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e 3 7^

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
!

DA

S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI,

MARTIRI,

PADRI,
AI

AI

PI

CELEBRI CHIESA

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

VARII

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADI DELLA GERARCHIA


ARCIVESCOVILI
E

DELLA
AI

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE
SACRE,

CITTA

PATRIARCALI,

VESCOVILI, AGLI SCISMI^ ALLE ERESIE, AI CONCILII,


RITI,

ALLE FESTE PI
PAPALI,

SOLENNI,
E

ALLE

ALLE

CAPPELLE

CARDINALIZIE

PRELATIZIE, AGLI ORDINI

RELIGIOSI,

MILITARI,

EQUESTRI

ED OSPITALIERI, NON

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VCL. LIX.

IN

VENEZIA
MDCCCLII.

DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

R
ROM
Continuazione e fine dell'articolo Roma.
ce che
si

ROM
chiamava Procopio), die
poi in
successori iV7ro/ de Chierigatis caM^Were

il el Conclave tenuto nel convento della

vicentino^ sapiente giureconsulto, e A/e/-

Minerva, pretesero

baroni romani di

r^forre/^/zz^/a' bolognese, antico amico


del Papa,

intervenire all'elezione del successore di

morto

forse di veleno, e

onodi

Eugenio IV, specialmente Giovanni Sacelli

rato dai romani con solenne

pompa

Maresciallo di
voi.

s.

Chiesa
3.

oltre tali

funerale in Araceli. Essendo solito corrersi

due

articoli, parlai di tanta

arroganza antriregno JYi-

un

pallio

per

la

coronazione, dalla

che nel
colo

XXI, p.
la

A'6 marzo me*

chiesa de'ss.

Cosma

Damiano,
festa di
il

fino

al-

ritamente fu sublimato

al

l'arco di Costantino e alla piazza Latera-

V^ secondo

Predizione del prede*

nense

ebbe luogo nella

s.

Gio.
disse

cessore.LeconseguenzedelloscismadiBasilea

Battista, nella cui basilica

Papa

sa, l'Italia

ancora laceravano l'unit della Chieera pure divisa in fazioni e trii

messa, coi cardinali, conservatori e caporioni.

Immenso

fu ilbeneche

da per

tut-

bolata da guerre; dominii della

s.

Sede in

to oper, pe'suoi legati e nunzi.

Neh 44^

preda
le

alle

usurpazioni de'tirannetli ed alil

trovo senatori Aniadeo de Juslinis di Cit-

vessazioni de'feuda tari;

Tesoro ponti-

fcio

esausto.AI rimedio di tutto subito Ni-

col

V appi ic tutte le forze del suo zelo e


i.

del suo sacerdotale valore. Nel gio conferm al senato e popolo


i

magromano
gli

eAnZazzera pare napoletano; nel 1449 Buoncamhio de Biioncambi \Perugia. Fu in quest' anno che Nicol V, dopo aver riconciliato colla Chiesa bat di Castello esimio giureconsulto,

gelo de la

privilegi

che dai suoi predecessori


s

silcesi,

ottenne

la

rinunzia dell'antipon-

erano

stali concessi, e fu

roni ribelli,
stato. Al
il

clemente coi baromani che del resto dello


di-

tificato di Felice

V, con tanto giubilo del

senatore Filingeris che addestr

suo bell'animo, e fu l'ultimo scisma con antipapa. Siffatta consolazione fu turbata

suo cavallo nel possesso (Cancellieri

per

la

peste che afflisse

Roma onde
,

4
il

II

IM

RO
anno. Maometto
la
li

Papa visit l' Umbria e la Marca. Col ^5o il Papa ceehv'l 6 J/if IO santo^ seguendo la disposizione di Clemente \F,
concorrendo in Roma tutte le nazioni. Essendo sen^^iove /dndreade Donatls veneto, lo fu pure alcun tempo del i4^^> succedendogli Giacomo da Cosiauza, e JVicolb Porcinari d* Aquila che continu

imperatore de' tur-

chi, colla presa di Costantinopoli, esegui-

a'29 maggio 453, die termine all'impero greco d'oriente, con gran dolore di
1

Nicol V, che eccit

fedeli a frenare la

potenza ottomana,
successori
,

in

che fu imitalo dai

ed accolse amorevolmente e
i

con munificenza

dotti e gli eruditi

che

neh 45*2. Questi

col Prefello di

Roma

fuggirono dall'eccidio, cooperando mira-

con altri che noninai nei voi. XVII, p. 2 iQjXXXV, p. i74> incontrarono Tioiperatore Federico III, che il Papa in s. Pietro coron prima redi Lombardia ai 8 impera tore colla mo1 6 marzo, e poi a' glie Leonora, benedicendo il loro matri1

bilmente al risorgimento delle

lettere, sic-

come rimarcai

nella sua biografia, insie-

me

quanto fu prolettore insigne


ai
ti

del

progresso delle

belle, colle quali di

biamo

monio, donando
d'oro:

ali*

imperatrice

la

rosa

molto e sontuosamente decor Roma. Abdal Diario dell'lnfessina, che Nicol V edific pel primo in Campidoglio

come
s.

Porcinari pun
i

un canonico
tu-

un palazzo

a'

conservatori di

che

in

Giovanni eccit
voi. citato.

romani a

1455 mentr'era senatore


cadoro
di

Gentile

Roma. Nel Branil

multo
to nel

in
I

presenza dell'imperatore, det-

Fermo

contepalatino,mor
lasciando
la

Napoli e torn

in

Federico III and a Roma a'sS, ripartendo-

Papa a'24 marzo,


1

ne a'26 accompagnato dal s. collegio fino al I." miglio fuori delle mura, e da due cardinali fino ad Acquapendente. Tra primi personaggi ch'erano in compagnia
i

memoria in sempiterna benedizione. Dopo 4 giorni gli successe Calisto III benemesua
i

rito della difesa del cristianesimocontro

formidabili turchi, e della marina pontificia: egli fu assai

limosiniero co'nobili ro-

dell'imperatore, ricorder Ladislao

re

mani

bisognosi.

Ricordando

l'antica

amireg-

d'Ungheria e
sia
la

di

stria fratello di
:

Boemia; Alberto d'AuCesare, e il duca di Sle-

cizia col

conte

Arano Cibo genovese


si

gente del la gran corte in Napoli,


natore, dignit che allora

lo fece se-

nobile comitiva ascese a


i/\.5i

6,000

dava a perso-

persone. Inoltre nel


tori,

furono sena-

na""i di molta considerazione;


Statosi
il

ma
il

disG;u-

Daniele Canigliani o Canigiani^ e Giacomo La\>agnola conte veronese e

Papa col

re di Napoli,

senatore

chiese licenza e torn al suo posto, venen-

celebre letterato. A'

4 agosto

il

Papa coni

cesse al senatore la facolt di punire


litti

de-

di furto e

rapina commessi in Rodiscopertala congiura della vita

do fatto senatore Lodovico Caccialupid Bologna. Furono senatori nel i^56 PieIr Tebaldeschi ^ova^Paolo deDulaC'
chinis o Bertacchinio Bernardinis Fer-

ma. Nel 1453


l'

ingrato Porcari, contro

del be-

mo,

celebre per

la

sua gran dotti ina

le-

Vjche l'avea perdonato per aver sommosso romani a libert in sede vacante, il Papa lo fece arrestare con molnefico Nicol
i

gale; Pier Luigi Martorelli di Spoleto, dal

Papa confermato

cavaliere per tutti

suoi

posteri con titolo di conte, e con podest


di creare allri conti ecavalieri, inoltredagli

li

soldati dal

Lavagnolaj ch'era tuttavia

senatore, e poi morire con altri,


narrai alla sua biografia
,

come

Oisini onorato di loro


1

slemma

e co-

aggiungendo

tele,

che d'allora in poi Nicol V stette in caue poco si fece vedere per la citt. Nel

gnome. Nel 4^7 senatori G alterando o Balcerando de Ribes di Catalogna, nuovamente Ttbaldeschi^e Giacomo Silvej^rmtdi Norcia, che continu ne'primi
si

medesimo anno fu senatore /io^oi'/co Uffreducci o Eufreducci di

meai

Fermo di

nobi-

dell 4^8. In questo fu senatore

Tom-

lissima famiglia; e continu nel seguente

maso Spanditesta di Rimini, che mor

R O INI
6
il

ROM
rimproveri
ai

agosto, giorno io cui pure fin di vivere

conservatori di

Roma.Ar-

Papa, vacando cos

il

poiilificalo eilsc-

ringhieri dopoil possesso recit la solila

nulorato.

Dopo 12 giorni dello P/o//,nel


tratt a laulo

allocuzione, diesi legge in Vitale, e fu suc-

d del possesso

Pranzo

cesso da Lodovico de Pelronibus


na, cavaliere e conte palatino,

'i

Sie-

cardinali, gli ambasciatori e gli ottimali

uno

de'pii

senatore Giovanni de Padova, e Sceva de Curie della diocesi di Pavia con istraordinarie facolt, fatto il i. dicembre e da durare un
di

Roma, facendo
di

savi e onorevoli gentiluomini di

Toscana.
llalvi:

Leone

Nel 1461 fu senatore Cristoforo


cini di Viterbo, e cessoli
i

marzo a'G o

7 maggio successe Giovanni Balbiano mxlanese, e nel settembre

anno. Nondimeno nel


tori

4^9

fiJ^'ooo sena-

Carlo Buonconi'
Delfino pa-

Servando d'Arce, Guido de Piccolamini di Siena, forse parente del Papa, e Gi. Antonio de Leoncilli di Spoleto ,

p^gni

di Visse, indi

Giacomo
storici

trizio veneto.

Alcuni

dicono tor-

deputalo per 4 ^esi da cominciare ili. novembre, per cui si pu credere che in questi tempi la durata dell'officio senatorio dipendesse dalla volont del

nato in Roma Pioli nel settembre, ma ivi a'2g giugno canonizz la concittadina s.
Caterina di Siena. Col i. del 1462 incominci il senatorato di Giunio Marino de Gradid' Ra^usi indi Gio. Alatteo Cu'
,

Papa

potesse essere minoredel semestre; tanloii

senatore,quanto suoi
i

ofllciali

continuava-

cilli

no ad essere soggetti al sindacato, e Leonnon termin il quadri tneslre. Volendo rio II continuar la guerra intrapresa da
Calisto 111 contro
i

figlio d'un cugino di Nicol V, il quale alla morte dell'altro zio cardinal Calandrini ereditmolti beni e palazzi, ma per alcune turbolenze suscitate in Roma si ritir in Lucca ove

landri/li d Lucca o Sarzana,

turchi, in detto

anno

fu dichiaralo originario. Quest'

convoc un gran congresso a Mantova^ partendo da Romaa'22geimaioj e lasci


nella sua assenza legato di

anno fu memorabile per Roraa,perlamagnificenlissimaemai pi veduta processione, con


la testa di s.

Roma il celebre

cui Pio l a' 12 aprile port alla basilica

cardinal Nicol di C^^,con altri cardinali,


il

Vaticana

Andrea apostolo,
despota di

prefetto di

Roma

Colonna (mentre nel


la

donatagli da

Tommaso

Mo-

secolo

XIV

il

sienatoreavea presa

prece-

rea, fratello di Costantino

XII Paleologo

denza sul prefetto, questo si reintegr, ci chedesl meraviglia a Federico II l)signole di

ultimo imperatore de' greci. La


splendidissima, ed
il

pompa modo come lioma si

GenazzanOy insieme
i

agli uditori di

rota e avvocati, presso


restare
sa fu
cie

quali s'intendesse

descrissi

pose in singolare festa, minutamente lo nel voi. LV, p. 261 e seg. per

la curia romana. Il cnrdinaldi Cupure dichiarato legato delleprovindi Marittima e Campagna, del Patri-

onorare
re,

il fratello del suo gran protettocon r intervento del senato romano, conservatori, caporioni col priore ec. Pio

monio

di

s.

Pietro, del ducato di Spole-

Il

ospit nobilmente
gli stabil

il

despota, e coi car-

to e terre Arnolfe, di

na. Nel

1460

il

i.

Perugia e di Sabigennaio e per 6 mesi

fu fatto senatore

i^hieri di Siena, in

Francesco degli Arriatempo del quale gran


si

tumulti insorsero nelle provincie, e parti-

colarmente in Roma, ove

vide formata

una nuova

societ di ladroni, aventi per


di

capo certo Tiburzio, e composta


giovani romani
j)er cui
i i

3oo

pi libertini e temerari,

un decoroso assegno mensile. Dipoi la citt pat fiera pestilenza, ed il Papa usc da Roma. Neh 4^3 fu senatore Nicol de Severi nis di Siena. R.isoluto Pio li di andare colla crociala contro turchi con una flotta, a' 18 giugno 1464 palli da Roma, ma mor in Ancona a' i4 agosto. Pio li non riprese mai chi sparlava di lui, volendo che in una
dmali
1

magistrati non ardivano casti-

citt libera

garli.

Lo

seppe Pio

II,

da Siena

scrisse

a parlare,

come Roma,tutti fossero liberi come not l'Oldoino in Ciac-

6
conio
dinali
t.

ROM
2, p.
1

ROM
iuRoma
i

037. Tornati

car-

ma. Ritornalo
derico III,
te.
il

in

Roma

l'imperatore Fe-

che l'aveano seguilo, a'3o elessero Paolo II, che subilo cominci a prodigare relezione de' senatori, nominandoli
di aspettativa,

per modo

mentre prima ci
l'altro, lo

magnificamenNel 1469 furono senatori il detto Cesis^e Francesco Arringhieri di Siena che ottenne due conferme trimestrali, per cui
l'ospit

Papa

facevasi solo per qualcuno, e con esercizio

esercit alcuni mesi del seguente anno, in

progressivo l'uno dopo

che fece
sto-

cui fu senatore

Lorenzo de Giustinis

di

nascereuna gran confusione;quindi gli


rici

Citt di Castello, che continu peralcuni

municipali di

altri

luoghi fecero

men-

mesi nel i47'; ^ nominali Giovanni di


Cola veronese, Antonio Montecalino ferrarese,

zione de'loro cittadini senatori di


in

Roma,

tempi ne' quali

altri

ebbero

l'esercizio,

e taluni nominati

non esercitarono, o pero per


altri

ch prevenuti dalla morte, o perch passati

Raniero Ymaschis riminese, Leonardo Nogarolis veronese, Troilo Azzolinis fermano, Gaspare Grassis bolognese.

ad

altre cariche,

motivi
e
il

come bene avvertirono Vitale


Pompilj-Olivieri.
I

cav.

nominati in quest'andi essi eserci-

Al tempo del senatore Arringhieri s formarono di nuovo gli statuti di Roma. Quanto al senatore de Giustinis ebbe poi

no furono 7,6 noter quali


tarono
la

un

tragico fine, perch

il

concittadinoPao-

carica
di

eccone

nomi. Pietro
il

lo Vitelli lo fece tagliare a pezzi e appic-

de Albergats

Bologna, che funse

se-

care per diversi luoghi fuori di Citt di


Castello,acci servisse di spettacolo
giatori.
a' viag-

natorato, Giovanni deMassois di Norcia,

conte Pietro de Cesis, conte Pietro Tebaldis di Norcia, Lodovico de Eufreducci


di

Per questa

atrocit,

il

senatore

del

1487 condann

morte Paolo e 3

Fermo, Francesco A rringhieri

di Sie-

soldati suoi complici; poi

commutata

la

na, Francesco Bonarellis d'Ancona, Carlo di

pena aio anni

d'esilio,

Alessandro Vigli

M. Benedetto

di Norcia.

Nel

i465

fece grazia. Si dice

che de Giustinis dovea


nel

Pietro suddetto,'/refi?cc/pure ricorda


to,

essere creato cardinale, ad istanza del re


di Napoli.

che esercitarono; Francesco de Lucis

Paolo

II

1470

tratt

con

Guglielmo Pagello , Gabriele de Capolista padovano, Albertino Albertinis


senese,

isplendidezza per tutto lo stalo e regal


la

rosa d'oro benedetta a Federico prin-

folignate, Alessandro Poetabolognese. In

cipe di

questi tempi

senatori statisti

sembra che
r.*'

Taranto figlio del re di Napoli venuto in Roma; promulgando una bolla colla

fossero pagali dalle


trie.

comuni
la

delle loro paaf-

quale fu stabilita

la

celebrazione

Paolo
il

II

riform

curia, e pel

dell'anno santo ogni


lora a noi colse
ste

25

anni, e fu d'al'

fid

governo

delle fortezze ai prelati e

altri ecclesiastici.

cademia che in
sceva
to.

Per aver soppressa l'acRoma avea istituito Pom-

sempre osservata. Nel 1 47 acsontuosamente in Roma Borso d'Evicario di Ferrara^ al quale solenneconfer
il

ponio LelOyfu criticato da chi non conole


1

mente

il

titolo di

duca.

Il

Papa

ragioni per cui erasi a ci indotesercizio,


il

fece senatore

suo figlioccio Ballista de


a'

Nel

466 senatore con

con-

te

Giovanni Massei di Narni; nominali Gregorio de Barzolinis faentino, e Ma-

io febbraio per 6 un breve perch consegnasse alle galere d'alcuni genoBellantihus senese,
mesi, e nel luglio gli scrisse
vesi
i

rino di Norcia. Nel

1467

senatore, conte
1

rei di

delitti capitali

giacch nel

Pietro deleh aldc scili s diNorcia. Nel


In quest'anno

468
Pa-

senatore, conte Pietro de Chitanis di Cess.

suo governo non permise mai che fosse eseguita su nessuno la sentenza di morte.
Essendosi diminuita
senatore, perch
ti
i

avendo

stabilita la

la

giurisdizione dei

ce de' principi d' Italia^ solennemente la

pubblic
zo

in Araceli, ed anche inDamaso, facendosi gran

in

s.

Loren-

tulli qc.elli

Papi fecero privilegiach'erano addetti alla corte


alla giurisdizione

feste in

Ro-

romana, col sottoporli

RO

M
re
le
i

ROM
porticali ed
i

7
diarista

del inatescallo di detta corte, ne nasce-

mignani, ed allargare
il

vano infinite controversie


lo e
i

tra

il

marescial-

strade,

come riporta

contem-

il

senatore, nel riconoscere quali era-

poraneolnfessurapressoMuratori,4Scn^.
rer. Ital. Sisto

no cortigiani, e quali no: a toglierle nel 1471 fu fatta la divisione de' cortigiani
dai cittadini. Paolo II ricev Caterina re-

IV

d'

cett il consiglio e l'esegu, dando

animo grande acun nuo-

gina di Bosnia cacciata da' suoi


fiss

stati,

le

vo aspetto a Roma, proteggendogli artisti e letterati, onde aument la biblioi

un mensile assegno;

altrettanto fe-

teca Vaticana, e nel contiguo palazzo e-

ce colle sorelle e parenti di

Tommaso Pa-

resse la

sontuosa cappella Sistina. Rele

leologo. In tutti i rioni teneva persone per

staur molte chiese, ampli


stric e livell le strade;

piazze, la-

distribuir limosine agl'indigenti; e ridusse savi


l'esilio
i

cur assai lacon-

giovani romani scapestrati, coli

servazione e decoro degli antichi

monuche
Si-

e la prigione. Protesse

letterati e

menti, onde presero nuova esistenza; co-

e cur l'abbellimento di Roma, edificando il grandioso Palazzo dis. Marco. Amava assai le antichit, e form un museo di medaglie rarissime. Fece di
gli artisti,

me

pure

fece eseguire ubertosi scavi,

fiultarono oggetti preziosi per


bellissime statue e bassorilievi.
slina, poi

l'arte, in

La via

Borgo s. A ngelo, si deve a lui. Nel

tutto per divertire il popolo romano, massime nel Carnevale, con mascherate e corse, ove il senato vi si conduceva colla mag-

voi.
tolti
i

VII, p. 255 narrai, come Calisto IH dalla Chiesa di s. Gio. in Laterano

canonici regolari, ad istanza de'romani

gior pompa, degna dell'antica


pertasi

Roma. Sco-

a questi restituii canonicati;


lo II

perch Pao-

una congiura

degli estinti accade-

pose

canonici secolari nella basi-,

mici , fu con loro clementissimo. Morto a*26 luglio 1471, le nomine preventive
de'senatori svanirono.

lica di

s-uovemo

ad Sancta Sanctorum
IV mosso

ripristinando nella basilica Lateranense


i

canonici regolari; e che Sisto

Eletto a'g agosto 1 47 Sisto IV^ dipoi


nella funzione del possesso,
rissa fra la
i

dalle preghiere de'romani,

nsorta fiera

prive

le

loro famiglie di
i

che vedevano sonorevoli cano-

arme ed i romani questi scagliarono una grandine di sassate, onde il Papa corse grave pericolo, fingente d'

nicali,

rimosse

canonici regolari, e stai

bilmente
regine

vi ristabil

canonici secolari.

Nel suo pontificato morirono in


,

Roma

3
le

ch per l'autorit del cardinal Orsini tutto fu quietato.

Caterina di Bosnia lasciando

Gi a'20 agosto avea

fatto

sena iove

AgamennoneMarescotti de Cai-

1472 Leone di Gennaro napoletano, e prosegu nel seguente anno; nel 1 474 ' conte Gaspare Grassis bolognese. Per la riduzione fatta da Paovis bolognese; nel
lo II dell'

sue ragioni alla s. Sede, Carlotta di Cipro che ospit nobilmente, e Isabella regina di Napoli e moglie di Ferdinando I. Nel 1476 fu senatore Gabriele de Capitibus
Lista di Padova, e soggiacendo
pestilenza, Sisto

Roma

a
il

IV

lasciandovi legato

universale giubileo
il

Sisto

IV
fra
i

cardinal Giambattista Cibo, ne part a' io

nel

1475 celebr

7.**

Anno santo:

principi che vi concorsero vi fu Ferdi-

giugno e rientr in Roma a'23 ottobre. Di nuovo Cesifa senatore nel 477, e nel
1

nando I
ta

re di Napoli, che volle girare tut-

/l'jSFrancescoScaniasorci napoletano,
in

Roma

t,

per godere le maestose antichionorato in ogni luogo. Andato dal Pa-

che mandato ablegalo


tare
il

Napoli a por-

cappello cardinalizio al cardinale


figlio del re, lo

pa, gli disse che non poteva signoreggiare la citt pei porticali, vie strette e mi-

Giovanni d'Aragona

con-

gnani

, da dove le donne potevano facilmente opprimere in un'occorrenza le mi-

segn con solennit nella cattedrale il giorno dell'Epifania, nel quale tempo fu
vice-senatore Saldone de Saldonibus di
Citt di Castello. Nel

lizie,

e perci lo consigli a far demoli-

1480 leggo senato-

8
ve Matteo

ROM
largate, e pei
ti
il

moM
decorosa e pi regolare, per
le

Toscano milanese ti rara prudenza, di cui si fa menzione neiriscrizione posta sotto la statua di Carlo I d^An gi, collocala presso la grande aula del
palazzo senatorio in Campidoglio:
il

strade al-

mignani e

porticali

demoli-

d'ordine di Sisto IV.

V intervennero

vice-

mano, 4
ni,
il

Gonfaloniere del senato e popolo roscudieri d'onore cittadini romasenatore e


il
i.

cameilengogli consegn

il

pontifcio bre-

conservatori che adde-

Te di deputazione con altri legali, per la riforma di alcuni articoli dello statuto. In quest'anno nel portico Valicano Sisto IV
die la solenne assoluzione dalle censure
a
1

strarono

cavallo pontificio, portandole

aste del baldacchino) caporioni e altri nobili

romani: nel palazzo Lateranense

fu-

1 ambasciatori fiorentini. Nel

tinu

Malleo nel senatorato, e


il

48 con
1

nel

1482

gli

rono imbandite lautamente molle mense pei romani e per gli officiali della curia. Neil 485 il Papa fece senatore il conte

successe

forlivese conte
il

Lodovico Decias-

di detto Or.vo perch


sai peloso.

suo padre era


fra
il

Rotta
i!

la

guerra

Papa

il

Giacomo Bonarelli d'Ancona, ed ai 25 dicembre Bartolomeo Scala di Colquale essendo uno de' 6 ambasciale,
il

re di Napoli,

figlio di questi

Alfonso du-

tori

che

la

repubblica

di

Fiienze invi
1*

al

ca di Calabria port l'esercito fino alle

Papa per

congratularsi, per

e!egantisN.

porte di

Roma

della corte
il

con gran costernazione ede'romani; uscito in campo


,

ma

orazione che recit, Innocenzo Vili

lo cre cavaliere dello

speron d'oroe

se-

valoroso Roberto Malatesta signore di


1

natore. Scala fu virtuoso e gran letterato,

Eirniniy a*2

o meglio a'24 agosto ripor

divenne poi gonfalonieredi Firenze,quan-

lo quella strepitosa vittoria cbe narrai a

queli'arlicolo,ed a Chiesa bis.

Maria del-

tunque figlio d'un mugnaio, bassa origine ch'egli non nascondeva, onde di lui cant
Cristoforo fiorentino nel

la Pace, da Sisto IV eretta per gratitudine alla B. Vergine e inxuemoria del riportato trionfo, e nella quale pose sudi

Poema de' Beali:


^

Non s'ha questi a chiamar nobile^ e degno

ch'acquist robba, honor, virlute, e'nge-

detti canonici regolari, lasciando loro

il

g^/io.^Nelmedesintoannoi baroni del regno


di Napoli,

tilolodi Lateranensi. Nel

i483

fu senatore

avendo ricorso al Papa come


le

lo-

Jntoiiio Bichi di Siena, gi maresciallo

ro supremo signore, contro

prepotenze

Paolo II e dello stesso Sisto V, cbe nel 484n^n)in a successore Jn gelo Ghislieri di Jesi. A'i3 agosto mori il Papa, ed a'sQ venne esallato //?orf7zzo Vili figlio del gi senatore Arano Cibo, cbe per evitare contestazioni e gare, a' IO settembre ordin cbe tutti baroni partissero da Roma pel giorno della Colonazioie e Possesso, laonde narra il Diadella curia di
J
1 i

diFerdinando Ijquesti recdallasua parte


Virginio Orsini, cbe colla sua genie d'ar-

me
ta

scorse fino alle porle di

Roma. Fat-

pace col re e mancato questi alle condizioni, Innocenzo Vili lo scomunic, lo


depose, e die
il

regno a Carlo Vili redi


di

Francia,
Intento
il

come erede
Papa
i

Renato d'Angi.
felicit di
gli

alla

quietee

Ro-

ma,

pacific

Colonna con

Orsini, e

rio

Romano

del Nanliporto, cbe uscirono

restitu loro le terre confiscate. Nel

i486

dalla citt Fabrizio e Prospero Colonna,

per un biennio fu eletto senatore Carlo


e Giacomo Mandosio Amelia fu vice-senatore. Nel 1487 fu senatore Girolamo Salerai o de Faler/^veronese, che condann il suddetto Via suo tempo proseguiva il senatore telli ad aver giurisdizione nelle cause riguardanti la Zecca di Roma. Sotto Innocenzo Vili e nel 488 l'eslremo supplizio che

Kon cbe tutti gli Orsini; con bando furono espulsi


Segu
le di
la

nel d seguente
lutti
i

Manerid' Aquila,
d'

diffidali.

fimzione a'12 e riusc senza di-

sordine,

come

si

apprende dal Memoria-

Paolo del Mastro. Dobbiamo al celebre ceremouiere Burcardo l'inleressan!<

descrizione della magnifica cavalcata,


riusc pii

ed in tanti luoglii riportai, che

ROM
avea luogo nellallupe Tarpeao MonleCaprino, incominci a eseguirsi suWa PUizza
i

ROM
per
la citt
,

complici col supplizio, ed egli condotto


di tratto in tratto fu tena-

di Ponte

Angelo ^o\e nolai gli altri luegi ove suole farsi. A Campidoglio dichias.

gliato, indi squartato,

ed esposte

le parli

in diiferenli porle di

Roma, ad
1

lerroreni.

rai,

che non solo

vi si

eseguirono alcune
vi
si

Nel 1 490* 1 49
signorij nel
rabili.
1

1" senatore

LorenzoBon-'

giustizie,

ma

per infamia
i

dipingevaco-

492

493 Ambrogio MiColombo


di

no

a rovescio
i

rei di diversi delitti,


i

Nel pontificato d'Innocenzo VII!


tolta

me
dissi

perfidi ed

crudeli
p.

ne parlai anco-

scuopr'i V America Cristoforo

ra nel voi.

XXXI 1,

4i-

A Mercato poi

GenoK'aj e Granala fu
cui
si

a'mori, per

che

certi delinquenti

in berlina a cavallo del

doveano slare Leone di marmo

delle scale di Campidoglio, con mitra di

Piazza ISaNel maggio 1492 Innocenzo VII ebbe la consolazione di vedersi in Roma
i'ona.
a'

fecero grandi feste in

carta ed

il

volto unto di miele. Inoltre

suoi piedi

Ferdinando

il

figlio

du-

nel 1488, essendo senatore

P^o/o Buon-

ca Alfonso, imploranti perdono; ed a'26


luglio

compagni di Perugia, in Roma e nello stato ripullularono molti guelfi e ghibellini: gli

mori. Passati i5 giorni fu Papa

Orsini invasero Perugia

al

diredi

IVovaes, ed Alfonso duca di Calabria oc-

Alessandro VI^ ed il senatore Mirabili essendo stato confermato nella dignit, fece gran festa in Campidoglio e inusitati

cup
nel
1

la

Campagna romana.
diversi senatori, cio

Si
il

trovano
conte
'

segni d'allegrezza

dell'incamisciata

489

inilio

Parisani d'Ascoli, il conte Pietro Fi-

giuoco d'armi fatto nel d seguente al Valicano, dal senato e da molti romani, parlai

lippo Martorelli di Spoleto^


lalrni'i di

Andrea A-

nel voi.

XLV,
si

p.i 18; la coronazione


a'

Veroli, e

il

cavaliere y^g-o^/z/zo

e possesso

celebr

26 agosto con

i-

de' con ti d' Onigo di Treviso, d'antica e

splendida pompa. Dalla malattia d'In-

potente famiglia, letterato e profondo nelle scienze legali, di cui

Innocenzo YIII

si

nocenzo Vili a detto giorno, eranostate uccise pi di 200 persone in diversi luoghi dello stato, per cui il Papa nomin4 commissari per udire le querele, e stabil il marted d' ogni settimana per dare

serv in

difficili

e grandi affari.

Romanci
ne

suoi senatori

pu vantare un
ben

bello stuolo

di dotti giureconsulti, e

a ragione

romano diritto, de' responsi loro compilato, come notarono Pomponio,


va fastoso
il

Udienza a tutti e per rendere giustizia, onde si conquist l'animo del popolo. Nel

in EnchridiojVancwoVy

De Leg. interpr.j
Avendo
dona-

1493

elesse senatore

Alberto Dlagalol

O. Grozio,

De

vita J. Consull.

d'Orvieto, e cre cardinale Cesare Bor-

Rrijazzetto II imperatore de'tur'chi

gia suo
di

figlio,

che gi avea fatto vescovo

lo a Innocenzo Vili

la

sagraZrt/zc/^, e af-

fidata la custodia di suo fratello Ziznio,

Pamplona, poifamosoduca del Valeutinois. Nel 1494 nomin senatori, prima


di Fano insigne giuAgamennone Mare-

questi con solenne cava.lcata che descrissi

Andrea Negusanti
reconsulto, poscia
scotti

nel voi.

XXXV,

p.

^5, entr in

Roma

a'

1 3 marzo 1489, intervenendo allo splendido incontro anthe il senatore Parisa-

di Cal\>is \ Bologna, gi camerie-

re segreto di Sisto IV.


I

Morto Ferdinando

ni,

che cogli

altri

l'accompagn dal Papa

in Valicano, ove Talloggi, e donde Alessandro VI lo trasfer e rinchiuse in Castel


s.

redi Napoli, il figlio Alfonso II si guadagn Alessandro VI con ingrandirne i


per cui Carlo VII! restando inesaudito alla
Italia

figli,

Angelo. Nella biografia del Papa, ed a Costantinopoli dicendo le gesta degl'im-

domandata

investitura, cal in

peratori ottomani, ricordai che

Macrino

con circa 3o,ooq uomini. Il Papa intimorito si ritir in Castel s. Angelo


:

per aver tentato

di

avvelenare Zizirao e

il

re giunse in

Roma

l'ultimo dell'anno,

lunocenzo Vili

fu

punito sevcranieule.

nel

modo

detto nel voi.

XXXV, p.

'

76,

95

IO

ROM
^

ROM
Alfonso
I

e alloggi nel Palazzo di s. Marco aTendogli romani rassegnalo le chiavi


i

duca

di

Ferrara,

il

cui fratel-

lo cardinal Ippolito d'Este

a'aS dicembre
,

delia citt. Alcuni cardinali trattarono di

fu incontrato dai cardinali e prelati

(depone
le

il

Papa, per la simonia colla quaal soglio apostolico;


il

dal senatore Chitani. Alessandro

era salito

ma

il

re

pieg

le

sue Milizie

VI imper formare un pos-

slim prudenza tollerare


dolo

capo infetto

sente stato all'ambizioso Cesare Borgia^

dellaChiesa,che destar lo scisma troncan:

perci nel 1 49^ venne a concordia,

con
Il

patii indecorosi alla dignit pontificia.

re part per Napoli e se ne impadron a*i5 marzo, conquistando il regno ini giorni. Alessandro VI scomunic que'na

polelan che V ubbidissero,

si

rifugi in

Orvieto, perch Carlo Vili rientr in Ro-

ma

a'

20 maggio,

part; restituendosi quindi

dopo due giorni ne Papa alla il


e

che avea rinunziata la porpora e fece duca di Romagna. Quasi tutti feudatari e vicari della s. Sede furono cacciati o uccisi: mosse guerra ai Colonna, ai Savelli) agli Orsini, facendo il Papa da capitano generale. Prima di partire da Roma, commise la camera suae tutto il palazzo a Lucrezia Borgia, come pure tutti negozi occorrenti, con autorit di ai

prire

le lettere,

potendosi consigliare col


altri.

sua sede, fece successivamente senatori,


Gio. Francesco Bolognini bolognese
Silvestro Baldoli o
,

cardinal Costa di Lisbona e con

Nel

i5o2 furono

senatori Polidoro

Tiberti
conti-

Badoli folignate, che venne confermato per altro semestre del 1496, e dopo di lui Lorenzo Lante senese. In tale anno volendosi il Papa impadronire del principato degli Orsini^ le sue milizie furono sconfitte a Bracciano,

di Cesena, e di

nuovo Lante che

nu

nel 1 5o3, supplito dal figlio Antonio,

e succeduto a'3i marzo dal conte Carlo deMascliis di Rimini.

Mor Alessanil

dro VI
i

a'

12 agosto, e fu

i.

che pose

suoi successori in grado di figurare, ed

ConlinuandoLanteiIsenatoratoneli497,
il

anche essere tenuti come polenti sovrani.

Papa

confer vari dominii ecclesiastifigli,

Cesare Borgia saccheggi il palazzo Va-

ci ai

suoi

nati dalla

famosa Lucre-

ticano, e con
stel s.

o meglio Caterina oCatanea Vanno2ia romana, moglie di Domenico Arignani unode'grandidi Roma. Indi nel 1498 abbiamo 3 senatori: Gaspare Pallavicizia

gere

12,000 soldati assedi CaAngelo e il Vaticano, per costrincardinali a compiacerlo nella nuoIl s.

va elezione.
chiesa di
s.

collegio ritiratosi nella


cir-

Maria sopra Minerva, fu


di Borgia;

ni

Giacomo

Silvestrini

.\

Norcia, Ci-

condato dalle genti


polo
liber. Allora
il

ma

il
,

polo

priano Pallavicini di Genova. Nel 149 furono senatori, Giulio Scorziali di Castelluccia diocesi di Capaccio, valente giu-

romano avendo

preso

le

armi
il

capitano incendi

pa-

lazzo degli Orsini.


to Pio III, liber
i

A*22 settembre

elet-

reconsulto

signore di Satiiano e altri

dintorni dalle vessa-

luoghi, pieno di virt; e Bernardo Falconieri d'Ascoli


:

zioni dell'esercito francese, ch'era

venuto
al

neh 5oo nuovamente Ae Pietro Chitani


1

per

la

guerra cogli spagnuoli,eda quello


il

gamennone Marescotli,

del Borgia,

quale

si

raccomand
,

Pa-

di Cesi, che prosegu nel

5o

Alessan-

pa contro

dro VI celebr neli5oo 1*8, Anno santo, e pel I . form le Porte sante j per la
leo di

che volevano vendicare la morte de'Ioro parenti e la perdita di parte del palazzo. Pio
le

forze degli Orsini

moltitudine concorsa protrasse il giubiqualche giorno; come pure fu il .**


r

HI

fece porre in Castel

s.

Angelo Borgia,

e voleva ritenerlo sino alla restituzione


de'tanli dominii occupati
,

n concederlo poi a tuttoil


co. Neil
sali di

mondo

cattoli-

quando mori

5oi Roma fu

in feste per gli


figlia

spon-

Lucrezia Borgia

del Papa,
,

governo.Col i .novembre fu eletto Giulio II, che mand nel-

dopo.26 giorni
la

di

che questi avca investita

di feudi

con

rocca

()l*

Ostia Ccsaie Borgia,

ma

fug-

ROM
g'i

RO
barazzarsene per
risposte,
la

AI
Il

II

dal cognato redi Navaira; indi con-

parola data.

gover-

feicQ nel senatorato per altro semestre

natore poi, con cortesi, brevi e risolute


si

de Maschis, e
del
sti
s.

nell'

anno seguente

lo fece

sbrigava dai biglietti

eambaCos\

proseguire nella carica e dichiar conte


palazzo Lateranense. Divenuto que,

sciale de'cardinali e di altri grandi.

facoltoso

con disegno

di

Bramante

Bonafede inesorabile e senza riguardi a veruno, colla prigione, con 4? 6 o io


strappate di corda alle braccia, date ia pubblico avanti corte Savella, oltre le pe-

fabbric un bel palazzo in Rimini. Pri-

ma

di partire dal conclave, Giulio li con-

ferm governatore di
col Bonafede di
gli
s.

Roma

il

celebre Niil

ne pecuniarie, restitu
lila

la

piena tranquil-

Giusto,

quale poi
spelonca

Roma e non fu

lieve impresa, poten-

rappresent

Roma divenuta

dosene leggere grinleressanli particolari


nella T^ita di Bonafede del conte
di,

di ladroni,

e tana d'omicidiari e banditi

d'Italia, tutti
risse,

incedendo armali; quindi


all'azione della giustiil

a p,

62

e seg.

LeoparPer riformare poi la


l

prepotenze, disordini, ed incredi-

corte e famiglia pontificia, Giulio

chia-

bile
zia;

impedimento

per cui propose unico rimedio

ge-

neraledisarnio,inclusivamentealla guardia papale

quando
11

si

recasse al di l di
il

Ponte

s.

Angelo.

Papa approv

di-

visamento, e raccomand ponderazione


e calcolar prima se poteva riusciie nel-

ad abitare il suo palazzo apostolico s, Gaeta no, e lo fece suo prelato domestico e prolonotario apostolico come s. Gaetano edific tutti, lo notai nel voi. L VI, p 1 7. Nel 1 5o5 fu senatore Carlo de Grassis d Bologna, nel i5o6 Giovanni de Morat:

lini di
si

Forl dottore di leggi. Giulio li


di spogliare al-

l'arduo intento, per gl'impegni de' cardinali, baroni ed altri grandi signori.
11

propose ad ogni costo

cuni signorotti delle terre usurpate, ed


i

prelato l'assicur avere tutto preso a cal-

veneziani di quanto aveano occupato.


dall'esilio
i

bramare promessa che avreb^ be rigettalo costantemente ogni domanda di grazia, ed il Papa lo promise. Alcolo, solo

Richiam

tu le loro terre,

lora
re,

il

governatore, chiamato
barigello,
i

il

senato-

Colonna, gli restimarit sua nipote Lucrezia aMarc'Antonio, e li benefic altrettanto fececogliOrsini, ed a Gio. Gior:

il

capitani e

gli altri of-

comand loro di levare le armi ovunque le trovassero, essendo proibite


fiziali,

glia

dano Orsini die per isposa Felice sua che avea avuta in giovent. Per

fi-

le

dagli statuti e dalle leggi; quindi colla

sue imprese nella ricupera de' domini!, part a'23 agosto i5o6, lasciando legato
di

re

sua mirabile fermezza riusc a disarmail popolo. Dopo un mese il governatore fece
ri

Roma

il

cardinal Gio. Antonio


alla
s.

giorgi,
volle

che per riverenza

SanSede non
pre-

bandi

di armi,

terribili contro i delatoancorch baroni, condottieri

mai usare del

diritto di farsi

cedere dalla Croce astata o pontificia.

di squadre, famigliari e guardie del Papa e cardinali: e siccome la forza e virt del governo consiste non gi nel promulgar leggi, ma nel farle osservare, fu il

Furono
le

intanto senatori, nel

iSoy Gio,
in

Battista de Castello bolognese, nel qua-

anno Giulio

II

torn trionfante

Ro-

prejalo inflessibile con tulli nel rigoroso

a'27 marzo, e neli5o8 Anton Maria de Sala di Bologna, ed Egidio Auge

ma

temperamento

preso. Egli stesso per-

lo di

Arca

di Narni.

Per

la

famigerata lega
i

ci cavalcava per
i

Roma

col senatore

ed

solili ofTiziali,

anche

di notte, e talvol-

ta colla celata in testa e le


il

armature sotto
il

rocchetto. Subilo tutto


II

mondo

corse

da Giulio
li
;

a reclamare gl'imprigionarispose

veneti furono doverono abbandonare l'occupato, ma supplicare per 1' assoluzione dal fidminato interdetto, che riceverono gli ambasciatori alle porte della basilica Vasolo
vinti e

Camhray , non

ma

il

Papa

non potere

ini-

ticana. Si registra

ueliaog senatore Ga-

12

ROxAI
1 5
i

ROM
o
Pie-

kotto de Giialdis di Ri mi ni, nel


tro

demolita

la
la

vecchia basilica Vaticana in-

Cenni

i\'i

Faeiiza, dello pure Indovi-

cominci
viglia del
belli

nuova, incomparabile nerae

ni e creato cavaliere.
ideli,

Padre comune dei


dalla lega, fu

mondo; che sunluosamenleabil

Giulio

II ritiratosi

Roma

Valicano, per opera dei


Raffaele, 15raman-

esposto al risentimento di Francia, piotetti ice

sommi Michelangelo,
te,

del duca di

Ferrara feudatario
gli

Peruzzi,Sangallo;dicendoildottoFea,
II

prepolente, ed alla guerra che


r.

dichia-

che Giulio
il

dovi-ebbe quasi reputarsi

Per meglio attendervi, dopo aver scomunicato i suoi nemici, il i.^settemhre

3."

fondatore di R.oma, per luttequelle

splendide benemerenze che a detto articolo riportai, e pe'5 milioni di ducati d'o-

lasci

Roma

e torn a Bologna, e

vi

giun-

se a'

22; ci che disapprovando alcuni


ligi ai

ro che lasci e co'quali pot largheggiare

cardinali

francesi,

osarono scismail

Leone
ch
te
al

colle arti e colle lettere;


di

il

per-

ticamente ribellarsi e convocare


liabolo di Pisa, che Giulio
II

conci-

genio

Giulio

II

principalmen-

con loro a-

iiatematizz, e vincitore entr in

Miransi

sembra doversi ripetere la gloriosa epoca del risorgimento e della grandezza


di

dola; pass quindi in Ravenna e


tu in

resti-

Roma

papale. Nel 5." giorno de* noII,

Roma
il

a'27 giugnoi5i

i,

essendo

vendiali funerali di Giulio

fu tenuta

senatore

conte Pietro de Squarcialupi

da'cardinali la solila congregazione,

ed

di Firenze, che lo fu ancora nel seguente

conservatori di

Roma,

uniti a molti ro-

anno. Nel medesimo i5i


gosto,
ficare
i

a'27 o 28 a-

il

Papa

riusc

finalmente a pacici av-

Colonna

cogli Orsini, colla coopc;

razione di Marc'Antonio Altieri

mani, fecero istanza al s. collegio: Mos. Pauli erigi in Ecclesia collegialam, et ibi canonicos romanos deputar i^ cun Archipresbylero Cardinali , a
nasleriuni

venne dopo il tumulto eccitato da Pompeo Colonna vescovo di Rieti, e da Roj quando cio si credeva il l'apa morto. A memoria dell'avvenimento, sigtjificante per Roma, Giulio II fece coniare una medaglia con l'epigrafe, Pax Romana : tutto e meglio si pu vedere ue'vol. XIV, p. 288, XL!X, p. i58. Ai 10 maggio i5i2 il Papa incominci la

somiglianza delle 3 basiliche patriarcali


Lateranense, Vaticana e Liberiana.

berto Orsini

Leone

X della famiglia Medici,

meceartisti,

nate munifico de'Ietterati e degli

dopo
la

Giulio

degnamente successe a econ solennissima pompa ecolspesa di 100,000 scudi prese possesso
1

7 giorni

l,

della basilica

Lateranense (essendo stato


), avendone Perdon Pom-

l'ultimo che nella meravigliosa cavalcata incedesse cogli abiti sagri


fatti

celebrazione del concilio generale di La-

teranOjOve intervenne
cialupi, e prese posto
gli

il

senatore Squari

distribuire altrettanti.

dopo

generali de-

ordini regolari, registrato col titolo di

liberale coi Colonnesi.

peo Colonna, che poi cre cardinale, e fu Tra le prime sue


il

Magnifico e Doniinus; fu pure alla sessione del 3 dicembre. Il gran Giulio II termin di vivere a' 21 febbraio i5i3, mentre la sua gloria era giunta al pi sublime apice,aveudo riempito l'Europa del

cure fu
rec

compimento

del concilio, nel

quale con un conservatore di


il

Roma

si

senatore Gia/io^corzrtfi della Ca-

stelluccia, dal

to a tal dignit, e sed


regi.

Papa nuovamente elevadopo i ministri


si

lemutosuonome.Protesse magnificamente le arti e le lettere, pel


i

A Leone X
dai

crede diretta una supri-

form

in

Roegli

plica

vecchi nobili romani, per

!ua quel gran seggio, che leprirae tuttora

muovere
ni delle

l'abuso introdotto nelle elezio-

prosperosamente
che die
colo che prese

vi

mantengono.

Fu

magistrature civiche, precipua-

l'iniziativa e

prepar l'aureo sesuccessore,

nome dal

come

provai nella sua biografia, narrando che

mente de'conservalori della camera di Roma, in cui si ammettevano persone di nascila vile, vaccinari e persone ignote. Ne

no
cenno.

'vi

EO
bussolnre
i

M
un dottore
vili,

La Se<\c ha governato dar un sempre questa citl con timore e amore; col tiraoreper mezzo de'i^o verna lori e dei barigelli (di cui a Birri), coH'amore ser
s.

pi degni. Contro

la disposi-

zione d'Eugenio
tadini

IV

in luogo de'prirai cit-

romani, e

fra'

quali

di

legge, tranne pochi, sonosi imbussolali a


rettori dlio studio persone

vendosi de'conservatoriSe in questa


gistraliu'a

mo-

la

mag-

non

si

collocano uomini gravi

gior parte

essi stessi

imbussolalori.

Eguah

e benemeriti, autorevoli ecostiluili in co-

niente fu ordinalo che non dovesse imbussolarsi


officio

spicua nobilt
Je cose,

non possono andar bene


prova l'avvenuto
nell'ul-

una persona che per un solo


pi per due, ed
al

come

Io

al

contrario

tima sede vacante,


nastero di
rapine.
tit
I

in cui la basilica e

mo-

alcuni sonostali imbussolali per 3 e anche

s. Paolo patirono violenze e Papi predecessori di vostra San-

per

offici

a discapito de'figli, de'nipoti,

de'parenli.
nativi e
i

Fu

ordinato che

soli cittadini

non aflidarono

alla,

sorte e alla for^

benemeriti fossero imbussolati,

tuna r elezione
fu

di tal

magistrato

ma

vi

ed all'opposto stata imbussolata una caterva di questi, fra' quali

collocarono persone di merito,euno di


si

es-

ta

sempre dottore di legge, nella duradel trimestre mai si costum dipen:

molti incogniti. Elegga


conservatori,

un vaccinaro e dunque la Santi*

t vostra 3 gravi e cospicui personaggi a


i

dere dall'arbitrio della plebe imperita, e

quali sappiano e voglinno

avida di cose nuove.


l)ussolo,

Fu

talvolta usato

il

correggere
sidera

le

cose

quale scudo onde allontanare le

sporle bene per l'avvenire;


la

malamente falle, e dinon che si deil

importune preghiere de'cardinali, e di alpur non ostante ebbe luogo l'arbitrio delle nomitre persone per favorire gli amici,

riordinazJone dell'aimona, eal-

cun' altre cose che


t ".

popolo romano ha

stabilito di fare a gloria di vostra Santi-

ne. Gli attuali conservatori


in

hanno

tratto

inganno

la

Santit vostra, nel chiede-

JXicolai,
t.

re a

tutti gli offici,

nome del popolo i'imbussolazione di come apparisce dalle preci


al s. collegio nella

3,

Quanto all' annona, dir con mg.'^ Memorie sull'Annona di Eoma, p. 67, che sebbene Leone X conferla

masse
ci di

giurisdizione delia prefettura del-

avanzate
te, colle

sede vacan-

l'annona appartenente ad uno e Chieri-

quali venne implorata l'imbusoffici restituiti,

cnmera, nondimeno non fece


egli

altri

solazione soltanto degli


di

su

provvedimenti. Anzi

era per massi-

che fu giusta la domanda, poich non hanno alcuna giurisdizionaleamministrazione. I moderni conservatori temono che

ma

contrario alle leggi annonarie, e sole-

va dire: Che a volersi fare amicissimo il popolo non bisognava per mantenere
la citt

molte cose

si

ritrattino e fatte da essi per-

abbondante, stabilire prezzo


gli

al-

versamente, e perci procurarono creare


imbussolalori plebei, pochi eccettuati, e

cuno

a'iraffichi della vitlovaglia, e ch'e-

ra necessario, levando via

appalti, la-

perloro mezzo imbussolarsi giovani inesperti, e molti

sciare ogni cosa libera e senza paura, ai

anche

di vilissima condii

zione; sono poi stati rigettali

nobili, in

disonore della Santit vostra e del popolo

privati voleri de'mercatanli, siccome anche sono le bocche degli uomini perciocch quella libert preposta infannnava
:

romano.
glia

E" stato prescritto che

non sieno
al

l'ingordigia de'mercatanli, e per loro con-

imbussolate pi personed'un'istessa famiper l'olficiodi conservatori, ed


si

corso ed invidia loro, ogni cosa poi veni-

con-

va a buona derrata; e
dosi
i

la citt,

riempien-

trario poi

operato con imbussolarsi

granai, abbondantissima diventa-

due

delle famiglie ... Inoltre gli attuali

va
sto
le

".

eonseivatori e priore de'caporioni

hanno

cio libero,cheperil sapere adattare

Osserva Nicolai, lodando il commerquealle circostanze del-

imbussolati se

slessi, figli, fratelli, e qualunque loroparenle, quando doveano imi

mezzoai bisogni e

nazioni, ci stato riservato a pochi,

i4
i

KOM
un calcolo
e-

ROM
prosegu

quali abbiano saputo fare

neh 520

e nel 1^21, nel quale


statuti

satlo di tulle le particolarit dello slato

anno riform e conferm gli

dRo-

che governano. LeoneXcreh senatori nel i5i4 Giacomo Bovio \ Bologna, ilqualeconfermgli statuii de' vaccinari, ed
in-

ma:

questo senatore applicato alla mili-

tare disciplina era slato commissario a-

postolico delle armi sotto Alessandro VI,


e generale delle galere pontificie di
lio li.

tervenne alla sessione del concilio de* 5 maggio, e trovasi il suo nome registrato dopo ministri regi; enei i5i5 il conte Pietro Borghese di Siena, che prosegu ad esserlo nel i5i6 con massima lode. Per
i

Giu-

Sconfitto l'esercito francese, dal


la

papale e imperiale, per cui

Chiesa ricu-

per
za,

suoi dominii di

Leone
in

que'motivi che descrissi alla biografa,

il

Roma,

e Piaceu' ne fecegrandi allegrezze in mezzo alle quali mor il i.**di-

Parma

da Roma ili. ottobre i5i5 per Firenze, onde abboccarsi in Bologna con Francesco I re di Francia^ lasciandovi legato il cardinal Francesco Soclerinij e ritornandovi a' 1 8 febbraio 1 5i 6. In parte di quest'anno e del seguentesembra

Papa

p^rt

cembrei52i. Nel promuovere


delle arti e delle lettere, nel
i

gli

studi

premiarne e proleggerne cultori, fu veramente magnanimo, avendo il gusto sublime del bello; onde lo splendore e l'incremento delle

scienze e delle arti assai gli deve, e in

che fosse senatore Gio. Battista N.^che


tervenne
al concilio nella sessione
1

in-

modo

particolare

Roma
si

de'iG

cui l'illustr,! quali


niversil

pei monumenti ammirano neirC/'^sia

marzo 1 5

7, e gli successe

il

conte Pietro

romana^ nel Vaticano,

per

de Squarciali!pi fiovenlno e continuo nei i5i8. Leone X nel 1 5i 7 poco manc che

quanto fece

nel palazzo, sia nel prosegui-

mento

della basilica nelle gigantesche

non

fosse vittima della terribile


la

congiura

proporzioni incomincialedairilluslre predecessore, sia nel rinnovato Battistero La-

ordita contro

sua vita, che narrai nel-

la biografia ein quelle

de'6 cardinali che

teranense.

Le

successive carestie

pesti-

ne fecero parte, de'quali 5 furono privati

lenze, occupazione di

Roma

tremendo
la flori-

della porpora, e Alfonso Petrucci des.

saccheggio, rovinarono in tutto

capitato in Castel

Angelo. Vedendosi
cardinali che nel i. luglio

da
se,

Roma
la

e le fecero sensibilmente di-

il Papa poco amato da'i3 componevano il s. collegio,


,

minuire
che

popolazione; pertanto
di tutte le cose,

si

dis-

le scienze, le belle arti,

e l'abbon-

ne cre e pubblic 3 1 lo che Roma non avea mai veduto, n vide poi, come notai
a Pjiomozioni

danza gi goduta
slate sepolte

erano
di

nella

medesima tomba

Conti, Cesi,

de'romani furono 8, cio Colonna, Cesarini, de Cupis,


:

Jacobazzi, della Valle, e Orsini.


e popolo romanogli decret

11

senato

Leone X, con l'aureo suo tempo. Entrarono nel conclave del Vaticano 39 cardinali, quanti mai per l'addietro non erai

una statua in Campidoglio, che esiste ancora in una sala del palazzo de' Conservatori. L' anno i5i7 fu altres infaustamente memorabile per l'apostasia dell'

pei perniciosissimi errori che

empio Lutero, e promulg,

no intervenuti all'elezione di verun Papa, quali a'g gennaio 522 elessero /^^nino VI non conosciuto, assente e dimorante nella Spagna, perci con generale sorpresa; onde ai romani non fu grata l'ei

lezione,

temendo che potesse

il

Papa
i

re-

da

cui derivarono Iun2:ue guerre di reli1

stare in quel regno, per cui usciti


nali dal conclave
,

cardi-

gione e

apostasia di milioni e milioni di


i

cattolici,

Luterani ed una innumerabile


la

quantit di pestifere sette di eretici,


cui eterna

perdizione tuttora piange la


iece senatore nel

Chiesa.

Il

Papa

i5ig

il

conte Gabriele Bonarelli d'Ancona, che

ebbero a soffrire non poche ingiurie dalla sdegnata plebe. I romani scrissero a Adriano VI per eccitarlo a sollecitare la venuta, rimarcando (juanto notai nel voi. LV, p. 265, che Roma possiede le teste de'ss. Pietro, Paolo

ROM
e Andrea
,

RO
esservi cosa

M
in sede

quindi non
il

pi

luti di

Roma,
in

cessando

vacante o-

gloriosa che

poterle baciare (ed io

ho

gni giurisdizione nel senatore, e dovendo

a vulo questa dolce consolazione rei igiosa,

subentrare
tori della

suo luogo unode'conservacapitolina, l'elezione la


il

ed

ivi lo notai).

Come

cardinali in sede
il

camera

senatoreBona* relli, altrettanto fece Adriano VI, e continu in parte del i523. I sagri elettori nel creare questo Papa, ebbero in considerazione, essere egli grandemente favorito nella corte cesarea, gi

vacante confermarono

fecero gli altri conservatori,

priore dei

caporioni, e alcuni di questi col consenso


de'cardinali e del passato senatore
relli,

Bona-

maestro del

ed a' i5 prese possesso il conservatore deputato Giustino de Canusiis, per durare sino all'elezione del nuovo senatore. A'i
te

potentissimo Carlo

imperatore e re di

Spagna, laonde poter meglio d'ogni altro


riparareeabbatlerela crescente eresia luterana, che era l'affare che avesse allora
la

8 novembre rest eletto ClemenVIl^ per opera principalmente de'car:

dinali giovani
tificato

se

principii del suo pon-

furono
forse

pacifici, la

continuazione
la

Chiesa

di

maggior importanza. Narrai

divenne tanto burrascosa, che

Chiesa e

a Magia, che in questo

tempo essendo
il

in

Roma
to
il

Roma

la peste, fece
,

un incantesimo Depopolo prest

non provaronogiammai sotregno di un sol Papa le dolorose caNel


1

metrio spartano
credenza,

a cui

tastrofi cui soggiacquero.

524

^*-'ce

ma
il il

poi

si

pent dell'errore coni

senatore

il

conte Simone Tornaboni fio-

messo, ed
STiA

come

male infuri. Descrissi a OPapa vi approd, e ad In-

rentino, zio di
1

Leone X,

e continu nel

525

e nel 1526: in quest'annoper pren-

gressi SOLENNI IN Roma il suo trionfale a'29 agosto i522, facendo il senatore e conservatori a Porta s. Paolo la tradizione delle chiavi della citt, alquanto desolata dalla Pestilenza che continuava.

dere possesso in Firenze della dignit di


gonfaloniere di giustizia, ottenne
il

per-

messo di stare in patria due mesi, facendone le sue veci di diritto il conservatore
gio. In

Giusto e severo, a'3i


i

eman un
i

rigoroso

Domenico de Pichis e lo era a'29 magtempo di questo senatore Loren,

bando contro detentori dellearmi, avendo gi gravemente ammonito cardinali di non ricevere ne'Ioro palazzi banditi e
uomini
trare
di
si
il

zo o Lorenzeltode Medici parente del Pa-

pa
tri

di notte tolse le teste a diverse stadell'

tue antiche

arco di Costantino e

al-

di mal'affare, e vi lasciassero en

luoghi, di bel lavoro e fino artificio.

bargello a eseguire la giustizia; in-

dedic con zelo alla riforma della Corte di Roma^ ed a correggere gli abu-

si

ch'erano segno de'sarcasmi degli

ereti-

rivocando a'cardinali gl'indulti che godevano^ e fece mettere in Castel s. Angeci,

il popolo se ne accorse fece gran rumore, e il Papa ignorandone l'autore lo condann senza processo alle forche chiunque fosse, eccettuato il cugino Ippolito de Medici poi cardinale. Questi si re-

Appena

c dal

Papa

a scusar Loienzo,

come gio-

lo

il

cardinal Sederini, per la segreta in-

telligenza che avea con Francia. Nel 1 52 3 Adriano VI mori a' 14 settembre, e siccome nemico delle antichit , de' poeti e delle Pasquinate j voleva far gittate nel Tevere il famoso simulacro di Pasquino, cos la mordace satira noi risparmi dopo defunto, ornando di fronde festive la

vane amante di anticaglie e ne mitig lo sdegno; per Lorenzo dov partir da Roma pei due bandi del senatore e de'caporioni, che chiunque Io uccidesse sarebbe premiato, per la grave orazione pronunziata al senato

da Mario Molsa. Qui avdelle

vertir che poi Clemente XII restaur l'arco, vi pose

una

8 colonne

di giallo

porla della casa del suo medico, con questa iscrizione: Liberatori

antico, e

la

statua dello schiavo di cui

Patriae S. P. Q.

mancava, e

le leste degli altri schiavi tolte

^- In virt dell'ultima riforma degli sla-

daLorenzo,il lutto con l'opera dello scul-

)G
tore Brncci
:

ROM
inoltre
fra
i

ROM
motivi chea ci
il

ampli la piazza propinqua per non impedirne il prospelfo. ^'elI 525 Clemente VII celebr '\c) Anno sdufo, con poco concorso per la peste che invase Roma, per le guerre e tumuli

dusse

/?^gf/o

siglio di

lo determinarono adexeqnatur ordinatoal conSpagna da Carlo V sull' esame

delle bolle pontificie. Siffalla alleanza offese tanto

l'animo di Carlo V, che tosto

ti il

de'Iulerani. In questo

medesimo anno
passando

pubblic

la

guerra al Papa. Furono

pri-

Papa a'3o aprile

si

rec in cavalcala a

mi

a darvi principio neh


in R.oraa
i

526

nella

Cam-

visitare la basilica Laleranense,

pagna e

Colonnesi partigiani
quale trop-

a dormire nel palazzo Colonna; nel di seguenlei.*'

dell'imperatore, ad onta delle beneficenze loro comparlitedal Papa,


[30
il

boa

de'ss,

maggio nella propinqua basiXII Apostoli celebr messa ponil

economo a vea
Rifugge

licenziate le Milizie pon-

tificale.

Dopo

banchetto imbandito dai

tificie.

il

Colonnesi, dalle finestre rispondenti alla


chiesa, in questa vide lo spettacolo curio-

sente la qualit di questa

mio animo, e noi conmia opera e

l'ampiezza di questo arlicolo,di dettagliare


il

so e improprio che soleva farsi per


sta de'ss. Filippo e

la fe-

principio e ilfinedi tale guerra, dile

Giacomo, de' volatili e acqua, che con clamore si gettavano alla plebe, e che descrissi nel voi. XIV, p.
^89.
Narrai a Francia
lodi

pingere tutte

inaudite calamit e stra-

zianti sciagure

che pat Roma; nondime-

no
in

si

tenga presente V avvertita indicale

zione, che

parole in corsivo, se articoli,


alla

come

il

famoso Car-

gran parte possono supplire


I

mia

Bourbon contestabile di Francia, perseguitiUo dalla madre del re Francesco


1

brevit, per le tante interessanti particolarit in essi trattale.

per

la

successione de'suoi

stati, si

diede

Ugo Moncada
lo

vicer di

Colonna uniti a d. Napoli per Car-

V emulo e competitore sminuendo le forze di questo, e aumentando le imperiali, de'quali fu fatto comandante dell'esercito di Lombardia,
a servire Carlo
del re,

V, fecero scorrerie nella Campagna,


e

occuparono Ceprano
gazione
di

Bauco

nella dele-

Frosinone. Allora Clemente


i

quindi vincendo
to di

la

battaglia di Briagas
il

di

VII con bolla esorl feudatari del regno Napoli a prendere le armi e difendes.

ripigli e tolse ai francesi lutto

duca-

re gli stati di

Chiesa, assolvendoli dal

Milanoj

il

quale volendo ricuperare

giuiamento
della
s.

di fedelt a

Carlo

V
i

vassallo

Francesco
usc a

I rest prigioniero di

guerra

Sede, e muoversi contro

Colon-

a Pavia e fu condotto a Madrid,

donde

na.
ce
il

La

bolla fu vuota d'effetto, ed in ve-

dure condizioni,

fra le quali la reinal

beneficato cardinal

Pompeo

Colon-

tegrazionedel confiscato
sti

Bourbon. QueCarlo

quanto divenne caro

al-

trettanto fu disprezzato dalla sua corte,

considerandolo traditore del proprio sovrano. Chela formidabile possanza diCar-

na proclam in Roma la libert alla venuta del Moncada col suo esercito indi con questo Colonna a'20 o 26 settembre 526 sorpreselo Borgo e la Citt Leo,
i

nina, occuparono

il

Palazzo T^alcano,

lo

avendo fatto perdere l'equilibrio europeo, determin Clemente VII alla malaugurata lega di Cognac conYi'dincesQO I e altri, e contro Carlo V, che allora chiamala Santa Le^a per esservi alla testa il Papa, per quanto
Jo
in Italia,

anche

saccheggiarono

insieme alla cappella e

sagrestia pontificia,

non risparmiando la propinqua Chiesa di s. Pietro in Faticano, e massacrando la Guardia Svizzera pontificia. Il Papa certamente vi sarebbe perito, se pel corridoio che da detto palazzo

questi n'ebbe a soffrire con pi di ragioie fu

comunica
si

col Castel

s.

Angelo, in

poi della
fatali

Lega funesta a .ma Sandanni che gravitarono su

questo non
to

tily

e pei

prontamente rifugiacon alcuni cardinali, acremente rimfosse


il

Roma

e sua

Campagna, Clemente VII

proverando

Castellano Giulio de Medi

ROM
ci

li
cfi

OM

17

per aver trovalo

il

forte sprovvisto

liei

luterani chedicevanosempreiV/tePdt-

tulio, senza provvisione

nemiaeno per 3

giorni, senza
sidio,
li

m unizione, ne suiiciente preUgo Moucada,


in-

pa^ non lo vogliamo; uno de' quali chiamato Verde Sii va erasi proposto colla pelle del

perch Clemente Vllin costret-

to cliiamar la sera d.

bito

la

Papa farsi una frusta e portare sunuova di ci a Lutero, per avere


I

\iando in casa Colonna per ostaggi i cardinali Cibo eRidolfi. Bench vi ripugnassero
i

resistito alla di lui parola di Dio!

Co-

ionnesi avellano io, ooo armati.

Adonta

Coionnesi,
la

vi si

rec

il

vicer, gli

delle pioggie e delle nevi,

port

mitra pontificia e un pastorale ru:

bati la mattina

il Papa concluse una tre8 mesi e capitol con Launnoy generale supremo degl'imperiali, che gli impose il licenziamento delle truppe, e

gua

di

Borbone tramontagne, infervorando le crudeli sue truppe colla promessa di ricco bottino in Roma. Giunto nelle vicinanze
vers
le

della capitale del

mondo, avendo

affa-

mato
se
il

l'esercito,

con poca

artiglieria, preal

pot
te in

restituirsi al

Vaticano.

Ma

ritorna-

pretesto di

domandare

Papa

ii

Roma

le milizie di
i

nrente VII scomunic PalianOfGenazzano e altri loro feudi, esospese


il

Lombardia, CleColonna, invase


il

passaggio per andare a Napoli e


gato.

gli fu

nela

Renzo
i

assicur Clemente

VII e

corte che
vaglia

nemici

come

privi di vetto-

cardinal Pompeo,

quale fece ap-

pendere

sulle porte delle chiese di

Roma

stare intorno le

l'appellazione al concilio generale,

bench condannata. Si venne a nuovi patti che

appena due giorni potevano remura, e T esercito della lega poteva al pi lardare un giorno a veto
i

nire, ond'erasi sicuri della vittoria. Intan-

non si vollero osservare dal deteslabilecomandante dell' esercito, che poco dopo piomb sull'infelice Roma a persuasione
de' Colonna e di Alfonso
I

Colonna mandarono provvisioni


questo
si

al-

l'esercito, e
citt. I

accinse a prendere la
di

romani malcontenli
indiflferenti e

Clemente

duca

di

Fer-

VII, restarono
si

tranne pochi
il Papa, dovea uscir

rara,

il cui spietato saccheggio predisse a Clemente /^//Brandano. Sentendoli Papo che il contestabile di Borbone si proponeva di prendere Roma, gli scrisse lettere pei* ispiegazioni, n'ebbe invece ingannevoli assicurazioni che non pensava a questo, ma a Firenze; per cui imprudentemente licenzi tutti i fanti delle bande nere che avrebbero potuto disputare al nemicola meditata in vasione.Neli 52 yessendo Roma indifesa, tranne que' pochi

ricusarono difendersi, passando


essere stato perplesso se

dopo

da Roma,
in Castel

coi cardinali e parte della corte

s.

Angelo, poco o niente provviaflfatto

gionatO) essendosi

mancato di pre-

videnza e incautamente troppo confidato negli alleati, senza essersi muniti di difese atte

ad affrontare una

frotta di lupi

voraci, gentaccia gregaria nella pi parte.

prodi capitani della Milizia^ Renzo ed


altri

ProfittandoBorbone d'una densa nebbia, a'5 maggio per Porto 5. Pancrazio e Porla Cavalleggieri s awc'm aWe Mura di

Orsini (ali. essendo affidata

la di-

Roma

dalla parte detta la Citt Leoninay

fesa della citt), Baglioni, Savelli e

Far-

e nel di seguente l'assalnelle porte v^e^

nese, e

la gente collettizia che si pot radunare,avendo ritardato soccorsi convenui

tirnana e

s.

Spirito. Al

."assalto

essendo

Borbone con sopravveste bianca, dopoavere arringateli soldati (col capitano Pier

ti

francesi, inglesi e altri collegati,


1'

su di essa Borbone con


riale di

esercito

marci impe-

cattivi

spagnuoli sotto

4o,ooo uomini, composti di 6ooo il comando di A-

Iarcon,di circa

4ooo

ebrei,di

3ooo itail

Maria Rossi nemico del Papa) animandoli a scalar [e mura (sopra una mezza colonna che fu posta poi in capo di Borgo Pio presso s. Anna, ove in seguito fu scolpita un'iscrizione di

liani avventurieri

ladroni e

sicarii,

resto

Gregorio XIII, come

tedeschi nella pi partearrabbiali e fana-

leggo inTorrigio, Grotte Faticane, p.

VOL.

LIX..

j8

ROIM
egli

ROM
donne, e le sagre vergini nei monasteri; si commisero le pi atroci barlarono
le
il

dandone resempio vi 260), mentre appoggiava la scala, un colpo di palla ra-

mala
p.

lo trafisse

mortalmente, tra

ven-

barie, co' preti, religiosi, vscovi, prelati,


nobili, magistrati , nessuno eccettuato, e con que'cardinali che non poterono fuggire. Immensa fu l'uccisione de' romani, e

tre e la coscia dietro le reni (vol.XllI,

255, XLV,p.i i7,XLIX,p. 3o4,ove parlai di sua armatura che sta nell'Armeria delle yi/zV/z/epapali, edi chi l'uccise),

pressoPorlas.Spirito^ donde segretamente fu trasportato nella cappelletta

de'Goz-

zadini detta della

Madonna deIRefugio

V erano appese alcune bandiere gialle tolte dai romani ai nemi(ove sino as.Pio
fuori

Porta Cavalleggjeri vicino alle dopo spir, laonde vi fu posta questa iscrizione: Qw? morto Borbone. Il suo cadavere, per timore che fosse oltraggiato dai romani, venne poscia
ci )

fornaci, ove poco

pochi di quelli che sopravvissero andarorono esenti, oltre il saccheggio delle case, da contumelie le pi invereconde e tormentose, come tra tanti s. Gaetano, e Caraffa poi Paolo IF.AWe biografie de'cardinali raccontai cpme furono derubali di tutto. Un romano avendo bellissima la mogliejpiultoslo che vederla vittima, co-

me tante altre,
sort a
farsi

della militare licenza, l'e-

uccidere e collo stesso pu-

gnale

si

tolse la vita.

La

bella villa

che

il

dai suoi soldati pi aflezionali portato


nella fortezza di

Papa aveva
che
i

alle falde del

Monte Mario,
Ro'

Gaeta^ ove

di esso rac-

nemici guarnirono d'artiglierie, fu

contai cose curiose, avendo notato a Befana che il suo nome d'allora in poi serv di spauracchioai fanciulli, col

arsa e distrutta. Al Governatore di

Va Rossi che aveva arringalo


Araceli,

il

popolo in
le

Bocioe

prima che superassero

mura,

Barbocio. Qui rimarcher una singolare


coincidenza.
Il

essendo successe delMonte poi Giulio


fu salvato con altri distinti prelati
ta

IH,

regnante Pio

IX

nei

1849

da cer-

trovandosi in detta fortezza ricev le chiavi di

Roma,

presa da

un

altro francese

cardinal
fiero
cidiJ,
la
si

morte per una cappa di cammino dal Pompeo Colonna, il cui animo
scosse alla vista di tanti feroci ec-

e dalla stessa parte espugnata! Camillo

Orsini difese quanto pot

le
il

mura

della

Citt Leonina, e forse fu suo

soldato ro.

per cui salv molli nel palazzo delCancelleria, come dissi nel voi. VII, p.

mano Francesco Valentin] del


te,

rione Pon-

che colp Borbone,

al

quale sottentr
(di cui an-

sa di

198, insieme all'edificazione della chies. Andreafuori della Porta del PoIII
la

Filiberto principe d'

Grange

che a PAESiBASsi)luterano, che con parte dell'esercito entrato in

polo, fatta erigere da Giulio scampato pericolo. Generale fu


cina e

per lo

carnf-

Roma a

3 ore,

nel d seguente essendo


lsa

ponti senza di-

il depauperamento ne'terribilissimi due mesi in cui dur il rovinoso sacco, il

citt

guadagn il rione Monti, e corse la quanto si estende dal Monte Giani-

njaggiore di

lutti

dacch

esisteva

Roma.

Gl'iniqui soldati luterani indossale le cap-

colo al Laterano.
soldati che

Fu

fatta strage di

700

pe cardinalizie

in

Cavalcata bestialmeni

conducevaRenzo pusillanime,

te vollero contraffare

cardinali nella e-

la

guardia svizzera in pezzi; profanate

lezione del Papa, col portarsi in


le

una

del-

e spogliate tutte le chiese, ninna eccettuala, inclusivamente alla Chiesa di s. Pietra,

cappelledel Vaticano, ove con abbomi-

ove

si

frug

come

altrove anche nei


di Giulio

te le

nevole adunanza, imitando beffardamenceremonie del conclave, deposto Cle-

sepolcri,

compreso quello

Ile

mente VII,
ti

elessero Ptpa Lutero, cui tut-

Sisto IV, per rubare quanto

avevano di

valore.
te,

Le reliquie empiamente oltraggiadopo presi i reliquiari la ss. Eucari:

volo , e per tale ridicolosnroente lo proclamarono, come ricordai nel

dierono

il

voi.
si

XL, p.189, dicendo pure

di

qunolo

stia calpestata e fattone ludibrio. Si vio*

era proposto di fare Tni dente Fui sten-

Il

OM
voi.

ROM
re de'divoli al Papa. Notai nel voi.
p.i IO,
trizi,

19

l)erg

oFrancsperg, che Dio pun innanzi


in
il

XLV,

che arrivasse
9.47 deplorai

Roma. Nel
fatale

XLl

p.

che Amico

di Arsoli

con alcuni pabassa sugli

archivi palatini, nella

bruciamento degli sontuosa Cappella


,

e coi corsi ch'erano agli stipendi del

popolo romano, fecero

man

Sistina

che rimase peici annerita

la

spagnuoli e tedeschi, in un'irruzione, non

quale

furibondi soldati convertirono in

perdonando a
dali,

quelli ch'erano negli ospe-

stalla: altri preziosi archivi e insigni bi-

ed agli

artisti stabiliti in

Roma.

IVIa

blioteche perirono pel fuoco.


sti
i

Erano queriusc a na-

ci sar

avvenuto quando
il

la citt

non a-

cristiani riformati

da Lutero! Lo sposi

vea pi

grosso dell'esercito, ovvero n'e-

glio di tutto quello

che non

ra parti to,perch altri soldati sopraggiun-

scondere (nel 1700 scavandosi le fondamenta del palazzo Verospi al Corso, fu


trovato un riposlino con
nascosti in
il

sero ad aumentarlo o rinfrancarlo delle

perdile fatte. Si vuole che in questo disgraziato

60,000

scudi, ivi

anno

fosse senatore bidello Pia-

tempo contemporeneo

del sacco,

come narra

cidi de Laniotta nipote di Borbone, an-

diarista Cecconi), tansi

to sagro che profano,

fece ascendere

da alcuni al valore di pi che 20 milioni; altri dicono meno. Tutte quante le scelleraggini di questa spaventevolee me-

che con titolo di governatore. Finalmente Clemente VII si trov costretto a capitolare il 5 giugno, dando per ostaggi cari

dinali a lui pi cari,

come

Orsini, Cesi

Trivulzi

Cesarini

e alcuni vescovi poi

morabile catastrofe,

la

mano non ha
s.

for-

mandati a Napoli
nel voi.

assoggettandosi con

za descrivere. Intanto Clemente VII stret-

quelle pecuniarie condizioni, che riportai

tamente assediato
danneggiati

in Castel

Angelo,

X,

p. i85, e
1

con

3 cardinali pola peste

anche dalle vicine cappelle ch'erano sul Ponte s. Angli assediati

t ottenere a' in

3 agosto d'essere tradotto

Vaticano per meglio evitare

gelo,

straziava l'animo dalla congeriedi


"e

ch'erasi incrudelita, guardali dal capita-

tante devastazioni
di
la

orrori, e per

colmo
e

sventura simultaneamente

la peste
1

fame flagellavano

la citt

Castello.

no Ferdinando Alarcon o Alicornio e da 1000 spagnuoli con molla durezza. Per de Lagna, commentatore d'.Ortiz,Descrizione del viaggio d^ Adriano

Nelle angustie in cui trovavasi Clemente

VI,

nel

VII, fu impiccata una donna per avergli

discolpare

gli

spagnuoli, fa altrettanto di

somministrato delle lattughe. In Castel


s.

questo capitano, ed anzi dice che cooper


alla

Angelo morirono non pochi, pure il Papa in tanta miseria e cordoglio, onde coi
cardinali
si

conservazione e liberazione del Papa,


il

cui us tutto
risce,

rispetto, e

con Ortiz asse-

fece crescere la

barba,

vi fe-

ce due promozioni di cardinali, per

ri

trar-

ne delle
si
:

somme ne'bisogni
si

in cui trovava-

che gli salv la vita che certamente gli avrebbero tolta gli esaltati e barbari luterani. Ma se quello, come pare, che
nel
1

gli artiglieri pontificii si

fecero onore

5 5 avea comandalo
1

l'eccidio di Ri-

nella difesa, da

preponderanti forze,

patransone,
zionali
storici

le difese

de'due suoi conna-

qualche volta divise per disputarsi con


uccisioni le prede, le quali passarono in
altre
la

hanno poco

peso. Vi furono pur

che scusarono Carlo V, che allora


,

mani, avendo Dio presto punito colmorte molti di loro, nonch il traditore vicer Launnoy, Moncada e Grange, lo che rilevai nel voi. XLV, p. i io, accennando ladronecci, le taglie, le contrii

trovavasi nella Spagna

avendo detto a

Geemania

e a Milizia ch'egli o chiuse gli

occhi, o ignor la spedizione di

e ch'essendo

1*

esercito

Borbone, composto di gen-

te raccogliticcia, e
egli

pagato dai loro capi,

buzioni d'ingenti
di riscatto
:

somme imposte a
il

titolo

fecero
i

resto

terrazzani di

del
te,

non poteva giovare alla liberazione Papa sinceramente o slmulalamen:

casa Colonna,

quali

malmenarono le ter-

certo che alla notizia della prigionia

20
di
si

Ft

OM
degli eccessi

ROM
commessleale, in

Clemente VII, e
in

vece abus delle forze de' vene-

Roma,

sospese le feste per la nasci-

ziani,

per espellere da Perugia Gentile


la citt a'figli di

ta di Filippo II suo figlio, fece vestire la

Baglioni che la teneva pel Papa, conse-

corte a lutto e ordinare preghiere e


cessioni per la liberazione del

p4*o.-

gnando
glioni.

Giampaolo Baris.

Papa. Che
mis-

La

sua condotta sar sempre

questa dipendesse da
sione che n'ebbe
il

lui risulta dalla

provata, dovendo riconoscere dalla

Se-

suo confessore Qiiignolo

nes dal Papa,

il

quale poi

cre cardi-

de la sua grandezza. Troppo tardi il re di Francia sped in Italia il valoroso Odetto di

nale, e dalle minacce fatte airimperato re dai re di Francia e d'Inghilterra, che


riportai ad

Foix visconte
il

di

Lautrec,che dopo

ripreso

Milanese, 3*17 febbraio

i528

Avignone

come proposto

al

costrinse l'esercito imperiale alla partenza, in

Papa per
iiio.
si

rifugiarsi in questo

suo domi-

unione

al

cardinal Lorenzo Cani

Ivi dissi

ancora, che coi cardinali lo

joeg'g:/bolognese,fatto legato di

Roma benAngelo, ed

voleva portare nella fortezza di Gaee che a furia di preghiere ottenne di-

ta,

ch il Papa il quale con

fosse in Castel
la

s.

sua prudenza e saviezza


sfrenatezza e

lazione alle risposte che doveva


l'imperatore. Tuttavolta

mandare non debbo tacere che Carlo V scrisse una lettera di giustificazione al senato romano. Mancando a Clemente Vili mezzi per soddisfare alle convenute condizioni e non fidandosi
degl'imperiali,
s.
y

erasi adoperato, coi generali dell'esercito,

invasore a moderare
fare uscire

la

li-

bidine de' soldatacci. Ci volle molto per

da Roma

l'esercito

bench

di-

minuito, essendo i5oo cavalli,


ti

4ooo fan-

spagnuoli,

25oo
il

italiani e abruzzesi, e

si

fece riportare in Castel

5ooo

tedeschi,
i

resto avendoli uccisi la


fatti tra loro.
I

Angelo o v'ebbe luogo un'altra convenV si content che ritirandosi dalla lega restasse neutrale,e non
zione^ poich Carlo
si

peste e

combattimenti

ca-

pitani dovettero faticare a farsi ubbidi-

re da quegl' indisciplinati, ed

il

popolo
se

opponesse
il

alle

sue imprese; concedes-

romano

die loro

20,000 scudi, onde

se

prodotto della bolla della crociata, la


forti

decima suibenefizidi Spagna,

som-

me agli spagnuoli e tedeschi,ostaggi, Ostia,


Civitavecchia e Civita Castellana per ga-

Grange e Moncada sempre tergiversavano ad effettuare la liberazione di Clemente VII,


ranzia. Adempitosi tutto dal Papa,

finche di suo ordine Benvenuto Cellini

che

si

era impegnato a difenderlo, disfe-

s' imbarcavano molti spagnuoli e tedeschi coi tesori rubati, glieli tolse e uccise. Saputosi dall'esercito, si vendic con mandare a fiamme e fuoco Rocca Priora e Valmon tone. Tuttavolta l'Orsini gl'insegu, molli ne uccise, e tolse loro il predato. Morto dipoi Lautrec di peste a Napoli, roi

ne andarono a Napoli. Venuto a l'abbate di Farfa Orsini , mentre

Roma

ce le gioie de' triregni pontificii, le cuc


nelle vesti del

mani per grato animo

gli

celebrarono so-

Papa e

del Cavalierino suo

lenni funerali e molti suffiagi. Descris-

famigliare, quindi Clemente VII travestito da mercante fugg in Orvieto con Luigi

Gonzaga detto Rodomonte

di

Manto-

va e alcune milizie,ove rest 6 mesi. I confederati del Papa poco e troppo tardi o nulla fecero. I veneti ne commisero la liberazione al duca d'Urbino^ che temporeggi per vendicarsi dello spoglio degli
stati

molrammenter: Jacopo Bonuparte di s. Miniato Ragguaglio storico di tutto V occorso giorno per giorno net sacco di Roma deli^ij. Colonia lySS. Alcuni pretesero che tale giudiziosa, imsero la storia di questo saccheggio
tissimi, e solo
,

parziale e diligente storia fosse opera diBenetletto Varchi. Dialoghi due^

V uno di

ch'avea soff*erto sotto Leone X; avan-

z ad Orvieto e rest impassibile, mentre

poteva salvare Roma. Questo principe

Mercurio eCaronte^dove si racconta quello che accadde nella guerra dopo il i5i; l'altro di Lattanzio e d'un Arcidiacono,

ROM
nel quale
1

ROM
me,
cio

21
/^^ //e,

si

trattano le cose a-venute in


,

Farnese che

gli successe,

Roma nel 5i 7 Venezia. Cesare Grolerio, Hisloria expiignatae, et direptae Urbis


Romaeperexercitiim Caroli

Spinola^ Cesi.
lo V,si

Avendo fatta pace con Carlegati di

port a Bologna per coronarlo; pri-

F imp. die 6
1

ma

conferm

Roma

detti car-

niaii52YjClem.FXIPont.yPav\s's GSy.

dinali, stabilendo colla bolla

Francesco o meglio Luigi Guicciardini, // sacco di RotDa,Par\^ii66^.Narratio historica

mensiSj

quo pacto i/rbs Romae die 6 mail anno i52'j ab exercitu Caroli

simusj de'6 ottobre, pa fuori di Roma, ivi soltanto si eleggesse il successore, ovvero ne'luoghi che notai
nel voi. LI, p.169. Lasci tobre,

CumCarische morendo il Pa-

Roma a'y

ot-

imp. duce Carolo Borbonio oppugnata,


capta^direpta^i^astataque si t, Franco filili
162.5.

avendo

descritto la splendidissima

duplice funzione della coronazione con la

Roma a

Gothis Jlarico duce caet

a Vandalis capta duce Genserico rege anno 4^5^ et a Caroli F^ exercitu contrafidem datam duce Borbono capta j et misere direjjta anno i52y. Patrizio de Rossi fiorentino, Memorie storiche de^ principali avvenipta, et direpta

annoilo,

le^ a' ':t2


I

Corona di ferro e colla Corona imperiae 24 febbraio i53o, nel voi. XVII, e altrove, con solennissima cavalp. 22
:

cata

a*c)

aprile ritorn a

Ferlone, Piaggi de' Papi.

Roma, secondo Neh 532 a' 18


ripart

novembre Clemente VII


boccarsi con Carlo

per ab-

in

Bologna, pernot,

menti
Si
ste
gli

politici d'Italia seguili

durante
1

il

pontificato diCleniente

FU, Roma

pu vedere anche Rinaldi, che di turbolenze ne parla con dettaglio ne-

887. que-

4 nnali ecclesiastici
il

e 1 528. Essendo

Papa passato a

negli a*inii52 7 Viterdi fare Z?/-

di Porto e per Rignano proseguendo il viaggio; a'2r marzoi 533 rientr in Roma. Nel i533 ne ripart a' 9 settembre per Pisa^ e per mare a Marsiglia, onde in Castel

tando

Nuovo

Civita Castellana e

trattare con Francesco Ire di Francia della

bo, Enrico Vili

gli

domand

riduzione d'Enrico Vili alla vera

reli-

vorzio colla regina Caterina, che prima temporeggiato e poi negato, fu motivo di

matrimonio a Enrico li suo figlio la nipoleCaterina; avendo prima


gione, e dare in
in concistoro dichiarato legato di
il

sua apostasia e del deplorabile scisma di Inghilterra j come pure sotto questo in-

Roma

cardinal Antonio deMont, ed a'3o a-

ebbero principio PrO' Clemente VII a'6 ottobre 1 528 rientr in Roma, ed appena vide comperasi ridotta, non pot trattenere le lagrime e pianse sembrando quella anzi un
felice pontificato
i

gosto spedito la bolla Licet varae, con-

testanti.

fermatoria della precedente sulla elezione del Papa in Roma, in caso di sua morte.

Ritornato a RomaClementeVII a'i dicembre, vi rese il suo spirito a'25settem-

cadavere di

citt,

che

citt.

Nel medesi-

mo

anno
il

il

Papa nomin

di

nuovo

se-

brei534. Paolo ///dopo essere


legatodi

slato

due

volte

natore
lo per

Tornaboii e prosegu ad esser-

Roma,

nell'
la

assenza del prede1 1

celebrare
s.

un decennio. ^'1 5 novembre fece una solennissiraa processione da Marco alla basilica Vaticana, pel ricudi

cessore, ne

occup

sedeagli

ottobre

con

sommo giubil deVomani,perchdo-

p Martino

V non avevano

pi venerato

pero

molte

regno di naro poterono acquistare dai soldati che le avevano rapite; altre le avevano nascoste canonici della medesima. Essendosi il Papa pericolosamente ammalato nel 1529, a'26 maggio dichiar legali di
i

che diversi del Napolicon grossesoramedi des.

reliquie,

altro concittadino per sovrano e padre,

avendo indicato

nella biografa le loro e-

sultanti dimostrazioni. Insorta guerra coi

Colonnesi,fece occuparne

gli slati

e diroc-

care

la fortiezza di

Paliamo. Paolo III a'3

settembre

Roma

acci la governassero in suo no^

1 535 part per Perugia, pernottando in Castel Nuovo di Porto; ritorn in Roma agli 8 ottobre, dopo a ver dor

22
mito

ROM
alla Storia, incontrato dal senatore

ROM
nel
i

545 and a Busseto

nella diocesi di

e conservatori di Roraa e dalla curia. Pro-

Boi'go s. Donnino y^QV rimuOvereCarlo

mulg
1

la

celebrazione del gran concilio

dalla guerra, indi pass a Bologna. Suc-

di Trento^

ed accolse

in

Roma

a'5 aprile

53 Gelarlo Vcon///gre550 solennec\\e decon archi


trionfali,

cessivamente destin senatori nel 1543 Francesco de Gualdis d'i Rimini, stato altra volta; nel
1

scrissi a quell'articolo,

544 '^ conte Nicolo Tolesa-

passando pure sotto quelli di Costantino, diXitoe diSettimio SeverojricevutoaPorta s. Sebastiano da tutti baroni e cittadini
i

odi Colle, prorogato sino


agli
1 1

romani, dai conservatori e senatore conte Cesare de Nobili xicchese fatto nel precedente annodai Papa, con magnifici abiti:
i

al 1 546, in cui maggio gli successe Francesco Bel' lincino diModena, insigne giureconsulto: 4 cardinali concittadini gli avevano pro-

curato tale onore, perch


roni
rito

il

cardinale

Mo-

neavea ottenuto

la

cittadinanza, pe-

cavalieri ed

conservatori sostennero

ancora nelle lingue e nella lettera-

le aste del

baldacchino di broccato e ince*

tura, continuando nell'officio sino alla

derono alla staffa dell'imperatore. Di sua dimora si ponno vederci voi. XII, p. i3';r, L,p.3o2,LI,p.4ei24,ove dissi chenell'asceudere sulla cupola del Pantheon, un

sede vacante. Mori


a*

il

magnanimo Papa
eretto
la

IO novembre i549>dopo aver prosela basilica Vaticana,ed

guito

consa-

tigua magnifica cappella Paolina e


la

la

romano voleva gettarlo dall'apertura per


vendicareRoma del sacco sofferlo.Qui aggi unger,chemaseo sentendo che Carlo

Palazzo apostolico di Aracoeli propinquo alCam veramente


regia; edificato
il

pidoglio,che decor e abbell con disegno


di Michelangelo,
il

V passava

sotto

le

sue finestre, subito

le

quale

vi edific

il

pa-

fece chiudere e

non

volle allatt vederlo.

lazzo senatorio sopra

quello fabbricato

Neil 537 Paolo III elesse senatore il conte Francesco de Gualdis di Rimini, e lo fu

pure nel i538. In questo Paolo


avere crealo legato di

III

dopo

da Bonifacio IX d'ordine de' conservatori del popolo romano, ed anche suoi sono disegni de'due palazzi de'medesimi coni

Roma

il

cardinal

servatori; di pianella stessa piazza col-

Vincenzo Carqffayi'2.3 marzo parli per Lucca j ^ev Piacenza e per Nizza, pernottando a Monte Rosi o a Formello dagli
.

loc

il

prezioso

statua equestre di
in miglior

monumento della bella Marco Aurelio; ridusse forma il fabbricalo di Roma,


dissi alla

Orsini,

ambedue

luoghi trovandosi

per quanto

biografia e alle al-

nominati nel Diario

di Martinelli, presso

Gallico, /dcta caerenionalia. Ritorn a

Roma

a'24 luglio, e fu incontrato al modo descritto nel voi. XXXV, p. 80, dopo aver trattato con Carlo V e Francesco 1. E' gloria di Paolo III l'avere nel iSSq
1

che merit una statua in Campidoglio. Fu pianto da tutto il cristianesimo. Nella sede vacante subentratre sue opere, e

rono

nell'esercizio del senatorato, giusta


i

gli statuti,

conservatori AngeloMassinu\

Giacomo Crescenzio
vendosiiColonnesiJDer
di, loro tolti

Tiberio Naro.
la

Mo

approvati
gli

Gesuiti

q,\\

mirabile

lifcro

de-

ricupera de'feu-

Esercizi spirituali. In dello anno de-

per ribellione, ed essendovi


in

put senatore Antonio Berneri di Parma, e fu prorogato a tutto aprile i5^i. Nel 1 54 Paolo IH parti a'27 agosto per
1

gran timore

Roma

di tumulti,

il

s.

col-

legio affid la custodia della cilt al prefetto Orazio Farnese con 4ooo soldati e 4 tribuni, cio TorquatoConti, Giulio Orsini,

Zwccrt perpacificare Ca rio

V conFrancia,
il

dichiarando legato di Ridolfo Pio di Ciupi:


fu

Roma
altri

cardinal

dicono che lo

chi: la

Nestore Baglioni e Papirio Capiziicguardia del Valicano fu data a Ni-

quando il Papa and aNizza,madal si ha la destinazione del summentovato; anzi lo fu ancora quando il Papa
Gattico

col Orsini con

5oo

militi oltre gli svizzeri.

A'7 febbraio i55o fu

eletto Giulio IJf,

nello stesso giorno lev la gabella del

ROM
macinato e altra sui coutratti,u$anJo magnifica liberalit col popolo romano. No valutando la destinazione di Pietro Disto in senatore, fatta con aspettativa dal predecessoi'e, nomin in vece il conte Tarugio de Tarugi di. Monte Falciano marito di sua nipote, e lo conferm ne'due seguenti anni. Celebr il i o. ^nno santo promulgato da Paolo HI, ed in esso incominci il benemerito istituto del sodalizio e Ospizio della ss. Trinit de pellegrni, miracolo di cristiana ospitalit.
Il

RO

23

ce altre opere nella basilica e palazzo

Va-

marzo i555, dopo 16 giorni gli successe il virtuoso Marcello II, che sotto Clemente VII avea restituita la tranquillit a Pioma e al
e

ticano. Cess di vivere a'23

Papa, dimostrando falsa la voce sparsa che dovea seguire un diluvio universale. Dal contemporaneo Atanagi, Lettere dei
principi p. 6,

mo

si rileva, che nel medesigiorno della morte del predecessore Giulio III dalli cardinali fu fatta con-

gregazione sopra
la citt, della

Papa vi cur l'abbondanza, e nel seguente anno per la gran carestia che pat Roma, obbligi proprietari del grano di venderlo a prezzo determinato. Nel 553 cre senatore il conte Bernardino de Medicis,
1

le cose, et governo delquale Ascanio della Cor-

nia (nipote di Giulio III e fratello del car-

dinal Fulvio) fu eletto Consule, bench

che prosegu
al cui

nell'uffizio sino al

557, ed
elFeltu

tempo

dice Vitale che

si

romani contendessero, dihaver cura della citt ; poi hebbero patienza, " Nella storia de* Conclavi de Pontefici Romaquesti baroni

cendo esser

officio loro

l'erezione o progred Tedi fi zio del palazzo

ni,

si

dicono

le stesse cose,

ma

il

perugi-

senatorio, ed il

nuovo de'conservatori, ma questo per poche opere. Sembra che dopo Nicol V non si fosse pensato pi di continuare, o almeno riparare e abbelliil

no

della

Corgna venne

qualificato eletto
di

dai cardinali per Custode

Roma

in se-

re

palazzo de' conservatori di

Roma

per cui questi risolvettero di rifabbricarlo in

de vacante. Amante Marcello II della giustizia, neg all' ambasciatore di Spagna la grazia della vita ad un cavaliere romano reo d' omicidio. Voleva togliere la
stiche, fu

modo pi convenevole al nome romano ed alla dignit di loro rappresenil

tanza,

che

si

apprende dal bando dei

12 novembre i555, in cui si vieta alle cortigiane di andare in cocchio, di portare vestimenta
virili

e abito alla

roma-

Musica dalle funzioni ecclesianemico implacabile del lusso; visse 22 giorni nel pontificato. A'2 3 maggio i555 d'anni 79 degnamente fu sollevato alla cattedra di s. Pietro, Paolo /F' Caraffa: narra il diarista Cola Coleine, che in
la

na, in pena di

co

scudi d'oro effettivo,


al palaz-

Rma

furono fatte feste per


si

de'quali 3 parti si applicheranno


Ta 4.^ agli esecutori. In tale

sua esaltazione, ed in Campidoglio


si

zo e fabbrica de'magniflci conservatori, e

fecero molti fuochi e

spararono molti
i

annoi 553 avendo Carlo V spedito in Toscana 20,000 uomini per ricuperare Siena, quali dovevano passare pe' confini dello slato ecclei

colpi d'artiglieria. Nel possesso


ni

caporio-

l'accompagnarono col popolo ben armato, e lo portarono in sedia sino all'altare maggiore Lateranense, dopo disceso
zucchi comandante una compagnia di soldati, prese-contesa co'caporioni

siastico,

per precauzione Giulio

III

li

guar-

dalla Lettiga: nel ritorno Papirio Capi-

n con

8,000

soldati, recandosi in princi-

pio di gennaio a Viterbo per teotare la

cheavea-

pace tra gl'imperiali ed i francesi cheguer-

no per

reggiavano in Toscana, indi soccorse


nesi.

se-

Fabbric. la suburbana Filla. di Pa-

romani, e rest ferito in una coscia. Al popolo si gitt gran copia di denaro. Il Papa considerando che
alfieri cavalieri

pa

Giulio,
i

one

poi partirono le caval-

la vita austera sino allora tenuta, a vea in-

cate ed
lori per

treni de' cardinali e ambascia-

timorito

romani, per dileguare

tale opi-

^'Ingressi solenni in

Roma,

e fe-

nione

si

mostr con

essi munificeotissi-

44 mo;
i

ROM
li

ROM
i^6o. inoltre nel iS'Jy istitu la Congregazione del terrore degli iifflziali diRo-

colm di benefizi, confermo loro ampli la giurisdizione del senato iomano,fecemoltegraziee don loro Tivoli; per cui fu tenuto la delizia di Roma, e I20 cavalieri romani spontaneamente formarono una compagnia, per
privilegi,
fargli la

guardia della persona a vicenda

ogni ora, simile a quella ch'ebbe l'imperatore Galba, detti cavalieri Fedeli oe'
la Co/o^/^tf. Presedi verse
gli

m^z,chedovea dare udienza pubblica per qualunquereclamo. Ripristin la festa della Cattedra di s. Pietro in Roma, istitu la carica del cardinal Vicario di Roma, conferm la Congregazione del s. Offizio, ne aument 1' autorit e le assegn carceri.

