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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012

DOMENICA IL DERBY MERCATO
dallaPrima
di ANDREA MONTI

Da domani una Gazzetta anti-crisi
Alla nostra abituale foliazione, l'Editore aggiunge due nuove pagine. La prima sarà dedicata interamente alle opinioni. Autorevoli, indipendenti e, come sempre, non partigiane. Commenti, temi caldi e polemiche che riguardano tutti gli sport, non solo il calcio. La nostra squadra di grandi firme sarà rafforzata dall'ingresso di voci importanti che hanno vissuto e vivono la competizione sportiva ai massimi livelli, da Marcello Lippi all'inimitabile Josefa Idem, a molti altri protagonisti: non li citiamo tutti per brevità e per lasciarvi il gusto di scoprirli leggendo. La pagina delle opinioni sarà arricchita anche dai pareri e dagli orientamenti più significativi che vengono da voi lettori, testimonianza vibrante di quella straordinaria comunità — o social network se preferite — che la Gazzetta è da oltre cento anni. La seconda pagina aggiuntiva sarà destinata a un vero e proprio blog, intrigante quanto basta, su personaggi, argomenti e indiscrezioni della serie A. Una luce nuova sulla vita dei club che, indipendentemente dalla classifica e dal blasone, meritano attenzione e approfondimento. Insomma, quotidianamente, ogni tifoso sarà sicuro di trovare la propria squadra del cuore rappresentata sulle pagine della testata sportiva più prestigiosa. A questo sforzo si aggiunge la conferma di ET, il settimanale di calcio internazionale del martedì, il rinnovamento di Sportweek previsto per fine febbraio e l'ulteriore potenziamento della nostra presenza su internet, sull'iPad e sui cellulari di ultima generazione. Investimenti importanti per chi guarda al futuro dei grandi giornali come una gara da vincere, non come una sfida segnata. E per chi fa tesoro di ciò che lo sport insegna: quando il gioco si fa duro, i duri danno il meglio. Appuntamento a domani in edicola. E buona lettura.

identiKit & CARRIERA

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Patò de P
Offerti al Milan 28 milioni dal Psg Galliani vuole di più e tratta
ALESSANDRA BOCCI CARLO LAUDISA MILANO

La cessione del brasiliano era preventivata soltanto per il mercato estivo, ma il sacrificio è visto come necessario per arrivare a Tevez
l’idea originaria era appunto quella di valutare la cessione del talento brasiliano solo nel mercato estivo. La prova sta nella proposta presentata al City per Tevez: nel primo dei nove punti della email inviata giovedì a John McBeath è chiaro che il Milan condiziona il riscatto dell’argentino alla «vendita entro il 31 agosto di uno tra Pato e Robinho». Una mossa congegnata per preparare un’asta europea. Ma la determinazione di Leonardo e l’ingresso in scena dell’Inter stanno cambiando le carte in tavola: giorno dopo giorno.
Prime voci Non è un caso che proprio ieri il sito francese Rmc info abbia diffuso la notizia di un’offerta da 22 milioni di euro, ma con l’ammissione di un no rossonero. Evidentemente è un passaggio di qualche giorno fa. Nel frattempo l’offerta del club di Al Thani è lievitata a 28 milioni di euro più bonus. Una quotazione che comincia a diventare corposa, ma che non può soddisfare i vertici di via Turati. Il Milan è partito da una quotazione da 45 milioni di euro, ma è da mettere nel conto che potrebbe essere soddisfacente anche il prezzo di 40. Quindi l’affare non è in dirittura d’arrivo: occorrerà ancora del tempo. L’impressione, però, è che

Il Paris Saint Germain s’è fatto avanti per Pato, e questo potrebbe segnare un cambiamento anche nella trattativa per Carlitos Tevez. Una svolta sorprendente, visto che il Milan sembrava intenzionato a cedere il brasiliano nel mercato estivo, non prima. Ma il sacrificio in questo momento viene accettato in ottica Tevez: se l’affare andrà in porto, il Milan potrà modificare la sua proposta, arrivando alla formula del prestito con obbligo di riscatto che è quella che il City richiede per lasciar partire l’argentino.
Telefono amico La trattati-

La telefonata fra i vecchi amici Leonardo e Galliani apre la trattativa Se l’affare andrà in porto, il Milan potrà modificare la sua offerta per Tevez Se partisse Pato, nelle liste europee ci sarebbe posto per Inzaghi e pure El Shaarawy
La stima
L’abbraccio tra Pato e Ancelotti: un rapporto affettuoso, ricordato recentemente dal brasiliano
PHOTOVIEWS

va con il Milan è partita via telefono: ovviamente tra i due vecchi amici Leonardo e Adriano Galliani. L’ultimo contatto c’è stato ieri mattina con una valutazione che comincia a diventare interessante, ma non può soddisfare il dirigente rossonero: 28 milioni di euro più bonus. Sinora il Milan ha evitato di dare pubblicità alla vicenda perché

la vicenda sia entrata nel vivo. E nella prossima lista Champions, a questo punto, dovrebbe esserci posto sia per Inzaghi che per El Shaarawy.
Feeling Anche perché ci sono

tutti gli ingredienti giusti perché l’affare si faccia: Pato ha recentemente ricordato in una intervista quanto buono fosse il suo rapporto con Carlo Ancelotti in confronto allo scarso feeling con Allegri. A Dubai, pochi giorni più tardi

c’era stato un chiarimento che per la verità non aveva chiarito molto: l’allenatore aveva detto, davanti alla squadra, che per dubbi e motivi di scontento l’indirizzo giusto era il suo, oppure quello dell’ufficio di Galliani, certo non le colonne dei giornali. Sempre a Dubai era atteso Leonardo e si era parlato di un incrocio con Galliani che sarebbe dovuto arrivare dal Brasile dov’era in vacanza. Invece nessuno dei due si era presentato in tribuna

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Paris

DERBY MERCATO

y Mail di Moratti

Le offerte da Milano per Tevez INTER L’offerta nerazzurra è arrivata via mail: prestito con obbligo di riscatto fissato a 25 milioni più 2 di bonus. In totale sono 27 milioni per il City. MILAN I rossoneri sul piatto mettono un prestito gratuito con il riscatto fissato a 24 milioni, ma condizionato alle cessioni di uno tra Pato e Robinho.

Il derby per Tevez ora entra nel vivo
Dall’Inter 27 milioni, a 30 l’accordo con il City? Ma il Milan ha un motivo in più per resistere...
MATTEO DALLA VITE MILANO

tornerebbero.

Come previsto ieri, l’email è partita. Dalle ore 17 del 10 gennaio, il Manchester City è arpionato e l’Inter è ufficialmente dentro la trattativa per acquisire in prestito con obbligo di riscatto Carlos Tevez, l’Apache che sta infiammando il pre-derby. Comincia il tormentone, adesso sì.
Ci risentiamo lunedì E dentro al tormentone ci sta anche che circolino voci di ogni genere. Una fra le tante: Tevez non gradirebbe l’Inter, una voce che non trova conferme negli ambienti nerazzurri e nemmeno nelle parole di uno degli agenti del giocatore, ovvero quel Kia Joorabchian che ieri sera ha chiacchierato con il direttore dell’area tecnica Marco Branca confermando l’arrivo della proposta e l’appuntamento a fra qualche giorno per la valutazione di tutto. Le parti si sentiranno proprio da lunedì, dopo il derby: nel frattempo, Branca e il diesse del City Brian Manwood continueranno nelle proprie strategie. Se Pato va... Ma il Milan non sta certo lì a girarsi i pollici, soprattutto perché l’accelerazione del PSG su Alexandre Pato è roba seria: se ne è parlato tanto, ed è chiaro che la cessione in Francia del brasiliano porterebbe il Diavolo a sterzare decisamente su Tevez, che a questo punto Adriano Galliani non potrebbe lasciarsi sfuggire. Il vicepresidente vicario e amministratore delegato del Milan è pronto a dare un seguito a quel recentissimo pranzo col giocatore e il suo agente avvenuto a Rio de Janeiro, un pranzo nel quale la proposta «fantasiosa» prevede un prestito gratuito con riscatto condizionato alla vendita entro il 31 agosto di uno dei suoi attaccanti, Robinho o Pato. E i conti

Dopo i 40 milioni offerti dal Corinthians, il City potrebbe chiederne 35 Davanti alle due offerte milanesi, l’Apache avrebbe detto: «Parliamone»

Cifre Di certo l’Inter la sua mossa l’ha fatta: sulla e-mail inviata ai Citizens, Moratti ha confermato le cifre previste, ovvero 25 milioni di euro più quei bonus che andrebbero ad aggiungere circa 2 milioni a tutto l’affare. La formula, come già detto, è quella del prestito con obbligo di riscatto a giugno e con pagamento che potrebbe venire dilazionato. Carlos Tevez del resto piace un bel po’ e da tempo: Massimo Moratti ne è un estimatore da anni, e c’è chi ipotizza che proprio una telefonata del numero uno nerazzurro potrebbe sbloccare la vicenda. Inter e City, come detto, si risentiranno dopo il derby, ma è fin troppo normale pensare che le cifre lanciate dall’Inter possano dover subire anche dei ritocchi. Cifre con ritocchi? E i ritocchi

Il gelo
Tra Pato e Allegri feeling mai nato. Il tecnico non ama il suo atteggiamento in campo e gli preferisce Robinho
NEWPRESS

per l’amichevole fra Psg e Milan: troppo assorto l’uno nella trattativa con Tevez, l’altro dalle incombenze derivate dall’arrivo improvviso di un nuovo allenatore, Carlo Ancelotti.
Barbara okay E il cerchio si

chiude: con Leo, Carletto e Pato a Parigi ci sarebbe aria di vecchio Milan. Perché il brasiliano è giovane, ma è ormai rossonero da tanto di quel tempo da essere equiparato a un veterano. E se anche la fidan-

zata Barbara Berlusconi fa sapere che non si opporrebbe alla cessione, vuol dire che forse per tutti è l’occasione buona per cambiare, sempre che il Psg aggiunga milioni alla prima offerta. Significativo il quadretto di Bergamo: Pato sostituito che svicola per non incrociare Allegri, il quale se ne sta fermo senza guardarlo, con le mani in tasca. Sembra il primo passo di un addio lungo, ma già cominciato.
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partono dal presupposto dell’estate scorsa: se è vero, come è vero, che il Corinthians offrì addirittura 40 milioni di euro per avere l’Apache, be’, è altrettanto ipotizzabile (pensa il City) che Tevez possa valere di più dei 27 milioni totali messi sul piatto dai nerazzurri. E allora, ecco gli scenari che potrebbero aprirsi: il City potrebbe voler spingere i propri guadagni fino a 35 milioni, quindi una maggiorazione nei bonus variabili; nonostante il desiderio di averlo «non sia uno scherzo», l’Inter però non è intenzionata a buttarsi oltre i trenta milioni che potrebbero diventare il punto d’incontro.
Parliamone Insomma, siamo in

Carlos Tevez, 27 anni, oro olimpico ad Atene 2004
ANSA

pieno derby. Perché il Milan c’è e anche tanto, esattamente come l’Inter. Una cosa pare certa: appena saputo dell’interesse (poi tramutatosi in offerta via email) nerazzurro, Tevez avrebbe detto «okay, parliamone». E se ne parlerà. Un bel po’.
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DOMENICA IL DERBY MERCATO

Il Milan prenota Mesbah per giugno
Ieri colloquio con il Lecce per l’algerino in scadenza: ma è difficile che arrivi subito
GIUSEPPE CALVI FABIANA DELLA VALLE

LA CARRIERA

y Inter, contatti
con Marin Riecco Kucka
Il tedesco del Werder è in alternativa a Tevez o Zarate. Lo slovacco in prestito

Il mercato è lungo, l’affare Tevez è ancora tutto da definire e in attesa di sapere come finirà il valzer degli attaccanti, il Milan si sta muovendo anche su altri fronti. Il nome nuovo è quello di Djamel Mesbah, esterno sinistro del Lecce. Per adesso o per l’estate, questo è ancora da stabilire. La certezza è che tra il club rossonero e il Lecce c’è già stato un primo contatto, confermato anche dal procuratore del giocatore, Alessandro Lucci. Un incontro interlocutorio, a cui probabilmente ne seguiranno altri, ma che comunque conferma l’interesse del Milan per l’algerino.
Visita in via Turati Partiamo dal-

Lecce. Al giocatore il Milan offrirebbe un contratto di quattro anni. Oggi è previsto un nuovo incontro tra Osti e Braida per capire se ci sono le condizioni per portare avanti la trattativa.
Quel gol alla Juve Algerino, 27

Djamel Mesbah è nato a Zighoud Youcef (Algeria) il 9 ottobre 1984. Inizia nell’ Annecy-le-Vieux (Francia), nel 2001 viene notato dal Servette (Svizzera). IN ITALIA Nel 2004 va al Basilea, nel 2006 si trasferisce al Lorient (Francia). Poi l’Aarau e infine il Lucerna, che lo manda in prestito all’Avellino. Nel 2009 lo acquista il Lecce.

Marko Marin, 22 anni AFP
MATTEO DALLA VITE MILANO

Juraj Kucka, 24 anni CANONIERO

anni, Mesbah è arrivato a Lecce nell’estate del 2009, acquistato dal Lucerna per circa 150 mila euro. Mancino, ha iniziato come esterno offensivo, poi è diventato terzino. Con la sua nazionale ha esordito nel Mondiale in Sud Africa, contro l’Inghilterra. Con la maglia giallorossa ha segnato 5 gol, il più importante alla Juventus, nella vittoria per 2-0 della scorsa stagione. Curiosità: ha sposato Vanessa Zambrella, è cognato di Maurizio, ex giocatore del Brescia.
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La voce dalla Germania è forte e chiara. Ma anche quella da Genova, sponda Preziosi. Andiamo con ordine: il sussurro proveniente da Brema racconta di un sondaggio per Marko Marin, giocatore del Werder Brema. Il vociferare proveniente dalla Liguria riguarda un «a volte ritornano» e parliamo di Juraj Kucka, slovacco che vede poco il campo (e male) e che l’Inter non ha affatto messo da parte.
Alternativa La sostanza delle co-

le certezze: ieri pomeriggio il

Djamel Mesbah, 27 anni, algerino, al Lecce dal 2009 LEZZI

se è la seguente: il talentino dei verdi di Brema piace da tempo. Va sottolineato che il sondag-

gio tramite il procuratore del giocatore, l’Inter lo ha fatto non recentemente ma con un allegato: se non se ne farà nulla a gennaio ci si potrà ripensare a giugno quando comunque Zarate non verrà riscattato. Marin è un 10 con vocazioni da esterno d’attacco, vale 10 milioni e ama giocare in un tridente da esterno di sinistra, ovvero l’identikit che Ranieri ha fatto recentemente. Marin è uno dei nomi, e le fonti tedesche confermano che il ventiduenne nato in Bosnia ma di nazionalità tedesca ha gli occhi dell’Inter addosso. Il suo contratto scade nel 2013: potrebbe essere lui l’alternativa anche a gennaio se non dovesse arrivare Tevez e se dovesse partire subitissimo Zarate.
Riattivazione Ora, Kucka. E’ fini-

Il terzino dovrebbe sostituire Taiwo, destinato a lasciare il Milan
diesse del Lecce Carlo Osti ha fatto tappa in via Turati per incontrare la dirigenza milanista. «E’ vero, c’è stato un incontro tra Lecce e Milan per Mesbah — ha detto Alessandro Lucci —. E’ stato un incontro positivo, ma non c’è niente di concreto ancora. Il giocatore è nel mirino di diversi club, vedremo come andrà a finire. Se la trattativa dovesse concretizzarsi il ragazzo sarebbe sicuramente molto contento, tutti sognano di arrivare al Milan».
Gratis ora o in estate Osti ha

to in panca e fischiato dai genoani. Da innesto sicuro a gennaio per l’Inter si è via via trasformato in un affare da rimandare. Ma adesso qualcosa è cambiato: perché l’Inter è sempre convinta di poter acquisire fisicamente il giocatore (a metà col Genoa) anche negli ultimi giorni di mercato e in base alle eventuali necessità, ma la conditio sine qua non è sempre stata sulla base del prestito e non sull’acquisto dell’altra metà. Fino all’altroieri Preziosi non voleva considerare l’ipotesi prestito, oggi invece sì e magari ricevendo un giocatore per i prossimi sei mesi con la stessa formula (Muntari, seguito anche da Lazio, Cesena e squadre inglesi). Morale: l’idea-Kucka a gennaio non è sparita. Informazioni su Castaignos: in Italia lo vogliono Cesena e Bologna, all’estero Everton, Fulham e Granada.
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avuto un lungo colloquio con Braida, però i due non sono ancora arrivati al sodo. Probabilmente si rivedranno per parlare di contropartite (presumibilmente giovani) che possono interessare al Lecce in cambio del terzino. L’intenzione del Milan, infatti, è quella di prendere Mesbah senza spendere soldi, visto che l’esterno è a scadenza di contratto e quindi potrebbe comunque arrivare gratis in estate. Per questo i rossoneri, se il Lecce non dovesse accettare contropartite, sono disposti ad aspettare.
Nuovo incontro Mesbah sareb-

IL CONTRATTO

Faraoni premiato Adeguamento e rinnovo al 2015
MILANO Dopo le ultime prove è difficile parlare di Davide Faraoni come di un baby ancora da svezzare: il giovanotto, 20 anni, è già bello e pronto e non se n’è accorto solo Ranieri. Arrivato a parametro zero, dopo essere cresciuto nella Lazio, si è rivelato un vero colpaccio. Faraoni col Parma ha messo a segno un eurogol e ieri, ma la tempistica è solo casuale, è arrivato il prolungamento al 2015 con adeguamento economico del contratto. Il giusto premio per il giovane esterno nerazzurro. f.d.c.
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be un acquisto soprattutto in prospettiva futura. A sinistra il Milan al momento ha Antonini, Taiwo e Zambrotta, ma il secondo non ha convinto Allegri ed è considerato in uscita (se non a gennaio, sicuramente in estate), mentre Zambro è in scadenza di contratto. Magari nella trattativa potrebbe rientrare Strasser, centrocampista rossonero in prestito al

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DOMENICA IL DERBY I ROSSONERI
Tanto è un gioco
DI LUIGI GARLANDO

I NUMERI

4 ricordi
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Solo nel ’92-93 e nel 2005-06 il Milan aveva segnato di più
4 ottobre 1992 Fiorentina-Milan 3-7 (campionato) I rossoneri espugnano Firenze con una pioggia di gol: per Massaro, Gullit e Van Basten furono doppiette OMEGA 6 novembre 2005 Milan-Udinese 5-1 (campionato) Kakà completa la cinquina alla squadra friulana dopo le reti realizzate da Gilardino (2), Seedorf e Pirlo GRAFFITI

Ma questo Tevez serve davvero?
Milan e Inter si azzuffano per l’Apache, l’emergenza però è altrove
A forza di chiederci se Carlitos Tevez finirà al Milan o all’Inter, ci siamo scordati la domanda che sta a monte, quella che conta di più: ma poi serve davvero l’Apache? Nessuno mette in dubbio il valore assoluto del Carlitos Tevez, 27 LAPRESSE giocatore e la possibilità di averlo a un prezzo ridotto, visto che il City è costretto a sbolognarlo, anche se il fatto che i due Manchester lo abbiamo lasciato partire e che nessun grande club disturbi la zuffa delle milanesi qualche pensiero dovrebbe suggerirlo. Ma ammettiamo pure che Tevez (mai titolare fisso nell’Argentina) sia un fenomeno e torniamo alla domanda: è davvero un bene di prima necessità? L’Inter ha ritrovato i gol di Milito e Pazzini, ha Forlan campione sudamericano, oltre a Castaignos, Coutinho... Il problema è fare arrivare il pallone a questa gente, non buttarlo dentro. Gli investimenti urgono a centrocampo, dove mancano corsa ed energie. In epoca di fair-play finanziario, spesi 25 milioni e rotti per Tevez, quanto resterà per rinnovare un reparto carico di anni e lesioni? Il Milan, perso a lungo Cassano, ha qualche necessità in più, ma stiamo parlando comunque del miglior attacco del campionato, che ha il talento del giovane Pato ancora da saccheggiare e un El Shaarawy quasi pronto all’uso. A Bergamo, il Milan non aveva un solo centrocampista in panchina. Tre degli assenti (Gattuso, Seedorf, Ambrosini) datano oltre i 33 anni, come Van Bommel. Allegri, che punta forte sugli interni, più di un Apache gradirebbe giovani indiani d’assalto in mediana, per dare il cambio a Aquilani e Nocerino. La casella del terzino sinistro attende ancora un titolare all’altezza. Sarebbe stata molto più logica una zuffa per Montolivo o De Rossi, centrocampisti di personalità e prospettiva. Tevez è una ghiotta ciliegina, ma forse prima era il caso di mettere a posto la torta. Nel calcio ai tempi del Barcellona, è il centrocampo il bene di prima necessità. E’ lì che si vince e si comanda. Allegri e Conte lo sanno e, anche per questo, sono in testa. Per questo Guidolin, pur avendo perso Sanchez, vola ancora. Guardiola, a una mediana già maestosamente ricca, ha voluto aggiungere la sfarzosa opzione Fabregas, mentre a suo tempo lasciò partire senza drammi la ciliegina Ibra. Ma ormai, divampata la rissa di mercato, Milan e Inter non possono più tirarsi indietro. L’inquietante sensazione, a questo punto, è che la goduria di toglierlo al nemico sia superiore alla consapevolezza dei reali benefici dell’acquisto.
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i gol stagionali di Ibrahimovic: 12 in campionato, 4 in Champions League e 1 in Supercoppa di Lega. Lo svedese è il capocannoniere della squadra

i gol di Nocerino e 7 per Boateng: per Antonio tutti in campionato, per Prince 4 in Serie A, 2 in Champions e uno in Supercoppa. Sono loro, due centrocampisti, i marcatori più prolifici del Milan dopo Ibrahimovic

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Ibra&Co. con 50 gol sul podio di Berlusconi
Il Milan attuale vanta il terzo miglior attacco dei 26 anni con Silvio patron. E il merito è anche di difesa e centrocampo...
MARCO PASOTTO MILANO

i gol rossoneri che arrivano dalla difesa: Thiago Silva ne ha fatti 2, uno per Nesta, Zambrotta e Yepes

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i gol alla fine della stagione ’49-50: è l’annata più prolifica nella storia del Milan

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Il gioco non sarà quello del Barcellona come vorrebbe Berlusconi, ma la missione offensiva che il Cavaliere da sempre trasferisce alle sue squadre sta venendo pienamente rispettata: quello attuale è il terzo Milan più prolifico dei suoi 26 anni di gestione. Dopo 24 partite stagionali (17 di campionato, 6 di Champions e la Supercoppa), i rossoneri hanno fatto 50 gol tondi, con una media dunque di poco più di due reti a gara. Solo in due annate il Milan era riuscito a fare meglio: nel ’92-93, con 67 gol e una media mostruosa di 2,79 reti a partita (che poi nella seconda parte di stagione scese vistosamente dopo l’infortunio di Van Basten), e nel 2005-06 con 54 centri.
Distribuzione Tutte le altre stagioni, anche quelle di grazia, registrano attacchi meno prolifici. Per dire: nel 2002-03, che consegnò Champions e Coppa Italia, dopo 24 partite i gol erano 45; nel 2006-07 (Champions) soltanto 31; e un anno fa furono 37 (quota 50 fu toccata dopo 30 partite, quindi 6 in più). Ciò significa che non si tratta di scienza esatta: segnare molto non equivale ad avere la garanzia assoluta di successo. Ma senz’altro aiuta. Soprattutto se i gol vengono distribuiti bene. Coop Sotto quest’ultimo aspetto il Milan è in piena media ri-

ter, con 14 uomini) e l’apporto da chi di mestiere non fa l’attaccante è notevole. Dei 50 gol realizzati, 27 arrivano dal reparto avanzato. Non molti. Il resto è tutta roba di difesa e centrocampo, con Nocerino e Boateng nelle vesti di bomber particolarmente ispirati. Senza trascurare l’apporto dei vari Nesta, Yepes, Thiago Silva e Zambrotta.
Brasiliani cercasi All’appello, effettivamente, manca qualche gol delle punte. In particolar modo dei brasiliani. Pato e Robinho fra campionato e Champions hanno segnato entrambi 3 reti. Poche, sebbene la pubalgia di Binho e la coscia destra del Papero li abbiano tenuti lontani dalla scena per molte settimane. Anche Cassano, prima dello stop, ne aveva fatti 3, ma a differenza dei compagni di reparto aveva prodotto assist in quantità industriale.

Zlatan Ibrahimovic, 30 anni, è alla seconda stagione in rossonero AFP

E a fine stagione? Ma il Milan

I rossoneri hanno messo a segno 50 reti in 24 partite. Un anno fa ci vollero 30 gare Tredici gli uomini in gol e soltanto due le sfide concluse senza aver segnato

spetto alle due stagioni più prolifiche: soltanto due, nell’arco delle 24 gare, le sfide chiuse senza gol all’attivo. E’ successo a Firenze (gara stradominata con gol regolare annullato) e a Torino, il Grande Flop dopo il quale i rossoneri hanno inserito il turbo. Se il Milan è così produttivo sotto porta, molto del merito va anche ai gol che non ti aspetti. Con 13 giocatori in rete, la squadra rossonera è la seconda cooperativa del gol del torneo (preceduta proprio dall’In-

quest’anno potrebbe riuscire a chiudere la stagione diventando il più prolifico di sempre dell’era Berlusconi? Volendo proporre un giochino puramente statistico, la risposta è sì. Mantenendo l’attuale media-gol, servirebbero 55 partite. Ovvero altre 31. In altre parole: bisognerebbe che i rossoneri arrivassero in semifinale sia in Champions che in Coppa Italia. Un’impresa che non appare fuori dalla portata; piuttosto sarebbe molto dura mantenere l’attuale media gol. Ma con un Ibra così...
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Taccuino
LECCE

IL CAPITANO RIENTRA DOPO LA SQUALIFICA

Strasser: probabile operazione
LECCE (m.e.) E’ ripresa ieri senza Giandonato e Strasser la preparazione del Lecce. Giandonato è sta to operato al menisco esterno del ginocchio destro: out per almeno 1 mese. Strasser invece (frattura com posta del malleolo mediale della caviglia sinistra) si è spostato a Milano, per valutare insieme al Milan il per corso da seguire. Probabile un intervento chirurgico.

Aquilani k.o.: è pronto Ambrosini
Per l’azzurro il recupero appare difficile. Tornano a disposizione Abate e Seedorf
MILANO

SIENA

Vergassola in gruppo
COLLE VAL D'ELSA (a.l.) Doppia seduta a Col le val d'Elsa: differenziato per Brkic, Vergassola in gruppo. Così Angelo, ex di turno: «Ho ottimi ricordi di Parma. Il cambio in panchina? Sarà ancora più dura».

AZZURRINI

Under 18 vincente in Russia
L’Under 18 di Evani ha vinto il torneo «Valentin Granatkin» a San Pietroburgo battendo in finale la Fin landia per 4 0 (gol di Padovan, Garritano, Gatto e Pa sa). L’Italia ha giocato e vinto 4 gare.

Si fa difficile la situazione di Aquilani in vista di domenica sera. La distorsione alla caviglia sinistra non si è ancora riassorbita e ieri il centrocampista ha lavorato solo in palestra: il recupero appare abbastanza improbabile. Con Aquilani k.o. la soluzione più logica sul cen-

trodestra è l’impiego di Ambrosini, che ha scontato la squalifica. L’alternativa è Seedorf, tornato ieri a lavorare col gruppo dopo i soliti problemi al ginocchio destro, ma la condizione dell’olandese è ovviamente meno affidabile rispetto a quella del capitano. Ha ripreso ad allenarsi coi compagni anche Abate: la caviglia sinistra è a posto e Allegri sulla destra ritrova una delle pedine più importanti nell’economia della squadra. In avanti Boateng si riprenderà la trequarti e sarà di nuovo ballottaggio fra Pato e Robinho, con quest’ultimo al momento favorito.
«Teniamoli a distanza» Intanto

e vengono da ottimi risultati, hanno recuperato punti e per noi questa gara è importante per restare primi e non permettere all’Inter di avvicinarsi».
Ultimi biglietti Prosegue la ven-

Massimo Ambrosini, 34 anni FORTE

Abbiati suona la carica: «Sarà una partita difficile e aperta, può succedere di tutto — ha detto ieri il portiere a Milan Channel —. Loro sono in forma

dita libera dei biglietti. I tagliandi sono agli sgoccioli: ne restano poco più di tremila, acquistabili presso le filiali di Gruppo Intesa Sanpaolo oppure online sul sito rossonero. Nuovo arrivo intanto in casa Milan: Isabella Votino, portavoce dell’ex ministro dell’Interno Maroni, si occuperà dei rapporti istituzionali del club rossonero.
m.pas.
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DOMENICA IL DERBY I NERAZZURRI

I NUMERI

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gli anni passati dall’ultima vittoria dell’Inter in un derby. Successe il 24 gennaio 2010, la squadra di Mourinho batté quella di Leonardo 2-0, con gol di Milito e Pandev, chiudendo in nove contro undici. Sneijder era stato espulso al 26’ p.t. per proteste, nel finale cartellino rosso anche per Lucio, in seguito a doppia ammonizione

Al completo 2
Tutti arruolati E Ranieri sceglie tra 4 Inter diverse
Il tecnico può giocarsi il derby che sfugge da due anni con diverse varianti tattiche

Milano. Uno che può contare su tutti. Finalmente.
Tutti pronti, un evento Maicon re-

cupererà, Sneijder è pronto anche se via via si vedrà se per partire titolare o subentrare, ma la sostanza è: dopo due anni di derby vissuti con infortunati o assenti, questa volta l’abbondanza c’è e ne può godere Ranieri. Un evento, che lo metterà di fronte a scelte decise e da non sbagliare, scelte comunque zeppe di possibili variabili, proprio perché avere tanti uomini significa poter apparecchiare tante soluzioni.
L’ipotesi più forte Non c’è una

LE ALTRE CARTE

A
S

LE ULTIME DA APPIANO

Il giorno di Sneijder Oggi torna in gruppo

i derby persi dall’Inter dopo quel 2-0. Il 14 novembre 2010 fu sconfitta in casa 1-0: in panchina c’era Benitez, decise un rigore trasformato da Ibrahimovic, per fallo di Materazzi sullo stesso svedese. Il 2 aprile 2011 i nerazzurri, nel frattempo allenati da Leonardo, subirono un pesante 3-0, firmato da Pato, autore di una doppietta, e da Cassano, che su rigore fissò il risultato nel finale. Il terzo derby di fila perso dall’Inter è stato la scorsa estate, a Pechino, per la Supercoppa italiana: con Gasperini in panchina, la squadra nerazzurra si illuse con il vantaggio trovato da Sneijder su punizione, ma poi lasciò il trofeo ai rossoneri di Allegri, che nella ripresa ribaltarono il risultato con Ibrahimovic e Boateng, vincendo 2-1

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piattaforma di partenza ben precisa, anche perché lo spartiacque sarà proprio Sneijder: se Ranieri lo mette dall’inizio, potrebbe anche dialogare con Milito (o Pazzini) in un 4-4-2 (o 4-4-1-1) nel quale la presenza di Alvarez dovrebbe restare sicura per meriti acquisiti. Al decollo, il sistema potrebbe essere proprio questo, salvo una variante: confermare il duo Pazzini-Milito facendo sedere inizialmente Sneijder, uno che però quando è pronto solitamente (Gasperini a parte) viene schierato dal 1’.
Il poi e il sarà In linea di massi-

Giampaolo Pazzini è l’unico vero attaccante centrale «puro» di Ranieri: nelle ultime sei partite, cinque volte ha fatto coppia con Milito, ma ora i due sono in concorrenza

Thiago Motta, 29 ITALY PHOTO PRESS

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Cristian Chivu è pronto a rientrare dopo un’assenza che dura da più di un mese: l’ultima gara è stata Inter-Cska Mosca, del 7 dicembre

DAL NOSTRO INVIATO

APPIANO GENTILE (Como)

ma il doppio centrale di centrocampo è fondamenta della nuova versione ranieriana dell’Inter. Però, occhio ai possibili cambiamenti: perché il centrocampo a tre più Sneijder dietro al duo Pazzini-Milito (4-3-1-2) potrebbe essere una soluzione più che possibile, magari in corsa, per piazzare un uomo nelle zone del trequartista milanista. Un’idea, come il 4-2-3-1 al quale prima o poi Ranieri vorrà arrivare: la ricerca di un uomo che dia rapida profondità, un’ala talentuosa, nasce proprio dall’idea del tecnico interista di arrivare a spalmare questo modulo nella seconda parte del campionato. In questo caso — e in questo momento — gli esterni potrebbero essere rappresentati da Forlan e Alvarez, senza dimenticare Coutinho che in questi due anni non poche volte è partito dall’esterno. Con questo atteggiamento sostanzialmente più offensivo, è più facile che la difesa presenti a sinistra un uomo che possa produrre più mastice, ovvero più Chivu che Nagatomo.
Il due-con C’è pure una quarta variante, ovvero due uomini di fantasia e resistenza dietro un’unica punta: in questa soluzione, marchiata secondo il 4-3-2-1, Sneijder e Forlan (o Alvarez) se ne starebbero dietro a Pazzini (o Milito). Poi è chiaro che le situazioni alle quali op-

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Anche Dejan Stankovic è reduce da un infortunio e contro il Parma è stato tenuto a riposo solo per precauzione: non gioca da Cesena-Inter del 18 dicembre

Oggi è il giorno di Wesley Sneijder. Il giorno del suo vero ritorno in gruppo. Ma già ieri (come era successo anche lunedì, stavolta però un po’ più a lungo) l’olandese ha lavorato in parte con i compagni. Ed è stato, ha poi scritto su Twitter, «un buon allenamento». Programma rispettato in pieno dunque: avuto l’ok dall’ultimo accertamento clinico, per una settimana, con sedute personalizzate, l’olandese si è dedicato ad un grandissimo lavoro di potenziamento specifico e di ripristino della condizione e a questo punto è pronto per allenarsi in tutto e per tutto come i compagni. Avrà tempo da oggi a sabato per convincere Ranieri dell’opportunità di rilanciarlo subito da titolare, senza dimenticare che non gioca una partita dal 2 novembre (Inter-Lilla).
Thiago Motta, lavoro specifico Risposte positive, ieri, anche da tutti gli altri reduci da infortuni: Forlan, Stankovic, Chivu e lo stesso Poli si possono considerare recuperati al 100%. Maicon (affaticato all’adduttore) ha lavorato a parte per dedicarsi a potenziamento e prevenzione, mentre Thiago Motta, come il giorno prima Samuel e in parte Lucio, si è limitato ad una seduta specifica già programmata da giorni. Dice il Principe Intanto Diego Mi-

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Andrea Poli ha avuto una prima parte di stagione molto complicata, a causa di problemi fisici: per ora ha giocato solo 68’ in Genoa-Inter e 32’ sabato in Inter-Parma

lito, ai microfoni Rai, ha ammesso che «siamo in un buon momento di forma: abbiamo iniziato male e ora dobbiamo rincorrere, ma il derby è una partita speciale...».
a.e.

Sopra Claudio Ranieri, 60 anni. A sinistra Wesley Sneijder, 27 e Diego Forlan, 32

La grande abbondanza regala al tecnico una notte da... alchimista
porre contromosse si vengono a creare di minuto in minuto e di episodio in episodio, per cui ipotizzare schemi preconfezionati no, troppo prima non si può. Colpi a sorpresa? Di certo Ranieri ha uomini e soluzioni a disposizione, situazione preferenziale ma anche portatrice di grosse responsabilità: negli ipotetici campetti che abbiamo riprodotto a piede-pagina, ad esempio, non è contemplato Zarate, un giocatore al bivio. Ranieri per ora non lo considera titolare, ma si sa: soprattutto partite come il derby possono diventare teatri di improvvisazioni e sorprese. E anche resurrezioni.
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IL TIFOSO INTERISTA

Vale Rossi «Io ci spero»
MADONNA DI CAMPIGLIO (Tn) Tra una discesa a l'altra con la sua fida tavola, col sole e la luna sulle nevi di Madonna di Campiglio, poco prima di una breve pausa pranzo in un rifugio in quota, Valentino Rossi dedica una battuta al prossimo derby. «Già, sta arrivando proprio una bella sfida... Io spero. Ci credo che possiamo fare qualcosa di buono. Penso che sia un momento decisivo, o meglio, molto importante. Se la mia Inter riuscisse a battere il Milan, credo proprio che potremmo tornare in corsa per il campionato. Altrimenti è finita. Anzi, finita non del tutto, però diventerebbe una situazione decisamente compromessa».
f.f.

