C 3746

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI
IVI

SPECIAL
AI

ENTE INTORNO
PADRI,
AI

PRINCIPALI
PIÙ

SANTI, BEATI,

MARTIRI,

AI

E

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,
,

VARII

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADI DELLA GERARCHIA
,

DELLA
AI

CHIESA

CATTOLICA
CERIMONIE

ALLE
SACRE,

CITTA

PATRIARCALI
,

ARCIVESCOVILI

E

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII
RITI,

ALLE FESTE PIÙ
TAPALI
,

SOLENNI,
E

ALLE

ALLE

CAPPELLE

CARDINALIZIE

PRELATIZIE, AGLI ORDINI

RELIGIOSI,

MILITARI,

EQUESTRI

ED OSPITALIERI, NON

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
1

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO
SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTITÀ PIO

IX.

VOL. LXIII.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLUI.

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

m
s
SCR
SCRITTORI
ECCLESIASTICI,

SCR
altri beni temavvenuta che sia la sua morte, a seconda delle ultime dispoi

SAGRI. F. Scrittori
o

zo del quale passano in
porali dui testatore,

SCRITTURA SAGRA.

SCRITTURA
PiA, Libri divini,

SAGRA SCRITTUlitterae.

Sacrae

Nome
nuovo

sizioni della stessa

sua volontà; per que-

generale

cle'libri dell'antico

e

tlel

sto

si

è dato

un

tal

nome

alla collezione

Testamento (!), composti
to,

dagli Scritto-

de'santi libri, perchè in essi Iddio dichiara solennemeuteagli
za,
il

ri sagri (P".) } e inspirati dallo Spirito san-

uomini

la

sua alleanvi è

per cui

la

sagra Scrittura è
:

la

parola

suo volere,

la

sua legge, e

espres-

di

Dio
i

tiene
sto,
il

Testamento conlibri santi scritti prima di Gesù Crinuovo Testamento contiene libri
scritta

l'antico

so

il

premio magnifico, che

tiene prepa-

rato a quelli che l'adempiscono fedelmente,

i

che riguardano
sono
stati scritti
i

la

legge evangelica e che
Cristo;
i

te la

premio ch'è stato confermato medianmorte di Gesù Cristo. Dice il dotto
s.

dopo Gesù

pri-

vescovo Rronzuoli, Istituzioni cattoliche,
§ Della
i

mi sono 45)
tura, laquale

secondi 27.
si

La sagra

Scrit-

Scrittura, bisognerebbe nega re

chiama anco Bibbia (P'.), vocabolo che significa libro (e così appunto si denomina per dirla il libro cle'libri, il libro per eccellenza)^ la raccolta di quei
che per inspirazione delloSpirito santo da santi uomini sono stati scritti, e colibri

fatti attestati dall'istorie

più accreditate,

per non convenire che almeno nel IV secolo la Chiesa universale teneva per canonici, vale a dire appartenenti al cata-

logo

cle'libri

che formano regola
libri,

di fede,

come
ture,
si

notai a

Canone delle sacre Scriti

me
due

tali

dalla chiesa cattolica riconosciuti

tutti e singoli

che per

tali

e dichiarati.
parti
:

La

s.

Scrittura

si

divide in

hanno presentemente. Benché
di taluni d'essi siasi

ne'pri-

neh' aulico e nel

nuovo Tesi

mi tempi

da alcuno

slamento. Siccome con questa parola
Volontà di alcuno, e

dubitato, è incontrastabile però che fino
dal concilio di Cartagine del 398, cui in-

espi irne la carta, in cui è scritta l'ultima
il

chirografo per mez-

tervenne

s.

Agosliuo, approvato poi dal

4
già
si

SCR
tenevano
i

SCR
superstizioni e divinazioni,
libelli

concilio generale diCostanlinopolideI68o,
e dichiara vano

a sortilegi e

come

divi-

infamatori), ordina che in avvenire
di

ni tutti quelli,

quali dipoi dai concilii ge-

nessuno sia ardito
in altra

abusarne

in

questa o

nerali di Firenze e di

Trento hanno avuOsser-

qualunque maniera."
Trento
stabilì. »

Nellasess.
il

4

ta definitiva e infallibile sanzione.

e decreto delle Scritture canoniche,
cilio di

conri-

va l'annalista Rinaldi, che nel concilio di Cartagine del 4 9,0 in altro celebrato sot1

Se alcuno non
tutti
i

ceve per sagri e canonici

libri interi

to Papa S.Bonifacio un canone intorno
s.

I

eletto nel

4

1

8,

si

fece

della s.Scriltura, con tutto ciò che conten-

ai libri

canonici della

gono,
sione

tali

quali sono in uso nella chiesa
tali

Scrittura; ina s'ignora
il

sotto

concilio

come fu posto cartaginese del 3g8 mensi

cattolica, e

quali sono nell'antica ver-

tovato: nel fine si aggiunse che
al

chiedesse

conferma del canone. Che S.Bonifacio I confermasse il canone de'libri sagri, chiaramente si ritrae da s.
santo Padre
la
1
i

tolgala Latina j ovvero disprezza avvedutamente, deliberatamente le tradizioni, delle quali abbiamo parlalo, sia anatema". Già Papa s. Gelasio I nel concilio
li

diRoma
i

del

494 avea dichiarato quadell'uno e dell'altro
libri de'ss.
gli
i

Agostino oeW'Epist. 3.5. Riporterò canoni diCoslantinopoli e di Trento. Dichiarò il "nel cau. 19.» Se avvenga che s'insti.

erano

libri sagri

Testamento, quali

Padri

ri-

1

cevuti dalla Chiesa, e quali

apocrifi.

tuisca qualche disputa intorno alla vera

intelligenza della Seri ttura, quelli che s'im-

pegnauoa trattare della morale si guardino bene dallo spiegare la santa Scrittura
maniera da quella che usarono dottori, che sono gli astri che i padri e scintillano nella Chiesa: saranno in questo mollo più lodevoli di quello che se si occupassero a inventare da se qualche nuoin diversa
i

Oltre gli autori che citai a Bibbia, sono ancora a vedersi ilo. Mabillon, Disquisii, de cursu Gallicano, § r, n.° 9; il p. Coustant,

Diatriba de decreto Gelasti
il

t.

2 ine-

dito Epist. Foni. Ponl.j
r 4g4) e mg. Fontanini,

Pagi all'anno
anliquitalib.

De

Horlae

lib.
si

2,cap. 3.

Il

dubbio che pardi detti libri

zialmente
lora

avea di alcuni

canonici, non importa punto che fin d'al-

va interpretazione, e schiveranno
in errore,

il

peri-

non

fossero divini, e che divini gli

colo, che v'è, d'imbarazzarsi e di cadere

abbia

resi la

Chiesa colla sua definizione.

quando

si

vuole uscire da qual-

che

difficoltà co'
Il

lumi del proprio inge-

gno. "

concilio di Trento, uel decreto

Quel dubbio nasceva in alcuni cristiani da ignoranza delle a litiche tradizioni^ dal non essere stata ancora proferita un' assoluta definizione.

dell'uso de'sagri libri, definì. « Bisogna

La Chiesa

senza

mu-

aver grande attenzione

di far osservare

tare o alterare

la

sostanza de'libri santi,

a'popoli la legge di Dio, con preferenza a
tutte le nostre tradizioni, e di

non ha
ne
la

fallo che determinarne e fissar-

non obbli-

credeuza, e rendere indubitato ciò
distinguoProfetici,

,

garli a praticale, se non quello che si tro\a appoggiato sulla divina autorità, non

che per l'avauti poteva andar soggètto a
questione. Tutti
i

sagri libri

si

presumendo d'insegnar loro nessuna sa, che non sia compresa ne'precetti
vini,

codi-

no

in Legali, Istorici,

Morali e

e giusta la dichiarazione del concilio di

o nella dottrina de' padri. 11 santo desiderando reprimere V abuso insolente e temerario d'impiegare e volgere ad ogni sorta d' uso profano le paconcilio,

role e

i

passi della santa Scrittura

,

fa-

Trento sono seguenti. I Legali,delù anche Pentateuco, voce greca, che suona Io stesso che cinque volumi, sono la Genesi, l'Esodo, il Levitico, Numeri, il Deutero.nomio. QrY Istorici, Giosuè, Giudici, Ruth,
i
i i

cendoli servire a motteggi, a vane e favolose applicazioni, all'adulazione, alla

4 de' Re,
u
c

i

2 de' Paralipomeni,

il

i.°ea.°

d'Esdra, Tobia, Giuditta, Ester, Giobbe,
il

maldicenza, e sino ad empie e diaboliche

i.

e2. de'Maccabei.

1

Morali}

i

x5o

SCR
Salmi, che sono ancheProfetici, perquanto dissi a
la

SCR
nelle sagre carte io

5

Salmo,

i

Proverbi, l'Ecclesiaste,
la

dere solo, intese

le

non ho potuto iutenho mentre che stato

Sapienza, l'Ecclesiastico, e
I

Cantica
i

de'Cantici.

Pi •ofelici finalmente sono,

4

sono nel cospetto de'miei fratelli. Per la qual cosa io ho cercato di comprendere
per merito
di cui

profeti maggiori, cioè Isaia,

Geremia con
i

data mi fosse tale in-

Baruch, Ezechiele, Daniele; e 1 minori, vale a dire Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Nahun, Abacuch,Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia. Tutti questi
1

telligenza, essendo manifesto essermi con-

ceduta per coloro, perla presenza de'qua« li mi si concede e quindi ne viene con
:

la

divina grazia, che l'intelligenza cresce,

libri
to.

appartengono

all'

antico Testamen-

Comprende poi il nuovo Testamento, come libri Istorici e Legali, 4 Evangeli
i

si scema, mentre per voi appare ciò che fra voi insegno. Imperocché

e l'orgoglio

(io

confesso

il

vero) stando con voi inten-

de'ss.
gli

Matteo, Marco, Luca, Giovanni, e
s.

Atti degli apostoli scritti da
1

Luca:

do sovente ciò che dico. Tutto quello aduuque che in questo profeta non capirò, è cecità mia:

come libri Morali, \e 4 Epistole di s. Paolo,

ma

se

potrò intender
è

al-

una
s.

di

tre di

Giacomo, due di s. Pietro, Giovanni, una di s. Giuda: cos.

cuna cosa accouciameute,
fattomi per

dono

di

Dio,

amor

me
le

libri Profetici,

l'Apocalisse di

s.

Gio-

rabile antichità

vostro." Come.Ia venenon riconobbe altro giu-

vanni. Di tutte queste Scritture non solo

dice delle divine Scritture, che la Chieil capo supremo di essa Papa, essendo la più enorme empietà il cambiare una sola parola, mutilarle o corromperle, ponno trovarsi nell'opere del dottissimo cardinal Bellarmino, ove in molta copia e chiarissime si riportano le testimonianze de'primi Padri anche su questo punto. Siccome nella traduzione

sentenze e

il

senso delle parole,
le stesse

ma

si

sa insegnante e
il

può anche
souo
dettate

dire

parole materiali,

state dallo spirito di
a' sagri scrittori,

Dio inspirate e
alle

adattandosi egli

allo stile

proprio di loro, e

usanze e

consuetudini della gente de'tempi in cui
scrivevano; dal che ne risulta
di stile
la diversità

che fra scrittore e scrittore

s'in-

contra, e certe frasi relative a usi da noi

delle Scritture indiversi idiomi, per igno-

ora sconosciuti. Inoltre nelle medesime
Scritture sono rivelate da
le verità

ranza o malizia, potevano

in

alcune aver

Dio non

solo

luogo alterazioni
la

di fatti e di espressioni,

soprannaturali,

ma

quelle anco-

ra che

non oltrepassano

l'ordine di na-

tica e

Chiesa decise doversi tenere per autenper regola di fedj quella versione
1'

tura, quellecioèclie isagri scrittori avreb-

detta

antica Volgata, quella cioè che
si

bero potuto iutendere con

le

forze del loi

comunemente
ne latina
di
s.

usa e ch'è tutta versioi

ro ingeguo, siccome ancora

fatti

che

a-

veano veduto cogli occhi propri, affinchè queste pure avessero un' infallibile certezza, e

Girolamo, tranne salmi. E' un errore giustamente condannato da Pio VI, nella bolla dommatica Auctorem
fidei, propos.
il

andassero rivestite dell'eminente

6j,

l'asserire

che eccettuato

carattere di Scritture divine.
di all'anno

Narra Rinalle

caso di vera impotenza, sia a tutti ne-

5g 5,
il

n.°8, che per

preghieI

cessaria la lettura delle divine Scritture, e

re del popolo,
le

Papa

s.

Gregorio

scrisse

omelie su Ezechiele, nelle quali è da

osservarsi la suagrande umiltà, colla quale

che perciò si debbano tradurre in lingua volgare. Quindi la Chiesa sotto grave peccato e la pena di censura, ha proibito di leggere e di ritenere
la

mostrò come

terpreti della divina Scrittura. role
st'

debbano portare gl'inEcco le padel Papa. « Io non imprendo quesi

sagra Scrit-

tura in idioma volgare, e solo sono per-

messe

opera con temerità,

ma con
le

umiltà:
cose che

in lingua volgare quelle versioni pubblicate con l'approvazione della s. Se-

imperciocché so che più volte

de, e con note tratte da'

ss.

Padri e da

6
vescovo, quando
lettura nel
ella

SCR
Dice l'encomiato
la
la

SCR
slamento, Venezia
chetti,
i

altri scrittori cattolici.

Chiesa ne permette

Lezioni sulla

744- Giovanni Mars. Scrittura, Iioma

modo

sopra espresso, quando

ha

istituito in

ogni chiesa cattedrale

un teologo che la spieghi al popolo, quando raccomanda a'parrochi di usarne continuamente nelle loro istruzioni, quando
concede ancora a chi
siasi la lettura della

i8o3. Abbiamo molti interpreti delle sane neh 843 pubblicò in Roma il p. Francesco Saverio Patrizi, De interpretalione Scripturaruni sacraruni.
te Scritture,
11

medesimo
vari
3,
t.
i

Sarnelli, nelle Lettere eccl.

tratta

versione latina, supponendo ragionevol-

Nel

argomenti sulla s. Scrittura. lett. q: Idea degli apologi, pres.

mente che
tende bene
proibirne

i

periti in questa lingua

non
s'in-

sa dalla

Scrittura. Nel
s.

t.

4

5

'

el t-

62

:

siano affatto privi di qualchecoltura,
lo spirito

Usarsi dalla

Scrittura alle volte

il si-

che l'ha indotta a

gnificato invece de'

nomi

propri, e
t.

il

no-

la

versione volgare senza note,

me
37
:

proprio per appellativo. Nel
o,

8, lett.

e resta distrutta la calunnia colla quale

Catalogo e sommario insieme de' ss.
t.
1

ingiuriosamentesi grida controdi lei, rimproverandola di togliere a'suoi figli il pa-

Libri. Nel

lett.

3g
i

:

Che

la storia

ne spirituale e
ro.
sia

il

testamento del Padre
la

lo-

Anche quando

sagra Scrittura non

dee preferire a tulli gli storici profani. Per Settanta Interpreti s'intendono comunemente quelli che
della
s.

Scrittura

si

lizia

né corrotta, né mutilata, nefanda mache di frequente si adopra per sedurre

tradussero

i

libri dell'antico

Testamento,

o almeno
d'Egitto,

il

Pentateuco, dall'ebraico in

gl'incauti,
la

come
si

notai a Bibbia, troppa è
richiede per intendere in
il

greco, d'ordine di

scienza che

Tolomeo Filadelfo re 277 anni avanti lanosità era.
la

molti luoghi anche

solo senso letterale,

Molti Padri antichi considerarono
versione

loro

occorrendo saviezza non comune, per non abusar di certe espressioni, che nel volgare linguaggio fanno un'impressione particolare, specialmente sull'ani model la gen-

come

infallibile e inspirata dal-

lo Spirito santo,

appoggiati alla mirabile
tra' diversi
i

conformità rinvenutasi

esem-

plari di questi interpreti,

quali pare che

non hen costumataci! perchè generalmente la lettura di questi santi libri in volgare produrrebbe più male che bene. La lettura della labbia non è neceste

saria a tutti,

ma

bens'i la

predicazione,

la

non avessero avuta alcuna comunicazione tra di loro. Essendo però quest'ultima circostanza assolutamente dubbiala Chiesa non ha mai deciso sulla divina inspirazione de'Settanta. Molte cose gli ebrei tolsero dalla Scrittura, cioè
i

Scrittura cioè annunziata e spiegala da

vituperii degli
1

che hanno avuto per quest'officio legittima missione. E' costume degl'iniquelli

anziani, de'magistrati e de'giudici.

set-

tanta interpreti

vi

riposero l'istoria di Su-

mici della Chiesa d'interpretare
Scrittura giusta
il

la

sagra

sanna^
tura
si

tal (ine

levala. Nell'oriente laScritin
si

loro capriccio, e di ap-

leggeva nelle chiese
que'luoghi, ove non

greco, an-

plicare quel senso, che loro

sembra doqua-

che

in

parlava in

ver dare a qualche testo scritturale, a'soli
ecclesiastici e
si

lingua greca,

come
in

in Sci lo poli e altrove,

non insieme

a'secolari;
al

in cui la lingua volgare era la siriaca
altra,

o

che Gesti Cristo abbia lasciato

mon-

laonde

quelle parti

la

lingua grela la-

do la sua dottrina, soltanto pe' primi e non per tutti que'chesi dichiarano suoi
seguaci. All'articolo Predica riportai al-

ca era straniera,

come ora
eccl.
I

è a noi

tina, e più ancora,

secondo che all'erma
luterani,
i

Eusebio

ueW Ilist.

cal-

cuni autori della esposizione della

s.

Scrit-

vinisti e altri eretici de'nostri

tempi fani

tura in Lezioni, a' quali qui aggiungo:

Pompeo
ìuenlc

Sarnelli, Lezioni scritturali alla
il

no grandissimo clamore contro cattolici, perchè ne'divini uffizi usano la versione
latina delle
s.

ed al cuore sopra

Nuovo Te-

Scritture; e dicono che la

-

S

CR
mezzo
la fiera

SC
tutti
i

R

7
poiché sotto
cristia-

Chiesa l'ha sempre letta e cantata nelle fin-

libri cristiani;

pue volgari attuali di ciascuna contrada, Quella testimonianza d'Eusebio,oltre più allre d'ogni maniera di scrittori, sméntisce siffatte calunnie, e li dimostra o inipostoli o ignoranti.
tichità fu la
s.

l'impero di Diocleziano eMassimiano,nel«

persecuzione loro contro
i

i

Grande

sino dall'anlibri

venerazione pei
si

della

pagani volevano le Scritture divine per bruciarle, onde vi furono r diversi Martiri de libri santi (/ .), e cliversi Lassi (F.) o caduti o traditori che
ni,

da questi

Scrittura, e

usò

di consultare

Dio

a-

le

consegnarono.

prendene alcuno nelle necessità. Gli uomini profani, quali furono audaci di toccarla,furono puniti da Dio, come di Teopopò e di Teodoto narra Rinaldi all'anno 23i,n.°i2. Ivi aggiunge che la legge fu ab antico scritta in lingua caldea, e così rimase per lungo spazio di tempo,nelquale non fu conosciuta dagli stranieri la sua bellezza; ma poiché se n'ebbe qualche seni

SCR\TTURA,Scriptum,Scri/)tura.La
cosa scritta, l'arte dello scrivere, scribere,
&rtfrare,significare ed esprimere
le

parole

co'caratteri dell'alfabeto. La scrittura è

uu

ritrovamentochegranderaenteonoral'in-

loie dalle nazioni,
te la

si

sparse per ogni par-

gegnouoiauo, perchè trasmettee dilata le idee con mirabile celerità e chiarezza. La Bibbiapev eccellenza si chiama la Scrittura sagra (F.). La parola ed il linguaggio furono un dono che fece ilCreatore al più
perfetto degli esseri organici,

sua gloriosa fama, e alcuni procusi

come quello
una natumaei

rarono che
sa

traducesse in greco, impreal

della ragione, della quale sono

che toccò

celebre re d' Egitto.
i

La Tale emanazione. Secondo
stri

alcuni,

Scrittura, innanzi che

settanta interpreti

la traducessero, era stata

nascosta tra

gli

dell'uomo però nell'arti imitative del diseguo furono maggiori astri il sole e
i

Ebrei (/.) senza alcuna interpretazione,
nell'idioma in cui era già stata scritta.

la

luna, che progettando

le

ombre

degli

Fu

quindi mirabile consiglio che gli ebrei stessi comunicassero a'gentili la divina Scrittura, diligentemente tradotta, altrimenti,

come
o

dice Eusebio, alla venula di

Gesù

Cristo l'avrebbero per invidia occultata
falsificata.

Fu

inoltre benefizio della dila

una piana superaeie, li rappresentavano in una sagoma anaIoga. Forse a rendere permanenti quelle immagini, in prima l'uomo ne segnò sulla sabbia con un tenue solco, o sulla pietra con qualche materia colorante coutorni. Più esattamente eli ometti erano DO"
oggetti rilevati su di
i

vina provvidenza,
Scrittura tradotta

quale volle che
la libreria di

la

rappresentati dall'acqua limpida e tranquilla, e dai corpi lucidi, poiché visi ve-

si

conservasse

illesa dal-

l'incendio in cui arse

Tolocola ver-

deano

tutti

i

lineamenti, ombreggiamenti
il

meo, non mancandone innumerabili
pie sparse fra'giudei e gentili.

e colori contenuti dentro

perimelrodel-

Fu

la figura, uiaanchequesteimmaginierano

sione dei Settanta di autorità
prcsso
nelle
gli

grande

fiiggitive,esparivanocoH'allontanarsidel-

ebrei, ch'eglino se

ne servivauo
r .)

l'oggetto che

le

produceva. Tuttavolta

di verse

Sinagoghe (f

loro nelle

queste perfette immagini somminislraro-

varie lezioni del sabato, di che fa testi-

no

indizi ed

incoraggimeuti all'industria
le

monianza
ceri pi della

Luca. Nel Ruinart, Atti sinde' martiri } &\ leggono due altri esems.
s.

umana
forme

per imitare con linee e colori

degli oggetti presenti, e renderle

Scrittura salvata miracolosa-

immobili e permanenti sopra alcune superfide.
col

mente
segnò

dall'incendio, cioè negli atti de'ss.

Fu

poi riservato al nostro secolo,

SaturninoeDalivo,(|uandoFundanocouai gentili
i

libri sagri
s.

per bruciarli,

e nella passione di

Filippo mai tire,quan-

do

il

popolo in uu gran fuoco gitlò nel

mezzo dell'artificio di Dagliene, di ridurre stabili le stesse immagini, naturai mente prodotte dalla rifrazione e rillesMone della luce. Dal disegno degli oggetti

8

SCR
alfabetici

SCR
potevano esattamente compie* re l'oggetto, e giungere allo scopo che popoli colle due prime specie di scrittura si erano proposto; ma da quelle due prime maniere alla terza l'intervallo doi

nacque progressi vamente la scrittura, la quale iu origine non consisteva se non nella

rappresentanza iconografica degli oggetti visibili, o l'ideologica e simbolica di
quelli che

non
il

lo

erano. Così un globo rap-

presentava
na,

un semicerchio la luun occhio esprimeva la vigilanza, una colonna la fortezza, ec. Gradatamente per esprimere maggior numero d* idee o di parole, s'immaginarono segni più semsole,
plici,

vea essere tanto più.grande, in quanto che né la pittura, uè geroglifici nonsenibravano mettere popoli sulla vera strai

i

da

di

quest'ultima importantissima scoi

perta.

e perciò

meno

simili agli oggetti ar-

chetipi,

geroglifici sulle pietre, e
teri scolpiti sulle

ed ecco nascere in Egitto {V.) i quindi carati

La pittura ed geroglifici erano una rappresentazione più o meno fedele degli oggetti; la scrittura de'caralteri non era all'incontro se non che la rappreselitazionede'suoni edelleparole.Questa era,

lamine metalliche, sulle

pelli degli animali, sulle

membrane,

e su

papiri per formare la scrittura ieratica e

demotica, ed ecco
Lazio.

gli

alfabeti

meramente
e del
si

fonetici della Grecia, dell' Etruria
11

Goguet osserva che

sono sucatti

cessivamente inventati diversi segni
a rappresentare la parola o
i

permesso di esprimersi, la lingua divenuta sensibile all'occhio; e per giungere ad operare quel fenomeno era d'uopo distinguere il valore de'suoni, lo analizzarli, e l'immaginare caratteri puramente di convenzione, quali parlare
se così è
i

discorsi, e
ri-

potessero agli occhi nello stesso idioma
cui la lingua
si

iti

ad esprimere
cerche e
fatti

il

pensiero. Si deve alle molteplici che
si

sarebbe

fatta

intendere al-

ai tentativi

sono
arte

l'orecchio. Egli è impossibile, dice

per giungere a quel fine

in diverse
I'

Goguet,
poca
alla

il

età e presso vari popoli inciviliti,
di scrivere

ancora determinar con precisione l'equale dee riferirsi l'invenzione
si

propriamente detta, arte della
facile lo stabilire

de'caratteri alfabetici;

vede soltanto che

quale non è

precisamen-

quest'arte dovette esser conosciuta molto

te l'epoca di sua invenzione, e l'assegnare

anticamente, almeno in alcuni paesi.
scrittura alfabetica era

La

con esattezza
gono, che
il

l'origine.

Non

pochi sosten-

primo mezzo adoperato per
la prima scritprobabilmente non
s.

rappresentare un' idea, dev' essere stato
quello di pingere l'oggetto:

certamente in uso nell'Arabia sinoda'tempidi Giobbe, giacché egli ne parla in una maniera assai chiara e quasi positiva. Diverse nazioni tuttavia
si

tura è

dunque
I

stata

sono disputata
se

la gloria

d'aver

altro che

una rozza Pittura (^.), che

inventata questa scrittura;

ma

il

Goguet
in tutta

Gregorio
ciò
ci,

disse essere per gì' ignoranti

non vede
1'

non che due popoli
si

che

la

scrittura è pe'dotti.I geroglifisi

antichità, a' quali

possa ragionevol-

de'quali

attribuisce l'invenzione sim-

mente attribuire quella invenzione; sono
essi gli assiri,
i

ad abbreviare in qualche modo per mezzo di segni convenzionali ciò che la prima pittura avea di troppo lungo, faticoso e stentato: ma mentre in questo modo la scrittura diveniva simbolica, rende vasi ancora al tempo 6tesso più complicata, e in gran parte dipendeva da arbitrarie convenzioni, ristrette sovente ad un solo popolo, ad una parte del medesimo, ad una casta o ad uu ordine gerarchico. 1 soli caratteri
bolica agli egizi, vennero

a'quali ne'tempi successivi

greci dierono

gli egizi.

il nome di fenicii,o pure L'autore de' Discorsi di argo-

mento
che
la

religioso,

Roma 83 5, a
i

p.

i

3 dice

scrittura in Egitto fu resa arcana,

non
ci

pe'forastieri soltanto,

ma ben anco pei

ttadinijesouo già trascorse migliaia d'an-

ni

da che quel gergoquasi furbesco delude

gl'ingegni e losludio de'più sapienti:
di questi è

uno

certamente l'anonimo auto-

redi quell'opera.

A

Lingua, idioma, liu-

SCR
guaggio,
fa velia jdie

SCR
le facoltà in-

'

9

sviluppa

guisa d'ago
triangolo.

;

1'

altro capo terminava in

tellettuali,
le

ragionai della moltiplicità del-

La

parte più larga che serviva

lingue antiche e moderne, di quella u-

a cancellare (come ora noi facciamo col

sata dalla chiesa

romana
si

ne'suoi Ritie Li-

temperino
che
si

col quale

turgie (?'.), ed eziandio dell'origine della

ne, o col cassino), era

temperiamo le penun pezzo separato
la

Scrittura, e da chi

debba ripetere

se-

legava al pennello. Si ha

figura

coudo
•vari

comune opinione; quindi del numero delle lettere che compongono
la

più

di questi pennelli

i

esattamente rappresentata giusta un'antica pittura del martirio di
s.

alfabeti più cogniti del globo,

con

Cassiano maestro

di scuola a f-

alcune analoghe nozioni sul
si

modo come

ìnola (P.), eh' è

un mss.

dell'

inno di

s.

parlano o scrivono, di che meglio al-

l'articolo di ciascuna delle nazioni di cui
trattai,
ti.

Prudenzio del IX secolo, e si trova nella biblioteca di Berna. A Pergamena, carta
pecora
sottile, dissi di

rimarcando

i

più celebri poliglot-

sua origine a Perlibri scritti, e

A Lettera,

carattere dell'alfabeto, di-

gai)io,o\e fi inveutata e fatta di pelli fine
di bestie,
lai delle

scorsi di questo, di
utilità,

sua invenzione, uso,
i

per formare

par-

se

onde esprimere pensieri e le coper mezzo della scrittura; de'di versi in-

diverse materie e

membrane ben
si

preparale ove anticamente

scrisse, e co-

ventori de' caratteri alfabetici, e

quando
i

me
rie

si

formarono

i

primi volumi o unione
si

può aver cominciato
teri nella scrittura,

l'adoperarsi

caratl'al-

di fogli, co'quali
(/''.)
:

composero

le

Libre-

prevalendo poi

come ancora

ragionai sull'uso
di pelli

fabeto
ropee,

romano
ben
fu

a quasi tutte le lingue eu-

di scrivere

sopra differenti qualità

chiamata la nostra arcibellissima, soprabbondantissima e armoniosissima lingua: L'idioinagentil,souaiite e puro.

d'animali, anche di pesci, sugi' intestini
d'alcuni ammali,

come

d'elefanti e di ser-

penti, sui gusci delle testuggini;

non che

A Penna, strumento col

quale
stili

si

della pianta palustre del papiro tanto egizio,
ci;

scrive, tenni proposito de' diversi

o

che europeo e italiano per iscriver-

grafi antichi adoperati per iscrivere su ta-

della carta e

quando

fu introdotta, di
feci

volette intonacate di cera, dell'inchiostro

quella bombacina o di cotone, e
rola de' palinsesti cagionati dai
del

pa-

che

si

usò o di minio o

di altra tintura,

monaci
i

con

sottile pennello; di

quello rosso usato

dagl'ini peraluri greci, e quali solenni atti

medio evo, in cui furono quasi soli amanuensi e copisti. Nel vol.XlV,p.236,
dissi

o scomuniche
del

si

sottoscrissero

con inchio-

d'un codice scritto su pelle

di cervo,

stro mescolato colla specie sagramentale

e di lettere cinesi scritte sulla seta, ed a

Sangue di Cristo; di che meglio a Scomumca; quando si scrisse con canne, quando si cominciò ad adoperare le penne, e
loro differenti qualità,

Cina de'caratteri de'suoi popoli. L'invenzioue della pergamena fu seguita da quella della carta,

che oggidì usiamo. In vece

come pure

d' ac-

di tavolette di metallo, facevasi uso in

E-

ciaio e di diversi melalli,e delle

penne me-

gilto di foglie o di scorza di papiro, albe-

morabili, dicendo cheda'Papi s'investivano per paviani et calamarium Giui

ro che cresceva sulle rive del Nilo, o su
quelle delGange: l'uso della scorza
di

pa-

dici,

i

Nolari,

gli

Scriniari
del quale

(L".).

L' an-

piro durò assai tempo, può vedersi
lerò, Diss. in

Mol-

una specie d'insi formavano le lettere sopra tavolette di piombo, di legno, di cera o di altre somiglianti materie. Questa operazione facevasi con islitica
di scrivereei a

maniera

taglio, per

mezzo

trob.

1. 1

o, p.

Comnient. Acad. Rcg. Pe4^o. Tra le pelii fu specialcuoio delle capre e delle

mente usato

il

pecore. All'articolo Carta, per iscrivere,

ricordai su quale materia da principio

si

li

di ferro, di
aililali

rame

e di osso. Questi

stili

cominciò a scrivere, e pare
creta colta, o la pietra,

i

mattoni di
alcuni

erano

dall'un capo e appuntali a

le foglie di

io
alberi,

SCR
onde derivò
il

SC
ebbero
gli

R
Ii-

vocabolo foglio alle
corteccie di diverse

antichi in far trascrivere le o-

pagine degli
vorio, sul

scritti, le

pere classiche; dell'ampio commercio

piante, le tavolette sottili di legno e d'a-

brano e

delle più vetuste Biblioteche (F.),

Piombo (fr.),

sulle pelli d'ani-

e dell'amore

mali, de'pnlinsesti,della carta formata con
istracci di lino, e

antichi codici;

che da molti si nutrì per non che degli eruditi

gli
li-

inventata verso

il

goo

Inati, e della legatura de'libri.
p.e

A Lette-

o dopo.
lette

A

Dittici, profani e sagri, lavolibri piegali in

celle, o voi.

XXXVIII,
si

p.

1

44» ancora
sni-

due, atte r a ricevere scrittura o Scultura(f .yi <iamdi ve ne furono Iriplices di tre, quintaplices di cinque, delti pure trìptici e po'
liptici ec.

doppie, o

dissi

cheanticameute
mattoni
d'alberi di

scriveva sulle pie-

tre, sui

di creta, sul

piombo,
di papiri,

le foglie

palma e

an-

che

sulle corteccie degli alberi (di che pu-

Furono pur chiamati

piigillarì

re a Diploma), su tavolette d'avorio e di

e effemeridi, essendo di materia varia, se-

legno, molte delle quali unite

si

disse Codissi

corido quella altresì varia sopra cui seri-

dex } Codice, Volumen, come pur
a Libro, e

\evano
o

gli

antichi, cioè di sostanze din e

Calmet osserva, che
vi

ue'libri di

flessibili,

che enumerai,

ma

le

tavolette

Mosè non

è alcuna parola chesignifìchi
i

di metallo e di garsi; fra le

legno non potevano piel'oro,

dure notai l'argento e

volume: anticamente libri non erano scritti che da una parte e fatti in forma
dirotolo,equando venivanospiegaliriempivano tutta intiera una stanza, come se

Vi si scrivevano gli alfari domestici, e si portavano sempre seco; vi si scrivevano
ancora
lai

le

Lettere epistolari (^.). Ri par-

o grafi, delle penne e dell'inchiostro. Si regalavano in varie ci reostatidegli
stili

ne lagna Marziale; allorché furono scrini da due parti e sopra le foglie quadrate,

vennero

ridotti a più piccolo

volume, coscoiail

ze, e

come

ornati.