Illuminato della prepotente condot-

provvidenze su-

ta de'suoi

Parenti e nipoti,

gli esili

da

Ebrei j volle che portassero il segno di distinzine prescritto da Innocenzo III, ed in Roma liraccbiuse in un luogo determinato detto Ghetto, rivocando molti de'privilegi che godevano. A Milizia, a

Roma;
ti,

per cui, per

come

pe'benefizi ricevu-

per averla salvata due volte dalla cale

restia, e

altre sue

tuose azioni,
gli

il

senato e popolo
in

magnanime e virromano
Campidoglio. Vi-

eresse

una statua

Caraffa e
di

articoli

relativi, parlai

della

cino a morire, ricordandosi Paolo


in similecircostanza

IVche

guerra della Campagna,

di Filippo II re

Spagna contro Paolo I f^ {\\ quale dal-

l'avvocato Silvestro Aldobrandini cele-

Vespasiano volle vestirsi, lo richiese, dicendo che non conveniva al principe morire in letto, in cui
spir a' 18 agosto iSSg.
I

bre giureconsulto, lo fece citare nel senato romano, per violato giuramento da
lui fatto

nemici dell'ot-

neir infeudazione de' regni di

timo Paolo IV fomentayoj^o la plebaglia, malcontenta per le carceri dell'inquisizione, che sollevata corse a bruciarle,
li-

Napoli e
la santa

dominii temporali delSede), che nel i556 incominSicilia,


i

berando! detenuti, ed unita


dispettiti dalle te le

agli ebrei in-

ciata, ne desol col ferro e col fuoco

din-

sue disposizioni, abbattu-

torni, e fece stare


sioni,

Roma

in gravi

appren-

sue armi, empiamente strascinarono


fecero a pezzi la statua che
il

siccome minacciata dal duca d'Aldi

per
gli

la citt e

ba vicer
gli

Napoli e da Marc* Antonio Colonna; poich i Colonnesi seguivano


spagnuoli, Francia aiut
soldati
il

avea decretato

senato e popolo rola testa nel

mano, e ne gittarono
A'
la

Papa con

26 dicembre

10,000
di

Guisa, aspirando

comandati dal duca di il re Enrico II al regno Napoli pel suo secondogenito, cui semi

funzione di

Tevere. Pio IV, e nelsua coronazione ebbe prinfu eletto

cipio la gran controversia tra gli


sciatori regi edi\\

ambai^o\'
s.

Senatore di

Roma,
di

bra agognassero pure


nipoti del Papa.
I

potenti Caraffa

che stando il Papa nella cappella


drea
al soglio,

An-

feudi de'Colonnesi fu-

l'ambasciatore di
il

Spagna
Pio IV

rono

come Paliano, Genazzano e ed in parte dati ai Caraffa: la pace ebbe luogo nel iSSy in C^ re presso /Vzinvasi,
altri,

pretese precedere

senatore,

ma

decise che al solo ambasciatore imperiale

dovesse cedere
stro delle

lestrina; quindi

il

Papa

tratt splendida-

il luogo. Per cui il maeceremonie assegn la destra del

mente il

vicer, lo fece sedere in cappella

Papa

all'ambasciatore dell'imperatore, e

pressoi cardinali,e con questi lo tenneaila

sua mensa, inviando alla moglie la Rosa cVoro benedetta. In quest'anno Paolo IV

dopo di lui al senatore. Gli ambasciatori di Spagna e di Portogallo, ricusando di


stare appresso
il

senatore, per allora fu-

con breve de'28 settembre fece senatore Francesco Antonio Sceuolao Scelli spole-

rono collocati
se il

alla sinistra

delPapa. Scrissenato-

Fenzonio, nelle yi/rt0^^3?o/zi\z//oVt5-

lino,chesebbenedi35anni,perlesue

vir-

tutodi

Roma, che quantunque

il

t e letteratura fu applaudilo da'romani,

re ne'tempi addietro avesse

avuto luogo

onde dur

nella dignit sino al febbraio

nella cappella pontificia

dopo l'ambascia-

ROM
tore impenale fino a Sisto V, nondimeno dopo cess d'intervenirvi, proseguendo
i

RO
zione:
il

25

cardinal Carlo Caraffa fu slrans.

golato*in Castel
fratello

Cursori pontificii atMuimiv^W


Je.

le

cappel-

Giovanni^

il

Angelo; decapitati il cognato di questi e


il

Aggiunge, che per nelle altre funzioi

altro per uccisione della moglie;

cardi-

ni abseiile Poniifice^Q presenti


li,

cardina-

nal Alfonso Caraffa, dichiarato innocente,


colla

ha

il

primo luogo dopo

di essi,

prima

degli arcivescovi, vescovi e altri prelati,

tegr
essi

multa di 00,000 scudi. 11 Papa reinColonna de'feudi loro tolti, e con


1 i

specialmente per V Incensazione eia P^fe^e//ayI7e5^a.]Nelle processioni del Cor-

s'imparent. Nel \56i a'22 settemla

bre pubblic

bolla Prudentis Palrisfa-

pus Dominio
senatore porla
no.

della
la
i.^

Canonizzazione

il

milias y'\n cn\ dichiar, che se

Roma fosse

asta del baldacchi-

sottoposta airinterdett,relezione del Pain Perugia, che da censure, la maggioranza de'cardinali ne stabilisse il luogo. Pio IV ebbe il vanto di terminare e approvare il concilio di Trento; ed esort cardinali a non usare le Carrozze da poco intro'dotte in Pioma, Ima di pioseguire a incedere perla citt a Cavallo (se incontravano qualche deli nquentecheandava all'estremo supplizio, potevano liberarlo). Come Pio 1 Vsontosamenteabbelh Roma di edifizi, lo dichiarai nella biografia, e lo si vede ancora dai suoi superstiti stemmi Medicei. Per tante opere avendo dovalo aggravare Roma e lo stato di gabelle, ne derivarono satire, prigionie, tumulti, fermento, una congiura contro la vita del Papa, che indicai nella stessi

Ma

quanto riguarda l'intervento del


a

pa

facesse in

Orvieto o

senatre e conservatori alle C^/7/7e//e^o/itificie,

se fossero allacciate

quest' articolo lo trattai

non
of-

che a Senato romano; mentre pegli


fzi

del senatore nelle


si

stenza al trono,

medesime e assipu anche vedere Amistanza del car-

basciatori e Principi assistenti al so-

dio PONTincio. 11 Papa ad


predecessore, perdon
traggi
fatti alla
i

dinal Carlo Caraffa nipote dell' illustre


riprovevoli oldi

memoria

essodai ro-

mani, e ad espiare tanta iniquit, obblig il senato ad assistere ogni anno a' 17 gennaio in forma pubblica alla messa can* tata (dipoi fu dispensato, con questo, che in quel giorno dovesse fare nella Chiesa clis. Maria sopra Minerva, ove fu sepolto Paolo IV, l'oblazione d'iin.calice d'argento con torcie di cera) nella chiesa di s. Eustachio (sempre riguardatasi, dopo
s. Maria d' Araceli, pel suo romano, di particolare divozione del senato romano), ed a reintegra-

sa biografia. Nel voi.

XLIX,

p.

3oie

seg.

raccontai, che fra

le

tante opere mirabili

la

chiesa di

che derivarono dalla compagniadi Ges,


sino da'primordii di sua istituzione, ren-

titolare

re

danni

fatti all'inquisizione.

Avendo

dendosi eminentemente benemerita anche di Roma, vi fu quella per la classe pi


desolante e infelice dell'umanit, cio in
favore e cura de' Pazzi {V.)
,

Pompeo Colonna ucciso la suocera, Pio IV gli neg grazia. Nel medesimo anno
nomin senatore con breve de'22 febbraio,
il

pei quali

mancava Roma d'uno


perci ebbe

stabilimento, che

conte Filippo Rainoldo milanese,


et

ad nostrum
ni del

Sedis apostolicae.benepla-

citum, che prest

il giuramento nelle maPapa il 1 marzo, e continu sino al i566. Neli56oPio IV incominci quelle
i

il suo principio sotto Pio IV, ed ebbe origine la chiesadetla volgarmente la Madonna dellaPiet in PiazzaColon-

na,di gran divozione pe'romani,


lai

onde par-

pure di

essa. l\i form diversi tribunali

severe processu re contro


stri di

nipoti e mini-

di

Roma,

stabil la Professione di fede, e

Paolo IV, che per essere stato ingannato dai loro nemici, oscurarono il suo glorioso nome. Tutto dissi a Caraffa
>AMiQLiA ed arlicoU che
vi

mori a' iodicembrei565,assistilo da S.Filippo Neri l'apostolo di

Roma,

e dal pro-

prio nipote cardinale


Passati

haano

rela-

28

giorni

s.

Carlo Borromeo, ne occup il Pio


s.

26

ROM
il

ROM
Lasso. Colla bolla Dignuni^ de'9 setprivilegio con-

luogo, e ne'primi giorni del suo pontificalo esercitarono il senatorato i dbnSer-

tembre i566,^onfermil
cesso da Paolo

Leonardo Tasca j alleo Feralli, Ernando de Torres quindi nello stesso


vaioli
^

HI

ai

conservatori di Ro-

i566
di

fu senatore

il

conte Biagio Busetli

Tortona e dur sino all'elezione del s. Pio V. Questo gran Papa avendo conosciuto che romani erasuccessore di
i

ma, di mettere in libert e far cittadini romani gli schiavi turchi convertiti alla fede,quando loroglielo domandassero.Vielo gli spettacoli delle giostre de'tori ealtre

bestie -feroci. Corresse e regol

no poco

soddisfatti di sua esaltazione, di-

rio

romano ed
^

\{

il BreviaMessale romano, vai-

chiar che forse in morte l'avrebbero


pianto, come avvenne Riconoscenlee am-

gliorato poi dai successori. Dichiar gran-

miratore della memoria di Paolo IV, a


spese del popolo

romano

gli

fece erigere

nella detta chiesa ove giace

un magnifico

deposito, conisplendida iscrizione, stabi-

duca di Toscana Cosimo I, e lo coron solennemente in Roma colla Corott^iac<2/e, a'5 marzo iSyo. Per la triplice alleanza da lui formata contro i turchi, dichiar Marc' Antonio Colonna comandante la
/l/^rmtf pontificia, e per la strepitosa bat-

lendo
ra
p.

egli rendite

per l'annua cappella

cardinalizia di solenni esequie^ che ancosi

taglia

navale di Lepanto, accord


gli

al

Co-

celebrano, come riportai nel voi. IX,


s.

lonna

127. Indi

Pio

col
i

s,

collegiofece

onori del trionfo in Roma, che ebbe luogo a'4 dicembre 1^7 r,con quella

rivedere attentamente
i

processi contro

pompa chedescrissi ne' vol.XXXV,p. 180,

Caraffa^ e ne risult l'ingiustizia delle senteuzecapitali contro il cardinale e fratello,

XLV,

p.

2,

LUI,

p.

ed altrove, eoa

l'intervento del senatore, conservatori e

perci fu troncato

Pallantieri, allora

il capo all'iniquo GovernalorediRohia^

caporioni.

Con un

editto
i

il

Papa
i

proi-

b rigorosamente, che

romani

quali a-

ripristinati gli eredi ne'beni, creato car-

vesser casa d'abitare, potessero andare


alle

dinale Antonio di
glia
;

tal

perseguitala fami-

ed inltreil Papa colm di grazieedi rendite famigliari e ministri del medesii

re,

pubbliche osterie per mangiare e bequindi pergiuocare e per fomento di


dicendo che
le osterie e-

risse e di vizi;

mo Paolo IV,pelqualeaveano palilo

peril

rano state

istituite solo

secuzioni e gravi pregiudizi. Per aiutare


Ugonotli, pose diverse imposizioni, ed

comodo
lio
:

dei forastieri,

per benefizio e privi di domici-

re diFrancia nelleguerre cntro gli eretici


il

ma

questa disposizione ebbe cor-

ta durata. Nelle

senato

romano contribu 100,000


le cui

scudi,

contro

le

Mere^r/c/,avendo

provvidenze che prese il senato roil

riportandosi vittorie,

bandiere fuLateranense.

mano

fatto

qualche rimarco,

Papa

gli

rono appese nella

basilica

rispose colle parole riportate nella biografia; nella quale eziandio narrai quali

Eman

la

celebre bolla Adinonet, colla


le

quale proib
rarsi

alienazioni e infeuda^ioni

abbellimenti fece a

Roma. A Museo Ca-

de'domioii della

romana

chiesa,

da giu-

da

tutti

Papi e cardinali, nel mo-

pitolino dissi delle statuedonaledas. Pio V, per cui il senato fa quell'oblazione che
notai a Chiesa di s. Maria sopra MiptervA,a'i7 gennaio, assistendo alla solenne

do

descritto nel voi.

LV,
li

p.
i

281 6282.
sicari e

Eman
diti,

altre bolle controf

ban-

e contro quelli che


il

ricettavano, e

messa, ed

ivi

pure parlai
di

dell'olTerta del
s.

severamente proib
8ve.

portare armi oifenle salire, le

Egualmente condann
gli scritti

medesimo nel d comebenemerito


gio 1572.

della festa di

Pio V,

Roma e

della Chiesa

pasquinate,

anonimi. Promosse

universale, che volo io paradiso a'5 mag-

grandemente
corredo delle

l'agricoltura e l'arte della

lana. Stabih la

prammatica sulle doti e spose romane^ reprimeado

Ai

3 fu eletto Gregorio XI JI, gi colil

laterale del tribunale senatorio,

quale

no

M
eresse in

ROM

27

a'22 cre senalore per* un anno Latlauzio de Lattami d'Orvieto, che dopo la
nioi le della moglie, nipote di Giulio III,
si

ghi articoli, meritando la statua che gli

Campidoglio il senato e popolo romano, e lo piansero. Gi il senato ro-

fece ecclesiastico;

sidente in
stoia: nel
1

Papa lo mand pie* Romagna, poi vescovo di Pi573 gli successe Galeazzo Pogil

mano con pompa


compagno suo
denza
;

avea ascritto alla cittadinanza e nobilt romana Giacomo Bonfiglio

gio bolognese.

11

Papa pose freno


all'

ai

ba-

questo

figlio l'avea

con tutta la discenavuto prima

ioni dello stato e


gie. Indi nel

abuso

delle franchi-

d'essere ecclesiastico da
ritata, e poi

donna non maSotto Gre-

iSj^

rifece senatore Busetti

da

lui legittimato.

che continusinoai primi mesi del i^yy. GregorioXIll nel i SyScelebr l' i An1

gorio XllI e nel pontificalo del successore, la riedificazione del palazzo de'con-

no santo e

riusc decoroso. Nel

107 7
1

fece

servatoridiRoma fu veramente maturataedeterminata: oltre


i

senatore nuoTamente il concitladinoPoggioy e prosegu sinx) ai

conservatori mio
patrizi

primi del 58o. In


il

tempore, furono deputali 3


ni,"

romai

questo essendo morto


giorni supplirono
i

senatore, per

26

Boccapaduli,Crescenzi e Castellani,

conservatori Stefano

quali fin dal i^iyG ne allogarono la facciata esterna a

Crescenzij Cesare Coronati ^ Tiberio


stallij indi fu senatore
il

A-

Meo
58

Bassi fiorentino, se-

conte Giulio Cea*

condo

travertini determinati da Jacopo


i

sare Segni bolognese, che


prest loro
il

23 maggio

della Porta. Neil


ciliato in

il

francese,

domi-

solito

giuramento, e poi an-

Roma, Flaminio Beltrame, comgran sala, e


i

che

al
:

Papa

nel ricevere lo scettro d'a-

il

soffitto della

le

diverse

vorio

sotto di lui Gregorio XllI colla

opere d'intaglio. Inoltre


glio fecero restaurare
Colossali

conservatori e

bolla Urbeni
statuti di

Romani , conferm nuovi Roma; continu nella caricalii

deputali all'abbellimento del Campidoi

cavalli e le statue

no almeno

settembre i583, e fu fatto vescovo di Rieti. Il Papa riform il Caal


lui

lendario, onde da
e corresse
il

ne prese

il

nome,
,

Martirologio romano

poi

che rie adornano la piazza e la balaustra. Nel 1590 furono trasportali in Campidoglio cos delti Trofei di Mario (perch critici li chiamano suppoi
i

ampliato dai Papi successori. Per


restia di

la ca-

sti),

grano del i582, prodotta dalla sterilit della Campagna romana, ne fece venireprOnlamente da altrove. Nel 583
1

di

s.

Vito, e

che negletti stavano presso l'arco si collocarono sulla balau-

stra.

Gregorio XIII co'poveri fu miseris

cordioso, co' disgraziati pronto nel soccorso, e co'lelterati


vederli, che

esercitarono per 12 giorni


'

il

senatorato

attento nel prov-

conservatori Gio. Pietro Draco, Ciriaco

Mattei, Gio. Battista Alberi. Nel

i584

con brevedelG settembre fu senatore Or^zzio de Benedetti di Cagti, che nel d seguente prest il giuramento nelle mani
del cardinal camerlengo, ed
vatori, e continu nel
il 9 a'conseri585;persuamori

leesercitaronol'offizio

conservatori

Do-

ben 47 ne provvide e promosse, a moki assegnando o scudi d'oro il mese, e la parte di pane e vino dal Palazzo apostolico. A Birro parlai de*mal^ivenli e fuorusciti, die inondavano lo stato pontificio, e del tumulto accaduto in cui perirono 3 nobili romani che volevano liberarne uno. Degnaraenle dopo
i

menico Jacob ad de Fanceschis, Ortensio


Celsio Giulio Panfili.
ficato di
prile;
Il

3 giorni

gli

successe

il

celeberrimo iS'/>/o
splendido,

glorioso ponti-

Vy che sebbene
ronazione, per
la

in tutto
il

non

Gregorio XllI termin a'io agrande e magnifico, adorn Roma


solidi edifizi,e

volle che s'imbandisse

convito della co-

penuria di viveri di cui

con isplendidi e

ne accrebil

be assai

gli

abbellimenti, secondo
feci alla

rac-

R.oma, dichiarando non \olerdar motivo a rinnovar le satire fatte


allora difettava

conto che ne

biografia e aualo-

sotto Augusto, che

mentre

in

Roma

un

28

ROM
di

ROM
i

tempo morivano
A'4giugno

fame
i

poveri, egli

banchettava lautamente
//c^/za di

nobili romani.

mense sue opere, cripose un tesoro in Ca* stels. Angelo. Nel 1587 recandosi in Rogran maestro dell'ordine Gero.9o/iil Papa gli fece fare solenne Ingressoj creando senatore a' 6 maggio Dornenico Biondi di Montalto suo concittadino, il quale fu ricevuto con molte dimostrazioni di allegrezza dal popolo roil

Giovanni Pepure nel i586, il quale ridusse in miglior forma le carceri di Campidoglio; lodato per dottrina e altre virt. Recandosi al trono pontielesse senatore
io fu

ma

Macerata, e

niitano,

ficio

per assistervi, dopo l'ambasciatore


il

imperiale, venendogli contrastato

luo-

mano,
altro,

di cavalcate, di archi

trionfali

go dagli

altri

ambasciatori, si astenne poi

durando

nella carica sino al

i^gr,

dall'intervenirvi;

ed

in

suo luogo

vi ac-

e nella sede vacante fu deputato dal consiglio

cedettero
Sisto

conservatori, di R.oma.

Trov
afflitti

l'Italia, lo

slato e

Roma

giudicare in tale
nali.

pubblico de'27 settembre 1590, tempo le cause crimi-

da micidii
diarii
(si

e pieni di* malfattori, incen-

Gi notai a Lusso, che Sisto

V rin-

esicarii.Conanimo imperturbabile
vi riusc,

nov

applic ad estirparli, e maravigliosa-

per moderaro,onde impedire l'impoverimenle prefscriziopi de'predecessori

mente

bastando il solo suo notremare malvagi. Per il suo rigore fu temperato colla giustizia e colla equit, imperocch mentre faceva mozzare il capo a Pepoli, ne cre cardinale

to delle famiglie e altre funeste

conseguen-

me per

far

ze della sua immoralit e riprovevole eccesso.

Qui aggiunger, che


i

il

Papa

chia-

perci

conservatori e magistrato di

degno fratello. Non perdonando a nessuno, avendo Ranuccio figlio del duca di Parma indossate armi proibite, lo condann a morte: con qua^e ingegnoso modo fu liberato, lo rwtai nel voi. XV, p. 20 r. Procur l'abbondanza, e pereliminare gli
il

Roma,notiflcaudoloro le sue deliberazioni, inerenti ancora a quanto aveano decretato gl'istessi imperatori romani nei tempi della romana magnificenza, voler quindi pubblicareuna prammatica, ebramare perci opportune informazioni. Si

oziosi benefic l'arte della lana e quella

radunarono pertanto iconservatoriGittrtdomenico Nino, Livio Attracini, e Mercurio Aniadeiy col priore de'caporioni P/eiro-5<?n30^2Zo,
ni di

della seta, facendole rifiorire.

Le

prodi-

giose e
quali
di

numerose magnifiche opere, colle rapidamente aument le grandezze


biografia
le

ed

cittadini scelti dai rio-

Roma, alla

accenno, e a'Iuoi

Roma, Marcello Negro, Sebastiano Varo,GirolamoAltieri,MarioMattei, Andrea Vellio, Stefano Paparoni, Girolamo
Pico. Questi

Ordin a tutti vescovi che osservassero onninamente l'uso


ghi loro
le descrissi.

composero e sottoscrissero

antico, di venire in

Roma

alla visita dei


la ce-

varie leggi,accomodate discretamente alla

s^^viLimina Apostolorum. Rinnov


lebrazione di tutte
le

condizione e costume di ciascun ordine,


le quali,

Cappelle pontificie;
delle

rivedute dai cardinali Santorio,

aument
sistenti,

il

numero
la

Congregazioni

cardinalizie jd'i migliori

norme alle preei

Aldobrandini e Salviati deputati dal Papa, furono da esso approvate colla bolla

per

spedizione pi pronta delle


in

Cuminunaquaque^iei^\cemhve\5^Q,
Bull. Roni.

cause agitate
del

Roma

per tutti

fedeli

mando: rigorosamente piiQiBestemil

con ort. 4^ pai'- 4> P- 286; dine al prelato governatore di Roma, ai

iniaj riform

Carnevale di

Roma

dalle

senatori e conservatori che diligentemente invigilassero alla stretta osservanza e

insoffribili introdotte licenze,

facendo al-

zar forche, e travi per dar


braccia, ^'wii Rioni di

la

Roma,

corda alle aggiunse il


i

conservazione di questa saggia e

utilissi-

ma
alla

prammatica. Con questa


che
si

si

provvide

X IV di Borgo. Ampli i Luoghi di Montica

riforma dell'abusivo vestire, al quanprescrisse fino

/^flcfliz/ijCoUe quali industrie esegu l'im-

titativo delle doti,

ROM
a
soli

ROM
fissato
s.

2()

f),300 scudi

come avea

Pio

V,

al

modo

de'conviti, alle carrozze, ai

funerali, al luUo, e ad altre spese, da osservarsi dai

morabile pontificato, qui rammenter il canale navigabile dell' Anicne, che dovea giungere sulla Piazza di Termini. Sisto

romaui d'ogni condizione.


molte nozioni ed erudizio-

Quanto a ci che riguarda il Lulton quell'articolo riunii


ni,

Dio a'27 agosto iSgo, per avere riconosciuto Eurico IV re di Francia e ripudiata la lega che gli conrese l'anima a

ma

principalmente per quello de'romani,

trastava

il

trono, l'ambasciatore di Spai

per rilevare eziandio gli abusi introdotti, massime in far la scimmia alle moderne oltramontane e non sempre ragionevoli costumanze, regolate poi ordinariamente
dal proprio

gna Olivares concit


e

banditi di Napoli

5ooo

prezzolati plebei

statua, che al munifico

ad atterrare la Papa avea in Cam-

pidoglio innalzatali senato e popolo ro-

e capriccio.

comodo, dal proprio arbitrio Mi dedicai anche per s im-

mano

fu tale
s.

il

dine del
sini di

collegio

tumulto, che se per ornon s'interponevano


i

portanteargomento,conistudio e pazienti ricerche, perch come di tanti altri argomenti, di cui pure ho dovuto trattare e sempre eoo amore, si manca d'ogni fonte e regola scritta da .consultarsi per un'uniforme norma conveniente,essendo varianti le tradizioni (come si degn scrivermi S. E. il principe Orsini quando era senatore di Roma,allorchavendo conosciuto
l'articolo
to,

come Colonna egli Orgrande autorit presso il popolo, che si erano imparentati con Sisto V e n' erano stati beneficati, certamente su quel marmo avrebbero sfogata la loro rabbia. Fu allora che il senato romano stabil con decreto, di non alzare pi staalcuni magnati,

tue a Papa vivente,


to, in

ma dopo mortosele
lo

sue magnanime azioni

avessero meritai

che io avea compilato sul Lutgraziosamente m'invito a vieppi renutile,


la

tempo in cui

la

speculazione,

finise-

coudari di pochi e l'infameadulazione non

derlo

per quel zelo che sempre eb-

poteva aver luogo, restandola rara gratitdine che non ne innalz nessuna! E pure
Sisto

be per

cosa pubblica, laonde procurai

ridurlo tale, per quanto


boli forze). Sisto
si

ponno

le

mie de-

V giustamente volle che


proib di fare

dal popolo

rispettassero gli ebrei:

scavi senza licenza sotto terra in luogo ve-

compianto romano, ma energicamente e doverosamente difeso da una frotta di empi e scellerati. Trascorsi 18 giorni gli
solo dovea essere

V non

runo, non solo dentro Roma, ma fuori ancora ne'Iuoghi murati, per mettere ri-

successe (secondo quella lepida predizio-

ne

di Sisto

V
e

riportata nel voi.

LV,
in

p.

paro alle rovine checagionavano


assai, pel

di molli

291) Urbano

VII

Castagna, nato

Ro-

edifizi e delle strade, la cui nettezza

cur

ma
si

da padre genovese,

ma dopo

2 giorni

decoro della

citt e

per conserraccontai

ammal,
1'

mentre

si

erano concepite
sua
ss.

vare

l'aria salubre.

Ad Annona
i

di lui le pi belle speranze, lasciando

come Sisto
gurare
il

minacci

conservatori (in

erede

Arciconfraternita della
le doti delle

Anbiso-

occasione ch'eransi da

lui portati

ad au-

minziata, per
all'altro

romane

buon cap d'anno)

di toglie-

gnose, con i3 giorni di pontificato pass

re quanto loro restava su di essa e sulla


grascia, se

mndo, da

tutti

deplorato per

le

non provvedevano all'abbon-

danza de'viveri, e per vegliarvi istitu la Congregazione deli abbondanza, per la quale molto fece pel diseccamento delle Paludi Pontine, anche per migliorare l'aria dellaCampagna romana. 01 tre le grandiose opere che ci lasci, fra quelle che non pot eftelluare pel suo breve e me-

sue virt. A'5 dicembre 1590 fu Papa Gregorio JY//^, che tratt di nobilissimo
s. Marco, Alfonso Ferrara. Nell'epidemia prodotta dalla carestia, che spopol Roma e il suo distretto per la morte di 60,000 persone, come si apprende da Muratori e da altri che citai ad Annona, il Papa f-

ospizio nel palazzo di


li

duca

di

3o
gli

ROM
sto

ROM

ce tlispensnre 100,000 scudi di grano. Aneplocilo e della

era stalo segretario di consulta, e


fa referendario delle

8 'gennaio Sg cre senatore, a suo bes. Sede, Lodovico Arca


i
i

nel

i635

gnature.
rito, nel

^^el

1595

il

due sePapa con solenne

di Narni; questi prest

il

g\uraineito al

portico Vaticano assolvette


in

En-

cardinal camerlengo ed a'conservatori, re-

rico

IV che

staur nel

593

il

palazzo senatorio dalla

resia, di

Francia avea abiurato l'eed ordin in Roma dimostrazioni

parte dell'arco di Settimio Severo, e continu nell'offizio sino al 1594. Gregorio

pubblica gioia. StabiPi in

Roma un

ve-

XIV morendo
scorsi
1

a'
gli

5 ottobre iSgr,

tra-

scovo ordinante Greco, per conferire gli ordini sagri a quelli di rito greco e fare
io

3 giorni

fu surrogato//2/20ce-

questo

pontificaH: di simili vescovi

zo IXy che subito protest di voler prov-

residenti in
niy parlai

Roma,
riunito

}^&\

Maroniti q Arme-

vedere abbondantemente Roia


il

di tutto

a quegli articoli.
il

Avendo

Cle-

bisognevole, e di soccorrere l'indigenza


i

mente Vili

ducato di Ferrara
part da

del popolo, cui tolse

tributi imposti
I

da

all'immediato dominio della chiesa ro-

Sisto V. Accolse

Vincenzo
il

duca

di

Man-

mana,

a'

12 aprile

1598

Roma

tova, e come a vea Tatto

predecessore con

per prenderne possesso, avendo destinato

quello di Ferrara, Io tratt con magniicenza a spese della

come vice-Papa
dinal Innico

e legato di

camera apostolica.

y^v'tf/o^,.

Rotna il carmediante il breve

Supplicato dal cardinal Gaetani per un'istantanea grazia, in favore di Giannan*


tonio Orsini, offrendo

Licet, de' 3 aprile, Bull.


2, p. 2
1

Rom.
in

t.

5, par.

3.

Il

Papa ritorn

R^oma a'20

una somma

di de-

naro; rispose: non vogliamo denari^

ma
lu-

ubbidienza. Avendo
no,

romani fermate

dicembre, con grande applauso e feste. A perpetuare la memoria di questo avvenimento , il senato e popolo romano
fece incidere

singhiere speranze pel suo felice gover-

morte lo balz nel sepolcro a'3o dicembre con 2 mesi di pontificato: cosi Roma dovette piangere 3 Papi in 6 mesi, dopo Sislo V. 11 3o gennaio 1592 fu eletto Clemente Vili Aldobrandino Venuti in Roma tre figli dell'elettoredi Bala
1

cretando
nella

di fare ogni

una magnifica iscrizione, deanno a'3o gennaio,

Chiesa dis. Eustachio

^ o^avia d'un
ebbe breve

paliotto o pianeta, e assistere alla messa

cantata. L'esultanza di

Roma

durata, perch straripato il Tevere, i\e\ giorno di Natale la citt era quasi tutt-a
allagata, per cui

viera,

li

fece alloggiare a spese della cali

Clemente Vili, ad ovi

mera

apostolica,

distinse

con onori, e

viare sunili inondazioni, fece quanto dissi

fece sedere in Concistoro

dopoi cardinali.

a Rieti

immensi furono

danni, ed in
1

Uno

di questi,

Filippo di Baviera^ cre

Roma eneir Agro romano perirono 5oo


persone. Nella biografia di questo gran

cardinale. Pare che nel


pietra pel palazzo poi

593 gittasse la .* Museo Capitolino^


1

Papa,

ma

severo e inesorabile, ed altro-

incontro a quello de'conserva tori, ma fin o

ve, narrai le

famose

giustizie* capitali e-

ali6o3 non sembra che

fosse

messa pro-

priamente mano all'opera. In quest'anno Clemente Vili rivendic alle fontane dei Leoni di Campidoglio, l' acqua eh' erasi
appropriata Jacopo della Porla. CleitienVili nel 1594, con breve de' gennaio, 7 fiere senatore il conte Martino Cappelte
letti

seguite in Pvoma sopra individui della primaria nobilt; cio sulla bella Cenci,

che

colla

pitate,

ed

matrigna Petroni furono decail fratello della prima tenaglia-

to, poi mazzalato, scannato e squartato; su Onofrio Santacroce, a cui fu tronca-

to

il

di Rieti

dal consiglio pubblico dei


fu destinato a giudicar

re ebbe

capo; Marc' Antonio Massimi pumozza la testa: erano tutti rei di

28
le

aprile

i6o5

parricidio.

cause criminali in sede vacante, e dur nel senaloralo fino al 16 10. Sotto Si-

Gi sino dal 1592 Clemente Vili avea fatto decapitare in Castel s.


AugelojTroilo Savelli d'anni 1 8. Per quel

ROM
fallo^

ROM
do
l'eredit alsodalizio della
ss.

che riportai ne'vol.V,p. 249, XtV,

Valicano, e ponente di consulta, lascian-

p. 49> tra'birri e le franchigie del palazzo Farnese, che volevano sostenere que'dtichi, meglio Cancellieri neMercalo p. 86 ne descrive le conseguenze. Fu tagliata
1

Annunsostrudi

ziata.

Sotto di lui Paolo

V ordin

zioni al palf^zzo senatorio.

Orn Roma

quegli edifizi magnifici che

ammiriamo,

maestro di casa di 70 anni^ imun servitore che volle morire da turco com'era prima di apostatare il maomettismo. Per altro rifugio accordato nel palazzo ad un marinaro fuggito dai birri^ venendo ferito un di questi, romani si armarono in favore de' Farnesi, e furono chiuse le botteghe. Il cardinal Aldobranla testa al

nominati nella biografia, incominciando


dall'ingrandita basilica Vaticana: soleva

piccato

direchcnel fabbricare ricavava due vantaggi, uno di rendere la citt pi augusta,

raltrodialimentaremolli operai, evitando il. pregiudizievole vagabondaggio. Nell'accresciulo Palazzo Quirinale eresse la sontuosa Cappella Paoliua^e come
Sisto

dini nipote del Papa,

mand

il

governala

aument

l'acqua potabile a*co-

tore di

Roma

perch inlimasse

conse-

modo^

della citt, e con bellissime jPo/zfrt-

gna del delinquente, ed il prelato a mala pena scamp d'essere gillato per la finestra. 11 duca Giuliano Cesarini arditamente consigli di andare a prendere Clemente Vili che nel Quirinale ignorava la sollevazione ; laonde quando lo seppe il Pa* pa ordin che dove fosse preso si strozzasse,
il

epubbliche.il Situale romano corretto, per lui fu


fico, vigil in

pubblicalo: in tutto bene-

modo

singolare sull'abbon-

danza delle veltovaglie,facendo aprire for


ni a suo conio, per punire e frenare gli

ingordi venditori di pane. Nel i6i6a'3

novembre

elesse senatore
cVi

il

conte Gio.

ma
si

egli fugg a Gaeta.

Nondimeno

Battista Fenzonio

Tjrisighella,che a'6

Papa

lagn col nipote


i

di tanto risen-

febbraio 1621 in sede vacante fu autorizzato a decidere


le

timento contro
ritato

Farnesi^ cui aveva ma-

cause cri minali,e con-

una nipote, e che in 12 anni non si era fatto un amico: per il cardinale aveva colla sua alterezza molte belle qualit,
che celebrai a Piavenjva qual benemerito arcivescovo. Nel 1600 Clemente Vili e-

tinu colla dignit sino al 1623 (a suo

tempo

fu restaurala

una parte interna

del palazzo senatorio): dipoi nel

1626

pubblic

la

sua opera legale o illustrazio-

ne

degli statuti di

Roma

intitolata:

Adil

sem pia rmen te celebr il 1."" Anno snntOy e riusc memorabile. Approv il Pontijcale romano, pubblic il Ceremoniale romano o de' vescovi, e termin di vivere a'3 marzo i6o5, lasciando di se memoria assai gloriosa. Dop 28 giorni di sede vacante, venne crealo Leone XI Me1

nolationes ad Statata Z7rZ>/5.PaoloV, complesso di virt, modello de'Papi, pure

suo lungo pontificato venne, come accad-

de ad
presto

altri, in

noia ai romani, che vaghi

di novit ne

bramavano la morte; ben se ne pentirono, quando poterono

costituire de'confronti col successore, cui

dici ,

cedenti dazi,

che subito sgrav sudditi dai prema con 26 giorni di pontii

irriverentemenle gridarono in faccia: Fi-

va Paolo F. Tulio dello

nella biogra-

ficato teraiin

bei prognostici fatti so-

pra

il

gio l'ottimo Pr/o/o

suo governo. Successe a' 16 magF Borghese romano,

fja.PlacidamenlespirPaoloV,a'28 gennaio 1621, e nel 2. giorno di conclave


fu creato Gregorio

XF,

gi giudice di
di

con tripudio de'conciltadini. Canonizz s. Francesca romana e s. Carlo Borromeo. Con breve degli 8 maggio 1 6 o fe1

Campidoglio e Ficegerente

Roma. Per

ce senatore

il

conte Gabriele Fa Iconio diprelato, canonico

ebbe Congregazione di propaganda fidej e tra'sanli che canola cattolica

promuovere

religione,

la gloria d'istituire la

stinto avvocato, ch'esercit la carica fino


al

nizz ricorder

ss.

Filippo Neri e Igna-

1616: divenne poi

zioLojola.GregorioXVa'i 5 giugno 1623

32
elesse senalore
il

ROM
conte

ROM
di

Baldo Massei

rappresentare

Camerino; indi mor agli 8 luglio. A'6 agosto fu eletto Urbano FUI, ed
7 pei- la senalore, gli die
a'
1

no,da musici
\igliosa

romameraideata da Remino. Nel 1637 ilPal'istoria di


s.

Alessio

eccellenti, e con scena

giaii fiducia

che ^,vea

in detto

ampja
i

facolt personadiscoli e facinola

pa imped cheRoma fosse teatro di zuffe Ira i Colonnesi e il cardinal de Medici, onde

le di

procedere contro

rosi, de'quali

abbondavff

citt, s'enza

osservare leformalitgibdiziarie prescritte dallo statuto di

1640 si voleva Papa con V Ostia.Vex debiti fatti da'F^me5/ duchi diPrtrmfif,sugli stati
la

aument

Milizia. Nel

avvelenare

il

Roma,
1

e nella slessa

di Castro eRonciglioncj\xQ.om'\tz{h\ guer-

guisa che facevasi nel tribunale del governatore di


1

ja, nella quale in

Roma. Nel

625

celebr

il

^'Anno

santo, che fu afflitto dalla pe-

Roma si stette in qualche timore. Il Papa la fortific, insieme al Palazzo apostolico Quirinale; inoltre
cinse di

ste; poscia riun lo stato d'

Urbino

al

do-

Mura

solide con baluardi l'alto

miflio diretto dalla

romana
il

chiesa. Nel

del

Monte

Gz^t/z/co/o,

ampliando

il

recin-

1629, forse per ragione

di salute, termi-

to dlia citt, e fu l'ultimo suo ingrandi-

il

senatorato di Ma&sei,

quaje nella
Io scetle altre

cappella da lui edificata in patria, nella


collegiata di
s.

mento. Principe magnifico, Urbino Vili riemp Roma di sue belle memorie che
descrivo e ricapitolo nella biografa, mo-

Venanzio, depose
il

trod'avoriOjla spada,

cappello e

rendo a'29 luglio i644> avendogli


doglio. A'

il

se-

insegne senatorie: in Pvoma sotto di


natorio,

lui fu se-

nato romano eretto una statua in Campicenzo


sesso.

migliorata l'interna parte del palazzo


vi

fu portata l'acqua al carcere


il

6 settembre gli successe InnoPamphilj vomanOy con g^v un fe1

e all'orto. Nel marzo

Papa^li

sostitu

il

ste della citt, e dimostrazioni nel

suo pos-

conte Giulio Cartari ' Owielo, che

ri-

tenne
grafa

la

carica fino alla morte. Nella bioil

d'UrbanoVllI narro

barbaro
la

at-

A'7 gennaio i 645 cre senatoreiyffano Canipidoro di Faenza,che morto nell'annoseguente,esercitarono l'officio coni

tentato contro di luijche cost


plici, poi bruciati. Vacato

decapita-

servatori Camillo del Bufalo Cancellieri,

zionea Cenlini,el'impiccaturaadue comil

Lelio

Ilio f

Urbano

illini,

ed

a'

8 gi u

senatorato, per

35 giorni lofunseroi conservatori Jgosti'


noMaffei, Giacomo Benzoni, Ferdinando Brandani; finch a'2i maggio i633 il Papa nomin senatore il conte Orazio Albani 'IJvhwO, che dopo avere ricevalo dalle pontificie mani nel Quirinale
breve,
lo,
si
il

Dino Sardini di Lucca. Questi fluidi vivere nel maggio 1647, onde subentrarono conservatoi'i Vincenzo Rossi, Stefano Allio, Francesco Cecchinij e nel 24 luglio Innocenzo X nomin senatore il conte Giovanni Ingno
il

Papa

fece senatore

g:/i/r^wiflorenlino,concedendoa

lui e suc-

trasfer in

Campidoglio a cavalil

cessori la corona nell'arma gentilizia, l'or-

entr in Araceli a visitare

ss.

Sagra-

namento

de'focchi neri alla testa de'ca-

niento, indi prese possesso nel palazzo senatorio: coltiv


le

valli della carrozza, col


lito usarsi

trattamento so-

amene

lettere egli studi

dai Principi romani: esercil

legali, esercil la dignit sino

fu avo di Clemente XI.

Il

ah 645, e Papa conferm

la carica sino al

stabil

l'ordine militare della Concezione, e nei

i632 ne

confer

il

rislitutoreCarlo

duca

manto e la crope aldi Mantova. Nel

i655. Al dire di Novaes, ancora Innocenzo X, clie conservatori di Roma nelle cappelle papali dovessero sedere nel 3. gradino del trono
i

alla

mano destra

del Papa; e che nell'io


in

1.634 Uibano Vili ricev il principe Alessandro Carlo fratello del re di Polonia,
in onore del quale,lra le altre cose,ilcardi-

cedere per

Roma
il

forma pubblica, pro-

cedessero co'ca valli ornati

come Principi
i

romaui.Grato

senato romano per queste

nalAulouioBarberiui nipote dei Papa fece

prerogati ve,e pel palazzo che si

pu

dire da

'

ROM
Ini erclto,

ROM
donde
ne.
risult

33

oomech proseguito e compilo,

che Cancellieri avea ragiola


:

incoiifroaqiiellocle*conservatorisulCam

Imperocch

pidoglio,poiMuseo Capitolino, in esso gli innalz una statila di bronzo, con iscrizione che celebra l'abbellimenlo magnifico di Piazza Navoiia, la restaurata
silica

questa iscrizione

campana maggiore ha Beatae Mariae, et ss.

ba-

Lateranense^ ed

il

zelo ch'ebbe per

Marfyruni Enstachii et sociorum gloriae. Simon Prosper de Prosperis de Nursa F. /^. Z>. i62i.La campana mezzana, decorata di molti e belli rilievi ha questa
,

l'annona e pel pane a buon prezzo. Nella


biografa del

Papa

feci

gravi scissure insorte tra


sle e

l'ambasciatore di
la

menzione delle cardinal d' ESpagna, in cui poil

Opus Caroli A ntonii Furenelli. Anno Dominii 7 2. La campana piccola poi in origine la pi antica, come rileepigrafe:
1

vasi dalla seguente iscrizione:

Facta an-

teva essere alterata

quiete di

Roma.
guer-

no
lo

Domimi /^oZ. Tempore D. B. Cossae

Avendo
ra, nella

fatto spogli^reFarnese del ducala

to di Castro, quegli incominci

Dyaconi card. s. Eustachis eia capiturenovata anno Juhilaei i'j25. IVote-

quale

le

Milizie pontificie spia-

narono la citt di Castro, e le belle campane della cattedrale furono trasportate


in

r che questo cardinal Baldassare Cossa fu poi Gioi^anni XXIII. !ie\i65o Inno

cenzo

(Telebr

il

i4'*'

Anno
si

santo con

Roma, e date alla Chiesa di s. Eustachio ^


il

gran fervore; ed anche


cognata famosa
d.

prest assai la

secondo

march. Melchiorrij

il

cui senti-

Olimpia, che l'influentristi

mento seguitai
cellieri dice,

in quell'articolo;

ma Can-

zava nel governo con


capitare

conseguenze

che furono collocate tiella Chiesa ds. Agnese in piazza Navona^ rila

e amare critiche. Giusto e severo, fece deil

prelato Mascabruni suo favo-

fabbricata da InnocenzoX per


glia, di

sua fami-

rito soi-todatario, per falsificazione


scritti j

l Re-

armonioso concerto

e situate

con

riguardanti

in'

Dataria. Mori a'7

ingegnoso artificio sopra castello di legno. Noter che delle due campane credute di Castro, ve n'era rimasta una sola, la quale fu distrutta da'repubblicani del 849; che i due orologi che furono posti neVampa1

gennaio 1 655, e dopo 3 mesi fu eletto ^lessandro VII^ che nella pompa del possesso viet
fali.
il

dispendio degli archi trion-

nili laterali, in

origine uno, oltre

il

mo-

strare!

lumi e

numeri nel giorno, gl'indicava coi trasparenti anche la notte (altro

Ricordando il detto di Giovenale, che il popoloromanogidominatoredel mondo, allora due sole cose desiderava, p^fwe efeste subito nella scarsezza del frumen^

to fece calare
irerse

il

prezzo del pane, colle

di-

simile Orologio in

Roma quello del

gi

energiche provvidenze che prese.

palazzo.delle Poste Pontificie); l'altro

mo-

strava

movimenti de'pianeti,ed i giorni della luna: di presente agisce un solo orologio, simile ai comuni. Essendo per me di peso le autorit del march. Melchiorri e di Cancellieri, e vedendo miei concittadini divisi nelle due opinioni riguardo
i

A'2 luglio nomin senatore Fausto GalMontebono in Sabina, che dur sino al 1 659, morendo a' 5 marzo, onde
lazzi di
1

per circa
vatori

45

giorni supplirono

conser-

Paolo Maccarani, Giacomo Al'


il

herini^Mario Ginetti. Avendo


stina regina di Svezia ^

Papa confalla

tribuito alla conversione della celebre Cri-

alle

campane

di Castro,
s.

ne

feci

ricerche
potei

dopo averla

al capitolo di

Eustachio,

ma non
il

trattare splendidamente per lo stato ecclesiastico

essere appagato, a

motivo che

loro an-

tichissimo e pregievple archivio soggiac-

ca, le fece fare

que

a incendio ed inondazioni. Allora ri-

a spese della camera apostoliV Ingresso solenne in Romane per un tempo l'ospit nel Palazzo
apostolico Vaticano. In detta

corsi allo spedienle di pregare


siastico

un

eccle-

pompa

il

campanile di s. Eustachio ed esaminarne le campane,


il

ad ascendere
VOL. LIX.

senatore Galluzzi, con mg.' Bonelli go-

vernatore di

Roma, and a

incontrare la

34
la

ROM

ROM
falle a\V Universit

regina a Ponte Molle; prccedulo egli dal-

romana,
1

le

quali de-

compagnia e Cavallt-gglery e da nn Paggioj cavalcava una chinea, col bastone e il cappello senatorio, assistito da 80 alabardieri di su^guardia con casacche
rosse, oltre
ri,

scrissi ai relativi articoli. Nel

65^ a' i o lu
da

glio destin senatore Giustino Gentile

Salisano in diocesi dell'abbazia di Farfa,


ch'esercit la carica sino al termine di sua
vita,

buon numero
il

di palafrenie-

che fu

il

e seguito dagli officiali del tribunale.

altri senatori, nella chiesa di

marzo 662, sepolto come s. Maria d'


il

Con
ove

quest'ordine

senatore erasi porta-

Araceli. Giusta

solito

subentrarono

to a pie della cordonata di Campidoglio,


si

conservatori Francesco Capizucchi,


chille Maffei,

A-

un coi conservatori, priore de'ca-

porioni, Fedeli di Campidoglio^ e molli


cavalieri
giariB
il

VII
il

nello stesso

Urbano Rocci. Alessandro anno fece senatore avita

romani che bramarono cor leg-

magistrato di

Roma.

Il

benigno

Alessandro VII port rimedio

al vestire

poco decente delle romane, e vegli assai sul buon costume di tutti. Fatalissimo fu per Roma il i656, come con tlifFusione narrai a Pestilenze, per quella che in crudeli nella citt; ed avi*ebbefaltamag giore strage se il Papa non avesse posto in opera ogni mezzo per impedirne la pr pagazione. Grato il senato e popolo ro mant),lo preg a consentire che si effe tuasse il decreto per erigergli una statua in Campidoglio, derogando a quello coii Irario d'innalzar statue ai Papi viventi come aveano fattoUibano Vili e Inno cenzo X. Ma Alessandro VII ringrazi
lutti

marchese Gzm//o Cesare NegrellidFevPai| pa, per le questioni coi bolognesi, che volevano dare al Reno foce nel Po: riusc tanto accetto ai Papi calla corte che fu
rara, di cui fu ambasciatore presso
visse.
I

stimalo finch

F/Wc/z/ restituiro-

donarono alla s. Sede il principato d Masserano fCo\ marchesato diCrevacour, nel Piemonte. Alessandro VII mor a'22 giugno 1667: prolesse rlellerati e gli artisti; pure le sue virt non furono abbastanza apprezzate dai romani, per
e

no

r ingrandimento
della quale tratto

di

sua famiglia Chigi,

anche a Riccia. Vac

per l'amorevole pensiero, e soggiun

la s. Sede 28'giorni, indi degnamente la occup Clemente //Y,gi governatore di Roma. Cominci il suo governo con sgravare i sdditi dai dazi, massime quello

essi altro simulacro che conservassero ne'loro cuori tali sen

se

non bramar da

del macinalo,con restituire il denarosbor-

sato da chi ne avea l'appalto,

ma

col de-

timenti. Tultavolta, dice Novaes,


retta
glio,

gli fu

una statua di bronzo in Campido con iscrizione che riporta Okloino


.

flt.

no

RR. Pont. t. 4} p- 72 I Sebbene pie di fiducia nel diligenteNovaes, anche


istruitissimo delle cose di Alessan

naro che avea perci cumulato Alessandro VII, onde in suo nome pubblic il benefizio. Abol il Governatore c]\ Borgo istituito da Giulio III, riunendone la giurisdizione al governatore di Roma, Diede

come

commissione

al

senatore di presiedere

al

dro VII, non trovando tale statua ram mentala ne'descrittori del Campidoglio in questo mi recai e non la rinvenni. Esi

compimento

soltanto nel coitile del

Museo Capito

Chiesa di s. Maria in Campitelliy eretta da Alessandro VII dopo la peste per volo. Abbell il Ponte s. /ngelocon belle statue, e viet che vi fosdella

una lapide, che ricorda labeneme renza e moderazione del Pontefice. Gravi amarezze soffr il Papa pei tumalti acca
lino

sero scolpite lesuearmi;ci


te fece

eseguire

il

successore,

fece collocare nel

luogo in

cheequamenquando le cui sono. Mor

duti in

Roma

tra \e Milizie e Varnhasattali

love d Francia Crecqui, narrale in


ticoli

ar

e nella biografia. In questa indicai

compianto a'9 dicembre 1669. Con grande contentezza de'romani, fu eletto a'29 aprile 670 Clemente X Altieri romano,
1

le

magnificenze da lui aggiunte a

Roma,

d'anni 80.

Termin

restauri della ba-

ROM
slica

ROM
monumencontinu gli
ss.

35

Liberiana, v'innalz un

Ci. Battista Mulini GottifrcdiAaem-

lo al predecessore, e in parte

abbellimenti della piazza Vaticana, nella


cui basilica

orn

la

cappella del

Sa-

gra mento. Cooper all'erezione dell'ospizio

p di questi ultimi Innocenzo Xl rese la sua anima a Dio a* 12 agosto 1689; ed a'6 ottobre gli succe^sie lessandro F'III Ottobonij di 79 anni, che si mostr mol-

de'convertendi, e comp

la

fabbrica

to

del magnifico Palazzo Altieri, gi inco-

veneti.

propenso a'suoi parenti e concittadini Minacciando la peste lo stato, pr

minciato prima di sua esaltazione. Con


chirografo del
legio
1

674 ordin

il

Papa

al se-

natore Negrelli, a rappresentanza del col-

deJYotan

Capitolini, di dare ampia

ad esso, con semplice ordine del decano o depositario, d'esigere da qualfacolt


sivoglia
fici la

persona posseditrice

di detti of-

rata degli annui scudi

4oocheil
le ripa-

collegio

dovea somministrare per

razioni del palazzo de'conservatori, infor-

za dell'ordinato da Paolo

V, con
i

cui furo-

no

dichiarati

non pi

vacabili

notariali

Capitolini.Del protonotariato Capitolino,

cur che non vi penetrasse, ed accorse a provvedere efficacemente la deplorabile carestia che angustiava R.oma,fecedistribuire a'poveri una gran quantit di grano, e sgrav romani nella macinatura di esso d'un paolo a rubbio. Purg la corte e la citt da molli abusi e vizi, vegliando sul decoro di esse. Essendo conservatori Gio.BaltistaFonseca, Francesco PetronijGiovanni Cenci, Alessandro VI 1 1 cess di vivere il i." febbraio 1691. Solo a' 1 2 luglio venne creato Innocenzo XIIy che a'27 cre senatore il marchese Ow^t
i

M*

che

si

esercitava fino al

847

a vantaggio

vio Riario originario di

Savona,

il

quale

del senatore, feci cenno a Protonotari.

esercit la carica fino alla sua


f

Nel 1675 celebr Clemente X il i5 Anno santo, con molte conversioni; e mor a* 1 5 luglio 1 676. Quindi a'20 settembre fu sollevato al pontificalo il ven. Inno* cenzo XI Odescalchi, che tenne particolare cura de'costumi della nobilt romana correggendo con l'esilio dissoluti. Quando baroni non pagavano debili,
, i i i

morte acSubito il Papa con bolcaduta nel 171 la soppresse il Nepotismo , ossia la troppa
autorit e
gli eccessivi

vantaggi ecariche,

che iPapi conferivano ai parenti; come ancora quasi tutti gli offizi venali o vacabili.

veri,

Le sue mirabili beneficenze co'posuoi edifizi eretti in Roma, li riRimosse


i

portai alla biografia.

giudici

li

faceva soddisfare dal segretario di stail

particolari, e dimostr la sua paterna ge-

to,

quale poi trovava

il

modo

di farsi

nerosit neir inondazione, terremoto ed

reintegrare. Sostenne

la dififerenza

delle

Regalie, che pretendeva


se

Francia j

e dife-

vigorosamente l'abolizione delle Fran-

chigie ne'palazzi di
se aspra

Roma, per
1'

cui insor-

ambasciatore francese Lavardino, e intim l'interdetto alla chiesa di s. Luigi de'francesi.Fu assai

questione con

epidemia che flagellarono Roma e le vicine campagne. Benignamente accolse in Roma Maria Casi mira regina di Polonia, e cre cardinale Grange suo padre. Innocenzo XII nel 1700 incominci la celebrazione del i6.

Anno

santo, e mor

pieno

di meriti a'27 settembre. Nella

^"^

virtuoso e caritatevole co'poveri, tut-

to polendosi vedere nella biografa. Per morte del suddetto senatore,avvenuta dal 26 febbraio 1689, esercitarono l'autori-

non ebbe riguardi: fece mettere in Castel s. Angelo un duca, che avea minacciato lo zio prelato; esili un cavaliegiustizia

re a fronte della protezione dello zio car-

conservatori F/aw/Vzzo Fichi,

Maria'

dinale, e fece castigare alcune

no F'ec chiarelli, Antonio Cerrij indi dopo un trimestre Vincenzo Colonna, Pietro Millini,

dame per avere fatto giuochi d'azzardo proibiti.


Clemente

XI a' i3 novembre fu

sublimal'an-

Carlo d'Aste, quindi Marc Antonio Crassi, Giuseppe BoccapadtUi,

to al triregno, che prosegu e

comp

no

santo. Pel sollievo de'poveri e bene-

36
ficio di

ROM
Roma
islilu la

ROM
rio,

congregazione del

ne esaurirono

la

rappresentanza coni

Sollievo, per la quale

deput alcuni

car-

servatori Liizio Sabelliy Prospero della

dinali, prelati e cavalieri,' a'quaii

racco-

Molara, Prospero Nunez;

indi

Clemente

mand eli
clesiastico

provvedere

Roma e lo

stato ecin o-

d'opportuna abbondanza

XI gli sostitu con breve de*28 ottobre, Mario Frangipane signore di Tarcentoe
Perpetuo nel Friuli, marchese di Nemi: prese possesso a'24 gennaio 17 12, sebbene fosse morto d. Orazio Albani fratello del Papa, cos volendo la virt di
questi.

gni genere di vettovaglie, e di soprinten-

dere all'economia e buon governo della

camera capitolina. Dichiar che avrebbe protetto la pittura, la scultura, l'architettura che gii sembravano
citt e della

Ne

descrissi la cavalcata e tutta la

trascurate; perci istitu in Campidoglio

pompa

nel vol.X, p. 3 i2eseg.

Am gran-

l'accademia di
scudi.

tali

arti

con fondo di looo


i

perch

le statue,

marmi
le

anti-

demente gli uomini dotti,essendo egli stesso erudito. Questo senatore Frangipane,
uniformandosi
alla pontificia costituzio-

chi e e medaglie fossero pi


in

mantenute
proibi-

Roma

e nello stato,

rinnov

ne, sulla qualit delle persone che

debbo-

zioni de' predecessori, che tali antichit

no

ne' tribunali patrocinare le cause, e-

non potessero mandarsi

all'estero senza

man una

notificazione, colla quale or-

pontificia licenza. Altrettanto dispose per


le pitture, musaici, codici antichi e iscri-

din, che nella curia di Campidoglio

non

sar lecito attitare e patrocinare cause, se

zioni; pi,

che

se tali cose fossero trovate

non dai procuratori approvati dal


intendono agire e difendere perci anche approvati da
to ROMANO. Qui
del carnevale
i

tribu-

uegli scavi,

non si potessero

levare prima

nale della rota e dai capi de'lribuuali ove


le

del permesso e visita del commissario a


ci deputato.
le

cause, e
pel

Cominciquindi

premiare

lui

suo

persone di merito nelle arti e nel le scien-

tribunale senatorio, di cui tratto a Senariferir,


1

ze.

Per

la

guerra della successione di Spadcoi

che

in

occasione

gna,vari luoghi dellostato patirono il pas-

7a'3o gennaio dal mari.

saggio e l'occupazione di truppe, e


Vette far mostra delle
belligeranti. La
gli assassini,
1

si

chese del Bufalo

conservatore fu prosedere del

7?f/7/z/e

papali, do-

mossa
pari
i

la pretensione, di voler

vendoli Papa sostenere gravi vertenze

conservatori e priore de'caporioni,

Campagna fu desolata
i

da-

col senatore nelle stanze del


s.

Palazzo di

che spogliavano passeggieri;

MarcOt ove essi


di

si

portano a vedere col


dalla loggia la vin-

Roma nel 708 fu inondata rovinosamente dal

governatore
e

Roma

Tevere, espaventata dal terremoto


il

cita e presa de'barberi corridori; di

che

in

modo, che

Papa attribuendo

la

co-

mune
voto
si

salvezza al patrocinio della Puri-

dellapompa colla quale incedono in tale tempo, trattai a Carnevale di Roma. Il


senatore fece togliere
strati e fiscale
le

ficazione della B. Vergine, ordin

checon

sedie de'4 magiil

osservasse per

gilia, e di

cantare
il

il

un secolo la sua viTe Deiini nella cap-

portarne altre alla sua inferiore:

generale di Campidoglio protest


il

pella papale,

quale voto da Pio VII fu

contro
il

senatore, rifer tutto al Papa,


si

poi perpetuato. Del voto di Clemente


se ne fece

XI

quale disse che

osservasse

il

consueto,

memoria in Campidoglio, con relativa lapide in marmo. Nel 1709 dovea venire in Roma Federico IV re di Danimarca, per cui
sul
si

salve le ragioni de'ricorrenti conservatori e priore, e che poi si sarebbe deciso. Nel carnevale del 1733 risorse la pretensione de'nominali contro il senatore, per aver le sedie eguali alla sua ed a quella del Governatore diRoma,\BiOndeC\emtti-

fecero delle consulte

modo

di riceverlo, di

che parler a
i

Udienza, dicendo del


riceverono
i

modo come Papi


1 1 il

sovrani e principi acattolici.

Essendo morto neli 7

senatore Ria-

te XII per dar fine alla controversia deput 3 cardinali romaui a deciderla, e la

ROM
imposto
al

ROM
edificala,
siflalta

37

conservatori e priore de'capo-

rioni di quietarsi e

abbandonare

esigenza.Nel 1714^! '"eco in

Roma la gran-

che serv di modello alle altre, e forma l'ammirazione del moderno sistema penitenziario. Questo glorioso Pontefice

duchessa vedova diToscana, V ioIanteBeatrice di Baviera, colla quale Clemente XI gi*aziosamente si querel, per non avere
accettato quanto avea disposto nel suo

azioni a* 19

anda ricevere il premio di sue sante marzo 1721. Tanta perdita fu compensala con un Papa romano, agli8 maggio in Innocenzo

Tiaggo a Loreto. Rinnov con bolla del

17 4 la congregazione dell'annona e
1

grain

XIII Conlij con giubilo di tutta Roma, dimostrato anche nel suo possesso. Immediatamente
tutti
il
i

scia,

ordinando

ai prelati e cavalieri

fece

prendere un pane da

essa deputati all'agricoltura,

che sommi-

forni,

per esaminarne
il

nistrassero agli agricoltori in imprestilo

peso, affinch

la qualit e pubblico non fosse de-

100,000 scudi con


e
la tratta della

frutto del 2 per 100,

fraudato; deputando una congregazione

5/ parte
1

del
7
1

frumento

che avessero raccolto nel


gare all'erario
i

5, senza pa-

soliti

paoli per rubbio.

mantenere l'abbondanza nella citt, minorare il prezzo del frumento e regolale quello de'comdi cardinali e prelati, per
mestibili. Principe

Rinnov

le costituzioni di

Alessandro VII
le

e Innocenzo XII, contro


perflue spese che
si

grandi e su-

presto

il

facevano nelle vela-

cesse a'

grave e maestoso, vide suo fine a'7 marzo 724. ^\'\ suc29 maggio il piissimo Benedetto
1

zioni e professioni delle /?e//g'/o5ej Contrarie allo spirito della perfezione religiosa,

XIII Orsini de' duchi di Gravina ove nacque, ilquale volle vivere con semplicit;

ed eccessi va ostentazione de'parenti.IlPa pa contribu al matrimonio di M." Clementina Sobieski di Poloniajcon Giaco-

quindi visitava gl'infermi negli ospe-

dali, e nelle case se

moribondi
se

discenla

dendo dalla carrozza

pregato a dare

mo
te;

III ve calloVico d'Inghilterra,

\\

rice-

vette in Roma e

mantenne decorosameni

altrettanto facendo
i

suoi successori,

Benedizione pontificia, ed anche per cresimare persone di bassa condizione. Diminu le gabelle alla carne, al macinato,
all'uva che s'introduce in

che loro usarono


voi.

riguardi

come avessero

Roma,

abol la

regnalo: tutto in dettaglio riportai nel

gabella sul carbone, e restitu la franchigia ai padri di


1

XXXV,

p.

99

e seg., essendo

Roma
1

figli,

sul dazio del vino.

papale sempre stata magnificamente ospitale coi sovrani detronizzati. Nel

Quanto

fece

per V Annona e Grascia, colo dichiarai a tali

7 16

me

per V

Jgricoltufa,

venne
nitz,
ta.
il

in

Roma
il

l'elettore di Baviera in

articoli.

incognito sotto

nome di conte di Traussi

per

le

funzioni della settimana san-

Nel 1725 celebr con molta edificazione il 17. Anno santo. Si port a consagrare la chiesa di Vignanello nella
delegazione di Viterbo ^ ed in questa citt
a consagrare in arcivescovo Clemente Au-

Indi nel 17 17

rec pure in

Roma

figlio

di

primogenito dello czar Pietro I Russia^ evi si trattenne in istretto in:.

gusto M.' di Baviera,


spensato dal venire in
il

il

quale erasi di-

cognito

Clemente XI

lo fece servire

da

Roma, per evitare

uno de' suoi nipoti Albani. Serpeggiando intorno a Roma la pestilenza colle sue precauzioni il Papa imped che vi
,

ceremoniale. Ritenendo la sua chiesa

arcivescovile di Benevento (ad esempio


di altri

Papi che conservarono

il

Vesco-

penetrasse. Nella sua biografa e in tanti

vato che aveano allorch furono esaltati


a quello

articoli narrai

quanto Clemente XI fu

generoso di limosine co' romani. bisognosi; che moltiplic gl'istituti di beneficenza


pubblica; quanti oriiamenti aggiunse alla
citt, e della

diRoma), dichiarando come Clemente Vili, che intendeva che in Roma


restasse la curia,

ed

ivi

doversi fare l'ele-

zione del Papa in caso di sua morte, parti

celebre Prigione pur da lui

per Benevento a'24 marzo i727,vice-

38
e rientr in
vi nel

ROM
meslibili.

ROM
Non
lasci impuniti
il

lebr le funzioni della settimana santa,

cardinal

Roma festeggialo a'29 magBenevento per celebrarconcilio diocesano e le


il

Coscia e altri ministri venali, che tanto


a veano abusato della confidenza, prgbit

gio. Ritorn in

1729

e innocenza di costumi di Benedetto e con processi pun e fece restituire

XIH,

funzioni della settimana santa, uscendo

quan-

da Roma ai 28 marzo e ritornandovi ai IO giugno. Soleva ritirarsi nel convento


del suo ordine e* Predicatori, sul
te

to pot ricuperare, di che, oltre gl'iudioati


articoli,

ho parlato

in tanti luoghi,
p.

come

Mon-

ne* voi. X, p. 20,

XLVI,

i3o. D'ordi-

Marioy ed

ivi vestiva

il

suo antico e didi sua

ne de'cardinali camerlengo e vicario fece


pubblicare utilissime prammatiche perinfrenare
il

letto abito

religioso.

Abusarono

bont i beneventani suoi famigliari, e diversi suoi ministri, precipuamente il favorito cardinal Coscia segretario deWemorialij
il

vano e dannosissimo lusso;

ma

disgraziatamente ebbero corta durala.

perch a dismisura

si

aumen-

Napoli Visconti,

tarono
lica, Sive

gli

aggravi della camera aposto-

i debiti che sotto il predecesascendevano a 5o milioni di scudi

oltre

1733 passando per Roma il vicer di il Papa Io tenne seco a Pranzo e gli fece donativi. Nel medesimo annoClemente Xll benignamente ricev
Nel

(e nel i.ySS nel pontificato dell'ottimo

Mulei nipote del re di Marocco; si convert, gli assegn una pensione, e fti sepolto in
s.

successore erano arri vati a

67

milioni, co-

Andrea

delle Fratte:

si

ponno
p. in

me
sto

riporta Novaes, Storia di

BenedeUo

vedere
1

voi.

XLIII, p. 108, e

XLV,

A///, n.io4). Quanto ascendeva in que-

76. Nel suo poilificato

morendo
le fece

Ro-

tempo

l'introito e l'esito dello slato

ma

M." Clementina regina cattolica d'In-

pontificio, lo dissi nella biografia (in

que

ghilterra,

Clemente XII

celebrare

sta e seguenti epoche, l'autore diligente

que'funerali che ricordai nel voi.

XXXV,

del Testamento politico, ass^QV\$c.echQ l'en


Irata ascendeva a circa

due milioni

700

p.ioo eioi. Neli734 a'6 maggio si attacc il fuoco ad un castello di legna sulla
ripa del Tevere, vicino alla Porta del Po-

mila scudi l'anno, che non s'incassava in*


tieramente,eilc?e/?a7circaannui 120,000
scudi).
1

polo e incontro la piazza dell* Oca. Per


la

buon Papa mora'21 febbraio 780, lasciandoci la memoria dell' O^yoeIl s.


1

sua veemenza accresciuta da furioso


la

vento, in 12 ore rest consunta


ra ivi esistente^ con circa

legnail

dale di

Gallicano, per

le

malattie cu-

60 case, ed

Pa-

tanee. A'

2 luglio

sali al

papato l'egregio

pa sovvenne con denaro 4>ooo persone

Clemente
ni

XII

Corsini fiorentino, d'an-

che
ti

in quella fatale disgrazia


I

restarono

79, che essendo quasi cieco, non pot celebrare le Cappelle pontificie^ tranne

senza abitazione.

danni sarebbero stadi

maggiori, se a colpi

cannone non

si

qualche rara assistenza e benedizione, e si affid nierilamente al nipote Neri M.* Corsini^ che fece prelato e pubblic pel
i. nel dicembre cardinale, il quale govern saggiamente,ad onta d'unoscabro-

fossero atterrate diverse case per inter-

rompere la comunicazione colle altre. Nel medesimo luogo fece poi fabbricare un
grandioso circondario di muro, dentro il quale si dovesse conservare la provvisione delle legna. Nella sua biografia, e a Immunita narrai
i

so pontificato.
l'

Conferm l'abolizione
,
i

del-

appalto del sapone

che introdotto in
car-

tumulti accaduti in
i

tempo dell'antecessore, a veano tolto


dinali in sede vacante; diminu
il

Roma

per l'abuso che

diplomatici fa-

prezzo

cevano delle franchigie, e quauto oper

dell'olio, e prescrisse ai presidi dell'anno-

Clemente XII. Mancato a'viventi a'6


i

feb-

na e grascia d'invigilare che sempre


se

vi fos

abbondanza

in

Roma,

e di castigare le

braio 1787 il senatore Frangipani, entrarono ad esercitare il senatorato conservatori Emilio Massimi^Marc

frodi e gl'inganni de* venditori di

com-

Antonio

ROM
Crassi, Gio. Ballista Sacchettij indi ilPatrizio Patrizi

ROM
fcie j(\\jid\
ltri
il

39

generale delle Po^te Ponti-

pa con breve nomin senatore il baione Nicolo Bielcke svedese,che avea abiurato
l'eresia kileiana nelle
I

commissario pontificio.

Vel-

cardinal Neri rinnav'gli ossequi

mani

del

Papa

nel

dello zio, e le

raccomand gli affari pen-

735, il quale l'aveva fatto cameriere di spada e cappa, e della cui prosapia Brigida fu regina di Svzia, come moglie di
Carlo Vili. Con pubblica cavalcata fece il suo solenne ingresso in Roma a'5maggio> di cui
si

denti colla
te

Sede. Grata la regina a tandimostrazioni, non potendo recarsi in


s.

Roma, mand a ringraziare riverentemente il Papa per l'Orsini duca di Gravina.

Clemente XII
co"*

ha

la

Relazione stampata

rati e

fu generoso co'letteromani, con magnificenza ag-

come

di altri senatori,

stato al cardinal
to di fedelt,

avendo gi precamerlengo il giuramen-

giunse

edifizi e

abbellimenti a

Roma,

di-

chiarati nella biografia e in molti articoli, e principalmente nella basilica Lateranense,nel palazzo Quiriuale,nel museo Capitolino di Campidoglio, ove fabbric

sto senatore

come ai conservatori. Di queabbiamo ancora, Memorie


^

storiche della vita di Nicol Bielcke se-

natore di

Roma

ivi

1769,

colla cronolo-

un

edifizio pei ragricoltura,nella

fontana

gia de'senatori, le quali furono riprodot-

di Trevi, e altri illustratidal forlivese Gio.

Venezia nel 770, col nome del p. Francesco delfb ss. Trinit della redente in
i

Battista Gaddi:

Roma nobilitata nelle sue


i

fabbriche
decor

da Clemente XII^^oma ^36.


a'

zione degli schiavi. Racconta

Novaesche

Morto questo Papa


il

6 febbraio 1740
il

contro di esso insorsero alcune controversie pel ceremoniale, rapporto a'principi

trono pontificale

dotto ed eru1

ditissimo Benedetto

XlP^a

7 agosto, che

romfini ed agli ambasciatori;


le

ma

il

Papa
stesso

sop con bolla pubblicata nello


di
il

mese

maggio, prescrivendo che


senatore di

molte spese che si fecero ne'precedeoti pontificati, on de l'erario era in condizione deplorabile,
le

immediatamente riform

nell'avvenire

Roma

sia re-

e l'annuo ^^c/i! som ma va a


di.

200,000 scu-

putalo nipote del Papa regnante


a PARE?rTE),abbia l'uso della
(il

(di

che

Principe illuminato, procur di rifor-

Campanella

quale godono da antichissimo tempo


i

mana

mare l'esuberante lusso della nobilt roche minava la loro esistenza; ma

anche conservatori),del Baldacchino (\ cui pure e meglio a Ombrellino, insegna principesca, che egualmente gode), ed assegn 6000 scudi annui di appannaggio, come avea ordinato Innocenzo XIII. Nel 738 a'24 maggio il Papa mand ai conI

i savi progetti fatti per rimediarvi radicalmente dai nobili Patrizi,Theodoli,Crescenzi e Petroui, ebbeio la disgrazia di essere fra loro opposti, e di aver trovalo inveterati. Soppresse i (lisordini troppo

diverse imposizioni, e per sopperire

ai bi-

fini

dello stato mg."" Chigi col carattere

sogni del tesoro pontificio introdusse nel


1

di

nunzio straordinario, per accompagna-

74 1 la carta bollata, gi
il

risoluta dal pre-

re

M.* Amalia
III

di Sassonia, figlia di
ai

Au-

decessore,a bai. 2
tralti e scritture

foglio quella pei conesibirsi in giudizio;

gusto

redi Polonia, fino

confini di

da
le

Napoli, di cui andava ad essere regina,co-

e di bai.

io per

patenti de'luoghi dei

me
il

sposa di re Carlo Borbone,


di arrivare a

la

quale

mopti, dandone l'appalto per annuiscudi

prima

Ferrara avea trovato


quale in
do-

6o,ooo;ma abusandone

ministri

came-

cardinal

Mosca

legato, a ci destinato
il

rali,soppresse il bollo,e sostitu un'equiva-

nel concistoro de'21 maggio,

lente imposta ripartita sulle


lo stato:

nome

di

Clemente XII
le

la ricev col

vuto onore,

present

apostolica befu ser-

nedizione e molti doni.

La regina

comuni del24,000 scudi sui luoghi de'monti. Rimprover acremente color che volevano impedirea'po-

Roma fu

tassata per

vita per tutto lo stato dal

marchese Pa

veri la raccolta delle spighe di

grano

ri-

4o
maste dopo

RO

M
to senza

ROM
coperte da due portiere di velluto violet-

che nella s. Scrittura era permesso, e con due bolle ingiunse la pena di scudi 3oa chi con abbominevole durezza non avesse permesso
la mietitura, ci

ornamento, con cuscini e senza suppedanei.La questione fu risoluta contro


i

conservatori. Per

la

celebrazione del

ia spigolatura.
ss.

Per accrescere il culto ai Pitlro e Paolo , cui Roma debitrice


il

18.

Jnno

santo 1750, Benedetto


i

XIV
car-

ad esempio de'predecessori invit


se, ci ch'egli

delle maggiori grazie, ne ordin

solen-

dinali a riparare e abbellire le loro chie-

ne otiavario, e come principali protettori


della citt, obblig
sitare
il

medesimo

fece con.niolte,

senato

romano

a vi-

e notate nella biografia e luoghi rispettivi,

con tutta

la

curia capitolina nelTul*

insieme a quanto altro esegu a coe decoro di

timo giorno

le ss.

Teste, una delle chiai

modo

Roma. Procur

la

san-

vi delle quali

presso

conservatori. Nel

tificazione del

popolo romano con pub-

1744^" a visitare il Papa nel giardino del Palazzo Quirinale il re di Napoli Carlo di Borbone, il quale nella notte del 3 novembre dormi nella villa Patrizi. Il

bliche ^fissioni, essendo conveniente che


esso dasse 'edificazione ai forestieri,

mas-

sime

in l^le

tempo, salutare; deputando

Papa

gli fece

presentare ricchi doni e im-

bandire un pranzo nel palazzo Vaticano. Nel 1 746 prescrisse l'ordine e il nu-

mero

delle
ai

Famiglie nobili di Roma,


conservatori
il

sta

un giudice per le dilTercnze che ponevano nascere tra'forestieri e romani nelle cose civili, ed' una congregazione di cardinali per le criminali. ]^l sopprimere Innocenzo XII tutti tribunali de'giudici
i
i

bilendo

modo
si

di

am-

particolari di

Roma. aveva lascialo 'conil

mettere

le altre.
la

In quest'anno

ravviv

servatori di

Roma

diritto di costituire

nuovamente
vernatore
di

controversia tra m^.'' goil

un prelato

della curia

romana per

giu-

Roma,
in

senatore ed

con-

dice privalo della qpmera capitolina, acci giudicasse le cause in cui tal

servatori,! quali ultimi

non volevano per-

camera

mettere che quelli


al

occasione di assistere

avesse diritto,

come

si

praticava sino da

stinte dalle loro.

Corso nel carnevale avessero sedie diFurono deputai! 5 car,

Paolo

II.

Per

la

riforma poi da Benedetto

XIV

fatta nei

Tribunali di

Roma, naio

ad esaminare questa vertenza ai quali il governatore e il senatore dimodinali

dubbio

se ai conservatori era restata sif-

fatta ai^toril.

Benedetto XIV colla bolla


1
1

strarono
ta

il

possesso immemorabile di det-

Sincerae fldei, degli

dicembre i749>

preminenza; ed il senatore fece rimarcare il gran distintivo della sedia in marmo a guisa di trono, che godeva no da Gregorio XIII che avea formato l'ultimo
statuto di

BulL magn.
il

t.

17, p. 285, dichiar che

tribunale de'conservatori di

Roma non
lo

era compreso nella soppressione da se fatta di altri Iribunali,

che anzi

confer-

Roma, esistente
la

nel salone del


in ogni trimeil

cogli antichi diritti e privilegi, volenil

palazzo senatorio,
stre in cui
il

quale

do che

giudice della camera capitolina

senatore dava

possesso ai

fosse reputato giudice ordinario, dalle cui

nuvi conservatori era guarnita e decoradamaschi cremisi e oro, anche nelle due colonne laterali, con fregi di vel[,uto
ta di

sentenze non

si

potesse appellare.

Il

giu-

bileo riusc ottimamente; solo insorse

quella differenza che riportai a Birri jCie

cremisi bordati d'oro a 3 ordini nel frontespizio superiore della sedia e suo cusci-

non

si

volevano dai sostenitori delle fran-

no, e con tappeto suppedaneo che cuopriva gli scalini per cui si ascendeva alla

Nel Campidoglio il Papa istitu un'accademia di pittori e scultori delta del nudo, e colloc in essa una bella galchigie.
leria di quadri, poi riuinta a quella di
s.

Per tale possesso conservatori se* devano elle due parti laterali alla sedia stnatoria, sopra due seditori di marmo,
sedia.
i

Luca. Nel 1751


cipe di

si

rec in

Roma
il

il

prin.** 1

Due

Ponti, a cui

Papa

nel

RO

INI

ROM
Clemenle XIII
capitolina
si

41

giorno di quaresima confer la cresima, V regal il corpo di santa Giulia di nome


proprio, trovato nel cimiteriodi Rignano.
xMor

correnti dovevansi fare, per ragione del


lusso superiore a quello de' t^empi passati,
col

moto-proprio che

ri-

gran Pontefice Benedetto XIV ai 3 niaggiorySS, e gli successe l'eccellente Clemenle XIII Rezzonico a'6 luglio. Inil

porta Vitale, ordin che dalla camera

dovessero pagare scudi 70

mensili

al

senatore, e allretlanto a' suc-

festando

gli assassini le

proviiiciedi

Ma-

cessori, oltre

rittima e -Campagna, fino alle vicinanze


di

il solito onorario. Da queslodocumentosi rileva,cheClemenleXl[

Roma, rinnovo

il

severe di Sisto V.

Papa le prescrizioni Cur l'abbondanza diparticolarmente nella


fece moltissimo pei

avea prorogalo la durata del magistrato de'3 conservatori e priore de' caporioni

Roma e nello stato,


carestia del

da

tre

sei

mesi,

come

nell'avere illustre

i764ye

residenza in Campidoglio nel copioso


seo delle statue; che Benedetto

muil

Poveri e per V
sto

Annona ,

e cpianto altro

XI V ave-

riportai nella biografia, descrivendo que-

va ristretto alla sola nobilt di


diritto di

Roma

penoso pontificato,

in cui la religione
stali,

occupare

le

cariche di conser-

s'incominci a perseguitare in n)olti

vatori, di priore de' caporioni, e di altre


all' amministrazione- e governo della camera capitolina; che non essendo corrispondente alla rappresentanza il tenue assegno di scudi i3ebai.65 mensili

anche perabbattere l'autorit della s. Sede. Mentre il Pap era in Castel Gandolfo, il senatore Bielcke ammal gravemenle, onde si mand a prendere l'apostoli^ rti benedizione che Clemenle XI 11 comjiart paternamente. Essendo morto il senatore Bielcke aii 2 giugi 765, il suo corpo fu esposto nel palazzo senatorio da lui abitato: indi a' 16 presero le redini della carica conservatori Domenico Basii, Giuseppe Nunez de Tolis, Benedetto Orsini. Pocia Clemente XIII con breve
i
i

appartenenti

6 e bai. 6 e bai. 60 che ognuno di loro ricevea mensilmente per l'intervento alle due congregazioni economiche, e considerandoli Papa sopravanzare annualmente dalle rendile della cahera capitolina piti di scudi 22 00, e che quanto prima potevano ascendere

di ciascunsenalore, e di scudi

85

al priore,^oltre gli altri scudi

del i. luglio cre senatore

il

proprio ni-

a scudi4ooo,detratte tulle le spese e quelle pei

pote Abbondio Rezzonico patrizio veneIo: Vitale loda la di lui vigilanza per l'e-

3 palazzi capitolini, fontane e ac-

quedotti appartenenti alla camera capitolina, e quelle per le


cos

salta amministrazione della giustizia nel suo tribunale senatorio, e pei genio col

mura

della citt,

aument

col fondo di detti avanzi

quale incoraggi e pio lesse


belle arti.

le

scienze e le
il

l'assegno in mensili scudi 70, da ripartirsi

Dopo

aver preso

possesso

scudi

20 per cadauno

de'conservatori, e
i

privato, pigli quello pubblico che descrive Vitale, rilevando che in questa funs' Introdusse 1' uso che cardinali niandavano due gentiluomini a cavallo col palafreniere portando il cappello pontificale cardinalizio, cavalcando secondo
i

scudi IO al priore de'caporioni, oltre


soliti
il

antichi onorari loro propri. Di poi

zione

senatore R.ezzonico fu anche fatto Go/tIl

faloniere del popolo romano.


pel

senatore

buon ordine del tribunale di Campidoglio, avendo osservato che molli giovani sostituti de'notari capitolini, senza

Consuelo sopra mula bardala di finimenti e gualdrappa rossa, al palazzo apostolico, da dove il senatore iu cavalcata i recava in Campidoglio pel solenne posi^

aver ottenuto

la

matricola, solila conce-

dersi dal collegio degli archivi, e l'approvaziolie del senatore a cui


dinali,
tri

i^esso.

Ad

elletlo

che

il

senatore potesse

COS

decoro esercitare
alle spese

la dignit,

avuto

ri-

erano suborardivano rogare testamenti e alatti, contro la costituzione di Bene-

guardo

maggiori che nc'tcmpi

dcltoXIIl,Qf^wi nostrum jdi'ji^i cuu

42

ROM
i

UO
nativi che
si

M
in

sua noliCcazione ordin che delti sostituii dovessero solloporsi ad esame per ottenere l'approvazione;
il

d'Inghilterra, gli fece presentare qejc'do-

solevano praticare coi sovra-

quale esame

si

ni e principi reali

che venivano

Roma,
ss.

dovesse fare innanzi


curiali di collegio e a
pitolini. Nel voi.
i

al

senatore, a due
capi notari ca-

a mezzo del Maestro di casa de*

pa-

due

lazzi apostolici^ e lo festeggi coH'illumi-

XXXV, p.i oc

ricordai

nazione della basilica Vaticana; non minori onori rese al fratello duca di

solenni funerali falli celebrare dal Pa111 re cattolico d'Inghilter-

Cum;

pa a Giacomo
ra^

berland

quando

si

rec in

Roma

il

re

morto

in

Roma

nel 1766.

Clemente
^

GiorgiolII scrisse lettera di ringraziamen*


to al Papa,

XIII termin
brica, posta in

la comoda e luminosa fab' Piazza di Termini accan-

ed accett

la

sua mediazione,

per pacificarsi col duca di Cumberland. Nel 1772


il

to ai granari pubblici, di io pozzi e

32

Papa

fece per tutto lo stato


M.'''

grandi veltine murale per conservare l'olio del r/^/z^ow^/ow^/zrt!

assistere la principessa

Valburga di
il

etribunaledeila

Baviera, vedova dell'elettore "di Sassonia;

cali e

Grascia j dell'uso posteriore d'quali lode'granari trattai ne'vol. XLIII, p.


16, a Ospizio DI
s.

a Civita Castellana l'incontr


se
in

marche-

Massimo generale

delle poste, e giunta

32,LV,p.
Angeli.

Mar'ia degli
il

A Povero

notai quanto
1

Papa
di

fece per la carestia. Nel

768 pel
il

passag-

gio nello stato e venuta in


rolina regina di Napoli,

Roma

Cacon-

la mand a complimentare dal Maestro di Camera: la principessa Albani 1' accompagn' all' Udienza, e Clemente XIV le don una preziosa co-

Rma

prelato

Papa destin
ai
il

rona benedetta di diaspro sanguigno, coti

nunzioslraordinatioper riceverla
fini rag.*" Millo, e

cammeo
nato

esprimente

il

Salvatore, contorle

per legalo

cardinal

di brillanti.

Nel d seguente

man-

Girolamo Spinola.
ClemenleXIlIfraleangustieincuiavea
passato
il

d un Crocefisso d'oro ornato di gioie, con indulgenze; indi ordin una corsa di barberi per rallegrarla. Ritornata poi la prin-

suo pontificato, reselo spirito al


imperatore, e da
,

Creatore a'3 febbraio 1 769. Nel Conclave


visitalo

cipessa da Napoli,
s.

la

regal d'un corpo di

da Giuseppe

II.

Pietro Leopoldo granduca di Toscana


gli

9 maggio Clemente XIV, gi minore conventuale, in un tempo in


successe a'
1

cui le sette avevano incomincialo l'opera


infernale per abbattere gli altari e
ni,

Iro^

promulgando
il

diritti
,

sovranit del popolo

dell'uomo e la per cui deriv in

molti
ca

desiderio di partecipare al reggislato; in

mento dello
la

conseguenza in epo-

pi svantaggiosa pei religiosi, ovunbersagliati. Prese provvi

que fieramente

d'/^gw due quadri, uno in arazzo rappresentante s. Giovanni apostolo, l'altro la propria effigie. Per sdebitarmi della promessa d'indicare i sovrani e principi reali d'ambo sessi, venuti inrRoma, oltre quelli che descrissi a Anni santi, e a LiMiNA APosTOLORUM, lio fin qui adeojpita, indicando modi de'ricevimenli e dove ne tratto; pei seguenti 6 pontificali poi, avendo ci notato nelle biografie di ciascuno, mi asterr di riparlai'ne,
Vittoria martire, d'una cassa
di

Dei benedetti, e

detize sul prezzo dell'olio, del

sapone e

come

sar pi breve, essendo le medesi,

sull'agricoltura; permise per sollievo del-

me
gli

abbastanza diffuse

per conoscere e-

povere famiglie romane la macinazione del grano per proprio uso; indi procur di pacificarsi colle corti, le quali per
le
le loro pretensioni
la s.

ziandio ci che ha rapporto con

Roma,

abbellimenti aggiunti da ciascuno dei

Papi. Clemente

erano in discordia col-

incominciato

Sede, e

vi riusc.

confini dello stalo e

Fece incontrare ai accompagnare in Ro-

XI V ha la gloria di avere Museo Vaticano: egli dopo aver soppresso i Gesuiti, con animo
il

agitalo e amareggiato, poco

ma

il

duca

di

Glocesler fratello del re

la

sua carriera mortale

a'

dopo termi22 setleoi-

ROM
bre 774* A* ' ^ febbraio 1 7 70 fu creato il glorioso Pio FJBraschiy ed una delle sue
1

ROM
artisti
i

43

fece per aiutare l'agricoltura e impiegare

prime curedell'aposlolico miuisleio fu


celebrazione delig."
si

la

per rornameuto di Roma, quali vi traevano il sostentamento. Avendo Pio

applic alla riforma di


le

Anno santo; quindi Roma, rimuofatte dal pre-

VI

ritenuto col pontificato l'abbazia nul-

lius di

Subiaco (ad Abbate riportai


di simili abbazie ritenute dai

altri

vendo
\*

smodale generosit
le

esempi
.pi

Pa-

decessore, ed occupandosi a migliorare

dopo

la loro esaltazione al pontificato,

Agricoltura^ V Annona,
oltre la grandiosa

Dogane^ dai

zi,

impresa del prosciu-

gamento delle Paludi Pontine j laSie-' nando l'ingordigia de'fornari, e gli enormi abusi delle franchigie, che tante agitazioni procacciarono ai romani. Delle deplorabili cedole che fu costretto a porre

il vescovato di Roma, ed a Pio IX notai, che gi Papa assunse il governo abbaziale di detta abbazia) e fab-

cui inerente

bricala decorosa cattedrale, si port acou-

sagrarla

neh 789. Fu questa


i^'/tfftc/rt,

l'epoca in-

felice in cui

scoppiarono pi apertamenle

te le
bili

turbolenze di

cui terri-

luogo deWe Monete pontificie^ a questo articolo ne parlai quanto al C^in corso, in
:

conseguenze gravitando sull'Europa,

ed

in ispecie sull'Italia; lo stato pontificio

/iSf9toda lui

ordinato, meglio vedereCoxin-

Roma, le
ticolo,
si le

narrai diffusamente al citato ar-

GHEGizioNE DEL Censo. Luogo Sarebbe


dicare
i

ove eziandio con dettaglio descrissoffri-

monumenti

magnifici e sontuosi
,

condizioni de'dominii ecclesiastici e di

di cui arricch

Roma

indicati nella bio-

Roma, con quanto immensamente

grafia e descritti a'ioro articoli: primeg-

giano tra
iie

le

sue opere

il

Museo

PraticaTerezio-

rono e impoverirono, nel complesso degli avvenimenti di sempreiufausta e dolorosa


ricordanza, e da cui conseguitarono altre
catastrofi.

no eminentemente ingrandito, e
in

della sagrestia Vaticana; da per lutto

Incominciarono pure

le

tribo

Roma

sitrovano belle memorie


la

di

sua

lazioni del generoso Pio VI, che ne fu vit


tinla e martire di patimenti,
si

veramente splendida munificenza. Procur di allontanare vedere alle


Pestilenza^ e di provcarestie.

piangendoli-

ancora lospirito rivoluzionario e di

mezzo

del celebre
fece

bert che invase una gran parte de'sudditi della

tesoriere Fabrizio Ruffo, Pio

VI

non

chiesa romana, e che produsse

poche operazioni per diminuire le cedole, e si pu dire che fu l'autore d'un regolare sistema finanziariadi Dogane, con che abol
i

poi quegli amari frutti che ancora deplo-

privilegi feudali delle tante gabelle

the

si

pagavano

nel transito

da feudo a

riamo nel risentirne gravissimi danni nell'economico, nel morale e nel religioso. 11 Papa nel fare imprigionare nella fortezza di s. Leo nel Monte Feltro, il fauio-^
i

feudo, di pedaggi e altro. A vantaggio della

so Cagliostro implicalo uell'ecla tante affare della collana, che fece sfigurare
if

Chiesa intraprese
ivi

il

viaggio di Fit.nna,\la

car-

chiarando che in Roma reslava


doversi eleggere
:.

curia, ed

dinal Lodovico de /?o/2rt/zcon>promelten-

iJ

successore,s'egli

mo-

do

la

s.

Sede, dalle deposizioni di Caglioprincipale settario de


le

riva

consegn ['Anello Pescatorio


il

al se-

stro,

come

MuraLa

governo di Roma e dello stato al cardinal Lazzaro Opi/io Prf//<7v/czo segretario di stato; ai due nipoti Braschi die il testamento sigillato. Ai 27 febbraio 1 782 parli da Roma fra gli applausi de' romani, e co' loro festeggiamenti fu ricevuto nel ritorno a' 1 3 giugnogretario de'brevi, ed
Si trov nella
J

tori, si

pot conoscere
la

loro diaboliche
la sovranit.

trame contro
cia,

Chiesa e

sanguinosa e orribile rivoluzione di Fran-

caduta in feroce anarchia

e la pro-

clamazione della repubblica, giunse a decapitare barbaramente


il

re e la regina, e

necessit di prendere nel

783

in imprestito 3 milioni di scudi; ci

ad esterminare la religione cattolica, per opera precipuamente delle sette de'filosofi atei e de Giacobini^ onde nello slato e

44
in

ROM
Roma
II

ROM
ne e pennacchi
alla stessa

si.rifugiaiono molti del perse-

Iricolorati di

^misurata

guitato clero francese' eie zie di Luigi

grandezza, con servi e cocchiere guarniti

XVI.

Papa

le

accolse I)eaignaniente, fe-

maniera. A quest'altro insulto


la

ce loro presentare dal maestro di casa


dei palazzi apostolici diversi commestibili,

pubblico,
re,

plebe incominci a tumultua-

consistenti in cera, canditi, confettu-

re, caff, frutti,


sciutti,

formaggi, vini, pesci, pro-

zuccaro, ed una

lutto

70

portate. Inoltre Pio


gli

mongana viva, in VI volenera grata la fai

prendendolo per ingiuria al principato e alla religione, che assai amava non essendoancora demoralizzata: grid f^iva s. Pietro, viva la Religione, viva Pio

VI
La
la

si

scagli furiosamente contro la

do dimostrare quanto

carrozza, dlia quale imprudentemente


Flotte scaric una pistola sulla mol-

miglia reale di Francia, sebbene

Papi

non sieno

soliti visitare
si

principi e prin-

titudine.

Questa

di

pi inasprita insegu
gl'in-,

cipesse reali,

rec con treno semi-pub-

fuggente carrozza, ricoverandosi

blico al palazzo del ministro cardinal

de

cauti francesi in casa del banchiere

Berni$, a farle graziosa

visita.