DAI NOSTRI INVIATI

ANDREA ELEFANTE MATTEO DALLA VITE APPIANO GENTILE (Como)

DALL’INIZIO O IN CORSA, L’INTER PUÒ CAMBIARE COSÌ
JULIO CESAR 4-4-2 MAICON JULIO CESAR LUCIO 4-3-1-2

L’ultimo fu José Mourinho. Ormai due anni fa. L’ultimo che vinse un derby fu Mou il 24 gennaio 2010: chi poi lo ha sostituito, beh, è semplicemente crollato. Da Benitez a Leonardo, fino a Gasperini nel derby di Supercoppa italiana a Pechino, ecco, nessuno è mai più riuscito a battere il Milan. Moratti si chiede: ci sarà una benedettissima prima volta nel dopo-Josè? Ecco allora lui, Claudio Ranieri, uno che a Roma li ha vinti tutti, uno che arriva da 21 punti nelle ultime 8 gare, uno che si gioca la prima Super Partita a

MAICON

LUCIO

SAMUEL NAGATOMO (CHIVU) CAMBIASSO ALVAREZ

SAMUEL NAGATOMO (CHIVU) THIAGO CAMBIASSO MOTTA (STANKOVIC)

ZANETTI

THIAGO MOTTA SNEIJDER

ZANETTI

SNEIJDER MILITO (PAZZINI) 4-2-3-1 CHIVU MAICON PAZZINI (FORLAN) MILITO

JULIO CESAR MAICON LUCIO ZANETTI FORLAN SAMUEL CAMBIASSO SNEIJDER MILITO (PAZZINI)

JULIO CESAR LUCIO

4-3-2-1

SAMUEL NAGATOMO (CHIVU)

ZANETTI SNEIJDER

THIAGO CAMBIASSO MOTTA (STANKOVIC) FORLAN (ALVAREZ)

ALVAREZ

PAZZINI (MILITO)

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DOMENICA IL DERBY IL BORSINO

Rossoneri su di morale Nerazzurri da corsa
Il Milan vola ma deve fare i conti con qualche infortunio L’Inter ha l’entusiasmo della rimonta. Ecco chi sta meglio

MILANO Un derby decisivo, e non è una novità. Un derby con il Milan avanti in classifica, e neppure questa è una novità. Allegri ha voglia di raggiungere il record di vittorie consecutive (per un tecnico rossonero) e soprattutto di mettersi alle spalle qualche momento di nervosismo. E il derby potrebbe avere un effetto rilassante anche su Ranieri, che ha ereditato una squadra in crisi di indentità e la sta riportando nelle zone alte della classifica. E’

un derby che vale tanto per tutti, ma forse un po’ di più per l’Inter, che perdendolo scivolerebbe troppo lontano dal Milan. Che sia una tentazione per giocare per il pareggio? Non se lo augura il sindaco Pisapia, che ha chiesto a tutti un derby pieno di gol. Novità tattiche difficilmente ce ne saranno, soprattutto nel Milan. Ma quando si tratta di derby, la tattica è l’ultima cosa.
a.e.-m.pas.
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QUI MILAN

HJL

CONDIZIONE PSICOLOGICA
Ottimale. A Bergamo la squadra ha risposto subito, e bene, alla bella prova dell’Inter col Parma del giorno prima. I rossoneri sono reduci da una striscia positiva di dodici partite, in cui sono arrivate dieci vittorie e due pareggi. Una serie di risultati che ha portato l’autostima ai massimi livelli

HJL

CONDIZIONE FISICA
Sufficiente, ma non eccelsa. Grazie alla fantasia e alla classe dei suoi attaccanti il Milan produce parecchie occasioni da gol, però viaggia su ritmi abbastanza lenti. Spesso chi porta palla non ha movimenti dettati dai compagni. Ma quando il ritmo si accende, il Milan diventa incontenibile

QUI INTER

HJL

CONDIZIONE PSICOLOGICA
In rialzo. Se la serie positiva prenatalizia aveva restituito il sorriso non solo alla classifica, il 5-0 al Parma, dopo una prestazione forse per la prima volta convincente dall’inizio alla fine, ha dato ancora più morale. E anche la rosa finalmente al completo è un bell’incentivo

HJL

CONDIZIONE FISICA
Decisamente in crescita. La scelta di riposare fino al 2, programmando una ripresa con soli 5 giorni di lavoro, nell’immediato sta dando i suoi frutti: sabato la squadra ha corso molto ma soprattutto bene e l’onda lunga di questa freschezza è previsto si prolunghi fino a domenica sera nel derby

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Per Kevin Prince Boateng, 24 anni, è un momento d’oro ANSA

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Antonio Nocerino, 26 anni, fra i più in forma della squadra ANSA

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Ricardo Alvarez, 23 anni, in 16 gare (8 da titolare) due gol ANSA

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Sisenando Maicon, 30 anni, 10 partite (tutte da titolare) e un gol LAPRESSE

L’UOMO PIÙ IN FORMA
E chi potrà mai essere? Nulla di più scontato: Ibrahimovic è l’uomo dei destini rossoneri, il factotum della squadra: segna, fa segnare, rientra in copertura, tira punizioni e rigori. In carriera non era mai partito così forte e, al momento, dà la netta sensazione di non volersi fermare

GLI UOMINI IN DUBBIO
Il solito ballottaggio che dura ormai da svariate settimane: Pato o Robinho? Gli eventuali sviluppi di mercato qui non c’entrano, perché Allegri si basa soltanto sul campo: il fixing attuale dice che Binho appare in vantaggio sul Papero, ma non di molto: diciamo il 60% di possibilità di spuntarla

L’UOMO PIÙ IN FORMA
Al di là della doppietta, la partita con il Parma ha mostrato un Diego Milito rivitalizzato atleticamente (oltre che nell’efficacia realizzativa): rispetto al giocatore di inizio dicembre, il Principe è parso trasformato a livello di reattività, dinamicità e anche di resistenza allo sforzo

GLI UOMINI IN DUBBIO
In teoria nessuno, nel senso che Ranieri ha la rosa al completo. Ma proprio per questo più di uno: Sneijder, che non gioca dal 2 novembre, subito titolare? Nagatomo o Chivu come laterale mancino? E se ci sarà un solo centravanti, Milito è davvero così favorito su Pazzini?

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Zlatan Ibrahimovic, 30 anni, partenza a razzo ANSA

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Robinho, 27 anni, seconda stagione al Milan REUTERS

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Diego Milito, 32 anni, con i due gol al Parma è a quota 7 in 19 gare ANSA

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Wesley Sneijder, 27 anni, finora solo 2 gol in appena 10 gare PHOTOVIEWS

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DOMENICA IL DERBY
GERMANO BOVOLENTA

Rieccoci. Stavolta il primo è invernale. Milan-Inter, il derby più famoso, più ricco e più vincente del mondo. E’ la partita delle partite e attraversa da sempre, con le sue storie e le sue leggende, il calcio Internazionale. E’ stato costruito da molti uomini e da molte idee. E adesso quegli uomini di successo portano il prodotto derby in giro per il mondo. Tutti con un eccellente passato made in Italy. Hanno vinto a San Siro, continuano a vincere in Spagna e Inghilterra, in Francia, Germania e Turchia, in Giappone e in Sud America.
Mourinho&Kakà Il giro di ricognizione parte dalla Spagna, il Paese numero uno. Lì hanno vinto tutto e di tutto. Sono campioni d’Europa e del mondo, nazionali e club. Lì si gioca il calcio più bello. Lì adesso c’è Josè Mourinho, l’allenatore più speciale e (forse) più bravo. Il suo Real è in testa alla Liga, cinque punti davanti al Barcellona: una macchina da gol, 61 in 17 partite. Mou corre, rumorosamente, per il titolo e per la Champions. In Italia, con l’Inter, il primo derby lo perde, gli altri tre li vince. Uno, quattro a zero in «trasferta», stabilisce una imbarazzante supremazia nerazzurra. A Madrid con Mou c’è anche Kakà. Tredici derby, otto vittorie, un pari, quattro sconfitte. E, soprattutto, cinque gol. Mancini&Balotelli Roberto Mancini sceglie la via d’Inghilterra e si trova subito bene. Soldini, successo, risultati. Allena un buon Manchester City, oggi primo con 48 punti. Molti gol: 56 fatti, 16 subiti. E’ la squadra della Premier League che ha segnato di più e subìto di meno. Mario Balotelli, suo ragazzo di bottega prima, capriccioso talento poi, lo segue e lo sta aiutando (due gol nel derby con lo United) a costruire l’impresa. All’Inter vincono, perdono e fanno molto discutere. Il bilancio del Mancio: due scudetti sul campo, uno a tavolino. Nel derby di

Mondo

IN CIMA AL

clic
CAPELLO E IL TRAP SONO QUALIFICATI PER L’EUROPEO
Non hanno ancora vinto nulla, però hanno centrato un traguardo importante. Stiamo parlando di Fabio Capello e Giovanni Trapattoni che si troveranno insieme in panchina al prossimo campionato d’Europa di Ucraina e Polonia 2012. Il primo si è arrivato con la sua Inghilterra, il secondo con l’Irlanda del Nord

I grandi di Milan e Inter sono primi dappertutto

Da Mourinho a Ancelotti, ecco gli ex che dominano in Europa. Tabarez re d’America, Zac campione in Asia
San Siro: dieci partite, quattro vittorie, un pareggio, cinque sconfitte. Due in Champions, una sul campo e una a tavolino. SuperMario ottiene solo tre spezzoni, totale 45 minuti. Due vittorie, una sconfitta. Zero gol.
Ancelotti&Leonardo Carletto è

In Cina L’ultima sfida a Pechino per la Supercoppa
Inter e Milan si sono affrontate l’ultima volta a Pechino per la Supercoppa italiana il 6 agosto 2011 (nella foto ANSA Gianluca Zambrotta contrasta Ricardo Alvarez). Vinsero i rossoneri 2-1, con reti di Ibrahimovic e Boateng (a segno Sneijder per i nerazzurri).

Recoba, quasi 36 anni, vince nel suo Uruguay (con il Nacional) il campionato di Apertura. Diverte, segna cinque gol e conquista il podio di miglior giocatore della stagione. E’ tornato indietro nel tempo, come quando incantava, anche senza segnare, Moratti. Nel derby non ha mai fatto gol, ma il suo bilancio è in perfetto equilibrio: 4 vittorie, 4 pareggi, 4 sconfitte.
Capello & Galbiati Dai club alle

lia, rossoneri largamente rimaneggiati con in porta l’italo-argentino Josè Cafaro, Inter-Milan 2-1. Il Trap allenatore dell’Inter (uno scudetto): 12 derby, 5 sconfitte, 5 vittorie, 2 pareggi. Il suo vice è Tardelli. Marco gioca con l’Inter tre derby, uno vinto, uno pareggiato, uno perso. Il tecnico Tardelli subisce nel 2001 una delle sconfitte più pesanti della storia nerazzurra: 6-0 in casa. All’andata 2-2.
Tabarez & Zaccheroni In fondo, solo in ordine alfabetico, Zaccheroni Alberto. Prima però un saluto e un omaggio al maestro Oscar Tabarez. Il suo Milan è stato breve, il suo unico derby (1-1) arriva una settimana prima dell’esonero, 1 dicembre 1996. Niente panettone, come Terim. Ma il maestro si riscatta alla distanza e vince con la nazionale dell’Uruguay la Coppa America. Zaccheroni guida il Giappone alla conquista della Coppa d’Asia e alla fase finale per l’accesso al Mondiale 2014. In Italia allena le più grandi. Nomi? Prendiamo, a caso, le prime cinque della classifica: Milan, Juve, Udinese, Lazio e Inter... I derby? Otto, Coppa Italia compresa. Sette con il Milan, uno con l’Inter. Tre sconfitte, quattro pareggi e sola vittoria. Ma sulla panchina rossonera, e con lo scudetto sul petto. (ha collaborato Lanfredo Birelli)
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protagonista di molti derby e di molte storie. Doveva, a 18 anni, andare all’Inter. Gioca invece nel Milan con Sacchi e Capello e nel Milan torna da allenatore e rivince: campione d’Italia, d’Europa e del mondo. Partecipa, da centrocampista, a quattro derby. Tutti con Sacchi: due vinti, uno pari, uno perso. Capello lo porta in panchina tre

volte e tre volte non lo fa giocare. L’Ancelotti allenatore rossonero è presente a diciannove derby, quindici di campionato, quattro di Champions. Dieci vinti, tre pareggiati, sei persi. Poi Carletto va a Londra, Chelsea, e trionfa subito. Adesso ritorna in pista a Parigi. Salta in corsa, ma trova tutto apparecchiato. Trova Leonardo, suo amico, direttore sportivo con molti poteri, il PSG che punta a traguardi ambiziosi: titoli e giocatori. Il centrocampista Leonardo con il Milan gioca tre partite, tutte finite 2-2. In una di queste ci mette la sua elegante firma con due splendidi gol. L’allenatore Leonardo perde

tutti i suoi derby: due con il Milan, uno con l’Inter.
Rummenigge & Terim Kalle è sempre un numero uno. Vince in Germania e in Europa, due Palloni d’oro, molte classifiche dei cannonieri in Bundesliga. Adesso è dirigente al Bayern. Primo. In Italia, nell’Inter, metà Anni 80, non vince scudetti. Altri tempi, altra Inter. Karl-Heinz c’è in cinque derby. Il bilancio non è esaltante: zero vittorie, due pari, tre sconfitte. Due gol, di sinistro. In Turchia, al Galatasaray, in testa c’è Fatih Terim detto l’Imperatore. Dopo la conquista di Firenze (e della Fiorentina), prende pos-

sesso del Milan. Buona partenza, grande il suo unico derby: 4-2. Ma non mangia il panettone. Esonerato nel novembre 2001, è sostituito da Ancelotti.
Adriano & Recoba Un altro Imperatore, Adriano, ha appena vinto con il Corinthians di San Paolo il campionato brasiliano. Poche partite, quattro. Un solo gol, all’Atletico Mineiro. Ma Adriano, un po’ grasso e un po’ triste, si porta a casa un altro titolo. Ne acciuffa diversi, in Brasile e con l’Inter. Di derby, invece, un po’ meno: due su nove. Ma nelle vittorie fa tre gol. Doppietta nel 2005, uno di testa (ma deviato con la mano) nel 2009. Alvaro

nazionali. Qui Londra, vi parla Capello, c.t. dell’Inghilterra. Il team è qualificato per l’Europeo, con buoni risultati e tourbillon giornalistici. Capello fa sempre discutere, per i sui metodi e i suoi risultati. Molti derby, molti scudetti. Al Milan quattro in cinque anni. Il suo score a San Siro: da giocatore 6 partite: 1 vittoria, 4 pareggi, 1 sconfitta. Da allenatore: fra campionato e Coppa Italia 18 partite, 5 vittorie, 7 pareggi, 6 sconfitte. Il suo vice è sempre stato Italo Galbiati che, una volta, in un derby si arrangia da solo: stagione 1981-82, in panchina al posto dell’esonerato Gigi Radice: sconfitto 2-1 dall’Inter di Bersellini.
Trapattoni & Tardelli Il gatto è nel sacco e Giovanni Trapattoni, il più vincente dei nostri allenatori, porta l’Irlanda all'Europeo. I suoi derby. Da mediano rossonero: 21 partite, 7 vittorie, 9 pareggi, 5 sconfitte. Il Trap allenatore del Milan: 1974, Coppa Ita-

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SERIE A

identiKit & CARRIERA

v Ripartenza Borriello
«La Juve pagherà per me Conquisterò i tifosi Datemi solo 5 mesi»
«Ero al Milan è arrivato Ibra, ho fatto gol con la Roma hanno azzerato tutto: qui sono un’arma in più»
Marco Borriello
29 anni, durante la presentazione alla stampa di ieri. L’attaccante napoletano arriva alla Juventus perché non aveva trovato più spazio nella Roma di Luis Enrique
LAPRESSE
DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO VINOVO

Sì, quello striscione di Lecce gli ha fatto male. Marco Borriello ha accusato il colpo assestatogli dagli ultrà della Juve, dalla parte più calda del suo nuovo popolo. «In vita mia — ha detto ieri il napoletano — mi sono sempre comportato con dignità, fuori e dentro il campo». Già, quella dignità messa in discussione da quaranta metri di stoffa, da blog scatenati e da quei tifosi che cavalcano la tesi secondo la quale Borriello, nell’estate del 2010, considerò la Roma un’opzione migliore della Juve. Ma una volta per tutte, «voglio spiegare cosa successe nelle ultime ore del mercato 2010. Il 29 agosto giocai la prima di campionato con il Milan. Ero titolare, vincemmo 4-0. Il giorno dopo arrivò Ibrahimovic, che di fatto ribaltò la mia vita rossonera. In pochi istanti fui costretto a decidere cosa fare. La Roma si fece subito viva, il Milan voleva vendermi a titolo definitivo, e in quel momento la Juventus non poteva esercitare un simile diritto. Allora andai a Roma, dove tra l’altro mi fecero un contratto di cinque anni. Le cose stanno così, davvero. E se la Juve mi ha dato un’altra opportunità è perché mi sono sempre comportato bene. Non mi sono mai vantato di aver scelto i giallorossi. In ogni modo, so che spetta solo a me far

cambiare idea a tutti. Suderò e lotterò come un leone per la maglia bianconera. Il mio rispetto per i tifosi non è mai mancato».
Riscatto da conquistare Beppe

Marotta conferma la «versione» di Borriello: «Non lo avrei mai preso in caso contrario — spiega l’ad bianconero —. Chi mi ha detto no una volta, non è poi mai venuto a giocare nei club dove ho lavorato». Quindi chiarisce i termini dell’affare: «Marco arriva in prestito fino a giugno, quando valuteremo se esercitare il diritto di riscatto, per un’operazione da 8 milioni circa». Una cifra parecchio interessante nel caso Borriello si confermasse sui livelli, «che ho comunque sempre mantenuto negli ultimi anni. In carriera — continua l’attaccante — sono andato migliorando. Segnai 19 gol col Genoa, passai al Milan, quindi alla Roma che aveva appena sfiorato lo scudetto, e ora alla Juventus. Diciamo che mi è mancata un po’ di fortuna, visto che ero titolarissimo a Milano prima che arrivasse il numero uno al mondo, Ibra. E giocavo e segnavo mol-

MERCATO TONI VERSO IL MARSIGLIA: I FRANCESI CONFERMANO

Caceres pressa il Siviglia: «Voglio la Juve»
Marotta però non ha intenzione di alzare l’offerta. Avanti con Guarin, ma occhio all’Inter
DAL NOSTRO INVIATO

VINOVO (TORINO)

Martin Caceres vuole la Juventus, e lo avrebbe espressamente detto anche ai dirigenti del Siviglia. In Spagna lo descrivono piuttosto impaziente e preoccupato per i problemi che i club stanno incontrando a livello di accordo economico. E’ in-

tanto slittato a oggi il faccia a faccia fra Marotta e l’avvocato Bozzo, l’uomo che in Italia rappresenta non solo Caceres, ma anche David Pizarro, altro giocatore segnalato nell’orbita bianconera. «Per noi Caceres vale otto milioni, non un euro di più», fanno sapere da Corso Galileo Ferraris. Il problema è che il Siviglia ne vorrebbe incassare almeno undici. Nelle prossime ore la nuova verifica fra i vertici dei club, con appunto Bozzo come mediatore.
Affare Guarin Parallelamente, la Juve porta avanti il discorso per Guarin, giocatore che in questa sessione di mercato potrebbe «rubare» proprio a Cace-

res l’ultimo posto da extracomunitario a disposizione. Il piano economico per provare a convincere il Porto è pronto: tre milioni subito e otto a giugno. Il centrocampista colombiano ha già dato il suo okay al trasferimento, mostrando entusiasmo per l’ipotesi bianconera. Ma attenzione a possibili inserimenti dell’ultima ora. In Portogallo si aspettano infatti un rilancio dell’Inter, che su Guarin aveva messo gli occhi già in estate. Alternative Dovesse anche arrivare subito Guarin, è assai probabile che Marotta punti comunque a un altro centrocampista. C’è sempre Pizarro naturalmente, ma attenzione a un possibile ritorno di fiamma per Pa-

lombo, soprattutto se fosse la Sampdoria a metterlo espressamente sul mercato: poi, Matuzalem e Kuzmanovic. In difesa il «vice Caceres» resta Bocchetti, mentre la Juve smentisce un interessamento per il portoghese Luisão del Benfica. Da Lisbona arriva anche la notizia di un sondaggio bianconero per Oscar Cardozo, 28enne attaccante paraguaiano del Benfica: in effetti Marotta lo tiene sotto osservazione.
In uscita e il baby Leali Il Marsi-

glia conferma l’interesse per Toni. La Roma ha chiesto De Ceglie: difficile. Infine, sul baby portiere Leali (Brescia), la Juve deve fare grande attenzione al Manchester City.
m.gra.

José Martín Cáceres Silva è nato a Montevideo il 7 aprile 1987 AP

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1. Lo striscione della curva dei tifosi della Juve contro Borriello
ARCIERI

to anche alla Roma fino al cambio del tecnico e della società tutta...».
«Ma quale problema...» A Torino lo ha voluto fortemente Antonio Conte, oggi solidissimo condottiero dei bianconeri, «anche se sia chiaro che qui nessun mi ha promesso niente — dice Borriello —. Io non voglio essere un problema, ma un’arma in più. Lavorerò duro per conquistarmi tutto sul campo. La concorrenza è scontata a certi livelli. Se avessi voluto fare la prima donna, avrei scelto squadre di minore blasone. Ho grandi stimoli, voglia di rivalsa, di mettermi in mostra. Ho cinque mesi per convincere la società a riscattarmi e i tifosi ad acclamarmi». E magari Prandelli a richiamarlo in Nazionale, «dove fino a poco tempo fa ero titolare, giocai un tempo anche nel pareggio esterno contro la Germania. Sì, l’Europeo è un obiettivo, anche se va fatto un passo alla volta». Intanto, punta il Cagliari, prossimo impegno della Juventus: «Ho avuto un problemino muscolare il 20 dicembre, ma sono pronto a lavorare in grup-

«Ho cambiato tante squadre, ma non ho mai litigato. Prenderò la maglia n. 23»
po. Ora è tutto a posto». Con Antonio Conte, «non ho ancora parlato di tattica, posso però dirvi che mi piace come gioca la Juventus, il meglio l’ho sempre dato da punta unica. In ogni modo, il mio atteggiamento sarà sempre positivo, spero di inserirmi subito nella mentalità della squadra, che è una mentalità forte. Gira voce di un Borriello litigioso e difficile da gestire? Ho cambiato spesso squadra, è vero, ma non ho mai litigato con nessuno, giocatori o tecnici». Scelto infine il numero di maglia: «Prendo il 23, l’ha estratto la mia nipotina. E’ il numero preferito di Vidal (che lo trovò occupato da Grygera, ndr), quindi l’anno prossimo, se verrò confermato, potremmo fare un baratto: il suo 22 è infatti il mio numero preferito».
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numeri& STATISTICHE

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2. L’attaccante durante la presentazione col d.g. Marotta
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Goran Pandev, 28 REPOR Edinson Cavani, 24 anni IANUALE Marek Hamsik, 24 anni CANONIERO Ezequiel Lavezzi, 26 anni IMAGE

3. 4. 5. Il nuovo acquisto della Juventus si allena a Vinovo
LAPRESSE

Napoli d’attacco La banda dei 4 fa paura a tutti
Solo il Milan ha segnato più degli azzurri, con Cavani, Hamsik, Pandev e Lavezzi super
DAL NOSTRO INVIATO

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MIMMO MALFITANO CASTELVOLTURNO (Caserta)

LA RIPRESA A VINOVO IL PRESIDENTE SALUTA BORRIELLO

Agnelli pranza con la squadra Barzagli e Marchisio affaticati
ALBERTO MAURO VINOVO (TORINO)

Marco Borriello si aggregherà oggi al gruppo, e contro il Cagliari andrà almeno in panchina. A Vinovo non poteva mancare Andrea Agnelli, che ha inaugurato il 2012 pranzando insieme alla squadra, per poi assistere all’allenamento insieme a Pavel Nedved e Fabio Paratici. La Juve ha lavorato su due campi: in uno si sono allenati Toni, Iaquinta, Motta e Grosso, che non rientrano più nei progetti bianconeri; nell’altro, invece, ha sbuffato e sudato il resto della truppa. Barzagli

e Marchisio hanno abbandonato il campo in anticipo rispetto ai compagni, niente paura però: pare che si tratti solo di un leggero affaticamento.
Chiellini da sostituire Contro il Cagliari è out Chiellini, squalificato. Al suo posto è pronto De Ceglie, in vantaggio su Estigarribia. Per il resto, confermata la Juve anti Lecce: Vucinic ha lavorato a parte (allunghi sui 100 metri), ma sarà in campo dal primo minuto. Del Piero si è infine sottoposto a una razione supplementare di lavoro: tecnica, slalom fra paletti e tiri in porta. Entusiasmo da ragazzino.
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E’ un potenziale da brividi. Per le difese, soprattutto. Numeri alla mano, l’attacco del Napoli è secondo soltanto a quello del Milan e può vantare tanta varietà sotto porta. Il poker di campioni calato da Mazzarri in questa stagione è destinato a sbancare. Ventitré delle 32 reti all’attivo, infatti, sono state realizzate da Cavani (10), Hamsik (6), Pandev (4) e Lavezzi (3). Un rendimento costante, che ha generato un’intesa quasi perfetta tra i quattro, mentre va avvicinandosi pure l’esordio di Edu Vargas, l’ultimo arrivato in ordine di tempo, che potrebbe avvenire anche domani sera, in occasione dell’incontro di coppa Italia contro il Cesena. Insomma, ritrovarseli dinanzi potrebbe essere un vero e proprio incubo per i difensori italiani e, perché no?, pure per quelli stranieri che hanno già avuto modo di piegarsi alle prodezze di Cavani e Hamsik.
Doppia cifra Il primo ad averla

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i gol segnati dal Napoli in questo campionato: ben 23 sono di Cavani, Hamsik, Pandev e Lavezzi
Riecco Pandev L’ha voluto fortemente, Mazzarri, così come l’anno prima aveva preteso che gli ingaggiassero Cavani. E poco importa se l’attaccante macedone è soltanto in prestito: l’allenatore ha atteso che l’ex interista si rimettesse a posto fisicamente per poi inserirlo nella lista dei titolarissimi. E Goran non sta deludendo. Ha realizzato, finora, 4 reti di cui 2 alle Juventus che gli hanno permesso d’imporsi al sentimento dei napoletani che, adesso, l’adorano. Attesa Vargas Mazzarri, in ogni modo, ha deciso di andare oltre: vuole il pokerissimo. Ai quattro attaccanti già collaudati, ha aggiunto Edu Vargas, il giovane talento cileno che domani sera dovrebbe esordire. La breve storia calcistica di questo ragazzo ventiduenne racconta di prodezze e gol da impazzire. E se dovesse confermare queste qualità anche a Napoli, allora tecnico e squadra avranno un altro motivo in più per credere nella rimonta in campionato e guardare con ottimismo alla super sfida col Chelsea negli ottavi di finale di Champions League.
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Walter Mazzarri, 50 anni ANSA

attaccanti che stanno dominando la classifica dei cannonieri. Finora, almeno. Il Matador, comunque, vorrebbe confermare, quantomeno, i 26 gol realizzati nella passata stagione. Traguardo sicuramente alla sua portata.
Aspetto tattico E’ alla base del

Andrea Agnelli, 36 anni FORTE

raggiunta è stato l’attaccante uruguaiano con la magia di Palermo. Dopo un avvio di stagione caratterizzato da qualche pausa, Cavani ha ripreso a segnare con una continuità impressionante. Che gli è servita pure per respingere qualche critica frettolosa. Rendimento che gli ha permesso di rimettersi sulle tracce di German Denis e di Totò Di Natale, i due

rendimento degli attaccanti. Da quando ha preso il Napoli, Walter Mazzarri ha lavorato prevalentemente per esaltare la fase offensiva. Attualmente, il suo collettivo è tra i più forti nell’utilizzare il gioco di rimessa. La velocità di Cavani e Lavezzi, la rapidità di Goran Pandev nei sedici metri avversari e gli inserimenti continui di Hamsik esaltano le ripartenze e il gioco prodotto da Maggio e Dossena sugli esterni. Le tre reti al Palermo hanno evidenziato per bene l’irrefrenabile velocità nell’avviare il contropiede.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012

SERIE A

identiKit & CARRIERA

Scossa Parma
«Salvi? Non mi basta» Donadoni spara alto
Il nuovo tecnico: «Sono qui per scalare la classifica Non escludo nessuno, ma Giovinco deve dare di più»
DAL NOSTRO INVIATO

v

giudizio del Tombo
DI DANIELE TOMBOLINI

Da Gervasoni a Russo quanti errori sui rigori
Male pure gli internazionali Rizzoli e Bergonzi che a Bergamo e Lecce non vedono due penalty netti
17 ª GIORNATA
PARTITA ARBITRO BONUS ERRORI PUNTI

ANDREA TOSI PARMA

Undici anni dopo Arrigo Sacchi, il Parma riporta in panchina un altro ex c.t. della nazionale. Roberto Donadoni, il successore di Franco Colomba (che aveva sostituito anche a Livorno nel 2005), è il decimo allenatore della gestione Ghirardi che in 5 stagioni da proprietario non ha ancora trovato un tecnico stabile. Ci prova l’ex milanista a resistere, introdotto al Tardini dall’ad Leonardi che lancia messaggi a coloro che non vedono un progetto in questo sistema. «Non useremo più quel sostantivo, sostituendolo con follia. In questo mondo di scontenti e critici, il presidente Ghirardi ha preso il Parma che produceva solo debiti mettendo 43 milioni più 10 di investimenti chiudendo in attivo l’ultimo bilancio. Possiamo sbagliare, ma cerchiamo sempre di fare il bene del Parma. Ci dispiace per Colomba. Lo abbiamo esonerato dopo il ko con l’Inter per una sua frase che denotava debolezza nel rapporto tra lui e la squadra che non lo seguiva più da un mese e mezzo. Non avevamo preparato nulla, siamo andati solo su Donadoni. E’ una nostra idea, nessuno ce lo ha sponsorizzato. Lunedì sono stato con lui fino alle due di notte. Per noi Donadoni significa voltare pagina e preparare il futuro». Colomba intanto tace ma ci risulta che non abbia gradito l’invasione nello spogliatoio di San Siro nell’intervallo da parte di un Ghirardi molto agitato. Così l’ex tecnico avrebbe chiesto chiarimenti avendo ca-

INTER-PARMA SIENA-LAZIO ATALANTA-MILAN LECCE-JUVENTUS ROMA-CHIEVO PALERMO-NAPOLI UDINESE-CESENA NOVARA-FIORENTINA CAGLIARI-GENOA BOLOGNA-CATANIA

GIANNOCCARO GERVASONI RIZZOLI BERGONZI RUSSO MAZZOLENI GAVA DAMATO CELI ROMEO

1 2 2 2 2 2 1 2 1 2

-2 -2 -2 -4 -

1 0 0 0 -2 2 1 2 1 2

LEGENDA Bonus gara facile 0; gara insidiosa 1; gara difficile 2; gara difficilissima 3. Errori su un gol -3; su un rigore -2; su un’espulsione -1

Roberto Donadoni, 48 anni, dopo l’esperienza di Cagliari, chiusa in malomodo col presidente Cellino, approda a Parma al posto di Colomba
GETTY

pito che l’aria intorno a lui era cambiata e che le ricorrenti voci di un suo esonero stavano alterando anche i rapporti con lo spogliatoio.
Scalata Donadoni, accompa-

tore sono spesso subentrato, non è ovviamente l’ideale per fare questo lavoro ma può essere ugualmente stimolante. Non mi guardo mai indietro, sono orgoglioso di essere al Parma».
Modulo e spirito Il nuovo allena-

gnato dal suo staff con in testa l’ex parmigiano Mario Bortolazzi, è serafico ma subito ficcante. La prima frase è già molto impegnativa: «Non sono venuto qui per salvare il Parma, la classifica è buona, vogliamo scalarla e guardare avanti. Prima di fare valutazioni, anche in funzione del mercato, voglio conoscere il materiale a disposizione. Voglio responsabilizzare tutti senza escludere nessuno. Giovinco ha grandi margini per dare di più. Quanto a me, dopo l’esonero di Cagliari ho avuto alcuni contatti per altri club ma non ho trovato le condizioni per firmare, invece con Leonardi è filato tutto liscio. Da allena-

tore comincia dopo lo 0-5 di Milano. «Ho visto in tv spezzoni della gara. C’è un aspetto psicologico da recuperare. Avremo una settimana per lavorarci sopra (ieri pomeriggio il primo allenamento a Collecchio). Di sicuro domenica prossima dovremo affrontare il Siena con uno spirito diverso. Il modulo? Sarà il più elastico possibile sposando le qualità dei giocatori che manderò in campo. Vorrei che il Parma esprimesse il proprio gioco, mostrando personalità e carattere. A questa squadra non mancano giocatori di qualità».
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L'inizio d'anno conferma il trend degli errori sui rigori che condiziona in negativo il giudizio complessivo delle prestazioni di questo turno, dove sono stati impiegati prevalentemente gli arbitri più esperti. Tra questi, dirigono senza errori Giannoccaro, Mazzoleni, Gava, Damato, Celi e Romeo. Nell'anticipo di Siena, invece, non c'è il rigore (-2) fischiato da Gervasoni perché è Brienza che va contro Stankevicius e non viceversa; gli internazionali Rizzoli e Bergonzi, a Bergamo e Lecce, non rilevano i falli da rigore di Manfredini su Ibrahimovic (-2) e quello di Oddo su Vucinic (-2). Negativa la direzione di Roma-Chievo: Russo non fischia 2 rigori (-4) per falli in area di Cesar su Bojan.

CLASSIFICA GENERALE
ARBITRO GARE PUNTI

DE MARCO TAGLIAVENTO ORSATO CELI BERGONZI GERVASONI GUIDA BANTI MAZZOLENI DAMATO RUSSO RIZZOLI GAVA ROMEO DOVERI MASSA ROCCHI GIACOMELLI TOMMASI CALVARESE VALERI TOZZI PINZANI GIANCOLA GIANNOCCARO PERUZZO OSTINELLI

8 8 8 9 9 8 8 7 8 9 9 8 8 8 7 2 7 1 2 1 8 1 1 1 8 7 1

15 14 14 13 12 11 11 10 10 9 8 8 7 6 5 4 3 3 2 2 2 1 1 1 1 0 -1

BRIGHI

7

-4

Gazzetta.it
Gazza

La Classifica
PARTITE SQUADRE PT G V N P F S RETI

T f v

IL PRESIDENTE FRA CRISI DI RISULTATI E MERCATO

Preziosi: «Genoa troppo brutto Ora voglio subito Biondini»
Gianluca Zambrotta, 34 anni
FILIPPO GRIMALDI GENOVA

MILAN JUVENTUS UDINESE LAZIO INTER NAPOLI ROMA CATANIA FIORENTINA CAGLIARI PALERMO GENOA ATALANTA * CHIEVO PARMA SIENA BOLOGNA NOVARA CESENA LECCE

37 37 35 30 29 27 27 22 21 21 21 21 20 20 19 18 18 12 12 9

17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17 17

11 10 10 8 9 7 8 5 5 5 6 6 6 5 5 4 5 2 3 2

4 7 5 6 2 6 3 7 6 6 3 3 8 5 4 6 3 6 3 3

2 0 2 3 6 4 6 5 6 6 8 8 3 7 8 7 9 9 11 12

37 28 24 24 27 32 23 20 18 15 19 19 23 13 21 18 16 17 9 17

16 11 10 17 19 19 19 25 15 17 23 27 21 20 31 16 24 32 24 34

■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE
La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) minor numero di partite disputate; 3) differenza reti; 4) numero di gol segnati; 5) ordine alfabetico. *l’Atalanta ha sei punti di penalizzazione

Riesce persino a ridersi addosso, Enrico Preziosi, preannunciando l’arrivo imminente di Biondini dal Cagliari: perché il momento è difficile (due sconfitte e nove gol subìti nelle ultime due partite), ma «non drammatico. Comincio a dubitare delle mie capacità — ha scherzato il presidente genoano —. Avevo definito il gruppo attuale come uno dei più forti in assoluto. I fatti mi danno torto, e mi dispiace moltissimo ammettere che forse non sono più all’altezza...». Battute a parte, il numero uno del Grifone è consapevole della situazione, tanto che «ai tifosi bisogna solo chiedere scusa. Sono stanco di sentire dire: "Abbiamo sbagliato". Parliamo meno, e dimostriamo di rimediare sul campo».

Peggio del San Paolo Di sicuro «dopo Cagliari mi è rimasta molta rabbia addosso, perché i giocatori sono pagati per giocare, e domenica non ci hanno neppure provato. Fra l’altro, siamo incappati spesso nella voglia di non giocare le partite. Considero la gara di Cagliari peggiore di quella offerta a Napoli», dove i rossoblù erano stati sconfitti per sei a uno. Il primo rimedio Per rimettere il Grifone in carreggiata, Preziosi ha pronto il primo rimedio: «Con Biondini c’è già l’accordo, ma di solito noi diamo all’altra società la possibilità di far rinnovare il giocatore. Se ciò non accadesse, tanto vale affrettare l’operazione. Veloso? Nessuna richiesta dal Cska». Insomma, un nuovo arrivo per Marino, che però in vista della gara del Ferraris con l’Udinese deve fare i conti con l’allarme-di-

Davide Biondini, 29 anni il 24 gennaio, romagnolo di Cesena, è al Cagliari dal 2006. E’ stato anche in Nazionale
LAPRESSE

fesa: Kaladze k.o., Bovo ai box, Dainelli fermo per un trauma contusivo-distorsivo a un alluce e Moretti squalificato. Ecco perché ieri, davanti allo stesso Preziosi, in partitella è stato provato il capitano Rossi come centrale difensivo.
Errori e attenuanti Sui motivi che hanno provocato questa crisi, Preziosi è stato chiaro: «Il cambio del tecnico, un diverso tipo di impostazione, le voci di mercato, ma tutto questo non deve essere una giustificazione. Abbiamo una classifica mediocre, e la parola non mi piace. Gilardino è arrivato qui non per grazia ricevuta, ma a fronte di un investimento di otto milioni. Se ci si aspetta che lui risolva i problemi, si rischia di fargli fare brutte figure che lui proprio non merita».
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FEBBRE DA DERBY SCOPRI QUELLO DELLE BELLISSIME
Sale la febbre per il derby di Milano. «Sarà bellissimo», garantisce Zambrotta. «Partita da vincere», gli fa eco Cambiasso. E mentre Massimo Moratti rilancia la sfida per Tevez, scopri il derby delle bellissime

Prossimo turno
sabato 14 gennaio CATANIA ROMA (ore 20.45) domenica 15 gennaio (ore 15) LAZIO ATALANTA (ore 12.30) CESENA NOVARA CHIEVO PALERMO FIORENTINA LECCE GENOA UDINESE JUVENTUS CAGLIARI PARMA SIENA MILAN INTER (ore 20.45) lunedì 16 gennaio NAPOLI BOLOGNA (ore 20.45)

ROSSI SUGLI SCI PER UNA GIORNATA CHIUSA CON IL BOTTO
Da Madonna di Campiglio, Valentino Rossi parla del futuro e lancia un messaggio alla Ducati. Scopri la nuova puntata di Be Bop a Basket e la bellezza di Tanya, la modella che ha scalzato la compagna di Ronaldo

Marcatori
12 RETI: Denis (3) (Atalanta); Ibrahimovic (6) (Milan); Di Natale (2) (Udinese) 10 RETI: Cavani (Napoli) 9 RETI: Jovetic (2) (Fiorentina) 8 RETI: Klose (Lazio) 7 RETI: Matri (Juventus); Giovinco (3) (Parma); Osvaldo (Roma); Calaiò (2) (Siena).