I

dittici sagri

si

legge-

me

osserva lo stesso poeta. Simili

vano
(/
.),

nelle chiese sui

Pulpiti o

amboni
chi era vi

ze avvolte in rotoli per agevolarne
sporto, furono

tra-

ed erano

le

sagre tavole pubbliche

dunque

dette volumi, no-

della primitiva Chiesa,

notando
in

registrato, vivi e morti; gli scomunicati

n'erano cancellati. Erano
si

parte diver-

me poi dato ai libri formati di pergamena e di carta. Che tabe Ila rii si denominarono Corrieri, de'quali riparlala Poi

Matricola (/\) e dai Fasti (/'.). Dai dittici sembra che derivassero Alartirologi, Calendari, Menologi (F'.). Dei dittici e loro ornamenti e uso, ritenni pioposito a Libraio, ove parlai ancora degli anlichi calligrafi che pingevano le lettere, de'romani copisti chiamati librari, dei
dalla
i i
i

ste, portatori delle lettere;

ma

nel voi.

XLVIII,

p.

12

i,

nel ridire della scrittura

su tavole di legno, rilevai che da ciò pre-

seronome
tari.
siri

di tabellionarii e tabularli

i

110-

L'asserzione di Erodoto, che
i

gli asi-

scrivevano

fatti

principali di loro

storia e cronologia ne'mattoni d'argilla,

domestici copisti e amanuensi incaricati a
trascriveree moltiplicare lecopie de'mss.,
urazio esercitalo dagli schiavi eda'liberli

che poi collocavano come altrettanti
bri in vaste cantere, è
centi scavi eseguili da

li-

confermata dai

re-

Layard

nelle rovi-

per

lo più,

avendo

degli uni e degli altri

ne

di Ninive, feraci di grandiosi e

imporsu-

parlatoancheaSERvo;ede'posterioricopisti

tanti

monumenti.
il

Si disse,

che

i

mattoni

che copiavano ogni genere di mss. e li decoravanocon ininiature,avendoneavuti

storici e cronologici raccolti nel

i85o

perano

carico che potrebbero sostenere
forti elefanti d'Asia; archivi,
si

eccellenti l'Italia, perciò le loro

opere
i

si

100 de'più

vendevano a prezzo elevato. Di tutti mezzi usali prima dell'invenzione della Stani-

che pel mare

mandarono al museo
i

Bri-

tannico. Plinio all'erma che

caldei seri-

pa (P ),

inclusivamente dagli antichi pòdella

vevano

sui

mattoni

le

loro astronomiche

poh che enumerai;

grande cura che

osservazioni, delle quali alcune contava*

S

CR
final-

SGR
grafìa o
te
ai le di scrivere
si

11

no 720 anni d'antichità. A Notaro

pubblicò un erudito articolo sulla Stenotanto rapidamen-

mente
tà,

parlai delle abbreviature, note e

cifre per scrivere

con grandissima celerigreci dissero tachigrafi

quanto

parla, con tavola dimostra-

perchè notari furono delti chi facevatali

tiva di consonanti, di vocali e

con un

e-

no
o
fia

note,

che

i

sempio.

Ivi tra le altre cose
sia

si

dice, che

scrittori veloci,
Io scrivere

chiamando Tachigrala

per quanto

rapida

la

pronuncia de'vo-

con molla rapidità. Dissi
scrittura notarile

caboli, pure è più lenta de'cnucetti della

pine a Notaro, che

mente, e per quanto
greco, o latino,

il

comune
si

scritto o

rapidissima fu detta note Tironiane,e per-

italico
più.

eseguisca ra-

chè

così appellata, in

che consistevano e
delle note Tironiai

pidamente, pure è ben

tardo della pro-

coineformavansi,adoperando5Ì purei J/o-

nuncia. L'arte di scrivere conta moltissi-

nogrammi
ne
le
si
si

(^.).

Che

faceva uso nello scrivere

discorsi

che

recitavano in pubblico o nel foro,
si

mi secoli di vita, ma mentre tante altre hanno sofferto tante modi ficazioni e miglioramenti, essa almeno in Europa è rimasta quasi stazionaria, e presso
le stesse lettere dell'antico

quali note poi dai notari
a scrittura
fu

riduceva*

a

poco

no
ne

comune. Che

di quest'arte
ar-

alfabeto latino

maestro San Genesio (nel quale
d'Arles, ond'è

e greco sono in uso oggidì nell'Italia e nella

ticolo indicai

ove tratto de' diversi santi

Grecia. E" ben vero che quasi in ogni e-

omonimi)
de'notari,
p.

uno de'palroni

pocasi sono

fatti tentativi
la

per rendere più
lo scritto.

come

narrai pure nel voi.
civile, le

XIX,
onde

compendiosa

pronuncia e

Gli

38; poiché dall'uso

note Ti-

antichi greci inventaronoalcunisegnicou-

romane passarono
gli atti de'concilii

all'ecclesiastico,
i

venzionali in luogo di lettere, chiamati

ed

sermoni de'vescovi

Diasi ntion, rammentati da Cicerone; Ti-

con

tal mezzo furono spesso raccolti. Che da quest'arte compendiosa di scrivere de-

ione

di lui liberto

inventò un metodo

si-

mile perla lingua latina, diesi disse l'Arte

rivò la Stenografìa, di cui feci parola. Abbiamo, sulle abbreviazioni Ialine, oltre quanto ne scrissero Valerio Probo nel libro De nolis Romanorurn interpretatidis } e Nieuport,

Tironiana; Seneca invenlòalcune migliaia di sigle

per accelerare

la scrittura;
il

Marscri-

ziale

rammenta un

giovane,

quale

veva cou tanta

celerità,

che sembrava raidee

De sigli* Romanorum
p.
:

in-

pire al pronunciatile le

prima che

ttrpretandis, l'ampio trattato del
pentier benedettino

Car-

fossero espresse colla voce. E' inoltre vero

Alphahetum Tiro-

nianum

seti

notas Tironis interpretarteli

che ne'processi giudiziali scritti ne* primi secoli di nostra era già erano invalse moltissime abbreviazioni e cifre
gibili

methodus,

Parisiis 1747- Pietro Molina, Arte dello scrivere con pari prestezza del parlare, ossia scrittura elementare con
le sole

non

intelli-

da chi non era iniziato a quell'uso,
magici ue'postedi vari

e perciò riputati scritti
1

radici deh' alfabeto, Milano

1

797-

ioti

tempi

di

barbarie e d'ignoranza, ed è

Tratlalo di stenografia

universale del

vero

in fine

che ne' diversi codici

Taylor, volgarizzalo
ti,

da Emidio Aman-

de' decorsi secoli, ed

Parigi 1800). Trattato di lacheografìa

stampe
tali

in latino

si

anche nelle prime trovano molte sigle e

Vigevano 18 io. Salvatore Morso, Sistema di tachigrafìa ilaliana, Palermo 8 3. Gregorio Notariatidi Luigi Grossi,
1
1

contrazioni, e segni di abbreviazioni;

ma
e

mezzi sono andati piùo

meno

in di-

suso o dimenticati. Altronde
le

lo spirito

ni,

Sistema di stenografia, Napoli l836. Traile élétnentaire de sténographie ou de
aussi vite cjue l'on parie
}

circostanze della società moderna,

menpa-

tre

preparavano

il

vapore

(di cui feci

l'art d'écrire

rola uel voi. XL11I, p. 21 e altrove), ed
i

par M.

Silvia,

Lyon [838. Nel
p.

t.i3 del-

telegrafi elettrici (de'quali dico
si

qualche

V Album di

Roma

45, l'avv.° Carni Ili

cosa a Strada),

occupavano

d'uti siste-

ia

SCR
positivo di scrittura compendiosa, che
ria

SCR
per non errare neh' interpretazione

ma

potesse eseguirsi colla celerità della pro-

nuncia d'un discorso, e che potesse esser quasi il precursore di quelle due meraviglie dell'ingegno

umano.

L'inglese

Tay-

equivoche; quindi ben a rafrancesi, che colla stenografia si misura il talento d'una persona, come colla canna la di lui altezza. In Piodelle cifre

gione dissero

i

lor professore

d'Oxford

in proposito os-

ma

si

fece con successo Io sperimento della
1

servò, che alcune lingue orientali cioè l'e-

stenografia nel

848 e 849,
1

nelle

camere

braica, la siriaca, l'araba e qualche altra semitica
lo scritto, e

dell'alto consiglio e del consiglio de' de-

non usavano vere vocali nelpure per una specie di convi si

putati, delle quali parlai nell'articolo Pio

IX.

Il

eh. Piambelli, Lettere intorno invenlett.

suetudine e di criterio
vocali, e che
to alla

leggevano

le

zioni e scoperte italiane, nella

3o,Ste-

appunto a supplire nello scritmancanza delle vocali erano state

nografia, riferisce che
cogliere e conservare

gli

antichi ebbero

mezzi di scrivere con lauta velocità da raci

ne' secoli

vocali,
brei

meno remoti inventati punti o massora come diconsi dagli ei

discorsi

che usci-

moderni. Vide
le

altresì

che

nel proe-

vano rapidamente dalla bocca altrui, notando che Zenofonte usò pel 1 .° segni abbreviatorii per iscrivere le lezioni di Socrate,

nunciarsi

semplici consonanti scritte
1'

ra indispensabile

associazione di qual-

Tirone inventò
s.

le

note Tironiane,

che vocale
la scrittura

:

concluse pertanto che potèle

e molte omelie di

Gio. Crisostomo do-

vansi per brevità sopprimere

vocali nel-

versi a quest'arte, allorché

improvvisa-

e supplirle nella lettura a se-

mente
derni
te

le

recitò nella cattedrale di

Costan-

conda dell'esigenza del senso e contesto del discorso, od al più scriverle quando erano iniziate o isolate. Tale soppressione non bastando al bisogno d'una celerità di scritto eguale alla pronunzia, quindi
le

tinopoli.

Aggiunge che

a tempi più

moi

la gloria

d'aver risuscitata quest'ar-

venne

ascritta agi' inglesi e francesi,

quali c'inondarono con trattati di Fachigrafia, Ochigrafia,

Grafodromia,

Poli-

immaginòsemplificareil tratteggiodelconsonanti impiegando segni più «em-

grafìa, Tachigrafia, Stenografia , de' quali

piici

che fosse possibile, esonoi riprodotti

ne riporta un bel numero; e nondimeno un umile cimatore di panni sanese nel >4 2 7 usava
in Italia di

nell'articolo

compilato dall'avv. Cannili.
al

metodo

spe-

Quest'arte piacque

governo inglese che

dito esicuro,da poter seri vere l'intero qua-

ne formò scuole particolari, dalle quali uscirono bravi stenografi, impiegati spe-

resimale di
tre
il

s.

Bernardino da Siena men-

santo predicava dal

pergamo

all'af-

cialmente dai giornalisti a trascrivere dii

follato

popolo (qualche analoga erudizio-

scorsi

che si pronunziano nelle camere del parlamento per pubblicarli ne' giornali. Quindi la stenografia fu accolta con entusiasmo dai francesi, e mediante alcune
modificazioni opportune alla loro lingua
1'

ne

si

gli si

può vedere nel voi. LV, p. 68). Echiamò Benedetto di maestro Barla scrive-

tolomeo, e stando alla predica

va

in cera

con

lo stile,

terminatala quale
la

tornato alla sua bottega
glio,

scriveva in fo-

applicarono ad usi pubblici e privati.
Sor) l'applicazione

senza lasciare alcuna parola, e con

Successivamente Emidio Amanti ne fece
verso
il
i

tanta celeritàchenelmedesitnogiorno pri-

anche

alla lin-

ma

di porsi a lavorare, già

mirabilmente
11

gua italiana, e posteriormente ne' va ri paesi

avea scritto due volte l'udita predica.
Piambelli
vi

molti ingegni

hauno creduto di miglioil

rimarca

in lui le

qualità e in

rare e perfezionare
l'ero

sistema di Taylor,

uno stenografo deve aver singolare
gli altrui

rapidità e pratica nello scrivere
discorsi,

grado eccellente di tachigrafo, di calligrafo, e forse pure stenografo. Quindi fa commendevole memoria di due recenti
trovati italiani, appartenenti alla Steno-

ed un singoiar criterio e

memo-

SCR
grafia. Consiste
il i

SCR
chiamavano con vocabolo che
cera, e
ci
si
i

i3
latini tra-

in

una macchina della

Tachigrafo e Tachilipo, per islam pare e
scrivere con velocità quasi eguale alla parola, anche senza
il

dussero per labellae: s'intonacavano di
scriveva sopra l'intonacato. I grescrissero ancora talvolta sopra pelli di

soccorso della vista (dei

vere

mezzi per ammaestrare nel leggere e scriciechi, feci cenno nel voi. L, p. 22
i

animali, cioè cuoi assottigliali, e resi
bidi

come

la

pelle di

morun guanto, ovvero

e 26), sulla carta, sulla cera, e sui metalli teneri con ogni maniera di caratteri,
e con

punzoni regolarmente fabbricati
autore Conti prima del 1 828.
Il

:

pergamene rosse e bianche. Sdissero pure su alcune foglie fatte colla pelle sottilissima che trovavasi fra la corteccia e
su
il

ne
è
il

fu

2.

legno

di alcuni alberi, e liber,

siccome quella
dicesi tutil

Palenografo, strumento inventalo da Celestino Galli piemontese, e se ne fa uso

pelle

chiama vasi

come
si

tora da'naturalisli,di là

fece derivare

per iscrivere come del clavicembalo per suonare, e ne ha la forma: giova per iscrivere

nome,
tavolta

poi divenuto

comune anche
credibile, che
i

a noi,

di Libro,

come

dissi al

suo articolo. Totgreci

rapidamente della scrittura ordinaria, eio volle più supe-

60

volte più

sembra più

facessero pure uso della pianta egizia biblos, da'latini detta

riore a tutti

i

sistemi stenografici con pen-

na, con caratteri simili a quelli della stampa. Sul trovato del celebre Dagliene,
il

da, die

le

leggi compilate

papyrus. Narra Snida Solone ful'arte

rono
gno.

di
I

suo ordine

scritte in tavole di le-

Rambelli a onor
parlò dell'opera

d' Italia nella

leti.


di-

romani pare che ricevessero

dell' italiauo Cellio sul
i

della scrittura dagli antichi etruschi e dai
greci, divenendo più

far uso de'raggi solari a trasportare

comune dopo l'espult.

segni con ingegnoso
lata
:

meccanismo e intitoDescrizione di un nuovo metodo di
i

sione de're. Nelle Lettere Roncagliesi del

Passeri, presso Calogerà, Opuscoli
p.

22,

trasportare qualsiasifigura disegnata in
carta mediante

raggi

riflessi solari, in

un altro foglio di carta da chicchessia, benché non sappia di disegno, inventalo da Marc' Antonio Celilo , e dimostralo nell' accademia fisico-matematica romana, tenuta li 4 agosto 686, Roma pel Komareki686. Ivi nel 1839 si pubblicò colle slampe e con tavole: Description et explication d'un caràcùl e universel,cest à dire une maniere d'écrire. qui petit étre comprise par lous les peuples, qttoiquils neconnoissent queleurlangue maternelle. Nel I. i4, p. 85 deW'Jlbum di
1

353, si dice che non solo gli etruschi, ma anche popoli antichi d' Italia, scrivevano a rovescio da destra verso !a sinii

stra, al

modo

de'primitivi greci, cosi ai

vendo praticato
in 01 iente

popoli loro anteriori

:

ancora ve ne sono che tengono
si

questo sistema, e tanto

praticaceli

l'a-

rabo

e

con l'ebraico. IlEuonarroti ne trat2 io, e dice che oltre
caldei, e-

ta nella Ossei vaz. sui vasi antichi di vetro, p.
i

breijfenicii, arabi,

molle nazioni costuma-

rono
gizi,
i

di scrivere in tal guisa,

come

gli ei

goti più antichi, gli etruschi, ed

Roma

si

legge sulla ricerca d'una lingua

e scrittura universale,

una Lettera di G. Francesco Federighi: Sulle ricerche e proposta intorno ad una lingua universale di P. S., Milano 846. I greci scrivevano da principio sopra
F. Rambelli
all' ab.
1

quanto a questi ciò si vede in molte medaglie di Sicilia, della Magna Grecia, di Lipari e di Efeso, né deve credersi che in tutte sia errore di conio. Poichèè verosimile, che greci in
greci ancora, ed in
i

principio, pigliando dai fenicii le lettere,

apprendessero
di scriverle,
il

altresì

il

modo medesimo
fu

foglie di fiori, sopra la corteccia di alcuni alberi,

faggio; in

principalmente del tiglio e del appresso si servirono di piccole

nelle carte per venire più a verso alla

tavole

assicelle di legno suiulissitne,

che

no no

il

mutato macominciare cioè ascrivere dalla maquale poi forse

sinistra verso la destra, e poi

ne'mar-

i4

SCR
vano
in

SCR
aghi metallici. Essi però d'ordinario

mi ancora, e che non sia succeduta questa mutazione negli orientali, per avere costumato di scrivere in versi, forse eli su
in

non

iscrivevano se non da un lato, e lascia-

bianco

la faccia
il

o pagina del ro-

giù e a colonna,
i

come

tuttora pratidi scrivere

vescio. Si

può vedere
i

Cocchi, Lettera

cano
stata

cinesi; la
i

quale varietà

e distribuire

versi

pare che possa essere

sopra un manoscritto in cera, Firenze 1746. I galli ed germani imitarono
i

una delle molte cagioni che molti
fenicii, e

greci.

I

longobardi venuti in Italia, per
le

caratteri sieno venuti ad allontanarsi dalla

conservare
si

loro

memorie, da principio
le-

forma primiera de'caratteri
tulli
si

servirono di sottilissime assicelle di

che quantunque nati
di quella sola nazione,
a

dall'alfabeto

gno. La scrittura de'cinesi non è già
la
le,

come

siano Tenuti poi

nostra una rappresentazione di paro-

poco

a

poco a

far vari e diversi fra loro.

ma

si

collega

immediatamente

colle i-

Inoltre Buonarroti altre erudizioni riporta sullo seri

dee o piuttosto col carattere
to, e la

od segno scritsi

vere a rovescio degli antichi to-

parola articolata e l'idea

col-

scani, per
ni.

quanto si osserva nelle iscrizioScrivevano romani da principio coi i

legano nello stesso lem [io reciprocamente le

une
la

colle altre.

La

scrittura cinese è
ri-

me

greci sopra pelli d'animali a tal uo-

quella fra tutte che più fedelmente ha

po disposte, eDiouigi d'Alicarnasso c'insegna, che un trattato fatto tra'primi romani e Gabio, fu scritto su cuoio di bue, del quale si era coperto uno scudo di legno. Le Leggi delle Xll tavole erano registrate in tavola di quercia, secondo lo Scaligero, o d'avorio al dire del giureconsulto

forma del carattere geroglifico e simbolico degli egizi, ovvero non è che
tenuta

un sistema

di geroglifici

più o

meno
i

esat-

tamente conservato. Nondimeno caratteri de'cinesi non sonosostanzialmentese non che geroglifici decomposti, o piuti

tosto glischeltri de'geroglifici, giacché in
essi si è

Pomponio. I romani, come
soliti

altri

popoli,

ridotto a sole linee quello che nei

furono eziandio
di bronzo,

d'incidere in tavole

geroglifici esprimevasi per

mezzo di
si

figu-

per essere queste attissime a
la

re delineate e contornate. L'introduzione della carta di
le

conservare

memoria delle

leggi,de'trati

bombacio
dopo

in

Europa

vuo-

tali e delle alleanze. Inoltre

romani

fe-

derivala dall'oriente, dopo avere banle

cero uso della pergamena, di foglie e corteccie d'alberi, del papiro

ditoli papiro, forse

continue guer-

che ricevevano
e

re e irruzioni dei saraceni, che resero assai difficile
ti
il

dall'Egitto, delle tavolette intonacate di

traffico

con Alessandria. Molin seta e in tela; fu

cera che

chiamavano palimpresta

anco
for-

libri

furono scrini
Donali,

codicilli, e sopra tela finissima. Gli anti-

inventata una carta incombustibile, di cui
tratta
tizie
to.
il

chi

aveano due maniere diverse
i

di

De

3

Dittici,

ove sono nofa di

mare

caratteri della scrittura, l'una e-

interessantissime su questo argomensi

mezzo d'una picun nodo di canna, somigliante ad una penna che chiama vasi calainus, e con questo mezzo si formavano le lettere, sopra pelli preparate, o sulla
seguivasi pingendocol
cola canna, o di

Egli dice che la carta cinese

va-

rie sostanze, di

canape, di

bambù

tenero,

di paglia di

frumento o

di riso, di pelli-

cola ricavata dai bozzoli, di scorza di gelso, e la

più
o

membrana
tica vasi

interiore delle corteccie di al-

Chu-Ku

comune si ritrae Ku-Chu. Trovasi
sottigliezza,
:

dall'albore

carta cine-

cuni alberi. L'altro

modo di

scrivere prale lettere

se di così

incidendo, con incidere

sopra lamine di piombo o di rame, ov-

che molli la credono di seta quella che fabbricano con l'arbusto del cotone, riesce più fina

gran

vero su tavolette di legno intonacate di cera; a quest'oggetto si servivano di una

e più bianca delle altre,

durando quanto

l'europea, poiché le altre composte di scor-

punta della

slylus, quasi somigliante agli

ze d'alberi sono più soggelte alle tignole.

SCR
Donalicredecheper la carta fatta di cenci di tela di canape o di lino, resa comune tra uoi, e in altre parli del mondo, q nessionandosi
la

SCR
lino,

i5

trandovi appena pochefila di canapa e di

essendo rari

gli stracci,

i

quali poi

si

moltiplicarono nelsecoIoXIVjpercui pare che

derivazione,

dobbiamo forseiere-

se ripeterla dai cinesi, ed

ve allo scrittoe alla

egualmente stampa. Altri la

con ove
per

Pace prese occasione a fabbricar prima in Fabriano esisteva il metodo, e poi in Treviso
il

essi soli la carta,

dono inventata in Levante, quindi intradotta in Europa nel XIII o XI V secolo;
alcuni verso

la

copia e bontà delle acque. In ogni
le cartiere fa-

tempo ebbero rinomanza
1

1470, perchè la tela dicanape si cominciò a usare verso quel lempo: la moglie di Carlo VII re di Francia, morto nel 14^'! avea soltanto due cainiil

brianesi,esedeve credersi a Salmon, Storia del mondo, h 2 1, p. 45, da Fabriano furono condotti in Toscana primi ini

traduttori di quest'arte, ed ebbero perciò
dalla

eie di lela.Che/'rtZ'r/rt//o

vanta in

Italia l'a-

repubblica fiorentina

amplissimi

vere sostituito agli stracci di cotone quellìdi lino, lodissi in quell'articolo, pai lan-

privilegi; dal
la

che discenderebbe dubbiose

carta di lino fosse rinvenuta nove se-

do

della

remota antichità

e celebrità delsi

coli

addietro nel borgo diColle in Val d'Elle

le cai

tierefabrianesi; e tuttora

continua

sa,ovesi vuole sieno
re d'Italia,

più auliche catti enel Cos-

siffalta

manifattura con ottima riuscita,
i

come vuole sostenere

giudicandolo neh 852
sizione universale di

giurati dell'espo(della

Londra

quale e

morama pittorico n.°^C),p.3c),aimoiS35. Conclude Piambelli, che in ogni modo la
carta di lino è

delle premiazioni delle manifatture e oggetti d'arte dello stato pontificio, parlo a

tedescoodi
eretici, vi

altri.

un trovalo italiano, e non Fra tante stravaganze di

Seta), dalla superba carta, fatta a mano, da rami, da disegno e da scrivere, mandata all'esposizione dalla rinomata cartiera Miliani; perciò premiala con bellissima medaglia accompagnata da onorevolediploma al direttore e proprietario di essa

furono pure s^WAbecedai •//'(/".),

che pretendevano fosse d'uopo per sai varsi,
il

All'articolo

non sapere né leggere, né scrivere. Croce segno, parlai dell'oriI

gine di usarlo per sottoscrizione dagl'i
letterati

-

con ispaccarla, e doversi tignar-

cav.Giuseppe]Miliani. llch.Raiubelli,£el-

dare

legale, anzi

giuramento, secondo

il

tereìntornoinvenzióniescopeileilaliane:
lett.y
1
}

concilio di Chelchyt;

eche

ne'bassi tempi

Carla di lino ,d\ce che fu m debba
la

assai con-

pochi sapevano scrivere: tnttavolta vuoisi

telo a chi

prima fabbricazione
il

allottalo
l'atto

il

costume anche per appioseli-

delia carta di lino.
luti

ne'suoi

Che fabrianese StelCommenti di Persio all'erma,
la

vare

concluso solennemente col

gnu salutifero di nostra redenzione.
par.
p.

UM

die fino dal pcjo
ta
le

caria di lino era sta-

latori nelle Antichità Estensi e Italiane

inventata nella sua patria. Certamente
più antiche cartiere finora conosciute

inltalia
belli lo

sono quelle diFabriauo,ediIRam-

prova con documenti del 1270 e
lino, e

244> vi10 e crie a croce neluna volta non era bastatite indizio di non saper scrivere. Riportalido un istrumento delio5o di donazione
1
,

84

e

'

'

le

sottoscrizioni

del 1297, dai quali pure rilevasi che in-

di alcuni beni fatti a

s.

Maria

dei Golfo,

contrastabilmenteeranodi carte di
ttesi,

ossia di

s.

Venerio, dai marchese Alberdello struli-

chenumero«egià erano le cartiere fabrianon che celebrate a quell'epoche. Pace da Fabriano, da questo
1

to

Azzo

li, dice. «Nell'originale

mento

la

sottoscrizione del

marchese è

si

recò verso

il

na lunga croce con un circolo intorno, abbracciante l'estremità di essa croce,la quale é tirala
sii

34o

in

Padova

e Treviso, e v'introdusse

l'invenzione della carta di lino, poiché nel declinar del precedente secolo XIII si la-

sopra

la

sottoscrizione de'le-

moni

e del notaio. In que' tempi alcuni
stessi,

volavano carte

di lana e di

bambagia, en-

ancora de'priucipi e de'vescovi

pa-

16
re che per

SCR
non saper scrivere formassero
la

SCR
per imitare qualunque carattere antico,
delle diverse età;

qualche segno, o pure
sottoscrizione;

croce per loro
si

ma
la

la

calligrafia

ma

non ha

da

altri riscontri

ha

per oggetto che

regolarità, la bellezza
i

che costumavano di far cosi quegli ancora che sapevano scrivere, e ciò secando il rito di alcuni notai o paesi ".Riproducenclo altra donazione del

e l'eleganza della scrittura in tutti tempi,e nellediverse forme di caratteri. L'antica calligrafia

comprendeva

I'

arte d'a-

10^9

a detto

domare
no,

i

manoscritti o

libri scritti

a

ma-

monastero, del marchese Oberto.aggiungè Muratori. «Manca nell'ultimo di que-

scritti a

penna e non istampati, con
si

miniature

e iniziali sovente ornatissime,

documenti la sottoscrizione del marchese donatore laddove nel primo fece egli una croce per sua sottoscrizione, e nel
sti
;

come

in

oggi

adornano parimenti

i

li'

bri coll'aiuto del disegno e dell'intaglio
in rame. Talvolta limitavansi gli scrittori a ornare singolarmente le iniziali, a vai iare loro colori, anche senza il soccorso della pittura, e a far serpeggiare intori

secondo
dal che

si

sottoscrisse di propria
di

mano:

venghiamo

nuovo

a scorgere,

che

bene spesso gli antichi con una sola croce, non era ripiego deil

sottoscriversi

no
liti

ai

margini diversi intrecciamenti di

li-

gl'ignoranti, quasiché eglino

non sapesse-

nee, e talvolta ghirlande di fiori; abbeltale altra con varie miniature esprimenti costumi d'un secolo, gli animali d' una regione delineali ancora ad ari

ro scrivere,
d'allora".

ma era un uso di alcuni notai A Letterato, non solo parlai
amanuensi,

de'calligrafi letterati,copisti e

,

ede'pregi dello scrivere con bel carattere, ma ancora degl' illetterati fortunati che

bilrio. Perciò vi

tichi decorati di

sono preziosi codici ansuperbe miniature, an-

giunseroal potere e alledignità; e che nei
rozzi secoli
clero,
feci
ti.

IX
i

e

X

la

come

principi

maggior parte del erano tali; quindi

che con figure e architetture, cheaumentano il pregio dell'eleganza calligrafica da
cui

sono
al

abbelliti.

Sembra che

dal secolo

menzione de'dotti divenuti smemoranel voi. LVIII,p.

VI

X

la

calligrafia avesse più

buon gu-

Anche

2% parlai dei
1

sto in generale,

che ne'

secoli posteriori

Monogrammi
bei], Dissert.

(F.), e degli spacchi della croce in luogo di sottoscrizione. Cancel-

sinoal

XIV,

ne'quali anche ne'mss. la devisibile,

cadenza dell'arte è

tranne molte

su Colombo,p.

12, discorre

eccezioni pei codici appartenenti all'Ita-

del segno della croce premesso ai

nomi dei testimoni, e se quelli che ne facevano il
segno nelle scritture sapevano scrivere ? Calligrafìa dicesi l'arte che tratta e insegna a scrivere bene, e calligrafo il professoie della calligrafìa. Avanti l'invenzio-

lia.Dopoqueirepocacoirisorgimentode!le arti belle e
il

delle lettere ne rinacque

che negli or«amenti, ed alcuni mss. si ammirano tanto per Puma che per gli altri; e la callipro-

gusto,

sia nella scrittura,

grafìa successivamente fece grandi

ne della stampa lucrosissima professione
era quella degli scrittori e de' copisti , i quali moltiplicavano codici, massimedei

gressi sino all'epoca della scoperta e in-

venzione della stampa, alla quale utilissima arte per qualche tempo si associò,
quindi contro di essa scoppiarono virulenti declamazioni degli amanuensi e copregiudicati nell'interesse pel nuovo trovato, precipuamente censurando gli errori tipografici, che polendosi correggere ne'mss. non può ciò farsi sulle stampisti,

gli

autori classici e delle sagre Scritture, e
gli

sovenle

scrivevano colla maggior eieganza, e con una quantità d'ornamenti
spessodi grandissimo lusso. L'arte diplomalica o della Diplomazia (F.) o àe'Di-

j)loma (F.) è quella che insegna a conoscere
caratteri delle diverse età e delle diverse nazioni, ossia la paleografìa che
i

pe, solo supplirsi

con Errala corrige. Si-

no

a

quella memorabile epoca l'arte delera da molli esercitala, ed au-

insegna eziandio

la letteratura alfabetica

la scrittura

S C

R
ili

S C
fuliggine di

R

17
cliin-

che con grandissimo proli tlo, perchè altro modo non viavea per moltiplicare le
copie de'mss.

un legno resinoso
le

malo taeda, fovseU
lo facevansi

piuo, giacché di queltede,

qualunque lunque lingua. La scoperta
di

età e di quadella

ordinariamente

me-

stampa

scolata con quella che traevasi dalle gole
de'locolari, enellaqualesifacevasciogiiesi stemprava una porzione di gonima. Questo ci riconduce all'idea del 110stro negro-fumo, che si è sovente adope-

fece totalmente cadere l'arte o la profes-

sionedegli scrivani e amanuensi, che nellesole città di Parigi e di Orleans faceva
sussistere più di
p.
1

re o

0,000 persone.

iNel
la

t.23,

227

del citato Calogerà, vi è

Lette-

rato e

si

usa tuttavia nella composizione

Tartaro tli,ox e si parla diFrancesco Alunno di Feirara calligrafo eccellente, massime nello seri vere iniuutissimis cìiaracteribiisj non che si tratta delle dira
dell' ab.

degl'inchiostri, e

massime

negl'inchiostri

da stampa. Lo

stesso Plinio parla

d'un

inchiostro prò veniente da 11' Indie di uiag-

gior perfezione, e che l'inchiostro nel qua*
le

Terse sorti di carattere, per renderlo bello
e perfetto. Glianlichicopistieranoancora

s'infondeva del vino d'assenzio, impei

diva che

libri scritti col

medesimo
il

fos-

perla maggior parte pittori e miniatori.
sa

[

sero rosicali dai sorci,
il

ma

fatto

prova

Papi sino dai primitivi tempi della Ghieebbero nella loro Famiglia pontifìcia copisti, a manuensi,scri Iteri e anche miniatori, oltre gli Scrittori apostolici\aì quale

contrario. Dicesi pure che gli antichi

fabbricassero inchiostro col sangue d'ai-

cu ni pesci e ch'era
sto
se

di

colore nero, ma que
si

deve
il

rigettarsi,

meno che non
iscrivere

usas-

articolo feci ricordo de'copisti di R.oe loro sodalizio. L'inchiostro è quel-

nero delle seppie. Bensì adoperava
i

ma
la

no un liquore rosso per

titoli

materia liquida e nera o d'altro colo-

de'libri e le lettere iniziali o capitoli, forse cinabro o altrocolore rosso. Si feee.au*

re, colla
libri
:

quale

si

scrive o

si

stampano

i

Menagio pretende che la paiola

de-

che anticamente uso
le

di lettere

d'oro e di

encaustum, materia adiista, dipinto a fuoco. Si crede che gli antubi scrivessero con un leggiero e sottile
rivi dal latino

argento, specialmente pe' titoli de'libri, e

grandi
i

iniziali di lusso;

ma non

pare

presso
blica.
la

pennello, e che
se

il

loro inchiostro

non

fos-

romani, almeno sotto la repubNon fu chedopo il risorgimento deidotti
si

che carbone di midollo di pino, poiverizzato e stemperato al calore del fuo-

buona chimica, che alcuni
di

ap-

plicarono

proposito alla composizione

co o del sole in acqua di gomma per dare una spece di consistenza a quel liquido. Si dice che gli ateniesi

dell'inchiostro

Polignoto e

da scrivere. L'inchiostro però della Cina gode la maggiore repufazione. Si è giunto in questi ultimi lempi a

Micoue,assai valenti nella pittura, fossero
i

primi a fabbricare l'inchiostro col inoli

sto dell'uva o colla feccia del vino,

Ca-

nepario che trattò a fondo questo argo-

mento

col libro
I

De

alrametitis, fu assai

criticato.

romani adoperarono incido-

moltiplicarle copie di una lettera, di una minuta odi altro scritto, con economia grande di tempo e di fatica. Ilavvi il metodo di rilermite,per mezzo del quale si ponno ottenere l\.o 5 copie in una volta, e riesce utile pel commercio, per
la

ma diversi imperatori e re usarono inchiostro purpureo, che da alcustro nero,

spedizione di circolari e per altri usi

somiglianti. Macchinette per copiare e

no

si

credè composto di conchiglie poi(/".),
i

moltiplicare l'originale di una lettera

si

ver izza te, e del sangue de'murici e delle

Porpore
stivano

de' vermicelli che inve-

murici. Plinio riferisce diversi

metodi

di fabbricar l'inchiostro usati ai
il

sono fabbricate anche in Italia egregiameute. D'Inghilterra posseggo una nobile scrivania, che a cagione d' onore per grato animo, ed acciò sene conosca l'iraportanza,

suoi tempi;

più

comune

era

composto

come
IL

io

che consiste, riporte2

VOI. LXIII.

