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C3

DI

7*>

DIZIONARIO
ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI,

MARTIRI,

PADRI,
AI

AI

PI

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

VARII

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADI DELLA GERARCHIA

ARCIVESCOVILI E PATRIARCALI, ALLE CITTA* DELLA CHIESA CATTOLICA, VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. LXI.

BtWmcrv,

fi.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCLIM.

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

ST

OR CO -ECGLESI ASTICA
I

S
SAL
SALVATORE
tutti
i

SAL
lela alla costa, tagliata
toli

(s.) della Baia di Santi nel Brasile (s. Salvatoris

da parecchi

viot-

traversali:

non

vi

sono che vecchie


pi importanti

in Brasilia). Citt con residenza vescovile

case

mal

fabbricate,

immensi magazzini
i

del Brasile (V^neW America meridiona-

e alcuni edifzi pubblici,

con porto di mare,capoluogodella provincia e della comarca di Bahia, sopra lile,

tra'quali sono la borsa, ch' bella, la chiesa di


le

Nostra Signora,
i

la

dogana, l'arsena

na lingua
la

di terra,
tutti
i

che avanzasi all'est del-

ed

cantieri di costruzione.

Vie rapi-

Baia di

Santi, a

280 leghe da Rio

dissime lastricate di mattoni conducono

de Janeiro
sta citt,

s. Sebastiano, capitale dell'impero del Brasile. La situazione di que-

da questo quartiere alla citt Alta,meglio fabbricata, pi ventilata, e donde si gode

in

che dalle sponde del mare sorge forma d'anfiteatro sul fianco d'una colil

d'amena

vista sul porto e sulla costa.


:

principali edifzi sono


gesuiti, a'nostri

la chiesa gi dei
cat-

lina,

cui ripiano superiore trovasi a ciril

tempi convertita in

ca 200 piedi sopra


edifzi e le case

livello del

mare,

gli

tedrale, tutta rivestita di

marmo
la

giallo

banani,

frammiste a cocchi ed a numerosi forti che la difendoi

europeo, e risplendente d'ornamenti d'oro,

d'argento e

di

bronzo,
s.

quale sot-

no sopra
pi

tutti

punti, ed

il

porto ch' dei

to l'invocazione di

Ignazio Loiola, con


capitolo
il

belli del
il

prendono
le accosta;

mondo, piacevolmente sormare se ma l'interno non corrisponde


viaggiatore che per

fonte battesimale.
di

Il

si

compone

dignit, lai/ essendo

decano, di

proporzionatamente a si splendido aspetto. La citt ha circa una lega di lunghezza, compresi i borghi di Vittoria e di Bomfim.Dividesi in citt Alta e Bassa, la quale ultima denominata Cidade Baixa o Praya, consiste in una lunga via paral-

9 canonici comprese le prebende del teologo e del penitenziere, di 4 canonici con met della congrua, di 12 cappellani del
coro, e di altri preti e chierici addetti alla

divina uffiziatura.
l'uffizio di

Un

canonico esercita
ss.

curato nella parrocchia. Fra


si

le

reliquie

venera parte della vera

SAL
il

SAL
comodo
e-

Croce. Alquanto distante

tano pi di

2000

bastimenti, portoghesi,

piscopio, posto in mirabile situazione.

Vi

americani, francesi, inglesi, tedeschi e di


altre nazioni, che ogni

sono altre chiese parrocchiali e tutte munite di battisteri, 2 chiese collegiate, 7 con-

anno entrano
a

nel

porlo.
1

La popolazione ascende

circa

venti di religiosi, 4. monasteri di

monache,

20,000 abitami, compresi


il

quelli de'bor-

3 conservatorii, 3 ospedali, diverse confraternite, il collegio, una biblioteca ed il seminario. Sono pure rimarcabili, il palazzo del governo per la sua estensione,
il

ghi,de'quali quasi 4o,ooo bianchi, 3o,ooo mulatti, e


resto negri.

teatro novellamente costruito, l'ostello


la

di citt,

zecca, l'ospedale civile e la ca-

sa degli orfani.

Vi hanno parecchie piazze

Questa citt, detta Soteropolis, fu fondata da Tommaso de Souza sotto il re di Portogallo Giovanni III neli549.Secoudo altri storici, Manuel Pigneiro portoghese, da furiosa tempesta battuto, venne quivi felicemente a salvarsi
di Tutti
i

e fontane pubbliche: la piazza regia, ov' il palazzo governativo, supera le altre in

il

giorno

Santi, e per atto di g atissima


di essere

importanza, ed

ivi si

trovano ancora
le carceri,
il

il

memoria,
i

scampato da mortale

palazzo della Ragione e

vasto

pericolo/intitol la spiaggia Baia di Tutti

e solido fabbricato. Vuoisi che

numero

Santi, ed incominci la fabbrica della

di tutte le chiese e conventi sia 52, es-

citt

200

braccia dal porto, che chiam

sendole chiese parrocchiali tutte bene ornate internamente,e tra'cou venti primeggiano,
il

del
la

ss.

Salvatore. Gli olaudesi nel

1623
il

presero, la saccheggiarono, e infine le


la

francescano estesissimo, quello

dicrono fuoco. Vi stabil

residenza

de'carmelitani,chesi distingue per la sua


chiesa moderna, e quello de'benedettini.
11

vicer, e l'udienza reale, col consiglio so-

vrano, e fu capitale del Brasile fino al

cimiterio degno di figurare tra'modi

1773, che simile


neiro o
s.

titolo pass a

numenti

questo genere. Vi una vei

Sebastiano. Neil' aprile

Rio Ja1 83 1
del go-

traia, e molti artisti d'ogni professione,

scoppiata nella citt una rivoluzione, eb-

quali pel gusto che


istrada,
i

hanno di lavorare in angustiano molto il transito. Tra


il

be per no
la

risultato

il

cambiamento

vernatore, ch'era portoghese, e non

me-

forti

che difendono
il

porto,i pi

impor-

strage e l'espulsione di tutti gl'in1, ad

tanti sono

forte

do Mar,
s.

sotto la proi

dividui di quella nazione. PapaGiulio III

tezione del quale vengouo a dar fondo


vascelli,
i

a'25 febbraio 55
1

istanza di

Giovansede ve-

piccoli forti di

Barro,

s.

Maria e
s.

s.

Antonio do Diego; barinovi pure


il

ni 111 redi Portogallo, istitu la

scovile di

s.

Salvatore, e

la

dichiar suf-

batterie, tra le quali pi considerabile

fraganea dell'arcivescovo di Lisbona. Dipoi per le

quella di
il

Philippe
generale

forte

s.

Pedro

domande

di Pietro li reggente

maggiore

di tutti quelli che


tali

la citt: in

difendono difese sono poco

poi re di Portogallo, Innocenzo

XI

colla

bolla Inter pastorali? qffci, de' 16 no-

formidabili, perch mal provvedute d'artiglierie e

con deboli guarnigioni. Con-

vembre 1676, Bull. Rotti, t. 8, p. 3, elev questa sede al grado arcivescovile


previo
il

siderabilissimo il traffico di questa citt,


riceve essa
l'

consenso dell'arcivescovo
il

di Li-

Europa

dell'

annualmente dai porti delAmerica settentrionale,

sbona, e salvo
stabil

giuspatronato regio:
i

per su (fraga nei


e

vescovi di

1.

Lo-

dell'Africa e dell'Indie mercanzie di lutti


i

dovico de Maragna/iOj Olinda di Fct-

generi e produzioni territoriali; mentre

nambucoj

s.

Sebastiano di Rio Janeiro


ve-

si

fanno anche considerabili esportazio-

(^.). In seguilo gli furono da alili Papi

ni in oro, pietre preziose, zuccaro, tabac-

eziandio assegnati per suffragante


scovi di
ne,
s.

co, legno del Brasile, cuoi, balsamo di co-

B eie ni de Para oPar

J aria n-

paiba, ipecacuana e altre droghe. Si con-

Paolo,

Coyax, Cuyaba } Angola

SAL
Tommaso^.). Gvegor'ioW] colla disposizione di cui parlai nel voi. XXXVIII, p. 3 8, nel 844 sottrasse dalla metroe.v.
1 1

SAL
elica o voi.

LVII,
sia

p.

ei46, sembra

che

s.

Salvatore

ancora capitale di sua

repubblica. E' situata


boseate,

politana di

s.

Salvatore
s.

suffragane! e se-

bella valle, circondata

di vescovili di

Tommaso,
li

ed Angola o

Angora
te

di Africa, e

sottopose al pa-

triarca di Lisbona.

Finalmente il regnan-

una delle vulcano che si ebbe il nome della citt, ed il quale in diversi tempi cagion colle
sue eruzioni gravissimi danni.

amenamente in una da montagne im l quali al nord-est, un

Pio IX, colle lettere apostoliche

Ad o-

Le

vie so-

dominicas rite pascendas, de'7 maggio 848, eresse la sede vescovile di s. Pietro nel Rio Grande (/z.) e la fece su (Iraves
1

no dritte mode. La

le

case ben fabbricate e co-

cattedrale, ottimo edifzio, de-

dicata alla Trasfigurazione di GesCristo,

ganea dell'arcivescovo di s. Salvatore, il quale perci ha 9 vescovi suflPraganei. Dal


j

ed l'unica parrocchia della


il

citt,

ed ha
si

battisterio,

con cura di anime che


Il

843

la

sede metropolitana di

s.

Salva-

amministra dal parroco.


dignit
,

capitolo ha

una

tore vacante.
scovi: nel
1
i

tos di

Ne furono ultimi arcive74 Giuseppe Botelho de MaLisbona. 1770 fr. Emanuele di s.

e tre canonici
,

con conveniente
e chierici pel direli,

dotazione

ed

altri preti

A gnesecarmelitanoscalzo,delIa diocesi di Lisbona, traslato da Angola. 1773 Gioacchino Borges di Figueiroa


sferito
di

vino servizio. Vi sono quattro case giose, alcune confraternite, ospedale

se-

Lisbona, tra-

minario, altre chiese e cappelle, decente palazzo vescovile ch' prossimo alla cattediale.

fi'. Antonio Correa agostiniano di Porto. 1 804 d. Giuseppe da s. Scolastica monaco benedet-

da

Ma ria n ne. 1779

Ben provveduto n'

il

mercato.

E' questo l'emporio dell'indaco del dipar-

timento, nel quale sommamente n' estesa la coltivazione: conta pi di 4, 000

tino di Porto. 18 i5 Francesco di

s.

Da-

maso di Guimaraes, traslato da Malacca. 820 d. Vincenzo de Soledade dell'or1

dine di s. Benedetto di Porto. Dopo sede vacante Leone XII nel concistoro dei a 1 maggio 182 7, a presentazione dell'imperatore del Brasile, preconizz arcive-

Fu fondata neli5i6 in un luogo chiamato Bermuda, ma trasferita 12 anni dopo nel sito che occupa attualmenabitanti.
te,

per essere pi a portata di assicurarsi

della sommissione degl'indiani; crebbe e


fior
il

prestamente, e Carlo
colle lettere

le

concesse

scovo
la

Romualdo Antonio de
Belem

Seixas, del-

titolo di citt nel

diocesi di

di Para, della quale

XVI,
ls

r545. Papa Gregorio apostoliche Universa-

eia stato vicario generale e capitolare, e

Ecclesiae procurano, de'28 settembre

arcidiacono della cattedrale. Ampia


cidiocesi, e contiene

l'ar-

un gran numero di parrocchie. Ogni nuovo arcivescovo tassato in fiorini


1

1842, l'eresse in sede vescovile, suffraganea dell'arcivescovo di Guatimala. Per . 1 vescovo, nel concistoro de' 1 7 gennaio

6,

ascendendo

le

rendite

mensa a circa 16,000 cruciatorum monetae illamm partami.


della

843, nomin mg. Giuseppe Giorgio de Viteri-y-Ungo nato in s. Salvatore, gi rettore del seminario arci vescovile diGua1

SALVATORE (s.) nell'America Centrale


le).

timala; e inviato dal governo alla

s.

Se-

(s.

Salvatoris in

America Centra-

Citt con residenza vescovile della re-

pubblica di Guatimala, e chiamata pure

de per trattare gli affari ecclesiastici per l'arcidiocesi, e provvedere le sedi vescovili vacanti; il perch a'29 gennaio fu consagrato vescovo in
s.

Salvador o Consolatali nell'America meridionale, capoluogo dello stato e dipartimento del suo nome, sopra un fiume
s.

Roma,

nella chiesa di

Francesca romana delle oblate


di

de'specchi, dal cardinal

di Tor Giacomo Filippo

tributario del grande Oceano, a

5o leghe
a RErue-

Fransoni prefetto

propaganda.
la

Ma

es-

da Guatimala. Per quanto

dissi

sendo qualche tempo che

sede era va-

6
caule,

S A

L
il

SAL
relia
*

da circa 4 gnante Pio IX a'5 novembre 1849


sfer

auni, imperocch

no molti animali selvaggi, feroci e velenosi la vaghezza e variet degli uccelli


:

l'encomiato prelato alla sede vesco-

rapisce Io sguardo. Gli abitanti vivaci e


allegri,

vile di

Nicaragua, capitale della repubbli,

seguono
le

la

poligamia.
i

Il

sovrano

ca

omonima

egualmente

nell

America

dispotico ed ereditario, e

grandi del

centrale,

de' io

il medesimo Papa nel concistoro marzo 1 853 nomino vescovo l'at-

regno hanno

provincie infeudate.

Uu

grossolano feticismo regnava nel Congo,

tuale

mg/ Tommaso

Michele Pineda-y-

quando nel 1484 Diego Cam oCanus portoghese, visitando colla sua squadra le coste, discopr
il

Zaldana,traslatandolo dalla chiesa vescovile

d'Anligona in partbus, gi parroco

Congo, sotto Giovanni

II

d'Isalco nell'arcidiocesi di
lui conferitagli

Guatimala,da nel 1848. La diocesi coms.

re di Portogallo, e

chiam

la

capitale col

nome di s. Sai vatore.Quel navigatore port a

prende la provincia di vo vescovo tassato


rendite della

Salvatore, e con-

tiene molte parrocchie e luoghi. Ogni nuone'iibri della

re nel cristianesimo,
si

Lisbona parecchi negri e li fece istruimentre portoghei

came-

rimasti nel

Congo catechizzarono il conzio del re. Ritornati


i

ra apostolica in fiorini 33, ascendendo le

te di

Sonho

negri

mensa a quasi 8ooo scudi


(s.)

romani.
polis. Citt vescovile della

Congo, SoteroGuinea inferiore nell'Africa, capitale del regno di Congo o Bassa Guinea, chiamata ancora Bauza Congo o Panza Congo. Sorge sul rialzo o pendio d'una montagna pietrosa e molto elevata, a circa 6 leghe dalla sponda sinistra del Zairo. 11 palazzo del re si
di
1

SALVATORE

con ricchi donativi, Seguiti da sacerdoti per compiere la conversione degl'idolatri, il re e tutta la sua famiglia abbracciarono
l'evangelo, e

cambiarono
1

propri nomi.

Fu allora,
ville,
vili di s.

e nel

49 1

al dire di

Com manvesco-

che vennero

istituite le sedi

Salvatore, e Loanda poi unita


Nell'articolo Nigrizia parlai

ad Angola.

di tali sedi e de' progressi

che

vi fece la
il

fede cattolica, che sebbene vi rimise

pie-

eleva in

un
:

vasto ricinto, che abbraccia

de
il

l'idolatria, poi vi rifior in

modo, che

pure abitazioni separale per le donne e pe' famigli una munita cittadella. Le case de'nativi sono irregolarmentedisperse, costrutte di canne e paglia, e nell'interno guernite di stuoie. I portoghesi vi occupano un quartiere separato e fabbrica-

vescovato di
sede di
s.

s.

Salvatore, soggetto alfu assoggettato a

la

Tommaso,

quella di Lisbona unita a quella d'Angola,

per opera di Clemente Vili, ad istan-

za di Filippo II, riservando ai re di Portogallo la


nici; anzi

nomina
da altri

del vescovo e de'cano-

dove sono due chiese , una de'missionari, l'altra fabbricata da alcuni gesuiti. Questo vasto quartiere cinto
to di pietra,
di se
si

si

crede quel Papa

isti-

tutore del seggio vescovile. Parlai pure


delle relazioni tra're di

Congo

e diversi

muraglie e conteneva

la cattedrale, for-

una

delle accennate

la citt

abitata da

due chiese. Crede40,000 individui. Il

Papi, che riceverono ambascerie d' ubbidienza, e pel i. Paolo V, cui re Alvaro preg di mandargli missionari per la propagazione del vangelo. Urbano Vili cappuccini, vi spedirono e Innocenzo e se ne resero tanto benemeriti , per la

regno di Congo grande ed appartiene all'Etiopia (V). Il suolo ubertoso, il clima temperato e salubre; quindi molteplice e singolare la sua flora.

Abbonda
:

di erbaggi, di frutliedi preziose piante


di pini, cedri e palmizi

prefettura stabilitavi nel 1640, talvolta composta di 5o missionari, che ad un cap-

maestosi boschi.

si compongono La parie montuosa rici


i

puccino fu attribuito
re
il

il

diritto di
di

corona-

re,

il

quale prima

questo atto era


negli ultimi

ca in miniere di ferro e di rame;

mar-

perseguitato dal popolo.

Ma

mi pi

fini

hanno cave inesauribili. Vi so-

tempi,

il

solo

bene che

tali religiosi

polo-

SAL
vano fare,consisteva nel battezzarci bambini, essendo i popoli immersi in un miscuglio di ridicole superstizioni. Conside-

SAL
per a 1 .'volta fu recitata inBologna.

Haec

Antiphona primum Bononiae


frequentia populi,
frat.
et

in

grandi

sub ingenti celebri-

rando sudditi il re come una divinit,alla


i

sua morte gl'immolanodeglischiavi.I portoghesi esercitano nel regno la pi gran-

de influenza e potere, avendolo consolidato con V erezione di fortezze con artiglierie, che sono lo spavento degl'indigeni. Congo al presente prefettura apostolica delle missioni pontificie.

tempio s. Dominici praedicatorum ad vesperam pervi' giliiNativitatis Domini,A. 23g.Nel concilio di Pennafiel (V.) del i3o2 fu orditate fui t recitata in
1

nato
la

il canto quotidiano ad alta vocedelSalve Regina, dopo la Compieta, appartenendo quest'antifona alle antifone

finali, di cui parlai

ad Antifona

dell'al-

SALVE REGINA.

Antifona antichis-

sima in onore della B. Vergine Maria, che siccome divotissima preghiera la Chiesa ha inserito nell' uffizio divino, e con essa lo termina nella maggior parte dell'anno, particolarmente dal sabbato prela domenica della s. Trinit, sino al vcspero del sabbato precedente la a domenica i dell'avvento. Le affettuose espressioni che con tiene, l'ardente fiducia che ispira verso Maria,l'hanno a ragione

Beata Dei genitrix, che dopo tale ora ordin che si cantasse Gregorio IX, lo ricordai alla sua biografia.
tra antifona

Sull'origine e sull'autore della Salve Regina diversi sono pareri. Secondo alcuni e Giovanni eremita, in vita s. Bernari

cedente

di

lib.

2, 8, p.
s.

i3o4i

R>

composta dal

dottore
1

Bernardo abbate, morto nel 153, che l'intese da un Angelo, e quanaltri attributi del-

to egli dice sulla Salve Regina, Io notai

a Regina, ove riportai


la B.

resa

comune

fra

fedeli,

quali di conti-

Vergi ne; secondo Alberico in Chrn,

ss.

la recitano anche separatamente dal Rosario (F.). La riporter volgarizzata. Dio ti salvi, o Regina (V.), madre

nuo

adan.i i3o,daAimaroo AimarddiMon teil vescovo di Puy in tempo d'Urbano


II, del

di misericordia; vita, dolcezza e Speranza

crociati,
p.
r

quale era legato degl'armata dei che come dissi nel voi. XV11I,
il 1

nostra,

Dio

ti

salvi.

te te

alziam

la

voce

282, fu

a prendere la croce e

esuli figliuoli

d'Eva; a

sospiriamo ge-

nel 1098; secondo

moDurando, Ralional

mendo e piangendo in questa valle di lagrime. Su via adunque, o nostra avvocata, rivolgi anoique'tuoi occhi pietosi. E dopo quest'esilio mostraci Ges, frutto benedetto del tuo ventre.
te,

lib.

4,cap. 22, e Mabillon, Armai. Bened. ad an. 986, 89, da Pietro di Moson ab-

bate di

s.

Pietro, poi vescovo di

stella;e secondo altri e Arnoldo

CompoWion,

clemen".

o pia

o dolce Vergine Maria

La

inLigno vitae lib.5, cap. 1 o5,'eBona, Divin. Psalmod. cap. 16, 20, p. 53o, da

chiesa romana riconosce l'uso delle Antifone (V.) da s. Celestinol Papa del 4^3, come eruditamente dimostr l'Enschenio, Ada ss. t. i Aprii, die sexta : ne prendesse l'idea dalle chiese orientalo ne

Ermanno Contratto monaco

benedettino

nelro59- Vedasi Lambertini, De Festis B.M. F. 1 74, p. 3 1 3. Pio VI nel 1786

avesse eccitamento dal recente uso della


chiesa Ambrosiana diMilano.Gregorio
nel
!

approv il pio esercizio introdotto e propagato nGermania, sulla recita della Salve Regina 3 e del Sub tuurn praesidium
i

IX

e concesse ogni d l'indulgenza di


ni,

2 38 ordin, che terminati

Vesperi,

si cantasse la Salve Regina: Advocat attribuisce l' introduzione di quest'uso al p. Giordano generale de'domenicani morto nel 1 237. Nel 1. 1 4 p- 346 degli Opuscoli del p. Caloger, si dice che

ogni venerd

1 00 giordomeniche 7 anni e 7 quarantene, a tutti cattolici, quali mos-

ed in tutte

le

1'

si

da vero spirito'di religione, per riparare in qualche modo alle ingiurie fatte contro l'onore della
ti,

Madre di Dio
il

e de' san-

e per difendere

culto e la venerazio-

SAL
loro sagre immagini, recite-

SAL
Maria
Salviati divenne granduchessa di

ne verso le ranno di mattina la Salve Regina coi versetti D'ignare me, e Benedictus Deus in
sanctis suisj e di seta
il

Toscana, Giannozzo fu vicer di Cipro, Francesco fu gran maestro dell'ordine di


s.

Sub tuum praesi-

Lazzaro,

Alemanno neli5oo

fu

com-

dium
re,

co* detti versetti.

A coloro poi che re-

missario nella guerra diPisa,che soggiac-

citeranno ogni giorno lesuddette preghie-

que a Firenze, Giacomo spos Lucrezia


de Medici sorella di Leone X e zia di Lorenzo duca d'Urbino, Francesca fu madre di Leone XI de Medici, e la quale era nata da Lucrezia, Bernardo priore gerosolimitano di

Pio VI accord parimenti in perpetuo T indulgenza plenaria d' acquistarsi due


volte ogni mese, cio in

due domeniche

a proprio arbitrio, nelle quali confessati e comunicati pregheranno secondo l'intenzione del Papa. Di pi Pio

Roma,

generale delle gale-

VI

conces-

re di Malta, ed espugnatore di

se indulgenza plenaria, colle stesse con-

Modone inMorea,
dire d'altri,
i

dizioni, in tutte e ciascuna festa della D.

Corone e Per non nobilissimi Salviati ebbero


poi cardinale.

Vergine

e nella festa d'Ognissanti. Final-

cavalieri de' pi cospicui ordini, diversi

mente concesse l'indulgenza plenaria in articulo mortiSy tutti quelli che avendo
in vita recitate le detti preci,
si

vescovi ed

seguenti 5 cardinali. Si poti-

no

consultare: Garmnv'im, Isloriagenea-

siano al-

logica delle famglie nobili toscane e


bre,
t.

um-

lora confessati e comunicati, o

no

di vero

cuore

contriti.

almeno siaTanto si legge

Indulgenze ,p.263. commentatori di altre preghiere, spiegarono la Salve Regina: Giovanni Petroso, Spiegazione sopra i titoli delle Litanie della Madonna, e della Salve Regina, Roma 1792. P. Bartolomeo Sorio, Esposizione della Salve Regina, Verona i85a.
Oltre
i

nella Raccolta delle s.

Majoratus, et F! deicommissi Philippi de Salviatis. Discorso genealogico sulla discendenza le5. Fiorentina

gittima e naturale de* nobilissimi


chesi
viati,

Tommaso

marLeonardo fratelli Salstipilo,

da un comune

con

le linee

maschili. Albero genealogico della 0

bilissima famiglia Salviati di Firenze,


colla discendenza de' marchesi

Tomma-

so e Leonardo,
stinti, legittimi

comprovala per gradi die naturali, con autentici

SALVIATI G\ov A*m,Cardinale.


ene celebra
dell'
il

No-

bilissimo fiorentino d' illustre famigliac-

e genuini documenti, con V estinte linee

Marchesi, nella
la

Galleria

mascoline de' marchesi

duchi Salviati,

onore, ed anticamente denominata

Fidecommiilenli, Firenze 1795. Sentenin Firenze nella causa Salviati, 1796. Giovanni nipote di Leone X pei' canto di sorella e zio di Cosimo I granduca di Toscana, avendo dato saggio di

Caponsacchi, traendo
il

sua origine da

za data

Fiesole, ove ne'circostanti

monti ebbero
di

dominio

di

Poggio Croce, e

Luccole

fortezza fabbricata

neh 187

dal cav. Ca-

ponsacco eprincipalissimo cittadino. Fra


i

robustezza di giudizio, merit che Leo-

Salviati fiorirono

20

gonfaIonieri,e mol-

ne

neli5i6,e avendo 26 anni,


indi nel i. luglio
1

gli af-

ti

uomini segnalati e celebri nella toga,


il

fidasse l'amministrazione della chiesa di

nella spada, e uelle lettere, tra' quali

Fermo:
no, e

5i 7 lo cre

Lionardo valente filologo, istitutore della famosa accademia della Crusca, ed autore di opere pregiate. Furono pocav.
tenti nella repubblica fiorentina, e signori

.cardinale diacono de'ss.Cosimo e

Damia-

dopo 3 anni

gli

confer

il

vescova-

to di Ferrara. Nel

mente Vllgli
cesi di

di castella. Molti de'loro

personaggi

si

il parente Clegoverno del la dioVolterra, e neh 53 r lo destin a

i53o
il

confer

resero rinomati ne'comandi politici e militari.

presiedere alla chiesa di

Teano (che
s.

al-

Ebbero parentele

e attinenze colla

cuni confusero conTrani)e


e

Severina,
I

primaria nobilt e con principi sovrani.

neh 532

a quella di Bitelto,

Francesco

SAL
re di Francia, di cui era affine, ebbe per
lui singolare predilezione,

SAL
fiorentino fu
il

ed esso colle
si

insinuanti e amabili sue maniere

guadi-

dagn tanto il cuore del monarca, che


cesi lo

nominasse verso ili53o, ai vescovati di s. Papoul e d'OIeron,e vuoisi pare di Beziers e di Vaison, ma nella Gallio, Christiana non se ne fa alcuna menzione.
Il

ad ornare le finestre con frontispizi, e le porte con colonne e con cornicione. Questa novit fu da principio biasimata e poi imitata da tutti. Aggiunge che quelle bugne troppo grossolane e di malgarbo, que' mensoloni alla
i.

ringhiera, e quel cornicione goffo (tale

sempre
questo

riesce,

quando ha mensole

in ve-

cardinale fu tenuto in altissima


altri

ce di modiglioni), rendono l'apparenza di


eclifizio

slima anche da

sovrani.

Clemente

pi mastina che greve.

VII

lo incaric di

splendide legazioni a

perch
stre

que'risalti al cornicione? Del rele fine-

d'Europa, e singolarmenCarlo V in Madrid, pel richiamodelle truppe spagnuole dagli sta* ti della Chiesa e per la liberazione dalla
diversi principi
te all'imperatore

sto le divisioni sono in grande;

sono ben guarnite;


il

il

cortile spa-

zioso, e tutto
II, p.

resto magnifico". Nel voi.

288

(e
si
il

prigionia di Francesco
si

I.

questo dipoi

pografico
notai che

non 228 come per errore tilegge a Palazzo Salviati) ,


governo acquist poi
il

rec due volte, per interporlo presso


la libert di
s.

pa-

Carlo V, per

Clemente VII
gli

lazzo e vi colloc l'archivio Urbano, cio


gli atti

assediato in Castel

Angelo, e perch

pubblici de'notari,

di cui uffici

imperiali partissero da

Roma,
il

stabilendo
e l'impe-

un abboccamento
cesse quella di

tra

Papa

furono chiusi. Dicesi che il cardinale prima di detto palazzo, gi ne possedeva altro in

ratore in Bologna. A tale legazione suc-

Roma
gli
vi

per ragioni ereditarie; nel


artisti

Parma

e Piacenza

solto

ntiovo tra
abbellirlo,

che

v'

Paolo

III,

con vantaggio e decoro della

fu Francesco o

impieg ad Cecco Rossi

s. Sede, e con alta riputazione e fama del suo nome, avendovi con somma pruden-

fecondo pittore a fresco protetto dal cardinale, che ne coltiv talenti e ne agevol lo sviluppo, onde
le fu

za quietato
tati.

rumori che
di

si

erano susci-

comunemente
Il

vie-

Destinato

nuovo

legato
la

la te re

ne chiamalo Cecco Salviati.

cardina-

a Carlo

per concludere

pace d'Eu-

grandemente encomiato, essendosi


modestia e
chiarissimo,

ropa, ricus di andarvi, temendo di cader


nelle
il

reso celebre pe' suoi meriti, talenti, dottrina, erudizione, benignit,

mani dell'imperatore,

e cos salvare

decoro della dignit cardinalizia. Nell'anno santo 1 55o, essendo gi vescovo di


Porto, apr la Porta santa di
s.

morigeratezza

di

costumi

detto perci

dal cardinal Sadoleto,

uomo

Paolo.

11

sommamente
bilit, pel

pregievole perla sua affal'integrit delle virt. F

Palazzo Salviati(F.)
in

fu

da

lui riedificato la

suo sapere, per


dotti

Roma,

quasi incontro

chiesa di

s.

la vita,

e pel possesso di tutte


i

Leonardo de'camaldolesi (di XXVIII, p. 260) e rimpetto

cui nel voi.


al

presente

Porto Leonino, con architettura di Bramante,secondo alcuno, ma parediNanni di


Baccio Bigio certamente; altri ci attribui-

ebbero nel cardinale un caldissimo mecenate, ricevendo da luiasilo e conforto; ne aveva sempre piena la casa, e molti di essi gli dedicarono le loro
letterati e

opere, tenendo con esso corrispondenza


letteraria.

rono
tello,

al
il

seguente cardinal Salviati suo fra-

Furono sue delizie Giraceli,


gesta di
s.

Pi-

quale sembra meglio ritenersi che


Francia, che pensava di portarsi
Milizia,

gna, Gagio, Ariosto, e Teresa Foscari che


g' intitol le
si

soltanto l'ingrandisse per ricevervi Enrico


III re di

Francesco

in ver-

eroici.

Dopo

essere intervenuto a'eon-

in

Roma. Di questo palazzo


1

At-

clavi di

Adriano VI, Clemente VII, Paosarebeletto Papa, se

tila degli scrittori,nella

Roma delle belle

lo III e GiulioIII, in quest'ultimo

arti p.

46, dice

Che Baccio d'Agnolo

be stato senza meno

uon

io
si

S A L
che

SAL
niere,si port in quel geloso
tale integrit e

fosse

finit

opposto Carlo V, geloso dell'af il cardinale avea col re diFran


II,

impiego con

prudenza, che merit di

eia

Enrico

raccomandato dalla regina

essere
s.

di Francia, dalle ricchezze e potenza degli Strozzi.

nominato nel 1 549 alla chiesa di Papoul per rinunzia del cardinal frache in progresso rinunzi
al

ma non gi

Fin di vivere gloriosamente, nella memoria de'posteri, nel

tello,

nipote
1

i553, nel monastero di Porto di Ravenna de' canonici Lateranensi, d'anni 65. Trasferito a Ferrara suo vescovato, fu sepolto nella cattedrale onorevolmente,
pressoUrbanoIII,a destra dell'altare maggiore, con iscrizione

Anton Maria; quindi Pio IV neh 56 Io trasfer a Clermont, il quale Papa a'26
febbraio ad istanza di detta regina lo cre
cardinale prete di
poi
s.

Simeone,
s.

titolo

che

cambi con
il

l'altro di

Prisca. Per-

fezion

sontuoso palazzo Salviati posto

marmorea, ove per isbaglio si dice morto nel 55o. SALVI ATI Bernardo, Cardinale. Pa1

sulTevere,sul fine della viaLungara,per


ricevervi Enrico III re di Francia, che

trizio fiorentino, fratello del

precedente

e cavaliere gerosolimitano,
assai giovane,fu pel

quantunque

pensava recarsi in Roma. Prest la sua assistenza agli stati del regno tenuti in Parigi nel i55^, e poscia al conclave di

suo valore fatto

am-

miraglio delle galere del suo ordine, e postosi in corso per vendicare la luttuosa
perdita di Rodi fatta da'suoi, rese

nome tremendo
ridusse in
tezze,

a'turchi;

il suo mentre rovin

s.PioV. Abbandon inRoma questa valle di pianto nel i568, ed ebbe onorata sepoltura in s. Maria sopra Minerva. Paolo Giovio Io celebr prima d' essere ecclesiastico,

come uomo

di spirito intre-

Tripoli, ed entrato nel canale di Fagiera,

pido,
lizia

d'animo ben composto, e


assai pratico e

della

mi-

un mucchio di sassi tutte leforche si opponevano al suo passagla flotta di

marittima

sperimen-

tato.

gio e alle sue conquiste. In altra occasio-

ne comandando

sua religio-

SALVIATI Aston Maria, Cardinale. Nobile fiorentino, pronipote di Leone

ne, prese l'isola e citt di

Corone

e di

e de'precedenti cardinali, per la costante

Morea, e scorrendo sino allo abbruci l' isola di Scio, e molti schiavi ne condusse seco. In premio di tanta militare intrepidezza e segnalato valore, ottenne dal gran maein

Modone

sua virt ed eccellente dotto-ina

singo-

stretto di Gallipoli,

stro

il

priorato di Capua, e poi quello di

larmente nelle materie legali, fu fatto da Pio IVneli 56 r, ad istanza del re diFrancia vescovo di s. Papoul. Intervenne al concilio di Trento, dopo il quale rinunziata liberamente la sua chiesa senza pensione, affinch venisse

Roma. Quindi con

Filippo Strozzi e Lo-

renzo Ridolfi fu spedito dal suo ordine in Barcellona, inambasciatore a Carlo nanzi a cui peror con grande efficacia ed

prelato, che per ovviare con


ficacia alle

provveduta oVua maggior ef-

nascenti eresie, sapesse


l'

me-

eloquenza a favore della libert di sua


patria.

costumi e l'idioma de'francesi, ottenne da s. Pio


glio di lui conoscere

indole,

Col medesimo Strozzi trasferitosi Francia, f:i promosso al grado di capitano, e combatt da prode in parecchie campagne. Quivi la regina Caalla corte di

nel

maggio 1 571 un chiericato


uffizio studiossi

di ca-

mera, nel quale


to in

che tan-

Roma, che

nello stato ecclesiastico

regnasse perpetua abbondanza. Nell'istesso


cia

terina de Medici sua congiunta, lo esort

anno

fu spedito internunzio in

Fran-

vivamente a rinunziare alla professione Ielle armi, e ad arruolarsi alla milizia ecclesiastica. Vestito

a re Carlo
il

IX

per

gli affari

della le-

ga contro

turco,

dove molto oper a


i

quindi l'abito clericale,


di alcuni benefizi.

vantaggio della religione e allo sterminio


degli eretici,
talia, co'quali

fu

provveduto dal re

Dichiarato dalla regina suo i.-elemosi-

anche presso principi d'Idov trattare nel viaggio

SAL
che Intraprese
in

SAL
,

li

dicembre

Invece del

piuttosto da lui tenuto a vile e spregiato.

cardinal Condii legato in detto regno.

Conosciute per nella fondazione dell'ordine


le belle

Gregorio XIII appena eletto nel 1^7 2 risped il Salviati in Francia con carattere di nunzio ordinario, dove si trattenne sino al 1 578,e in tal congiuntura prest
il

imprese, che da
figli si
il

e suoi virtuosi
delle anime,

s. Camillo operavano a pr

cambi

disprezzo in
il

amo-

re e stima,
tore,

si

diede a venerare

fonda-

suo favore

a'

cappuccini, che in-

trodusse nel reame. Si acquist gran no-

gno

me

nella nunziatura, per le fatiche so-

ed a proteggere con grande impenascente utilissimo ed esemplare istituto. Benefico e magnifico, ampli e
il

stenute in que'turbolentissimi tempi, nei


quali accadde
la

dilat nel

1600 V Ospedale di
1

s.

Giacola

memorabile strage

degli

mo in Augusta detto degl'Incurabili (^.)>


gi avendovi nel

ugonotti nella notte di s.Bartolomeo,che

5c^5 rifabbricata

ma-

abbatt Y audacia di tali crudeli eretici. Caterina de Medici regina


fren
di

ma non
lo

gnifica chiesa (che descrissi nel citato articolo, colla

medaglia monumentalecogli accrebbe le rencon l'Ospedale di s.

riconobbe per parente, e divenuto decano de' chierici di camera,


a*

Francia

niata pel cardinale), e


dite, e Io stesso fece

Gregorio XIII
quiro, e Sisto

11 dicembre i583
s.

lo

cre cardinale diacono di

Maria

in

Ac-

como
no

Rocco {V.)' Inoltre nella chiesa di s.Giaistitu un collegio di cappellani beneficiati,

nel

585

legato di Boil

per cantare ogni giorno

il

divi-

logna, dove procur che


facesse

suo governo

uffizio e la

messa, aver cura della sai

godere

in quella

cospicua citt

grestia e della chiesa, ed

Papi

gli

con-

un'invidiabile pace, col mezzo di sua incorrotta giustizia. Quindi parti da Bologna con estremo rammarico de'ciltadini, che lo accompagnarono per lungo tratto di viaggio, chiamandolo ad alta voce pa-

cessero diversi privilegi. Gettata a terra


la

Chiesa di

s.

Maria

in

Acquiro (F.),

che minacciava rovina, con isplendida munificenza nel i5cji ne fabbric altra
pi ampia. Indi come pietoso e amante
degli orfani, per la loro istruzione negli

dre della patria e liberatore della provincia. Passato alla legazione di

Romadi

studi ecclesiastici e scientifici, ivi eresse

il

gna,vi stermin diverse


diti

masnade

ban-

Collegio Salviati (T

/r
.) i

assegnando

al

mevilla

e malviventi, che infestavano

il

paese.

desimo rendite
1

particolari, con

una

Mentre era legato ricus generosamente


i

per ricreazione degli orfani non lungi dal-

donativi

soliti farsi a'iegati, e se


li

dovette

accettarli subito

distribu a'poveri. In-

Chiesa de ss. Quattro (P-), nel cui contiguo monastero eransi collocate le orla

nocenzo
i

IX

gli

die la presidenza su tutti

fane, e di

ambedue

gli

Orfanotrofi [V.)

romana, unitamente al cardinale Pierbenedetti; e Clemente VIII, oltre all'averlo annoverato tra'cartribunali della curia
dinali della segnatura di grazia, gli
affi-

fu benemerito e generoso protettore que-

st'amplissimo porporato, che celebrai in


tutti
i

citati articoli.

La sua

liberalit si

estese alle basiliche patriarcali


se e Liberiana, alle quali
ni,

Lateranenpossessio-

la

presidenza di tutto lo stato ponti-

don

ficio, la

quale

il

cardinale volle pronta-

mente dimettere appena il Papa cre cardinali nipoti: ma Clemente VIII avendone conosciuta l'integrit, la prudenza e il valore, volle onninamente che coni

denari e luoghi di monte. La Chiesa de' ss. Gregorio e Andrea al monte Celio

(Fy

di cui era

abbate commendatario,
cardinale,
la

speriment

la generosit del

formando
essa,

la

strada e

piazza innanzi

ad

tinuasse nell'ufficio. Ebbe intrinseca amicizia

con

s.

Camillo de

Lellis, e fu

proera

ed eresse contigua alla chiesa bellissima cappella, che descrissi nel citato

tettore del nascente suo ordine <\z Ministri dcgl' Infermij che in principio

articolo.

Essendo

la di lui

madre Costan-

za Conti signora

di

Giuliano, nella de-

i2

SA L
il

SAL
cardinale lo poriose fatiche incontrate a pr della s.Se-

legazione diFrosinone,

pol e orn di fabbriche, e nel secolo se-

de, per tante opere cospicue ed egregie

guente il duca Francesco M/ vi fabbric dai fondamenti il convento e la chiesa dei


frati

minori, nel

modo

narrato dal p.

giammai desider alcun premio, n tampoco avanz ai Papi istanze per essere provvisto di beni ecclesiadi cui fu autore,
stici,

Casimiro da Roma, Memorie dr conventi della provincia romana p. 1 5j. La casa


del cardinale era la sede della carit e
l'asilo de'poveri,

avendo
Di

le

sue mire rivolte

al

pub-

blico vantaggio, e non mai a 'cuoi privati


interessi.
lui

ninno

vi fu

pi giusto nel

non avendo giammai

li-

proferirei! proprio sentimento,niuno pi

cenziato da se alcun bisognoso senza il sussidio di qualche limosina, per la quale


virt avea tale trasporto, che non con-

verace nel dare adequate interpretazioni


alle Iegii,

ninno che nel fare giustizia


di lui

al

merito fosse
persone.
Il

meno

eslimatore delle

tento de'poveri che a lui ricorrevano in flla, gli andava rintracciando nelle proprie case, e quelli precipuamente che per

cardinal Bentivoglio nelle sue

Memorie

scrisse,

che per comune giudidi

zio era stimato

degno

sopravvivere a

vergogna non comparivano in pubblico, generosamente provvedendoli del bisognevole, mostrandosi splendido eziandio co'letterati, e molto benefico co' propri domesticane voleva modesti egravi. Clemente Vili si port a visitarlo e benedirlo al

un Clemente VI 11, e di succederlo nella maggior dignit, come tanto lo imitava


in tutte le altre virt.

S A LVI A T A l am anno, Cardinale. SoV'


I

ti

nobilissimamente

natali in

Firenze

dall'illustre e celeb.re prosapia de'

mar-

primo avviso ch'ebbe

di

sua pe-

chesi di Montieri, e divenne

il

decoro e

ricolosa malattia, la quale con

doglio di quel gran Papa, non


di tutti
alla
i

amaro cormeno che

lo splendore di essa e della patria.

Am-

rnaesUato nelle scienze dagli uomini pi

buoni, lo tolse di vita in

Roma

pubblica beneficenza nel 1602, in et di 66 anni non compiti, divenutoi. cardinale prete di s. Maria in Trastevere.

suo tempo, e tra gli alda Pascasio, Giannetti, e da Giuseppe Averani, il quale nel 1696 in Pisa gli
dotti e insigni del
tri

confer

la

laurea di dottore, e di

essi

di-

La

luttuosa perdita di questo amplissi-

mo

porporato fu pianta a calde lagrime

venne poi impegnatissimo fautore e mecenate. Dopo aver scorse le provincie pi


colte dell'Europa, e visitale le corti dei

da ogni condizione di persone. Diede il suo voto ne'conclavi di Sisto V, Urbano VII, Gregorio XIV, Innocenzo IX e Clemente VlU,ed ebbe sepoltura nella suddelta chiesa di
s.

principi e le
stituitosi a

accademie de'

letterati,

re-

Firenze ricco di lumi e di nuove cognizioni, si die vieppi a coltivare


gli studi

Giacomo innanzi

all'al-

tare maggiore,sotto
metalli, sopra di

una lapide adorna di cui leggesi un breve epi parchi nell'eneo-

le

e la conversazione delle persone pi erudite, senza lasciare di adempie-

re nel

tempo

stesso

doveri della cristiacos

logio. Gli scrittori

na

piet, che lo

rendeva

generoso coi
li-

non poterono a meno di commendare le virt di Anton Maria, che dal grave propendeva al
iniare le azioni de'cardinali,

poveri, che

non contento

delle larghe

severo,integerrimo di vita e di sentimento, fornito di

singoiar

talento e molta

mosine che loro somministrava, voleva servire colle proprie mani suoi domestici, allorquando cadevano malati. Morto in Roma suo fratello Giovanni uno
i ,

attivitjgrand'amatore e benefattore dei


poveri, nemico capitale dell' abbomine-

de' pi rispettabili prelati della corte ro-

mana, fu persuaso
malavoglia
il

dagli amici a portarsi

vole lusso, della vanit e d'ogni esterna

nell'alma citt. Eseguito

quantunque
1707

di

apparenza.

Fu

notabile in questo porpo-

loro consiglio, nel

fu

rato insigne e glande, che per tante glo-

ainmessoda Clemente XI tra'protouotari

tSAL
apostolici, ed essendo in et di

SAI
3j anni
qua!
la s.
si

i3

conveniva

all'

elevata sua condidi servire

fu subito destinato nelTistesso anno a por-

zione,

mostrando inclinazione

tare in Francia le Fascie benedette (V.)


al

Sede, Benedetto

XIV

lo

ammise

in

duca di Borgogna, col carattere

di

nunfece

prelatura, e sped inquisitore a Malta nel

zio straordinario. JVel

1711 ilPapa lo

\ice-legato d* A vignone,ovecolla sua spec-

1754. Clemente XIII nel 1760 Io promosse a vice-legato d'Avignone. Occupata

chiata religione, giustizia, mansuetudine, liberalit e

questa citt dalla Francia

neh 766,

fu

buona grazia,

si

guada-

dichiarato chierico di camera e presidente delle

gn l'affetto di que'popoli,che lo riguardavano come amatissimo padre. Ivi accolse con grande onorificenzaGiacomolII
re cattolico d'Inghilterra, che dallaFrancia trasfer vasi a

armi. Poscia fu nominato udito-

re generale della

XIV,

finche Pio

camera da Clemente VI in premio delle sue

Roma,

per

la cui vali-

da protezione ottenne neiyiy la presidenza d'Urbino; cariche da lui sostenute con gran lustro e decoro, e pari dispendio, finche sul compiersi del pontificato
di Benedetto XI li recatosi inRoma,quanluuque non fosse al Papa cognito se non per fama, nondimeno esso ammirando

benemerenze, a'23 giugno 1777 Io cre s. Maria della Scala, donde pass alla diaconia di s. Maria in Via Lata, quando divenne il . dell'ordine de' diaconi. Lo stesso Pio VI lo annover alle congregazioni cardinalizie
cardinale diacono di
1

del concilio, de' vescovi e regolari, di pro-

paganda,

de'riti,

dell'immunit, del buon

governo, della fabbrica, di Loreto e Avi-

nel prelato singoiar illibatezza di costu-

gnone, della consulta, della disciplina regolare, della ceremoniale, dell'indice, e lo


fece prefetto della segnatura di grazia. Inoltre successivamente lo

mi, senatoria e prudente sincerit,


piacque
agli

gli

dinale prete di

8 febbraio 1 780 crearlo cars. Maria d' Araceli, e Io


,

nomin

protet-

ascrisse alle congregazioni del concilio

tore del regno d'Irlanda ecollegio irlan-

propaganda, immunit, e riti. Questo degno porporato in tanta variet d'impieghi, si fece amare da qualunque ordine e condizione di persone. Dopo aver avuto la consolazione di contribuirecon tutta l'efficacia del suo valore, e col proprio voto allelezione del concittadino e affine Clemente XII, questi nel 1 73 1 lo dichiar prefetto della segnatura di giustizia,
legato d'Urbino, e
chi benefizi.
vita, in et di
gli

dese di Roma, degli ordini gerosolimitano

ede'minori conventuali, delcollegio Moritaltodi Bologna, de'luoghi santi di Palestina, del collegio de' caudatari, degli e-

remitia Porta Angelica, delle arciconfraternite della


la
ss.

Trinitde'pellegrini, del-

Morte, e

di altri

12 sodalizi in

Roma

e nello stato, di

4 universit artistiche,di
Sede, delle religiose del

7 terre della

s.

confer alcuni ricall'altra

Ma

nel

1733 pass
ed

Bambin Ges di Palestrina, di s. Tommaso di Fabriano, di s. Apollonia d'Asisi,

64 anni non

compiti, espoin

dell'Assunta di Viterbo, ec; pro-pros.

sto nella sua chiesa titolare,


di deposito ivi fu

luogo

tettore del collegio di

Bonaventura di
piet e ze-

tumulato. Trasferito a Firenze il cadavere, a tenore di sua testamentaria disposizione, fu sepolto nella
chiesa di

Roma. Fu lodato per mirabile lo religioso, commendato per


le

generosit
faci-

senza fasto, grande senza alterigia,


senza vilt
;

Marco nella cappella di s. Antonio, dentro la tomba de'suoi antenati,


s.

esercit la liberalit

con

viscere di compassione, e per altre virt,

con elegante

iscrizione.

che

d.

Luigi Cuccagni rettore del collegio


Dell'autorit e giurisdizione

SALVIATI Gregorio Anton Maria,


Cardinale. Nobile fiorentino de'duchi di
tal famiglia,

irlandese celebr con lettera dedicatoria


dell'opera
:

uacqueiu

Roma a' 12 dicem-

rfe//aC7i/esa,chealporporatointitol,par-

bre 1722. Educalo e istruito nelle scienze

ticolarmente rimarcandola sollecitudine

SA L
pel colta

SAL
rimola, dalla quale fu poi tratto per
in povert,
si

premurosa e l'impegno che avea


legio irlandese. Nel n.

2046

del Diario
il

collocarlo sulla sede episcopale di Albi.

di

Roma

del

1794

si

riporta, che

car-

Continu a vivere
di accettare
fare; e
i

ricusando

dinale per
sa Iute, e

6 mesi

pali gravi

incomodi di

peggiorando il male, munito dei sagt amenti della Chiesa e della benedizio-

volevano sera sforzato a prendere qualche


presenti che gli

cosa, la dispensava tosto a'poveri.

ne apostolica, a'5 agosto rese l'anima a Dio in Roma nel palazzo Salviati, d'anni 72 non compiti, con dispiacere degli
ammiratori delle sue egregie qualit. Si narrano suffragi e gli onori funebri, che accompagnato dal parroco e vice-parroco di s. Spirito, il corpo fu portato in carrozza nella chiesa di s. Maria sopra Minerva apparata nobilmente a lutto. Dopo
i

do il

patrizio Moriamolo generale di

A venGon-

trano re di Borgogna, fatto un gran nu-

mero
scovo

di prigionieri in Albi,
li

il

santo ve1

segu e tutti

li

riscatt. Nel

8.

anno del suo episcopato, essendosi sviluppata in Albi una malattia contagiosa,
che faceva grandi stragi,
s.

Salvio, ani-

mato da

instancabile zelo, nulla

ommise
si

pel sollievo e per l'assistenza del suo gregge. Sentendosi vicino all'ora estrema,

il

funerale, in cui celebr la solenne mesil

sa di requie
lite

cardinal Caprera, colle so-

fece fare uncataletto, cangi vestimenti,

3 casse fu deposto nella

tomba gen-

si

prepar con tutto

il

fervore alla
al

mormar-

tilizia ivi esistente,

nella cappella di gius-

te.

Sopravvisse di poco

sinodo di BrenIl

s.

patronato de'duchi Salviati e dedicata a Antonino arcivescovo di Firenze. Narrai all'articolo

nac, al quale assistette uel 58o.


tirologio

romano

indica
si

la

sua festa ilio


il

Borghese famiglia, che


Sali

di settembre, che

crede

giorno della

nel principe d. Francesco, come figlio di


d.

sua morte.

Marianna

ereditiera de' duchi


le

SALVIO (s.), vescovo "di Amiens.Condusse in sua giovinezza una vita assai

viati,

passarono
nel

facolt di questi,
le

ti-

toli, le

prerogative e

onorificenze, di
invest
il

mondana;ma avendogliDio toccato il cuora, egli distribu


i

cui

morendo
duca

1839 ne

suo

suoi beni a'.poveri, e


l'in-

terzogenito d. Scipione Maria Gio. Battista

fece fabbricare

un monastero sotto
s.

Salviati, nato a Parigi. All'ar-

vocazione della B. Vergine e di


tro, nel

Pie-

ticolo poi del


tai,

Collegio Giuslieri raccon-

quale

si

ritir. Ivi

pass molti an-

che fu posto sotto la protezione dei duchi 'Salviati pr tempore e che dopo
,

ni nelle pratiche della

penitenza e della

carit; quindi

secondando l'impulso del


al

la

morte del cardinal Gregorio Salviate


lui estinta la
il

suo

zelo,

si

dedic

ministero della pre-

essendosi in
pe, restato

nobilissima stir-

dicazione, e ne ritrasse copiosi frutti. Pel

collegio senza la protezione

suo merito fu eletto a successore

di

s.

O-

de'duchiSalviati, di questa

GregorioX VI
delil

norato sulla sede di Amiens, e disimpe-

reintegr

la

medesima nella persona

gn

tutti

doveri episcopali cou molto

l'encomiato odierno duca,


del collegio, e

quale ripridissi nel voi.

zelo e piet fino alla sua morte, che av-

stin leesequie anuiversarie al fondatore

quanto altro

XLV, p. 238. SALVIO (s.),


guadoca nel VI
citata

vescovo di Albi in Liasecolo.

venne a'28 ottobre del 61 5, secondo l'opinione pi comune, o del 695, secondo molti altri autori. Qualche secolo dopo venne il di lui corpo trasferito da Amiens
a Motitreuil sul
dia,

Dopo aver

eser-

mare
Il

nella bassa Piccar-

una

delle primarie
si
il

magistrature

dove
il

egli

pure oggid venerato con


martirologio
s.

della provincia,
ro,

ritir in

un monastefratelli,che

gran divozione.
registra

romano
1

ove divenne

modello dei

nome

di

Salvio aglii
il

gen-

lo elessero

sta carica

abbandon queper rinchiudersi in una celletabbate. Egli

naio, che

sembra

essere stato

giorno

della traslazione delle sue reliquie.

SAM
SAMARCANDA o SAMARKANDA.
Citt della Tartaria indipendente, nella

SAM
di

.7

io trib d'Israele (V.), II paese di Samaria comprendeva le trib d'Efraira e

Bukaria, in riva

al

Ha due
cata,
il

recinti di

Sogd o Zer-AJscian. mura, assai ben fabbri-

Manasse
paese,

al di
il

qua del Giordano, egli

abitanti presero

sovrano risiede nella cittadella* Vi sono da a5o moschee, con 4o madresseh

un

nomedi samaritani. E' montuoso ma fertilissimo, e le

dove professori del culto maomettano fan-

sue vallate sono irrigale da pi fiumicelli che contribuiscono alla sua fecondit
;

no corsi

di legislazione e di lingua araba.


il

gli olivi

soprattutto

vi

sorpassano

il

Si osserva

sepolcro di

TimuroTamerla-

numero
rara.

delle piante d'ogni specie;

la sel-

no,bellissimo

monumento in diaspro, sor-

vaggina quadrupede e volatile non

vi

montatoda un'immensa cupola,equelli di parecchi altri personaggi illustri. Samarcanda presa nel 1220 da Gengiskan contro il sultano Mehemet, divenne sotto Tamerlano la capitaled'uno de'pi vasti imperi del mondo, e questo conquistatore,
per avervi
la rese
il

La citt era situata sul monte Semerone o Samaria,e fu fabbricata da A m ri o Homri 6. re d'Israele, che incominci a regnare l'anno del mondo 3079, avanti Ges Cristo 9 18, e fu la sede di tutti
i

re suoi successori, de' quali riportai

fissato la

sua principale sede,


civilt, in-

centro della pi alta

sto

troducendovi

le arti e le scienze di tutta

aGiuDEi, sino alla caduta di queregno ; mentre la residenza de' re dt Giuda continudopo la separazione della serie
le
ri
il

F Asia; fiorendo ancora per l'immenso commercio che faceva colla Russia, colla
Turchia, Cina e India. Unita verso la met del secolo

trib ad essere Gerusalemme ( ^.).Am-

Homri per costruire Samaria compr


lire di

suo monte per due talenti d'argento o


Francia. Tutti
i

XVI

alla

Bukaria, per ope-

9734

resi erano
la

ra del kan Abdullah, perde colla sua in-

compiaciuti d'abbellirla, per cui era


bella, la

pi

dipendenza l'antico suo splendore, e vi si cerca indarno presentemente la traccia degli antichi e magnifici suoi edifizi, de'quali

maggiore e la pi forte citt del regno di Samaria, oltre l'esserne la metropoli, invece di Sichem ediThersa gi
residenze de're d'Israele. Sostenne parecchi assedi contro

gli storici

arabi

ci

lasciarono descrizioni
della

meravigliose. Al

tempo

conquista

Benadad redi

Siria;

ma

fu ancora la capitale della Bukaria,

ma

quello ch'ebbe a sostenere contro

poi questo titolo le stato tolto per darlo a

Bukara; nondimeno il kan la visita ogni anno, ed al suo avvenimento al trovi


si

Salma nazar red' Assiria dur 3 anni, dopo quali egli la prese 724anni avanti G.C., e coni

dotti ne'suoi stati


ti
?

il

re e

gli
il

abitanti tut-

no

reca pure per

la

ceremonia del

distrusse intieramente

regno.

chu-

Ruktasc, che consiste nel farlo sedere sopra la pietra d'un marmo azzurrognolo,
coperta di feltro bianco
tanti delle
,

tei

per mezzo del

quale viene 3 volte alzato dai rappresen-

classi della societ.

Samar-

furono mandati, non pensarono a ristabilirla, e si fermaronoin Sichem, che divent la capitale del loro stato. Tale era la condizione di Samaria, quando Alessandro Magno entr nella Giudea. che
vi
I

canda fu una delle provincie ecclesiastiche della diocesi de'caldei, e si conoscono due suoi vescovi Giorgio ordinato dal cattolico Sebarjesu II, ed N. metropolitano della provincia di Samarcanda. Oriens chr. t. 2, p. 1296. SAMARIA. Paese e citt vescovile della Palestina(r.)e de\\a Giudea (F.^gm capitale del regno del suo nome delle
:

chutei in seguito ristabilirono qualche

sembra che diventasse nuovamente capitale al tempo de'Maccacasa a Samaria, e

Alessandro Baleo re di Siria Gionata Maccabeo molte citt che avea distaccate dal paese di Samaria.
bei, giacch

restitu a

Quando Salmanazar
i

distrusse la citt,

popoli
i

israeliti

fatti

schiavi portarono

seco

libri di

Moso Pentateuco, scrii-

,6
li

SAxM
ed
il

SA
teI

IVI

in antichi caratteri ebraici,

sercito la diede al sacco, la spian intie-

sto chiamato

Samaritano.

chutci erano
i

ramente, e sulle sue rovine fece passare


i

quali da principio continuarono ad adorare solamente gl'idoli, e frammischiarono in seguito il culto del Signore con quello ch'essi rendevano ai falsi dei ma dopo
popoli abitatori di l dall'Eufrate,
:

torrenti, in castigo d'essersi confederata

co'suoi nemici:

ma Aulo

sole della Siria, cominci a ristabilirla,

Gabiuio proconed

Erode

il

Grande,

restituitole l'antico lu-

stro, vi fabbric
difizi, la cinse di

il

ritorno degli

israeliti

dalia schiavit,
la

un rem pio e diversi emura e la chiam Sebagli

la

sagra Scrittura, che non dissimula


gli ebrei,

ste in

onore d'Augusto, che

avea do-

loro gelosia contro


uffici

cattivi

nato
so

la

provincia* In questa citt lo stes-

dai cimici o samaritani

fatti

centro
le insi-

loro alla corte di Persia,

non che

die tese per impedire la riedificazione del-

muradiGerusalemme,non rimprovera mai in alcun luogo che adorassero gl'idoli. Non sembra altres'i che questi popoli abbiano avuto un tempio comune
le

loro

Erode fece morire i suoi figli Alessandro e Aristobolo, facendoli poi sotterrare ad Alexandrion. A Samaria furono sepolti profeti Eliseo ed Abdia: Isaia, Ezechiele e altri profeti pi volte la minacciarono de'fulmini del cielo. Samaria fu assegnata da Augusto al tetra rea Archei

prima dell'ingresso di Alessandro Magno nella Giudea ma in seguito a vendo compreso colla lettura de 'libri santi, che Dio voleva essere adorato nel solo luogo che avea egli scelto, e gli ebrei non volendo permettere loro di andare al tempio di
:

lao, indi fu

aggiunta dall'imperatore Clau-

dio al regno d'Agrippa.

A'tempidiGes
a

Cristo, Samaria era

la 2.

provincia di
gli

Palestina

comprendeva

antichi e

memorati

territorii della

trib d'Efraim,

Gerusalemrne,fabbricarono
col consenso di Alessandro,

samaritani-,

Manasse possedeva al di qua delGiordano. Essa occupava tutta l'esten e quelli che

il tempio di Manasse figlio di Jaddo fu nominato gran sagrificatore. I sama-

sione da oriente a occidente, compresa tra

Garizim,
ritani
si

di cui

quel celebre fiume e

il

Mediterraneo, ci

ribellarono poi contro Alessan-

dro,
i

il

suoi
la

de

li cacci da Samaria, mand macedoni ad abitarne la citt, e dieprovincia agli ebrei. Questa prefe-

quale

nord della Giudea e al sud della Galilea, separando quelle due Provincie. I samaritani, non essendo com posti che di chutei, e perci non della stirpe d'Abramo, si opposero ai giudei per
la

che

poneva

al

renza d'Alessandro per

gl'israeliti servi

la ricostruzione del te lo
la

Tempio, e poi
I

di not-

ad aumentare l'animosit fra'due popoli ebreo e samaritano; ed allorch un ebreo avea meritato un qualunque castigo, ritira vasi perevitarloa Sichem, ed abbracciava
il

profanarono.

samaritani aveano

legge del vero Dio,

ma

tici

della legge Mosaica,e


ai

erano scismanon si atteneossia al

vano che

libri di

Mos,

Pen-

culto di Garizim.

Quando
i

gli e-

tateuco samaritanojdividevansi in

4 sette,

brei erano nella prosperit,

samaritani
essi

che non differivano tra loro quanto alia


legge,raa soltanto circa alla solennit delle loro feste e circa la qualit delle carni

non

pure ebrei ed al contrario quando venivano oppressi da qualche disgrazia, sosteneva:

tralasciavano di chiamarsi

che loro era


re.

lecito

o vietato di mangiarelazione co'giu-

no

di

non aver nulla


il

di

comune con

I-

Non avendo alcuna


Ges

sraele. E' questo

to al

tempo

di

contegno da essi tenuAntioco Epifane.Gioseffo

dei, perci

Cristo, che voleva ave-

re

un riguardo a questi

ultimi, proib ai

nelle sue antichit dice che

Samaria

fu

suoi discepoli d'entrare nelle citt i\esa-

presa da Giovanni Ircano

I,

figlio di Si-

mone

111,

uno de'sommi

sacerdoti e redi
e-

maritani. Nondimeno li chiam, ma osi opposero tosto un grande ostacolo alla


loro vocazione con

Giuda Maccabei, che con formidabile

un

rifiuto ostinato e

SAM
Ges Cristo loro portava, e non fu che dopo la conversione della peccatrice Fotina o
<li

SAM
land quanto era stato loro accordato.

sprezza nte della divina parola che

La

nazione samaritana, senza aver mai avuto una parte molto importante sul teatro
del

Samaritana, che modificarono alquanto Questa conversione avvenne al pozzo o fontana di Giacobbe,
le loro prevenzioni.

mondo,

si

no

a'riostri giorni,

nondimeno conservata fied in mezzo agli sconi

volgimenti avvenuti nella Palestina,

sa-

quando ilSalvatore si pose a sedere sull'orlo di esso: e

maritani serbarono
ro lingua,
il
i

la loro religione,! loi

perch
ci,

la

samaritana
egli

si

fece
i

loro libri sagri,

sacerdoti,

ed

meraviglia di

essendo

giudeo,

di

luogo principale del lorocultq. Ripeto,


la reli-

cui connazionali

non a veano alcun consor-

che qualche scrittore afferma, che


ebrei,

zio e relazione coi samaritani, s'impegn

gione dei samaritani,acerrimi nemici degli

quindi dal Salvatore quel mirabile colloquio, che oper la prodigiosa conversione
della samaritana e di molti samaritani

un mescuglio

di

giudaismo e

d'i-

dolatria. Vedasi

Nuove illustrazioni sul-

da
essi

lei

chiamati a conoscere chi erasi

ma-

Messia,e Ges dimor con due giorni. Giacomo e Giovanni apostoli prima volevano far discendere il
nifestato pel

l'origine del Pentateuco de* Samaritani d'un religioso benedettino della congregazione di s. Mauro (d. Maurizio Poncet), Parigi 1760. I critici hanno notato alcune differenze tra il Pentateuco degli

fuoco dal

cielo,

perch

gli

abitanti avea-

ebrei e quello de'samaritani. Rinaldi negli

no

ricusato ospitalit al lorodivin


il

maeillu-

annali
ni
si

ecclesiastici, dice

che i samarita-

stro,

quale per represse


zelo.

il

poco
il

divisero in

sette.

Quanto all'origi-

minato loro

Dopo
gli

la discesa

dello
diaco-

Spirito santo sopra

apostoli,

ne dell'inimicizia tra i giudei e samaritani, essa deriv dall'avere i nuovi abitanti diSamaria continuato nell'idolatria, anche dopo che un sacerdote giudeo mandato da Salmanazargl'istru nella legge di Mos, che in parte osservarono colle loro

no

s.

Filippo and a predicare

ai

samas.

ritani la dottrina di

Ges

Cristo, e
i

Pie-

tro vi
titi,

si

rec dopo a cresimare converla

equivi ebbe

prima disputa con Siil

mone Mago(V.) samaritano, che voleva


ottenere a prezzo d'oro
coli;

superstizioni. Dipoi Sanaballat,


in

mandato

donode'mira-

impostore che co'suoi prestigi avea

Dario 307 anni avanti G. C.,edificsul monte Garizim un tem-

Samaria da

re

sedotti alcuni de'primi cristiani

dopo

la

pio sontuosissimo, a persuasione di


nasse fratello di

partenza degli apostoli.

Ma

samaritani

Jaddo

Masommo sacerdote,

rinunziando

alia loro antica legge,


la
i

ammisero mai francamente


vangelo; in seguito furono
loro templi

non nuova del


i
i

pi crudeli
vescovi

che apostatando dai giudei dopo aver sposato una straniera contro la legge, s'accost ai samaritani, e cosi facendo sci-

persecutori de' cristiani, abbruciarono


,

sma,

si

fece

chiamare

sommo sacerdote.
si

ne trucidarono
i

Altre notizie sui samaritani

ponno

leg-

sacerdoti ed
al

cristiani d'ogni et e sesso,

gere nello stesso Rinaldi.

samaritani o-

punto che l'odio loro spinto

agli estre-

mi, accese sovente lo zelo degl'imperatori greci e

particolarmente di Zenone,
I,

Anastasio! eGiustiniano
ai cristiani

chesi videro

costretti a rovinare le loro citt, e


il

dare

ra non si trovano che a Napoli o Napoluza (F.) l'antica Sichem, ed a Joppe (F.) o Giaffa, bench essi credano di avere tuttora numerose colonie di confratelli in Egitto. Eranvi altre volte samat

Giustiniano

monte Garizim. Dopo che li castig, avendo sama

ritani a

Damasco e a Gaza (y.)j ve u'eT rano pure in Ascalonae'm Cesarea(P .)


distinguono
i

ritani dichiarato di volersi far cristiani,

di Palestina. Si

samaritani

concesse loro de' privilegi;


loro contegno
li

ma

pel finto
li,

dalle altre nazioni


te

pun Giustino

annui

o sette, per un turbanche portanp^sempre nel sabato euel-

VOL. LXI.

m^f\

i8
le feste;

SAM
quando vanno
alle

SAM
sinagoghe
lo-

gelte a
le sole

Gerusalemme ed

ai

re di

ro portano vestimenti bianchi, e seguono alla lettera ci che hanno conservato del-

trib di Levi e di Giuda.


citt dagli assiri e

Giuda Espule

gnata la

medi,

10
fu

Mos. La loro legge la slessa, e contiene come presso gli Ebrei(P.) 6 1 3 precetti; ma vi qualche divario nell'adempimento de'medesimi, tra il rito ela legge di

trib in pena di loro infedelt furouo tra-

smigrate in Babilonia, per cui


poli chutei idolatri,
dei, assiri, persiani e

la citt

popolala insieme al paese non solo dai po-

ma

dagli elamiti, cal-

braico e
cos

il

rito

samaritano.

samaritani

medi, iquali seguenfalsi

ebrei e dai cristiani

rimangono segrega ti dai turchi, dagli si ammoglia; non no che fra loro. Occupano aNapolioNapoluzaoNaplousa, uu quartiere separato
che prese
le
la
il

do mi
ri

patrii

riti

associarono i loro

nu-

al culto del

vero Dio del paese occula

pato.

Terminata

monarchia

degli assi-

e caldei, e dato principio a quella dei

assai vasto e

loro

nome;

le

persiani e medi, per clemenza di Ciro molti

case

comunicano
i
i

unecolle altre: in una


sinagoga. Il i .gioruo
a

delle trib tratte in ischiavit torna-

di esse al

.piano

di

Pasqua samaritani celebrano

mez-

za notte la festa del sagrifizio dell'agnello,

che fanno cuocere, distribuiscono agli

rono in Samaria, ove procurarono estirpare l'idolatria, ma poi moltissimi caddero ne'medesimi errori e superstizioni, costituendo una nuova setta che parteci-

assistenti e

mangiano nella chiesa, non po-

p de*

tendolo pi fare, sono ormai 4o anni, sul monte Garizim. Come gli ebrei, i samaritani aspettano la

riti mosaici e degl'idolatri. Terzi narra pure che nel centro di Samaria, s.

che manifester

il

venuta d' un profeta, suo spirito e dovr li-

berarli dall'oppressione, ed essi inoltre

credonoavere certi prodigi pe'quali lo riconosceranno quando si annunzier. La citt di Samaria, affatto distrutta, fece la
fortuna della ricordala Napoli o Naplousa
si

Elena costru ragguardevole chiesa in onoie di s. Gio. Battista, con regolare architettura di perfetto quadrato: nel mezzo della gran nave vi colloc il suo venerando busto trasferito dal castello di Macheronte presso
il

il

lago Asfaltide,

ma

poi

santo corpo sotto Giuliano apostata fu


dispersero
ceneri al vento,

tratto dai gentili di Gaza, e giltato nelle

che

si

arricchita sulle sue roviue.


delle colonne in piedi,

Vi
ed

fiamme ne

le

vedono ancora

altre semisepolte;
si

ma

in

luogo di sontuo-

magni ldie, di cui altre volte andava superba, non si trovano che caverne, ove gli arabi cercano ricovero. Il Terzi, Siria sagra, p. i56, tratta di Samaria antica e quale sede vescovile di Palestina, che con voce greca fu detta Sepalazzi e di case
basteiy

preservando Iddio il sagro capo, che miracolosamente pi tardi rinvenne il sacerdote Marcello sotto l'impero di Valente
,

come

rest preservato

il

dito indice
si

della

mano

destra. Neil' istessa chiesa

per significare

il

culto o sagrifioffri

veneravano i ricordati sepolcri de'profeti, ove orando s. Paola ebbe un'orribile visione, di che scrisse s. Girolamo. In Samaria nel declinar del i. secolo nacque
il

zio, che nel vicino

monte Garizim

filosofo

s.

Giustino, eminente in piet

Abramo al

Signore, ovvero ci derivasse

e di rara dottrina, grande apologista dei


cristiani,

dal tempio erettovi da Manasse, dicendo

pure degli altri nomi cui fu chiamata Samaria. Celebra lesueanticaglie e rovine delle mura, gi fiancheggiate da 20 torli,

Altri santi

onde Io celebrai anche a Roma. uomini e per virt mirabili


in Samaria il famorammentato dalla sagra
i

fiorirono nel monastero presso la celebre


valle

diSichem. Era

e di altri avanzi del fasto di sue

madel-

so Leprosorio

gnificenze che primeggiarono nella Palestina


le
1

Scrittura, ove da ogni parte affluivano

dopoGerusalemme, come reggia

languenti infermi
li

le

sue acque minera-

o trib d'Israele, restando

di essesog-

scorsero poiobbliquamente per la vai-

SAM
le,

SAM
fabbrile ri-

senza restarvi

memoria di sue
di

Chiude

essa al sud

il

golfo di Scala

9 Nor

che, sebbene a pubblico beneficio

va,ed separata dal continente dallostrelto Piccolo Boghaz. In gran parte coperta

storarono

romani. Narra

pi ilTerzi,

che divenuta Samaria sede vescovile suffraganea della metropoli di Cesarea dela la i. Palestina, nel 53 1 i samaritani etumultuariamente per loro re un tal Giuliano implacabile nemico de'cristiani, che molti ne uccise, altri esili, tra
lessero

montagne ben coltivate


di
si

altissime,

con belle pianure

e doviziose di prodotti. Vi
e vuoisi

trova del

marmo,

anche miniela

re d'oro, argento e piombo. E' governata

da un ag turco: Megali Chora u'

capitale;

ma

la

principale citt Vathi,


dai cariichiamavasi Par-

quali Basilio zelantissimo vescovodi que-

con porto grande e comodo. L'isola quan

sta chiesa; altra persecuzione ferocissima

do era abitata
thenios,

fu quella del 6i4>n cui dal ferro e dal

fuoco di Cosroe
starono vittima
Gli
altri

1 1

re di Persia (V.), redella fede.

480 campioni

il nome di Samo,che dopo varie vicissitudini, avendo portato anche quello di Dryusa, per la quantit

n ricevette

vescovi di

Samaria ricordati da
al concilio Ni1

di quercieond' coperta. pri re,


te,
il

Ebbe

suoi pro-

Tei zi, sono: Marino che fu


tinopoli.,

pi celebre de'quali fu Policra-

ceno, Pristiano intervenne al

.di

Costan-

e vogliono alcuni che sotto di lui sia


il

Pelagio a quello di Gerusalem-

me. Indi la sede vescovile fu unita a quella di Napoli o Naplousa. A suo tempo, il patriarca eterodosso de* greci vi mandava un vescovo, ma cattolici ubbidivano al patriarca che risiede in Monte Libano. La s. Sede fecedi Samaria, Samarien, un
i

che si alz a tanquanta forse non era stata prima nel mondo pagano: compose d'o gni cosa un corpo di sue dottrine, cui die
nato
filosofo Pittagora
,

ta sapienza

nome

di filosofia, e soleva dire

Vana

essere e

titolo vescovile in partibus, sotto l'arci-

menzognera ogni sapienza che non operativa di bene, e non operativa a buona norma esser quella, che dopo
aver fatto migliore chi la professa, ogni

vescovato

pure.' in

partibus di Cesarea.

Questo

titolo fu conferito

a diversi vescovescovo suburrestato

vi suffraganei del cardinal

bicario di

Sabina (f.). Essendo

non volge a far migliori gli altri. Si pu vedere Augusto Bernardo Krische, De socielatis a Pylhagora in Urbe Croarte

vacante per morte di Domenico de Jorio,

tonatiarum conditae scopo politico cotn


mentatio, Gotlingaei83o. Questo vanto
questionato, e
lo
s. Tommaso Samo Itala-Calabra: di
il

Leone XII nel concistoro de'31uglio 826, lo die a Carlo Adalberto barone di Be1

d'

Aquino

yer della diocesi di Colonia, abbate preinostratense,deputandolo.suffraganeo dell'arcivescovo di Colonia. Gregorio


agli 11 agosto

d a

egual sen-

timento furono,

can. calabrese Miche-

XVI
di

langelo Macri, Discussione storico-critica


sulla italo-greca citt di
tria di Pittagora, Napoli
te
il
1

i843 dichiar vescovo

Samo
83
1 ;

vera pa-

Samaria, e coadiutorecon futura successione del vicario apostolico di Lancaster,

e di recen-

cav.

Ferdinando Deluca celebre madelle

Giacomo Sharples. Il regnante Pio IX nel 1 85o fece vicario apostolico di Natal e
vescovo di Samaria

tematico, geografo e storico, segretario


delle
cilie,

accademie del regno


che
si

due

Si

mg/

Francesco Al-

dichiar in favore di

Samo
la

lard degli oblati della B. V. Immacolata.

della

Magna

Grecia. In seguito l'isola di

SAMBORIA.
co ruteno.

F.PREMisLiAdi ritogre-

Samo

pass successivamente sotto


degli

do,

Sede vescovile e isola dell'Arcipelago nella Turchia asiatio


ca, sulle coste dell' Anatolia, sangiaccato

SAMO

SAMOS.

minazione dei persiani e e fu rinomata per la sua


stremit orientale sopra
si

ateniesi

fertilit. All'e-

vede

il

sito

ove fu

la citt di

una montagna Samos, la

di Soglia, ora chiamata

Susam-Adassi.

cui magnificenza fu tanto vantata dagli

20

SAM
SAMOGIZIA

SAM
l'arcivescovo di Smirne, come vicario apostolico dell'Asia minore.

antichi. Sonovi ancora avanzi de'suoi edifizi, della cinta di mura con torri quadra-

te,d'un teatro, del tempio di Giunone, una


delle sue meraviglie, la quale dea finsero
i

(Samogitien). Sede ve-

scovile con residenza in

Wornia

IVIin-

poeti nata in quest'isola all'ombra d'un

albero d'Agnocasto.La statua di Giunone,


cui
si

attribuirono prodigi, la scolp Smilipersiani incendiarono e saccheggia-

prima lo era in Rossiena o R.ossieny capoluogo di distretto, presso la sinistra sponda del Dubisa, che
dick, nella Russia
:

de.

sotto

re di Polonia era la capitale della


la

rono il tempio, e poi ne innalzarono altro pi. splendido, in seguito depredato da "Vene. A tenere vi eressero un tempio le
cortigiane, col prezzo di loro attrattive.

Samogizia e
va
la

sede di una dietina. Ave-

cattedrale e

due

altre chiese.

La Sali-

mogizia un antico paese d'Europa,

mitato
sia al

al

nord dalla Curlandia, e dal Balquest'ultimo e dalla Prus-

Vi ebbe

culto anche Nemesi. Bello n'era

tico all'ovest ,da

l'acquedotto, d'antico porto, di cui resta

sud,ed all'est dallaLituania propriadelta.

un molo artificiale. Samo fece coniare medaglie a Decio. Secondo AuloGellio sono
stati
i

mente

Form

esso

una provincia

dell'antico regno di Polonia, ed era an-

samii inventori delle stoviglie, e

quelle di quest'isola erano molto ricercate

in

presso romani. Per l'abbondanza de'suoi


i

(V .); ed oggi trovasi gran parte fuso nel governo russo di Vilna. I russi ed polacchi chiamano quenesso alla Lituania
i

vasi, deriv

il

proverbio:

E che volete por-

sto paese

Imond.
in

cavalieri porta-spade

tar vasi a
li si

Samo?
s.

Negli Atti degli aposto-

Paolo approd a quest'isola andando verso Gerusalemme. Nel


legge che

secolo vi fu eretta la sede vescovile, sotto


la

i44 al \^\\. E' gran parte coperto di boschi, ed abitato dai ciudi, o tchoudes come scrivono i francesi. Questo paese fu ili. che
l'hanno posseduto dal

un paese

metropoli di Rodi, indi nel

XV divenil

di tutte le provincie

polacche unite alla


lo

ne sede d'un arcivescovo onorario greco. Il i. vescovo fu s. Leone, celebre per la


sua vita austera e pe'suoi miracoli,
cui corpo fu trasferito a Venezia,
di
ri-

Russia, alz nel

83

stendardo dell'in-

surrezione; e gl'insorgenti lituani in aprile

s'impadronirono

di Rossiena,

come

ver disfatto un corpo di truppe russe.


citt di

dopoaLa

cessori, Isidoro

porta Bollando a'9 aprile. Ne furono sucmonaco d'eminente virt,


altro Isidoro che fu al concilio di Trullo,

verno

di

Wornia Rowno,

nella

Samogizia nel goin

distretto di Telsce: tra

le citt

che ora sorgono celeremenle

Eraclio che intervenne al7. generale, An-

Russia, noverasi pure la citt di

Rowno,

timo deli 638, Giuseppe Georgirene che


fu cacciato in principio del secolo
ri ti rossi

XVII,
e-

che dal i843 viene costruita in nuovo sito e giusta un piano sanzionato dall'imperatore Nicol
l'invocazione de'
stoli, edilzio
I.

in

Londra, ove

in

una chiesa

La

cattedrale sotto

sercit le funzioni nel suo rito, e pubbli-

ss.

Pietro e Paolo apoe decentemente or-

c in greco la Descrizione dello slato attuale dell'isole di

ampio

Samos, Nicaria
t.

Pa-

nato, e
legno.
Iai.
a

000

passi distante l'episcopio di

lemos. Oriens christ.

1, p.

929. Al pre-

Il

capitolo composto di

6 dignit,

sente Samo, Samosaten, un titolo vescovile in partibus, sotto


il

essendo l'arcidiacono, di 3 canonici

simile arcivesco-

e delle
ziere, di

prebende del teologo e peniten-

vato di Rodi. Gregorio


1

XVI a'27

maggio

846

fece vescovo di

Samo

e vicario a-

servizio.

9 preti e de' chierici pel La cura delleanime non


,

divino
si

esers.

postolico del

Giappone mg. l'AgostinoForI

cita nella cattedrale,

ma

nella chiesa di

cade, alunno del seminario delle missioni


straniere di Parigi.
cattolici

Alessandro martire,ov' l'unico fonte battesimale.

dimoranti
al-

Non

vi

sono altre chiese, bens

iu

Samo

ed in Nicaria sono soggetti

confraternite, seminario con alunni, e o-

SAM
spedale.
1

SAM
roecias, 7 monasteria virorum,

2i

La sede vescovile fu eretta nel o 01 4 1 3 suffraganea della metropoli 1 4

occasum mari Baltico, ad orientem fluvioNiewiaza.Enumerabatidcircoi iopa-

Gnesna, dopoch il re Jagel Ione o Vladislao V riun alla Polonia la Samogizia. Pio VI colla bolla Maximis undiquepres'
di
si,

quorum

6 cum adnexa cura ammarimi,


nialium,atque
ita in

nel

1798 avendo

riordinate le diocesi

et 1 mouniversum quingentum milliacatholicorum. Veruni juxta lit-

passate nel dominio della Russia, sottrasse


il

teras apostolicasdiei 3 juliii848, Univer-

vescovo di Samogizia da Gnesna, e

io sottopose al nuovo metropolitano di Mohilow. Al vescovo di Samogizia venne dato un suffraganeo col diritto di succedergli, ed eziandio un coadiutore* La sua provvigione ammont a 5,ooo rubli di argento, da ritrarsi dai beni ecclesiastici. Fino agli ultimi tempi e prima di detta epoca, la mensa vescovile avea conservato nella sua integrit tutti
i

sale Ecclesiae, comprehendet unfversam regionem,quaepraesentibuslimitibusgubernii


tur;

Kownensis,et Curia ndiae continequa de causa praeter duos suffragat,

neatus actu existentes tertius constituencIlis eri

qui in Curlandia resideat, ad precitatis litteris apostolicis ".

scriptum in
i

Ecco vescovi
tizie di

riportati dalle annuali

No-

Roma. 1 736 GiosafatRarp. 1 740

suoi beni, che

producevano T annua rendita di 16,000 zecchini ossiano 5o,ooo rubli. Il clero secolareavea in capitali 1, 33o rubli, che annualmente davano di rendita 37,820
1

Antonio Tyszkievicz di Vilna, traslato da Mennlinparlibus. 762 Giovanni Lopacinski di Vilna.

1778 Stefano

de'principi
:

Giedroyc
nel
1

di Vilna, traslato

da Livonia

rubli

servi addetti a 'suoi villaggi eraIl

nik,

782 suffraganeo de'decanati di IVfedAntonio Malinowski domenicano di


di

no 538o.

clero regolare possedeva fon-

Grodno, vescovo
nel

Cinna

in partibus

72,754 rubli, che ne rendevano annualmente 10,328, con g52 servi


di valutati

1786 altro suffraganeo Taddeo Giuseppe Bukaty di Wilna, vescovo di Tespia in partibus
:

addetti ai villaggi. Nella diocesi ultima-

nel

79 1 coadiutore con

mente
ri

vi

erano 1 4 conventi, due monaste-

futura successione Giuseppe Arnolfodei


principi

abitati

da 34

religiose,
il

una casa
1

delle

Giedroyc di Vilna, vescovo d'Or-

sorelle della carit,

seminario con /[o

tosia in partibus.

Un tempo

detti

due

alunni,

4o scuole
vi

preti secolari nel


i

834
i

suffraganei governarono

la diocesi,

vacan-

erano 432;

erano

benedettini,
i

re-

ligiosi del 3.

ordine,
i

carmelitani delgli

te del vescovo, e nel 1804 in vece del Bukaty fu fatto suffraganeo e vescovo inpar-

l'antica osservanza,
lopi; nella totalit

francescani,

sco-

ftZwsd'Adramito,Sinione de'principi Giedi Wielczka diocesi di Samogizia, che col Malinowski. continuarono a reggere la diocesi. Nel 18 9 per divenne vescovo effettivo il suddetto vescovo d'Or-

erano 186 religiosi. Nel


il

droyc

detto

anno

le

parrocchie in tutto
le

vesco-

vato
sali

sommavano aio5,
a 5g, e
le
i

chiese succur-

cappelle a 92. Nella con-

venzione tra
Nicol
I

regnanti

Papa Pio IX, e


a-

tosia. Nel

concistoro de'28settembre

imperatore delle Russie, de'3

gostoi 847, fu riconosciuto che la diocesi di Samogizia oTelsce suffraganea di Mo-

Papa Pio IX fece vescovo l'odierno mg. r Mattia Wolonczewski di Nantray diocesi

849

di

Samogizia, per morte del predeces-

hilow, abbraccia
e quello di
cui oggi
si

governi

di

Curlandia

sore, gi per

Kowno,

entro que' limiti in

del seminario di

20 anni professore erettore Wornia. Ogni nuovo vein fiorini

trovano. Nell'ultima proposi-

scovo classato
le

33, ascendendo

zione concistoriale detto. Dioecesis Samogitiensis erat hactenus circumscripta

rendite della

mensa

a circa

6000

scudi

romani, senza aggravio di pensioni, iique

ad septentrionem Curonia, ad meridiem ftuvium Niemen et regno Borussiae, ad


,

proven iunt ex bonis immobilibus aliisque


juribus.

22

SA

M
u Asia,
cattolici, e
le cose.

SAM
regolando saggiamente tutte
istigazione degli ariani
rice-

SAMOSATA.
citt antichissima

Sede vescovile

egi capitale della Co-

Ad

magene, sulla riva destra dell' Eufrate, presso il monte Tauro. Come capi tale del la Comagene, fu residenza di re Antioco, quando Pompeo gli accord quella provincia,

v un messo di Valente che lo confinava in Tracia, che accolto con sembiante ilare,

gl'inevitabili insulti del

ed

suoi successori ne furono pala

droni sino a Tiberio che


vincia

ridusse in pro-

romana. Caligola e Claudio la restituirono di suoi re. Vespasiano di nuovo la ridusse a provincia romana la chiam Flavia e le conferm le leggi municipali, con l'aggregazione all'italiche. E;

paternamente ammoni di sottrarsi apopolo che lo amava, prima che si divulgasse il decreto, Secondo il Terzi, Siria sacra, p. 1 4 tra disagi e l'angustie mor nell'esilio illur ,
i

stre confessore della fede nel

370

al di-

re del p.
t.

Le Quien, Oriens

christianus

2, p.

378 dopo

934, fu richiamato a Samosata nel l morte dell'imperatore; assi379, e poraDolichio o Dolico fu qui-

raclio nella spedizione contro la Persia

stal concilio d'Antiochia nel


tatosi in seguito

ne fece
Paolo

la

sua piazza d'armi. Samosatafu

patria di
di

Luciano sofista, e dell'eresiarca Samosata; ora chiamasi Semisat


Turchia
tal

citt della

asiatica.

Divent me-

vi ucciso da una tegola gittatagli sul capo da una ariana, come si ha dal martirologio a'2 giugno. Durante la sua assenza
1

tropoli della provincia Eufratesia, allor-

s'intruse
ti

Eunomio ariano, ma

gli

abitan-

ch si form
all'antica

provincia, corrispondente

Comagene; grado che poi pass


nuova divisione delie provincie.

Samosata non vollero avere comunicazione con lui, non riconoscendolo per
di

a render pi celebre Gerapoli{V) di Siria, nella

legittimo pastore; ed altrettanto fecero


coli'

empio successore Lucio, che


dell' esilio di

fu ca-

L
del

sede vescovilefu eretta ne'primi anni

gione
citt.

molti cattolici dalla

rapoli

secolo, sotto la metropoli di GeoMembisc,e nei XII divenne arci- vescovato onorario. Teodoreto esalt la

IV

nipote di
tro

Finalmente fu nominato Antioco, s. Eusebio,ed egli pure si mostr

zelante difensore della fede cattolica congli ariani.

popolo nella difesa del clero e de' prelati cattolici, contro l' insolenza degli eretici ariani. Peperio ili. vescovo conosciuto di Samosata, che si trov

laicit del

Quanto agli

altri vescovi di

Samosata, sino ad Abramo II che ne occupava la sede nel 942 , vedasi il citato Oriens christianus 3 ove a p. 1 462 si legge
la serie

Niceno e d'Antiochia nel 335 o 34i. Indi s. EuseMth^y.) del 36 1 aai concilii

de'seguenti vescovi giacobiti che

mico

di

s.

Basilio, e nel

363

sottoscrisse

pur ebbe Samosata. Severo 1 ordinato nel 5$5 o 597, Teodoro sedeva nell' Vili
secolo, Costantino dal

la lettera

sinodale del concilio d'Antiochia

all'imperatore Gioviano sulla consustanzialif,

ro

e nel

872

la lettera
:

de'vescovi di
l'

746 al 765, Sevescomunicato verso il 797 dal patriarca Ciriaco per avergli fatto chiudere
II fu

oriente agli occidentali

per

eminente

spirito di questo santo vescovo, tutto ar-

dente di zelo e di carit


chiesa
gli

fug dalla sua


gli

quando voleva entrare nella citTimoteo dell' 878, Tommaso vivea nel secolo XI, Atanasio del 1 075, Timole

porte

avanzi dell'arianesimo e

er-

teo II deli i43, N. del i583. Samosata,

rori de'samosateni;

propugn

le

dottrine

Samasaten, un

titolo vescovile in
s.

par-

apostoliche e i decreti del concilio Niceno, contro gli editti di Costanzo e di Valente fautori degli ariani;
torit apostolica, visit

tibus che conferisce la

Sede, sotto l'ar-

civescovato egualmente //2^flrf/&M9 di Gerapoli.

munito

di

au-

con abito milita-

gio

LeoneXl I nel concistoro de'3 inag1824 lo confer a mg. r Giacomo M. a

re le chiese di Siria, Fenicia e Palestina, creandovi molti vescovi, preti e diaconi .1

du Pout di Villafranca, che Pio Vili ai 5 luglio 1 83o trasfer a s. Diez, Gregorio

SAM
XVI ad Avignone e Bourges, ed il Papa Pio IX cre cardinale. SAMOSATENI, SAMOSATENSI o SAMOSATIANI. Eretici cos chiamati
dal loro capo Paolo di Samosata, vescocilio di

S A

23

trov coi Massimiauisti uel

394 al conla let-

Calbarsussa, e nel quale fu convescovi d' Africa.

dannato Primiano, sottoscrivendo


tera

mandata a

tutti

Morcelli, Ajr. chr.

vo d'Antiochia verso il 262. Siccome poi furono pur detti Paulianisli, a quest'articolo parlai de* loro errori condannati.

SANCTA SANCTORUM.
sante,

V. Scale

Tempio

di

Gerusalemme, Ghiesa,

Sacrario.

S AMPSEI o SH AMSEI. Settariorientali, de'quali in Haeres. 53 scrisse s. Epifanio,

SANCTUS,SANCTUS,SANCTUS.Iono
sa, e cantico angelico (diversodall'altro,

non

facile conoscere le opinioni,


nella classe degli e-

Trisagio, V.) del Prefazio (F.) della Mes-

non potendosi porre

che

greci

chiamano inno

trionfale;

brei,n in quella de'cristiani,nde'pagani,

si

dice e fa parte anche dell' inno del

sembrando
gli

loro

dommi un miscuglio de-

ringraziamento Te
quest'inno
si

Deum lauda mus^V.):


cantico di lodi e di

Pare che adorassero il sole; altri credono che ammettessero l'uniuni e degli
altri.

trova in tutte le liturgiegre-

che e

latine.
il

un

t diDio,f acessero delle abluzioni e seguis-

gloria che
i

profeta Isaia dice che canta-

sero molte altre pratiche della religione


ebraica:
gli
s.

Epifanio credette che fossero


gli Elcesaiti

Esseni (V.), o

o ElcesiaEssi eb-

vano serafiui ad alta voce alternativamente davanti al trono della Maest divina. Santo, Santo, Santo il Signore Dio
degli eserciti
tutta la terra, te
i

ni,o Samseani, eretici che insorsero nella

Chiesa in principio del secolo

II.

della gloria di lui piena cantavano alternativamens.

bero per autore l' ebreo El cesai , che si un ai seguaci di Ebione (V.) eretico, e che per farsi autore di setta invent alcuni nuovi falsi dommi. Nemico della virginit, obbligava i suoi proseliti a maritarsi pretendeva che si potesse esternaniente adorar gl'idoli, purch il cuore non vi avesse parte. Oltre diversi errori su Ges Cristo, tranne i sagrifici,osserva vano la legge di Mos, rigettando quasi tut:

serafini, riferisce
si

Cirillo,

non perperch

ch
si

stancassero nel cantare,

ma

lasciavano l'un l'altro l'onore di celele lodi

brare

del Signore.

quello che
s.

diceva l'uno lo diceva l'altro; onde

Gi-

rolamo per questi due cori di serafini intese due Testamenti, perocch quello che
i

canta

il
:

vecchio ripetuto e
nulla in
essi

si

dice nel

nuovo
verso.
la

discordante e dimistero delle tre

La

ripetizione fatta tre volte delil

ti

libri dell'antico e

nuovoTestamento.
principalmen-

voce Santo indica

Si stabilirono gli elcesaiti

divine persone in una sola sostanza, per


cui quest'inno de'serafini fu

te nella Palestina al di l del

Giordano.
il

sempre nelisti-

SAMUELE

(s.)

martire. Sofferse

la

bocca della Chiesa. V. Coro degli An-

martirio insieme ai ss. Elia, Geremia, Isaia e Daniele(V.), coi quali erasi portato a visitare i confessori condannati ai
lavori nelle minieredi Cilicia. Ritornan-

geli.

Questa
s.

triplicata

voce di lode,

tuita dagli apostoli, fu introdotta a far parte del

Sagrifizio e segue

il

prefazio;
si

s.

Sisto

Papa

deli 32

comand che
il

os-

do

a Cesarea nella Palestina, fu arrestato

servasse, ovvero ordin che


cantasse col celebrante,
roli io,

popolo la

del pari

che i suoi compagni, e con essi crudelmente tormentato e condannato a morire da Firmiliano governatore della
provincia, nell'anno 309.
Il

come

riporta Ba-

Annal.

eccl.

ad an. 142, n.i2; e


cap.
e

Micrologo,
1

De

ecclesiast. observat.

martirologio

vedasi
1.

romano ne

menzione il 16 di febbraio. Sede vescovile d'Africa, poco conosciuta. Donato suo vescovo si
fa

turg.

2,

Santo , ci, ove

Bona

Rerum H~

tratta del rito e ori-

SAMURDA.

gine di quest'inno.

Il

Magri, Notzia dei

vocaboli ecclesiastici, al vocabolo Sanctus

24
te,

SAN
sandali
il

SAN
so diconsi sandali, tranne
il Papa che nei non adopera il colore paonazzo,ma il

avverte : Per errore del volgo ignoran-

la
il

da alcuni si batte il petto, quando nelmessa si odono le sopraddette parole;

rosso e

bianco, dagli altri

essi si

usano
colore

chenon fanno le persone intelligenti ". Il medesimo alla parola Campana (/^.), disse che un abuso il suonarla al Sanctus^ perch non si suona nella cappella del palazzo apostolico, celebrando il Papa
la

di

5 colori, bianco,

rosso, rosaceo, verde e


il

paonazzo, precisamente secondo


de'paramenti; essendo tanto
lecalze di
le

scarpe che

drappo di seta frammista ad oro

o argento. Ai cardinali quando celebra-

in e c sa

messa bassa o udendola ; ma siccome non si suona neppure il Campa-

no

in cappella pontificia coi sandali rosa-

cei, questi a

loro
I

li

somministra

la

sagrece-

nello (V.) all'elevazione dell' Ostia

(F),

stia

papale.

sandali del

Papa quando

messe dette nella cappella segreta,ne seguirebbe do vei\si tal suono pure tenere per abusivo. Avverte perLambertini, Della s. Messa,sez. i, cap. xi, che fu esteso il rito di suonar la campanella al
tranne
le

lebra pontificalmente, cio scarpe e calzari,

sono ricamati decorosa mente con or-

nati di diverse foggie,col segno della ero*

ce sulla

tomaia

delle scarpe.

Quando

il

Papa celebra pontificalmente, dopo aver


intuonato l'ora di terza e sedente nel tro-

Sanctus del prefazio,ed all'elevazione

del-

l'Ostia (e del Calice), per eccitare gli astanti a divozione (l'origine la riportai negli articoli citati);

no piccolo
la

frattanto che

si

messa, nel

modo che

dissi nel voi.

prepara per IX,

non sapersene
il

il

prin-

p. 17, l'uditore di rota

suddiacono apocalzari pontif-

cipio

ma

doversi mantenere
esiste,

rito inriti

stolico ministrante,
i

ricevendo dalsagrista
i

trodotto ove

essendo ne' sagri

sandali ossia scarpe ed

perniciosa la variazione. Celebrandos. Fi-

cii

sopra un piatto d'argento e coperti di

lippo Benizi, nel

tempo
:

della consagrazio-

ne furono udite dagli astanti le voci degli angeli, che cantavano Sanctus, Sanctus, Sanctus, Domine, Deus Sabaoth. V. Hosanna, ed commentatori e volgarizzatori degli Inni sagri, come il can. Giandomenico Giulio , Poetica versione degV inni sacri della s. Chiesa, Torino 1816. Samuele Biava, Melodie sagre ovvero inni volgarizzati,^. 7; ed altri riportati airicordati articoli, ed eziandio all' articolo Trisagio, altro inno insegnato pure per divina rivelazione, chiamato altres Chei

un velo, si reca al trono; ed ivi mentre due votanti di segnatura quali accoliti atengono alzate le fimbrie antecon l'aiuto d'un aiutante di camera del Papa stesso (e qua! custode generale delle sue vesti,che il Chiapponi in Ada canonzationis, p. 226, chiama sub custode vestium),a questo gli metpostolici
riori della falda,
te
i

sandali e calzari del colore proprio

della solennit,

avendo

gi

il

nominato

cubiculario pontifcio levate dai piedi del

Pontefcele scarpe usuali; quindi egli calza al


dali

Papa

altre pi nobili scarpe

o san-

rubico e trionfale.