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SERIE A
NON SOLO CALCIATORI

Ce l’hai Rizzoli? Gli arbitri nell’album delle figurine
Storica novità della Panini. E Nicchi presidente dell’Aia è entusiasta: «La gente non ci apprezza perché non ci conosce»
MARCO SPIRIDIGLIOZZI ROMA

Sorpresa, gli arbitri sbarcano nell’album delle figurine. Si abbatte l’ultima frontiera delle emozioni. I fischietti hanno atteso 51 edizioni per guadagnarsi un posto al fianco degli storici idoli. Da Riva a Cavani, da Zoff a Buffon in questa mostra infinita di sogni approdano gli ex uomini in nero. E chissà che tra le 760 figurine che compongono l'album, Valeri o Taglia-

vento possano diventare una rarità come Pizzaballa. A Marcello Nicchi brillano gli occhi. Il numero uno dell’Aic dispensa sorrisi: «Sono da 43 anni un arbitro e mi sono sempre chiesto come mai non scatti mai un applauso per uno di noi. La gente non ci apprezza perché non ci conosce. E allora sapere che adesso saremo anche noi sull'album dei calciatori mi dà i brividi. Le nostre riunioni sono aperte, tutti possono vedere la passione che è alla base del nostro lavoro».

L’entusiasmo di Tommasi Damiano Tommasi, numero uno dell'Aic, si emoziona: «La magia che ogni figurina regala a un bambino resta intatta. Lo scudetto dell'Hellas Verona era la mia figurina più desiderata». La collezione Panini supera il mezzo secolo di età con il ritorno delle «valide», figurine che regaleranno premi Panini: «Ogni figurina diventa la carta d'identità calcistica di ogni giocatore», afferma Antonio Allegra, direttore commerciale Italia della Panini.

Le pagine sugli arbitri del nuovo album Panini TEDESCHI

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QUI ATALANTA

IL TERZULTIMO POSTO E’ A -6 UN RECORD DOPO 17 GIORNATE

QUI PALERMO

Aiuto! E’ già sparita la lotta salvezza
APPESI A UN FILO
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SEBASTIANO VERNAZZA

Manolo Gabbiadini, 20 anni, attaccante LIVERANI

Lo strano caso di Gabbiadini riserva che piace
GUIDO MACONI BERGAMO

Sei punti possono essere tanti o pochi. «Todo depende», tutto dipende da che punto guardi il mondo. L’Inter, per esempio, è a sei punti dall’Udinese e dal terzo posto Champions, e la distanza sembra ridotta, perché la squadra di Claudio Ranieri è in crescita (non più tardi di due mesi fa annaspava ai margini della zona B). All’opposto sei punti possono apparire una voragine, se chi deve colmare il gap non imbrocca una partita da tempo.
Il pari che non serve Tre retrocessioni. Il Lecce -

MAI COSÌ DAL ’04-’05

y

2

Più che del signor Bonaventura, a Bergamo si parla dello strano caso di Manolo Gabbiadini. Un paradosso che ha una spiegazione logica, legata al nome di German Denis, capocannoniere del campionato alla cui ombra è inevitabilmente finito Gabbiadini, l’ultimo gioiellino di scuola atalantina. Lo scarso minutaggio (163’ divisi in nove gare, delle quali solo una da titolare, e nessun gol all’attivo) ha inquietato il suo agente Pagliari che ha ribadito più volte l’esigenza di mandare a giocare il ragazzo. Soprattutto ora che nelle gerarchie anche Tiribocchi sembra aver sorpassato Manolo. Così Gabbiadini è diventato la quarta-quinta punta, anche se la società non manca di ribadire la sua fiducia nel ragazzo. Che finora si è guadagnato i titoloni dei giornali per i suoi gol a raffica con l’Under 21 e per le voci di mercato che lo vogliono seguito da Juve, Milan, Napoli e Manchester United. Proprio uno strano caso.
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ultimo a quota 9 - pare pronto per l’estrema unzione. Sei invece sono i punti che dividono Cesena e Novara dal quartultimo posto che vale la salvezza e mai, da quando il campionato è a venti squadre, dopo 17 giornate c’era stata una frattura così netta tra coda e resto del gruppo. Sei punti non sono poi molti, due vittorie di fila, però qui si parla di club che fanno una fatica bestiale a vincere. Il Novara conta la miseria di due successi, il Cesena 3. Calendario vuole che domenica sia in cartellone Cesena-Novara. Non ci vuole Einstein per dedurre che un pari sarebbe il peggiore dei risultati. Il segno X consentirebbe forse ad Arrigoni e Tesser di recuperare un punto sul Bologna, atteso dalla trasferta di Napoli, ma meno 6 o meno 5 poca differenza farebbe.
Rischio grosso C’è il rischio che il discorso retrocessione si chiuda con un girone di anticipo. Che campionato sarebbe senza lotta salvezza? Una sciagura. Mezzo torneo, forse qualcosa di più, perderebbe interesse. Non osiamo pensare che cosa potrebbe accadere in molte partite a quel punto insignificanti: risultati strambi, diluvi di gol e di over, forti sospetti di «taroccamenti» scopo scommesse. Sul piano tecnico, forte è l’impressione è che la Serie A abbia perso equilibrio, che la forbice tra grandi e medio-piccole si sia allargata a dismisura. Il rimedio? Serie A di nuovo a 18 squadre. Più selezione, più competizione.
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Dal 2004-2005, stagione in cui la Serie A è ritornata a 20 squadre, mai c’erano stati sei punti di distacco tra il terzultimo e il quartultimo posto dopo 17 giornate, come accade oggi in campionato. Questo i dettagli dei distacchi 2004-2005 meno un punto 2005-2006 meno un punto 2006-2007 meno due punti 2007-2008 meno un punto 2008-2009 meno un punto 2009-2010 meno tre punti 2010-2011 tre squadre a pari merito al penultimo posto

Maurizio Zamparini, 70 anni, presidente del Palermo IPP

E ora Zamparini è un capopopolo con il «Forcone»
Il presidente del Palermo allea il suo movimento con un gruppo nato a Catania...
DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CARUSO GELSO BIANCO (Catania)

Attilio Tesser (1), Novara; Daniele Arrigoni (2), Cesena; Serse Cosmi (3), Lecce BOZZANI LIVERANI

QUI CAGLIARI

QUI NOVARA CARACCIOLO, JENSEN, RINAUDO E ORA MASCARA PER SALVARSI

Come porta bene questo El Kabir
Col marocchino-svedese in campo la vittoria è garantita
MARIO FRONGIA ASSEMINI (Cagliari)

Tesser, poker di acquisti Mano vincente o bluff?
GIUSEPPE MADDALUNO NOVARA

Platea assiepata, ma non siamo in uno stadio. Pubblico prettamente maschile, ma non per assistere ad una partita di calcio. Si parla di fare una rivoluzione, di svegliare le coscienze, di mettere da parte le parole e di passare ai fatti. Un invito a nozze per Maurizio Zamparini, presidente fra i più rivoluzionari del nostro pallone. L’occasione che porta il presidente del Palermo alle porte della città rivale per antonomasia della sua squadra è la manifestazione che sta preparando il movimento del Forcone, raggruppamento spontaneo nato attorno ai contadini siciliani, che la crisi ha messo in ginocchio e che ora sono spalleggiati dagli autotrasportatori di Pippo Richichi. Insieme hanno dato vita a una nuova entità, «Forza d’urto».
L’unione fa la forza L’imprenditore friulano da quasi 2 mesi guida un altro gruppo «assolutamente apartitico», come tiene a precisare: il Movimento per la gente, «che intende combattere il sistema burocratico e il mondo politico così lontano dall’uomo della strada e da suoi problemi». Il Forcone scenderà in piazza fra 5 giorni invadendo pacificamente la Sicilia per quella che s’annuncia come «la prima vera rivoluzione culturale dell’Isola». E Zamparini, che ha già coagulato attorno al suo movimento i pastori sardi e il Grembiule friulano (composto da commercianti, artigiani e operai), vorrebbe aprire le porte anche al Forcone: «Per ora siamo 6 mila presto però diventeremo un milione». I tifosi rosanero stiano tranquilli, l’uomo che li ha riportati in alto dopo decenni di tribolazioni non intende mollarli in favore della politica. Lo dimostra anche il fatto che pure in queste circostanze i temi calcistici rimangono centrali. A chi gli chiede del Palermo, risponde: «Abbiamo quasi concluso per il portiere Viviano. Volevo Aronica ma non ce lo danno. E quella di Maxi Lopez è una strada non percorribile. Però il derby di ritorno stavolta lo vinceremo noi».
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Per Massimo Cellino, attento a rituali anti iella, cabala e superstizione, la questione è ghiottissima: El Kabir è il portafortuna del Cagliari. Il marocchino con passaporto svedese, quando gioca, vince. Ha debuttato in A all'Olimpico con la Roma. E' entrato nell'ultimo quarto d'ora e ha castigato Stekelenburg con una fiondata di destro che è valsa i tre punti ai sardi. E' tornato in campo col Novara negli ultimi 5 minuti e il Cagliari ha vinto. Domenica scorsa, uno spezzone col Genoa nel trionfale 3-0. La punta è rientrato col Genoa dopo tre mesi e 22 giorni d'inferno. Dietro la sequela di problemi muscolari, una malformazione dentaria. Buffon, portiere della Juve che domenica ospiterà il Cagliari, è avvertito.
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Una rivoluzione per puntare salvezza, il Novara di Tesser sta cambiando volto. Sono bastati pochi giorni di mercato al d.s. Pederzoli per regalare al tecnico un rinforzo per reparto. Ufficializzato anche Rinaudo, il tris è pronto a diventare «poker» nelle prossime ore con la firma di Mascara, che su twitter ha già salutato i tifosi del Napoli: «Ho onorato e sudato la vostra maglia come se fossi quella della mia Catania, perché so l’amore che provate l’una per l’altra, grazie Napoli». L’attacco fati-

ca a ingranare, così si è deciso di affiancare a Caracciolo un elemento che garantisca fantasia e imprevedibilità alla manovra. L’accelerazione è arrivata subito dopo la partita con la Fiorentina, anche per dare un segnale forte all’ambiente dopo la contestazione. Ieri l’incontro, decisivo, all’Hilton di Milano con Pederzoli che ha strappato al giocatore un sì convinto. Come quello del danese Daniel Jensen (a destra nella foto Bozzani insieme a Pederzoli). «Questa squadra si può salvare, il suo valore non è quello espresso contro la Fiorentina», ha detto Jensen, uno che solo un anno fa calcava i palcoscenici della Champions League con il Werder Brema.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012

COPPA ITALIA OTTAVI DI FINALE
LAZIO VERONA
GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Dias (L) al 44’ p.t.; Rocchi (L) al 13’, Berrettoni (V) al 16’, D’Alessandro (V) al 29’, Hernanes (L) al 46’ s.t. LAZIO (4-3-1-2) Bizzarri; Cavanda (dal 32’ s.t. Matuzalem), Diakite, Dias, Lulic; Gonzalez, Ledesma, Sculli (dal 39’ s.t. Del Nero); Hernanes; Rocchi, Cisse (dal 21’ s.t. Klose). ALLENATORE Reja. PANCHINA Carrizo, Biava, Zauri, Garrido. VERONA (4-3-2-1) Rafael; Abbate, Ceccarelli, Mareco, Pugliese; Russo, Esposito (dal 47’ s.t. Pichlmann), Hallfredsson; Galli (dal 10’ s.t. Berrettoni), Lepiller (dal 23’ s.t. D’Alessandro); Bjelanovic. ALLENATORE Mandorlini. PANCHINA Hu, Scaglia, Jorginho, Tachtsidis. ARBITRO Rocchi di Firenze. ESPULSI nessuno. AMMONITI Ceccarelli (V) e Mareco (V) per gioco scorretto e Berrettoni (V) per proteste. NOTE spettatori 10 mila circa, incasso non comunicato. Angoli: 9-2. Tiri in porta: 6-3. Tiri fuori: 5-3. In fuorigioco: 2-2. Recuperi: p.t. 1’; s.t. 3’.

3 2

I NUMERI

4

le Pagelle
DI DAVIDE STOPPINI

i precedenti ufficiali a Roma con 15 vittorie della Lazio, 7 pareggi e 3 vittorie del Verona (l’ultima per 1-0 in serie A nel 1984-85).

26

BIZZARRI, CHE PARATA D’ALESSANDRO SFRECCIA HALLFREDSSON ILLUMINA
LAZIO 6
BIZZARRI 6,5 Ventisette secondi e toglie dal sette un colpo di testa di Bjelanovic. La qualificazione è anche sua. CAVANDA 5 Sprofonda nella ripresa: supponente. MATUZALEM 6 Geometria nel finale. DIAKITE 6 Sbaglia sul 2 2. Fin lì era stato il migliore. DIAS 6 Superficiale nelle chiusure, immobile su D’Alessandro. Si salva con la zampata dell’1 0. LULIC 5 Non è un terzino: aveva ragione Reja. GONZALEZ 5 Ma come ha fatto a sbagliare il tap in dopo il tiro di Klose? Idee tante, ma confuse. LEDESMA 5,5 Prova spesso il tiro, senza fortuna. SCULLI 5,5 Da interno sinistro non trova la posizione, da attaccante neppure lo spunto. (Del Nero s.v.). HERNANES 6 Novanta minuti da chierichetto, più che da Profeta. Poi la punizione gioiello. CISSE 6 Reja lo toglie quando sembrava essersi destato dal suo solito torpore. In (leggerissima) crescita. Ma comunque fischiato. KLOSE 6,5 I primi quattro palloni toccati corrispondono a quattro azioni pericolose. Non è da lui però quella girata spedita in curva. IL MIGLIORE h 6,5 ROCCHI Meno cinque reti da Giordano. Si conquista la punizione che manda la Lazio ai quarti. All. REJA 6 Schiera i migliori che per poco non lo tradiscono. Questa non è ancora la Lazio del 2011.

Il gioiello di Hernanes su punizione che vale il successo della Lazio
GAETANO

Lazio col brivido Perla di Hernanes Verona k.o. al 91˚
Padroni di casa avanti 2-0, rimonta gialloblù Il brasiliano su punizione regala i quarti a Reja
STEFANO CIERI ROMA

fianca in attacco a Rocchi e Cisse ed Hernanes si piazza a metà campo in linea con Gonzalez e Ledesma. I ritmi sono ancora lenti, ma almeno i biancocelesti iniziano a pungere. Il gol arriva a un minuto dall’intervallo. Sull’ennesimo corner (il settimo) battuto da Ledesma è del «ritardatario» Dias la spaccata vincente, con colpevole dormita di Russo che dovrebbe tenerlo. La Lazio continua a pigiare (moderatamente, peraltro) sull’acceleratore per un altro quarto d’ora, il primo della ripresa, al termine del quale arriva il raddoppio di Rocchi che sembra chiudere le danze.
Gran Verona Sembra, perché a

le gare consecutive utili in casa della Lazio in Coppa Italia; battuta in semifinale dall’Inter all’Olimpico per 2-0 il 7 maggio 2008, ha poi raccolto 8 vittorie e 1 pareggio, vincendo quest’ultima ai rigori contro la Samp la finale del 13 maggio 2009.

9

VERONA 7
RAFAEL 6,5 Sbaglia sul piazzamento della punizione di Hernanes, per il resto è stato perfetto. ABBATE 6,5 Timido nel primo tempo, poi cresce: con Lulic fa la figura di una Ferrari contro una Smart. CECCARELLI 6 Tiene botta, fino alla punizione provocata del 3 2 finale. MARECO 6,5 Primo tempo impeccabile. PUGLIESE 6,5 Suo l’assist per Berrettoni. RUSSO 5 Distratto su Dias nell’occasione dell’1 0. ESPOSITO 6,5 Regia quasi perfetta, azzecca le scelte e fa viaggiare i compagni. (Pichlmann s.v.). HALLFREDSSON 7 Fa sempre la scelta giusta. Avvia l’azione dell’1 2, Gonzalez di fronte a lui impazzisce. GALLI 5 Parte trequartista ma presto va a fare legna. IL MIGLIORE h 7,5 BERRETTONI Alla Lazio se l’erano dimenticato: gol, assist e una serata (almeno per lui) da sogno. LEPILLER 5,5 Vedi Galli. Non riesce mai a ripartire. D’ALESSANDRO 7 Cresciuto nel settore giovanile della Lazio, poi passato alla Roma: che freddezza davanti a Bizzarri. BJELANOVIC 5 Fa solo da spettatore. All. MANDORLINI 6,5 L’aveva studiata così come è andata. Solo Hernanes gli ha mandato all’aria i piani.

pionato che i veneti stanno vivendo da protagonisti.
Andamento lento Pronti via e la

la Moviola
di V.D’A.

Crisi superata. Anzi no, crisi solo sospesa. La Lazio si riscatta in Coppa, tornando al gol e al successo e qualificandosi ai quarti di finale, dove troverà quasi certamente il Milan. Ma lo fa al termine di un’altra prestazione controversa e soltanto nei minuti di recupero, quando lo spettro dei supplementari era più che un’eventualità. Decisiva la magia con cui Hernanes al 91’ scaccia incubi e timori. Ma il malato resta convalescente. Ancora troppe le disattenzioni difensive, ancora stucchevole la manovra offensiva. Reja avrà parecchio da lavorare nei prossimi giorni, ma intanto questo risultato è una boccata d’ossigeno fondamentale per lui e per la squadra. Bene, molto bene il Verona. Che, pur rimaneggiato causa turn over, sfiora l’impresa. Prestazione beneaugurante in vista del cam-

Lazio rivive subito gli incubi delle ultime partite. In apertura di gara è il Verona a sfiorare il gol del vantaggio. La zuccata di Bjelanovic su lancio di Lepiller è però troppo morbida e Bizzarri sventa la minaccia. Sembra, per la Lazio, la prosecuzione dei calvari patiti con Chievo e Siena. E invece un po’ alla volta, un mattone dopo l’altro, la banda di Reja comincia a girare. Niente di trascendentale, per carità, ma almeno qualcosa di incoraggiante si intravede. Accade soprattutto dopo la mezzora, grazie anche alla correzione tattica apportata da Reja. Il 4-3-1-2 iniziale (con Sculli interno di centrocampo causa arretramento di Lulic in difesa al posto dell’acciaccato Radu) si trasforma in un 4-3-3 più logico e funzionale, visti gli uomini in campo. Sculli si af-

Bravo Rocchi: il mani di Galli non è da rigore
Nel primo tempo al 38’ Galli trattiene da dietro Hernanes, giusta la punizione concessa da Rocchi. Al 40’ su un tiro cross di Cavanda la palla viene deviata da un difensore e poi finisce su Galli che tocca con l’anca e con il braccio: da regolamento, giusto però non concedere il penalty. Sul calcio d’angolo da cui nasce il gol dell’1 0 di Dias, qualche piccola protesta veronese per la posizione di Sculli sul tiro di Rocchi: l’esterno è sì in fuorigioco, ma si disinteressa totalmente del pallone.

quel punto entra in campo il Verona. I propositi bellicosi ostentati da Mandorlini alla vigilia parevano essere rimasti lettera morta. Per quasi un’ora il Verona resta sulle sue. Il 4-3-2-1 di Mandorlini, che poi si trasforma in un ancora più abbottonato 4-5-1, è schieramento che penalizza troppo le velleità degli ospiti. Però, dopo un’ora il vento cambia. L’ottimo Hallfredsson (l’unico degli uomini-chiave che Mandorlini non preserva) prende in mano la squadra e la porta ad un passo dall’impresa. Il resto lo fanno i due nuovi entrati, Berrettoni e D’Alessandro, due cresciuti nel vivaio della Lazio. Sono loro a realizzare i gol che riaprono la partita. La prodezza di Hernanes arriva quando i circa 3 mila veronesi pregustano il brivido dei supplementari. Serata piacevole per loro. Hanno riassaporato le grandi sfide. E questo Verona promette di regalargliene altre ancora.
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TERNA ARBITRALE: ROCCHI 6,5 Ammonizioni giuste, non cede alle continue proteste di Cisse e tiene in pugno una gara comunque non difficile: buon rientro. Passeri 6; Argiento 6

IL DOPOGARA ROCCHI: «MOMENTO DIFFICILE, MA LA SQUADRA HA REAGITO BENE»

SERIE A

IL TABELLONE IL QUADRO DEGLI OTTAVI

Reja: «Vittoria che dà morale»
GABRIELLA GREISON ROMA

Come cambia il calendario in base alla Coppa
Il passaggio ai quarti di finale della Tim Cup comporta il posticipo in campionato per la Lazio. Lo slittamento è previsto per domenica 29 gennaio: in quel giorno si giocherà Chievo Lazio (ore 20.45), gara della prima di ritorno. Nella stessa domenica anche un altro match verrà spostato. Sempre in base a chi passerà il turno in Tim Cup: Milan o Novara. I rossoneri giocheranno eventualmente alle 20.45 in casa con il Cagliari, altrimenti toccherà ai piemontesi con il Palermo. Chi passa tra Roma e Fiorentina sarà atteso da un anticipo a sabato 21 (ore 18) contro Cesena o Cagliari.
GDS

Mandorlini ci credeva: se ne stava lì, accovacciato, non una parola di troppo, a guardare la rimonta. Fino al 2-2, poi, in piedi, sbuffa, e si chiude nel giaccotto, dal gol di Hernanes fino alla camminata negli spogliatoi. Reja, invece, non smette di sbracciarsi, e alla fine è quello che sorride, e commenta: «Vittoria molto importante, faticato oltre misura. Il Verona ci ha creato apprensione sul 2-0 perché non aveva più nulla da perdere. Abbiamo commesso errori dietro, gli abbiamo permesso di avvicinarsi all' area troppo frequentemente. La vittoria alla fine fa bene, ci

voleva un risultato positivo per rasserenare l'ambiente: anche a un minuto dalla fine. Non siamo in un'ottima condizione, ma questa vittoria dà morale e serenità. Ci vuole un centrocampista? Incontro Lotito e Tare per valutare: Cana starà fuori due mesi, Mauri un altro mese. Abbiamo varie soluzioni, vedremo. Parolo ha buona qualità, ma ci sono anche altri». E, poi, anche Mandorlini parla: «Siamo stati sempre sul pallone, ci siamo fatti trovare pronti per la rimonta, sono fiero dei miei. Abbiamo fatto tutto il possibile. Continuiamo con il nostro lavoro, e adesso pensiamo al nostro cammino, di cui dobbiamo essere orgogliosi».
Tommaso Rocchi, 33 anni ANSA
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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Roma non è più viola «Obiettivo Coppa»
Quanto sono cambiati i giallorossi dopo il k.o. di Firenze Luis Enrique carica. Pallotta: «Voglio tenere De Rossi»
IL 4 DICEMBRE TRE GOL E TRE ESPULSI
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I NUMERI

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UDINESE-CHIEVO ORE 17.30

ROMA FIORENTINA
ROMA (4-3-1-2) 24 STEKELENBURG 87 ROSI 44 KJAER 5 HEINZE 3 JOSÈ ANGEL 23 GRECO 19 GAGO 15 PJANIC 10 TOTTI 14 BOJAN 8 LAMELA All. LUIS ENRIQUE PANCHINA 1 Lobont, 11 Taddei, 4 Juan, 16 De Rossi, 30 Simplicio, 31 Borini, 47 Caprari. FIORENTINA (3-5-2) 89 NETO 5 GAMBERINI 14 NATALI 15 NASTASIC 16 CASSANI 85 BEHRAMI 18 MONTOLIVO 17 SALIFU 6 VARGAS 8 JOVETIC 22 LJAJIC All. ROSSI PANCHINA 1 Boruc, 31 Camporese, 23 Pasqual, 29 De Silvestri, 20 Munari, 21 Lazzari, 7 Cerci.

precedenti in Coppa Italia tra Roma e Fiorentina con il bilancio di parità con 5 successi a testa più 5 pari. Non si fronteggiano in questa competizione dai quarti dell’edizione 2004-05: sempre 1-0 per chi è in casa, poi nel ritorno a Firenze la Roma si impone per 7-6 ai rigori.

Mimmo Di Carlo, a sinistra, con Francesco Guidolin A. LIVERANI

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Il 3-0 subito contro i viola in campionato. La rabbia di Bojan dopo il rosso (1), il broncio di Totti in panchina (2), il fallo da rigore con espulsione di Juan (3). Sotto invece Luis Enrique
MASSIMO CECCHINI ROMA

ARBITRO De Marco di Chiavari GUARDALINEE Bianchi-Vuoto QUARTO UOMO Guida TV diretta Rai 1, ore 20.45

promozioni per la Roma contro i viola; in tutte queste occasioni i giallorossi hanno poi raggiunto la finale (1941, 1964 vince il trofeo, 1981 vittoria, 1986 vittoria, 1993 e 2005).

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Guidolin presenta l’altra squadra «Di Carlo leader»
Undici ex giocatori del tecnico friulano sono oggi allenatori professionisti
MASSIMO MEROI UDINE

LA FORMAZIONE

Trentotto giorni fa pioveva. Acqua, fischi, sogni come stelle cadenti. Finì 3-0 per la Fiorentina e in molti temettero che fosse finita anche l’avventura di Luis Enrique. Adesso alla Roma sembra cambiato tutto. Sono arrivate tre vittorie di fila, lo spagnolo (che ieri ha ricevuto anche la visita di Sacchi) ha l’appoggio compatto della tifoseria, DiBenedetto ha lasciato virtualmente il posto a James Pallotta e Totti è tornato persino a segnare. Che cosa volere di più? Semplice: la rivincita. E allora, proprio mentre il leader della cordata Usa delinea le strategie e apre al rinnovo di De Rossi, Luis Enrique vuole rifarsi.
Obiettivo Coppa «Giocheremo

era piaciuta pure a Firenze, ma non il fatto di non aver guadagnato punti. Per questo mi aspetto sempre miglioramenti». E a chi vorrebbe una Roma con più romani in campo, Luis Enrique replica pragmatico: «Credo che i tifosi vogliano vedere giocare la squadra a grande livello e soprattutto vincere. Non è indispensabile che i calciatori siano italiani o romani». Titoli di coda su Pallotta di lunedì: dal discorso d’investitura al tuffo nella piscina gelida. «Credo che sia stato importante sentire dalla sua voce ciò che vuole. Ora sappiamo qual è la strada e dove camminiamo. Ha fatto un gesto simpatico e che spiega com’è: una persona aperta e ottimista. È stato un gesto simpatico».
Storia di sentimenti Simpatica è

il massimo, Non voglio vedere l’acquisto del club come un investimento. È come quando sono entrato nei Boston Celtics. Non mi cambierà la vita dal punto di vista finanziario, è solo una questione di cuore. Per me la Roma dovrebbe essere uno dei top club. Il brand è il meno sfruttato al mondo dal punto di vista sportivo. Obiettivi? Dire che vogliamo vincere entro un certo numero di anni non è mio compito. Noi dobbiamo fornire le risorse, poi è solo una questione di tempo arrivare dove meritiamo di essere. Nei prossimi mesi annunceremo diverse cose. Comunque meglio faremo in campionato, più risorse aggiungeremo alla squadra».
Caso De Rossi Sul tema più scottante — il rinnovo di contratto di De Rossi (che dovrebbe arrivare con una clausola di rescissione) Pallotta sorride. «Credo di aver strappato la firma a Daniele con la breve conversazione avuta in campo. Lui e Totti vogliamo tenerli il più a lungo possibile. Loro sono la Roma». Una Roma che vuole un presente oltre al futuro. Per questo la Coppa conta davvero.
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Chiamatela «l’altra squadra» di Francesco Guidolin. E’ quella composta dai tecnici professionisti che da giocatori sono stati allenati dal timoniere dell’Udinese. Il «Guido» ne snocciola 11 «ma ce ne saranno anche altri, sparsi in giro per l’Italia». All’appello per la composizione di un ipotetica formazione manca un portiere (nello schema accanto abbiamo sacrificato Di Carlo), per il resto la squadra è fatta. Guidolin va molto orgoglioso dei suoi «ragazzi» che ha visto crescere. «Proprio perché conosco bene Mimmo — ha spiegato —, so che il Chievo verrà qui con quella concentrazione e con quella cattiveria che il suo allenatore sa trasmettere. Mimmo li convincerà che tutto è possibile. Avranno lo spirito del campionato».
Vicenza dei miracoli Di Carlo, oggi avversario per l’ottavo di Coppa Italia, era il leader del Vicenza dei miracoli, capace di vincere una Coppa Italia e di arrivare alla semifinale di Coppa Coppe con il Chelsea. Di quel gruppo facevano parte anche il difensore Lopez, oggi vice di Reja alla Lazio, il centravanti Murgita, secondo di Di Carlo, il centrocampista Viviani (Grosseto) e il difensore Dal Canto (Padova).

GDS

con la stessa mentalità del campionato — dice l’allenatore —. Possiamo vincere la Coppa, anche se non sarà facile. Ricordiamo quella partita e tutto quello che è successo, le espulsioni. Firenze è stata un casino. Può essere una motivazione extra. Noi allenatori dipendiamo dai risultati, però la squadra mi

anche la faccia del magnate, quando al canale societario (che presto sarà in inglese e forse non più criptato per favorire la visione all’estero) si racconta così: «Mi sento al 100% italiano prima che americano. Mio padre è di origine romana, mia madre barese. Sono entusiasta. Dirò agli altri soci Ruane e D’Amore di venire a vedere. Lo staff dirigenziale? La loro competenza è

Talento Vincenzo Montella era un ragazzino a Empoli quando esordì in C nel ’90-91. La stagione successiva sulla panchina toscana si sedette proprio Guidolin che poteva contare anche su un centrocampista a fine carriera, un certo Luciano Spalletti. Per chiudere il cerchio nel vivaio dell’Empoli sgambettava Totò Di Natale. Montella era talentuosissimo in campo, ma sta dimostrando di saperci fare pure in panchina. Zauli, una sorta di talismano per Guidolin che lo ha avuto come giocatore a Ravenna, Vicenza, Bologna e Palermo, domenica ha esordito con una vittoria alla guida della Reggiana. In Lega Pro allena anche Corini (Frosinone) capitano del Palermo. Inoltre B c’erano anche Pillon, che Guidolin allenò al Treviso, e Atzori, terzino del Palermo promosso in A nel 2005. Ma sono stati licenziati da Empoli e Samp.
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FIORENTINA IL TECNICO PUNZECCHIA CERCI: «SI ADEGUI, NON E’ MESSI»

CHIEVO

Rossi al primo bivio per l’Europa
ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE

Rigoni e Sardo in campo per ricominciare
VERONA (g.t.) Il Chievo torna a Udine dove è già stato sconfitto in campionato e, pur trattandosi di Coppa Italia, i gialloblù confidano di prendersi la rivincita. L’allenatore Mimmo Di Carlo attuerà un ampio turnover che gli permetterà sia di far giocare chi ha avuto meno spazio, sia di far ritrovare confidenza col campo a quei giocatori assenti da tempo per infortunio. E’ il caso di Sardo, Rigoni e Cruzado, tutta gente che avrebbe dovuto far parte in pianta stabile della formazione titolare. «Mi aspetto una prova convincente da tutti», ha detto Di Carlo.

UDINESE CHIEVO
UDINESE (3-5-1-1) 1 HANDANOVIC 24 EKSTRAND 5 DANILO 13 NEUTON 37 PEREYRA 23 ABDI 30 DOUBAI 6 FERNANDES 26 PASQUALE 25 TORJE 83 FLORO FLORES All. GUIDOLIN PANCHINA 12 Padelli, 32 Ferronetti, 8 Basta, 39 Fanchone, 66 Pinzi, 31 Fabbrini, 10 Di Natale. CHIEVO (4-3-1-2) 17 PUGGIONI 20 SARDO 2 MORERO 5 MANDELLI 93 DRAMÈ 25 VACEK 16 L. RIGONI 8 CRUZADO 7 SAMMARCO 9 MOSCARDELLI 23 PALOSCHI All. DI CARLO PANCHINA 18 Squizzi, 21 N. Frey, 15 Acerbi, 11 Gallozzi, 88 Grippo, 77 Thereau, 39 Grandolfo.

Delio Rossi, 51 anni, allenatore della Fiorentina
LAPRESSE

La strada per l’Europa passa da qui, e se il dichiarato obiettivo di inizio anno (tornare nelle Coppe) resta il traguardo da centrare, questa è una tappa da non fallire. Affidarsi a un percorso alternativo (la risalita in campionato) sarebbe rischioso; non che vincere a Roma sia una passeggiata, ma per arrivare a destinazione qualche ostacolo si trova dappertutto; Rossi ha perso per la via Babacar, ancora k.o., Santiago Silva, a un passo dal ritorno in Argentina e Kharja volato in coppa

d’Africa. La scelta di far rotta su Neto e non su Boruc è invece voluta dall’allenatore. Che sulla Coppa Italia come percorso per l’Europa ha le idee chiare: «Giochiamo per un trofeo che fa la storia, si deve tentare tutto per passare il turno». Ad assistere ai preparativi prima della partenza c’era anche Andrea Della Valle che ha voluto incitare il gruppo. Ancora Rossi: «La Roma vorrà rifarsi dal ko in campionato. Luis Enrique è stato sostenuto anche nei momenti più bui, è stata una rivoluzione culturale per una città che di solito è poco paziente. Dovremmo essere altrettanto arrabbiati».
Messi Se la strada per l’Eu-

ropa è complicata, ancora più in salita è il cammino di Cerci: «Io voglio 16-17 giocatori di livello, più qualche giovane. Cerci accetta questo scenario? Non vedo perché non dovrebbe farlo, non è che stiamo parlando di Messi». Sul mercato Rossi analizza: «L’attaccante? Sarebbe meglio trovare qualcuno già pronto, ma la prima cosa è che abbia le caratteristiche che ci servono. Con la difesa a tre stiamo valutando se c’è un’opportunità da cogliere anche in questo reparto; Jovetic è il riferimento del nuovo progetto, a meno di proposte indecenti non credo che i Della Valle vogliano tirare a campare, ma riaprire un ciclo».
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ARBITRO Peruzzo di Schio GUARDALINEE Carrer e Franzi QUARTO UOMO Orsato TV diretta su Rai 2, ore 17.30

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MERCATO
STRATEGIE VIOLA PARLA IL TECNICO TOSCANO

Spalletti: «Rinnovo con lo Zenit, ma sogno la Fiorentina»
E’ fumata grigia nel vertice con la Juventus per la cessione di Amauri
ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE

Four Season è stato l'hotel luogo dell'incontro e four, cioè 4, sono i milioni intascati all'anno da Amauri: chiaro che con una busta paga così (3,8 per la precisione) è un giocatore fuori portata viola. Dall’incontro milanese Corvino-Marotta non sono venuti fuori col-

pi di scena: la Juve offre gratis il centravanti ma non pensa a una buonuscita o a contribuire al pagamento dell'ingaggio; considerato che da Amauri è a scadenza e non vorrebbe rinunciare a quanto resta dell’ultimo anno di stipendio, resta per la Fiorentina una pista impercorribile, a meno di un passo indietro dell'attaccante. Oggi possibili nuovi contatti, ma dipende dal giocatore. Per questo per

l'attacco viola resta il ballottaggio El Hamdaoui e Chamakh. Nell’incontro Corvino-Marotta si è accennato anche a Montolivo, con la Juve di nuovo di fronte all'impossibilità della trattativa: la Fiorentina non lo cede ora, il Milan è in vantaggio per giugno. Centrocampo viola: Biglia e Valero dichiarati incedibili, si tratta ancora per Silva al Boca Juniors.

Sogno La Fiorentina è il sogno

di Spalletti. Ecco, testuale, la confessione fatta ieri a Pitti Uomo, dove era testimonial D'Acquasparta: «Rinnoverò per 2 anni con lo Zenit, ma come ogni allenatore ho un desiderio. Il mio sogno è la Fiorentina, dove ho giocato da giovane». Ma tra i progetti non va scartata l'ipotesi Inter, se Ranieri non concludesse i due anni di contratto.
Luciano Spalletti, 52 anni ANSA
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Viviano-Palermo: il giorno decisivo Bologna: Sorensen
Il Catania su Frison. Cesena: sprint Santana Chievo: idea Maxi Perez. Romizi va al Cagliari

le trattative delle venti di

ATALANTA
ACQUISTI nessuno. CESSIONI nessuno. OBIETTIVI Contini (d, Siena), Santacroce (d, Parma), Stendardo (d, Lazio), Aronica (d, Napoli), Cazzola (c, Juve Stabia), Gentzoglou (c, Aek Atene).

BOLOGNA
ACQUISTI Rubin (d, Parma). CESSIONI Coda (a, Siracusa). OBIETTIVI Mantovani (d, Palermo), Kozak (a, Lazio), Castaignos (a, Inter), Sorensen (d, Juventus), Bueno (a, Nacional), Riverola (c, Barcellona B).

A
CAGLIARI CHIEVO
CESSIONI nessuno.

CATANIA
ACQUISTI nessuno. CESSIONI nessuno. OBIETTIVI Cazzola (c, Juve Stabia), Marchesin (p, Lanus), Curci (p, Roma), Manninger (p, Juve), Arcari (p, Brescia), Bizzarri (p) e Carrizo (p, Lazio), Cristoforo (c, Penarol), Sadiku (a, Locarno), Thiago Neves (c, Flamengo), Ilsindo (d) e Jo (a, Internacional), Frison (p, Vicenza).

CESENA
ACQUISTI Moras (d, Swansea). CESSIONI Meza Colli (c, Alaves), Riski (c, Honefoss). OBIETTIVI Castaignos (a, Inter), Pilar (c, V. Plzen), Biondini (c, Cagliari), Caserta (c, Atalanta), Santana (c, Napoli), Pozzi (a, Samp), Kozak (a, Lazio). Gentzoglou (c, Aek), Knezevic (d, Livorno), Rizzato (c, Reggina), A. Rossi (d, Siena), Joaozinho (d, Beira Mar).

ACQUISTI Dessena (c, Sampdoria), Bovi (c, Reggiana), Romizi (c, Fiorentina). CESSIONI Magliocchetti (d, Reggiana). OBIETTIVI Cazzola (c, Juve Stabia), Acquafresca (a, Bologna), Pozzi (a, Samp), Toni (a, Juve), Zeballos (a, Olimpia A.), Battaglia (c, Huracan).

FIORENTINA
ACQUISTI Hegazy (d, Ismaily, per luglio). CESSIONI Gilardino (a, Genoa), Romizi (c, Cagliari). OBIETTIVI Amauri (a, Juventus), Pinilla (a, Palermo), Palombo (c, Samp), Floro Flores (a, Udinese), El Hamdaoui (a, Ajax), Biglia (c, Anderlecht), Borja Valero (c, Villarreal), Candreva (c), Parolo (c, Cesena), Chamakh (a, Arsenal), El Arabi (a, Al Hilal).

GENOA
ACQUISTI Gilardino (a, Fiorentina). CESSIONI Caracciolo (a, Novara), Ribas (a, Sporting L.). OBIETTIVI Biondini (c, Cagliari), Lodi (c, Catania), De Luca (a, Varese), Zaccardo (d, Parma), Roncaglia (d, Boca), N. Viola (c) e Rizzo (c, Reggina), Sorensen (d, Juventus), Doukara (a, Vibonese), Sansone (c, Sassuolo), Roger Carvalho (d, Figueirense).