9

18

copia di

SCR
un prezioso e duplice autore.

SCR
Fra leprose
il

Ielle

nehSji

nella stes-

grafo de' 2 giugno 1837, del dottissimo Eni. cardinale arcivescovodi JVesUninster (/".) Nicola

sa accademia,

prof.

Francesco cav. Do-

nami
la

toccò delle antichissime origini del-

scrivermi nel
il

degnò graziosamente donarmela,
si

Wiseman, die

nostra lingua; traendole con isquisila

dottrina e da acuto filosofo, dalle profon-

tuttogelosameuteconservando. «

11

sot-

de indagini della
Poiché
egli

storia, e

richiamando a
fatti,

toscritto rettore del ven. Collegio Ingle-

questa Io studio osservatore de' filologi.
ritraendo alcuni
e po-

sapendo che sua Santità si compiace penna del pregiar tissimo sig. Gaetano Moroni, lo prega di accettare, per servizio di Essa, una picse,

servirsi talvolta dello

sandovi sopra ben accorte ragioni, ed ac-

cennando
mai

a testimonianze gravissime di

scritture e di
sa essere

cola scrivania inglese, di

ne, colla quale

si

nuova invenziofanno all'islesso tempo

documenti, che ognuno orsuo vero dominio, diceva

due originali perfettamente simili, come si può vedere dalla copia del presente biglietto, scritto per mezzo di essa. Lo scrivente coglie questo incontro per dichiararsi". IS'ozioni

che dalla potente influenza de'goli e dei longobardi vennero nel volgar nostro
,

molte

voci; perpetuate, più

che dalla for-

za delle armi, dalle istituzioni legali, che
i

soggettati recarono

analoghe al dichiarato dall'insigne porporato, riporto a Segretario

loro usi. Sopra l'utilissima,

spontaneamente nei benemerenre dili'

tissima e antichissima arte della scrittu-

ed a Servo. Neh 852 in una adunanza a Londra, il francese Sudre tenne un interessante discorso sopra
la

ra

si

ponno vedere Mabillon, De

plomatica. Calmet, Dissertazioni sui
scrivere,

lingua universa-

bri degli antichi e le diverse maniere di
t.

le da lui inventata. La sua invenzione ha dapprima il vantaggio d'una incredibile facilità e semplicità. Tutta la lingua

7.

Il

conte

di

Caylus, Dissert.

sopra

il

papiro. Morcelli, Dissertazioni

dello scrivere degli antichi romani, Mi-

futura per tutti
gni musicali,
i

i

popoli consiste ne'7 se-

lano 1822, con dotte e giudiziose note del
1

quali nella loro

combi-

d.

Gio. Labus.

Urbano de Fortia, Essai

nazione e applicazione ponno essere con-

sur l'origine de l'écriture, sur son intro-

temporaneamente
stampati,
cosicché
si

parlati, cantati,scritli,

duction dans legrec,elson usageju squali

resi udibili e visibili

con motti, qualun-

lemps d'Ifonie re, Parisi 832. Nell'eccellente e rara opera dell'Averoltlo: Le scelte pitture di Brescia,'\\\
1

può

servirsi di essi in
di

que modo. La maniera

corrispondendi più di

700,

vi è di

sin-

za più lunga e complicala, adoperata co-

golare di essere scritta senza un che. Nel
voi.

me

parole,

non ha bisogno
resta
1

4

se-

XLIV,

p.

25i ricordai
la

i

Panegirici
e senza la

gni. Qiies'.o discorso destò generale iuteresse, e

del Casolini senza

lettera

R

non

che a vedere
la

se vi cor-

vocale U, ed altrove pure
di simili opere,

feci

menzione
con-

risponderanno
te è
il

risultati.

Più importan-

mancanti

di vocali o

sapere, che

celebre e benemerita

sonanti. Cicognara,

accademia della Crusca di Firenze è sempre con alacrità sapientemente inlenta a far messe di voci e di maniere di dire, trascelte per entro alle scrii tu re, e raccoglien-

la storia della

Memorie spettanti al83 t calligrafìa, Piato
1

con atlante. GiuseppeBerlolIa,.^/£Hwicrt£ligra/ìco dell' arte del bello scrivere con

4o
to,

tavole scritte e delineate a penna, in-

done ancora molte dalla viva voce del popolo, onde accrescere autorità e ricchezza
al

cise in

rame da Fidai,
e altri,

Castellali, Scot-

codice di nostra nobilissima lingua,

per la dedizione a cui l'accademia fervorosamente è pure inlenta, di tanto grande
espetlaliva ue'cullori delle

umane

lette-

Lucca 1840. Antonio Sella romano, Calligrafia per eseguire con facilità qualunque specie di carattere, incisa, da Giacomo Bonanni, Roma 1 840. Sulle famose 1 1 5 arcane cifre del
Vìviani

4

SCR
principe Federico Cesi fondatore della
pontifìcia (titolo conferitole da Gregorio
ec.

SCU
Scrutinio in oggi significa
i

!

9

la

maniera

di raccogliere

voti segretamente, e seni

XVI) accademia

de'Lincei, della cui cei

za che
mitia,
fa
il

lebrità nel vol.LVIII,p. i5i indicai

luo-

conoscano nomi di quelli che hanno dato loro suffragi: Scrulinium Co
si
i

-

ghi ove ne parlai, spiegate stupendamente dal

come

in

Conclave

(/'.) quello

che

veneto conte

Domenico Morosini,
sono a

Sagro Collegio
1'

de' cardinali (/'.)

col

metodo per

iscrivere in cifra,

per
si
ti

Elezione del

Papa
si

(F.)-

Quando

vedersi: Lettere del conte

Domenico 31o-

tratta d'un'elezione,
altrettanti

Francesco Cancellieri, e a quello, intorno ad alcune ci' fre spettanti all' accademia de' Lincei,\erosini all' ab.

dannoai volanbiglietti quante sono le perelette, e

di questo

sone che ponno essere
di essi getta in
glietto sucui

ciascuno
il

un vaso o umetta
scritto
il

bi-

neziai82q. Intorno all'arte d'inlerprc
lare le cifre, lettera del conte Gio.

ha

nome

della per-

Fran-

sona che vuole eleggere.

cesco Ferrari lìloreni
d. r Valdrighi,

,

al conte Diario
1

Modena 832.
il

Nella corte

pontifìcia vi è

prelato Segretario della
i

SCUDIERI DEL P\l>A,ScutiferiPapae. Famigliari cubiculari del Papa, che essendo riuniti ai Bussolanti (F.) ivi ne
parlai
al §
I

Cifra (F.), ed è antico uffìzio, oltre
fristi.

ci-

II,

Bussolanti scudieri,\ovo uf-

fizio,vestiarioe prerogati ve.cioè tanto degli

SCRITTURAR!. Nomechesi dà a coloro
i

Scudieri della Cancelleria apostolica
e degli altri aggiungerò incominciando dai secondi,

quali volevauo seguire
r
.)

la

Scrittura

(F.) vacabilisti, quanto degli Scudieri del

sagra (T

ed escludevano tutte
siano per

dizioni (l

r
.),

le Tramezzo degli Ebrei,

Papa. Degli uni
altre notizie,

siano de Cristiani. Tali furono tra
tri

gli al-

de'quali, comede'bussolanti e de'
rieri

Came-

alcuni ariani, che negavano

la

consu-

stanziai ila del
testo

Verbo col Padre,

sotto pre-

extramuros, egualmente a loro riuniti, riparlai a Famiglia pontificia, a Palazzo apostolico, ed in
tutti gli articoli

che

la

parola di consustanziali tà non

era espressa nella sngra Scrittura. Tali

sono ancora

i

Calvinisti,

che rigettano

la

tradizione, e che

ammettono per

regola

di fede la sola Scrittura.

riguardano negli onorevoli uffizi che disimpegnano, ed a Cai-pelle pontificie del loro intervento alle medesime. Il Papa nel secolo XII già avea tra suoi
li
i

che

SCRUTirsMO, Scrutinìum, Examen. Esame de' Catecumeni [T' .) che si faceva
qualche tempo prima del Battesimo (f.),
e ne parlai anche a Neofito e articoli relativi, col

inlimi famigliari
si

gli

scudieri.come rileva-

suo rito e solennità che
alla

si

ce-

lebravano nelle adunanze
di tutti
i

presenza

fedeli. Sebbenecessaronogli scru-

timi nelsecoloX, tuttavia se ne trova qual-

che esempio nel XI: la chiesa di Vienna in Francia ancora conserva il solennissiino scrutinio detto inaperitione aurium.

CenCamerario, che nel 12 16 divenne Onorio III. Il p. Gattico, Ada cacremonialia,p. 260, riportando il novero della famiglia di Alessandro V del 0c)» "" a questi erano: DeScuhferis honoris.» Item Mimmi Pontifìces prò suo servitio consueverunt scutiferos honoris habere, et istorimi non est numerus determinata ;, quia multi recipiuntur potius causa hodal codice del cardinal Savelli o
cio
1
1

Chiama vasi pure scrutinio l'adunanza del
clero, nella quale
si

noris,

quam
est

obsequii per eos praestandi.

procedeva

al

detto

Solitum

tamen, quod de,

et inter tot

esame. Inoltre sotto il nome di scrutinio si compresero le ceremonie che precede-

summus

Pontif'es. elegit certos, idoneos,
,

et fìdatos

qui continue eidem habeant
si

vano

il

battesimo,

gli

esorcismi,

le

unzio-

servire; et possentsullicere,

essent octo,

ni sulle spalle, l'atto di toccar le orecchie

vel

e le nari colla saliva

,

dicendo Apritevi,

decem, quorum unusad hoc idoueus corani eopraescindat, ali us vero de vino,

20
et

SCU
aqua
servial; celeri
isti

SCU
modo come desinavano
a
i

tenti et

otto, vel

autem cibaria pordecem sic electidehabere, vel
sti-

cardinali parlai

bent

in Palatio vici uni
libris

camerae contenta recipequod unus istorimi re. I tein sciendum solet esse Magisler Palafrenariae. Ilem quamloequitat,duo ex ei solent anteeos
pendia in
,

capello* rnbeos portare. Ileni semel, vel
bis in

anno, camera tameu abundante,

Scalco ed a Pranzo. Nel voi. LVIII, p. il e 36 riportai alcune notizie su Francesco Lunerti scudiere d'Eugenio IV del dal quale ebbe difficili incarichi e 1 4-3 i ottenne molti privilegi a Ripatransone sua patria. Nel voi. IX, p. 187 notai, che Calisto HI mandò il Cappello cardinalizio, per mezzo did. AntonioSaraceni suoscu,

debent eisdem ve^tes tempori congruentes per Dominum nostrum davi, lpsi au-

diere,al cardinal LorigueiLNeì voi. XXII
p.

f,

tem non consueverunt camerasin Palatio

54, ripubblicandoil ruolo di Pio II del 1460 in esso sono descritti 4 scudieri,
,

apostolico babere,

tiisi

alia

baberent
in

cioè

il

detto Saraceni, che poi fu castel-

officia,
tiferi

quaehocrequirant.Aliiautem scusic electi
,

lano della rocca diTerracina nell'ottobre

honoris non

quaudo

i46o;

d.

Gaspare Piccolomini o Nanni,

festivitatibus, vel alias

niunt, vel

ad Palatium veeorum alter, non debet reiici,

pare parente del Papa, e
latine,

come

il

prece-

dente provveditore delle vettovaglie pa-

sed per magistrum bospitii honorarii, et
tollonus (erat

ed inoltre ebbe

la

cura delle do-

quoddam

veslis,seu oina-

tusgenus) peralios scutiferossolitus portari, tradì; et

ebani aliquis platusde
nostri.

ci-

bariis

Domini

Debet tamen

esse

ipse magister
li

multum attentus,quod

nul-

Giovanni Steda un famigliare; e Francesco Sozino sanese e coro paesano di Pio li, che l'impiegò nella dogana del salea minuto. Jacopo dei
gane
di

Ripa

e Ripetta; d.
i

fano, che

come

colleglli era servito

suspecta tradantur aliqua cibaria co-

rani

Dòmino

nostro. Ilem dicti scu ti feri

honoris
Degli

numquam

debentse exbibere

in

conspectuPapae,nisi

in vestis honestis".

uffizi degli scudieri del Papa si parla ancheaMAESTRODEL s. Ospizio. Pare che uno scudiere anticamente fosse il Mae-

stro dì

casa de sagri Palazzi apostolici (P ) Si puòanche leggere Pranzo e Palafreniere. Da altro contemporaneo dorilevasi
gliari

Cardona scudiere d'Alessandro al doge ili Venezia il dono della Rosa d'oro ('".). Nel ruolo di Giulio III del i55ogli scudieri erano 37: in quello della sua andata a Viterbo vi sono registrati 6 scudieri per la tavola. A Famiglia pontificia riportai nomi de'25 scudieri di Paolo IVnel 555, oltre due scudieri tra gli officiali maggio«lucili di

VI, per suo ordine portò

i

1

ri

:

in

questo e in

altri ruoli

riprodussi pu-

cumento ri prodotto dal p.Gatticoap. 2 7 6,
che ancoi cardinali aveanofami:

re diverse altre notizie, di più

quanto
i

ri-

guarda

i

camerieri extra, non che

bus-

denominali scudieri

eccolo. Offi-

solanti e chiamati eziandio aiutanti della bussolanti molti pontificali,
l'articolo

»Item scutiferi debent equitare cura Domino, et sibi servire in
mensa,
et alii,qui

cio Scuti ferorum.

ondequel-

comprende

interessanti nozioni

cum
,

eo sunt deputati

su

tali tre classi di

cubiculari ponlilìcii.

ex

eis,

et sibi

debent incidere corani Domino, potimi dare et platellum suum

Nel Lunadoro stampato neli(>46. Relazione della corte di

Roma, p.

1

3, scrittore

porlarejetnullus alius debet se intromittere, nisi in casu necessita tis sci l>cetabsente,

che bori principalmente sotto Clemente Vili deli5g2, si legge.»' Nel palazzo apostolico vi sono
i

vel impedito aliquo de deputatis

ad

Camerieri d' honore,
s"i

praedicta, et lune de

mandato Domini,
debent

tutte persone di qualità

di nascita, coi

vel camerari!. Celeri vero scutiferi

me
ed
i

illustri

per lettere. Poi
i

portare platum alioru m, qui sun t cu mDoniino, velassociareplatum

della Bussola,

Camerieri Camerieri extra muros,

Domini". Del

Camerieri Scudieri, ognuno de'qua-

scu
ìi

SCU
il

at

fa

la

sua guardia, ed ha
i

suo

uffi-

lani

comuni,
con

il

sotto guardaroba,'! capi

zio distinto, salvo Camerieri d'honore che non compariscono in palazzo, se non

pellani segreti,
greti

camerieri d'onore e

se-

vesti e

cappucci

rossi.

Il

diari-

quando vogliono, e di questi mandino li Papi a portar le

è solito che

berrette ai

sta contemporaneo Cecconi, Romasagra, stampata neh 725, descrive nel seguente

nuovi cardinali". Nel voi. XXIV, p. 1 47? descrivendo il solenne ingresso in Ferrara di Clemente Vili, narrai che vi erano

modo
1

la

cavalcata del possesso preso
p.
i

nel

7

24 da Benedetto XI II,a
il

735. Docavalieri

po

i

famigliari de' cardinali ed

pure gli scudieri ed camerieri extra muros a cavallo, tutti con vesti rosse, aveudo seguito il Papa nel viaggio. Anche in altri monumenti trovai che tali due ceti
i

romani, seguivano

sartore e fornaio di
li

palazzo, vestiti con casacche rosse,

scu-

dieri di sua Santità co'suoi abiti, 12 chi-

nee con ricche valdrappe, lettiga papale,
valleggieri,

di famigliari pontificii intervennero nei

Piaggi de' Papi. Il Chiapponi prefetto delle ceremouie pontificie, negli Ada canonizationiaSanclorum, celebrata da Clemente XI nel 7 2, a p. 1 8 descrive l'ori
1
1

maesliodistalla,due trombettieri de'eai camerieri extra muros con

vesti rosse, gli aiutanti di camera di sua Santità con cappe rosse e senza cappucci

di pelli d'armellino per essere

tempo
,

di

dine della processione.
cali basiliche.*

Dopo

le

patriar-

Proxime incedebant Pon-

commissario della camera gli avvocati concistoriali, cappellanicomuestate,
il
i

tificiaeCappellae ordiues, videlicet Sotti/eri

ni e segreti,

i

camerieri d'onore di

man-

Papae

toga lanca (vulgo di saietta)

tellone,

i

camerieri segreti di spada e cap-

coccinei coloris manicata, et circa collimi

pa,

i

camerieri segreti togati ossia colle
dice,che nella cappella del-

contracta,alque uncinuloante pectuscolligata,

cappe rosse. Nel n.°3852 ódDiario di Ro-

quan» sobtanam vocant

:

Procu-

ma del 742
1

si
i

ratores generales quinque ordinimi

men-

l'Annunziata
videro per

camerieri extra
1

muros

si

dicantium habitu religiouis amidi: Cubicidarii extra Canterani, toga rubeaad
similitudinem Scutiferorum induti: Procuraloies Fiscalis: et

lai.'

volta col cappuccio so-

Camerae

apostoli-

caeCommissarius, ad instar Cubiculariorum Papae secretorum, et honoris, simili toga, et insuper capitio ejusdem, textiìi laneo, de collo super scapulas, et ante pectus inverso, etc. «seguiti dagli avvocati concistoriali, dai

la solita cappa di saia rossa, per averne Benedetto XIV permesso l'uso. Ne! n.° 38 58 del Diario di detto anno si legge, che per la cavalcata dell'ambasciatore di Malta de Teucin, gli scudieri ed i camerieri ex/m andarono col le cappe ros-

pra

se

,

per essere
a

stati aggraziati

dal Papa,
si

per
col

la i.

volta nelle cavalcate

videro

cappellani segreti,

cappuccio su detta cappa, del taglio

dai cubiculari inlimi,
clesiastico. Il

ambo

del ceto eci

simile a quello de'

Caudatari
del
1

{V.). Nel

p.Donannichenel 72opubblicò la Gerarchia ecclesiastica, a p. 5o4 descrive la Cavalcata (/"".) del Papa nelle

possesso di Pio
Cancellieri

VI

775
i

descritto
,

da
p.

nella Storia de' possessi

423,

si

uarra che dopo

suddetti fami-

pubbliche funzioni.

Dopo

i

famigliari

gliari pontificii, sartore,

fornarodi palazorti,

pontificii barbiere, giardiniere e fornaro,

zo, barbiere, e

custode degli

caval-

cavalcavano

li

scudieri del

Papa
i

vestiti di

cavano
1

gli

scudieri in abito rosso, quindi
il

cappa rossa, indi alcune chinee incedevano con valdrappa, poi trombetti dei
cavalleggieri, seguiti dai camerieri

2 chinee, la lettiga,

maestro della scui

deria,

4

trombetti de'cavalleggieri,
aiutanti di

ca-

extra

merieri extra muros con cappe rosse e
cappuccio,
gli

inurosm abito talare paonazzo, colla cappa rossa; successivamente il procuratore
fiscale, gli

camera con cap-

avvocati concistoriali, icappel-

pe simili e cappuccioornato di pelli bianche d'armellino, il commissario e fiscale

22
della

S C
camera,
i

U
comuni
i

scu
e segreti, gli avvocati concistoriali,
ri
t

cappellani

camerie-

greti, glia vvocati concistoriali,
ri

cameriela

d'onore e segreti

d'onore di spada e cappa, e

nobiltà

bussolanti, né gli

Non nomina nò i scudieri, solo rammen".

romana considerata come unita all'anticamera d'onore; iodi camerieri d'onore
i

tando
la

i

primi nella uotte della vigilia di
gli stalli

Nata le, e sostenendo nella quadra tura delcappella pontificia eavanti
dei
cardinali, 12 torcie accese, essendo vestiti

di
ri

mantellone,

i

camerieri segreti secolaIl

e di mantellone.

Cancellieri inoltre,

Cappelle pontificie, p. 2 39 e 3o 3, descrivendo neh 790 la Cavalcala per le /^cappelle della
ss.

in abito rosso. Nella

Descrizione della
ca-

settimana santa del Cancellieri, dice che
ricevono
le

Annunziata,

ec.

riporta al-

palme dal Papa dopo
i

i

trettanto: dicendo poi della processione
del

merieri segreti e d'onore ecclesiastici, gli
avvocati concistoriali,
e

Corpus Domini, narra che intorno al Papa andavano 4 scudieri pontifìcii, sostenendo lanternoni d'argento
rifatti

cappellani segreti

comuni (ommelle
i

gli

aiutanti di

camera
i

da

erroneamente),

camerieri extra,
gli

pro-

Pio VI e del peso di 62 libbre, ed ai due lati del baldacchinoi 2 scudieri in cappe rosse portavano le torcie. All'articoloBus-

curatori generali,

scudieri,! cantori.

Incomincia poi l'ordinedella processione cogli scudieri/i procuratori generali (omcamerieri extra che avea nominatoalricevimentodella palma), cap-

soLANTiranimentaicomePioVH neh 800 con moto proprio ridusse a 6 individui
ciascuna delle 3 classe de'bnssolanti, camerieri extra, e scudieri, da
1

mettendo

i

i

pellani segreti, ec.

Per l'ordine dell'adosi

2 ch'erano,
il

razione della Croce, Cancellieri
al

riporta
io la

e volle che promiscuo rendessero
vizio,

ser-

detto per

la

funzione delle palme;
voi.
,

concedendo

ai

bussolanti

la

cappa

descrissi più

esattamente nel

VIlI,p.

rossa come l'usavano le altre due classi (non una come dice il moto- proprio, certamente per isbagliodi scrittura), laonde

3 io, e meglio nel voi.

XVIII

Gregorio
riunì in

XVI neh 832
i

p. 239. completamente

i

uno

3 corpi da' bussolanti, casi

bussolanti intervennero quiudi alle cappelle e processioni pontificie.

merieri extra, e scudieri, volendo che

IlBonanni

denominasse Bussolanti, e adempisse
antiche
classi
eli

le

già citato, a p.

477 avverte

un'altra an-

attribuzioni proprie di ciascuna delle 3
tali

teriore unione seguita sotto

Innocenzo XI

cubiculari pontifìcii;

delle tre classi di questi cubiculari, cioè

quindi in base di quanto per tanti anni
vidi co'miei propri occhi, descrissi tutto-

assegnò loro una sola camera nell'appar-

tamento na avea

pontifìcio,
la

mentre prima ognu-

ciò che de'bnssolanti narrai ne' loro articoli;

propria,

come

notai a Busso-

procedendo

col rotolo in vigore nel

lanti. Nelle Notizie di

Roma annuali che

pontificato dello stessoGregorioXVI, che
nella distribuzione delle candele, ceneri,

successivamente

si

pubblicarono, nondibussolanti,
gli

meno che

si

avverta della seguita rifori

ma
poi

,

sono registrali prima

palme e Agnus Dei benedetti, gerarchicamente cosi èdescritto. Ricevono prima
le

i

camerieri extra, e per ultimo

scui

indicate cose
i

dieri, distinguendosi a ciascuna classe

tecipanti, indi

camerieri segreti parsoprannumerari e d'onoi

partecipanti àii'soprannumeri. UCnncellieri

re ecclesiastici, gli avvocati concistoriali,
i

che

ueh8i4

pubblicò, Descrizione

cappellani segreti e comuni, gli aiutanti
i

de' tre Pontificali, a p.

29 riferisce l'ordine della processione in questo modo. « Prima di tutti, vanno a due a óuc gli scudieri
e
i

di camerali camerieri extra, ossia

bus-

solanti cui furono cogli scudieri riuniti

procuratori generali delle religioni,
vestili
i

i

per essere stata formata una sola corporazione e ceto, procuratori degli ordini
i

camerieri extra muro s
so,
i

d'abito ros-

religiosi,

il

predicatore apostolico,

il

con-

cappellani comuni,

cappellani se-

fessore della famiglia pontificia,

i

pio-

scu
curatori di collegio. Di ciascuno avendo
scritto e
le

SCU
minore
to
sta
si
i

23

pubblicato articoli, ne riportai

camerieri extra, mentre nella categoria ileUafamiglia pontificia sol tanregistrarono! bussolanti, ed in quesi

prerogative, e

quanto loro riguarda,
non comuni
verificarsi a

imparzialmente, ed a seconda di quanto
vidi, e lessi ne'libri e mss.

prosegue tuttora. Nella Esatta re-

lazione della cavalcata pel possesso del

e in

gran numero, come può

regnaute Pio

IX

del

1846,

si

legge,

che

ciascunodegl'indicati articoli, ed in quel-

che vi hanno relazione, rettificando e correggendo chi mi avea preceduto, ciò che la storia non mi permette di tacere, sebbene confesso e ripeto l'antico motto, che facile est invenlisaddcre. Per la graduazione del la gerarchia di quelli che hanli

dopo il foriere maggiore e il cavallerizzo maggi ore,cavalca va no gli scudieri ecamerieri

extra, detti anche bussolanti (ciò è

inesatto, poiché

non sussistono

le

due

pri-

me

classi,

ma

doveasi dire semplicemen-

te bussolanti), vestiti

con sottane di seta

paonazza,

fascia simile,

cappa con cap-

no luogo

in

cappella pontificia,

si

ponno

puccio di saia rossa, cappello ecclesiastico usuale, guanti neri, sopra cavalli con

vedere le processioni della Canonizzazione de santi e del Corpus Domini, che riportai ne' voi. VII, p. 297, IX, p. 53 e seg. Non avendoposto incappella camerieri segreti di spada e cappa, se nelle cai

gualdrappedisaia nera, guarnita
gie di lana del

di fran-

medesimo colore, e se ne nominano 28 compreso il decano ed isori

valcate a veano posto più onorifico, in dette processioni,

praunumeri. Indi procedevano cameried'onore di spada e cappa, camerieri
i

i

che sono funzioni sagre,dodi

d'abito paonazzo,

i

camerieri segreti di

vendo incedere prima de'procuratori
sti le,

spada e cappa,

i

camerieri segreti d'abito

collegio, con precedenza in favore di que-

paonazzo,

ec.

ultimi che
il

hanno luogo

nelle cappel-

GliiSc^/er/della cancelleria apostolica,

Papa che regna bramando che nella

chiamati Scudieri apostolici, sono un collegio de* Facabìlisti (^.),il cui segretario
si

processione del Corpus

Domini avessero
i

un posto onorifico, furono in quella del i853 collocati dal maggiordomo dopo
pi otonotari, e

stati

con torcie accese. Per

a

la

1

.

chiama cappellano, ma non sono reche in poco numero, cioè di quelli non vacabili; ed a quanto dissi di loro nei
VI,p. 177,6 YII,p. 184, riepilogherò ed aggiungerò un qualche cenno. Leone Xdel 5r 3 pei bisogni della s. Sede, e per soccorrerei! re d'Ungheria e Boemia,convoi.
i

volta nelle Notizie di

Roma
i

del

1

833

so-

no
ti

riportati soltanto
i

Bussolanti parteci-

panti ed
gli

soprannumeri, vale a dire tutamalgamati bussolanti camerieri
,

extra, e scudieri, cessando
colla quale sino allora
cati in detti

la

distinzione

Irò

il

turco che voleva impossessarsi di

erano stati pubblialmanacchi, e non più. no-

Belgrado, non che per difendereParma,

Piacenza

e altri

dominii temporali della

minandosi separata mente. Sino allora nell'ordine gerarchico della cappella pontificia, riportato annualmente dalle stesse
Notizie, erano stati nominati

romana
listi

chiesa, accrebbe gli uflizi vacabi-

e venali della cancelleria, delcollegio

de'cubiculari, ed istituì questo degli scudieri,

dopo

i

ca-

merieri segreti, avvoca ti concistoriali,cappellani segreti e

comuni, aiutanti di cai

componendolo di i\o individui, annualmente dagli emolumenti 1 1 2,000 fiorini, aveano ingei

quali introitavano

mera,

i

camerieri extraj poi

procurail

renza sulla spedizione delle bolle, nel ban-

tori generali degli ordini

mendicanti,

co assegnato
Il

in cancelleria ai cubiculari.

predicatore apostolico,
la
i

il

confessore del-

famiglia pontificia, procuratoridi col-

Novacs nella Storia di Leone X, pare che lo riconosca per (impilatore, più che
per istitutore del collegio degli scudieri. Pativano censurò il Papa per la creazio-

legio.

Dipoi non

si

proseguì più in detta

categoria della cappella pontificia a no-

24
ne

scu
di siffatti uffizi.
i

scu
propriamente quegli che serve il ca vali ere nelle bisogne dell'arme, armigeri SCutigerulus. Scudiere si dice anche di persona nobile, che serve in corte a principi, o a signori grandi in vari uffici onorevoli. Per famigliare, o servitore semplicernente. Scudiere fu detto ancora quefica,
gli

A'tempi eli Sisto V cubiculari vacabili erano 60, egli scudieri apostolici io4, secondo Novaes, il quale in un'altra nota aggiunge altri 3 cubiculari e altri 7 scudieri. Questi
uffizi

vacando per morte si vendi nuovo, ed il prezzo che se ne ricavava eraa disposizione del Papa: v'eranodiquellichenou vacavano, enefruivano le rendite chi li possedeva.il citatoLunadoro a p. 89 riferisce, che l'uferano a devano
vita, e
fìzio

che dovea passare all'ordine cavalle-

resco. Diversi significali
alla parola

dierono

i

francesi

écuyer. Piace a taluno di dequali alcuni
i

rivare questo vocabolo fino dagli antichi

vacabile di scudiere apostolico
1

si

pa-

romani, presso
scutar'ì'ì,

i

si

dicevano

gava 3oo ducali. De. CubiculariisetSculiferis, il Cohellio ne tratta al cap. 2qdella

scuti geriilus, che

francesi dico-

Notilia

Romanae Aulae

offìcialibus.
gì' in-

no écuyer, spiegandolo come scututn gerais, poiché gli scudieri erano cosi nominati essendo essi quelli

Narra che Leone
VIII, Alessandro

X
VI

concesse loro

che portavano

lo

dnlli e privilegi che Sislo IV,
e

Innocenzo Giulio II aveano
quindi mile

scudo de'cavalieri
nei,

nelle giostre e ne'tor-

come

dice

il

Menestricr. Alcuni poi

concessoad

alili uffizi vacabili,
li

nuta mente
tali

descrive con tulle

singo-

derivano l'etimologia dal vocabolo eiyuus, equesta parepiìtadattata, perchè appunto
valli,
eli

prerogative di cui furono largameli-

uno al loro intervento alla processione del Corpus Domini con lutti
le fregiati, in
gli altri vacabilisti, di

grande scudiere prende cura de' caedal vocabolo Scudo derivò quello Scuderia ove si custodiscono. Nella coril

che parlando an-

te de're

longobardi

vi

fu la carica di

gran-

cora nel cap. 37, dice che incedevano do-

i

maestri del piombo, Sculiferi

Papae

de scudiere, che, giusta il Muratori, era detta officiti in siratorum ; poiché la carica di questi grandi scudieri era di ster-

porlantcs babitum, seguili dai Procura(ores ordinimi, Procuralores principimi }

nere et parare equum regis ,porrigere maregi: ma secondo quel dotto si verrebbe a confondere il Cavallerizzo (/".) col grandescudiei e. Vuoleesso,cheilgra-

Procuralor fiscalis, Ad\<ocatis consistorialeSjSununislajSecretarii^Cubicularii

num

extra canterani. Anche Cancellieri racconta che vacabilisti in detta processioi

do

di

soprintendente

alle stalle regie,

ne erano
li

seguiti dai procuratori genera-

taluni detto pracfeclus, ed

da anche conies
,

delle religioni,

ma
ili

nel resto della de-

stabuli o Contestabile (V-)

fosse cono-

scrizione tralascia
vi

nominarediversi che

scinto nel palazzo degli Augusti franchi
e de'principi

aveano luogo. Innocenzo XI neliGyg
i

diBenevenlo.Secondoalcula

fra

vacabili the soppresse, e la cui no-

ni scrittori francesi, la carica di comes sta-

mina per

privilegio spellava al cardinal
,

&«// sarebbe stata presso
la di

lorocortequel-

vice cancelliere

vi

furono 3 cubiculari

soprinlendente

agli scudieri, eh' e-

e 7 scudieri apostolici. Degli scudieri vacabilisti

rano

detti marescialli e marescalchi (nel
III del

trattarono ancoraPletlembergh,

ruolodellafamigliadiNicoIò

1277,
vi

Nolitia Tribunalium Curiae
p.

romanae,

che riportai nel

voi.