SANDALI,
gli

e calzari, che usano

Sandali. Sorta di scarpe cardinali deil Papa,


i

con croce pure bellamente ricamata, e soliti adoperarsi ne'medesimi pontificali. Questi terminati, dopo aver il Papa deposti
i

ordini de'vescovi e de'preti,


;

non che

sagri

paramenti
i

sul letto

de'medesii

vescovi

gli

abbati, altri prelati ed altri

mi, gli sono tolti

detti sandali

o scarpe ed

ecclesiastici

per privilegio
scarpe e

tano

gli abiti pontificali.

quando porSono nella for, ,

calzari dall'aiutantedi camera nella stanza

detta della Ftf/d^/^jCalzaudogli le scar-

ma come
ste pi

le

le

calze

e di que-

comodi perch ad esse si sovrappongono, fermandosi sopra il ginocchio con fettuccia o nastro. Tanto le scarpe che le calze dette calzari, che in coojples-

pe usuali che glia vea levate al detto trono. Qualche Papa costum assumere i sandali

prendere

ole scarpe e calzari analoghi, avanti di paramenti pontificali, per mii

nore incomodo, ponendoglieli l'aiutante

SAN
di

SAN
Calze e Calcef,

25
silfalti

camera. Negli

articoli

come esprimente
calcei
:

le

attraversature delle

Scarpe, Fascia, trattai delle antiche coperture delle gambe e de' piedi, civili e
sagre; ed essendo gli antichi sandali ocalcei

fascie in croce, di cui formavansi


ne'calcei

de'Papi,e loro odierne scarpe, ornate del salutifero segno della Croce, questa si bacia nel Bacio del piede (F.) che si
fa loro

per venerazione, del quale omag-

no a 4 di tali uo chiamf asci ae cruales pedulesque, le quali erano ravvolte una sopra l'altra e coprivano le gambe; come fra molti monumenti si vede nell'immagine del buon
Pastore
effigialo ne' vetri cimiteriali e nei

de Patrizi si facevano siintrecciamenti,che Ulpia-

gio riparlo a Scarpa, ed eseguito anche

senza l'ornamento della croce. Notai nel

sarcofaghi di
vi vano solo

marmo. Alcuni
le

calcei ser-

XL1I, p. 70 ed altrove, che quando i 7 Papi prendevano il Possesso (Z .) coi sapure sandali, gri paramenti, calzavano
Voi.
i
i

per difendere

piante de'pietal

di dall' asprezza delle strade, e


di calceo

sorte

e con questi di colore rosso sono sepolti

subligo

o sandalo dai greci chiamavasi perch consisteva in una suola


la sola

anticamente

si

usavano tumulare coi sanI

che ricopriva
al

piantade'piedi, e in

dali neri, e lo rimarcai nel voi. VI, p. 2 o5,

alcuni legacci per fermarlo. Dice

Magri

parlando del Cadavere del Papa.


dinali vescovi ed
i

car-

cardinali preti,

nonch

vocabolo Compagi, eh' erano sandali usati dagl'imperatori e senatori romani,

gli altri vescovi, si

espongono e

seppelli-

cosi detti per le varie legature e fascie

scono
zari di

coi sandali paonazzi,

o scarpe e cal-

modo

di rete

formate; onde alcuni


I

leg-

drappo

simile, con quelle avver-

gono Campagi.
le vestiva
il

calcei caligae serrati

tenze che notai all'articolo Funerale. I


cardinali diaconiche
sandali,
si

affatto nel piede, simili allacaliga, la

qua-

non hanno l'uso dei espongono e seppelliscono coparamenti loro propri,


altri cui

piede e quasi mezza

gamba,

gli altri sagri

ma

con iscarpe nere. Agli

per privi-

legio fu accordato l'usode'sandali, doven-

dosi stare ai termini della concessione, se

dessa stabilita soltanto per la celebra-

zione di alcune feste edivini


dividui che ne

uffizi, gl'in-

hanno

1'

uso non ponno

seppellirsi coi sandali.

E regola generale

per chi ha l'uso demandali, che questi non


si mettono neppure si

nelle
fa

messe pei defunti, come

uso de' guanti nelle mede-

I sandali ocalceio calzari degli anromani, e propri principalmente dei senatori, erano scarpe o stivaletti di pel-

sime.
tichi

le

nera chegiungevano sino a mezza

gamleil

ba, con una specie di mezzaluna nelle


gature, ossia

con apertura nel collo del piede per pi, agevolmente calzarli, la quale apertura si affibbiava, dice Buonarroti nelle Osser> vazioni sui vasi antichi di vetro, che talora impropriamente furonodelti sandali. Il Piazza nella Gerarchia cardinalizia, p. 708, riferisce che i sandali o sorte di calze chiamate calighe furono usati dai soldati antichi romani, e gli diede pregio nell'uso Caio imperatore, che da esse fu chiamato Caligola, perch da fanciullo port sempre questa specie di scarpe, ed anco per acquistarsi con tale uso l'applauso popolare, come rimarc Tacito. Tali calighe o calze furono poi usate per segno d'onore dai cardinali diaconi regionari della chiesa romana, ad esempio degli apostoli, e furono piuttosto appellale compagi, per le varie legature e fascie intrecciate a modo di rel, ed aperte di sopra, usate ancora dagl' imperatori e senatori romani; per cui s. Gregorio I scri-

un

C, che simboleggiava

numero
i

cento, quanti furono in origine

senatori in

Roma,
si

e quanti furono per


i

ordinario nelle colouie e ne' municipi!


decurioni; perci
nati.

chiamarono

calcei lusi

Fra gli ornamenti de'consoli

com-

vendo

al

vescovo di Siracusa suo legato,


si

presero i calcei o calzari, detti anche coni'


pagi, vocabolo di greca derivazione, sic-

fortemente

querel contro

diaconi

della chiesa di Catauia, perch avessero

26

SAN
nudi
et
i

SAN
sopra piedi
di
:

ardire di usare simili sandali apostolici,

nel santuario di

San-

essendo questo privilegio solamenleconcesso dai predecessori ai diaconi della chie-

Sanctorum
si

Roma, afferma Marani

goni che
di

conservano

sandali o scarpe

sa di Messina.

Magri

riferisce

che canoi

Ges

Cristo; e nella tavola lapidea es.

nici di Messiua, facendo l'uffizio di diacono calzano tuttofai sandali; e che que-

sistentenella chiesa di

Paolino

alla Pie-

gola di

Roma,

tra le reliquie vi

sono

re-

sto privilegio proprio degli antichi diaco-

gistrati de' vestimenti di

Ges

Cristo e dei

Sede concesse ad altridiaToledo dichiar: Compagis vero calceari absque apostolica licenlia non permittitur diaconis. Il
ni

romani, la
il

s.

suoi sandali. Quando

il

divinMaestro proi-

coni, ed

concilio di

b a'suoi apostoliche
zari,
si

non portassero

cal-

p.GiacomoPovyard carmelitano
teriorit
leficiy

ci

diede

deve intendere di que'calcei serrati che coprivano tutto il piede, non gi di quelli che difendevano le sole piante,

l'eruditissima Dissertazione sopra

V an-

solee o sandali;

onde quando l'Angelo


gli disse:
,

li-

dclbacio de*piedi de' sommi Poti-

ber

s.

Pietro dal carcere,


Il

Cai-

all'introduzione della croce sulle

cea

le caligas luas. p.

Torrigio

Grotte

loro scarpe o sandali) e sopra le diverse

Vaticane
ferisce
s.

3 52, non solo parla della re-

forme

colori

ed ornati

di questa parte

liquia de' sandali di

Ges

Cristo,

ma

ri-

del vestiario pontificio 3 Pvoma 1807. Prova l'anteriorit del bacio de'piedi de' Papi,

che nella chiesa delle monache di Bernardo di Milano si conserva uno


s.

all'introduzione del segno della croce

demandali di
tefici

Pietro.I'primi

sommiPon-

sulle loro scarpe o sandali,

questo segno alla mente di

richiamando quelli che si

primi vescovi, imitatori zelantissimi degli apostoli, immersi anch' essi


i

ed

prostrano

Papi per rendere loro tale Y idea di Ges. Cristo, la sua Croce, e quanto ha patito per noi, onde 1' atto si riferisca secondo l'intenzione de'medesimi Papi, non alla
ai

nelle persecuzioni e nei patimenti


stretti

co-

omaggio

di venerazione,

a fuggire o a nascondersi nelle ca-

terranei,

tacombe, ne'cimiteri e in altri luoghi sotnon ebbero tempo, ne campo


i

di abbellire

loro rozzi sandali.


infelici
,

Per non
il

loro persona,
in terra
le

ma

a Ges Cristo di cui qui

ostante que' tempi

e
i

ritenere

sono

vicari. Indi dichiara

cheta-

che allora non fossero diversi


ti

bacio o

quelli resi a
gli
si

omaggio ebbe principio con Ges Cristo medesimo e as.

degli ecclesiastici

vestimenda que'de'laici o se-

apostoli, a

Pietro e successori. Ci

pratic innumerabili volte

anche dai
di eseril

siccome poscia nella mitra e in alornamentisi trovauo esempi di abbellimenti, quindi pare verosimile che foscolari,
tri

pi potenti sovrani Imperatorie Re(F.) }


i

sero

essi solleciti
i

per maggior decoro di

quali

si

fecero altres

un pregio

ornare pure pre

loro calcea menti,

nou con

citare diversi uffizi ossequiosi verso

ro-

sandali ricchi, perch questi lasciandoselai

mano

Pontefice, sia in quello di Palafreil

sopra piedi nudi, non sarebbero con,

niere (V.) con addestrare


sia nella

loro cavallo,
col

venuti alle sagre funzioni

ma

probabil-

Lavanda
acqua su

delle

mani (F.)

mente

calcei nobili e onorevoli

comuni
adopeil

versar

1'

di esse, sia ne'

Pranzi

ai laici;

ed inconseguenza

ch'essi

(/^.),sia nel sostenere lo strascico de\

Manpom-

rassero a foggia- di scarpe pontificali


calceo cavo, ch'era
senatori e consoli
il

to (F.) pontificale, oltre l'esercizio di al-

distintivo de'nobili,

cuni

uffici di

diacono,

vestiti colla

pa delle loro sovrane insegue e al cospetto


della gerarchia ecclesiastica, e de'Ioro popoli e corte.

nome di cai, ora col ceus lunatus, ora di mullcus, il quale copriva tutto il piede dal calcagno sino alla

Le pi antiche immagini

di

punta del medesimo, senza verun

ti-

Ges

Cristo e degli apostoli trovatisi di-

rante ne' fianchi, e assai simile al calcea-

pinte con sandali, che lasciano scoperti e

mento moderno detto pantofola, come

si

SAN
vede negli antichi monumenti, eziandio de'Papi, enumerati dal p. Povyard. I calzari di

SAN
di

27
que'di Fenicia u-

Ercole erano

scalzi,

savano scarpe

di lino, gli egiziani

porpora era

il

i. distintivo degli

scarpe di papiro o scorza d'albero.

avevano 11 Paper

imperatori greci:

Du

Gange
di

fli

risalirne

pa per sagrifica

col piede coperto,

l'uso a'primi trionfatori

romani; e BaldoCostantino-

varie ragioni spiegate dai liturgici, e ri-

vino
poli,

I
li

imperatore latino
la

portate dal p. Bonanni: cio

come comdella

assunse nella sua coronazione. Di-

pimento

della dignit sacerdotale, per la

venuta
co,
s.

Chiesa libera sotto Costantino


il

il

verecondia, perch
to a perseguitare

come capitano

Grande3 e<\

culto cattolico reso pubbliI

milizia cristiana dev'essere


il

Silvestro

per rendere

le

sagre fun-

sempre prondemonio, ed a corle

zioni pi maestose,incomiciad usare ve-

rere per propagare l'evangelo; inoltre

stimenti sagri pi ricchi, e perci da se


stesso,

scarpe
stanza,

si

vogliono segno d'animo e co scalzo


il

o d'ordine di Costantino, come disuoi atti, sostitu ai calcei cavi

mentre chi

cammina

ti-

cono
per

sem-

mido
to
il

e tardo, e che

Papa

tiene coper-

plici, altri

pi preziosi per
curii linleis,

la

materia e

piede, per significare Ja libert e la


poi, Notitia

gli ornati, di lino

bianco, calceos seu

grazia acquistata da Cristo co'suoi viaggi.


Il

sandalia

come

senatori,

altrettanto a 'cardinali della chiesa

ed roma-

Magri
i

de 'vocaboli eccle-

siastici, all' articolo

Sandalia, dichiara

na concesse.
altro di
ro,

Uno de'suoi
I di

calcei di velluto

che

sandali sono usati da'vescovi nella

in seta verde oscuro,


s.

con ornamenti, ed
color rosso oscutra le reliquie della

messa, per denotare che devono teuere


i

Martino

piedi calzati e preparati alla predicazio-

che

si

conservano
fa

ne; erauo per que' de'primi secoli aperti

chiesa de'ss. Silvestro e Martino a'Monti


di

dalla parte superiore,

come

quelli dei
i

d'uopo convenire, che in gneredi scarpe pontificali, sono pi antii

Roma,

cappuccini.

Inoltre significare

sandali

l'incarnazione del Verbo, ricoperto colla


spoglia della nostra umanit; ed alcuni
scrittori
li

chi

monumenti

di questo

genere che pos-

sa offrire l'antichit ecclesiastica. to alla

Quan-

chiamarono pedules,
di

calcei,

forma della scarpa di S.Silvestro I, essa conforme a quella delle scarpe o calcei cavi delle figure de'monumenti
del 2.
,

soleae.
li

L'uso

portar

la
si

croce ne'sanda-

antichissimo,

come

vede nelle pit-

ture di mosaico delle chiese di


la

Roma. Ne!
la

3., 4^

e 5. secolo, e simile alle

tribuna di
s.

s. I

Prassede
dell'8
r

si

vede

figura

imperiali esenatorie de'primi secoli.


glio parlo de'sandali all'articolo
Il p.

Me-

di
ta
il

Pasquale

7 con

una

crocet-

Scarpa,

Bonanni,

La Gerarchia ecclesia'

bianca nella punta de'sandali, secondo costume di que'secolij cos ancora nella
s.

stica, considerata nelle vesti sagre, cap,

tribuna di

Agnese, riedificata nel

62^

55: Delle vesti usate dai vescovijdce che in primo luogo si prescrivono le scarpe,
col
si

nome

di

sandalia e calighe con cui

da Onorio I nella via Nomentana, si vede quel Papa colla medesima crocetta. Nella cappella di s. Maria adfontem, vicino al battistero Lateraueuse,eretta

comprendono le scarpe e le calze, usandosi le une eie altre dai vescovi, quai

da

li

volendo celebrare solennemente, prili

ma si pongono

calzari de'sandali di tafle

fettanoo altro drappo paonazzo,e dopo


scarpe o sandali. Ai sacerdoti ebrei

non

Giovanni IV del 640, si osservano due Papi colla crocetta nelle punte de'sandali. Aggiunge che anticamente tutti gli ecclesiastici usavano sandali per modestia, sebbene con qualche differenza secondo
la diversit dell'ordine, leggendosi n'ca-

era lecito orni re sagri fzi co'piedi calza-

costume che non fu sempre osservato dai sacerdoti gentili, che per lo pi sati,

pitolari di Carlo

Magno, lib. 5, cap. 219; Ut unusquisque presbyter missam or-

grificavano col piede coperto:

sacerdoti

dine

romano cum sandalis celebret.

11

ve^

28

SAN
i

SAN
sandali allacciati
rochi,
t.

scovo prima portava

2, riporta

che

sandali erano di-

per denotar l'accennata prontezza in predicare la parola divina, cos pure il diacono; ma il sacerdote e il suddiacono adoperavanoi sandali senza legatura. Ma
sull'introduzione della croce sulle scarpe

stintivo de' canonici antichi.

Giovanni

XIII
cesse
i

nel conciliodi

Ravenna del 967 conall'arci vescovo di Magdeburgo, che

suoi 12 preti, 7 diaconi e

24

suddiaconi

cardinali, cio cattedrali, nelle feste po-

o sandali

pontificii,
il

con

critica e partico-

Povyard confuta Magri, ed il gran numero de' vari scrittori, che male interpretarono monumenti anlare erudizione,
p.
i

tessero usare sandali. Dal medesimo Papa ottenne Teodorico vescovo di Metz, per l'abbate di s. VincenzodiMetz, di poi

tere usare

la

dalmatica e

sandali. Nel
iu Colonia,

tichi,travedendo negli ornati demandali o

1049

s*

L eoQ e IX trovandosi

scarpe la figura della croce,

la

quale pr*

priamente solo comparisce nel Papa Innocenzo VII del i44> come dico a Scarpa, parlando di quella del Papa. Vogliono alcuni che s. Clemente 1 Papa del

accord 1-7 preti della cattedrale, che celebrando ogni giorno all'altare di s. Pietro
i

divini

uffizi,

assumessero
al

sandali
s.

93

tra le sagre vesti prescritte ai vescoi

Remigio di Reims; nelio5o a Ricario abbate di MonteCassino e successori, la dall'uso di questi

accord

l'abbate di

comprendesse sandali. Il p. Bonanni dice che s. Bonifacio 1 del 4 8 previ vi


1

matica,

sandali ed

guanti nelle prin-

scrisse l'uso dei sandali a tutto

il

clero,

ma
una

differenti

da

quelli de* vescovi, cio

specie di scarpe,

come

pianelle,
si

senza legatura.

Ma

perch tale uso

co-

messe solenni; nelio53 concesse ancora l'uso de' sandali all' abbate di s. Giustina di Padova. Alessandro II nel 1062 accord la mitra e sandali al capitolo d' una chiesa di Boemia.
cipali feste

per

le

minci a praticare indifferentemente dai diaconi e suddiaconi, con l'abuso ancora di altri indumenti propri de' vescovi, fu

Urbano
1

II nel

1088

confer

il

privilegio

demandali all'abbate di Cluny. Lucio II del 1 44 accord a Ruggiero I re di Sicilia


1'

proibito

1'

uso dei sandali

ai

sacer-

uso del bacolo, anello, dalmatica,

doti, diaconi e suddiaconi.

Tale proibi-

mitra
1

e sandali.
ai

Eugenio

III

conferm nel
il

deduce particolarmente dalla lettela 28 del lib. 2, di s. Gregorio I del 590. Restarono quindi i sandali cme ornazione
si

145

canonici di Colonia

privilegio

dell'uso delle mitre, dalmatiche, e sandali

mento

de'vescovi, ed in progresso furono

a'

accordati dai Papi per singoiar privilegio

secondo Nardi ma Novaes narra die 7 canonici che da s. Leone IXaveano ricevuto i sandali, aggiunse la dalmatica
:

ad alcuni abbati
poi a tutti
gli

di monasteri

insigni, e

la

mitra,

assistiti

da

altrettanti diaconi e

abbati regolari secondo l'Ore. 24, sandali agli

suddiaconi, con l'uso demandali. Per non


diredi
1

dine Romano, come avverte Bona

altri,

all'abbate di Corbeia, cui nel


il

9 della sua

Liturgia, assegna
si

154 Anastasio IVavea accordato


il

pri-

abbati, dicendosi ove

tratta della loro


ei

vilegio dell'anello.,

successore Adriano

ordinazione
et

Episcopos dal
la
i

baculiun,

pedulas, per versi intendere


del

quale parola dice do-

IV aggiunse quello demandali e della dalmatiea. A Ravenna dissi dell'uso demandali concesso a'eanonici, cos

sandali. Anastasio Bi-

parlando di

bliotecario dice nella vita di Stefano

IV

altre cattedrali, e negli articoli

denomi-

768, incombere
i

al

suddiacono met-

nati e altri

tere

sandali al vescovo.

Prima

dell'ele-

ornamenti vescovili propri dei vescovi. Notai a CAHORSche il vescovo,co-

zione di quel

Papa

s'intruse l'antipapa

me

conte della citt, celebrava pontifistivali

Costantino, al quale nella deposizione fu

calmente cogli

muniti di speroni in
la

strappata

la stola

e tagliati

sandali, co-

vece demandali, ed accanto all'altare te-

me notai

nel voi.

II, p.

i86.Nardi,fc'/*xr-

neva

la

spada,

la

miccia accesa e

ma-

SAN
nopola.
tifica
il

SAN
memodei

*9

Sarsina

dissi,
si

vescovo,
la

che quando ponpone sulla credenza


speroni, in

Magni, ejusque parentum imaginesaere incisas et a Joanne Diacono diligentissime descriptas, atquc in corwndem vestimenta, etcalceamenta,praesertim vero in sandalia
s.

un elmo,

spada e

gli

ria della sua antica signoria

temporale.
oflizi

Nella casa imperiale eranvi

gli

Gregorii

I,

hoc

est,

in

sandalari, de' sandaligeri e sandaligeridi, e puer a pedibus. Si chiamavano


Sandaligeriili
gli
i

calceos Ponlificios Cruce insignilos

ad

schiavi che portavano

e custodivano

sandali de'loro padroni,

mentre questi stavano collocati sui letti ne* Pranzi (P^.), quando sortivano di ca* sa, ec. Plauto annovera questi schiavi tra
quelli
Il

stimmi Pontificis pedes osculandasj ncc non in Pallium Pontificium, ac denique in tabulam quadralam ad occiput ejusdem sancti, ec. Romae 1 5g5. Caerem.

Romanum,
Eom.
Pont.

lib.

1 ,c. 1

5. Giorgi,
1

De Liturg.

e.
:

i4> pt.

17- Sarnelli, Lett,

quartiere di

che pi avvicinavano loro padroni. Roma ove stavano manii i

ecclesiastiche

3, lett.

28.

De femorali
t.

dell'antico Pontefice, e se loro corrispon-

fattori

demandali, ed anche

librari, co-

dono-i sandali de 'vescovi

7, lett.

34-

me afferma A ulo Gellio, si chiamava Sandatario. Galletti,


na, avente

Del Primicero,
il

p.

266,

Dell'uso de' femorali. Giulio Negroni, De caliga veterum disserlatio, Amstelodamii

parla della scuola de sandalari di Sabiil

1667. Jo. Christop.

Sagittarii, Disserta-

priore e

protettore. Nel-

V Elogio storico di mg.r Fabi vescovo di Amelia, di mg. r Fabi Montani, a p. 8 si narra, che Pio VI ad altri doni co'quali onor quel vescovo, aggiunse 3 paia dei suoi medesimi calzari con sandali di vari
1

vo de quaestione an Hebraei nudis pedibus incesserint? Jenaei644- Ant. Bynaey, Dissertano de calceis Hebraeorum, Dordraci 171 5, ma un maligno commento a'sandali usati da'Papi.J.Cristoph. Vithmanshausen, De calceo Hebraeo-

colori (cio scarpe e calzari), dandogli fa-

rum

colt di usarli nelle sagre funzioni, colla


stessa croce papale; privilegio singolaris-

simo

ch'egli us

come

grazia veramente
del
1

deponendo, Jenae 1721. Volandus, De sandaligerulis Hebraeorum, Wittembergae 1 7 1 2. J.Adam. Konig, De ritti portandi calceos, Amstein sacris

Guill.

particolare;

ma nella repubblica

798,

lodamii 1702. Menochio, centuria V,


1

e.

per avidit d'oro, furono tolte le croci che a perpetua memoria si .doveano custodire gelosamente. Si

che entravano nel Tempio di Gerusalemme per farvi orazione, o per


2:

Se

quelli

chiamano pure sancon

offerir sagrifizi, vi entrassero

e stessero a

dali quelli formati con semplice suola


fascia di
ligiosi

piedi nudi? Jo.

Fred.Durrii,Dmerf. duae

cuoio o di canape, usati dai re-

e dai confrati de'sodalizi,come noi

usando zoccoli i43 ei44 r, P or " tai l'edificante modo comeLeone XII and in processione nell'anno santo 1825,
tai ai loro articoli, altri

di legno.

Nel

voi. II, p.

de veterum calceamentis, Altdorfiii682. Heur. Tob.Bi ttneri, Commentarla de calceis veterum, Altdorfii 1740. Ant. Jul. Vanderhardt, De more calceos subiigacu lis suis solvendi in dissert. de sludiis per
colloquia

coi piedi nudi e

detti sandali.

Burette

cum eruditis, Helmstadii 728. Sk^BOMm(Sandomirien). Citt con


1

nette Dissertazioni
tieni, dice

sullamusica degli an:

residenza vescovile nella Polonia, voivodia del suo


a circa

che

si

servivano de' sandali d

legno o di ferro per battere

la solfa, af-

nome, capoluogo di obvodia, 20 leghe da Radom e da Lubli-

fine di rendere pi sonora la pe\,ussio-

no, sulla sinistra spondadella Vistola, che


la

ue ritmica. Su questo argom*\ito, oltre citati, fra gli altri scrissero; Angelo Roci

confluente. E' cinta da


fossa,

separa dalla Gallizia, a 2 leghe 174 dal un muro e da una

ca,

De

calceis

PoM^ciis ernee
s.

insigni-

ma fabbricata

in legno.
i

Anticamen-

s, ec. u' suoi Scholia in

Gregorii

te vi fecero

residenza

re di Polonia.

La

3o

SAN
via;

SAN
laonde nel concistoro de*25 gennaio i844 1 trasfer a questa sede di Sandomir che governa. La diocesi si estende
per larghezza in
luoghi.

voivodia di Sandomir o Sandomirz, che ha per capoluogo Radom, offre un suolo


piatto e generalmente sabbioniccio, che
dividesi

numero
mente
co.
il

con ampie foreste, paludi egran di stagni. Ricco e svariato il


:

per lunghezza, con


libri della
1 1

24 miglia polacche, ei 8 200 parrocchie e altri


tassato nei
in fiorini

regno minerale
ferro,

vi si

lavora particolaril

il

piombo,

rame,

ilzin-

Ogni nuovo vescovo camera apostolica

La

cattedrale di

Sandomir
si
si

intitola-

12, con scudi


1'

4ooo per mensa,

secon-

ta alla Nativit della B. Vergine,


tisterio

e cura d'anime che


vicario.
3

con batamministra
di
il

do

ultima proposizione concistoriale,

mentre nella precedente si dice 6000 e pagati dall'erario.

da un

Il

capitolo

compone

4
di

dignit, lai.

delle quali

decanato,

8 canonici

colla sola

prebenda del pe-

nitenziere, di

vicari e altrettanti

man-

sionari, e di altri preti e chierici pel divi-

no
si,
il

chialecols. fonte,

Vi un' altra chiesa parrocdue conventi di religioun monastero di monache, l'ospedale,


servizio.
il

S ANDO VAL Bernardo, 'Cardinale. Spagnuolo de' marchesi di Denia, divenuto per la specchiata sua virt e candore di costumi, celebre e famoso in tutta la Spagna, guadagnatosi colle sue virt l'animo del re Filippo IH, fu successi-

seminario,
:

ginnasio.

Manca

di episco-

pio
3

verum supremum Poloniae regimen ea auaeadsplendidam habitatonem necessaria sunt


,

vamente nominato a' vescovati di Jaen, Pamplona, Citt Kodrigo.Quindi in grazia del duca di Lerma favorito del re, Clemente Vili a'3 marzo i5q8 lo cre
cardinale prete di
s.

episcopo suppeditat. Pio

Anastasia

arcive-

VII colla bolla Ex imposita 3 e'3o giugnoi8i8, Bull. Rom. cont. 1. 15, p. 6t,
istitu la

scovo di Toledo

divenendo ancora sui

premo

cancelliere di Casliglia, inquisito-

sede vescovile, ne circoscrisse le


dell'arcivescovo di Varsavia. Di.

re generale in tutti

domimi

della

mo-

parrocchie e la diocesi, eia dichiar suffaganea

narchia spagnuola e regio consigliere, i quali impieghi furono da lui esercitati con
mirabile fedelt e piena soddisfazione del sovrano. Nel governo di sua metropoli-

poi nel concistoro de' 17 dicembre 18 19

nomin
ski

vescovo

fr.

Prospero Burzyn-

minore osservante riformato,di Thorzewc diocesi di Uladislavia. Dopo il 1 83 rest lungamente la sede vacante, per
amministrata dall'ausiliare Alessandro Debranoki di Premislia , fatto in detto
concistoro da Pio

tana si studi con impegno di dare esecuzione a'decreti del Tridentino; in con-

seguenza de'quali

visit la diocesi, cele-

br

il

sinodo e

il

provinciale concilio, nei

quali furono stabiliti ottimi statuti, con-

VII vescovo
1842

di

Leon-

ducenti alla disciplina del clero e alla

ri-

topoli inpartibus. Gregorio

XVI nel concredette di

cistoro de'24 gennaio

por fine alla vacanza del vescovo preconizzando Clemente Bakicwicz di Chmielnik diocesi di Cracovia,
col

forma del popolo, la quale affinch si mantenesse costante e durevoIe,studiossi di promuovere con ardore la piet e le
lettere, non collesole parole, ma ancora con l'esempio.Imitalore de'santi vescovi,

ma

egli era

mor-

to a'2 gennaio, per cui l'imperatore Ni1

ademp religiosamente
al

doveri imposti
fanciulli e gl'i-

nomincon ukase,che

si

legge nel-

pastorale ministero, anche con predii

Y Allocuzione di Gregorio XFJde 22 r luglio 1842, n.88, l'odierno mg. Giuseppe Gioacchino Goldtmanndi Veyheropoli diocesi di Cuja via, che lo stesso Papa nel 838 avea eletto vescovo di Cali1

care sovente, istruire

dioti ne' misteri della fede,


le

ed ascoltare

sagramentali confessioni. Eresse nella sua metropolitana una sontuosa cappella


in onore della B. Vergine, fond in Al-

sto in partibus e suflrnganeo di Uladisla-

cal

un monastero

di religiose, e

un con-

SAN
vento
ci.

SAN
di religiosi,

3i

di

cappuccini in Toledo, dove paistitu diversi benefizi ecclesiastis.

ed i suoi famigliari erano pered


il

rimenti

sone

pie, oneste, esemplari,

cardi-

La

chiesa titolare di

Anastasia pro-

nale un modello di probit, di zelo e di

v gli effetti di sua munificenza, edificandone il portico,che per rovin in una


notte d'inverno. Le chiese povere furono

Promosso all'arcivescovato di Toledo e dichiarato supremo cancelliere


religione.
di Castiglia e consigliere di stato, ritenne

da

lui

provvedute
sovvenuti

delle necessarie supi

pellettili,

bisognosi, tra'quali

sempre lo stesso tenore di vita, lasciando in morte eredi que'poveri che con tanto

distribuiva ogni

anno 5o,ooo scudi: in


il

amore aveva sovvenuto

e beneficato

viil

19 anni
si

di vescovato, oltre

gi detto,

vendo. Chiamato dal Signore a godere


frutto di quelle limosine, che per le

che impiegasse in opere pie e limosinei5o,ooo scudi. A torto dunque l'Amydenio calunni questo cardinale di soverchia avidit in cumulare denaro. Finalmente nel 1618, d'anni 72 e pieno di
calcola

mani

de' miserabili erano gi state depositate


ne'tesori del cielo, pass da questa all'im-

mortale vita

in

Toledo
e

nel

665, d'anni

78 non compiti,
gli

5o

di cardinalato, e fu

meriti, pass dalla transitoria all'eterna

sepolto nella sua chiesa. Diversi letterati

Madrid, e trasferito il suo corpo in Toledo,fu sepolto nella metropolitana, con prolisso e ben meritato elogio. SANDO VAL MOSCOSO Baipassare, Cardinale. Nato d'illustre prosapia nella Spagna, compiti con successo suoi studi nell'universit di Salamanca e nel collegio d'Oviedo, ottenute le insegne di dotvita in
i

dedicarono

le

loro opere, tra'quali

De

Lugo
cata
Il
si

poi cardinale. Nella chiesa di Cal-

vede una lapide in sua memoria. d'Andrada pubblic, Idea del perfedo prelado en la vida del carderia l d. B alias sar de Moscoso-ySandoval arcobispo de Toledo, Madrid
gesuita Alfonso

1668.

tore, fu incaricato della presidenza di tale

SANDO VAL ROJAS Francesco, Cardinale. Spagnuolo de' duchi di

universit e fatto decano della metropolitana di Toledo, arcidiacono di

Lerma,
si

Guadai-

abbracciati fino da'primi anni gl'impie-

laxar e regio cappellano. Quindi ad


stanza del re Filippo
III, di
1

ghi della corte, pel suo ingegno z presso re Filippo III a


tal

avan-

da Paolo V a'2
dinale prete di

26 anni fu dicembre 6 1 5 creato carCroce in Gerusalemme,

potente gra-

s.

do d'autorit, che disponeva a suo talento della monarchia di Spagna. Perduta


la moglie, s'invagh dello stato clericale,

vescovo di Jaen e di Seez, celebrando nelle

due

chiese

il

sinodo, e visitandone le dio-

cesi, vi

fond conventi pe' cappuccini, e


pe'poveri.

un ospedale

co'miserabili,avea sempre

per sovvenire
soffr

alle

Largo e profuso le mani aperte loro necessit, e non

onde per le premure regie a* 26 marzo 1618 Paolo V lo cre cardinale prete, ma senza titolo per non essersi portato nella curia romana. Ciacconio per affer-

ma

ch'ebbe

il

giammai che si partisse dalla sua presenza alcun mendico malcontento, somministrando loro assai pi che non chiedevano o spera vano.Non vi fu bisognoso o
tapino che sfuggisse agli occhi penetranti
di

col cappello

titolo di s. Sisto, che forse avr conseguito per distin-

zione, e trattato pel suo credito e pote-

re

come

principi regi. Delle

immense

ricchezze che avea cumulato, gran parte

ne impieg

in

onore di Dio e vantaggio

sua generosa carit

onde

fu

un proI soli

del prossimo,

avendo

tra le altre cose as-

digio che le sue rendite fossero sufficienti

per tante e
veri

profuse elemosine.
in

po-

segnato alle universit di Salamanca, di Vagliadolid e d'Alcal annue rendite per

che alimentava

Roma,

nel

tempo

29,000

scudi. Fin di vivere nel

in cui soggiorn, ascesero a pi migliaia.

Vagliadolid, in credito
e singolare nel

1 625 in d'uomo grande

La sua

casa era simile

ad un monastero

maneggio

degli affari p-

32
litici.

SAN
ronza alla
s.

SAN
Sede non
volle

Narra l'Amydenio, che mentre era i. ministro di Spagna, oltre l'immensa copia di regali, aveva una rendita di 800,000 scudi l'anno. Altri scrivono che
il

mai

valei

del diritto di farsi precedere dalla croc<

Nel i5o8 divenne vescovo di Sabina, e


chiuse in pace
1

suoi giorni in

Roma

nel

cardinale fu accusato per vari capi di

509,

di

60

anni,

dopo

essere stato in

suo stesso figlio il duca Uzedo, e da Luigi Alliaga confessore del re, fino di aver cagionata la morte della regina Margherita, per non aver edelitti atroci, dal

di

due conclavi. Venne sepolto con elegante iscrizione avanti l'altare maggiore della
collegiata de'ss. Celso e Giuliano, di cui

era stato arciprete amorevole. De' suoi


averi istitu erede
la

moli nella grazia del

re,

il

quale non poal

confraternita d\San-

tendolo pi sostenere in faccia

mondo

con tante macchie, ne punirlo per riguardo al grado cardinalizio e per difetto di
prove,deliber d'allontanarlo dalla corte.

Sanctorum , lasciando 6 volumi di commentari sulle leggi canoniche. L' Areia


gelati

produsse

il

catalogo di sue opere

edite ed inedite.

SAN GENES IO. Luogo

presso Lucca
'

SANGRO

Oderisio, Cardinale. Nacdi

ovefu tenutoun concilio nel i074 con ro canonici diLucca. Reg. 1. 26; Labbt. 1 o;

que nella provincia

Campagna

dalla

nobilissima famiglia de'conti di Sangro,

Arduino
s.

parlai ne' voi.

s. Ginesio della Marca XL,p. 290; dell'abbazia di Genesio nel voi. LVil, p. 34 e 35.
t.

6. Di

ed abbracci giovinetto la regola di s. Benedetto in Monte Cassino (V.). Divenuto prevosto di quel celebre monastero,attese

SANGIORGIO
dinale.

Gio. Antonio, Carin

con indefessa applicazione allo stuil

Nacque nobilmente

Milano, fu

dio delle lettere, talch fu incredibile


profitto e
I'

professore de' canoni in Pavia, e prevos. Ambrogio in Milai4?9 ' ^ece vescovo di Alessandria della Paglia, ad istanza del

avanzamento che

in

pochi

sto della basilica di

anni fece nell'acquisto delle scienze, pelle

no. Sisto

IV

nel

quali

si

rese celebre e

famoso, non che

tenuto

in

somma

riputazione in detto
i

duca

di

Milano,
la

il

quale

lo

sped oratore

a Matteo Corvino re d'Ungheria. Risent

ben presto

sua chiesa

gli effetti

della

sua generosit e beneficenza, avendo arricchito la sagrestia di preziosi arredi, abbellita la cattedrale, e per essa acquistato

monastero da' suoi confratelli, quali fecero sempre di lui grandissimo conto, e spesso Io impiegarono in rilevanti alfari. La fama di sua dottrina propagata da per o 1 tutto, mosse Pasquale 1 nel 1 1
1

a crearlo cardinale diacono di

s.
1

Agata.
1

ampio

sito

per fabbricarvi

comoda

abi-

Indi nel concilio di Laterano del

22 fu

tazione pe'canonici. Siccome riputato per

da Calisto

II

trasferito nell'ordine dei


s.

uno
ti

de' pi eccellenti e dotti giureconsul-

preti, col titolo di

Ciriaco alle

Terme,

tempo, come ne fanno fede le opere legali da lui date alla luce, lo stesdel suo

e nel seguente anno fu eletto successore di Gerardo abbate di Monte Cassino.Durante


il

so Sisto

IV

lo

chiam
1

in

Roma,

lo

am-

suo governo introdusse

la disci-

mise tra gli uditori di rota, finche Alessandro VI a'2 agosto o settembre 1493 lo cre cardinale prete de' ss. Nereo ed Achilleo,eneli5oo vescovo di Parma, dove risarc quasi da'fondamenti l'episcopio, e forn di nobili suppellettili la cat-

plina monastica nella Dalmazia, fondanin Ragusi e molti besuo monastero di Monte Cassino. Compose un volume di sermoni, e si trov presente all'elezione di Gelasio II

do un monastero
nefizi nel

Onorio

II,

del quale

non pot scansare

tedrale. Inoltre gli fu accordato


di patriarca di

il

titolo

Gerusalemme,
(/'.), in
li,

colla lega-

l'indignazione, per averlo tenuto in poco conto nel cardinalato e meno nel pontificato.

zione di

Roma

assenza di Ales-

sandro VI e di Giulio

dove per

rive-

fo conte

Accusato a Onorio 11, da Adenold'Aquino, d'ambizione e prepo-

SAN
lenza,
il

SAN
cardinale di re-

33

Papa intim

al

rocche insospettito Urbano

VI che

il

car-

carsi in

Roma

per giustificarsi.

Ma

egli

dinale avesse cospirato con Carlo III contro la sua vita, lo fece chiudere in tetro

dimostratosi contumace a tale intimazione, che per tre volte gli fu replicata, pel

mal prevenuto,nellu 5/ settimana della quaresima del 125 fu deposto dal governo di Monprelesto che
II fosse
i

Onorio

dove afflitto con gravissimi tormenti, dopo essere stato trasportato a


carcere,

Genova, venne condannato insieme con

te Cassino.

Ricus
s.

il

cardinale di sotto-

suoi colleghi air ultimo supplizio nel i385. Questa orrenda tragedia descris-

mettersi a quella sentenza,e obbligato dal

popolo del vicino


si

Germano a

ritirarsi,

sero, Maimbourg nella Storia dello sciJ sma d occidente} t. 1, p. 14; Becchetti,
1

assicur di alcune fortezze dipendenti

Storia ecclesiastica,

1.

1, p.

207.

dal monastero, e cominci a invadere o-

stilmente

feudi del

medesimo

laonde
nel

SAN GIOVANNI DE LA PEGNAo DE LA ROCCA. Monastero nell'Aragoun concilio nel 1062, determinato che i vescovi d'Aragona sarebbero scelti fra* soggetti di quel monastero. Reg. t. 5j Labb t. 9;
na. Quivi fu tenuto
in cui fu

Onorio
1

II si

vide obbligato a procedere

coll'anatema.

Mori

in

Monte Cassino
si

126, senza sapersi se


falli, al
si

ravvedesse dei

suoi

dire diCardella;

ma ho

let-

to altrove che
li l'abbazia.

pent e abdic a Onorio

Arduino

t.

6.
fle-

SANGUE, Specie sacramentale e


Gentile, Cardinale. Naliquia del preziosissimo

SANGRO
Urbano VI

Sangue di Ges

poletano di nobilissima e antichissima famiglia, essendo protonotario apostolico,

Cristo e de' santi. 1 1 sangue quel liquido o

fluido rosso vermiglio, che scorre nelle ve-

8 028 settembre 1 378 lo s. Adriano, e legato di Napoli, dove si mostr severo e


a'i

ne e nelle aiteve-.Sanguis^ruor. Do proi-

cre cardinale diacono di

crudele contro
clesiastici del

vescovi, abbati e altri ecdel-

l'antipapa

Giovanna I e Clemente VII: alcuni ne


partitodi

car-

cer, altri torment, altri spogli delle

dignit e prebende, in

VI

pot in

modo che Urbano un giorno creare Zi napolelui riconosciuto re

moudo di mangiasangue o rappreso nelle membra degli animali, o da essi separato, perch il sangue quasi la vita dell'animale^ perch la vita animale dipende talmente dal sangue, che l'anima non pu vivere senza il sangue stesso. Da ci derivano i dib sino dal principio del re
il

versi significati di questa parola nella

s.

tani fra vescovi e arcivescovi, seguaci di

Scrittura.

Carlo HI Durazzo da
di Napoli.

antica

il

Dio erasi riservato nella legge sangue delle vittime, come pa-

Ne

di

questo contento,il cardi-

nale alla presenza del re e de'baroni del

iegno,come d'immensa moltitudine, nella chiesa di s. Chiara obblig Leonardo


Giffone gi generale de'minori osservanti,

drone assoluto della vita e della morte: permise per il mangiarne le carni. Gli apostoli rinnovarono la proibizione di mangiare il sangue ma questa legge fu
:

fatta per regolare

giudei, e diminuire

e Jacopo d'Otranto anticardinale di


di Chieti e

l'orrore che avevano di trattare frater-

Clemente VII, il vescovo

Mas-

namente

coi

sello abbate, altri partigiani dell'antipa-

che consistevano

pagani convertiti. Isagrifizi nell'offrire a Dio frutti


i

pa, a gettare colle proprie

mani

nel fuo-

della terra, e nell'

immolare

sugli anti-

co
zi,

ivi

apparecchiato

cappelli cardinali-

chi altari diverse sorta d'animali, e in offrire

le

insegne vescovili e abbaziali, non


il

lui

il

sangue, furono quale figura

che ad abiurare
noscere
il

falso Pontefice e rico-

del sagrifizio sanguinolento di


sto,

Ges

Cri-

legittimo

Urbano VI. In

se-

per cui T

uomo dovea

essere riscat-

guitoDio permise, che a lui toccasse peggio di quanto avea fatto ad altri. ItnpeVOL. lxi.

tato, e del

gran sagrifizio dell'Eucaristia,

che dovea appartenere alla nuova allean3

34

SAN
ti.
il

SAN
A
Eucaristia parlai del

s. Ma Ileo, pre zzo di sangue sono chiamati i 3o Denari (l.)> che Giuda gett nel tempio pentito di aver tradito Ges campo di sangue fu chiamato quello che fu comprato da'sacerdoti coi medesimi 3o denari. Come nell'antica legge vi erano de'sagrifizi per

za. Nell'evangelo di

domma

che

corpo e sangue di Ges Cristo nel Pane o Ostia e nel Fino, che il sacerdote
eretici

cousagra nella Messa. Degli

che
se-

impugnarono
articoli,

tale

domma

parlai ai loro

come
gli

de' Sagramentari ,

che

guendo
ca,

errori di Berengario eresiaril

il peccato, e che nel giorno della solenne Espiazione (V.) giudica vasi falla la remissione de'peccati del popolo coll'aspersione del sangue di una vittima, s. Paolo fa un paragone Ira questi sagrifzi e quello di Ges Cristo. Osserva che peccati non potevano essere cancellali col sangue degli animali; che quest'aspersione del sangue non altro poteva purificare che il corpo; ma che il sangue di Ges Cristo cancella veramente peccati, purifica le anime nostre, e ci rende dei
i

pretendevano che

Sagramenlo
di

del-

l'Eucaristia rappresentasse solamente in

figura

il

corpo e sangue

e che nella Consagrazone

Ges Cristo, non accadesse

mutazione alcuna nella sostanza del pane e del vino. Anche gli Albgesi caddero
nell'errore in rigettare
di
la

preseuza reale

A Ostia sagra non solo ricordai che dicesi eziandio Corpo e Sangue di Ges Cristo, che dal sacerdote si spezza ed una parte si pone nel calice, tanto dai latini che dai
Ges
Cristo nell'Eucaristia.
greci;

gni di entrare nel cielo, di cui

1'

antico

ma

ancora delle sagre

ostie di Boi-

santuario non era che

la figura.

LeggiaCridie-

sena, di

mo

nel
il

sto

nuovoTestamento cheGes Redentore del mondo, e che

de la sua vita, e sparse il suo preziosissimo sangue per la redenzione di tut, e che il nostro riscatto fu fatto col sangue dell'agnello immacolato Ges Cristo i
:

che stillarono sangue vivo. La ss. Eucaristia quel ritrovato ammirabile della mente dell'Uomo-Dio, col quale ha saputo rinvee altri luoghi,

Daroca

nire

il

modo

di ritornarsene all'Eterno

di vin
alla

suo Padre, e restarsene con noi fino

beati gli dicono nell'Apocalisse, ci hai riscattati

consumazione de'secoli,di sagrifcarsi continuamente su nostri altari per coni

a Dio col tuo sangue. Essendo


sul

servare

le

sue vittorie sopra l'inferno:

stato

Ges

Monte Calvario (V.) CiO'


un soldato
spie-

quell'effetto amoroso del

ce/isso (/^.),dopo spirato

pel quale arrivato ad apprestare

cuore di un Dio, le sue

costato,

tatamente colla [cincia (V.) gli apr il donde usci sangue e acqua. Dice Rinaldi all'anno 34, n.i 32, che da Metafraste si riferisce , che Maria Vergine raccolse, per quanto le fu lecito, l'uno e l'altra, e che aiut intrepidamente colle proprie mani a deporlo dalla Croce ( F.) e pose nel suo santo seno i Chiodi (F.) che gli ferirono le mani e i piedi. Anche Niceforo greco attesta che la B. Vergine
sotto la croce raccolse in

carni medesime ed il sangue a cibo e bevanda preziosa per sostentamento e spirituale nutricazione nostra, perch
ci

man-

teniamo nella vita


gli eruditi, se nel

di grazia. Si cerca dasi

venerd santo

conser-

vava, oltre la specie del pane, anche quels. GeTommasi, Opere p. 63, si legge Procedunt curii Corporc et Sanguine Domini, quod ante die remali'

la del vino.

Nel Sagramentario di

lasio I, del cardinal


:

un vasetto del
Salvatore
isti-

sit, et

ponunt super
Eccl.,
t.

altare.

Il

Martene

sangue del divin Figlio.

11

De antiq.
si

tuendo
del
il

la ss.

Eucaristia (V.), disse ai


il

torit di altri

3,p.24, 276, con l'ausagramentari sostiene, che


l'altro.

suoi discepoli, presentando loro

calice

conservava l'uno e

Ma

il

Mabil-

Questo il mio sangue, sangue di una nuova alleanza, che sar


(V.):

Vino

sparso per molti in remissione de'pecca-

anche ilVezzosi ne't. 5, p. 84, t. 6, p. 66, Opere del cardinal Tommasi, pretendono, che sot<
lon,

Mus. Ilal.

t.

2, p. 7 i,ed

SAJNT
10 l'indicazione del
di Cristo,

SAN
e del

3 7

Corpo

Stagne

patriarca di Costantinopoli eretico


telita,

monos.

del pane. All'articolo


di

debba intendersi la sola specie Comunione trattai quella sotto le due specie del pane e del

accostandosi al sepolcro di
ivi

Pieslil

tro,

ed

dal Calice (f

r
.)

consagrato

vino, segnatamente ne' II e VII.


ria disciplina circa la

na e

l'altra specie

La vacomunione sotto l'usi costum tanto in oi

land nel calamaio del sangue di Cristo, scrisse con questo liquore la sentenza di scomunica e di deposizione contro quell'ostinato eretico*

riente che in occidente. Anticamente


deli per lo

fe-

trettanto nelP

Che la Chiesa us al869 nel concilio Vili di


del patriarcaFo-

pi

si

bedue

le specie^ e sotto

comunicavano sotto aml'unao l'altra, non

Costantinopoli, per ordine dell'imperatoreBasilio,nella


zio.

condanna

essendovi in delta epoca alcun precetto


gesse

Questi comparve nel sinodo co'suoi

ne divino, necclesiastico,il quale astrincome che sia alla comunione sotto le due specie, ed in conseguenza era in
libert de'cristiani partecipare della
s.

partigiani col bastone in

mano,

ma gli

fu

ordinato da Marino legato apostolico che


lo

deponesse, perch era segno di pasto-

co-

rale dignit.

Quindi gli furono lette


;
i

le

sco-

munione o
sto lesa

sotto
di

ambedue

lamente sotto

o souna, senza che per quele specie,

mai

fosse o la sostanza del sagra-

fetti.

mento, o l'integrit de'suoi santissimi efSpecialmente agl'infermi si permetteva d'intingere l'Eucaristia nel Sangue,
facilit d'inghiottirla,

muniche fulminate dai Papi ed vescovi per sottoscrivere la condanna contro di lui, per maggior detestazione de'suoi errori e ostinazione, intinsero la penna nel
sagro sangue di Cristo.

Leggo
tca, p.
1

nel p. Benoffi, Storia


il 1

Minori
la

per maggior

come

3g,che poco dopo

35o nacque
Il p.

osservarono molti
1

liturgici.

Nel

voi. LI, p.

tra'religiosi francescani e

domenicani

cenno come le immagini de'ss. Pietro e Paolo furono rappresentate col labbro superiore assai accorciato, secondo Vettori per maggior decenza nell'uso
13
feci

disputa del Sangue di Ges Cristo.

della

s.

Eucaristia sotto

le

due
s.

specie, e
il

Francesco Baiuli guardiano francescano se il in Barcellona mosse la questione sangue di Ges Cristo (f.) versato da lui nella sua Passione^.) rimanesse unito
:

particolarmente per prendere


senza pericolo. Dicesi che
stabil

sangue

o separato dalla sua divinit; e se separato nel triduo di sua Passione,


vesse
selli
il

Pio

(F.)

gli si

do-

pene

ai

sacerdoti negligenti, che a-

Cullo (V.)

di latria.

Nicol Ro-

vessero versato qualche parte del

Sangue

domenicano e poi cardinale, ne scris-

di Cristo nella celebrazione della messa.


11

rito

che deveosservare il sacerdote nelpar. 2, tit.io, robe. 4, e d.

l'assunzione del sangue, lo riportali Mes-

sale

romano

DiclichjD/z. sacro-liturgico:

Sangue sua

assunzione. Nell'articoloFisTotA dico co-

me
sce

con essa
il

il

Papa

ne' pontifica li sorbi-

sangue, secondo l'antica disciplina.


il

A Penjia narrai quando


sto fu mischiato

Sangue

di Cri-

Giovanni Molendini, altro domenicano, e n'ebbe in risposta: che il Papa Clemente VI avea condannato a viva voce l'opinione del guardiano minorit come eresia. La disputa allora and in silenzio, e si risvegli 100 anni dopo inBrescia da S.Giacomo della Marca francescano. Apprendo da Novaes nella Storia de' Pontefici, che menti eGregorio X 1
se al cardinal

con inchiostro per sottoscrivere gravi atti e condanne. Il p.Me:

nochio, Stuore, centuria 4, cap. 4 Del Sangue del Signore infuso nel calamaio

governava la Chiesa e l'infestava l'antipapa Benedetto XIII con orrendo scisma, nel 4o8fu eccitata nella provincia diSantongiaoXaintongra,dicui fu capitale del1

per scrivere con esso certe scomuniche,


riferendo ancor
I

l'alta la citt 'xSaintes, la

controversia: se

lui

che Papa

s.

Teodoro
gi

in terra sia rimasta

alcuna particella del

nel

647, volendo scomunicare Pirro

sangue che Cristo vers nella sua Pas-

36
sione.
il

SAN
lis

SAN
to alla sua presenza, colla
t

Risposero i teologi parigini , che crederlo non era contrario alla piet,
riporta
t.

come
eccles.

Dupin

Bibliotheca auct.

hoWa Ineffab isummiprovidentm e\ 1 , agosto 4^4 Bull. Rom. t. 3, par. 3, p. 1 16 Proibido


1 :

12, cap. 8,p.i45>. Si

pu vededi-

re,

il

cardinal

De Lugo, De Incarnai

praedicandij disputandi3 aul suadendi^ haereticum, vet peccatimi esse, credere,

sput. i4, sect. 6, n. 91,

ove abbraccia

Jesu Chris ti Sanguinem t

in triduo

suae
II

l'opinione de'domenicani;Gaetano,Com-

Passionisi ab ipsa Divinitate divisimi, vet

mtnt. in d. Th. par. 3, quaest. 5/\., art. 2; e Lambertini, Deserv. Dei beatif.Wb.
4, par. 2, cap. 1 o, n. 8 e 9, p. 5 1 e 52. Poco dopo questo tempo il sacerdote G io -

non divisimi fuisse. Pertanto Pio


din sotto pena
di

or-

scomunica, che ambeosservassero su

due

le patti dissenzienti

questa materia e questione un alto eper-

vanni Huss boemo, capo degli

eretici /s-

petuo silenzio
fosse definita.

sm(/^.),fu condannato e poi punito col

finche dalla s. Sede non Di questo argomento tratt.

fuoco pei suoi errori, fra'quali sosteneva

tano, Natal Alessandro, Hist. Eccles.


p.
1

8,

comunione sotto le duespeeie, e l'esistenza del pane e del vino dopo anche fatta la consagrazione. Dipoi Pio 11 condann nuovamente tali errori, abnecessaria la
bracciali in seguito dai Protestanti (F.).

7jl'annalistaSpondano all'anno 1 462, n.i2; Lambertini che ne fece la storia,


nell'opera, Deserv. Deibeatif.
lib. 2,

cap.

3o, n. 3; il cardinal Petra nella citata bolla di Pio II, Consta. Apost. Nell'aricolo
contai,

Nel suo pontificato nuovamente levossi grande questione tra i francescani e domenicani se il sangue di Ges Cristo che fu separato dal suo corpo durante la sua Passione, fosse sempre rimasto ipostaticamente unito al Verbo. Fu denunziato all'inquisizione S.Giacomo della Marca, perch avea sostenuta la negativa, ma se ne difese con onore, come
:

Mantova o voi. XLII, p. 2o3 come s. Longino dopo aver


sua lancia
il

ractra-

fitto colla

sagro costato di

Ges
pose

Cristo, portatosi in delta citt viriil

suo ss. Sangue, il quale scoperto miracolosamente sottoCarlo Magno, questi preg s. Leone III a certificarsene: che
il

Papa nelP8o4
la

vi si
le

port coi cardinaceneri di


s.

li,

e trovato presso

Longi

narra Tiraboschi
1

Storia letteraria dal


.

no

venerabile e insigne reliquia, dichiail

5oo, lib. 2,cap. 1 Dell'ipostatica 1 400 al unione dell'umana e della divina natura nella persona del divin Verbo, tratto nei luoghi che la riguardano e parlando del mistero dell'incarnazione. Novaesdice insorta la questione econtroversia nel 1462,

r essere

vero sangue di Ges Cristo

uscito dal suo costato, e perch fosse g

losamente custodito
ro, istitu
il

inestimabile teso-

vescovatodi Mantova. Carlo

Magno
la

ricev dal

Papa una particella delpoi deposta nelsi

la insigne reliquia, clic fu

ed agitata con gran calore tra'francescaprimi soni e domenicani, nella quale stenevano Che il sangue di Cristo spari
:

santa cappella di Parigij indi

port

a venerare
dasi
p.
i

Sangue Bollandisti, Acu


il

ss.

iu

Mantova. Vess. die 1 5 mari,

so nel triduo di suaPassione,e separato dal

suo ss. Corpo non era stato unito posta ticamente col Verbo divino, e che perci

378; Lambertii, De canoniz. ss. lib. 4, par. 2, cap. ro; ed il p. Onorato da Maria, t. 3 in Reg. critic. lib. 5, disser
5. Altre notizie, oltre le riferite a iletto articolo,
si

non
il

tria.

dovea prestare il culto di lai domenicani affermavano contrario, spalleggiati dal maggior nugli si

Laddove

ponno leggere

in

Donesmoudi,
1

Istoria di Mantova par. 2, p.

e seg., 2

r *

mero

degli eruditi, fra'quali lo stesso dotII,

tissimoPio
pa,

com'egli stesso dice ne'suoi

e seg., ove riporta che lo vener pure riconobbe Pio II, ordiuaudochese nefa
cesse

Commentari, lib. 2, p. 537. Questo Paavendo fatto esaminare s grave pun-

Y ostensione nel

d dell' Ascensione,

esponendosi pure nel venerd santo. E-

SAN
ziandio discorre della disputa succennata,
ss. Padri e teoanaloghe al culto, istituen* dosi a Mantova in onore del ss. Sangue

SAN
so
,

37

tissima, che nell'orlo di Getsemani, pres-

colle opiuioni di diversi


logi, e nozioni

una confraternita
ze Pio
cella
II.

cui concesse indulgenDice pure della piccola partifrati

che trovavasi nella chiesa de'

francescani presso Saintes,da

tempo im-

memorabile; come di quelle che si veneravano in Bruges nella chiesa di s. Basilio, raccolto da Giuseppe d' Arimatea, e recatovi neh 148 da Tierrico conte di Fiandra reduce dalla Palestina; ed inMarsiglia in un vasetto mescolato con terra, e portatovi da s. Maria Maddalena, e che secondo il Pierio, nel venerd santo si vedeva bollire. Inoltre chespruzzati di sangue divino, oltre le Scale sante {V) e le sagre Spine (V.\ sono in Torino la Sindone {V) 3 il Volto santo (V), che si adora nella basilica Vaticana in Roma, ov' pure e nella chiesa di s. Prassede la Colonna (V.) dove fu percosso con Flagelli^.) il Redentore stesso; e che nella
Lateranense sia un'ampolla con del sangue e acqua usciti dal sagro petto,
basilica

Gerusalemme (V.) sud veramente sangue mescolato col sudore ordinario, umore che esce dal corpo anco per soverchio affanno e afflizione d'animo riporta alcuni eempi di quelli che per essere condannati a morte,o per aver pianto quella di qualche stretto congiunto sudarono e piansero sangue.Aggiungecon s. Girolamo, che la veemenza e ardore
:

dell'orazione di

Ges nell'orto, furono

la

cagione del suo sudore sanguigno: il Cajetano sul cap. 22 di s. Luca di parere

che Cristo sudasse sangue, perch la materia ordinaria del sudore era venuta meno. Conclude col p. Su arez, che sud sangue.
Il

di cui finora

venerato Sangue di Ges Cristo ho parlato, secondo alcuni

non che quello che prodigiosamentestill

na

alcuna volta dalle spine della Corodi Spine 3 e dai Crocefissi che i giu-

dei o

pagani empiamente trafissero in i ischerno dell'adorabile Salvatore. Si pu vedere


s.

Tommaso

d'Aquino, par.

Ili,

quaest. 54, art. 2 ad 3; et Quodl. V, art. 5 Sanguis ille 3 qui in quibusdam ec:

dono di s. Leone I X che ne prese quando fu in Mantova. In diversi altri articoli notai dove si venera il preziosissimo Sangue, come a Volterra, e nel voi. LI,
forse
p.

clesiis

pr

reliquiis conservatur3 nonflu'

xit de latere Chris ti; sed miraculose dicitur affluxisse


sti

percussa.

Il

citato p.

dequadam imagineChriOnorato, De Re:

247, dicendo che Celestino


s.

III

ne pose

nella chiesa di
le,

Salvatore delle Coppel-

ora del collegio de'parrochi di

Roma;

e nel voi.

LVII,p. 117,

in cui

parlando

Nult. 3, 243 dice lum alluni in terris superfluisseJesu Chrisli Sanguinem praeter parliculas Mas, quae vel Passioni instrumentis , vel sacris
liquiis, dissert. 5, 2,
)

delle reliquie tratte daCostantinopoIi nel-

sepolturae linteis adhaeserunt.

sem-

l'occupazione latina, enumerai parte delistille del prezioso Sanmolte reliquie insigni che ebbe Venezia, vi fu pure del ss. Sangue. Il

bra che cos l'intenda

la

s.

congregazio-

la

vera Croce con


fra le

gue^

ne de'riti, nel decreto per la diocesi di Verona de'22 settembre 1827, la quale vieta, inconsulta sede Apostolica , un pubblico culto a quelle reliquie che
tinte del
si

Rinaldi negli Annali ecclesiastici , all'an-

dicono

no 247 parla del Sangue di Cristo sparso sulla Croce e trasportato in Inghilterra, non che de'grandi onori fatti dal re e dai popoli. Il p.Menochio, Stuore 1. 1 cen1

Sangue

prezioso,

turia 4> tratt nel cap. 22:

Del sudore
s.

di

sangue

di

Ges

Cristo, e se fu sudore nail

no degl'istrumenti della non godano una pubblica antica venerazione. Nondimeno uon sarebbe lodevole una qualunque novit in tale proposito, se non venisse fatta con tutta prudenza,
l'ordinario,

non soPassione, purch


le

quali

turale. Riportati

testo di

Luca

e al-

e senza che v' intervenga la licenza del-

cuni pareri, dichiara tenersi per cosa cer-

come vuole

il

citato decreto.

38

SAN
Crocefisso parlai di quello di Belilo
costato, ne usc
all'

SAN
le, cio una

triplice pel Crocefisso,

ed una
la

oltraggialo sacrilegameu te dagli ebrei, e

per

la

detta reliquia,

ma una

volta sol-

che feritone
acqua.
1

il

sangue e
i

tanto,

com' di metodo; dappoich


,

par-

Il

Rinaldi dice

7 e 1 8, che in

anno l\ \(\ n. Costantinopoli avendo un


il

ticolare venerazione della Chiesa per la


ss.

ebreo percosso con coltello

volto d'una

Immagine (V.)
sangue
in

del Salvatore, ne scatur abbondanza; ed all'anno or) i, n. 4? parla del sangue uscito in Pioma miracolosamente da un'immagine del Salvatore, percossa da un altro ebreo; di pi

con quel culto che notai nel p. 238, propria del venerd santo. Il suddetto rito si pratica ancora alle reliquie che si ritengono per intrise nel sangue prezioso di Ges Cristo, e mol-

Croce

voi.

XVIII,

to

pi per quelle della B. Vergiue e dei

santi,

come si
s.

ricava dal l'accennalo decre-

all'anno 5oc), n.io ei

i,

ragiona del san-

to perla diocesi di
creti de'
riti,

gue uscito dall'immagine di s. Teodoro, per una freccia tirata da un saraceno presso Damasco. In onore del ss. Sangue furono istituiti diversi sodalizi; la congregazione delle
sterciensi del
lai

Verona. Per altri desi potrebbe con tali reliquie benedire il popolo, dicendo Tonelli ud' Etichir idioti lib. 2, che tal be-

non

nedizione non

si

d che con Ges Cristo


il

Bemardone o monache
Sangue prezioso ,di

ci

sagramentato. Tutta volta


Q

Lambertini,

cui par-

nel vol.XUl,p. 227; la congregazione de'niissionari del Sangue preziosissimo di N. S. Ges Cristo (^.), nel quale
articolo dico di altre pie istituzioni, come
della festa e uffizio

Notificazioni 47, t 2, n. 45, sostiene il contrario, dicendo,che seTonelli fosse stato pistudioso delle antichit della
sa,

Chie-

prima di decidere avrebbe meglio pen-

sato. In fatti nella descrizione dell'osten-

Sangue concessa dal regnante Pio IX; non che l'ordine equestre del Sangue prezioso di Gei\e\ ss.

sioue delle reliquie (alla da Clemente XI,

s Cristo (V.). Nel gi citalo Diz.


gico di d.Diclichj
vi l'articolo
:

litur-

furono raccolte tutte le autorit de'dottori, che approvano di benedire generalmente il popolo colle Reliquie (F.) dei
santi,

Reliquie

come osserv Morettine ritti osteu-

del

Sangue prezioso, della ss. Croce, e di tutti gV istrumenti della Passione t noti che de santi, e loro culto da prestarsi. Avverte che non si pouno esporre sopra il tabernacolo del ss. Sagra mento, mentre
ss.

sions reliquiarum 60. Tale consuetudine si pratica anche in Roma , e nella


basilica

cio

si

conserva in esso rinchiusa

la ss.

Eucaristia.
li

Che le

reliquie degl'istrumeii-

Vaticana col Volto santo, sagra Pio II dopo la soleuss. Croce nissima Processione {V.) 3 bened il popolo colla testa di s. Andrea. Questo eziandio il rito de'greci, come si vede nei
Lancia, e
:

della Passione
il

non

si

devono esporre
sia la

loro Menologi.
rilevasi,

Da

tultoci

sotto

baldacchino o portare con Otti-

che collesagre reliquie

chiaramente si die sem-

bfellino^V.), se

nonch ove ne

consa-

pre una benedizione generale soltanto.

suetudine. Crede conveniente che

il

A Martirio
gran
tiri,

cerdote che dovr esporre tali e altre sagre reliquie, vesta cotta e stola e sia accese.

di vola

ed a Martire osservai la premura ch'ebbero primi


i

cristiani di raccogliere

compagnato da due accoliti con torcie acDovendosi cantar messa e vespero


solenne all'altare ove sia esposta
la relii

e con

somma

sangue de'marvenerazione, spremenil

dolo dalle loro vesti

raccogliendolo con

ispugne, per collocarlo ne' loro sepolcri;

quia della
ministri
nienti
,

ss.

Croce,

il

celebrante e

sagri
alti
i-

eche ilsangue nell'ampolla di vetro o nel


vaso di creta aspersi di sangue, unito alla
pai ma, segno di trionfo e di vittoria.presso
il

non debbono genuflettere

come

se celebrassero
il

serva rinchiuso

ss.

ove si conSagramento. Persi

corpo d'undefunto, sicurissimododel suo martirio


,

tanto l'incensazione non

far

due

voi-

cumenlo

auzi talvolta

SAN
sangue ancora rosseggiante, come riporta il p. Lupi, Dissertazioni t. I, p. 1676 248, dicendo ancora che il vafu trovato
il

SAN
Dio
si

39

conveniva; ponno avere anche analogiaal vas electionis di s. Paolo, per


indicar l'elezione e la predestinazione dei
santi, e
>

so di sangue ne'sepolcri indizio di cri*


il sangue Di ci trattano pure,il Paoli, Notizie di s. Feliciano marlire; ed il Cancellieri, Dissert. sopra le ss. Semplicia e Orsa trovate co* vasi del sangue, ove riproducendo il decreto dei s. riti, che il simbolo della palma e il vaso di sangue sono segni certissimi di patito martirio, vi aggiunge le opinioni se due segni definiti si devono prendere cumulativamente o separatamente, preva-

con maggior frequenza trovansi

stianesimo,e che

il

sepolto die

ne'sepolcri degl'innocenti
ciulli.

bambini e fan-

per

la

fede di

Ges

Cristo.

Belleerudizioni in argomento scris-

se

Buona rruoli, Osservazioni di vasi andi vetro trovati ne* cimiteri di


s.

tichi

Roma.

Chiesa beata, esclamava

Cipriano,

illustrata dal

sangue de'gloriosi martiri.

Sangue prezioso Io chiam s. Agostino, C reso tale, bench vile di sua natura 3
perch simile a quello sagrosanto, che fu sparso da chi non poteva aver peccati.

Sangue fecondo,
innaffiando
sa facea
il

scrivea Teodoreto, che

lendo quella pel solo vaso tinto di sangue,

campo
I

mistico della Chiela

che
sti

la piet de' cristiani soleva

murare
e

germogliare e moltiplicarsi

na-

ni di fuori

del loculo de* ss. Martiri, depole replicate

scente cristianit.

miracoli operati dal

nelle

catacombe. Poich

scrupolose esperienze chimiche, fatte da

Goffredo Liebnitz e da molti


Vali vasetti,

altri

sopra

capo dei martiri il divin Redentore pei meriti del sangue sparso da'suoi seguaci, cominciarono fino da quelli strepitosi accaduti nel trasporto di martire, e
gli
s.

hanuo posto fuor d'ogni dub-

Stefano proto-

bio, che le deposizioni sanguigne, di cui

abbiamo successivamente
ne riportarono
i

sono

tinti,

sono di vero sangue, e non di

in tutte le storie,che

pi
voi.

composizioni minerali,
Fabretti
,

come dimostrano
Fino
ogni
,

edificanti meravigliosi esempi. Nel

Lupi
si

Boldetti, Vettori.

LVI1,
si

p.

dagli antichi tempi questa prova

in cui furono tenuti

107, dicendo della venerazione i veliobrandei, che


sui corpi
s.

qualvolta

reliquie, stata preferita


fedeli

dubitato della verit delle ad ogni altra. I

ponevano

che assistevano ai mera vigliosi com-

che forandoli con


tiri, dissi

o sepolcri de'marI e s. Gregorio I, forbici e coltello, ne usc

Leone

battimenti de'ss. Martiri, lo raccoglieva-

vivo sangue. Iddio glorific molti santi,

no a gara con santo fervore e trasporto di voto, ovunque cadeva, e fin anche spremevanlo dalle vesti degli stessi spietati carnefici, che ne restavano spruzzate e asperse. Cancellieri a p. 39 e /\.o ci d molle
antiche testimonianze del santo uso di
raccogliere studiosamente, e di conser-

con prodigiosamente conservare il loro sangue, lo che rimarcai ove si venerano molte di tali miracolose reliquie. Nel voi.

XL VI I, p.

74 parlai del sangue di s. Gen


si

naro, che in ampolla tuttora


bolle, venerato nel

liquefa e

1849 dal regnante Pio

vare

il

sangue prezioso de'ruartiri

ne'lo-

10 tormenti, in vaso di vetro e di creta.

Questi vasi per debbono distinguersi da


quelli

che trovansi in disegno

veri

reali, anch'essi incastrati nella calcina

o da

IX, come toccai nel voi. LUI, p. 216. 11 dotto Benedetto XIV giustamente scrisse, che se ogni altro prodigio ravviva di ordinario la fede, e confonde l'incredulit in un sol paese o in una provincia, il celebrato sangue di s. Gennaro uno
strepitoso portento del

qualche lato de* sepolcri, ripostivi senza

mondo

cattolico.

o vestigio alcuno di sangue in significato che il defunto ivi deposto avea custodito il suo corpo moudo e immune da ogni sozzura, come al tempio di
reliquie
,

Un

sangue di s. Gennaio si legge nel n. 29 del Giornale Romano del 1848, ove si loda la dotta disbell'articolo sul

sertazione su questo

argomento pubbli-

4o
ca vescovo d' custodito
al

SAN
1
'

SAN
ogni anno nella chiesa delle
s.

cata in Napoli da mg.

A versa.

Antonino de LuQuesto stupendo


in cui

monache

di

Ligori di Napoli, conservandosi del sans.

sangue denso e concreto, dall'arca


si

gue del

Precursore e patrono dell'orliquefaceva, del colore


si

ripone sull'altare incontro

dine, nella festa di sua decollazione con

lo
si

capo dello stesso santo martire, e per pi in breve ora si scioglie e ferve coliquido

gran miracolo

si

come
nel

vivo rubino, quindi

na.

come allora spiccasse dalla veNel voi. LU, p.255, dissi del sangue
s.

sua ampolla brillare e bollire;

vedeva nella il perch

i586
tutti
i

l'ordine gerosolimitano statu,


dignitari e cavalieri trovandosi

Antonino, che si venera in Piacenza. All'articolo Ra vello parlai del sangue di s. Pantaleoneche prodifresco e vivido di

che

in Napoli, co'manti di

punto dovessero asin

sistere alla festa in detta chiesa. Delle re-

giosamente si liquefa nel giorno precedente la festa, parte del quale si venera nella chiesa e filippini di Roma e si mantiene

liquie del

s.

Precursore parlai
ne' voi.

molti

luoghi,

come

XXVIII,

p.

287

296, LVII,

p.

117.

sempre
oltre in

fluido, al

modo

che

ivi

notai. In-

Roma nella
s.

basilica de'ss.XII
il

postoli

un'ampolla contenente

Asangue
al-

SANGUE PREZIOSISSIMODI N. S. GES' CRISTO, Congregazione dimissionari.

Ne

fu fondatore

il

ven. servo di

fluido di

Giacomo maggiore apostolo

Dio

d.

Gaspare del Bufalo, canonico dels.

delleSpagne,e per la sua festa si espone


la

la basilica di

Marco

di

Roma

e missio-

pubblica venerazione. 111. che ne fece

nario apostolico. Nacque egli in

Roma

ai

menzione l'Ugonio, nel libro delle Stazioni di Roma ivi stampato neh 588, ma non lo dice fluido. Lo conferma quasi un secolo dopo il p. Malvasia conventuale
nella Storia della basilica de' ss.
postoli, pubblicata in

6 gennaio 17 86,

dai pii e onesti coniugi

Antonio, ed Annunziata Quartieroni, addetti alla corte de'principi Altieri.

Edupiet
tutfi-

cato per ispecial cura di

essi nella

XII A-

e nelle lettere, alle quali applic

con

Roma neh 665, di-

to l'impegno, crebbe alla virt e diede

cendo che si ammirava liquefatto e rubicondo come se allora fosse cavalo dalle vene. Anche Piazza ne\Y Emerologio di Roma ricorda tale reliquia; ed in un antico codice di

no

dalla pi tenera et chiari segni di fu-

tura santit. Vestito degli abiti chiericali,

frequent con assiduit


legio

le

scuole del col-

memorie

dellabasilica, nel

catalogo delle reliquie, qualificato colle


parole, scmperjluens. E' poi antica tra-

romano, e ne riport premi ed encomii. Ritraendo non ordinario profitto dallescienze,e bramoso di viemmaggiormente erudirsi negli esercizi del

sagro mini-

dizione del contiguo convento, che ne fos-

stero a cui voleva dedicarsi, fu

uno dei

sedato parte

ai re di

Spagna, che

gli

spa-

pi assidui alle radunanze accademiche


di teologia,
il

gnuoli tentarono una volta di rubarlo, e

che teneva nelle sue camere


r

che in seguito di ci
s.

Papi nel giorno di


in cui

dotto mg. Gio. Marchetti arcivescovo

Giacomo maggiore,

con grande
la

d'Ancira,con tanto vantaggio dell'ecclesiastica giovent.

pompa

esponevasi, vi mandassero

loro

Per

la

qual cosa

si

rese

guardia svizzera per custodirlo; uso che poi venne meno nel secolo passato. Il rammentato Paoli a p. 60 dice che s. Grego-

carissimo a quel prelato,


dal quale apprese

come

altres al-

l'egregio oratore e vescovo


s

mg. r Baccolo,
l'ar-

eccellentemcule

Tours descrive la premura di quella dama, che senza riguardo corse a raccogliere in una ricca conca il sangue .gronrio di

te difficilissima della predicazione,


si

a cui

dedic prestamente e con rapidi succes-

si,

per cui fu chiamalo un giovane apoil

dante dalla recisa testa di s. Giovanni Battista. Dal Pozzo, Historia della s. Religione di

stolo;

proprio parroco di

s.

Marco
il

tal-

volta gli faceva fare in sua vece

cale-

Malta

par.

i, p.

275, nana che

chisoto dopo l'insegnamento della dotili*

SAN
na cristiana, e dopoch fu ordinato diacono suppl a mg. Marchetti, facendo le
1*

SAN
ma, ove
si

4i

con comune soddisfaNon ancora sacerdote, il canonico di detta basilica di s. Marco d. Carlo Pace, lo nomin per canonico coadiutore, e per la morte del medesimo poco dopo lo divenne proprietalezioni scritturali

zione nella chiesa del Ges.

Pio VII. Riassunse tosto l'apostolico ministero, e con maggior fervore tutte le opere di piet che avea precedentemente praticate, con tanta erestitu

dificazionee vantaggio pubblico.

Ampio

frutto raccolse dalle sue zelanti fatiche e predicazioni, si die ogni cura perch venisse ristabilita la

rio;
1

Prima

di questo

tempo
i

e nell'et di

quella di
gni
s.

s.

Pia unione di s. Paolo e Galla, adoperandosi perch o-

7 anni avea chiesto ed ottenuto di farsi


silvestrino,

monaco
tesoli

ma

genitori ne im-

pedirono l'effettuazione. Ordinatosi pre-

maggior assiduit si die a frequenOspizio di s. Galla ed a provvedere per mezzo di catechismi alla istruzione di que'miserabili, a'quali ivi si d
tare
l'
t

ospitalit e ricovero,divenendone poi su-

anno si stabilisse di dare prima della Pasqua gli esercizi spirituali agli studenti dell'universit romana, alle milizie pontificie ed alle guardie nobili, ed egli stesso pi volte ne fu incaricato; in una parola non si lasciava sfuggire occasioni per operare il bene. Pieno di venerazione per la benemerita compagnia di Ges,
per
s.

periore. Indi con d. Gaetano Bonanni, poi

Francesco Saverio, luminare

di es-

vescovo di Norcia, eresse un oratorio not-

sa e suo special protettore ch'erasi preso

turno neila chiesa di


tanara, e
si

s.

Maria

in Vincis

a modello, ebbe singoiar propensione per


entrarvi e professarne le regole;

all'arco de'saponari presso piazza

Mon-

ma

ester-

die ad esso principio cogli e-

sercizi spirituali, onde ben presto fu frequentato da molti con gran fervore (Essendo padrone diretto della chiesa il ca-

sua vocazione al Papa, questi gli disse che dovea occuparsi esclusivamente nel ministero delle missioni, laonde denata
la
il detto da Pio VII come manifestazione divina. Dopo aver dato nell'ottobre 18 14 gli esercizi

pose tale pensiero e prese

pitolo di

s.

Nicol in Carcere, nel

i83o
l'in-

con autorit di Pio Vili ne fu data


vestitura con
1'

annesso fabbricato

alla

alle agostiniane di Frascati,

si

condusse

confraternita e ristretto dell'Immacolata

in

Giano

diocesi di Spoleto per baudirvi

Concezione e

s.

Francesco Saverio.

II

so-

la divina parola.

In

tal

circostanza vedenla

dalizio colle limositie fece eseguire nella

do quasi abbandonata
sa e

maestosa chies.

chiesa molti restauri, cosi ai suoi annessi.

contiguo convento di
la

Felice vesco-

Neli84o

manifestatesi nel fabbricato alsi

vo di Spello,

brama

di

guadagnare a-

cune fenditure,

accorse alle debite

ri-

nime

a Dio

gli fece

nascere l'idea di po-

parazioni). Invasa
tifcio dai francesi,

Roma
1

e lo stato pon-

ter in quel luogo riunire in


gli ecclesiastici

comunit quedi dedicarsi

deportato Pio VII in

che amassero
s.

terra straniera nel

809, nel luglio del


il

se-

al

ministero delle
dalla sua
il

missioni, le quali siin lui foril

guente anno anche


sub
la sorte

canonico del Bufalo


di quelli

no
sito

prima et aveano
al

comune

che non

mato

pi gradito pensiero; trovando

vollero aderire al giuramento,onde Miollis l'esili

opportuno

suo pio scopo, lungi da

a Piacenza, donde fu trasferito


Gio. in Monte, d'Imola, e

ogni strepito e adatto allo studio, perci


si

a Bologna, quindi e successivamente nelle carceri di s.

ma
le

propose domandarlo. Tornato in Roespose il suo divisamento all'ottimo

diLugo

ristretto in

una

segreta, trattato

prelato poi cardinal Cristaldi, col quazelante per le opere pie.

con estremo rigore e sorveglianza. Dopo tanti patimenti, sul punto d'essere trasportato in Corsica, cadde l'impero francese,

avea contratto grande amicizia, come 11 Cristaldi, che fu poi uno de'benefaltori pi insigni del
suo istituto, uou solo
lo

ricuper

la libert e ritorn in

Ro*

incoraggi all'ini-

42
presa,

SAN
ma
si

SAP*
Frosuone, pens Pio VII alla morale colturadi que'poti,

ofh di coadiuvarlo coi far-

al

modo che

narrai a

ne domanda a Pio VII, il quale ravvisando il proponimento utile alla cristianit, \i accondiscese, ed a mezzo della commissione amministrativa de'beni ecclesiastici, con rescritto de'3o novembre i8i4>
accordo
al

per mezzo di ministri evangelici ; e volgendo la sua attenzione alla novella


poli

istituzionedelle missioni, con chirografo


degli

8 ottobre 821, ordin al can. del


1

canonico del Bufalo


s.

la

chiesa

e convento di

Felice di Giano, venen-

Bufalo di aprire in quella provincia 6 case. Prontamente si eseguirono le fondazioni di Terracina,


ta
;

do

intestatala cessione, per di lui deside-

Sonnino e Sermoneaperto un ospizio, e

rio, al

proprio

compagno sacerdote Boanno


si

in Velletri fu
le cjse di

nanni,

come

a superiore di questa casa.


luglio del seguente

quindi

Fresinone e di Valle -

Ambedue nel

corsa, con efficaci successi e dilatazione


dell'istituto,
il
il

recarono dal Papa a implorare

la

bene-

cui spirito indefessamente


gli

dizione apostolica sull'opera che andava-

fondatore rifuse ne' compagni che

no

VII li esaud e ani oi all'i m presa, concedendo grazie spirituali e una somma di denaro per le prime
a cominciare; e Pio
spese. Portatosi
il

riusc

aggregare.Quindi colla sua attivit

talmente attese alla propagazione dell'opera delle missioni, che alla sua morte
sci aperte e
la-

can.del Bufalo a Gia-

bastevolmente fornite d'in-

iiOjColBonanni ealtri due compagni, prov-

dividui 1 3 case. Volendo stabilire le rego-

vide all'occorrente per riordinare l'ab-

bandonato locale, ed a'i5 agosto, dopo esercizi e comunione generale, and eoi compagni processionalmenteal vicinosaot

uario della

Madonna

del Fosco,

ove doin rinistitu-

po la predica si cant il TeDeum^ graziamento a Dio per la nuova


ne de'missionari celebr
ili

governo della congregazione, chiacompagni, e diede forma a quelle inprincipioabbozzate per la casa di Giano; quindi precedendo colTesempio a tutti, vivamente ne raccomand l'esatto adempimento: lequali regole dopo lunga esperienza, maturo conle pel

m a

consiglio alcuni

zione, ed ecco perch poi la congregazio-

siglio e

continua orazione, perfezion nel

5 agosto coDispo-

finir di

sua

vita.

Per facilitare meglio

al

me
ne

il

giorno natalizio
cose al

dell'istituto.

giovane clero
sioni, nel

la via di applicarsi alle

mis-

le

dazione, e

buon andamento della fondopo statuito un metodo uniil

1824
i

apr nelle case di sua con-

gregazione convitti ecclesiastici, ne'quali


i

forme

di vita pe'suoi missionari,

cano-

giovani sono

istruiti

nico ritorn in

Roma

per aprire in ogni

so regolare di studi, e

mediante un corsi esercitano an-

provincia una casa di missione con duplice scopo, cio di dilatare


fa col

cora

in uffizi

analoghi allo stato di loro


quali

bene che si ministero apostolico, e che questo


il

vocazione. Opportune regole stabil ezian-

dio pe'con vittori,

aumentarono
22 anni

il

fosse

continuato e non interrotto. In Ro-

numero

degli operai. L'infaticabile mise-

adoper pei le altre fondazioni, e aprirvi una casa centrale, pel som ino utile che ne verrebbe a tutta la congregazione. I desiderii del can.del Bufalo per allora non furono del lutto appasi

ma

sionario che per lo spazio di

per

ivi

vangelizz

popoli,

non

solo senza inter-

ruzione percorse quasi tutto lo stato pontificio,

ma

fu

pure

in molti luoghi del re-

gno

gati,

ma

nel 18 19 pot aprire la 2.* casa

ed a Benevento ove poi si apr una casa; e da per tutto con acceso
di Napoli,

Camerino, ed alquanto dopo si fece pure la 3." fondazione nella chiesa abbaziale di s. Paolo di
in Pievelorina diocesi di

zelo occupossi della santificazione altrui, in

l'intiero vivere

maniera da potersi dire essere stato suo un esercizio continuadi sue fruttuose missioni,

Albano. Frattanto infestata


di

la

provincia

to di apostolico ministero. Attirate dalla

Marittima e Campagna dai mal vi veti

fama

da

viciui

SAN
e lontani paesi accorrevano a

S A
tonne
le

43
a diffnder-

solse e dette
la, pei'

opera

sollecita

guste

persone ad udirlo, in guisa che fatte anle chiese dovea predicar nelle piai*
pulpito col confes-

ma

santamente accenderne ogni aniimperocch nel riprodurre le glole fonti della

ze,e queste pure piene zeppe dalla moltitudine. Divideva


il

rie e la passione del Crocefisso, intende-

va aprire
dia,

divina misericor-

sionale, senza interruzione e riposo; ed

ehbe il contento di vedere tornali a Dio non pure ostinati peccatori,donne di mal
affare, pubblici viziosi,

merc l'applicazione de'merili del divin Sangue, ch' appunto quello che deve placare la giustizia di Dio Padre; sola

ma

eziandio pi

lendo dire sovente,

divozione al SanCristo essere

corifei d'iniquit, lutti scossi dalla

sua e-

gue preziosissimo

di

Ges

loquenza

dall'

ingegno, dalla dottrina,


s.

l'arma de'tempi perversi

in cui

viviamo.

dalla perizia delle

scritture, dall' irre-

prensibilit de'suoi costumi, dal disiuteresse, dal mirabile zelo

Del che intimamente persuaso, con votosi leg a Dio, per operare tutto che possibile
gli fosse per propagare questa divozione. Al qual fine si pose con accuratezza a leg-

che

lo

animava

senza tregua, e dalla vita laboriosa e penitente che


poli.
11

menava per la salvezza de'pometodo delle sue missini e che


gli ascritti alla

gere

le s.

Scritture,

padri e dottori delil

la Chiesa,

per raccogliere

fiore di

quan-

stabil

per

sua congregaevangelici, e

to vi scritto intorno all'augusto miste?


ro, affine

zione, egli lo

form

sulle traccie de' ce-

d'illuminarne meglio
il

il

suo in-

lebri e benemeriti operai

telletto, erapirsene

cuore, ed avere air


favellarne. In fatti

principalmente de'Segneri, di Baldinuc-

tresi

ampia materia a
il

Pinamonti, de' ss. Alfonso de Liguori e Francesco di Girolamo, e del b. Leonardo da Porlo Maurizio; metodo che
ci; di

era questo

precipuo tema vagheggiato

e gradito, anche de'suoi famigliari discor-

pu leggere pendiot par. 2,


si

in uig. r Gentilucci, Coni-

cap. 4,

il

quale celebra

oli

tre le virt praticate dal servo di Dio,

doni singolari oude venne dal medesimo


arricchito in ordine alla predicazione,
le

divampava il suo Sangue, e pieno di fervore e zelo ne disvelava le glorie per modo, che gli attenti uditori si sentivano accender di amore verso tale divozione.
si.

Nelle missioni poi


ss.

tenero affetto pel

In sul finir della predica sentare


il

si

faceva pree di-

particolari conversioni seguite nelle sue

Cristo
,

morto con solenne


,

missioni, gli avvenimenti prodigiosi che


le

vota

pompa

ed allora narrava con mi-

accompagnarono, mezzi adoperati per


i

rabile e

commovente facondia

come

il

rendere permanente il frutto ricavato dalle missioni, lo studio singolare nel pro-

Redentore,che mostrava lacero e svenato, offrendo nel suo divin sangue un prezzo
infinito per la colpa infinita di sua
lizia, fosse

muovere le glorie del preziosissimo e reale divino Sangue di Ges Cristo (F.). Fino dagli anni pi verdi, il cau. del Budimostr divozione tenerissima verso il prezzo infinito dell'umano riscatto, la quale crebbe sempre pi con lui iu modo da formare il primo e diletto suo pensiero; considerando che il sangue dell'Agnello immacolato, il quale fu prezzo
falo

ma-

morto

sulla

Croce per

riscat-

da eterna schiavit, avesse vinta la morte (perch questa o sia la testa di morpiedi del Crocefisso, lo to si pone sotto
tarci
i

spiegai nel voi.


il

XV III, p.

269), debellato

demonio, chiuso l'inferno, aperto il paradiso, dove pur noi., egli duce, entreretrionfanti partecipando alle sue vit-

mo

della

comune redenzione

dalla diabolica

torie.

Con

infocati accenti, gli

animi de-

schiavit, sarebbe valevole a disarmare


il

braccio di Dio irato, e propagandone

la bella

divozione fra'popoli
alle nequizie degli

un freno

si porrebbe empi, si ri-

restavano inteneriti, compunti e mossi a lagrime esospiri. Cos egli propagando la divozione in lui tanto preziogli astanti

sa e

preponderante, aumentava ilnume-

44
1*0

SAN
de' venera lori del

SAN
dicalo alle sue glorie, e
si

rando pure i vano a diffondere la prediletta divozioneE siccome il servo di Dio, che tanta parte

Sangue, infervosacerdoti che lo coadiuvass.

sogliono esegui-

re nella chiesa di

s.

Nicola in Carcere dal

capitolo e dall' arciconfraternita, con a-

naloghi sermoni; pio esercizio, che viene

aveo a vuto'neirrstituzionedeirarciconfraternita del divin Sangue eretta da d.

Francesco Albedini nella Chiesa di s. Nicola in Carcere, canonico di questa e poi


vescovo di Tei racina,
l'articolo (e

come

dissi

a quel-

notando la reliquia che possiede, avendo il sodalizio ottenute indulgenze da Pio VII, per la recita della Corona divozionale del Sangue prezioso, al modo che dichiarai in quell'articolo, qui dir che anco Leone XII ne accord ai
minori osservanti d'Araceli, per
del
ss.

l'offerta
si

Sangue. Nella corona poi

con-

siderano in 7 misteri le altrettante volte in cui Ges Cristo vers sangue dal suo
venerabile corpo, cio nella Circoncisione,

pure eseguito in altre chiese di Roma. Quindi si occup perch il Boriarmi il can.Palma, ed il p. Amici oli vetano pubblicassero colle stampe 3 diverse operette di brevi ragionamenti e meditazioni per ogni giorno di detto mese; di alcune delle quali, come della corona e 7 offerte, fece pi volte la ristampa egratuitamente dispens. Desiderando poich perenne fosse in tutto l'anno il culto al divin Sangue, si affatic perch le nominate pratiche mensili, ove fosse possibile, avessero* luogo successivamente in 1 2 chiese, o leggendo le meditazioni contenute in que'libretti, o meglio ancor predicando. Inoltre det,

nell'Orto di Getsemani presso Gerusa-

lemme,

nella Flagellazione per la Coro-,

na
te

di spine, nel viaggio che fece al

monla la-

te al suo istituto il nome di Congregazione de' Missionari del preziosissimo Sangue, affinch viva e continua rimanesse ne'suoi figli la memoria e la cura nel pro-

Calvario, nella crocefissione per

muoverne senza
nel divulgarne
i

interruzione

le

glorie e

cerazione eChodi} e
to
il

quando gli

fu aper-

trionfi.

L'anima innamodel pio de-

sagro costato colla Lancia), era sta-

rata del servo di

Dio ardeva
la

promotore della medesima divozione con opportune facolt, cos deputava gli ecclesiastici suoi collaboratori in aggregatoli per estenderla ovunque, promulgazione che raccomandava teneramente pure ai missionari delle Missioto scelto a

siderio di veder con uffzio e rito proprio

celebrata in tutta
ss.

Chiesa la festa del


Cristo (che in

Sangue

di

Ges
si

Roma
delle
del-

particolarmente
s.

celebra nelle chiese di


s.

Nicola in Carcere, di
s.

Andrea

Fratte, e di
la

Salvatore in

Campo

ni pontifcie nelle parti pi remote.

Laon de la divozione al preziosissimo Sangue di Ges Cristo, per le zelanti e non interrotte cure di lui, diffusa non solo in Italia

congregazione), esprimendosi che al-

lora avrebbe potuto dire:

Nunc
ci

dimillis
fu a

servimi luuni Domine.

Ma
il

non

suo tempo voler


spose che
la

di

Dio,

quale per di-

e in Europa,

ma eziandio

in

pi resi

gioni d'Asia, Africa e America, e

conta
essa,

un numero prodigioso
i

di ascritti

ad
il

quali venerano particolarmente

prez-

zo ineffabiledell'umana redenzione. Nep-

pur questo bastando all'ardente


le chiese
si

zelo del

can.del Bufalo, fece di tutto perch nelrecitasse la detta corona,

non

che

le
s'

ch

7 offerte del divin Sangue, e perintroducesse la pia costumanza di

brama di lui avesse compio agosto 1 849, quando il Papa Pio IX, per mezzo della s. congregazione de'rili, eman solenne decreto, ordinando che in tutto l'orbe cattolico se ne a celebri ogni anno con rito di 2. classela festivit nella 1." domenica di luglio (pei grandi restauri che si operano nella chiesa di s. Nicola, neh 852 la festa con somento
a'
1

lenne

pompa

fu celebrata dal capitolo e

far delle pratiche di vote nel

mese

di giu-

dal sodalizio nella chiesa dis.


la

Maria

del-

gno, che tutto

il

mese specialmente de-

Consolazione). L'infaticabile e virtuo-

SAN
sissimo can.delBufalo,daIla graduata descheria
,

SAN
gli

45
il

fu celebrato
il

funerale

al

cadenza delle sue forze, se non anche meglio da Dio, conobbe non esser lontano il termine del suo vivere terreno, sebbe-

quale accorse
il

popolo e specialmente
gli

clero,

dicendo

uni agli altri, essere

morto un
stita

santo, aver perduto

Roma un

ne

in fresca et, per que' particolari nar-

vero apostolo.
in

La sua

spoglia mortale ve-

rati dal

suo biografo mg. r Gentilucci. Minacciando la Pestilenza (V.) del cholera


l'alma

Roma, Gregorio XVI

per placare

sdegno di Dio e frastornare il tremendo castigo, ordin pubbliche preghiere e missioni, che notai al cicolla penitenza lo

da missionario, fu chiusa e sigillata una cassa di legno, e trasportata nella chiesa di s. Paolo d'Albano. Ivi alla presenza dell'intera comunit de'missionari
fu aperta la cassa, e
si

rinvenne

il

cada-

vere non solamente intatto,


gratissimo odore
,

ma

esalante

tato articolo.

Il

vicario cardinal Odescal-

onde

si

tenne esposto
si

chi affid al can.del Bufalo la cura di pre-

in chiesa per altre esequie, che

ripete-

dicare nella chiesa di


cella,

ed egli

Maria in Valliavvampantedi carit pel bes.

rono due altre volte a sfogo del pubblico


affetto e venerazione, e per conservarsi
il

ne dell'anime, e per nulla curante la sua affievolita salute, volontieri ne accett l'incarico e fu l'ultima sua missione, termi-

corpo incorrotto. Nelle prime esequie un


missionario recit l'orazione funebre;
le

egli

nandola a grave stento. Ma quanto pi veniva affranto nel corpo, meglio si


i

seconde furono celebrate dai confratelli della pia unione del ristretto di s. FrancescoSaverio; nelle ultime, che furono pi
solenni e con musica, oltre
folla,
gli

infervorava nello spirito, e tutti


ri

pensie-

albanesi in

e gli affetti rivolgeva alla eternit, al

intervennero il capitolo della cattei

Ogni giorno pi declinando in salute, torn a predire la sua vicina morte dimorando nella casa di s. Paolo d'Albano, e tornato in Roma, oppresso da estremo languore, dopo avere esemplarmente ricevuti tutti sagramenparadiso, a Dio.
,
i

drale,

seminaristi, e molti del clero se-

colare e regolare, e ripetuto l'elogio fu-

nebre, mosse a generale tenerezza, edificazione e pianto. Tutti fecero a gara per

avere qualche cosa a lui appartenuta, conil suo corpo con medaglie e altri oggetti. Passati 7 giorni dalla sua morte, siccome la conservazione del cadavere non

tenti

almeno

di toccare

ti

della Chiesa, assistito dall'altro servo

fazzoletti, corone,

di
l'

Dio d. Vincenzo Pallotti,

istitutore del-

Apostolato cattolico o congregazione e

pia societ della

Regina degli apostoli

fu riputata naturale, per cui con tutte


le legalit
si

(V

.),

placidamente esal l'anima benedet-

conchiuse, che la sua totale

ta a Dio, a'28 dicembre! 837, d'anni

52

conservazione non era certa mente cosa ordinaria, cosi la cassa mortuaria fu

meno 9

giorni,

dal cardinal

dopo essere stato visitato Giacomo Filippo Fransoni


di questa congre-

mu-

nita de'sigilli della curia vescovile e de-

amorevole protettore

posta nella cappella di


nel voi.

s.

Girolamo. Gi

gazione de' missionari del preziosissimo

XLV,

p.

224 e

2 25, nel parlare

Sangue; amato dai buoni e rispettato dai malvagi, fu splendido modello del clero, avendo consumato l'intero suocorso mortale, occupato sempre per l'onore di Dio, e perii bene del suo prossimo, dispiacente soltanto di non poterne fare quanto pi avrebbe avuto desiderio di farne. La sua gravissima perdita fu compianta da tutti,

del sodalizio eretto nel pontificato di Gre-

gorio XIII in ossequio al


quello esistente in
s.

ss.

Sangue, di

Nicola in Carcere, e

di questa congregazione de'missionari,feei

parola degli onori funebri resi al servo di

Dio. Inoltre ricordai diverse delle sue pie


istituzioni
,

e dichiarai quanto riguarda


,

quella de' sacerdoti missionari

che non

massime

dalla sua congregazione. Nella


s.

sono obbligati a

voti, e dell'abito

chiesa parrocchiale di

Angelo

in

Pe-

stono, col Crocefisso che pendente a

che veuna

46
voi.

S A

N
n.

SAN
22
del Giornale di

collana tengonosul petto. 01 Irea ci, nel

Roma

del

18^2
il

XLIX,

p.

i83,

feci

parola delle

A-

Dipoi

a' i-5
s.

settembre, nell'adunanza del-

doralrici del d'win

Sangue

di Orte, isti-

la stessa

congregazione, fu proposto

Grande ed estesa ancorch vivente fu la fama di santit del can. del Bufalo, come di virtuite dallo stesso servo di Dio.

dubbi: Ansententia lata a judicibus delegatis

ab Eni. cardinali Patrizi episco

tuosissimo, di angelo in carne, di santo,


di

uomo

straordinario e singolare;

1'

eb-

p Albanensi super cultu dicto ven. servo Dei non exhibilo sive super paritione decreti sa. me. Urbani Papae Vili
y

bero pure in venerazione, il servo di Dio mg. r Strambi vescovo di Al acerata (V.), ed il pio edottomg/Piervisani vescovo
di Nocera.