In

mez-

dove entr
sa.

il

Muti, popolo furibondo, non poBasville, e questi distile, fer

zo a tanti sovrastanti pericoli. Pio

VI
la

tendo essere frenato dalla truppa accor-

aument

le

lUilizie^e istitu in

Roma
i

Trovato nascosto

guardia Civica pontificiaj sospese tea* tri ed altri pubblici divertimenti, ed ordin pubbliche preghiere. Dopo averci
dispotici tiranni

fendendosi con uno

degli aggressori e rest vittima di

qualcuno qua*
il
il

st'allrlimprudenza,venendo mortalmente offeso nel

dominatori del gi

flo-

basso ventre. Dolente


gli

Pa-

ridissimo regno di Francia, abolito ogni


culto religioso,
si
s.

pa dell'accaduto, subito

spedi

suo

disposero alacremente

ad abbattere la
papale,

Sede rocca della


^\

fede, e

chirurgo per curarlo, e mg.'' vicegerente per assisterlo, ma nel seguente giorno

democratizzare R^oma, con tutto lo stalo

mor, dopo avere detestato


fatti alla

giuramenti

come aveano fatto

Avignone e

repubblica, e ricevuto esemplar-

contado VenaissinOy domini! della chiesa romana, occupati e riuniti a Francia.


Si

mente
gli fece

sagramenti.
celebrare
s.
i

Il

Papa a sue spese


in

funerali, nella chiesa

cominci dai francesi ad esigere


segreti in

il

ri-

parrocchiale di

Lorenzo
Il

Lucina, o-

conoscimento

di loro repubblica, invian-

ve rest sepolto.

celebre abbate Vin-

do emissari
lo

Roma
vi

nello sta-

cenzo Monti segretario del duca Brasch,

lo per rivoluzionarlo.

Per cominciare dal-

sconvolgimento

di

Roma
i

mandaro-

pubblic una Cantica o poema in 3." ma, in cui tutto narr veracemente;

ri-

ma
o
-

cittadini Ugo La Flotte, il i.de' quali come console di Franaa col compagno esigendo

no agliii gennaio 1798

cambiando poi suoi


i

principii politici,

Basvillee

scur

le traccifc

della precedente sincera

esposizione. Di lui abbiamo:

In morte di
1

il

riconoscimento della repubblica fran-

Ugo

Basville seguita in

Roma li 4 gen VI

cese,

minacciando stragi e rovine, e volendo erigere lo slemma rivoluzionario


sulla

rtfl/oi

IMantova 1798. In nome del senato e popolo ro-

7g3, con vari

altri canti,

porta del suo palazzo e su quella dell'accademia di Francia, romani coi

mano

fu fatta un'iscrizione, in cui Pio

fu .acclamato

magnanimo
il

Padre della

minciarono a fremere. Tuttavolta, dopo avere Rasvilledi prepotenza innalzato lo Ntemma repubblicano, verso le ore 2 3 del giorno 1 3 La Flotte e Basville comparvero

patria, per attestargli

loro afifetluoso

attaccamento; volevano ancora erigergli una statua in Campidoglio, e per l'opposizione del Papa, il senatore R.ezzonico si content di porre un onorevole iscrizione nel salone di Campidoglio stesso. Sopraffatto

Coro,come la pi frequentala della citt, massime per essere domenica, in carrozza con coccarde repubblicanella via del

da angustie Pio VI

pel triste avve-

ROM
Dimenio, diede ordini severi per calmare il popolo elFervescenle , e pol andie sopire poi altro tumulto eccitato contro
i

RO
Bruto
in

M
si

4-1:

bronzo, di Marco Bruto in mar-

mo

esistenti in

Campidoglio, quali provolle

totipi del

repubblicanismo, onde

francesi a* IO febbraio: fece immediata*

dai francesi e altri repubblicani imitarli


nella foggia de'capellij abbandonando parucche, cipria e codini; ed inoltre il Papa dovette mandare un plenipotenziario a

mente partire con


poli, la

sicura scorta per

Na-

vedova,

il

figlio dell'ucciso, e

La

Flotte cagione di lutto, somministrandogli scudi

70

pel viaggio.

Sped Pio VI a

Parigi, a condolersi e domandar scusa per


la

d'Europa una relazione esalta dell'accaduto^ donde risulta la sua piena innocenza; e con editto condann
tulle le corti

morte
col

pace

di Basville, quindi stabilire la governo. Per soddisfare ai du-

rissimi patti imposti dal pi forte,

PioVI

l'eccesso del popolo, invitando tutti alla

lev da Castel
vi

s.

tranquillit ed a rispettare

pena

il

governo

di

francesi. ApFrancia seppe la mori

da Sisto

Angelo il tesoro ripostogli convenne prendere a

te dBasville giur vendetta, calunnian-

di scudi, e servirsi del ricavatodagli ori eargenti, essendoinquc-

cambio un milione

do ne'pubblici fogli il Papa e il suo governo che occultamente avessero favori* to l'assassinio; prendendo questo pretesto per vendicare
il

sto

negato riconoscimen-

tempo gravato il tesoro pontificio di 100 milioni di scudi di debiti, comprese le cedole, Luoghi di Monte, ed Placabili. Nel medesimo anno a'9 luglio,
circa
i i

to,! funerali fatti al sagrifcato Luigi

XVI,
I

in

Roma

prodigiosamente aprirono

gli

oc-

e per avere creato cardinale Maiiry.

chi molte sagre

Immagini gWt

B. Ver-

repui)blicani francesi con pi ardore spin-

gine, che noverai a quell'articolo,


fece concepiretimori e speranze,

sero

sudditi pontificiialla ribellione e


la

si

il die onde Pio

ord una trama contro


del Papa. Nel

sagra persona

VI ordin pubbliche missioni

nellepiazze*
di

1795 venendo Pio VI a sa-

Ma jPr/7czV7 peri. "condizione


mand
la

pace dodi

pere che

il

governo francese avea decre-

ritrattazione de' brevi di con-

tato Toccupazione degli stati della Chiesa

danna della Costituzione civile del clero


Francia.

mezzi di difesa, e per la penuria della moneta, oltre le gravezze chea vea dovuto imporre, invit tutti a portare nella Zecca
i

e la sua detronizzazione,

aument

Domanda inammissibile, per cui

Pio Vi fece nuovi armamenti,conl ribuendovi Colonna, Pamphil/-Doria,Torlonia


e diversi altri signori;
altri sudditi,

mentre

romani e

l'oro e l'argento, col frutto del


1

41/2 per

accorgendosi di qual tempra

oo,avendo gi

creati nel

medesimo anno

fosse la libert che lor


i

volevano donare

8 milioni io nuove

cedole. Si dovettero fa-

francesi, insrti al grido:

non poche possessioni della s. Sede. Finalmente nel 796 il generale Napoleone Bonaparte vittorioso degli stati ' Italia ^ occup colle armi ^o/o^waTj Ferr^im e altri luoghi, laonde ad evitare perdite e mali maggiori,
re di verse economie, e vendere
1

wVrt
li

flva Ges, Mariaj viva Pio FI, molti di queldelle Provincie non pochi ne massacragli

rono, per vendicare


sorte

oltraggi d'ogni

commessi dai

soldati.

Presso

Faenalla

za

le ^7///z/e pontificie,

opponendosi

PioVI fu indotto al

gravosissimo armisti-

marcia de'francesi,furono sbaragliate. Roma cadde nella pi grande costernazione, essendosi


stato, sino e
i

zio di Bologna, concluso con

Napoleone

ai

francesi impadroniti dello


le

23 e28giugno,con cedere quelle due


zioni e iFfle/2Zrt,pTgarei

lega-

comprese

provincie di

An-

5 milioni di fran^

chijdareperP^r/gn 00 codici della biblioteca Vaticana,!

00

pezzi di pittura e sculrari,

tura

pi famosi e pi
i

specialmente

coDjpiesi

busti capi d'opera, di

Giunio

Marca. Pio Vi dovette contentarsi della rovinosa pacedi Tolentino de i^ febbraio 1797, incoi olire il convenuto a Bologna, soggiacque ad altre dure condizioni , ed a cedere la
la
y

cona e Macerata ossia

4G
na
quindi
in

RO
;

M
e altrove
si

ROM
fecero

Bomagna, Avignone
nuove
le,

e la contea Venaissi-

Roma

per mezzo d'alcuni cardinali, edeirinfedele cav. dq Azzara ministro di Spagna,


segreto amico de' francesi,
to; solo
il

requisizioni d'ori e argenti,

delle chiese, nuovi imprestiti,

anche nuove cedo


proclamla

ma

senza

effet-

generale riprotest, che veniva

ed inoltre vendita de'beni ecclesiasti-

a punire

gli assassini di

Duphault,

g' in-

ci rustici in tutto lo stato. Si

sulti fatti all'

ambasciatore Bonaparte, e

repubblica nelle provincie occupate dai


francesi, e furono incorporate alla repubblica Cisalpina^ di cui parlai a Italia. In

Francia

si

dispose tutto perch in


la

R.oma

s'introducesse

.si

democrazia rappresentati va. Vedendosi vicinala morte di Pio VI, opin d'impedirne la successione, ovvero nel conclave usare del diritto che dava
il

il popolo tranquillo; laonde Pio VI fidandosi alle sue promesse , ch'egli, sarebbe rispettato, non volle porsi in salvo, ed in vece esort romani con editto a rispettare francesi. A* io Beri

doversi tenere

thier arrivato coli' esercito alle

mura

di

trattalo di Tolentino,

come

succeduti

accamp collo stato maggiore sul Monte Mario, facendo entrare per la Porta Angelica un corpo di francesi cosi

Roma,

alle pretese ragioni


efl'etto si

depredi Francia; a tale

diedero commissioni a Giusep-

pe Bonaparte ambasciatore della repubblica in Roma. Frattanto emissari francesi

pi volte tentarono in R.oma rivok'izio-

mandati dal general Cervoni corso, il quaoccup Castel s. angelo, il Campidoglio e gli altri posti militari. Attendendo Berlhier che la rivoluzione scoppiasse e che la schiuma di Roma l'andasse ad in*
It

ni,
il

ove giunse pure per democratizzarla


il

vitare,

come

si

era di accordo, a entrare


del popolo romano pantomima ebbe luogo

quale nel modo detto a Francia, volendo 0*28 dicembre


generale Duphaull,
della
li-

nella citt in

nome

innocente, questa
agli
1 1

audacemente piantare l'albero


lazzo Corsini, ad onta che
tificia facesse di tutto
la

bert sul Campidoglio, fu ucciso nel paCivica pon^

per impedirlo. Tan-

to bast perch

il

governo francese ordi-

onde fece il suo ingresPalazzo apostolico Quirinale a prendere alloggio, facendo Cervoni comandante di piazza, che niand da Pio VI ad assicurarlo che nulla dovea tefebbraio,
nel
so, e

and

nasse l'intiera invasione dello stato pontifcio, la

meredi sua persona e sovranit; indi

volle

detronizzazione e prigionia di
la

Vio VI, e
blica in

Roma
1

proclamazione delta repube da per lutto. Ci fu ef-

fettuato nel

798, a nulla valendo


Papa.
Il

le

giu-

che si abbattessero gli alberi della libert che alcuni demagoghi aveauo eretto in francesi furono diversi luoghi Appena sicuri, che tutto lo stato era occupato da
!

stificazioni e offerte del

generale
le

loro, cess la dissimulazione.Col pretesto


di

A lessandroBerthier comandante

trup-

provvedere

alla

pubblica tranquillit,
i

pe francesi in Italia, d'ordinedi Napoleone cui era succeduto, s' impadron delle Provincie d'Urbino e PesarOjdi Macerala, indi delle altre:

Berthier disarm e licenzi


tifcii,

soldati

pon-

fece arrestare mg.*"

Ercole Consal-

vi assessore della

congregazione militare,

nulla valutando

il

ge-

mg'"^

Carlo Cr/Ve/// governatore di


altri principali

Roma,

nerale
si

le

deputazioni inviategli dal Papa,

ed alcuni
cipi,

impiegati. Prese

ricus riceverle e rest inflessibile; ap-

in ostaggio

4 cardinali

e altrettanti prin-

pena ascolt l'ambasciatore di Napoli Belnionle mediatore, cui fece travedere che non sarebbe entrato in Roma. L'avan-

con diversi

altri prelati.

Sequestr

beni de'cardinali Albani e Busca ch'erano fuggiti; indi di suo ordine si posero ^jnelle imposizioni,
li

guardia sotto

gli

ordini del generale Dal-

fecero quegli attenta-

leraagne, giunse a Baccano e alla Storta,

e pi-epolenze che narrai a Pio VI,

con

onde a' 9 febbraio Pio VI volle tentare nuovamente l'animo del generalBerlhier,

proclamazione della repubblica Tiberina in Campidoglio a' 1 5 in presenza di Ber-

ROM
tliier,

ROM
Rezzonico amante
cata
l

47
im-

e divisione di territorii, in 8 dlparil

di viaggi, in questi

limenli die dai fiumi divisoiii presero

pieg quel tempo. Vitaleavendo pubbli-

nome, ed

al

grido di

Fiva

la libert.

Ro-

sua bell'opera nel


:

79

di ci

non
la

con quelle denominazioni che riportai a Rioni di Roma. Quindi Berlhier con proclama dichiar
fu divisa in sezioni,
Ja libert di

ma

poteva parlare

il

cav. Pompilj-Olivieri

non dice

nulla.

Dopo ch'era
si

accaduta

rivoluzione. Cervoni

port dal Papa a

Roma

e l'istallazione dell'ef-

partecipargliela, e gl'intimo di riconosce-

fmera repubblica Tiberina o Romana,


riconoscendola qual potenza indipendente in

re

la

sovranit del popolo;

ma

il

gran Pio
ri-

/^/gli fece quelle belle ed energiche

nome

della repubblica francese,

ed

sposte che notai nella biografa. Quindi


i

essere la

medesima

sotto la protezione del-

l'armata francese.
si

La romana repubblica
il

francesi s' impadronirono del Palazzo Faticano ove esso abitava. Vedendo i
il

organizz con nominare Cervoni in nodel popolo per consoli

francesi che

Papa
il

era imperturbabile

me

duca PioBo-

e non cedeva a minacce,


loro progetti:

consumarono

nelli,

ravv.FrancescoRiganti,ravv."Car-

commissario Haller
ed

colle

lo Lui^i Costantini gi difensore de'poveri,


il

descritte ributtanti villanie intim a

Pio

chirurgo Liborio Angelucci, Anto,

VI
ti

di prepararsi alla partenza;

in fat-

nio Bassi causidico Gioacchino Pessuti matematico ed estensore delle Effemeridi letterarie 3 Gio. Francesco A rigoni, possidenti Maggi e Slampa, a'qnali fu dato peri.^segietario eministro
il

a*20 febbraio un distaccamento

di ca-

valleria lo port fuori di

Roma,

due

commissari

lo

condussero a Siena^ donCertosa di Firenze, e poi

de pass
Rivarola

alla

francese

duramente
Valenza
di

(nel

qual tragitto tent

mg/

Francesco Bassal gi parroco di Versail ]es,apostata ammogliato, poco dopo mandato in Francia incatenato. Ministri dtl nuovo governo repubblicano furono scelti, con diverse cariche, Francesco Maffei, Francesco Pierelli, Lamberti, Ennio Quirino Visconti, il medico Corona,
tutti

di farlo liberare dai tedeschi) a

Francia, ove rese l'anima a


il

Dio, passando a ricevere

premio

di

sue
di-

grandi virt
r, egli

il

29 agosto 1799. Come


qualunque
la

avea provveduto all'elezione del


caso, agevo-

successore, per

de-

landone
leggesse
poi e in
il

modi, acci

Chiesa non re-

mocratici e partigiani dei repubblicani


francesi. Altri storici dicono che Berlhier

stasse senza

entr in
la

Roma dopo la proclamazione del-

capo visibile, o che se ne euno the non fosse legittimo. Ditempo che Roma gemeva sotto

repubblica, lo che pi verosimile del

giogo repubblicano, narra Baldassari,


l.

racconto che ne fa jNovaes. Il generale nel suo trionfale ingresso ricev a Porta del

Relazione delle avversit di Pio VI^


3",

p.

159, che andarono in giro discorsi


falsi

Popolouna corona d'alloro, che poi mand a Napoleone. Per abbagliare fa mol
titudine,
si si

e disseriazioni di

teologi,
il

quali di
di

cevano che come Papa

vescovo

Rosuc-

liberarono

gli

ostaggi, ed a'

ma,

cos al clero di

Roma
di

e abitante in
il

cantdal vicegerente Passeri arcivescodi Larissa in


s.

Roma

s'apparteneva

eleggere
gli

vo

Pietro

un solenne Te

cessore di Pio VI.

seguendo

errori

Deurn^con intervento de'cardinali perei quali per non ci vollero consoli; ringraziandosi Dio che la rivoluzione e il cambiamento di governo era seguilo senza spargimento di sangue il Papa di ci fu intieramente ignavitare mali maggiori,
i :

del Ricci vescovo di Pistoia^ indicavano

specialmente

parrochi, dicendo che dodiritti,

veano

ripigliarsi gli antichi loro


i

perch cardinali erano assenti, ne polca no tornare alla loro ordinaria residenza. Si

pretendeva ancora, che anco


i

il

po-

ro.

La magistratura romana
conseguenza cesse

del senato,

polo o almeno

suoi rappresenlanli do-

di

affatto, e ilsenaiore

vessero aver parte nella creazione del Pa

48
pa,

ROM
proponendo
la

RO
si

IVI

persona da eleggere,

fece

molto onore:

vi

rimase ancora

il

o riselbandosi di approvare od escludere l'eleUo.MaDio proteggendo la sua Chiesg,non permise questro mostruoso scisma. A'2 i.febbraio 798 s'incominci a pubblicare il Monitore di Romao Foglio Nazionale : ci che trattava e quantlo termin, lo notai nel voi. XX, p.i6. Ai 23 furono celebrati solenni funerali militari a Duphault. Al Calendario Gregoriano, pei giorni e mesi, fu sostituita V Eradei'
i

suddetto mg.rPasseri, vicegerente del cardinal vicario di

Roma. B^urono

inoltre

esiliati diversi altri prelati,


ti

e in fine tut-

gli ecclesiastici forestieri. Si

perseguie
si

t la

congregazione del
le

s.

offizio,

ab:

bruciarono

carte che

si

riusc trovare

restarono in esercizio

le

segreterie delle

altre congregazioni, le quali

dipendendo

dal delegato apostolico, alla meglio cor-

risposero agli affari della Chiesa. A questi

la repubblica francese.

Non
i

contenti di

applic PJo

FI, tanto

in Siena,

ove

aver deportato Pio VI,

francesi vollero

fece

un decreto di beatificazioneo ricono-

espellere da Pioma i cardinali e prelati che intrepidi vi erano restati per cui a,

scimento di culto, come narrai a Riti; quanto alla Certosa ove oper molte cose
in

veudoli arrestati nei principio di marzo,

vantaggio dellaChiesa univeisale,provalla

ancbe per imporre

al basso

popolo che

vedendo
esigevasi

futura Elezione del succes-

illuminalo di sua situazione erasi com-

sore e Coiichwe,

mosso, a piedi fuiono trasportati nel luogo detto le Convertite, ove allora eravi il monastero delle agostiniane convertite^

no. Gli
rali,

come al Giuramento che inRoma dal governo repubblicaorribili eccessi irreligiosi e immosi

che

commisero dai

fanatici

repub-

avendo trasferito altrove le monache: fra'prelati vi fu mg.'^Emmanuelede Gresi

blicani,

con oltraggi

alla religione e suoi

ministri, furono cosi ributtanti, che sde-

gorio, che
i

tent creare antipapa.

Tra

gno
le

di riportarli. In

vece l'adulazione

vi-

cardinali vi fu

vicario

compreso della Somaglia diPioma, il quale nell' insorgenza

coni una medaglia a Berthier coll'epigrafe Restitutor Urbis et Gallia, sa:

del popolo erasi reso benemerito de'fran-

lus generi hunianit

11

consolato

roma-

cesijpoichseguitoda autorevoli ecclesia


stici,avea

con successo scorse


gli

le

parrocchie

de'piti tumultuanti rioni della citt, per

no barbaramente fece atterrare tutti gli stemmi gentilizi, che ricordavano belle memorie, e si vede ancora in molti luoghi
il

esortare

abitanti alla quiete e alla su-

vandalismo distruttore, operato sui


gloriosi della storia. Si sople

bordinazione a chi comandava. In detto monastero cardinali furono invitati


i

monumenti

pressero tutte

insegne ed

titoli

di no-

a rinunziare la Porpora

a quest'artico-

bilt, sostituendosi quello di cittadino j


si ordin la coccarda repubblicana bianca-rossa-nera; in tutto si pretese la eguaglianza e la sedicente liber-

lo riportai l'eroica risposta fatta dal car-

quindi

dinal Antonelli;ivi dissi perch poi la

ri-

nunziarono Anlici e

Altieri, e

perch soil
i

loinRoma

vi fu

lasciato tranquillo
i

car-

t. Il
la

disordine degli affari di stato dele del

dinal Carlo Rezzonico. A'

o marzo

car-

nuova repubblica

dominio franle

dinali e prelati furono condotti nel con-

cese divenne vera babilonia; oltre


i

ac

vento de'domenicani
scia

di Civitavecchia, po-

furono

lasciati

partire per

mare su
si

palazzi di molti cennate imposizioni, nobili furono pressoch spogliati del pi

piccole e pericolose barche; quindi

disici-

prezioso,
to
si

massime

de' cavalli. Altrettan-

spersero approdando ne'lidi toscani,


liani e veneti;
fiscati.

fece colle chiese appartenenti a na-

per

loro beni furono con-

zioni

nemiche de'francesi o da loro con-

In

Roma

rest

con pienissimefa-

colt e qual delegato apostolico

mg. ^'Mi-

quistale, e vi furono confuse nello spoglio anche quelledelleamiche.Di questa specie di saccheggio,

chele di P/e/ro arci vescovo d'Isauria, che

che non risp irmi

se-

ROM
ove fu frugalo e almeno rubale le casse di piombo, poco ne godevano fransoldati erano malvestiti, gli uflziali cesi; da 5 mesi non percepivano soldo, li disgupolcri,
i
i

ROM
derazione
:

49
il

per

la

sua breve durala supote-

perfluo riportarla. Solo dir, che


re esecutivo
si

attribu a Sconsoli

nomi-

nali dai consigli legislativi, col trattamento di .639 rubbia di

sto delle truppe di guarnigione in


si

Roma

aument all'arrivo

del generalMassena,

no

frumento per ciascufurono destinali senatori, tribuni e

destinalo successore a Berlhier: a'24 feb-

altri impiegati, olirei ministri dell'inter-

braio avendo a
fziali

lui ricorso

molti degli uf-

no, della giustizia, delle finanze, ec: la re-

per

le

dilapidazioni

commesse

sot-

to l'ombra delia prolezione francese, e pei soldi

pubblica Anconitana fu unita alla Romana. 11 generale Dallemagne nomin


consoli, Angelucci,
zi,

non

pagali, furono
i

sdegnosamente
Irasteveiini inil

ripulsa li. Nel d seguente

De Matlheis, PennazReppi e Visconti; nel settembre li sucRey


e Zac-

sorsero al grido di

^iva Maria^ viva


:

cessero Brizi, Calisli, Pierelli,

Papa^ sapendo
rono due

la discordia del presidio

caleoni. Si pubblic la coscrizione di tutti


i

francese ridotto a

3ooo uomini disarmaguardia


civica,

cittadini, dai

i8
il

ai

25

anni.

DalIl

posti della
il

che

lemagne successe

general Saint-Cyr.

avea preso
triolti.

nome

di nazionale,

ed

ucci-

sero 20 tra francesi o paijligiani^etli pa-

Sembrava che jor facessero eco gli

commissario Haller col ministro dell'interno stabili, che la repubblica romana pagherebbe alla cassa dell'armata d'Italia della

abitanti de'rioni Regola eMonti,m( presto

repubblica francese tre milioni

furono sedati: arrestali circa 200, fufucilali

di scudi in

rate, colla garanzia de' pi

rono militarmente
nati di

3i.

Ammuti-

ricchi; escudi

600,000 per compenso di

a-

nuovo gli uilziali, Massen si ritir a Monte Rosi, Berlhier parfi per la Lombardia lasciando il temporaneo co,

mando

al generale Dallemagne, che padel soldo agli uffiziali

manterrebbe l'armala francese per lutto il tempo-che resterebbe nel territorio romano. La repubblica francese si riserb un tnilioue di beni nazionali,
biliear.nesi, e

gando una parte

alcune nainiere come quelle della Tolfa,

ristabil la disciplina.

L'esempio de'traste-

beni appartenenti al Papa e sua famiglia,

verini in seguito fu imitato dagli abitan-

ed
ti

ai cardinali
le

Albani e Busca. Impoten-

d'Albano, Marino, Vellelri e altri luoglii suburban, distruggendo gli emblemi


ti

sconcertale finanze di supplireal con-

venuto, fu posta una contribuzione del 3


per
1

repubblicani ed

creduti palrioUi.
1

Ma

il

00

sul valore de' fondi spettanti ai

generale Gioacchino

Murai con 000 uosollevati, liblt tra

possidenti,edel5a quelli degli stabilimen-

mini marciando sui

Albano e Marino, saccheggiando Castel Gaodolfo e parte d'Albano; impose contribuzioni, sparse ovunque il terrore, e fu ricevuto in Roma il i . marzo dai patriotli

Con tultoci in un mse si appena 4oo,5oo scudi; laonde si ripart gradatamente il restosu'proprieti

ecclesiastici.

raccolsero

lari. Si

soppressero molli conventi,


i

mosagri

nasteri, e tutte le confraternite, e ni dichiarati nazionali,

loro be
i

con acclamazioni trionfali.Ritorn quin-

vendendosi
si

governo francese vi mand i commissari Daunou, Faypoult, Monge e Florent con autorit sudi
irt

Massena

Roma,

il

arredi ed

mobili. Altrettanto
suppellettili del

fece coi

paramepti e

Papa

e dei

cardinali esiliati o fuggiti,alienandosi quei

periore in materia

civile, politica

e di

fi-

beni che trovarono compratori. Scaduto


il

nanze, che compilarono


le leggi

la costituzione

eredit pubblico

la

carta monetata o

fondamentali per la repubblica romana, senza che romani vi avessero parte alcuna. Massena la promulg a' 20

cedole che all'ingresso dei francesi ascen-r

deva

327

milioni

alla
^'j

met

di febbraio

gi avea perduto

il

per 100. Berlhier

marzo, con

festa

popolare detta della

fe-

avea vendutolo milioni di beni naziona-

5o
]i

RO

M
nela di

ROM
rame
fina.

per cedole, tranne un 5. in moneta, indi le avea bruciale- per 8 milioni. A^


1

erosa, epegli altri

due

In

moneta
gli

Tanto

la

moneta

erosa, che

marzo

consoli decretarono, le cedole es-

sere ridotte al 4- del loro valore nouiinale, quindi entro

OS segnatiyCht9\ sarebbero ri tratti, non verrebbero pi messi in corso. Il popolo


in generale, tion

un mese
:

mzzo do-

credendo

lecito e sicuro

versi ritirare ih prezzo di altrettanti beni

l'acquisto de' beni ecclesiastici divenuti


nazionali, e sospettando di frode
i

nazionali e poi bruciarle


ta di

rame

fu ridotta alla

anche la monemet del valore


di

gover

nanlij

non

si

fid.

Tutti depauperati,

nominale; l'interesse de'luogbi


dal 3 per

monte,

dazi e le contribuzioni

non

si

pagarono;

100 fu ridotto all'uno e mezzo. Questa legge per produsse generale costernazione e quasi sommossa, onde IVIas* sena la fece ritirare. In vece Dallemagne
a'
1 5

per cui non

si

pot dare gl'interessi dei

54

milioni di Luoghi di moiuejd'x

6 mi-

lioni di

rendite v\i?i\meoT^acahli, edi


di debiti
si

8 milioni

che aveario

le

marzo dichiar
i

fuori di corso le cela

Neppure
rari alla

poterono soddisfare

comuni. gli onoaggiun-

dole sopra

3.5scudi,ed erano

maggior

maggior parte degl'impiegati;


si

parte; potersi per acquistare beni nazionali,


il

quindi generale desolazione, cui


del frumento,

prezzo de'quali
altre

si

sarebbe ricevu-

se grave cares-tia di viveri, segnatamente


il

to per 3 quinti in cedole demonetate, per

cui prezzo ascese al cjua-

un quinto nelle
gento
:

che non erano demo-

retate, e per altro quinto in


l

lore fu

moneta d'arrame d'alteralo vadiminuita d'un 4-* Per l'inconmoneta


di

druplo dell'ordinario. Mi raccontarono i miei avi e genitori, che per comprare il


pane,
il

governo distribuiva
il

biglietti
il

per

esserne autorizzati, stabilendo

quanti-

veniente, che la monta rimasta in corso

tativo*secondo
dlie famiglie;
te

numer

degl'individui

non

era sufficiente ai bisogni della circo-

ma dopo

essere slati mol-

lazione,Saint-Cyra'6 maggio stabiljche le

ore ad aspettare
si

ai forni, in vece-di

pa-

cedole demonetate fossero di nuovo messe in corso, pel


3.**

ne spesso
carne e
licit

riceveva castagne, erba, po-

del valore nominale;

ca polenta o altro: in proporzione fu la


il

tutte le altre poi


ci

si

potessero dai pubblidi loo.

vino.

Questa era
I

la libert

e fe-

banchi dividere in frazioni

ba-

repubblicana

In tanta miseria, le
all'

ed anchedi 5o,detti re^//.ndi Macdonld agli i i agosto stabih le cedole non demonelate potersi cambiare dopo due mesi a ragione dell' 8." parte del valore nominale, con lettere di cambio sulle famigliechedoveano contribuire ilpreiocchi,
:

popolazioni furono indifferenti

egua-

glianza de'diritti, all'abolizione de'titoli di


nobilt, delle feudalit e de'fedecommessi,

alla libert della

stampa, ed a

tutti gli

altri

apparenti allettativi del democrati-

co reggimento:

slito forzoso.

Intanto colla vendita de'be,

ni nazionali

si

bruciarono due milioni

yoOjOoo scudi di cedole. Poscia lo stesso Macdonald prescrisse a* 9 settembre: le


cedole demonetate o no, essere fuori di circolazione. Esse sarebbero cambiate con

gli stessi patriolli che aveano ardentemente bramato la repubblica, restarono amaramente malcontenti, singolarmente per l'avidit de'commis-

sari francesi, e dell'ambasciatore Bertolio

loro surrogato.
e de'tribuni
:

Le

operazioni del senato

si

ridussero ad inutili decla-

due milioni di

resti

di assrgnal^ in ra-

gione dell 5 per 100 del valore nominale. Questi poi ei-ano specialmente ipotecati sopra determinata quantit di beni
nazionali, co'quali sarebbero cambiati.
Il

mazioni il rincrescimento fu generale, perch la repubblica romana inveced'essere indipendente, era suddita della francese.

Gemevasi per

tanti mali, in

Roma

helleprovincie,eparte degli abitanti

mon-

prezzo

di tali

beni doversi pagare per 8

tagnardi delPerugino essendo.insorti, ven-

dodicesimi in assegnati^ per due in

mo-

nero repressi.

Le

sollevazioni di

Marini-

OM
estese; falco,

ROM
Prosinone, Ter-

5i

ma

Camp.igna furono pi
e Ferentino

no punite,
ti

a'25 novembre, lasciando in Castel s. Angelo W"alierre con 1000 uomini. Parti-

racina saccheggiate. Questi sconvolgimendello stato

rono pure

iconsoli, seguiti dalla

maggior

romano

1'
,

occupazione di

parte degl'im'piegati, a piantare in Viter-

Malta
Sicilia,

fatta da' francesi, minaccianti la

bo
la

la

sede del governo. A'26 restava in

posero in grande agitazione Fer-

Roma

dinando IV re di Napoli, per cui occup Benevento e Pontecorvo: radun un esercito, lo colloc nelle posizioni militari, e
s

la retroguardia con Macdonald, e guardia nazionale vegHava alla pub-

Cdica tranquillit.

Perla vicinanza de'nabasso popolo, distruse


il

poletani, insorse
se gli

il

colleg coll'imperatore Francesco


delle Russie

II,

emblemi repubblicani
il

sepolcro

Paolo I, indi coll'inghilterra e colla Porta ottomana, ed ebbe dall'Austria per condottieio dell'esercito il generale Mack. Risolutasi da Ferdinando IV la guerra contro i

con l'imperatore

del general Dupbault, e minacci di sac-

cheggiare
del suo

ghetto degli ebrei;

quando

un emissario napoletano

alz la bandiera

sovranpe l'acclam, onde nacque-

ro zuffe co' francesi. Allora Macdonald per


atterrire la moltitudine, chiuse in Castello

francesi,

Mack form
Germano
il

il

vasto disegno'di

invadere lostato pontifcio in diversi punti.

per ostaggi diversi ragguardevoli per-

Da

s.

re spicc

un proclail

sonaggi,

ma nel d seguente part

dallacit-

ma,

in cui dichiarj.di far

avanzare

suo
l'a-

tperCi vita Castellana. Nella slessa sera? 7

esercito nello statq

romano, per
il

ristabi-

novembre, Bourchard entr in Ronia colla

lirvi la cattolica religione, far

cessare

vanguardia napoletana,
si

fra'

popolari
e

narchia, e porlo sotto

regolare gover-

applausi;

accamp

sul

Monte Mario,
in

no

del suo legittimo sovrano,

chea

tale

mand

a occupare l'abbandonata fortez-

effelto

avea prevenuto
si

alla Certosa

diFi-

za di Civita Vecchia.

A'2g giunse

Ro-

renze ove

trovava, a mezzo del- cardis.

ma Ferdinando IV,

e nel d seguente no-

nal Albani decano del


le perci invi

collegio,. il

qua-

n)in al govern una deputazione

com-

a Pio

VI

il

Tosi poi vesco-

posta de'principi A Idobrandini e Gabriel'li,

vo d'Anagni, che per non pot ottenere


la

del

marchese Camillo Massimo, e del

cooperazione morale del Papa, mentre


si

cav. Ricci. Nell'istesso giorno conchiuse

questi

dichiarava grato
i

al re.

Quindi

a'23 novembre 1798

napoletani entra:

un accordo con Walterre, ed uscirono dal' Castello gli ostaggi. L' ab. Bellomo dice
che furono
ture
ri. Il

rono nello stat ecclesiastico IVI icheroux marci su Fermo, Sanflippo discese a Rieti, Metch marci su Tivoli e la Sabina,

ristabilite le antiche

magistra-

romane

del senatore e conservatogli

popolaccio per gioia insult

ebrei
il

Mack uTosse per Prosinone e si avanverso Roma, il duca di Sassonia si diChampiostato romano,

ed

patrlotli, alcuni de' quali arrest

governo. Al Papa nella Certosa di tulio


giunse notizia;

resse per Terracina eziandio su tlma.

ma mentre la
Pio

corteera per-

All'intimazione de'napoletani,

ci in allegrezza,

VI

disse: Aspetlia-

nel che

comandava

nello

mol'esilo delle battaglie, e poi canteremo


vittoria
,

oppose lagnanze di violazionede'trattati; ma non avendo che 16,000 uomini, dei


quali in
rarsi

e fu profeta.

Sebbene
da
liete

il

Papa

non
ze,,

si

lasciasse adescare

speran-

Roma 4>5oq

deliber di ritila

nondimeno

scrisse lettera officiosa al

piegandosuHasinistra verso

Mar-

re, e gliela

ca Anconitana. A' 2 3
zi,

novembre annun-

ma

oiandpermg.'^ de Gregorio; non pot averne risposta, poich le

che Rma era in pericol , e nel d seguente la dichiar in istato d' assedio.
Stabilita con

cose cambiarono in un baleno. Intanto

Mack una

specie di
la notte

convenseguente

furono battuti da'francesi Micheroux, e^ due reggimenti che marciavano su Terni,


e fatta strage in

zione, parti da

Roma

Nepi.Mack,

lascialo

inRo-

52

ROM
per assediar Castello, si di-

'

R O i\I
Il

ma Bourchard
ce ne fu
zioni
i

liniento.

governo

si

occup

alla

meglio
,

spose ad attaccare Macdonald,


il

ma infeli-

per
altri
ci
il

la sussistenza della

popolazione
,

ad

successo, e

Melch

in altre a-

armare alcuni

battaglioni

a sopprimere

cadde prigioniero in Calvi, essendo

luoghi pii,a proibire agli ecclesiastiportare l'abito loro proprio;


i

napoletani nella pi parte uomini che

si

misero

iionaveano mai guerreggiato. A'7 dicemdi rientr nel

in vendita

beni di quelli che aveano ab-

bre Ferdinando IV part per Albano, insuo regno la retroguardia


:

bandonato
ni.

Roma
i

nel ritiro de'napoleta-

Avendo
,

collegati occupata la Tosca-

uscidaRomaa'
napoletani
rugia
si
si

12, e per altre perdite

rilirarono,edi consoli da Pe-

na si previde la sorte della repubblica romana; quindi il general Garnier che co-

restituirono in

Homa; mentre

mandava

le

truppe stanziate in

Roma,
i

la

generali francesi entrati nel regno di


poli fecero diverse conquiste,

Na*

dichiar in islato d'assedio aglii


i

luglio;

onde il re mosse il.popolo. Tutta\olta per tumulto popolare part per Sicilia, lasciando vicario generale del regno Francesco Pignattelli di Strongoli. Nel
contro di lro
gli
.

a'24sospesei consoli, senatori, itribuni,e cre Un comitato provvisorio di governo,

composto

di

5 individui, parte francesi e


la

parte romani, sotto


cese Perillier,
il

presidenza del franil

quale conferm

seque-

1799

francesi fecero varie perdite in I-

tal ia,. contro gli austriaci

ed

russi, solleA.'

vandosi a loro danno

gl'italiani.

iBmag,

gio gli austriaci presero Ferrara

occu-

mg.^ Consalvi, gi espulso dal territorio romano. Avendo una banda d'aretini fatto sollevare Orvieto, Viterbo e Ron(riglione, mise in agitaziostro posto ai beni di

pando pure Ravenna e quasi tutta la Romagna, ed a'3o' giugno Bologna, ai- 7 luglio il Forte Urbano. Tra vantaggi poi
i

ne

gli stessi

luoghi pi prossimi alla capila

tale.

Garnier contenne

moltitudine, e
^

sped Walterre a Ronciglione

la

quale

che riportarono
di Napoli, e la

francesi, vi fu la presa

dopo vigorosa
il

resistenza, a*

28

luglio fu

proclamazione della repub-

presa, saccheggiata e incendiata, bitauto

blica Partenopea;

ma non

tard tutto

il

cardinalFabrizio/?a^, disponendo delcose del regno di Napoli,


i

regn a ritornare all'ubbidienza regia. Le vicende del regno di Napoli influirono


sullo stato pontificio, e vari luoghi
si

le

come

vicario

sol-

levarono, coite Civitavecchia:

francesi vi

rientrarono, saccheggiando Tolfa, e poi

anche Subiaco. Nondimeno dopo che francesi parliti dal regno di Napoli si diressero per la Lombardia movimenti
i ,
i

medesimo, rivolse suoi disegni sullo stato romano; sul fin di luglio vi diresse Piodio,chescorse Anagni,Palestrina e Za garolo; a'9 agosto pervenne a Frascati, e raggiunto da Rocca Romana, occup Madel

rino e Albano, ed incominci a minacciare

Roma, procurandosi

intelligenze e solle-

contro di loro furono pressocli generali


in tutto
il

vando il basso popolo.Ma a' 20 agostoGaroieravendolofatt attacca re,ad Albano, a

territorio

romano. Frattanto

colia sollevazione delle provincie,

Roma
,

soffriva le angustie della carestia

e del

Marino ed a-Frascali, fu sconfitto ed obbligato a rientrare nel regno. Gli aretini per, cogli austriaci occuparono Perugia,

pubblico erario.

francesi

continuavano

a sussistere, coU'esiger quanto potevano


dai prestiti forzati e da
zioni,

ed

a'

25

agosto fecero capitolare Civita

nuove contribu-

Castellana, mentre.il general Froelich

da

languendo

il

popolo nella miseria.

Toscana

cogli austriaci

si

spinse su Viter-

Ad

onta delle disposizioni del comandan-

bo, e ridusse Carniera restringersi in

Ro-

te generale Dufresse del

26 marzo,
il

la

carta monetata caduta

sempre pi

in di-

scredito cess di aver corso, ed


soffr

popolo
fal-

Nel tempo stesso una banda napoletana con Fra Diavolo si avanz a Velletri, Rodio ritorn a Frascati^

ma e Civitavecchia.

gl'immeusi danni del pubblico

e Salomone discese dalla Sabina. Fi-

ROM
nalmente il cardinal Ruffo nella met di settembre invi a Roma, con alcune migliaia di

ROM
loro, e ne* voi,
p. 202,103, si

53
19,

XX, p. 17, 18,

XLVIb

truppe regolari

il

maresciallo

possono leggere dettagliatamente descritte nel clalo Monitore di Ro'

di

campo Bourchard, intanto che ilcommodoro Trowbridge con una squadra in-

maj
anni
1

in A.

Coppi, Annali

d Italia^

agli

si rec a Civitavecchia. Vedendosi Carnier circondato per ogni parfe, prese diversi ostaggi romani per garanzia della

glese

ei 799; nell'ab. Bellomo, Continuazione della Storia del cristianesi-

798

mo j

ed in mg.' Baldassari, nell'accurata Relazione delle avversit e patimenti del


glorioso

pubblica tranquillit, e poi introdusse ne-

comandanti degJ'i nglesi e de'napoletafi e col primo a*2 7 settembre sottoscriss? una convenzione in cui fu stabilito. Le truppe francesi, italiane e polacche dover sgombrare lo stato romano, per essere imbarcate a Civita
gotiatidi capitolazionecoi
,

Papa Pio VI negli ultimi tre anni del suo pontificato. Mentre cardinali erano dispersi, esui

le,

prigioniero e agonizzante
la

il

gran Pio

VI,

benefica divina provvidenza ascolla

tava e esaudiva

sua calda preghiera che

vecchia,e condotte liberamente inFrancia


co'Ioro
li

fucili;

ed essere permesso a*pa triot-

romani

seguirli colle loro robe.

Corneto
s.

e Civitavecchia doversi consegnare agl'inglesi

a'29 settembre; Roma e Castel

An-

a Roma il capo dellaChiesa e la residenza pontifcia; ed alla Francia la religione, la prosperit, la pace. Imperocch, al doloroso annunzio della beata sua morte, il pio imperatore Francesco H, divenuto signore
spirando
le fece, di restituire

gelo a'napoletani,sul principio del 3o. Cosi

delle Provincie venete, offri al


la citt di

s.

collegio

fu eseguito.

Bourchard contenne il bas-

so popolo, che col pretesto di persegui-

ve,
li,
i

Venezia per tenervi il conclaper cui ad essasi recarono i cardinaaltri della corte, inal

tare

giacobini,. aspirava alla rapina; e

primari prelati, e

poi a*3 ottobre

nomin ujia giunta supre-

clusivamente
Ivi a'

maresciallo del conclave.


cele-

ma
poli
bri,

per governare in
i

nome

del re di j\ai

23 ottobre incominciarono a
i
i

paesi occupati.

N.furono
il

mem-

brare

funerali novendiali al defunto Pa-

chese Angelo Massimi,


,

il marGirolamo Colonna il marchese Clemente Muti, l'avv.'' Antonio Lippi. Nella met di ottoil

conte AlessandroBonaccorsi,
cav.

pa, entrando cardinali in conclave il i .'* dicembre, ed a' 1 4 marzo 1 800 esaltarono
l'rm morta le

Pio

FU Chiaramonti, che

subito dichiar pr -segretario di stato


mg.^' Consalvi, e Principe assistente alsog'/^ail

bre giunse poi in Roma il tenente generale Diego Naselli, il qualecbnservandola


giunta, eassislito dal consultore
so

senatore Rezzonico, il quale con que-

Tomma-

sta dignit assist aL trono nella

funzione

Frammarino, ebbe la rappresentanza di comandante generale e politico dello stalo romano, annullando le leggi della
sedicente repubblica romana, llgenerale

della

coronazione. Immediatamente fu

spedito a
tizia,

Roma un corriere colla lieta noil

e grande fu
il

giubilo de'romani che

sospiravano
pontificio,
i

paterno e benefico governo


s.

Froelich per in

nome

dell'Austria ten-

quali d'ordine del


rag."^

collegio

ne Perugia, le provincie del Patrimonio e dell' Umbria, e in ottobre pass nelle

comunicato a

vicegerente, aveanole

seguite divotaraenle

processioni e pre-

Marche a

rafforzare le truppe russe e turil

ghiere proprie di tale tempo. In

Roma
si

si

che che assediavano Ancona; e preso

co-

fecero illuminazioni per 3 sere, e

cele-

mando dell'

assedio, l'ebbe per capitolaIl

zione a'i3 novembre*.


le sofferenze cui

sin qui narrato,

grazie n Dio. Indi

soggiacque

Roma

nel

luttuoso e miserabile

no, oltre quanto dissi a Pio

tempo repubblicaVi e luoghi

brarono sbgre funzioni di rendimenti di romani inviarono a Venezia una deputazione co'Ioro omaggi di sudditi e di figli, composta del principe Gabriellijdel marchese Camillo Masi

54
siali, e clell'avv.**

ROM
Crislaldl poi cidiuale:
Castel
vi-ncie
s.

R
ne imi.

Al

Angelo; ed a'25 quella delle pr*

le allre citl dello stato pontificio

taiono a gara l'esenipio, tulli porgendo \ive istanze perch al piti presto si recasse
il
il Papa al governo de'suoi stati. Inoltre Papa fu onoralo in Venezia dalle visi:

governate dagli austriaci, dai dinRoma sino a Fano. Ambedue le potenze lasciarono per le loro Iruppeneltorni di
le fortezze

e ne* posti militari dello sta-

to pontificio. Concertata

te di reali personaggi
sta ie
il

si

Iratt'di.fare rtrasferirsi a

finalmente la partenza di Pio VII da Venezia, comi

Papa

in
al

Venezia, o di

missari austriaci evitarono


le legazioni di

il

passaggio per

Vienna fino
ce.

consolidamento della pa-

Bologna, Ferrara e
gli

Roma

Ma

Pio VII nulla pi desiderava, che

di partire

prontamente per Roma, ove s.


podest apostolica,
il

Pietro avea stabilito la cattedra infallibile della verit e della

Papa '3 luglio 1800 fece il solenne ingresso in Roma,complimenlato da Bourchard,da Naselli e da FrammarinOjCon quella pompa
gna che non
reslituivano.il

per riordinarvi tanto


co,

che

il

civile; in

regime ecclesiasticheper s'incontrava-

e strepitose acclamazioni de'roraani. dhe


tutta riportai nel vo4.
gli ristabil

no gravi
austriaci,

difficolt, tanto.per parte degli

XXXV, p.i83. Econ tenuissime modificazioni


die
per l'acquisto de'be-

che de'napoletani, quali occui

l'antico regime, e fra le congregazioni

pavano le Provincie pontificie. N mancarono di coloro, quali sospettassero, desiderarsi da Francesco 11 e da Ferdinando IV, di tenerle sino alla pace, per potere
i

deput,

vi.fu quella

ni ecclesiastici, gi nazionali o
fi..

demania-

Colla bolla Post diuturnas, de'28 ot-

tobre, riguardante ancora la curia capitolina e tribunale senatorio di

pi facilmente disporre di alcuna secondo


le occorrenze. In fine per,

Campidoglio,
sia

avendo ilre

dichiar:

Il

tribunale del Campidoglio

di
la

Napoli acconsentito di consegnare quelporzione ch'era in suo poterete fatto


a'

sar composto d'

un luogotenente, o

giudice de'maleflciijdel

fiscale, procurato-

inalberare
gelo
i

io maggio sul Castel


vessilli,

pontifcii

segnare

Roma

e le

s. An22 fece conprovincie da lui pre-

re de'poveri(secondo restituzione

d'Urbap. i5),

ai

no Vili,

di

che parlai nel

voi.

LV,

d'unsostilutoluogotenenteed'uh notaro,
a'quali ultimi

a laleref al dire di Bellomo. Altri riferiscono, ed cos, che Pio VII a'22 o 23 maggio nomin una congregazione composta dei cardinali Gio. Francesco Albani decano dels. collegio,
sidiale ai legati

aument

la

paga, dovendo
la

contribuire a quella del notaro per


t l'arciconfra temila della
ta,
ss.

me-

Annunziai

cui apparteneva l'offizio criminale, di


l'affitto. Istitu

cui le proib

Presidenti

A urelio
la
ti

Roverella datario, Giulio M." delvicario di

de rioni di Rona^ e ripristin rigorosaU)ente l'osservanza dello statuto di


il
i

Somagla

Roma, come

lega-

Roma,

alalcre^ affinch lo precedessero in Ro-

quale prescrive che conservatori debbapriori dei

ma,

e ricevessero ivi la consegna del governo secondo le graziose intenzioni manifestate da re Ferdinando IV aggiungono, che intanici progressi fatti da ifran:

no essere capi clifamiglia,dimoranti inRoraaeiaggi'orid'anni 35; e che


caporioni siano
scelti tra
i

que' nobili, che

non hanno ancora


la

mai-esercitala la magi-

cesi in

Germani, ed in Italia anche coll'invasione della Toscana, indussero gli austriacia restringere le armate e lemire delia-politica, e da tutto ci rfe avvenne chei cardinali legali a'22 giugno ebberp
finalmente
la

tratura, ed abbiano

almeno 2 5 unni. Che


de'conservatori e del

sortizionede'bussoli dovr per l'avvenila scella

re decidere

priore de' caporioni a tenore delle anti-

consegna di Roma, cogli al tri paesi amministrati dai napoletani, dal general Naselli che continu a presidiare

chissime leggi, inserendo nella stessa bolla il metodo da tenersi nella formazione
dc'bussoli del magistrato di
la

consecutiva sor tizion e de'suoi

lioma,e sulmembri.

ROM
Da
rjueslo

ROM
i

55

melodo rilevasi, die

carJiuuIi

cu mrlengo e segretario di sialo (che negli


ultimi tetDpi godevano la nomina del
gislrato), rng.^

mail

governalore di
il

Roma,

senatore,! conserva lori,

priore de'capovoli,

rionijdoveanoeleggereapluralildi
da'pi provetti de'6o nobili
alla

urbana e de' feudi del senato e popolo romano, perci che riguardano le disposizioni di Pio VII, vedasi Capotori, l'io Vii accord poi il perdono a tutti quelli che dopo la cessazione del governo pontificio, si erano fatti rei verso il sola milizia

coscrilti, al-

cuni individui, onde con loro procedere

vrano, tranneirei di ribellioueavanti l'epoca suddetta: ma non fu corrisposto nella fedelt dalla principale
solti.

formazione del bussolo de'conserva-

parte degli as-

lori e de'priori de'caporioni, cio

i8 pel

bussolo de'conservalorijGper quello dei


priori,

e V Agricoura, sulle Dogane, ed introdusse il


leggi per
\'

Eman

Annona

con che provvedere per un bien-

commercio
io

libero

di

che oltre

alla bio-

nio all'estrazione della magistratura, che


si cambiava agni 6 mesi, ma anche abbondante d'un 3. di pi, onde supplire ai casi di morte o di ahra contingenza, che faccia mancare qualche membro del-

grafia discorro pureai loro articoli. In tulil Papa si prevalse de'consigli specialmente del celebre Consalvi che cre car-

dinale e segretario di stato

eflfettivo,

tanil

to degli affari ecclesiastici chede'civili,

lo stesso magistrato.

La quale

elezione e

successive sortizioni dovevansi fare nelle

stanze d'uno de'cardinali suddetti. Prescrisse alla

quale col suo genio contribu potentemeate a'suoi fasti, come all'ornamento di Roma sua patria, con que'monumnti e abbellimenti decretati da Pio VII. Per le

camera capitolina

la

maggior

possibile riforma di spese, incaricandone


i

nuove
le e

vittorie riportate dal

fulmine di
i.

conservatori, da'quali se ne dovesse pre-

guerra Napoleone, gi divenuto

conso-

sentare la nota da approvarsi dalla con-

arbitro della repubblica francese, co-

gregazione economica, discutendo soprattutto, se conveniva per principal ri-

me

padrone

d' Italia sino ali'

Adige e

ai

confini dello stalo ecclesiastico, questo pu-

forma ridurre
livello del

gli

onorari del senatore,

re era perci alla sua discrezione.

Aven-

conservatori, e priore de' caporioni, al

do Napoleone domandato

il

ristabilimen-

tempo di Benedetto XIV e sopprimendo le paghe de'caporioni, che ormai non aveano pi alcun esercizio,onde si rendevano inutili. Che per l'avvenire, le propine che si pagavano in occa,

to della religione in Francia, a quest'articolo dichiarai le operazioni di Pio VII.

Nel

stabilita dal

sione di aggregazione alla nobilt, e che

per

lo innanzi

si

percepivano da'conser-

parlai della coccarda Papa, e degli anteriori colori della chiesa romaua,essendo sue insegne il Padiglione e le Chiavi. Indi Pio VII reintegr il patriziato Sabino, e pose in equilivoi.
/17o/ief^. A'
il

XLIX, p.9

vatoHjdoveansi aggiudicale alla cassa capitolina; e finalmente,

brio il sistema della

jyfebbraio

che delle spese del-

1802
le fu

Roma
portato

vide

sagro spettacolo del-

la

camera capitolina,
si

e dell'erogazione di

la solennissima
il

pompa funebre,colla quacadavere dell'amato Pio


si

sue rendile,
il

dovesse rendere ogni anno


al

debito conto

pieno tribunale della

VI
:

nella basilica Vaticana, ove


il

trov a

camera. Avendo il Papa ristabilito nelle sue primiere prerogative e incumbenze


il

riceverlo

degno successore e concittadi-

senato romano, eziandio in quelle


la grascia, di

riguardanti

concerto al prei

no ne riprodussi la descrizione nel voi. LUI, p. I IO e seg,, insieme a quella colla quale Pio VII rimand a Valenza di Fran*
eia,
i

medesima, nuovi conservatori furono: il marchese Angelo Massimi, il cav. Girolamo Colonna, il cav. Girolamo Curii, Quanto alIato presidente della

per compensarla della perdita fatta,


1

JPrecor^/ dello slesso predecessore.

cam-

pi gi coltivati dagli ardeati, gabinii,'fide-

nati, veienti, ceriti, tarquinii^e altri auti-

se

ROM
di pib, ta di

ROM
perch ad istanza di Paolo
I

chi popoli del Lazio e dell'Elruiia, nell'e-

im-

poca della romana grandezza furono convertiti in deliziose ville o abbandonati alla coltura di pochi schiavi. Decaduta quindi la
ti;

pera toredelle Russie, e quel che pi


ne' loro stati

mon-

romana potenza, essi rimasero

deser-

ai
li,

ne le circostanze di Roma permisero Papi de'tempi di mezzo di ripopolaro indussero quelli de'tempi posteriori

Ferdinando IV re delle due Siciformalmente ristabil la benemerita compagnia di Ges. Elevata Francia a impero, ne fu eletto imperatore Napoleone, che invit il Papa a coronarlo in Parigi: Pio VII date le filie,

ad applicarvisi seriamente. Da ci ne ven ne, come toccai in principio, che le vaste campagne le quali per molte miglia si estendono ne* dintorni di Roma, e quindi sulle spiagge del Mediterraneo per lungo tratto dal promontorio Circeo al monte

colta necessarie al cardinal Consalvi, per

reggere politicamente
rigi, dicesi
si

1 novembre 1804. Essendo


nella citt, o in

Roma, ne part ai Papa in Pail

che gli fu proposto di

stabilir-

ch'egli

Avignone ; ma certo prevedendo qualche violenza, avea


la

Argentare, sono unite in vasti latifondi posseduti da pochi proprietari , e per la maggior parte abbandonati al pascolo. In
tale slato di cose arduissima l'impresa
di ripopolare

rilasciato

Rinntizia del pontificato al

cardinal Pgnallelli.Kiiovnando da
c/fl,

Fran-

entr in

Roma a' 6 maggio 80 5, con


1
1

quella formaliledimoslrazioni del senato e

queste regioni; imperocch


il

popolo romano che


p.

descrissi nel voi.


le

cospirano in contrario
gl'interessi di
i

clima malsano,
ai

XXXV,
maggiori
le col

184. Rifuse

grandi proprietari,

quali

di

Campidoglio,

il

due campane Papa vi si rela

latifondi
i

convengono pi

de'piccoli po-

c a benedirle solennemente:

principa-

deri,
niali,

vncoli

fedecommessari e primoge-

suo suono annunzia

la

morte dei

ed in alcuni luoghi la promiscuit dominio,dovendosii terreni per un determinalo giro d'anni lasciare incolti, afdi

Pontefici, e T ora in cui nel carnevale

permesso uscire con maschera. Frattanto per que'religiosi e politici motivi, che descrissi

finch servano di pascolo.


ti

Non ostante tut,

non senza

dettaglio a

Francia ed

VII a suggerimento del celebre mg."^ Vergani intraprese tentativi di ripopolare le campagne romaquesti ostacoli. Fio
ne.

a Pio VII, cominciarono a insorgere fra


la
6.

pori, e
stie

Applaudile

le

sue intenzioni, per

l'in-

Sede e Napoleone gravissimi dissala serie di quelle amarezze e anguche trafissero il Papa di tanto dolofela

sufficienza de'mezzi, e per le


te
si

sopravvenuvicende politiche, non ebbero successo


:

re,

per tutto quello che l'imperatore

ce contro laCliiesa e

sua sovranit. Nel-

pu leggerle nell'encomiato Coppi, alFurono i-estituiti alla chiesa romana, Benevento, Pontecorvo e Pesaro. Pio VII pubblic nuove leggi per impedire l'esportazione da Rol'anno 1802, n.4o e seg.

rottobrei8o5 pacificatosi Napoleonecon Ferdinando IV, nello sgombrare il di lui


slato le sue truppe, attraversando lo sia-

ma

di oggetti d'antichit e belle arti, stal'ac-

bilendo in vece un fondo annuo per


quisto,
il

quale fu poi impiegato anche per

restauro di chiese e

Se

il

predecessore Pio

monumenti antichi. VI in tanti modi

lo pontifcio, sorpresero la fortezza d'Ancona e vi lasciarono un presidio, ci che promosse le doglianze del Papa. Nel i 806 Napoleone ostentando supremazasu Roma, dichiar a Pio VII, che Roma dovea seguire il suo intimo volere e politica, con esigenze inammissibili, altrimenti avreb-

gesuiti perseguitati, e

dimostr grande stima e benevolenza pei ne permise Tesi-

stenza in Russia, ov' erano restati


il

dopo

be mandato da Parigi un senatore per governarla a suo nome, ed indurrebbe il Papa ad essere solamente vescovo di Uoma.
Poi cambiando linguaggio disse:
l'Italia

famoso breve di soppressione; Pio VII ebbe la consolazione di poter fare assai

sarebbe

alle

sue leggi soggetta; Pio VII

ROM
il

sovrano

di

Roma, per

di qifesta esser-

ne

egli l'iuiperalore! Inolile l'imperato-

S? romano impero, come ne prosciolse tulli membri del medesimo. Cos termii

ROM

re s'impossess di Benevento e Pontocorvo, li dichiar feudi del suo impero, ne

n dopo 1006 anni l'impero d'occidente


di

Talleyrand e Bernadette, trastnissibilicon ordine di pripiogenitura qlla diinvest

o de'romani, che per autorit apostolica S.Leone 111 a-vea cominciato in Carlo

scendenza mascolina: ilprincipato diNeufchatel lo die a Berlhier.

Comprese
gli

allora

Magno. Persistendo Napoleone ne' suoi proponimenti, alle imperiose richieste pronlanienle aggiunse! fatti. Oltre di profittare delle rendile pontificie in
esigetteil

PioVn

qnal fosse

il

vero scopo diNapoleodichia-

Ancona,
le cill

ne, e col consiglio de'cardinali,

mantenimento

delle truppe, fe^

r non potersi mettere in istato di guerra contro le potenze a lui nemiche. Quanto al principio dal

ce militarmente occupare tutte

del litorale pontificio, tanto sull'Adria-

medesimo

stabilito di

essere l'imperatore di
tesi

Roma

(comfacen-

successore di Carlo Magno, il quale avea restituito e ampliato, nonfondato il principato della rocqana chiesa), con apostolica franchezza
il
il

Mediterraneo; minacciando Papa,chese non entrava nel suo sistema federativo, ed avesse comuni
tico

che

sul
il

di

nuovo

colla

Francia

gli

amici. e

nemici,

gli

a-

Papa aggiunse che


:

sommo Pontefice

divenuto da

tanti se-

vrebbe lascialo lasoln provincia del Patrimonio, *e messo alle strette avrebbe imitato l'esempio di Carlo V, con rinchiuderlo rn Castel
s.

coli

anche sovranodi Roma, non riconoslati altra

Angelo e far pregare


il

sceva ne'suoi

sovranit supe-

per

lui.

Intanto incardinai Cbnsalvi, ve-

rioreallasua: non esistere l'imperatore di

dendosi inviso a Napoleone, rinunzi


c^irdinali

Roma; esservi
ni;

solo l'imperatore de'romatitolo

segretariato di stato, egli successero quei

ma

questo

riconosciuto da tut-

che notai a Pio VII. Questi


fratello di

Si

ta l'Eli ropa nell'imperatore di

Germania,

ricus pure di riconoscere per redi Napoli

non poteva nel tempo stesso appartenere due sovrani; e questo stesso non essere cheun titolo di dignit e di onore, il quale non diminuiva minimamente l'indipendenza della s. Sede. Carlo Magno aver
n

Giuseppe Bonaparle

Na-

1807 l'imperatore torn a domandare al Papa cambiamento di politica,

poleone. Nel

viceversa

gli

toglieva le

Marche; e

di fatlo,senza

attendere il legatocardinale

trovalo
effettivo

Roma

in.

mano de*

Papi

(il

loro

Llier de Bayanne e mg."^ della Genga,


il

dominio, come ho descritto, incominci dopo il 726, Carlo Magno nacnel 742!), averne ampliato
i

generale Lemaroisdi suo ordine neli.**


si

novembre

dichiar governatore genel'occupazione.

que
nii,

dorai-

rale delle Provincie d'Ancona, Macerata,

non avere per mai preleso superiode'medesimi.


Il

Fermo e Urbino, cui segu

rit sopra

possesso quinil

di pacifico di

1000 anni

(pi) essere

ti-

tolo pi luminoso che potesse esistere tra

Quindi il Papa e la corte videro probabile roccupazionediRoma,e violata la residenza pontificia. I romani se ne conturbarono,
comerestarono malcontenti
perParigidi
tulli gli oggetti

sovrani. In questo

tempo Francesco

II ri-

alla

partenza

nunzi
iiia,

al titolo

d'imperatore di

Germaun
sol

d'arteappar-

per quelle cause che notai a tale ar-

tenenti al principe rk)rghese, ed esistenti


nella Villa Pinciana. Nel

ticolo; ed

avendo gi riunito

in

1808 doponuodi

corpo

gli stati austriaci

tedeschi col titolo

verichieslepel sistema federativo ed altre


esigenze, e

d'impero ereditario. prese il nomerliFranresco I imperatore d'Austria. Questo menorabile atto porta
la

dopo nuove minacce


il

spo-

glio de'dominii temporali,


lis,

generalMiol-

data de*6 agosto


si

col prelesto di attraversare lo stato

1806,

col

quale l'imperatore

dichiar
al

pontificio

sciolto dai vincoli

che V univano

sagro

braio enlr in

perandareaTerracina,a'2 febRoma, e con 6000 uouii-

58
noni contro
il

ROM
.

ROM
col cardinal

ni l'occup militarmente; appuftticaa-

Palazzo Quirinale^ove dimorava Pio FU, e con minaccie si fece consegnare Castel s. Angelo, ed egli pi*ese alloggio al palazzo Doria. Quindi successero tutti quegli avvenimenti detti alla biografia ed a Franca; cio atti violenti,

to a

In arresto condotSavona, e poi a Fontainebleau: tutto

Pacca^e

coiulilFusione narrai

aMue
si

citali arVwolr.

Appena
pia cattura,

romani

avvidero dell'empianto, e resta-

si

siiiolsero in

rono sbalorditi e frementi. Egualmente alla biografia di Pio VII dissi, che lasci
in

occupazione delle Marche e riunioe dispersioni

Roma
il

delegato apoiitolico
P/eZro_, che lo

il

cardinal

ne al re^nod' Italia javvesl


lis

Michele di
VI,

era stato di Pio

di cardinali, prelati e altri, essendosi Miol:

quale deportato, perle facolt che


il

impadronito della

polizia, ed incorpo-

avea,suddeleg
rigi e poscia

prelato deGreg^or/o^che
1

rato alle sue le milizie pontifcie. Frattanto divenuto re di


tello di

dopo 4o giorni nel r 8 o fu chiam ato a Pa ^


trasportato prigione;
il

Spagna Giuseppe

fra-

prela-

Napoleone, questi pose sul trono


il

to con] autorizzazione di cui ^va munito,

di Napoli

cognato Gioacchino. Murat.

iiomin delegato apostolico

Le violenze de'francesi aumentarono, iavadendoanche il pa^zzo apostolico e cacciandone


svizzera.
le

nico Atanasio pr -vicegerente di

mg/ DomeRoma

per lerdinzioni
gli olii l'esegui

la

consagrazione de-

guardie; dipoi fu4asciata la


si

mg.^ Menocho SagrisLif

A*io giugno 1809

pubblic

il

vescovo di Porfirio e confessore del Papa,


nellachiesa della Missione, tranne quel
caso che notai, ed eseguite nel

decreto imperiale della riunione degli stali

della Chiesa airimperOjRorriadicKiarail

ta citt imperiale e libera,

governo

sa-

rebbe determinato d uno statuto particolare


l'
,

ij

debito pubblico adottalo dalle

Palazzo non vi rest che il cardinal Filippo Casoni, morto 3*9 ottobre 18 i,ma senza alcuna ingerenza. DiCamiiccini. la

Koma

impero,

propriet, del
di

tate sino alla rendita

Papa aumendue milioni di

sperse e sciolte

le

congregazini,
,

le

segre-

terie tribunali ecclesiastici

gli

archivi

franchi

ed

suoi palazzi dichiarati im-

furono trasportatiaParigijinsiemea quelli

ranni; fu abbassalo ih Castello lo stemma


pontif]cio,e sostituito
il

del Valicano e di Castel .Angelo riu-

francese. Pio

VII

niti agl'imperiali di s.

Dionigi:

sagri

rispose colla pubblicazione della solenne

arredi pontificii soggiacquero alla stessa


sorte,

scomunica, ci che sbalord Miollis ed i romani; riprovando con un breve Tusurpazione.della sovranit, e rigettando qua-

aspirando Napoleone di

far Parigi

centro del cristianesimo. Nella medesima


biografia trattai del giuramento di ubbi-

lunque assegno. In dettogiorxio cessarono le magistrature, anche del Campidoglio, ed il senatore Rezzonico mor* durante la
prigionia, di Pio VII. Temenilosi la fer-

dienzaedi fedelt aNapoleohe, chei francesi esigevano dai vescovi, ecclesiastici, legali pereserci tare la professione-,e
li

impiega-

pubblici. Nei voi.


il

XX, p. 9 e seg. narrai


1

mentazione del popolo per la difesa del Papa, e l'entusiasmo col quale avea sentito Fa scomunica,. Murat provoc la traslazione del Papa a Firenze, quindi Napoleone l'ordingenericamente a Miollis,
o positivamente come vuole
l'ab. Bello-

che

conte Miollis fino dal 5 aprile


successe
.
i

fece pubblicare la Gazztta


1

1808 romana, nel


Giornale di

809

il

luglio

il

mo. Questi

affid

1'

esecuzione del sacrisi

Campidoglio, poi Giornale del diparti mento dlRonia, che dur fino agli 1 maggioi8i4. Indi ebbe luogo il Giornale ro' Viano, e poi si riassunse l'antico Diario di
1

lego rapimento al general Radet, e

Ronia.^oiax ancora nella biografia,da

clii

consum a'6
te.

luglio con scalare le

mura

fu compostala consulta straordinaria di

del palazzo papale,e

rompimento diporPio VII fu strappato dalla sua sede,

Roma

stati

romani, incaricata a prencitl io

der possesso della

uomo

di

Napo-

ROM
leone,(i

ROM
:

59

amministrare il paese con governo

coslituzionalejSecondoil sistema francese;

e chi melilo elogio.

Che essa di vise lo stalo

romano, ridotto a

circa 800,00.0 abitanti,

ne' dipartimenti del Tevere e del Trasi-

meno,
leto. II

e per citt principali

Roma e Spopromesso statuto particolare non


Il

\enne mai.

general Miollis fu presiden-

te della consulta e
(

governatore generale
al

con 25,000 franchi cariche: quanto ha di

mese, per
il

le
si

meno Papa

due pu

vederlo aRENDiTA ecclesiastica),1 barone

Tournon capo di polizia e prefetto di Roma. La consulta il .''agosto nomin un sei

neslmo continuer ad esserlo il vostro vescovo il capo spirituale della Chiesa, com'io ne sono l'imperatore! La guardia civica che nel 1808 avea ricevuto il nome di legione imperiale, nel 1 8 1 2 ebbe quello di legione della guardia nazionale: ne parlai nel voi. Xlll, p. 274.Nel noveml3re si rec in Roma re Murai, e nella sua qualit di luogoteiienle dell' imperatore e di comandante incapo dell'armuta, pass in rassegna le truppe e ricevette splendide feste. Napoleone nel 1806 avea stabilito due solenni feste: ili5agoslo sagro
all'Assunzione e anniversario della conclusione del Concordalo,
festa di
s. si

nato composto
principali

di

5i membri,
:

scelli fra

celebrasse la

della citt

ma

questo corpo
si

ignor

le

sue attribuzioni, n mai


i

radu-

n; se ne leggono

nomi neln. iSdt Giornale del Cc2W2/7Zt?og'//o. Con posteriore decreto de* 28 ottobre, la consulta stabil, che 7 individui del consesso medesimo,
col titolo di commissione, avessero l'am-

Napoleone; e nella i." domenica di dicembre si solennizzasse l'anniversario di sua coronazione e vittoria d'Austerlitz. Pers. Napoleone in Piazza Na vona si facevano fuochi artifiziali e illuminazioni perla citt, la corsa de'cavalli
col fantino, di cui feci parola nel voi.

X,

ministrazione municipale della


in sua assenza

citt, fa-

p. 94; e nelle oltre


la
il

domeniche
si

di dello
il

mese,

cendo da presidente quello del senato e


il

solito lago,

faceva

giuoco delp.

vice-presidente: gli altri


il

cuccagna. Cancellieri nel Mercato^


la

ducaSforzaCesariujConte Bolognetti, marchese Origo, Curii

6 nominati furono

266, descrive

corsa de'cavalli col fan-

tino in delta piazza, non solo per festeg-

Lepri, Vaccari banchiere, Parafilo di

giare V onomastico dell' imperatore,

ma

Pietro. A' 16
il

novembre Napoleone
la

sotto

trono ricevette alle Tuilleries

depu-

ancora a'3 giugnoi8i r per celebrare la nascita del suo figlio Napoleone Francesco Giuseppe Carlo, dichiaralo re di

Roma, composta di que'signori riportati nel n.'^ 65 del Giornale di Campidoglio^ in nome della citt, declatazione di

Ro-

ma,

poi duca di Reichstailt per disposiI

zione dell'avo E'rancesco


ili. "posto

che

gli

attribu

mante

il

ducaBraschi nipote
gli

di

Pio VI,

con vantare

antichi eroi di

Roma.

dopo gli arciduchi, e mor nel 1882. Napoleone nel 18 io con un sena1

Ma

Napoleone rispose contegnosamente, colle solite chimeriche pretensioni. Disse che lai.' volta che avesse ripassato le Alpi, avrebbe dimorato per qualche tempo
in

lus-consulto di Parigi del


stabilire.

7 febbraio

fiice

Lo

stato di

Roma

essere unito

alla Francia.

Roma
il

dichiarala 2.^ citt

dell'impero, ed
tasse
tori
il

principe imperiale por-

Roma. Che

suoi predecessori l'avea-

titolo di re di
la

Roma. Gl'impera-

1)0 staccata dall'

impero
di

e data

come
,

in

dopo

coronazione nella metropodel io.

feudo a'vescovi

Roma

(la storia

con-

litana di Parigi, sarebbero coronati ins.

traria a tale gratuita asserzione


ta questa pretesa): figlio
la

confu-

Pietrosi

Roma prima

anno

del

prknogenito delse-

loro regno.

Ogni sovranit

straniera es-

Chiesa, non volere uscire dal suo


:

sere incompatibile coU'esercizio d'ogni autorit spirituale nell'interno dell'impei-o.


I

no

Ges Cristo non cred necessario stabilire per s. Pietro una sovranit temporale! La sede di Roma e prima delcrislia-

Papi fino dalla loro esaltazione giurassero di non far mai niente contro le 4 Pi'opo-

6o

ROM
e che le

ROM
6 snburbicarie
de'cardinali fos-

sizioni gallicane. Pel Papa si prepirasse10 palazzi in qualunque luogo clell'impero (allora era prigione in Savona, sotto la cu-

sero unite allei4diquelIicheaveano giurato. Pei vescovi conservati, le cui

mense

stodia di Cesare Berlhier, e privo sino dei

avessero una rendita


chi,

meno di20,ooo franle

calamaioe della penna) volesse risiedere. Keavesseper necessariamente uno a Parigi e l'altro in Roma. Indi orn sontuo-

supplirebbe

il

tesoro sino a tal som-

ma. Soppresse tutte


pose
rano:
la
i

abbazie, e ne sotto-

giurisdizione alle diocesi in cui eloro beni, elquei de* vescovati sop-

samente
gi
x'i

il

palazzo arcivescovile di Pariil

per ricevervi Pio VII,

quale per non


alle

and, non avendo ceduto


la

sue bra-

me opprimenti
che
tutti
i

Chiesa e la sua libert.

demanio. Indi soppresse che aveano ritrattato il giuramento. 1 vescovi


pressi, riun al

altre 3 sedi vescovili, di que' vescovi

J^'escrisse quindi

Napoleone

a'

17 aprile,

renitenti subirono la confisca de* beni, e

preti e religiosi forestieri

dimo-

furono

rilegati in

Francia e

in diversi luoi

ranti in

Roma

ne uscissero e

si

recassero

ghi d'Italia. Chiamati a giuramento

ca

alle loro diocesi.

Con

altro decreto de*7

nonici di dette diocesi e delle chiese

di

maggio dispose che fossero soppressi nei due dipartimenti di Roma e del Trasimeno tutti corpi religiosi di qualunque
i

Roma, e lo stesso poi accadde ai 5oo circa ricusarono e fiu'ono


in

parrochi,
confinati

Corsica ed in varie parti dell'alta Ita-

ordine o congregazione.
Ielle

Lo

stesso

fosse

monache

eccettuando per
di

dei
i

pi

belli

monasteri

ordini diversi,

quali sarebbero mantenuti e ordinati in

modo
e
le

utile al pubblico.

Tutti

religiosi

lia. Intanto avendo la consulta stabilito ormai in Roma gli ordinamenti francesi, Napoleone dispose che sul fine-dell'anno cessasse dalle sue funzioni; che un principe gran dignitario (de* dignitari del-

monache avessero
i

pensioni,

ma

nel

l'impero

feci

parola ne* voi.

XX,

p.

29,

lasciare

chiostri

si
I

ritirassero nel luogo


religiosi
si

XXVII,

p.

119) sarebbe nominato go-

della loro nascita.

presentas-

vernatore generale de'dipartimen ti diRo-

sero

ai

loro rispettivi curati, e rimanes-

ma

e del

sero applicati alla parrocchia per assisterli

mando superiore
la polizia

Trasimeno. Questi avesse il codelle iruppee della genl'alta


le

nelle funzioni ecclesiastiche. Ai religiosi

darmeria. Esercitasse

vigilanza sul-

disciolti fu dipoi

intimato

il

Giuramento
imperatore.
ve-

e sopra tutte

autorit mili-

(V (ibbidienza e fedelt

all'

Molti ricusarono, e in pena perderono la


pensione. Nel maggio fece intimare
scovi de'due dipartimenti di
ai

Roma

e del

bilito nel

Trasimeno, di prestareil Giuramento staConcordalo di Francia del 1 80 alcuni opinarono non potersi estendere agli stati romani,anch"e per essere cambiale
r :

tari, civili ed amministrative, soggetto pero agli ordini de'mnistri. Se ali. del prossimo gennaio non fosse ancora provvedutoal posto di governatore generale,ne sarebbero tenporaneamente fatte le veci da un luogotenente. Si stabilisse in Ro-

ma
le

un

consiglio incaricato di liquidare


i

lecircostanze, onde iniy ricusarono: altri

interpretarono,

non

essere precettiva

la disposizione pontificia,

ed

in

numero

di

4 giurarono con qualche


la

dichiarazio-

crediti esigibili suU' an governo e sui corpi religiosi soppressi, con"5o milioni di franchi di beni na zionali, cui furono aggiunti altri 1 1, dando ai medesimi un valore calcolato sul -

pensioni ed

tico

ne. A' 18 giugno

Napoleone decret, che


popolazione dello stato
senza
la

la
1

rendita di

20 anni

pe'fondi rustici e di

considerando

2 pegli urbani. Si formasse poi un'ara mi

romano contenere
pitoli;

sede di

Roma
i

nislrazione del debito pubblico e de'beni


destinati al rimborso, presieduta dall'in-

32^ vescavi, perci esuberante

come

ca-

quindi soppresse

le

17 diocesi e ca-

tendnte dei pubblico tesoro (che fu Janet),

pitoli de' vescavi

che non aveano giurato,

ed

membri

fossero scelti tra'credi-

ROM
lori pi ricchi. Inoltre

ROM
l'imperatore defranco. Si divisero
gli

61

una zuppa economica, un pane e mezzo


operai in 3 classi,
il

termin poi, che il Monte Nupoleone di Milano corrispondesse alla Francia annui franchi 260,000 per quella porzione del
debito pubbl ico dello stato ponlifcio, che avrebbe dovuto gravitare sulle Marche unite al regno d' Italia. La nomina del principe gran dignitario non si fece mai (solo nel precedeute giugno era stato nominato governatore Fouchet, poi subito

loro numero ammont circa daiDoo a 1800, e perci in 4 anni s'impiegarono 5 milioni di franchi questa somma si ricav, per la me-

uomini, donne,

ra'g:zzi;

t dal

pubblico erario, per

l'altra

dall'ambi-

ministrazione municipale di

Roma. Il

sogno fu il possente stimolo aquesto provvedimento imperocch per quanto ho


,

richiamato), ed

il

general Miollisne

ri*

riportato, in

Roma

pel suo decadimento,

jiiase luogotenente. Quantoaldebilopub-

senza

la

corte e curia, rest priva di sus-

blico devesi avvertire

che

Luoghi di

sistenza

Montt\\

qiM'

necostiluivanola maggioi*

di scudi, restarono quasi


lati

parte e ascendevano a circa 5o milioni per met annulcolla.soppressione delle opere pieghe
le cieditrici. Gli altri poi

una massa di popolo ozioso -e afche avrebbe potuto alterare la pubblica tranquillit. Era composto d'una turba di gente di corte restata senza
famato
,

padrone, d'impiegati, addetti


altri,

ai

tnbunali

n'erano

furono

e altri ofiizi pontificii, persone di foro e

Iiquid*ati nel

modo

detto all'indicata ar-

che per non giurare restarono sen-

ticolo, alia

ragione di'due quinti del lofruito

Ra sussistenza.

Fu straziante

il

veder gui-

ro valore originario (a tenore di quanto

darla carriuola e maneggiare la pala ragguardevoli e onesti avvocati, e altre per-

per ultimo ne pagava


pontifcio
),

il

il

governo
si

e per conseguenza

dimise

sone d'ingegto e di
za,

civile

condizione.Que-

una gran massa dr debito pubblico con


pochi beni, ma con tutte le conseguenze d'una specie di pubblico fallimento. Del resto Roma, da capitale dell'orbe cattolico,, divenuta citt- provinciale deirimpero francese, soffr tutti disastri ch'erano inseparabilida una tale degradazioi

stilavoridetti pubblici della beneficen-

s'impiegarono in parte utilmente cou

drsolterrare
chij quindi

una parte
si

degli edifizi anti-

fecero interessanti scu.opri-

menti nel Colosseo e ne'dintorni del Foro

Romano,

alle faide orientali del

Cam-

pidoglio, nel

Foro Traiano. Da questi


i

ne.
di
1

La sua popolazioneche- nel 1809 era


36,ooo, diminu sensibilmente, e nel
1 1 1

lavori ebbero principio


ni

pubblici giardi-

1 3fno 1 7 ,882,allri dicono 3,ooo, e molti di condizione onesta caddero in

Monte Pinco, e nel pei djo occidentale del Monte Celio. Cosi Napoleone dispose delle cose di Roma, ed
passeggi del

assoluta miseria,

massime
il

la curia e gli

arbitrariamente degli

affari ecclesiastici,

addetti ai tribunali e congregazioni ecclesiastiche ricusanti

essendo in tutto dispotico.

Ad

onta del

giuramento.

Il

go-

vagheggiato blocco continentale per abbassar*; la prepotente Inghilterra, fu costretto in

verno per rimediare in quantppoteva al male e frattanto accrescere gli ornamenti pubblici, ordin uno stabilimento di beneficenza, cio ristabil
yie
i

qualche modo a permettere l'in-

troduzione delle derrate coloniali provenienti dagli stabilimenti inglesi,ma

pubblici lavori

impose

Poveri validi che aveano.gi esercitai

su di essegravissimo dazio d'importazione, che talvolta lo fece ascendere al quin-

lo

Papi, e d'altronde destin (poi a'ay

luglio 181 1) un fondo speciale d'un milione di franchi all' anno per accrescere
gli

tuplo del valore ordinario, poi fece bruciare le mercanzie di fabbrica inglese. NkI

abbellimenti della

citt.

Lo
si

stabili-

medesimo 8 1 o
1

fu stabilito da Napoleone

mento

accolse lutti quelli che

presen-

l'appannaggio del suo figliastro principe

tavano a doniaudar lavoro, daudo loro

EugcQo \icei

d'Italia, cou lauti beni de-

62
nianiali, quanti

ROM
in

ROM
5 perioo un milione
Cliiesae ?eneva rigorosamente prigione
il

ragione del

rendessero l'annua rendila d'


di lire italiane
:

la

gi ecclesiastici esistenti nelle

maggior parte de'beni Marche, fa-

venerando suo capo: tali vessazioni si estesero pure per meri sospetti. A'4 maggio Napoleone dichiar rei di fellonia e
posti fuori delle leggi, que' sudditi de'di-

talmenteforinaronotale appannaggio. Indi fece


Je

sopprimere in tutto il regno italico compagnie, congregazioni e associazio,

parlimenti di

Roma

e del

Trasimeno,
il

quali aveano ricusato di prestare

giu-

ni ecclesiastiche

tranne

capitoli delle
i

cattedrali ecollegiate insigni, ed

religiosi

ramento ingiunto dalle costituzioni dell'impero. Die un mese di tempo per ravvedersi, indi ordin che fossero

d'ambo
1
I

sessi ospedalieri

o applicali al-

condan-

l'educazione delle fanciulle. Frattanto nel

nati, se ricalcitranti, alla rilegazione e alla confiisca de'beni.

8 iNapoeone per dominare la religione fece maneggi inutili, per indurre Pio

Ma quasi

tutti restan-

do
so

costanti nel

ri

fiuto,

aument il

virtuo-

VII a

n&iedere in Parigi, ove radun

il

numero

degli esuli nelle isole di Cor-

famoso concilio ^azionale, composto


gognato scopo
In egual
di sottomettersi la
s.

dei

vescovi d'Italia, per giungere al tanto a-

Sede.

tempo
il

nella sua formidabile

Capraia. Nel mese di giugno poi Napoleone permise che si stabilissero in Rosna, Carlo IV gi redi Spagna, colla regina moglie, il suo terzogenito d. Fransica e di

potenza concep nella mente concetti vastissimi,

cesco di Paola, e l'infante d. Carlo


vico gi re di Etrria, poi
colla regina

LodoLucca,

principale de'quali,

non conSardegna,

duca

di

tento d'essere re d'Italia, era quello di riu-

madre,

e principessa sorella.

niread essa leisoledi


fosse

Sicilia e di

All'opposto nellostesso mese fece trasportare Pio

formarne un sol regno, di cui la capitale Pioma* e sovrano 11 secondogenito,


che sperava avere dall'imperatrice M.' Luigia d'Austria, poi duchessa di Parma.
In
li

permettendogli
tazzoli
ivi

Sa vonaa Fontainebleau, compagnia di mg."' Bercarisimoal Papa. Questi nel 8 3


la
1 i

Vlldn

fu sorpreso dalle seduzioni dell'inpe-

Roma

fece eseguire magnifici restaual

ratore, sottosci'isse gli articoli preliminari

e abbellimenti

Palazzo^ apostolico

per un definitivo acordo (in cui


la

il-

Pa-

Quirinale^ chedichiar palazzzoimperiariale.


1

pa abbandonava
di cui

sovranit di

romani e

gli altri

de'due dipartialla coscrizione

non veniva ad avere

menti, essendo soggiaciuti


(del suo codice feci

nistrazione;

ma

questo era

Roma, ammiche meno dell'

il

menzione nel voi. XLV,

l'infelice alto),
fa
j

phe riportai nella biogra-

p.i2g), erano immersi nel pi profondo

in conseguenza del quale


la libert,

avendo

dolore e nella
cellare per
i

pi grande desolazione,

cardinali ricuperato

poterono
eroica

in vedere partireper le.armate a finsi

ma-

illuminare Pio
del sottoscritto
,

VII

del funesto tenore


l*

parenti,

un ambizioso, figli, gli amici. Le provincie


i

fratelli,

e ne ottennero

di

Fro-

revocazione, che fece montare nelle frie l'icnperatore;

snone e di /^e//<?^n,ossiano di Campagna e Marittima, erano infestate da assassini e crassatoii,non potendone ottenere l'estirpazione
la
le

molteplici baionette francesi

strada di Baccano egualmente fu do1 i

avendolo gi pubblicaun solenne concordato. Intanto r Austria y la Prussia j la Russia, Y Inghilterra s\ collegarono contro Francia. L* Austria sped Nugent nelle legato

come

fosse

minata dai malviventi. Nel 8 2 in Roma sempre pi inaspr la persecuzione imperiale control ricusanti
il

zioni pontificie, ed^affid

11

l'armata d'Italia a Bellegarde

comando delMurat ti:

Giuramenlo^ed
che non
la

tubante
zi
scia
la

tra
al

il

cognatoe

l'Austria, rinun-

anche contro quegli

ecclesiastici

prima
si

sistema continentale, e. po-

vollero recitare pubbliche Preghiere per

Napoleone, a motivo che p'erseguitava

medesima, allettato dalpromessa mediazione d'ottenere la rialle colla

ROM
minza al reame di Napoli dal re cilia Ferdinando IV, e dal Papa
sione al rinunzi^nle
di Sila

ROM
a

G3

ces-

mantenere l'ordine pubblico. Giudicare d'altronde il monarca, che la protezione


richiesta da molte ragguardevoli persone
di

d'un Ieri ilorio che comprendesse 4o,ooo abitonli. Tanto fu definito aglii i gennaio 1814, mai collegali non \i accedellero, e menlreiafortuna di Napoleone vojgeva al tiamoplo. Murai fece avanzare le sue truppe nello
slato rrtJano, o*era diminuita la forza

Roma

e de'due dipartimenti, dalla si-

cure?za di Carlo

IV

e dalle circostanze,

mentre provvedeva alla sicurezza di tutti, non ofi'endeva il diritto d'alcuno. Quindi
avergli ordinato
(Ji fare occupare provvisoriamente dalle sue truppe dipartimeni

morale del governofianceTse anche pei maneggi degli emissari dell'uijione italica che nellif provincia del Patrimonio
, ,

ti

di

Roma edelTrasimeno, ediprendere


militare de' medesimi, insiea lullequelle disposizioni di
le

il

comando

me

governo,

alz per pochi giorni

la

bandiera

dell'in-

che potessero credersi

pi alte a far

surrezione. Assunse

luoghi occupati,

ma

Murai ilgovernodei in modi timidi ed


si.

cessarci disordini. Nel voi.

XLVll,p.2o4

raccontai questi avvenimenti, e dellocarso presidio col quale Miollisnon poteva

equivoci. In tale stato di cose, per opera


degli slessi emissari,

rec a Na|boli una

depulazionedi alcuni patrizi romani per rappresfenlarea Murai Roma essere mi:

le

naccciata dall'anarchia, lui solo poterle

mantenere l'ordine pubblico e impedire private vendette. Che Murai consmmi applausi fu ricevuto ih Roma il 24, ed ivi eman diversi provvedimenti. Vi sta-

dare

la

sicurezza e

la felicit;

supplicarlo

bil

pertanto di dare quelle disposizioni. di go-

zione,

un consiglio generale d'amministranominandone presidente ilcav. MaSebbe-

verno che credesse pi opportune allapub*


blica tranquillit.

cedonio. Distribu div^erse onorificenze ai


nobili, letterali, artislie impiegali.

Qualunque

dila/rone

poter essere fatale, ed avrebbe insieme potuto raffreddare quel desiderio vivissimo,

ne ne parli a'28 i^r Bologna, accolto quale liberatore d'IlaHa, ju suo nome furono
pubblicale diverse benefiche disposizioni.

che generalmente si scorgeva In tutti i buoni italiani, e specialmente ne'romaii.

Ai 3o dello stesso mese, Poero consigliere di stato di Murai, prese in di lui

Prima per che Murai ricevesse solennemente tal deputazione, gi a' 19 (il Giornale politico del dipartimento di Roma^
deliy gennaio, avea annunziato, che da
"van giorni

nome

una

bella divisione napoletae aspettava rinforzi; e


il

temporaneo possesso delle Marche; e contemporaneamente il generale Carascosa s'impossess nel medesimo modo di Bologna, annunziando apertamente agl'italiani, essere

na era

in

Roma

notizie di Parigi recavano

che gradimento

giunto finalmente

il

sospirato

momentOjin cui un grido pubblico riuniva


lutti sotto gli stessi stendardi.
li

dell'imperatrice, alla deputazione inviala


dalla. citt di
cipi Altieri

Dopo molil

composta de'prine Albani, e del duca di Zaga

Roma

secoli di divisionee di debolezza, spun-

tare per l'indipendenza italiana

desidci-

rolOjdel consiglio municipale, perconfer-

rato giorno, in cui combattendo peglislessi

mare

la

divozione e graliludinede'roma-

niper l'imperatore Napoleone!) gennaio il suo generale Lavaugoyon, comandante le truppe napoletane in Roma, ne prese il governo e pubblic Che diversi disor:

al

non v'era che unirsi intorno re Murai che li guarentiTa. Partilo quindi da Bologna con 800 napoletani il maresciallo di campo Minuinteressi,

magnanimo

dini accaduti negli stali romani, avea fatto

tolo, a'3 febbraio occup Firenze, Lucca. Neil' occupare questi paesi,

a'
i

i3
co-

conoscere aGioacchino
Sicilie,cheil

Murai re delle due

governoincbminciava a man-

di

mandanti napoletani aveano l'istruzione non commettere oslilil, se non erano


,

rare della forza e della volont necessarie

provocati

ed

il

tutto segu quasi senza

64
spargimento
di

ROM
sangue. Imperocch
i

ROM
sollo
i

loro principi; e
2.^

la r.*

cittdel

mondo

dati francesi sfilando fra'napolitani,

si ri-

cessando d'essere
ro,
la

d'un impero stranieristabilita

tirarono tranquillamente nelle fortezze,


e queste eiano circondate,non molestale.

con nuovo lustro'.sgrebbe


capitale del

mond

cristiano: questa
i

Tanto io
J

vidi col Castel

s.

Angelo, mentre

avea 2 anni, circolidato dalle artiglierie


e col miccio acceso, per cui
gravi apprensioni die
<Ju<?!le

Roma

era in

monarchi alTrattquindi con Murai, per concertare le operazioni militari, ed avendo


essere la volont di lutti
leali.

del forlefa-

sempre

sulla destra del


si

Po

la c^ivisionedi

cessero fuoco sulla citt.

Qualche scara-

JSugent, a'7 febbraio


bilire quali paesi

conveniie per stale

muccia fu solo in Toscana, e sotto la citd'Ancona che fu alquanto bombardala. Per le altre fortezze circuite dai napoletani, il governo francese incaric Fouchel, che allora era in Lucca, di
tadella

dovessero occupare

rispellive.truppe, per cui


ri

Ravenna^ Far-

austraci-,

Faenza coi vicini paesi restarono agli Bologna rimase a' napoletani.
la

Tutlavplta Murat continu

sua equi-

trallarnelosgoaibr: questo fu cojichiuso in Pisa con

voca condotta, e nel maggio poi concentr nelle 'Marche le truppe che avea in Lombardia. Ritornando a Napoleone ed a Pio VII, nel declinar del 8 3 vedendo
i

Agar

i^iinistro

di

Murat,

setondo
di

la

quale convenzione

le fortezze

Toscana furono consegnate ai napole,

tani sul line di febbraio

e quelle dello

l'imperatore

la

necessit d'abbaridonare

slato roinano sul principio di uiarz, po-

tendo
ni

le

guarnigioni francesi ritornare al

il suo sistema del grande impero, procur di terminare con modo decoroso le

di l delle Alpi,

anche

in Castel

subentrando! napoleta.s. Angelo. Il govrno


le

questioni col Papa, facendogli proporre

un accomodamento, in forza

del quale ri-

provvisorionapoletano diKoma,fra

co-

tornasse alla sua sede. Pio VII rispose che

se che fece ricorder la libert resa a'de-

non avrebbe parlato


fosse tornato in

d'affari,

(inch noi>
1 1

teuuti ecclesiastici e laici pel negato giu-

ramento, non che a


politiche, togliendosi

quelli per opinioni


il

Roma. A'20gennaio 8 Napoleone pratic un ultimo tentativo


il

sequestro, ai loro

con un progetto, secondo


restituivano
e del
i

quale
di

gli si

patrimoni e a

qucjllo de'deportati; fu per-

due dipartimenti

Roma

messo
se
si
il

riunirsi ai benf'alelli, ministri desi

Trasimeno, chiamata 28." divisione


l

gl'infermi, scolopi e dottrinari;

permi-

militare,

Papa per

rispose, la reslitu-

ristabilimento d'alcuni conservatorii;


il

zionedello stato ecclesiastico essere un atto di giustizia, e

tolse

sequestro ai beni de'capitoli pa;

triarcali e di altre basiliche

furono di-

getto di trattato

non poter devenire ogdel resto altro non do-

stribuiti soccorsi a diverse classi di per-

mandava che
i

di ritornare a

Roma.

In-

sone; nominati alcuni nobili


versi ofilzi, e per

romani a di-

tanto collegati avvicinandosi colle armate a

non

direaltro, venueor-

Foutainebieaii, Napoleone fece paril

dinato che

gli

archi delle loggie dipinte

tire

Papa a'23 per Savona;


che
l'

indi

col-

da Raffaele fossero chiusi con cristalli come gi notai a Palazzo apostolico Vaticano. In seguito Bellegarde pei priucipii italici manifealati dai

legati stabilirono

Italia ritornasse

divisa in stati indipendenti, ed a'27 feb-

napoletani, a'5
il

braio chiesero risposta a Napoleone nel termine di io giorni. Allora per salvare

febbraio proclam

Che

re di Napoli

erasi unito alle potenze collegate, per la

possibilmente la sua convenienza (e per que'molivi accennali aPioVI I),a' i o marzo decret, essere
restituiti al

pace generale; convenire che


Francia, dovendo ritornare
sotto
il

le

Alpi

ri-

Papa

due

tornassero ad essere una barriera contro


i

dipartimenti di

Roma
la

e del Trasimeno,

piemontesi
sol-

ordinando ancora

liberazione di Pio V II

loro re,

toscani e

modenesi

che ormai Qon pule va pi custodire. Quiu-

ROM
di 5 giorni dopo trasmise al congresso dei collegali una dichiarazione, acci il Papa fosse rimesso immediatamente nel posses-

RO

65

so de'suoi stati, a seconda del trattato di

Tolentino, cio da

Roma

sino a Pesaro.