ACQUISTI Merli Sala (d, Foligno).

OBIETTIVI El Shaarawy (a, Milan), Abdi (c, Udinese), Bacinovic (c, Palermo), Larrondo (a, Siena), Cazzola (c, Juve Stabia), Valdifiori (c, Empoli), Balzani (d, Pescara), Guarna (p, Ascoli), Beric (a, Maribor), Maxi Perez (a, Penarol), Meggiorini (a, Novara).

INTER
ACQUISTI nessuno.

JUVENTUS
ACQUISTI Borriello (a, Roma) CESSIONI nessuno. OBIETTIVI Pizarro (c, Roma), Caceres (d, Siviglia), Guarin (c, Porto), Palombo (c, Sampdoria), Leali (p, Brescia).

LAZIO
ACQUISTI Alfaro (a, Liverpool M.). CESSIONI nessuno. OBIETTIVI Biondini (c, Cagliari), Inzaghi (a, Milan), Kranjcar (c, Tottenham), Kuzmanovic (c, Stoccarda), Parolo (c, Cesena), Elm (c, Az), Sansone (c, Sassuolo), Olic (a, Bayern), Biagianti (c, Catania), Cirigliano (c, River Plate), Romulo (c, Vasco).

Frederick Sorensen, 19 anni: andrà a Bologna IMAGE SPORT
CALVI-DI CHIARA-DI FEO

Emiliano Viviano, 26 anni, in orbita Palermo PHOTOVIEWS

CESSIONI Caldirola (d, Brescia). OBIETTIVI Juan (d, Internacional), Tevez (a, Man. City), Lucas (a, San Paolo), Mertens (c, Psv), Romulo (c, Vasco da Gama), Schurrle (a, Leverkusen), Quagliarella (a, Juventus), Marin (c, Werder), Kucka (c, Genoa).

Affari Bologna I rossoblù han-

Ore calde a Palermo nell’affare Viviano. Il portiere dovrebbe arrivare in prestito anche se manca ancora l’accordo con il Genoa che detiene metà cartellino e vorrebbe cederla per monetizzare. La trattativa procede, come conferma Zamparini («Tutto si risolverà a breve»), ma i rossoblù non mollano: oggi previsto l’incontro decisivo per cercare l’intesa. Come alternativa il Palermo puntava anche a Frison (Vicenza), ma su di lui è spuntato forte il Catania. Per entrambe, c’è pure l’idea Isaksson (PSV). Ai rosanero è vicino Rigoni (scambio con Bacinovic, nell’affare in Veneto può arrivare il regista Cristofari, ’93), resta l’idea Palombo (Samp, c’è pure il Parma), e in difesa non si molla per Aronica (che non ha ancora rinnovato col Napoli). I rosanero pensano anche ai giovani: per luglio piace il peruviano Flores (Universitario), si tratta per il terzino Meccariello (Andria, assistito dall’agente Palermo).
Punto Cesena Parolo, già obiet-

no praticamente chiuso per Sorensen: ieri incontro positivo a Milano con la Juve, il danese arriverà in comproprietà. Si rallenta così la trattativa per Mantovani (Palermo), mentre il regista Riverola (Barcellona B) potrebbe anche arrivare già a gennaio.
Mosse Lecce In attesa della ri-

sta su Kozak, in alternativa ha Bogdani (in scadenza col Cesena a giugno, vorrebbe un contratto fino al 2013) e spunta anche il nome di Meggiorini, in rotta a Novara, su cui però c’è la concorrenza di Chievo e soprattutto Siena.
Idee Chievo I veneti intanto va-

LECCE
ACQUISTI nessuno. CESSIONI Legittimo (d, Alto Adige). OBIETTIVI Curci (p, Roma), Kozak (a, Lazio), Iaquinta (a) e Sorensen (d, Juventus), Acerbi (d, Chievo), Mannini (c, Siena), Santacroce (d, Parma), Bogdani (a, Cesena), Grossi (d, Juventus), Meggiorini (a, Novara).

MILAN
ACQUISTI nessuno. CESSIONI nessuno. OBIETTIVI Tevez (a, Manchester City), Maxwell (d) e Keita (c, Barcellona), Mesbah (d, Lecce).

NAPOLI
ACQUISTI Vargas (a, Universidad de Chile). CESSIONI Rinaudo (d) e Mascara (a, Novara). OBIETTIVI Candreva (c, Cesena).

sposta del Milan per Mesbah, il Lecce mantiene nel mirino Grosso: in scadenza a giugno, potrebbe arrivare solo se la Juve partecipasse in modo consistente all’ingaggio (1,5 milioni). Oggi il Parma comunicherà al ds Osti se si può fare lo scambio di prestiti Santacroce-Brivio. In avanti il Lecce re-

lutano l’attaccante mancino del Penarol Maxi Perez, comunitario: valutato 3 milioni, ma si può fare anche in prestito. Il ds Sartori resta sempre anche sulle tracce dello sloveno Beric (Maribor). Uribe ma soprattutto Cruzado sono sul taccuino del Rapid Bucarest.
Altre trattative I toscani hanno come priorità un esterno: vive le piste Giorgi (Novara) e Padalino (Samp, con cui si continua a parlare anche di Pozzi e Maccarone), la terza ipotesi può essere Alvarez (Palermo). Su Rossettini c’è l’interesse del Betis. Colpo del Cagliari, che mette le mani sul centrocampista Romizi (Fiorentina). Al Genoa piace il difensore Roger Carvalho (Figueirense, comunitario, ci sono pure Shakhtar e Tottenham). Centrocampo Lazio: oltre a Parolo, dal Brasile spunta la pista Romulo (Vasco da Gama), viva l’idea Muntari (Inter), Brocchi vicino a un rinnovo «a vita». L’Udinese a centrocampo ha sempre Pazienza (Juve) come primo obiettivo.
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NOVARA
ACQUISTI Caracciolo (a, Genoa), Jensen (c, svincolato), Rinaudo (d) e Mascara (a, Napoli). CESSIONI Labrin (d, Palermo). OBIETTIVI Di Cesare (d, Torino), Felipe (d, Fiorentina), Pesoli (d, Siena).

PALERMO
ACQUISTI Mehmeti (a, Malmoe), Vazquez (c, Belgrano), Milanovic (d, Siena), Labrin (d, Novara). CESSIONI nessuno. OBIETTIVI Rios (c, Tijuana), L. Rigoni (c, Chievo), Caballero (a, Olimpia A.), Salamon (c, Brescia), Pazienza (c, Juve), Aronica (d, Napoli), Viviano (p, Inter), Frison (p, Vicenza), Palombo (c, Samp), Flores (a, Universitario), Maccariello (d, Andria).

PARMA
ACQUISTI Lofquist (c, Mjallby), Okaka (a, Roma). CESSIONI Rubin (d, Bologna). OBIETTIVI Toni (a, Juventus), Gastaldello (d) e Palombo (c, Sampdoria), Pazienza (c, Juventus), Ninis (a, Panathinaikos), Ferrario (d) e Brivio (d, Lecce), Doukara (a, Vibonese), A. Rossi (d, Siena).

OGGI SU GAZZETTA.IT

Alle 15.30 la chat di calciomercato
Tra Milan e Inter chi vincerà la corsa a Tevez? Chi prenderà la Juve in difesa e a centrocampo? Quali saranno i colpi a sorpresa della Fiorentina e delle romane? L’appuntamento con le ultime news di calciomercato è oggi alle 15.30 su gazzetta.it: il nostro esperto Carlo Laudisa insieme a Nathalie Goitom risponderà ai quesiti dei lettori, con i collegamenti degli inviati della Gazzetta dello Sport sui luoghi del mercato.

ROMA
ACQUISTI Lopez (a, Nacional Montevideo). CESSIONI Borriello (a, Juventus), Okaka (a, Parma). OBIETTIVI Casemiro (c, S. Paolo), Paulinho (c, Corinthians), Guarin (c, Porto), Corluka (d, Tottenham), Verratti (c, Pescara), Masi (d, Pro Vc), Quagliarella (a, Juventus).

SIENA
ACQUISTI nessuno. CESSIONI Troianiello (c, Sassuolo), Milanovic (d, Palermo). OBIETTIVI Carrozza (c, Varese), Padalino (c), Pozzi (a) e Maccarone (a, Sampdoria), Castaignos (a, Inter), Giorgi (c, Novara), Meggiorini (a, Novara), Santana (a, Napoli), Valdes (c, Parma), Malonga (a, Cesena), Alfaro (a, Lazio).

UDINESE
ACQUISTI Fanchone (d, Sochaux), Fernandes (c, Leicester), Carrasco (c, Audax Italiano). CESSIONI nessuno. OBIETTIVI Mudingayi (c, Bologna), Anin (c, Sochaux), Pazienza (c, Juventus), Widmer (d, Aarau), Zyro (c, Legia Varsavia), F. Silva (c, Universidad Catolica), Moreas (a, Cska Sofia), Diakite (c, Nancy).

tivo della Lazio, può andare all’estero, per lui piste russe (Cska) e tedesche. Intanto è arrivato Moras, e a sinistra si valuta il portoghese Joaozinho (Beira Mar). In attacco buona la pista Castaignos (Inter), in mezzo si avvicina Santana.

MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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CALCIOSCOMMESSE

Doni e Santoni in Procura Attese nuove rivelazioni
Oggi a Cremona due interrogatori-chiave per il futuro dell’inchiesta L’ex preparatore dei portieri del Ravenna può inguaiare l’Atalanta
FRANCESCO CENITI ROBERTO PELUCCHI

I DUE AMICI IN PROCURA
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SULLE PENALIZZAZIONI

Oggi Cristiano Doni (alle 11.30) e Nicola Santoni (alle 16.30) tornano in Procura a Cremona e, forse, con il loro interrogatorio davanti al procuratore capo Roberto Di Martino si potrà fare un ulteriore passo verso la verità. Doni, che dalla vigilia di Natale si trova agli arresti domiciliari a San Cristina, in Valgardena, dopo essere stato in carcere per cinque giorni, intende continuare la collaborazione avviata con il gip Guido Salvini.
Per l’Atalanta Ancora non si sa quanto saranno importanti (e pesanti) le sue dichiarazioni, ma è probabile che l’ex capitano atalantino non si discosterà troppo dalla linea tenuta il 23 dicembre: «Ho aderito a questa iniziativa illecita soltanto per la passione che mi legava alla mia squadra, con la speranza di poterla portare all’obiettivo di quella stagione», ossia alla Serie A, disse a Salvini, scoppiando poi in lacrime alla fine della confessione. «Io per l’Atalanta ho sempre giocato con il massimo impegno e non ho guadagnato nulla dai fatti che ho raccontato». Per gli inquirenti le cose, però, non sono andate proprio così. Secondo loro, per le partite contro Ascoli, Piacenza e Padova, Doni agiva «anche per conto di imprecisati dirigenti del-

Il Tnas rinvia le udienze di Cremonese e Benevento
ROMA Il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport (Tnas), a causa di un sopraggiunto imprevisto di carattere personale di uno dei componenti del Collegio arbitrale, ha annullato e rinviato a data da destinarsi le udienze di discussione previste per oggi per le controversie che coinvolgono Cremonese e Benevento. Entrambe le società, penalizzate di 6 punti dalla Corte di giustizia federale nel processo sportivo del calcioscommesse, avevano fatto ricorso per ottenere una riduzione della pena. Intanto, l’Atalanta ha presentato una propria memoria al Tnas nonostante la richiesta di proroga inviata al Collegio arbitrale (il rinvio è stato chiesto anche dai legali di Doni, alla luce dei nuovi fatti). Il pronunciamento del Tnas era previsto entro la fine di questo mese, ma l’arresto di Doni aveva portato alla richiesta di nuove memorie difensive. L’Atalanta punta ad avere una riduzione della penalizzazione, da 6 a 3 punti.

gli amici di Cervia, anche attraverso la scheda intestata a un romeno, nei giorni e nelle ore precedenti la partita (fino a circa mezz’ora prima dell’inizio) e nei minuti successivi, è simile a quello che caratterizzò la taroccata Atalanta-Piacenza. A quanto pare, Doni è disposto a definire meglio le proprie responsabilità. Anche perché potrebbe essere Nicola Santoni a farlo. Dopo essere stato messo al corrente dal pm Di Martino del contenuto degli interrogatori di Benfenati e Doni, infatti, Santoni chiese (e ottenne) di poter definire meglio la propria linea difensiva, inizialmente mirata a non creare problemi all’amico e all’Atalanta.
I 40 mila euro Santoni, in parti-

LE TAPPE

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L’inchiesta Last Bet è partita lo scorso anno dopo che si era scoperto che ad alcuni giocatori della Cremonese era stato somministrato un sonnifero prima di una partita.

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A GIUGNO Dopo alcuni arresti, tra cui quelli di Signori, Micolucci, Sommese e Paoloni, e indagini da parte della Procura di Cremona, ci sono stati i primi processi sportivi, con condanne pesanti per molti giocatori.

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1 Cristiano Doni, 38 anni, con la compagna Ingrid all’uscita del carcere di Cremona. 2 Nicola Santoni, 32 anni. 3 Lo striscione esposto domenica dai tifosi atalantini
SPORT IMAGE e ANSA

la squadra, che aspirava alla promozione in serie A, utilizzando il supporto costante di un suo "gruppo di Cervia", capeggiato dal Benfenati, che gli consentiva di intrattenere solo indirettamente rapporti illeciti compromettenti inerenti alla manipolazione delle partite, interferiva, o cercava di interferire, con interventi anche corruttivi, anche al fine di procurarsi illegittimamente i proventi delle scommesse, sui risultati di molteplici partite della sua squadra, tra le quali le tre partite sopra indicate». E’ bene ricordare che nei 23 fal-

doni dell’inchiesta non c’è una sola intercettazione che coinvolga i dirigenti dell’Atalanta, ma sarebbe sorprendente se in questi mesi nessuno di loro fosse stato tenuto sotto controllo.
E a Padova? Doni al gip disse

che fu Benfenati a fargli «capire che sapeva che c’era un accordo per un pareggio» in Padova-Atalanta, mentre Benfenati sostenne il contrario: Doni «mi ipotizzò un possibile pareggio. Io giocai con Filippo Russo e vinsi meno di 5.000 euro». Chi mente? Di sicuro il traffico telefonico tra Doni e

colare, dovrà spiegare chi fu a consegnargli i 40 mila euro da girare a Parlato, dove e quando li ebbe materialmente, ed eventualmente per conto di chi. Quei soldi, infatti, non possono essere parte della vincita realizzata con la scommessa su Atalanta-Piacenza — come disse il preparatore dei portieri del Ravenna già in estate — visto che vennero consegnati all’uscita di Parma dell’autostrada A1 quando la partita si stava concludendo... Da verificare, inoltre, da dove arrivavano i 25 mila euro dati da Doni a Santoni per saldare il conto dell’avvocato Dinacci (ma anche come prezzo per il silenzio). Secondo Doni, quei soldi li aveva chiesti al padre «con una scusa». E’ probabile che Di Martino voglia anche sapere da Santoni che cosa rivelò di così grave a Manfredini, la scorsa estate al bagno «I figli del Sole», visto che Doni si lamentò di essere stato messo in cattiva luce con gli altri compagni. Se dovesse saltare fuori che Manfredini venne messo al corrente dei traffici illeciti del compagno, il difensore — prosciolto in secondo grado per Ascoli-Atalanta — rischierebbe un nuovo deferimento, stavolta per omessa denuncia.
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PRIMA DI NATALE Il 19 dicembre sono stati arrestati, tra gli altri, anche Doni, Carobbio, Gervasoni, Sartor, Santoni e Zamperini.

IL CALCIO SI MOBILITA PER CONTRASTARE LE BANDE CRIMINALI UN GIOCATORE CHE DENUNCIA NON BASTA

L’ORGANIZZAZIONE
dinamento mondiale, come nell’antiterrorismo dopo l’11 settembre. Sanzioni sportive e penali».
Niente tv «E soprattutto servo-

«Match truccati in tutto il mondo» La sfida dell’asse Fifa-Interpol
Eaton, capo della task force: «Servirebbero tanti Farina. Sì, lui è un eroe»
DAL NOSTRO INVIATO

Società create per falsare anche tornei giovanili e amichevoli
ZURIGO (f.li.) Qualcuno l’hanno beccato. Qualche organizzatore è finito nella rete di Fifa e Interpol nel 2011. E i documenti scoperti hanno allarmato gli investigatori. Tipo quelli di Perumal Wilson: questo tizio, capo di una fantomatica società, si presenta da Singapore a diverse federazioni spiegando, lettera dopo lettera, come preparare partite amichevoli. Con una mail — tutto cifrato, ma il dirigente federale è stato licenziato e sotto inchiesta — Wilson è chiaro: «Sono amichevoli, non complicatemi la vita dicendo che volete vincere. Mi creda: possiamo fare tanti soldi». Tra cancellature e top secret, si capisce che gli arbitri «forniti» sono Fifa e spesso africani, che alcune amichevoli truccate sono in Anatolia (Turchia), che ci vorrebbero tornei e amichevoli anche per nazionali giovanili (che nessuno vede). Emerge un mondo nel quale si può falsificare il logo Fifa, creare una società di comodo e organizzare partite tra nazionali importanti. Partite «inesistenti». La premura di un altro «organizzatore», tale Blapp Johansson, è: «Non ci sarà copertura tv e non saranno venduti diritti tv». Così inventarsi rigori e gol è più facile...

na, infatti, è impresa complicata.
«Farina un modello» «Se Simone

FABIO LICARI ZURIGO

«Eroe? Non direi che è una definizione esagerata: Simone Farina ha solo fatto il suo dovere, è vero, ma tanti altri no». Chris Eaton, australiano, baffi d’ordinanza e sorriso come i poliziotti dei telefilm, ex dirigente Interpol, dal 2010 alla Fifa per gestire la sicurezza in Sudafrica, è oggi il capo della task force contro scommesse e corruzione. L’accordo con l’Interpol è stato stipulato un anno fa e avrà una durata decennale. Eaton ha parlato con Farina al Gala, venerdì sarà a Firenze. Spiegherà come combattere le infiltrazioni criminali nel calcio. Con una strategia che somiglia a quella dell’antimafia: pentiti, programma protezione, amnistia. Senza denunce di «eroi» come Fari-

è un uomo onesto, il gioco delle probabilità fa pensare che tanti non abbiano denunciato. Anche se non hanno partecipato. La grandezza di Simone non è stata solo resistere, è stata denunciare: abbiamo bisogno di altri come lui, ma c’è gente che ha paura. Posso capire. Però, senza denuncia, ci saranno altre vittime. Inoltre Farina ci ha fatto riflettere: se gli hanno offerto 200 mila euro, lui che ne guadagna 60 mila all’anno, quant’è grande il giro delle scommesse? Non deve aver paura: sarà protetto, ma per le organizzazioni criminali non ci sarebbe alcun vantaggio nel fargli qualcosa. E, comunque, non c’è un sistema investigativo migliore, in Europa, di quello italiano. Complimenti».
Business criminale «Non pensa-

no prevenzione e intelligence e regole sicure nell’organizzazione delle partite: spesso i match sono truccati perché gestiti da fantomatici agenti che, nei contratti, escludono anche la vendita dei diritti tv. Perché le partite devono essere “nascoste”: a uso e consumo degli scommettitori. Il giro d’affari è enorme, sui 500 miliardi all’anno nel mondo per tutte le scommesse, legali e illegali: 15 miliardi circa quelli derivanti da partite manipolate».
Pentiti e amnistia «Non è facile combattere: per un’indagine ci vogliono minimo tre anni. Queste organizzazioni sono pericolose perché poi reinvestono tutti questi soldi in altre attività criminali: ecco perché gli Stati devono agire. E poi minacciano: abbiamo prove di giocatori uccisi perché non si sono prestati, e di altri suicidati, in Sud Corea, per la vergogna. Da febbraio, e fino al 31 dicembre, partirà il nuovo programma che prevede indagini locali, una linea telefonica mondiale, un sito per denunciare anonimamente quello che si sa, la protezione di pentiti che saranno anche aiutati a reinserirsi nel calcio, un’amnistia per chi collabora. Ce la faremo».
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Da sinistra Simone Farina, 29 anni, con Sepp Blatter, 75 anni PHOTOVIEWS

te che le scommesse siano frutto di due giocatori e due arbitri corrotti. No. Ci sono organizzazioni transcontinentali che investono a lungo termine: miliardi, perché ne possono gua-

«Il giro di affari sulle partite illegali si aggira attorno ai 15 miliardi di euro»

dagnare di più. Ci sono programmi per “insegnare” ai giocatori a truccare. Calciatori, arbitri e dirigenti in cerca di denaro facile. E calciatori che si uniscono per trattare con le organizzazioni. Un business criminale. Serve aiuto di autorità di polizia e governative. Coor-

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012

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SERIE BWIN LA CAPOLISTA

E’ un titolo da A Torino d’inverno mai così bello
La carica dai numeri e dal primato a fine andata Ed è in arrivo Gimenez per lo scatto decisivo
FRANCESCO BRAMARDO TORINO

«In testa dall’inizio, ma se potessi scegliere, meglio esserci alla fine». Lapalissiano Ventura, anche se per il Toro tenere la testa della classifica, in vetta al giro di boa, non è solo una rarità, ma l’eccezione. Dal campionato 2004-05 (a 22 squadre) i granata si sono trovati per la quinta stagione in B e non sono mai stati in testa al termine del girone d’andata. E non sono mai stati promossi in A per la via principale (retrocessi per il fallimento Cimminelli nell’estate 2005, promossi ai playoff il primo anno di Cairo). Statistica che basterebbe da sola per sottolineare il mezzo miracolo granata, costruito tra mille delusioni passate e difficoltà ambientali (allenatore nuovo, rosa ridisegnata). Di fronte ad un altro dato il popolo granata, allenatore e presidente fanno gli scongiuri: dal 1994-95, da quando la vittoria vale tre punti, solo 4 volte il campione d’inverno non è stato poi promosso in A.
Nuove ali Per continuare ad andare a vele spiegate il Toro ha lavorato sodo a Natale nel ritiro di Malta (gambe imballate contro l’AlbinoLeffe...), si affida al ritorno in salute di Guberti e Surraco in attesa di un colpo di mercato per tornare a vo-

lare. Ventura chiede un rinforzo di massima affidabilità e qualità e Cairo a parole non si tira indietro. La patata bollente passa nelle mani del d.s. Gianluca Petrachi, molto attivo lo scorso gennaio (ben 24 giocatori in entrata e uscita). Questa volta la strategia è giocatori di A per la A. «Non ci saranno rivoluzioni questa volta – parla Petrachi - non ce n’è bisogno, se mai serve un innesto di qualità, giocatori in grado di fare la differenza subito e in prospettiva». I nomi? Gimenez (Bologna) e Masiello (Bari). Con il Bologna c’è un accordo, in attesa che arrivi il sì del giocatore (non c’è ancora l’intesa sull’ingaggio), da Masiello di aspetta un passo dal Bari con la rescissione di contratto (un rinforzo comunque in prospettiva-Serie A, non strettamente legato a questa stagione, semmai potrà essere concretizzato la prossima estate).

I NUMERI

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IL PERSONAGGIO DECISIVO A MARASSI

I gol subiti dal Torino, la miglior difesa della Serie B. Al secondo posto c’è il Sassuolo con 15

Varese e i playoff Damonte-gol è l’uomo in più
Nato nel Genoa, ha steso la Samp: «Qui ho la fiducia»
FILIPPO BRUSA VARESE

Le sconfitte del Toro in 10 partite giocate allo stadio Olimpico. I granata sono l’unica squadra imbattuta in casa.

Prima volta in testa al giro di boa: anche la storia è dalla parte di Ventura Il d.s. Petrachi ha l’ok del Bologna per l’attaccante, ma resta valida l’ipotesi Masiello
Rolando Bianchi, 28 anni, ha fatto solo 5 gol: non segna dal 15 ottobre IMAGE
Strada lunga «Inutile nascon-

Le giornate del Torino primo da solo in classifica: ha raggiunto la vetta all’8a battendo il Grosseto e staccando il Padova.

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Aggrappandosi a una pazienza infinita, Loris Damonte è riuscito a passare dalla polvere, accumulata in panchina e in tribuna, all’altare di Marassi, dove ha regalato al Varese il successo in casa della Sampdoria, atteso da quasi mezzo secolo. E pensare che l’autore dello storico 1-0 non sarebbe dovuto entrare in campo, visto che, a un soffio dal 90’, Maran aveva pensato di sostituire Neto Pereira con Cellini, chiamando Damonte solo in un secondo momento. L’intuizione dell’allenatore si è intrecciata con un felice disegno del destino che ha premiato la caparbietà del giocatore cresciuto nel Genoa ma da sempre tifoso della Samp.
Richiesto Solo qualche settimana prima dell’impresa di Marassi, il ventunenne centrocampista era stato richiesto dal Pavia, disposto a concedere in cambio due ragazzi: uno per la Primavera e l’altro per la formazione degli Allievi nazionali. Pur avendo poco spazio, Damonte ha continuato a credere nel Varese, non prendendo neppure in considerazione l’idea di scendere in Prima divisione, categoria già sperimentata indossando la maglia dell’Alessandria: «Non ho avuto dubbi – confessa – anche perché la società non mi ha mai dato l’impressione di volermi cedere». Circostanza confermata dal d.s. Milanese: «Non c’era solo il Pavia che voleva Damonte ma anche lo Spezia. Loris rappresenta un investimento perché è un bravo centrocampista. All’inizio giocava spesso ma poi ha accettato panchina e tribuna. Molti suoi coetanei si sarebbero sfiduciati. Lui ha continuato a lavorare sodo, facendosi trovare pronto» Il gol di Damonte ha permesso al Varese di agganciare il sesto posto, condiviso con la Reggina, e ora il patron Rosati punta in alto: «I playoff? Mai dire mai».
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SAMP IN RITIRO DOPO LA CONTESTAZIONE

Iachini, superlavoro di tattica Tornano Foggia e Gastaldello
GENOVA (f.g.) Primo giorno di ritiro, ieri, per la Sampdoria, sul campo di Bardolino, vicino a Verona, dopo la pesante contestazione subìta lunedì pomeriggio a Bogliasco. I blucerchiati sono partiti in pullman per Desenzano del Garda, prima di raggiungere nel pomeriggio la sede degli allenamenti per le tre sedute in programma sino a domani.

Iachini (4 punti in 6 partite), ancora alla ricerca del primo successo, ha lavorato a lungo sulla tattica. Contro il Padova (assente Koman per squalifica) dovrebbe rientrare Foggia e, probabilmente, anche Gastaldello (ieri in gruppo). Quella del difensore è stata sinora un’assenza pesantissima in una difesa già in difficoltà prima della sosta natalizia.

derlo, nel calcio moderno servono le ali: a causa di infortuni, o dell’età, gli esterni hanno reso solo l’80 per cento del loro potenziale. Stiamo lavorando in questo senso perché il campionato è ancora lungo. La promozione? E’ nelle mani dei giocatori - aggiunge Petrachi -. Bisogna resettare la testa e vivere alla giornata dimenticando la classifica. La strada è lunghissima, ci vogliono fame e cattiveria». Intanto Ventura anche per la prima di ritorno con l’Ascoli avrà il suo da fare per fare la formazione con Iori ed Ebagua squalificati.
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Loris Damonte, 21 anni
PEGASO

MERCATO MOVIMENTI IN SERIE B

IL GIUDICE SPORTIVO

MERCATO MOVIMENTI IN LEGA PRO

PRIMA DIVISIONE

Il Sassuolo ci prova: obiettivo Bonazzoli Ardemagni a Modena?
BINDA-BREGA

Squalificati in 12 Ebagua, è stop per due giornate
MILANO Il giudice sportivo della Serie B ha squalificato per due giornate Ebagua (Torino); una giornata di stop per Girasole (AlbinoLeffe), Iori (Torino), Koman (Sampdoria), Molinari (Juve Stabia), Troest (Varese), Polenta (Bari), Augustyn (Vicenza), Castiglia (Reggina), Pasqualini (Ascoli), Mchedlidze (Empoli) e De Liguori (Nocerina). Società: ammende di 3.500 euro al Bari e di 2.000 al Torino. LA SITUAZIONE Questa la classifica della Serie B alla fine del girone di andata: Torino p. 42; Verona 41; Sassuolo 40; Pescara 39; Padova 38; Reggina e Varese 31; Grosseto 29; Juve Stabia (-4) e Cittadella 28; Sampdoria, Bari (-2) e Vicenza 26; Brescia 25; Crotone (-1) 24; Empoli e AlbinoLeffe 22; Livorno 21; Modena 20; Gubbio 19; Nocerina 16; Ascoli (-7) 15. Questo invece è il programma delle partite del prossimo turno (22ª giornata). VENERDÌ, ORE 20.45 Nocerina-Sassuolo (1-3) SABATO, ORE 15 AlbinoLeffe-Cittadella (1-2) Gubbio-Grosseto (0-2) Juve Stabia-Empoli (1-2) Livorno-Crotone (2-1) Modena-Reggina (1-4) Padova-Sampdoria (2-2) Torino-Ascoli (2-1) Varese-Bari (0-0) Vicenza-Brescia (0-2) LUNEDÌ 16, ORE 20.45 Pescara-Verona (2-1)

Spezia: Marotta dice sì Babù ok al Pergocrema Prato, i rinforzi sono 3
BINDA-D’ANGELO

Pavia-Sorrento si gioca venerdì? Ancora non si sa
Così i due gironi della Prima divisione dopo 18 giornate: ancora da ufficializzare l’anticipo a venerdì di Pavia-Sorrento. GIRONE A Ternana p. 40; Taranto (-1) 39; Carpi e Pro Vercelli 32; Sorrento (-2) 29; Como (-1) e Lumezzane 27; Pisa e Tritium 26; Avellino 25; Foggia (-1) 24; Benevento (-6) 22; Reggiana (-2) 19; Spal (-2) 16; Monza 13; Viareggio (-1) 11; Foligno (-4) e Pavia 9. Così domenica (ore 14.30) Avellino-Pisa (0-3); Carpi-Viareggio (3-0); Como-Foligno (2-1); Foggia-Pro Vercelli (0-0); LumezzaneBenevento (0-3); MonzaReggiana (2-1); Pavia-Sorrento (2-2); Spal-Taranto (0-1); Ternana-Tritium (0-2). GIRONE B Siracusa (-3) p. 32; Trapani 31; Portogruaro e Lanciano (-1) 30; Carrarese 28; Barletta e Spezia 27; Pergocrema (-1), Cremonese (-6) e Alto Adige 25; Frosinone 23; Triestina 22; Piacenza (-4) 18; Prato, Latina e Andria 17; Feralpi Salò 16; Bassano 15. Così domenica (ore 14.30): Alto Adige-Feralpi Salò (0-0); Barletta-Prato (2-1); Bassano-Pergocrema (0-2); Cremonese-Andria (1-0); Latina-Carrarese (0-2); Portogruaro-Siracusa (lunedì, ore 20.45; 0-1); Spezia-Frosinone (2-3); Trapani-Piacenza (1-0); Triestina-Lanciano (2-3). SERIE D Si recupera oggi alle ore 14.30 San Giorgio-Union Quinto (C), rinviata il 18 dicembre: arbitra Detta di Mantova.

La squadra più attiva resta il Sassuolo. Preso Missiroli, con la Reggina è stato avviato un nuovo dialogo per Bonazzoli: sarebbe un altro colpo per la A. Si stringe inoltre con l’Ascoli per avere l’esterno Gazzola: non a caso i marchigiani stanno cercando un sostituto tra Scalise (Nocerina) e lo svincolato Marchini (ex Spezia).
Emiliano Bonazzoli, 32 FOTOPRESS
Altri attaccanti Stamattina il

La telenovela è finita: Marotta ha detto di sì allo Spezia, che ieri sera a Milano ha incontrato il Bari per la formula del trasferimento (prestito con diritto di riscatto). Vinta dunque l’asta con il Benevento, che ha virato su Paulinho, accettando (o quasi) la richiesta di due milioni per la comproprietà del Livorno: è difficile però trovare l’accordo con il brasiliano.
Altre La Pro Vercelli ha ufficia-

Alessandro Marotta, 25 anni ARCIERI

Varese incontra l’Atalanta e prende Pettinari, ma non ancora Ardemagni per il quale si registra un deciso inserimento del Modena che sempre oggi vorrebbe chiudere. Di certo oggi lo stesso Modena definisce la cessione di Bernacci al Livorno, prendendo in cambio il difensore Perticone. Il Crotone ha rinunciato a Vantaggiato ma dal Padova potrebbe avere lo svedese Hallenius, proprietà Genoa. Per il Brescia (che ha ceduto Varga al Gyiori Eto in Ungheria) è un testa a testa tra Cellini (Varese) e Larrondo (Siena).

Altri movimenti La Nocerina ha preso Parola (Piacenza) e si avvicina a Diamoutene (Lecce): in arrivo un altro centrocampista, è difficile Genevier (Siena), piace Eramo (Crotone). L’Empoli per avere Bottone ha offerto Cesaretti al Frosinone, che però ha detto no, quindi i toscani pensano a Gallozzi (Chievo). Nel mirino del Gubbio, oltre a Ricchiuti (Catania), c'è l'attaccante portoghese Joao Silva dell’Everton, visto che Mastronunzio (Spezia) ha detto di no dopo aver rifiutato anche la Nocerina.
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lizzato l’arrivo di Martini dall’Alessandria in cambio di Santoni e Nocciola. Anche il Pergocrema ha firmato con Babù, terzo arrivo dal Latina dopo Merito e Tortolano; vicino Viviani (Alessandria). Definito il passaggio di Pompilio dal Varese al Foggia. Il Piacenza ottiene Piccinni dal Bari. Al Frosinone oggi arriva Zappino (Vaslui) e l’altro portiere Pozzato (ex Melfi) va al Trapani, che svincola Dolenti. Tre rinforzi per il Prato: sono Gazo (Pro Vercelli), Gianotti (AlbinoLeffe) e forse Ghinassi (Alessan-

dria). Il Barletta ha chiesto Guazzo al Taranto, ma è dura: intanto da Lecce, oltre a Ingrosso, arriva anche Wilson.
Seconda divisione Simoncini,

portiere della nazionale di San Marino, dal Cesena va alla Valenzana. Alla Pro Patria arriva il giovane Iuliano dal Napoli. Il Montichiari aggiunge alla voce arrivi Kamalu (Brescia). L’Aquila ha preso Calvarese (Avellino) e tenta Ripa (Como). Al Chieti va Di Noia (Bari): vicini anche Pedrocchi (Chievo) e Sciarra (Roma).
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CALCIO VIOLENTO IN SECONDA DIVISIONE

Pazzesco a Eboli Ultrà all’attacco Spranghe e pietre contro la squadra
L’assalto durante una riunione negli spogliatoi Feriti in 4, i giocatori e il tecnico Giacomarro vogliono lasciare. Tutto dopo un clamoroso 1-6
TEPPISTI IN AZIONE LE SCENE DA FAR WEST
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ENRICO VITOLO EBOLI (Salerno)

Scene da far west in casa Ebolitana, squadra di Seconda divisione (girone B) che attraversa una delicata crisi societaria, che è stata chiacchierata per alcune partite «strane» e che domenica ha perso in casa 6-1 con il Gavorrano.
L’aggressione Verso le 15 una

sciare Eboli, il primo è proprio Nigro che su facebook ha postato: «Con le lacrime agli occhi e un immenso dolore nel cuore devo decidere di abbandonare la squadra della mia città. Ho una vita oltre al calcio, con un bambino in arrivo e una famiglia a cui pensare».
La tensione Prima dell’aggres-

QUANTA Prato: squalificati VIOLENZA
Sono già parecchi i precedenti di aggressioni nella stagione in corso.

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Lega Pro fino al 29 febbraio i due Toccafondi
FIRENZE Il giudice di Lega Pro ha squalificato 48 giocatori (25 di Prima divisione, 23 di Seconda) dei quali quattro del Savona e tre del Foggia. Grossa ammenda al Prato, con lunga squalifica per Andrea e Paolo Toccafondi (padre e figlio, presidente e manager). Ecco il dettaglio. PRIMA DIVISIONE Giocatori espulsi: tre giornate a Malgrati (Tritium) per ripetute offese all'arbitro; due a Montella (Feralpi Salò) e Veronese (Pavia); una a Princivalli (Triestina), Malaccari (Avellino), Pisani (Barletta), Perpetuini e Traoré (Foggia). Non espulsi: una giornata a Gigliotti (Foggia), Ferretti (Bassano), Poli (Carpi), Maltese (Viareggio), Grea (Alto Adige), Nappello (Monza), Carotti (Pavia), Guerra (Piacenza), Scampini (Pisa), Rosso e Tripoli (Pro Vercelli), Baiocco (Siracusa), Di Nunzio (Sorrento), Migliorini (Spal), Testini (Spezia), Allegretti (Triestina) e Aquilanti (Lanciano). Allenatori: due giornate a Boscaglia (Trapani); una a Stringara (Foggia) ed Esposito (Prato). Dirigenti: inibiti fino al 29 febbraio Andrea e Paolo Toccafondi (Prato) per minacce e offese alla terna. Ammende: 6.000 euro Prato (offese e sputi a un guardalinee; cori di discriminazione razziale e territoriale ai giocatori del Trapani); 1.500 Tritium; 1.200 Taranto; 1.000 Frosinone e Pisa. SECONDA DIVISIONE Giocatori espulsi: due giornate a Gomes (Aprilia) e Russo (Paganese); una a Falcone (Campobasso), Gori (Arzanese), Sonzogni (Bellaria), Taddei (Casale), Sirignano (Catanzaro), Aresti e Vinatzer (Savona). Non espulsi: una giornata a Terrenzio (Giulianova), Modica (Campobasso), Tecchio (Sambonifacese), Croce e Granaiola (Celano), Varricchio (Cuneo), Caciagli (Giacomense), Di Michele (Giulianova), Agnello e Battistelli (L'Aquila), Polverino (Neapolis), Graziani (Santarcangelo), Mazzotti e Praino (Savona). Allenatori: due giornate a Catalano (Milazzo) e Corda (Savona). Ammende: 3.000 euro Lecco (cori offensivi verso l'arbitro; guardalinee colpito da sputi e schizzi d'acqua).

