordinare, che volendosi mostrare servito per tale effetto, trovano ne' se- si

al popolo le sagre reliquie, non si estraes- polcri de'cimiteri. A Catacombe o grolle


srroda'Ioro né si toccassero dai lai-
vasi, sotterranee, come tombe de'priuiiti vi cri-
vA.qitods. G regovius sacrileginm esse seri- stiani, raccontai che coi consueti segni e
l'iij neqiie eas niidas deosculari lieta t, iscrizioni vi furono seppelliti un imcneu-
scrisse quel Papa a Costantina Augusta, so numero di martiri, massime in quelle
nella leti. 3o, 4> "t^l narrarle che i
lib. di Roma, inclusivamenle per un tempo
ss. Pietro e Paolo aveano represso l'au- i corpi de'ss. Pietro e fao/o, dicendo del-
dacia di chi osò vedere e toccare le loro le loro Traslazioni (f.); quindi furono
sagre reliquie. Ruinart, y4lti sinceri dei lecatacombe venerale come sanluari,ed i
primi martiri della chiesa cattolica, nel- Papi ne estrassero martiri per collocarli
i

ì' Orazione i]\ s. GregorioNisseno del gran nelle Chiese di Roma (f^.), o per donar-
martire s. Teodoro, discorre della som- ne corpi a'principi, vescovi, altre chiese
i

ma venerazione de'fedeli verso le reli- e luoghi, onde fecero regolamenti pei ca-
quie de'niartiri, che ritenevano per sum- vatori e vi deputarono a presiedere gli
lua grazia di avere la polvere ch'era so- scavi diversi cardinali della congregazio-
pra o ilìnluriio l'urna che le conteneva, ne delle reliquie, e^il oleario di Roma
indi Ih custodivano come tesoro. Il giun- (^''.), con diversi ministri, non che il Sa-

gere poi a veder svelalamente le reliquie, grista (A'.), confutando le calunnie degli
toccarle, baciarle era grazia e felici là as- acattolici. Narrai a Cimiteri che furono
sai rara e data a pochissimi d'un merito detti concilia Marlynmi, per quelli che
eminente e dopo lunghissime suppliche. vi furono sepolti in grandissimo numero,

Commovente poi è il racconto degli af- onde i primi cristiani e in tempo prin-
fetti riverenti e delle soavi sensazioni che cipalmente delle Persecuzioni [f.), vi ce-
provava il veneratore quando Ira le sue lebrarono i Divini uffizi {f^.), e poi vi fu-
mani riceveva il corpo o le reliquie del rono edificate propinque chiese, o con-
martire che baciava mille volte. L'anno- tigui a queste si formarono cin)ìteri, pel

latore buchini soggiunge che lu discipli- pio desiderio de'fedeli di essere lunnilali
na degli orientali era diversa, tra'(pinli presso le reliquie de'marliri e in seguito
ftiusava pigliare in mano le reliquie dei nelle chiese stesse. A Cimitehi ni Uoma e
ss. Martiri, di baciarle e di segnarsi con sue adiacenze tornai a trattare delle mol-
quelle. Ruinart inoltre racconta come te sue catacombe, delle quali discorro an-
conservate in oriente e occidente le reli- cora parlando delle loro chiese o delle
quie dc'mnrtiri, quanto pregialo u quan - strade ove si trovano, come delle tumu-
lu vendale. A MAnTinio, tormento che lazioni de'n)artiri cogli strumenti del pa-
si patisce dai martiri, liparlai de'snoi se- tito martìrio; il perchè Papa s. Fabiano
gni e della pi emura th'ebbero i fedeli nel del 7.3H fece molte rubriche sui cimiteri
Iaccogliere il sangue de'marliri, venen- o catacombe. A Chiesa, parlando dell'e-
doquetloegristromcnii del martìrio ve- re/iune de'sagri templi, notai che quelli
nei'Hti dai medcftiini. Mun solo gl'Ì!itru- de' gentili ridotti per casa del vero Dio,
menti del martirio, ma pure le urne dei rimaseropurgatieconsagrati colla santità
uioi'liri (ormarono un tenero oggetto di-l delle venerande reliipiie de'rnartiii, por
t'ulto de'fèdcli, come sappiamo du s. Leo- cui .Mccuuic il Pantheon di Uomu dedicalu
-