Risposero

plenipotenziari de' collegati,

che
tere

le

loro corti con insistere sull'indipend'Italia,

denza
il

volevano anch'esse rimet-

deput delegato apostolico rog.^ Rivarola, per riprendere le redini del governo e ripristinarvi il pontificio, non che presidente della commissione di stato fino al suo ingresso nella medesima. Il prelato con le particolarit che descrivo alla sua biografia, giunto appena in Roma ai IO maggio, commosso dalla miseria e tristezza in cui trov la citt, senza indugio

ci

Papa nella sua antica capitale, acgodendo d' un'intiera indipendenza


ai

e siccome pieno di quella mirabile energia tutta sua propria,


si dispose a prenderne il possesso senza riceverlo dal governo napoletano. Da ci ne venne, che Macedonio presidente del consiglio ge-

provvedesse

bisogni della chiesa catto-

lica. I collegati

entrarono mPtirigi a'3

marzo, il senato depose Napoleone e proaprile clam Luigi X Vili, poscia agli abdicando Napoleone all' impero, gli fu
i

nerale di amministrazione, nella seguente

concessa in sovranit

l'isola

dell'Elba.Prifat-

mattina radun alla prefettura


municipale, e

il

corpo
e
il

ma
25

di questi

avvenimenti. Pio VII fu

le autorit giudiziarie

amgo-

to partire da
fu

19 marzo, ed ai dai suoi condottieri, senza alcuna


a'
a' posti

Savona

ministrative, loro dichiar cessato

prevenzione, presentato e lasciato


avanzati che
gli austriaci

verno del re Murat suo sovrano, e part. Rivarola nello stesso giorno fece innalzare sul Castel s.
tificii

e napoletani a-

veano
del

sul

Taro. All'improvviso aspetto


attoniti gareggiaro-

e della

Angelo gli stendardi ponromana chiesa ed amante


,

sommo Pontefice

delle antiche cose abol

codici di

Napo-

no

in tributargli onori e venerazione,

on-

leone,

richiamando

in osservanza l'anti-

de Pio VI lenlrquasi trionfante in Parma. Proseguendo il viaggio, a'3 i marzo entr in Bologna ov'era Murat, il quale ad onta di quanto dissi alla biografia del Papa dichiarossi pronto a restituirgli i due dipartimenti di Roma e del Trasimeno vi aggiunse inoltre una linea di territorio, che da Foligno si estendesse sulla parte occidentale degli Apennini lungo
,
:

ca legislazione civile e criminale. A* i5

di

maggio furono ripristinati conservatori Roma anche come esercenti l'officio


i

marchesi Rinaldo del Bufalo della Pialle, Francesco Ceva, Gio. Battista Casalij mentre romani si dedicarono intieramente a festeggiare l'arrivo del Papa. Proseguendo Pio VII il trionfalesuo viaggio, a'24 magdel vacante senatorato; cio
i

la

strada del Furio, sino allo sbocco del

gio rasciug

il

pianto di

Roma, facendo
nel descrivere
,

Canziano nel Metauro, e poi sulla sponda sinistra di questo fiume sino al mare. Si accomod il Papa con ripugnanza, poich desiderava 1' intiera restituzione dei
suoidominii.
stolico in

colla sua presenza terminare l'avvilimen-

to di essa.
il

Tutto celebrai

solennissimo ingresso del Papa

di cui

fui testimonio, e le splendidissime feste e

Mg/ Atanasio delegato apoa'

dimostrazioni sincere

universali e forse
voi.

Roma,

romani il riemp d'indescrivibile contentezza tutti. Murat con proclama del i5 notific a Ro ma il ritorno di Pio VII, ed il reintegramento di sua sovranit. Anche Pio VII da Cesena a* 4 J^ggio eman un proclama
a'suoi sudditi, col quale rese ragione del

annunzi ai prossimo arrivo del Papa, che

aprile

mai vedute degli esultanti romani, nel

XXXV, p.
ni

86

e seg.

vi

notai que'sovra-

ch'erano in Roma e decorarono s memorabile avvenimento; che la cavalleria ungherese e napoletana fecero parte del
il

corteggio, riportando

discorso che al

Pa-

pa, in

nome del
il

senato e popolo romano,

pronunzi

detto i. conservatore alla


Il

ritardalo ritorno in

Roma

ove intanto

Porta del Popolo.

Papa

rest grande-

VOL. LIX,

66

ROM
dall'

ROM
iroponenle comni;

mente commosso

ma

allorch alle

prime pioggie

di otri-

plesso delle diaiostrazioni giulive e divote

tobre vediamo quest'immensi campi


vestiti di

cle'romani,esenechiamconlentissiraoe grato. Tra grimmensi danni recati a Ro-

verdura

offrire

ad innumerabile
fra le

gregge un'erba spessa, crescente

ma

e allo stato pontificio dalla repubbli-

aride stoppie, l'autunno e l'inverno me-

ca esuccessiva invasione imperiale, tutta-

desimo

abbellirsi di tutta la freschezza di


i

volta

si
i

eliminarono

gli

abusi delle fran-

primavera, s'intende come


contenti di

romani sieno
seducente di

chigie,

diritti giurisdizionali e feudali s

un modo

cos

nel civile che nel criminale, che godeva-

romane, come i Colonna, Orsini, Savelli o loro eredi, Conti, Caetani e altre molte, che un tempo circonda vanoRoma da ogni lato,massime

no

le principali famiglie

trarre partito dalsuolo.Qual popolo, ricevendo dalla natura il beneficio di produzioni spontanee cos abbondanti, non sarebbe inclinato a goderne senza ricorrere ad una pi faticosa coltura, doni forse pi ricchi,

all'epoca de' Frangipani e de' Crescenzi,

ma

pi incerti.^"
le la-

ed allora tennero Papi in continue angu i

Pio

VII

si

dedic a rimediare
di

stie.

In parte l'ordine di natura, l'estindette due in-

grimevoli conseguenze

tante disastrose

zione di molte potenti famiglie, l'indebo-

vicende; con immortale sua gloria a'y agosto completamente ristabib


la

Iimentod'altre,in fine poi

le

compa*
il

fauste epoche e loro governi, distruggen-

gnia di Ges; e con breve de' 1 3 settembre

do privilegi e prerogati ve, rimediarono a


molti mali e pregiudizi che
si

i8i 4 nomin senatore


se solenne possesso
il

di

Roma

mar-

recavano

ai

chese Giovanni Patrizi romano, che prei.

dominii della s.Sede,la quale eziandio indirettamente ne risentiva nella sua subli-

gennaio. Gi ai

27 giugno avea
al

fatto riaprire le

udienze
,

me

dignit sagra

laonde concentrarono
potere, di cui fu
il

tribunale civile di Campidoglio


di

per

l'autorit nel

supremo

r esercizio

sua giurisdizione. Mentre

erede il legittimo principe

Papa. Sul go-

Roma

godeva e andava ristorandosi pel


,

vernamento imperiale francese abbiamo


il

ristabilimento del governo pontificio

il

Bollettino delle leggi e decreti impe-

limitrofo regno di Napoli era agitato da

riali pubblicati dalla consulta straordi-

diverse perturbazioni.
le

Murai non
i

si

vol-

naria negli

romani^ colV indice cronologico delle materie 3 Roma 1 8og e seg.


stati

conoscere dai collegati,


le

re di Francia

e di Spagna presero

parti del parente


,

vol.23.Sipossono inoltre vederci suddetti

re di Sicilia legittimo sovrano

onde

il

Gazzetta e Giornaletti Studi statistici di Roma del Tournon, ed il Qo^^\^ Annali


d' Italia ai descritti anni. Gli
utilissimi
i

principe Metternich chiaramente fece sa-

pere a Murat, che tutte

le

volont

gli e-

Pompieri ebbero origine

sotto

francesi,

come l'illuminazione notturna della citt. Il barone Tournon nella sua bell'opera
encomi iPapi per quanto
fecero in van-

rano contrarie; quindi avrebbe fatto bene a tenersi in una inerzia politica, ed a restituire le Marche al Papa, il quale le
chiedeva, imperocch lecircostanzeincui
se.
gli
si

erano cambiale

eranostate promes-

taggio dell'agricoltura dell'Agro

roma-

Murat

no, inclusivamente al gi ricordato molo-

to,

nel maggio avea gi dichiarache se l'adempimento del suo tratta-

proprio di Pio VII. Inoltre e in certo modoscus i romani dalle accuse di cui sono
incolpati, per la poca coltura della

to d'alleanza coll'Austria fosse


lo alla
la

un ostaco-

pace che

si

trattava a Parigi e alle

Cam-

ricognizione di tutte

potenze verso

pagna romana, colle seguenti parole. A primo sguardo, porzione s piccola concessa alla coltura sembra giustificare il rimprovero di pigrizia che si fa a* roma-

avrebbe rinunziato all'aumento di territorio in suo favore stabilito. Poscia vedendo che gli si accrescevano contro le disposizioni de' collegati, offr a Pio VII
di lui,

ROM
Marche, purch a ves se ricevuto per complimento un suo ministro, chiedendo poi Tinvestitura del regno. Intanto si apn il congresso di Vienna per stabilire l'equilibrio degli stali d'Europa; essendo contrario a Murat, questi nel 1 8 5 segretamente incoraggi in Italia
la restituzione delle
1

ROM
poi

67

Macerata ne'primi di maggio rest disfatto, e poi perde regno e vi. ta. Napoleone che avea fatto dichiarare sentimenti di pace a Pio VII, a* 18 giugno per aver perduto a Waterloo, abdic di
a

Mnrat

nuovo

partigiani dell'unione nazionale, ed es


al

e fu rilegalo all'isola di s. Elena, ove mor. 11 Papa gi era rientratoin Roma a'7 giugno festeggiato dai romani (in

sendosi riunito

cognato Napoleone, col

nome

de'quali

il

conservatore marchese
del

pretesto d'essere minacciato dal re diFrancia,

del Bufalo pronunzi quel discorso che

manifest'^airAustria di far avvicinadelle Alpi

riporta
ta

il

u 46

Diario di Roma, aU
della fedelt e

re

al di l

80,000 uomini
il

pel

mente

il

Papa lodandosi

caso di attacco. L'Austria neg


pe'suoi stati,

transito

ed aument l'esercito. Ma a' 5 marzo la notizia della partenza di Napoleone dall' isola dell'Elba, per cui a'20 rientr in Parigi, Mugiunta a Napoli
rat gli fece sapere
gli austriaci,

che avrebbe attaccato

e se vinceva presto l'avreb-

attaccamento dimostratogli da* romani), ed a'g il congresso di Vienna avea decretalo la restituzione alla s. Sede delle tre legazioni di Bologna, Ferrara e Ravenna, delle Ma rche, di Benevento e Pontecorvo, con quelle condizioni narrate alla biografia di Pio VII, insieme alle sue pioteste. Ivi toccai,
i

be raggiunto con armata formidabile. Rispose Napoleone che continuasse


rativi,
i

ricuperi

fatti in

Parigi

prepa-

dal re Luigi

XVII 1,

del triregno eanello

ma

aspettasse

il

suo avviso per inInvece Murat, gi


la
il

pescatorio, per opera di mg.'" de

Gregoil

cominciare
nella

le ostilit.

rio j di diverse statue^ pilturee arazzi, per


le

met
in

di

marzo avea messa

sua arpeissag-

rappresentanze del celebre Canova,

mata

marcia, falto chiedere

quale fu troppo condiscendente o dovette


lasciare alcuni capolavori,

gioper

lo stato pontificio, ordinando a'comandanti che si avanzavano per Terracina e Ceprano, di marciare sollecitamente sopra Roma, prendere Pio VII econdurlo a Gaeta. Per il Papa neg il transito, e quando a*22 marzo seppe che non o-

perch

il

re a

torto sostenne le stipulazioni di Tolenti-

no, mentre altri sovrani si erano ripreso quanto loro apparteneva di monumenti di
antichit ebellearti,
nii nella
tolti

dai loro

domi

guerra della rivoluzione.


e

Roma

slanfei napoletani l'aveano incominciato,

perdette non poco, in quadri, sculture dei

protest contro

la

violata neutralit, e la-

Musei j
I

Medaglie ponlflcie

della colle-

sciando in

Roma

quella giunta di stato,


alle proVincie, di

zione del Palazzo apostolico Faticano.

per governarla in uno


presidente

cui parlai nella biografia,


il

destinandone

cardinal iSbw^g'Z/V?, e per se-

due commissari del'a s. Sede in Parigi furono mg.' Marino Marini di Sant'Ar cangelo presso Ri/nini^ ed ilcav. Antonio

gretario di essa Riva rota ^ pass rapida-

Canova

il

quale fu aiutalo dal fratello

Genova, Allora napoletani non si portarono pi a Roma, ma si concentrarono nelle Marche, occupando Rimini e Ravenna, indi Cesena, Forl e Bologna; dopo di cheMurat proclam l'indipendenin
i

mente

ab. ora mg.'' Canova vescovo di

Mindo:

va per qui ancora dichiarato, che la segreteria di stato d'ordine di Pio VII, a

decoro

di

Roma
le

e pel ricupero e la rein-

tegrazione de'suoi
ressano tulle

monumenti che
al

inte-

za italiana, eccitando l'Italia a insorgere

nazioni, officialmenle ne

per ricuperarla;!!! a in quel punto produsse poca sensazione,conoscendo gl'italiani che con tal promulgazione erasi domandato

commise
li

reclami

prelato Marini per

un

sussidio per le sue armi. Ritirandosi

Canova per quelMg.r Marino Marini che sino dal 28 aprile 8 1 4 era stalo incoraoggetti di scienza, al cav.
di belle arti.
1

68

ROM
promozione
di
s.

ROM
3i cardinali, de'quali ne
tra-

benzalo del ricuperamenlo di tulloci che


di propriel della

Sede era slato


,

pubblic 21, e dovette con pena sopportare l'appannaggio assegnato al principe

sportato da

Roma

a Parigi

fu poi

con

dispacci della segreteria di stato de* 12 e

17 agostoi8i5 destinalo commissario a Parigi a rivendicare alla s. Sede gli Archivi Vaticani, di cui benemerito prefetto, e tutti gli altri archivi de'dicasteri

Eugenio con beni do di natura loro


la

ecclesiastici,

che essensi

inalienabili,

concili

sua ripugnanza con un' enfiteusi, nel modo narrato alla biografia. A'6 luglio
il

Papa pubblic il celebre moto-proprio

ecclesiastici di

Roma,

5oo manoscritti
Fran-

sull'organizzazione dell'amministrazione

della biblioteca Vaticana ceduti alla

pubblica, e classificazione AeWtDelegazioni apostoliche e riparlo territoriale, insie-

cia col suddetto fatale e prepotente tratta-

to di Tolentino, gli altri


ti

36o manoscritnell'

me

a quello del distretto di

Roma, luoghi
e-

sottratti alla

Vaticana
il

invasione

suburbani e luoghi baronali (pe'quali

francese imperiale, e
tico

museo numismai

mano disposizioni

perlelororinunzie),coi
si

Valicano,

gli

oggetti preziosi spet-

governi di Tivoli eSubiaco. In esso

con-

tanti al santuario di Loreto,


ti

manoscrit-

e l'erbario dell'istituto di Bologna, di-

versi caratteri della

Collegio

Urbano

famosa stamperia del propaganda, ed altri

manoscritti e

libri quattrocentisti. LaS.'*

mg/ Marino Ma8 maggio 1 8 7, la quale ebbe per oggetto il completo invio a Roma demissione in Francia di
rini fu a*
1
1

ferm la giurisdizione civile del tribunale di Campidoglio, nella forma e limili antichi, tanto ini.'* istanza, che in appellazione. Inoltre Pio VII nel 18 17 a' 22 novembre pubblic il moto- proprio sul nuovo codice di procedura civile, in cui coI8i5 e seg. fu stabilito quanto riguarda il tribunale senatorio di Campidoglio,
la

gli

archivi,
il

recUmi contro la societ biatti della le-

giurisdizione del quale rest conserva-

blica,

ricuperamenlo degli

ta

come

in passato per le

cause

laicali, cio

gazione a Parigi del cardinal Caprara, e


altre importanti carte, oltre alcuni
dri;

fra'ciltadini e abitanti

diRoma,e fra'meri

qua-

laonde fece variaccomodamenti, anche coi professori del gabinetto mineralogico e con altri. Di queste cose ne trat-

laici. Col 931 e seg. fu provveduto al tribunale dell'agricoltura ; col 939e seg. al

giudice de'mercenari, in

i."

istanza sulle

cause di
ti

brevemente nei luoghi indicali nel LUI, p.i 59, e siccome in essi parlai del dottissimo mg.^ Gaetano Marini zio
tai

le

RomaesuaComarca, riguardanmercedi campestri, del quale, come

Tol.

del tribunale del senatore ede'conservatori di

Roma,

tratto a

Senato romano.

Il

del prelato, e prefetto anch'esso degli archivi Vaticani, per

senatore Patrizi mor agli 8 gennaio 1818,

non confonderei
resi alla
s.
1

lo-

ro rilevanti servigi

Sede, qui

a' 1 7 maggio 8 1 5. Ad Heidelberga narrai della cessione eseguita da mg.*" Marino Marini per comando pontificio, d'una parte de'codici mss. gi di quella biblioteca,edi quanto vi aggiunse Pio VJI, per le istanze del granduca di Baden e del senato accademico di detta citt. Finalmente rimase a Parigi quel prezioso museo Borghesiano, di cui gi feci cenno, non restituito perch acqui-

noter che mori

supplendoci conservatori Masio Dandinif Gaspare Cavalletti, Antonio Negroi. Pio VII a'i5 maggio con breve elesse
senatore
il

principe d.

Tommaso

Corsini

romano, che prese privato possesso e prest il giuramento in mano de'conservatori a'20, e celebr

con

pompa
,

straordi-

naria

il

possesso pubblico

nel voi.

X,

p.

3 1 4 e seg.
al

che descrissi Dipoi con bigliet-

to di segreteria di stalo, de'6


si

marzo 1819
la ri

partecip

magistrato
la

romano

nunzia del Corsini e

stato per contratto di

compra

e vendita.
colla

vo senatore

in

nomina del nuopersona del principe d. Pa-

Nel 1816 Pio VII rallegr

Roma

Ulzzo Altieri romaao; che prese pos^e^so

ROM
privato e prest giuramento agli
la festa fatta in
1 1
.

R
Delgli

ascendenti e de'discendenti.

69 LeoneXI I
il

Campidoglio e di

altre per

nella prediletta idea d'innalzare

pii pos-

l'imperatore Francesco l,e


venuti in
si

altri

sovrani

sibile la nobilt, sugger a vari patrizi ro-

Roma, come del

loro soggiorno,
il

mani

di chiedergli

il

ristabilimento del-

veda Pio ^//.L'imperatore decor


s.

senatore della gran croce di

Stefano

come
to,

il

cardinal decano.

La

setta

de'C^rsta-

bonari rec qualche disturbo allo

con tentativi rivoluzionari nelle Marche, per cui Pio VII reprimendoli, anche li condann. Scoppiata per opera de'medesimi e de'liberali
poli,
i

non mezzo per ristabilire il lustro della nobilt romana. Avrebbe anche aumentato le antiche prerogative baronali, e data facolt di armare ne'feudi truppa
le giurisdizioni

baronali, solendodire:

esservi altro

particolare, ed occorrendo la guardia na-

zionale colle divise di famiglia, ed a spese del

la

rivoluzione a Na-

pubblico erario. Aderirono alle pro,

occuparono Pontecorvo eBenevento,e allarmarono lo stato pontificio con maneggi e proclami sempre
rivoltosi
,

posizioni
gni.

Bolognetti -Cenci,
,

Boncompa,

coll'idea della sollevazione generale d'Italia.

Colonna di Sciarra e Massimo. Si mostrarono contrari Altieri Barberini, Borghese, Chigi, Colon na di Paliano,Dol'istituzione

Gli austriaci compressero


la

la rivo-

ria-Pamphilj, e Rospigliosi, riflettendo

qualeavea dato apprensioni anche a Roma ove si tem qualche scorreria de'napoletani e vi fu un falso allarme la notte seguente al i3 febbraio 821; ne fecero nondimeno nella provincia d'Ascoli, e si avanzarono sino a Ripalransone. Pio VII spir tranquillamente a' 20 agosto 182 3, benemeluzione del regno di Napoli,
,
1

che
di

rito del secolo.

Il

non eraanaloga allospiPapa slesso poi si pent


,

aver mostrato su questo delicato argo-

mento troppa condiscendenza sebbene non ebbe alcuno effetto. Stabifi meglio il metodo degli studi, del pubblico insegnamento; fece una nuova circoscrizione delle
parrocchie di

Roma; rigorosamente

inve

rito di le
;

Roma
sua
Il

e della Chiesa universain venera-

contro

il

mal costume. Pubblic un moto-

la

memoria rimase
Leone

proprio, sulla riforma dell' amministra-

zione.
gli

zelante

XII

della

Genga
si-

zione pubblica, e della processura civile;

successe a'28 settembre,

mentre era vi-

decret

la

riedificazione della Chiesa di

cario di

Roma, amante

degli antichi

s.Paolofuor le mura,comeVan{\ca;nentre degli altri suoi abbellimenti di

stemi

civili, ed avverso alle novit. Coraggiosamente volle celebrare nel 1825

Roma
Pun

ne discorro
i

alla biografia e altrove.

il

10!^ Anno *flto,e riusc edificante, inla Visita

settari carbonari e liberali,

che

in

Ro-

cominciando
te le chiese e
la

apostolica di

tut-

ma e Romagna commisero delitti, inviando perci in Ravenna'\\ cardinal Rii^arola. Quanto ai Carbonari avendone parlato
al loro articolo, chi

luoghi

pii di

Roma. Port
e

sua attiva vigilanza e riforma sopra o-

gni

ramo amministrativo, governativo


il

sono

Liberali e

il

giudiziario; procur di diminuire

vaga-

Liberalismo, chiaramente
Civilt cattolica nel
t.

Io definisce la
:

bondaggio del vero o finto Posero. Restitu alla nobilt quella distinzione di cui

x(,p.2 7 7

Proposta

intorno all'uso delle voci Liberale e Libe-

gode in tutti gli stati civilizzati dichiarando che la nobilt precipuamente in,

ralismo. Associandosi alla significazione

datane

aW Armonia
tali

cfif/to/ic^,

conchiu-

fluisce al
se

decoro del principato; concesfacolt d'istituire fedecommessi e priin

de che debbonsi

voci

abbandonare e

soslituirequelle di libertinie libertinismo

mogeniture
scrisse

perpetuo, e per qualunque

piccola quantit di beni stabili;

ma

pre-

che

le

femmine congrua mente dode-

per parlare pi italiano e pi vero. Colla sua mirabile costanza Leone XII riusc ad estirpare il desolante brigantaggio. Volen-

lale, fossero escluse dalle successioni

do ribassare

dazi di circa

un milione

di

70

ROM
li

ROM
da cui era minacciata la societ, massime dallo spirito progrediente di novit,

scudi, ne tolse e diminu diversi, e lev un quarto alla tassa fondiaria; da ci ebbeo-

ligine l'annuo deficit nelTerario pubblico,

come

dalle societ segrete; ed

carbonari

non essendosi eseguite le utile riforme thea veo prescritto, al gigantesco impianprecedente pontificato, sproporzionato allo slato e alle circostanze,

suscitarono nuove turbolenze nelle legazioni, fatti

to fatto nel

verno
vore,
ni.

(al dire di

audaci dalla dolcezza del goqualche storico contemfale

poraneo), che nulla facendo incontr

onde procur di restringere il numero deg' impiegati. Nel fare un nuovo riparto
territoriale, a

dopo

tante precedenti innovaziosi

Nondimeno

pu vedere

la

biografia

vantaggio de'popoli

vicini

di

Pio Vili per quanto oper, come Pa-

Roma istitu la presidenza della

Coniar-

pa e

cadi Roma. Diede Leone XII

incoraggi

fu segnalala

menti per le manifatture indigene, eccitando a non servirsi delle straniere, per
la

La sua breve epoca da alcuni avvenimenti l'emancipazione de' cattolici armeni di Cosovrano.
:

come

stantinopoli, la conquista d' Algeri fatta


dalla Francia, e la rivoluzione di Pari-

prosperit dell'industria nazionale. Sta-

bil il Collegio de Nobly e lvasen WSe^' minar io romano oye si trova. Leone XII inoria'io febbraio 1829. Disse di lui l'an-

gi che scosse l'Europa e produsse

nalista Coppi: Nelle cose dello stalo in-

corse

la
i

sorte clie sogliono averci rifor-

matori,

quali agiscono contro lo spirito

movimenti popolari nel Belgio, in Germania, in Polonia in Italia ridest le antiche idee di libert e di unione nazionale, tutti confidando nel principio del noti intervento proclamato da Francia. Afflitto Pio
:

del secolo. Cessarono nel suo regno leac-

\III dagli

sforzi

che facevano
a'

settari,

per

popolo romano soleva spesso accogliere il Papa, e dopo la morte fu straordinaria la quantit di satire
clamazioni colle quali
il

una nuova
iscoppiare,
i

terribile rivoluzione vicina

mor

ad 3o novembre i83o,

onde nemici

dell'altare e del trono con-

contro di
te, volle

lui scagliate".
gli

La

prese colle

seti

cepirono colpevoli speranze. Nella sede


vacante furono
fatti diversi tentativi di

combattere
:

enormi abusi ed
si

molti

vizi

ecco spiegato tutto. Gli

rese

per giuslizia,ma troppo tardi:il suo

nome
i

perosmbolo

dell'eneigia, della fermez-

sede vacante carbonari suscitarono turbolenze; in Cesena fu piantato un albero della libert. A'3
za, delia giustizia. In

commozioni rivoluzionarie inRoma e nel le Provincie, e nella prima si svent quella congiura, di cui parlai a Pio Vili. A'2 febbraio 83 venne creato Papa Gregorio XVI, dottissimo e d'animo im1 1

perturbabile,

il

quale port sul trono

l'af,

marzo 1829
glioni.

fu eletto

il

prudente, distinPio

fabilit e cortesia della vita privata

le

to teologo e canonista.

FUI
il

Casti-

grandi benemerenze che gi avea colla s.


Sede, e precipuamente quelt innocenza e
gravit di C05/wz/, altamente encomiata
dal sagace

Dichiar di volere come

predegli

cessore proleggere le manifatture nazionali;

assegn un fondo per incoraggire

Leone XII con

l'

allocuzione
il

studenti delle belle arti, e fece disposizioni

detta in pieno concistoro e a tutto

mon-

benefiche per

la

pastorizia e per le pian-

do, allorch Io innalz al cardinalato, con quelle citate e altre splendide parole, che
riportai nel voi.

tagioni degli olivi.

Avendo Innocenzo XI
ss.

assegnato a\V Ospedale del

Salvatore
i

XXXVIII,

p.

69

(e l'ab.

presso s. Giovanni in Laterano,


ir

proven-

ed emolumenti che rilraevansi dalle Campidoglio, Pio Vili l'esoner dall' an)mnislrazione economica, per que'motivi detti a tale articolo. Collasua
carceri di
enciclica gilt
il

Bellomonel voi. 2,p. 216, oltre iln.23 del Diario di Roma 1826). Colie stesse

LeoneXII quasi
de da
i

lo

design a modello, on-

prelati e gli altri potessero meritare

lui le

grido d'allarme, pei

ma-

come

la

morte

promozioni ecclesiastiche. Sicdi Pio Vili parve ad al-

ROM
cunl
faziosi

un' occasione assai propizia

di pistola contro
to stabilito:

siastico, oltre l'accennata


t

per suscitare turbolenze nello stato eccletrama diesi posventare e narrala meglio dall'anna-

71 una pattuglia ecul motLuigi Filippo^ nuovo re co-

ROM

stituzionale de' francesi.


gli altri soldati della

La

pattuglia e

Jisla

storici di chi la fece, altrove

Coppi, aunoi83o,n. 28, coi nomi si oper mol-

granguardia risposero colle schioppettate, ne ferirono e arrestarono diversi, e dispersero


i

restanti.

to a tale scopo. In
ti si

Modena Ciro Menotmovimento italia-

pose alla testa del

no,
di

prevenuto a'3 febbraio dal duca Modena, fu arrestato con altri congiuscoppi
la rivoluzione in

ma

Questo tentativo di rivoluzione in Roma, indusse il governo a prendere energici provvedimenti, a muovere il basso popolo a difendere
i

il

sovrano Pontefice contro

rali, indi

quella

fautori delle cose nuove,

aumentando

che a'4 si sollev Bologna, non repressa per debolezza del governo, cheignorava laseguitaecapitale e ducato.
di

Dopo

arrolamenti della Civica : questa rese importanti servigi al modo che la cegli

lebrai in quell'articolo, nel narrare questi


politici
le a

lezione del

nuovo Papa;

indi col progres-

avvenimenti,efece esemplarmen-

soche a vea fatto Io spirito del secolo,propenso da molti anni alla libert, rapidamente l'insurrezione si diffuse e propag con imponenza, per gran parte dello stato pontificio. Giunse sino a /?ie//, che assaltata dal ribelle Sercognani con 1000 uomini e due cannoni, dopo lungo combattimento fu respintodal tenue presidio ben diretto dal comandante, e dal popolo eccitalo sino all'entusiasmo dal zelante e attivo pastore ch'esort tutti alla fe-

gara per mantenere l'ordine e guardare il Papa nel palazzoQuirinale. Ne fecero parte molti signori, e persone probe e be-

comandante generale il senatore Altieri. Alcune comitive di monnestanti, essendo


tciani e trasteverini insorsero

pi prodet-

nunciali alla difesa del trono.


sto
il

Non quei

luogo d riportare

tutti

quanti

tagli di quella triste epoca,

leggere negli storici veridici

chesiponno e non guidati


il

dallo spirilo di parte: appartiene ai pri-

delt. Ne' principali luoghi


la ribellione

ove

si

estese
tra-

mi

il

eh. annalista Coppi,

ed

giornale

ne parlai:
in

di

nuovo

fu

filosofico politico istorico:

La

voce della

mato anche
effJstto;

Roma

a'5 febbraio senza


i

ma

incoraggili

faziosi dalle noti-

Ragione ini 5 tomi. Solo dir, che colla fermezza e meravigliosa applicazione dell'infalicabile zelo di

zie di
a'

Bologna, giunte a

Roma

il

7, indi

Gregorio XVI,

e l'o-

radunarono sul Gianicolo e deliberarono di eseguire le loro operazioni


si

perosit e robusta

mente

del

celebre e
se-

benemerito cardinal Bernetti suo pr


gretario di stato
,

nel d seguente, con sorprendere Castel


s.

colla molteplicit dei

Angelo e suscitare tumulto pel Corso. governo raddoppi la sua vigilanza sul Castello, ed congiurali nonardironoeffeltuare il disposto. Modificarono il disegno pel 12 febbraio, in cui si proposero
Il
i

provvedimenti e beneficenze elargite, e principalmente con l'intervento energico


degli austriaci nelle legazioni, la rivolu-

zione in lutto lo stato ecclesiastico fu pron-

tamente repressa ed intieramente conquisa, contribuendovi eziandio


fedeli attaccati al
tificio e all'ordine
i

innalzarla bandiera italiana sul


doglio, dove poscia
il

Campiin tal

sudditi

si

sarebbe ristabilito
il il

paterno governo ponpubblico.


Il

senato antico.In vece

governo

Papa

si

die

giorno fece sospendere


sconcert
i

Carnevale, e
,
i

a tutt'
la cosa

uomo

a migliorare tutta quanta

piani de* congiurati

quali

pubblica,

come a modificare e

di-

determinarono di tentare un azzardoso colpo dopo il tramonto del sole in Piazza Colonna, col disarmo della gr^n guardia. Fu principialo il tumulto con esplosioni

minuire i dazi, ad accrescere la M/7/z/^, ad intraprendere grandiosi lavori come


a 7tVo//,airordinamento delle proviocie,

ad

istituire

camere

di

commercio, a pub-

72
blicare
il

ROM

ROM
delle persone povere inquisite innanzi al

regolamento per rordlnamento giudiziario, di procedura civile e criminale, e peli." ci die un codice di nor-

tribunale del magistrato romano, per


sia e cancelliere; del segretario del

le

cause provenienti dai feudi; del l'archivi


senaofto e
fici

ma. Conferm
senatore di

e riordin
,

il

tribunale del

Roma

riconosciuto capo e

popolo romano, succeduto

ai

due

presidente del medesimo, con

nuovo im-

dello scrittore e del pro-scriba del

pianto che si legge nel voi. 5, p. i4, 95, 164, 377 della Raccolta delle leggi e disposizioni di pubblica amministrazione di tutto
il

pontificato di Gregorio
il

popoloromano; della computisteria, esattore, maestro di casa, architetto, maestro di camera, cappellano, chierico della cappella, medico e chirurgo, commissaiio delle anticliil,

XVI

principalmente;

resto

si

pu

ve-

cOstode della protomoteca,

dere negl' indici alfabetici semi analitici


delle materie contenutein tale collezione.

decano
la

de'fedeli e fedeli di

Campidoglio,

trombetti, edallri impiegati e addetti al-

Si

re, de'

compose il tribunale, oltre del senatodue togati collaterali , del togato


il

Camera

Capitolina. Gregorio

XVI

conla

cesse

nuovamenteal senato romano

cu-

uditore del senatore; vi fu addetto


dice de'mercedari, per

giu-

Roma e

l'Agro ro-

mano, concernente le mercedi campestri. La congregazione criminale del Campidoglio

amministrazione del 31useo Capitolino j e alla magistratura accord il privilegio di nominarne il presidente antiquario. Per gratitudine romara, custodia e
i

venne composta del senatore, de'due


il

ni fecero un'illuminazioie;la magistratu-

collaterali, del luogotenente criminale.

ra fece coniare
tale col

una Medaglia monumen-

Essendo poi insorto


si
il

dubbio, se la giuris-

suo nome, quello de'conservatori

dizione attribuita al tribunale senatorio,

e del priore de'caporioni, lo

stemma

del

estenda alla citt e territorio d'Ostia,

senato e analoga epigrafe;


tile

di

pi nel cor-

Papa dichiar negativamente. Nella


la

del

museo

gli

eresse

stessa collezione di leggi e disposizioni vi

zione col suo busto in

marmoiea iscrimarmo, di cui si


com-

sono quelle riguardanti


tolina, ed
i

Camera Capi-

fece solenne inaugurazione, e coH'epigrafe


:

regolamenti

relativi al tribu-

Indnlgentissinio Principi. Nella

nale, all'amministrazione, ed agl'impiegati della

pendiosa e indicativa biografia di Gregorio ^/^/accennai


le tante
le

medesima

eccellentissima ca-

cose principali del-

mera

sanzionati dal

Papa

e pubblicati

dai conservatori di Roma, marchese

Gu-

operate come Papa e comesovrano, meglio trattandone ai rispet-

da

lui

Clemente Lavai della Fargna^ marchese Nicola Sagripante, i quali li aveano compilati. Questi regolamenti riguardano l'avvocalo fiscale del Campidoglio; il procuratore ad causas del magistrato romano; il professore o uglielmo Longhi
,

tivi

luoghi, anche pei molti abbellimenti


cui lasci
i

di

Roma, in

3 3Iusei ElruscOy

Egizio, LateranensCj e prosegui in


la risorgente basilica

modo

Ostiense, che pot

consagrarne
sa;

la

sontuosissima nave traver-

avendo

altres

curato

il

ristoramento

ditore criminale del tribunale criminale


del magistrato

e conservazione di a)olti
tichi.

romano pe'4

feudi baroil

monnmenti anNel 1834 essendo morto il senatoaf

nali del senato e

popolo romano, sotto

re Altieri a'9 gennaio, indi a'i4 con biglietto del cardinal segretario per gli
fari di stato interni,

governo de'conservatori stessi, cio di Magliano


(di cui a

Sabina), di Cori (di cui a

YLLETRi),diBarbaranoeVitorchiano(dei
quali a Viterbo), del quale tribunale n'era presidente ili. conservatore; del soitituto fiscale; del procuratore de' poveri

ce partecipare al

Gregorio XVI femagistrato romano, die

carcerali di

Campidoglio

per

la

difesa

avea eletto senatore il principe d. Domenico Orsini^ al quale ordin nel medesimo giorno la spedizione del breve ; quindi il senatore prese privalo possesso

ROM
e prest
tre
il

KOM
comandante
geti

73

il

solilo

giuramento a'20. Inol-

principi della famiglia imperiale, ricevu-

Papa

lo dichiar

cortesemente dal Papa. Della dimora

nerale della guardia civica, e decret che


d'allora in poi
il

in

senatore non potesse pi

Roma della regina di Sardegna, e di sua divozione verso Gregorio XVI, parnel voi.
il

esercitare l'officio di Principe assistente

lai

al soglio^ volendo che esclusivamentelo godessero capi dellefaniglie Colonna e Orsini; laonde il senatore nella Cappeli

come
I,

lo

p.i66, XLI, p.i46: benigno col re d. Michele narrai a Portogallo. Ad istanza dei

XXVI,
fu

Papa

conservatori di
posizione che
la
si

Roma,

e con quella dist.

la pontificia doveva tornare a sedere sul


I."

legge nel

2, p.

78

del-

gradino del trono nella parte destra.


il

Collectio leguni de recta studioritm


1

Dopo

senatore Rezzonico

successori

nel

842

decret

che nella Protomoteca


voi.

nveano

esercitato l'offizio di principe as-

Capitolina (di cui nel


e

XLVII,

p.

82

sistente al soglio.

Carceri DI Roma, nel


le

86) non

si

possa pi erigere busto o er-

descrivere quelle degli antichi romani,

ma ad
ti,

italiani illustri, di singolare cele-

posteriori e quelle di Campidoglio, dissi

brit negli studi delle scienze, lettere e arse

come

le

miglior Gregorio

XVI

a istanil

za del senatore Orsini, derivandone

di-

te;

non trascorsi 4o anni dalla loro moronde si possa pi imparzialmente foril

scoprimento
rio.

di parte dell'antico

Tabula-

mare

giudizio se ne sieno meritevoli; e

Successivamente Gregorio
le istituzioni

XVI perbanca

di questi da' conservatori

mise

in

Roma

della

porto alla
oracolo.
in

s.

sene faccia rapcongregazione degli studi, la


il

romana,

della cassa di risparmio, della so-

quale ne consulter

sovrano pontificio

ciet di assicurazioni, e le scuole notturne;


le barche a vapoFece pure stabilire in Roma la residenza del convento e luogotenente del benemerito ordine Gerosolimitano, che'ge-

introdusse stabilmente
re.

Avendo trovato l'erario esausto e deficit, questo aument pegl'inmensi


di affliggenti circostanze

dispendi che dovette affrontare per quel

complesso
te

che

toccai nel vol.LlI, p.

234,
la

e principalmen-

iierosamente benefic; ripristin


de,

il

i. e
s.

per tenere in freno

rivoluzione che

pi antico collegio de'prelati della


i

Se-

sempre tram
se

Pro tonotari apostolici


in

^?iv\.t^di\\\\
i

ad onta che indefessamente e con tutta alacrit curasdi rinnovarsi;


il miglioramento della pubblica economia, senza aggravare d'imposizioni sudi

pi otesse le scienze e le arti,


tori_,

ed

suoi cul-

pi guise; accorse con amore di


le

padre a tutte
ti, sia

calamit che afflissero

lo

diti,anzi

facendo fiorire
di

stato pontificio e

Roma,
,

sia pe'

terremola terri-

abbondanza

commercio, con derrate e di numerario.


il
1'

per

le alluvioni

sia

per

Promozioni pontificie corressi

erro-

l)ile

Pestilenza del cholera.


i

vantaggio
s.

re tipografico di calcolo numerico de'cardinali

pubblico intraprese
di Loreto e della

viaggi di

Felice,

da

lui creali

(aggiungendovi

il

no-

Porziuncola,

di Civita

vero de'cardinali creali dopo), laonde dichiarai che ne cre ottanta, de'quali ne

Treccina, di Terracina, lasciando in

Ro-

governo della citt e dello stato il degnissimo segretario di stato cardinal Luigi Lambruschini, ora vescovo di Porto, il quale cooper alla gloria del suo ponbeni dell'Appannagtificato. Ricuper
al
i

ma

pubblic seltanfacinque
clusi vamente al

(i

superstiti, ingli

Papa che regna,

stan-

no erigendo un magnifico monumento


nella basilica Vaticana, ed
gitto vi
il vicer d'Eha contribuito con massi d'alabastro). Gregorio XVI rese la sua bell'a-

gio

e fu visitato in

Roma

da parecchi
:

sovrani

inchinato per parte loro


i

solo

qui nominer
ni, e

due ambasciatori ottomale

Nicol

imperatore di tutte

*/>,uelqual articolo dico degli

altri

Rus' gron

nima a Dio ili."gLignoi846, e fu pianto da tutta Roma, che in folla non mai veduta ne'precedenli simili funebri a wenimeati, accorse mesta alla basilica Valica-

74
Ila

ROM
s.

ROM
di s. Pio V, come lui dopo Benedetto XIV fu il Papa pi dotto. La Chiesa ha registrato

a U'iljuluigli l'omaggio di sua veuelazione, ne*giorni de'funerali novendia-

Gregorio VII e

gi religiosi:

Questa storia e mi appello a lutti i romani, ed a quelli che ailorasi trovavano in Roma. In un baleno mi si richieseli.

fasti ecclesiastici di

GregorioXVI
il

a ca-

ratteri

d*oro,come dichiar

venerando
p.

ro da ogni parte sue memorie. Il principe di Melteinich, dali. pronipote dell'illustre

successore, e notai nel voi.


Il

LUI,
ili

rgo.
,

regnante Pio

IX di

Sinigaglia

fu

defunto, mi fece

divozione una scarpa!

domandare per Gli mandai una di

esaltato al

maggiore de'lroni

6 giugno

1846. Avendo

in tale articolo

con diffu-

quelleche

il

Ponleliceavea indossatone!

sione da dello giorno sino a'28 dicembre

duplicee memorabile abboccamento del

i85r
ni e te e

registrato cronologicamente per anle principali

magnanimo imperatore di tutte le Russie. Ne le cose potevano procedere diversamente, considerato GregorioXVI come capo augusto della Chiesa, e come maestoso sovrano diRomana e suo stalo.Quelle

mesi

cose dal

Papa

fat-

avvenute nel suo pontificato e regno,


il

oltre

riparlarne agli articoli relativi (ed

a PROMozioari completai
cardinalizie), qui
il

esemplari virt domestiche che port

il novero delle mi limiter a ricordare pi rimarchevolee riguardante Roma,

sul trono, di vita frugale e temperante, in

senza ripetere
e
le

gli

abbellimenti operativi
si

uno

al

candore de'suoi immacolati costuci

benemerenze che
;

acquistalo

il

mi, brillarono tanto nelle sue private sta n.


ze,che
lasciarono tutti pieni di riverente
edificazione, e niuno pili di

Pontefice con diversi de'suoi stabilimenti

anche agrarii
,

perci che spella agli

me pu afferdetta-

ebrei

lo dissi

superiormente.

Roma
la

ri-

marlo, e spero

di poterlo

un giorno

vide nel suo solenne Possesso


sa e magnifica cavalcata,

maesto-

gliatamente narrare, a vergogna e confusione delle calunnie degli empi, che tenta-

che accresce de-

coro a

bella funzione. Neli. gennaio

rono con false imputazioni e sarcasmi di adombrare la sua giusta gloria, che per il tempo fece rispleudere di luce pi viva
e vendic. Nello zelo ecclesiastico
petto sacerdotale
tro
diri
i

1847 concentr e riun nel tribunaledel governo, quello criminale di Campidoonde esoner l'arciconfralernila delAnnunziata di supplire alle spese dell'officio criminale capitolino. A'5 luglio 1847 ^''costitu e ampli la guardia
glio,
la ss.

nella

propagazione della fede, nel sostenere con


le

trionHmti lotte conla

potenti del secolo,

gloria di Dio,
s.

civica. Neli. ottobre eman

il

moto-pro-

Iti

dellaChiesa universale edella

Se-

prio.
la

Quando

la provvidenza divina ySa-

de; nella profonda piet, nella prudenza

orginizzazione del consiglio e senato

e circospezione, nella giustizia imparziale senz'affatto rispetti

di

Roma

e sue attribuzioni, col

quale re-

umani, nella costannelle cose avverse,

stitu lo

splendore antico

alla

rappresen-

za d'impavido

animo

tanza comunale della medesima, dandole

nel lottare co'suoi nemici ch'erano quelli


dell'altareedel trono (per cui divenne
il

un consglio che

deliberi
il

una magi-

stratura che eseguisca

deliberato in quei

bersaglio delle pi obbrobriose calunnie,

come

delle ireedel furore de'tristi edel-

le sette,

che vomitarono
la
lui

il

veleno del
il

lo-

rami di amministrazione municipale che potevano convenirle, ed una rendita proporzionala ai pesi che avrebbe da sostenere.

ro odio contro
nella

religione e

papato,

persona di

come

fortissimo so-

estrarr

Dal regolamento perci ordinato il pi intrinseco, dovendo poi ri-

stenitore dell'iuia e dell'altro, e barriera

insuperabile alle rivoluzioni), Gregorio

portare altre sovrane disposizioni, in cui ebbe luogo qualche modificazione, per
cui tralascio quelle disposizioni alle quali

XVI
ri

a niuno de'suoi gloriosi predecesso-

fu secondo; riuoi molle delle virt di

fu derogalo iutieraraenle. Nelle dispo-

ROM
sizioni preliminari dichiar. i.

ROM
La
rapl'autorit governativa. iS."
essi gli altri

75

riserva di
.'
i

presentanza e

la giurisdizione

tanto am-

ministrativa, quanto giudiziaria, e baro-

nale (de'summentovati

feudi),

ed ogni
vie-

membri del consiglio nella istallazione li nomina il sovrano dipoi l'elegge il consiglio secondo le leggi mu;

altra attribuzione della magistratura ro-

nicipali, previa

l'approvazione superiosi

mana, ch'

stata in uso fino

ad ora,

re. i4. Il consiglio

rinnova parzialmen-

ne a cessare in seguito della presente legge. 2.''La citt di Roma col suo territorio

te ogni biennio, rinnovandosi intieramente ogni sessenio, colle

norme

de' n.i

iS.**,

romano viene rappresentata ed amministrata come negli altri luoghi dello stato da un consiglio che
costituito dall'Agro

16., 17.,! 8. In.i 19.** e 2o.dichiara-

no
2
I

chi
. Il

non pu

fare parte del consiglio.

consiglio presieduto dall'autori-

delibera,

eda una magistratura che eser3.Le leggi e con-

t governativa, in sua

mancanza dal ca-

cita l'amministrazione.

po

della magistratura
Il

suetudini vigenti nell'organizzazione e sul

22."

medesimo
i

si

o dal pi anziano. aduna regolarmente


26.,
le

regolamento delle comunit dello stato, sono applicabili anche alla citt di Roma,
colle modificazioni della presente legge.

3 volte l'anno:

n.i 23., 24., 25."^,

Del Consiglio. 4. Il consiglio composto di 100 individui domiciliati nel territorio romano, che abbiano 25anni, e sieno di

commendata
di

condotta. 5.Di questi,

64

sono possidenti,! 5 d'una rendita

di scu-

6000, 1000, 1 5

altri

34 d'una
200.

rendita di scudi

di scudi

6.

La possidenza
;

consiste in beni stabili rustici o urbani

consiste ancora in credili ipotecari, in ef-

pubblici intestati o nominali, in assegnamenti vitalizi costituiti dallo stato o altro modo, ed in qualunque altro cafetti

norme; non legale se non v'interviene la met de'consiglieri. 28. G' impiegati nominati dal consiglio non sono soggetti alla conferma periodica la magistratura quando ne ha motivo, dopo il biennio pu proporre al consigliola conferma o esclusione. Z>e/la Magistratura. 29. La magistratura (Iella citt di Roma formata da untSdiatore che n' il capo, eda 8 Conserva^ tori. La medesima si denomina e costituisce il Senato Romano. Le funzioni ne sono onorarie. L* et de' magistrati di
:

27. ne contengono

3o
Ira

anni. 3o.

Il

consiglio

nomina
:

pitale

che

risulti

legalmente: bens

la

ren-

gistratura dal proprio seno


i

la mamembri

ditadi questi capitali devegiungereal dop-

consiglieri d'alto merito, di rendita


la

pio di quella[di beni

stabili. 7. ,8., 9.

Se-

e condizione cospicua, tra' quali


ta del

sceU

guono

le

norme per calcolarsi

la rendita.

senatore spetta
i

al

sovrano

gli altri

IO." Gli elenchi de'possidenti

si

pubblica

3 sono nominati tra


ti

consiglieri possiden-

no annualmente a istanza degl'interessa1. Altri 82 membri del ti, o di ofllcio. consiglio vengono scelti tra quelli che esercilano offici pubblici di qualche impor1

di rendita
i

non

inferiore a scudi

1000,

3 rimanenti fra le altre classi di consiglieri. 31." La 3.' parte della magistra-

ed

tura

si

rinnova dopo ciascun biennio,


volte per

le

tanza, o professioni d'arti liberali, o ap-

prime
in

mezzo della

sorte, succes-

partengono a
terarie
,

istituzioni scientifiche, let-

e artistiche distinte; banchieri

negozianti, e mercanti ascritti alla

came-

sivamente secondo l'ordinedeiranzianit, modo che dopo il sessennio si rinnovi l'intero corpo. 32. Ciascun membro del
te

ra di

commercio;

capi d'arti e mestieri

senato pi essere rieletto, immediatamen-

non
li.

ignobili ch'abbiano pi di lolavoran-

una

volta

dopo

la

sua cessazione.
2.^ volta, se

Non
non

12.

Tra

consiglieri
i

si

deputano 4 a
loro

potr esserlo per una

rappresentare
pii

corpi ecclesiastici, luoghi


:

trascorso un biennio dacch saranno cessale le sue funzioni. 33.

e simili stabilimenti

la

nomina

Le funzioni del

spetta per 2 al cardinal vicario, per 2 al-

senatore sono limitate ad un biennio: p-

76
immediata per

ROM
nomina
ul-

ROM
meramente onorari e dureranno dne anni.

Ir confermarsi colla rielezione e


altro biennio,

non per

teriormente, se non trascorso un nuovo l>iennio. In ogni caso cessata la qualifica


di senatore, riterr quella di conservato-

4'- Tutti gli altri offici e impieghi, onorari o stipendiati dalla camera capi-

tolina cessano colla istallazione della

nuo-

va organizzazione, salvi se e

come

di ra-

re per tutto il periodo chegli resta a consumare. 34' Resa definitiva mediante la

conferma dell'autorit governativa

la

no-

compensi da darsi a carico della medesima credesse di non prevalersi, oche non
li

gione

citta fa voredegl'individui di cui la

mina

de'magistrali,

si

supplisce indilatala

fossero gi provveduti dal governo. Sulle

inente alla vacanza rimasta con

me-

attribuzioni dell* amministrazione. ^1.^


43., 44-":

desima nel
conservatori
to nelle

consiglio. 35.
eletti

Il
il

senatore e

4^ -^

4^- Appartengono al-

prestano

giuramen-

l'amministrazionedella citt di

Roma ge-

mani dell' autorit governativa, quando ci non segua nelle mani del Papa prestato il giuramento s' intendono ammessi all' esercizio delle loro funzioni
:

neralmente, e salvi i rapporti che vi pu avere l'autorit superiore ec, le attribuzioni proprie dell'amministrazione

comui

nale colle modificazioni della presente legge.

feenz' altra

formalit di possesso. 36.

La

La magistratura amministra
citt,

tanto
i

residenza del senato continua ad essere nei


palazzi del

beni di propriet della


gl'introiti e
i

che

fondi,

desimo
il

si

Campidoglio nel luogo meaduna il consiglio. 37. Tanto


: i

proventi destinati a sostenere

senatore che
il

conservatori manterran-

no

vestiario, le insegne, prerogative e

Sono anche propriet della medesima 3 palazzi sul Campidoglio e loro suppellettili. Le
carichi della propria gestione.
i

distinzioni di cui finora usarono,

ad ecce-

si

affida la custodia e

mantenimento del
47-**>

zione di quelle relative


rio. (Di tutto

al

potere giudizia-

museo, pinacoteca e protomoteca.


tengono all'amministrazione
stratura
:

questo io tratto a Senato Rogi narrato).

48.,49.,5o.,5r.",52.,53.,54."Appar.
della

mano,
bolila

oltre
la

il

38.Rimastaa-

magi-

giurisdizionebaronale sugli anti-

le

strade interne, e l'esterne co-

chi feudi della

camera capitolina, rimarr


il

in facolt del consiglio

prevalersi dell'o-

munali, coi ponti; le mura, il pomerio, la manutenzionedelle porte, leacque,acquedotti, fontane, cloache, emissari;
ni,
il
i

pera dei famigli e


suolefornire
vi se e
il

officiali

qualunque, che

giardi-

comune di Vitorchiano,sali

passeggi e luoghi di pubblico diporto;

come

di ragione

compensi, a'quali

vivaio delle piante; le fabbriche che ac-

potesse essere tenuto nel caso che


l<^sse

non vo-

qiister

per depositi di provvisioni;

ci-

prevalersene. 3g.*'lnluogodella guar-

miteri tanto comuni, che degli acattolici,


salvi
i

dia detta

Urbana Capitolina, che viene similmente a cessare, il senato sar assislitoeaccompagnatoda uno de'corpi militari

diritti dell'autorit ecclesiastica; lo


1'

stabilimento di mattazione;
grascia; le

misure

di sicurezza,

annona e quanto alper

pi

distinti della citt e dello stato,


le

le fabbriche, alle cose

che

si

gettano, al

escluse

guardie palatine. 4o. L' uso delle bandiere delle XIV Regioni
della citt, e del vessillo colla iscrizione

sempre

vagar d'animali

pericolosi, agl'incendi
il

cui dipender dalla magistratura

cor-

P. Q. R. in un col suo vessillifero conservato. Saranno quelle de' Rioni ei^.

po e Pompierij alle illuvioni e inondazioni del Tevere per soccorrere cittadii

ni; la sanit

e salubrit, con dipendenza

sposle al solito nelle occorrenze, e portale


i

dall'autorit sanitaria; all'epidemie, contagi, epizoozie; alle

avr luogo da 4 scelti tra pi probi abitanti de'medesimi a nomici


1

quando

inumazioni e regola-

menti

pei locali delle sezioni de'cadaveri;

na

della magistratura. Indosseranno


i

un

all'esportazione de'cadaveri degli


li,

anima-

conveniente vestiario:

loro

uffizi

sono

deposili di concime, letamai, latrine e

ROiM
sgombro di sostanze malsane; ai conimeslibiii, bevande e medicamenti guastijalle

ROM
Roma
muni,
feci

77

sono

proventi propri delle co-

eccetto la corrisposta dovuta dal

provvidenze per

gli asfissiati, idrofobi,

collegio de'notari delti gi capitolini (ne

annegati; all'inoculazione del vaiolose disinfeltazione dell'agro territoriale; agl'in-

parola di sopra), e

la

contribuzione

solita pagarsi dall'universit israelitica,

gombri e sozzure
lari delle

delle vie; sporti irrego-

fabbriche, anche amovibili; ca-

che rimangono abolite. Il dazio di consumo, compreso il macinato, salva la compartecipazione all'erario; dazi comunali,
i

nali e stillicidii; sulle vetture e mezzi di

trasporti; nettezza delle vie, mostre dei

cio le tasse per le strade interne,sullecase,

macelli, e altri spacci di carne, pesci, er-

vigne e orti suburbani, per le acque, cloache, cavalli di lusso, privativa della neve,

baggi e

altri

commestibili; agli atriiebassi


lo strepito

fondi delle abitazioni; situazione di arti o

mattazione,tasse patenti,ec. 7

S deter-

fabbriche incomode, per


tore; l'allineamento,

fe-

miner
la tutela

l'autorit incaricata di esercitare

simmetria e nitidez-

superiore sull'amministrazione

za de' fabbricati; nomenclatura delle vie e numerazione delle abitazioni; illumina-

della citt di

Roma,

il

consiglio da cui

assistita, a forma delle altre provincia


dello stato, e tuttoci che concerne l'am-

zione notturna, e abbellimenti della


Sd.'^j

citt.

56

57., 58..... 59. 11

commercio
campi;
il

ministrazione e

il

consiglio provinciale.
il

e l'industria,

come

fiere, mercati,

L'autorit suddetta fu

cardinale presi-

registro mercuriale per verificare

corso

dentediRomaeComarca.72.*',73.",74.'*,
75., 76. Disposizioni transitorie.

delle derrate dii.' necessit; guarentigia

A'26

de* pesi e misure; patenti per


d'arti.

1'

esercizio

ottobre
il

il

Papa onor

di

sua presenza

6o.Gli spettacoli,

le feste e

diver-

Campidoglio, ossequiato dal senatore


della

timenti pubblici,
to di piazza

come teatri, allagamenNavona illuminazione del


,

principe Orsini, dai conservatori e altri


offiziali

camera

capitolina, dal

mar-

tempio e piazza del Vaticano (quando la fabbrica di s. Pietro non ne ha il carico),


i

ch. Melchiorri presidente del

museo, e
il

dal

comm.^ Agricola

ispettore della gal-

fuochi artificiali perla ricorrenza de'ss.


citt, el'an-

leria de'quadri. Visit e percorse


seo,il

mula

Pietro e Paolo protettori della

palazzo del magistrato romano,

niversario della coronazione del Papa, le


corse de' cavalli, e divertimenti di carneTale, e altrodi pubblica letizia. 6i.
gistri dello stato civile di nascite,
1

protomoteca, l'appartamento de'conservatori, la galleria de'quadri,


gli
il

palazzo e
di

re-

appartamenti del senatore


il

Pioma.

matrimoni e morti. 62. La polizia rurale. 63.

Poco dopo
bre
il

senatore Orsini cess dalla

La magistratura
zione di
tali

sussidiala per l'esecu-

regolamenti e operazioni, col


66.''

mezzo della forza pubblica e de'presideuli

regionari. 64., 65.

...

La

sorve-

novemPapa ricev in solenne udienza nuovi 00 consiglieri del comune di Roma, ed il cardinal Altieri presidente di Roma e Comarca present l'illustre consua dignit. Nella mattina de'24
1

glianza e cura
tichi e

de'monumenli

pubblici, an-

sesso con appropriato discorso, al quale

alla

moderni. 67." Sar anche affidalo cura e sorveglianza della magistratu-

Pio IX die corrispondente risposta, indi con decoroso corteggio e nobile reno,noa

ra di
ti

Roma l'archivio e deposito degli atRoma, o sia


...

notarili di

l'archivio

Urba-

che coli' accompagnamento delle XiV bandiere de'Rioni di Roma, della guardia civica e di vari concerti musicali,
il

no. 68." 69.

Ne'giudizi che potessero

aver luogo,
70.

la citt
si

sar rappresentala dal

cardinale ed

consiglieri

si

recarono nella
divin sagrifi-

senatore, egli atti


I

faranno a di

lui

nome.
i

chiesa d' Araceli decorosamente perci

fondi occorrenti per sostenere

bi-

ornata. Celebralo quindi

il

sogni dell'amministrazione della citt di

zio dal p. generale de'miaori osservanti,

78
fu cantato
il

ROM
Veni Creator Spirtus^
colIl r.

ROiM
sultnmenti della pubblica amministrazio-

l'analoga orazione, prestandovi assistenza eziandio nuraeroso popolo, colle delle

ne d'un decennio dal 1 835 a tutto il 8441

bandiere e accompagnamento. Dopo di che consiglieri centumviri, preceduti dal


i

moneta o bon'h, per aver corso come moneta legale. Per la saggia pontificia allocuzione
la

maggio s'incominci

carta

cardinale Altieri,

si

portarono

al

palazzo

del giorno precedente, nella moltitudine


vi fu

de'conservatori, ove eseguirono l'elezio-

grave concitamento d'animo,con de-

ne de'3 conservatori, principi Tommaso Corsinij Marc Antonio Borghese, e


i

Filippo Doria. Nella mattina seguente


poi gli slessi consiglieri procederono nel-

il governo, ed cardinali che il Papa accolse nel Quiri naiejindi Pio IX altamente condann tali
i

plorabili dimostrazioni contro

violenti e
il

abbominevoli

alti.

A'3 maggio
gli la

Campidoglio all' elezione degli altri 6 conservatori, che furono il march. Clemente della Fargna, il ca v. a vv. Cdrlo Armellini^ il cav. Vincenzo Colonna^ Antonio Bianchini X^^'^- Francesco SturhinelLiy e 1* avv. Ottaviano Scaramucci.
lo stesso

senato e consiglio di
indirizzo,

Roma

umilianecessil'allocu-

rono un
t della

difendendo
il

guerra che

Papa con

zione avea disapprovata qual vicario del

Dio
ziosi
il

di pace.

Intanto ripiena

Roma di

fa-

e di amnistiati, che vagheggiavano

La

leggere nel n.
di

accennato si pu Diario di Ronict 1847, e nel n.*'4i del t.i4 AeW Alhunt
relazione di tutto
1'

ristabilimento della repubblica

g^

del

na, ottennero in gran parte

romaun ministe-

ro secolare; indi pretesero arditamente


la

Roma. Laonde

dalla suddetta terna dei

separazione del potere civile dallospi-

primi conservatori,ed a'24 del memorato

riluale. e

novembre, per nuovo senatore di

Papa scelse il principe d.


ni,

Roma Tommaso Corsiil

trovando nella fermezza del Papa un ostacolo insuperabile, si prepararo-

che gi

lo

era stato. Nel seguente mese il


festive fatte

no ad agire con aperta prepotenza. A'5 giugno si aprirono le ordinarie sessioni


de'due consigli deliberanti dello stato, incominciandosi
del seminario
l'alto consigi io
le

Papa riprov ledimoslrazioni


in

Roma, sulla guerra intestina suscitatasi


marzo 1848 pub-

tornate, a'

nelle sale

nella Svizzera. A' i4

romano

dai

membri
il

del-

blic Io Statuto fondamentale pel gover-

(uno de'qualiera

sena-

no temporale degli stati della Chiesa con due consigli deliberanti per la formazione delle leggi) ed invilo romani e altri,
i

tore), a'

IO

nel palazzo della Cancelleria

dal consiglio de'deputati.


striaci

Avendo gli au,

occupato parte de! Ferrarese


invi nell' agosto

il

a rispettare

gli

unti del Signore. Intanto

Papa
al

una deputazione
le

Roma
ti

dall'esultanza che inebri le

men-

general

Welden,
il

acci ritirasse
il

sue

lusingate di miglioramenti sociali, pas-

truppe, e di essa ne fece parte


re.

senato-

gradatamente

agli orrori della rivolu-

Mentre

ministro Rossi intendeva

zione e della guerra, che insieme al disin-

con energia a ricomporre l'ordine pubblico, tragicamente fa pugnalato a'i5 no-

ganno con rapido corso seguirono primi movimenti non ad altro fine ordinali;
i

le

quali circostanze, pei diversi rispettivi


la citt

rapporti, gitlarono

nell'anarchia,

vembre, nel recarsi alla riapertura delle camere de'deputati, quindi nella sera si festeggi obbrobriosamente V assassinio
del primario ministro;
il

alienarono pressoch tutti dall'attendere ai propri doveri, aldi l dell'andamento


indispensabilealle giornaliere e urgenti
fa-

che

fu infausto

preludio d'inaudite eorribili sciagure per

Roma, per
mani. In

gli ecclesiastici

e pe'buoni ro-

cende,comegiustamente osserv il comm. Galli, parlando nel n. 2 o del Giornale


1

fatti

nel d seguente con

temla cit-

pestosa rivoluzione che scosse tutta


t e scandalezz l'universo,
i

di /?om<7i85'2, delle misure adottate da

ribelli di-

Gregorio XVInelr845perollenere iri-

mentichi de'beneficii ricevuti e delle tante

ROM
manifestazioni di esultanti applausi
butati al sovrano Pontefice,
del tutto la maschera^ colle
si

ROiM
tri-

79

levarono

non pot esercitare Il Papa non credette


tazioni, fra le quali

la

sua alta missione.

armi auda-

di ricevere le 3 depu una del municipio, per

cemente osarono circondare e assaltare il sagro palazzo apostolico, e minacciando sacrileghe stragi imposero un ministero deuocratico. Il Papa ad impedire l'estremo eccidio ed ulteriore spargimento di
sangue, ripugnante ader, protestando al
cospetto di tutto
il

invitarlo a tornare in

Roma;

bens pro-

rog
ti,
i

le sessioni

de'due consigli deliberan-

quali perci a' 12 dicembre costituila

rono
sfato,
se
il

provvisoria Giunta
in

suprema di
ritorno di
di

che

nome

del principe esercitasal

potere esecutivo fino

mondo
che
gli

rappresentafaceva nobi-

Pio IX, componendosi de'senatori

Ro-

to dalla diplomazia,
le

corona, di solo cedere alla violenza a-

Bologna, e del gonfaloniere d'Ancona, la quale ricompose il ministero, in-

ma edi

troce delle prepotenti circostanze,

ma di
Papa
isfor-

sieme

al

presidente di

Roma

Comarca
Tutto pu

non intendere di prender parte del nuovo governo. Venuto poi


in cognizione

agli alti
il

nella persona di Livio Mariani.

vedersi

all'

indicato articolo, in

uno

alle

che slava per esplodere al-

proteste del

Papa contro

gli atti

del go-

tro crudele

ammutinamento, per

verno

di

Roma, facendo

sapere ad alcuni
la

zarloa rinunziare alla sovranit degli stali

vescovi che da Gaeta egli governava

romani

e correre grave pericolo la sua


la sera del

Chiesa.

sagra persona,
part per

24 novembre

In

Roma
i

per mancanza di

numero leriil

Gaeta

nell* ospitalissimo
il

di Napoli, ovecorse

regno religiosissimo Fer-

gale de'consigli deliberanti, essendosi


tirati

membri

savi e moderati,

gover-

dinando

li

con tutta
e tutto
il

la reale famiglia,
i

ad

no intruso ne chiuse

le sessioni,

ed a'-ag

offiirgli se

reame ne'modi pi
Il

dicembreconvocinR.omaun'^5.?*-/7/Z/<^

riverenti e amorevoli.
tico

corpo diplomail

nazionale o Costituente per uscire dallo


stata quo.

ed

il

s.

collegio raggiunse

Papa e

Per
si

la

rinunzia del senatore

rest al suo fianco.


te

manina

si

Appena nella seguenconobbe in Roma l'evasio-

Corsini, restando la giunta priva d'un

membro,
to

disciolse e

subentr

la

Com-

ne del Papa, produsse spavento e speranze ne'sudditi fedeli che lodarono la giust'i
risoluzione, rabbia e dispetto ne' ribelli

missione provvisoria di governo dello sta-

Nel

che

trovarono del lutto sconcertati.


lasciala la
le

Il

Papa avea

Roma
nali
,

con tutte
al

cura spirituale di facolt al suo vicario

romano, formata dal ministero stesso. i. gennaio 1849 il Papa scomunic gl'invasori del dominio della s. Sede, riprovando il dispotismo che tiranneggiava

Roma.

Ivi

a'5 febbraio

si

apr la detta

cardinal Patrizi, al vicegerente mg."^ Ca-

assemblea nazionale o Costituente romana, inaugurandosi


popolo, onde
le
la la

ed

can. Tarnassi segretario del

rappresentanza del
di

vicariato, con ottimo

ch

il

provvedimento perporporato dov partire, e il prelai

commissione
il

governo
1'

rassegn

il

potere. Pertanto

assem-

to nascondersi. Aftd
i

palazzi apostolici

blea a'9 decret:

Papa decaduto di fatto


Pontefice avr le gua-

ed suoi famigliari al foriere maggiore marchese Sacchetti, con l'incarico di partecipare


la

e di diritto dal governo temporale dello


stato

romano;

il

sua partenza

al ministero,

im-

rentigie per l'indipendenza nell'esercizio

pegnandolo alla quiete e all'ordine della A non lasciar poi acefalo in Roma il governo dello stato, nomin il Papa quella commissione governativa di cui parlai a Pio IX, col cardinal Castracane penitenziere maggiore per presidente, che
citt.

della podest spirituale; la

forma

di go-

verno sar la democrazia pura, col nome di Repubblica romana, la quale si proclam in Campidoglio. La rivoluzione fu compiuta, dal Campidoglio si pubblic la
libert italiana, l'anarchia giunse quindi

, y

8o
al

RO
suo colmo.
11

M
in

ROM
Gaeta solenne-

Papa

legazioni, e nelle provincie


e nelle

d'Urbino e
nelle
i

mente protest contro il decreto della sedicente Assemblea costituente romana


rinnovando
le potenze,
la

Pesaro

Marche,

gli austriaci;

provincie di Marittima e

Campagna

na-

domanda

d'intervento al-

poletanijglispagnuoli guarnirono Velletri


e altri luoghi, Spoleto e Rieti, colle loro

per liberare

Roma

e lo stato

delia Chiesa dalla fazione che vi eserci-

dipendenze: dappertutto
le fu

il

governo papatuttoci

tava ogni sorte di delitto e di atroce di-

subito ristabilito.

A Pio IX
i

spotismo. L'assemblea costituente roma-

raccontai, insieme all'assedio di

Romaoriguardi
le

non fosse deliberata la costiavendo decretato governare Roma e lo stato mediante un Cow/t/oe5eciitwOi lo compose di Armellini, Saliceti eMontecchi. Tra le proteste fatte in Gaena, finch
tuzione,
ta dal cardinal Antonelli di sialo, vi fu quella

perato dai francesi, con tutti

per non rovinare

la citt,

secondo

vive

brame
serie di
ni

del Papa; indi ebbero luogo

una

combattimenti, che
tutti
i

repubblica-

unitamente a

corpi italiani ac-

pro-segretario

corsi in

Roma

per aiutarli, sostennero con


i

contro l'alienazio-

valore.

ne de'monumenti d'arte del museo Vaticano, che


il

clinar di

Finche avendo giugno aperta


s.

francesi nel de-

la

breccia nel ba-

sedicente governo di

Roma

stione di Porta

Pancrazio, nella matti-

trattava a Londra. Pei trionfi riportati

na del3o l'assaltarono e presero. Allora


l'assemblea costituente romana, dichiarata impossibile l'ulteriore difesa, decret

dal prode conte Radetzkycoll'armata austriaca, contro


il

re di Sardegna, l'assem-

blea

romana onde riconcentrarci


marzo
istitu

poteri

che cessasse, mentre avea


la

finito di votare

esecutivi a salute della repubblica

na, a'29 e

romaun Triumvirato

costituzione della repubblica.il trium-

virato

mand
lo

il

decreto al

comando
general

ge-

vi elesse

Armellini, Mazzini e Saffi, che

nerale repubblicano, perch d'accordo col

stabilirono la lora residenza nel Palazzo

municipio
di not, e

comunicasse
la

al

della Consulta sul Quirinale.


in

Roma, dopo

la

A'26 aprile formazione del nuovo

diede

sua dimissione.

OuUna coiu

municipio e consiglio comunale, furono eletti senatori Francesco Sturbinetti,conservatoriGiuseppeLunati, Giuseppe Gallieno,
dreis,

missionedelmunicipio,e un'altra del corpo consolare residente in Roma, recaroasi

al

campo
i. di

francese per trattare acci

l'e-

sercito entrasse pacificamente nella citt.

Federico Galeotti, Antoniode AnGiuseppe Piacentini, Curzio Cor-

Nel

luglio l'assemblea

nomin un

potere esecutivo in Saliceti, Calandrelli e

boli,

Alceo Feliciani, Angelo Tittoni.

Ad

Mariani. A'2

francesi

occuparono diveril

effettuare l'intervento

armato

nello stato

se porte, le cui chiavi nel di seguente

pontificiodelle 4 potenze d'Austria, Fran-

generale Oudinot fece presentare a Pio

cia,Spagna e dueSicilie, per comprimere


la ribellione e restituirlo al

IX
sul

in

Gaeta. In questo giorno a mezzod


fu

Papa,

il

godal

Campidoglio

promulgata

la costi-

verno francese giudic conveniente di spedire

tuzione della repubblica romana, e nelle

un

esercito a

Roma comandato

ore pomeridiane entr in


rale
stel

Roma

il

gene-

generaleVittorioOudinotdi/i^gg'/o.Sbar.

Oudinot con

l'esercito,
i

ed occup Ca-

catoaCi vita vecchia senza badare a Ile proteste repubblicane,a'3o aprile fece avanzare una porzione della divisione francese verso Roma, sopra punti di Porta s.
i

Pancrazio^ e

la cinta

del Vaticano, per

esplorare le forze della citt, ma con perdita fu respinta dai repubblicani. Frat-

s. Angelo ed posti militari. I fedeli romani accolsero francesi come liberatori dal duro giogo patito cos termin la rivolta romana, che avea in se un carattere irreligioso e demagogico, per distruggere il papato. Il generale Oudinot concentr tutti poteri nell'autorit mii
:
i

tanto nelle provincie iutervennero^ nelle

litare, sciolse la

guardia civica

clic

avea

ROM
assunto
il

ROM
che
si

8(

titolo di

nazionale italiana^ ed

legge nel n." ^1 del Giornale diRola

etnait quelle disposizioni


l'articolo

che riportai

al*

ma

1849. ^^ P'" confer al generale

Pio IX,

la
il

cui autorit tenapo-

cittadinanza
figli in

romana

trasmissibile a' suoi

rale ristabil.

'i4

municipio romano

perpetuo. Indi nella sera de'sB ail

repubblicano si dimise, ed il generale nomin una Commissione provvisoria municipale^ col principe d. Pietro 03escalchi per presidente. Nel di seguente,
essere stata
sul Castello,

gosto la commissione invit

generale

Oudinot

e lutti gli altri generali e uffi-

ziali, francesi,

dopo

rialzata la bandiera
si

papale

nel tnuseo Capitolino illuminato; e per rendere pi solenne l'atto invit pure corpi letterari, scientifici e
i

cant nella basilica Vati-

di belle arti, cio

collegi degli avvocati

cana solenne Te Deuni^ con l'intervento de'cardinali Castracane, Bianehi e Tosti


ch'erano
il

concistoriali, quelli dell'universit

romale

na, coi professori della

medesima,

ac-

restati in

Roma

nascosti (oltre
si

cardinal Mezzofanti gi morto),

fe-

cademie de'nuovi Lincei, di s. Luca e di Archeologia. Venuto il generale Oudinot,


fu condotto a leggere la

cero dimostrazioni di pubblica allegrezza.

memorata

iscri-

A'25 torn

in

Roma
vi

il

cardinal. Pai

zione in suo onore,il presidente della com-

trizi vicario,

ed a'3i

giunsero

cardi-

missione principe Odescalchi gli present


l'atto consigliare in

Genga, Vannicelli e Altieri destinati dal Papa a formare con pieni poteri la Commissione governativa di stato, che stabilitisi nel Palazzo apostolico Quirinale, e ricevuti dui generale Oudinoti
nali Della

pergamena, e

nell'ioelo'-

dicargli

il

monumento pronunzi un
il

quente analogo discorso, cui rispose


conoscente
si

ri-

generale:

ambedue

discorsi

poteri assunti,, fecero quelle cose sino al

scia

riportano in detto Giornale. Segu pouna sontuosa cena, preparata nel sa-

ritorno in

Roma

articol narrai,

di Pio IX, che a questo unitamente alle tante la-

lone, nella quale

grimevoli calamit sofferte da


to
il

Roma sot-

il generale Oudinot fece un brindisi ai Papa ed al Comune di Roma: il principe Odescalchi corrispose con

governo anarchico. Il Papaa'4settembre si trasfer a Portici presso Napoli, da dove govern lo stato e la Chiesa, e dipoi visit Benevento, l'unico suo dominio che non soggiacque alla rivoluzione. La commissione municipale diRoma, per dareal generale Oudinot comandante incapo l'esercito francese, un attestato perenne di gratitudine, per aver liberatola citt dalla tirannica oppressione,

altro al generale e al vittorioso esercito


fiaocese.

Allorquando

il

generale usciva

dal museo, improvvisamente fu illuminata

con fuochi di Bengala a vari colori

la

facciata dei magnifico palazzo senatorio,

e l'interno della torre che sopi'a di esso


s'innalza.
Il

generale manifest

la

sua sod-

disfazione, di vedere uniti ai principali


udziali

che erano sotto

suoi ordini, let-

a'20 ago-

terati, scienziati

ed

artisti di tutte le

nafra

sto gli offr

una medaglia

colla di lui ef-

zioni
tanti

d'Europa, e
celebri

ci in

Campidoglio

figie e l'epigrafe: Vici.

Oiidinotius Gal-

monumenti

dell'antichit.

loriini

Exercitui Praefeciusj sotto l'im-

Spettacolo che soltantoRoma puoffrire.

magine,
fra
sci

Bomae

I.

G.F.:.e

nel rovescio

due rami

di quercia legati

con lemni-

diti

A* 1 2 settembre Pio IX diresse a'suoi sudil moto-proprio, Non appena^ in cui


il

il motto: Urbern Expugnare Coactus Civium ctArtium Incolum itati Consuluit 1849, indicante il ristabilimento della pa-

dichiar

ristabilimento di sua indipen-

denza nel gpvei'no de'dominii temporali della s. Sede; stabilendo che le rappresentanze e amministrazioni municipalisa-

ce e la conservazione degli antichi

monu-

commissione fece scolpire nella sala de'conservatori in Campidoglio delta de' grandi capitani, quella lapide
menti. Inoltre
la

rebbero regolate da larghe franchigie, i cui capi sarebbero scelti dal sovrano, e
gli

anziani dai capi delle provincie sopra

82

ROM
II

ROM
Papa ai
ritor-

proposta de'consigli comunali.

aprile

85o

parti

da Portici, per

per poi. con pi facilit speziar troni e corone. Ma la divina provvidenza in


la,

nare ne'suoi
72flf,fu

slati:

giunto a'6 a Tenaci-

tanta catastrofe converti


ne.
di

ricevuto ossequiosamenledalla com-

A'3 giugno

la

il male in becommissione comunale

missione municipale di
torit pontificie,

Roma,

dalle au-

Roma decret l'onore


romana

della cittadinan-

da diverse deputazioni

za e nobilt

ai conti Anlonelli,

trionfale glorio, e con viaggio samente rientr in Roma a' 1 2, con quel* Io splendido apparato di pompa, e manifestazioni di

romane

in attestato di civica riconoscenza verso


il

cardinal

Giacomo

loro fratello e pro-

segretario di stato, per le fatiche diplo-

riverenza e di giubilo, che

matiche con tanto senno e perseveranza


sostenute, pel felice esito al ristabilimento del

indicai nel pi volle citato articolo; rice-

vendo la presentazione delle chiavi della citt da detta commissione municipalcj


che
lo segu col nobilissimo corteggio e lo

dominio temporale della chiesa roe pontificia residenza in R.oma.


Il

mana

Papa prese misure

'per riorganizzare le

accompagonlVaticanOjOve ferm la sua residenza, continuando per 3 sere magnifiche luminarie. L'intiero orbe cattolico avendo preso parte alleav venture deiPontefce,
la

antiche Universit arlistclie

A'x^oma.W

cardinal Anlonelli pubblic d'ordine so-

vrano, a'22 novembre,

la

legge sul gover-

no

delle Provincie e sull'amministraziocir-

ne'pl solenni

modi

gli

testimoni

ne provinciale, coU'ampliazione del


condario
di

sua profonda venerazione;.onde nel suo


il

Roma

suaComarca,nel mo-

esilio

maestoso che
si

Papa comparve pi glande e pi al Vaticano, ammirandosignificato del

do che

riportai in principio; indi a'24Ia

legge sui comuni dello sialo pontificio,


della quale diedi

precipuamente nelT avventurosa Gaeta

un sunto anche a Priola

rimponenle
tifica to.
lo,

supremo pon

re; poscia a'25gennaio i85f


pontifcia disposizione sulla

speciale

Egli questo un trionfo novelchiesa cattolica


fasti

Rappresen-

che

la

pu giustamenla

tanza e sull'amministrazione del

Comu.
i

te

segnare ne'suoi

a scorno de'suoi

ne

di

Roma,

del seguente tenore.

Il

nemici, derivandone pi libera


zione benefica.
in questi ultimi

sua a-

Comune di Roma
essi col

rappresentalo da
consiglieri:
,

un

Tra

gli

avvenimenti che

corpo municipale di 4^

anni sconvolsero in mo-

nome
I

di conservatori
il

do tanto spaventevole, quanto- rapido la maggior parte degli stali europei, la rivoluzione romana con.iutle lesue fasi pu
considerarsi
il

la

magistratura, oltre

8 di formano capo chiamalo


sono
tratti

senatore. 2.
la i.^
bili,

consiglieri

per

met

dalla classe de'possidenli no-

pi importante. L'empie-

e per la 2.^

met

dalle classi degli al-

t delle societ segriete

aveaun unico
si

scoci-

tri

possidenti, de'commercianti, e de'proI

po, la distruzione cio d'ogni autorit


vile e religiosa,

fessori di scienze e arti liberali. 3.

eoai.**,

adoperava da lungo tempo su tutta l'Europa per giunper cui


gere
rifei

servalori e per

si

desumono per met


dalle altre classi.

dalla

met

4 La

carica

al

suo iniquo intento. Gli

scaltri co-

di senatore conferita

ad un soggetto ap-

chela presiedevano, non polendo dissimulare Ilmmenso peso di morale poterCj che non rest mai inoperoso pelle

partenente

alle famiglie

romane

pi coIl

spicue per nobilt e possidenza. 5.

se-

natore cessa dall'esercizio delle sue funzioni al finire d'un sessennio: la

mani del romano Pontefice, primo custodeed interprete della divinalegge,equindi anche supremo difensore dell'autorit d'ogni ci vi r principato, contro T incrollabile sede di

met dei

Conservatori e la met de' consiglieri cessa al finire d'ogni triennio; l'uno e gli altri

ponno

essere rieletti. 6. Allorch


r

si

lungo tempo

Pietro aveano mosso da ogni sforzo onde abbatters.

tratta d'eleggere

nuovi consiglieri in

so-

stituzione di quelli che a

forma

del pre-

ROM
hanno pure luo* cetlenle sono go e volo nel coipo mtmicrpale due individui perciascunode'XlV Rioni di Ro ma, e due membri della camera di commercio. 7. L'adunanza cos composta a
per cessare,
pluralit assoluta di voti, sulla jista degli eleggibili,
il

RO
ria

83

alla deposileria de' pegni, detta Deposte-

sizioni.

Urbana y\\ziT\TCiQ luogo speciali dispo14. Fanno parte dell'amminicomunale leimposizioniseguen-

strazione
ti:

doppio, del

forma una nota contenente numero degl'individui da

Tassa sulle acque Vergine, Felice e Paola ; per le vie urbane, per le cloache, per le vigne e orti suburbani; dazio di
valli di lusso;

sosti.luirs<.

Questa nota viene presentata al Papa da mg.'' delegato di Roma e Comarca, per la scelta degl'individui da sole

mattazione; appalto della neve; tassa capesa libera. i5.Sul prodotto degli
altri dazi di

consumo,

il

co-

mune

percepisce una

somma

certa sta-

stituirsi e de'supplenti. 8-

regolamento determiner

Uno speciale norme ed


i

bilmente determinata in proporzione ai pesi che ad esso rimangono imposti; ed


il

modi per designare gl'individui che fanno parte dell'adunanza nel caso del 6."
e per procedere alla formazione della nota di cui

pagamento sar

fatto

mediante delega-

zione del ministero delle finanze dall'appaltatore in rate dodicesimali, in

somme
L'im-

nel precedente, g."

11

corpo
consi

proporzionate ogni io giorni.


ciate

16.**

municipale rinnovato propone una nota


tripla di consiglieri

posizione d'altre tasse oltre lesopraenun-

da

sostituirsi ai

non pu aver luogo senza l'approcir-

servatori che cessano: da questa nota

vazione del cardinal presidente del

nuovi conservatori come al 7. 0. Il senatore sempre direttamente nominalo dal Papa. 1 1. La possidenza richiesta per essere eleggibili nel corpo municipale d Roma il doppio di
scelgono
1

condario

di

Roma

e della sua congi

zione. 17. E' applicabile al

Roma

la della

legge del

comune di 24 novembre,
nondiorgai."

in tutte quelle cose per le quali

sposto con la presente. Gessano cos di

quella enunciata nel 76 della legge, del 24 novembre 85o (che dice, sono eleg1

aver vigore

le speciali disposizioni

niche adottate col moto-proprio del


ottobre 1847. ^^-^
siglieri e supplenti,

che sebbene non notati nella lista degli elettori, abbiano domicilio slagibili quelli

^^ nomina

de'con-

e quella de' conserva-

bile nel
stici e

comunee

vi

posseggano fondi ru-

lori pel

."

triennio fatta dal

Papa

nelle

di

urbani dei valore censuario di scuODO, ovvero un capitale di scudi 5oo


1

classi indicate al 2.

In conseguenza di

che,

il

Papa

a'

12 mai'zo i85i

nomin!
corpo

qualora sieno possessori


piegati
i

imnell'agricoltura, arti ecommercio,


di capitali
affittuari, gli esercenti

48

consiglieri, e 12 supplenti del


di

municipale

Roma,

oltre

due depu-

grandi

in

icapo
si

tali ecclesiastici

presso ilconsigliot^i

Ro-

un'arte o manifattura): a quest'effetto

ma,

in rappresentanza del clero secdlare

la possidenza in fondi rustici ed urbani posta tanto in Roma, quanto ancora nella Comarca. La nobilt. si desu-

valuter

e regolare

nal vicario. Quindi

romano, nominati dal cardiil Papa a' 24 marzo

fece dal ministro delfinterno incaricare


il

me

dall'albo capitolino. 12.^ Lo speciale


le disposizioni di

cardinal presidente di

Roma e Comarnme

regolamento e

cui nel

ca, di

manifestare nel suo sovrano

23 della suddetta legge del 24 novembre, determineranno per quale mezzo il

tanto al principe Odescalch presidente,

quanto

ai

componenti

la
la

Commissione
piena sua sod-

magistrato di
re dai 2f e
Il

Roma
22

eserciter la giuris-

provvisoria municipale,

dizione attribuita alle altre magistratadella stessa legge. iS."


le

comune

di

Roma ha

rendite enun-

ciate nel

26

della citata legge.

Quanto

disfazione e gradimento nel condurre la comunale gestione, nel modo che si legge nel n. 7 8 del Giornale di Roma 85 r Il Papa con biglietti di detto ministro gi
1

84
d.
i

ROM
Roma
il

ROM
principe
tra tutte le nazioni cristiane del

avea eletto senatore d

mondo.

Urbano del Drago Biscia


i

conservatori formanti la

ed magistratura
Gentili,

Inoltre
te

il

romano
la

Pontefice, non solamen-

governa

sua chiesa e diocesi parti-

romana: per la i.' met, principi Clemente y4llier le Marc Antonio Borghese, cav. F^incenzo Colonna, il marchese il
Gio. Battista Guglielmij per la 2/ met, Gioacchino Albertazzi, av^. Giuseppe Pulieri, comni.r Pietro prof. Tenerani, Luigi F^escovali. Ai 3 marzo il cardinal
1

colare di

ri liene altres le quaMetropolitano dejla Provincia romana,- di Primate dV Italia, e di Pa-

Roma, ma

lifiche di

triarca ' Occidente. Ai quali articoli rale relati ve prerogative d'onore e di giurisdizione; particolarmente a Metropolitano provai che sempre il

gionai di tutte

Altieri presidente

di

Roma

convoc
doglio
ci,
i

nel palazzo senatorio in


consiglieri,
il
i

Comarca Campi-

Papa
te alla

esercit l'autorit

suprema

sui

me-

tropolitani d'occidenle,coniprensivamen-

deputati ecclesiastisenatore, e procede


istallamento.
Il

deposizione.

Ad Occidente narrai,

conservatori,

in

forma legale

al loro

senatore in

nome

del rispettabile consesso

da

lui rappresentato,,

protest

la

ricono-

scenza sua,de'colleghi magistrali e de'consiglieri

verso

il

sovrano che

li

iavea scelli

che dal tempo degli apostoti risale il diritto de'Papi sul medesimo, ed in principio anche con diritto metropolitico, poich per 4 secoli il solo romano Pontefice ne fu eziandio il metropolitano, tranne l'Africa, ove per niuno poteva ordinarsi
vescovo senza saputa della
s.

all'importante uffizio,chi amandosi pronti

Sede,

come

a dedicare ogni loro studia pel disimpe-

gno

delle rispettive incombenze. Nel i.


il

niuno senza la sua intesa potevasi deporre. Fu la Sede apostolica romana che istitu gli arcivescovati e vescovati.
in principio
i

aprile

senatore ed
il

conservatori pre-

Sebb-me

dovutogiuramento nelle mani del Papa. Elssendo morto il senatore a*25 luglio, ne assunse le veci prima il principe Altieri, poi il marchese Guglielmi, ed ora le funge il cav. Colonna. Queste supplenze de' conservatori al senatorato, hanno
starono

Papi non s'ingerissero nella


la

elezione e ordinazione de'vescovi orientali,

lasciandone ai metropolitani

cura,

nondimeno esigendolo il bene delle chiese, mandarono in Oriente legati apostolici

con piena podest di costituire vescoe diaconi nelle citt de'patriar-

luogo per ordine progressivo, e se


sente quello che
le accettare,
gli

as-

vi, preti

appartierie,onon vuosi

cati orientali.

A Patriarca

trattai dell' au-

ovvero

ritira chi

disimpel'al-

torit primazaledel
se, in

Papa in

tutte le chie-

gna

le

funzioni di senatore, subentra

tro conservatore che viene appresso: ri-

tornato in

Roma l'assente, questi assume l'esercizio del senatorato. Roma [Roman), sede del sommo Pontefice in

confermare o riprovare la elezione de'patriarchi orientali, appartenendo al solo Pontefice romano l'ammettere la rinunzia de'vescovi e scioglierli dal vincolo
che
li

stringe e lega alla

loro chiesa.

Europa. L'apostolica sede roma-

na, cattedra del principe degli apostoli,


il
i

centro dell'unit e comunione di tutti


cattolici,
la

Patriarcato dissi, come il patriarcato di Roma fu sempre superiore a quelli d'oriente, e quali provincie comprese. A DioCEi, olire
il

madre e maestra a tuttele genprima in dignit e autorit. Il Papa che la occupa il capo visibile e il Pati,

riportare

il

numero

de' ve-

scovati che possiede ogni parte del

mon-

do e

stato, poi

aumentati, tenni proposito,

store \ tutta la Chiesa universale, sulla

come

l'ordine ecclesiastico fu regolato sul

quale ha
s.

il

Primati^,

come

successore di

governo civile;edeileahbazie nulliusdioecesis considerate altrettante diocesi, dette

Pietro vicario di Ges Cristo in ter-

ra, per cui


nistri

ha

il

diritto di scegliere

mi-

aache 31ona steri, per cui ne parlai ancora


a questo articolo, molti essendo ioime-

ed

cooperatori del suo apostolato

ROM
diatamente soggetti
de.
al

ROM
e alla
s.

85
di

Papa

Se-

r mai.

**

Geroo preposilo

Reichsperg

Italia ragionai del suo vicarialo,


le

chiam

il

Papa,y^/7ge/o della Chiesa Rol'elenco de' vescovati che di

e diiQOStrai che

ordinazioni di tutti

mana. Ecco
alla
s.

vescovi della nobile regione e di occidertte,

presente sono immediatamente soggetti

appartennero

al

Papa

sin dai primordi

della Chiesa; che antichissimo e dai


pi apostolici
tfici
il

temdiritto che i romani Pon-

Sede e al Papa, pei quali tutti scrissi questo mio Dizionario, \vvev' liujche vescovati non esistenti nello staarticoli in
i

te,

godono su tulle le chiese d'occidenle quali hanno speciale obbligazione


i

to pontificio,
corsivo.
nel

li

distinguer in carattere

di osservare le tradizioni della chiesa ro-

Di questi la maggior parte son regno delle due Sicilie e nella Sviz-

mana. Che anche neWIlliria


serbarono
il

Papi

si

ri-

zera; in Prussia, in Polonia, nella Tosca-

diritto delle ordinazioni dei

na, ne'ducati di
la

Modena

e di

Parma, nel-

vescovi provinciali, e lo fecero esercitare


dai vescovi diTessalonicaloro Vicari^co'

Spagna, nel Genovesalo.


gii altri

voler poi

conoscere

vescovati esistenti nello

me

mezzo
Gi
il

di questi

praticarono in

al-

slesso stalo,

tre parti.

di

sopra rimarcai, che sebprincipe degli apostoli

si ponno leggere gli articoli de'segnenlisuoi arcivescovali,ne'quali ri-

bene
i.**

fondatore della romana sede e suo


sia
il

vescovo

Pietro, pure dai monumenti rilevasi, che quanto e. propriamente al nome di Vescovo di Roma^ aggiunto a quello di
s.

il novero come suffraganei,de'quaU pure feci articoli. Benevento (il quale per ha suffraganei soltanto nel regno di

portai

]Sfapol),Bologna^ Canteri no,FerniOy Fer-

ram (non
leto

Papa,
ni, fu

il

i.ad aggiungerlo, secondo alcu-

ha suihagime), Ravenna^ Spo(non ha suffraganei), Urbino. Vesco-

s.

Telesforo Papa del 142,


s.

altri re-

vati

immediatamente
al

soggetti alla

s.

Se-

putano
1

Zosimo

del

4^7;

hidi

Magno del 44o>a' titolo di Roma, aggiunse e della chiesa cattolica. Abbiamo da s. Gio. Grisostomo: Ges
>

Leone Vescovo di
s,

de e

romano

Pontefice. Vescovati sui

burbicarii, di qui sono insigniti

primari
vescovo

cardinali, formanti l'ordine de' vescovi del


s.

collegio. Ostia e Vellelri (ove

il

Cristo consegn la [Prefettura della Chiesa

tiene

un sulfraganeo, come talvolta l'hancardinali suburbicarii). Porto,

a Pietro; a Pietro deleg la cura dell'Orbe." Contro Peliliano scrisse s. Agostino: >jCosa li ha fatto la cattedra della Chiesa

no
ti.

gli altri

s.Ruffina e Ci vita vecchia. Albano. FrascaPaliestrina.

Sabina, ilcui cardinal vescoil

Romana, cui ha seduto


oggi Anastasio
I

s.

Pietro, ed in cui
s.

vo ha sempre

suffraganeo. Questi

car-

siede? " Scrivendo

Isi-

dinali risiedono in

Roma e qualche tempo


e

doro vescovo di Siviglia ad Eugenio di Toledo, gli disse: La dignit della podest, sebbene sia trasfusa in tutti
scovi,
i

dell'anno nelle loro diocesi: inoltre risie-

dono

in

Koma, patriarchi^rcvescovi,

ve-

l'e^cow m^r//AM5. Altri vescovati. Acqua-

pure il vescovo di Roma pi specialmente per un certo singoiar privilegio, resta in eterno,

pendente. Alalri. Amelia. Anagni. Ancona. Aquila. Aquino^ Pontecorvo e Sora.

come capo pi

ele-

Arezzo. Ascoli.

Asisi.

Aversa. Bagnorea.
Belz.d rito greco

valo di

lutti gli altri

membri.... Quegli

Basilea. Breslavia. Borgo s. Donnino. Ca-

dunque che non

presta ad esso riverentemente la dovuta ubbidienza, disgiunto dal Capo, si rende colpevole di Acefalismo. ''Dichiar s. Anselmo vescovo di Luc-

va e Sarno. Chelma e
rtilerio.

Citt di Castello. Citt della Pie-

ve. Civita Castellana,

Orle e Gallese. Coi-

ca:>Essendo stato da Cristo pregato perla


fede di Pietro, aftinch non manchi
fede del solo Patriarca
le
;

r^.Corneto eMontefiascone. Cortona. Fabriano e Matelica. Fano. Ferentino. Foligno. Gwev^r^eo5rt/2^.Grrfi'mfleiWbrtte Peloso.
Jesi.

la

conferm

suoi

Romano, nella quafratelli, non manche-

Guastalla.Guhho.Hildeshetni. Leon. Lun e Sarzana. Malia e Ro-

86
di.

