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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
i.
H
BEtLA
PHmc,P.L, Si,T., BEAT.,
PIX, CELEBRI
CHIESA
SCRITTORI
CATTOLICA,
MARTIRI, PADRI,
ECCLESIASTICI,
ALLE CITTA
A.
AI
VARII
PATRIARCALI,
,0M„, PONTEFICI
CRAm r>Zl' «
ARC.tESCOV L,
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CARDIHA,,

VESCOVILI, .GLI SCISMI, ALLE ,


BRESIE, A. CO.CILII, .LLE
^I BITI, ALLE CERIMONIE
'pEST P.^So
««"-E^»!,
«,
SACRE, ALLE CAPPELLE PAPATI ^.V
PRELATIZIE, AOLI ORDINI BEL.OIOSl',
CH. ..,, CORTE B C„RU
MILITARI,
ROMANA RD ,,,,
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PONTIpZ, BC Jc. BC

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI


ROMANO
SECOiroO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LXII.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLIII.
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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

SAV SAV
suo affluente; principali fiumi sono la
OAVOIA, Sahaudla. Ducato e pro- i

vincia del regno di Sardegna, tra la Fran- Dranse, l'Arve che s'ingrossa col GilTre, il
cia e Piemonte. T)W\s\onede^\\sla{\sai'
il
Pier, la Savierre, e l'Ise're col suo affluen-

di, tra 45° e /^6° 1^ di latitudine nord, te l'Are. Oltre al lago di Ginevra, che ba-

e tra 3° io' e 4° 5o' di longitudine est. K gna la parte settentrionale se ne trovano


altri due assai importanti e situati nel-
la Savoia limitata al nord dalla Svizzera,
l'interno; quelli d'Annecy e di Bourget.
da cui la separa quasi intieramente il la-
go di Ginevra; all'est dal medesimo pae- Riesce la superfìciedella Savoia non men
ammirabile per la bellezza che
de'suoi siti,
se e dalle divisioni diAosta e di Torino,
al sud da quest'ultima e dallaFrancia, che per la sublimità de' quadri che ad ogni
la limita pure all'ovest. Misura 35 leghe passo presenta, e che sull'anima del viag-
dal nord al sud,i2 leghe nella massima giatore producono impressioni continue

sua larghezza, e la superfìcie n'è di 4^7 di meraviglie, di tristezza e di terrore an-

leghe quadrate. La parte più colossale del- cora montagne ora- ignuda e dirupate,
:

la catena delle Alpi traccia una granpar- ed ora coperte di boschi, per mezzo delle
tede'limiti orientale e meridionaledi que- quali precipitansi fragorosamente corren-
ti che qua e colà formano belle
cascate,
sta contrada, sotto il nome di Alpi Pen-
nine, d'Alpi Graie Greche, e d'Alpi Co* e vanno poscia a serpeggiare in fondo ad
Rie già patrimonio della s. Sede, presea* una valle; preeipizii la cui profondità i-

tando il Monte Bianco, il Piccolo s. Ber- spira massimo spavento; e finalmente


il

nardo, il Monte Iseran, ed il Monte Ce- rupi di prodigiosa altezza quasi sempre ta-
nisio, dalla qual catena si staccano in quan- gliate a picco e coronate da una massa e-

tità rami che cuoprono la Savoia per tut- norrae di neve e ghiaccio tal'è in gene-
:

ti i versi. Appartiene questo paese al ba- rale la prospettiva che il paese presenta,

cino del Rodano che segna una parte del insieme con fredda temperatura. Quasi
limite occidentale, come ancora il Guiers sempre anguste sono le valli, coltivale a
4 SAV SAV
grani o a \ìti, ed a grandi intervalli co- stupendo trovato della scienza.Per le stra-
perte di piccoli casali o di capanne isolate; de impraticabili per le vetture, fardelli i

alzansi de'pascoli dalle radici della mag- sono trasportati a schiena di muli e ca-
gior parie delle montagne, sino ad assai valli, che vi si allevano in copioso nume-

grande altezza de'fìanchi; estese selve, ma ro. Questa divisione, formata dall'antico
più delle volte radissime, quindi succe-
il ducato di Savoia, secondo l'antico ripar-
dono. Il bisogno dall'industria assistito, locomprendeS provincie: Carogue,Chia-
giunse a fertilizzare alcuni di que* pendii blese, Faucigny, Genevese,Moriana, Sa-
di montagne, dalla valle trasportandovi, voia propria, Savoia superiore, e Taran-
con eroici stenti, della terra cui ingras- tasia,suddi vise in 5 1 mandamenti che rac-
sano continuamente con letame, e che si chiudono 629 comuni, e circa 570,000
é usata l'attenzione di guarentire in quan- abitanti. Chambery n'è la capitale, ed è
to era possibile dalla caduta delie acque il capoluogo della provincia delia Savo*

per mezzo di muricciuolidi pietra, a po- ia propria j della Savoia superiore o alta
chissima disianza schierati gli uni dagli Savoia è capoluogo Conflans. A Sarde-
altri; nondimeno le valanghe e la cadu- gna regno oStati del re di Sardegna, par-
ta delle roccie vi cagionano ancor di so- lai ancora della condizione fìsica della Sa-
vente gravissimi guasti così è che : i savo- voia, de'suoi prodotti, del governamento
iardi giunsero a restituire alla coltura una amministrativo; della circoscrizione del-
porzione assai considerabile di rupi, e che l'intendenzeo generale divisione ammini-
questo paese naturalmente uno tra i più strativa, e dello statuto costituzionale da-
poveri d'Europa, arrivò punto di sov-
al to da re Carlo Alberto, e comune anche
venire quasi quasi al bisogno de'suoi a- allaSavoia,chesomministra deputati e se-
bilanti. Consistono le raccolte principal- natori alle duecamere. 11 medesimo prin-
mente in grano, avena, orzo e canapa. Le cipe divise la Savoia in duedivisioni am-
bestie cornute in assai gran numero, col- ministrative: lai.^'di Chambery ^cUecoai'
le pecore ne'pascoli, somministrano buon prende le provincie di Chambery o Sa-
burro e quantità di formaggi. Nelle mon- voia propria, l'alta Savoia, Moriana,eTa-
tagne si ti ovanoferro,rame, argento ecar* Fantasia; la 2.* di Annecy , che coni pren-
bon fossile, oltre 4 sorgenti minerali con de le provincie di Annecy, Faucigny , e
bagni. L'industria manifattrice è di poca Chiablese. Nella Savoia vi sono 4 sedi ve-
importunza; riduconsi le esportazioni a scovili, Chambery, Montierso Taranla-
bestiami, lana, cacio, burro, canapa, cuoi. sia, Annecy, e s. Giovanni di Moriana
Il commercio di transito tra la Francia e (/^.) : Chambery è arcivescovato, le altre
l'Italia, si fa per la nuova strada del Monte sedigli sono sulfraganee, non che Aosta
Cenisio. Altre comunicazioni si aprirono (F.)dal 8 I 1 7jla quale dicesi C/i/<7i'ec/e/r/-
con nuove strade, ed anche colle ferrovie, talia. Chambery fu eretta in sede vesco-
essendo stalodecrelatonel maggio 853 la 1 vileda Pio VI, colla bolla Universa Do-
linea delle strade ferrate in favore di que- minici gregis, de' 18 agosto 1779, Bull.
sta eletta e nobile parte della monarchia Rom. cont. t. 6, p. 129, e poscia Pio VII
sarda. 11 telegrafo elettricoèin piena atti- colla bolla Beati Pelri, de 1 7 luglio 1 8 7,
1

daTori no capi tale del regno, aCham-


vi là Bull, citato 344» l'elevò al grado
1. 1
4, p.
bery capitale della Savoia, donde fra po- metropolitico. La Savoia è stata la glo-
co sarà protratta la linea finoa congiun- riosa culla dell'augusta, antichissima ece-
gersi coi telegrafi parigini, quindi in co- leberrima casa di Savoia e della monar-
municazioneimmediata non solo con Pa- chia sarda, che si compone del Piemon-
rigi, ma anche con Londra, come già Io te, dell'isola di Sardegna, della Liguria
è Torino con Genova, mediante questo (f^.J e della Savoia. Di tutlociò che ia ri-
SAV SAV 5
guarda, ne trattai a Sardegna regno o i regni di Cipro, Gerusalemme, e Arme-
°
Stati del re di Sardegna, massiale dal i nia, a duca di Savoia e suoi suc-
Carlo l

duca di Savoia che divenne i.° re di Sar- cessori. Da quel tempo in poi
duchi di i

degna e fino al presente; laonde qui ap- Savoia, s'intitolarono redi Cipro, di Ge-
presso riporterò la serie de' con li e duchi rusalemme e di Armenia, e posero neh.**
di Savoia sino a detto re. Col nome di quarto delle loroarmi gli stemmi di quei
Savoia abbianao due ordini equestri, che 3 regni. Lo scudo sovrano della casa di
descrissi ne'due articoli precedenti a que- Savoia è inquartato, e ciascun quarto è
sto; a ss. Annunziata e ss. Maurizio e Laz- partito comesegue. lli.°quarto è contra-
zaro, trattai di questi principali e insigni inquartato: i dello stemma diGerusalem-
ordini istituti dai conti e duchi di Savoia. me, d'argento, con croce potenziala d'o-
De'titoli del redi Sardegna ragionai alci- ro, accompagnata da 4 crocette simili 2 :

tato articolo Sardegna regno, inclusiva- di Lusignano, fascialo d'argento e di az-


mente a quelli che portavano i duchi di zurro di 8 pezze , con un leone di rosso
Savoia, prima che divenissero redi Sar- armalo, lampassato, ecoronato d'oro, at-
degna, compresi quelli di redi Cipro^Ge- traversante sopra il tutto: 3 d'Armenia,
rusaleinme^ ed Armenia (^.), pei quali d'oro con leone rosso armato e coronato
aggiungerò. Lodovico figlio e successore d'argento, lampassato d'azzurro: 4diLu-
del duca Amedeo Vili nel ducato di Sa- xemburgo, d'argento con un leone rosso,
voia, fino dtdi432 essendo conte del Ge- collacoda annodata, forcata e passala in
nevese sposò Anna di Cipro da cui ebbe croce di s. Andrea; il tutto pel regno di

"vari figli. Il primogenito fu il b. Amedeo Cipro. Il 1° quarto è di origine partito


IX, il 2.° Lodovico conte del Genevese ed innestalo in punta :i di Weslfalia, di
preseper moglie nel 1458 Carlotta di Ci- porpora con un puledro d'argento rivol-
pro, figlia unica di Giovanni III re di Ci- tato o spaventato : 2 di Sassonia, fasciato
pro e vedova di Giovanni di Portogallo d'oro e di nero di 8 pezzi , con un cran-
duca di Coimbra. Lodovico in seguito cellino o ghirlanda di verde con fiori di
a questo matrimonio assunse il titolo di rosso posto in banda : 3 l'innesto d'An-
principe d'Antiochia. Morto poi neiristes- grie in punta, d'argento con 3 puntali di
so anno Giovanni IH, Carlotta fu ricono- rosso. Il 3.°
quarto contra-inquartato, i
sciuta e coronala regina di Cipro, Geru- d'Aosta, di nero con un leone d'argento
salemme, e Armenia il i.° settembre in Ni- armato, e lampassato di rosso 2 di Ge- :

cosia capitale del regno di Cipro. Lodo- nova, d'argento colla croce rossa 3 del :

vico di Savoia suo marito si recò a Cipro, Chiablese,d'argentosemraatodi plinti ne-


e nel seguente 1459 fu solennemente co- ri, con un leone di nero armato e lam-

ronato re di Cipro, Gerusalemme, e Ar- passato di rosso, posto sopra il tutto: 4


menia nella chiesa di s. Sofia di Nicosia. con un'aquila rossa co-
di Nizza, d'argento
Ma Giacomo li bastardo del defunto re ronata del medesimo. Il 4-° quarto contra-
di Cipro, dopo aver sposa lo Caterina Cor- inquartato, i di Piemonte, di rosso con
iiaro dama veneta, con l'aiuto della re- croce d'argento, ed un lambello di azzur-
pubblica di Venezia e del sultano di E- ro con 3 pendenti posto nella parte supe-
gitto, avendo obbligato armi e colle
colle riore : 2 di Monferrato, d'argento col capo
dissenzioni a fuggire da Cipro tanto Lo- di rosso: 3 del Genevese, con 5 punti d'o-
dovico che Carlotta, ili.° si ritirò al ca- ro equipollenti a 4 d'azzurro 4 d» Sa-
:

stello di Ripaglia in Savoia ove mori nel luzzo, d'argento col capo d'azzurro. Nel
1482. Carlotta si recò in Roma, eda'^S centro dell' inquarlalura, sopra il tutto,
febbraio 1 485, nella chiesa di s. Pietro fe- uno scudetto Savoia antica d'oro, con
di
ce cessione solenne de'suoi diritli, sopra un'aquila spiegata di nero, coronata dal
6 SAV SAV
medesimo; e sopra il tutto del lutto nel si riconoscesse similmente il culto imme>
cuore dell' aquila uno scudino di Savoia raorabile del b. Umberto III conte di Sa-
moderna, di rosso colla croce d'argento, voia, del b. Bonifacio de* conti di Savoia
e nel punto di onore sopra il tutto lo scu« arcivescovo di Cantorbery,e della b. Lo-
do di Sardegna, d' argento colla croce di dovica de' conti di Savoia monaca fran-
rosso,accantonala da 4 teste di mori di ne- cescana riformata. 11 Papa diede ad esa-
ro,attortigliale d'argento. Attorno a lut- minare le cause alla s. congregazione dei
.'
to lo scudo vi sono 3 collane; la i e più riti , e co' decreti che accennai nel \oI.
vicina allo scudo è quella dell'ordine mi- XXXIl, p. 328, confermò il loro culto
litare di Savoia, ed è un nastro rosso al- immemorabile. Se ne pubblicarono no-
lacciato in vari punti colle cifre FE^dà bilmente le vite, e le effigie : in lode del
cui pende la sua croce che è rossa coll'al- re promotore, il conte Solaro della Mar-
tra bianca sopra alla rossa, ed è circonda- gherita ne fece onorevole menzione, nel
ta da una ghirlanda d' alloro e coperta Memorandum storico politico a p. 52 1;
dalla corona chiusa reale; la 2." è quella ed il cav. A. M. Ricci, che celebrai a Rieti,
dell'ordine de'ss. Maurizio e Lazzaro, ed pubblicò un bellissimo : Inno pe* cinque
è un nastro verde allacciato in vari pun- Beati della real casa di Savoia, con no-
ti con trofei militari, da cui pende la sua te storiche, riportandola sentenza di Gre-
croce ch'è bianca pomata, ai 4 angoli del- gorio XVI sulla casa di Savoia que- : Ma
la quale sorgono le 4 punte di altra cro- sta cuna Casa di Santi! Altri servi di Dio
ce stellata che è quella di s. Lazzaro u- fiorirono fra i savoiardi, e valga per tutti
nita all'altra di s. Maurizio, e questa pu- ilnominare s. Tommaso abbate di Farfa
Xe è coperta d'altra corona chiusa e rea- (F.),e s. Francesco di Sales, al quale il re
le; la 3.^ è la gran collana dell'ordine del- Carlo Alberto innalzò nella basilica Vati-
Annunziata, da cui pende la sua me-
la ss. cana tra le statue de'fondatori, quella che
daglia. Ai due lati dello scudo del sovra- egregiamente lo rappresenta, scolpila dal-
no della casa di Savoia, stanno due leoni, l'insigne prof. Adamo Tadolini, colla spe-
uno in piedi con sotto un ramo di quer- sa di 3o,ooo La Savoia die al s. col-
lire.

cia, è l'altro seduto con sopra un ramo legio i seguenti cardinali, le notizie de'qua-
d'oliva.Finalmente tale scudo è coperto li si possono vedere alle loro biografie.
della corona chiusa reale. Della divisa che Amedeo d'iSavoiayGìOvannìArmetoBro*
prese Amedeo V il Grande e che trasfu- gner,F'ì\ipi^ode\\a.Chambre,AniomoCha-
se a'suoi discendenti, le 4 lettere Fert, la lant (Carlo Vincenzo M." Ferrerì e Ja-
spiegai nel voi. XXIX, p. 266. Protetto- copo du Puy registrò Cardella tra i car-
re principaledella casa di Savoia ès./lfrt!w- dinali savoiardi, ma essi sono di Nizza di
rizio (V.) martire, le cui reliquie si vene- Provenza), Maurizio di Savoia, Pietro di
rano nella metropolitana di Torino. Nel- Tarantasia e nel 1276 Papa Innocenzo
l'augusta casa di Savoia fiorirono un gran V, Roberto di Ginevra poi antipapa 67e-
stuolodieroi,di cui trattarono gli scrittori mente VII 3 ed il celebre Giacinto Sigi-
che riporleròin fine di quest'articolo, ed smondo Gerdil, Ne mancarono tra i sa-
anche in santità di vita che la Chiesa ve- voiardi letterati, artisti e altri illustri, se-

nera sugli altarì,e speriamo di vedervi pu- gnatamente valorosi guerrieri. I savoiardi
re la ven. M." Clotilde regina e moglie del hanno in generale bruna carnagione, che
piissimo re Carlo Emanuele IV. Nella ca- devono alla frequente loro esposizione in
sa di Savoia venerano sugli altari il b.
si grande aria. Sono rinomati per la sem-
Amedeo IX, e la b. Margherita terzia- plicità de'costumi, per la frugalità e so-
ria domenicana. Il religioso re Carlo Al- brietà; parlasi pure con elogio della loro
berto fece istanze a Gregorio XVI perchè franchezza e probità. In gran numero ab •
SAV SAV 7
bandonano da giovani montagne, le loro ebbe principio neli6o5, il quale le con-
per impiegarsi in Francia o altrove, o per cesse molte indulgenze^ come pur fece A-
fare un piccolo tradìcoche richiede atti* lessandroVlIconbrevede'27luglioi66o.
vita. Parlano un linguaggio ch'è un mi- Inoltre narra le opere divote e di pietà
scuglio di francese, e d'italiano corrotto. cristiana in cui si esercita il sodalizio, e
Ne' voi. XXVI, 23o, XXXVIII, p.88,
p. dice che celebra le feste a'4 maggio e co-
parlai della chiesa di s. Maria della Pu- me si fa in Torino della ss. Sindone o Su-
rificazione di Roma, de'transalpini, fran- dario, quella di s. Maurizio patrono del-

cesi e savoiardi. Ad Arcicowfraternita la casa di Savoia, e di s. Francesco di Sa-


DEL ss. Sudario, parlai della confraterni- les cui eresse un altare e cappella. Venu-
ta nel i537 eretta in Roma, enei iSgy ti, Roma moderna, p. 632 racconta, che
elevata al grado d'arciconfraternita, dai neli6o5 l'arciconfraternita del ss. Suda-
savoiardi e dai piemontesi, per onorare rio di Nostro Signore de' savoiardi, fab-
la ss. Sindone, e riportai i suoi privilegi bricò dai fondamenti la presente chiesa e
concessidalduca Carlo Emanuele la' 19 contiguo oratorio, con lodevole pensiero
giugno 16 19. Il Piazza neW Eusevologio di Carlo Rainaldi architetto, la quale poi
Romano y^, 42 5, e nelle Opere pie di Ro- verso la mela del decorso secolo fu re-
ma 3 493 DelV Arciconfraternita del
p. : staurata. La Sudario sul-
pittura del ss.

ss. Sudano de' Savoiardi, riferisce che la l'altare maggiore, fatta alla stessa misu-
confraternita si stabifi nella chiesa nazio- ra di quella che si venera in Torino, è do-
nale di s. Luigi re di Francia, dopo che no di Clemente Vili , che lo ricevè dal
i francesi fabbricarono la maestosa odier- celebre cardinal Gabriele Paleotli, il qua-
na chiesa, come descrissi nel voi. XXVI, le con s. Carlo Borromeo era stato a ve-

p. 228 e 23 1 insieme alla precedente po- nerarlo in della capitale : il quadro poi
sta nella contrada della f^alle o in Alo- di sotto, esprimente il miracolo del ss. Su-
//«/^.Parliti i francesi convenne nella chie- dario, è opera eseguila con istudio e dili-
sa il sodalizio de'credenzìeri, come notai genza da Antonio Gherardi. 11 s. Fran-
nel voi. XXllI,p. 1
39, che per aver edifi- cesco di Sales nell'altare a dritta, è di Car-
cato la vicina chiesa dis. Elena, fu allora lo Cesi : in quello a sinistra si vede il b.
che subentrarono nella piccola chiesa di Amedeo IX duca di Savoia, dipinto dal
s.Luigi sa voiardijfinchè venendo distrut-
i Cerrini. Gli altri sei quadri intorno alla
ta, forse per costruirvi nell'area la sontuo- chiesa, collocati in alto fra i pilastri, sono

sa Chiesa di s. Andrea della Valle ( V.)^ tutti lavori di Lazzaro Baldi.


ovvero ove fu poi fabbricata la loro casa Il nome di Savo/a o Savoia dev'iva dalla
religiosa ai teatini, da essa poco distante voce latina Sapaudia che non trovasi in u-
e nello stesso rione di s. Eustachio, edi- so se non dal IV secolo per designare la
ficò il sodalizio de' savoiardi 1* esistente parte settentrionale degli allobrogi, il^
Chiesa del ss. Sudario deSavoiardi^ di I-addolcendosi in ^equindi in v, e mutan-
cui leggo in Martinelli, Roma
sacra, p. dosi il resto col variar de'dialetti. La sto-
3 IO : ss. Sudarli in regione s.Eustachii ria di questa celebre regione che fu cul-
anno 597
in platea senensi, seu pis torli, 1 la della real casa di Savoia, e de'sovrani
a natione Sabauda excitaium. Afferma divenuti re di Sardegna, legasi strettamen-
inoltre Piazza, che la confraternita nazio- te prima a quella del Piemonte, Monfer-
nale di tutti i sudditi di Savoia e Piemon- rato, Saluzzo, Susa ec. (^.), e altri adia-
te d'arabo i sessi, nel 1 597 formò suoi i centi stati, poi a quella del regno sardo,
statuti e fu dichiarata arciconfraternita, cui fasti e destini compendiosamente rac-
i

quindi la chiesa che tuttora possiede fu contai nel più volte citato articolo. I più
fabbricala nel pontificalo di Paolo V, che antichi e principali popoli di questo pae-
8 SAV SAV
se savoiardo, furono gli anobrogi,che pe- vennero poi eglino stessi ad attaccare gli

rò si estendevano molto nel territorio di allobrogi nel 632 di Roma. Ne dierono


/^tc«/irtt(/^.), nel resto delDelfinato (paese motivo le irruzioni de'salii della Belgica,
di cui a Delfino), e nel paese di Gine- nelle terre marsigliesi. Pertanto il console
vra (f^.)' Gli allobrogi furono antichi po- Gneo Domizio Enobarbo piombando su
poli della Gallia(P^.)Narbonese e F'ieti' loro, subito per lai.' volta li vinse; dopo
nese, abitanti originariamente il Delfi- di che il console Fabio Massimo, rolli gli

nato e la Savoia fra le Alpi Greche, il Le- arverni ausiliari presso all'lsero.che prese
mano, il Rodano e l'Isero, macheinse- perciò il nome di Allohrogo,\\ ridusse a far
guitomaggiormentesiestesero.Lapiìico- parte dellaProi^eriSrt(/^.). Egli fecedi que-
ixiune opinione vuole ch'essi sieno i sa- sto paese,della provincia e d'una pa rte del-
Toiardi, quelli del Delflnato, edpiemon- i laLinguadoca, una provincia poscia chia-
tesi. Si diceche chiamaronsi ancora ^no- mata Narbonese e provincia romana. Au-
brogij nome derivante da parola greca e gusto compì la sollomissione de* centro-
gaulese,chesignifioaflrc?/fteZ'e//iC05/,po- nijgarocelli, veragri, nantuati e allri po-
polo e nazione. QiìeW'i però che giudicano, poli confinanti, tranne i salassi soggioga-
che questi popoli sienostati chiamati allo- ti poi sotto lo stesso suo regno da
Teren-
brogi, danno a questa parola un'origine zio Varrone, e tutti furono compresi nel-
ben diversa: certo è che gli allobrogi furo- la Gallia Narbonese. Le città principali

no nazione celebre per coraggio e valo- degli allobrogi erano Chainbeiy^ Gine*
re. Sotto il generico nome di allobrogi vi vra, Grenoble^ s. Giovanni di Mauritn'
si compresero i popoli inganni o agauni, ne, Moiuier^ e Vienna (V.). Allorché gli
intemeii, niconi, Iricori, vocontri, lecon- elvezi forzarono lo stretto passaggio fra il

zi, latobrigi,meduali,centroni, salassi, ta- monte lura e il Rodano, onde entrare dal
rantesi,seduni. Racchiusa la contrada fra loro paese in quello de'sequani, si getta-
il Rodano formava una specie
e V Isero, rono sulle terre degli allobrogi. L'inlro-
d'isola ove il cartaginese Annibale si ar- duzione del cristianesimo nella Savoia, è
restò prima di superare il memorabile pas- comune a qnanlo dichiarai a Francia, e
saggio delle Alpi, per punire voconzi che i Gallia, anche parlando delie provincie di
abitavano il Dellìnato che ardivano op- Vienna e di Narbona. La chiesa di Vienna
porsi all'audace capitano. Erano costoro fu debitrice del lume della fede ad alcu-
governati da un re,ocomandante d'armi, ni preti greci e asiatici, che avevano rice-
mentre il senato veniva investito della su- vuto la missione dalla Sede, e ne fu i .**
s.

prema autorità, offrendo a diverse deità vescovo s. Crescenzio, ordinato da s. Pao-


isagrifizi superstiziosi, specialmente a Gio- lo apostolo. La chiesa di Narbona ripe-
ve ed a Mercurio. Un'antica lapide tut- te una stessa origine, poiché la s. Sede vi

tora esistente vicino al borgo di Bard pres- mandò a predicare il vangelo, e l'aposto-
so Aosta ci ricorda il passaggio fatto da lo Paolo vi costituì per i.° vescovo s.
s.

Annibale in Italia transitando le Alpi, ed Paolo suo discepolo. Chambery antica-


ÌD essa leggesi : Transitus AnnibaLis. Fu- mente era in parte compresa nella dioce-
ronodunqueg^i allobrogi chiamati dai car- si di Grenoble, il vescovo della quale era
tagi nesi i u loro soccorso, contro la crescen- suffraganeodi Vienna, ed estendeva la sua
te potenza de* romani, che disputavano giuiisdizionein Savoia. Esisteva però nel-
Joro il possesso di Sicilia. Due de'loro re la Savoia da tempi antichi un' autorità
o capitani penetrarono in Italia, e si con- episcopale, che esercita vasi sotto il nome
giunsero poscia con Annibale in guerreg- di decanato, e questo era superiore de'ca-
giarci romani, che memori sempre di tan- nonici regolari di s. Agostino, di cui era-
ta iogiuriai e delle gravi sconfitte patite vi un capitolo e dimorava nella piccola
SAV SAV 9
città di Andrea, che fa poi nel 1 348 ro«
s. di s. Barnaba apostolo portarono il lu-
vinata. Fu il decanato di Savoia traspor- me della fede; e meritò la sede vescovi-
talo in Grenoble, dove teneva la a.* di- leche già nel 36o occupava s. Eustazio
gnità, e sotto r immediala giurisdizione o Eustachio, cui successero ss. Crispla- i

del vescovo di Grenoble veniva esercitata no, Protasio, Eustachio Grato 1, ec. 11,

rautorità episcopale in Savoia da un ar- Finalmente anche Maurienne, o s. Gio-


ciprete, sinché Pio VI smembrò il deca- vanna di Moriana,può vantare di gode-
nato di Savoia da Grenoble, e ne alììdò re sino dai primi secoli il salutifero e pre-
l'amministrazione al cardinal GerdiI dot- zioso lume evangelico, e nel 3 i4 già era
tissimo nel 1775, dipoi confermando ta- residenza episcopale con Luciano per ve-
lesmembramento del decanato di Savoia scovo, che fu sottoposto all'arcivescovo di
dalla diocesi diGrenoble, come notai, re- Vienna. 1 savoiardi illuminali dalle te-
l'esse in vescovato, divenendo quindi an- nebre e superstizioni del gentilesimo in
che metropoli ecclesiastica della Savoia. cui gemevano, furono dirozzati, incivili-
Questa nei ° secolo della Chiesa con l'e-
i ti e addomesticali dai soavi e morali pre-
Tangelo, ebbe pure le sedi vescovili. Ge- cetti del vangelo, onde riuscirono virtuo-
Beva o Ginevia ultima città degli allobro- si, e di semplicissimi costumi, colti nelle
gi e vicino alla Svizzera, pochi anni do- Inondata la
lettere e valorosi nelle armi.
po s. Pietro fu rigenerata alla dottrina di Savoia e provincie limitrofe, dopo l'epo-
Gesù Cristo, poiché s. Nazario discepolo ca romana, rimasero popoli preda dei
i

di s. Pietro, battezzò S.Celso cittadino ge- borgognoni, nazione bellicosa d'origine


nevese, vi predicò il cristianesimo, e ne fu incerta o vandalica, che nel 4^7 passato
1.° vescovo nell'anno 98, onde la catte- il Reno entrarono nelle Gallie e s'impa-

drale fu dedicata al principe degli apo- dronirono del paese tra il Rodano e le Alpi.
stoli 2 nel 1
9 gli successe s. Paracode, che Quivifondaronoilregnodi5o/'g^ogAi/7(/^.)
poi passòa Vienna, di cui Ginevra divenne di cui tenni proposito pure a Francia, ver-
suffiaganea. Più tardi e nel 1 535 caccia- so il 43o, che poi si compenelròcon quello
to il vescovo dfigli eretici calvinisti segua- de'franchi, e soggiacque a divisioni come
ci di Zuiiiglio, col capitolo si recò in ^u- di Borgogna Tranfjurana^ che comprese
necy (/^.) conservandoli nome di vescovo la Svizzera, e Borgogna C'iajnraaa, che
di Geneva o Ginevra, finché Pio VII nel racchiuse i paesi compresi dalla Soana,
1 82 2 eresse/^Hner)/' sede vescovile,e riunì dalle Alpi, dalMediterraneo e dal Roda-
quindi il vescovato di Ginevra a quello di no, e perciò appartenne la Savoia. Bo-
gli

Losanna {^.). Presto eziandio la fede fu sone conte d' Arles o di Provenza dopo
abbracciata in Tarantasia, e sua antichis- aversposatoErmenegilda figlia unica del-
sima provincia, ma del i.° suo vescovo so- l'imperatore Lodovico 11, dagli stali radu»
lo se ne trova memoria in Domiziano o nati in concilio nell'ottobre 879 a Mark'
Donaziano del 3 3 cui successe s. Giaco-
i tala [F.) forse Montinelian ora capoluo-
mo apostolo de'centronlche intierametile go di mandamento della provin(;ia di Sa-
la convertì alla religione cristiana. Ta- voia propria, si fece eleggere re della Bor-
rantasia fu sullraganea prima d'/^/7ev(/^^''.) gogna Cisiurana, meglio conosciuta sot-
poi di Vienna, e nell'VllI secolo divenne to il nome di regno d' Arles di Proven»
arcivescovato, e metropoli della provin- zrtTj al quale incorporò i savoiardi e circo-
cia ecclesiastica del suo nome, con Aosta stanti popoli. Da questo principe, che Pa-
e Sion nella Svizzera per chiese suifraga- pa Giovanni Vili adottò per Figlio {F.\
nee. Soppressa nel principio del corren- alcuni fanno discendere per via di Luigi
te secolo, Leone XI 1 la ripristinò sem- III il Cieco re d'Italia e suo figlio, di Carlo

plice vescovato. Ad Aosta vari discepoli Costantino principe di Vienna e figliuolo


IO SAV SAV
suo, da Amedeo suo nipote, non che dalla Alberico li conte di Macon. Altri final-

genealogia del sassone Vitichindo, il ce- mente ordinano la cronologia così. Bovo-
lebre Umberto I conte di Moriana o Mau- ne conte di Ardenna fu padre di Bosone
rienne stipite dell'augusta casa di Savo- re di Provenza, che dalla moglie Adelai-
ia. Sono su tale origine incertissime le o- de Egina ebbe Carlo Costantino questi :

pinioni degli scrittori, e le notizie che po- dalla sposaTulberga ebbe Umberto I pro-
teonsi avere più accertale intorno alla me- pagatore della famiglia. Leggo in Galea-
desima rimasero inceneritene! castello di ni Napione, Storia melallica della real

Susamessoafiammedall'imperatore Fe- casa di Savoia^ che secondo l'osservazio-


derico I. Nondimeno la più comune opi- ne di uomini dottissimi, non si potè pro-
nione, che novera a suo favore più di 80 priamente conoscere il nome del padre del
scrittori, fa derivare la casa di Savoia da potentissimo conte Umberto I, nullame-
Beroldo Bertoldo discendente da Viti- no non si dovea escludere Beroldo dalla
cliindo celebre duca de' Sassoni. Alcuni serie genealogica della serie metallica ,

danno a Vitichindo 3 figli, cioè Vique- ordinata da re Carlo per Emanuele III

berlo, Brunone stipile degli imperatori ridurre in compendio la storia genealo-


sassoni e Valberto di cui fanno figlio Be- gica di sua casa in altrettante medaglie,
roldo progenitore de* duchi di Savoia. non solo perchè Guichenon lo pose per
Ma in questa genealogia. Ira l'avo Viti- base di sua storia, ma ancora perchè du-
chindo e il nipote Beroldo passano più di rante interi secoli, i cronisti di Savoia, e
200 anni. Altri però tessono la genealo- altri storici, posero ognora Beroldo peli.**
gia diversamente, e fanno Vitichindo pa- e per ceppo della real casa, derivandolo
dre di Umberto, questi di Lutolfo, que- da antichissima origine sassonica, conclu-
sti di Ottone, questi d'Enrico I impera- dendo doversi rispettare un'opinione in-
tore ['Uccellatore, e questi infine di Ot- valsa da tanti secoli. Avvertesi nella stes-
tone I re d'Italia e imperatore, padre di sa opera, che non meno splendida, oltre
Beroldo capo- stipite de'sovrani di Savo- ad essere meglio fondata, si è l'altra opi-
ia. IlGuichenon accurato scrittore della nione, che dai re d'Italia deriva l'augu-
storia di questa casa la forma in questo sta casa di Savoia, e non si sa come da
altro modo, avvertendo Muratori che a- certuni siasi scambiata tale origine, con
"vrebbe desiderato alla real casa una pen- quella di chi la deriva dai sovrani della
na più critica. Vitichindo fu padre di Va- Borgogna, quando che in questo ultimo,
queberto, questi di Brunone, e di Val- e diverso sistema un discendente di re Be-
berto duca di Angria e di Rengelbert. Da rengario bensì sarebbe di venuto re di Bor-
Valberto nacque Immed duca d' Angria : gogna, ma del sangue di questo, ed agna-
da questo, e da Inna contessa di Schiren ti, non discendenti di lui,e principi mai
se
il marchese Ugo, padre di Beroldo con- sempre della stirpe di quel re, e marchesi
te di Morienna. Certo è che tale origine d'Italia, si congettura con forti argomen-
sassone , come alle case di Sassonia e di ti, che sieno stati i progenitori di questa
Savoia,fu ammessa nel secoloXV da'prin- real casa. Nella Storia delle Alpi Marit-
cipi delle due case, e quella di Savoia nel- time, di Pietro Gioffredo pubblicata nel
l'istesso tempo, mise in capo del suo scu- t. 4 de'classici Monumenta hìstoriae pa-
do learmi di Sassonia. Altri voglionoque- triae edita jus su regis Caroli Alberti, si
sia casa derivare da Ancario marchese tratta ancora di Beroldo, oGuglielmoGe-
d'Ivrea neirSoo, ovvero da Ugo re d'I- raudo, creduto stipite della casa di Sa-
taliapadre di Costantino conte di Vien- voia, e de'racconti sul medesimo poco sin-
na. Alcuni moderni francesi fanno capo ceri. Sia comunque, questo Beroldo eb-

della famiglia Umberto figlio minore di be la contea di Morienna da Ridolfo III


SAV SAV II
re di Borgogn.i, o da Ottone III impera- li, e dopo varie sconfìtte date al conte di
lore che lo fece ancora suo vicario per- Sciampagna, ed R Geroldo inGinevra stes-
petuo d'Italia dell'impero, e luogotenen- sa, ricevette dall'imperatore in guiderdo-
te dell'imperatore nel 999. Guichenon vi ne nuovi feudi nel Faucigniy, nel Basso
aggiunge la donazione della Savoia, mer- Chiablese e nella valle d'Aosta. Erano gli
cè il valore e le militari imprese di Be- avanzi del regno di Borgogna, di cui l'im-
roldo, che salvòa Ridolfo li n'invasa Bor- peratore disponeva tanto più liberalmen-
gogna. A Beroldo si dà per moglie Cate- te, quanto che poteva meno conservarli
rina. Sì vuole morto Beroldo nella badia per se stesso. Il conte pare che morisse nel
di s. Vittore di Marsiglia, o secondo al- 1 048 o più tardi, e fu sepolto nella chie-
tri nella città d'Arles nel 1027 : gli si at- sa di s. Giovanni di Moriana a cui il ca-
tribuisce l'erezione del forte diCharbo- pitolo eresse la tomba con epitaftlo. Eb-
nière in Morienna, o s. Giovanni di Mo- be per moglie Ancilla, che lo rese padre
riana {A^.).Chasot di Nantigny, Genea- di 4 figlij ed Amedeo o Amato 1 detto Co^
logie storielle^ e Koch , Tavole genealo- da perchè voleva sempre seco una comi-
giche, danno il ragguaglio di undici siste- tiva di nobili, gli successe nella sovrani-
mi sull'origine della casa di Savoia ; un tà del contado della Savoia e della Mo-
12.° sistema lo propose Rivaz, nelle Ri- riana. Donò all'abbazia di Clugny la chie-
cerche critiche e storiche intorno alla ca' sa di s. Maurizio eque' beni, co'quali si
sa di Savoia. Il cav. Cibrario nella Sto- eresse il priorato del Bourget. Enrico III
ria della monarchia di Savoia t. i,cap. imperatore recandosi in Roma per l'in-
2 dimostra l'origine italiana e regia della coronazione, passò per la Savoia, e fu ri-
casa di Savoia, che stabilisce con irrefra- cevuto dal conte con magnificenza reale,
gabili prove j per cui da ora in poi sem- ed accompagnato nel viaggio alcuni noa :

bra indubitabile il padre di Umberto 1 ammettono l'accesso in Savoia di Enri-


Biancam ano, esseve stato Ottone Gugliel- co HI, ed altri forse lo confusero con quel-
mo figlio d'Adalberto, nipote di Beren- lo del figlio. Nel 1060 morì Amedeo I sen-

gario II re d'Italia, e che quindi questa za che la moglie Adela l'avesse fiuto pa-
illustre casa, pel dominio avuto fino dal dre, onde gli successe l'ultimo de'fratelli
3.° anno del secolo XI di si nobile par- Oddone come superstite, che unito tutto
te d'Italia, può dirsi la più antica stirpe il retaggio della casa di Savoia l'accrebbe
che viva de'principi italiani, ed anche la col ricco patrimonio di Adelaide contes-
sola nelle cui vene trascorra il sangue re- sa di Torino, figlia unica e erede di Man-
gio di Berengario I, di Guido II, di Be- fredo marchese di Susa(F'.yy vedova pri-
rengario II e di Adalberto I, tutti re d'I- ma di Ermanno duca di Savoia, che per
talia italiani. Umberto I óaWe Bianche disposizione di Corrado II era succedu-
mani è il 1° conte di Moriana e il i ."sti- to al suocero nelmarchesato, poi d'En-
pite della casa di Savoia riconosciuto da Guglielmo marchese di Mon-
rico figlio di
da Ridolfo III
tutti, e ricevè re di Bor- ferrato.Questo matrimònio seguì pel van-
gogna possedimenti nellaSavoia propria,
i taggioche risultava d'unire insieme il do-
e nella Moriana. Morto il re nel 1 082 cir- miniodell'una e dell'altra parte delle Al-
casenza prole, lasciò erede del regno l'im- pi, in luogo di tanta importanza. Così la

peratore Corrado II il Salico, cui mos- casa di Savoia acquistò il diritto sui paesi
sero guerra il conte Eude di Sciampagna, subalpini delle ricche possessioni di Pie-
Geroldo conte del Ginevrino, e altri si- monte, che i^vivono suoi primi dominii iq
i

gnori, che ne pretendevano la successio- Italia, componenti l'ampio retaggio del-


ne, o aiutavano gli aspiranti. Umberto I la consorte: l'antico arco romano di Su-
difese gagliardamente le parti di Corrado sa, il Poe laDora indicano le regioni com-
li SAV SAV
prese nel marchesato d'Italia, che dal con- tempo cedette; ed una intiera provincia
te Oddone passò a' suoi discendenti. La di Borgogna, il più bel paese dell'impe-
potenza della casa di Savoia fu più che ro germanico, fu il pedaggio pagato da
raddoppiata, divenendo padrona del pas- Cesare per iscendere scortato in Italia. Os-
saggio delle Alpi. Il conte fu largo di be- serva Denina, Rivoluzioni d* Italia^ che
ni alla Chiesa, e suoi ministri, ed alle ca- fu per l'eredità di Adelaide e per aver-
se religiose de'suoi dominii. La marche- ne seguito l'esempio di vendere a prez-
sana pure colmò di beni moltissime chie- zo d'intiere provincie e contee, il passag-
se, e pe'suoi virtuosi costumi meritò l'e- gio pe' loro dominii agli imperatori ca-
logio di s. Pier Damiani. Inoltre ripose lanti in Italia, che gli antenati della real
sulla sede d'Asti il vescovo Giilemo, cac- casa di Savoia cominciarono ad acquista-
ciato dai ribelli aslegiani , che vigorosa- re stabile signoria, al di qua delle Alpi.
iBente pim'i colle armi. Adelaide fu fecon- Amedeo II e Adelaide accompagnarono
da con Oddone di 4 figli» e restò vedo- Enrico IV a Canossa castello del ducato
va per la 3.' volta nel 1072, o dopo il di Reggio (F.), ove dimorava il Papa, e
1076: padre successe Amedeo II nel
al s'interposero pel perdono dopoaverlopro-
contado della Savoia e della Moriana e tetto nel passaggio del gran s. Bernardo,
del marchesato d'Italia, governando in- e della valle d'Aosta, nell'attraversare t

sieme alla madre la quale esercitava l'au- loro stati. Amedeo li morì nel 080 o più
1

torità principale in nomedel figlio,ed am- lardi, e lasciò successore il figlio Umber-
ministrando la giustizia sotto al baldac- to Il nato da Giovanna figlia di Girol-
chino alle porte di Torino. La contessa do II conte di Ginevra e sua moglie: la

maritò la figlia Berta all'imperatore En- madre di Amedeo II la grande Adelaide


rico IV, ch'era in gravissima rottura con morì poi nel logi. Il conte Umberto II
s. Gregorio VII (F.): ma ella saggia- il Rinforzato^ ne ereditò marchesato di il

mente seppe osservare lutti gli ufTicii di Susa, che si estendeva sopra grande parte
suocera verso il re suo ge-
"vassalla e di del Piemonte: poteva contrastargli que-
nero e signore, e nel tempo istesso non sto retaggio Enrico IV, che per via di ma-
dispiacque al Papa. Scomunicato Enrico dre discendeva dalla casa di Susa, ma per
IV dall'imperturbabile Pontefice, si de- le nuove deplorabili scissure cheavea col-
terminò con lui nel 077; tra-
riconciliarsi 1 la s. Sede, gì' importava di avere unito
versò Borgogna, non potendo passare
la alla sua casa un signore che dominava il
per altre vie occupate dagli italiani. Al passaggio delle Alpi. Prima di tale epo-
Moncenisio trovò la conlessa Adelaide, la ca e nel1082 fu indotto a prender lear-
più potente marchesana tKltalia come la di contro Aimeri signore di Briancon,
chiama Voigt, Storia di Papa Gregorio che desolava la valle di Tarantasia, onde
FU, e le domandò il passaggio d' Ita- colla cooperazione dell'arcivescovo gua-
lia : ma vanamente, dice tale storico^ le dagn(y la sommissione volontaria di tut-
donò un gran tratto della Borgogna im- ta la valle, e l'aggiunse alla Savoia. Il
periale, perchè la contessa esigeva in com- paese di Vaud, una parte del Vallese, ed
penso 5 vescovati con tutte le pertinen- il Chiablese, dipendevano nella stessa e-
ze e ragioni, cioè Ginevra, Losanna, Sion, poca dal conte di Savoia, che già poteva
(o Lilten cioè l'alto e il basso Vallese), enumerarsi tra più grandi feudatari del-
i

Taranlasia, ed un altro: Guichenon di- l'impero. Il conte fu uno di que'principi


ce il territorio di Bugey; dicono altri, che che furono segnati colla croce da Papa
un quarto della Svizzera riguardò la ces- Urbano II, per lai.'' crociata di Palesti-
sione. Dure parevano a Enrico IV que- na, ove si portò valorosamente, trovan-
ste prelese, ma finalmente anguslialo dal dosi nel 1099 al conquisto di Gerusalera-
SAV SAV i3
me. Inoltre Umberto II fu benefico colle ispirò profonda pietà e distacco dal mon-
abbazie e i morì a
priorati della Savoia, do, per cui il conte passò la maggior par-
a Mouliers neli io3 dov'è sepolto nella te di sua vita ne'monasleri che arricchì,
cattedrale. Avea sposato GisJa di Borgo- e particolarmente Altacomba. Tultavol-
gna dalla quale ebbe Amedeo III, chegli ta il suo regno fu torbido per le guerre

successe, Alice o Adelaide maritata a Lui- ch'ebbe a sostenere contro propri feu- i

gi VI re di Francia, dalla quale unione datari, che nella sua minorità cercavano
nacque una gloriosa posterità e la stessa usurpare nuovi diritti, onde obbligò col-
augusta casa di Borbone. la forza Manfredo marchese di Saluzzo a
Amedeo III nel 1 1 1 1 seguitò in Roma giurar fedeltà, non che contro Guignes
l'imperatore Enrico V, che fece violenza VII conted'AIbon edelfinodi Vienna nel
a Pasquale II [F.) imprigionandolo in I i53,il quale disfece a Monlmelian, dove

homa (F.)e portandolo in Sabina (F.): suo padre avea battuto il delfino Guignes
Enrico V eresse i suoi possedimenti in VI. 11 conte avea accompagnalo l'impe-
contee dell'impero. Fino allora i principi ratore Federico I nelle sue prime spedi-
di Savoiaerano intitolati conti di Mo-
si zioni in Italia, ma poi tenne conlrodi lui
riana, ed anche conti di Borgogna e di le parti di PapaAlessandrollI edellalega

Lombardia come dipendenti da que'due lombarda, mentre il vescovo e la città di


regnij quindi Amedeo III e successori s'in- Torino parteggiavano per l'imperatore.
titolarono principalmente conti di Savo- Umberto HI avea ereditato come mar-
ia. Neil 119 Amedeo III vide elevato al chesed'ltalia edi Susaalcunepietensioni
pontificato Calisto II suo zio, fratello di su Torino, la quale però si governava re-

sua madre, il quale ebbe la gloria di ter- pubblicamente; e la contesa generale del-
minare le grandi dilFerenze tra il sacer- l'impero e della Chiesa era inacerbita da
dozio e l'impero per le Investiture eccle- odii personali per le tremende fazioni dei
siastiche {^F .). Non avendo prole implorò Guelfi e Ghibellini[F.). In quelle luttuo-
il divino patrocinio, per cui fondò l'abba- se circostanze, i vescovi di Savoia con bel-
ziad'Altacomba,eqiiellediTamièes.Sul- la condotta seguirono i generosi esempi
pizio nel Bugey, ristorando quella di s. del loro principe, cui rimasero fedeli, e
Maurizio d'Agaune nel Vallese. Il cogna- disprezzando le suggestioni imperiali si

to Luigi VI voleva assicurarsi colle ar- dichiararono apertamente per Alessan-


mi la di lui successione; ma la di lui mor- dro 11 I,e contribuirono alla salvezza della

te e la nascita di un figlio chefu il b. Um- Chiesa, e riuscirono di sollievo alTanimo


berto III, posero fine a tal guerra. Tro- angustiato del Papa. Non così fecero al-

vandosi nel 1 45 alla corte del nipote re tri vescovi,! quali per aver seguilo Fede-
Luigi VII, alle persuasioni di s. Bernar- rico I ebbero da lui delle sovranità tem-
do prese la croce per la crociata di Pa- d'Umberto III. Tali
porali, a pregiudizio
lestina, partendo per Gerusalemme colla guerre furono fatali al Piemonte deva-
maggior parte de' grandi di sua corte e stato alternativamente dall'imperatore e
de* suoi vassalli, ma nel ritorno morì a dal conte di Savoia: Susa, come dissi, fu
Nicosia nell'isola di Cipro neli 149 e fu arsa da Federico 1 nel i i
74 cogli archivi
sepolto nel monastero di s. Croce. La sua della casa di Savoia/forino fu assoggetta-
moglie Matilde, figlia de'conti d'Albon e toda Umberto HI neli i75,e lutto il Pie-
di Grenoble, oltre il b. Umberto IH, par- monte devastato neli 187 dall' impera-
torì y figli, e Matilde una delle figlie spo- tore Enrico VI, che prese e arse il castel-

sò Alfonso I re di Portogallo. Umberto lo di Vegliana: Umberto 111 non soprav-


Jll detto il Santo fu educato da s. Ame- visse lungo tempo a tale sinistro, e dopo
deo d'Altari va vescovo di Losanna, che gli aver colla preghiera allontanato altri fla*
i4 SAV SAV
gelli di Chambery a'4 marzo
Dio, mori a splendè ornalo delle piti eccellenti qua-

I 188 santamente e come avea predet- lità d'animo e di corpo venendo reinte-
lo, avendo professato la regola cistcrcien- grato del tolto da Filippo di Svevia, re
se in Altacomba. Dopo aver perduta la de' romani, indi creato dall'imperatore
I /moglie Faudi va figlia del conledi To- Federico li vicario dell'impero nel Pie-
losa, per la quale beneficò la prepositura monte e nella Lombardia, col quale s'in-
dis. Lorenzo d'Oulx istituita dalla mar- terpose elHcace mediatore pei marsigliesi
chesana Adelaide, si ritirò nell'abbazia e altri popoli. La sua [."moglie Beatrice
d'Aulps de' cistcrciensi nel Chiablese, a de'conti di Ginevra, eresse e dotò il con-
piangere la sua morte e prendervi l'abito vento e la Francesco di Susa;
chiesa di s.

religioso. 1 suoi sudditi l'indussero an- la 2.^ fu Margherita de'conti diFaucigny,

nunziar al celibato, e sposò Germana fi- di cui fu erede, madre di numerosi fi-

glia di liertoldo duca di Svevia, che si di- gli, fra'quali il b. Bonifacio. Tommaso I
ce sepolta in Altacomba. Morta ancor estese i suoi diritti nel paese di Vaud nel
essa, e non avendo che figlie, si ammo* Bugey e nel Vallese. Seguendo l'impera-
gliòcon Beatrice de' conti di Vienna, la tore per la i .^ volta mescolò gl'interessi di
quale finalmente secondo la benedizio- sua casa con quelli della repubblica di Ge-
ne invocata dal conte da sani' Anselmo nova, in cui sostenne il parlilo de'ghibel-
vescovo di Belley, per le sue orazioni e lini contro quello de'guelfi.Nel 1226 pre-
predizioni, partorì il conte Tommaso I. se sotto la sua prolezione, Savona, Alben-
Le virtuose azioni del b. Umberto IH che ga e i marchesi di Carretto; fece la guer-
veneriamo sugli altari , si leggono nella ra ai milanesi d'accordo agli astigiani e
Vita ilehb. Umberto e Bonifacio di Sa- col marchese di Monferrato, ma volendo
voia, Torino 839. 11 b. Bonifacio fii ni-
1 ridurre Torino sotto la sua assoluta di-
pote del b. Umberto IH denominato per pendenza disgustò suoi alleali, e nel pas- i

la sua bellezza V Assalonne di Savoia, fu sare monti alla guida d'un esercito, per
i

certosino, fondatore di chiese e di badie, assalire quella città,infermò in Aosta, do-


arcivescovo di Cantorbery, felice scritto- ve mor\ nel i233 o prima assai, ma fu
re canonista, compose le discordie tra i sepolto nell'abbazia della Cinse. Da Ber-
principi e vescovi in Italia, in Inghilterra, lione de la Rochette comperò il castello
in Francia; fu chiamato a Roma, dicesi di Chambery ed i diritti su quella città
da Innocenzo IV (
questo Papa die sua che dichiarò capitale de'suoi stati, le ac-
nipoteBeatriceFiesca in isposa a Tomma- cordò franchigie e un codice municipale.
so di Savoia conte di Moriana e di Fian- Il primogenito Amedeo IV gli successe,

dra restato vedovo) per difendere colle ar- prudente^ forte e generoso mantenne in-
mi la Chiesa da quelle imperiali, avuto violabili suoi diritlijCol promuovere sem-
i

riguardo alla di lui stirpe guerriera, ma pre il bene de'sudditi; protesse e arricchì
non è certo; calmò le dissensioni di sua le chiese. Obbligò Torino a riconoscerlo
famiglia, fu padre de'poveri e morendo
il per signore, accolse l'imperatore Federi-
ne 270 fu tumulato presso l'altare mag-
I co II nel 1238, dopo avergli impedito il

giore e l'avo b. Umberto III in Altacom- passaggio per tal città finche non gli re-

ba. Il conte b. Umberto III che l'ordine stituì l'occupato castello di Rivoli, ed ot-
cistcrciense novera tra'suoi santi, fu il 1
.**
tenne da lui l'erezionein ducalo delle con-
di sua casa, le cui monete portano l'im- tee e signorie del Chiablese e di Aosta :

pronta della croce trifogliata di s. Mau- però come i predecessori seguitò a inti-
rizio. Tommaso I minoren-
Del suo figlio tolarsi conte di Savoia yC\ò che fece nasce-
ne benemerito tutore Bonifacio mar-
fu re dubbi sull'auteuficità dell'imperiai di-
chese di Monferrato e suo cognato, e ri- ploma; gli antecessori con chiamarsi in-
SA V SAV 15
differenlemenle conti di Savoia o conti di fama acquistala in militari imprese fu pre-
Moriana, di sovente ne risultò confusio- ferito a'iigli di Tommaso di Fiandra suo
ne Seguendo le parli di Fe-
tra'cronisti. fratello maggiore. Pietro I era destinato
derico li nemico della s. Sede, si regolò per la Chiesa, nondimeno ricusò la con-
in roodo di non disgustarsi interamente dizione ecclesiastica ed ebbe dal padre
,

co*Papi. Nella sua assenza dalla Savoia e Tommaso 1 un appannaggio e il titolo di


mentre dimorava Piemonte, i vallesia-
in conte di Romont;
pel suo spirito intra-
ni per calmare alcuni tumulti, entrarono prendente e valoroso, in breve estese la
a mano armata nella valle d'Aosta; onde sua dominazione su Ginevra e Vaud. A-
accorso a rimediar il disordine, e fugali i vendo Enrico HI re d'Inghilterra sposalo
s'impadronì di Sion loro città,
vallesiani, la nipote Eleonora di Provenza, influen-
che sottomise. In prime nozze sposò An- zò il debole principe, e ne diresse il con-
na de'conti di Vienna ed' Aibon, che man- siglio e l'amministrazione: oltennesul Ta-
tenne la pace tra il conte ed i di lui fra- migi un palazzo eh' ebbe il nome di pa-
telli; in seconde nozze Cecilia de'conti di lazzo di Savoy^eìe contee di Richmond
Marsiglia, signori di Balzo o Baux e del e d'Essex. Ingelositi di lui gl'inglesi, nel
Venaisino, estremamente bella. Morì A- i25o avea dovuto tornare in Savoia, ove
medeo IV nel 1 253 inMontmelian, egli dichiaratosi protettore delle abbazie, col
successe di 9 anni il figlio Bonifacio sot- pretesto di mantenerne la giurisdizione,
to la tutela della madre e dello zio Tom- ampliò i suoi acquisti. Rotta la guerra fra
maso conlediFiandra,che poi aiutò per se- l'Inghilterra e la Francia, i cui re aveano
dare tumulti degli
i stati della moglieMar- sposato le sue nipoti, fu scello a media-
gherita conlessa di Fiandra. Questa reg- tore e vi fececomparsa brillante. In quel
genza non fu felice, perchè Torino esigen- tempo circa EbaI conledi Ginevra spo-
do privilegi di città imperiale e il godi-
i gliato dallo zio Guglielmo II, lasciò suoi i

mento di sua libertà, insorgendo ogni vol- diritti al conte Pietro, il quale aggiunse
ta chescopriva alcun sintomo di debolez- ai suoi dominii nel paese di Vaud le con-
za nella casa di Savoia, nel 1257 ribellò. cessioni del vescovo diLosanna, del prio-
D'altro canto Carlo d'Angiò che andava re di s. Maurizio, e del vescovo di Sion.
conquistando il regno di Napoli, profit- Divenuto conte di Savoia, vendicò il ni-
tando del furore del partilo guelfo, si^at- pote, assediò Torino e la forzò a rientrare
tribuì la signoria di varie città del Pie- solto la dominazione di sua casa; quindi
monte e tentava altri spogli sulla casa di ottenne dal nipote Riccardo conte di Cor-
Savoia. Tommaso,sebbene avesse rinun- novaglia e uno degli aspiranti all'impero,
ziato alla contea di Fiandra nella morte privilegi e diplomi che confermarono le
di Margherita, nelisSy fu fatto prigio- sue conquiste. Il retaggio dell'ultimocon-
niero da Asti che voleva sottomettere. Bo- te di Kybourg, che avea sposalo sua so-
nifacio detto Orlando per la forza del cor- rella Margherita, gli fu rilascialo dall'im-
po e per le sue inclinazioni cavalleresche, peratore: il paese di Vaud tutto intiero
allasua volta punì i torinesi, ma nel 1 263 Ve-
fu allora soggetto alla casa di Savoia.
assediandone la citlàfu preso in una sor- ro è che Pietro ebbe a difenderlo in
I ,

tita e in capo a pochi mesi morì in pri- unoaBerna chea lui si sottomise, da E-
gione. Non avendo preso moglie, il suo berardod'Absbourg conte diLaulTemberg
retaggio passò allo zio Pietro figlio del che pretendeva alle signorie di Kybourg,
conte di SavoiaTommaso l.La leggeSa- e lo vinse in due battaglie. Avendo spo-
lica già osservala nelle successioni de'rea- sato Agnese erede e figlia d'Aimone ul-
li di Savoia, escludeva le sorelle di Boni- timo conte di Faucigny, n'ebbe Beatrice
facio; e Pietro per la sua avanzala età e che maritò a Guido delfino di Vienna,
i6 SAV SAV
dandole in dote parte di tal provincia,che to in tenera età, che avrebbe potuto l'i-

passò cos\ ai delHni. Mori uel 1268 nel petere il trono per diritto di rappresen-
paese di Vaud nel castello di Chillon, che tanza. Amedeo V si dichiarò tutore di lui
avea costruito sul lago di Ginevra, e fu e de'suoi fratelli, e si mise in tal guisa per
detto il piccolo Callo Magno. ^on a\en- alcuni anni in salvo dalle loro p« etensio-
do discendenti maschi, ebbe a successore ni. Nel principio del regno sostenne una

il fratello Filippo 1 in età avanzata, già guerra contro Amedeo li conte di Gine-
preposto di Bruges e arcivescovo di Lio- vra e Umberto delfino di Vienna, nemi-
ne quantunque non avesse preso gli or- ciereditari di sua casa. Le sue armi fu-
dini sagri, che nell'anno precedente avea rono vittoriose,ed allorché fu conclusa la
rinunziato per isposarela virtuosa Alessia pace per interposizionedi PapaOnoriolV
o Alice erede della contea di Borgogna, e del re d'Inghilterra nel i 287, i suoi av-
onde prese il titolo di conte palatino di versari la comprarono con sagrifizi. Indi
Borgogna, ma la contea la moglie desti- si alleò cogli abitanti d'Asti e Alessandria
nò al primogenito dell. ° marito. Perve- perguerreggiare Guglielmo VII marche-
nuto Rodolfo I d'Absbourgall'imperOjfe- se di MonferrntOj'e la sua fortuna consue-
ce rivivere le pretensioni di sua casa al- ta lo favorì marchese fu fatto prigio-
: il

l'eredità di quella di Kybourg. Filippo I niero dagli astigiani, e morì in una gab-
volledifenderesuasorelialVIargherita con- bia di ferro. Dipoi volse le armi contro il
tessa usufruttuaria di Kybourg, ma ne- i marchese di Saluzzo, e lo costrinse a ren-
mici occuparono il di lui paese di Vaud. dergli omaggio. Intanto Filippo suo ni-
IlPapa Martino IV deputò ambasciatori pote giunto a età virile, domandoli retag-
a RodolfoI per disporlo ad un accomo- gio dellaSavoia. Non sentendosi abbastan-
damento col conte di Savoia, e con van- za forte per sostenere una guerra, prefe-
taggiodi tuttifu conclusa la pacenel 1282, rì il trattare: ed Amadeo V per la me-
con qualche detrimento per lacasa di Sa- diazione del re d'Inghilterra, cede a Fi-
voia. Il 1 morì nel 1285 a
saggio Filippo lippo il principato di Piemonte e tuttociò
Rossiglione nel Bugey senza prole,lascian- che la sua casa possedeva al di là dell'Al-

do la corona ad Amedeo V da lui alle- sedeedell'omag-


pi, sotto la riserva della
va to e adottato, figlio del fratello Tomma- gio.Taleriparto degli stali diSavoia,durò
so conte di Fiandra edi Moriana,ein pre- sino aglii I dicembre i4i8, in cui morì
giudizio del primogenito di questo Tom- Luigi di Savoia, principe d'Acaia, di Mo-
maso conte di Moriana; l'altro fratelloLo- rea e di Piemonte, ultimo di tale ramo.
dovicostabih la linea de'baroni di Vaud, Filippo avendo sposato Isabella di Ville-
feudo che gli die Amedeo V; ed il nipote hardovin, figlia e unica erede dell'ultimo
Filippo figlio di Tommaso conte di Mo- principe dell'Acaia e della IMorea, assun-
liana, quella de'principi d'Acaia e di Mo- se il titolo de'due principati e lo trasmise
rea in Grecia. Amedeo V il Grande, per a'suoi ma
ne vendè la sovranità nel
figli,

essere stato uno de'più celebri sovrani di i3o7 a Carlo d'Angiò re di Napoli, per
sua stirpe, che Irovossi a 22 assedii, ama- la prepotenza degli Angioini che aveano
to dallo zio Filippo I che gli fece sposare occupato varie città del Piemonte. Il con-
Sibilla ereditiera della contea di Bressa te di Savoia Amedeo V trovandosi dopo
e di Beaugè, gli affidò l'amministrazione tale divisione, in alcun modo esiliato dal-
della Savoia, investì del ducato d'Aosta l' Italia, volse la sua attenzione verso la
e pose in mano tutte le forze dello stato, Francia. Prese parte attiva quasi in tutte
onde non provò difficoltà in succederlo. le guerre e negoziazioni di quella corona,
11 fratello Tommaso conte di Moriana a- e condusse più volte le truppe di Filippo

vea lascialo il figlio Filippo già nomiua- IV contro i fiamminghi. Pareate de* re
SAV SAV 17
di Francia e Ingliilterraj ebbe l'onore di in favore di suo genero Andronico IH,
pacificarli. Più volte dovè respingere le si recò in Avignone e vi lasciò la vita ai
a^'gressioni de'vicini conte di Ginevra, e 16 ottobre 323, ed il suo corpo fu tra-
I

delfino di Vienna,il quale domandava in sferito ad Altacomba.Edoardoil Libera»

nome di sua madre Beatrice l'eredità di /e ereditò pure dal genitore l'animoguer-

iulla la Savoia, mentre il re invocava la riero, ma fu troppo prodigo j ed ebbe dif-

leg"eSalica che esclude le femmineai tro- ferente fortuna al par di lui poco dopo
:

ni; ma non era ancora nechia-


tale legge si trovò a fronte il conte di Ginevra, il

ramente stabilita, ne appoggiata sopra u- delfino di Vienna, ed il barone di Fauci-


na lunga esperienza. La spedizione in I- gny. Riportò da principio su loro alcuni
talia dell'imperatore Enrico VII, ricon- vantaggi, ma nel febbraio 1 325 fu disfat-
ciliòper un tempo principi rivali, per-i to in gran battaglia avanti il castello di

chè entrambi seguirono nel i3io e nel Varey : fatto per un momento prigione,
1 3 3 l'imperatore con la famiglia del qua-
I il valore e lo zelo de' suoi gentiluomini
le erano inìparentati. Precursore in Ro- lo liberò; ma il fiore della nobiltà savo-
ma ,
per ricevere Enrico VII la corona iarda e borgognone, condotta dal cognato
imperiale, fu Lodovico di Savoia figlio del conte di Tonnerre, rimase prigioniera del
suddetto barone di Vaud, eletto neli3io delfino, e.per riscattarla si pagarono gros*-

senatore di Boma e approvato da Papa sissime taglie. Sospese leostilità, Edoardo


Clen)enleV, che avea stabilito in Francia si recò inFrancia eseguì ilre nella guerra
ein y4vìgnone[F.) la residenza pontificia di Fiandra, combattendo coraggiosamen-
con tanto danno d'Italia. Del senatorato te nella rinomata battaglia di Montcasselj
di Lodovico, ragionai nel voi. LVllI, p. per cui il re lo creò cavaliere di propria
286, e sotto di lui Magliano di Sabina mano. Dopo essersi riconciliato col delfi-

(/^.) si pose nella protezione del senato no, essendo ancora in detta corte, mori
e popolo romano. Amedeo V ottenne dal- in Gentilly nel 32g. Questo conte acqui-
1

l'imperatore che avea accompagnato in stò dal vescovo e capitolo di Moriana, la


Roma, la signoria d'^5// (/^.), e il gover- metà della giurisdizione civile di quella
no Lombardia, cui in se-
di varie città di provincia; nel 1 325 autorizzò gli ebrei a
guito fu costretto abbandonare: delle sue stabilirsi in Savoia, e pel i.° pose le fon-
conquiste non conservò che la signoria damenta della legge che proscrive in giu-
à* Ivrea [F.). Col Bosioeallri storici, nel stizia i risarcimenti in denaro per la mag-
già citato voi. XXIX, p. 226, parlai del gior parte de'delitti. Dalla consorte Bian-
soccorso dato da Amedeo Vai cavalieri ca di Borgogna e nipote di s. Luigi IX,
motto di Savoia F. E. R. T.:
di Rodi^ e del ebbe Giovanna che maritò a Giovanni III
altri negano cbe vi si recasse e perciò non duca di Bretagna. Gli successe il fratello
derivare da tale aiuto l'orisrine
o di tal di- Aimone il Pacifico, che moderato e pru-
visa. Il conte dalla pia Sibilla, generosa dente,ristabilì le finanze esauste dalle pro-
colle chiese e monasteri, ebbe 7 figli dei digalità del predecessore, e ridonò la pa-
quali Edoardo, ed Aimone gli successero; ce a'suoi popoli affranti dalle guerre. La
dalla 2.' moglie Maria figlia del duca di nipote Giovanna aspirò suo retaggio,
al

Brabante, nacque Anna maritata ad An- e gli suscitò contro il delfino di Vienna;
dronico III imperatore d'oriente,efu ma- laonde guerra ricominciò su tutte le
la

dre di Giovanni IPaleologo;in 3.^ nozze frontiere del Delfìnato,delFaucigny e del


sposò Alessia figlia del delfino Umberto, Ginevrino; ucciso il 333, suo
delfino nel i

per sedare le reciproche discordie e paci- fratello Umberto barone Faucigny si di


ficarsi. Amedeo V per persuadere Papa pacificò col conte. Questi neli34o con-
Giovanni XXI I a promulgar la crociata dusse le truppe savoiarde in servigio di
"**^
\OL. LXII. 2
i8 SAV SAV
Francia, nella guerra contro ringhiller- gli esercizi, fu d'allora in poi denomina-
ra. Reduce in Savoia fece diverse pie fon- lo ilco/2/e /'erc^e. Lo stessospirilo cavalle-
dazioni, regolò premurosamente l'animi* resco gli fece istituire nel 36o o nel 3G2 1 1

nislrozione della giustÌ2Ìa,edinChambery l'ordine della Collana odt\ Collare, \)cv


rslituìuna corte suprema di giustizia per- avere in principio per insegna un collare
manente. Sposò Giolanda celebre per le simile a quello de'Ievrieri, in onore della
sue rare virtù e carità pe'poveri, onde fu ss. Annunziata (V.)y titolo che altri at-

chiamata Tornamento del suo secolo. Fi- tribuiscono a'suoi successori. Altri prete*
glia di Teodoro Paleologo marchese di sero,confutalidaGuichenon,che quest'or-
Monferrato, nel contrailo nuziale si sti- dine equestre ebbe pressoché la slessa o-
pulò, che gli slati del Monferrato in man- rigine di quello della GìarreUiera (F.)^
canza de'maschi della dinastia del mar- e in occasione che una dama da lui ama-
chese, si devolvessero a Giolanda o sua la gli donò un braccialetto inlessulo dei
prole. Essa partorì due maschi, e due fem- suoi capelli, intrecciati a nodo d'amore.
mine, una delle quali Bianca sposò Ga- L'ordine divenne nobilissimo e il supremo

leazzo Visconti il primogenito Amedeo


: di Savoia, ed i gran maestri furono con- i

VI successe al padre quando nel i343 ti e duchi di Savoia, poi re di Sardegna.


i

moiì in Monlmelian, lasciando pure sei Perle antiche rivalità de'conti di Savoia
figli naturali da diverse amanti. Ame- Vienna, le loro frontiere si
co'delfini di
deo VI il Verde ereditò il valor milita- confondevano, ed frequenti matrimoni i

re dell'avo Amedeo V
Grande^ìa pru- il fra le due famiglie in vece di unirli, com-
denza e r animo guerriero che spinsero plicarono i loro dirilli : in forze quasi e-
quel principe a gloriose imprese ; laon- guali, i rè di Francia impedirono che soc-
de le eroiche azioni del nipote, la savia e combessero nella lunga lotta. Ma Umber-
accorla condotta, memorabili e gene-
le to II ultimo Delfino del Viennese, aven-
rose gesta, ne resero immortale il nome. do perduto nel i338 il suo unico figlio,
Essendo di circa o anni rimase sollo la
i deliberò a persuasione dell'a rcivescovodi
tutela di Lodovico o Luigi di Savoia ba- Lione, di cedere il paese al re di Francia,
rone di Vaud suo cugino, e del conte di a condizione che fosse l'appannaggio del
Ginevra. Appena usci dalla sua tranquil- primogenito e s'intitolasse Delfino (/"'•).

la minorità, neh 347 po^'^ò le sue armi Questo trattato diede grande inquietudi-
in Piemonte, per profittare della deca- ne alla casa di Savoia,! di cui stati si tro-
denza della casa d'Angiò, la quale perde- vavano pressoché incastrati in quelli d'u-
"va sotto la famosa reginaGiovanna I, tut- na polente monarchia. In fatti l'odiodei
te le città che i re predecessori si erano delfinesi trasse presto il conte di Savoia
assoggettate in quella provincia. Amedeo in una guerra pericolosa col nuovo del-
VI accordo col suo cugino Jacopo di
d* fino se non che il re Giovanni II, non
:

Savoia figlio di Filippo, principe d'Acaia volendo costringere Amedeo VI a cercar


e Morea,e conte del Piemonte, conquistò l'alleanza inglese, s'intromise come me-
in brevetempo Chieri, Cherasco, Mon- diatore tra suo figlio e lui. Fece loro sot-
dovi, SavigliatioeCuneo,econ Jacopo ne toscrivere a Parigi un trattato a*5 gen-
divise il governo. Ptilornato Amedeo VI naio i355, col quale il conte di Savoia
datale vantaggiosa spedizione, nel torneo rinunziò a tutti i suoi possessi tra il Ro-
che die in Ghambery vi comparve vesti- dano, rìsero, ed il Guiero; mentre il del-
to d'un'armatura verde, col cavallo bar- fino cedeva al conte le signorie di Fau-
dato di verde, ed il suo scudiere in abito cigny e di Gex; di modo che
furono se-
pur verde siccome si segnalò in tale tor-
: gnati i confini precisi, e da ricono- facili

neo per la sua destrezza e abilità io tulli scere Ira le due dominazioni. Tale accor-
SAV 19 SAV
c!o fu rassodnto mediante il matrimonio le protesse! giovani Monfer- marchesi di

del conte con Bona di Bor)3one figlia del rato, contro polenti Visconti di Milano:
i

duca Pietro e cugina e cognata del re. Ja- siuni allora alla lega de' guelfi , e nella
copo di Savoia governava allora il Pie- guerra die nuove prove di valore e di a-
monte, e quantunque vassallo del cugino Urbano
bilità. considerando Roma la V
Amedeo VI, inorgoglito della guerra fat- vera e legittima residenza de' Papi, nel
ta alla regina Giovanna I d'Angiò, ed al 1367 partì d'Avignone, e fece il suo io-
marchese diMonferrato e Saluzzo, osò nel gresso nella capitale del cristianesimo ai
1 358 di mettere imposte sulle merci clie 16 ottobre. Fra i principi chesi recarono
provenivano da Savoia, e punì di morie a ossequiare in Viterbo, e ad ac-
il Papa
alcuni commissari del conte che aveano compagnarlo in Roma, vi fu Amedeo VI
protestato con troppa fierezza. Amedeo che fu accollo con molla distinzione, ad-
VI per vendicarli, valicò le Al pi con un e- destrò il cavallo del Papa, come notai nel
sercito: prese Torino,Samigliano e tulle voi. XXIV, p.88; avendo pure detto nel
le piazze del Piemonte; umiliò il marche- voi. XV li, p. 2 19, e altrove, che Amedeo
se di Saluzzo, che avea tolto le parli del VI tornò in Roma nel 1 368 e si trovò al-
cugino, e fece prigioniero il principe d*A- la coronazione che Urbano V fece di fi-
caia e Morea , conte del Piemonte , che lisa bella moglie deirmiperatoreCarlolV,
mandò a Rivoli, ed il quale non ricuperò e che con questo condusse per la briglia

la libertà, che rinunciando al Piemonte. il cavallo cavalcatodal Papajfacendol'uf-


Amedeo VI dipoi neh 363 lo ristabiPi nei fìzio di Palafreniere (/^.) per onorare il

suoi feudi, per valersi di lui contro il mar- Vicario di Gesù Cristo. Amedeo VI nel re-
chese di Monferrato. Qui però va notalo, carsi nell'alma città era reduce dall' o-
che Filippo il figlio primogenito di Ja- riente per commissione d'Urbano V e per
copo, alla sua morte fu supplantato dal ottenere l'abiura dello scisma che divi-
fratello di cui fu tutore Amedeo VI, e pro- deva la chiesa greca dalla latina, per cui
curò di ricuperare principati d'Acaia e
i nel seguente anno 369 si condusse in 1

di Morea; ma conoscendosi onerosi,si con- Roma r imperatore Giovanni I e nella


tentò di continuare a portarne semplice- Chiesa di s. Spirilo (/^.) fece la solenne
mente i titoli. Papa InnocenzoVI nel j 36 i abiura degli errori de' greci nelle mani
l'invitò ad opporsi con tutte le sue forze del Papa. Amedeo VI tornato ne' suoi
al passaggiodella compagnia bianca, com- stali, vide il marchese di Saluzzo chea-
posta di malandrini soldati di ventura che vea fatto omaggio al redi Francia, dicen-
rubavano e saccheggiavano; nia la com- do che suoi maggiori lo rende vano ai del-
i

pagnia bianca lo sorprese nella sua terra fini di Vienna mandò truppe nel mar- :

di Lanzo, l'imprigionò e pel riscatto volle chesato, ma poi per timore del re le ritirò.