REL REL ii5


principalmente a Giove, per le immagini noe stabiliscono gravi autori, il concilio
tliiNlarlee Venere conlennequeliedi mol- di Trento e il catechismo romano. Del-
li numi, così s. Bonifacio IV volle santi- la venerazione e pregioincui sempre fu-
ficarlo con 28 carri di corpi de'ss. Mar- rono tenute le reliquie de' santi, infinite
tiri presi da'cimileri, e lo dedicò ad essi testimonianze si leggono ne'sngri scritto-

edalln B. Vergine, ed è la chiesa di s. Ma- ri, come degl'inniimerabili e grandi pro-


vìa ad Marlyres. Dissi ancora delle sa- digi operali da Dio a loro intercessione,
gre reliquie occorrenti per la consagra solendo la chiesa portarle in Processione
zione della chiesa, chiuse in una cassetti- per ottenere grazie e il loro possente pa-
na per riporle nell'altare principale, avan- trocinio. A. tale articolo dissi che si usa-
ti le quali reliquie in tutta la notte pre- va portare le reliquie .sotto Baldacchino,
cedente alla funzione deve il clero sal- ma tranne le solenni traslazioni, fu vie-
meggiare, quindi nelle ceremonie della talo dalla congregazione de'riti, con ap-
consagraz.ione il vescovo pone nel sepol- provazione di Leone XII, non potendosi
crino dell'altare le sante reliquie. Final- usare nemmeno rO/«Z'rf///Vio(^'.), e nep-
mente per non dire di altri articoli, a Im- pure per le reliquie della B. Vergine, a-
magine parlai delle sagre immagini dei vendo detto a quell'articolo che si deve
santi e beati d'ambo i sessi che sono e- ilisolo ss. Sagramento e alle reliquie di
sposto alla venerazione de' fedeli nelle Gesù Cristo per consuetudine. Severano
chiese, edel loro. antichissimo e legittimo a p. 577 narra che Numeriano impera-
culto, lodando il pio costume di tenersi tore fece murare l'apertura che condu-
nelle casce nelle pubbliche strade in quei ceva alla cappella, ove riposavano le re-

tabernacoli chiamali Maestà ij^)- Del liquie de'ss. Crisanto e Daria , edificata
modocome si devono rappresentarci san- dii'fedeli nel cimilerio della via Salaria,
ti dagli artisti, de'loro raggi, /^«rfo/rt. Co- e mentre essi divotamente la visitavano,
rona, Diadema Nimbo (f^.), cui sono
e onde vi restarono seppelliti e marliri del-
ornati, simboli di santità. Come si espon- le reliquie de'marliri ss. Diodoro e ìVIa-
i

gono sugli altari le reliquie in cassette, riano ed altri molti. Avendo iPapi ten-
urne, reliquiari e busti, fino dal declinar tato inutilmente di cercare ove fosse il
deirVIlI secolo, del loro culto di dulia, tesoro di tante reliquie, nell'SSj Stefano
(ihe il concilio Niceno li del 787 fulminò V detto VI n'ebbe rivelazione da Dio e
anatema a chi uon venerasse le reliquie andò nel luogo coi cavatori, dove egli o-
de'sanli. rando e quelli scavando finalmente tro-
Alle reliquie de'sanli si deve prestare varono le Sante reliquie. Il Papa entrò
venerazione e culto con invocarli a soccor- nella grotta e colle sue mani separò le sa-
rerci nelle necessità spirituali e temporali, gre ossa dalla terra e dai sassi, ordinan-
porger loro preghieie genuflessi , solen- do a Francone che soprastasse ai cava-
nizzarne la festa con azioni pie, digiuni tori e oporari acciò non fossero rubale.
e penitenze. Si erigono chiese e altari a Durarono gli scavi più giorni e con tan-
Dio sotto l'invocazione e il nome de'san- ta alacrità, fatica e zelo religioso, che i

li perchè il culto che a questi si presta


, cavatori e operari dimenticavano di
si

si riferisce a Dio^ il quale pei meriti e in- mangiare per la consolazione che prova-
tercessione de'sanli, che è in essi mira- vano in adoprarsi a opera sì pia, e pel soa-
bile, ci comparte le grazie. Da ciò deri- vissimo odore che continuameftle esala-
vano due beni, cioè che dalle orazioni e vano le reliquie che andavano trovando.
preghiere si ritrae utilità e vantaggio, ed IS'elle notti ivi si udivano voci angeliche
esaminandoe ponderando le virtù de'san- di persone chesalmeggiavano e si vedeva

li siamo indot ti a imitarli, come di niostra- un grande splendoi-e, ed allora ni uno ardi-
ii6 REL REL
a accostarsi. Francone vi accese una lam- abbate da certo Aronne furtivamente fu
pada che arse 7 giorni ealtreltanle not- portata a s. Germano d'Auxerre. Alcu-
ti senza scemar l'olio e ad onta del sof- ni francesi rubarono la testa dis. Clemen-
fiar de' venti. Altra cosa memorabile oc- te martire dal monastero di s. Maria di
conse in questi scavi e separazione dili- Costantinopoli e la trasportarono a Clu-
gente delle reliquie, ed in cui Dio dimo- ny. Il corpo di s. Bertulfo abbate fu ru-