ROM
Oraveva
il

ROM
ne del luogo in cui
si

Marsi. Melfi e Rapolla. Mlelo. Monopoli. Montalcino.MonlePulciano. Nardo. Narui. Nicopoli. Nocera. Norcia.
vieto.

convocarono. Oltre

la basilica patriarcale

Laleranense, che

patriarchio apostolico ordinaria

do.
scia.
li

Osimoe Cingoli. Osnahriick. OvieParma. Penne e Airi. Perugia, PePiacenza. Poggio Mirteto. Recana-

residenza de'Papi per molti secoli, ebbe-

ro patriarchii pure
recavansi

le altre

4 patriarcali
o a Liniina

basiliche,per abitazioni de'patriarchi che


ai concilii di

e Loreto. Rieti. S. Gallo. S.

Marco

Roma

Bisignano. Segni. Sion. Supraslia di rito

greco ruteno. Sutri e Nepi. Terlizzi^ Gio{>enazzo e Molfelta.

Teramo. Ten'acina,

PipernoeSezze. Terni: Tivoli. Todi. Trivento. Troja. f^alwe e Sulmona. YeioW.

Aposlolorum, o per a Ilari, co me raccontai parlando d ognuna. Dissi pure altrove, che per la festa di s. Pietro o nell'anniversario dell'elezione d'ogni Papa, celebrandosene le commemorazioni con solennit, tutti
i

Viterbo e Tosca nella. -Fb/terr^. JVarinia o Ermeland. Vedasi Francesco. de Vico,


Dissertatio superfinibus dioecesis

vescovi delle Provincie pi


assistervi. In

vicine

si

recavano ad

queste

naey

et

super /acuitale eligendi

Metropo

Roma-

occasioni fu costume anche di celebrare

quasi sempre un concilio innanzi al sa^ro

litnif

Romae 1725.

Dionisio Pieragosti-

corpo

di

s.

Pietro, sopra

correnti affari

n'fDisceptlio de ProvincaRomana,ejus-

e bisogni della Chiesa,

come rilevasi prins.

qe episcopis suffraganeis ^ Romae et Ravennae 1727. Non che gli autori che riportai nel voi.

cipalmente dagli
III e di
s.

atti de'concilii di
I.

Sisto

Leone

La causa

di celebrare

XXXVJ,.

p. 1.80.

questa solennit nel Vaticano, l'espresse


s.

Concila di Roma.

Sisto III in
il

Furono

tenuti in

Roma
piti

un gran nunel Latera-

so
b.

naero di conclii, per lo

una lettera a s. Cirillo, presBaronio all'anno 433, n.i3. Ad Petrum fraternitas universa convemt;
nostri
illura

nOj molti nel J^adcano, alcuno jn qual-

habuerunt copiscopi
gratulationis testem,

conve-

che chiesa di Roma. Si chiamarono concilii

quem habemus honamque,et


natalis

LateranensijSe si celebrarono nel Prt-

noris exordium: sanclae


nerabili
fa venti

triarchio o

Palazzo Laleranense, o nella


cohcilii

Synodo,

quam

mihi dies

propinqua patriarcale arcibasilica o luoghi annessi


;

Romani

se

si

tenne-

Domino congregavi!, quia siccredendum est, ipse praesedit. " Dove rilevasi,
s.

ro nel Palazzo .Vaticano o contigua patriarcale basilica o luoghi adiacenti,.

che que'ss. Pontefici credevano che


il

non

Pietro stesso presiedesse ne'concilii a-

che

in

altre chiese di
,

Roma.

Il

dotto

vanti
i

suo sagro corpo radunati.


s.

Onde
usci-

Zaccaria

hell'

opuscolo Sulla cjuestio'


Pontefice pi convenPietro^ che in qual-

decreti di

Leone

furono ricevuti nel

ne3 se al

Romano
s.

concilio di
ti

Calcedonia,cGme oracoli

ga di abitare a
che anticamente

dalla bocca di S.Pietro, gridando quei


est,

sivoglia altro luogo della Ci7/^, osserva


i

padri: Pelriis per Leonein ita locutus

sagri coiicilii

si

cele-

E s. Pier Grisologo esort Eutiche ad ubbidire ai

bravano quasi sempre al Vaticano e furono chiamati Romani; quando poi per
la

medesimi

decreti,

quoniam

b.

Petrus^ qui in propria sede, et

vivit, et

stagione o aria fredda, o per |a deso-

praesidet, praestat quaerentious fidei veritatem. Dice inoltre Zaccaria, che ticano fosse
pe'coticilii
il il

lazione del luogo, pe'motivi che accen-

Va-

nai nel voi. XII, p. 2 47, furono trasferiti

Chiesa di s. Giovanni in Laterano^ per esservi allora maggior comodit d'alloggio per tanti vescovi e prelati, furono
lla

luogo proprio e primario romani, evidentemente si proi

va, mentre
nel

decreti dei concilii

tenuti

chiamati -con
e/iif,

nome particolare Lateraovvero colla speciale denominazio-

Lalerano o in altra chiesa, con solennit grande si pubblicarono nel Vaticano, come ne fa fede Anastasio nel-

ROM
la vlla di
s.

RO
per nppunto co
le ses-

M
il

87
patriarca

Stefano

III,

di

Milano e

di

Ravenna, ed

me

nel

sagro concilio di Trento

d'Aquileia sul luogo di sedere. Cleraeale


II diede la preferenza all'arcivescovo di

furono nella chiesa particolare di s. Maria Maggiore, ma i decreti di mano in mano si pubblicarono nel la. cattedrasioni
le.

Ravenna t con
stra del

decretare che sedesse a desinistra seal concilio

Papa, ed a

Ed

acciocch

vescovi riconoscessero
i

la

dignit da questa sorgente,

Papi

gli

interveniva l'imperatore. Senza citare ad ogni concilio romano chi ne tratt, si pu

obbligarono con promessa solenne a venire in Pioraa ogni

vederlo ne'collettori de'concilii di cui parlai

anno a celebrare seco


che oggid obbligano
che

a Concilio,

loro la festa de'ss. Pietro e Paolo nella


basilica Vaticana, in luogo di
tnlti
i

ticolari di

notando che di quelli parR.oma, Luca Olstenio nel 1662


Alcuni concilii roparticolari storici, che

pubblic

la collezione.

prelati della cristianit

si

mani ebbero
mancai
trove

non

advisitanda Liniina AposloloriunyQ.otm

di ricordare a'iuoghi loro;

impe-

ampiamente

descrissi a quell'articolo,

rocch e
i

come

si

vedr, gi descrissi al-

equivale a rinnovare successivamente To-

inaggio ed ubbidienza
re, e
s.

al

supremo Pastonelle sagre ceil

riconoscere l'autorit sovrana della

Sede apostolica, fondata


s.

romani nella principale parte, e a Laterano tutti quelli che ivi furono temiti, o si conoscono comunemente sotto tal nome, laonde citeri volumi,
concilii

neri di

Pietro nel Vaticano. Se

Con-

o indicher
li

in carattere corsivo gli articosi

cUio per essere Ecumenico o generale o plenario, dev'essere convocato dal Papa
coU'intervento de'suoi Legati apostolici^
di
s

in cui

ne parlai. Inoltre
le

possono veli

dere anche
noscere
le

biografe de'Papi che

ce-

lebrarono: ci intrinseco per meglio co-

quanta

aiitoril e
i

venerazione debbon-

cause che ne determinarono la


le

da loro adiinati e presieduti, convenendovi il fioritenere


concilii di

Roma

convocazione, e
fittone 7 nel

notizie relative.

Ih.conciliodi
1

Roma lo celebr
1

Papas,

re ed

primati della gerarchia ecclesia-

stica, di cui

sempre
oltre
i

in

Roma

vi

fu copio-

so

numero,

profondamente

dotti

96 o nel 97 o 1 98, per regolare la Pasqua di Risurrezione conUo Quartodecimani: il medesimo Papa iti
i

nelle scienze ecclesiastiche in cui l'alma


citt in

questo o in
2.

altri

concilii

scomunic

di-

ogni epoca fu doviziosamenteric

versi eretici,
11
si

che dichiaro alla biografia,


all'

ca, non

ha bisogno di dichiarazione o coni mento. De'concilii romani, moltissimi furono provinciali o nazionali, 5 sono generali e ecumenici.
II

registra
la

anno 25 1, ma

se-

guendo
to

cronologia di Novaes Io ripor-

ter al 254, perch in quell'anno fu crea-

r. concilio lo ce-

Papa

s.

lebr

s.

Pietro in Gerusalemme. Per anle

vescovi, ed

Cornelio che lo adun con 60 un gran numero di sacerdoti

tichissimo costume, tutte

volteche

te-

e diaconi, contro l'antipapa Novaziano


e seguaci, chiamati caduti o Lassi.
fessori
I confurono ricevuti nella comunione della Chiesa dal Papa e da 5 altri vescovi nel novembre, e ci che fu

uevasi.concilio in Italia, particolarmente

intorno alla fede,

le decisioni

che

vi si for-

scismatici

ma vano a nome di

lutti

vescovi d'Italia

non portavano in fronte che il nome del Papa. Di quanto ne'concilii romani faceva
\

fatto in questa riunione

pu
Il

considerarsi
3. nel

Primicerio della
articolo
,

s.

Sede,

lo dissi in

quel -

un'aggiunta del concilio.

256

cosi

del Saccellario e altri

ministri;
cilii

Il

ceremoniale tenuto ne' conrilevasi dai loro alti, e

romani

par-

ticolarmente dall'ultimo che riportai nel


voi.

XV,

p.

172 e seg.jed a

p.

170 dissi

o 257 di Papa s. Stefano /che ricus di comunicare co' deputati di s. Cipriano, e vi condann la decisione de' due concilii di Cartagine e\ 255 e 256,ne'quali si tratt della validit o nullit del Battesimo amministrato dagli Eretici.
Il

della questione insorta tra gli arcivescovi

4-

88
nel

ROM
260
di

ROM
di
s.

n Teresia

//che condandelVoezani, Il 5 nel^Gida


Papa
s.

Sisto

Giulio

contro

gli

ariani Potino,

Papa

S.Dionisio per giustificare


,

s.

Dio-

UrsacioeValente che ritrattarono quanto aveano detto contro s. Atanasio, ma


poi ricaddero ne' loro errori. L'i r. nel

nisio patriarca d' Alessandria

accusato

che insegnasse che


ra

il

Figliuolo di Dio e-

una sostanza creata, non consostanziale al Padre, onde il prelato die una
solenne mentila
6. nel 3
1

a' suoi

calunniatori.

Il

352 di Papa s. Liberio per s. Atanasio nuovamente accusato dagli orientali e da molti vescovi egiziani. 11 Papa vi lesse la lettera di essi, e l'altra di 75 vescovi pure
di Egitto a favore del santo.
Il

3,

il I .

che fu adunato nel Pachiesa per abita-

concilio

lazzo Laleranense, donato da Costanti-

giudic, che fosse contro

le

regole l'aderi-

no Magno

alla

romana

re agli orientali. Ili 2. "nel 358, in cui Pas. Felice II alla testa di 4^ vescovi condann Ursacio e Valente, e l'impera-

zione de'Papi.

Lo

celebr

Papa
i

s.

Mei-

pa

chiade in domo Faust ne contro Donatisti^ e fu perci il i .di Laterano: con indica re quest'articolo intendo dichiarai'e che
in esso descrissi
lii. Il
i

tore Costanzo
del

come
di

eretici ariani,
s.

il

S.**
1

364 o 366

Papa

Liberio tornai

seguenti omonimi conci-

to dall'esilio, in cui furono ricevuti

de-

fj^iU Chiesa de' ss. Martino e Silvestro a' Montiy in Therniis Trajani, nel
324,di Papas.iS'z/i^e^^ro /,con 284 vescovi e tutto il clero romano, per rendere gra-

zie a

Dio dell'acquisto che avea

fatto

il

Lampsaco, ed Macedoniani presentarono uno scritto, nel quale ricevevano e approvavano puramente e semplicemente la fede di Nicea. Il Papa scrissea questi ravveduti una letputati del concilio di
i

cristianesimo dell'imperatore Costanti'

tera,

che

fiss in seguilo la

credenza del14. nel

no, che v'intervenne colla na, e Calfurnio prefetto

madre s. Eledi Roma, altro


i

le chiese d'oriente, e

pose un termine alla


Il

disputa sulla
di

ss.

Trinit.
/,

367
^^'

convertito alla fede: in questo concilio

Papa

s.

Daniaso

con

44 ^^^^^^'j

sacerdoti col resto del clero stettero in


piedi dietro a'vescovi.

pra un'accusa
tici

di Alterio, fetta da'scisma-

Vi

fu trattalo del-

io stabilimento della disciplina ecclesiastica, della difesa della

vi fossero

contro quel Pontefice. Si crede che condannati Paternianie Vei

Chiesa contro

nustiani.

Il

5..

nel

369
i

di

s.

Daniaso

/,

suoi nemici eretici, e de'preparalivi pel

00093
Si

vescovi, contro gli ariani e per cogli

promulgato

i.**

concilio generale di
di
s.

Ni-

noscere

autori ed
la

capi dell'eresia.

cea. L'." nel

325 o 326
zVi

Silvestro

conferm

fede di Nicea, dichiaran-

nella suddetta chiesa


di

Thernis Travescovi, per

dosi nullo l'operato nel concilio di Ri-'

jani,con l'intervento

275

confermarci santi canoni del concilio Niceno, la condanna d'Ario ed il simbolo della fede, llg.^nel 387 \n Laleran d

W2mi e riprovato. UrsacioeValente vi furono scomunicati co'loro aderenti, insieme ad Ausenzio astutissimo seminatore
dell'arianesimo nella diocesi di Milano in
cui erasi intruso.
lettera a lutti
i

Papa

s.

Giulio /, con 5o vescovi, in. cui

Il

concilio scrisse

una

pienamente giustific s./^/ttfifi/o patriarca d* Alessandria in Egitto ^ contro leca-

prelat-i

d'Egitto, e questi

lunnioseaccuse degli

y^rfVz/z/.

Egualmen-

con S.Atanasio risposero al Papa rendendogli giazie per aver salvato l'unit della chiesa cattolica. Inoltre
il

te furono dichiarali innocenti Marcello d'Ancira,eAsclepa diGaza.ll Papascrisse a

concilio scris-

se ai vescovi d' Africa scongiurandoli

nome

di tutti

una dignitosa
,

lettera
pri-

conservare l'unit vescovile, e che non


si

agli orientali Eusehiani^

che ayeano

lasciassero raggirare da'sostenilori del

ma domandato
a

il

concilio

e clie in se-

concilio di

Rimini

con pregiudizio del


precedente
altri

guito ricusarono di assistervi, esorlandoli

Niceno. Ih 6. nel

372 di %.DamasOyd\^i
il
,

cambiar condotta. Hi o.nel 348 o 349

alcuni dicono essere

ROM
che in questo fu anatemalizzalo Ausenzio, e vi
si

ROM
di
il

89
i

conclio dichiar, che quelli

quali

tratt della consustanzialil


Il

dello

Spinto santo.
contro

17. nei

374'di

s.

posti.

Damaso I
dicea.
11
1

gli

pollinaristi^
s.

dei

non seguissero questa fede sarebbero de11 Papa ne dett decreti e furono mandati ai vescovi. Il 28." nel 43idi s.
i

quali era capo Apollinare vescovo diLao8. nel Z'j5\

Celestino /,in principiodi maggio,per co-

Damaso

I, per

municare
dosio

la lettera

dell'imperatore

Teo-

condannare Lucio, usurpatore della sede


d'Aleiisandria. Il 19. nel 3G7 di s. Damaso I con un gran numero di vescovi,

II, sulla

convocazione del concilio

generale d' Efeso. Giunto poi in Roma liei giorno di Natale il decreto di quel concilio,

per condannare

1'

antipapa OrsicinOj

che

la

B. Vergine dovea chiamarsi


i

quali scrissero perci

una lunga lettera agl'imperatori Graziano e Valenliniano


II. Il

Madre

di Dio,

romani

lo

riceverono con

tanta gioia e acclamazione, che txW A<'e


ter

20." nel
i

377

di

s.

Damaso I

per

condannare

Marcellianiti e ^\\ Apollinaristi, scrivendo il Papa una lettera agli

orientali, in cui

condann
nel

tutte l'eresie
di
s.

Maria si aggiunse Sancta Maria MaDei ora pr nohis peccalorihusj mine et in liora mortis nostrae. Amen. Il 29." nel 433 di s. Sisto II f con S6 vescovi, e
;

del tempo.

Il

i."

378

Damaso

Sessoriano perch adunato nella Chiesa

contro alcuni suoi accusatori e diversi eretici. Il 22." nel 779 di s. Damaso I

di

s.

Croce

in

Gerusalemme, nell'anni-

versario dell'elezione del Papa, d'ordine

contro diversi
nel

altri eretici,

e contro
11

gli

scismatici partigiani d'Orsicino.

23.

dell'imperatore Valentiniano 111, che vi intervenne col clero e col senato romano.
Il

38o o 382
s.

di

s.

Damaso
s.

Ij con l'in-

Papa

si

giustific dalle accuse di

tervento di

Ambrogio,

Epifanio di
24.*' "el

Anicio Basso ex console, di avere abusato

Salamina o Cipro, e Paolino d'Antiochia


riconosciuto dagli orientali.
II

d'una sagra vergine,

nel

modo

narra-

to nel
fu

voUXXXI, p. 146. 11
gli si

calunniatore

386

di

Papa

s.

Sricio nella basilica


p.

Va-

condannato, a cui per umanit della

ticana (voi. XII,

245), per diversi re,

Chiesa in morte
s.

permise ricevere

il

golamenti sulla disciplina ecclesiastica

Viatico. L'imperatore colla

madre Plali

venendo
quelli

esclusi dall'ammettersi nei clero

cidia sdegnatissimi contro Basso, lo proscrissero, e confiscandogli


i

che avessero esercitato cariche in


fecero ca-

beni

donamor,

corteo negli eserciti, e principalmente pel


celibato de'preti e de'diaconi
si

rono
ed
il

alla chiesa.

Dopo 3 mesi Basso


il

Papa colle sue mani unse


lo copr

suo corb.

noni.

Il

25.nel

390 di Papa s.Siricio conri

po con aromati,
nibitSj

cum

linteami'

tro l'eresiarca Gioviniano,

quale inse-

recondensqiie sepelivit
in cuhiculuni

ad

Pe-

gnava che
sono essere
gini

battezzati con fede

vinti

non posdal demonio, che le ver-

tritm

npostolum

eius. Inoltre nel

concilio

il

parenUun Papa rices.

non hanno pi merito che le vedove, negando la virginit della Madonna. Il

v
gli.

la

nuova

della pace tra

Cirillo e
le pri-

orientali.
sessioni

Convien
Sisto

dire,
in

oche
s.

26
ci

nel

400

di

Papa

s.

Anastasio Iy

\\\

me

furono tenute

Pietro, ov-

cui fu determinato, che agli, ecclesiasti-

vero che
cilio,

ivi s.

IH celebr altro con-

e vescovi Donatisti
il

non sarebbe con-

servato

cattolica.

11

grado, ritornando alla chiesa 27." nei 43o a'i5 agosto di


i

per quanto notai nel voi. XII, p, 24^- Il 3o. nel 444 ^^ ^' ^one 1 contro Manichei. Il 3i.** nel 445* di s. Leone

Papa

s.

Celestino 1 ^ per condannare


Cirillo;

/,

che reintegr della sede


s.

di

Besancon

Nesloriani j dichiarandosi ortodosse


lettere di
s.
il

le

Celidonio, deponendo

Papa
la

in

un lun-

go discorso dimostr, che


gine era veramente

Beata Ver
Dio, quin

Madre

di

d'Arles aveva spogliato del vescovato, il quale dimostrando la sua innocenza venne ripristinato. H 32. "nel 44? ^^ ^' ^^^'
Ilario

che

lo

90
ile /, in <:ui fu

ROM
proibito a' vescovi di Sii

ROM
gli altri

del vicarialo di
il

Roma.
di i.

II

Papa

cilia

d'alienare

fondi di loro chiese, sen.li

disse, che*

suo carattere

vescovo

za H consenso de'colleghi.
dis.
vi,

33.nel

449

l'obbligava a prender pi cura della disciplina della Chiesa d'alcun altro, altri-

Leone I,

cui assisterono molti vesco-

per rappresentale lutto V occidente,

vi

furono condannale
Il

le decisioni

del
di

to

Conciliabolo d' Efeso.


s.

34- nel

4^0

Leone

7, a*2 2 febbraio festa della cats.

mciKi sarebbe stato tanto pi reo, quanmaggiore era la sua dignit. Indi si fecero canoni su diversi punti di disciplina ecclesiastica. Il Papa favori la causa
di Silvano
le

tedra di

Pietro in Antiochia, alla testa


d'Italia. Cou

vescovo

di

Calahorra, contro

d'un gran numerodi vescovi


essi
il

querele d'Ascanio di Tarragona fatte

Papa and

nella basilica a trovare


le

in

quel concilio.

11
s.

39. del

4^4

verso

la

l'imperatore ValentinianoIH, e
ratrici

.impe-

fine di luglio^ di
silica

Felice 777nella bala

Gglla Placidia e Eudossia, madre

Vaticana, come
i

maggior parte

di

e moglie, pregando con lagrime e scon-

tutti

precedenti, e vi assisterono

77

ve-

giurando per l'apostolo s. Pietro, ch'erai>o

scovi.

Vi furono

deposti,"

scomunicali e

andati a venerare per

la

propria sa-

privati della

lute e per quella di Teodosio II impera-

tore d'oriente, di scrivere a quel princi-

comunione de'misteri Vitale e Miseno legati del Papa a Costantinopoli, per aver comunicato cogli eretici,
quella citt, che avea impegnato l'impe-

pe e impegnarlo a rimediare a tuttoci


ch'era stato fatto contro l'ordine in
feso,

e specialmente con Acacio patriarca di


ratore Zenone di pubblicare l'eretico

E-

ed a fare riunire un concilio gene-

^-

rale; aggiungendo ch'era questo l'unico

noticoy e con esso Pietro Follone falso ve-

rimedio pe'mali che soffriva la Chiesa. 11 Papa ottenne la grazia domandata. 1135.**
nel

scovo d'Antiochia

la
si

posizione d' Acacio

pu vedere

formola della dea Sco-

4^1

di
le

s.

Leone Ij

in cui

furono apai

munica.

II

4o." del 485'dis. Felice

III

provate
le di

decisioni del concilio genera-

nella basilica

Vaticana con 70 vescovi. Vi

Calcedonia, e fu stabilito, che

fu confermata la

fanciulli riscattati dalla schiavit sia da-

Fullone

eretico,

condanna d' Acacio, e di non che di Pietro Mon-

to

il

battesimo, nel dubbio che non l'abagli eretici


36.** nel

go vescovo Alessandrino, ambedue "tichiani.W concilio indirizz lerisoluzioni

biano avuto, ed
rasse.
Il

4^8

di

s.

sciogliere diverse difficolt,

non si reiteLeone 7, per dopo le tres.

con

lettera agli abbati e preti di Costanti-

nopoli per l'esecuzione, e fece in essa la sua


professione di fede. In questo

mende

scorrerie degli
Il

unni e saccheggi
di

tempo

la

commessi.

Leone I^ in favore di Ermez ch'erasi impadronito della chiesa di Narbona, pel bene della pace, ma a patto che non potesse ordi37. nel

4^1

Chiesa era lacerata da deplorabile scisma;

r occidente non voleva comunicare eoa l'oriente, qualora non si anatematizzassero Nestorio,Eutiche e Dioscoro,
di tutti

ma

pi

nar vescovi, autorit che fu trasferita a quello d' Usez finche vivesse l' altro. Si
dispose ancora, che
Provincie, e che
i

Acacio eMongo: l'Egitto e

la Li-

bia facevano un corpo di comunione a


parte con Palladio d'Antiochia. Di tutto furono cagione gl'intrighi d' Acacio, e la
leggerezzadi Zenone.I14'"'3el487o488
di
s.

vescovi delle Gallie

terrebbero ogni anno un concili nelle

non uscirebbero dalla


Il

lo-

ro, senza lettere del metropolitano, e in

Felice III, con

^o

vescovi e

76

sa-

caso di riluto del vescovo d'Arles.


nel

38.

cerdoti, nella basilica di Costantino, in

465

di

Papa

s.

Ilaro^ a*

anniversario di sua consagrazione,

novembre com-

marzo.
nato
di re
la

Fu

letta la bella lettera del

pa, contro quelli che aveano

Paabbando-

posto di

48

vescovi eh' eransi recati in

fede nella persecuzione d'Africa


,

iloma per

tal festa, fra'quali

due francesi,

Unnerico

la

riconciliazione coi

ROM
caduti. Quella lellera diretta a tulli
scovi,
i

ROM
ve-

9f

leggere Lorenzo che onninamente vole-

un monumento prezioso sulla


si

pe-

nitenza, dalla quale chiesa

.apprende che la
tutto
i

va Papa, suborn alcuni testimoni falsi, accusando s. Simmaco di adulterio, per

romana conservava

il

rigore

della disciplina, trattando

peccatori con
Il

forza e insieme con dolcezza.

4*2. nel

nacquero gravi sedizioni tra'due parRiferite a re Teodorico le tragedie che succedevano in Roma, sebbene avea
cui
titi.

494
alla

49^ Ji

s.

Gelasio

/,

con

4^ o 70

riconosciuto

s.

Simmaco

contro l'ambi-

vescovi e

58 preti. Ammise al perdono'e comunione Miseno legalo prevarica;

zioso Lorenzo, pens a convocare


cilio per'

Un convescovi

sedarle;

ma

siccome
lui gli

tore a CoslcUitinopoli

il

collega Vitale

ch'erano appresso di
potersi

era morto. Altri

di

questo concilio ne

fannodue, nel

2.

riportandola dichiara-

non adunare senza il consenso del Papa, perci egli mostr le sue lettere che
dissero

zione sui veri Libri santi, e che

come

tali

anzi lo desiderava.

Il

concilio pertanto eb-

dovessero venerarsi
li

concilii generali,

Papa

fece questa distinzione sulla po-

tenza ecclesiastica e secolare. L'impe-

ratore non ha

il

titolo di Pontefice,

il

be luogo nella Chiesa di s. Croce in Gerusalemme nel propinquo palazzo Sessoriano. Ma la turba degli emuli e faziosi avendo impedito che il Papa vi si recasse, anzi costretto a fuggu-e,
i

Pontefice l'autorit reale. Dio ha separato


le

vescovi
il

funzioni dell'una e dell'altra po-

non potendo determinar


lio
si

nulla

conci-

dest, affmch gl'imperatori cristiani a-

sciolse.

.3everano e Lnglet affertenesse nella basilica Giulia


altri

vessro bisogno del Pontefice per


eterna; e
i

la vita

mano che si
nel

Pontefici

si

accomodassero
per
le

alle

Laterano:

che
s.

la i."

sessione
in

lisposizioni degl' imperatori

cose

celebr nella chiesa di


tevere. Altri
il

Maria

Tras-

^' ^^P^ ^* 72 vescovi e 67 preti, sul|-'/ezio/2e del Papn^ perci ne parlai a quell'articolo o voi. XXI, p. 200 e seg.,' per togliere gli. abusi che vi si commettevano, mediante le brighe dei vescovi e tumulti popolari, avendone dato motivo l'intrusione dell' antipapa
Il

teuporali ".

43. nel

499

termine del concijio l'an-

Simmaco

nel t.^marzo, con

ticipano o posticipano d'un


ste date contradditorie

anno; que-

pegli scrittori.

sono di angustia Dice Besozzi, Storia della,

basilica di s. Croce in
soriana, che*

Gerusalemme Scs-

non essendosi perci potuto

in questo* concilio Sessoriano esamiihare


la

causa di
la

s.

Simmaco,

cui spettava se,

Lorenzo.
quietarlo,
si

Il

44- "^1

5oo

di

s.

Simmaco
il

condo
quale

dichiarazione di Teodorico

il

che confer a Lorenzo, per possibilmente


il

vi si

sarebbe sotloraesso tuttoch


la

vescovato diNocera,
II

quale

ariano, bench ne risidlasse


il

pace tra

sottoscrisse al concilio.
s.

45. nel
la

5o

di

SimmacOj che

vi

abol

legge di
l'e-

popolo romano, nel 5o3 si celebr un altro concilio dello Palmare, in Porlicu
P^/////tfr/V7,dal

Odoacre

re degli eruli, che proibiva


il

luogo presso S.Pietro chianel quale

lezione del Papa, senza


d'Italia, e vi
si

conseu'so dt-'ie

mato Palma,

quanto

agli

uo-

fecero decreti per impedire

l'alienazione de'beni di chiesa. Altri di-

mini fu assoluto e purgato s. Simmaco (con qualche diversit lo riportai nel voi.
Xll,
p.

conoche nello slesso annoaltrosenecelebrassepresiedutod Pietro vescovo d'Aitino, mandato da Teodorico per visitatore,

cilio la

245), rimettendo padri del concausa a- Dio (cio essendosi il Pai

onde terminare

le

contestazioni tra

s.

de' vescovi, questi

pa sottoposto spontaneamente al giudizio concordemente dichiala

Simmaco
nel

e Lorenzo, che unendosi a'sci-

rala
il

sua innocenza, protestarono: Che

smatici sturb le cose della Chiesa. 1146.

i^escovo della

Romana

sede non deve

5o2 di s. Simmaco coni 25 Non cessando il senatore Feslo

vescovi.
di pro-

soggiacere alfcsanie de^vescovi minori)^


e
si

sottoscnssero con queste parole....

N.

92
iV.

ROM
huc statuto nostroj in quo totani cau-

ROM
591
la

di

s.

Gregorio

/,

il

quale
ai

vi

compil

Dei judicio commissus, subscrips. Dal qual senlimenlo de* padri Ennodlo -vescovo di Pavia che ne fece l'apologia,
satJ

celebre lettera sinodale

patriarchi

d'oriente, dichiarando doversi venerare


i

coneilii generali

come

vangeli, e di5.**,

cav quel suo celebre detto: Aliorum forte homlnum causas Deus voluerit per hO' mines terminare ^ Sedis istius Praesuleni suo sine quaestione reservavit arbitrio,
JVel concilio

mostrando
tro
i

lo stesso rispett pel

con-

vescovi d' Istria difensori de'


Il

Tre
53."

Capitoli, che perci lo rifiutavano.


nel

595

di

s.

Gregorio

I,
i

con ni vescovi,
vescovi, e dia-

nanza

fatta

venne pure annullata l'ordinel 483 da Basilio prefetto del

molti preti

assisi

come

coni che restarono in piedi, in cui furo-

pretorio, in cui pretese proibire la consa-

no approvati 6 canoni
asslto

di disciplina,

ed

grazione del vescovo di

Homa, senza
al

pre-

vioavvisodatone
tieJ

al

principe o

prefetto

pretorio.

Aggiungono

quelli che an-

Giovanni pretedi Calcedonia, che avea appellato al Papa dalla ingiusta condanna di Giovanni patriarca di Costantinopoli.
iti

ticipano questo concili(),che nel

5o3nefa
assolula ri-

deputati di questo restarono


eletto l'arcivescovo di

tenuto altro relativamente allo scritto dei


scismatici contro
//

piedi.

Vi fu

Ra-

Sinodo

dell'

venna.
re

Il

54

nel

600

di

s.

Gregorio I

zione, che perci

Ennodio present
Il

in ottobre per la

sposta col suo Libro apologetico.


nel ,5o4 di
vescovi, di
s.

^'j

Simmaco, composto di 80
preti e
gli

condanna dell'impostoAndrea greco. Si permise fare testamento a Probo abbate di s. Andrea di


Il

37

diaconi. Vi

si

fece

Roma.

SS.'' nel

60 1

di

s.

Gregorio /,

un decreto contro
nifesti se

usurpatori de'beni

a'5 aprile, con

20

vescovi, contro gli u-

manon li restituivanp.il 48. "e 49'** nel 53o 53! a' 12 novembre o 17 dicembre di s. Bonifacio IJ, con 4 vescovi,
della chiesa, scomunicati coraeeretici

surpatori de'beni de'monaci,cui fu proibito ordinarli senza


il

consenso dell'ab-

bate. I156."nel6o7di Bonifacio /f/,coa

72
to

vescovi,
il

4o

preti e

diaconi, per Stefano di La-

clero,

34 preti, molli diaconi e tutsuW Elezione del Papa e dei


dopo
Il

rissa

metropolitano di Tessaglia, che de-

l'^escovtja trattarsi 3 giorni

la lo-

posto da Epifanio di Costantinopoli avea


appellalo al Papa. Di due coneilii alcuni

ro morte

fu tenuto in Vaticano,

come

ricordai nel voi. XII, p. 246.

57. nel

ne fecero uno, poich


cio
II si

in esso.

s.

Bonifa-

elesse [)ev

Successo re \\^i\o,a\i'
sagri canoni, in alil

lorizzato a ci da'padri. Pentito poi coi

Bonifacio If^, a'27 febbraio, in favore Ae Monaci. Il 58. nel 64o di Severino contro VEctesi. Il 59. nel 64 1 di
s.

6 1 o di

padri di aver violato


ci'eto.Che

Giovanni

IV
/,

per

la

condanna.
Il

dell'

Ed*

tro concilio fu annullato e bruciato


i

de-

ctesi e de' Monoteliti.

60." nel

&4^

due

concili!

furono tenuti nel


,

Teodoro
noteliti

che condann e depose Pao-

Vaticano,
Il

lo descrissi nel voi.

5o. nel

534

di

fu approvata la

XII p.245. Giovanni II, in cui Unus de proposizione


s.
:

lo patriarca di Costantinopoli e Pirro


,

mo-

sottoscrivendo

la

sentenza con

Triuitate passus est carne'.

Monaci a-

Penna mimia nel prezioso sangue di Ges Cristo, in un calice mescolato con inchiostro.
Il

cemetiche l'impugnavano furono minacciati di anatema se non desistevano dal condannarla. Il 5i.nel 590 di s. Gregorio I, ove fu invitatq Severo patriarca di Grado, per difendersi contro l'imputazione di aver sottoscritto Tre Cai

."

nel

649

di

s.

nella basilica di Laterano, c\\\ama\.o

Martino I Ecs.

cellentissimo.

Il

62. nel

667

di

Vita-

liano, che asslsq Giovanni vescovo di

Lappa,

eh' erasi appellato contro la de-

posizione ingiusta del metropolitano, dal

pitoli:

probabilmente quanto notai nel luogo

in

Vaticano per
l

Papa ripreso qual


li

violatre de' canoni.


s.

citato.

52. nel

63." nel

679

di

Agatone'm ottobre,

Il

OM

93

con 1 15 vescovi, in cui s. Vilfrido arcivescovo di York cacciato dal re Egfrido


e da

Stefano III, nella basilica di Laterano. 11 72. nel 799 di s. Leone III, in La
terano.
11

Teodoro arcivescovo
di
s.

di

Cantorbery,
Il

73. neirSoo d

s.

Leone III

fu assolto e restituito alla sede.

64.nel

in presenza di

Carlo Magno, e composto

680

Agatone

a'

vescovi, altri dicono i25, ed

27 marzo, con 5o 5o li ati


:

della gerarchia ecclesiastica e di tutta la

nobilt

romana e francese, per procedere


il

tribuiscono al precedente concilio

vi fui

all'esame delleaccuse contro


si

Papa, che

rono condannali
nopoli.
Il

monoteliti, ed eletti

purg

al

modo

detto nella biografia.

legati pel concilio generale

di Costanti-

Che questo
l'8
1

e altro concilio sono Vatica11

65.nel7o3 o 7o4<li Giovan-

ni lo dissi nel suddetto luogo.

74. nel-

ni VI. In

mesi e 70 congregazioni, si esaminarono ponderatamente le querele


del condannato
s.

di

Strfano

IF dello V, perch l'fosse falla dai vescovi e

lezione del

Papa
in

Vilfrido, ed

deputati
il

dal clero

presenza del popolo e del


ai

dell'arcivescovo di Cantorbery;
rest

i. vi

senato, e

la

consagrazione innanzi
:

de-

pienamente giustificalo, e dal Papa rimandato alla sua chiesa, con lettere per Etelredo re di Mercia e Alfredo re di Nortumbria, che loieintegrarono. II GG.'' nel 72 idi s. Gregorio //, a'5 aprile. Vi si feceroi7 canoni che nella maggior parte risguardarono i Matrimoni illegittimi con donne consagrate a Dio, con quelle chiamate Diaconesse o Presbitenesse. Questo Papa tenne altro concilio
per
nel
la

putati imperiali

alcuni credono apocri11

fo questo canone.

75. neir823 di
si

s.

Pasfjuale /,con

34

vescovi, in cui

puroc-

g dall'accusa

di

aver fatto cavare

gli

Teodoro e al Nonien' datore Leone. Il 76. neir826 di Eugenio II in Faticano, con 62 vescovi, la maggior parte delle provincie soggette ai
chi al Primicerio
francesi, molli preti, diaconi e altri chierici,

per

la

riforma del clero, e per


Il

l'isti-

gravissima causa degV Iconoclasti,


111. Il 6'/.
i

tuzione de'seminari.
s.

77. neir848 di
ai

dell'empio imperatore Leone


I

Leone IV,

il il

quale dichiar

vescovi

73 di s. Gregorio III^ contro matrimoni illeciti, e il prete Giorgio per non


le let-

brettoni, che

vescovo non deve ricever

aver presentato in Costantinopoli


far guerra alle sante
solto e rinviato,

tere all' imperatore, affinch cessasse di

Immagini

fu as-

ma

greci l'imprigiona-

rono
cilio

in Sicilia. Alcuni dicono questo contenuto in Vaticano, altri nel Laterano. Il ^^. nel 782 di s. Gregorio III,

gli ordini, sotto penn quanto al passato nulla disse, e li licenzi con savi avvertimenti. Il 78. nell'853 di s. Zeowe //^,conG3 vescovi per confermare quello d' Eugenio II, ed in cui depose e scomunic A-

nulla per conferire


di deposizione
:

naslasio cardinale prete di

s.

Marcello,
per

per avere abbandonato


ni:

il

titolo

5 an-

Furono condannati dispregiatori delle sagi e immagini, privati del corpo e sangue di Ges Cristo, e separati dalla comunione de'fedeli. Il 69. nel 7 43 di s. Zaccaria \f\Lavescovi,inZ/er/7o.
i

congS

che fu Valicano lo notai nel voi. XII, p. 24G. 11 79. neirSGi di s. Nicolo I, descritto in tale luogo, ed a Laterano,

ter ano.

Il 70.** nel 745 di s. Zaccaria, a'25 ottobre, con 7 vescovi, 17 preti e il clero romano, In Laterano. Vi furono deposti dal sacerdozio. A delberlo e Clemente, non che condannali al fuoco gli scritti del I ."* Nel voi. XII, p. 249 parlai d'al-

ove pel freddo fu trasferito. L' 80. neldi s. Nicolai, per l'eresia de'Zc-opaschiti. VSi." neir8G4 di s. Nicol I

r8G2

in

Laterano. L'82.*' pure neir8G4

di

s.

Nicol /in Laterano. Di


s.

altri concilii

di

Nicol I

feci

ricordo nella biografia.

L'83. neir8G8 di Adriano

II
di

in

Late-

rano. L'84.' {)ure nell'8G8

Adriano
degli er-

tro concilio di
I,

s.

Zaccaria e di Adriano
Il

II m Valicano, per
rori del

la

condanna

ambedue

Vaticani.

71. nel

769

di

memoralo Anastasio divenuto

94
per
ni
la

ROM
3/
i

ROM
suoi giuramenti, vieppi

antipapa. Inalilo Adriano II scomunic


volta l'arrogante Fozio di Costantinopoli. L'85. nell'Bys di

abusando

di

sua

potenza e per assicurarla in


tese di rendere las.
la terrena e fugace autorit

Italia, pre-

FUI

in cui assolvette

GiovanLodovico II

Sededipendente dalimperiale.
,

dal giuramento che gli a vea. fa Ito fare A-

Pertanto

co' vescovi italiani

lorenesi e

dalgiso duca di Benevento. L'86. nel-

l'875 venne

di Giovanili

FUI,

in cui

si

conil

l'elezione dell'imperatore

Carlo

adunare un altro conciliabolo nella basilica Lateranense dal pseud Leone Vili, il quale indegnamente ligio
sassoni fece

Calvo.L'87.neli;876diGwi;^/i/2/:/^Y//,

all'imperatore che l'aveadi prepotenza


fatto intrudere nel pontificato
,

per citare Fprmoso vescovo di Porto a venire innanzi a lui. L'BS." nell'Syy di
lo

fece

un
voi.
il

mostruoso decreto

(di cui

anche nel
il

Giovanni FUI, per la conferma di Caril Calvo, L'Sg." neir878 di Giovanni FUI, in cui scomunic Lamberto duca
di Spoleto, pei

XXI,

p. 20.7), pel

quale tutto

clero e

popolo romano fu costretto giurare, di accordare all'imperatore Ottone


no, ovvero
la
I

ed a co-

danni recati a'romani, e per quelli che minacciava. Il go. nelr879 di Giovanni /^'7// nel i . maggio,
per trattare dell'elezione dell'imperatore,

loro che nel regno d'Italia lo succederanfacolt di eleggersi


il

un suc-

cessore pel regno d'Italia,

diritto per-

petuo
stica

di

nominarje

il

vicario di

Ges Cri-

essendoneincapaceCarlomanno re di Baviera, per malferma salute. Il gi.^nelr879,e il 92. neir88 ,ambedue in Vaticano, perci nel voi. XII, p. 246. II93.*' eir898 di Teodoro II, che restitu agli ordini sagri deposti da >/?//zo FU. 11 94. neir898 di G/o'rtrti //V in presen1 i

sto, e di

conferire {'Investitura ecclesia,

agli arcivescovi

ai

vescovi e altri

prelati;

dimodoch, ne il patrizio di Pioma, ne vescovi, ne il Papa si potessero


i

reputare legittimi nella loro autorit, fin-

ch non avessero .ottenuto

la

conferma

imperiale;e tutto questo sotto

comminaperpetuo
l'o-

za deirimperatoreLambertOjConferiuan-

toria di scomunica, di confisca,di


esilio e di

sua elezione, ed in cui si riprov l'operatoda Stefano VII conlroPapaFor*losi la

morte. Alcuni opinano, che

perato in questo conciliabolo debba riportarsi a

moso, si ristabil la memoria di questo, vennero reintegrati deposti dal primo fu condannalo Sergio co' suoi adernti
i :

Siffatto decreto,

quello del 964, di cui parler poi. siccome quello che pro-

ch'erasi intruso nell'elezione di

Giovanni

IX.

11

95. nel
Il

900

di Benccetlq

IF'm
p.

cedeva contro le fondamentali costituzioni di s. Chiesa, e proveniva da un intruso o per meglio dire da un antipapa, di
sua natura era nullo. Per gli uomini venduti ai grandi e gli adultalori, che

Laterano.

96." nel

949

di

Agapito II
Xll,

in Valicano,

come

dissi nel voi.

246,conrermando il concilio d'Ingelheini,


per l'arcivescovo,
Conciliabolo
di

mancano

Romano

Reims. Nel 963 il che adunalo dal-

mai ove siavi speranza di mercede, pretesero che risiedesse nel sovrano il diritto di deporre il sommoPondi affollarsi

rimperalore Ottone I in s. Pietro, sacrilegamente depose Giovanni XII, per eleggere l'antipapa
sta esecrabile

tefice,fra

quali Sigebertosatellite d'En-

rico IV, facendo risalire questo preleso e

civescovi di

Leone FUI. In queadunanza vi furono gli arRavenna, Milano e Brema, 3

sognato privilegio sino a Carlo Magno, so-

stenendo che Adriano

in

un

concilio di

53

vescovi glielo avesse concesso (della

vescovi tedeschi e altri di diverse parti


d'Italia, i3 cardinali preti, 3 cardinali

falsit del

decreto

dell'
1,

antipapa Leone

Vili e
p.
il

di

Adriano

parlai nel voi.

XXF,

diaconi, molti altri chierici


laici de'

con alcuni
di

208).

Ma

la storia

non

ci

ha

lasciato

pi nobili, e tulta

la milizia

menomo

vestigio di luttoci; che anzi

Roma. Quindi

l'imperatore, ad onta dei

si

leggono ne' Capitolari di Carlo

Magno

RO M
queste memorabili parole : Sacroritm caiiowim non ignari y assensunt ordini ecclesiastico praebiiinms ut scilicel episcopi

OM

95

vulo giurare di non eleggere pi Papa


senza l'assenso dell'impei atore,dopo aver
caccialo a'2 5 fehbraio964 l'antipapaLeo-

nertleclioneni clericorum etpopidi secun-

diun Statuta
cesij

Canonum de propria

dice-

personarum eimiineruni acceptione,

ne Vili. Laonde GiovanniXIInel diseguenlecelebrinValicano ilconciliogy.**, in cui condann Ottone I, l'antipapa ed


isuoi ordinatori, vietando ai
laici l'iiigres-

ob vitae meritiim et sapi entiae domini eliganturj ut exemplo et verbo sibi subiectis usquequaque prodesse valeant. L'insulso decreto del falso Leone Vili fu ben tosto

sonel presbiterio quando si celebra


sa
:

la

mes-

per

comune giudizio

fu chiamata l'a-

una fonte
sa, e

inesauribile di mali per

la

Chie

dunanza dell'antipapa, Prostibulunifavens rtc?//erz5jdovehdosi Leone Vili dire adultero,


ta la

cagion scandali e scismi fierissimi in


e per tutta
la cristianit,

Roma

quali di

sopra brevemente accennai. Enrico li, vedendo gravi disordini che n'erano natij
i

come colui che avea occuparomana chiesa sposa d'altrui. Essendo morto a' 4 maggio, a' 9 gli successe
1
F

Benedetto

V,

senza l'imperiai consenso,


il

l'abol nel

ioi4e

rese ai
il

romani

l'antica
s.

perch
za.

romani considerarono
l'adirato

giura-

libert di eleggersi
tro,

successore di

Pie-

mento contrario imposto dalla prepotenPer


Ottone
il

sto
ri

da Eugenio

a patto per, che conforme il dispocommissa11, dovessero


i

corse

aRoma^
fame,

la cinse coll'esercito, la vinse colla

imperiali assistere

ai

comizii e alle ce-

port seco prigione


il

legittimo Papa, ed
in citt, ai

remonie della consagrazione. Nondimeno


gl'imperatori
voi.

pseudo Leone Vili rientrato

(come

toccai eziandio nel

2 3 giugno nel Conciliabolo

Romano

os

XXI, p. 208) non si

vollero facilmente
si

spogliared'undirittocbe una volta

era-

deporre Benedetto V, che alcuni scrittori deprimenti la dignit pontificia, dipinVili,

no usurpalo.Per cuiCorrado 11 viol i tra.t* tati di Enrico II e fece un traffico scandaloso della
te
,

s.

Sede, collocandovi
,

nuovamen-

Leone come tenendo d'aver peccato ed essere stato un usurpatore della s. Sede;
sero vile sino a gittarsi a'piedi di
,

come
indi

narrai

per un ragguardevole
il

per cui fu lasciato nell'ordine de'diacoii,

valsente di denaro

fanciullo Benedetto

ma mandato

in esilio.

Iddio per altro ben

IX;

Enrico III, sebbene risoluto di porre un termine a tanti scandali, fu ritroso a rinunciare del tutto alle soverchianti usurpazioni d'
sori,

manifest se ^e/zecTeZ/o )^era vero Papa, e


lo dissi a tale articolo e

ad

y^/7iZ>Mrg^o

do-

ve fu trasportato.
di
I,

11

98. "concilio del967

Ottone

e succesri-

tenne un contegno di supremazia

suscitandone le pretese, che il suo Enrico IV volle sostenere ne'modi


biasimevoli,

figlio
i

pi

ma trov
lui

uns. Gregorio

VII

che liber

la

Chiesa dalla ferrea schiavit,

Giovanni XIII, in presenza d'Ottone conferm il titolo di metropoli di tutta la Venezia alla metropoli di Grado. Il 99. nel declinare del 967 di Giovanni XT//, cui intervennero Ottone I e Ottone II. Il 100. nel 968 di Giovanni XIII
ratific l'erezione di

e perci anche

segno

alle

impudenti

menzogne
rit,
i

de' sostenitori di pretensioni

civescovato, llior.^nel
in Vaticano, di

Magdeburgo in ar969a'26 maggio


i

prive di fondamento, di ragione e di vequali poi furono ciecamente seguili


scrittore,

Giovanni XI II, eresse Be-

da qualche savio
lesi

perch
il

il

crede pi facilmente che

bene.

maOra

nevento in metropoli. Il 102. 0^97 di Giovanni XIII coui^vmo(\i\Q\\o di Londra, e lo stabilimento de'monaci nell'abbazia di

faccio ritorno al
sti

Papa Giovanni XII. Que-

Mouson,

in vece de' canonici.

Il

iniquamente. degradalo, con deposizionedi niun vigore, fi>richiamato dagli slessi

romani che violentemente aveano do-

10 3. nel 975 di Benedetto I^II in Vaticano, scomunic l'antipapa Bonifacio VII che avea usuipata la sede,e scomuni-

96
co
di
i

ROM
XVI,
per richiamare
s..

ROM
Adominava tutto l'occidente. Ili 16. nel 1049 di s.. Leone /A, dopo la domenica 'n\Abis a'26 marzo, composto di vescovi italiani e francesi, e vi fu determinato che
quelli

simoniaci: alcuni credono che ci seguisse in diversi concili!. II 1 04. nel 989

e Teslirp^zione della simonia che

Giovanni
ai

dalberto

vescovato di Praga, dal mona*


II
i

siero in cui erasi ritirato.


di

o5. nel

Giovanni

XVI in Laterano,

998

per cele-

che sarebbero

stati

ordinali dai sile

brare lai." solenne canonizzazione; edove


forse fu annullata la deposizione d'Arnol-

moniaci, potevano esercitare

funzioni

do
to.

di ReiniSy e l'ordinazione di

Gerber-

llioG.^nel

996

di

G/^gorz'o/^ in Va-

ticano, in presenza d'

Ottone

III, per Io

scioglimento del matrimonio di Roberto


li re di /^/Yzwr/flf

con Berla: alcuniaggiun-

dopo 4o giorni di penitenza, secondo il decretato di Clemente II; ma avendo ci prodotto grave tumulto, il Papa condann simoniaci. Ili 17. neh o5o in aprile, di s. Leone IX, in Laterano. Ili 18.** nel io5i dopo Pasqua, di s. Leone IX,
i

gono

l'istituzione

e^W EleUori deh. Ro07." nel


1

depose Gregorio vescovo


zione fu reintegrato; e fece

di Vercelli a-

mano

Iniptro.

Ili

00

di Silve-

dullero, che avendo promesso soddisfa-

stro I//i\ presenza

d'Ottone

III,

con 17

un nuovo de*

vescovi d'Italia e 3 tedeschi, in cui fucon-

crelo sul Celibato, contro gl'incontinen-

fermato a s. Bernardo vescovo d'Iiildesheim il possesso del monastero di Gandesheim, dandogli il Papa l'in vestitura col bastone pastorale. Il 108. nel 1002 a'3 dicembre, 'i Silvestro II, a motivo dell'abbate di Perugia esente, cui il vescovo
fu obbligato riconoscere.
di
II
1

09." nel

007

Giovanni XIX in Valicano per la conferma del vescovato di Bamberga. Ili 10.
uel

condannandosi simoniaci. Il 1 19. nel di s. Leone IX, in quaresima o dopo Pasqua, in favore di Domenico patriarca di Grado, la cui chiesa sarebbe metropoli delle provinole di Venezia e d'Istria. II 120. nel 1057 di Vittore // a'i8 avi fu prile, da alcuni chiamato generale scomunicato Guifredodi Narbona per deti,
i

io53

litto di

simonia.
D

Il

121. nel
3

059
i

di

iV^/-

ioi5 o 1016
Il

di

Benedetto

Vili

in

cl

II

Laterano

contro

difensori

Laterano.

111. nel

1027

di

Giovan-

de'matrinioni degli ecclesiastici, chiamaNicolaitij vedasi pure il voi. XXI, p. 209, 210 e 211 sull'elezione del Papa.
li
.

ni A'A', in presenza dell'imperatore Cor-

rado

II,

per

le

contestazioni fi*a'patriar-

chi di Venezia e di Grado, terminate a


fiivore del 2.
Il
i

22

nel

060 o 06 1
1

di

Nicolo II, per

12." nel

lio Italico, in cui

il

o38, conciPapa, pare Benedetto


i

l'uso del pallio all' arcivescovo di

e pei privilegi ai re d'Inghilterra,

IX, depose Eri berlo arcivescovo di Milano, per avere ricusato dare soddisfazione a Corrado II, che avea oltraggialo nella
conferenza di Salona,
III
i

control simoniaci.

Ili

York, non che 23. nelio63di AIl

lessandro II in Laterano.

124. nel

3. nel

io4o

di

Benedetto

IXj[tev\a

1039 o condanna

di Bretislao

struire

I duca di Boemia a far coun monasterOjper aver saccheggia-

lo Gnesna, rapile le reliquie di s. Adal4-" nelio44 berto e portate a Praga. di Benedetto IX,u cui rivoc il reccnle decreto, col quale avea dichiarato Grada

Un

Alessandro II in Laterano. Il 1 25. nel 1 070 di Alessandro II, con 72 vescovi , venne approvata la fondazione del monastero di Vissegrado presso Praga, falla dal duca Vralislao II. Il 126. nel 1072 \ Alessandro 11:, > cui fu scomunicato Goffredo di Castiglione simo-

io65

di

niaco, per aver

todi Milano. 11127. nel

comprato l'arci vescova1074 di s. Grei.^

surtraganea d'Aquileia. Ili i5. nel 1047 in gennaio, di Clemente II, in presenza

gorio /^7/, nella


sima, con quasi

settimana di quarei

tulli

vescovi ilaliani,[>er

d'Enrico IH imperatore, sulla precedenza degli arcivescovi di

obbligare

gli ecclesiastici

a vivere secon-

Ravenna

e Milano,

do

la santit del carattere,

coulro

la si-

ROM
monia
lebrar
e
la
il

ROM
s.

97
i:

concubinato, cui priv di ce-

Gregorio
vi

FU
la

in

Laterano, ove per


i

messa quelli che in esso viveano, scomunicando pure Nicola'uij pel


i

resto vedasi

il

vol.XXXII,
Gregorio

p.

o. 11

28.

o85 nuovamente vi scomunic Enrico IV e l'antipapa Clemente III, come notai eziandio nel voi.
sbaglio

data

nel

1075

di

s.

FII m
le

febbraio,

coi vescovi e abbati delle pi

grandi na-

XXXII, p. 246.Ili37."nelio89di Urbano II, coni i5 vescovi,in cui confermatosi


il

zioni, in cui
clesiastiche
,

condann

Investiture ec-

trattato in tutti

precedenti con-

fece le pi severe

minacce

cilii,si

contro l'incontinenza d'alcuni


ci
,

ecclesiasti-

condanna d'Enrico IV e dell'antipapa Clemente III. Il 1 38." nel


rinnov
la
1

quanto

altro dissi nel voi.

XXXII,
s.

p. 2

126 21 3. 11129."
i.^

nel

1076

di di

gorio l^//nella
sima,
vi

settimana

Grequare-

scomunic Enrico IV re di Gerpriv del regno e assolse i sudditi dal giuramento di fedelt , il tutto provocato dalla sua condotta ; meglio
mania,
lo

1099 di Urbano li, nella 3.'' settiaana dopo Pasqua, con 5o vescovi compreso s. Anselmo arcivescovo di Cantorbery. Si fecero o canoni nella pi parte estratti da quei di Piacenza j furono scomunicati chi davano e chi ricevevano l'investiture eci

clesiastiche; fu proibito tuttoci ch'era

si-

leggerlo nel voi.

2 19 e 220, col tenore della terribile sentenza prop.

XXXII,

monia, ed ordinato che tutt'i


nassero
nel
1

fedeli digiuIl

il

venerd pe'loro peccati.

139."

nunziata dal Papa. Molti vescovi oltre-

02 di Pasquale llm marzo nel La-

montani furono sospesi o scomunicati, inmorirono come pu vedersi a p. 222. Il i3o.neli78 dis. Gregorio VII, nella i.^ settimana di quaresima in Luterano, e fu numerosissimo; vedasi anche il Mo\. XXXII, p. 234 e 235. 11131." nel 1078 in novembre, di s. Gregorio VII^ pure di grande importanza, come raccontai nel voi. XXXII, p. 236. Il 132.** nel 1079 ^' ^' ^'^^S^f^'o VII in Laterano: meglio nel voi. XXXI, p. 238. Ili 33." nel 08.0 di s. Gregorio FIIdo\)o il gendi
1

terano, con tu ttii vescovi di Puglia,


pania, Sicilia e Toscana, ed
i

Cama-

deputati di
fi

molte chiese

al di l

de'monti.

Papa

Enrico IV a recarsi al concilio e contro promessa mancato, venne poi di nuovo scomunicato con sentenza del Papa nella basilica Lateranense nel gioved santo. Si anatematizzarono tutte l'eresie, e si promise piena ubbidienza ai

vendo

invitato

Papa.lli4o."ei4i-*'neli io4e nel ioo5

naio e
fu di

la vittoria di

Rodolfo su Enrico IV:


a'iaici di

nuovo proibito
le

ricevere o
si

Pasquale II in Laterano. Il 14^ nel iodi Pasquale II di' f marzo in /^^f/errt 0.11 143." nel 1 1 xPasquale Il'm La1 2 di Pasquale l in terano. 1 44- nel 1
\
i I
1
1 1

dare l'investiture ecclesiastiche, e

con-

Laterano,\)QV

la

revoca delle concessein-

scomuniche contro gli usur1081 di s. Gregorio Vllm Laterano : vi scomunic di nuovo Enrico IV e tutti quelli del suo partito, confermando la deposifermarono
patori della Chiesa. Ili 34- nel

veslitureaEnricoV.il 1 45- nel ni6di Pasquale II Laterano, da alcuni chia-

mato universale.
listo II'Q

Il

146." nel iii'd Ca-

Laterano e generale
in
1

neh 139 d'Innocenzo II


generale 2."
Il

4? Laterano
i

."

Il
1

zione fatta dai suoi legati, degli arcivescovi d'Arles e di Narbona. Ili 35." nel

148." nel

144
le

^*

Lucio

Il che

vi

sottomise alla chiesa di Tours


chiese di

1083
il

di

s.

Gregorio

Vll'm Laterano s

come

a loro metropoli tutte

di pi lo riportai nel voi. Si

XXXII
le

p.

244-

dichiararono nulle
i

ordinazio-

ni fatte contro
sco-vi di

canoni, e

si

ordin a'venelle lo-

Bretagna, tranne Dol finche la governasse Goffredo che resterebbe soggetto alPapae conl'usodel pallio. Il i49neh 167
o
Il
1
1

fare insegnare

le lettere

68

di

Alessandro III in Laterano.

ro chiese, e che non tollerassero l'incontinenza de'chierici. Ih 36." nel 1084 di


VOL. LIX.

1 179 di Alessandro III in Laterano e generale 3." Il 1 5 ." nel 11 80


1

5o. nel

98
di
1

Pi

OM

il

INI

Alessandro III in Laterano. Ili 52." nel 200 ' Innocenzo III che vi canoniz-

servigi e dagli altri soccorsi ch'esigeva la

corte romana, non furono ascoltati ad onta delle loro sollecitazioni.


si

Cunegonda impeialrce. Il 153. nel 1210 d* Innocenzo III assemblea di cardinali e vescovi il Papa vi scomuniz
s.
:

Altro atto non

fece che la

condanna

delle opere di W^iIl

cleffo,

piene di errori ereticali.

i6i.
,

c e depose l'imperatore Ottone IV, assolvendo i suoi sudditi dal giuramento.


11
1

nel

443 tli Eugenio libiti Laterano per

54

nel

2 5 d'Innocenzo III in La-

compiere il concilio generale incominciato in Ferrara, e proseguito in Firenze :


delie sessioni tenute in
la nel voi.

terano e generale 411 i55. nel 12 16 d'Onorio ///in Laterano. Ili 56. nel
replic la

Roma
Il

feci

paro-

XXV, p.
/Fin

68.

162.

neh 444
63. nel

Gregorio IX \n novembre. Vi scomunica fulminata 3*29 settembre contro l'imperatore Federico II,

1227

di

di
1

Eugenio
1

Laterano.

Ili

per non essere partito per

la crociata di

Terra santa,comeavea promesso con giuramento. Ili57. nel 1228 verso il fine
di

da Giulio II, proseguito e compito da Leone , in Laterano e generale 5. Ili 64." e ultimo nel 1 725 di Benedetto XIII in Laterano. Ne trattai ancora ne' luoghi relativi. Vi fu
2, incominciato

quaresima, di Gregorio IXy che rin-

stabilita

come
d'\

nov le scomuniche contro Federico II, che non facendone conto nel giugno s'imbarc per
la

nigenilus
senisti.

regola di fede la bolla UClemente XI, contro i Gian*

spedizione

come

crociato,

PtOMAGNA.
dominio
la

Legazione apostolica del


Sede,
la

malgrado

la

proibizione fattagli dal Patale qualifica,

della

s.

quale secondo

pa d'assumere

prima

d'es-

disposizionedel regnante sovrano Pon-

sere assolto dalle censure lanciate contro


di lui. Ili 58. nel

tefice

Pio

IX ,

de'

22 novembre i85o,
provincie pontificie

1234

di

Gregorio

IX

comprende
di

le illustri

coi patriarchi di Costantinopoli, Antio-

Bologna^ Ferrara, Forl, Ravenna, nel


che dichiarai nel
la

chia e

Gerusalemme, affine di mandare una nuova flotta in Palestina, per la liberazione de' luoghi santi.
Il

modo
Per

voi.

LUI,

p.

229.

159. nel

Romagna, propriamentedetta, si compone delle Procelebre e nobilissima

i3g2
po IV
ce:'

di

Bonifacio FUI, contro Filipre di Francia, in cui pubblic la

vincie di
li

Ravenna

e di Forl, delle qua-

con dilfusione

trattai a quegli articoli,

celebie bolla Unanisanclani. In essa di-

come
le,

di loro posizione geografica e civi,

Noi approviamo in questa bolla, che nella Chiesa e sotto la sua podest vi so-

loro produzioni

e tutto altro che le

no due spade, la spirituale e la temporale, ma una dev'essere impiegata per la Chiemaneggiata dal Papa; l'altra per la Chiesa e dalla mano de're, secondol'orsa e

riguarda, uomini illustri che sempre vi fiorirono, numerodiegli abitanti, cos della storia
li

sino a'nostri giorni. Altre eguasi


,

e iinpovtanti notizie

possono leggeImola, Faenza,


e Sabsi-

re negli articoli Rimini

dine e

la

permissione del Papa. Ora

Cesena, Forlimpopoli
exiandio vescovili di

Cervia

necessario che
l'altra, cio la

una spada

sia soggetta al-

KA, tutte ragguardevoli e primarie citt

podest temporale alla spi-

Romagna. A Ravende' conti e rettori di

non sarebbero ordinale, e secondo l'Apostolo debbono esserlo". 11 160. nel i4i2 o i4i 3 convocalo da Alessandro e celebrato da Giovanni XXIII, ma poco numeroso. I deputati
rituale, altrimenti

na riportai

la serie

Romagna
i3i8
cenzo
j

colle loro notizie, dal

1248

al

cio dal ricupero che fece Innodi

Ravenna, all'usurpazione
ed
altri presidi

di

essa operata dai Polentani. Indi de'legati

della universit di Parigi, eh' erano ve-

apostolici,

che con va-

nuti per fargli istanza che

la

chiesa Gal-

licana fosse sollevata dalle decime, dai

governarono la Romagna, di che anco a Forl e altre citt.


rie denominazioni

OM
Bomagna
si

OM

99

Anlicnincnle gran parie di

rliiam GalLia (^.) Cisalpina^ divisa in Tra spadana e Cispadana o Gallia To'

Carlo Magno. Inoltre Garampi riferisce, che il cardinal Anglico Grimoardi legalo apostolico nelle terre della Chiesa e
fratello di

gafaj

d'i

che parlai

altres negli articoli

delle citale citt,

massime a Rimini
i

sui

descrizione della
le

Urbano V, fece un'esattissima Romagna, che originala

dominio che vi esercitarono galli. Dipoi sotto romani la Romagna fece parie delle contrade Emilia e Flaminia, per cui Morcell chiam la Romagna, ^entii

conservasi nell'archivio segreto Vati-

cano. Anticamente

Romagna fu

distia-

ta in marittima, e terrestre o

montana, co-

me si

fece delle due Penlapoli. Degli scrit-

U provincia. Dipoi in gran parte la Romagna fu compresa neW Esarcato (/^.)


di

tori e storici della bellissima e fertilissi-

ma

regione, trattai negli articoli ricor-

Ravenna

(/^.).

Protetta dall'amorevo-

dati.

Aggiunger,

Pompeo

Aldrovandi,
le

le e

paterna sollecitudine de'Papi, dalle

Visita generale e distnta dello stato in cui presentemente si trovano tutte


co-

stragi de'got e de'Iongobardi, e dalla pre-

potenza de'grec,per volontaria dedizione si sottopose al loro principato , ampliato da Pipino e Carlo Magno dopo
i

loro trionfi; laonde sotto l'ombra pacifica e benefica della

romana
bel

chiesa, secondi

do

alcuni, prese

il

nome

Romagna

che porta, e gli abitanti romagnoli, ed un tempo romagnesi, nel modo che dissi nei

XXV, p.193, 2i3, Lll,p. [92, LVr, 216; quasi- Roma magna o provincia R.omana,ripugnandoTonduzzi alla denovoi.
p.

munit soggette alla Legazione di Romagna ed Esarcato di Ravenna,fatta Vanno ij ^5. G\meppeGavaffMa\ile^la, Lucerna lapidaria, quae tlulos, monimen la, epilaphia, inscriptione^, ac sepulchra tum gentilium , tuni christianoruni via Flaminia, et Ariminiscrutatur. Fu stampala l'operaio Rimini nel 1692, e poi inserita dal Grevio nel Thes. ani. et hist.
It.
t. y.Gbrgio Viviano Marchsi, Mgnnmenta virorum illustrium Galliae To-

minazione
to che
la
si

di

Roma ndola; ri

pare adatalcuni

dicesse

Romania, come

gatae, Forolivii 1727. Francesco Pera^ Ristretto dtlla provincia di Romagna,

tempo proprio
to

chiamarono, essendo questo nome un di un distretto del ducanelle vicinanze di


si

Faenza 16 16. Michele Savonarola, De halneis Romandiolae. Exsl. in op. De


balneis. Sta toan tico e
li

Romano

Su queste denominazioni
il

rimineseGarampi,
il

v\\e

Roma[V.). pu vedere Memorie deliil

m
i

derno delle vai

ed inferiori del Bolognese e della Romagna, Roma yGS.Gio. Battista


superiori

ti b. Chiara; ed

can. Strocchi, 7/7/

inordii della chiesa Faentina,

quale

osserva che

ravennati militari che in


il

Morgagni, Epistolae Aeniilianae. XIV. Exst. in opus mis. par. 3.', Venetiis 1763. ROMANI. -T^. Roma.

Roma
come
si

abitavano

rione di Trastevere,
1

ROMANIS (de)Nicol,
mano che
lenza d'

Cardinale.lio-

82, e perci appellavano romanenses o romanien-

notai nel vol.-LVI, p.

illustr la patria

con

l*

eccel-

una straordinaria erudizione, e

seSj delti poi in italiano rom^rgne^/

oro
di

viagnuoli, ritornati alla rispettiva patria

diedero

all'

intera provincia

il

nome

Romagnese o di Romagna, onde romagnese si chiam il Sale di Cervia, salis


romaniensis, e voma^aes
tiche della provincia di
le

medaglie an-

Ravenna, per cui


degli scrittori
sia

chiama erronea l'opinione


che ritennero che il

con l'integrit d'un illibato costume. Innocenzo Ili lo fece cappellano domestico e segretario poi nel marzo o dicembre i2o5 lo cre cardinale vescovo di Frascati. Indi si acquist incomparabile gloria nella legazione d'Inghilterra, ove oper cose grandi in vantaggio di quelle chiese e della s. Sede, per cui Onorio III,
,

nome di Romagna

alla cui elezione fu presente, lo

chiam

derivato alla provincia dall* imperatore

Angelo

di

pace e di salute. Alla sua pre-

00

ROM
come
del clero e del

ROM
dalla costanza di esso nel soffrirete tor-

senza re Giovanni,

popolo, fece sull'allaresolenne oblazione


del reale diadema, e de'regni d'Inghilter-

ture inventate dal furore de'carnefici, lo

romana chiesa in tempo ' Innocenzo III(F.)y rinnovando la promessa del tributo solilo pagarsi alla
ra e Irlanda alla

preg d'istruirlo nella religione cristiana, e ricevette il battesimo dalle di lui mani, nella sua stessa prigione. Avendo dichiarato il suo cangiamento, fu preso e
decapitato
renzo, cio
la vigilia del
il

medesima pe'due reami.

Il

cardinale, co-

martirio di

s.

Losepreli-

me

legato

promosse

alle cattedrali va-

9 agosto

del 258.

Fu
sue

canti soggetti idonei, ad onta delle proteste dell'arcivescovo di

pellito sulla via di Tivoli,

ma

le

Cantorbery car-

quie furono poscia trasferite a Lucca, dove sono custodite sotto l'altare maggiore
della chiesa intitolata del suo

dinal Langton, che a tal effetto

adun un
si

sinodo de'vescovi suffraganei e


l alla
s.

appel-

Sede;

ma
il

questa dichiaratasi a
cardinale nel concilio
s.

Romano nominato
r Antifonario
tichi

sotto

il

nome. S. 9 agosto nel-

favore del legato, conferm quanto avea


stabilito. Inoltre

di

s.

Gregorio e negli anmartire. Esercitava le

martirologi.
(s.),

celebrato nel

4 in
,

Paolo

di

Londra

ROMANO
stina.

con

tutti

vescovi

abbati e grandi del

funzioni di esorcista in Cesarea di Pale-

regno, consol l'Inghilterra, col proscioglierla dall'interdetto

Allora

quando ebbe
luogo di sua

principio la

che

l'allacciava

da

persecuzione generale di

D iocleziano, egli
di mora,

anni.

Onorio

111 gli confer la


la

stessa

abbandon
carsi

il

per re-

legazione, per proni uovei'e

sagra guer-

ra pel conquisto di Terra santa. Col

me-

desimo carattere fu deputato in Prussia, e nell'impero, in cui fedelmente comp le commissioni che gli erano state affidate, avendo sollecitato Federico II a partire, per la detta crociata, previa minaccia delle pi terribili censure. In nome del Papa avvrstaleimperalore,che prima d'intraprendere
il

ad esortarci cristiani a sostenere coraggiosamente le dure prove alle quali erano sottoposti. A tale oggetto trovandosi in Antiochia, ed avvedendosi che alcuni cristiani prigionieri mostravano di vacillare,si

miseadesorlarli in presenza del giu11

dice a perseverare nella loro fede.


ce,

giudi-

sdegnato di ci, lo fece prendere,e dopo aver comandato che gli si stracciasse il

viaggio di

Roma

per rice-

corpo con

staffili

e con uncini di ferro, lo

vervi la corona imperiale, facesse protesta e dichiarazione,


lia,

che

il

regno di

Sici-

di cui era investito dalla Chiesa,

non

era affatto annesso all'impero, e che rin-

GiunDiocleziano, gli parve quel supplizio non abbastanza severo, e ne sospese l'esecuzio-

condann ad

essere bruciato vivo.

to allora in Antiochia l'imperatore

novasse co'principi

dell' impero il giuramento di fedelt al Papa. Nel voi. LVJ, p. 87 eio3 parlai, come il cardinale con s. Domenico, di cui fu amicissimo, con-

ne, facendo tagliare a

Romano
i

la

lingua
in pri-

fino alle radici; poi lo

rimand

gione, ove

gli

furono posti

piedi nella

pastoia fino al quinto foramele

tribu alla riforma de'monastri delle

mo-

ver sofferto per molto

dopo atempo questa tor-

nache
s.

in

Roma
s.

riunendole

in

clausura
dei

tura, fu strozzato nella stessa prigione, ai

in quello di

Sisto,

con

44

religiose di
1

17 novembre del 3o3. S.


serito nel martirologio
lo stesso

Romano
ai

in-

Maria della Torre, e con altre 2 monasteri di s. Balbina o Bibianae


delle quali
il

romano

18 del-

altri,

mese.
(s.),

santo fece priora Bianca.

ROMANO
V. Ipparco que da
li

martire in Samosata.
vescovo di Rouen.Naci

Pieno

di gloria

mor nel 2
1

9,

avendo eraltri.

(s.). (s.),

rato Ciacconio in confonderlo con

ROMANO
si

ROMANO
a

(s.),

martire.
di
s.

Era soldato

virtuosi ed illustri genitori,

qua-

Roma

al

tempo

Lorenzo, e tocco

pigliarono una cura speciale della sua

ROM
e(liicazione e lo allevarono

ROM
nella piet.
si

lor

Mandato
che
lo

alla corte di Clolario II,

me-

chiamata Condat, ove trov un piccolo terreno da potersi coltivare, con una sorgente e degli alberi che fornir
lo

rit la stima e la confidenza di questore,

poteva-

innalz poscia alla dignit di re*

no di
tello

selvatiche fruita. Lupicino suo fra-

ferendaiio e di cancelliere.
te d' Idolfo

Dopo

la

mor-

non

istette

molto ad unirsi a

lui in

vescovo

di

Rouen, avvenuta

questa solitudine.

La riputazione

delle

626, fu eletto Romano utiani memenle ad occupare quella sede, in onta della sua ripugnanza. Egli impieg lutti meznel
i

loro virili trasse ad essi bentosto molti di-

zi atti

a distruggere

gii
i

avanzi dell'idotempli dedicati

un monasteAumentandosi poi sempre pi il numero di coloro che col recavansi per metscepoli, per cui edificarono
ro.
tersi sotto la

latria, e fece abbattere

loro disciplina, fabbncaro-

a Venere, a Mercurio, a Giove, ad Apollo.

Tra
le

miracoli che tanto avvaloraro-

no quello diLeuconne, una lega distante. rVe fondarono eziandio un terzo per le

no
na
,

sue prediche, annoverasi quello di


la

aver fatto rientrare nel suo letto


santo vescovo macerava
austerit continue, e
to
i

Sen-

che gi aveva inondala la citl. Il il suo corpo con

femmine che volessero consagrarsi a Dio, in una valle nomata Beaume,ed oggid s. Romano della Rupe. I due santi fi-atelli
governarono insieme loro monasteri. Lupicino dimorava d'ordinario a Leuconne, ove avea sotto la sua condotta 1 5o religiosi. S. Romano mor santamente verso l'anno 460, chiaro per virt e miracoli, ed nominato nel martirologio romano il d 28 febbraio. S. Lupicino gli sopravvisse forse 20 anni, ed onoralo dalla Chiesa il d 21 marzo. (s.), patrono di Moscovia e martire. La prima gran principessa ad
i

dopo aver consacraministero

giorni alle funzioni del


le notti

passava
lo

nell'orazione. Col suo ze-

band il vizio e la superstizione, e veassiduamente alla santificazione del suo gregge; Dopo aver governatoi 3 angli

ni la sua diocesi,

mor

il

23 ottobre del
il

Fu seppellito nella chiesa di s. Codardo; ma neirXI secolo suo corpo fu


639.
portato nella cattedrale, ove riposa in una
ricca arca,
di

ROMANO
la

che

si

conosce sotto

il

nome

abbracciare

fede cristiana in Russia fu


il

Urna

di *./?owy7o. Quest'urna ce-

Olga, che prese

nome

di

Elena
r i

ed

lebre in Francia, a cagione del privilegio

onorata

col titolo di santa agli

luglio,

che possedeva
le di

il

capitolo della cattedra-

Rouen di liberare ogni anno un reo


il

dalla prigione e dalla morte,

giorno del-

per quanto si riporta a Russia. Si adoper con gran zelo per propagare il lume dei vangelo ne'suoi slati, ma non gli riusc
di convertire
toslao,
il

l'Ascensione, in cui

si

porta in processio-

figlio SvialQslaf I

o Swa-

ne la suddetta urna, in commemorazione dell'aver s. Romano (secondo la tradizione popolare) ucciso un orribile ser-

chiama Butler, il quale denomina s. Uladimirq il figlio e successore nel 980 di quel granduca sul trono
lo

come

un omicida ch'egli aveva mandato a cercare in prigione.


pente, coll'aiutodi

russo,

nome

ROMANO
anni lasci
il

(s,),

abbate. In et d

35

comunemente conosciuto sotto il s. Vladimiro o Wladimiro I il Grande^ per essersi convertilo al cristiadi

secolo per vivere nel

mona-

nesimo

e fatto in esso battezzare

suoi

stero d' Ainai, posto al confluente della

sudditi, e per quelle

magnanime
:

azioni

Saona

e del

Rodano, luogo

assai celebre
le

descritte al citato articolo

egli

mor nel

per una chiesa edificata sopra


passato quivi alcun

ceneri

dei santi 'martiri di Lione. Poich'

ebbe

tempo,
la

si

ritir sul

monte Jura, che divide

Svizzera dalla
in

Franca Contea, fermandosi

una

valle

ioi5, fu sepolto in Kiovia nella chiesa della B. Vergine ed onorato a' 1 5 luglio per santo.Questo gran principe lasci diversi figli, fra'quali Boris, Hilba o Clilpa, Jaroslaw I, e Anna sposala ad Enrico I

I02
re di Francia
,

ROM
ove fond
la

RO M
chiesa di
s.

s.

tino IT{F.), e perci nipote di questi,


il

ed

Vincenzo
1

di Seulis.

Siccome

Vladimiro
figli,

Sigonio ancora

lo dice nipote del

divise

suoi stati a' detti 3

ilni-

desimo per
a'

fratello.

Venne

eletto

mePapa

pota Svialopolkl ne usurp il potere nel IO! 5, e subito fece trucidare Boris e Hilba, anche pel zelo che mostrarono per la
fede di

17 settembre deir897. Dicono alcuni, come Platina, Panvinio, Ciacconio, Sigonio e altri
,

che abrog

le

cose fatte da

Ges Cristo, per cui meritarono che sotto nomi di s. Romano e di s. Dai

Stefano VII s\io immediato predecessore, contro l'ottimo Papa Formolo, di cui
era stato amicissimo; magli scrittori con-

vide martiri e patroni di Moscovia fossero venerati io quella regione a'24 luglio.

temporanei

di ci

non parlano. Govern


:

Neil

072

le

loro reliquie furono Ira-

4 mesi e iZ
do,

giorni

per Sandini, Vilae


figli

sportate nella chiesa fabbricata in loro o-

Pont., dice 22 giorni, seguendo Flodoar-

noreaVislegorodje
sta traslazione

ceremonia di queda Giorgio 6. metropolita diRiovia, accompagnato da


la

De

Ronianis Pontficihus. Mor


in

fu fatta

8 febbraio dell'SgS, e fu sepolto


ticano.

Va-

altri prelati,

alla presenza di
di Russia,

haslaf

gran principe

non che

di Svia-

toslafe Vsevolodsuoi fratelli che poi re-

gnarono sul medesimo trono, oltre ad un gran numero di signori del paese. 11 sinodo di Zamoski del 1720, approvato
dalla congregazione di propaganday?r/e

Vac la s. Sede 3 giorni. Alcuni erroneamente crederono Formoso e Romano antipapi, come li chiama Donali, ne Dttici p. I I, parlando delle loro bolle riposte nell'archivio della chiesa diGironne, essendo formala lacarta in cui fu-

rono
di

scritte di foglia d'alga


si

marina, odel

giunco boga che


di

e confermato da Benedetto

XI

1 ,

pone fra

le feste solennizzale da' russi cattolici di

produce nelle paludi Roussillon; altri pretendono che sieno papiro, o bombace, o scorza d'alberi.

Lituania e di parecchie altre provincie quella de'ss. martiri Romano e Davide,


la

ROMANO, Cardinale.
lo di

Prete del

tito-

Tigrideo

di

s.

Sisto,

che

altri

chial

quale si celebra a'24 '"S''^' quella della traslazione di loro reliquie a'2 magI

gio.

russi cattolici di Lituania e di Po-

mano Romolo, fior sotto s. Gelasio del 492, e fu spedito legato della s. Sede ai per estinguere gli vescovi della Marca
,

lonia

non fanno

la festa di

alcun altro

errori che nel Piceno spargevano


giani, intorno alla divina grazia.

pe la-

santo moscovita fuori de'ss.

Romano
i

Davide martiri;
tri

ma

moscoviti ed

russi

oltre questi eziandio

onorano

diversi al-

santi nazionali, che fiorirono e

furono

Cardinale. Arciprete del Pudenziana, cheinlervenneal concilio neir 853 tenuto in Roma da s.
titolo di
s.

ROMANO,

posti nel calendario

prima che la Russia con Butler ne abbracciasse lo scisma rammentai principali a Mosca. ROMANO, Papa CXVII. Da Monle
:

Leone IV.

ROMANO,

Cardinale. Prete del tito-

lo de'ss. Gio. e F*aolo,

che trovasi sotto-

scritto al concilio suddetto.

Fiascone(F.),

piuttosto da Galles f( F.),


il

ROMANO,
Papa.

Cardinale. V. Romano

come

vuol provare

p.

Nardi nella sua

vita, inserita nella

Storia de Pontefici, e

ROMANO,
sottoscrisse

comesi legge
par.
r,

nella

Cronaca di Ravenna,
t.

Cardinale. Diacono che un privilegio da Benedetto IX


C^nZ/rt^/e.Deirordinedei
s.

presso Muratori, Script, rer. Italie,


p.

i,

concesso al capitolo di Firenze.

578. Cardella nelle Meni.

stor.

ROMANO, ROMANO,
Maria

de' cardinali, lo dice di patria


ficatodi Stefano VI.
tino, fratello di

romano,
Costan-

preti e del titolo di

Clemente,

fiorito

col Platina, e cardinale prete nel ponli-

sotto Alessandro

li

deli 061.
s.

Fu

figliodi

Cardinale. Diacono di

Papa Marino I o Mar-

in Portico, creato

da Pasquale

II

RO
(lei

H
te dei

ROM
nel suo castello di

io3

1099, che poi segu le parli d'Innocenzo li contro l'antipapa Anacleto II, e con lui pass in Siena e poi in Pisa. Fu arcidiacono di s. Chiesa, intervenne alle
(lezioni di Calisto II,

voghesi in

Abend,poslo sul monLorena. Questo monail

stero, conosciuto sotto

nome

di

Remi-

Onorio Ile Innole bolle.

cenzo

II,

e ne sottoscrisse

Dopo

35 anni
po
il
1

di glorioso cardinalato,

mor dolito-

134-

ROMANO.
Io di
1

Cardinale. Preledel

s.

Prisca, fior sotto Pasquale


al concilio di

II
i

del
i
i

s. Colombano, e ne fu i." abbate s. Amalo monaco di Luxeul. II santo fondatore volle vivervi da semplice religioso; ma dopo la morte dis. Amalo, fu costretto a prenderne la condotta, circa il 627. Govern per lo spazio di 26 anni due monaste-

remont,

si

sottopose alla regola di

099, fu
le

Lateranonel

ri,

con dolcezza e carit mirabili, facen-

contro

investiture ecclesiastiche, e sot-

dosi

esempio

ai

suoi religiosi nell'osser-

toscrisse

pure

la

bolla di dello

Papa
1

pel

vanza della regola, e nelle austerit della


la beata sua morte 653, ed nominato nel martirologio gallicano e nel romano il d 8 dicembre.

vescovo

d Marsi,

a'iS febbraio
i

5.
i

penitenza. Si colloca

RO MANO,
s.

Cardili ^r /e. S u ckl a co n o d


i

nel

romana

chiesa, che nel

23

sottoscris-

se la bolla di Calisto l, in favore del

mos.

ROMOLDO
reale di Scozia,

(s.),

vescovo e martire.
alcuni

nastero di

s.

Remigio

di

Provenza.

Anglo-sassone di nascita, non del sangue

ROMANO,

Cardinale. Diacono di
1

come hanno detto

Lucia in Septisolioo Selci, nel marzo 15^ Adriano IV lo annover al s. collegio , indi fu impegnatissimo sostenitore del successore Alessandro III, la cui elezione coi colleghi partecip all'imperatore Federico I. ROMANO, Cardinale. Forse anche

martirologisti di Fiandra. Rinunzi fino


dai suoi piverd'annialle vanit del

mon-

do, per abbracciare la poveit volontaria, e

santificando

suoi sludi colla presi

ghiera e colla meditazione,

chiamato Roberto, Clemente III nel settembre i 190 lo cre cardinale diacono di s. Teodoro, e poi avanz nell'ordine dei
preti col titolo dis. Anastasia.

avanz semAcceso di zelo per la salute delle anime, si risolse di passare nella bassa Alemagna, per predicarvi la fede agl'idolatri. Si rec prima
pre
piti nelle vie della perfezione.

a R.oma, onde ricevere

la

sua missione dal

Dopo aver
e di Ce-

sommo
zione,

Pontefice, ed avutane la benedi-

segnale molle bolle di

tal

Papa

lestino III, alla cui elezione

ebbe parte,

and nel Brabanle, ove convert un gran numero d'infedeli nei contorni
s.

mor dopo

il

ROMANO,
tura Romano.

193. Cardinale. V. Bonaven-

di Malines, di Lire e d'Anversa. Egli associossi alle fatiche apostoliche di

Vii-

librordo, e fu consagrato vescovo regionario, cio senza nessuna sede stabile;

ROMARICO (s.), abbate di Remiremont. Principe del sangue reale, fu allevato alla corte di Teodeberto re d'Austrasia, ove copr ragguardevoli cariche,
e seppe praticare le virt cristiane
in

non

essendo provalo ch'egli


di
te

sia stalo

vescovo

mezzo

alle

grandezze.

Ebbe a
resi

soffrire del-

le persecuzioni, e fu esilialo.

Venne
i

poi

richiamato, e

gli

furono

suoi beni,

di cui era stato spogliato. Essendosi poi

deciso di segregarsi dal

mondo, distribu

una parte

ed impieg ilrimauentenel fondare un doppio monastero per uomini e per donne,


di sue sostanze ai poveri,

Malines,come alcuni prelesero. Soveninterrompeva le funzioni del suo ministero per ritirarsi nella solitudine, ove fu assassinalo ai 24 di giugno 775 da due scellerati. II suo corpo fu gettalo in un fiume, ma venne miracolosamente scoperto; ed in appresso le sue reliquie furono deposte in una chiesa del suo nome a Malines, che lo onora come suo patrono ed apostolo. Trovasi ne'Bollandisti una. lunga serie dei miracoli di s. Romol-

io4
glio.

ROM
segnala
il

RON
i.^'di lu-

do, e la sua festa

mezzo da vaga fontana


gnola,
la

del celebre Vi-

quale

manda

copiosi spruzzi di
gigli farne-

ROMUALDO

(s.),

inslitutore de'

Ca-

acqua da'di versi emblematici


insigne chiamata
scrittori
il

maldolesi. /'''.Camaldolesi congregazione

siani. Ivi la principale chiesa collegiata

monastica, Camaldolesi eremiti di Tosca-

duomo

(e da alcuni

na, Camaldolesi eremiti di Monte Corona, Fabriano, Jesi, Ravenna.

viene delta concaltedrale del veil quale di frequente lundimora), sotto r invocazione

scovodi Sutrj

RONCAGLIA. Vedi toI.


LVII,
tore.
p.

LII,p.253,

gamente
s.

vi

19,

non che Placito e ImperaRoncilio. Citta del

del principe degli apostoli

s.

Pietro, e di

Caterina verginee martire d'AlessanIl

RONCIGLIONE,

dria.

capitolo

si

compone

della dignit

distretto e delegazione apostolica di f^i-

dell'arciprete, di 20canonici e di altri ecclesiastici.

terbOj nella diocesi di Sutri e Nepi, dello

Pio VII col breve Quanliim


12, p. ig5, concesse all'arci,

stato pontificio, situata in colle con borghi, in piacevole situazione,

splendorisj'e'j agosto Ho^, Bull, continnalio


t.

donde si godono pittoresche vedute, anche della provalle,

fonda sottoposta
faceo.

essendovi ne'din-

torni tetre caverne scavate nel

masso tu-

La

citt viene divisa in Ronciglio-

ne vecchio e

in

Ronciglione nuovo, con

canonici ut loco mozzettae coltam supra rocchetum in perpetuum. Vi sono altre chiese, oratorii e sodalizi, come le chiese di s. Maria ^lla Pace,di s. Sebastiano, di s. Costanzo col corpo di

prete ed

ai

residenza del governatore.

Fu

gi capi-

questo martire,di

s.

Andrea

in

Ronciglio-

tale della contea e piccolo stalo del

suo

nome

nella provincia del

Patrimonio, e

ne vecchio, di s. Maria del Carmine delle monache carmelitane scalze, con bel monastero.

compresa ne'dominii tFarnesi\co\ ducato di Castro, per cui si chiamava lo


slato di Caslro e Ronciglione.

Prima

vi

era

il

monastero

di

s.

Anna
cui

delle francescane del 3. ordine, di

Nel seco-

feci

parola nel voi.


il

XXVI, p. 192,0

lo passato la 4-' provincia dello stato ecclesiastico


si

del quale tratta

componeva

del ducato di

Castro, della contea di Ronciglione, e del


castello di

Casimiro da Roma, Memorie delle chiese e conventidella provincia romana p. 69, eretto per opera di
p.

Caprarola (F.).
miglia 34, ed la

E
la
i

distante

d. Ostilio Ricciolti vicario generale del

da

Roma

i." citt

che

vescovo;
1

le

monache

\i

entrarono nel

dalla Porta Flaminia s'incontra per an-

dare a Firenze, laonde per


le

vicinanza
destini e

furono pressoch comuni

le i7icende di

Roma, come

di Castro. E"

bagnata
l'ovest
co.

al

nord per

est dal

Ricano

in-

fluente del Treia, ed in poca distanza al-

ha

il

pescoso lago Cimino o di Vi-

La
ivi

strada corriera chela traversa gol'aspetto giocondo de' circostanti

727, e ne uscirono dopo la 2.^ invasione francese ne'primi anni del corrente secolo. Al grazioso convento de'cappuccini conduce un ameno passeggio; nella loro chiesa si ammira il quadro dell'Assunta, dipinta da Scipione Gaetano nel i58i. Circa un miglio e mezzo dalla citt l'antica chiesa di s.Eusebio,anlicamenle spettante al capitolo di Sutri, indi alla famiglia

de

mentre alquanto piiilungi in guisa imponente s'innalza la maestosa montagna di Viterbo. Gode puro clima, e l'abbondanza delle acque le porge mezzo di accrescere colle praterie arfruttiferi colli,
tificiali

Bramini, ove sono antiche

lapidi,

ed

in importante posizione. Gli studi

vi fio-

riscono nel seminario diocesano in reputazione, con sua chiesa, sotto la disciplina del vescovo. Sono benemeriti della

r ubert del

territorio.

Ampie

pubblica istruzione
legio e convitto,

sacerdoti della con-

ben

lastricate

sono
la

le

vie, belle piazze,

gregazione de'dottrinari, che hanno col-

priucipalmenle

supcriore decorala nel

con numerosi

allievi.

In

RON
esso vi

RON
i

io5
di

una colonia Arcadica, Cismina*

romani con isquadre

armati

si

por-

Erculea, con accademici che celebrano

tarono nella provincia del Patrimonio,


disfecero Ronciglione, tolsero violente-

pubbliche adunanzee Irallenitnenli accademici, con dissertazioni e poetici corapo*


nimenli. Le maestre pie curano l'istruzio-

mente agl'imperatori Capranca


e fatto prigioniero di

e Vico,

guerra

il

conte Pan-

ne ed educazione delie fanciulle. In Rouciglione fiorirono parecchi uomini illustri.


Ronciglione, oltre
il

dolfodiFasanella
Nel pontificato di
il

lo

condussero a Pioma.

Urbano

V e nel 369
i

palazzo municipale,

senatore di

Roma

Gentile

Varano

ri-

possiede buoni fabbricali, alcuni di lufu e


solidi:
il

dusse all'ubbidienza il duca di Ronciglione. A p. 2i3 narra Bussi, che nel 1379 avendo Urbano VI spedito l'esercito pontificio

castello diroccalo presentaavanzi

imponenti. Gli abitanti sono operosamente industriosi,

essendo rinomate

le

sue

nella
il

provincia del Patrimonio,

fabbriche e

opificii di ferro, di

ottone, di

contro
sa,

prefetto Francesco de Vico u-

rame,che producono lucrosa esportazione. Inoltre sonovi utili cartiere, gualchiere,

surpatore delle terre della romana chiedopo che le truppe si rilirarono, il tisi

molini; fabbriche di panni, di tessuti

ranno
stare
il

scagli sopra
a'
I

luoghi fedeli al
si

di cotone, di cappelli, di polveri sulfuree,

Papa, ed

o settembre

port a deva-

ed altre. Notai nel

voi.

XLVI,p. 120, che


vi

territorio di Ronciglione,

donde

nel declinar del secolo passalo

fu bat-

tuta moneta. Sotto


vi fu la zecca, e
si

Farnesi in Castro

ne rec a Viterbo moltissime robe. Nel Everso conte d'Anguillara ocsecolo

XV

coniarono monete d'ardi Castro:

cup
stico,

diversi dominii dello slato ecclesia-

gento, di mistura e di rame, colla figura


di
s.

ed

il

suo

figlio

Savino vescovo prolettore

ciglione e Giove.

Diofebo prese RonPer Paolo II verso il

ne tratta Bellini, nelle Z^/^^ertzzo/z/. Crede Brocchi che una porzione di massi di lava, che compongono l'arco d'Alboino
in Pavia, siano

1469 ne
terre;

raffren l'ardire, ricuper Ca-

pranica, Ronciglione^ Caprarola ed altre


fece prendere Diofebo e porre in
s.

da qui
le

slati

trasportati

Castel

Angelo ove miseramente mor

per quella fabbrica.


verno, e racchiude
rola,

K capoluogo di gocomuni
di

come

riporta Cohellio, Notitiap. i^5. D

Capra-

Carbognano

e Fabbrica.

questo Papa fu celebre archiatro Lorenzodi Ronciglione. Clemente VII per20oo


ducati d'oro concesse al cardinal Alessan-

E senza meno aulica l'origine diRoaoiglione, poich Cluverio ritiene

che

sia

succeduta alla citt di Statonia.

Ma

il

p,

dro Farnese R.onciglione in vicariato a vita sua con pacto redimendi. Divenuto
il

Annibaldi da Latera, Notizie sloriche di Castro e suo ducalo , riferisce a p. 1 1 che i pi vogliono che Statonia fosse dove poi fu edificato Castro ; altri per la
dissero

cardinale successore col


(f^.), nel

nome

di

Paolo

III

1537

eresse Castro in du-

cato con parecchi

altri

luoghi vicini posotte-

seduti dai Farnesi, per concessioni de'Papi e

due miglia lontana a tramontana:

per recenti investiture da

lui

era capo della provincia Statoniese,


nicipio o prefettura
paesi, onde

mu-

nute, quindi un anche Ronciglione, Nepi,

come capo di altri da Plinio sono detti t^t/o/z/e/z-

ed altre contigue terre godute simil-

ses populi.
nelle

Quanto a Castro, dice Borgia Memorie p. 147, che da Carlo Magno fu donato alla chiesa romana, come
gi

mente in feudo dai Farnesi, al nuovamente eretioducato,quanlunque non lutti


i

luoghi con esso confinassero. Nel voi.


p.

XV,

72 narrai

luoghi perci da Paolo


s.

membro

dell'antica

Toscana de'louVi^
II in-

III tolti dall'ospedale di


niti allo

Spirito, e riu-

gobardi.
levho p.