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ventina di teppisti ha fatto irruzione nello spogliatoio dello stadio Dirceu mentre si svolgeva una riunione tra squadra, staff tecnico e società. Il gruppo si è scagliato contro chiunque capitasse a portata di spranghe e pietre. I primi a rimanere contusi sono stati il centrocampista Elio Nigro e il preparatore dei portieri Domenico Corcione: per entrambi due punti di sutura alla testa. Poi è toccato a Gianmarco Corsino e Pasquale Angiò essere colpiti, il primo sotto lo zigomo destro e il secondo in testa. Scossi dalla violenta ira dimostrata dai teppisti incappucciati, tutti hanno cercato di ripararsi nei bagni e nel corridoio che divide lo spogliatoio della squadra dall’infermeria: i giocatori Colella e Bertolino hanno perso i sensi, D’Ancona era visibilmente scosso e a Longo è stato rubato il cellulare e distrutte le carte di credito. Nell’assalto, durato alcuni minuti, sono state sfondate le porte della sala stampa e dello spogliatoio e danneggiati gli arredamenti interni ed esterni.
Le conseguenze Il pronto inter-

sione dei teppisti, nello spogliatoio la tensione era già alta con uno screzio tra giocatori e dirigenti. Sono volate parole grosse e anche uno schiaffo, ma mentre si cercava di riportare la calma c’è stata l’irruzione dei teppisti. Fuori dallo stadio era presente una quarantina di ultrà, delusi ed amareggiati per tutto quello che sta accadendo.
Gli sviluppi In attesa di capire i

possibili risvolti societari, il sindaco Martino Melchionda ha commentato: «Sono profondamente amareggiato. Spero che la giustizia faccia il giusto corso. Tutto questo non rispecchia gli ideali della città e della vera tifoseria di Eboli». La società, che ha imposto il silenzio stampa, fa sapere il suo pensiero attraverso un comunicato stampa: «L’Ebolitana prende le distanze da questi atteggiamenti scandalosi. E’ importante precisare che la maggioranza dei tifosi sono seri e pacifici».
La Lega Pro Sull’aggressione è

FOGGIA Domenica 16 ottobre, dopo la sconfitta con la Reggiana, contestazione sfociata una aggressione al patron Pasquale Casillo, colpito sotto casa da alcuni tifosi.

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SAMPDORIA Dopo la sconfitta contro la Nocerina del 29 ottobre, la squadra è aggredita all’aeroporto da alcuni tifosi: Rispoli prende un pugno e Laczko è malmenato.

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BARLETTA L’1 novembre, dopo la sconfitta contro la Feralpi Salò, al termine dell’allenamento i tifosi schiaffeggiano Sicignano.

Le scene da Far West di ieri a Eboli. 1 L’ingresso dell’infermeria devastato dalla furia degli ultrà 2 Elio Nigro, 25 anni, centrocampista dell’Ebolitana, è stato il primo ad essere aggredito 3 Il direttore sportivo dell’Ebolitana e il sindaco discutono di quanto accaduto

vento dei carabinieri ha riportato la calma. Dopo qualche ora, il tecnico Giacomarro e diversi giocatori si sono presentati alla caserma dei carabinieri per sporgere denuncia contro ignoti. Ora sono intenzionati a la-

intervenuto anche Mario Macalli, presidente della Lega Pro: «Questo non è il calcio. Le gare si possono vincere o perdere. La sconfitta in campo non può portare a un’aggressione: non può venire meno il rispetto per le persone. La Lega Pro manifesta piena solidarietà all’Ebolitana e condanna simili gesti che non sono tollerabili, sono gravi e vanno puniti a norma di legge».
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GLI ULTIMI Ieri ci sono stati gli episodi di violenza a Eboli e Livorno: la squadra toscana aveva subìto un assalto dagli ultrà anche a dicembre.

LA CONTESTAZIONE IN SERIE B A DICEMBRE VENNE AGGREDITO PAULINHO

SERIE D

Un altro blitz a Livorno: nel mirino De Lucia
Il portiere è stato invitato a lasciare, Schiattarella lo ha difeso e si è preso gli insulti
FRANCESCO FORESI LIVORNO

Giocatore picchia un giornalista per un brutto voto
OPPIDO LUCANO (Pz)

per contestare il portiere Alfonso De Lucia, invitato a lasciare Livorno. Nel mirino è finito anche Pasquale Schiattarella, che aveva preso le difese del compagno. Sono volate parole grosse e solo grazie all’intervento degli altri giocatori si è evitato uno scontro fisico.
Precedente De Lucia dall’inizio

Ancora attimi di tensione durante la seduta di allenamento del Livorno al centro Coni di Tirrenia. Seduta che è stata interrotta per la «visita» di un gruppo di tifosi amaranto, una decina, che erano venuti

della stagione è stato messo dalla società ai margini della prima squadra, nonostante abbia un contratto fino al 2014, anche alla luce di alcuni accesi scontri con il presidente Spinelli. Non è la prima volta che si verificano questi blitz al centro Coni. Il 13 dicembre infatti vi

fu uno scontro nello spogliatoio amaranto tra i soliti tifosi «arrabbiati» e Paulinho dove volarono anche dei ceffoni all’indirizzo dell’attaccante brasiliano tanto che il giocatore manifestò la volontà di lasciare Livorno. Questa volta invece si è riusciti ad evitare lo scontro anche se resta il clima di tensione verso quei giocatori ritenuti dai tifosi dannosi alla società e allo spogliatoio.
Società Intanto a Genova proseguono gli incontri tra il presidente Spinelli e i pretendenti Alfonso alla società. Lunedì Spinelli De Lucia, aveva incontrato Ermanno Pie28 anni roni, che rappresenta un grup-

po di imprenditori, ieri è stata la volta dei rappresentanti della finanziaria Martos e domani sarà la volta del gruppo bancario Ifigest, legato all’ex proprietario del Pisa Maurizio Mian e che ha come referente Fabio Galante. Spinelli ha fornito tutti i documenti richiesti e ora resta in attesa di offerte concrete. Sul fronte del mercato Knezevic ha rifiutato il Cesena mentre oggi potrebbe essere concluso lo scambio Perticone-Bernacci con il Modena. Genevier intanto è tornato ad allenarsi con il Livorno dal momento che sembra svanita la cessione al Benevento.
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Irritato per un brutto voto dopo la partita di domenica, persa 3 0 in casa, l'attaccante del Cristofaro (serie D, girone H) di Oppido Lucano (Potenza), Antonello Scavone, ha colpito con un pugno il giornalista Rocco De Rosa del Quotidiano della Basilicata, procurandogli una ferita che l’ha fatto finire all’ospedale. Il cronista aveva dato 4,5 a Scavone, che prima ha insultato De Rosa via facebook, poi ieri alla ripresa degli allenamenti lo ha raggiunto e colpito. La società l’ha subito sospeso.

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MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012

FORMULA 1 I PIANI DEL CAVALLINO

Crashtest

INCIDENTI SIMULATI PER PROTEGGERE IL PILOTA

BOTTURI È 14˚
La 9ª tappa AntofagastaIquique

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DAKAR LA NONA TAPPA

Lo scontro laterale

La monoposto è fissata ad un carrello

I fianchi resistono a 780 kg
Il peso per la prova d’urto laterale è di 780 kg. Il test di compressione verticale è indicato dalla freccia piccola PIOLA

Il muso può cedere, il posto di guida resta intatto
Per la prova d’urto frontale la scocca è piazzata su un carrello lanciato contro un ostacolo alla velocità di 14 metri/secondo: il musetto può cedere, la cellula di sopravvivenza deve restare intatta PIOLA

Ferrari pronta all’esame La scocca è più robusta
Nelle prossime ore le prove d’urto della Rossa che verrà presentata il 3 febbraio. Oggi a Campiglio arriva Montezemolo
ALESSANDRO STEFANINI MARANELLO

Moto 1. Desprès (Fra-Ktm) in 5h04’33" 2. Coma (Spa-Ktm) a 3’54" 14. Botturi (Ita-Ktm) a 31’46" Generale: 1. Desprès in 28h30’17" 2. Coma a 2’28" 11. Botturi a 2h12’18"

Biasion risorge e vince in volata Desprès in testa Al Attiyah è k.o.
Miki davanti a Stacey per 20" ma è lontano nella generale Auto: il re 2011 fuori gara
ELISABETTA CARACCIOLO IQUIQUE (Cile)

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Auto 1. Gordon (Usa-Hummer) in 4’35"21 2. Peterhansel (Fra-Mini) a 1’38" 3. Roma (Spa-Mini) a 8’37" Generale: 1. Peterhansel in 24h41’14" 2. Gordon a 5’58" 3. Holowczyc (Pol-Mini) a 16’49"

Se Marc Coma lunedì sera era furioso per il provvedimento che aveva cancellato gli 8 minuti di ritardo a Cyril Desprès (in basso nella foto Reuters) rimasto intrappolato nel fango, ieri lo era ancor più visto che, partendo alle sue spalle, il francese ha vinto la speciale tornando in testa con 2’28" sullo spagnolo.
Top 10 Ennesima buona prova di Alessandro Botturi, 14˚ con la sua Ktm e sempre 11˚ assoluto dopo una penalizzazione di 5’ per aver perso la tabella dei tempi. «Una tappa con molta navigazione e insidiosa soprattutto nell’ultima parte, tra le dune — racconta Botturi —. A parte il primo tratto ho viaggiato sempre solo e alla discesa ripidissima prima dell’arrivo mi ha galvanizzato l’essere seguito dall’elicottero tv. Ho tirato al massimo e il pubblico è impazzito». K.o. La tappa ha fatto registrare tre ritiri impor-

Al reparto corse della Ferrari sperano che finisca presto l’attesa e inizi il lavoro sulla scocca della nuova monoposto per affrontare la stagione 2012 e sin qui identificata come progetto numero 663.
Prova d’urto In queste ore una scocca viene sottoposta alla seconda serie di prove d’urto. L’obiettivo è rispettare i parametri del regolamento dalla Fia per garantire la protezione del pilota. Quest’anno sono entrate in vigore regole più severe. In particolare quelle che riguardano la parte alta della scocca, la più esposta agli accavallamenti tra le monoposto. Più attenzione anche nelle prove d’urto dei fianchi per evitare che il muso di un’altra macchina vi si possa infilare.

A Bollate Tutte queste prove si svolgono presso un’azienda specializzata di Bollate (Milano) delegata della Federazione internazionale. L’attesa a Maranello deriva dal fatto che il primo tentativo, fatto un paio di settimane or sono, non è andato bene, sia pure per poco. E i risultati hanno richiesto l’irrobustimento, anche se lieve, della struttura in carbonio. Va detto che, forse, il visto si sarebbe già potuto ottenere alla fine del primo test, ma sulla sicurezza dei piloti, dopo alcuni episodi del passato, in Ferrari hanno deciso di procedere con la massima prudenza. Carbonio Per essere certi di pas-

IL REGOLAMENTO

Ora l’abitacolo è rinforzato sulle fiancate
La Fia ha introdotto per il 2012 una novità anche per la sicurezza: riguarda le protezioni laterali nei fianchi del telaio per proteggere la cellula di sopravvivenza dove c’è il pilota. Così oltre ai soliti test d’urto laterale c’è ora una prova di compressione verticale verso l’alto (indicata dalla freccia) per evitare cedimenti nei contatti violenti sui cordoli. E pure la nuova limitazione in altezza della parte anteriore delle macchine, ora a 550 mm contro i 625 delle centina anteriore del telaio, aumenta la sicurezza negli urti laterali tra monoposto.
Giorgio Piola

sità. Interventi sono anche stati fatti sugli accessori fissati alla scocca.
Debutto Passare le prove d’urto è fondamentale. Soltanto dopo si potrà montare il primo esemplare omologato e quindi utilizzabile per il debutto sulla pista di Fiorano: i primi 100 km si faranno nel pomeriggio del giorno della presentazione. In proposito, oggi Stefano Domenicali annuncerà a Campiglio la data dell’esordio della nuova Ferrari (al 90% dovrebbe essere il 3 febbraio) e il nuovo organigramma. Probabilmente anche il nome del sostituto di Marco Fainello, che dal 1˚ gennaio è passato (per quanto?) alla Gestione Industriale. Sempre a Campiglio arriverebbe oggi alle 12 il presidente Luca Montezemolo che si fermerà poche ore. Bernie Ecclestone è invece annunciato per giovedì.
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Camion 1. Biasion (Ita-Iveco) in 5h29’02" 2. Stacey (Ola-Iveco) a 20" 3. De Rooy (Ola-Iveco) a 54" Generale: 1. De Rooy in 28h43’59" 12. Biasion a 6h34’25"

tanti: David Casteu, 4˚ nella classifica moto, ha rotto il motore della Yamaha, Nasser Al Attiyah, 6˚ tra le auto, è rimasto fermo in speciale con il suo Hummer con l'alternatore, ko, mentre Ales Loprais, 2˚ nella graduatoria camion, si è capottato in modo spaventoso con il suo Tatra, per fortuna senza conseguenze.
Vai Miki La tappa auto ha visto il suc-

sare il nuovo esame, a Maranello hanno aumentato il numero dei fogli di carbonio. Questo senza aumentare troppo il peso complessivo, per poter usare le zavorre e modificare la distribuzione dei pesi secondo le neces-

cesso dell’altro Hummer di Robby Gordon, ora a 5’58" dal capofila Stephane Peterhansel (Mini), ieri 2˚. Nei camion vittoria in volata di Miki Biasion, che con il suo Iveco ha preceduto di soli 20" il compagno Hans Stacey e di 54" il leader Gerard De Rooy. Oggi ultima tappa in Cile, Iquique-Arica di 694 km, con una speciale di 377.
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GINNASTICA ARTISTICA IL TEST EVENT OGGI PROSEGUE CON LE DONNE

Fatica e sacrifici, gli azzurri si prendono l’Olimpiade
Impresa a Londra: Italia 4a, qualificata ai Giochi. «Natale? In palestra, altro che panettone»
DAL NOSTRO INVIATO

RISULTATI

Francesi dietro la Gran Bretagna
Così gli uomini: 1. Gran Bretagna 358.227; 2. Francia 350.659; 3. Spagna 347.292; 4. ITALIA 346.334 (c. libero 56.632; cav. con maniglie 55.665; anelli 59.299; volteggio 62.498; parallele 56.941; sbarra 55.299). Nq. Canada, Brasile, Portorico e Bielorussia. Oggi. Donne, Italia (Ferrari, Ferlito, Fasana, Preziosa, Deagostini, Gandolfi) ore 17.45.

FEDERICA COCCHI LONDRA

Parlare di miracolo sarebbe sbagliato oltre che ingiusto. Perché quella che ha compiuto ieri la squadra maschile di artistica al test event di Londra è stata un’impresa. Frutto di sudore, muscoli, fatica, polvere di magnesia mangiata al posto del panettone. Ma alla fine l’Olimpiade è assicurata.
Tattica «Dobbiamo fare la gara su Brasile e Canada» aveva detto il tecnico azzurro Maurizio Allievi. E così è stato. L’Italia ha chiuso la sua suddivisione, la seconda, davanti a entrambe e dietro solamente alla Francia, favorita alla vigilia. Il Canada probabilmente ha sofferto il fatto di iniziare nel primo gruppo, quando ancora le giurie non sono «tarate», ma gli er-

Enrico Pozzo, 30 anni, in gara ieri alla sbarra REUTERS

La gioia degli azzurri FOTORIQUADRO

rori non sono mancati così come tra i brasiliani disastrosi al cavallo con maniglie. In serata, nell’ultima suddivisione, solo Portorico avrebbe potuto togliere ai nostri il posto olimpico, ma così non è stato e così Angioletti, Busnari, Morandi, Ottavi, Ticchi e Pozzo spediscono l’Italia all’Olimpiade. E gareggeranno in questo stesso impianto, la O2 Arena, dove Igor Cassina aveva conquistato nel 2009 l’ultima medaglia alla sbarra, il bronzo mondiale.

Lacrime Le lacrime di Andrea Sacchi, il tecnico di Enrico Pozzo, descrivono l’impresa. Pozzo a trent’anni si è ritrovato sfrattato da un giorno all’altro dalla palestra dove si allenava nello stadio Piola di Novara. La promozione del Novara in serie A e i lavori di adeguamento dello stadio hanno costretto Enrico ad allenarsi qua e là, fino a che Mortara non ha adottato il ginnasta azzurro. «Il nostro è uno sport pericoloso — dice Sacchi —. Non è facile cambiare attrezzo, pa-

lestra punti di riferimento. A trent’anni soprattutto». Ma Enrico ha dimostrato che grinta ed esperienza sono ingredienti fondamentali per un ginnasta. Il suo esercizio alla sbarra, l’ultimo dell’ultima rotazione sarebbe stato decisivo. Enrico non avrebbe dovuto sbagliare e non l’ha fatto portando a casa la qualificazione per i Giochi. «Ci chiamano vecchietti, dicono che dovremmo andare in pensione. Forse non è così».
Programmazione Maurizio Al-

lievi spiega come, dopo Tokyo, sia stato fatto un lavoro di programmazione fondamentale: «Abbiamo fatto una riunione, ci siamo parlati e da lì è iniziato una lavoro intenso. Sempre in palestra, anche sotto le feste. Il 26 dicembre eravamo già a fare allenamento, altro che panettone... Adesso dobbiamo continuare così, lavoro, impegno concentrazione». E oggi tocca alle ragazze, speriamo abbiano fatto anche loro la dieta del panettone.
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MOTOGP WROOOM A MADONNA DI CAMPIGLIO

VALE ANCORA
«Altri due anni per vincere con la Ducati»
Rossi ci riprova e pensa già al futuro: «Per il Mondiale serve un vero miracolo, ma io non mi sono mai posto limiti»
DAL NOSTRO INVIATO

L’AMERICANO INFORTUNATO

Hayden ottimista «Niente operazione voglio guidare subito»
MADONNA DI CAMPIGLIO (f.f.) Nicky Hayden è arrivato apposta dal suo Kentucky con il braccio sinistro al collo, conseguenza dell’incidente in allenamento nel dirt track, facendo subito rotta su Bologna per vedere la nuova Ducati. Ma il pensiero dominante, in questo momento, è guarire: «Ho preferito non operarmi, perché avrebbe provocato più rischi, mentre io voglio assolutamente fare i primi test in Malesia: sto lavorando per riuscirci. L’anno scorso mi ha colpito l’atmosfera nel team: anche se i risultati non erano quelli attesi, siamo sempre stati compatti. Ora c’è una nuova moto e le mie aspettative sono molto alte. Credo nella Ducati e credo in Filippo (Preziosi; n.d.r.). Sono ottimista, anche se la Honda ha alzato molto l’asticella: ho fiducia che potremo essere più vicini».

FILIPPO FALSAPERLA MADONNA DI CAMPIGLIO (Trento)

Parliamo della nuova stagione e della nuova moto?

Ormai s’è fatto una ragione dell’alzataccia (l’appuntamento è intorno alle 10) e solo una volta Valentino Rossi deve fare ricorso a riserve nascoste per far lavorare il cervello che a quest’ora di solito è ancora in riscaldamento. L’apertura della settimana dei motori in rosso per lui non è più una novità come l’anno scorso, quando era un debuttante sulla Ducati. C’è da cancellare con le parole l’annataccia appena conclusa e da lanciare la nuova sfida che è quasi senza ritorno. Vincere o mollare, non ci sono alternative. «Quest’anno scadranno tutti i contratti e quindi sarà un gran parlare di mercato. Ma io vorrei cominciare a farlo non troppo presto, perché prima dobbiamo risolvere il problema della competitività della moto».
Immaginiamo che la sua priorità sia rimanere con la Ducati, ma ha pensato se dopo un nuovo fallimento con la rossa potrebbe tornare su una moto giapponese?

«L’ho vista sul computer, ho parlato a lungo con Filippo (Preziosi, il direttore tecnico, n.d.r.), mi sembra molto bella e curata. Rispetto a quella dei test di Valencia è parecchio diversa e sono molto curioso di provarla nei primi test in Malesia a fine mese».
A fine stagione eravate a 1"5, che cosa si aspetta?

vano che vincesse al debutto, come con la Yamaha, quest’anno avrà meno pressione in questo senso...

sulla neve
Rosso è il colore dello show Scherzi e tanti sorrisi sotto il sole delle Dolomiti

IL PRESIDENTE DI BORGO PANIGALE

«In Malesia non credo che saremo già vicino agli altri. Mi aspetto con la nuova moto di riuscire a "smuovere le acque" e avvicinarci, per presentarci alla prima gara competitivi».
L’anno scorso tutti si aspetta-

«Mah, sinceramente ce n’era meno l’anno scorso... Dopo 3 giri nei test avevo già capito che non avrei mai potuto vincere la prima anche con la Ducati. Adesso vediamo se riusciamo a sgrezzarla e vincere. Il Mondiale? In questo momento sembrerebbe un miracolo, ma io per carattere non mi pongo mai barriere insuperabili».
Come vede il campionato, sempre tutto Honda?

Del Torchio: «I GP ci servono se si può fare ricerca»
Più 21,5% di vendite nel 2011 ma dubbi sulle nuove regole
MADONNA DI CAMPIGLIO

« «

Ho visto la moto 2012 al computer È molto diversa e sono curioso di provarla ai test La Honda resta favorita, io spero di avvicinarmi per giocarcela alla prima gara

«Loro l’anno scorso hanno fatto uno sforzo enorme dal punto di vista tecnico, mettendo sul tavolo un budget impossibile per tutti. E questo investimento se lo ritroveranno anche con le nuove 1000. Spero che la Yamaha e anche la Ducati riescano a dar loro fastidio».
Con il motore 1000 può avere qualche vantaggio?

Il Dottore e Nicky

Uno snowboard per due
I piloti della Ducati Valentino Rossi (sin.) e Nicky Hayden posano sullo stesso snowboard: per il secondo anno di fila sono compagni di squadra sulla rossa. Sullo sfondo, lo splendido scenario delle Dolomiti COLOMBO

«Questa mi sembra un eventualità piuttosto remota. In ogni caso io voglio provare a fare qualcosa di buono con la Ducati, cercare di vincere qualcosa anche con questa moto».
A quasi 33 anni, si sente sempre affamato come i ragazzi che sono in pista con lei?

«Da quello che abbiamo visto saranno delle 1000 piuttosto simili alle 800 come comportamento, ma un po’ più divertenti. Certo la potenza potrebbe dare una mano a piloti più grandi, come siamo Nicky ed io, come era Sic».
A proposito di Simoncelli, il papà Paolo ha detto che non l’ha più sentita dal funerale...

La Ducati fatica in pista, ma vola sul mercato grazie a una serie di prodotti riusciti. In ogni caso, il presidente e amministratore delegato Gabriele Del Torchio (foto Ansa) ribadisce che le corse sono una priorità: «Per noi andare in pista è irrinunciabile. La MotoGP? Non importa dove, l’unica cosa fondamentale è poter avere la possibilità di sviluppare soluzioni che poi riversiamo nei modelli di serie». Insomma, una mezza presa di distanze dalla classe regina, anche perché l’evoluzione dei regolamenti verso motori 4 cilindri derivati dalla serie metterebbe fuori gioco la rossa, che ha solo bicilindrici da strada.
Boom Intanto, però, Del Torchio si gode un 2011 «straordinario» e spiega perché. «Fatturato e vendite sono aumentate del 21,5%. Abbiamo immatricolato 42.200 moto, che per noi sono un record, con un 40% di esportazione. Il primo mercato diventa gli Stati Uniti, poi Italia e Germania. Ma è andata fortissimo, con un +84%, l’area asiatica. E per quest’anno le previsioni sono migliori, perché lanciamo la Panigale».
f.f.

«La fame la sento ancora. Se ho la moto a posto mi sembra di guidare ancora bene. Certo, non sono più i tempi in cui potevo vincere 11 gare a stagione. Ma la Ducati c’entra poco in questo. È un mio problema, io appartengo a un’era diversa da quella dei ragazzini di oggi, una volta la concorrenza era un po’ meno agguerrita. Oggi per me è un po’ più difficile riuscire a fare la differenza».
Quindi si sente pronto ad andare avanti...

Hobby
Vale Rossi, 32 anni, si diverte con la tavola
COLOMBO

«Mi sembra che sia stata montata una polemica che non esiste. Io sono in ottimi rapporti con Paolo, Kate lavorerà per una mia società, vedo i suoi amici, con Sanchini (ex pilota e amico comune, n.d.r.) stiamo montando un bel filmato di Marco con immagini inedite "nostre". No, una polemica che non esiste».
Ha programmi auto?

Il relax del campione

Tutti in baita dopo le discese
Valentino Rossi, 33 anni il prossimo 16 febbraio, si rilassa in baita dopo le «fatiche» sulla neve. Per il nove volte iridato, quella che sta per iniziare sarà la diciassettesima stagione nel Motomondiale ANSA

Taccuino
A 6 GIORNI DAL MONTECARLO

«In questo momento solo il classico Rally di Monza. Magari potrebbe venire fuori qualche test come l’anno scorso con la Amg. Vorrei chiedere alla Mercedes se mi fa girare al vecchio Nürburgring».
A Capodanno che buoni propositi ha fatto per quest’anno? Matrimonio, figli...

Rally iridati senza promoter
(g.r.) A 6 giorni dalle prove del Montecarlo, il Mon diale è senza promoter. La decisione Fia di revocare il mandato a North One Sport era nell’aria: senza i rubli di Vladimir Antonov, il russo arrestato per riciclaggio, era chiaro che la società non avrebbe onorato gli impegni. Ora la strada più percorribile porta a Eurosport.

«Io sinceramente vorrei continuare a correre in moto, prima magari di passare alle quattro ruote. Diciamo che dopo il 2012 vorrei firmare un altro contratto di un paio d’anni. Dopo magari i rally, ma non tutto il campionato, perché sarebbe troppo impegnativo: 6-7 gare».

FORMULA 1

Barcellona, futuro a rischio
Appena sbarcato da Las Vegas

Ride. «No, no, per quest’anno nessun programma del genere, penso di rimanere così... Il mio obiettivo numero 1 è far crescere questa Ducati e fare belle gare».
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Fernando scia con il jet lag
Anche Fernando Alonso non si è lasciato scappare l’occasione per «assaggiare» le piste di Campiglio. L’asturiano, però, non ha sciato molto perché deve ancora smaltire il jet lag: è infatti reduce da Las Vegas REUTERS

Dopo Valencia anche Barcellona vuole rinegozia re gli accordi con Bernie Ecclestone, che scadranno nel 2016. «Potremmo considerare l’ipotesi di non ospi tare più i GP di F.1 e moto», ha detto il ministro catalano dell’economia Andreu Mas Colell. COLONI Saranno l’italo monegasco Stefano Coletti, 22 anni, e il debuttante milanese Fabio Onidi, 23, i piloti del team Coloni per la stagione 2012 della GP2.

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CICLISMO LE SCELTE DI RCS SPORT In gruppo
Dalla Tirreno a Sanremo e Lombardia: chi correrà

LUCA GIALANELLA

Stavolta il giorno più felice o più amaro è arrivato molto prima degli ultimi anni. A 105 giornate dalla partenza del Giro d’Italia, sabato 5 maggio da Herning (Danimarca). Ventidue posti: 18 sono blindati dal circuito World Tour, anche se alcuni team faranno poco più che le comparse. Quattro le «wild card», che vuol dire sopravvivenza. Perché la corsa rosa è il secondo mito del ciclismo mondiale. Esserci, e onorarla, significa garantire visibilità agli sponsor e assicurarsi un futuro. La speciale commissione wild card di Rcs Sport ha così deciso: dentro la Farnese-Selle Italia di Guardini e Pozzato, la Colnago-Csf di Modolo e Battaglin, l’Androni-Cipi di Rujano e, a sorpresa, la tedesca Team NetApp. Fuori la gloriosa Acqua&Sapone di Stefano Garzelli, una decisione che ha scatenato la reazione del patron Nando Barbarossa, pronto nei prossimi giorni ad annunciare l’ingaggio di Danilo Di Luca: «Se le cose stanno così, dopo dodici anni forse è arrivato il momento di lasciare il ciclismo. E’ un mondo che non ci piace più. Questa decisione ci lascia di stucco, e ci vede costretti a pensare seriamente all’addio al ciclismo, nonostante la nostra famiglia abbia uno staff di oltre sessanta dipendenti».

Le squadre
Giro alla tedesca con la NetApp No Acqua&Sapone
Le 4 wild card premiano i giovani di Farnese (Guardini) e Colnago (Modolo), più l’Androni
Invito a sorpresa all’unico team della Germania: «Un messaggio di fiducia all’estero» Barbarossa, patron Acqua&Sapone: «Dopo 12 anni lasciamo il ciclismo, non ci piace più»
Progetto Michele Acquarone, direttore ciclismo di Rcs Sport, spiega: «E’ stata una decisione molto sofferta, perché Garzelli ha fatto la storia di questo sport e ha dato moltissimo al Giro. Però abbiamo voluto premiare la linea verde e puntare sulla Germania. Abbiamo voluto mandare un messaggio all’estero, all’unica formazione tedesca tra World Tour e Professional, sponsorizzata da una multinazionale californiana dell’informatica, che ha puntato sui giovani. Se

che: al Giro ci saranno tutti i migliori giovani italiani, da Guardini a Viviani, da Modolo a Battaglin, da Ulissi a Belletti e Malori». Più la Androni, prima nella Coppa Italia, per l’accordo con la Federciclo.
Classiche Per quanto riguarda

IL GRANDE ESCLUSO

Garzelli piange «E’ il giorno più brutto»

c’è stata una squadra che ha mostrato interesse per il Giro, che ha un bellissimo progetto anche di marketing per rilanciare il ciclismo in Germania, questa è la NetApp. E ci siamo sentiti di darle una chance».
Giovani Per gli altri tre posti, la

decisione è stata facile: «Farnese e Colnago erano in cima alla lista delle 12 Professional che avevano fatto richiesta. Erano le migliori, tanto che correranno tutte le nostre gare. Linea verde, qualità tecni-

l’altra corsa a tappe targata Gazzetta, cioè la Tirreno-Adriatico, le wild card sono passate da 2 a 4, per dare spazio a una partecipazione ancora più ricca: 22 squadre e 176 corridori. Se la Germania ha preso il Giro, sulla ruota della Corsa dei Due Mari è uscita la Colombia-Coldeportes, nuovo progetto di Claudio Corti. «Apriamo al Sudamerica invitandoli anche alla Sanremo — prosegue Acquarone —. E’ un bel palcoscenico, un bel banco di prova. Abbiamo poi fatto ruotare le altre Professional: per esempio l’Androni non correrà la Sanremo, dove ci sarà la Utensilnord di Bordonali. E voglio sottolineare che alla Classicissima ci sarà la Type 1, la squadra dei diabetici». Acquarone aggiunge poi che «l’accordo con la Fci per garantire alla vincitrice della Coppa Italia un posto al Giro (l’Androni, ndr) sarà ridefinito: entro un mese arriveranno le nuove regole». E infine bacchetta le francesi Europcar e Cofidis: «Non hanno dimostrato alcun interesse alle nostre gare. La Cofidis non ci ha neanche risposto».
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«Non per essere presuntuoso, ma non me l’aspettavo proprio. Ho sempre dato il massimo, più di quanto potevo: due maglie verdi, la cronoscalata di Plan de Corones... Ho pianto». Tra qualche giorno, Stefano Garzelli (nella foto BETTINI) diventerà padre per la quarta volta, ma stavolta, a 38 anni e mezzo, il varesino dell’Acqua&Sapone non sa come riuscirà a rialzarsi. Vincitore nel 2000, 7 tappe, più la Tirreno Adriatico 2010: «Come continuare, come proseguire ad allenarsi? La botta è forte. Volevo chiudere al Giro, la mia vita è sempre stata il Giro, ho lasciato la pelle sulle strade, era il mio sogno e ci credevo. Non serve nemmeno sapere perché, ma credo che ormai il valore sportivo valga meno di quello economico. Davvero il giorno più brutto».

EMERGENTI NELLE FILE TEDESCHE C’È ANCHE IL TRENTINO BENEDETTI: 3 GIORNI IN ROSA AL GIRO BIO 2009

OGGI SI SVELA
messo insieme qualche bel piazzamento, su tutti un 3˚ posto al Giro di Gran Bretagna battuto allo sprint solo da Hushovd e Boom. «È il mio risultato più importante — dice «Cece», sbocciato tra i dilettanti con l’Uc Bergamasca nel 2009, quando per tre giorni fu leader al GiroBio, poi chiuso al 6˚ posto —. La notizia che la NetApp farà il Giro mi ha riempito di gioia, ci speravo davvero, anche se fino a qualche settimana fa l’ipotesi sembrava lontana. Per me sarà un evento speciale, non solo perché al massimo ho corso una gara a tappe di dieci giorni. Si passerà sulle mie strade. E finalmente potrò correre un po’ in Italia: in due anni da pro’ mi è successo solo due volte».
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Un colosso da 4 miliardi di dollari
La NetApp è azienda leader dell’informatica: base in California
PAOLO MARABINI

Ecco la 67ª Vuelta Nasce a casa del mito Indurain
Miguel Indurain farà gli onori di casa oggi nella sua Pamplona, dove dalle 12 al teatro Baluarte sarà svelata la 67ª Vuelta (attesi anche il re 2011 Cobo, Rodriguez, Menchov, Anton). Il via proprio da Pamplona il 18 agosto con una cronosquadre di 15,4 km (Indurain ha collaborato nel disegno del percorso). Chiusura a Madrid il 9 settembre: una solo crono individuale (40 km) e tanti arrivi in salita (7 più altri 3 su strappi), di cui diversi inediti e con rampe fino al 28%.

NetApp, questa sconosciuta. Partiamo dall’azienda. Quartier generale a Sunnyvale (California), ramo informatico: tra i leader mondiali nella fornitura di hardware, software e supporti per memorizzazio-

ne di dati in formato elettronico, 150 sedi nel mondo, 10.000 dipendenti, 4 miliardi di dollari (3,13 miliardi di euro) di fatturato. Segni particolari: nel 2009 la rivista Fortune la eletta «Miglior luogo di lavoro al mondo». Veniamo alla squadra: nata nel 2010, matrice tedesca, è guidata da Ralph Denk, 39 anni, ex pistard di modesto valore, ora dinamico team manager che mira a condurla nel World Tour entro 2-3 anni. Ai suoi ordini i d.s. Jens Heppner ed Enrico Poitschke, che guidano una pattuglia di 17 corridori dai nomi poco noti. L’uomo classifica

per il Giro è Leo König, classe ’87, ceco di belle speranze, forte in salita, 2˚ nel 2011 al Giro d’Austria. Poi ci sono il polacco Huzarski, l’austriaco Brändle e il tedesco Eichler, i soli ad aver già disputato (una volta) la corsa rosa. E Steven Cozza, statunitense di origini italiane con tanto di trascorsi nella Garmin e, a quei tempi, i baffi da cowboy. Ma il più atteso è sicuramente Cesare Benedetti, 24 anni, unico italiano del gruppo. Trentino di Ronzo-Chienis, è alla terza stagione da pro’. Completo, se la cava bene su salite non troppo lunghe e nel 2011 ha

Il trentino Cesare Benedetti, 24 anni, terza stagione da pro’ BETTINI

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MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012

INCHIESTA LA CRISI

A ROMA

Oggi la prima manifestazione
Oggi a Roma, davanti alla sede dei Monopoli di Stato, la prima delle due manifestazioni contro la crisi. La seconda domani

davanti ai Monopoli. In quell’occasione le categorie dovrebbero diffondere un documento unitario, una manifesto che indichi agli organismi preposti (Unire e Ministero Politiche Agricole) la strada da seguire per la riforma. Ma su questo fronte, al momento sembrano esserci

diverse divisioni. Ieri l’Agit (driver trotto) ha diffuso un documento in cui ribadisce la richiesta di riforme strutturali lontane dai tagli orizzontali proposti dall’Unire. Un programma che era già stato condiviso da Assogaloppo, Allevatori galoppo e Fit (proprietari trotto). Intanto l’Unire Assi ha

deciso di eliminare uno dei due ispettori antidoping nei convegni ordinari e la categoria è entrata in agitazione. IERI QUINTÉ 13 10 12 11 8 Le quote a Parigi: quinté: e n.v. Quarté: e 8.432,08. Tris: e 1.384,58. Oggi tappa a Cagnes sur Mer (ore 17.25).