180,000 fiorini d'oro. Frattanto per in- Urbano V essendo ritornato in Avigno-
Tito del Papa Urbano V, il conte raccol- ne, gli successe Gregorio XI il quale esor-
se un forte esercito per soccorrere l' im- lò con lettere il conte Amedeo VI a desì-
peratore d'oriente Giovanni 1 figlio d'An- stere dallo spoglio del vescovo di Ginevra
na di Savoia e perciò suo parente, impri- dalla signoria della città. Molestando Ber-
gionato dal re de'bulgari : s'imbarcò per nabò Visconti dominii dellaChiesa, Gre-
i

Grecia nel porlo di Venezia, colla maggior gorio XI lo dichiarò incorso nelle cen-
parlede'suoi vassallijballuti i lurchi,s'ìm- sure e gli mosse guerra, affidandone nel
padronì di Gallipoli, sconfìsse più volte 1373 con successo il comando ad Ame-
i bulgari, ed occupata Varna e altre città deo VI uno de'capoparli guelfo,col quale,
di Bulgaria, costrinse il re a restituire la con Carlo IV imperatore, e con Ottone di
libertà a Giovanni l. Tornalo in Piemon- Brunswick tutore del marchese di Saluz-
20 SAV SAV
zo si coìlegò. Indi nel 1877 stabilmente i383, dopo aver riunito a'suoi slati, ol-
Gregorio XI consolò 1* afflilla Italia, e la tre nominati, Valromei, Biella, Verrua,
i

desolala Roma, con ripristinarvi la pon- e Vaud il quale dopo 60 anni che avea
tificia dimora. Ma morto nel 378,conlro 1 servito d'appannaggio al ramo collaterale

illegiliimamente eletto Urbano VI, in- de'baroni di Vaud, questo sotto di lui si

sorse l'antipapa Clemente FII[F.), (ìgVio estinse inLodovico di Savoia già senato-
d'Amedeo conte di Ginevra, e parente di redi Roma, che nel 1359 gli avea vendu-
Amedeo VI, terminando in lui i conti di to la baronia. Lasciò di Bona il figlio A-
Ginevra , che poi ereditarono i conti di medeo VII ilA'o5^oche gli successe, men-
Savoia alla sua morte. Il pseudo Ponte- tre guerreggiava col signore di Beauieu,
fice passò in Avignone,e vi stabilì una cat- essendosi già segnalato alla battaglia di
tedra di pestilenza, dando principio al lun- Rosebeck, nella guerra che Carlo VI re
go e fi^inestissimo scisma che separò dal- di Francia fece ai ribelli gantesi. Paci-
l'unità cattolica, principi e nazioni con fu- ficatosi, in Chambery il conte Amedeo

talissime conseguenze. Sebbene la mag- VII formalmente prese possesso de' pa-
gior parte d'Italia ubbidì a Urbano VI terni dominii. Poco dopo si restituì pres-
e successori, Francia, Savoia e Piemonte so il re e die nuove prove di valore nella
con altri contermini stati seguirono lo sci- presa d'Ypres, ed in quella di Burburgo;
sma e riconobbero il falso Clemente VII scortò in Inghilterra il presidio di quella
e successori. Per sostenersi nella pretesa cittàche avea capitolato, e fu accolto a
dignità Clemente VII formò un pseudo si Londra nel più onorevole modo. Ritor-
collegio cardinalizio,creando 38 an ti car- nato in Savoia, fece guerra agli abitanti
dinali nella più parte francesi, ed anche del Vallese chea veano cacciato il vescovo,
spagnuoli, e vi comprese i seguenti. Ame- e ristabilì il prelato. Seguendo il partito
deo de'marchesi di Saluzzo, Giovanni de d'Angiò pel conquisto del regno di Napo-
Minolys vescovo di Ginevra, Giovanni di li, contro il ramo di Carlo HI Durazzo,
Broniaco presso Annecy, Lodovico Allo- nondimeno i partigiani di questo in Pro-
brox vescovo di Moriana. L'antipapa Be- venza, nella valle di Barcellonelta, e nel-
nedetto XIII che gli successe, tra suoi i lecontee di Nizza e f^enlimiglia (f^.), non
numerosi anticardinali, vi annoverò An- potendo ottener soccorsi daLadislao,ch'e-
tonio de Chalant savoiardo arcivescovo ra successo al padre Carlo 111, si offrirò*
di Tarantasia. Alcuni di questi anti-car- no al conte di Savoia di assoggettarsi a lui;
dinalifijronopoi riconosciuti per veri dai ed Amedeo VII non si fece scrupolo di
Papi. Di tutti feci le biografie nel voi. Ili, profittar della minorità di Lodovico II di
p. 21 I e 223. Amedeo VI ne abbracciò Angiò, pev accettare, a'2 agosto e 28 set-
il comunanza di patria e di pa-
partito per tembre 388, l'omaggio di que'popoli che
1

rentela, come per isperanza di signoria, ed vollero sottrarsi all' ubbidienza di quel
in fatti n'ebbe subito in dono il castello giovine principe; ma dall'altro canto,dice
di Diano. A persuasione dell'antipapa, A- Guichenon, i detti popoli non ricevevano
inedeoVI accompagnò in Italia Lodovi- soccorsi, e la loroindipendenza era espo-
co I d'Angiò, che avendolo coronato re sta agli Angioini che veramente non ri-
di Napoli voleva conquistarne il regno : conoscevano per legittimi. Il conte perini.
ottenne perciò da Lodovico 1 la cessione se che l'antipapa Benedetto XIII occupas-
di tutti i suoi diritti sul Piemonte, e seco se il castello di Nizza, in tempo della pe-
lui si collegò. Il conte ebbe parte a'iieti steche infuriava nella Provenza e nella
successi, che presagivano alla spedizione Liguria. Amedeo VII per caduta da caval-
felice riuscita; ma colto dalla pestea s. Ste- lo morì nel 1391 in Ripaglia, lasciando
fano presso Bitooto, ne morì a'2 marzo 3 figli nati dalla moglie Bona di Berry,
SAV SAV ai
dotato di singolari virtù, e di rara pru- nelle guerre civili di Francia tra le case
denza; e la fama di sovrano saggio e pro- d'Orleans e di Borgogna: genero del du-
de, che rese floridi i suoi slati. ca Filippo e cognato di GiovanniSenza
Amedeo Salomone del suo se-
Vili, il paura y secondò a lutto potere borgo- i

colo, nacque aChanobery a*4 settembre gnoni. In pari tempo estendeva da tulle
1 383, onde non avea che 8 anni quando le parli le frontiere de' suoi stati, che«i
suopadreAmedeo VII morì. Si disputaro- componevano della Savoia, del Ginevri-
no la reggenza Bona di Beriy sua madre, Vaud e di Gex, della Eres-
no, de'paesi di
Cona di Borbone sua ava, ciascuna delle se,delBugey e del Basso Vailese: il Pie-
quali avea un numero di aderenti. Preve- monte era posseduto da un ramo di sua
dendo Bona di Berry disordini che nella i casa, come appannaggio, laonde uno sta-
Savoia si sarebbero eccitatijSe continuava- to vasto non era più contea e presto

no simili contese, rinunciò a favore della divenne ducato. Mentre lo scisma sosle-
suocera ai diritti che come madre poteva nevasi dalT antipapa Benedetto XIII ia
avere, e maritò col conte d'Armagnac
si Avignone, e poi in altri luoghi, in Roma
contestabile di Francia, e morì nel 1 434' ad Urbano VI erano succeduti Bonifacio
Bona di Borbone d'animo virile e forte, IX, Innocenzo VII e Gregorio XII. Con-
governò saggiamente. Istituì parecchie ca- tro quest'ultimo ribellatisi i cardinali di
se religiose e molte utili istituzioni eres- sua ubbidienza, con quelli dell'antipapa
se: a difesa delFaucigny fece fabbricare unitisi a Pisa, con molli prelati, padri e
la fortezza di Bonneville. Amedeo VII gli ambasciatori de'principi, nel 1409 de-
avea pel figlio stipulato un contratto di posero Gregorio XII e Benedetto XUf, ed
matrimonio con Maria figlia di Filippo elessero Alessandro V.I fedeli restarono
X Ardilo duca di Borgogna: si celebrò nel delusi, poiché furono di più divisi nella

i4o[ solennemente aParigijColl'assisten- credenza, ed invece di uno ebbero 3 Pa-


za del re Carlo VI. Uscito Amedeo Vili pi; anzi morto nel 1 4 o Alessandro V,
' gli

dalla minorità prese le redini del gover- fu sostituito Giovanni XXIII, continuan-
no de'suoi stali, si dimostrò principe ge- do la confusione per venerarsi il vero Pa-
neroso, amante della giu6lizia,nemicodel pa. Intanto l'imperatore Sigismondo,do-
vizio e dedito alla pietà. Mantenne la pa- pò avere provocalo il celebre concilio di
ce ne'propri stali, mentre cbene'paesi vi- Costanza [F.) per estinguere lo scisma,
cini ardeva la guerra, e con mezzi legit- e nel quale concorsero tutte le nazioni e
timi accrebbe dominii avuti in eredità;
i gli ambasciatori de'principi, desiderando
fu sommamente stimalo anche dagli stra- conferire con Ferdinando I re d'Arago-
nieri, per la sua gran prudenza e saviez- na sostenitore deiranlipapa,onde cercare
za. Nel 1398 era terminala la reggenza i mezzi per far cessare tanto scandalo dal
di Bona diBorbone, che malcontenta del quale era desolala la Chiesa, e dappertut-
nipote si ritirò a Macon, e morì nel 1 402. to era perturbazione d'animi e di cose,
Amedeo Vili fece ben presto un acqui- perciò deliberò di partire per Francia :

sto importante per la sua casa. L'antica essendo passalo nel suo viaggio pegli stati
casa de'conti di Ginevra erasi estinta ai di Amedeo Vili, e ricevuto regiamente
16 settembre i3q4 colla morte dell'an- aChambery, a' 9 febbraio 1 4 1 6 con di-
1

tipapa Clemente VI I,cui successe nel gran ploma imperiale dato in tal città, Sigis-
feudo la casa di Villars per via di donne. mondo eresse il contado di Savoia in du-
Amedeo Vili ne profittò con comprare calo a favore di Amedeo Vili, che ne fu
a'5 agosto i4oi la contea di Ginevra da ili.** duca, e de'suoi discendenti. Nel con-
Oddo di Villars per 45',ooo franchi. Ne- cilioGregorio XII eroicamente fece la
gli anni successivi intervenne più volle Rinunzia del Pontificato (F.), Giovanni
22 SAV SAV
XXIII deposto e Benedello XIII sco-
fu l'abito d'eremita, e dichiarò che si ritira-

municalo e degradato: quindi agii i no* i va dal mondo senza rinunziare alla so-
embre i4'7 concordeoieute fu eletto vranità, nominando il figlio luogotenente
Martino V che restituì la sospirata pace generale di qua dai monti. Si chiuse in
alla Chiesa. Nel seguente anno in Pinero* Kipaglia con 6 cavaUeri,che scelse tra'suoi
Jo morì agli 1 1 dicembre Lodovico o Lui- consiglieri, si fece crescere la barba, ed
gi di Savoia ultimo della linea de' conti istituì l'ordine di s. Maurizio (V.). Che
diPiemonte, principi d'Acaia e Morea,che Amedeo Vili si fosse continuato a ricono-
a vea assisti to il parente A medeo Vili nel- scere per duca, lo rilevo dal breve Dignnni
le guerre coi marchesi di Monferrato, di atqiie nieriium, de' 1 2 aprile 1 436, Bull,
Saluzzo e di Ceva. Pel suo testamento e de Prop.ftdey A ppendix 1. .p.g, col quale 1

pei diritti cheavea,il nuovo duca ne ere- Eugenio IV confermò l'erezione fatta dal
ditò gli sta ti, Dipoi nel 1 4^6 A medeo Vili duca del collegio d'Aven in Savoia. Es-
entrò in lega co'veneti contro il duca di sendosi ordinato nel concilio di Costanza
Milano, su questi fece nuove conquiste, la celebrazione d'altro concilio generale,
e la signoria di Fercelli[y.) fu guarentita Martino V Io fece aprire in Pavia, e poi
dalla pace. Fino allora tutto avea prospe- trasferì aBasilea (^.), lo che confermò
rato per lui, ma perla peste propagata in IJugenio IV, ma questi poco dopo per di-
Torino nel 4*^8, Maria di Borgogna sua
1
versi motivi lo trasportò in Bologna in-
sposa e da lui amata teneramente fu nel di a Ferrara e Firenze ( F.\ ov'egli stesso
pumero delle vittime. Afflitto da tante intervenne. Resistettero i padri basileesi
calamità, il duca cercò consolazioni nella con aperta disubbidienza a tal decreto, e
religione, fondò parecchi conventi, si a- però continuandolo divenne Co/ici7/V2Ìo-
doperò per la riforma de'costumi, e pro- lo (/^'.)per le riprovevoli contese violenti
cede contro gli eretici con maggior zelo. contro degnissimoed esemplare Euge-
il

Tuttavia neli43Q pubblicò un codice di nio IF(F.)\ disputaronosulla suprema-


leggi o Slatula Sahaiidiae iC\\^àk^^^o am- zia tra'Papi ed concilii ossia del Prima'
i

miiazione in Europaj tentò d'impadro- to(^.), vollero riformare la Chiesa a mo-


DelAnalo, acquistò nuovi diritti
nirsi del do loro, ed inasprite le discrepanze, fini-
sul Monferrato con aiutare il marchese rono con deporre scismalicameule a'25
Giovanni suo cognato contro il duca di giugno 1439 il zelante Eugenio IV che
Milano, per cui con trattato de' i3 feb- gliaveaanatematizzati. Il duca di Savoia
braio 1 432 esigette l'omaggio feudale per non si era decisochiaramenletra'due par-
unire il marchesato alla sua corona. Un tili; i prelati de'suoi stali assistevano al
tentativo fatto nel 1434 contro la vita del concilio di Basilea, ma pareva ch'egli fa-
duca daGalois gentiluomo di Sura,che vorisse il Papa; e come seppe che questo
fu messo a morte, confermò A medeo Vili era stalo deposto, protestò a' 2q luglio
pel suo disgusto del mondo, e nel suo pro- contro un atto che gli sembrava attenta-
getto di ritiro. Avea fondato un conven- torio all'autorità del capo della Chiesa,
to d'agostiniani a Ripaglia presso Tho- e perciò riprovevole. Ma gli accorti padri
pon sulle sponde del lago di Ginevra; fe- basileesi per sostenere l'iniqua loro lotta,
ce colà costruire vicino un palazzo che desiderando il valido appoggio di Ame-

chiamò romitaggio. In un' assemblea di deo Vili, comechè polente, di gran men-
vescovi e baroni che vi convocò a'7 no- te e universalmente sliu)alo, lo elessero
vembre, depose le redini dello stato nelle antipapa a'5 novembre 1 439 e conferma?
mani del primogenito Lodovico o Luigi reno ai 17, introducendo un nuovo sci»
di eccellenti qualità, giusto, religioso e a- Sina, l 35 deputali che si portarono iq
nianle dell^eoe del suo popolo; egli vest\ Ripagliaa presealareal duca il decreto di
SAV SAV 23
tale elezione, provarono molle difficollà lomeo vescovo di Novara, cod altri 3. Tn
e opposizioni per parte (le'conslgliei'i d'A.- Basilea a' 12 ottobre ne creò altri 8, fra
DiedeoVlii, rnada lui ammessi atrudien> iquali Francesco vescovo di Ginevra. E-
za a'aS novembi'e,g!i domandarono con gualmenle in Basilea e nella congregazio-
molte ragioni il suo assenso, a prender il ne sinodale, a' 12 novembre i44o>P"l^l>l'"
governo delia Chiesa, ed egli vi acconsen- co altri 6 anticardinali. Nel 1 444 essendo
li ripugnante e dopo aver sparso molte Felice V
Ginevra promulgò altri due
in
lagrime. Preso il nome di Felice /^(^.), de'7 anticardinali che creò, comprenden-
6Ì lasciò salutare Papa nella chieda di Ri- dovi Giovanni Arsio arcivescovo di Ta-
paglia con istupore di tutta Europa, per Fantasia; gli altri li pubblicò io appresso.
vedere rinnovalo uno scisma che pochi an* Di questi 26anticardinali ne riportai le
ni prima era stato giudicalo falalissimo biografie nel voi. IV, p. i58, eseg.,alcuni
alla cristianità, e perciò non poteva mai de'quali furono poi riconosciuti per veri
sperare d'essere riconosciuto dalla mag- daNicolò V: la maggior parte furono fran-
gior parte della Chiesa. Nel dì seguente cesi, spagnuoli e tedeschi, e molti di quel-
si portò in Thonon capitale del Chiable- li che nel conciliabolo aveano dato il vo-
se, sulla riva meridionale del lago di Gi> lo per l'antipapa, che avea commesso la
nevra, non lungi dalla foce del Drame, debolezza di crederli legittimi elettori col
nella diocesi d' Annecy, il cui territorio Papa vivente, e dopo aver disapprovato
corrisponde al paesedegli antichi nantua- il loro contegno ribelle e scandaloso. Fe-
ti. Ivi come Papa assistè all'uffizio della lice V alternò la sua residenza tra Tho-
vigilia di Natale, e prese poi per segreta- non, Basilea, Losanna e Ginevra ove avea
rio Enea Silvio Piccolomini, il quale avea la sua Dateria (/^.). Ad Eugenio IV nel
comechiericodiceremonieassistitoalcon- 1447 f^ dato in Roma a successore Ni-
clave di sua elezione, e più tardi divenne colò V, le cui prime cure furono impie-
Pio II. Il cardinal di Lusignano parente gate per estinguere lo scisma della Sviz-
del figlio duca, aderì allo scisma. A'6 gen- zera, Savoia e Piemonte che ubbidivano
naio i44o rinunziò la dignità ducale per all'antipapa, oltre diverse università in-
investirne il suo figlio Luigi principe di fette degli orgogliosi errori basileesi; con
Piemonte, essendo l'altrosuo figlio Filip- bolla dei 1 7 dicembre, pre>so Labbé Con-
po conte del Genevese: avea maritato la cil.1. 1 2, p. 1 322, dichiarò eretico Felice

figlia Maria a Filippo Visconti duca di V; confiscò i di lui beni e quelli de'suoi
Milano e fiero nemico d'Eugenio IV. Da faulori,applicandoliaCarloVIIrediFran-
loro e da 3oo gentiluomini accompagna- eia, se questi volesse reprimerlo co' suoi
to, a'24 giugno fece suo solenne ingres-
il scismatici seguaci, concedendo indulgenze
so in Basilea^ ed a'24 luglio fu consagra- a quelli che per questo fine prendessero
to vescovo dèli cardinal ^0£/oi'/co(/^.) A- le armi; mentre Felice V con lettere ri-

lemand arcivescovo d'Arles,eda lui coro- portate da Marlene, Anedoct. t.


7, p. 989,
nato con triregno valutalo 3o,ooo scudi ingegnavasi di trarre il re alla sua ricon-
d'oro. Tultociò saputosi da Eugenio IV, ciliazione. Ma l'imperatore Federico III
scomunicò l'antipapa Felice V, il cardinal nella titubanza di alcuni suoi sudditi, co-
Lodovico e tutti loro fautori, annullan-
i mandò a tutti quelli dell'impero di rico-
do tutti gli atti del conciliabolo. Felice V noscere solo Nicolò V vero legittimo Pa-
non solo riconobbe per cardinale Lodo- pa; il che sconcertò i sostenitori dello sci-
vico, ma in Thonou avea già nell'aprile sma, e d'allora in poi Felice V, che cono-
creato anticardinali Lodovico della Palu, sciuto l'errore, amava la pace e l'unità
vescovo di S.Giovanni di Moiiaoa e am- cattolica, pensò seriamente a ristabilirla

ministratore di Losanna, non che Darlo- nella Chiesa, alla quale non cessava d'e-
a4 SA V SAV
sorlarlo il duca Lodovico suo figlio, prov- si in principio, lasciò alla casa di Savoia,

vedendo però aldi lui decoro, ed all'ono- i titoli di quelladiLusignano,e le ragio-


re di sua casa, come rilevasi da Mezeray, ni sui regni di Cipro, Gerusalemme e Ar-
/ibregéde l'hist. de France,an. 447-Su- 1 menia, per cui più tardi adottò la coro-
perale tutte le difficoltà nel congresso di na chiusa e la qualifica di Altezza Rea-
Lione^ Felice V esemplarmente a'9 apri- le. In tanti luoghi ragionai, e massime a

Iei449 Losanna (l^.),r\mirìz\ba\ suo


'" Sardegna Regno, come Nicolò V per ri-
antipontificato, che avea occupato San- compensare il duca Lodovico e suoi pre-
ni, 8 mesi ei 5 giorni. Nicolò Y in ricom- decessori de'grandi meriti che aveano col-
pensa ad azione così pia e generosa, al mo« la s. S^òe^ e per la celebrata virtuosa ri-

do che narrai ne'citali articoli, assolvè lut- nunzia del padre al pseudo-ponlificato,
ti dalle censure, e confermò benefizi di i colla bolla Etslex palernae charilalis af-
quelli che aveano aderito allo scisma, e fectUy de* IO gennaio i4^'> Lunig, CW.
tulle le cose fatte da Amedeo Vili nella Diploni. 1. 1
, p. 7
I
4j gli concesse il celebre
sua ubbidienza. Dichiarò questo cardina- indulto, di nominare per privilegio per-
le vescovo di Sabina f decano del sagro sonale, a tutti i benefizi ecclesiastici dei
collegio, legato di Savoia e di quegli al- suoi stali, persone idonee chedal Papa sa-
tri luoghi chenotai ne' voi. Ili, p. 2i4> IV, rebbero confermate, ed benefizi riser- i

p. 1 7 I , nel riportare le insegne pontificie vati alias. Sede verrebbero dal Papa con-
che gli concesse e quali eccettuò; in una feriti alle sole persone soggeUe al domi-

parola fu riconosciuto pel 2.** personaggio nio suo, e di suo piacere: indulto che fu
della Chiesa. Amedeo VIII dopo aver per confermato e ampliato da altri Papi, in
la 2.' volta rinunziato alle sue grandez- favore de'successori sovrani della casa di
ze, rientrò nellasolitudine di Ripaglia, vis- Savoia, inclusivamente allecatledrali, ed
se e morì santamente a'7 gennaio© 28 abbazie. Lo slesso Nicolò V a' 3o aprile
febbraio 1 45 1, e fu ivi sepolto. Dipoi la del precedente anno , avea accordalo ai
sua tomba fu distrutta dai bernesi in una collatori e padronati de' benefizi nel do-
invasione del Chiablese, onde il corpo fu minio della Savoia, che non fossero ob-
trasferito ne' sotterranei della cattedrale bligati ad ammettere le Aspettative fra
di Torino, donde re Carlo Alberto lo fece due anni. Persuaso il duca Lodovico che
collocare nel magnifico monumento che lo spartimento della dinastia rilardato ne
gli eresse nella cappella della ss. Sindone. avesse anteriormente V elevazione e l'in-

La sua vitaha per titolo: Ainedcus Pa- fluenza politica, onde evitare ogni divi-
cificus. Lodovico duca di Savoia secon- sione funesta per l'avvenire, dichiarò in-
dogenito de' suoi 9 figli, gli successe fin i dominii della casa di Savoia,
alienabili
dal 1 44oje fece morire il di lui già i ."ìDiì- perchè non soggiacessero più ad eredita-
nislro Bolomier odialo da tutta la nazio- rie divisioni, fissando in pari tempo l'or-
ne. Nella guerra d^ltalia contro Milano, dine della successione per diritto di pri-
ne profittò con alcune conquiste nel No- mogenitura; legge fondamentale che al-
Tarese e Alessandrino, ed avrebbe potuto cuno attribuisce al testamento di Amedeo
anco insignorirsi del ducalo Milanese. Si VI il f^erde. Acquistò in sovranità al-
trovò in conlese e compromesso nelle di- cuni luoghi, e sopra il mare da Grimal-
spule domestiche della casa di Francia, do signore di Monaco, la metà di Men-

e per la sua debolezza fu dominalo dalla Ione, e tuttoilluogodiRoccabruna, e poi


moglie Anna poco rispettato
di Cipro, e ne rinvestì lo stesso Grimaldo, con giu-
da' iGfigli, Carlotta avendo sposato ildel- ramento di vassallaggio eomaggio, riser-
fino poi Luigi XI il secondogenito Lo-
: bandosi porvi un presidiodisoldali, qiian-
dovico con te del Gene vese,per quanto dis- dofosse spediente.Fu iqoltre riconosciuto
SA V SAV 25
sovrano di Friburgo. Verso il fine del re- spetfiti contro i suoi favoriti e consiglie-
gno di Lodovico, lerrainarono santamen- ri, quali erano assistiti dal duca di Bor-
i

te di vivere due beate della casa di Sa- gogna. Luigi XI colle armi ristabilì l'au-
voia. La I
.' nel 1 4^3 fu la b. Lodovica ve- torità della sorella, e per la mediazione
dova del conte Ugo di Cabillone, la qua- de'cantoni di Berna e Friburgo, s'impe-
le inconsolabile morte del marito»
per la dì sanguinosa guerra, e la reggenza nel
vestì l'abito francescano, fondò orfano- 1471 f*^ divisa tra la duchessa e i prin-
trofi e monasteri, veniie cbiamata la ma- cipi. Amedeo IX fu divolo della s. Sede,
dre de'poveri, ed avvertita del suo tran- soccorse poveri in modo che giunse a
i

sito dalla B. Vergine, morì recitando Y A- vendere per essi la collana d'oro del suo
ve maris stella ^ e proferendo le parole: ordine li teneva a mensa e diceva for-
:

El hora suscìpe. La i' nel 1464


rnortis mar la pompa di sua corte. Visitò a pie-
fu la b. Margherita figlia d'Amedeocon- di la ss. Sindone in Chambery, concorse
te del Piemonte e principe d'Acaia eMo- alla crociala proclamata a Mantova da

rea, vedova di Teodoro li marchese di Pio 11 non solo per liberare il santo sepoU
Monferrato, la quale di votissima dels.Pio- ero, ma per infrenare turchi che minac» i

sario vestì l'abito di terziaria domenica- davano tutti. Ebbe sempre sollecitudine
na , e divenne celebre per la sua carità per la retta amministrazione della giusti-
verso gl'infermi e poveri; fu rapita da i zia, dolce, paziente, rassegnato, si guada-

frequenti estasi,scampò colle sue orazio- gnò il cuore de'suddili, pel sublime eser^
ni da gravi pericoli la campagna e la cit- cizio delle virtù cristiane, dopoaverlo am-

tà, ridonò la salute alla nipote Amedea, mirato in tenera età valoroso. Compian-
e la pace alla famiglia; disegnò chiese, o- to e venerato da'popoli morìa'3o mar-
spedali e chiostri; ricusò le seconde nozze zo 016 aprile i^ji Pasqua in
vigilia di

col duca di Milano, fece solenne profes- Vercelli. Dio ne onorò la tomba con di-
sione religiosa, e spirò pregando Dio per comparire seden-
versi miracoli, e lo fece
la pace della Chiesa e del mondo. Final- te in nuvola luminosa sulla città di To-
mente il duca Lodovico, dopo avere isti- rino. L'ape della Chiesa s. Francesco di
tuito il senato di Torino con autorità su- Sales attesta le di lui virtù eroiche, nel-
prema per giudicar le cause civili e cri- la supplica a Paolo V per la canonizza-»
minali, ristabilendovi 1' università degli zione,e nel 6 7 consagrò
1 1 in Thonon ove
studi ch'era stata trasportata a Chieri; e il duca nacque la chiesa de' cappuccini,
che pel I
.° di sua casa pose la propria ef- sotto l'invocazione di Francesco e del s.

figie nelle monete, morì a Lione nel 465. 1 b, Amedeo IX. Papa Innocenzo XI nel
La sua mo"lie
o Anna di rara bellezza fon- 1677 ne approvò il culto immemorabile
dò vari conventi in Savoia enei Piemonte. con titolo di beato, essendo invocato pa-
Amedeo IX Beato successe al padre,
il trono dalle partorienti. La sua vita di Sa-
ed ebbe in isposu Jolanda figlia di Carlo muele Guichenon pubblicarono! Bollan-
VII re di Francia, virtuosa, e affeziona- disti, Ada ss. martii t. 3, con altra scrit-

tissima alla corona di Savoia, salvando ta in italiano dal can. Maleti e stampa-
colla sua prudenza lo stato dai mali in cui la nel 161 3. Inoltre si ha del p.d. Carlo

sarebbe caduto, durante la malattia del Morozzo, J^'^ila e \>irlu delh. Amedeo IX
consorte e la minorità de'figli. Presto si duca di Savoia j Torino 1686. Filiber-
indebolì la salute del duca, finché diven- to I il Cacciatore primogenito de'suoi 9
ne incapace di governare. Assunta Jolan- figli ne occupò il trono, ch'essendo mi-^

da la reggenza coU'appoggio del fratello nore la madre Jolanda continuò a gover-


Luigi XI, fu costretta di fuggire a Greno- nare con titolo di reggente, secondo l'u-?
ble da Filippo, e altri suoi coguali iqdl- so di Savoia e la volontà espressa dal det
i6 SA V SAV
funto. Pero fu contrastata (la'cognali,tIal figli due conventi sotto la rego-
e fondò
re di Francia e dal duca di Borgogna : i la di s. Agostino, uno a Cavour, l'altro a

primi colle armi s'impossessarono del ni- Barge. Morì Carlo I a Pinerolo nel 1489
pote, ma il re di Francia aiutò la sorel- non senza sospetto di veleno propinalo dal
la a riprendere il suo grado, ma fu gra- marchese di Saluzzo. Carlo II suo figlio

Temente esposta nella guerra che gii sviz- in età infantilene ereditò gli stati sotto
zeri fecero al cognato Jacopo di Savoia la reggenza materna; però il marchese di

barone di Vaud suo appannaggio,e al suo Saluzzo, ed signoi'i di Raconigi e di Car-


i

alleato Carlo Temerario duca di Bor-


il dècheaveano sotto Carlo 1 perduti i loro
gogna. Questi temendo che per le perdi- beni vi si Carlo
ristabilirono colle armi.
te fatte la casa diSavoia si staccasse da lui, Vili re di Francia recandosi al conqui-
fece rapire Jolanle e i figli. Filiberto e suo sto del regno di Napoli, passò per la Sa-
fratello fuggirono dallo zio Gio. Lodovi- voia e pel Piemonte. La duchessa Bian-
co vescovo di Ginevra. Gli stati di Savoia ca per onorarlo, lo fece ricevere per tulli
nella cattività della reggente affidarono i paesi con pompa regia, e per dimostrar-
allo zio Luigi XI
duca in tutela, che
il gli il desiderio suo che l'impresa sortisse
si fece rappresentare da Filippo di Savo- felice esito, lo fornì di denaro e di gen-
ia e dal fratello vescovo di Ginevra. Il re te,e gli accordò la slessa ospitalità nel ri-
liberò la sorella che poco dopo morì, do- torno; il giovane Carlo II donò al re un
po di aver pubblicalo un nuovo codice: famoso cavallo, e morì poi d'una cadu-
Poeterà Sta tuta Sabaiidiae. La Savoia ta di letto nel 1496 a Torino. Il prozio
cadde maggior dissoluzione, perchè il
in Filippo II conte di Bresse figlio del du-
re di Fraticia suscitandovi la guerra ci- ca Lodovico e d'Anna di Cipro, gli suc-
bile mirava di riunirla a Francia. Intan- cesse in età avanzata e col suo accorgi-
to Filiberto 1 troppo giovane non atten- mento seppe porre riparo ai mali che mi-
deva che ai piaceri, sebbene buono e re- nacciavano popoli fino all' età di 22
i :

ligioso. Sisto IV gli mandò il dono del- anni si fece chiamare Senza Terra, per-
lo Stocco e berrettone benedetti (/'^.), e- chè non aveva appannaggio. Per 4 regni
sortendolo a proteggere la Chiesa. Mori fu capo de'faziosi della Savoia e nemico
per gli eccessi della caccia nel 4^2 di i 7 1 di sua madre, uccidendole il favorito Va-
anni a Lione. llsuofratelloCarlolil Guer- rai, e al tri spogliò de' tesori,quelli che do-
riero nato a Carignano soggiacque alla po averli accumulati li mandavano fuori
tutela di Luigi XI suo zio, che dominan- di stalo. Il padre lo fece imprigionare da
do da padrone, per ventura delTuìdipen- Luigi XI, finche liberato nel 1466 disim-
denza dello stato poco dopo morì. Car- pegnò fedelmente parte dell'animinislra-
lo I nel 1483 fece il suo solennne ingres- zione sotto Amedeo IX suo fiatello. Si
so a Torino, prese le redini del governo, collegò poi col duca di Borgogna suo pa-
e presto die saggio di valore e prudenza, drino contro Francia, ed ebbe -parte in tut-
fu generoso, colto e protesse i dotti. Nel te le sue guerre e in quelle di Savoia, in
breve suo regno ebbe dispiaceri col mar- cui rese formidabile. Morì poco dopo
si

chese di Saluzzo, e con Carlo VII! redi nel i497> lasciando il Irono a Filiberto
Francia, e si fece adorare dal suo popo- Il il Bello nato da Margherita di Borbo-

lo col suo vigore, liberandolo da influen- ne, che pure fu madre di Luigia da cui
ze straniere. Nella sua corte il famoso Ba- sortì Francesco I re di Francia. Fihber-
lardo ricevè la i." educazione, e poi ad o- to 11 era stato educato presso Carlo VIII,

iiore della duchessa Bianca di Monferra- che seguì col padre nel regno d» Napoli:
lo, moglie di Carlo 1, tenne a Carignano in seguito abbandonò Francia per par-
un torneo questa : principessa partorì due teggiare cou Massimiliano ioìperatore, di
SAV SAV ^^^7

cui avea sposala la figlia Marglierlla d*Au- tutti ì


partiti;! vallesani s'impadronirono
Siria, poi zia di Carlo V e celebre gover- di parte del Chiablese. Prospero Colonna
natrice de'Paesi Bassi. Perciò nel calare si recò in Piemonte im-
cogli svizzeri per
Luigi Xli in Italia dovè Iransitare per pedire ai francesi il passo delle Alpi. P'ran-
le valli delmarchesalo di Saluzzo, allri cesco mosse guerra per querele sul
I gli

invece dicono che si alleò con lui e ricevè retaggio materno. Volendo Carlo III con-
splendidamente in Torino. Recatosi quin* servarsi neutrale trail re e Carlo V, per

dia Roma, conferì con Alessandro VI sul lasua posizione non potè impedire il pas-
progetto di una nuova crociala contro i saggio alternato de'francesi e degl'impe-
turchi. Sì distinse per la clemenza, e in riali: tentò come parente pacificarli,esem-
ricompensare i servigi prestati alio stato; pre con infelice esito, poiché fluttuante
ma tutto perduto ai tornei, alle caccie, nella politica, seguiva la fortuna del vinci-
mori neIi5o4 di riscaldo a Pont-d'Ain tore.Tuttavia nel Sag la pace i di Chani-
nella stessa camera ov'era nato la mo- : bray fu opera di casa Savoia, ma fu detto il

glie che aveva eretto un monastero a s. Trattato Pace delle dame, perchè con-
Benedetto a Brou per la guarigione ot- clusa daLuigia madre del re e da Marghe-
tenuta in una di lui infermità, gl'innal- rita zia dell'imperatore. Clemente VII o-

zò in quella chiesa un superbo mausoleo. noròilduca del dono dellafìo.9rttì?'oro(F.).


Per mancanza di prole, divenne duca il Questo Papa si recò in Bologna per co-
fratello Carlo III il Buono ma nato dalla ronarvi Carlo V, con quella solenne pom-
conlessa di Penthièvre Claudia: questa a* pa e cavalcata che descrissi nel voi. XVI f,
vendo ricevuto dal ilglio'il paese di Biel- p. 221 e luoghi relativi, diceodocome ve-
la vi dimorò, e finché visse conservò la stiva il duca che v'intervenne nel sito il
preziosa reliquia della ss. Sindone. Carlo più distinlo,e portando in mano la coro-
III ebbe lungo e travaglioso regno che tol- na imperiale : quella però ducale che te-

lerò con animo costante. Assorbitele ren- neva il duca in capo, rilucente di perle,
dite di Savoia da 4 principesse usufrut- di smeraldi e di carbonchi, fu stimata pili
tuarie, fu costretto ad un riposo forzalo e che 100,000 ducati. Dopo la coronazione
ad una severa economia. Ricevè l'omaggio il duca recava un ricchissimo cappello da
de'Grimaldi signori di Bogiio, e si oppose porre in capo all'imperatore, quando vo-
ai genovesi nell'impresa di Monaco, e do- lesse deporre la corona; allri dicono che
po le contese, si pacificò con loro. Fu in- portasse la corona ferrea di Monza, col-
vitato nel 1 5o9 alla lega di Cainbray(V.) la quale Papa due giorni avanti avea
il

con Giulio lì, per ricuperare nella guer- fregiato Carlo V. 11 duca giunse a Bolo-
ra contro i veneziani il regno di Cipro per gna a'23 febbraio i53o con isplendido e
le pretensioni di sua casa. Tale lega l'in- numeroso corteggio come vicario dell'im-
dusse ad ostilità contro gii svizzeri, che pero subilo fu ammesso
; al bacio del pie-
dovè quietare con denaro e allearsi coi de dal Papa, e della mano da CesarCj i

cantoni nel 1 5 1 2 1 n questo tempo regna-


. quali l'ospitarono presso di loro, dopo a-
va Francia Francesco I figlio di sua
in verlo fallo incontrare dai cardinali e dal
veniva sposata da
sorella; l'altra sorella conte di Nassau in qualche distanza dalla
Giuliano de'Medici fratello di Leone X, città. Quando poi la serenissima Beatri-
il quale donò al duca la Rosa d'oro (^'.); ce duchessa di Savoiasi recò a Bologna
o
l'imperatore Carlo V eragli altresì paren- per visitarecogualoCarloV, questi gran-
il

te per Margherita d Austria sua zia e per demente l'onorò con incontrarla un mi*
la moglie Beatrice di Portogallo cogna- glio fuori di porta, levandosi la berretta
ta di Cesare, come sorella di sua consorte. e ponendosi alla sua sinistra: Beatrice an»
Non perlaulo fu esposto a gravi assalti di noverata fra le più avvenenti principesse,
28 S^V SA V
avea un mngnifico seguito di belle don- logglo fuori della città in un convento di
ne e di gentiluomini. T ducali coniugi fe- francescani. Nel i544 'a P^ce di Crespi
cero nuova istanza al Papa e Carlo V per rese alcuna tranquillità al Piemonte, sen-
la ricupera del reame di Cipro, e fu con* za restituirlo al duca, tranne l'ammini-
venuto che Carlo III inviasse perciò ono- strazione civile. Neil 55 ricominciatele
1

revole ambasceria a Venezia, alla quale ostilità, Carlo III ammalò di pena, e mo-
repubblica avea già fatto similedomantla. rì a Vercelli nel 1 553 de'9 figli di Bea-
:

]Vel palazzo Pepoli,ove alloggiava la du- trice, il superstite Emanuele Filiberto gli
chessa di Savoia, essa diede una sontuo- successe, mentre militava nelle Fiandre
sa festa con suoni e danze, e vi fu l'im- per Carlo V. Di aspetto maestoso, alfa-
peratore che sovente la visitava con mol- bile, amante della giustizia, celeberrimo

ta distinzione, Carlo V fece alcune dona- guerriero, moderato nello sdegno e reli-

zioni a Beatrice e l'investi in uno ai di- gioso , Emanuele Filiberto si guadagnò


scendenti del ducato d'Asti, del quale già l'amore de'sudditi, e il rispetto de'poten-
i duchi n'erano investiti per altri diplo- lati d'Europa. La sua autorità era ristret-
mi : altri vi aggiungono il marchesato di ta nella valle d'Aosta, nelle contee d'Asti
Ceva. Avendo cavalieri Gerosolimitani
i e di Nizza, in Vercelli, Cherasco, Fossa-
perduto Hodi^ Carlo III gli ospitò in Vil- no e Cuneo. Avea imparato l'arte della
la franca prima di passare a Malta. Volen- guerra, accompagnato l'imperatore in A*
do esercitare le sue ragioni su Ginevra, frìca, e militato in Germania contro la le-

Ja città abbracciò la pretesa riforma dei ga di Smalcaida, e vi si fece distinguere


calvinisti e cacciòil vescovo, aiutata da per valore. Tornato in Piemonte, di con-
Friburgo ch'erasi emancipata sotto Fili- certo con Ferdinando Gonzaga, tentò di
berto I. I ginevrini furono pure socporsi ricuperare sui francesi gli slati di Savoia,
da Francesco I malcontento del duca, con ma non vedendosi corrisposto, si restituì
guerra di pretesto per ricuperare Nizza e ne' Paesi Bassi, quando seppe la morte del
l'eredità sottratta alla casa d'Angiò e alla padre. Benché i francesi avessero preso
madre, ad onta della legge Salica in vi- Vercelli e Ceva, saviamente giudicò che
gore ne'due stali. Nel i535 tutta la Sa- meglio dell'importanza personale dovea
voia fu conquistata, tranne la Tarantasia. attendere il ricupero de' suoi stati j spe-
Berna occupò il paese di Vaud, Fribur- ranze che ritardarono la rinunzia di Car-
go la contea di Roraont, vallesani nuo- i lo V tregua di Vaucelles. I due po-
e la

Tamente parte del Chiablese il duca ab- : che fra loro tenevano divisa l'Eu»
tentati,
bandonò Torino e quasi tutte le piazze di ropa, convennero di conservare propri i

Piemonte e si chiuse in Vercelli. Carlo V possessi,onde Savoia ePiemonte restarono


accorse in aiuto del duca, ma aggiudicò in loro balìa. La tregua per la corta dura-
ilMonferrato che gli era caduto ai Gon- ta, e le prime ostilità crebbero gloria al
zaga di Mantova (^.). Il Piemonte al- duca generalissimo: io agosto i557
a'
lora divenne il teatro delia guerra, che guadagnò sui francesi, per Filippo II re
avea devastalo l'Europa, occupato e sac- diSpagna e figlio di Carlo V, la memo-
cheggiato dai francesi e imperiali. Carlo rabile battaglia di s. Quentìn(F.)^ che re-
III ritiratosi a Nizza, non senza gravi dif- seimmortale il suonome,e mandòaNizza
ficoltà vi ammise Paolo III (F.)^ che \\ le bandiere e artiglierie conquistate.Quin-
si era portato per pacificare il re e l'im- di per la pace del 3 aprile i55g, senza
peratore, dopo averlo ossequiato in Mo- rendere al duca di Savoia l'antica sua in-
naco ov' erasi fermato altri dicono che
; dipendenza, lo fece rientrare con gloria
il Papa non essendo stato ammesso inNiz- ne'suoi stati. Sposò Margherita di Fran-
?a per le gelosie de' savoiardi , prese aN cia sorella d'Enrico II; i francesi si riser-
SAV SAV 29
varono alcuni presidi!, gli spagnuoli riten- la seta, acquistò nel 1576 il territorio di
nero Vercelli e Asti; il resto del Piemon- Tenda, e comprò il principato d'Oneglia
te e tutta la Savoia furono restituiti al dai Doria. Morì nel i 58o, lodato altamen-
duca. Reduce ne'suoi stati, si occupò pri- te, ma lasciò 7 figli naturali come famo-:

ma d'ogni altra cosa, di ricondurre alia so capitano, meritò un busto marmoreo


fede cattolica que'sudditi ch'eransi fatti nella Protomoteca del Museo Capitoli'
Protestanti (^ .); oaa per la resistenza dei no {F.) di Pioma. Suo figlio Carlo Ema-
valdesi, dovette accordar ad essi nel 1 5G i nuele I ad istanza
Gregorio XIII s'im-di
il libero esercizio della religione loro nelle padronì di Cisterna che ricusava al suo
4 valli d'Agrogna, Luzerna,la Tour, e s. signore il debito vassallaggio e ricogni-
Martino, e costruì 3 castelli per impedir zione al Papa, sovrano di (juello e altri
loro il passaggio de'confini. Domandò a feudi nel Piemonte, come del pi incipato
Carlo IX re di Francia la restituzione delle di Masserano (F.)j e vi mise un gover-
piazze che occupava, per conservarsi l'in- natore in nome delPapa.Tenlòinuli Unen-
gresso in Italia, volendo toglierla dall'in- te ricuperare Ginevra protetta da Fran-
fluenza di casa d'Austria ; e si contentò cia,che teneva occupato Saluzzo dopo la
di ritenere Pinerolo, la Perouse e Savi- morte dell'ultimo marchese, onde il du-
gliano. Ma il duca non potè indurre gli ca assediò la città e cacciò francesi. Per i

svizzeri, a restituirle conquiste fattea suo la morte del re avendo la lega cattolica

padre; laonde con trattati cede il paese escluso il re d» Navarra e il principe di


di Vaud, e riebbe quello di Gex, il Ghia- Condè dalla successione come calvinisti,

blese e altri luoghi. Coi vallesani, conven- il duca vi concorse come figliodi Marghe-
ne a de' cambi, ed il confine si stabili a rita di Francia zia de'3 ultimi re: que-
s. Gingo. Nel 5'jo 1 mandò 3 galere ai ve- sta principessa come dotta, protesse mol-
neti per la difesa di Cipro contro i turchi, to i letterati e poeti. Per l'indulto di Nico-
che poi ebbero parte nella brillante vit- lò V il duca pretendeva nominare ve- i

toria di Lepanto j il che lo invogliò ad ac- scovi de'suoi stali, ma Sisto V nel 1587
crescere le forze navali, affidandole ad un elesse vescovo di Vercelli il cardinal Co-
ordine religioso e militare. Con approva- stanzo Boccafuoco di Sarnano. Rappre-
rione di Gregorio XIII rinnovò l'ordine sentò il duca al Papa le sue ragioni, e poi
di s.Maurizio (P^.), e l'unì a quello di diede suo consenso; ma nella bolla ap-
il

s. Lazzaro (/^.), assegnando Nizza per re- pose la formola Placet e protestò che l'e- ^

sidenza de'cavalieri,e diede loro le gale- lezione erasi fatta con preventivo accor-
re, che poi ad invito di detto Papa man- do- Abbonendo Sisto V che nelle bolle
dò Levante contro turchi, ed anche
iu i si esprimesse tale clausola, scrisse al du-

per servizio della s. Sede per tenere coq ca d'ignorare che godesse nomine di chie-
quelle di essa netti mari d'Italia dai cor-
i se, e se gliene facesse costare il privile-

sari. Nel viaggio d'Enrico IH re di Fran- gio l'aumenterebbe, mentre siffatto indul-
cia ottenne la restituzione delle piazze nel to in Italia fu solo concesso da Clemente
i574,facendo altrettanto gli spagnuolijed VII, a Carlo V per 24 chiese del regno
il duca subito le pose in istatodi rispet- di Napoli. Per la guerra della lega dichia-
tabile difesa : indi fabbricò quelle di To- rato vicario dell'impero, nel iSgo ricevè
rino, Bourg, dell'Annunziala, di Monlal- l'omaggio de' provenzali che lo elessero
bano, fortificando il porto di Villafran- per conte, e prolettore della cattolica re-
ca; stabilì fabbriche d'armi, e organizzò ligione, e fece il suo ingresso ad Aix dopo
regolarmente le milizie. Fece rifiorire l'u- aver combattuto le truppe d'Enrico IV.
Torino, fondò molti collegi,
ni versila di Avendo ottenuto soccorsi da Filippo II,
introdusse o migliorò la coltivazione del- di cui aveva sposato la figliaCaleriua,graa
3o SAV SAV
sostenitore della lega cattolica, continua Gregorio XV col titolo di nunzio straor-
la guerra; ma quando Enrico IV abbrac- dinario, che riuscì nella missione con sod-
ciò il catloiicismo fece tregua. Tutlavolla disfazione reciproca delle parti, cooperan-
si riaccese dai religionari a danno di Sa* do Luigi XIII re di Francia a costringere
vola, finché il duca si che
pacificò col re, il duca a sentimenti pacifici. Fu Paolo V

gli promise Salu7zo,e poi penlendosi, per che approvò l'ordine delle monache della
perdere l'ingresso d'Italia, tornò alle o- Visitazione i^r.)^^oxìòaUùx\ Savoia. Il du-
Per la pace di Vervins fu rimes-
slilità. ca per legare suoi interessi con Fran-i

so l'arbitrato aPapa Clemente Vili, sul cia, ottenne per isposa del figlio principe
contrastato marchesato il duca preferì ; di Piemonte, Cristina sorella del re. In-
trattare col re, che gli ofFiì di contentarsi tanto insorse la questione della Valtellina,
perla Bresse.Dopo molle brighe, nel 1 600 presa in deposilo da Gregorio XV, per-
i occuparono le piazze di Savo-
francesi chè sottrattasi dai grigioni voleva riunirsi
ia, e nel 1601 per mediazione del Papa al Milanese, come notai nel voi XLV,p.
si convenne: Che il duca cedeva a Fran- I I 5e I 1 6. Il duca, i francesi, i veneti ten-
cia la Brcsse, Bugey,Val Romei e il paese nero pei grigioni; e poichèGenova seguiva
di Gex; ed il re gli conduceva Saluzzo Spagna, il duca nel 625 ne assalì lo stato, 1

(/^.), colle fortezze di Demoni, Cental,e e col trattato di Moncon ebbe luogo la

RoqueSparviere : così furono fissate le pace. La successione de'ducati di Man-


frontiere di Francia e Savoia ; che se il tova e Monferrato (V.), accede in Italia
re guadagnò maggior estensione di paese, altra perniciosa guerra, ed il 2.° spettan-
commise l'erroredi chiudersi il varco alle do aSavoia, per cons<'guirlo il duca si colle-
Alpi, e abbandonò principi d'Italia al-
i gò cogli spagnuoli e s'impadronì di parec-
l'influenza di Spagna. A Ginevra narrai chie città del Monferrato, battendo i fran-
i ddca per impadronirsene,
tentativi del cesi. Allora Luigi XIlI,forzato il passo di
incoraggito da Paolo V, a cui avea man- Susa, entrò in persona nel 1629 in Pie-
dato ambasciatori d'ubbidienza appena monte, e convenne col duca per una par-
eletto; ed a Cipro come quel Papa l'aiu- te del Monferrato. Dopo questa conven-
tò per fare altrettanto, ma inutilmente. zione ritiratosi il re, il duca spinse gli spa-
J^er la morte del duca di Mantova (F,) gnuoli a cacciar i francesi d'Italia; onde
genero del duca, si ruppe guerra tra lui Luigi XIII s'impadronì di Pinerolo e sot-
e il successore, che protetto da Francia tomise la Savoia, mentre i tedeschi alleati
e Spagna, il duca dovè quietarsi. Indis- entrarono in Piemonte. Vedendosi duca
il

pettito il duca contro Spagna le riman- maltrattato sì dagli alleali che dai nemi-
dò l'ordine del Toson d'oro, e incomin* ci, punto di perder tutte le sue pro-
e sul
ciò una piccola guerra, che diversi prin- vincie, preso da rancore morì nel i63o
cipi, e Paolo V a mezzo del nunzio di To- in Savignano. Fu lodato per abile facon-
rino,prociuarono di sopire. Avendo il Pa- dia, a segno che sovrani temevano di i

pa nominato nunzio di Torino rag.'' d'A- trattare direttamente con lui, coltivò con
quino vescovo di Venafroe già degli svìz- amore le lettere, etra gliavvenimenli me-
zeri, Carlo Emanuele I ricusò riceverlo co- morabili del suo regno, si ricurda la fu-

me napoletano e perciò addetto agli spa- mosa difesa di Verrua, inutilmente per 3
gnuoli. Il contegno del duca col governa- mesi assediata dagli spagnuoli. Tra'suoi fi-

tore spaglinolo diMilano, provocava nuo- gli vi fu i! secondogenito Tommasodi Sa-


ve rotture. Ad impedirle Paolo V inviò voia Carignano, gran guerriero ch'ebbe
nel Piemonte Massimi, indi Giulio
l'ab. a nipote il celebre principe Eugenio. A
Savelli per nunzio, che creato cardinale Tommaso il padre die il castello di Rac-
uel 161 5, gli sostituì mg/ Ludovisi poi conigi, nella provincia dì Saluzzo ja\ qua-
SAV SAV 3 1

le articolo ne feci parola. Successe al du- d'ordine nelle sue fìnanze, fu continente
ca defunto Villorio Amedeo I inizialodal e sobrio. Lasciò due figli e 4 fighe sotto
padre in tulli gli affari dello stalo; pio. la reggenza della madre Cristina di Fran-
penso alla pace, con vigore intrapresela cia, che die prova d'animo virile, e di-

guerra, quando lo esigettero le circostan- mostrò singolare costanza nella guerra in-
ze. Urbano Vili nel 63 die 1 i a'caidinali sorta per Di 5 anni divenne du-
la tutela.

il titolo di Eminenza (V.), e duca j)re' il ra il primogenito Francesco Giacinto. Ma-


tese trattamento regio pei titoli che avea dama reale, così nomina vasi la reggente,
sui regni di Cipro, Gerusalemme e Ar- scrisse a'cognaticardinalMaurizio eTom-
menia, per cui assunse il titolo di Altezza maso principe diCarignano,che avrebbe
Beale, pose sugli slemmi la corona chiu- loro restituito l'appannaggio sequestralo
sa de're, e continuò a trattare i cardinali dal marito per essersi dati agli spagnuo
col titolo ò,' Illustrissimo, a seconda del- li, purché non rientrassero in Piemonte,
la pontifìcia disposizione perle teste co- perchè il cardinal Richelieu ciò avrebbe
ronate. Il duca montò sul trono sotto tri- l'iguardato come atto ostile. Cristina si

sti auspicii, essendo implicato in perico- trovò indi in critica condizione, perchè i

losa guerra : pure nel principio del suo principi volevano ritornare,mal soffren-
regno fece acquisto della città d' Alba. do che una straniera dovesse governare
Urbano Vili per indurrei {yiincipi alla lo stalo, ed francesi eia Spagna la mi-
i

pace, mandò a Parigi il celebre Mazza- nacciavano, questi coi progressi in Pie-
lini, che la concluse in Cherasco e pub- monte, quelli per la rinnovazione d'al-
blicata da lui dinanzi Casale, nel punto leanza che ottennero nel 638, e poco do- 1

che i iìue esei stavano per attaccarsi,


citi po morì il duca. Gli successe Carlo Ema-
avendo il duca in segreto abbracciato il nuele Il 4 anni, ed prin-
suo fratello di i

partito de'francem. INon andò guari che cipi di Savoia domandarono la tutela del
parecchi membri di sua famiglia si strin- nipote,ricorrendo all'imperatore che mai
sero alla Spagna, ed il fratello cardinal se n'era ingerito, per cui Ferdinando HI
Maurizio Savoia abbandonò il protet-
di ordinò a Cristina di staccarsi da Francia
torato di Francia ed assunse quello au- e di domandale la conferma della reg-
striaco. 11 famoso cardinal Richelieu do- genza. Le ostilità fra questa, il cardinal
minatore di Francia nel 635 trasse il du- 1 Maurizio e Tommaso di Carignano in-
ca a rinnovar guerra all'Austria, mentre cominciarono nel i63g: Cristina si chiu-
amava la neutralità, ed ebbe il coman- se in Torino, difesa dal cardinal La Val-
do supremo delle armate pel conquisto lette prode generale, e mandò i figli nel
delMilanese.Si condusse con singolare pe- castellodiCliambery. I principi di Savoia
rizia e distinto valore; celebre fra gli al- assistiti dagli spagnuoli, Tommaso s'im-
tri fu il coml)attimento di Mombaldone possessò di quasi tulle le piazze e della
vicinoa Bormida, in cui nemici spagnuo- i stessa Torino, passando la duchessa a Su-
liprovarono gravissima sconfìtta, con per- sa difesa da'francesi. Vedendo il figlio in

dita di bagaglioeartiglierie. Però fu l'ul- pericolosa malattia, negoziò col cardina-


tima gesta del duca, poiché dopo il pran- le di dargli la figlia Maria in isposa, per-
zo del maresciallo Crequi, con due suoi ché unisse così tutti i diritti al trono, e
ministri fu assalito da una crudelissima rinunciata la porpora si effettuò il matri-
malattia, e morì in Vercelli a'7 ottobre monio nel 164^ per pace conclusa ai
la
1637. Infaticabile di corpo e di mente, 16 giugno, per la quale contribuì mg.'
seppe rendersi assai accetto a'solduli, cui nunzio di Urbano Vili.
Calfarelli Dopo
dava l'esempio del valore e della costan- tante guerre, negoziazioni contraddito-
za uelie privazioni. Introdusse un grau- rie, malcoulenlo generale, Cristina restò
32 SAV SAV
ieggenle,Maunzloebbe la luogolenzn ge- lernria, ed un'accademia di pittura a To-
nerale di iNizza e Tommaso quella d'I- rino; promosse l'agricoltura e il commer-
vrea: COSI ebbe termine la guerra civile, cio. Nel 1675 sentendosi assalito da mor-
che avea desolato Piemonte, e la corle
il tale infermità, fece aprir le porle del pa-
si stabilì a La Francia restituì
Fossano. lazzo, ed entrare la moltitudine, perchè
le piazze e fece generalissimo Toiiunaso Io vedesse morire come l'avea veduto vi-
per cacciare gli spagnuoli, intanto che la vere. Spirò a I 2 giugno lasciando l'unico
reggente dichiarò maggiore il figlio nel figlio Vittorio Amedeo II sotto la tutela
1 648. Più tardi il duca dovette sostenere della madre Giovanna, la quale man-
M.""

la guerra contro valdesi o barbelti, e-


i tenne la pace, procurò l'abbondanza e fa-
relici che abitavano le valli delle Alpi, e cilitò il Irailìco. Siccome con Vittorio A-
fu generosamente soccorso da Papa Ales- medeo 1 1, la casa di Sa voia acquistò la Sar*
sandro VII. Ma l'intervento de'polenlali degna, il complesso degli stali fu costituito
protestanti pose fine alle ostilità ; dopo in regno, ed egli ne fu il i .°re, così di lui,
la conferenza di Pinerolo de' 3 1 luglio de' re successori, come delle vicende di Sa-
i655, Carlo Emanuele II pubblicò un voia ne trattai (ino a'nostri giorni nel ram-
indulto generale, e ristabilì tra loro l'e- mentalo articolo Sardegna Regino o Sta-
:

sercizio libero della religione calvinista ti DEL RE DI Sardegna. Solamente qui ag-
nelle dette valli, che già aveano goduto giungerò un cenno sulla successione di
la libertà di coscienza. Finalmente a' 7 Tommaso di Savoia figlio di Carlo Ema-
novembre 659, 1 il trattato de'Pirenei ri- nuele 1 e fratello del cardinale di Sai^o-
mise l'augusta casa di Savoia in possesso iVZjche attualmente regna sul trono diSar-
di tiittociò ch'ella avea prima delle ulti- degna Emanuele
in Vittorio 11. Il prin-
meguerre, ed popoli oppressi da sì lun-
i cipe Tommaso prese il nome dall'antica
ghe calamità, goderono alfine riposo. La città di Carignan o Carignano, nella di-
duchessa Cristina che per i5 anni avea visione e provincia di Torino, capoluogo
governato la Savoia, con un'autorità che di mandamento sulla riva destra del Po,
il figlio non le contese mai, morì in To- col titolo di principato. Le sue fortifica-
rino neh 663. Nel precedente anno il du- zioni furono smantellate dai francesi nel
ca avea sposato Francesca di Borbone fi- i544 dopo la battaglia di Cerisole, ma
glia del duca d'Orleans e cugina di Luigi tuttora esiste duca Fili-
il castello, ove il