Leggo

in Bussi, Istoria di

stalo e contea di Ronciglione, codissi all'articolo

i3i,che avendo Federico


s.

me

pur

Castro, ove

ri-

vaso diversi luoghi della

Sede,

ad i243

portai tutta la storia di

quanto vado ad

io6

RON
III

RON
ne invest
e torn a

accennare. Di lutto Paolo


il

Parma, dandosi

a conchiudei e

Pier Luigi Farnese e suoi discendenli iflaschi, ed in mancanza di questi


figlio

la lega de'principi italiani

contro

il

Pale

pa, e furono scritti molti libri

sopra

anche le femmine, con riconoscere per signora suprema la s. Sede, I Papi ed altri
sovrani di frequente passarono per
ciglione, vi
si

ragioni delle parti, che riportai a Castro.

^ella guerra perirono moltissimi, parti-

Ron-

colarmente sudditi

pontificii,

onde

in

Ro-

tonto fece

fermarono e pernottarono: Paolo III domenica 24 ^narzo


ss.

i538, preceduto dalla

Eucaristia, co-

d'una scorreria,perch gli alleali eranoentratine'confini dello stato papale; ed Urbano Vili
si

ma

stette in apprensioni

me
p.
1

leggo nGall'icOfclacaeremonialaf

la

mun con

altre fortificazioni e

Mura

80. Dipoi Paolo


e

III investi

Pier Lui-

(/^.),

fabbricando due fortezze, una sulle

gi e

discendenti anche del ducato di Par-

frontiere di

Modena,
al

l'altra

su quelle dei

ma
s.

Piacenza

(/^.)j altri

dominii della
i

veneziani ch'erano de'confederati di

Sede. In processo di tempo

duchi Far-

doardo. Fino

Oi644Urbano VI II riten-

nesi per le loro splendidezze

molto

s'

in-

ne

lo stato di

Castro e Ronciglione, in cui

debitarono, formando sul ducato de'Luoghi di Monte; poscia coll'autorizzazione

a mediazione di Luigi
eia rimise in possesso

diClemcBle VlIIjSempre per fondo e


rono due
ciglione.
altri

so-

lenne ipoteca in favore de'creditori, creacio sul ducato di Castro econtea di

re di Franduca con alcune condizioni, stipulate nella pace, della quale parla ancora Muratori, ma co'modi soil

XIV

Luoghi di Monte Farnese, Ronil

liti

poco divoti

alla corte di

Roma.
il

In-

tanto mor Odoardojgli successe

figlio

Essendo cresciuto

debito alla

Ranuccio
pei frutti

somma
di,

di piicentinaia di migliaia di scuai cre-

II, ed il debito aumentandosi che non si pagavano, nel 1649

eziandio pei frulli non pagali

colla sortegiunsea

un milione

629,750

ne giovando a farli soddisfare le accordale proroghe, gli accresciuti Luoditori,

scudi.

Non trovando icreditori

ascolto dal

duca, si rivolsero a Innocenzo X, perch

ghi di Monte, e

le

paterne e reiterate
1

am-

coraegiudicee principe supremo del duca, procedesse alla subasta del fondo.
II

duca Odoardo, il quale anzi per timore di qualche subasta si rivolse a munire Castro, R.ohmonizioni
di
II al

Urbano V

Papa

fece intimare al

de'frutti,

ma

duca il pagamento facendo il sordo e non ingravezze


la-

ciglione e altri luoghi dello stato,, mani,-

tendendo
contro di

di obbligarsi alle

festando con ci l'intenzione sua di voler


quietare
stlegnato
i

sciate dal padre,


lui
i

Innocenzo

pubblic
le

creditori; quindi
il

giustamente

monitorii.

Mentre

cose

Papa, fece marciare le M/7zs/e pontificie [V.) a'24 settembre 64', comandate dal marchese Luigi Maltei, col proprio nipote cardinal Antonio Barberi1

passavano
tettori del

cos, e

da alcuni sovrani pro-

duca

erasi intavolato

un accoil

modamento,
per

rest attraversato

disegno

l'assassinio di

mg.^ Giarda nuovo veil

ni

per legalo tt/tiere. Essi s'impadroniro-

scovo di Castro presso Monte Rosi,


le obbligato dal

qua-

no della rocca di Montalto(del quale parlo a PiOMA descrivendo la Gomarca), ed. a' 1
oltobreunche di Castro, Pionciglioneesuo
stato,al

Papa
tali
1

a recarsi alla sua vertenze, ne rest

chiesa ad onta di

vittima a'

9 marzo

649. Venne fulmitaglia di 45>oo scudi


i

quale per convenzione furonocoui

nata

la

scomunica e
in

fermati

econsuetudini che godeva. In questa guerra che dur qualche


privilegi

ai principali

uccisori,

capitani Cocchi

che mor

anno,
al

il

duca part da Parma, ed avendo

Soriano, e Zambini che venne giustiziato. Adiratosi giustamente In-

passato

laRomagna per andarsi ad unire

nocenzo X, fece invadere


stro, e presa per

lo stato di

Ca-

granduca diToscana suocognato, giunse ad Acquapendente a cui diede il sacco,

fame

la citt,

dai fon-

damenti

la fece diroccare intieramente,

RON
colla fortezza, chiese e case, trasportando
la

RON
della
s.

107

Sede, e nel Modenese per essere

sede vescovile ad Acquapendente gi


in

a portata d'invadere tutto lo stato della

della diocesi d'Orvieto, e la giurisdizio-

Chiesa, fu Alessandro
cessit di

VII

nella
si

dura ne-

ne temporale

Valentano.

il

Papa

se-

concedere quanto
il

richiedeva,

riamente
nuccio
lora
li,

fece eziandio

intendere a Ra-

efu questo

i. articolo

firmato nel trat-

che senza ulteriori tergiversai

tato di Pisa de' 12 febbraio i664- In se-

zioni estinguesse
il

Luoghi di INIoute. Alduca pensando meglio a'casi suoi,

quela

di

questa escamerazione, sul valore

divenuto maggiore, a interposizione di


Filippo

non qui luogo di ragionare, pochi giorni prima della morte d'Alesdella quale

do

IV re di Spagna e di Ferdinangranduca di Toscana, ottenne dal Papa che feudi devoluti alla camera a11
i

sandro VII fu esibita da'ministri del duca la met del prezzo convenuto; ma perch
l'oiTerla fu quasi verbale,

non avendo

re-

posloiica per sollievo de'monlisti, questa

cato in

moneta che

circa la 4*^ parte di

avrebbe comprali soddisfacendo creaccordando 8 anni per redimerli. Ad onta del grave dispendio, liinoceu* zo con istrumenlo de'y ottobre 1649
gli
i

detta met, fu dai pontificii ministri giu-

ditori, e

stamente rigettala. Nel seguente pontificatodi Clemente IX, ninno a


te della corte di
lui

per par-

compr per

la

camera

apostolica lo stato

Parma rinnov alcuna istanza. Indi sotto Clemente X a nome del


duca fu supplicato per
la

con altro del 19 dicembre il ducato di Castro; vendita che il duca solennemente ratific con atto rogato in Piacenza a'20 del i65o, eccettuato il magnifico palazzo di Caprarola
di Ronciglioiie, e

ricompera della
decorso

met
se,

degli stati, e che inoltre dichiaras\\

che non avesse a nuocer

dell'ottennio.

Esaminate queste istanze

dal

Papa

in concistoro, furono
i.^

ambedue

col delizioso giardino annesso. Nel

1657

rigettate; la
il

perch non era seguilo


la 2.^
s.

spiralo l'ottennio,

tuare

il duca invece di edetconvenuta ricompera, domand una proroga ad Alessandro VII, aia il

deposito del denaro,

come con-

la

traria alla costituzione di

Pio V. Ebbe

quindi compimenloil2.''ottennio del trattato di Pisa,

Papa
r

in forza de'patti del

1649, dichia-

onde

il

ducato di Castro e
i

gli stali di

Castro e Ronciglione incorecclesiastico, e soggetti


s.

lo stato di Ronciglione,
il

quali gi

dopo
li-

porati al

dominio
j

i.

ottennio divenuti erano puri e


s.

alla costituzione di

Pio V,

De non
i

in^

beri della

Sede, e tanto maggiormente


il

feuclandis

the tuttora giurano


allora

Papi

scorso anche
della chiesa

2.,

rimasero

al

dominio

ed
p.

come 283. Tacque per


i

cardinali,

notai nel voi.

LV,

romana

incorporali e uniti

Ranuccio H,

per sempre.
Benecletto XIII nel

ma
cia

essendo poi insorti nel 1662 gravis(i^ .),

simi dissapori tra Alessandro VII e i^/Y7/i-

Viterbo,
glione,
s.

il

1727 recandosi in novembre giunse in Roncinella chiesa di

ottenne da Luigi

XIV, che per

ed ascolt messa

una delle condizioni preliminari alla pace domandasse rescauierazione di Castro e Ronciglione, ed altri 8 anni di tempo per farne la ricompera, non gi in una
sola

Costanzo, indi pass nel palazzetto del-

la

camera
i

apostolica, dispensando

il

cle-

ro ed
gi,

priori municipali dai soliti

omag-

1649, ma in due. Ricus sulle prime il Papa, ma avendo il re per prepotenza occupato ^vignoneeW contado f^enaissino j domimi
volta,

come

ne' patti del

del

perch viaggiava incognito. A motivo tempo piovoso rest a dormireinRonparli, ascoltando la

ciglione, e nella seguente mattina a ore

della Chiesa in Francia, ed introdotte an-

che molte milizie nel ducato di Parma e Piacenza soggetto al supremo dominio

messa nella capove si fece trovare il vescovo diocesano. Reduce da Viterbo, Benedetto XllI agli i I di detto me-

i5

pelletta al piano di Vico,

se

si

ferm nel ricordato palazzetto di

o8
Ronciglione, e

RON
ivi si

RON
Parma
poi la
s.

ferm a cena ed a

e Piacenza, e di Castro. Perch

pernottare. Si trattenne nel di seguente

Sede

ritenesse

sempre

il

pacifico

pomeridiane part per Monte Rosi. Tutto si legge nel 11." 60 5 del Diario di Ro/nai'ji'j. Questo Papa, considerando pregi della Terra di Ronciglione nella diocesi di Sutri
in llonciglione, e nelle ore
1
i

possesso del ducato di Castro e dello stato di Ronciglione.si obbligarono l'impe-

ratore Carlo

VI ed

il

re di Francia Luigi

XV

nel trattato di
il

Vienna del 1738 a


os-

garantirle

perpetuo dominio, come

(/^.),

per avereessa ungovernatore col

ti-

serva

il

citato Borgia,

avendone succes-

tolo di giudice,cui erano soggette

9 Terre,

sivamente riconosciuto la validit del possolenni trattati europei che ebbero progressivamente a celebrarsi. Esersesso
i

Caprarola, Ganepina,Vallerano,Fabrica,

Corchiano, Castello di s.EliajBorghetto,

Farnese e Vico (de'quali a Viterbo ; e contenere 56oo abitanti, una collegiata con arciprete e 2 i canoJsola

cit<andosi gli abusi feudali

anche su Castro
il

ed a Vejo)

e Ronciglione e loro stati. Pio


se al celebre tesoriere R'tffo
di

VI propoproblema

nici,

chiese parrocchiali,

4 conventi,

7 o-

trovare

la

maniera
la

di assicurare nella

con confraternite, e 3 ospedali, col molo-proprio in forma di breve, //Z5ratorii

sua totalit
ne, con

rendila camerale prove-

niente dall'appalto di Castro ePionciglio-

prenOydeiS maggio 1728,


t.

BiUl.Roui.

animo

di stendere e
il

280, l'eresse in citt: A.c Terram praedictam incolas, et habitatores praedictoscivium nomine decoramus, ita tamen, ut tunc, et pr tempore existens
(2, p.

l'agricoltura. Allora

prelato con
di

aumentare som-

ma

avvedutezza immagin

dare ad en-

fiteusi

perpetua a linea mascolina, pro-

gressiva ne'maschi dell'ultima

femmina

episcopus Sutrin in ea residere minime


teneatur, sed Terra hujusmodi incivila-

di ciascun enfiteuta, le terre camerali di

questi
le

tem

sicerecta,calhedrali ecclesiaeSutri-

due stati, formando 7 enfiteusi delcancellerie dello stato di Castro, la


Montalto, ed altre 12 nel
di Ronciglione; colla

iien, ut prius subjecta

remaneat. " Nel

7.* dell'altra di

1782 l'infante di Spagna Carlo Borbone, come figlio della regina Elisabetta superstite

ducato

condizione

di contratto, altrui le

che

gli

enfiteuti ne dassero

de'Farnesi, e quale erede di

essi

divise porzioni in subenfiteusi.

duca di Parma, dipressanti ordini al conte Porta suo ministro in Roma, perch
gli fosse restituito
il

ducato

di

Castro e

Clemente XII ripugncostanlementead accordare il domandato, al che si dichiar ancora conlo stato di Ronciglione.

ColTappalto generale la camera apostolica non introitavacheannui scudi 5o,2oo; coll'eufiteusi venne aumentata la rendita ad annui scudi 67,200. Molti di questi
statisti

trario

il s.

collegio, per cui


il

il

principe ve-

dendo manifesto

diritto della

camera

non possidenti, divennero proprieIl Papa rest tanto contento del provvedimento, che ordin al prelato che la stessa operazione enfiteutica si esetari libei'i.

apostolica, desist intieramente dall' in-

guisse per le vaste tenute camerali,


affittavano

trapresa pretensione,

come alFerma No-

prima
i

colla

che dogana del Pa i.

vaes nella Storia di detto Papa. Nondimeno ne ritenne titoli, e divenuto nel
i

trimonio, e per
1

feudi de'corpi moral

ronciglionesi in diverse circostanze die-

1734
sunti

e delle

due

Sicilie, fra

titoli as-

duca di Castro e Ronciglione; ed successori, sebbene il ducato di Partnae Piacenza fosse poi concesso
vi

fu quello di
i

all'infante fratello e discendenti,

che an-

rono prove non equivoche di valore, e di attaccamento al governo pontificio, onde si meritarono riguardo e lodi. Raccontando all'articolo Roma la sua effimera repubblica del 1798 99, dissi pure che
nel declinar di essa

cora

lo

godono, lultavolla

re delle

due

una banda

d* aretini

Sicilie

coatiiiuarono a intitolarsi duchi di

fece sollevare la provincia del

Patrimo-

RON
no, e Ronciglione coi
i

RON
lusso

campngnpli, con-

ed abbondanza
il

di lumi.

109 Avuta da
ss.

tro repubblicani francesi dominaloridel]a

mg.*' sagrista la benedizione col

Sa-

repubblica,

quali comandali da

Wali

gramento,

Papa

seguilo dalla moltituil

lerre assaltarono la citt a'28 luglio 799) che difesa con valore e da 8 cannoni, respinse gli attacchi fino al mezzod. Ma
i

dine fesleggianle, mosse verso

collegio

de' pp. dottrinari stabilito a sua dimora, e coli'aiuto del comune preparata con-

francesi di fronte, ed

cisalpini sul lato

venientemente, pendendo dalle finestre


delle abitazioni della
ci

sinistro, co'Ioro

mezzi e numero supera-

ricchi parati.

rono ogni ostacolo. Ronciglione fu miseramente saccheggiala, e incendiata: vi perirono 82 abitanti, pi di 100 case furono distrutte, e commessi quegli onori che
sono conseguenza di siffatte catastrofi, anche per vendicare i massacri patiti dai
francesi, e loro partigiani detti palriolti.

All'ingressoGregorioXVIfuricevulodal
p. d. Silvestro

Glauda superiore generale


Maria Chiavassi, e dal
in

de'dotlrinari e a lui carissimo, dal provinciale p. d. Gio.

rettore dello stesso collegio e professore


di fisica d.

Bernardino Cassini,

uno alla

Per l'operosit deVonciglionesi, bastarono pochi anni di tranquillit, per riparare a tanto disastro. Si legge nella Narrazione del viaggio di Gregorio
nel ritorno in

con buon numero di convittori. Osservale varie iscrizioni alreligiosa famiglia e

lusive alla sua venula, poste alla

delle scale e in altri luoghi,

XVI^ che
sotto

c alla loggia

sommit Papa si renobilmente ornala, donde


il

Roma,
1

reduce da Viler,

compart l'apostolica benedizione


strada della di

al

po-

bo, marted

5 ottobre 84 1 passato

polo che cuopriva tutta l'ampia e lunga

un arco

trionfale eretto dagli abitanti di


di via del loro

Monte

Cavallo:
la

ammise
cappuc-

Caprarola sopra un trailo

quindi
ra,
il

al

bacio del piede


i

magistratui

territoriOjcirca un'ora avanti

venne presso
Ronciglione,
istrada
te

il
i

mezzodiperconvento de'cappuccinidi quali aveano innalzato in


di verdura, con plauden-

clero,

carmelitani

scalzi,

cini, e gl'impiegati

governativi e

comu1?

nali,

insieme ad altre persone. Nelle ore


il

un arco
il

pomeridiane

Papa consol

di visita

epigrafe sulla fronte. Giunto alla porta

monache
ribened
cevuti
i

teresiane, e fece loro baciare

il

della citt,

magistrato municipale,

as-

piede. Ritornato al collegio, dalla loggia


il

sistilo da mg.^ delegato di Viterbo e dal governatore locale, present al Papa pel

giubilante popolo, e dopo

ri-

gonfaloniere Antonio Bramini


gi di

gli

omagla

pp. passionisti, quivi recatisi col superiore provinciale dal convento di S;

divozione e sudditanza. Accompa-

Angelo, con piacere pass a trattenersi


nell'elegante gabinetto di fisica dei collegio. Siccome profondo in quella scienza,come nelle malematiche,desiderGregorio XVI che fosse operato qualche esperimenlo^ed ebbe pronto e felice successo quello della combustione del fosforo e della fusione del ferro per la rapida attivit dell'ossigeno,* seguendone una viva e abbagliante luce. Si fece pure qualche

gnando {pubblici rappresentanti


tifcia

pon-

carrozza, questa fra le infinite sasi

lutazioni di gioia
legiata,

diresse alla chiesa col-

passando sotto altro arco di trion-

fo elevalo dalla citt nel

mezzo

della via

provinciale a foggia di ventaglio, termi-

nando
frire

la

base in forma di padiglione; era

decorato da

statue colossali in atto d'of-

corone d'alloro e di quercia, situate avanti le colonne che lo sostenevano, non che da due festive iscrizioni. Altra era

esperienza colla macchina elellrica.il Pa-

pa

si

dilung nell'esaminare minutamen-

tempio e del capitolo, il quale col vescovo di Su tri e Nepi mg.*' Spalletli ivi riceveronoil Papa. L'interno della chiesa venne addobbato con gran
sulla porta di dello

macchine, e quelle in che all'eletlro-magnelismo si appartengono, delle quali espose con lucido sapere gli effetti. Nella sera Ronciglione
te le allre diverse

ispecie

o
fu

RON
ria

ROS
sopra Minerva, nella tomba de'morchesi suoi antenati,

vagamente illuminala, ed il Papa dopo aver benignamente ammesso al


liilla

dopo aver contribui-

la

sua presenza e al bacio del piede pa-

to all'elezione di 3 Papi.

suo appartamento vide un ingegnosissimo fuoco artificiale disposto in una macchina,


reccliie persone, dalle finestre del

ROQUINGHAM. Luogo d'Inghilterra, in cui nel


lio,
ci

10941^" tenuto un conci-

nel quale fa deciso, che

Anselmo ar-

invenzione

dell' architetto
il

ronciglionese
di-

vescovo di Cantorbery non potesse senil

Antonio Moretti,

quale avea pure

za

retto l'arco trionfale e altre opere decorative, fatte in si lieta circostanza. Nella

dare

mattina seguente
Ja

il

Papa, dopo celebrata


i

Guglielmo II domanPapa Urbano II che non era stato ancora riconosciuto da quel monarca. Labbc t. IO, Arduino t. 6, Angl.
consenso
il

di re

pallio al

messa, ricevette

vescovi diocesano,

t. I.

d'Acquapendente e di Civita Castellana, la niagisttatura, e due sonetti dal p. rettore Cassini in argomento di gratitudine
e venerazione; poi
restituirsi a

ROPiANO, Roranum. Sede


to
il

vescovile

della diocesi dell'Armenia maggiore, sotcattolico di Sis. Hairabiet,

uno

dei

mont in

carrozza per
dal popolo

suoi vescovi, assistette al concilio di Sis.

Roma, acclamato

On'ens dir.

t.

i, p.

i444-

ronciglionese con divoti ecoitesi evviva,


cui reiter le sue aft'ettuose benedizioni,

PiOSA

(s.) di

Viterbo, vergine. Nac-

que da poveri

dichiarando a lutti
fazione.

la

sua sovrana soddis-

genitori in Viterbo nel 1234, e fino dalla sua giovinezza si con-

sagr agli esercizi dell'orazione e della


penitenza. Vest l'abito del 3. ordine di
s.

RONDININI PaoloEmilio, Cardinale.

Piomano e nipote de'cardinali Zaccha per canto materno, nato da chiarissimi


e nobili genitori, fatto con successo lo stu-

Francesco, e mossa dalle voci del cielo,

si

mise a predicare, ed a combattere

gli

eretici,

molti de'quali ridusse alla fede e

dio della legge nell'universit di Perugia,


love consegu
la

all'obbedienza del

romano

pontefice, es-

laurea di dottore, fu
di Rnpaccoli suppl

ascritto assai giovane tra'chierici di ca-

sendo allora la Chiesa travagliata dall'imperatore Federico II. Il Butler, che poche notizie riporta di questa santa, dice che Iddio le diede un'abilit straordinaria per la conversione dei peccatori pi indurati, e ricompens le di lei eminenti
virt col
esilio

mera, e nell'assenza

alla carica di tesoriere generale.

Urbano

Vili a'i3 luglio 1643 lo cre cardinale diacono di s. Maria in Aquiro, poi prete
del lllolo di
s.

Eusebio. liinoceiizoX nel


vescovo d'Asisi, dove nel
sinodo, in cui
la

dono
tutti

dei miracoli. Cacciata in


i

i653

lo fece

con

suoi parenti, predisse la


la

1661 celebr

il

promulg

morte diFedencoII,e
i

pacedellaChiesa.

ottimi decreti per

riforma de'costumi,

P.itornata poi in patria, vi fin

dopo due

ed ivi accolse,ad onta della severa sua economia, con isplendida magnificenza Crislina regina di Svezia.

anni santamente suoi giorni, nel 1 8." an no di sua vita, ai 6 marzo I252: il Butler dice nel
agli
lito

Dopo aver
con

lunga-

mente governato

la diocesi,

somma

pace e grandissimo vantaggio delle anime, una morte improvvisa lo colp in Ro-

1261, e segna la sua festa marzo. Il suo corpo fu seppelnella chiesa di s. Maria del Poggio,

di

dopo 3oanni venne solennemente


s.

tra-

ma ma

nel

1668,

nell'et di

5i anni, con

fa-

sportato nel monastero di


poi fu detto di
s.

Chiara, che

di segnalata piet, dedito alla vita so-

litaria e ritiiata,

degno del suo grado per

portata dai Bollundisli sotto

Rosa. La sua vita riil 4 settemle

la bont de'costumi, e per la schiettezza e sincerit del suo animo. Fu sepolto sen-

bre:

si

possono inoltre vedere

notizie

critico storiche di questa santa vergine,

za funebre

memoria

nella chiesa di

s.

Ma-

pubblicale io

Roma

nel

i75odal

p.

An-

KOS
tlrenccl della

ROS
di

III

compagnia
di

Ges, e

l'ar-

tico) Viterbo.

ROSA
aLima
DO i586,

(.)

Lima, vergine. Nacque


il

nel Per, di stirpe spagnuola,ran-

e ricevette al sagro fonte

no-

me

di Isabella,

ma

per

il

florido colorito

Rosea f Rhosos^ Rhosu^:s pu vedere Ruoso. Al presenteRosa, Rosea, t un titolo vescovile che conferisce la s. Sede^ laonde nel conflitto di detti scrittori, mi limiter a riportare 3 documenti, cio le ultime proposizioni concistoriali stampasa,

del suo volto fu chiamata Rosa. Essendo


SHicora fanciulla digiunava tre di della

te in

Roma

per

gli

ultimi conferimenti

del

medesimo
Io

settimana in pane ed acqua, e negli


giorni cibavasi soltanto di erbe
dite. Ella
esercizi
s. si

altri

sendo vacante
che
l'i
I

mal con-

Gregorio XVI, es(perch 1' ultimo portava, Mac-Eachern, Pio Vili


titolo.
il

titolo

propose per modello nei suoi

agosto 1829 l'avea trasferito a Char1

Caterina di Siena,
il

am la mor-

lQttefown),ne\ concistoro de'6 aprile


lo die a

835

ed abborr tutto ci che poteva inspirarle orgoglio e sensuatificazione e


ritiro,
lit.

Le

lodi

che

si

davano

alia sua bel-

mg.' Francesco A. F. Donnei di Lione, che inoltre deput coadiutore del vescovo di Nancy. Indi Gregorio XVI

lezza le facevano
gli altri

temere

di divenire per

nel concistoro de' 19


di

marzo 1837 avendo

occasione di peccalo,e perci prodi 'distruggerla.

Iraslatato questo prelato all'arcivescovato

curava con ogni mezzo


i

Essendo caduti suoi genilori dallo stato di opulenza in grande miseria, ella and
a servire in casa del tesoriere Gonsalvo,

elavorandoassiduamente provvideai loro bisogni. Per liberarsi dalle istigazioni di quelli che la pressavano a maritarsi, si consagr a Dio nel 3.** ordine di s. Domenico, nel quale pratic per 5 anni tutti rigori del la pi austera penitenza. Ebbe a soffrire violenti persecuzioni, e fu tormentata eziandio da aridit e da molte altre pene interne, con cui Iddio rese per1
i

Bordeaux, che tuttora governa, nomidi Rosa fr, AntonioBurbano agostiniano di Popayan, che die per ausiliare e suffragane al vescovo di Popayan in America. Per sua morterestato vacante il titolo, il regnante Pio IX nel concistoro de'25 maggio i85o, ne insign il vivente mg.r Giovanni Bocheni^ki oBo-

n vescovo

chenski di

Grabowech

nell'arcidiocesi di

Leopoli e

di rito ruteno,

insieme desti-

nandolo ausiliare dell'arci vescovo di Leo


poli, Halicia

Ramenec

di rito

greco ru-

teno unito.

fetta la sua virt, sostenendola e conso-

ROSA D'ORO, Rosam


dai

aiiream.

Do-

landola coH'unzione della sua grazia, li-

nativo sagro e benedetto solennemente

na lunga e dolorosa infermit

le

porse

sommi

Pontefici, dignitoso e rispet-

nuova occasione
ai
]

di praticare la pazienza,

tabile pegli alti misteri che rappresenta,

e finalmente entr nella beala eternit

i4 di agosto 1617,

in et di

3i anni.

e pei grandi oggetti che simboleggia ; donativo che Papi fanno per singolare
i

suoi funerali, ai quali assistette l'arci-

contrassegno di particolare divozione a


chiese calledrali e santuari insigni; di
sti-

vescovo di Lima, furono celebrali colla maggior pompa. Molli miracoli operali

ma

e di paterno affetto, ai

cattolici

so-

per sua intercessione, essendo stati giuridicamente esaminati e approvali, Cle-

vrani e sovrane, a principi e principesse,


a prodi capitani e personaggi benemeriti

mente
pose
re

la

canonizz Tanno 1671,6 ne

della

s.

Sede; ed a repubbliche cospicue

la festa ai

So

di agosto.

e citt illustri egualmente cattoliche. Nei

ROSA. Sede
in Siria, nel

vescovile dell'Asia

Mino-

primi tempi era consueto ne'Papi di portarla nella Chiesa di


s.

patriarcato d'Antiochia,

Croce

in

Geru-

sotto la metropoli d'Anazarbo, eretta nel

V secolo,ch'ebbe diversi vescovi. Vari geografi sagri

salemme (^.), e di donarla ai soli PrC' fetti di Roma^ al quale articolo ne riportai

chiamano questa sede

di

Ro-

Terudizioni relative. Questo distinto,

112
nominali, in

KOS
si

ROS
fa dai

insigne e decoroso donativo,


pi ai

Pa-

ro

formava d'un solo e semplice


si

foi*c,
il

Roma

slessa, colle pro-

tingendosi l'oro di rosso per imitare


lore naturale di essa;

co*

prie mani opergliablegaliaposlolici; ov-

cess dal colorir-

vero

si

spedisce agli assenti pei legali

latere, pei nunzi, o


slolici,

per

gli

ahlegati apo-

la quando s'introdusse l'uso di collocare un rubino in mezzo alla rosa per renderla

con ceremoniale e formalrt, tra


quella che talvolta
i

pi preziosa, senza alterarne

Papi deputano commissari insigniti del grado episcopale per l'alio della consegna a chi destinata la rosa d' oro benedetta, nel qual giorno di solenne inaugurazione sogliono concedere indulgenza plenaria ; inoltre stabiliscono i Papi le feste nelle quali si deve esporre in seguilo. In Roma i Papi donarono due rose d'oro benedetle quali vi

lit,

ma

in seguito fu

stume, come di me che pi volte

le quadimesso questo coabbellirla con altre ge/7i-

si usarono ; poi e probabilmente dopo Sisto IV, si compose di un ramo spinoso di pi rose con frondi, vago e fiorito, come ora lo vediamo, ed

in

cima una pi grande, e tutte

di

oro

puro. Nel mezzo della principale

vi

una

piccola coppa con suo coperchio o lami-

te all'arcibasilicaLateranense,

due

al

san-

na forata, dove
ne pone
il

tuario di Sancta Sanctoruni,

altri

dicola

il Papa nella benediziobalsamo e il muschio, rito in-

no

tulle e

al

santuario,

ma

sotto

cu-

trodotto per imitare

la

fragranza soave

stodia de'canonici di detta basilico; quat-

della rosa, e pei misteriosi suoi significati.

tro o cinque alla patriarcale basilica


ticana;

Va-

Egualmente

di disegno e
i

forme diverdi rose


si

due

alla patriarcale basilica Li-

se

furono e sono,
l'

piedi o basi, o vasi

beriana; ed

una

alle chiese dell'arccon'


s.

sui quali sorge

elegante

ramo

fraternit del Gonfalone, di

Maria

so-

d'oro. Tali piedi, o basi, o piedistalli

Antonio de' portoghesi ; ma sventuratamente di esse rose d'oro, per le vicende de' tempi, ninna vi
s.

pra Minerva, di

fecero triangolari, o quadrati, o ottagoni

con differenti ornati, decorazioni e bassorilievi,

su cui posano
il

vasi di gentili
di rose.

rimase.

Quanto al pregio

del nobile e delet-

forme, dai quali nasce

ramo

Lo
si

coroso regalo, disse Calisto III nella

stemma
la

pontificio del
la

Papa che

fece fare

tera con cui accompagn quella che don a Carlo VII re di Francia: Non muneris

rosa e

bened, olire un'iscrizione,


il

suole porre nel piedistallo. Questo e


so,

va-

aeslmanda estqunntitas^ sed allioris


gn'/icati'onis cfualilas

si-

prima erano come


si

le

rose intieramen-

interpretanda^ coall'anno

te di oro; poi

fecero di argento dora-

me

riporta l'annalista Rinaldi

i45'7, n.*'52. Gli

mand
et

questo dono:

En

igiuir

accipe pigniis

momimentum

aggiungendo: Rosani liane laetissinia corda suscipej nec et aurifulgor, sed conlewplalio Divinae significationis teneat.

nostri a morsj

to. Dal novero che riporter delle rose donate dai Papi, rilevandolo principalmente da Cartari e da Baldassarri(il i.** pubblic l'opera nel 68 1 ,il 2.nel 1 709),
1

e dalle studiose e pazienti mie ricerche,


si

conoscer che sebbene ogni anno nella

E dopo

avere esposti

belli

4.^

domenica

di

Quaresima (y .)
benedice
la

il

Papa

misteri del rito di sua benedizione, con-

con solenne
nella

rito

rosa d'oro,
(K.), di cui

chiuse

Ulnani Divinus odori penetret

Camera de paramenti

in tuos sensusy Carissime Fdii. Delle di-

verse forme delle rose d' oro tratter in


seguilo, parlando delle donate. Vari sono
stati
i

meglio a Letto de' paramenti {^.)j noti sempre ci fa con una nuova rosa, passando non poche volte alcuni anni ne'quali il

disegni di queste rose imitanti le

Papa

esercita e rinnovala rituale belui


il

naturali, delie quali far parola in fine,

nedizione nella rosa gi da


decessore benedetta. Circa

o dal prevalore di

per quelle che

si

dispensarono nelle chie-

se in varie feste.

Anticamente

la

rosad'o-

questo nobilissimo donativo, fu diverso

ROS
secondo
munificenza tle'Papi,e le circostanze economiche de'lem pi. Riferisce il gesuita BalJassani a p. 190, che verso
la

ROS

ii3

sima; locum, quia in s. Hierusalem; personam, quia est summus Pontifex, successor Petri, et vicarius Jesu Christi, qui
est

il

i65o perla

rosa cl*oro s'impiegavano

Rex Regum

et

Dominus Dominan-

5oo scudi

d'oro (da paoli 161/2 a scudo).

Dicesi che Alessandro

VII ne fece forma-

lium, qui significatur per Rosa m. Tempus considerandum est, quia talis sole-

re una dei valore di


tra di

200 scudi, ed

un'al-

800 scudi. La rosa d'oro che CleDiente IX mand in Francia alla regina
e al delfino, fu valutata scudi 1600, e
il

mnitas ordinata fuit a b. Gregorio in dominica quadragesima, pr eo quod hu-

manum

corpus suppositum

est

huraanis

peso dell'oro era


stralo

di libbre 8, e vi fu inca-

u prezioso zaffiro: il lavoro era si fi no. che l'artefice ebbe 3oo scudi di mercede. Si narra che Innocenzo XI fece eseguire una bellissima rosa d'oro, il qual

Adunque,dice il disserente, per testimonianza di Onorio III, questo rito fu introdotto da un Papa di nome Gregorio, n pu dubitarsi di siffatta testimonianza,

infirmitatibus. "

scrittore accuratissimo,

no

metallo pesava 8libbree6oncie, e vi erazaffiri: si adoper gran maestria in la-

perch derivata da il quale sotto il nome di Cencio Camerario raccolse ogni memoria che poteva riguardare las. Se-

vorarla,

onde

in tutto ascese al valore di


la

scudi i4oo. A' nostri giorni per

rosa

de. Esaminando in seguito qual fosse il Papa Gregorio nominato da Onorio III,

d'oro s'impiegano scudi 2000, ed anche pi ; mirabile poi l'artifizio col quale si

ed a cui d il titolo di beato, il disseiente avverte che 8 erano i Papi di questo

formano

le

rose e

le

fiondi dai nostri vasi

nome

fioriti

avanti Onorio III; che di lo-

lenti orefici.

La

rosa d'oro

conserva

nella sagrestia pontificia, in conveniente


astuccio.

Origine della rosa d'oro.

Nel

t.

ig, p. 117 degli


si

Annali

delle

essere stati ne il VII, n rVlll come posteriori a s. Leone IX; n il III, n il V, n il VI, non potendosi attribuire ad essi il titolo di beato, poich non sono nel catalogo de'san ti (sul III non
ci

ro non

ponno

scienze religiose,

legge un sunto della

posso intieramente convenire, perch

disseriazione del can. d. Francesco


ni vi iti, in cui
si

propose ricercare:
in

AnQuan-

col titolo di santo viene celebrato

da No-

vaes e da altri gravi storici); n finalmente


il

do,

da

chi,

ed

quale occasione dalla

II

ed

il

IV, dappoich sebbene egli-

romana s'incominciasse a benedire la Rosa d'oro. Riprodusse un brano genuino del mss. che si conserva nel monastero di s. Croce in Gerusalemme diRonia, del sermone inedito di Onorio HI
chiesa

no sieno

scritti nel

novero de'santi, non


si

pertanto noto che per distinzione

ap-

pellavano o col loro

numero

progressiil

vo, ovvero col titolo di giuniori. Per

deli2i6, e recitato da
silica, nella

lui in

quella ba-

ricorrenza della stazione che

che manifesto, conclude il disserente, che debba intendersi Gregorio I (eletto nel 590), chiamato col nome di ^e^^o anche dagli antichi
scrittori e dai padri, cos;

ivi

si

celebra nella domenica


si

IV

di
la

quarosa

resima, giorno in cui

benedice

me

si

legge, infra gli altri, presso

Pier

d'oro; dal qual sermone, tra

le altre cose,

secondo

il

disserente, chiaro deducesi chi


si

Damiano, il Micrologo,s. Tommaso, Valfrido Strabone, eBellarmino. Leggo inoltre nel p.

fosse l'istitutore del rito di cui

parla,

Besozzi abbate

di

s.

Croce in

Hodierna die romanus Pontifex consuevitRosam auream in. manu portare. In qua primo considerare debemus tempus, locura, et personam. Tempus quia in media quadrageed eccone
il

tenore.

Gerusalemme e poi cardinale titolaredella medesima, che avendo nel lySo pubblicato la Storia della basilica^ a p. 162 dottamente parla della funzione e delle
notizie sulla rosa d'oro, e dichiara esservi

VOL. LIX.

1,4

ROS
Ira 'scrittori, circa

ROS
re-

gran controversia

rigine della rosa d'oro e sua funzione. Seb-

bene si mostri istruito dell'affermato da Onorio III, e ricordi l'opinione di Carlari, che la funzione dovea essere in uso alla fine delVo per lo meno al principio del IX secolo, giudica che non si pu ritenere che al principio del IX secolo, e molto meno alla fine del V tal funzione fosse in pratica. Aggiunge, che il p. Inconfer, citalo da Cartari, negli annali ecclesiastici d'Ungheria all'anno 796, pensa che il costume di benedii e e mandar
la

stimonanzadi BaldassQrri,che per confut il calvinista Mornay, nel suo Mistero cV iniquit, in cui pretese che Urbano

fosse autore del

rito,

contro

fatti in-

vadoa rammentare, per cui la sua asserzione fu eziandio impugnata tanto dall'eterodosso Ospioiano nella sua Opera delle feste ^ che da Gretcontrastabili che

sero e valorosamente nel trattato

De

bedi

nedictionej

t.

5,

cap.40,

t.
i

7, cap.

60

sue Opere. Sowo concordi

molti scrittovi
s.

sulla rosa d'oro, in narrare che

Leone

IX

rosa d'oro a qualche principe cattolis.

[V.) del 1049 ^^' conti di Dapsburgo della sovrana casa di Lorena, e gi

co benemerito di

Chiesa, possa essere


si

monaco benedettino secondo


avere
i

alcuni, per

sotlenlrato alla ceremonia, che prima

di lui nobili progenitori

(ma

nel

praticava dai Papi, di

mandarle Chiavi
s.

testo del privilegio

presso Cenni, leggo


i

(/^.) della confessione di

Pietro, intro-

Gregorio II o di Gregorio IH, e praticata ancora da s. Leone 111, donde ne seguirebbe che nel IX sedot|a
al

tempo

di

che ne furono fondatori genitori Ugone e Heiiwilgdis, ed fratelli Gerardo e Ugone defunti)fondatoin Alsazia nella dioi

cesi di

Tulle
lui

il

monastero
sopra

di

s.

Croce, e

colo possa essere stata introdotta l'usan-

passato a

il

diritto

lo stesso

mo-

za di

mandare

la

rosa d'oro;
egli dice

ma come
non
gio-

nastero, volle dargli l'esenzione, sottopo-

semplice congettura,
Indi

nendolo immediatamenteallas.Sede. Per

vare a stabilire l'epoca della funzione.


il

memoria

di questa libert, gl'i

m pose

il

p. Besozzi riporta altre testimole

tributo e peso di

mandare

al

Papa ogni

nianze, per

quali vi possa essere qual-

che analogia, tra' rami delle Palme [V.) benedette, che si mandavano a' principi
nel

IX

secolo, e la rosa d'oro;

ma

pure
di ce-

anno, 8 giorni prima della 4" domenica di quaresima, o una Rosa doro, o due romane oncie d'oro; pr salute aniniae meae^ meorumque parentmn ibidem in
Christotuo
il

queste chiama congetture. Riporta poi


l'opinione di

Domino

nostro dorniientium:
si

Lonigo dotto maestro

qual pagamento

trova eseguito an-

remonie, che riconoscendo antichissima

ceremonia della rosa d'oro, repula diftrovarne l'origine prima di s. Leone IX, e che non era in uso a tempo di Carlo Magno morto neirS 14. Convenendo gli eruditi, come d. Gio. Diclich nel
la

che ne'successivi tempi, ed anco descritto dal citato Cencio Camerario, nel Libro
(e

ficile

Censi della chiesa romana,


pubblic nel
3,dissert.

il

cui ori-

ginale nell'archivio Vaticano, e


tori lo
t.

Mura-

Dizionario sagro-liturgico, che per


tare adequatamenle questo

trat-

argomento

69, delle Antichit d'Italia. Il Lonigo per le sue opere pu r lodalo daBenedeltoX I V,e maestro di ceremonie sotto Paolo V, narra
che
(il
s.

della rosa d'oro, deve preferirsi la Lette-

Leone IX verso

il

io5o fabbric

ra di Benedetto XIV, Quarta vertenlis, de'24 marzo 1 7 5 suo Bull. t. 3, p. 34o,


1 ,

suo diploma dice quanto ho esposto)

e nella quale loda la Storia del ricordato


p, Besozzi,

herga

me

ne giover anch'
altre sentenze

io,

laon-

de riporter

sull'origine
sicute-

un nobile monastero di monache mBam(/^.), allora dominio della s. Sede, nella provincia di Franconia,ed avendo ricevuto il monastero e le monache 5J/^
speciali protectione
s.

della rosa d'oro,

non potendosi con


principio,

Petri,

con esimerle

rezza stabilirne

il

anche per

del tutto dalla giurisdizione dell'ordina-

ROS
rio, volle

ROS
adopera
che
il

11^

che

in

ricognizione di questo

privilegio ed esenzione, pagassero ogni

dimostra e^5frf stalo Fautore di cfueslo ri/o.BenedeltoXIV dichiar ingegnosa tale

anno
si

la

rosa d'oro, che

Papa
Leo-

interpretazione,
la

ma non rammise,maspu
futuro,

nella 4''

domenica

di

quaresima. Dal che


se

sime per

parola consuete, che non


il

raccoglie, osserva Besozzi,


alla

significare

tempo
s.

ma

solo quel-

ne IX
a

l'abbadessa e

met del secolo XI obblig le monache di Bamberga

lo passato,quindi

conchiude: Ci d a co-

noscere

aver

Leone IX voluto dire


soliti
i

mandare la rosa d'oro, questa costumanza al pi tardi debba essere stata introdotta o alla fine del secolo
cipio del XI.
Il

detto, che essendo stali

suoi pre-

decessori di portare in

mano

la

rosa d'o-

X o al

prin*

p.

Calmet, Storia eccle-

quaresima, voleva esso portar quella, che dovea trasmetro


la

IV domenica

di

siastica e civile di
p.
I

Lorena

t.

r, lib.

ig,

tersi dal
si

suo monastero, e che


.

lo stesso

o4o, dopo avere riferito la fondazione del monastero di s. Croce per opera
s.

facesse da'suoi successori


t.

critico

Gae-

tano Cenni nel


i

delle Dissertazioni

degli antenati di

Leone IX,

e del

tri-

stampale nel 778,nella9.''tratt:'3Quau-

buto da questo impostogli, cos scrive: Tale l'origine della rosa d'oro, che il Papa benedice ancor oggi la 4-' domenica di quaresima, chiamala L^e^tzre, e che manda a qualche principe per contrassegno di slima e di affetto. Ma Benedetto

donam, quoaulhore,quave occasioner-

mana

in eccl. usurpari coeperit


:

Benedi-

ctioRosae aurae quibusqueeam Benedictio ritibus et olim peracta sii, et hodie peragatur. " Quindi

non convenne

nel sentimento di Benedetto

XIV

nel riconoscere

il

merito letterario
s.

gu quello del

p.

del p, Calmet,

non ammette che


supporre che
il

Leo-

tore del rito della

XI V, ma seCalmet che fece istiturosa d'oro s. Leone IX,

ne IX

sia l'autore del rito della rosa d'o-

per

le

spiegazioni d.ite alle parole, io-

ro, anzi doversi

rito fosse

sani factani sicut fieri solet, cio una rosa bella e fatta; ed alle ahve, consuete por tarij

stalo qualche

tempo prima

istituito.

Im-

perocch rileva dal testo del privilegio


di

con premettere a Nobisj elsuccesivi

Leone IX e riportato dal p. Calmet, che le parole: Auctfaclam^sicut fieri sO' let, quanto all'imposto tributo della ros.

soribusnostris. R.ilenendo perci, che

consuetudine inlrodolla nella chiesa romana da alcuno de'Papi


si

non

parli di

sa; e le altre:

Consuete portari in If^ doil

predecessori,

ma di

consuetudine che costesso e continui

minica^ dimostrano che

rito era prece-

minci in

s.

Leone IX
rito

dentemente iutrodolto,eche S.Leone IX


solo addoss la spesa della rosa d'oro al

sempre

ne'successori,

come

segu.

Benedizione e

della rosa d'oro.

suo monastero,
tarCy

la

quale doyea essere in


fu istitu-

Roma 8 giorni prima della domenica Z/rzenon provando quindi che


Il

A vendo dichiarato con Benedetto XIV che l'autore del rito della rosa d'oro molto antico, essere stato introdotto molmenzione s. Leoprima del suo pontificato introdotto, per non aversi certa notizia del tempo preciso della introduzione,questo sentimento fu pure abbracti

tore del rito.

dotto Benedetto

XIV

eli-

secoli addietro, farne

saminle contrarie sentenze


turgici che
si

di alcuni

ne IX, come d'un

rito

adunavano
il

in

accademia

avanti di

lui,

partigiani delle asserzioni

del p. Calmet, spiegando


vilegio:

senso del pri-

Leone IX impose all'abbadessa il peso di mandare o una rosa d'oro bella e fatta, o due oncie d'oro, volendola esso portare in mano la IV dos.

Che

ciato dal celebre liturgico Catalano, nel

pubblicare l'opera delle sagre ceremonie


della chiesa

romana, attribuita
cap, 3:

al Patrizi

e pubblicata dal Marcello, ed esposto nel


lib.
r, tit. 7,
r,

menica di quaresima^ e volendo ancora, che cos si facesse da'suoi successori, il che

De

benedictione Ro-

sac

n.3 e

seg.; dipoi

per fu pub-

m6

ROS
rosacei

ROS
prendessero animo e Iena a compiere il resto del rigoroso Digiuno (V). Gli abiti

blicata la dissertazione di Cenni, che de-

ve tenersi a calcolo. Il Pagi nel Breviario Boni. Pont.y nella vita d'Urbano II del I o88,avea inclinato a fare autore del rito quel Papa, fondandosi per quella rosa

(come sono

quelli de'cardinali, e
festa della ss.

di rosso se

cade nella

An-

nunziata)e \eDalniatiche e Tomce/Ze, so-

portata da
te

lui in /^/zg^er^ e

regalata

al

con-

no

altri segni di allegrezza: sul


si

colore ro-

Fulcone;ed ilMartene, nel trattato


3

De

saceo

pu vedere. Colori

EcciESiASTicr.

divinis offciis

non porta monumento


la

]Xelt.24della Biblioteca de Padri.W 14.

pi antico per

rosa d'oro che quello

d'Urbano

li.

Ma

Pagi essendo poi venu-

to in cognizione del fatto di

nel trattato di

s. Leone IX, Raynaudo, De Rosa Me-

sermone attribuito a Pietro Blesense, assegna varie cause a tanta letizia, in una domenica di quaresima prossima a quella di

Passione
sopra

(/^.).

Innocenzo

111 nel ser-

diana a Pontifice comecratUf con ingenuit

mone

la

rosa d'oro, dice aver vo-

mut

parere, dichiarando:

6"/

erg'o

luto la Chiesa eccitare in questa

multo anliquior est quam crediderani; sed tamen non multo antes. Leoneni IX inductus. La domenica in cui si benedice la rosa d' oro dal Papa la IV di quaresima, chiamata per allegrezza Laetare^
haec admittaLur narralo, lue
ri tu s

menica
za,

IV doad una spirituale allegrezper sollevarli da quanto aveano sofi

fedeli

simali:

quarepopulus propter asperitatem quadragesimalis abstinentiae subcontinuo labore deficeret, in hoc


ferto nelle penitenze e
ne'fZ/g'/^//2/'

Ne ergo

fdelis

qual messaggiera eziandio di primavera; e Mediana per essere prossimamenlesuccessi va alla


le,

Mediana dominicaquoddam
perata leviussufTeralur.

recreatlonis

solatium interponitur, ut anxietas tem-

met del periodo quaresima-

Hodiernumenim

o perch precede la settimana di tal nome come dice Macri: viene detta an-

oOicium tolum est plenum laetitiae,fotum exultatione refertum, totum gaudio cu-

che domenica Panuni e Rosarum, per quanto riportai ne' voi. Vili, p. 275,276,

mulatum. "Questa ragione viene anche ampiamente illustrata da Durando, /?tionale Div. Offic.
sali,
lib.

XX,
LVl,
per

p.
p.

182,

XLIX,

p.

io4, LI,
colonna
si

p.

123

in tutta la

i.^

97, Per-

6, cap. 57;

da Cai

tanto solo qui dir, che


l'introito della

\ce Laetare^

messa: Latitare Jeruall'al-

8 da Rocca, Operai. i,cap. 1 1 Aurea Rosa^ quae regibus ac magnatibus a sum\'eteribus christ. ritibus^ cap.
:

De

salem, parole consolanti allusive


la

mo

Pontifice benedicta in
sibi velint?j

dono mitlun-

legrezza del popolo d'Israele liberato dal-

tw\ quid
tinuando

da Quarti,

De

be-

schiavit di Babilonia, e tornato nella


le

jiediciionibusinparticularifSecl, 2.
la spirituale allegrezza di

Conque-

suacara patria Gerusalemme,

quali be-

ne
di

si s.

adattano ad esprimere l'allegrezza Chiesa e de'fedeli, che pi non gene'primi tempi gemevano,

sto giorno, fu savio e divoto pensiero dei

mono come
tili,

sotto le persecuzioni degli ebrei e de'gen-

figurando ancora l'ingresso de'fedeli

nella patrio del cielo, facendo la terrena

eco all'allegrezza della celeste Gerusa-

lemme:
perch

il

vangelo pure di allegrezza,


miracolosa moltiplicala

romani Pontefici l'introdurre il rito della si unge col balsamo (del quale e di chi lo provvede parlai ne' voi. VI, p. i83, XVIII, p. i89,XLVIlI,p. 296), sopra cui si pone anche il muschio per l'odore. Allegrezza che esprime il Papa nel benedire la rosa, la cui bella e comrosa d'oro, che

riferisce la

movente orazione
voi. Vili, p.

riportai in italiano nel


in

zione de'pani e de' pesci. Anticamente

276,

uno

al rito
i

che ese-

met della carriera quaresimale e la domenica Laetare era tempo di onesta ricreazione pei digiunanti
fedeli, affinch

guisce assistilo dal cardinal

."Prcte[F.).

Egualmente sono esprimenti divota unzione


i

vcrselli

che parimenti recita ilPa-

ROS
pa Floshte Chrisinm Re^em exprmitac designata qui de se ipso loqiUir, dicens:
:

ROS
metallo
si

17

sto in questo rito della rosa d'oro, tale

tingeva con colore rosso, come


si

Egoflos campii
fiore significa

et liliiim com>alliiim. Il
il

chiaramente

allegaricaraenle

nostro

Reclenlore,

il

Fiore del campo, Verbo in-

deduce dalla citata lettei i63 (onde err Cancellieri nella Descrizione delle capra d'Alessandro III del

carnalo che quasi trapiantato dai cielo

pelle^ p.

25o, nel dire che nel

280

s'in-

form intorno a se un altro Eden o Paradiso [V.) terrestre, pi deliin terra,

trodusse l'uso di tingere di rosso l'oro


della
ni,

zioso che

il

primo.

Aurwn namque

Re-

rosa,ancheperquantoairerma Cenche sotto Innocenzo li gi erasi agle

geni non inimerito dlcilur denotare, cani

giunte

qualit esterne del fiore, tin-

ad hoc designanduni a Magis fgnvaii'


ter ohlatnni fuerit Salvatori, ut

gendosi l'oro di rosso e aspergendosi di

per hoc

Rex

Regimi, et Doniinus Doniinantiuni

muschio, spiegandosene il mistero con sermone). Robor autem, quo auruni


colora tum est, et suiFusum,Passionem
gnificai
si-

Vonstraretur. Additando l'oro che

Cristo fu
nanti,
il

Ges Re de'Re, e Padrone de'Domisupremo padrone di tutte le cose,


si

che anche
i

vide nell'oblazione che

gli

Magi{F.). Inoltre il fulgore e la pieziosit di tal metallo, onde la rosa


fecero

RedemptoriSjde quo utique scriptum est: Quis est iste, qui venit de E' dom tinctis vestibusde Bosra?Et iterura: quare rubrum est indumentum tuum,et
veslimenla tua sicut calcantium in torculari? "

composta, adombrano ancora


accessibile in cui abita,
se apostolica, la

la

luce inla

Quanto

alle spine

della rosa,

secondo

fra-

siccome in questa fu figurato Cristo, egli


gio e pose tulle le delizie nelle spine dei

sua divina Natura. Sigloria della di lui Ri-

gnifica l'odore

la

patimenti e in quelle cui fu coronato.


del digiuno, al quale

Le

surrezione, che fu ed la spirituale allegrezza di lutto


il

spine sono inoltre spiegate per simbolo

Alessandro

111 nel

a Luigi VII re di

mondo, come scrisse mandar la rosa d'oro Francia: Odor au-

succedono

le feste

della risurrezione, vera nostra felicit per


la
si

compita redenzione, poich nella rosa


crede adombrata
la felicit

tem hujusfloris Resurrectionis ejus gloriam praefigurat, etc. Sane anfractus, et


climata

eterna.

La sagra funzione della benedizione della

omnium

scelerum foeditate con-

rosa d'oro venne esattamente descritta

creta la ntus odor Domi nicae Resurrectionis aspersit, ut nulla pars

dal Patrizi e pubblicata da Marcello, nel


citato Rituuni ecclesiasticorum (^cevemo'

se

ab odore

iste sentiat, vel

sed

omnes

se

Orbis alienam expertem , gaudeant, odore hc sua-

nia le che fieramente

combattuto da Pari-

vissimo spirituales nequitias in coelesti-

bus jam vicisse. " Ci era stalo anche detto prima da Eugenio IH nella lettera con la quale accompagn il regalo della rosa d'oro, ad Alfonso VII re diCastiglia: Rosamaureamquam insignum Passionis et Resurrectionis

de deGrassis,come notai nel voi. XXXIX, p. 55y quel ceremoniere indusse Giulio II, Leone X, e Clemente VII di ungere la rosa d' oro col Crisma j ma Paolo III
pi consagrazione,
cui

limosse questo uso, onde non si pu dire come si dissedellero-

se. segnate col crisma), colla


si

orazione con

Jesu Christi Domini

Dominica qua cantalur, Laetare Jerusalem,singulis annisRomanus Ponnostri,


tifex

portare consuevitjSerenitati tuae per

nostrum P.Segoviensem episcopum providimustransmittendam." Gi indicai, che anticamenle per esprimere anche col colore la Passione d Criveu. fratrem

edove puunge la medesima col balsamo (Cencio Camerario neW Ordine Romano XII, n^ij, diceche fu aggiunto nel secolo XII), ohe sopra vi si pone il muschio triturato (il quale si adopera anche
benedice
la

rosa d'oro,

re detto che

si

ne'suoi

riti

dalla chiesa greca, essendo


di quelle specie,le quali

il

muschio una

com-

itS
pongono
\i
il

ROS
sagro unguento o Crisma
vili
:

ROS
dtPnpi, V.^
ceiemonie 20 anniquando nel 4^5 si ritir a Siena a compilarlo, e dicendo che scriveva quanto nel suo uffizio avea veduto, chiamando consuetudine la bene1

uegli anticlii

da' Possessi

entrava
coli'

ge
fa

il muschio), ed il tulio si asperacqua benetetla e s' incensa. Si uso del muschio, del balsamo e dell'in-

dizione della rosa d'oro; cos

gli fece

cre-

censo, co' quali viene significato

il

buon

odore di Cristo, che

fedeli

debbono ren-

dere colle loro opere edificanti. Si ungeva col crisma, per significare la carit,
virt fra tutte
le altre la

pi nobile. Si
col

derne autori o Calisto Il 1,0 Pio II, o Paolo li concludendo , che il rito della benedizione nacque dopo la met del secolo XV, quindi prima di tale epoca le rose d'oro non erano state benedette. Ag:

asperge e benedice con l'acqua santa, es-

giunge, che l'eruditissimo Lonigo dichiar,

sendo questo un elemento,


slati

quale sono

che anticamente

la rosa

d'oro non

si

da Dio operati molli prodigi, s nell'antica che nella nuova legge. Altri misteri della

benediceva,

ma si stima cosa buona di


si

far-

lo,perchcos viene ricevuta con maggiore

rosa d'oro benedetta,


t.

li

ripor:

riverenzajda quelli a cui


na. Giulio
II

manda

si

doarla

11 Della rosa d' oro. Blolti ei'ronea mente crederono contemporanea l' istituzione
ta Sarnelli, Lettere eccles.

6,

leti.

nella lettera a

Guglielmo

civescovo di Cantorbery,a cui


re d'Inghilterra, scrisse

mand

rosa d'oro da presentarsi a Enrico Vili


:

del rito della rosa d' orOj e la sua bene-

Miltimus nane
s.

dizione, della qualeniuna menzionefan-

ad

euni Rosan aureani

chrismale

(al-

Ordini Romani pubblicati da Mabillon nel Museo Italico. Marlene De

no

gli

antiquitate eccl. discipL^


la

fa

autore deldel
si

ho riferito ) delibutam et odorifero musco aspersani, nostrisque nianibus, de more romanoruni


lora adottato per quanto
,

benedizione Innocenzo

IV

1243,
legge
:

Pontflcuni
trovasi

benedictam. Presso Cartari

fondatosi nella sua vita, in cui

unbrevedi Leone X, che accom-

Prinius
niaj ac
s.

Rosam aureani soleunicaeremO' ritti benedixit^ eamque canonicis


sitis

pagna la trasmissione della rosa d'oro al duca di Sassonia, in cui nuovamente si


parla della benedizione
:

Jusllhospilibiis

Lugduni dono de-

Sacratissiniani

dit.

Ma

Pagi nel gi nominato Breviario,


della fede dell'autore,

nella vita d'Innocenzo IV, n.^aS, grave-

aureani rosam IVdominica s. quadragesimae a Nobis Chrismate sancto delibutani


j

mente dubita

non

odoriferoque musco aspersam

ritrovandosi fatta di essa benedizione me-

cum

bcnedietione apostolica, ut vetus est

moria wiiW Ordine Romano melio, sagrsta d'Urbano V

A362. Si pu vedere Francesc'Antouio Mondelli: Se Innocenzo IV sia stato il primo che abbia istituita e benedetta la Rosa d*o
di Pietro

del

consuctudoj aliisque sacri s adhibitiscaerimonis consecratani. Laonde tali Papi

rOf e

qual sia dello Stocco d'oro

L'orgi-

menzione della benedizione, si eseguisce, parlandone come d'una consuetudine antica, e per non sembra improbabile il dire, che la benedifecero chiara

come

tuttora

ne.'^ nelle

sue Dissert. ecclesiastiche pav.

zione fu introdotta nell'accennato e avanti di Giulio li

tempo

2, p. 55. Nel principio del secolo

XV fu

deli5o3

e del suc-

introdotto

il

rito della benedizione, al di-

re di Benedetto
ce,

XIV

Cancellieri in ve-

con Cenni afferma, ch' posteriore a V morto nel 1455, e chela [."volta in cui fu nominata la benedizione nel ceremoniale o Rituuni suddetto. Osserva perlanto Cenni, che siccome il vero auNicol
tore di esso Patrizi, era slato maestro di

cessore Leone X, che s'indussero a farla, per rendere sempre pi augusta e di vola la sagra funzione; tutto venendo santifi-

cato col salutare segno della Croce, colla

Preghiera, e coW Benedizione.


il

Il
il

Ca-

talano di parere che

balsamo

mu-

schio furonocoevi airisliluzionedella rosa


d'oro,

ma essere pi recente

la beuedizio-

ROS
ne, che di essa
si

ROS
neva
la
la

1.9
e nel discendeie

fa colle preci, coiras|)erri-

rosa in

mano,

sione dell'acqua santa e coll'iucenso,


feretido tutta la benedizione al
siJndicato.Ne*di?ersi luoghi citati

tempo del mio

poi

donava al Prefetto di Roma. Quando il Papa non interveniva il chierico


,

pi giovane
nita la sa
il

Dizionario desciissi l'antica funzione, co-

portava sull'altare, e fimessa la riportava al Papa. Penla

me

l'attuale,

nondimeno per l'importaned incominciando dai


gI

p. Besozzi,
si

che

la

funzione regolar-

za dell'argomento aggiunger qualche altra erudizione,


li

mente
i

fece in detta sua chiesa,

quando

ri-

Papi risiedevanoinRoma,

ma dopoch

antichi, dir col p. Besozzi.

Patriar-

essi

chio Laleranense (^.), apparato il Papa e ornato colla mitra preziosa, in Camera
(^.) dal camerario o Camerlengo (/''.)
gli

andarono in Avignone, istituite ivi le Cappelle pontificie [F.) ossia la celebra-

zione di moltissime sagre funzioni nella


cappella del palazzo apostolico, essendosi

veniva presentata

la

rosa d'oro, genu-

interrotta la

costumanza di

recarsi alri-

flesso e baciandogli la

mano,

e dal sagri-

le

chiese di

sta

il

musco e

il

balsamo; quindi uno dei


la

tornare in
te

Roma e alle stazioni, nel Roma continuarono l'uso


s.

in-

cubiculari teneva

rosa finche

il

Papa

trodotto in Avignone, e conseguentemenlasciarono di portarsi in


la

\i avesse infuso l'uno e l'altro, e dipoi la

Croce in

ripigliava e tenendola colla

mano man-

Gerusalemme per
bilito l'uso),

funzione della rosa

ca per poter colla destra benedire

polo, a cavallo
s.

si

il porecava nella chiesa di

d'oro (tranne Sisto

V che ne avea rista-

che

si

fece nella cappella pa-

la celeste

Croce in Gerusalemme (qual figura delGerusalemme, disse Innocenzo 111), e vi cantava messa. All'introito, al Confiteor, all'incensazione, il Papa dava
d'oro
al cardinal

la rosa

diacono, ndi

la

eia benedizione nella camera dei paramenti come in Avignone. Nella cappella pontificia anticamente, oltre il paliolto ed i paramenti rosacei^ in questo giorno di tal colore erano la coltre del
latina,

ripigliava e la riteneva finche

non avesse

trono,

baldacchini e

pendoni, ovvero dt
la sedia,
il

compiuto il sermone (sul pulpito, dicono Piazza nel Menologio,e Severano nelle Memorie) o discorso sui pregi misteriosi
odore della rosa; dipoi passava a dire qualche cosa sul vangelo corrente (circa il sermone, questo ricordarono Benedetto canonico nell'Ordine Romano XI, scritto prima del 1 143; e quelli del cardinal Giacomo Gaelani nie morali del colore e

colore rosiuo,
storio ed
i

non che

faldi-

cuscini.

Inoltre rimarcai al-

trove e meglio dir poi, che talvolta in-

contrandosi

la

IV domenica
ss.

di quaresi-

Annunziata,! Papi nel recarsi a celebrarla nella Chiesa di s. Maria sopra Minerva, nella sagrecolla festa della
stia
la

ma

o camera de' paramenti benedirono

rosa d'oro, e poi la portarono in chiesa

pote di Bonifacio Vili

e del nominato

e fecero collocare sull' aliare maggiore.

Pietro Amelio,

il

quale avverte che era

divenuto arbitrario, e and poi affatto in disuso. Pio II del i45>8 eloquenlissimo,

sermoneggi sopra la rosa, secondo l'antico costume; ma il libro Rituus non fa parola del sermone). Se il Papa semplicemente assisteva alla messa, non predicava, ma teneva sempre la rosa, fuorch quando era,genuflesso in mezzo all'altare,

Anzi noter ancora, che Nicol V essendosi coronalo a' 19 marzo i447>'" *^^*' *'* correva la IV domenica di quaresima , dopo la funzione da s. Pietrosi port con
sontuosa

pompa

pel solenne possesso, a

cavallo e tenendo la rosa d'oro in


alla basilica Laleranense,
la ss.

mano,
in

preceduto dal-

Eucaristia

V.).

Rosam auream

manu UabetPonl'fex sinistra, dexlcra p-

quando

sifateva l'elevazione, e mentre

si

puh

se hcnedicere innuit.

Parlando Beviene prescrit-

diceva Laetatussum. Nel ritornare al palazzo La teranense, il

nedetto

XIV

nell'encomiata sua Lettera


,

Papa cavalcando

te-

della benedizione

come

I20
benedizione
dalla
nell'

ROS
naria che dopo
fa
il

ROS
la

fa dal libro Rlluiir/iy

chierico di camera, e
iare

andare che

Papa
nel-

maggiore
il

si condusse all'alove fu collocata e rest

camera

de' pararaenli alla cappella

per lutto

tempo

della messa; indi

la

rola

(l'anticamera de'paranenli,
le principali funzioni,

almeno

sa fu data al chierico di

camera, che

era quella dove ora


abiti sagri

consegn al cardinal
le
il

i.

diacono, dal qua-

assumono

Popi

gli

quando

Papa

la riprese e

port nel ritorna-

recansi a pontificare nella basilica Vati-

re in sagrestia. Tanto ricavai nel

n.^GSio

cana, e meglio desciissi a Palazzo Vati-

del Diario d

Roma
il

di detto

anno. No-

cano; perci per andare nella cappella Sistina e in

ter

che quando
il

Sedia ges ta lo ria, doxeano li aducale e regia, ov' era


il

d'oro,
la

chierico di

Papa porta la rosa camera destinato alla

passare

le sale

medesima, precede
1

croce pontificio,

popolo), porta nella


sa,

mano

sinistra la ro-

come
Nel

avesse portalo la rosa benedetta.


essendosi incontrata
la

benedicendo

il

popolo

colla destra, ed
lui.

770

delta fe-

avverte del divario avvenuto in


pertanto, di essere andato dalla
alla cappella,

Dice

sta nella

motlesima domenica, Clemente


il

camera

XIV come
cavalcata

predecessore insolennissima
nella stessa chiesa, e bela

per assistere alla gran mescardinale prete), e di ala

and

sa (cantata

daun

nedetta

la

rosa d' oro,

port in

mano

ver fatto collocare


(s

rosa sopi*a l'aitare

tanto nell'andata che nel ritorno dal prin-

pone

al

modo

detto nel voi. Vili, p.

27G); n<a nell'andare alia cappella non


l'avea portata nella

mano

sinistra,

bene-

dicendo

colla destra,

avendola

fatta por-

egualmente in sedia gesta pu risconlrare nel n.^S 48 del Diario di Romai'j'jo. Il Papa Leone XII, per essersi nel 1827 rinnovalo il
cipale altare,
toria,

come

si

lare innanzi a

{Juxta solifum)a im Chierico di camera j imperocch, aggiun-

\m

caso che detta festa cadesse nella


nica Laelare, bened
la

dome-

rosa d'oro nella

ge, essendosi

da qualchetempoinqua
la

in-

sagrestia della Minerva, ed in sedia gestatoria

trodotto l'uso di collocBre

rosa d' oro

pareva che colla


la

mano

sinistra

benedetta sopra un nobile e grande piedistallo,


sia,

reggesse

rosa d'oro, e colla destra anil

non v' uomo per robusto che


la possa

dava benedicendo
la

popolo,deponendo(in

che

portare nella

mano

si-

arrivato che fu all'altare maggiore,suI


la

nistra, e benedire colla destra, richieden-

quale

colloc

il

vescovo sagrista

sua

dosi l'aiuto

d'ambedue

le

mani per po-

terla portare.

Tuttavolta tre contrari enel pi volte citalo voi.

un maestro di ceremonie, quali poi dopo la messa laricon

mancanza
i

supplisce

sempi riprodussi

Vili, p. 276, ovedescrissi questa funzione e cappella. I! i. lo die il suo immediato successore Clemente
nella festa della
ss.

XI II nel 1759, Annunziata, in cui ri-

segnano al chierico di camera), restandovi per lutto il tempo del s. Sagrifizio. Terminato che fu, il Papa riprese la rosa d'oro colla mano sinistra, continu coll'altra

a benedire

il

popolo, finche la dela

correndo
bened
rico di
la

la IV^

nella sagrestia

domenica di quaresima, di s. Maria sopra Minerva


in cotta e rocchetto
la
,

pose giunto innanzi


stia.

porla della sagre-

In questa circostanza, e forse altretsi

rosa d'oro, quindi l'ultimo chiein-

tanto

sar fatto nelle altre volle, si leil

camera

v dal vaso
il

ramo

della rosa d'oro,


nel

ed

nanzi

la

croce papale port


ss.
.^

rosa d'oro

foro del

gambo s'infil

perno stabi-

sino all'aliare del


sto nella
scili
i

Sagraraento, espo-

lito sul

bracciuolo sinistro della sedia ge-

cappella della chiesa


Il

dalla sagieslia.
il

dopo uPapa dopo avere

adorato

gestatoria, prese in

Venerabile ascese sulla sedia mano la rosa d' oro


.
i

laonde tenendovi Leone XII la che la reggesse. Tanto vidi coi miei occhi, essendo alla funzione
statoria,

mano sembrava

col cardinal Cappellari.

Divenuto quoti

dal cardinal

diacono, cui l'avea clpta

il

Gregorio XVI, a'25 marzo 1 838 pratic

ROS
il

ROS
ss.

121

simile nella cappella della

Annun-

ziala in delta chiesa, in cui per essere do-

ricevendo l'aspersorio dal cardiiale, e lenendo il secchiello il votante; poscia


la,

menica Laetare bened

la

rosa d'oro, ed

quello dell'incensiere lo presenta al cardinale, che consegnatolo al Papa, questi

iofaceva porte della funzionclnoltie nella

memorala mia

descrizione di questa fun-

incensa

la

rosa triplici duetti. Tutta la

zione osservai, che Clemente

XU
la

per im-

potenza bened privatamente


pontificato, in cui

rsa d'oro

funzione segue avanti la croce pontifcia sostenuta da un uditore di rota. In cappella


il

nelle sue stanze, in tutti gli anni del suo

chierico di

camera

siede alla

si-

volte occorse la

IV
che

nistra dell'uditore di rota ministro della

domenica

di quaresitna. Dissi pure,


la

mitra. Dice

il

Baldassarri nel cap. 2, esla

per infermila Pio VI


pella segreta, e

bened nella capla

sere proprio solamente del


lefice
il

quando and a Vienna,


benedizione
sacro colla

benedire

rosa d'oro,
si

romanoPoncome gii

non potendo aver luogo

Jgnus Deij che non


i

sono mai ingeriti

della rosa d'oro, tuttavia fu esposta l'antica nella cappella che celebr
il

legio.

Del resto,

il

Papa

fa

ora

fun-

vescovi in questa benedizione; che s'eglino volessero praticarla si potrebbe loro vietare dal Papa ; che questi ad essi non
l'ha proibito,

zione della benedizione nella

camera dei
nella

perch niun prelato ard adire

paramenti del palazzo apostolico, o


sagrestia della

doperarvisi; dimostra in fine,che n posso-

Minerva

se ricorre la

sud-

no, ne

debbono consagrare (dovea


vi

detta festa, nella messa della quale in vi-

ungeie, pel balsamo che


ce) la rosa d'oro.Ci

pone e benedi-

gore del decreto diBenedetto XI V si canta

non perlanto,trovaia

Madonna, colla commemorazione e il vangelo infine della domenica Laelavej il prefazio pure della Madonna. Vestilo il Papa de' sagri paramenti, un vescovo assister te al soglio gli piesenquella della
1^1

Bovio:

Lapida trionfante nella fon dazio-

nedis. Lorenzo in Daniaso,p.2c^^,che Ur-

bano VlUspeda Parigi neli62 5persuo


lettilo a lai e re
il nipote cardinalFrancesco Barberini, dove bened la rosa d'oro e la present a nome dello zio alla regi na d'In -

e sorregge

il

libro colla forinola dlia


la

benedizione, mentre altro sostiene


dela accesa. In cappa

can-

votanti di segna-

ghilterraEmichetla, che poi comunic col redi Francia Luigi XI Usuo fratello nel di

tura sono destinali all'incensiere e navicella, al secchiello dell'acqua sanla, al

tondino col vaso del balsamo, ed a quello col vaso del

muschio, ambedue coi cucil

chiarini. Allora

chierico di
la

camera

in

Roma nel 62 5 42 riporta diverse testimonianze, anche del contemporaneo Piiccijdalle quali chiaro,che Urbano Vili nella domenica Laetare dell'anno santo
dell'Assunta, tornando in
\

stesso;

ma Cartari

a p.

ginocchio sostiene
stata collocata tra

rosa d'oro, eh' era

1625, bened in Roma

la

rosa d'oro, e dal

due candellieri con candele accese sopra una mensa. Dopo che il Papa ha recitata la detta forinola, il
cardinal
i.

cardinale la fece presentarealla regina con

prete o chi ne
il

fa le veci, gli

Papa benedice (mg.^Dini opina che debba benedirsi dopo il muschio), indi gli somministra il cucchiarino cum osculo, mentre il volante
presenta l'incenso che
genuflesso tiene
l'altro
il

un breve apostolico, in cui chiam la rosa j-Sacrum munus pontiflciae diari talis". Donativi delle Rose d'oro, poi benedette fatti dai Papi. Notizie sulle loro diverse
:

forme e valore j

e delle indulgenze co-

cesse nelle loro esposizioni, nel d del'

l'inaugf trazione. Legali a latere,

nunzi

balsamo; quindi viene col muschio, ed il cardinal ripete


il

apostolici ,ahlegati apostolici e altri, de-

putati a presentarle nel pontificio no-

fatto pel

balsamo.

Dopo che
il

il

Papa

me, con

diversi cerenioniali.

ha messo
e
il

nella rosa principale


la

balsamo

Le

rose d'oro furono dai Papi regala-

muschio,

beuedice coU'acqiia san-

te a illustri principi e

benemeriti perso-

122

KOS
nuer sino a
nai
la al

KOS
con quelli che potei trovare, e
oggi.
li

iiaggJ callolici, presenli ove dimoravaPapi, od a loro furono trasmesse se jio


i

contidi do-

Quanto al modo

assenti,
signi
]i
,

come pure^i
p.

chiese e santuari in-

Prefetto di

Roma

io raccontai

a repubbliche e citt rispettabih.

in quell'articolo, e indicai di sopra.

Nar-

Raynaud nel citato suo trattato, De Rosa mediana^ fece l'elenco delgesuita
Je chiese alle quali fu
il

ra Cartari, citandoLonigo, ilceremoniale antico del

donativo pei presenti in Cu-

trasmesso da'Papi

ria.

dono

della rosa d' oro. Carlo Cartari

mo

Rosa d'oro questo nobilissiprivilegio, che quel principe, a chi il


la

Ha

avv. concistoriale e prefetto dell'archi-

Angelo pubblic in Roma nel 68 1 La Rosa d'oro pontificia, racconto storico consagrato a Papa Inno*
vio di Castel
1
:

s.

cenzo XI. In essa investig l'origine della funzione, ma con que'uionumenti scoperti al suo

la dona, s' presente in Curia, viene accompagnato, ricevuta che l'ha, dal collegio de' cardinali dal palazzo del Papa sino alla casa, dove egli habita; il che non si fa con quello, a chi donala spada
il d del Natale del Signore (ossia oStoc' co e Berrettone benedetti, F.). Era dun-

Papa

tempo: ci che

vi

di par-

ticolare in tale faticata opera,

un

cata-

logo copioso de'sovrani, imperatori e imperatrici, re e regine, principi e principesse, chiese e santuari, repubbliche e citt, alle

que la rosa d'oro un dono, che faceva il Papa ogni anno al prefetto di Roma n
:

si

trova innanzi che passasse la

s.

Sede

in Francia, chefusse
sa

quali fu dato o trasmesso

il

no-

bilissimo e decoroso regalo della rosa


d'oro, ed

sulla rosa d' oro stessa.

un elenco di autori che scrissero L'encomiato ab.


l'eru-

mai data questa roet in die coronationis suae all'Imperatore (come descrive il Ceremoniale Romno, lib. i.*' Processio Pontificis et Caesaris per Urbem,
ad
altri
,

che a

lui

Cenni benefiziato Vaticano, loda

quali con solenne cavalcata

si

recavano

dito Cartari per la beli' opera sulla rosa


d'oro, forma, rito di benedirla esiguifi-

ad

aedeni

s.

Marine

in Cosniedin; et ibi

cato

come

del

modo

di

donarla a'prin-

cipi, a* personaggi, alle chiese; ma non conviene sulla troppo remota origine che
le

PontifeXy si Rosani habet , Ulani equs Imperatoris equestri dono dal; et ad dexterani conversus,per Transtyberini cuni
suis omnibus ad Palatiiini revertitur. Caesar autem via, quasbimelius placet, Rosani manu gestans , a Ponte s. Angelo, Vedi, redi t, ubi viroscomplures, et de se

diede per accrescerne

il

pregio, e sul

rito di benedirla;

che

se avesse consulta-

to gli Ordini

Romani

di cui era custode,

non avrebbe dato fondamento alla -sua opinione, che appoggi suH' Ordine di
Cencio Camerario, che suppose e confuse
col Gelasiano

optime meritos equestri dignitate insignere solet.

seconda

di

quanto narrai

al

citato articolo, a Imperatore, a


Ei, la

Cavalie-

di

s.

Gelasio

Papa del

creazione di questi era di pi che

492; riflettendoCenni,che l'Ordine Gelasiano puro non si trova. Il p. Antonio


Ralilassarri gesuita die alla luce in

Ve-

nezia nel [709: La Rosa d' oro che si benedice nella 1 f^ domenica di quaresi-

l'imperatore ci eseguiva dopo cheavea lasciato il Papa). Dal che si vede quanto fosse grande allora il prefello di Roma, perch l'imperatore non riputava disdicevole all'imperiai sua mae-

100,

ma

ma dal sommo

Pontefice.

Non

solo egli
il

st ricevere

eruditamente espose

l'antichit,

rito e

il dono di quella rosa, che il Papa ogn'anno dava al prefetto. Mentre

suoi significati della rosa d' oro,


il

ma

fece

fu la
l

novero di molti donativi delle medesime. Profittando di tali benemeriti scrittori, brevemente vado a riportare i donativi

da loro

registrali

gli

aumenter

Sede apostolica in Avignone, perch non si ritrovava il prefetto, che era rimasto in Roma, costumarono Pontefici di dar la rosa al pi degno principe, che nella domcucd Laelare si ritrovava prei

KOS
scnle in Curia; e couliimarono a fur lo
stesso
l>a;

ROS
Flos ipse speciosissimus,quiesl
et

123

anco dopo che


i

fu rcsliluila a

Ro-

gaudium corona Sanctorum omnium. Suscipe

poco amici allora dc'soniaii Ponlefici, rare volle comparivano alle pubbliciie funzioni. Giulio 11 la
perch
prefetli

liane tu dilectissirae

fllii, qui secunduin saeculum nobis, potens, et multa virtute praeditus es, ut amplius omni virtule

diede una volta alTambascialoie


gliela

di

Fer-

in Chrislo

Domino nobiliteris, tamquani

rara, accipienti nomine diicis, e disse che

dava, ob merita Domini sui, quae

Rosa piantata super rivosaquarummultarum quam graliam ex sua uberanli


,

alias non eral solila darinisi llegibus^

ac

clementia
triuus,et

libi

concederedignetur, qui est


in

inagnis Principibus. Ai tempi nostri (Lo-

unus

saeculasaeculorum

(ri-

moli nella prima met del secolo XVll), non si manda se non a Regine e
iiif^o

spondeva

chi la riceveva),

Amen.

In no-

mine
cli->|f.

Patris-^,etFilii->Jf,et Spiritu Sau-

a signori grandi
et ai principi
si

all'

Imperatore,
la

a'
,

Ke,

manda

S[)ada

come

dono
si

pili

proportionato: vero per, che

la dar volparlando della rosa d'oro donala da Gregorio XIIl alladuches-

Amen

(questa formola

tata in italiano,

se l'Imperatore, o

qualche gran principe


della

sa di

Parma

e Piacenza, per

Rosa, questa se gli suol donare ". Leggo nel ceremoniale del Patrizi suddetto, Deberitrova
iedictionc Rosae, e nel Cartari: Consue-

inRoma ladomenica

sario apostolico,

onde

vi

un commisuna piccola vail

riante perci indicare), facendo


della benedizione.

segno
in

Hocaliquando

Ca-

pellofactum futjlnita missa, antequani

te runt romani Ponti fices in dominicalf^ (juadragesma in qua canlatur in eccle.^tV/jLaetare Hierusalem, /?o^t!//2 aureant
, post missaruni soIcmnia alieni magno principi, si praesens est in Curia, dare. Si minus esset in Curia princeps tanto munere dignus , mit-

Papa

descenderet de sede suaj sed con-

Papa revertatur ad Camera cum Rosa jet ita apnd mnjores favcnientisestj ut
ctilatuni reperio. Ille, cui Rosa data est, postquam manuniy et pedcni Poniificis osculalus estj ei pr tempore, gracias agit.

bcnedicere, et Ulani

Ci seguito, partiva dal palazzo apo-

extra ad aliquen Regem^ vel priu' cipem, ut placuerit Sanctissimo Domiti tur

no Nostro, cum Consilio sacri collegii. Nani


consuevit summus Pontifex^ante, v^elpost

missam, convocare Cardinales ad circaInni in

camera sua, vel ubi sib placet,

et

cum es deliberare, cuidanda^ vel millenda sii Rosa. Paride de Grassis, che ne scrisse

il personaggio che avea ricevuto dono, accojnpagnalo da nobile cavalcata e dal s. collegio de'cardinali, in mezzo ai due cardinali diaconi pi antichi, portando in mano la rosa d'oro e veniva accompagnato alla sua abitazione, circa lUunsunt pedites Cursores romanae cu-

stolico
il

rine,

cum

suis baculis, qui seleni illad'.e

ceremoniale, dice finita missa, il Papa, convocatis ad se in solio sedentem caril


:

slrenas ab eo, qui

Rosam

Imbuii, acri-

pere. Altro ceremonialecon pi dettaglio


descritto da de Grassis, lo riporta Carla-

dinalibuSy consultat,et concludit super il-

donatione, ut fiat. Quando nato personaggio si trovava in


lius-

il

nomiil

Roma,

Papa

consegna va, stando genuflesso chi la riceveva, con questa fbrmola. Accipe Rosam de manibus no.stesso gliela

43 e seg., insieme a quanto si praquando Papi donando la rosa d'oro ai principi non presenti in Roma la
ri

a p.

tic,

qui licet immeriti locum Dei in tei'tenemus; per quam designatur gaudium utriusqueHierusalem, Iriumphanslris,

ris

consegnavano ai loro oratori o agenti, dopo avere egualmente consultalo il s. collogio,seconveuiva donarsi, ovvero tal\olla solamente partecipato ai cardinali
la presa risoluzione.

Allora

il

tis scilicel, et

militanlis ecclesiae,perquam

mato a

se l'oratore

o ambasciatore

Papa, chiadi Re-

omnibus

Christi fdelibus manifeslatur

sidenza (y.) del principe o monarca cui

124
regalava
la

^^^
rosa d'oro,
gli

ROS
diceva sempll-

r Angl,
in

la rosa

d'oro che avea portata


di (jiiaresima,

ceaienle: liane IXosam porlahis'*hariss'uno in Christo [dio nostro Regi, vel Di-

mano

nella solenne processione fatta

nella

IV domenica
s.

dalla

ledo
chi
i

(sulla diversit de'

due

titoli,

con

Pepigli usano, ne parlala Carissimo

ed a Diletto) ^Ho nobili i'iro Duci^quaiii


]Vos Clini Consilio, elassensii venerabilinni

Maurizio a quella di s. Mar. tino. Il Papa era stato ad Angers accolto con grandi onori, avea eccitato il popolo a prendere la croce e partire col Crocechiesa di
signati [f^.)-pcv
lestina (^.), e
sa di
s.

fralriunnostroriun S. R. E. Cardinalium
sibi nipote

la

sagra guerra di

Pa-

de hac

s.

nemeritOj libentet\

et

Nobis begratiose, ac sponte


Sede,
et

vi

avea consagruta
il

la chie-

Nicola.

Grato
l'

conte Fulcoue

donanius.

Dopo di che l'ambasciatore

fa-

del donativo, stabi h che ogni anno, egli

ceva
ciava

il

ringraziamento
piede.

il

al Papa, e gli baAlcuna voltali Papa con-

ed

suol successori

avrebbero portato

segn

la rosa d'oro agli ambasciatori in Cappella segreta pontificia [r.),a\\a pre-

senza del cardinal Protettore [F^.) dei rei^nodi quellocui inviava


il

domenica delle Palme. Il 2. dono lo leggo in Novaes nella Storia di Eugenio lllj non conosciuto da Cartari, che da Langres a' 27 aprile i 148 scrisse ad
nella

donalivOjdi 3 o
affetti del so-

Alfonso VII re di Castiglia quella lettera


di cui gi feci
il

cardinali nazionali o

bene

cenno, per accompagnare


,

vrano
del

cui era destinatala rosa. Indi' Cari

regalo della rosa d' oro

che

gli

fece

tari a p.

46 e seg. riporta medesimo de Grassis,

ceremoniali
ri

presentare dal vescovo di Segovia. /^/e?-

riguardanti

trattamento e ricevimento del legato,nunzio,

sandro III nel 1 163 portatosi a Parigi^ ed avendo nella domenica Laetare benedetto
la

ablegatoo commissario pontifciode-

rosa d'oro, colla lettera ricorla

stinatoa portare e consegnare ai.princlpi


assenti

da

Roma

la

rosa d' oro;

le

cere:

monle

delig consegna e relativa formola

riporta ancora

quanto

si

pratic per
il

la

dono a Luigi onde quel pria-, clpe secondo alcuni fu chiamato Floro , poich la rosa d'oro si disse anche Fiorimi
data di sopra,
\n

mand

VII

re di

Francia

(F".),

consegna della rosa,

ne'casi in cui

Pa-

aureuni, o perch

la

regalata fu in for-

pa trovavasi assente da R.oma, ovvero infermo o impotente di recarsi in cappella,


ed eziandio delle rose d'oro donate in sede vacante. Costretto a brevit, orametto
tali

ma
dro

di

fiamme o

iridi.

Nel

77 Alessan-

III recatosi a

^e/zes/^ (/^.) per la faI

erudizioni, anche per supplirvi con

mosa pace con Federico imperatore, celebr solenne messa in s. Marco nella IV domenica di quaresima all' altare maggiore, ov'erasi processionalmente portato
colla rosa d'oro
:

quelle narrazioni de* diversi ceremoniali

che descriver
il

nel riportare qui

appresso

dopo

il

vangelo predila

novero delle persone, sovrani, repubbliche e chiese che furono distinti con questo pontificio donativo.

c, e finita la

messa regal

rosa al bealla re-

nemerito doge Sebastiano Ziani(e

pubblica, dice Benedetto XIV), autoriz-

La pi antica memoria che abbiamo del donativo della rosa d'oro, all'infuori dei
prefetti di

giorni solenni,

Roma, per comune consenso


1

di

zandolo a farla portare innanzi di se nei come rileva Novaes. Apprendo da Olimpio Ricci, De giubilei a-

quelli che scrissero sulla

medesima, di Urbano linei 096, il quale dopo la celeClermont, in cui si deliber Crociata (^'.) per la liberazione dei

Riversali p. 176, che Alessandro III trasmise a GiiglielmorediScozlalarosa d'or,


ri

brazione del concilio di Tours,o ve confer-

m quello di
la
I

.^

luoghi santi di Palestina, regal a Ful-

cone conte sovrano d'^//g:er5 capitale del-

ambasciatoche per essere strettamente breve, vado citando, motivi pe'(|uali si potranno conoscere i Pupi regalarono le rose d'oro^ ovvero le
il

quale

gli

avea

inviati

d' ubbidienza. Negli articoli,

KOS
erudizioni relative. Onorio
reliquie, al cardinal Nicol

ROS
UT don
la la

125

nella basilica Vaticana (altri dicono nel-

rosa d'oro nel 1220, oltre molle insigni

Laleranense), con gran pompa, a pre-

Chiavamonlej
Io

ferenza di Pietro h*e di Cipro, ch'era pure in

indi al diredi Ricci la regal ad Alfonso

Roma, per
i

cui

JX

re di

Leone: questo nome

pongo

morarono
cevuta
la

cardinali,

altamente ne morsebbene aveano caregina

io per concordare con Cartari , il quale per erra nel designare Alfonso che incominci a regnare neh 2 52, mentre egli assegna l'epoca del 1 2 5, quando Onorio III fu eletto nel 1216. Gregorio IX v\

valcato per

la citt colla

dopo

ri-

rosa.

Siccome Urbano
s,

la

don pure

alla basilica di

Pietro (rudel

bata poi nel sacco di

Roma

1527

come

leggo in Torrigo, Grotte Vatica-

1227

la

regal

al

valoroso

Raimondo

nCj p. 47^)?

Orsini^ per avere operalo meravigliose prodezze nella crociata di Palestina. In-

sembra probabile nel 1 36g, perch nel settembre ripart per Avignone.
Ivi

essendosi stabilito l'antipapa Cle-

nocenzo IV nel dicembre 1244 P'^ssalo in Lione (/^.), regal poi la rosa d'oro alla chiesa

de'canonici di

s.

Giusto, che in
^

mente FIIj anch' egli volle ritenere il rito della rosa d'oro, riportando Cenni e Cartari che nel iSgi gli fu pagato
il

un breve chiam Nostra per aver

abi-

censo per l'anno decorso e pel correnchiesa

tato per circay anni nel contiguo monastero. Essendosi portato in delta citt Rai-

mondo VII conlesovranodi Provenza ad


ossequiare
il Papa, questi l'onor del medesimodonativo,che Cartari non registr. Inoltre Innocenzo IV regal la rosa d'oro a Reginaldo Mohun conte d'Este. -5e-

due oncie d'oro dal feudatario delromana Giovanni duca di Bourges, ch'ebbe il dono dlia rosa d'oro e per Avignone pubblicamente la port. In Roma Urbano VIne\ 1 38g regal in s.Pietro la rosa d'oro a Raimondo o Raimondello
te, di la

del Balzo Orsini conte di Nola, e lo cre

3o4, mentre abitava coi suoi correligiosi predicatori nel convento di s. Domenico di Perugia (^.), renedello
1

XI nel

Gonfaloniere di

s.

Chiesa^ per averlo

li-

berato in Nocera de' Pagani (V.) ov'era


slato assediato, e condotto con galere a

omonima, e poi s. Stefano, la rosa d'oro, cio un ramo di rose d'oro, qnnl suole donare il Papa, ed era del "valore di oltre 70 fiorini d'oro (ognuno
gal alla chiesa

voi.

equivalente a 12 paoli). Clemente /'/nel


1

348

in

Avignone
I

a'

27 marzo

die

la

ro-

sa d'oro a Luigi

re d'Ungheria. Innoin

cenzo

VI

neli35o

Avignone don

la

rosa d'oro in presenza de'cardinali, a Ni-

Genova. Di Bonifacio IX raccontai nel XXIV, p. g, che don in Roma .ai 3 marzo i3gi domenica Laetarela rosa d'oro, od Alberto d'Este signore di Ferrara, ci che ignor Carfari. Inoltre Bonifacio IX neh3g3 in Perugia (U.)\ii la rosa d'oro ad A storre (forse de' Manfredi, dice Cartari) da Bagnacavallo; indi nel 3g8 la don a Ugolino Trinci signoI

col Acciajoli gran

siniscalco e

amba-

re di Foligno (V,), insieme alla citt di

qui posso ; fin concederlo a Cartari, non per che fece senatore di R.oma ecre cardinale il fratello

sciatore del re di Sicilia

Nocera. Bonifacio IXonor pure


le

di simi-

dono Benullino Cima di

Cingoli, come

nolai nel voi. XIII, p. 177, e lo fece senatore di Roma, essendo pure assai amato da Andrea Tomacelli nipote del Papa. Cartari non conobbe quanto riportai nel voi. Ili, p. 224, che l'antipapa Benedetto XIII in Avignone regal la rosa d'oro a Martino re d' Aragona nella IV domenica di quaresima, e con essa lo fece ca-

Angelo; poich un Nicola Acciajoli

con quelle cariche che riporta Cartari, fu fatto senatore neh 43 r, e Angelo lo cre

Urbano VI neh 38 1. Urbano Va Avignone regal la rosa d'oro a Waldemaro IV re di Danimarca. Portatosi in Roma Urbano V, nel i368 don la rosa d'oro a Giovanna I regina di Napoh
cardinale

valcare per la

cill.

Alessandro

a'

126
gennaio 1 4
1

ROS
o(clie

ROS
Cesco Gherardini,

Benedetto XI V cliia oia

concilladino e bolognese, per averlo di-

chiarato Io slesso Alessandro

V morendo,

mentre comunemente gristoricilo'dicono dlCandia) giunse in Bologna, cavalcando una chinea condotta per le redini da Nicol lo Zoppo marchese d'Este e signore di Ferrara, al quale a'2 marzo in s. Petronio, dopoaver celebrato la messa pontificale, gli don la rosa d'oro (benedetta

onde furono poi denoGherardini della Rosa, e nella branca del Leone loro slemma posero una rosa, altri dicono un ramo con due rose.
minali

Una

folla di scrittori tu Itoci descrissero,


il

dai quali s'impara che

di della Pasqua, che la rosa era


sta di

rose d'oro fino

dono segu nel compoe in cima un zaf-

firo. Il

gesuita Richa, Notizie delle chie-

come scrivono

alcuni),

come

rimarcai nel

voi. XXIV, p. 93. Roma don nel i4'

Giovanni
i

XXI fi

in

la

rosa d'oro a Car-

lo VI l'Amalo redi Francia; indi neli4i3 (meglio nel i4'4j <^ome dissi nel voi. XXXIV, p. 81, con l'autorit dello storico d'/mo/rt Alberghetti), bened(come ilicono Cartari, e Alberghetti che chiama

t. 3, p. 35, scrive che il dono fu fatto il giorno della domenica delle Palme. Dice Scipione Ammirato :" Questa un ramo d'oro con molte fronde, e con una rosa nel mezzo pur d'oro, la qua-

se fiorentine

le

benedetta dal Papa con alcune orazio-

ni, unta di balsamo, e di

muschio

trito

ripiena, e con l'acqua santa aspersa e in-

censata,

si

suole donare,

non

solo per se-

solenne

la

benedizione;

ma

in

questo er-

gno d'onore,
gaudio e

ma

per annunzio di celeste

rore caddero molli gravi scrittori, co' riti

letizia,

moderni avendo creduto simili gli antichi; seguendo quali prima d' aver stui

dette dal Paj)a

come suonano le parole quando la consegna o man-

da. Volle Martino

per maggior

testi-

diatocriticamente Tanlicipata origine della

benedizione, ancor io

dissi

diverse volin

monio d'onoranza, che la rosa fosse accompagnata da'prelati, da'cardinali e da


tutta la sua corte sino al palazzo de* Si-

te

benedette

le rose,

prima del tempo


di

cui lo furono effettivamente) la rosa d'oro

gnori.

Per questo essendo

tulli

montali

n'27 marzo in

s.