XXIII, p. 4o,

so-

347,

e dice ch'erano 14?; e Tjovìo,

La

no

diversi inservienti chiamati

marescal,

pietà trionfante e gli uffìzidella Cancelleria apostolica ,
p.
1

cus e marestalle

equorum albo rum ed
giacché

qrj.OraconDel Bue,
alti-i,

altri come rilevai aJYlAREsctALLo),
i

Dell'origine dell'araldica, ed

dirò
il

francesi fra questi

due nomi non fanno
di

due parole

sul

vocabolo Scudiere, che

alcuna distinzione. La carica

gran scu-

Dizionario della lingua italiana quali*

diere d'onore è eoamente, fu propria uu-

scu
che
della corte di

SCU
e Piacenza, e re e

25

Panna
1

di altri principi italiani; e

l'imperatore
1

d'Austria Francesco
gnitari del regno
bilì
il

nel

8 5
i

tra

i

di-

Lombardo Veneto

stale

grande scudiere, essendovi pure

bestemmiare il nome santo di Dio. Inoltre il duca di bourbon comandò loro precipuamente d'onorare le dame e le damigelle, di non soffrire che si avesse a sparlare di loro, e di non parlar male
degli uni e degli altri. Gli esortò in fine a

cariche minori degli scudieri. In Inghil-

che in Germania fu comune nei tempi di mezzo l'uso degli scudieri, equesto divenne col tempo in quell'isola uno
terra più
de'titolipiù onorevoli della nobiltà. Nel1'

mantenersi reciprocamente la fede.rispettarsi

come conviene a'càvalieri, commengli

dando
se

uni

la

virtù degli altri; e per

eccitarli a

impero Germanico

il

duca elettore

di

che

la

compierei lorodoveri, soggiunparola allea, che avea fatto por:

Sassonia era arci- maresciallo, o gran scudiere.

re sullo scudo, significava
ti

A udiamo tut-

Tra

gli

antichi

germani, quando
in età di

insieme

al servizio di

Dio, e

dimoriamo

un giovane trovavasi

portare

le

uniti per la difesa del nostro paese, e pro-

armi, alcuno de'principi o capi di tribù, anche il pache o altro parente, gli con-

curiamo

di

acquistar l'onore eolle nostre

gloriose azioni.

Promise

il

duca
i

di

obbedi

segnava nell'assemblea delia nazione uno scudo e un dardo o una freccia: iu questo modo egli diveniva scudiero, il che di

dire anch'egli a tultociò, indi

cavalieri

emisero nelle sue mani
fedeltà. Altri

il

giuramento

molto sollevava
zione. Si

la

sua condizione,

e

con

quel grado diventavano uomini della na-

chiama va no ancora scudieri, nelpersone
civili

l'antica milizia, alcune
bili,

o no-

che facevano

il

servigio

militare a

pretendono che questo propriamente non fosse un ordine equestre, ma piuttosto una particolare insegna o divisa del duca di bourbon, e ch'egli permettesse che fosse adottata dai signori di sua corte, e che il vero ordine istituito da
Luigi
11

piedi

oa

cavallo, al seguito dei cavalieri.

fosse quello del

Cardo

[f.), e

Se uno scudiere avesse percosso il cavaliere, era condannato al taglio della mano. V. Gentiluomo.

che questo dello Scudo d'oro avesse poca durala. L'ordine del Cardo si vuole
istituito dal

duca nel i"òjo,

in

occasione

SCUDO D'OPRO, ordine equestre.Luìgi II
il

di

sue nozze con Anna,
II

figlia di

Beroal-

Buono duca

di

Bourbon, ritorna11,

to

da Inghilterra, ov'era stato prigionie-

ro col redi Francia Giovanni
dipoi
i

radunò

contedi Clérmont e Delfino d'Aivernia;dipoi l'ordine fu restauralo da Filippo Il il Buono duca di Borgogna.

do

più gran signori de'suoi

domimi

SCUDO VERDE, ordine equestre. Si
crede
istituito sotto
i

Moulins nel Borboneseil i.° gennaio i36q, e disse loro di voler prennella città di

Carlo VI V Amato,
delle do-

re di Francia del

38o,a motivo

dere per divisa una cintura, nella quale fo^e scritta la parola Speranza ,e che voleva onorarla d'un ordine eavalleresco da

glianze portate dalle

dame

al re,

perchè

ninno prendeva
resciallo

la

difesa delle ingiurie
il

lanciate contro di loro. Pertanto

ma-

denominato lo Scudo d'oro, uni divisaera uuoscudo d'oro, nel quale era una fascia di perle colla parola aileu. Quindi a diversi signori conferì l'ordine, dicendo ai nuovi cavalieri, brama* le che quelli che n'erano fregiati viveslui istituito,
i

1

Boveut con solvettero assumere

ì

?.

altri cavalieri ri-

la

loro difesa, colle
i

seguenti condizioni. Di difendere
e la reputazione delle
le

beni

dame,

di accettare

disfide

che per cagione

di esse fossero

loro fatte, e se
si

non

si

potessero accettare
i;

sero come

fratelli,

soccorrendosi scambiéle

dovrebbe

sostituire alti

di

accorrere

volmente, facessero tutte
voli

azioni onore-

che convenivano

a cavalieri e

gen-

per difenderle qualunque volta alcuna delle dame si trovassero in cimenti di contrasti

tiluomini,

cchc

si

astenessero dal giura-

o pericoli della

vita. Si riferisce ino!-

2(5
tre,

SC U
che
tali

SC
si

U
un me-

condizioni

accettarono a-

sia

da parte l'inspirazione religiosa, accale

vanti degli altri da Carlo d'Albert cugi-

rezza

passioni per conseguire

no

del re. Questi cavalieri assunsero per

schino guadagno, è un alloro obbrobrioso;

insegna uno scudetto di color verde, per
significare
difesa.

non

solo

il

buon gusto, ma eziandio
ne sollrono decadenze e
si

promesso e qual simbolo di E' poi certo che cavalieri dello
il
i

lo stato sociale

discapito.

Quegliuominiche abusano dei

scudo verde pochi anni dopo cessarono, come attesta il p. Bonanni, che ne riporta la figura nel

doni di Dio, quegli artefici infedeli che

Catalogo degli ordalieo

traggono dietro tanteanime nella via della corruzione, non sono meno pericoloi

queslri, p. 88.

si

nemici dell'incivilimento cristiano. Le
sanie, per sentenza di
s.

SCULTURA
li

SCOLTURA,
in
la

Seul-

immagini
gorio
1,

Greco-

piava. Arte dello scolpire
iere,

diverse

ma-

sono come altrettanti

libri a

ed ancora talvolta

cosa scolpila

dallo scultore, cioè quegli che scolpisce o

che esercita
di

l'arie della scultura,sc<7//;/or,

sculptor, statuarius.

La

scultura è l'arte

formare ogni sorta

di figure

per mez-

non sanno leggere, quindi devono essere rappresentate con modestia, ed alle a muovere la divozione. L'architettura. che può chiamarsi regina di altre arti che le si associano, dalla fede cristialoro che

zo dello scalpello o scarpello o di allro

na fu sollevata
la
li

e

sublimata all'apogeodel-

slromentolaglienteoincisivo,consoslanze di
ste

forza edelia bellezza, ed attrasse le ara fare ossequio alla religione, a rapprei

maggiore o minor durezza, a cpiedetraendo a grado a grado, finché ridolle sieno alla rappresentazione della fiscuitura valse a vivificare

sentante

suoi misteri,

i

suoi trionfi.

La

scultura produsse quellestatueche riem-

gura desiderata. La mirabile perizia della le rupi, e ad ingigantire la specie
è necessario che
sia preziosa;
la, l'arie

piono
care

le

nicchie de'templi, que'cori di a-

postoli, di martiri, di santi,
il

per glorifipittura con-

umana

e brutale.

Non

luogo santo. Anche

la

la

materia che adopera
cristallo,

tribiù a decoraregli atrii del Signore, per-

oro o

legno o eregusto ccr-

sino ne' vetri colorati, pe'quali

sembra

in-

abbellisce tutto.

Il

tromettersi una mistica luce nella casa di

co dapprima

la verità dell'imitazione, in
la

Dio.

Le

porte delle chiese furono dalla

appresso ricercò

bellezza delle forme,

scultura arricchite con intagli di metallo
e di legno, per prevenire la
deli

La
do

scultura
tanti

abbracciandoecomprenden-

mente

de'fe-

importanti e utilissimi rami di

belle arti, de'quali per la condizione e

me-

che pongono!! piede nel tempio, augusto seggio di Dio. Si è molto disputato
sull'antichità rispettiva della scultura, e
sul
la

lodo di questo mio Dizionario non mi
fu permesso compilarne speciali articoli,
profitterò di questo per parlare de'principali,

punto

se

accordare debbasi a questa
r
.).

preferenza, ovvero alla Pittura (f
pretese che
la

le
si

anche per richiamare parie delanaloghe moltissime nozioni che spai*per tutta l'opera, e cosi raggrupperò o
gli articoli e

Mengs

pittura avesse pie-

almeno indicherò
le

luoghi che
le

ceduto l'arte di scolpire; Winckelmann in vece accordò alla scultura il primato: qualora si esamini imparzialmente la queelione,

contengono.

Il

cristianesimo chiamò

bellearli

de

si

ad una perfezione novella, laonsublimarono questi fiori dell'intel-

sembra potersi adottare più facilmente l'opinione di Winckelmann, per-

ligenza

umana. L'arte

poi

si

glorifica al-

lorquandoglorifica Iddio: essa divieneaccessibile alle intelligenze, parla ai cuori

che la scultura deve averpigliato corniticiamento co'mezzi più. semplici, cioè colla plastica o plastice (arte di modellare o
di far figure di terra,

che

si fa

per via di

quando

cessa di piaggiare servilmente le

aggiungere), ed un fanciullo, noncheqna-

passioui voluttuose.

Ma quando l'arte,po-

luuque

uomo

rozzo,

può

riuscire a dare

SCU
alcuna forma
rla molle, e alla creta

SCU
oad
altra mate4-

-x

7

comprende
il

lo spazio in cui

domina-

non riuscirebbe giammai

a

rono que're;

5." lo spazio in cui l'Egitil

disegnare una figura sopra una superfieie piana.
I

lo trovossi sotto

dominio de' romani,
an-

viaggiatori presso le nazioni

La quantità

prodigiosa di geroglifici che

più selvaggie trovarono opere di scul tu-

trovatisi ne'templi dell'alto Egitto, ed

oornamenli scolpili con qualche leggiadria, mentre non trovarono vestigi della pittura senonprespopoli giunti a un certo grado d'inso civilimento. In Germania nelle campagne e ne' villaggi montuosi, fanciulli, e masra, e talvolta figure
i i i

co alcune statue di que'tempi medesimi,

bastano
chi; e

a

provare che

la

scultura fu pro-

ticata in Egitto fino da'

tempi più anti-

questo ha fatto credere ad alcuni
scultura fosse nata originariamen-

che

la

te in Egitto,

sebbene non possi forse

at-

rinnovano ogni giorno non solo la pratica, ma anche in alcun modo l'invenzione di quest'arte, operando
siine de* pastori,

tribuirsene l'invenzione ad
lo.

un

solo popòin co-

E certo però, che gli egizi, forse
maggiore chequahinque
obelischi e
:

pia

altro

popòi

talvolta e intagliando varie ligure nel

le-

Io, produssero opere di scultura;

loro

guo, sebbene ancora non abbiano imparato
ile,

templi
coperti

,

monumenti ne sono
esi

gli uni dagli altri, il che non avviealmeno così di frequente, della pittura. La semplice idea di un oggetto basta per formare il modello in creta ohi altra

Perry calcolò che dovessero

servi di continuo

almeno 00,000

sati-

materia molle, e

le

impressioni lasciale

lori; altri sopposero che quelle opere in gran parte fossero lavorale da scultori, ma eseguite da chicchessia meccanicamente

da diversi corpi e dalle pedale stesse dell'uomo e degli animali sulla creta, doveiterò somministrare l'idea dell'attitudine
di quella

sopra modelli o esemplari

ritagliati,

come

fanno gl'imbiancatori

le

forme

delle Iet-

tere nelle iscrizioni. Ne'loro idoli

manlen-

materia e d'altre simili a ricevere

nero nel formarli rozzezza per venerazio-

qualunque formajquindi la plastica ol'arte di modellare,

ne all'antichità e per
delle cose sagre, ed
doli

che die poi origine alla

statuaria. Alcuni riconoscono 3

rami o 3

rispetto maggiore anche per imitare gl'i* antichissimi che si vedevano ne'loro

parli diverse della scultura: i.°la plastica

tempii di quella rozza maniera. A tale effello

ol'artedi inode\\are;2.°la statuaria oì'ar'

non solo

gli egizi

effigiavano

i

loro

tedi gettare lestatuein bronzo oaltrometallo,

numi

co* piedi uniti in massa,

ma

anche

o

di
il

formarle nel
martello; 3.°

marmo
la

collo scal-

cogli occhi chiusi, di che

rendono ragio-

pelloed

toreutica che all'ai te

cimi maleinterpretaronoper

soladi

ne Clemente Alessandrino, Stronialuni lib.i, e Diodoro Siculo, Bibliotli. lib. zL
Gli egizi impiegarono nella scultura

tornire,ealtriforseancorpeggio,per l'arte
di scolpire sui metalli. La toreutica è l'arte di scolpire o piuttosto d' incidere figure in rilievo sopra le materie piìi dure,
il

ma-

teried'ogni sorta; tra

le

pietre
sia

adoperail

rono

il

carbonaio di calce o

marmo,
il

che

l'alabastro, la steatite

pietra oliare,

facevasi per

mezzo del torno, come pia-

serpentiuo,il lapislazzuli, il diaspro equello

ticasianche oggidì dagl'incisori in
colla

gemme

specialmeute che dicesi d'Egitto, niolil

macchina detta castelletto, ch'è pure una specie di torno. Gli eruditi hanno stabilito 5 periodi dell'arte della scullura presso
pi
gli egizi, ili. "comincia

te specie di granito,
to,

porfido e

il

basai-

dal che
le

si

vede

ch'essi a

vicenda lavo-

rarono
g

pietre più tenere,

come

le

più

ne'temalla con-

dure. Gliegizi fecero sovente uso dell'ari
1

piùrimoli,e giunge fino all'età diPsatnil

1

a , e di

questa non solo per vasi,
(ìgu re

ma
l'a-

metico;
3.°

1. °

da questi correlino
r

anche per
li

umane verniciate, le quaprendono

quistadeH'£i,'/^o (/
li

.) fatta da Cambise; da Cambise fino u're Macedoni; il

cotle e quasi vetrificale,

spello d'una porcellana verde o azzurra,

l

28

SCI]
Le opere

scu
egizie di scultura
si

e di queste in una dimensione assai piccola, molte .se ne dovano ne'musei, trattela maggior patte dalle mummie. Locasse di queste altresì spesso sono scolpite, e

vedono

fi-

nite e pulite con grandissima cura. Nel

sculture

rappresentano figure umane per queste gli egizi facevano uso del legno,
:

massime
che

di sicomero. Essi scolpivano an-

in avorio,

ricevendo i sovrani d'Egitcitano statue antichissime

Valicano Gregorio XVI a* nostri giorni fondò il magnifico Museo GregorianoEgizio (/"'.). Nel Museo Gregoriano Lateranenseff.), pure dalla sua munificenza eretto e di cui riparlai a Palazzo apostolico Lateranense, non solo vi collocò
il

to dai re d'Etiopia denti d'elefante per
tributi.

celebre Antinoo già de'Braschi e quasi

Non

si

colossale,

ma ancora lastatua d'uno schiagli

dibronzcfgeltate dagli egizi, sebbene scolpissero in metallo. Alcune delle loro sta-

vo re
te

di

Dacia, non finita dai punti d'arantichi sculil

o

di

richiamo, pe'quali

tue di pietra sono colossali. Alcune statue egizie hanno la testa d'uomo; molte hanno leste di animali, e di quelli spe-

tori al pari

de'moderni conducevano

lo-

ro lavoro, ed assai interessante per l'arte
scultoria, di

che nello stesso luogo colloscultura,

cialmente che in Egitto erano onorati con culto particolare. Moltissime statue egizie
sa,

cò altro simile esempio. Degli ebrei non
ci

rimane alcun monumento

ili

hanno
perchè

i

piedi riuniti in

una

sola

mas-

e ne'4o anni che furono nel deserto co-

gli egizi

rispettosissimi versoi

noscevano già
lare
i

l'arte di gettare e di cesel-

defunti, pigliavano questo carattere dalla

metalli, che certamente

aveano imdi

figura delle loro

mummie,

nelle quali

i

parata in Egitto. La Scrittura parla di
varie opere di scultura, e
anteriori al
tre gli ebrei

piedi erano legati.

Ornavano

talvolta le

Mosè

opere

loro statue con colori, talvolta coprivano

tempo

in cui scriveva.

Men-

occhi d'una crosta di materia rossa, e d'una lamina d'argento; alcune volte angli

erano nel deserto, l'artefice Bezeleel adornò il propiziatorio o coperchio dell'arca dell'alleanza di due figure
di cherubini, voltati l'uno verso l'altro,

cora ornavano di grani di vetri o di finte gemme le mitre o le berrette delle figu-

vedono sulle statue diversi attributi, ed una specie di collana in rilievo: la maggior parte sono nude, alcune hanno una veste che copre una parte del corpo, cioè una specie di grembiale
re.

Sovente

si

e le di cui ali

trono.

formavano una specie di Egualmente nel deserto gli ebrei
il

fabbricarono
Inoltre

vitello d'oro, ciò

che pro-

va che sape va no model lare e fondere il
tallo.
la

me-

Scrittura parla di altre

assai corto,

con piccole pieghe attaccato
a scolpire le figure degli ani.
i

opere

di scultura eseguite dai fenicii, e di

intorno

ai

fianchi. Gli egizi riuscirono ot-

quelle del tempio di

Gerusalemme, a queche attesti la sebbene forse che ornarono il

timamente

sto e relativi articoli le descrissi. Nulla pa-

inali; le sfingi e

leoni sono eseguiti con

rimenti

ci

rimane
gli

de'fenicii

buon gusto e con lavoro ben condotto: sembra che facessero uso delle erme, ma non mai busti, tranne degl'indizi nella tavola Isiaca, se pure non sono ornamenti
d'architettura,

perizia loro nella scultura,

fossero fenicii

artisti

tempio
ti.

di

Gerusalemme. Nelle scoperte

recenti di Ninive, grandi avanzi di sellire assiriesi

che

l'arte

d'inventare e
regole de-

disporre

le

forme degli
le

edilizi, di fabbrile

sepoli

ammirano. Le rovine di J erprovano l'abilità de'persiani nella

care secondo

proporzioni e

scultura:

ma

le

idee religiose de'persiani

terminate dalla natura edalgusto,ed il belio non si raggiunge in tutte le arti che
esplorando
vero.
sti,
1

presentarono un ostacolo ai progressi delle arti

presso quel popolo, che mai non

le

proporzioni e l'armonia del

erigeva statue a'srrandi uomiui. Siccome

canopi non sono propriamente buleste poste al di sopra

d'altronde

la

decenza non permetteva ai

ma

d'un vaso.

persiani di mostrarsi nudi, essi

uon pò-

è

SCD
tevnno conoscere esattamente !e forine del corpo umano, e non acquistarono altra idea se

SCU
divergenti opinioni
le

29

riportai ne'luoghi

ove ne
te.

parlai,

come

dell'infanzia dell'ar-

delle teste.
rientali,

non che quella della bellezza Le grotte sagre dell'Indie otutti

iVel 2."

periodo degli etruschi, eh'

quello della decadenza di loro libertà,

che forse sono

templi anti-

crebbe

il

loro lusso, e di quell'epoca Iro-

chissimi, presentano

una quantità di monumenti di scultura. Si mostrano alcune opere ili scultura e incisione in pietre dure
trovate neh' India d'una bellezza straor-

vansi molte

gemme

incise, vari bassirilie-

donne sono rappresentale con collane e altri ornamenti, anche d'ovi ne'quali le

dinaria, probabilmente portate nella re-

ro, e vari sepolcri coperti di dorature. Si crede che un 3.° periodo della scultura

gione dagli

egizi

edai greci die colà
la via del

traf-

cominciasse presso

gli

etruschi allorché,

ficavano specialmente per
degl'indiani

mal'ar-

conquistatala Grecia dai romani, accorsero in folla a Pioma
i

re llosso. Tutta volta nelle opere antiche
si

greci artisti

,

e

si

vede che conoscevano

crede che allora
gl'imitatori e
i

gli

etruschi divenissero

te di scolpire

pure
ti.

di

fondere

ed anche d'incidere, come metalli, e ch'erano eci

rivali de'greci, e pigliassela

ro intieramentedai greci tostile e
niera. Si

ma-

cellenti
I

ne'metodi meccanici

di queste arla-

può vedere Museo Gregoriano
in

cinesi

sannodaread alcune figure

Etrusco, eretto

Vaticano da Gregorio
mitologia attribui-

vorate, massime in bassorilievo, tuttoché

XVI, e Sepoltura. La

sempre

scorrette,

un aspetto

di verità in

sce l'invenzione della scultura a

Prometeo
no nel-

alcune parti che diletta e sorprende.

La

ed a Vulcano.e molte opere
la

si

cita va

barbarie di quelle nazioni deriva prin-

Grfc/Vz(/".)antica appartenenti a'tempi

cipalmente dall'imitazione servile degli
artisti,
i

favolosi, lequali narrazioni e quelle

quali ricopiano sempre

gli anti-

pose dell'opere d'arte che trovansi

in

pomO-

chi modelli, e di mollo

devono pure ac-

cagionarsi

costumi del paese che alterano e snaturano le forme. In Pietroburgo e
i

disegno, d'imitare

a Parigi vi sono vari antichi

monumenti
e
tali so-

non chele arti del forme e contorni che gli oggetti ci presenta no a Ila vista, aveano fatto grandissimi progressi in Grese
le
i

mero, non provano

di scultura de'tartari e di Siberia: tutti

cia fino dai

tempi

i

più limoli. Molto

si

monumenti
no

più o

meno barbari,

è disputato sulle cagioni di siffatti progressi; alcuni gli attribuirono al clima, al

altresì quelli de'messicaoi e de'peru-

viani, e di altri americani. Si è molto di-

suolo,alla posizione naturale dellaGrecia;
altri agli

sputato se

gli

etruschi apprendessero le

organi delicati e

irritabili

ili

quel

arti dai babilonesi,

ovvero dagli

egizi,

o

da alcuni popoli settentrionali; egli è certo che in materia di stile, di gusto, di forme e anche di soggetti e argomenti delle rappresentazioni, trovasi una gì alidissima
relazione tra
gli

suo spirilo attivo, al suo carattere portato all'amore e all'orgoglio;
popolo,
al
altri alla religione, ai

costumi, alle

isti-

tuzioni

civili, e forse

queste contribuiro-

no meglio d'ogni

altra cosa a

formare
la

il

etruschi e

i

greci,

come

gusto di quel popolo e ad elevare

Mia

una grande

se ne ravvisa

riguardo alla

religione e alla lingua, o almeuoalla scrit-

tura. Pare che

gli

etruschi

non

Siilo

aves-

immaginazione. Sembra elici "mudi senitori in marmocominciassero a fiorire Goo anni prima dell'era volgare;a!cuni di essi

sero qualche cognizione delle arti avanti
l'arrivo delle colonie greche in Italia,

scolpivano

in

legno

e sull'ebano, altri

ma
o-

innanzi loro erano già giunti ad un (cito

grado

di perfezione;

nondimeno
si

le

pere superstiti conservano aualo^ia
greche, e talvolta con esse

alle

gettavano in bronzo le statue. Si vuole che le prime sculture de'greci non fossero se non pietre rotonde rozzamente ridotte alla forma di teste e piantate so,

confusero:

pra cubio colonne, quindi l'origine delie

1

3o
enne o

SGU
errai presso
i

scu
vocabolo che
Terzia dell'arte, o quello del

greci,

suo ingrandi-

significa scoglio latente, set' vendo di

mini alle pubbliche Strade {V.}, Siccome non era ben chiaro se quelle teste fossero d'uomini odi donne, si cominciò nella colonna a indicare il sesso, poi con una
incisione longitudinale s'indicò
la

da alcuni si dice il periodo della grandiosità, ed è quello in cui lo stile fu depurato e riformalo da Fidia rinomatissimo scultore d'Atene, e autore
Il 9..°

mento.

d'un gran numero
sue opere furono
il

di statue; le principali

separa-

zione delle coscieedelle

mente queste
a poco a

si

gambe, e finalslaccarono e formarono

Minerva d' Atene e Giove Olimpico, ambedue d'oro e d'ala
si

vorio. In questo periodo
lo col

collegò
e
il

il

bel-

poco statue perfette. Su questo
5,

grande,

si

evitò

il

duro

secco,
3.° pe-

proposito leggo in FiIippoBuonarroti,0*-

e con Fidia contribuirono altri.

Il

servazioni sui medaglioni antichi,p. 1

riodo vieno detto della bellezza. Agli angoli salienti
si

che

sul ptincipio suolesuccedere all'arte

sostituirono
si

i

contorni più
le

quello che accade nella nostra fantasia e
a'nostri sentimenti, di distinguere

dolci e più puri;

rammorbidirono
in tutto
la
si

prima

forme troppo quadrate, ed
diò
la

stu-

solamenlelecose piùgrosse,innanzidi arrivare a discernere
le

dolcezza della natura,
e la grazia.

purità, la

più particolarie mi-

morbidezza
rio greco di

nute
to,
il

;

onde

nel suo primiero nascimen-

tore di questa i. "riforma;

disegno dalle pietre e colonne e bai

Sidone,
lo

il

si fa aufamoso statuaquale in bronzo su-

Lisippo

stoni, che

popoli più antichi, al riferire

però nel numero e nella perfezione delle

di Sanconiatone, erigevano per

memoria

opere quelli che

de'signori grandi e benefattori (traspor-

rono
soli
le in

:

Alessandro
il

il

precederono e seguiGrande ordinò che

tando forsedall'idolatriadi persone mor-

avessero

diritto di effigiarlo,

A pel-

costumi de' santi patriarchi, che innalzavano queste pietre al vero Dio in metali
i

pittura;Pirgotele scolpirlo nelle pie-

tre preziose; Lisippo di eseguirne

l'immasuo non

moria

delle divine apparizioni e sagriti-

gine in bronzo. A questi alcuni attribuisco-

zi fatti), passò ad aggiungere o farvi rozzamente un globo informe per testa, ed

no 4 fumosi
i

cavalli di Venezia.

11

meo famosoApoxiomeno è nel museo Vaquanto indicai nel voi. L, p. 272. Quando se ne voleva impadronire Tiberio, il popolo romano insorse e minacciò grave sedizione: tanta era in Roma l'ammirazione per le opere diLisippo.
ticano, per
Si dice

a far poi alcuni leggieri segni delle braccia e delle

gambe, queste attaccale

insie-

me, quelle congiunte e distese a'fìanchi.
Gli scultori greci più antichi adoperarono

anche
ste

l'oro e l'avorio, ed intarsiarono
l'argilla, la

que-

materie sopra
di rosso
,

quale colo-

che
il

i

pittori fossero

i

primi a col-

rivano
di

e talvolta fecero statue

tivare

detto genere grazioso

denominalo

marmo colorato col le estremità di marmo bianco, e nelle statue (attedi quest'ultimo dipinsero
le vesti,

to bellezza, e

che dai pittori

apprese-

ro gli statuari; e Prassitele lo portò certa-

lori vestirono le statue di legno.

comedi varicoNinno
fioriti nei

mente al più alto grado
le

di perfezione nel-

sue opere. Prassitele celeberrimo sta-

però meglio degli scultori greci

buoni tempi, studiò nella natura le bellezze del corpo umano. Quattro periodi o stilisi distinguono dà alcuni nella scultura greca, cominciando dai tempi più
remoti, fino al decadimento dell'arte.
i.° è lo stile
Il

uno di quegli artisti eminentemente illustri, cui nomi servono ad indicar l'apice o la perfezioned'un'arte. I due colossi che ornano in Pioma YOz.) dicesi di Fidia e belisco Quirinale
tuario greco, fu
i

(/

Prassitele,

ma

deli.

non pare affatto

se

aulico

,

nel quale le opere
:

non
che

si

conviene colla

comune

opinione,

greche aveano molto dell'egizio

questo

le

due figure

colossali rappresentino
;

periodosidivide in due, quello dell'influì-

Gastore e Polluce

poiché volendosi da

1

S C
presenti
ìi

U
artisti

SC
atto di

U
la

3

alcuni che l'opera attribuita ad esso rap-

cessarono di studiar
il

natura, ere-

Alessandro

in

domare
di lui
fé-

dettero di riparare

torto latto alla bel-

suo Bucefalo, Fidia

fiorì

prima

lezza colla finitezza delle parli; ed in
pi posteriori sostituirono alla

tem-

più di ioo anni, per cui Urbano Vili
ce cancellare dalle basi
i

grandiosità

nomi d'Alessan-

dello stile l'esagerazione delle forme. In

dio e del suo cavallo, lasciandovi quelle antiche di Opus Phidiae, Opus Praxidue lelis. Quelli che spiegavano essere
i

vece delle statue
sii

si

moltiplicarono
le

i

bu-

ed

i

ritratti;

si

studiarono

tninutez-

ze, e

finalmente

l'arie

cadde totalmente,

simulacri Alessandro e

il

suo cavallo, di-

e

si

nascose nella barbarie.

Quanto

alla

cevano avere Prassitele ripetuto il soggetto per emulare Fidia. Intanto questi
parti grandiosi delle
sitele,

scultura degli antichi romani, si parlatolo

per tradizione, di statue del tempo di
e de're successivi
;

mani di Fidia e Prasciascuno degnali die alla luce un
col rispettivo

Romolo

ma romani
i

non conobbero
che, cioè delle
secoli e
città,

l'arte delle sculture gre-

generoso e colossale cavallo

gigantesco palafreniere a lato di belle for-

buone sculture, se non > mezzo dopo la fondazione della
in seguito se

me

greche, ormai contano

20

secoli d'e-

allorché Marcello vi trasportò le sta-

furonodaGrecia condotti inRoma, ecollocati prima nelle termediCostantinoepoiovesi ammirano. Il sublimissimo gruppo del Laocoonte è del genere del 3.°periodo della scultura gresistenza, e

con

l'arte

tuedi Siracusa, ed

ne spo-

gharono
sarono
la

tutti

i

paesi conquistali. In quel-

J'epocagli artisti più famosi di Grecia pasin

Homa,

e tra questi Arcesilao

amicodiLuculIo,ePasiteleoriginariodel-

ca,0Qadaaltri viene collocato nel4-° Autori di questo

Magna Grecia. Nelle opere lavorate soti

miracolo dell'arte furono

to

primi imperatori, trova Mengs una
stile del
?..°

Agesandro Polidoro,ed Atenodorodi Rodi: Dotai nel voi. LX,p. 36, che quando
1

continuazione dello

periodo

della scultura greca. Si vede in quelle o-

si

scoprì sotto Giulio

II,

le

campane

ro-

inane suonarono a

festa, e

ne riparlai a
I14-°pe-

Museo Vaticano ove si ammira.
la

pere molta forza e molto carattere, sebbene alcune parti e massime capelli siano poco studiali. Sotto Tiberio e Claudio
i

riodode'greci dicesi d'imitazione, perchè

si

limitò

il

diritto di
si

avere statue esposte

grande reputazione degli scultori del 3.° nocque a' loro successori, quali disperando di eguagliare, non che di supei

in

pubblico;

fece quindi
si

minore numesi

ro di statue, e non

studiò più tanta perfecero in
stile di-

fezione de' ritraiti: tuttavia

rare que'grandi maestri,

si

dierono a

i-

quell'epoca opere eccellenti.

Lo

mitarliservilmente

:

questi restarono na-

venne

piìi fino,

più puro,
11

ma

più ricer-

turalmente
felici, la
ti

al disotto degli originali, ed i primi imitatori ebbero imitatori più in-

cato sotto Adriano.

gusto del sublime

erasi perduto, e l'arte declinò sotto Set-

cui serie finì circa 3 secoli
si
il

avandistili-

timio Severo, benché non

manchino

bei-

la

nostra era. Fra quelli clie

lissime teste di Caracolla. Nel 111 secolo

sero ricorderò, Perillo che fece

toro di

cristiano si fecero ancora opere tollerabili,

Falaride in Girgenli (^.), Callimaco inventore del capitello corintio, Clesila a
cui
si

ina inessoesotloAlessandioSeverosicad-

denel rozzo enei grossolano;
dettero
tersi
il

le

teste per-

attribuisce

il

Gladiatore moribon-

carattere in

modo, da non poi

eto del

Musco

Capitolino {t7 .), Carete in-

distinguere l'una dall'altra. Filippo

rialzò

il

colosso di

Rodi (P.)

,

gli

autori

Buonarroti, Osservazioni sopra
gl'ioni, p.

meda-

dei

Laocoonte, Glicone

scolpì l'Ercole
fratelli

3 i4> descrivendone unodell'im-

Farnese, e Apollonio e Taurisco
il

ToroFarnese, delle quali due opere parnel voi.

lai

XXI li, p

204. Allorché

tuli

peratore Gallo del 25i, per la perfezione che presenta, dice che la scultura fu esercitata da alcuno di buona maniera,

-


anco ne'tempi
cicali .scultori

SCI]
infelici.

scu
i

E parlando a p.
la

18

ri

dell'italiana, distribuì in

5 periodi que-

antichi, loda la loro perfe-

sti

600 anni di vita della
li

scultura, e gl'in-

zione in rappresentare
fetti,

varietà degli af-

dicòe
in

caratterizzòco'nomi di coloroche
in

nelle teste singolarmente, che
la

ben

meglio o

peggio

le

diedero nelle di-

grande intelligenza nell'espi imere le passioni. Narra l'annalista RinàldiaH'anno3o3,n.°i26.» E' cosa di vero degna d'osservazione, come in crescendo il numero de' cristiani andasse
fa

vedere

loro

verse epoche stalo e forma.

La

a
1
.

età cofi-

mincia adunque con Nicola Pisano, e
niscecol fiorentinoDonalo;
la i."

procede
la

da Donato
a

a

Michelangelo Buonarroti;
al

,

3.

da Michelangelo
il

Bernini; nella 4-'

mancando

la

scultura

:

imperocché congli scul-

regnò
nifesto

gusto Berninescosino ad un

ma-

vertitisi alja santa fede
tori, elessero

quasi tutti

decadimento, e quasi

alla distru-

innanzi morire, che più for-

zionedell'arle, che risorse poi gloriosa nel
5.° periodo per opera d'Antonio

mare

i

vani simulacri degl'idoli; onde le

Canova
la

statue, cheal presentesi

veggono inRoma, fatica quellastagione,sono mollo rozze e
di

diPossagno.

Si è

più volte agitata

que-

stione, se nel rinascimento delle arti pri-

gran lunga inferiori

alle antiche:

come

ma in Italia risorgesse

la

pittura o la scul-

appunto sono quelle dell'arco trionfale alzato non mollo dopo spazio a Costantino
1

tura. Alcuni passi del Peti arca

hanno
il

fat-

to credere a Tiraboschi che preceduto a-

(edi cui nel voi.