XIV e per sua morte passò nel 644 '"^


: 1 berto Il il Bello dimorò lungo tempo, e
seconde nozze con M.^ Giovanna di Ne- vi die un famoso torneo neli5o4. Bian-
mours, d'un ramo cadetto della casa di ca moglie di Carlo I vi passò gli ultimi an-
Savoia che si estinse in lei. 11 duca in un ni, e vi fu sepolta. Il principe Tommaso
regno sì agitato, ebbe poca parte negli av- adunque di Carignano da Maria di Bor-
venimenti, ed anche meno quando Luigi bone-Soissons ebbe parecchi figli: il pri-
XIV non permise più ai principi suoi vi- mogenito Emanuele Filiberto continuò
cini d'aver volontà, egl'impedì d' impa- il ramo di Savoia -Cai ignano nel Piemon-

dronirsi di Savona. Carlo Emanuele li si te, ed Eugenio Maurizio fratello cadetto

guadagnò l'allelto de'popoli colla dolcez- colla mogiie Olimpia Mancini nipote del
za e la cortesia, per la generosità e mu- cardinale Mazzarini stabilì in Francia ,

nificenza. Abbelh la capitale Torino, rese quello ora spento de'conti di Soissons, che
inespugnabile Montmeliano, abbellì pu- produsse il famoso principe Eugenio, ge-
re e fortificò altre città; aprì una strada neralissimo dell'Austria, e uno de'più ri-
sulle Alpi della Savoia, detta della Grot- nomati capitani, che per aver vinto tur- i

ta presso Echelles, per la facile coniuni- chi Clemente XI gli donò \o Stocco e ber'
cazìoae de'popoli; istituì una società lei- reUoncbciiedcUi. Emanuele Filibeilo die-
SAV SAV 33
de prove di sapere e di valofe, sposo Ca- degna, nel 1792 fu invasa dai repubbli-
tecitia d'Esle figlia del duca di Modena. cani francesi, e riunita alla Francia for-
Il loro figlio primogenito Vittorio Ame- mò il dipartiniento di Monte Bianco : di-
deo fu tenente generale delle armate di poi nel 1 8 4 e
8 5 fu restituita ai suoi
1
1 1

Francia e di Savoia nella guerra della suc- sovrani legittimi. Abbisognando la Savo-
cessione di Spagna dalla moglieViltorina
: ia d'una maggiore ampliazione di dioce-
di Savoia^ nacque Luigi Vittorio che si si^ dopo quanto avea fatto Pio VII, il suc-

fece rimarcare perla piacevolezza del suo cessore Leone XII incaricò nel 825 mg.*" 1

spirilo, e per la sua alfabililà, e fu pro- Fiancesco Maria Brigex arcivescovo di


priamente lo stipite del ramo attuale re- Chamberypelristabilimenlode'vescovati
gnante, e di quello di Savoia Carignano. di s. Giovanni di Moriana e di Moutiers

Imperocché avendo sposatoEnrichettadi per la Tarantasia, co' quali unitamente


Hheinfels, sorella di Polissena regina di a quello d'Annecy già ripristinato da Pio
Sardegna, e moglie di CarloEmanuele III VII, la Savoia riacquistò le antiche sue
suo cugino, ebbe Vittorio Amedeo, ed Eu- sedi vescovili, che sotto dominio fran-
il

genio cadetto che formò ceppo cadetto il cese erano state soppresse. Egualmente
de' marchesi di Villafranca, che sussiste nel pontificato di Leone XII vennero ri-
ancora nel principe Eugenio Emanuele pristinati, in Annecy le monache della vi-
di lui nipote, i cui diritti alla corona ia sitazione, in Altacomba la celebre abba-
mancanza de' figli maschi del ramo che zia, per la pietà del re Carlo Felice, e della
regna, vennero riconosciuti con alto so- regina M.* Cristina di Borbone. Sulla Sa-
lenne del 26 aprile 1 834- La principessa voia e augusta reale casa, oltre gli scritto-

di lui sorella M.^ Gabriella di Savoia-Ca- ri che riportai a Sardegji a Regno, ora ag-
Tignano avendo sposato in prime nozze giungo i seguenti, avendola pure da ul-
l'odierno principe Massimo di Roma, re timo celebrata il conte Litta, Famiglia,
Carlo Alberto, e la regina consorte ten- di Savoia^ e nel suo Meniovandum il con»
nero al sagro fonte il loro figlio Carlo Al- te Clemente Solaro dellaMargherita. Fili-
berto, come notai nel voI.Ljp. 33: la 1 prin- berto Pignoni, SabaudiaeDuciimarbor
cipessa morì
1837, e fu tumulata nella
nel Augustae Taurinorum i58i.
gentilitia,
Chiesa di s. Lorenzo in Danmso. (^^.). Papiri© Massoni, Elogia Duciun SabaU'
Luigi Vittorio mori nel 1778, lasciando diae jPav'ìsnsiGi 1. Sabaudia Respiiblìca
il primogenito Vittorio Amedeo tenente et historia Lugduni Batavorum i634*
y

generale, e comandante di marina, che Me tho de facile pour apprendre Vhisloi»


sposalo a Giuseppina di Lorena-Arma- re de Savoye depuis son orìgine fusquà
goac-Brienne, n'ebbe Carlo Emanuele; presentf Paris 1707. Samuele Guiche-
questi diede prove dell'antico valore dei non, Histoire gencalogique de la mai-
suoi avi, e sposò M/ Carlotta Albertina son Royale de Savoye^ Lyon 660: Nou- 1

di Sassonia principessa di Curlandia, che velle edition avec des supplemens, Turin
nel 1
798 partorì Carlo Alberto, e nel 1 800 1778- 1780. Abregé de V histoire de la
M.^ Elisabetta poi maritata all'arciduca Royale maison de Savoye par Thomas
Ranieri viceré del regno lombardo-ve- BlanCf Turin J778. Vander Burchius
neto, la cui recente morte fu deplorata Lamhevtus^SabaudorumDucum^Princi'
per le sue grandi virtù. Morto Carlo E- pam historiae geniilitiae,ex officina Plau"
nianuele in Parigi, il figlio Carlo Alberto tiniana i5(^g. Gualdo Priorato, File dei
nel i83i divenne re di Sardegna, tro- Principi della real casa di Savoia (dal
no che cede nel 1 monar-
849 al suo figlio 1 528 al 1 765), Colonia. Ferrerò Labria-
ca regnante. La Savoia seguendo de- i no,Augustae Regiaeque Sabaudae do-
stini della monarchia e del regno di Sar- mas Oiborgenlilitia, Augustae Taurino-
3
34 SA V SAV
rum 1707. Francesco A Iberlini, Genea- più bel sito di Savona, e fu abbattuta nel-
logia e gesta dt sovrani di Savoia ^ To- la rifabbrica del castello l'annoi 543 con

rino 17 75. /ìJf moire de la li. maison de gran dolore de'savonesi, comechéera l'u-
Savoye, Turiti 1816. LodovicoMorgana, nica superstite della Liguria che attesta-
La reale casa di Savoia benefattrice d'I- va la conversione alla fede. Il senato di
talia, Livorno 1827. Gustavo Parolelli, Genova vollemunire Savona con furteca-
Storia della real casa di Savoia j Tori- slello, per dominarla con sicurezza, non
no 1834. che a difesa della riviera di Ponenteedi
Savona {Savonen). Cina con resi- Genova slessa, onde fece pure demolire
denza vescovile degli stali sardi, divisione il contiguo monastero di monache, l'epi-

di Genova da cui è distante 3o miglia, ca- scopio, la canonica, 3 ospedali, due altre
poluogo di provincia e di mandamento, chiese, i o oratori, il convento di s. Dome-
sul golfo di Genova, nella Liguria presso nico, molti palazzi e l'arsenale : si demo-
TA pennino dovecomincianoleAlpi.E'ba- lirono intiere contrade, e rovinarono mol-
guata dal mare Tirreno che altre volte li segnalati edifizi, dipoi nel i683 il ca»
leformava nobilissimo porto, con 3 bor- stello fu notabilmente accresciuto. Volen-
ghi con bellissimi giardini, in ferace pia- do la città, in più spazioso e perfetto di-
nura, e circondata di colli pieni di palaz- segno, erigere nuova cattedrale, le con-
la
zi e di delizie, in aria perfetta e clima as- venne distruggere la chiesa di s. France-
sai mite. E' pur sede d'una corte di giu- sco nel 1 58g, ed il vescovo Costa pose la
stizia, d'un tribunale di commercio e di prima pietra ne'fondaraenti a'2 2 giugno.
altre autorità. 11 re Carlo Alberto nel 1
847 Terminata nel 1 602 ed abbellita cogli or-
dichiarò Savona divisione amministrati- namenti dell'antica, come quella fu de-
va e circondario, comprendente le Pro- dicata alla B. Vergine Assunta con gra-
vincie di Savona, Acqui ed Albenga. Ha do di basilica e molti privilegi. La cat-
due castelli di poca importanza, perchè tedrale éun buon edifizio; tra le reliquie
da ogni banda dominati, e de' ripari di venerasi il corpo di s. Sisto I Papa, che
poca difesa, poiché nel declinar del se- altre chiese ancora credono possedere, e
colo XVI furono demoliti 3 forti che la quello del b. Ottaviano vescovo della cit-
fiancheggiavano, con altri baloardi che tà. Vi è il fonte battesimale colla cura di
duplicavano il suo recinto il quale è di anime affidata al parroco nominato dal
circa 3 miglia.Dacché la folgore cagionò, capitolo ed approvato dal vescovo. Il ca-
dopo la metà di detto secolo, lo scoppio di pitolo si compone di 4 dignità, lai.*del-
una torrecheservivadi polveriera, rima- le quali é il preposto, di 8 canonici colle

nendone intieramente diroccato uno dei prebende del teologo,e del penitenziere,di
più centrali quartieri,! risorti edifizi s'in- altrettanli cappellani denominati di Mas-
nalzarono in buona furma, ed hanno fra sa, e di altri preti e chierici. Le antiche
essi buoni palazzi con lode di architettu- dignità erano 5: il preposto, arcidiacono,
re e profusione d'ornamenti. I tetti sono arciprete e 2 cantori. Gli stucchi, le do-

ordinariamente coperti di lavagna, che si rature, i dipinti rendono pure maestose


trae in copia dalle vicinecave, essendove- e belle le varie sue altre chiese, 3 altre
ne pure di creta colla quale i numerosi dellequali sono parrocchiali e munite del
suoi vasai fanno ottime maioliche. L'an- s. fonie. L'episcopale palazzodi buona co-
tica cattedrale ricca d'indulgenze concès- struzione é aderente alla cattedrale. Vi
se da Sisto lV,riedifjcala cogli aiuti diGiu- sono 6 conventi di religiosi, 3 monasteri
lio 1 1, e ridotta a meravigliosa perfezione, di monache, un conservatorio, diverse
ed ornala di marmi entro e fuori con ista mon-
confraternile,iI seminario,ospedale,
lue e pitture assai pregiale, esisteva nel te di pietà ed altri stabilimenti benefici
SAV SAV 35
e scientifici. Ha fabbriche ragguardevoli pendio di memorie istoriche della città
di vele, cordami ed altri attrezzi marina- di Savona. Le memorie di uomini illu-
reschi, di sapone, stoviglie, merletti, con- stri savonesi, Roma 1697. Abbondano!
fetture, concie di cuoio, fucine di ferro, suoi dintorni, assai bene coItivati,di limo-
ec. Pel suo porto nella dominazione fran- ni, cedri e bergamotti, come di sapori-
cese ristabilito, si fa un traflico assai at- tissimi frutti, massime di albicocche. Di-
tivo, esportandosene seta, tanto del ter- stante 4 naiglia dalla città sorge il san-
ritorio, quanto del Piemonte, lana e frut- tuario della B. Vergine INTaria della Mise-
ti, che uno al vino sono squisiti. Glo-
in ricordia, ricco di belle scolture in marmo
riasi Savona di un gran numero di uo- e di pitture, ed in cui la divota statua del-
mini celebri nelle dignità ecclesiastiche, la ss. Vergine vedesi coperta di pietre pre-
nelle scienze, nelle arti, nelle armi. So- ziose. Questa superba chiesa fa eretta nel
prattutto di aver dato origine alle due il- luogo ove presso un ruscello la B. Ver-
lustri famiglie della Rovere e Riarìo(F.)y gine apparve nel 1 536
8 marzo e agli
a' 1

dalle quali uscirono tanti cardinali , ar- 8 aprile al contadino Antonio Botta, per
civescovi e vescovi (anche da altre fami- invitare i savonesi alla penitenza, e fu de-
due gran Papi iS'w/o //^
^lie),e dallai.*i cretato festivo il giorno anniversario di
e Giulio li (F.). La Rovere signoreg- sua apparizione, e pei tanti prodigi che
giò principalmente lo stato d'C/rZ>mo(/^.), essa ivi dipoi operò, divenne rinomato
la Riario principalmente Forlì e Imo- santuario di Liguria, e la Madre di Dio
la {V). I Rovere diedero al s. collegio i \ patrona benefica de' savonesi, ed anche
cardinali, i Riario 3 non compresi i due de'genovesi e altri che invocarono il suo
viventi; degli uni e degli altri trattai ai possente aiuto. In processo di tempo fu
citati articoli e loro biografie, cosi degli denominata la Madonna di Savona.
altri cardinali savonesi Marco Vigerio, Celebre nelle storie fu mai sempre la
Antonio Ferreria, A ^oslhìo Spinola. Sa- città di Savona, costruita secondo alcu-
vona è pure patria del poeta Gabriele no dagli antichi galli senoni, e chiamata
Chiabrera, caro a Urbano Vili: e del ce- quindi daLivio e Strabone Savona, cit-
leberrimo e benemerito discopritore del- tà antichissima con porto marittimo che
l'America Cristoforo Colombo, la di cui le accresce importanza e vaghezza. Chia-

patria è contrastata, ed alcuni pretendo- mavasi in ^vmc\i^'\oSabat/i,Sabatia ,Sab'

no che solo per qualche tempo risiedesse batiale secondo altri Savo^donde si disse
in Savona, ed il cui nome die alla 4*" iso- Savona. Distrutta da' romani, Sagone
la da lui scoperta per eterna memoria; cartaginese la riedificò, e pare che pren-
invece la città di Savona, chiamò Piazza desse il suo nome di Sagona o Saona/m-

Colombo quella eh' egli aveva abitato dì Savona j ricevendo poi aumento dalla
colla famiglia, poi detta di Canepa, Gli distrutta SabbaiiOj^^evcm succedendole
storici savonesi sostengono loro il gran in certo modo fu tenuta una stessa città,
Colombo, e ne hanno prove negli archi- e perciò si celebra Savona capitale dei li-

vi; altrove parlai sulle diverse opinioni di guri sabazii. Alcuni credono che quella,
sua patria. Di Vado Sabbatia nel territo- di cui si fa menzione nelle guerre puni-
rio di Savona, si vuole l'imperatore P. E. che, fosse un paese alpino, e non occupas-
Pertinace; Leonardo Aragonlo duca di se l'area attuale marittima. Soggiacque
Sera fu nipote di Sisto IV; savonesi ezian- alla romana dominazione,e fu esposta alle
dio furono Leonpancaldo, eccellente nau- irruzioni barbariche che desolarono più
tico, che scopri le isole Mol acche, e quei volte la Liguria e la bella Italia. La chie-
moltissimi che si riportano dagli storici sa romana assai prima di s. Gregorio [
patriijcomeda Agostino M.^Monti, Coni- del 590, tra i Patrimoni della s. Sede
36 SA V SAV
(/^.), possedeva quello di Liguria e del- vicario imperiale d'Italia il conte di Sa-
le jilpi Cozie (F.), che contenevano an- voia Tommaso, e gli giurarono fedeltà.
che Savona. Dopo varie vicende di quel- Fu del lutto dichiarata libera, e confer-
li che la signoreggiarono, e dopo essere mata re[»ubblica da più diplomi e privi-
slata distrutta in gran parte da Rotaiio legi d'imperatori, dichiarata camera del-
re dei longobardi, verso la metà del se- l'impero, con diritto della zecca e di bat-
colo VII, finalmente venuto a morte nel- tere moneta come fece. In seguito la cit-

l'anno 652, il figlio e successore Rodoal- tà fu lacerala dalle discordie de'cittadi-


do permise Savona e ad altre città ligu-
a ni,e talvolta vessata dalla preponderaa-
ri la munì. Distrutto il
riedificazione e la za che vi voleva esercitare la polente re-
regno longobardico, circa il 795 fij com- pubblica di Genova. In tempo delle fa-
presa iie'dominii di Carlo Magno, dopo zioni seguì la parte imperiale òt* Ghibel-
aver distrutta Sabbalia per essergli con- lini (V.)^ e die asilo a' fuorusciti di Ge-
trastalo il porto di Vado,e perseverò nei nova, come avea fatto de'nemici di essa.
suoi successori fino al 971 in cui l'im- Volendo la repubblica punire i savonesi,
peratore Ottone 1 la cede a titolo di mar- questi invocarono e riceverono aiuti dai
chesato in uno a Finale, ad Anselmo suo pisani e dall'imperatore Federico 11 nel
nipote, secondogenito d'Alerame e Ade- 1 243, onde ascrisse Pisa alla sua cittadi-

lasia sua figlia, in tempo cioè che venuta nanza, unione che simboleggiarono an-
in Italia per liberarla da'saraceni prese che nel proprio stemma. Ma genovesi i

dimora in questa città nell'episcopio. Fu con irruzioni molestarono il territorio di


allora ch'egli ritrovò la figlia ch'erasi fijr- Savona, manomettendo il contado, dap-
tivamente maritata ad Alerame figlio del poiché Genova teneva per inciampo alla
famosoVitichindo duca di Sassonia, quin- sua libertà l'alienazione da essa de'savo-
di fuggita dalla casa paterna, onde in fa* nesi; quindi colle armi costrinse i sa vonesi
vorede'suoi 7 figli l'imperatore donò al- a seco collegarsi, e ricevere il podestà che
trettanti marchesati, ed Anselmo die o- loro destina va,smantellando le mura. Nel
rigine ai marchesi del Carretto. Adelasia i327 Savona soggiacque all'ecclesiastico
restò in Savona con assoluto dominio di interdetto fulminato da Giovanni XXII,
tutto il paese delle Langhe, di Monfer- ignorandosene la causa; forse Ìi\ perchè
rato e di parte della Riviera, divenendo seguendo il partito ghibellino, parteggia-
Savona metropoli di tal principato. Nel va per l'imperatore Lodovico il Bavaro
1 3o Papa Innocenzo II, fuggendo le in- scomunicato dal Papa. Mentre però con
sidie dell'antipapa Anacleto li, nel riti- esattezza e rispetto il rigore di questa cen-
Francia dimorò alcuni giorni in
rarsi in sura osservavasi, tanto dalla cattedrale
Savona, ove attese a comporre le diffe- che dalle chiese parrocchiali e religiose,
renze e inimicizie tra* genovesi e pisani. Michele da Cesena già generale de'frali
Rimase Savona sotto i marchesi del Car- minori, fautore dello scisma dell'antipa-
retto sino ali 1
9 1 , in cui da essi si riscat- pa Nicolò Vjdeposlo e scomunicato come
tò per convenuta somma la sua libertà, e eresiarca, nel 1 328 usurpando un'auto-
si eresse in repubblica, solo essendo sog- rità che più non avea, mandò da Pisa un
getta a' genovesi in cose concordate per ordine a'frati minori del con vento di Sa-
godere il loro patrocinio. Nel 1 226 alcu- vona, perchè non più osservassero l' in-
ni popoli scossero il giogo de' genovesi, terdetto, né riconoscessero 1' autorità di
massime i savonesi e glialbenganesi in- Giovanni XXII che l'avea condannato.
sieme col marchese Enrico del Carretto, Avendolo i frali ubbidito, il Papa li chia-
credendo di far cosa grata all'imperatore mò all'osservanza del violalo interdetto,
Federico lì, per cui si sottoposero al suo dichiarando essere iucorsi nella scomu-
SAV SAV 37
nica maggiore. Neil 336 i savonesi Im- ne secolui a un congresso in Savona per
petrarono e ottennero da Benedetto XII trattare l'estinzione del pernicioso scisma
l'assoluzione dalle censure ecclesiastiche, che teneva divisa l'unità de'fedeli. L'an-
incorse per avere aiutato Lodovico il Ba- tipapa partito da Avignone nel 1 4o5,agli
varo contro la Chiesa. Nel 345 Clemen- 1 1 1 luglio approdò a Savona con 6 o piCi

te VI procurò di pacificare nobili col i galere accompagnato dai suoi anlicardi-


popolo, e nel (348 la peste estinse 8ooo nali e prelati, venendo ricevuto con ogni
cittadini. Rinnovandosi le dispute intesti- onore, non già perchè la città dissentisse
ne nel 1 354 Savona si die a Giovanni Vi- dall'ubbidienza d'Innocenzo VII, ma per
sconti signore di Mi/ano, anche pernon far cosa grata al re di Francia Carlo VI,
volere pii:i essere dominala da'genovesi, sotto la cui tutela reggevasi, e che allo-
i quali però nel i
35^ obbligarono i sa- ra riconosceva il pseudo Papa. Vi dimo-
vonesi agli antichi patti, ed a ricevere da rò sino a'26 giugno i4o6, alloggiatone!
loro il pretore. A punire i savonesi, Ga- convento di s. Domenico, e partì per Mar-

leazzo II Visconti nel 1 366 con formida- siglia pel timore della contagiosa dissen-
bile esercito si portò a espugnare Savo- che infieriva in Genova(f^.). Mor-
teria
na, laquale per iscampare l'estremo ec- to Innocenzo VII a'6 novembre, ili. "di-
cidio si redense a gravose condizioni e con cembre gli successe Gregorio XII, onde
annuo tributo di 4ooo ducati. Nel 1376 i principi cattolici ripresero le trattative
Gregorio XI restituendo da Avignone a pel congresso Ira questo e l'antipapa, al
Roma la residenza pontificia, a*i3 otto- quale doveano intervenire 25 prelati, 12
bre con 2 galere entrò nel porto di Sa-
r dottori in Ieggeei3 maestri in sagra teo-
vona. Sceso a terra coi cardinali, fu in- logia per esaminare la loro validità. L'an-
contrato dal clero e magistrato, che se- tipapa rilornòa Savona nel/407 il gior-
guili da innumerabilepopolo l'accompa- no di s. Michele a'29 settembre, ma non
gnarono al convento di s. Domenico do- comparendo Gregorio XII, per quanto
ve ripoiò un giorno; ripreso il mare corse toccai nel voi. Il, p.207 e nella sua bio-
grave pericolo per le insorte tempeste. grafia, per sospetti di diffidenza, Savona
Successore del Papa fu Urbano VI, il qua- spedì in Siena al Papa 3 ambasciatori con
le assediato in Nocera de* Pagani (F.) da doni per servirlo nel viaggio, ed assicu-
Carlo III re di Napoli, che parteggiava rarlo della sua fede. Gregorio XII, con-
per rantipapaClemente VII, fu liberato siderando che Savona era sotto la prole-
da'genovesi a cui Savona perciò sommi- zione di Francia, e tutta la Liguria ormai
nistrò 2240 fiorini. Tenuto Urbano VI segui vaBenedetto XIII,e che per non por-
a compensare l'armamento da lui richie- si nelle mani del suo contrario, era uopo
sto a Genova in 60,000 ducati, die ad es- stabilire altro luogo indipendente e neu-
sa in pegno Cornelo, ed assegnò ancora trale,ricusò di portarvisi, e in vece man-
alcunelerreecastelli del vescovato di Sa- dò a Savona un cardinale a dichiararci
vona e quellod'Albenga, aumentando
di suoi sentimenti all'antipapa. Seguì poi il

diGenova.ll vescovo diSavona


così lo stato concilio di Pisa (V.) ove ambedue ìuro-
inutilmente reclamò, e perde il dominio nodeposti, ed eletto Alessandro V. Frat-
temporale diSpotorno,della costa di Vado, tanto Boucichart governatore di Geno-
Teazzano,Varasca e Morosi,ch'erano luo- va pel re di Francia, neli4io tramò di
ghi i più belli del contado. Nel 1 396 dan- prendere l'assoluto dominio di Savona,
dosi Genova al re di Francia, vi fece sot- contribuendovi il vescovo F. Filippo O-

toporre anche Savona. A Clemente VII gerio francese; ma i savonesi penetrata


essendo succeduto l'antipapa Benedetto la congiura, imprigionarono il vescovo,
XIll,il legittimo Innocenzo VII conven- espulsero la guarnigione francese,e resti-
38 SAV SAV
luirono in liberlà la cillà, con piacere di verllla nella figura delle sue gentilizie ar-
Genova. Giovanni XXIII succeduto ad me,in un arboscello di rovere con ghian-
Alessandro V neli4i i rimosso il vesco- de, lavoralo tutto di finissimo oro, e si

vo, gli surrogò Pietro Spinola, venendo collocò tra le preziose suppellettili della
dai savonesi impiccati 5 complici. Ma la cattedrale. Fu riconosciuloEnrico dal co-
città liberatasi dai francesi, riprese le sue mune col dono di bacile e boccale d'ar-
sanguinose sedizioni e discordie tra i no- gento figurato. I savonesi e fiorentini si i

bili e il popolo, le paci essendo di poca scambiarono lacitladinanza,e neli47B il


durata, frequenti le uccisioni, gl'incendi doge di Genova Fregoso, ottenne al do-
e la rovina di più famiglie, onde dopo il minio genovese la restituzione di Savo-
1420 nuovamennle ritornò con Genova na. Perle persecuzioni di Alessandro VI,
al giogo milanese. Il duca Filippo M.'' a- si ritirò in patria il cardinal Giuliano del-

veudo a mezzo de'genovesi fatti prigioni la Rovere nipote di Sisto IV e poi Giu-

in conflillo navale Giovanni II redi Na- lio li; egualmente vi si rifugiarono in-
varrà, Alfonso V re d Aragona, suoi fra- i cogniti i cardinali Giovanni e Giulio de
telli e altri principi, li fece portare a Sa- Medici, poi LeoneXeClemenleVlI, per
vona ove i magistrati li riceverono ono- cui a un tempo Savona ebbe nelle sue
rificamente econ apparato di trionfo, in- mura 3 futuri Papi, ospitali dal r.^cardi-
di furono condotti a Milano. Sdegnata Ge- nal Giuliano. Neli495 Genova e Savo-
nova perchè il duca si appropriava il me- na si assoggettarono a Luigi XII re di
rito della vittoria, si sottrasse dal suo fre- Francia, indi neli5o3 il savonese Giulio
no, e aiutò Savona a farealtrellanto, ma II fu sublimato al triregno, che rese più
non tardò ad alternarela soggezione fran- temuto e potente, percui quando vitto-
cese e milanese. Nel i47i tripudiò nel- rioso de' suoi nemici ritornò trionfante
Tesallazioneal pontificato dei concittadi- in Roma fu cantato da'romani: Benedi'
no Sisto IV, fece segni d'universale alle- ctus qui venit in nomine Domini, Libe'
grezza einviò ambasciatori in Roma per raior Urbis, et ampliator imperii, con-
ossequi e congratulazioni. Corrispose il servatorque libertalis ecclesiae. Grandi
Pontefice con cortesissimo ringraziamen- festene fece la patria, eniandòaRoma
con promesse che autenticò in ogni
to, e sontuosa e magnifica ambasceria perle
eventodi pubblica utilità, couje lo dimo- pubbliche gratulazioni. La loro entrata
strarono il monte di pietà, il ponte di s. nella capitale del mondo cattolico fu so-
Giacomo, la cappella detta di Sisto ove lenne, decorata dai cardinali savonesi e
riposano le ossa de'suoi genitori, molti ca- principi nipoti del Papa, e dalla corte ro-
pitali per dote a zitelle, e altri sussidii da- mana. Giulio II li ricevette con grande
ti in aumento del molo del porto, tutte alfetto, li trallenne a mensa, ed in altra
opere di sua pietà e amore verso la pa- furono banchettati lautamente nel con-
tria, con averla decorala di moltissimi pri- vento domenicano dellaMinerva,con l'in-

vilegi, e arricchita la cattedrale d'amplis- tervento de'cardinali e prelati savonesi.


sime indulgenze, di sontuosa cappella e GiulioII giovò la fabbrica della cattedra-

di organo. Fece generale delle milizie di lecon 17000 scudi, arricchì il suo altare
s. Chiesa, ecapitano di nave, ilcav. Mel- con 6 statue di apostoli e candellieri di
chiorre Zocco savonese. Inoltre Sisto IV argento,oltre preziosi apparati: nella me-
inviò per Enrico suo cognato alla patria desima fece le sedie del coro con nobilis-
la Rosa d'oro (F.) benedetta, dono so- simeintarsiaturelavoralea musaico, e nel
lito a presentarsi a'grau principi, e per- i5o6 vi fu posta l'iscrizione: D. JuliiI/,
chè fosse più vivo testimonio del suo af- etReìpub. Saonen opus absolulum. Fab-
fetto e della sua origine, la mandò con- bricò in mezzo alla città un palazzo, ove
SAV SAV 39
ne!1675 passarono dal borgo di s. Gio- notte, dopo con tut-
essere stato trattato
vanni le monache di s. Chiara, e fa ri- to il corteggio di sontuoso pranzo e di
dolio a monastero, dopo essere stalo a- magnifica cena,avendo il magistrato del-
bitazione de'marchesi di Spingo. Nel col- la città fatto regali, e dato cose squisite
legio da lui eretto in Avignone, vi am- per la mensa del Papa. L'Orliz che de-
mise due savonesi. Tanta gioia fu ama- scrisse questo viaggio celebrò Savona per
reggiala da pestifero contagio, e ne fu li- una delle più belle città d'Europa, e ri-
berata a intercessione del patrono s. Mar- ferisce che Adriano VI dopo la cena sali
tino, al quale per grato animo fu eretta col seguito ne'suoi legni, e tutta la notte
una statua d'argento, e istituita annua navigò per Genova, notando che geno- i

processionedalmagislrato.InseguitoGiu- vesi avendo veduto che la loro città ve-


lio II si disgustò con Savona che voleva niva abbandonata dai negozianti^ quali i

assoggettare al dominio temporale dei più volentieri andavano a esitare le loro


Papi, con sottrarla al genovese. NeliSoy merci inSavona,acceccarono il suo ottimo
si recarono a Savona Luigi XII e Ferdi- porto, riempiendolo di gran macigni, on-
nando V re di Spagna pel memorabile de non potessero in avvenire accostarsi le
abboccamento di pacificarsi. Per la guer- navi cariche di mercanzie. Descrisse pure
ra contro il i.° di Giulio II, l'armata del- la sua fortezza o Castelletto che dichiarò
la pontificia lega fu invitata ad occupar guarnita e formidabile. Invece Muratori
la città, dopo l'uscita del presidio fran- riporta, che nel 1 528 i genovesi sul finir
cese; altrettanto fece Genova, a cui si sot- di settembre per rendere inutile il porlo
topose Savona colie antiche convenzioni, diSavona l'empirono di sassi, e spiana-
con ricevere il podestà e giudice genove- rono dai fondamenti il Caslelletto. Altri
se. ]Veli5i5 nuovamente Genova e Sa- soggiungono, che i genovesi affondarono
vona cederono il loro governo al re di nel porto due grandi e vecchi vascelli ca-
Francia,quindi nel 522s'insignorì d'am-
1 richi di pietre, per il che la sua popola-
bedue Carlo V imperatore. Frattanto per zione già sì florida e numerosa cadde al-
le dispute tra le due città, per la gabella lora a 6000, e adesso è più del doppio.
della ripa e per le gravezze imposte da Lo storico Monti narra, che nel 52 4 Car- 1

Savona a'genovesi,il doge la costrinse al lo V nella guerra contro i francesi for-


vincolo del vassallaggio, troncando tutte mò di Savona una piazza d'arme per le
le convenzioni e privilegi, con sentenza milizie imperiali, ma Andrea Doria, che
di decadimento per infedeltà, e per es- comandava la squadra per difendere a
sersi più volte alienata dal dominio della Francia la città di Marsiglia, gittò l'an-
repubblica. In detto anno eletto Adria- cora in Vado con 7000 uomini coman-
no VI mentre trovavasi nella Spagna na- dati da Renzo Orsini de'signori di Ceri,
vigò per Roma con grande accompagna- il quale domandò amichevolmente a'sa-
mento e5o legni: dopo essersi fermato a vonesi le vettovaglie. Benché fossero som-
Porto Marino, giunto all'isola Ruenga ai ministrate, controia data fede nella not-
16 agosto il Papa approdò a Savona ri- te occupò onde il re Francesco
la città,

cevuto neir ingresso dal magistrato che I ne affidò governo al marchese di Sa-
il

l'arringò edal clero sotto baldacchino sos- luzzo,checrudelmente la saccheggiò. Fat-


tenuto da'nobi!i,esi recò alla cattedrale to il re prigioniero a Pavia nel 52 5,il mar- 1

ove orò e compartì l'apostolica benedi- chese abbandonò Savona che si rese al ge-
zione alla moltitudine. Poscia Adriano VI novese doge Antonio Adorno, il quale ri-
fu condotto al palazzo dell'arcivescovo soluto di por freno ad ogni novità de'sa-
d'Avignone, Orlando del Carretto della vonesi, e preservare la repubblica da ul-
famiglia di Giulio H, nel quale riposò una teriori pericoli, fecesprofondare nelle hoc-
4o SAV SAV
che del porto 3 grosse navi ripiene e la- do le deplorabili discordie tra Carlo Ve
vorale tutte al di dentro di forte muro,neI Francesco I, turchi a danno del cristia-
i

principio di novembre, indi a'20 fece oc- nesimo ne profittarono. Paolo III per ri-
cuparlecasedel molo e diroccò quell'ar- mediare a tanti disordini s'impegnò di pa-
gine del porto, e colle sue rovine e col cu- cificare due potenti , e riunire le armi
i

mulo d'altre materie procurò disseccarne loro per affrontar il comune nemico. Li
le acque. Laonde rimase il porto inabile dispose a mezzo de'suoi legati di riunirsi

a ricevere vascelli di allo bordo e in bre- con lui a Nizza. A tale elìetlo Paolo III si
ve si ridusse a spiaggia, restando un ca- portò al luogo convenuto nel 1 538, ed ai
nale per le galere, al ricovero dellequali si I o maggio giunse a Savona inconlratoda

salvò la darsena,il cui ingresso con gravis- 6 ambasciatori, seguiti dal podestà, anzia-
simo dispendio occorse purgarlo dalle a- ni e nobili savonesi. Si trattenne a pran-
rene che l'ostruivano. Afflitta tutta quan- zo nel borgo di Lavagnola nel palazzo
ta la città per tanto disastro spedì 1 2 o- Grasso, ove gli fu imbandita lautissima
ratori alla repubblica con alti reclami sul •
mensa, dopo la quale ricevè alcuni car-
la privazione del porto e navigazione, e dinali, che qualche giorno prima erano
sulla rovina completa del Irafljco, da cui giunti in Savona ad aspettarlo. La pre-
deriverebbe la certa rovina della città e senza di 18 cardinali, di molli vescovi e
perdita del suo anticosplendore. Altro non prelati, di diversi ambasciatori, ed il loro
servirono queste rimostranze, che a trat- numeroso corteggio di titolati e cavalieri,
tenere peggiori risoluzioni, alle quali l'of- indussero il Papa a dare quest'onore alla
feso senato era per appigliarsi onde morti- città, e di farvi solenne ingresso, che riu-
ficare una cittàche seco avea emulato e scì felice, divoto e pieno d'acclamazioni
contesa la giurisdizione; indi furono sta- degli accorrenti. Nel monastero di s. Chia-
bilite nuove leggi con molte restrizioni, ra del borgo s. Giovanni, convennero con
come Tabolizionedelle monete di Savona, lumi tutti i sodalizi, tutto il clero secola-
e dichiarati i savonesi sudditi e vassalli di re e regolare colle sagre vesti, avviandosi
Genova. Nell'agosto 526 se ne impadro-
1 quindi processionalmente alla cattedrale.
nì la lega traClemente VII, veneti e Fran- i Succedevano loro nella pompa 12 chinee
cia, alla quale la ritolsero i genovesi nel riccamente bardale, una dellequali con-
i528a'29ottobre;ueli529 vi passò Car- forme l'antico uso de'Papi quando viag-
io V che recavasi in Bologna per essere giavano, reggeva con altarino portatile la
coronato da Clemente VII. Questo Papa ss. Eucaristia, venivano poi i prelati, i ve-
nel 533 dopo essersi imbarcalo a Porto
I scovi, i Papa, gli ambascia-
cardinali, il

Pisano pervenne a Genova, donde navi- tori di Venezia e Genova, principi, gli i

gando per Marsiglia, con molti cardinali, anziani, il podestà e molli nobili savone-
e conducendo Caterina de Medici sua ni- si. Data la benedizione Paulo 111 si portò

pote per isposarla al duca d'Orleans poi dal vescovo ad alloggiare e nella sua di-
Enrico II, a- 19 novembre fu costretto a mora spesso usc\ a diporto per la ci Uà e
prendere porto a Savona: ma trovandosi borghi, frequentando ponte delle Pile
il

dalla marea incomodato, nel di seguente per godere l'incantevole e romantica ve-
volle sbarcare e fu ricevuto nel palazzo duta nel declinar del mese giunse a Niz-
:

acquistatodai Rovere, sotto baldacchino za colle 18 galere comandale da Andrea


etralosparodelleartiglieriee suono del- Doria, che Carlo V gli aveva inviato a Sa-
le campane, dal clero, dal magistrato e vona per servirlo. Nel ritorno scese di nuo-
dal numeroso popolo. Il Papa vi si trat- vo a Savona a prendervi il breve riposo
tenne alcuni giorni alquanto in mal essere, d'una notte. Successivamente onorarono
e fu trattato decorosaiueute.Cootiuuau- di persona Savona, nuovamente Carlo V^
SAV SAV Al
Filippo II re di Spagna e nel 1585 la sua agli alberi, e sparando morlari. Fu rice-
figlia Caterina, col suo sposo CarloEma- vuto dal maire,dai magistrati, dal vesco-
iiuele I duca di Savoia, ai quali il vesco- vo Muggioli, e da qtiellodi Lodi Berret-
vo Fieschi in qualità di nunzio di Sisto V ta che ivi prendeva bagni. 11 Papa vi en-
i

presentò la rosa d'oro benedetta. Di- trò a* 17 agosto verso mezzodì accompa-
poi conservandosi Savona fedele all'ubbi- gnato dal maestro di camera mg.'' Gior-
dienza di Genova, il senato l'autorizzò a gio Doria (F.) poi cardinale, scortato dai
porre nel suo stemma Fede- il titolo di gendarmi e da altro distaccamento mili-
lissima. Nel secolo seguente Savona più tare. La custodia del Papa fu ailìdata al
Tolte fu in gravi apprensioni per la guerra colonnello de' gendarmiCoissard: poi l'eb-
che arse ne'vicini stati de' duchi di Savo- bero il conte Salmatoris,il general Cesa-
ia. Immensi e indescrivibili furono i dan- re Berlhier (fratello del maresciallo che
ni e l'orribile spavento cagionato a'7 lu- occupò Roma nel 798 e detronizzò Pio
i

glio 1648 dall'esplosione di 1020 barili di VI), Chabrol prefetto di Montenotte, e


polvere ch'erano nel castello di S.Giorgio il colonnelloLagorse o Lagosse: gli fecero
perla caduta d'un lukuine,conistrage dei quel trattamento che notai ai ricordati ar-
cittadini, du'occa mento e rovina di mol- ove riporto diverse particolarità ri-
ticoli,

tissimi edifizi: gii abitanti compresi dal guardanti la dimora di Pio VII in Savo-
terrore e dallo spavento credettero il fi- na. Smontò al palazzo del conte Egidio
nale giudizio. Gl'inglesi nel 174^ inutil- Sansoni maire della città, ove alloggiò si-
mente bombardarono nel luglio la città, no al 23 di detto mese (altri dissero a'2 7
ma alla fine del seguente anno fu presa settembre passò a quello della prefettu-
dal re di Sardegna Carlo Emanuele III ra), nella sera del quale d'ordine del go-

dopo un assedio di 99 giorni. I francesi verno, si trasferì col detto prelato e quei
d'ordine dell'imperatore Napoleone I se domestici, di cui parlai alla biografia, al-
ne impadronirono nel 1809, e ne fecero l'episcopio ove stabilì la sua dimora. In
poi il capoluogo dilVlonlenotte.ln Savo- principio 3oo persone munite di bigliet-

na fu che l'imperatore Napoleone I con- to furono ammesse ogni giorno alla di lui
finò per un tempo Pio VII, dopo avere messa e al bacio del piede, ma poscia per
occupati dominii della s. Sede e detro-
i sospetti la custodia divenne severissinm,
nizzato, ed il suo memorabile soggiorno efuronostabiliteguardie di vista nell'ui-

rese \ni\ rinomata Savona, da dove gover- terno del palazzo, al di fuori, e tutto in-
nò la Chiesa prigioniero. torno alla propinqua cattedrale, in segui-
A Pio VII ed a Francia narrai quan- to dichiarata cappella papale, come no-
to precedette, accompagnò e seguì la vio- tai altrove, Nondimeno era permesso al
lenta prigionia e deportazione del Papa, Papa di due volte al giorno ad una
recarsi
strappalo dal Quirinale a'6 luglio 1809, loggia, che congiunge l'episcopio allacat-
e portalo qua e là; finalmente da Nizza tedrale,percorapartireal numeroso popo-
presa l'alpestre salita del colle diTenda,e lo la sua benedizione:questoconcorso con-

corso il Monferrato, giunse alla città di tinuòperlungo tempo, accorrendo fedeli i

Savona destinata a sua rilegazione. Nel con religioso zelo, sì dallaLiguria,che dal-
\iaggio fu inutile ogni cautela per tenere la Lombardia, per vedere Pio VII che la

occulto il Papa : i montanari dell'Apen- prigionia e patimenti rendevano nell'u-


i

nino slavano dappertutto ad aspettarlo, niversale più venerabile; talvolta man-


e in numerose torme calavano dalle bal- cando gli alloggi pel gran numero, dove-
ze per contemplarlo, ed esser da lui he- rono dormire nelle proprie carrozze. Que-
nedelli, illuminando le capanne e facen- sto straordinario concorso a Savona, ven-

do suonar le campane che appendevano ne anche prodotto dal ritenere che Pio
43 SA V SAV
VII era favolilo del ilono onde di estasi, contro questa mascherala intrusione,scri
così lo I-appi esentarono le immagini sue, vendo a'5 novembre 1809 una gravissima
di visioni e di miracoli. Certamente il Pa- lettera all'ambizioso porporato, in cui gli

pa fu di santa vita, e vero prodigio era comandò di scendere da quella sede me-
la sua rassegnazione d'animo con cui sof- tropolitana, né più ingerirsi nelle funzio-
fri va l'ingiusta persecuzione, e la sollecitu- ni dell'episcopato, che dalla sola podestà
dine intiepidii colla quale provvedeva,an- laica eragli stato conferito. Per egualimo-
che sotto la più rigorosa custodia, ai bi- tivi scrisse ad altri, dichiarando aperta-
sogni de'pastori e delle chiese. Finché non mente, che la pretesa istituzione senza la
gli fu vietato, Pio VII si recò a visitare conferma pontificia era contraria alle leg-
il santuario della Madonna di Savona, li- gi della Chiesa e lesiva all'autorith della
mitandosi a passeggiare nelle sue camere e s. Sede. Quindi i fedeli non vollero rico-
nell'annesso giardino. Nel luogo di sua re- noscere gl'intrusi vicari capitolari, ed i ca-
sidenza astutamente s' imbandivano ban- pitoli cattedrali non li vollero accettare
chetti, e si facevano inviti in nome del nel proprio corpo. A'gottobreiSio il Pa-
Papa, senza che v'intervenissero suoi fa- i pa scrisseal pro-vicegerentediRoma una
migliari ricusanti. L'imperatore credeva luDgaistruzione,in cui scioglie molti dub-
che Pio VII dolce e mansueto, fosse in ve- bi che gli erano stati proposti, e fissò un
ce debole e timido, quelle azioni energi- sicuro regolamento pel clero e pei fedeli
che, coraggiose e di singoiar fermezza, do- in tutte le novità che arrogavasi di fare
versi piuttosto attribuire a'suoi ministri e nell'alma città dominante governo fran-
il

consiglieri, perciòcurò isolarlo per ottene- cese, ed anche pel Giuramento (V.) che
re suoi intenti e dominarlo, con richieste
i esigeva. Per celebrare il concilio nazio-
accompagnate da promessee lusinghe, ed nale di Parigi (f^.)^ fu in Savona nel 1 8 i i

insieme da tentativi eda minacele; peròe- a'9 maggio inviata al Papa una commis-
gli trovò maggior resistenza di quello che sione di prelati per accordare l'istituzio-
si era immaginato, salda costanza, buon ne canonica, che Pio VII accordò con-
senso e finodiscernimento. Voleva l'impe- dizionatamente e poi protestò contro: di
ratore che vescovi e arcivescovi da se già
i lutto parlai nel voi. XXVII, p. 127 e 128,
nominati alle chiese vacanti diFrancia ri- ed altrove. I vescovi deputali furono de
cevessero dalPapa l'istituzione canonica,e Barrai arcivescovo di Tours,Duvoisin ve-
per ottenerla commise al cardinal Capra ra scovo di Nantes,Mannay vescovo di Tre-
arcivescovo di Milano di pregarne Pio VII veri ad essi si unì ancora il vescovo di
:

coH'espressa protesta: che il Papa non di- Faenza Bonsignorì nominato alla sede pa-
chiarasse nelle bolle che quella istituzio- triarcale di Venezia, e ne avea preso pos-
ne fosse di suo moto- proprio, né fatta sul- sesso qual vicario e amministratore capi-
la nomina dell'imperatore. A questa do- tolare. Questi prelati se ottennero l'isti-

manda rispose Pio VII a'26 agosto 1809, luzione canonica condizionata, lo fu pel
con ricusare coslantementedi condiscen- quadro lagrimevole che fecero delle chie-
dere per gravissime ragioni. Allora fu con- se prive dei pastori, e per le loro quoti-
sigliato l'imperatore, che capitoli eleges-
i diane insislenze, per cui ebbero ezian-
sero a vicario capitolare il soggetto da lui dio la piomessa, di estendere il Concor-
nominato al vescovato, che in tal modo- dato del 1801, alle chiese di Toscana, di
ne rimaneva per diritto investito; quindi Parma e di Piacenza. Indi in Parigi ebbe
nominò il cardinalil/^wry (f^.)autoredel luogo il così detto concdio nazionale. E-
sotterfugio, arcivescovo di Parigi, onde gualraenle a Pio VII parlai dell'abboc-
dal capitolo fu eletto vicario capitolare. camento ch'ebbe in Savona colcav. Leb-

Altamente Pio VII reclamò da Savona zellero, per gli allari dell'impero ausliia-
SAV SAV 43
co; ivi pure ed a Francia, rncconlai la de- vi fosse. Avendo poi la batttaglia di Lipsia
pulazione di cardinali e di vescovi a Sa- in Sassonia posto fine alla formidabile
vona, e come il cardinal Roverella (/^.) potenza di Napoleone I,ed avvicinandosi
compilò e fece soltoscri vere il famoso bre- a Fontainebleau, per marciare
gli alleati

ve che approvava iidecretatodall'assem- su Parigi, l'imperatore nel i8i4»estilui


blea de'vescovi di Parigi, che forlunala- partede'dominii della s. Sede a Pio VII,
mente Napoleone I non accettò. I cardi- ed ordinò a Lagorse di ricondurlo in Ro-
che composero la deputazione li no-
nali ma,ondeparlìdaFontainebleaua'23 gen-
minai in detta biografia; i vescovi furono naio con mg.*' Bertazzoli. Dopo aver at-
oltre mg/ Berlazzoli aggiunto ai cardi- traversatola Provenza, il Papaagli i i feb-
nali quali consiglieri delPapa, quelli di braio entrò nella riviera ligure di Ponen-
Piacenza, E vreuXjTreveri, Nantes eFaen- te. Pernottò in Sanremo nel palazzo del
za, essendo morto prima di partire quel- marchese Borea, e la maltinad'ordine del
lo di Feltre; e gli arcivescovi di Tours, colonnello fu imbarcalo sopra una filuca,
Pavia e Malines; la deputazione giunse a con intendimento di portarlo a Savona,
Savona a*5 settembreiSi i, eda'20 ot- perchè le strade erano disastrose, o per
tenne il falalebreve, per cui vescovi fran- i evitarci religiosi applausi de'popoli ligiui.
cesi per telegrafo Io notificaronoa Parigi, Ma per l'insorto violento e pericoloso ven-
come una vittoria riportata sulla chiesa tOjfu necessitalo Lagorse di sbarca re il Pa-
romana. Giunta di ritorno la deputazio- pa, e fargli proseguire il viaggio in lettiga
ne a Torino, 4 vescovi riceverono l'ordi- e per terra con tripudio generale ; da tut-
ne di tornare a Savona, per far nuove do- te parti accorsero a torme le genti ad os-
mande al Papa in nome dell* imperato- sequiare il capo augusto della Chiesa, al-
re, ma inutilmente, ricusandole Pio VII. zando voci di lieta esultanza. Tutto il lit-
Narrai ancora a Pio VII le perquisizioni torale fu un continuo trionfo, inconhan-
fatte nelle sue camere , e la separazione doprocessionalmenle il Papa que'di Por-
de'prelali Doria e Bertazzoli, e prigionia lo Maurizio, d'Oneglia,di J3iano, di Al-
d'alcuni suoi famigliari, non che il divieto benga ove riposò la notte nell'episcopio.
di avere corrispondenze, e ciò pei brevi Giunse il santo Padre ai confini del ter-
emanali contro i vicari capitolari, e per ritorio di Savona a' 16 febbraio e vi fu
le dichiarazioni sui giuramenti. Avendo accolto dal clero, da* sodalizi, dal popolo
Napoleone I concepito la sua gigantesca e dalle bande musicali; e staccali i caval-
spedizione in Russia, temendo che gl'in- li dalla carrozza tra le più fragorose ac-»
glesi con un colpo di mano gli avessero ctamazioni e salmodie, a gara con cordo-
sottratto il Papa da Savona, all'improv- ni di seta per 3 miglia trassero il cocchio
"viso ordinò a Lagorse di condurlo aFon- pontificio. Tutta la strada era abbellita
lainebleau, ciò che saputosi dai savonesi d'archi, di festoni, di ghirlande; sparsa di
si ammutinarono in aspetto minaccioso, acqueodorose, ed illuminata con
fiori e di

e dovette Pio VII con dolci parole quie- fiaccole.Entrato Pio VII nella chiesa cat-
tarli; quindi a' io giugno segretamente fu tedrale, dopo la benedizione col ss. Sagra-
travestito di nero e sotto il nome del ve- mento, comparlila dalcardinal Spina ar-
scovo d'Albenga trasportato al nuovo de- civescovo di Genova, il Papa benedì so-
stino, facendogli trovare a Stupinigimg.' lennemente l'immensa moltitudine com-
Bertazzoli per tenergli compagnia. A' sa- mossa di tenerezza filiale, ed alloggiò co-
vonesi si nascose la partenza acciò non l'im- me lai.' volta nell'episcopio. iNapoleone
pedissero, per l'afletto e venerazione che 1 sebbene avesse dello che il Papa si ricon-
aveano pel Papa, continuandosi nell'epi- ducesse in Roma, nondimeno volle tratte-
scopio a praticarsi tutte quelle cose come nerloa Savona, finché pei rapidi progres-
44 SAV SA V
si delle armate alleate, si vide costretto a la Relazione del i^iaggio dì Pio T'IT n Ge-
resliliiirgii eireltivamente la sua libertà, nova j l'ab. Semeria, Storia ecclesiastica
ed i tJoiTiiiiutidorainii ecclesiastici con de- della Liguria j con notizie sulla chiesa e
creto dei o marzo. A'1 1 7 marzo mentre vescovi di Savona. Del ritornodi Pio V 1 1

tutta la città era illuminata per l'immi- per la 3.^ volta a Savona, e della coro-
nente solennità dell'apparizionedella Ma- nazione della Madonna, anche io ne trat-
donna Savona, e mentre le pubbliche
di tai allasua biografia, e nel voi. XVII, p.
strade e piazze risuouavano di cantici e 244} "°" che a Genova. Nel 1 8 1 5 Napo-
invocazioni divote, giunse da Parigi una leone I dall'isola dell'Elba si recò di nuo-
stad'elta con letteredel governo imperia- vo in Francia per riprenderne l'impero,
le, al prefetto del dipartimento marchese mentre Murat re di Napoli minacciava lo
Antonio Brignole Sale,ealcolonnello La- stato pontificio, per impadronirsi della
gorse, colle quali si annunziava che sua persona di Pio VII, il quale partì diKoma e
Santità era libero di recarsi in Roma, in- sì rifugiò in Genova per savie considera-
caricando il 2.° d'accompagnarlo sino a- Sardegna Vittorio
zioni, accolto dal re di

gli avamposti delle armate alleate. Par- Emanuele I con tutte le distinzioni. Qual-
tecipatosi subito il contenuto aPio VH, che giorno dopo il suo arrivo nella me-
e pregatolo de'suoi ordini per la parten- tropoli ligure , vennero alcuni deputati
za nel giorno seguente, rispose il Papa : della città di Savona a cooiplimentare il

domani non si parte, è la festa di Nostra santo Padre , e per pregarlo di onorare
Signora della Misericordia protettrice di nuovamente colla sua presenza la loro pa-
questa città, vogliamo celebrarlo in Savo- tria, e dar loro la consolazione di veder
na, e si partirà il giorno dopo. Partì real- da esso eseguita la funzione tanto deside-
mente nella mattina seguente, alla vol- rata d'incoronare la statua della miraco-
ta di Piacenza con dispiacere de'savonesi, losa Madonna della Misericordia, che si

a cui dichiarò la sua paterna all'ezione e venera 4 miglia lungi dalla città nella val-
benedì replicalaraente, quindi con viag- le di s. Bernardo. Il Papa gli accolse be-

gio trionfale rientrò in Roma a'24 mag- nignamente, e con grande amorevolezza
gio con isplendidissima pompa. Nel i ."con- dimostrò quanto ciò bramava. Avendo su
cistoro L^io VH altamente lodò la pietà ciò il cardinal Pacca interpellato il re, se

de'genovesi, milanesi e torinesi, che ac- poteva eseguirsi la funzione tranquilla-


corseroa Savona per vederlo e venerarlo, mente, il piissimo monarca rispose noa
con ogni manifestazione d'onore. « L'at- solo alliermativamente, ma che voleva as-
taccamento però de'savonesi verso di Noi, sistervi. Partì dunque Pio VII da Geno-
è tanto più commendevole , quanto più va per Savona agli 8 maggio, e lutto il

lunga e più grave è stata la cattività, che viaggio fu un continuato e solenne reli-
abbiamo sopportato presso di loro ".Nes- gioso trionfo, poiché tutto il littorate fu
sun conquistatore col terrore delle armi pieno di popolo, tutte le finestre delle ca-
ottenne giammai segni maggiori di osse se ne' molti villaggi che traversò erano
quiodi quelli, che la divozione de'popoli riccamente addobbate. S'incontravano di
tributò a Pio VII prigioniero. La storia tratto in tratto archi trionfali, e lunghi
interessante del lungo soggiorno di Pio viali d'alberi appositamente piantati. Gli
VII a Savona, e di quanto ivi operò, co- applausi e la gioia della moltitudine chie-
me del suo ritorno per coronarvi la B. dente la benedizione, assordava l'aria ec-
Vergine deilaMisericordia,ollrei suoi bio- cheggiante dalle musiche, dal suono del-
gralì, la fecero l'ab. Bellomo, Continua- le campane, dal rimbombo de'spari. Sei
zione della storia del cristiane Simo ;'\\ car- cardinali precederono il Papa al santua-

dmal Pacca uellc Memorie slorichey e nel- rio, 4 lo seguivano, eoo 8 prelati, olirei
SAV SAV i9
ceremonleii; il pontificio treno di 4 car- nova processionalmenle portò dall'altare
rozze era accompagnatoclaileguardie rea- maggiore la preziosa corona d'oro gem-
li. La guardia nobile formata a Savona, mala, eil Papa la benedì col consueto ri-

con alla testa il governatore, incontrò to,che descrissi a ConoNAzmNE delle sa-
Pio VII a Varazze. Giunto il Papa pres- gre IMMAGINI, e quindi la pose in capo alla
so il convento de'cappuccini, 60 ciltadi* statua marmorea della ss. Vergine, tra il

ni vestiti di nero staccati cavalli colle i suono delle campane e de'musicali stro-
braccia trassero la carrozza alla catledra- mentl, e le salve de'mortari. Pio VII in-
le,essendoalle porle diSavona archi trion- tuonato il Te Deuììiy piangendo di tene-
fali colle statue de'ss. Pietro e Paolo, col rezza, singhiozzando recitò le orazioni tut-
pontificio slemma. All'ingresso della chie- to commosso. Indi il sagrìsta mg.' Meno-
sa i 6 cardinali riceverono Pio VII, che chio celebrò la messa, che ascoltarono il

poi die la benedizione col ss. Sagramen* Papa, reali personaggi^ cardinali, pre-
i i i

lo. Passò quindi all'episcopio sua antica lati. Pio VII benedì l'immenso popolo

ri legazione,e comparti la solenne bene- nella chiesa e nella piazza, e passalo nel
dizione apostolica dalia tribuna o loggia contiguo ospizio de'poveri coi nominati
che sovrasta la piazza. Nel dì seguente ac- principi, ricevè dal presidente del luogo
compagnato da 8 cardinali e dai prelati, una medaglia d'oro e un libro esprimen-

celebrò la messa e comunicò i chierici e ti le apparizioni della B. Vergine; ai so-


seminaristi. Giunse il re a visitare il Pa- vrani, ai cardinali e agli altri diedero a-
pa, il quale per fargli grata sorpresa an- nelli e medaglie benedetti. Per esegui-
dò a incontrarlo sulla piazza, ove si pro- ta coronazione si verificò la predizione di
strò a terra per baciargli i piedi, ma Pio una pia contadina della diocesi. Così eb-
VII sollevandolo lo baciò in fronte: la fi- be compimento una funzione, che riu-
glia M.^ Beatrice duchessa di Modena, con scì nel suo complesso augusta e maesto-
divozione gli baciò il piede : gii astanti sa, a maggior gloria della Madre di Dio,
\ersaroho lagrime di edificazione, per ve- il cui patrocinio anche a favore dellaChie-
dere reso un omaggio con tanta pubbli- sa tante volte Pio VII avea invocato nel-
cità. Destinalo il giorno io maggio per la sua cattività, e riuscì indelebile pei sa-
la coronazione, partì il Papa coi cardina- vonesi e per Liguria tutta. Tuttala stra-
li Matleie Spina alla volta del santuario da che conduce al santuario fu ornata, e
con 3 carrozze e preceduto dal re, colla le 9 cappelletteche s'incontrano illumi-
figlia e il principe di Carignano poi Car- nate e decorate. Ritornato a Savona, nel-
lo Alberto,seguito dalla regina d'Elruria l'istesso giorno il Papa vieppiù si rallegrò,

col figlio poi duca di Lucca , e la figlia per la notizia che Murai sconfitto dagli
ora principessa di Sassonia. Nel presbite- austriaci fuggente avea sgombralo i do-
rio a destra dell'altare maggiore era il tro- minii della Chiesa. Neldì seguente il Pa-
no pontificio, alla cui sinistra presero luo- pa celebrò la messa dalle monache ago-
go io cardinali e dietro prelati, e la cor- i stiniane, e visitò il porto di Vado. Savo-

te papale nel resto del presbiterio, in uno na con replicate illuminazioni e in altri
al capo anziano e al governatore della cit- modi, entusiaslata solennizzò questo ul-
tà. A. sinistra di questo si collocarono la teriore soggiorno del sovrano Pontefice,'
regina col figlio e la lìglia, fuori della ba- le cui virili avea lungamente ammirale

laustra, il re, la duchessa e il principe no- nel tempo della prova, ed a'i 2 giorno di
minati. Dopo celebrata dal Papa la mes- sua partenza restò afflitta pel suo ritorno
sa, tutti s'avviarono alla nobilissima cap- a Genova, solo confortata dalle ripetute
pella sotterranea della Madonna di Savo- benedizioni. Tornato a Roma, Pio VII
na. Il cardinal Spiua arcivescovo dì Ge- celebrò la coronazione con allocuzione e
46 SAV SAV
con quelle parole che riprodussi nel voi. Nel 4^0 fu vescovo
Frodonio , nel 4^3
XXVllI,p. 332, e colla coniazione d'u- Annecio al cui tempo e nel 486 Gondi-
na medaglia monumentale, in cui da un baldo redi Borgogna infestando la Ligu-
Jalo è l'etìigie del Pontefice, e sotto l'epi- ria, s'impadronì di Savona, ed al quale

grafe : Dedit glorìam in loco islo. Nell'e- dopo le depradazionifu tolta nel 489 da

sergo è inciso: Deiparae Simulacrum Sa- Teodorico re de'goli, che quasi la distrus-
vonae solemnl rilu Coronavit. Nel rove- se, indi soggiacque alle altre barbariche

scio si vede la Religione genuflessa con tri- irruzioni, di cui fu segno la riviera ligu-
legno, in allo d'ofliire la corona alla B. re. II vescovo Pastore nel 5oi interven-
Vergine di Savona, ed ha nella sinistra ne al concilio romano, Pietro lo era nel
la croce. Il tipo e le epigrafi sono del cav. 547Ì forse a suo tempo e nel 558 respi-
Gio. Gherardo de Rossi. rò Savona quando Narsete per l'impera-
La fede cristiana riferisce Monti fu pre- tore greco la ricuperò; fu riparata e re-
dicata in Savona, nell'anno 46 di nostra stituita al suo lustro, ma nel 566 Alboi-
era da s. Siro discepolo di s. Pietro apo- no re de'iongobardi se ne impossessò e la

stolo ei.° vescovo di Pavia, e conferma- fortificò, e di nuovo la ripresero i greci.


ta in essa da S.Barnaba apostolo e dai ss. Natanallo era vescovo nel 571, Martino
IVazario e Celso che egualmente vi pre- nel 591 già di Accia in Corsica, Monta-
dicarono il vangelo. La principale chiesa no del 60 I . Con questi XJ^helWy Ita Ha sa-
era un tempio idolatra e fu dedicata alla cra t. 4, p- 730, incomincia la serie dei
B. Vergine di Priamar, come contigua al- vescovi di Savona, sebbene afferma che
la torre eretta dal capitano cartaginese la sede già esisteva a'tempi di s. Ambro-
di tal nome, la quale torre convertita in gio. Palemone monaco del 602 dopo due
Castello, la chiesa ne prese il nome, e poi anni ritornò 677 Bene-
al chiostro; nel
il Castello si disse di s. Maria si vuole
: detto che Ughelli chiama Episcopus Va-
che Costantino 1 il grande, recandosi nel dens{s;ae\'j 01 altroAnnecio,nel 737 Re-
3i3 a Milano e vedendola cadente la rie- mo, nel 773 Igiulfo, neir8o3 Pietro, nel-
dificasse. 11 can. Bima nella Serie crono- r8i3 Pastore, nel!' 84» Meninone, nel-
logica de' vescovi de* slati del re di Sarde- 1*875 Agatone, 11^901 Pietro, nel 977
gna, dice che vi fu eretta la sede vesco- Giovanni longobardo appellato talvolta
vile sufiraganea di Milano, e poi lo diven- vescovo di Vado, Savona, ed
tale altra di
ne di Genova, come lo è tuttora. Inco- a cui l'imperatore Ottone con privile-
I

mincia la serie de* vescovi con Imerio nel gio riportalo dà Ughelli, confermò beni i

3i2j che trovasi sottoscritto in un mss. della chiesa. Pisano del 963, Giovanni del
Inierius peccator Episc. Savonensis. In- 967, Bernardo savonese del 992 ottenne
di nel 347 377 Bonoso, nel
Anello, nel privilegi e donazioni da Ottone III. Nel