Petronio

Bologna, e

la

a cavallo, venendo dietro agli altri con la


rosa in
nali,
il

mand

a Lodovico Alidosio signore d'Idi

mano

il

preposto fra due cardi-

mola. Aggiunger un altro donativo


rosa d'oro di Giovanni

XXIII non

ripor-

tato da Cartari, che trovai

neW antologia

quale con quella solennit and a ri porla nell'udienza de'Signori,ovemes. sa poi in un bel tabernacolo, lungamente
fu conservala.
ta
il

Romana^

t. 2, p. 269, e fatto nel i^iS incostanza all' imperatore Sigismondo, essendo formala a guisa di mazzo di fiori, o arboscello alto, che poggiava sopra im piede. Martino 3 eletto in della cit-

Questa pompa fu reiterail

seguente giorno, essendo


lutti
i

preposto

accompagnalo da
li

cavalieri e nobial

della citt,

il

che rec
in

popolo soddi*'.

sfazione e conlentamento grandissimo

t, ricevambasciatori

dalla repubblica di

Nel

420

a'i 7

marzo

Firenze Martino

Firenze j che
la loro citt

lo

supplicarono a onorare

V don
mente

altra rosa d'oro a

Guido conte
Scolari.

di

per qualche tempo, rinnoil

Urbino, trattato da'fiorentini magnificain casa di

vando r ambasceria quando


nel

Papa era

Matteo

Altra

passato a Milano, e poi giunse a Firenze

1419: dopo aver detta la messa a'26 marzo domenica Laelare (altri scrivono
2 aprile,allrii2) ins. Maria Novella, do-

ancora ne regal alla basilica Vaticana, come attesta Torrigio a p. 2.58, dicendola
rubala nel sacco del 1^27. Eugenio 7Knel i435, mentre dimorava in Bologna, mand la rosa d'oro in

n
il

alla signoria di

Firenze
la

la

rosa d'oro

benedetta solennemente,

quale perch gonfaloniere era infermo, la ricev in


repubblica
il

dono all'imperaloreSigismondOjCon quella lettera


il

nome della

prcposlo Fran-

che riporta Cartari. Nel i435 Papa onor con questo donativo Ra-

ROS
nuzo
III

R0$
di

127
la

Farnese, avo

Paolo HI, cop.


s.

la

Chiesa usa pure


la

il

colore rosaceo,

me

notai nel voi.

XXI H,
in

if)5,

quale

dalmatica e

tonicella, in segno di par-

benemerilb generale della

Sede, e ci

venne rappresentalo

una pilUira del

bellissimo palazzo di Caprarola{T^.).So^'

giornando il Papa in Firenze nel 14^7 pel vescovo di Piacenza Agnolo mandla
rosa d'oro in regalo all'altare maggiore
della cattedrale di
s.

anticamente altrevenne celebrata in s. Croce in Gerusalemme), come riportai nel voi. IX, p. 99 ed altrove, fuori di dubbio; ma rijfletle Cenni che la basilica di s. Pietro, da cui costumarono prendere esempio le altre
ticolare allegrezza (ed
s

Maria del Fiore,

ac-

chiese del

mondo,

soleva esporre la

ro:

compagnato da molti
vi, preti,

arcivescovi, vesco-

d'oro nella sola domenica LaeAare. ACenni

notari e altri; la quale rosa pe-

non

riusc

sapere perch
si

il

colore ro-

sava oncia i4 e denari g, ascendendo il valore a fiorini 95, e il zaffiro 18. Nel 44^ Eugenio 1 V in Siena solennemente
1

saceo o di rose secche

adopi anche neli

l'Avvento; ed

io lo spiegai

a Colori ec1

clesiastici, o voi. XV, p. IO, 12,

5.

Ag-

bened

la

rosa d'oro nella

domenica Lae-

don a Domenico Rinaldo Orsini contedi Tagliacozzo, signore di


tarej e subilo la

giunger ,che nella memorala lettera pontificia al doge genovese, non si dice che
benedetta nella domema: Consueverwil qua* dragesimae tempore^ ilio die^ quo caii' tallir Laetare Jevisaiem, Rosam aurea elargiri.... e nel dire il Papa che gliela inviava, si espresse: cui Rosam praeteri'
la rosa era stala

Piombino e generale de'senesi: inoltreEugenio IV don la rosa d'oro al santuario di Sancta Snnctorum di Roma, e lo attesta Marangoni neli'/*/or/rt a p. 149, non aVendola notata Cartari. Nel i444 '^ ^P^' d ad Enrico VI re d'Inghilterra. Nicol V nel 144S invi il suo legato in Polonia (^.).
al re

nica Gaudete^

tae

quadragesimae milteremus, ConcluV, e resto sorpreso come quead Alfonso


re di

do,che erroneamente scrisse l'autore della


vita diNicol
sto confronto sfuggisse al diligente Cenni.

della rosa d'oro,

Casimiro IV, col donativo che appresi da Novaes

e non rinvenni in Cartari. Indi nel i45io

Nicol

inoltre la die
,

Nicol
vese,

mezzo d'Antonio Ivani genorosa d'oro, con lettera che

Napoli e di Aragona

e gliela invi per


di camera, e 268: Cartari

mandla
di

Michele Marliano chierico


Io registrai nel voi. LII, p.

riprodusse Cartari, a Luigi

Campo

Fre-

goso doge
l'invi al

Genova;

e nell'istessoanno

landgravio di Turingia e conte

dice ignorarne l'epoca; l'aggiunger io, con breve de'20 aprile i45i,perla vittoria riportata sui turchi. Ne'vol.
p.

d'Assia,f jC5//>^eZ>. Elisabeth ^piel a te

da-

XVII,

i449> al 1 quella di detto anno, come pure espressamenterimarcaCenni,e senza essere slate benedette, non essendone per anco propriamente cominciato il rito, che per con lui attribuimmo dopo Nicol V. Siccome nell'autore di sua vita fu scritto, che
:

al

i.**

mand

la

rosa del

57 raccontai come NicolVnelia domenica L^e^rt/e del 1 4^2


219, e
p.i

XXIX,

coron l'imperaloreFedericollIerimpe'
ratriceEleonora,enel d seguente regal
questa della rosa d'oro. Essendo in
nel

Roma

1453 Federico II elettore di Brandeburgo, il Papa gli regal la rosa d'oro,

la

rosa d'oro l'avea benedetta nella 3.' do-

menica dell'/^tn'ew/o del 1449 delta ^^"" dete, mosse la seria attenzione del dotto e critico Cenni a molte riflessioni. Che in qualche chiesa insigne onorala dai Papi della rosa d'oi", sia costume di esporla nella IV domenica di quaresima Laefare, e nella 3.^ dell' avvento Gaudetc^ in cui

che a'iempi del cardinal Commendone ancora esisteva: il ceremoniale lo riporta Cartari a p. 45, dicendo che nella venula in Roma fu incontrato da due cardinali
diaconi,

dopo

l'ultimo de'quali sednella


il

cappella pontificia, secondo

consueto

ceremoniale. Nicol

V nel

i45i4jP6' ^^'

scovo di Porlo referendario,

mand

lo

128
slesso (lonafivo

ROS
ad Alfonso

ROS
Vie
di

Por-

figlio di

Ferdinando

V re

di

Spagna

(re

togallo (F.). Calisto


Telilo

///con diploma ri
superior-

da Carfari, e

di cui diedi

Leone, e poi di tutte le Spagne), secondo Cartari; ma sbagli nella


di Castiglia e

mente cenno, nel i4^7 a'24rnaggio mand in dono la rosa d'oro a Carlo VII re
eli

persona, poich Federico era principe di


I re di Na107 e seg. raccontai come Paolo II in Pioma nel 1471 in s. Pietro nel giorno di Pasqua solennemente cre duca Borso d'Este vicario

Taranto e

figlio di

Ferdinando
p.

Francia, eccitandolo a combattere

gli

poli.

Nel voi.

XXIV,

immanissimi turchi

e difendere la fede.

Oijserva Cartari, che la rosa d'oro con-

tinuava ad essere un sol fiore,

ma

ornato

2 perle. Pio II imitando lo zelo del predecessore nel frenare la baldanza dei

con

di

Ferrara, cui

il

Paleologo cinse

la

spa-

da, e che nel seguente giorno nella

me-

formidabili ottomani, per cui

si

rec al

desima

basilica gli

don

la

rosa d'oro be-

congresso di

Mantova (/^,), e passando per Siena sua patria, narra Novoes, tanto
cose senesi, che nella

nedetta, tempestata di

gemme e gioie, del


il

valore di

5oo
la

ducati d'oro. Indi un carrosa,

isti'uilo delle

dome-

dinale prese
al

ed
s.

Papa

la restitu

nica Lattare

i4^9

'ecit nella

cattedrale

duca sulla porta

di

Pietro

al

cospetto

nn'eloquentissima orazione, benedi col


solito rito la rosa d'oro, e la

don

al se-

nato senese presente alla funzione, non come avea scritto Piicci citato, alla cattediale stessa. Nel
a Giovanni
II
1

accompagnare dai cardinali in cavalcata al Palazzo apostolico di s. Marco, o\e lo tratt di lautissimo convito. Per la splendidissima fundel popolo, e lo fece
zione, dicesi che in

460 la
II nel

regal. ancora
di

Roma

si

recarono

re

d'Aragona e

Navarra.

La don

quindi Pio

1462 a Tomimla testa

maso Paleologo
di
s.

fratello dell'ultimo

Borso vi fecenobilissima comparsa colla sua magnifica corte vestita riccamente, 80 uomini della qua;*e

2 5o,ooo forestieri

peratore greco, peravergli donata

le

portava ciascuno
il

glossi cani, secon-

Andrea apostolo, ohe colloc

nella

do

costume

di que' tempi. 1^/5/0

IFm
al

basilicaValicana con solenuissima esplen-

vece della rosa beued un


cia di tal metallo,

ramo
1

di (juer-

didissima processione che diffusamente


descrissi nel voi.

con allusione
i

suo

LV,

p.

261

e seg. Tut-

stemma della Rovere, e nel 47


alla cattedrale di

lo

mand

tavolta

Amalfi cvce

possederla, per do-

no

del celebre suo concittadino cardinal


in

fu nel 1472, perch fu fatto


sto del
:

Pietro di Capita, che quale legato

Co-

Savona sua patria; ma Papa a'9 agoprecedente anno nel medesimo

stantinopoli, quando solo Innocenzo

III

errore di data cadde Baldassarre


oltre la rosa d' oro
(

Don in-

(V.) fu presa dai

latini, l'invol

e con di-

ignorasi se altro ra-

ploma

la

don

poi ad Amalfi, che nella


la

mo

di

quercia) ad Ernesto duca di Sas-

pia credenza che sia la vera,

tiene in

sonia; ed a Federico Feltre che fece duca d'Urbino (F.), oltre Io Stocco e Berref^o/ie benedetti, altre
si

somma
liquie di

venerazione. Parlando delle res.

Andrea

a Patrasso, dichiarai

insegne solite dar-

con gravi autori, che piuttosto il corpo ricev il cardinale in dono da Baldovino I imperatore latino. Cartari nel dire che
Ja rosa fu

ai

benemeriti di

s.
il

Chiesa, pel qual do-

no

fece

un carme
t.

celebre poeta Porin

cello

Pandoni, come leggo


i, p.

Marini, De-

data

al

Paleologo, per

la testa

gli archiatri

194
la

ii

quale alle

Andrea, cita Gobelino storico contemporaneo di Pio II. Inoltre questo Papa mand la rosa d'oro a Pienza (F.),
di
s.

rose del Cartari altre ne aggiunge colle


seguenti. Sisto

IV don

rosa d'oro al

ov'era nato, e pesava i4 oncie: Cartari

non la conobbe. Papa Paolo II nel 1470 don in Pioma la rosa d'oro a Federico

marchese di Mantova Lodovico III Gonzaga, e gliela sped pel suo archiatro G. Filippo dal Legname professoredi Perugia.

La

die pure nel

i474

Cristiano

ROS
re di Danimnrca, che con magnifico acniile

ROS
da portarsi
ta

12^

ad una rosa staccata dalla pianta e


in

compagnamento si leciii Roma per soddisfare ad un suo voto, alloggiato al Valicano dal Papa,
la
il quale ricevette da lui LaK'anda delle mani {^T^.): ne pubblic

mano

(talvolta nell'espor-

la sull'altare

si

soleva meltere sulla pun-

d'un candelliere d'argento, quando es

ra

piccola, al riferire di Lonigo), in se-

le Notizie Cancellieri,
la notizia gi

ma

gli fu

ignota

pubblicata da Marini. Al1

gno di paterna benevolenza e per la buona a-monia che passava colla repubblica
di Venezia,
i

V la mand al doge di VeAndrea Vendramin, col mezzo dell'ambasciatore AntonioDonalo econbrc' Te del 23 o 25 marzo 1476; altreltanto trovai in Novaes. Finalmente Sisto IV nel 1482 altra rosa regal adEberardo contra rosa Sisto

nezia

ove la rec Jacopo de'duchi d Cardona Scudiere pontificio. Nel 1 496

donAlessandro VI
Cesco
II

la rosa

marchese

di

d'oroaFraaMantova, che avea

militato per s. Chiesa; nel 1 497 al celebre Alessandro Gonsalvo de Cordova detto
il

te di

Wurtemberg
,

e signore di

Monte

gran capitano,
i

il

quale dopoavercac-

Pelignardo, genero di detto signore di

ciato

francesi dal

reame

di Napoli e la

Mantova

ch'erasi reca to in

Roma per sua


Ferrara Erco-

presa d'O^i/^r, portatosi in

Roma, ed

in-

divozione e curiosit. //i/20cezo ^///dott le rose d'oro, al

contratodallafamiglia pontificia, da molti prelati e da lutti cardinah , fu condotto dal Papa in concistoro, che gli die la rosa d'oro in testimonianza del suo valore. Nell'anno santo i5oo tornalo in Roi

duca

di

le I, eal

Delfino di Francia, mentre il Papa giaceva infermo in letto neli4B5,efu


al

consegnata
strier: les

suo oratore. Scrive Mene-

armoiries de Grenoble(c&^\\.s\Q

ma
di

dalle prepotenti sue conquiste Cesare


figlio del

del Delfnato) sont la marqite des Roses^

Borgia (F.),
s.

Papa e generale

que les Papes onlenvoyes aiix Dauphins.


Nel
1

Chiesa, a'27 febbraio venne incon-

486 Innocenzo VI

sped

la

rosa d'o-

trato dalle famigliedel Pontefice e de'car-

ro con breve de' 12 marzo^pel pontificio

internunzio Imolensi, a

Giacomo

III re

di Scozia: meritano leggersi le lettere accompagnatorie di questi sagri donativi,

da altri con nobilepompa, ed Alessandro VI pubblicamente in cappella pontificia gli consegn la rosa d' ovo ^sedens incardinaliunt
sedilibus,ab eodeni senatu

dinali, dagli oratori de'principi e

per l'unzione cui sono


diversi bellissimi

scritte,

per

le

pa-

usqueadae-

terne e tenere espressioni de'Papi, e pei

modi

e significati, coi

des snas in Urbe positasfuit conduclus. Giulio II nel i5o4 ricevette l'ambasceria delia repubblica di

quali

simboleggiano e celebrano le rose d'oro. Nel voi. XLIX, p. 265 riportai la


si

Genova, composta

di

1 1

oratori e altrettanti cancellieri, per

rosa d'oro (non conosciuta da Cartari),


lo Stocco o

congratularsi di sua esaltazione, come sa-

Spada con

cappello gioiellali

vonese, ed egli don loro per la repubblica la rosa d'oro, colla quale
i

e benedetti, che Innocenzo Vili don in

Roma al prode

Generale dis. Chesa(P\)

Giacomo Trivulzio milanese, per l'impresa 'Osmo. Alessandro FI don le rose d'oro, nel i493, e non nel 1490 in cui non era Papa, a Isabella regina di Spal

i Papi onoravano pi cari amici, come diceilSemeria nella Storia ecclesiastica di Goi'rtp. 384, dono non conosciuto da Carsoli seguenti. Nel i5o5 tari che nota Giulio II consegn la rosa d'oro al vei

gna, consegnandola a'suoi a-mba scia tori;


nel

1494

Halla in
la rosa di

Vergine di Fiandra; nel i495 al doge ve^'^^ chiesa della R.

scovo di Plosko, oratore del re di Polonia Alessandro I, accigliela presentasse;


nel
1

neto Agostino Rarbarigo, essendo allora

gal ad
la

5o6 con breve de' 8 giugno la reEmmanuele re di Portogallo, per


1

co di pi

forma piccola, ed eccedente pola misura di mezzo palmo, si-

propagazione e difesa della fede, coni

tro

turchi e saraceni, per

mezzo di Al-

VOL. LIX.

3o

ROS

ROS
segn ad Annibale suo consigliere e oratore, che riporta Cartari, nella quale si sottoscrisse Fidci Defensor. Che poco dopo divenne acerrimo persecutore di essa, ad Inghilterra con difi'usione lo narrai. A'2 ottobre anche il cardinal Volseoar* ci vescovo di York scrisse al Papa, quanto la rosa riusc cara al re. Nel i525 la regal a Carlo 111 duca di Savoia a'3 giuI

varo de Cosla caniericre regio; nel i5o8 la dieilu all'ambasciatore d'Alfonso I dii*
ca di Ferrara per quesli,eBellrando ve-

scovo d'Adria nel pontificio

nome
di

la

con-

segn

al

duca nella cattedrale


alla

Ferrara,
i8.

mentre assisteva
lo

messa pontificale,

che ricordai nel

voi.

XXIV,

p.

Altro donativo diGiulioII che ignorCartari, fu la rosa d'oro benedetta inviala ad Enrico Vili re (\* Inghilterra (^.), per confermarlo nella divozione verso il romanft Pontefice, al dire di Novaes, e per

gno, per onorare suoi sponsali. Nel


i

5iC^

(non nel i52 5 come vuole Torrigio) la don in segno d'amore alla celebre Arci'
confraternita del Confa lone{*\'\ cui riparlai

G uglielmo arci vescovo diCantorberysunlominato.Zeowe^Y, come gi notai aPoR-

nel voi. LI, p.

246) a'5 marzo, poril

TOGALLO, nel i5i4 pel le Emmanuele nel 2. giorno di Pasqua, sedente in soglio alla presenza de'cardinali
ai
gli

tandola alla chiesa

Maggiordomo (F.)
^

consegn

suoi ambasciatori

la

rosa d'oro, ed essi

baciarono

il

piede e furono accompaa'ss.

gnali dalla famiglia papale

Apostoli

ove abitavano. Leone X neliSiy onor di questo sagro donativo Carlo 111 duca di Savoia. Con hiexe sub annido Fiscatoris^
1

dato in Civitavecchia a'2 3 ottobre

dopo la benedizione, in cavalcala con tutta la Famiglia pontificia ehi consegn ai deputali. Probabilmente pel tremendo saccheggio del seguente anno fu rapila, onde il sodalizio ne fece dipingere a oro la memoria nella tribuna, cio un ramo con o rose collocato su vaso di forma ovale, posato sopra un trepiedi in figura di zampe di leone, col Papa in piviale e
1

8,

Leone

don

la rosa d'

oro be-

nedetta a Federico duca di Sassonia, per

triregno genuflesso innanzi la B. Vergine, con iscrizione e l'erralo anno i5i^. Cariali Iralascidi registrare la

Carlo Millz
elogio,
l'eresia

di

Misnia cameriere segreto


a porre

rosad'orore-

del Papa, dichiarato nunzio, di cui fece

galala a* io

pregandolo

un argine
il

al-

Luterana

{^^.)j

che

duca pro-

marzo 1 532 da Clemente VI [ a Sancta Sanctorum^ che not Marangoni , e prima di lui BaTdassarri, il quale
riporta l'istromenlo che fu fatto e
la

leggeva nell'autore Lutero, e perci poco


gradita dal duca, come rimarca Bernini,
\e\V Hisloria dell'eresie.

so-

lenne ceremonia della consegna


lizio,
il

al

soda-

Ques narra

in-

12 marzo, in cui

che il zelante Millz si abbocc con Lutero, ma si condusse con poca avveoltre,

conservatori di
e

Roma

il senatore ed i con gran comitiva

pompa,
avanti

dalla chiesa d'Araceli

la

porta-

dutezza e dignit, restando deluso dal fur-

rono
se,

siill'allare della basilica


l'

Lateranendel
ss.

abus di qualche imprudenza nella dieta di Worms , sulle varie costumanze della corte romana da lui narrate. Leone X mand ancora la rosa d'oro adEnrico Vili re d'Inghilterra, che chiam Difensore della Chiesa e della Fede (F.). Adriano FI neh 52 3
eresiarca, che anzi
.iua

bo

immagine acheropita

Salvatore scoperta.
disfazione a Federico

Paolo Ill}pev dimostrare la sua sodII duca di Mantova, ch'erasi contentato che in detta citt
celebrasse
in
il

si

concilio generale, poi te-

don la rosa d'oro al gismondo L Clemente


il

re di Polonia Si-

FU nel
scrisse

i524

la

Trento, nel i537 gli mand la rosa d'oro benedetta", da un suo cameriere segreto e suddi lo del duca.OsservaCen-

nuto

mand ad Eurico Vili


quale a'io ottobre

re d'Inghilterra,

ni,

che nel diploma


il

col
si

quale
il

il

una

bellis-

compagn

dono,

trova

Papa acnuovo cecaere-

sima

lettera di ringraziamento,

che con-

remoniale narrato di sopra,

solitis

ROS
vom'is benedixissemus,
la

HOS
avendo rimosso

i3(
1

mente

in

Roma

Paride
grata,

consQgrazionecol crismn inlrotolfa tla tle Grassis, pel quale tollerabile


la

loggiandolo in

a'20 settembre 5^7, alpalazzo splendidamente,


col-

fatto sedere in cappella pressoi cardinali,

respressione che

rosa d'oro fu consa-

ma

solo ne'pontificati di Giulio H,

tenuto a desinar seco con tutto legio facendolo sedere incontro

il s.

al

deca-

Leone X, Clemente VII, e forse anche di Adriano VI, in cui fu usato il crismajdelle
altre dovendosi dire

semplicemente bene-

no, ritornato che fu a Napoli, mand alla duchessa moglie la rosa d'oro benedetta, per Matteo Acquaviva protonotario apostolico,

detta, cio dall'epoca che stabilimmo con

che

la

Cenni in poi. Nel i543 Paolo IH, al modo che descrissi nel voi. XXIV, p. 129, a'24 aprile celebrando messa pontificale
nella cattedrale di Ferrara,
fe:>ta

chiesa. Pio

IF ug

consegn n?lla maggior i56i sped alla re-

gina di Boemia colla rosa d'oro benedetta,

Giovanni Canobio, con segrete*istru-

del pa-

zioni di trattare in
fari,

Germania

diversi afil

trono
la

s.

Giorgio, don al duca Ercole II

specialmente riguardanti

concilio

rosa d'oro, e lo stocco e berrettone be-

di

nedetti. Nel

1548
la

in
il

nome

di

Paolo

III

Trento. Indi nel i564 per attestato della benignit con cui riguardava Lucca

present in Parigi

nunzio Torriani velo

scovo di Ceneda,
stesso

rosa d'oro alla regina

(/^.) e la sua repubblica , sped ad essa perd. Giulio Cesare Colonna, la rosa d'o-

Caterina de Medici. Crede Cartari che

ro benedetta, cio tma

rama contenente
le

Papa, per

mg."^

Lattanzio Benucci

pi rose, con molte foglie espine;

rose

senese, regalasse la rosa d'oro a Francesco

Delfino di Francia, probabilmente


di

figlio

erano del diametro d'un testone, quella in cima pi grande, avente in mezzo una
al giacinto informa rami soltanto erano dorati, cos il vaso da cui sorgevano, ed il piede fatto a 3 branche: si disse valere circa 2 5 doble d'oro. Fu ricevuta come favore segnalatOjCdonoratograndemente il Colonna dai magistrati, trattato magnificamente a spese pubbliche e regalato, oltre l'oiTerta di 600 scudi d'oro, non che ag-

Francesco I e fratello di Emico II, in conseguenza cognato di detta regina. Gm//o///per infermif bened la rosa d'oro
agli

j)ielrina

somigliante
I

di cuore.

8 marzo i55o nella camera


la

di

u-

dienza, e

die all'ambasciatore di Por-

togallo, pel primogenito del re

Giovanni

IH. Divotissimo
della B.

il

Papa dell'immagine
basilica Liberiana,

Vergine nella
la

ove

7/1

/;2mo/z7'//5 nell'altare del


i.''

Presepio

avea celebrato

messa
pel

le

don

la

gregato
le

alla cittadinanza.

Fu collocata nel-

rosa d'oro da lui benedetta. Indi con bre-

stanze del gonfaloniere in decoroso ta-

ve de'26 gennaio
nio Agostini,

555 mand la
1

nunzio Anto-

bernacolo chiuso da due chiavi, da custodirsi

rosa d'oro da lui

una dal

vessilliferOjl'altra dal col-

benedetta nella domenica Lae.tare del


precedente anno, a Maria regina d'Inghilterra, che succeduta all'apostata genitore Enrico Vili, vi avea ripristinato
la cattolica religione,

legio degli anziani.


tarsi

Venne stabilito di pors.

ogni anno nella chiesa di


le feste

Marti-

no, per

della

ss.

Croce, e della Lila

bert. Inoltre Pio

IV mand

rosa d'o-

per cui

fu

coniato

un medaglione

colTepigrafe: Fidei

De*
Spacap-

ro alla regina di Francia, per un nunzio: allora regnava Carlo IX. Il Papa s. Pio

fensalrijc. Giulio

HI per

lo stesso

nunzio

V don
silica

la

rosa d'oro benedetta alla ba-

fece presentare a Filippo II re di

La teranense,cioalla cappella oora-

gna, marito della regina,


pello benedetti. Paolo
di
Cf7t'e_,

lo stocco e
la

torio di

IF dopo

pace

per

la

guerra

fatta nella

Cam-

s. Lorenzo detto Sancla Sanctorum^ come pure attesta Marangoni che dichiara l'anno 1567, sebbene il Papa

pagna romana dal duca d'Alba vicer di Napoli, dopo averlo ricevuto amorevol-

proib la Processione (^'.), ch'era solita


farsi

per l'Assunta coll'immagine achero-

i32
pila del
ss.

aos
Salvatore, alla quale propriafalla l'offer la,

ROS
e ducale, sostenendogli lo strascico Cosi-

mente fu monianze

secondo

le testi-

di allri

storici citati

da Car-

la rosa, e ritirandosi

benemerito delle notizie sulle rose d'oro. Avendo s. Pio V dichiarato granduca di Toscana Cosimo F,
tari, raccoglitore

camera s. Pio V gli don Cosimo nelle vicifie stanze preparategli, fu accompagnato da 3 5 card ina li. Greg'onoZ/// nel 573,pel

mo

I.

In detta

a'5 marzo i5'jo nella cappella pontificia


Sistina

solennemenlegl'impose
(/^.) e lo scettro
,

la

Ducale

gli

Corona don la

rosa d'oro in quel giorno benedetta. Co-

nunzio Serafino Olivario o Olivieri, mand la rosa d'oro a Enrico d'Angi re di Polonia {F.). Quindi nel iSyy ne fece dono a Sebastiano Venier doge di Venezia, per mg.' Annibale di Capua arcivescovo d'Otranto e nunzioapostolico, che port a quella citt doppio gaudio, per
la
le

simo I giur fedelt e ubbidienza alla chiesa romana, a s. Pio V e successori. Dice Baldassarri, che il donativo della rosa fu dipinto nella galleria del granduca in Firenze. Pare che gi e nel 2. anno del pontificato, altra rosa avesse s. Pio V donala a Firenze. Meglio rischiaiir il cenno di Cartari, col p. Richa gi citato, t. 6,p.25 r Agli 1 maggio 1 568 arriv in Firenze un Mandato del Papa Pio V con la rosa d'oro, ch'egli portava alla regina Giovanna. A'i3 si cant solenne messa dal vescovo Guidi in s. Maria del Fiore, assi1

successiva riaperta comunicazione col-

Provincie pontificie, interrotta per


i

la

ceremonia della presentazione si fece in s. Marco, con magnifica solennit. A'i3 luglio il doge scrisse lettera di ringraziamento al Papa, coi sigillo di piombo, che pu vedersi in Cartari. Indi per decorare la sua patria Bopeste a'2
luglio: la

logna, Gregorio
la

XI H neh SyB

le

mand

rosa d'oro posta in vaso simile, e fordi tal metallo diviso in

mata con ramo

stendovi la principessa colla nobilissima

pi rami e rose pel nunzio e conci lladi-

sua corte; finita che fu, il Mandato prese dall'altare ov'era stata esposta la rosa, la
porse
al

no mg.' Vincenzo Bolognetti suo cameriere segreto, il quale fu incontrato con


cavalcata a Str Maggiore, dai magistrati,

vescovo Guidi, ed esso


vescovo, e questi

la

con-

segn
to,
il

alla regina,

che tenutala alquanto,


al

senato, e canonici di
il

s.

Petronio, porla rosa.

la restitu al

Mandala

tando
il

nunzio in

mano

Poscia
fe-

quale con pomposa cavalcata

por-

prelato a'

25 marzo, come giorno

t al palazzo con

suono di trombe e
p.

feste.

stivo,
ve,

Era
Di

tutta d'oro colle foglie a 3 palchi."

con molta solennit, lettura del breed analogo discorso la present nella

pili

riportando il

Fucilala relazione
\,

cattedrale al celebre cardinal Paleotti allora vescovo poi i. a rei vescovo di quella

dell'incoronazione di

Cosimo

ricaver

quanto pu riguardare il donativo della rosa d'oro. A'4 marzo iSyo ricorrendo la domenica Laetare^ s. Pio V si rec iu
cappella colla rosa d'oro in

metropolitana,

il

quale rispose con elola

quenlealIocuzione,ecelebr
tificale

messa pon-

suir altare maggiore, ov'era sta-

nendo Cosimo I lo che dopo l'epistola


li.

strascico del

mano, sosteManto,

ricev la corona e lo

scettro, e torn a sedere tra

All'offertorio Cosimo

offri al

due cardinaPapa un

nunzio collocata nel mezzo la rosa, comunic molto popolo; perch il Papa col breve accompagnatorioavea concesso indulgenza plenaria, da conseguirsi da
ta dal tulli quelli

che confessati e comunicati


il

calice d'oro di io libbre,


di

superbo lavoro

visitassero la cattedrale nel giorno del ri-

Benvenuto Cellini, \\ Formale {^F .) pel un piviale, una pianeta, due tonicelle e un paliotto. Finita la messa il Papa torn alla camera de'paramenli colla rosa in mano, traversando le sale legia
Piviale,

cevimento del sagro donativo, che


dinale data
la

car-

solenne benedizione pubblic. Di pi dispose il Papa, che la rosa d'oro ogni anno si esponesse sul dello altare nella3.Momenica dell'avvento

Gau-

ROS
quaresima, nella celebrazione dei divini uHzi e messa solen* ne,cichea tempo di BnedetloXIVcontinuava a praticarsi, ma egli non nomina che la domenica Z^e^rtre.Cartari ci diede
dete^ e nella 4-" ^^
tutti
i

nOS
fedeli di Cristo
il

i33

na e l'altra Gerusalemme, cio della trionfante e militante Chiesa, per la quale a


si

manifesta esso

bellissimo fiore,

rona

di lutti

quale gaudio e cosanti. Prendi tu questa, di-

l'istruzione pel nunzio, colle particolarit stabilite per l'ingresso in

lettissima figliuola, la quale essendo se-

Bologna

col-

condo

il

secolo, nobile, potente e di

Tabito di cameriere segreto, cio di rosato, col cappuccio foderato di pelle (cio

virt ornata,

ma
i

molte molto pi d'ogni virt

in Cristo, vieni a nobilitarti

come

rosa

sopravveste con maniche corte e larghe,


e cappa col cappuccio); pei concerti da

piantata lungo

prendersi col vescovo, escludendosi processione di clero, e dovendosi recare in

molte acque, la qual grazia dall'ubertosa clemenza sua degnisi il Signore di concederti, il quale
rivi di

Trino e

Uno

ne'secoli de'secoli.

Amen.

abito rosso alla chiesa per


piedi, colla rosa in

la

funzione a

In

nome

del Padre

del Figliuolo

^e

mano

e nobile

accom-

dello Spirito santo


la rosa, la

-tlf.

Amen." Ricevuta
la

pagno, dovendosi celebrare in giorno di

duchessa dovea baciar


il

mane

domenica o festa solenne. Cartari riporta pure l'invito pubblicato dal cardinale al
popolo bolognese e
in cui dichiarato
altri suoi diocesani,

del commissario,

quale dava quindi la episcopale benedizione, pubblicando l'indulgenza plenaria concessa dal Papa. Poscia la

delle cose

come la Chiesa col mezzo visibili, come pi note ai sensi


spieg
il

duchessa portava nellacappella del


la

suo palazzo

rosa d'oro benedetta, per

nostri, cerca d'istruirci delle cose invisibili e celesti,

custodirla in decente luogo in onoree

me-

motivo

dell'istitusi-

moria della

s.

Sede, seguita dal commis-

zione della rosa d'oro e suoi mistici


gnificati,

sario spogliatosi degli abiti sagri, e dal

con molta erudizione; quindi il dono fatto dal Papa, l'indulgenza concessa,

nunzio. Questi sesacerdote,quando non


sia

deputato il commissario, canta

la

mes-

invitando

lutti

a lucrarla, ed a tro-

sa e consegna la rosa, in pianeta col capo

varsi presenti a

zione. Nel

nunzio

il

cosuara esagrosanta aiSyg Gregorio XIII deput marchese Germanico Malaspi-

scoperto, e

compartendo

la sacerdotale

benedizione. Inoltre Gregorio XIII con

na, a pprtare la rosa d'oro benedetta a

breve de' 7 settembre 1 584jdiretto a mg.'^ Vi tale Leonori governatore e luogoteneni

Margherita d'Austria duchessa di Parma e Piacenza: l'istruzione data al nunzio si legge in Cartari, dovendo assumere l'abito rosaceo, con cappuccio coperto di pelli bianche; si prescrive al vescovo commissario apostolico deputato a consegnarla dopo la messa, di assumere il piviale,
di porsi a sedere nel faldistorio avanti al-

te di

Loreto,^ questo santuario della B.

Vergine don la rosa d'oro benedetta, che


gli

rimise pel nunzio mg.'^'Marc'Antonio


ri-

Fiorenzi accolito, con istruzione: tutto

produsse Cartari, insieme alla descrizione di detta rosa. Si compose d'un tronco
con 8 rami, con altrettante rose
fiorite,

pieni di foglie sottilissime e 7 spine; nella

l'altaresenza mitra. Lello


zio

il

breve,

il

nm-

prenda

la rosa, la

dia al commissario,

e questi alla duchessa genuflessa, recitan-

do questa formola. Prendi la rosa dalle mani nostre, che per speciale commissione del SS. in Cristo Padre e Signore nostro GregorioXIlIper divina provvidenza

Papa a

noi fatta

ti

consegniamo, per

la

quale viene designala l'allegrezza dell'u-

rosa di mezzo eravi un zaffiro, sorgendo da un vasetto lavorato a cesello e sostenuto da 3 piedi di leone, coU'iscrizione del Papa donatore fu stimata scudi 35o. Al nunzio fu prescritto l'abito di mantelletta, con cappello nero da prolonotario, e gualdrappa nera al cavallo. Si stabil che il clero lordano incontrasse il nunzio a cavallo e senza processione, un mi:

i34
Ifecanati,

ROS
dovendo portare
il

ROS
gnizione Clemente Vili che in Venezia
si

cliodistanleo alla cattedrale della vicina

nunzio

la

rosa in mano. Commissario fu deputalo

rativi

facevano splendidi e pomposi prepaper la solenne coronazione della do,

mg/LeoDori medesimo, con indulgenza


plenaria alla funzione.GiegoiioXIlldo-

garessa Morosina Morosini

moglie del

doge Marino Grimani,

volle onorarla col

Dancorala rosad*oio a Leonora de Megranduca diToscana, la qua* le ringrazi il Papa con lettera de'21 aprile i584: questo dono fu fatto in occasione che la principessa si sposava a Vincenzo I duca c\i Mantova, come leggo nel
dici figlia del

dono

della rosa d'oro benedetta, e spedi


il

con questa
zio,

suo cameriere segreto Clau-

dio Grotta oCroto, col titolo d'internun-

che giunto a Venezia a' i3 maggio 1597, giorno precedente alla coronazioS.

ne, present la rosa alla dogaressa nella


basilica di

p.

Richa. Cartari riporta l'istruzione da-

Marco

a'

6 maggio, dopo

la

ta a

mg/
con

Della Corgna deputato a portitolo di

solenne messa pontificala da mg.' Graziani vescovo


lico presso la

tarla

nunzio, con vesti premessa, alla be-

d'Amelia e nunzio apostorepubblica, alla presenza

latizie e

cappello da protonolario nero;


la

deputandosi a celebrare

del doge e di tutta la signoria, con gran

nedizione, ed alla pubblicazione delTia-

piacere della dogaressa. Assicura Novaes,

dulgenza, un prelato di mitra, essendo


allora arcivescovo di Firenze
il

che

la

dogaressa custodi

la

rosa in sua
la

cardinal

casa finche visse,

ma dopo

sua morte

de Medici, poi Leone XI. Al nunzio fu dato l'incarico di consegnare la rosa, colla solita formola. Finalmente si ha, che Gregorio XIII regal la rosa d'oro ad Elisabetla regina di

per ordine del senato fu portata nel tesoro di detta basilica, ove si conservava-

no

le altre

rose d'oro donale dai Papi


voi.

ai

dogi veneti. Nei

XXIV, p.

5o, e LV,

Spagna.
Rcci e Baldassarri,

Sisto

F, secondo

don la rosa d'oro al santuario di Loreto; ma Cartari ha buone ragioni di dubitarne. Bens nel
1

p. 5i, narrai che Clemente Vili essendo andato in Ferrara a prendere possesso di quel ducato, ricaduto nel dominio diretto
s. Sede, a' 3 novembre 598 celebr matrimonio tra Filippo 111 redi Spagna assente e la regina Margherita d'Austria presente; indi sedendo il Papa a-

della
il

586

la

regal a Dianca
I,

Cappello vedova del granduca Cosimo


se

deve credersi all'asserto dal p. R.icha, non facendone parola Cartari. Sisto V nel 1589 destin nunzio e commissario
mg.i'

vanti l'altare sulla sedia gestatoria, senza


le
la

stanghe, diede alla regina genuflessa


rosa d'oro che avea benedetto nella docol solito ceremoniale,

Michele Friuli vescovo di Vicenza, a portare in Firenze lo stocco e berrettone benedetti, al granduca Ferdinando 1, che avea rinunziato la Porpora (A^,),
e la rosa d'oro benedetta alla sposa Cristina di Lorena. Cartari pubblic
l'

menica LaetarCj
la

quale era stata collocata sull'altare. Alzatasi la regina, consegn la rosa al conte
di

Berlemont, che

la

port innanzi a

lei

istru-

nel tornare alla sua abitazione. Nel

me-

zione del maestro di ceremonie !Mucaneio pel nunzio,

quale dovea entrare in Firenze vestito di cappa e rocchetto con gran mantello, a cavallo con forniraenli
il

desimo anno fu stampala in Roma, di Paolo Mucanzio, Relazione dell'entrala solenne fatta in Ferrara da Margherita
d'Austria regina di Spagna, del concistoro pubblico fatto da Clemente Fili

poDliOcali, di conseguenza con cappello


simile
:

la

funzione fu fatta nel

duomo.

Clemente Vili nel 1592 mand in dono la rosa d'oro benedetta all' imperatrice Anna d'Austria; e neliSgS al granduca di Toscana Ferdinando 1. Venuto in co-

per tale effetto, messa pontificale e ceremonie pe' sponsaliz'ifatti nella cattedrale della citt, colla cerenionia della rosa d'oro che il Papa fittila la messa don alla regina. Nel 1601 Clemente Vili

ROS
manJ
sa di
!a

ROS
s.

>

rosa d'oro beneilelta alla


la

Ca-

Loreto,

quale

si

formava

d'

licmco allo due palmi e

dita, con

un 20

anno santo 1625 benedla rosa d'oro, e don pel cardinal legato Barberini alla
1

regina d'Inghilterra Enrichetta di Bor-

rami, ciascun de'qnali in cima avea una iosa, larghe come sono le damaschine, con
sottilissime foglie.

bone ne parlai pi sopra, e qui aggiunger che fu portata alla regina in Amiens,
:

Nel fine del tronco

e-

dal conte Vincenzo Marlinozzi di Fano,*

rano
cuni

sei

spine, e questo posava su vaso

nobile famigliare del cardinal Barberini,


e

ovale lavorato a cesello con tre angeli, alfrutti,

maneggi con

essa importanti negoziai

ed

il

nome
,

attorno del dona-

tore, sostenuto

da

tre piedi di leone.

Fu

come leggo nel l. i, p. 2 36 delV Album di Roma. Nel 1626 o 1627 la


zioni,

valutata

3oo

scudi

si

esponeva ogni
si

:inno nell'altare del coro ove

celebraZ^rze-

vano

divini oflici, nelle

domeniche

tare e Gaudete.O\\.VQ l'altre mentovale,

Clemente Vili don


sa di
s.

la

rosa d'oro bene-

detta alla basilica Vaticana, ed alla chie-

Maria sopra Minerva


di

Cartari

(he ci riporta sull'autorit

Torrigio
si

e Ricci, crede che questi donativi

deb-

bano piuttosto altribui.e a Paolo V.Raldassarri pretende vero


il

donativo

di Clefa

mente Vili
ascendere
le

alla detta basilica;

ed a 7

rose d'oro da lui regalate,

/'^'o/o/^effeltivamntedonla rosa d'ojo alla chiesa di


s.

Roma a Ferdinando II granduca diToscana, il quale nella domenica Laetare sostenne in s. Pietro lo strascico del manto pontificio, nella solenne messa che celebr il Papa, che inoltre lo alloggi con magnificenza, come si rileva da Novaes. Riferisce il p. Richa,che nel 1 628 ebbe la rosa d'oro Maddalena d'Austria; Cartari nulla dice di questo dono d'Urbano Vili. Con breve de*28 luglio i63o e pel nunzio Antonio Serra chierico di camera, Urbano Vili fece presentare in Napoli la rosa d'oro a Maria d' Austria regina d' Ungheria, con altri ricchi doregal in
nativi di divozione, avendola fatta trat-

Maria sopra Minrva,


i-

avendola

ivi

veduta Cartari colla sua

iare magnificaojente nel suo passaggio

scrizione del 2.
I

anno

del

pontificalo o

per

lo slato ecclesiastico.

Nel vol.LV,

p.
i

G07 ; la dice formala d'un vago ramo con 5 rose, due bottoni chiusi, con molte
foglie e

gambo

spinoso, collocata in ele-

gante vaso ovale,sosteQuto\la draghi parte del


si

suo stemma. In alcune solennit esponeva sull'altare maggiore. Nella

129 raccontai che Urbano Vili nel i63 fece prefetto di R.oma il nipote d. Taddeo Barberini, e nel seguente anno a' 2 di marzo domenica Lattare^ come si praticava cogli antichi prefelli, gli don soi

lennemente

la

rosa d'oro benedetta, ve-

traslazione che Paolo


lica

fece nella basi-

Vaticana da lui ingrandita, de'corpi ss. Papi Leone, per memoria don la rosa d'oro benedetta, con sua ede'4 primi
pigrafe.

nendo accompagnato a casa da 34 cardinali. Nel 1634 a' 26 marzo domenica


Lattare avanti vespero
cesco Barberini nipote
arciprete Vaticano, in
il cardinal Frand'Urbano Ville

La don eziandio al santuario di Sancla Sanctorum nel 1610, e lo conferma Marangoni, avvertendo chele rose d'oro donate al santuario le custodivano
i

nome dello zio pos


dono

sull'altare papale la rosa d'oro per


alla basilica, fra
il

suono di tulle le campane e accompagnalo da 8 canonici. Ad


il

canonici della basilica Lateranense,colle

ora di vespero

canonico Ubaldini in piil

coltri tessute in

oro che

Papi solevano

viale processionalmente con tutto


la

cliero

mandare per
feci

l'antica proce>sione di cui

port sull'altare del coro e


i

si
:

cant veSicul
li-

gi parola. Nella basilica Liberiana

spero solenne, dopo


l'inm
:

mottetti

Paolo V eresse alla B. Vergine dipinta da s. Luca uua sontuosissima cappella, e


le

don

la

rosa d'oro.

Urbano VlIInd-

Pelms^ ed alcune orazioni. Nel 1635 Urbano Vili mand in Germania il conle Antonio di Carpegna, fraes

Tu

i36
la rosa d'oro

RS
benedetta all'arcidLichessa
fu data

ROS
rificenze, e la trov sotto
il

lello del cardinal Ulderico, a'presentare

regio baldac:

chino, sedendo poi incontro ad essa

la

sposa dell'elettore di Baviera, per cui lo


dichiar cameriere d' onore, e
l'istruzione scritta
gli

regina nell'accogliere
lire fece

il

legato, e nel par-

3 passi, indi

il

cardinale pass

da Lonigo, ove pure


misteri
fu
il

all'alloggio preparatogli

con gran riccheztulio,

una dichiarazionedeiranticbit e
della rosa d'oro:
dell'elettrice. In

za, ricevendo trattamenti regi in

sommo

gradimento
la

questo tempo

rosa

con una sola sedia nella sua camera di udienza, ove ricevette gli omaggi del governatore di Milano, delle autorit,
gistrature e della nobilt.
Il

d'oro

si

formava d'una pianta

di rose fio-

ma-

rite in

un

vasetto di simile metallo con

cardinale in

3 piedi, pr lo pi alla un braccio e mezzo, e vai utavasi intorno a

nome d'Innocenzo
la rosa

X present alla regina


preziosa corona di

looo

scudi. Es-

d'oro benedetta, un corpo santo

leto,

sendo stato Urbano Vili vescovo di Spobenefic quella chiesa in pi modi,


col

in arca d'argento,

una

lapislazzuli, e vari bacili d Agnus

Dei be-

dono

di sagre suppellellili

coH'in-

nedetti; ogni cosa ricevuta con dimostra-

dulgenza

a' 7 altari privilegiati e col regalo della rosa d'oro benedetta, laonde
il

zioni di singoiar gradimento. Inoltre In-

nocenzo

X don la rosa d'oro alla


li

regina

capitolo

gli

eresse nel portico

una mar-

di Polonia per

in cui

morea !apide,monumentodi gratitudine, si legge Rosae aurae muncre ornamenta Regit/Ui Papa Innocenzo X nel 1649 in concistoro dichiar legato fl la:

Ionia, che in

mezzo del nunzio di Popari tempo present al re


lo

Giovanni

Casimiro,

Stocco e berrete Io leggo


3.

tone benedetti.

Con
d.^'

Cancellieri supplisco

quanto non trovo


nella Lettera al

in Cartari,

fereilcardinal Nicol Albergati Ludovisi,

Koreff p. 3 1

Inno-

acci
tare

si

portasse in Milano a

complimendell'im-

cenzo

per lo sposalizio di d. Lucrezia

Maria Anna d'Austria


di

figlia

Barberini col duca di Modena, e nel sab-

peratore, che andava a sposare Filippo

IV re

Spagna, ed a presentarle

la

rosa

bato santo del 16 54 in camera don alla sposa una croce d'oro ornata di molti dia-

d'oro benedetta.

La

regina per grato ani-

manti con

in

mezzo

il

ss.

Legno; una borsa


col

mo mand

in

Roma
il

suo ambasciatore

ornala di diamanti, con dentro una co-

straordinario

principe Trivulzio, per

rona d'agata; una scatola d'oro,


alla duchessa; e la rosa d'oro

breve bene-

ringraziare la pontificia benignit, per cui


fu coniato un medaglione, coU'epigrafc: jc Catholca Maiestalis ad Pontificem Lega. Nella relazione che il cardinale fece
di sua legazione, riprodotta

apostolico d' indulgenze e grazie concesse

da

lui

da Cartari,

rimarcabile:
di

Che fu ricevuto alla porta Milano delta Romana, essendo a cada 8 gonfalonieri e dal

nei 658 da mg.r Alessandro Bonzi suo cameriere segreto partecipante e guardaroba, in testimonianza di particolare amore, mand alia metropolitana della sua patria Siena la rosa d'oro, eoa detta.
1

FU

vallo pontificalmente orna to,ricevutosotto baldacchino

breve de'29 maggio,

in cui

si

dice dal

pa, che nel benedirla avea pregato

PaDio

clero,accoltocon molla riverenza dal folto popolo milanese, a segno che il cardinale

pel capitolo, canonici, clero e popolo della citt e diocesi di Siena:

dichiar custo-

enlr di notte nel sontuoso duomo nobilissimamente addobbato, ed ove fra'concenti de'musici diede la solenne benedi-

de della rosa
il

il

rettore della chiesa, e


la

l'arcivescovo dovesse celebrare

che messa

giorno del ricevimento della rosa,conr

zione.

La

cavalcala fu decorosa, per


tutti gli

l'in-

tervento di

ordini della

cilti
si

cedendo 1 5 anni e altrettante quarantene i\' Indulgenza [F). Il prelato fu formaU

corteggio del legato.

Dopo

la

quale

re-

c dalla regina, ricevuto con molle ono*

mente incontralo dal magistrato e dalla nobilt un miglio fuori della citt, e ri-

ROS
cevulo nella
lei

ROS

137

i."

carrozzo, pass ad allog-

giare dal cav. Angelo Ciaia scalco segreto

nata alla regina Maria d'Inghilterra, del cardinal Polo; il citato ivaiUdo De aurea

Papa. Nella mattina della funzione,


prelato

accompagnato alla metropolitana da numerosa cavalcata, vestito deU


fu
il

Rosa, di AngeloRocca sagrista pontificio; Durando, Rationale Div. offic. dedouii' nica IfqnadragesimaejG'o.ljaiisii Ca
sali,

l'abito di

cameriere segreto, portando


il

la

De

veleribiis sacris christianoruni ri-

rosa in mano. In chiesa

prelato sedette

(ibusj Paolo M." Quarti,

De

henedicone

in coro nel luogo pi degno;

dopo la messa
la

Tarcivegcovo port in sagrestia


la

rosa e
si

Rosae in doniinica Laetarej Domenico Magri, Notizia de vocaboli eccL, articolo

consegn

al rettore, indi

ogni anno

Domenica Laelarc. A quelli

gi riportati,

espose nella festa dello Spinto santo. Colla


stessa cavalcata
il

prelato torn alla sua

aggiunger ; Pietro Busenelli tentino, De Rosa aurea epistola, VxVavVx 1759. Ada-

abitazione.

La

rosa eradei valore di scudi

mo

Rechembergii, Exercilalio de Rosti


1

J20o; altra futta d'oidine d'Alessandro VII cost 600 scudi. Questo Papa pel suo
nipote cardinal Chigi legato

aurea , Lipsiae 666. Zaccaria Grapii Schediasma historicum de Rosa aurea a

latere

Papa Rom. quota nnis ,solemniter cause


c/Yi/rt,

Francia,
e
le

mand alla

regina

la

rosa d'oro,

Lipsiae 1696. Federico Parlkio,

Fasct hcnedelle^ delle quali parlai ;mcora nel voi. LI V, p. 269. ClctnemelX

con breve del i. maggio 1668 mand alla regina di Francia M." Teresa la ro^a d'oro benedetta, pel Delfino suo figlio, il quale avea fatto battezzare dal cardinal Vandome suo legato, facendo il I*apa da

Commentatio de Rosa aurea, omniq u aevo sacrai 1728. Jo. Gasp. Zemneri, De Dominicae LactarCjJeniiG 1 70 Ora vado a riportare le notizie sulle rose d'oro,
i .

chemifudatoraccogliere,certamenlenou con quella erudizione di Cartari, che preblic


s. Angelo pubdocumenti di cui era custode, con vantaggio degli amatori di sidtli studi; Innocenzo .Y/ giubilante per la libe-

fetto dell'archi v'iodi Castel


i

Padrino (/'.), laonde chiam il Delfino amantissimo parente donariy acciocch


fiorisse

come

suoi maggiori. Dice Cartari

che

la

rosa pesa^va circa libbre 8 1/2, con

razione di Fienna dall'assedio de'turchi,

un

zaffiro nell'estremit superiore, del va-

principalmente per opera del valorosissi-

lore di quasi

conobbe

il

1600 scudi. Egli per non dono fatto da Clemente IX di


Vergine del

mo

altra rosa alla chiesa della B.

Giovanni III re di Polonia, volle diil suo contento anche colla virtuosa di lui moglie la regina Maria Camostrare
le

l'Umilt della sua patria Pistoia, che io

simira, e

mand

in

dono

la

rosa d'o-

imparai da Cenni: forse fu quella che Cartari dice fatta nel

ro benedetta,con breve de'25 marzo

1684

i66g, che cost 833

scudi d'oro, a paoli


di d'argento

fu

1 5 per scudo, cio scu1249 e bai. 5o; la fattura pagala 3oo scudi, oltre le gioie. Cle-

mente

breve de' 18 ottobre 1671 don la rosa d'oro ad Eleonora regina di Polonia, pel nunzio Angelo arcivescovo
di
re.

^con

che riporta Baldassarri , per mezzo del nunzio Opizio arci vescovo d'Efeso. Questa rosa pesava in oro libbre 71/2,6 coi zaffiri e fattura cost 4*^0 scudi. Di questa regina che poi si stabil in Pioma, par1

lai

nel voi. LIVj.p. Qj.


\x\Vi\.\\'a^Qv\y

Leggo

nel

Bai-

dassarri,ed
si par., 2, p.

Antichit Esten'
della ror

Damiata, qual pegno

di

paterno amo
il

6i i,la descrizione

Con

questi Cartari termina

catalogo

delle rose d'oro donale dai Papi, aggiun-

gendo alcuni opuscoli


nocenzo III,

di autori

che scris'

mandata in Modena drflnnocenzoXII ad Amalia diBrunswick destinata sposa del re de'romani e d'Unsa d'oro benedetta,

serodella7?05rt ^^orOjCioril

sermone d' In Floreni aureiimfidclibus pUosa d'oro do-

gheria Giuseppe
peratore,
la

1,

poi imperatrice e imla

quale trovavasi presso

du-

pulis repracsenlet j della

chessa sua sorella.

U Papa

destin legata

i38

ROS
il

ROS
sento l'aspersorio, col quale asperse
se,

a latcre per presentale il dono, Tarcive.vcovo di Bologna cardinal Jacopo Bon


il quale giunse in Modena ai gennaio 1699, accompagnato dai vei6 scovi di Comacchio, Bertinoro, Forl e

duca genuflesso e

gli

astanti
il

indi po-

compagno,

sto l'incenso nel turibolo,

cardinale fu

incensato dal vescovo, e portatosi all'altare maggiore del duomo, dopobreve o-

Cesena, col seguito di

34o

persone, incon-

duca di Modena Rinaldo e della regina Amalia, dal ionie Masdoni con carrozze, con altre es.sendosi portalo lo stesso duca a complitrato ai confini d'ordine del

razione intuon il Te Deum che proseguirono pi cori di musici, e dopo le preci

cantate dal clero


s.

il

cardinale legato reprotettola

cit l'orazione di

Geminiano

re della citt e diede al popolo

solenne
l'in-

nicnlarlo in
dalla
cilti,

Lazzaro, circa un miglio ritornando indietro per uscis.

benedizione apostolica, pubblicando

dulgenza plenaria. Pass poi


valcata, ed

il

cardinale

re di
bile e

nuovo incontro a cavallo con nonumeroso corteggio. Per etichette


il

dalla cattedrale alla corte colla stessa ca-

ammesso dopo

incontri ono-

di ceremoniale,

cardinale a cavallo di

revoli all' udienza della regina


la

Amalia
si

mula
dena

riccamente bardala arriv in


alle

Motra
il

quale essendo sotto baldacchino


l'

al

ore 5

di notte,

ricevuto dal du,

z al suo arrivo e
passi,

incontr per alcun

ca di l dal Ponte della Predella

sedendo ambedue
il

in sedie eguali.

suono
la

delle

campane,
il

e lo sparo delle ar-

Es[)osta

cardinale la sua missione, di-

tiglierie della citt e della cittadella.

Al-

poi

si

ritir al

porta della citt

vescovo pontifical-

preparatogli. Ritornato
,

magnifico appartamento il cardinale poco

mente
ed
ivi

vestilo gli die a baciare la croce,


il

cardinale fu ricevuto dai con-

dopo dalla regina le present in nome del Papa il breve apostolico (che riporta
la

servatori sotto nobilissimo baldacchino,

ctvalcando alla di

lui sinistra

il

duca,

ma

rosa d'oro, della

Baldassani, in data de' 9 gennaio) e forma d'ini mazzo di


pi d'un braccio
:

dietro tanto quanto


A*a tanti

il collo della mula, lumi che pareva splendido gior-

fiori allo

dal

gambo si

partivano 3 rami che dopo varie piegature ricongiungendosi sostenevano la rosa principale con bel
foglie,
ro.
il

Erano preceduti da splendida pompa di numerosa cavalcata, dopo la quale incedevano ministri della pontificia legazione, cio due bastonieri vestiti di panno.
i

compartimento

di

tutto del peso di


si

20

libbre d'odi

A (jueslodono

aggiunsero quelli
di

no finissimo con ricamo, poi la croce del legalo coli' immagine del Crocefisso ril'olta verso il cardinale, due mazziericole

una

cassetta coperta

broccato d' oro

wrtsze d'argento,
i

cappellani in abito

paonazzo,
rocchetto,

maestri delle ceremonie col-

l'elemosiniere,
i

prelati in mantelletta e

vescovi con abito prelatiil

cremisi e listata d'argento con 8000 Agnns Dei benedetti, 1^ medaglie d'oro, due preziose corone, una d'agata, l'altra di lapislazzuli, con medaglie d'oro; oltre una grande cassa con cornice d'argento, cristalli e fiorami, contenente il corpo di
s.

zio e cappello pontificale; indi a piedi

Costanza. Ritiratosi di nuovo

il

cardi-

clero e capitolo della cattedrale col vesco-

nale, torn per l'udienza di congedo, per


cui tutte queste funzioni e visite
si

vo di Modena, cantando
poscia
I

il

Magnficatj

pro-

palafrenieri, lacch e paggi del

trassero fino alle ore 12, e nella mattina

duca e del cardinale, il quale andava com* partendo pontificie benedizioni. Dopo il baldacchino cavalcavano 4 protonotat.i apostolici, la guardia del corpo del duca
e
le

seguente a ore 17 part per Bologna, ac-

compagnato dal duca

di

Modena

fuori

della citt, tra lo strepito delle artiglierie.

Ma

la

regina che avca stabilito partire

mute delle

carrozze.
il

Giunto
vescovo

il

cardi-

nella stessa mattina, dovette ci effettua-

nale nella cattedrale,

gli

pre-

re nel d seguente. ClcmciiLeXI conhvQ-

ROS
ve de' 8 agosto 1 70 1, ripiodoUo da Bai* dassani (e co questa termina le brevi
1

ROS
l'udienza formale,
il

139

parole di gradimento e venerazione. Nel-

conte Bobbio and


il

notizie sulle rose d'oro

),

regal

la

rosa

a prendere colla carrozza della regina

d'oro a Maria Luigia Gabriela di Savoia


regina drSpagna, destinando legalo
tene
il

cardinale, con nobile corte; giunto

il

car-

a Z^-

dinale dalli^^-egina,
apostolica in

le

die la benedizione

cardinal Giuseppe Arcbinto arci-

nome
il

di

Clemente XI,

e la

vescovo di Milano, con incarico di recarS|i

regina chin

capo, indi lo fece regalare

a Nizza, e congratularsi del matrimocardinale con decorosa legazione e

dal conte Scolti d' una rosa di diamanti,

nio che andava a celebrare con Filippo

che

V.

Il

il cardinale si pose sopra la simile croce pettorale che portava. Nella 3.' u-

col dotto
tificie

maestro delle ceremonie ponGiuslinianoCbiapponi cbeavea rela

dienza

il

cardinale legalo present


i

il

bre-

ve apostolico ed
gina, che
si

pontificii' regali alla re-

golalo

funzione di Modena,

si

rec a

composero della rosa

d'

oro con

JXizza, vestito in

abito viatorio e in se-

benedetta, d' una corona di

crisoliti

dia portatile, con tutta la comitiva a cavallo, preceduto e seguilo dalle milizie.

Fu
suo

il

legato incontrato dal marchese di


,

medaglia di diaspro orientale legala in od'un corpo santo in cassa coperta di broccato con galloni d'oro,d'una vaghisrp,
si:Ha casseltina di cristallo sitialtato
fiori di rilievo e

Sales ambasciatore della regina

ed
:

in
il

nome si

rallegr del felice viaggio

piena d'

/Jgiiiis

con Dei be-

cardinale lo accolse, senza muoversi dalla sedia.

nedetti

Prima d'entrare

in citt,

il

car-

tarono

il

doni in bacili d'argento li porceremoniere e 3 nobili famigli


,

dinale assunse la cappa e fu dato principio alla cavalcala. Alla porta


il

del cardinale

ricevuti dalla regina


al

con

cardi-

sommo
la

piacere,ondeammise
i

bacio del-

nale fu ricevuto formalmente dai sindaci,


e

mano

prelati e ca*'alieri della lega-

da 8 conservatori
gli
il

col baldacchino; enil

zione. Restato
in

trato in essa a cavallo,

vescovo

di Niz-

za
lui

die a baciare la croce,

clero secolare e regolare,

avendo con mentre

vedovo Filippo V, e scella nuova sposaElisabelta Farnese duchessa di Parma e Piacenza (^'.), Clemente

XI

volle

donarle

la"

rosa d' oro e congra-

la fortezza
ria.

incominci
il

le

salve d'artiglie-

tularsi delle regie nozze; nel

17 i4

le spe-

Nella cattedrale

vescovo ministr

d per legato

al cardinale Taspersorio e l'incenso.

Can-

a latcrc il cardinale Ulisse Giuseppe Gozzadini vescovo d' ImoLt


(/^.),
il

tato

il

Te Deurn,

colle orazioni di

s.

Re-

quale esegu

la

legazione nel
articoli.

mo-

parata titolare della medesira/i, delle dal


cardinale al corno sinistro dell'aliare, il quale avendo innanzi la Croce di legato

do che accennai a
to

tali"

Benedet-

XIII rilenendo

l'arcivescovato di Bele

nevento, che avea da cardinale, oltre

bened solennemente
blicare dalla
1.3

il

popolo, e fece publ'

dignit del capitolo


il

in-

tante beneficenze cui fu generoso colla metropolitana, nell'anno santo 172 5 le

dulgenza plenaria. Deposta


la

cardinale

don
:

la

rosa d'oro benedetta,

cme nota

cappa, prese sul rocchetto

la

mozzella,

e rimontalo a cavallo, senza baldiici;h!io


iti

Borgia, Memorie di Benevento par. 2, p. 3o6 aggiunger che tuttora si conserva


nel suo tesoro, visitato
nel

port al palazzo della regina, ove in di-

da Pio

IX

(f'^.)

versi luoghi fu ossequialo dai principali

della corte. Introdotto dalla regina_,quesla


si

alz dalla sedia e

l'

incontr beni-

gnamente per4o 5 passi. Postisi ambedue a sedere, il cardinal con elegante discorso dichiar l'onorevole commissione

1849. Abbiamo dal n.''i352del Diario diRoniade\i'ji6, che Benedetto XII l nella domenica IV di quaresima benedV nella sagrestia o camera de'paramenli la
rosa d'oro, e
la fece

portare nella propin-

ricevuta dal Papa, e la regina rispose cou

qua cappella Sistina da mg.^ de Curolis chierico di camera ; indi avendola desti-

i4o

KOS
Capua
,

ROS
la

naia per la nictropolilaiia di

oro,

il

tutto del valore di circa

800

scuv'-

consegn
scovo
lo,

in

Piomu a

rng.*"
la

Pizzangri ve-

di. Il citato

Parlkio, nella Rosa aurea,

d'I merla,

perch

portasse a mg.**

Nicol Michele Abbati vescovo di Carino-

breve pontificio, Ja risposta della granduchessa e la formola dell'ablegato.


porla
il

deputalo a presentarla

al

cardinal Ni-

Fu

perci stampata la Distinta relazione


seguita in Firen-

col Caracciolo arcivescovo di Capila, ccio la deponesse in della sua cattedrale,

ddla solenne funzione


ta la rosa
tit

ze in occasione di essere stata presenta-

i5i6 eiSig del Diario di 1727, che avendo Benedetto Xlll destinato la rosa d'or di tale anno per la gran principessa vedova di Toscana d. ViolanleBeatrice di Baviera^ domenica 20 aprileil marchese Ottavio Rinaldo del Bufalo della Valle (generale delle poste pontificie.) romano, al quale come
leggo
ne'n.i

doro mandala da Sua San-

Roma

del

te

air A. R. della Serenissima flolanBeatrice di Baviera, gran principessa


i

vedova di Toscana, Firenze 728. Riporta Cancellieri nel Mercato, p. i3r, che

contemporaneamente furono presentate


7 vaghissime rose d'argento adaltrettaniQ

dame deHa
m.
fr.

granduchessa, in

nome del
la

deputato ablegato pontifcio


solenne funzione fu
zio Pallavicino,

per questa

p.

Salvatore Ascanio domenicano,


cor-

conceduto l'abito

ministro del re di Spagna presso


te di

prelatizio, in Firenze dal palazzo del


si

nun-

no a cavallo
cattedrale,

ma5 canonici della incappa, ed accompagnato da


port colla rosa in
a
in

mezzo

Toscana, per dimostrazione di stinga verso la granduchessa, bramando che quelle dame ornate di rose le facessero
d' intorno pi leggiadra corona.

5o
lia

cavalieri

nobilmente

vestiti

e caval-

nella Storia ecclesiastica di


l'ab.

Trovo Genova del-

cando,nella chiesa de'domenicani di s.Ma*

Semeria,p.io3, che Benedetto XIII


la

Novella decorosamente parata, e pola

mand
calori,

rosa d'oro benedetta a mg.'' Ni-

s sull'altare maggiore

rosa. Indi ven-

col d Franchi del suo ordine de'predi-

ne
di
Il

la

gran principessa con gran numero


e cavalieri, e
si

da

lui fatto

arcivescovo di Geno-

dame

assise

in trono.

va, per questa metropolitana, ed in atte-

vescovo di Fiesole Strozzi cant messa


persone, oltre 5 organi.

stalo di grata riconoscenza al di lu zio


p. Giulio Vincenzo Gentili, che in Bologna l'avea vestilo dell'abito di s. Domenico ( altri dicono in Venezia piuttosto sar stalo suo maestro, perch studi nel convento di Bologna o vi avr fatto la professione religiosa, ovvero pu darsi che
,

solenne con scelta musica con due cori di


1

5o

MgJ del Bual

falo

dopo

la

messa

si

condusse

trono

della gran principessa,e premesso un

com-

plimento,

le

present
al

il

breve apostolico,

che fece leggere

segretario. Poscia tra-

sferitasi all'altare

maggiore lagran prin-

Gentili

gli

dasse l'abito in Venezia). Clela

cipessa, s'inginocchi avanti detto vesco-

mente XII mand


ta nel
I

rosa d'oro benedet-

vo sedente da un lato, e da lui ricev la rosa d' oro, che consegn al can.** Bardi suo coppiere maggiore, il quale la port
nella cavalcata che

789
M.''

in

Firenze all'arciducliessa d
figlia dell'i raperato-

Austria

Teresa

re Carlo VI, poi regina d'Ungheria


peratrice. Gidissi che

accompagn

la

gran

eimClemente XII, per


funzioni,

principessa al suo palazzo. Ira le salve di


artiglieria delle

essere cieco

non faceva sagre

due

fortezze. Ivi nella sedi

ra

si

tenne una scelta accademia

mu-

tranne qualche rara assistenza, per cui la rosa d'oro la benediceva nelle sue stanze^

sica e di poesia.

La gran

principessa re-

laonde donata

la

suddetta,quando

mo-

gal al marchese del Bufalo una cassetta

conservizio da

campagna

di cioccolattie-

va, calTettiera e chicchere

d'argento

ed

altro servizio di porcellane fue legale ia

6 febbraio 1740, nella sagrestia pontificia non eravi rosa d'oro, mentre la sede vacante termin a' 17 agosto con l'elezione del dotto Benedetto XIV, chear a'

ROS
gli

KOS
tlella

14,

Ssellembiericevillrlbiilo
di

Chi'

nedizione, per quella della regina delle

nea

Carlo

di

Borbone

re di Napoli e
la

due

Sicilie.

Elesse portatore della rosa

il

d Sicilia,

che egualmente per

sede va-

nobile concittadino e suo cameriere se-

conte non avea potuto soddisfare. Volen-

greto mg.** Paolo Zani, colle consuete


slruzioni per

Papa dare una dimostrazione di paterno ad'elto alla regina Maria Amalia di Sassonia, moglie di detto monarca, con i-.

do

il

adempire

l'

onorevolissima

commissione. Prescrisse che la funzione si facesse nel giorno di s. Pietro titolare


della

straordinaria e singolare determinazione,

metropohtana,echepoi

la

rosa d'o-

nel i. gioved di ottobre nella cappella


segreta estiva del palazzo Quirinale,

ro

si

esponesse ogni anno nella


de' divini ufGci.
ai

IV dome-

aver celebrato
d'oro col

dopo messa benedl la rosa consueto rito, ad onta che semla

nica di quaresima nell'altare maggiore,


nel

tempo

Clemente XIII ^valo


fatte
ri

veneziani suoi

pre erasi falla la funzione nella IV domenica di quaresima; quindi nominab-

concittadini per le dimostrazioni festive

per

la

sua esaltazione, e pegli onofamiglia Rezzonico

Pasquale Acquaviva suo cameriere segreto d'onore e nipote del cardinal Acquaviva incaricalodi
Jegato apostolico
affari del

mg/

conferiti alla sua

(^.), volle donare al doge Francesco Lo-

nominato monarca presso la s. Sede, per farne la presentazione. Questa


fu ritardata pel parto della regina
alla luce

redano lai.'' rosa d'oro da lui benedetta a'25 marzo 17:19, in memoria di che
si

che die

ristamp l'opera del Baldassarri, con molle giunte, e con un intaglio del piedisovraimpostavi. Leggo
del Diario di Ro-

una principessa reale, che a'ig novembre festa d S.Elisabetta e della madre del
t

stallo e della rosa

pertanto nel n."

6546

re, la

battezz ilnunzioSimonet-

ma del
si

arcivescovo di Nicosia, e fece da padri-

j 5^. Colle lettere di Venezia avuto ragguaglio delle solennit cei

no Filippo
quaviva.

Spagna padre del re, rappresentato dal medesimo cardinal Acdi

V re

lebrate nell'occasione di ricevere l'insigne

donativo della rosa d' oro, fatto alla serenissima repubblica dalla Santit di N.
S.

questa magnifica funzione ai

24successe l'altra della presentazione della rosa d'oro nella real cappella del palazzo, e riusc

non meno decorosa e splenPortata

Clemente Xin, e speditale per mg.'" Giuseppe Firrao napoletano (poi nunzio di Venezia e cardinale), uno de'suoi camerieri segreti (soprannumerario), da cui

dida, anche per ricorrere l'anniveisario


della nascila della maest sua.
la

ne fu

fatta la

presentazione alla delta sere-

rosa da mg."^ Acquaviva, lo zio cardila

nissima repubblica in

nome

della Santi1

consegn Benedetto XIV Tutto ricavai dai


nale
del Diario di

alla regina in

nomadi

t sua, nella seg'iente maniera. A'

mag-

col solilo ceremoniale.

gio giorno di gioved arriv

il

prelato a

n.i 36i4, BGiy e 3643 Romat\ 740. Inoltre Bei

Venezia, eli 29 fu presentalo nell'eccellentissimo collegio da mg."^ nunzio aposlolfco

nedetto XIV per ulterior pegno di sincero alletto verso il capitolodella metropolita-

Antonio Colonna Ria nei fot te, doBeatitudine sua verso


altro

ve fece un'elegante esposizione de'paterni sentimenti della


la

na
ra,

di

Bologna sua patria,

di cui era stato

arcivescovo, gl'indirizzo

la celel)re lette-

serenissima patria daLei contraddistin-

Quarta verlentiSyti^m^vzoi'jSi,
iJ

ta con questo.

dono prima d'ogni

per accompagnare
ia

sagro donativo del-

principe. Nel giorno de'3 giugno, desti-

rosa d'oro da lui benedetta nella domenica Laetare dello stesso anno, in cui,

nato a questa funzione, andarono 4o eccellentissimi senatori, tra' quali v'erano


i

essendo piena di ecclesiastica erudizione,


rimarcai che tacque
la variazione da lu operata nel tempo e nel giorno della be-

AlviseMocenigo 4 K.,e Z. Antonio Diedo K., con


eccellentissimi cavalieri Z.
li

due

peatoni alla casa di dello mg.*" nunzio,

l'i^.

ROS
unitisi nell'Inlratla
colsig.i'

ROS
con esso n>g/

dove

more

verso

il

monaica della nazionepora quella chiesa la rosa d'ola i.^

nunzio e

Al)legato entrarono nei


s.

toghese,

don

Marco, mg.' nunzio visi trattenne per appararsi alla solennecelebrazione della messa, essendo mg r Firrao con la compagnia
pealoni e trasferitisi alla cliiesa di
degli eccellentissimi cavalieri
e senatori

ro ch'egli per

volta avea solenne-

mente benedetta nella domenica X^e^flre del medesimo anno, la quale con formale consegna fu ricevuta dal cardinal
Neri M." Corsini ;7ro?e//ore del Portogallo e di

frattanto passato nel pubblico palazzo,

detta chiesa. Nel d seguente

ro-

da dove colla serenissima Signoria fatto regresso alla ducale basilica , fu cantata
nella pi solenne

sa d' oro

ghese di
per tutto
giore,

venne portata dal clero portos. Antonio in processione, e rest


il

forma

la
il

messa,

al ter-

giorno esposta nell'altare magleggo nel portoghese Novaes

mine

della quale fu letto

breve da un

come
s

circospetto segretario dell'eccellentissimo

e ne' Diari di

Roma. Essendo

stato poi
i

senato, e posto
re, cui
le la

il

faldistorio sopra l'alta-

rubato

prezioso dono, e desiderando

sedendo mg, r celebrante,

recitate

portoghesi vivamente di conservarne

la

parole consuete di questa funzione, fece


tradizione della rosa d'oro all'eccellenivi

memoria,
ro, e

fecero farealtra simile rosa d'o-

supplicarono Pio
n.

Via

benedirla. Di-

lissimo consigliere V. doge


so,

genufles-

non ritrovandosi
la

il

serenissimo Prin-

cipe presente percb indisposto.

Termidu-

2010 del Diario di Bont del 1794, che il Papa essendo convalescente a'3o marzo domenica L.^e/rt/e celebr la
ce
il

nala

funzione ritornarono

tutti al

cale palazzo,

dove al luogo solito si congedarono mg.r nunzio e l'Ablegato, accompagnali dall' applauso di numeroso popolo". Ma le cinque rose, oltre quella
di

messa nella cappella privata del Vaticano, e dopo avere ascoltata quella d' un cappellano segreto, bened colle prescritte ceremonie la rosa d'oro che la congregazione nazionaledella regia chiesa avea (atto lavorare in sostituzione dell* involala

Alessandro III perita nell'incendio del i23o, delle quali ho parlato, che il tes.

da molti anni. Terminata


sa cappella

la

funzione,

il

soro di
in

Marco
altri

si

pregiava possedere

Papa ammiseal bacio del piede nella stesil

un con

preziosissimi oggetti, spala

can." Pereira governatore


il

rirono fatalmente dopo

cessazione de!

della chiesa portoghese,


di tutta la

quale

in

nome
la

veneto dominio. ClemenleXIP^nfi\\'/'/o

nazione

Io

ringrazi per

be-

avendo ristabilita la concordia fra la corte romana, e Giuseppe re di Portogallo


(/^.),con solei]nil
si
ss.

nigna condiscendenza usata con essa. Avanti di questo

tempo Pio VI avea be-

port a'24 settem-

nedetto a lire rose d'oro, ed anche donate.


Nel

bre
suo

alla chiesa de'

XII Apostoli

gi

1776

trasferendosi in

Roma

da Fi-

titolo cardinalizio,
il

ove ilcardinalCoin ringrazia-

renze Maria Cristina arciduchessa d'Austria, col

lonna intuon?)

Te Deiim
corti.

duca Alberto

di

Saxe-Tescheii
e l'alma
cit-

mento

all'Altissimo per l'ottenuta ricon-

luogotenente del regno d' Ungheria suo


marito, per visitare Pio
t,
il

ciliazione delle

due
s.

Quindi

nelle oil

VI

re pomeridiane con nobile treno


si

Papa

Papa non

solo

li

ricev con indici-

condusse col

collegio alla regia chie-

bileamorevolezza,

ma per distinzione dola

sa nazionale di S.Antonio, de'Porloghesi

n all'arciduchessa
ta,

rosa d'oro benedet-

(che descrissi al citatoarticolo), nella quale sino dalla

mattina era esposto il ss. Sagramento con magnifico apparato. Ivi fatta
si

XLI, p. 272. Aggiunger, che il Papa nel ricevere reali sposi in udienza di congedo regal am-

come accennai

nel voi.

orazione coi cardinali, seguito da

essi

bedue

di preziose

port in sagrestia, ed assiso su ricco tro-

legate in oro, con

cammei

corone di lapislazzuli sagri per medae rubini, con

no, in pegno singolare del suo paterno a-

glie contornati di brillanti

ROS
breve che ne dichiara va le indulgenze, fa ttndo dare da mg/ maestro di camera ai personaggi che gH acconipagnnvano,
di
di

ROS
camera; indi nel palazzo Farnese
il

j43
du-

Pio VI, ed a Viterbo da mg.^ maestro

ca Braschi nipote del

Papa
i

fece

omaggio

ahre pregievoli corone legale in oro con medaglie simili. Indi il maggiordomo A rchinto port nel palazzo di Villa Medici la rosa d'oro all'arciduchessa, che la ricevcon particolare ossequio e gradimento.

d'uno sturione di i5olibbre,come apprendo da'Dinri di Roma del 79 1 , e dal n.** 1704 quanto qui riproduco. Dopo che Pio VI fu a visitare sovrani in detto loro
i

palazzo, in di lui

nome

il

suo concittadi-

In appresso

mg/ Avogadro
VI
,

segreta-

rio d'ambasciata e cameriere segreto par-

no ed elemosiniere mg.' Band arcivescovo d'Edessa, in luogo del maggiordomo


Lancellotti indisposto, present alla regi-

tecipante di Pio

in

nome
al

di questi

present all'arciduchessa ed
sorte

duca con-

na

la

rosa d'oro benedetta chiusa in va(cos

due nobilissime cassette coi corpi di s. Augusto (nome dell'elettore di Sassonia) e di s. Cristina^ ed altre due eguali con Jgnus Dei benedetti; un quadro di
musaico rappresentante
liellissima cornice di

ga custodia

Pio VI don 3 rose a 3

arciduchesse d' Austria e sorelle), ed ac-

l'arco di Tito

con

metaliodoralo; due
la

quadri d'arazzo, uno esprimente


gine col

B. Vers.

Bambino

del Cignani, l'altro

compagnata da pontificio breve.Indi mg.r Malo cameriere segreto partecipante, invece del segretario d'ambasciata mg.r Avogadro incomodato di salute, offr al re ed alla regina 4 quadri, cio due di musaico rappresentanti il Tempio di Minerva ed
la
il

Cecilia del

Guercino,con cornici
;

di finisle

Colosseo con eleganti cornici

simi intagli dorati

ed una cassa con

di metallo dorato, e
ti

due

arazzi esprimenla

vedute

di

Roma

incise

da tiranesi, nobiloltre altra e-

B. Vergine del Carocci, e

Madon-

mente
la

legate ini

5 volumi,

na col Bambino del Cignani, eseguiti nella solita

guale colla raccolta de'rami e slampe delcalcografa camerale, riccamente legale in

fabbrica dell'ospizio apostolico

12 tomi. De'regali ricevuti dai due


Della rosa
al-

visitato, con vaghe cornici intagliate e dorate; due casse

che que'sovrani aveano

prelati parlai al luogo citato.

nobili coi corpi de'ss. Pacifico e Cristina

d'oro donala da Pio VI nei 1780, con


tri

martiri, ed altre
nedetti j pi
cise

due con Jgnits Dei be-

regali, all'arciduca

natore generale di

Ferdinando goverMilano o Lombardia


la
i

casse con tutte le opere in-

ch'erano nella calcografia camerale,

austriaca, ed alla consorte M.^ Beatrice di

Modena, presentata
Avogadro, e
p. di

.'dal

maggiordo-

mo MancinforteSperelli,i secondi da mg.^


quanto
essi

massime del Piranesi , il tutto sommamente gradito dai due reali coniugi. Nel congedarsi poi da PioVl,ilre ricev una
preziosa corona di lapislazzuli legata inoro,

riceverono, ne
p. l'ji. Ivi

trattai nel detto voi.

XLI,

con

cammeo
s.

per medaglia conlornass

Vi in nipote Braschi niaggiordomo

273

riportai coue Pio

Roma dal
fece

lodibrillanli,colleeffigiedella
ziata e di

Annunpure

pre-

Gennaro;

la

regina una co-

sentare

la

rosad'oro nel 1 784 all'arciduII

rona

di superbissimi niccoli legata

chessa M.' Amalia sorella di Giuseppe


e. moglie del

in oro, con
lanti e

cammeo

contornato
il
il

di bril-

duca di Parma e Piacenza Ferdinando, e diversi donativi per mg.r Avogadro, come de'regali che riceverono prelati. Nel 1791 si recarono in Roi due

rappresentante
al nobile seguilo

Salvatore, e la

Croce:

Papa regal co-

rone preziose alla cavaliera. Splendidi furono doni che lasciarono due sovrani
i
i

ma

per assistere alle funzioni sagre della


il

ai principali della corte, al

generale delle

settimana santa

re delle

due Sicilie Ferd'ordine

dinando IV,

colla consorte M.*^ Carolina

d' Austria, incontrati ai confini

poste e al corriere pontificio, che si possono leggere a p. 44 ^'' detto Diario solo dir che mg.r maggiordomo ebbe una
:

i44

i^os
licolie biografa.

ROS
quelle parlicolaiit che riportai a
tali

scatola (l'oro smaltala, con giro di perle e brillanli; altra mg.r maestro di camera, con cifra e contorno di brillanti; altra mg.r Malo con giro di perle, ed un anello con smeraldo contornato di brillanti;

ar-

Gregorio

A/Vnel i832

regalala rosa d'oro benedetta alla regina

d'Ungheria M." Anna poi imperatrice, di che trattai ne'vol.III,p, i42,XXIX,p,2 io


e
al

la rosa,

ed a mg.i' elemosiniere presenlatore deluno croce di smeraldi contorna

trove,non

Ui,

meno amabile per le sue virche rispettabile per la sua dignit. Le


compen-

tadi brillanti. Dalle

i835
le rose

sull'intiera e

mie ricerche falle nel voluminosa collezio^

perdile delle rose d'oro fatte dalla nobilissima citt di Venezia, furono
sale dal bellunese
1

ne ^' Diari d

Roma
1

nulla registrai sul-

d'oro benedette da Pio


n.

VH,

se
la

non
be-

che

il

24

del

806, riportando

Gregorio XVI Cappellari nel 833. Considerando questi Tillustre Venezia qual seconda sua patria,
per avervi
in

nedizione di quell'annOjOsserva:

"La be-

tenera et professala

la

vo-

nedizione della rosa d'oro fu surrogata


alle Clirai'i d'oro e d'argento (lo toccai in

cazione monastica nel celebre monastero

camaldolese

di

s.

Michele
di

di

Murano, di

principio e citai

il

mio

articolo,

anche a

cui per le sue rare virt e profonda dottrina divenne

schiarimento

dell' asserto),
i

che ne'tempi

abbate

governo, quin-

andati solcano

sommi Pontefici inviare a grandi personaggi. La rosa d'oro in lutmessa siede sopra l'altare a'piedi della Croce". Nel comto
il

di fitto lungo e piacevole soggiorno, oltre di aver decoralo colla


s.

porpora

il

tempo
la

della solenne

patriarca Jacopo Manico, co'brevi Milli'

miis
al

ad

Patria rchaleni

t.

Marci

(diretto

pilare
storici

biografa di tal Papa, ne' suoi


di rose d'oro

pav\avci),Paternaecharitatii (indiriz-

non trovai memorie

zato all'ablegalo apostolico) de'5 ottobre


1

da

lui

donate, tranne quella regalala in


1

Roma nel 8 19 all'imperatrice


scritto
il

d'Austria

la

833, don la rosa da lui benedetta neldomenica Laetare alla patriarcale e


di

Carlotta Augusta di Baviera, avendo de-

metropolitana basilica
dice

s.Marco,col bre-

suo soggiorno in

Roma e quelI,

ve Paternae charilatis affectns [xi octO'


briSf
la

lo dell' imperatore

Francesco

nel voi.

minuta originale del mede-

LUI, p. i64eseg.
scrivendo
tai
il

All'articolo Ricci A, de-

simo), diretto alle dignit, canonici e ca-

santuario di Golloro, raccon-

che Carlo IV re di Spagna don alla B. Vergine 3 rose d'oro, che avea fatto

medesima, del seguente tenola cagione per cui da gran tempo rivolgevamo nell'animo di
pitolo della
re. "

S giusta

p.

benedUe da Pio VII. INVvoI. XXXVIII, 64, XLI, p. 277, narrai come in Roma nel 1825 Leone XII fece presentare la rosa d' oro da lui benedetta, alla regina vedova di Sardegna M.' Teresa, pel maggiordomo Marazzani,ed il modo con
cui questi esegu l'onorevole commissione. DiceArtaud nella Storia di

testimoniare con alcun durevole

monula cit-

mento
t di
li

la

nostra benevolenza verso


tanti e
s

Venezia per

grandi

tito-

insigne, e in cui fin dai primi anni teil

nemmo

corso della nostra religiosa e

let-

teraria vita, che

non

ci

permette

di ricor-

darcene pi oltre senza mettere la nostra


deliberazione in elTelto. Conoscendo noi

che

il

(tono consislelle in

Leone XII, una grossa ro-

dunque, che

lo

splendore del principal

sa d'oro massiccio, mollo aperta e con-

tornata da 12 piccole rose egualmente d'oro.

Tempio ridonda anche in decoro della citt mandiamo a codesta basilica pa,

Pio

/III don neli83o

la

rosa d'o-

triarcale la Rosa, d'oro che nella

IV do-

ro benedetta alla
stolico

citt e cattedrale di

Cin-

goli sua patria, eleggendo ablegalo apoil

concittadino mg.r Appignanesi

quaresima abbiamo secondo il rito dedicata ; e a questo intendimento r abbiamo spedila al diletto figlio mg.^

menica

di

vescovo

di

Rpalr ansane ^ nel

modo

e con

Pietro Antonio Pianton nostra prolono*

ROS
tarlo, e colle

ROS
tita a' suoi

145
Venier,Magli

nostre apostoliche lettere

dogi Sebastiano Zanr, Agoforse

ablegato, perch da esso la riceviate. Voi gi sapete che la santit del mistero, cui
essa ricorda, significala dal solenne
ri-

slino Rarbarigo, Sebastiano

rino Grimani

il

Papa

piacque

to, con cui nella sua dedicazione l'ab-

biamo unta
non
si

col crisma
:

guento o balsamo

nella

deve dire uncitata minuta


solemni betuttavol-

nominarlo in vece della dogaressa sua moglie, e forse ommise ricordare il doge Loredano perch effettivamente come impedito non pot ricever quella di Cle-

parla di crisma,

ma di

mente XI 11, come

notai di sopra); questa

nedicdonis Rosae ejusmodi caeremonia

a Deo supplices
ta

poslulai'inius

ancorch nell'originale vi sia la parola chrisma derivante dal greco, essa in questo caso viene usata ^ev unclo , un2ioue, tanto nel Forcelini spiegandosi pel

Rosa appunto noi concediamo con paterno affetto a codesta sagra patriarcale e cattedrale basilica, non solamente come un
testimonio della nostra benevolenza,
eziandio

ma

vocabolo Chrisma^ come nel Du Mortier, Eiymologiae sacrae graeco-latiiiae, ove si definisce Chrisma, iinguentuniy iinclio) e benedetta coU'acqua, per rammentare il buon odore di Cristo, cui deono tutti spirare, e massimamente coloro, quali,addetti alla cura delle cose divine, uopo
i

come un pegno dell' aiuto celeste, per cui abbiamo a rallegrarci, che codesto popolo, siccome gli pregammo da
Dio nel benedir questa Rosa, sia dalla sua bont distinto, e dalla sua misericordia
protetto.

Ed

acciocch queste cose abbia-

no pi^i felice compimento e pi pieno, seguendo gli esempi de'nostri predecessori,


schiudiamo a questo fine sagri tesori dell'indulgenze, e concediamo in vigore deli

che splendano innanzi agli altri per azioni e costumi composti a piet ed a giustizia, acciocch cos si risvegli nel popolo

la

pienezza dell'apostolica podest plena-

ria

indulgenza a tutti quelli che convecoi

un maggiore
il

e pi intenso studio di

nevolmente muniti
sistito alla

sagramenti della
si

religione. Ci

chiaramente dimostra ansua dedicaziole

penitenza e dell'Eucaristia, o avranno as-

che
ne;

giorno

stabilito. alla

messa solenne che

celebrer

il

quale appressandosi
ci

pasquali al-

legrezze,

avvisa di dover affrettare la

spirituale nostra risurrezione, per ralle-

grarci con esso d'aver felicemente ripul-

dopo aver esposto pubblicamente per la prima volta nell'altar maggiore la Rosa, o almeno saranno andati in quel giorno a pregare in essa chiesa, e versando
calde preci avranno implorato
il

sala la schiavit del


il

peccato. E' questo


il

beni-

fiore del

campo secondo
il

linguaggio

gnissimo aiuto di Dio per


della Chiesa e dello stato.

la

prosperit
i

profetico, e

fior delle rose ne'giorui di

Ed acciocch

primavera, cui quest'aurea Rosa rappresenta.

detti misteri siano richiamati agli occhi

Ma

di

qua volge

l'

animo

al soa-

pi volte in ciascun anno, sar vostra cura,

vissimo pensiero di quella Rosa eziandio

che nella

IV domenica
Pasqua
di

di

Quaresima,

che da Gerico mand da principio fino al cielo il suo odore, cio la ss. Vergine e Madre di Dio Maria, la quale protettrice e sostegno e salutare

e nelle feste di

Risurrezione,

dell'Assunzione della R.V. Maria, e final-

mente

di

s.

Marco

evangelista, al cui no-

desta

citt.

madre di coQuesta Rosa adunque insigne


i

me dedicato

codesto tempio, sia essa col-

locata nell'altar principale. Ci promettiavoi, o figli diche vogliate renderci di buon cuore il contraccambio che solo desideriamo perla nostra benevolenpoi.
letti,

per

tanti misteri, e di cui

Pontefici pre-

mo

con ogni fiducia da

sentar sogliono,
no, oi principi
i

come

di

un singoiar do-

e dal popolo intero,

pi benemeriti di que-

st'apostolica sede, o le chiese e le citt

che sono loro pi care, e che anche codesta citt di Venezia ha veduto impar*
VOL. LIX.

za verso di voi

cio che secondo

desi-

derii e la preghiera di noi e del piissimo

IO

i46

ROS
di ogni
ai
i

ROS
danni ripara dello spoglialo tesoro,glacche questa sola per tutte imporla le altre

Imperatore e Re, fiorendo

genere di virt rapprescntialea! vero hiRosa pianruscelli delle acque, che in tata sopra mezzo ai fiori pi scelti la pi bella a
vedere, e
la

Rose.

Imperocch

il

foglioso

ramo

del rosaio (sono 12 oltre la grande, nel-

pi gioconda per la soavi-

mentre vi preghiamo instantemente daDio ottimo massimo, con tutto affetto impartiamo a
t dell'olezzo.

Le

quali cose

forme non minori delle naturali) sorge da un vaso che posa sopra un piedistalle

lo di

forma quadra

in

questo sono

4 leo-

ni alati, alludenti a quello di s.

voi diletti

figli,

e all'intero

popolo vene11

venti in

Marco, a mezzo l'arma del Papa quelli che

ziano, r apostolica benedizione ".

ri-

nomato, benemerito e valente tipografo veneto Giuseppe A ntonelli, siccome caldo di amore patrio e di divozione verso il Papa Gregorio XVI, per s lieta circostanza, con lodevole intendimento e benefico
scopo, pubblic nell'islesso
bei tipi e

sono di fronte, e sulla fascia del sottoposto zoccolo, precisamente sotto allo slem-

anno
la

co'suoi

ma, si legge questa iscrizione: Rosam Au* ream Mysterii In.tignem- Basillcae Patriarcali s. Marci Gregorius XFI Pont. Max. D.D. An. Domini mdcccxxxi 11. Vari emblemi di arredi ecclesiastici de-

decorosamente,

traduzione

corano

le

faccie del piedistallo,

essendo
col

tanto del breve di Gregorio XVI, che dell'erudita lettera di

l'ornato vaso abbellito di decorazioni, fo-

Benedetto XIV, sulla


al

gliami, rabeschi e da

una targa

cap-

Rosa d'oro,

in

uno
la

disegno e incisione

pello e 3 stelle, insegna de'nobili Cappellari di

della bellissima rosa e suo ornato, vaso e

Belluno, sovrastato donde nasce

il

basamento che
I

sorregge, di quella dal


:

ramo
il

delle rose,

da due colombe intiere,


pontificio.

data a Venezia, con questo titolo Let-

siccome parte dello stemma camaldolese,


quale inquartato nel
L'angelicopatriarca cardinal Monico, che

tera del

sommo Pontefice Benedetto XI V

al captolo e canonici della metropolitana di Bologna j pubblicata nella faustissima circostanza in cui la Santit di Gregorio /felicemente regnante decora la

nezia giustamente ancor deplora

ai

Veij

XF

patriarcale e metropolitana di Venezia


della Rosa d'oro.

Le qua

li

traduzioni in

i-

taliano dedic rAntonelliall'lllmoe

Rmo

patriarcale e metropolitano Capitolo di

febbraio 1834 con quella maschia e fluida eloquenza ch'eragli s naturale, pubblic colle stampe un editto o lettera pastorale che leggo diretta al clero e popolo di Venezia, nella quale celebiando le glorie di Gregorio XVI e le sue mu,

Venezia

in cui dice

che

in ci fu consi-

nificnze, per quella di paterna dilezione

glialo dall'ablegato apostolico

mg/
s.

Pie-

verso Venezia e
litana basilica di

la
s.

patriarcale metropo-

tro Pianlon, abbate mitrato di


della Misericordia
,

Maria

Marco

nel

dono

della

prelato domestico e

rosa d'oro benedetta, questa lod

sia

per

protonotario apostolico; rimarcando poi,

l'importanza del dono,


dell'arte, e di tocc

sia pel

magistero

che

la

rosa d'oro di Gregorio

XVI

sor-

chiam regina

de'lori.

Quin-

passa lutle quelle che gi possedette Venezia, sia per ricchezza che per leggiadria
di lavoro. Ci

qualche cosa dell'antica sua origine, della pontifcia consuetudinedi doalti

ma

latino dell'eccellente e

turgico rev.

conferm l'aureo epigrambenemerito liBiclich, che da lui po.i volta:

narla, e con unzione de'suoi

misteri,

come

della simbolica

Rosa

della

Vergine

immacolata Maria {Regina sine labe ori'


ginali concepta)y e quale felice presagio
dell'eterna e beata delizia. Manifest poi,

lo nel nostro idioma, dice cos

Dalla ra-

pida potenza dell' igneo elemento, e dal guerriero furore delle passale stagioni, ra-

che Gregorio

XVI

vieppi imprezios

il

quanti esistevano di bionda Rosa sagri doni, Gregorio nullameno


pirci

vedemmo

materiale collo spirituale dono dell'indulgenza plenaria, da lucrarsi nel giorno di

KOS
sua solenne inaugurazione, pel quale stabill r anniversario della consogiazione

(non

si

pu

dire, per

quanto provai

di so-

pra) della rosa, cio a'g marzo i834> do-

menica Laelare
impiegare tutto
terna
e

colla

possibile, invitando tulli a lucrarla, e


il

maggior pompa ad memorabile giorno in

147 domenica Lattare^ come accennai ne'vol. L, p. i32, LUI, p. 214. Aggiunger quanto apprendo dai n.i 54 e 61 del Giornale di Roma del 1849. Compreso il Papa da viva riconoanno
in

ROS

Roma

nella

scenza per l'ospitale e splendidissima accoglienza che riceveva dal religiosissimo


re

religiosa esultanza di piet e carit fra-

Ferdinando

II, volle

rigenerare al sa-

non con dimostrazioni di allegrezza profana come espressamente gli


, ,

gro fonte

che avea dato alla luce l'eccelsa jegina sua consorte, cui vola real figlia

avea inculcato

il

Papa, nel breve a


il

lui di-

donativo. 11 cav. Mutiuelli, Annali delle prvincie venete^ p. 432 eseg., non solo pubretto nell'istesso giorno che fece

lendo dare una religiosa memoria di un avvenimento di tanta soddisfazione al suo


cuore, dispose di offrirle
la

rosa d'oro be-

nedetta, per quella avita piet singolare

blic
le

3 menzionati brevi,

parole riferisce di avere

ma con belmgJ Pianlon

che

ab legato, trasportato processionalmenle


e con molta
chiesa di
s.