Iddio a sua intercessione con-

non poche grazie, che registr l'encomiato autore di sua vita in bel numero. Tante meravigliose guarigioni mossero gli ammiratori delle grandi virt del ven. Gaspare del Bufalo, a consigliare la
cesse

confirmanda in casa et ad efjfectum de quo agitur? I cardinali risposero, che dovea confermarsi la sentenza data da giudici, cio che constava del non culto, ed il Papa a* 3o settembre conferm il
sii

rescritto della

s.

congregazione,
di detto

come

si

legge nel n.

233

Giornale. Chi

ama
ra

conoscere in dettaglio quanto fino-

formazione de'processi sull'esercizio delle

medesime, come de'prodigi ottenuti dalla divina

ho accennato pu trovarlo nel bel Compendio della vita del ven. servo di Dio Gaspare del Bufalo canonico della basilica di
s.

onnipotenza pel suo patrocinio,

Marco di Roma 3

edinstiluto-

affinch con l'andar del

tempo non

aves-

re della congregazione de' missionari dr

sero a mancare di vita quelli che di fatto proprio potevano contestarli giuridicamente. I missionari di sua benemerita

preziosissimo Sangue di N. S. Gesi Cristo, scritto

da mg. r Emidio Gentilucci ca-

congregazione, che pi da vicino aveano

meriere d'onore di sua Santit e beneficiato della ss. basilica Vaticana, Roma

ammirato il complesso luminosodisueeccellenti qualit,se

mente;

di

ne occuparono alacreconseguenza si compilarono 3

t852. Fecero gran conto del ven. servo Dio, i cardinali Cristaldi, Doria, Ercolani, Bussi, Odescalchi (altro servo di
di

Ancona, in Roma, in Albano; compiuti quali giusta le pontificie


processi, in
i

Dio, che

ci

sbalord colla rinunzia della


tutte le sue dignit),

Porporae
soni vivente.

eFran-

prescrizioni, ed in seguito di pi che


lettere postulatorie presentate alla
s.

oo
Se-

Fu

inoltre accettissimo ai
i

de per l'introduzione

della causa di bea-

quali fuPapi Pio VII e Leone XII, rono benemeriti della congregazione da
lui

tificazione e canonizzazione, cio

da car-

fondata

dinali, arcivescovi, vescovi, capitoli, con-

fu pure

di questa e del servo di Dio ammiratore Gregorio XVI, dap:

gregazioni eordini religiosi, sodalizi e nobili secolari,


i

poich oltre l'approvazionedella congregazione,

cardinali
li

componendi

la s.

dopo esame fatto


, 1

dalla s.congie-

congregazione de'riti
essendo ponente
il

presero ad esame,

cardinale Altieri; e
io. gennaio 18^2, al

quindi riunitisi

ai

ne de' vescovi e regolari con decreto di questa de' [7 dicembre 84' e dal Papa confermato, riportai nel voi. L, p. 29, che
a'27 luglio i84' avea concesso
gregazione
la

dubbio proposto:

An

signanda

sit

com-

alla con-

missio inlroductionis seivi Dei Gasparis


del Bufa lo 3 risposero concordi: Signan-

chiesa dis.SalvatoreinCam-

nel rione Regola, colla casa

o ospizio

dttm esse commissionem 3


placuerit.
11

si

Sanctissimo

to di segnare di propria

Papa PiolX,essendosi degnamano la commissione,a'i5 gennaio di detto anno ne fu


pubblicato
il

contiguo che divenne residenza del direttore generale e del procuratore generale
dello stesso istituto, percui notai che nella chiesa vi fu sepolto d.
tin! del

Biagio Valen-

corrispondente decreto dal

Porto

di Recanati,

che associato-

SAiN
si

SAN
ta in

47

al

fondatore, era divenuto unito con lui

in tal

essere due,

modo, che dai suoi stima vansi non ma un solo spirito, per lo che
fatiche apostoliche avea

gni e maestose colonne, e siccome sorgeva in una piazza e isolata fu denomina-

Campo

(della stessa opinione era

dopo molte
la

me-

stato Panciroli, Tesori nascosti di


p.

Roma,

ritato d'essere eletto

neh 838
i

a dirigere

congregazione de* missionari del preluoghi ove

74^), ed era situata incontro la chiesa della ss. Trinit de'pellegrini che al:

ziosissimo Sangue. Ivi citai

l'attuale chiesa
tra
il

neh 690 pose

la i.

pie-

parlai di tale chiesa, gi parrocchiale (e

cardinal Francesco Barberini (per-

oppressa nel 1824 da Leone XII), nei quali narrai che s. Filippo Neri fondato*
re della congregazione dell' Ora/ono^'.),
nel
1

ci err nell'epoca, essendo questi

morto

nel

679), quale vice-cancelliere e titolas.

re della basilica di

Lorenzo in Damachiesa di
s.
,

548

v'introdusse l'esposizione del

ss.

so, di cui
tore,

filiale la

Salva-

Sogramento
e
vi trasfer

poi detta Quarant'ore (?.),


il

come

lo era la diroccata

dicendo

suo meraviglioso

istituto

che a suo tempo la parrocchia conteneva

dell'arciconfraternita e Ospizio della ss.

3o8

famiglie.
p.

Anche Venuti, Roma moin

Trinit de pellegrini (F.), ed appartene-

derna,

549, aflerma che

luogodelpar-

va alla celebre abbazia di Farfa, e alla


co ngregazione de'benedettini berretta,

la distrutta chiesa,

neh 639

fu eretta l'e-

sistente, e trasferite in essa le ragioni

che soppressi da Clemente Vili, la chiesa fu data in governo a sacerdoti seco* lari In faccia ad essa stendeasi ampia piazza, posto fsso degli ortolani, che vi spacciavano glieibaggi, e dalla quale la chiesa avea preso ilnomedel Campo, anche per allusione alla Cantica \Co\u\ che venne a salvar il mondo, dicendo Io sono il fiore del campo. Indi con autorit d'UrbanoVIIIfu demolita la chiesa e incorporata l'area all' edifizio del Monte di piet di Roma onde renderlo isolato, ed in vece nel 1 63g poco lungi dal medesimo Papa con l' antico nome venne edificata la sussistente,con disegno e semplici ornati di Francesco Paparelli (architetto che nelle sue fabbriche tenne proporzioni giuste e grandiose, e le orn con eleganza e sobriet), e che a'nostri giorni fu restaurata, essendo abbate commendatario di Farfa il cardinal Ercolani. Qui aggiunger,che leggo in Martinelli, Roma sacra (stampata
.

rocchiali e dell'abbazia di Farfa, tuttora


vigenti.

Marangoni che
ss.

nell'Istoria delci

l'immagine del

Salvatore

die

il

ca-

talogo delle chiese al

medesimo dedica-

te,conferma che nel


sa di
s.

639 la presente chie-

Salvatore in

Campo fu

costruita
pieI

nella piazzetta contigua al


t

Monte di

e in sostituzione della precedente.

recenti descrittori delle chiese diRoraa di-

cono altrettanto, ma con relazioni senza importanza. Per si legge nel Bombelli, Raccolta delle Immagini della B. Vergi* ne t. 4> P- 1 7 cne da Urbano Vili dal l'antica chiesa demolita, fu trasferito nella

nuova quanto
stile

vi era.

Il

pregio

pio.

stimabile fu un'immagine antichissima di

greco

dipinta in tavola, rappresen-

tante Maria (con


nistra del petto)
gliuolo.

una

stella nella parlesi-

con

in braccioli divin Fila fre-

Una corona di argento che

giava, ed un'altra di voti sospesi intorno,

faceva fede de'prodigi che per essa ope-

298, essere statala chiesa antica atterrata per ampliare il fabbrip.

neh 653),

cato del

Monte

di piet, e nel

1639 dai

fondamenti costruita la nuova sulla piccola piazza di detto Monte. Riferisce Bovio,

La

tichissima chiesa

piet trionfante,^. 179, che l'ans. Salvatore in Came)


i

tempo le da Giammaria Santucci per favore da Maria ricevuto. Se voi, oromani, a qualunque chiesa, a qualunquealtare correte in folla ad onoratela Vergine Madre, a querava
fu
il

Signore. In progresso di
la custodia di

aggiunta

cristallo

st'immagine v'invitano parecchi motivi.

po era a

tre navi sostenute

da varie

119-

Guardate

in quel

quadro appi

di

Maria

48
il

8 N
s.

SAN
come
voi,

vostro gran protettore ed apostolo


egli, se noi sapete,

narrai nel voi.

LVH,

p.

220. Ni

Filippo Neri. Qui


sta

die

XXXI II, p.

141 notai, che nel i84'


vi

principio al suo apostolato. Innanzi a que-

nella chiesa de'ss. Vincenzo e Anastasi<

con alcuni compagni a far conferenze di spirito. Quivi una volta con un discorso quanto privo
ei si ritirava

Madonna

del rione Regola,

fu

ammessa
di
s.

la

conch't

fraterni la del sagro

Cuore

Ges,

ra prima nella chiesa di

Salvatore in

di profani ornamenti, altrettanto ridon-

Campo. Attualmente
di

direttoregenerale

dante di unzione divina, convert te giovani licenziosi. In questa chiesa cominci


egli tuttora secolare a far pubblici

questa congregazione di sacerdoti misil

sionari,

r*mo

d.

Giovanni Merlini mis-

ser-

sionario apostolico.

moni

in diverse

ore del giorno, per ubzelanti eccle-

SANGUE PREZIOSODIGESIT CRISTO, Ordine equestre. Vincenzo


di
I

bidire al
siastici
ss.
ti

comando di questi

duca

che v'introdussero l'esposizione del

Mantova (Tr.),

divotissimo dell'insigne

Sagramento. Dal fervore di que'divoromani, che in questa chiesa udivano Filippo, a questa immagine oravano con
lui.

reliquia del $s<Sanguedi GesuCristo (V.),

che

Per

le

insinuazioni del santo ebbero

priucipio gli spedali de' pellegrini e dei

convalescenti, opere che illustrano


assai

Roma

pi che non

Colosseo e delle

ammirate moli del Terme. Posso aggiungele

si venera in tale cospicua citt nella gran chiesa di s. Andrea, in occasione del matrimonio di Francesco suo figlio con Margherita di Savoia, nel 1608 istitu , con approvazione di Paolo V, l'ordine di 20 cavalieri del ss. Redentore e del ss. Sangue, e nel giorno della Pentecoste

re ancorach dall'orar frequente alla Ma-

nella cappella ducale di coite ne ricevette l'abito dall'altro figlio cardinal Ferdi-

donna di

s.

Salvatore del

Campo s'infiamla

m di
more
ta

affetti divini, si

accese di tenero a-

nando Gonzaga, o\\ manto,


di
s.

la

collana

verso

la

gran Reina,

quale poi in

e la spada. Quindi portatosi nella chiesa

una gravissima sua infermit proclamamortale da'professori, gli apparve sul


il

letto del dolore,


gli rese

consol, ed in istante
...

perfetta la sanit

Le

notizieri-

portate in questa leggenda,

le

raccolse gi
R.ossi

diligentemente d. Clemente

cura-

to zelantissimo di questa parrocchia ".

Questa venerabile immagine tuttora in gran venerazione nella stessa chiesa, per
cui nel

184^

si

pubblic in

zie isteriche della chiesa in

Roma Noli' Roma di s.


:

Salvatore in Campo, e della immagine ss. ivi venerata sotto il titolo della Madre della santa Speranza, estratte fedelmente dalla Raccolta delle Immagidi Maria
ni della B. Vergine di P. Bomhelli inciso-

Andrea, con solenne pompa ammi1 4 cavalieri, che prestarono nelle sue mani il giuramento di esercitare opere cristiane e virtuose, e di difendere la religione cattolica, la dignit del Papa e il proprio sovrano indi fu falla l'ostensione del vasetto col ss. Sangue e della sagra Spugna, dopo il canto del Te Deum. Fu stabilita per insegna una collana in cui erano espresse in figure ovali cartocci o verghe d'oro poste nelcrociuolo sopra le fiamme, e alternativamente il motto del salmo Domine probasti me. Da essa pendeva una medaglia in cui si rappresentavano dueAngeli che tenevauo un calice, con 3 goccie del ss. Sangue, cose all'ordine
:
:

re nel 792. Inoltre nella


1

medesima

chie-

ronato, e posto in un tabernacolo elegantementesraaltatOjColl'epigrafe:


triste receplo.
TV/Vu'/ js/0
,

sa pure esposta alla pubblica venerazio-

ne una copia della Madonna della Misericordia di Rimini, che nel maggio del
1

Volle con ci esprimere

85o apr

gli

occhi nella chiesa dis. Chia-

ra di detta citt e appartenente a questa

conforme alla sentenza d'Ovidio, doversi sempre mantener la concordia, anche nelle cose avverse. L' abito da usarsi nelle
soleuuit, fu prescritto d'un

congregazione del preziosissimo Sangue,

manto

di ra-

SAN
so cremisi foderato di bianco, con

SAN
come
nel col-

49

che larghe, or lato


fossero espressi
i

di

maniricamo in modo, che

quale avea fondato un magnifico palazzo, ne accolse la fredda spoglia, che fu collocata nella cappella della

crociuoli

Madonna. Fabspesa
il

lare o collana;

il

vestito interiore di drapli

bric pure con


di

immensa

castello

po
ni.,

tessuto di seta, oro e argento;


le

calzo-

Meudon

nelle vicinanze di Parigi.

calze e le scarpe di colorerosso.il

p.

Bonanni, Catalogo degli ordini equestriane tratta a p.io3e ne riporta la fi-

SANNESIO Jacopo, Cardinale. Nacque oscuramente in Belforte nella Marca, e fatta prima qualche pratica nello studio
della legge,fu deputato a presiedere al giu-

si ponno leggere in Donesmondi, Istoria di Mantova par. 2,

gura. Altre notizie

dizio delle cause civili delle appellazioni


in

p.

4 18

e seg.
T

Camerino. Portatosi a

Roma per

ten-

S ANGUI JN Antonio, Cardinale. De'signori di Meudon, nacque in Francia da


nobilissima prosapia, cui
le

tar la fortuna, con l'interposizione del fra-

telloch'era assai
gli riusc di

rare preroga-

essere

amato daClemente Vili, ammesso tra'famiglia-

tive, la vivacit dell'ingegno, e lasingolar

ridel suo nipote cardinal PietroAldobrandini, allora prefetto di Castel


il

destrezza nel conchiuderei pi delicati affari,

come

lo die a

conoscere in occasione

quale poi

gli

s. Angelo, procur un canonicato nelil

di trattar la pace tra Francesco le Carlo

la basilica

Vaticana, e

posto di segreta-

renderono caro estremamente alla sovrana casa di Francia , dalla quale fu nominato nel i533 a Clemente VII vescovo d'Orleans, e ad istanza di detto re, a'i 1 dicembre 1 53g Paolo III Io cre cardinale prete di s. Maria in Portico. Inoltre fu fatto governatore di Parigi, che seppe guardare e difendere dall' insidie dei nemici, non che dell' isola di Francia, e nel i543 venne dichiarato elemosiniere del regno. Fatta dal re la pace con Carlo V,il cardinale con diversi principi, e il cardinal Carlo di Lorena, furono dati in olo

V,

rio di consulta,
affari

adoperandolo inoltre in di molta importanza, ne'quali avenalla volont del

do corrisposto non meno

cardinale che del Papa,coll'impegno del

proprio fratello, che molto lo giov, a'9 giugno 1604 Clemente VIII lo cre cai*
dinaie prete dis. Stefano al

Monte Celio.
congre-

Paolo

neh6o5

lo ascrisse alla

gazione de' vescovi e regolari e fece vescovo d'Orvieto, cheseppegovernarecon


mirabile dolcezza e prudenza; eVjuantun-

que non
pl

fosse di

molta letteratura, sup-

a questo difetto colla costante probit

staggio. Nel

i546 fu

trasferito alla

sededi

di specchiati costumi,

ma

fu

poco gene-

Limoges,

da Giulio III all'arcivescovato di Tolosa ma le bolle solo l'ebbe neh 553. Neh 547 con suoi colleghi assist ai solenni funerali di Francesco I, la cui morte diminu la possanza degli amici della duchessa d'Estampes, impegnatissima pel cardinale, e fece che il me,

eneh55o

roso.
rie,

Il

cardinal Bentivoglio, nelle


il

Memoil

ne biasima

basso lignaggio,

roz-

zo aspetto, le rustiche maniere, la debolezza dell'ingegno.

Intervenne
nel

ai

conclavi

di

Leone XI, Paolo


vivere in
anni.

V e Gregorio XV,
1691,000

e
s.

fin di

Roma

piti

di

60

Fu

sepolto nella chiesa di

desimo

ri

uunzia ta

la carica di Italia,

grand'ele-

Silvestro al Quirinale, avanti la cappella

mosinieresi ritirasse in

quantun-

del Rosario, sotto lapide splendidamente

que dopo alcuni anni ritorn


Intervenne
la
al solo

in Francia.

ornata, col solo suo

nome

inciso.

conclave di Giulio ITI,


d'anni 57, nel-

e mor in Parigi

neh 55g,

o SANNITI, Sam/uum,Samnites. Patrimonio antico della s. Sede,co-

SANNIO

sede vacante di Paolo IV, con che la

me si ha da
chiesa

s.

Gregorio

del

590, a cui

la

Francia perde un valido sostegno, per le sue insigni qualit. La chiesa di s. Caterina della Valle degli scolari, presso alla
voi. LXI.

romana dava un

distinto ammini-

stratore o rettore, che soleva essere

uno dei

primari chierici della medesima, nel mo'

5o
do che

SAN
notai a Patrimoni della chiesa
te;

SAN
robusto carattere che si segnal per un generoso disprezzo del pericolo e della mor-

romana, ove rimarcai che tra quelli che vi furono il Sannite e l'Apulo o Puglia, che si dissero patrimonio di Salerno e di Benevento (F.).\\ San-

cambiarono nome

mentre

le

loro liberali istituzioni, ed

lodati e virtuosi costumi, riuscirono a


trire
tria,

nu-

ino o Molise ora una provincia del re-

ed esaltare l'amor, proprio dellapache in se comprendendo ogni sublila

gno

di Napoli, paese

generalmente mon-

me e ragionevole sentimento, sostenne con


gloria
virt sannitica per tutto
il

tuoso, attraversato nella parte sud ovest


dalla catena degli Apennini, che lo copre
colle sue ramificazioni e vi
stabilisce la

corso

della loro politica esistenza, e confedera-

zione sannite,

la

quale

si

componeva

dei

divisione delle acque tra

il

mare Adriatiritagliata la

pentii, caudini, irpini, caraceni e frentani,

co e

il

mare Tirreno. Poco

ancorch ciascuno

di questi popoli

costa dell'Adriatico, ne offre che

un capo

formasse una lega a parte. Sono celebri


le citt di Telese,

notevole, quello di Termoli (F.) con citt


vescovile. Olirei prodotti dell'agricoltura, vi
scoli

to ,
to,

sono grandi selve e quantit di padove si allevano poche bestie cornumoltissime pecore, capre e maiali:

A lif Isernia, Tr venCaudium, Avellino, Conza, BenevenOrlona r Larino, Lanciano (^.), ed


t
i

altre celebrate

anche

ne'fasti ecclesiastici

te,

ma

assai diffusa vi l'educazione delle api.

Questa provincia si divide in 3 distretti, Campobasso, Isernia e Larino,\ quali ultimi hanno per capiluoghi le due citt vescovili omouime. Nelle varie vicende che commossero V Italia (V.) tutta, in secoli non ancora spogliati dallebarbarie, ebbe il suo cominciamento la potente nazione de' sanniti o samniti, la quale stabili con
pi certezza lo stato politico delle nostre
provincie.

Grandi ed estese anche sugli etruschi della Campania. A Roma accennai le loro guerre coi romani, principalmente quella che dur pi di 70 anni, o
pe' loro seggi vescovili.

furono

le conquiste de'sanniti,

100 secondo
gioni

Livio, e che fin colla coni

quista che fecero

romani

delle loro re-

dopo

averli soggiogati.

Bench il ca-

rattere morale de' sanniti fosse molto con-

venientemente sostenuto dalla costituzione fsica d' un paese aspro , montuoso e


silvestre,

Una colonia
il

di

Sabini (V.) det-

te certamente principio alla stirpe sannite,

la

non per trascurarono le arti, n pompa, in ispecie nelle cose da guerra.

mediante

solenne voto d'una sagra


le

SANOCHIA.
co ruteno.

/^.Premislia di rito gre-

primavera. Secondo insegnano


zioni di

tradi-

una et superstiziosa

si

presero

SANSATURNINO Nicol,
stro del
te
s.

Cardina-

gli dei la

cura speciale dell'infanzia de'satoro selvatico di


i

Ze.NativodiClermont, domenicano e maepalazzo, fu creato cardinale pre1

biui

mandarono un

singoiar bellezza ad animare e condurre

passi di quella giovent guerriera nelle

terre degli osci. Ivi

re degli osci
de'sabelli, di

dunque, in quelle terla nuova societ cui formava la gente osca il


ordirono
s

pieno della popolazione, che avanzandosi


in felicit
,

fece poscia
il

gran figura nel

mondo
ni,
li.

sotto

origine ai

nome di Sanniti, dando non men celebri irpini e lucai

da Urbano VI nel dicembre 38 1, ma presto rinunzi la dignit avanti Giovanna I regina di Napoli seguace dell'antipapaClemente VII, che alla presenza di gran moltitudine di popolo erroneamente riconobbe per vero,avendolo fatto anticardinale,per cui meglio ne parlai ne' voi. Ili, p. 211, XLI, p. 210. SANSEVER1NO Teodino, Cardinale.

che

tutti celebrai ne' relativi artico-

Nacque

nella provincia

diCampagna,
altri, di-

Avvezzi

sanniti alla temperanza, alai faticosi lavori de'

secondo Ciacconio, Ammirato e

l'ubbidienza,

campi,
di quel

dierono a que'popoli l'impronta

scendente dall'antichissima e nobilissima prosapia de'conti de'Marsi, dai quali av-

SAN
verte Corsignani, Reggia Manicano, par. i , p. 266, uscirono pure i Berardi, i Saugro , i Sa ose vro e altri principi, e che i
de'ss.

SAN
Severino scrisse due sermoni per

5i
la festa

Stefano protomartire e Placido.

Sanseverinode'principidi Bisignano e un

me

tempo anche di Salerno, presero il cognodi Sauseverino dal castello omonimo.


370, di Berarp.

Roscemanno o RosmANOjCardinale. De'conti de'Marsi, che alcuni dicono nato nella provincia di Lavoro, e altri nella citt di
la
s.

SANSEVERINO

Severino nels.

Tuttavolta lo stesso Corsignani a

Marca

profess la regola di

BeneII

chiama questo cardinale, figlio do conte de'Marsi. Profess fin da giovane la regola monastica in Monte Cassino^
ed attese per
s

detto in
del
s.

Monte Cassino, e da Pasquale 1099 fu creato cardinale diacono


in

di

Giorgio
Gelasio

Velabro. Si trov

ai concilii

fatto

modo

alla coltura

di Guastalla e di
di
II,

delle scienze e delle buone lettere, che divenne uno de'migliori soggetti di quel rinomatissimo ordine; talch per la bont

Lalerano, e all'elezione cui rest costantemente fedi

dele, indi lo segu da


al

monastero

Roma in Francia Cluny, dove essendo il

de'coslumi,per
per
la

la

chiarezza del lignaggio,

Papa passato
listo II. I

all'altra vita, fu eletloCa-

generosa sua indole, e per la profonda cognizione della sagra e profana


dottrina, merit di essere a insinuazione
del gran Ildebrando e pois. Gregorio VII,

cardinali elettori spedirono in

Roma Sanseverino,non tanto per dar parte agli altri cardinali


nell'

che soggiornavano

creato cardinale diacouo di

s.

Maria

in

Portico, e forse secondo alcuni arcivesco-

vo di Sipontoda Alessandro II deli 061. Divenuto Papa Ildebrando nel 1073, Io promosse ad arcidiacono di s. Maria in Dmnica, grado da lui stesso gi occupato. Si mostr per ingrato as. Gregorio VII, che vilmente abbandon, perseguire il partito dell' antipapa Clemente HI.
Penetrato
il

alma citt, della gi fatta elezione, quanto per richiederli del loro consenso, che da essi fu concordemente prestato. Ritornato in Francia, accompagn il Papa
in Italia,
,

che
si

lo fece rettore di

Bene-

vento

dove
1

pu credere che morisse


una bolla
di Calisto II.

dopo

il

123, mentre in quell'anno a'6

aprile sottoscrisse

SANSEVERINO Stefano,
le.

Cardina-

De'conti de'Marsi, nacque in Napoli,

santo di dolore per l'enor-

mit

di tale

mezzo di marlo a pi sani

indegna azione, si studi per lettere piene diamore,di richiaconsigli


,

ed essendo protonotario apostolico , da Urbano VI a' 8 o 28 settembre 378 fu


1
1

creato cardinale. E' fama che alla presenza di Giovanna


sciasse la
al dire di
I

ma

indarno.

regina di Napoli,

la-

Scorgendolo adunque ostinato e pertinace nell'iniquo scisma, si determin di fulminarlo con 1' anatema e di degradarlo

porpora, per passare alle nozze,


Contelori.Baluzio per protesta
di

apertamente
fatto;

da

tutti gli onori,

per iscuoterlo a ravve-

nondimeno

non trovare autentico tale il contemporaneo An-

dersi. Visse in

questo deplorabile stato siII, sotto


il

gelo ministro generale de'minori, in


lettera al re di Castiglia, de'
di averlo
io

no a Pasquale

quale finalmen-

una 29 maggio

te peutito e dolente di

sua apostasia, fu

i38o, afferma
la

veduto deporre

benignamenteassolto dallecensure incorse, e alla

porpora, ed

aggiunger, come fecero

nel

099 o

perduta dignit restituito. Mori nel 1 1 00^ o meglio pi tardi,

altri pei

turbolenti tempi dello scisma, che


I.

seguiva Giovanna

In vece Marchesi

poich trovasi sottoscritto ad una bolla


deli 106,

Del protonotariOy
gli.

scrive che la

morte non
la

ma

semplicemente come cardis.

permise goder lungamente

dignit

nale diacono di

Maria

in Portico.

Al

cardinalizia.

dire di Corsignani vi fu altro cardinale

SANSEVERINO Federico, Cardinale.

Teodino,puredi Alessandro

II,

che glo-

Napoletano e non pare milanese

in

riosamente seppe mantenersi fedele. San-

grazia del padre conte di Caiazzo,che era

52
la

SAN
guerra
I

SAN
scudi di benefizi ecclesiastici, e liberale ol-

stato generale delle milizie pontificie nelfatta

da Innocenzo Vili a Fer-

Papa eletto vescovo di Malaga, e a'g o 1 4 marzo 1 489


dinando
re di Napoli, fu dal

creato cardinale diacono di

s.

Teodoro,

ma
za

non pubblicato. Nel 49 2 per morte


1

Vide il fine di sue vicende in 5 6, essendo divenuto 1 . dell'ordine de'diaconi, ed ebbe sepoltura nella chiesa di s. Maria d'Araceli, senza alcuna funebre memoria.
tre misura.

Roma

nel

d'Innocenzo VII I,il cardinal AscanioSforbramando creare un successore a suo

SANSEVERINO kmomo, Cardinale.


Napoletano,chiaro nou

meno per

nobilis-

talento, oper co* cardinali in


il

modo che
per

simo sangue, che per

virt, cavaliere del-

s.

collegio lo riconoscesse per legittimo

l'ordine gerosolimitauo, fu creato

ma non

cardinale,

ammettendolo

in conclave

pubblicato cardinale da LeoneX, mentre


era semplice laico, e ci fu fatto sotto certe determinale coudizioni, quali nou essendo state da lui adempiute, u da detto Papa, ne dal successore Adriano VI non fu

l'elezione d'Alessandro VI,

do
in

in seguito

il quale aveuformato sospetti non meno

di lui

che dello Sforza, ritenneambedue


specie d' onesto carcere,

una

ma ben
II,

presto restitu loro la libert. Intervenne


poi a' conclavi di Pio HI, e di Giulio

contro del quale,


sacrilegamente

come nemico acerrimo, impugn le armi, e con al1

giammai riconosciuto percardinale. Clemente VII per essendo assediato in Castel s. Angelo, ivi a'21 novembre 1527
con tutte
le

formalit lo pubblic in cons.

tri4cai d inali ribelli die principio nel


al couciliabolo di

51

cistoro cardinale prete di

Susanna

Pisa (Z^.), spalleggiati dall'imperatore Massimiliano 1 e da Luigi

fece protettore dell'ordine de'serviti. Indi


il

cardinale ricev la tonsura dal car-

XII

re di Francia, infelicemente poi tra-

dinal Farnese poi Paolo III, e quindi dal cardinal

sferito a

Milano e Lione (V.). Per

lo

che

Campeggi legato

alatere'in

To-

Giulio

li lo

spogli del cardinalato e di

ma

ebbe

ueh528

uello stesso castello le

tutte ledignit,non che scomunic.

Leo-

insegne cardinalizie, essendo la citt ancora invasa dai nemici, ed ottenne l'arcivescovato di Cosenza, l'amministrazio-

ne
ti

quindi nel concilio di Lalerano

7 (Z .), lo ripristin cogli altri ai precedenonori,

dopo avere

in iscritto e colla vo-

ne perpetua
nel
1

di

ce detestato l'esecrabile attentato,in espia

civescovato di Taranto.

Conversano, ed anche l'arDopo 10 anni e


alla cui elezione

ziouedel quale fu loro imposto un digiu-

538 Paolo III,

con-

no

al

mese finch vivessero


la ritrattazione,

Ciacconio
ri-

tribu, lo dichiar vescovo di Lacedonia.

nella biografia di questo cardinale ne

porta

la furinola della
il

pontificia assoluzione.

Pare che

cardi-

nale nel 1496 ottenesse da Alessandro

VI
nel

vescovati diTero vanne e di Piochelle;


II

e da Giulio

nel

5o5 quello
di

di

Novara,

Cambiati diversi titoli, fra i quali quello di s. Maria in Trastevere, al cui capitolo applic in perpetuo lerenditeegli emolumenti che appartenevano al cardinale titolare della medesima, a condizione che con essi si dovessero mautenere 4 sacerdoti e 2 chierici in servizio di quella basilica; alla fine nel
1

i5o8 l'arcivescovato

Delfnato, e quello pure di

Vienna nel Rouen, che ap-

pena ottenuto rinunzi al cardinal Giorgio d'Amboise Ciacconio pretende che fsse vescovo anche diLacedonia,maU:

suburbicario di Sabina, nel

539 divenuto vescovo 543 pass al


1

vescovato di Porto.
l'illustre

Fu benemerito

del-

ed esemplare ordine de' CappucIII corse pericolo di

ghelli non lo registra tra que' pastori, libhe la legazione della provincia del Patrimonio, e Paride de Grassis ne'suoi Diari, dice che il cardinale fu d'animo grande, altissimo di statura, ricco di 26,000

cini,

che sotto Paolo

restare soppresso e unito all'ordine Fran-

cescano, se nou avessero prevalso


consigli.

suo^

Imperocch, avendo il Papa intimalo una congregazione di G cardinali

SAN
per
deliberare Se fosse spediente tale uessi
il

s a;n
ni va all'elevata
la
af-

53

sua condizione. Sino dal-

nione, 5 di

esternando sentimento
si

tenera et die saggio di quelle molte

fermativo,
al

oppose comune e concorde parere; peror con


solo Sanseverino

virt,

che dipoi fulgide risplenderono in


potere;

lui nel difficile esercizio del

come

eloquenza persuadente, ed espose sua sentenza con tale energia e forza di ragioni,

dello svegliato ingegno e dell'animogran-

che
sai

gli riusc di

persuadere

cardinali a

de da cui fu eminentemente ornato. Avendo nella savia sua condotta propensione di servire
la s..Sede,si
il

decidersi in favore de'cappuccini.

Fu as-

rec in

Roma
Io

generoso co'poveri, mecenate de'dotti


, i

nel pontificato di Pio VI,

quale

am-

e degli eruditi
prese in

quali nobilmente sovalla


r

mise in prelatura

e successivamente lo

venne e aiut sino

Roma
alcun

nel
ss.

morte, che losor543, ed ebbe tomba

fece reggente della cancelleria apostolica,

come apprendo

dalle annuali Notizie di

nella chiesa della


cio, senza

Trinit al

Monte PinCardinale.

Roma,
aeque,

e ponente di consulta.

Leggo

in

monumento.
Lucio
,

Nicolai, Sulla presidenza delle strade e


t. 2 3 p. 1 49, che a'3o ottobre 1 800 Pio VII lo promosse al chiericato di camera, e nel 1807 Io nomin presidente delle strade. Invasa Roma e lo stato pontificio da'francesi, e deportato Pio VI I nel 1 809 , soggiacque alla sorte di tutta la

SANSEVERINO
Nacque
in

Napoli dai principi di BisignaIII lo

no, e melilo che Filippo


se all'arcivescovato di

nominas-

Rossano, a cui nel

i5g2 lo preconizz Clemente Vili. Nel 1598 vi celebr il sinodo, e fu largo con monumenti di piet, di munificenza e di
pastorale sollecitudine
,

prelatura, cioai patimenti e alle vessazioni

arricchendo

la

che in tanti luoghi deplorai. Neli8i4

metropolitana di preziose suppellettili e


nobili arredi.
alla

ristabilitoPio

Paolo

V nel

6 2
1

lo trasfer

porale, nello stesso


voi.

sede di Salerno, di cui visit con mi-

XXXII

VII nellasua sovranit temanno e come dissi nel p. 46 j Io reput degno di ,

rabile diligenza l'arcidiocesi, e

non con-

dichiararlo pro-governatore di

Roma. In

tento di avervi tenutoil sinodo,neli6i5


vi

questo grave

uffizio^

come

ne'precedenti,

celebr

il

concilio provinciale, che fu


s.

essendosi diportato giusto, diligente, attivo e zelante, a

poi confermato dalla

Sede, con immen-

premio delle sostenute fa1

so vantaggio di quel clero.

Con somma

tiche e delle sue esimie qualit, nel concistoro degli

lode disimpegn
luglio

la

nunziatura di Fian-

8 marzo 1 8 6Pio VII locre

dra, nde in premio Gregorio

XV

a*2i
s.

cardinale dell'ordine de'dinconi, indi in

1621
al

lo cre cardinale prete di

quello de'22 del seguente luglio lo pubblic, conferendogli per diaconia la chie-

Stefano

Monte

Celio. Alla santit dei

costumi congiunse scienza ed erudizione non ordinaria, singolarmentenelle facolt teologiche. Intervenne al conclave d

sa di

l'altra di

Io

Maria in Portico, donde pass als. Maria ad Martyres. Inoltre annover alle congregazioni cardinas.

Urbano Vili, dopo

il

quale lasci questa

lizie

del concilio,di consulta, del

buon goin

misera vita in Salerno nel 1623, d'anni 58, e rimase sepolto nella metropolitana

verno, e delle acque; assegnandolo


fraternit delle

pro-

tettore della citt di Jesi, e dell'arcicon-

con elegante iscrizione, che vi pose il nipote Luigi Sanseverino principe di Bisignano. SANSEVERINO Stanislao, Cardinaie. Dalla celebre e nobilissima sua famiglia
1
,

Anime

del Purgatorio e-

retta nella chiesa di res e

Maria di Ro-

ma

Io

che

rilevasi dalle citate Notizie.

Afflitta la legazione di Forl della traslo-

cazione del cardinal Spina a quella di Bologna, Pio

vide

la

luce in Napoli a' i3 luglio

VII considerando
il

la

gran

ri-

764. L'educazione e l'istruzione cristiana, morale e scientifica, fu quale si conve-

putazione che godeva

cardinal Sanse-

verino, e l'acume del suo intelletto, nel

54
1
1

sAM
di

SAN
Leone XII. Nel 1826 ottenne da questo Papa la facolt di ampliare, restaurare e abbellire il palazzo pubblico, mediante erezione dai fondamenti dell'ala
sinistra del

8 8 lo elesse legato apostolico di Forl, coti gran soddisfazione di quell' illustre


provincia, e gliene die pubblici attcstati,

diesi

riche del forlivese Placucci a p.

ponno vedere uelle Memorie sto2i4eseg.

medesimo

nella piazza di
i

s.

Affettuoso e vigile preside, presto si gua-

Carlo,

il

che celebrarono

forlivesi

con

dagnraniorede'suoi amministrati, presso quali il suo nome ancora splende, reso perenne eziandio per averlo essi imi

quanto riporta Placucci , parlando dell'aumento del palazzo apostolico, pel quale l'appartamento nobile che fa di prospetto alla piazza maggiore
di
di
si

posto con

marmorea
le

lapide neli825 al,

accrebbe

la strada interna di Forl

la

quale co-

altro, corrispondente al gi
s.

campo
al-

steggiando

mura

della barriera della

Carlo. Inoltre

si

aggiunsero nuove

demolita porta Gottogni, conduce a por-

adiacenze al palazzo, colla erezione di


tra

Ravaldino , per servire a qualunque passeggio pubblico , anche di carrozze, praticabile prima ai soli pedoni. Goverta

ampia

scuderia, e colla sistemazione


s.

della casa del pio istituto di

Carlo, ac-

quistata dal governo per le cure del cardinale, perricovrare in essai famigli della

nando
ci,

la

provincia, al riferire di Placucsagacit, rara dottrina e

con

somma

corte legatizia. All'articolo Forl, nel

incorrotta giustizia, trovo nelle sue

Me-

celebrare questo porporato, non solo notai

morie, che ad emulare


volle fare sotto

la

giovent allo
scolastico

che don
gli

alla cattedrale

il

corpo

di

s.

studio, alla fine d' ogni


il

anno
la

Severina vergine martire,


rimarcai

ma

eziandio

trono

pubblica soai

accennali restauri, ingrandi-

lenne distribuzione de'premi


del ginnasio, nella sala

giovani

maggiore del pa-

menti e ornati fatti al palazzo pubblico,ove oltre la legazione risiede la magistratura

lazzo pubblico, coll'iutervento della

ma-

comunale,
pre

la

quale, siccome l'edifizio ap-

gislratura,della commissione degli studi,


e di tutti professori e maestri del medesimo stabilimento, distribuendo per sua particolare munificenza ai premiati medaglie d'onore. A suo tempo nella bella
i

partiene al connine, ne paga epag semle tasse prediali


,

sebbene

col patrio

islorico Bonoli, Io dissi edificato dal car-

dinal Albornoz legato, aumentato coll'elegante appartamento rispondente a detta piazza di s. Carlo dal preside Fantino, ed ingrandito con accrescimento pure del loggiato, dal cardinal Donghi legato. Nel

e colta

Romagna

fatalmente! capi-setta
il

incominciarono ad allarmare
col tar travedere
i

governo

loro deplorabili pro-

ponimenti; e pei sconvolgimenti di Napoli e

Diario di
e

Roma del 1826

co'numeri 39

Piemonte, nel febbraio 82


1

passa-

44

s'

riportala narrazione minuta delsolenni funerali che gli

rono per Folligli austriaci, diretti a reprimere la ribellione de carbonari napoletani. Non quindi immaginabile quanto il cardinale con senno e prudenza vegliasse pel

l'ultima malattia del cardinale, la pianta

sua morte

ed

mantenimento
di]
1

dell'

ordine e

furono celebrati in Forl , laonde mi limiter ad un cenno. Con singolare fortezza d'animo sostenne per molti mesi i
travagli di lenta e penosa infermit d'i-

della pubblica tranquillit. Nel

1822 ebil

be
re
lie,
1

il

contento

ossequiare in Forl
delle

drope

di petto, e

Ferdinando

monarca
in

che recavasi

due SiciBologna. A'20 agosto

tristava di vederlo
egli solo

mentre ognuno si ratconsumare e disfarsi, mostrava di non avvedersene,

82.3 passato al riposo de'giusti Pio VII,

il

cardinale

si

rec a

Roma pel conclave,


si

parlandone di rado e come di leggiero incomodo. Ne in tutto questo tempo volle

e poscia nel

gennaio 1824

restitu alla

iai concedere a se stesso alcun ripo-

legazione di Forl, per

nuova conferma

so,

o intermissione dalle cure pubbliche

SAN
e dalle fatiche del governativo reggimento.

Ma

la

intrepidezza sua
il

non

valse

ad

SAN $$ VII, e nella lettera dedicatoria celebr le magnanime doti del cardinale, ed fai

allontanare

pericolo estremo,inchefu
altri
il

sti

de'suoi splendidi avi.

condotto pi presto che dagli


si

non
Via-

temesse. Allora volle ricevere

ss.

SAN-SIMONISMO o SA1NT-SIMOKESIMO. Setta che nacque e mor a'nostri

tico in
tri

forma solenne, ond'essere

agli al-

giorni,

il

cui

nome

le

deriv dal con-

di eccitamento ed esempio. Avendor glielo somministrato mg. vescovo, lo rin-

te Enrico di

grazi vivamente in uno al clero e alle

magistrature che l'aveano seguito, invocando perdono d'ogni mancamento commesso; implorando con ardore dalla divina misericordia non la salute del corpo, di cui poteva forse abusare,
la

Saint-Simon francese e loro capo, il quale abbandonata la carriera delle armi e le speculazioni commerciali, si die a comporre diverse opere sulla politica, sulla morale e sulla industria. Se-

rono Thierry, Comte,


si

guaci delle sue idee principalmente fue Olindo Rodrigues. Alcuni de'suoi discepoli inseguito

ma

quel-

dell'anima che con fiducia sperava pei

meriti del Redentore e per l'eilicacia dei

beffarono di sua riputazione, e pubblicarono che Saint-Simon, come industriale erasi

sagramenti queste parole trassero le lagrime da tutti i circostanti. Dopo ricevuto V olio santo, fra gli atti di benefi:

rovinato, come pensatore erasi ele

saurito nel prender tutte

forme senza

mai

cenza verso
se
se in

suoi famigliari, a cui rivol-

muovere gli spiritiche finalmente come moralista a vea tentato ucriuscire a


cidersi

puranche parte de'suoi pensieri, chiupace


gli

da se
1

stesso.

Come

moralista egli

occhi suoi nell'ancor fresca


1 1

die pel

l'esempio di quella emancipai

et di

62

anni, agli

maggio 1826
le
1

(a

zione, che
la

Forl

dissi

marzo, seguendo
1

uftiziali

suoi discepoli predicarono aldonna. L'influenza ch'ebbe dur colla

Notizie di

Roma del 82 7 e

828, laonde
feci a

vita, e

mor ignorato

nel

1825, lasciando

qui rettifico l'abbaglio, come

Liceo

diverse opere stampate, piene di sue

em-

per l'Ateneo di Forl per amore del vero), Lisciando di se desiderio ed esempio durabile ne'superstiti, ed in grave dolore chi
lo
l,

pie e sterili dottrine sociali. Allora alcuni suoi amici vollero tentare di sviluppa-

re alcune ide positive, che avea egli e-

conosceva e l'intiera provincia di Fordalla quale era amatissimo. Essa perde

sposto nelle sue opere o ne'suoi discorsi,


col foglio periodico
il

Produttore, e n'eb-

un preside

d'antica sapienza e virt,

un

be Comte

la

principale compilazione,che

generoso benefattore, un teuero padre; siccome perde la s. Sede un amplissimo


porporato, in cui non saprebbe dirsi
ra
s'e-

tent di ridurre le questioni a sistema. I


principii foudamentali di sua- dottrina e-

rano che
sia.

il

genere

umano era

passato da

o pi grande

lo zelo della religione

principio per un'era di teologia e di poel' immaginazione che reuomini; poscia era venuta un' era di filosofia ovvero di astrazione pura, e fu questo il regno del pensiero. Dallo stesso Comte doveva poi incomin-

o pi nobile il senno, o pi esemplare l'integrit e la giustizia. Portato il cadavere

Allora era
sugli

gnava

con gran decoro alla cattedrale di Forl, gli furono celebrate magnifiche esequie,

decorando
sa
il

il

maestoso catafalco

bellissi-

me e onorevoli iscrizioni. Pontific la mesvescovo, accompagnata da

ciar l'era della scienza delle cose positive

commo-

il

regno della

realt.

Quanto

alle idee

vente musica lugubre, recitandole lodi


dell'illustre
li.

religiose, sosteneva

defunto

il

can. Sante Agel-

lutari in

che quell'idee s saepoche lontanissime, non potevavirile attuale del-

Indi con tutte le ceremonie fu sepolto

no pi avere nello stato


la

davanti all'altare dis.Severina.il ch.E-

ragione

umana

se

non un'

influenza

rasmo

Pistoiesi gl'intitol la

Vita di Pio

retrograda,che per conseguenza bisogna-

56

SAN
una vera rinnovazione
delle

SAN
carne. L'abolizione dell'eredit.

va sostituir loro delle idee positive. Imperciocch, a'suoi occhi, era impossibile
di ottenere traccie sociali e quindi delle ^istituzioni

La sopla deifi-

pressionedi qualunque luogo di punizio-

ne dopo
fantin.

la

morte. Finalmente

cazione di Saint-Simon e del padre

En-

politiche, se non, innalzando quelle che

chiamansi scienze morali e politiche


plicazione conveniente del
tivo,

alla

Passando di errore in errore, il san-simonismo accus la religione antica


d'aver oppresso
la

dignit delle scienze fsiche, e ci coll'ap-

donna tenendola schia-

metodo

posiec.
i

va, e rimprover alla religione cristiana


di aver cercato solamente di proleggerla,

fondato da Barone, Descartes,


la discordia divise

In seguito

bentosto

non

gi di emanciparla; ci
il

che veniva

compilatori del Produttore y e successe

a fare

san-simonismo,

il

quale procla-

X Organizzatore, ch'ebbe per ."missione


i

mava
storia,

la

donna

libera e indipendente. la

d'introdurre l'elemento religioso nella


scienza positiva; indi
i

tultoci questa setta travisava ancora la


il

compilatori assune ispirato. Dio,


il

cristianesimo, e

la

donna

stessa.

sero

un tono mistico

Bazard ed Enfantin, dopo aver fondato


la gerarchia in cui sviluppa vasi la religio-

sentimento

religioso, la coscienza, l'ispi-

razione, l'umanit, la rivelazione personale, erano le parole pi loro famigliari.

Ed

accorgendosi ben tosto che una re-

ne nuova, fondarono anche le ceremonie che doveaho accompagnare i differenti atti della vita. Il padre supremo Enfantin

ligione senza gerarchia, senza preti,

non

pubblic un corrispondente simbolo,


si

era vitale,

si

divisero

essi in

apostoli e di-

poscia
la

separ da Bazard, e pretese che


essa partecipare
il

scepoli, in padri e figli.


gli affigliati si

La riunione de-

donna dovesse anch'

chiam famiglia, la religione prese il nome di Chiesa San-Simoniana: l'autorit suprema fu concentrata nelle mani di Bazard e di Enfantiu, i quali portarono titoli di padri suprei

del sacerdozio, e fu dichiarato l'uomo

pi morale del suo tempo, il vero successore di Saiut Simon, il capo supremo della religione sansimoniana. La polizia non tard a far sospendere le insulse predicazioni de' san-simonisti, che anzi fu-

mi. S aprirono in Parigi sale di conferenze e di predicazioni, ed alcuni giovani ab-

rono accusati

di truffa.

Segu altra
la

scis-

bracciarono

la

novella fede, ripiena di

sione tra Rodrigues, e Enfantin che con

empie assurdit. Acquistarono il giornale Globose cui dottrine politiche si chiamavano allora un liberalismo avanzato e
intelligente; dichiarando
il

morale stravagante cerc


sia tra le prostituite;

donna Mes-

quindi sursero tre


la polizia fece

chiese san-simoniane, de'due nominati e


di Bazard, e

che era passato

nuovamente

tempo

del cristianesimo e ch'era

mor-

cessare

le

riunioni di questi esaltati.

La

to,

dovendosi fondare una nuova religione: questa consisteva in una specie di eFichte alemanuo, e di Rid scozzese. Intanto i san-simonisti pretesero nientedi

corte di giustizia compil un processo contro i settari, di aver fatto e pubblicato discorsi contrari alla

clettismo filosofcojcomposto delle filosofe di

morale pubblica e
i

ai

buoni costumi
pi a prigionia

furono condannati

ca-

meno che
l'umanit,

cambiar Dio,

la rivelazione,

nella sedicente gerarchia giunse al

ed ammende. L'anarchia colmo;


gli
,

la storia, la

regola de'costu mi,

tentarono missioni tra


colli coi fischi,

operai del mez-

le nozioni del

bene e del male. Stabilirono

zod e fuori di Francia


i

ma
i

furono aci

in rimpiazzo del cristianesimo, per loro


principali domini, o ributtanti abberrazioni
il

sassi e

bastoni. Indi

san-simonisti rinunziarono al loro

nome

loro Dio-tutto o Panteismo (F.)

universale.
rigiaale.

La negazione

del peccalo u-

e presero quello di Compagni della donna. Alcuni partirono per l'orienta a cer-

La

preteusioue di riabilitare la

carla donna Messia. Etifauliu uscito dal

SAN
la

SAN
dida evidenza
cati
i

57

prigione,

neh 833 pass in Egitto con


alcuni de'quali apostatando

benefizi economici arre-

5 compagni,
si

dalle

dottrine e istituzioni catto-

fecero mussulmani. Si

pu conchiudere,

liche.

cheilsansimonismo come religione nuova, ossia rivelazione di Dio per mezzo di Saint Simon e d'Enfantin, and a collocarsi in serie con quegrinnumerevoli errori, quali dopo aver stranamente germogliato in alcuni uomini, dopo di aver menato qualche rumore e di essersi ati

SANSONE
so l'anno
ghilterra,

(s.),

vescovo.

Nacque

ver-

49

nel paese di Galles in In-

da ragguardevoli geuitori, che per bene allevarlo lo posero sotto la dis.

sciplina di

lltuto abbate. Fatti rapidi

progressi nelle scienze e nella virt, fu or-

dinato prete da s.Dubrizio vescovo diCaerleon. Nel

taccato qualche discepolo, grazie a'bi ani

5 11

si

ritir in un'isola vicina

qua e l dal cattolicismo, svanirono in fumo, come tutti pensieri degli uomini infelicemente separati da Dio.Tuttolti
i

per menarvi
tri

vita eremitica,

servi di Dio,

con molti alche avevano per maestro


Pi-

e reggitore

un santo prete chiamato

tavolta diversi sansiinonisli, inclusiva-

rone. Essendosi recato a visitare suo padre, eh' era caduto pericolosamente

mente

a Bazard, rientrarono nel


s.

grembo

amsue

madreChiesa, e con iscritti difesero poi apertamente il cattolicismo.


della nostra

malato,

gli rese la salute

mediante

le

orazioni, e lo distacc perfettamenle dal

La
che
p.

storia del san

cata negli
si

simonismo fu pubbliAnnali di filosofia cristiana, stampano a Parigi. Negli Annali

mondo, per

cui

si

ritir tra gli

eremiti

co'qualiegli vivea.

Guadagn purea Ge-

delle scienze religiose di

Roma,

nel

1.

i5,

243, riportandosi la dissertazione delF. Cerberi sul Razionalismo ( /"'.), si parla del sansimonismo, sue dottrine economiche e sociali: nel 1. 16, p. 3 vie riprodotta la dissertazione di mg. r Antonino de Luca, ora vescovo d'Aversa, sull'ab.

l'empie e

sterili

dottrine sociali di Sainttitolo:

Simon, con questo


poli senza

Non

si

pub mi-

s Cristo molte persone della sua fumi, e le colloc iu vari monasteri. Nei 5iG fece un viaggio in Irlanda a fine di perfezionarsi cogli esempi e colle istruzioni di un gran numero di santi che abitavano iu quel paese. Tornato dipoi nel deserto, si chiuse in una caverna ; ma s. Dubrizio lo fece venire al sinodo che si tenne a Caerleon nel 52 o , e lo consacr vescovo regionario. S. Sansone continu
glia

gliorare la condizione economica de'po-

a praticare

le stesse

austerit, vietandosi

V aiuto

delle dottrine e istitu-

zioni della chiesa cattolica.


sterilit delle

Empiet

opposte dottrine e istituzioe Roberto


si

ed alcune volte stando digiuno per due o tre giorni. Passava sovente le intiere notti- ad orare in.
affatto l'uso delle carni,

ni de' eoa detti socialisti moderni, Saint-

Simon, Carlo Fourier

Owen,

tre solenni sognatori che

millantarono
il

di aver trovato alla fnfne

segreto per

qualche poco di capo ad una parete, allorch Motivasi oppresso dal sonno. Per trovare pi ampio campo al suo
piedi, pigliando soltanto

riposo coll'appoggiare

il

accorrere alle miserie economiche delle

zelo, pass nell'Armorico


co'ss.

odierne societ; ma inoltre affermarono che questo novello Eden non poteva rifiorire
risse
il

cousuo padre, MaglorioeMacutosuoi parenti.Quisua predicazione eco'suoi miracoli

vi colla

quaggi
il

iu terra, se

non ne

dispail

convert moltissimi idolatri, e fond


sede episcopale. Sottoscrisse
2.

una
con-

cristianesimo, e segnatamente

badia, che appell Dol o Dole, ove stabili


la
il

vero,

compiuto e

l'efficace cristianesi-

mo, cio il cattolicismo. Delirante bestemmia Queste ciance da farnetici , buci!

Parigi nel 55?, e mor verso l'anno 564 Una considerabile porzione delcilio di le

nate dall'uno all'altro polo, non han partori lo altro v lidio

sue reliquie fu portata a Parigi uel

se-

che il pone iu pi spleu-

colo X, ed onoralo a'28 di luglio.

58

SAN
SANSONI
rubbio
di
restia costava

SAN
grano che
in quell'anno di ca-

Raffaele, Cardinale. V. Ili amo Raffaele.

20

scudi, e alcune

monete

Michele Ebrardo, Cardinale. V. Ebrardo.

SANSULP1ZIO

per sovvenire alle necessit in cui trova vasi.

Sollevato alquanto da queste corte-

SANTA CASA DI LORETO^


reto e Reca nati.

V. LoPro-

SANTACROCE PUBLICOLA
bile famiglia

casa d'un suo amorevole, dove si trattenne finche le milizie nemiche abbandonarono Roma. Ritornato in
sie, si ritir in

spero, Cardinale. Di antichissima e no-

patria, pei disagi patiti soggiacque a gra-

romana, datosi

fin dall'a-

vissima malattia che lo travagli 8 mesi, e riavutosi con fervore riprese


rotti studi.
g'

dolescenza allo slato chiericale, applicossi

inter-

con tal fervore agli studi,che di 12 anni Iraduceva con istupenda facilit dal greco in latino
tratta

Frequent quindi

le

case dei

Conintima amicizia con Antonio Teole

orazioni d'Isocrate.

primi letterati di que'tempi, stringendo con loro sincera amicizia, non lasciando trascorrere giorno senza vederli, procu-

baldi ferrarese, colla sua direzione si avanz siffattamente nelle umane lettere, che divenne oggetto di comune ammirazione. Perduti nel

rando

di trarre

gnizioni. L'insigne

sempre da essi nuove cosunnominato letterato

1527

genitori, in oc-

Teobaldi, confinato in casa dalla podagra, avea molto diletto di conversare con

casione che
vi
ri

la

peste penetrata in

Roma

Prospero e impiegava di verse ore del gior-

fece orribile guasto, e spogliato in pa-

no a

istruirlo,

infervorandolo all'appli-

tempo

nel sacco di

Roma di

gran parfratelli

cazione de'lunghi e fastidiosi studi.


presto
gressi
il

Ben

te delle sostanze paterne,

con due

discepolo pe'suoi scientifici pro-

ancor bambini e due piccole sorelle di


cui
la
si

prese cura, rifugiossi in Toffia nel-

Sabina. Gli abitanti che aveano obbli-

gazioni e affetto pel defunto genitore Tarcjuinio avvocato concistoriale, mossi a compassione del giovane figlio e delle sue

gravi sciagure, fecero a gara per ospitarlo, si

protestarono apparecchiati a per-

dere per essoquanto aveano e la stessa vita se facesse d'uopo, e gli assegnarono u-

na determinata
tenersi, in

somma

per ogni settimae sorelle.

si acquist fama di eccellente ingegno e perito nella lingua latina, onde a persuasione del vescovo di Segni Grana, si determin a comporre e recitare un'orazione nella chiesa di s. Maria Nuova, alla presenza di molti cardinali e con ottimo successo, ed altra con molto spirito pronunzi il i.gennaioi53o in Bologna avanti Clemente VII e Carlo V. Indi si trasfer a Padova con tenui mezzi per apprendervi la giurisprudenza, ed ove per

na, affinch potesse

decentemente man-

le strettezze in cui

vivea,per sollecitare

il

uno

ai fratelli

Non

compimento

di sue lezioni, con mirabile

appena
si

trascorsi otto giorni dal suo risi

perseveranza notte e giorno era immerso nello studio, poco riposando e

fugio in Toffia,
l'esercito

seppe che avvicinava-

non cu-

che avea desolata

Roma, on-

rando

sollievi.

Questo tenore
il

di vita po-

de spaventati e atterriti gli abitanti celeremente si ricovrarono nelle vicine montagne. Prospero colla sua debole e tenera comitiva, e col suo precettore, fu costretto a ritirarsi in Vallecupohi, appodiato di Rocca Sinibalda, dove non molto prima erasi condotto Antonio Orsini duca di Gravina, il quale per l'amicizia
passata col di lui padre, a cui professava

se in pericolo la sua salute, e per ricupe-

rarla dovette interrompere

suo

siste-

ma. Ricuperate
tare
il

le

forze

si

die a frequen-

celebre d. r Zannecchini e lo segui

a Vicenza, ove con pena intese la morte


dello zio

Pompilio Santacroce avvocato

concistoriale, e poi la piacevole notizia


d'essere stato a lui sostituito in et di

23

grandi obbligazioni,

gli

somministr un

anni,ad istanza del collegio e annuendovi il Papa, come ricordevole dell'eloquente

SAN
orazione che avea udita in Bologna. Presa la laurea dottorale ripatri, e poscia

S A
gnatosi
il

N
cardinal di

59
Lorena

favore della regina Caterina de


il

Medici, ottenne che


co' vescovi di

accompagn
za,

il

collega Mignanelli a Niz-

ove Paolo III si port per pacificare Cario V e Francesco I. Questo Papa in

Francia si portassero al concilio di Trento. Riusc di tanta soddisfazione a Pio IV l'operato in questa congiuntura, che ad istanza della stessa regina a' 1 2 marzo 1 565 lo cre assente cardinale prete e arcivescovo d' Arles, diocesi che studiossi a tutto potere di preservare dal contagio dell'eresia che furiosa-

et di

28 anni lo ammise
il

fra gli uditori di

rota, ed

nipote cardinal Farnese recan-

dosi in

Germania dall'imperatore Carlo

V
so

in legazione, volle che Io seguisse,

ma

poi in altro viaggio Io pospose a altri. Scos-

da questo avvenimento, conobbe che


il

mente imperversava
per insidie tese dai
fu detto

in Francia, a

segno
la

non sempre
onori,

corteggiare apre

la via agli

chetrovossi in pericolo di perdere


fieri

vita

ma la
si

sola virt, per cui

con tutto
dell' udi-

ugonotti, da lui

impegno

dedic all'esercizio

rigorosamente perseguitati e per cui ne


il martello. Restituitosi in Roma, ricev da s. Pio V il titolo da luieretto di s. Girolamo degli Schiavoni. II

torato, mostrandosi pronto alle udienze,

paziente nell'ascoltare anche gl'importuni e gl'indiscreti,

onde

si

concili l'affetto

e la stima della curia romana. Fatto ve-

Bayle, Dizionario
zi
il

t.

scovo di Cissamia o Chisamo (sembra che per errore di stampa,occorso nel suo.Com'>

nell'Italia

sacra

p.

4, p. 1 28, e Lucen2 ig,riferisconoche


il 1

cardinal Santacroce fu
7

mentano

delle guerre civili della

cia, e ripetuto dal

Mattei nella

FranStoria deh

dal Portogallo recasse in Italia

co (T

.),

che Tabacdetto perci dal suo nome Er.fra tutti


il

la chiesa Pisana, sia stato detto arcive-

scovo di questa,provando il conti arioCardella), fu spedito

nunzio a Ferdinando

re de'romani, per determinarlo alla restituzione di Piacenza; nella dieta di Praga pronunzi elegante orazione che si legge in Ciacconio, e si affatic con molto
zelo per ricondurre
la
gli eretici al

seno del-

ba santa e Erba Santacroce, riportando Bayle in proposito alcuni versi del celebre medico Castor Durante, ricavati daU la Biblioteca del Mandosio. Altri col p. Carlo de'contiLodoli, negli Apologhi p. 78, dicono che Giovanni Nicotdi Linguadoca ambasciatore di Francia in Portogallo, port da Lisbona a Parigi nel secolo

romana, confutando la necessit della comunione sotto le due specie. Richiamato aR.oma da Giulio III, fu inviato nunzio Enrico II re di Francia per la pace con Carlo V, ma senz'effetto.
chiesa

XVII

l'erba trovata in

Tabngo

nel-

l'America settentrionale, una delle Antille o Caribi e scoperta da Acozendez di Toledo, la quale erba fu detta prima Ni" cotianao Nicoziana, indi del Gran prio-

Ritornato
cizio

al

suo tribunale,riprese l'eser-

re, poi della Regina, per avere Nicot pie -

d'uditore di rota, indi a mezzo del

sentata V erba

prima

al

gran priore di

cardiual Galli ottenne da Pio

IV

il

go-

Lorena, e poi

alla

suddetta Caterina re-

verno della
la

citt di

Bologna, enei i56o

gina di Francia. Certo che in

Roma
cardinal

nunziatura di Portogallo, con istruziodi fermarsi

per la costante tradizione che


talia e

il

ne

per alcuni mesi presso Fi-

lippo II re di Spagna,a fine di trattare la

Santacroce port pel 1 . il tabacco in Iparticolarmente inRoma,sino agli


si

continuazione dei concilio generale, e fu accolto con dimostrazioni di particolare


stima. Nel seguente febbraio
alla corte di
1 56 1 giunse Lisbona, dalla quale poco dopo fu obbligato d'ordine pontificio a tra-

ultimi anni dai venditori di tabacco

tenuta per insegna una croce bianca, ch'


lo

stemma
Il

della nobile famiglia

Santa-

croce.

cardinale dopo 8 anni rinunzi

l'arcivescovato d'Arles; fu a' conclavi di

sferirsi in

quella di Parigi

ove guada-

Gregorio XIII e Sisto V, il quale nel 1589

6o
no
di meriti

SAN
mori in Roma a'7 ottobre con 76 anni di et. Fu sebasilica Liberiana, con quella

SAN
con abbondante limosina. Nel tempo della peste che afflisse Bologna, fece un voto alla B. Vergine del Rosario, intervenne a piedi scalzi ad una processione istituita in onore della medesima, da praticarsi in perpetuo ogni anno. Essendo arci vescovo d' Urbi no celebrava ogni sabato
nella chiesa al suo

lo fece vescovo d'Albano. Finalmente piedi tale anno,

polto nella

iscrizione cberiportaUghelli,donde poi la

spoglia mortale fu trasportala nella chies. Maria in Publicolis, giuspatronato de' Santacroce, e collocata insieme con quelle degli altri cardinali della stes-

sa di

nome

dedicata

la s.

messa. Finalmente lenta febbre


alla

lo ridusse

sa prosapia,al destro lato dell'altare


giore,

magun
alri-

dove sotto

l'effigie

del cardinale, e-

spressa assai al vivo in pittura, si legge

tomba iuRorua neli64-i, d'anni 44> non ?4 come scrisse l'Amydenio (altri errori commisero Sanmartani auche
e
i ,

magnifico elogio. Scrisse questo cardinale


i

pel luogo di sua morte), e rimase sepol-

Registri

de suoi viaggi, stampati


le

to nella chiesa di

s.

Maria

in Publicolis,

l'Afa nel

1718;

Decisioni Rolalij

il

dove
si

al

destro lato dell'altare maggiore


la di lui effigie

cordato Commentario] alcune Lettere

vede

dipinta in tela e

Federico Nausea e a

s.

Carlo Borromeo

fregiata di magnifico elogio.

Co ns lilutio nes laneae

artis

a Sixto

V in
le.

SANTACROCE Marcello,W//^.
Di antica e illustre famiglia romana, nipote del cardinal Antonio,dopo aver celeremente percorso
di cui die
la

Urbe erectaej De officio Legati. Abbiamo la sua Vita compilata da Antonina


ria Oraziani vescovo

d'Amelia.

laboriosa carriera

SANTACROCE
le.

Antonio, Cardinae nipote del prece-

degli studi, e singolarmente della teologia

Nobile

romano

con pari spirito e valore pub-

dente, tosto ch'ebbe vestito l'abito prelatizio,

blica conclusione, ed essendosi versato nel-

ottenne da Gregorio
,

XV la vice*
Urbano Campa-

legazione di Viterbo

e poi da

Vili

il

governo

di

Marittima e

lingue greca e latina, si rivolse ad apprendere la giurisprudenza, di cui merit la laurea dottorale. Annoverato tra i
le

come protonotario apostolico fu compagno del cardinal Barberini legato a latere in Francia. Dopo venne incarigna
,

canonici Vaticani e fra

prelati del
lo destin

governo, Innocenzo
missario a quietar
e
i

X
liti

buon com-

le

insorte tra Rieti


le

cato della nunziatura di Polonia,

dove

si

popoli confinanti per

acquist

meriti

che mossero Urbano

lino, nel

acque del Vequale spinoso affare ebbe molto

Vili
di

a'

19 novembre 1629 a crearlo car-

a soffrire prima di venirne a capo. Con-

dinale prete de'ss.Nereo ed Achilleo.Quin-

chiusa

venne ascritto alle congregazioni de' vescovi e regolari,di propaganda e della consulta. Nel i63i fu fatto arcivescovo di Chieti, donde nel i636 venne trasferito a Urbino, colla legazione di Bologna, donde poj parti onorato dal cordoglio universale de' bolognesi, che ne piansero amarameute la perdita. Lodato per gl'integerrimi costumi, profess sino dai pri-

al fine la sospirata concordia con gran soddisfazione del Papa, fu incontanente spedito vice legatoa Bologna, e dile-

chiaralo commissario generale nelle 3


gazioni di Bologna,

Ravenna e Ferrara,
adu-

come ancora

dell'esercito pontificio,,

nato e raccolto per l'espugnazione di Castro. Dopo due anni richiamato a Roma,
fu ascritto tra
i

prelati di consulta, e poi

mi anni
gine,

singoiar divozione alla B. Verdi Polonia, nelle


i

ad istanza di Gio. Casimiro re di Polonia, Innocenzo Xa'19 febbraio 652 Io


1

ed essendo nunzio

cre cardinale prete di s.Stefano al


te

Mon-

sue feste principali convitava poveri nella propria casa, e dopo averli amore-

Celioe vescovo diTivoli, dove con l'amministrazione da' sagramenti, colla predicazione della divina parola, colla cele-

volmente

serviti a

mensa,

li

congedava

SAN
brazione del sinodo che tenne e stamp
nel 658, cogli esempi d'un integerrimo costume, e coll'abbondanza e generosit
1

SAN
perch
ivi

61

Pnblicolis dalla famiglia Publicola San*

tacroce che n' proprietaria; altri dicono


fu la casa del celebre P.

Va-

delle limosine,si studidi

promuovere po-

lerio Publicola,

che credesi ascendente

tentemente
arredi, e di

la salute la

eterna del proprio

della nobile famiglia Santacroce;


ciroline' Tesori nascosti di

ma Panp.
la

gregge. Arricch

cattedrale di preziosi
sagrestia con disegno

Roma,

557,
casa

nuova

avverte chegli antiquari pongono


di quel

del celebre Bernini. Neil


si

656 propagato*
e nell' A-

romano

alle radici del

Palatino

contagioso

morbo

in

Roma

sotto

il

Palladio, e piuttosto doversi chia-

bruzzo, del quale egli pure fu attaccato,

mare la chiesa inPubblico^a] ClivuusPublicus o calata pubblica del Campidoglio, che era in questo sito. Martinelli la dice in Publicolis e congiunta al Palazzo Santacroce (P .) nel riones. Angelo,ed io aggiunger tra le vie del Pianto e de'Falegnami. Il quadro del i. altare a destra de| cav. Vanni, ed pur suoquellodell'altare maggiore, rappresentante la Nativit della B. Vergine. Il s. Francesco sull'altare a sinistra buona copia di Caiacci, eseguita dal bolognese Gio. Fran-

Alessandro VII lo scelse a supremo presidente del tribunale sanitario, nel quale

pericoloso incarico ebbe tutto


di

il

campo

mostrare

la

sua carit e
per
ss.

1'

apostolico

zelo di cui era animato. Preserv la diocesi dalla pestilenza


le

sue preghie-

re, e

voto fatto alla

Concezione, in o-

noie della quale edific magnifica cappella nella cattedrale , e compose a sua gloria un'orazione per cantarsi nella sua
festa. Altre

memorie

in Tivoli del suo

il-

una porta della citt, ed un sontuoso palazzo suburbano inamena situazione. Clemente IX lo deput con altri cardinali allacongregazionesopra lo stato de'regolari, e Clemente Xgli assegn quella di consulta e altre. Favolustre casato, sono
r col

cesco Grimaldi/il qualediedei disegni delle

sepolture de'Santacroce,ove di sua


i

mal'af-

no ne dipinse
positi del

ritratti

suo pure

fresco sulla porta della chiesa.

I due demarchese Santacroce seniore,

e dql principe d. Scipione furono architettati nel secolo passato, e


il

suo suffragio l'elezione di 3 Papi; finalmente in R.oma con pia morte coro-

medaglio-

n la lodevole vita nel 1674, di 56 anni. Sebbene presso la porta laterale della basilica

ne co'putti in quest'ultimo furono eseguiti da Gio. Battista Maini. SANTACROCE Andrea, Cardinale.

Liberiana,

al

destro lato dalla par-

Nacque
ni,

in

Pioma a'22 novembre i655,

te della tribuna gli fu eretto


fico

un magnifu tuin

de'marchesi oggi principi di Santogeminipote del precedente. Postosi in pre-

monumento col suo busto di marmo


,

e onorevole epitaffio

nondimeno
s.

mulalo

nella

chiesa di

Maria

Pw-

blicolis patronato' di

sua famiglia, nella

tomba

de'suoi antenati, con nobile iscri-

governo di Tivoli assegnatogli da Clemente X, pass sotto Innocenzo XI a vice-legato di Bologna. Alessandro VIII avendo tolto al marchese Antonio suo fralatura, dal
tello
il

zione, posta al destro lato dell'altare

mag-

posto di capitano de'cavalleggieri,


alla

giore, col ritratto del cardinale dipinto,


il

in

compenso promosse Andrea

nun-

quale fino dal i643 la riedific dai fon-

ziatura di Polonia, dalla quale nel

1696

damenti con sua facciata, coi disegni dell'archi tetto Gio. Antonio de Fiossi, e l'abbell magnificamente con pitture, come dichiara una lapide. Di questa chiesa feci
parola altrove,
soppresse nel

Innocenzo XII Io trasfer a quel la di Viensi adoper con tutto calore presso l'imperatore, affinch fosse rimosso da
na, in cui

come nel

voi.

XX, p. 249,
la

ed a Parrocchia, dicendo che questa

V Ambasciatore [V.) conledi Marche colle sue insolenti e temerarie pretensioni iuquielava il Papa, il Govertinitz,

Roma

1824 Leone XI I.

Si dice in

natore, e

il

Principe assistente al soglio

C'2

SAN
come
il

SAN
surrogansi

(F.) t
dosi

di fallo gli riusc,

scrittori greci collocano la sua

morte

in

conte di

Lambergb die
s.

mostr

Ararat.

Quanto per
si

al

corpo

vi

sar sta-

devotissimo della

Sede. Quindi Inno-

to nella cattedrale di

>4 novembre 1699 lo cre cardinale prele di s. Maria del Popolo. Fu al conclave di Clemente XI (cbe nel
cenzo XII
a*

certissimo che
basilica

San Taddeo, poich venera in Pioma nella


s.

Vaticana, con quello di


:

Simone
d'am-

apostolo

anche

la

cattedrale di Tolosa

17 18 fece
di Oli veto,

il

marchese Santacroce duca


dichia-

ritiene di possedere parte de'corpi

quando l'imperatore Io

bedue. Si conoscono 3 vescovi armeni che

lo

r grande di Spagna), il quale nel 1701 nomin vescovo di Viterbo, dove per sovvenire i poveri pi volte impegn la
la cui

occuparono
caria poco

la

sede di San Taddeo: Gio-

vanni in principio del secolo XIV, Zac-

dopo

neh 32i, N.acui Be-

domestica suppellettile, per poter gene-

rosamente dotare non poche zitelle,


onest pericolava.
insorte tra
il

nedetto XII scrisse nel 1 34* d'unirsi col cattolico d'Armenia, per tenere un concilio

Compose
il

le

discordie

contro
ih.

gli

errori di quel

tempo. Que-

clero e

popolo, dando semsolle-

sta chiesa
tini,

ebbe pure
scrisse
1

degli arcivescovi la-

pre saggio di vigilanza e pastorale


citudine.

de'quali fu Cachana, cui Gio-

Mor

in

Roma

agli

1 1

maggio

vanni

XXII
la

neh 32i, N. ne
1 >

occu-

17 12, d'anni 56, e rimase sepolto nella chiesa gentilizia di s. Maria in PublicoVis,

pava

sede nel

34-

Bertuccio, Gio.

colla sua effgie dipinta, fregiata di

maguifco elogio. Ai nostri giorni Leone XII con breve de' 12 luglio 182 7 dichiar duca di Corcbiano
d.

Luigi de' prinn.58 del


di

cipi Santacroce, come leggo nel

Diario di

Roma:

Macerata parlai

Battista dell'Isola domenicano nominato da Bonifazio IX, Girolamo il quale avendo apostato, Martino V elesse in sua vece nel 424 Giobbe di Macho domenicano. Oricnschr. t. 2, p. 1 44^ *-^a P- x 386. SANTA GIUSTA. F. Oristano. SANT'ALBANO, Fantini s. Albani.
1

un suo

palazzo.

Citt d'Inghilterra, nella contea di Iiert-

SAN TADDEO

MA CU. Sede
il

arci-

vescovile dell'Armenia maggiore, nella

provincia d'Artaz, sotto

patriarcato di

Exmiazin
vili

(7^.)

o Ecsmiasin, cui furono


le sedi vesco-

ford,hundred di Cashio, sulle due rive del Verulam o Musa, a pi di 7 leghe da Lon dra, sulle rovine del Ferulammm de romani, edove Cesare disfece Cassibelauno,
anzisipretendecheivi
battuti
i

assegnale per suffragante


di

la

regina Boadicea,

Auhar,Hoi,Jormi,Maralha e Sal-

maste.
le

Fu

dato

il

nome

di

s.

Taddeo a

romani ne fece trucidar 70,000, unitamente ai bretoni che si erano loro


Il

questa sede, perch nella chiesa cattedrasi

sottomessi.

suo moderno

nome

deriva

conserva
r

stolo,

corpo di quel santo aposecondo alcuni. L'apostolo s. Giuil

da

.) ebbe il soprannome di Taddeo, ed venerato dagli armeni, come s. Bar*

(/

da un magnifico monastero fondato da Offa nel 793 in onore di s. Albano (V.) i. martire della gran Bretagna. Questo santo ed il fondatore aveano, per quanto
si

tolomeo, per lro apostolo. Dalla Meso-

dice, le loro

tombe

nella chiesa del

mo-

martirio. Quelli che lo fanno morire nella Fenicia e in pace in Cerilo lo confondono con s. Taddeo uno de'72 Discepoli, che dicesi predic la fede a Edessa, e di cui parlasi ne' Menei a'2 agosto; tuttavolta con Butler aEDEssA e nel voi. LI, p. 3 e seg. dissi che s.Taddeo apostolo fu quello che vi promulg l'evangelo,edalcuni
potamia pass
in Persia,

ove pat

il

nastero, che contiene altres

un gran nu-

mero
ni.

di

monumenti

e di antiche iscrizio-

Molti uomini illustrivi sono sepolti, e

fra gli altri


il

Humprey duca

di Gloccster,
il

pi giovane de'fgli d'Enrico IV;

ce-

lebre Francesco Bacone, lord Verulamio,


fu sepolto nella chiesa di
la
s.

Michele, e sul-

sua

tomba

il

famigerato Tommaso
la

ro

vi fece

erigere

statua in

Momarmo ne-

SAN
io. Nel

SAN
Papa Agli altri

63

793
I

l'abbate ottenne da

driano

la

precedenza su

tutti

capitolo formasi di 18 capitolarle di 14 beneficiati. Vi la cura d'anime propria


del capitolo, che
si

abbati <X Inghilterra (^.). Offa nel conci7 lio di Ceichyth (J .) gli don beni considerabili. L'abbate di
s.

esercita dai cappellani,

con
te,

battisterio.

Vi sono

altre chiese,

un

Albano sedeva

al

ospizio,

un ospedale, alcune
di carit,
:

confraterni-

parlamentoinnanzi a tutti gli abbati mitrati, la qual precedenza vuoisi concessa neh 1 54 dall'inglese Adriano IV molti re confermarono questo privilegio; aven:

do l'abbazia 2 02
1

lire sterline di

rendita,

avanti
citt

la

lagrime vole pretesa riforma.


l'

La

deve

origine a Ulsino 6. abbate

che costru 3 chiese sulle 3 principali strade che conducevano al monastero. Nel

i45i e 1461
York, ed
in

vi

seguirono due battaglie,


2.
a

tra'partigiani delle case di Lancaster e di

conseguenza della

la reil

gina Margherita liber dalla prigionia


re suo sposo. Nel

caserma e scuola di il seminario ed il monte di piet. Vasto il porto, Porius Blendum, sicuro, ben riparato, di facile accesso, anche ne'tempi grossi,per le navi d'ogni grandezza le fregate di 4 cannoni vi trovano pure un buon ancoraggio, e vi giungono a marea alta. Le navi ch'entrano nel bacino interno si legano ad una bellissima riviera che le separa dai magazzini e da'cantieridi costruzione. Viene difeso il porto da due castelli muniti, e da parecchie batterie. La citt ha
2 case
navigazione

mancava

44^ in Sant'Albano

fu

diverse fabbriche di

gomene

e altri cor:

tenuto un concilio contro l'eresiarca Per lagio, ed Pdagiani(f .)suQ\ settari. Reg.
i

dami,
vi

di cappelli

di maioliche e altre

sono fucine, fonderia regia per ancore,

t.

7;

Arduino

t. 1;

Labbe'

t.

3.

cannoni,
Citt

bombe

e palle. E'

una

delle pit

SANTA mmK\Santanderien).

importanti piazzedi commercio della Spagna, che dall'indipendenza dell'America

con residenza vescovile di Spagna, nella Castiglia vecchia, capoluogo della provincia omonima formata colla parte settentrionale di quella di Burgos e con porzione di quella di

meridionale ha molto perduto, poich

il

suo porto era uno


il

di quelli

che aveano
del

privilegio di fare ogni sorta di traffi-

Toro

28

Seghe

da

co con quella

immensa parte

mon

Burgos in una

penisola, sulla costa setten-

trionale della baia del suo

nome, formata

do ; e ne fa ancora uno considerabile col nord dell'Europa. Il cabottaggio conBilbao,


s.
i

dal golfo di Guascogna. E' sede di tribunali civili,

Sebastiano e Baiona attivissimo.

commerciali, e di guerra, di

Fra
ti,
il

suoi uomini illustri vannoricorda-

marina

e politico; residenza

pure d'un goconsoli

dotto teologo

M. Suarez,e

il

pittore

vernatore
stranieri.

civile e militare, e di

con

vie larghe, case

Sorge sul pendipd'una collina, ben fabbricate, cou

Madraz. Nel suo territorio si ricava del vino assai buono. I francesi entrarono in Santander a' 1 6 novembre del 1 808, e la
conservarono sino
la

ameno
tico,

passeggio e sobborgo.

La

chiesa

alla loro ritirata dal-

cattedrale

un antico

edilzio di stile go-

Spagna.

Il

dedicata alla B. Vergine Assunta in

stanza di re

Papa Benedetto XIV, ad iFerdinando VI, a' 12 dicemdi

cielo, e
Il

non molto distante l'episcopio. a capitolo si compone di 5 dignit, 1 del.

bre)
di

754 eresse il vescovato


lo tuttora.

Santander,

e lo dichiar suffraganeo della metropoli

le quali

il

decano, di

1 1

canonici colle

Burgos, e

Clemente XIII
dichia-

prebende teologale e penitenziaria, di 1 razionali, di 4 cappellani, e di altri preti


1

nel concistoro de'29

marzoi762

r i. vescovo Francesco Laso des. Pedro,


di

e chierici addetti

all'

ufficiatura,

secondo

Poza

diocesi di

Leon. Gli successero,

l'ultima proposizione concistoriale. Invece


cili
si

legge nel recente concordato, conla

come si ha dalle Notizie di Roma: nel i784RaffaeleTommasoMendezdeLuarca, di

uso tra

Spagna e

la

s.

Sede, che

il

Luarca d'Oviedo; nel 1820 Gio-

64
1

S A

|
colo.

SAN
crede esservi stato battezzato nel

vanni Gomez Duran, di Valde diocesi di Toledo; nel 829 Filippo Gonzalez Abarca religioso della Mercede, d'Avila d'O-

IV

se-

Un muro

di

180
il

piedi di lunghezza

sopra 3o di altezza

solo avanzo della


,

viedo e traslato da Ivizada Pio Vili. Per


sua morte e dopo lunga sede vacante,
il

sua magnifica cattedrale


1 1

costrutta dal

62

al

320, ed
si

in

un

sol

giorno distrut1

regnante Pio I X nel concistoro de' 1 7 gennaio 1848 preconizz l'odierno vescovo

ta dai feroci e pretesi riformatori nel

55g.
le

Questa chiesa

stim essere una tra

mg/ Emanuele Raimondo Arias Teigei10 de Castro, di Cavanelas diocesi Orense, gi priore e dignit della cattedrale

pi grandi della cristianit, poich dicesi

Pamplona e arcidiacono della metroOgni nuovo vescovo lassato in fiorini 700. La diocesi si edi

che avesse 7 piedi di lunghezza e 2 di larghezza pi che quella di s. Pietro a Roma, dunque sarebbe stata la pi vasta.
E' certo che
la

politana di Valenza.

straordinaria sua altezza


le

eia bella sua simetria

diedero

ili.* luo-

stende per pi di2 5 miglia, e contiene

453

go fra'pi pregiati

edifzi di

gusto gotico.
vi

parrocchie coi battisteri, ed

altri

luoghi.

Questa

citt

ha diverse fabbriche,
:

co-

SANT' ANDREA
S.

S.

ANDREWS o
Sanctis
r
y

mune
si

il

giuoco della palla

ha mercati

ANDROUo SANTANDEB,

settimanali, e 5 fiere annue. Gli scozze-

Andrene Famim, A ndrea polis Rrgim linda. Citt arcivescovile della Scozia (P ) 9 capoluogo della contea di Fife, sede d'un
presbiterio, sopra

onorano

s.

Andrea apostolo come pros.

tettore principale del loro paese.Gli storici


di

questa nazione narrano che

Regolo

un monticello, all'estremit d'una baia spaziosa, a leghe da Edimburgo, non molto discosta dal (naie d'Alemagna. Fu un tempo assai con1
1

abbate port nel


fece fabbricare

369 da

Patrasso o Cos.

stantinopoli le reliquie del

Apostolo, e

con

il

una chiesa per riceverle, monastero d' Aberneth (/^.) o Absi

siderabile e
il

la

capitale della Scozia sotto

bernethy, nel luogo dov' ora la citt di

regno

di

5ooo
bro
vigli
al

abitanti.

Dundee
comodo
;

Malcolm III: ora conta circa Congiuntamente a Perth, Forfar, essa nomina un memIl

Sant'Andrea. Usserio dice che


sta chiesa, e

veniva

da'paesi stranieri in pellegrinaggio a que-

che

monaci che

la ufficia-

parlamento.
:

suo piccolo porto

vano furono

pei primi appellati Culdei.

e sicuro ma non pei grossi naha un ingresso ristretto e trovasi esposto ai venti. Questa citt ha circa 3

Poco dopo e nell'800 Hungo rede'Pitti don de'beni considerabi alla stessa chiesa, in rendimento di grazie a Dio della
li

leghe di circuito.
sit la

La sua

celebre univer,

vittoria riportata soprai

nortumbri. Ken-

pi antica della Scozia

fondata

neth
pitti

li re degli scozzesi,

dopo

dispersi

nelr4 12 dal vescovo Enrico Wardlow, mentre la citt era florida il Papa la con:

e distrutta intieramente la loro po-

tenza nelsettenrione della Bretagna, uel-

ferm. L'universit acquist nuovo splen-

T845
di
s.

ristor e

dore sotto Giacomo Kennedy successore


d'Enrico, che fu reggente del regno du-

Regolo, nella quale

dot riccamente la chiesa si pretendeva adi


s.

vere

un braccio

Andrea

delle cui

rante

la

minorit di Giacomo

III.

Ha

reliquie trattai nel voi.


altre sue notizie nel

collegi

che produssero molti uomini in-

LV, p. 261, e di voi. LIX, p. 279;

signi in ogni

ramo
di
s.

di

scienze e lettere.

anzi nel

e
il

VI

secolo la citt riteneva

Maria sta una biblioteca composta di 36,ooo volumi questa ha diritto ad un esemplare d'ogni libro stampato. Moltesono le antichit che qui
Presso quello
:

possederne

corpo. Quest'abbazia diede


I

origine alla citt di Sant' Andrea.

ca-

nonici regolari succedettero ai culdei nel

ancora
e
la

si

vedono, e fra
s.

le altre la
s.

torre
si

cappella di

Regolo

Rulo, che

monastero di Sant'Andrea, il quale divenne una filiazione dell'abbazia di Sconc. L'abbate di questa casa avea uel par-

SAN
lamento
p.
la

S
tutti gli

AN

65

precedenza sopra
nella Scozia

ab

nel

191 conferm

tale disposizione, e le

bati di Scozia,

come si pu vedere
Scone e
di

in

Rei tli

cose rimasero in quello stato fino all'infelice

237; per

erano pi celeHoly.

sedicente riforma, che nel

bri le abbazie di

la

gerarchia della chiesa cattolica.


il

56o abol Prima

La sede

vescovile vi fu trasferita nel

di questa fatale epoca,

vescovo Patrizio
la decisione,

IX o X

secolo

tuita gi nel

da quella d Aberneth istiV, per la gran venerazione


:

Graham successoredel sunnominatoKennedy


,

ottenne dalla

s.

Sede

de' re di Scozia verso le reliquie del pa-

che l'arcivescovo di

York non avea giuSant' Andrea, e


l'erigesse in arcivetitolo di

trono

s.

Andrea

Commanville

riferisce

risdizione sulla sede di

che

il

trasferimento segu nell'85o. Gli

arcivescovi di

York ediCantorbery

teni

che Sisto IV nel 1 47 1 scovato , con grado e


sul

primazia

tarono pi volte di rendersi soggetti


posero in opera sotto Enrico
II

ve-

scovi di Scozia, e per ci ottenere tutto

re d' In-

ghilterra, che loro era in ci favorevole.

scovi di Scozia a

Questo principe avendo convocati veNorthampton, esigette da essi che prestassero alla chiesa anglicana lo stesso giuramento che avevano prestato a lui medesimo,e che si sottomettessero ai metropolitani del suo regno ma gli scozzesi risposero costantemente che non vi avrebbero mai acconsentito, e che tanto essi che i loro predecessori non avendo mai dipenduto da altri che
i
:

regno di Scozia, ci che lo stesso Papa conferm nel i483. Indi l'arci vescovo god il diritto di consagrare re, ed i vescovi del reame. L'arcivescovato di Sant'Andrea ebbe per suffraganee le seguenti sei

di vescovili.

Edimburgo, Brechin, Abervescovati, dell' Isole

don, Murray con residenza a Elgn (f^-)j

ed inoltre
eretto nel

Orcadi
s.

secolo, di cui fu vescovo

Magno

(V-) y con residenza a Kirkeval;


1

Dumblain istituito verso il 1 3ojDonkeld o Dunkeld eretto nel secolo VII, e ristabilito neh i3o; Rosse istituito neh i3o,
con residenza in Chanonri; Catnes eretto
nel secolo

dal Papa, conserverebbero inviolabilmente le

immunit

delle loro chiese.

Rugtitoli

giero arcivescovo di

York produsse
e

XI, con residenza a Doinok; Murtlac istituito nel secoloVII, venne trasferito ad Aberdoh.

co'quali egli pretendeva di provare che


i

vescovi di

Glasgow

Galway

(V.)

gli

erano sottoposti; ma il vescovo diGlasgow protest , che essendo la sua chiesa una

F.Sede Apostolica. S ANTESE, Aedituus, Mansionario. Quello che ha cura del santo, cio della
Chiesa (V.)
s

SANTA SEDE.

detto anche Mansionario

romana, essa non si allontanerebbe punto dall' ubbidienza che a lei doveva. L'arcivescovo di Candelle figlie della chiesa

(V\

Le sue
i

attribuzioni sono diverse se-

condo luoghi, e viene il pi delle volte confuso col fabbriciere e col Sagrestano
(Vi). In Italia
il

torbery

il

quale pretendeva che


gli

tutti

vocabolo applicossi piut-

vescovi di Scozia

fossero sottoposti

tosto al custode d'una chiesa o d'un

San-

persuase

il

re di rimettere ad altro tem-

po il giudizio di quella vertenza, sperando che l'arcivescovo di York desisterebbe dalla sua domanda, e che quando questi non portasse le sue pretese se nonch sopra due sedi, egli potrebbe facilmente attirarle tutte a se ma Clemente III Papa del 1 187 pose fine ad ogni disputa,
:

tuario (V.) y che non all'amministratore del medesimo, o al Deputato (V.). Non-

dimeno

in

pi ampio significatosi dissei

ro santesi

deputati della fabbrica o fab-

bricieri della chiesa, detti in latino

Ma-

Incularti, cos nominati o perch erano


scritti nella

Matricola (V.),o perch queil

sta

custodivano o
la

registro pubblico, nel


i

dichiarando che tutta la Scozia resterebbe sottomessa nello spirituale alla s. Sede.
11

quale erano

scritti

nomi de'poveri che

chiedevano

limosina alle porte delle

Papa Celestino
VOL. LXI.

III

che

gli

successe

chiese. Alcuni

opinano che tra'poveri re-

66

SAN
ne

SAN
pongano
lo stesso titolo,

gistrali neir elenco delle limosine, se

scegliessero alcuni per spazzar le chiese,

verlo legalmente,

mentre per adopo questo riconosci-

addobbare
tati

gli altari,

ec. Dicesi inoltre,

cbe

suonar le campa ne, in appresso i depu-

gliarsi essi

o fabbricieri non ^sdegnassero di pimedesimi quelle cure, il che pot ancora contribuire ad attribuir loro

mento si deve riassumere la causa dalla medesima congregazione de Riti (^/ormare l'apostolico processo anche sopra Miracoli J^.J.questi debbono andare sogi

getti al

consueto esame, conseguire l'appratic

il

nome

di matricolari, giacch inquesta


il

provazione, e quindi procedere alla for-

parte pigliarono

luogo de'poveri della

male cauonizzazione, come


1

si

da

matricola, che in addietro erano incaricati

di quelle funzioni.
il

Ma

col

propagarsi

e consolidarsi

cullo cattolico, essendo

state dotate le parrocchie, fu

d'uopo che

Pio VII nel 807 per s. Benedetto da Fi ladelfia, s. Angela Merici, s. Coleta Boilet, beati di culto immemorabile. Avverte il Gara m pi nelle Memorie ecclesiasc/*e,che l'ommissiouedel titolo di

alcune persone s'incaricassero di


nistrare
i y

ammi-

Beato

Beni di chiesa (F.) e la Rendita ecclesiastica {V'.), per cui furonoanche appellati Difensori (F.); e fu allora ch'essi si scarica ronodelle indicate incombenze,
le

o Santo, non deroga punto al culto che dai Venerabili {F) servi di Dio si godeva, co-

me pu eziandio confermarsi
esempio dell'ordine
s.

coll'illustre

de' Crociferi {F.) t


stati istituiti

quali addossarono ai bidelli, ga-

che vantandosi di essere


Cleto,

da

staldi e altri ministri inferiori della chiesa,

Papa

di

antica venerazione

si

stabilirono quegli amministratori col


chie-

nella Chiesa, che merit d'essere espres-

nome di deputati alla fabbrica della


bilirono nelle chiese parrocchiali,

so nel canone della messa,

nondimeno

fi-

sa o fabbricieri. Questi in principiosi sta-

ma

in

appresso sene introdussero ancora nelle

ed anche nelle chiese de'moiti alcuni luoghi furono e sono fabbricieri laici ed ecclesiastici. I fabbricieri sono riguardati come ufficiali della chiesa ed a quelli di Francia venne assegnata nelle funzioni una specie di toga e un berretto, per distinzione. SANTI. 1 santi sono tutte le creature ragionevoli, angeli (di cui a Coro degli Aggeli), o uomini, che Dio ammise \nParadiso (Agalla partecipazione dell'etercattedrali,

semplicemen te Cruciarli Bonae Memoriae Cleti. Anticamente non si era riservata la s. Sede la facolt di permettere qualunque sorta
1

no dal

70

s'intitolavano

nasteri;
i

ed

di pubblico culto verso

servi di Dio, de-

funti con opinione di santit, e illustrati

dalla divina onnipotenza con segni so-

prannaturali e miracoli.
la decretale

Ma

salvo

il

pri-

vativo diritto al Papa, di cui parlasi nel-

d'Alessandro

III, di

proporvenera-

re cio

detti servi di

Dio

alla

zione della Chiesa universale con titolo di

Santi, previo un rigoroso esame innanzi


alla stessa
le

Sede apostolica, eseguito sopra


si

na sua
sono
ci

gloria, e specialmente quelli

che

loro virt e miracoli, per via d'una so-

stati

canonizzati da'sommi Pontefi-

lenne sentenza, che Canonizzazione


pella, lasciavasi allo zelo e

ap-

con solenne Beatificazione e Canonizzazione ( F.) 3 ovvero con riconoscerne a

prudenza dei

vescovi de' luoghi l'arbitrio di regolare


in questa parte la divozione
alla loro

Congregazione de' Riti (F.) il loro culto immemorabile, che equivale a equipollente beatificazione. I Beati(F.) che hanno avuto dalla s. Sede il decreto di conferma del culto immemorabile, da essa non ricevouo che il titolo di Bea* to t bench ne'rispettivi luoghi lo abbiadella
s.

mezzo

deFedeli(F.)

cura soggetti; supponendosi che


le
il

per l'introduzione di questo nuovo culto

non

si

ommettessero

diligenze neces-

sarie per assicurarne

fondamento, colla

ma si
sioni

prova delle virt e de'miracoli insieme: volle per sempre, che nelle espresed
alti del

no di Santole

nelle

Immagini (F.) vi ap-

culto

medesimo

si

ossei-

SAN
vasse quella giusta differenza, che ragiotal

SAN
tra la venerala

G7
-

nevolmente dovea passare


re

mezzo ne stato riconosciuto degno dals. Sede, bench ancora non dichiara
avveniva rispetto
di
a' beati

zione permessa da un vescovo particolaal suo popolo, in conseguenza di una, per cos dire, privata cognizione fra esso

to santo colla solenne canonizzazione. Non

cos

de' tempi

antecedenti, godendosi da ciascuno senza

vigente nella santit del soggetto, a cui


si

timore

prestava, e fra

il

culto universale, a

di fare o

rimprovero una piena libert non far uso della permissioneac-

cui veniva eccitata dal

sommo Pastore

la

cordata di onorarli e venerarli.

A Con-

Chiesa tutta verso d'un servo di Dio,

la

cui santit era stata solennemente da lui

approvata. Quindi

la

denominazione

di

Beati s l'ornamento de' raggi,

Diadema

o Nimbo (/^.) nelle pitture, la venerazione de'corpi e Reliquie (Tr.) de' servi di
Dio, e tralasciati
i

suffragi e le dimostra-

zioni di lutto, la celebrazione festiva delle

gregazione dell'Inquisizione o s. Officio, narrai che anticamente si oppose al falso culto de'santi,ci che poi esegu l'altra de'riti. Inoltre il vocabolo di Santo si d a Dio stesso, il Santo de' santi, che invochiamo col trisagio SanctusfJ^.), ed a quelle cose chelo riguardano e da lui derir vano, non che alla Chiesa[F .)\ comune-

anniversarie loro memorie,i Lumi(V.) t

mente il Papa si appella Santo Padre (f.).


Santa
questo
si

usandosi per divozione l'0/zo(^.)che loro

dice l'anima ch' in luogo di salsi

arde dinanzi, ed anche l'invocazione delia


loro intercessione ne' divini
uffizi,

vazione. Santo

suole chiamare chi

iti

erano

mondo

vive santamente. Santo

si

cose che dall'autorit ordinaria de'vescovi

potevano permettersi.

Ma

riconosciuil

tosi poi

per esperienza, che alle volte

persone,o illuse o a torto impegnate, giungeva a far violenza a'vescovi,


falso zelo di

prende anche per pio, religioso, e per quanto dissi a Santit'. Entrarein santo o andare in santo,si dice delle partorienti che si recano la \* volta dopo il parto
in chiesa per la benedizione del sacerdote, di

per introdurre senza


sarie cautele,

le

precedenti neces-

che parlai a PuRiFicAZioNE.Nell'an-

vere simili

oper accrescere oltre il doculti, non senza scandali, dis-

fico e nel

nuovo Testamento
la

parola Santo,

fu in uso la quale in origine non si-

sensioni e pericolo d'inganni;UrbanoVIII

gnifica altro, che

una cosa qualunque


si

se-

con provvida legge riserv allas.Sede anche la facolt di accordare la permissione


di

parata dall'uso comune, e per

diede

a tuttoci ch'era consagrato a Dio spe-

onorare
la

Servidi Dio ( ^.)col mero

ti-

cialmente, e che apparteneva alla sua religione: quindi ,


la

tolo di Beatile dentro que'limiti che se-

che

tutt'i cristiani nelsi

co porta

con

la

semplice Beatificazione. Cosi generale riserva fatta da Urbano


s.

primitiva chiesa nascente


santi,

denomi-

Vili
gi,

alla

Sede, di qualunque permisle

sione di culto, e stabilitesi

rigorose leg-

con

le

quali

ponderatamente
si

gni scrupolosa cautela


alia

e con oprocede anche

mera beatificazione de'servi di Dio, non solamente si sono rimossi temuti


i

per essere eglino la famiglia di Dio, ed il suo popolo prediletto separato dalla comune del secolo idolatra. Essendo quindi stato tralasciato questo titolo di Santo rispetto a'cristiani generalmente,si trova poi adoperato peresprimeregli uomini giusti ed eminenti per le virt cristiane, in
di
tal
s.

narono

inconvenienti e pericoli;

ma

cresciuta

modo particolare ne'tempi


s.

talmente

di pregio la qualit di Beati, e

Paolino e di

Girolamo; non per in

l'onore della formale beatificazione, che nel comune concetto non andrebbe esente dalla taccia di temerario, chi

impu-

gnasse

il

culto, o ricusasse di prestarne


fatti

non solamente tali padri, ma gli altri ancora non dassero un simile titolo a'vescovi, a'preti, a'diaconi, a'monaci ed alle monache; e se
tal

guisa e con

distinzione, che

alcun atto in parole od in

a chi per

questo

titolo

non era

allora

un

distintivo

68
speciale degli

SAN
uomini
perfetti,

SAN
mollo me7 tire, dice Doni o Domnus (Z .) Stephanusj e dagli spagnuoli si dava il Don ai
santi,

no si costumava, come

ne* tempi nostri, di

porlo quasi sempre a guisa di prenome avantii nomi de'santi. Per la qualcosa nel
calendario
rio,

ad imitazione
gli
s.

di

Evodio

nel

4'^j

siccome
ser (F.)
.santi

antichi toscani dicevano Mes-

romano dato
il
i

sopra

fuori da Buchecanone di Vittore, e dal Rui-

Mar
Donde

Agostino. Gli arabi dicono ai pr Domnus, e cos a s. Matsi

nart dopo
i!

suoi Atti sinceri de' martiri,

teo.

scorge, dice

il

Baronio

al-

quale calendario viene gi creduto del mezzo del IV secolo e de'tempi sotto Pa-

l'anno 4'6, n.2 3, che secondo l'uso di favellare, la voce Dominus [V.) era propria di Dio, e l'altra
santi

pa

s.