417 Tiberio. Monti narrando l'inva-


Il 999 Giovanni, cui successe nel ioo4 al-
sione d'Unnericore de' vandali nel 4^ '» tro Giovanni, nelioi4 Ardemoneo Ar-
dice che voleva costringere Savona ad a- deinaro che fu caro a s. Enrico li e gli
dorare di nuovo i falsi numi e la statua accordò un privilegio singolare a vantag-
d'un drago, mai santi vescovi Vindemia* giodella mensa. Nel 1028 Aniellino o An-
le, Fiorenzo e Eugenio esiliati nella per- Cellino, neh 046 Brixiano; nel 1049 '"^*
secuzione dall'Africa, sostennero energi- Amico, nel 1080 Giordano savonese, nel
camente la fede de'savonesi, e sommer- 1 098 Grossolano poi Iraslato a Milano,
sero in maredetta statua. Cherestato Eu- nel Ilio Guglielmo, nel i 9 il ca pitolo
i 1

genio in Savona, visse santamente e mo- elesse il b. Ottaviano monaco benedet-


rì nell'isola di Vado Sabbatio, ed il suo tino di Pavia, che Dio illustrò anche in
corpo si ripose nella cattedrale di Noli. Tita col dono de' miracoli. Questi trovò
SAV SAV 47
gravi (Jisgusll ,
perchè il b. Amico avea la diocesi, e l'eresse in vescovato, od a me-
donato molti beui ai canonici della catte- glio dire Noli essendo stala unita a Bru-
drale, col diritto deile decime nel territo- guato (di cui riparlai più di proposilo a
rio di Noli, a condizione che vivessero in Sarzana alla quale trovasi unita) dal pre-
comuoeaguisadi religiosa famiglia; ilclie dcccssoreGregoriolX,egli la dichiarò indi-
nonosservandosi ciascun canonico co'pro- pendeulemente sede vescovile, diminuen-
pri proventi e decime vivea in particola- do quella di Savona. Rollino d'Asti fu e-
re. Volendo il b. Ottaviano ripristinare letto nel 1 278, al quale fu surrogalo nel
il convitto canonicale e l'antica osservan- 1 296 il savonese Enrico Ponzone prepo-
za, incontrò non poche diflìcollà, per cui 3o3 fr. Gualte-
sto della cattedrale. Nel i

spogliò delle rendite i ripugnanti, finché rodeMans francese domenicano, nel i3o5
dopo 3 anni ripresero la vita comune, se- Giacomo Caradengo di Niella, neh3i7
condando lo zelo del pastore; il b. Otta- Federico Cibo nobile genovese, neh 34^
viano assai limosiniero morì nel 1 128 e fr. Gerardo Vascone di Bergamo agosti-

si venera nella cappella dis. Stefano nella niano, che giovò non poco alla sua chie-
cattedrale, ed i savonesi ne sperimenta- sa ed al popolo, massime nell'orribile pe-
rono, nelle pesti e altre calamità, senjpre stilenza deU348; egli trasse dalla soli-

l'efficace patrocinio. Il lodato can. Pale- tudine di s. Bartolomeo del Bosco gli a-
mone Luigi Bima pubblicò nel 1846 in gostioiani romiti, collocandoli in s. Ste-
Asti : Brevi cenni sulla vita del beato Ot- fano fuori della porla Guarda, e fu glo-
taviano vescovo diSavona.^eì i i 28 sles- riosonon meno per dottrina, che pel can-
so divenne vescovo Idizioo Ardizio, cui dore de'costumi. Antonio de'marchesi di
successe Vidone Lomello che fu al
il b. Saluzzo, e di Leonora di Savoia, fu poi
concilio di Laterano deli 179; nel i i83 arcivescovo di Milano; indineh 876 fr.
Ambrosio del Carretto figlio del conte En- Domenico de Lagne, domenicano teolo-
rico il Gae/c/o,chefuda Papa Urbano IH go insigne; nel i384 Antonio Viale ge-
delegalo a ridurre a migliore osservanza novese, nel 1894 Giovanni Firmano di
il rilassato monastero di s. Quintino di Fermo chiamalo Ugucciolo e traslato da
Spingo, la quale abbazia poi soppressa ne Sinigaglia, ottenne da Bonifaccio IX in-
vennero applicati i beni alla mensa ve- dulgenze per la cattedrale, e passò ad A-
scovile, con diverse obbligazioni alle par* scoli nel Piceno. Neli4o5 F. Filippo O-
rocchie adiacenti del monastero. A Uro sa • gerio francese,fu al concilio di Pisa e tras-
Tonese neh 198 fu vescovo, Bonifazio del lato a Damasco; per cui da Alesqui venne
CarrellOjche cede popolo il gius su Si-
al PielroSpinola nobile genovese, poscia dal-
gno; neh 199 Guala, neh 200 Elumosi- l'antipapa Benedetto XI lì nominato ar-
no già prevosto d'Asti, ed eletto dalla più civescovo di Cagliari. Neh4i3 Vincen-
parte del capitolo; neh 202 Antonio Sa- zo Viale genovese lodatissimo pastore, al
luzzo nobile savonese, trasferì nella cat- cui tempo Eugenio IV con diploma con-
tedraleil corpo delb. Ottaviano. Neh 206 fermò leimmuuilà del prepostoe capitolo
Pietro virtuosissimo, neh 221 il b. Bar- di Savona. Da Sagona vi fu trasferito nel
tolomeo di Novara a cui Onorio III per- 1443 Giambattista Calderiui, genovese
mise di ritenere la prebenda che godeva o savonese, prudente, erudito, giurecon-
per la povertà in che era caduta la chiesa sulto, .governatore di Todi e altre città
di Savona, che djovette difendere ne'suoi pontifìcie, passò poi ad Albenga. Paolo
diritti.Mortoneh2 3ogli fu sosti tuìtoEn- Il nel 1467 a'25 aprile nominò Giam-
rico, indi nel 124? Bonifacio, nel laSi battista Cibo genovese, da Sisto IV tra-
Corrado d'Ancisa, sotto il quale Innocen- sialo neh 47 2 a Molfetta secondo alcu-
zo IV disgiunse la plebania di Noli dal- ni, meglio al due di altri di JMelfi, e suo
48 S A V SAV
successore nel pontificalo col nomed'/«- re* Per sua rinunzia neh 58 7 gli succes-
nocenzo Vili. Gli surrogò Sisto 1 V il suo se Pietro Francesco Costa patrizio d'Al-
parente fr. Pietro Gara savonese dome- benga che restaurò decorosamente l'epi-

nicano i6 settembre, nel cui sepolcro


a* scopio, e mossi da* suoi impulsi i savone-
si legge il titolo di conte, pel dominio tem- si principiarono dai fondamenti la nuova
porale die vescovi per privilegio impe-
i cattedrale; dì soavi miniere, meritò che
riale ebbero sulla città. Nel i499 l'asse- Paolo V lo spedisse nunzio a Torino ove
gnò a'20 aprile il vescovato in favore del restò 18 anni con onore. Nel 1624 Fran-
cardinal Giuliano della /?orere savonese cesco M.' Spinola nobile genovese, e tea-
poi Giulio II. Prima di esserlo, a'38 gen- tino che incontrò gravi vertenze cogli or-
naio i5o2 rinunziò in favore del nipote dini e governatore della città per la pre-
Galeotto della Rovere di Lucca, e figlio minenza nelle pubbliche funzioni, e sic-

di sua sorella, anche vescovo di Noli e da come il governatore Passano pretendeva


lui Anche egli rinunziò
creato cardinale. collocare la sua sedia nel presbiterio in-
a'7 marzo i5o4> e Giulio II gli sostituì contro alla cattedra vescovile, nel i64i
il parente Giacomo della Rovere savone- interdisse il coro e l'aitar maggiore, cen-
se, già vescovo di iVIileto. Giulio li nel sura che irremovibile lasciò sino alla mor-
i5io conferì la sede al cugino cardinal te : in seguito di questa vertenza gli fu
Raffaele RìariOf che nel 1 5 1 6 cede la se- intimalo d'uscire dalla città e ritiratosi ia
de al consanguineo Tommaso Riario sa- Albisola, o Albizola (/^//>^ Docilla sul Me-
vonese, decano della metropoli di Pisa, or- diterraneo, ad una lega da Savona o me-
nato di prudenza, integerrimo e pio. Nel no: alcuni dicono Sisto IV nato a Celle 5
1 528 fu fatto amministratore il cardinal miglia lungi da Savona; altri lo vogliono
Agostino Spinola (^.) nato in Savona, nato ad Albisola, così affermano di Giu-
che resse pel suo vicario, facendo l'ordi- lio II), innalzò nella chiesa parrocchiale
naria residenza in Roma come camerlen- la cattedra che in memoria dell'avveni-
go, ma morto nel iSSy fu trasferito ia mento tuttora conserva. Richiamato dal»
Savona e sepolto nella tomba di sua fa- l'esilio nel 1 653 fece il suo ingresso a Sa-
miglia. Gli successe Ettore Fieschi nobi- vona in mezzo alle universali acclamazio-
lissimo genovese, celebre giureconsulto, ni, facendosi illuminazione generale. Go-
che Semeria chiama padre de'succes-
il vernò santamente più di 4o anni e morì
sivi 3 vescovi di Savona ; invece riporta neh 664- Alessandro VII gli sostituì Ste-
per vescovo Giacomo Fieschi il Rima, e fano Spinola nobile genovese somasco, e
lo dice fratello de'seguenti vescovi al suo : consultore di varie congregazioni di Ro-
tempo la cattedrale antica e maestosa, fu ma, come pieno di meriti e di dottrina,
atterrata per rediflcazione del forte. Nel egregio pastore. Neh 683
Francesco M.*
1 546 Nicolò Fieschi, che ottenne da Pao- Durazzo nobile genovese e teatino, cele-
lo IV la chiesa de'conventuali di S.Fran- brò il sinodo neh 699 il quale è ancora
cesco la quale per molti anni servì di cat- in vigore, e fu encomiato vescovo. Gli suc-
tedrale. Per sua rassegna nell'islesso an- cesse neh 722 Agostino Spinola patrizio
nOjil fra telloAmbrosio Fieschi fu vescovo. genovese somasco, traslato da Alacelo, dot-
Gregorio XI II elesse nel i SyG Cesare Fer- to, pio, zelante della disciplina ecclesia-
reriodi Biella de'signoridi Boriana trasla- stica, il cui busto si vede nella cattedrale
to in 1 vrea, e nel 1 58 1 nominò Domenico dentro la cappella di s. Giovanni Nepo-

Grimaldi patrizio genovese trasferito a muceuo. Nel 1755 Ottavio M." de'Masi
Cavaillon e poi ad Avignone. Da Moriana patrizio genovese, dotto somasco, valen-
vi passò nel 1 584 Gio. Battista Centurio- te predicatore, limosiniero a segno che si

ni uobile genovese, vigilantissimo pasto- spogliò di tulio, uou lasciuudo che il mi-
SA V SAV 49
sero letlo in cui giaceva, perciò da lutti aptid Saponaria/I e Tnllense, in presen-
amato e compianto. Nel 1776 Domenico za di Carlo 1 il Calvo re di Francia, e dei
Gentile, patrizio genovese, saggio e be- suoi nipoti Lotario e Carlo figli dell'im-
nemerito per avere sontuosamente risto- peratore Lotario I, e perciò de' sovrani
rato l'episcopio e riedificato il seminario de' 3 regni, assistendovi i vescovi di 12
che ampliò e rese elegante. Per sua ri- Provincie. Furono fitti 3 canoni, la mag-
1

nunzia nelj8o5 Pio VII trasferì da Sar- gior parte de'quali riguardano affari par-
zana fr. Vincenzo M.* Maggioli patrizio ticolari. 11 i.° ebbe per iscopo di procu-
genovese e domenicano, dinante il cui go- rare che fosse conclusa la pace tra Carlo 1
verno il Papa qua! prigioniero dimorò in il Calvo e suo padre Luigi II imperato-
Savona. Pio V 1 colla bolla Dominici gre-
1 re e re di Germania. Il 1° ordina l' u-
gis^ÓQ^W 8 dicembre %io,Biill.Rom.cont. 1 nione tra' vescovi, e che si tengano si- i

t. i5, p. 35f , essendo in tale anno per nodi interrotti da qualche tempo per la
lui fatto vescovo Giuseppe Vincenzo Ai- discordia che regna tra'principi. Nel 3.**
renti di Dulcedo, unì a Savona il vesco- si felicitano detti Carlo I e nipoti Lo-
i

vato di Noli (^.), onde il vescovo s'inti- tario e Carlo, per la concordia e pace tra
tola di Savona e di Noli : nella sala del- loro. Nel 4-° viene rimesso al giudizio di
l'episcopio, Papa celebrava la mes-
ove il Venilone arcivescovo di Sens e di 3 ve-
sa, per ricordare memorabite sua di-
la scovi, l'affare di Tortoldo già diacono di
mora, gli eresse un busto marmoreo con Sens, che avea voluto ingerirsi di fare le
analoga iscrizione. Trasferito neli83oa funzioni vescovili a Bayeux. Il 5.° Ordinai
Genova, nel 833 Gregorio XVI gli sur-
1 che il suddiacono Anscario,che avea vo-
rogò A gostino M.^de Masi nobile genovese, luto prender possesso della chiesa di Lan-
che fu amato dal clero e dal popolo. Per di gres, essendone ancor vivo il vescovo, do-
lui morte nel concistoro de' 24 gennaio manderebbe perdono e sarebbe ammesso
1 84^p»*econizzò l'odierno vescovo mg.^A- a prestar giuramento che non lenlerebbe
lessandro de'conti Riccardi di Netro,nato mai più nulla di simile. Nel 6. "sull'accusa
inBiella,cav. de'ss. Maurizio eLazzaro,ca- falla dal re Carlo I contro l'aicivescovo
nonico della metropolitana di Torino, ed Venilone come ribelle, venne ordinato che
elemosiniere del re Carlo Alberto. Le due gli sarebbero fatti i processi a norma dei
diocesi di Savona e Noli si estendono in canoni. Il 7.° ordina che si citerà innan-
circa 34 miglia di territorio, e contengo- zi al i.** concilio Attone, il quale di sem-
no più di 28 luoghi. Ogni nuovo vesco- plice monaco dell'abbazia di s. Germana
vo è tassato ne'libri della camera aposto- d'Auxerre,era stato fatto vescovo di Ver-
lica in fiorini 235, ascendendo le rendite dun, elezione non regolare. L'8.° e il 9."
a più di 1900 scudi. La Civillà cattolica riguardano i bretoni : viene proibito a'io-
nel t. g,p. 543, parla òeWa Storia del co- ro vescovi di sottrarsi alla giurisdizione
mune di Savona scritta daFrancescoTor- dell'arcivescovo di Tours loro metropo-
teroli savonese, Savona 1849- ^^ critica litano, avvisandoli altresì di non aver co-
la biasima, la qualifica scritta con ispirilo munione cogli scomunicati, e di esorlare
di parte, per un suo fine particolare, in il loro re Salomone a mantenersi fedele al
breve la chiama diceria della grandezza re Carlo L Sono pure avvisati gli scomu-
d'Italia una e indivisa. nicati, che viene loro accordato tempo di
SAVONNIERES. Antico luogo di dopo il quale
pentirsi fino al i.° concilio,
Francia presso Tool nella Lorena , nel verranno fulminati col più terribile ana-
quale più non rimane che una chiesa dedi- tema. Nel 0.° furono letti 6 capitoli del
1 i

cala a s. Michele. Vi fu tenuto un conci- concilio diValenzanelDelfinatodeir85D,


lio a' 1
4 giugno 859, chiamato Concilium sulla grazia, sopra de'quali alcuni del par-
VOL. txii. 4
So SAX SCA
tito d'Incmaro vollero fare alcune rimo- Brescia, fin dai più verdi anni vestì l'a-
slrnnze ma Remigio di Lione li quie-
; bito dell'ordine de'piedicatori, in cui ot-
tò, e il concilio pronunziò che questi ar- tenne per la sua rara dottrina diversi o-
ticolisarebbero esaminali neh .** concilio iiorevoli gradi; insegnò in Cremona e in
dopo rislabilila la pace; furono pure letti altre città di Lombardia con tale succes-

I o canoni del recente concilio diLangres. so, che fu annoverato Ira'più insigni teo-
Nell'i 1° si scongiurarono Carlo I e Ro- logi e i più famosi oratori del suo tem-
dolfo arcivescovo, per la croce e pel san- po. Siccome poi ad una profonda erudi-
gue di Gesù Cristo, di conservare il pri- zìoneaccoppiava una soda pietà, gran pru-
vilegio d' un'abbazia di s. Benedetto, di denza e pari 7elo per la purità della fede,
cui quell'arcivescovo erasi impadronito. il suo merito fu conosciuto nella corte di

Nel 12.° fu data commissione ad alcuni Roma, e Clemente Vili lo nominò inqui-
vescovi di compilare degli statuti partico- sitoreed incaricò d'invigilare sulla con-
lari per le diocesi. Finalmente nel 1
3." fu dotta degli eretici nelle diocesi di Pavia,
stabilito che vescovi,! quali hanno assisti-
i di Cremona e di Milano. In quest'in) pie-
tempo hanno contrat-
lo al concilio,in pari go egli si diportò con una saviezza e vi-

to un'unione di suffragi comuni agli tmi gilanza che gli fecero onore. Paolo V chia-
e agli altri, durante la loro vita edopo la matolo a R.oma io fece commissario del
loro morte, ed ordina che celebreranno la s. offizio.' In questo nuovo posto die al-

messa gli uni per gli altri nel mercoledì di tre prove di sua abilità, e si fece de'po-
ciascuna settimana. Cowc/V/or. t. 8,p.647' tenti amici nel sagro collegio. Colla sua
SAXO, Cardinale. V. Sasso. vigilanza potè impediieche nel luogo det-
SAXOLO, Cardinale. Tra'cardinali to leSelle sale presso il Colosseo, alcuni
che si trovarono al concilio celebrato da empi sagrifìcassero un innocente bambi-
s. Paolo I nel 761, vi fu il cardinal Sa- no al demonio per averlo propizio, facen-
xolo dell'ordine de'preli e del titolo di s. do arrestare gl'iniqui neli' atto di com-
Ciriaco. mettere l'orribile delitto, quindi furono
SBlDAoZUDA. Sede vescovile d'Isau- impiccati. Pe'servigi resi alla religione co-
ria nel patriarcato d'Antiochia, sotto la gli scritti e con l'impegno onde esercita-
metropoli di Seleucia, eretta nel V secolo. va il grave suo uffizio. Paolo V agli 1

Conone suo vescovo sottoscrisse la lettera gennaio 1621 lo creò cardinale prete di
sinodale del concilio di Calcedonia all'im- s. Clemente e vescovo di Melfi e Rapol-
peratore Leone, sulfassassinio di s. Pro- la, dove celebrò il sinodo, stabilì la con-
tero d' Alessandria. Oriens christ. t. 2 ,
gregazionedeila dottrina crisliana,accreb-
p. 1027. be le rendile della mensa episcopale e so-
SCIRRO. F. Cirro, Milizia e Fran- stenne con sacerdotale intrepidezza i di-
cniGiE. ritti di sua chiesa, a cui in gran numero
SCABlNO,iSrrtZ'/««5. Antico magistra- compartì altri benefizi. Nel 1622 Grego-
to,Giudiceo Governatore (F.) delle città rio XV lo trasferì a Como, che rinunziò
e Provincie, ed anche officiale del Alimi' per potersi tutto applicare alle congrega-
cipio [F.) incaricato dell'ordine pubbli- zioni e agli alluri di Roma, dove sid ter-
co e dell'amministrazione della città. In minare del 1626 fu chiamato da Urbano
Germania vi ebbero scabini anche nelle Vili. Intervenne a'conclavi di questi due
università, ed in altre civiche corporazio- Papi, ed all'elezione del 2." si mostrò co-
ni. A'. Conte, Comunità' Comune, Placi- .stantemenle contrario. Fu uomo di men-

to ed i relativi articoli. te quadra e di talento sottile e penetranle,


SCAGLIA Desiderio, Cardinale.^ alo grato verso i benefattori, ofìicioso cogli
nobilmeote in Cremona, e originario di umici e dotalo d'incomparabile aUàbilità
SCA SCA 5i
e cortesia, congiunta a soverchia muni- nnndo I re dì Napoli, per opera de'han-
ficenza e splendidezza. Però aggravato dai cesi. Vanta Scala il b. Gerardo, che altri

debiti, non meno che dall'età e dalle fa- fanno provenzale, fondatore o i.° rettore
tiche, finì di vivere settuagenario in Ro- dell'ospedale dell'insigne ordine Ceroso^
ma nei 1609, e fu sepolto nella chiesa di limitano [F.). Di più, fu in questa città
s. Carlo a| Corso con nobile epitaflio, po- che s. Alfonso di Liguori nel 1782 istituì

stovi dal suo nipote Deodato Scaglia ve- la benemerita congregazione del ss. Re-
scovo d'Alessandria, che l'aveva succedu- dentore (y.). L'evangelio fu predicato dai
to nella chiesa di Melfi. discepoli degli apostoli nel i ."secolo di no-
SCALA, Scalae. Città vescovile del stra era,ed i fedeli costruirono per i .' chie-
regno di Napoli, nella provincia del Prin- sa quella che dedicarono a Dio onore di in

cipato Citeriore, distretto e capoluogo di s. Sisto I Papa del 32,dis. Lorenzo e di s.


i

cantone, a 3 leghe e presso il golfo di Sa- Eustachio. Da questo santo invittissimo


lerno, alle falde di un ripido monte. Pos- romano vuoisi originata l'antica e celebre
siede l'antica chiesa cattedrale di bella ar- famiglia d'Afflitto, in cui fiorirono tanti
chitettura, ornata di stucchi, sotto l' in- illustri personaggi, che fecero onore alla
vocazione di s. Lorenzo, protettore della loro patria Scala, e siccome il santo fu af-
città, la quale dai fondamenti fu rinnova- flitto e cruciato dalle frezze,dicesi che tale
ta neh 4oo,
e compita del tutto nel 1 598. famiglia prese il cognome d'Afflitto. Pa-
Ivi venerano molte reliquie, ed un brac-
si pa Giovanni XV nel 987 vi eresse la se-
cio di s. Teodoro patrono della città. Mi- de vescovile,che fece sulfraganea della me-
rabile è la confessione con marmoree co- tropoli di Amalfi, ed in tale anno viene
lonne, e fra le cappelle primeggiano quella registrato per i." vescovo Sergio. Dopo
della B. Vergine Assunta, e quella del mi- di lui non si trova altri fino ad Alessan-
racoloso ss. Crocefisso. Celebri sono le due dro del 1 18, indi Orso neli i44> ^ll'o
torricampanarie.il capitolo si componeva Alessandro nel 1171, a contemplazione
delle dignità d'arcidiacono, arciprete, pri- del qualeCelestinollI neh 19 r colla bolla
lli icerio, cantore e tesoriere, e di 1 2 preti In Aposlolicae stabilì i confini della dio-
capitolari. Eranvi monasteri di monache, cesi. Neh 207 gli successe Costantino del-
conventi ed alcuni sussistono,
di religiosi la nobile famiglia d'Afflitto di Scala,dolto
con diverse chiese, rospedale,alcune con- e probo, che consagrò la chiesa di s. Mi-
fraternite e qualche stabdimento scienti- chele arcangelo padronato di sua famiglia.
fico.Questa città posta in aria salubre, tra Nel 1227 Matteo d'Afflitto di Scala, vir-

colliameni e ampio territorio,fu chiamata tuoso e di singoiar pietà confermando ,

negli antichi tempi Caniam^pev cui si pre- sotto di lui Federico II le immunità e
tese edificata da Cam figlio diNoè;dai ro« grazie concesse dal duca Ruggero; con-
mani fu denominata Scala,eda loro fu rie- sagrò la chiesa di s. Eustachio, e al suo

dificata all'epoca di Costantino I il Gran- tempo si fondò la maggior campana della


de: ebbe il suo Campidoglio, bagni, dei i cattedrale. Nel 1 3 1 3 fu vescovo A..., indi

templi, il teatro e altri edifizi di cui si ve- Teodoro Scacciavento di Cava; nel i328
dono gli avanzi. Fu munitissima, popola- fr. Guglielmo Lombardo domenicano in-

ta e splendida. Venne distrutta sotto Lota- tegro; neh 342 fr. Guglielmo francesca-
rio 1 imperatore e nuovamente rifabbri- no; nel 1349 ^*'' Giacomo Sazali o Ser-
cata dai pisani. Appartenne in seguito al sale di Sorrento domenicano dotto e assai
ducato di Amalfi, ed a Ruggero normau- illustre. L'antipapa Clemente VII v'in-
no, ed a' tempi di s. Bernardo era opu- truse fr. Guglielmo. Bonifacio IX elesse
lente e forte. Soggiacqiu^ a nuove rovine Andrea traslato a Ravello; nel 1 897 Pie-
sotto Federico 1 1 imperalore,e solloFerdi- tro, trasferito a Termoli; fr. Pietro Pie-
52 SeA SCA
truccio de Peoni domenicano
grande in dal purgatorio a chi avesse celebralo nel-
esliniazione a Ladislao redi Napoli; da lui maggiore del Nome di Gesù nella
l'altare

lechiese parrocchiali diScala ch'erano 3 o, ove il vescovo ornò il pulpito.


cattedrale,
furono ridotte a 8. Natale Mastini Afflit-
1 Gregorio XIII neh 583 elesse Francesco
nbbatee arcidiacono di Scala, Martino
ti, degli Afflitti nobilissimo di Scala, dotto,
V lo fece vescovo nel i4i8, insigne giu- pieno d'integrità e virtù cornei suoi mag-
risperito, esemplare pastore,che riuscì ca- giori; questi ripristinò la disciplina eccle-

ro a tulli, efu sepolto avanti l'altare di s. siastica con utilissimi decreti, unì diversi
Paolo da lui eretto in cattedrale. Gli suc- benefìzi al capitolo,eresse l'archivio dell'e-
cesse, neli45o fr. Evangelista Firiolo di piscopio,abbeHì la cattedrale;coireserapio
Amalfi, commendatore dell'ospedale di e colle parole edificò il popolo, divotissi-
s. Maria de'crociferi; indi neh 465 Mat- mo della B. Vergine fece una lascila ac-

teo de Dote d'Amalfi n'era vicario e ar- ciò nelle sue vigilie solenni si cantasse la
cidiacono, lasciò bella fama di se, e de'be- Salve Regina .'adornò magnificamente la
dì al capitolo per la celebrazione d'un an- cappella di Paolo eretta dal predeces-
s.

niversario in suo suffragio, e per la cele- sore Natale, ed ivi con esso volle essere

brazione di una messa cantata nelle do- sepolto. Clemente Vili neh594a'7 gen-
meniche all'altare maggiore della catte- naio gli sostituì fr. Gio. Battista Serigna-
drale. NeliSoo Giacomo Pisanello d'A- ni della diocesi di Salerno, insigne teo-
malfijcd ivi arcidiacono, di singolari virtù logo domenicano; per la breve sua vita ai
ornato; nel i5i i Ferdinando di Castro 7 novembre nominò Floriano Nanni del-
spagnuolo di Cordova, fu al concilio di la diocesi di Bologna, canonico regolare
Lalerano e abdicò nel 5 5; onde Leone j 1 Iateranense,dotto ed erudito, insigne pre-
Xgli sostituì Baldassare del Rio spagnuo- dicatore, autore d'opere, lodato pastore,
lo canonico e arcidiacono di Siviglia, al fu benefico colla cattedrale, cui donò di-
cui tempo Scala fu desolata dalla peste. versi sagri utensili. Nel 1598 Clemente
Clemente VII neli53o lo nominò gover- Vili creò vescovo di Scala fr. Francesco

natore di Roma, e pare che lo fosse sino Benni de'servi di Maria di Budrio, enco-
all'agosto i532 ; morì in tale metropoli miato per pietà e dottrina, in tempo del
nel i54o,fu sepolto nellachiesa di s.Giaco- quale il Papa a' 3i luglio i6o3 unì in
mo degli spagnuoli,incuiil fratelloFran- perpetuo a Scala la sede e diocesi vesco-
cesco o fr. Genuino gli celebrò i funerali, vile di ^tì!v'e//o( A'.), con questo però, che
e pose al suo sepolcro un epitaffio. Paolo Scala continuerebbe ad essere suifraga-
Ili neli54i fece vescovo Lodovico Van- nea di Amalfi, e Ravello resterebbe im-
nino deTheodoli nobile forlivese, canoni- mediatamente soggetto alla s. Sede. Il ve-
co regolare del ss. Salvatore, molto dot- scovo Benni morì in Scala, e fu sepolto
to e poi (raslato a Certinoro. Nel i548 nella cattedrale; il 2.° vescovo di Scala
fr. Gaspare de Fossa di Cosenza generale e Ravello fu fr. Michele Bonsi minore ri-

de'minimi, dottissimo, virtuoso e pruden- formato già penitenziere Lateranense, ed


te, indi trasferito a Calvi :• gli successero ebbe a successori riportati aRAVELLo,o-
i

nel 1 55
A IfonsoRomero spagnuolo dei
1 fr. ve pur notai, che Pio VII neliS 18 sop-
minioii; nel i552 fr. Costantino Veltro- presse le sedi vescovili di Scala e Ravello
ni di Monte s. Savino agostiniano, esimio e le riunì all'arcivescovo d'y^wi^//? (^.).
teologo, traslato a Cortona; nel iSSy fr. SCALA. Congregazione di religiosi o-
Feliciano Niguarda di Como, domenica- spedalieridellaMadonna della Scala a Sie-
no e insigne teologo, già vescovo di s. A- na. Alcuni ne fanno fondatore il b. Ago-
gata de'Goli, a cui Gregorio XIII concesse stino Novello, il quale dopo essere stato
il privilegio della liberazione d'un'auima cancelliere o giudice supieaiOj prefetto
SCA SCA 53
di tutti i tribunali di Manfredi re di Si- Madonna della Scala, cos'i detto, perché
cilia, sì fece dell'ordine degli eremiti di s. nello scavar la terra si trovarono 3 gra-
Agostino, poi Sagrista (F.)(\e\ Papa yiaov- dini di marmo creduti avanzi
di un tem-
maggioiSog nel romitorio di s.
to a'19 pio pagano.Compiuto il suo spedale e ,

Leonardo, 4 miglia fuori di Siena, dove grandemente aumentato, il b. Sorore non


molto accrebbe il vantaggio di quell'o- si contentòdi alloggiarvi ipellegrini,ma vi
spedale, come osserva il Novaes bene in- ricevè gli ammalati tanto delia città che
formato di tuttociò che riguardaSiena,di forestieri, e poi anche bambini esposti,
i

cui fu canonico ed ove dimorò. Quelli che medianlelepieoblazioniricevute,islruen-


celebrano il b. Novello istitutore di questi donellearlii fanciulli per procurar ad essi
ospedalieri, lo crederono tale per aver egli stabile sostentamento. Allepersone che si

persuaso Restauro ricco di Siena, a lascia- unirono al b.Sorore per la caritatevole as-
re tutti i suoi beni all'ospedale della cit- sistenza de'poveri, egli prescrisse partico-
tà, al quale nel 1 3oo il b. Agostino otten- lare vestito e alcune regole riguardanti la
ne dal Papa Bonifacio Vili molti privi- loro direzione,il serviziodenl'infermi.l'ac-
legi ed esenzioni, onde quelli che Io ser- celtazione de'pellegrini, e l'elezione degli
vivano presero il nome di religiosi, ed e- uffiziali. Allre regole riguardavano il ret-
gli prescrisse loro il tenore di vita e de- tore,altrelesuore.Tutlefurono approva-
terminò l'abitodel priore.Secondo ilTem- te dal vescovo di Siena Gualterano, e con-

Diasi nella Storia diSiena l'ospedale già fermate più tardi da Celestino III e altri
a vea religiosi neh 29-2, ai quali era slato Papi, facendosi in diversi tempi opportu-
affidato neh ig4 coll'autorità di Celesti- ne variazioni, pel vantaggio del pio luogo.
no III il governo dell'ospedale, rimoven- Tale fu la fama dell'ospedale della Scala
done canonici della cattedrale, e altri che
i di Siena, che diversi d'Italia adottandone
non bene Tarn ministravano, e sottomet- i regolamenti a lui si sottoposero, rico-
tendolo governo della repubblica sane-
al noscendolo per capo. I principali ospeda-
se, la quale forse a mezzo del b. Novello li dipendenti da quello di Siena furono

procurò migliore ordinamento a'religiosi, quelli di Firenze,di s. Geminiano, Acqua-


assegnando loro la regola di s. Agostino. I pendente, Rieti, Todi, s. Miniato, Poggi-
più però vogliono che il fondatore de're- bonsi, s. Savino, Barberino, e Città della
ligiosispedalieri della Madonna della Sca- Pieve, i quali però in processo di tempo
la di Siena fosse ilb. Sorore,ivi nato nel- si sottrassero dall'ubbidienza del rettore
1*832, il quale fino dalla tenera età me- ospedaliere di Siena. Tulli questi speda-
nò vita esemplare. Dedicandosi al soccor- lieri in seguito ebbero bisogno di riforma,
so de' poveri pellegrini, che passavano da ma come non vollero mai intraprender-
Siena per andare a Roma, assegnò loro la, furono soppressi verso la metà del se-
per ospizio una piccola casa che possedeva colo XVI. 11 b. Sorore si associò nell'am-
contigua alla cattedrale. 11 suo esempio e ministrativo duegentiluomini sanesi,chia-
zelo infervorò concittadini a contribuire
i raati i savi della Madonna della Scala,
alla sua ospitalità,a segno che potè ingran- emorìpiamentea'i 5 agosto 898. Di que-
dire l'ospizio. I pellegrini che ne sperimen- sti religiosi ospitalieri, cui diede nuove co-

tarono la benefica assistenza, tornali alle stituzioni il b. Novello, trattarono l'Ur-


loro patrie celebrarono i ricevuti aiuti, per gugieri,Lombardelli, il p. Helyot, il p.Bo-

cui non pochi mandarono al b. Sorore ri- nanni e altri, quest* ultimo descrivendo
levanti somme, onde si trovò in grado di l'abito nero che usavano e riportandone
innalzare spaziosa fabbrica per ricevere la figura nel Catalogo degli ordini reli-
un più gran numero di poveri, gettando giosi 1. 1, p.i4o, ove si vede nella parte
le fondamenta del celebre ospedale della sinistra della mezzetta una scaletta di se-
54 sex SCA
la gialla, sovrastata dalla croce, insegna lantìuni. Il can.*' del Sodo nelle Chiese di
dell'ospedale. Ronia^ di quella de'ss. Michele e Magno,
SCALAoSCALEA yScalae^Scalarum dice: Vi è una scala la quale si sale in gi-
grachis. Ordine di gradi avanti a Chiese o nocchio, conforme a quella di Giovan- s.

altro edifjc'o. Ne trattai a Chiesa, e descri* ni in Laterano o Scala santa. Che cosa
vendo i sa^v'i 2''empii rimarcai e descrissi le la si sia, non lo si sa. Solo vi è gran di-

scale più maestose di Roma e di altrove. vozione. L'AI veri, Roma in ogni stato t.

Delle scale delle chiese, notai nel voi. XI, 2, p. 243, trattando di detta chiesa nar-
p, 229, che di alcune le scale furono og- ra che fu chiamata anco in Cappella, per-
getto di particolare divozione, come le se- chè soleva pagareal palazzo pontificio cer-
guenti. La Chiesa di s. Pietro in /fatica- ta somma di denaro ogni anno. Che leg-
no (^,), i fedeli inclusivamenle a Carlo gesi sulla porta della chiesa, cioè di quel-
Magno solevano salire in ginocchio suoi i la per la quale si sale in essa con 33 sca-
24 antichi gradini postivi da Costantino lini, la seguente memoria, che ivi scris-

1 il Grande baciandoli ad uno ad uno


j se Luca da Fano celebre scrittore, già mu-
per lucrare l'indulgenza. La Chiesa di s. sico tenore della cappella pontifìcia: C/e-
Maria d' Araceli (/^.), formata di quei mente FUI Pont, Max. Ecclesiae b. Mi-
moltissimi gradini ivi enumerati. Fu as- chaelis Archang. et s. Magni episcopi et
sai stravagante e inumano l'operato da mart. Scala Populidevotione Celebris re»
Gio. Pietro Caffarelli, nel pontificato di stituta etpicturis ornala, pontificatus an,
Clemente Vili. I contadini nell'estate si 12 Chri. sai. i6o3. Il Venuti, Roma mo-
coricavano a dormire in dette scale, on- derna, p. 1 2 1 2, dice che salendo inginoc-
de CalTarelli fece chiudere in una botte chioni i 33 gradini di questa scala santa,
quantità di sassi, e poi dall'alto del ripia- e meditando la Passione di Gesù Cristo,
no la lasciò precipitare giii per le scale, sì acquistano moltissime indulgenze. Al
per ispaventarei contadini addormentati tempo Teodoro Sprengero, che pub-
di
coirimprovvisoslrepito; e non solo li spa- Roma nuova in Francfortnel
blicò la sua
ventò,ma ne stroppiò alcuni. Il p. Casimi- 1660, dice a p. 237 Mulieres rigoreni :

roda Roma, Memorie di s. Maria in Ara- mariloruni rependo a tempio s. Puden*


celi,p. 27, notò gli scrittori che errarono tianaeyusque ad Mariani Majorem miti»
nel numerarne i gradini. La Chiesa dei gari putabant. Questo costume durava
ss. Michele e Magno (^.)j di cui parlai ancora neh 722,in cui il p.Mabillon pub-
ancora nel voi. L, p. 269. Il Cancellieri blicò il suo Museo Italico, poiché nel t.

\\t\MercalOi^. o, riferisce che alcuni han


\ I, p. 49 attestò: Fidinius haud raro mu-
per costume di salire la scala di questa lieresreptando in genua, non solimi ad
chiesa in ginocchio, come la Scala santa Scalam sanctam,a d a nani vixunquam a-
(/^.), e come anticamente a'22 di giugno Ho modo ascenditur; vero etiam ads. Ma-
le zitelle per implorar la grazia di trovar riani Majorem ex vicinis domi bus pro-
inarilo, eie maritate per aver quella del- gredì ^ quod anliquae pietatis vestigiuni
la prole, salivano le scaie della vecchia ba- est. Idem in basilica, quae Ara Coeliap-
silica Vaticana. Perciò il Torrigio, Grot- pellatur, usuvenit. Ricordai nel voi. XI f,
te Vaticane^ p. 1 24, lasciò scritto; Ex ve- p.i22,che Clemente Vili fusi divolo del-
teri Kalendarioiijunii^ io milliaMar' la basilica dis.Maria Maggiore, che seb-
t^rnm. Habemus de eoriim reliquiiSj et bene podagroso, si recava a piedi scalzi ad
fo die multi ludo nudi er uni conjluiladba- essa prima dell'apparir del giorno, e più
silicamt flexis gcnibus gradus ascenden- volte sab genuflesso il monte£<quilinoe
(ìuniyetfaculasaccensas innianu geslan- le scale della basilica, e giunto alla porta
tiuNìj sacrumque prò Martyribus posta- aspettava che si aprisse. Già u Gradi o
SCA. SC A 55
Gradini parlai di quelli de* Fonti sngrt zione di Spine (P^.)j onde tutto grondan-
( ^.), delle iDemorate scale d'Araceli e dei te di sangue in alcuni gradini ne caddero
ss. Michele e Maglio, di quelle deli' /aliare diverse goccie, per andare al Calvario ad
(/^.), mentre per quelle dell'aliare mag- essere crocefisso,come notai in più luo-
giore lo loccai a Presbiterio, di quelle del ghi, e nel voi. XX^,p.i7, 20 e 2 i, di-
Trono (A'.), e del tempio di Giove salite cendo delle località santificate da Gesù
inginocchioni.DeH'originede'gradini del- Cristo e degli avanzi del palazzo: quindi
la Mensa dell'altare, cenno anche nel
feci questa scala fu per antonomasia detta 5Vz/z-
voi. XXXI V, p. 3. Della Solea dell'anti-
I ta. Ivi notai come s. Elena, madre del-
che chiese, o luogo rilevato da alcuni gra- l'imperatore Costantino I il Grande che

dini sopra il rimanente del coro, ragionai aveadatopacealla Chiesa e donato ai Pa-
a Pulpito ove riparlai óeU' Ambone, l'u- pi per loro abitazione il Palazzo Lalera"
no e l'altro avendo scale, e nel voi. XI, nense(P^.)y chiamato ^01 Patriarchio, vev-
p. 226. I Papi anticamente si facevano so il 326 in cui trovò in Gerusalemme
coronare sulle scale della basilica Vatica- la vera Croce (^.)j tolse dal palazzo di
na, il che riportai a Coronazione de'Papi Pilato i 33 gradini della scala, due co-
e artìcoli relativi. A Salmi Graduali dis- lonne e tre porte, e con altre importanti
si che furono così detti perchè venivano e preziosememorie di vote ne arricchì Ro-
cantati nel salire i i5 gradini del tempio ma, inviandole a Costantino I. La scala fu
di Gerusalemme. Delle più magnifiche dal Papa s. Silvestro I collocata colle tre
scale de'palazzi e altri edilizi, non mancai porte nel palazzo di Laterano, alferman-
parlarne a'iuoghi loro. do M. Attilio Serrano, Delle sette chiese
SCALA SANTA e Insigne Santuario di Roma, p. 72: Has secunduni majoruni
ri Sancta Sanctorum, o ss. Salvatore al- traditioneni accepimus quibus
ìlla esse,
ia Scala santa. Santuario, con chiesa o Christus praesidis domum tempore Pas'
oratorio e cappelle nel rione Monti di Pio- sìonis ascenditi quare ob ejus niemoriuni
ma, situato incontro alla basilica Latera- flexis genihus maxima pietate viri^ac mu-
nenseyUeWiì Piazza clis. Giovanni in La- lieres quotidie ascendunt. Qiiod quani
terano (V.), già contiguo al Palriarchio piuni sitfactu, quamque laudabile, uni-
Laleranense, e ad esso unito tanto l'ora- cuìque satis persuaderi potesl.^o\a^% lìiiì'

torio che la Scala santa. Nella metropoli la Storia di Sisto Elena po-
/^, dice che s.

della Giudea j\a celebre Gerusalemme i\\ se la scala santificata dal Redentore nel
era un gran palazzo destinato per abita- portico del palazzo di Laterano, presso la
zionedel preside, con iscala corrisponden- scala che conducevaal patriarchio del Pa-
te formata da gradini di marmo bianco pa. Il Marangoni e altri, riproducendo la
venato di Tiro. Per questa Gesìc Cristo Relazione della scala di Pilato, scritta nel
nella sua Passione [F.) salì e discese più IX secolo da Megisto monaco e abbate
volte spettacolo di pazienza sublime, es- del monastero di s. Gregorio al Celio, indi
sendo condotto nel pretorio innanzi Pon- nel pontificatod'Urbano V verso ili 36/
zio Pilato governatore romano della Giu- ritrovata nell'archivio della basilica La-
dea, cioè quando a lui fu portato dai giu- teranense, dal suo canonico Nicolò Pro-
dei con diverse accuse, ma trovato inno- cessi, il quale vi aggiunse altre memorie
cente l'adorabile Salvatore, da venne lui antiche, riferiscono che la Scala santa fu
mandatoad Erode re di Galilea, che allo- bagnata da Gesù Cristo nella sua passio-
ra trovavasi inGerusalemme,il quale prin- ne col suo prezioso sangue , che ancora
cipe lo rimandò a Pilato, ed allora risalì in pili luoghi di essa si vede, non senza
e nuovamente discese le memorabili sca- miracolo dopo sì lungo spazio di secoli,

le, dopo la Flagellazione (F.) e corona- il quale viene indicalo sotto alcune croci
56 se A SC A
ivi afllsse. Che ad istanza di s. Elena, s. &to artìcolo lo riportai. Novaes nella Sto-
Silvestro I concesse a tulli quelli che a ria di Sergio II racconta che nell' 844
capo scoperto avessero fatta orazione per in cui fu eletto Papa, dispose in forma di
ciascun gradino, un anno della remissio- scala con un. portico a più archi, avanti
ne de'Ioropeccati, indulgenza che vuoisi le porle della basilica Lateranense, i 28
confermala da s. Gregorio I e accresciuta gradini santi fi cali iiiGerusalemmedalSal-
a due anni per ogni scalino. Questo Pa- valore Gesù Cristo, mentre saliva in casa
pa tutte le volte che passava innanzi a que- deiromano preside Pi lato, quali traspor- i

sta scala, piangeva la passione del Salva- tati in Roma da s. Elena giacevano oc-

tore, narrandosi altrettanto di s. Grego- culti in quella basilica. Il Rinaldi all'an-


rio li del7i5, il quale era solito dire clie no 844» ^° ' 3, ecco come traduce quanto
non mai la saliva senza una grande coni • l'Anastasio riporlo del fatto alla basilica
piinzione. Sopra questa scala fu costume del Salvatore da SergioII. « Egli anche

a' peuilenti di far la pubblica loro Peni- feceun'ottima opera avanti le porte di
tenza ^ come si legge di Fabiola, la quale questa veneranda chiesa, perocché espo-
inginocchiata su quesli gradini, e nella ba- se alla divozione di tulli i sagri liminari,
sìlica del Salvatore, fra gli altri pubblici che stavano prima nascosti, edificandovi
penitenti, a vista di tutta Roma fece la dai fondamenti begli archi, e adornan-
i

sua penitenza nel 3go,pel pubblico scan- doli di varie pitture ". Il Rinaldi opina,
dalo dato nel prendere il 2.° maritoj qui- che l'Anastasio intendesse pei sagri limi-
vi ella comparve vestila di sacco col capo bari, quella che oggidì si chiama Porta
asperso di cenere, sgorgando dagli occhi .vrt/?tó(/'^.),ovverocheegli impropriamen-
gran copiadilagrime.il Panvinio, Dese- te pigliasse i liminari in cambio di scale;
ptem Urbis ecclesiae,ci'edelie dì trovare imperocché non si trova che per antico
menzione della Scala santa nella vila d'A- fossero altri liminari che quelli degli a-
driano I dèi 772, di Anastasio Bibliole- posloli s. Pietro e s. Paolo, i quali erano
cai io, il quale riferisce : che il Papa or- dai fedeli frequentemente visitali e bacia-
dinò di riunire ogni giorno 1 00 e piti po- ti; laddove si sa, che la basilica Latera-

veri nel Patriarchio Lateranense 3 e pre- nense fu illustrata per la scala santa. Si
cisamente nel portico, il quale è presso la legge nella Relazione dì Me^xsio pubbli-
scala, che mette nel patriarchio. Allequa- cata dal citalo Marangoni, che questa sca-
li parole d'Anastasio, aggiunge Panvinio, la fu salita di votamente da Pelagio li del
quani nane sanclain dicimus. Più di tale 578, portando le reliquie di s. Andrea a-
testimonianza ha maggior valore il se- poslolo e di s. Luca evangelista, che col-
guente passo della vita di Sergio li. « E locò nell'oratorio di s. Lorenzo, coll'assi-
fece un'allra opera veramente ottima a- stenza di tutti gli ordini della curia, ve-
vanti le porte di questa veneranda basi- scovi ecardinali. Papa s. Sergio l del 687
lica,che situò in luogo a potersi vedere salì a piedi scalzi questa scaia, portando
da tulli sacri Liniini, i quali pria erano
i il legno della vera Croce, che pose nel-
nascosti, costruendovi di pianta bellissimi l'oratorio dis. Lorenzo. Stefano III del

archi, i quali adornò elegantemente con 752 nudi calò per questa scala,
a piedi
Tarie pitture". Il Soresino, De scala sari' portando sulle proprie spalle con altri sa-,
day si propose dimostrare, che qui per cerdoli l'immagine Acheropita. Anche A-
Sacra Liinina si devono intendere le sca- driano I del 772 fu veneratore di que-
le sante, le quali essendo confuse e scom- sta scala, e spesso fu veduto salirla a pie-
poste, furono da Sergio II neir844 ^^'' di nudi, lo che fece il successore s. Leone
dinate e coperte di archi. Veramente ciò III nel
795 in ginocchione per la gran
che debbasi ioteuderepei* Liiniiuif a que- divozione che le prolcssava. Nelle sue Ui-
se A SCA 57
boinzioni s. Leone IV (leir847 , unendo lato avanti il palazzo Lateranense pres-
all'orazione la meditazione della passio* so il portico di tal nome, circondando il

ne del Signore, saFi spesso la scala di Pi- luogo di porte di metallo. Lo stesso Pa-
lato a piedi scalzi, particolarmente pro- pa nel giorno dell'Esaltazione della Cro-
strandosi su quel gradino che si ruppe , ce, a piedi nudi processionalmenle calò
quando il Redentore cadde sopra, e io vi per la medesima scala, mentre cardina-
i

bagnava di tenere lagrime, onde concesse li ancora portando il legno delia s. Cro-
3 anni d'indulgenza a quelli che la sali- ce, e le teste de'ss. Pietro e Paolo, discen-
vano meditando la passione del Salvato- dendo per essa si recarono alla basilica
re, e d'allora in poi più frequenti furono Lateranense. Celestino Ili più volte salì
le visite di quesla scala. Narra pure Me- la scala inginocchioni. Inoltre Novaes pu-
gislo, e il can. Processi, che a ten)po di re dichiara, cheCeleslino III dell 191 tra-
Stefano VII nell'Sgy, essendo caduta a sferì la scala santa in un altro luogo ap-
cagione d'un terremoto la basilica Late- presso il portico della basilica o Chiesa di
ranense dall'altare sino alia porla, la sca- s. Giovanni in Zrt/er<z/2o(/^'.).AngeloMas-

la di Pilato fu Papa Sergio


sconnessa; ina sarellodiceinunmss.che si conserva nel-
Ili (del 904) di nuovo la riattò e compose la basilica Vaticana Caeleslinus Papa :

avanti le porle della medesima chiesa, in 111fedi palaliuni apud s. Petruni, por»
segno della sua divozione persi venerato tas aereas LateranensisPalriarchii^etan^
monumento. Il Papa s. Gregorio VII del te sacro s gradus fecit. Panvinio per sa-*

1073 salendo inginocchioni questascala, eros gradus'miexìÒQ la scala santa, la qua-


baciava di vola mente ciascun gradino, e le Celestino \\\ fecit,c\oèfabricavit, coni-'
neli.°di essi recitava le parole : /^^o/y2- ^?o^z<i7, trasportandola forse, e riattando-
bimiis ubi stelerunlpedcs ejits. Quando s. la; se pure meglio non si voglia intende-
Anselmo vescovo Lucca dimorava nel
di re quella particella e/ posta per vezzo,qua-
palazzo Lateranense con Urbano II del si chedovesse essere, et porlas aereas La^
1088, quasi ogni giorno a piedi scalzi, e teranensis Patriarchìi ante sacros gra^
nella feria VI genuflesso, ascendeva la sca- dusfeciL Gregorio IX discese questa sca-
la santa, meditando la passione di Gesù la a piedi scalzi, come avea fatto il pre-
Cristo. Pasquale li del 1099 anch'egli ge- decessore Onorio! 11 del 12 16, e portò le le-
nuflesso safi la scala di Pilato, e confer- ste de'principi degli A postoli in processio-
mò l'indulgenza dì s. Leone IV, aumen- ne. Nicolò IH del I 277, non senza proflu-
tandola a 9 anni, cioè ne concesse 3 a quel- vio di lagrime, celebrava la messa, e pas-
li che divotamente l'ascendessero, e 6 al- sava i gradi di questa scala. Narra il ce-
tri a coloro che ciò facessero inginocchio- remoniere Paride deGrassis: « 11 venerdì
ni, con bolla de'5agostor loo, che ripor- 17 giugnoi5i3fu tenuta la 7.' sessione
ta Marangoni a p. prima
270 Lotario II nel concilio Lateranense, alla quale inter-
che fosse coronato imperatore nel i i33 venne Papa Leone X a 20 ore, seguilo
il

da Innocenzo li, sul giadino di questa sca- dai cardinali,come il consueto, ed essen-
la di Pilato fece il giuramento, avanti al- do giunto al Colosseo rimandò alla città
le porle della basilica Lateranense. Ripor- i cardinali, ed egli co'suoi pernottò presso
ta Marangoni, che per la gran moltitu-r il Laterano; nondimeno non entrò allora
dine di uomini e di donne, che salivano in chiesa, ma entrò in palazzo per le sca-
ginocchioni i gradi di questa scala, ren- le sagre, che volgarmente chiamansi di
dendosi molto diflìcile l'ingresso alla ba- Pilato ". Laonde ne' primi anni del seco-
silica Lateranense, e particolarmente nei lo XVI la Iradizionedellascojasanta con-
giorni di venerdì e per tutta la settimana tinuava ad essere comnnissima, e non da-
santa, Celeslinolll trasferì la scala di Pi- va luo2q ad alcun dubbio, chiamandola
58 . • SCA SC/V
Paride in altro luogo Scala sancia^ove gne,antichissima ecelebralissima cappel-
dice: »> Ho notato la divozione di Leone la, che sino dai primi tempi della crescen-
X,poichèa vendo salito \e Scale sante vo]- leChieSa, per la somma venerazione dei
garmente delle di Pilato, le quali dalle nostri maggiori, si appella SanctaSanclo-
donne non si ascendono se non ginocchio- n^Wj,- quale per la sua religiosità e divo-
ne, col capo scoperto e facendo sempre zione abbiamo voluto conservare atfatto
orazione, giinilo alia cima domandò in intatta, senza che fosse mossa dall'antica
certo modo a Dio perdono del non aver- sua sede,anìnchè le predette óV/i/e sante,
le salile inginocchiato". Allora la scala come in luogo mollo più decente e più
santa continuava ad esistere nel patriar- santo, lontano da ogni strepito, eccitasse-
chio Lateranense, Papa s. Pio Vera sì di- ro a maggiormente venerarle la divozio-
voto e bramoso di visitare la scala santa, ne de'fedeli. Ove appunto coloro, i quali
che riavutosi da una mortale malattia, ai genuflessi ascendono i di lei gradi, con-
2 1 aprile 1572 volendo fare l'ultima vi- forme è solito, orando, non avessero al-
sita delle sette chiese di Roma, giunto a cun oggetto, che divertire potesse la loro
s. Giovanni in Laterano tentò di ascende- divozione". Racconta il Fontana, prepo-
re la scala santa, ma trovandosi senza il sto alla costruzione del palazzo e del san-
necessario vigore, si contentò di baciare tuario delle scale sante o edifizio fatto in-
l'ultimo gradino.Frattanto il patriarchio, torno alla cappella di Sancla Sanctorum:
sede antichissima de'Papi, indebolito da- >» Quando si trasportò detta Scala santa,
volgendo
gl'incendi, screpolato ne'muri, che fu Tanno i58c), con canonici di li

a disfìicimentoead imminente mina, l'a- detta chiesa (s. Giovanni in Laterano) la

nimo grande di Sisto V volendo rifabbri- sera di notte, facendo divotissime proces-
carlo, prima atterrò gli avanzi rispetta- sioni, si tenne quest'ordine, che comincios-
bili del venerando edifizio, tranne le cap- sia Ievarerultimoscalinodisopra,seguen-
pelle di s. Silvestro, di SancUi Sanctorum, do a basso, tenendo il medesimo ordine
e di s. Lorenzo in vicinanza alla scala san- quandosi mettevano in opera, al contra-
ta, delle quali fabbriche formò un edifi- rio di quello, che ordinariamente far si
zio separato al modo che si vede, incon- suole, acciocché non vi si dovesse cammi-
tro alla basilica di s. Giovanni, ed al Pa- nare con li piedi sopra, giacché Pontefici i

lazzo apostolico Lateranense (^F.)^ da lui stessi van salendo quelle inginocchione,e

njagnificamenteeretlo, ed a'nostri giorni tutta l'opera fu in una sola notte posta in


restaurato nobilmente da Gregorio XVI, esecuzione". Noterò con Parisi, Istruzio-
che vi fondò il Museo Gregoriano La^ ni t.iy\). I 3o, che Sisto V pose alla dire-
teranense (P^.). Il motivo pel quale Sisto zione de'iavori per la scala santa, palazzo
V volle trasportare le scale sante nell'ap- Lateranense,cappellaSistina nella basilica
posito edifizio da luì costruito nel i58c) Liberiana, e per la biblioteca Vaticana, il

con architettura del cav. Domenico Fon- celebre Segretario apostolico Antoniano
tana, allro non fu se non di ri porle in luo- poi cardinale. A Medaglie benedette de-
go più tranquillo e lontano dallo strepi- scrissi quelle tl'oro trovate ne' fondamenti
lo, acciocché fedeli con raccoglimento
i dell'antico edifizio delle scale sante, che
neir ascenderle potessero eseguirlo eoa Sisto V benedì con indulgenza plenaria
particolare divozione. Nella bolla Cw/«^i«- concessa colla bolla Laudenius del 1 587,

giilarem rerum, de'24 maggio Sqo, che i edonò con distinzione. Il Severano, Me-
si riporta dal Ricci, De Giubilei univer' morie sacre, p. 543, descrivendo l'antico
sali p. 283, Sisto V come si espres-
ecco patriarchio e le scale sante, riferisce che
se: « In tal guisa abbiamo determinalo di queste si vedevano passato l'oratorio di
collocare le Scale satUe presso quell'insi- s.Sil veslro 1, ed arri va vano allo stesso cor-
SCA se A 59
ridere; per le quali scale, secondo Tantica il culto della celeberrima immagine A-
e conlinuata Iradizione, passò il Salvato- cheropi la {cioè fatta o dipinta senza ma-
re quando fu condotto per la i/ volta a no o ministero degli uomini) del ss. Sal-
Pilato, quando vi fu rimandato da Ero- vatore, di origine solenne, antica e arca-
de, e la 3/ volta quando condannato a na, sino ^^ tìtrtf/co denominata con tal vo-
morte, coronato di spine, ecollacroce sul- cabolo; ed anche aumentare venerazione
la spalla piovendo sangue la scese per
,
alla tanto famigerata cappella o oratorio

andare al Calvario: onde ne' due scalini di s. Lorenzo appellata dì Sancta Sancto-
di essa segnali colle croci d'ottone si vede- n/r/i, demolito il crollante antico patriar-
vano i segni delle goccie del suo prezio- chio, daquesto ead altra sua vicina par-
sissimo sangue. Aggiunge Severano, che te trasportò la scala santa, precisamente
queste scale mutate dal luogo ov' erano avanti la medesima cappella, acciò servis-
anticamente, cioè vicino alla porta del pa- se come di vestibolo a sì gran santuario,
lazzo nuovo Lateranense, che guarda ver- incominciando gradini dal suo piano, e
i

so tramontana, sonostateaccomodateda terminando in un pavimento ove s'inco-


Sisto V.Di là dalle dette scale sante, se- mincia a salirli ginocchione, decoralo di
guivano le altre scale del palriaichio, per una grande rota di porfido in mezzo, for-
le quali scendeva il popolo, dopo le quali mando alla scala l'ingresso dal portico due
era la basilica e Triclinio Ltoniaiio. Nel altrigradini di marmo, non però appar-
luogoclieal presente occupali portico Si- tenenti alla sagra scala. Ora innanzi di
slino, eravi anticamente il vestibolo del- progredire quanto riguarda la scala san-
l'oratorio di S.Lorenzo. I 28 gradini del- la,diròconMarangoni dell'oratorio o cap-
la scala santa sono situati nellostesso mo- pella di s.Lorenzo,detto di Sancta Sancto-

do, in cui erano nell'antico patriarchio, rum, a cui l'unì Sisto V, e della celebre
11 Marangoni tratta della scala santa, nel- immagine del ss. Salvatore che ivi si ver-
V Istoria delC antichissimo oratorio cap' nerà.
pella di Lorenzo nel Patriarchio Late'
s. DopoaverCostantino lil Grande do»
ranense comunemente appellato Sancta nato pe'Papi l'imperiai palazzo Latera-
Sanctorum, e della celebre immnginedel nense ^ al; modo che dissi pure nel voi.

ss. Salvatore detta Acheropila,cAe/Vi con- LVIIl, p. 2 29 e 2 3o, acciò fossero rispet-
servasi^ colle notizie del cullo j e vari riti tati da tutti nell'esercizio del loro sublime

pralicatianlicamente verso la medesima, ministero, vi edificò propinqua, anzi den-


e della nobile compagnia che ne ha la tro il palazzo,la basilica del Sai valore,e dei
custodia, Roma 1747- 1^' dice, che nella ss.Giovanni Battista ed Evangelista detta
pianta dell'antico palazzo Lateranense,ri- anch'essa di Laterano o [jateranense, ed
portata dal cardinal Rasponi e dal Seve- il palazzo prese il nome di Patriarchio,

rano, può riconoscersi ocularmente il si- e nel quale i Papi eressero oratorii, cap-
lo preciso, ove la scala santa fu traspor- pelle, triclini e basiliche, per celebrarvi
tata da Celestino HI, avanti al portico del- agiatamente le sagre funzioni , special-
lo stesso palazzo sopra la piazza incontro mente nel sontuosissimo portico del pa*
a tramontana, dimodoché era situata ap- lazzo, situato sopra la piazza verso tra-
punto alcune poche canne distante che montana, e ne'siti dell'oratorio di s. Lo-
per retta linea si stende verso il portico renzo fino al portico orientale della ba-
della basilica Lateranense,eperalUa ret- silica, il quale oratorio dalla sua remota
ta linea veniva a corrispondere al sito ove edificazione fu sempre nel sito che occu-
trovasi presentemente,benchè rivolta ver- pa al presente, e corrispondente nell'estre-
so occidente. Osserva ancora Marangoni, ma parte del palazzo Lateranense che de-
che Sisto V, per accrescere la maestà e molì Sisto V serbando l'oratorio e unen»
6o SCA SCA.
dovi la scala santa. Indagando Marango- chio sinoalToratorio di s. Lorenzo. In que-
ni,con quei che scrissero sull'origine del sto già S.Sergio I del 687 vi avea collo-

santuario di Sancta Sancloritm , l'opinio- cato quell'insigne pezzo della Croce vera
ne sul suo principio, rigettando quella che ornata di gemme preziose da lui trovata
lo vuole eretto da s. Pietro nel larario de- nella basilica Vaticana, ed a questa data
gì' idoli della famiglia dei Lateranì, non a' nostri giorni in custodia da Gregorio
crede come vuole Panvinio che possa es- XVI, come dissi nel voi. VIII, p. 3i4de-
sere slato consagrato Papa da Teodoro I scrivendola. Come ancora si ha che Ste-
del 642 poiché sostiene eh' esisteva 5o
,
fano II detto III del 752, con solenne pro-
anni innanzi, e fosse già in uso a tempo di cessione portò la sagra immagine del Sal-
Pelagion,il qualeavendo mandato apo- vatore Acheropita alla basilica Liberia-
crisario a Costantinopoli Gregorio I che na, che si s. Lo-
venerava nell'oratorio di
gli successe, questi nel 583 ottenne in do- renzo, Io che fece pure Leone IV del- s.

no dall'imperatore Maurizio un braccio r847. Stabilendo Marangoni, che la cap-


di s. Andrea apostolo, ed altro di s. Lu- pella di s. Lorenzo sia eretta nel ponti-
ca evangelista, i quali, tornalo in Roma, ficato di s. Silvestro I o poco dopb, dice
Pelagio II collocò nella chiesa di s. Lo- essere certissimo che sebbene ne'suoi prin-
renzo, entroil patriarchio. Quindi con- cipii quest'oratorio per molto tempo fu
getturaMarangoni che probabilmente il cappella privala edomeslica de'Papi, co-
Papas.Melchiade dopo il 3 o nel 824 i r , sì avendola eglino arricchita coU'imma-
il successore s. Silvestro I, destinassero gine del ss. Salvatore non fatta a mano,
per celebrare ils. sagrifizioe altri riti que- e di un immenso tesoro di altre reliquie,
sto sito posto nell'estremo lato del palaz- volleroeziandio che pubblica divenisse col
zo, come più rimoto e lontano dall'ap- celebrarvi unitamente col sagro collegio
partamento imperiale •, indi dopo avere de' cardinali, e col clero, varie e diverse
Costantino I edificato al martire s. Lo- funzioni neìie solennità maggiori dell'an-
renzo la basilica patriarcale sopra il di lui no; per cui Panvinio trattando dell'ora-
corpo nell'agro Varano, lo stesso s. Sil- torio di s. Lorenzo nel libro delle Sette
vestro I dedicasse al santo l'oratòrio con Chiese è di opinione che prima fosse al-
trasferirvi le sue reliquie, onde poi Nicolò quanto più grande del superstite almeno
III nei rinnovar la cappella, in mezzo ad nelle parli laterali, e forse Nicolò III del
altri santi Papi, vi fece dipingere l'imma- 1277 nel rinnovar la cappella la restrin-
gine di s. Silvestro I, come si costumava gesse, tanto più che in essa eranvi 3 allari
coi fondatori delle chiese, forse ripristi- che occupavano uno spazio più grande;
nando quella che già eravi. L'Anastasio il maggiore era in mezzo e innanzi l'im-

per lai.Nolla fa menzione dell'oratorio magine del ss. Salvatore, l'altro dedicalo
di S.Lorenzo nella vita diStefano III detto al titolare s. Lorenzo arcidiacono della
IVjOve narrando l'intrusione dell'antipa- chiesa romana e martire, e nel 3.° si ve-
pa Costantino j dice che si fece ordinare neravano le teste de' ss. Pietro e Paolo.
diacono e suddiacono nell'oratorio di s. Le funzioni pertanto che vi si celebrava-
Lorenzo entro il patriarchio Lateranen- no dal Papa sono descritte negli Ordini
se nel 768. iVella vita di Gregorio IV e Cerenioniali della chiesa romana, e da
deir82 7, racconta che fabbricò una stan- me a Cappelle pontificie, ed in tulli gli
za comedi riposo presso quest'oratorio articoli relati vi) per cui mi limiterò a sem-
di s. Lorenzo, dalla quale si potesse pas- plicemente ricordare, che in questo rino-
sarvi co'suoi chierici a salmeggiare, aven- matissimo oratorio il Papa nel giovedì
do pure ristorato le antiche fabbriche, le santo faceva la Lavanda de*piedi (F.) a
quali oscuravano quella parte delpatriar- 1 2 suddiaconi,cappellaui del Papa vesti-
se A SCA 6t
ti di rocchello e colla, e compreso il Prio- la cìtlàedel cristianesimo, quanto a quel-
re del santuario, passando poi nella vici- la per l'Assunta riferisce le diverse rela-
na basilica di Papa s. Zaccaria a fare la zioni e modi con cui fu eseguita in diver-
2.^ lavanda de'piedi aia poveri; nel gior- si tempi, lavandosi sino a 6 volte i piedi
no di Pasqua si vesliva ponlificalmente dell'immagine acheropita, che traspor-
sino alia dalmatica, e apriva l'immagine tala nella vigilia di delta festa in s. Maria
del Salvatore e le baciava i piedi, cantan- Maggiore , vi reslava la notte e il dì se-
do 3 volle: Surrexil Dotninus de septil- guente, quindi dopo la messa circa l'ora
chro: Alleluja. Hispondevano tutti: Qui di terzacon altra processione si riportava
prò nohis pependii in Ugno : Alleluja. Di- nel Sancta Sanctorum. Siccome afferma-
poi ritornalo alla sua sedia dava la pace no diversi storici che la sagra Tavola nei
all'arcidiacono e al i° diacono, i quali piedi dell'immagine faceva un miracolo-
la passavano agli altri per ordine gerar- so trasudamento, coll'aspersione del qua-
chico; il che terminatosi era vestito il Pa- le guarivano gl'infermi; cessalo quel pro-
pa con pianeta bianca, pallio e mitra, e digio, si volle lavare piedi della ss. Im-
i

scendendo dal palazzo in Cavalcata (P\) magine nelle processioni, colla quale ac-
processionalmenteandava a celebrar mes- qua si aspergeva il popolo, e bevuta da-
sa in s. Maria Maggiore. Narra Marango- gl'infermi, questi ricuperavano la sanità.
ni a p. 1 , che nella vigilia dell'Assunzio- Nel giornodell'Esallazione dellaCroce(di
ne della B. Vergine, il Papa e i cardinali cui nel vol.XVlIl, p. 236),da questa cap-
portavansi scalzi a questa cappella,ove do- pella il Papa a piedi nudi col sagro colle-
po 7genuflessioni ilPapa apriva l'immagi- gio, processionalmenle portavasi alla ba-
ne del Salvatoreelebaciavai piedi, intuo- silica di s. Giovanni, ed i cardinali por-
nando il Te Deurn laudamuSy e calava la tavano il Pr^^z^s/o taglialo nella Circoti'
medesima in luogo più basso, aHinchè o- cisione di Gesù Cristo (f^.)y poi rubato
gn uno potesse vederla e adora ria. Nel gior- e portato a Calcata nella delegazione di
no poi dell'Assunta, dopo di avere il Pa- Viterbo (V.)j i suoi Sandali^ e la s. Cro-
pa celebrati vesperi e le vigilie notturne
i ce ivi collocata da s. Sergio I suddetto.
in s. Maria Maggiore, ritornava al Late- Della funzione che ivi faceva il Papa nel
rano, e presa dalla stessa cappella la sa- venerdì santo, estraendo dall'altare le Te-
gra icona del Salvatore, che si portava da ste de ss. Paolo (V.) che si cu-
Pietro e
cardinali e diaconi, da vasi principio alla stodivano in questa cappella, e due Cro-
solennissima processione di lunghissimo ci, parlai nel voi. Vili, p. 3o5; ed a p.