strò quanta cura abbia de' santi suoi, e bato nel Belgio dal bretone Eletto. Nel-
come sia vero il detto nel salmo 33 Cu- : rSiSi veneziani involarono in Alessan-
stodie omnia ossa eorum. Avendo u n gior- dria il corpo di s. Marco evangelista, e lo
no Francone sostituito Adalftedoperchè portarono a Venezia. Alcuni raercanli di
Io assistesse nell''opera, nella sua assenza Bai'i presero a Mira il corpo di s. Nico-
Adalfredoa consiglio altrui s' indusse a lò e lo portarono in patria, {^n venezia-
rubar parledelle reliquie per cavarne de- no rubò in Costantinopoli il corpo di s.
naro sapendo quanto ì cristiani avida-
, Atanasio, che fu collocato in Croce di
s.

mente amavano possederle. Tornato alla Venezia. In questa città si venera il corpo
sua casa colle reliquie fu colto da grave in- di Rocco, rubato per divozione a Mont-
s.

fermità, finchèdopoy giorni d'atroci dolo- pellier da' veneti che vi si recarono pelle-
ri, chiamato Francone, si gittò a'suoi pie- grinando. Alfonso V, contro il volere dei
di, manifestò il furto e restituì le reliquie, cittadini, tolseda Marsiglia il corpo di s.
con quanto di mirabile riporta Severano. Lodovico vescovo di Tolosa e lo portò a
Questi racconta ancora come le sagre reli- Valenza di Spagna. Il corpo di s. Luca e-
quie furono nascoste in luoghi occulti, vangelista fu rubato nel 247 a Costanti- i

quando furonorubatee prodigi accaduti,


i nopoli e portato a Brindisi, donde fu tras-
e che la testa di s. Alessio venendo rapita fu ferito nel monastero Guleto della diocesi
ricomprata per 5oo scudi. Moltissimi cor- di Nusco, finché un braccio fu portato in
pi santi e reliquie furono rubati, massi- Bologna. Nel sacco di Roma del 52 7 un
1

me ne'primi secoli e ne'bassi tempi ; ne soldato rubò il Prepuzio di Gesù Cristo,


riporterò diversi furti che ho ricavato
, tagliatogli nella Circoncisione[f.),e por-
dalla Storia de' Papi di Novaes, meglio tato in Calcata (uon Calcuta, come pei*
di diversi avendo parlato a' luoghi loro errore di stampa si legge a Oute), ora
colle relative critiche, come de'corpi dei nella diocesi e distretto di Viterho[f''.).
ss. Pietro e Paolo rubati dai greci ; di Due laici trinitari rubarorto in Roma il

quello di s. benedetto rapito dai cenoma- corpo di s. Giovanni de Matha e lo por-


ni a Monte Cassino (/'.), con quello del- tarono nel i655 a Madriii. II corpo del
la sorella s. Scolastica, traslazione che al- b. Pacifico da Ceredano fu portato furti-
tricon più di ragione negano pel fre- ,
vamente in patria, ma senza un braccio,
quente errore o modo di esprimersi di perchè alzandolo il beato nel passare per
chiamar parte delle reliquie per corpo. Mortara, l'ottennero le monache di s.
Cos'i narrai del rubamento fatto del cor- Chiara per loro. Nel voi. XL,p. 186 par-
po di s. Romualdo, portalo a Jesi (/'.), lai della miracolosa traslazione del corpo

donde miracolosamente si trasferì a Fa- del b. Girio, e di altrein altri luoghi. Que-
hriano ( F). A Pn'En:to e Foss anuova par- sti rubainenti di reliquie derivarono dal
lui del contrastato corpo di s. Tommaso concedersi ne'primi secoli diilicilmente, o
d'Aquino; delle quali dispute egualmen- per la vivissima divozione che si a vea ver-
te discorro a'Iuoghi loro, giacché per es- so il santodi cui s'involavano le spoglie,
se vi furono anche ozioni gucrrcsclic e come pure gran fervore e desiderio
pel
rappresaglie. Il corpo dis. Ilarioiie fuin- di arricchire le nuove chiese con qualche
>ulalu da Ltichio. La testa di 1. Uumauo corpo di santo. 11 Menochio, Suiore l. 2,
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cent.65, tratta: Quantofossero solleciti della maggior parte degli Apostoli dei ,