Liberio, tanto nella deposizione dei


Pontefici,

Domnus comune
alle
a'soli

ai

sommi

quanto
il

in quella de'ss.

ed

agli

uomini, non che

matrovescovi

Martiri (V), mai avanti


vi l'aggiunto di

loro

nome non
si

ne d'alta condizione, e non

Santo,

il

quale per

legge quasi sempre nel calendario cartaginese, che viene creduto del

secolo,

o altri chierici d'ordine inferiore. A Dom, parlando del Domnus Apostolicus , dichiarai che questa voce fu poi esclusi,

stampato
t.

la

volta dal p. Mabillon nel

3 de'suoi Analecli, e poi riportato dal

vamente consag'rata a denotare il Papa ; ed altrettanto avvenne del titolo di Santo, anzi

citato

Iknart a

p.

693; e vedendosi
il

in

per eccellenza e per

la

venerazio-

questo calendario ad alcuni santi ancor


tralasciato,
si

ne che
tissimo

gli
(

dobbiamo,

lo

chiamiamo Sanche santo e sanaltri

d a divedere

costume, che

P\),Beatissimo (F), e per astrat-

mostra per avventura che foss' egli 'copiato ed accresciuto da 'altro calendario pi antico,

andava

allora introducendo, e

to di santo, Santit (/^.):

tissimo fu dato pure

ad

ed
al

ai

ve-

scovato dico a Santissimo. L'annalista Rinaldi, all'anno


il

che mai non avesse questo aggiunto


il

1076, riportando
le

n.3

di Santo,

quale

si

vede poi sempre po-

Dictatus Papae, cio

brevi sentenze

Polemio del 449* Tanto rilevo dall' Adami, Ricerche^, io 3.


sto nel calendario del

dichiarate nel concilio da s.Grego rio


:

VII

Sarnelli, LetL eccl.

1.

1, p.
i

20, conferma

che anticamente

tutti

cristiani

erano ap-

pellati Santi, perla grazia santificante,che

(V.\ si legge che il romano Pontefice, canonicamente ordinato, Santo diviene per li meriti di s. Pietro, ci affermando s. Ennodio vescovo di Pavia, ed essendo
favorevoli al detto di lui molti
ss.

per mezzo de'ss. sagra menti ricevono. Cos loro disse l'Apostolo, omnibus, quisunt
Romae,dilectis Dei,vocalisSanctis:
igitur proficiscar in

Padri,

Nunc

secondoch si contiene ne'decreti del b. Simmaco Papa. All'anno 5o3, n.i 6 e 7


riporta queste parole di
s.

Jerusalem ministra reSanctis: Ecclesiae Dei, quae est Corinthi, cum omnibus Sanctis qui sunt in universa Achaja: Salutate omnem Sancium in Christo Jesu: Salutat vos omnes Sanctis, maxime qui de domo Caesaris
sunt.JL negli Atti apostolici si legge:

Ennodio. Pre-

dicando l'innocenza e
fidanza
la

le

meravigliose vir-

t di Simmaco, dice che l'indusse a tanta


santissima vitade'romani Pontefici passati,

che dichiaressere

stati tras-

fusi

meriti della vita di Pietro ne' suc-

Fa-

cessori suoi. Inoltre soggiunge:

aulem, ut Petrus dum per transiret universos, deveniret adSanctos, qui habilabanl Lyddae. Allora i cristiani erano veramente santi di costumi. Nel t. 4 parlando a p. 1 3 del titolo di Don(V.), dice che si trova negli scritti di Evodio vescovo Uzalense nell'Africa, che parlan-

cium

est

bita

non
i

esser santi quelli

Chi duche sono a tanin al-

ta dignit innalzati? e se

mancano

cuno

meriti propri, bastano quelli che

dati gli

sono dal predecessore, cio da

s.

Pietro. Imperciocch, o egli innalza a quest'altezza coloro

lustri,

oppure

illustra quelli

che sono per meriti ilche senza

do

delle reliquie di

s.

Stefano protomar-

meriti sono stati innalzati, prevedendo e-

SAN
gli

SAN
dine de'suoi disegni ad innalzare
gli

69
ani-

chi sfa per essere fondamento abile deli

laChiesa. All'anno poi

i8o,n.i 9, ripor-

Papa Alessandro III, che l'imperatore Federico I rampognando Emanuele Comneno imperatota Rinaldi, parlando di

mi nostri verso la sua adorabile provvidenza, e a farci dar lode alla sua potenza
e alla sua bont, e furono spesso operali

per .eccitare
alla verit.

re greco, perch rendesse

il

dovuto onola

gli uomini a dare omaggio Dice Buller, che certi critici

re all'impero d' occidente ristabilito dal

Papa,
fice,

l'invit

pure a rendere
al

dovuta
Ponte-

ubbidienza e riverenza

sommo

fanno una guerra aperta a tuttoci che viene chiamato miracolo; in ci si avvicinano agl'increduli ed a'nemici del cattolicisrao.

che

il

greco chiamava Santo.

Non

si

deve per tacere che soi

Culto, a Reliquie (ove ancora parlaidi quellerubate,ondealcune sono dubbiose), e meglio negli articoli in questo citati, parlai del culto de'santi, che noi och'egli

novi

stati de'falsatori tra


il

cristiani,

ma

sarebbe ingiustizia
borrito
le frodi,

far la Chiesa colpe-

vole del loro.delitto. Ella

ha sempre abesse
ol-

dette pie da certuni per

noriamo come gli amici e ha colmato de'suoi

servi di Dio,
eletti
Il

pm

doni

un chiaro abuso di vocaboli; poich contengono menzogne formali che


,

e delle sue .pi preziose grazie.

culto

che noi rendiamo loro per conseguenza

traggiano la verit ed essenza, e che non ponno essere tenute per leggiere quando

un

culto religioso, e fondatosuli'eccellen-

za soprannaturale de' santi che ne sono


l'oggetto, e chiamasi culto di dulia y di-

sono fatte in materia di religione. Melchior Cano, sebbene si lagni amaramente de'falsifcamenti di alcuni scrittori di

verso da quello di latria che rendiamo a

vite de'santi, tuttavia difende

monaci
fecel'aI

Dio, e perci non contrario al


di

damento, che ci ordina di non adorare che lui solo. Il culto che rendiamo a'santi a motivo della loro santit si riferisce a Dio che n' il principio, quale sorgente suprema della loro eccellenza e santit. Egli propriamente Dio quello che noi onoriamo ne' santi, giacche essi non sono onorabili che per un riverbero della santit di Dio in essi. E' a questo centro di perfezione che va a terminare tutta la gloria che noi rendiamo a'santi. E perch non onoreremo noi i santi che sono nel cielo, giacche onoriamo quelli che sono sulla terra? Se la santit
gli

comanadorafeDio e
i.

dall'accusa loro data da alcuni ignoranti

o maligni. Con maggior diffusione


pologia de' monaci
il

p.

Mabillon.

pi

noli degli antichi compositori o raccoglitori di vite de'santi sono:


fraste,

Simeone Metache fior nel 9 12; il b.Giacomoda Voragine, autore della Leggenda dorata,
anche nel
1

della quale parlai, oltrech nella biogravoi. XXVIII, p, 339, e fio290; Lippomano vescovo di Verona del 1 55o; Surio certosino di Colonia del 1570; Ribadeneira gesuita del i54o; GiovanniCapgrave agostiniano morto nel 1484, fece una leggenda de'santi d'Inghilterra, pare seguendo il Sanctilogium
fia,

rilo nel

incominciata in questo
la

uomini che

esilio, rende possedono tanto rispet-

di
fi

Tinmouth;

Bollandisti dotti agiogra-

ossia scrittori di vite de'santi

libri sa-

tabili,

qual rispetto non merita

la santit

gri,

che pubblicarono

gli

Acta sanato-

consumata

de' cittadini del cielo,

tanto

rum
pur
ti

strettamente uniti a Dio nella partecipazione della sua gloria?


Il

sertazioni, e di cui

con note critiche e interessanti dissi giov Butler. Vanno

culto de'santi
s.

ricordati Mabillon

antichissimo nella Chiesa, e lo afferma

benedettini; Nain e

eMulteau pedanTouron per quelli

Cipriano parlando della Commemorazione (V.) do* Martiri. Nei miracoli operati damanti, noi vediamo le opere di Dio per
eccellenza, le quali sono dirette nell'or-

cisterciensi e

Acta sincera Mar ty rum j Stefano


seppe Assemani, che
ci

domenicani; Ruinart per gli e Giudiedero


et gli Acta occidentalmm t

Martyrum orientalium

7o

SAN
orientale^
,

SAN
il

e la BibUotheca

2.ziodel

cilegium

Romanum, pubblicato dal


si

precedente pubblic
scripiores,

Italicae historiae
II-

cardinal Mai,

dotto leggono nuove testimori-

ed

Calendario ecclesiae

nianze in favore dell'invocazione de'santi,

niversae.

Ma

degli agiografi riparler in

e del culto delle loro immagini, e


1.
1

lineili quest'articolo.

A Confessore dell*
dal martire che

portate nel

8, p.

240

degli

Annali
t.i3, p.

del-

fede, ne
pat la

feci la distinzione

le scienze religiose.

Gi nel

23
r

morte per professarla. A Festa e descri vendo i di versi riti che la Chiesa assegna a 'santi per onorarli nel Natalt( F.) t
parlai di tuttoci che riguarda tale argomento, come pure a Protettore, per que' santi che si concedono dalla stessa Chiesa in patroni; e ad Ognissanti dissi della festa che celebriamo in onore di tutti
i

ragionarono della dissertazione di mg. Badia Sull'antichit, sito e uso delle sagre immagini ne'primi tempi della Chie:

sa. Il

culto che noi

rendiamo

alle

imma-

gini,

un

culto religioso e rispettivo. E'

un
tit

culto religioso perch fondato sopra

l'eccellenza soprannaturale o sopra la san-

che

beati

hanno

acquistata co'soc-

santi.

Le chiese

e gli altari gl'in inalzia-

corsi e la virt della religione. E'


to rispettivo
alle

un cuU

mo
di

a Dio, in

nome e sotto l'invocazione


si

qualche santo che

vuole particolar-

perch non si limita punto immagini, ma perch passa agli oria' santi

mente onorare,ed a taleeffetto nella mensa e Pietra (/^dell'altare si devono porre le loro sagre reliquie, non perch debba credersi esservi in esse divinila o virt,

ginali,

rappresentati dalle im-

magini. Noi salutiamo un'immagine, la

baciamo, l'incensiamo,

ci

prostriamo anostra stima e


ci

vauti ad essa; ecco la riverenza esteriore;

ma
il

perch l'onore,
si

la

venerazione e

ma

il

nostro pensiero,

la

culto che ad esse

presta riferibile a

affezione, la nostra confidenza

porta*
nostra

quale pe'meriti e intercessione dei santi, ch' in essi mirabile, compartisce


Pio,
le

no al prototipo, all'originale,
rappresenta
l'

al

santo che
la

immagine

ecco

grazie: da ci provengono

due beni,

intenzione, la nostra disposizione interiore,

cio che dalle orazioni e Preghiere (V.)

ed

il

punto preciso della dottrina


il

del-

ne ritrae utilit e vantaggio, poich esaminando e ponderando le virt, de'sauti siamo tratti a imitarli, come apertamente lo dimostra e stabilisce il concilio di Trento, il catechismo romano, e grase

la
te

Chiesa concernente

culto delle san-

immagini, ch'ebbero a nemici gV Ico-

noclasti (F.) e tanti eretici.

La

divozio-

ne verso

santi

non

consiste ne'soli atti

esterni di religione e di culto,

ma

bens

vissimi autori. L'invocazione de'sanli fu

principalmente nella pronta e efficace volont d'eseguire tuttoci che appartiene


al culto di

sempre in uso
lio

nella Chiesa.

Il

detto concitutti

ordina a' vescovi e a'parrochi, ed a

Dio, all'osservanza della santa


s.

quelli che

hanno

l'obbligo d'istruire, che

sua legge, come insegna

Tommaso.

diligentemente insegnino al popolo, facendogli conoscere necessaria l'intercessione e


l'invocazione de'santi, la riverenza alle re-

santi sono benefici verso tutti, che siano

loro veri divoti, a tenore de' bisogni, e

de'doni ne'quali un santo


l'altro distinto,

si

mostra dal-

liquie^

il

ritenere

le

sagre

Immagini ( F.)

de'santi, legittimi mediatori presso Dio;

divozione e il
to

per cui suole eccitarsi la ricorso piuttosto ad un sau-

ed a Pittura parlai del modo come si devono rappresentare,a vendo Urbano Vili
vietato dipingere le

che

all'altro.

Perch

la

preghiera sia

Dio

e de' venerabili con

immagini de'servi di V Aureola {V.)

non basta ch'essa sia accompagnata da tutte le condizioni richieste;


efficace,

conviene

altres indirizzarla a quelli

che

non sono canonizzati. Le effigie de'santi si devono venerare per con nel capo, finch
fessione degli stessi protestanti. Nello Spi-

possano esaudirla in via di mediazione o d'intercessione. Dio solo essendo l'autore


di tutti
i

beni, e soprattutto della grazia

SAN
e della gloria, che sono l'oggetto princi-

SAN
il

pale della preghiera, lui solo che noi

dobbiamo pregare, come

solo allo

ad

hanno comunione colle anime del purgatorio, pregando Dio pei quelle, offerendo le buone opere,e specialmente il s. Sagn/zszo^.Jdell'altarepersoddisfarea'debiti ch'esse
zia; e le

esaudirci, coli' accordarci le cose che gli

domandiamo. Ma polendosi impetrare da Dio per via d'intercessione, e perch vi


sono tra'santi che regnano in cielo, ed i fedeli che sono in terra, una comunione
formata dallo spirito
di carit,

ritengono colla divina giusti-

questo

spi-

anime purganti,gratissime de'suffragi, piegano Dio pe'fedeli che sono sulla terra. Per godere beni compresi nella comunione de' santi, non basta avere
i

rito ci spinge ad implorare la intercessione de'santi, affinch essi ci aiutino ad ottenere da Dio le grazie, delle quali abbiamo bisogno per giungere com'essi al termine della felicit che possedono. Egli

ricevuto validamente
chiesa cattolica
esclusi

il

battesimo, ma-

necessario anche essere uniti al corpo del la

no
I

romana, per cui ne sogP Infedeli, Ebrei, Apostati,


Scomunicali^ f^.).
si

Eretici, Scismatici e gli

dunque permesso ed

utile di

pregare

fedeli cattolici sulla terra

chiamano

che regnano in cielo, perch intercedano per noi presso Dio. E' questo un punto di fede che fu definito dal^'concilio
santi

sauti, perch tutti


tit e

perch
:

tutti

sono chiamati alla sansono santificati dal batfra loro

tesimo

hanno comunione

con
dei

di

Trento

nella sess.

i5 contro
y

Vicleaspet-

partecipare a vicenda de'beni spirituali


individuali, e

fisti,

Luterani, Calvinisti

(Z^.) e altri e-

comunemente godendo
la

relici.

La Chiesa considerata

in

un

beni generali e propri di tutta


militante.

chiesa

to generale e proprio d'ogni stato, d'ogni

Conviene pensare dell'invoca-

luogo, d'ogni tempo,


ti

la societ de'san-

zione de'santi che sono in cielo,


ra, giacch

comedi

radunati sotto Ges Cristo nel culto del vero Dio. In questo aspetto si divide nella

quella de'santi che sono ancor sulla teri

beati possono e vogliono a-

societ de'Santin cielo, e

si

dice Chie-

iutarci presso

Dio co'loro

suffragi, al pari

sa trionfantej

in quella delle

anime
5

dei

de'santi che sono ancor sulla terra, de sua


sorte securi, dice
s. Cipriano nel suo libro Della moralit. Ora certo che le preghiere che si fanno a'sanli che sono ancora sulla terra, d'intercedere per noi presso Dio, sono permesse ed utili, come appare da moltissimi testi dellaScrittura che

Defunti (f.) nel Purgatorio (/'.), e chiamasi Chiesa purgante; in quella de Fedeli cattolici (F.) sulla terra, che si appella Chiesa militante,
ve.

come

dissi altro-

Queste tre parti componenti una sola gran societ, sono animate dallo spirito di Ges Cristo, e fra di loro congiunte co' vincoli della carit. Emerge da questo spinto e da questa carit il principio e la
causa efficiente della Comunione de'santi,
cio
li

le autorizzano.

La

Scrittura inoltre

non

autorizza

meno chiaramente
s.

l'invocazio-

ne de'santi che sono


gie {V?) di

in cielo.
s.

Le

Litur-

Basilio e di
si

Gio. Crisochiese d'o-

una partecipazione de'beni

spiritua-

stomo,

di cui

servirono

le

gran societ, e specialmente risulta a favore decomponenti la chiesa militante, una comunicafra le 3 parti di questa

riente nel

IV

secolo, per la celebrazione

de'santi misteri,

contengono frequenti

in-

vocazioni dellaB.Vergineede'santi. Quelle di cui


si

zione reciproca di molti e di diversi beni,

servivano nel tempo stesso


lo assicura

le

che propri sono

di loro

esclusivamen-

chiese d'occidente, ne fanno pure

men-

te. I fedeli sulla

terra

hanno comunione
ad
essi

zione,

come

s.

Agostino nel
ss.

co'santi del cielo, perch


i

offrono

suo sermone 17.


stolo
e. r.

sulle^parole dell'Apo-

loro ossequi e venerazione; ei santi del

E' altres certissimo chei

Ci-

cielo intercedono grazie

da Dio

pe'fedeli

priano, Girolamo, Agostino,

che sono sulla terra.

I fedeli sulla

terra

e quasi

tutti

Ambrogio gli antichi Padri hanno par-

72

SAN
del pari
tile
ti

SAN
un precetto
i

che alcun altro Padre siasi opposto, e senza che alcuno abbia detto che fosse una novit, il che dimostra evidentemente che essa
lato di questa pratica, senza

l'invocarli,

ma
I

il

concilio di Trento decise esser

buono

e u

l'invocare

santi, decretando:

san-

era usata universalmente ne'primi tempi


della Chiesa. Gli antichi Padri

regnano con Ges Cristo, ed offrono a Dio preghiere per gli uomini quindi e
;

non

solo

cosa

buona

e utile l'invocarli e supplicarli


alle loro preghiere,

hanno

fatto

menzione

di tal pratica,

ma

umilmente; ricorrere

l'hanno anco consigliata, lodata e raccomandata. In tutt'i tempi vennero pregati


i

al loro aiuto e assistenza particolare,

per
l'u-

ottener grazie e favori da Dio, per mez-

santi nella Chiesa, giacch

Padri del

zo del suo

figlio

Ges

Cristo.

Tale

IVsecolOjCheraccomandavanodi pregarli, non pretendevano d'introdurre alcuna


novit,

so della chiesa cattolica, ricevuto da'pri-

mi tempi
forme
il

della religione cristiana, e con-

ma

seguire bens

quelli che gli

l'esempio di aveano preceduti. L'invoca

sentimento unanime
di

de'ss.

Pa-

dri, e a'decreti de'santi concilii".

Ricor-

zione de' santi venne spesso autorizzata

der un canone
decr.
1

quellodiSensdeh528,
intendono
le

da miracoli

verificatissimi, sino dal prins.

3:

santi

nostre-pre-

cipio della Chiesa:

Agostino nel

lib.

22

ghiere: sono penetrati dalle nostre miserie:

Dio monio oculare di


della Citt di
tire, e
li

d\ce d'essere stato testiquelli avvenuti nell'ins.


l'

sentono della gioia in vedendoci proil

sperati;
re. Si

che provato dalle


onorarli;

s.

Scrittucele-

venzione del corpo di

Stefano i.marinvocazione dei

pu dunque

si

pu

enumera. Se

brar

le

loro feste, e leggere nella chiesa

non fosse ne permessa, n utile, ci sarebbe perch essi mancherebbero di posanti

la storia de'lro

patimenti". Sarebbe poi


il

contro
in loro

la piet, e assai pericoloso

non

tere

di

volont per aiutarci.

Il

potere
nel cie-

invocarli -mai, e la Chiesa istituendo feste

loro
lo,

non manca. Essi sono potenti

onore, c'invila a ricorrere

alla lo-

pi che noi fossero sulla terra, giacch

ro intercessione colla preghiera e altre ola Chiesa chiaramenmostra la sua intenzione che s'invochino i santi, giacch nelle sue pubbliche

vi

niti

sono pi graditi e pi strettamente ua Dio. Essi hanno la volont di aiu-

pere buone. Inoltre


te

tarci, perch la loro carit pi viva, pi ardente di quello che lo era quaggi, e perch fatti certi della loro propria felicit, essi

preghiere essa

si

volge spesso a loro, e

perch

sagri ministri, a' quali


il

impone

intercedono sempre pi

la

uo-

l'obbligo di recitare

Breviario

(/'. ),non

stra.

L'invocazionede'santidunque fonI

data sulla Scrittura, sulla tradizione, sulla

possono adempiere un tale obbligo senza pregare i santi. Antichissime sono \e Litanie de' santi (^.)j antichissima l'invo-

pratica della Chiesa e sulla ragione.

conoscono in particolare le preghiere che loro sono indirizzate, siccome cose che hanno rapporto con essi, sia che Dio
santi
le faccia loro

cazione de'santi nella Messa (F.), %YInni (F~.), le particolari Preghiere (F.); di

pi

la

Chiesa onora

santi con moltissile

vedere nella sua essenza, sia

me

pratiche pie,
gli

come sono
(/^.),

Novene,

che
gli

egli stesso loro* le riveli


sia

immediataessi, sia

Tridui,

Ottavari

ed

altri

lodei

mente,

che impieghili ministero deserva a


tal fine

voli e di voti esercizi,

non che permette

angeli per farle conoscere ad


si

r Pellegrinaggi (T .) a'ioro Santuari

(V }3

final niente ch'egli


gli altri

de-

molti mezzi ch'egli ha ne' tesori

anzi col premio delle Indulgenze^.) che pur concede nelle pratiche divozionali ad

inesauribili di sua

onnipotenza e sapien-

za infinita.
i

Non

per articolo di fede,

che santi conoscano specialmente le preghiere che loro souo dirette ; come non

onore de'santi. 11 concilio di Trento, che autorizza ed encomia 1' invocazione dei santi, ordina per di toglierne gli abusi e 7 le Superstizioni (f .) che troppo spesso vi

SAN
frammischiano. Tra' principali abusi ches'introducono sull'invocazione decansi

SAN
rina, e ad altri luoghi e cose,

73

egualmente
loro

per sottoporre
Sarnelli nel

gli

uni e

le altre alla

rimarcano i seguenti. Se il popolo semplice ripone maggior confidenza ne'sauti che in Dio, e che invocandoli non pensa quasi mai che nulla egli pu ottenere da Dio senza la mediazione di Ges Cristo. E' abuso se il popolo dimoti,
i

teologi

potente protezione.
t.

3, p.

121

tratta, se ai

santi del vecchio

Testamento
o
la

fu

promes:

sa la felicit eterna

temporale sola1

strasi
tri

pi bramoso di ottenere
coli'

beni e al-

vantaggi corporali

intercessione

de'santi,

che

di ottenere le grazie neces-

sarie alla salvezza dell'anima; se lode-

citandola lett. 23 del 1. Perch Maccabei sieno annoverati fra'martiri cristianie meritamente; conclude, non essere stata ai sant'idei vecchio Testamento promessa la felicit o vita eterna, ma essere loro dovuta come premio appar:

mente
ss.

vole

il

ricorrere a' santi nelle malattie e

altre afflizioni, necessario invocarli pei

tenente al nuovo Testamento, e come dono singolare di questo. Nel t. 5, lett. 35,
n. 4,

beni spirituali e per


i

la salute eterna.

So-

rende ragione perch de' santi del


la

no abusi titoli esagerati che alcuni danno a'santi, e recitando certe preghiere non
autorizzate dallaChiesa, ed alle quali pretendesi siano attaccate infallibilmente delle grazie speciali. E'

vecchio Testamento non se ne celebra


festa in ogni chiesa,

ed enumera quelli che dalle chiese latina e greca sono veneraper santi, e quelli registrati nei
della.

ti

una
il

superstizione, se-

tirologio

MarRomano (F .)j notando, che nel


Messa (F.)
si

condo

diversi teologi,
il

credere che cia-

Canone
si

fa

menzione

scun santo abbia


lattie,

privilegio esclusivo lo-

di Abele,

Abramo

e Melchisedech;dove
de'santi del vecchio

roattribuito, di sanare certe specie di ma-

celebrano

le feste

ad esclusione

di altri.

santi s'in-

teressano tutti a' mali ed a'beni de? fedeli che sono sulla terra; il potere della loro
iutercessione

Testamento quale Uffizio (F.) deve farsi; che Dio conser-v di diversi le reliquie,
che talvolta sono apparsi a'moribondi, e che si sono ottenute grazie da Dio a loro
intercessione. Inoltre Sarnelli discorredi

non
si

gi

limitatoad un so-

lo soggetto. Egli te a tutto,

estende indistiutmen-

perch il potere di Dio, in virt del quale isauti possono soccorrerci,


esso pure illimitato.
to,

varie'erudizioni riguardanti

santi,

come

che

in

questa vita non

Nondimeno

di fat-

sia santo;

che

santi

pu sapere chi non tutti hanno da


si

come

l'esperienza prova, che avven-

Dio

medesimi doni

circa la sanit dei

gono

al sepolcro e all'altare

d'un santo,

corpi;
recita

quando
il

avanti le loro immaginisi


si

de'miracoliche non si verificano a quello d'un altro santo, e che Dio ha restituito

Paternoster che

deve intende-

re, cio

che preghiamo quel santo che ori

molte

volte, per intercessione

tola salute

a persone afflitte
si

d'un sanda una data

insieme con noi e che per noi chieda quelcose che si contengono in detta orazione domenicale, e che sia nostro interprele

malattia; quindi

pu

rivolgersi benis-

simo a quel santo piuttosto che ad un alpurch non si creda ch'egli abbia il privilegio d'ottenere la guarigione ad etro,

te e

oratore appresso Dio, giusta

il

dichia-

rato dal catechismo romano. Avverte che


i

santi-co'loro meriti nelle indulgenze,

non

sclusione degli altri santi. Sull'uso d'im-

liberano dalla colpo, ma dalla pena. Sopra


il

porre

nomi

de'santi a'fedeli nel Batteil

culto de'santi del vecchio Testamento,


di

simo, onde ne sperimenti


chi lo ricve, ne parlai a
di

patrocinio
e in fine

abbiamo
sert.:

mg/Prospero
s.

Bottini la dis-

Nom

De

publicu culti

Jobi, aliorum-

Parrocchia, e ne'propri

articoli trattai

qac Sanctorum

veteris Testamenti, riport.

de'

nomi de' santi che s'impongono alle Campane, alle Citt, a' legui della Ma.'

tata da' Bollandisti nel

rum

del

mese

di

maggio,

7 Acla SanctO' p. 665. 11 Sol\

7
lerio traila,

SAN
De Eleazaro Sene,
eorum Matre,
s.

SAN
septem
Figli
si

tnartyribus, et

Bollandisli

Annali delle scienze religiose, p. 65, legge un bel trattato su\V Invocazione
in ss.

Aug.

1.

p.5,a vendo riunite


,

le lodi di
s.

lone ebreo

di

Leone

I,

di

Gregorio
s.

]Nazianzeno,di

s.

Gaudenzio,

di

Ambro-

de santi cidi antico Testamento, Parigi jo5. Begio in onore loro. Baillet, Vite
i

De inquisitione miMartyrum canonizatione, Romaei62g. Trombelli, Decultu Sanctorum, Bonooiae 1740- Lapio, De
de' santi. Castellini,

raculorum

heroicitate virlulum in beatificandis , et

nedetto XIV,
te.ris

De
Il

Canonizatione Sanctosenatore Cornaro nella sunt Veveteris Testa-

eano nizandis requisita,

rusparla a lungo De culla Sanctorum veTestamenti.


dissert.:

no

XIX

secoli

Romae 67 Soche Ges Cristo, essendo


1 1
.

per lasciare la terra, fece a'suoi discepoli,


e nella persona loro a tutti
sta
i

Qnomodo ordinanda
Sanctorum
le

cristiani,

quetemsi

netiis officia

consolante promessa: Io sono con voi

menti, ha distribuito

proprie lezioni

infino alla
pi

consumazione de' secoli.

tratte dalle loro profezie, a ciascun santo

che sono passati da quest'epoca gi

di quelli

ai

quali sono dedicale alcune

rimota, l'hanno veduta costantemente verificarsi, e tutte le

s. Mos,s. DaSamuele s. Geremia e s. Simeone. Questo metodo fu avvalorato per la sua esecuzione da mg. r patriarca Bragadino, facendo pubblicare un li-

parrocchie di Venezia, cio


s.

anime che

si

mostra-

niele,

Giobbe,

s.

rono

fedeli alle

impressioni della grazia,

ricevettero dallo spirito di

Ges Cristo

soccorsi necessari per giugnere a quel per-

fezionamento sublime che noi ammiria-

bretto degli
.'/quali

uffizi

propri di detti santi


s.

mo

negli amici di Dio.

Fino dallo

stabi-

aggiunse anche quello di

Laz-

zaro da

Ges

Cristo risuscitato.

Andrea
1

limento del cristianesimo sonosi accuratamente raccolti que'belli esempi di virt


chetanti
(V.).
pii

Micheli, Vite de' santi e personaggi illustri dell'antico

personaggi diedero alla terra,

Testamento,

Roma

786.

iucom'fnciando dai Protonotari apostolici

Epurando

Giuliari, Notizie delle

donne

pi celebri della santa nazione, e sono Eva, Sara 3 Rebecca, Rachele, Ruth, Giuditta, Ester e Susanna, Verona 1783.

Una

biblioteca di scrittori sopra Mos,

si

Questo uno de'tesori della Chiesa, mostra con egual confidenza ai suoi figli ed a'suoi nemici. Zelatiti scrittori tramandarono all'et successive Te difcante racconto delle gloriose gesta deche
essa
gli

sopra la statua di Mosh,de\ Cancellieri. Ne' voi. 5 e


legge a p.

48

della Lettera

eroi della religione cattolica.


il

La

storia

de'santi in parte
ria del
le

degli

Annali

delle scienze religiose

si

compendio della stoCristianesimo {V .), la storia del-

riprodusse dal pav. Paolo

Drach ebreo

grandezze meravigliose della nostra dit

convertito, Dissertation sur l'invocation

vina e santissima Religione (V.) nel


ina e nella morale;
di tutti quegli eroi,

domgesta

des Saints dans la Synagogue, stampata egualmente in R.oma anche a parte nel
1

la storia delle la

che

Chiesa madre

838, e

nella quale

si

prova, che l'invonella

benefica innalz agli onori degli altari, e

cazione de'santi fu
siastica

ammessa anche

che celebra e propone all'imitazione dei

Sinagoga.L'Andreucci, Hierarchia ecclet.

1, ci diede la 7." dissert.


,

De
58:

Prediche (V.), massime nei Sermoni e Panegirici. Le vifedeli eziandio nelle

praecepto invocandi Sanclos


quale. Muratori, Dissert.
t.

an

sit, et

te de' santi

vanno unite

colla

narraziotrofei del-

3, dissert.

ne de'trionfi della Chiesa, de'

Della venerazione de 'cristianiverso i santi, dopo la declinazione del romano impero. Carlo Scribanio, De cullu et invo-

la virt la pi eroica, della conversione de'popoli, immensi vantaggi che dan-

no loro
profane.

alto luogo sopra tutte

le

storie
in-

catone Sanctorum: De Imaginem venerationem, Autuerpiae. Nella 2." serie de-

Le

vite de'santi ci

mettono

nanzi iu ogni maniera di persone de'no-

SAN
bili

SAN
lezione
tali

75

esempi

di tutte ie

magnanime opere
sieno in

eminentemente interessante della

e di ogni sublime virt, che


la

leazioni principali de' santi che

Chiesa

fallo davanti a Dio, e giusta la sua legge,

venera ne'suoi
virt di tutti
i

fasti,

si

trovano modelli di
i

quale di ogni giustizia e gloria vera

secoli, di tutti gli stati, di

regola degli uomini celebratissimi per ar-

tutte l'et: alla istruzione va

sempre con*
fa

dente zelo, per austera mortificazione, per

giunta una tale unzione, che


la

gustare

prode coraggio, per larghissimo disinteresse, per umile e viva fede unita alla pi profonda dottrina per ferma speranza,
,

e per caldissima carit verso tutti

gli

uo-

mini, e pi verso Dio, vera fonte di du-

revole

felicit.

AH' articolo Leggendario


i

parlai di diversi scrittori di leggende di


vite de' santi, fra

quali

il

sacerdote Al-

bnno Butler (F.)

inglese (ebbe a tradut-

morale dell'Evangelo, venendo rifiutato ci che talvolta per troppa credulit si adott da qualche storico. Questo immenso lavoro d'alto pregio merit moltissime edizioni, ed in diversi idiomi. Inoltrea Leggendario feci parola degli Atti de' Santi del gesuita p. Bollando (F.) e compagni perci denominati Bollandisti. Questa preziosa, classica e voluminosa raccolta, tanto apprezzata dai Papi e
in
ti
i

tori dall' inglese in francese,

ed anche a
e
il

commentatori il can. Godescard,


Marie)cbe primeggia sugli
to
si

prof.

particolareda Alessandro VII, da tutdotti cattolici,

altri ,per

quan-

ed ancora dai pi eru-

legge nella prefazione del traduttore

diti tra'

protestanti, rest infaustamente

che pure l'arricch di bellissime ed erudite note. Questo grande, dotto e


italiano,

per

le

vicende de'terapi sospesa e inter1

rotta nel
t.

794, dopo

la

pubblicazione del

benemerito agiografo, in uno alle sue FeT tte Mobili (perfezionate da mg. Giallone!*
vicario apostolico di

6. di ottobre degli
il

Acta Sanctomm,

ch'

53. della magnifica collezione. Nei


i 33, 5, p. 3o4de'memorati Annotific con tripudio de' cultori

Londra,

e tradotte

voi. 2, p.

dall'inglese in francese dal sacerdote Na-

nali ,

si

got) presi per principale guida nelle brevi biografie

dellescienze
sa cotanto

che pubblico

in

questo mio

massime religiose, l'intraprebramata della continuazione

Dizionario , insieme alla Continuazione di Carlo Butler nipote ed erede de'mss,

de'celebrati Alti de' Santi de' Bollandisti;

che

il

Albano e distinto giureconsulto, e di una societ di sacerdoti francesi (e dedidi

ligiosi della

governo del Belgio accord ai recompagnia di Ges, succes-

sori naturali e legittimi degli antichi

BoU

cata dall'editore cav. Giuseppe Battaggia,

landisti,una

somma
il

sui fondi destinati al-

Cappellaio poiGregorio XVI), supplendo con lo stesso Butler e con altri agiografi al laconismo negli articoli real cardinal
lativi. Io quelli

le scienze e alle lettere,

to di cominciare

per porli in istagran lavoro, in pro-

poi delle citt, vescovati,

regni, ordini e congregazioni religiose di

ambo
tler

sessi,

ed

altri articoli, tratto del-

le gesta di

molti di cui l'encomiato Bu-

non ragion.Questo sapiente scrittore

seguimento dell'insigne raccolta; e che la compilazione non si far come la pubblicata in Anversa, ma in Brusselles, dove si stamparono gi alcuni volumi del mese di ottobre. I nuovi Bollandisti, egualmente gesuiti,risiedono al collegio di s. Michele.

critico, ma moderato, senza entusiasmo e non intemperante, lodevo-

sommo

les
t.

Questi odierni Bollandisti di Brusselora hanno terminato la stampa del

le

eziandio per le massime morali che pose a opportunamente in fine alla i. vita dei

8. di ottobre

de'medesimi Acta Sanle vile


1

ctorum, che contiene


norati ne' giorni 17,

de'santi odi tal

santi d'ogni giorno dell'anno,con cornalo-

8,

ig e 20

ventiepiemanierejedinmodod'jstruiree
edificare
i

fedeli, colle

sue laboriose e stu-

mese. Altri fra'tanti agiografi sono i seguenti. Frion, nipote del celebre Baillet,
ci

diose fatiche di3o anni. In questa gran col-

diede

il

ristretto di

sua pera

RUtreh

76
lo delle, vite

SAN
f

SAN
riamente
dosi
il

de santi , Parigi 17 io. C de P., Vite delle sante donne, delle martiri e delle vergini, per tutti i giorni dell'anno, Parigi 1822, opera che difetta di critica. Vigliega, // perfetto Leggendario
della vita e fatti del
e di tutti
i

col titolo di

Padre (V.)

dicen-

Papa, Sanctus Pater o Sanclissimus Pater, non gi con quello di Papa o Sanctus Papa. Il Novaes, Disserl. alle vite de' Pontefici, p. 7, riferisce che il cardinale eletto Papa, dopo accettato
tificato,
si
il

Pf.

S. Gesti Cristo

pon-

1640. Ribadencira, Flos Sanctorum o Vile de santi, Venezia 778. 1 fasti della Chiesa nelle
santi, Venezia
1

mo
la

comincia a chiamare Santissie Beatissimo, non solo a cagione deldignit,

suprema

come

osserva Duar-

vile de* santi in

ciascun giorno dell'anno,

opera compilata da una pia societ di


ecclesiastici e secolari, cor redata di tavole

do, Commentar, in bulla Coenae, lib. 1 cap. 4 quaest. 2,0. "17, ma anco perch
5

tale viene creduto, al dire del cap. Cleri-

iramc,M.i[*Q 1 82 ^.Compendio annuale delle vite di lutti


i

cos, dist. 21, verbo Ponlifex, e

come

santi, Colle

SANTIFICAZIONE.

843. V, Canonizza1

per quanto notai a Santo. L'Adami, Ricerche


p.

io3 e

seg.,nel parlare delle voci

z/one, Beatificazione e Santi.

SANTINO
condo alcuni
scepolo di
s.

(s.),

vescovo di Meaux. Se-

Sanclissimus e Sanctus, dice che Sanclissimus e Beatissimus, trattandosi non dei

scrittori,

sarebbe stato di-

sommi
cipii del

Pontefici

ma

de* Santi,

non

si

tro-

Dionigi di Parigi; ina se

vano usate che

sul fine del

IX

e sui print.7,
si

vero ch'egli abbia occupato la sede di Ver-

secoloX. Sarnelli, Lettere ecc/.

dun, prima
colo

di quella di

Meaux, sarebbe
un
se-

p. 8.1, parla del titolo di santissim.0

che

invece vissuto nel

IV

secolo, cio

dopo che
il

nelle Gallie

s. Dionigi aveva portato lumedella fede. Altri han-

dava agl'imperatori gentili, anchedai cristiani, e secondo l'uso comune, per cui s.
Dionisio vescovo d' Alessandria, dicendo
di
ri

no
di

distinto

due

santi dello stesso

nome,

Valeriano e Gallieno,

li

chiam Cesa-

l'uno vescovo di

Meaux, l'altro vescovo Verdun; ma nulla si pu dire di cercos rimoto, e sul quale l'antici

Augusti, uomini santissimi, non per ra-

gione de'costumi, ma dell'ufficio e dignit;

to su questo punto di storiache risale ad

un tempo
chit non
to. S.

ed aggiunge, che se gli empi furono cos appellati, con pidi ragione si devouodire santissimi tutti
i

ha

lasciato

alcun documen-

vescovi,

almeno

pel

Santino nominato negli antichi


la festa agli

martirologi ai 22 di settembre, bench al

grado, sedi condotta biasimevole. Il concilio romano del 5qi die a Teodorico re
ariano
i

presente se ne faccia ottobre a


tres

di

titoli

di

piissimo e santissimo.
i

Meaux

ed a Verdun. Egli al-

Rinaldi riferisce che per onore

gentili

onorato nelle diocesi di Tours e di

chiamavano

santi

loro Sacerdoti

(V),

Chartres. Eravi a

Meaux una
secolo.

badia col

suo

nome

nel

IX

SANTISSIMO,

Sanclissimus. Titolo
si

d'onore e di venerazione che

al

som-

mo

Pontefice (V.) superlativo di Santo


t

ed all'anno 260, n. 22, gi aveva detto il riportato da Sarnelli, poich se cloni da'ti da Dio si dicono santi, come accenna Cicerone favellando d' Ennio, il quale chiam santi poeti, essendo certo che Dio
i
i

(/".), col

quale pure viene chiamato e di-

talora

dai

principi

eziandio cattivi per


:

stinto,
si.

anche dagli acattolici o eterodosGara m pi, Sigillo della Garfagnana,

castigo de' peccatori


in furore hieo
:

Dabo

libi

Regum

Qui regnare facit homiInoltre osserva all'an-

p.

59,

dice essere questo titolo e quello

nem hypocritam.

di santo proprio del

Papa, avvertendo che eziandio anticamente l'aggiunto di Sanlo e


il il superlativo di Santissimo, secondo pi comune uso, accoppiavasi ordina -

no 109, n. 56, che s. Dionisio Areopagita chiam Timoteo, non il vescovo d'Efeso,
ss.

ma

Pietro e Paolo

quello che forse fu discepolo dei Sanctissime fili Zi:

SAN
mothcej ed all'anno 3?.5 3 n.i2j, che il concilio Niceno chiam santissimo Costantino 1 il Grande. Parisi nelle Istrut. 3, p. 1 5, 56, narra che gl'imperaArcadio, Antemio e Giustiniano I, ed altri principi dierono nelle leggi il titolo di Santssimo e di Beatissimo, tanto al Papa, quanto ad altri Pesco\'i(V.). Che

SAN
Panagiotato, vocabolo greco che
ca tutto santo, santissimo, tenta o signore,

77
signifi-

non che Au-

Despota

padrone, Ecu-

zioni

tori

menico o universale, di Digitassimo, di Per grazia di Dio prestantissimo. InolIvePanagiotalo, Santissimo padrone mio Papa e Patriarca d'Alessandria, si diceva dagli altri patriarchi scrivendo a quelli

latini

riservarono

il

titolo

Sanctum

alle

^'Alessandria, ed a quelli d'Antiochia

false deit e

quindi agi' imperatori, cia-

e di

Gerusalemme, cambiato
il

il

titolo del-

scun de'quali chiamavano ora Sanclissintnij ora

la chiesa.
li

Gl'imperatori di Costantinopotitolo di

vivente Augusto

Sanctum Pa treni, ed Ovidio lo disse novum 3 et re-

assunsero

Santo

e Santit,

a motivo della sagra unzione che riceve-

centoni caelitem,ed appell Santo. Si leg-

vano
la

nel loro incoronamento.

Trovo nel-

ge nel testo civile, Sanctum CassiumPrae-

Memoria
X.

del can. Mancini, Giornale

torem } probabilmentejper Jasua integrit e illibatezza. Nell'istesso senso Cicero-

Arcadico
nel 12 io

si

attribu in

6o,p.i3g, che ad Ottone IV un diploma il ti-

ne chiam Lateranense

Virum

sanctis-

tolo inusitato a prendersi dagl'imperatori

simum,
i

chiam Erucio Virum sanctum. Qualunque uso ne abbiano fatto gentili, certo che il Santo e Sane Plinio

medesimi, cio Imperators sanctissimi. Nella Storia del concilio di Trento del
Pallavicino,
lib.

17, cap. 7, n.i2,

si

dice,

tissimo fu in appresso
vi,

comune
s.
,

ai

vesco-

che proponendo aldini che non siominasse


la ss.

ed Alvaro netta ?
:

r ita di

Eulogio dis-

Eucaristia (V.) senza qualy

se

Omnes

sancti episcopi

non tamen
,

che

titolo

d'onoranza, v'ebbe chi riprov

ra Parisi, fu ristretto

omnes episcopi sanctij finalmente dichiaal solo Papa che veneriamo col titolo di Padre Santo e Santissimo, cui come capo visibile della
Chiesa veramentecon viene. EziandioNar-

quello d' Augustissima , perch l'Augusto

(V.) e Augustissimo fu assegnato agl'imperatori secolari, e richiese in vece* quello


di

Santissimo , eh' proprio del vicario di


il

Dio, senza aver in conto che


to di

significa-

De' parrochi, 1. 1 p. 5 e 1 4 afferma che il titolo di santissimo fu dato anticamente ai vescovi, non che santo, beato, beatissimo e benedetto, notando che sembra veramente cosa strana quella di certi novatori, a'quali dispiace che detti titoli oggid sieno rimasti e si diano al vescovo di Roma {V.), che per essere il Pastore
di,
,

Augusto lo slesso che i Sagro, e non ponendo mente che secondo una tal ragione non dovrebbe dirsi la maest di
Dio, perch
il

titolo

dato

ai re

temporali. Si disse

Maest (V.) ora dunque nel

concilio sacrosanto e Santissimo

Sagramento (V.), non assolutamente Venerabile

come

oggi dicono alcuni

perch

si

(F.) universale

li

merita pi di

tutti; Io

legge nella segreta della messa del d delle


il

stesso dicasi della Genuflessione avanti


di lui, e del bacio de'piedi

ceneri Venerabilis Sacramenti /poich

o della croce

venerabile assolutamente denota


prete, e
si

Beda
Dio;

delle loro

Scarpe

(V.): la chiesa

romana
usi,

come
si

d ad

altri servi di

stala
in ci

la

pi tenace degli antichi


i

ed

mici suoi.
die
i

ne convengono pi arrabbiati neIl clero di Fiandra nel 1091 titoli di Pastorum nostrorum, e di
Costantinopolidai me-

Sanctissimi Patres ai vescovi. Scrivendosi

al patriarca di

dovrebbe dire piuttosto mirabile con s. Tommaso, e dicesi continuamente nell'orazione. Santissima diciamo la Trinit, e Maria Vergine(V.), e questa anche Regina (F.). V. Nome de'Papi. SANTISSIMO SAGRAMENTO. V.

tropolitaui greci, gli

davano

il

titolo di

SAGR AMENTO, SANTISSIMO.

78
,

SAN
SANTIT' Sanctimonia,
Sanclitas,

SAN
Beatitudine. Per quanto

ho
il

gi detto, e

Sanclitudo. Titolo del


(V.)t e

romano

Pontefice

pel narrato a SANTissiMO,non pare che a


tale

si dice ancora per virt e qualit congiunte nell'individuo, astratto i San*

epoca fosse divenuto

titolo

Santit

esclusivo del Papa, bens in seguito dai vescovi

io (V.) y

il

quale vocabolo significa puro,

and a

finire

o a concentrarsi nella
Pontefice,
tratto,
il che per ne improvvisuccessivi Papi
i

esente da ognispeciedi macchie e di peccati,

persona del

sommo
in

che possono rendere l'uomo incapa-

non avvenne

un

ce di accostarsi alle cose sante.


antica, secondo Magri,
si

Con voce

samente. Ne'prtmi

secoli

disse

Almilas per
si

santit e beatitudine, ed Almjficus. Sic-

continuarono a dare questo titolo a' vescovi, come pratic con 3 vescovi Giovanni

come
te le

il

vocabolo di santit e di santo

Vili dell'872. Vi ebbero persino degli


si

era costumato da prima di applicare a tut-

abbati, a'quali
tit, e

attribu

il

titolo di
s.

persone viventi, che col sentimento

questo sinoa'tempi di

SanBernardo
con

di piet e divozione professavano la reli-

nel secolo XII.

Ma

Papi furono assai

gione cristiana
pistole di

come

si

legge negli Atti

pi spesso che tutti


I

gli altri qualificati

degli Apostoli, ed in molti passi dell'es.

l'epiteto diSantit^e

rimase quindi giusta-

Paolo, in processo di tempo fu

mente di

assoluta loro propriet,

almeno

attribuito a' vescovi. Allorch a questi s'in-

dal secolo

XIV

in poi, e lo

ricevono da

dirizzava la parola, ci facevasi

come una
Mostra
il
il

qualunque monarca
dagli eterodossi.

e principe, eziandio

specie di onesto elogio, e dicevasi

Santit.

Papa

s.

IIaro,scrivendo verso

465 a Leone
I

vescovo d'Arles, us

tito-

Abbiamo di Giulio Ottonel li, Discorso sopra l'abuso di dire Sua Santit, Sua Maest, Sua Altezza, senza nominare il Papa, V Imperatore, il Principe, Ferrara i586. SANTO (s.), martire. V. Potino (s.). SANTO (il beato). Nacque nella diocesi di Urbino di ragguardevole famiglia,
e
si

Vestraj indi s. Gregorio ^go, scrivendo al patriarca d'Antiochia, si servi talvolta delle parole Veslra Beatiludo, tal altra delle parole Vestra Sanctitas, ed egualmente scrivendo al vescovo di Milano che grandissima dignit
lo di Sanctilas

del

era dedicato alla professione delle ar-

teneva in

Italia

lo

apostrof pure colle


cristia-

mi. Essendo stato nella sua giovinezza

parole Mostra Santit. Dal popolo

no questo

titolo

d'onore

si

rese partico-

lare de' vescovi; Carlo Magno nel

789

nel

capitolare d'Aquisgrana, parlando de' vescovi, us le parole, Sanctitas vestra.


risi, Istruzioni t.

Va-

3, p.

57, osserva che Sari'


chiesa

aspramente uu di dal suo padrila spada e lo feri mortalmente. Questa disgrazia Io afflisse tanto, che lasci il mondo, si consagr a Dio nell'ordine di s. Francesco, e per umilt non volle essere che frate laico. Egli pratic nel*
trattato

no, sguain

ctitas

tua dicevasi

ai vescovi della

la

sua novella professione le pi grandi

primitiva; e sebbene nel


1
il

326 Costantino
al

Grande, per
:

far

onore

senato ro-

mano/ dicesse aver


dine senatorio
tis,

stabilito, circa all'or-

Veslrae sanctitali judiut voseligaviri'

vers continue lagrime pel , e che aveva commesso. Per meglio espiarlo preg Iddio di mandargli una piaga simile a quella del suo padrino , e la
austerit
delitto

cium,examenque mandare,
bus t
et

qui splendori vestro patrimoni i

be a
sto

sua preghiera fu esaudita, perciocch ebsoffrire uu'ulcera che gli rimase infino alla sua morte,
1

honestate vivendi, et nataliumdi-

avvenuta a'i4

a g"

gnilate respondentj tuttavia dice Parisi,

per quanto sappiamo, citando DuCange, CmIoss. verbo Sanctitas sin dal 349 trat,

290. Egli onorato in questo giorno dal suo ordine, colla permissione di Papa Clemente XIV.

tavasi cosi

il

solo Pontefice, cui dicesi io-

SANTO. V.
simo, Santit'.

Sanctus, Santi, Santis-

distinta mente la Santit

Vostra e Vostra

SAN
SANTO SEPOLCRO. V. Gerusalemme, Guardiano del
s.

SAN
del ducato di Naxos, ed in seguito
si

79

tinopoli e l'istituzione dell'impero latino,


fatte dai francesi e veneziani, fece parte

Sepolcro, Sepolcro

Santo.

ar-

SANTOLO e SANTOLA.
no, Madrina.

V. Padri-

rese aBarbarossa, sotto

Solimano impefa

ratore de' turchi. In oggi Santorino

SANTORINO (Sanctorinen).CiHacon
residenza vescovile nell'isola del suo nome,
nel

parte del nuovo regno di Grecia (V.), e

mare Egeo. Santorino o Sant'Ermi


isola dell'Arcipelago nel,

dipende dalla divisione amministrativa delle Cicladi meridionali. Vi sono due vescovi,

o Degrmenlik }
le Cicladi lia la

meridionali
di

al

sud di Naxos,
offre

cattolico,

uno greco scismatico, l'altro latino ambedue suffragatici del rispetIl

forma

mezzaluna, che
in

una

tivo arcivescovo di Naxos.

i.

vescovo

baia o rada riparata dalle isole Therasia


e Aspronisi.

greco fu Dioscoro del


ca.

IV

secolo,

che sot-

Le coste ne sono
Il

gran par-

toscrisse la lettera del concilio di Sardi-

te inaccessibili.

suolo, d'origine vulcadi pietre pomici, di


tal

nica,

un mescuglio

Andrea che ne occupava la sede nel 1642 si un in comunione colla s. Sede,

ceneri e altre sostanze di

natura
,

rie-

e fece fabbricare alcune case pe' gesuiti


missionari nella sua isola. Zaccaria n'era

sce secco e difficile da lavorare


tivato

ma

col-

bene produce in abbondanza orzo, cotone, frutti e principalmentebuonvino che forma la ricchezza dell' isola e la sussistenza del vescovo. Vi si allevano molte
pecore, capre e porci. Contiene borghi di
i

vescovo nel 172

1.

na

fu istituita nel secolo

La sede vescovile latiXI II, dopo la fonIII.

dazione dell'impero latino.


fu Giovanni
I,

vescovo
altri
fi-

ma non si

trovano

scovo

Pyrgos, e Skaro antica residenza del ve( che ora la fa in Fii), ove hanno
pii

per lo

domicilio
la citt di

cattolici,

non

esi-

stendo pi

Santorino, ed oltre

a ci parecchi villaggi abitati quasi tutti

da individui
tre

di rito greco, laboriosi, sobri


i

industriosissimi; pii sono


il

cattolici,

men-

clero scismatico malvagio. Anti-

camente quest'isola chiamata Thera,a\ea prima portato il nome di Caliste ossia la Bella. Pretendevi che questa e altre ad
essa vicine sienosorte dal fondo del

no a Giovanni de Nardo domenicano del i4^3, cui successero Domenico di Tortona dell' istesso ordine neli52i, Marco Laurens altro domenicano nel 1 555, indi trasferito a Campagna nel 56o. Bernardo di Tropea domenicano nel 1 565,Angolo Calepiodi Ciprodomenicanoneli583, Antonio de Marchi di Scio domenicano morto nel 6 ed a lui fu sostituito Pietro de Marchi, da Urbano Vili traslato a Smirne nel 640, ed in vece nomin An1
1

1 ,

drea Soffiano
pallia nel
1

di

Scio che pass alla sua

ma-

64 1> Girolamo da Padova del


Orenschr.
di Scio:
t.

re

niente piprobabilein un luogo ch'


tracce di vulcani. Thera,

1648,
gi

ec.

3, p.

1008. Nelle

stato spesso sconvolto dal fuoco e che offre in mille


dicesi, prese
siti
il

Notizie di Roma sono registrati dopoLui-

Guarchi

nome

della schiatta di

Theras, principe Cadmo, che non potendi

nio Razolitode'conveutuali.

nico Mainetta di
Crispi di Naxos.

1789 Francese' Anto1746 DomeScio. 758 Gio. Battista


1

do accomodarsi al soggiorno di Lacedemone, dove menava vita privata, pass in


quest'isola allora occupala dai discendenti

1774

Pietro Delenda di

Santorino. 1 8 1 5 succeduto per coadiutoria Gaspare Delenda di Santorino. 1826

di

Membliari,i quali l'abitavano i55o


il

anni prima di nostra era. Se

suo

nome

Francesco da Leonessa francescano riformiato, eia prefetto delle missioni di Cogi


p
stantinopoli.
galla.
11

attuale non sia un'alterazione dell'antica

Thera, pare che tragga


tirizzata nel

il

nome

stesso da

1829 Luca de Cigala o SiPapaPioIXa'io settembre 847


1

santa Irene sua protettrice, che

vi fu

mar-

nomin l'odierno vescovo mg. 'Francesco


Cuculia di Sita.
Iti

3o4- Dopo la presa di Costan-

Fit

vi

la bella cat-

80
no un

SAN
ospizio con scuola pubblica, de-

SAN
varr, lo che fu cagione di gravissime controversie col

tediale propriet de'lazzaristi, che vi han-

Papa che

lo

scomunic, e pri-

dicata a

Dio

sotto l'invocazione di s.Gio.

ecura d'anime afad un sacerdote deputato dal vescovo, il quale in poca distanza ha l'episcopio. 11 capitolo ha 5 dignit, la ." delle quali il decano, due canonici colle prebende penitenziaria e teologale, ed
Battista, col batlisterio

fidata

v del regno che venne occupatoda Ferdinando V re di Spagna. Acquist l'ora Palazzo Pamphilj sul Corso (F.), ed ottenute per scudi

2000
s.

dal capitolo della


in

contigua chiesa di

Maria

Via Lata
11,

alcuneadiacenticase, l'aument. Essendo


il

palazzo oltremodo piaciuto a Giulio

altri preti e chierici pel

divino servizio.

Vi un monastero
sa di
la

di

monache domenicon chiele

cane che istruiscono


s.

le fanciulle,

ottennea buoni patti dal cardia nale,per Francesco M. duca d'Urbino suo nipote. Ma le belle speranze date dal Palo chiese e

Caterina; forse anche

suore del-

Carit francesi, ed una confraternita.


la
i

pa al porporato per ottenere l'intento,non avendo corrisposto ai. fatti, anzi egli scorgendosi decaduto o vacillante nel pontificio favore,

Alquanto ampia
molli luoghi,
r,

diocesi e contiene

come

villaggi di

Condoco-

sorpreso da profonda malin-

Cartereado, Tirostephani, Milontadee Mesevil, che

conia, cadde in un'infermit che lo trasse alla

no
le
1

hanno

le

loro cappel-

tomba

in

Roma

neli5io,

in et di

ed alcune digiuspatronato. Prima del


i

62

anni. Sepolto nella cappella del coro

8 o

la

cattedrale era in Skaro o Castel-

della basilica Vaticana,sotto fu trasferito in quella del


to, col solo

lo di Scauro, di Nio,

ma

fu distrutta. Nell'isola
diocesi, vi

ss.

Urbano VI li Sagramen-

che dipende da questa


cattolici.

nome

inciso sulla lapide sepol-

Ogni nuovo vescovo tassato in fiorini 33, corrispondenti a a scudi 240 di mensa, diminuiti d' una 4sono alcuni
parte per
le

crale.

SANTORIO
naif..

Giulio Antonio, CardiCaserta, nella villa


di Napoli,

Vide

la luce in

usurpazioni del vescovo gre-

d'

Ercole nel regno

da nobile

co scismatico.
in Viterbo
si
il

fluniglia.Datosi allostudiodella giurispru-

Fazio, Cardinale. Nato da onesti e miserabili genitori, trasfer in Perugia occupandosi in fare pedante con alcuni de'giovani ch'erano

SANTORIO

denza sotto eccellenti professor^ ne merit la laurea. Per alcun tempo si die a difendere
le

cause nel foro,

ma come quello
ama-

ch'era molto dedito alla divozioue,

applicati agli sludi nell'universit, a'quali


egli

tore della purezza e candore de'costumi,


lasciata
s

di progressi.

pure datosi di proposito, Mentre per a


il

vi fece

rapi-

clamorosa professione, abbrac-

fine di pro-

ci la vita ecclesiastica, e fatto giudice dell'

cacciarsi

sostentamento

andavasi eser,

inquisizione, e vicario generale del car-

citando nel molesto uffizio

tra gli altri

dinal Alfonso Caraffa arcivescovo diNapo-

faceva da pedante a Giuliano della Rovere,

lienipotediPaolo IV,mosse
la

all'eresia col-

che nel

i/\.j

fatto dallo zio Sisto

IV

voce e cogli

scritti

implacabile guerra,
di perdere iniquamente

cardinale, lo
ri.

ammise

tra

suoi famiglia11, gli

per cui pi volte fu in pericolo


la vita, e tra le altre cose fu

Divenuto poi nel i5o3 Giulio


il

confer diversi benefizi ecclesiastici, e nel

calunniato da un perfido, d'aver cercato


de' veleni per togliere la vita a Pio

i5o4
le

vescovato di Cesena, cui aggiunse

IV,

cariche di chierico di camera e di data-

severissimo contro
ta a

Caraffa, come raccon-

rio, e neli.

dicembre i5o5

lo cre car1

lungo l'Ughelli. Citato quindi a Rol'orribile

dinale prete, promulgandolo agli


titolo di
s.

col

ma, fu manifestata
volte la
in

calunnia dal-

anche vescovo di Pamplona, ma non pot prenderne il possesso conti astato da Antonio re di Nafece

Sabina.

Lo

lo stesso calunniatore,

che prima per due

conferm con giuramento, e poi pena fu impiccato per la gola. Restalo

SAN
assoluto

SAN
s.

8r
tale

come

innocente,

Carlo Borro-

dinaie

gli

rappresent doversi dare

meo
se

lo

present al zio Papa, che lo accol-

protettoria piuttosto a
toso cardinale,
il

con

singolari dimostrazioni di benevo-

un ricco e facolPapa rispose che gli

lenza, e lo regal di cinquanta scudi con

benigna
In
s.

cortesia, e gli offr


il

due cariche.

concedeva un porporato ricco di carit. Questo amplissimo cardinale, dottissimo


nella liturgia, per cui gli fu commessa la

tale occasione

cardinal Ghislieri poi

ebbe tutto l'agio di conoscere la virt di Santorio, onde assunto al pontificato lo chiam due volte a Roma, lo
Pio
,

nuova coni pilazione del /tawfl/e Romano


(F".)
,

assai zelante

per

la

propagazione

della fede,

come

dissi
,

a Congregazione ni

fece suo cameriere, consultore del


fizio, e nel
na',
1

s.

of-

566

arcivescovo di

s.

Severi-

prevalendosi della sua opera in affari

di

somma

importanza. Ottenuto a granil

de stento

chiesa, partito

permesso di portarsi alla sua da Roma e appena giunto

propaganda fide soggetto per bont e prudenza segnalatissimo, fu a 6 conclavi, nell'ultimo de* quali dovea essere eletto in luogo di Clemente VIII, per quanto narrai ne' voi. XXI, p. 220, XXII, p. 88,
a segno che
Il

gli

fu saccheggiata la cella.
di lui arbitrio

a Marino,ricev lettere pressantissime del cardinal Borromeo, che l'obbligarono subito a retrocedere e tornare in

nuovo Papa rimessa a

la scelta dell'arcivescovato di

Napoli o

la

ve appena giunto fu

Roma, doa' 17 maggio 1570


il

propria carica

di penitenziere
1

maggiore,
confer

questa prefer, e poi nel

597 gli

creato cardinale prete di s. Barbara, edal

la sede di Palestrina. Alla dottrina e allo

suo arcivescovato fu detto


s.

cardinal di
s.

zelo per la religione, accoppi la pratica


delle cristiane virt
,

Severina.

Due

anni avanti avendo

ed una grandezza
gli

Pio
se a

V designato di crearlo cardinale, disun suo cameriere


s.
,

straordinaria d'animo, che

facevadila

si

chiami

il

car-

sprezzarelecose terrene. Tale fu


zione per
la

divo-

dinal di

Severina, ed avendo quello rii

B. Vergine,che nella basili-

sposto non esservi tra

cardinali chi

si

ca a lei dedicata in Trastevere fece costruire quella partedi soffitto dorato, che cor-

chiamasse con
il

tal

nome

soggiunse tosto
di
s.

Papa, dico l'arci vescovo


nella contea

Severina.

risponde sul coro e sull'altare della confessione. Illibato ne'costumi, severo nelle

Gli confer l'abbazia del b. Anastasio Car-

bone

diClermonto Chiarail

mortificazioni, oltrei digiuni e le peniten-

monte, diocesi d'Anglona,

cui

monaste,

ze colle quali

macerava
si

la

sua carne, tali

ro pressoch rovinato restaur

richia-

volta ad imitazione di

s.

Fraucesco, tra

mandovi
degli

l'osservanza regolare, e lo stess.

pruni e
tuzzar

le

spine

ravvolgeva per rin-

so fece colla chiesa di

Maria Egiziaca
s.

le

diaboliche tentazioni.

Mai

ora-

armeni

di

Roma.

Inoltre

Pio

lo fece protettore degli ordini de'basiliani, serviti e cappuccini, della

metteva celebrar la messa, tranne il caso di grave malattia. Generoso co'po veri,
distribu loro sopra
le

nazione gre-

70,000

scudi, oltre

ca e

illirica,

e di tutta la chiesa orientale;

somme immense

che impieg ne' re-

laonde d' ordine di Gregorio XIII nella via Paolina aperta da Paolo III e poi detta Babuino, nel 1 58o pose la .' pietra nel1

stauri e abbellimenti de' sagri templi; e

quando non avea denari per sovvenire


,

miserabili loro dava le vesti


i

la

bian-

la chiesa del Collegio greco, e terminata

cheria,

fazzoletti e sino

guanti. Final-

nel

to
la

1 583 la bened. Con permesso di detPapa a' 25 novembre i584 consagr sontuosa chiesa dei Ges di Roma, in-

mente pieno

di meriti fu

chiamatoinRo-

ma

all'immortal vita nel 1 602, di

70 an-

ni, e fu sepolto nella basilica

Lateranen-

sieme coll'altare maggiore. GregorioXIII assegnandolo in prolettore alla confraternita di


s.

se in
lissa

una cappella da

lui

fondata, con pro-

Girolamo della (parit,

il

car-

ed elegante orazione postavi dai nipoti Paolo Emilio arcivescovo d'Urbino,

vol. txr.

82

SAN
cui l'Oldoino nell'y^il

SAN
cuni gentili chiamarono ora Arcana, or a

e Giulio Antonio arcivescovo di Cosenza. Scrisse questo pio cardinale un gran

numero d'opere, di
teneo

Romano ne
il

die

catalogo, llcar-

Sanctuara le parti pi segrete e riservate de'Ioro Tempii (F.yLa Chiesa adott questo vocabolo in vari sensi.Si chiam
santuario un velo o pannolino detto brandeo, di cui parlai in tanti luoghi, che
fa-

dinal Baronio nelle note al Martirologio

chiam

Santorio,

uomo

per erudizione

e santit di vita chiarissimo, e Paolo nella prefazione al Rituale Romano ,


piet, lodando quello

V
lo

cevasi anticamente toccare le sante Reli-

quie (V?) de'martiri, e che poi


nella chiesa che

si

collo-

dice insigne per dottrina e per zelo di

cava rispettosamente come una reliquia


si

da

lui

con lungo
il

dedicava in suo onore,


la trasla-

studio e fatica composto.

Fu

cardinale

quando

cio

non era permessa


11 s.

fornito eziandio di prodigiosa

memoria,

zione delle reliquie.


dal sepolcro di

santuario levato

onde quante cose avea lette, tutte agevolmente rammentava. Amante di faticare, non fu mai veduto in ozio. Parco nel sonno, frugale nella mensa , ebbe orrore a
prendere regali, lo che soprattutto gli merit gli encomi degli scrittori contemporanei.

Martino, fu trovato di

maggior peso di prima, come si fosse inzuppato del suo Sangue ^.), e diversi
brandei ne stillarono allorch furono incisi. I Papi solevano mandare tali santuari

veli, eh'

erano

stati sui

sepolcri dei

martiri o

altri santi,

come dono prezioso


chiamasi
parte del
r
.)

SANTUARIO, dyta
y

Sacrosancta,

a'principi. Inoltre dai cattolici

Sacrarium Sancta Sanctorum fiancutarium. Luogo santo, reliquia di santi, parte principale delle antiche basiliche,cbiese

santuario d'una Chiesa (V.)

la

Coro(V.) pi
giore,,

vicina ai'J Ilare (l


il

mag-

e nella quale stanno

celebrante e
s.

e luoghi insigni, pi sagri e di gran venei

gli altri sacerdoti in

tempo
il
,

del

sagrili-

razione, poich per denotare

la

santit del

zio; in

alcune chiese

santuario chiui

luogo fu applicato questo vocabolo.Presso


gli

so da una balaustrata

ebrei

il

santuario era

la

parte pi in-

ed laici non vi dovrebbero mai entrare. Questa maniera


di disporre le chiese antica, giacch cor-

terna e pi segreta del tabernacolo e poi


del tempiodi

Gerusalemme (VI), che con-

risponde al disegno che diede s. Giovanni


delle assemblee cristiane nell'Apocalisse. Sul santuario e sue parti, ed usi, special-

teneva l'arca dell'alleanza e le tavole della legge,e nella qual parte per conseguenza degnatasi Iddio di abitare pi particolarmente che altrove chiamavasi anco il luogo santo, o il luogo santissimo, SanctaSanctorum. Niuno ardiva entrarvi, fuorch il Sommo sacerdote, ed an:

mente presso gli antichi cristiani, trattai

in

pi luoghi analoghi, ed anche a Sacrario,


stia,

ed eziandio e particolarmente a Sagredicendo del Segretarium delle antibasiliche.

che

La parte principale
menti

del sansi

ch'egli

appena

vi

entrava una volta l'anpassi della

tuario era l'altare, ed a questo

riferi-

no, nel giorno cio della solenne Espiazione.

vano
tiri,

le altre parti,

egli altari s'in-

Secondo diversi
s.

s.

Scrittu-

ra e dell'apostolo

Paolo, quel santuario

nalzavano sui sepolcri e memorie de'mare perci il tumulo o Confessione (/ '.), con sua Fenestrella(V.) donde
si

era la figura del cielo,e il

sommo sacerdote

calava-

che
sto;

vi

entrava l'immagine di Ges Cri-

no

brandei, fu una parte principale dei

il vero Ponche entr ne'cieli per essere nostro mediatore presso l'eterno suo Padre. Tal-

questo divino Salvatore

santuario. Nel
l'altare,

mezzo del santuario stava


il

tefice

dove

sacerdote oil vescovoof-

volta per la parola santuario significa

solamente il tempio, od in generale il luogo in cui il Signore adorato. Anche al-

faccia al , voltando la popolo assistente. Intorno all' altare doveanosolo distribuirsi gli addetti alsagiifizio, secondo il loro grado digeruicliia.

friva

il

sacrifizio

SAN
Le
basiliche del

SAN
secolo della fori

83

IV o V

mente
steri

si

chiamano santuari quelle chie-

ma

pi semplice aveano
quale spazio

santuari nello

se e luoghi di generale divozione pei mi-

spazio racchiuso dentro

I'

arco della

tri-

buna;

il

di alcuni gradi ele-

va vasi dal suolo, ed era separato dal resto della chiesa

che vi si operarono, come la Santa Casa di Loreto e il Santo Sepolcro {V.)\ per celebri memorie, per le sante immagini e reliquie insigni

per una balaustrata, per

che
vi si

vi si

venerano,

impedirne
il

l'accesso al popolo,

ed evitare

per

le

indulgenze che
divoti

lucrano, econ-

confusione. Nel

mezzo di questo spazio era


il

cesse largamente da'Papi, ed a'quali

da

recinto dell'altare determinato dalle co-

lontane parti

si

recano in Pelle-

lonne, che reggevano


al

baldacchino con

grinaggio(F.). Tali sono in

Roma princii

tendine. In fondo della tribuna addossato

muro era il trono


il

co'sedili

che diramaal-

Scale Sante (F.), e contiguo santuariodi Sancta Sanctorum, Limino,


le

palmente

vansi in semicircolo verso l'altare. In questo trono sedeva

Apostolorum(F'.);

in

Subiaco(F.)

il

sa-

vescovo nella sedia

zata, circondato dai suoi sacerdoti,


tre

men-

gro Speco, in Assisi (V.) la basilica e la Porziuncola ( J'.), nella Spagna Compostella (F.) t
te

intorno
a

all'

altare stavano

diaconi.

Lai. modificazione di questa forma ebbe luogo quando avanzato 1' altare o la
confessione fuori della tribunali fu d'uo-

a Manfredonia (F.) il MonGargano, per non dire di altri innu-

merabili, che descrissi a'ioro articoli. Egualmente numerosissimi sono quelli sagri alla B, Vergine, e de'quali trattarono

po

di cancelli laterali.

La

2. "modificazio-

ne avvenne quando ingrandita una basilica, e restando dove prima era il tumulo, si dov discostare il recinto dell'altare dal
Presbiterio (Z7.), unendolo per a questo

te

Guglielmo Cuppenberg gesuita Atlanariano ossa origine delle immagini miracolose della B, Vergine Maria ve:

nerale in tutte

le

part del

mondo , Ve-

con cancelli che racchiudevano una parte dell' intercolunnio della navata della a basilica. La 3. variazione accade allorch si aggiunse la navata traversale fra l'altare e il presbiterio. Quindi dalla diversa
origine e dall' uso differente delle parti
del santuario, deriv la diversa nomencla-

rona 1839. Preposto Antonio Riccardi, Storia de' santuari pi celebri di Maria ss. sparsi nel mondo cristiano, Milano 1840. Ab. Pouget, Storia de santuari pi insigni della Madre di Dio, Parigi
1847Il

nome

di santuario fu usato

iti

un senso

particolare dagl'inglesi, per si-

tura ch'ebbero

vari templi, e la confu-

gnificare le chiese che servivano d'

Im-

sione che trovasi ne* vari scrittori.


to alla costruzione de' santuari
i

Quan-

munit (V.) e asiloa'malfattori,od a quelli

minori,

ch'erano considerati
siffatti asili

come

tali.

In ori-

principii che regolarono la costruzione

gine

de' santuari delle basiliche

furono regola
tri-

e scorta anche nella costruzione delle

bune minori

e de'semplici oratorii.

Con

questo vocabolo di santuario da non pochi fu indicato


il

presbiterio, le urne, gli


si

erano destinati soltanto per rifugio agi' innocenti accusati e oppressi ingiustamente, e per esaminare quindi la loro causa ne'casi dubbi e difficili a giudicarsi; per impedire che si agisse contro di essi con vie di fatto, o per

altari, le chiese nelle quali

conserva-

no le reliquie de'martiri ; le sagre Immagini (f/ .),\ simulacri pi celebri detti


eziandio taumaturghi, pei grandi miracoli ivi
cri

operati dal Signore;

vari simulasi

dar tempo a' vescovi d'intercedere a favore de'delinquenti. Fino alio scisma di Inghilterra, succeduto per Enrico VIII, i colpevoli rifugiati in tali asili o santuari vi erano sicuri da qualunque ordine o
inquisizione giudiziaria,purch nello spazio di

dellaB. Vergine Maria che

venerano

sotto diverse denominazioni, i corpi stessi

4o giorni

riconoscessero

loro
laico

falli

de'santi,come de'ss. Pietro e Paolo.Final-

e si assoggettassero al bando.

Un

che

84
gli

SAN
avesse strappati da quegli
asili

SAN
nel cor-

so de' 4 giorni sarebbe stato scomunicato, ed

un

ecclesiastico per lo stesso fat-

Pancrazio d'IIamersIeve, per l'eccelse sue doti fu destinato a reggere la cattedra di teologia. Profondo e insigne teos.

to sarebbe incorso nella pena dell' irregolarit.

logo, e dottissimo interprete delle divine


scritture, fu

SANTUCCI
1295 da

Jacopo, Cardinale. Na1

to in Lucca, fu creato ai

7 dicembre

Bonifacio Vili cardinale dia-

cono di s. Giorgo in Velabro, e mor nel i343. Il Cordella dubita dell'esistenza di


questo cardinale, per
duce.
le

denominato il 1. s. Agostino, ed in ricompensa del sublime suo merito fu eletto abbate, e poi nelle tempora di dicembre del 1 1 38 da Innocenzo II fu creato cardinale vescovo Tuscolano. Per testimonianza di s. Antonino arcivescovo
di JPirenze, fu tale la sautit di sua vita

ragioni che ad-

e l'eccellenza del suo sapere, che

a'

suoi

SAN VITALE ANToNioFRANCEsco,Ctfrdinale. Nobile di

Parma, ove nacque da


si

antichissima e assai illustre famiglia, applicatosi allo stato ecclesiastico


trasfer

in

Roma dove ammesso da


,

Innocenzo
tra
i

XII

in prelatura, ottenne
i

un posto

votanti di segnatura e
offizio,

consultori del

s.

e da Clemente

XI un canonicato

tempi non era vi chi potesse emularlo. Prima d'essere cardinale fu onorato dal dottore s. Bernardo, di cui godeva l'amicizia, d' una lunga lettera , in cui il santo gli d il titolo di Maestro titolo che in bocca d' un s. Bernardo significava ben altro da ci che vale al presente,onde dagli uomini pi eruditi di sua epoca venne ri,

Vaticano. Passato quindi alla vicelegazio-

ne d'Avignone, neh 704 fu fatto arcivescovo d' Efeso e nunzio di Firenze, e nel
1

guardato oracolo di scienza e di dottrina. Scrisse diverse opere piene di piet e di erudizione, delle quali
nali,
i

venerabili cardi*

706

assessore del

s. offizio,

stro di
il

camera dello

stesso

mae Clemente XI,


poscia

quale a'i5 aprile 1709 lo cre cardinale prete di s. Pietro in Montorio, e lo


ascrisse alle congregazioni del
s.

Baronio ne'suoi Annali, e Bellarmino negli Scrittori ecclesiastici, fanno onorata menzione fra tutte la pi insigne il suoTrattato de 'sacramenti. Altre sono
:

offizio,

de' vescovi e regolari, del concilio e altre,

di piet.

non che dichiar arcivescovo d'Urbino.


L'arcidiocesi ammir in questo pastore
il

Commentari sulla s. Scrittura, e Trattati Furono tutte stampate in Venezia, colla vita deH'autore,dal Garzoni. Mo-

suo zelo nella visita, nella generosit delle limosine,

e nella celebrazione de'sino-

cui decreti con generale soddisfazione furono stampati. Giunto alla fresca et
di,
i

r in Parigi della morte de'gi usti nel 1 1 3 o 1 i4o, ovvero nel 1 142, di 44 aQni Qualche storico dubit che morisse prima di ricevere le insegne cardinalizie, ed
i

mentovati cardinali

lo

escludono dal

lo-

di
le

54

anni, cess di vivere nel

714

tra

ro novero,

ma senza buona ragione, dice

braccia di sua chiesa, e rimase sepolto


i-

nella metropolitana con semplicissima


scrizione,

che vivente erasi apparecchiata modestamente. SANV1TTORE Ugone, Cardinale.^ pri nelle Fiandre o la Sassonia Io vide nascere, essendovi divergenza per la sua patria tra gli storici.Consagratosi

Cardella. Si legge di questo pio cardinale, che prossimo al punto estremo, richiese instantemente il ss. Viatico, ma siccome

non poteva

ritenere alcun cibo,

gli

fu re-

cata una particola non consagrata; lo che

avendo egli conosciuto per divina rivelazione, dopo avere altamente condannata
quell'indegna simulazione, preg il sacerdote che gli portasse il vero Corpo di Cri*
sto,

anni tra

canonici regolari di
s.

s.

aDiodi 1 Agostino

nel monastero di

Vittore diParigi,quan-

ma non potendo riceverlo pel suoag*


,

tunquc altri vogliano che tale istituto abbracciasse in Germania nel monastero di

gravato male

allora egli disse


il

Venga

il

Padre

al figlio,

Signore

al

suo servo; e

SAP
prodigiosamente sparirono dalle mani del
sacerdote
le specie
(s.),
Il

SAP
tra
i

85

Mireo, Notala episcopatuum, registra


vescovati suffragane! di Anlivari,

sagramentali.

SAPORE

vescovo di Beth-Nica-

SuacinOy Suacinensis episcopus.


del,

Lo Sta-

tor,martire.Fu preso per comando del re Sapore II, insieme con Isacco vescovo di
Belli Seleucia,essendo stati entrambi accusati da'

Compendium geographiac
conferma
il

ecclesia

stcae,

su (fraga neato del ve-

scovo Suacinensis all'arcivescovo d' Antivari. Nella

magi, perch inalzavano delle


Cristo. Condotti dinanzi al

Geographa sacra,
s.

sive

Nli-

chiese, e convertivano molte persone alla

tuia antiqua episcopatuum ecclesiae

fede di
re,

Ges

niversae, del p. Carlo da

Paolo abbail

cou

altri tre cristiani,

Abramo

e Simone,

nomati Maane, ch'erano pure stali

te fuliense, trovo registralo

vescovato

Suacinensem
narensis,

sotto la metropoli

Ana-

arrestati, e

volendo persuaderli di adorare il sole, dichiararono tutti ad una voce, che non conoscevano che un solo Dio, e non adoravano che lui. Il santo vescovo

e secondo altra notizia anti-

ca, suffraganeo Antivarensis.


\ille,

Comman-

Histoire de tous

les

eveschez, di-

ce che
vile

Suacium

fu eretto in sede vesco-

Sapore venne quindi per ordine del re


Persia battuto sulla bocca
s
i

di

fortemente,

che

gli

saltarono fuori tutti


il

denti; poi gli

venne percosso tutto

corpo, erottegli le

ossa a colpi di bastone ; finalmente fu caricato di pesanti catene, e caccialo in pri-

da Papa Alessandro II nell' anno 1 062, con residenza del vescovo a Sappa o Satta borgo d'Albania, che a suo tempo si chiamava Nostra Dama di Sciatta, vicino ad Antivari(V.), per cui dev'essere
presso
il

mare Adriatico
i

e nell'Albania

gione, ove mori

due giorni appresso

il

turca, dopo che

mussulmani se ne impa-

barbaro principe per accertarsi della sua morte, gli fece mozzare la testa, e ordin che gli fosse portata. Isacco fu lapidato.

dronirono, a'quali fu tolta dai veneziani,

Maane fu scorticato dalla sommit del capo sino all'ombilico, e spir in questo supplizio.

Ad A bramo
Simone

furono

forati gli oc-

chi con ferro arroventato, e

mor dopo
Questi

che perdendola nel i5y3 t e ricuperata da'turchi, questi tuttora possiedono. Farlato, Illyrici sacri3 riferisce che Alessandro li elev Anti vari a sede arcivescovile nel 1062, e fra i vescovi suffragane! che le sottomise, vi comprese il vescovo Suacensem. Nelle Notizie di Roma trovo riportali
i

due

giorni.

fu interralo inflno al
di freccia.

petto,

ed ucciso a colpi

seguenti vescovi, eziandio risultato


1

santi martiri soffersero nell'anno


cristiani

33g. I seppellirono segretamente i loro


si

corpi, e la loro festa

celebra a'3o di no-

mie ricerche. Nel 729 Basilio Lindi 1 746 Lazzaro Uladagni della diocesi di Scutari. 1750 Giorgio Uladagni
delle
di

Sappa.

vembre,

della detta diocesi.

1765 Nicola Lindi

di

SAPPA

(Sappen). Vescovato d' Alba-

nia nella Turchia europea, nel governo


e pascialatico di Scutari. bia cercato sotto i

Quanto
di

di preciso nulla posso dire,

al luogo sebbene l'ab-

Sappa. 1 791 Giovanni Logorezzi di Brino diocesi di Scutari, traslato da Pulati. 1796 Antonio Angelo Radovanidelladiocesi di Scutari.

nomi

Sappa,

Salta,

Sciatta, Suacino, e
la

altri;

dappoich nul-

1808 Marco Negri. 1820 A lssandro Stimma. 1827 LazzaroUladagni Bianchi. 1829 Pietro Borzi della dio,

ne dicono, Tolomeo uella Geografia

cesi di Scutari

gi alunno del collegio

universale,

Baudrand

nel

Lexicum geo-

Urbano
fi*.

e parroco in detta diocesi.

1840
ri-

graphiciwijLe Quien, Oriens christianus, Casle\\aQo t Specchio geografico , il Dizio-

Giorgio Labella di Narni, minore

formatOjfatto da Gregorio
1

XVI,

il

quale

nario geografico universale stampato in Venezia, oltre altri dizionari geografici.


Solo mi riusc riunire
le

seguenti notizie.

a'26 novembre 843 gli surrog l'attuale vescovo mg. r fr. Pietro Severiuide'minori riformati. Ecco poi le pi recenti no-

86

SAP
Sappa. Tuttora
il

SAR
buee di cinghiali, attaccavano grosse
spi-

zioni sulla diocesi di

vescovo suffragane dell'arcivescovo di Antivari, e fa 1' ordinaria sua residenza


in

Sappa. Vi sono

la scuola pei chierici,

ne nelle cinture e nelle scarpe; abitavano nelle fenditure delle rupi , ove banchettando lautamente si abbandonavano
a tutti gli eccessi dell'intemperanza, impiegandovi il denaro che raccoglievano
I ss. Girolamo e Benedetto chiamarono sarabai i monaci vagabondi del loro tempo. SARACENI Gian Michele, Cardinale. Venuto alla luce da nobilissima famiglia di Napoli, e detto Girifalco da alcuni scrittori, fornito d'aurea indole, pot ne'gravi studi far lieti progressi, ed essendo arciprete di Torella, fu nominato da Carlo V all'arcivescovato d'Acerenza e Matera, chiese unite che ottenne nel i53i da Clemente VII. Intervenne sotto Paolo III al concilio generale, dove per la sua eminente dottrina fece una luminosa comparsa, e si acquist la riputazione d'uno de'pi dotti prelati di quell'augusta assemblea. Giulio III prima del pa-

ed un ospizio fondato nel 1 837 dalla congregazione di propagandante, la quale

d annui scudi 200


il

al

vescovo e sussidia

questuando.

bisognoso clero.

lica

popolazione catto numerosa di pi che 24,000 ani1, coi rispettivi

La

me. Le parrocchie sono 2


montagne. Le parrocchie
delli,

parrochi. Esse trovatisi in piano e sulle


in

piano sono

quelle di Bliuisti, Ghiadri, Gramsci, Co-

raci,

Daici,BaIba, Vierda, Sadegna, NaHoemeli, Demsciata, Trosciani con

chiesa dedicata alla Presentazione e con


possessione, Schiese, e Pistolli.

Le parroc-

chie nelle
las,

chic,

montagne sono quelle di ScelVigi, Chieci, Comani, Chielsa, AlsciFiersa. Nella montagna trovasi la
vescovile della dio-

chiesa dell'Ascensione del Signore.

SAPPIRIO. Sede
cesi

dell'Armenia maggiore, sotto il cattolico di Sis. Pietro suo vescovo sedeva ai

pato, essendo legato

latere dello stesso

tempi del cattolico Nierse. Oricns


t.

christ.

concilio, preso dalle rare prerogative del

i,p. 1444.

Saraceni,creatoPapalochiamaRomae
vescovile del Ponto Eusi-

SARA. Sede
no, di cui
:

destin a coprire parecchi decorosi impie-

conoscono due vescovi francescani Stefano nominato da Giovanni XXII nel 1 32 1 ,Cosimo trasferito da Cambalu o P.ekin da Urbano V nel 1370. Oriens chr. t. 3,p. 1 101. Wadingo ne'suoi annali chiama il 1 . episcopus Saraicensi

ghi^ tra gli altri quello di governatore dell'alma citt,ue'quali avendo ampiamente
corrisposto all'espettazione formata di sua
abilit e

prudenza, a'20 dicembre 1 55 ne coron il merito col crearlo cardinaprete di


s.

le
1

Maria
tal

in Araceli,

donde nel
gli

sis

Armenorum 3

il

2.

episcopus Sarai-

565 Pio IV

lo traslatal

vescovato di

censis Tartarorutn.

Sabina. Gi

Papa

nel

i56o

avea

SARABAITI. Falsi apostolici che comparvero nell'Egitto subito dopo la morte degli apostoli. Vennero chiamati Sarabaiti dalla parola ebrea sarab,die
si-

affidato l'amministrazione di Lecce,

che

dopo un anno rinunzi a

favore del nialtri

pote Annibale Saraceni, con

gravis-

simi carichi, e quello singolarmente d'e-

gnifica ribelle j perch col pretesto di se-

saminare

gli atti

del concilio di Trento,


s. s.

guire

la via

apostolica e di osservare fe-

e quelli per la canonizzazione di

Diego,
offizio.

delmente

la legge,

disprezzavano

supe-

insieme colla congregazione del

riori della Chiesa.

Sostenevano che Ana-

Con due altri cardinali fu destinato a comporre


i

nia e Satura

dendo
ni,

non avevano peccato nasconuna parte de'loro bee pretendevano che la propriet dei
agli apostoli
di povert. Si

litigi
i

tra'canonici regolari Lateradi

nensi e

monaci benedettini

Monte

Cassino, e decise co'colleghi in favore dei


primi. Inoltre fu de' 7 cardinali preposti all'infelice processo de'Caraifa nipoti

beni era permessa colla professione di po-

vero e

vestivano di pelli di

SAR
di

SAR
licosi
t,

87

Paolo IV. Dopo essere stato a 4 conchiuse


il

e famosi pel valore col quale fecero

clavi,

periodo de'suoi giorni in

tante conquiste, non senza grandi crudel-

Roma

neIi58o, di 70 anni non compiti. Trasferito il cadavere a Napoli, fu sepolto nella chiesa di s. Maria a Formello, nella

come lo furono

nella letteratura e nelsti-

la

medicina; e saraceno fu detto uno

tomba

di sua famiglia: nella chiesa di

s.

Maria sopra Minerva di Roma si legge un epitaffio eretto alla sua memoria.

che un genere d'architettura, che da'mori della Spagna si chiam talvolta ancora moresca il suo carattere essenziale consiste in forme svelte d'una
le piuttosto
:

SARACENIoSARCINI.Popoli
Ismaele
figlio di

del-

eccessiva leggerezza, e in costruzioni ardite.

l'Arabia, che pretendono discendere

da
e

Saracinesca

si

dice

una

sorta di ser-

Agar e

di

Abramo. La
sterile

ratura usata da' saraceni, ed anche una

moglie di questi, Sara, vedendosi

porta o cancello pensile di legno o di


ro, collocata sull'entrata

fer-

avanzata in et, indusse il marito, onde aver figli, a prendere e adottare per moglie di 2.
zia, la

d'una

citt

o di

una

fortezza, e sostenuta

da corde o da

ordine

la

sua serva Agar egi-

catene avvolte ad un subbio, dimodoch

quale avendo concepito prese a


la

dispregiare

propria padrona;

ma

Sara

con

cattivi trattamenti l'obblig a fuggi-

medesimo, o anche tagliansaracinesca cade con impeto, scorrendo dentro due canali o insvolgendosi
le
il

do

corde,

la

re di casa.

L'Angelo del Signore incon-

castri laterali, incavati nelle spallette della

tratala nel deserto la costrinse a tornare

porta

l'uso delle saracinesche quel-

presso Sara e ad umiliarlesi. Quindi A-

lo d'escludere al

nemico

l'entrata delle

gar die alla luce un


Ismaele;

figlio, cui

pose

nome

porte. Delle conquiste, irruzioni, invasio11 i,

ma quando Sara partor Isacco, da cui uscirono g 'Isra e liti (I7 ), non potendo veder pi di buon occhio Ismaele, locacelo di casa colla madre,e di venne padre d'un gran popolo, che abit l'Arabia Felice, o la Deserta, o la Petrea,e furono i discendenti chiamati Amareni o Agarei o Orientali. Ismaeliti, Saraceni, Arabi, Nabatei, Cedareni. Alcuni pretendono che saraceni abbiano preso questo nome quali discendenti da Saia. La prelesa religione che Ismaele insegn a' suoi 12
i

stragi e atrocit de'saraceni

ne parlai ai

loroarticolijlaondequi mi limitera qual-

che cenno indicativo. La storia araba essendo avvolta d'infinite nubi sino a Maometto, nulla se ne pu dire di preciso; si sa per che gli antichi arabi ebbero dei principi particolari che li governarono,
e chedierono spesso a'ioro vicini de'grandi soccorsi

contro

loro nemici. Questi

principi arabi furono vinti da' persiani,

dagli egiziani e da' re dell'Assiria. Ales-

sandro

il

Grande sottomise l'Argia, e


la

figli,

padri di altrettante trib, si chiam

voleva stabilirvi
suoi

sede del suo impero.


si

lsmaelismo (^), diversa dall'Islamismo


o Maomettismo
(/^.),

Jerotino re degli arabi

rese potente coi

che poi abbraccia-

Veramente il nome di saraceno non fu da prima comune a tutti


rono
gli
i

saraceni.

tempo che i successori d'Alessandro si facevano la guerra. Ircano re de'giudei im-

600

figli di

madri

diverse, nel

arabi,

ma

fu

proprio degli arabi delsi

plor

il

soccorso di Aretas re degli ara-

l'Arabia Petrea, indi

anche agli arabi dell'Arabia Felice, sebbene questi venissero con altri nomi chiamati, cio Omenti, Indiani, Sabei e Cusei. Simone Assemani ci die Saggio sulV origine, culto, letteratura e costumi degliaestese
:

bi, che assediava

Gerusalemme, da dove
sconfis-

lo cacci

Sca uro luogotenentediPompeo.

Qualche tempo dopo Aristobolo


se Aretas
ro:
gli

ed Ircano, ed

il

medesimo Scausgomre-

essendo entrato nell'Arabia,questo re


die 3 00 talenti per obbligarlo a
la

rabi avanti

il pseudo-profeta

Maometto^
assai bel-

brare

contrada. Abodas, che successe


fatto

Padova 1 787. Gli arabi furono

ad Aretas/u

morire da Silleo per

88

S A

R
nia, e

SAR
ricus di farsi consagrare dall'eretico Lucio persecutore dei
cattolici, indi fu
la

gnare in suo luogo. Contro Silleo, Erode il Grande re di Giudea fece la guerladri traconiti. ra, perch proteggeva Naceb generale degli arabi venne ucciso
i

cme Mos

concesso per pastore al-

regina e suoi saraceni nel pontificato


s.

in battaglia,

il

tiranno Silleo fu messo a

di

Siricio.

La

conversione per de'sa-

morte, ed Eneo detto Aretas gli successe per ordine d'Augusto,il che prova che

raceni,al dire dell'annalistaRinaldi all'an-

romani erano gi padroni di questo paesuoi re dipendevano da loro: se, e che ma veramente tale conquista non fu comi
i

no 372, n. o3, si deve as. Uarione abbate, il quale illumin la regina che chiama
1

Mauuia sul culto che co'suoi sudditi rendeva a Venere, colla predicazione del vangelo e colla liberazione di diversi invasati dal

pila che sotto Traiano:

Palma governagli

tore della Siria

sottomise

arabi nel
le leggi

demonio. Dopo aver


il

stabilito la

io3, ed allora abbandonarono

loro chiesa
la

santo mori, e fu allora che

barbare, onde ricevere quelle de* romani,

regina volle
l'

un vescovo cattolico,menla

come pi
bi spesso

ragionevoli e

umane. Gli ara-

tre

imperatore perseguitava

Chiesa

si

ribellarono, e Settimio Seve-

per seguire l'arianesimo. Altro vescovo


fu Eustachio, che sottoscrisse ai decreti

ro, Macrino e Aureliano li ricondussero sempre al dovere. All'articolo Arabia ri-

del concilio di Calcedonia del


la lettera
a

45 1, ed

al-

cordai

la

predicazione di
lui

s.

Paolo, e la
il

sinodale della 2. Fenicia all'imi

chiesa da
tico del

fondata, pel popolo

pi anse-

peratore Leone. Essendosi


visi in

saraceni di-

mondo, che non cambi mai


al

varie trib, essi ebbero altri vei

de, lingua e costumi. Dissi pure di altre

scovi,

quali

si

sottomettevano a'metroOriens
christ. f.2,p.

conversioni
lio

cristianesimo e del conciIII,

politani pi vicini, o a quelli da'quali e-

tenuto in Arabia nel secolo


gli eretici

con-

rano

stati ordinati.

tro fu

Arabi o Arabici (F.). Vi

85 1. A Parembola, sede

vescovile de'sa-

una trib di saraceni che al tempo di Valente imperatore del 364, essendosi
convertita alla fede di

raceni, dissi che divenne vescovo lo stesso

principe Pietro ordinato da Giovenale


patriarca di

Ges

Cristo, le fu

Gerusalemme,

e assist nel

assegnato un vescovo, che fu qualificato

43 1
lao
del

al concilio d'Efeso.
gli

Auxilio o Auxo-

vescovo de'saraceni o della trib de* sail metropolitano di Damasco, e Mos ne fu fatto vescovo a richiesta di
raceni sotto

successe, fu al concilio di Efeso

pessa

Maria regina de'saraceni. Questa princidopo aver devastata la Fenicia del Libano, la Palestina, ed una parte dell'Arabia, e dopo aver sconfitto i due generali dell'armata di Valente,
far pace se

449> e S1 un > a Dioscoro eutichiano. Giovanni intervenne a quello ricordato di Calcedonia. Pietro II sedeva nel 47^. Valente sottoscrisse nel 5i8 la lettera sinodale di Giovanni patriarca di Gerusalemme, contro Severo e suoi aderenti.
Pietro III sottoscrisse
la

non

volle

sentenza che

il

che sarebbe dato a'saraceni per vescovo il detto monaco Mos. L'imperatore vi accona condizione
senti, e

non che

concilio delle 3 Palestine, tenuto in

Ge1

rusalemme, decret contro Antimo e altri monofsiti. Il Terzi,vS7rz sagra p. 3


1

Mos venne consagrato

dal

me-

parla di Saracene citt vescovile dell'Arabia, suffraganea del metropolita di

tropolitano di Damasco, non avendo voluto recarsi a


tal fine in Alessandria, giac-

Da-

masco, e che ne
pose
il

fu

vescovo Eustatio che

ch quella sede era in allora occupata da Lucio intruso dagli ariani. 11 Platina, Vite de Pontefici) in quella di s. Siricio del

suo

nome

all'epistola sinodica del-

la provincia.

Dice che questi saraceni trae-

vano

385

parla delle conquiste e vittorie sui


di detta regina

dai I' origine dagli antichi sceniti, madianiti, da Sara, da Ismaele, da Agar

romani

che chiama

Mmi-

secondo le

di verse sentenze.

Aggiunge che

SAR
i

SAR
Ammiaa dilatare
le

89
il

saraceni erano avvezzi a vivere di ra-

buto. I saraceni presto abbracciarono

pi iie,riportando

queste parole di

maomettismo e cooperarono moltissimo


conquiste
stesse, essendosi

no

lib.

2:

Saraceni, nec amici nobis unultro citroque

quam, nec hostes optandi,

lui assoggettati.

Dopo

la

morte

di

Maoil

discurrentes, quidquid inveniri poterai,

metto, Abou-Beker suo suocero prese

momento lempovis vastabant, eie. Omnes


pavi sovte bellatores } saeminudi, coloratis sagidis pubetenus amidi, equorum adju-

nome
tano

di Califfo,

che significa successore,

mento pernicium, graciliorumque carnelorum per diversa raptantes. Si pu vedere Pellettier, Histoire des Sarrasins. Nel 4^o saraceni si recarono col loro
i

Muhavia generale del sulOmar, altro suocero di Maometto., nel 632 sconfisse Ormisda Gasdegird re di Persia {V.\ e fece passare questa moerede, vicario.

narchia sotto

il

dominio de'saraceni, del

ramo degliArtassercidi.Omarpoi ne!632


invase la Sria ed Antiochia {V?), e nel

re Alamondaro, d'animo grande e bellicoso,

ad aiutare
gli

persiani contro l'im-

635 s'impadron
lasci
il

dell'Egitto (F.)e fu 2.

pero greco d'oriente,


te

ma
1

prodigiosamensi

califfo e successore di

Abou-Beker.