giro sino a s. Maria Maggiore, con mae- 3 1 8 ricordai che nel sabbaio santo si rin-
stosa pompa trionfale, lavandosi i piedi novava il Fuoco[P'.)f colle lampade na-
dell'immagine con acqua rosata e d'erba scoste nel Sancta Sanctorum. Molte altre
odorosa di basilico, che descrissi nel voi. funzioni sicelebravano dni Papi io que-
LV,p. 25g,coirinter vento del 6e/ifif/o/o- sta cappella, che notai a'ioro luoghi; gran-
Wfl«o(/^.), e del popolo scompartito nel- de fu sempre verso di essa |a venerazio-
le sue arti e confraternite, o Università ne del clero e popolo romano, come dei
artistiche {f^-), di che si ha memoria nel- Pellegrini (F.) che reca usi a visitare san- i

la gran tavola di marmo affissa in Cam- tuari di Roma. Marangoni descrive la ce-
pidoglio a pie delle scale del palazzo dei leste apparizione seguila nell'oratorio, dì
Conservatori.Debbo a vverlire,che lo stes- s. Pietro che vi celebrò messa solenne, a-
so Marangoni a p. i 12 e seg. trattando vendo per ministri i ss. Lorenzo e Vin-
delle processioni e trasporti della sagra im- cenzo, e coli' assistenza della B. Vergine
magine del Salvatore a varie basiliche e circondala dagli Angeli e di molti santi,
chiese di Roma, ue'maggiori bisogni del- riportando il codice Lateraneose quanto
Gì se A SCA
piodiglosanienle vide un uomo di vita cipresso è unode'Pani della cena del Si-
molto lodevole. Giovanni Diacono e ca- gnore, e 3 grani di h^nte della medesima
I

nonico Laleranense, nel codice trascritto cena; e parte della Carma, e della Spon-
da altro anlichissimodella basilicaLalera- ga die inzuppala d'aceto fu accostata al-
nense d'ordine d'Alessandro 111 deh iSg, la bocca del Signore; edel legno sicomo-

nel cap. i4- Della Chiesa di s. Lorenzo ro, sopra di cuisaliZaccheo. E sopra que-
;ze/Prt/^g'/o, fa memoria dellereliquie po- sto altare è rimniaginedel Salvatore mi-
stevi da S.Leone III del 795, e dice così: rabilmente dipinta in una tavola che di-
» Nel sagro Palagio è l'oratorio di s. Lo- segnò s. Luca, ma perfezionala fu dalla
renzo, nel qualesi contano 3 santissimi al- divina virtù per angelico ministero: sot-
tari. lli.° con un'arca di cipressi», entro to i piedi della quale, in una linea o fi-
cuiPapaLeone HI ripose 3 casse. In una scia di pietre preziose, vi sono altre reli-

di essa serbasi la Croce d'oro purissimo, quie, i nomi delle quali sono i seguenti :

adornata di gemme, giacinti e smeraldi. Pietra sulla quale sedette s. Maria, Pie-
In mezzo della Croce ècollocatoTOmbel- tra di Betlemme, Pietra del monte Oli-
lieo (Prepuzio) di N. S. Gesù Cristo, ed veto ove orò il Signore, Pietra santa ove
è »u»to col balsamo, e questa unzione o- sedette l'Angelo al sepolcro, della s. Co-
gnianrjosi replica, quando il Papaco'car- lonna a cui fu legato e flagellato il Signo-
dinali nel giorno dell'Esaltazione di s.Cro- re, del sepolcro del Signore ove riposò il

ce portasi processionalmente da questa suo ss. Corpo, della Lancia con cui gli fu
chiesa nella basilicaLateranense oCostan- traforato il fianco, del legno della Croce
tiniana. Nell'altra cassa d'argento dorato del Signore, del luogo detto Littostrato
con istorie, è una Croce con ismalti, e nel (o litostrotoopavimentodipietradel luo-
fondo di essa serbasi della Croce di N. S. go in cui Pilato sedeva allorché pronun-
Gesti Cristo. Nella 3.^ eh* è di argento, ziò la sentenza contro Gesù Cristo), del
.sono i sandali cioè le scarpe di N. S. Ge- luogo del Calvario, Pietra del monteSion,
sù Cristo. \'ba un'altra cassa dorata, ov'è Pietra del luogo della Trasfigurazione dei
partedi quel legno della s. Croce, ch'E- Signore, legno del Presepio del Signore,
raclio imperatore dopo aver superalo Co- Pietra ove fu data la legge agli ebrei sul
sroe II re di Persia, portò di là col corpo monte Sinai, Pietra del sepolcro della B.
di s. Anastasio martire, egiace nell'alta- Vergine. Nell'altro altare del medesimo
re marmoreo di s. Lorenzo. I vi ancora so- oratorio sono Pietro e Pao-
le leste de'ss.

no il braccio di s. Cesario martire, due lo, e le teste delleAgnese (co'capelli


ss.

ossa di s. Gio. Battista, ed uno di s. Gi- e oltre le sue vesti) e Eufemia vergini. Nel
rolamo, una spalla di s. Dionisio Arco- 3.'*altare sonode'carboni aspersi del san-
pagita, un osso della gamba di s. Stefano gue tli s. Lorenzo, e del grasso colato dal
1 Papa, e delle reliquie di s. Daraaso Pa- 1 di lui corpo. Sonoeziandio nel medesimo
pa, e de' ss. Primo e Feliciano : la testa oratorio le reliquie de'ss. Quaranta mar-
di s. Prassede (assai conservata), e delle tiri, e di molti altri". Fin qui Giovanni

reliquie di s. Anastasia, con altre molte, Diacono, mi siccome poi alcune reliquie
e delle ss. Agape, Chionia, Irene, Piste mancarono in progresso di tempo, ed al-
ed Elpis vergini (in vece di queste 3 ul- tre non furono da lui nominate o in se-
time Marangoni corregge poi colle reli- guito aggiunte, dirò poi delle esistenti. 11

quie delle ss. Fede, Speranza e Carila, ver- Panvinio riprodusse il catalogo delle ri-

gini e martiri), e de'ss. Nereo ed Achilleo, portate reliquie, ed il Severano delle sole
Prisca e Aquila. Parimenti vi sono le re- principali, e congetturò che tra le innomi-
liquie del ginocchio di s. Tiburzio figlio nate vi ponno essere le reliquie de'ss. Cri-

diCromazio. Il) questa medesima arca di sanlo e Daria che neli't)8G vi pose Slefa-
SCA SCA 63
no VF, delle quali parlai nel voi. LVII, ni celebratevi dai Papi, questi sempre ri-

p. I i5, e quelle cle'ss. Diodoio, Mariano conobbero il santuario pel più venerabi-
e compagni martiri collocalevi da Slcfu' le di tutto il mondo; e per invitare tutti
no VII neirSgy pel sum mentovato lene- i fedeli a particolarmente venerarlo, ed a
moto che rovinando la basilica Latera- parteciparne gli effetti della più tenera
nense, fu necessario di trasportare nella compunzione, vi collocarono la seguente
cappella di Sancta Sauctontm tutte le re- iscrizione, rinnovata da Nicolò III sull'ar-

liquie postevi da s. Silvestro 1, fra le qua- chitrave del portico interiore sopra l'al-

li le teste de' ss. Pietro e Paolo, secondo tare, a caratleri grandi d'oro: Non est in

l'opinamenlo del p. Janningo, Bollando tota sanctior orbe locus. Fev tale consi-
^cia ss. ^^j'imii. Tuttavia Giovanni Dia- derazione proibirono eziandio, che in que-
cono scrisse che già a tempo di s. Leone sto santuario non mai fosse dato l'inares-
HI esistevano in detto oratorio. Il Pan vi- so a donne di qualsiasi condizione, le qua-
nio trattando delle reliquie poste da S.Leo- li ponno conseguire le grandi indulgenze
ne III sotto l'altare di questo santuario, che dagli slessi Papi sono concesse a chi lo

afferma che la memorata arca di cipresso, visita,orandoavanti le finestre, da Ile qua-


al di sopra era ornata con queste lettere li tutta si vede la sagra cappella. Nell'an-
d'oro Sancta Sancloruni. Questo titolo
: no santo i65od. Oli mpiaPamphilj cogna-
poscia fu comunemente appropriatoa tut- ta d'Innocenzo X, nella
visita delle 4 ba-

ta la stessa cappella. Sembra che di que- siliche,volendo più comodamente vede-


sta abbia parlalo l'AnastasioBibliolecario, re e venerare l'immagine del ss. Salvalo-
trattando in Benedetto III deir855 del- tore,dopo di avere colla principessa Giu-
l'intrusione dell'antipapa Anastasio, dì- stiniani sua figlia, altredame ecorteggio
cendo che questi portatosi al Lateranocoi di nobiltà, salila ginocchioni la scala san-
suoi seguaci, ardì gettare dal soglio pon- ta, giunta che fu avanti la ferrata della
tificale Benedetto 111, e spogliatolo delle finestra di mezzo, fu da 4 sacerdoti della
sagre vesti lo maltrattò con ingiurieehat- nobile compagnia custodi della ss. I mma-
titure; e che a talefunesloavvenimento, gine, levala questa dal suo tabernacolo e
tutti i vescovi, clero e popolo, entrati nel con gran copia di lumi trasportata sopra
Sancta Sanctorum, percuotendosi il pet- r altare eretto appositamente vicino al-
to e con abbondanti lagrime si prostra- la ferrata, ed ivi tolto anche il cristallo
rono avanti l'altare e vestibolo. Maran- sovrapposto al volto del Salvatore, fu la-
goni dichiara convenire a questo santua- sciata finchèagiatamenle fu veduta econ-
rio il Sancta Sanctorum (^f^.),a
titolo di templata da d. Olimpia, dalla figlia, dal-
similitudine di quello del tempio di Gè- le dame e dal corteggio.
rusalemmey nel quale come il luogo più Celebrandosi per diversi secoli nell'o-
santo non era lecito l'ingresso che al solo ratorio di s. Lorenzo le funzioni pontifì-
sommo Sa cerdote,eàa'\ suoi figli pure sa- cie, non può dubitarsi che molti Papi l'ab-
cerdoti, una volta l'anno; e che pare non biano più volte ristorato e abbellito, ed
gli fosseattribuito prinia di s. Leone III, arricchito con preziosi ornamenti; nondi-
onde da quel tempo in poi la cappella di meno solo ci è restata memoria de'seguen-
s. Lorenzo ne prese il tilolo, anche per ve- ti. Innocenzo IH del i ig8 divotissi model-
nerarsi sopra l'altare principale, come in la ss. immagine del Salvatore e delle re-
Irono di maestà, la celebratissima imma- liquie de'principi degli apostoli, vedendo
gine Acheropila del Salvatore, in somma che la tavola su cui è dipinta la i ."per la sua
divozione per l'antichità e per la copia antichità, e dal portarsi che facevasi ogni
de' suoi miracoli. Perciò, per le reliquie anno nelle processioni, notabilmente ave-
de'sauli che ivi sono, per le sagre fuuzio- va palilo, volle che tutta la pittura e prò-
64 se A SCA
spetto estenore di essa fosse ricoperta e se casse colle reliquie, e le collocò nell'u-
aclornatcì con lastre d'argento figurale, e nico altare di nuovo eretto nella mede-
tempestate di preziosissime gemme, la- sima basilica, e la consagrò a'4 giugno,
sciandovi solamente il volto del Salvato- o luglio secondo un codice. Avendo Ma-
re scoperto, che si potesse vedere da un rangoni con altri intelligenti attentamen-
terso cristallo, ed i piedi i quali potessero te visitato le parti inferiori della sagra cap-
vedersi e baciarsi per un finestrino. Inol- pella, da Nicolò III chiamata basilica, del-
tre Innocenzo III all'armario in cui erano la scala santa, e delle 4 laterali fabbricate
Je teste de'ss. Pietro e Paolo, fece lavo- da Sisto V, trovò le antichissime pareti
rare due sportelli di metallo, colle mede- e volte che le sostengono con pilastri, in
sime teste scolpite, da chiudersi con chia- gran parte dipinte con sagre immagini,
vi e serrature. Il successore Onorio III del stelle o cerchi, palme e rabeschi di rozza
1216 vedendo che questa cappella per maggiormente deperite),
pittura (ed ora
l'antichità minacciava rovina, la ristorò primeggiando nel muro orientale l' im-
e vi celebrò anche diverse sagre funzio- magine del Salvatore in piedi : altre pit-
ni; e trovandosi travagliata la Chiesa da ture esprimono s. Sebastiano e altri santi,

Federico II, da questa cappella portò pro- ed alcuni vescovi col pallio, la B. Vergine
cessionalmente a s. Maria Maggiore, per col Bambino, alcune vergini colle corone
implorare il di vino aiulo,le teste de'ss. Pie- radiate in capo e altre nelle mani. Inte-
tro e Paolo, il che fece altresì per la stessa ressante poij e forse la più conservata, è
ragione, portandole alla basilica Vatica- la pitturache rappresenta, secondo la tra-
na, Gregorio IX a piedi scalzi nel 1289, dizione, che la ss. immagine approdas-
e poscia restituendole a Sancta Sancto- se per mare alla riva, vedendosi la sagra
runij come notai a Processione. Il risar- tavola con due candelieri con candele
cimentooperatodaOnorioIII sembra non accese ed il Papa che sta per riceverla.
fosse di molta considerazione, poiché e- Inoltre dalle osservazioni praticale, i rto-

Ietto nel1277, Nicolò III, giudicò neces- minati investigatori furono di parere, che
sario quasi da'fondamenti di rinnovarla. Nicolò 111 non toccò il sotterraneo, ma
Per tale effetto narra il contemporaneo piuttosto fortificò fondamenti sopra gli
i

Tolomeo da Lucca vescovo di Torcello, stessi muri , sui quali e sui pilastri sta-
che il Papa tolse dai 3 altari le teste dei bilì la nuova cappella, ma restringendo-
principi degli apostoli, il prepuzio di N. laalquanto più dell'antica forma che pri-
S.,i capelli della B. Vergine, il capo di s. ma avea laonde non propriamente dai
;

Agnese, e per conseguenza anche le altre fondamenti Nicolò III la rinnovò, ma di-
reliquie, e le depositò in altra parte del roccata tutta la cappella superiore antica,
palazzo Lateranense, sotto la custodia di sopra i fondamenti di essa ristorati, tutta
persone religiose e degne di tutta la fede, la rinnovò. L' architettura è totalmente
finché fosse terminata la nuova basilica, del così deltostilegotico,dicendoTitiche
indi fece diroccare l'antica cappella sino ne fu architetto il celebre marmoraio A-
al snolo, e la fortificò d'ogni intorno con deodato Cosmati. L'antica cappella, sic-
fianchi di marnjo; ed erigendo le nuove come al presente, avea la sua porta e in-
pareti, anch'esse al di dentro vestite per gresso rivolto all'occidente, ove poi Nico-
ogni parte di vari marmi, e nella testu- lò HI aprì la finestra di mezzo, con due
dine o volta che la ricopre, l'adornò con altre dai lati, per le quali potesse vedersi
bellissime pitture. Finalmente ridotto a tutta la parte interiore, e la sagra imma-
perfezioneiltutlo,egli alla presenza di mol- gine del Salvatore elevata dietro l'aliare,
li prelati, del popolo romano e altre gen- aprendovi nel lato meridionale un nuovo
ti coucorse, persuualmcule riporlo le btes- ingresso cuu 6ua porta di lj eia Ilo corintio,
SCA SCA 65
per cui entrasi nel vesliho]o,con cine gros- s'introduce l'aria e la luce : quella della
si catenacci esteriori con loro serra Iure di parte occìdeniale venne poi chiusa dalla
ferro. Questa porta resta a destra dell'al- fabbrica di Sisto V sopra la scala santa.

tare di s. Lorenzo eretto da Sisto V, di Anche queste s. cappella da


pareti della
cui riparieròj e sopra la quale tal Papa cima a fondo ciascuna ha divisioni, poi-
pose la sua arnia di marmo. Ivi prima si ché dal pavimento sino all'altezza di cir-
vedeva l'immagine di s. Lorenzo in mu- ca 17 palmi, sono vestite di bellissime ta-
saico, al qua le è dedicato l'oratorio, entro vole di marmo, e sopra di esse principia
ciborio o piccolo tabernacolo sostenuto un giro tutto intorno di vaghi taberna-
da due belle colonne quadrate* Il vestibo- coletti, formati con colonne tutte di mar-
lo o corridore della cappella è a volta^ mo fatte a spira, sopra delle quali è so-
tutto vestilo intorno con tavole grandi di stenuto con vago intaglio
il suo timpano

porfido e marmi d'altri colori. Sopra l'in- collacima elevata tabernacoletti sono
: i

gresso nella cappella pende un'antichis- 28,ciascunoconuna figura dipinta in pie-


sima immaginedella B. Verginecol Bam- di, ed esprimenti le seguenti sagre imma-
bino, da cui Maratta prese l'idea di quella gini.Ne' 7 tabernacoli che occupano la
effigiata in musaico sotto l' orologio del parete di prospetto all'altare, sono. queste
cortile Quirinale. Sotto di essa dentro una figure : in quel di mezzo la B. Verginecol
cassetta si conservava parte di quella ta- Bambino, nel seguente a destra s. Gio;
vola, sulla quale il Redentore sedè nel- Battista^ a sinistra s. Gio. Evangelista; le

l'ultima cena co'suoi discepoli e istituì il altre due laterali alle medesime vengono
sagramento dell'Eucaristia, la quale af- occupate da due porticine o finestre chiu-
finchè fosse esposta alla pia venerazione se con due grate di ferro, le quali entrano
de'fedeli, nel 1825 fu collocata nel mezzo in una camera sopra l' altare ripiena di
della parete settentrionale della cappella. sagre reliquie, ed anche sotto le accenna te
Avanti arde continuamente una lampa- ferrate sono altre pitture sagre piìi pic-
da che illumina il vestibolo. Da questo si cole. In quello ch'è vicino al re Davide,
passa nella s. cappella, la quale rimanen- nella parte superioreèdipinto un angelo,
do come divisa dall'altare e tribuna con indi vi ha la porticina di legno con sua
un gradino, è perfettamente quadrata in serratura e chiave, ricoperta colla ferrata
eguale spazio di palmi 3i per ogni lato, dorata in mezzo, ov'è un gran lucchetto
compresivi anche i seditoi dimarmo,che e catenaccio dorati; sotto di questa si ve-
sono ne' soli due lati settentrionale e di dono le seguenti figure. Un chierico ia
mezzogiorno il pavimento è tutto va-
: cotta con cereo ardente nella mano destra;
gamente intarsiato di marmi coloriti di dopo di esso è una cassa aperta ripiena
varie sorti. In ciascuno de'4 angoli s'in- d' ossa e teste di santi che ivi si colloca-
nalzano 4 colonne formatedi pezzi di mar- no da un vescovo o Papa vestito di pi-
mo, alte palmi 25 e dorate: sopra i loro viale e mitra; dopo di esso altro simile
capitelli seguono i 4 cordoni o profili di vescovo in atto di tenere altra cassa, e fi-

marmo fino al centro della volta supe- nalmente segue la figura di donna col ca-

riore, ove formano la crociera con 4 archi po coperto. Nell'altro tabernacolo presso
acuti, fra' quali sono dipinti i 4 animali l'immagine d'Isaia profeta, nella cima è
che figurano gli Evangelisti, in campoaz- dipinto un braccio ch'esce dalle nuvole,
zurro seminato di stelled'oro. Divise per- e colla mano tiene pendente la forma di

tanto in questa maniera le 4 P^^'l» late- un canestro con due candidi pani;segue
rali, nella più alta parte e mezzo di cia- lo sportello di legno e ferrata, come nel-
scuna di esse è aperta una stretta e lun- l'altro tabernacolo, sotto di cui nello spa-
ga finestra, anch'essa acumiuata^per cui lio a destra sono 6 teste umane rivolte

VCL. LXII.
66
al cielo, di
se A
dove cade una pioggia come
di dalloli. Nell'estremo l.nbernacolo a de-
ga
I.**
scettro d'oro nella
quadrato dalla parte
SCA
mano sinistra. Nel
di mezzodì è rap-
n
lira è dipinto Isaia, tieirullimo a sinistra presentato l'apostolo s. Pietro crocefisso
Davide. JN'e'segiienli 7 tabernacoli della col capo verso la terra, e'con altre figure
parte meridionale sono dipinti 7 apostoli esprimenti quel martirio; e nel seguente
e per j." s. Pietro con lunga croce, indi quello di s. Paolo colla testa troncata. Sul-
seguono le altre 6 figure, e queste come la parte occidentale nel i

quadrato si ve-
l'altre 7 dipinte ne'labernacoli della pa- de il martirio di s. Stefano lapidalo dai
rete settentrionale opposta, crede Maran- giudei, e nel seguente quel di s. Lorenzo
goni che rappresentino i 12 apostoli co*ss. arrostito sopra la graticola alla presenza
Marco e Luca evangelisti. Negli altri 7 del tiranno in trono. Finaltnenle nella 4-'
tabernacoli della parte occidentale di rin- parete settentrionale nel i.° quadrato è
contro all'altare, in quel di mezzo appa- figurata come una stanza con due letti,

risce un s. Papa con barba folla, con abito in uno de' quali giacciono due persone,
pontificale e tiara, forse s. Silvetro I; nel ed una sola nell'altro, coll'apparizionedi
vicino a sua mano destra è un altro Pa- un santo nell'aria, e fuori di essa stanza
pa similmente vestito, ma senza barba, e altra apparizione d'un santo ad un uomo
pare the sia s. Gregorio I: nel tabernacolo che esce dalla porta, colla epigrafe S.Nt' :

a sinistra è un s. vescovo in abito ponti- colauSf il che fa credere rappresenti qual-


ficale con mitra; nel 4*' alla stessa mano che miracolo di s. Nicolò vescovo. Nell'al-
sinistra è l'immagine di un s. monaco e- tro quadrato si vede altra apparizione di
remita, probabilmente s. Antonio abbate un santo ad altre persone, forse lo slesso
o s. Saba abbate di cui qui serbasi la re- s. Nicolò. Tutte queste pitture sono a fre-
liquia; e nell'ultimo è l'immagine di s. sco e di buona maniera, che Marangoni
Domenico coU'abito stretto : ne'due ta- ritiene falle in tempo di Papa Nicolò III
bernacoli ultimi a destra è altro s. ve- e ne dichiara le ragioni; non ostante che
scovo con mitra, e nell'ultimo France- s. Tili trattando delle pitture della scala san-
sco d' Asisi colle stimmate e cappuccio ta dica : diversi santi in piedi, che stanno
attaccato all'abito alla forma de'cappuc- intorno alla cappella di Sancta Sanclo-
cini. Sopra questi tabernacoli vi ha il cor- runiy come in un fregio, furono a fresco
nicione che li divide dall' elevazione del con buona pratica lavorati da Girolamo
rimanente delle pareti sino alla crociera Nanni. Tutto al più questi nel pontificato
della volta, nel mezzo delle quali sono le di Sisto V
ritoccò e rimodernò le pitture
suddette 4 finestre, e da ciascuna parte de' tabernacoli, ed in tale occasione a quel-
di queste vedonsi come due grandi spec- le de' ss. Silvestro 1 e Gregorio I formò
chi o quadrati di pitture. Nel i.° sopra la il triregno, che ancora non era di tre co-
parte orientale si ravvisano le due imma- rone all'epoca di Nicolò III. Di alcuni ri-

gini de'ss. Pietro e Paolo, con in mezzo slauri del 1572, 1600, 1625 e 1704, falli
un Papa genuflesso con tiara, in alto di nella cappella di ty^^/c/rt ^^«c/orww, mas-
ofl'rire una chiesa a s. Pietro, il qualesten- sime ne'musaici e dorature, ne fa parola
de la mano per riceverla, e questo senza Io stesso Marangoni, col quale passo a de-
e tbbio esprime Nicolò 111 che presenta scrivere in breve la parte interiore del san-
la cappella da se rinnovata, donde si ar- tuario, consistente nel portico e altare col-
gomenta ch'egli dedicasse, oltre al Sal- la tribuna, ove si conserva la tavola colla
vatore, ai principi degli apostoli la stes- s.immagine del Salvatore, poiché il fin
sa basilica. Nel quadrato a sinistra è di- qui narrato può appellarsi il vestibolo di
pinta una venerabile immagine di Gesù questo santuario.
Cristo sedente in maestoso trono, con ver- Dal pavimento del vestibolo dividesi
se A SCA 67
Io parte interiore del santuario con un so- ove termina il musaico, tutte le pareli sino
lo gradino, e restringendosi quivi le pareli a terra sono vestile di tavole di marmo
laterali poco più di due palmi per parte, di vari colon. Nel prospello di mezzo, che
stendesi il vano alla larghezza di palmi i i, formasi dalle due colonne di porfido, s'in-
e formasi un portico sostenuto da due co- nalza l'altare isolalo per ogni parte, sicché
lonne di porfido, le quali lasciano divisa slaccalo rimane dulia tribuna, ov'èsituata
in 3 parli la facciala alquanto più larga la sagra tavola del Salvatore in disianza
nel QiezzOjche tutta aperta rimane nel suo di 4 palmi e più, e sopra di esso sono col-
prospetto esterno sopra le colonne posa : locatidue angeli al naturale dorali, in atto
l'architrave di marmo, in cui a caratteri di venerarla ginocchiati uno per parte. La
quasi palmari leggesi scritto in oro : Noa mensa come tulio l'aliare formasi di gros-
e.st in loto sancLior Sopra que- orbe /oci^5. se tavole di marmo, fuorché nel prospetto
sto architrave s'innalza la parete, con cui anteriore, ove due porticine di metallo fi-

resta formalo lo stanzino che occupa tut- gurano il paliollo a custodia delle sagre
to il sito superiore del portico, colle 7 nic- reliquie che vi sono depositate. Tutto que-
"chic eolio cui serbasi gran numero di sa- stoaltare, dalla mensa sino alla base, viene
gre reliquie, e sopra tali nicchie segue l'e- circondalo da una grossa grata di ferro,
levazione della parete colla finestra orien- che per ogni parte lo cinge, la quale ha
tale nelmezzo, per cui entra la luce nella pure il suo sportello con catenacci e ser-
cappella co'due quadrali dipinti e già de- rature. Questo venerabile altare fu coa-
scritti. Tutta la volta di questo portico sagralo da Nicolò III insieme con tutta la
falla a crociera e lavorata a musaico. E basilicao santuario, e quando essa anti-
primieramente nel mezzo, che corrispon- camente avea il proprio clero, vi si cele-
de sopra l'altare entro un gran circolo so- brava il divin sagrifìzio, e ciò anche fa-
stenuto da'4 lati da altrettanti angeli colle cevano canonici di s. Giovanni in La-
i

ali slese, efligiata si vede in grandezza gi- terano, dopo che Martino Va quel capi-
gantesca la venerabile immagine del Sal- medesima.
tolo assegnò l'ufiiciatura della
vatore. Nel prospetto poi della parete, ove Nullameno riferisce Marangoni a p. 35,
termina il convesso della volta, sono for* che nel moto-proprio deli 52 di Leone i

mali sopra la cornice 3 archetti o lunette, X fu ciò proibito a qualsivoglia persona


una nel mezzo che corrisponde sopra la di qualunque grado e condizione, eziandio
sagra tavola del Salvatore, e due ne'Iati cardinalizia, sottopena di scomunica da
di prospello, ed oltre a queste due altre incorrersi ipsofaclo, riservando la facoltà
di fianco corrispondenti verso i corni del- di potervi celebrare al solo romano Pon-
l'epistola e dell'evangelo. In queste 3 lu- tefice, particolarità che non è comune ad
nette, comprese anch'esse nel musaico, altri altari e nemmeno a quelli pontificii
sono espresse le seguenti figure. In quella delle patriarcali, in cui i Papi autorizzano
di mezzo sono le leste de'ss. Pietro e Pao- a celebrare mediante brevi. Ma apprendo
lo col diadema, e fra di esse una croce, es- dallo stesso Marangoni a p. 65, che Leone
sendo s. Paolo a destra per quanto dissi X nella bolla Ex'injunctiSy nel proibirà
nel voi. LUI, p. 23; nella lunetta a destra a qualunque dignità il celebrare nella sa-
è figurata a musaico s. Agnese; nella 3.* gra cappella, sotto pena di scomunica e
a sinistra di quella de'ss. apostoli, è l'im- perpetua sospensione rtc/fVmz.yj aggiunge:
magine di s. Lorenzo; nella 4-^ a destra fuorché al romano Pontefice, o ai cardi-
è l'effigie di s. Nicolò colla mitra; final- nali di s. romana chiesa, con licenza e au-
mente a sinistra è quella di s.Stefano, non torità dello stesso Pontefice, della quale
». Prassede come scrisse Millino. Sotto poi ne apparisca bolla piombata. Dopo lun-
il giro delle lunette, dal fregio o cornice go spazio di tempo, vi celebrò la messa
68 se A SCA
Benetlello XT V 0*7 74 ed al-
febbraio 1 1 , te dn Paolo Macoarani patrizio romano
Irei tanto fece Clemente XIII come leggo neh 558. Ora dirò de'due sportelli o por-
rìc\ n°'j i^G de Diario di Roma deli 764. ticine di metallo che chiudono l'altare, e

Per la scarsa raccolta fatta nello stato in conseguenza le sagre reliquie che ivi
pontificio, questo fu colpito da gravissi- si venerano. L" da sapersi, che le teste dei
Ca-
ma carestia, per cui Clemente XI li il I. ss. Pietro e Paolo prima che Nicolò HI ri-

prile si portò processionalmente,accompa- fabbricasse questa cappella, serba vansi in


gnato dal sagro collegio, dalla prelatura, un armadio distinto, sopra un altro alta-
dal clero secolare e coite, dalla chiesa di re laterale. Innocenzo 111 per maggior or-
s. M.^ della Trasponlina alla basilica Vati- namento e sicurezza a tale armadio fece
cana; quindi nel lunedi 2 aprile si portò i detti due sportelli, con catenacci e ser-
in forma semlpubblica alla scala santajove rature (le cui chiavi insieme a quelle della
si trovò a riceverlo il cardinal Corsini ar- grata esteriore si custodivano dai guar-
ciprete della basilica Lateranense alla te- diani della compagnia di Sancta SanctO'
sta di quel capitolo. Salilo il Papa alla cap- riim)^ e colle sagre Teste in bassorilievo
pella detta Sancta Snnctoriini,\i celebrò e i nomi de'ss. Pietro e Paolo intorno, ol-
la messa con l'assistenza de'cavalieri de- tre un'iscrizione analoga sotto la 1^ A-
putati della «flessa, vestiti de'soliti ruboni vendo poi Nicolò 111 rifabbricata questa
neri; dipoi si trasferì a visitare e salire la basilica, e tolti i due altari laterali ch'e-
scala santa, il che fece con esemplar divo- rano nell'antica, dentro quello restato, o
zione tutta in ginocchio, con avere umil- per dir meglio da lui riedificato, collocò
mente ricusato il consueto comodo del les. Teste, e si servi degUsporlelli d'Inno-
cuscino, e baciato ogni volta il sagro gra- cenzo 111, aggiungendo sotto la testa scol-
dino che ascendeva, col cardinal Corsini pila di s. Pielro relativa iscrizione, tutto
e tutta la famiglia pontificia. Di là poi si riproducendo Marangoni con più preci-
condusse alla visita della basilica Latera- sione di Panvinio. Compito l'edificio e ri-
nense, ove adorato il ss.Sagramento nel coperto di piombo, Nicolò III dopo aver
suo altare, scese poscia avanti alla cappel- solennemente consagralo l'altare, vi tras-
la (che a'noslri giorni fece riaprire Gre- ferì le sagre reliquie che nell'antica d'or-
gorio XVI al modo dettoa
Fenestrella) dine suo diroccala cappella giaceaoo eoa
sotto l'altare papale, e vi ascoltò la messa sistema diverso. Pertanto egli molte reli-
celebrata da mg.*' caudatario, e venerò quie delle antiche rinchiuse nello slanzo-
le leste de'ss. Pietro e Paolo. Osserva Ma- linoeretto sopra l'altare, ed in questo pu-
°
rangoni, che i cappellani delle confrater- re collocò le altre, ed in i luogo le 3 cas-
nite del Salvatore e quelli della Scala san- sette d' argento già postevi da s. Leone
ta, ed anche i canonici della basilica La- III, colle leste de'ss. Pietro e Paolo, e del-
teranense soddisfacevano ai loro pesi, ce- le ss. Agnese e Eufemia, e quelle che già
lebrando nelle due cappelle laterali l'una erano nel 3.° altare senza diminuirle, re-
di s. Lorenzo, l'altra di s. Silvestro I, a stando colla cappella prodigiosamente il-

destra questa, a sinistra l'altra del santua- lese dal fuoco che sotto Clemente V nel
rio, e fuori di esso secondo la prescrizio- 1 3o8 bruciò la basilica Lateranense e tut-
ne Leone X. Avanti l'altare del san-
di te le propinque fabbriche, con gran dan-
tuario pendono diverse lampade arden- no e perdite. Anche la scala santa restò
ti dinanzi la s. Immagine nel mezzo delie intatta dal furioso incendio, che distrus-
due colonne principalmente. Sopra il gra- se ancora il Pa-
portico che guidava al
dino dell'aitai e eranvi 6 candeliieri d'ar- triarchio. In seguiloUrbano V il ."marzo i

gento fatti nel 1698 dal senato romano, 1 368 celebrò la messa nel Sancta Sanato-

e le statue simili de'ss. Pielro e Paolo fat- rum, ricercò le Teste de'ss. Pietro e Pao»
SCA SCA 69
lo,e trovatele sotto l'altare, le trasferì con 1699 con approvazione de* superiori, e
preziosissimi ornamenti nella basilica La- del quale pure vi è la tabella fuori della
teranense maestoso tabernacolo che
, sul cappella, non senza qualche errore stori-
euifìcò sopra l'altare m;iggiore, ove tut- co corretto da Marangoni, nel riprodurla
tora le veneriamo, e nel modo nobilissi- a p. 4o. Qui mi limiterò a ricordare so-
mo che dirò a tale articolo, per munifi- lo quelle reliquie non mentovate da Gio-
cenza del regnante Pio IX. Pare che sino vanni Diacono, il cui elenco riportai di so-
da Urbano V le s. Teste sieno stale chiu- pra. JVella finestra I." dello stanzolino so-
se con 4 chiavi, le quali furono concedu- pra l'altare, vi sono de'corpi de'ss. Inno-
te una ai conservatori del popolo romano, centi, ed una cassa ripiena di vasi pieni
una agli ostiari e poi ai guardiani d'iSancta di reliquie de'ss. Martiri. Nell'altra fine-
Sanctorunìy 3/ la a chi poi fu succeduto stra contigua all'immagine del re Davide,
dal maggiordomo del Papa, la ^.^ ai ca- molte reliquie de'ss. Martiri, fra le qua-
nonici della basilica Lateranense. Le al- li una lesta meravigliosa intatta -.delle ve-

tre reliquie della cappella dipoi neli5i3 stidi «. Pietro apostolo, e di s. Stefano pro-
furono vedute da Leone X, nella quale tomartire asperse del suo sangue,edi quel-
occasione si può credere, che alcune di es- le di s. Lorenzo, oltre i memorati carboni

se fossero eslratte di sotto all'altare e ri- co'quali fu bruciato: un calice con patena,
poste in altri reliquiari. Oltre a ciò nar- ed i sacerdotali paramenti, lasciati sull'al-
ra Panvinio, che neh 52 7 pel funesto sac- tare di Sancla Sancloruni da s. Pietro al-
cheggio di Roma parte delle reliquie fu- lorché nella notte fra rS.^ dell' Assunta ce-
rono levate dal luogo, parte rubate, come lebrò la messa, nell'apparizione superior-
il Prepuzio di Gesù Cristo che con altre mente narrata. Sotto l'immagine Ache-
reliquie si custodiva in cassetta d'acciaio il mento di s. Bartolomeo aposto-
ropita,
e non più nella sua croce d'oro, mentre Io, la mascella di s. Matteo a postolo ed e-
parte restaronodal tempo consumate. Vi- vangelista, de'capelli di s. Gio. Evange-

cino alla tribuna e accanto alla custodia lista la Guida Angelica^ ma non
(secondo
dell' olio santo della basilica Lateranen- ricordati nel Sommario)^ un dente di s.
se , ossia nel portico Leoniano dietro la Gio. Battista. In una cassa di ebano so-
stessa tribuna, vi è la tavola magna La- no molte reliquie di santi diversi, cioè dei
teranense^ coH'indice o catalogo delle re- ss. sette Fratelli, de'ss. Processo e Marti-
liquie che sono in questa sagra cappella niano, de'ss. Abdon e Sennen, Felice e A-
di Sancla Sanclovum della di s. Lorenzo, daucto, Ireneo e Abondio,Pigmenio e Sa-
cioè le vedute e moslrate a Leone X, che turnino, de'ss. Damaso I e Felice I Papi,
Marangoni riporta a p. 89. Ma quest'an- delle vesti di s. Gio. Evangelista, delle re-
tica tavola espone piuttosto vasi che con-
i liquie di s. Sebastiano, de'ss. Aquila e Pri-
tengono le reliquie, che le reliquie mede- scilla, Marco e Marcel Iiano,ePonziano Pa-
sime, essendo probabile che delle reliquie pa. In una cassetta d'argento, la testa di
venera te daLeoneX ne fosse fatto a Uro più s. Barbara, delle reliquie di s. Eulalia, di
distinto catalogo, esprimendosi i nomi dei s. Brigida, e molte sponghe colle quali s.

santi delle reliquie ivi esistenti. In fatti nel Prassede raccoglieva sangue de'ss. Mar-
il

vestibolo del santuario è un'antica label- tiri, ed un'ampolla piena di loro sangue

la scrittacon diverso catalogo di reliquie e grasso. Nell'arca vi sono reliquie di s.


che si conservano nel santuario, assai si- Ciriaco, di s. Saba abbate, di s. Nicolò
mile a quella pubblicata nella Guida An- vescovo, ed un vaso di metallo con mol-
gelica da Gallonio, e nel libretto: Som- te reliquie di diversi santi. In un'altra cas-
mario delle reliquie^ che si conservano nel sa d'ebano sono molte reliquie, sponghe,
SanclaSoJictorunìy stampato in Roma nei e frammenti di vesti che si credono di s.
yo sex SCA
Pietro, e de'ss, Lorenzo e Vincenzo, con somiglianti cappelle, che nello stesso por-
molli carboni aspersi di grasso e sangue, tico delPalazzo apostolico Lateranen'
con quantità eli una tova-
ossa di santi, se, epoco lungi da questa di s. Lorenzo
glia bellissima con più diiooo reliquie, erano situale, e che enumerai e descrissi
ed altre aoipolle di sangue, e custodie di in tale articolo, a Laterano e luoghi re-
piombo con iscrizioni.Vi sono inoltre mol- lativi. Al Priore [V.) del santuario o ba-
te altre ossa di santi, con alcune ceneri silica, il Papa come notai lavava i piedi
e pielre,frammenti di legno involti in pan- nel giovedì santo: a lui incombeva al nuo-
ni : due tavole colla vera effigie dipinta vo Papa preparare il pallio, che impone-
de'ss. Pietro e Paolo. Ancora alcuni pan- va all'eletto pontefice il ^r/ore de'cardi-
nicelli, co'quali Furono veduti da s. Ippo- nali diaconi. Toccava al Priore di Sancla
lito gli Angeli astergere le carni di s. Lo- Sanctorunineì Possesso (^.)del Papa fa-

renzo nel suo glorioso martirio, ed un col- re a lui quelle ceremonieche descrissi in
tello di ferroconsumato. In una cassetta quello e altri articoli , e di consegnargli
di legno vi sono 3 Agnus Dei con molte le chiavi di questa basilica di s. Lorenzo
reliquie, molte ossa di santi infasciate in e del palazzo Lateranense, equivalenti a
panni bianchi. Entro un panno rosso ev- a dargli il possesso, dopo di che il Papa en-
viuna croce con carne, grasso e sangue; trava in detta basilica, e fatta orazione a-
molte saccoccie e cassette di reliquie dei vanti il Sanata Sa nctoruni^riiuavasi nel-
santi, con frammenti di vesti, sponghe,os- le proprie stanze. Quanto ai canonici di
sicelli e ceneri. Di altre reliquie che si ser- questa basilica la più antica memoria la

bavano in questa sagra cappella, che più riporlo Millino, ed èdeli323di Giovan-
non vi sono, discorre Marangoni a p. i5o. nicanoniciis basilicae ad Sancla Sancto-
Peressere questa basilica e cappella luogo riiniy sepolto nella chiesa di s. Eustachio :

santissimo e tullosaiito,e ripienodi tante di altrocanonico Bartolomeo Archarelli


reliquie,ripelo che meritamente e univer- morto nel 368, fu posta la lapide avan-
1

salmente da lutti viene il santuario chia- ti labalauslradellachiesadis. MariaNuo-


mato Sancla Sane toni ni. Qm da'Papi è
il va. Questi canonici a veano l'obbligo d'uf-
slato concessoa ciascuno, che divotamen- ficiar la cappella del Salvatore, ma non
te e piamente visita Ih cappella e entra s'ingerivano nella custodia della sagra Im •

dentro, Vìndulgenza plenaria e remissio- magine, ed impiego delle offerte e limo-


ne di tutti peccati in forma consueta; il
i sine ad essa falle dai fedeli pei lumi e al-
cheè anco concessoa ciascuna donna con tro occorrente al santuario; mentre lut-
l'appressarsi alle ferrale delle due finestre lociò era appoggiato alla cura del colle-
di fuori, giacche come dissi non è mai per- gio laicale composto di i-2 principali no-
messo a donna alcuna di entrarvi dentro. bili romani col titolo di Ostiari[f^.)<\^\
Sì conserva ancora in questo luogo l'im- ss. Salvatore, pel senato e popolo romano
magine Vergine col Bambino e
della B. antichissimo custode dell' immagine A-
s. Giuseppe, che fuggono in Egitto. cheropita e promotore principale del di
Sebbene questo santuario fu antica- lei cullo, per cui il senato con editti inti-
mente appellato or^/or/o e cappella^ pri- mava le solenni processioni, ed avea una
ma e dopo Nicolò III fu anche chiamato delle chiavi del santuario e dell'immagi-
basilica^ non perchè ne avesse la forma, ne Acheropila, quantunque vi fossero gli
ma solo per eccellenza, come cappella più ostiari ed i canonici. Nacque pertanto nel
che reale per uso de'sommi Pontefici, e priore e canonici di quesla basilica la pre-
per le molte solenni funzioni che vi ce- tensione di non liconoscere affatto gli o-
lebrarono co'cnrdinali; per la quale cagio- sliari, e che questi non potessero preten-

ne eziandio si appellarono basiliche altre dere giurisdizione alcuna intorno a detta


SCA se A 71
fogra Immagine, dichiarando nullo ogni questi per la loro vicinanza avrebbero po-
atto che avessero fatto contrario e pre- tuto, o co'Ioro beneficiati, servire il san-
giudizievole nlleragioni de'canonici e ca- tuario trascurato nell'ufficiatura dai suoi
pitolo, con protesta de'i3 agosto 1367, priore e canonici, ai quali il capitolo suc-
nella quale figurano il priore e 3 cano- cederebbe per cessione© morte. Nate dif-
nici, e 4 osliari; però questi ultimi conti- ferenze fra i superstiti ostiari, ed i fratel-
nuarono nelle loro incumbenze e libera li della compagnia surrogati ai defunti,
amministrazione. Ma poiché in progres- intorno la custodia e oblazioni di Sancla
so di tempo i nobili ostiari, benché godes- Saactoruni^ Martino V nel 1 4^4 decretò
sero emolumenti per la custodia dell'im- con bolla, che quando dovea restare a-
magine del Salvatore, non più per se me- perla la sagra Immagine dovessero star-
desimi, ma per mezzo d' un altarista lo vicontinuamente alla custodia uno della
custodivano, e per tal motivo seguirono compagnia e un ostiprio dentro la basili-
vari furti di preziosi ornamenti, Martino ca stessa, e che le due chiavi delle obla-
V nel 1422 colla bolla Anniiere solet, ad zioni dovessero tenersi una dalla compa-
istanza de'guardiani della compagnia pri- gnia e l'altra dagli ostiari; disposizione che
maria di Roma o Arciconfralernìla del fu confermata da altri Papi, anzi Sisto IV
ss. Salvatore (^.), istituita fin dal 1 332 con bolla del [475, pe' furti notabili se-
in sodalÌ2iio (della quale meglio riparlai guiti nel santuario, defini ti va mente incor-
a Ospedale del ss. Salvatore adSancta porò alla compagnia e suoi guardiani tut-
Saptctorum presso s. Gio. in Laterano, il toil rimanente degli ostiari, dopo che fos-
cui governo era ad essa a(fidalo), quali i sero mancali viventi, e Io convalidò nel
i

da molto tempo somministravano del pro- 1479 con la bolla ^"''^ i/Z/ws". Continuan-
prio! lumi alla cappella di i^fl^c/^ t5<3;2c/o- do la custodia promiscua del santuario
rwm, stabilì e ordinò che detti guardia- i de'guardiani e ostiari, ridotti questi a 4,
ni e compagnia fossero ammessi alla cu- AlessandroVI con moto-proprio del 1 49^
stodia della sagra Immagine e in morte intieramente unì ai guardiani la custodia
degli ostiari li succedessero, con tulli i pe- con tutte le sue ragioni e emolumenti, e
si ed emolumenti annessi; e cheogni mese loro la cederono i detti ostiari. Così tutte
fossero dai guardiani e compagnia eletti lechiavidelsantuario pervennero in mani
due della medesima, quali i fossero obbli- della compagnia,tranne l'ultima chechiu-
gati a risiedere vicinoall'allare della cap- de gli sportelli del tabernacolo, già per-
personalmente ogni giorno nelle
pella, e venuta nel capitoloLateranense,ed al qua-
ore congrue custodire la sagra Immagi- le conveniva, poiché secondo il disposto
ne.Marangoni inoltre corresse l'erronea di Martino V deli 4^3, spettava al capi-
mente asserto dal Rasponi, nelT Istoria tolo il canto di antifone e orazioni, ne'ri-
della basilica Laleranense. Per le cala» ti dell'apertura e chiusura dell'immagi-

mila de'tempi e malizia umana, nel prin- ne Acheropita. Essendo anche guardiani i

cipio del secolo XV diminuito nella ba- dellacompagnia delle famiglie senatorie
silica Laleranense il culto di vi no per man- romane, continuò il senato e popolo ro-
canza di rendite ai suoi canonicati. Mar- mano la sua comunicazione e corrispou'
lino V ad istanza de'canonici per rimet- denza in ordine alla custodia dell'imma-
tere il suo capitolo nell'antico splendore, gine del ss. Salvatore, come se fosse un
colla bolla Cunctis Orbis Ecclesiis , nel solo corpo, intervenendo i conservatori di
1423 soppresse il prioratoeiS canoni- R.oma nelle più onorifiche funzioni della
cati di Sancta Sanctoriim^ unì e incorpo- compagnia e fino all'elezione degli stessi
rò le loro rendite e ragioni a quelli di s. guardiani prò tempore j'x quali vestivano
Gio. in Laterano, anche pel riflesso che come i conservatori la veste senatoria, cioè
rjl S C A. SCA
di damasco nero nell' estate e di velluto sta primaria compagnia, che sono l*im-
nejrinverno, esclusa quella d'oro. Più tar- niagine del ss. Salvatore esposta sopra un
di Clemente XI si riserbo i' elezione di altare Ira due candellieri con candele ar-
questi guardiani. Prima che essi da Mar- denti, alcune delle quali prodigiosamente
tino V fossero sostituiti agli osliari ,
già non consumarono, e perciò lo rilevai a
si

esisteva la loro corrispondenza col senato Candela. Ad Ospedale del ss. Salvatore,
romano, giacché durante il gran scisma notai che il cardinal Colonna crealo da
e neh 386 invigilando il senato al buon Onorio III nel li 6, fondò un ospizio pei
1

governo della città, una quantità di mal- pellegrini presso il Laterano, ed un ospe-
viventi essendosi annidata per le vie che dale pegl'infermi contiguo alla chiesa di
dal Co /oJ5eo (al quale articolo indicai S.Giacomo presso il Colosseo, llcav. An-
quanto meglio qui dico) portano al La- drea Belli, a p.iyS del 1. 17 (ìtW'Jlbitfit
lerano, le aveano tajmente desolate che di /?o/7z^, pubblicò l'interessante lìJernO'
sembravano spelonche di ladri. Il senato ria islorica della demolita chiesa di s.

pertanto appoggiò l'incombenza di rime- Giacomo al Colosseo, e di alcune pilture


diarvi alla coQipagnia e guardiani del ss. che in quella esistevano ^ di Ferdinando
Salvatore, che aveano in cura il vicino Boudard, e da lui lucidate e delineate a
ospedale omonimo; quindi in premio del- penna con o disegni delle migliori pittu-
i

la vigilanza colla quale estirpando quei re del Giotto o della sua scuola e disce-
malviventi, ridussero quella parte della poli, prima che la chiesa fosse atterrata

città a quieto e pacifico stato , il senato neli8i5; la quale Memoria isterica fu


medesimo formò molti capitoli e ordina- riprodotta nel n." 85 del Giornale di Ro-
1

zioni, e concesse a'guardiani che tutta la «mi85o,col savio intendimento di con-


via del Colosseo e suoi abitanti soggetti servare la ricordanza de'pregievoli e anti-
fossero a loro, col gius del mero e misto chi dipinti che decorarono la chiesa di s.

imperOjCon facoltà di riconoscere e di ter- Giacomoal Colosseo,anche per essere sla-


minare tutte le cause, tanto civili, quanto ta trascurata dai descrittori di Roma. Se-
criminali, e di procedere contro qualun- condo tale memoria, la confraleinila di
que eccesso, fuorché di alcuni delitti ca- Sancla Sanclorum fino dal 4? o, a vea già 1

pitali riservati all'udienza del senatore di la cura di detta chiesa unitamente all'o-
Roma; dichiarando che per la via Lale- spedale ch'erale annesso fra gli archi stes-
ranense dovesse intendersi dall'arco situa- si del Colosseo, che si dividevano in lun-
to dietro la cappella di Sancla Sancto- ghi corridori, ilqualeospedalefu traspor-
rww, sinoa tutto il Colosseo, compresavi talo e riunito dopo molti anni in quello
anche la piazza del Lalerano ove trovasi di Laterano, cioè dopo il i5i8. Riporta
l'ospedaje; e per premio dell'opera sud- la Memoria (\{\òn\.o ho narralo con l'au-
detta donò ai guardiani eziandio la 3." torità diMarangoni, non senza però om-
parte del Colosseo. I capitoli e le ordina- missioni e alterazioni; dice ancora, che a-?
zioni furono in varie epoche successiva- vendo questo primario sodalizio la cura
mente confermati in Campidoglio dai se- della chiesa dis. Giacomoal Colosseo, ivi

natori, conservatori e caporioni, inclusi- stabilì il regolamento di toltele altre con-


vamente aliSio, Questa giurisdizione si fi-aternite diRoma, per le principali fun-
esercitòda'guardiani fìnchèdalPapa fua- zioni e processioni fra l'anno. Dalla qua-
vocata a'suoi speciali ministri, continuan- lità poi delle figure dipinte nella chiesa
do i guardiani nel possesso della 3.* par- di s. Giacomo in abito spagnuolo, e dalla
ie del Colosseo, ove in alcuni luoghi po- tradizione delle memorie Lateranensi e
sero in marmo e dipinte, unitamente a Capitoline.si vuoleche gli spagnuoli aves-
quella del senato vomano, le armi di que* sero il loro ospizio pei pellegrini che si re-!
SCA SCA 73
covano in Romn, e la loro confraternita portuno dovere ricordare, come Paolo II
nella chiesa di s. G iacomoal Colosseo, che neli4G6 avendo ripristinati nella biisili-
"veniva ancora appellala degli spagnuolial ca Lateranensei Canonici regolari Late"
Colosseo, sotto la prolezione di s. Giaco- ranensi del ss. Salvatore (F.)
rimosse ^

mo apostolo delleSpagne.Aggiungeiò con quelli secolari e deputò alla basdica di


li

Marangoni, che Roberto Guiscardo ve- s. Lorenzo ad Sancta Sanctorum cogli

nuto inRoma nel i 084 per liberare s. Gre- emolumenti cheaveano, finche fossero no-
gorio FU
(F.) assediato da Enrico IV, minati ad altri canonicati e vescovati. Pe-
pose a ferro efuoco diverse parti della cit- rò Sisto IV mosso a compassione dalle
tà,equantoeravi d'abitalo fra il Colosseo querele de' romani che vedevano i loro
e il Luterano, nel modo die deplorai nel figli privati de'canonicati Laleranensi i-
voi. LVIII, p. 266; e Marangoni crede stituiti dai loro maggiori, nel 1472 vi ri-
che propriamente il Colosseo ne restò il- stabiPi i canonici secolari, quali pel di- i

leso, ed è perciò che la compagnia de'ma* ritto acquistato sulla detta basilica di s.
celiai vedendo abbandonata la regioneLa* Lorenzo, seguitarono ad usare le insegne
leranense, presa la sagra immagine del e prerogative della medesima, e perciò il

Salvatore, la trasportarono nella chiesa capitolo della basilica Lateranense nelle


di s. Giacomo vicino ai Colosseo, volendo- processioni e altre funzioni si fa prece-
la conservare nell'abitato, benché sia cer- dere da due Campanelli, da due Croci,
to che dipoi fu riportala a Sancta SanctO' e da óue Padiglioni j all'origine di tali du-
rum. In pieniio di che fu concesso alla plici insegne proprie delle basiliche,di ver-
compagnia de'macellai il privilegio d'in- si autori danno altre derivazioni, che ri-
tervenire alla solenne processione della ss. portai ne'luoghi cilati nel voi. XLIX, p.
Immagine, con elmo in capo e usbergo, 8, dicendo pure l'opinione tti alcuni sul-
e con tizzoni o bastoni armati di fuoco, in- l'uso de'due padiglioni. Dipoi insorte dif-
torno e vicino alla sagra Tavola, per trat- ferenze giurisdizionali tra canonici Lale-i

tenere la calca del popolo, allìnchè non re- ranensi ed guardiani della compagnia
i

casse impedimento a quelli che la por- di Sancta Sanctorum, massime sulla ce-
tavano, e da que'bastoni infuocati furono lebrazione delle messe e altri divini ulìi-
appellati gli Suzzi e \a Compagnia degli zi, e sulla distribuzione e conservazione
Stizzi. Per tale benemerenza fu pure ad dell'elemosine, Leone X le con<pose e ri-
essa accordato di liberare ogni anno un stabilì la concordia ne)i52i colla citata
condannalo a morie. Conosciutosi dipoi, bolla Ex iiìjunclis. Lungo poi sarebbe il

che questi macellai ardimentosi e forti, riportare quanto eruditamente ha scritto


neir accompagnamento eccitavano delle il dotto Marangoni, sulla gran tavola col-

risse e tumulti scandalosi, massime nella l'immagine Acheropita del ss. Salvatore
processione del 1 55o, con poco decoro del- che si venera in questo santuario, per cui
la sagra funzione, la compagnia del ss. Sal- senza entrare ne'particolari dettagli dirò
vatore decretò alla Compagnia degli Sliz- soltanto le cose principali, potendosi nel-
zi tW non più intervenire alla processio- l'encomiato storico conoscere le varie opi-
ne, e che invece de'macellai, la s. Irama*» nioni, e tutte quante l'erudizioni ivi rac-
giue fosse accompagnata da 89 nobili ro- colte.
mani, colla stessa incombenza da prati- Oltre i tesori delle sagre reliquie e le
carsi con modi convenienti. Tuttonel 55 1 1 cospicue memorie ecclesiastiche che ren-
approvò Giulio III col moto-proprio IVu- dono insigne, venerandoe celebralissimo
per^ trasferendo i privilegi e prerogative il santuario di Sancta Sanctorum a tutto
perciò godute dai macellai, alla compa- il mondo, certamente in esso primeggia
gnia d^l ss. Salvator^. Qui mi sembra opi*» l'elligie del ss. Salvatore Gesù Cristo A-
74 Se A SCA
cheropila ossia non fatta per mano umn- pore e di vota allegrezza della sagra adu-
ua, diverse essendo le opinioni di sua pii» nanza, e tulli resero molte grazie al Si-

ma origine e autore. Molli de'piì^i antichi gnore per avvenimento sì prodigioso. Ma-
storici sono concordi in riconoscere la pit- niaculio crede che l'immagine restata nel-
tura Aclieropita, altri tengono che sia o- la camera della B. Vergine, e dopo la sua

pera di s. Luca Evangelista nel suo con- morte gloriosa in Gerusalemme, fosse po-
torno, ma che avanti di colorirla, ritro- scia da Tito portata in Roma, donde poi si
vata fosse dipinta per mano angelica e per collocò nella basilica Lateranense, e quin-
divina virtù. Altri dissero che fu portata di fu trasferita nell'altare di s. Lorenzo
in Roma da s. Pietro, altri da Tito colle ad Snuda Sanctoriun. Gli annotatori ap-
spoglie dell'espugnata Gerusalemme; al- posero diverse critiche su tale racconto,
tri che miracolosamente venne in Pioma e pungenti il Millino : invece Marangoni
per mare da Costantinopoli , inviala al- riporta gravi testimonianze e la tradizio-
l'alma città da s. Germano patriarca di ne de' fedeli d'oriente, che s. Luca deli-
Costantinopoli, per sottrarla diiU'empio neasse quest'opera sovraumana, e dichia-
furore des}' Iconoclasti (f^.) : ciascuna di ra non improbabile che gli apostoli pen-
queste opinioni incontra le sue dillicollà, sassero a conservare la memoria dell'ef-
ma quanto al suo titolo di Acheropila e fìgie del Salvatore a consolazione de'fede-
alla di lei venerazione in Roma sino dal- li, senza occultare che varie furono le an-

l' VI li secolo, ne fa chiara testimonianza tiche immagini delSalvatore celebrate in


Anastasio Bibliotecario, il più celebre e ri- oriente. Che se la nostra ss. Immagine
nomato scrittore del secolo IX, narrando non presenta l'eccellenza dell'arte, come
come Papa Stefano III del ^52, per im- altre fatte per mano angelica e in modo
petrar da Dio l'aiuto per la Chiesa afflitta miracoloso, osserva il p. Marracci,che des-
da Astolfo re de'longobardi, portò in pro- se per lo più sono di rozza manifattura;
cessione questa sagra immagine Achero- il che ordina la divina sapienza, acciò il

pila a s. Maria Maggiore, ed a piedi scal- cullo de'fedeli non si fermi nella bellez-
zi con tutto il clero e popolo. Dalla rela- za della figura, ma passi alla santità del
zione di questa sagra Immagine fatta nel figurato; ed è ben vero, che in quell'istes-
secolo XII da Nicolò Maniaculio canoni- sa rozzezza di somiglianti opere campeg-
co regolare della basilica Lateranense, si gia una certa maestà, la quale cagiona non
rileva che essendo nel cenacolo gli apo- poca riverenza e venerazione ne' riguar-
stoli colla B. Vergine, dopo l'Ascensione danti. In breve, delle di ver-;e opinioni, pa-
al cielo del Sai valore, per appagare le bra- re la più probabile, quella che narra la

me di molti fedeli che desidera vano di con- spedizione per mare della sagra Tavola,
servare e venerare le umane fattezze di fatta da s. Germano, e che prodigiosamen-
Gesù Cristo, risolvettero di farne dipin- te in i/\ ore giunse alla foce del Tevere,
gere l'immagine che in loro ben impres- ove per divina rivelazione si recò a pren-
sa ritenevano; pertanto ne appoggiarono derla il Papa s. Gregorio li nel 726 cir-
al discepolo del divin maestro s. L»jca l'e- ca. La sagra Tavolasi vuole di cedro, di
secuzione, il quale si contentò di accinger- palma, di olivo, è lunga 7 palmi, larga
si all'impresa, previo un triduano digiu- 3. La figura del Sai valore è al naturale,
no Vergine
e fervorose orazioni della B. con lunga barba, ed in piedi, benché di
e degli aposloli.Quindi preparata egli una essa poco o nulla si veda, dopoché l«»no-
tavola di palma, su di essa fece primi i cenzo HI la fece tutta ricoprire con lami-
lineamenti del suo disegno, ma prima di ne d' argento, tranne la faccia e piedi. i

colorirla tuttal'Immagine comparve per- Intorno alla lesta lo fregia un nimbo o


fezionala da divina virtù, con sommo stu- diadema, 01 nato di gemme, per figurare
se A se A 75
l'estremità della croce; poiché Gesù di- porfido, correggendo pure Ramponi. Con-
sio solo pei* mezzo clella croce salvò tut- clude, essere più verosimile, che la cicatri-

to il mondo. Elia è incassala entro un ta- ce dell'immagine di Snncla Sanctorunt^


bernacolo di legno dorato, e questo col- sia una percossa del barbaro furore de-
locato in una tribuna posta dietro l'alta- gl'iconoclasti, poi ripetuta nella copia so-
re e al suo livello; un terso cristallo di- migliante con la quale fu coperto il volto
fende la sagra effìgie dalla polvere. Però originale. Antico è il costume di tenersi
il sagro volto che noi vediamo è dipinto per venerazione chiusa la ss. Immagine
in tela o panno di seta grossa e sovrappo- del Salvatore, e di aprirsi alla vista e di-
sta nll'efligie dipinta e originale, e simile vozione de'fedeli alcune volte fra l'anno,
nella somiglianza ad esso; poiché o per con maestosa funzioneeindulgenze, aven-
maggior venerazione, ovvero perchè olFe- done concedute anche Nicolò IV nel 129 i
so dal tempo il sagio volto, vuoisi che A- e Giovanni XXII nel i3 17. Talvolta eoa
Jessandro II, o Innocenzo III secondo al-
1 indulto de'Papi si scoprì e mostrò straor-

cuni, ne ordinasse tal copertura, per im- dinariamente a qualche gran- personaggio,
pedire ulteriore tarlatura, onde poi Inno- come fece Clemente VI nell'anno santo
cenzo III coprì con dette lamine il resto i35o per Arnaldo visconte diCaramagn.
della figura, ed altrettanto fece Nicolò 111, Aumentata la divozione de'fedeli per la

riportandone il disegno di molta elegan- ss. Im-magine, fu stabilito dai Papi che si
za, in uno a quello degli sporteili,il Maran- aprisseinalcuni tempidell'annoaila pub-
goni insieme alla descrizione delle lastre blica venerazione, e questi sono: Nella vi-
d'argento figurate e degli altri preziosi or- gilia di Natale dopo la compieta cantata
namenti. La cicatrice chesotto l'occhio de- nella basilica Lateranense, e rimane aper-
stro del l'immagine apparisce, si crede sen- ta sinoalla domenica più prossima alla fe-
zadubbioesistereanche nell'originale,che sta di Antonio abbate, in cui dopo no-
s.

veneriamo coperto dalla somigliantissima na si chiude. Nelsabbato avanti la dome-


descritta copia del suo primo prototipo, nica delle Palme si apre nella mattina do-
Ja quale cicatrice si vuole operata dagli po vesperi (per ordine di Urbano V, poi-
i

empi e furibondi eretici iconoclasti. Ma ché prima, con pena de'pellegrini, si apri-
rangoni non segue il racconto di Millinoe va solo nel giorno di Pasqua), e chiudesi
Soresino, che nel i 55o insorto tumulto nelladomenica fra l'ottava del Corpus
nella processione colla Immagine, un s. Domini, dopo la processione del ss. Sa-
macellaio della suddetta C ompn ani a de- gjamen to e ostensione del le leste de'ss. Pie-
gli Stizzi per ferire alcuno, tirando un col- tro e Paolo, che si fanno indetta basili-
po colse la sagra Immagineecheneuscì vi- ca. Nella vigilia dell'Assunta siapr-edopo
vosangue.MdlinoeCasella opinanociòdo- compieta, e si chiude dopo recitata nona
versimeglio attribuire ad un ebreo, quan- neila.domenica dopo l'ottava della stessa
do scagliò nel venerando volto un pezzo solennità. Negli anni santi si apre nella
di mattone, in occasione che per miglio- vigilia di Natale in cui cominciano, dopo
rare gli ornamenti della sagra Immagi- la solenne messa cantata nella basilica La-
ne, era stata portata nella cappella di s. teranense, e resta aperta per tutto il ri-

tìilvestro I. Rigettando dunque INIaran- manente dell'anno del giubileo universa-


goni tali narrali ve, quanto all'ebreo, dice le, e poscia si chiude nella domenica più
che ferì in fronte, e non sotto l'occhio de- prossima alla festa di s. Antonio abbate
stro, altra immagine del Salvatore e ne dell'unno seguente. Inoltre ogni volta che
uscì sangue, cioè quella che stava sopra i I Papa ascende la scala santa, o visita que-
la porta dell'oratorio di s. Silvestro I, iu sta sagra cappella, si apre la custodia del-
tabernacolo sostenuto da due colonne di l'immagine del ss. Salvatore, senza pra-
76 se A
licarsi il solilo l'ilo e ceremonie che Iian- che quella del Crocefisso (F.).!)^ diversi
no luogo nelle aperture e chiusine della misteriosi ornamenti delle ss. immagini
sagra Icona, prima con quella maestà e de- del Salvatore, co'quali si rendono vene-
coro che descrive Marangoni a p. 1 07, ed rabili e maestose; di quelle antiche clie si

ora con con veniente e di volo rito; dappoi- venerano in Roma, e delle eflìgialene'sa-
ché a suo tempo v'intervenivano solenne- gri cimiteri. Del costume de'primi tempi
mente la nobile compagnia del ss. Salva- di dedicarsi principalmente le chiese al
tore non più esistente, gli alunni del col- Salvatore, benché erette in memoria e o-
legio Capranica da essa governato, e due i nore di qualche santo; del suo efllgiarsi
Priori di Smicla Snticlorum con piviale, in mezzo alla tribuna earchi trionfati del-
unode*quali benefiziato Laterane.nse elet- le chiese, e di molte chiese di Roma uni-
to dal capitolo, l'altro parroco di Roma camente erette colla denominazione del
eletto dai guardiani, insieme al capitolo ss. Salvatore, che io descrissi nella mag-
e clero Lateranense. Questo poi soltanto gior parte. Del culto verso il ss. Salvatore
si porta processionalmente nelle feste di esue immagini propagato nellefondazioni
s. Lorenzo e di s. Silvestro I al Stincla eziandio di abbazie e monasteri, col pren-
S.'inctonini jCawiando messa solenne nelle dersi la suaimmagine per stemma, o il
ca[)pelle esteriori laterali, dedicate a tali da alcun ordine religioso. Delle im-
titolo
come meglio dirò. Quindi erudita-
santi, magini del Salvatore, appellate comune-
mente Marangoni descrive le processioni mente UìPietà, e delle insegne e sigillo as-
e trasporlamenti della s. Immagine del sunti dai sodalizi e luoghi pii. Di altre si-

Salvatore a varie basiliche e chiese di R.0- mili imrnagmi esistenti in Roma, e del
ma, fatte da diversi Papi antichi ne'mag- costume di effigiarsi sui cenolafi e sepol-
giori bisogni del cristianesimo. L'ordine ture degli antichi fedeli. Delle immagini
dell'annua processione della s. Immagine delss. Sai valore effigiate negli anelli, nelle
per la festa dell'Assunta, soppressa da s. medaglie
o e monete antiche. Di due altre
Pio V del i566 per l'avvenuto neli55o,e immagini acheropite del Salvatore, che
pegli abusi rilevanti e sconcerti introdotti, in Roma si venerano nella Chiesa di s.
terminandosi di notte; poi parla delle pro- Silvestro in Capile (di cui trattai anche
cessioni e trasporti della sagra Immagine nel voi. LI, p. 809), e nella basilica Va-
ad altre chiese negli ultimi secoli, e [)arti- ticana nel Folto Santo (F.). Come nella
colarraente sotto Clemente XI; e di quelle cappella di Sanala Sanclorm/i si conser-
che per memoria Fanno alcune città e ter- vava r immagine della B. Vergine, che
re. Però s. Pio V ad esempio di altri pre- orasi venera nella Chiesa di s. Maria del
decessori donò al santuario, oltre le con- Popolo (F.); trattando pure di altre im-
suete coltri tessute d' oro che i Papi so- magini di Roma credule operedis. Luca.
levano mandare perla piocessione, la A'o- Della nobilissima Compagnia o /Ircicoìi-
ó'iic/^o/'o(/''.), al quale articolo parlai pure fralernila de' Raccomandati dfl ss. Sai-
delle altre 3 regalate al santuario dagli valore ad Sancta Sanctorum : sua origi-
altri Papi, e custodite a parte dai cano- ne nel secolo XIII per opera del cardinal
nici Lateranensi. Passa poi Marangoni col- Giovanni Colonna (F.) del 2 6, pi ima- r 1

la sua bella opera a trattare del titolo di rio fondatore dell' ospizio indi trasferito
Salvatore, ed a quali immagini di Gesù ove trovasi conie Ospedale che poi prese
Cristo propriamente si adatti, di sue fat- il nome del ss. Salvatore, e dell'ospedale
tezze corporali, della persecuzione degli di s. Giacomo contiguo al oper
Colosseo;
iconoclasti pruicipalmente diretta contro quella del cardinal Pietro Colonna (^.),
le immagini delSalvatore,e perchè ne'pri- che almeno ottenne da Nicolò IV la ca-
mi tempi si usassero più frequentemente uuuica erezione della compagnia; suo sta
SCA SCA 77
bllimentojprimi statuti e suo fervore nella Paolo. Edeccomi a riprendere la narra-
pratica della s. ospitalità, avendo in cura zione di quanto riguarda la scala santa
l'ospizio presso il Laterano fondato dal e sue dipendenze, da Sisto V trasportata
cardinal Colonna, l'ospedale di s. (ìiaco- avanti la cappella di Stincla Sanciorum^
ino, e quello da lei edificato nel i 348 solfo con altre notizie spettanti a questo san-
il titolo di s. Michele Arcan"elo
o odis. An- tuario e luogo santissimo.
gelo presso la chiesa di s. Andrea, stabi- Sisto V per aumento di maestà e ve-
limenti benefici riuniti poi nel ricordato nerazione all'imniagine Acheropita ed al-

del ss. Salvatore ed esistente per le don- la cappella di Sancla Sanciorum ^ì\\ùx\\\
ne, in uno a quello espressamente per esse a questa avendo trasferito la scala santa,
eretto dal sodalizio e ingranditone! iGSj. acciò come di vestibolo servisse a sì gran
Come fu derogatoallo statuto del numero santuario, e ne facesse ben degna parte,
de'ioo fratelli, per la copia di quelli che pel decoro di questo sagro e prezioso mo-
bramavano d'essere ascritti alla compa- numento, e per difesa dalle pioggie e dal
gnia, per godere del fruito delle grandi sole, dal suddetto architetto Fontuna fe-

opere pie praticate dalla medesima, alla ce erigere avanti un ampio


la scala santa
cui vigilanza e custodia fu dato il governo e magnifico portico d'ordine dorico, con
e r amministrazione di que' collegi, che 5 archi di travertino sostenuti da' loro
enumerai a Ospedale del ss. Salvatore. pilastri, quali guardano all'occidente, e
i