LV11I,

p.

i

70, ed a Set-

vesse

il

risorgimento della pittura;

Ci-

tizonio) per la vittoria contro Massenzio,

che per carestia

di scultori fu

bisogno fab-

bricare in gran parte delle

memorie

di

Traiano, di Marc'Aurelio e di
altre cose di que'dì lavorate,

altri; e le

sono molto

rustiche e brutte ".Lestatue tuttavia fu-

rono numerose
coli

in

Roma

negli ultimi se-

coguara è di contrario avviso, e pretende che la scultura fosse la .^ a risorgere. A lidie prima di Nicola da Pisa furono prodotte in Italia opere di scultura, che proba bilmentesi somigliavano alle greche della stessa epoca Nicola ebbe un figlio, Giovanni Pisano, il quale lo imitò nelle sue
1
:

dell'impero,

come lo furono a Costan-

opere,

ma non

giunse all'eccellenza del

tinopoli sotto Costantino! e sottoGiusti-

padre. Gli scultori furono in quel tempo

niano
e

I. Ne'bassi tempi la scultura fu interamente negletta, sebbene nelle chiese

numerosi

in Italia, e la sola

Siena ne con-

tava Go, tra'quali vari architetti. Al tem-

ro
il

massime le figme

sulle loro porle

si

prodigasse-

e gli

ritorno di

ornamenti che attestano quell'arte alla sua prima in-

fanzia. Nell'oriente però, e specialmente
in Costantinopoli, la scultura,

non meno

chela pittura, conservòalcun vestigio dell'antico suo splendore, per essere sede de-

po de' due Pisani e nella i.'elà del risorgimento della scultura, fiorirono Arnolfo e Lapo, Fucio fiorentino, Margai itone e Nicola d'Arezzo, Guido da Como; Agostino, Agnolo e Simone Menimi saneveneziani ebbero Arduino, e Filippo sh Calendario, ec. Comparisce inseguito Ani

gl'imperatori greci; ed alcune statue, seb-

drea Pisano scultore grandioso e fonditore eccellente, e
e

bene in diverse parti estremamente secche, annunziavano nnllameno alcuna perizia, e talvolta

ne furono degni

figli

Nino

Tommaso;

Gio. Baldini, Andrea Orca-

qualche elegauza dal lato

del disegno.

La
,

storia della scultura dal suo risor-

gimento in Italia fino al secolo di Canova è stala con grandiosa opera esposta
dal conte Cicoguara di Ferrara.

Comin-

ciando egli dai primi anni del secolo XIII,
e non estendendosi ad altre nazioni fuo-

gna architetto, scultore, pittore e poeta; due JVlasucci scultori di Napoli. Le sculture di Strasburgo provano che già in quell' epoca fioriva in qualche modo la scultura anche fuori d'Italia; altri simili esempi li riportai a'Ioro articoli. Il 1° periodo di Donatello, preceduto da Jacopo
i

della Quercia,

da Mino

e

da Andrea Fer-

scu
rucci. Di Jacopo fu valente allievo Nicolò dalniatino che finì l'arca di s. Domenico in Bologna, della quale riparlai nel
voi.

SCU
maneggiò lo
i

33

da far meravigliare suoi contemporanei. A Firenze, a Palazzo Vaticano, a Chiesa dì
scalpello in
s.

modo

LV,p. 88. Donatello formò
il

l'ogget-

to dell'ammirazione del secolo per l'artifizio,

Pietro in Vincoli, a Sepolcro de'Romani Pontefici, ed altrove, celebrai le
classicbesue opere di scultura, architettura e pittura. 11 carattere di quest'arti-

gusto e
:

la

diligenza impiegata
scolari e imiin
I-

ne'bassirilievi
tatori
talia
il

ebbe molti

che colle opere loro sparsero
di lui gusto.

sta,

chiamato per antonomasia
forte e
il

il

divino,

Lavorò
:

in

marmo, in

è

il

terribile, carattere

ch'ebbe

metallo, in legno, in creta
nelleschi, e vinto
di legno, lo
ri

lottò cotiBru-

nella sua scuola imitatori e seguaci, ben-

da

lui in

un Crocefisso

superò poi ne'successivi lavolaonde Brunelleschi dovet-

di scultura,

che niuno giungesse a emularlo nella forza e nell'espressioni più ardite. In questo felice periodo della scultura fiori va il som-

te contentarsi del

primato nell'architetdi perfe-

mo

Leonardo da Vinci, che

alla perizia

tura. Egli ed

i

suoi allievi e imitatori por-

in tutte le arti del disegno,

aggiunse pur
Tatti o

tarono

le arti

a

un alto grado

quella della scultura;

Giacomo

zione, ed accoppiarono ai talenti dell'in-

Sansoi'iiWj che fece belle statue in

mar-

venzione,! metodi dell'esecuzione più corretta.

mo
se
sti;

e

bronzo; Baccio Baudinelli,

si

distin-

Con Donatello
le

fiorirono

il

celebre

Ghiberti, che fece
di
s.

Porledi Chiesa (F.)
miraVel-

anche nell'invidia verso gli altri artiBenvenuto Cellini, ingegno grande e
onore
la scultura,

Giovanni

in Firenze, e riuscì

originale, praticò con

bile nelle piccole figure,

come

nelle stail

e questa in diverse materie,

come

notai

tue più grandi; Giovanni di Fisa,
lano,

in tanti luoghi;GuglielmoDellaPoi ta, arricchì di bellissime sculture

Simone

fratello di

Donato,

ma non

Genova

e

Ro-

fecero grandi progressi; Bertoldo fiorentino, Filarete o Averulino, Micbelozzi,

ma, e quivi anche
(il

il

sepolcro di Paolo

III

quale con suo breve nobilitò

l'arte del-

Kaoni

Antonio di Banco, Desiderio di Settignano, Antonio e Bernardo Rosselliui, e Matteo Ci vitali. Inoltre col Donatello e con Ghiberti sorsero fratelli Giuliano e Benedetto Maiani, ed ili. architettò il Palazzo apostolico di .?. Marco (F.),i fratelli Luca e Agostino della B_obbia, e il nipote del i.° Andrea; Antonio e
di
i

la

scultura, dichiarandola scienza studio-

sa,

emula

della natura); fra gli altri più

rinomati Lorenzo Lotto o Lorenzetto fu

anche

pittore, e al dire di Vasari fu ìli."
le

a ristaurare

statue antiche; Daniele di

Volterra che

si

applicò

giormente
la

alla pittura,

come altri magGuglielmoTedei

sco e Bastiano Torreggiani scolari di Del-

Pietro Poliamoli, celebri nelle sculture in

Porta. In quella meravigliosa epoca
artisti

bronzo;

Andrea Ferrucci e Mino, già nominati; Audrea da Verocchio, Andrea Puccio padovano il Lisippo dei bronzi veneti, ed altri scultori pur veneti e lombardi, non che napoletani. In Frani

fiesolaui

grandi

per

la

maggior parte erano
I

pittori, scultori earchitetti.

francesi vanPiloti, e

tano in quel secolo Germano

Gio.

cia

si

citano in quell'epoca leopere di Gio.
nella

Goujon;

como

Castayls, cui tennero dietro

Spagna Apparisio, e GiaGon-

zales e Centellasso. Gli scultori italiani di

quell'epoca aveano rimesso in onore l'antico stile della Grecia, allorché sorse

Bologna nato a Douay perciò fiammingo, che molto lavorò in Italia; Simone Giuliani, Giaco tnoSarrazin, Francesco duQuesuoi e Filippo Buisler fiamminghi comparvero sulla fine del secolo XVI. Gli ultimi scultori di quel periodo ci conducono all'epoca del Bernini, il quale nato con

Michelangelo Buonarroti, scultore, archi tetto, pittore e

un
re,

talento prodigioso,architelto e pitto-

cercò solo di abbagliar

gli

occhi e die

poeta, che fìu da giovinetto

nel fantastico; sagi ificò la correzione alla

VOL. IXVLV

3

è

34
smania

S C

U
forme
seg.,

SCU
170, 171 e 175, rimarcai onorevoli

di brillale, alterò tutte le

e diventò manierato specialmente nelle
vesti e nelle pieghe.

mente

principali viventi architetti, piti

Col suo gusto sedusi

tori e scultori italiani,

quali sostengono

cente, ingegnoso e licenzioso,
l'attenzione degli artisti e
rori
,

conciliò

nel bel paese la

buona scuola greco-rotrat1

li

trasse in er-

mana, ricordando diverse opere che
tano delle loro arti e progressi.
si

perchè

si

allontanò talmente dalle

france-

opere degli antichi e massime dalla loro
semplicità, ch'egli

sembrò

calpestare, so-

stituendo invece prodigalità edaffetlazio-

in quest'ultima epoca celebrano successivamente Le Lorrain, Le Moine, Pigalle,Thierry, Falcone!, Rousseau, Vassé,Du-

nedi forme e ornamenti. Parlai di sue classiche opere in molti articoli,

mont, Bouchardon, altro LeMoine,Slodlz
o Michelangelo,!
Moilte, Le
fratelli
il

massime

rì«

Adam, Mouchy,
Coustonx,

guardantiRoMA.Alsuo tempo fioi ironoAlessandro Algardi, Antonio Piaggi o Lom~ bardo, Domenico Guidi, Giovanni Gonnelli che lavorò in plastica anche cieco,
guidato da solo senso del
I

Bum,

figlio di

Saly,Delaistre,Esparcieux,LeSueur,Merard, Roland, Thierard, Bridan, Masson,

ta

l

to (forse è

suo

il

ritratto

d'Urbano VII!, che

indicai a

PALAzzoBARBEiuNi);Gio.BaltistaTubiche

operò moltoin Francia, Baratta, Peroni,
Ferrata, Brunetti, Mazza, tutti scolari di
Algardi. In quell'epoca
si

Chaudet, Lucas, Lemot, Renauldt e Julicn. Ottennero qualche nome, lo svizzero Domachl; tedeschi Papenhorn, Schwarlzed Honmachl;il russo Pawlof,Cornejo di Siviglia, e gli altri spagnuoli Coi

sta,

Hinestrosa, Salvador,

Cannona, De

distinsero in

Castro, Gultierez, Salas e Alvarez. Nell'articolo

Francia
Ongre,i

i

fratelli

Anguier, Guerin, Teo-

Roma,

la

celebrai pure maestra
civilizzato nelle belle

don, Lerambert, Puget, Regnauldin, de
fratelli

e scuola del
arti, e
le

mondo

Marsy, Gira rdon,LeGros

ridondante

di studi de'cullori del-

e Constoux, molti de'quali studiarono in

medesime, perciò

fu lodevole consiglio

Roma

sotto

l'

Algardi.

tarono allora
sciuto col

fiamminghi vanVanden-Bogaerd più cono1

nome diDesJardins,

Sebastia-

noSlodee CornelioVancleve;gli spagnuoli Antonio Coiseux, che lavorò in Francia.
Nel seguente periodo continuò
il

che stabi/accademie (/y .) artistiche, delle quali parlai meglio negli articoli delle diverse nazioni che le hanno, per tenervi vantaggiosamente artisti a impalirono in

di que' saggi governi stranieri

Roma

gusto

rare o a perfezionarsi nel magistero di

Berninesco, e l'arte andò sempre deca-

dendo ebbero però molto merito Camil:

Rusconi milanese, e suoi scolari Giuseppe Rusconi, Gio. Battista Maini, Anlo
i

gelo Rossi genovese, eZumbo siciliano che

imparò l'arte senza maestro e fece in cera opere meravigliose. Glorioso è l'ultimo periodo della storia di Cicognara eh'
,

qualunque ramo delle belle arti, inclusivamenle alla scultoria. Dalla storia della scultura dal suo risorgi mento fino a'giorni nostri, può raccogliersi ch'essa risorse e si elevò ad un alto grado di gloria, u« nicamente per lo studio degli antichi originali, al
tisti

quale

si

dierono

i

grandi arprin-

della fine del secolo

XV e del

quello

medesimo

in cui

viviamo, perchè

cipio del

XVI,

nella quale epoca

comparsi

la nobilissima arte della scultura
si

puòdir-

vero fortunatamente

sommi

ingegni,

in esso

nuovamente

risuscitata dall'ira-

scoprirono alcuni capi d'opera dell'antica
scultura, rifiorirono le Lettere belle (/
.)

n)ortaleCanova,icuisublimi pregi equelli de'suoi discepoli parecchie volte ho celebralo con isplendide parole, ed ancora
gli scultori stranieri

come a Copenaghen e

buoni studi, e mecenati generosi protessero e incoraggiarono le arti egli artisti; che la scultura fiorì o decadde a mie
i

in più luoghi
l'articolo

ildaueseThonvaldsen. AlItalia o voi. XXXVI, p.iG2 e

sura che
dio,
il

si

coltivò o

si

abbandonò

lo stu-

gusto, l'imitazione delle opere più

-

scu
pregiate dagli antichi;che anco più grani

SCU
ci

35

attesero più che alla pittura, e parlai
5

di ingegni fecero
te e

grandissimo tortoall'aril

sulle nudità oscene delle statue, e delle

ne corruppero

gusto, allorché vol-

provvidenze de' Papi
sportazione da
sirilievi,

sul!

impedire

l'e-

lero allontanarsi dagli antichi modelli, e

Roma

delle statue, de'bas-

creare il capriccioso, il meraviglioso e il sorprendente, anziché la naturale semplicità e hellezza che servì di sicura guida
agli antichi; terribile

e altri oggetti di belle arti, di che

tenni proposito anco all'articolo Iìoma. Si

può leggere
li,

nelle Lettere ecct. di Sarnel-

esempio per chiun-

la lett.

64

del

t.

g

:

Delle pitture e sta-

que non amasse di seguitare le pedate del gran Canova cognominalo il Fidia moderno, o volesse sostituire al buon gusto
classico
il

tue oscene, rampognandosi su di ciò Prassilele.

Edificante intendimento è quello

della cospicua congregazione artistica dei

gusto romantico. Nel descrivei

Virtuosi al Pantheon, benemerita della
religione e delle aiti, pel mirabile scopo
di lichiamare le

re le città,
lizi,

luoghi,

i

loro principali edile

precipuamente
i

chiese,
le

i

musei,

i

sepolcri,

palazzi,

i

ponti,

fontane,
i

le

profane cose

piazze,non ho mancato di celebrare
cipali scultori d'ogni genere,

prin-

menti degli artisti dalle non meno che a produrre operedi cui non abbianoad aralle sagre,

come

le

loro

rossirne e pentirsene,
to articolo Pittura,

come

notai nel cita-

opere
stri

di bassirilievi, e statue

anco equetali

che decorano e abbelliscono
di

luo-

ghi e fabbriche, segnatamente di

Roma,

ove rammentai dove parlo della bella istituzione, con un elenco d'autori che trattarono delle aiti e loro cultori. La scultura non poco contribuì nell'antichità alla corruzione de'costumi, colla nudità di seducenti immagi-

emporio incomparabile
tichi e

capolavori an-

moderni,

il

cui placido

soggiorno

eminentemente contribuisce allo sviluppo del genio artistico, con meravigliose ispirazioni
,

eziandio per l'insegnamento

della benemerita, insigne e pontifìcia

cademia romana delle
nata di
trattai
s.

belle arti

Acdenomi-

Luca, della quale riparlerò e già
s.

econ rappresentazioni lussuriose conpudore, in che talvolta convennero gli stessi pagani nel riprovarle. A Immagine, sembianza e figura di rilievo o dipinta o stampata, riportai erudizioni sui
ni,

trarie al

ancora nell'articolo Cavalieri, ornel voi.

Ritratti (F.), di quelli rappresentati dalle

dine de' presidenti dell' accademia di

statue, e

che
(/-".)

dicesi dai primitivi nata

Luca, e
alla

locale stabile

278, dicendo del concesso da Gregoiio XVI
p.
le

LI I,

l'Idolatria

e gì' Idoli (F.), culla dei
le

quali vuoisi l'Egitto: perciò

immagini
ai cristia-

medesima per
,
i

scuole di disegno,

furono proibite
ni

agli ebrei,

non

pittura

scultura e architettura. Egual-

mente descrivendo più rinomali santuari

perchè le rappresentano per quelle che sono e muove la loro divozione sempre
riferibile a

del cristianesimo, parlai de' simulacri
ti

Dio; quindi degl'Iconoclasti
Trinila, ed

scolpi

che sono in venerazioue,comeCVola B.

(F.) persecutori delle sagre immagini; di
quelle delle persone della
in ispecie di
ss.

cefissi

(F), o statue esprimenti
i

Verco-

gine ed

santi, le quali se

d'una particosi

Gesù

Cristo, e della sua ce-

lare venerazione nel giovedì santo

lebre statua di Cesarea eretta dalla don-

prono con velo nero rimovendosi
quindi
si

i

lumi,

na da

lui

guarita; del
le

modo come

si

de-

discoprono nel venerdì santo dodella Croce.

vono esprimere
di

sante immagini, e sul
effigie le
le

po l'adorazione
rilievi

Però

i

bassi

rappresentarvi nella

sembianze

che servono da quadri

agli altari,

alcuno, riprovando

lascive e disone-

non si coprono con velo o altro drappo nero o paonazzo nel sabato di passione. A Pittura dissi che fu preceduta tal sublimcarle dalla scultura, alla quale
i

ste.

Notai a

Roma e nelle

biografìe de'Pai

pi
il

che nominerò, perchè

conservatori e

grc-

popolo romano eressero in Campidoglio una statua marmorea a Paolo V, coI

3G

la

SCU

SCU
d'una medaglia monumentale. Questo Papa ad istanza dei conservatori diPioma decretò a mezzo della congregazione degli studi, che nella Protomoteca capito!ina(dicui nel vol.XLVII,
p.

me aveanopraticatoperaltri, laqualedosua morte fu segno a infami oltraggi, quindi quali solenni riparazioni furono

oltre la coniazione

imposte

al

municipio e

al

popolo roma-

no; e perchè poi innalzarono una statua a
Sisto V, che volendosi

appena dopo mor-

82

e 86)

non
nella

si

possa più erigere bua italiani
il,

to atterrare dalla volubile e ingrata plebe,

sto o
lustri

erma
,

medesima
non

mosse

il

senato

romano a stabilire con
a'

di s'ingoiar celebrità negli studi

decreto di non più alzare statue
viventi, solo

Papi
il

scienze, lettere e arti, se

trascorsi

proponendosi esaltare
il

lo-

anni dalla loro morte, acciò più impar-

ro vero merito dopo

decesso,

quando

zialmente

si

possino giudicare se propria-

non ha più luogo
le

la

cieca adulazione e

mente
pi e

di tanto

onore meritevoli. Di altre
a'iuoghi loro) nelle

basse passioni speculative di alcuni. Che
i

statue innalzale a'Papi (e ad altri princi-

nondimeno

conservatori di

Roma

de-

uomini

illustri

X
i

rogarono a tale decreto per le grandi benemerenze d' Urbano Vili, Innocenzo e Alessandro VII. Dice il cardinal Pallavicino
,

città e luoghi
s.

de'dominii temporali della
così di quelle

Sede, o in altre parti del mondo, non

mancai parlarne ove sono,

Descrizione del contagio del

de'loro Sepolcri. Dell'arte della scultura
e de'suoi cultori, oltre gì' indicati scrittori, e quelli di cui tratto negli articoli

656, a p. 43, sul ricusar che fece Alessandro VII della statua che voleva erigergli
il

che

senato e popolo romano.
le

Fra

i

vado citando, qui rammenterò
1

i

seguen-

principi viventi l'aver
zioni è di molti;
il
il

statue e

le iscri-

meritarle di pochi;

ma

ti. Gio. Gori Gandellini, Notizie istoriche degì intagliatori ,Siena 77 1 ei 808. Rac-

ricusarle di pochissimi; ond'elleno glo-

colta di lettere sulla pillura,sculturae ar-

rificano
ste.

maggiormeute

ricusate, che pofece altro

Nondimeno Alessandro VII
il

Pvoma 7 54. Dell'uso delle statue presso gli antichi, Brusselles 1 768. Uchitettura,
1

che quel suo rifiuto lipopolo romano dalla peusione d'una statua ad ogni futuroPouteficequal futuri ei si fosse; e non meno rimoveva
berava
i

discorso, e pensò

lisse

Aldovrandi, Delle statue antiche, che

per

diversi luoghi e case si veggono, Pv.oma 556. Descrizione delle sta1

Roma in

tue, bassorilievi, busti e

quadri di Cam-

Pontefici dalla vaghezza d'averla,non tanto

pidoglio, Roma

ispecial disonore.

come speciale ouore, quanto come non La quale usanza, oltre alla pecuniaria gravezza di quel comune non facoltoso, sarebbe riuscita un perpetuo fomento d'adulazione e di vanità in

775. P. Magnani de'mimm\,Elegantioresslatuaeanticjuaeinvai

riis

ronianorum
1

palatiis asservatae,

Ro«

un principe
è dovuta
tri

in cui, sopra tutti gli altri,

maei 7 7 6. Epigra mmata staluarum Ro«irte,Venetiis 649-Domenico Rossi, Raccolta delle statue antiche e moderne illustrale coli' esposizione a ciascuna immagine di Paolo Alessandro Majfei, Pioma
1

la

sinceritàela modestia! " Alla

pretesero che
dissi nel voi.

statua fosse eretta, co-

704617

1

4- Filippo

Buonarroti ne' A/ecolori

me

LII, p.

23

1,

ma

va

te-

daglioni erudite notizieci diede sulle sta-

nuta presente l'avvertenza

fatta nel voi.

tue scolpite dagli antichi in tutti

i

LIX,

p.

34- Inoltre

il

senato e popolo ro-

de'marmi,

di

marmo

e altre materie in-

mano volevano decretare una statua per Pio VI,chenon permiseavesseelTetto,onde si limitarono a fare scolpire analoga
1scrizione (V.) in Campidoglio. Tra busti ivi eretti dal medesimo magistrato roi

dorale (nel voi. Vili, p. 129 e i34nolai, che nella cappellaSistinadel Vaticano essendosi lumeggiale a oro
le pitture, si

fece

lo stesso sulle scullure),adornate di pietre

mano

ricorderò quello di Gregorio

XVI,

duree gioie ecollanestaccate,con gli occhi di gioieed'argenlOjd'uu sol pezzo di mar-

se u
nio a vari colori

SCU
tura de'primi secoli cristiani,
ti

37

come cammei, di bronzo
i

Monumenme1

cou qualche varietà
panni; che
si

di colori uel viso e nei

delle arti cristiane primitive della

vestivano di panni preziosi,

tropoli del cristianesimo,Roma

844- In-

poste in manoa'simulacri degliDei e prin-

troduzione allo studio delle arti del disegno, per uso degli studiosi amatori delle

Anche il Marangoni, Delle cose gentilesche e prò fané trasportate ad uso e ad ornamento
cipi,

come

collocate ne'templi, ec.

opere di architettura, scultura, pitlu1,

ra, intaglio, ec, Milano 1 82

con rame.
principale

delle chiese, tratta delle statue con notizie

Avendo preso quest'opera per
guida
lo,

sculptoribus } qui sua
in

Commentarla de anliquis nomina inciderunt gemmis et cammeis, curii pluribus moanaloghe.

alla

compilazione di questo articosulla parte

proseguirò a giovarmene ne' brevi e-

stratti

che riporterò

mecca-

numentis anliquitatis inedilis, slaluis anaglyphis, auctore Dominico A. Bracci,
Florentiae 1784- Winckelmann, Storia dell' arte del disegno con note di C. Fea,

nica della scultura, e delle materie adoperate dagli scultori.
Si

può

dire che gli antichi scultori

si

sono

serviti della
i

maggior parte delle sonatura
essi
ci

Roma 1784Ionio

Isabella Albrizzi, Descrizio-

stanze che

tre regni della

prea-

ne delle opere di scultura e plastica di Ali'

sentano. Nel regno animale

hanno
sono

Canova, Firenze 1809. La

collezio-

doperato talvolta
sili,
ti

le

grandi conchiglie
si

fos-

ne dellesue opere incise trovasi nella Calcografìa camerale di Pioma. Stefano Ticozzi,

delle quali ne'bassi tempi

fat-

piccoli bacini o pili per le fontane

eva-

Dizionario degli architetti, scultori .pit-

si

nelle chiese per l'acqua santa; le corna,
le

tori ,intagliatoriin

rame ed

in pietra, co-

dellequali hannofatto
la lira, e

due braccia deb
il

niatori di medaglie, musaicisti, niellatori,

moltissimi vasi da bere;

coiai-

intarsiatori d'ogni età e d'ogni nazio-

lo,di cui
di, fu

igailiornavano

le

spadee

gli

scu-

ne,

Milano i83o.

Missiriui, Collezione di

scolpitoin bassirilievi estatuine,an-

opere inventate t scolpile da Thorwaldsen, Romai832. Cav. Angelo Maria Ricci, Traduzione d' Anacreonte in
tulle le

che d'argomento sagro,ol tre gli ornamenti muliebri; denti di diversi animali equeli

li

specialmente dell'ippopotamo; l'avorio,
si

3i bassirilievi di Thorwaldsen
1

,

Roma

del quale

lavorarono opere d'ogni soril

Conte Leopoldo Cicoguara, Storia della scultura dal suo risorgimento in Italia fino al secolo di Ca836, con
incisioni.

ta in tutte l'età;

narwal o liocorno ma-

rino, del di cui corno, perchè

meno

alto

nova, Prato 1823, con rami. Lanzi, Notizia della scultura degli antichi, Poligrafìa

a ingiallire dell'avorio, molle statuette, bassirilievi e altre opere si fecero ne'bassi

Fiesolana 82 |,con tavole. jVey Mayr,
1

Cenni

sulle antiche

slampe classiche da
Raffaele Ulorghen,

tempi; ed alcuni suppongono eziandio impiegata dagli antichi scultorio intagliatori la spoglia della testuggine, della quale si
i

Maso Finiguerra a
1

facevano

le lire, e forse

si

ornavano

Venezia 833. Cav. AntonioSolà, Discorso sul metodo degli antichi nel servirsi dei

letti

e le porte. Alle materie animali dela

vesi
gli

pure aggiungere

cera, della quale

modelli vivi,

Roma 836.
1
1

Gio. Callista

antichi fecero moltissimo uso per

mo-

SabaltÌDÌ,7Vzfo/£ anatomiche descritte ed
incise,

dellare.

Lungo sarebbe

il

tessere

un ca-

Bologna 8

1

4> Baldinucci,

Notizia

de' professori del disegno
ni e

con annotazio1

talogo de'molti legni ne'quali gli antichi scolpirono statue e altre opere di questa

supplemento di Rana lì, Firenze 846. G. F. Rambelli, Le ilere : Del pi inulto degl'italiani ne' ritrovameli li che riguardano l'arti del disegno, discorso, .Modena
1

natura;
cio,
il il

i

principali sono l'acanto, l'acail

cedro,

cipresso, l'ebano, l'acero,

il

sicomerò, la quercia, il mirto, la palma, pero, il pioppo, il terebinto, il tiglio,
noce,
il

844- P« Marchi gesuita, (pianto

alla scul-

la

saluu. Nel regno minerale pri«

38

scu
ra.

SCU
serva di guida nell'esecuzione d'un' ope-

ina d'ogni altra sostanza comparisce l'argilla, della quale sino dai primi tempi si

La

fragilità del

marmo

,

e quindi

il

servirono

gli

scultori per modellare. Pas-

pericolo continuo di staccarne più cbe non

sando quindi alle Pietre (T\), se ne troiano moltissime specie e varietà impiegale nell'antica scultura, e si può dire che di quasi tutte le specie ai tempi loro conosciute
gli

conviene, costringe lo scultore a stabilire
le

sue idee, ed anche

le

proporzioni più

esatte in

uu modello. Non mancano alcuni che osano attaccare un pezzo di mar-

antichi

si

servissero. Tra le so-

mo
te.

collo scalpello, e alcuni
il

opinano che
si

stanze combustibili

gli

antichi, per
il

quan-

fosse

metodo de'primi inventori dell'arfino da'tempi
pili

toappare, adoperarono sovente
to a' metalli
si
il

gagate,

Ma

antichi

getta-

efecerostatue di succino o elettro.

Quan-

propriamente

detti,

trovandi altri

dagli antichi adoperali l'oro, l'argento,

rame,
sia

il

rame bianco, o misto
il

rono statue in metallo o in bronzo, né queste si potevano fare senza un nocciuolo o anima o forma entro la quale scorresse il metallo, laonde fino dai tempi antichi
si

metalli sotto

nome
il

di oricalco, l'elettro

dovettero fare

i

modelli. L'arte di
lo

o

piombo, il ferro, sebbene di quest'ultimo non trovisi menzionala se non da Plinio una statua d'Ercole, che probabilmente non era gettala, ma scolpita o cesellata. Questo basta a provare che gli antichi non sotten-

un oro basso,

bronzo,

il

modellare, dopo l'abbozzo, è per

meno

tanto necessaria allo scultore, quanto lo
è al pittore l'arte di disegnare. lucerto è
il

modo

in cui la plastica è stata praticafatti
i

ta

ne'tempi più antichi; pare che

modelli con argilla di figure d'uomini o
d'animali, fossero colti
naci, per acquistare
al

devano d
terie,

lusso dell'arte su tutte

le

ma-

soleo nelle forsolidità. Si

ma

possedevauoaltresìi metodi più
la vorare

maggior

opportuni per
testimonianza

terie più molli e le
le

egualmente le mapiù dure; e ne fanno

attribuisce l'invenzione dell'arte di

mo-

dellare in argilla a Dibutade vasaio di Si-

loro opere grandiose in

granilo, in porfido e in basalte, opere cbe
forse

cionejOa Pieco e Teodoro di Samo, e narrasi che Demerato,esilialoda Corinto, venisse

non tenterebbero moderni, qualoi

con due compagni inltalia,epel
la plastica.

i.°vi

ra aperte fossero tuttora

le

cave dell'alto

portasse

Un artista o
sgrossa
alla

piuttosto
il

Egitto. Della plastica e dell'arte di

mo-

un operaio subalterno
e
1'

marmo

dellare. L'argilla, terra tenace e duttile

avvicina più o

meno

forma del
va segnan-

massime allorché è alcun poco umettata, servi ne'tempi antichi a formare vasi d'ogni specie, e quindi matdi sua ualura, toni e tegole, e finalmente statue, bassirilievi, fregi e allri

modello. Inseguito

lo scultore

do
i

sul

marmo

colla matita o col

carbone

diversi punti,

dove

si

deve slaccare qualil

che porzione
tere
i

di materia,

che dicesi met-

ornamenti dell'archigenerale dicesi tullo-

punti; ed allorché l'opera è quasi
si

lettura.
ciò

Modello

in

terminata, ad essa
tocco leggiero,e
di le parti
si

dà appena qualche

cbe l'uomo
i

si

propone d'imitare. E-

puliscono in diversi

mo-

sislono

modelli nella natura e ne' capi

d'opera dell'arte;
e
i

ma

i

modelli naturali

modelli dell'arte debbono essere co-

che debbono esserlo: talvolta un eccellente scultore aggiunge al marmo alcuna nuova perfezione. Alla plastica aplavori di gesso: eoa forme tantodegli oggetti naturali, ed anche della natura vivente, quanto dell'opere dell'arte, come
i

piati

o imitati, affinchè servano d'esercidisegni fatti sui modelli naturali.

partengono anche
si

zio e di oggetti di sludio,eaccademie di-

questo

pigliano

le

cousi

i

Ma

modello uua ligura di cera, d'argilla o d'altra qualunque materia molle e facile a ricevere
nella scultura s'intende per
le

delle >latue e debassirilieviche

si

voglio-

lonncjchc

l'ai lista

dispone, alliuchè

gli

no uioltiplicare.il gesso serve talvolta per ornamenti leggieri all' architettura. Nel

scu
XVIII, p.t 59 celebrai il portentoso colosso formato in argilla e poi trasportato in gesso, con ardito concepimento dal comni.' Giuseppe de Fabris, e rappreselitante l'atleta Milone Crotoniate, il quale
voi.
si

SCU
la

39
i

Venere de'Medici, l'Antinooo Mercuil

rio,

Discobolo, ec; tra
il

gruppi

la

Nio-

be, ed

Laocoonte. Le Cariatidi sono statue femminili con vesti ampie e lunghe,
serve d'appoggioo di sostegno

la cui testa

ammira inRoma
può

nel suo sludio.Lostucdi polvere di

all'in tavola tura.ad

un cornicione o a qual-

co poi che formasi
e calce,

marmo

considerarsi

come un ramo

che sopraornato dell'edilìzio. Vitruvio ne dice tolta l'ideadalledonnedi Cariaconclotte prigioniere dai greci,

della scultura e della plastica, e di questo
si

dopo aver uc-

fanno ornali, maschere, cammei e bas-

ciso tutti gli uomini, per essersi collegata

sirilievi; se vi si

aggiunge nella mescolan-

quella città co'persiani. Gli antichi fecero

za del gesso, lo stucco riesce più durevole.

frequente uso delle caria lidi per ornamento dell'architettura, e

Quest'arte

fiorì

grandemente

nel secolo
i

memoria

a'posteri

X VI, e famosi sono in questo genere
ri

lavo-

diGiovanniNanni detto da Udine. De Ile

che quelle donne portarono tutto il peso della pena per la resistenza opposta dalla
città, e
le

statue e dt bassirilievi.

La

statua è un'ola

vestendole cogli abiti nobili e stole cariatidi

pera di scultura, rappresentante

figura

come furono

portate in
1

i-

d'un uomo, d'una donna, e anche d' un animale, di tutto rilievo o isolata. I romani ne' primi

schiavitù per maggiore afflizione.

Te-

tempi ebbero poche statue,

le

lamoni poi sono figure d'uomini applicate, come le cariatidi, al sostegno d'un
cornicione, o altro simile
chitettura.

quali pressoché rappresentavano alcuna

membro
fa

d'ar-

divinità: in seguito s'innalzarono statue
agli

Quel nome

si

derivare da

uomini grandi
i

in

ogni genere e persi

greca origine che significa portare o sotlenerej alcuna volta siffatte figure
si

fino alle donne;

sepolcri ancora

ador-

no-

narono

di statue, e l'uso se
si

ne propagò
fino a'no-

minano

Atlanti.

I

bassirilievi

sono opere

ne'bassi tempi, e
stri giorni.

mantenne

L'esecuzioned'una statua pre-

senta moltissime difficoltà, e d'ordinario

porta con se spese considerabili.