Omar

Dio

pose tanto spavento che

tra-

titolo di califfo e prese quello di

boccarono
frate,

in numero di 00,000 nell'Eucome leggo in Jlinaldi, il quale

Etnir Maumeninjche significa Signore o


principe de' credenti. Tuttavia
ri
i

successo-

moltissime notizie riporta de'saraceni, e

legittimi di
di Califfo,

Maometto ritennero il noed essendo primari capi mussulmana, riunivano


i

qui
l'i

le

accenner. Nel

5og danneggiarono
ti

me

m pero e martirizzarono alcuni san


s.

mo-

della religione

naci ;mai saraceni profana tori del la chiesa

nelle persone loro

1'

autorit spirituale e
il

di

colla

Teodoro furono tutti da Dio puniti morte. Nel 6121 saraceni invasero
impero, guastarono
la

temporale, l'impero e

sacerdozio, a gui-

sa de' primi imperatori romani, per cui

le provincie dell'

sovranamente decidevano
di dottrina,

di tutti

punti

Soria, e grandi rovine fecero nella regio-

ne Gazense. Frattanto il fanatico Maometto idolatra dibassa nasci ta,o secondo


altri de'signori della

dominavano sui popoli e accordavano investiture ad altri principi


maomeJtani.Treramisi conoscono di cai.i Rachedi o Rachedis, cio discendenti in linea retta da Maometto, quali posero la sede del regno a Medina, citt celebratissima d'Arabia nell'Hedjaz, ove nella principale Moschea [V.) o tempio de'turchi (de'pi magnifici e rinomai

Mecca, che si diceva derivare da Ismaele, divulg la sua nuova religione, mostruoso miscuglio di cristianesimo e di giudaismo, immaginato

liffi:

per distruggerli ambedue. Siccome l'Arabia era divisa


nella credenza nelle reli-

gioni ebrea, cristiana e idolatra, perci

ti

parlai ne'luoghi ove sono), eretto dallo

furbescamente accord a ciascuna qualche cosa, lasciando a' voluttuosi arabi libera dissolutezza di costumi, onde pi facilmente trovar seguaci, anzi promise tutti
i

stesso

Maometto, questi vi fu sepolto con Abou-Beker e Omar, e perci in gran vei

nerazione presso

turchi. Nella Meccaco-*


rivolta la

me

patria di

Maometto pure

piaceri del senso nell'altra vita.

La sua

loro divozione con pellegrinaggi, deno-

Era{V.) incominci nel 622, quindi accompagn le sue predicazioni e legislazione colla spada,
il

minata
la del

la

Santa, come prima sede di sua


la

potenza,con famosa moschea e

pi bel-

ferro e

il

fuoco, onde
conquiste; a

maomettismo:

residenza di

uno

rapide ed estese ne furono

le

motivo
esaltato

di
i

avere

l'

impostore Maometto
le

suoi settari a prender


le

armi
tri-

che di cesi discendente diMaometto;vi sovrano e sacerdote,godendo grandiose rendite, oltre i doni che inviano
sceriffo
i

per obbligare tutte


ciare
la

nazioni ad abbrac-

principi e turchi doviziosi. 2.

Califfi
si

loro religione o a pagare voi. LXI.

un

propriamente detti

Omniadi, che
7

sta-

go

SA

11

SAR
mente sono, e le regioni che abitano, professanti il maomettismo. Nel 672 sarai

7 bilirono nella Siria (T .), ed ebbero Da3.Gli Abbassidi che masco per capitale.
succedettero, si stabilirono a Bagdad 7 r (T .) o Babilonia (Z .), e di l estesero ben
li

ceni

si

sforzarono pi volte di vincere Co-

stantinopoli,

ma

furono

rotti e moltissi-

lungi la loro potenza, sino in Africa^.),


in Sicilia

(V)

e nella

Spagna (V). Ma
ed
il

l'autorit loro fu in appresso abbattuta

mi perirono sommersi. Nel 675 entrarono nellaSpagna,ma furono superati e vinti dal piissimo re Vamba. Per averpace,nel

annientata da'governatori delle provincie

676 divennero

tributari dell'imperatore
il
li

pi lontane,

quali sollevatisi scossero

greco Costantino 111 Pogonato,


cessore Giustiniano
II

cui suc-

giogo de'loro capi, e presero essi medesimi il titolo di califfi, non pi riconoscen-

nel

685

vinse e

soggiog;

ma

colla perdita
si

che nel 6q2

do ne'loro sovrani se non che capi della religione maomettana, a'quali tributavano vani omaggi. I maomettani d'Egitto, scosso il giogo de' califfi di Bagdad, nel1*870 posero loro califfi al Cairo: mori
i

fece dell'Armenia,

apr

to ai saraceni, che nel

un ampio adi696 operarono ali

dell'

Africa furono loro soggetti fino

al-

tre conquiste in Africa. Nel 707 rientrarono nella Spagna, cio saraceni che aveano sottomesso le coste dell'Africa lungo il Mediterraneo, la Sicilia e altre isole.

l'invasione turchesca.

nazione de' saraceni


riori
si

Laonde la barbara non va confusa con

Agli articoli delle citt e stati marittidel

mi

Mediterraneo e Adriatico, parlai

quella de'turchi, co'quali ne'secoli postetrasfuse.

delle scorrerie e piraterie de'saraceni, co-

Turchi (V.) impadroniti


quiste de' saraceni,
il

Essendosi finalmente i di tutte le concaliffato fu intera-

me purea
11

Schiavo dicendo come frenate,


essi

eziandio quelle posteriori de'barbareschi

conte Giuliano era stato spedito ad

mente
califfi

abolito, e l'autorit spirituale dei

come ambasciatore,
fu violata
te

allorch la sua figlia


di
,

pass nelle mani del muft, ricono-

da Rodrigo re

Spagna.
invoc

Il

conven-

sciuto in oggi

come capo supremo


la

della

vedendosi oltraggiato
loro

la

religione

mussulmana. Pare che

vasta

detta de'saraceni, e questi

comandati da

potenza de'saraceni terminasse nel secolo

XVI, quando perderono


chi venuti dal

l'Egitto.

tur-

Turchestano

in Asia,

aver abbracciato

la religione

dopo mussulmaotto-

na de'saraceni, formarono l'impero

mano,

e di Costantinopoli [V.) fecero la


resero tributaria

sede de'loro imperatori o gran sultani.

emir conquistarono gran parte 712 Cordova (F^che poi divenne califfato e.sussist sino al o3 1 in cui o prima si operarono gli smembramenti con l'erezione de' regni di Badajoz, Murcia, Granata, Saragozza, Ma/orica Valenza,Siviglia, Toledo e Cordova

un

della regione, e nel

Nel 63gi saraceni


l'Africa,

si

(Z
le

r
.).

Immensi furono
fatti

mali,

gli

oltraggi e

occupando quanto aveano conquistato i Fondali (V.), Verso il 660 cominciarono a dare il guasto alla Sicilia, e poco dopo in vari tempi si resero padroni di quest'isola, come anco della Calabria (V.)e di altre vicine contrade
:

crudelt

da'saracenia'cristiani, co-

me ovunque, pel

fanatismo di far loro absagri templi,

bracciare per forza e con violenza l'assur-

do maomettismo;
trove
,

come

al-

nel
i

furono manomessi, profanati e ridotti a moschee, oltre quelle che essi edificarono. In questo secolo
,

669
la

grandi uccisioni di cristiani fecero

certi cristiani

saraceni in Sicilia. Altri riportano al

668

conquista dell' Africa, ovvero di altre

provincie gi possedute dai romani,


la
i

come

avendo adottato il maomettismo r o islamismo, si dissero Agareniani {J .). Nel 7 7 i saraceni cinsero d' assedio Coapostati
1

Barbaria e le Mauritiane(V !), cui abitanti si chiamarono perci saraceni e


mori. Nell'articolo Mori
dissi chi

stantinopoli,

ma

miracolosamente

per virt divina furono sconfitti e ributtati; ab-

propria-

bandonato

l'assedio, l'armata fu distrutta

SAR
dalle tempeste marittime, e dalia pioggia
di grandine infuocata:
ilo
i

SAR
quisto dell' isola di Sicilia, ove
so bottino, eziandio a ni della
cacciati
s.
i

91
i

saraceni

particolari

si

pon-

leggere nell'annalista Rinaldi. Nel 7 1 Pelagio redi Leone e delle Asturie di Spa-

aveano fatto di verse irruzioni con immendanno Ut Patrimo-

Sede

(V-).

Laonde

saraceni,

gna con manifesto aiuto di Dio, vinse completamente i saraceni che volevano invadere suoi stati. La prima occupazione dell'isole di Sardegna e Corsica sembra
, i

greci che la signoreggiavano, si

dilatarono indi in Calabria, e pi tardi in


altre regioni, con lunghi e incredibili di-

che
cisi

722. Chiamati a danno della Francia (^.), ne furono ucl'effettuassero verso


il

V Italia (P.), che rest inondata di sangue, di stragi, di rapine e d' osastri di tutta

gni eccesso deplorabile. Soggiacendo alle


loro scorrerie anche Ostia (F.) nel litorale de'dominii della chiesa

725; indi rinforza ti,nel7 29 fecero nelle medesime GalHe (V.) grandissime stragi. Per verso il 73i furono vinti e messi in fuga da Carlo Martello, cio i saraceni di Spagna con Abderamo loro re, il quale con 400,000 combattenti avea occupato la GalliaNarcol loro re nel

5o,3oo

romana, Papa

Gregorio IV
a

nell'

828

la cinse di

mura

e fortificazioni,

onde impedirle e
i

servire

che Gregorio IV port a


ss.

Roma come antemurale. Dissi a Porto Roma corpi dei


Marlin che
i

vi si

veneravano

e fece
anni-

bonese, e ci ad istigazione di

Eudone du-

smantellare
dassero

la citt, affinch

non

si

ca d'Aquitania

questi dipoi pacificatosi

corsari saraceni,
s.

che poi distrusRaffina o Sel-

con Carlo, contribu alla quasi completa distruzione che ne fece quel prode, e fu la
salute della Francia.

sero la citt vescovile di

Avendo
il

saraceni in-

va Candida (F.). A Ramiro I re di Leone e delle Asturie, nell'844 riusc col divino aiuto di respingere le forze saracene^

vasa la Provenza, e dato


nel

guasto a Nizza,

738

li

cacci

Carlomanno. Nel 781

l'impero greco divenne tributario de' saraceni,! quali nutrivano implacabile odio

che miravano a usurparne il dominio. Il Severano, Memorie delle sette chiese di

Roma,
rono

p.

167, narra che

saraceni afri-

contro greci, onde ne di ven nero i pi


i

fie-

cani, nell'846 all'improvviso saccheggia-

ri

e arrabbiati nemici. L'origine di que-

Roma
la

con

istrage,
s.

sto risentimento cominci sotto l'imperatore Eraclio,


sia
il

giarono

Chiesa di

non che sacchegPaolo (F.), e le-

quale nell'impresa
i

di

Per-

avendo assoldato

saraceni,

dopo aver

questi date prove di gran valore e fedel-

varono dalla Chiesa di s. Pietro (V.) tutgli ornamenti, gli ori e gli argenti che decoravano la confessione e le porte, ma
ti

diminuir le paghe, e chiamangrandemente g' irrit. Allora i saraceni s' infiammarono di vendetta, e non respirarono che l'esterminio degli stat, fece loro

l'Apostolo
tisi
i

li

castig.

Imperocch, porta-

doli cani,

saraceni a depredare anche

Monte

Cassino (V.)) essendone impediti miracolosamente da un fiume cresciuto all'improvviso, bruciati per dispetto di versi luo-

ti

greci

in oriente

che

in occidente,

come

osserv Rodol, DelC origine del

rito gre-

ghi del monastero, s'imbarcarono per tor-

co in Italia, lib. 1, p. 35. All' 820 si riporta la presa di Palermo capitale di Sicilia, fatta

nare

in Africa,

ma mentre erano
per
la ricca

vicini algli

la costa giubilanti

preda,

dai saraceni; neU'82 2 occupa-

rono Candia (7^), e nell'82^ nuove invasioni pat la Sicilia, nelle parti dominadel dominio della

Dice Borgia, Breve istoria s. Sede nelle due Sicilie, p. 1 04, che il greco Eufemio recatosi nell'Africa, oper in modo che quel re
te dai greci.

apparvero i ss. Pietro e Benedetto, e rampognandoli delle commesse depredazioni e atrocit, li minacciarono di punizione. Questa non tard, poich insorta terribile tempesta, le navi urtarono ne'scogli e tutto peti, tranne alcuni naufraghi per narrare
il

miracolo.

maomettano

s'invogliasse del pieno con-

divisione del principato

Salerno parlai della Beneventano e


,

SAR 92 come contendenti chiamarono ciascuno


i

SAR
Macedone furono superati nell'88o,e vinti nel mare di Napoli. Tuttavolta furii

in aiuto

saraceni d'Africa, ed
i

saraceni

di Spagna,

quali con impeto commisero

molte barbarie. Nell'847,dice Rinaldi,che


i

saraceni sconfssero l'armata navale dei

bondi barbari disperatamente incendiarono l'insigne monastero di s. Vincenzo di Volturno, e posero a ili di spada 1 monaci. Presso la basilica di
s.

veneziani. Neil' istesso anno, pel timore

Paolo, per

del ritorno de'saraceni, i romani

10 certe formalit nell'elezione

ommisedi s. Leo-

metterla al coperto de'saraceni, Giovanni

ne IV.

11

Papa magnificamente reintegr

le spogliate basiliche e chiese di

Roma,

il

che saputosi dai saraceni, nell'849 con armata navale si avviarono alla citt per
predarle.
tarli 5 e
Il

Vili fabbric Giovannipoli(F.).\x\o\ivQ Giovanni Vili nell'882 don a Docibile duca di Gaeta ed al suo figlio Giovanni, il patrimonio che la chiesa romana possedeva diTraetto e Fondi, acciocch guerreggiassero contro
fecero.
i

Papa

part per Ostia

ad affronque-

saraceni
i

come

poi

con

l'aiuto de'napoletani e di

Continuando
i

successi de' greci

gli altri

che notai a Porto, distrusse ediquesti dipoi


s.

contro

saraceni, nell'884 ricuperarono

sperse la flotta, facendo molti prigionieri.

le citt di s.

Severina,
i

Amantea e Tropea
li

Con

Leone 1

V (F

'.)

si

gi loro nido, ed

saraceni che presero

serv per fortificare le

mura di Roma,

passarono colla spada,

gli altri si rifugia-

Leonina (F.) t comprese la basilica di s. Pietro, oude salvarla da altre aggressioni, a vendo applicato un'orazione pei napoletani che in mare combatterono i saraceni. Nella biografa di s. Leone IV ricordai pure, che nuovamente avendo i saraceni occupata la Corsica (V.) e la Sardegna (V.), die ai fuggitivi abitanti luonella fabbrica della Citt
nella quale

rono

in Sicilia. Nicolai,
1

De' bonificamenti
07, deplora
le frele stra-

delle terre Pontine, p.

quenti e feroci scorrerie, le rapine e


gi de'saraceni nel

IX

secolo,

quali occu-

pati

luoghi marittimi, specialmente del

Lazio (V.)> piombavano nelle citt e campagne prossime, saccheggiando e talmente


si

spaventando

gli

abitatori, che dispersi

rifugiavano altrove, costringendo a pas

ghi per abitare


trarci
il

e terre per coltivare e


la

gar loro tributi anche Roma. Per


festi

in-

sostentamento. Dipoi

Corsica

ladroni le popolazioni delia


di

Campadelle

fu liberata da

Ugo Colonna, speditovi da


p. 11

gna e Agro
citt e

Roma^F.), massime
al

Papa Stefano V. Racconta Severanoa


295, che Lodovico
d'Italia
i

imperatore cacci

saraceni, ossia dalla Puglia, Be-

nevento e altre provincie; ed soldati suoi eh' erano morti nel conflitto, furono sepolti nella Citt Leonina, ove fu poi eretta la chiesa de' ss. Michele e Magno. Fatalmente i saraceni furono richiamati in
Italia

mare, per le successive devastazioni o per evitare massacri, gli abbandonarono, onde luoghi e le terre restarono desolate e divennero malsane. In questo secolo anche la Sabina
luoghi vicini
i

(V.) pi volte fu invasa e rovinata dai

da Lamberto duca di Spoleto, e da Adalberto marchese di Toscana, danneggiando le Alpi marittime. Non and guari che g' irrequieti saraceni stando per occupare Roma, Papa Giovanni V III nel1*877 li quiet con prometter loro l'anuuo tributo d25,ooo mancuzi d'argento, moneta di quel tempo. Indi i saraceni fecero gravissimi danni per l'Italia, ma combattendo contro l'imperatore greco Basilio
il

medesimi barbari. A'saraceni non mancarono fautori e collegati, e perch Anastasio vescovo di Napoli fece lega con loro, Giovanni VIII lo scomunic. Nell'885
il

contedi Capua Atenulfo sped in

Roma

ambasciatori a Stefano VI, perch l'aiutasse a

bandire

saraceni dal Garigliano.


i

Se deve

credersi a Novaes,

saraceni sac-

cheggiarono barbaramente Roma nel1*896 (comedice nella Sloriadi Clemente

VII,

n. 9). In questo stesso secolo e sei

guenti, gli ungheri ed

saraceni posero a

SAR
ferro e fuoco
il

SAR
ni in

93

Piceno

(^) 3 non anelan-

polo cristiano, volle in persona intervenire a questa guerra. L'esercito de'cristia-

do che prede e sangue, come riporta Colucci in tanti luoghi delle Antichit Pi-

due bande

divisOjStrinse

da ogni

la-

cene,

Papa Giovanni

conferm ai no-

to

ni

minati duchi di Gaeta i concessi patrimoper aver gloriosamente combattuto


,

saraceni, e per 3 interi mesi ne tenne forte e vigoroso l'assedio. Privi questi di
i

viveri, attaccato

il

fuoco alle proprie case,

pr amore christianae fdei delere saracenos de cuncto territorio A postolorum, seu et de


contro
i

saraceni, e procurato

sbucarono impetuosamente fuori de'loro recinti,esi dierono a precipitosa fuga,ritirandosi nelle montagne e vicine selve:
cristiani
i

'

Beneventanis partibus. L' epoca del discacciamento de' saraceni dal castello di

gl'inseguironoene sagrificarono un gran numero. Nel 938 Ramiro II re


di

Garigliano gloriosa per Giovanni X, ed

Spagna ottenne una miracolosa

vitto-

avvenne nel 91

5, recandovisi in
(

persona

ria sui saraceni; in seguito fu

bruciata iu

alla testa della Milizia

'.),

e assistito

non
a-

Italia
ci,

una loro armata da quella de'gre-

solo dai baroni di quelle contrade,

ma

e furono cacciati dall'isola di Candia.

iutato eziandio opera subditorum fidelium suorunij praecipue marsicanorum 3

la

Dalla lunga dominazione de'saraceni nelSpagna, i cristiani furono chiamati mila


il

cquivulorum i hernicorum, ve li terno rumane. Rodot riferisce che


forti nel
i

xti arabes, per cui


di quel

particolare liturgia

saraceni fatti

paese prese

nome

di

MozzaraI

Garigliano, scorrendo da per tut-

bica (F.). Nel

972 Guglielmo

conte di

aveanodevastato lo stato romano, capuano e beneventano; echei danni gravissimi da loro recatasi debbano in gran parte attribuire alla malvagit di alcuni
to,

particolari conniventi, singolarmente di

quei di Gaeta,

quali per trarre proftto

de* loro ladrocini, contro ogni dovere di

religione e di giustizia

loro prestavano

Provenza sradic dalle Alpi marittime e dalla Provenza i saraceni, animato all'in presa das. Maiolo, che avendo sperimentato nella propria persona le crudelt che questi barbari erano solili usare, compiangeva que' poveri cristiani che di quando in quando a costoro cadevano nelle mani. Ottone I imperatore d' occidente cacci
d' Italia
la
i

aiuto e soccorso.

principi di Benevento
tali

saraceni, e ritenne la Puglia e


s.

tentarono pi volte di snidar


dieri,

masna-

Calabria, ch'erano della


I

Sede, a

ti-

ma

siccome questi ricevevano rinparte del Mediterraneo, face-

tolo di conquista.

greci cederono le loro

forzi dalla

pretese su queste provincie, ingrazia del

vano sempre valorosa resistenza. Anzi divenuti oltremodo insolenti, si gittarono


con funestissime scorrerie sul ducato romano, desolando le chiese e le famiglie
degl'infelici cristiani, fecero languire nelle

maritaggio d'OttoneIIconTeofania,figlia
di

Romano imperatore
tolse
i

greco, alla quale

fu data in dote la Puglia e la Calabria.

Questo non

che greci, unitisi poi coi

saraceni, procurassero di spogliarci tedeschi di questo paese.

miserie

popoli

e divorarono le ren-

dite delle terre pontifcie.


eccessi indussero

Questi nuovi

credi gentiluomo

Ma nel 1008 Tannormanno pass nella


figli,

Giovanni

uomo

di

Puglia co'suoi 12
bili

e con un'armata

gran coraggio, a stringer lega co'principi


confinanti e vicini, per isterminarli dal

di prodi avventurieri riport considera-

vantaggi sui saraceni e sui greci.


i

Da

Garigliano. L'armata navale che a vea richiesta alla corte greca di Costantinopoli,

quel tempo in poi

Normanni

(P.) di-

vennero signori della


che
in

Sicilia e di Napoli,

guidata da Nicol patrizio, venne a chiu-

e ne riceverono l'investitura dai Papi, an-

der loro la via del mare e ad impedire


soccorsi che
11

premio

di

aver debellati
coi

saraceni

potevano sperare dall'Africa.


il

e per difendere quegli stati dalle loro aggressioni.

Papa per maggiormente animare

p-

Le convenzioni

normanni

94

SA

R
diante
la

AR

per cacciare i saraceni incominciarono da Sergio IV Papa del 1009. Benedetto Vili

quale fu ricuperata da'saraceni

che gli successe, non potendo tollerare che


i

Gerusalemme (V.) e diverse provincie, ond'ebbero luogo accani te e lunghe guerre, l'istituzione del

saraceni di frequente assalivano

lidi

del

regno

di

dominio della s. Sede, radunato copioso esercito navale,

me e

d'altri principati

sovrani

Gerusalemlatini, non

li attacc nel mar Tirreno ne riport mirabile vittoria. Prima di questo tempo e nelioo4, Pisa(F.) d'or-

che l'erezione di molte sedi vescovili. Strepitosi avvenimenti che narrai a Crociate e
le

articoli

relativi

riportando tutte
i

dine di Mugeto re de'saraceni di Sardegna, fu messa a sacco e fuoco. Benedetto

quelle combattute contro


tari (F.)
gli stati

saraceni, dal-

quali derivarono insigni Ordini milit

Vlllper
cit
i

la

devastazione di Luni{F.) ec-

principalmente per difendere


lo-

pisani e
la

Genova (F.) a

liberar la

conquistati dai saraceni e far

Sardegna dai saraceni, come eseguirono valorosamente. Nel io63 Papa Alessandro II ricev dai normanni, per
Corsica e
la

ro continua guerra.

Non

ma

gran

vittoria riportata
egli

sopra saraceni,
i

4 cammelli, ed
s.

mand

loro

uno

sten-

dardo benedetto, acci colla protezione di


Pietro potessero distruggerli, concedena quelli

do indulgenze

che avessero guer-

reggiato per liberare! luoghi di Sicilia an-

cora occupali dai saraceni.


i

Nondimeno
i

normanni

talvolta assoldarono

sarace-

come Roberto Guiscardo^! quale portatosi inRoma nel 1084


ni nel loro esercito,

anche i successori piamente grazie spirituali e indulgenze a quelli che avessero combattuto saraceni. Contro di questi prima e dopo tale epoca, anche iconcilii promulgarono crociate, e presero molte provvidenze sopra gl'immensi danni che recavano saraceni, e sopra le funeste conseguenze della loro coabitazione coi cristiani. Pisa e Genova colle loro flotte assai danneggiarono i saraceni, e furono benemerite della crii i

Urbano II, accordarono amsolo

stianit.

Neh i3g

Alfonso

di

Portogal-

per liberare
i

s.

Gregorio VII dai tedeschi,

lo (F.)

divenne re dopo
le

la strepitosa vit:

saraceni di Lucer

(F)

vi

commisero

toria riportata sui saraceni

a tale arti-

quelle carnificine e devastazioni che mai

colo riportai

avea provato l'alma

citt in

modo

tanto

vol.LVIII, p. 166. Vittore HI sped nel r 086 una formidabile flotta navale in Africa, composta printerribile e lo rilevai nel

benemerenze de're portoghesi Dell'aver tante volte combattuto i saraceni, ed altrettanto dico a Spagna,
pel zelo col quale fecero
il

simile

suoi re.

L'imperatore Federico
saraceni del

II si col leg coi

cipalmente coi navigli di Pisa e di Ge-

nova (F.)
stiano,

e riport

completa vittoria

sui

reame di Napoli, a' quali $. Chiara mostrandola ss. Eucaristia, libeil

saraceni, acerrimi nemici del

nome

cri-

r dall'assedio
si dall'eccidio.

suo monastero, ed

/ssi-

che nelle loro frequenti invasioni facevano Schiavi (F.), che obbligavano
al

Gregorio IX
i

mand misi

sionari per convertire

saraceni alla vera

maomettismo e trattavano crudelissimamente: vi perirono 100,000 nemici, e fu presa Mahdia all'oriente di Tunisi (F.)
e questa citt ancora. Alfonso

fede
pi

a Missioni pontificie celebrai

Pa-

come sempre furono


i

solleciti della lo-

ro conversione; ed a Vescovi in partibus


dico di quelli cui
titoli

IV

re dr
y

Papi conferiscono
i

Leon espugn la citt di Toledo (F.) che da 36o anni soggiaceva al dominio saraceno. Urbano II nel 095 attu il gran pensiero 'xs.Gregoro FIl{F^fi\ libera1

delle sedi vescovili,

cui luoghi soi-

no occupati dai maomettani. Furono


slituiti

per

la

liberazionedegli schiavi
,
i

fatti

dai saraceni

benemerentissimi ordini

re

il

Santo Sepolcro (F.)


la

gli altri

luoghi

de\hMercede(F.)

e della ss. Trinit della

di Palestina (F.) dalle

mani de'sarace-

i,con promulgare

Crociata (F.), rac-

redenzione degli schiavi o Trinitari (F.). Manfredi usurpatore del regno di Sicilia

SAK
e naturale di Federico
si

s a a
per manteneralle forze navali degli ordini equestri
:

95
GePapi

li,

nel potere invoc l'aiuto de' saraceni,


assalite

onde Papa Urbano IV vedendo


le citt di

Romagna (?),

fece predicar

rosolimitano e di s. Stefano (V.) i furono assai eminentemente benemeriti per impedire ai saraceni ed ai turchi la
dilatazione delle loro conquiste. Mi

la crociata e la
ti

sagra guerra, per cui mol-

gode

furono Crocesegnati ( V);

ma

per l'idi
ritirarsi

l'animo a onore del papato di avere pel


i. raccolto e

peto de' saraceni nel 1262 dov


a Orvieto.

pubblicato notizie sulla

Ma-

Luigi

IX (V)
i

re di Francia,
la cro-

ardente di zelo religiose, part per


ciata

rina pontificia t nelle proporzioni impostemi dalla natura essenziale di questa

onde ricuperare
gli

luoghi santi

ri-

mia opera. Nondimeno


ticoli

tutti gli altri


i

ar-

conquistati da'saraceni,

ma

ne rest

vit-

tima e merit
1

onori dell'altare. Nel

267

saraceni di TSocera de 'Pagani(P'.)

ribellarono a Carlo I re di Sicilia, a sommossa del pretendente Corradino; ma furono dispersi e costretti a farsi cristiani. Carlo II dipoi con severe leggi nel 1295 cncci dal regno di Napoli superstiti saraceni, pel grave danno che ne derivava alla religione. Papa Giovanni XXII socsi
i

corse

re di Maiorica contro

saraceni,
Il

e invi missionari per convertirli.


glie e schiavi saraceni,

suc-

cessore Benedetto XII ricev molte spo-

per

la

insigne vit-

toria nel

34i riportata su

di loro dai re

ed relativi ponno di molto compensarne la brevit, e supplire a tutte quante le notizie che la riguardano, come Porto o Porti dello stato pontificio, Malta e altri. Fra le nazioni che si distinsero nel combattere i saraceni con poderose flotte, certamente primeggia Venezia (I7.). Ferdinando re di Spagna ebbe la gloria di estinguere nella Spagna il dominio saraceno, colla presa di Granata(F.) e suo regno, cacciando da tutti suoi domimi 800,000 ebrei e saraceni. Vuoisi che Alessandro VI abbia confermato V Inquisizione (V.) istituita nella Spagna, per impedire l'orribile meio esso citati
,

di Portogallo e di Castiglia.

Urbano

V
in

scolanza di cattolicismOjgiudaismo e

provoc
che
i

gli aiuti di principi cristiani

mettismo per

difesa dell'isole di

Rodi

e di Cipro (V.),

saraceni d'Egitto e di Babilonia vo-

levano aggredire. Nel 1 4 8 Martino

V fe-

ce bandir la crociata, per la guerra che

Giovanni

II

re di Portogallo intraprese

maoGi la storia de'saraceni si compenetra con quella de'turchi. Laonde mi limiter a dire, che nel 1 6 1 oFilippo III espulse dalla Spagna 900,000 saraceni che vi erano ancora qua e l annidati, ad onta delle 5 00 o
le false

conversioni.

per lo sterminio de'saraceni. Papa Nicol

battaglie date loro dai suoi predecessori. I


il

V
te
ni,

fece di tutto

perch l'impero d'orien-

gitanos, trib

nomadi

della Spagna,

non

fosse conquistato dai

maometta-

che per nel 1 453 presero Costantinosuccessore Calisto III(V.) avenfatto

poli. Il

do

giuramento

di far

guerra
lo

ai sa-

capo risiede in Saragozza (V.) 9 discendono dai mori o saraceni conquistatori della regione. Presentemente gli avanzi degli antichi saraceni sono in parcui
te soggetti ai turchi, ai persiani, e a principi particolari

raceni ed ai turchi, e liberare Costanti-

nopoli

quando diveniva Papa


la gloria

man-

tenne: pertanto fece allestire una flotta


navale, ond'ebbe
d'essere ili.

pagano , e molti fra essi un tributo a'primi. Cos termin la loro


estesa e formidabile potenza,

che fece

tre-

Papa che pose in mare un'armata potenr te. La I\larina(f .) militare pontificia ebbe origine per raffrenare
la

baldanza sacri-

racena e turchesca, a vantaggio del

mare l'Europa, l'Asia e l'Africa, che domin in tante parti e ne fu per tanti secoli il terribile flagello. A gloria del vero non debbo per tacerebbe questa nazione
guerriera, che aspirava a diventar padro-

stianesimo ovunque minacciato; e pugn

pi volte con successo e valore, insieme

na del mondo,

si

dichiar in

modo

par-

96
fr
si,

SAR
un ricovero
cacciati
alle lettere,

SAR
l'invocazione della B. Vergine Maria del
Pilar,

ticolare in favore delle scienze. Essa of-

ed

agli studio-

nondimeno

costituiscono

una metrae

o fuggiti da
i

Roma

e da Atefi-

tropolitana. Quella della


il

Madonna
ss.

ne. Si coltiv tra


losofa, e
rali nelle
ti

saraceni o arabi la

suo

nome

dalla statua della

Vergi-

si insegnarono le scienze natuaccademie del Cairo, di Costan-

na, di Bassora, di Fez, di Tunisi, di

A-

lessandria, ec. Si tradussero allora in a-

ne che ivi si venera, eretta sopra un' alta colonna di diaspro,e di gran divozione soprattutto in Aragona: adorna di pietre preziose, e circondata da una quantit di

rabo

le

opere principali declassici greci


;

lampade d'argento sempre ardenti.


pitolo
si

1 1

ca-

e latini

si

tradussero pure varie opere


la

matematiche, especialmente

geometria
il

d'Euclide. Gli ebrei medesimi ebbero

componedii3dignit,la i. delle quali il decano, di i5 canonici, colle prebende del teologo e del penitenziere
in ciascuna, edalternativamente ufficiano
la cattedrale del ss.

permesso di

stabilire le

accademie o
di

le

loro scuole di Flora e di Piendebita, nelle vicinanze di


il

Salvatore e quella dela

Bagdad, sotto dominio de'saraceni, e unitamente ad

Coufah e

la B.

Vergine. Nella

i.

vi

sono partico3 medio

larmente addetti
1

rationarios de men1

essi si

dedicarono con qualche frutto allo

sa^ 4 altri ecclesiastici, oltre


ciati.

studio dell'astronomia e della medicina.

rationarios, cappellani del coro, e benefi-

Non

quindi strano se tanti lumi a noi


farmacia, ed anche nelarti

Nella cattedrale della B. Vergine,


a

passarono dagli arabi nella medicina, nella chirurgia,nella

vi

sono 17 rationarios} 16 beneficiati, e


i.

diversi altri sacerdoti. Nella

chiesa la

la chimica, e se
si

molte

furono da es-

cura d'anime

1'

amministra
a

il

parroco
vicario

introdtte, e molti oggetti d'arte furofabbricati a loro imitazione.

eletto per concorso, nella 2.

do

no

SARAGOZZA(Cte?<zrdwgwsta).Citt con residenza arcivescovile della Spa-

perpetuo nominato dal capitolo, in ambedue essendovi il baltisterio,e molte sagre reliquie e corpi santi. Oltre le mentovate, vi sono moltissime altre chiese, 12
delle quali parrocchiali,
il

gna, capitale dell'Aragona (F.) e capo-

luogo della provincia del suo nome, a 33 leghe da Pamplona, 5f da Barcellona e

fonte sagro.

ma solo 6 hanno Sono bene fabbricate di

60 da Madrid, in magnifica pianura, sulla


destra sponda dell' Ebro, che
si

pietra, al pari di tutti gli altri edifizi reti*


giosi,

trapassa

e sono delle meglio ornatedella SpaIl

sopra due

belli ponti,

uno

di legno, e l'alvi

gna.

palazzo arcivescovile grandissi-

tro di pietra di 7 archi, e

che
il

riceve

il

mo e magnifico.
religiose,

Vi sono 9 monasteri
si

di

fumicelloHuerba, presso
riale.

canale Impe-

ed

altri di religiosi:

distin-

Sede del capitano generale dell'Aragona, d' un intendente militare, d'un


sotto delegato di polizia,e de'tribunali superiori della provincia.il recinto di questa

gue quello
questo
di

di s. Domingo sulla piazza di nome osservabile pel mausoleo marmo d'un cardinale e per aitar
,

1'

citt,

che l'Ebro bagna

ba

al sud, viene

al nord el'Huerformato da un muro po-

maggiore della chiesa, pure di marmo bianco. Fra'5 ospizi il pi bello quello
della Misericordia, vasto edifzio di pie-

co grosso, sovente interrotto da chiese,

da conventi e da altri da 8 grandi porte e 2


za divisa in

edifizi,

ed aperto

piccole. Saragoz-

quale circa 700 persone d'ambo trovano cure per le loro malattie, e mezzi di sussistenza con un facile lavotra, nel
sessi
i

4 quartieri, ed ha 2 sob-

ro

quando hanno ricuperalo

la

sanit; e

borghi

con molte strade. Si distingue

l'altro degli orfani,

dove un'infinit di
i

per due cattedrali, ampie, solide e


gnifiche:

ma-

questi sventurati ricevono tutti

soccorsi
al sicule

una dedicata

al

ss.

Salvatore,

ed

mezzi di essere per l'avvenire

volgarmente detta LaSeOj

l'altra sotto

ro dalla miseria.

Numerose sono

con

SAR
fraternite,

SAR
il

97

come

le pie istituzioni; vi
il

merse, hanno molta analogia coi vaga-

monte

di piet,

collegio per la pubbli-

bondi conosciuti sotto

il

nome di zingari,

ca istruzione, e secondo l'ultima proposizione concistoriale


rio.

mancava

di semina-

L'universit fu fondata nel i474i e d

non si devono confondere; come non si devono confondere cogli aci tani, popoli antichi delle Spagne, che si
co'quali

ma

avvi ancora una societ regia economica con cattedre di matematiche, d'economia, di botanica, di chimica e d'agricoltura; l'accademia regia delle belle
arti,

credono essere i lacetani di Plinio forse il vocabolo Gitanos, provenne in qualche


:

modo da essi , secondo alcuno. I gitanos discendono dagli antichi mori o saraceni
conquistatori delle Spagne, ed
il

che produsse parecchi grandi

pittori; la

loro no-

biblioteca pubblica, ed altri stabilimenti


utili e benefici. La borsa un antico monumento quadrato, ornato de'busti de're

me presente non
costumi

che un diminutivo di

d'Aragona, e che contiene una sala sostenuta da 5o colonne doriche. Trovansi eziandio

Egypcianos. Sono di colore olivastro, di rozzi, e si occupano a predire la buona ventura, essendo anche inclinati
disprezzo,
i

al ladroneccio. Il

pregiudizi

due caserme, una

delle quali

per

del popolo, ed

una
si

cattiva politica con-

la cavalleria; e fuori della citt

18 bei
s.

tribuirono forse a porli nello stato d'im-

passeggi pubblici, tra

gli altri

quello di

moralit in cui

trovano.

Le saggie

or-

Encratide o Engracia. Circa ioo


l'ovest giace
il

lese al-

dinanze di Carlo

III,

verso la fine del se-

forte d'Aljaferia,[cos deno-

colo passalo, aveano per oggetto d'incorporarli al restante della societ;

minato dal suo fondatore il re moro BenAljafe, che ne fece la sua residenza. Oltre questa fortezza, e la torre nuova, anche
1'

ma

es-

sendo il male troppo inveterato, non ottenne quasi alcuna modificazione. I gitanos

antico palazzo dell' inquisizione serve

hanno una
il

specie di polizia, alcuni

di cittadella.

Un bell'acquedotto si ossermura
della
citt.

capi ed anche rato quivi


il

va in vicinanza delle
L'industria, un
vasi ridotta

clima, ed

sunnominato. Tempecontorni sono


i

tempo tanto fiorente, troil

feracissimi di grano, maiz, vino di

buona

ad alcune fabbriche; ed

qualit, frutti e legumi eccellenti, racco-

della citt in
fertile, dalla

commercio, che favorito dalla situazione mezzo ad un paese ricco e


navigazione dell'Ebro e dal
,

gliendovisi pure alquanto di seta. Rino-

mati ne sono

pascoli, che trovansi in

ma-

esser dovrebbe ragrimane limitato alle cose di consumo.Saragozza fu patria degli storici G. Garcia di s. Maria, G. Zurita,G. Blanchas, e B. Leonardo di Argensola ; del poeta latino Prudenzio Clemente, del

canale Imperiale
si

no eganaderos o proprietari d'armenti di Saragozza, j quali formano una corporazione delle pi antiche e meglio privilegiate del regno.

guardevole,

Questa

citt antichissima, e
il

che

dicesi

fondata dai fenicii,porta va

nome di Saii

duba

allorch giunsero nella Spagna


la

ro-

poeta Diaz di
pittori

Fo ncalda; dello storico,


J.

o-

mani. Giulio Cesare l'ingrand,


di veterani, e le diede
il

popol

ratore e poeta J. F. A. di Uztarroz; dei

nome di Caesarea

G.

di

Mora, A. Horfelin,

Marti-

Augusta, col
d'un

titolo di

colonia immunis: fu

eD. J. Luzau Martinez ec; e finalmente di D. J. diPalafox-y-Melci, eroico difensore di Saragozza nel 1808 e 1809.
nez,
Si in Saragozza che risiede
il

abbellita di templi, d'un foro, d'un teatro,


circo, e di bagni, de'quali

non resta

pivestigio;ma vedonsi ancora alcune parti

capo o re

delle sue

mura

particolarmente una

de' gitanos, trib

nomadi

della

Spagna

e del Rossiglione, che pe'loro liberi costumi, per la loro vita indipendente, per
la miseria e

porta oggi chiamata Puerta del Sol; quanto ai tre forti che la proteggevano al nord,
all'ovest e al sud,

non

avvilimento in cui sono im-

reliquie di sorta.

11

se ne trovano pi regno d'Aragona, che

98
comprendeva
ri,

SAR
l'antico paese de'celtibe-

SAR
censo di
si

pass nel

47

dal dominio dei roma-

ni a quello dei goti.

Nel 5^.1

presenI

25o maomezzeltini, ognuno e reali, come attestano Roderico di Toledo, De rebus Hi'
quivalente a 6 soldi
lib. 6,

t dinanzi a

Saragozza Childeberto

re

spaniarum
na,
1

Surita

lib.

2, e

di Parigi e Clotario I redi Soissons,

ne

De
1

rebus Hispaniarum lib.i

Maria1. Nel

spinsero vigorosamente l'assedio, cui le-

varono dopo essere entrati in accordi, nel momento di prendere la piazza. Nel 7 1
i

3 divenne re d'Aragona Giacomo I, 1276 PietrolII, nel 1285 Alfonso III, nel 29 1 Giacomo II coronato in Roma
2
nel
1

saraceni discacciarono
citt,

dronirono della

impae nel 714 compii

goti,

s'

da Bonifacio Vili, che

l'invest della

Sar-

rono
nel

il

conquisto d'Aragona. Saragozza


capitale d'

1017 divenne

uno

stato

moresco de'saraceni, indipendente dagli altri maomettani. Nondimeno l'Aragoa na fu lai. a scuotere il loro giogo, e nel io35 fior Ramiro I suo re o conte, cui successero nel io63 Sancio Ramiro re di Navarro, (A7 .), nel iog4 Pietro I re di Navarro, cui successe 1' altro re di Navarro Alfonso I il Pugnace nel 1 1 o4-Questi

degna e dellaCorsica, ch'erano della chiesa romana, come la Sicilia e Napoli, di re cui pure in appresso furono investiti d'Aragona; onde per tante intime relai

zioni colla

s.

Sede, in moltissimi articoli

trattai dell'

Aragona, degli aragonesi e


de'cardinali alle biograsal al

de'suoi re,
fie.

come

Nel 1327

trono Alfonso IV, nel

i336 Pietro IV, nel 1387 Giovanni I, nel 1395 Martino I gran fautore dello
scisma dell'antipapa Benedetto XIII, nel

dopo un assedio d'otto mesi,

nel

1 1 1

1412 Ferdinando

I,

nel

1416 Alfonso

tolse

Saragozza a'saraceni,con molte

vi-

V
II
il

che guerreggi nello stato pontificio,


nel Piceno, nel
nel

cine castella, in seguito dell'intera sconfitta

massime
redi

ch'ebbero gP infedeli ne' suoi din-

Na varr,
I

1^58 Giovanni 1479 Ferdinando II


I-

torni.

Secondo alcuni autori,

il

suo no-

Cattolico. Pel suo maritaggio con

me

attuale d'origine araba; al diredi

sabella
si

regina di Castiglia e Leon(V.),

sarebbe una corruzione di quello che portava sotto i romani. I re d'Aragona in processo di tempo divennero poaltri,

chiam Ferdinando

re di

Spagna

e fu avo dell'imperatore Carlo

tentissimi, e signoreggiarono molti stati,


la Catalogna, Valenza, Majorca, Minorica, Iviza, Sardegna,

principalmente

V. A suo tempo fu in Roma a'9 gennaio 1 522 eletto Papa Adriano VI suo maestro, mentre trovavasi a governare la Spagna in
Vittoria nella Biscaia;ed essendo raro caso d'un
il

Corsica, Sicilia, Napoli,


coli

ai

quali arti-

Papa che viaggi per


lecito dirne

la

Spa-

ed a Spagna tratto
la serie.

riporter

Nel
nel

di loro. Qui ne i34 divenne re

gna, mi far

qualche cosa,

relativamente a Saragozza, ove alquanto


soggiorn,del suo breve pontificato,e perci

d' AragonaKamii

e mor nel
so

r 1 37 i3y Raimondo 1 47 Berengario e Petronilla, nel 162 Alfon1

o 1 1 che abdic nel


;

importa l'operatovi

al

la storia.

Narra

l'Ortiz, testimonio

complesso delocu-

II, nel

196 Pietro

II.

Questi neli2o4

lare, nella

Descrizione del viaggio di

A-

da Papa Innocenzo III fu fatto ungere nella Chiesa di s. Pancrazio di Roma, e poi lo coron nella basilica Vaticana, come notai nel voi. XVII, p. 229, colla
disposizione pontificia che d'allora in poi
i

driano VI dalla Spagna fino a Roma, p. 19, che da Tudela, per Mallen, giunse a Pedrosa,

conte Ribagorsa e

re

d'Aragona fossero coronati

in

Sara-

gozza dall'arcivescovo diTarragona: per gratitudine il re fece tributario il suo re-

ove battezz la figlia del le impose il proprio nome; laonde tanto per l'arrivo del Papa, quanto per la neonata bambina, furono celebrate feste grandissime, tra le
quali all'usanza de' mozzarabi
delle danze, che rallegrarono
si

fecero

gno d'Aragona

alla

s.

Sede, coll'annuo

Adriano

SAR
VI bench
di gravi

SAR
tro
il

99
la

costumi. Incammina-

palazzo, da dove e sulla pi alta

tosi poi nel d

seguente per Saragozza,

loggia compart poi

formalmente

beil

usc all'incontro in lontananza di


glia
il

9 miil

vicer

d'Aragona con tutto

tre-

nedizione apostolica. Tale e tanto fu concorso degli spagnuoli per ricevere

le

no
sta

di sua

magnifica corte, colla soldate-

palme

e la benedizione papale, che

non

sca e con tutte le insegne reali, e in que-

forma si accost a baciare il piede delproseguito


il

dato veridicamente di poterlo descrivere, essendo POrtiz di sentimento, che


fu
in

la Santit sua. Indi fu

viag-

maggiore

di quello ch' solito vedersi

gio sino alla citt, e per tutto quel tratto


di strada

Roma,
si

e ci pel proverbio:
est.

Omne rail

concorreva d'ogni parte la moltitudine per vedere il Papa. A'^8 marzo giunse verso mezzod Adriano
le

mni
pa
s.

pretto sus
ritir nel

Nel luned santo

Padi

monastero girolamino

VI

al-

Engrazia, ove

come

tutto dedito agli

mura

di

Saragozza, e

si

ferm nel pa-

esercizi di piet, pass tutta la settima-

lazzo Adiaferia o Aljaferia, che sta sulla

strada prima d'entrare nella citt, pre-

parato con molta magnificenza.


cuni giorni
il

Dopo
il

al-

na santa sino agli 8 di maggio, lontano da tutti i negozi temporali. Volle nondimeno Adriano VI, che neh. maggio
fossero nella metropolitana
te
lui

santo Padre fece

suo in-

solennemen-

gresso in citt con quest' ordine. Perso-

pubblicate

le

regole di cancelleria da
io vigore di esle

ne
tri

scelte,

uomini

titolati,

ed alcuni alli

composte e stampate:
ri

signori assai nobili restiti in reale fogavresti piut,

se

venivano

vocale tutte

riservee tuts'in-

gia d'abiti, che giudicati


tosto principi, che
il

te le aspettative^ e

da quel giorno
i

magnati
il

portavano

santo Pontefice in sedia pontificale geIl

statoria.

alzata erano

popolo e i primi

clero colla croce

in questa specie di

cominciarono a spedire negozi sub Ari' nulo. Alcuni dipoi vollero porre in dubbio se le dette regole potevano aver valore prima della Coronazione del Papa ,

processione, e poi seguiva l'ordine equestre coi nobili del regno.

ma

esso gi era stato tolto dall'estravasi

folta

La gente era s che non poteva muover passo, e con


si

gante di Clemente V, ove


le cose in

decido:

Che

assai stento

pot reprimere V accorsa


il

pa eletto,

questo genere stabilite dal Padebbono aver valoreanche priil

maggior travaglio fu quando entrando il Papa nella citt quasi a passo di testuggine, si vide la comitiva molto ristretta, perch tutti volevano almeno toccare il piede pontificio, e le strade erano in proporzione pel numoltitudine.

Ma

ma

di

sua coronazione. Quindi

Papa

scelse a deputati per

esaminar
di Citt

le

suppli-

che e pel maneggio degli


cii,

aflari pontifi-

Tavera vescovo

Rodrigo e

poi cardinale, Coldesanzu gi vicario del

Papa quando era vescovo


canonico e abbate di
giata di Vittoria
rico d. r Ortiz,a'quali
s.

mero

delle persone troppo anguste. Fiin

di Tortosa, il Pia della collesto-

nalmente
si

mezzo

alla calca

si

arriv
fatta-

Diego Paternia, e Io
aggiunse
al
il
il

alla basilica

Cesareaugustana, ove
il

proprio

breve orazione, cerc

Papa

di scanriti-

uditore.

Il

Papa

fece datario

suo see

sare tanta confusione; e per volle

gretario Teodorico Ezio,

registro as-

rarsi al palazzo dell' arcivescovo, e poi

segn

il

fiammingo Pietro
assai

di

Roma,

si

sull'imbrunir della sera se ne and alla

meglio che pot e

in privato al

magnifi-

co suo ospizio. Nella domenica delle Pal-

parco nelle grazie, non approvando le troppo facilmente concesse da Leone X, il quale am mostrarsi trop-

mostr

me

il

Papa conformandosi
si

al rito di tutla solen-

po

liberale con tutti. Nell'inclita citt di


la

la la

Chiesa, si determin farne

Saragozza, per

singolarissima ventu-

ne benedizione come

usa in
il

Roma,

ra del soggiorno a"

un Papa,

si

radun

distribuirle agli astanti,

che segu den-

gran numero

di prelati, di cavalieri e di

oo

SAR
,
i

SAR
primi potendosi
vi

altri nobili soggetti

polta

una

catasta di corpi di cristiani truci-

leggere in Ortiz. Inoltre


talia diversi

giunsero
il

d'I-

dati per la fede, e poscia in

mezzo a que'ca-

personaggi, ed

cardinal

daveri disse: Exullabunt sancii in gloria j

Cesarini legato del sagro collegio, in no-

ad esibirgli il suo ossequio e riverenza. Per le premure rinnovate al Papa, di sollecitare il viaggio a Roma, Adriano VI a'i3 giugno part 'daldi questo
la

me

ed cadaveri ad una voce risposero: Laetabunturn cubilibus suisj indi chinando il


i

corpo,ripos in mezzo ad essi.Dunque ben

a ragione Adriano

quando
liquia,

ricev

il

VI dono

esult in Vittoria
di sua insigne re-

celebratissima Saragozza, avviandosi

che
si

in tutta la

sua vita avea de-

con gran corte per Tortona. Racconta Lagna, annotatore d'Ortiz, a p. 93,
ferire

De
ri-

siderato, sino a dire che


ci che

non cura vasi persparsa di

verificasse la voce
al pontificato.

Giovio, che trovandosi Adriano


il

sua esaltazione

Ma

Sara-

VI

in Saragozza, visitando
s'

corpo

di

s.
il

gozza vanta pure


s.

altri atleti cristiani, cio

Lamberto,
cristallo d'

infranse

all'

improvviso

Encratide (V.) martirizzata


18
ss.

in Sara-

una lampada che ardeva in mezzo al tempio, il cui olio macchi gli abiti de'sacerdoti e dello stesso Papa, e
fu preso per sinistro presagio di
vita del
re,

gozza d'ordine di Daziano, che pur fece


uccidere
i

Martiri di Saragozza
e della Spagna.

(F.) nel 3 04. Del resto Saragozza segu


i

breve

destini dell'

Aragona

Papa.
la citt
s.

Con

Rinaldi riporta pu-

Nella guerra di successione, avendo l'Astriaco arciduca Carlo, contro

don ad Adriano VI la Lamberto, che molto l'avea ardentemente desiderata, ma nel tagliarsi dalla testa alla presenza del Papa still vivosangue; prodigio che si rende dubbioso, poich veramente tale reliquia, e in superba teca d'argento e oro, Saragozza mand a Vittoria appena seppe l'elezione del Papa, giacch prima
che
mascella di

ragona e Saragozza parteggiato per l'auil duca di

Angi Filippo V, questi a'20 agosto 7 1 o


1

ne'dintorni di Saragozza pat grave disfatta dall'esercito dell'arciduca, per cui


la
lo.

sua fortuna ne risent un gran tracol-

Tuttavia cambiata

la

fortuna della

guerra, e consolidatosi Filippo


tere,

V nel po-

non

l'avea potuta ottenere da'sacerdoti

con editto del 1714 abol ogni privilegio che godeva l'Aragona e Saragozpaese assoggett a quelcanale Imperiale di

di Saragozza,

ad onta

della interposizio-

za, e leleggidel

ne di Leone e Carlo V. Perch non si confonda questo s. Lamberto coi 3 vescovi riportati nelle biografie, e ad ono-

le della Castiglia. Il

Saragozza, incominciato da Carlo


1

nel

re di Saragozza, dir ch'egli fu


ragozza.

un

cri-

stiano schiavo e gentile, cittadino di SaIl

tiranno Deciano o Daziano,

crudele ministro della persecuzione di


Diocleziano egovernatore d'Aragona,Ca-

talogna e Valenza, pubblic un editto,

52g, essendo restato abbandonato, nel 1770 una compagnia d'olandesi lo prosegu, finch lo ricostru Carlo III ed incominci ad essere navigabile nel 1784. Somma celebrit ebbe ad acquistare Saragozza ne' memorabili assedi sostenuti contro francesi: il i. incominci a'i5
, i

obbligando

tutti a

denunziare qualunl'avea abbraccia-

que

cristiano per costringerlo a rinunziar

la fede.

Lamberto che

fu levato il 4 agosto,quando dopo 49 giorni di trincera aperta e 21 di bombardamento, il giovine gene-

giugno 1808 e

ta ne fu avvisato dal padrone,

ma

per-

rale

Palafox soprallodato,energicamente
inimico, ed a co-

severando nella fede, fu da


to fuori della citt.
se colle sue
Il

lui decapita-

aiutato dalla popolazione e sin dalle donne, riusc a ribattere


l'

santo martire pre-

mani

il

proprio capo gi tron-

stringere
narsi;
il

il

generale Verdier ad allontapi terribile, principiato ai dello stesso anno, non eh-

cato dal busto, e in questa positura entr

2.

inSaragozza sinoalluogoovegiacevainse

20 dicembre

SAR
he termine che
gli
il

SAR
i. Neh
za, e
1

101
II in

22 febbraio 1809, che


assalti

18 Papa Gelasio

Clugny

spagnuoli oppressi dai ripetuti

e disperati d'ogni sorta d'aiuti, resero le

consagr Pietro in vescovo di Saragozfuili.dopo che re Alfonso I trasse la citt di

armi e la fortezza con [straordinari e non ancora riparabili danni. Dopo di Saguoto e di Numanzia, non si era mai veduto un accanimento cos straordinario nella
difesa di nessuna piazza, e sopra ogni co-

mano

dai saraceni. Questo


il

pio principe zelando


del culto cristiano,

ripristinamento

sa con

scarsi
il

mezzi

ammirarono

gli

assedianti
diati
t,

valore e l'audacia degli asse-

che ancor dentro difendevano la citdisputandola colle armi alla mano di

Pietro al Papa acciocch l'ordinasse, e Gelasio II dopo averlo consagrato lo rimand a Saragozza con un'epistola che scrisse a'fedeli della citt, concedendo la remissione dei peccati a chiunque confessato fosse morto combattendo i saraceni ; e che quelli

mand

edifizio inedifizio,

ed

il

pi delle volte
essi,

quali avessero faticato in quell'opera


la

facevansi seppellire sotto le rovine di


in

santa, o dato limosina per rifare

di-

mezzo

alla
in

pi orrenda carnificina. Stila vita le

strutta chiesa di Saragozza e mantenervi


de' chierici, acquistassero secondo le fati-

masi che
vi

conseguenza

perdessero

di questo assedio meglio che 3o,ooo

che e limosine proporzionatamente quella

persone, tra

quali pi di

8,ooo comdi

quantit di remissione di peccati e peil

battendo, e

il

resto da

una specie

mase

nitenze, e quelle indulgenze che

vesco-

lattia pestilenziale e

per gli stenti. La per-

dita de' francesi

non fu grandissima,

non

tra gli artiglierie ingegneri militari.

vo avesse giudicato bene di concedere, nella diocesi in cui dimoravano. Questa concessione d'indulgenze Pietro promulg con sua lettera per tutta la cristianit, e sembra che la chiesa riedificata sia quella di s. Maria del Pi laro* antico culto. L'ultimo vescovo fu XimenodeLuna, nominato nel 296 e morto nel 1 3 2 Papa Giovanni XXII considerando che nel regno d' Aragona non eiavi altro arcivescovato che quello di Tarragona nel 8 eresse in metropoli la cattedrale di 1 3 Saragozza capitale dello stesso reame, assegnandole 5 suffragane*! de' 1 2 che avea Tarragona, quali poi si aumentarono, perch i seguenti 8 registra Commanville: Huesca, Jaca } Barbastro, Rota e1

La sede
ganea
di

vescovile fu fondata nel i. se-

colo della Chiesa, e poi divenne suffra-

Tarragona. Vuoisi che ne fosse


s.

primo vescovo
stolo della
sori,
s.

Giacomo Maggi ore a po-

Spagna. Furono suoi succesAtanasio greco discepolo di s. Giae soffr


il

como,

dell'anno 5g;

novembre Teodoro altro discepolo di s. Giacomo, che passato in Africa ricev la palma del martirio a'26 marmartirio ili.
s.

zo dell'anno 71
ottenne
il

s.

Epitelio o Epitazio

martirio a'23 maggio

deh o5.

Qui

vi

una lacuna

nella serie dei ve-

scovi di Saragozza, per cui


le la disse eretta

Commanvils.

pi tardi. Trovasi per


Cipriano,
s.

retta nel
1

g5o

e unita a Barbastro nel

nel

2^5

s.

Felice lodato da
gli
il

e mor martire; I martire verso


trono della
gozza,
nel 3
1

successero

Valerio
II

280;

s.

Valerio

pa-

loiyJlbaraziiy Segorve, Temei3 Tarazona (F). Dice inoltre, che l'arcivescovo di Toledo volendo esercitare la sua
primazia su Saragozza,
Sede,
gli

citt e del

vescovato di Sara-

arcivescovi di
s.

mor

esiliato nella citt d'

Aneto

questa avendo ricorso e appellato alla


i

5; Valerio

IH

trovossi al concilio

Papi avocarono a loro


la decisero.

la

questio-

324 e mor nell'istesso anno; Casto nel 347 assist al concilio di Sardica, ec; nel 646 mor s. Braulione
d'Elvira nel

ne e mai
i

Al presente 6 sono

vescovi suffraganei di Saragozza: Alba-

razin,

Temei, Tarazona, Huesca, Ja-

che

20 anni. Dopo l'occupazione saracena non vi furono pi veseofu vescovo

Il i. arcivescovo di Saragozza fu Pietro de Luna, succeduto al

va, Barbastro.

Ica
-vescovo

SAR
Ximeno
nel

SAR
e nel
1

i3i4>

di Saragozza,

da Giovanni XXII dichiarato arcivescosuccessori sono rivo; mor nel i345:


i

dato

il

che l'avea incorse per aver consenso a tali irregolari imposi-

zioni, invitandolo a

domandarne
intimava
la

l'assofa-

portati dagli storici di questa metropoli,

luzione al nunzio di Madrid, all'uopo


coltizzato, altrimenti

e diversi furono cardinali,


cai alle biografie.

come rimar-

sospen-

Nel i/^io ingiustamen-

sione dall'esercizio episcopale; per cui


scrisse al capitolo metropolitano,

data morte violenta al degnissimo e venerando arcivescovo Garzia Heredia ,


te fu d. Aulonio de Luna, il quale con una truppa d'assassini V assal a tradimento in uu bosco vicino ad Almunia, 12 leghe lungi da Saragozza. Ne fu il motivo, per-

un cenno
tizie

del

che ad nunzio procedesse subitoal-

da

l'elezione del vicario capitolare.Nelle

No-

novero dei seguenti arcivescovi. 174^ Francesco Anoa y-Busto di Calahorra, traslato da
riportato
il

di

Roma

ch l'arcivescovo non voleva aderire alle


pretensioni al regno d'Aragona del con-

Pamplona. 1764 Luigi Garcia Manero d'Osma, trasferito da Torlosa. 1 768 Giovanni Saes de Betragua di Calahorra, traslato

d'Urgel , fieramente sostenuto da d. Antonio e dal suo parente Pietro de Luna o iniquo antipapa Benedetto XIII. La Spagna oltre essere lacerata da lungo scisma, era allora in grandissime rivote

da Lugo. 1779 Bernardo Velarde deSantander,trasferitodaTortosa.i783 Agostino de Lezo Palomeque di Lima ,


1

gi vescovo di Pamplona.

806 Raimon1816 Ema1

luzioni, e molti insorsero pretendenti alla

do Giuseppe de Arce

di

Sanlander, e pa-

corona aragonese, dopo

la

morte del

triarca eh'Jndie orientali.

re Martino. Gli stali d'Aragona, radunatisi in

nuele Vincenzo Martinez-yXimenes di

Saragozza per l'elezione del nuo-

Siguenza, traslato da Astorga.

824

Ber-

vo

re,

dierono esempio di consiglio e di

prudenza nella loro condotta, che sar ' eterno onore di questa nazione, e fu quale in simile congiuntura preso 1' av rebbe il saggio senato romano. Fu biasimato Sisto IV del 147 perch permise che Alfonso bastardo di Ferdinando, figlio di Giovanni II re d' Aragona, essendo fanciullo di men che 6 anni, possedesse in commenda perpetua l'arcivescovato di Saragozza, che un tempo avea di rendita 3o,ooo scudi almeno, mentre altri li fanno ascendere a 45,ooo, ed anco a 5o, 000. Abbiamo dal p. Bonanni, Catalogo dagli ordini religiosi p. 24, che la ven. m. de Villa Siniplis spagnuola, nel 53 fond il monastero delle monache di Saragozza, le quali usavano abito grigio della forma ch'egli riprodusse.Neir/?pistolae ttBrevia di Clemente XI, ve ne sono di querele a Filippo V,per aver sen1 >

nardoFrancesco Caballero di Madrid, trasferito da Urgel. Per sua morte, e dopo lunga sede vacante, il Papa Pio IX nel
concistoro de' 17 dicembre

r l'odierno arcivescovo mg.r

1847 dichiaEmanuele

Gomez de las Rivas, di s. Maria de Garrona arcidiocesi di Burgos, traslato da Jaca. Ogni nuovo arcivescovo tassaM."
to in fiorini 5ooo.L'arcidiocesi amplis-

sima, e

si

estende per

35o

miglia, nelle

quali sonovi molti luoghi e numerosissi-

me
r

parrocchie.

Concita di Saragozza.
Il

i.fu tenuto contro

Priscillianisti

(P

.) 3

dai vescovi di Spagna, con l'inter-

vento di quelli d'Aquitania, in


di 12,
il

numero

i.

de'quali chiamato Fitado,

che credesi

sia s. Febado d'Agen. Non si hauno tutti gli atti di questo concilio, ma soltanto un frammento che sembra esserne la conclusioue,in data 4 ottobre, e con-

za

il

beneplacito apostolico imposto tasse

tiene diversi anatemi e vari regolamenti

al clero

d'Aragona e

di

Valenza,

le

quali

che riguardano

priscilianisli.

Nel

so-

inoltre avea esatte colla forza militare.

D' intimazione di censure all'arcivescovo

no condannate le donne che conversano con uomini stranieri sotto pretesto di

SAR
dottrina, ovvero che tengono esse

SAR
mede-

io3

Salviano, lungi dal sottomettersi a questo giudizio, levarono lo stendardo della ribellione, e stabilirono Priscilliano ve-

sime delle riunioni per istruire le altre donne. Nel i. sono condannati quelli che digiunano nel giorno di domenica per superstizione o che si assentano dalle chiese in tempo di quaresima per ritirarsi nelle montagne o in camere appartate, o per tenere delle riunioni in case di campagna. Nel 3. condannato quello il quale sar con vinto di non aver consumatola
ss.

scovo d'Avila.
i.

Il

2. concilio fu

tenuto

il

novembre 592, dominando Recarevisigoto di

do Ire
ro
1 1

Spagna. V'intervenne-

due diaconi che rappresentavanodue vescovi assenti. Artemio arcivescovo di Tarragona e metropolitano della provincia, presied il concilio. Fuvescovi, e

Eucaristia che ricevette in chiesa.


1

Il

rono
ti

fatti

3 canoni. III. statu, che

predel-

4- proibisce di assentarsi ne* 2

giorni

ariani che torneranno in

grembo
se

che

vi

sono dal
Il

7 dicembre al 6 gendi Natale fino

la chiesa cattolica,

potranno

sono puri

naio, cio

8 giorni prima

nella fede e ne'coslumi, esercitare le fun-

all'Epifania.

5. esclude dalla

comu-

nione

vescovi che

quelli che altri

avranno ricevuto vescovi avranno esclusi


il

dalla chiesa. Nel 6. proibito agli ecclesiastici di

abbandonare

loro ministero,

dopo di aver nuovamente ricevuta la benedizione dai preti, ed anche da'diaconi. Quelli per la cui vita non sar regolare continueranno a restar deposti abbench si considerino apzioni del loro ordine,
,

sotto pretesto di praticare

una maggior
;

partenenti al clero; ci perch ben pochi


osserva vano
2.
la

perfezione colla vita monastica


se lo

quindi

continenza. E' ordinato nel

abbandonano saranno
ne
vi

espulsi dalla

saranno pi ricevuti se non chiesto e dato soddisfazione per lungo tempo. II 7. contro quelli che attribu vansi il nome di dottochiesa,

che le reliquie trovate presso gli ariani saranno portate a'vescovi e purgate
col fuoco

dopo che avranno

re senza autorizzazione legittima. Nell'8.

proibito dare

il

velo alle vergini

prima

dell'et di ^.o anni, e coll'autorizzazione

che coloro i quali le terranno le nasconderanno in qualche luogo non conosciuto, incorreranno nella penadella scomunica. 113. prescrive, che se vescovi ariani consagrarono qualche chiesa, prima d' avere ricevuta
:

presso di se o

del vescovo. Gli eretici priscillianisti pro-

la

benedizione, siano nuovamente consacanoni, segue

fessavano molti errori, con misteri infami

grate da un vescovo cattolico.


sti

e abbominevoli, tutto nascondendo con l' ipocrisia. Abbonivano il matrimonio,

una

lettera di

Dopoque4 vesco-

vi del concilio, nella

quale acconsentono

ed a mezzo delle donne ingrossarono mente la lorosetta,che in poco tempo


ti

tal-

che

ricevitori del fsco riscuotano

tut-

to diritto per ogni

un cermoggio di grano, proIl

gli

angoli della Spagna


fi

si

trov infetta
si

veniente dalle terre della chiesa.


cilio fu

3. Con-

di questa eresia; e

a'vescovi che vi

la-

sciarono sedurre vi furono Istanzo e Salviano. Gli eretici

tenuto nel novembre 691, essendo vescovo di Saragozza Valdedredo o


Valdefrido.
i. si

non osarono presentarsi


Ci

Furono
a'

fatti

5 canoni. Nel
:

al concilio e al giudizio de' vescovi.

ordina

vescovi di consagrare le
nel 2.
il

non
cilio

ostante, furono condannati dal con-

chiese ne'soli giorni di domenica

nominatamente Istanzo

e Salvia-

viene ingiunto a'vescovi di consultare

no vescovi, Priscilliano eElpidio laici: anche Igino di Cordova fu scomunicato. Idacio vescovo di Merida,che avea combattuto con moderato zelo Istanzo e Saliano, ebbe ordine di pubblicare da per
tutto
il

primate

tutti gli

anni

per saper da
la
i

lui

quando debbano celebrar


3. proibito di far servire
i

Pasqua: nel

monasteri per

decreto de'vescovi.

Ma Istanzo

taverna da ricevervi secolari: il 4- riguarda gli schiavi destinati al servigio della chiesa, e che venivano messi in libert

io4
alla

SAR
morte
del vescovo
:

SAR
nel 5.
si

rinno-

cavalli. Molti gelsi


ni, e le

si

coltivano ne'contor-

la

proibizione alle vedovede're di

ma-

montagne

vicine contengono del-

ritarsi di

nuovo, e

si

ordin che prendechiuderebdi

l'allume,e pressoTzaritzyn trovansi le ac-

rebbero

l'abito di religiose e

que minerali d'Iekaterin.


la citt

Gli abitanti del:

bousi in monastero pel resto della vita.

La

ragione del concilio

la

mancanza

superano i 7000 quelli del governo di Saratow a circa i,35o,ooo,tra


i

rispetto,

ed anche

gl'insulti, a'quali si e-

quali

russi

spoi rebberotali vedove restando nel


do.ll 4- concilio fu adunato nel

mon-

ro; le colonie straniere di tedeschi,

riunite una crociata contro


ni, e fu

i o58, per mori sarace-

ni e altri, vi

maggiornumearmecontano pi di 62,000 inil

formano

dividui; gli altri sono tartari, ciuvassi e

una

delle pi antiche crociate di


t.

questo genere. Labb


t.

2, 5,6.

Arduino

1.

Aguirre

t.

3.

SARAIVA
Soraiva.

Fbancesco, Cardinale. V.

SARATOW

(Saralowia). Citt con

residenza vescovile nella Russia europea,

capoluogo del governo e distretto del suo nome, a 160 leghe da Mosca, appi di montagne calve, sulla destra sponda del Volga. E' cinta d'un muro con fossa che la separa da un sobborgo. Le strade sono larghe, regolari e ben allineate, ma la maggior parte delle case sono di legno. Indipendentemente dall' abitazione del
governatore,e dai fabbricati de'tribunali,
vi

morduani. Questa citt fu da prima coneli5gi dal czar Fedor I Ivanowitch sulla sponda sinistra del Volga presso il ruscello Saratouka, donde trae il suo nome; dappoich trovasi sulla destra sponda del fiume, stata quasi ridotta in cenere nel 7 74 da un incendio. I frati cappuccini da lungo tempo vi hanno la
strutta
1

prefettura apostolica della missione, di-

pendente da quella di Mosca (V.). Nei


voi. LI, p.
il

324, LIV, p. 77 narrai come PapaPio IX nella convenzione concluRussia (f


r
1

sa colla
bil.

.) a'3 agosto 847 staChe per provvedere anche al gran numero de'cattolici armeni, che ne'domi-

nii russi

sono privi del proprio vescovo,

e-

sono bellissime case di nobili

grandi

magazzini pubblici, ed una vasta piazza

Conta 6 chiese, un convento uno di religiose, un ginnasio e diverse scuole. Questa citt centro d'un commercio grandissimo che si fa tra Modi mercato.

di frati e

sca e Astrakan pel Volga, fiume che nella bella stagione si vede coperto di barche cariche d'ogni sorta di mercanzie, e nell'inverno passano nella citt migliaia di carrette di sale, poich una grande pro-

Cherson o Kerson di rito latino, con un vescovo suflraganeo in Saratow, con quelle particolarit e regolamento ecclesiastico, che riportai ne'luoghi citati, insieme all' assegno d'ambo i vescovi. Quindi il Pontefice colla bolla Universalis Ecclesiae cu~
resse la sede vescovile di

ra s de'3 luglio 1848, effettu l'erezione del vescovato di Cherson e del suffragade'

neato di Saratow. Dipoi nel concistoro 20 maggio i85o dichiar vescovo di

duzione del paese

il

sale, in

copia

mag-

giore somministrato dal lago d'Ielton, di

Cherson mg. fr.FerdinandoElanoKaha domenicano, nato nella Galizia austriaca.

pesce tratto dalle fecondissime pesche del

SARDEGNA,

Sardinia. Isola, e Resi

Volga, e

di caviale,

che recansi

nell'inter-

gno d'Italia. Questo

divide in regione

no dell'impero. Sino dallo stabilimento delle colonie alemanne la sua prosperit


cresce quotidianamente, e l'esportazione
de' prodotti al territorio particolari, pi.

continentale, o stati di Terraferma,


presi principalmente nel
di

com-

nome

collettivo

Piemonte

(f^.)j

ed in parte d' Oltre-

importante ne rende il commercio. Vi si tiene agli 8 luglio una fiera frequentatissima dai calmuchi che vi conducono dei

mare o Insulare del Mediterraneo, eh' appunto la Sardegna e sue pertinenze,


formanti porzione considerabile del reame. Non potendosi tali regione e parte

SAR
con breve descrizione amalgamare non senza confusione inevitabile, per maggior
chiarezza e

SAR
tranquillo nelle sue speculazioni
il

to5 com-

merciante;
fra'porti

fra'

pi importanti golfi tro-

come

in altri

modi

pratica-

vasi quello di Cagliari sua capitale,

come

rono

geografi, parler prima dell' iso-

la, poi nel

seguente articolo propriamen-

reame o complesso della monarchia sarda, la quale componesi de'popoli di Sardegna, di Savoia, di Piemonte, delte del
la

meritano special menzione quelli di Palmos, di Porto Conte e di Terranova. Molte sono le montague che ingombrano la superficie della Sardegna, quelle della parte settentrionale essendo

aspre

Lguriaj tanto pi, che a ciascuno di


trattai delle speciali e indi-

e scoscese, e quelle della parte meridio-

tali articoli

nale

viduali notizie che sono loro proprie.

La

clivi e

meno elevate presentano dolci deamene valli. La principale catena


l'isola in tutta la

ragguardevole e celebre isola di Sardegna, che ha titolo di regno e coufer a'possenti, nobilissimi e antichissimi duchi di

attraversa
za, dalla

sua lunghez-

Savoia (f\)
Ira

effettive reali prerogative,

si

punta di Longo Sardo, sino al capo di Carbonara: nel Gennargentu il punto pi alto della Sardegna, ergendosi

innalza maestosa sul

mare Mediterraneo,

agio

tese sopra

il

livello dei

mare, e

le

3852'e4i 18' di latitudine nord, e tra 545 e 735'di longitudine. Gi*


ce in posizione vantaggiosa
della Corsica, isola che le

cui nevi che conserva sino a

mezzo giu-

mezzod Bocche di Bo,

al

nifazio la dividono per circa 3 scarse

le-

ghe

e la continuazione delle
le

montagne

subacquee, e
isolette

varie piccole e deliziose

da

lei

non

altrimenti divise che


di

gno, sono prime ad annunziare l'astro del giorno che spunta ad indorarle. Le pi spaziose pianure che le montagne lasciano tra di esse, sono quelle di Campidano verso Cagliari. Il maggior fiume, anzi il solo che propriamente ne meriti il nome, l'Oristano chiamato anche Tirso,

per brevissimi intervalli


ai geologi

mare, dierono
fos-

materia di congetture, che


l'isola di
tali isolette

che scaturendo dal clivo orientale del Goceano, per la costa occidentale mette

se

un tempo

Sardegna a quella
che

di Corsica congiunta. Fra


la

foce sopra Oristano, nel golfo sottoposto. Ricorder il Rio di Porto-Torres, rino-

no

cingono d'intorno e dipendenti le fangentil corona, primeggiano quelle di s. Antioco, di s. Pietro, della Maddalena, della Caprera, d'Asinara, di s. Stefano, e di Tavolara. Per la sua felice situazione
di cui favorita dalla natura, fu
la

mato per conservare tuttora un ponte romano. Non vi souo veramente laghi, ma sibbene stagni considerevoli, che hanno comunicazione col mare mediante uu canale, come la Scafa di Cagliari: altri men
grandi sono pescosi, e nell'autunno ridondanti di uccelli acquatici, fra'quali
si

sempre Sardegna un punto centrale pel comsia

nocon-

mercio,

per

l'Italia

e la Francia, sia

tano

cigni e sino

pellicani

che

vi

per

la

Spagna

e la Barbarla.

Imperocch
la

corrono a svernare. Le pi nocive paludi

Livorno, Genova, Marsiglia formano


poli,

sono nelle
dolce, che

valli della

Nurra

e nelle vici-

sua prospettiva settentrionale. Roina,Natrionale.

nanze della Scafa. Le sorgenti d'acqua

Palermo le fanno barriera settenGuarda Tunisi e Bona dal lato


agevole
le

formano per

un'isola la pi in-

teressante prerogativa, sono al nord pi

australe; everso occidente le stazioni Ba-

limpide e fresche: ne'luoghi ove

si

asciu-

rendono il tragitto alle spiaggie di Valenza e di Barcellona. Vuoisi lunga da 60 a 65 leghe, larga da 20 a 3o, secondo le varie posizioni. La naturale formazione di vari golfi e porti
leari pi

gano o corrompono
colle cisterne.
dell' isola le

in estate,

si

supplisce

Non mancano
,

in vari

punti

acque termali

salmastre e

ne le acidule e ferruginose, che furono presso i romani in gran credito.


solforose;

nelle intagliale sue coste

rende vieppi

Come

accennai, quasi tutti

geologi con-

VOL. LXI.

SAR
pi

SAR
no abitare in qualsivoglia stagione senz alcun morboso accidente. La malattia

cordano a considerare quesf isola come quella che colla Corsica abbia formato un
solo paese, cui abbia diviso in tempi sco-

comune che ivi domina

la cos det-

nosciuti qualche

grande commozione, esla

ta intemperie,

che ordinariamente infu-

sendo quasi identica


l'isola, colla

formazione delia

ria dal principio di luglio sino a tutto no-

suddetta catena di montagne che traversa

vembre, e
t e forza.

sul finire

aumenta

di maligni-

grande centrale di quella di Corsica, che pare ne sia una continuaziovulcani estinti; alcuni sembra che abbia-

La

malattia che ne deriva, e

manifestasi con febbre intermittente e


spesse volte continua,

ne. Si trovano in pi punti dell' isola dei

mena talvolta

straaf-

ge. Si suole ascrivere siffatta

morbosa

no bruciato ad un'epoca posteriore all'ultimo scavamento delle valli, ma vari


ai tri, e
le,

fezione ai
se
si

miasmi che
vi

dalle terre paludo-

svolgono

in estate,

ed alla gran

dif-

soprattutto nella parte meridional'origine pi. recente:

ferenza che

passa tra la diurna e not-

hanno

grande
Il

turna temperatura; poich di sovente, all'

poi la variet delle sostanze vulcaniche.

insopportabile calore del giorno, succe-

suo clima quantunque

si

voglia general-

dono notti freddissime con rugiada equivalente a pioggia. Fra'mezzi pi atti a difendersi da queste inlemperie, la pre-

mente
cui
la
si

dagli storici insalubre,

non

trala-

scia tuttavia di

possedere varie regioni io


salutifera, cos

gode aria

che varia

sua temperatura a

norma

della

mag,

cauzione di sempre conservare il capo e il petto coperto qualunquesia la temperaturate di stare nelle proprie case, le quali si

giore o minore elevatezza de' luoghi

mutazioni de'tempi, in modo che quantunque siano gli abitanti delleamene pia-

disinfettano con fumigazioni d'aceto

e ginepro,

non che

nure oppressi da un'atmosfera troppo calda che le dolci sorgenti disecca e corrompe, allontanando villici dalle interne
i

pesci provenienti
tale malattia. Si

astenersi da carni e da regioni soggette a suole pure accendere dei

grandi fuochi in vicinanza delle citt, per


dissipare le esalazioni del suolo. Nondi-

regioni dell'isola
stituisce

ben

tosto

nude di vegetali, si reuna temperatura norautunacque e morbifere


le

meno
mente

la

male

e propria alla conservazione della

fornita d'ogni cosa,

Sardegna, dalla natura largasi merita sem-

vita, al

ricomparir che fanno

nali pioggie,

che l'innovellano
le

le

se le sue produzioni

pre l'antica sua riputazione di fertilit, e non sono quanto al

annientano completamente
esalazioni.
Il

corso delle stagioni rego-

lare ;ne'mesi di

dicembre e gennaio, che

sogliono altrove essere rigidissimi, quivi


contrario la temperatura pi dolce, ^atmosfera pi serena: in febbraio, mese
al

de' romani considerevoli, per cui ebbe l'isola il pregio di considerarsi come un granaio della repubblica, hanno a cercarsene le cagioni negli avvenimenti de' quali stata il teatro, nello scemasi

tempo

mento

di sua popolazione, e nella condi-

per

la

Sardegna
l'

il si

pi tristo e disaggrafa sentire tutta


l'

zione bisognosa in cui trovasi l'agricolto-

devole dell'anno,
costanza e

in-

importunit delie lunghe e noiose pioggie. Sogliono i sardi scegliere per villeggiare il maggio , epoca in cui
delle migliori apparenze
si

che alla sua prospeprovvido governo a migliorare l'agricoltura ha adottato misure per favorirla, dissodando vari terre, oltre altri ostacoli

rit

si

oppongono.

Il

adorna

la ve-

reni incolti, convertendo in boschetti di


olivi

getazione, e rientrano in citt sul fluir di

diverse selve, facilitando con istra-

giugno.
ni,

Ad onta per
tralascia di

di queste variazio-

de
il

le

nou

avere alcune parti,

voli

misure

comunicazioni , e adottando lodedi miglioramenti: tuttavolta


la

quelle in ispecie montuose, che

non ponno
che
si

riscatto de'feudi,dopo la loro abolizio-

meno

di essere sanissime, e

pou-

ne,

non miglior

sua condizione, thp-

SAR
poich riusc gravoso
ai

SAR
sardi di pagare

107

in moneta il dazio feudale imposto, che prima pagavano in natura de' prodotti

ad onta di loro piccolezza. Egualmente numerose e piccole sono le beservigi,


stie
ci

mi

cornute.

Da per tutto
i

si

allevano por-

agricoli; fu fatta la legge che

feudatari

dovessero risiedere mezz'anno nei loro


feudi a pena di privazione della corrispondente rata, ma non si attu, onde due milioni d'imposta feudatari li coni

sumano

nel continente. Quest'isola pro-

duce sempre in abbondanza il grano d'una qualit pei fetta, e moltissimo orzo. Gli
erbaggi d'ogni specie
vi

gran numero, oltre selvatici, la cui carne pi stimata. Particolarit notabile si l'assenza totale da quest'isola d'ogni bestia feroce, d'ogni animale velenoso; non esistendo che il cinghiale, la volpe e pochi altri animali alquanto nocivi, oltre alcuni insetti. Rari non vi sono i picin
coli volatili
;

tra gli uccelli di rapina


vi

si

riescono eccellen-

fanno distinguere 3 specie d'avoltoi;


il

temente: mol tip licatissimi sono gli alberi


fruttiferi e svariatissimi;
i i

vespiere,
;

uno de'pi

belli uccelli

d'Eu-

melaranci ed

ropa

tordi, merli, usignoli, storni e co-

limoni

vi

acquistano straordinaria grosfrutti d'enor-

lombi sono comuni;

ma

la

caccia pi co-

sezza e squisitezza, altissime divenendo le


piante;
i

piosa consiste in oche, pernici e quaglie.

melogranati danno
i

Singolare spettacolo presenta negli stagni

me

grossezza; le vigne e

giardini sono

meridionali
di

il

regolare periodico arrivo

pieni di mandorli, di brugne, di cerase,


di lazzaruole,di fichi, di persiche, di coto-

gni e altri

pomi

una

specie d'albicocco

numerose schiere d'anitre rosse, che diconsi fiammanti le quali volando in marzo con simmetria dalle spiaggie afri,

produce l'albicocca lucente che a Caglia stimatissima. Pochi paesi convengono meglio di questo all'olivo, per l'abbondanza e ottima qualit degli oli. Le
ri

cane,

vi si

soffermano sopra e discendono


ri-

quindi a schierarsi nelle sponde per

partirne in agosto. Ne' fiumi sono in ab-

feraci vigne

danno

preziosi vini di varia

bondanza le trotle, le anguille e grande variet di pesci offrono


le

le laccie;
le coste
:

specie, e
il

con gusto aromatico. Si coltiva tabacco d'ottima qualit, massime nei

pesche pi importanti sono quelle del

tonno, delle acciughe e della sardella. Al-

dintorni di Sassari.
l'isola

La B* parte

circa del-

cuni bassi fondi delle spiagge dell'isolette


d'Asinara, s. Pietro, e s. Antioco, somministrano in quantit assai grande la pin-

coperta nella superficie

d'ampie
di

selve, popolate di piante

che danno studi

pendo legname da costruzione,


differenti qualit.
Il

ranuncolo

molte palude

na marina:

si

trovano tartarughe di ma-

re e d'acqua dolce. Ricchissimo riesce

trovasi da per tutto ne'fossi e sulle


degli stagni: gli antichi lo

sponde chiamavano erche

ba di Sardegna o erba
in

scellerata^ pei

coloro che ne aveauo mangiato morivano

mezzo a convulsioni che attaccavano estremamente muscoli della faccia, genere di morte cui fu dato il nome di riso sardonico. Possiede la Sardegna un gran numero d'animali domestici, quali ad eccezione de'cavalli, delle mandrie nobii i

li,

e delle capre, le quali

danno formaggi
sta-

regno minerale della Sardegna, ma le miniere d'argento che vi si scavavano un tempo, adesso sono del tutto ignote; presentemente quelle di piombo formano la maggiore ricchezza minerale dell' isola, contandosene circa 1 o. Sta il ferro sparso in parecchi punti, ed ha gi dato belli prodotti; sonovi anche vene di rame, mercurio vergine, e antimonio puro. Il granito pu gareggiare con l'egizio, quello che contiene grossi cristalli di feldspato
rosa e incarnato e bel quarzo bianco
:

pregiatissimi, generalmente sono soggetti

vi

a degradazioni nella forma e nella


il

Sono pure porfidi, diaspri


gate, ametisti, basalti,

bellissimi, atra'

tura. Considerevole
sini,

numero

degli autilissi-

marmi,

quali

che prestano all'agricoltura

diversi bianchi e atti all'architettura

non

io8

SAR
alla scultura; dell' alabastro,

SAR
chie, e talvolta la sede vescovile

meno che

non assuil

gesso, nitro, allume, vetriolo.

Le coste ab-

me
co

il

nome

dalla citt ove risiede

ve-

bondano di

coralli, e

sonovi grandi saline

scovo,

ma dalla provincia chegoverna. Ec-

no, e nell'isola di

a Cagliari, nel golfo di Palmas, a Oristas. Pietro e Carloforte.

il novero delie sedi, le quali tutte hanno articoli, ed in conseguenza con notizie
:

Le acque minerali eziandio vi sono in abbondanza. Diverse manifatture esercitano l'industria, la quale in proporzione corrispondente a'memorati prodotti dell'

spettanti alla Sardegna. Arcivescovati

Cagliarij Sassari, che


Oristano, a cui
scovati
:

si

un a Torres;

si

un Santa Giusta. Ve-

isola.

La Sardegna mente spartita


il

trovasi amministrativain

due grandi
ed
il

divisioni,

A les } a cui si un Terralba j Ampurias trasferita a Castellaragonese ora Castel Sai do, ed a cui si un Civita o Terranova, al presente stabiAlghero j
lito in

Capo-Cagliari

al sud,

Capo-Sasin distretti

Tempio j Bisarchio; Bosa; Gal-

sari

oLogudoro

al

nord. La suddivisio-

telly-Nuoro j Iglesias j Ogliastra. Altre


sedi vescovili di Sardegna, e delle
li

ne

in provincie,

che divise

comprendono 365 comuni. Le provincie


del Capo-Cagliari
ri la
l'

sono Busachi^ Caglia:

cui citt
,

omonima
,

la

capitale del-

isola

Iglesias, Isili

Lanusei, Nuoro.
Sassari, sono: Al-

Le
si

provincie del

Capo

ghero, Cuglieri, Ozieri, Sassari. Chiama-

pure
il

il

Capo-Cagliari,

ed

Capo-Sassari,

Capo di sotto ; Capo disopra deno:

quapure feci articoli, sono: Castro , DoHa, OtanayPloaghe, Sorra, Suelli,Sulciy Tegula, Temo, Usci. L'arcivescovo di Cagliari pure vescovo di Dolia , primate di Sardegna e di Corsica , signore delle baronie di s. Pantaleo, Santadi e Snelli, priore di s. Saturnino, e consigliere del
re
:

la chiesa di Cagliari

minazioni che bene indicano


i

la situazio-

della

la pi antica Sardegna. L'arcivescovo di Sassari,


quello di Cagliari, da

ne ispettiva delledue parti, ma non ammesse negli atti pubblici. Da alcuni anni tali divisioni soffrirono alcuni cambiamenti; essendosi nella divisione del CapoCagliari formata la provincia di Lepori,

come
le,

Commanvil-

Histoire de tous les archeveschez, fu

pure chiamato primate di Sardegna.


il

Ma
solo

Mattei non lo riconosce per

tale,

dice: Archiepiscopus Turrita nus

e nella divisione di Capo-Sassari la provincia di


ni di divisioni e
le, le

cus,

non seac Calaritanus gaudet lulo Vexil-

Tempio. Le ultime circoscrizioordinamento provincia-

larii S. R. E.: lo

riporter nel seguente articolo, parlando della monarchia sarda, e riguardano principalmente gli stati di Terrafer-

pure quello d'Oristano o Arborea. Gi notai a Cagliari, e ne riportai la questione in uno al giudicato del tribunale della rota, che ad onta di eguale titolo che vanta l'arcivescovo di
Pisa (T
titola
r
.),

ma.

Il

can.
1

Dima che pubblic

la

sua o-

l'arcivescovo di Cagliari s'inI

pera nel 845, dice che l'isola era divisa per naluralesua posizione in dnecapi, meridionale e settentrionale, ed in undici

primate.

canonici della sua


tutti

me-

tropolitana sono
stolici

protonotari apo-

provincie per quantospetta alla parte amministrativa ed ecclesiastica, e sette sol-

per indulto di Pio VII: con l'ultima proposizione concistoriale li enumerai a 22, ma il can. Bima afferma che

tanto riguardo alla giudiziaria, quale ha

sono 29, oltre

la

dignit del decano. Ulsi


il

6
in

tribunali di prefettura e
le

una

reale go-

timamente
scendere a
a
1

il

clero secolare

faceva a-

vernazione;

prefetture

si

suddividono

875

sacerdoti, ed
:

regolare

mandamenti. Quanto all'amministrasi

1200 individui

le

reudite ecclesiasti-

zione ecclesiastica
quali

divide tuttora in un-

dici sedi, cio tre arcivescovili e otto ve-

che sommavano a scudi 200,000, delle a quali una4. parte era assegnata alle mense vescovili.

scovili

si

suddividono

io

parroc-

Fra le deplorabili iunovazio-

SAR
ni civili, per le quali
gli stati sardi,

SAR
la

109
generale,
di ter-

geme

Chiesa ne-

ministrazioni

come capitano
forze

lizione delle

debbo rammentare l'abodecime del clero di Sarde-

ha

il

comando delle

armate

ra e di mare, e durava 3 anni ordinaria-

gna, senza preventivo concerto e assenso delia s. Sede, decretata dal senato del

regno, cio da 38 de'58 votanti, ad onta


della

mente. Il vicer in qualit di capo della magistratura ha il diritto di presiedere ai tribunali, ed alla sua persona si ren-

memoria

offerta al senato dal se-

natore Collegno, e dell'arringo sostenuto dal senatore Castagnetta a'6 marzo 8 5 1


1

giorno precedente all'adozione della legge che abolisce le decimeecclesiastiche sopra ogni genere di frutti, e ascendenti a

molte prerogative che gode, una delle pi belle quella di far grazia, quale suole esercitare in due epoche fsse dell'anno, e talvolta a suo piare; e fra le

dono no al

medesimi onori che

si

comparta-

cimento.
di Reale

Il

magistrato supremo dell'isoa Cagliari, porta


il

nuove 2,3oo,ooo; proposta alla camera de' deputati fino da' 18 dicembre
lire

la e residente

titolo

1849

dal deputato Angius, nella quale


il

Udienza, nome originato dalla dominazione spagnuola venne istituito


:

tornata

deputato Fois, accedendo alla legge, dichiar le difficolt che s'incontrerebbero per eseguirla. E' da sapersi,

nel

66 da Filippo IV, e ricev


1

in segui-

che fino dal 1297 la Chiesa possedeva le abbandonate dai saraceni infedeli, e nel i3o4 concedeva le decime a Giacomo II re d'Aragona e di Sardegna; interre
di

forme e miglioramenti, sino all'organizzazione del 1 838 fatta da re Carlo Alberto, con cui pose la Sardegna in
to varie

ordine all'amministrazione della giustizia

quasi uniforme agli

stati di

Terrafer-

neh 349 egual concessione

fece al re

ma, e la elev a quello splendore a cui non giunse mai per l'addietro. Leggo nei
descrittori della

Pietro IV. Dipoi a'3o marzo 1409 nella

Sardegna, che

il

presi-

convenzione fra re Mattino e l'arcivescovo di Cagliari Antonio Descart, previo l'assenso della s. Sede, fu statuito, che
delle

dente del tribunale Reale Udienza, partecipando pure al potere legislativo, si chiamava reggente, ed avea grandi attribuzioni. Ch'era a Sassari altro tribunale,

decime spettanti al clero di Sarde3. se ne dovesse consegnare al re, ossia due parti spettassero alla Chiesa ed una al re, onde la percepirono tutti successivi governi. A fronte che 8 secoli parlavano a favore della Chiesa e del suo possesso, ne fu spogliata senza 1' annuenza
gna
il
i

detto Reale Governazionet \ cui cail

po
le

in 2.

governatore; giudica questa corte istanza, ed subordinata alla Reacitt


vi

Udienza. In ciascuna delle due


un tribunale di

principali
cio,

commerle

ed a Cagliari un tribunale chiamato


cau-

della

s.

Sede, ritardandosi cos

la sospi-

del Patrimonio, che conosce tutte


se di

rata riconciliazione con essa, che rende-

rebbe
il

il

governo pi
all'

forte nell'interno e

pi rispettato

estero,

come dichiar
ponno

savio senatore Castagnetta. Si


il

contrabbando, moneta falsa, e falso nelle scritture. La giustizia amministrasi nelle provinciedai prefetti, che tengono presso di loro un viceprefetto ed un segretario; giudicano
te le

leggere pe'dettagli
ta di

n.

3 della Gazzeti

sovranamente

di tut-

1849, ed n.i 74 e 100 dell' Osservatore romano del 85 Inoltre apprendo dal can. Dima, che l'autorit suprema in Sardegna viene rappresentata da un vicer decorato della didel
1 1 .

Roma

cause

al di sotto di

5o

franchi,

ed

in 1/ istanza le

cause criminali. Anche o-

gni distretto ha

d'un delegato
:

gnit di luogotenente generale del re e

capitano generale.Come luogotenente del


re,

composto d'uno o pi cancellieri non conosce che delle cause di poca importanza, e rimanda a'prefetti le cause maggiori civili e criminali. Dal-

un

tribunale,

di giustizia e

capo

di tutte le civili e militari

am-

le

sentenze de' tribunali inferiori

si

ap-

no
pclla alla Reale

SA

SAR
bera isolatamente intorno
alle cose

Udienza o alla Reale Governazione, secondo le divisioni; si poteva


dai giudizi di questi tribunali superiori

pub-

bliche e sopra quelle del proprio ordine,

ne

cogli altri

comunica

se

non per mez;

supremo di Sardegna, che siedeva a Torino e giudicava in


appellare al consiglio

zo di due deputati presi dal suo seno


a

ultima istanza
sola.

tutti gli affati di quest'iil

T arcivescovo di Cagliari i. voce dello staraento ecclesiastico. La riunione degli


statuenti

Soppresso

consiglio

supremo nel
Cassazione,

forma
si

le

Cortes

ma non pu

1847, e

istituita la corte di

avvenire se non per ordine espresso del


re.

a questa fu attribuita la competenza degli affari di

Non

convocano
:

gli

stamenti se non

Sardegna. Le leggi

in vigo-

in gravi casi

lo

furono all'epoca dell'at1

re,

prima delle ultime legislazioni , che accenner nel citato articolo , erano la Carta di Logu,i Capitoli di Corte, leRegie

tacco de'francesi nel


la

793, all'arrivo del-

famiglia reale di Vittorio


al

Emanuele

I,

all'avvenimento

trono di Carlo Felice


pari tutte le vol-

Prammatiche,

egli Editti e Pregoni.


altre par-

neh 821 :convocansidel


te

Le pene sono le stesse che nelle


ti

che
le

si

tratta di rinnovare

od accresce^

degli slati sardi,

dove

la

tortura fua-

re

specie d'imposta diretta, che chia-

bolita nel

182

1.

Le provincie,

senza

mano

donativo.

Sono

sardi d'ingegno

prefetti incaricati della giustizia,

hanno

fertilissimo e ricchi

d'immaginazione, ala

intendenti pegli affari amministrativi e

manti delle scienze, dell'amena letteratura, e

sono soprattutto per

le

finanze. Cagliari

per particolare istinto coltivano

la residenza dell'intendente generale,

poesia, con cui le ore del lavoro cambia-

che non dipende se non dal vicer, e trovasi nelle

no in dolce trattenimento, e serbano qua


si

sue mani intieramente l'ammidel Capo-Cagliari


il

innato quell'antico entusiasmo naziosardi

nistrazione delle finanze della Sardegna.

nale che form sempre uno de'pi belli


caratteri degli abitatori dell'isola.
I

Le provincie

hanno
i

ciascuna un intendente e

sotto inten-

sono

ospitali, inchinevoli di propria vo-

dente, che non stanno per sotto

suoi

glia al

lavoro, costanti nel risentimento


nelle affezioni
:

ordini immediati.il Capo?Sassari ha

un

come

se raro
liti.

il

duello,

vice-intendente, che dipende dall' inten-

non infrequenti sono le


di religiosi,

Sotto i riguar-

dente generale, e
sto

le

altre provincie di que-

Capo hanno pur

esse

un intendente

ed un sotto-intendente, subordinati al vice-intendente. Amministransi le citt,

il sardo poco differisce dallo spagnuoloedal siciliano, co'quali un tempo fu in gran relazione, comech sogget-

da corpi municipali divisi in due sezioni, col suo capo per ciascuna, denominato capo-giurato; ciascuno degli altri co-

un comune sovrano. Prima che l'aumento delle strade fornisse maggiori mezto ad
zi di

comunicazione, sussistevano mali utra gli abitanti delle


di
s.

mori
Il

due

divisioni.

muni ha un consiglio municipale di 3, 5 o 7 membri, a norma della popolazione e il capo ha il titolo di sindaco. Al tempo della dominazione spagnuola, Pietro IV convoc nel i355 la 1/ assemblea degli
stati

Teresa di Gallura trae l'origine da un'antica emigrazione di corsi, i quali avendo contratto grave inimicizia coi galluresi e coi banditi corsi,creb-

comune

be a segno da porre
quillit

in

repentaglio

la

tran-

generali di quest'isola, ch'ebbe il no-

non meno del paese, che

della proregi, del

me

di Statuenti;

forma

di rappresenta-

vincia.

A mediazione de'ministri
i

zione nazionale, che quantunque modificata, esiste

rettore parrocchiale e del sindaco, nell'ot-

composta degli ordini


:

eccle-

tobre

i85o

sardi e

corsi

si

giurarono

siastico, militare e regio


li

ciascuno di ta-

scambievole pace, e mutua dimenticanza


dell'offese ricevute.

ordini

formando uno stamenlo separa-

Generalmente sardi

to che tiene le sue sedute a parte, deli-

sono di statura poco elevata, sono per

SAR
ben
fatti

SAR
hanno
gli

ni
le

e vigorosi, ed
la

occhi

della
s.

Maddalena
il

il

corso, ed in quella di

vivaci, e
lissima: le
li

fisionomia spiritosa e nobiosservabili pe'bel-

Pietro

genovese.