Delle aggregazioni a se fatte dalla com- due altri laterali, l'uno a mezzooiorno e
pagnia di altre adunanze, compagnie, con- l'allro a settentrione, tulli aperti e ripa-
fraternite, luoghi pii e religiosi, comuni- rati negl'ingressi con cancelli di ferro, i

cando loro le indulgenze, indulti e privi- primi 5 de'quali corrispondono: quello


legi da essa goduti, tanto per ragione del di mezzo alla scaia santa, e gli altri 4 ^d
cospicuo ospedale, quanto per la custo- altrettante scale ampie e spaziose, di tra-
dia della cappella di Sancla Sanciorum e vertino le annesse alla scala santa, di pe-
della sagra immaginedelSalvatore.Final- perino le altre due, e formate ogimna di
nientelMarangoni pubblicò il catalogo del- 3o gradini, per le quali i fedeli dopo di
le aggregazioni spedite dalla compagnia, aver salita ginocchioni la scala santa, pos-
ed il catalogo de'guardiani della mede- sono discendere dal santuario. Le pareli
sima, dal I 332 al I
747 inclusive. Nel più e volte delle due scale contigue alla scala
Ospedale o Arcispe-
volte citato articolo santa sono tutte dipinte a fresco di sog-
dale DEL ss. Salvatore ad Sancta San- getti dell'antico Testamento; ma le due
CTORUM presso s. Gio. IN Laterano, parlai ultime scale hanno nella volta dipinto lo
dell'immagine Acheropita e de'suoi cu- slemma di Sisto V soltanto. Nella som-
com-
stodi, ostiari e guardiani della nobile mità della scala santa e delle due scale
pagnia omonima; della solenne lavanda propinque vi sono avanti ciascuna un cu-
de'piedi, e mensa che facevano nel giovedì polino che illumina i ripiani. Inoltre Si-
santo a 12 individui, guardiani e il Se- i sto V a sua custodia e delle cappelle di-
nato Romatio[P\),a\ quale tuttora spetta poi stabilì un corpo di ecclesiastici o no-
imbandir la mensa, e eseguir la lavanda bile collegio SìsIìdo, cioè 4 cappellani, uà
quando non vi sia cappella papale; della sagrestano, 4 chierici, un ostiario e la di-
lavanda de'piedi della ss. Immagine e so- gnità del preposto superiore di tutti, i

lenne processione. Estinta la compagnia quali avessero la cura di celebrare nelle


nel pontificato di Pio VII, ad altri passò cappelle laterali il divino sacrifizio e d'in-
l'amministrazione dell'ospedale, ed il su- vigilare al decoro e polizia di questi santi
periore di Sancla Sanclonun tiene una luoghi, comedisposecolla bolla Ciini sin-
delle 4 chiavi delle teste de'ss. Pietro e gularem rerum, de'2 giugno 1 59o,ripro-
^8 se A se A
ciotta dal citato Ricci e dal Bull. Rom. t. verso da quello della scala santa, restan-
5, par. i.',p. 124, assegnando a tulli l'en- do la cura della cappella di Sancta San-
trate d'annui scudi 1 170. La nomina del clonun ai canonici Lateranensi, ed alla
jireposlo, cappellani e altri chierici, la di- nobile compagnia de' raccomandati del
chiarò giuspalronato di sua flimiglin Pe- ss. Salvatore, come avverte Marangoni.

relli, dalla quale poscia passò nella Sfor- Nelle pareti della cappella di s. Lorenzo
za-Cesarini, nel cui archivio si conserva sono dipinle le figure di 8 dottori, cioè i
la pergamena originale, come attesta il ss. Ambrogio, Agostino, Girolamo, Gie-

Ralti, Della famiglia Sforza, t. i,par. gorio I, Gio. Crisostomo, Basilio, Tom-
2.", p. 355. A tal fine Sisto V fece fab- maso d'Aquino e Bonaventura, oltre le
bricare delle stanne sopra il maestoso por- figure di 4 profeti. Anche la volta e pa-
lieo, nel 2.° piano decorato da un ordine reti della cappella di s. Silvestro I ha pit-
ionico, per abitazione de'delti sagri mini- ture a fresco. Adornò poi Sisto V il por-
stricon 7 fìneslre, e per memoria fece scol- tico, le parli laterali della sanla scala, sua
pire nel fregio, e sopra dello stesso 2.° or- volta e prospetto superiore colle istorie
dine della facciata questa iscrizione: Si- della Passione di Gesù Ciislo in 7 qua-
xlus F fidi Sanclioriqne locOj Scalani drati per ciascun lato di essa, che furono
sanclam posuit iSS^.Pont.ir. Inoltre in eccellentemente dipinti da Paris Nogari,
ambedue lati della cappella di Sancta
i e vi lavorò anche Vincenzo Conti roma-

Sanctonim il Papa fabbricò due altre no; nella volta vi dipinsero altri egregi
cappelle o oratori!, lai.'' a destra di chi pittori, e nel prospetto sopra la finestra

guarda il prospetto del santuario o parte che guarda entro la sagra cappella si ve-
meridionale, dedicata a s. Lorenzo arci- nerano le Gesù Croce-
pitture esprimenti
diacono e martire, con l'altare poggiato fisso, colla B. Vergine e s. Giovanni che
al muro del medesimo santuario, e Tal- stanno in piedi presso il medesimo, per
Ira nella parte opposta verso il settentrio- promuovere in quelli che salgono la sca-
iiededicata a S.Silvestro Papa, con altare la sanla, colla meditazione de' patimenti
similmente collocato, ne'quali due altari del Sai valore, sentimenti di compunzio-
si potesse celebrare la messa dal prepo- ne commessi peccati. Similmente le
pe'
sto e cappellani, poiché nell'altare del san- altre due scale laterali alla santa, furo-
tuario, essendo pontificio, al solo Papa è no adornale da storie della divina Scrit-
lecito celebrarvi. Nel quadro dell'altare tura siinboleggianli la passione del Si-
di S.Lorenzo è rappresenlatoquesto san- gnore. Si segnalarono in tulle quesle o*
to con dalmatica; quello di s. Silvestro pere e dipinti dell'antico e nuovo Testa-
1 in piviale e triregno: ambedue sono co- mento, oltre nominati, pittori Andrea
i i

loriti a fresco, e si crede che l'effigie di d'Ancona, Antonio da Urbino, Avanzino


s. Silvestro I sia quella dello stesso Sisto Nucci da Città di Castello, Baldassare
V. Il i ."altare di s. Lorenzo fu consagra- Croce bolognese, Ferrao da Faenza, Ja-
to da Benedetto XUl a'i5 otlobrei727; copo Stella bresciano, Gio. Baglioni ro-
il 2." di s. venne consagrato
Silvestro 1 mano,allora giovinetto, Gio. Battista No-
pure da tal Pontefice a' 1 8 oltobre di det- varrà. Paolo Guidoni hicchese, detto il

to anno, dichiarandolo anche privilegia- cav. Borghese, Antonio Viviani ed altri;


lo perpetuo pe' defunti. Clemente XIII Paolo Brilli fiammingo dipinse i paesi.
a* 18 agosto 1767 dichiarò privilegiato Ma lutti questi allVeschi per l'intemperie
l'altare di s. Lorenzo, per celebrarvi in- de'tempi, essendo il portico stato finora
determinato numero di messe, e ciascuna tulio aperto, e per l'umidità proveniente
per liberare un'anima dal purgatorio.il da'telli, hanno moltissimo solferto,ed al-
custode delle due cappelle fu stabilito di- cuni non sono risarcibili, anche pe' cat-
se A SC A 79
livi ritocchi e rcslauri clic li deformaro- tabella colla breve storia (Iella scala sonta»
DO. Secondo il Banibi, Sisto V spese in ed il ristretto di sue indulgenze per ec-
qiiesla fabbrica pili di 25,000 scudi. Sa- citare la pietà cristiana a venerarla con
bta che si è la scala santa, nel ripiano a frutto spirituale; questa tabella però ora
mano destra nella divisione delle scale, non esiste più. Dipoi si volle introdurre
si due porte per andare alia cap-
passa pei- amaggior venerazione i giorni per ascen-
pella e altare di s. Lorenzo, ed una si- derla i soli uomini, ed altri per le sole
mile a mano sinistra della scala santa, e donne, ma questo provvedimento ebbe
queste tre porte hanno stipiti e architra- corta durata. Papi, sovrani, cardinali, ve-
vi di grossi tnarmi lavorati con inlogli e scovi, prelati e grandi personaggi in ogni
fiorami; le quali 3 portesi tiene che fos- epoca furono divolissimi della visita del-
sero del palazzo di Pilato, per le quali la scala santa, salendola ginocchioni con
passòil Redentore nella sua Passione, co- edificante raccoglimento e pietà, pai ti

mealtestano anche il Marlinellijcd il Se- colarniente negli ^nnì sa/ili, ne'quali ar-
verano, il quale dice ch'erano nella ba- ticoli parlai di tali visite e della frequen-
silica Leoniana appellala eziandio sala za con che l'ascesero i Papi, conservando
del concilio, e che fedeli quali dalla
i i le indulgenze a questa divozione conces-
basilica Lateranense salivano in questa se. Oltre iPapi ricordali in principio,sin'

scala di votanienle passavano per tali por- golarmente furono di voti della scala san-
te: il Tiepolo nel catalogo delle reliquie ta, baciandone gradini, e salendola gi-
i

della passione del Salvatore aflerina al- nocchioni, Gregorio XI li, che più volle
trettanto. OsservaMarangonijche tutti gli ciò fece nell'anno sanloi575, Sisto V in
scalini della scala santa si vedono molto modospeciale,Gregorio XI Vchenel 1 5go
scavati, e quasi nel loro labbro logori, co- dopo aver preso possesso della basilica
niunemenleciòattriboendosi al continuo Lateianense, andò a fare orazione al ss.

salirvi ginocchioni de' fedeli, in venera- Salvatore e scale sante. Cancellieri dice
y.ione di essere stati santificati dal con- che il nuovo Papa anticamente entrava
tatto del Redentore, poiché salendovi dal- nel Sancta Sanclorum ad orarvi, e la-
l'uno all'altro, nel fermarsi le punte del- sciarvi l'oblazione, e per ultimo lo pra-
le scarpe, massime della gente di campa- ticò Sisto V che poi separò il santuario
gna, siano a poco a poco andati scavan- del patriarchio. Clemente Vili nel 1592
dosi con notabile detrimento, e forse an- dopo la funzione del possesso si recò al-
che per le scaglie o raschiature tolte per la scala sar»ta, fece orazione sopra un cu-
divozione dai fedeli, come rilevasi dalle scino posto sopra un tappeto a piedi di
loro ineguaglianze. Ad impedire moggio- detta scala, indi baciò la croce d' ottone
ri rovine il preposto del collegio Sistino eh 'è scolpita sul 1 .^gradino, si alzò e per
Marco Gigli d'Anagni,
della scala santa la scala sinistra andò alla cappella ài San-
persuase Innocenzo XI II a far coprire gli da Sanclorum ove orò sul faldistorio, e
scalini da grossi tavoloni di noce, lascian- poi scese per la scala a mano diitta; nel-
do nel davanti d'ognuno un'apertura ac- l'anno santo 1600 la salì 60 volte ginoc-
ciò si vedessero gradini, laonde nel yiS
i i chioni, come riporta Ricci, ad onta di sua
fu effettuata tale copertura con esito van- grave età e incomodi, e vi fu pure pei bi-
taggioso per la conservazione de' sagri sogni di s. Chiesa, come praticarono al-
marmi, e pel maggior comodo di quelli tri Papi. Replicate volte la salirono Ur-
che salgono inginocchioni. Il medesimo bano Vili, Innocenzo X, Clemente IX e
preposto fece collocare due vasi di mar-
i altri successori. Clemente XI l'ascende-
mo per l'acqua benedetta, a pie dell'in- va col capo scoperto, e nel 1709 ordinò
gresso della medesima scala santa, ed una una processione bolenne,colla quale ac*
8o se A SCA
compagno l'immagine Aclieropila, da la funzione potesse vedersi da tutto il po-
questo snnliiariolra>()()rlnta allndiiesadi polo situato sulla piazza che resta davan-
s. Maria sopra Mineiva,nlla basilica Vati- ti, fu innalzato un altare fuori di detta
cana, ove restò esposta suiraltai e papale cappella in cima alla scala santa; e quivi
per 8 giorni, con immenso concordo elei coll'intervento del Papa e del sagio col-
fedeli; quindi con altra processione la fe- legio, recitate le preci prescritte coll'ac-
ce trasportare alla basilica Lateranense, compagnamento del canto de'cappellani
e da questa alla sua cappella di Scinda pontifìcii, fu compartita la benedizione
Sanctoriim, come ricordai a Processio- col ss. Sagramento, le prime due sere dal
ne. Benedetto XI 11 nefuegualmente di vo- cardinal Soniaglia come arciprete Late-
lo, e compì la copertura di noce incomin- ranense, e la 3."* dal Papa dopo aver con
ciata dal predecessore Innocenzo Xlll. somma divozione salito in ginocchioni la

Alcune volte fra l'anno Benedetto XIV santa scala. Una dellesagre memorie del-
praticò di salire ginocchioni esemplar- la passione di Gesù Cristo è la scala san-
inenle la passando poi ad o-
scala sant/i, ta, ed è degna d'ogni atto di religione e
rare nel santuario, avanti l'immagine sco- di divozione, poiché non una volta sola
perta del ss. Salvatore. Questo i^apa re- fu salita dallo stesso nostro divinoReden-
staurò il propinquo Triclinio Leoniano, tore, e fu consagrata dal di lui sangue
riunendo il suo muro esterno a quello del- prezioso nelle ultime ore di sua vita; quin-
la cappella di s.^ Lorenzo. NeliyyS Cle- di frequentissima sempre fu ed è la pie-
inente XIV visitòginocchioni la scala san- tà de'fedeli d' oqni ceto e condizione in
ta, indi si recò a fare orazione nel San- salirla divotamente in ginocchioni. Il me-
da Sandorum. Nelle pubbliche calami- todo pratico di visitare con frullo la scala
la, per guerre, terremoti, pestilenze, i- santa, per viemmaggiormenle risveglia-
iìondazioni,i Papi straordinariamente fe- un santuario
re la pietà cristiana verso
cero scoprire l'immagine Acheropita, ac- tanto ragguardevole, da ultimo lo pub-
ciò i maggior numero accorres-
fedeli in blicò il can. Leonardo Mazzucconi pre-
sero a visitar santa, ciò che pure
la scala posto del ven. collegio Sistino della scala
praticò Pio VI. Il successore Pio VI 1, ad santa, colle lìlemorie storiche della sca-
istanza del capitolo Lateranense, con de- la santa f e dell'insigne santuario di San'
creto della s. congregazione delle indul- da Sandorum, Pioma 84o. In questo li-
1

genze de' 1 settembre 1817, confermò bro riprodusse il modo proposto dal Se-
l'indulgenza concessa da Pasquale 1 d'an- 1 verano, per visitare degnamente la scala
ni 9 per salire ginocchioni ciascun gra- santa con orazioni e meditazioni divotis-
dino, a chi ciò eseguisce orando e medi- sime, anche per le reliquie e immagine
tando la passione di Gesìi Cristo con cuo- del ss. Salvatore, che sono nella cappella
re contrito de' propri peccati, ed inoltre di Sanala Sandorum. Altri scrittori che
dichiarò potersi anche applicare alle ani- fecero la storia di questo santuario sona
nie del purgatorio. Leone XII nell'anno i seguenti: Gaspare Bambi, Memorie sa-
santo 182 5 salì genuflesso la scala santa, predella cappella diSanda Sandorum^
ed entrò a pregare nel Sancta Sando- e della scala del palazzo di Pilato delta
rum. Nel voi. Vili, p. 21 1 narrai, come volgarmente scala santa, con una notizia
Leone XII pei bisogni di s. Chiesa fece delle indulgenze e modo pratico di salir-
nel 826 una novena distribuita in 3 tri-
1 la divotamente, Iloma 775.GiuseppeM.*
1

dui eindulgenza plenaria,a s. Michele Ar- Soresini beneficiato Lateranense, Della


cangelo coi cardiiìali, ed i primi 3 giorni scala santa ante Sancta Sandorum in
20, 2 I e 22 settembre ebbe luogo nella Laterano eulta, Romae 672 1 ei 674- ^^
cappella di Sancla Sandorum, AlUochè iiuagincss. Salvaloris in basilica adSan-
SGA SCA 81
ctn Sanctorum cu sto dì la, Romae 1 602. Il so in diversi luoghi e nel 1.588 in s. Ma-
compendio delle cose piìi cospicue con- ria Liberatrice ihWeoblale oli velane, fin-
cernenti la scala santa, Roma 1674. Giu- chèda Clemente Vili fu di nuo- nel 1592
seppe Pazzaglia, Compendio istorico del- vo canonicamente eretta in confraterni-
le cose pili cospicue concernenti la scala ta, confermala nel 1626 da Urbano \\\l

santa^ele teste de ss. apostoli Pietro ePao- nella visita della chiesa Lateranense, e fi-

loj conun sommario delle reliquie e in- nalmente da Alessandro VII elevata al
dulgenze che sono nel Sane ta Sanctorum, grado d'arciconfraternita con breve dei
Koma 1684. Benedetto Stella, Ristretto 1 7 luglio 656, Questo Papa nel 66 gli
1 1 1

santa jB.oma i6j5.


dell'istoria della scala assegnò per oratorio il silo posto sulla piaz-
Leonardo Nardoni, Scala santa colloca- za Lateranense, vicino al portico della sca-
ta in Stincla Sanctorum, Roma 1 656. Ni- la santa e il Triclinio Leoniano, precisa-
cola Maniaculius, De sacra imagine ss. mente in mezzo e annesso a tali edifizi^

Sahatoris in Palatìo Lateranensif Ro- e sotto il vestibolo della cappella di s. Lo-


niaei 709. Brancati, Notizia della scala renzo edificata da Sisto V; nel quale luo-
santa, Roma iGgS. Benedetto Millino, go era anticamente l'oratorio di s. Seba-
DeWoralorìo di s. Lorenzo nel Lalcra- stiano fabbricatone! Patriarchio da Papa
no oggi detto Sancta Sanctorum^ discor^ Teodoro Idei 642 jcome si comprova dal-
ffOjRoma 666.Cance\\'\evìfMemorieslori-
1 le pitture delle pareti esprimenti il mar-

che delle sagre Teste. Nella Storia de' pos- tirio del santo, onde Panciroli errò nel di-
sessi de' Pontefici, a p. 1.48 riporta l'opi- re che Teodoro I edificò l'oratorio pro-
nione che dietro la scala santa vi sieno pinquo di Sancta Sanctorum. L'odierno
de'lesori nascosti. Molti monasteri di Ro- oratorio fu costruito e ornato colle limo-
ma hanno una scala, nel far la quale ac- sine di molti divoti, fra i quali i cardina-
quistano tutte l'indulgenze, cheacquiste- li Alfonso Litta e Francesco Barberini,
rebbero se visitassei'o la scala santa, per splendidamente contribuironoalla costru-
pontificie concessioni. A destra del por- zione dell'altare di pietre commesse, nel
tico della scala santa e contiguo all'edi- quale è collocata la miracolosa immagine
fìzio è l'ora torio dell'arciconfiaternita del della B. Vergine Maria delle Gioie, che
ss. Sacramento Giovanni in Lutera-
di s. anticamente si venerava nella Basilica La-
no, la cui storia apprendo da Piazza, £'a- teranense e consegnala dal capitolo al-
,

serologia Romano, p. 337. Diverse sono l'arciconfraternita, indi agli 8 luglio 1


679
le testimonianze di sua erezione, e lai.^ coronata con corona d' oro dal capitolo
risale al 14 novembre 1493 sotto Alessan- Vaticano. In questo altare d. Gio. For-
dro VI, icui confrati cominciarono a ve- tunati romano benefiziato Lateranense,
stir socchi nella vicina chiesa de'ss. Mar- benemerito assai del sodalizio, lasciò pei"
cellino e Pietro nel 1 5o6, portando una legato 6 candellieri con croce di argento.
di vota immagine Madonna, la quale
della I confrati ivi si adunano tutte le dome-
liberando miracolosamente un canonico niche e feste dell'anno, per la celebrazio-
Lateranense dalla cecità, venne in molta ne de'divini oflìzi e recita di orazioni» pra-
venerazione nel 1 5 1 7. Perciò Leone X l'o- ticando pure quegli esercizi di pietà cri-
norò del privilegio di liberare un condan- stiana, visita della scala santa, delle 3 pa-
nato, facendole portare lo stendardo di s. triarcali basiliche, delle 7 chiese, ed altri

Francesco di Paola nella canonizzazione; che descrive Piazza. L' arciconfraternita


indi da Clemente VII fu annoverata tra usa sacchi bianchi con cordone paonaz-
le compag»>ie. Essendo partita da' ss. Mar- zo, e r insegna del ss. Sagramenlo, ed i

cellino e Pietro, dopo aver conseguito le- ss. Gio. Battista e Gio. Evangelista tito-
gati pii pel mantenimento del culto, pas- lari della basilica Lateranense. Ha per i-

VOL. LXH. 6
Si SCA SCA
stìtulodi accompagnare il ss. Viatico a- Roma sagra di Panciroli, si dice T arci-
gl'infermi, d'intervenire alle processioni confraternita istituita per la parrocchia
del ss. Sograraenlo,e quandoè esposto nel- Lateranense, echecelebralefeste dell'As-
la basiIicaLateranense,ed alla solenne prò* sunta, e de'ss. Gio. Battista ed Evange-
cessione della domenica fra rS.^'del Cor- lista. Il Bombelli, Raccolta delle imma-
pus Domini come notai
y nel voi. IX, p. gini della B. Vergine ornate della coro-
65, e nella quale interviene il Papa col na d oro, nel t. 2, p. i\ ragiona della
sagro collegio. I cohfrati visitavano gl'in- Madonna delle Gioie nelV oratorio del ss.
fermi neir ospedale Laleranense, prima Sagramento contiguo alla scala santa,
che fosse stabilito esclusivamente per le dipinta in tavola col Bambino in braccio,
donne, a tale effetto avendo lasciato due ed ottenuta dal capitoloLateranense dal
luoghi di monte il benefico lodato For- suddetto beneficialo Fortunali perdeco^
tunati,il quale dispose ancora 3 vesti bian- rare l'oratorio di cui fu zelantissimo pro-
che annue da consegnarsi dal sodalizio al motore, il quale indusse il capitolo Vati-
capitolo Lateranense per concederle a 3 cano a coronare con corone d'oro del va-
zitelle, due della parrocchia, una di altre lore di 190 scudi la B. Vergine, e il divin
di Roma, figlie oparenlidegliassiduicon- F'iglio,permezzo de'canonici Palagi e Ric-
fratij le quali zitelle ordinò che facessero ci, dopo che il pio sacerdote ne avea spe-

la comunione nella basilica fra detta 8.", rimentato il patrocinio, quando ivi cadu-
intervenissero alla processione, e visitas- to dal terrazzo distante dalla terra 33 pal-
sero la scala santa. In ogni anno santo il mi che precipitò, ne invocò il possente a-
pioFortunati dispose che dalcapitolo ere- iuto che lo fece restare illeso, prodigioso
desidasseall'arciconfraternila il frutto di avvenimento che produsse altre grazie a
sua eredità. Inoltre Piazza riporta il di- quelli che ricorsero a questa divota im-
scorso di Fioravanti Martinelli, sopra il magine di s.Maria delle Gioie. Nel n.^107
sito delToratorio di questa arciconfrater- del Diario di Roma del 1802, si riporta
nita, secondo Panvinìoed altri già por- la descrizione del possesso preso dal car-
tico Lateranense,ove Adriano I ogni gior- dinal Leonardo^ Antonelli arciprete della
no faceva nutrirei co e più poveri e di- basilica Lateranense: di questa è Interes-
stribuire limosine, ciò che fu rappresen- sante, che dopo la venerazione delle ss.

talo con pitture nelle pareli, dicendosi e- Teste,e l'oblazione lasciata sull'altare pa-
sisterne avanzi in quelle dell'oratorio. Si pale, prese possesso della magnìfica cap-
vuole che propinqua fosse la basilica di pella Corsini come protettore, in man-
Papa s. Zaccaria, ove
Papi ricevevano le
i canza d'un cardinale di tal famiglia. Indi
jicclamazionie Laudi, essenóo\eueiìovse che si trasferì a prendere possesso della
memoria dai superstiti muri, e vi si ce- protettoria dell'arciconfralernita del ss.

lebravano quelle funzioni che notai a'Io- Sagramento alle scale sante, ricevuto dal
ro luoghi. Venerabile è l'antica immagi- prelato primicerio, dai maestri di ceremo-
ne del Salvatore ivi dipinta; altre vetuste nie e dalla fratellanza.
pitture sono quelle del martirio di s. Se- Leggo nella Ci\>illà cattolica t. 7, p.
bastiano, il Padre Eterno, lo Spirilo san- 390 e 509, e t, 9, p. y I che il regnante
I ,

to, la creazione del mondo e dell'uomo, Pio IX stabilì di fare col suo privalo pe-
i profeti GeremiaeOsea, ed altro. Ripor- culio grandiose riparazioni, segnalameli te
tate da Martinelli le accennate diderenli nel tetto, con analoghe decorazioni e ab-
opinioni, nel rigettarle conclude con ri- bellimenti, al venerabileedifizioditS'^7/ic/fi
tenere, chequesto ora torio successe a quel- Sanclorum e della scala santa. A tale ef-
lo di Papa Teodoro 1, dedicato al ss. Sal- ne incaricò il valente architetto ro-
fetto
vatore e in onore di s. Sebasliauo. Nella mano cav. Giovanni Azzurri professore
SCA SCA 83
di architelliira pratica dell'insigne e pon- denti alla loggia scoperta di recente co-
tificia accatlemia di s.Luca, perchè vieppiìi struzione,superate le difficoltà che presen-

nobilitasse un santuarioe monumento ce- rampanti delle 5 scale, me-


ta va no le voi te

leberrimo di ecclesiastica antichità, e nel diante degli archi basati sui muri divisorii
quale si riuniscono tante memorie augu- delle medesime scale. Tutte questestanze
ste di nostra religione e del celeste suo si riuniranno poi e si porranno in comuni-

fondatore. Oltre a ciò il Papa con oppor* cazione colla casa che va ad edificarsi. Ri-
limo provvedimento, destinando alla cu- porta il n.° 'j5 del Giornale di Roma del
stodia del santuario e della scala santa gli i853. « Da tempi antichissimi romani i

edificanti religiosi Passionìsti (F.)^ com- Pontefici nel sabato in Àlbis sogliono ba-
mise per loro abitazione all'encomiatoar- gnare e consagrare ceri detti Agnus Dei
i

fondamenti d'una
chitetto, l'erezione dai lavorati dai RR. monaci della congrega-
casa claustrale, dalia parte e contigua alla zione benedettina cistcrciense, che gode
cappella di s. Silvestro I. Già sono stati di questo privilegio.L'augustaceremonia
° anno
chiusi i 5 archi di prospetto del portico suole praticarsi nel i del pontifica-
e gli altri due laterali con muri, lasciando to, equindi ripetersi in ogni settennio. Es-
a ciascuno de'y archi aperte le estremità sendo questo appunto il 7.° anno del pon-
delle parti semicircolari degli archi e ri- tificato della Santitàdi Nostro SignorePa-
parate con cristalli, così venendo intiera- pa Pio IX, sua Beatitudine nello scorso
mente difeso il portico dalle intemperie sabato (2 aprile) alle ore 8 del mattino
de'tempi a difesa del santuario e de' di- partì dal Vaticano,si recòalla cappella in-
voti visitanti. Nell'arco rispondente alla terna di Sancla Sanclorum presso s. Gio.
scala santa, e nei due che sono imme-
gli in Laterano, e vi offrì privatamente l'in-
diatamente laterali sono state formate tre cruentosagrificio (dipoi ascoltò la s. messa
porte d'ingresso, leggendosi sui loro ar- celebrata da un cappellano segreto). Ac-
chitravi queste epigrafi: Anno Domini costatosi quindi alle acque benedette an-
i853 Piiu IX Pontifex Maximus In- ticipatamente da mg.'' sagrista, v'infuse
slaurmnl Pe^^a/.Già colle riparazioni dei balsamo e crisma; recitò le orazioni pre-
tetti è stato rimosso il grave danno cagio- scritte, ed assunto un grembiale, e presa
nato ai muri e alle pitture; già sono state una cucchiaia, incominciò il bagno. Mg.'^
rinnovate le due scale di travertino, late- Macioti arcivescovo di Colossi elemosinie-
rali alla scala santa ; e già si sono inco- re coadiutore, emg.^ Castellani dell'ordi-
minciate le escavazioni de'fondamenti per ne romitano di s.Àgostino sagrista, unita-
la casa religiosa de'passionisti, che ne sa- mente a due abbati cistcrciensi, gli reca-
ranno i custodi, e quando prenderanno vano gli Agnus Dei, la Sanfità sua l'im-
in cura tutto il santuario cesserà di esi- mergeva, ed estraendoli li consegnava ai

stere il collegio Sistino col suo preposto, monaci cistcrciensi, i quali li collocavano
ed i due terziari francescani eremiti cu- su tavole appositamente preparate eguar-
stodi delle scale sante. A taleeffettoilduca bianchissimi lini. LaSantità suane
iiite di

d. Lorenzo Sforza- Cesarini ha rinunziato bagnò una quantità considerevole, poscia


liberamente nelle mani del Pontefice il incombenzò prelodati abbati di bagnare
i

padronato di sua nobilissima famiglia, sul- i rimanenti (funzione che compirono nel
la nomina degli ecclesiastici di detto col- loro non lontano monastero di s. Croce
legio. Per detta casa religiosa, delle tre io Gerusalemme), benedigli astanti, par-
grandi cameresovrastanti il portico, sono tì e ritornò al Vaticano". Inoltreaggiun-
stateformaleS camere dalla parte del pro- gerò,che in tale giorno per la prima vol-

spetto esterno, ed altrettante da quella di ta fu posto innanzi 1' altare del santua-
dietro,divise da un corridore e corrispon- rio il paliotlodi lama d'oro e ricamalo^
84 se A se A
tionodel Papa, il quale prima di partire santo, veslilo di dalmatica calla presenza

die a baciare un reliquiario colia s. Spi« del Papa nel Laterano, e talvolta si fa-

na e olire reliquie, a quelli che avea am- ceva dai Papi medesimi che poi si riser-

messi nel santuario. A vendodi sopra det- varono la funzione in uno alla loro distri-
to delle sagre ceremonie eseguile da'Pa- buzione, togliendo alle chiese la facoltà
pi nell'oratorio di Sancta Sanctorum^ o- di distribuire le particelle del cereo Pa-

ra die vi si è fatta la narrata, mi sia per- squale foggiate a somiglianza d'agnelli (di
messo qui a compimento un breve riepi- questi trattai a Pallio, Pasqua, Pastore),
logo di quanto ho pubblicalo sugli /égniis senza la quale immagine tullora tali par-
Dei di cera lenedellì (^.), anche nel voi. ticelle si distribuiscono inMalta nella chie-
]X, p. 35 sulla loro benedizione, quindi sa di s. Giovanni dell'ordine gerosolimi-
sulla loro distribuzione nel sabato in Al- tano. Quando la funzione nella basilica
bis, ed in tulli gli articoli relativi, anche Lateranense la faceva l'arcidiacono nel sa-
per essere funzioni per molli secoli ese- bato santo, egli forideva le cere in un vaso
guite nel Laterano. L'origine e antichità mondo, vi mescolava l'olio, quindi forma-
degli Agnus Dei di cera benedetti, che si va gli Agnus Dei da distribuirsi nell'S.'
vogliono sostituiti alla Superstizione [V .) di Pasqua, dopo la messa e la comunione

degli amuleti de'gentili, è tuttora avvolta del popolo. Nel secolo XI l'all'arcidiacono
nelle tenebre. Nullameno non mancano fu sostituito l'accolito alla formazione de-
scrittori che alfermano, l'uso di benedire gli Agnus Dei; l'arcidiacono solo vi me-
gli Agnus Dei di cera introdotto ne'lempi scolava oltre ['Olio anche il Crisma ari'
vicini aquelli degli apostoli. lIMolano di- notino di Pasqua, coi\\\rì\\Bi\òo^\ a farla
ce che nell'epoca di Costantino I il Gran- funzione nel sabato santo e in s. Gio. in
É?c,già erano in uso tali cere nella chiesa Lalerano, distribuendoli il Papa. Verso
romana pare indubitato che nel secolo
: il fine di detto secolo gli Agnus Dei si fe-

IV (nel quale sembra introdotta la cera cero avanti all'altare di s. Pietro dagli ac-
come dissi a Lume, il cui più antico ali- coliti pontificii, e nel tempo del pranzo
mento è l'Olio) o almeno nel V già si co- de! Papa nel palazzo Lateranense, a lui
stumava di benedire e distribuire queste si presentavano acciò li distribuisse a'suoi
sagre cere. Anticamente forma vansi col C<?- cappellani e famigliari, ed impiegandovisi
reo Pasquale (/'.) che Papa s. Zosimo nel IO libbre di cera. Pietro Mallio nell'Or-
417 sembra di essere stato l'autore non dine romano XI dice Iteni Douiinus
: Pa-
di sua benedizione che già esisteva, e pare pa deceni libras ccrae prò Agnis in s.

pure in uno a\VExulltl(F.)\i\noo Pre- Laurentio de Palatio, ossia l'oratorio di


conio, ma della concessione di benedirlo Sancta Sanctorwn. Questa cera pare che
alle città, oltre Roma ove si benediceva fosse dovuta al Papa come oblazione, e
anteriormente, ed alle parrocchie; essen- forse sarà slata oflerta in tale oratorio. Nel
do inoltre la benedizione iìe^W Agnus Dei voi. LV, p. 4^ parlai come i cardinali ve-
anteriore a quella del cereo. Che col Lu- stivano al pranzo pontificio, per la bene-
men Christi, acceso colle lampade di i^tìt/i- dizione degli Agnus Dei. Nel secolo XIV
cia Sanctornm, si formarono croci di cera il Papa già stabilmente faceva la distribu-
benedetta (delle quali parlai eziandio a zione degli Agnus Dei nella basilica La-
Candela), lo dichiarai ne'vol. VI 1 1,p. 3 1 teranense nel sabato inAlbis,a'ì vescovi,
e 3 19, XXV, p. 180 e altrove. Dilferenli preti, e diaconi cardinali in paramenti, ba-
ftn ono i riti praticali per gli Agnus Dei ciando essi il ginocchio del Papa, dopo i

dal secolo V fino a noi. Ne'primi eseguili quali si davano ai re se vi erano, ed agli
dalla chiesa ronìana, la benedizione si fa- alui, tutti questi baciando il piede del Pa-
ceva dair arcidiacono di essa nel subalo pa nel riceverli. Dopo la messa tornalo
sex SCA , 83
il Papa al palazzo Lateranense, ivi ese- nisce Tuinzio di segreto maestro di casu
guiva la Jisti'ìbuzione ai suoi cappellani del Papa, riscuotendo la Rendita eccle-
€ lacuiglian cle'medesimi Agnus Dei. Ì!{e\ siastica [T.) e sovrana pel mantenimento
declinar dello stesso secolo XI V all'acco- e propria del Papa, provvedendo quanto
lito fu surrogalo il sagrista^ nel fare e be- occorre alla sua sagra persona, ed eseguen-
nedir gli Jgiius Deiy dispensandoli Ur- do quelle privale commissioni che riceve
bano VI in s. Maria in Traslevere, per dal medesimo Pontefice. Dappoiché è or-
abitare il palazzo contiguo alla basilica. dinaria consuetudine, che il cardinale e-
Nel secolo XV il Papa non delegava il sa- levato al pontificato per lo più suole no-
crista, egli slesso eseguiva la benedizione, minare scalco segreto il suo maestro di
die avea luogo però nel giovedì santo, il casa o agente di all'ari. Gode decente abi-
che si continuò a praticare nel heguenle tazione nel palazzo apostolico, V uso del
secolo ogni setlennio,rincbè Paolo li come frullone palatino, ed il mensile onorario

Urbano Vie altri suoi predecessori, ri- di scudi 5o,ed alcune propine come nella
pristinò la benedizione fi a l'B/ di Pasqua, canonizzazione. Prima avea la cosi detta
e la distribuzione nel sabato in Albis^os- parte di palazzo^ di pane, vino e altro,
servata sinoa'noslri giorni, e praticata dal che dichiarai in più luoghi e nel voi. L,
Papa che regna 1847. Clemente Vilinel p. 2o5. Nella distribuzione delle medaglie
die la gli Agnus Dei ai
cura di formare d'argento ne riceve due dal prelato mae-
Cisltrciensi Foglianti (^.), ciò che con- stro di camera, e fino al declinar del se-
fermarono Leone X 1 e Paolo V, eseguen- colo passato n'ebbe pure due d'oro. Usail
dola tuttora cistcrciensi, a cui si unirono
i completo abilodi mantellone paoDazzo,e
i foglianti nel 1802. Gregorio XVI a*22 la cappa rossa con pelli d'armellino,come

aprile! 842, dopo cioè il sabato in A Ibis i delti camerieri segreti e come gli aiu-
che cadde a' 2 aprdc (perchè la benedi-
1 tanti di camera, co'quali siede nelle cap-
zione degli y^g'/if^òZ^e/, oltre ogni settennio pelle pontificie, se c'interviene. Nella Tie-
si fa a beneplacito de'Papi, e straordina- Lazione della corte di Ronia^ del Luna-
riamente pure quanto al Consuelo tempo), doro accresciuta da Zaccaria, si legge nel-
si recò a benedirli nella sala grande pian- 2o3,che tutte le volte che il
la par. i.^p.
terrena del chiostro delta basilica e mo- Papa celebra solennemente, lo scalco se-
nastero cistcrciense di s. Croce in Geru- greto fa parte di quelli che si recano al
saleomie, a tale efletto decorosamente re- trono per la Lavanda delle mani (^.).
staurata. Per altre nozioni si può leggere: Riferisce Cancellieri, Descrizione de' fon-
Notizie storico morali sopra gli Agnus tifìcali paragr. V, che lo scalco segreto di
DeijiW d. A mbrogioCeresole cistcrciense, sua Santità,in abito rosso e cappuccio, ac-
Koma i 845. compagna quelli che si portano dal Papa
SCALCO SEGRETO DEL Papa, (ntimocu- per lavanda delle mani. Trovo nel Dia-
la

biculano pontificio, appartenente alla no- rio mss. del maestro di ceremonie di Cle-
bile famiglia palatina. Questo onorevole mente XI Cassina, che nella benedizione
ufljzio bi conferiscea beneplacito del Papa che feceil Papa degli Agnus Dei nel 1707,

ad un ovvero ad un ecclesiastico
secolare, vi assisterono li due camerieri segreti di
e allora ha Monsignore. An-
il titolo di servigio, e lo scalco segreto con le vesti e
ticamente era pure quasi sempre Came- cappucci rossi. Qualche volta intervenne
riere segreto partecipante (f'^.)', sotto Pio alla cavalcata del possesso de'Papi, come
Yl de Bussolanti (/^.)del
fu della classe dirò con Cancelleri parlando di molti scal-
Papa. Soprintende alla cura di quanto ri- ad altre funzioni palatine,
chi segreti, e
guarda la mensa pontifìcia domestica, vi che poi accennerò con l'autorità de'Z^/Vz/t
assiste a piacere del Papa; e talora riu- di Romaj e de' ruoli palatini da me letti ;
86 SCA SCA
ma in altre opere stampate o scritte, non particolarità ed erudizieni. Feci menzio-
mi riuscì trovare altre testimonianze oltre ne degli antichi uffizi del ISotnenclatore e
le ricordale : forse saranno stati compresi del Saccellario{F.)^Q}[ie invitavanoquelU
o Ira* camerieri segreti, che molte volte che il Papa ammetteva nelle solennità al-
lo furono,o tra' Cubiculari (F'.)^ vocabolo la sua mensa ; e del notaro del Vicedo-
generico col quale gli scrittori indicarono mino (F.) che invitava alla di lui tavola
gl'intimi e particolari domestici famiglia- commensali. Parlai de' dapiferi del
altri
ri de'Papi. Anticamente presiedeva alle Papa e della s. Sede, e de'paraceilari che
provvisioni e spese dellamensa pontifìcia distribuivanoa'/'oi^en(/^.) gli avanzi del-
ilMaestro del sagro Ospizio ( V,)^ ed a vea la mensa papale. Notai ch'eranvi pure i

perciò particolarmente addetto un chie- Subpulmentari, persone nobili che ser-


rico. Incombeva pure ad esso il vegliare, vivano il Papa a tavola; che i Subpul-
che nelle officine palatine non si ammet- mentari come i Paracellari dispensava-
tessero persone estranee. Nel tempo che noa'poveri i resti della pontifìcia mensa:
desinava o cenava il Papa, faceva chiu- pare che Dapiferi fossero preposti an-
i

dere le porte del palazzo apostolico, e po- che alla cura de'cibi. Che sotto Adriano I
neva le chiavi sulla mensa. Assisteva il del 772 si chiamava Paracellarium la
Papa finché durava la mensa, e presiede- dispensa pontificia; e de' paracellari di-
va all'assaggio delle vivande e delle be- spensieri feci eziandio menzione nel voi.
Taiide prima che si presentassero alla ta- XXr, p. i58. Che l'acqua ne'pranzi so-
vola pontificia, ciò che dicevasi probae. lenni la versa sulle mani del Papa il ca-
Osserva Renazzi,7Vb//z;/e degli antichi Vi- meriere segreto partecipante coppiere, ov-
cedonnni p. 20, che alle molte incomben- vero un cardinale,il maggiordomo,il mae-
ze di tali ministri era succeduto il mae- stro di camera, o un principe, ed antica-
stro del sagro ospizio, e le cui attribuzioni mente sovrani, comenotai anche nel voi.
i

uno riunite nel Maggiordomo (F.),


poi fui XXXVII, p. 188. Inoltre a Pranzo di-
coadiuvalo dal Foriere maggiore e dal chiarai chei medesimi sovrani ne' solen-
Maestro di casa de* sagri palazzi aposto- ni conviti servivano al Papa le due prime
lici (P\)j che è antichissimo e assai noto vivande, indi si ponevanoa mensa coi car-
il costume, che alle persone elevate, la cui dinali; nell'altro pur citato articolo Mae-
\ita è sommamente preziosa e interessan- stro DI CASA, enumerai le attribuzioni
te,qualiappunto sono sovrani, non si ap- i che questo uffiziale maggiore palatino, a-
prestasse cibo o bevanda alcuna, se prima vea sulla mensa pontifìcia e lavanda delle
dall'uffiziale a ciò destinato, che presso i mani del Papa come sui pranzi e cene
,

latini e gl'imperatori romani chiaraavasi che prima quotidianamentes'imbandiva-


Praegustator^ non se ne fosse premesso no nel palazzo apostolico ai famigliari pon-
il saggio, onde col mezzo di tal diligen- tificii e altri. A Pranzo ed a Mazzieri del

za si togliesse ogni sospetto d'insidie na- Papa (F,) dissi che due di questi colle
scoste. Talvolta il coppiere eseguì in tem- mazze accompagnavano ne'pranzi solenni
pi a noi meno lontani la pregustazione lo scalco e il coppiere, ed altrettanto pra-
del vino e dell' acqua che dovea bere il ticavano ne'primi 9 giorni del pontificato
Papa. Ne'ponlifìcali il Sagrista (F.) con- del nuovo Papa. Ciò lo confermo col p,
suma primadel Papa l'ostie che (leve con- Bonanni, La Gerarchia ecclesiastica p.
sagrare, e fa la pregustazione dell'acqua 45 1 , ove dice due mazzieri accom pagna-
:

e del vino. All'articolo Pranzo trattai an- no mg.*' scalco e mg.** coppiere con la maz-
cora di quelli domestici, e di quelli pub- za in ispalla, quando il Papa mangia in
blici e solenni de'Papi, e come ebbero ed pubblico. L'opera la pubblicò neli72o,
Jiauno luogo, insieme a tutte le relative mentre lo scalco di Clemente XI eraec^
SCà se A 87
clesiastico. Inoltre a Pranzo nel riportare stolico due porzioni di pane e vino, e l'uso
tutte le nozioni, eziandio sugli odierni sì- d'un cavallo. Ebbe nella sua coronazione
stemi riguardanti la naensa privata e pub- per vestiario : panno rosato o paonazzo,
blica del Papa, dissi ancora chesealiasua canne 4 e palmi 2, velluto nero 3 canne,
mensa si ammettonocardinali, prelati, per- raso cremesino una canna e 2 palmi. Nel
sonaggi laici e gl'intimi cubiculari del ce- i56o quello di Pio IV era il i.° degli
to nobile, in questi pranzi lo scalco e il officiali minori palatini. Nel 562 quello 1

coppiere prestano qualche assistenza in di detto Papa era prima del credenziere,
principio a piacere del Papa, presentan- del bottigliere e del soprastante ai cuochi,
do il 1° la minestra, il 2.** versando del ed altrettanto trovo ne'ruoli di Sisto V,
vino nel bicchiere, indi il Papa li fa assi- Clemente Vili e altri Papi si può vedere :

dere a mensa, ed in tutto il resto per la Famiglia pontificia. Devesa persi, che pri-
sua sola sagra persona serve l'aiutante di ma lo spenditore segreto del Papa acqui-
camera in lutto come ne'pranzi domestici. stava tutto ciò che serviva alla mensa del
JVe'pranzi poi solenni, il coppiereeloscal* Papa,e per ultimo così faceva quello diPio
co prestano particolare servigio alla per- VII: ora spende lo stesso cuoco, e lo scalco
sona del Papa, in tutto il tempo che dura segreto lo reintegra. Io e il Bultrini facem-
la mensa, coadiuvati dall'aiutante di ca- mo parte delle spese particolari, dispen-
mera, il quale è assistito dai famigliari sammo elemosine, regalie, raancie e altro.
pontifìcii detti impropriamente Scopato- Nel ruolo di Pio lì del 1460, che riportai
ri segreti (/^.). I Papi oltre loscalco segre- nel voi. XXIII, 55, leggo registratoli
p.
to, per le spese private e altre particolari provveditorede'viveripel palazzo aposto-^
incombenze che piace loro commettergli, lieo, ed altro provvisioniere delle vettova*
hanno l'altro intimo famigliare chiamato ambedue nobili personaggi. Antica-
glie,

Spenditore segreto, il quale eziandio eser- mente, come poi dirò, anche cardinali i

cita l'uffizio a vita del Papa, gode l'abi- avevano lo scalco, ed eziandio lo spendi-
tazione nel palazzo apostolico, l'onorario tore. A Famiglia de' cardijtali e prelati
di scudi 3o mensili, il compenso di scudi parlai pure de'loro coppieri, scalchi, cre-
5o pel vestiario, ed una propina quando denzieri e cuochi, e de'sodalizi di questi
i cardinali ricevono il cappello cardina- ultimi, ciò che ricordai nel voi. LV,p. 43-
lizio, la dispensa di cera nella loro morte, Le prime memorie dello Pa- scalco del
edaltri emolumenti. Rice ve le candele, pal- pa e di quelli del palazzo apostolico, de-
me ed Agnus Dei benedetti, e due me- vono essere certamente fra'nominati nei
daglie d'argento nelle dispense, una delle ruoli di Nicolò III del 1277 e di Pio li

quali prima di Pio VII era d'oro. Anti- deli46o, che riprodussi nel XXllI, voi.
camente eravi ancora il sotlo-spenditore p. 4o e 54: nelle seguenti pagine pub-
segreto del Papa. Pio FUI (/^.) conferì blicai diversi ruoli di tutti i famigliari pon-
questo incarico al suor.° aiutante di ca- tificii, e quindi vi sono compresi gli scal-

mera CandidoBultrini.GregorioXVI ap- chi segreti, gli scalchi palatini e gli speu-
pena eletto, dopo avermi dichiarato suo ditori. Nel ruolo di Nicolò HI si le"£ce:
I ." aiutante di camera, da mg.'^ maggior- Coquina parva ^ et magna: archicoqusj
domo mi fece scrivere biglietto di nomi- magìsterNicolaas supracoqus. Appren-
na di spenditore segreto di NostroSignore. do da Cancellieri ne Possessi p. 60, che
11 regnante Pio IX elesse suo spenditore in quello del i5o3 di Giulio II, nel so-
segreto Pietro Baladelli, ch'era suo mi- lenne convito: Magister donius,et Ma-
nistro nel vescovato d'Iraola.Lessine'ruo* gisier aidae, siveScalcus, bacidiim in ma-
li di Paolo 1 V del 1 555 che lo spenditore nibus tenentes in habitii statiti suo con-
segreto del Papa riceve dal palazzo ape- decenti deducimi Procurato res ferculo-
88 S C 4 se A
rum coopcrtorutn ad Papam tantum, a- cameriere segreto co' suoi compagni, in
liis vero detecta, et simUiter vinum. Dal vesti paonazze e cappe rosse. Lunadoro

suddetto ruolo di Paolo IV ricavai, die nell'edizione che pubblicò sotto Innocen-
lo scalco segreto ricevè per la sua coro- zo X, avverte che il Papa non dava mai
nazione a titolo del vestiario: saia rosala il titolo di scalco, coppiere, maestro di ca-

o paonazza, canne due e palmi 4j l'ascia sa, ma di sotto scalco ^ sotto coppiere, sot'
paonazza con pelo, canne due e un pal- to maestro di casa. Narrando poi le fun-
mo raso leonato, canne 4 e due palmi ;
;
zioni della coronazione d' Innocenzo X,
damasco rosso per le mostre grandi, una dice che dopo l'ora di terza e dopo lette

canna e quattro palmi;ormesinopaonaz- le orazioni per la preparazione della mes-


zo per le medesime mostre piccole, due sa, si lavò le mani, porgendogli l'acqua il

palmi. Il Maestro di camera di Pio IV i.°conservatore la prima volta, la 2.'' nel-


dell 559 era anche scalco segreto, come la messa d. Camillo generale di s. Chiesa
notai nella serie di qiie'prelati. Fare dun- suo nipote, la Z.^ volta l'ambasciatore di
que che l'ufiìzio di scalco non fosse allora Francia, la 4-^ quello dell'imperatore du-
più unitoal maestro di camera, come sotto ca Savelli, tutti con velo pendente dalie
Giulio II. Nel ruolo fatto per s. Pio V ap- spalle, e aiutali dalduca Conti maestro
pena eletto nel 566, trovo registrati: D.
1 San-
de'sagri ospizi, e dallo scalco di sua
Francesco Brinoso, scalco segreto confer- tità, con due mazzieri e maestro di ce-

mato. M.Matteo daFoligno coppiere. M. remonie avanti. Alessandro VII neh 655
Domenico Fanciullo primo aiutante di tra' suoi cinque camerieri segreti com-

camera: due aiutanti di camera di Piq


i prese lo scalco segreto cav. Angelo Cia-
IV confermati, e nel 156^ furono nove ia suo zio per canto materno, già cop-

e dieci, chiamati sotto camerariL huÓQ' piere nel cardinalato, mentre il maestro
vico Ceruso, spendi tore segreto, confer- di camera di esso lo fece coppiere, sicco-
mato. Giovanni cuoco segreto, confer- me registrai nel voi. XXI 11, p. 83 e 84.
niato. Nel 585 Sisto V dopo la sua ele-
1 Dice il Cartari, La Rosa d'oro p.
58, che 1

zione nominò Antonio Maria Galli (r''.)^ ilCiaia fu poi fatto priore gerosolimita-
ch'era slato segretario nel cardinalato, a no d'Irlanda, e quando Alessandro VII
fiuo scalco segreto e tesoriere privalo, del mandò la Rosa d' oro [F.) a Siena sua
quale uffizio parlai a Cameriefii del Pa- patria dal cameriere segreto e guardaro-
pa, ed a Famiglia pontificia, e fra le sue ba mg.^Bonzi, questi fu alloggiato dal cav.
incombenze distribuiva i donativi e le e- Ciaia scalco di sua Santità. Nella relazione
lemosine il Papa ben presto lo fece ca-
: del possesso diClementelXdeli 667 Ira 'ca-
nonico Valicano, vescovo e cardinale. Nel merieri segreti cavalcò mg.^Paolo Strada
ruolo di Sisto V, dopo il maestro di ca- che lo era,e scalco del Papa,cx.n abiti rossi

mera è registralo 2." cameriere segreto e pelliccie d'armellino. In quello diil 1670
lo scalco: questo era pure cameriere se- di Clemente X incedette a cavallo il ca-
greto in tempo di Paolo V nel i6o5, e meriere segreto e scalco mg.** Gentile di
di Urbano Vili deli 62 3: nota il Piazza Camerino, riportato pure dai ruoli pala-
nella Gerarchia cardinalizia p. 1 08, che tini: il Papa gli die due odici capitolini,

Giovanni Degli Etlelli fu scalco segreto cioè il commissariato dell'acqua Maria-


d'Urbano Vili e canonico Valicano, il na o Marrana, e quello di depositario delle
quale eresse l'altare del ss. Salvatore pa- porzioni, soppressi poi nel 1679 ^^ Inno-
dronato di sua famiglia, nella collegiata cenzo XI con chirografo. Nicola sembra
di Castel Nuovo nella diocesi di Porto. Nel che sia stato anche aiutante di camera del
possesso che Innocenzo X prese nel 1
644> Papa, almeno nel cardinalato, per quan-
cavalcò tug.r Fiaacesco Sacchelli scalco e to dichiarai nella biografìa del cardii^al
SGA se A 89
Antonio Gentili suo figlio; non pare ni- alto con ricca coltre, ardendo intorno 3o
pole. Innocenzo XI ebbe lo scalco came- ceri e 4 lorcie, e restando sepolto nella
riere segreto; il successore A lessandroVI 1 sepoltura da medesimo falla costruire.
lui

nel 1 689 nominòa cameriere segreto mg.r 11 tutto riportano in.i 801 7e8o2 5del£^/a-

Giuseppe Tempeslini romano. Nella lista rio di /i*ow/rt 1768-69. A Pranzo, nel de»
delle regalie e vesti pagale per ciascuno scrivere quello solenne dato da Clemente
cle'5 santi canonizzati da Alessandro Vili XIII nel 1758 per la consagrazione del
leggo perle vesti dati scudi 5oalloscalco, cardinal York, rimarcai che il Papa dalla
e scudi 120 5 aiutanti di camera del
ai sua tavola mandò a quella de' cardinali
Papa, oltre scudi 3o per le regalie: di- pel suo scalco segreto e accompagnalo dal
minuiti questi emolumenti, ne'5santi ca- coppiere, un bacile di sturione e altro di
nonizzati da Gregorio XVIj gii aiutanti di fagiani portali dai bussolanti, quali i som-
camera riceverono 5o scudi, e lo scalco ministravano le vivande trinciate. Cle-
segreto mi pare altrettanto, e per tutti mente XIII nel 1760 benedì nella chiesa
i detti santi. Nel ruolo di Clemente XI di Castel Gandolfo una campana, serven-
Io scalco era tra' camerieri segreti, e fu dolo da diacono e da suddiacono nì^S
annoverato ne' privilegi dal Papa con- Fantini cameriere e scalco segreto, e Mal-
cessi a' suoi cubiculari. Nel possesso del ici gtjardaroba e cameriere segreto. Pio

1721 d'Innocenzo Xlli, mg.^* Olinipio VI nel 775 ebbe a scalco segreto e della
1

Emiliani (non Milani come pubblicò il foresteria. Salvatore Tamberlichi busso-


Diario dì Roma, quando fu nominalo) lante, e Girolamo Taniberlichi spendilo-^
scalco e cameriere segreto, cavalcò fra re segreto, figli o parenti di Giuseppesuo

questi con vesti rosseecappucci. Nel pon- aiutante di camera. Il maestro di casa par*

tificato diClemente XH fu scalco segre- ticolare Antonio Fraltini (padre di Viu-»


to mg.*' Angelo Belli da Camerino e ca- cenzo che lo era del s. Palazzo), non fa
nonico di s. Lorenzo in Damaso: ne'ruoli scalco, ed è registrato ne'ruoli senza ono-
palatini, come nelle Notizie di Roma j fu rario palatino. Pio VII eletto nel 1800
regislrato presso camerieri segreti secola-
i non teime lo scalco segreto, e nominò bus-
ri partecipanti; avea però titolo di mon-
il solante e scalco della foresteria il suo cuo-
signoic e scudi ^5 come came-
mensili i co segreto Sante Targhini; mg.^'Gio. So-
rieri segreti. BenedettoXlV nominò scal- glia ora cardinale,suo cappellano segreto,
co segreto mg.*^ Antonio Presi bolognese gli faceva da maestro di casa particolare.,
e suo concittadino, registrandosi nelle No- Divenuto Papa nel 1823 Leone Xll fece
tizie di Roma per ultimo cameriere se- scalco segreto Agostino Viviani secolare,
greto partecipante, e primo di quelli di ch'era il maeslro di casa nel cardinalato,
onore. A Maestro di casa db' sagri pa- e continuò ad esserlo particolare nel pon-
lazzi APOSTOLICI, narrai che nel 1
749 ^®* tificato. Pio Vili nominò nel 1829 scalco
iiedelto XIV gli conferì tale carica. Elet- segrelo ilcav. Gioacchino Spagna roma-
loClemente XII I nel i 758 scelse per iscal- no che lo avea assistilo nel cardinalato co-
coecamerieresegrelo mg.» Pasquale Fan- me maeslro di casa, e proseguì dopo nel
tini di Treviso, restando mg.r Presi mae- papato, da Gregorio XVI e nel 83 1 i fatto
stro di casa, e prò- scalco senza emolumen- coadiutore del maestro di casa de' palazzi
to: nel detto articolo dissi che fu sepolto apostolici, e lo divenne eifeltivo nel 1 834-
in s. M.* in Trastevere di cui era cano- Gregorio XVI avendo preso da cardinale
nico, e cosa lasciò al capitolo. Ne'funerali nell'agosto i83o per maestro di casa il
celebrati in quella basilica, dal defunto sacerdote d. Giacomo Volpicelli di Segni,
arricchita con nobili utensili sagri, fu il divenuto Papa a'2 febbraio! 83 1, lo di«»
cadavere esposto sopra un ietto alquanto chiaro scalco segreto con titolo di mou-
go SC A. SCA
signore, proseguì ad assisterlo come mae- senza e autorità ordinasse il convito con

stro di cosa particolare, e fu dallo slesso modestia e quiete, e questo si chiamò Ar-
Papa fatto beneficiato Vaticano e mae» chitriclino. E che non altro fosse l'im-

Siro delle ceremonie Nel giu-


pontificie. piego del seniscalco, si ricava dalla lingua
gno 1846 elevato il regnante Pio IX al italiana, perchè questa parola fu mutata
pontificato, Benedetto Filippani romano, in SenescalchnSj e poscia in Italia divenne
già suo spedizioniere e agente di affari ,
Scalco jdì cui consiste il ministero, in trin-
fu eletto suo scalco segreto, onde 1' assi- ciare alla tavola de'principi, ed in fare il

ste anche come maestro di casa partico- saggio. Nel Dizionario delle origini, si de-
lare. Benemerito per quanto indicai nel finisce il vocabolo Siniscalco, maggiordo-
Tol. Llll,p. 2o3,il Papa Io ha creato ca- mo o maestro di casa, e anche talora que-
valiere e fatto coadiutore del depositario gli che ha cura della mensa e la imban-
generale de' vacabili. Ora passerò a dire disce. Nel secolo XIII il siniscalco in Italia
qualche cenno generico sullo scalco, su e massime in Toscana, era ancora titolo
quello degl'imperatori, de'cardinali e del che si da va a chi imbandi va la mensa, com-
palazzoaposlolico, anche con altre nozio- parendo ne'banchetli collegonnelleecol-
ni analoghe al riportato. ìa vivanda. Fu poi titolo di onore attac-

Scalco, Scalcus, Prae^itstalor^ Archi- cato a particolare uffizio nellecorti,e veg-


Irìclinns, Slruclor. Quegli che ordina il gonsi talvolta nominati ne'monumentian-
Convito (F.), e mette in tavola le vivan- lichi i siniscalchi, co'viscontieco'gastaldi.

de, e anche quegli che le trincia. Mura- JnFirenzefugransiniscalcoNicola Accia-


tori nelle Dissertazioni, dissert. 4-' de- il quale comandò le truppe,ed ebbe
inoli,

gli uffizi della corte, narra che nella leg- grandissimo potere. S'introdusse poi l'u-
ge A lemannica e nelle memorie degli an- so di chiamare siniscalchi i governatori
tichi re dei franchi , viene rammentato d'alcune provincie,e Siniscalcato si disse
l'uffizio di SeniscalcOj a cui si crede spet- la provincia che avea il governatore con
tasse la cura della casa e famiglia de'cor- quel titolo: abbiamo perciò nelle vecchie
tigiani, quasi eh' egli fosse il maestro di storie il siniscalco di Provenza, quello di
casa. In un diploma dell'imperatore Lo- Tolosa, di Napoli e dì altre parti;in Italia
dovico I deirS 1 7 s'incontra Jdalbertiun specialmente il Tesoriere fu anche detto
Seniscalcuni nostriunj ed in altro del re siniscalco. In Francia la carica di siniscal-
Pipino suo figlio, Erlaldus
è nom\xì?^\.o co, sino da Lotario dell'8 7, diventò e-
I i

gruitoris nostri Seniscaleus. Più d'uno ne reditaria ne'conti d'Angiò in que' tempi :

doveano avere re de'franchi, leggendosi


i era la primaria dignità dello stato, e riu-
in IVlarcolfo, essere il re in giudizio, cunt niva le funzioni di gran maestro del pa-
j('ferendariis,domesticiSjSeniscalcliis,cu- lazzo, del contestabile, e del conte del pa-
biciUariis. Per altro dottamente osservò lazzo medesimo. In un trattato conchiu-
il Eignon, che l'uffizio di siniscalco non so tra Luigi VI il Grosso del 1 108 e il

era diverso dai Dapiferi (F.), dal prefet- conte d'Angiò, fu stabilito che nelle ce-
to de* cuochi appellato pmcep.9 cocquo- remonie di gran solennità, allorché il re
rnni^ ossia il soprintendente ai cuochi (co- pranzava in pubblico, il conte dovea ri-
me vi h\ quellosopra fornai) o gran mae-
i nianei e seduto sino al momento che s'im-
stro delle cucine, e ìÌìxW Architriclinus de- bandiva la mensa; allora egli dovea ri-

gli antichi, i.° scalco e regolatore della cevere i piatti delle vivande per collocarli
mensa, o capo del luogo ove erano 3 Ietti sulla tavola, e dopo il pranzo doveva ri-

sui quali giacevano i convitati : fu costu- tirarsi e recarsi alla sua abitazione, mon-
me degli ebrei assegnare ne' ^tìf'2cAe«/(F.) talo su d'un cavallo di battaglia, del quale

delle no^ze un capo, acciò colla sua pre- faceva dono al cuoco del re, e questi gli
SCA SCA. 91
mandava in vece un pezzo di carne, al qua* no il coppiere, lo scalco e lo scudiere, per
le il panettiere del re aggiungeva due pie* le quali si addomanda il grado nobile. Già
coli pani con tre misure di vino. In oc- a Elettori dell' Impero ( f^.) dissi che il con-
casione di guerra il gran siniscalco dovea te Palatino (F.) era lo scalco e l'arcida-
far disporre pel re un padiglione che po- pifero che portava le vivande in tavola: il

tesse contenere loo persone. Alla parten- re di Boemia aveiì l'uffizio di gran coppie-
za dell'esercito, questo dignitario coman- re. Anche la 4S'cozm(^.) ebbe gran sini- il

dava vanguardia, e quindi nel ritorno


la scalco o gran maestro della reale famiglia,

la retroguardia. Qualunque suo giudizio gran Stwart, dignità che avendola eserci-
non poteva essere riformato : le sue de- tata la famiglia Stwart prese il titolo per
cisioni avevano il vigore di legge. In so- proprio cognome ora è gran Stwart l'e-
:

stanza il siniscalco, ora col nome di mae- rede del trono d'Inghilterra. Anticamente
stro, governatore, prefetto, e principe del l'elettore di ^^^Wertìteral'arcidapiferonei

palazzo di Francia, ora con quello di duca solenni banchetti, e pel i." portava alla
de'francesi, era ili." ufficiale della coro- mensa imperiale 4 scodelle d'argento coi
na, il I
." grado della coite; comanda va gli cibi. L'elettore di BrandcburgOjCiivdìeav-
eserciti, amministrava la giustizia e le ren- cicameriere ne'conviti solenni porgeva da
dite della casa del re. Divenuta la sua po- lavare le mani
imperatore. Notai di
al!'

tenza oggetto di gelosia ne' re di Francia, sopra che anco Papi antichi ebbero da-
i i