MICHELE FERRANTE MATTEO PIERELLI

L’anno zero dell’ippica è iniziato senza corse, sono ormai 11 i giorni di sciopero delle categorie ippiche divise però nelle motivazioni della protesta. Le risorse disponibili sono crollate del 40%, una ristrutturazione è inevitabile ma quella attuata dall’Unire (sacrifici spalmati in orizzontale) non sembra convincere. La gente che di ippica vive sembra volere altro. La scintilla è partita dall’«inglese» Lanfranco Dettori, immortalato ad Hong Kong con una maglietta azzurra e uno slogan: «save italian racing», salvate le corse italiane. L’immagine ha fatto il giro del mondo e Frankie si mette in gioco anche nella sostanza: «L’ippica italiana? E’ rimasta agli Anni 70, deve cambiare mentalità. Ho visto presidenti e commissari Unire totalmente incompetenti, legati alla politica e non al mondo delle corse. E allora la politica si faccia da parte, lasci spazio alla competenza e alla passione degli ippici onesti e capaci di lavorare nell’interesse di tutti». Pietro Gubellini, professione top driver. Domenica e lunedì ha vinto a Parigi e Marsiglia da emigrante, in Italia ha conquistato praticamente tutto a partire da Derby (4 volte) e Lotteria: «Sento dire che dovrebbero darci dei soldi in più. Servirebbero a niente, come negli ultimi anni coi contributi da 150 milioni. Meglio tagliare, riformare e rilanciare un prodotto qualitativo». Isabella Bezzera presiede l’Anac, l’associazione degli allevatori del galoppo: «Qualche risorsa in più ci vorrebbe, perchè siamo davvero ai minimi termini. Ma dovrebbe arrivare solo a patto che il settore si impegni a riforme profonde. Imprenditorialità e meritocrazia gli slogan. E risorse impiegate per un prodotto di qualità, per corse competitive. Sacrifici? Noi allevatori abbiamo perso le provvidenze e non abbiamo quasi fiatato...». Mauro Baroncini, altro top driver. Lotteria e Criterium de Vitesse a Cagnes le sue perle: «Abbiamo una tv ippica che incassa milioni dall’Unire per trasmettere le corse italiane. Ma deve pagare invece per trasmettere quelle estere. Ecco un esempio dei tanti sprechi. Il Governo ci deve dare garanzie, tempi, scadenze. Non parlo di soldi, ma di un programma che premi chi lavora bene, a cominciare dagli ippodromi. E non faccio differenza tra piccoli e grandi. San Siro era la Scala, ora è ridotto ad una cattedrale nel deserto: scuderie che cadono a pezzi, niente ristorante, niente di niente». Carlo Tarlini è il rappresentante sindacale CIGL dei lavoratori del settore: «Riforme a partire dal vertice. L’Unire che diventa Assi può risparmiare molti soldi, un altro carrozzone è Unirelab. Inutile sottolineare la necessità di interventi sul fronte occupazionale. Ci sono ippodromi che avrebbero due dipendenti...». Roberto Brischetto, allevatore e gestore dell’attività stalloniera di Varenne. «Il sistema non può andare avanti: se eravamo al collasso con 190 milioni di montepremi, figuriamoci con 111. Scordiamo il finanziamento fisso che servirebbe solo a prolungare l’agonia. Per prima

Anno zero
«Ippica, ti salverai solo cambiando la mentalità»
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MONTEPREMI CROLLATO A 111 MILIONI

GDS

cosa la riforma delle scommesse: totalizzatore unico, innalzamento del pay out, incentivo al gioco on line, riforma del quinté troppo caro. E poi il lancio del gioco con carta di credito, per adeguarci alle nuove disposizioni della circolazione del contante e sull’identificazione del giocatore. Capitolo Assi-Unire: è inefficiente, costa poco meno di 70 milioni di euro all’anno sui 220 di risorse complessive del settore: troppo, e il servizio è scadente. E poi un antidoping che funzioni: ora in pratica non esiste, costa uno sproposito e per una ragione o per l’altra le sentenze vengono annullate. Senza trasparenza, dove vogliamo andare?». Bruno Grizzetti, leader dei nostri allenatori e vincitore di due Derby, ha una visione più imprenditoriale. «Dobbiamo ren-

dere gli ippodromi dei luoghi alla moda. L’ippica funzione in tutto il mondo, tranne da noi. Bisogna riportare i proprietari ad investire: possedere un cavallo da corsa deve essere divertente e deve far sognare. E per far questo ci vogliono delle regole ben precise che vanno fatte rispettare: la deregulation è una delle tante cause del disastro. Per il rilancio, oltre alla riforma delle scommesse, bisogna creare dei veri eventi, diciamo 10 all’anno per il galoppo e altrettanti per il trotto, non di più, con una dotazione super che si disputino in ippodromi di Serie A, la cui funzione deve essere diversa da quelli di Serie B e C e dove deve

essere obbligatorio pagare il biglietto. Per far ciò bisogna trovare degli sponsor. Io qualche anno fa li trovai, li feci mettere sulle giubbe dei miei cavalli e l’Unire mi multò: sembra incredibile ma è vero. Per trovare risorse all’esterno e tagliare i costi di un’Unire inefficiente, al timone ci vuole un manager vero, giovane e con le palle, che non guardi in faccia nessuno». Roberto Andreghetti, uno dei migliori driver (è stato campione del mondo nel 2005) e vincitore di due Derby, è pragmatico. «La prima cosa in assoluto da fare è pretendere da Aams la riforma delle scommesse. Senza di quella non si va da nessuna parte. Dal punto di vista tecnico non bisogna inventare niente, ma semplicemente copiare dalla Francia, dove le cose funzionano». Franco è uno scommettitore, esperto di trotto, abituale frequentatore delle agenzie ippiche milanesi. Descrive la situazione con lucidità e un pizzico di malinconia. «Una volta si scommetteva solo sull’ippica, è vero. Ma era tutto diverso. Una sola tris alla settimana, il nome del cavallo scritto sulla bolletta, corse più spettacolari e grandi rivalità fra i guidatori. Oggi non ci si diverte più...». Infine il «profeta» Luciano D’Auria, 77 anni, l’allenatore di galoppo che ha creato Falbrav. Nel marzo 2010 annunciò il suo ritiro. Ora parla dal Brasile, dove si è trasferito: «Dissi che smettevo perchè non volevo vedere l’ippica morire. Ci siamo vicini a quanto pare. Per sopravvivere facciamo di tutto per tenere alto il livello delle corse, per conservare il confronto con gli stranieri: senza premi adeguati non verranno e noi resteremo isolati. Anche a costo di sacrifici grossi. Negli Anni 90 i francesi non esitarono a chiudere un ippodromo importante come Evry perchè perdeva troppo. Noi teniamo in piedi anche le baraccopoli».
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HANNO DETTO

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Roberto Brischetto gestore di Varenne «Riformare completamente il settore a partire delle scommesse e tagliare i costi dell’Unire»

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Luciano D’Auria ex allenatore «Bisogna fare di tutto per tenere alto il livello: senza premi adeguati gli stranieri non verranno e noi resteremo isolati»

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Pietro Gubellini driver «Soldi in più non servono, come si è visto negli ultimi 2 anni. Meglio tagliare, riformare e rilanciare un prodotto qualitativo»

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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VELA INTERVISTA AL GRANDE CAPO DEL GRUPPO PRADA
GIAN LUCA PASINI

Il 28 febbraio del 2011 dichiarava: «La prossima Coppa America? Ci pensiamo nel 2013». Oggi — fra una collezione e una riunione di lavoro — vede partire la sfida numero 4.
Cos’è cambiato, Patrizio Bertelli?

Patrizio Bertelli
«La Coppa è in crisi meno male c’è Luna Rossa»
Questa sarà un’edizione al buio, mi aspetto solo 6 barche: poche. Per il futuro si dovrà pensare qualcosa»

«Quando feci l’intervista non potevo sapere tutto. Il no era riferito a quella situazione. Poi sono cambiate le regole, ci sono state nuove situazioni e quel progetto è potuto partire».
Il punto cruciale è uno dei grandi cambiamenti della Coppa America, Luna Rossa ha avuto la possibilità di sfruttare la tecnologia di Team New Zealand.

«Un conto è mettere assieme una squadra velica, un conto è allestire un team progettuale. Con tanto ritardo come avevamo accumulato, voleva dire essere già battuti prima di cominciare».
Una rivoluzione epocale per la Coppa America che fino all’altro giorno ha punito severamente gli spioni di tecnologia.

«Tutto regolare, qui non ci sono trucchi. Abbiamo trovato

« «

Per la Coppa ci vogliono almeno 10-12 sfidanti: l’idea degli Act era buona Gli sponsor non capiscono e non investono su questi catamarani
regolamento. Certo che dobbiamo aspettarci una regata totalmente diversa. Fino al 2007 si poteva parlare di slanci di poppa, adesso si parla di idrodinamica e di tecnologia aerospaziale per l’ala rigida (che sostituisce la vela principale della barca, la randa, ndr). Qualcuno si ricorderà le moltissime barche che hanno assistito alle regate dal mare con i vecchi monoscafi, anche qualche centinaio per i passaggi in boa. Per la prossima edizione ce le scordiamo: questi catamarani vanno tanto veloce che si potranno seguire quasi solo dalla televisione. Anche questo un po’ mi spiace, si perderà quel clima».
Parla da nostalgico: tornerebbe indietro?

L’Extreme 40 Luna Rossa nel 2012 si gareggia con una barca simile l’Ac 45. Mentre la Coppa si correrà con un catamarano di 24 metri LLOYD

soluzioni nuove in una Coppa al buio».
Può chiarire meglio il concetto?

clic
IL TEAM AD AUCKLAND IL 16 SI COMINCIA CON GLI ALLENAMENTI

«Non si sa quanti team vedremo in acqua nel 2013 a San Francisco. Io dico non più di sei, che non mi sembrano tantissimi. E dal mio punto di vista non è difficile da spiegare».
Prego.

«Da una parte la crisi economica certo ha fatto danni, ma dall’altra questi cambiamenti, cioè la Coppa corsa con i catamarani, hanno spiazzato i possibili sponsor. Che non capiscono e di conseguenza non investono. E forse i costi sono aumentati».
Luna Rossa ha dichiarato 40 milioni di euro. Vero?

«E’ con noi dalla prima campagna di Luna Rossa. Non è detto che un grande skipper deve avere vinto medaglie olimpiche. Sirena ha molta esperienza e sa parlare chiaro alla gente. Nella gestione di un gruppo serve anche questo. E con gli Extreme 40 (la classe di catamarani in cui ha gareggiato Luna Rossa nel 2011, ndr) le cose sono andate bene, se abbiamo vinto il circuito».
Vittorie, la passione, ma chi gliel’ha fatto fare di tornare indietro e tentare per la quarta volta l’assalto alla Coppa?

NUMERO

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la scheda
NEL ’78 L’INCONTRO CON MIUCCIA PRADA INSEGUENDO DUE GRANDI PASSIONI LA MODA E SOPRATTUTTO LE BARCHE A VELA

1946 Il 6 aprile Patrizio Bertelli nasce ad Arezzo.
1970 Si butta anima e corpo nell’azienda da lui creata e specializzata in cinture e borse.

sfide Luna Rossa ha partecipato a 3 Coppe: 2000, 2003, 2007, questa la quarta

1978 Incontra Miuccia Prada, rampolla della famiglia di pellettieri che serve in Galleria la borghesia milanese. Diventano soci e anche (1987) marito e moglie. 1997 Lancia la sfida di Prada nell’America’s Cup: Luna Rossa tre anni dopo entrerà nella storia del trofeo. Nel 2011 lancia la quarta sfida alla Coppa e il Gruppo Prada viene quotato alla borsa di Hong Kong

«Confermo».
Ma a lei la Coppa coi catamarani piace?

«Cinquanta e cinquanta. Vediamo come va e poi si potranno fare valutazioni».
Per il ruolo di skipper ha scelto Max Sirena, che si definisce senza pedigree... Una scommessa?

«No. O meglio, è stata una scelta degli americani. Chi vince fa le regole. Se qualcuno gliela porta via, poi si farà il suo di

LA PIU’ ANTICA REGATA DEL MONDO

La Coppa vera nel 2013 a San Francisco Quest’anno si corre a Venezia e Napoli
(r.ra.) Le regate dell’America's Cup World Series 2012, il circuito propedeutico alla Coppa, partiranno da Napoli ad aprile (7 15). Il villaggio sarà allestito a Via Caracciolo invece che a Bagnoli. Seconda tappa a Venezia (12 20 maggio), poi la flotta degli AC 45 si sposterà negli Usa: Newport (23 giugno 1 luglio), e a San Francisco (11 19 agosto e 27 agosto 2 settembre). Nel 2013 il circuito tornerà a Venezia (13 21 aprile), e a Napoli (11 19 maggio) per la tappa conclusiva. 10 i team che parteciperanno alle World Series: Aleph (Fra), Artemis (Sve), BenAinslie Racing (Gb), China Team, Emirates Team New Zealand (N.Zel), Energy Team (Fra), Green Comm Racing (Spa), Luna Rossa Challenge, Oracle Racing (Usa) Team Korea, ma al momento sono solo in 4 (Oracle, Artemis, New Zealand e Luna Rossa) i team che hanno versato i 200.000 dollari della tassa di iscrizione per le regate delle selezioni degli sfidanti in programma nel 2013 a San Francisco dal 4 luglio al 1 settembre e della 34ª America’s Cup che si disputerà dal 7 al 22 settembre.

Il sindacato di Patrizio Bertelli si è da poco trasferito in Nuova Zelanda per tre mesi di allenamento con i neozelandesi di Team New Zealand. Lunedì 16 gennaio andrà in mare l’AC45 italiano (i catamarani di Luna Rossa saranno due, uno dei quali affidato all’inglese Chris Draper che ha raggiunto il team a Auckland, il costo di ciascuno è circa 700 mila dollari). Gli uomini chiave di questa nuova sfida sono Max Sirena (il skipper, foto), Matteo Plazzi (entrambi con Oracle nel 2010) Francesco Bruni, insieme a Paul Campbell James (che per il momento sarà il timoniere), Alister Richardson e Manuel Modena (equipaggio vincitore dell’Extreme Sailing Series 2011). Altri velisti verranno inseriti in corsa, non è escluso che possa magari arrivare qualcuno adesso impegnato con i vari giri del mondo. r.ra.

«Come detto le nuove regole. La passione? Sì, quella fa, ma prima dico anche la voglia di rappresentare l’Italia. Di aver confermato che la vela italiana siamo noi. Lo dico senza nessuna polemica e mi dispiace se qualcuno si offenderà, ma penso che sia necessario fare una distinzione: fra noi che abbiamo sempre rispettato gli impegni e gli "inventori..."»
Non fa nomi Bertelli, ma il riferimento agli altri team italiani che si sono iscritti alla Coppa e poi non sono arrivati fino in fondo, in particolare Mascalzone Latino che era Challenger of Record, prima del ritiro.

«L’Italia non può fare queste figure... Ma direi che dall’estero abbiamo ricevuto un sacco di richieste per farci tornare. Più di quelle che ho avuto dalla mia azienda per questo investimento... Di certo all’ambiente interessava ci fosse l’Italia».
Bertelli ha anche immaginato il futuro.

«Con Dalton, il grande capo di Team New Zealand, lo dico spesso scherzando. Ricordati che questa volta non finirà come nel 2007: faremo la finale noi e loro, ma questa volta il diritto di sfidare gli americani se lo prenderà Luna Rossa».

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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BASKET SERIE A
SI GIOCA ALLE 20.30 MILANO-TREVISO

Goree: «Tornato per aiutare la Benetton»
(a.m.) Cinque anni dopo, Marcus Goree torna in maglia Benetton. «Sono qui per aiutare un club e una città che mi sono rimasti nel cuore — ha detto il 34enne di Dallas — . La squadra è nuova rispetto a quando ero qui io, conosco Bulleri e qualche giovane, ma li ho visti all’opera e penso possiamo fare bene». Lasciata Treviso nel 2007, dopo aver vinto lo scudetto nel 2006, Goree è stato al Cska Mosca di Ettore Messina con cui ha conquistato l’Eurolega nel 2008, poi alla Triumph Lyubertsy in Russia, al Braunschweig in Germania e dall’inizio di questa stagione al Paok Salonicco. «Penso di poter dare un aiuto in difesa e sotto canestro — ha detto — di poter dare alla squadra un gioco interno in attacco, quel riferimento in posizione di pivot basso che adesso manca. Inoltre leadership specie verso i compagni più giovani, decisione nei momenti caldi della partita, ad esempio i finali di gara come quello di domenica contro Venezia dove c’è bisogno di gente esperta. Pronto? Prontissimo. Al Paok giocavo 40’, non c’è problema».

la 14a giornata
BOLOGNA-SIENA Arbitri: Cicoria, Sabetta, Quacci. (m.n.) Mps: rientra Pietro Aradori, assente nella trasferta di Sassari, ancora out, Kaukenas e Lavrinovic. Canadian Solar al completo. Tv: Rai Sport 1. MILANO-TREVISO Arbitri: Mattioli, Tola, Caiazza. (a.m.) EA7 senza Hairston. Nella Benetton esordio di Goree, assenti Mekel e Sandri che sarà operato al ginocchio sinistro giovedì a Bologna. VARESE-AVELLINO Arbitri: Paternicò, Ramilli, Barni. (a.f.-l.z.) Cimberio con Rannikko e Reati nei 12 ma in forte dubbio. Sidigas: sempre assente il capitano Spinelli per un problema alla caviglia. I tifosi hanno inviato una lettera al cantante Vinicio Capossela, di origini irpine, per organizzare un concerto il cui ricavato potrebbe essere devoluto alla Scandone. ROMA-PESARO Arbitri: Pozzana, Lo Guzzo, Pinto. (cam.ca.) Roma con Datome in panchina ma ancora out. Scavolini Siviglia senza Cusin (contrattura inguinale). Traini, che ha un virus intestinale, raggiungerà la squadra oggi. CASERTA-BIELLA Arbitri: Begnis, Sardella, Weidmann. (l.b.-ga.p.) Otto senza Righetti (distorsione al ginocchio), non al meglio Maresca che ieri non si è allenato. Angelico: fuori Chrysikopoulos con la tallonite e dentro Tavernari. MONTEGRANARO-CANTÙ Arbitri: Chiari, Giansanti, Terreni. (a.p.-p.t.) Squadre al completo. Giovedì sarà presentato il progetto finanziario «Il tuo assist per la salvezza», teso ad ottenere il consolidamento della Sutor. CASALE-TERAMO Arbitri: Facchini, Filippini, Aronne. (ma.ne.-m.p.) Novipiù: crescono le possibilità di recuperare Nnamaka, assente contro Roma per una lesione muscolare al polpaccio. Tercas senza Fultz, possibile esordio di Goods al posto di Green. VENEZIA-SASSARI Arbitri: Cerebuch, Vicino, Gori. (m.c.g.d.) Umana al completo. Banco di Sardegna con Travis Diener che dalla scorsa settimana ha un fastidio a un piede: il play ha lavorato con preparatore e compagni e dovrebbe esserci. RIPOSA: CREMONA CLASSIFICA Siena (11 vinte -3 perse) 22 punti; Milano (10-4) 20; Cantù (9-5), Bologna (9-5) 18; Venezia (8-6), Avellino (8-6), Pesaro (8-6) 16; Sassari (7-7), Varese (7-7), Biella (7-7), Roma (7-8) 14; Caserta (6-8) 12; Montegranaro (5-9), Treviso (5-9), Cremona (5-9) 10; Casale (4-10), Teramo (4-10) 8.

Marcus Goree, 34 anni, nel 2005

Meneghin, una sberla «Non mi ricandido alla presidenza Fip»
«Niente dimissioni ma non correrò per la rielezione: è un ruolo da fare full time e gratis. Non sono in pensione, devo lavorare»
LUCA CHIABOTTI

BRESCIA IN CRISI

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LEGADUE IL BILANCIO DOPO L’ANDATA

Dino Meneghin non correrà per un secondo mandato alla presidenza della federazione dopo i Giochi di Londra. «Non mi ricandido, spero che questo tranquillizzi l’ambiente e spenga le polemiche» dice sereno. Sono stati giorni fastidiosi per Superdino, accusato di apatia e immobilismo dal presidente del Coni, Gianni Petrucci, l’uomo che lo aveva fortemente voluto alla guida della Fip, alla vigilia degli incontri decisivi con le Leghe per decidere le regole e le formule delle prossime stagioni. «Non mi sto dimettendo, a meno che non succedano cataclismi: voglio portare a termine il lavoro» precisa anche se la sua figura non potrà che perdere peso avvicinandosi a fine mandato. Molti parlavano di un Meneghin stanco, gli ultimi accadimenti non lo hanno sollevato.
Idea Meneghin, che sabato scor-

Allarme (a.ban.) Brescia, dopo un girone d’andata strepitoso, deve fare i conti con le proprie risorse, e la situazione non è rosea. L’sos è stato lanciato dalla presidente Graziella Bragaglio e dal d.g. Ario Costa, che a settembre non hanno più avuto l’apporto di alcuni dei soci: «Senza un aiuto da parte di altri imprenditori, e senza quello delle istituzioni, il rischio è di dover chiudere a fine stagione».

Reggio leader con Robinson Che matricole
Sorprese Brescia e Piacenza Freeman marcatore diabetico
ANDREA TOSI

Concluso il girone d’andata con la Reggiana campione d’inverno (+4 sulle seconde), è tempo di bilanci in LegaDue per squadre, giocatori e specialità.
Classifica Comanda la Trenkwalder che dopo anni di lesina punta alla promozione risvegliando l’entusiasmo del presidente Stefano Landi. Le sorprese sono Pistoia, sempre tra le prime, e le matricole Brescia e Piacenza. In risalita ci sono Barcellona (4 vittorie di fila) e Brindisi mentre Scafati disfa fuori quello che produce in casa. Bene nel mezzo anche l’altra matricola Ostuni. Jesi con 5 uomini fa il suo, mentre a Imola, sempre piena di infortunati, va l’Oscar della mala sorte. Dietro hanno deluso Veroli, peraltro reduce da due successi, la nuova Fortitudo, frenata da 5 ko filati che l’hanno precipitata in zona retrocessione dove oggi sarebbe condannata Sant’Antimo, ultima. Da rivedere Verona che ha cambiato tanto, anche il coach (Garelli è stato il primo tecnico a saltare dopo tre giornate). Menzioni La capolista esprime il migliore play, Dawan Robinson, e il migliore giovane, l’azzurrino Riccardo Cervi, classe ’91, 2.12, leader delle stoppate (1.8 di media, 16 nelle ultime 4 gare). La coppia Usa più prolifica è quella di Scafati, Paul Marigney e James Thomas, primo e secondo nella valutazione: Thomas è primo nel tiro da due (71.1%) e nei rimbalzi difensivi (6.7) e totali (10.4). Il capocannoniere è il forlivese Freeman (23.6), tiratore diabetico uscito da Georgetown, seguito da Marigney (23) e dal pistoiese del Bronx Dwight Hardy (22.6). Negli assist svetta Aaron Johnson, il mini play (1.70) di Ostuni con 5.2. Da tre Roberto Rullo, regista di Veroli, rompe il dominio straniero con un ottimo 60.8% (28/46) ma in questa graduatoria il dato più significativo è il quarto posto del piacentino Alan Voskuil, ex pupillo di Bobby Knight, che viaggia col 49.5% su 113 tentativi (56 centri). È questo il campionato che rilancia i collegiali. Dopo Freeman, citazione per il play McConnell e l’ala Brooks. ambedue di Jesi, e la guardia Ryan Thompson (Brescia), rinominato Ryan Air per le sue doti acrobatiche. Italiani e altri Al solito Michele Maggioli è il numero uno della LegaDue. Il centro di Jesi è l’unico indigeno presente tra i primi 20 marcatori (decimo con 16.7). Da segnalare Renzi (Verona), Da Ros (Barcellona), Bruttini (Imola), Baldassare (Bologna) e tra i nuovi l’oriundo Diliegro (Ostuni). Il club pugliese ha messo a segno un grande colpo prendendo ad ottobre lo sloveno Jaka Klobucar, esterno che copre tre ruoli con un passato in Eurolega a Lubiana e Partizan.
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I migliori Punti Freeman (Forlì) 23.6; Marigney (Scafati) 23.1; Hardy (Pistoia) 22.6. Rimbalzi Thomas (Scafati) 10.4; Anderson (Piacenza) 8.6; Diliegro (Ostuni) 8.4. Assist Johnson (Ostuni) 5.3; Porta (Verona) 4.6; Green (Barcellona) 4.3.

Dino Meneghin, 61 anni, con Simone Pianigiani, 42. Il presidente Fip ha nominato l’attuale c.t. a fine 2009 CIAMILLO

« «

so aveva dichiarato che avrebbe preso una decisione sulla sua nuova candidatura solo a settembre, ha cambiato idea: «Lascio perché il presidente federale è un lavoro impegnativo che va fatto da professionista stando a Roma a tempo pieno. Io ho dedicato a questa avventura una media di 200 giorni l’anno lontano da casa e non basta. Senza uno stipendio: non sono un pensionato, ho 62 anni, non posso non lavorare. Ho anche chiuso la mia agenzia per evitare che si parlasse di conflitto di interessi. La presidenza federale è una carica bella e prestigiosa ma fondamentalmente gratis». La diaria per il presidente è 30 euro al giorno per guidare una azienda da 33 milioni euro di bilancio annuo.
Crescendo Perdere Meneghin è

Le ultime polemiche? Spero che questa decisione tranquillizzi tutti Ho dedicato a questo ruolo 200 giorni l’anno lontano da casa: ma non basta

no da Roma. Non si può non essere un politico in politica.
Grana L’ultima grana arrivata

DONNE

un brutto colpo non solo perché è l’uomo di basket più conosciuto e di prestigio anche all’estero. La sua presidenza, nel momento più difficile del basket italiano, non è senza ombre ma è andata in crescendo

dopo un inizio cauto. Ha deciso quando le parti, leghe, giocatori, arbitri, litigavano senza trovare soluzioni. Ha sostenuto la linea del Coni ma ha preso Pianigiani, che ritiene il n.1, anche quando Petrucci non voleva il c.t. part time. Ha messo la faccia in scandali pesanti, da arbitropoli, non ancora concluso, all’ultimo pasticcio della regola del premio di risultato scritto male che ha portato alle 17 squadre in A che diventeranno 18, sui quali non ha responsabilità dirette. Anche per questo, probabilmente, Meneghin pensa che non possa fare il presidente e controllare tutto lonta-

sul suo tavolo proviene dall’Unione Europea. Che, in seguito a una denuncia, ha chiesto delucidazioni sul perché da noi non è garantita la libera circolazione di atleti comunitari, come la legge prevede per tutti i lavoratori. La Fip è attaccabile non sulle quote di giocatori di formazione italiana imposta alle squadre, regolare, ma sul fatto che ha inserito successivamente in questa norma anche l’eleggibilità per la Nazionale, cioè la cittadinanza italiana. E’ irregolare, e dovrà essere tolta. La Ue è anche perplessa sulla limitazione a uno per squadra di atleti che hanno acquisito il passaporto italiano. Difficile spiegare ai burocrati che è stato fatto per arginare il malcostume dei passaporti o matrimoni tarocchi. Questa grana cambierà gli accordi sugli stranieri già presi tra club e Lega per i prossimi anni. La pena per chi non si adegua alle norme Ue è una mega multa che nessuna federazione può pagare. Ma, almeno questo, non sarà più un problema di Meneghin.
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Riecco l’Eurolega Alle 19 Taranto a casa del Kosice
Torna l’Eurolega femminile: oggi alle 19 Taranto è in casa delle slovacche del Kosice, domani Schio ospita le polacche del Polkowice. Girone B: Fenerbahce 8 0; Salamanca e Orenburg 6 3; Schio 4 5; Sopron e Polkowice 3 6; Tarbes 0 8. Girone C: Wisla Cracovia 8 2; Spartak Regione Mosca 7 3; Kosice 6 4; Montpellier e Rivas 5 5; Taranto e Gospic 4 6; Brno 1 9. Passano le prime 4 di ogni girone e le due migliori quinte. GRISOTTO ADDIO È morta a Sesto San Giovanni all’età di 70 anni Silvana Grisotto, torinese, una delle atlete più rappresentative degli anni 60: 5 scudetti (3 al Fiat Torino, 2 al Geas), 91 presenze in Nazionale con tre Europei e un Mondiale. Dopo il ritiro aveva sposato Azeglio Maumary, presidente del grande Geas degli anni 70.

Dawan Robinson, 29 anni CIAMILLO

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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NBA IL PERSONAGGIO

New York Sì alla fiducia a D’Antoni Ma a tempo
I Knicks vincono a fatica la 3a partita di fila. Mike: «I successi aiutano» L’assistente: «Serve comprensione»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

LE PARTITE GALLO BATTUTO DAL BELI

Bargnani 31 punti Belinelli al top: 19
Andrea Bargnani, con 31 punti, è il miglior realizzatore del lunedì notte Nba (e l’ottavo assoluto con 22.5 punti di media) e guida i Raptors al successo su Minnesota. Calderon neutralizza il suo vice in nazionale, Rubio, e il Mago resta inavvicinabile da Tolliver nei momenti chiave della gara (8 punti nell’ultimo quarto) ed è più preciso da due (10/19) che da tre (1/6). Conquista anche 9 rimbalzi. I Timberwolves erano privi, però, di Beasley e di Pekovic. «Dopo le ultime due sconfitte — dice il Mago — eravamo un po’ frustrati. Quando Minnesota è tornata 80 pari, ci siamo guardati e abbiamo fatto uno sforzo supplementare in difesa andando a conquistare la vittoria in area in una sera in cui il tiro non entrava». Bargnani ha giocato 45’ su 48, mentre per Toronto si avvicina una serie di 7 partite in 9 giorni: «Se non lo faccio adesso che sono giovane — dice Andrea — sarà dura ma divertente». Marco Belinelli vince il derby italiano con Gallinari e gli Hornets espugnano Denver. Per Beli 19 punti, record stagionale, con 3/4 da tre: 16 li realizza nel primo tempo per il +10 che permette a New Orleans di controllare sempre la gara. Per Gallo, 15 punti. Risultati: Toronto-Minnesota 97-87 (Bargnani 31, A.Johnson 19; Barea 16), Denver-New Orleans 81-94 (Gallinari, Lawson 15; Landry 21, Kaman 20), Philadelphia-Indiana 96-86 (Iguodala 20, L.Williams 15; Hibbert 19, Da. West 15), New Jersey-Atlanta 101-106 (Morrow 20, Brooks 19; J.Smith 26, J. Johnson 22), New York-Charlotte 91-87 (Stoudemire 25, Anthony 22; Diaw 19, White 25), Chicago-Detroit 92-68 (Boozer 23, Rose 22; Monroe 14, Knight 13).

MASSIMO LOPES PEGNA NEW YORK

Basta una straordinaria giocata di Carmelo Anthony nel primo quarto — doppia finta alla Messi che manda a vuoto due difensori e alley-oop per la schiacciata di Amar’e Stoudemire — per rinvigorire il Garden. L’umore del pubblico è in bilico come la classifica della squadra: 4-4 al momento della palla a due con i mediocri Bobcats. Mike D’Antoni ha gasato l’ambiente alla vigilia di questa strana stagione (66 partite in 4 mesi) con dichiarazioni ardite: «I Knicks sono da titolo». Un messaggio chiaro, nonostante alle spalle dei «Big Three» di Manhattan — Melo, Amar’e e il nuovo arrivato Tyson Chandler — ci sia una sorta di armata Brancaleone.
Fire Così, quando New York è

VINTE E PERSE
Est Miami 8-1 Chicago 8 2 Atlanta 7-3 Philadelphia 6-2 Orlando 6-3 Indiana 6-3 New York 5-4 Boston 4-4 Cleveland 4-4 Toronto 4-5 Milwaukee 2 6 Detroit 2-7 Charlotte 2-7 New Jersey 2-8 Washington 0-8

y

ridimensiona le ambizioni: «Mike ha detto che arriveremo in finale? E’ un inguaribile ottimista. Però stiamo andando nella direzione giusta». La mitica arena è in ebollizione: appoggio totale alla squadra, ma solo a tempo molto determinato. Così, quando New York sprofonda sullo 0-10, il «po-po-po-po-po-po» gorgheggiato dal loggione diventa subito un «buh» di disapprovazione. «Andate all’inferno», gridano un paio di giovanotti in piccionaia, dove si pagano comunque 75 dollari.
Aumento Qualche metro più

S
Ovest Oklahoma C 8-2 Portland 6-2 San Antonio 6-3 LA Clippers 4-2 Utah 5-3 Denver 6-4 LA Lakers 6-4 Phoenix 4-4 Dallas 4-5 Memphis 3-5 N.Orleans 3-6 Sacramento 3-6 Minnesota 3-6 Houston 2-6 Golden St. 2-6

scattata con un passo da Uno diesel invece che da Maserati, è tornato subito di moda il tormentone delle tre stagioni precedenti: «Fire D’Antoni». Licenziate D’Antoni, che ritmato da quasi ventimila persone dopo la sconfitta con Charlotte cinque giorni fa (preceduta dal tonfo con Toronto) ha il potere di mandarti a pezzi il morale. Kenny Atkinson, assistente allenatore dei Knicks che nel 1997 ha giocato a Napoli,

giù siamo già oltre i 300, a bordo campo dove l’altra sera sedevano Spike Lee, alcuni giocatori dei New York Giants e parte dell’amatissimo cast dei Soprano, si può arrivare anche a più di 4000 a poltroncina. Un aumento del 50% rispetto al 2010/11, con la consueta promessa di showtime. New York ha gusti esigenti e poca pazienza: aspetta un titolo da 38 anni, ha assistito a una prima fugace apparizione ai playoff l’aprile passato dopo nove campionati fallimentari. Dice Atkinson: «Quanti team abbiamo cambiato negli ultimi 3 anni? Almeno 8. Serve un minimo di comprensione». Intanto i Knicks tirano da tre con un fallimentare 1/10. «Non sembra proprio una squadra allenata da D’Antoni», sussur-

L’ala di New York Amar’e Stoudemire, 29 anni, 21 punti di media REUTERS

« «

Il vice Atkinson: «Mike ha detto che siamo da finale? Un vero ottimista» Il coach: «Non abbiamo ancora fiducia in noi stessi, la troveremo»

ra uno scout di Philadelphia. «Non abbiamo ancora fiducia in noi stessi, la troveremo. Vincere aiuta parecchio», spiega D’Antoni strizzando nervosamente i suoi occhi piccolissimi. Già, perché i Knicks alla fine battono i Bobcats per 91-87, provocando l’ennesimo batticuore ai tifosi. Melo (leggermente acciaccato) e Amar’e chiudono con un fallimentare 13/43, allora il Garden sceglie a modo suo gli mvp di giornata: «We want Chandler, we want Shumpert». Il lungo che ha aiutato i Mavericks a vincere l’anello e il rookie che pare già un veterano del suo ruolo. Nessun ritornello per D’Antoni. Meglio così.
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Andrea Bargnani, 26 anni, e Marco Belinelli, 25
REUTERS

PALLAVOLO CHAMPIONS LEAGUE DONNE, LA 5a GIORNATA

Villa Cortese, avanti serena
Lascia a casa 4 titolari, dà spazio alle giovani, batte Schwerin e passa alla seconda fase
MARCO LOTTAROLI

Tre italiane in campo
(a.a.-niba) Con la sconfitta del Teruel di martedì, Trento è gia qualificata ai playoff a 12. Così il 5˚ turno. GIRONE A Smirne (Tur)-Maaseik(Bel) e Salonicco (Gre)-Sofia (Bul). Class. Smirne, Maaseik 9; Salonicco 5; Sofia 1. GIRONE B Lennik (Bel)-Friedrichshafen (Ger) 1-3 (30-32, 23-25, 25-20, 21-25), oggi Kazan (Rus)-Zalau (Rom). Classifica: Friedrichshafen 12; Kazan 11; Lennik 3; Zalau 1. GIRONE C Kedzierzyn (Pol)-Teruel (Spa) 3-0 (25-14, 26-24, 25-15), oggi (20.30 SportItalia2) Trento-Belgrado (Ser). Clas. Kedzierzyn 11; Trento 10; Teruel 4; Belgrado 2. GIRONE D oggi (18 dir.SportItalia2) Ceske B (R.Ceca)-Bre Lannutti Cuneo e Unterhaching (Ger)-Poitiers (Fra). Classifica: Cuneo 9; Poitiers 6; Unterhaching 5; Ceske 4. GIRONE E oggi (20.30, diff. 22.30 SportItalia2) Lube Macerata-Fenerbahce Istanbul (Tur), domani Innsbruck (Aut)-Novosibirsk (Rus). Classifica: Macerata 10; Novosibirsk 9; Istanbul 5; Innsbruck 0. GIRONE F Oggi Budva (Mne)-Lubiana (Slo), domani Tours (Fra)-Belchatow (Pol). Classifica: Belchatow 11; Tours 9; Lubiana 3; Budva 1. DONNE GIRONE A Schweriner (Ger)-Villa Cortese 0-3, oggi Cannes (Fra)-Eczacibasi Istanbul (Tur). Classifica: Cannes 12; Istanbul 8; Villa Cortese 7; Schweriner 0. GIRONE B Rabita Baku (Aze)-Dresda (Ger) 3-0 (25-17, 25-17, 25-16), oggi Fenerbahce Istanbul (Tur)-Mulhouse (Fra). Class.: Baku 12; Istanbul 9; Dresda e Mulhouse 3. GIRONE C Kazan (Rus)-Sopot (Pol), Zurigo (Sui)-Prostejov (R.Cec). Clas. Kazan 11; Sopot 8; Zurigo 4; Prostejov 1. GIRONE D Constanta (Rom)-Günes Istanbul (Tur) 0-3 (18-25, 19-25, 23-25), domani (20.30 dir. SportItalia2) Bergamo-Azerrail Baku (Aze). Classifica: Baku, Istanbul 9; Bergamo 4; Constanta 2. GIRONE E oggi Muszyna (Pol)-D.Mosca (Rus), domani (20.30) Scavolini Pesaro-Belgrado (Ser). Classifica: Pesaro 9; Muszyna 8; Mosca 7; Belgrado 0. Cev Cup femminile (andata 2˚ turno) oggi 20.30 Urbino-Maribor (Slo) e 20.30 Busto Arsizio-Igtisadchi Baku (Aze)

SERIE A-1

Arrivano i 3 punti che Villa Cortese cercava nella trasferta tedesca per la 5ª (e penultima) giornata del Girone A di Champions. Il 3-0 sullo Schweriner mette in cassaforte la qualificazione agli ottavi (passano le prime 3 di ogni girone e la migliore quarta) e regala il secondo sorriso alla Mc-Carnaghi che bissa il successo contro le campionesse di Germania. Una vittoria maturata senza 4 titolari (Berg, Guiggi, Wilson e Lucia Bosetti) che Abbondanza ha scelto di lasciare a casa per centellinare le forze in una stagione che si preannuncia

lunga e difficile. Pincerato in regia (prima volta da titolare in Coppa) ha ben guidato la truppa con Stufi e Barborkova centrali, Caterina Bosetti e Cruz in banda. Dopo un primo set filato via (molto fallose le avversarie) Villa spinta da Pavan (50%, 16 su 32) e Cruz (52%, 15 su 29) ha condotto in porto il match impensierita solo da Thormann. E c'è stata gloria per la linea verde con l'esordio della 15enne centrale Anna Danesi e la seconda presenza in questa competizione per la 16enne schiacciatrice Elena Perinelli. Adesso a quota 7 punti, il Cannes di Paola Cardullo, prossimo avversario al PalaBorsani, fa meno paura e potrebbe riaprirsi anche la lotta per il secondo posto nel girone sulle turche dell'Eczacibasi di Leo Lo Bianco.

Piacenza: Monti è il nuovo tecnico Da oggi al lavoro
(m.mar) Luca Monti è il nuovo tecnico di Piacenza. Oggi prenderà contatto con la squadra e probabilmente inizierà anche gli allenamenti; per lui, reduce dall’avvio di stagione a Castellana Grotte (in A 2), un contratto fino al termine della stagione. Il nuovo allenatore è stato suggerito alla società, e anche personalmente contattato proprio dall’ex tecnico biancorosso Angelo Lorenzetti. COPPA ITALIA A-2 (f.c.) Stasera (20.30) si gioca Molfetta CheBanca! Milano, anticipo (gara secca) dei quarti di finale della Del Monte Cup di serie A 2. La vincente accederà alla Final Four. Le altre partite (Segrate Loreto, Castellana Sora, Perugia Città di Castello) si giocheranno mercoledì 18.

SCHWERIN-VILLA C.

| 0-3

Un attacco della canadese Sarah Pavan, 25 anni, ieri autrice di 18 punti con il 50% in attacco
TARANTINI

(21-25, 22-25, 17-25) SCHWERINER: Hanke 2, Topic 7, Brandt 6, Thormann 14, A. Buijs 7, Kauffeldt 7; Thomsen (L), Hakuta.