Sono

mode fran-

donne sono

cesi assai

esattamente nelle

citt seguite

tezza della persona,

occhi neri e scintillanti, e per la svelnon che robuste. L'efra le classi uobili e agiate
si

dalle classi elevate e medie,

dopoch abbandonarono il costume spagnuolo; il popolo conserva generalmente


foggie dell'isola,
il

ducazione

le

antiche

uniforma

in tutto a quella di Terraferi

massimamente usando

ma, poich si d alla giovent medesimi principii; si coltivano g' ingegni , le


menti si perfezionano, e si procura di secondare nobili istinti; perci molti fra sardi salirono ad una non ordinaria cei
i

colletti

cintura e
istruzione

o giustacore senza maniche, la il berretto frigio. La pubblica


si

coltiva in

Sardegna per
per
la

lo

stabilimento di ben regolati


tifici,

istituti scien-

e innumerabili

istituti

mo-

lebrit nelle lettere, nella filosofa, nella


storia e nella teologia,

rale e civile educazione, che a'sardi con-

come

molti pure

furono gloriosi nelle armi, e alcuni nelle arti.

Fiorirono pure

in santit di vita

monarchi dell' augusta casa di non pochi sono i monumenti con cui in un secolo e mezzo sempre tali
cessero
i

Savoia

e nelle dignit ecclesiastiche, ed oltre

un

principi

si

dedicarono per richiamare a


i

gran numero di vescovi, abbiamo


ro

s.

Ila'

Papa del 461 di Cagliari, s. Simmaco Papa del 498 di Samagia diocesi d'Orislagno; inoltre di Oristagno fu
il

nuova hanno

vita la nazione sarda, fra

quali

distinto luogo quelli che

tendono

alla pubblica istruzione. Sin dal princi-

cardii

pio del secolo

XVII

nella

dominazione

nal Agostino Pipia, e di Cagliari


dinali

car-

gorio CadellOy ed
gi

Benedetto Cao o Cajo, Diego Greil vivente cardinal LuiAmatdi s. Filippo e Sorso, vescovo di
s.

spagnuola,vennero fondati due collegi, uno in Cagliari , l'altro in Sassari, per le


scuole di latinit, detto
nobili,
il

Palestrina e vice cancelliere di

Roma-

na Chiesa. Dalle varie nazioni che a pi. riprese hanno popolato la Sardegna, deMimesi
il

il 1. Reale o dei Canopoleno per essere stato fondato da Antonio Canopolo arcivescovo d' Oristano poi di Sassari , ambedue

2.

sotto la benefica e saggia direzione dei


gesuiti; oltre a

tnescuglio e complesso della linlatino,

due

altri detti di s.

Giu-

gua sarda alterato dal greco, dal

seppe e
questi

diretti dai

benemeriti scolopi: in

dall'arabo o africano, dall'italiano, dallo

spagnuolo e dal francese. Si di vide la lingua sarda in due dialetti principali, cio in quello di Cagliari nelle regioni meridionali dell'isola, che dopo la lingua italiana viene considerato la lingua del paese,

4 collegi cominciano gli allievi dai primi elementi della lingua italiana e latina sino alla rettorica inclusivamente,
non ommessa
l'interessante storia patria,

quella sagra e profana, e la geografia.

Quasi tutte poi lecitt

vescovili

sono prov-

come

pi dolce; ed in quello di Loguparlasi al

viste de'seminari pe'chierici. In pari

tempo

doro che

Capo
il

Sassari e detto

Turritano, dialetto
gli dialetti
l

pi antico e puro,

furono erette due universitjUna inCagliari, l'altra in Sassari, ove un pi largo cam-

nella parte settentrionale.

sieno

Sebbene queun ramo della lingua ile

po si somministra agl'ingegni di quello fosse per lo innanzi onde arricchire le menti

diana, serbano in gran parte

desinen-

loro di peregrine cognizioni, quali fudi

ze e la sintassi della latina. Oltre poi la

rono da re Carlo Emanuele IH

molto

lingua italiana diesi pai


le

la

benissimo dalai diversi dia-

persone colte e

civili,

ed

letti

loro propri, si parlano altres in Sar-

ampliate di privilegi e facolt, acci potessero formare una solida base della pubblica istruzione che sempre stette a cuore ai regnanti di Savoia, e le

degna altre lingue e altri dialetti, come in Alghero il dialetto catalano, nell'isola

mun amper cui

bedue

di particolari costituzioni,

ni
ricevettero

SAR
nuovo
lustro e

SAR
servendo di guarentigia per
ne.
11

uniforme regolamento i supremi studi. Per le politiche vicende che sul finire dello scorso
secolo funestarono l'Europa,
scientifici
i

la restituzio-

Barancellato una specie di compagnia d'assicurazione ai mata,che rispon-

progressi

de
il

di

restarono inceppati, se non che

abigeato,

qualunque guasto rurale, furto e quando non riesce ad arrestare


i

cessati gli ostacoli e tornata la pace,

vita ripresero gli studi, ed

nuova un ordine mi-

colpevole. Nelle primarie citt


fanciulli esposti

ospedali, ed

vi sono sono man-

gliore

si

die

ai

magistrati, si decretarono

tenuti per contributo dal signore rispettivo del paese


,

onorificenze a fa vore de'pro fessori per servizi e


le si

dal parroco e dal corpo

per sapere benemeriti, nuove scuoaprirono di medicina e chirurgia,

de' cittadini tassati in 3 eguali rate.


vie

Le

chimica generale, farmaceutica, e storia


naturale. Si decretarono onori accademici

che dopo il decadimento del romano impero erano andate in rovina, risorsero su nuovo magnifico piano, per istabilire
pi agevoli
le

gi e

per varie facolt, si formarono collenuovi se ne crearono, e leggi partisi

interne comunicazioni.
1

11
-

progetto che nel

780 incominci
1

la stra

colari
ci

stabilirono per

gli

esami pubbli-

e privati, per la condotta

morale e

re-

ligiosa de' giovani, acci nulla avesse la

Sardegna a desiderare per l'istruzione del la giovent e pel benessere d'ogni scienza.

L' eccellente istituzione delle scuole

da verso Oristano, sospeso pe'torbidi del 820 con abbando1 793, fu ripreso nel narsi le traccie dell'antica strada romana, e fu stabilito di costruire una via centra le che da Porto Torres per Sassari e Bonorva, attraversasse il Marghine inferiore,
e quindi per Pauli-Latino
si

normali ne'
Felice:
i

messi al
figli,

dono di re Carlo 8 anni vengono am* corso triennale, ed padri di 5


villaggi,

dirigesse a

fanciulli di

Oristano, e per San Luri giungesse diret-

che sono per leggi esenti da molti dazi, perdono ogni privilegio, se non giustificano che almeno due tra essi abbiano
frequentato in tempo debito la scuola normale. Gli altri stabilimenti interessanti
di quest'isola

bili si

tamente a Cagliari. Facilmente praticarendono da vari punti di essa le vie secondarie per Alghero, Bosa e Iglesias da un lato, e per la Gallura, Ozieri,

Nuoro e la Ogliastra mente progredirono

dall'altro. S felicei

lavori,che nel

1827

sono

il

consiglio di sanit,

e la societ agraria ed
gliari. "Vi

economica

di

Ca-

sono i monti di soccorso stabi liti abanticonella Sardegna ed estesi quasi ad ogni comune, perfezionati dal fa-

che 127 miglia da Pauli Latino a Ursa, eransi compiti un, gran numero di ponti o piccoli acquedotti. Quindi lodevole emulazione si accese in vari circostanti comuni dal canto setoltre la strada di pi

moso Bogni no ministro di Carlo Emanuele 111,

tentrionale dell'isola, per costruire a proprie spese le vie di diramazione. Negl'intervalli poi

sottoponendoli a varie giunte lo-

cali

dipendenti dalle giunte diocesane,

da uno ad altro

villaggio, la

che

concentrano nella giunta generale di Cagliari. Distinguonsi in monti frumentali o granatici , per la prestazione
si

regia munificenza imprese a costruirecase di rifugio, che offrono al viandante op-

delle sementi agli agricoltori, restituibili

portuna stazione. Nella camera de'deputati del marzo i85o fu convenuto di doche coordinate

con

lieve interesse di piet

monti
ti ,

dopo il raccolto, ed in o nummari, che sommi-

anno ai richiedenmodica corrisposta dell' uno e mezzo perioo, onde supplire alle spese delle messi, ovvero comprar bovi, armencolla
ti

nistrano denaro per un

Sardegna d'un sistema di strade, in una rete stesa su tutta l' isola, assicurino una facile e pronta comunicazione di tutti punlidell'isola stessa tra loro e le coste marine. Il governo
tare
la
i

sardo va a stabilire
rino e terrestre, tra

il

telegrafo sottoma-

e istrumenti aratorii, le cose acquistate

la

Spezia e Cagliari

SAR
per
la via della

SAR
Da
Cagliari
il

n3

Corsica.

ciare

barbareschi dalle rive delI'Oglia-

telegrafo sarebbe condotto fino a


nell'Algeria, e da

Bona Bona verrebbe prolun-

stra. In

Torino, residenza del mouarca,


di cacciatori reali sardi,

un reggimento

gato fino a Malta.

Da

questa pare che

il

governo inglese voglia stabilire con Lonla stessa comunicazione del telegrafo sottomarino. La comunicazione diretta per la via di telegrafo tra Malta e Londra sarebbe per seguenti punti, con vandra
i

che riguardasi come corpo militare distinto nell' esercito piemontese, ed a cui viene affidata la guardia del regio palazzo: il suo valore risplendetle sommamente

nelle
1

dal

campagne di Savoia e di Nizza 793 al 798. Non contiene la Sarde1

immensi Bona Cagliari, Spezia , Genova, Ginevra, Basilea, il Reno, il Belgio, ed Ostenda. 11 re a* 19 marzo i853 approv la convenzione per lo stabilimento di una linea telegrafica elettrica, sottomarina e terresti e } dalla costa di Spezia
taggi
: ,

sino a Cagliari e al

sando prima
cia nel

Capo Teulada, traverCorsica. La Franseguente mese pubblic un prol'isola di

gna che tre citt fortificate, Cagliari, Alghero e Castel Sardo; le citt d'Iglesias, Oristano e Sassari ha imo sol tanto una cinta murata; sono inoltre de'forti sopra parecchie isole, ma di poca importanza e 67 torri fabbricate lungo la costa, alcune delle quali non servono se non ad osser,

vare ci che

in

mare accade;

le

altre per

la difesa della costa stessa,

sono munite

getto relativo allo stabilimento d'un te-

di artiglieria e

hanno un

piccolo presidio.

Francia stessa, e l'Algeria suo dominio, colla quale rannoder il continente europeo, traversando
legrafo elettrico tra
la

La

forza marittima ordinariamente con-

siste in

un brick da guerra

di

24

pi.

cannoni, ed in due specie di grandi scialuppe, armate ciascuna d'un pezzo d'artiglieria.
le,

l'isole di

Corsica e di Sardegna;

immen-

che potr prolungarsi dall'Africa fino ad Alessandria d'Egitto, per poi da questo punto arrivare alsa via telegrafica
l'

Vi pure

la

marina mercantisi

ma

le

importazioni ed esportazioni

Indie orientali ed all'Oceania.

La

for-

fanno quasi intieramente su navi genovesi che inalberano la stessa bandiera. All'epoca fiorente del
st'isola
rici,

za armata consiste di truppe regolari, e

dominio romano, quei

prime composte in gran parte di piemontesi formano propriamente la guarnigione. La popolazione valorosa corre agevolmente alle armi, e sino dal secolo XV ad un segnale sonosi riuniti numerosi battaglioni o per
di milizie nazionali; le

conteneva, secondo

migliori sto-

1,200,000 abitanli,che taluni vogliono aumentare sino a 2,000,000; del che fa certa fede l' immenso novero di citt e villaggi distrutti, che il barone Manno
con tanta esattezza tracci. Nel 1720, epoca in cui finita la sovranit spagnuola, incominciava quella della casa di Savoia, non ne contava pi che 327,000 : neli775eragi salita a 426,380, ma scem poi sino al 1 8 6, in cui pi non eia se non di 251,870. Dal 1817 non cess il movimento d'essere progressi vojbench lento, sicch verso il i83o ascendeva a 5oo,ooo. Ora vuoisi che l'isola compon1

respingere
battere
i

orde africane, o per comnemici degli aragonesi. Queste


le

milizie nazionali s'incominciarono a or-

ganizzare e nel

piede uniforme

1799 furono poste in un comandate da capitani


,

di fanteria e cavalleria

semplici militi

solo

portano soltanto la coccarda nazionale, gli uffiziali indossando la montura. In tempo di pace rendono molti servigi. Nel 1792 fu mirabile l'accordo col quale
i

ga un 6. clella popolazione degli


di.

stati sar-

sardi, sospesi

particolari rancori, cor-

sero tutti dai pi rimoti e montuosi recessi

una statistica del 1849 lessi che la Sardegna contava ormai circa 600,000
In
abitanti. Nella statistica pubblicata dal

a coprire
nel

la capitale dall'invasione.

Anche

1809 si segnalarono

nel discac

regio governo sardo nel

1802

si

dice, che

mbmmh

offese

1
1

Silfi

SAR
guisa di piccole torri coniche alte circa
piedi,

laSardegnain 3 divisioni ha 388 comuni, 8,074case, 1 34>o63 famiglie,547, i f i 1 abitanti; la superfcie di chilometri qua* drati 24,096,06 : 3 1 localit stavano per essere erette in comuni.
1

ed innalzati con grosse pietre senza cemento e con un'apertura dalla parte superiore, destinati furono a racchiudere
le

ceneri di que' popoli pastori che coni

L' isola Cadossene od

Imma,

detta

poscia Sardegna, al riferire del p. Bresciani, fu

ne'primordi del

abitata dai venutivi dall'oriente,

mondo cerca e come


parte setten-

tutto

il

litorale cui

lambe

la

trionale del Mediterraneo, e come le altre

ducevano vagando loro giorni e riponevano la gloria nella stabilit del sepolcro. Di una prima argiva colonia, da cui ebbe la Sardegna georgici precetti, viene salutato condottiero il famoso Aristeo, e se pu spargersi dubbio sulla venuta del
personaggio, certo d'altronde l'arrecato
benefizio dell'agricoltura che nella nar-

che popolano questo nostro mare. Co'primi abitatori che furono Phalegi dispersi ,come suona la parola ebrea pieisole

razione di adombra. Dall' Iberia condusse


la altre genti,

gata poscia a Pelasgi, vennero le costu-

manze,

le tradizioni, le religioni,

riti

di

Norace nel canto meridionale dell' isoche da lui si dissero Noresi,


si

quell'antico oriente culla che fu dell' u-

Nora

appell

la citt

primamente

co-

mana famiglia. Dicono geografi che dall' apparenza di umano vestigio, che si
i

struita in vicinanza dell'odierna Pula; do-

fceorge nella

sua figura geografica, trasse

l'isola l'antico

nome greco 'Ichnusa,


il

del

quale sinonimo
ri s'

Sandaliolin, che in

Plinio citato dal p. Mattei e in altri auto-

incontra

ma

quel di Sardegna, dal

fondatore di una delle colonie poco dopo acquistato, si con raro esempio mante-

vendosi forse anche alla venerazione in che questo capitano si avea,il somigliante vocabolo col quale si designarono le innominate moli sepolcrali gi ricordate, onde molti presero motivo di attribuirne al medesimo la fondazione. I seguaci Troiani del fuggitivo Enea, i Celli
dalla Gallia, gli Etruschi dalla
nia,
ciati,
i

Populotempi e
;

nuto

senz'alterarsi per decorso di secoli e


il

Siculi italiani dalla patria discac-

per variar di vicende. Sceverando

fa-

approdarono

tutti in vari

voloso dalle antiche tradizioni sulla popolazione sua primitiva, non pu impugnarsi che di molte migrazioni
fosse la terra sarda,la qualei

su diverse spiagge della Sardegna


delle

ma

meta non

nuovi venuti

allettava colla copia de'naturali suoi doni.

E del pi. remoto tragitto hanno certamente l'onore gli arditi navigatori Fen'icii,

famose migrazioni di Jolaocoi Tespiadi e di Sardo coi Libici rimangono pi gloriose le memorie e meno incerte. La numismatica fornisce medaglie, colle quali ne'tempi romani venne onorato il Sardus paterj Tolomeo accenna il tempio a sua venerazione edificato, presso
il

e gli esteri commilitoni associatisi

a'ioro conquisti. Fatti essi nelle

Spagne
oppor-

opulenti, dedussero ne'luoghi

piii

capo di Frasca, sull'ingresso del golfo di Oristano, Sardopatoris Fanum: Pausania descrive la statua metallica di in oblazione

tuni numerose colonie, n

la

Sardegna

che serviva

di posa nel veleggiar dall'o-

riente, poteva essere tralasciata.


la vita pastorale continuasse

Quanto

Sardo mandata dagl'isolani al tempio di Delfo, n pu il nome durevole dell'

ad essere in pregio presso quegli abitatori, ne fanno fede pi vetusti monumenti che diconsi noraghes, e che frequenti s'incontrano nelle eminenze sarde, sino al numero di
i

isola

pronunziarsi senza che di questo


si
i

suo rigeneratore
za
;

desti la

rimembran-

del pari che

popoli Jolaesi sovente


}

menzionati e detti poscia Dialesbi \a citt d'Jola e le gesta loro, sebbene oscurate

700. Questi
antiquari

edilzi
si

intorno a'quali
,

gli

da tenebre mitologiche, ne rammentano


Jolao.
I

meno

accordarono

fatti

Corsi finalmente dell'isola

vici-

SAR
tia, in

SAR
quistarla;

iti

occasione di patrio tumulto, ripa-

fo navale di Duillio, divisarono di con-

rarono ne' boreali angoli sardi, e quivi


stanziarono con celebrit, per testimo-

da questa
pisani.

avendo accennato a Pisa come romani veleggiavano per l'ii

nianza di Plinio. S frequente concorrenza di nuovi ospiti mostra al lume dell'evidenza in quanta stima nelle pi lonta-

sola colle legioni, essendo gi alleati dei

la battaglia

Lucio Cornelio Scipione die neld'Olbia, colla morte di Anal corso di quelle
s
si

ne et si tenesse la Sardegna, che Erodoto non dubit di chiamare per bocca


di greci capitani la

none, principio
ch'essere

gesta

doveano

fatali

a'dominatori
nell'isola

massima

delle Isole.

dell'Africa, e tanto
vittorioso,
fo,

addentr

Una

libica irruzione arrec agli abitatori

che consegu l'onor del trion-

della Sardegna, che sebbene di varia de-

menando dietro
i

rivazione,

immemori

delle nazionali riil

pidoglio

il suo carro in Camprimi schiavi sardi, l'anno 2 5g

valit, pacificamente viveano,

terribile

avanti l'era nostra. Prosegu con sorte eil console Caio Sulpicio nella seguente campagna il corso delle vittorie, sicch Annibale di Giscone, appeso alla

flagello della guerra,

ed

greci special-

guale

mente soggiacquero ad esterminio, mentre gl'iliesi

o troiani ed

corsi ripararola

no nell'ardue cime, e quivi sostennero


propria indipendenza.
sa,
salili

croce nella cittdiSoIcioSulci dalle

am-

E dalla Libia stesdi potenza


i

gi

ad

alto

grado

Cartaginesi, da quegli stessi antichi invasori discendenti, verso l'anno

58o

a-

vanti l'era nostra, assalirono di bel nuo-

vo

l'isola

guidati da Macheo;

ma

tale vi

trovarono resistenza, che volti in fuga, tornar dovettero ai patrii lidi, ed il duce pag coli' esilio il disastro. Tent Aa sdrubale di riparare l'onta con una 2.
spedizione, che torn del pari infelice;

mutinate sue genti, pag la pena di sua mala ventura. Scoppiava intanto sulle libiche arene, la guerra de' mercenari, ed il fuoco della sedizione appiccossi anche alle milizie di Sardegna, le quali uccisero Bostareloroduceecrocefissero un secondo Annone spedito a reprimerle, facendo di tutti cartaginesi dimoranti nell'isola il pi orrendo macello. Ma ne'sardi l'odio
i

della militare tirannide, succeduta all'a-

ma

bituale governo punico, affrett

una geribelli

dopo l'occupazione delleSpagne,pot un


pi avventurato condottiero vendicarsene con forze superiori, ponendo a ferro e fuoco la contrada. Fermatovi cos il piede, cartaginesi la sottoposero a dura dominazione, e con barbara non meno che stolida politica adoperarono d' isterilir*
i

nerale esplosione, ed

mercenari

furono da ogni angolo discacciati. Rimasta era cos la Sardegna in bala di se stessa, troppo pingue preda perche! romani conquistatori se

ne astenessero per

la

fede detrattali

non mancarono

in fatti

pretesti per dichiarare la guerra a

Car-

la, e

comandarono le esistenti piante distruggersi, ogni nuova seminagione imSolo


i

tagine, che dai sofferti anteriori disastri


riaveva6i a stento, e bast la sola
cia a fare

pedirsi.

corsi

ed

troiani vissero

imperterriti nelle solinghe loro rupi, ove

ceduta

in

minacche Y isola venisse ai romani pieno dominio. Se non che sifoper dipoi
la terribile

furono ben presto raggiunti da una mano di spagnuoli ausiliari, che soperchiati
dalla punica prepotenza, cercarono nella

fatta violenza

rea-

zione di Sagunto, onde scoppi tanto pi,

fuga lo scampo e col


di Salari.

nome

si

distinsero
e

Tumultuosa, malferma

sem-

pre a malincuore

sofferta fu la signoria

cartaginese in Sardegna per lo spazio di

268

anni,

quando Romani dopo


i

la

pro-

guerra punica. Roma posSardegna, ma que'tanti popoli che mai aveano piegatoancora il collo ad intiera soggezione, aizzati da' cartaginesi, inalberarono di nuovo lo stendardo della rivolta , per il che volato a
micidiale
la 2." la

sed cos

spera guerra punica di

Sicilia,

ed

il

trio*

domarli Tito Manlio Torquato e riuscito

n6
i.*

SAR
sopravvivere
del figlio.
la

SAR
alla perdita della patria

felicemente nell'impresa, ebbe a n ch'egli


l'onore del trionfo, e la Sardegna fu
estera contrada

che venisse dichiarata


quest'epoca per altro

mo
i

Questa fu una vittoria di somconto per la perigliante repubblica

provincia
ti

romana nell'anno i3 1 avan-

l'era nostra.
la

Da
,

romana, a cui rec Torquato trionfatore tributi, le vettovaglie e gli schiavi. Tanta sciagura

incominci

pi ostinata e sanguinosa

termin

di

conquidere

le

po-

lotta tra' popoli

nemici ad ogni estragli

polazioni sarde, che dovettero adattarsi


col

nea dominazione, e

orgogliosi

domiper

natori pronti a vendicare col sangue e


colle catene ogni resistenza.

tempo al nuovo giogo e servire alla romana preponderanza. Vero per, che
a ricondurle a moderati sentimenti, ed
contribu

Non vi fu

molti e molti anni console alcuno che non


a vessead occuparsi nella pacificazionedella

a rivolgerle a studi di pace, soprattutto la virt di M. Porcio Catone,


della cui pretura
la

Sardegna, o che col non

si

spedisseil
i

ebbe tanto a

gloriarsi
l'affa-

ro eserciti con sovente alla testa


sole stesso, o che
fali

con-

Sardegna. La sua temperanza e


lui

non

si

largissero

triontraes-

bilit, la

fermezza e lo studio delle gre-

onori

al

vincitore,ecopia

non

si

che lettere, da

con Ennio coltivate,


civilt sino allora
i

se dall'isola di cattivi,

che venduti poscia

cambiarono
i

l'aspetto dell'isola e vi get-

con

fatica, attesa la
si

soverchia moltitudi-

tarono semi d'una

non

ne, all'incanto,

dissero proverbiando:

conosciuta. Gl'iliesi ed

baiati tuttavia

Sardi venales. Gli animi per sopra ogni


credere
si

esaltarono dopo

vantaggi di

Cartagine nella guerra Annibalica, ed


ai principi sardi

rinnovarono dalle loro balze i commovimenti, che repressi per un tempo con vittorie dal pretore PinarioRusca, vennero poi dal consoleTiberio Sempronio Gracco, con altre strepitose battaglie, nel sangue ammorzati di pi migliaia di vittime del furore disperato. La quiete dei sepolcri quindi successe al fragor delle pugne, s che a meno di qualche altra temporanea scaramuccia co'montagnardi,un lungo intervallo di finanziere espilazioni, solo rischiarato dalla famosa questura di Caio Gracco, ne conduce alle fatali civili gare di Roma, che alle pi lontane parti propagarono semi di sedizione. I luogotenenti de'due competitori Mario e Siila bagnarono di sangue le terre sarde,

Amsicora

e Josto suo

fi-

glio, sagrificati alla patria, non

manc che

la

penna d'uno storico che ne eternasse


s

le infauste

ma assai gloriose azioni, trop-

po d;i<] ne! punto essendo deviato lo sguardo di Europa, pegli eventi di maggiore importanza ond'erano le menti occupate.

Uno
.
i

slancio di ardor giovanile fece


al

toccare
nel

scontro colle genti

prode Josto notabile perdita romane condot-

te dallo stesso

T.M.Torquato intorno

Cagliari, e fu essa di augurio sinistro alla

decisiva battaglia, che riunito al padre e


ai rinforzi punici
ri

duci Asdrubale,

comandati da'maggioAnnonee Magone, ac-

cese ne' d seguenti presso la distrutta cit-

t di Cornus, non lungi dall'odierno vil-

laggio di Pitinuri, in riva


ga.

al

fiume

di

Bo-

eQ. Antonio per nel campo di battaglia per le mani del sillano L.Filippo. Vi ebbe quindi asilo e vi fin miseramente una vita angosciosa il console Marco Emilio
Lepido, dopo
tate.
le

La pugna
la

fu combattuta con valore,

novit vanamente ten-

ma

fortuna

romana
file,

prevalse; per Jo-

sto nelle

prime

e vuoisi che dal fanell'eser-

moso poeta Ennio, centurione


cito
le

romano,
i

partisse

il

colpo micidiale:

disordinate schiere non iscamparono


capitani cartaginesi furono

alla strage,

Maggiori scosse dette alla Sardegna la guerra piratica, ne vi mancarono partigiani di quegli audaci, che il valore di Pompeo Magno pot con tanta gloria in breve ora snidare dal mare Tirreno e dal Libico. Memoranda pure per l'isola la
missione dello stesso illustre condottiero,

prigioni,

ed

il

misero Amsicora non volle

SAR
e di Q. Tullio Cicerone suo legato, per
l'incetta
vi

SAR
la

117

to Augusto pose la Sardegna fra le provincie pacifiche, delle quali dallo stesso

dell'annona,onde supplii ea'grapre-

bisogni della repubblica, sotto

tura acclamatissima di

Marco Azio

Bal-

imperatore fu lasciato il governo al senato romano che v'inviava un preside.

bo, avo materno d'Augusto; e la corri-

Non

vi

spondenza del padre della romana eloquenza M. Tullio col nominato suo fratello, il quale tenne in Olbia lungo soggiorno, fa fede di quella avversa preoc-

venti a turbare

rimasero che masnade di malviil pubblico riposo, e vi do-

vettero perci stanziare delle truppe; lo


stesso incarico

pure avendo ricevuto di

frenarvi

ladronecci

que'4ooo

proscritti

cupazione con cui egli pungeva provinciali sardi, preoccupazione avversa cui
i

egizi e giudei,

to

il

che Tiberio vi confin sotsuo regno. E sovente a luogo di deesilio


si

maggiormente ebbe

egli

occasione a sfo-

portazione e di
st'isola,
i

fece servire que-

gare nella robusta sua difesa a pr del

ove fu condannato a nascondere


il

succedutoMarcoScauroaccusatodi malversazione.

suoi delitti

vile

Aniceto ministro delpolitici so-

Ma

gi

volgeauo

le
il

cose di

le

crudelt di Nerone, e per

Roma

a nuovi destini, quando

gran G.

spetti

CaioCassiodiscendenteda uno deCesare. Disputandosi l'im-

Cesare e
parti del

Pompeo snudarono
.
i

brandi.

Le

gli assassini di

sostenne

la

Sardegna sino dal

principio, tranne gl'incauti sulcitaui che

furono larghi
stenitori di

di soccorsi a'marsigliesi so-

Pompeo. Decisa

poi ne'piani

pero nell'anno 68 circa, Ottone e Vitellio, per la vittoria che il 1 , riport presso le Alpi, l'isole di Sardegna e di Corsica, ed altre de'vicini mari, ne seguiro-

memorabile contesa sul primatodelmondOjCesare approd a Cadi Farsaglia la


gliari, e tanta

no

il

partito. L' isole di

Sardegna e di

Corsica formavano una provincia chia-

n'ebbero

sardi dimostra-

zione dolcissima di alletto, quanto aspra

mata Sardegna, la quale disgiunse l'imperatore Adriano ne' primordi del 1.*
secolo di nostra era.
I

vendetta speriment la nemica citt di


Sulci,

principali popoli

che

la

straordinaria multa di cenil

tomila sesterzi e

raddoppiamento

di otali

enumerati nella circoscrizione della Sardegna, furono balari, corsi, gli acoi
i

nerosi tributi ridussero ad estremi

niti,

tarati,

sossinati,

pelliti,

diatedelle

che non pot mai pi risorgere. 1 due famosi liberti sardi, Tigellio in cui il dono

sbi egl'iliensi.

Ebbero per talune

citt sa rel distinti privilegi: Cagliari


ci

eSnl-

rispondeva d'improvvisare
llica

versi, e
la

Fa-

dichiarate municipii; grado di colonia


Uselli.

suo

zio,

seguirono a

Roma

corte

romana, Torres e
nesimo
nella

del dittatore Cesare, di cui e del suo ni-

L'introduzione salutifera del cristiapostolici, se

pote e successore Ottaviano


te
li

sommamen-

onor

la

benevolenza. Nel famoso

Sardegna risale ai tempi anon che g' istorici sono di

triumvirato tocc a Ottaviano insorteli


possesso della Sardegna, travagliato ben-

diversi pareri. Un'antica tradizione attri-

buisce lo stabilimento della religione cri-

un tempo rapitogli dalle armi di Sesto Pompeo, col qualedov Roma venire ad accordi per conservare l'alto dominio dell'isola ma fugato poi ques

e quindi per

un breviario Giacomo apostolo; altri dicono a s. Bonifacio, seguace e non discepolo di Ges Cristo: si puvederGastiana ai
ss.

Pietro e Paolo;
1

armeno

del

o53

s.

sti

in navale battaglia, pot la

Sardegna

zano

nella sua Storia. In

Annalibus Sar-

liberata soccorrere Ottaviano, divenuto

diniae^ Vitale sostiene che nell'anno


di nostra era vi predic
il

35
Bo-

emulo

di

M.

Antonio, colle sue armate


la

vangelo

s.

nell'ultima lotta, e

strepitosa vittoria
ili.

nifacio discepolo di

Ges Cristo,che prin-

d'Azio assicur finalmente sotto


stabilit de'sardi destini.

la

cipalmente promulgandolo in Cagliari,

Ottaviano

fat-

ne divenne i. vescovo, chiamandolo pe-

n8
io
il

SAR
can. Binia discepolo di
s.

SAR
Pietro,
rio diacono,

Gavino, Lussorio,
gli

Cisello,

cui nell'anno

Clemente, altro discepolo di s. Pietro, che nel 5o si vuole gi essere stato 1 . vescovo di Torsuccesse
s.

60

Carnei ino, Saturnino, Restituta, Effisio,

non che Giovenale. Tra


fessare la dottrina di

esuli confi-

nati dagl'imperatori inSardegna,per pro-

res, dicendosi

aver egli bandita

la

fede in

Ges

Cristo,

ram-

ambedue le citt, e poscia nel 93 divenne Papa s. Clemente I. Sopra l'apostolato di


s.

menter il Papa
nell'isola

s.

Ponziano, che nel 237

Bucina, oggi Tavolarao Tavo-

Bonifacio

Maltei a p. 4, il conlentus Vitalis gloria propriae patriae


tributa,quod nimirum nostrae fdei
steria a Christi discipulo

pu leggere il p. quale aggiunge.Non


si

lato, lasci la vita in

mezzo

ai

tormenti

Papa
ni
ti

s.

Antero che

gli

successe, da alcu-

creduto

mona co della Sardegna. Tutcampioni della


fe-

mycon-

questi e altri insigni

edocta

sit,

de, sono giustamente nella pi alta ve-

tenda praeterea,christianisinstitutisim

nerazione. Per non

debbo tacere

l'av-

butam etiam fuisse a tribus aliis ejusdera apostolis. Quare pedibus,ac manibusprobare nititur, ss. Petrum Romani, Paulum, et Jacobum Hispaniam petentes priad urbe in Calaritanam in Sardinia diversis temporibus appulsisse, ibique aliquandiu moratos catholicae doctrinae lucesardos illustrasse. Turritanus inSardinia a praefatis apostolis in

vertenza di

M tiratori, che la Sardegna ab-

bonda

di

molti non veri martiri. Nella

Dissert. 58." Della venerazione de cri-

mum

stianiverso isa/ifc',censurail libro: Triumpho de los sanctos del regno de Cerdenna dello spagnuolo Bonfante e stampat

to in Cagliari nel
sce,

che

tale scrittore

gionem adductos

esse opinatur

veram reliquoque
s.

dio e fatica

635. Pertanto rifericon singolare sturaccolse tutte quante pot le


1

antichissime iscrizioni de'cristiani esistenti

Franciscus Vicus, in Histor. Sardniae".


ludi produce testimonianze, che

in

Sardegna

incise in

marmo; ma con
le lettere

Gia-

massiccio e moltiplicato errore, in ben


molti

como prima di

passare nella Spagna pre-

marmi avendo trovato

B.

dicasse la fede in Sardegna, come di quelli che ci negano. Se non pu giugnersi ad eliminare ogni dubbiezza intorno al-

M.

l'avere i sardi attinto dall'apostolo s.Paolo


i

ne form tanti martiri e sauti, spiegandole Beatus Martyr, mentre null'altro significavano quelle sigle, che Bonae Memorine, ovvero Bene Merens s o Be-

primi germi del cristianesimo, pe-

r certo che

un copioso novero

di soste-

nitori della fede illustrarono col proprio

sangue

la chiesa

sarda nelle prime per-

ne Merilus, o Bene Moriens. Laonde regal alla Sardegna pi di 3oo martiri, che nel loro scoprimento corsero avidamente con pie istanze piacentini per ai

secuzioni degl'imperatori

romani acerri-

verne, e furono esauditi. Narrai a


le diverse divisioni

Roma

mi propugnatori del falso culto degl'idoli che si adoravano in Sardegna, e portati

dell'impero romano,
la

ed a chi appartenne
tesi

dalle differenti nazioni che la popo-

tutte

le

provincie sotto
I

Sardegna; riunila dominazio-

larono.

Tra

g'
il

innumerabili martiri che


p. Maltei

nedi Costantino
fessando
la

il

Grande, questi pro-

vanta

l'isola,

nomina

ss.

E-

religione cristiana

don

la so*

milio, Priamo, Felice, Luciano, Fortu-

spirata pace alla Chiesa: nella circoscri-

nato, Giocondiano e Lucio, che

chiama

zione che fece delle provincie, dichiar


la

protomartiri di Sardegna. Quindi registra


i

Sardegna

presidiale, sotto

il

vicario di

ss.

Saluziano, Eutrico, Crescentii

Roma,che dipendeva dal


torio d'Italia,

prefetto del prestesso

no, Tiziano, Quinto, Stabulo:


na, Salustiano, Crescenziano

ss.

Ga-

amministrando uno

binio,Crispolo, Giusta, Giustina, Enedi,

soggetto

fondi patrimoniali delle gran-

Antioco,

di isole del
cilia,

Mediterraneo, vale a dire SiI

Potilo, Ippolito e Proto preti,

Gianua-

Sardegna, Corsica. Costantino

SAR
dopo aver fatalmente
trasferito
la se-

SAR
ma
di in

119

de dell'impero romano dall'occidente

questo tempo e sino dal 3cj5 di nuovo l'impero erasi diviso in orientale
e occidentale, al i. assegnandosi la Sar-

oriente, ossia in Costantinopoli (F.),ne\

335
figli
I

divise l'impero

medesimo

tra' suoi

degna. Intanto

P'andali (V.) nel

4^9

e nipoti
la

al

secondogenito Costante

Sardegna, ed a lui successe il Costanzo che nuovamente riun l'impero sotto alla sua dominazione. Ben presto le illustri sedi vescovili diSardegna,
tocc
fratello

invasero l'Africa, ed in breve tempo fecero altrettanto colle isole vicine, come
la

Sardegna, che nel


all'

484 era

la loro 7.*

provincia,e

que
la

nuovamente quando soggiacimpero greeo d' oriente fu sogfosse

ed

in ispecie quelle di Cagliari, di

Tor

getta alla prefettura d'Africa. Avanti che

res,di Olbia

o Terranova, furono gover-

Sardegna

occupata dai vandali,


vi

nate da vescovi di merito eminente.

servi di asilo a molti de'tanti eroi della

guari tard
tori,
s.

la

celebrit de'due sardi dot-

perseguitata chiesa africana:

traspor-

Eusebio vescovo di Vercelli, s. Lu(

tarono

le

ossa di

s.

Agostino da Ippona,

cifero
i

vescovo di Cagliari, a riempire

e le collocarono nel monastero apposita-

che entrambi nel concilio di Milano anteposero la verit alle minaccie dell'imperatore Costanzo, gran fautore degli ariani, e per la causa di s.
fasti ecclesiastici,

mente
di

edificato in Cagliari nel borgo di

Villanova, da Fulgenzio illustre vescovo

Ruspa. Dipoi Marcellino generale deli

l'imperatore greco Leone, molest


dali nel possesso di
il

van-

Atanasio, ch'era quella dell'innocenza e


dell'ortodossia,
il

Sardegna. In seguito

quale fu da loro valiperci subirono pefatali circostan-

re de* vandali Unnerico, fautore degli

damente

difeso,

ma

eretici,

spietatamente incrudel non solo

nosa rilegazione. Che se


ze portarono per
stori

contro la chiesa cattolica d'Africa, ma pure


contro laSardegna,il perchPapa s.Felice
II

un tempo que'due pala

memoria di s. Lucifero fu soggetto di contesa, non


a diversa opinione, e
I

detto III, scrivendo nel

482

all'impe-

ratore Zenone, lo preg ad interporsi col

venne meno la divozione de'cagliaritani sua tomba, ed Urbano Vili viet con decreto 0V20 giugno 641 ulteriori controversie. Tuttavolta non debbo tacere, che Lucifero alcuni lo fecero morto nelalla
1

barbaro principe
co,

in favore di quest'isola

e della chiesa africana.

Papa

s.

Simma-

mosso a compassione de'vescovi africani rilegati in Sardegna dal re demandali

lo scisma, altri lo difesero ravveduto,


zi alcuni

an-

gni

Trasamondo e ch'erano da 2 25, oanno fece loro avere denaro e le necon amorevole
lettera. Discaccia-

ne fecero un santo. L'unica cail

cessarie vesti, consolandoli nelle loro afflizioni


ti
i

gione dell'accennato scisma del celebre


e zelantissimo vescovo Lucifero, fu
ri-

vandali dall'isola pel valore di Beli-

gore col quale ricus

di

comunicare coi
dal con-

sario, torn all'ubbidienza degl'imperatori d'oriente, ma non tard ad essere occupata dal re goto Totila. Dice l'annalista Rinaldi con Procopio, De bello gothico, che nel 552 i Goti (/^.) recarono sotto il loro dominio la Sardegna e la Corsica,

vescovi infetti una volta d'arianesimo,

non ostante che furono


cifero tornasse a
sebio.

restituiti

cilio di Alessandria. Inoltre

pare che Lucomunicane con s. Eui

Due

insigni sardi,
s.

gi celebrati
la

Papi
gnare

s.

Ilaro e

Simmaco, dopo

me-

ed

il

p.

Mattei citando Pagi, anti-

t del secolo
la

risplenderono in propugli eil il

cipa l'occupazione d'un anno, e aggiun-

purezza della fede, contro


loro epoche
s.
;

ge che nel

534
da

l'

imperatore Giustiniabarbari e ricuper al-

retici e scismatici di

r.

no

I la

tolse

tali

merit succedere ad un

Leone

I,

2.

l'impero d'oriente, insieme alla Corsica,

ricev testimonianzeonorevolissimeal su-

mediante
fetto

le vittorie di

Narsete

il

pre-

blime primato del romauoPontefice. Pri-

che fu allora spedito da Costantino-

iso

SAR
dipendente
(/'.)
I

SAR
longobardi di preservare a prezzo d' oro
le spoglie

poli per governarla, fu fatto

dal pretore d'Africa.

Longobardi
vedere
in

venerande

di

s.

Agostino, tras-

divenuti padroni di quasi tutta ltalia,non

ferendole solennemente in Pavia sua residenza. Citt deserte, campi abbandoil quaSardegna, durante le frequenti irruzioni saracene, che

tardarono molto a

farsi

Sarde-

gna, ed a recarvi considerabili danni, mas-

nati, monumenti distrutti, formano

sime nel 598, come rilevasi dd\V epist. fa lib. 9 di Papa s. Gregorio Ij tuttavolta

dro
si

desolali te dello stalo di

non

riusc loro d'impossessarsi d'alcuna

ripeterono per ben 3

secoli.

miseri a-

citt.

Ne'monti

di

Sardegna
i

in

tempo

dei

bitanti superstiti soggiacquero

ad inaudi-

vandali erasi rifugiato dall'Africa un po-

te crudelt in tuttequesle triste invasioni.

polo chiamato Barbarici,

quali final-

E incerto

il

tempo della i.

scorreria,alcuni

mente abbandonarono
le

la

pagana superI,

stizione per lo zelo di S.Gregorio

e pel-

l'anticipano al 707, altri la ritardano al 725, altri al 720: la traslazione del corpo
s. Agostino sembra essere avvenuta nel 722; certo che non pu essere prima del 7 1 2,epoca in cui ascese al tronoLuitprando. Lo storico Gazano riferisce che greci furono padroni di Sardegna fino al 720, riportando un esatto catalogo de'cousoli,

cure del duce sardo Zabarda; laonde


i

di

prima Ospitone loro capo, quindi


pi
civili
i

di lui

seguaci col cristianesimo abbracciarono

costumanze, poich
i

vi

veano coicini

me

bruti. Altri dicono che

barba;

erano una parte de'sardi,e che s. Gregorio I ne scrisse al vescovo di Cagliari Gianuario o Gianuavio metropolitanodi tutta la Sardegna, ed a Zabarda duca di essa, inviando nell' isola a istruirli Felice vescovo di Porto, e Ciriaco abbate del

pretori, presidi e legati ch'ebbero

il

go-

verno de'popoli sardi. Aggiunge che alcuni pretesero che Luitprando cacciasse i saraceni dalle isole di Sardegna e Corsica,

e
;

vi stabilisse

il

domiuio longobari

suo monastero di s. Andrea di Roma. Inoltre s. Gregorio I permise ai preti della Sardegna l'amministrazione della cresi-

dico

ma

invece afferma, che


e che

sardi al

solo loro valore dovettero la liberazione

da

s infesti

nemici

longobardi

ma,

in

mancanza
si

di vescovi,

come

rile-

vasi aWepst. 26,

me
s.

Epistole

lib. fa Dalle medesiapprende, che a tempo di

non ebbero mai impero sui sardi. Avendo s. Leone III nell'800 ripristinato l'im4.76, ne

Gregorio I gi la chiesa romana possedeva ampli patrimoni nelle isole diSardegna, Corsica e Sicilia, anche con diversi diritti

pero d'occidente, ch'era stalo estinto nel proclam e coron imperatore


il

Carlo Magno,

quale divotissimo della

di sovranit e supreme regalie,


si

a ciascuno de' quali

dava un distinto

amministratore col nome di Difensore o Rettore, che soleva essere uno deprimali chierici della romana chiesa, come notai a Patrimoni della s. Sede. Tranquilla rimase l'isola sotto gl'imperatori greci sino alla tremenda comparsa de'mao,

prima o dopo tale epoca, le isole di Sardegna, Sicilia e Corsica, la quale anzi vuoisi gi donata dal padre, anche perch la s. Sede vi possedeva da antichissimo tempo pinguissi-

romana le don

chiesa,

mi

e vasti patrimoni, ci che con diplo-

ma
il

conferm a
I

s.

Pasquale

Lodovico I

Pio.

sardi nella desolazione in cui eil

rano, aveano implorato


acci

soccorso bene-

Saraceni (f), dopo avere occupato la Sicilia. 11 Sigonio ne descrive


incitimi
la deplorabile strage, le rapine, le pro-

fico de'Papi e del possente


li

Carlo Magno,
riferisce,

difendessero da' saraceni crudeIl

lissimi.
i

p.

Mattei invece
1

che

fanazioni di que' barbari al loro

primo

approdare
sata a
(Il

la

di

guarnigione greca fu passpada, e dall'universale ec-

cidio ebbe la gloria

Luitprando re dei

5 spedirono legali a Lodovico I,esponendo la loro misera condizione, ed a lui spontaneamente si dierono, e che l'imperatore don l'isola a s. Pasardi nell'8

SA II
squale
F,

SAR
che imcorrispondente
giogo mussulmano. All'invito della
gione e della gloria non fu sordo
lore italiano, che
il

i2i
reli-

riportando

gli scrittori

pugnarono o difesero il diploma. Imperocch leggo nelli Monumenta Patriae,che poco prima della morte di Carlo Magno, padre di Lodovico I
che
gli

va-

appunto inque'tempi
I

sorgeva a nuova graudezza.


stirono

pisani alle-

una

flotta

formidabile

nehoo5,

successe nell'8i4,
i

saraceni era-

ma con
i

isfortuna; poscia vi tornarono nel

no

tornati a corseggiare
d'Italia, e

mari

di

Pro-

venza e
riori

rinnovarono le antedesolazioni, e che la Sardegna fu

1 o 1 2 con sorte pi prospera, cacciandone barbari col loro re, e facendosene si-

gnori stabilirono un giudice nell'isola; ma

nuovamente assalita,essendoci preludio Osserva Gazano, che dopo la divisione dell' impero fatta tra'suoi figli da Lodovico I, perle
di pi deplorabili sciagure.
fatali

poco dopo e nel io 1 5

il

barbaro re Mula ri-

geto comparso all'improvviso in Sarde-

gna e rinvenutala mal provveduta


cuper, indi con inauditi
cia segnal
il

tratti di fero-

conseguenze che ne derivarono,! sa-

suo ritorno. Allora alto

al-

raceni fecero ritorno nell'isola e le reca-

z
t

fa di

rono crudelissime molestie. Nella biogras. Leone IV dissi della vittoria da


Ostia (V.\ e cofuggiti dalla loro isola ter-

Papa Benedetto Vili, e poindurre le due rivali e potenti naziola

voce

il

ni marittime, pisana e genovese, a

conloro
il

lui riportata nel 1' 849 a

giungere insieme
navi,

al

santo scopo
alla
a

le

me die a'corsi
che
a' sardi

con legge che


il

i.
a

si

dovesse

reni e bestiami in Porto (V.)-, ed inoltre


rifugiati in

paese riconquistato, alla 2. spettasse in-

Roma

concesse
loro.

tieramente

bottino. Favori

il

cielo la

un borgo detto Vico Sardonum da


circa l'852 costretti
i

Si apprende dall'annalista Baronio, che


sardi

ad abbansi
il

donare adatto
ritirarono in

la

loro patria, quelli che

buona causa, ed i saraceni assaliti dal navile de'collegati per un lato, e da'cristiani di Sardegna dall' altro, nel io 18 restarono sconfitti, e Mugeto fu imprigionato, fuggendo
ni.
i

Roma

abitarono

Vicus
s.

perdenti ne'lidi africagenovesi ed


1'

Sardorum.
Nicol
I,

Neil'

865 regnando Papa

Per con manifesto scandalo e contro


convenzioni
,
i

dice l'Anastasio, che venne re-

le pattuite
i

lazione de nsula Sardinia 3 quod Judices


ipsius insulae

pisani

si

disputarono colle armi

am-

cum populo

gubernatio-

bito conquisto.

nibus suis sub/ectOj cum pr ximis ac sanguinis suis propinquis incestas et Micitas contralierentnuptias. Pertanto
s.

vansi all'infelice
zioni,
il

non appena accorda Sardegna nuove istitudelle ri-

re

Mugeto profittando

Ni-

cordate differenze riusc ad evadere, e


ricevuti poi grandi rinforzi da' saraceni
d'altre parti, torn all'impresa e vinse
cristiani nel
1

I invi col de'legati per rimediare a questo disordine. Dal che s'intende pu-

col

re,

che anco allora gi fiorivano in Sar-

020 circa, rinnovando le pi


l'ar-

degna de'principi e questi cristiani e chiamati Giudici. Frattanto versoli 1000 il feroce Mugeto o Musaito o Musatto re de' saraceni, dall'Africa si rec ad occupare la Sardegna, e fiss in Cagliari la sua residenza. Commosso il Papa Giovanni XIX dell'infelice sorte de'sardi,fece promulgar
la

crudeli carnificine.Nuovamentei pisani si

collegarono co'genovesi, e malgrado

dore e la rabbia de'mori, questi furono del tutto fugali. A Genova, a Pisa narrai queste e le successive

imprese delle repubbli-

sagra guerra della cro-

che pisana e genovese nell'isola, il dominio che vi esercitarono, e le fiere e lunghe guerre che tra loro sostennero per
disputare e dividere
alcuni storici ne
sani,
i

ciata contro tali nemici del

nome

cristia-

la signoria di

Sar-

no, promettendo

come

signore

supremo

degna. Dell'ultima sconfitta di Mugelo

dell'isola d'investire del possesso della re-

danno

la gloria a'soli pi-

gione chiunque giungesse a liberarla dal


vot. LXI.

quali

si

accinsero ad

un estremo

122
conili tlo,

SAU
ed arrise l'evento
:

SAR
al loro valo-

ne degl'imperatori/in pregiudizio
to

dell'al-

roso coraggio

il

celebre console pisano

Ranuccio o Guadaluecio pot sbarcare a


sostegno di Cagliari
la

le

sue truppe, e nelferito in

decisiva battaglia combattuta ne'dinil

torni,

terribile

Mugeto cadde

dominio e ragioni sovrane della chiesa romana, ed ancora si collegarono coi genovesi quasi sempre nemici de' pisani. In sostanza 4 giudici non furono che grandi vassalli della s. Sede, e delle due
i

mano

de' vincitori, che lo condussero a


tra* ceppi

repubbliche dominatrici in Sardegna,


quali prolungarono per
contese, e
si

le

morire

a Pisa, altri dicono altrove. Molli feudi furono quindi istituiti a favore de'con federati pisani e geno:

ben

tre secoli le

videro ora schiacciati, ora e-

saltati, talvolta proscritti, tale altra colpiti

gran parte del territorio di Cagliaai signori della Gherardesca; gli -avi del celebre economista e storico
vesi
ri fu

dagli anatemi della Chiesa, ed

anche

dato

uccisi
tito

secondoi rovesci odi


si

trionfi del par-

cui

attaccavano.

Ebbero per un

Sismondi ebbero l'Ogliastra; genovesi Alghero; il conte di Muttica spagnuolo la citt di Sassari ; ed ai Malaspina di Lunigiana furono aggiudicate le montai

supremo assoluto
di coniar
te a'disceiidenti,

potere, tranne quello


lo trasmisero soven-

moneta, e

servendosi talora anche

di titoli e insegne regie.

Re
il

di fatti fu
1

pro-

gne.

Il

rimanen te,compresa

la citt

diCaisola

clamato Torchi torio,

gliari,

rimase sotto l'immediato dominio


l'

della repubblica di Pisa, e tutta

fu distribuita ne'4 giudicati o gran prefetture di Cagliari, di

Arborea ov'

l'o-

6 giudici di Cagliari, la cui famiglia imper sino ali 164, e trasfuse poi per matrimonio i suoi diritti a Pietro di Torres che ne ven ne spogliato da Guglielmo marchese di
i. de'

dierno Oristano, di Torres o Logudoro in cui Sassari, e di Gallura ne' superiori

Massa. Vacill
alcuni

in seguito la signoria tra

membri

della giudicatura d' Ar-

monti
pali

orientali, da'quali

derivarono
I

al-

borea, e vari cittadini di Pisa, de' quali

trettante potenti dinastie.

pisani princii

Ubaldo il pi possente, domin quasi


ta l'isola, finch
gli Scotti
,

tut-

dominatori, posero a governate

occupata da Ugolino dele

pi

Giudicati altrettanti signori delle loro illustri famiglie con titolo di Giudicui serie riportano
il

pisano e gidice di Gallura,

sposo di Beatrice d'Este e famoso per

ci, la

p.

Mattei e al-

sue gare coll'infelice Ugolino della

Ghe-

tri storici

sardi. CredeMuratori,nella Dis*


i

sert.

32, che

giudici in
i

Sardegna gi e-

rardesca e co* suoi figli, la memorabile sventura de'quali tratteggiai a Pisa, riunironsi

sistessero

prima che
il

pisani e genovesi

ambedue

colle nozze di

Giovan-

vi fissassero

piede; bens

prendevano

il

titolo di giudici dai

giudicati dell'isola,
di regi, e

na loro figlia nella famiglia Visconti. Tra i 17 giudici di Logudoro, che prima in
Torres e quindi in Ardara ed in Sassari soggiornarono, ebbe real potere Enzio figlio naturale dell'imperatore Federico II, che nel 12 38 s'impalm con Addasi a
d' Ubaldo, e mor nella torre di Bologna (F.), per averlo bolognesi fat-

insieme usando quello

come

re

o regoli erano onorati da'popoli, eguali


ai principi sovrani, assoluti e

non dipensua contra-

denti dalla giurisdizione d'alcuno. Anche

qui Muratori fece vedere

la

vedova

riet alla sovranit papale,

volendo

dis-

conoscere

il

supremo dominio

della ro-

to prigione nella guerra con

Modena.
di

Al-

mana

chiesa sull'isola, e

gli atti col

quale
si

lora Michele

Zanche, sposo

Bianca di
la

lo esercit.

Non

pass molto tempo, che

Monferrato madre di Enzio, sostenne

questi giudici divennero quasi regoli e

somma

delle cose,

ma trov un

assassino

resero signori assoluti delle lorogiurisdizioni, e per

nella persona di suo

meglio
si

stabilirsi

nelf usurla prolezio-

pato dominio

misero sotto

genero Brancaleoue Doria, e dopo questo tragico fatto la signoria venne divisa in modo, che la ci t

% A
l di Sassari
si

E
i

SAR
Doria,
gli

123

eresse in repubblica, e del

arcivescovo di Torres (non di Cagliari),


die
il

leni Iorio ebbero parte ineguale


i

pallio, lo dichiar legato della

s.

Malaspina, ed

il

senato di Genova.
il

Un
i.

Mariano,
figli di

stabilitovi dai pisani, fu

giudice d' Arborea, ed essendo uno dei

Sardegna, e gli consegn lettere pei giudici che in quel tempo dominavano nell'isola, ammonendoli che dovessero riin

Sede

Onroco Zori sposato

Maria Orla si-

conoscere per

madre
il

la chiesa

romana;

r, nella famiglia di essa continu

a'quali sped poi

vescovo di Populonia

gnoria sino allo stravagante re Barisone,

per legato con lettera per Orzocco principe de'giudici, notificandogli d'aver costretto

che dall'imperatore Federico I ebbe nel 1 164 la corona indi la famiglia de'Ser:

Giacomo arcivescovo
il

di Cagliari,

ra, de' Doria, e de' Visconti di

conlimmi uno
rie de'giudici,

lino al

Narbona numero di 26 la se-

cui avea dato

pallio,

a radersi la barba

che per lo innanzi in Jar-

sa

secondo l'antichissimo uso di tutta la chieoccidentale,domaudando che altrettani

Dopo parecchi giudici indipendenti, che seguirono Manfredi stabilitovi dai pisani, spesso giudici di Logudoro impadroni ronsi anche della Gallura, la quale venne dipoi compresa nel regno d'Enzio, e
ras e poi in Oristano fecero residenza.
i

to facessero
di

chierici del

suo dominio

pi

ammon Orzocco

a continuare ad
s,

essere fedele suddito di


il

Pietro, essendo

dominio sovrano dell'isola di Sardegna della chiesa romana, la quale isola moldesideravano e chiedevano a
lui,

ti

offren-

progred appresso allo Scotti sino

al

nu-

dogli la

met

di quella terra libera, e tri-

mero

di

23

nella famiglia Visconti.

buto per

l'altra parte.

Altrettanto e

me-

questi ebbero sede fissa, che o nelle capitali delle altre

glio gi riportai nella biografia del

Papa,

giudicature stanziarono,

oppure nelle private loro castella. Sotto il lungo governo de' 4 regoli avvantaggiarono alquanto
col
traffico delle
gli

o voi. XXXII, p. 207. Urbauo II nel 1 09 1 come notai a Pisa, all'arcivescovo di questa sottopose
i

vescovi di Corsica

della

abitanti di Sardegna,

prender parte all'estesissimo e florido

quale e della Sardegna dichiar primate e legato apostolico. Ivi ed a Genova pure dichiarai

due possenti repubbliche

di

quanto

fece

Iunocenzo

II

per

Pisa e di Genova;

ma

inque'fieri isolani,

pacificare pisani e genovesi, confermando

che tanto sangue aveano versato sotto il punico o cartaginese e sotto il romano reggimento a sostegno dell'indipendenza, videsi ad un tratto cambiata la natura e
sottenlrata all'amor patrio l'indifferenza

all'arcivescovo di Pisa la dignit di legato apostolico in Sardegna, di primate della

provincia di Torri o Sassari, e suesufle sedi di

fraganee

Galtelly e Civita, ci

per qualunque sorta di soggezione. Tanto pot


1'

astuto sistema della divisione

che

pisani adottarono.
1

Dopo

aver trac-

ciato

istituzione

desiamosi

giudicati di

Sardegna e loro principali cenni, retroceder al secolo XI, per narrare le relazioui de'Papi con detti giudici e la Sardegna, e precipuamente riguardanti la loro sovranit sulla medesima.
Il

Borgia,
s.

Memorie

t.

1, p.

3i, narra
fece va-

come
lere
i

Gregorio VII del 107 3,


della chiesa

diritti

romana

sulla

che ratificarono altri Papi, ed anzi Alessandro III ampli il primato sulle provincie di Cagliari e Arborea, lo che approvarono alcuni successori; non senza avvertire, che dopo espulsi pisani dalla dominazione dell' isola, i loro arcivescovi perderono di fatto ogni giurisdizione spirituale, continuando nondimeno a intitolarsi legati e primati. A Corsica accennai le pretensioni dell'imperatore F* derico I sull' isola e su quella di Sardegna, appropriandosene il diritto e riscuotendone tributi , considerandole feudi
i

Sardegna. Rinaldi a detto armo,n.67, racconta che il Papa ordin Costanlino

dell'impero; per cui


sgusti fra
il

si

rinnovarono

di-

sacerdozio e l'impero, onde

124
peratore, se

SAR
di

SAR
scomunica l'im-

Adriano IV minacci

non

restituiva le

somme

ri-

Rimarcai a Pisa, che lere con l'imperatore


fiorini d'oro,

pisani fecero va-

le loro

antiche ra-

scosse di ragione della


se

romana

chiesa, e

gioni sullaSardegnacoll'offerta dir

5,ooo
il

non desisteva dal l'impacciarsi


alle

negli af-

onde

fari di tali stati.

non cedendo
il

L'imperatore Federico I, minacce, diede ad istialleati

investito dell'isola

comune neh i65, e


il

di Pisa fu
cos

po-

gazione de'genovesi suoi


titolo di

neh 164
ri-

redi Sardegna a Barisone giu-

dice d'Oristano e lo coron in Pavia,

grado di Barisone fu veramente effimero. Pare poi che nuovamente Federico I arbitrariamente facesse un nuovo partaggio di Sardegna, tra pisani e getere e
i
i

cevendo da lui in pagamento 4000 marche somministrate in imprestito dagli stessi genovesi, i quali poi non potendo riaverle, come debitore dello stato imprigionato Barisone lo condussero a Genova. Riporta Muratori che gi neh 064
col

novesi per pacificarli, per la quale con-

cordia diversi Papi interposero la loroautorit, senza


ni di

confermare
I sui

le

usurpazio-

Federico

loro sovrani diritti.

nome

di

Barisone e

il

titolo regio

do-

minava

Sardegna altro giudice, dal quale i monaci cassinesi ottennero una chiesa in Sardegna per fondarvi un moin

nastero. Barisone che fiori

un
,

secolo do-

guari che le due nazioni tornarono a combattere. Hurter nella Storia d'Innocenzo 777, 1. 1, p. 586, descrive la condizione della Sardegna a'tempi di questo Papa, checompendier. L'isola da tempo remotissimo trova vasi in preda a discordie intestine, le quali su di lei
trassero mali grandissimi, ed
dici
si
i

Non and

po e che
1

fu fatto coronare

da Federico
era figlio di
e-

suoi giu-

re di tutta la

Sardegna

Gunnario giudice Turritano: essendo


gli

giudice d'Arborea, e perseguitato dai

abbandonarono a molte enormit. Uno di essi , il marchese Guglielmo, rap madri e fanciulle, e dopo averle disonorate
le

giudici di Torri e di Cagliari, fece ricor-

chiuse a languire in carcere;

so

ai

genovesi e

all'

imperatore, ed eb-

us cogli
e

ecclesiastici

come

fossero servi,

be a moglie Algaburga che prese il titolo di regina, ed il loro figlio fu Costantino re o giudice, come lo fu il figlio Mariano; osservando Muratori che nomi di
i

non ebbe
si

rispetto alcuno per le chiese,

fece lecito verso l'arcivescovo di

Ca-

gliari tali sopraffazioni


la

che provocarono

giudice e re erano indifferentemente usati

da que'principi, e

gli

spagnuoli davano

il

litolodi giudice al loro re. Inoltre

Mure

ratori trovando nelle vecchie carte

un

Berlinghieri signore di Corsica e Sarde-

gna
fosse

nel secolo

XI 1, congettura che

forse

scomunica sopra di lui. I pisani pure, qualunque volta irrompevano nell'isola, vi commettevano ogni sorta di eccessi, e s poca ivi era la tutela delle persone, che in un sol giorno vi furono assassinati un vescovo, un abbate, e un rappresentante del priore de'camaldolesi ma bench fre:

conte di Barcellona investito delle

quenti fossero consimili


scovi,

delitti,
la

ne arcive-

due

da Papa Alessandro III, per eludere le pretensioni di Federico I sopra di quelle, in pregiudiziodelle ragioni ponisole
tifcie.

ne vescovi alzavan

voce a farne

richiamo. L'arcivescovo di Pisa pretendeva d'aver diritto di farsi prestaroraaggio dai giudici di Cagliari e di Torri, in-

Sopra queste congetture

di

MuI

ratori

pisani

non conviene il citato Borgia. non soffrendo V ingrandimento


la

tantochgli ecclesiastici rinunziavano leg-

germente al

privilegio di

l'influenza de'genovesi in

cesero contro di essi


1

Sardegna, riacguerra. Federico


l'

cati dal foro secolare,

non esser giudimentre pendevano

innanzi a questo foro questioni di diritto

s'intromise per la pace, e part


i

isola

per

essi

importantissime. In mezzo a tut-

tra

guerreggianti

che tosto tornarouo

to questo Innocenzo III gi aveva pi


lia

dudi-

a combattere con iscambievoli perdite.

volta dichiarato che la

Sardegna

SAR
pendeva dall'alto dominio della s. Sede; che se suoi predecessori conferirono la
i

SAR 12? come signore spirituale, ma s ancora come sovrano temporale eh' egli
non
solo
era. Cos
stici

legazione dell'isola agli arcivescovi di Pi-

pure decret che


cause

gli

ecclesia-

non poteva che per le ragioni ecclesiastiche. Bene vero che pisani aveano costretto in certo accordo il giudice di Torri a prestar giuramento all'arsa
,

esser

avessero ad essere giudicati solo da


civili;

ecclesiastici nelle

e perch

negli altri stati


di ereditiere

matrimoni

delle gran-

civescovo loro, e ad avere per nemici suoi


i

loro nemici

ma

Innocenzo

111

tenne

si facevano solo per mezzo e beneplacito dell'alto signore, cosi egli pure rivendic a se stesso quest'importante

questo patto per un'usurpazione d'omaggio che spetta all'alto signore, e viet al
giudice di sottomettersi a verun ordine
di questa natura, senza

prerogativa della corona, cogliendo cagio-

averne prima da-

ne dalle nozze della figlia del giudice di Gallura, protestando che la s. Sede dar alla donzella o vedova ereditiera un marito della cui fede possa essere sicura, e tale

to parte a
d' averlo

Roma, promettendogli inoltre in protezione; e ramment alil

che non dar ombra ad alcuno, n pi cagione di discordie intestine.

l'arcivescovo di Pisa

debito che

gli cor-

reva d' impedire ne' suoi diocesani ogni


atto ostile contro persona posta sotto la

mana pose
l'isola,

altres

La chiesa roun canoneannualesul-

tanto a titolo di podest spirituale,


di temporale, e a quest'ultimo ti-

sua autorit.
il

Con

la

medesima fermezza
che
i

quanto

Papa
e sui

si

oppose

alle concussioni

tolo dichiar invalida la vendita di certi


privilegi fatta da

pisani volevano esercitar sugli ecclesiastici


laici,

una comunit di Cagliari


che intaccava idi-

ed

elesse a

suo rappresenfa-

a'pisani, siccome quella


ritti

tante l'arcivescovo di Torri, affinch


cesse rispettare
i

della

s.

Sede. All'arcivescovo di Pi-

diritti della s.

Sede,

inil

sa poi,
il

caricandolo di ricevere in suo

nome

che ostina vasi ancora a ricevere giuramento dai giudici, Innocenzo Ili
energicamente, minacciandolo di

do a

giuramento d'ubbidienza, e commettentutti prelati di provvedere convenientemente al suo sostentamento nei


i

scrisse

privarlo delle giurisdizioni che gli erano


state conferite sull' isola. Si
il

pu vedere

viaggi che facesse in servigio della sede


apostolica.

Quanto

poi all'arcivescovo di

Rinaldi all'annoi 204, n.79 e 80. All'annoia 17 riporta la lettera che Benedetta marchesa di Massa, et Judicissa
laritana et Arboreti, scrisse a
rio III

Pisa,

non dovea

essere riconosciuto se non

per primate e legato in materia spirituale,

CaPapa Ono-

ne spesato se non quando

visitasse la

come

a suo sovrano, in occasione

provincia in persona. Cercando poi anche


altri

dell'invasione de'pisani, per vieppi accertarsi del diritto pontificio in quell'isola.

modi a

far valere

suoi diritti d'alIII

ta signoria sulla

Sardegna, Innocenzo

richiese l'arcivescovo di Cagliari d'alcuni alberi genealogici delle famiglie de'giudici, di notizie
le

blig poscia nel


di

Questa medesima Benedetta si ob1224 di pagare il censo


libbre d'argento alla chiesa

20

roma-

intorno alle loro parente-

e successioni, e d'una relazione intoralle diverse

no

occupazioni
indi cit

dell' isola,

alle catture, ai soprusi, ai misfatti

com-

messi dai giudici


Cagliari a

il

giudice di

na pr Regno meo Calaritano sive Judicatu, comesi leggenellostrumentopresso del codice di Cencio, e riferito da Muratori nella Dissert. 71. Il diritto pontificio negli altri 3 giudicati vi manifesto per
stesso
le

Roma

dinanzi al suo tribunale,


d' accusa, e
il

due strumenti
r.

riportati dallo

onde rispondesse a pi capi segnatamente a quelli di cui


lennemente
essersi

Muratori. 11

del 12 36 col qua-

suo colle-

Adelasia regina Turritana et Gallu-

ga di Torri aggravavalo, dichiarando so-

avocata questa causa

dona e concede alla chiesa romana pr salute animaesuae,et remissione pec*


rensis,

ia6

SA R
tutta la (erra

SAR
vescovo d'Arborea a impedire che
sconti turbassero la
si
i

raiorum parenlum suorum


salla della
s.

Vi-

del giudicato di Tur ri, dichiarandosi vas-

Sedeinsieme con Ubaldo gius'

vedova giudicessa e guardassero bene di occupar la provin-

dice di Gallura e Turri suo marito, e nel-

cia di Gallura.

Che prendesse

cos pos-

l'anno appresso 1237


a pagare
il

obblig eziandio
pel

sesso della

Sardegna perla chiesa romai

censo

di

4 libbre d'argento

gna

detto giudice di Turri. L'altro strumento

Ma

ne riscuotesse i censi ed dazi. , e ochealcuni popoli sardi si opponesII,

1237 con cui Dominus PeJudex Arboteae si dichiara vassallo del Papa per il giudicato d'Arborea, e pro dello stesso

sero agli atti sovrani del legato e perci


invitassero l'imperatoreFederico

trus

me-

glio perch questi affacci pretensioni sulla regione,

mette

di

pagar censo
11

in

avvenire di

100

considerandola feudo dell'im-

bizanti d'oro.

giudice poi di Gallura


legge nel codiil

pero, ovvero per aver dato Enzio o


rico suo bastardo per

En-

non pagava
l>re

altro censo che di 2 sole libsi

marito

alla

vedova

d'argento, siccome

Adelasia, co'principa ti
dicati di
si

prefetture o giu-

ce di Cencio presso eziandio

Muratori, Dissert. 69. Judex Turritanus 3 iv li' bras argenti singulis annis, Judex Arhorensis 3

Gallura e

di

Torres, che perci


la

dichiar feudatario dell'impero,

Sar-

degna

mc bizantos auri singulis anni.

Judex Gallurensis, ulibras argenti. Nei voi. XXXII, p. 261, LUI, p. 267, ed il
Rinaldi ne parla all'anno 1238, n. 67,
riportai

temporale della s. Sede. Gregorio IX ne fu gravemente addolorato, ed avendo altri e molti motivi di malcontento contro Federico II, inutilmente avendolo ammofu sottratta dall'ubbidienza

come Gregorio IX neh 236

ve-

nito, lo dichiar

usurpatore di diverse
nel

si-

dendo
te

pisani intenti a sottomettere la

gnorie della Chiesa e di Sardegna, solen-

provincia di Torres o Sassari, vivamen-

nemente scomunicandolo
con re Enzio estese
minii della
s.

239, onde

reclam come feudo della chiesa romana, e scomunico il suddetto pisano Ubaldo giudice di Gallura, che oltre divers.

vieppi impervers l'iniquo principe, che


le

usurpazioni de'do-

se ostilit lesive la sovranit della


.de,

Se-

IX
1

Sede. Volendo Gregorio procedere alla daposizione di Fedeil

avea dichiarato
figli

il

comune

di Pisa tuil

rico II, intim


i

concilio di
i

Laterano nel

tore de' suoi

e possessioni,

quale

perci ravvedutosi sottomise al

sue terre di Sardegna,


glie Adelasia

come

fece la

Papa le mo-

o Agnese pel giudicato di Torres e per tutta la sua eredit. Morto Ubaldo, secondo il decretato d' InnoIII,

cenzo

dopo aver Gregorio IX conso-

lato Adelasia con paterna lettera, le de-

stin a

nuovo sposo Guelfo da Porcaia,


s.

240; ma cardinali, vescovi e altri preIati che vi si recavano per mare, furono dai pisani comandati da Enzio affogati o recati in prigione, d'ordine pure di Federico II; onde Gregorio IX nel 1 24 fulmin contro tutti le scomuniche, privando pisani de' dominii che possedevano in Sardegna, avvenimenti che toccai pure Indi a poco Ennel voi. XXVI 1, p. 29
1
i
1

nobile, divolo e fedele alla

Sede, per

zio

pag

il

fio di

sua fellonia, poich trat-

gorio

impedire rivollure nell'isola. Di pi GreIX sped in Sardegna per legato

to prigione dai bolognesi,


lida carcere.
I

mor
la

in squal-

pisani favoriti dalla fazio-

Rolando suo suddiacono e cappellano,


i

in-

ne imperiale ricuperarono
ro cittadini, lasciandoveli

Sardegna,
i

citando con lettere tutti i principali ecclesiastici e laici sardi, ed popoli dell'isola , che dovessero riceverlo col convenevole onore. Al legato ordin che si facesse dare alcune castella appartenenti al

e continuarono a tenervi per giudici

lo-

come signori e

insieme quali vassalli di Pisa. Uno di questi fu Nino Scotti giudice di Gallura, che

morto senza

figli

lasci erede la

moglie
sue ra-

governo

di Cagliari,

che invitasse

l'arci-

Beatrice d'Este,

la

quale rec

le

SAR
gioni a Galeazzo Visconti suo i. marito.

SAR
Il

127

Alla sua volta Federico II fu deposto

dare un oompenso alla casa d' Aragona per la cessione fatta a Carlo II d'Angi
sulle pretensioni al

da Papa Innocenzo IV.


lessandro
i

successore A-

IV

perle guerre rinnovatesi tra


1

investitura della

s.

reame di Sicilia con Sede ed anche per


,

pisani e genovesi, nel

258 sped nunzi

sedare

le

turbolenze di

Sicilia

fomentate

in

Sardegna, come arbitro delle parti e

dal partito aragonese, determin di con-

per quanto dissi nel voi. XXVIII, p. 293, LUI, p. 267; ove pur notai, che pisani
i

cedere a Giacomo
le di

II

in investitura l'iso-

Sardegna e

di Corsica coli'

annuo
Rinal-

con

l'aiuto de' veneziani

aumentarono

tributo di

2000 marche

d'argento, borio-

loro domimi in Sardegna, a segno che questa fu ivi per loro l'epoca

rum etlegalium sterlingorum, dice


di;

pi potente pel
,

pieno esercizio della signoria


^euovesi ceduto
sima. Intanto
sani giudici di
le
i

loro diritti sulla

avendo i medepi-

ed il Papa l'effettu nel 1297 segretamente, olirei compensi d'una gran quan-

tit di

moneta che

ricevette

il

re d'Arail

gare di alcuni potenti


,

gona. Sopra di che pu vedersi

catalo-

Sardegna produssero la tragica fine di Ugolino della Gherardesca, suoi figli e nipoti, che Dante con orribile canto immortal. Nel 296 pi1 i

go di molte antiche carte nell'archivio Vaticano fatto nel 366, di che fanno memoria Muratori nella Dssert. 7 1 ed il Rinaldi agliannii3o3ei36o,dove narra
1

sani furono assaliti dai genovesi in Sar-

le

controversie quindi insorte tra' pisani

degna^
no

Corsica, in

modo

tale

che furoil

e genovesi per

una

parte, e

gli

aragonesi

costretti a ceder loro la Corsica e

per raltra,sul dominio dell'isole di Sar-

giudicato di Sassari.

La Sardegna sem-

degna e Corsica, salva quella met della


a

ine pi progrediva nel decadimento,ecolV antica gloria sarda quasi spento rima-

2.

della quale

genovesi erano stati in-

vestiti dai

Papi, e per la quale fino al 1


prestare
il

36o

anche il nome della nazione, dappoich non solo que'di Cagliari, di Arborea, loro lurritani e galluresi separarono interessi, ma eziandio in.ogni angolo dell'isola s'introdusse quella peste di munise
i i

furono

soliti
s.

giuramento
lo toccai

di fe-

delt alla

Sede e pagarle il censo. Quea Pi-

st'argomento in parte gi
sa, a

cipali rivalit,

che nel recinto di quattro

mura
durre

soffoca lo slancio patrio.


la

ricon-

Genova, e di pi a Corsica, laonde riportandomi a tali articoli e precipuamente all'ultimo, qui indicher il pi interessante.I pisani vedendoche erano per
essere espulsi dalla Sardegna, coll'oro e
col dichiarare

nazione al dimenticato vincolo

di unit,

nerbo degli

stati,

giov la con-

Giacomo

II

capitano della
il

dizione ghibellina de' pisani, e perci la

repubblicane stornarono
gnoria.
Il

divisamente,
si-

poco amichevole corrispondenza della repubblica con Roma, che dopo varie censure indusse Bonifacio Vili a privar Pisa della
la

e per alcuni anni continuarono nella


re

dominazione sarda, decaduta dalle supreme ragioni della s. Sede sulla Sardegna. Considerando Bonifacio Vili che Giacomo Il re d'Aragona avea qualche ragione sulla Sardegna, per discendere da Costanza di Svevia figlia di Manfredi fratello bastardo di re Enzio,egi redi Sicilia, sebbene Gregorio IX avesse condannatoli governamene di Enzio, e pi Papi l'usurpazione di Manfredi; o meglio per
sua potenza, e far valere

d'Aragona neh 3o4da'suoi ambasciatori fece giurare in concistoro a Benedetto XI fedelt alla romana chiesa pergl'investiti regni di Sardegna e Corsica, ed in persona nel i3o5 ne fece l'omaggio a Clemente V, e nel 1 3 7 lo rinnov pe' suoi ambasciatori a Giovanni XXII. Non debbo tacere, che Platina nelriferisce, che vela Fila di Clemente dendo genovesi e pisani in ostinata guerra, per cui ne profittarono saraceni con invadere la Sardegna, questa concesse a Federico II d'Aragona re di Sicilia e fra1

ia8
fello di

SAR
Giacomo
II.

SAR
ria, dai

Indi AlfonsoIV, che

Malaspina e da altre famiglie ge-

poi successe sul trono d'Aragona a Gia-

novesi stabilite in Cagliari e nemichedel

suo padre, intraprese nel i323 il conquisto di Sardegna con sanguinosa guerra contro i pisani, e l'occup mal-

como

II

grado

il

contrasto de' popoli stimolati dai


il

pisani e dai genovesi, tranne


di Cagliari,

giudicato

nuovo governo, allest contro AlfonsoIV una poderosa flotta e si accese una formidabile guerra. Morto per neh 336 il re, e congiuntosi il suo figlio Pietro IV coi veneziani, furono dopo molti fatti di
armi sconfitti genovesi, e ridotti ribelli non senza grandedimcolt all'ubbidienza, come riportai a Genova. Pietro IV
i

che rimasto per poco ai pisani

cadde tosto in potere degli aragonesi, dopo una sanguinosa battaglia data sotto le sue mura, che frutt il possessodella primaria metropoli dell' isola. Non cosi fu
del giudicato d' Oristano,
il

neh 33g

fece rinnovare a Benedetto

XII

cui signore

Mariano, e con lui quelli della famiglia Doria che molti beni possedeva nell'isola, aiutati dai genovesi fecero

guerra coi

l'omaggio di fedelt e il pagamento del tributo, proseguendo l'uno e l'altro pei feudi di Corsica e Sardegna, non solo con detto Papa, ma ancora coi successori Clemente VI e Innocenzo VI, e ne'modi pi
i

nuovi conquistatori, edopo aver loro tolto non poco li obbligarono ad un accomodamento poco onorevole a'medesimi e
assai svantaggioso.

Molto giov

agli ara-

gonesi

la

defezione da'pisani di

Ugo Ser-

ra giudice d'Arborea, e l'omaggio reso ai nuovj signori dalla citt libera di Sassari,

Avignone (V.) allora residenza de' Papi, ed ove si rec personalmente. Ma Urbano V si dichiar gravemente malcontento di lui, non solo per essersi appropriate in Aragona le rendite pontificie e della corte romana, e subastato
solenni in
i

beni degli ecclesiastici assenti;

ma

ezianil

allorch l'armata d'Alfonso discesa nel

dio per aver tralasciato da io anni

giu-

golfo di

Palmas, dopo aver occupato

il

territoriod'Ogliastra, intraprese l'assedio


d'Iglesias

ramento e il pagamento de'tributi annui per la Sardegna e Corsica. Lo condann,


e minacci di privarlo di que' regni e di

che fu costretta a capitolare il gennaio 1824. La tregua mantenne i 7

scomunicarlo: finalmente, come


Corsica,
il

pisani in possesso di vari luoghi;

ma

presto
nel
ti

si corse nuovamente alle i326 furono intieramente discacciadallo stesso Giacomo li. Appena il fi-

ben armi , e

re fece prestare

il

dissi a giurameni

to di fedelt, confessando riconoscere

due

feudi dalla

s.

Sede. Retrocedendo di

alcuni anni, dir che Mariano giudice di

occup il trono, fece giurare fedelt a Giovanni XXII, e nel 1 335 a Benedetto XII, e pagare il consueto annuo
glio ne

tributo di

2000 marche d'argento.

Alcu-

ne

fomentate dai genovesi travagliarono Alfonso IV, il quale per nuove rotture co'pisani,probabilmente cagionate dalle ostilit che usarono gli spagnuoli
rivolte

Arborea gi conte di Goceano e collegaBrancaleone o Matteo Doria maritodisua figlia Eleonora, sollevdi quando in quando la Sardegna, per cui spesso Pietro IV dov discendervi a reprimer le turbolenze. Alghero soffr acerba vento con

detta

e la sua popolazione fu costretta


il

riparare a Genova, lasciando libero


so
ti

pas-

a que'pisani che nella pace eransi

permes-

so abitare l'isola, produsse


ra,

nuova guer-

ad una colonia di catalani proveniendalla Catalogna che vi fu trapiantata.


allora ih. stabilimento delrappresentanza nazionale detta degli

che termin con una sconfitta in mare patita dai pisani, per cui nella concordia i superstiti pisani dovettero evacuar
ia

Ebbe luogo
la

Statuenti, composta de' ricordati 3 ordini; l'ecclesiastico,

Sardegna. Liberatosi

il

re da loro, fu
la

che conteneva tutto

l'al-

costretto poi difendersi contro


blica di

repub-

to clero, presieduto dall'arcivescovo di

Genova, la quale eccitata dai Do-

Cagliari;

il

militare,

dove aveano luogu

SAR
tutti i nobili e cavalieri del regno; ed il reale, che veniva formato dai deputati delle citt sarde, de'quali era i. il capo-

SAR
fratello del re

129
vi-

d Martino, dopo molte


i

giurato di Cagliari.

Il

re Pietro

IV radu-

dovere colla pri gioniadcl Doria, succeduta dopo la morte di Eleonora e del loro figlio. Per tale
cende, ridusse
ribelli al

fiuo dal

355

quest'assemblea, ch'eb-

ribellione

discendenti perderono

il

mar-

be nome di Cortes o Parlamento, e si occup de'nuovi pubblici ordinamenti, co stringendo colle armi il renitente giudice d'Arborea ad accettare umilianti condizioni. La rivolta per altro continu le
sue esplosioni, poich Mariano nel 1369

chesato d'Oristano, per cui col resto del

regno
gona,

di
i

Sardegna

si

riun ne're d'Ara-

quali oltre l'intitolarsi re di Saril

degna, presero anche


si

titolo di

d'Oristano. Nel

395 divenne
li.

marchere Mar-

tino I,efu gran fautore dell'ostinatissimo

s'impadron
fari

di

buona

partedell'isola,

ne

antipapa Benedetto XI

La
nel

peste clie

pot Pietro IV ripararvi, distratto da afpi importanti.

avea desolato
nel
la

la

Sardegna

1367, e nel

Dopo

la

morte
il

di tal

giudice pass Oristano con titolo di mar-

1376 principalmente, torn a infuriare 4o3 decimando la popolazione e nel1

marito Dora sostenne la rivolta, e dopo essersi sottomesso alla regia ubbidienza, Echesato alla sua
figlia

Eleonora,

cui

quale per ilDoria vittime egualmen:

te della peste

riano, e la

erano stati il suocero Mamoglie Eleonora l'ultima dei

leonora subentr ad agitar


chesato d'Oristano in
Pietro
sica e

la

Sardegna,
il

Serra. Nel
il

finch per capitolazione ottenne

marfeudo dalla corona


1

visconte di

i4'2 per morte di Martino, Narbona Guglielmo, che

nella ribellione erasi unito al Doria ed a

aragonese per se e discendenti. Nel

370

IV

fece giurare fedelt per la Cor-

Leonardo Cubello, restato anch'esso disfatto, per mancanza de'discendenti al re


defunto, approfittandosi de' torbidi della

Sardegna, al nuovo Papa Gregorio


quale dipoi restitu a
1

XI,

il

Roma

la re-

sidenza pontifcia, che dal


te e nel

mente V 1378 insorse il lagrimevolee lungo scisma, sostenuto contro Urbano VI


te to

3o5e da Clene mancava. Dopo la sua mor-

Catalogna, venne nuovamente in campo per impadronirsi della Sardegna. Ma


al

assunto

regno Ferdinando

infante

di Castiglia,

furono da questi composte


:

tutte le differenze

per non adempienregno; eb-

e successori, prima dall'antipapa Clemen-

do

patti della

concordia col visconte


il

VH(V.\ e poi dall'antipapa BenedetXI11 (F.) spagnuolo, che


i

seguit questi a contrastargli

stabilitisi in

Avignone
e

trassero nello scisma la Spagna

loro dominii. Pietro

IV

sino ali

383
in-

be luogo una tregua, finch per la morte del visconte, il re compose le differenze col suo erede. Nel i4i 6 Alfonso V suc-

rest indifferente per

Urbano Vr

e per

l'antipapa Clemente VII, viato


al
1

ma
,

avendo
gli

suoi ambasciatori perch l'in-

vestisse del

regno di Napoli
accordasse altri

perdola

nasse

il

non pagato tributo per


gli

Sar-

degna, e
tifcii.,

diritti

pon-

e non avendo
il

Urbano VI
si

a niuna

cosa condisceso,

re

dichiar del parla

tito dell'antipapa,

e seguendo

sua ub-

bidienza ottenne V esonerazione di tale

tributo feudale e altre cose vantaggiose.

Nel 1387 divenne re Giovanni

I,

al cui

142 estese a tutta Sardegna la Carta de Logli promulgata da Eleonora Serra, riconosciuta qual base del diritto sardo. Il nuovo re conquist nell'isola tutte le terre che continuavano la ribellione. Sebbene nel 4^7 coli' elezione di Martino V fu estinto il grande scisma, tuttavolta gli aragonesi continuarono a seguire il falso Benedetto XIII, e dopo la sua morte il successore r Clemente f III antipapa rinunzi nel i4^g, per cui gli aragonesi rientrarono
1

cesse al padre, e nel


la

tempo nuovamente Doria e sua moglie


Eleonora ricominciarono
le

nel

grembo

della vera Chiesa sotto Alfoni

discordie

il

so V. Si mossero contro di lui

genove-

i3<>
si,

SAR
l'isola di

SAR
sconfssero gli alo V, nipote de'precedenti monarchi, raccolse anche il reame sardo cogli altri suoi vasti domimi, e convoc le cortes per la 2. a volta neh 5 19. Avverso fu il successo della santa Lega fatta a Cognac (F.) e presieduta da Clemente VII per impedire nell'isola questo cambiamento di dinastia, e insieme toglierle il dominio di quella di Sicilia; poich il generale Orsini dov

e nella navale battaglia vinta nel i435

presso

Ponza

ragonesi e fecero prigionero lo stesso re, e


gli altri che raccontai a Genova: Alfonso V per fu condotto a Milano dal duca, e po-

scia liberato.

Papa Nicol V
1

a'

6 settemmolti de-

bre e 9 dicembre

447 pubblic

d'Aragona e di Sardegna. Nuove spedizioni furono traprese per la Corsica e per la Sardegna dai genovesi in nuova guerra con Alfonso V, che in breve fin di vivere nel 1 458. 11 fratello Giovanni II che gli successe ricreti contro gli usurai de'regni
i ti

levare l'assedio posto colle truppe confe-

derate a Castello Aragonese, e dopo


effimeri successi di Sorso,

gli

ebbe dal valo,

re sassarese decisiva sconfitta

andando
il

volse la sua attenzione all'inquieta Sar-

debitoredi sua salvezza a'generosi nemici.

degna,

ma

il

provvedimento da
alla
i

lui

pre-

Nel

5^8 arrec nuove

stragi

flagel-

so d'incorporare assolutamente

la Sicilia

lo pestilenziale,
le

elaSardegna

bast a sedare

torbidi, poich

corona d'Aragona, non Leonar-

che forse pel contatto delarmate dilatassi dall'Italia in Sardegna,


della gloria,
il

e sublimandosi frattanto Carlo

do

famosa casa d'Arborea, ch'erasi fatto nell'isola potentissimo a segno di far fronte al sovrano, prese le armi per vendicarsi de'feudi d'Oristano e diGoceano che pretendeva a lui appartenere. Prima vincitore Leonardo giunsecon buona capitolazione ad aggiustare i suoi affari
II della

mo

contro
nisi a

V al sommeditava la spedizione felice corsa roBarbarossa di Tu-

sostegno del re detronizzato; circo-

stanza che port nell'isola colla venuta del

potentissimo sovrano una pace durevole,

e Cagliari vide con esso riunita la pi

brillante flotta nel magnifico suo porto.

col re,

ma

quindi per

le

cavillazoni del

Neh 54o

altra pestilenza desol la Sar-

vicer di Sardegna d. Nicola Carroz suo

nemico, dov riprender le armi, e dopo essere stato con solennissima sentenza dichiarato reo di fellonia dal re, cadde alla

degna, con funeste conseguenze. Contribuirono a rendere prosperosa la nazione


i

provvedimenti di Carlo V, il quale ottenne a'20 marzo 1 55 1 un breve da Pa-

fine nelle dilu


in

mente
di

mani, e mor naturaluna fortezza colla sola gloria aver lungamente resistito alle forze
,

479 mont sul trono Ferdinando V,cheriunin lui la monarchia spaglinola pel matrimonio con Isabella ereditiera del regno di Castiglia, ed incontrarie. Neil

cominci la serie de' re di Spagna (V.), co'quali procederono destini diSardegna.


i

pa Giulio IH, perch fosse esteso nell'isola di Sardegna il concordato conchiuso neh 372 fra Gregorio XI e l'Aragona ossia quel Capitolato stabilito sotto tal Papa fra la regina Eleonora d' Aragona e il nunzio apostolico, previa l'annuenza pontificia, convenzioneo trattalo che si pu leggere nel t. 5, p. 3 eseg. del,

la Civilt

Cattolica

pubblicato per

i-

Questo

re nel

razione della

481 conferm l'incorpoSardegna alla monarchia di


1

spondere ai Cinque Sillogismi con cui

l'Iii-

diCtf/ore&zrcfo, giornaleCagIiarilano,pre.
tese di dimostrare nullo il monitorio di scomunica, giustamente e secondo anche il gius particolare della Sardegna lan-

Spagna, e per suo ordine e della regina


Isabella
si

estese all'isola la legge sull'e-

spulsione degli ebrei, che colp purquelli

che

vi

avea Tiberio esiliati, e l'altra sullo


in

ciato contro

violatori dell'immunit dei


r

stabilimento dell'inquisizione, quivi per

beni ecclesiastici, dall'ottimo e zelante o-

rimasta
Il

vigore soltanto sino


di

famoso imperatore e re

i562. Spagna Caral

dierno arcivescovo di Cagliari mg. Emanuele Marongiu Murra, il quale con for-

SAR
tezza sacerdotale per
riti-altare fu

SAR
di essa ne'duhbi di

i3i

non averlo voluto

non credersi autoriz-

allontanato dalla sua chiesa con glorioso esilio. I vescovi d' Aragona mossi dal vedere che l' immunit della chiesa nelle loro diocesi era di continuo
violata

zati a fare delle leggi contrarie al diritto

comune
bisogno

de'canoni in materia d'immuni-

t personale o reale,
di
al

come quando ebbero


le disposizioni

attemperare

ca-

emanomessa dalla prepotenza

dei

noniche

sistema legislativo, giudiziario


si

magistrati civili, reputarono del proprio dovere avanzarne reclamo al trono readisordini riprodotti dalle, lamentando la Civilt Cattolica. Queste rimostranze de' vescovi persuasero Eleonora regina di Aragona della necessit d'un accomodamento, ene scrisse perci a Gregorio Xf,
i

e amministrativo de'loro dominii,

vol-

sero fino a questi ultimi tempi alias. Se-

de per averne da
Citer a

lei benigno permesso. esempio le richieste che di sessennio in sessennio il governo sardo l'innova alla s. Sede per ottenere la pro-

modo

di

rogazione a favore dello stesso governo


de'

quale nel breve di risposta dato da Avignone vkal. decembris ponti ficatus anil

due donativi annui, l'uno ordinario,


che
fa
il

l'altro straordinario,
stille

clero sardo
il

no

i.,

dopo aver encomiato

lo zelo e la

sue rendile ecclesiastiche; ed


1
1

bre-

piet della regina pel desiderio che nutriva di

ve de' i o dicembre
col quale

84 diGregorioX VI,

comporre le insorte vertenze, con-

annuendo all'istanza del goveril

discese a permetterle di trattare su questo


affare col cardinal

no, autorizz

clero a pagaie in denaro


fin al-

Bertrando di Cosnac o Conach o Convegnes nunzio apostolico a Pietro IV per le gravi discordie suscitate tra
il

quelle stesse prestazioni, cheavea

lora pagale in natura, per tacere di altre

analoghe concessioni
diati predeecessori

fatte dai suoi

imme-

re e

il

clero e prelati di Cata-

successore Papa re

logna, a motivo dell'immunit ecclesiastica violata dal re, per cui

gnan te.Ma singolarmente giova anche qui


ricordare
fra la
s.
il concordato concluso nel 1 84 r Sede e re Carlo Alberto sulla im-

ancora

1'

ar-

civescovo di Tarragona altamente erasi


querelato. Gregorio

XI pertanto prescrisi

munit personale del clero


nali,.il

in

materfe peII

se la condizione, che

diritti delle chiese

precedente breve di Clemente XI


di esso
III, art.

e delle persone ecclesiastichesi conservassero


illesi,

il

concordato

condizione che impose


colla regina

al car-

rnanuele

dinale pure nell'autorizzarlo a venire ad

quali solenni atti


ticolo

con re Carlo E23 sull'immunit, dei meglio parler nell'ar,

un accordo

pel re } servata

che governava tamen semperlibertate ec-

Sardegna o stati sardi mentre a. Spagna tratto di altre notizie riguardanti

clesaslicaj ed in fatti fu tutelata e posta in salvo l'immunit personale e reale della

la

Sardegna.
li

Filippo
nel
1

successe al padre Carlo


la

Chiesa contro

le

usurpazioni dell'ausi

556 dopo
le

sua memorabile abdi-

torit politica,

come

legge nel concor-

cazione:
tro
la

guerre che dov sostenereconi

dato applicato poi


formit del gius
di

alla

Sardegna, in concanoni, re-

Francia,

Paesi Bassi, contro

il

Por-

comune de's.

togallo per riunirlo alla monarchia, e contro


i

stando eziandio inibito al potere politico

turchi, insieme alle escursioni dei

occupare sotto qualunque prelesto

pirati barbareschi,

che infestavano

il

ma

beni temporali della Chiesa.

Fu

inoltre
il

re Mediterraneo con gran pericolo delle


isole,

concluso, che ne' dubbi poi doveva


astenersi

re
la

da ogni rappresaglia contro

tire gli effetti

proporzionatamente ne fecero senanco alla Sardegna. Il li-

Chiesa, e rimettetela decisione della sen-

torale dell'isola fu
vili

munito
al

di torri;

ci-

tenza ad arbitri di
to
il

comune
i

fiducia. Fat-

e legislativi ordinamenti in processo

concordato del la Spagna quindi prorispettivi sovrapi

di

prio della Sardegna,

gio,

tempo mirarono come Capitoli


i

pubblico vantagla

della Corte,

Regia,

i32

SAR
i

SAR
diesa
coli' Aymerich
il

Prammatica, ed vari decreti vicereali, che dal banditore pr a eco si dissero Pregoni, eziandio sotto
i

svelato a veano pie-

namente

turpe mistero.

Ma essi non ces-

regnidi Filippo III

incominciato nel 1598, e di Filippo IV principiato nel 162 1, il quale involto in

savano per questo dalle macchinazioni, ed a fomentare l'interno partito spediva-

no

quando

quando emissari
che
il

sulla co-

comandati dal conte di Horecurt operarono uno sbarco e presero Oristano, ma poco dopo si rimolteplici guerre,! francesi
tirarono. Assunto al trono nel
lo II
1

sta sarda, intanto

duca di San-Germanogi volato era colle truppe spagnuole

a vendicare

la

crudele uccisione e

ri-

665 Car-

bellione.
Alivesi al
le

Il tristo

commissario d. Jacopo
vol-

ancor pupillo, Marianna d'Austria


la

fermo braccio della giustizia

ne fu reggente, e
si

sua debolezza presto

surrogare pi ignobile mezzo per com-

converti in pubblica sciagura. Soste-

pire la serie

decadimenti,

e fingendo di

neva d. Agostino di Castelvi marchese privilegi della nazione nella di Laconi


i

entrare a parte degl'interessi della cospirazione, tanto seppe usare d'astuzia, che dipingendone a'principali proscritti imminente lo scoppio, tutti sotto buona fe-

Spagna
questa
Ja

in faccia alla

reggente, quando
col

domand

straordinari sussidi per


la

guerra contro

Francia

del vicer marchese di Camarassa.

mezzo Duri-

de li

trasse dal sicuro tei

reno di INizza,ove
la

eransi rifugiati, sull'isola Rossa del golfo

rante

la

sua missione divamp senza

Turritano, ed

ivi

deposta

maschera
i

li

tegno l'illegittima e riprovevole fiamma

sopraffece colle armi. Caduti

pi nella

ondeardeva da qualche tempo la sua moglie d. Francesca Setrillas marchesa di Sietefuentes, per d. Silvestro Aymerich
de'conti di

mischia, fu riservato al supplizio l'ottua-

genario marchese di Cea^ compassionato

non meno per l'ingannevole maniera onde


fu spinto al delitto,

V illamar

patrizio di Cagliari,

che pel

modo

con cui
pei*

ed il reduce marchese di Laconi, nonap* pena posto il piede nella terra natia, da
vili s'ir ri fu

fu strascinato al supplizio. Al commissario Alivesi

furono dati alcuni feudi

atrocemente spento. Si bula

cinava fra molti


i

verit dell'intrigOj

ma
in

pi caldi patriot ti, visto a


il

mancare
il

premio del suo ignobile operato. Nel declinar del secolo XVII la Sardegna si trov involta ein preda nuovamente alle fazioni,

lui

difensore delle nazionali guarentivice-

per

la

famigerata successione alla


II

gie,incolparonocalunniosamenle
dato. Si ord quindi
ra, e fra
i

monarchia spagnuola, comech Carlo


si

r e la sua consorte del proditorio

man-

trov privo di successione.


lui

Le guerre
tutta

una

terribile

congiula scal-

incominciate

vivente per la divisione

pi eminenti personaggi

de'suoi stati, nel

1700 arsero in

Eu-

tra e iniqua druda, a ricoprire la propria

ropa per

la

sua morte, chi seguendo l'AuCarlo, chi parteggiandi

vergogna e reit, vi trasse il virtuoso e canuto suo zio,d. Jacopo Artaldo di Castelli marchese di Cea,gi procuratore reale, di

stria e l'arciduca

do per Francia e per Filippo


ne,
il

Borbodefun-

ambedue pretendenti alla monarchia,


per parentela pi prossima
2.
al
il

pi decorazioni insignito, e ci che


satelliti posti

i.

pi vale nobilitato da fama incorrotta. N

and guari che una mano di


in agguato scaricarono le

contro
estinto

il

armi micidiali vicer Camarassa, mentre colla


aggiravasi in cocchio, e lui
il

testamento del trapassato. La Sardegna fu occupata dagli austriaci, con l'aiutodegl'inglesi. Prevalto,

in forza del

se in

Sardegna

la

parte austriaca, ein mez-

moglie e
i

figli

zo alle pi desolanti scene di civile discordia, l'arciduca divenuto imperatore

congiurati concitarono

popolo

vanamente a novil, ma dovettero ad uno ad uno porsi in salvo colla fuga, mentre le seconde nozze della profuga mar-

Carlo VI inaugur
assicuralo.

il

col trattato d'Utrecht del

suo dominio che 17148" vennc


,

Ma dopo 3

anui, sotto

il

mi-

SAR
nistero del cardinal Alberoni,
di

SAR
un colpo
nuele
III
si

i33

suo

figlio lo scettro, indefessa-

mano
le

gett improvvisamente in Sar-

mente

degna
tre

truppe spagnuole guidate per


dal

coltura,

Filippo

marchese

di Leida,
gli

men-

veleggiavano contro
di

mari
tro
il

ottomani nei Levante, nell'agosto 7 1 7, e den1

mese
gli

di

ottobre tutta

l'isola

fu gi

occup a fare risorgere 1' agricommrcio, le scienze, sicch ne'45 anni circa del suo dominio, sardi s'inoltrarono a gran passi nella carriera dell'incivilimento, ed il conte Bogino rinomato ministro di re migliore, ebbe la
il
i

ricuperata. Quest'improvvisa occupazione,

soddisfazione di sperimentare nell'universale prosperit


il

che

austriaci
gli

non erano parati a


sdegni, e
si

fruttode'suoi savi di visala

impedire, riaccese
all'imperatore
di
ia
il

unirono

menti.La nazione lamentassai


tenza nel

sua paral tro-

duca d'Orleans reggente Francia, Tlnghilterrae il duca di SavoVittorio Amedeo li. Dopo molte guer-

1773 per l'avvenimento

resche contese, la Sardegna

come

isola e

no di Vittorio Amedeo III; imperocch non avendo le receuti istituzioni preso la necessaria consistenza, andarono insensibilmente degenerando, senza che l'abuso de' privilegi potesse da forza imponente

regno, a'2 agosto 17 18 venne ceduta dall'imperatore Carlo VI, a Vittorio

come

Amedeo

li

re di Sicilia e duca di Sa-

voia, la quale egli a vea conseguita ne'pr-

cedenti accordi d'Utrecht; e ci in forza


delia quadruplice alleanza sottoscritta a

Londra dal
rigi

re di
a'

Spagna Filippo V, a Pail

firmata

18 novembre di detto an-

no, ed a Vienna

29 dicembre. L'atsi fe-

rimanere compresso. Tale era lo stato della Sardegna quando la repubblica francese minacci d'invaderla nel 1792, affidando all'ammiraglio Truguet la non facile impresa. Ma non mancarono a se slessi sardi nel duro frangente, e sebbene ninno aiuto potessero sperare dal monari

to per dell'immediata cessione che

ca intento a preservare

suoi stati conti-

ce dal governo imperiale al rappresen-

nentali dall'aggressione, colla nobile con-

tante del re Vittorio

Amedeo II,
fece
il

alla pre-

dotta imposero al nemico,

il

quale per-

senza degli stamenti, successe agli 8 agosto


1

seguitato dagl'infuriati elementi, salv a

72o;e questo re ne

giorno

stesil

mala pena pochi avanzi


vi le.

dell'allestito

na-

so la permuta colla Sicilia, prendendo


titolo di re di

Al funesto successo
il

risvegliossi ca-

Sardegna e

il

complesso

pace di magnanimi
patria
la

sforzi in difesa della

de' suoi stati quello di regno sardo.