Filippo Augusto neli 191 abolì la di-


li piferi, come Alessandro III. L' antipapa
gnità di gran siniscalco, e ne divise le pre- Vittorio IV che insorse contro di lui nel
rogative tra il contestabile e il gran mae- i55g, nella sua corte avea il siniscalco,
stro di Francia. Il De Bue, Dell'origine onde probabilmente l'aveano pure Papi i

deir Araldica cap. io, discorre della ca- legittimi. Convien dire che fosse carica

rica di gran siniscalco di Francia, e che importante, poiché gl'ingiunse di scrivere


il gran siniscalco di Normandia era con- lettera al re di Francia Luigi VII, sulla
siderato come il giudice supremo; che in questione di sua intrusione contro Ales-
Inghilterra ve ne sono due, l'uno che ha sandro III, ciò che rilevo dal p. Tosti, ^/o-
speciale ufficio nella coronazione del re, ria della lega lombarda. In fatti nel voi.
l'altro presiede al giudizio de' pari impu- XLII, p. 2y3 parlai óe Seiiescalchi pon-
tati di capitale delitto, per cui crede che tificii, e che ì'ehhevoCe\eni\uoU\de\ I
191,
l'origine del gran siniscalco si deva pren- Innocenzo deh 198, Gregorio IX del
III

dere dalla magistratura; nondimeno di- 1227 e altri. Ne' voi. XIX, p. 3i, XXI,
chiara più probabile l'opinione, che sini- p. i6o er6i, narrai, che quando Papa il

scalco significhi tra gli ufficiali e cariche nel giorno di Pasqua da s. Pietro torna-
mense, e non
di corte, soprintendente alle va al Laterano, lo seguiva il Siniscalco
diverso dai dapiferi portanti le vivande e faceva il gettito qW Denari(F.), per im-
alla mensa reale, citando in conferma il pedire alla moltitudine d'affi>llarsi intor-

diploma ricordato da Muratori del reCar- no alPapa; inoltre dissi, chi altri poi sub-
lomannochefìorinel 768.Inquestosenso entrarono a fare tale gettito e dispensa di
egli conclude, non viene a dill'erire dalla denari. Ivi, ed a Cancelleria apostolica,
significazione attribuita a scalco, che è ap- pallai del Senescalco o custode di essa.
punto quello che ordina la tavola, la mette Nel Palazzo Apostolico {y.) anticamen-
in ordine e trincia. Fra grandi ufficiali
i te essendovi le mense pei famigliari pon-

creati nel 1 8 1 5 dall'imperatore d'Austria tificii e per la foresteria, eran vi gli scalchi
Fraocescol, pel regnolombardo- veneto, vi del tinello maggiore e del tinello minore,
è il gran siniscalco; le altre cariche uìinori significando il vocabolo tinello^ anche il

dette cslerne,come le chiama il DeBuc^so» luogo dove mangiavano i cortigiani nel*


9^ SCA SCA
le corti da' principi, e i fatnigliari nelle dinaii mangiavano con particoiari forma-
case tle'privali. A L'amigli a pontificia a- lità,narrando ciò che praticava il uìagoi-
veiicio pubblicato diversi ruoli palatini, fico cardinal Cinzio Passeri Aldohrandi-

si può vedere il numero nelle diverse epo- ni (F.) nipote di Clemente Vili di cui ,

che, degli scalcili e trincianti clieaveano era contemporaneo e famigliare ne da- :

l'ufficio di tagliar le vivande; dicendosi in rò un sunto, per memoria delta splendi-


latino^y^rwc/or l'ufficio di lrinciaiile,ey^r- dezza dell' antica corte romana. Questo
ehilndinii offìcinm la scalclieria,osia l'ar- cardinale faceva invitarci commensali dal-
te erufliciodelloscalco. Il Lunadoronel- lo scalco, ma dopo
che uno avea mangia-
Tedizione del 1646, ap. i3 dice, che nel to alla sua mensa, senz'altro invilo pote-
palazzoaposloiicoeranvi loscalcoeil trin- va andarvi liberamente sempre. La sua
ciante del s. collegio, che ambedue han» tavola era un'accademia e un seminario
lìo buona parteeprovvisione, cioè quelli di virtuosi, di dotli e di eruditi, la con-
addetti ai pranzi che i Papi facevano iui- versazione de'quali sempre istruisce e ral-
baudue ai cardinali nel palazzo apostoli- Il pranzo non era mai me-
legra lo spìrito.
co nel giovedì e venerdì santo, e la cena no ed avea luogo ancorché il car-
di 6,
laseradella vigilia di Natale, (]uestaequel' dinale pel male non v'intervenisse, ser-
li descritti ne'vol. Vlll,p. 3oi e3 i5, IX, vendosi colle slesse formalità, come vi fos-

p. io5, ed anche a Pranzo. Pio VI con se slata la sua persona. Al cardinale ver-
moto-proprio del i.° luglio I
797 abolì le sava l'acqua sulle mani il coppiere, e lo
parti di pane e vino che somuiinislrava scalco presenta va con due piallila salviet-
il palazzo apostolico. Pio VII col moto- ta per asciugarsi. Nel porsi a tavola, il Irin-
proprio de'20 novembre 800 confermò I ciante gli metteva la sedia distinta sotto,
tale abolizione, ed abolì tutti gli assegna lo scalco scopriva la posala, la quale ti-

menti iu generi che dal medesimo palaz- rava nella mano manca il trinciante, e il

zo solevano darsi ai famigliari del Papa coppiere poneva la bavarola. Ai pre-


gli

e del palazzo; quindi abolì la cantina pa - lati e altri commensali davano l'acqua al-

latina e (juella del carbone, le officine di le mani gli aiutanti di camera, e le salviet-

cucina, credenza e bottiglieria della fore- te per asciugarsi venivano presentale dai
steria, econseguentemente gli uffiziali di gentiluomini o scudieri, i quali poi servi-
esse; disponendo, che per qualche straor- vano ciascuno a mensa. Tutti stavano coi
dinaria occorrenza saranno tenuti a sup- capo coperto, tranne gli aiutanti di came-
plire a tali uffici soppressi, lo spenditore, ra; chi dava da bere si scopriva e tutti ,

cuoco, credenziere, bottigliere, ed aiutan- facevano allrettanlo quando bevea il car-


tisegreti della cucina e credenza, senza dinale, non però commensali, intanto
i

alcuna straordinaria ricognizione. Quan- che lo scalco con un piatto gli copriva la
do cardinali sono in conclave, con for-
i pietanza che avea innanzi, e dopo bevu-
jnalità portano ad essi le vivande i Dapi- to ogni volta gli presentava tra due piatti
feri {^F.). Dallo stesso Lunadoro a 3o4 p. una salvietta pulita, che ricevea da un aiu-
\iene narralo il modo come a suo tempo si tante di camera. Allo scalco toccava far
recava il pranzo ai cardinali in conclave, fare la credenza della vivanda al cuoco in
da due palafrenieri,dal mazziere con maz- cucina, e al credenziere in credenza; ed
za d'argento, e da'gentiluoraini dopo se- 2 il coppiere la faceva fare al bottigliere del
guiva lo scalco col tovagliolo sulla spalla, vino e acqua in bottiglia, ogni volla che
seguilo da due palafrenieri, ed altri por- portava da bere al cardinale. In tavola si
tando le vivande,lebotliglie,i vasi. Inoltre portava con quest'ordine prima veniva :

a p. i85 e seg. da Lunadoro pure si ap- un palafreniere colla spada, senza ferra-
pieudc il modo come anticumcnlc i cai* iuolocca|)pcllo,poi loscalco colla salvici-
SCA. SCA 93
la in ispalln, seguiva il sotto scalco colla Vj4ve Maria odi Regina Cor// gliela ri-
minestra del cardinale, di due o 3 specie; poneva in capo. Mg.r Bonifacio Va nnozzi
appresso tutti i gentiluomini o scudieri nel t. 2 delle sue £,f //ere, trattò delle buo-
portavano il resto delle vivande in tavo- ne creanze della mensa. Il Lunadoro fu
la, con ispada, cappa e cappello in testa; segretario de'memoriali e d'ambasciata,
gli altri gentiluomini in abito lungo non e perciò istruitissimo delle ceremonie del-
portavano ne servivano mai a tavola. Poi le corti. Nella biografìa del cardinal Pa*
gli aiutanti di camera in busto, discoper- teologo raccontai che morì per una leg-
ti. Il solo scalco metteva in tavola i piatti gera ferita fallagli inavvedutamente dal-
delle vivande. maestro di casa veglia-Il lo scalco. A Bussolanti notai che fino ai
va per l'ordine; il cappellano benediceva nostri giorni tra essi eranvi lo scalco della
la tavola, e faceva dopo terminata il rin- foresleiia e il trinciante; prima eranvi pu-
graziamento a Dio; il caudatario leggeva re il sotto scalco e lo spendilore.
qualche libro spirituale, finche il cardi- SCALONA o ASCALONA.Sede ve-
nale avea bevulo lai." volta, ed allorabe- scovile e titolo in parlibus solio Gerusa-
"vevano commensali un aiutante di ca-
i : lemme, di cui parlai ad Ascalona, /éxca-
mera levata la tovaglia, la poneva sopra lonen,ed a Satrapo, come già tma delle
un bacile e portava alla credenza, rice- salrapie de'fìlislei. Per morte dell'ultimo
vendola dallo scalco, al quale e al sotto- litolare, il Papa Pio IX nel concistoro di
scalco spettava lo sparecchiare la tavola, Portici del 28 settembre 1849» con ferì '^
aiutando i paggi : il coppiere levava la titolo a mg.r Ignazio de'marchesi de Bi-

bavarola al cardinale, di piti levava le po- sogno napoletano di Resina, canonicodel-


sate e la panetteria. I piatti colle vivan- la metropolitana di Napoli, elemosiniere

de erano coperti , e lo scalco le portava del cardinal arci vescovo e protonotarioa-


al trinciante, acciò le tagliasse, quindi por- poslolico.
tava al cardinale la porzione trinciata co- se ALZETTI. /^^.Penitenza ordine re-
perla, le altre e scoperte le distribuiva il ligioso.

sotto-scalco. Il cambiare i piatti al cardi- SCALZI. /^.Carmelitani scalzi, Ago-


nale incombeva al coppiere e li dava ad stiniani SCALZI, edaltriordini religiosi che
un paggio, o ad un aiutante di camera, si denominano scalzi perchè incedono coi
ovvero ad uno scudiere. Per le posate an- sandali di cuoio; cosìCarmelitanescal-
cora eranvi particolari consuetudini. Il ZE, Agostiniane SCALZE, ed altre simili mo-
cardinale cedeva la precedenza ai soli car- nache, che non usano Scarpe.
dinali, e non ad altri; neppure ad uiì ar- SCALZI. Eretici che andavano sem-
ciduca d'Austria. Terminalo il serviziodi pre a piedi nudi, e che sostenevano che
cucina lo scalco recavasi in credenza a
, non era permessa nessuna calzatura di
prender quello de'frulli, ed allora assiste- Sandali o Scarpe (^•)- Incominciarono
va alla tavola il sotto scalco, il quale do- nel iV secolo e si riprodussero cogli ana-
"vea levarci pialli dalla mensa, e lo scal- battisti, coi valdesi, cogli albigesi, coi be-
co vi poneva nuovi. La sera alla cenai guardi, coi nuovi apostolici. De'primi e-
si osservava il medesimo ordine del pran- retici scalzi parlò s. Agostino, Haeres. 68;

zo, precedendo lo scalco due palafrenie- ne trattarono pureSandero, Haeres. 7 3,


ri con torcie accese. Se mentre si stava ed il Prateolo, Discalceatoriim.
in tavola suonava 1' angelus Domini , i SCAMA o SQUAMMA. F. Squama.
commensali si scuoprivano, chi non era SCAMPI. Sede vescovile del nuovo E-
a tavola s'inginocchiava o restava in pie- piro, nella diocesi dell'I lliria orientale, si-

di secondo i tempi : il coppiere levava la tuata nell'Albania tra Lichnidae Duraz-


berretta al cardinale,e dopo la recita del- zo, eretta nel V secolo e sulfraganea di
94 SCA SCA
Durazzo. Si conoscono per vescovi, Ar- to da s. Benedetto a'suoi monaci per la

temio che sottoscrisse la lettera del con- fatica. Delloscapulare, habitus monacha'
cilio di sua provincia all'imperatore Leo- lis, traila lo Scappo, De B ir reto rubeo,
ne, sull'assassinio di s. Prolero, e Troio p. 72. A similitudine dello scapolare re-
che ne occupava la sede nel pontificalo ligioso, fu stabilito lo Scapolare di divo-

di s. Ormisda del 5i4- Oriens dir. t. 2, zione detto volgarmenle y^Z»/7mo. Negli ar-
p. 247. ticoli degli ordini religiosi e delle religio'
SCANNABECCHI DI FAGNANO se, parlai de'loro scapolari e particolari-
hkMBE^To, Cardinale. /'.Onorio II Papa. tà. F. Religioso, Religiosa.
SCAPOLARE, Scapulare. Parte del SCAPOLARE o ABITINO.Immagi-
vestito de' diversi ordini religiosi, detto ni di Gesù Nazareno, e della B. Vergme
anche Pazienza. Consiste due liste di
irt Maria del Carmine, della Concezione e
stoffa di lana o altro drappo, una delle Addolorata che si appendono al collo (co-
quali sul peflo e l'altra sul dorso o sul- me il ss. Rosario j Fedi) con due f^ttuccie
le spalle, o scapttle, dal chedeiivò il no- a guisa di piccolo Scapolare (F.), e be-
me di Scapolare^e fu detlo ancora Cap- nedette con particolari orazioni dai reli-

puccio (F.) e Cuculio, Cuculio, Cucullus^ giosi della Mercede, Trinitari, Carme li'
come notai a Cocolla. Ordinariamente taniy Ser\'i di Maria (F.)eÀ altri con in-
i religiosi professi l'usano lungo fino ai dulto de'Papi, i quali concessero a chi li

piedi, ed alcuni//Y7f/7rt/c/ più corlo. L'ab. portava e adempie le pie opere ingiunte,
Fleury ne indicò l'origine nel trattato sui indidgenzee grazie spirituali. Vi sono al-

Costumi de cristiani , n.° 54- H patriarca tri scapolari o abitini divozionali , ma i

s. Benedettodiede a'suoi religiosi uno sca- principali sono i nominati, precipuamen-


polare perii lavoro. Era molto più largo te dispensali dai ricordati ordini religiosi
e più pesante di quello usato presente- d'ambo i sessi, e dalle confraternite isti-

mente serviva, come viene indicato dal


: medesime invocazioni. Sic-
tuite sotto le
suo nome, a guarentire le spalle per so- come nella chiesa delle monache del ss.
stenere i pesi, ed a conservar la tonaca. Bambino Cesie (F.), si venera una pro-
Aveva suo cappuccio come la cocolla,
il digiosa immagine di Gesù Nazareno, così
e questi due vestiti porlavansi separata- le religiose per coltivarne e propagarne
mente; lo scapolare nelle ore di lavoro, la divozione, piamente dispensano la sua
la cocolla in chiesa e fuori di casa. In se- santa efllgie anche negli abitini o scapo-
guilo i monaci considerarono lo scapola- Ciò che fanno le monache del ss.Bam-
lari.

re come la parte la più essenziale del lo- bino Gesù, per l'adorabile Gesù Nazare-
ro abito. Il p.Bonanni, Catalogo degli or- no, lodevolmente praticano col medesi-
dini religiosi, par. 2, p. i3, nel riportare mo, oper la sua ss. Madre, altre religiose
la figura delle monache basiliane, riferi- e religiosi, pii istituti, congregazioni e so-
sce. » La veste di esse per lo più era ne- dalizi. Notorii sono gli ellelli provali da
ra, non tinta con arte, ma di colore na- quelli i quali divotamente indossano sif-

tivo. Il maforio, cioè un jo^///o angusto, fatti abitini, con mirabili prodigi operati
che volgarmenle si à\ce. scapulare o pa- dalla potenza divina, in premio della fe-
zienza, era del colore medesimo; le ma- de de'buonicristiani, veri edellicaci pre-
niche della veste coprivano le braccia, e servativi contro il peccalo, ed a preser-
quasi tulle le mani ". Il Borgia, Memorie vazione di disgrazie. La Snperstizione(F.)
1. 1, p. 3 r5, dice che la Pianeta (f\) dei pagana degl' idolatri costumò indossare
latini odierna, essendo stata a poco a po- gli Amuleti (F.), e altre Fdatterie (F.)

co ristretta e scortala, fu ridotta quasi a usate dagli ebrei, come preservativi dai
foggia dello scapolare mouaslico, ordina- Malcfizi {F.). La Chiesa condannando
se A se A 9^
questi abusi, e riprovandoli come falsi e rì- s. Maria del Carmine; e si racconta, che
clicoli,sostituì le veneìai\deImmagim(P^.) il Simone guarì molti malati con dar
b.
di Gesù Cristo, della B. Vergine, e de'san- loro lo scapolare. Edoardo I re d'Inghil-
ti; le Reliquie (F.) sn^vcjìe Medaglie be- terra, e s. Luigi IX re di Francia, si as-
nedette [P" .), gli Scapolano Abitini, nc\' sociarono alla nuova confraternita. Nel
l'intendimento lodevole e pio di destare Tol. X, p.57e inallri relativi luoghi par-
sentimenti religiosi ne'fedeli, onde meri- lai della celebre bolla detta Sabbntina
tare la divina e onnipolenla protezione. che si attribuisce a Giovanni XXII , di
I religiosi della Mercede, i Trinitari per quelle di Papi d' indulgenze e pri-
altri

promuovere la divozioneal nostro ss. Re- vilegi concessi agli ascritti alla divozione
dentorcy coll'immagine di Gesù Nazareno dello scapolare e abitino del Carmine, nel
ne formarono piccoli scapolari; come fe- quale come gli altri di questo genere la

cero i Teatini per propagare il culto al- sagra immagiiieèimpressa o ricamata; ed


l'Immacolata Concezione di Maria, Regi- in ispeciedella bolla di Paolo V, sulla gra-
na sine labe originali conceplaj ed i re- ve questione edisputa insorta, troncando
ligiosi Servi di Maria, per muovere i fe- la controversia, con rimuovere gl'invalsi
deli alla meditazione de'dolori patiti dal- abusi, e solennemente approvando que-
la B. Vergine, massime nella Passione del sta divozione,onde vieppiù si propagò per
suodivin Figlio. Pare che questo mezzo lutto il mondo, e quindi molti successori
di risvegliare omantenere la divozione la confermarono, in uno alle indulgenze;
ne* cristiani, sia derivalo dagli abitini e Launoy pubblicò una dissertazione per
scapolari de'carmelitani, per cui su que- combattere la verità di questa visione, ap-

sti qui dirò qualchecosa,oltrequantogià poggiandosi |>iincipalnìente sul silenzio


dissi a Carmelo, a Carmelo o s. Maria degli autori, i quali secondo lui avrebbe-
DEL Carmine, a Carmelitani, e ad altri re- ro dovuto parlarne. Novera fra questi
lativi articoli. Il b. Simone {F.) Stock o Tommaso Waldense, che fece l'apologia
Slosck (così chiamato per aver abitato en- de'carmelitani; ed ilp. FilippoRiboti car-
tro il piede d'un grosso albero) generale melitano, che morì nel i Sg e compose i ,

de'carmelitani, dopo il i 245 ebbe una vi- lo Speculum Ordmis Carnielitanarwu,


sione della B. Vergine, la quale gli diede oltre le Vite degli uomini illustri del suo
unoscapolare, come un segno
pro- di sua ordine. Ma e^W fu confutatoda Benedet-
Jezione speciale verso quelli che l'avesse* to XIV, De canonizat. t. 4> pa'- 2> e.
9,
ro portalo, almeno sotto l'abito, conser- p. 74 e 75; Defestis B.M. Firginis ìib.

Tando la castità del loro slato , recitalo 2,cap.6;edal p. Cosimo Villiers, Bibliot.
l'ufCziobreve della Madonna ogni gior- Carnielit. t.2,p. 753; ambedue citando
no, ovvero 7 Pater, Ave e Gloria jasle- la testimonianza di molli antichi autori
nendosi dalla carne il mercoledì, vener- carmelitani. Tulli i passi prodotti sulU
dì e sabbaio, e se impotenti recitare al- visione del b. Simone furono raccolti da
Iretlanli 7 Pater, Ave e Gloria j laonde Filippo R.iynaud x\t\ si\o Sca pula re Ma-
il b. Simone istituì la confialernila dello rianutn, OpA, 7. Ve n'ha uno del p. Pie-
Scapolare, afilue di riunire come in un tro Swaynton, che fu compagno e diret-
sol corpo , con esercizi regolati di pietà, tore del b. Simone per molli anni, e il
lutti quelli che volessero specialmente o- i.*'che scrisse la sua vita.Mosheim da ze-
iiorare la ss. Vergine. Si dice inoltre che lante protestante, sommamente prevenu-
la B. Vergijie promise al b. Siujone di to contro il culto della B. Vergine, con-
levare dal purgatorio, i\e\i° sabbato do- siderò la visione del b. Simone come una
po la loro morte, tulli quelli che fossero favola superstiziosa. Invece la sua reallà
ascritti alia fratellanza o confraternita di \enne stabilita non solo dalla bolla Sab-'
96 sex se A
Ialina i ma dall' approvazione die delle per insegna un Calice con TOstia, e cele-
confraternite del Carmine e dello Sca- bra la festa della Madonna del Carmine
polare fecero con bolle i Papi Clemente consolennissima processione. Nel pontifì-
VII, Paolo III, Gregorio XIII, Paolo V calodiClemente Vili fu eretta simile con-
e.Clemente X principalmente. Benedetto fraternita in ss. Martino e Silvestro a'Mon-
XIII eslese a tutta la Chiesa a'i6 luglio ti, con tutte le grazie e privilegi concessi

Ja festa della B. Vergine del Carmine e dai Papi alla divozione dello Scapolare
dello Scapolare Mariano. Vari autori Mariano. Iqpnfrati assunsero sacchi di co-
dotti e pii scrissero intorno a questo ar- lor lionato o tanè, con mozzelta bianca e
gomento, fra i quali si ponno consultare, cintura di cuoio nero, quindi edificarono
il p. Daniele della Vergine Maria: J^inea un decente oratorio o chiesa presso la con-
Carmeli. Il p. Gio. Feyxon de Villalbos : trada delle tre Cannelle e vi si trasferi-
His lorica -sacra el iheologico dogmatica rono, a motivo della lontananza della sud-
eiisserlatio, \n ciì\ stabilisce la realtà del- delta chiesa. Il Piazza discorrede'mento-
la visione del b. Simone Stock. Il p. Ire- vati sodalizi, anche neW Eusevologio Ro'
neo di s. Giacomo Tractalus tìieologi-
: mano, trat. 6, cap. 1 3. Innumerabiii sono
CHS de singulari Imniaculalae Virglnis poi le pie unioni della Madonna del Car-
protedione. Paolo Segeri, dir o nologià vi mine e suo Scapolare Mariano,nelle chie-
tae Simonis Stock. Daniele Papebro-
b. se dell'ordine carmelitano de'religiosi cal-
chio. De
b. Simone Stock yCommenlarius zati e scalzi, i quali benedicono gli scapo-
hrevis^ 3 maii Bolland. 653, VII,p. 790. lari, che gli ascritti debbono portare sem-
Il Piazza nelle Opere piedi Roma, trat. pre per godere de* privilegi e indulgenze
5,cap. I 2,parla delle arciconfraternite del annesse. Tanto queste pie unioni, come t

Carmine; della Chiesa di s. Grisogono che vestono il saccOjSono composti


sodalizi
(f^.)j della Chiesa de ss. Martino e SiU non solo di uomini, ma anche di donne.
vestroa' Monti[F.)j della chiesa di s. Ma- SCARA.Cittàvescovileeanlicadi Sve-
ria del Carmine alle 3 Cannelle nel rione zia, situata presso il lago Wener, ed re i

Trevi, eretta dairarciconfralernita di lai di Svezia anticamente vi fecero la loro re-


nome nel i6o5, quindi nel 1750 vi fece sidenza. Nel I 018 fu eretta la sede vesco-
aggiungere la d'Ange-
facciata co'disegni vile e dichiarata suffraganea dell'arcive-
Io Specchi il quadro dell'altare maggio-
: scovo di Brema, dipoi fu sottoposta alla
re è una delle migliori opere del cav. Ga- metropoli d'Upsula.
spare Celio. Vi si celebra la festa della SCAR AMPO MEZZAROTALoDovi-
Madonna del Carmine nella domenica fra co. Cardinale. V. Mezzarota.
rS.' della medesima. Antichissima è l'o- SCAROGNA, Scardona. Città vesco-
rigine della confralernila del Carmine e- vile di Dalmazia, circolo a io leghe da
retla ins. Grisogono in Trastevere, sotto Zara e una da Sebenico, sulla sponda de-
iltitolo di s. Maria Mater Dei del Car- stra del Rerka che forma una cascata ma-
mine , ma essendosi abbandonata, sotto gnifica alquanto più sopra, e che le gros-
Paolo III e nel i543 nella stessa chiesa se navi possono sin là risalire : è cinta di
fuistiluita altra confraternita denominata mura, ed lia due forti. Questa città si è
del ss. SagramenlOf e di s. Maria Maler considerevolmente accresciuta pel com-
Dei del Carmine, comenoifìi descrivendo mercio colla Turchia, e vi sono stabiliti
della chiesa,la qualeconfralernila fabbri- parecchi mercanti bosniaci e serviani. An-
cò un nobile oratorio e Vi pose una di vota novera circa 7000 abitanti. Sotto roma- i

immaginedelia Madonna. 11 sodalizioac- ni Scardona era il capoluogo della pro-


compagna divotaraenteil ss. Viatico, veste vincia di Liburnia ( F.), weWIllìria, ove
sacchi bianchi, cou mozzelte lionate, ed ha ne parlai insieme ai suoi popoli, ed ai ma-
SCA SCA 97
gìstratì romani che fecero residieiiia in SCARPA, Calceus^ Calceantentnm. 11
Scardona,non che delle principali vicende calzare del piede fatto per lo più di cuoio,
politiche cui andò soggetta, le altre aven- allaparte di sopra del quale diciamo to-
dole toccate a Dalmazia e Illiria. Il p. maio, e a quella che sta sotto la pianta
Fallalo, Illyrici sacri t. r, p.i 55, parla suolo o suola. Calzare, Calceus, Caliga,
di Scardona antica e di Scardona nuo- si dice il calzamento, Calceariunij, cioè
va chiama lai/ antichissima e celebre,
: lutto quel che cuopre il piede e la gam-
edificala presso il lago di Scardona, i^c^r- ba j così scarpe, comeCalzee Sandali{f^.).
donio, li miglia lungi dal mare^ e che A Calze parlai del calceo cavo che copri-
prima fu delta Varvaria. Posterioribus va tutto il piede dal calcagno sino alla
temporibus semidiruta ciijusdam iirbecu' punta di esso, simile alla forma dell'odier-
lae curii arcula incollerà venelisjam ari' na pantofola : come pure delle cuciture
noi 5 20 disjectae speciem referebat. Ae delle tornare sul collo del piede, e de'fer-
postquam poslremwn an. 683 confinia^ \ niagli delle fibbie o legacele. A Sandali di-
riorium milìtum ope turcìs ereptafuisset^ chiarai che si compongono delle scarpe, e
a Falerio generali veneto illico restiluta^ calzari dette calze de'sandali, diesi assu-
conimunitaquej adbarbarorum insuluts mono ne' pontificali e altre funzioni sagre
depellendos minime impar \>idetur. La se- da chi ne ha l'uso o gode il privilegio, cioè
de vescovile ebbe origine ne'primi tempi il Papa, i cardinali vescovi suburbicari,

della Chiesa, quindi tornò ad avere il ve- i cardinali dell'ordine de'preti, i vescovi,
scovo nel I i26j allorché vi fu trasferita gli abbati regolari e altri ecclesiastici che
quella di Belgrado,e fatta suffraganea del* ne hanno l'indulto» Queste scarpe e cal-
l'arcivescovo ó'\ Spala Irò (^.). Sebbene zari cumulativamente sono appellati san-
poi la sede di Belgrado fu ripristinata, dali, distinguendosi quelli del Papa per
quella di Scardona continìiò a sussistere^ la maggiore ricchezza e ornati, e pel se-
finche Leone XII colla bolla Locuni B. gno della croce espressa sulle scarpe. Inol-
Petri, de'3o giugno iBaS» per la nuova tre a Sandali parlai de'Ioro misteriosi si-
circoscrizione delle diocesi di Dalmazia, gnificati. Risalendo a'tempi più antichi,
la soppresse mentre era da molti anni va- veggonsi gli uomini camminare a piedi
cante. A SEMRiyDRiA,nel parlare di questa nudi. L'uso ch'era in vigore presso gli e-
sede vescovile unita a Belgrado, riportai brei di presentare a'viaggiatori, oltre l'O-
col p. Parlato, che ne tratta nel t. 4» i ve- spìZÌo[F.) per ospitalità, l'acqua oppor-
scovi di Belgrado, dell'origine di sua se- tuna per la Lavanda de'piedi [ì^.), ci som-
de vescovile, della sua unione con Scar- ministra una prova di tale asserzione. I
dona, e di quelli avuti dopo che se ne se- greci e i romani ne'secoli più remoti a-
parò, e gli ebbe comuni con Semendria. veano e non ben cono-
la stessa pratica;
Laonde in quell'articolo riportai tutti i scendosi prima origine de'calzamenti,
la

vescovi di Scardona, non che Scar-


di o delle scarpe, si suppone che tanto pres-
dona e Belgrado, ed ancora di Scardo- so greci, quanto presso romani, il lusso
i i

««sola, oltre molte notizie civili ed eccle- e la mollezza introducessero l'uso di mu-
siastiche riguardanti Scardona. I seguenti nire i piedi di scarpe. Ma senza supporre
ultimi vescovi di Scardona, li leggo nelle il lusso e la mollezza come origini imme-
Notizie di Roma, ySS fr.VincenzoBraga-
i diate di quell'uso, potrebbe immagi- si

dinocappnccinodi Venezia, i ^754 Antonio nare, che intraprendendo quegli antichi


Becich di Buda. 1760 Domenico Pasqua- popoli lunghi viaggi, o affrettandosi nel-
ligo di Venezia. 1767 A ntonioSlefanoTre- le loro marcie militari, massime allorché
visan di Venezia» 1802 Gio. Domenico muovevansi a combattere, il camminare
Allei di Zara» specialmente nell' isole montuose della
VOL. ixli.
7
98 Se A SCA
Grecia, ed in altri luogliì scabrosi o di- \aleUi. Dissi aFASciA,comeconfascie s'in-
rupali, o anche nelle paludi e ne'paiita- treccia vano nelle gambe i calzari. Quan-
ni, cagionasse oan-
loro ferite, lacerazioni to allo sii vale, calzare di cuoio per difen-
rhe malattie a'piedi, equindi immaginas- dere la gamba dall'acqua odalfango, che
sero d'involgersi entro corleccie d'albero si, usa per lo più nel cavalcare, si preten-
o entro pelli d'animali, che si assicurava- de che l'origine come del nome si debba
no con coreggie, costume in parte tutto- a Giulio Cesare. Si narra pertanto, che
ra osservalo da diversi popoli, e quindi questi proponesse premi a chi avesse tro-
può anche ne'primi tempi intro-
essersi valo un mezzo, muniti del quale i suoi a-
dotto a poco a poco l'uso delle scarpe malisoldali potessero difendersi dall'umi-
di calzamenti di altro genere. Accordano dità, che contraevano ne'luoghi paludo-
difTalti gli eruditi, che la materia prima si.Quindi gli fu presentato un calzamen-
delle scarpe presso gli antichi furono le to, il quale gli piacque; e provandolo se
corleccie degli alberi, i giunchi che forse calzava bene, trovò ottima l'invenzione,
servirono per legarle, e il cuoio e le pelli esclamando Isti valent, isti valente don-
:

degli animali : in questo conviene anche de dicesi venne il vocabolo stivali. I cal-
il Baldovini, De caliga velerum. A riguar- zolai diRoma antica riconoscevano qual
do forma delle scarpe, questa variò
della fondatore dell* arte loro un cerio Ticino
moltissimo secondo l' indole e costumi i della Beozia. Ne'primi secoli di Roma po-
delle diverse nazioni. Le scarpe deglia- chi progressi fece l'arte del calzolaio, co-
teniesi erano di cuoio preparalo, o di pel- me pochi ne fecero le altre professioni;
li conciate. 11 colore uniformedelle scarpe più tardi però essa giunse ad un alto gra-
pergli uomini era ilnerojledonne le por- do di perfezione,allorchè leconquiste por-
tavano di diversi colori, e talvòlta le ar- tarono ilLM5^o(/^.)nella capitale del mon-
ricchivano con ornamenti d'oro, d'argen- do. Laonde negli storici di que* tempi st
to, d'avorio e persino di gemme. In Ro- trova un gran numero di nomi, applica-
ma la materia più comune delle scarpe ti a specie particolari di calzature : Pe-
era parimenti il cuoio nero concialo o pre- rones, phoecasia^ caligae, soleae, crepi-
parato. Questo genere di calzamento era daeySandalia^ec.Vev moholewpoìehol'
quello de'senalori e de' magistrati, colla teghe de' calzolai si aprirono indifferen-
differenza però che questi portavano le temente ne' vari quartieri diRoma, appog-
scarpe rosse nelle ceremonie, e più alle giati a'muride'lempli, e degli altri monu-
di tomaio che non quelle degli altri. Le menti pubblici. Più lardi peròfiuono de-
donne portavano le scarpe come gli uo- finitivamente stabilite nell' A rgileto,quar.
mini, ma le adornavano talvolta di rica- tiere che faceva partedella regioneXI. A-
mi, di piccole punteggiature d'oro a gui- lessandro Severo costituì i calzolai in cor-
sa di chiodi,e qualche volta ancora di per- porazione, e diede loro difensori o magi-
le e di gemme. Secondo Winckelmann, strati particolari. Nella Roma papale i cal-
le persone più distinte di Roma portava- zolai si costituirono in Universitàartistica
no scarpe di cuoio rosso, che veniva dal (r'.),ed elessero a protettori i ss. Crispino
regno del Ponto -.quelle scarpe si chiama- e Crispiniano. Ma s. Deodato esercitò di
vano Mitllei, ed erano talvolta ricamate cerio l'arte del calzolaio, e del quale scris-
d'oro e d'argento, ed a Gemma narrai che se s. Gregorio I ne Dialoghi, che tutlo-

Giulio Cesare e altri imperatori neador- ciòcheguadagnava ogni settimana lo por-


narono i loro calzari, di sommo pregio e tava il sabbato a s. Pietro e lodava per
valore; d'ordinario però erano di cuoio limosina a'poveri che slavano alle porte
nero, ed arrivavano sino alla metà della della basilica, ove dicesi che fu sepolto e
gamba^ il che ibrmava una specie di sli- se ne fa memoria a' io agosto. Io non in-
se A se A 99
tendo di fare un articolo completo sulle il piede, portando una scarpa tutta gio-
scarpe, ma di parlare principalmente di iellata. Scrive Eutropio, che Diocleziano
quelle degli ecclesiastici; come e in modo dopo aver presa Alessandria, fu il primo
particolare delle scarpe del Papa, de'car* a sostituire gli usi de're a quelli della re-
dinali e de' vescovi. Nondimeno, parlan- pubblica: i predecessori si erano conten-
do de'costumi delle nazioni, in molti luo- tati del Salalo (^.)j ma egli volle che si
ghi ragionai de'Ioro calza menti, così feci prostrassero avanti a lui, e fece coprire
per quelli particolari, di principi, magi- di gemme le sue vesti e lesue scaipe, non
strali e cortigiani. Egualmente negli ar- contentandosi del mantello di Porpora
ticoli degli órdini e congregazioni dissi le (A^.),ch'era il degl'impe-
solito disluitivo
singolarità umili e penitenti de'Ioro cal- ratori : porpora usati dagli
de'calzari di
zari, come di quelli che usano i sandali imperatori e dai grandi, ne parlai anche
all'apostolica, ed i zoccoli. Altrettanto di- a Sandali e Porpora, ove riportai qual-
casi delle confraternite, come quella dei che esempio di scarpe rosse, di sandali e
Sacconi in s. Teodoro di Roma, e degli calzari simili negli antichi legati aposto-
Amanti di Gesù e Maria, confrati delle i lici. Ma l'imperatore Massimino I, ad i-

quali con sandali o zoccoli visitano 7 le raitazione di Traiano, rifiutò tale osse-
chiese. A'canonici Preniostrattnsi [m'ono quio. Si possono vedere: Jos. Gar. Wie-
prescritte le scarpe rosse. Dice Torrigio, seuha ver, De idolatria imperatorum ^WW-
Grolle J^aticaney p. 74? che la scarpa al- deph. 1743. Joh. Ottlob. Brehmius, Di^
l'apostolica detta sandalo, era formata di spiUatio de pedum deosculatione impe-
una suola per la pianta del piede, ed al- raloribiis romanorum quondam praesli-
cunefìbbie di sopra la fermavano. 11 Bor- ta, Lipsiae 757. 1

gia, Memorie l. 2, p. 199, riferisce che i Il carmelitano p. Povyard nel 1807


zoccoli furono delti anche socci, in gran- pubblicò l'eruditissima Dissertazione sul'
de uso presso la povera gente ne' secoli le scarpe o sandali de' sonimi Pontefici,
XlVe XV, massimamente di villa, ne sde- sulla quale il cardinal Brancadoro, pure
gnaronli affatto i nobili delle città più col- collestampeci diede una interessante Zie^
te, riconoscendoli mollo utili a preferen- tera sull'argomento e diretta al religioso.
za di qualunquealtrocalzare a preserva- In essa loda la dissertazione che ragiona
re i piedi dall'umido.Quindi nella Cro- particolarmente delle scarpe pontificie,
nica di Novara all'anno i356, è scritto giudiziosamentedislinguendogli usi del-
che Guglielmo capitano di Novara, sen- le scarpe degli antichi romani, da quelli
tendo presa la città dai nemici, z>z Caslriim introdotti dai longobardi, per meglio di-
fiigit in zocholis;ed il Muratori avverte, stinguere la foggia delle scarpe de'primi
Disscrl. 25: Delle vesli de secoli rozzi, dei più antichi Papi, anteriori all'inva-
che in una pittura del palazzo Estense di sione de'barbari, da quella che si usò in
Ferrara fatta nel i452, è rappresentato appresso. Parla pure il p. Povyard delle
l'imperatore FedericollI con queste scar- scarpe usate da diversi antichi popoli, e
pe di legno. 11 Magri, A'bf/z/a dc'vocaholi degli autori che hanno scritto delle scar-
ecclesiastici^ articolo Zanca^ dice ch'era- pe degli ebrei e de' romani e altre nazio-
no una sorte di scarpe preziose e di ripu- ni, che in buon numero riportai a Saiì-
tazione che usavano gl'imperatori greci, D ALI, aggiungendo che Lipsioflf/cye^ec^/»
ornate con gemmee aquile ricamate, del- lib. 3 de beneficasse. 2 i e aelVEpist. 1 3
,

le quali si serviva anche il Prefello di Ro- tratta de Phaecasia,oeneve di scarpa pres-


ma (f^.); onde il concilio d'Orleans proi- rammentato pure da altri, ear-
so i greci,
bì queste scarpe a'monaci. Ptacconta Sve- ìoZapùo neWaDissert. de abaride^UMp^ìae
tonio, che Domiziano si faceva baciare 1 7o6,ragioaò delle scarpe degli sciti.Tre-
joo se A SCA
"vei'o, irt Anastasii veieris germani , delle Tolevano dissuaderlo dal ripudiar la mo-
scarpe germaniche. Moscardi nel Museo, glie, con dirgli ch'era bella e sa via: Guar-

p. 3o3, delle scarpe degl'indiani. Zacca- date, loro disse, le mie scarpe esse sono :

gni nelle noie agli Atti d' Archelao ^ pro- belle e ben fatte; ma ciò non ostante bi-
"vò con Strabene, che i persiani adopera* sogna che le getti via, perchè niuoo fuor
rono scarpe moltoalle; e che l'eretico Ma di me sa, dove mi fanno male. Avverte
nete si serviva d'una specie di scarpa chia- Baluzio, Capitul. 1. 1 1, p.i53,che la scar-

mala quadrisolea. Presso gli eretici valde- pa nella Scrittura è presa per un segno di
si v'erano gl'insabbata ti oz«Z>tìt/e/25e^, che dominio, leggendosi ne' salmi extendam
si riconoscevano fra loro per un seguo che calceamentum meum super Idunieam. Si
portavano in zabata^ swesotulari.Mun- legge poi in s. Gregorio di Tours, che nel-
kero nelt.i, p. 3o della Mitografia^ à\- le Gallie eravi il curioso uso di presen-

ce: siquism'onocrepiSfidest unopede cai- tare le scarpe alle spose, coU'anello e eoa
cealus supervenissetj morteni appropin- un bacio. Tra gli ebrei, se un uomo mo-
quare responsum estyes]p\e^a la vera qua- riva senza figli, suo fratello era obbliga-

lità di si dava que-


questa scarpa. In greco to a prendere in moglie la sua vedova,
sto epiteto a Mercurio, che avea inapre- ed a sostituirgli de'fìgli, che facessero ri-

slato uno de'suoi talari a Perseo, che vo- vivere il suo nome; se ricusava di farlo,

lò alleGorgoni. Il Sìrmond'ì, adSidoniumf la vedova di suo fratello lo citava alle por-


p. 189, parla della Solca: Socrate lib. 7, te della città, gli levava la scarpa dal pie-

e. 36,eRubenio,£'/ec;. 39 fanno men-


p. de, gli sputava nel volto e gli diceva : Co-
zione de sparleis sandaliis. Majo traila si sarà trattato colui che ricusa di edifi-
dell'uso di deporre le scarpe in tempo di care la casa di suo fratello in Israele. Giu-
lutto, Observ. sacr. lib. 3, p; 1^. Deut- ditta cattivò l'amore del generale Olo-
si

schmanno, del rito di scalzarsi ne'conlrat- ferne,mediante l'eleganza de'suoi calcea-


ti, Z?mer^. Wittembergae 693. Stuchio, 1 menti. Il Ciampini, Pcter.monunienl. 1. 1

Anlichitàconm>ali\\h. 2,discorredel mo- tav. 76, e t. 2, tav. 16 riportò i sandali o


do odi levarsi le scarpe, sin-
di mettersi scarpe usati da Gesù Cristo e dagli apo-
golarmente alla mensa. I primari perso- stoli, figure che ricavò dai musaici di s.

naggi adoperavano più di un laccio per Andrea in Cala-barbara, ed in ss. Cosma


fermare le loro scarpe, e gli altri o quel- e Damiano; mentre per alcuni divari nei
li che amavano la semplicità uno solo. Se- t. 2, tav. 47 riprodusse i sandali espressi
nofonte nella Cyroped. 8, p. 208, narra nella tribuna di s. Prassede.Ne'due primi
che vi erano calzolai delle scarpe degli uo- musaici i sandali di Gesù Cristo (si con-
mini, e quelli delle scarpe delle donne; servavano nel santuario presso le Scale
altri tagliavano lesuole,altri le cucivano. sante y e porzione nella chiesa di s. Pao-

Eranvi servi e serve destinate alla cura lino alla Regola : anche Rinaldi all'anno
delle scarpe e de'sandali, lo che rimarcai 861, n.° 62 attesta che i sandali di Gesù
eziandio a Sandali. Per accrescere la sta- Cristo fossero nel detto santuario) e dei
tura, massime le attrici nella scena, come suoi apostoli, sono composti d'una suola,
talvolta facevano i sacerdoti ne' sagrifìzi, a cui viene attaccata una calcagnata, le-

solevano servirsi del sughero sotto le scar- gala al collo del piede con due coreggiuo-
pe: ma nelle loro camere usavano anche le, e con una terza, che passando sul so-
le pianelle. Le scarpe rosse solevano por- pra piede e fra le due prime dita, ferma-
tarsi dalle cortigiane. Abbiamo d'Angelo si alla parte anteriore della detta suola.
delli Oldradi, Capitolo sopra le pianelle ]Vei musaico poi di s. Prassede, i sandali
alla sua donna, Roma i55o. Fu celebre delle medesime figure hanno lecalcagna-
la risposta di Paolo Emilioagli amici, che te, le quah oltre il di dietro del piede,
sex SC A ìoi
abbracciano anche ia parte anteriore del ze a seconda del loro capriccio e della in-
collo senza indizio di coreggiuola. Soltan- dustriosa speculazione di chi inventa le
to vi è una porzione del cuoio che pro- mode, ovvero ingegnosamente riproduce
lungasi e passa pure fra le due prime di- le antiche costumanze modificate o am-

ta del piede, senza che si veda veruna par- plificatesecondoilpropriogenioecomodi-


te della suola. I longobardi secondo Pao-
, tà,spessoridicole,poche volte ragionevoli.
lo Diacono, portavano scarpe aperte sino Tuttavolta anche le persone savie soglio-
alla sommità de'piedi, con aperture che no accomodarsi all'invalso costume,quan-
dicevansi fenestrature; pare che laliscar- do esso è divenuto comune presso la ge-
pe, sandali o calcei fenestrati, avessero a- neralità, pel riflessodi non rendersi singo-
perlure o fenestrature non solo sulla to- lari con vestire diversamente; ma la trop-
inara, ma anche nelle fiancate e nella cal- pa frequente varietà sarà sempre biasi-
cagnata; le fiancate aperte e separate sul mevole, e anche pregiudizievole per Te-
piedesi chiudevano mediantedue bottoni conomia domestica. I Papi lodevolmente
e due lucchetti senza veruna coreggiuo- attaccati agli usi primitivi e più antichi
la, forse eguali alla scarpa di S.Gregorio derivanti dalla tradizione e dall'ecclesia-
] pubblicata dal p. Povyard nella tavola stica disciplina,abborrendo le leggiere no-
I ." Scaipe finestrate e reliculate fu-
p.i. vità, si studiarono costantemente di con-
rono usaleanche in tempo della gran con- servare colla semplicità il decoro e le co-
tessa Matilde e più tardi, così nel secolo stumanze de'loro venerabili predecessori.
XV nelle scarpe dette alla spagnuola. Di- Le variazioni si debbono attribuire piut-
Terse foggie di scarpe massime pontifìcie tosto agli arbitrii degli artisti, ed alle li-
ci die incise il p. Povyard, altre sene pon- cenze che si presero, le quali diverse va-
no vedere in Rocca, che citai a Sandali, riazionisembrando ogni volta di poca en-
ed il p. Bonanni nella Gerarchia eccle- tità, inprogresso di tempo divari riu- i

sia slica, aip. 91 : Delle scarpe ponli/lcìe, scirono notabili, come si vede non solo
pubblicò le forme d'un piede con sanda- nelle scarpe, maanche nelle altre sagre
lo e croce d'un antico marmo, e le scar- vesti e utensili: se la varietà non è sostan-
pe di s. Silvestro I, di s. Martino I, edi ziale, lo è accidentale, ma in modo, che
Onorio I in cui vi è la crocetta. La fog- facendosi i confronti di quelle eseguite in
gia delle scarpe de'secoli più antichi, per diversi tempi, presentano rimarchevoli
quelle posteriormente iulrodottedai bar- differenze. Non solo, come si rileva dalle
bari, in seguito produssero forme che par- tavole prodotte dal p. Povyard, variaro-
tecipavano d' ambo gli usi, e poi forme no le figure delle scarpe pontificie, ma
affatto nuove che soggiacquero a molte anche i loro ornati e le stesse croci eoa
variazioni. Il p. Povyard combinò una se- diflferenti disegni. Altrettanto si può dire
rie precisa, eprodotta in figure delineate della materia di che si formarono le scar-
e dilucidate col più esatto scrupolo, del- pe, e del numero delle stringhe e fettuc-
le scarpe de'Papi da Silvestro l ai nostri eie colle quali si legavano, dovendosi di-
tempi. Che se non potè produrre i dise- stinguere le scarpe usate da' Papi nelle
gni delle scarpe e loro ornati di ciascun sagre ceremonie, da quelle adoperale do-
Papa, in una
completa e cronologi-
serie mesticamente, l'une e l'altre di poi deco-
ca, sviscerò tanto bene questa parte del rate del salutifero segno della croce; an-
vestiario pontificio, che in certo modo vi che vescovi usarono e costumarono scar-
i

«upph. 1 Papi non furono leggieri e vo- pe comuni, e sandali con calzari pe'sagrì
lubili come le femmine, che appassionate riti. Riguardo al colore delle scarpe dei

per l'immorale e sempre rovinoso lusso, Papi antichi, non si può stabilire cosa di
cambiano frequentemente mode ed usan- preciso, e con fondamento storico. Se si
102 SCA SCA
dovesse ragionare sull'uso inlrodollo nel- non avea egli ancora adottalo il colore u-
la Chiesa ne'secoli posteriori, si potrebbe salo dagl'imperatori, ecomunicalo daCo-
dire che il colore delle scarpe almeno nel- stantino Grande ai Papi per la loro
I il

le sagre azioni, si uniformasse ai Colori dignità, ma


che usasse soltanto quel co-
Paramenli[ f\),
ecclesiaslicì[F^.) de'sagri lore, che usato avea durante la persecu-
conforme a'nostri tempi il colore de'san- zione in addietro nell'esercizio delle sagre
dali del Papa, de'cardinali, de' vescovi e funzioni, piuttostochè negli usi quotidia-
di chi ne gode l'uso per privilegio,che ce- ni e domestici, perciò si può chiamare me-
lebrano pontificalmente, si ujìiforoia al glio scarpa ecclesiastica che civile. L'im-
colore de' paramenti che prescrive il ri- peratore Aureliano del 270 avea proibi-
to delle rubriche, del qual colore e stoffa to lescarpe di colore rosso, turchino, bian-
debbono essere eziandio le scarpe o cal- co e verde, ma tale proibizione non era
zari propri de'sandali; cioè bianco, rosso, per le donne; prammatica forse determi-
rosaceo, verde, paonazzo. Ma se,come di- nata, per togliere il lusso straordinario
ce Gavanto, De color, paramenlor. par. che si era in questa parte di vestiario pro-
I, p. io6, vesles sacerdotales per incrc' babilmente introdotto, nella leggerezza
menta ad eiinij qui nunc liaheliir, orna- ed effemminatezza degli uomini. Tale di-
tutiìy prima d'Innocen-
aiictae sunt; e se vieto non poteva riguardare Papi, ed i i

zo 111 non v'ha chi numeri i diversico- fedeli, i quali viveano sconosciuti nelle
lori de'paramenti, com'egli ne conta 5; grotte e caverne della terra, nelle cata-
non si può perciò asserire con giusta cri- combe, che sei secondi viveano in pub-
tica, che ne'pnmi secoli delia Chiesa si blico incogniti, è indubitato che per il lo-

usasse questa varietà di colori, e molto ro cristiano fervore, e per la moderazio-


menò che al colore de'paramenti dovesse ne della loro vita,e per l'abiura alle pom-
corrispondere quello delle scarpe. Infatti pe mondane professata nel battesinio,non
se si vuol prender norma dalle antiche si occupavano di tali ricercate e eleganti
effigie colorale de'Papi, che tuttora si ve- costumanze. I Papi poi anlerioi i a s, Sil-

dono in varie chiese di Roma, i loro pa- vestro I, nella frugalità e santità della vi-
ramenti sono di color giallo a guisa d'o- ta, avranno usato scarpe semplicissime,
ro, e le scarpe all'incontro di color nero, senza squisitezza d' ornati e di singolari
con ornali bianchi, sino a Innocenzo II, colori; non avendo bisogno di distinzioni

che nella sua eHigie,la quale si osserva nel- esterne e delle scarpe speciali, per riscuo-
la tribuna di s. Maria in Trastevere, pre- tere venerazione da'devotissimi fedeli coi
senta le scarpe rosse fenestrate e ornate quali viveano, persuasi dell'ossequio che
di perle.Che però, non potendosi aver era loro dovuto, come successori del prin-
una ragione da provare, da che sia deri- cipe degli Apostoli, e come vicari di Ge-
valo posteriormente l'uso del colore ros- sù Cristo; conoscendo abbastanza le pe-
so nelle scarpe de'Papi, espresso nelle lo- corelle del loro ovile la preziosità de'pie-
ro pitture, si potrà dire col Baldovini, De di di chi evangelizza, e i beni spirituali,
calceo antiquo et mystico, cap. i o, p.8 1
indicati già da s. Paolo nella sua lettera
rubeorum ejusniodi calceorum usum ah ai romani, quam speciosi pedes evange-
Jmperatoribus ad. summos Pontifices lizanliuni paceni. Finite le persecuzioni
fiiìsse traductum. Che se esiste la scarpa e ridonata ai cristiani la pace, conveniva
di «. Silvestro I del 3i4 di color verde pur troppo che il supremo Gerarca, u-
oscuro e non rosso, si può concludere, che scendo dai nascondigli e dalle spelonche,
essendo egli il primo Papa a cui fu per- assiso nella prima cattedra del cristiane-
messo di spiegare al pubblico la sua au- simo, spiegasse con più decoro la maestà
torità, a differenza de'suoi predecessori, della sua divina rappresentanza, ed allo-
sex SCA io3
ra pare che sia nelle scarpe come in tulio sono traforale e longitudinalmente aper-
il resto, si cominciasse a introdurre qual- te, m^^mc ad summitni pollicem pedis , se-

che variazione, la quale come essere do- condo l'uso de'calcei longobardici. Gor-
vea lontana da qualunque ombra di va- diano essendo regionario è vestito eccle-
nità, dovesse servire soltanto ad accre- $iasticamente,e lesue scarpe saranno pu-
scerne la maestà e la venerazione, special- re come quelle degli ecclesiastici di quei
mente de'divini misteri e delle ecclesia- tempi; perchè di poi e in più secoli si tro-
blidie funzioni. vano pure indistintamente le medesime
11 p. Povyard per istabilire l'antichità scarpe pei Papi, pei vescovi, pei sacerdoti,
del bacio de' piedi de' Papi auteriore di diaconi e suddiaconi ne' monumenti sa-
molto all' introduzione della croce sulle gri. Siccome s. Gregorio I, coetaneo dei
loro scarpe o sandali, e tentare di rinve- longobardi, si fece dipingere viventecolle
nire qual è l'epoca più verosimile di lale scarpe longobardiche,con tal nomesi chia-
introduzione, fece incidere le diverse for- marono dal p. Povyard le scarpe de'se-
me, colori ed ornati delle medesime scar- guenti Papi, che offrono traccie di tale
pe, e le illustrò tanto nella citata sua bel- usanza. Tali sono quelle di Onorio l del
la dissertazione, che nella Leltera di: ri- 625, e di s. Martino Idei 649, con quegli
sposta al cardinal Brancadoro. Principiò ornati e variazioni rimarcate dal dotto
dali'esaminarei monumenti di Gesù Cri- religioso, ordinariamente di trifoglio e di
sto e degli apostoli, già ricordali; la scar- giglio, abbellimento che prevalse nelle
pa di s. Silvestro I, i calcei cavi di s. Ip- scarpe o sandali pontificii e vescovili sino
polito vescovo di /^o/Vo del secolo III, che a Innocenzo II del i i3o. Queste scarpe
imitano un cuoio o una stoffa sottilissi- per lo più figurano nere ne'monumenti.
ma, poiché sopra la tomara trasparisce Pertanto viene asserito, che da Onorio l
la forma delle dita de'piedi, scarpe sem- a Calisto li del 1 1
19, gli ecclesiastici di
plicissime e senza ornato. Pertanto crede qualunque rango eordine,inclusivamen-
che uguali sieno state le scarpe de'Papi tea'Papi, usarono scarpe nere anche nel-
con tempora nei di s. Ippolito, cioè s. Ur- le funzioni sagre; e quantunque possa es-
bano I del 226, s. Ponziano del 233, co- servi qualche esempio in contrario ne'ri-
me lo furono quelle di s.Anteio del 237. ti degli antichi Ordini romani, non ostan-

Finche la Chiesa divenuta libera sotto s. te si rileva da'monumenti sagri di Roma»

Silvestro I, ai calcei cavi e semplici so- che per quasi 6 secoli tutti gli ecclesia-
stituì altri più preziosi per la materia e stici non offrono che scarpe di color ne-
per gli ornati. Ma le scarpe pontifìcie su- ro e simili coreggiuole, e gli ornati però
birono mutazioni nella forma e negli or- bianchi. Anche santi personaggi secola-
i

nati, quando dopo la metà del VI secolo rine'medesimi monumenti sono rappre-
i longobardi calati in Italia, i costumi si sentati con iscarpe longobardiche nere. A-
alterarono con vicendevoli imitazioni. Pa- vendo Aureliano nel divieto agli uomini
re che i romani fra le altre cose, ne imi- comprese le scarpe rosse, turchine, bian-
tassero le scarpe, e che il clero sebbene in che e verdi, le lasciò portare alle donne,
ogni tempo più tenace ne' suoi usi, non le sembra preferissero il colore ros-
quali
potè sottraisi da tale influenza, a giudi- so,mantenendone l'uso per molti secoli;
carnedallescarpe dis.Gregorio I del ^90, onde così musaicisti rappresentarono la
i

e de' suoi genitori Gordiano e s. Silvia, B. Vergine, le sante e principesse : tutte


comesi vede nel rame pubblicato dalRoc- queste scarpe donnesche sono cornei cal-
ca t. 2, p. 368, dai Bollandisti in 1. 1 Illar- cei cavei, senza fenestratura, con punta
tii, lib. XI, cap. i5, e dal Cassio, Memo- cuspidata; le tornare coprono tutti i so-
rie di s. Sihia: queste scarpe o sandali prapiedi, a differenza delle scarpe degli
io4 Se A. SCA
uomini, che appena coprono ledila dei averli assunti, come nella più parie dive-
piedi. Tranne le scarpe de'ss. Silvestro I nuti principi e signori delle loro città ve-
eMartìno l,ie scarpe de'Papi furono ne- scovili, qual segno caratteristico di loro
re. Ricorda il p. Povyard, che i primi re sovranità, ad imitazione de'Papi e altri
di Roma magistrali curuli , usarono
e i principi. Nell'oratorio de'Pen/Vfrtz/enTia-
calcei rossi o punici, costume che passò teranensi (/^.), eretto da Calisto II nel
agl'imperatori romani e poi ai greci Au- 1 124 e ristorato da Anaslasiol V, essi con
gusti, quali ne formarono uno de'loro
i
9 loro predecessori si fecero dipingere col-
distintivi; quindi divenne privilegioesclu* le scarpe rosse, di cui sono esempi in alivi
sivo degl'imperatoii il portare le scarpe monumenti. Rosse sono quelle d' Inno-
rosse. Dissi a Calze, che il doge di Vene- cenzo li del I i3o, dipinto vivente in s.

zia ebbe le calze colle pianelle rosse nel M.'in Trastevere nel musaico, con iscar-
principio della repubblica dagl'impera- pe delia forma del calceo cavo de'primi
tori di Costantinopoli. Anche i patriarchi, tempi, cogli ornati introdotti successiva-
gli arcivescovi,! vescovi ottennero la stes- mente, con ricamo d'oro, e fila di perle
sa facoltà ; poiché nelle pitture greche cheornanoilcollodellalomara, alla pun-
de'secoli XI e XII si vedono i santi pre- ta della quale vi è uno scudetto d'oro e 3
lati della chiesa greca rappresentati colle trafori o fenestrature finte, quasi tonde in
scarpe rosse, uso adottato dal patriarca ciascuna parte della lomara, segnale col
di Costantinopoli, come afferma Valen- rosso più oscuro e con un bordo d'oro.
lini. De osculatione pedum Bom.Pont. A Uri esempi anteriori di scarpe ornate di
Tulli i prelati greci vestiti pontificalmen- perle di s. Martino l e di Gregorio IV si
te hanno calcei rossi simili alle pianelle vedono in un codice Vaticano, ma può
odierne, senza verun ornato; onde la di- essere arbitrio del miniatore. L'uso delle
versità fra le scarpe sagre e civili sarà in perle sulle scarpe, benché più frequente
ciò, che prime saranno state pianelle,
le in seguito del commercio del levante, do-
e le seconde niaximo formatii expollti, po le crociale reso più facile, era tutta-
saranno stali forse stivaletti rossi. Da que- via assai praticato dagli antichi, essendo-
sta differenza non si può credere che Pa- i vene esempi degl' imperatori romani e
pi abbiano voluto imitare prelati greci, i greci. Interessanti sono le scarpe degli al-
nell'assumerei calcei rossi. Piuttosto è ve- tri Papi, rappresentati con Innocenzo II
rosimile cheì detti patriarchi perle loro in della chiesa. Altre simili scarpe sono
orgogliose pretensioni, che in tanti luo- nel monumento d'Adriano V I del i 1
54»
ghi enumerai, si arrogassero anche le scar- COSI d'Innocenzo III deli 198, ma senza
pe rosse da loro stessi, o per concessione ornati e rosse. Questo dottissimo Papa,
degl' imperatori invidiosi della signoria parlando de'sandali fenestrati, nel cap. 1

dello stato romano conseguita dai Papi, di sue opere, lo dice d'uso comune a tut-
i quali quanto al temporale erano dive- ti i vescovi, e che egli suppone già da mol-
nuti successori degl'imperatori romani, to tempo stabilito. Ono» io Miche gli suc-
laonde a loro esempio a veano preso per cesse venne dipinto con iscarpe ro>se nel
calceameuto le scarpe rosse, come attri- portico di s. Lorenzo fuori delle mura;
buto principesco; ciò che forse essi fece- ma descrivendo l'elezione del Papa noq
ro, quando presero il Camauro {F.) con parla del colore delle scarpe o sandali pa-
bordi diarinellinOjbordi che Irovansi nei pali, benché dica del bacio del piede dei
vestimenti degli antichi e moderni sovra- cardinali all'eletto: però e come notai a
ni. Da alcuni scrittori si apprende, che le Calze, nell'Ordine romano XIII compo-
scarpe rosse furono comuni agli altri ve- sto d'ordine di Gregorio X del 127 i e ri-
scovi, Q per concessione pontificia, o per guardante la pontificia elezione, souq
SCA SCA io5
menzionate le scarpe rosse e prescritte; gorio XI eletto nel 1 370, le scarpe pon-
pare che vi fossero due sorte di scarpe ros- tificie principiarono ad essere meno acu-
se, cioè le sotto calzette che si aggiunge- te e piti accomodate alla forma naturale
vano alle calige de panno sine pedalibus del piede, come si vede ne* monumenti
e le altre saranno state le scarpe o Scin- de'3 suoi immediati successori. Le stesse
dali pontificali. Nel monumento sepolcra- forme portarono le scarpe degli altri Pa-
le d'Onorio IV deli 285, la statua ha il pi; e niente di particolare offrono quelle
calceo cavo con indizio di feiiestraturejSe* degli altri posteriori sino a Paolo IV, le

gnate con galloni d'oro, con semicircoli cui scarpe hanno forma semicircolare nel-
sulla punta e altro intero in amheduele la punta,quale è quasi quadrata, forse
la

parti della tomara, la quale come il re- per opporsi all'uso che regnava negli ec-
stante delle scarpe è d'una stoffa ricca con clesiastici, di portare scarpe lunate o cor-
disegni rabescati la lista o fregio di mez-
; nute con punta aguzzissima; in seguito i
zo è ornato con gemme, come anche le secolari passando da un estremo all'altro,
suole, né vie traccia di coreggiuole: mi adottarono la punta quadrata, che [)ati

sembra la scarpa più ornata degli anti- poche alterazioni. Le più antiche scarpe
chi monumenti, come si può vedere nel sono quelle di color verde di s. Silvestro
p. Povyard. Ricche furono pure le scar- T, di cuoio rosso oscuro di s. Martino I,

pe di Bonifacio Vili nel 294, alquanto


i di color nero d'Onorio I ; è da credere
acute e cuspidate; vi è di particolare che che da Innocenzo 11 si proseguì a usare
la suola ha di grossezza due dita e mezzo, il colore rosso, essendone tuttora la ma-
con ornati di rabeschi; tali suole si usa- teria il velluto, il raso, lo scarlatto, il pan-
vano in quell'epoca, ed erano di sughe- no, il marrocchino, al modo che meglio
ro coperto di pelle bianca o rossa, arric- poi dirò parlando pure delle scarpe bian-
chita con rabeschi d'oro. Dopo ili 3oq si che. Indi il p. Povyard passa a provare
rinnovò in Europa l'usanza delle scarpe con critica e pari erudizione, l'anteriorità

dette polacche, rostrate e cuspidate, cor- del bacio de'piedi del Papa, all'introdu-
nule, pei secolari d'ambo i sessi, armate zione della crocesulle loroscarpe, a fion-
con lunghe punte di ferro o d'argento, te d'una folla di gravi autori che cita, i

che parevano gran rostri d'uccello: e le quali nelle loro opere prelesero di vedei^
donne ricche le portavano almeno d'un la croce sopra le scarpe de' monumenti
palmo e mezzo, le principesse di 2 o di 3, pontificii più antichi, laonde dislintameu-
e durò tal moda nonostante gli sforzi dei esaminò, mostrando che gli orna-
te gli

principi, e la proibizione di vari concilii menti a guisa di fiori non furono croci,
per farla sparire, sino al secolo XVI. Il come motti creiletteroe soslennero, men-
clero regolare e secolare n'ebbe proibi- tre le croci de'palii furono benissimo e-
zione e pene da vari concilii, riportando- spressein que'Papi che si suppose averne

ne i canoni il p. Povyard a p. 53. Sar- pure sulle scarpe o di galloni o di ricami


oelli, Leu. eccl. 1. 1, p. 75, D^lle scarpe d'oro, di diverse forme secondo il genio
de che debbono essere mo-
chierici jò\ce, de'disegnatori o di chi le ordinò. Si deve
destissime e nere; non bianche ovvero tin- avvertire che i Papi antichi rappresen-
te di rosso nel giro o in altre parti all'u- tati ne'monumenli colle croci sulle scar-
so de'secolari; nèdebbonoimprendersi le pe, furono eretti dopo l'introduzione di
nuove mode che usano i laici; indi ripro- tal segno , il quale lo fu ad humìlilatis
dusse i canoni di parecchi concilii sopra ca li s a m^ acciò fedeli non
i il piede, ma la
diversi abusi de'chierici sulle scarpe. Ma croce baciassero; edificante motivo che
i Papi e il clero romano si guardarono già trattai a Bacio di piede ed a Sandah.
da simili eccessi. Verso il tempo di Gre- iXeii' islromeuto dell'apertura del se-
io6 se A SCA
polcro di Bonifacio Vili, vi è espressa- plicl econ galloni ristretti sono quelle di
niente detto che le scarpe o sandali era-
: Sisto IV; con simili galloni, ma indorati,
no senza croce (a Calze parlai di queste sono le scarpe d' Innocenzo Vili, come
e di tali sandali), come in quello di Adriano pure quelle de'successori. La croce delle
] V. Adunque il (
.^ monumenloche si trovi scarpe di s. Pio V
due gal-
è formata da
avere la croce sulle scarpe, è T eflìgie di loni d'oro, il di cui tessuto offre una fila
nifirniodel Papa Innocenzo VI Idei 1404, di piccoli romboidi in mezzo a due linee,
esistente nelle grotte vaticane, e sulle scar- i quali galloni occupano tutta la lunghez-
pe del quale vi è la croce oltiuiamenle e- za e la larghezza della tomara, sopra la

spi essa col gallone,occupando tutta la lun- quale sono fermati da una cucitura. Coa
ghezza e la larghezza della tomara, e sarà galloni leggiadri sono le croci della statua,
\erosiniilmentestataimitata,couiepurele di Benedetto XIV;
Clemente in quella di
scarpe, da quelle che usava q^uesto Papa; e XIV non occupano tutta la to-
i galloni
quando fu aperto il di lui sepolcro fu tro- mara, formano una croce greca, ornata
«ala l'immagine eguale alla marmorea,ed di raggi negli angoli, come l'usò Pio VL
in conseguenza che le scarpe colla croce so- 11 p. Povyard riprodusse pure le scarpe
no dell'islesso tempo del restante dell'efli- e le croci di Pio VII, tanto delle scarpe
gie. Con forma di croce sono le
l'islessa usuali che de' sandali o scarpe pontificali,
scaipe di Martino V morto nel i43i nella e sono eseguite con ricami, con lustrini,
sua edìgie in bassorilievo di bronzo nella e pagliette d'oro, dette dagli antichi cri-
basilica Lateranense. Simile alla medesi- socia vi. Pare che le prime croci fossero
ma è la croce, ch'è sullescarpediEugenio ben visìbili e di cuoio forse indorato, poi
IV nella statua del suo deposito in s. Sal- con galloni d'oro, indi con ricamo e lu-
vatore in Lauro. Nel monumento sepol- stri ni, e al tre industrie de'rica ma tori. Con-
crale di Nicolò V eletto nel i447> ^^^'l'c clude il p. Povyard, che non è certo, che

grotte valicane, si vede sulle scarpe del- r uso della croce sulle scarpe o sandali
la statua la stessa croce di quelle d'In- de* sommi Pontefici, sia egualmente, o
nocenzo VII. Sotto questo Papa abbia- poco meno antico dell'uso di baciar loro
mo un esempio luminosissimo dell' uso i piedi, attestando i monumenti pontifi-
della croce sulle scarpe ponlifìcali, il qua- cii d' una maniera chiarissima, essere il

le è che nell'abdicazione del pseudo-pon- bacio de' piedi de'Papi di molti secoli an-
tificato dell'antipapa FtUce V^ il legitti- teriore all'introduzione della croce sulle
mo Nicolò V
accordò molte preroga-
gli loro scarpe o sandali. In che pienamente
tive e insegne pontificie, ma fra quelle che conviene il cardinal Brancadoro, nella ci-
espressamente gli proibì, fu 1' uso della tata sua Lettera^ dichiarando l'uso del ba-
cruce sulle scarpe. Leggo in Gritio, Isto- cio del piede molto più antico dell' uso
rie di Jtsi p.72, che recandosi in essa della croce sopra le scarpe o sandali Pa-
nel 1464 Pio II, il popolo per divozione pali, e più antico on-
di secoli e secoli ;

gli andò a baciar le croci d'oro che il Pa- de senza alcun dubbio si può e si deve
pa suole portare sopra le scarpe. Passa asserire, che da tutt'altro, fuorché dalla
cjuindi il p. Povyard ad indicare le for- croce, avesse origine tale bacio. I sommi
me delle croci poste sulle scarpe de'Papi Pontefici come vicari di Gesù Cristo, e
ne'Ioromonumenti, quelle cioè che offro- come successori di s. Pietro, hanno in tutti
no qualche mutazione o qualche parti- i secoli riscossa la più alla venerazione da
colarità. Nella statua del n)agnifico Paolo tulli i fedeli, anzi dal I. ''secolo dellaChies.i,
]l le croci sono di galloni più larghi di ed introdotto per la somma venerazione
quelli delle croci de'precedenli Papi, or- e amore che primi fedeli portavano al
i

nate con perle o pietre preziose. Più sem- primo Gerarca di s.Chiesa. E siccome es«
sex se A. 107
sì dopo rigenerali alla grazia col mezzo croce sulle loro scarpe e sandali, intito-
delleacque salutifere del battesimo, pian- landosi Servo de servi di Dio (^.). Spie-
gevano ciò non ostante le colpe dell'uo- gò i misteri che comprende tale bacio, il
mo vecchio, così prostrati ai piedi di chi colore rosso, la croce ricamata, e l'intes-
teneva qui in terra le veci di Gesù Cristo, suto d'oro di cui si forma, in significalo

l'esempio imitarono della penitente Mad- della maestà e sublimità del suo grado
dalena, che prostrata a' piedi del Salva- sopra ogni altro della terra, come l'oro
tore, non contenta dell'intimo suo pen- sormonta ogni preziosità di metalli. On-
timento, e dell'interno amore del cuore, de il Papa portando nella cima del Tri'
esternava il primo colle copiose lagrime, regno (^.)e nella superficie de'sandn li la
e il secondo col baciare i piedi di colui, croce, fa vedere al popolo cristiano, ch'e-
da cui soltanto sperar poteva il perdono. gli è tutto intieramente da capo a piedi
Sul bacio de' piedi del Papa, abbiamo ; professore della dottrina e della vita di
di VCxcójD e giubilei cap. 6 yBacio de pie- r Cristo. Anche
IVIarangoni,Oe//e cose gen-
di antico e moderno praticalo da'perso- tilesche e profane trasportate aduso sa-
naggi. Riporta l'uso de'popoli antichi che gro, a p. i57 nel riportare che Pontefici i

lo praticarono, e di quello introdotto coi e gl'imperatori de'gentili esigevano il ba-