N.e. Retzlaff, Joachim, Gallas, Aas. All. T. Buijs. MC-CARNAGHI VILLA CORTESE: Pincerato 1, C. Bosetti 7, Barborkova 4, Pavan 18, Cruz 15, Stufi 5; Puerari (L), Carocci (L),Perinelli, Danesi. N.e. Figini, Sylla. All. Abbondanza. ARBITRI: Bajci (Slk) e Cambre (Bel) NOTE - Durata set: 24', 26', 24'; totale 74'. Schweriner: battute sbagliate 8, vincenti 0, muri 5, 2ª linea 4, errori 22. Mc-Carnaghi: battute sbagliate 3, vincenti 2, muri 4, 2ª linea 7, errori 16.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE E RISULTATI
Sci alpino SONO QUELLI A MEMBRANA, MIGLIOREREBBERO L’AERODINAMICA
Atletica
INDOOR EUROPA (si.g.) A Birmingham (Gb). Uomini. Alto: Grabarz 2.29. A Cardiff (Gb). Uomini. 1500: Davies 3’42"39. A Gand (Bel). Uomini. 800: Van den Broeck 1’47"19. A Nizza (Fra). Uomini. 50 hs: DEVARTI 6"81. ALLIEVA VELOCE (si.g.) Ad Ancona, sulla scia di Giulia Arcioni, l’allieva Lucia Pasquale ha corso i 400 in 55"87, seconda prestazione italiana di sempre Under 18. Uomini 60: Brigida 6"83.

Caso Maze, vietati i sottotuta La Fis: «Dobbiamo analizzarli»
PIERANGELO MOLINARO

Boxe
IN GALERA (r.g.) A Oristano è stato arrestato il keniano Bilali Ahmed Ibrahim, che ai Giochi di Los Angeles 1984, a 19 anni, fu bronzo nei mosca. Pesanti le accuse: traffico di droga ed esportazione illecita di macchinari verso il Kenya.

Il bubbone delle sottotute è scoppiato, e la Fis ha preso la prima decisione ufficiale: nella riunione tecnica che si è svolta ieri sera a Wengen, in Svizzera, dove stamane cominciano le prove della discesa di sabato, il direttore della Coppa del Mondo maschile Gunther Hujara, ha comunicato che i sottotuta a membrana, tipo quello utilizzato domenica dalla slovena Tina Maze, seconda nel superG di Bad Kleinkirchheim, e sui quali la squadra svizzera ha protestato, sono vietati sino a nuovo ordine.
I controlli La federazione inter-

pretazione delle regole. Perché non è solo la Maze ad indossare questi capi, ma bene o male per tutte le squadre anche quello che si indossa sotto la tuta è diventato di competenza tecnica. E ognuna si arrangia come può, chiedendo ad aziende specializzate di produrre tessuti con tali caratteristiche. Pare che questi capi di abbigliamento, almeno le versioni più spinte, già da tempo non siano permesse a livello maschile mentre ci sarebbe una maggiore tolleran-

za nell’ambito femminile.
Il problema Una minor permea-

bilità all’aria significa minor attrito e quindi maggior velocità. Questi sottotuta sono composti da due dei tre strati che costituiscono il tessuto della tuta di gara, e grazie alla membrana di uno dei due strati, favorirebbero appunto un minor attrito. Non si tratta ancora dei «costumoni» vietati nel nuoto, e che hanno permesso di sconvolgere la tabella dei primati mondiali, ma

nella logica non siamo lontani. E quando si parla di abbigliamento intimo, non si tratta di mutandine e reggiseni, ma magliette e calzamaglie. Da oggi quindi gli atleti torneranno alle tradizionali maglie sotto le tute, sempre che non siano già pronte diavolerie alternative. Ma questa è l’occasione, pur facendo attenzione all’aspetto aerodinamico, di regolamentare un vestiario di gara che protegga meglio l’atleta, e non solo dal freddo.
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Canottaggio
ADDIO DE BORTOLI E’ morto a Varese a 85 anni Mario De Bortoli, tre volte campione d’Europa con l’otto tra il 1947 e il 1950 (quando l’Europeo valeva un Mondiale) e poi per 50 anni allenatore e consigliere della Canottieri Varese.

Alpinismo
Sul Nanga Parbat

Football
TRIONFO ALABAMA A New Orleans, Alabama University ha vinto il Bcs Bowl 2012, il titolo Usa di college. I Crimson Tide hanno superato 21-0 Louisiana State, arrivata imbattuta al match decisivo e hanno conquistato il 14˚ Championship della storia, il secondo in tre stagioni.

Moro, sul blog il secondo film
Sul blog di Simone Moro (simonemoro. gazzetta.it), attualmente impegnato con Denis Urubko nella prima invernale sul Nanga Parbat, il secondo film (di Matteo Zanga) relativo al racconto del viaggio della spedizione

DONNE PER IL CALDO

Salta Maribor Il 21-22 gare a Kranjska Gora
Sarà Kranjska Gora, e non la vicina Maribor, a ospitare la tappa di Coppa del Mondo femminile di sabato 21 (gigante) e domenica 22 (slalom). Il caldo e la mancanza di neve hanno costretto la federazione a variare il programma, mantenendo comunque l’appuntamento in Slovenia. A Kranjska Gora è fissata una tappa maschile, sabato 10 (gigante) e domenica 11 marzo (slalom). Intanto oggi a Wengen (Svi) iniziano le prove per le discese maschili di venerdì (supercombinata) e sabato.

Ghiaccio
MARGAGLIO TRIPLETTA Maurizio Margaglio, campione del mondo di danza su ghiaccio con Barbara Fusar Poli nel 2001, è diventato di nuovo papà: ieri Jyrina, dopo Gabriel e Sebastian, a Helsinki — dove è c.t. della Nazionale finlandese di danza — gli ha regalato Julian (kg 3.4).

nazionale nel frattempo ha mandato in Svizzera, all’Empa di San Gallo, questi tessuti per farli esaminare, per capire se davvero l’accoppiamento con le tute di gara fa scendere il grado di permeabilità all’aria sotto i 30 litri al secondo per metro quadrato, come prescrive il regolamento. Almeno vietandoli sino a quando non sarà fatta piena chiarezza si eviteranno ricorsi e controricorsi in tutte le prossime gare di Coppa. Ma le squadre si stanno già muovendo per trovare nuove soluzioni e questo è permesso dalla larga zona grigia lasciata dall’inter-

Rugby De Carli a Perpignan
Giampiero De Carli ha definito col Perpignan: sarà il vice di Marc Delpoux, col quale aveva già collaborato a Calvisano, conquistando lo scudetto 2008. Il futuro dell’ex pilone azzurro, ora responsabile della mischia all’Accademia di Tirrenia e dell’Italia u. 20, potrebbe variare solo in caso di chiamata della Nazionale. Delpoux potrebbe portare a Perpignan altri uomini avuti a Calvisano: oltre ad Alessandro Zanni, che sta valutando anche le offerte di Racing Parigi, Worcester Warriors (Premiership inglese) e il rinnovo a Treviso, si parla di Leonardo Ghiraldini. CASO BOUDJELLAL Non si scusa Mourad Boudjellal: dopo la sconfitta di domenica contro Clermont (25-19), il presidente del Tolone aveva detto che la sua squadra era stata vittima di «sodomia arbitrale», riferendosi alla prestazione dell’internazionale Berdos, che ieri ha ammesso di avere commesso degli errori, da una parte e dall’altra. Rifiutando di scusarsi, Boudjellal dovrà comparire davanti alla commissione di disciplina della Lega.

Golf
PRIMO STRICKER A Maui, alle Hawaii (4.400.000e, prima moneta 880.000), con 28 vincitori della stagione 2011, Steve Stricker vince il 1˚ torneo Us Pga Tour 2012 con 269 colpi (68 63 69 69), -23, il suo 12˚, davanti a Laird (Sco) a 272, e agli altri statunitensi Simpson e Byrd, con 27.

Hockey ghiaccio
SQUALIFICHE RECORD (m.l.) E’ finita 4-2 per il Varese sull’Alleghe, ma il match del 21˚ turno del campionato u. 18 di domenica al Palalbani s’è distinto negativamente per una mega rissa (al 57’22") con 12 puniti con penalità partita: 6 del Varese e 6 dell’Alleghe. Per tutti una giornata di squalifica.

La slovena Tina Maze, 28 anni: in Coppa del Mondo vanta 11 vittorie PLP

Freestyle GINOCCHIO K.O.

Golf GUAI PER L’EX SIGNORA WOODS

Tennis/1 A SYDNEY

Tennis/2 AUSTRALIAN OPEN

Scanzio crack Stagione finita
Sei mesi di stop per Deborah Scanzio. L’italo-svizzera delle gobbe, atleta di riferimento del freestyle azzurro, si è infortunata il quattro gennaio durante un allenamento a Chiesa Valmalenco (Sondrio): la diagnosi è la rottura del crociato anteriore del ginocchio sinistro, con lesioni al menisco e al legamento interno collaterale. Sarà operata la prossima settimana, il rientro è previsto tra sei mesi circa. «Purtroppo dovrò cambiare i miei piani — ha scritto l’azzurra sul proprio sito —, bisogna cercare di essere positivi e quindi penso che se doveva succedere, meglio quest’anno che l’anno prossimo o peggio ancora nel 2014 quando ci saranno le Olimpiadi. In 10 anni che gareggio a livello internazionale, questa sarà la prima stagione persa». Nel 2012-13 sono in programma i Mondiali a Voss (Nor). Intanto Diego Castellaz, 55˚, e Marco Tomasi, 58˚, sono fuori dal tabellone dello skicross di Coppa del Mondo all’Alpe d’Huez (Fra), questa mattina.

Termiti mangiano Schiavone k.o. Casa da 12 milioni come Pennetta
A Sydney (Aus, 512.000e, cem), giornataccia per le azzurre. Sempre discontinua, Francesca Schiavone non conferma il successo d’acchito contro Sam Stosur e cede, come già la Vinci, con la nuova allieva di Claudio Pistolesi, Daniela Hantuchova. E Flavia Pennetta, dopo il ritiro in finale a Brisbane e la rinuncia al singolare a Sydney, a dispetto dei problemi muscolari (al gluteo), perde il 1˚ turno di doppio con l’amica Dulko contro le statunitensi Kops-Jones e Spears 6-4 7-5.
Donne, 2˚ turno: Wozniacki (Dan) b. Cibulkova (Slk) 7-5 2-6 6-4; Kvitova (Cec) b. Dulgheru (Rom) 7-5 3-6 6-4; Azarenka (Bie) b. Jankovic (Ser) 6-4 6-2; Hantuchova (Slk) b. SCHIAVONE 7-5 6-1; Li (Cin) b. Scheepers (S.Af) 2-6 6-4 6-1; A. Radwanska (Pol) b. Petkovic (Ger) 7-5 6-4; Bartoli (Fra) b. Dokic (Aus) 6-0 6-3; Safarova (Cec) b. Kuznetsova (Rus) 6-1 2-0 rit. (colpo di calore). Uomini (380.000e), 1˚ turno: Stepanek (Cec) b. Malisse (Bel) 6-7 (4) 6-4 6-4; Baghdatis (Cip) b. Tursunov (Rus) 6-4 6-4; Benneteau (Fra) b. SEPPI 6-3 6-4; Bogomolov (Usa) b. Haase (Ola) 6-4 1-6 6-4; FOGNINI b. Russell (Usa) 2-6 6-2 6-0; Troicki (Ser) b. Hewitt (Aus) 4-6 6-3 6-2.

A Melbourne con sei italiani

Hockey prato Italdonne: sfida all’Argentina
Prestigiosa e durissima amichevole, oggi alle 21 italiane, a Buenos Aires: le azzurre di Fernando Ferrara sfidano l’Argentina campione del mondo. Per l’Italia è il primo test di un lungo stage che la porterà anche in Cile, in vista del torneo di qualificazione olimpica, a New Delhi dal 18 al 26 febbraio. Le Leonas presentano tutte le migliori, compresa Luciana Aymar, La Maga, miglior giocatrice al mondo, in vista del Champions Trophy (dal 28 gennaio in casa). Le 24 azzurre, da cui Ferrara dovrà sceglierne 18 per New Delhi: Andrè, Baetti, Bertarini, Braconi, Chirico, Crespo, E. e G. De Guio, Di Mauro, Giarrizzo, L. e M. Gonzales Casale, Lilliu, Lovagnini, Mirabella, E. e G. Pacella, Possali, Ronsisvalli, Ruggieri, Tiddi, Traverso, Wybieralska, Zacchi.

Sport invernali Coppa fondo Neve a Milano
MILANO — (m.l.) Lavori in corso al parco Sempione per Race in the City, tappa di Coppa del Mondo di fondo in programma nel weekend. Il circuito (620 metri) è stato transennato e sono in allestimento le tribune per il pubblico in zona partenza e arrivo (lungo i 250 metri di rettilineo) in piazza del Cannone al Castello e il villaggio atleti. L’operazione neve è resa complicata dalle temperature. Il manto bianco arriva dalle valli Seriana e Brembana, trasportato nelle ore serali e notturne da una ventina di camion che fanno la spola. COPPA EUROPA ALPINO (s.f.) A Val d’Isere (Fra) Mattia Casse miglior azzurro in prova, ieri 14˚ con 1"48 di ritardo da Kroell (Aut); oggi e domani discese. Nella prima prova cronometrata della discesa donne di Bad Kleinkirchheim (Aut) 4ª Borsotti, 8ª Goggia, 12ª Cipriani, 18ª S. Fanchini. Oggi seconda prova e gara, domani e venerdì due superG.

Nuoto
Paolo Lorenzi, n. 108 del mondo
MEDAGLIA RITROVATA (al.f.) La polizia di Adelaide ha ritrovato la medaglia di bronzo vinta da Phil Rogers ad Atlanta 1996 nella 4x100 mista. Il ranista australiano era stato derubato il 20 dicembre.

Tiger ed Elin: c’era una coppia

Deborah Scanzio, 25 anni REUTERS

Perché distruggere e ricostruire nello stesso posto una villa da 12 milioni di dollari? Se l’eccentrica decisione viene dall’ex signora Woods, quella pluri-tradita dal Fenomeno Tiger, e sempre a nella contea di Palm Beach, in Florida, dove la coppia viveva, la risposta è freudiana: per cancellare il passato e ricostruirsi un futuro. Ma la casa in questione è stata acquistata dall’ex modella svedese, Elin Nordegren, 8 mesi dopo il divorzio da 100 milioni di dollari dall’atleta più ricco di sempre. La psicologia non c’entra, e nemmeno la vanità. Secondo il sito web delle celebrità, TMZ, ripreso dalla rivista People, la decisione viene dalle termiti, che hanno mangiato le fondamenta della casa di stile coloniale anni 20, fronte mare, e dalle nuove direttive edili anti tempeste tropicali. Elin e i figli Sam e Charlie, di 4 e 2 anni, avranno 9 stanze da letto, 2 cucine, una cantina, piscina con gazebo, un paio di jacuzzi, e una dependence con 3 stanze da letto per gli ospiti.

Le rinunce di Robredo e Devverman promuovono un sesto azzurro, Paolo Lorenzi, direttamente nel tabellone principale degli Australian Open da lunedì a Melbourne (come Seppi, Fognini, Starace, Volandri e Cipolla). Da ieri notte sono cominciate le qualificazioni con Vagnozzi, Viola, Bolelli, Naso e Crugnola.
AVANTI STARACE Auckland (N.Zel, 365.000e, cem), 1˚ turno: STARACE b. Montanes (Spa) 6-3 6-2; Berlocq (Arg) b. VOLANDRI 6-5 rit. (dito mano sinistra); Mannarino (Fra) b. Anderson (S.Af) 6-3 6-3; Kohlschreiber (Ger) b. Bohli (Svi) 6-4 4-6 6-4; Rosol (Cec) b. Ramos (Spa) 6-2 6-4; Garcia-Lopez (Spa) b. Kunitsyn (Rus) 2-6 6-4 6-2: Rochus (Bel) b. Kamke (Ger) 7-5 6-4; Paire (Fra) b. Ferrero (Spa) 6-3 6-2; Harrison (Usa) b. Querrey (Usa) 6-4 6-3. CIAO ERRANI A Hobart (Aus, 177.000e), 2˚ turno: Halep (Rom) b. Begu (Rom) 6-4 6-2; Chakvetadze (Rus) b. Pironkova (Bul) 6-3 6-2; Cirstea (Rom) b. Mattek-Sands (Usa) 2-6 6-3 7-5; Kerber (Ger) b. ERRANI 6-1 6-2; Wickmayer (Bel) b. Dellacqua (Aus) 6-1 6-1; primo turno: Jones (N.Zel) b. Barrois (Ger) 6-1 6-4; Peer (Isr) b. Hradecka (Cec) 6-3 6-1; Medina Garrigues (Spa) b. Suarez (Spa) 6-2 7-6 (7).

Pallanuoto
SETTEROSA Il c.t. del Setterosa, Conti, ha convocato 14 giocatrici (senza sorprese) che saranno in collegiale a Ostia fino a domenica. Lunedì la partenza per gli Europei di Eindhoven, dove il torneo femminile scatterà mercoledì. In Olanda verrà decisa la lista delle 13. Le azzurre: Savioli, Lapi, Aiello, Di Mario, Abbate, Bianconi, Cotti, Frassinetti, Gigli, Queirolo, Rambaldi, Casanova, Emmolo, Giu. Gorlero.

Varie
PER TELETHON Weekend dedicato a Telethon a La Thuile: sabato e domenica si potrà acquistare lo skipass giornaliero a 19 euro (anzichè 37) di cui 7 andranno a Telethon, mentre per due giorni il costo è di 37 euro. Per usufruire della promozione si deve avere il coupon Telethon reperibile nei centri commerciali Auchan, nelle filiali Bnl e sul sito www.neveitalia.it

BASEBALL VARRIALE PREMIATO NEGLI USA

Francesca Schiavone, 31 anni

Ad Anaheim (Usa), la Abca, American Baseball Coaches Association ha premiato Sal Varriale (a sin. nella foto), ex giocatore e poi dirigente e tecnico di Parma e della nazionale: un onore mai riservato a un italiano. Nei tre ruoli ha vinto 44 titoli (10 scudetti, 13 Coppe Campioni, 4 Europei). Qui è premiato con Mike Scioscia, manager degli Anaheim Angels (con cui vinse le World Series del 2002), a cui ha messo il cappello dell’Italia.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012

ALTRI MONDI

Il fatto del giorno
DI GIORGIO DELL’ARTI gda@gazzetta.it

_questioni morali

Ma il caso Malinconico e quello Cosentino sono simili?
Il primo si è dimesso dal governo per essere stato in un hotel a spese di imprenditori indagati. L’altro è accusato di Camorra e vittima dello scontro Lega-Pdl
Oggi è nuovamente in scena la questione morale per la combinazione di due casi che possono essere accostati: quello del sottosegretario Carlo Malinconico e quello del deputato Nicola Cosentino, coordinatore del Pdl in Campania. no così solleciti che a un certo punto l’albergatore ride: «Ma che ti devi costruire un grattacielo? Te lo sei adottato?». E quell’altro gli risponde: «Fa parte dei giochi, che vuoi fare…». Ora, la telefonata è imbarazzante perché in ogni caso Malinconico ha effettivamente soggiornato in quel bel posto e se n’è andato senza pagare e senza chiedersi chi pagava. Ed era un funzionario pubblico, al servizio di Prodi. Detto questo, si deve specificare che non è indagato perché non risulta che abbia restituito in qualche modo il favore. Secondo le vecchie logiche, perciò (quelle dell’era Berlusconi), non avrebbe avuto alcun obbligo di dimettersi e avrebbe anzi dovuto protestare per la telefonata priva di rilevanza penale divenuta pubblica. Invece ieri Malinconico è andato da Monti e ha lasciato spontaneamente il posto di sottosegretario, dichiarando però (abbastanza incredibilmente), di aver «appreso solo ora che Piscicelli avrebbe pagato di propria iniziativa e per ragioni a me ignote».
Dall’alto, Carlo Malinconico e Nicola Cosentino: uno era sottosegretario di Monti; il secondo, del Pdl, è stato nel governo Berlusconi ANSA/EIDON

lafrase DEL GIORNO

d notizie Tascabili
L’a.d. Fiat: «Pronto a incontrarla»

Fornero a Marchionne «Mi spieghi cosa vuole»
Un invito e una risposta gentile. «Vorrei incontrare Marchionne al più presto. Non sono preoccupata, ma voglio che mi spieghi di persona quali sono le sue vere intenzioni», ha detto ieri la ministro del Lavoro, Elsa Fornero, all’indomani delle dichiarazioni dell’a.d. del Lingotto, che ha riaperto la discussione sulla spinosa questione della futura sede del gruppo Fiat-Chrysler. Immediata, dal Salone dell’Auto di Detroit, la risposta di Marchion ne: «Sono più che disposto a vederla al più presto, quando vuole». Sulla sede futura del gruppo, ha parlato sia di Torino sia di Auburn Hills, quartier generale della Chrysler: «Hanno entrambe le carte in regola per ospitare, dopo la fusione entro il 2014».

ta, s’è dimesso. E Monti ha accettato le dimissioni.

3 invece... Cosentino,
La magistratura ritiene che Cosentino, un bel signore anche lui, di 50 anni, sia il referente politico del clan dei Casalesi, e lo vuole arrestare. Cosentino ha in effetti parecchi parenti camorristi, ma questa non può essere considerata una colpa in partenza. Siccome è deputato, per metterlo dentro i giudici hanno bisogno dell’autorizzazione della Camera, che non arrivava quando Berlusconi era al governo perché la Lega lo difendeva, ma adesso invece sta arrivando perché la Lega non sta più col Pdl, anzi vuol far dimenticare la lunga stagione con Berlusconi, e perciò ora vota per l’arresto, ieri nella Giunta per le autorizzazioni a procedere dove il sì al carcere è passato grazie ai suoi due voti (è finita 11 a 10) e domani quasi sicuramente in aula dove il sì al carcere manderà effettivamente in galera l’indagato. Tutto questo la Lega lo fa senza spiegare perché adesso è favorevole e prima era contraria.

solo sul cosiddetto fumus persecutionis, rispondere cioè alla domanda: i giudici stanno perseguitando questo rappresentante del popolo o no? Quindi: come mai gli stessi giudici che prima per la Lega non perseguitavano adesso invece perseguitano?

1 Cominciamo da Malinconico.
È il più lineare. Carlo Malinconico è un bel signore di 60 anni, consigliere di Stato e ordinario di Diritto dell’Unione Europea nell’università di Tor Vergata, poi presidente della Federazione Editori e infine, nel governo Monti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria. Era sottosegretario anche al tempo di Prodi e proprio in quel periodo risulta che abbia passato un lungo week-end all’hotel Pellicano di Porto Santo Stefano, 5 mila euro per quattro notti che Malinconico non saldò. Chi saldò allora? L’imprenditore Francesco Maria Piscicelli, quello che si mise a ridere di contentezza la notte del terremoto d’Abruzzo e che qualche giorno fa è atterrato in elicottero sulla spiaggia di Ansedonia. Piscicelli e Diego Anemone sono indagati nell’ambito dell’inchiesta per gli appalti del G8 alla Maddalena e ci sono un paio di telefonate in cui si sentono i due che si danno da fare per far avere a Malinconico la stanza migliore possibile del Pellicano, so-

5 mai? Come
È il marcio della politica, per dir così. Le decisioni si prendono sulla base di convenienze, che nulla hanno a che fare con l’interesse generale. Qui non c’è solo la volontà di tenere a distanza l’appestato Berlusconi, c’è anche la lotta interna tra Maroni e Bossi. Su Cosentino, Bossi sarebbe stato per il no, Maroni ha imposto la logica del sì. Uno dei due deputati leghisti, Paolini, ha ammesso candidamente che lui, in base alle sue convinzioni, avrebbe votato no, ma siccome il giorno prima il partito, obbedendo a Maroni, aveva votato per il sì, lui si adattava al sì. Il Pdl è furioso e possiamo considerare sepolto il cosiddetto asse del Nord, Pdl-Lega. Però, sull’insieme delle due vicende: il caso Malinconico, nonostante lo squallore, ci porta comunque un minimo di consolazione perché c’è qualcuno che, anche ammesso che abbia sbagliato, ha il coraggio di togliersi di mezzo. Nell’altra vicenda siamo invece presi dal mal di cuore: è la solita politica.

I SIONISTI CONTRO DI NOI «Resterò presidente, ma c’è un complotto contro di noi: i cosiddetti rivoluzionari Il doppio omicidio di Torpignattara lavorano Migliaia di cinesi sfilano negli interessi dei per le strade di Roma sionisti. E’ sempre caccia ai killer Sono traditori della Patria. Ma dopo la crisi sarà una Siria rinnovata: in questi dieci mesi il Paese è cresciuto. Entro la prima metà di marzo ci sarà il Un momento della fiaccolata di Torpignattara ANSA referendum La Cina di Roma si è fatta vedere per la nuova ieri, chiedendo giustizia per Zhou Zhengeesentire Joy, costituzione, il giovane padre e la figlia di 9 mesi uccisi una e due mesi settimana fa. Migliaia di cinesi - 10 mila secondo dopo le gli organizzatori - hanno sfilato dal centro al elezioni» quartiere di Torpignattara, luogo del delitto,
BASHAR AL ASSAD
PRESIDENTE SIRIANO

dando vita a una fiaccolata ed esponendo striscioni. Una manifestazione senza precedenti, a cui hanno partecipato anche centinaia di romani e di immigrati da altri Paesi. Intanto, continua la caccia ai due killer: interi quartieri sono stati setacciati, soprattutto i luoghi dove si rifugiano i senza fissa dimora. Si cercano i due marocchini probabili autori della rapina.

Per l’emergenza a Napoli

2 è tanto diverso dal caso Non
Scajola, che s’è trovato la casa al Colosseo pagata senza accorgersi di niente.

Rifiuti, da Strasburgo la «condanna» all’Italia
La «monnezza» di Napoli ha fatto infuriare anche la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. I giudici hanno condannato l’Italia per violazione del diritto alla salvaguardia della vita privata e familiare. La Corte ha accolto il ricorso presentato da 18 cittadini di Somma Vesuviana, senza riconoscere il danno alla salute e l’indennizzo di 15 mila euro a testa per danni morali. La sentenza è motivata dal fatto che lo Stato, dal 1994, non è stato capace di gestire l’emergenza rifiuti. Immediata la reazione del sindaco Luigi De Magis tris: «Viviamo nel paradosso per cui noi che stiamo risolvendo i problemi subiamo la condanna per fatti determinati da chi ha creato disastri».

4 potrebbe essere che su Non
Cosentino sono emerse adesso nuove fattispecie…

Non faccia lo spiritoso e prenda solo nota di questo fatto da noi assai raro: il personaggio, per il solo fatto della telefona-

Ma la Camera non deve giudicare su questo, deve giudicare

QUI FINANZA L’AGENZIA FITCH PRENDE DI MIRA IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO: «POTREMMO TAGLIARE IL RATING»

UniCredit si rialza e la Borsa galoppa
Il titolo della banca guadagna il 6% dopo una settimana nera. Piazza Affari migliore in Europa
Colpo di reni di UniCredit dopo una settimana di bufera. E il rialzo del titolo del gruppo di Piazza Cordusio trascina in positivo la borsa di Milano, che chiude con un + 3,08% (la migliore in Europa) nonostante l’intenzione di Fitch di declassare il rating dell’Italia (da A+ a AA-). UniCredit sugli scudi dunque: ieri scambi febbrili sul 12% del capitale con le azioni ordinarie che sono schizzate oltre il 6%, a 2,32 euro, mentre i diritti, crollati del 65%, sono volati all’80% a 0,85%. Ma la ricapitalizzazione di 7,5 miliardi, cominciata lunedì con i titoli di UniCredit che avevano perso il 50% del loro valore, è ancora al centro delle polemiche. C’è chi teme che la raccolta, la più grande mai operata in Italia, potrebbe anche ridisegnare gli assetti del gruppo. Ipotesi questa respinta dal d.g. Roberto Nicastro, che considera «remota l’ipotesi di una scalata» ricordando che lo statuto della ban-

ca limita al 5% il diritto di voto al di là delle azioni detenute. I rimbalzi di UniCredit non convincono però Adusbef: l’associazione dei consumatori ha presentato esposti in varie Procure per verificare se si siano configurate «condotte penalmente rilevanti a danno degli azionisti minori», e se «lo scatto» di ieri in Borsa «non abbia configurato turbativa di mercato ed insider trading sui titoli».
In ribasso La situazione generale dell’Italia non convince l’agenzia Fitch, il cui capo della revisione rating sovrani David Riley torna a puntare l’indice contro il nostro debito pubblico: «Servirebbe un’assicurazione sulla crisi di liquidità, ma non l’abbiamo quindi potremmo tagliare il rating dell’Italia».
v.d.s.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un nuovo motore di ricerca

Google, svolta «social» per sfidare Facebook
Google diventerà sempre più social. A giorni gli utenti di lingua inglese potranno usare «Google plus Your World», un nuovo motore di ricerca che consentirà di allargare la ricerca stessa non solo alle notizie tradizionali ma anche a foto, video e messaggi provenienti dalla propria cerchia di amici. Il tentativo è chiaro: arginare il potere di Facebook, con questo nuovo prodotto che rappresenta l’evoluzione di Google +, il social network lanciato nel giugno scorso che, stando alle ultime previsioni citate da «Bloomberg News», pur continuando ad essere lontano dai numeri di Facebook, aggiunge oltre 600.000 utenti ogni giorno e potrebbe arrivare a quota 400 milioni per la fine di quest’anno.

Ieri bene la Borsa: +3,08% LAPRESSE

MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012

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ALTRI MONDI

CAUCUS IN NEW HAMPSHIRE

Romney assediato Ma resta il favorito
Ore di ansia per Mitt Romney, anche se i sondaggi lo dan no vincente nel caucus repub blicano nel New Hampshire,

aperto ieri. Contro il favorito nella corsa per diventare l’anti Obama alle presidenziali Usa, è arrivato l’attacco di un comitato elettorale vicino al rivale Newt Gingrich: uno spot da 5 milioni di dollari per le primarie del South Carolina. Ben 28 minuti in cui Romney è definito un «capitalista rapace».

CON I PIRATI PER 10 MESI

La «Savina Caylyn»: equipaggio in Italia
La fine di un incubo: è arri vato ieri mattina all’aeroporto di Fiumicino l’equipaggio della nave Savina Caylyn, dopo dieci mesi

di prigionia in mano ai pirati e a quasi un mese dalla liberazione. I 5 italiani, insieme a 17 indiani, furono attaccati l’8 febbraio 2011 nell’Oceano Indiano. «Ab biamo passato momenti terribili. Ringrazio tanto chi ci ha aiuta to», ha detto il comandante Giuseppe Lubrano Lavadera.

TUTTI I PROTAGONISTI DAGLI ZII MICHELE E COSIMA FINO ALLA FAMIGLIA SCAZZI
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San Raffaele a Rotelli «Senza prove L’ospedale ho paura si è salvato che non si arrivi
GIORNALISTA

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domande a...
SALVO SOTTILE

A MILANO DOPO IL CRAC

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alle condanne»
Come finirà il processo per il delitto di Avetrana? Lo abbiamo chiesto a Salvo Sottile, conduttore di Quarto grado, la trasmissione di Rete 4 che si è occupata spesso dell’omicidio di Sarah

I volti del giallo di Avetrana: 1 Michele Misseri ieri in tribunale; 2-3 Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano 3 La 15enne Sarah Scazzi, morta il 26 agosto 2010 4 I genitori di Sarah in aula ANSA
FILIPPO CONTICELLO

La folla di giornalisti affamati ricordava quella di un anno fa, quando Avetrana, paesino semisconosciuto nel Tarantino, era diventato il centro di gravità della cronaca nazionale. Ieri la pressione dei media sembrava la stessa: al via a Taranto il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne strangolata ad Avetrana il 26 agosto 2010. In tutto gli imputati sono nove, ma dietro le sbarre c’erano le uniche detenute per il delitto: Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri, zia e cugina della povera Sarah, accusate di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere. Nell’aula, in un angolo, anche lo zio Michele Misseri, imputato solo di concorso in soppressione di cadavere: lui, passato davanti alla famiglia di Sarah, si è accomodato vicino alle gabbie di moglie e figlia. Del resto, che la loro sorte sia legata lo ha ribadito ieri il pm Buccoliero: «Non c’è scampo: l’innocenza di Cosima e Sabrina passa dalla colpevolezza di Michele».
Immagini Sei ore di udienza tecnica, con la richiesta per l’am-

Il delitto di Sarah Via al processo tra lacrime e show
Sabrina, accusata dell’omicidio, ha pianto in aula dietro le sbarre: riprese tv solo dopo la sentenza

1 Sarà questo il processo del 2012? «Il processo di Avetrana potrebbe risvegliare l’attenzione su un caso del quale si è parlato molto, ma che ultimamente è scemato nell’attenzione degli italiani. Credo che quello che succederà in aula potrà aggiungere qualcosa di nuovo a una vicenda complessa della quale si sa ancora troppo poco. Mi auguro che il processo serva a stabilire la verità». 2 Si è fatto un’idea di questa verità? «Io credo che Michele Misseri non c’entri, o che al limite sia soltanto un personaggio collaterale. Mi ha sempre colpito, di lui, la paura delle donne di casa. Che è sempre stata nettamente superiore a quella di finire in carcere. Io credo che lo zio di Sarah, in tutte le sue versioni, non abbia mai detto la verità». 3 Come potrebbe finire il processo? «Sulla base degli elementi raccolti fin qui dalla Procura, secondo me non esistono i presupposti per condannare Sabrina e la madre Cosima. Non ci sono prove, ma solamente ipotesi investigative. Ho paura che si finirà con accuse reciproche, e che nel dubbio i giudici assolveranno tutti». Daniela Uva
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Sabrina, se pungolata, crolla: non è abituata a questa pressione. Lei è fragile
CONCETTA SCAZZI LA MADRE DI SARAH

missione delle prove e la verifica delle parti. E la Corte di Assise si è pronunciata su un particolare delicato: le immagini tv potranno essere mandate in onda solo dopo la fine del pro-

cesso. Ma il tutto con rigide limitazioni: non vedremo in volto Cosima e Sabrina. Quest’ultima era molto dimagrita: prima non voleva entrare nell’aula affollatissima, poi ha seguito l’udienza per intero. E la ricostruzione di un caso che ha incollato l’Italia alla tv: si parte il 26 agosto del 2010, con la scomparsa della 15enne Sarah. Poi, la notte del 6 ottobre, la prima di tante versioni di Misseri: lo zio confessa di averla strangolata e nascosta dentro un pozzo. Sette giorni dopo chiama in causa Sabrina,

anche lei arrestata. A novembre, ancora un ribaltone col padre che accusa la figlia di aver agito da sola; poi a maggio anche mamma Cosima va a fare compagnia a Sabrina in galera. Capriole continue divorate dai media, che ieri hanno assediato Concetta Scazzi, mamma di Sarah. Lei ha fatto una previsione: «Sabrina, se pungolata, può crollare: lei è fragile e soffre la pressione». Intanto, ieri, attraverso le sbarre, l’hanno vista piangere a dirotto parecchie volte.
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Il San Raffaele va a Giuseppe Rotelli. L’offerta dell’imprenditore della sanità milanese, 405 milioni di euro, non è stata pareggiata dal gruppo Ior-Malacalza (fermo ai 250 milioni di ottobre), e così l’ospedale fondato da don Verzè nel 1958, oppresso da oltre 1,5 miliardi di debiti, entra nel gruppo San Donato. «La cordata Ior-Malacalza (che aveva la prelazione, ndr) non si è presentata per l’allineamento dell’offerta», ha spiegato il notaio Enrico Chiodi Daelli, scrivendo il verbale con il quale ha certificato la scadenza dei termini per i «concorrenti» di Rotelli. Il prossimo passo spetta ai creditori del San Raffaele: il 23 gennaio, infatti, dovranno dare l’ok all’offerta di Rotelli; secondo il Tribunale Fallimentare di Milano, è certo che l’approvazione ci sarà, dal momento che i soldi in più messi sul piatto dal gruppo San Donato garantiranno il pagamento del 75% dei rimborsi ai creditori stessi. Sul mancato rilancio dello Ior, invece, Giuseppe Profiti, vicepresidente della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor, ha detto che l’istituto del Vaticano «rispondeva a sollecitazioni istituzionali per impedire il fallimento e non voleva certo contendere sul mercato il San Raffaele».

i milioni offerti L’imprenditore della sanità Rotelli si è aggiudicato il San Raffaele offrendo 405 milioni; Ior-Malacalza erano fermi a quota 250

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TRAGEDIA NEL TREVIGIANO DAVANTI ALLE ELEMENTARI DOVE LA DONNA INSEGNAVA E LUI STUDIAVA

IL GIALLO DI MELANIA

S’impiglia alle portiere: bimbo muore
Ucciso a 10 anni dal camper della mamma, che senza accorgersi lo trascina e lo travolge
ELISABETTA ESPOSITO

Il caso Parolisi: i nonni materni tutori della figlia

Ma dai

!