anticamente li Pontefici^ che non si por- Padri più celebri della Chiesa, e de'Mar-
tassero le reliquie fuori della città di Ro- tiri più coraggiosi della fede, avendo gli

ma. In questa ve ne fu sempre dovizia, imperatori fatto a gara di arricchu'e tali

come dimostrai descrivendone le chiese, insigni ornamenti iu cui la


reliquie con
o nelle biografie de'santi e beati, ed arti^ squisitezza del lavoro conlendea colla pre-
coli relativi: fra le opere che trattano del- ziosità della materia. Di questi tesori e-
le reliquie, di cui la metropoli del cristia- rano soprattutto ingordi gli ecclesiastici
nesimo è tanto copiosissimamente ricca, latini, onde di buongrado lasciavano le-
citerò Piazza, Emerologio di Roma cri- varie gemme di cui era ornata la s. Cro-
stiana ^ ecclesiastica e gentile. La nuova ce per le scheggie del suo legno, che poi
Roma o Costantinopoli non volendole es- divisero scrupolosamente coi baroni del-
sere inferiore per la trasferita sede impe- l'esercito, i quali le donarono ai mona-
riale, i suoi imperatori cristiani vollero steri e chiese delle loro patrie. L'impera-

ivi raccogliere iecose spirituali di mag- tore Baldovino I ne mandò un frammen-


gior pregio, che vantassero le principali to a Innocenzo III e altro al duca Leo-
ciltù de'vasti loro domini!, le prime culle poldo Vld' Austria. La maggior parte
del cristianesimo, i luoghi dove visserogli delle altre ricchezze di questo genere, re-
apostoli e i loro discepoli, come narrai venerande per
liquie de'santi, suppellettili
nella descrizione delle tante insigni reli- la santità di quelli cui erano appartenu-
quie che da Costantinopoli dipoi si spar- te, furono portate a Venezia , come una

sero pel mondo e in Roma, nella presa porzione del s. Legno, del Sangue di Ge-
che ne fecero latini, e più tardi i turchi,
i sù Cristo, corpi di s. Lucia e di s. Si-
i

sebbene Maometto II pubblicò un ban- meone, un braccio dis. Giorgio.un fram-


do di pena la vita a chi toccasse le reliquie mento della testa di s. Gio. Battista. Mol-
e ornamenti delle chiese, volendo che fos- te reliquie passarono in Francia e Inghil-
sero insieme co' tesori imperiali riservati terra, molle ne rubarono gli ungheri agli
per lui. Hurter nella Storia d'Innocenzo ecclesiastici del vescovo di Porto. Colo-
IIIj lib. 8, narrando l'espugnazione fat- nia ebbe il teschio di s. Pantaleone suo
ta di Costantinopoli dai latini, franchi e protettore ; il duca di Nassau in arca di
veneti, di ciòeruditamente parla, laonde squisito lavoro possiede un dente di det-

ne durò un estratto. I francesi e venezia- to s. Precursore; il vescovo d'Alberstadt

ni come si spartirono, non senza trafu- portò nella sua diocesi preziose reliquie;
gamenti, gl'immensi tesori della gran me- Amiens venerò per più secoli il teschio o
tropoli , così fecero de' tesori spirituali. parte di esso del medesimo s. Gio. Balli-
Pussedea Coslanlinopoli la pietra su cui sta; il vescovo di Troyes ottenne la laz-

dormì Giacobbe, la verga di Mosè, le ve- za che usò Salvatore nell'ultima cena;
il

sti della B. Yergine, la sua rocca e per- quello di Soissons mandò al suo capitolo
sino qualche goccia del suo latte; la vera il braccio di s. Stefano; il legato cardinal

Croce con istille del preziosissimo Sangue Pietro di recò ad Amalfi sua pa-
Capua
del Redentore, le fascie ove fu ravvolto, tria il corpoS.Andrea apostolo, sulle
di
uno de'suoi primi denti, una ciocca dei reliquie del quale meglio a Peocessiojje,
suoi capelli, un frammento del pane da ove parlai della lesta rubataa'nostri gior-
lui co'suoi apostoli diviso nell'ultima ce- ni. Baldovino I mandò al suo supremo
na, un brano della porpora di cui era ve- signore molte preziose reliquie , trovale
stito quando fu condotto innanzi Pilato, nella ricchissima cappella del palazzo di
e la sua corona di spine. Pretendeva inol- Buccoleone, con parte del preziosissimo
tre Costantinopoli di possedere le reliquie Sangue, non che alle chiese de'suoi sta-
ri8 REL • REL
ti , particolarmente a Namur. Alla vista esito per difesa della fede di