Papi incominciando da s. Pietro, afferman- cio del piede, per cui gli Augusti calza-
do che Costantino I il Grande \\ baciò a vano scarpe ornate d'oro e di gemme pre-
Silvestro I, il quale imperatore volle che ziose, e ciò espressamente comandò Dio-
i Papi, a similitudine de'sacerdoti e pro- cleziano; dichiara chequesto onore ai Pa-
feti antichi, portassero vestiti i piedi di pi non derivò dal gentilesimo, ma da Cri-
tela bianchissima, in modo di scarpette sto medesimo che permise alla Madda-
chiamate Udoni, che poi cambiarono no- lena che gli baciasse i suoi piedi, quindi
me in quello di sandali, ma però sempre fu che i primi fedeli tale dimosstrazione
dilferentida quelli che usano i vescovi nel- di venerazione filiale trasferissero nella
la celebrazione de' pontificali, [>er cui s. persona del suo vicario l'apostolo s Pie-
Antidio presso Sigeberto, epist. 48» co- tro, per cui siffatto ossequio è dovuto al
nobbe il Pontefice romano da'sandali, lo Papa per la persona di Cristo che in se
che non sarebbe potuto succedere, se que- rappresenta; e perchè ad esso si riferisce
sti non fossero stati distinti da quelli degli col bacio del piede, lo porge a baciare or-
altri vescovi. La mutazione poi dal bian- nato coir immagine della croce, intorno
co lino in calceamenti rossi col segno della alquale e ad altri onori copiosamente
ss.Croce fu introdotta e continuala dai scrisseil vescovo di Vesti mg.'' Giuseppe

Papi per duplice rispetto, con attribuire Stefano Va lenti ni De osculatione pedani
:

il bacio de'piedi de'fedeli non a loro, ma Romani Romae 588. 11 dotto


Pontiftcis, 1

al salutifero segno* di nostra redenzione. Gaetano Cenni, Dissertazione vi : De o-


Piazza, Emerologio di Romay a'i8 gen- sculo pedum Romani Pontificis, Pistoia
naio ci die la digressione 7.": DelV uso an- 1778, prova che al Papa è dovuto de fa-
tichissimo , e mistero di baciare i piedi al re da tutti i fedeli l'ossequio del bacio del
sommo Pontefice. Confuta gli eterodossi piede, non solo dalle più eminenti digni-
che calutmiarono i Papi di superstizione tà della Chiesa, patriarchi, primati, arci-
e idolatria, nell' ammettere al bacio dei vescovi e vescovi, ma eziandio dai prin-
loro piedi ancorché sovrani, e pri-
i fedeli cipi sovrani; aggiungerò dai cardi*
ed io
mati della gerarchia ecclesiastica; laonde naii in quelle circostanze che notai a'Iuo-
per umiltà, per attribuire e riferire tale ghi loro, anzi il cardinal Antonio Pallot-
ossequio a chi rappresentano, e per rin- la, sebbene di alti spiriti, tutte le volte

tuzzare r eretiche maldicenze, posero la che si presentò a Gregorio XVI gli volle
I o8 SC A SCA
baciare umilmente il piede. Loda il Cenni ciò del piede al Papa, e s. Gregorio VII
l'antichissimacostumanza ed il virtuoso nel 077 decretò Quo solius Papae pedes
1 :

contegno de'Papi, quali schivando sem- i omnes principes deosculentur^ anzi dissi
pre ciò che ridondai* potesse in loro pri- altrove che alcuni aggiungono che proibì
vata venerazione, adottarono la croce sui a' vescovi e a'preti ricevere simile distin-
calceamentì pontifìcii, affinchè l'omaggio zione, i quali portavano i calcei crucigeri,
rispettoso fosse tutto indirizzato a Gesù asserzione confutata dal padre Povyard.
Cristo di cui fanno le veci in terra. Molto A Elezione de'Papi e ad Ubbidienza, par-
meno nacque costume da imitazione di
il lando de' riti praticati col nuovo Papa,
fasto imperiale, oda consuetudine una vol- parlai del bacio del piede come adorazio-
ta comune a' vescovi, che anzi gli uni e ne e rito antichissimo. Cenni confuta To-
gli altri, da che vi è memoria, adorarono massini,che nella Feter. et nov.eccles.di'
il Pontefice, Prova Cenni l'antico e gene- sciplina, sostenne che il bacio de'piedi an-
rale costume del bacio de' piedi, princi- ticamente fu generalmente usato coi ve-
piando da quello reso al 1.° Papa s. Pie- scovi, ed anche coi sacerdoti, che porta-
tro, rimarcaitdo la sua antichissima statua vano impressa nella scarpa la croce; di-
di bronzo che si venera nella sua basilica cendoche per venerazione alla santità d'al-
Vaticana, in alto di dare il piede a ba- cuno soltanto ciò fu fatto, e si praticò an-
ciare, ed il quale con somma divozione che con s. Bernardo monaco e abbate seb-
baciano tutti i fedeli e lo stesso successore bene non vescovo, quando d'ordine d'In-
il Pontefice; del quale venerando simu- nocenzo li andò in Milano per riconci-
lacro parlai ancora ne'vol. LIV, p. 220, liare il clero e il popolo; termina Cenni
LVlll,p. 25o.NeiranticoOrdine romano, con provare la singolarità dell'adorazione
che si crede raccolto da s. Gelasio I del e bacio de'piedi al Papa, non convenendo
49*2, in cui si contengono i riti de'primi con chi la credette anticamente comune
secoli, si dicecheil diacono prima di leg- a tutti i vescovi. Degli autori che scrisse-
gere l'evangelo, osculans pedes Pontifi' ro sul bacio del piede, ne trattai purea Ge-
cis j laonde non solo nel IV secolo quan- NUFLEssioNE, nel quale atto si rende l'os-

do fu commesso al diacono l'uffizio di leg- sequio,a'quali aggiungerò Francesco Che-


ger l'evangelo, ma ne'secoli addietro fin villa rd,£)o/*^o/^ c/e calceOy seu prostra^
dalla prima istituzione di leggerlo nel di- tiene pedis swnmi Pontificis , adversus
vin sagrifìzio, baciavansi i piedi dal let- offendicula infidelium, Parisiis i656. II

tore al Papa, e ciò per tradizione aposto- Panciroli parlando della visita che Inno-
lica introdotto anche nelle sagre liturgie. cenzo IV fece nel 253 1 in Asisi a s. Chiara

Frequente poi ne' monumenti successivi vicina a morire, dice che avendo questa
si trova menzione di tale ossequio,ora con domandata la grazia di baciargli i piedi
nome di Adorazione (^^), ora di saluta- e non potendo la moribonda alzarsi, il Pa-
zione, ed ora di bacio del piede. Di Giu- pa sali sopra d'uno sgabello, ed accostò
stino imperatore abbiamo che nel 57.5^
I il piede alla di lei bocca. Alle messe dei

huniiliavil se pronuSj et adorava in Co- funerali non si bacia il piede al Papa,


stantinopoli s. Giovanni I; indi nella stes- ne la mano al celebrante, ancorché sia as-
sa metropoliGiustiniano I imperatore, nel sente il Papa. Da chi e quando nelle sa-
536, hiimiliavit se s. Sedi apostolìcae^ et gre funzioni si bacia il ginocchio destro
adorawil s. Agapito 1: nella stessa corte del Papa lo notai nella loro descrizione;
Giustiniano 7 i i colla corona in te-
II nel cioè dai cardinali, dai patriarchi, arcive-
sta se se proslravitj pedes osculans Pomi' scovi e vescovi nel ricevere la candela be-
ficis Costantino, per cui sempre più an- nedella,gli altri baciando il piede; altret-
che fra' principi divenne comune il bu* tanto fanno nel ricevere le ceneri, \cpal'
SCA SCA 109
niCy e gli Agnus Z>e/ benedetti. Quando lo della tomara, quelli delle fiancate com-
il Piìpa dispensava e distribuiva il Pre- prese le orecchiozze, la cucitura del cal-
sbiterio (/^.), nel giorno di sua coronazio- cagno o riunione delle due fiancate, sono
ne, nel giovedì santo e nel Natale, i car- ornati d'un galloncino d'oro, a spina, a
dinali e vescovi sivepraelatus dopo aver» scacchi o in altri modi: altro simile gal-
lo ricevuto gli baciavano il ginocchio, co- loncino cuopre il tacco, allo quanto è lar-
me attesta Gararapi, Sigillo della Gar- go il dito mignolo. Si allacciano con fet-
fagnana 76, citando i luoghi degli Or-
p. tuccia di seta di egual colore, alle cui e-
dini romani che ne trattano, presso Ma- stremità sono fiocchetti d'oro. La croce
billon, Musei Italici t. 2. A Processio- ch'è nel mezzo della tomara, d'ordinario
ne ho detto di que'Papi che v'incederono è di forma greca, con raggiera, tutto ia
a piedi scalzi, oco'sandali alTapostolica; ricamo d'oro con vario artifizio elegante.
nel voi. XXXVIII, p. 32 la frequenza di Le scarpe di pelledimarrocchino sono ros-
s. Leone IX in incedere scalzo dal Vati- se, della forma comune e con tacco rosso,
cano alla basilica Lateranense; a p. i55 orlate di fettuccia di seta simile, come lo
e iSy o Lettode'paramenti, dell'uso an- è quella de'Iacci con fiocchetti d'oro. La
tico de'Papi di andare a piedi scalzi alle croce è intessula d'oro e cucita sulla to-
chiese di Roma dove celebravansi le fun- mara : circa alla forma più o meno è co-
zioni, ed ove si lavavano piedi imbrat- i me le precedenti e ordinariamente senza
tati dal fango o dalla polvere, riposandosi raggi. Queste scarpe come le pantofole,
sul letto. Narrai nel voi Vili, p. 3o5 co- egualmente di marrocchino rosso, sono
me nel venerdì santo dal Laterano, il Pa- foderate di pelle bianca. Le pantofole so-
pa, i cardinali e gli altri andavano pro- no della forma loro propria, orlate di fet-
cessionai mente a piedi nudi alla basilica tuccia di seta uniforme, hanno semplici
di Croce in Gerusalemme; nel voi. LI V,
s. croci inlessute d'oro e cucite. Le scarpe
p. 295, che Alessandro VII voleva pren- di seta o velluto, di panno o saia s'indos-
dere il possesso a piedi, al quale effetto si sano dal Papa nelle sagre funzioni cui ce-
fece le scarpe all' apostolica per andare lebra o assiste, col regolamento che dirò;
senza calze: cosìa'nostri giorni Leone XII non che quando riceve a pubblica udien-
incedette ììtWAnno santo 825. Il Vaeri- 1 za, e quando incede per la città. Le scar-
ni, Z?e omnibus fere apud veterespeduni^ pe di marrocchino si sogliono usare nei
crurumquecalceamentisjap. 55 dice che passeggi e ne'viaggi, massime in tempi u-
i primitivi cristiani camminavano a piedi midi. Le pantofole di marrocchino si co-
nudi nelle solenni preghiere, per Peniten- stuma adoperarle privatamente, se piace
za {F.y usarle. Neh 778 fu pubblicato in Roma,
Le scarpe de'Papi tuttora quanto alla dedicato all' ambasciatore di Portogallo
materia sono di velluto, di raso o altro e inciso dal celebre Volpalo, il rame che
drappo di seta, di panno, di cambellotto rappresentaCIemente XIV vestito col così
o ciambellotto o saia fina, e di marroc- detto abito corto d'abbate, tutto di colore
chino: quanto ai colori sono il rosso scar- bianco,con cappello rosso ecclesiastico con
latto nel panno e nella saia, il rosso di vi- falde rivoltate da tre lati, come l'usano i
no se velluto o seta, ed il bianco. Deve no- preti, stivaletti di drappo abbottonali alle
tarsi che il velluto è un equivalente della gambe,escarpe rosse con croci, cavalcando
seta; il panno e la saia, della lana. Le scar- un generoso cavallo, mentre era alla vil-
pe di raso o seta, di panno o di saia nella leggiatura diCastelGandolfo.In egual mo-
forma sono semplici e comuni, piuttosto do è rappresentato, oltre il numeroso cor-
di collo e di fiancate alte foderale di seta teggio a cavallo e in vesti da villeggiatura,
del corrispondente colore. Gli orli del col- nelle eleganti pitture eseguite nel suo pou-
110 sex SCA
tifjcalo, nella stanza del bigliardo del Pa- te moltissime me ne restarono, ma tante
lazzo apostolico di Castel Gandolfo ( F,). furono le successive ricerclue che durai fa-
Al Papa Gregorio XVI, come ad altri Pa- tica a serbarne alcuna per divota memo-
donale ma-
pijdalla pietà de'fedeli furono ria : della scarpa richiesta e mandata al
gnifiche scarpe di seta, di velluto e di mai*- principe di Metternich, feci ricordo nel
rocchino. Quelle di seta e di velluto fu- voi. LIX, p. 74* Antichissima è la divo-
rono bianche e più ordinariamente rosse. zione de'fedeli per le scarpe usate dai Pa-
Di maiTocchino n'ebbe un paio squisite pi, F^icaridl Gesù Cristo (/^.), riunendo
per la loro singolarità, poiché mentre la ne
in loro la prerogativa che le croci che
croce si suole cucirla,quelle le aveano rica- formano sagro ornamento, furono bacia-
rnate eccellentemente, con altri ornati nel- te ossequiosamente da un gran numero di

le fiancate, cosa mirabile per chi conside- fedeli di tutti i gradi e anche sovrani. Le
ra la difficoltà del ricamo su tale pellecom- scarpe de'Papi sono tenute in pregio più
patta. Le scarpe di seta e precipuamente diqualunque altro indumento pontifìcio,
di velluto ebbero ornati tanto belli, ricchi esempre se ne fecero premurose ricerche:
e nobili, che io durava fatica citando eru- mollo più quelle di seta o di panno ch'es-
diti esempi in persuadere l'umile Grego- si indossano nelle sagre funzioni, che ce-
rio XVI a qualche rara volta adoperarle, lebrano o a cui assistono. La venerazione
almeno per mostrare gradimento al do- per le scarpe de'santì personaggi derivò
natore, e sebbene egli nella sua profonda dai prodigi operati per l'intercessione dei
virili soleva dirmi: tutti quest'indumenti santi che l'usarono. Alcune chiese di Ro-
chemiricoprono,lecrocisullescarpe, nul- ma si gloriano di avere fra le loro reliquie
la merita la mia persona, solo doversi alla le scarpe di alcuni Papi santi; di quelle di
rappresentanza augusta di supremo capo s. Silvestro I e di s. Martino I, la loro chie-
della Chiesa, ch'egli stesso venerava nella sa n'é la custode; di quelle di s. Pio V ne
semplicità religiosa de'suoi costumi in tut- sono nelle chiese di s. Lorenzo in Pane e
to veramente mirabili. Però non mi riu- Perna, e di s. Maria in Vallicella, oltre

scì fargli calzale le scarpe di seta rossa, quella che possiede la nobile famiglia Bo-
con tanta divozione offerte dalla regina nelli parente di quel Papa. Riferisce Ca-
vedova di Sardegna M.' Cristina di Bor- tena, Fila di Pio Fj p. 2 38, che dopo la
bone, perché con preziose croci di bril- sua morte, da molti personaggi furono do-
lanti e rose d' Olanda, di molto valore mandate scarpe, berrettini, ealtre sue co-
(circa mille e duecento scudi), come di se, che il nipote cardinal Bonelli concesse.
gentile e nobilissimo lavoro; le quali a In venerazione sono pure tenute le scar-
senso dell' olografo testamento mi ap- pe de'Papi, benché la Chiesa non veneri
partenevano e liberamente poteva appro- per santi, ma per la sublime dignità di
priarmi, e per moderazione e delicatezza cui furono rivestiti, e per le virtù che e-
noi feci. Lo sappiano i detrattori, e se han- sercitarono. Delle scarpe chiamate San-
no pudore ne restino confusi : di altro par- dali a questo articolo ne trattai, in uno
lerò francamente e con dettagli in più va- ai calzari delti calze de' sandali, e dello
sto campo; qui la carta è misurata, co- stesso drappo e colore di queste scarpe

me l'argomento è circoscritto. Fu tanta la pontificali, così qualificate perché s'indos-


venerazione de'fedeli per Gregorio XVI, sano allorché si celebrano, non meno dal
che per appagarla nelle richieste scarpe, Papa, che dai cardinali vescovi e preti,
anche da distinti personaggi, principi e dai vescovi, dagli abbati e altri per pri-
sovrani, di frequente senza bisogno ne fe- vilegio apostolico. Il Papa solo adopera
ci fare in gran copia: altrettanto dicasi sandali e calzari rossi e bianchi di seta,
de' benelliDi. Tutlavolla alla sua mor* a seconda delle feste; sugli altri colori si
se A S C A III
può vedereM ANTO pontificale e Piviale. stenosi significali. Disse bene il p. Bo-
DifFeiiscono sandali del Papa da quelli
i nanni che la materia dellescarpe deve es-
degli altri, non solo per la croce ricamata sere corrispondente a quella della /l7os-
in oro sul drappo della tomara, ma an- zella (ed anche quanto al colore alle ve-
cora per gli altri fregi e ricami d'oro che sti che notai in diversi luo-
cardinalizie, lo
li abbelliscono; anche i calzari pontifìcii ghi, come nel voi. XV, p. ^52), secondo
sono ornati da eguali ricami in oro, che le particolarità che io dichiarai in quel-

non si sogliono fìire a quelli degli altri, i l'articolo, ma non convengo che per san-
quali adoperano sandali e calzari bianchi, dali si debbano intendere le scarpe di vel-
rossi, paonazzi, rosacei e verdi. Chetante luto rosso, poiché mai si usa il velluto nel-
al Papa, quanto al vescovo convengano le scarpe pontificali con proprio vocabolo
scarpe particolari, cioè i sandali, qualun- denominate sandali, ma sempre di seta e
que volta devono celebrare, lo persuade sebbene il velluto sia consideralo simile
la ragione, poiché leggo in Bonanni, Del- alla seta. Errò pure nel dire, che il co-
le scarpe del vescoi'O cap. 7 i : Che se ap- lore delle scarpe segue quello del Berret-
presso gentili era costume l'usarle, quan-
i tiitOf il quale invece non varia mai ed è

do offrivano sacrifizi alle false deità, e ciò sempre bianco; piuttosto ciò devesi in-
per riverenza verso quelle, molto più si tendere pel Camauro (^.), quando l'u-
deve professare quest'ossequio al veroDio. sano i Papi. Inoltre il Bonanni, come al-
Riporta Erodiano nel lib. 5, che Antoni- tri, pretese più antica la gestazione della
no imperatore more vatum e/'iis regionis croce sulle scarpe de'Papi dall'epoca as-
ubi sactrdotiofungebatur calceos candid segnata dal bel trattalo del p. Povyard,
dissiinos ex lino pestasse j che perciò s. onde con Rocca dice che s. Grego- l'usò
Bernardo, Epist. 42, afferma che tra le ve- rio I del 5,90, e Giovanni VII del 7o5,
sti sagre del romanoPonf efice devono nu- ed altri Papi. A questo Giovanni VII al-
merarsi anche le scarpe, e lo slesso con- tri attribuirono la prescrizione,che al so-
fermò Rupcrto abbate, né ciò si deve in- lo Papa dovea baciarsi il piede, e che al
tendere delle scarpe continuamente usate suo tempo vescovi portavano le scarpe
i

dal Papa, le quali però devono essere in crociate. Diversi eretici biasimarono mali-
somma venerazione per il segno della s. gnamente il portare la croce sulle scarpe
Croce con cui sono fregiate. Aggiunge Bo- dai Papi, come inconveniente il porre in
nanni, che a questa pia e misteriosa con- luogo sordido il segnoadorabileanclie agli
suetudine non si può opporre Tuso con- Angeli. Nullameno, come osservò il cita-
trario del sommo sacerdote della legge to Valenlini, tal costume é lodevole, si

antica, il quale sagrificando con piedi af- perché la dignità pontificia lo ricerca, co-
fatto scalzi, seguiva Tordinamentodi Dio me per la riverenza dovuta ad essa dai
nelle sagre vesti, tra le quali nona vea pre- popoli. In ciò apparisce l'umiltà dei Po-
scritto le scarpe; perciò tra gli ebrei l'an- pi, che dovendo essere adorali dai fedeli
dare scalzo era segno di umiltà e som- prostrati a'ioro piedi, vollero che tale o-
missione, onde così procedevano ne' gior- nore si rendesse alla croce; ed essendo i

ni di digiuno. Nella legge nuova poi, a ven- Papi guida sicura nel propagare il van-
do Dio commessa la cura al suo vicario gelo, ben doveano colla guida della croce
in terra di governar laChiesa, con quelle portarlo in tutto il mondo. Siccome la cro-
leggi che più avesse giudicato opportune ce si pone in fronte ai cristiani, per ren-
a conciliar venerazione verso Dio e mae- derli formidabili al demonio, così il Papa
stà ne'sagri minislri,quindi tolta ogni om- r usa sui piedi, acciò avvalorato dal sa-
bra di antica superstizione, si sono stabi- lutifero segno, posvi sicuramente caauni-
lite altre leggi e riti diversi pieni di mi- nare e guidare i popoli nella via delia sa-
ìli sex se A.

Iute. Che se nnlicamente era lodevole il piace al Papa d'intimare che alle Cap»
pone la croce sulle porte, e sui piedi dei pe (F.) si levino le pelli d'armellino, se
morihondi si fa il suo segno con l'olio san- vorrà usare vesti di seta, depone le scar-

to, ed anche le bestie si segnano colla cro- pedi vellutoeassumequelle di seta. Quan-

ce, molto più è lodevole porre la croce do si dice, il Papa vestirà di seta^ sebbe-
sulle scarpe del Papa. Mazzaroni inipu- ne sia inverno o usi sottana di panno o
gnò il malevoloCuspiniano, provando tale cascemir, allora la mozzetta e le scarpe
usanza antica e non interrotta nellaChìe- sono di velluto, il quale vuoisi equivalen-
sa : lo stesso fecero Bosio, De signis Ec- te alla seta. Quando poi è prescritto, che
clesiae ci\p. 5j Grel8ero,Genebrardo,CoC' il Papa vestirà di lana, sia primavera,
cio,Suarez,e Stapletooio, De magnitudi- estale o autunno, e che la sottana è di se-
ne rom. Ecclexiae cap. 4- Il Papa come ta, allora la mozzetta e le scarpe dovran-
rappresentante di Cristo permette l'esse- no essere di saia ociambellotlo. Quando
re adorato, ed a suo esempio fa la La- nella stagione invernale devesi dal Papa
vanda de' piedi (f^.) ai poveri, ed umil- vestire di lana^ s'intende che dovrà as-
mente glieli bacia : come uomo si prostra sumere le scarpe e la mozzetta di panno.
a' piedi del Confessore del Papa (/'.), e Il vestiario di lana dal Papa si deve usare;

scalzo nel venerdì santo recasi all'adora- dalla settuagesima al sabbato santo sino
zione della Croce (^.), nel modo che de- dopo la funzione; e dnlla i.' domenica
scrissi ne' voi. 3o9,XVni,p. 23g,
VlII,p. dell'avvento ai primi vesperi esclusi ve del-
mentre si cantano ^V Improperi {^P^ .). O- la vigilia di Natale. Si devono però eccet-
gnianno il prefetto delle ceremonie con- tuare i seguenti giorni e circostanze in
segna al r." aiutante di camera del Pa- cui ha luogo la mozzetta e le scarpe di
pa un libretto, con questo titolo: Nola velluto. Se nella settuagesima ricorrela
de'giorni ne* quali il sommo Pontefice xV. festa della cattedra di s. Pietro. Se in tem-
N. userà gli abiti di seta o di lana nel cor- po di carnevale il Papa va a visitare il ss.
rente anno. Avendo esaminati tutti quelli Sagramento esposto, o altre chiese, mo-
stampati nelpontifìcatodi Gregorio XVI, nasteri e luoghi. Se nella quaresima ca-
vi ho trovato diverse inesattezze e con- de la festa dell' Annunziata. Se nell'av-
traddizioni. Ecco dopo tale studio e tenen- vento e nella vigilia dell'Immacolata Con-
do presente il prescritto dalle rubriche, cezione, nelle ore pomeridiane si reca alla
quanto posso dire sull'uso delle scarpe dei basilica de'ss. XII Apostoli, a compartire
l^api, circa alla materia e al colore. Il co- la benedizione col ss. Sagramento egual- J

lore rosso si usa in tutto l'anno, tranne mente nel dì seguente per tal festa, il Pa-
dal sabbato santo a quello in Albis^ che è pa usa mozzetta e scarpe di velluto. Se
bianco, anche nel camauro, nella stola e l'anniversario della creazione e corona-
nella mozzetta. Le scarpe bianche sono zione del Papa ricorre nella quaresima,
di lana o panno, e di seta usano le pri- : si nell'avvento, o in altri tempi in cui è pre-
me se la stagione è fredda, le seconde se scritta la lana, non ostante userà la moz-
temperata. Il Papa dopo la fimzione del zetta e le scarpe di velluto, e di seta se
sabbato santo, deposta \aFalda(f^.), nel- gli altri tempi sieno nelle stagioni in cui
la stanza chiamata con tal nome, depone si adoperi la seta. Di lana il Papa veste
le scarpe di panno rosso, e l'aiutante di nelle vigilie di Natale ede'ss. Pietro e Pao-
camera gli calza quelle bianche. Nel sab- lo, ma nella sola mattina, che se cadono
batoin /4lbis dopo la funzione, nella stes- in domenica ciò si osserva nel sabbato pre-
sacamera levatasi la falda, l'aiutante di cedente. Nelle vigilie della Purificazione,
camera gli toglie le dette scarpe, e gli po- dell' Annunziata e dell' Assunzione si usa

ne quelle di velluto rosso. Quando poi pure la lana nella sola muUiua, poiché la
sex SCA ii3
I.* festa (alvolla si celebra prima di set- toli e diaconie, per le feste de' ss. titolari

tuagesima,e la 2/ dopo Pasqua. Nel 83 i 1 di tali loro chiese. Ne' medesimi libretti

la festa dell'Annunziala, essendosi cele- sono prescritti senza uniformità e ragione


brata in venerdì di marzo, fu prescritta altri giorni in cui si avrebbe da usare la

la lana per la sola visita dellastazionenel- lana, che sembrami non doversi attende-
la basilica Vaticana. La lana userà nella re : si leggano e quindi si giudichi. 1 riti

manina della vigilia d'Ognissanti, e delle e le sagre ceremonie, come i colori eccle-
vigilie de' ss. apostoli Andrea, Simone e siastici, e le materie delle sagre vesti sono
Giuda, Barnaba, Giacomo, Bartolomeo; invariabili; vi sono delle eccezioni, ma le
le vigilie degli altriopostoli cadono in tem- conosco : tuttavia non potei ragionevol-
pi in cui si adopera la lana, come d'or- mente registrare altro.
dinario avviene per quella di s. Matteo De Sandali de' cardinali degli ordini
nelle tempora d'autunno. Eziandio de* de'vescovi e de'preti, ne feci cenno di so-
vesi assumere la lana ossia la mozzetla e pra e trattai all'indicato articolo, e l'usa*
le scarpe di saia, come estate, nelle mat- noquandocelebrano pontificalmente nel-
tine delle vigilie di s. Gio. Battista e di s. la cappella pontificia o altrove, e quando
Lorenzo martire. Ne'tre giorni delle quat- fanno ordinazioni eallresolenni funzioni^
tro tempora egualmente è prescritta la tranne il venerdì santo e nelle messe di
lana, come nella vigilia e ore pomeridia- requie : i loro cadaveri si seppelliscono coi
ne dell'anniversario de'fedeli defunti, co- sandali; non quelli de' cardinali diaconi,
me ne' successivi anniversari de' Papi e a'quali non è concesso l'uso de' sandali.
cardinali nelle mattine in cui si celebra- Anzi, benché cardinali diaconi hanno i

no, adoperandosi altresì la lana negli al- l'uso delle scarpe rosse, i loro cadaveri si

tri anniversari de'Papi, sia nella cappella espongono e si tumulano con iscarpe ne-
pontificia, sia nella basilica Vaticana, co- re, sebbene vestiti de'sagri paramenti lo-

me ancora nell'esequie che il Papa fa ce- ro propri. I cardinali vescovi, preti e dia»
lebrare nella cappella pontifìcia ai sovra- coni usano comunemente scarpe nere con
ni cattolici defunti, cioè re ed imperato- tacchi filettati di pellerossa,e fermate da
ri; e ne' funerali che si celebrano ai car- fibbie d'oro o dorate. Nel venerdì santo
dinali quando muoiono. Qualora il Papa tulli i cardinali per l'intiero giorno usano
nel giorno della commemorazione de'de- scarpe senza tacchi rossi, e fibbie d'argen"
funti vada a visitare la chiesa di s. Gre- lo o d'acciaro. Nella sede vacante prati*
gorio I al Monte Celio, per suffragio dei cano altrettanto finché dura, i soli cardi-
morti, incederà con mozzelta e scarpe di nali creati dal Papa defunto* Per l'ado-
lana. Ne'suddetli libretti non trovai no- razione della Croce in detto venerdì san-
tate, ne le vigilie di Pentecoste, né de' ss. to, come dissi ne' voi. citati di sopra, i car-
Filippo e Giacomo minore che apostoli, dinali incedono scalzi, avendo loro leva-
mi sembra doversi usare la lana nella mat- te le scarpe i propri camerieri, che poi gli
tina trovo però nel Seslini, Il maestro
: ricalzano: anticamente per questa fun-
£ficflmerrt,cap.8,che nella vigiliadi Pen- zione i cardinali si recavano alla cappel-
tecoste deve farsi un'eccezione sul colore la pontifìcia in pianelle, come riferisce Lo-
delle vesti de' cardinali, dovendosi usare nigo, Delle vesli purpuree ^ p. 8, per le-
il rosso, ma non parla della mattina, che varsele subito al punto dell'adorazione e
è ii punto in cui credo doversi usare la lasciarle a'Iorostalli, eseguita la quale col-
lana; pei vesperi convengo che si deve a- la stessa facilità ricalzarle. Anticamente
doperare la seta e il colore rosso dai car- nella funzione dell'adorazionedellaCroce,
dinali. Inoltre i cardinali assumono il co- non entravano i camerieri de' cardinali
loie rosso ne'tempi vietati, ne'propri ti- nella quadratura della cappella pontificia
VOL. IXII. 8

ICeòewM^ CdU/^
P.rnK^MVii^iii h A
ii4 sex SCA
per levare le scarpe a'Ioro cartllnaìi, ciò pe nere e non mai le rosse. Gli altri car-
che ha hiogo come descrissi a tale cappel- dinali assumono la i
.^ volta le scarpe ros-
la, ma ogni Caudatario (F.) levava al suo se, nella mattina che si recano al conci-
cardinale le scarpe, come leggo nel p. Bo- sloro pubblico per ricevere il cappellocar-
naiinì a p. 44^* Inoltre cardinali vesco-
i dinalizio, se del colore rosso sono le ve-
vi, preti e diaconi usano ancora come di- sti, come avvertii nel voi. XV, p. 252 e
stintivo le scarpe di pelle rossa, colle fib- altrove; altrimenti se il giorno cade nel-
bied'oroo doraleicd anticamente anche l'avvento, quaresima, tempora, vigilie, ec.
le scarpe di pelle paonazza queste ulti- : dovranno paonazze portare le
colle vesti
me erano della forma comune, con fìbbie scarpe nere, ora che non più si usano le

d'oro o dorate, e si assumevano dai car- paonazze. Le scarpe nere e non le rosse
dinali colie calze e vesti paonazze, poiché indossanoi cardinali nelle ore pomeridia-
come Lutto, con l'au-
notai a Calze ed a ne del giorno in cui hanno ricevuto il det-
Lunadoro, Relazione della corte
torità di tocappellocardinalizio, visitando la basi-
dìRoma^^. 8(ma dell'edizione del 1 646),
1 licaVaticana e poi il cardinal decano. Le
prima le scarpe doveano seguire il colo- altre volte poi che i cardinali assumono
re delTabito, altrettanto dicasi delle cal- le scarpe rosse, insiemeai sagri paramen-
ze, le quali come pure ivi avvertii si por- ti del colore corrente, sono le feste solen-
tarono sino al pontificato di Pio VI se- ni di Pasqua, processione del Corpus Do
condo il colore dell'abito, per cui la ge- miniy vigilia e festa de'ss. Pietro e Paolo,
rarchiaepiscopaleela prelatura, ne'lem- vigilia efesia di Natale. Qualora poi nel-
pi in cui i cardinali vestivano tutto di pao- le fesle in cui Papa celebra pontifical-
il

nazzo, indossa vano calze e vesti nere, cioè mente ciò non facesse, non avendo per-
in que'tempi e inciusivamenteall'avven- ciò luogo i sagri paramenti, ma le sole cap-
to che rimarcainel voi. VI, p. 287 e 288 pe rosse, non si calzano le scarpe rosse,
parlando dellecalze, ed ove rilevai che a- tranne la detta processione in cui cardi- i

dottate dai cardinali lecalze rosse con l'a- nali le usano coi paramenti, sebbene non
bito paonazzo, i vescovi ealtri prelati con- intervenga il Papa. Tuttavolta Pio VI e
tinuarono a portare le vesti e le calze pao- Pio Vili pe'ss. Pietro e Paolo solo assi-
nazze ne'tempi Le scarpe paonaz-
vietati. sterono alla funzione, e per decoro della
ze de'cardinali, sembrano andate in disu- solennità fecero indossare ai cardinali i

so per tale variazione. I cardinali frali e paramenti sagri e le scarpe rosse. Queste
monaci che non hanno 1' uso del colore eziandio e coi paramenti sagri si usano dai
rosso, paonazzo e rosaceo (questo colore cardinali nelle funzioni straordinarie del-
che si usa nella domenica Laelaree nel- l'apertura echiusura dellePortó5rt«fe(/^.),
la domenica Gaudete^se'xn tali giorni pe- della Canonizzazione, óeWa Consagrazio-
rò s'incontra l'anniversario della creazio- nCyCoronazione e Possesso{^V .) del nuovo
ne o coronazione del Papa, ed in quare- Papa.DebboricordarecheClementeXIV
sima lu festa dell'Annunziata, e ne' due nel giorno che si fece consagrare non si fe-
tempi qualche straordinaria solennità o cecoronare, indi non permise nella i. 'fun-

allegrezza, in vece del rosaceo i cardinali zione ai cardinali sagri paramenli, ma


i

adoperano il colore rosso, ed paramenti i le sole cappe rosse, e la messa fu sempli-


sagri del Papa, del celebrante e de'sagri Gemente letta. Gregorio X V I sebbene pre-
niinislri,come il restOjSonodel colore pro- se il possesso con poca solenni là, pure vol-
priodella ricorrenza ),edebbonousarsem- le che icardinali assumessero colle scar«
pre quello del proprioordine, di che par- pe rosse sagri paramenti. Nelle schedu-
i

kiipurea Religioso, massime per l'usodel le stampate, che il prefetto delle ceremo-
RocchetlQ (^.), adoperano soltanto scar- nie, d'ordine del Papa, manda a'cardina-
SCA SCE n5
lì e altri, per le feste solenni in cui si u- pazia; dal che ne venne il nome di mare
sano le scarpe rosse, è a vvertilocolle paro- Carpazio, nel dipartimento del regno di
le cani calceamenlis rubri coloris. Quan-
: Grecia delle isole Cicladi orientali : é pie-
do le scarpe rosse si debbano usare, non na di montagne e di scogli, con cave di
mancai notarlo nella descrizione delie fun- marmo, miniere di ferro, e parecchi pie*
insieme a luti' altro che riguarda
zioni, coli porti. La città di Scarpanto era l'an-
i 83, e XXXV,
cardinali. Ne' voi. IX, p. 1 tica capitale, ora Audemo sulla costa o-

p. 193, narrando l'ingresso solenne dei rientale è il sito principale.La città di Scar-
nuovi cardinali in Roma, dissi che lo face- panto fu pure della Carpato (F.), Car-
vano con abito viatorio paonazzo con i* pathen^^m sede vescovile, poi arcivesco-
scarpe senza tacco rosso. A Lutto procu- vile e metropoli delle Cicladi, ed ora ti-
rai di riunire tutte le notizie riguardanti tolo vescovile in partibus sotto Rodi, che
quello eziandio de'cardinali, ma non tro- conferisce la s. Sede. Inoltre i Ialini vi eb-
vai propriamente specificale le scarpe. La bero i seguenti vescovi residenziali : Ni-
gerarchia vescovile, olirei Sandali {K.), cola morto in Venezia nel i 326; gli suc-
usa scarpe di pelle nera della forma co- cesse NicolòMachi noia francescano nomi-
mune, con fibbie d'oro o dorale o di ar- nato da Giovanni XXII, indi Nicola Sor-
gento, che nel venerdì santo per l'adora- bole veneziano e carmelitano morto nel
zione della Croce depongono in cappella i368, Nicola d'Abrarao domenicano e-
pontificia(come fanno nelle loro cattedra- letto da Bonifaccio IX nel i4oo. Oriens
li, che celebrano tale funzione),
e gli altri chr. t. 3, p. io58.
al modo che dissi ne' voi. VI li, p. 3 1 o (ove SCARPIA o SCARPHIA. Sede vesco-
notai che in della cappella incedono scal- vile della provincia d'Ellade,solto la me-
zi all'adorazione della Croce, anche ge- i tropoli di Corinto, nella diocesi dell'llliiia
nerali degli ordini religiosi), XXXII, p. orientale. Zoilo, uno de'suoi vescovi, sot-
3o, ove megliodichiarai, che vescovi non i toscrisse la lettera sinodale di sua provin-
assistenti al soglio per tale funzione si u- cia all'imperatore Leone,suirassassinio di
niscono agli assistenti, come quando in- s. Prolero; trovasi pure negli atti del con-
dossano le sagre vesti mentre nel voi.
, cilio di Calcedonia, col titolo di vescovo di
XVIll, p. 339 riportai quanto lessi ne'ro- Carsia o Carfia,che credesi essere la stessa
toh o ceremoniali che regolano l'accesso che Scarpia. Oriens chr. l. 2, p. 212.
gerarchico all'adorazione, in cui i prela- SCEiNE oSCE^AE.IÌIandraeoMan-
ti di fiocchetli hanno la precedenza sui drorum. Sede vescovile della provincia
vescovi non assistenti : si può vedere Pro- Augustamnica 2.'', sotto il patriarcato di
TONOTARt apostolici. Finalmente gli altri Alessandria, fra A frodile e Babilonia, e-
ecclesiastici, oltre quatìlo già notai e con retta nel V secolo, sullraganea della me-
quelle avvertenze che riguardano i rego- tropoli di Leonlopoli. Pietro suo vescovo
lari, usano scarpe di pelle nera della for- sottoscrisse la lettera de'prelati d'Egitto
ma comune,allacciale con fibbied'oro, do- all'imperatore Leone, relativamente al-
rale, d'argento o d'acciaio. Le scarpe con l' assassinio di s. Prolero d' Alessandria,
fìbbie ancora l'usano gl'individui com- Oriens dir. t. 2, p. 563. Scene, vSb«f«ef/,

ponenti la Famiglia pontificia (^.) , la è ora un titolo vescovile in partibus^ sotto


Famiglia de' cardinali e prelati (F.)^ e l'arcivescovo pure in partibus di Leonlo-
che dichiarai a'ioro luoghi, an-
tutti quelli poli, che conferisce il Papa.
che per qualche varietà nella forma o co- SCEPSI. Sede vescoviledell'ElIespon-

lore delle scarpe. to sotto la metropoli diCizico,eretta nel i

SCARPAiNTO. Isola del mare Egeo, secolo, nel quale o poco dopo fu unita al
tra Rodi e Creta, chiamata altre volte Car* vescovato diXroade; chiese che furono poi
ii6 SCE SCE
separate, e nel 4^' ciascuna avea il suo le di Neil Lublan. L'industria è molto o-
vescoTO particolare, come apparisce dagli perosa nelle miniere, nelle fabbriche di
atti del concilio di Calcedonia. Enea abitò tela, terraglie e in numeroseconcie di pel-
alcun tempo nellacittà di Scepsi, la quale li. comitato è diviso in 4 niarche, Leut-
Il

fu patria di Demetrio il grammatico, e di schau è il capoluogo, e Scepusio città pri-


più altri uomini distinti pel loro amore maria. Contiene il distretto de' 16 borghi
alle lettere e alla filosofia. Vi erano alcu- privilegiati,sparsi in tutto il comitato, l'in-
ne ragguardevoli biblioteche, alcuni libri sieme de* quali forma un distretto indi-
delle quali passarono a Roma. Ne furono pendente dalla giurisdizione del comitato
vescovi Cornelio il Centurione battezzato di Scepusio, e gode vari privilegi, fra gli
da s. Pietro, il i ° de'gentili che ricevè tal allri quello d'essere governati da un con-
sagramento, e mori a Scepsi, dove avea te che borghi si scelgono la sede dell'am-
i :

predicato il vangelo. Alcuni lo venerano ministrazione è a Neudorf. In Scepusio si


a*2 febbraio per santo, altri lo dicono ve- contano circa 200 case. Tra i suoi edifizi
scovo di Cesarea. Scoperto il suo corpo è la bella cattedrale d'antica e gotica strut-
nel V secolo
da Silvano vescovodi Troa- tura, sotto l'invocazione dis. Martino ve-
de, fu collocalo in unachiesa che quel ve- scovo e confessore: non mollo distante sor-
scovo avea fatto fabbricare in un luogo ge l'episcopio. Il capitolo si compone di
chiamato Trigono-Scepsi, poscia delta la 10 canonici, comprese le 7 dignità, lai.*
città di s. Cornelio. Atanasio sottoscrisse delle quali è il preposto maggiore, la 2."
al concilio d'Efeso come vescovo diScepsi; è l'arcidiacono, il teologo, due cappel-
gli attide'saoti lo fanno vescovo di Troa- lani ede'chierici, assistendo al divino ser-
de, la quale era ancora unita a Scepsi. Fi vizio i seminaristi. Nella cattedrale, tra le
lostorgio, pel quale Diogene suo metro- reliquie, si venerano il cranio di S.Giorgio
politano sottoscrisse al concilio di Calce- martire, e quello di s. Margherita vergine
donia , in cui trovasi ancora il nome di e martire. Vi è il battisterioelacura d'a-
Ponio vescovo di Troade, il che prova che nime, di cui è parroco un canonico aiu-
queste due sedi già erano separate, come tato da due cappellani. Non vi èallra chie-
notai. Politeno sottoscrisse la lettera del sa parrocchiale, e vi è il solo seminario;
concilio di Cizico all' imperatore Leone, non conventi, non ospedale, non monte di
concernente l'uccisione di s. Protero. Sa- pietà. Pio VI ad istanza di M.^ Teresa re-
muele fu al concilio di Fozio, nel ponti- gina d'Ungheria,collabollaiF?om<z^?«5Po/i-
ficato di Giovanni Vili. Orienschr. t.i, tifix, de' 1 3 marzo 1776, Bull. Rom. coni.

p. 7B4. t. 5, p.2o3, dismembrò Scepusio e il suo


SCEPUSIO o ZIPS (Scepnsien). Cit- territorio dall'arcidiocesi di Strigonia, l'e-
tà con residenza vescovile in Ungheria, resse in vescovato e lo dichiarò suffraga-
nel comitato di Scepusio o Zips, marca neo dell'arci vescovo d'Agria o Erlau, e lo
di Hegy, sopra un'alta rupe in amena po- è tuttora. Nel concistoro de' 26 seltem-
sizione. Appartiene ai conti di Csaky, e brei776 preconizzò peri.** vescovo Car-
prese il nome dal comitato, circolo di qua lo deSalbeckdi Transilvania, traslato da
della Theiss in gran parte coperto dai
, Nemesi in partibus. Gli successero, nel
Carpazi, de* quali contiene il punto più 1788 Giovanni Revay dcRevay di Nitria;
elevato, il Lonnitz nel gruppo di Taira. nel 1807 Michele de Brigido di Trieste,
11 clima n'è freddo, onde la vite non vi trasferito da Lubiana; nel 8 8 Gio. La- 1 1

riesce : il paese è ricco d'orzo, lino, frut- dislao Pyrker cistcrciense d'Alba Reale,
ti, legname, bestiame, sei vaggina,polIami, poi nel 1820 patriarca di Venezia, indi
pesci, ferro, rame; vi sono parecchie sor- arcivescovo d'Agria o Erlau; nel1828 e
genti minerali^ e tra le più rinomate quel- dopo sede vacante^ Giuseppe de Belik di
SCE SCE 117
Nilriaj regnante Pio IX
per sua morte il che si pose anche in mano degli dei, co-
nel concistoro de*3o settembre i85o di- me de're per divisa di loro potestà; dei
chiarò vescovo l'attuale mg/ Ladislao governatori di provincia, de'capi del po-
Zaboisky di Eperies diocesi di Cassovia, polo, de'primari magistrati e dignitari in
già parroco, decano del distretto di Leiit- segno d'autorità e giurisdizione. In origi-
schau, ispettore delie scuole elementari e ne non era che una Cannai una Bacchet'
canonico onorario della cattedrale.La dio- ta^ un Bastone (^.), di cui i re, duci o i

cesi si estende in 3 comitati, hai 60 par- generali comandanti learmate si serviro-


rocchie, /^56 succursali, e molti luoghi. no per appoggiarsi, dagli antiquari chia-
Ogni nuovo vescovo è tassato ne'libri del« mato hasta piirayCÌoè una picca senza fer-
la camera apostolica in fiorini 800. ro, asta che ne'raonumenti antichi si ve-
SCETTICISMO. Setta e dottrina de- de nellemanidelledivinità e de're. A Pa-
gli scettici. Lo che dubi-
scettico è quello triarca o antico capo di famiglia, par-
ta d'ogni cosa, e propriamente dicesi di lando del suo domestico principato, dissi
quegli antichi filosofi, la setta de'quali sta- che tra le sueinsegned'autorilà e di giu-
biliva per principio, che non v'è nulla di risdizione era vi il bastone lavorato, con
certo, e che si ha da dubitare d'ogni co- pomo rappresentante un fiore, un uccello
sa. Lo scetticismo in materia di religione, o altro, dal che vuoisi derivato il liuto o
èia disposizione d'un filosofo, il quale pre- bastone augurale degli antichi Sacerdoti
tende di aver esaminate leprove della re- La bacchetta che i sacerdoti por-
(f^.).

Iigi4»ne, e che sostiene in seguilo che sono tavano quando andavano a sagrificare,&i
desse insufficienti, od almeno bilanciate chiamò secondo le Conimen-
varie lezioni,
da obbiezioni d'un peso eguale, e che e- tacolo , o Comniotacolo,
Coninietacolo ,

gli ha diritto di restare nel proprio dub- Credè Pesto che fosse per rimuovere la
bio fino a che abbia trovato argomen- ciurma della gente, ma pare che vi en-
ti invincibili, ai quali non siavi più nulla trasse qualche più recondito fine, e fosse
da opporre. Eglièevidente, cheunsifTat- con essa inleso alcun rito arcano di reli-
to dubbio cos'i pensato è un' irreligione gione. Col ministero d' una verga gl'in-
formale un incredulo abbraccia un tal
: cantatori e i maghi esercitarono la Ma-
dubbio a fine di essere dispensato dal ren- già (V.), Nella sagraScritlura diverse vol-
dere a Dio un qualunqueculto,eper non te si parla dello scettro. Giacobbe predi-
adempire così alcun dovere di religione. ce a Giuda che lo scettro non sortirà dal-
Ma simile modo di procedere non è sola- la sua tribù,finoalla venuta di Colui che
mente un'empietà, ma altresì un'assurdi- dev'essere l'aspettato delle nazioni. Ba-
tà, com'esprimesi Bergier, parlando del laam, predicando la venuta del Messia,
Scetticismo. Gl'increduli di tutte le sette dice che sortirà uno scettro da Israele.
non seppero mai far altra cosa, fuorché ri- Baruch parla dello scettro chei babilone-
volgere controil cristianesimo in generale si mettevano in mano de'Ioro dei. I pro-
ie obbiezioni chei protestanti fecero con- feti discorrono spesso dello scettro della
tro il oaltolicismo. Dice Bergier,non ispet dominazione, ed Amos designa il sovrano
ta dunque a questi ultimi di rimproverar- potere per colui che tiene lo scettro. Lo
ciche il nostro sistema, o il nostro meto* scettro nel prende per verga di
salmo si

do, guidino al dubbio universale in ma- correzione, per l'autorità sovrana che col-
teria di Religione (^.). pisce e abbassa. Lo scettro fu preso per
SCETTPiO, Sceptrwn. Bacchetta rea- una tribù, nel senso che patriarchi o prin-
i

segno d'autorià e di dominio, verga che


le, cipi delie tribù ne portavano uno per in-
con vocabolo greco si chiamò anche ^^tef- segna della loro autorità. Lo scettro, cioè
Lro e Bacolo (/^.). Bastone del comando l'ebraico Jc7jc^e^,signifiica la verga del pa-
ii8 SCE SCE
»lore, il bastone, il dardo, o la lancia d'un quilad'oro,ei consoli e i consolari Io por-
guerriero. Veri ficalesi le profezie in Gesù tarono d'avorio sotto il nome di scìpioj

Cristo, per ischerno nella sua Passione, o bastone di comando. Anche senatori i

gli fu posta in mano per isceltro una Can- usarono lo scettro d'avorio oltre fasci : i

na {^ ')• La mitologia rappresentò Gio- o mazzi di verghe de'magistrati, famoso


ve collo scettro, e Nettuno col suo triden- éìlbastonecon l'aquila in cima, che pres-
te.A Cheronea nella Beozia venerava- so i romani portavano trionfatori, da i

no sopra tutte le altre cose più sagre un Giovenale chiamato Sceptro eburno^ an-
bastone cbe cbiamavano lo scettro di corché non consoli,essendo precipuacnen-
Giove e degli Alridi. Secondo Giustino, le insegna consolare, per cui l'adottaro-
la lancia fu riguardata anticamente come no gl'imperatori romani pel consolato che
lo scettro degli eroi, che V una o l'altro riunivano. Tanto trionfatori che gl'im-
i

pigliavano allorché si presentavano nelle peratori usarono scettri eburnei , nella


pubblicheassemblee.Ne'tempi successivi sommitàde'qualieravi una piccola aquila
lo scettro diventò un ornamento regio, e posata sopra un globo. Vi sono scrittori
il distintivo caratteristico del potere so- che affermano di aver usato i primi im-
vrano. I re lo tenevano in mano allorché peratori lo scettro d'avorio, sebbene non
esercitavano qualche funzione inerente fossero consoli, come insegna d' onore e
allarealeauloritàeparticolarmentequan- di potere, come notò il p.Lupi nelle Dis-

do amministravano la giustizia. Lo scet- sertazioni , ed il Bagnolo nella Disseri,

tro fu riguardato come il simbolo della dell' Ortatore Nautico, presso Calogerà
verità, e per esso i monarchi giuravano t. 29. Gl'imperatori romani conservaro-

d'essere sempre giusti. Fino da principio nosino agli ultimi tempi dell'impero que-
fu vestito d'ornamenti d'oro, d'argento,
ri stodislintivodi potere, che i re eallri mo-
di rame, o d'avorio, e di figure simboli- narchi usano tuttora nellegrandi ceremo-
che. ^cWIllade d'Omero i principi gre- nie. Il Senatore di Roma (/^.) riceve dal
ci collegati alla espugnazione di Troia, Papa lo scettro d'avorio, dopo avere pre-
portano scettri d'oro. Quello d'Agamen- stato il giuramento di fedeltà. Lo scettro
none era un'opera impareggiabile di Vul- divenne anche insegna accademica e di
cano, che dato Io avea al figlio di Satur- supremazia artistica, poiché narrai nel voi.
no; da Giove era passato a Mercurio, po- XI, p.17, che nel 1 593 eletto il Zuccari
a Pelope, ad Atreo, a Tieste
scia fe final- principedeW accademia romana dis. Lu'
mente ad Agamennone: questo era lo scet- cay pel I." usò lo scettro accademico, il
tro oggetto di quotidiani sagrifizi a Che- conlePaolino Mastai Ferretti, /Vb//z/e del'
ronea. Tra le 7 cose fatali di Roma, dalla l'accademie d* Europa, p. 44 riferisce.
conservazione delle quali superstiziosa- wL'origine degli scettri, che indicano giu-
mente si facevano dipenderei destini del- risdizione,nou vi fu ne' primi secoli né tra
l'alma città, e qual pegno d'impero, era- gii ebrei, né tra i romani, ma l'abbiamo
vi il famoso scettro di Priamo re di Tro- dalle costituzioni degl'uiiperalori cristia-
ia, ucciso nella suddetta guerra da Pirro ni nel secolo XII, e lai. ^ costituzione so-
figlio d'Achille. suo scettro fu portato
Il pra ciò fu emanata da Federico I annes-
ìu Roma e conservato poi religiosamen- sa al codice di Giustiniano 1, tit. ne filius
te. Virgilio neWEneide fa presentare in prò patrel. F.,dovesi accorda agli scola-
Lavinio al re Latino, per parte di Enea, ri il privilegio del foro. Vedendo dunque
Io scettro e il diadema di Priamo, che pri- i romani, cbe lo scettro indicava giurisdi-
ma avea offerti a Didoue. Alcuni preten- zione, e vedendo altresì l'utile di tale e-
dono che Tarquinio Prisco peli.** portò senzione per attendere con più quiete agli
iu Roma lo scettro sormontato da uu'u- studi, vollero anch'essi aver l'iusegna di
SCE SCE 119
giurisdizione ... Nel secolo XV le accade- ed ilche pose sul globo la croce, come
I
."

mie si distinguevano solo pel diverso no* si apprende dalle medaglie, fu Vaienti-

me del loro fondatore; ma parve poscia, niano I del 364, P^i si scorge tal pio u*
che ciò non bastasse,enel secolo XVI cia- so in Teodosio II del4o8 col motto Glo-
scuna di essa volle avere il suo proprio ria Orbis Terrae, perchè nell'estremità
nome, e poscia ancora l'impresa sua pro- era vi un piccolo globo e sopra di esso la
pria, e lo scettro". Quest'insegna per pro- croce, simile alla posteriore verga pasto-
muovere l'emulazione, colla corona di al- rale de* vescovi Ruteni (^.), e de' vescovi
loro e altre imperiali,e col tìtolo d'impera- maroniti; indi nelle medaglie di Lucinia
tore ed una specie di trono, nelle scuole fu Eudos&ia, d' Anastasia, di Giustino I, di
data al migliore degli scolari che si distin- Giustiniano I e de' seguenti imperatori,
gueva non solo nelle cose che s'insegnava- non vedesi mai la croce impressa nel glo-
no, ma anche persaviezza; anzi vi è l'im- bo slesso, ma sovrastante. Cesare Augu-
peratore e con isceltro dorato dell'arci- sto fu il i.°che usasse tale globo tra i suoi
confra terni fa della Dottrina Cristiana segni di sovranità, e come dices. Isidoro
(/^.), vincitore nella sua disputa genera- lib. S^cap.3, propternationessibi in cun-
I

le, sulla quale ora si eseguisce con quel ctoorbesuhjeclaSyUtniagis (in veceLipsio
metodo, che indicai nel voi. LI li, p. 233. lesse rnalis)Jìgurarn Orbis ostenderet.^eV'
De'bastoni insegna d'autorità ne'dignita- ciògli Augusti talvolta appella vansiflec/o-
ri della Chiesa, secondo i loro uffìzi par- res mundi, e Costantino I nell' obelisco
lai a' loro articoli, come tuttora l'usa il di Roma viene chiamato Dominus mun-
cardinal i.° diacono nelle pontificie fun- c?/,siccome Valentinianol Orbis terraruni
zioni, che notai a Priore. Il Pastorale
il Dominus si dice presso Ammiano. Que-
(^.) fu chiamatolo scettro de' vescovi, la sti vedono sovente nelle medaglie,
globisi
/er«/«(/^.) scettro pontifìcio, Sceptrurn e spesso con delle piccole vittorie, le qua-
Pontificiuniy verga che veniva anticamen- li porgono agl'imperatori corone d'alloro,

te consegnata al nuovo ^a^di.in signutn e talvolta in vece delle vittorie vi stanno


correctionis et reginiinis^ nel d'i della Co- delle croci dopo l'epoca di Costantino \.

ronazionee Possesso{P^.)3da\ Priore (P^,) Egli però avea posto il segno salutifero
di Sancta Sanctorum (^.). H Papa non della croce sul labaro, ne'fori e sullaCo-
usò mai il Bacolo Pastorale^ il quale col- rona (^.). Gl'imperatori cristiani in luo-
la sua estremità curva signtfìca limitata go dello scettro consolare, ch'era d'avo-
giurisdizione, ma la semplice Croce con rio o anche d'oro, aveano una lunga cro-
una traversa, segno d'illimitata autorità, ce, e Foca del 602 fu ilr.° ad introdurre
e non altrimenti, per quantoavvertii an- questo di voto costume. Come l'usò per
che nel voi. LI, p. 298,onde impedire gra- isceltro Alessio Coraneno, si può vedere
vi abbagli. nella Dissert. diBricherio presso Caloge-
Il ^.Co%idiàQXì\^Osservazioni sopra una rà t. 37, p. 2 1 1. Oltre però la croce u-
tai'ola grecay t. 3 Opuscoli del p. Calo- savano la verga osia lo scettro, che poi
gerà, nel cap. 8 tratta del globo e dello dai greci fu chiamata «rtr/ece. L'annota-
scettro segni imperiali,e dice che gli anti- tore del Magri, alla Notizia de' vocaboli
chi imperatoriromani portavano il globo ecclesiastici f al vocabolo IVarlheXy ferula
nudo denotante il mondo, senz'altro or- o luogo assegnato nella Chiesa(l^.)a'pub-
namento ; ma quelli cristiani, molto do- blici Penitenti (f^.), ed anche un vaso, coa-

po Costantino 1 il Gr^Hc^e cominciarono tro questo ultimo lo corresse. Dice dun-


a mettervi sopra la croce, secondo pu- que, che il iVtìtr/Aej:, voce greca, equiva-
re le sue Osservazioni intorno alla chic- lente alla latina Ferula, significa la verga
Sa di Torcello, Calogerà t. 43, p. aS/, o bacchetta eoo che i maestri discuoia pe-
110 SCE SCE
nitenziano gli errori degli scolari, cosi è vano Nel
colta sinistra, l'altrocolladestra.

da credere che nella primitiva Chiesa si vol.LVII,p. 77, narrandoil rito della con-
ponessero in Penitenza(P^.)\ peccatori che sagrazionedel redi Francia, dissi che l'ar-
si chiamavano penitenti, con adoprare la civescovo di Reinis gli poneva nella ma-

bacchetta,come oggi ne abbiamo l'esem- no destra lo scettro, nella sinistra la ma-


pio nelle basiliche cattedrali (e nelle pa« no di giustizia -.sene servivano per la pub-
triarcali di Roma),dove i Penilenzieri(f^.) blicazione delle leggi; del letto di giusti-
usano al modo antico le bacchette (toc* zia parlai a Francia, specie di Trono (^.)
cando leggermente il capo per quanto dis- sul quale sìedeva il re alle riunioni so-
si e con quelTindulgenze che notai al ci* lenni per deliberarvi gli affari importanti
lato artìcolo) e più evidente esempio ne
I dello stato. Questa mano di giustizia la
danno i ministri ecclesiastici neirassolve- descrissi nel voi. XLl 1,
32, e parlai di
p. 1

re i scomuniche
penitenti pubblici dalle sua materia, forma, uso, e talvolta impu-
(e utWe assoluzioni deWe Censure ecclc' gnata colla destra. Sotto lai. ^dinastia dei
siasùche. Fedi, ma Giulio li nell'assol- re di Francia, lo scettro o il bastone reale
vere solennemente veneti avanti la porta
i era una verga d'oro, alquanto ricurva ad
di s. Pietro, non volle usare le verghe)con una estremità, come a un dipresso il pa-
batter ad essi le spalle con verghe; laon- storalede'vescovi, e quella verga era d'or-
de ove si adopravano le narlicio bacchet- dinario tanto lunga,quanto era alta la per-
te fu chiamato nartece,e ritenne il nome sona del re. Lo scettro di cui si serviro-
anche dopo che più non si adoperavano. no i re successivi nella loro consagrazio-
"Varie erudizioni sullo scettro leggo inVet- ne, e che sino all'epoca della rivoluzione
tori, // Fiorino d oro^ tratte principal- era custodito nel tesoro dell'abbazia di s.

mente dalle monete e da gravi autori, co- Dionisio, era un bastone assai lungo, alla
me Bulengero, Fabretti, Bonarroti e ab cui estremità vedevasi una piccola figura
Iri : ne indicherò le principali. Nel fiori- d'imperatore, che secondo alcuni rappre-
no della repubblica di Firenze fu rappre- sentava Carlo Magno. Come variarono le
sentato s. Gio. Battista suo patrono, te- formeegli ornamenti di altre insegne rea-
nendo nella mano sinistra una verga o li,così di molto variarono gli scettri; quel-

sia scettro, che termina in una croce lun- lo i\e^V Imperatori di Germania e di Rus-
ga. Lo scettro di Basilio console del 54 1, sia, è sovrastato da un'aquila con due te-
ha una croce in vece dell' aquila. Parla ste, della quale parlai a tali articoli. Lo
dellecrociusatedagrimperatoridiCoslan- scettro del gran signore de' turchi termi-
tinopoli invece di scettro , e altrettanto na in una mezzaluna. À Corona IMPERIA-
fecero poi i usarono scet-
re, vale a dire DUCALE,a Coronazione degl'im-
LE, REALE,
tri con la croce sopra , come Riccardo I peratori, de're, de'duchi, e negli altri ar-
re d'Inghilterra deli iSgj e prima di lui ticoli riguardanti le insegne della sovra-
l'imperatore GiovanniComneno dell i i8 nità, non che a Imperatore, Re, Duca e
nel suo trionfo, portando in mano la cro- altri Principi, parlai ancora degli scettri,
ce a piedi, seguendo il cocchio trionfale di chi li poneva nelle mani del sovrano,
ove fece porre
l'immagine della B. Ver- ed a chi spettava portarli innanzi alla sua
gine. I re di Francia, ed i re Angioini del- presenza. Solo qui genericamente ricor-
la medesima stirpe passati al dominio di derò: che a Coronazione IMPERIALE notai
C^apoli, hanno usato lo scettro terminan- che Papa Benedetto Vili formò lo scetr
do col fiore d'un giglio sopra, ed primi i tro imperiale, il pomo d'oro o globo cin-
anche un altro scettro con in cima la fi- to di gioie colla croce sulla parte superio-
gura d'una mano taglìnta (forse secondo re : che gì' imperatori vollero un tempo
il ^stiinìe de'lougobardi); questo stringe- daveìeinveslilure ecclesiasùcUe de'feudi
SCE SCE 121
e\e Regalie {F.), col bacalo e con Vanel- cipì dell'impero baciando la croce gli re-
loj ossia come alcuni pretendono, col ba- sero omaggio, e ricevendo con detto scet-
stone regio o scettro reale, sceptruni te- tro l'investitura de'feudi, gli fecero il de-
lale, in uno ai vescovati e alle abbazie, bito giuramento, come narrano Eberar-
ossia regalie ecclesiastiche anche di domi- do arcidiacono di Ratisbona, e Baronio
nii temporali, per cui insorse la gravissi- anno 1273, n.° 8. Papa Clemente V
all'

ma difl'erenza tra il sacerdozio e l'impero quando nell'anno 3 12 1 fece coronare in


nel secolo XI; controversia che terminò Roma limperatoreEnrico VII, volle che
neli 122 colla P^ce(/^.) tra Papa Calisto il cardinal vescovo di Sabina (f^.) lo con-

II e l'imperatore Enrico V, in cui si con- sagrasse , e che gli altri cardinali legati
tenne che le investiture si dessero soltan- gl'i
m ponessero la corona, dessero lo scet-
to collo scettro, lasciando