Non c’è dolore peggiore, né incubo più straziante per un genitore. Perdere un figlio è qualcosa di innaturale, di brutale, qualcosa che ti spacca nelle viscere e che nessuno sarà mai in grado di accettare. Ma se sei tu, per fatalità, a causare la morte del tuo bambino ecco che ti ritrovi a scavare sul fondo, forse troppo in basso per sperare di risalire. Qualunque ipotesi si possa fare resta comunque impossibile pensare di sapere come si senta oggi Nives Meneghel, la mamma che ieri a Revine Lago, nel Trevigiano, ha investito e ucciso con il camper il figlio Emilio

Un’immagine dell’emittente Antenna 3 dopo l’incidente di Revine Lago (Tv)

Masetto, di soli 10 anni.
La tragedia Una mattina come

tutte le altre per Nives ed Emilio. Come spesso accade la donna, 48 anni, sceglie di utilizzare il camper anziché l’auto per andare alla scuola elementare Giuseppe Mazzini, dove lei insegna e il bambino

Nessun compagno di scuola ha visto la scena. A Revine Lago ci sarà il lutto cittadino

studia. Emilio viene lasciato davanti al cancello dell’istituto, lei avrebbe parcheggiato in uno spiazzo venti metri più in là. Ma le cinghie dello zaino del piccolo restano chiuse nella portiera: Nives non se ne accorge, vista pure l’altezza del mezzo, ed Emilio viene trascinato per qualche metro. Poi la cinghia si rompe, lui perde l’equilibrio e finisce sotto le ruote del pesantissimo camper. Il bambino muore sul colpo. Una donna ha assistito alla terrificante scena e sembra che non fosse presente nessuno dei compagni di Emilio, che comunque sono stati portati via dai genitori da lì a poche ore. Per capire con esattezza come siano andate le cose si useranno anche le telecamere di una vicina palestra. Per il giorno dei funerali il sindaco di Revine ha proclamato il lutto cittadino e lo stesso dovrebbe fare Tarzo, la cittadina in cui Emilio viveva con i genitori e il fratello di 11 anni.
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FERRETTI «VENDE» GLI YACHT DI LUSSO IN MANO AI CINESI
Ai cinesi piacciono pure gli yacht di lusso. Quelli italiani. Il gruppo Shandong Heavy Industry-Weichai ha infatti messo le mani sul celebre marchio Ferretti, leader mondiale nella produzione di barche a molti zeri. I cinesi sborseranno 374 milioni, comprensivi di un investimento di 178 milioni e del finanziamento del debito di Ferretti di 196 milioni di euro, per acquistare il 75% del capitale della società romagnola. Il futuro dell’azienda è salvo. Per il patron Norberto Ferretti si salverà anche l’italianità: «I nuovi proprietari vogliono ovviamente mantenerla per aggredire con maggiore convinzione il mercato cinese, che nel settore lusso ha margini di crescita esponenziali nel futuro»

Il tribunale di Nola ha nominato i nonni materni tutori di Vittoria Parolisi, la figlia di 2 anni di Melania Rea, uccisa con 35 coltellate il 18 aprile 2011, e Salvatore Parolisi (nella foto Proto), in carcere a Teramo da luglio perché accusato dell’omicidio della moglie. La bambina, dunque, resta affidata ai nonni materni, ma i nonni e una zia paterna potranno periodicamente vederla. L’incontro di Vittoria con il padre, saltato lunedì, è stato invece sospeso: i giudici ritengono che sia necessaria una consulenza tecnica.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012

ALTRI MONDI

A SANREMO CON PAPALEO

Morandi: «Io e Rocco vera coppia comica»
«Io e Rocco Papaleo ci ispireremo alle coppie comiche storiche, penso a Walter Chiari e Paolo Panelli, a Tognazzi Vianello,

a Cochi e Renato». Così Gianni Morandi (nella foto Ansa) ha par lato della conduzione di Sanremo, al via il 14 febbraio. Sabato, intanto, si conosceranno i nomi dei giovani in gara (tra i 60 dai quali scegliere anche Miss Italia Stefania Bivone), domenica quelli dei big (con Dalla molto vicino).

IL RAPPER AMERICANO

Snoop Dogg nei guai Arrestato per droga
Il rapper Snoop Dogg è stato arrestato per possesso di droga in Texas: gli agenti, vicino alla frontiera col Messico, hanno

trovato della marijuana sul bus del suo tour. Il cantante è stato fermato sabato scorso a Sierra Blanca. Il 40enne Snoop, come detto dalla Cnn, «ha liberamente ammesso» il possesso della droga: è stato quindi arrestato e rilasciato, e dovrà presentarsi davanti ai giudici il 20 gennaio.

DONNE E CINEMA

A

HI-TECH LE NOVITÀ DEL «CES» A LAS VEGAS

Ecco il Kinect 2 E con la tv «viva» fai pure la spesa

ZELIG 2012
«Con noi si ride... se siete giovani»
Lo show da venerdì su Canale 5. Gino & Michele: «Teatro, tv e cabaret, siamo gli unici a fare tutto»
CARLO ANGIONI MILANO

S
Clooney: «Vorrei interpretare la Merkel» George Clooney nei panni di una donna, ma non una qualsiasi. L’attore-regista americano ha rivelato al settimanale tedesco «Emotion» che vorrebbe fare la Merkel: «Un leader da impersonare? Sarebbe lei». E poi: «Ho sempre voluto essere una piccola tedesca», ha scherzato

Steve Ballmer, a.d. Microsoft, col telefono Windows AP

«

Zelig «è una linfa vitale» (Claudio Bisio). Zelig «è teatro, cabaret e televisione» (Michele Mozzati di Gino & Michele). Zelig «non è una trasmissione per vecchi» (Gino Vignali di Gino & Michele). Zelig «è un grande divertimento» (Paola Cortellesi). Zelig ritorna in prima serata, puntuale come ogni inizio d’anno, ma questa volta — dicono autori e conduttori — sarà diverso. Si comincia venerdì (ovviamente su Canale 5), si faranno 15 puntate (tre in più del 2011), si festeggerà la centesima serata (il 20 gennaio), si taglierà il traguardo dei 500 mila paganti al teatro degli Arcimboldi di Milano per vedere lo spettacolo dal vivo. Insieme a una cinquantina di comici, con

È un vero onore essere a Zelig dopo il cinema: alle prove avevo le mani sudate
CLAUDIO BISIO CO-CONDUTTORE

un buon 30 per cento di volti nuovi, con i confermatissimi (tra gli altri) Enrico Bertolino, Lella Costa, Leonardo Manera, con il ritorno di Ficarra & Picone, Anna Maria Barbera, Ale & Franz per lo show del 20, più le guest star Albanese e Siani. E il duo in conduzione Bisio-Cortellesi (nella foto Ansa).
In coppia Lui dice che lei «è pre-

cisina» e che per non correre rischi «è arrivata a Milano due giorni prima dell’inizio delle

prove»; lei dice che lui «è un mattatore, un compagno di lavoro che fa emozionare e non sai mai che cosa può fare». Lui aggiunge: «In questi anni ho fatto tutto, senza rinunciare a Zelig, ed è un onore essere sempre qui: alle prove ero ancora emozionato, con la salivazione a zero e le mani sudate». Lei rilancia: «È il mio secondo anno, e quando mi hanno chiesto di tornare ci ho pensato tanto... almeno un paio di minuti». Lui ammette: «Questa è una settimana dalla doppia, alta tensione: venerdì debuttiamo con Zelig, ma c’è anche l’arrivo al cinema di Benvenuti al Nord, un film molto importante». E lei risponde: «L’anno scorso ho fatto le imitazioni di Moratti, Gelmini e Santanché: sono sparite, forse ho portato loro sfortuna... stavolta potrei fare anche la Merkel». Per ora, intanto, la risposta del pubblico è già positivissima: 40 mila dei 60 mila biglietti per gli Arcimboldi sono stati venduti. E da sabato mattina si faranno i conti con l’Auditel: «L’anno scorso abbiamo avuto 6 milioni di spettatori medi col 24% di share — spiega Gino —: ci guardano in tutta Italia, ci guardano soprattutto i giovani. Non siamo una trasmissione per vecchi, per il pubblico di Rai 1, che quindi non ci vedrà: pazienza».
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La super tv Oled di Samsung, grande 55 pollici AP

la battutaccia

«I sardi vanno con le pecore» Rivolta contro Villaggio su Rai 3
adolescente. Ebbene, neanche lui ha apprezzato quelle parole in libertà: «Questa gente da salotto dimentica cos’è la specie umana». Poi, in serata, dopo le scuse del conduttore Beha, è arrivato il dietrofront del comico. Con battuta (felice) annessa: «Per punizione sono pronto ad andare in traghetto a Olbia e poi, vestito da francescano o da Gesù con le spine in testa, a farmi tutta la Sardegna a piedi e fermarmi ogni 500 metri a chiedere scusa». Ma definendolo «paradossale», ha respinto il coro di critiche: «I sardi non devono prendersela, era umorismo». Intanto, ora la data da cerchiare è il 20 febbraio: all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari, Villaggio presenterà il suo spettacolo. C’è chi minaccia di boicottarlo e lui, pur di trovare il perdono, è pronto a gesti estremi: «Farò harakiri in pubblico».
cont.
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Battutaccia, certo. Infelice, per lo meno. Perché i più arrabbiati parlano di viltà, pescano l’aggettivo abominevole e sono pure pronti alla guerra delle carte bollate. Una bella bufera montata su qualche parola di troppo pronunciata «allegramente» da Paolo Villaggio su Rai 3: lunedì mattina, ospite della trasmissione di Oliviero Beha Brontolo, ha dato una singolare spiegazione del perché in Sardegna nascano pochi bambini. «Succede perché ci si accoppia con le pecore», ha detto il 79enne attore genovese. Parole fuori luogo e scuse arrivate ieri in serata, ma solo dopo aver ricevuto un bombardamento di attacchi sparsi: «È grave il silenzio di Beha e degli ospiti in studio, tra cui Alessandra Mussolini che ha accompagnato questa delirante affermazione con un vergognoso sorrisino», ha detto Simone Spiga, coordinatore sardo dell’associazione Arcipelago nazionale ade-

Betancourt con il volto della Murino Caterina Murino (nella foto in alto) darà il volto all’ex candidata alla presidenza della Colombia Ingrid Betancourt (in basso), sequestrata dalle Farc dal 2002 al 2008. L’attrice italiana sarà la protagonista del film «In Search of Ingrid», basato sui due libri scritti dall’ex marito della Betancourt

S

Windows 8, tablet, portatili ultraleggeri e le smart tv (capaci di navigare su Internet e riconoscere volti e gesti) con schermo Oled (monitor di ultima generazione) su cui puntano tutti i competitor a cominciare da Samsung e Lg. Queste le principali novità del Ces (Consumer electronic show), la mega fiera dell’elettronica di Las Vegas. L’avvio è stato tutto per Steve Ballmer, a.d. di Microsoft, che ha annunciato l’addio del colosso di Redmond alla manifestazione dopo 20 anni, presentando il nuovo sistema operativo Windows 8 e il Kinect per Windows (la vera novità in vendita dal 1˚ febbraio), la nuova console targata Microsoft per lavorare e giocare ai videogame, pensata per le scrivanie e comandata a distanza di 50 cm (non più 2 metri) con l’uso delle mani grazie all’interfaccia dinamica Metro. Ma la sfida più interessante del Ces 2012 riguarda le smart tv: oggetti «pensanti» (quelle proposte da Samsung hanno il riconoscimento facciale, vocale e gestuale integrato) con cui si può fare tutto: navigare, chattare e fare la spesa. La smart tv di Lg presenta anche applicazioni assortite oltre a una vasta connettività con effetto 3D. E sul 3D punta anche Toshiba, con un nuovo 55 pollici senza occhialini che segue lo sguardo dello spettatore irradiando luce da nove angolazioni.

teleCommandos
«Pan Am»: si vola ma così così
Debutto di Pan Am su Foxlife. Mad Men in gonnella curatissimo nelle ambientazioni Anni 60 e con dispendio di mezzi. Ben fatto - nulla da dire - e alla ricerca dello stesso successo Usa che, però, probabilmente non arriverà (l’Abc alla decima puntata ha meditato lo stop). Troppa oleografia? Troppo rimpianto che aleggia? Da noi, poi, anche Mad Men non ha mai sfondato. Le hostess, però (persino la Ricci), sono da schianto... (massimo arcidiacono)

LOTTO
BARI CAGLIARI FIRENZE GENOVA MILANO NAPOLI PALERMO ROMA TORINO VENEZIA 11 36 15 42 81 31 17 69 75 25 57 71 77 86 48 1 4 57 35 90 41 79 90 53 12 54 87 22 55 10 41 11 76 51 81 76 75 79 3 78 21 59 25 22 15 4 54 37 77 60

SUPERENALOTTO
LA COMBINAZIONE VINCENTE 14 22 27 28 34 66 Jolly: 69; Superstar: 23 Jackpot e 52.000.000 Punti 6: nessuno Punti 5+: nessuno Punti 5: 14 totalizzano: e 27.184,30 Punti 4: 1.679 totalizzano: e 226,67 Punti 3: 47.866 totalizzano: e 15,90 QUOTE SUPERSTAR Punti 4: 6 totalizzano: e 22.667 Punti 3: 198 totalizzano: e 1.590 Punti 2: 3.459 totalizzano: e 100 Punti 1: 22.763 totalizzano: e 10 Punti 0: 52.424 totalizzano: e 5 Montepremi di concorso e 2.537.201,32 10 e LOTTO Numeri vincenti

Paolo Villaggio, 79 anni, durante la trasmissione di Rai 3 «Brontolo»

rente a Fli. Lui ha chiesto le dimissioni in tronco dei vertici della Rai; mentre il movimento dei pastori sardi ha solennemente annunciato querela. Più affilato il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci: «Frase volgare e stupida. E anche un

grave sintomo di ignoranza».
Harakiri La battuta di Villaggio faceva l’occhiolino a Gavino Ledda, maestro della letteratura sarda che nel suo Padre padrone (1975) raccontava tumulti sessuali poco ortodossi di un

NAZIONALE 21 23 27 86 25 ESTRAZIONE DEL 10 GENNAIO

1 4 11 15 17 21 31 36 41 54 57 59 69 71 75 76 77 79 87 90

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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GAZZALOOK SPECIALE MODA
LA TOP TEN I PREMI SPECIALI

WOOLRICH MODELLO «ARTIC PARCA», CON PIUMA E TESSUTO IMPERMEABILE IDROREPELLENTE

LACOSTE CALDO TRICOT IN LANA E MOHAIR CON MOTIVI IN STILE MONTAGNA PER ESSERE CALDI ANCHE IN CITTÀ

HENRY LLOYD MODELLO «THE CONSORT», FAMOSA GIACCA-ICONA RIVISITATA IN CHIAVE MODERNA

REPORTER CAMICIA IN PURO COTONE TINTO EFFETTO VINTAGE, PER TORNARE AL PASSATO IN CHIAVE MODERNA

EL CAMPERO STIVALE ITALIANO CHE RICORDA IL MONDO DEI COWBOY, FATTO CON TECNICHE ARTIGIANALI

DIADORA PREMIO SPORTWEEK IL MONDO RUNNING SI FONDE CON LE ISPIRAZIONI INVERNALI DELLA COLLEZIONE

DESIGUAL CONSUMATI, EFFETTO USATO, RICORDANO L’ORIGINE «ALLEGRA» DEL MARCHIO SPAGNOLO

DEKKER LEGGERA MA CALDA, IN TESSUTO TECNICO IMPERMEABILE, RIPRENDE LA LINEA DELLE FAMOSE SAHARIANE

MANUEL RITZ GIACCA SARTORIALE IN FLANELLA DI COTONE CON PROFILI DELLE TASCHE E DEL TASCHINO COLORATI

SEVENTY CLASSICA E SPORTIVA LA GIACCA DOPPIOPETTO BICOLORE CON CAPPUCCIO REALIZZATA IN PANNO

MUSEUM COLLO ALTO CON CHIUSURA ERMETICA ANTIVENTO CON BOTTONI, COULISSE IN VITA

FIRETRAP PREMIO MAX LIMITED EDITION PER LA T-SHIRT CON STAMPATO L’«ATLETA» BULLDOG CHE CORRE IN PISTA

sono stati selezionati attraverso il sondaggio dei lettori su Gazzetta.it.
Premiati Per il grande freddo

GAZZETTA.IT

DAL NOSTRO INVIATO

STEFANIA ANGELINI FIRENZE

Abbiamo davanti un anno densissimo di appuntamenti sportivi: dall’Olimpiade di Londra all’Europeo di calcio in Polonia e Ucraina. L’atmosfera è quella dei grandi eventi. Che conquista e che ha già stregato persino il Pitti Immagine Uomo, la più grande fiera internazionale dell’abbigliamento maschile, partita ieri a Firenze. A darsi battaglia, ispirandosi allo sport, sono gli stilisti delle aziende che espongono negli spazi della Fortezza da Basso (1.073 marchi di cui il 38% straniero). Sì, perché pare che sarà proprio lo sportswear a dare nuova energia al settore, che deve fare i conti con la crisi economica, ma che è comunque riuscito a rimanere a galla, con un fatturato che nel 2011 ha chiuso con un segno positivo (+3,4% secondo le stime di Sistema Moda Italia). Noi della Gazzetta siamo tornati a incoronare i capi di abbigliamento più originali, quelli che sentiamo più vicini allo stile della Rosea. Oggi è il giorno della premiazione nella cittadella della moda: per questa edizione del Pitti, la numero 81, sono 15 i marchi vincitori: tra questi, dieci sono stati scelti dai nostri esperti di tendenze; due (i premi della critica) sono stati assegnati dal nostro settimanale SportWeek e dal mensile Max; tre

VINCE IL LOOK SPORTIVO
Europeo di calcio e Olimpiade ispirano gli stilisti. Ecco i modelli più originali scelti dagli esperti e dai lettori
MODA SU DUE RUOTE MICHAEL INDOSSA TOTAL LOOK DI BIKKEMBERGS, PER ALDEN GIACCA E SHORTS DI FRANKIE MORELLO E SANDALI DI CESARE PACIOTTI

abbiamo scelto i giacconi fatti con tessuti tecnici da montagna ma che si adattano bene all’uso in città: vincono Seventy, Museum, Dekker, Woolrich, Henry Lloyd. Per lo stile country, oltre agli intramontabili maglioni di lana di Lacoste e Bramante, premiamo la giacca Manuel Ritz: classica ma informale, in flanella di cotone. Ai piedi mettiamo le sportivissime Diadora, le scarpe a effetto vissuto di Monoway e PlayHat. Ma ci affidiamo anche allo stivale stile cowboy di El Campero. Look casual: l’accoppiata vincente è formata dai jeans Desigual e dalla camicia di Reporter. E per finire, la collezione a edizione limitata del marchio inglese Firetrap: come resistere alla t-shirt col bulldog stampato in versione Olimpiade, che si cimenta nel nuoto e nel salto in alto?
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Questi i tre «campioni» votati sul nostro sito

MONOWAY SCARPA ALTA ALLA CAVIGLIA, IN PELLE CON SUOLA IN GOMMA ASPETTO VINTAGE, CHE RICHIAMA IL PASSATO IN CHIAVE MODERNA

BRAMANTE CALDO MAGLIONE IN LANA A TRECCE CON BOTTONI IN STILE COUNTRY, PERFETTO PER LA CITTÀ MA ANCHE PER GITE FUORI PORTA

PLAYHAT SNEAKERS IN PELLE EFFETTO USATO, CON DETTAGLI COLORATI FLUO. PERFETTE PER CHI NON VUOLE PASSARE INOSSERVATO

L’EVENTO CON RCS LE VIE DELLA CITTÀ SONO STATE TRASFORMATE IN UN MUSEO A CIELO APERTO: ESPOSTO ANCHE UN MURALES PER LA «GAZZETTA»

L’ARTE DI STRADA IN MOSTRA A FIRENZE

ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE

Bentornati a Firenze & Fashion, l’iniziativa di Rcs in collaborazione con Pitti Immagine Uomo: tutte le ultimissime tendenze del mondo della moda maschile sono qui, ma non è tutto, in questa seconda edizione l’arte è protagonista. Stavolta si deve parlare anche di un percorso di installazioni

mobili attraverso cui diversi talenti italiani della graphic street art hanno trasformato le vie del centro in una galleria all’aperto, dedicata al mondo della moda e intitolata Art: un universo di luci, di forme e di colori; oltre a elementi che seguono l’ispirazione tematica offerta da Pitti Uomo, It’s graphics now!.
Graffito Gazzetta C’è ancora dell’altro: a tutto questo si aggiungerà, fino al 15 gennaio, una

grande installazione dall’immediato impatto visivo posizionata in piazza della Repubblica, nel cuore di Firenze, in cui le otto testate del gruppo coinvolte nella mostra si raccontano alla città. Ognuna, secondo il proprio stile, è rappresentata dalla creatività di giovani artisti: una sintesi di alcuni dei caratteri va così a comporre due grandi murales di sei metri per 3,70. Quello di AliCè per La Gazzetta dello Sport è un graffito con tutto il mondo della Gaz-

La mostra «Street Graphic» con il murales «Gazzetta» CORNIO

zetta al centro e tutta una serie di altri elementi intorno, rivisti dalla mano dell’artista. Diverse le esposizione a cielo aperto che hanno anticipato l’apertura di Pitti; fra queste i murales che sono comparsi ieri sera all’interno della struttura tirata su nel centro della città: presenti all’evento il direttore della Gazzetta, Andrea Monti, il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, e i manager delle varie aziende di moda.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012

ALTRI MONDI
Oroscopo
LE PAGELLE
21/3 - 20/4 21/4 - 20/5 23/11 - 21/12 21/5 - 21/6 22/6 - 22/7 23/7 - 23/8

Ariete 7,5
Come fosse un bifidus activ regularis, la Luna riequilibra le lotte intestine nei rapporti. E agevola il lavoro. L’amor v’alleggerisce mucho.
23/9 - 22/10

Toro 5,5
Lavoro complesso: scacciate il pessimismo e legate il fratello scontroso di Terminator che dimora in voi. Amor spento, sudombelico cicloide.
23/10 - 22/11

Sagittario 8
IL MIGLIORE. Siete intuitivi e strafighi. Lavoro, viaggi, contatti con persone lontane premiano, il sudombelico si e vi illumina, manco foste Jeeg Robot. Grandi!
FEDERICO BALZARETTI

Gemelli 7
La Luna vi porta in trionfo nel lavoro, ma serve un cicinìn di autocontrollo, specie nell’uso della favella. Lavoro superstar, ormone meno
22/12 - 20/1

Cancro 7+
I soldi arrivano e il lavoro spacca. L’amor, poi, vi si spalma addosso come un mascarpone sul panettone, voi siete turgidi e suini: evvai!
21/1 - 19/2

Leone 7
La Luna autorizza il varo di progetti e lavori, con entusiasmo, nonostante la fatica che sfiancherebbe uno gnu. Riposate, fornicate un tantino.
20/2 - 20/3

DI ANTONIO CAPITANI
24/8 - 22/9

Vergine 6+
Nonostante dobbiate tirare la carretta da soli, il lavoro premia e conforta. Evitate però vittimismi e sospetti inutili. Ormoni giovanili.

Bilancia 7
Gli amici vi facilitano e vi appoggiano, il lavoro di squadra vi vede leader efficaci. Il sudombelico, però, non gradisce la solita minestra.

Scorpione 5,5
Il vostro giudizio potrebbe soccombere all’emotività. Non saltate a conclusioni errate. E nemmeno addosso a chi non vi vuole.

Capricorno 7La Luna promette aiuti nel definire faccende di soldi. E anche in fatto di trasgressioni suine. Lavoro ok, ma siete troppo sfigocupi: state su!

Acquario 6L’umore è una ciofeca, Marte non concede la fiducia al sudombelico e non si fornica. Per poco, però. Lavoro ok, ma necessitate di una pausa.

Pesci 6+
Lavoro e affetti strapremiano. Ma il sudombelico dà le dimissioni, come un sottosegretario incline alla malinconia. Si ripiglierà.

L’esterno del Palermo e della Nazionale è un prodotto del settore giovanile del Torino ed è nato proprio a Torino il 6 dicembre 1981

TeleVisioni in chiaro
RAIUNO
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Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre
IN DIRETTA
CALCIO
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13.35 MAMMA DETECTIVE MYA 13.45 GRINDHOUSEA PROVA DI MORTE PREMIUM CINEMA 15.50 INCONTRERAI L'UOMO DEI TUOI SOGNI PREMIUM CINEMA 17.20 LA FORZA DELL'AMORE MYA 17.30 REPO MEN PREMIUM CINEMA 19.30 BURIED SEPOLTO PREMIUM CINEMA 21.15 TEXTUALITY MYA 21.15 GONE BABY GONE PREMIUM CINEMA 23.15 LA VITA FACILE PREMIUM CINEMA

22.00 SIVIGLIA - VALENCIA
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HOCKEY GHIACCIO
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NHL ESPN America

20.30 TRENTO BELGRADO
Champions League femminile Sportitalia 2

BASKET
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20.30 MACERATA ISTANBUL
Champions League femminile Sportitalia 2

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1.00

VILLANOVA SYRACUSE
NCAA ESPN America e Sky Sport 2

SCI FREESTYLE
11.30 COPPA DEL MONDO
Ski Cross. Dall’Alpe d'Huez, Francia. Rai Sport 1

SKY SPORT 1
9.15 9.30 CALCIO: ATALANTA MILAN Serie A. Highlights CALCIO: LECCE JUVENTUS
Serie A. Highlights.

17.30 UDINESE CHIEVO
Coppa Italia. Ottavi di finale Rai 2

BIATHLON
14.15 COPPA DEL MONDO
Individuale femminile. Da Nove Mesto, Repubblica Ceca Eurosport

12.00 COPPA DEL MONDO
Ski Cross. Dall’Alpe d'Huez, Francia. Eurosport 2

10.30 CALCIO: PALERMO NAPOLI Serie A 15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS

20.00 BASKET: NEW YORK KNICKS - CHARLOTTE BOBCATS
NBA

SKY SPORT 3
9.30 RUGBY: LEICESTER TIGERS - SALE SHARKS
AVIVA Premiership

Teo Teocoli ospita Loretta Grace (nella foto) e altri attori del musical «Sister Act» in scena a Milano

Virgin Radio
14.00 Revolver

20.30 ROMA FIORENTINA
Coppa Italia. Ottavi di finale Rai 1

TENNIS
9.30 WTA SYDNEY
Quarti di finale Eurosport

9.45

20.45 MANCHESTER CITY LIVERPOOL
Carling Cup Sky Sport 1 e Sky Calcio 1

CALCIO: UDINESE CESENA
Serie A. Highlights

SKY SPORT 2
11.30 RUGBY: AIRONI ULSTER
Heineken Cup

CALCIO: FIFA PALLONE D'ORO 2011 12.45 CALCIO: ESPANYOL BARCELLONA Liga 14.30 MANCHESTER CITY MANCHESTER UTD 11.15
Fa Cup

FRECCETTE
18.30 MONDIALE
Da Frimley Green, Regno Unito Eurosport 2

20.45 TOTTENHAM EVERTON
Premier League Sky SuperCalcio e Sky Calcio 2

VOLLEY
18.30 CSKA SOFIA - CUNEO
Champions League femminile Sportitalia 2

20.15 MONDIALE
Da Frimley Green, Regno Unito Eurosport

10.00 CALCIO: SIENA LAZIO Serie A. Highlights 10.15 CALCIO: ROMA CHIEVO
Serie A. Highlights

16.45 RUGBY: LEICESTER TIGERS - LONDON WASPS AVIVA Premiership

16.15 CALCIO: TORINO ALBINOLEFFE Serie B 18.15 CALCIO: MALAGA REAL MADRID
Coppa del Re

Ringo (nella foto) alle pre se con i classiconi del rock e le nuove band con un oc chio al mondo dei motori

GazzaMeteo
A CURA DI

Ieri
ALGHERO ANCONA AOSTA BARI

min max
0 0 -1 5 2 1 -1 1 -3 7 -1 -2 2 12 -4 -2 9 -1 -1 -4 5 -1 14 10 8 10 13 16 7 13 12 15 7 13 13 14 8 4 12 12 15 14 13 10

Oggi
Cieli sereni o poco nuvolosi sulla maggior parte del territorio italiano salvo addensamenti residui su parte del sud. Rischio di pioggia comunque basso ma venti ancora sostenuti da Nord. Locali nebbie e gelate sulla Val Padana nella notte. Trieste
Venezia
1 1 8 9 1 8

Domani
Alta pressione che garantirà tempo stabile e soleggiato su quasi tutto il territorio. Segnaliamo solo infiltrazioni d'aria umida da Ovest tra Liguria e alta Toscana. Su questi settori non si escludono deboli piogge. Nebbie in Val Padana.

Dopodomani
Nuvolosità in aumento su buona parte delle regioni tirreniche, dalla Liguria fino alla Calabria, salvo schiarite tra bassa Toscana e Nord Lazio. Piogge comunque scarse e concentrate tra Liguria di Levante e alta Toscana. Buono altrove.

Trento Aosta
2 8 4 11

Legenda CIELO
Sole Nuvolo Rovesci Coperto Pioggia Temporali Neve Nebbia

BOLOGNA

Milano
0 9

VENTI
Deboli Moderati Forti Molto forti

CAGLIARI CAMPOBASSO CATANIA FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA REGGIO CALABRIA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA

Torino
0 8 5

Bologna Genova
11

Ancona

Firenze
1 8

Perugia
1 8

6 10

L’Aquila
2 6

MARI
Calmi Mossi Agitati

ROMA
0 10

Campobasso
1 6 1 3

Bari Potenza
7 10

Napoli
3 11

Cagliari
5 12

Catanzaro
2 10

Il sole oggi MILANO
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ROMA
Sorge Tramonta

Palermo
6 13 7

Reggio Calabria
5 13

Il sole domani MILANO
Sorge Tramonta

La luna ROMA
Sorge Tramonta Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

Catania
12

8:01

16:59

7:37

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17:00

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16:58

25 dic.

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MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

39

TERZO TEMPO
GazzaFocus

LETTERE

Grazie agli euro del petrolio lo sport femminile scopre una nuova realtà

PortoFranco
A CURA DI FRANCO ARTURI Fax: 0262827917. Email: gol@rcs.it Twitter: @arturifra

Sara: volley e kebab nella frontiera di Baku
L’azzurra Anzanello racconta l’avventura in Azerbaigian fra scritte in cirillico, pubblico silenzioso e l’insalata russa
VALERIA BENEDETTI

De Rossi, la pressione e il mestiere di tifosi
Sono rimasto perplesso dalle ultime dichiarazioni di De Rossi, circa la pressione mediatica. Penso che questa pressione se la sia creata lui insieme al suo procuratore. Il tifoso ha sempre l'ultima parola e penso, da povero studente squattrinato e innamorato della Roma, che se avessi la fortuna di giocare (non lavorare) per la squadra della mia città, da vero e proprio idolo della gente, metterei una firma su un contratto bianco senza pensarci due volte. Stiamo parlando comunque di un ragazzo non ancora trentenne già ricco sfondato e ci sono cose nella vita che i soldi non ti possono dare. Vivo la situazione come un torto verso la gente che lo ha reso così importante. Senza i tifosi, il calcio sarebbe solo «22 persone che corrono dietro una palla».
Luca Aletti (Varese)

ALBUM CAVIALE SULLE RIVE DEL MAR CASPIO
1 2

Felicità è sentire (e parlare) un po’ d’italiano. Ma non vi preoccupate, non è la solita storia dell’italiano all’estero a cui manca la pasta. Magari la bresaola, ma la pasta no. Altrimenti una che in 12 anni di carriera è rimasta nel raggio di 40 chilometri, non avrebbe scelto come prima esperienza all’estero di andare a Baku, Azerbaigian, sul Mar Caspio. Ma Sara Anzanello, l’ex Grande Puffo (soprannome affibbiatole dalle compagne dopo un errore di tinta dei capelli) nonché oro mondiale nel 2002 (e oro nel 2011 in Coppa del Mondo) è una che ha sempre saputo distinguersi e non solo per i 192 cm di altezza. Così, invece di puntare come altre su Russia o Turchia, quest’anno ha scelto di vestire la maglia dell’Azerrail, una delle principali squadre azere. E siccome la capacità comunicativa non le manca, tiene aggiornati amici e tifosi quotidianamente via twitter e facebook, foto comprese, da quelle da turista alle immagini dei suoi pasti «azeri». Da ieri è in Italia per la sfida di Champions con Bergamo e ha potuto rivedere la sua famiglia dopo diversi mesi.
Lingua «È un bel problema —

mento. E poi c’è molto rispetto per le donne, credo per motivi religiosi (in Azerbaigian la maggioranza è musulmana, ma c’è anche una grossa comunità di cristiani ortodossi, ndr)». Festività posposte: «Il Natale per me è stato un po’ anomalo. La città era tutta spoglia nel periodo in cui per noi sono piene di luci e decorazioni. Poi subito dopo Natale (cattolico), sono cominciati ad apparire gli addobbi per quello ortodosso (caduto il 7 gennaio, ndr)».

Anch’io delle dichiarazioni del giocatore ho capito poco, ma cercherei di mettermi anche nei suoi privilegiati panni. Ce lo vede lei mentre fa una passeggiata al Testaccio o a Trastevere senza essere assalito da turbe festanti? Le faccio un’altra domanda: è sicuro che sappiamo fare bene il mestiere dei tifosi su quelle tribune?

San Siro di qua...
Rispondo alla lettera del signor Matteo Zanotti. Nel derby il secondo anello verde è tradizionalmente assegnato ai tifosi interisti e quindi i nostri abbonati di quell’ordine di posti devono essere trasferiti in altri settori, come previsto dal contratto di abbonamento. All'inizio della stagione sportiva, il Milan ha inoltre comunicato che lo spostamento degli abbonati del secondo verde sarebbe stato quest'anno al terzo anello verde. Nessuna sorpresa dunque per il Signor Zanotti. La scelta di questo settore di destinazione è stata dettata da ragioni organizzative e di sicurezza. Spostarli ad esempio al primo verde significherebbe farli divenire un facile bersaglio della sovrastante «Curva Nord». Si tratta del resto di procedura identica a quella seguita nei derby dall' Inter da alcuni anni, per i suoi abbonati del secondo blu. Quanto alle altre contestazioni generiche del Signor Zanotti, siamo pronti a fornirgli privatamente ogni chiarimento.
Daniela Gozzi (Milan, direzione stadio)

...San Siro di là
Sono un tifoso abbonato Inter da 30 anni e voglio manifestare la mia indignazione per lo stato degli stadi italiani. Ho letto recentemente che San Siro si è candidato per la finale della Champions League 2014. Benissimo. Peccato che questo impianto sia in molte strutture quasi fatiscente. Sarà un luogo storico e tutto quanto volete, ma è assolutamente da terzo mondo. Voglio denunciare in particolare lo stato dei bagni nel settore «primo verde»: sono di un’indecenza totale, nauseabondi. Ma l'ufficio di igiene esiste? Vuoi portare un bambino a contrarre malattie allo stadio o una donna impossibilitata a sfruttare servizi? E pensare che un biglietto in questo settore costa intorno ai 40 euro. In Italia oltre ai problemi di sicurezza non si fa niente per portare la gente allo stadio. Ci meritiamo quello che siamo, un grumo di inciviltà e degrado. E nessuno che si indigna.
Carlo Melchiori (Milano)

3

TRA EUROPA E ASIA

1. Sara Anzanello, 31 anni, in una Baku illuminata per il Natale ortodosso 2. La vista dall’appartamento di Sara direttamente sul Mar Caspio 3. Le compagne, tutte straniere tranne la regista Parkhomenko

RCS

QUATTRO GLI ITALIANI

racconta Sara —. Con le compagne di squadra parlo in inglese, ma l’allenatore parla solo russo, quindi mi sono comprata una grammatica e sto cercando di capirci qualcosa. All’inizio è stato drammatico: tutto in cirillico, non sapevo dove andavo e cosa compravo. La prima volta al supermercato ho pensato di aver preso uno yoghurt e invece era una specie di crema con il pepe... Poi mi sono abituata. Solo sugli affettati ancora non mi sono lanciata: sono troppo diversi dai nostri. Allora "contrabbando" bresaola dall’Italia. Però sono gentili, quando al supermercato sono riuscita a far capire che cercavo un formaggio morbido l’hanno ordinato apposta per me». Ma il mangiare non è un problema: «A me piace provare: loro fanno molte insalate russe, ma con una maionese più leggera e ingre-

Un campionato concentrato nella capitale
(a.a.) L’Azerbaigian è una repubblica presidenziale indipendente dal 1991. Dove è molto sviluppata la pallavolo femminile mentre è di poco spessore quella maschile. Vanta due Coppe Europee femminili vinte entrambe dall’Azerrail Baku, 2001-02 Top Team, 2010-11 Challenger. A livello di Nazionale ha partecipato a due Mondiali: 9˚ nel 1994; 13˚ nel 2006. E agli ultimi 4 Europei: 4˚ nel 2005, 12˚ nel 2007 e nel 2009, 9˚ nel 2011. Oltre alla Anzanello nel campionato azero sono impegnati Emanuele Sbano tecnico dell’Igtisadchi Baku, Raffaella Calloni e Fabio Tisci (secondo e scout) nel Baki Baku.

dienti di tutti i tipi, l’altro giorno ne ho provata una con il melograno. Poi c’è un riso che condiscono con carne, uvetta e castagne. E kebab a tutto spiano».
Vita da azera «Il traffico è terribile, non solo perché è tanto, ma anche perché è un far west: contromano, semafori rossi. Una volta il pullmino che ci portava ad allenarci è rimasto bloccato perché un autobus aveva infilato una strada contromano». Però il rapporto con i locali è tutt’altro che negativo: «All’inizio mi sembravano tutti un po’ burberi. Vestono soprattutto di nero e sorridono poco, però sono molto gentili. Una volta in metro un ragazzo mi ha aiutato ad arrivare fino alla direzione giusta anche se lui in realtà stava uscendo dalla stazione. Poi in aereo abbiamo conosciuto un cantante lirico di Baku e lui ci ha portato in giro per la città spiegandoci il loro modo di pensare. Da allora li guardo in modo diverso, ho capito che il sorridere poco è solo un atteggia-

Il pubblico «In realtà non ho ancora capito bene come funziona. Nelle partite in casa non abbiamo mai avuto tantissimo pubblico. Ma anche in quel caso è diverso da noi. A Villa Cortese e Novara non stanno zitti e a fine gara venivano a chiederti autografi. A Baku non ti si avvicina nessuno. Avrò firmato 3-4 autografi in tutto. In realtà ancora non abbiamo incontrato le squadre più forti, sono curiosa. Comunque qui la vita di club è più simile a quella della Nazionale. Ci portano avanti e indietro con il pullmino, pranziamo in federazione e spesso non torniamo a casa fra un allenamento e l’altro. Hanno delle camere nell’impianto». In definitiva Sara è soddisfatta della scelta: «Bello vedere e provare cose nuove. Sono riuscita anche a fare un po’ la turista. La Citta Vecchia è molto bella, con i bazar e le costruzioni antiche e anche il panorama dalla Torre della Vergine». Insomma Baku non è poi così lontana.
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Grazie, dal punto di vista tecnico la risposta è esauriente. Sul piano concreto, mi pare evidente che quella clausola vada meglio illustrata in sede di stipula dell’abbonamento: tante lettere di protesta ci sono infatti giunte per l’occasione. Senza contare che abbiamo dato ormai per scontati comportamenti delinquenziali da parte di fette di pubblico. Ed è la cosa socialmente e calcisticamente più assurda.

Lamentele non nuove in queste colonne. Da anni. Ma nessuno di coloro che ne hanno responsabilità hanno ancora mosso un dito. Noi, signor Melchiori, continuiamo ad indignarci. E a questo proposito è ottima l’idea di coinvolgere gli uffici pubblici: quei servizi sono a norma? Qualcuno li ha visitati o li visita? Chi dà la licenza di agibilità a questo sconcio? La legge è rispettata? Sindaco Pisapia, ci dà una risposta?

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MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 2012