Non im-

gli oggetti non trovedono aderenti ad un fondo o ad un campo, al quale sono stati alcuna volta attaccati, o sul quale sono

discultura, nellequali
vatisi isolati,

ma

si

porla tanto ch'essa presenti l'esatta ras-

stati

formati della stessa materia. Altori-

somiglianza della persona che ne forma
l'oggetto e
il

lievo dicesi quello per cui le figure

sem-

tipo,

quanto importa che ne

rappresenti
l'anima,
cuore, in
rar
si

il

carattere, l'elevazione del-

la

grandezza dello spirito e del
le

somma

qualità che conside-

brano staccarsi quasi intieramente dal fondo;mezzo rilievo,allorchè la figura non esce dal fondo che per una metà iucirca, e bassorilievo propriamente non direbbesi se non quello in cui le figure sono poco prominenti, e sembrano per così dire

debbono nella persona che nella statua viene rappresentata. Una statua peruna
delle più belle e più

fetta è

grandi

schiacciate,

compiesse sul fondo;

ma l'uil

opere dell'arte e dell'ingegno. Trovatisi
statue nude, seminude, togate,ornatedella

so ha attribuito a tutte queste opere

no-

me

generale di bassorilievo, detto dagli

clamide, loricate e munite di corazza,
letterate di-

antichianagiifo.il lavoro del bassorilievo

palliateoornatedel pallio, pretestate, velate, equestri, pedestri, ec.
:

presenta tanto maggiore difficoltà, quanto

consi quelle che sono munite di lettere o
d'iscrizioni. Le piìi bellestatue antiche so-

minore è la prominenza delle figure: rimane ancor dubbio se prima si facessero statue,o bassirilievi, perchè
i

monu-

no l'Apollo
ticano (/
il

di

Belvedere, nel

Museo fa-

.), il

Gladiatore

Torso ivi pure esistente, e un guerriero moribondo,

menti più antichi dell'Egitto, dell'India e della Persia pi esentano figure addossale alle roccie

o agli scogli.

1

volsci,e foi-

4o
se

scu
gli

SCU
ne'quali alcuna volta
si

ancora
i

etruschi, ne'primi tempi coi

rappresentò

la le-

lorirono

bassirilievi;

greci ne eseguiro-

sta collespalleeuna piccola parte del petto, altre

no
e
i

in

marmo,

bassirilievi

in metallo e in avorio. Di furono spesso ornati gli scudi
1

volte

si

formò
il

il

petto tutto inalla

tero e anche tutto

corpo fino
i

me-

vasi degliantichi.

bassirilievi

mo
ti

luronospesso applicati

maragli ornameneli

tà; dell'antichità raridicousi

busti colle

mani. Si pretende che

i

greci più antichi

dell'architettura, più

comunemente

non facessero

busti, giacché

non aveano

agli altari, ai sepolcri per rappresentare
le azioni gloriose di quelli

nome

posti. Luca della

che vi sonodeRobbia, eccellente plasti-

per indicarli, giudicandosi recente quello di prolomc. 1 busti non divennero comuni se non al tempo degl'imperatori

catore, ne fece alcuni in terra invetriata, così detta pel

romani,

e

si

propagò facilmente l'uso per
il

to di dare alla
cai
iile,

metodo da lui introdotlena una vernice vetrifi-

la facilità

che oih'iva a esercitare to delle immagini, o sia di esporre
le

dirit-

in

pub-

come èrpici la delle maioliche e por-

blico
e pel

cellane. Delle staine di metallo e di bronzo. L' arte di gettare in metallo è stata

immagini degli antenati illustri; costume introdotto di consagrar nei
gli

templi

scudi ne'quali

si

rappresentavala te-

conosciutadaigreci,e probabilmente dagli egizi
:

no
sta
ta

i

liti alti

defraudi uomini, cioè

l'arte di

pezzo;

si

anticamente non si conosceva gettare grandi opere d'un solo gettavano in diverse riprese, e
di

con una parie del petto, delle talvolimmagini clipeate. Molte di queste si
in terra cotta, in
I

lavoravano
nare

marmo,
i

in

alcune altre fatte di pezzi
re una forma,

metallo comstatua di

oro, in argento.
i

busti servirono a or-

messi, battuti e non liquefatti per riceve-

sepolcri e altri

monumenti,

luo-

come
sulla

si

crede

la

ghi di pubbliche adunanze e

le bibliote-

Piazza di Campidobiouzodellestalueècomposto d' ordinario di rame, nel quale si mescola lo stagno, ed alcuna volta un poco di calaminao sia d'ocra di zinco, e questa massa acquista colla fusione una teglio'^

Ma re' Aurelio
Roma.

che. Gli antichi lavoravano alcuna volta
in

Il

un pezzo

di

marmo

separato

il

petto,

ed a questo gli scultori applicavano la testa che loro veniva domandata, ed aPa-

nacità grandissima.
le

11 tempo ha coperto antiche statue di bronzo per mezzo di

tratto dissi dell'ignobilità di mutare col capo il nome e l'epigrafe de'busti e delle statue; alcuna volta s'incrostarono con lanelle statue. Se

una

leggiera ossidazione d'un bel colore
si

verde, che

dice palina. Dei gruppi.
nella pittura,

gruppo tanto

quanto nella scultura, sebbene più spesso nominato nella 2.", è la riunione di varie figure che formano il soggetto o l'argomento d'una
composizione. Si fanno ancora gruppi di
animali, d'alberi, di
te di
fìcili
i

mine d'argento gli occhi ne' busti come crediamo a Plinio, gli antichi, e special mente Lisistra toc! Sicione, possedevano l'arte di levare con una materia molle la forma o impronta d'un volto, e per tal modo formavano ritratti veri ed esatti, il che prima non ottenevano,
i

pigliando solo

le

somiglianze dall'ideale,
l'ori-

fiori, di frutta.

L'ar-

quindi aggiungendovi bellezze che
ritratti bellissimi di

formare gruppi
in tutte le arti

è

una

delle più dif-

ginale non avea, per cui trovansi busti e

del disegno, e specialI

persone che non

lo

davano ai gruppi il nome di symplegmala. Debusli e dtlle erme. Una delle maniere più
nella scultura.

mente

greci

erano. Si fecero busti di

marmo, di bron-

zo, di legno; alcuna volta
testa di

antiche di rappresentare
sotto forine

gli

dei e gli eroi

si collocò una bronzo sopra un tronco di marmo. Trovatisi busti lavorali con due te-

umane,

fu quella di delinca,
le

ste,

riunite dalla parte dell'occipite, lai-

re o di formare soltanto

loro teste. Più

volta l'ima e l'altra rappresenta lo slesso

recente di mollo è l'invenzione de'busli,

nume

u persona in eia diversa;

lai

altra

s e
si

u
dissimili
:

scu
le teste di al-

4

1

riunirono
illustri,

le leste

mini
le

o di

didue divinità o uodue sposi anche dopo
al-

devastazioni de'barbari,

probabilmente per rappreseli lare l'intima unione de'due personaggi. Gli ermi in gran numero dai greci e romasi

cuni busti furono collocale sui petti di
tri,

ni

posero ne' templi, alle porte delle capresso
le

riuscendo

falsi

i

nomi

scolpiti sul pet-

se, nelle piazze, ne'portici, e

tona-

to, sul

tronco o sulla base.

Enne

si

nomidi cui

be, per rendere immortali con

tali

moar-

llarono quelle pietre quadrate,

la

numenti

que'ciltaduii in essi effigiati beillustri nelle

parte inferiore andava sempre dimiuueutlosi

Demeriti della patria, o

a foggia d'un

cono rovesciato o base
la di cui

mi

e nelle scienze.

Ad ornato

dell'archi*

piramidale a rovescio, e
di

parte

lettura, gli

ermi

si

usarono per appoggio

superiore sosteneva una lesta d'Ercole o
sero l'erme in
tilato nelle

de' cornicioni e pilastri degli edilizi, e dei-

Mercurio. Secondo Servio s'introdusmemoria di Mercurio nmfigli di

Jecbiese

quando non esprimano idoli. Des-

due braccia dai co re d'Arcadia sul monte
avere insegnalo
cui invenzione
tri.
I

Cori-

Cillenio, per
la

legno ed in avorio. Il legno cedendo più facilmente all'azione d'uno stromento tagliente, forse si fecero statue
le sculture in

il

giuoco della lotta,

di

legno avanti che

l'arie

si

applicasse a
le

il

re prelese doversi

ad

al-

scolpirne di pietra, se pure
lue fatte

prime sla-

greci

chiamarono Ermoi
cos'i

e Culloi

non furono

di terra, più facile

quelli ch'erano
gli ateniesi

mutilali.

Sembra che
perchè
si

ancora

a modellarsi. Si

adoperò prima
i

il

ne fossero gl'in ventori,e ne orle palestre, le

narouo
le

i

ginnasi e

legno più tenero, poi si cercarono legni più duri, ed meno esposti ad essere rosi
i

credeva che Mercurio

presiedesse; rnol-

dai vermi, ed
fazione.
11

i

meno

soggelli alla pulre-

erme ebbero

teste di lìlosofi, e

furono

collocalenellebibliotcche.L'ermede'greci

furono dette altresì Termini da' romaedapplicateaqueH'uso;queslenon furouo sovente se non che pietre quadrale
ni,

poste sulle vie pubbliche

,

e

sormontale
di

famoso Palladio, e altri celebri simulacri, furono di legno: le statue di Priapoedi Vertunno presso romani eranosoventedi legno. Marziale derideva queste statue che un contadino poteva gettare nel fuoco, e l'ateo Diagora colla stai

da alcuna

testa

ordinariamente

Meri-

tua d'Ercole

ci

volle cuocere

il

vitto:

Ce-

curio, ovvero di deità protettricedelle vie

saie, ripieno d'idee magnifiche, fece bruciare tutte le statue di legno,
il

medesime,
le pietre

e

ornate talvolta d'analoga

che spiacprò*

scrizione.Ne'giardinicollocavasi su quel-

que

ai

romani. Tra

i

moderni s'introdussi

una

testa di

degli orti, o di
ni, e talvolta sul

Pria pò proiettore Vertunno dio de'giardi-

se l'uso d'intagliare in legno,e tanto

pagò che applicossi
ed
in Italia fu

a'

ogni sorta d'ornato,

cippo

si

scolpivano seu-

di masserizie e suppellettili

anche sagre,

za verecondia
Si fecero

le

parti della generazione,

portato alla massima perscultura in legno nuova-

ermi quadrifronti o Termini con
ed a Ponte Quattro Capi o Fa-

fezione.

Ora

la

4

leste,

menleè tenuta ingrandissimopregio, specialmente d'intaglio manierato e capriccioso, nelle mobilie, nelle masserizied'ogui

bricio di

Roma, ne

riportai
tre teste,

Allre
le

erme ebbero

due esempi, ognuna del-

una strada, che piesiedevano. Gli ermi con due teste si dicono
bicipiti,

quali guardava

specie,nelle cornici, negli specchi, econdo-

ratine.

I

lavori in legno che diconsi dei

ed

i

greci se

uè servirono

in di-

cersi usi, e soprattutto a indicare in ino-

monaci greci del monte Alhos,de'quali leci parola anche a Russia, sono di una pazientissima esecuzione, poiché sovente in

do simbolico
crine
gli dei,

1'

unione degli attributi di
semidei,
si

diverse divinità. Rappresentandosi nelle
i

gli eroi

o uomini
icòle

celebri, so venie

composero di due

una croce di due pollici o anche meno, compartimenti sono carichi d un numeio straordinario di ligure e anche d iscrii

a

4^
zioni.

scu
Posseggo un
trittico di tal

scu
materia

sovrastato dal Crocefisso, con molte figu-

re intiere esprimenti l'immagine del Sai•valore, della 13.

Vergine e

di santi,

non

senza merito pel suo complesso, e con di-

da tali legni, nelle sculture che forma richiedevano siffatte torture. Gli antichi sovente mescolavano il legno con l'avorio; fu usata anche l'ani bia. I greci, gli etruschi, romani, ed aiprofitto
la

per

i

verse iscrizioni. Nel voi. IV,

p. if±

notai

tre nazioni scolpirono in avorio.

Comuni
i

che sono pure proprietario d'una mirahilecanna incisa a bulino con figure e ornati; ciò

sono presso
armi,

gli storici le lire,

i

plettri, le

gli scettri, le

cinture e fino

freni

rammento per provare che

fu

d'avorio; questo negli ornamenti fu unito
all'oro

scolpito

sulla fragile

non senza singolare merito anco canna volgaree palustre. Ivi
in terza persona,

eanche dipinto. Le mirabili scultuche
gli

reeseguitesuH'avorio fecero credereagiavi scrittori,

come altrove pai lava
secondo l'uso
per chiudere
di

ma

antichi possedessero

il

dipoi adottai di pai lare in pei sona prima,

segreto per a ni inoli ire l'avorio. Una qua nlità

Muratori e
,

di

molti altri

grandissima di statue d'avorio ebbe-

letterati e eruditi
la

e ciò espressamente
ai

bocca

maligni che mi

facevano

il grande onore di dubitare e non credere mie tutte e interamente le

antichi, dopo l'età di Fidia, e formate con lamine e pezzi d'avorio, rivestendosene il modello di legno odi creta, Comunissimo fu l'avorio presso romani

io

gli

i

studiose fatiche di questo Dizionario, che

conquistatori, e Seneca possedeva

5oo

tri-

Dio col suo aiuto mi fece concepire, sviJuppare e pubblicare, per quanto dissi a Letter To (perchè ogni vale e pittor pitigè se slesso), potendosi pur vedere il dichiaratone'vol.LV,p. 33,eLVII,p.2 17, onde sarò giustificato di queste paroleche caddero dalla penna. Lo sarò di più se voi

podi di esso
curuli,
i

:

i

piedi delle tavole, le sedie

letti

e altre masserizie erano ein avorio.
i

legantemente intagliate
sta
pli, le

Inque-

materia si lavoravano rosoni de'tem>
tessere ospitali,
i i

giuocarelli pei ragli

gazzi,

Hauti, le fibule,

amuleti,

i

de-

tici, gli

aghi crinali e molti bicchieri. Bel
si

glia considerarsi,

che persino

gli

autori
sles-

fissimi lavori

eseguirono

in

questa

ma-

di piccolissimi opuscoli
si;

parlano di se

teria all'epoca del
ti.

risorgimento delle arspecialmenI

uè per

la storia

si

possono oinmettefaccio

La scultura

in avorio fu

re molte cose,

come

anche a Se-

tededicata ne'secoJiXVI
so; gli scolari

eXVI
di

alla for-

c.p.ETARioeda Servo.

Con qual meccaniAndrea

inazione di bellissime figure del Crocefis-

goio si dipinsero e scolpirono le canne vol«
gari,

o imitatori

Buonarroti

eruditamente

lo disse ilcav.

fecero in qi lesto genere opere sor prendeuti,

Belli, neh interessante articolo che sulla canna volgare inserì nelt.iG dell'Album
<li

vendute ad altissimo prezzo.

1

mina-

t'issimi lavori in

avorio prodotti dalla pa-

Roma,

p,

2C)5e3o

1.

In

moltissime ci t-

zieute intelligenza sono innumerabili, ed

là d'Italia

si

ammirano

superbi lavori di

incominciarono nel basso impero
tinopoli nel secolo
d'azza
vi fu

:

in

un

celebri intagliatori e intarsiatori in legno,

bassorilievo d'avorio lavoralo a Costan-

precipuamente ne'cori e stalli delle chieed anche nelle tavole per altari, nella quale scultura, per non dire di altri, prise,

minore

di

X circa, di una granmezzo piede quadrato,
il

rappresentato

giudizio universale,
ligure, ed aleu-

ineggiò Biustolone di Belluno (/'.)

:

di

e conteneva più di

3ooo

iiiolleoperescolpilc in legno feci nienzio-

ne ne'iuoghi ove

si

trovano. Singolareè

non mancavauo'd'espressione e d'eleganza. Dall'India, e anche dalla Cine
teste

l'opera del Lascaris, Dell'uso degli albe-

na ove
vorio.

si

scolpisce pure sulla tartaruga,
in

grandioso diametro, Torino 182 3 con figure. L'ingegnosa ind lisina degli artisti nuu mancò di trarre
ri torli, difformi e di

vengono

Europa moltissimi
e a

lavori d'afi

A Rouen

Dieppe

si

tuttora

grande commercio

di

minutissimi lavori

scu
in avorio,

SCU
Germania
si

43

ed

in vari paesi di

e Sulzer professore di Stra>burgo eseguì

dai pazienti e ingegnosi tedeschi

scolsi

molte preparazioni di cera, egualmente
a vantaggio della medicina e della chi-

piscono figure d'uomini e d'animali, e
assai tenero.
di

eseguiscono lavori d'ornalo in un legno

rurgia. Curzio oCurtius credesi
l'ai te

il


t

che
rap-

Della ceroplastica. L'arte
in cera è antichissima, della
fatti in

del la ceroplastica applicasse
al

al le

modellare
si

presentazioni

naturale de'personaggi

quale

sono

tempi più remoti

più celebri, onde
netti
cati.

molte
l'arte

utili

applicazioni.

Primamente
i

fu

che

si

si formarono que'gabimostrano nelle fiere e mer-

lavorata in Egitto e in Persia, e tra
si

greci

rese comuue,eLisistrato diSicione
i
i

sembra il ,° che ne formò ritratti. 1 romani ebbero molte figure modellale in cera, ed altrove e a Sepoltura parlai dei
busti in cera

Que' ritratti servirono alla formazioMaschere (P.), al quale articolo parlai di sua remota invenzione
ne
di bellissime

e diversi usi.

A Cimiteri

di Pio.ma parlai
ivi si

delle rappresentazioni sagre che

fan-

che

le illustri

famiglie consi

no con figure

di cera, nell'ottavai io dei

servavano de'loro antenati, e

portavai

fedelidefunti. Dell arte glittica ,o sia dell'incisione in pietra dura. Dai
ti

no innanzi

ai

morti ne'lunerali;
di loro le ceree

clienti
te-

primi trat-

e liberti (di cui a

Servo) degli antichi,

incisi sulle pietre tenere, e forse dall'i-

nevano presso
s'i
ti

de'iuropatroni e protettori. Nel

immagini medioevo
i

scrizioni lapidarie,

nacque

l'idea di for-

mar

lavori più durevoli sopra pietre piìi

ncominciarono a forma re figure de'sa liin cera, o almeno le teste, le mani e

resistenti; e quest'arte estesa forse

alia-

rne e al ferro per l'usodi trarne impronte,
11

piedi,

come ancora
la

si

pratica con molti
tiri.

condusse all'idea della monetazione.
fa Ito

corpi santi,

massime de'mai
si

In detti

principio di
i

è

il

medesimo,

se

non
la-

tempi

ceroplastica

usò dalla magia,
si

che

metalli possono attaccarsi col bulile

facendosi figure di cera che

tormen-

no, e

pietre

dure non ponno essere

lavano colle

spille,

o

si

facevano liquefa-

vorate se non col diamante o colla sua

re a fuoco lento, colla superstiziosa lusin-

ga d'infliggere eguali tormenti alle persone in esse rappresentate e Papa Gio:

polvereapplicataad alcune piccole rotelle di diverse forme, mosse da un torno
dettodagl'incisori castelletto. Sulle Ge/«-

vanni
tro di
di

XXII (y.)

fece punire

severamen-

//je(^.)esulle pietre dure
to in incavo,
sto 2.° tre

si

lavora tan-

te quelli

che aveano ciò praticato conlui. Andrea Verrocchio, maestro
ili.°
si

quanto

in rilievo;
i

con que-

Leonardo, credesi

che dopo

il

ri-

metodo formansi cammei; le pielavorate col .° metodo diconsi pietre
i
;

fiorimento delle arti
tare in cera
i

studiasse d'imi-

incise

la scienza

che insegna a conoscesi

volti delle

persone viventi
siciliano

re queste pietre,

chiama

glittografia.

o de' defunti. Gaetano
concepì
il

Zumbo

La

glittica
si

si

è estesa talvolta

ad

altre

ma-


i

l'idea di formai e in cera le

preparazioni anatomiche, ed opere sor-

sono eseguiti lavori dello stesso genere sul corallo, sull'avorio, sulle conterie;
chiglie,

prendenti lasciò verso

la

metà

del secolo

specialmente sulla margaritifera
sulle veneri o

XVII
siglia

Bologna,Firenze,Genova e Mar'.l'imitarono in Bologna il non men
in

detta madreperla, sul nautilio o conchiglia

marina concamerato,

celebre Ercole Lelli, Manzolini e sua
glie, Galli e altri, fra'quali Felice

mo-

ametista, sulle carne e su di alcune cipree

Fonta-

o porcellane. Si crede da alcuni che
egizi sieno stati
i

gli

na rinomato per la sua siatua anatomica e per molte preparazioni di ceroplastica. In

primi ad intagliar

le

pie-

tre dure, ed alcuni de'loro scarabei

mo-

questa

si

distinsero in Francia

Pinson, Bertrand, Laumonier e sua moglie; altra

strano certamente d'essere d'una rimola antichità. Incisi in pietra trovatisi soggetti

valeule

douuu fu

hi

Biberon,

d'ogni sorta, deità, eroi, principi, uo-

44

seu
retto disegno,

SCU
non per
artisti
la

mini celebri, animali, piante, segni geroglifici e astriferi, e moltissimi altri sim* bolicheaIcuDÌhànBocredutoiSfeOTW/(^.) o insegne di famiglie. Sovente si sono ricopiati sulle pietre incise
i

grandiosità per

l'oggetto principale. Nel secolo

XVIII
anti-

giunsero alcuni

a

emular

gli

chi, fra'quali Gio. Pichlei in

Roma, quinmede-

monumenti

di tra gli altri

si

distinsero nella

molte medaglie, e forse molte statue perdute. Nasce quindi il vantaggio grandissimo che lo studio delpiù celebri,
i

tipi di

sima città Capparoni e Giromelti. Le impronte delle gemme incise si moltiplica-

no

col gesso, del

tri

poli, del zolfo colora-

le pietre incise reca agli artisti, eruditi e

to col cinabro, della cartapesta, delle paste di vetro, ec.

antiquari, specialmente ai coltivatori della

Tra

le

pietre selciose tie-

numismatica. In Persia era antichissil'uso degli

mo

Ane lli(fz.), che servi vauo
ed
i

ne pure un primario luogo il cristallo di rocca, sul quale molto si è inciso, specialdi tal materia.

di Sigillo (V.),

cilindri incisi de'per-

siani

sono forse

tra le piètre incise più an-

mente nel secolo XVI, ed anche su vasi Come gli antichi, moderi

tiche che si conoscano. Incidevano in pietra

ni

imitano

le

pietre preziose

con paste di

anche
le

gli etiopi,

e forse l'arte fu
essi

pur

Vetro

(A'.),

con apparenze
glittica

di vere

gem-

conosciuta dagli ebrei, se

lavorava-

me incise. L'arte

forma parte imdi tornire.

no
ti

pietre del loro
i

re che greci praticassero
la

Razionale^.). Pala glittica avangli

portante della toreutica oarte

Delle medaglie e delle monete. L'arte di
incidere
li

guerra di Troia;

etruschi incise-

le

pietre e

i

metalli e di scolpir-

ro in pietra dura ne'lempi più antichi, e

in

incavo affmedi poterne trarre un im-

ne fauno fede alcuni de'loro scarabei. Si trovano alcuni cammei lavorali dagli antichi,di straordinaria grandezza;altra vol-

pronto,

come

facevasi dagli antichi negli

anelli signatorii, servi di base all'arte

mo-

ta

si

sono lavorali collo stesso metodo dei
:

vasi e tazze

il

merito de'cammei viene
la pie-

singolarmente accresciuto allorché
(piali l'incisore
si

tra olire alcuni strati di diversi colori, dui

ha saputo trarre

profitto:
col-

è cercato alcuna volta di supplire

l'arte ai colori

che naturalmente

la pie-

tra

non avea, anche

nelle corniole, nelle
il

quali fu celebre intagliatore

fiorentino

Giovanni delle Corniole, come in Milano vi fioiì Domenico de Cammei, per la maestria con cui gì' incideva così denominato. L'arte d'incidere in pietra dura,
coltivata da'romani,sebbene greci fossero
nella più parte
i

Medaglie e le Monete (V.). I conii per battere le medaglie sono due pezzi d'acciaio che portano in incavo gl'impronti che la medaglia deve ricevere dai due lati. Gli antichi battevano apparentemente col martello; ne' tempi più moderni si fece uso d'una specie di berta, e solo da poco più di 200 anni si adottò il torchio. E' assai probabile che gl'incisori in pietra dura lavorassero parimenti comi delle medaglie o delle monde, sebbene questo lavoro dovesse eseguirsi col bulino con altro stromeulo tagliente, e non già coll'opera delle rotelnetaria di formar
le
i

le

o del tornio.
Dell'intaglio,
sia dell'incisione in le'

loro glittografi, fu sog-

getta alle vicende
ti

medeMtnedi

tutte lear-

gno ed
cipii

del disegno;
si

cadde colla decadenza delsi

rame. Oscurissimi sonoi prindell'incisione in legno, e grandissima
in
gli scrittori
i

l'impero,

sostenne languente, e

ac-

questionesièagitata tra
cesi e tedeschi, de'quali

fran-

costò quindi alla barbarie nei secoli del-

primi preten-

l'impero greco_, e risorse in Italia allorché
rifiorirono
si

dono trova re

l'ori

gin e nelle carte da

Gazo-

la

pittura e

la

scultura.

Mollo
han-

open» inquestogeneredi

lavori nel se-

co (V.), ch'essi affermano usate in Francia sotto Carlo V il Saggio;\ secondi ri-

colo

XVI, ed cammei
i

di (pici secolo

petendo

essi

pure l'origine dell'arte nelle

no un carattere

tutto particolare, pel cor»

delle carte, sostengono essere slate que-

scu
sle

SCU
di tro-

.

4?

conosciute in Germania molto prima
più antichi saggi dell'incisione in
il 1

deh3oo. Alcuni hanno creduto
vare
i

maschinatura o arte d'inserire nel ferro e nell'acciaio alcune piccole strisele d'oro
e argento e
sia derivali dal

legno verso
schi citò in
lasi di

28

j in

Ravenna

:

Tirabo-

formarne disegni, lavori di tarMusaico (^.), facilmenal niello,

un mss. del 1299, in cui pargiuocare alle carte; ma le prime
e miniale,
si
1

te

si

passò

poiché per

la

dama-

schinatura

e

per

la

niellatura doveanofor-

carte da giuoco potevano essere lavorate a

marsi incisioni più o

meno profondenel
rame; ed invece

penna

come

forse

le

franin I-

ferro, nell'acciaio o nel

cesi, e

come
i.'

continuò a praticare

d'inserire in que'vuoti laminette metalli-

metà del secolo XV. Nondimeno un decreto deli 44 de' veneziatalia nella
'

che, nel niello s'inseriva una mescolanza d'argento e di

piombo che portava

il

ni parla di carte e figure stampale, e
l'arte

che
se-

nome

proprio di niello dal vocabolo

la-

decaduta era

risorta.

Avanti

il

tino nigellum, e che forse lo comunicò in
seguito all'arte. Quesl'artemenzionatanel
libro del

colo XII ne'codici s'improntavano molte iniziali

con istampiglie probabilmente
diversi colori.

monaco

Teofilo, artista pregie-

intagliale o incise in legno, entro lequali
il

volissimodel secoIoX oXl,ovetratta della pittura, dell'arte

miniatore applicava

i

de'musaici, dell'ori fi-

Le

tessere signatorie degli antichi

romanu-

ceria e arti che ne dipendono,
le del

come quelcon-

ni, colle quali

nomi o

lettere o cifre

damaschinare
si

e fare nielli, per

meriche s'improntavano
rie,

sulle olle vina-

seguenza già

praticava ne'bassi tempi

su allre opere figuline e sui mattoni,
fatte di metallo,
1

e nell'impero greco, quindi fu coltivata

benché
forse
i

erano fabbricate
tedeschi furono

con grandissimo onore
colo

in

Firenze nel

se-

sullo stesso principio.

XV. Caduta

la

niellatura quasi in di-

primi ad incidere in legno

imma-

gini sagre, ed alcune se

ne trovano colla

menticanza nel seguente, il celebre Celimi usò multa diligenza per sostenerla. Si applicò allora
ri,
il

data del 14^3;

ma

allorché s'introdusse

niello ai calici, ai reliquia-

in Italia la mirahileartedelUnft/n/y;^/'.)
de'libri, gl'italiani

alle paci della messa,

all'impugnatura

non tardarono

a inci-

delle spade, agli ornaruenli de'messali e
di altri libri di culto, ai bottoni e agli or-

dere in legno
di verse figure

le

lettere iniziali, ed

anche

per 0111 a mento de'libri menelle

namenti donneschi. Laminette
gli scrigni,

niellate

a

desimi,

come

Meditazioni del car-

figure, astoi ie,a fiorami s'introdussero ne-

dinal Torrecremala, stampate in
nel

Roma

eanche

ne'paliotti degli altari.
la storia,
il

1467, e nel Valturio di Verona nel 1472.I tedeschi non tardarono ad adottare questo metodo, e l'opera del fioccacelo, De mulieribfis claris, stampala dal
Zainernel 4y 3,è ricca di figure incise in legno. Citatisi tra primi ailefìci in que1
i

Col bulino intagliavasi
to e
il

ritratil

fiorame che
si

si

voleva, ed

cavo

dell'intaglio

empiva

poi della materia

quasi nera o mescolanza d'argento e piombo, la qualefonnava
di a tutto
il

leombreedava quin-

lavoro l'aspetto d'un chiaro-

sto genereMalteoPasti,che lavorò le stam-

scuro
1

in

argento, talvolta anche in oro.
fui

pe del Valturio, Alberto Durerò, Mecher ino da Siena,Domenico del leGreche, Do-

più famosi niellatoli

onoForzore Spi-

nelli aretino,

Maso

Finiguerra, Antonio

menico Campagnola, e altri sino a Ugo da Carpi che con nuova invenzione estese l'arte.

di

Ma

il

niello

dovea necessaria-

Matteo Dei, il Caradosso Pavia che lavorò il Formale (f7 .) per Giulio li, ed eccellente anco nel far conii
del Poliamolo,
di
cia
si

mente portare all'incisione in rame, e siccome a questa aprì la strada, e tanto più
importante riuscendo
nielli,
la

medaglie, l'Arcioni milanese,

il

Fran-

bolognese, e Gio. Turini sanese. Dis-

cognizione dei

ne premetterò un cenno. Dalla da-

che il niello dovea portare alla stupenda e meravigliosa arte dell'incisione seni-

4

1

46
Una
di in

scu
rame, giacché
i

scu
prima
Francesco Mazzola parmigiano, clie in* tagliò ad acquaforte, ed Agostino Caracci

niellatoli per gin-

di cor dell'esattezza del loro lavoro,
i

riempire di niello cavi, costumavano di tirarne prova, o sia d'improntarli con terra, con zolfo liquefatto , o anclie con

ed altri molli,
al

italiani

che

esteri, la

portarono
zione. del
1

più sublime grado di perfe-

umida passandovi sopra un rullò, pel qual mezzo si ottennero disegni che sembravano fatti a penna, come osservò Vasari. Nacque da questo principio l'incarta
cisione in

stampe in rame 4^5, ma queste sono sospelte e tenute spurie dallo slesso Heincken: MarlinoShoòn morto nel i486 è il .° tedesco incisore che si conosca, e dopo
1

tedeschi citano
e deli

r

i

i

rame, e quindi

i

primi incisori

di esso fiorirono

Meckeln, Vati Bockold,
d'Albertedeschi

furono niellatoli come Maso e Poliamolo
nientovati, Baldino, Bolticelli ed altri di

e Michele
to

Wolgemnth maestro
Billette Lanzi,

Durerò.

che

gl'italiani

Firenze. Questa invenzione passò di

là in

risalgono colla storia ali44°>

Roma

Mantegna, ed in Fiandra, per quanto si crede, a Martino de Clef. Bicercalissiine sono dagli amatori dell'arte le stampe de'niellalori, tra quali vene furorio insigni veneti e lombardi. Cominciò allora un nuovo periodo, che Lanzi noal
i

non arrivano colle congetture se non fino al i4^o. Però in Germania si trovò prima d'ogni altro luogo il torchio, sic-

come per la

tipografia,

cos'i

ancora per

la

calcografia o arie d'intagliare in

rame o

altro metallo, dicendosi calcografo l'inta-

ni ina la 2.

a

epoca dell'incisione;

si

cornili-

ciò a lavoraresull'argento e sullo stagno,

gliatore o incisore in rame, il che serve certamente a rendere tedeschi benemei

come materia più
ai

molle; quindi

si

passò

riti

di quell'arte.

rame, ed
si

al rullo

o

al

torchio imper-

cisione

quel tempo l'inandò sempre estendendosi e per-

Dopo

fetto,

aggiunse l'applicazione di panni

frizionandosi in ogni

suo genere; s'inven-

bagnali e poscia del feltro. Si usò da principio una tinta azzurrognola, e con questa tinta

tarano nuovi metodi, e si videro sorgere in tutti i paesi, ma specialmente in Italia, in
I

diconsi del

sono fatte le celebri 5o carte, che Mantegna, e che forse non furono lavorate da lui. Si ornarono d'inci-

Germania,

in

Francia ed

in In-

ghi terra, i più famosi

artisti;

quindi nelle

principali città formarsi
grafie,

classiche calco-

sioni in
te

rameanchei

libri,

santo di Dio, e nel

come nel HJoiiDante di Firenze;

come

in

Boma

la

calcografia ca-

merale, della quale parlo a Palazzo della TipografiaeCalcografia camerale,

e carte geografiche
se in

comparirono impres-

rame nelle due edizioni della geografìa di Tolomeo, fatte in quel tempo a Bologna e in Boma. Una curiosa mappa o carta cosmografica, intagliata però in legno, trovasi al fine d'una rarissima
edizione di

ed
ta

a

Stamperia camerale. Nell'encomia-

opera, Introduzione allo studio delle

arti del disegno,
vi è

dopo

il

cap. 'x\ del

1.

l'interessante ed evu<\\lo Catalogo dei
in

più celebri intagliatori

legno e in ri-

Pomponio Mela,
e

fatta

da E-

me e capiscuola,

disposto per ordine ero-

lardo Baklolt
in

GiacomoPittore nel 1478
epoca dell'incisione
il

nologico, colla indicazione delle loro o-

Venezia.
il

Una 3/

vere principali, di vrso nelle scuole d Ita»
lia,

stabilisce

Lanzi, allorché già trovato

di

Germania, fiamminga

e olandese,

torchio e l'inchiostro da stampa,
zio

l'aitili-

francese, inglese, dicendosi pure del valoie delle

l'epoca fiorirono
di,

cominciò a rendersi perfetto. In quelMarc'Anlonio Uaimonquali intagliarono quasi tutte le co-

pittura

si

stampe in rame. Come nella formarono diverse scuole, così

Agostino Veneziano e Marco Ravignai

no,

ebbe luogo nella scultura, nell'intaglio e generalmente in tutte le belle arti. A leuni

se disegnate o dipinte
te

da Balfaele. L'ar-

hanno straordinariamente moltiplicail

acquistò una facilità di nielodo sotto

to

numero delle

scuole d'intaglio,e que-

S
sle

CU
malori:
i

S
le

C

U
facile e

47
pronloro

non

solo sul principio dell'origine e

prime sono quelle de' pittori,

del carattere degli artisti,

ma

su queilo

quali con questo

metodo
i

ancora de' diversi maestri. Sembra però che la serie delle scuole d'intaglio debba
restringersi piuttosto che ampliarsi, limi-

to gettano, per così dire, sul
pensieri,
i

ramei

loro disegni,

loro schizzi; apil

plicano l'acquaforte, ne più ritoccano

tandosia quellesolenazioni che maggior-

lavoro che
originale

si

diffonde nelle loro
disegni;

stampe
le
i

mente

si

distinsero nell'esercizio di que-

quanto ne'loro

altre

appunlosi ponno ridurre alle nominate. In Moina, in Parigi, inLondia, in Vienna, ed inaltre capitali eprincipali città d'Europa, vi sono preziose e copiose collezioni d'ogni genere di slamst'arte, le quali

sono

le

acqueforti degl'incisori,

quali

tornano
so
la

sul loro lavoro e lo ritoccano,

finché l'opera èridotta

metà

del secolo

amodo loro. VerXVI s'inventò l'in-

cisione alla maniera nera, ed in Inghilterra

ne. L'arledelPincisione, per

mezzo del diil

mezzo

tinto,

che in alcuni paesi d'I-

segno e

pei

1

mezzo

di piccoli traiti inca-

vati nelle
i

materie dure, come
gli altri
il

legno ed
le

metalli, e tra
le

rame, imita

impropriamentea fumo. Questo metodo die origine ad un altro, eh è quello d'incidere a colori. Si èanchecer(alia dicesi

forme e

ombre

e la luce degli oggetti

cato d'imitar coll'incisione
colla matita, mediante
to a guisa «piale

i

disegni fatti

visibili, e

moltiplica queste imitazioni col

uno strumento fatdi varie

mezzo

della impressione

che

si

fa

sopra
segni

d'una lima

forme,

il

la caria,

o altra materia atta a ricevere,
tutti
i

passando

in varie direzioni

massime allorché è umida,
o
sia negl'incavi.

me,

vi lascia

quel tocco

stragranito e mor-

dell'inchiostro che sono limasti ne'tagli

bido, ch'è caratteristico della matita. Incisione punteggiata o
cesi

Le copie

del disegno ot-

tenute in questa forma diconsi stampe,
S'incideindiverse maniereeprimadilutto

anche a granilo, diuna maniera d'incidere che si esegui-

sce collo stesso strumento,

come

la

pre-

con

tagli

formati col solo bulino.