La

nazionale entusiasmo. Si motiv


stati generali,
si

Sardegna divenuta ed essendo tuttora dodell' augusta casa di Savoia (^.), ne segu destini s politici che religiosi, che riporter nel seguente articolo, e ricev da essa que'tanti miglioramenti in ogni genere d' industria che accrebbero la sua fortuna e la portarono a quel graminio
i

convocazione degli

ma

il

partito ministeriale di Torino

volse in-

cautamente a comprimerne
to
:

il

quindi

fra gli

amministratori e

movimengli am-

ministrati reciproca diffidenza, frequenti

dispareri, aperta rivolta. Tutti gl'im-

piegati piemontesi
l'isola, tranne

vennero espulsi dal-

do do

di celebrit in cui oggi trovasi, facen-

alcuni

membri

dell'alto cle-

risiedere a Cagliari

un

vicer.

MaN

conoscesse

grado che dal caso e dai bellici eventi riil nuovo sovrano Vittorio Amedeo II il possesso della Sardegna, ne comprese subito assai bene l'importanza,
e tutto
si

ne l'arrivo del nuovo vicer conte Vivalda fu sufficiente a comporre gli aniro,

mi; e nella esplosione del 5 luglio 179^ il marchese della Planargia generale dell'armi, ed
il

cav. Pitzolu intendente ge-

fece a migliorar la sortede'po-

nerale del regno, caddero vittima del fu-

po li, anche in mezzo ai perturbamenti dell'italiana penisola; ed avendo poi nel 730
1

rore popolare per sospetto d'intelligenza


co'novatori.

Non per venne meno ne'saril

per l'avanzata et ceduto a Carlo Eraa-

di la fede verso

sovrano, che procede-

34

SA R
anzi gli eccessi da zelo inconsidera-

S
1796
si

AR
si

vano

to per la reale autorit. Nel

fer-

dopo la vedovanza d in Sardegna di

fece gesuita, appro-

bel

nuovo
la

a'

7 feb-

marono
di

vantaggiosi accordi

colla corte

braio 1806. Forte per


pass in ozio

sua posizione e

Torino e tutto ritorn

sull'antico pie-

assicuralo dall'amicizia inglese, egli


gli altri

non

anno Carlo Einaimele IV sul vacillante soglio, donde rancori a veano anzi tempo balzato il predecessore, e nel 798 abbandon gli aviti
de. Saliva intanto in tale
i
1

8 anni d'infortunio.

Distratto dalle pacifiche occupazioni per


le

scorrerie de'barbareschi, organizz la

milizia nazionale e crebbe la reale mari-

possessi inondati dal rivoluzionario tor-

neria che in pi scontri cogl' infedeli

si

Sardegna se non cess mai, ne' tristi tempi in cui principi assai pi potenti errando vagavano in terre straniere, l'esercizio del sovrano potere nella famiglia di Savoia. Nel porto di Livorno la raggiunsero deputati degli stamenli, ed offertole omaggio di divota sudditanza, ebbero il contento di appagare comuni voti colla prerente.
fu della
i
i
i

Vanto singolare

copr di gloria. Nel


resa

8 4
1

la

regina

M. Teil

ebbe

la

reggenza

dell'isola,

mentre
il

re Vittorio

Emanuele I riprendeva
il

pos-

sesso degli ampliati dominii di Terrafer-

ma,

e quindi

principe CarloFelicedule vicereali

ca delGenevese riassunse
zioni; e

fun-

sebbene

ueh8 18

fosse sostituito

senza del pio monarca e della ven. regi-

da un luogotenente, ne conserv il titolo sino alla sua reale inaugurazione avvenuta a' 19 aprile 1 821, cui successe a'27
aprile
1

na sua moglie, che sotto

la scorta

d'una

82 reCa rio Alberto, che


1

nel

84

fregata inglese sbarc in Cagliari a'3

mar-

visit l'isola e vi ritorn nel

843, e per

zo 1 799, ove trov nella sincera esultanza de' suoi popoli dolce conforto alle a-

sua abdicazione

il

gnante Vittorio Emanuele

monarca suo figlio reII. A Schiavi


falli

cerbe sventure.
di

Il

duca d'Aosta e

il

duca

ho

narrato, che per quelli


s.

da'barbacostrin-

Monferrato fratelli del re furono preposti al governo de'due capi meridionale e settentrionale dell'isola.
i

reschi nell'isola di
glio inglese
se le
ri,

Antioco, l'ammiranel

Exmouth

1816

Ma avendo

3 reggenze di Barbarla, cio AlgeTripoli, a liberare tutti gli


la

successi degli eserciti coalizzati contro

Tunisie

la

Francia fatto rinascere

le

speranze, tor-

schiavi,
ni,

ad abolire

schiavit ne'cristta-

n Carlo Emanuele IV sul continente, preceduto dal duca d'Aosta, il quale ebbe il rammarico di perdere nell'isola Tunica prole maschile, su cui fondavasi il proseguimento della linea diretta. Ed il duca di Monferrato avrebbe pur egli seguito il re in quella male augurala pere-

ed a ricevere consoli sardi, con quelle convenzioni ivi riportate. Ripeter in breve, che la natura ha prodigato alla

Sardegna que' pi larghi doni,

di cui

pu essere dotato un paese. Singolare e pu ben dirsi meravigliosa ubert di suolo;

notevolissima ricchezza minerale, dol-

grinazione, se

la

morte non

lo

avesse in

cezza di clima che la rende atta ad ogni

Sassari sul pi bel verde dell'et rapito


al

produzione, sviluppo grande di costiere

comun desiderio. Rimasero peral

reg-

gimento dell'isola gli altri due fratelli del monarca, cio il duca del Genevese Carlo Felice fatto vicer e capitano generale del

marine; frequenza di porti, posizione centrale nel Mediterraneo che la mette a portala della Spagna, della Francia, di tutta
Italia, della

Grecia e

dell' Africa, sicch

regno, ed

il

contedi Moriana mor-

to nel

1802 nel suo governo di Sassari. Perduta la speranza di rientrare in Torino,


il

pare destinata a servire d'anello e legame per tante nazioni ; popolazione vigorosa
e intelligente; in

una parola tutto concor-

re Vittorio

Emanuele
al

I,

succedu-

re insieme in quest' isola per costituirla

to nel
tello

1802 par rinunzia

virtuoso fra-

un
si

che cerc pace religiosa in

Roma

florido stato. Lo stemma di Sardegna forma del campo d'argento, con croce

SAR
rossa ^ e con
ti

SAR
ai Iati fascia-

35

teste di

mori

Torino 842
1

Serie cronologica degli ar-

d'argento.

Le

rendite dell'isola da ul-

civescovi e vescovi del regno di Sardegna,


Asti i835.

timo Graberg

le fece

ascendere a

'*

lioni di franchi. Fra gli scrittori della

Sar-

P. Antonio Bresciani gesuita, De' costumi dell'isola di Sardegna comtali,


rici

degna nominer
sica
,

seguenti. Filippo Oli-

parati con gli antichissimi popoli orien-

verio, Sicilia antiqua,

Sardinia

et

Cor-

Lugduni Batavorum 1619. Gio.

Napoli i85o. Fra gli altri illustri stocontemporanei, vanno ricordati il eh.

Francesco Fara, De rebus Sardis, Cala* ri 58o. Francesco de Vico, Historia general de Sardenna, Barcellona 1 620. Leyes-y- Pragmaticas Reales de Reyno de Sardenna, Napoles 1640. Dionisio Bonfant, Triumfo de los sanclos de Bey no
1

cav. Cibrario, e

m. r Mimaut

gi console

francese nell'isola.

SARDEGNA REGNO o Stati del re diSardegna. Monarchia dell'Europa meridionale in Italia, composta di due partidistinte: 1. "l'isola di

Sardegna^.),

al-

de Sardenna, Cagliarli 653. Anton Flice Mattei, Sardinia sacra, seu de Episcopis Sardis historia, Romae 1 758. Gemelli., Rifiorimento della Sardegna, Torino 1776. Michele Antonio Gazano segretario di stato per
gli affari

la

quale deve

il

suo nome, e situata nel

mare Mediterraneo al sud della Corsir ca(f .),a cui separata mediante le Bocche di Bonifacio;
2.
gli stati di

Terrafer-

ma

che comprendono nel nord ovest del-

del regno,

La

storia della

Sardegna col catalogo

Y Italia (V.)\ paesi anticamente conosciuti sotto i nomi di Piemonte (f^.), ducato
di

de* luogotenenti generali, vicer e presi"

Savoia (F.), contea

di

Nizza

(#*)

denti che governarono la Sardegna, Ca-

7 repubblica di Genova (Z .), e che disten-

1777. Gio. Francesco Lascaris, De Chorographia Sardiniae, Augustae Taurinorum 835. V. Raimondo Porru, Saggio di grammatica sul dialetto sardo meridionale, Cagliari 8 Non Dizionario, universali sardu-italianu, Casteddu i832. Antonio Purqueddu,// tesoro della Sardegna ne bachi e gelsi, poema sardo e italiano, Cagliari 1779. Giuseppe Rossi, Elementas de gramatica de su diagliari
1
1
1

donsi tra 43 39' e 46 24 di latitudine 4' di longitudine nord, e tra

31767
li

est.

Sono

essi limitati al

nord dalla Svizle

zera, da cui
di

separano

Alpi e

il

lago

Ginevra ; all'ovest dalla Francia, colla quale hanno per limite le stesse montagne, il Rodano ed il Varo; al sud dal Medilerraneo;fiualmente all'est dal gran ducato di Toscana, dai ducati di Modena e di Parma, non che dal reg'no lom-

le ttu s ardii

italiana, Casteddu

meridionali e de sa lingua 1 842. Giovanni Spano, Ortographia sardu nationale, siat gramatica de sa limba Logudoresa cuniAlbertino Bellenghi, Sulla storia natu-

bardo-veneto, verso
dal Iago Maggiore.

il

quale

la

frontie-

ra resta determinata dal Po, dal Ticino e

dal nord-ovest al sud-est di


e la

La lunghezza 90
:

di essi

leghe,

parada cum s' italiana, La\av\s 1 84o.Mg. r


833. Barone Giuseppe Manno, Storia di Sardegna, Torino 1825. Usi e costumi della Sardegna^ Torino 1 843 con figure colorite. Cav. Alberto della Marraora, Voyages en Sardaigne, Paris 1839. Can. Pa lemoneLuigi B ma, Serie cronologica de1
i

massima larghezza dal nord est al sud-ovest di 73 leghe quanto alla superfcie totale del

rale di Sardegna notizie,

Roma

regno si valuta di4,

94

leghe quadrale, delle quali 2,634 pel territorio continentale, ei,56o per l'isola.

Avendo

detto ai

citati articoli
stati,

quanto

li

riguarda ne'singoli pato particolare


della
s.

oltre gli articoli

Liguria, Monferrato, Monaco princiMasserano principato ,


Sede, e
altri

gli arcivescovi e vescovi di tutti gli stati

analoghi e

relativi, e
la

di Terraferma e di sua sagra reale maest, e di alcuni del

con pi dettaglio
te insulare,

Sardegna per

par-

regno di Sardegna,

qui oltre qualche altra no-

136
ziouc che
la

SAR
riguarda, dir soltanto in

SAR
nord dalle Alpi Leponzie e Perniine, che offrono su questo punto il Monte Rosa, il Cervino, il Grande S. Bernardo; all'ovest dall'Alpi Pennine, dall'Alpi Graie e dalle

globo e genericamente quanto si appartiene alla parte continentale o Terrafer-

ma. Circa poi alla storia avverto: chea Savoia riporto la serie de'conti e duchi,
e narro
le

Alpi Cozie,ch'esibiscono sulla frontiera


i

loro principali gesta sino al-

della Francia

monti Pelvoux, Ginevra e


alte delle altre catene.

l'epoca che diventarono re di Sardegna,


dalla quale

Viso; finalmente al sud-ovest dalle Alpi

appunto qui
la

in questo arti
al

Marittime,

men

colo ne scrivo

continuazione sino
i

Forma
valle,

il

Piemonte un'immensa e
all'est, e di cui
il

ricca

presente; che a Piemonte indicai


e

tempi

cheapresi
il

Po deter-

form il complesso degli stati la monarchia sarda, le cui compendiate storie parziali riportai adosi

come

mina
le
li

thalweg, ricevendo innumerevo-

che formano

quantit di torrenti e di fiumi, tra'quaa sinistra la Dora-Riparia eBaltea,Ia


l'

rni articolo,

rammentando

diversi degli

Sesia,
IVI

individuali autori, che ne compilarono


le storie, cos

a ira

ed

Agogna, il Ticino a destra la il Tanaro ingrossato dalla Stu;

pure delle rispettive me-

ra e dalla Bormida.

La contea

di Nizza,

morie

ecclesiastiche, e sedi arcivescovili

appoggiata sul clivo meridionale delle Alpi

e vescovili. Gli stati di Terraferma sono


la parte

Marittime e dell'Apennino settentrioestesi,

pi considerabile della monarIl

nale, appartiene ai bacini di diversi fiu-

chia sarda.

Mediterraneo forma sulla


il

mi poco
e
le
la

diesi perdono nel Medii

costa di questo territorio

golfo di

Ge-

terra neo,essendo

pi importanti il

Varo

nova,

il

quale in

se

contiene quelli della

Roia.

Il

paese di

Genova il

solo del-

Spezia e di Rapallo; presentando. inoltre

dette divisioni che

non appartenga ad
catena
di
li-

questo litorate un gran


re forma

numero

di cale
il

una regione

fisica particolare; la

naturali, ossiano parti di coste ove

ma-

dell'Apennino settentrionale, invece


lasciando tra se e
ta lista, e

un piccolo seno poco profondo,


il

mitarlo,lo altra versa dall'ovest all'est,non


il
i

Porto Venere, il PorPorto Maurizio. Paimaria la sola isola che merita ricordo, ed esistente nel detto golfo di Genova. Le antiche divisioni di questa contrada corrispondono piuttosto a fsiche divisiofra le quali citer

mare che una

stret-

lo

Manara ed

il

d'acqua di poco conto, che il paese innaffiano, al nord nel Po, e al sud nel golfo di Genova. Vari
corsi

manda

laghi

baguano

questi stati, e nella


essi notabili
:

mag-

gior parte sono

per

bellissi-

ni: in fatti la

Savoia trovasi dal resto del-

mi punti

di vista

il

lago Maggiore sul


il

monarchia separata per mezzo delle Alpi Cozie (F'.) gi Patrimonio della s. r Sede (J .)> delle Alpi Graie o Greche, e
la

limite orientale del regno,

lago Orla
il

presso e all'ovest del precedente,


di

lago

delle Alpi Perniine che aggettano su questo limite


tese sopra
il
il

Monte Bianco
livello del
il

alto

244^

Viverone nel centro del Piemonte, i laghi di Annecyedi Bourgetnel nord della Savoia, e quello di Ginevra sul limite
I due Terraferma sono montagnosissimi, e l'altro offre una vasta pia:

il

Monte Cenisio ed

mare, e l'Iseran, Piccolo S. Bernar-

settentrionale di questa contrada.


terzi degli stati di

do,

men

alti

del precedente,

ma

contati

tuttavia tra le principali vette della gran-

de catena alpina: dessa compresa tutta intera nel bacino del Rodano, ed irrigata da duellagli affluenti pi notevoli di
detto fiume, l'Arva e PIsero.
te
Il

nura l'aspetto, il suolo, il clima dell'insieme diventano sommamente diversifi-

Piemonparte pi
al

che costituisce

il

centro
stati,

la

montague elevamaggior parte delle cime ignude o coperte di neve e ghiaccio una gran parte dall'anno, e che non lasciano il pi
cati.

La

Savoia, irta di

te,

colia

considerabile di questi

ed cinto

delle volte tra esse che anguste valli, go-

SAR
o precipizi, ha un clima aspro, ed un suolo in generale pietroso e poco favorevole all' agricoltura; nonostante le valli, nelle quali il freddo ha molto minore dule

SAR
fissimi.
si

i3 7

Molto vino raccolgono * ma non conserva, eddi qualit mediocre; pi


quelli di Asti,

pregiati essendo i vini di Monferrato: so-

no decantati

rata

offrono in primavera una vegeta-

lessandria; quelli del

zione che contrasta colla sterilit delle


circostanti

stare a petto di

Valenza e AGenovesato ponno que' di Spagna, Cipro e


si

montagne. Nelleparti che comla superfcie

delle Canarie; in generale la vinificazione

prende Nizza e Genova


s

benle cui

va perfezionandosi. L'olivo non


in

coltiva

anch'essa coperta di montagne,

cime vedonsi generalmente nude; ma i fianchi ne sono imboscati o coperti di pascoli,

le radici

piantate di

viti, d' olivi

meno angustesono quivi generalmente parlando e pi fertili ie valli; il suolo quasi da per tutto arido, pietroe di limoni;
so, talvolta

Savoiae pochissimo in Piemonte, mentre a Genova ed a Nizza il primario oggenovesi segnatamengetto di coltura te sanno ricavare un olio eccellente, di cui fanno ragguardevole esportazione; be: i

nissimo riesce

il

gelso in questo paese al

pari che nel Piemonte, ed

appunto

in

paludoso e sabbioniccio sulle

quest'ultima contrada che

si

raccoglie la

coste, torna in generale

poco atto

all'a-

massima quantit

di seta

gode fama
si

gricoltura,

ma

favorito d'un dolce clima

d'essere la migliore d'Europa:

calcola

che

vi assicura al

pi brillante vegetazione.
si

d'un 4o milioni di franchi

il

reddito an-

Quanto
gue

Piemonte il suolo

trova pin-

nuo

della seta; tanto in fiore la colti-

ben umettato da una moltitudine di torrentelli che discendono dalle montagne circostanti de'quali si saputo profittare per l'irrigazione, appartenendo questa parte, per
del pari che profondo, e
al

vazione de'gelsi.

Non

avvi nel Piemonte

riguardo

clima, alla regione settentrio-

nale dell'Italia; l'inverno vie corto, poco


inteusoii freddo, e nell'estate
il

caldo sopil

portevolissimo.A Torino

il

caldo e
1'

fred-

che alberi fruttiferi, gelsi e qualche olmi e pioppi circondano i campi e prati i fianchi delle Alpi e dell'Apennino vedonsi per lo contrario coperti di castagni e d'alcuni legni da costruzione. La Savoia racchiudeva un tempo immense foreste, ma state ultimamente devastate in gran parte, ora pi non se ne valuta l'esteni

do

nelle loro estremit

sono di corta duaria

sione che in 3 10,000 jugeri. Nel


te e nella

Piemon-

rata. In generale in questi stati


i

Savoia

si

alleva molto bestiame,

pura e salubre, tranne luoghi in cui sonostabilite risaie. Pu questo regno esser
posto nell'ordine de'paesi agricoli,
sistema per ogni dove seguito non

ma
il

il

per facendosi pi burro e cacio in Savoia; i cavalli sono scarsi di numero, pi comuni sono muli come in tutti paesi
i i

amter-

montagnosi.
pecore,

11

Piemonte alimenta poche


pascoli;

mette
ri,

la

coltura in grande, perch

mancando di

grandissimo
:

ritorio tra le

mani

di

pochi proprieta-

numero
ci,

ve ne ha in Savoia

capre, por-

e diviso in frazioncelle di fittaiuoliche

avendo poco spazio da coltivare, solo godono quando possono ricavarci la seta; nondimeno l'abolizione de'diritti feudali
in questi stati ne

ha

di

molto migliorato
il

la

sorte.
il

Sono
il

principali produzioni
altri cereali,
il
il

riso,

pollame in gran quantit; vi sono api da per tutto, e di pi in Savoia come anche nel litorale, e moltissimo se ne pregia il miele. La pesca, che non ha luogo se non sulle coste, riesce poco abbondante. Considerabili sono le ricchezze minerali di questi stali,

maiz,

grano e

lino, la

ma

assai negligente:

canapa, e
frutti,

in alcuni siti

tabacco; molti

specialmente que' de' climi caldi,


melaranci,
i

mente poste a profitto molto ferro di buona qualit,piombo, rame, zolfo, manganese e cobalto; trovansi nelle provincie
d'

come

fichi,
si

mandorle,

ec.

le

castagne e

tartufi

trovauo abbondan-

Ossola e di Valsesia delle miniere di

VL. LXI.

io

i38

SAR
danno
dell'oro e delsuoi prodotti
:

SAR
al-

ferro solforato che

l'argento. Si raccolgono particelle d'oro

nell'Orco ,nellaDora-Baltea,e in alcuni


tri

fiumi. L'alabastro e soprattutto

il

mar-

mo
te,

vincie d'Oncglia, di

abbondano nel Piemonte e nelle proMondovi, di Levandi Genova e diTarantasiajil carbon


torba, la calce,
rari,
il

fossile, la

gesso, le ar-

desie

non sono

soprattutto nella Sa-

voia e nel territorio di Genova.

vincia d' Alba ricca di solfato di


gnesia,
il
il

La proma-

Torino e Alessandria sono le piazze pi importanti di commercio del Piemonte. Le relazioni commerciali tra queste contrade sono malagevoli per 1' alte montagne che le dividono; nondimeno si pu comunicare assai facilmente da Genova a Torino per la strada della Bocchetta, e da Torino colla Moria na per la bella via del Monte Cenisio. Per tali relazioni ora si sono agevolate
per l'introdotte strade
col loro
ferrate,, e

vieppi

sale
i

abbonda
il

in diversi punti;

cristallo,

granati,

serpentino, l'autili in

aumento miglioreranno. Sono egualmente in aumento telegrafi, anche


i

mianto, l'argilla e altre terre


ti siti

mol-

elettrici,

cotanto

utili al

governo e

al

pub-

s'incontrano. Si sono nel

Piemon-

te e in

Savoia

stabilite parecchie usine e

fonderie, dove si lavora

una parte de'sud-

detti minerali; nel litorale ed in Piemonte


ti si

marzo 1 853 la linea telegrafica fra Genova, Alessandria, Novara, Torino e Chambery s' incominci ad aprire anche la notte. Il governo sul punto
blico. Nel
di stabilire tra la Spezia e Cagliari,
la via di

utilizza

il

marmo. Le pi importan-

per

fabbricazioni di questo regno sono quel-

Corsica,
in

il

telegrafo sottomariscritto

le delle stoffe di seta, di velluti, di calze

no.

Leggo

un contemporaneo
i

di seta ec. che

si

ch per
tenere

l'alto

consumano in Italia, giacprezzo non potrebbero sose

re.Negli
ci
li

stati

sardi,incui magistrati, du-

e sapienti dedicano

loro ozi tranquil-

la

concorrenza colle straniere. Nel

fra la beatitudine de'campi, fra la

Piemonte si fabbricano molti panni comuni e belle raterritorio di


tine; la

Genova

plicit del

contado,

fra le

semsempre nuove

bellezze della natura; in questa regione


svegliata ed industre, chela Francia con-

Savoia somministra stoffe grosso-

lane pegli abitanti delle campagne. Si fabbrica tela per uso domestico, e tessuti di

finante

ha maestra

nel

movimento comnegli

merciale non solo,

ma

agronomici

cotone di

comune qualit. Avvi parecchie


pergame-

sperimenti; in questo paese che ha societ d'agricoltura, scuole agrarie e po-

vetraie, cartiere, fabbriche di

ne, di sapone, di cioccolata, di paste; da

deri-modello,

si

perfeziona viemmeglio e
delle arti, la pi

Le concie di pelli sono in gran numero ma il corame generalmente non perfetto; si


Nizza essenze e profumi rinomati.
,

sempre pi

la

suprema

antica dellescienze,l'agricoltura! Nel Pie-

monte specialmente

ne'lavori delle sete,

fabbricano liquori, maiolica, vasellame


di terra.

nella fabbricazione delle lane e di cotone,

Ha

il

ra di specchi,

Piemonte una manifattuuna gran polveriera, e una


:

ne'fabbricati di ferro e nelle conce quasi

fabbrica di porcellana

Genova

rino-

sono
to,
i
i

proverbiale ne' suoi abitanti. Notevoli le stoffe di seta di Torino; il vellu-

mala

pel suo bianco di cerusa, pe' vetri,


si

guanti di pelle,

merletti di seta, ed

pegli stromenti d'ottica e chirurgia; vi

fiori arlifiziali di

Genova. Torino somfinamente lavosmaltisce mol-

lavorano bene il marmo, l'alabastro, il corallo,


i

ministra molti
rati,

gioielli

fiori finti.

Le

esportazioni sono in

Genova parimenti

proporzione della sovrabbondanza degli


si fa il commercio marittimo pi considerevole. La Savoia spedisce principalmente in Fran-

te
ti
li

accennati prodotti. PerGenova

maniglie d'oro e d'argento, ed eleganlavori in corallo. Cos Torino e Vercel-

danno biancherie
:

di tavola le

pi ben
rile-

lavorate

ai

genovesi assicurano un
i

cia

ed a Ginevra

la

maggior parte dei

vante prodotto

berretti di lana

ad uso

SAR
de'popoli di Levante.
di
I

SAR
porti mercantili
tale

139

Brugnato sono immediatamente sogs.

Genova, Cagliari e Nizza offrono

gette alla

Sede.

Le

altre sedi vescovili

un movimento

di navigli e naviganti, di

merci e di mercanti, che attesta il commercio degli stati sardi, il quale oltre alle piazze marittime e alla loro capitale, prospera anche nelle citt interne, ed in ispecialit in quelle d'Alessandria, Arona

sono suffraganee de* citati arcivescovati. In tutto il regno e compresa la Sardegna sono 7 arcivescovati e 34 vescovati, non compresi quelli uniti. Ad eccezione dei vadesi,in numero di circa 20, ooo, ultima-

mente nessun'altra
deva templi:
ca
gli

setta religiosa posse-

eChambery.Quando
nita di strade la

poi sar meglio for-

ebrei in
tollerati

numero

di cir-

do

allora

Sardegna insulare, avenmaggior facilit a trasportare


i

4ooo

vi

sono

con diverse re-

strizioni. la

La religione

cattolica

romana

dall' interno

prodotti del suo suolo u-

bertoso alla costa del

mare che

la

circon-

da, potr di leggieri aspettarsi


to
lo,

un reddipi importante dall'industria non so-

ma
di

dall'agricoltura. In generale

il

re-

dominante in tutti gli stati sardi. Dar prima un prospetto della di visione amministrati va com'era avanti la recente suddivisione, che egualmente riporter, di tutta la monarchia di cui capitale Torino
,

gno

Sardegna, e per

la

sua posizione,

ordinaria residenza del re e della


si

e per l'attivit de'suoi abitanti, esercita

corte, che talvolta

trasferisce in

Geno-

un commercio vivissimo, di cui Genova pu dirsi il centro, come lo era fino dall'epoca della famosa repubblica, eh' era
pel suo

va,

non che

delle primarie autorit del

reame. Dell'isola di Sardegna, a quest'articolo ne trattai. Le divisioni formansi


di provincie
,

movimento marittimo
,

ricchissi-

esse

ma

e potente

ed estendeva

le

sue conle

numero di mandamenti o
li

pure composte d' un governi, i quaa

quiste nel dovizioso Levante, e

erano

inesauste minieredi opulenza e


di
le citt

la

Crimea

bagnate dal mar Nero e dal mar Grecia; e quanto essa fino, dai tempi

andati fu maisempre peritissima in mare, altrettanto fu abilissima nel traffico".

La

societ costituitasi a

Genova

il

ot-

tobre i85i, per lo stabilimento d'un servizio

regolare di navigazione a vapore

coll'America settentrionale e meridionale, sta

sono composti di diverse comunit. i. divisione Torino: provincie Torino, Ia vrea, Biella, Pinerolo,Susa. 2. di visiona Savoia : provincie Savoia propria, Genevese, Tarantasia, Moriana, Sciablese, Faucigny 3 Savoia superiore, Carogue. a 3. divisione Cuneo : provincie Cuneo, Mondovi, Saluzzo, Alba. 4-" divisione Alessandria : provincie Alessandria^ Asti, Casalej Acqui, Voghera, Tortona. 5/diceZ/r, Lomellina,Pallanza,

per vedere favoriti

suoi proponi-

menti.

La

parte continentale degli stati sardi


il

si

partiva in 8 divisioni, che traevano

no-

Novara: provincie Novara, ^erDomodossola, a Valsesia. 6. divisione Aosta : provincia a d'Aosta. y. divisione Nizza: provincie
visione

me
ne

dai rispettivi capoluoghi, ad ecceziodi quella di

iV/zztfjOneglia,

s.

a Remo. 8. divisioneGe-

Savoia, di cui capitale

nova: provincie Genova, Savona, Novi,


Chiavari, Levante, Albenga, Bobbio.
il

Chambery

[V.): le divisioni e provincie,

Ma

governate da intendenti, che riporter in


carattere corsivo,

re Carlo Alberto con regie lettere pa-

hanno

sedi vescovili, e

tenti

perci ne

scrissi articoli in
le altre

questa mia o-

date inGenova a'2onovembre 1 847, modific la circoscrizione delle intendenze generali, e stabil che in vece avesse-

pera, oltre

innominate,

ma

ricor-

date a Piemonte, a Savoia, ed


ticoli di

altri ar-

ro

questi stati,

vescovati
Vercelli.

come ne' suoi arciChambery Genova Torino, Le sedi unite di Lwii Sarzana
, ,

nistrative,

denominazione di Divisioni ammisopprimendo quelle di Casale, Saluzzo e Chiavari, ed in ciascuna di quela

ste

3 provincie ristabil un'intendenza di

i4o
i

SAR
Soppresse
i

SAR
volle e dichiar abolito ogni privilegio 210
di foro civile,

."

classe.

sotto-intendenti ge-

nerali, ed

approv una nuova pianta pel

personale dell'intendenze, perla composizione degli uffizi,


la

ma

non solamente pe' privati, ben anco pel regio patrimonio. Reil

ampliando alquanto competenza degl'intendenti di provincia nel provvedere per l'esecuzione de'bi-

stituita cos la giurisdizione ordinaria,

re la

chiam

all'

unit delia giurispru-

lanci comunali, al fine di semplificare e

di rendere pi spedita l'azione ordinaria

dell'amministrazione. Pertanto
ni amministrative

circon-

dari delle intendenze generali o divisio-

sono composti come

segue.

11

circondario di Torino compren-

denza nell'ampiezza dellesue naturali attribuzioni , mediante la creazione d' un magistrato di cassazione, che terr il i. rango dopo il consiglio di stato. Fu eziandio compreso in queste viste di provvida unit governativa il regno e isola di Sardegna, cos che abolito il consiglio supre-

provincie di Torino, Pinerolo e SuQuellodi Genova, leprovinciedi Genova, Chiavari, Spezia e Novi. Quello di

de

le

mo

residente in

sa.

quel regno, fu estesa

Torino per gli affari di al medesimo la com del con-

petenza della corte di cassazione nelle cose giudiziarie,

Chambery, le provincie di Chambery, Alta Savoia, Moriana e Tarantasia. Quello di Annecy, le provincie di Annecy, Faucigny eChiablese.il circondario d' Alessa nel ria, quelle di Alessandria, Asti, Tortona,

come pure quelle


si

siglio di stato nelle altre. Alle

riforme nel-

l'ordine giudiziario

accompagn una

compiuta sistemazione del contenzioso


amministrativo. Giudici ordinari in queste

Voghera
le

e Bobbio. Quellodi Cu-

materie furono dichiarati

consigli

neo,

provincie di Cuneo, Alba,

Monle

d'intendenza.
rata

dovi e Saluzzo. Quellodi Novara,

pro-

La camera de'conli dichiatribunale d' appello e supremo pel


magistrato di cassazione. L'uffizio

vincie di Novara, a cui saranno restituiti


i

contenzioso amministrativo, indipendente dal

mandamenti
Il

di Blandiate e
,

BorgoOssola

vercelli, di

Lomellina, Pallanza

di procuratore generale del re

conserv

e Valsesia.

circondariodiiV/zzfl, le pro-

solo le

incombenze
i

di

pubblico ministero

vincie di Nizza,Oneglia e San

lo d'Ivrea, le provincie d'Ivrea e di


sta.

Remo.QuelAo-

e centro di tutti

consigli d'intendenza.

Le
i

regie aziende furono rappresentate

da

Quello di Vercelli , le provincie di Vercelli, Biella e Casale.Ed in fine quello di Savona^ le provincie di Savona, Acqui ed Albenga. 11 medesimo Carlo Alberto nel precedente ottobre avea sanzionato il codice di procedura penale, appoggiato al sistema de'pubblici dibattimenti. Ed

un avvocato patrimoniale.

Si abolirono

magistrati sanitari, supplendosi con or-

dinamenti appropriati alle condizioni dei


paese.

Fu

stabilito

un

consiglio superioi

re nella capitale, presieduto dal

segre-

tario di stato dell' interno, per vegliare


agl'interessi sanitari di tutto lo stato.

La

avvisando nello stesso tempo a rendere pi semplice e pi regolare l'organizzazione giudiziaria,


il

direzione superiore di polizia fu staccata


dal dicastero di guerra, e aggiunta a quello dell'interno. Si provvide altres al
si-

re soppresse le giu-

risdizioni eccezionali del consiglio e degli

stema

di

amministrazione comunale e

uditori generali dell'ordine de'


rizio e

ss.

Mau-

Lazzaro,

dell'

uditorato generale
,

di corte e delle regie cacce

della regia

delegazione per

le

cause dell'economato
ri-

comuni essendo i Prima delle recenti variazioni, il redi Sardegna era assistito nel governo da 5 ministri degli
provinciale, capi delle
sindaci magistrati municipali.
:

generale, e de'magistrati di sanit. Nel

aifari esteri, dell'interno, della

guerra e

mandare
fari
,

ai loro giudici

naturali

gli af-

marina, delle finanze, e del gabinetto del


re:
il

che antiche leggi aveano riservato


,

consiglio regio

ademp va le funzio-

ai suddetti Iribuuali di eccezione

il

re

ni di consiglio di stato e di corte supre-

SAR
ma.
L'amministrazione della giustizia era

SAR
vono
al
i

i4i

confidata a

corti superiori di giustizia,

sperila,

commercio genovesi la loro pr n si pu rimproverarli di eser-

Genova , Chambery e Nizza, e ad un numero sufficiente di tribunali di 2. "ordine, come anche di tribunali di commercio o consolati. La capitaneria generale un tribunale che cosedenti a Torino,

dovuta accortezza ed economia. Pi ima l'esercito in tempo di pace era di circa 3 1 ,ooo uomini, ed in temcitarlo senza la

po

di

prese

le

guerra di quasi 62,000, non commilizie nazionali. Di tutte le piaz-

nosce tutti gli affari una volta attribuiti all'ammiragliato di Genova. L'elezione
de'giudici e di tulli
i

ze forti del continente, Alessandria la

pi importante.
te nel portodi to
si

La marineria

del

1827

pubblici funzionari
li

consisteva di 3 fregate, e

5 galere
^

stanziadi molarmata

appartiene

al re,

che

revoca a suo gra-

Genova; in seguito
1

do. Gli abitanti


si
:

ponuo dividersi in 4 clasil clero che non pagava imposte, e go-

accrebbe. Nel

834

a f lza

in attivit era di
si

deva i suoi diritti e privilegi; la nobilt che possiede gran beni e privilegi; la cittadinanza abitatrice delle
ghi, ed
i

aumentarono.
le

Il

4^,000 uomini, che poi Graberg fece ascengli stati

dere

rendite di tutti

sardi a

citt e

de'bor-

4o

milioni, cio Savoia, Piemonte, ec.

27

contadini, che

prima

dell'abo-

lizione del sistema feudale


vati.

erano aggrafa progressi,

milioni e mezzo; Geuova 7 milioni emezzo; Sardegna 4 milioni; Nizza un milione.

L'istruzione pubblica

Una statistica pubblicata


chei domimi
si

nel

massime
va

ne^li stati del continente: havvi

ce ascendere le rendite a circa


ni di franchi;

1849 fe5j milio-

un'universit a Torino, ed altra a Geno,

estendeva-

e parecchi collegi con molte scuole


vi fu

primarie; l'insegnamento reciproco


introdotto nel
servigi.
1

8 1 5, e

vi

presta grandi
si

Al di

delle Alpi

parla l'idio-

ma
si
:

francese, al di

qua
i

l'italiano;

ma

il

no sopra una superficie di 4 '94 leghe quadratela popolazione totale sommare a 4,682,700. Ma nella statistica pubblicata dal governo sardo neh 852, si diceche la Terraferma conta 271 1 comuni, famiglie 908,792, abitanti 4,368,972 a Sardegna dissi circa 600,000 abitanti. Formano gli stali sardi una monarchia
:

popolare dialetto

difficile

ad intender-

ponno anzi

dirsi

piemontesi bilin-

gui,
le,

dacch specialmente verso la capitanon persona mezzanamente colta che non si valga d'ambedue le favelle, e il bel sesso ne porge V esempio. Sembra per che l'eloquenza e l'amor patrio del Napione, se non sono riusciti del tulto a bandire
i

ereditaria di maschio in maschio, il cui potere sino al


1

848 non

era limitato, tranne

nell' isola di

Sardegna che veniva mode-

rato dall'assemblea degli stati, e nelle provincie

gallicismi,

riore alla

che la invasione postesua opera ha invece moltiplica-

chi privilegi particolari.

nuovamente incorporate da antiIl reassumevai

ti,abbiano tuttavia destato una

commen-

devole emulazione ne' sani ingegni, che tutto pongono in opera per ricondurre

almeno

negli scritti la lingua italiana alI

seguenti titoli: Sicario perpetuo dell' Ini' pero in Italia, e luogotenente dell'Imperatore, cio fino a che dur il sagro romano Impero(V.). Il .ch'ebbe quest'onore fu Beroldo, stipite della casa di Sa1

la nativa purezza.
ritosi, allegri,

piemontesi sono spi-

voia nel secolo XI.

Il

conte

Amedeo VI

bravi nelle armi, non me:

no che

nelle scienze

si

fanno

savoiar-

di distinguere pel dolce carattere,


plicit di

sem-

ebbe un simile titolo perpetuo ne' suoi discendenti da Carlo IV imperatore. Il duca Vittorio Amedeo I ne fu spogliato
per
essersi

costume, amore

al lavoro,

ma

collegato coi francesi contro


II,

in genere la popolazione pi povera, e

l'imperatore Ferdinando

ma

lo rieb-

ne emigra spesso una parte

in

Francia

be

il

figlio nel trattato di

Westfalia. S'in-

aiin tracciar col lavoro la sussistenza. De-

titolava

pure Principe dell Impero in I-

i4*
lalia,

SA

li

SA li
i

bench non s'intromettesse negli affari della Germania, essendo prima duchi di Savoia annoverati tra 4 Conti delti mper ,secondo la celebre divisione deli

stemmi parlo a Savoia. La s. Sede suole tenere in Torino un nunzio apostolico. 11 re di Sardegna tiene in Roma presso las. Sede un cardinale Protettore^.)
reali

le dignit fatta dal detto

sero

Carlo IV. PreAltezza e di Serenssimi (V.), allorch entrarono i duchi di Savoia


il

degli antichi e nuovi stali sardi, talvolta

titolo di

un un
vi

inviato straordinario e ministro ple,

nipotenziario con sua legazione

ed ora

nelle ragioni del

regno di Cipro (/^.-assunsero il titolo del regno di Gerusalemme per quanto dissi in queir articolo o voi. XXX, p. 72 ; presero ancora quello
di

incaricato d'affari. Inoltre iu


s.

Roma

sono, la chiesa nazionale di

Gio. Bat-

tista

de'genovesi, che descrissi a Genova;


ss.

e la chiesa nazionale del

Sudario (V.)

Re

d'

Armenia

pe' motivi e diritti e-

de'savoiardi e piemontesi che descrivo a

reditati,
11

che dichiarai nel voi. LI, p. 3o8. duca Vittorio Amedeo I assunse il titolo ' Altezza Reale j il duca Vittorio A-

Savoia, ove dico ancora della chiesa di


s.

Maria della Purificazione de'savoiar-

di, francesi e transalpini.

Anche

il

re di

medeo
i

li

il

titolo di re
il
,

di Sicilia, poi di

Sardegna, comealtre

corti,

peraprire un

re d Sardegna ,

quale tutt'ora usano

campoai giovani suoi sudditi che studiando


ivi

che ne' loro diplomi s'intitolano cos. N.N. per grazia di Dio, Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemmej duca di Savoia, di Genova, di Monferrato, d'Aosta, del Chiablese, del
vi

suoi discendenti

le belle arti si

potessero perfezionare

nella splendida sede di esse l'alma

Roma,

mantiene con pensioni alquanti giovani pittori, scultori e architetti. Eglino nou hanno luogo apposito, ma sono tuttavia diretti negli studi dal soprintenden-

Genevese, e di Piacenza (per que'moliche notai in tale articolo); Principe di


d' Oneglia ;

te generale e distinto pittore cav. Ferdi-

Piemonte e
lia,

Marchese d'Ita-

nando

Cavalieri, che meritamente suc-

di Saluzzo, d'Ivrea, diSusa, di Ce-

Maro, d! Oristano, di Cesana e di Savona j Conte diMoriana,di Ginevra, di Nizza, di Tenda, di Romonte, d'A
va, del
-

sti,

d'Alessandria, di Goceano, di Novara, di Tortona, di Vigevano e di Bob-

marchese Luigi Biondi. Gli gloriarsi d'un gran numero di eccellenti artisti, non meno che d'illustri scienziati, che assai lungo sarebbe il noverarli. De'trapassati che pur ne
cesse al dotto
stati sardi

ponno

formano

la

gloria, de' principali feci

o-

bio j

Barone di Vaud e del Faucigny ; Signore di Ver celli, di Pinerolo, di Tafantasia, della Lomellina, e della Valle di Sesia, ec. ec. 11 primogenito o l'erede

norevole menzione

agli stati e citt in cui

fiorirono, insieme a quelli che risplcndet-

tero per santit di vita, nelle pi eminenti

diguil ecclesiastiche,

come

nel ponti-

presuntivo della corona suole intitolarsi Principe del Piemontej tuttavolla 1' attuale re Vittorio
titolo di principe reale e
il

ed iu altre prelature della Chiesa. Innumerevoli poi sono gli


ficato e cardinalato,

Emanuele li port il duca di Savoia:

ordini e congregazioni religiose


i

d'ambo
utilis-

sessi,

che fanno decoro e rendono

principe Ferdinando suo fratello duca di Genova, e avente per moglie la principessa

simi servigi alle popolazioni,esislenti negli


stati sardi,

anche

istituiti a'uoslri

tempi,

M.

Elisabetta di Sassonia,

Il

pri-

de'quali tutti trattai ai loro articoli, e feci

mogenito del medesimo re Vittorio Eiii

menzione
ci vescovili

iu quelli delle sedi vescovili ear-

a miele li,

il

principe reale e principe


il

ove sono per operare il beue,per

Umberto; duca d'Aosta Amedeo;

di Piemonte

i. genito
3. genito

il

il

il

per edificare, con vaulaggi indicibili spirituali e temporali di tutti. Feci puistruire,

duca di Monferrato Ottone; il 4- genito ? il duca di Chablau Carlo Alberto. Dei

re articoli degli ordini equestri e cavallereschi che


si

conferiscono dal re di Sarde-

SAR
gna, ed
no:
i. istituiti

SAR
principe, e

143

dai suoi antenati. Essi so-

dagli elettori scelti dai 3 co-

l'ordine

ziata j i. de'

ss.

supremo della ss. AnnunMaurizio e Lazzaro e


il

muni

il

consiglio sar presieduto dal-

l'erede presuntivo o dal governatore.Nella stessa

sagra religione; 3.

reale ordine mili-

Gazzetta a

p.

4 si

legge che ai

tare di Savoia, istituito con lettere patenti

sudditi
le

non piacque

la

costituzione per

de'

4 agosto i8i5
I,

dal re Vittorio
le

E-

sue restrizioni, e perch ninno rende

tnanuele

per ricompensare

persone

responsabile, ad onta che nella costitu-

che
glia,

si

erano distinte sui campi di batta-

zione medesima fosse dichiarato, che


principato

il

o segnalali per azioni prudenti e valorose; 4-. il realeordine civile di Savoia,


istituito

non potendo

considerarsi co-

me una
i

con lettere patenti a'29 settembre i83i dal re Carlo Alberto, per degli artisti e letterati

grande famiglia, non si potevano applicare le istituzioni liberali che reggono grandi stati, quindi dover essere
ai

corare gl'impiegati,

proporzionata

mezzi e costumi degli

benemeriti assegn
:

al

medesimo 4o penlire
i

abitanti. Questi per malcontenti delle

sioni,

o delle quali d'annue

ooo,

al-

limitate concessioni, inalberarono ban-

trettante di 8oo, e

re

20 di 6oo. Inoltre il Carlo Alberto a'26 marzo 1 833 istitu

la medaglia militare d'oro e d'argento, con l'incisione della croce e corona, ed il

diera nera, sottoscrissero una protesta, reclamando l'appoggiodi re Carlo Alberto, a cui poi si dierono, onde il principato
fu quasi in parte riunito al regno.

Ma leg-

motto Al Valor Militare. Nel rovescio tra due lauri s'incide il nomedi quello che
:

ne viene decorato; l'azione, e il giorno in la fece, sono intagliati sul bordo. Quelli che ricevono la medaglia d'oro godono d'una pensione annua di 100 lire, edi5o
cui
gl'insigniti della
versibili alle loro

Almanach de Gotha pour UanneiS53 quanto appresso: Il principe di Monaco sotto la protezione della Sargo
nell'

degna pel trattato de'20 novembre 1 8


11

5.

principe risiede
Il

6 mesi a Monaco
1848

mesi a Parigi.

re Carlo Alberto pel de-

medaglia d'argento, rivedove o ai loro orfani per goderla sino al loro anno i5.mo
Nel Piemonte e nella provincia di Niz

creto 18 settembre

riun provviso-

riamente agli
cipato di

stati

sardi duecittdel prin-

za
Il

vi

il

principato sovrano di
I a'

Monaco.

principe Florestano
la

12 febbraio

Monaco, che a vea fatto precedentemente occupare dalle sue truppe il 12 febbraioi848. Il governo piemontese present alla camera de' deputati uu
progetto di legge per
tiva di queste
la

1848 promulg
sudditi, che
si

costituzione pe' suoi

riunione defini-

legge neln.34 della GazIn essa


si

due
1

citt,

ma

gli

avveni-

zetta di

Roma.

dichiara reliaposto-

menti

di quell'epoca
il

avendo impedito di
1

gione dello stato


lica

la sola cattolica

eseguirlo,

ottobre

849 ne present

romana,con libert di professare qualunque culto. Tutti gli abitanti del principato sono eguali avanti la legge,ed han-

no

tutti diritto agi'

impieghi. Si garan-

tisce la libert

individuale, quella della


le ricerche sulle priil

stampa; interdette
potere esecutivo
e la

un nuovo basato su altri motivi, e il io seguente novembre questa camera adott il progetto, in seguito del quale Mentone e Roccabruna doveano essere governate come le altre parti degli stati sardi, come facendone parte integrante.Questo progetto di legge portato al senato
il

vate opinioni. Al principe appartenersi


,

V iniziativa delle leggi

2 febbraio i85o, fino al

5 maggio i85s

bilire

nomina agl'impieghi. Doversi staun consiglio di stato, per deliberare sulle leggi e ordinanze d' ammini-

ne ha sospeso 1' esame, in seguito delle rappresentanze delle potenze segnatario


del

strazione, con sanzione del principe; esso

sar composto di 13 individui, eletti 6 dal

8 1 4 e del 1 8 1 5, alle quali il principe di Monaco si diretto protestando contro la condotta del re di Sardegna, sotto
1

i44
lei

SAR
lo

SAR
posero
di
i

protezione del quale


del
1

trattratsi

regolamenti necessari per l'esecuzione

tati

5, e

che per mezzo


la

un
il

delle leggi, senza

sospenderne l'osservanIl

tato particolare fatto

neh 817

re

za o dispensarne. 7.
le leggi

re solo sanziona
8.
Il

obbligato a mantenere
principe sopra

sovranit di

le

promulga.
le

re
Il

pu

far

Monaco,
il

Meritorie e Roc-

grazia e

commutar

pene. 9.

re con-

cahruna". Oltre
co,

principato di

Monasar-

voca in ogni annoleduecamere; pu pro-

pochi giorni dopo anche

gli stati

rogarne

le sessioni, e disciogliere

quell

di ricevettero la costituzione.

A'4 mar-

de'deputati;

ma

in

quest'ultimo caso ne
di

zo

1848 inTorino il re Carlo Alberto promulg il seguente statuto costituzionale,


il

convoca un'altra nel termine


io.

uiesi.

La

proposizione delle leggi appar-

cui testo riporta


della

il

supplemento

al n.

terr al re, ed a ciascuna delle

due ca-

39

Gazzetta di Roma, che per

es-

sere in vigore negli stati sardi lo ripro-

mere. Per ogni legge d'imposizione e di tributi, o di approvazione de'bilanci e dei


conti dello stato, sar presentata
alla

durr. Avendo tante volte parlato delle

moltissime forme di governo antiche

e
in

camera
la

de' deputati.

1. Il

re

prima mag-

moderne, e non avendo mai descritto


dettaglio
le

giore all'et di 18 anni compiti. 12.

Du-

costituzioni compilate negli

rante

minorit del re
al

il

principe suo

ultimi anni, e di cui pi volte

ragionarne, mi

qui inserire

il

mi occorse dunque permesso di testo di quella della mosia

pi prossimo parente
successione

nell'

ordine della
re-i

trono, sar reggente del

gno, se ha compiti 21 anni. i3. Se per


la

narchia arda. In conseguenza del proclama degli 8 febbraio, il re di Sardegua

minorit del principe chiamato alla

reggenza, questa devoluta ad un parente pi lontano,


il

pubblic
lo statuto

le istituzioni

rappresentative e

o legge fondamentale della moi. La religione cattolica aromana la sola religione dello

trato in esercizio conserver

reggente che sar enla reggen-

narchia. Art.
postolica

za lino alla maggiorit del re. i/Aa

man-

stato. Gli altri culti


lerati

ora esistenti, sono

tol-

stato

conformemente alle leggi. 2. Lo retto da un governo monarchico


Il

canza di parenti maschi la reggenza apparterr alla regina madre. i5. Se manca anche la madre, le camere convocate
fra io giorni da'ministri

nomineranno

il

e rappresentativo.

trono ereditario
Il

reggente. 16.
caso, in cui

Le
re

disposizioni precedenti

secondo

la

legge salica. 3.

potere

le-

relative alla reggenza sono applicabili al


il

gislativo sar collettivamente esercitato

maggiore si

trovi nella
l'e-

dal re e da
la

due camere,

il

senato e queldel re sa-

fisica impossibilit di

regnare. Per se

de' deputati. 4-

La persona

gra ed inviolabile. 5. Al re solo appartiene


il

rede presuntivo del trono ha compito 18 anni, egli sar in tal caso di pieno diritto
il

potere esecutivo. Egli


dello stato
5

il

capo

reggente. 17.

La

regina

madre

tul'e-

supremo
ra, fa
i

comanda

tutte le

trice del re, finch egli

abbia compila
diritti

frze di terra edi


trattati

mare; dichiara la guerJ di pace, d alleanza, di

t di 7 anni;

da questo puntola tutela


I

passa al reggente. 18.


alla

spettanti

commercio ed altri, dandone notizia alle camere tosto che l'interesse e la sicurezza dello stato lo permettano, ed
vi le

podest

civile in

materia beneficiaria

o concernenti all'esecuzione delle provstero,

unendoI

comunicazioni opportune.

trattati

che importassero un onere alla finanza o


variazione di territorio dello stato,non a-

natura provenienti dall'esaranno esercitati dal re. 19. La dotazione della corona conservata du? ranteil regno attuale quale risulter dalvisioni di ogni
la

vranno
te le

effetto se

senso delle camere. 6.

non dopo ottenuto l'asIl re nomina a tuti

media

degli ultimilo anni.


J
l

Il

re convil-

tinuer ad aver
le,

usode'reali palazzi,

cariche dello stato, e fa

decreti e

giardini e dipendenze,

non diedi

lut-

SAR
ti
ti

SA
libera,
si.

II
gli
i

145
abulibri

indistintamente
alla

beni mobili spettansar fatto inventa-

ma

una legge ne reprime


le

corona,

di cui

Tuttavia

bibbie,

catechismi,

rio a diligenza d'


bile.

un ministro responsa-

Per l'avvenire la dotazione sar staper la durata d' ogni regno dalla prima legis!atura,dopo l'avvenimento del beni clie il re atre al trono. 20. Oltre tualmente possiede in proprio, formeranno il privatosuo patrimonio ancora quelli che potesse in seguito acquistare a titolo oneroso e gratuito durante il suo regno. Il re pu disporre del suo patrimobilita
i

preghiere non potranno essere stampati senza il preventivo permesliturgici e di

so del vescovo. 29. Tutte

le pi

opriet, sen-

za alcuna eccezione,sono inviolabili. Tuttavia quando l'interesse pubblico legalmente accertato lo esiga, si pu essere tenuti a cederle in tutto od in parte, mediante una giusta indennit conformemente alle leggi. 3o. Nessun tributo pu essere imposto o riscosso se non stato consentito dalle camere e sanzionato dal
re.

nio privato

sia

per

atti fra vivi, sia

per

testamento,senza essere tenuto alle regole delle leggi civili

3i.

11

debito pubblico guarentito.


dello stato verso
i

che limitano

la
il

quanpatri-

Ogni impegno

suoi creil

tit disponibile.

Nel rimanente

ditori inviolabile. 32. E' riconosciuto

monio del re soggetto alle leggi che reggono le altre propriet. 21. Sar provveduto per legge ad un assegnamento an-

diritto di adunarsi pacificamente e sen-

z'armi, uniformandosi alle sono regolarne I' esercizio


della cosa pubblica.

leggi

che pos-

Dell' interesse

nuo
di

pel principe ereditario giunto alla

maggiorit, ed anche prima, in occasione


cipi della famiglia e del

non

applicabile alle
al

Questa disposizione adunanze in luoghi


pubblico,
i

matrimonio; all'appannaggio de'prinsangue reale nel

pubblici od aperti

quali ri-

mangono
composto
re, in
di
ti
il

intieramente soggetti alle leg-

le condizioni predette; a Ile doti delle prin

gi di polizia.

Del senato. 33.

11

senato

cipesse,
11

ed al dovario delle regine. 22. re salendo al trono presta in presenza

membri nominati a vita dal numero non limitato, aventi l'et


di

delle

camere riunite
il

il

giuramento

di os-

4oanni, e scelti
:

nelle categorie seguen-

servare lealmente
11

pi

esente statuto. 23.

gli

arcivescovi e vescovi dello slato,


i

reggente prima di entrare in funzioni,


il

presidente della camera de'deputati;

presenta

giuramento di

essere fedele al

deputati dopo 3 legislature o 6 anni d'esercizio;


i

re e di osservare lealmente lo statuto e

ministri di stalo;

ministri se-

de dove* ri de cittadini. 1^. Tutti regnicoli, qualunque sia il loro titolo e grado, sono eguali dinanzi alla legge. Tutti godono egualmente diritti civili e politici, e sono
le leggi dello slato.
diritti e
i
i

De

gretari di slato; gli ambasciatori; gl'inviati straordinari

dopo 3 anni

di tali fun-

zioni

primi presidenti e presidenti del primi presidenti de'magistrati


1'

magistrato di cassazione e della camera


de'conti;
i

ammissibili alle cariche


gi.

civili

e militari,

d' appello;

avvocato generale presso


il

il

salve le eccezioni determinate dalle leg-

magistrato di cassazione, ed
tore generale,

procurai

25. Essi contribuiscono indistiutamen-

dopo 5 anni

di funzioni;

te, nella

proporzione de'loro averi, a'ca-

presidenti di classe de'magistrati d'appello,

richi dello stato. 26.

La

libert indivi-

dopo 3 anni

di funzioni;

consiglieri

duale guarentita. Ni uno pu essere arrestato o tradotto in giudizio, se non nei


casi previsti dalla legge, e nelle

del magistrato di cassazione e della

came-

ra de'conti,
uflziali

dopo 5 anni

di funzioui; gli

forme che

generali di terra e di mare; tut-

essa prescrive. 27.


le.

Il

domicilio inviolabi-

tavia
gli

maggiori generali econtr'ammira-

Niuna visita domiciliare pu aver luose non in forza della legge, e uelle forme ch'essa prescrive. 28. La stampa sar

go

d'attivit;

dovranno avere da 5anni quel grado consiglieri di stato, dopo 5 ani


i

ni di funzioni;

membri

de'consigli di di-

i4<>
visione,

SAR
dopo 3
i

SAR
I

elezioni alla loro presi-

deputati sono

eletti

per 5 anni

il

loro

denza; gl'intendenti generali, dopo 7 anni d'esercizio;

mandato
te,
i

cessa di pien diritto alla spirali

membri

della regia accadi

zione di questo termine. 43vice-presidenti e


i

presiden-

demia
na;
i

delle scienze,

dopo 7 anni

nomi-

segretari della caessa stessa no-

membri

ordinari del consiglio supe-

mera de'deputati sono da


minali nel proprio seno
al

riore d'istruzione pubblica,


d'esercizio; coloro
ti

dopo 7 anni
la patria;

principio d'o-

che con servizi o meri-

gni sessione per tutta la sua durata. 44*

eminenti avranno illustrato

Se un deputato cessa per qualunque motivo dalle sue funzioni,


il

le

persone che da 3 anni pagano

3ooo
1

collegio che

l'a-

lire

d'imposizione diretta in ragione dei


prindi-

loro beni, o della loro industria. 34cipi della famiglia reale

vea eletto sar tosto convocato per fare una nuova elezione. 4^. Nessun deputato

fauno di pien

pu

essere arrestato, fuori del caso di

ritto parte del senato: essi

mediatamente dopo il in senato a 2 anno e hanno voto a 2 5 nel medesimo. 35. 11 presidente e vice-presi1

seggono impresidente; entrano

flagrante delitto, nel

tempo

della sessio-

ne, n tradotto in giudizio in materia criil previo consenso della camera. 46. Non pueseguirsi alcun mandato di cattura per debiti contro un deputato durante la sessione della camera,

minale senza

denti del senato sono nominati dal re.

Il

senato nomina nel proprio seno


gretari. 36.
Il

suoi se-

senato costituito in alta

come neppure nelle


ti

3 settimane preceden-

corte di giustizia, con decreto del re, per

e susseguenti alla
il

medesima. 47- La cai

giudicare de' crimini


e per giudicare

d'alto tradimento

mera ha

diritto di accusare

ministri

e di attentato alla sicurezza dello stato,


i

del re, e di tradurli dinanzi alla corte di


giustizia. Disposizioni comuni alle due

ministri accusati dalla

ca -

camera de'deputati. In questi casi il senato non corpo politico. Esso non pu occuparsi che degli affari giudiziari, per cui
fu convocato, sotto pena di nullit. 37.

mere. 48. Le sessioni del senato e della

Fuori del caso


forza di

di flagrante delitto,

niun

camera de'deputati cominciano e finiscono nello slesso lempo. Ogni riunione di una camera fuori del tempo della sessione dell'altra, illegale, e gli atti ne sono
intieramente
putati,
nulli.

senatore pu essere arrestato, se non in

49'

senatori ed

de-

un ordine

del senato. Esso solo

prima di essere ammessi

all'eseril

competente per giudicare de'reati imputati a'suoi


si

cizio delle loro funzioni,

prestano

giu-

membri. 38. Gli


le

atti,

co'quali
i

ramento

d'esser fedeli al re, d'osservare


le

accertano legalmente

le nascite,

ma-

lealmente lo statuto e

leggi dello stato,

trimoni e
glia reale,

morti de'membri della fami-

e di esercitare le loro funzioni col solo

sono presentati al senato che ne ordina ildeposito ne'suoi archivi. Della camera de deputati 3g. La camera

scopo del beneinseparabile del re e della patria. 5o. Le funzioni di seuatore e di

composta di deputati scelti dai collegi elettorali conformemente alla legge. 4o. Nessun deputato pu essere ammesso alla camera, se non suddito del re, non ha compito l'et di 3o anni, non gode diritti civili e politici, e nou riuelettiva
i

deputato non danno luogo ad alcuna retribuzione od indennit 5 1. 1 senatori ed


i

deputali nou sono sindacabili per ragione delle opinioni da loro emesse e de'voti dati nelle camere. 52. Le sedute delle camere sono pubbliche. Ma quando io
da, esse

nisce in se gli altri requisiti voluti dalla


legge.

deputati rappresentano
le sole

la na-

membri ne tacciano perisci itto la domanpouno deliberare in segreto. 53. Le sedute e le deliberazioni delle camere
legali,

zione in generale, e non


in cui

provincia

non sono
seule. 54.

ne valide, se

la

maggiopre-

furono

eletti.

Nessun mandatoim-

rit assoluta de' loro

membri none

perativo pu loro darsi dagli elettori. 4^.

Le

deliberazioui

non pounoes-

SAR
sere prese se
ti.

SAR

i4 7

nou

alla

maggiorit de' vo-

55. Ogni proposta di legge debb'esse-

dapprima esaminala dalle giuute, che saranno da ciascuna camera nominate pei lavori preparatori*!. Discussa ed approre

hanno voto deliberativo nell'una o ne! 1" altra camera, se non quando ne sono membri. Essi vi hanno sempre l'ingresso e debbono essere sentiti semprech lori*
chiedano. 67.
bili.
I

ministri sono responsa-

vata da una camera,

la

proposta sar Iradiscussione e ap-

Le
d'

leggi e gli atti del

smessa all'altra per

la

hanno
firma

vigore, se

governo non non sono muniti della


Dell' ordine giudi-

provazione, e poi presentala alla sanzio-

un ministro.

ne del

re.

Le

discussioni

si

faranno arti-

ziario. 68.

La

giustizia

emana

dal re, ed

colo per articolo. 56. Se un progetto di

amministrata in suo

nome

dai giudici

legge stato rigettato da uno de'3 poteri legislativi, non potr essere piti riprodot-

ch'egli istituisce. 69. I giudici nominati dal re, ad eccezione di quelli di manda-

Ognuno che maggiore d'et ha diritto di mandare petizioni alle camere , le quali debbono farle esaminare da una giunta e dopo
to nella stessa sessione. 57.
sia
,

mento, sono amovibili dopo 3 anni


sercizio.
dici
ti.

di e-

70.

magistrati, tribunali e giuesistenti

attualmente

sono conserva-

Non si potrderogare all'organizzazioin forza

la relazione della

medesima
,

deliberare

ne giudiziaria, se non
ge. 71.

d'una legperci es-

se

debbano

esser prese in considerazio-

Niuno pu

essere distolto dai suoi

ne; ed in caso affermativo

mandarsi

al

giudici naturali.

Non potranno

ministro competente, o depositarsi negli


uffizi per gli opportuni riguardi. 58. Nessuna petizione pu essere presentata personalmente alle camere. Le autorit co-

sere creati tribunali o commissioni straordinarie.

72.Le udienzede'tribunali in mamateria


cri-

teria civile,ed i dibattimenti in

minale, saranno pubblici conformemente


alleleggi. 73.
gi in

stituite

hanno

solo

il

diritto d'indirizza-

L'mlerpretazioue delle legtutti


al

re petizioni in

nome

collettivo. 5g.

Le

modo

per

obbligatorio spelta

camere non possono ricevere alcuna deputazione, u sentire


altri fuori

esclusivamente

potere legislativo. 74

de'propri

Le
cie,

istituzioni

membri, de'ministri,
governo. 60.
la

e dei commissari del

circoscrizione

comunali e provinciali, eia de'comuni e delle provin-

Oguuna delle camere socompetente per giudicare della validit de'titoli di ammissione de'propri membri. 61. Cos il senato come la camera determina per mezzo d'un suo regolamento interno del modo, secondo il quale abbia da esercitare le proprie attribuzioni,
lingua italiana la lingua officiale dellecamere. E' per facoltativo di servirsi della

sono regolate dalla legge. Disposizio*

ni generali. j5.
legge, 76.

La

leva regolata dalla

istituita

una

milizia

comu-

nale sopra basi fissatedalla legge. 77. Lo stato conserva lasua bandiera; la coccar-

da azzurra

la sola nazionale. 78. Gli or-

dini cavallereschi ora esistenti sono

62.

La

tenuti colle loro dotazioni. Queste

mannon
isti-

ponno

essere impiegate in altro uso, fuor-

francese dai

membri che ap-

ch in quello prefsso dalla propria


tuzione.
Il

partengono a'paesi, in cui questa in uso, od in risposta ai medesimi. 63. Le votazioni si fanno per alzata e seduta, per di\isione,e per isquittiniosegreto. Quest'ul-

re pu creare altri Ordini e pre-

scriverne
t

gli statuti.

79.

1 titoli di

nobil-

sono mantenuti a coloro che

vi

hanno
o

diritto, 11 re

pu conferirne de'nuovi. 80.


titoli,

timo mezzo sar sempre impiegato per

le

Niuno pu

ricevere decorazioni,

votazioni del complesso d'una legge,e perci che concerne al personale. 64. Nessu-

pensioni da una potenza estera senza l'autorizzazione del re. 8


1
.

Ogni legge contra 11

no pu
putato.

essere ad

De
i

un tempo senaloreedeministri. 65. l re nomina e


1

ria al presente slatutoabrogata. Disposi-

zioni transitorie. 82.

presente statuto

revoca

suoi miuistri. 06.

miuislriuou

avr

il

suo pieno

effetto dal

giorno della

i48
rt

SAK
la

SAR
quale aal

i.

riunione delle due camere,


a quel

XIV nel 1690


ni,

fece entrare in

Piemonte

il

vr luogo appena compite

le elezioni; fi-

maresciallo di Catinat con 18,000 uomi-

no

punto sar provveduto


secondo
i

pub-

blico servizio d'urgenza con sovrane disposizioni,

di

domandando le fortezze di Torino e Verrua,come pegni della divozionedel


tali

modi

e le forme sin
le interi-

duca. Questi rigettando


dizioni,
si

umilianti con-

qui seguite, ommesse tuttavia

un in alleanza a'con federali di

nazioni e registrazioni de'magistrali, che

sono

fin

d'ora abolite. 83. Perl'esecuzioil

ne

del presente statuto

re

si

riserva di

far leggi sulla stampa, sulle elezioni, sulla milizia

comunale, e sul riordinamento

Augusta, coll'imperatore Leopoldo I,con T Inghilterra e l' Olanda. Il suo cugino principe Eugenio, nipote di Tommaso di Savoia Carignano,che divenne tantocelebre pel suo gran va loie e prodezze meravigliose, di 26 anni fu incaricato di comandare le truppe imperiali,mentreilducafu

del consiglio di slato. Sino alla pubblica-

zione della legge sulla stampa rimarran-

no

in vigore gli ordini vigenti a

quella

fatto generalissimo degli eserciti alleati.

relativi.

84.

ministri sono incaricati e

Non avendo ancora veduto


se milizie, fu superatoli

nessun

comil

responsabili della esecuzione e della pie-

battimento, sebbene capitanasse numero-

na osservanza delle presenti disposizioni transitorie. Segue la sottoscrizione del re,


del ministro ei. segretario di stato per
gli affari
ri di

duca da Catinat,

quale occupSaluzzo,Fossano,Sa vigliano


eSusa;
altri francesi

invasero laSavoia, on-

dell'interno; e de'primi segreta-

de

si

vide ridotto

il

duca a estrema rovigli

stato,

per

gli affari ecclesiastici

di

na; tuttavia coraggioso fieramente rigett le proposte

grazia e giustizia, reggente della gran cancelleria; per gli affari di fuanze; de'lavo-

furono
zi fu
si

fatte

d'accomodamento, che anche colla mediazione


Vili.

di

ripubblici,deiragricolturaedelcommercio;per gli affari esteri;per


gli affari di

Papa Alessandro
quindi
di Catinat,
il

Con nuovi
fermare
i

rinfor-

guer-

in istato di

progresas-

ra e marina; per la pubblica istruzione*

quale per
Il

neh 691

La

storia degli stati sardi principia

con

soggett
liber

altri luoghi.

principe Eugenio
riprese diversi
volle recar la

ore la riportai, ch' monarchia di Sardegna; laondequicomincierdal direquanlo precedette l'assunzione al grado e titolo
stata la culla della
di re in Vittorio

quella dalla Savoia,

luoghi. Nel

Cuneo assediato, e 1692 il duca


in

guerra
si

Francia,

ma

assalito dal vaiolo

fece portare a Torino, ritirando l'eserci-

Amedeo
al

II,

che fu

il

i.

to

che avea arse varie citt; solo nel 1693


la

re di Sardegna, e innalz colla sua politi-

pot riprendere

campagna, bombard

ca

la

propria casa

pi alto segno di pola

Pinerolo, indi fu disfatto da Catinat.

Non

tenza e di splendore; indi tale storia

pertanto Vittorio
ta pace, e

Amedeo

II volle resta-

proseguir sino a' nostri giorni. Questi

re fedele a 'suoi alleati, ricusando l'offer-

nacque dal duca Carlo Emanuele 11 e da a Giovanna M. di Nemours, e successe a suo padre nel 1675; la madre fu reggente per 5 anni, ed il duca nel 1684 spos Anna figlia di Filippo duca d'Orleans fratello di Luigi XIV re di Francia, il quale vea bramato questo matrimonio per rassodare il duca nel suo partito, che mostrava pi inclinazione per lacasad'Au stria. La sua corrispondenza co'nemici di
Francia eccit
anni
di
i

con vantaggio pose

in difesa le

sue piazze, mentre

g' inglesi colla flotta


il

minacciavano Catinat. Nel 1695


costrinse Casale a capitolare,

duca
i

dopoch
,

francesi ne distrussero la fortezza


la

forse

pi rinomata d'Italia, che Francia avea acquistato dal duca di Mantova, per

cui solo in forza di segreti concerti


fu difesa. Tolta al

non

sospetti delie,

edopo 60

pace tra Savoiae Francia, Luigi

duca l'inquietudine che gli dava Casale, pens seriamente a cambiar partito, esortandoloalla pace con diversi brevi apostolici Innocenzo XII. Nel

SAI!
marzoi696
divoto, fece
il

SAR
a Loreto,
cit della

149

duca, sebbene non slimato

doti di quel luogo, della qualit e capa-

un pellegrinaggio

persona e donde tosse oriunda.

ove con un negoziatore francese segretamente fece un vantaggioso accordo: la sua a primogenita M. Adelaide fu promessa sposa al duca di Borgogna primogenito
del delfino;
la

Savoia, JNizzae Villafran-

ca furono restituite, e
chi
gli si

milioni di frandelle pergli al-

pagarono

in

compenso

Innocenzo XII procur a mezzo dell'arcivescovo di Torino Michele Antonio Vib, che fosse rivocato tale editto; ma in vece venne. rinnovato nel 1699 con a S* giunta, che tutte le chiese parrocchiali aTessero un numero determinato di chierici, e che loro patrimoni non eccedes'

dite fatte.
leati,

Ne

restarono dispiacenti

sero la

norma del concilio


si

di

Trento, onde
di dichia-

gridando al tradimento; nondimeno l'imperatore e Carlo II re di Spagna convennero alla neutralit in Italia, e servi di preliminare alla pace diRiswickde'^o set1

l'arcivescovo

cred

in

dovere

rare la nullit dell'editto.


tavia
si

Un

altro tut-

pubblic nell'istesso anno in I vrea,

tembre 697, ch'ebbe corta durata per la mortediCarloIIneli .noverabrei 700 senza successione, e
si

sovvert per questa di

nuovo l'Europa. Piiserbandomi descriverne poi


nite,
le

il Piemonte, nel quale comandavasi che tutti Beni ecclesiastici {f.\ persone,comunil e collegi, che prima erano esenti, fossero soggetta ti all'annua lassa di quel dominio, procedendosi

e poi per tutto

vantaggiose conseguenze pel du-

frattanto sopra di essi col sequestro.


si

Vi

ca, reputo

meglio prima

di riportare u-

sebbene appartenenti a di verse epogravi vertenze che Vittorio Amedeo l ebbe colla s. Sedene'pontificati di Innocenzo XII e Clemente XI che ne reche,
le

st tanto afflitto e angustiato, discordie

insorte in
ritti

tempo del predecessore

pe'di-

tre le pretensioni del

dell'Immunit ecclesiastica (Jz.)j olduca di Savoia d'es-

opposero alcuni vescovi con editti, ma il patrimoniale ne pubblic altro, nel quale pretese mostrare la nullit di quelli dei vescovi, ed ammon questi a desistere di perturbare il ducale, patrimonio savoiardo, minacciando di punizione laici che ad es9 in ci si unissero. Per trattare questa causa Innocenzo XII nomin una coni

gregazione di cardinali, e nel

700 confer-

sere trattato dal


ai re coronati,

Papa

cogli onori dovuti


1

m
si

il

decreto da essa emanato, nel quale


ai vescovi,

basciatore in
ottenere

Roma

per cui nel 701 il suo amconte Granier, per


proprie de'regi

ordinava
il

che procedessero
i

le distinzioni
,

am-

nistri del

basciatori

us inutilmente uuo stratta-

gemma

in portarsi all'udienza pontifcia.

miduca di Savoia. Quindi l'arcivescovo di Torino pubblic contro di essi un Monitorio ( V.\ ma eglino, come ancosecondo
diritto

canonico contro

Per l'opposizione ricevuta senelagnamaramente, e il duca cacci da Torino


Ilist.

ra

il

senato di Torino, pubblicarono altro

editto contro l'arcivescovo Vib, dichia-

AlessandroTitoBeuf(lochiamaLafiteau, de ClementXI, p. 79, che narra l'av-

clesiastica nel volere

rando non offendersi punto la libert ecil duca Vittorio A-

venuto)^ quale faceva le funzioni d'internunzio dopo la morte d'Alessandro Sforza arcivescovo di Neocesarea e nunzio alla corte di

Savoia. Nel

697
i

era uscito in

Savoia un editto, che governatori non concedessero ad alcuno il placet o Regio r Exequalur'P .) 3 per prendere l'abito chiericale o promuoversi agli ordini sagri, se

prima non constasse all'uffiziale, delio patrimoniale generale, del

medeoll, che dai beni delle chiese gli fospagata la tassa, e ordinando allo slesso arcivescovo che fra due mesi rivocasse il suo editto. Nuovi colpi frattanto si dierono all'ecclesiastica immunit dal senato di Nizza. Avea ricorso ad esso il parroco della terra di Rocasteron Gaetano Albanelli, pretendendo d'impedire l'esazione de' Rutti di detta chiesa alla Camera
se

numero de'sacer-

apostolica (V.) appartenenti.

Ne

prese la

i5o
protezione
allora
il

SAR
senato e decret
il

SAR
sequestro

Chiesa e cqrreggere

suoi ministri, interuffizi

col rilascio in favoredel parroco.


il

Volendo
Se-

ponendo ancora

gli

del cardinale

nunzio di Torino e
i

il

vice legato

FrancescoBarberinicaro
posto
le

al

duca;

ma tut-

d'Avignone sostenere
de, l'arcivescovo

diritti della s.

toci a nulla valse. Disprezzate

d'Ambrun

metropolitail

no

di Nizza dichiar lecito


al

ricorso del

all' opamorevoli ammonizioni del Papa, nello stesso 1 702 il duca pubblic un

parroco
nel

senato, e l'assolv. JNullameno


si

editto eguale a quello deli

563

ingiurioso alla sede apostolica

vide pur

Emanuele
si

Filiberto, nel quale


i

del duca molto pii

desimo, in cui
del

1699 una ^ r0 editto del senato mesi comandava che i sudditi dominio temporale di Nizza non povescovo di questa
il

restringevano

diritti ecclesiastici sul-

le

successioni, sul diritto di testare e su


il

altre cose. Oltre a ci,

patrimoniale ge-

tessero presentarsi avanti la curia vescovile di Ventimiglia. 11

nerale impose con editto a'sudditi e feudatari della


s.

Pastore scomunic que'ministri, ed

se-

tafia, Cisterna,
ti

Sede ne' 7 luoghi di MoriCortanze ed altri situa1

nato con altro editto ordin che gli scomunicati dal vescovo comunicassero cogli altri,

nella diocesi d'Asti, e appartenenti al

principato di
noscessero
il

Musseremo

(^.), che rico-

come
il

sure.

non fossero dalle cenNel pontificato di ClementeXI enei


se affetti

1701

senato di Nizza

si

appell dalla

sentenza del nunzio apostolico e del vicelegato d'Avignone, data per la revoca del

dominio del solo duca di Savoia, mentre non eravi dubbio alcuno che essi erano della chiesa romana. Il duca dunque impose le tasse agli abitanti
di tali luoghi
diti,

come

se fossero propri sud-

decreto irregolare e incompetente dell'arci vescovod'

A mbrun. Cominci Clemente

XI

a fare replicate istanze perch nel Piesi

onde il cardinal Giambattista Spinola camerlengo di s. Chiesa, con monitorio degli 8 agosto 1702, riportato nel
268, comand a quei Sede che non riconoscessero fuori di essa altro dominio, non pagassero in modo alcuno le tasse imposte,
Bull. Magri,
t.

inonte
offesa

dasse opportuno riparo a tante


s.

8, p.

ingiurie, fatte alla

Sede nella pi volte immunit ecclesiastica, onde il du-

vassalli della

s.

ca Vittorio Amedeo II propose che fosse deputata una congregazione di cardinali, la quale esaminatala causa di queste controversie, deliberasse ci

e che reclamassero

e protestassero per

che credeva concardinal Sperelli

qualunque peso. Non ostante le proteste del marchese di Cortanza e di quel popolo
,

venire.

Fu

incaricato

il

per trattare co'ministri del duca, quando in questo tempo nuova controversia nac-

mente del Papa, non doveano


Savoia pagare
le

che essendo eglino sudditi unicaal duca di


imposizioni, furono tut-

que

tra la curia vescovile d'Aosta suffradi


s.

tavolta costretti da'soldati ducali a pagarle. In vista di ci


il

gunea
lari di

Chambery, ed
Egidio
di

canonici rego-

cardinal Spinola,

Varese, sul diritto di

a difesa delle ragioni della


stolica, a'

camera apo-

conferire alcune chiese parrocchiali.

Fu

introdotto
la

il

giudizio di questa causa neldi

nunziatura

Torino,

ma

il

procurasentenza

con atto che si riporta a p. 269 del citato Bollano, rinnov il mentovato monitorio, denun-

28 genna'10171

1,

tore fiscale della corte Io avoc al senato


di quella citt,
il

quale rivoc

la

le censure ecclesiastiche a quelli che indebitamente esigessero imposizio-

ziando
ni,

del nunzio e viet che per l'avvenire

non
du-

come

fece

nuovamente
1;

a'

7 ottobre,

pi ad esso
cali

si

ricorresse, anzi fu espulso


i

loco citato p. 27

e pi tardi a's3

mag-

l'uditore della nunziatura da tutti

gio^ 16,
1 1

loco citato, p.

272

e scg.; agli

dominii. Clemente

XI

scrisse al

du-

dicembre 17 17, loco


3 agosto 1 7
la
1

citato p.

ca assente nel 1702, paternamente esortandolo a non dare s gravi ferite alla

a'

8, loco citato

277; ed p.28oe 282,

aggiuntavi

pubblicazione della scomu-

SAR
nica a'ministri del duca che

S A

non

desiste-

timiglia Carlo

vano

di molestare que' vassalli


stati dati

della
i

s.

Rubidi , mand subito a Soargio, dominio del duca di Savoia, un

Sede, alla quale erano

feudi
di-

vicario colle facolt di giudicare tutte le

in discorso da're e imperatori;

come

cause ecclesiastiche e miste, e di far quanto avesse creduto espediente perci che

mostr Clemente XI nel pontificio breve de'20 ottobrei 7 17, loco citato p.2go, nel quale dichiar nulli tutti gli editti e atti del duca di Savoia sopra i detti luoghi , ricordando 1' esempio di s. Pio V che frastorn il duca Emanuele Filiberto dall' imporvi le tasse che intentava; quello di Paolo V che rescisse certa convenzione fatta dal vescovo d'Asti col duca Carlo Emanuele I, sulla permutazione di alcuni di que'beni; quello di Alessandro VII, che dichiaro nullo del tutto il preteso diritto, che diceva avere Carlo

recava grave dannoalla sua diocesi. Die-

de pure a Vittorio Amedeo


riale, acci gli

II

un memo-

permettesse di prender pos-

sesso de' beni vescovili

ch'erano nel suo

dominio, e che rilasciasse il sequestro messo su di loro sotto il vescovo suo predecessore. Il

duca
il

vi acconsent, e

il

senato

di Nizza lev

sequestro. Ci saputosi da

Clemente XI, colla costituzione Cum siCM^de'3gennaioi7i i BuU. cit. p. 249,


t

condann
a's.

tutti questi atti

come

contrari

canoni, ingiuriosi a'vescovi e pregius.

Emanuele

II in

alcuni di detti luoghi.

diziali alla

Sede, comandando nel tem-

Inoltre nel

1702

il

senato di Torino avea


il

ammonito cou
stato
il

editto

vescovo d'Acqui

Carlo Gozzano, perch richiamasse nello

, che tosto da detto luogo rimovesse il vicario , a cui impose il precetto di ubbidienza per non agir pi

po

stesso al vescovo

parroco di Mombaldone, per suo


ir-

in cosa

alcuna

in quell'impiego.

Il

Papa
assai

decreto sospeso advnis, e dichiarato

signific altres al duca,

con lettera
t.

regolare per aver violata la sospensione,

patetica, che trovasi nel


et

2, p.
si

24

Epist.

ed insieme ri vocasse il corrispondente decreto.

Brev. Clem. 7, ch'egli

era sempre

Un

altro editto avea

il

senato to-

mai prestato benignamente


Cubernatis suo ministro in
trattare
1'

al

conte
,

du
nel

rinese

emanatone! 1702,

col

quale viet

Roma

a'minori conventuali il dare esecuzione alla sentenza di scomunica contro fr. CarAgostino Mallet dell'ordine medesimo. Di nuovo il senato di Nizza proib al velo

accomodamento
s.

delle contro-

versie de' suoi stati colla

Sede, in che

protest d'essere arrivato fin dove glielo

permetteva

la

coscienza, nell'ammettere

scovo di
tonio

tal citt,

d'impedire che

fr.

An-

tutto quello che potesse giovare a terminarle. Si dolse poi

l'arcivescovo

Arnaud domenicano e uffiziale deld'Ambrun esercitasse la cari-

che

certi adulatori, a-

vidi della grazia del principe, avessero

ca di vicario nella terra di Barcellonetta


della stessa diocesi. Tutte queste e altre

spacciato molte dottrine erronee

colle

quali

la

podest secolare si estendeva olcoartava a certi

ingiurie fatte alla libert ecclesiastica nel

tre ai termini dai maggiori prescritti, e


la libert ecclesiastica
si

Piemonte, troppo affliggendo l'animo di Clemente XI, per immutabile nel difendere diritti dellaChiesa,colla costituzione /4lias dei jma^\oi joj Bull.Rom. t.io t
i
r f

limiti
il

molto pi ristretti. Esort pertanto duca a tenersi lontano da questi scia-

gurati consiglieri, e mettere pronto rime-

par. 1, p.168, rescisse e annull

gli atti

suddetti, e sottopose alle censure ecclesiastiche tutti quelli che ne aveanoavuto parte, dalle luti, se

dio a tutto quello che ne'suoi stati si era operato contro l'immunit della Chiesa,

per liberare una volta

il

capo

di essa

da

quali non potessero essere asso-

non che dopo d'aver dato conveimmunit. Fatto vescovo


di Veu-

questa molestissima cura. Ma anzich liberarsene, nuove molestie sopraggiunsero

niente riparo a'dauni cagionati all'ecclesiastica

a Clemente XI. Incerta causa benefiziale, spettante al solo vescovo d'Asti, nella

i5i
cui diocesi era
il

SAR
benefizio, ricorsero alIl

SAR
fermare
terre di
la
s.

sua deputazione fatta sulle

cuni

al

senato di Torino.

vescovo
,

lidi-

Benigno, Montanaro, Falleslo


spettanti al regio padro-

chiaro incorsi nella scomunica

espressa

Lombardoro

ad ogni passo nelle bolle pontificie, ed il senato ordin al vescovo che rivocasse la
sua sentenza e assolvesse
in
i

nato, e di sopprimere quella del suddelegato del prelato tesoriere della


ra apostolica, con cui
si

camei

rei.

Saputosi

eleggevano

de-

Roma
il

questo attentalo,

la

congrega-

putati per amministrare la giustizia ai


vassalli di detta

zione dell'immunit pubblic a'5 luglio

badia, e l'economo per

17 12
8, p.
le

decreto presso

il

Bull. Magri,

t.

riscuotere
za.

4^8 e dal Papa confermato,


i

nel qua-

dichiaravasi nulla quell'assoluzione, e


ricorsi alia

nel

tempo della vacanPer questa supplica pubblic il duca 7 1 o un decreto nel quale confermai

frutti in

che per conseguenza


laica nelle cause

podest

va

giudici e l'economo eletti dal patrimo-

puramente ecclesiastiche erano scomunicati, e perci si dovea negare a chi


li

niale,

ed escludeva

nominati dal sudde-

legatodel tesoriere pontifcio. Ma Clemente

avea

fatti la

partecipazione

XI, sempre sollecito del suo apostolico

de'sagramenti. Indi Clemente XI col breve Cw sicut deg luglio 1 7 ii^Bull. Roni.
}

ministero, col bveseAccepitnusjQi'j ottobre, Bull.

Magno
come

loco citato, riprov

t.io, par.

1, p.

824, dichiar nulla


il

la

con-

quel decreto
siastici,

lesivo de'diritti eccle-

venzione

fatta tra

senato di Nizza e gli

sottopose alle censure ecclesiastiri-

ecclesiastici della stessa diocesi sull'impo-

che

il

patrimoniale co'suoi delegali, e


il

sizione d'alcuni pesi messi a' beni ecclesiastici e

valid
stolico,

decretato dal suddelegato apo-

patrimoniaIi,minacciando lecenle

sure a quelli che l'esigessero o


sero. Nel
1

pagas-

3 portando Giambattista Viil

sconti vescovo di Casale

ss.

Sagramen-

ordinando a questo suo economo che dovesse riscuoterei frutti della vacante badia. Ci non ostante il patrimoniale ordin , che il frumento raccolto nei
granari badiali e presso
vato.
i

il susurro provocato dalcav. Giacomo Nemones che

to in una processione, tale fu

coloni fosse leil

Fu

percosso e posto in carcere


fiscale

rest interrotta.

Il

prelato ne riprese

il

procuratore
lica,

per

la

camera apostoaltri eccessi

cavaliere, e questi lo caric d'ingiurie, per


cui
il

e furono commessi

con-

vescovo lo scomunic. Usc in se-

tro
la

il

monastero, onde il commissario del-

guito un editto del duca, in cui ordin al

s.Sede nel principato di Masserano, con


sudditi della sede apostolica che
i

vescovo che sotto pena del sequestro dei beni della mensa vescovile rivocasse la sco-

editto affisso alla chiesa abbaziale, ordin

a tutti

munica, la quale diceva nulla perch ingiustamente fulminata. Inteso ci dal Papa pubblic il breve Nonsine, a' 18 luglio,
Bull. Magri,
t.

ne difendessero

diritti.

Fu con mano ari

mata lacerato
lati della

l'editto, maltrattati

pre-

8, p.

14>

annullando

il

ducale editto, perch non appartiene alla podest secolare il giudicare se la scomunica
sia

o no giusta, e riserb a se l'as-

Montanaro, e il succollettore della camera apostolica dai birri fu condotto nel Milanese. Per tutti quer sti attentati mg. Patrizi tesoriere genepubblic rale del Papa a'6 ottobre 17
chiesa di
1

soluzione dalle censure incorse dal cavaliere e dagli ufliziali

contro que'minislri
to nel Bull.

il

monitorio riporta-

cato

che aveano pubbliSeguitavano nondimeno i ministri della corte di Savoia a commettere nuovi attentati contro diritti della
1'

Rom.

t.

io, par. 1, p.

24^, nel
nel

editto.

quale

li

cit a
di

presentarsi in

Roma

termine
e non

45 giorni per render conto dei


i

loro eccessi contro

diritti della

Chiesa,

Chiesa.

Vacando
il

l'abbazia di

s.

Benigno

comparendo furono dichiarati pub-

di Fruttuaria,

patrimoniale present al

duca un memoriale, supplicandolo a con-

blicamente scomunicati. All'opposto la podest laica dichiar nulle le censure di

SAR
mg.
r

SAR

i53

tesoriere, e

nuove ingiurie commiImperciocch vacanal

senza presentarsi restasse pubblicamente

se contro la Chiesa.

do

il

giudice della mentovata badia, ne

scomunicato; come con altro monitorio de'29 settembre, loco citato, p. 378, dichiar scomu nicatoViltorio AmedeoTrona, ch'era statodelegato giudice nelle ter-

surrog altro, avanti


stretti gli affitluali

quale furono co-

badiali a presentarsi

cheaveano. Il patrimoniale inoltre preg il duca a dichiarare anche egli nulle le censure del tesoriere pontificio, come fece con editto, nel quale aggiunse che niuno ubbidisse
per esporre
i

crediti e debili

re della badia, nelle quali non avea


dest secolare nessun diritto.
mili monitori del tesoriere
la,

la

posi-

Con due

mg. r Collicocitato, p.

de'

18 maggio 17 19, loco

379
il

e 38o, furono

citati nella stessa

forma

se

non

ai

ministri ducali.

Furono
i

citati

fiscale e tutti gli Milzia li della


ti

badia elet-

gli aflittuali della badia e molanche malti aitati, come altres preti e sudditi della medesima, commettendosi dai soldati molte violenze. Per tutto questo mg. r Pati izi a*2o giugno 7 1 Spub-

a Torino
to

dalla podest laica,


diritti

come scomunicati
ecclesiastici.
li
,

per violatori de'

Per

ordine di Vittorio

Amedeo

nel detto

anno

il

senato di Torino pubblic a' 21


editto, nel quale
si

blic altro monitorio, riportato nei Bull.


citato
i

giugno un che tutte le


tificii

prescrisse

bolle^ costituzioni e brevi

pon-

t.

8, p.

368, nel quale nominando


li

fossero portati nell'avvenire al se-

rei di questi attentati,

cit a presen-

nato medesimo, ilqualeavrebbe esaminato se in essi fosse alcuna cosa opposta al

tarsi

Roma

tra 4 5 giorni,

dopo

quali

non presentandosi restassero pubblicamente scomunicati. Con due altri simili


monitori de'3 agosto 1 714, loco citato, p. 374e376,mg. r Patrizi pubblic scomu-

3 canonici della stessa badia, quaaveano celebrato la messa in presenza di Giovanni Blaucardi ch'era scomunicato, e con esso comunica vano con grande scandalode'buoni; eDomenicoGumarra Brunetti procuratore fiscale della camera de'con il quale accompagnato da due
nicati
li
i t
i

governo politico o economico degli stati di Savoia* quindi porvi il Regio exequatuij aggiungendo gravi pene a quelli che l'impetrassero dal Papa se prima non avessero fatto consapevole il senato. Clemente XI colla bolla Ad Apostolatus (\e 18 at

gosto 1 7 1 9, Bull. Boni. 1. 1 1 , par. 2, p. 46, dichiar nullo questo editto come lesivo
alla pontificia autorit,

condann

il

Re-

gio exequalur, e gravi pene ancora im-

pose a quelli che l'osservassero. Nel vob

birri

avea estratto dalla chiesa parrocs.

LV1I,
stolica,

p.

62, ricordai come

il

dotto e ce-

chiale di

Croce di detta badia, il fiscale della camera apostolica, e ferito gravenella

lebre Fontanini, Ragioni della Sede apo-

prov che
II

ministri di Vittorio

mente

medesima chiesa il parroco accorso ad ammonirli, che non violassero


l'asilo ecclesiastico.

Amedeo

confusero col Regio exequalur

l'indulto di Nicol

V,

di cui a Savoia, e

Espulsi frattanto dalil

che prima

di quest'epoca in

Piemonte non

la

badia

gli affitluali,

patrimoniale mii

eravi vestigio dell'abusivo exequalur.se

se in
li

Torino all'incanto

beni di essa, e
il

non che
storiali,

nelle provviste de'benefizi conci-

deliber al maggior ollerente. Allora

o di

altri conferiti agli esteri;


le altre

cardinal Patrizi pr tesoriere pontificio,


aglii

che per tutte

materie

la

preten-

tato Bull.p.
di

giugnor 7 16, con atto presso il ci377, rescisse taleafifisso come niun valore, comech fatto dalla po1

sione di soggettarle al Regio exequalur

dest laica che in que'beui non avea diritto alcuno, e Cit lo stesso giudice a

nacque pel bollore delle contese che vado accennando, percui a premunirsi contro le censure il senato di Torino impose
la necessit

com-

eW'exequatur, per vedere se

parire in

Roma

tra

il

suddetto termine

per renderne conto, passato il qual tempo


VOL. LXI.

si contenga cosa alcuna pregiudizievole alla corona e ai sud-

ne' pontificii diplomi

i54
diti.

SA II
Soltanto adesso mi dato di
la

SA 11
ammiRegio exequatur; non che l'articolo ScoMUNiCA,overiporterquantosul/?fg/o
sul

rare

dotta e interessante dissertazione

del p. Camillo Tarquini gesuita, pubblia cata nel fase. 3o della 2. serie degli Annali delle scienze religiose
,

bimestre di
f ,

novembre e dicembre 1 852, a p. 32 ed intitolata Egli un errore non comportabile annoverarefra i regi diritti la facolt di assoggettare al cos detto Exequa:

exequatur scrisse s. Pio V a Filippo li re di Spagna. Poco dopo l'atto emanato da Clemente XI, il vicario capitolare del vescovato di Nizza, allora vacante, scomunic alcuni
ufficiali

o ministri del senato di

quella citt, perch con

mano armala

e-

strarono dalla chiesa un sacerdote,

come

tur

le bolle

brevi Pontificii e qualsi-

violatori del sagro asilo e del carattere

voglia atto appartenente al governo della Chiesa.

sacerdotale. Ricorsero questi dalle censu-

Oh

l'avessi
il

potuta leggerepri-

re al vicario generale dell'arcivescovo di

ma

di

pubblicare

varmene e

mio articolo, per gioingemmarlo coi veri che mi-

Ambrun, il quale bench conoscesse non apparteneva se questa causa,per cautela,


com'egli diceva, assol ve que'ministri. Protest
il

rabilmente racchiude! Il p. Tarquini dichiarabusivo,incomportabile e mostruoso il preteso diritto del Regio placet o Regio exequatur,
il

vicario capitolare contro

il

vicario

d' Ambrun,

come intruso nella giurisdizioin favore de-

quale mette

il

bavaglio

ne che nona vea, sentenziando


gli

alla Chiesa, l'incatena, l'aggrava, l'afflig-

scomunicati edichiarando nulle lecen-

ge, l'umilia; quindi

non

ridire,
si

non

fia-

sure del vicario capitolare. Informato di

tare ella pu, se umile non

presenti al

governatoreo
Jn breve,
la

al

sindaco perch l'assolva.