(mediante il breve dato nello stesso giorno del battesimo e spedito secondo il consueto
in essa risplende
,

ISihil certe

pompa
Mois

la

sagra rosa, dalla

dal prelato segretario de' brevi ai principi


).

alla basilica di

co per consegnarla al capitolo, i 4 chierici che la portavano, e che per Venezia fu giorno solenne, di gaudio e di
gratitudine verso
il

Marseguendo
s.

Per

tale

ceremonia

il

Papa destio

a suoablegato Qg.^ Giuseppe Stella ca-

ba,

meriere segreto partecipante e guardaroil quale munito d' analogo breve ail

magnifico donatore.

postolico a'2 settembre esegu


incarico.

distinto

]Ve'vol.XXXn,p.323, L, p. i32,LlV, p. 277, riportai come Gregorio XVI nel 1842, avendo fatto da padrino nel battesimo
del reale

tale effetto portatosi nell'abi-

tazione reale,nell'oratorio privato celebr


la

messa, alla quale assisterono


la

il

re,

la

duca

di eja Gio.

nando Gregorio, don la detta alla madre regina di Portogallo regnante Maria II, cui la present l'ablegato

M." Ferrosa d'oro bene-

regina e

famiglia reale, inclusivamente

alla principessa

neonata. Sull'altare vensiederono l'ab-

ne riposto
ro.

il

vaso colla pianta di rose d'oest,

Dopo

Vite missa

mg7

Stefano Vizzardelli perci deco-

legato e
il

gli

augusti personaggi, fu letto

rato con ordine equestre,


nel voi.

come

indicai

breve della legazione fitta da sua Sanper offrire in suo

286. Il Papa che regna Pio IX fece da padrino al battesimo della real principessa M." Pia , nata dai regnanti re e regina di Sardegna, alla quale fece presentare la rosa d'oro benedetta, di che parlai ne'vol. L, p.i32, LUI, p. 193, facendo daablegato l'uditore della nunziatura mg.*" Santucci. Nel 1849
p.

XXVII,

tit dell'ablegato

nome
il

la rosa. Indi

il

conte Ludolf lesse

bre-

ve pontificio persua maest la regina M.* Teresa , e fu consegnato altro analogo breve al re. Sollevato di poi il vaso dall'altare, l'augusta

sovrana

vi

pose la

ma-

a'7 agosto Pio

IX

nella cattedraledi

Gae-

ta battezz la real principessa M.^ delle

Grazie Pia,
delle

figlia

de' regnanti

due

Sicilie, re

monarchi Ferdinando II e re-*


(figlia del

gina M.' Teresa d'Austria


p. 63), alla quale

ce-

lebre arciduca Carlo, di cui nel voi.


il

LV,
rosa

no in segno di sorreggerlo, e l'ablegato pronunzi in latino il seguente discorso o formola che tradotta nella nostra fa dice cos. Prendi la Rosa dalle velia nostre mani, la quale noi ti consegniamo per ispeciale commissione a noi data dal santissimo Padre in Cristo e signor nostro Pio IX per divina provvidenza Papajpcr
-

Papa regal

la

mezzo

della quale s'indica

il

gaudio del-

d'oro che avea benedetta nel precedente

l'una e dell'altra

Gerusalemme, ciodella

, ,

i48
fiore

ROS
centimetri 46la di
si

ROS
Le
rose sono 1 3, ed in quelil
i

Chiesa Irionfante e militante, per cui quel


manifesta bellissimo a tulli
fedeli
cristiani,

essendo

tutti i santi.
le

gaudio e la corona di Accetti la Maest tua, la qua


il

mezzo si conserva il balsamo ed muschio che il santo Padre bened ".

La
chio,

rosa viene chiamata principe e re-

secondo il secolo nobile , potente e fornita di molta virt, da Cristo Signore,

gina, non che fenice e onore de'fiori; roc-

r annunzio,

la

messaggiera di pri-

come Rosa
infinita

piantala sopra ruscelli di abla

bondanti acque,

quale grazia per sua

clemenza si degni concederti Colui il quale Trino e Uno.pe' secoli dei secoli. Cos sia ". Baciata quindi la rosa
dalla regina, Tablegalo
ficee

mavera; la porpora e il sole de' campi, r aura de' giardini ove maestosamente pompeggia. Sue singolari propriet sono, la forma elegante e bella, onde diletta e
,

conoscere per
la

parte del Papa, che veniva accordata

anche pel colore ordinariamente vermiglio; il fragrante 0dore che ricrea, il sapore che conforta e
riesce grata alla vista,
solleva. Fiorisce

indulgenza plenaria al
fossero confessati e

re,
,

alla regina e
si

a lutti della real famiglia

dopo che comunicali. Data


il

la

principalmente nella primavera, nel maggio e nel giugno, ed eziandio ogni mese,essendovenedi pi specie e colori.

benedizione elettoTevangelofnale, mg.r

Furono

lodale

le

rose di

Mal-

ablegato

Papa. Ecco la descrizione della rosa d'oro donata a M.'* Teresa regina delle due Sicilie. > Questo fiore sorge da un vaso che posa sopra un
si

ritir presso

ta, dell'Indie, della

Cina e di Gerico (P^.). Il Terzi nella Siria sagra ricorda che la celebr Salomone Quasi plantatio rosa
:

in JericOj e ne' suoi cantici la


alla sposa.

paragona

piedistallo d'argento dorato, di

forma ot-

Le

rose di Gerico dice che so-

tagona, alto centimetri 22 e largo io. E'


diviso

come

segue. Plinto sopra cui po-

sano

pilastri

che nel mezzo hanno

in

cassato

un ornato

di bassorilievo rappre-

no prodotte da una pianta spinosa simile al primo; nel la forma e grandezza corrispondono al fior del sambuco, variando per nell'odore e colore per essere
fragrantissime
;

sentante rami di quercia intrecciati che

sul principio vermiglia

sorgono da un vaso. Tra

detti pilastri

diviene indi cerulea, colle fronde alquanto legnose, le quali diseccandosi, riten-

vi sono4spartili, tutti contornati

da una

cornice a foglia, che racchiudononel mez-

gono
di
la

l'istesso

odore incorruttibile, e basi

zo lo
tefice

stemma

del regnante

sommo Ponlaterali sa-

gnate coll'acqua

riaprono.

Fu

la

rosa

Pio IX; nelle due parti

Gerico paragonata alla verginit del-

gri trofei in bassorilievo, e nella 4' facciata

Immacolata gran Madre

di

Dio, che

un ornato che richiama Taitroche

appellasi ne'libri santi \^Rosa di Gerico


e che

circondalo

slemma suddetto. Sopra la cimasa, ov' una gola parimente oltagona, che contiene 4 festoni di fiori e frutti che vengono a vicenda legati da 4 maschero-*
ni,
il

tolo glorioso di Mistica


la,

pure invocata dalla Chiesa col tiRosa, come quelle ineffabili

checoll'odore soavissimo delle sue ra-

re prerogati ve,si attrasse

com-

tutto riportato in argento dorato,


il

piacenze dell'augustissimaTriade; ripor-

posa

vaso d'oro alto centimetri 26,6elegantissi-

tandone

le

testimonianze de'ss. Padri, Sart.

sanamente copiato da quello

nelli nelle Lettere eccl.

7, lett.

49

Isel-

mo di
di

porcellana che

si

conserva nella bi-

la rosa di Gerico.

La rosa essendo anche


vita e della

blioteca Valicana,donato da Carlo


i

re

simbolo della brevit della


fiagilit

Francia aLeone XII (F.y. due manilati

chi che ai

un pavone, ed
sce dal vaso

l'adornano rappresentano il lavoro che in quello


di rose d'oro alto

pel

umana, per la sua delicatezza e corto tempo in cui appassisce. Ed

perci che furono scolpite sulle lapidi dei


sepolcri per denotare l'incertezza del vi-

dipinto, in questi eseguito a cesello. Na-

un ramo

vere

o quelli che morirono

in fresca e

ROS
tenera eia.
T

ROS
gli

49
ali*

romani e

ebrei le spar*

stagione di primavera

ingresso delle

g va no u Funerali^ F.) sui Sepolcri{ ^'.);


e molti gentili fecero disposizioni testa-

sue camere teneva persone espressamente


incaricate di esaminare diligentemente

mentarie perch nell'anniversario di loro morte si spargessero ov*erano sepolti. Ci

che ninno si presentasse da lui con rose o in veruna maniera ne odorasse. All'articolo
la

formarono Ghirlande , Corone ( F.) per segnodi festae negli sposalizi, intrecciandosi con altri Fiori (F.). Cartari e Ricci riportano il novero dique'corpi santi, da
si

rosa

Orsini famiglia, non solo parlai delcome insegna principale di essa,

ma
una
sa
,

dissi

perch

s.

Leone IX ordin che


si

ogni anno per


rosa, e
si

la

Pentecoste
al

benedisse

cui uscirono rose fresche e odorose, altri

dasse

primario barone

per virt divina avendole fatte nascere


nel pi crudo inverno,

come

di tanti

si

legge nelle loro vite, e parlando della beala Rita dissi

perch

si

dispensano rose
dichiarai

Alcuni dissero d' oro tal rosemplicemente rosa naturale; cosi Cancellieri nei Possessi b. p. 4^- osserva Cartari, che siccome colle rose fu
di tal casa.
altri

nella sua festa.

A Pentecoste
lo
si

ornata

la testa
i

de'capitani vittoriosi, tan-

perch chiamasi Pasqua Rosa o


nica Rosata j

Dome-

to fecero

romani con Primiano e Se-

come per

dispensa delle rose che


sto giorno, per

spargimento e faceva in quela

condino Orsini nel loro ritornoin

Roma

dopo
le si

la sconfitta

de'tusculani, perlaqua11

adombrare

discesa del-

pu vedere Frascati.
1.
1 ,

p.

Menoc1
,

lo Spirito santo. Nel voi. IX, p.


rai

4o

nai'si

chio, Stiiore
ta:

centuria 2, cap.9

trat-

come

nella

domenica precedente

Se avanti

il

peccato

d'Adamo abbia

eseguiva con rose rosse dall'occhio della

Chiesa di s. Maria
l'intervento del

ad Mariyres ( F^.), col


vi

a quel

Dio creato l'erbe nocive e velenose, e se tempo le rose nascessero senza spine; conclude afiermativamente,

Papa che

celebrava, per

come

lo-

cui poi ai canonici sono ancora in coro

ro propriet. Alessio Porri

pubblicinRo.

dispensate delle rose nella festa della Pentecoste, cio


stia dal

ma
la

nel

569 un

bel Discorso in lode del-

venendo benedette

in sagre-

rosa e delle sue virt.

sagrestano, ogni canonico trova

ROSALIA (s.),

vergine. Figlia diSini-

al

suo

stallo

due

rose; di

che

feci

memo-

ria

pure a Fiori, come


si

di quelli

che dal-

Talto

gettano nella basilica Liberiana,


festa di
s.

insieme a rose bianche, nella

baldo signore diRoses e diQuisquina,discendenledalla famiglia imperialedi Carlo Magno, nacque a Palermo in Sicilia. Una leggenda la dice nipote di Gugliel-

Maria della Neve, dalla cupola della magnifica cappella Borghesiana, e prima ancora dai forami del nobilissimo
si

mo

re di Sicilia, e di meravigliosa bel-

lezza: di questa santa riparlo a

Palermo,

soffitto

ed a s.RosALiA congregazione di monache.

spargevano anche nella basilica LateII prelato Agostino Favoriti grazioso poeta, ma di genio ben diverso da quelli d' Anacreonte e di Virgilio innamorati delleroseede'rosai di Pesto, come canonico Liberiano non avrebbe potuto assistere allo spargimento delle rose bianche per la sua invincibile antipatia all' odore di questo flore. Prima di lui il cardinal Oliviero Caraffa^ decano del s.
ranense.
,

Fino dalla sua giovent, disprezzando le vanit del mondo, ritirossi in una grotta sul monte Pellegrino, 3 miglia lungi da Palermo. Quivi coll'austerit della penitenza, izoi lavoro delle mani, e con una
continua orazione,
si

consagr intiera1 1

mente a Dio. Mori


tificato di

nel

60, e

le

sue re*

liquie furono scoperte nel

162 5, nel ponSicilia attrila ces-

Urbano VI IL La

bu

alla

prolezione di questa santa

collegio e arcivescovo di

Napoh, ebbe

tale

sazione di una pestilenza, che in quel tem-

avversione al soave olezzo delle rose, che

po faceva grandi
celebra
il

stragi.

La sua

festa si

non polendo solhirne

la

fragranza, nella

4 settembre.

5o

KOS
vescovile di Pisdia

RO
Concezione della

S
Palermo.

ROSALIA. Sede
salien j
sotto
il

stessa citt di

nell'Asia minore. Al presente Rosalia, /Jo-

Usano

le

monache

l'abito proprio delle

un

titolo vescovile in

partibusj

religiose benedettine e nero; le novizie al-

patriarcato pure inpartibusd Co-

quanto differiscono dalle

professe, poich

stantinopoli, che Gregorio

XVI

nel ^\\x-

queste, oltre la tonaca e lo scapolare, han-

gnoi844<^<^"^*^^'' all'attuale vicario apostolico di Tunisi, dal

no
il

la

cocolla
il

pur fregiala

di detta croce,

medesimo Papa noa'

soggolo,

velo di tela in testa che lor dial

minalo
detto
dinal

mg.^ Fedele Soler da Ferrara


,

scende sulle spalle, sopra

quale aggiundita;

cappuccino

il

quale

29 settembre

di

gono

altro velo di seta nera, ed


alti

anno fu consagrato vescovo dal carFransoni prefetto di propaganda /?

micia di lana e sandali


le novizie

usano camentre
lo sca-

vestono

la

tonaca nera, e

de, nella chiesa della congregazione di tal

polare pi stretto e corto sino alle ginocchia, senza la croce,velo di tela bianca pi

nome.

ROSALIA (s.).Congregazione di
monache
la citt di
istituita in
s.

nobili

lungo, ed

medesimi sandali

le

converse

vocazione di
zione verso
corpo,

Palermo, sotto l'inRosalia (^.). Professava


(/^.) particolar divo-

poi vestono tonaca parimente nera, scapolare lungo, ma senza l'insegna della croce,

Palermo
s.

Rosalia sua protettrice, n>a

non sapeva ovegiacesseil venerando suo il quale scoperto nel 625, con so1

con soggolo e velo del capo di tela, co' sandali. Le costituzioni di queste monache, come il loro ceremoniale, furono pubblicate dal p. d. Pietro Antonio Tornami ra,

lenne

pompa

fu trasferito in citt, la

qua-

decano benedettino cassinese. La loro sontuosa chipsa fu aperta alla pubblica vene-

le essendoafflitta dalla

pesle,ne restpron-

tamente libera, e con essa altri luoghi di Pertanto tra le altre, concep un grande amore verso la santa, d. Margherita del Carretto d'Aragona de'conti di Gagliano, la quale ordin con testamenSicilia.

razione neli yog, e


lar divozione al
ss.

vi

professano partico-

esse

il

p.

Sagramento. Tratta di Bonanni nel Catalogo degli or-

dini equestri^ p.
figure della

35 eseg., riportando le monaca nell' abito ordinario


1

taria disposizione,si fondasse colle sue so-

con

la

cocolla monastica, quelle della no-

stanze
tolo di

un monastero
s.

di

donne
d.

sotto
s.

il

ti-

vizia e della conversa.

Rosalia, colla regola di


poi

Do-

ROSAMIRANO,
FANO ROSAMIRANO.

Cardinale. V. Ste-

menico.

Ma

ad istanza di
bolla deli

Alderano
gli as-

fratello della

defunta d. Margherita, Ur-

ROSARIO (SS.).

Rosariwn

sanclissi-

bano Vili con sua


segn
le
la

634
11
1

regola di

s.

Benedetto.
lasciato nel

p.

Ca-

scini gesuita^

avendo

636 al-

monache

la

croce di lamina cJ'argentOj


dicesi patente,
s.

mun. Preghiera, divozione, festa ed istituzioni che ne derivarono, equestri, di sodalizi e religiose. Fra le approvate orazioni in onore della B. Vergine Maria.
(f'.), le

della

forma che

che fu tro-

pi celebri e stimabili sono


detto parilo della

l'

U/Z-

vata sul petto di

Rosalia,

Urbano Vili
una
si-

zio

(f^^.)

Madonna^

concesse alle

monache

di usarrie

il ss.

Rosario, cos dello quasi corona di


alla

mile di

tela

bianca sullo scapolare e sul-

Rose che s'intessono


dre

medesima Maqualun-

la cocolla nera,

corrispondente
;

al petto,

di Dio. Inoltre dicesi rosario

ad usanza degli ordini equestri indi nel l638gli mand due abiti monastici da lui benedetti e stabil la clausura, che principi ad osservarsi solo nel 6^5, venendo eletta per abbadessa Maria della Croce,
i
1

que Corona divozionale (/^^.), e meglio le corone composte dii5 poste, e quelle
simili

gono
ligie
si

corone di minuti grani che si tencon piccola medaglia e l'efdella B.VerginedelRosario, la quale
al collo

religiosa di singoiar viili, trasferita dal

suole rappresentare col divin Figlio in

monastero benedettino dell'Immacolata

braccio, tenendo

ambedue

iu

mano

il ss.

ROS
Rosario. In tale articolo dichiarai di
si

ROS
che
to di Spinej nel
4-*'

13

gonia e sud Sangue j nel 2." Ges Flagellato ^WaiColonnajneX 3. "Ges corona-

forma e compone la corona divozionaquale serve a numerare! Paternoster e VAve Maria^ onde facilitare l'esele, la

Ges condannato a
alla

morte

e caricato della Croce; nel 5.''Ge-

cuzione di pratiche religiose, principal* mente per la pia recita del s. rosario e
suoi dilferenti

s Crocefisso sul Calvario


di sua divina

presenza

modi-, essendo

il

rosario

composto

di

5 decine

di
(

Ave Maria o
di
1

Madre. Neh. "mistero glorioso si contempla la gloriosa Risurrezione di Ges; nel 2 l'Ascensione al cielo
di

Salutazione Angelica

F.\

5 Pater

Ges

nel 3." la discesa dello Spirito


;

noster (F.\ e di i5 Gloria Patri (F.)j

santo nel cenacolo


in cielo della B.

nel

4 V Assunzione

chiamandosi posta ogni decina di/^t'e/I/d n<2, meditandosi prima della recita'di ciascuna uno de' 5 misteri di cui formasi il
1

la coronazione in Paradiso della B. Vergi ne Regina, e la gloria di tutti i Santi. Termi-

Vergine; nel 5.

rosario, che dividendosi in 3 parti ciascu-

nata
di

la recita

d'una
il

3.*

parte del rosario,

na composta di 5 decine d'imposte, nella .'si contemplanoi misteri Gaudiosi, nelI

la 2.*

Dolorosi, nella 3."

Gloriosi,

quali
tratti

si dice la Salve Regina {F.)^ terminata la quale le Litanie Lauretane o della B. Fergne Maria

duco

di tutto

rosario,

misteri

comprendono
la

principali

(F.), che

si

sogliono finire coU'invocazio-

della vita tanto diGesCristo,che della sua

ne,

Regina sine labe originali concepta,


rtoZ>w, seguita dalla triplice reci-

WmBi 31adre
gaudiosi
dolorosi
si
il

Madonna (F.):
il
i

misteri
i

ora pr
ta dell'

dicono

luned e gioved,

Agnus Dei,

e da quella del

Sub

marted e venerd, gloriosi il mercord , sabba to e domenica. Si pre-

tuurn praesidium jco\ Fersetto,

Ora pr
Responrosa-

nobis sancta Dei gentrixj ed


soriOf

il

mettono

al rosario

versetti

Deus

in a-

Utdigni effidaniur proniissionibus

djulorium[F.) e Gloria Patri^md'i seguo-

Chrsti:
rio

Oremus
:

[F.),S\ termina

il

no quelle Giaculatorie {F.) secondo

la

o una delle sue parli, colla

triplice io-

propria divozione; quindi si considera nel i. mistero gaudioso V Annunziazione


dell'

Angelo

alla

Beata Vergine che do-

vea concepire e partorire Ges Cristo (F.\ e si recitano oltre il Pater noster,
1

o Ave Maria, dopo

le

quali

il

Gloria
si

vocazione Regina sacratissimi Rosarii, ora pr nobis j e col Nos cuni prole pia^ benedicat Firgo Maria. Amen. Comunemente s dice un Pater, Ave e Gloria in onore di s. Domenico fondatore dell'insigne ordine de Predicatori (F.), cui
attribuisce questa formola di Preghiera{F.)che con ragione si reputa una delle pi stimabili percichein essa consiste e per l'uso mirabilmente propagato e unisi

Patri, ripetendosi le giaculatorie, e ci


fa

ad ogni posta delle i5 che compongono il rosario. Nel 2. mistero gaudioso si contempla la Visitazione di s. Elisahetta alla

Madonna

nel 3."

il

parto

versale del cristianesimo, essendo forse la

Vergine nel Presepio o nascita di Ges; nel 4- la Purificazione della B. Vergine, e \di Presentazione al tempio di
della

pi

comune

delle orazioni vocali che

si

praticano da'fedeli, giacch non v' parte del

mondo ove

esistono cattolici, in cui


la reciri-

Ges; nel 5. il ritrovamento di Ges nel tempio fra* dottori. Queste 5 poste che chiama nsi 3.' parte di rosario,colla meditazione di que'misteri secondo gl'indicati viene seguita da quelle orazioni giorni che accenner dopo misteri gloriosi. Nel 1 mistero doloroso si contempla Ges uqW Orazione dell'orto, ove cadde in a,
i

non
ta:

si

conosca e non se n'eseguisca

questa certamente colla quotidiana

petizione d'

una

3.^

parte almeno, richiala

ma

la

benedizione di Dio e

protezione
nelle fa-

potentissima della B.

Vergine

miglie che l'eseguiscono. L'eccellenza del


ss.

.**

Rosario si comprende dalla stessa dichiarazione e considerazione de'i 5 pria

i52
della sua
ss.

ROS
Ges Cristo
e

ROS
nazione e della redenzione
,

cipali misteri della vita di

che sono

il

MadrCjCome

dalla recita del

principio d'ogni bene, e queste lodi sono

Paler^ cVAve^ del Gloria ripetuta tra l'uno e l'altro mistero. Dice il dtto vescovo di Fiesole mg.r Bronzuoli, IsLtuzioni cattoliche^ sez. 38, 2. Il Rosario
una forraola di preghiereapprovata dalla

espresse colle slesse parole dello Spirito

santo,

le

quali tuttoch indirizzate alla


si

Vergine santa,
Figlio di
lei,

riferiscono

ben pi

al

cui riconosciamo

come unico

principio e cagione della sua e della nostra


felicit.

Chiesa in onore della Vergine madre

Imploriamo perci l'intercessione


s

di Dio.

Conoscevasi forse avanti l'epoca


s.

della

Madre

pel corso che pel fine di

del patriarca
di

Domenico, ma in seguito una rivelazione fattagli (come dissi nel

questa vita; e per eccitare efficacemente


la

sua compassione e quelladel Figliuolo


la

voi.

LV, p. 82)
egli fu

dalla slessa Vergine cer-

suo confessiamo

nostra miseria pren-

tamente,
in

che circa

il

202 mentre
Linguado-

Francia

nella provincia di

dendo il titolo umiliante di pecca tori. Que* ste due orazioni sono nel rosario disposte

ca faceva orribile strage l'eresia degli Albigesij lo

per colai forma, che

ci

rammentano
il

predic e lo propag con gran-

l'istoria della vita e

de'patimenti di Ges

Chiesa contro
gelo^

de zeloj e serv di difesa e di trionfo alla gli eretici summentovati...


Egli perci un compendio

Cristo

che debbono essere

continuo

soggetto delle nostre meditazioni. Lodan-

ddV Evan-

una

specie d'istoria della vita, patidi

menti e gloria
tilissimo per gl'idioti

Ges

Cristo, e riesce u-

do Iddio in ciascun mistero, domandiamo a un tempo le grazie che sono necessarie e a noi ed al prossimo nostro. Fra
gli albigesi,altri

imprimere
Il

nella

mente

de-

ignoravano,

altri
il

bestem-

un'idea delle verit principali


fine per cui istituito,

miavano

misteri che sono

fondamen-

della Religione.
e
il

to della religione.

Domenico per rimei

fruito che devesi rilevare da chi lo C'

diarea questi mali, chegli recavano gran-

seguisce,

di crescere in

amore
ci

e grati-

tudine per Ges Cristo che


di aramiraregli
li

ha redenti,

de afflizione,insegn ad onorare misteri con un metodo facile e idoneo ad ogni


sorte di persone.
I

esempi

di

sue virt equele di essere pi

pi illuminali vi tro-

della divina sua

Madre,

vano

il

mezzo

di elevarsi alla

pi sublisanto in-

ad imitarli; d'invocare con fiducia Maria, e rendersi maggiormente degni della sua protezione". Il benemerito ab. Butler nella vita di s. Domenico, osserva e fa considerare. Duranti le sue
solleciti

me

contemplazione, e di produrre degli


pi eroiche virt.
Il

atti delle

trodusse poscia lo stesso metodo a Bolo-

missioni,

Domenico

istitu la

celebre di-

gna, ed in altri luoghi". Ed io aggiunger in Roma nella Chiesadis.Sislo^y.), ove il santo pe'suoi religiosi fond il suo
i.*'

vozione del Rosario, che consiste nel recitare


la

convento dell'alma

citt e abit, in-

5 volte l'orazionedomenicale e 5o salutazione angelica, e che ha per fine


i

troducendovi l'efficacissima divola pratica del santo rosario, ed ivi per le

prime

di

onorare

i 1

principali misteri del Salss.

volte lo fece recitare pubblicamente nella

vatore e della sua

Madre. Egli cono*


ri-

seca tutta l'eccellenza di queste preghiere.

notai nel voi.


p.

metropoli del cristianesimo, come pm* LV, p. 8*6. Nel voi. XII,

L'orazione domenicale contiene in

i44

raccontai,

come

nel

1600

s'intro-

possiamo domandare a Dio o sperare da lui. Recitandola pratichiamo quelle sublimi virt, per le quali rendiamo a Dio l'omaggio de'nostri cuostretto tuttociche

dusse prima nel chiostro, poi nel 1623

Chiesa di s. Maria sopra Miner' va (della quale anche nel voi. XXXII, p. 275) de'medesimi domenicani, la renella
cita del rosario a

Colla salutazione angelica lodiamo e ringraziamo Iddio de'misteri dell'incar*


ri.

due

cori a vicenda, di

uomini e donne. Anche Cercaslel nella

ROS
Storia del cristianesimo
allnbuisce a
s.
t.

ROS
i4, n. 338,
le

i53

corone e

rosari, e delle
si

Domenico

l'istituzione del

dette (/'.)che vi

Medaglie beneappendono,e finalmen-

rosario, per implorare la protezione pos-

te feci la descrizione di tutte le particolari

sente della B. Vergine per le sue fatiche,


nelle turbolenze e furiose guerre del paese, in cui egli

Chiesa,

Corone divozionali ^ approvate dalla comedi quelle del Signore, di s.

predicava per

la

conversio-

Brigida, de'VII Dolori della B. Vergine,

ne degli

eretici e ulteriore

propagazione
la recita
s.

del cristianesimo.

Approvarono

dell'Immacolata Concezione, degli Alti di amore verso Iddio, del Sangue prezioso,
del sagro
di

del rosario e ne riconobbero istitutore

Cuor

di

Domenico molti Papi, come


sai io,

Sisto

IV

nel

Ges

Cristo, delle

Ges, XII
le

delle

piaghe

Stelle, e di tut-

1481 insieme alle confraternite del ss. RoLeone X, s. Pio V che torn a conle

te notai le

indulgenze concesse dai Papi.

Moltissime sono anche


ziali e

indulgenze par-

fermare
/7//,

confralerniteerelle sotto

il

det-

plenarie concesse dai l^api, a chi

to titolo nel

1569

colla bolla

Consueve-

recita

almeno

la 3.'

parte del rosario; per-

Gregorio Xlll, Sisto V, Alessandro VII, Innocenzo XI, Clemente XI, Benedetto XIII, ed altri. Si possono consultare
l'an
gli

ch poi riesca grato alla Beata Vergine, torni a merito di chi lo dice, e questi ne
conseguisca
nel
l'

indulgenza,

fa

d'uopo che
Io
ai misteri di
si

annalisti
1

Spendano

e Bzovio, al-

tempo

della recita, la

mente per

Echard, Bibliolh. script. Old. Praedicat. 1. 1, p. 352, t. 2, p. 27 i. Tommaso Vincenzo Monegiia nella Dis' sertazione deli' origine della sagra prece
no 1 2
3;
il

p.

meno

virtualmente attenda

Gesti e di Maria, o in generale


pi di pensieri religiosi, e

occusia

che

il

cuore

ad

essi rivolto

con santi adetti. Sisto

IV

del Rosario, Roma 725. Benedetto XIV, Defestis B. Mariae flrginis, cap. 3; De Canoniz. Sanctorimi lib. 4, p3r.2,cap. o.
i 1

nel 1483 concesse a quelli che recitassero una 3.' parte di rosario, 5 anni e 5

quarantene

d' indulgenza, la

quale fu
s.

iti

Inoltre al eitalo articolo

Corona

divozio-

seguito ampliata da

Leone
,

X,

Pio

V
-

KALEj parlai ancora delle differenti opinioni che


si

hanno

sulla sua origine, so-

stituita dall'anlichit

per quelli che non

sapevano leggere e tenere a memoria il Salterio (P\), ed in luogo delle Ore Canoniche (F.) ai religiosi Laici e Conver-

domenicano, Sisto V e Benedetto XII[ pur domenicano. Nella Raccolta di ora zioniper le quali sono state concedute dai sommi Pontefici le s. Indulgenze, e che si pubblica in R.oma coli' approvazione
della s. congregazione deU'indulgenze,pel Rosario si legge. Il fondatore dell'ordine
religioso de'predicatori
s.

metodo di recitarci 5 decine d'^ve Maria^ col Pasi {^F.).

Dichiarai pure che

il

ter noster q

Gloria Patri,
di esse, in

al principio e

fare argine

all'

eresia degli albigesi


i

Domenico, per che


,

line

d'ognuna

memoria

dei

a'suoi tempi infestavano

popoli special-

principali misteri e trionfi di

Ges Cristo
il

mente della Francia, per


ta della B.

rivelazione

avu-

e di Maria Vergine, fu ad imitazione dei


1

Vergine, a cui per tale oggetistitu

5o Salmi, onde il

rosario fu detto

Sal-

to

avea ricorso, circa l'anno 1206


la

Fergine, e si deve a s. Domenico; dicendo de'critici che ne dubitaterio della ss.

ed efficacemente promulg
del
s.

divozione

Piosario; e nel corso di pi secoli se

no, pe'motivi che riportai,


landisti,

come

de'Bol-

^c^^ Sane torum, augusti diei4;

eMabillon,^c;^ Sanctorum Ord. Bened., praef. ad sec. V, il quale d' opinione, che prima di s. Domenico fossero moi

ne videro mirabili successi nel cristianesimo. Ad animare fedeli lutti a ricorrere spesso a Maria ss. con tal divozione, Benedetto XIII col hveveSanctissinius, dei
i

i3 aprile 1726, concede a


quali con cuore

tutti quelli, i

naci autori della divozione del


Dissi eziandio delle
^c/iei?/z/(?/ii

rosario.

almeno contrito
1

recile-

(r.)deU

raunoils. Rosario iatiero, cio di

5 poste,

j54

KOS
rio, nella
il
i.'*

ROS
del Rosario, ove per fosse altare o cappella dedicala alla B.

ovvero la 3."parte, cio 5 poste, i co giorni iriudulgenza per ogni Pater nosler e per ogni ^ve Maria. Se poi per un anno u
recileiannoogni giorno almeno la 3.^ parte, confessali e comunicali in un giorno

Vergine del Rosadomenica d'ottobre, che fu

giorno del trionfo sugli ottomani, se ne

celebrasse solenne uffizio di


rito di

ad arbitrio

di detto

anno, concede indul-

genza plenaria; quali indulgenze sono perpetue, ed anche applicabili aDefim. Per

9 lezioni con doppio maggiore, e con nuovo nome si dicesse Festa della B. Vergine dtl Rosario f la quale non volle pi che si ce-

conseguimento di tali indulgenze si ridai , che li rosari sieno benedetti religiosi dell'ordine de'predicatori, e che
il

lebrasse a*25 marzo, giacche nello stabi


lito
ss.

chiede

giorno coincideva

la

processione del
la

Rosario, Clemente Vili conferm

iieliecilareil

s.

Rosario

si

vadariflelten-

festa, e la fece inserire

nel Martirologio

doai misteri della Nascila, Passione, Morte,

Risurrezione, ec. di N. S.
il

Ges

Cristo,

romano. Clemente X ad istanza della regina di Spagna Marianna, con breve dei

secondo

decreto della

s.

congregazione

26 settembre 67
1

concesse lo slesso uf-

dell'indulgenze de* 1 2 agosto 1 7 26,approvaio dallo stesso Benedetto XIII. Peraltro dichiar nella sua costituzione Prefiosus,

Spagne a tulli gli ecclesiastici, comech non servissero a chiesa ove fosse
fizio

per

le

cappella del Rosario, la qual permissione


fu da poi accordala ed eslesa dallas. con-

de 26 maggio 727, 4>che per


'

le

persone idiote incapaci della considerazione de' divini misteri, basta che reciti-

gregazione

de'riti a diverse altre diocesi.

no

". il s. Rosario divotamenle Festa della B. Fcrgine del Rosario. Per

Innocenzo XII supplic l'imperalore Leopoldo I (come quello che ripeteva la


liberazione di Vienna,assediata da'lurchi,

Ad

la strepitosa

vittoria riportata dalle ar-

dal patrocinio della B. Vergine, onde In-

mi

cristiane, pontificie, venete e

le della lega cattolica, nel golfo di

spagnuoLepanto

nocenzo XI avea istituita la festa deliVb/e di Maria, V. ) che tale uffizio e messa
si

a*7 ottobre

Sj

de'turchi,

s.

,con memorabile disfalla Pio V(F.)j per riconoscere


i

estendesse a tutta la chiesa cattolica;


la

ma

avendo
la

morte del Papa impedito


de'riti,
il

l'ap-

questo singoiar favore dalla protezione della B. Vergine, siccome avvenuta ap-

provazione del rescritto gi decretato dal-

congregazione

successore Cle-

punto nel giorno


a

in cui la confraternita

mente XI tard a confermarlo. Per a


motivo d'altra
vittoria riportala sui tur-

del Rosario processionalmente lo recita va,

perpetua memoria

Io fece inserire nel


li-

chi dall'imperatore Carlo VI, nel

1716 a

Martirologio romano,ordinche nelle


tanie della B.

Temeswar o Csanad
i

a'5 agosto, preci-

Vergine

si

aggiungesse

l'in-

^oz^ToneAuxiliuni Chris ti a no rum, e pre-

che a'7 ottobre si celebrasse la festa della B. ergine della littoria. Gregorio
scrisse

samente nel giorno della Madonna della Neve, in cui confratelli del Rosario facevano una loro processione, e per la liberazione dall' assedio di Corfi abbandonato dai turchi nella
8.' dell'

XUI

che

gli

successe, ammirando la
il

mofar

Assunzio-

destia del predecessore,

quale essendo

ne

stalo domenicano,

non avea voluto

menzione del
si

s.

Rosario, per timore che

Beata Vergine, vedendosi manifesto il patrocinio speciale della Beata Vergine, mossero finalmente l'animo di
della

credesse aver egli fatto onore piuttosto

al

suo ordine, colla bolla Monet Aposto-

del Bidl.

luSj del i. aprile

l^ita di
le

1578, presso ilMaffei, comand che in tulle chiese dell'ordine de'predicatori, ed in


s.

Pio Vf

quelle ove fossero istituite confraternite

Clemente XI, con decreto presso il l. 8 Magno, ad accordare ai 3 ottobre dell'istesso anno a tutto il cristianesimo, per la I.' domenica d'ottobre la festa della B. Vergine del Rosario con l'uffizio e messa, con rito di doppio maggio-

ROS
re.

ROS
j

i5>
de!
ss.
i

Dopo
di
s.

di queste concessioni, si legge-

Solennizzandosi

la festa

Rosario,
si

vano
ne

le a.* lezioni dell'uffizio del

sermo-

Benedetto XIII verso


in

le

ore 2

port

Agostino accomodate
ss.

alla solen-

nit del

Rosario,

ma non
il

si

faceva al*

cuna menzione

dell'istituita festa;

laonde

sermone di s. Agostino, fece comporre nuove lezioni pel 2. notturno, le quali approvate dalla congregazione de'riti a' io marzo 1725, il Papa le conferm a' 19 e debBenedettoXIII, tolto
titolodel

forma semipubblica a venerare la ss. Vergine nella chiesa dis. Maria sopra Minervaj de'rev. pp. domenicani, ove terminato il vesperOjSi diede principio alla solenne processione colla solita macchina,
nella quale era
la

divotissima statua rap-

presentante
no.

la

B.

Vergine Maria,

col

suo

divin Figlio in braccio ess. Rosario in

mai

bono

recitarsi

da

lutti gli obbligati alle

Andavano

in essa processione lutti

ore canoniche, per averle fatte inserire nel Breviario romano. Tanto ricavai dal
JVovaes, nella Storia de'Papi ricordati; e da IZaccaria,D/5'5er^ecc/.diss.5,sulle feste

religiosi dis.

Domenico,accompagnati da un infinitoconcorsodi popolo d'ogni quae sesso, che recitava assieme con quei
il

lit

padri divotamente e ad alta voce


sario; essendosi dal

ss.

Ro-

ad onore della B. Vergine. Olimpio Ricci, De'giubilei universali a p. i o i riferisce, che Gregorio XIII ordin ancoistituite

sommo Pontefiqe este-

sa per questa sol volta la solita indulgen-

za plenaria, conceduta a'fralelli e sorelle


del
ss.

ra,

che ogni

I.'

domenica

di ottobre

si

fa-

Rosario, ancora a

tulli

fedeli

che

cesse la solenne processione della B.

Ver-

pentiti, confessati e

comunicati, avessero

gine del Rosario, nella chiesa primaria


dell'ordine domenicano, di
s.

Maria sopra

accompagnalo la detta processione; ed in ultimo dopo la macchina si vedeva con


esemplarissima umilt e divozione (servito

Minerva di Roma, la quale tuttora si celebra con fervore. In questa insigne chiesa
si

dalTeccmo duca
il

di

Gravina Orsini

celebra la festa del

ss.

Rosario so-

principe del soglio pontificio e suo nipote),

lennemente e con 8.^ tenendosi esposta una grandiosa macchina nobilmente dorata,con divota ebellissima figura in ista-

nostro

ss.

accesaecorona

in

Padre a piedi con torcia mano,cheappoggialoal

lua rappresentante la B. Vergine del Rosario sorreggendo in braccio


il

divin suo

suo bastoncello, seguitava la delta sagra statua dellaRegina del cielo."Questa processione si fa dappertutto,ed anche in C<i5slel
tai
i

Figlio(queste immagini essendodelle

mo-

Ganclolfojpev cui a quell'articolo no-

nache domenicane

di

s.

Caterina da Sie-

Papi che

la

seguirono. In detta chiesi

na, di cui parlai nel voi.

LV,

p.

o5, con

sa per tutta l'S.^

fanno diversi

pii eser-

particolari processionisi portano ogni an-

cizi, oltre la recita

del rosario che

ha luo-

no per
ni,

la festa alla chiesa


1'

de'domenica-

go

in lutto l'anno,
i

sermoneggiandosi in
ss.

dopo
si

8.^

si

restituiscono alle

moal-

lutti

giorni, ed aggregandosi alla />^i-

nache), riccamente vestiti e ornati; ed


trettanto
l'ordine,

tuzione delVora del

Rosario, chi braascritti


il

pratica tanto nelle chiese delin cui se

ma

ascriversi.

Obbligo degli

che nelle altre

ne cedetta

fare ogni

anno dentro della 8. un'ora d'o-

lebra

la festa,

portandosi
la

come da

razione e recitare in ginocchioni se po-

chiesa di

Roma

macchina

in proces-

sione con gran copia di lumi, e gran con-

steri

tranno tutto il ss. Rosario. Ne'primi miGaudiosi pregheranno per quelli che
in

corso del popolo divoto. Alcuni Papi

si

sono
riosi,

peccalo mortale; ne'secondi


gli

Do-

Maria sopra Minerva a venerare la B. Vergine nell'S.^ di sua festa, come Innocenzo XIII, e Benerecarono
alla chiesa di
s.

lorosi,

per

agonizzanti; ne'terzi Glo-

per l'animedel purgatorio. Poi dii


B. Vergine per tutti
i

le litanie della
telli

fra-

detto

XI li anche

seguiva

la

processione.

e sorelle, che esercitano questa di-

LeggoneldiaristaCeccoD,aU'annoi73 5.

vozione. Qualora per infermit

non si pos-

i56
tere

ROS
ad
altri; in
si

ROS
Aggiunger qualche altra notizia. Celebra solennemente e con pompa la festa del ss. Rosario, e nella processione manda il suo stendardo colla immagine della B. Vergine col figlio Gesi in braccio, adornata

sa fare l'ora d'orazione, si

pu commetmorte o non volendosi

pitifar l'ora,

restituisce la polizza d'ag-

gregazione, annunziandosi dal puipitoesservi un'ora vacante per trovare chi la

prenda, acci in essa non


oie la B.

sia

privata di

intorno col Rosario o Salterio della

Ma-

Vergine. Alessandro VII a'i5


gli ascritti,

donna

gode molti
s.

privilegi e

indulgen-

gennaio i663 concesse indulgenza plenaria una volta l'anno a tutti

ze concesse dai Papi. Gli ascritti alle confraternite del

Rosario
e

in

qualsivoglia
erette,

che confessali e comunicali reciteranno il ss. Rosario nell' ora loro assegnata, colle
solite

parte del

mondo

canonicamente

fruiscono particolari indulgenze, recitan-

preghiere pel conseguimento delle

do

il

rosario e facendo altre opere pie,


si

indulgenze: dipoi Alessandro VII accord


di potersi applicare all'anime del
Iorio,

come

purga-

X.\,IViiper

apprende dai brevi d'Innocenzo pr /7rte, de'3i luglio 1679,

dovendosi per recitare altro rosache confermarono Innocenzo XI

e di Pio VII,

Ad augendafij ^-d citalo.


innanzi
le

rio, ci

Quanto

alle benefiche dotazioni del so-

nel i685, e Clemente XI nel lyoS. Pio VII col breve Ad augendam^ de'iG feb-

dalizio di

Roma,

vicende che

insorsero nel declinar del secolo passato


e principio del corrente, eransi talmente a u mei ita te, che per la festa se ne dispensavano 20 da scudi 20 l'una, e 100 di

braio 1808, concesse indulgenza plenaria,

applicabile all'anime del purgatorio,


i

tutti

fedeli

die confessati e comuniRosario e


le

cali,

neir ora loro assegnala reciteranno


il s.

scudi 3o. Di presente

le

doti

divotamente

altre preci.

nuite, e tra le superstiti vi


di

sono dimisono quelle

Questa

istituzione e aggregazione proil

pagata per tutto

mondo

cattolico; al-

100 scudi per le monacande, e chiamate Giustiniane dal nome del benefico
fondatore. Del sodalizio

trettanto dicasi delle confraternite, mas-

romano

tratta-

simamente ne'Iuoghi ove sono chiese e


conventi domenicani.

rono: Fanucci, Operepedi

Roma p.22 1,
6
,

e P'mzzsiy Eusevologio romano^ trat.


cap.
I

Ad Arciconfraternita DEL ss. Rosario,


eretta canonicamente nella chiesa di s.Maria

I. Il p.

Boaanni

nel

Catalogo degli

ordini equestri e militari

sopraMinerva, nella cappella ove s. Andel

con

altri autori, e collo

tonino poi arcivescovo di Firenze, quan-

Domenico

l'istituzione

p. 74 attribu Scoonebeck, a s. dell'ordine equeil

do era priore

propinquo convento vi colloc il corpo di s. Caterina da Siena, istituita nel 1481 da Sisto IV, la dissi confermata nel [5^3 da Clemente VII; che Gregorio XIII istitu la solenne processione; che nel

stre o religiosa milizia, sotto

titolo di

cavalieri di s.

Maria del Rosario^ cui die-

de per divisa una croce colle estremit terminanti in giglio, mezza bianca e mezza nera, nella

forma simile a quella del

iSyG

Gio. Battista Marini

barone di Bomba
l'isola di Scio,

lasci

un fondo per do-

tazioni, dovendosi preferire le zitelle delil quale in progresso auraentatocon altre pie lasci te,aniiualmente

in luogo del d'un ovato p se l'immagine della B. Verginecol s. Barn

l'ordine Costantiniano,

ma

nome
bino,

di Cristo, nel centro

Rosario,

ambedue in atto di distribuire il s. come vedesi nella figura del cail

dal sodalizio sidistribuisconoa zitelle po-

valiere riportata dal p. Bonanni,

quale

vere ed oneste, per agevolarci loro maritaggi o monacazioni, ed

crede che l'ordine venisse approvato da

ammantate devono intervenire allaprocessionesolenne; e


che
la

Innocenzo
gi, altri

confraternita celebrava pure altre

valieri

III, con concessione di privilepretendono da Onorio III. I caaveano l'obbligo di guerreggiare


gli albigesi,

processioni nella i.'domeaica d'ogni mese.

contro

e recitare

il

rosario.

ROS
Aggiunge, che cessate
le

ROS
guerre di quel
si

iSy
i

in alcune conferenze spirituali; oltre

di

fanatici e crudelissimi eretici,

mut l'or-

giuni
ze,

soliti, di

mortificarsi con peniten-

dine in sodalizio e confraternita, propa*


gandosi per tutto
la
il

una delle quali chiamarono Rosario


la

mondo, onde onorare

penitenziale , per
re,deposto
il

sua durata di i5o

B. Vergine colla recita del rosario, e


la

giorni, ne^quali quelle che lo volevano fa-

implorare

sua valida assistenza per o*

velo nero restavano col bian-

gni bisogno.

Anche
la

il

p.

Andrea Mendo
s.

co e coronate di spine, ricevendo spesso

narra l'istituzione d'altra sagra milizia del

pubbliche correzioni dalla superiora; oltre a ci


si

Rosario sotto
fatta

regola di

Domenico,

esercitavano in azioni labo-

da Roderico o Federico arcivescovo di Toledo, per difendere la citt dai mori;

riose e umilianti, e per lutto quel

tempo
il

restavano privedelconfortode'sagramenti,

ma

il

p.

Bonanni repula che


i

fosse lo
s.

se

pure talvolta non

le

dispensava

stesso ordine equestre istituito

da

Doisti-

confessore.

La

loro veste era nera, ed e-

menico. Nondimeno
p.

critici

ritengono col
Rosario, ma
i

guale all'abito benedettino, tenendo per


distintivo sul petto l'immagine dell'Immacolata Concezione con Ges bambino, contornata da un rosario, ornato cogli

Helyot, che

s.

Domenico non mai


ss.
si

tuisse

ordine equestre del

piuttosto per tale

debbano intendere

crocesignati, che guidati dal valoroso conte

strumenti della passione del Signore. Ai


nostri giorni in

Simone

albigesi

Monforl combatterono gli vittoriosamente. Se s. Domenico


di

Poulin

istitu

Avignone la pia Maria una divozione del Rosario,


la

istitu gli

ordini equestri di
^

Ges

Cristo

intitolala la

Congregazione del Rosario


presidente, e colla

o Milizia di Ges Cristo e


sto, s.

di Gesc Crisi
il

vivenle;ne divenne

Domenico

s.

Pietro martire^

protezione e zelo del cardinal


schini nel

pu
p.

vederlo in quegli articoli. Inoltre

Lambrui833 ottenne quella di Gre-

Bonanni, Catalogo degli ordini

reli-

gorio XVI, che in

Roma

la

ricolm, in u-

giosi par. 3, p. 28, riporta la figura della

monaca della ss. Vergine del Rosario, e parladel suo istituto. Narra adunque, che
inPalmadiocesidiGirgenti,neli6oovenne fondato un monastero dai Tomasi duchi di Palma, col titolo della ss. Vergine
del Rosario. In esso oltre la clausura s'in-

no airistituto,di approvazione, d'incorggimenti di grazie spirituali e di molle


,

indulgenze. L'istituto diviso in associazioni dette quindicine, cio

formate

cia-

scuna di i5individui,di uomini o di donne, diretti da un sacerdote, e si chiamano


Rose.

trodusse un tenore di vita molto ritirato, ed a tale effetto furono fabbricate alcune
celle assai

Le quali persone sono unite spiritualmente per recitare e meditare i i5


misteri del
ss.

Rosario:

consiglieri della
si

remote dal monastero, con oraritirarsi

congregazione sono preti, e

denominaopere

torio e giardino, nelle quali potessero le

no

coltivatori del Rosario.


si

La congrega-

monache
ivi

8 giorni dell'anno, ed

zione

esercita ancora in diverse

attendere a pi perfetta unione con Dio, facendo gli esercizi di s. Ignazio. Alcuni anni dopo, crescendo nelle religiose
il

di piet cristiana,

come

nell'adorazione

fervore,

si

determinarono alcune

di se-

pararsi affatto dalle altre, e coi debiti per-

ss. Sagramento, nella distribuoni libri, nel soccorrere le chiese, onde edific quella di Lauzanne, in sostenere i pii stabilimenti, ec. Mera-

perpetua del
di

buzione

messi, colla piefetta e una conversa nel

vigliosamente l'isliluzione deRosario


vente
si

i'i-

1673 passarono nel detto ntiro, prendendo il nome di Solitarie, e lasciando libere due celle per le monache che avessero voluto farvi
gli esercizi spirituali. Si
il

propag per

tutte le parrocchie

della Francia, principalmente, oltre Avi-

gnone sua
lay,
s.

culla, in Lione, Grenoble, BelClaude, per l'impegno de'rispettivi

proposero di osservare

silenzio,

tranne

vescovi, con parecchieceuliuaia d'associa-

i58
vescovo
paese
zia
di
ti

ROS
Chainbery, anzi nello stesso Ferney, gi famoso soggiorno di
in cu; fu eretta
tatosi in
ria

KOS
fornito di singoiar

zioni; nella Savoia per lo zelo delTarci-

Roma

fu fatto

prudenza e virtb, porcanonico di s. MaIII

ad

Martyres, e nel i554 Giulio

"Voltaire;e persino nella capitale dellaSco-

lo fece

vescovo d'Ischia, indi d'Adria, e

Edimburgo,

unacap*

poi arcivescovo di

Manfredonia secondo

pelia sotto l'invocazione del

Rosario wicnle,avtn(.\ov contribuito Carlo Xquanvi

Ughelli,
la
i.^,

ma

Cardella afferma che tranne

delie altre chiese

non

fu pastore.

dimorava
si

colla famiglia reale di

Nelle diverse cariche conferitegli

avendo

Francia, che

ascrisse alla congregazioisti-

dato indizio
il

di severit e rigore,

incontr

ne per

la

duchessa di Berry. Questo

genio di Paolol V,chea'i 5 marzo 1


cre cardinale prete di
s.

557

tuto ha prodotto un
ostinali peccatori, per

immenso bene, ed
le

innumerabili e prodigiose conversioni di

benemerenze del
io

Simeone, e Vicario di Roma (/^.)j quando stabiFi che questo rilevante uffizio fosse perpetuaIo

caldo e indefesso zelo deiristilutrice Poulin.

Sul

ss.
i

Rosario scrissero molti, ed

nel

mente unito ad un cardinale, onde rest s. collegio, come apprendo da Novaes;


altri

riporter

seguenti, oltre quelli che no-

quindi con

3 cardinali fa deputato

minai. Amidenio,

De pi et le romana
s.

p.

a giudicar la causa del celebre cardinal

127. Ippolito Marracci, Pro Marianae

Mariae in Campi le Ili asservatis. Bernardo Vonsandren, De Rosario, sive modoprecandi


Coronae
calculis in ecclesia

Moroni. Essendo nel palazzo Vaticano, gli si ruppe una vena in petto, ed in me-

no d'un'ora pass in et di 60 anni


nerva, in avello di
si

all'altra vita

neliSSg,

e 2 di cardinalato.
s.

Fu

Pater nosler ad calcnlos, 1701. Gio. Michele Cavalieri, Giornale perpetuo delle indulgenze del ss. Rosario^ Napoli 745. Tesoro delle grandezze del ss. Rosario^ Napoli 1 745. Indulgence da Saint Rosaire, par le p. Francois La-

Ave Maria

et

sepolto nella chiesa di

Maria sopra Mibianco, in cui

marmo

legge semplice iscrizione pstavi da Fia -

vio Rosario suo nipote.

ROSCHILD

ROTHSCHILD,

Z?o-

schildia.C'illh vescovile di

nicano: de Rosario .
sario della
ss.

roffdomenicain, 1673. Bullario DomiM. V. Bovio, Ro-

F ergine,

con la contemalcuni e-

Danimarca nell'isola di Seeland, ad 8 leghe da Copenaghen, in fondo al golfo del suo nome. Vi un castello reale, bellissima la chieappartenne
agli a-

plazione de
sempi,

XV misteri e con

sa gi cattedrale che

1734. Luigi di Granata, Rosario della gloriosa Vergine Maria figurato, con le meditazioni di Cicarelliy Venezia 1578, Roma i585. Capoleone Ghelfucc, Rosario della Madonna, poe

Roma

goslinianijCon capitolo luterano,e coi sepolcri


di piti re e di diversi

personaggi

celebri; stabilimento di donzelle, ospe-

dale e scuole. Durante una parte del

me-

dio evo, fu
sferirono a

la

capitale del regno e la re-

ma jMxano 1606. P. Filippo


fitto
il

Anfossi domenicano, Maniera di recitare con pro-

sidenza de'rc danesi;

ma dopo che si traCopenaghen[V .), la citt sen-

Rosario di

Maria

ss.^

disposta in

18 14. P. Eugenio Giacinto Pozzo, Eccellenza del ss. Rosario, e guida pratica onde recitarlo secondo il vero spirito di sua prima istituzione ^ Messandva 1835.P. De Nardis, Le piaghe di Gesi Cristo, considerale in i5 Misteri del Rosario, 'Roma i83o.

brevi sermoni,

Roma

sibilmente decadde, ed oggi la 2.'' del la Seelandia o Zelandia. Vi fu segnala una


pace tra
la

Svezia e laDanimarca nel 1 658.

La sede

vescovile fu eretta nel 95o, e di-

chiarala sulfraganea di Lunden.


vescovi ricorder
il

Tra 'suoi
s.

zelantissimo

Gu-

glielmo (V.) inglese, che per4o anni edific colle sue viriti la Danimarca, e vol al
cielo nel
i

ROSARIO

Virgilio, Cardinale. DI

067. Finchdur

il

vescovato,
di belle

Spoleto^ dottore illustre in

ambe

le leggi,

Roschild avea un crran

numero

ROS
cliiese,

ROS
i

conventi e monasteri,

quali col

sidcrarono

l'isola di

1^9 Dominica come di


la

\escovato flirono soppressi dopo rintro* duzione della prelesa riforma, riunendosi

f^rande importanza per

sua posizione

fra le Antille francesi, sia dal lato politico

la

sede a quella di Copenaghen.

in

tempo

di

guerra, che da quello com-

ROSCO Giorgio, C^/'^wtt/e./^.LiECHTENSTEIN.

merciale in tempo di pace:n' baluardo


il

ragguardevole forte

di

Cashacrou, che
vi-

ROSCOMMONoROSCOMAN. Citt
d' Irlanda, provincia di

trovasi nell'estremit meridionale dell'isola. L'isola

Connaught,

ca-

con Roseau dipendeva dal

poluogo di contea e baronia del suo nome, a 6 leghe da Gaiway. Di alta antichit, ha un castello dei 1268. Vi fu tenuto un concilio nel 1 158, evi vennero stabiliti buoni regolamenti di disciplina ecclesiastica. Arduino t. 6; Angl. t. i. ROSEA, r. Rhoso. ROSEA U [Eosensisj. Citt con residenza vescovile dell'America meridionale, capoluogo dell'isola della Dominica, una delle piccole Aniille o di BarlovenlOj sulla costa occidentale, nella parte del

cariato apostolico della Trinit nelle Ane quasi tulli gli abitanti sono con poche chiese e scarso clero, secondo le ultime recenti notizie. A migliorarne la condizione, il regnante Pio IX a*3o aprile i85o stabili la sede vescovile
tille inglesi,

cattolici,

Roseau, la dichiar suffraganea di Port d'EspagnCj eielto contemporaneamente


di in arcivescovato, e per i. vescovo

n
in

l'attuale mg.*" Michele

ROSELLI
Tarragona

nomiMonaghen. Nicol, C^zr^m^/e. Nacque


nella

sud. Giace sopra una punta di terra, tra


le

baie di

Woodbridge

al

nord,ediCha^di

lotievilIe al

sud, alla foce


di fuori. e

3 fiumi, ed

edificata regolarmente, colle case di le-

gno dipinte
arsenale.
Il

Ha

il

vantaggio di

comodo porlo
contando pi
calda,

buono, con considerabile mercato ben provveduto,


di

Catalogna da onesti il regno d'Aragona, per cui fu detto volgarmente il cardinal d'^rrgona. In verde et e nel 1 327 si dedic al servizio di Dio nell'ordine dei predicatori, ove col suo ingegno e progresso negli studi fu poi capare d'insegnagenitori nel i3i4> sotto

re

le filosofiche

e teologiche facolt, nelle

5ooo

abitanti; l'aria vi
terra fertile di

cattedre pi rispettabili dell'ordine. Merit quindi d'essere elettoprovincialed'A-

ma

salubre;

la

tabacchi, zuccari e buoni frutti.


tai

Come noa'3

ad America,

il

discoprimento di que-

ragona, e inquisitore di quel regno, dove scopr e castig beguardi eretici, puri

st'isola

lo fece Cristoforo
i>3

Colombo

novembre 149^
ni caraibi

giorno di domenica,
il

per cui gliene impose

nome. Gl'indige-

gando con incredibile celerit tutto quel dominio da colai riprovevole setta. Innocenzo Vlin Avignonea'igdicembrei356
lo cre cardinale prete di
s.

che l'abitavano, originari delin

Sisto,

sebbene

l'America settentrionale e della Florida,


vi

assente.

Siccome per

le

sue virt e dot-

conservarono

parte l'antica loro re-

trina erasi reso caro e

ligione. In seguito g' indigeni cedettero

IV
che

re d' Aragona, questi


si

ben accetto a Pietro mal soflrendo


il

una parte

della cosla ai francesi, sotto

allontanasse dal suo fianco perpor-

quali Roseau fu pi popolata.


I

padronirono poi gl'inglesi nel bero in pieno dominio, dopo che


cesi l'arsero nel

Sene im76 ,e l'eb1

tarsi in
le altre

Avignone
istanze al

a ricevere

cappello e

insegne cardinalizie, avanz pre-

fran-

murose

Papa, affinch vole<se


il

1781,

pel

trattato sti-

degnarsi di rimettergli
nalizio in

cappello cardi-

pulato a Versailles de'3 settembre 1783, in cui fu conclusa la pace tra l'Inghilterra, la
ti.

Francia,

la

Spagna

gli

Stali

Uni-

Innocenzo IV rispose al re, che avendo sopra tal punto richiesto il parere de'cardinali, gli avea
trovati
desiderio.

Aragona.

Ma

In seguito sotto Napoleone pali

saccheggi, perch gl'inglesi

due sempre con-

uniformemente contrari al di lui Ne perquesto il monarca quia-

i6o
dinal Pietro

KOS
vi

KOS
sono pure due
stalli
i

tandosi, con produire l'esempio del car-

pel teologo e pel

Gomez,

a cui fu
gli

mandato

il

penitenziere; pi, altri


rici pel

2 preti e

32 chie-

cappello in Francia;

fu risposto dal

divino servizio.

La cura

delle ani-

Papa,
caso e

esservi disparit di ragioni tra


l'altro,

un

me si

mentre il Gomez era stato inviato dalla s. Sede per concludere la


pace
tra

esercita da un parroco, assistito da 3 cooperatori. Nella citt non vi e altra

chiesa parrocchiale, bens esistono

Francia e Inghilterra, e col tro-

-vavasi in servigio della

medesima, ragio-

il convento de'francescanijil ginnasio con 7 canonici regolari premostratensi per l'istru-

ne che non militava


Questi
toris in
si

in favore di Rosei li.

zione della giovent, e l'ospedale.


rani
vi

lute-

distinse colle sue opere, le prin-

hanno

chiesa e liceo, poich gli

cipali delle quali sono:

Ada fjus inquis-

abitanti sono composti di tedeschi,

un-

Al agonia generalis. Romanoriun Poniificuni gesta da s. Leone IX a Celestino V, opera stimata che Muratori
j

gheresi e slavi, cattolici e luterani. Possiede alcune manifatture di panni, cartiera, bel

pubblic nel
Jtal. Script.

t.

3, p.

277

e seg.

Rerum

minerali:

fi

purgo di tela, e bagni d'acque qualche commercio di miele,


di ferro,

De quadrupli jurisdictione Ttomanae Ecclesiae in regnuni utriusque


Siciliaey riportato nel
t.

cera, grani, vini, frutti, idromele. Ne'din-

lorni

sono ricche miniere

rame,

i, p.

468 da Ba*

mercurio, cinabro e antimonio. Pio VI

luzio nelle/1/ wce//rt/fee, edizione di Lucca.

ad istanza dell'imperatrice regina M.' Teresa, vi eresse la sede vescovile suffraga

Conimentariide rebus of'dinis. Conwienlaril in Matlhaeun. Una lettera ed un


testamento.

nea di Agria o Eriau, e

lo tuttora, di-

Tranne
1

le indicate, le altre

smembrandone

il

territorio dall'arcive-

restarono mss. Pieno di meriti mori in

scovo di Strigonia, mediante l'autorit


della bolla Apostolatus officii^e
i

Majorca nel 862, d'anni 4^,6 fu riposto dentroonorata tomba,sopra laporta maggiore della chiesa del suo ordine. Lasci
tutte
le

Smar-

sue suppellettili ed arredi di sua

cappella al conventoomonasterodi

Mon-

776, Bull. Rom. cont. t. 5, p. 206 , concedendone la nomina ai sovrani d'Ungheria. Per i. vescovo preconizz nel concistoro de'iGsettembre 1776 Antonio de
zo
1

te Sion di Barcellona da lui fondato, e


divise la scelta e copiosa sua biblioteca

slata ndolo

Revay di Szucian diocesi di Strigonia, Irada Mela in parlibus^ come ri-

tra diversi conventi,


lasci

ai

quali

parimenti

somme

considerabili, per

compiere

le fabbriche delle loro chiese e conventi.

ROSiN AVIA

(Rosnavien). Citt con re-

sidenza vescovile in Ungheria, chiamata

pure Rosenau, ed in islavo /Jos^z^w^, libera e regia, comitato a 6 leghe da Gomor o Goraer capoluogo della contea ouioni-

cavo dalle annuali Notizie di Roma, insieme ai seguenti successori. 1780 Antonio Andrassay di Romanoba, diocesi di Slrigonia.Pio Vlldichiar nel 80 1 Francesco Szanyi di Torna, diocesi di Scepusio; nel 1 8 14 Ladislao de'conti Esterhazy di Sopronio in Ungheria. Leone XII
1

ma, marca

del suo
vi

del Sajo che

nome, e sulla sinistra riceve un fiumicello; la


del
so-

nomin nel 1825 Francesco Laicsak di Schemniz, diocesi di Strigonia; e nel 828
1

Giovanni Scitowski
preconizz nel

di Bela. GregorioX VI

comitato.

marca occupa la parte settentrionale La cattedrale antica e di

1840 Domenico de'conti

lida struttura; sotto l'invocazione del-

l'Assunzione
slerio,

di Maria Vergine, col balliessendo l'episcopio, buon edifcio,

Zichy de Vasonyke diVienna;e neli 845 mg.'^ Adalberto de Bartakocvis di Felsi Eleflinlh, diocesi di Nitria. Questi venendo a'3o settembre 1 85p dal regnante Pio

non lungi da essa. Il capitolo si compone di 6 canonici, 4 de'qual sono le dignit


dei preposto, lettore, cantore e custode;

IX
nel

trasferito alla

metropolitana d'Agria,
vi sostitu

medesimo concistoro

l'o-

dierno vscovo rog.^ Stefano Rollarcsik

ROS
<H Zsel)falvii, diocesi di Cassovia, ciclove

ROS
Bartolomeo e Alessandro)
a'

161

lina Rospigliosi (da cui nacquero pure

eia canonico.
tiene

La

diocesi ampia, e con-

28 gennaio

g6

parrocchie: ogni nuovo vescovo

1600
gegno,
la

in Pistoia,
in

che dotato di vasto innell'universit di Pisa

lassato ne'libri della camera apostolica


in fiorini

Roma e

5no.
di Pistoia (/'.) nella

attese con ardore allo studio

massime del-

ROSPIGLIOSI FAMiGLiA.Nobilssima
e

giurisprudenza, e riusc elegante nel-

romana, oriunda

lo scrivere in

Toscana, si sempre distinta pe'molti personaggi illustri che ne forirono,e che som-

nel

prosa e in verso: in Roma seminario romano studi le scienze


i

inferiori sotto

celebri gesuiti

Famiano

mi onori recarono
alle

alle lettere, alla toga,

armi, alle ecclesiastiche dignit, ed

Strada, Alessandro Donati, e Torquato de Cupis; in Pisa fu addottorato, e inse-

agli ordini militari

ed equestri.

Un RoTad-

gn

filosofia nella stessa universit.


si

Nella

dolfo R.ospigIiosi,antenato di questa principesca famiglia, viveva nel 1295.

sua puerizia

ammirarono

in lui certi

deo Rospigliosi si rese molto benemerito della patria, combattendo valorosamente nel i33o contro fiorentini per la difesa della fortezza di Monte Calino. Gioi

tratti, che presagivano del meraviglioso. Per conseguire da lui fanciullo qualunque cosa, bastava promettergli a premio

di
si
si

ubbidienza un'elemosina da distribuira'poveri. Nel


rattristava,

tempo

delle vacanze, egli

vanni fu condottiere delle truppe fiorentine e pistoiesi che favorivano Papa Marlino

perch veniva interrotta la sua applicazione. Ritornato in Roma,entr nella corte del cardinal Barberini fratello d'Urbano Vili, il quale ben presto prese ad amarlo pel suo talento e molteplice erudizione, che lo resero uno dei
pili celebri letterati del

V Colonna, e nel
le citt di

1420

prese a

nome

suo
tista

Orvieto e Narni. Giambatseguendo fin da giovane le militari

insegne della Francia, tante prove di valore diede nella guerra delia

Mirandola

Parma, che come XXVIII, p. 233, Paolo


e di

ricordai nel voi.


III lo

tale lo

dichiarge-

dolo in

suo tempo. Per celebrarono Fabroni, dichiarandocirina ex celle ntiitni, in Vitae

nerale di

s.

Chiesa: questi dev'essere quel

Bali o Gio. Battista, di cui parla


chesi,

Mar-

che si segnal alla difesa diMontemurlo, e sotto il maresciallato di Pietro


s. Sede da cui ottenne premio di sue prodezze la carica di ammiraglio o generale della marina pontificia,e mori nel 56^- Nel Sgg fior Gio.
1

Clenientis /.Y, nelle Vilae Ttatoriimj ed Hoffman,giurato nemico de'Papi, che nel suo Lexicon hislor. ecco come parl di

Strozzi nella detta guerra di Mirandola;

milit poi per la


in

FuitClemenslXPapa degenteRocommercio litterarum cura omnibus Europaelilteratis inclytus. Felui:j

spigliosiusvir

runtur ejus insignes


et

litterae, eruditionis,

eloquentiae pleuae, quae inhexaustae


doctrina virumarguunt etc."Tra'
recitarono nel teatro Bar-

cum

Battista di LorenzoRospigliosi, cavaliere

drammi che si
pose
fi

del cospicuo ordine militare di

s.

Stefano;
di

berini, racconta

No vaes che Giulio com// palazzo incantato.

nel

i6ig

lo fu

ancora Francesco
di

Gio-

gli altri:

vanni Rospigliosi. Girolamo

Alessan-

L'armi

e gli amori.

La comica delcielo.
e del bene. S.

dro Rospigliosi eresse un baliaggio di detto ordine in s. Miniato,ed ilfiglio Camillo nel 1622 ne vesti l'abito cavalleresco col fregio della gran croce. Nel 1664 di venne cavaliere di s. Stefano Giovanni di FrancescoRospigliosi.Machi aument losplen-

La

vita

umana. Del male


s.

Bonifazio e

Alessio.

Ammesso

dipoi in

prelatura, ed esercitate quelle cariche che


riportai nella biografia di

precipuamente di nunzio
vernatore
di

di

Clemente IX^ Spagna, e gos.

Roma

per elezione del


cav.
r

col-

dore

di questa eccelsa prosapia, fu Giulio

legio, segretario di stato e cardinale

d'A-

nato dal suddetto Girolamo e da GateVCL. LIX.

lessandro VII nel 1657.

Il
I

Corraro

i62

ROS
Roma
al

ROS
senato
gesta di quest'ottimo Pontefice. A'
is

nella u Relazione di

di-

veneto, del cardinale cos parl. j> In prioio luogo mi si offerisce la persona del
cardinal Rospigliosi primo segretario di
stato, di

cembre pel
sata in
d.
lo

I.**

cre cardinale
(/^".),

il

degno

nipote Jacopo Rospigliosi

indi pas-

Roma
il

la

famiglia del di lui padre


fratello nel
s.
1

cui

non

potrei dir tanto bene,


se

Camillo,

Papa suo

667

che non meritasse


pi, poich

ne dicesse anche

di

dichiar generale di

Chiesa. Questi

non saprei quasi


si

se miglior

dalla sua moglie Lucrezia Cellesi nobi-

natura d'uomo
re

potesse dare per empi*

lissima pistoiese, della cui famiglia tratta

degnamente quel posto, e lo conosce bene il Papa, che molte volte ha avuto a dire di aver trovato un segretario secondo il suo cuore. Ha giudizio sincero, sciolto affatto da ogni interesse, non s'innamora delle sue opinioni, e quando le ha esposte ha gusto che sieno moderate
e censurate, se
cos'i

Marchesi, ebbe 7
i

figli,

m
gli

due

linee principesche, e

uno de'quali fordue altri fiil

furono esaltati
la

al cardinalato,

detto
alla

e Felice;

famiglia indi fu

ammessa

nobilt romana, ed alla veneta del patri-

ricerca

il

servigio del

i667e registrala nel libro d'oro, come pure alla nobilt di Genova e di Ferrara. Della moderazione del Papa coi
ziato nel

padrone: nudrisce sensi indifferentissimi, e sebbene corre opinione, che sendo stato

parenti, ne parlai alla citata biografia;

deirullimoconcistoro tenuto nella camera del letto perch caduto infermo, e crea -

nunzio
te

in

Ispagna ove
re, e

si

fece

grandemen-

da tutta la corte, egli possa propendere a'comodi di quella corona, si ha per falso, tanto pi, che si

amare dal

zione de'cardinali, ne trattai nel voi. XV,


p. col

astenuto di frapporre
interessi di quella.

il

suo parere negli


vuole altra occual

2o3, fra'quali Altieri che gli successe nome di Clemente X (onde questi poi elev al cardinalato l'altro nipote del suo
benefattore, Felice Rospigliosi, F.)^ e LazZvo

Non

pazione, che quella del suo carico,


le sta fisso

qua-

Pallavicino genovese, cui confer la

con tutta Taccuratezza, portando ogni sera negozi digeriti a sua Sani

legazione di Bologna. Indi pochi giorni

dopo,
virt,
si

a'c)

dicembre 1669, Clemente IX

tit,

pigliando egli

medesimo

la

briga di

rese lo spirito a Dio, fornito di tante belle

far le
ressi,

minute

delle lettere in quegl'inte-

ne'qualial

Papa preme. "Morto APapa


il

quante per molti anni avanti non erano riunite in diversi successori di s.
Il

lessandroVII,dopoi 5 giorni di conclave,

Pietro.

64 cardinali
e prese
il

a pieni voti elessero


a'

suo pronipote d. Gio. Battista Rodello zio,

cardinal Rospigliosi,

nome
il

18 giugno 1667, di Clemente IX: di tali


il

spigliosi generale delle milizie pontificie,

non senza virtuosa ripugnanza

porporati,

solo cardinal Corsini die

spos d. M." Camilla Pallavicino


lione di scudi

dama

voto
neil

al

cardinal Chigi. Pel suo possesso,


la

genovese ereditiera, colla dote d'un minella


s' vero quanto si legge Sue cessio genealogica principum I,

quale

nazione fiorentina per dimo-

strare la particolare divozione, lo servi

con 24 paggi riccamente vestiti, oltre i 43 paggi nobili romani, si pubblic in R.O ma // trionfale possesso preso da Clemente IX della baslica di s. Gio. in Laterano il d 3 luglio 667, con pieno ragguaglio degli apparati^ iscrizioni, cere:
1

taliae, Gratzi

730. D. Gio. Battista a'20

moniefatte
iolatif ec.

in detta basi lied,

nomi

de' ti'

Pel resto e governo del ponti-

giugnoi668 compr dai Ludovisi il feudo e ducato di Zagarolo[V,)^ e colle ricchezze della madre della sposa che l'eredit, e con quelle che pur gli lasci il di lui zio cardinal Pallavicino (F.) nominato, fu tenuto il pi ricco signore di Roma, essendovi compreso tra'beni del porporato
il feudo baronale e principato di Gallicano (F.), ed anche 1' altro feudo

ficato, si

arliooli relativi

veda Clemente IX, e pi agli ove meglio ragionai delle

ROS
baronale e marchesato della Colonna (-P'.) *creclutal'anlico Labico(V.). Alenoredel
in

ROS
secondogenito, nato in
1

ifi3

Firenze a'28 dicembre 1 832. D. Luigi

Roma

a'9 ottobre

fidecommisso di tal cardinale , al secondogenito del principe Rospigliosi appartengono due feudi e signorie, colio stemma e cognome di sua nobilissima stirpe,
i

756,

fu principe Pallavicini-Rospigliosi,
:

e signore di Gallicano e di Colonna

si

marit a'20 aprile 780 ad. Ippolita


1

fi-

glia del principe di Bisignano, dai quali

oltre la

prelatura Pallavicino

\ ^ve-

nacquero
te

sente goduta da mg.'^ Alerame Pallavi-

cino arcivescovo di Pirgi[F.), gi

Mag-

d. M." Camilla vedova del con Marefoschi di Macerata, d. Costanza maritata al conte Pagani di Rieti, d, Giu-

giordomo

(f^^.).

Altri nipoti del

Papa fu-

stina maritata al conte Grizi di Jesi,

rono d. Tommaso castellano di Castel s. Angelo, d. Girolamo e d. Assalonne, cavalieri di s. Stefano, Vincenzo divenne
bali di Malta, generale delle galere e

ma-

rina pontificia, non che generalissimo dell'

ed. M.^ Eleonora maritala al cav. Ricci di Rieti, fiatello del cav. Angelo M." che celebrai a Rieli {V.) con isplendide parole. D. Luigi essendo morto senza figli maschi a'23 dicembre 1835, il cognome, stemma
e signorie Pallavicini
si

armata

cristiana nella guerra di

Can-

ereditarono dal

ni-

dia: in questa, come notai nel vol.XLIII,

pote, figliodel fratello d.Giuseppe,il quale

29, le galere pontificie furono comandate dal fratello del Papa il bali d. Cap.

non ebbe
il

altri figli
il

maschi, e

la figlia d.

Livia prese a sposo


questi

millo. Altri Rospigliosi cavalieri geroso-

conte Carradori. E' vivente e saggio principe d. Giulio

limitani furono

il

commendatore Pom-

Cesare Rospigliosi Hallavicini,nato in Ro-

altri cavalieri di s. Stefano furono Domenico del cav. Francesco Rospigliosi, Francesco Saverio e MattiasMaria di Lorenzo Rospigliosi. La principes-

peo, e Felice;

ma

a'

gliosi,

16 novembre 781, principe Rospiduca di Zagarolo, decorato di vari


I

sa d. M.^ Camilla nel


dite per

mantenere

in

1710 assegn renRoma 6 pistoiesi

primari ordini equestri, ciambellano dell'imperatore d'Austria, gi comandante della guardia Civica [F,) di Roma, poi
brigadiere comandante generale della me-

o genovesi allo studio delle belle arti; il marito principe d. Gio. Battista mor ai i3 luglio 1722, dopo avere acquistato in

desima eassai benemerito,finch rinunzi nel 1823. Ricostituita la guardia civica


nel luglioi847,
'' Papa che regna lo nomin tenente generale comandante della medesima, indi nel maggio 1848 spontaneamente si dimise, come notai nel voi.

Roma
rono
il

il

palazzo Rospigliosi, di cui par-

ler in fine. Questi nobili coniugi lascia-

loro figlio d. Nicol M." principe

Pallavicini,

duca

di Civitella e bafidi

s.

LI
a'
I

II,

Miniato, che sposato ad. M.' Vittoria Altieri romana de' principi di Monterano, mor senza figli; per l'altro figlio d. Clemente duca diZagarolo, avendo preso in

p. 198. Il principe d. Giulio Cesar 3 febbraio 180 3 si spos a d. Marghe-

rila

Gioeni Colonna
Sicilie

(/"'.),

principessa Ro-

spigliosi, e di Castiglione nel

regno delle

moglie d. Giustina Borromeo

fu

padre
ai

d'altro d. Gio. Battista. Questi

morto

da questi illustri coniugi nacquero,a*i5giugnoi82 3d.ClementeFrancesco primogenito a' 2 marzo 1828 d.

due

20 maggio 1784,
redit
ai

lasci divisa la sua e-

Francesco Cesare capo della


lavicini Rospigliosi.
Il

2.' linea

Pal-

due suoi figli d. Giuseppe e d. Luigi. D. Giuseppe primogenito, nato in Roma a* IO novembre 1^55, fu duca di Zagarolo maggiordomo maggiore del granduca di Toscana regnante Leopoldo II, cavaliere dell'insigne ordine delToson d' oro e di altri non meno cospicui, mori
,

duca d. Clemente nel 1846 si un in matrimonio colla duchessa Francesca Giovanna figlia del duca di Cadore Champagny. Nel citato voi. a p. 196 riportai, come il principe d. Giulio

Cesare per speciale autorizzazione ot-

tenuta dal Papa Pio

IX fino dal 5 aprile

i64
1

ti

OS
rarle, ci

ROS
assegnalo una lieve

848, quale amministratore della primogenitura Pallavicini, valendosi del disposto dell'articolo

somma

per restautultar"

non

si

pot effettuare in

19 del moto-proprio dei

l'ampiezza, che da PetronioPerpenna

Ma-

higlioi8i6, a'27 novembre 1849 ^^^" malmente rinunzi ai diritti baronali sui

gno Quadraziano prefetto di Roma nel 443 o prima. La medesima area delle

feudi di Gallicano e di Colonna,

cedendo
occor-

Terme

coperta dal palazzo Rospigliosi

gratuitamente alla

s.

Sede

locali

e sue dipendenze, dal

Palazzo dtlla Con-

renti per la residenza governativa, perle

sdla (F.)

ed in parte dal giardino del

carceri e altri pubblici uffizi, per essere

governati eamministrati duecomuni coi

Palazzo Colonna (^.), e dal quartiere e scuderie del Palazzo ^po$tolico Quirinale
(/^.), dietro alle quali gli

me

tutti gli altri

luoghi dello slato ponti-

avanzi so-

fcio,

sotto la presidenza di

Roma e
si

Co*
di

no ad uso

di fienili,

almeno

di quel fal>-

marca.

bricato che dava comunicazionedalleTerde'Rospiglosi

Lo slemma
ro. Delia
tati

forma
i

4 mostaccioli, due

d'oro e due d'azzurci-

ch'era sotto

gente Rospigliosi trattano

medesimo Costantino, Monte dal canto della Piazza della Pj lotta {F). Nibby che nella Roal Portico del
il

me

Fabroni, e Marchesi nella Galleria dell' onore. Fino (\a\ 1 704I principe d.Gio. Battista Rospigliosi pronipote di Clemente ] X,acquisl in Roma il palazzo suMonte Quirinale, V. (del quale parlai ancora
a Palazzo Apostolico Quirinale), poi au-

ma

</r/i838, par. a.'antica, p.

la delle statue e
ti, fra*

monumenti

ivi

793, parrinvenu-

quali la statua di Costantino tra-

sportata nel porticodella Chiesadis. Gio.


in
gli

Laterano

(f^.)j*

quelle de'due suoi

fi-

Costantini, cio l'Augusto o giuniore,

mentato
porzione
si

in

modo, che porzione

spetta ai

il

Cesa re,col loca te sulla Piazza di

Cam-

principi Rospigliosi duchi di Zagarolo, e


ai

pidoglio (F.), sulla balaustrata fra'supposti trofei di Mario;


lisco
i

principi Pallavicini-Rospiglio-

Colossi dell' OZealtri. Il

principi di Gallicano e marchesi della

Quirinale (F.), ed

cardinal

Colonna, ciascuno avendo il proprio giardino. Ri mane questo vasto e maestoso palazzo e adiacenti fabbricati sulla vetta del-

Scipione j^org'^e^enipotedi Paolo V, nel


pontificato di questi demol
degli avanzi delle
nell'edificare
il

buona parte

Terme

di Costantino,

l'ameno e saluberrimo Quirinale, sopra


le

palazzo al presente Rospi-

rovine delle

Terme

di

Costantino

Ma-

gliosi, per formare

l'ampio cortile, nonch

gno (che furono le ultime fabbricate in Roma), il quale ivi l'edific ne'limiti della regione VI, la quale comprendeva tutto il Quirinale, circa il 826, informa quadrilunga e terminato da due gran semicircoli

lo stadio; con teatro,

con portico arcuato e gradini per gran rotonda del caec;

lidario, del tepidario, del frigidario,

queste
circa

Terme occupavano un'area lunga


e

85o piedi almeno fino al


sti

4oo

larga, ed esisterono

demol la chiesa e convento di s. Sai vatoie de CorneliiSjCOSdetta dall'adiacente Vicode'Corneli,de'girolamini,percui il Papa nel i6i2di loro in compenso la chiesa de'ss. Vincenzo ed Anastasio, al modo da me narrato nel vol.XLV,p. 192. Primo architetto dell'edifzio fu Flaminio Ponzio, cui successe Giovanni Vasanzio. Dagli eredi del cardinal Borghese, morto nel 1629 , avendolo acquistato il duca Gio.

periodo del secolo V, in cui soggiacquero per incuria, e pei guai.**

prodotti da dissensioni

civili,

sembra

nella sedizione contro Lampadio prefetto


di

Roma

se in

366, quando il popolo corfuria ad incendiare la sua casa sinel

Angelo Altemps (del quale parlo a Palazzo Altemps), questi per 70,000 scudi Io vend al cardinal Guido Bentivoglio^ morto nel 644 che per ampliarlo vi spese altri 20,000 scudi. Indi per poco tem1

po pass

in propriet de' Lanle, che lo


al

tuata in queste

Terme. Avendo

il

senato

venderono

cardinal Giulio

Mazzarini

ROS
pure nel voi. LI, p. 210) e pel quale prese il suo nome la contigua suoi nipoti via; dipoi ne furono eredi Mancini. Tulli mentovali nuovi padro(cVi

ROS
grincauli spettatori. Visi

i65

cui parlai

ammira

inoltre

una preziosissima tazza o conca di verde antico (questa probabilmente quella

che trovasi nel pianterreno del palaz-

ni del palazzo

l'aumentarono, principal-

zo) nel

diametro larga 8 palmi, quale

si

uienfeservendosi de'disegni di Ctirio

Ma-

derno, che lo termin d'ordine di Ma/zalini, e di

crede che'servisse per fontana delli stessi bagni di Costantino." A p. 402 dicendo
poi della cisterna Rospigliosi, d'acqua na-

Sergio Venturi;
i

ma

questa suce

cessione di proprietari,

cambiamenti

scente da vene del colle Quirinale o pro-

gl'ingrandimenli
li,

fatti al

palazzo, a' corti-

fondesue viscere,
ri

si

esprime

cos.

>

Fuo-

ai

giardini, anche posteriormente, poralle

del maestoso palazzoe vasto cortile de-

tarono tanta rovina

Terme Costantii

gli eccellentissimi

Rospigliosi nella strada


s.

niane, che sopra terra pi non se ne veg-

o vicolo

in prospello di

Silvestro dei

gono

vestigia.

Nel fare

fondamenti del

|)raccio

nuovo

dei palazzo Rospigliosi, sul


si

pp. teatini (ora de'signori della Missione^ /''.), si vede prossimo al forno un pozzo,

fine del cortile

scopr

un portico mache

gnifico ornato nella volta e nelle pareti


di pitture istoriate, delle quali quelle
si

con cupolino custodito gelosamente per pi riguardi con chiave; anzi un'ampU
cisterna sferica con bocca in
zo,
i

forma

di poz-

poterono tagliare

si

ammirano
,

nella

galleria terrena di essopalazzo, e

furono

profonda pi di o canne, ciascuna di 8 palmi in misura e nel diametro i ciri

pubblicate dal Caraeron

Descriplions

ca, nella

quale corre limpidissima acqua

des bains des Roniains^


l'acquisto che ne fecero
gliosi l'ampioedifzio fu

pi.
i

4o-53.

Dopo

sorgiva,,

non mai soggetta a torbidume,


si

principi Rospi-

leggera, fresca, salubre e perenne, che

successivamente

ha trovato

l'esito

sotterraneo verso mez-

abbellito e ornato, insieme ai fabbricati

zogiorno; ed una piccola vena passando


nelle grotte del collegio degli alunni ir-

che ne dipendono, e per ultimo l'odierno encomiato principe d. Giulio molto vi fece nel 1837. Alberto Cassio, Corso delle acque antiche^ opera che fu pubblicata nel 1746, nella par. i." a p. 34 1, parlando dell'acqua Felice (diche trattai a Fontane DI Roma) e della quantit diramata nel bottino alzato sopra le rovine delle Ter-

landesi(cto

quando esisteva avanti

il

pa-

lazzo Grillo, nel vicolo obliquo incontro

monastero della ss. Annunziata), che ne fanno uso mediante una bassa conca artefatta, va tutta assieme con l'origina<d

ria a
tile

sboccare a pie del Quirinale nelcordel palazzo gi dell'eccellentissimo

me

Costantiniane da Sisto V, per uso di


il

Conti, oggi del marchese Grilli, uscendo

chi possedeva

palazzo,

onde ornarlo

di

varie deliziose fontane, riferisce ancora.


*

Godendolo di presente gli eccellentissimi Rospigliosi con circa 4 l'bre della me1

desima acqua
giardini

(al

presente residuata a

da una fstola di circa un'oncia, che la spandeenlro una lunga vasca, ed ivi prende il nome d Acqua del Grillo. Molti ne ignorano Torigine. Non per da porla in dubbio, venendo io assicurato, che essendo
giltati

libre 3 e oncie 7), l'hanno ripai tita

ne'due

molti grani di miglio nella


si

due vaste peschiere e in diverse fontane, una delle quali abbellita con grottesco e due colossi di marmo espressive del Tevere colla Lupa lattante li due gemelli, d'Arno col Toro allusivo a Pistoia, ove quel fiume trascorre. N vi mancano linfei, o
pianter, divisa in
, ,

ameni

gi detta cisterna,
rire nella

conca dei Grillo

sono veduti compa... Acqua, che

per la squisitezza, si d ai malati, come sperimentata loro giovevole ". Lungo la


bella strada che
stolico Quirinale

conduce al palazzo apoed a Porta Pia , a de-

stra sorge
il

il

palazzo Rospigliosi, essendo

giuochi d'acqua per dilettare o spruzzare

vasto cortile cinto d'alto

muro

i cui

t66
s*apie
te,
il

KOS
portone che mette a delta corstalle, le

ROS
destrieri di fronte e di vario pelo,

ad in-

ove sono le

rimesse e

il

lugo

dicare

4 differenti

gradi di luce che pre-

per la cavallerizza e scuola d'equitazione: questa corte che spazia innanzial pio*
spetto dell' edifizio riesce amenissima,

specialmente dopoch
ti

vi

furono piantafilari assai

n)oUissimi alberi disposti in

lunghi, nella memorata epoca degli ultimi restauri. Nella detta gran corte cor-

risponde, a sinistra entrando,


pensile, a cui

il

giardino

congiunta nell'edifizio in

forma

di palazzetto

una loggia coperta


fi-

cedono l'apparir del Sole; e questi generosi corsieri mostrano di gittarsi a gran corso negl'immensi campi dell'etere, movendo passi sopra trasparenti e leggerissime nubi. Su di essi scorgesi un f uiciullino alato e tutto nudo, esprimente il crepuscolo mattutino o Espero, recante in mano una facella ardente, figlia primogenita della luce, e segnale di quel fuoco celeste, che dissipando le prime tenei

e chiusa,

o Galleria o Caffeaus^ con

bre, avviva
ta.

eanima
il

la

natura tuttaquanle

nestre rispondenti sulla piazza del Quirinale, con maestosa sala, sulla volta delia

Mirasi poi

Sole sotto

sembianze

quale, nella parte piti cospicua,

si

ammi-

d'Apollo stesso seduto entro la sua quadriga, il quale con una mano governa agevolinente
il

ra lo stupendo e famigerato affresco del

freno de' velocissimi corri-

celebre Guido Reni, conosciuto col

nome

dori, spingendoli innanzi per cacciar la

di Aurora di Guidoj pittura grandiosa chea tutta ragione si ritiene come il capo-

nebbia che ingombra


dietro a se

l'aere, e lasciando

una

traccia di luminosissimo
il

lavoro di quell'insigne maestro, e perci

splendore. Egli ha cinto


le

biondeggia n-

come

pel sublime concepimento merita


si

bene una descrizione succinta, perch

comprenda
colto

la

bellezza sorprendente d'o,

capo da un abisso immenso di luce; mezza la sua persona nuda affatto, e l'altra met viene ricoperta da un manto sottile retto

gni sua parte


cere di
xli

e perch ogni forestiere


in
il

dal balteo che


di esso

gli

attraversa

il

che viene

Roma si procura ammirarla. Fu mente 'del


il

pia-

petto, e

un lembo

Reni
Aui osi-

rente dal vento,

gli

manto traspaforma dopo le spalle

rappresentare

sorger del Sole dalla


gli antichi poeti.

marina
ra,

orientale, preceduto dall'

come immaginarono

un ampio svolazzo. Circondano il carro del maggior astro le Ore (per se ne vedono sole 7), quasi corteggiandolo nel suo
viaggio
;

Si presenta agli sguardi nelTestremit


nistra del dipinto,
in
si

e queste furono figurate sotto


di

un mare placidissimo cui mirasi rosseggiare l'orizzonte, qua


ivi

r aspetto

vaghe e leggiadre donzelle,


balli.

le quali tutte ridenti gli

fosse la favoleggiata porta d'orien-

trecciando scherzevoli

vanno attorno inLe Ore han-

te,

da

cui al rinnovarsi di ciascun giorno


il

no do

le

usciva

rilucente carro del Sole.

Qui veda

gentili, e fra quelle


il

di librarsi nell'aria, sorretta e portata


sottili

nubi, l'Aurora che rimuove dal cavelo che la cuopriva, vestita di legvesti,

agiti

chiome acconce in varie guise assai sembra che penetranvento le scomponga alquanto, e ne le lunghe ciocche. Le vesti poi di

po

il

cui sono coperte, sono tutte variale nelle

gere e variopinte
lazzi.
l'

cheagitatedalla

brezza mattutina formano acconci svoElla ha bionde le chiome sparse alaura e volge un poco il viso come a mirare il nascente Sole,a cui precede nel
,

fogge con vivace e trasparente colorito. Esse si tengono amorosamente per mano,

formando

di loro quasi
il

mendo
che

cos

una catena, espricontinuo succedersi d'ima

all'altra,

celeste
ni

cammino, spargendo
fiori

a piene

ma-

di esse

dentro quello spazio di tempo componesi, e che vien chiama-

ogni sorta di

molli d'odorate ru-

to giorno.

giade. Seguita subito

carro aurato di

dopo V Aurora il Febo, tratto da 4 focosi

in cui

Questo meraviglioso affresco Guido super se stesso, siccome a


l'eseguis-

morevoledi Paolo V, credo che

ROS
se pel cardinal Borghese.

ROS
Fu
11

167
la

disegnalo e
fregio che

ci,

Cristo morto di Rubens,due ritratti di


s.

inciso pi volte, e per ultimo stupenda-

Tiziano,

Gio. Evangelista di Vinci,

mente da Pietro Fontana.

fucina di VulcanodelBassano,
di

un Angelo

gira attorno alla stessa sala dell'Aurora,

rappresenta con bellissime invenzioni


trionfo d'

il

gino,
s.

Guido Reni, il Presepio di Pietro PeruLot colle figlie d'Annibale Caracci,

Amore,

e della

Fama

o della

Gio. Battista nel deserto del Parmigiagli Amici fedeli di Guercino. Dentro K* stanza del piano terreno si vede una

Virt, e l'esegu a fresco Antonio


pesta. Nella

Tem-

nino,
la

camera seguente sono

diversi

quadri di merito, fra'quali

Adamo ed E va

grande e bella tazza


candelabro
ni busti in
slratti dalle

di

verde antieo, un

nel paradiso terrestre del Domenichino,

di squisito lavoro, diversi

buo-

Sansonechefa crollare di Lodovico Caracci


,

il

lempiode'flistei

marmo, 18

dipinti a fresco e-

oltre

un busto

di

ricordate rovine delle

Terme.

Scipione l'Africano

in basalle.Nella 2.* ca-

Le
ni

busti antichi, e parecchi buoprimeggiando il trionfo di Davide del Domenichino, i XII Apostoli in mezze figure di Rubens; gli afireschi sono di Paolo Brill, e vi sono pure una statua di Diana, ed un cavallo antico di bronzo,
ni quadri,

mera sono 4

contengono alquanti buoquadri, come i bozzetti degli Evangealtre stanze

listi

eseguiti a fresco ne'4 angoli della cus. Andrea della Valle; ed il ritratClemente IX di Carlo Maratta. Al-

pola di
to di

meritevoli di ricordo. L'appartamento

cune stanze furono decorate dalle pitture de' fratelli Matteo e Paolo Brill d'Anver sa, ed una da Giovanni di s. Giovanni, cne
fra le altre cose vi
la Notte.

nobile del palazzo contiene una copiosa


raccolta di eccellenti quadri, tra' quali

rappresent
le

il

carro del-

Tutte quante

indicale pitta-

nominer
paesi di

principali. Nella

i."

stanza

re, sculture e altre rarit,

insieme a mol-

Wan-Bloemen, 4 battaglie di m.^ Leandre padre, 4 buoni quadri del Manglard,

te per brevit

una caduta d'acqua


il

di

Claudio Ge-

lee detto

Lorenese. Nella 2.^4*^^^'^"^


di paesi

non nominate, sono descritte dalle Guide di Roma e principalmente da Venuti, Vasi, Melchiorri e Nibby, quali tutti descrissero pure il gran pa^

4 vedute

del

Manglard

due

lazzo Rospigliosi, ed
fabbricati.

il

complesso de'suoi

Bloemen, la fuga in Egitto del Lorenese. Nella 3.^ un paese del Brill, la B.