Con
sec-

cedente,
di tagli.

ma armato

solo di punte e

non

una punta
ca,
si

d'acciaio, che dicesi
i

punta

Avvi ancora una maniera d'in-

disegnano
il

contorni; in seguitosi
altri toc-

cidere, praticata specialmentedagl'inglesi,

lavora
chi

formano gli colbulino,eqnesta è come la
e
si

rame

pillanti-

e da essi della acqua tinta. Vie pure un metodo particolare di colorire alcune
fatte

ca, così ancora la piìi nobile

cidere.

maniera d'inPer incidere all' acquaforte, s'intonaca \in rame ben preparatod'un leg-

slampe, che sono
ricevere
i

e*pressamenteper

colori, e allora l'incisione par-

lecipa dell'incisione e della pittura. Si è

gierostratodi vernice,edonoaverIoanneritocol

ancheinciso sul legno cornine, tre e anco

fumo d'una candela o d'una lamsia

pada, qualora non
tlesima, vi
si

nera
il

delinea
la

mesoggetto con una
la

vernice

quattro tavole per ciascuna stampa, una delle quali porta contorni, la seconda le
i

punta

d'acciaio,

quale toglie nel lemsul

slesso la vernice

sicchè nero

rimane

ovunque passa, corame lutto quello

che dev'essere bianco nella stampa, e neri a vicenda riescono sulla stampa stessa
que'tratti ne'quali
il I'

mezze tinte: questampe furono delle di chiaroscuro, Si è pure inciso talvolta simultaneamenle in legnoe in rame, lavorando profondamente contorni su d'una tavola di rati,e la terza le

ombre foi

ste

i

la

rame. Sul rame

così

punta ha scoperto preparato si versa

me, ed intagliando le ombre forti e ledeboli su due o anche tre tavole di legno, Con questo principio medesimo dell'incisione sopra diverse tavole ripartita,
si
fi-

acquaforte diluta, che

morde
così

e intacca
la

il

rame

ne'luoghi soltanto che

ha scoperto. Due specie di
l'orti si

punta dette acque
a-

giunse a imprimere una quantità di

conoscono dagli

artisti e dagli

gure sulla tela o su di altre stoffe, e sulla carta massime per uso di tappezzerie. Nel-

48
la

SCU
è
il

SCU
più bel

Cina e nell'India da tempo immemo* rahile si fabbricano tele dipinte, ma non pare stampate; bensì
scolpirono
i

marmo

che

siasi
la

conosciuto

ne'rimoti tempi, giacché

reggia d'As*

i

cinesi per

tempo

sueroavea
e

loro caratteri in
li

legno,eba-

gnatidicolori

applicavano sulla.5Wtf,sul
passato secoloSi-

il pavimento di marino pario, Davide per la costruzione del tempio di Gerusalemme avea preparalo il mar-

raso e su altre

stolfe. Nel

mo
za,
le

pario. Esso è della più vaga bianchez-

dure scoprì la maniera di incidere sull'acciaio temperato, segreto dal quale l'arte d'incidere le memoti incisore
in pietre

con tutte

le

qualità proprie per tutte

opere

di scultura: è

pur chiamato marveni-

pessio dal

monte Marpesso donde

monete trasse grandi vantaggi, Le incisioni e stampe fatte con sculture di acciaio sono di un mirabile effetto e delica te, ed eminentemente diffuso n'è il prògl'esso. Quanto alia litografia, non si può
daglie e
le

va scavato, e ligidino o licneo, forse per
la

sua lucentezza. Pausania rammenta molle staine scolpite da Fidia, Prassi tele, Alcamene e altri con questo stupendo marmo. Di esso sono la Venere de' Medici,

dile incisione in pietra, perchè realruente

quella ch'esce dal bagno, Diana cac-

non

si fa

che scrivere o delineare sud'u-

ciatrice,

Minerva colossale o Pallade

di

na pietra o su d'un cartone, nulla resta ndo intagliato, ed è piuttosto una Slam-

Velletri,e altre fumosestatue. L'altra speeie di

marmo potino, detto grechettodu-

pa
di

(f7 .).

io, è mollo simile al pario uel colore e

Negli articoli geografici

notare ove sono cave

di

non manco marmi, pielunense

nella durezza,

ma

di scaglie più piccole,
visi scolpisce assai

ed
d'

è più leggiero,
:

però

tre e metalli,

come

del

marmo

bene

si

traeva dalle cave presso

Olimpo
i-

o di Carrara e italiano a Massa di Carrara per le sue copiose cave di marmo, a Paro o Paros e altri luoghi di Grecia. II marmo greco fino, conosciuto sotlo il

Elide nel Peloponneso. L' imezio o

metto,

come

il

pentelico,

si

cavava presso
opere d'ar-

Atene, ed era impiegato
perlestatue.il

in

chilellura, per templi, altari, ed

anche
ri-

nome

di pentelico,

perchè dopo

la

sco-

marmo
gli
si

imezio trattodal
fu in

perta di Bizo si ricava nell'Attica dal
te di tal

monnome, si èsoventeadoperato per
altri oggetti d'architetil

monte
di

Inietto

ècandidoe

gran

putazione presso questo

antichi. Assai copia

Colonne (F.) ed
tura. Bianco n'è

marmo

trasportò in Italia, e

colore,

come
le

il

pario,

ma

d'ordinario ha una tinta fredda, che

tira all'

azzurro ove sono
i

verdicce:

moderni

talvolta lo
i

vene grigie chiama-

cristalli

no marmo salino, perchè hanno l'apparenza
\eramente
pentelico.
il

suoi grani o
di sale,

ma

Lucio Crasso l'adoperò per adornare con insolito lusso il palazzo che in Pioma avea edificato sul monte Palatino. Il marmo greco livido o bianco pallido, detto tasio perchè trae vasi dall'isola di Taso, una delle Cicladi nel mar Egeo, si adopera va
in lavori
vi
Il

marmo
1

salino è diverso dal

più ordinari per colonne
lesbio, detto

La Pallade d'Albano
greci scultori

mo
lieo

pentelico.

marperò, non
è di

e ornati, e

s'incrostavano edilìzi e an-

che sepolcri.

marmo

greco
pre-

escluso Prassitele, esercitarono sul pentei

giallognolo, cava vasi nell'isola di Lesbo,

loro scalpelli. Cicerone scrivendo a
Attico,

e farse di questo più che degli altri

si

Pomponio

mostrava

di attendere

valsero

eoa ansietà alcuni busti di marmo pentelico. Più specie di marmi sono noli sotto la denominazione di marmo greco. Il
pario, tanto celebrato presso
gli

marmo detto turchiniccio corrisponde al margli

antichi pe loro sepolcri.

Il

mo

di

Tiro

e di Sidone; di tal

marmo

si

servì

antichi

Salomone per ornare il tempio di Gerusalemme. 11 niarinoluuenseodiCarrara e italiano per
la

scrittone peli. scoperto da A nacreonle

scultura trae vasi
de'nionli Cài*-

Teio

nell'isola diParoSjUna delle Cicladi,

come a! presente dalle cave

scu
wresi, e
si

SCU
di

49
il

chiamò marmo

Luni(T'.)

mia
l'

di Torino j Repelli,

Discorso del-

o lunense, perchè si trasportava per mare dal porlo di Luni, ora golfo della Spezia,

Alpe Apuana j Promis, Memorie della
Luni, e
1.
1

città di

a

Roma

nel luogo detto
il

immenso divenne mi in Roma e nelle
ni, ed
si
il

Mannorata; lusso di questi marville de'riechi roma-

cademia
si

,

serie 2.

nensi trovatisi

Memorie della delta acOpere di marmi lunon solamente in Roma,
a

antiche che moderne,

ma

io tutta Ita-

adopera principalmente e quaesclusivamente perla scultura di tutto mondo civile. Sembra che queste cave
ora
si

lia

e nelle prò vi nei e marittime d'Euro-

pa; ve ne suuoeziandio in

America,
p.

e perri-

sino in Asia nell'Indie orientali,
portai nel voi.

come

non
di

fossero conosciute che verso l'epoca

XXXIV,

a 19, descri-

Giulio Cesare, indi furono assai culti-

vate.

La grana

del

marmo

lunense è

più.

dall'esimio prof.

qualunque de'marmi greci qui ri:il suocoloreè un bellissimo bianco somigliantissimo al fino zuccai ohi pane] talvolta ha vene bianche, grigie, rosfina di

maestoso monumento scolpito Adamo Tadolini,ed è il più grande che si couosca,ed il più copio-

vendo

il

cordali

so per figure,
tre dissi a

almeno fra'moderni. InolMassa di Carrara, che Carrai

ra die alla scultura valenti artisti, e tra
i

se e gialle, ed ossidi di ferro.

Le cave

dif-

viventi celebrai

professori
1

comm.rTe-

feriscono tra loro in colore e in qualità,

uerani e cav. Fmelli.

e talvolta

vi

s'iucoutrauo grandi cristalli

che resistono allo scalpello. L'Apollo di Belvedere è in marmo luueuse o sia di Carrara, e fu estratto dalla cava del LJ olvaccio, coltivala tuttora, e
il

pure dall' vene di grigio pallido. Nelli. "22
naie di

romani traevauo Africa un marmo bianco con
1

del

Corarti-

Roma deli85o

si

legge

un

colo sulle cave antiche e

moderne de'mari

cui

marmo

mi

di Paros, co' quali

furono costruiti

vince lutti

gli altri

marmi

delle lapidici-

templi d' Esculapio in Paros stessa e di

ne carraresi in candidezza cerea, trasparenza e bellezza, ed è il più compatto dei

Apollo a Deb, poiché si vuole che questo marmo fosse principalmente proprio più
pei

marmi
in

statuari.

I

principali
fatti

monumenti
o
in tutto

mouumeuti che per
tratti

la statuaria.
i

architettonici di

Roma,

o

cave donde furono
parii,

celebri

Le marmi

parte di questo

marmo
il

o con esso dele stala pira-

sono sul monte Marpessa, lungi 3

corali,

sono precipuamente, oltre
bassirilievi,

tue e

i

Pantheon,

quarti d'ora dall'antica Paros; ascendono a circa 5o e furono tutte lavorate a cielo

mide

Caio Cestio, il tempio d'Apollo Palatino, il tempio dellaConcordia, gli ardi
il

scoperto, con aprirne sempre delle nuosi

ve vicino a quelle che
Nell'articolo
si

abbandonavano.
la

chi di Claudio e Costantino,

sepolcro di

tratta particolarmente di

C. Yibio
di

Mariano detto impropriamente

3 cave e loro vaste gallerie,

1/ delle

Nerone, il palazzo imperiale nelle giunte di Domiziano, il classico foro Traiano
chitettonici e le trabeazioni della basilica, la celebre

quali sembra esaurita dagli antichi,
il

francese Cleauti apri a sue spese

eche una

nelle parti checostituiscouo gli ordini ar-

colonna Traiana,

il

cui

mar-

mo
i

non

solo è della più bella specie,
i

ma

massi sono

maggiori che mai uè' lem di

nuova cava, purea cieloscoperto e di bel marmo. Nel n.°i 18 del Giornale di Roma del 802 si dice, che lo scultore .Siegel di Amburgo, che da 18 anni dimora in Grecia, ha scoperto stili' isola di Te1

pi

più antichi uscissero dalle cave carra-

resi. Si

vantava Augusto

aver trovato

nedos e nel Peloponneso delle grandi cave di rosso antico e di verde antico, mar-

Roma

di mattoni, e di lasciarla di marmo. Pei marmi lunensi scrissero: due Lezioni il cav. di S,m Quintino e pubblicate

mi

preziosi, di cui
le traccie,

da

secoli se

ne perdetsì

tero

e che avea acquistato
1.
1

ricche cave. Nel

nel

t.

27

delle

Memorie

dell' accade-

Roma, in

erudito

VOL. LX1H.

4g dell' Album di articolo del eh. couim/ 4
7, p.

So
"Visconti sugli
ferisce

S C
die nella

U
si

SCU
ri-

scavamenti d'Albano,
villa del

del nostro
alle trecce

museo Carpegna, in
si

coi intorno
di

principe Dcriafu
il

veggono due ordini

perni

Pamphilj,ove probabilmente
della celebre villa di

palazzo

Pompeo Magno, nel
di bassirisi

per fermarvi, secondochèsi è detto, legioie, la quale ha la testa e il collo di mar-

i85o

oltre grandi

frammenti
la

mo bianchissimo, ed
tutto

il

vestito del busto è
di

lievi e di

statue in terra cotta,

trovò

un

vagamente venato

pavonazzo".

Centauro mirabile per
la

scultura e per

Ai ricordati articoli, AccademiediRo-

sua conservazione,

ai

quali pregi accre-

ma, e Cavalieri della pontificia accademia romana di
s.

sce merito la rarità grandissima della
teria, ch'è
il

ma-

Luca,

parlai di epiesta ce-

rosso antico della più rara

lebralissima e benemerita istituzione, giu-

qualità, ed eguale nella figura all'incisio-

blamente slimata da tutte
le

le

nazioni qua-

che accompagna la descrizione, tro\andosi pure con parte dell'altro che gli fu compagno, molto somiglianti a quelli
rte

tribunale magistrale e supremo delle

belle arti, cos'i dell'uni versila artistica dei
pillori, scultori, architetti, incisori, inta-

del

Museo

Capitolino. Pei ò

il

Centauro
le note-

gliatori e altri artisti (protetta sino dal

più completamente trovato, fra
voli differenze

suo principio eziandio dal senato romano, che
fa

da

tali

simulacri capitolisoprallutle d'esdi scultura
il

alla loro chiesa quell'oblazio-

ni, offi e la notabilissima

ne che indicai nel
le die origine,

sere forse
fica a

il

solo

esempio
il

an-

ed a cui Gregorio
la
s.

due

colori,

rosso e

bigio.

Per-

j3yi concesse

che

la

figura dell'uomo, fatta in rosso ari-

Damiano

poi di

i8i)che XI nel chiesa de'ss. Cosma e. Luca sul MonteEsquivoi. XII, p.

tico, s'innesla in sui fianchi nel cavallo,

lino presso la basilica Liberiana; altri di-

eseguito in bigio morato, ed è similmente di rosso antico la

coda del cavallo. Si

cono che fu loro data nel 1478 da Sisto IV, come quello ebe diede nuovi statuti
aH'universitàdellearti,imperocclièsivuole

aggiunge, che questo nobile documento
della scultura policroma, tanto in uso e
in pregio presso gli antichi, sarà di

che propriamente l'origine in
al

Roma

di

gran

un corpo d'artisti rimonti

risorgimeu-

lume
l'

a stabilire intorno all'effetto di essa
di coloro

che studiano di corioscere più addentro lo stato delle arti, Leggo uel citato Buonarroti, Bledaglioopinione

to delle arti. L'università venne successivamenterettada alcuni consoli, ed animise oltre professori delle arti del disegno, anche artefici di meno nobile spei

d'un sol pezzo di ad uso di cammei. « Gli antichi stimarono galanteria maggioie, se avesse potuto l'artefice in un sol
nij p. xii, sulle statue

eie.

Ed

è perciò, che più laidi a istanza di
pittore,

marmo

di vari colori

Girolamo Muziano valente
goi io XIII nel
i

577

l'eresse in

Greaccademia

delle nobili arti della pittura, scultura e

pezzo

di

marmo

colle

macchie differenti

architettura, per
re
il

ammettervi e distingue*
«li

dimostrare qualche diversità nelle parti
della statua,

merito de'migliori professori
che fiorivano

que-

come

si

cava dalla descrizio-

ste arti liberali

in quell'e-

d'una baccante, in aveva in una macchia pallida fatto una capra, che quella donna tenesse iu mano; e il medesimo nota che lo scultore della statua in marmo nero d'un indiano, di cui si è fatta menzione di sopra, aveva avuto quell'avvertenza di far cadere il bianco degli occhi in due macchie bianchicce si può dire che di questo gère ebe
fa

Callislrato

poca. L'accademia per opera econsiglio dì

cui l'artefice

KedericoZuccari neh 58 8 fi appi ovata da
Sisto
sa e

V, il quale avendo demolito la chiecompresa nella sua Villa lìJontallo o meglio nella sontuosa cappella che edifìle

co nella suddetta basilica, nell'istessoan-

no

accordò

l'antica chiesa parrocchia-

:

nere

sia

una

lesta col buslo

d'una donna

Martina nel Foro romano, di cui riparlai a Roma, ched'allorain poi prese pure il nome dell'evangelista s. Luca suo
le dis.

scu
patrono, perchè
bili

SCU
confraternita per
gli


i

comunemente credesi abche ragionai
demolita chiesa sulil

ambo

sessi,

vestendo

esercitala la Pittura, di

uomini

sacelli rossi

con cordoni tursodali-

a quell'articolo. Della

chini e l'insegna de'ss. Quattro. In segui-

l'Esquilino riunì erudite notizie
to collo

mol-

to a motivo della lontananza,
zio acquistò la chiesa di
s.

il

odierno principe Massimo, nelle

interessanti Notizie istorìche della villa

Mas simo, p.
nel

qi e seg. e 96. La solenne apoi-

per tura dell'accademia sembra effettuala

Leonardo presso il Palazzo Costagulia piazza Giudea, poi demolita per quanto notai nel voi. XI, p. 2o3 e 204. In appresso ebbero
la

novembre 5o3 ovvero neh 091,
1

chiesa parrocchiale di s.Andrea inVin(diversa dalla vicina chiesa di
s.

chècelebròil [."centenario Del i695.L'ac-

cis

Ma-

cademia ebbe

leggi

conformi

al

suo

isti-

ria in Vinci», della

quale

feci

parola nel-

decorosamente si regge. Papi gareggiarono in proleggere, onorare e ampliare l'accademia, e le affidarono 1' insegnatuto, colle quali

l'articolo

Sangue prezioso

di

G. C. con-

In progresso di

tempo

i

gregazione) a

Tur

de'specchi, che
s.

dopo

ai

mento delle Scuole di Roma nelle belle li, non che di vegliare alla conservazione de'pubblici monumenti esistenti nell'alma
to

Roma

e nello stato pontificio.
di

un cenno

Daquanto riportai con più

diffusione ne'citati articoli e altrove, ag-

giungerò un estratto di quanto sull'accademia e altri esercenti l'arlesculloria, trovasi nell' Eusevologio Romano del Piazza.
Nel lral.q,c. 9, Dell'accademia di s. Luca de pittori a s. Martina, dice che nel 478
1

Leonardo. Qui dirò con Pa nei ioli, Tesori nascosti, p.199, chela chiesa di s. Andrea fu detta anticamente de'funari, perchè nella contrada ne' bassi tempi si torcevano le funi, non che in Mentuccia o Mentuza, pel vicino tempio di Giunone Mattila o r Moneta, ed in f incis dai vimini o vinchi che presso vi nascevano, o dai legami
di salci

averla ristorata intitolò purea

ch'erano sparsi nella vicina piazla

za, prima destinata agli erbaggi. Nel secolo

passato

confraternita degli scalpellini

sotto Sisto

IV essa dedicò un

altare a

s.

Luca

nella sua chiesa sull'Esquiliuo, e poi

come
cap.
1

fu trasferita a s. Martina. Più nel 5 tratta Della confraternita de''ss. Quattro Coronati de' scultori, statuari!,
:

con architettura di Carde Marchis. L'altare maggiore è ornato di due colonne di porta santa, ed ha un buon quadro de'ss Quattro protettori, come sonc buoni dipinti della volta
la fece riedificare

lo

i

eseguili nel secolo

XVI,
di

altri

dicono da
l'unico al;

scarpellini e squadrataci, nel
lio

Monte Cespec-

Antonio Nessi scolare
tà del secolo passalo. tare, altro
il

Conca, nella mein sagrestia

vicino alla Chiesa de' ss. Quattro(fy .) t

Questoè

eda s.Andrea e Leonardo aTor de
chi.
ria, e

però essendovene

Discorre dell'origine dell'arte sculto-

pavimento della chiesa èdi

marmo bianvi

che

gli

scultori elessero per protet-

co e bardiglio. Nelle pareli

è

una

ri-

tori questuili

Quattro, che crede eccel-

conoscente lapide in onore di Gregorio

lenti scultori,
(tutti

come
di

tali

furono

gli altri

5

XVI,

per avere con privilegio particolare
1

nominai

a delta chiesa) martiriz-

conce>so nel
pellini, di

83

1

all'università degli scar-

zati al

tempo

Domiziano per

essersi ri-

poler far battere nella loro chie-

cusati di scolpire le statue degl'idoli. Nar-

sa e oratorio la

musica da chiunque an-

ra inoltre, che pressoecontiguoalla chiesa, nell'antichissimo

corché non patentato dall'accademia di
s.

oratorio di

s.

Silve-

Cecilia (di cui nel vo!.

XLVII,

p.

1

48),

stro (che

pure

descrissi,

ed è tuttora del
i

sia vocale,

che organica, strumentale, o

sodalizio), ricco d'insigni reliquie,
artisti

delti

di orchestra.

fondarono

la

loro congregazione

tato 12, cap.

Finalmente Piazza nel trat32 meglio riparla: De' pitdell'accademia dis. Luca

sotto l'invocazione de'ss. Quattro, che poi
nel
1

tori e scultori

5q6 con

regole e stalliti eressero in

a

s.

Martina nel Foro romano. Celebra-

52
te tuli aiti,

SCV
accennata
la

scu
contesa sull'ove sedevano zione (F.),
i

Papi nel dì della Purifica'
a celebra-

rigine e primato tra loro, per

quanto

in

quando recavansi

Campidoglio sul loro trionfi) discorse il cav. Carlo Fontana ne! i. Centenario dell' illustre accademia; ricordò pure come
da collegio o università
ta in

re nella chiesa la funzione della distribu-

artistica, fu eretle

accadenoia,e
s.

come

fu data la chie-

come attesta Cencio Camerario. Teodorico re de'goti vi rifece il tello, Adriano 1 del 772 la ristorò, ed il successore s. Leone l'arricchì con
zione delle candele,
1

1

1

sa di

Martina

col

contiguo edilìzio, die

preziosi doni. Ne' voi.
p.

XIX,

chiama il domicilio citila Virtù, descrivendo quanto contiene di produzioni artistiche nelle saleegalleiie, e
riti

i6oei6i

ricordai

il

p. 3i,XXI, modo come ilPa-

pa faceva distribuire l'elemosina recandosi dal Vaticano al Laterano, e

de'beneme-

secondo

della

medesima,

fra

i

quali lo scultore

l'Ordine

romano

del

1

1

43

e altro del se-

Ercole Ferrala, riportando un epigramma allusivo all' essere il luogo edificato
tra
i

guente secolo, quivi facevasi altra distribuzione, il Papa slaudo in fenestra palala
s. Martinae, ave soleva ascendere. Avendo Alessandro IV ristabilita la chie-

tre

Fori, cioè
'

Romano 3
di

di Giulio

Cesare,ed' Augusto, &u
te scrisse
il

che dottamen-

prof. architetto Luigi

comm. 1

sa,

ch'eia divenuta collegiata e arcipre-

Canina
ti
s.

:

Sugli amichi edi/ìzi già esislen

lale,

laconsagròuel 2 56,assistito da due
1

nel luogo ora occupalo dalla chiesa di

vescovi cardinali. Dipoi

la

chiesa diven-

Martinae dall' annessafabbrica dipropriclà dell'insigne pontificia accademia
dis.

ne parrocchia e prioria, e tale era quando Sisto V la concesse nel 588 all'acca1

Luca, Dissertazione ,Pioma 84o. La chiesa di s. Marliua e s. Luca nel rione Monti, posta pi esso l'arco di Settimio Severo, dove,o meglio nelle sue adiacenze,
1

demia,tei

minando

allora d'essere cura di

anime. Nel pontificato d'Urbano Vili nel
sotterraneo della chiesa fu ritrovato
il

cor-

po
tiri

di

s.

Martina,

si

pretende fosse l'archivio del senato,edeva-

Epifanio e

due ss. marConcordio. L'accademia
in
ai

mezzo

retlaal dire d'alcuni sulle rovine del lem-

celebiò per tale invenzione e con molla

pio di Marte Ultore,in cui riponevasi
si

i

divozione una solenne processione, recan-

e altre cose sagre del popolo romano,

do

in trionfo
al

il

sagrodepoiilo.

Il

Papa or-

quanto dissi a Sagrestia. L'encomiato Canina prova, che la chiesa di s. Martina occupa una parte del foro di Giulio Cesare, nel quale sorgeudo il tempio di Venere Genitrice, la propinqua casa dell'accademia fu
e perciò detto secretarlo per eretta uell'area corrispondente avanti al

dinò

nipote cardinal Francesco Barbe-

rini la

sontuosa riedificazione della chie-

sa colle archi letture di Pietro Berettini

da Cortona principe dell'accademia, il quale tanto si compiacque di quest'opera che
grandirla, volle intieramente abbellire la

cedo porzione delia propria casa per incappella sotterranea ovefuri posta
ta,
la

tempio

di

Venere

stessa.

Anticamente fu

san-

detta pergli accennati fòri, S.Martina in
tribus Foris,ein tribus Fatis per l'effigie
delle 3

ed

istituì

suoi eredi la chiesa e l'acdi

cademia del pingue capitale
scudi. Tutti gli accademici
si

Parche
s.

ivi

presso
I

esistile;

venne
ri-

100,000 emularono

erella da

Silvestro
s.

del 3 i4 5 nel luodel

con bella gara
l'edilìzio, pel

in copiosi

contributi per

go ove Papa
posto
il

Antero

237 avea
dopo
I

quale

Tommaso e Teodoro
la

corpo della santa, trasportato dal
l'appa-

della Porta a veano lasciato rendile di luo-

cimilerio della via Ostiense,

ghi di monti.

Il

severo Milizia lodò ch'èin forma
di

pian-

rizione della santa, che l'invitò a onora-

ta della chiesa

croce gree

le

le

sue spoglie. Indi
la chiesa, e

s.

Giulio

del

336

ca, terminata con
di

una curva,
li

adorna

consagrò
nei
vi

tuttora ne'sot terra-

colonne con

pilastri e stucchi;

ma

cri-

è la sedia pontificale diiuuiuio ; o-

ticò gli ornali interni e

disse analoghi

scu
quanto al gusto a quelli della facciata, che pure biasimò come troppo trita e alla in modo da impedire la vNta della cupola, eh'è di buona forma. Prima decorava l'altare maggiore il bellissimo e famoso quadro di Raffaele, esprimente s. Luca in alto di dipingere Maria Vergine, capolavoro che
al

SCU
a sinistra è di Baldi
,

53

quella a destra d*

predente viene custodito nelle

Guglielmo Cortese. Le due statue de'ssConcordio e Epifanio pur di terra cotta, entro la cappellina a manca, sono egualmente d'Algardi. L'altare nobilissimo di bronzo dorato, ch'è nel mezzo e racchiude il corpo della santa, fu lodevolmente gettato da Gio. Piscina; ma sì esso che i
bassirilievi del ciborio in alabaSlrO eseguici
ti

adiacenti sale dell'accademia, ed in vece
vi fu sostituita un'eccelleute

copia di An-

da Fancelli, furono magistrale inven-

tiveduto Grammatica. La sottoposta statua giacente della santa litolare, fu scolpila in

zione e disegno del Berettini, che
cappella. Nella chiesa
sta di
s.

come
la fe-

notai a proprie spese fece ornare tutta la
vi si

marmo da
s.

Nicola Menghino. L'al-

celebra

tare a destra di

Lazzaro monaco e

pit-

Luca

a'

1

8 ottobre, e quella

di s.

tore, fu eretto a spese e

con disegno del

Martina a'3o gennaio. L'ediliziocongiunto alla

pistoiese

quadro,

e vi espresse

Lazzaro Baldi che ne dipinse il il martirio che gli
le

chiesa contiene una ricchissima

galleria di quadri originali, la

maggior

dieiouo °Yiconoclasti,pevavei' dipinto

parte de'quali sono doni degli accademi-

immagini del Salvatore
dro
dell'

e della B.
si

gine. Nell'altare incontro

vede

il

Verqua-

Assunta e

s.

Sebastiano, opera

fra le

più pregiate di Sebastiano Conca

che
è la

lo

donò. Dalla parteVnistra dell'inil

gresso e presso

pilo dell'

acqua santa,

memoria

sepolcrale posta all'eccel-

lente miniati ice ascolana

zoni dall'accademia, per grato

Giovanna Garanimo di
si

averla chiamata sua erede. Dirimpetto

vede

il

deposito del benemerito veronese
istituì

Carlo Pio balestra, che pure
l'accademia e fondò
il

erede
delle

celebre Concorso

Baie s'ra,premiazionepegli studenti
fani.

poiché quando vi sono ammessi devono presentare uno de'loro lavori; laonde riesce ammirabile per la varietà, come per la bontà de'dipinti, procurando ciascuno di dare una delle migliori produzioni del proprio pennello. Le camere del i. "pia no sono piene d'opere di scultura in plastica, come pure di quelle premiate nei concorsi istituiti da Clemente XI persoggellidi sagro argomentoechiamato Concorso dementino, non che dal Balestra. Ogni 3 anni si dà luogo ad uno di questi concorsi, e le opere vengono premiate dopo il giudizioche nedà l'accademia.
ci,

belle arti, per produzioni di soggetti pro-

La premiazione solenne poi
la

si

effettua neldi

La

chiesa sotterranea a volta piana

gran sala del palazzo senatorio

di miratale struttura, e

ornata di buoni
sepolcra-

pidoglio (Z7 .) con istraordinaria

Campompa

stucchi, contiene il
le di (ini

monumento

e magnificenza, alla presenza de'cardinali,

al

marmi, eretto per riconoscenza generoso Pietro da Cortona, col suo
in

della prelatura e di altri personaggi,
in

ed

questa occasione

ivi gli
le arti

arcadi in
belle per

busto
4-

marmo
ss.

e nobile iscrizione.

Le

prosa e in versi celebrano
incoraggire
la
la

piccole statue di peperino, rappresen-

studiosa gioventù. Dentro
si

tanti le

Sabina, Eufemia, Teodora e
sotto

superiore galleria

trovano raccolti
ss.

Dorotea, collocate all'ingresso della cappella,

quadri preziosi, eseguiti dai migliori maestri dell'arte, fra
i

eognuua avente
:

le

proprie re-

quali

i

Pietro e Paola

liquie in limette, sono sculture di Cosi-

lo di frate

Sebastiano del Piombo,

sud-

mo Fancelli
ta situato in
la

il

bassorilievo in terra cotdella cappellina col-

delta tavola di Raffaele, e molli altri dipinti di scuole antiche e

mezzo

moderne. Finalofferti.

Deposizione dalla croce èd'Algardi. Di
nella cappella
,

mente
ritratti

si

osserva una copiosa raccolta di

qua entrando

la

pittura

dedi accademici e da loro

-

54
Tulli
derni
i

S C
descrittori di

U
antichi e

S C

li-

Roma,
di

mo-

nostri, ne'quali

si

vedono

Fra tulli

i

pò-

,

non mancarono

descrivere la

poli coiti sorgere molteplici istituti

che-

chiesa e l'accademia di s.Luca.

SCUOLA, G y mnas ium
la.