Chiesa pel Regio exequatur

ridotta allo stato pretto di macchina. Anche il lodato p. Tarquini conviene che
laSavoia col suo editto

deh r giugno 17 19 condannato da Clemente XI colla bolla AdAposlolatus, in quell'epoca introdusse il fatale Regio exequatur j quindi egregiamente passa a dimostrare, che errore incomportabile l'annoverare tra regi diritti, il trarre la Sposa di Cristo in ceppi
i

Clemente XI, col breve Non sine, Rom. 1. 1 1, par. 1 720, Bull. 2, p. 56, annulle cass tutti gli atti del vicario d' Ambrun, come procedenti da persona che non avea competente giurisdizione; conferm le censure imposte dal
tuttoci

de'5 gennaio
1

vicario capitolare,edichiar pubblici sco-

municati

ministri del senato di Nizza.


a riprendere
il

Ora passo

filo della sto11


,

ria politica di Vittorio

Amedeo

e di

quelle vicende che lo costituirono re di

Sardegna.

dinanzi

a'figli suoi;

provando

altres
la

che
codi

Per

la

morte

di

Carlo

II re di

Spagna,

posto

il

preteso diritto del placet,

stituzionedella Chiesa rovesciata, e perci fu dottrina implicitamente ed esplicitamente condannata da essa prima e-

Sardegna, delle dueSicilie,duca di Milano e di altri domimi, l'immensa monarchia spagnuola in forza di testamento fu
devoluta a Filippo duca d' Angi
del delfino, e nipote di Luigi
figlio

ziandio che nascesse; ricorda pure le 9 costituzioni di altrettanti

XIV

re di

Papi che

lo

ri

pro-

varono e dannarono, mentre espressamente lo definirono Leone X, Clemente VII, Clemente XI, Benedetto XIV, opposto ad ogni giustizia, indecente, assurdo, temerario, scandaloso, pravit intollerabile,

Francia, che poderosamente lo sostenne colle armi, in lunga e micidiale guerra,

contro

le

pretensioni di casa d'Austria fon-

date sulla prossimit di parentela del defunto, per cui l'imperatore Leopoldo l difese le sue ragioni che' cede in favore
4

degno di eterna pena e per colla pii grande pena, ch' Tana tema, la Chiesa Io punisce. Oltre il citato articolo, si pu vedere quanto dissi anche nel voi. V,p. 279
,

dell'arciduca Carlosuofiglio.il marchese


Ottieri nel 17

guerre avvenute in
cessione alla

28 pubblic: Istorie delle Europa per la sucmonarchia delle Spagne,

SA li
e

SAR
Savoia sdegnato,
si

i55

dove si tratta ancora di quanto riguarda la parte che neprese Vittorio Amedeo li e il nuovo regno sardo. Vide il duca in tale strepitoso avvenimento un'occasione di crescere la propria potenza,

vendic dell'affronto

con

guardare a vista gli ambasciatori di Francia e Spagna, e in onta al diritto


far
i

delle genti fece arrestare tutti

francesi

ma

truppe francesi lo circuivano, mentre gli austriaci erano distanti. Ader dunque alle parti del pi forte con apparenza di soddisfazione, e diede in moglie la sua secondegenitaM/GabrielIa al duca d'Augia che prese il nome di Filippo V re di Spagna, di
Sicilia, di

che passavano pe'suoi stati, e sequestrare i loro magazzini; indi agli 8 novembre conchiuse alleanza coll'imperatore, l'Olanda e l'Inghilterra; perci gli fu promesso il Monferrato, Alessandria, Valenza del Delfinato, la Valsesia e la
lina,

Lomel-

lano, ec. Inoltre

Sardegna, duca di Miil duca assunse il titolo


collegati

ed un sussidio d'80,000 ducati al mese finche durasse la guerra. Il conte


riusc

di generalissimo degli eserciti

francese e spagnuolo, di conseguenza contro


il

principe

suo gran valore aveva

Eugenio di Savoia, che pel il supremo coman;

con ardita impresa a 1 704 l'esercito imperiale ed a provvederlo di cavaIleria,non aveudone. Ma il duca di Vendme pre-

Staremberg

condurgli nel gennaio

se

successivamente diverse

citt

e forstimata

do

delle truppe imperiali


fanti e

promise pure

tezze fra le quali

Verrua
il

sul

Po

8000

sussidio di

arriv in

2000 cavalli mediante un 5o,ooo scudi al mese. Catinat aprile 701 con l'oste francese
1

imprendibile, e

Mon tinelli ano in

Savoia

Benvich

nel

706 demol

eastellodi Niz-

a Torino, e Villeroi

si

un poi a

lui,

ma

avendo questi assalito a Chiari il principe Eugenio rest battuto. Vittorio Amedeo
II

za dalle fondamenta. Il duca di Savoia impotenled'impedire tanti progressie vedendo Torino minacciato d'assedio, non

dubit che Luigi

XIV

volesse rovinarlo
tutta la sua

die prova d' abilit e coraggio iu tale


si

per sempre; laonde


la capitale

mand

battaglia, e

condusse con quella intie;

famiglia a Genova, e

pidita che gli era naturale

dicono che

si

compiacque
scita a lare.

in segreto della vittoria riu-

essere in

seconda della sua politica particosuo malgrado che entr nella


la

Fu

lega con Francia e Spagna, perch vede-

va con terrore
i

casa di

Borbone serrare
il

di lui stati tra

il

Delfinato e

Milanese,
ai fra-

e sebbene avesse maritato due figlie


telli

duca

di

Borgogna
la

e Filippo

V, entr
av-

in negoziazioni con

casa d' Austria, e

Torino, si grado di liberarlo, e vedendosi inseguito da Fevillade, and finalmente a commettersi alla fedelt di que'Barbetli o Valdesi protestanti della valle diLuzerna, che da lui e dai suoi antenati erano stali fieramente perseguitati. Frattanto Italia il principe Eugenio era calato in con l'esercito imperiale di Giuseppe 1 succeduto al padre, per soccorrere Torino,
e gli riusc unirsi al duca, il quale dopo aver mirabilmente per lungo tempo difesa la sua capitale, mentre questa stava per essere presa, si trov in grado di li-

dopo aver munito pose a Cuneo, per

coi potenti marittimi. Luigi

XIV fu

vertito delle sue pratiche,quindi nel

1702
fe-

presso

Mantova

dal duca di

Vendme
di

ce disarmare

4ooo uomini
una

sue milizie,

e poi pubblic
sulla

specie di

manifesto

berarla,

il

condotta del duca, o Lettere del re

zato scioglimento della guerra.


stesso della splendida vittoria

che in Francia espresse il forIl giorno

Francia a Papa Clemente XI, il quaquesta lunga e tremenda guerra, avendo inutilmente procurato d'impedirla, rest neutrale, anche per l'investitura delle Sicilie domandata da Leopoldo I e da Filippo V. Per tale disarmo il duca di
di
le in

8 settem-

bre,

il

duca di Savoia e

il

principe

Eu-

genio entrarono nella giubilante Torino


al

suono delle campane,


le

allo strepito dei

cannoni, e fra

acclamazioni di un po-

polo pieno di gioia. Andarono a smoo-

i56

SA II
il

SAR
Vittorio
di-

tare alla metropolitana, dove l'arcivesco-

vo Vib intuon

TeDeum:

Rastadt de'G marzo 7 14, Vittorio Amedeo II con accrescere i suoi domini col
1
i

Amedeo

11

riconoscendo la protezione

ducato

vina, fond annue solennit per tal giorno

sagro alla Nativit della B. Vergine, in


s compito trionfo. In breve tempo ricuper la massima parte de'suoi stati e delle sue fortezze, ed Alessandria si rese ai 1 1 ottobre. 11 principe Eugenio sottomise il Milanese all'arciduca Carlo: Valenza, la Lomellina e la Valsesia furono quindi date al duca di Savoia secondo i trattati, e Luigi XIV, pen-

Monferrato realizz le pretensioni che vi avevano i suoi avi, le quali erano state causa di tante guerre, e siccodi

cui aveva riportato

me

l'Inghilterra lo voleva redi


il

Spagna e

delle Indie, fu riconosciuto

suo diritto
re

eventuale alla corona di Spagna. Luigi

XIV avrebbe amato vederlo piuttosto


di

Lombardia per deprimere

l'Austria.

Vittorio
te a

Amedeo
il

II

assunse solennemen-

Torino
di

titolo di

redi

Sicilia, e dieal

de quello

duca di Savoia

primoge-

dendo la speranza di ricuperare l'Italia, ne ritir le soldatesche mediante capitolazione fatta a Milano a' 3 marzo 1707.
1

nito Vittorio

Amedeo, gi principe di Piemonte. L'ammiraglio inglese Jennings


lo

condusse a Palermo, ove sbarc a'ro

Susa cadde
alla

in potere del

duca, respinto

ottobre, e fu incoronato colla regina dall'arcivescovo a'24 dicembre. Tale acquisto era pi glorioso per la casa di Savoia,

sua volta nell'assedio di Tolone; pre-

se poscia le fortezze di Perouse,Exiles e

Fenestrellea'francesi, negli stati de'quali

che vantaggioso

pe' suoi sudditi;

il

tra-

erastata portata la guerra. Nel


fece
il

duca impresa

di rilievo,

709 non come mal1

sporto della corte in un'isola lontana ca-

contento dell'imperatore, chepadronedel

gion un gravissimo dispendio, che aggrav le imposizioni di Piemonte. In seguito

Milanese non volle pi cedergli il promesso territorio di Vigevano. Anna regi-

V ittorio A medeo

1 1

pretese d'essere

na d' Inghilterra volendo profittare del suo mal umore per indurlo ad una pace separata, nel 1 7 1 o gli offr il regno di Sicilia(F.). Vittorio Amedeo 1 1 che ambiva soprattutto il titolo di re, volendo che tal corona gli venisse accordata col consenso
di tutti
i

indipendente dalla s. Sede cui apparteneva l'alta sovranit della Sicilia, ma il


clero e gli ordini religiosi principalmente

sostennero

gli

antichissimi diritti del Pa-

del

potentati,

mand
1

suoi

amba-

sciatori al

congresso d'Utrecht incomin1

il nuovo re volle godere famoso privilegiodella Monarchia di Sicilia (^.),pel quale tribunale pendevano questioni lesive la s. Sede, Clemente XI a' 20 febbraio 17 15, colla bolla Ro-

pa

e siccome

ciato nel gennaio

2,

ed ove

gli assicu-

manus Pontifex
vilegio e
lia. Il

cass e annull

il

pri-

la restituzione della

Savoia, delle

valli

monarchia

ecclesiastica di Sici-

di Pragles, d'ExileseFenestrelle,deI castello Delfino, e della

re band tutti quelli che

non

vol-

contea di Nizza;

fi-

lero assoggettarsi al soppresso tribunale


ecclesiastico ch'egli riguardava esistente,

nalmente Filippo V suo genero gli cede l'isola e il regno di Sicilia, e lo riconobbe per suo successore, se non avesse lasciati

ed
gli

il

Papa fulmin

le

scomuniche contro
l'in-

agenti del potere secolare e laico,

discendenti legittimi. Tali convenzio-

terdetto sopra parecchie chiese diSicilia,

ni

che fecero perdete

al

duca

la valle di

per cui pi di

ecclesiastici

si

rifug-

IWcellonetta, furono confermate contattati di


1

Madrid e d'Utrecht degli 1


essendo poi
I'

aprile

arciduca Carlo di-

poli e di

venuto imperatore Carlo VI, re di NaSardegna, non che duca di Milano per
la

giaronoa Roma. I redi Francia e di Spagna interessati dal re Vittorio Amedeo II, non poterono vincere la mirabile fermezza di Clemente XI. Meutre il re lottava anche pel novello dominio colla I.
Sede, Dio fece sentire
la

susseguente pace di Badeo o

sua

mano

sopra

SAR
che fidava negl' indovini, togliendo la vita al primogenito ai 22 giugno vaiuolo; e il secondo1 7 i 5 a mezzo del
di lui,

SAR

i5 7

termin Benedetto XIII con un trattato stipulato coi ministri regi; ma Clemente XII che a lui successe dichiar l'atto surrettizio,onde le controversie presero

genito Carlo

Emanuele
i

prese allora

il ti-

mag-

tolo di principe del Piemonte.

do il cardinal A Iberoni . gna a rinvigorire il regno,e ricuperare coldominii tolti le armi e colla politica monarchia dal trattato di Utrecht,
i

Continuanministro di Spa-

gior vigore nel regno di Carlo


le III,

Emanuetempo
il

per cui

le

riporter al suo

per conservare unit ad argomento tanto grave.


Il

alla

re nel

722 ammogli

det-

nel-

to ufiico suo figlio colla principessa palatina Polissena Cristina d'Assia Piheinsfeld ; schiv le occasioni che potevano condurlo a nuove guerre, e si limit alle cure amministrative de'suoi stati, cui

l'agosto^^
gli

la

sua flotta conquist su-

imperiali Pisola di Sardegna, indi la

giugno 17 18 comparve dinanzi Palermo che fu costretta ad arrendersi a' 1 3 luglio. Catania e Messina f cero poi altrettanto. Il re non essendo in grado di difendere il regno ricorse a Cartessa flotta a'3o
lo

die

dustria,

un corpo di nuove leggi. Protesse l'inil commercio, le arti, le scienze

VI, e

a'

potentati marittimi

ili."

non

volle combattere pel vantaggio altrui, in

vece

domand che
per riunirla

gli fosse restituita la al

letterati, ed am gli artisti d'ardito concepimento; abbell e rese inespugnabile la sua capitale, fond o ristor l'universit di Torino, ove istitu il colle-

Sicilia,

reame

di Napoli,

gio delle provincie e ristabil quello dei


nobili.

ed

ollr

soltanto a Vittorio

le sue pretensioni sulla


isola e

Amedeo II Sardegna come


Il

Avendo ereditato 7 milioni

di ren-

come regno

a*

2 agosto 1718.

re fu costretto accettare tale svantaggioso cambio, ed entr nella quadruplice al-

amministrazione del padre, la raddoppi, anche per essersi suoi stati ingranditi pi d'un terzo,
dita, frutto della savia
i

le

cui finanze pose in ordine mirabile,

leanza controia Spagna, con l'imperatore, la

per l'arte che avea in governare.


tazione di Luigi

Ad

imi-

Francia e l'Inghilterra.

La
il

disgra-

XIV,

il

re cacci dai suoi

zia del cardinal

A Iberoni, avendo dispopace, accett


trattato

stati quelli tra'suoi

sudditi che professa-

sto Filippo
di

V alla

vano

il

calvinismo.

Furono

essi

accolti

Londra, ossia la quadruplice alleanza, con una dichiarazione fatta all'Aia a' 17 febbraio 1720; indi agli 8 agosto in presenza degli stamenti,Pisoladi Sardegna fu consegnata al re Vittorio Amedeo II dal principe d'Ottaiano,che l'aveva ricevuta
dagli spagnuoli in

dalla repubblica di Ginevra, e dai cantoni svizzeri protestanti; furono protetti dal

re di Prussia e soccorsi dall'Olanda, nel

stianesimo

modo narrato da Bercastel, Storia del crit. 3o, n.i/^ eseg. Ma giunto Vittorio Amedeo II all'et di 64 anni,
la

nome dell'imperatore,

a condizione che tornasse alla Spagna in

mancanza
il il

di

sua discendenza, ed assunse

Sardegna, prendendo poi complesso de' suoi dominii il nome di stati sardi e di monarchia sarda. Carlo
titolo di re di

corona a'3 setCarlo Emanuele III. Essendo vedovo, un mese prima avea sposato segretamente la vedova del conte di s. Sebastiano, che avea

rinunzi formalmente

tembre 1730

in favore del figlio

VI

riunita la Sicilia al

reame

di Napoli,

5o n

anni, ed era scaltra e destra


il

le

do-

marchesato di Spino, e non serb

di tutto

domand e ottenne

l'investitura

da Innocenzo XI li, con omaggio di fedelt e annuo censo; il quale Papa pel suo breve pontificato, non pot accomodare
le
.

vertenze che ancora esistevano tra

la

Sede

e Vittorio

Amedeo

II,

che per

che 5o,ooo scudi di rendita. Con ristretta famiglia part per la Savoia. 11 re figlio che uon voleva accettare il potere, si mostr assai divoto del genitore, finche il marchese d'Ormea lo fece raffreddare. Intanto Vittorio Amedeo II anno-

i58
gli

SAR
re che sapeva

SAR
A
tale effetto ri-

iato dall'ozio, la moglie ambiziosissima

mise in capo l'idea d'impossessarsi


del trono.
di

nuovamente
tere,
le

ad un tempo regnare e combattere. Nel 17 33 si colleg alla Spagua ed alla Francia, che aveano progettato
indebolire
la

torn a Torino, tent

riprendere il poil

casa d'Austria, e

si

uni ai

ma gli

fu impedito dal figlio,


il

qua-

francesi alla guida di sue truppe, speran-

dopo aver consultato

gran consiglio

do di poter tenere

la

bilancia dell'influentali

de'ministri di stato, per consiglio dell'ar-

za in Italia, e di profittare di

grandi

civescovo di Torino Francesco Gattinara,


il

contese per ingrandire

suoi stali.

Duce
Gua-

che piacque a

tutti, cio di
i

ritenere

degli eserciti gallo-ispani fece la conquista del Milanese, vinse gl'imperiali a


stalla,

potere e non esporre

sudditi ai ca-

pricci

d'una femmina ambiziosa; quindi per la quiete del regno, con pena fu costretto ordinarne non senza ripugnanza l'arresto: la marchesa di Spino fu rilegata nel castello di Ceva, ed il re trasportato a Rivoli e custodito rigorosamente,

dove comand da generale, combatt da soldato, e si segnal per eminente capacit durante l' intiera guerra. Conseguenza di questa, tra le altre cose, fu lo stabilimento del regno delle due Sicilie, e del ducato di Parma e Piacenza in
favore de'due
:

quindi nel palazzo di Moucalieri, ove


rassegn,

si

ma

triste

e silenzioso. Si fece di
III

tutto da Carlo
cire
1'

Emanuele

per addol-

amarezza

di sua situazione, e gli

figli di Filippo Vie di Spagna quando negli ultimi di sua vita seppe che si effettuava il 2.,Vittorio Amedeo li esclam: Oh casa mia hanno fer!

venne

moglie.Mori a Moncalieria'3i ottobre 1732 con sentimenti di


restituita la

mato la
le III

tua perdita.

II

re Carlo

Emanue-

aspirava al Milanese,
il

ma di esso non
Tortonese, e

piet: la marchesa
giose di Carignano.

si

chiuse tra

le reli-

ottenne che

Novarese,

il

La

sua passione do-

alcuni feudi dell'impero verso Monferrato.

minante era quella di veder tutto, regoda se, di far che tutto cedesse alle sue mire, per attribuirsene i buoni successi. Nato per regnare, fu amante dell'ordine, esatto nell'adempimento de'suoi
lar tutto

Riform

nel suo

governo gli abusi, retl'or-

tific

l'amministrazione della giustizia e


la disciplina,

delle finanze, ristabil nell'esercito

dine e

ma

stette in rottura

doveri, assai

economo

e sobrio

piutto-

sto destro e politico


le,

non

rifulse nella

che grande generaguerra che pel valotutti


i

con Papa Clemente XII e si pacific col successore, per quanto vado a narrare, dovendo risalire a Nicol V e Benedetto XIII.

re personale.
fu

Temuto da

sudditi,
il

Non
nare
le

riusc a

Clemente XII

di termi-

amato

dalla pi parte.

Dopo

regno

pregiudizievoli dissensioni rinno-

pi agitato, dopo d'aver veduto tante volte la sua potenza nel

vatesi nel suo pontificato.

Per meglio

in-

rimasto nella
i

maggior pericolo, storia il pi grande tra

tendere tutto, trovo indispensabile il ricordarle.Il sommoPontefice Nicol V per

principi di sua stirpe, e quello che pi

dimostrare

efficacemente contribu al suo innalza-

mento. Carlo Emanuele per non suscitar gelosie,

giovent tenne lontano dagli affari e dissimul talenti avuti dalla natura per la guerra e la politica, ad onta che eccellenti maestri aveano cooperato che sviluppassero per tempo.
III in
si
i

la sua gratitudinead Amedeo VIII duca di Savoia (F.) che il conciliabolo di Basilea (F.) aveva innalzato alil

ianti- pontificato, per cui prese


d Felice
zia allo

nome

F(F.)

d\ sua posteriore rinun-

scisma, colla bolla Etsi


1

ex pa-

terna, de' io gennaio

4^2

presso Lunig,

Divenutole e vedendosi rassodato

nel po-

tere si applic intieramente alle cure dell'amministrazione^ non tard a mostra-

Cod. diplom. Ital. t. 1, p. 71 4 e GuerEpk. Bullar. t. 2, p. 3 18, concesse al benedi lui figlio duca Lodovico, che
ra,
i

fizi

maggiori

detti concistoriali, csistculi

SAR
non si sarebbero conferiti du'Papi, se non dopo avuto il consenso del duca di Savoia: Sabaudiae duci adpromisit se cathedrales , et monasleria infra districtum ejus temporalis domimi, neminijUisi de illius consensu collane'di lui slati,
turimi. Ne'quali termini
s

SAR
i. Sulla

159
il

materia giurisdizionale, che

Papa chiamava lesa immunit ecclesiastica. 3. Sul dominio diretto de'menlovati luoghi e feudi del Piemonte e Monferrato, particolarmente Cortanze, Corta nzone, Cisterna,
s.

Monta
i

fi

a e

abbazia di

ampio

indul-

Benigno, sopra

quali

il

re pretende-

to e singoiar privilegio fu confermato da


Sisto
lio

IV neli474> Innocenzo Vili, GiuII, Leone X, Clemente VII, Gregoconcessione nacque in seguito
vi
i

va di avere assoluta sovranit, ed il Papa all'opposto sosteneva, che fossero di suo pieno diritto come feudi della s. Sede,
onci'

rio

XIII, Clemente Vili. In virt di queil

che

vassalli di tali

luoghi citati

s'a bella

a prestare

il

giuramento

di fedelt al re,

dubbio, se
lobrogi ed

restassero compresi

gli al-

aveano per timore ubbidito,


al contrario

ma Roma
atti,

subalpini. Nel pontificato di


si

dichiar nulli quegli

questopuntoad e.viminale a' 3 celebri canonisti Fagnano, de Rossi e Ronconi, quali risposero non
Alessandro VII
die
i

intim
di

le

censure e altre pene a chiuni 3 punii prinlunga discordia. Benedetto

que per

detti feudi riconoscesse la corte

Torino. Questi erano

essere quelli compresi nella grazia di Nicol V. Poscia Innocenzo XII,per togliere

cipali della

XIII provando grandispiacere,chea motivo dell'interrotta relazione e corrisponle due corti, non si potesse accomodar la discordia, per la quale le chiese da gran tempo erano prive de'loro pa-

mezzo ogni controversia, dichiar che l'indulto di Nicol V comprendeva lesole cattedrali ed abbazie esistenti ne' domimi oltremontani posseduti allora dal duca Lodovico indullatario, salva la libera facolt alla s. Sede di riserbarsi sopra detdi
ti

denza fra

stori,

per togliere quindi qualunque o-

slacolo alla concordia, invi al re Vittorio

benefizi le pensioni, a favore di quaestera.

lunque persona ancorch


ca Vittorio

Ma

il

du-

to

Amedeo II il p. Tommaso da Spoleminore osservante riformato, per assi-

Amedeo

II pretese in

vigore

curarlo di sua sincera disposizione alla


totale riconciliazione, e presentargli alcuil re dovea rispondeTosto che il religioso entr in Torino, il re per lo stesso fine spedi a Roma il marchese d'Ormea Vincenzo Ferreri, dichiarandolo suo ministro in questo affare, il quale cominci a trattare perla

di detto indulto di

avere diritto a nomile

nare
te,

le

persone per

pensioni riserva-

ni articoli a'quali

e di nominare similmente le persone


; ed invece Clemente XI sempre con costanza a queste sue

re.

a detti benefizi
resist

pretensioni, protestando che l'indulto di

Vera puramente personale al duLodovico figlio di Amedeo Vili, su di che pu vedersi nella Bibloteque GerTuanigue,\\ t.32,p. 5o e 5 1. Tre capi duuque formarono la causa delle dissensioni che non pot terminare Clemente XI, malgrado le diverse bolle e brevi summentovati, ed a questo fine da lui pubblicati per condannar la condotta de'ministri della corte di Torino su questa spinosa controversia, cio: i. Sopra il regio padronato che il re di Sardegna pretendeva sopra tutte le chiese de'suoi staJNicol

ci

pi

difficile materia giurisdizionale. In breve tempo fu questa accomodata, par-

te coll'istruzione dal re

data

al

ministro;
si

parte col breve del Papa,nel quale

con-

li,

fondato nella concessione di Nicol V.

tenevano i vescovati, che trovandosi fuori del dominio del re di Sardegna, vi era tuttavia qualche parte della diocesi negli slati sardi, come Ventimiglia, Albenga, Savona, Pavia, Novara, Vigevano e Tortona, ne'quali la giurisdizione spirituale dovea ad essi vescovi appartenere; onde questi si avvisavano in detto breve, affinch in que' luoghi al re soggetti do-

160
vesser mettere

SAR
i

SAR
i

vicari generali,

quali

per non potessero decidere cosa alcuna d'importanza, senza prima averne informali
i

Valetta stampatore del re 73 1 Ri . a manevaa trattarsi la 2. controversia,cio


tista
1
.

la

rispettivi loro vescovi; e parte

fi-

deva
che

nalmente con una regia notificazione, riguardo alla quale fu d'uopo spiegare gli editti ducali del 1620 di Carlo Emanuele I,

materia de'benefizi. In questa pretenil re Vittorio Amedeo II, che con lui su di ci si dovesse praticare quello
si

usa cogli

altri sovrani, e

per Be-

e del

pubblicati intorno
i

catasti

Carlo Emanuele II, che secondo in quegli anni fatti dovevansi ca-

1640

di

nedetto XIII a'29 maggio 727 eman il breve Dudum, col quale accord al re

ai tributi

vare da'beni ecclesiastici Sede,

dichiarandosi

ora in questa concordia, che col consenso


i detti beni compresi nel1620, restassero soggetti nella forma che in esso si stabiliva, ma che i patrimoni di tal natura, e costituiti dopo

della

s.

l'editto del

questo editto, rimanessero esenti da detto tributo,


siastici

Sardegna duca di Savoia il privilegio nominare a' benefizi concistoriali del Piemonte, interpretando l'indulto di Nicol V col breve Aposlolicaesedis, de'24 marzo 724, cio che le parole Nonnisi habilis prius per non intenlione,et consensu ipsius ducis de personis idoneis ad hujusmodi regimina 3 seu dignitates promovendis, vel de quartini personis tadi
di
1

ed i debiti degli stessi eccleche fino a quel punto non fossefossero dal re generosa-

les provisiones

fuerint faciendae 3 signi-

ro

stati pagati,

ficavano vero e legittimo giuspadronato o sia diritto di nominare. Concordassi in-

mente condonati. Inoltre Benedetto XIII a' 26 ottobre 1725 concesse allo stesso
re Vittorio
di

Amedeo
i

II

il

gius padronato

da imporsi dalla s. Sede non dovessero sorpassare la somma di scudi i5oo, la quale si dovrebbe rioltre che le pensioni

nominare

soggetti idonei a tutte le

chiese cattedrali e monasteri concistoriali


del regno di Sardegna,
to Bonifacio Vili con

come avea gi fatGiacomo li redi Aragona, e Gregorio XV con Filippo IV

re di Spagna, nelle investiture loro ac-

servare sull'abbazia di Lucedio,o su qualche altra di regio padronato, per quella somma che alla detta badia di Lucedio non si potesse imporre. Intorno a'frutti vacanti di qualunque benefzio, compreso nell'indulto di Nicol V, questi si do-

cordate di quell'isola e regno, soggetto al

vrebbero riservare,secondo
le stesse

il

comodo del-

dominio diretto della s. Sede. Conclusa a' 24 marzo 1727 da Benedetto XIII la
a
1
.

chiese e dei successori in esse

coll'amministrazione d'un economo, che


dal re sarebbe nominato.
I

parte della concordia, con

un proget-

frutti poi

pen-

d'accomodamento sopra le controverr sie, a mezzo di mg. Francesco Antonio


to

denti, mobili e altre cose acquistate dagli


antecessori e ch'esistano nella loro morte,

Fini poi cardinale, e allora arcivescovo


di

Damasco e maestro di camera , ed il marchese d' Ormea, gli articoli poi furono pubblicati nella Relazione isterica delle vertenze, che si trovavano tra la corte di Roma e quella del re di Sarde? gna, allorch fu assunto al pontificato Benedetto XIII di sa. e g. me. Detrattati su di esse seguiti, e delle determinazioni prese , coi motivi a' quali si sono appoggiali j come anche di luttoci che
h succeduto nel pontificato della santit

sarebbero conservali secondo l'uso ch'era nel paese prima di queste differenze.

La 3. 'controversia che

restava sul dirit-

to feudale e sulla sovranit de'luoghi pi

volte di sopra nominati, che ciascuna delle

due

corti

si

attribuiva, fu allora diffele

rita
le

poich proseguivano

divergenze fra
1

due parti. Fu inoltre a'29 ma S8'


un concordato

727

firmato dal cardinal Lercari segretario di


stato
gli,

a parte sopra gli sposi

pensioni e vacanti, che

legge nella

citata

di Clemente

XII, Torino per Giambat-

Relazione isterica. Furono pure stampati Documenti da' quali fu coni:

SAR
provato, che la vacanza apud sedem resti

SAR
materia feudale o
sia

161

compresa nelC indulto conceduto da

Nicol
za
il

V alla real casa di Savoia, senN. deet

luogo ove fu impressa. Sacra con-

gregationi particulari a SS. D.

dominio supremo sull'abbazia di s. Benigno e sui luoghi di Cortanze, Cortanzone e altri, sopra quali il suo predecessore non aveva deciso cosa alcuna, altro non fece il Papa
i

putata, Vercellen, Gebennen

aliarum

che pubblicare alcuni decreti, in virt dei


quali
si

proDataria apostolica, typis Giannini et Maiuardii728. Succedendo per a Benedetto XIII neIi73oGlementeXn,questi nel concistoro degli 8 gennaio iy3t pubblic, che l'accomodamento e le condizioni stabilite tra Benedetto XIII e
di
il

dichiarava

l'alto

e diretto domis.

nio di detti luoghi appartenenti alla de,


si

See

vietava a'vassalli de' medesimi di


al

prestare
si

re

il

giuramento
i

di fedelt,

re

annullavano bunale secolare


la regia

giudizi contrari del tridi Torino. Allora fu

che

Sardegna sopta

I'

immunit

ecclesia-

corte pubblic la suddetta Rela-

stica, la
fzi,

nomina

di varie chiese e

bene-

l'esercizio della giurisdizione de've-

zione slorica j nonch Scritture che sono state segretamente distribuite dalla corte

scovi, e sopra la controversia per diversi

feudi ecclesiastici nel

Piemonte e Monfers.

di Roma agli eminentissimi signori Cardinali per avere il loro sentimento sulla

rato, specialmente Cortanze, Cortanzo-

ne, Cisterna, Montafa e badia di

Beni-

controversia con quella di Torino, e risposta alle medesime 3 in Torino per Gio.
Battista Valetta stampatore distia
st e de'regi magistrati.

gno,

si

do vesser di nuovo esaminare per-

Mae-

ch

state concluse senza le convenienti

solennit e senza perfetta notizia del medesimo Benedetto XIII. Laonde il Papa fece prendere ad accurato esame coni

cordati

fatti

sotto il predecessore col

chesed'Ormea
dolo allo
stesso

marcommettensagro collegio, dopo di che


e impugnati,

Per dignit della s.Sede si trov opportuno d'incaricare r il benemerito e dottissimo mg. Giusto Fontanini, arcivescovo di A ncira e canonico Liberiano, della compilazione e pubblicazione della seguente importantissima

opera anonima ,ma


te

col ritratto

in concistoro col parere de'cardinali abro-

XII

sul frontispizio:

diClemenRagioni della Se-

de apostolica nelle presenti controversie To r ino, tom. 1, par. i. a Informazione istorica 17Z1. Ragioni della marchese e da'cardinali Fini e Lercari. Sede apostolica nelle presenti controverRiguardo alla materia benefiziale, decisa sie colla corte di Torino, tom. par. 2.* dalla costituzione Dudum di Benedetto Riflessioni sopra la scrittura della corXI li, ed esaminata bene che fu, dichiar. te di Torino intorno ai fogli che hanno Clemente XII a'6 agosto 731 con allo- il titolo di Progetto di accomodamento. cuzione tenuta nel concistoro segreto, che Discorso sopra la materia beneficiale comincia colle parole Post accurate, maconcernente il breve Dudum della sa. me. tureque investigata j essere sua intenzio- diBenedello XIII, ed il preteso Concor* ne, che l'adempimento di quella non si dato del signor cardinal Lercari^ e siritardasse, e che le nomine fatte e da fargnor marchese d' Ormea. finalmente si pel medesimo indulto, non sarebbero altro discorso intorno al giuramento dei ammesse se non che scevre dal diritto di vescovi del Piemonte prestato al modera padronato, e senza la riserva di altre penno re di Sardegna 1732, Ragioni della sioni fuori di quelle imposte dalla s. SeSede apostolica nelle presenti controverde: Suae intenlionis non esse, quod illius sie colla corte di Torino, tomo 2. Raexequutio retardelur additisque se Da- gioni sopra i feudi ecclesiastici nel Pie-

il

concluso sull'immunit ecclesiasti-

ca e altro ne' trattati de'24 marzo 1727 e 21 febbraio 1728, sottoscritti da detto

colla corte di

tario aliisque ministris. Intorno poi alla

monte prodotte

in

due tavole cronologi-

l6*

SAR
due rimostranze
in

SAR
del-

che, in risposta alle

quale consegn

al

l'avvocato generale del re di

Sardegna
1 t

co in nonas januarii
lo costitu vicario

al senato residente
gli arresti nel
a

Torino, seguite da;

un breve apostoli ~{ in cui il Papa apostolico in temporare


1 ' >

mese di marzo 7 3

par-

libus e perpetuo nella linea primogenita-

te

1 .

Sopra i feudi

ecclesiastici dell'

A-

le,de'feudi ecclesiastici che la

s.

Sede pos-

sleggiana, 1 y 32. Ragioni della Sede apostolica nelle presenti controversie colla

sedeva nel Piemonte e Monferrato, come


gi erasi convenuto con

Clemente XII,

corte di Torino,

Ragioni sopra i feudi ecclesiastici nel Piemonte prodotte in due tavole cronologiche, in risposta alle due rimostranze dell' avv? generale del re di Sardegna al senato in Torino
2.

tomo

dovendoli
tributoalla

il

re riconoscere

come dipendi se. 2000,

denti dalla chiesa romana, con l'annuo

camera apostolica

e colle clausole che riportai

aMAssERAequivalente

no, ove notai tuttora vigente e solvibile


tale censo e contribuzione,

sedente, seguite dagli arresti

da
1

questi
1,

pubblicati nel mese di


te 2.
a

marzo 73

par-

all'imposto calice d'oro. Carlo


III

Emanuele

Sopra l'abbazia di s. Benigno

e suoi
la

giur nelle mani del nunzio apostoriconosceva dipenden-

feudi, 1732.

Fu inoltre pubblicata

De

lico Merlini, chesi

fense du Siege apostolque contre les Concordats sur le matires deSavoie et de Pieiiont 3

te dalla

s.
il

sercitare

Sede, di bene e fedelmente evicariatoci pagare il detto anil

par

le

cardinal Fini

et le

marquis

nuo

censo, e di doversi rinnovare


nella

giu-

(l'Ormea, an.ijij, stampata nel 1734. Tuttavia Clemente Xllper dimostrare a

ramento

mutazione della linea dal suo capo. Indi invi a Benedetto XIV un
calice d'oro,

Carlo Emanuele
cordia
gli

re di
r

Sardegna, il de-

come

legittimo e

supremo
Guerri-

siderio ch'avea di veder terminata la dis-

signore di detti feudi.

NeW Epitome Ponvi

sped mg. Guglielmi,

ma

que-

tificiarum Constitutionum di Luigi

sto sovrano assai offeso per vedere per-

ra nel

t.

2, p.
i

3 1 7 e seg.

sono quelle

turbato

1'

accordo dal genitore

di lui gi

guardanti
ta te

duchi e ducato di Savoia, la


gli atti di

fatto con Benedetto XI II, proib l'ingres-

spiegazione dell'indulto di Nicol V, fat-

so del prelato ne* suoi stati, e richiam

da Innocenzo XII,

Clemen-

da
so.

Roma
il

il

suo ministro onte

di

Gros-

XI

e suoi ministri nelle narrate ver-

re

il Papa a disporad una pace stabile, e per ottenne il permesso di spedirgli a questo fine un altro nunzio particolare, poich non apparisce nel novero de' nunzi delle No-

Seguit nondimeno
re

tenze, quelli di Benedetto XIII, cogli articoli

concordati

a pag. 3 [9

diplomi

pontificii spettanti al principato di

sellano, e dei marchesati di

e di

MasCrevacour Montafia, notandosi che Benedetto


pose fine alle controversie. Neil' in-

tizie

di

Roma
il

del suo pontificato,

come

XIV

fece altres

ma

il

1738, inviando inRoconte Riviera col carattere di suo


re nel
il

dice di detto

Epitome

a p.
i

636

all'artisi

colo Sardinia, sono citali

luoghi ove

ministro,

quale per

la

sua rara pruden-

riportano
la

le pontificie bolle spettanti al-

za e integrit avrebbesenza

clusala pace con

dubbio conClemente XII, se la morte noi rapiva a' 6 febbraioi74o. Bene dettoXIV Lambertinicheglisuccesse,subito con zelo applic l'animo a por fine
alle differenze

Sardegna,cos a p.646.Nel voi.

XLIV,

p. io,

parlando dell'ordine insigne de'ss. Maurizio e Lazzaro, riportai le disposizioni di

Benedetto
re per grato
in

XIV

sui beneficii, e

come

il

animo concesse una

che la s. Sede avea col re Carlo Emanuele III e con altri sovrani,

commenda
Lamberti ni
1

e altro. Nel voi.

padronato alla sua famiglia XL Vili, p.

ed a Torino destin per nunzio mg.r Lodovico Merlini consagrato perci arcivescovo d'Atene
agli

8 dicembre 174*

65, accennai le premure di Carlo EmaIII, perch Benedetto XIV creasse cardinale il suddetto nunzio Merlini, branuele

SAR
sua corte godesse il privilegio delle altre, i cui nunzi sono elevaclie la
ti

SAR
non
estesa.

i63

moso

alla

porpora
il

ma

essendosi esse e altre

Di pi, avendo penetrato che il santo Padre era inclinato per ragioni personali col re di Sardegna ad accordargli tale

opposte,

re fece chiudere la nunziatu-

prerogati va propria solamente del-

ra di Torino, l'uditore di notte cal le armi pontificie, il nunzio si ritir a Forl

le

sua patria, e fatto poi presidente d'Urbino ebbe il cardinalato da Clemente XIII
ne! 1759. D'allora in poi
s.
i

4 primarie corti, fecero protestare a mezzo de'rispetti vi ministri controia promozione al cardinalato di rng.'Merlini co-

ministri della

Sede presso
il

il

re di Sardegna

non ebprelati,
ripristi-

bero pi

carattere e grado di nunzio,

ma
n

d' incaricati di affari e

non

finch nel
il

1839 Gregorio

XVI

me nunzio di Torino. Benedetto XI V non volendo disgustare gli altri re e quegli stati e principi che godevano regi trattamenti^ insieme non mancare all'impegno del monarca sardo, propose a questo il progetto di creare prima alcuni cardinali pei
loro particolari meriti,
fra'
r

scovile,

nunzio e insignito della dignit veper la divozione alla s. Sede non


di re Carlo Alberto,
1

quali inten-

men
to
il

che del

reli-

giosissimo suo degno

segretario di sta-

conte Clemente Solaro della MarSede, eccone

gherita. Sulla
la
s.

nuova vertenza insorta colla storia. Nel 1750 il re di Sardegna fece urgentissime istanr ze a Benedetto XIV perch mg. Merlini
nunzio
alia

deva comprendervi mg. Merlini, e poi dopo qualche tempo eseguire la promozione de'nunzi delle 4 corone privilegiate e de'soggetti che occupavano cariche le quali ordinariamente si premiano col cappello cardinalizio. Approvato questo temperamento dal re di Sardegna, nondimeno si rinnovarono nuove proteste dalle altre corti, fra le quali

sua corte fosse incluso nella

rammenter

la

promozione cardinalizia. Queste premure producendo un impegno simile a quelda poco esaurito della corte di Portogallo [V.) per mg. r Bichi nunzio di Lilo

lettera scritta al cardinal Albani protet-

tore della corona di Polonia, dal conte

pubblic

il Papa non promozione che avea destinata nell'anniversario del suo pontificato, e nemmeno nel resto dell'anno santo, che con tale lieta esaltazione si suole conde-

sbona, furono cagione che


la

Accora m boni segretario in ti model re AuIII monarca polacco ed elettore di Sassonia ; e l'altra pi forte del duca di Ceresano ministro di Carlo III redi Nagusto
poli e infante di

Spagna, presso
si

las. Se*

de, al cardinal Valenti segretario di stato, del

quale ancora

divulg una

ri-

corare. Neil' agosto recatosi in

Roma

il

sposta acci

le altri corti

non

privilegiate

nunzio Merlini, avvert il Papa che il re nell'insorta divergenza si proponeva giovarsene per formare colle rendite delle pi ricche badie di Piemonte un pingue patrimonio al duca di Savoia suo figlio.
Saputosi dalle altre corti regie e non godenti la prerogativa delle

sospendessero ulteriori istanze per riguar-

do

alla

promozione

de' nunzi loro.

Per
fi-

tutte queste dispute, Benedetto

XIV

nalmente a* 26 novembre 1753 fece la tanto bramata promozione di 16 cardinali, senza includervi

mg/

Merlini.

Fa

di i, ordine,

allora che

il

re di

Sardegna essendosi dila

che

loro nunzi
i

dinali,

preliminari che

non partono se non carsi maneggiavano

sgustalo fece chiudere tosto

nunziatu?
al

ra in Torino, per cui

il

Papa ordin

da Roma con Torino, per includere nella prima promozione de' nunzi monsignor
Merlini,
si

disposero a reclamare eguale

trattamento, ed in caso di ripulsa, impedire e opporsi con vigore alla pretesa distinzione da Carlo

Continuando per il conte di Riviera ministro di Sardegna a dimorare in Roma, senza esserne richiamato dalla sua corte, fece sperare vinunzio
di ripalriare.

Emanuele

III a loro

accomodamento delle corti che si opponevano alla sarda, cui si pretendeva foscino

l64
ta dalienedetto

SAR
XI Vnell'allocuzione, cio di ritenere in petto due
i

SAR
principe seppe negoziare con aceorgimen-

se aperta la via, per la dichiarazione fat-

di

non creare ne

cardinali che restavano a compiere

il

nu-

mero de'cappelli vacanti, affine di crearli quando le circostanze del tempo lo permettessero. Queste s'inora non furono
fa-

ed acquist parte del Pavese, Vigevano e il territorio di Bobbio, in forza del trattato di Worms. Nel 1754 rettific i confini colla repubblica di Genova, terminando con trattato le frequenti e reciproche lagnanze. Nel 1755 mostr enerto,

vorevoli ai desiderii della corte di Tori-

gia e ricev soddisfazione, per la violazio-

no. Continuando

le

differenze fra
le

Roma

e Torino sui nunzi, svanirono

speran-

ze rimaste colla narrata promozione, im-

perocch non riusc

all'

ottimo cardinal

ne de'cof ni fatta dai francesi della confinanteVa lenza. Saviamente resist ai tentativi di Federico II redi Prussia, che nel 1 759 volle indurlo a rompere guerra all'Austria, assaltando
il

delle Lanze, gi elemosiniere del re e be-

Milanese e il Pia-

nefico abbate di .Benigno di Fruttarla,


di far risolvere

centino.

Per sempre vegliando alle Alpi,

Benedetto

XIV a mettequelli

nelle quali specialmente consiste la con-

re

il

nunzio di Torino

al pari di

siderazione militare del Piemonte, attese


allo stabilimento

delle altre

corl '

maggiori. Dall' altro

canto

il

re di Sardegna,

timento di persever nella sua pretensione, lascian-

fermo nel sennon cedere dal suo impegno,


nunziatura.

sulle

medesime per accrescerne

rale difesa.

d'una linea di fortezze la natuCostru la Brunetta edific


,

quella d'Exilles, l'altra di Fenestrelle, in-

do chiusa

la

nalz l'antemurale di
le di

Demont
i
i

nella val-

1738 tenne dietro una guerra che divamp in tutta l'Europa nel
Alla pace del

Stura, e rettific

confini con Fran-

cia per rendere


di.

meno facili contrabbanIII nel

morte dell'imperatore Carlo VI e successione di sua monarchia, per aver solamente lasciatola gran Maria Teresa sua figlia, onde una lega formidabi1742, per
la

1763 ebbe il vanto d'essere mediatore della pace che assicur per allora il riposo d'Europa, per cuj i re di Francia e di Spagna a' io giugno
le

Carlo Emanuele

le

minacci l'Austria. Carlo Emanuele

III

col trattato di Parigi soddisfecero al-

alcun tempo rest irresoluto qual partito


seguire, finche
cia e
si

sue pretensioni sul Piacentino.

Fu

sta-

dichiar contro Frana

bilito,

che

il

regresso del Piacentino sino

ta regina d'Ungheria,

Spagna, per M. Teresa riconosciuche gli offr aumenle

to di territorio. Egli un
l'esercito austriaco in
il

sue forze al-

Lombardia, invase

Nura era limitato ai casi, che la linea mascolina del duca di Parma e Piacenza Filippo di Borbone si estinguesse, o pure che essoo alcuno de 'suoi discendenalla
ti

Modenese e prese la Mirandola; ma contemporaneamente gallo-ispani penetrati oltre le Alpi, preso Castel Delfino e Dei

passasse ad
:

una

delle corone della fa-

miglia

frattanto Francia
al

bero pagato

re sardo per

eSpagna avrebcompenso

inont, cinsero d'assedio l'importante fortezza di


re,
1

8,200,000
la

lire tornesi,

proporzionato al-

Cuneo.

salvarla

vi

accorse

il

rendita della divisata parte del Piacenil

che nella battaglia de' 3o settembre


*

tino,

744 ma lgr ac'o sa S8' e(US P 081z,on '> v P er de col campo 5ooo uomini , ci che lo mosse alle lagrime. Gli alleati non ebbe'

tuirsi tal capitale.


1

quale conseguito dovrebbe restiNel /?//. Rom.conl. t.

1 ,p. o5 vi il breve Pastoralis officiV, da Clemente XIII spedito a*2i marzo 1759:

ro reale vantaggio per la vittoria, bens furono con minori forze travagliati e tribolati dal re, vit
te e
il

De
in

criminibus, et locis, quia ecclesiasti-

ci asyli beneficio juvari

minime poterunt

quale con prudente

atti-

Sardinia regno peculiaria adillius re}

ferm
li

loro progressi] nel Piemon-

gn iarchiepiscopos

et episcopo s sign ifica t.

vinse senza combatterli.

Questo

p. 2 54

si

legge l'altra costituzione di

SAR
Clemente XIII,
i

SAR
i

iG5

Ad Supremum, del
Tommaso
il

/"ot-

tanti inconvenienti

che ne provenivano,

tobre 759, colla quale conferm


cordia tra mg. r

la

con-

pubblic
ficis,

la

costituzione

Romani

Ponti'

Natta arcive-

de'21 novembre 1769, presso

YE-

scovo di Cagliari,

regio patrimonio, e

la sagra religione de'ss.

Maurizio e Laz-

pitome del Guerra t. 2, p. 265. Con questa Clemente XIV ordin, che una sola
chiesa parrocchiale potesse essere unita

zaro,sulla cessione del gius temporale dell'isola di

Salci os. Antioco al

ordine per erigervi


t.

medesimo una commenda. Nel

2, p.

49

viene riprodotto l'importante

luoghi pii suddetti, con libert di ritenere qual volessero e lasciassero nel termine di 6 mesi le altre, conservando ai
ai

breve Paternae, o concordato di Clemente XIII col re Carlo Emanuele III, dei
1?.

vicari presenti finche vivessero


ti

proven-

stica. In esso dice

gennaio 1761 sull'immunit ecclesiail Papa, che dopo ave-

re col breve Pastoralis offcii procuralo


di secondare le regie intenzioni, nel pro-

che aveano. Aggiunse il Papa, che alla chiesa ritenuta da questi luoghi pii unita si dovessero eleggere per concorso i piti degni a norma del Tridentino con
deceute congrua, e che i vicari ad esse eletti fossero perpetui. Erasi introdotto anso,

vedere

ai

gravissimi disordini che succe-

devano nell'isola e regno di Sardegna, per

comodo coniugio

de' rei nell'asilo delle

cora uelle diocesi di questo regno l'abuche tanto vescovi per le ordinazioi

chiesee altri luoghi immuni, eccitato nuo<

ni,

consagrazionidi altari,
i

olii santi

e cri-

"vamentedal pio zelo del re non


sa ne'suoi

meno alla

conservazione della disciplina della chie-

domimi, che pel bene de'suoi nuovo provvedimento pubblicava X Istruzione sopra diversi provsudditi, con

sma, quanto parrochi per le benedizioni, matrimoni, funerali e battesimi, pretendevano somme grandi di denaro, sicch fedeli che non le potevano sommii

nistrare, pi volte

si

astenevano dai sa-

vedimenti per governo delle cure ecclesia-

gra menti,
sensibile

onon ne ricevevano se non con

regno di Sardegna. Inoltre a p. il breve Ubi aliatimi, de'28 marzo 76 r , col quale Clestiche nel

86

dello stesso Bull,


1

spensabili.
busi,

incomodo quelli ch'erano indiPer togliere dunque questi a-

mente XI II sollecit il

redi Sardegna, per

aiutare l'isola di Malta minacciata dai


turchi. Di pi a p. 3 18
si

riporta

il

bre-

\e Humanissimas ,
le

scritto al re

menteXIIIa'27 novembre 1 762,

col

da Clequa-

che partecipavano d'avarizia e simonia, Clemeute XIV col breve Sollicitudo, de 23 novembre 769, loco citato, comand espressamente, che non meno i vescovi che pastori inferiori, altre som?

si dichiara pronto a rimediare per l'incolumit della religione in Sardegna, su

non pretendessero da' fedeli, se non quelle che al loro conveniente sostenta-

me

mento
1. 1

fossero bastanti. Colla bolla Off-

quanto avea deplorato il vescovo d'Alghero Giuseppe del Becchio. Il successoreClemente XlVavendo saputo per ricorso del re Carlo Emanuele III, che tutte le chiese parrocchiali del regno erano unite alle mense vescovili, ai capitoli, alleabbazie, ai collegi, alle universit, e ad altri luoghi pii, onde nasceva, che vicari in esse posti essendo amovibili, aveano tenuissime rendite e congrue, e per non venivano eletti se non che ignoranti o imprudenti per vicari, con grave danno della cura delle anime, per rimediare a
i

cii nostri, de*

8, p.

5 marzo 17^1, Bull Maga. 6 1 avea Benedetto XIV dichia1 ,

rato alcuni dubbi circa l'immunit ecclesiastica,

Ex

ch'erano nati per le costituzioni quo, degli 8 giugno 1725, Bull. Rom. 1. 1 2, p. 1 , emanata da Benedetto XIII; In
t

supremo ,<\e\ 1 .febbraio 1 j35 Bull. Rom. 1. 14, p. 17, pubblicata da Clemente XII. Quindi Benedetto XIV avea mandata la bolla al nunzio di Torino (o chi ne facegli stati sardi,

percomunicarla a'vescovi decon una compita istruzione mediante la quale non solo si doveanoseva
le veci)

iGG
dare

SAR
le queslionl ira munitane,

SAR
ma si prevoia, e fu sposo dell'infante M." Antonietta figlia di Filippo

scrivevano ancora molte regole, per mez-

re di

Spagna

e di

zo delle quali

si

dovea conservare l'imper nuovi a-

Elisabetta Farnese. Religioso, temperante,

munit

ecclesiastica. Nati

era stato sempre figlio rispettoso d'un

busi sulla stessa materia, ricorse Carlo

E-

re geloso della propria autorit. Diede

manuele Illa ClementeXlII,il quale assicur


il

nuova organizzazione
isposa al pio Carlo

alle

truppe, ed in
ven.

re che avrebbe col consiglio d'alcu-

Emanuele suo primola

ni cardinali a ci deputati,

trovatoe pre-

genito e principe del Piemonte,

scritto

l'opportuno rimedio,locch avreb-

Maria
sue

Clotilde {V.) sorella di Luigi

XVI

be fallose la morte non glielo avesse impedito. Clemente XIV dunque, appoggiandosi alle regole di Benedetto
iscosta ndosi

re di Francia, ai cui fratelli marit


figlie
,

XIV, e non

due a M. Giuseppina a Luigi a XVlII,eM. Teresa a Carlo X, ambedue


cio

da quei le gi preparale daCIementeXI li, col copioso breve fagiani ma-

poi re di Francia. Eresse la fortezza di


s.

Vittore di Tortona, termin quella di


1'

jestatem } de2S gennaio I 770, Epitome del

Alessandria; fond

accademia reale di

Guerra

t.

3, p. 7 5, indirizzato al

monarca,prescrissecon 7

medesimo regole quanto si

scienze, l'accademia reale di pittura e scul-

tura; costru l'osservatorio di Torino, le

dovea operare negli stati sardi, affinch l'immunit ecclesiastica fosse esattamente osservata, senza che agli abusi restasse pili luogo alcuno, na quella fosse recato pregiudizio.

cui strade illumin magnificamente, tra-

sferendo fuori del suo recinto

le

pubbliil

che sepolture.
za,

Con

riparare e scavare

porto di Nizza, ne accrebbe l'importan-

Godendo pace Carlo Emanuesua vigilanza all'am-

come r

estensione e

la

popolazione

le III volse tutta la

miglior pure assai Carouge alle porle di

ministrazione de' suoi stati, intendendo

Ginevra.
bell

A Chambery

riedific

il

vecchio

con assiduit ad ordinar


sollevar
i

le

finanze per
la

palazzo ducale, e fabbric un teatro.


i

Ab-

popoli dall'imposteche

guerrac-

bagni d'Aix, econ dighe l'attenne

ra avea rese necessarie.

Riform
,

la

colta delle regie costituzioni

pubblicata

da Vittorio

Amedeo

li

e contenenti le
,

leggi civili, criminali e

ammirasi rative
,

V Arve nel suo letto e il Rodano. Formando specialmente la sua attenzione Savoia culla di sua augusta famiglia, da per tutto ne abol pedaggi, per cui quando
i

comech.insudicienti in molti articoli e ne form un nuovo codice; indi fece la


legge feudale,con cheprovvideal bene uriversale senza ledere
i

la visit le

acclamazioni e benedizioni del


lo commossero. Io Pienon erano meno affettuo-

popolo vivamente

monte
si

sudditi
solo

diritti di

alcuno,

per

lui;

si

mormorava

l'essersi git-

stabilendo per indennizzo a'possessori dei


capitali e diritti feudali
il 4 per 100. Ordin pure saggi regolamenti pel progres-

tato nelle braccia di

Francia, che tante

volte avea messo la sua casa sull'orlo del


precipizio,

mentre
il

matrimoni l'aveano
off-

so delle arti e del commercio; abbell la


capitale, e
lasci di se

dispendiato. Stimato ancora dal Papa Pio

morendo

a'2

febbraio

1773

VI,
cii,

il

re ottenne

breve Pastoralis

fama d'uno de'piti saggi sovrani cheabbianoavuto suoi stati. Proi

bo, esatto,

economo

e insieme splendido

alla circostanza, fu

lontano dal fasto e dai


il

de'29 marzo 779, Bull. Roni. cont. t. 6, p. 86, col quale ampli il privilegio concesso al suo avo da Benedetto XIII con breve de'24 maggio 7^7,di nomina1 r

piaceri. Gli successe

primogenito Vitsuo spirito e


la

re a Ile cattedrali, metropoli tane e alt redi-

torio
il

Amedeo

III,

che per tempo delizi

gnit ecclesiastiche persone idonee. Quindi

padre

colla vivacit del

Pio VI sped pure


degli
1

il

breve Alias /eli-

facilit de'suoi stmli,a

t e

malo perla sua bonaffabilit: port il litolodi duca di Sa-

ci.v,

9, p.

giugno 791, Bull, citato, t. 36, col qualecoufcrm ai re di Sar1 1

s a
ne idonee
alle

n
rio, e

Si
gi

167

legna la concessione di

nominare persochiese cattedrali, metropoIl

restcoslernato pel supplizio di Luisorella Elisabetta, della re-

XVI, della

litane, e alle dignit abbaziali in univer-

gina Maria Antonietta, del duca

d'Or1

so ejus temporali dominio.

re nel
,

782

leans e d'altri insigni personaggi nel

793.

concorse a pacificare

ginevrini

agitati

Ai 14 febbraio suscitate turbolenze nel

dalle intestine fazioni de'deuiocratici rap-

principato di Monaco, fu unito alla Francia e attribuito al dipartimento delle Alpi

presentanti, e degli aristocratici negativi.

Appena scoppi
del
1

la

rivoluzione francese

marittime

di Nizza,

mentre
il

della Sa-

789, uno

de'fratelli di

Luigi

XVI fug-

voia era stato formato

dipartimento di

gendo da'popolari

furori, tolta la moglie,

ripar dal suocero a Torino: tale princi-

MonteBianco. Intanto la convenzione nazionaledi Parigi proclamdopo la repubblica l'indipendenza de'popoli,che dagli

pe fu indi a poco seguito dai suoi figli da suo fratello, e da un gran numero di
gentiluomini francesi. Vittorio

emissari furono posti in fermento per

la

Amedeo
ef-

democrazia.
ra, e stipul

Il

resi alle con l'Inghilter-

HI detestava
fetti

p ri nei pi i,

come primi
i

una convenzione coll'Austria


le
il

della rivoluzione,

onde non

volle ac-

per combattere insieme e poi dividersi


conquiste,
in

cettare per ambasciatore Semonville in-

dovendo assumere

comando
Il

viato dai primi motori di essa, e vedendosi poco

capo l'austriaco general Devins.

re

dopo minacciato, mand rinforzi in Savoia ed a Nizza. Osservando i sovrani d'Europa per prenegoziati tra
i

volle
il

prendere l'offensiva per ricuperare perduto e gi unito alla Francia, ma

in balia ai generali austriaci, infelice

ne

munirsi contro

la

rivoluzione francese, e

fu

il

risultato.

A'6 aprilei 794

francesi

considerando
talia, e

suoi stati l'antiguardo d'Isi

dierono un assalto generale

alla linea di

perci ili. ad esserne esposto,

rivolse ai diversi governi d' Italia e pro-

pose loro una Lega -Italica: fatalmente

giusta previdenza fu presa per esagerato

timore, cos niuno fu apparecchiato alla

guerra, che stava per furiosamente irrompere. Minacciando


fe provincie,
il
i

francesi le limitro-

Savourges e la superarono. In Torino si ord una congiura contro la famiglia reale, perch la setta ri voluzionaria avea fautori pure nel Piemonte e in tutte le classi del la societ, non mancando censori e malcontenti ; e la Sardegna insorse contro i ministri, vedendosi non curata, anche do-

re procur guarnirle, ma

po

la difesa dell'isola; tuttavolta al

restde-

44 ann
lo

pace aveano estenuato quelspirilo militare che soltanto guerreg'

di

re,ma il potere si esercit dagli stamenti; indi anarchia per la commozione


vota
del
tica

giando
cesi nel

si
1

acquista e

si

mantiene.

fran-

792 dichiararono la guerra VitIII, e


la

popolo basso in Cagliari, percui l'anemula Sassari prese occasione di se-

torio

Amedeo
la

verso

il

fine di set-

pararsi dalla capi tale, aspirando a regger-

tembre

Savoia e

contea di Nizza ven:

nero invase, ed Oneglia saccheggiata le truppe sarde precipitosamente si ritira-

rono e il re ne fu addolorato, restando con l'erario vuoto e le milizie scoraggiate. Pochi aiuti ricevendo dall'imperatore Francesco II e dall'Inghilterra, facendo degli sforzi arm 60,000 uomini, mun egregiamente le fortezze, essendo l'arsenale di Torino inesauribile. Il triste risultatodellaspedizionefrancese contro
sola di
l'i-

con immediata corrispondenza della Il re non risparmi sagrifizi, espose la sua persona e figli nell'esercito; mand alla zecca le sue argenterie, vend i suoi equipaggi, e al dire di Novaes nella
si

corte.

Storia di Pio FI, questo Papa nel

79^
3o

con bolla

lo facoltizzad alienare

per

milioni di beni ecclesiastici, colla soppressione delle certose, delle badie e


nasteri, per difendere
i

de'moIl

suoi stati.

diret-

torio esecutivo di Parigi nel principio di

Sardegna

gli

parve di buon augu*

detto anno leiit di staccare

il

re dalla

168
mettere
il

SAR
passaggio pel Milanese; ed in
oltre la restituzione delia Sasigli

SAR
ciala nella capitale.
Il

lega, offrire pace, colla condizione di per-

re fu scosso dai con-

de'pusillanimi che doveano perderil

compenso,

lo, essere in pericolo lo stato e

trono,

voia e altri paesi conquistati, gli avrebbe

per l'incredibile celerit de'progressi nemici, e perci in ogni


la

ceduto parte della Lombardia austriaca; non essendovi sicurezza da una repubblica che avea dichiaralo guerra a tutte
le

modo

concludere

pace:

le

contrarie pi savie rimostrani

ze furono, di

monarchie, ne rigett le proposizioni, e ricus la mediazione di Spagna che per


necessit erasi pacificata con Francia. In-

fortezze, essere
sfatta,

non aver preso francesi l' armata battuta non didoversi continuar la guerra e non
la

mettere

corona

in balia della

Francia
i

tanto Devins perde


a*

la

battaglia di
la

Loano

rivoluzionaria, sempre avendo evitato


principi di Savoia
il

22 novembre, per

quale

il

litorale

giogo di Francia coil

sardo e ligure fu padroneggiato dai nemici, e per altri progressi de' fraucesi la

me

di Austria. Prevalse

parere per la

pace, e molto influ nell'animo del re per

corte di

Torino

fu in

preda

alla coster-

determinarvelo,
nistro di
la

il

cardinal Costa arcive-

nazione per una serie di disastri che registr la storia. Nel


1

scovo di Torino. Colla mediazione del mi-

796
al

l'imperatore in-

Spagna

si

domand a Napoleone
ostilit e armistizio,

vi

il

general Beaulieu

comando suprerinforzata,

sospensione delle

mo dell'armata di
ed
il

Lombardia

e fu concesso con l'umiliante sagrifzio delle fortezze di

re oppose alle vantaggiose posizio-

ni occupate dai francesi,

nuove truppe e il campo trincerato a Ceva con 37,000 uomini; intanto che il direttorio, non abbastanza soddisfatto delle operazioni del
general Scherer, destin

basi

Cuneo e Tortona su tali ebbe luogo a'28 aprile il malaugu:

rato armistizio di Cherasco, pel quale


1

ai

5 maggio

nel trattato di pace di Parigi

il

direttorio impose condizioni a suo piail

comandante all'armata d'Italia il general Napoleone Bonaparte, avendolo conosciuto fornito di


,

cere, di rinunziare

re di

Sardegna

alla

lega contro Francia, cedere ad essa la Savoia, colle contee di Nizza, di

Tenda,

di

profonde cognizioni nella strategia audace e di tuono imperioso che suppliva

Eenil, oltre altre pregiudizievoli esigenze

per cui il Piemonte rest a disposizione dei


francesi,

27 anni, con l'istruzione di fare il meno male possibile al Piemonte per collegarlo a Francia. Napoleone col fraall'et di
tello Luigi, e fra gli aiutanti di
rat,
si

cheoccuparonopureAlessandria
le for-

e altri luoghi, venendo smantellate


tezze di

campo Muil

rec a'20 marzo a Nizza, e prese


1

comando di 3 ,000 uomini o 45,ooo,mal


vestiti

e nudriti
:

peggio pagati
gli

indisci-

plinati

rimediati subito

sconcerti pi

Susa e della Brunetta. Quando Napoleone partecip il suo operato al direttorio, lo preg non dimenticare l'isoletta di s. Pietro, che in appresso sarebbe stata per loro pi utile della Corsica e della Sardegna insieme unite L'afflit!

gravi,

si

mise
gli

in

movimento a'2

aprile per

tissimo Vittorio

Amedeo

III

si

rasseren

rompere

nel centro la linea de'collegati, austriaci dai piemontesi,

e dividere

che attaccati a Ceva con diversi combattimenti respinse a Carmagnola. Espugnati da Napoleone gli Apeuuini,il rapido passaggio delle Alpi de' francesi,
le vittorie rila

alquanto pel ristabilimento della tranquillit in Sardegna, a mediazione di Pio VI e implorata in Roma a nome degli statuenti da mg/ Vittorio Melano di Portuia. Pertanto il re agli 8 giugno promise oblio del passato, la celebrazione delle

portate, misero in costernazione

corte di

cortes o stamenti in ogni decennio sotto


la

Torino che avea perduto gi la pi ricca parte del Piemonte e molti uomini, e si vedeva separata dagli austriaci e minac-

presidenza del vicer;

lo

stabilimento
de'soli

della milizia nazionale, la

nomina

sardia

tulli

gl'impieghi, eccettuala laca-

SAli
rica del vicer,
il

SAR
i

169
1

quale avrebbe per a:

pi energici consigli, e nel

794 1 mansi-

vuto presso di se un consiglio di stato conferm inoltre tutte le leggi, le consuedini e privilegi di quel regno. Vittorio

tenne nell'alleanza coll'Austria.Giammai


la

monarchia sarda

si

era trovata in

tuazione pi critica, all'epoca in cui sali


al trono, spogliato di

Amedeo
popoli,

III

esposto a tutte

le

violenze e

un

4- de'suoi stali

rigori del direttorio di Parigi*

come

suoi

e delle migliori fortezze,

depauperato e

do

pel

tremanfuturo, non sopravvisse che circa 6


sul presente e

gemendo

indebitato

il

regno. Consigliando Napola

leone di mantener
di

scontentezza nel re

mesi

alla funesta capitolazione,

morendo

Sardegna, e di assicurarsi della distrudirettorio le fece invadere, vivendo a

inMoncalieri a'16 ottobre, e fu seppellito a Superga tra isuoi maggiori. Questo

zione delle fortezze limitrofe alle Alpi


il

principe amante delle scienze e delle

letil

spese del

Piemonte
i

il

continuo passaggio
i

tere, le protesse efficacemente* e sotto

di sue truppe, le quali istigavano


poli alla ribellione,

poriu-

suo governoprima prospero, poi torbido, salirono in Piemonte ad alta rinomanza.

cui primi moti

si

sca

reprimere,massime dalla fedelt deltruppe.


Il

Non ebbe mai n


de'suoi
le

favorito,

n favorita, e
il

le regie

re privo di

qualunque

figli gli

successe

CarloEmanueil

risorsa fece frontea tutte l'esazioni ed ai

duca duca del Genevese poi re Carlo Felice, il duca di Monferrato e il conte di Moriana o Maurienne. Per tale perdita Pio VI ne rest inconsolabile, la deplor con allocuzione, celebrando nella cappella Paolina
il

IV

Pacfico^ gli altri essendo

bisogni collesole personali e risparmi della cassa privata, respingendo

d'Aosta poi re Vittorio Emanuele I,

con indigna-

zione

il

progetto di fallimento, che rea-

lizz nel

1799 il governo provvisorio. Sprovveduto d'armi tolte dal vincitore,

seppe nondimeno sopperireall'armamento delle truppe con quelle dell' arsenale,

del Quirinale

il

funerale, e assist all'ovi

posto nella necessit di difendere il potere;


e mostrandosi forse pi inesorabile, che
se fosse stato assai pi potente, ordin dal

razione funebre che

pronunzi. mg. r Tidi

berio Testa Piccolomini.

Carlo Emanuele IV, dotato


felici

alcune
bali

vacillante suo trono di passar per le ar-

disposizioni, e di

un carattere sagil

mi
no.

tutti

ribelli presi colle

armi

in

ma-

gio e riflessivo, ebbe a precettori


di
s.

Le congiure fomentate

e protette dai

Germano,

il

gran cardinale Gerle

francesi ripullulavano
si

appena represse, e

dil,

che non prevedendo

funestissime
trovarsi a

giunse a meditare l'assassinio del re

circostanze in cui egli dovea

dai fanatici rivoluzionari* per cui molti

regnare, s'occuparono assai pi per sua

perirono per tentatesedizioni anche francesi,


il

ventura ad
ti

ispirargli virtuosi

sentimen-

re restando inflessibile a'richiami

di religione e umilt,

che a farne un

del loro ambasciatore e generali.

Napo-

guerriero o un destro politico, com'era-

leone

il

1 marzo 1797
il

l'indusse ad

un

no stati la maggior parte de'suoi. Conforme alla sua piet, edificazione e bea neficenze fu la regina moglie ven. M. Clotilde. Disapprovando disordini pe,

trattato d'alleanza offensiva e difensiva,

che sottoscrisse

marchesedi San Marza


stati del-

no, col l'espressa clausola,che'non sarebbe portato dannoall'integritdegli


la
s.

netrati nell'amministrazione sotto

il

pa-

Sede, donde rilevasi l'affettuosa veal

dre,

gli

acquist fama di popolarit,

ma

nerazione di Carlo Emanuele IV


pa.
il

Pa-

era incapace abusarne per ambizione.

Ma

il

direttorio forse ingelosito che


i

Previde le conseguenze della rivoluzione di Francia, e disse quelli che desidera:

no regnare non hanno che


Die
al

a sbrigarsi

suo generale s'insignoriva di tutti povolendo abbattere il re di Sardegna, neg la ratifica* e soltanto a'5 apriteri, e

padre per salute della monarchia


VOL. LXI.

le

negozi altro trattato sottoscritto a To-

170
rinomi quale poi

AR
fu riconosciuto per-

SAR
batterla
i

non

soldati regi posero

il

piede snl

ch Napoleone fece sapere al direttorio, che pel trattato di Leoben stabilito coll'Austria, il re di Sardegna era intiera-

territorio genovese, la cui repubblica di-

chiar guerra

al

re con plauso del diret-

torio di Parigi. Incoraggita cos la ribel-

mente

in podest di Francia: tultavolta

lione fece rapidi progressi, sostenuta dal-

a consiglio di Napoleone fu riconosciuto

larepubblica francese, per cui vedendosi

ai5

ottobre.

Il

re quindi abol

diritti

CarloEmanuele IV impotente a domarla,

feudali, per accomodarsi alquanto alla

e che

il

suo destino dipendeva dalla


fra ncese,franca mente fece di-

condizione de'popoli confinanti, ordinan-

repubblica

done T affrancazione
tuiti;

proib d' istituire


i

chiarare al direttorio che non era lonta-

nuovi fidecommissi, e restrinse

gi

isti-

no da ll'abdicare. Invece la protezione


ribelli

dei

procur riordinar
la

le

finanze, e per

divenne pi scoperta

esigendosi
1'

accreditare

carta

vo monte con
lire,

l'ipoteca di

moneta eresse un nuo100 milioni di


l'as-

per loro amnistia, pei fedeli


l'espulsione; ed inoltre
la cittadella di
il

arresto e

direttorio volle

assegnata sui beni del clero, con

senso di Pio VI;al quale inoltre mise una

della

Tot ino, ultimo baluardo monarchia piemontese, e vi pose per


i

imposizione di

5o

milioni, e che
si

una

6.

guarnigione

pi esaltati repubblicani

parte de'beni

ecclesiastici

vendesse in

tormentando l'ottimo re con villanie e minaccie continue. Questi patimenti giunsero


al

parziale estinzione del debito pubblico,


il

tutto con beneplacito pontifcio,

come

colmo
il

sotto V ambasciatore

Ey-

si

pu vedere ne'brevi Exponi

nobis, dei

mar
no
te
il

generale Joubert, che adottaro-

18 luglio 1797, Bull. Rom. cont. t. io, 101, col quale Pio VI estese il breve de'4 seltembrei795 sulla vendita de'beni ecclesiastici concessa al re di Sardegna, ed Exponi nobis deli. dicembre 797,
p.
1

partito di terminarla difiniti vilmenre,

con quest'ombra di

per cui non

si

risparmiarono violenze, frodi e


iniqui, e
si

altri atti

fin col dichiarargli la


al

guerra
re

a'6 dicembre, e col presentare

una

28, sull'estensione d'ipoteca de'beni ecclesiastici del regno di SarBull, citato p.


1

forinola d'abdicazione e convenzione clie

forzatamente

si

fece sottoscrivere a'9 di-

degna. Mult

gli

ebrei dimezzo milione,


la

diede disposizioni per ridurre


erosa, impose la tassa del

moneta
I0 sulle circoil

cembre 1798. Con questo atto Carlo Emanuele IV dichiar rinunziare all'esercizio d'ogni
di

pe**

suo potere, ordin a'sudditi


al
il

la vendita de'beni stabili.

Per

obbedire

governo provvisorio, che


generale francese, comandi considerarsi
si

stanze non permisero che avessero

loro
di fi-

stabilirebbe

pieno efftto tutte queste operazioni


nanza. Intanto
il

d all'armata piemontese
venne, che non
si

principe della Pace, in-

parte della francese. D'altronde zione che offendesse

con-

fluente della corte di Spagna, divis di e-

farebbe alcuna innovala religione cattoli-

levare il duca di Parma alla dignit reale, ed ingrandirlo colle proviucie dello stalo
pontificio, trasferendo la residenza del Pa-

ca omettesse in pericolo la sicurezza delle

persone edellepropriet;cheil re e
le

lu

rea-

pa in Sardegna. Ne intavol il negozialo con Francia: Napoleone se ne mostr contento, e sebbene se ne ritardasse la conclusione, che non ebbe mai luogo, il principe della Pace insist sempre nel suo ingiustissimo e prepotente disegno.
11

famiglia potrebbero trasferirsi in Sar-

cipe di Carignano restasse in

degna passando per Parma; che se il prinPiemonte


tutti
i

godrebbe

suoi beni, e potrebbe ui

scirne a suo arbitrio; che

vascelli delle

diret-

potenze combattenti contro Francia non


potessero essere ricevuti nell'isola di Sar-

torio di Parigi alacremente prosegu a

provocar

la ribellione

che scoppi in Pie-

degna.

La convenzione
duca

fu

approvata dal

monte eapei temente colle ai mi. Per coni-

re e dal

di Aoiln,e accettata dal g-

SAR
nerale Joubert.

SAR.
part nella se-

17

La corte

alziamo

nostri sguardi al cielo, ove ci

guente notte alchiaror delle torcie e offr una triste immagine de' funerali della monarchia qualche ora pi tardi un ordine di Parigi avrebbe fatto prigioniero il re, la regina che non lasciava mai di confortarlo, e tutta la reale famiglia. Su* bito francesi occuparono militarmente
:

attendono troni, che gli uomini non possono rapirci. In questo lungo abboccamento il re pi volte eccit Pio VI a seguirlo in Sardegna, per convivere assie-

me nella
la

reggia di Cagliari.
le

A queste cal-

de istanze un
ne
di
ci

sue non

meno fervorose

mirabile regina, dicendogli con effusio-

Torino, e

si

rallegrarono di aver trovato

cuore : Venga santo Padre con noi,

nell'arsenale
cili

1800 cannoni, 00,000


1

fu-

che

consoleremo reciprocamente, e vos

e abbondanti provvigioni d'ogni geil

stra Santit trover ne'suoi figli tutte le

nere. Joubert stabil


sorio.

governo provvi-

cure rispettose, che souo dovute a un


le

Eymar divenuto commissario,tolse

tenero Padre, e all'alta sua dignit". Aldimostrazioni cos obbliganti di questi


sovrani, Pio VI si commosse tanche poi per pi giorni ne rest indisposto. Colle lagrime sugli occhi rispose
infelici

in ostaggio

da'musei e biblioteche il pi raro, prese i primari nobili e li fece trasche si mostrava generalmente malcon-

portare in Francia, per imporre al popolo

to,

tento.
te, si

Caduto

in desolazione

il

Piemon-

loro: Il cielo lo volesse miei cari principi


1

tent riunirlo alla Francia,

ma

in-

sorse fiera opposizione ne' piemontesi, e


la

pre di

Ma voi me

conoscete

le

il

direttorio francese. Io
la

mire che ha sodevo

provincia d'Acqui si sollev. 11 re nel suo viaggio si trattenne a Parma sino agli 1 1 gennaio 799, e passando per Bologna si rec a Firenze, dove colla degnissima consorte si port ad ossequiare Pio VI detronizzato, e dimorante nella vicina Certosa a'28 gennaio, come accennai
1

ormai essere
tori.

vittima de'miei persecu-

Non possibile passare in Sardegna, quando anche la mia vacillante salute me


la

lo permettesse,

quistar

mia

libert,

mentre col verrei a riacladdove decisa la


i

mia
si

schia vi tu. Non possibile, che


ini

france-

ne' voi.

XXV,
III

p.

4 LUI,
di

p.

io5.

due

sovrani furono accompagnati da Ferdi-

nando
lo

granduca

Toscana, avendoil

con istento permesso

ministro fransi

cese Piheynard.il re eia regina

prostra-

rono religiosamente a' piedi del sommo Pontefice, che con pena erasi recato a in*

hanno in loro potere,vogiano lasciarsi scappare un vecchio ottuagenario, che non ostante considerano come il maggior de'loro trionfi. Non pi tempo da lusingarsi. La mia sorte decisa, e la mia morte sola quella che pu dar fine alle mie disavventure". Terminato il colloche
quio, nel partire
gli esuli

sovrani offriro-

appartamento, ed inutilmente si sforz ad impedire cheli baciassero. Doloroso fu il colloquio tra'due sovrani deposti, col granduca che
contrarli alle scale del suo

no

all'uffiziale francese,

che con numeroli

so distaccamento di dragoni

scortava

da Torino, di

visitare

il

Papa;

ma egli

se

ne dispens, dicendo che avea tutta la


ragione di credere, che la sua montura avrebbe prodotto spiacevoli sensazioni. Non credendo il direttorio francese sicura la sua preda nella Toscana, temendo dell'Austria, ordin che Pio VI fosse trasportato altrove:
torio di
si

stava per subire la stessa sorte.

Il

re e la

regina espressero

la

gioia e la consolazio-

ne che provavano in venerare di persona il supremo capo della Chiesa, iu modo che dimenticavano le tante loio sventure, e si penetravano di quelle cui era
Papa. Questi rispose, che in questo mondo tutto vanit, ed essi potevano dirlo pidi qualunque altro, fuorch nelil

tratt allora nel diret-

segno

condurlo inSardegna, lusingane Merlin

dosi
ler

suoi pi accaniti

Lepaux

membri, RevaildiDuvay, che rile-

l'amare e servire Dio datore d'ogni bene:

gato in quell'isola separala dal conti nen-

iy2
sepolto in

SAR
te di

SAR
Vienna
Io consigli a

te, egli vi restasse affatto oblialo e quasi

non avanzarsi
la

una tomba, qualora non penavigazione, atteso

ulteriormente,proseguendosi

guerra su

risse pei disagi della

diversi punti, e perch gli alleati

avevano

10 stato di

sua et e infermit.

questo

preso altre determinazioni. Carlo

Ema-

oppose Rheynard, pel timore che vascelli inglesi padroni del Mediterraneo non l'involassero; onde il direttorio decise che si conducesse nel cuore delprogetto
i

si

nuele IV non torn pi in Sardegna non confacendo il clima ne a lui n alla regina, ed avendo indispensabile bisogno di calma. Di venuto Napoleone primo console della

la

versando

Francia per maggior sicurezza, e trail Piemonte e la Savoia fu trasIl

repubblica francese,nel

800 si di-

spose a proseguire energicamente la guerra.

portato a Valenza, ove mor.

re colla

Propose al

re

famiglia reale, imbarcatosi a Livorno ai

ritorno in Piemonte,

accomodamenti pel suo ma doveansi com-

24

febbraio, a' 3

marzo approd a Ca-

battere alleati che stimava, e sottomet-

gliari.

te di

IV credetdichiarare solennemente: Non aver


Allora Carlo Emanuele
i

mai infranto
tire la

tratta ti

conFrancia,e smen-

supposta intelligenza co'nemici di

o collegarsi con una potenza, ch'ela ragione di temere. Rifiut quindi ogni cosa, e si ritir in Roma , soggiorno che altern con Napoli ;
tersi
gli

avea tutta

essa.

Che l'adesione a quanto gli venne imposto dalla preponderante forza francese, era stata

cio nel luglio dalla

Toscana

si

port a
a Na-

Roma, e quindi
poli.

in

novembre pass

puramente momentanea
ai

Proseguendo la guerra
il

iu Italia, Na-

e provvisionale, per evitare


del

sudditi

poleone volle portarvi un colpo straordinario, e ristabilirvi


di Francia. A'

Piemonte maggiori calamit. Reclatutte le potenze

potere anteriore
il

mare a

d'Europa

il

ri-

17 maggio incominci

sarcimento dovuto per

la reintegrazio-

memorabile passaggio delGran s.Bernardo, e colla vittoria di

ne ne' dominii de' suoi antenati. li duca d'Aosta emise altra protesta, per annullare l'impostagli dichiarazione lesiva dei

Marengo

riportata

a'i4 giugnosuMelas generale austriaco,

cambi nuovamente
ne. Circa
il

le sorti della

regio-

propri

no di pagna in Italia,
il

Pochi mesi dopo il soggiorSardegna, si apr una nuova camdiritti.

fra gli austriaci alleati dei


i

russi e altri, contro

francesi, prendendo

comando de' primi Souwarowfeld -maentrarono vittoriosi inMii

resciallo russo;

Piemonte, la politica di Napoleone fu alquanto oscura, avendo prima promesso all'imperatore delle Russie per blandirlo, di restituire lostatoal suo protetto re di Sardegna, ma invece ne incaric del governo provvisorio una commissione. Ad onta che a' io ottobre Napoleone e la Russia concordarono* d'indennizzare il re di Sardegna delle sofferte perdite,
il

lano

collegati

a'29 aprile, e

Souwarow
To-

con

essi

penetr in Piemonte, e dopo vail

rie conquiste fecero

loro ingresso in

rino a'26 maggio. D'ordine dell'imperatoredi Russia Paolo


ristabil l'antico
I, il

Piemonte

fu ridotto pie-

feld-maresciallo

namente
la

agli ordini francesi, stabilendosi

governo in nome del re

che formasse la2 7. "divisione militare delFrancia, dividendosi lo stato in


(1

di

Sardegna, nominando un consiglio supremo; indi Souwarow sped in Sarderitornare ne' suoi
stati.

di-

gna un suo aiutante per invitare Carlo

Emanuele IV a
11

re destin in suo luogotenente genera-

1802 il Piemonte fu unito alia medesima, e ridotto a provincia francese. Fra le deplorabili catastrofi cui soggiacque il Piemonte sotto la
partimenti; poscia, nel
straniera dominazione, narra l'ab. Belluino, nella Continuazione della storia del

le

de'medesimi

il

conte di Sant'Andrea
;

presidente di detto consiglio

dipoi nel

settembre colla regina e

il

duca d'Aosta

cristianesimo

pass in Toscana e in Firenze,

ma

la

cor-

che per comando del governo provvisorio, il celebre santuario di


%

SA 11
Superga dedicato alla 13. Vergine, fu cambiato in mausoleo nazionale e chiamato il Tempio della Riconoscenza. Vi furono
demoliti
li

SAR
gnare; riservandosi
re, d'
il

73

presuntivo della medesima, univa le virt e prerogative pi proprie per ben retitolo e la dignit

gli avelli

in cui riposavano

rea-

di re, e l'annua pensione di

200,000

li-

di Savoia,
le

cogliere
la

ed invece fu destinato a racceneri de'patriotti morti per

aumenlarsi proporzionatamente a misura che col ritorno degli stati di Ter-

sedicente libert. Ai canonici custodi

della basilica furono sostituiti


ri

commissa-

raferma sotto il dominiodella casa di Savoia o in altra guisa migliorasse lo stato delle regie finanze dell'isola e regno
di

del governo,

uno

de'qnali col titolo di

curato. Con diversi decreti fu abolita l'im-

munit ecclesiastica, e perch il pubblico insegnamento fosse totalmente repubblicano, furono soppresse
le

poli agli

Sardegna. 11 duca con atto fatto in Na8 giugno accett la corona , si

cattedre di
i

teologia e di gius canonico, e obbligali

professori di filosofa a spiega re \aDichia-

razione de'pretesi
cittadino.
vesi

diritti

dell'uomo e del

A tanti

spogli e innovazioni dela

denomin Vittorio Emanuele I e poco dopo pass anch'esso in Roma, ove nel seguente anno Pio VII battezz le due figlie gemelleM.'Anna imperatrice d'Aua stria (V.)e M. Teresa duchessa di Lucca e Parma (V.), nel Palazzo Colonna,

aggiungere

soppressione degli or-

dini religiosi, inclusivamente a quelli della ss.

come notai nel voi. IV, p. 21 3. lire Cai* lo Emanuele IV rest in R.oma a finirvi
in continui esercizi di carit cristiana
i

A nnunziata,de'ss. Maurizio e Lazza-

ro, e Gerosolimitauo.

Ma l'infelice condila fran-

suoi giorni, solo occupandosi di piet e

zione politica degli stati sardi sotto


cese dominazione,

beneficenza, per cui pi volte parlai di


lui in diversi articoli

ben la descrisse il eh. A. Coppi ne pvez\os\ Annali d'Italia. Intanto la casa di Savoia , mentre vedeva
allontanarsi sempre pi
la

riguardanti

il

suo

edificante soggiorno nella

capitale del

mondo
l'alta

cattolico

massime dicendo del-

speranza di

ri-

cuperare

il

Piemonte, era

afflitta dalle

estimazione in cui l'ebbe Pio VII. Si narra che pi non essendo in grado
di far limosi ne,
si

disgrazie di famiglia. Carlo

Emanuele IV
a

pose pi d' una volta

di salute debolissima era privo di prole;


il

alla porta delle chiese a sollecitarvi a

pr

duca d'Aosta che avea per isposa M. Teresa d'Austria avea perduto 1' uuico maschio; in Sardegna erano morti il duca di Monferrato e il conte di Moriana.

de' poveri la carit de' fedeli, in

tempo

che imprigionato da Napoleone, Pio VII, Roma ubbidiva alla sua potenza. Si aggiugneche nel 18 12 fu costretto vendere
i

Ma

pi di tutto

afflisse

l'animo del re

la
a

galloni gi serviti al suo trono, e che

il

perdita della regina sua consorte ven.

M.

general Miollis governatore della citt,

ClotiIde,che soavemepte e come visse san-

non

solo glieli fece restituire,


il

ma
il

rappre-

tamente mor di tifo in Napoli a' 7 marzo 1802. Questa perdita mise Carlo Emanuele IV al colmo degl'infortuni!, meutre si trov oppresso da infermit la vista gli s' indebol onde poi negli ultimi anni di sua vita divenne quasi cieco, le sue affezioni nervose si aumentarono. Ritorna:

sent

suo stato a Napoleone,

quale lo

costrinse a ricevere a titolo di prestito an-

to in

Roma,

e disgustato del tutto delle

cose terrene, a'4 giugno alla presenza dei


principi

nunzi

la

Colonna e Boria suoi cugini ricorona a favore del fratello du-

ca d'Aosta, poich alle qualit di erede

nui franchi 180,000. Il re di frequente andava a sfogare la sua profonda piet nel monastero di Subiaco presso il s. Speco, finche nella primavera deli8i5 abbracci con semplici voti il venerando istituto della compagnia di Ges (in sostanza fu una promessa di professare nella compagnia l'istituto religioso; ma si concert la cosa in modo che continuasse a vivere con modesta corte, e potesse pos-

74

sa a
I

SAR
rigett la stravagante proposizione, e poi

sedere e testare); abit nella casa del noviziato,

morendovi santamente a'6


i

otto-

fece

una convenzione
i

di riparare

danni
II

bre 1 8 1 9, onde il suo corpo vestito da religioso,

che

bastimenti francesi avessero soffer-

dopo funerali, ivi fu sepolto in modesto monumento marmoreo: tutto


riportai nel voi.

to sulle sue coste per fatto degl'inglesi.

XXX,

p.

i58, 168.

duca del Genevese Carlo Felice fratello del re, da Cagliari si rec a Palermo e vi
a

Emanuele I fu grave da giovine, mostr per tempo inclinazione per le armi, ed il padre Vittorio Amedeo III
Vittorio
lo fece capitano generale, quindi

spos

JYI.

Cristina figlia del re Ferdinan-

nemico

il matrimonio nel gionoanni versano della nascita del duca. Intanto il re di Sardegna nella stretta sfera

dolVjCelebrandosi

de'novatori guid
i

le

truppe sarde contro

de'suoi stati insulari, fece spiccare quello


spirito

francesi repubblicani,

mostrando valore

d'umanit e

giustizia, ch'era ine

e cognizioni ne'diversi combattimenti, o-

rente

ai principi di

sua prosapia. Si affedella sua residenza

da pace disastrosa, ad onta ch'egli opin fortemente nel consiglio pel proseguimento
perati sotto infausti auspici! e sospesi

zion in un
rante tutto

modo
il

singolareall'isola, edu-

tempo

non

cess di perfezionarvi l'amministrala

energico della guerra.

francesi lo temela re-

zione e di migliorare
polo.

condizione del po-

rono pel suo risentimento contro

pubblica, e come capace di tentare qualche grande impresa. A Piemonte notai

Cre un supremo consiglio, e una commissione per l'estinzione de'debiti. Incoraggi


ini
la

coltura degli olivi, de'gelsi e


re pre-

come PioVIl neli8o3 ad istanza di Napoleone fece un nuovo ordinamento di


diocesi in

delle praterie artificiali. L'isola fu divisa

riparti, a ciascuuo de'quali

il

Piemonte, acci
civili,

la

giurisdizio-

pose un prefetto.

Form un

esercito,

con

ne

ecclesiastica fosse regolala

secondo

ili-

6 reggimenti

di cavalleria,

ei5di

fante-

miti de'dipartimcnti

previa

la di-

ria provinciale; attese alla

missione de'rispettivi vescovi de'g vescovati soppressi, oltre 6 abbazie. Nel 8o4 Napoleone fece partecipare a Pio VII non piacergli che il re di Sardegna continuasse a dimorare nclloslato pontifcio, ondeVittorio Emanuele I nel giugno ne par1

ce nuovi regolamenti.

marina e vife^ Poco traendo dal-

l'isola, si resse co' sussidi! dell'Inghilter-

ra

fece scopo di sua politica di

nersi indipendente e gli riusc,

mantementre
i

troni pi potenti crollarono innanzi agli


eserciti di

Napoleone. Questi a'7 febbraio


il

li,

e pass a fissare

il

suo soggiorno in

Gaeta;

ma

minacciata d'assedio da Napo-

leone, gi divenuto imperatore e padro-

ne del regno di Napoli, neli8o6si rec Sardegna e vi approd a' 17 febbraio in Cagliari. Nella primavera fece un giro per l'isola, e diede di verse disposizioni per
in

migliorarne

il

governo, specialmente nei


:

governo del Piemonte e del gran dignit dell'impero, e poi ne nomin governatore generale il principe Camillo Borghese suo cognato, il quale fiss la sua residenza in Torino. Vedendo Napoleone che il re veniva costretto permettere provvisioni per Malta e Gibilterra, e che non poteva impedire

1808

eresse

Genovesato

iu

dicasteri delle finanze e delia guerra


glesi offrirono

gl'inli

un

presidio,

ma

il

re

rin-

gli atti ostili che si commettevano sulle sue coste alle navi^ francesi, pose un em-

grazi,

amando
la
il

la neutralit.

Tutlavolta

bargo sui bastimenti sardi ne' porti di


Francia, cio proib che uscissero da
In detto anno
essi.

in conseguenza dello stabilito a' 9 luglio

1807, per
e Prussia,

pace tra Napoleone, Russia

1808 mor

iu

Roma, ove
M.
a

re ricerc la restituzioue dei

soggiornava,

lo zio

del re, Benedetto

suoi dominii o l'adequato


allora

Napoleone offr

di

compero; ed compensarlo sulEmanuele

duca
dovi

di Chablais; la cui

moglie M." A lina

ritorn poi a dimorare in

Roma,

lascian-

le coste di

Barbarla. Vittorio

memorie

di sua generosit

alMuseu

SAR
Faticano,
ne' pregievoli

SA Pi
monumenti Ate
degl'ili us tri a vi. Subito
ri

175
stabil
il

popolo, risalendo sul millenario trono

maranziani, trovati negli scavi d'ordine suo operati aTorMarancio nell'Agro romano, ed illustrati dalla dotta penna del

governo

coll'antico sistema, riservandosi fare va-

riazioni

dopo maturo esame,adatte a'temle


si

march .Biondi I monumenti Amaranzani. Nel 1809 riaccesala guerra tra Napo:

pi e alle circostanze; abol la coscrizione,

e rivolse
le;

leone e l'Austria, per diminuire


agl'italiani

il

i. l'in-

poscia

cure per un'armata nazionaeffettu l'unione del Genoa'7

vidia di cui era divenuto segno, promise

vesato agli
il
i

stati sardi,ed

tuzionale,

un governo nazionale e costipartecipando al re di Sardegna

re ne fece prendere possesso.

gennaioi8i5 Riconobbe

debiti aboliti dai governi rivoluzionari,


i

the non sarebbe stato alieno dall'accousentire, che nel ricuperare il Piemonte
sino alle Alpi,
sato,
il

e restitu

beni e

le

rendite alle corpo-

razioni religiose, eccettuati quelli cui Pio

vi

aggiungesse
il

Piacentino e

il GenoveParmegiano sino

VII dispens di
no,, col

restituire nel seguente an-

breve Datis ad Nos, de' 20 dicem-

all'Enza, e le provincie del regno Italico

bre, Bull.

Rom.

cont. t.i4, p.
il

sino all'Adige. Nel


glia
a

1812

il

re die sua

fi-

presto Torino e

261. Ben Piemonte ricomparla

M. Beatrice in moglie al duca di Modena (V.) Francesco IV, virtuosissima


le altre sullodate

vero con l'antico loro splendore;


tale fu ingrandita e abbellita, e

capi-

superbe

come

auguste

sorelle.

strade

si

aprirono

in diversi punti. All'e-

l'uomo straordinario di Napoleone divenne nel 1 8 14 colla sua caduta uno de'pi grandi esempi delle vicissitudini umane. Le potenze collegate
tratto

Tutto ad un

vasione di Napoleone dall'isola dell'Elba


e suo sbarco in Francia,
il

re entr nella

lega contro di lui contratta,

domandan-

do
la

la restituzione della

parte della Savoia

e vittoriose nel trattato di Parigi dei

3o

restata a Francia.

Napoleone invase tutta

maggio, ed in conseguenza de'precedenti

trattati, statuirono ristabilir

1'

ordine

Savoia sarda, ma vinto a Waterloo,termindel lutto la sua potenza: il redi Sarfu reintegrato della Savoia intiera-

politico

d'Europa sulle vecchie basi, per


I

degna
mente,
ra, ed

cui Vittorio Emanuele


te della Savoia,

ricuper una par-

meno alcune

cessioni alla Svizze-

restando a Luigi XVIII re

Francia le sotto- prefetture di Chambery e Annecy, tranne alcuni cantoni; la contea di Nizza, il Monferrato, il Piemondi
te, e tutta

regno sardo divenne la principale potenza d'Italia, per essere un pi forte antemurale contro Francia, al quale effetto si colleg con Austria. Inoltre Luigi
il

quella partedi Lombardia che aveano acquistato Vittorio Amedeo III e Carlo Emanuele III; di pi con articolo segreto si convenne l'aumento del territorio con l'unione del Genovesalo. A' 9 maggio gli austriaci occuparono Torino, Alessandria e Feneslrelle; Savona o-Gavi

XVIII cede diritti di prolezione al principato di Monaco che furono trasferiti nel redi Sardegna. Pei tentativi di Murat re di Napoli, Pio VII si ritir a Genova
i

V.) ed a

Savona

(/"'.),

ove fu ossequiato

dal re e dalla regina, e dal principe di

Emanuele I in sequela di quanto precedette e accompagn quea sti avvenimenti, lasciata la regina M. Tegl'inglesi. Vittorio

Savoia Carignano Carlo Alberto, e dipoi si rec a Torino (/\) a visitare la famiglia reale.
Il

Papa cedendo alle


col conte
,

pie istanze

del re, convenne a riordinare le diocesi


di

resa (della quale e

non

del re fu confessore

Terraferma

Barbaroux miil

l'illustre ecclesiastico di

Riccia, che lodai


titolo

nistro plenipotenziario
gli articoli d'

quale stipul

nel vol.LVII

,p.

92) inSardegna col

direggente,partdaCagliari,esbarcaGenova,e gi fino da'20 maggio era rientrato

riportai nel

un nuovo concordato, che voi. XVI, p. 53, in conseguenuna nuova


cir-

za del quale ebbe luogo

inTorino

fra le acclamazioni dell'esultane

coscrizione di diocesi, che Pio VII promul-

176
g
col

SAR
mezzo a
nella
cilie,
tali

SAR
slrazione di rispetto e di

breve che citai a Piemonte, de' 1 luglio 1 8 1 7. Poco dopo col breve Eccle-

amore;
si

ma

in

acclamazioni

notarono

gri-

siarum jura 3 de' i/\ agosto, Bull, citato, p. 38 1, il Papa conferm la convenzione
fatta sull'abrogazione de'diritti feudali e

da foriere

della procella, ch'era scoppiala


hi

Spagna,

Portogallo, nelle due Sila

tutto facendo temere che

gioven-

giurisdizionali della chiesa vescovile diNo-

t piemontese sovvertita, avrebbe manifestato eguali

vara, mediante compensi assegnati dal re,

commozioni
bisogno

in
di

Torino.
fare

restando

vescovo di Novara il titolo di principe di s. Giulio e Orta, e di Vespolate che prima era di marchese. Inoltre Pio VII, colla bolla Singularis Renanoal

rivoltosi stretti dal

una
r
.) 3

dimostrazione a pr de' Carbonari (f


tilmente istigarono
loro faziose

minacciati daU'Austria,contro questa inuil

saggio re, e per


il

le

rum Pontificurn, de'24 marzo 8 S


1 1

Bull.
di-

mene

posero

poco illumi-

Boni, cont.

1. 1

5,

5, fece

una nuova

stribuzione della diocesi di Cagliari; indi


col breve Aliasfel. ree. de'
1

3 luglio 1 8 1 9,

15, p. 228, ampli al re Vittorio Emanuele 1 l'indulto concesBull.


cont.
1.

Rom.

re di Sardegna da Nicol V, acci nominino e presentino alla s. Sede persone idonee a tutte lechiese cattedrali e metropolitane, non che alle dignit abbaziali, in universo ejus temporali dominio e perci vi fu compreso il ducato di Genova. Ma, in mezzo agli elementi d'una generale prosperit, una specie di disagio e fermento andava molestando tutto il corpo sociale europeo; appari va evidente che

so

nato governo sull' orlo d' un precipizio. Cominciato nel 1821 a esplodere il cupo fermento di misteriosi maneggi, la scoperta di alcune fila della trama divenne un vivo stimolo pei cospiratori, per cui si concertarono di non differir oltre e proposero a'6 marzo al principe di Carignano erede presuntivo del trono egran maestro
dell'artiglieria, di costringere
il

re a

mu-

tar

la

forma

del

governo
dicesi

romper gueril

ra all'Austria;

ma

che

principe

ne rese avvertito Vittorio Emanuele I, e che per allora il movimento fu stornato,


finch scoppi la sera del 9.
ti

congiura-

s'impadronironodella cittadella, e pub-

tutte le fazioni nate nel seno della rivo-

luzione francese,

si

erano nuovamente orla fine

ganizzate nelle contrade che ricovrati a-

veano

vecchi governi. Verso


il

del

la costituzione di Spagna, pel Piemonte e per tutta l'Italia; laonde il re a' io adun un consiglio per ristabilire l'ordine, e il principe di Carignano inter-

blicarono

1819
gi
il

fu dato
i.

segnale nella Spagna, e

rogato del suo parere, rispose: essere op-

febbraio
ivi

na ri