,

Lucius >Scho

ducazione e istruzione della prima infanzia,ed occuparsi illustri pedagogi ed anche

Luogo dove

s'insegna e s'impara arie
si

buone madri di famiglia coll'opera
scrini pel saggio

e cogli

oscienza. Questo termine

prende ancor la per \iaaSetta[L .) di persone, che aderiscono a qualcuno, o seguitano qualche
particolare opinione o dottrina, o regola
di disciplina religiosa.

allevamento e insegnamento della nascente generazione. L'importanza dellebuone scuole è conosciuta: sono elleno la sorgeu te della purezza della fede,della santità

Per una facoltà o Università(F.), per V Accademia (/"'"), per il Collegio(F.)> per \\Scminario(F.),
il

de'eoslumi.della tran-

quillità pubblica; ed esseesigonopercon-

seguenza lapiùgrandeattenzioneperparte di coloro
11

per

Liceo (F.), per

il

luogo pubblico

ove s'insegnano le scienze, oi primi eiemcnli delle medesime, il leggere e lo serivere,e persino lascuolade'iauciulliedelle
fanciulle. Scuola dicesi inoltre l'adunan-

che ne hanno la direzione, prendere paterna cura della buona e-

ducazione e istruzione de'giovani fu sempre nella estimazione de'saggi uu'opeia della più grande importanza per promuovere
la

za dì Scolari (^.), o d'uomini scienziati; pei seguaci d'una scuola di Pittura {F.) }
di

pubblica e

la

privata

felicità.

An-

che
i

in

mezzo

alle

tenebre del gentilesimo,

Scultura (L.) o altra aite; perla Con-

più sapienti tenevano in
scuole e
la

sommo

pregio

fraternità,

Compagnia o Sodalizio (/\)
adunanze econgresia nellescienze, sia

le

pubblica educazione. L'iil

di secolaii uniti in pie

negàbile luce dell'evangelo perfezionò

gazioni. De'primordi e progressi deli'u-

pubblico insegnamento,e
nestimabili beni, per

fu

fecondo

d'i-

mano insegnamento

le incessanti

cure

nelle arti, ne parlo agli articoli corrispon-

della Chiesa e del suo clero.

Le

scuole fu-

deuti, oltre ai già citali
cioè

ed ai seguenti, Lingua, Lettera, Scrittura, Lettu,

ebrei,

ra, Filosofi, Letterato,Erudizione,Let-

rono tenute sempre in onore presso gli pagani ed cristiani. Gli ebrei pretendono che prima del diluvio vi fossero
i

i

tere belle, Maestro, Dottore, Baccelliere, Licenziato: ed a

delle scuole di scienze e di pietà, di cui
triarchi, incominciando

i

pa-

Scuole diRoma, oltre

da Adamo, ne erale

quanto riguarda
derivati

il

suo primato scientifico

no

direttori. E'

ben più probabile che
sottoil

e artistico, dichiaro gl'immensi vantaggi

scuole presso di loro siano cominciate al

dalla scienza

,

e le

benemereu-

tempodi Giosuè,
nelle quali
discepoli,

quale

si

trovava-

ze della Chiesa.

La

storia è piena di

mo-

nocerleaccademieoscuoledi/Vo/dY/'f^'.),
i

munenti ili lodi pel pastorale zelo de'romani Pontefici, per le loro indefesse e gènerose fatiche per l'educazione, massime
de! clero cattolico Essa mostra altresì con
indelebili noie quello

figli

de' profeti, cioè

i

loro

vivevano orando, facendo penilenza e studiando: alcune di queste scuo-

le di profeti

erano

a

NaiolhdiR.amalha.
di profeti,

che
di
s.

il

paterno de'successori
ti
.11

reggimento Pietro operò,
pubblica
e-

A quellescuoleo comunità
sembrano avere
dute
le

che

sussistito

anche duransono succeri-

immensi

sacrifizi,

per

la

te la schiavitù di Babilonia,

r udizione e in accrescimento degli utili

Sinagoghe (F.).
il

Il

Salvatore

sludi d'ogni maniera.

Lo splendore

delle

prese sovente

fasto de' dottori della siil

scienze nel

mondo cristiano,loro in

massi-

nagoga, e non volle imitare
per cui
tresì
i

costume,

ma

parte è dovuto. L'educazione dell'uo-

discepoli stessero in piedi, e al-

mo deve cominciare dalla prima età della
vita;

quello di molti savi de' pagani, che
talora o

questa verità in nessun altro tempo

gli scolari

forse fu meglio appresa

quanto a'tempi

pia panchetti

bassi,

sedevano iti terra oso uso che fu seguitato

scu
dagli ebrei stro di
le,
s.
il

S

CU

55
in cui l'infima

dopo tempi diGamaliele maei

parlavano corretta mente, e

Paolo.

Lo

star così nelle scuo-

classe del popolo pretendeva al pari di

cioè

maestra
o
in

io sedia alta, e gli sco-

lari in terra affatto,
gli strati,

o sulle stuoie o su-

qualunque altra alla purezza della lingua e alla dote di ben parlare. Le scuole delle fanciulle

qualche sorta di sgabello,

roa basso assai, l'osservò Buonarroti nei

sa

sono forse le prime, di cui poscon qualche fondamento assegnarsi l'ein

monumenti
la

de' F'asi antichi di vetro. Che
le

poca dello stabilimento
esistevano nell'anno

Roma

:

essegià

repubblica degli ebrei avesse

scuole
istruiti

304

dalla fondazioal-

de'profeti, e degli scribi o

uomini

ne
in

di

questa

città.

Verso l'anno 55o

e dottori della legge,

il

di cui
i

ministero

cuni greci grammatici vennero ad aprire

era di copiare e spiegare

libri santi, dif-

Roma scuole di grammatica;
si

dallo stu-

fusamente ne
hierarc.
ze nel
lib. i.I

tratta Hallier,

De

eccles.

dio della lingua green

passò a quello

pagani mettevanole sciendelle cose sagre, ed attri-

della lingua latina, e già a'

numero

buivano una specie di santità ai libri ed Tutte le città della Grecia, senza eccettuarneSparta, come si apprende dagli ordinamenti di Licurgo, aveano
alle scuole.
le loro scuole; e

tempi di Cileggevano alcuni poeti nazionali, come Enuio, Accio, Pacuvio, Livio, Andronico, Terenzio e altri. Cicerone dopo aver esercitato principali uffizi
cerone
vi
si
i

nella sua patria,

si

pose vecchio ad

am-

quello che s'insegnava in

maestrare
sto
il

ciascuna, era proporzionalo e corrispon-

gioventù,dicendo essere quemaggiore e il miglior benefizio che
la

dente
messi
:

all'età di
di tutte
si

coloro che vietano
si

am-

potesse alla

può giudicare dal ragdella dotta

medesima recare. Soleva Cicerone a'suoi discepoli insinuare e insegnare, di riandare seco
tuttociò che
si

guaglio che

ha
si

Atene, di
fanciul-

stessi nella

sera

cui meglio ragionai a Grecia. Sino dall'età
li

era sentito, detto e fatto
:

più tenera

comlucevano

i

nel decorso della giornata

questa forse

ad alcune piccole scuole,

ov'essi

impa-

può
ria.

dirsi,

che

sia la

vera e più naturale
in

ravano a leggere ed a scrivere; da quelle prime scuole si passa va a quella in cui s'insegnavano la grammatica, la poesia e la musica. Si dice, che poemi d'Omero si leggessero con una specie di venerazione. Venivano appresso le scuole di rettorica
i

maniera di mantenere

vigore

la

memo-

A

tal fine

alcuni credono che sieno

state introdotte nelle scuole le ripetizioni
delle lezioni. Furono parimenti retori greci

the fondarono in

Roma

scuola di ret-

torica, e questo

avvenne l'anno 600 di

e quelle di filosofia: Aristotile, Isocrate,

questa metropoli.
esercizi vi
se
si

Ma da principio tutti gli
i

Socrate, Platone, Teofrasto formarono
gloria e
la

la

facevano in greco, e non fu

celebrila di quelle scuole. In-

non che verso

tempi

di

Cicerone,che
por-

terrogato Socrate perchè nella sua saggezza

s'incominciò a tenervi l'insegnamento in
lingua latina.
ta tainRoma
vi

non attendesse ai ministeri
in

del suo o ™o-

La

filosofia fu anch'essa

verno
si

Atene, rispose:

Che

era alla citil

da 'filosofi greci; ma que' nuo-

tà e alla patria più utile colui,

quale

maestri furono per lungo tempo tur-

adoperasse a rendere molti idonei a ben reggere e governar la repubblica, di quello

bati da'magislrati nel loro esercizio, per-

chè temeva no che
volgesse verso
ti
i

la

gioventù romana noti
l'eloquenza tut-

che per

se slesso

ottimamente
:

la

go-

la filosofia e

vernasse. Disse Aristotile

Della scienza

suoi studi, la sua ambizione e la sua e-

amara è la radice, ma dolce è il frutto! Quel beneficio della pubblica educazione
si

mutazionej quegli stabilimenti d'istruzione ebbero per nemico principale il severo Catone, il quale voleva che romani prei

estendeva

all'

uno

e all'altro sesso,

e sino alle fanciulle della più bassa condizione. Atene era

ferissero la gloria di

ben fare a quella
solo
si

di

una

città in cui tutti

ben

dire.

Non

in

Roma

restrinse

56

SCU
XII
la
fi-

SCO
giurisprudenza rifiorì va in Tolosa,
e poi in Orleans, in Bologna e in Perugia, per

il sistema del pubblico insegnamento, ma molte città d'Italia parteciparono di quel

benefizio, e dotti grammatici, retori e
losofi

non dire

di altre università

come

ro

in

aprirono scuole delle professioni lovarie citlà,specialmente in Milano

Padova e Paria. La fiaccola del
della scienza

sapere e

il

fuoco sagro

e in altre dell'Insubria, "i cui maestri sono

menzionati nelle vite de'grammatici e dei
retori celebri, ebe trovatisi nelle storie di

nondimeno fu sempre conservato dal clero, massime da' Monaci, dai
Canonici regolari(T .)ea\U\Religiosi^f\).
r

Svetonio.
stri e
i

A Roma

notai

i

principali

maetem-

Avendo Gesù
lui

Cristo dato alla Chiesa da

dotti ebe fiorirono negli ultimi

fondata

il

diritto

d'insegnamento,per-

pi della

repubblica e sotto l'impero. Le

ciò sino dal nascere del cristianesimo fu-

scuoledi diritto edi Giurisprudenza (F.)

rono

istituite

diverse scuole per l'istru-

rimontano a maggior antichità di quelle menzionale. La politica de'patrizi di Roma,! quali fecero della giurisprudenza lina scienza misteriosa chea se stessi riservavano, die il primo impulso allo studio
delle Leggi (F.).

zione del Sacerdozio {F.).

La

a
i .

scuola
la

de' cristiani nella chiesa greca,

come

più illusile e cospicua, fu quella d' Ales-

sandria, e
s.

istituita

da

s.

Marco,

al dire di

Girolamo, fiorendovi
i

insigni maestri
s.

Da

questa

a

i.

scuola u-

ecclesiastici:

più celebri furono
il

Pan-

scirono que'numerosi editti, sovente giudiziosissimi, de'pretori,

teno (''), che morì nel 216,

solo che

che meritarono
di leggi sotto

di
il

piena meri te soddisfece a Clemente (/"^d'Alessandria fra'molti sperimentali nelle varie chiese cristiane,
lo stesso

essere uniti in

un corpo

titolo di Editto perpetuo. Egli è

ancora

che perciò percorse;

in conseguenza di questa applicazione, e

Clemente Alessandrino, ed Os.

mediante

il

coltivaruento delle lettere e
si

rigene (F.)fi quale cacciato da quella cat-

della filosofia, che

formò quella succesi

tedra fu seguito da Eracla;
e
s.

Dionigio

sione di giureconsulti celebri,
l'età

quali dalil

Atanasio (F.). Quelle

di

Cesarea, di

d'Augusto

in

avanti ebbero

privi-

legio di dare consigli delti nel linguaggio

Antiochia, di Laodicea,d\ Nisibi nella Siria, di Costantinopoli (dove fu istruito

de'giurisperiti consulte, e risposte ragio-

Giuliano l'Apostata,

di cui riparlai a

Ro-

nate, che

i

giudici stessi pigliavano tal-

ma

e altrove) furono assai celebri.

La più

volta per base de'loro giudizi. A'tempi di

antica Biblioteca o Libreria (/^.)de'cattolici in

Giustiniano

I

esistevano con celebrità

le

oriente fu quella di Gerusalems.

scuole di giurisprudenza d\Roma,Berito e

me, formata da
sebio attinse
le

Alessandro, da

cui

Eu-

Costantinopoli jma poco dopo

le

due

pri-

notizie per compilare la

me furono chiuse e poi distrutte. Quella di Roma per l'invasione de'bai bari nell'Italia,

sua storia:

s. Panfilo completò quella di Cesarea incominciata da Giulio Africano,

nelleturbolenzee nella confusione che
in

ed

in essa

si

contavano 3o,ooo volumi;
al medesimo EuGirolamo: pare che la ce-

vennero
scuole,
i

appresso tutto perdette
il

,

le

questa apprestò tesori
sebio ed a
s.

libri, le lettere, le arti,
i

che av-

venne
rito,

in tulli e

paesi che soggiacquero a

lebratissima biblioteca di Costantinopoli

conquista

devastazione. La scuola di Be-

s'incominciasse dall'imperatore Costanti-

turbata prima dai terremoti e dalle

no

I,

arricchita

immensamente daTeodoin

devastazioni, cessò totalmente allorché se

sio II:

sembra che anco
le

Alessandria vi

ne impadronirono saraceni. Quella di Costantinopoli durò più a lungo, ma finalmente fu estinta, allorché l'impero di oriente cadde sotto le barbarie de'maomellani nel secolo XV. Però nel secolo
i

fossero biblioteche cristiane. In occidente
si

distinsero fra
di

altre le scuole di Ro-

ma,

Milano,
:

di Poìliers,

d'Orleans, di
scuola di ÌXo-

Parigi e altre

dicesi

che

la

ma fu istituita dall'illustre martire s.

Giù-

S C

U
Roma, ed alia quelli che brama-

SCU
liraento; egli pertanto verso

57

stino(T'.), di cui riparlai a

quale andavano tulli vano apprendere la dottrina; secondo s. Girolamo, a suo esempio tenne scuola in Alessandria il nominato s. Panteno: Taziano e
stino.

l'Sooccn l'aiuto del suo precettore Alenino presela
risoluzione di fare rivivere nelle Gallie hi

coltivazione delle

buone

lettere, e di sta-

bilirvi delle scuole.

Chiamò quindi

alcu-

Rodone furono scolari di s. GiùQuanto alla Biblioteca o Archivio
Sede[f
gli

ni dotti stranieri, pochi

essendovene nel

(Itila s.

r
.),

essa

incominciò colla

suo clero, specialmente grammatici, aritmetici e cantori; e indirizzò una circolare
a tutti
i

fondazione della chiesa romana, ed ebbe
a custodi

vescovi e

gli

abbati, prescriven-

Scriniarì (V.): essa era dico'libri delle antiche bi-

do

loro di stabilire nelle lorochieseomo-

versa dall'odierna Biblioteca Vaticana,

nasteri scuole particolari o pubbliche, e
fu ubbidito. In quelle scuole s'insegnava

formata io parte
Vaticana. Anche
ie

blioteche delle basiliche Lateranense e
la

a leggere, scrivere, l'aritmetica che ordi-

chiesa d'Africa

ebbe

sue biblioteche

in

Cirta e contigua al

tempio, ed
gostino
tli

fa

in lppona,dì cui anche s. Amenzione. Papa s. Agapito F,

nanamente si limitava al solo calcolo nominato computo, l'astrologia che pure limitavasi al metodo di determinare lefeste

mobili, e finalmente

vi

s'insegnava

concerto col celtbre M. A. Cassiodoro

l'arte di

cantare

al

leggio dai cantori ro-

già segreta! iodi Teodorico,si proposerodi far risorgere in
ti

mani
fu
la

Roma

gli

studi quasi spen-

allora in gran considera/ione. Tale speciedinsegnamentocheCarloMa-

loro tempo in Italia per le invasioni banche: le triste vicende de' tempi impedirono sillatto proponimenlo,che incominciò 20 anni dopo a metterlo inopera Papa s. Pelagio I del 555, e lo perfezionarono successori. Il Papa s. Gregono nel VI secolo teneva nel suo palazzo buon numero di chierici, monaci e secoal

bai

gno procurò ad alcune parti delle Gailie; il che se non ingrandì di molto la sorgente de' lumi, impedì almeno che del
tutto
si

estinguesse. Lescuolepalatineper

lui rifiorirono,

ed ebbe principio

lo

se-

i

dio generale poi celebre università di Parìgi (/

T
.).

I

Lotario

I

con un capitolare deItalici Urbes, fra le

putò scuole per regni
quali Piacenza,
ec.

lari,a'quali egli stesso serviva di guida nel

Parma, Reggio, Modena,
re d'Inghilterra nel IX!

ben vivere, e

di

de poi uscirono

maestro nelle scienze, dontanti uomini segnalati in
s.

Anche Alfredo

secolo fondò scuole nel proprio palazzo,ed
in
il

ogni genere di virtù, tra'quali

Agosti-

Oxford

(V.), o secondo altri

aumento
ri-

no apostolo d'Inghilterra, che un simile costume introdusse nel suo episcopio, oltre
1

lustro di quella celebre uni versila; già

la

grande scuola

di

York

era in molta

averlo insinuato a lutti
il

i

vescovi di

putazionejl'uni versila di

Cambridge (F.)
vi fio-

quell'isola. Indi presso

Palriarchiohagiova-

pare

istituita più tardi,

sebbene già

teranense, residenza de'Papi, questi via-

risserò le scuole. Nel principio del secolo

prirono scuole, ove

si

allevavano

i

XII Alfonso IX fondò l'università

di

Sa-

ni chierici alle scienze ecclesiastiche,

che

lamanca
1

(F.),la più famosa di Spagna,

furono come

il

seminario delia chiesa rodiversi celebri

mana,

e

donde uscirono

Pontefici, fiorendovi cospicui

precettori

e maestri. Carlo

Magno dopo
i

avere scornel suo

se le provincie d'Italia,

tornando

paese ben s'avvide che

suoi franchi era-

Monasteri {V.} ebbero pure fi no dai ori. le loro scuole, ove fanciulli vi erano collocali in tenera età, chiamandosi il loro maestro magister ìnfanlium j come anche Palazzi de' Papi e de' re, da cui ne vennero le scuole del palazzo o

mi tempi

i

i

no molto

al

disotto di quelle nazioni, co-

palatine, Sellala? palata, palatinae. In

me

l'italiana, presso le quali

conservavasi

Roma

fiorì

vieppiù dopo

s.

Gregorio

I

la

ancora alcuui residui dell'antico incavi-

scuola del Canto ecclesiastico o

Musica

58

S C

U
ricali,
si

SCU
a poco seguì la decadenza de'collegi eie-

sagra (E.), e si propagò in Francia, Germania, e presso allie nazioni. Successivaniente la scuola di Medicina (/^.) molto fiorì in Salerno [E.) ed altrove, come riportai a quell' articolo. Ne' bassi tempi
Scholae si chiamavano
i

dismise lo studio delle lettere, e
scuole vescovili,

con esso anche quello della pietà, fìuchè

furono abbandonate
e le

le

canoniche delle più insigni collegiate,
i

collegi privati dei

tranne qualche raro esempio; quindi deplorabili e ignoranti secoli
lo

chierici, aperti presso le chiese negli

Epi-

IX

e

X.

Il

dotl-

scopi (E.) e ne'monastei
ra di
s.

i.

Già per ope-

vescovo Sarnelli, Leti, ecclesiastiche
:

Eusebio

di Vercelli del
il

IV

secolo,

i, leti.

3G Essere convenevole ad un ca-

tornalo dall'oriente dopo

suo

esilio, si

/ionico insegnare a'ehierici la

gramma-

principiò ad introdurre la vita monastica
ne' Capitoli (E.) delle cattedrali; quindi
s.

tira; dichiara

primamente

essere proprio

degli ecclesiastici erudirei fanciulli, giùsta l'esempio del divino

Agostino vescovo d'Ippona viene conil

Maestro, ed es-

siderato

primo

istitutore

de Seminari

sere

il

titolo di

maestro onorevolissimo,

chiericati o collegio de'chierici nel

V

se-

poiché disse Cassiodoro: Referendum ho-

colo. Scorso
i

qualche tempo, sottraendosi
si

nore sumit quisquis magistri nomea accepit,quia hoc vocabulum seniper de pe-

religiosi dalla giurisdizione vescovile,

divisero altresì dal clero secolare, e con

rida venti,
sii

et in

nomine cognoscitur quid
ri-

notabile vantaggio aprirono pur essi

le Io-

de morìhus aeslimandum. Quindi
la

ro scuole.

Erano queste

di

due

specie, l'u-

porta

testimonianza
utilità

di

Plutarco, sulla

na interiore
entrare che
colali,

pe' soli claustrali e pe' loro

grandissima

che

l'ofiicio di

mac-

chiali, l'altra esteriore, in cui

non poteva

stro reca alla repubblica; perciò in tulle
le

il maestro, e destinata pe'seche talvolta nelle carte antiche sono detti citrici , non già perchè professnssero il delicato, ma forse perchè lo i-

repubbliche ben regolate ebbero per
e principal
i

primo
seio
la

pensiero che

vi

fossero

maestri,

quali pubblicamente insegnasti,

grammatica eleallreai

dal pub-

mitavano
Tolta
i

nella pietà e nello studio (talsi

blico erario stipendiati. Degli antichi collegi de'fanciulli,

fanciulli

fessione monastica);

De' seminari

p.

consagravano alla pròcome opina Ceceoni, i4> ove riporta canoni
i

dove questi erano ani-

maestrali, dice trattarne Vivar.

ad Fin-

vium dexlrum an. 385. CheLampridio
innalza con molle lodi al cielo l'impera-

de'coucilii a vantaggio e pel

regime delle
vi si

scuole, individuando gli studi che

doveano fare, raccomandati poi da quello di Trento cioè salmi, le note, il canto, conti ecclesiastici, e anche la gramiuatica; nelle scuole poi de'mouaci benedet:

i

i

tiiti

s'

insegnava

il

leggere e scrivere,
i

le

Adriano perchè istituì scuole, e permollo amorevole co'professori deile arti liberali. L'imperatore greco Alessio Comneno aprì una scuola, in cui fosfigli de popupilli e scro ammaestrali veri, con assegnamento di alimento e vittore

che

fi\

i

i

belle lellere, la religione,)) carilo,

salini,

to a'waeslri e discepoli. Utilissimo essere

e

ceremonie della Chiesa. Inolile piocurando concilii di rimediare all'ignole
i

ancora

1'

ufficio di

onde

i

l'adii

maestro alla Chiesa, molto invigilarono sul manil

ranza e rozzezza de'lempi, con aprire un

lenimento delle scuole,
lons sur
i
i

concilio di

Cha-

maggior numero di scuole, per lo zelo dei vescovi furono poi obbligali coloro cui era affidato l'insegnamento a condurre
,

Saone

dell'8 i3, decretò col can.

i:

Scholas Episcopi consliluanl,in quiet litteralis

bus,

solertia disciplinae,el sadiscantili'. Si

ne'concilii

i

loro Scolastici (E.), per ren-

eroe Scripturae documenta

dere

in tale

occasione a tutti manifesto
il

il

legge del concilio Tullense par. 2, cap.
io: Depreca/idi sunt pii principes nostri,
et

loro profitto circa

divin cullo.

Ma au-

mentandosi

le

barbarie de'tempi,a poco

omnesfratres,

et

coepiscopi nostri in-

,

,

scu
ubicumque omnipotens Deus idoneos ad docendum,
Stantissime coinmonendi , et
idest fideliler, et veraci ter intelligenles

SCU
flcio ecclesiastico,

59
si

mi 4
stris.

vede ne' pricapitoli del citato titolo de Magisiccome

Alessandro HI scrisse all'arcivesco-

donare dignelur, constituanlur undìque
scholae publicae, ut utriusque eruditìonis, et

divinae videlicet, ethumanae in ec-

Deifructus valeat accrescere. Fu decretato nel concilio romano ai tempi di
clesia

Lodovico

I

e Lotario

1 :

Magislri

et

dodoli-

Nos attieni in concilio Lanuper auctoritate Domìni celebrato ac tota Ecclesia, quae convenerai s approbanle, staluimus, ut per omnesecclesias cathedrales ad subsidium Magistri, qui scholas regat , prebenda una
vo
di Pteims:
terali,
,

res in singulis locis constituanlur, qui

debeat deputali.
decreta,
si

Quo

circa ne in vacuili

bcrales arles assidue doceaut.C'iìa inoltre
i

quae

recta sunt, fieri videanlur,

cap. Qttoniam,Pioìiibeas
/Magistris. In
i

t

Quanlo,Quia

nonnuUis de

quanta grande
si

stima furono temiti

maestri, tanto dalle

repubbliche, quanto dalla Chiesa,

com-

prende dagli stipendi ed emolumenti loro assegnati, che sempre sono stati ragguardevoli,

per nostrani, et episcoporum instannon fuerint observata, lune fraternitaùs mandamus, qualenus adecclesias supradictas accedas, et ad opus magisiri, qui scholas regat, aliquod restiluas
liarn

benefici uni.

E

tralasciando

altri concilii,
il

come

s'insegna nella legge unica,

per

tutti dicasi del

Tridentino,

quale

Cod. deSludiisliberalibus.Cas$\ot.\oro Uh.
q,epist. 21 descrivecorne Atalarico ledei goti scrisse al senato

nella sess.

5 de Reform. ci,

così deter-

mina. Ecclesiae vero, quartini annui prò
ventus lenuesfuerint, ec.sallein magislruni

romano

intorno agli

stipendi da pagarsi a'maestri delle buo-

habeant, ab episcopo
tuli

citili

Consilio capi-

ne

lettere,

doctores eloquenlìae romanae,

eligendum, qui clerìcos,alìosqueschO'

pulcherrimum lilerarum,nain
cus consonanttbus

graiìunaticorum schola funda mentimi sicut musiclioris efjìcit dulcìssi-

lares pattperes
ceat, ec.
tice.s,

grammaticam gratis doilio

Ideoque

magistro granuliain

vel alicujus simplicìs beneficii fru-

munì melos,
maticus.
stri di
si

ita dispositis

congrue/iter ac-

clus,

quos tamdiu percìpiat,quamdiu
ec. vel
,

cenLbus, mctrum novit decantare grani-

dicendo persisterit,assignelur,
capilttlari

lex

Lo

stipendio o mercede de'maee di rettorica diceva-

vel episcopali

mensa condi:

grammatica

g'ia aliqua merces persolvatur

vclalias

Minervale, ed era considerabile, magna mercede, grandi mercede, come notarono Cicerone \nPhiVpp., l'autore de eiaris Granunaticis, s. Girolamo nell'end/,

cpiscopus ipse aliquani rationem ineat

suae ecclesiae, et dioecesi accomodimi ne. pia hac, itti lis alque fructuosa pròvisio quovis quaesito colore negligalur.

ad Pannimeli., ed A usonio, De Exuperio. Che discepoli debbono con mui

o

i

E' onorevole quest'ufficio, perchè sempre
esercitato o presso
i

i

vescovi o

le

stesse chie-

nificenza trattare

i

loro maestri,

si

dedui

se cattedrali, o ne'chiostri religiosi dai

più

ce dalla
tori

I.

Aquiliusfi. de donat.
la

Che

tu-

cospicui regolari, ed ove

si

mettevano anvi

debbono costituire
nella
I.

mercede a'mae-

che
se

i

figli

de'nobili,

i

quali

ricevevano

stri de'pupilli,
si

giusta la dignità de'natali,
i

del le distinzioni. Del le scuole presso le chiesi

ha

tninistr. lul.j

cimi Tuloris 2, 3, lì. de adI. 4, ff. ubi pupillis educali.

fa

menzione uell'orazione d'un
I

ret-

torico al presidente della Gallia sotto Co-

maestri a'quali non si paga il promesso stipendio, extra ordinali audiuntur, come si ha nella I. deextraord. cognit. I padri ancora della Chiesa voli
1

Anzi

stantino
tet, et

imperatore:

Maxime

et

opor-

fas

est,

exercere juvtnttttis ingenia,

,

fi",

ubi

doctrinae ubi ex
del

lero che

i

maestri di scuola pe' chierici

tam propinqua sunt Ninnino amica proximo j'uvat mens Divina Sapientia. Cedreno in Giustiniano
I

fossero provveduti di

prebenda o bene-

02 7, dice che

la scuola

era vicino

6o
alla

SCU
chiesa.

scu
i

Quindi Sarnelli riproduce
le

nici,i frutti

d'una prebenda destinati

fos-

canoni de'eoncilii e
gli scrittori, sulle

testimonianze de-

sero ad

uno o più maestri

di scuola,

da

scuole de'monasteri, del

essere approvati dai vescovi per l'istru-

chiostro,

ed esterne; nelle prime conveoblati ed
i

zione de'fanciulli e della gioventù, tanto
nelle lettere,

nganogli
le
tica e le

chierici fanciulli, neli

quanto ne'precetti della
1, tit. 1, n.°

fe-

seconde solamente

laici.

La grammaper dot-

de cattolica, come riporta Chopino,
sacr. poi.
lib.

De
Lo

buone

lettere l'insegnarono santi
altri insigni

i3 e

1

4-

\esco vi e abbati, e
distasi dice che

stesso fu decretato nel concilio di

Colonia

trina e santità. Nel cap. Curii multa,
s.

86
ri-

Gregorio

I

acremente

prese un vescovo perchè insegnava gram-

matica;

ma

il

Papa

l'esortò piuttosto

ad

essere più umanista e teologo nelle sue o-

i536, par. 12, cap. 3. Dipoi avendo Trento sess. V, cap. 1, dato facoltà a'vescovi di erigere la i." prebenda canonicale vacante in teologale, ed essendosi in molte città erette scuole pubdel
il

concilio di

melie, in cui raccontava
solite a spiegarci dai

le

favole de'poeli
al-

blichedalle università, maestri dellescuoi

grammatici. In
fu

le

ritennero

la

dignità di primiceri con diil

cune delle chiese cattedrali
tà ecclesiastica l'essere
le,

ed

è digni-

rigere solamente
tro; ed
i

coro e non farvi al-

maestro delle scuonel e.
:

vescovi attesero alla erezionedelle
teologali.

come

si

può vedere
si

Magistris, ove
gistri

legge

Quanto, de qui nomea Main

prebende

Dove non souo que-

ste dignità di primiceri,

scolarum digai tate ni assumimi

o se vi sono, occupate da' maestri del canto solamente,
restarono eziandio
le scolastrie,

Ecclesiis vestrìs.
sess.

E

nel concilio di
e.

Trento,

che

in

23 de Reform.

gnitates illae,
tur.

18 officia , veld-iquae. Sehola steri ae dicun-

alcuna chiesa a'tempi del Sarnelli erano

una delle
dato
è
il

principali dignità, ed

il

preben-

Poiché nel citato concilio Lateranense del i 79 fu decretato che ogni chiesa caltedralesi eleggesse un maestro di scuor

di quella

come maestro

delle scuole

cancelliere della pubblica università

degli studi

(ordinariamente

lo è

il

vescovo

la e le
le

metropolitane un Teologo,
i

al

quaper-

nello stato pontifìcio), della cui giurisdi-

articolo ne riporterò
i

canoni.

E

zione e dignità trattano Escobar, ed

il

p.

chè

maestri di grammatica insegnavano eziandio
il

Mendo

a' chierici

canto ecclesiastico,
III di

come
le

si

apprende dal concilio

Va-

de Jure Acadeinico. In altre chiese furono confuse colla prebenda teologale, onde alcuni canonici teologi
in traci,
si

lenza in Francia, cosi Sarnelli crede che

trovano chiamati Scolastici. Caesar
cap. 32, Magisler

lib.

prebende
i

di essi sieno quelle de' pri-

1,

Rodulphus Scholas.

miceri,

quali pure sono dignità, essen-

sticus Cóloniensis. Nella chiesa di

Gre-

do

lo slesso

presso

i

dottori,

Canonieus
y

gorio

I

di

Roma

nella sepoltura d'un casi

Scholasticus, Magisler

Scholarum
il

e Pri-

nonico morto nel 1470
pitaffio.

legge quest'e-

micerius,
in
I.

come

osserva

dotto Gouzalez

Rie
de.

requiescit

dominus Petrus

nonnullis,
al
i

V, Decretai, in coni meni. ade. quia lìl. de Magistris: quindi è, che

Freberti
in

cappellae

Normandia presbyler cantor Pa pae , canonieus et scholadistinta la

primicerio fu data autorità sopra tutti
chierici degli ordini minori.

sticus Lexovìensis. In moltechiesedi

Questa

di-

gna è rimasta
logale e
la

Spaprebenda Teoil

gnità

dunque

di Scolastico, della Scola-

Scolastica o Scolastria,

cui

stria o Scolaste/ ia , o di

la, fu istituita nel

Maestro di scuoconciliogeneraledi La-

prebendato chiamasi MaeslreScuela.Non
è

dunque sconvenevole ad un canonico
maestro
di scuola,

terano nel

70; il cui decreto fu rinnovato nella Francia neh 563, ove fu de1 1

l'esercitar l'ufficio di

ch'è più da dignità che da semplice ca-

cretato, che in ciascuna chiesa cattedrale

nonico, siccome molti primiceri volentieri

e collegiata,

dove fossero più

di 12

cauo-

esercitarono nella scuola del canto cinei

S C
rici di

U
se
il

S C

U
vi fu

G

r

loro chiesa,

massime

non

vi

è

il

dirilto di visitar le scuole della diocesi,
s.

altro

che sappia esercitarne

pio, utile

e fruttuoso uffizio; e pel peso del coro

può

scuola.

prendere un idoneo prete per aiutante di A Primicerio, non solo dissi che

il Magisltr Bernardo vescovo Hildemense era stato educato da fanciulloda prete Tangamaro pi roteerò, che

In

Martino

ili

Tours

scholae. J\el secolo

X

s.

i

fu maestro di scuola,

ancora de'priiniceri minori, i quali presiedevano alle Scholae. Queste anticamente erano vari
i

ma

presiedevaallascuolade'fanciulli,chesta-

vano

in
il

connine

nella canonica. Nell'ali-

tienila

nome

di

Fratres era propriodei

collegi privati de'chierici,dellequaliscuole trattano

membri
il

de'collegi illusili,

donde derivò
percongre-

Marteue

lih.

i, art.

i

i,ord.

vocabolo Fraternità

(?'.),

xi, e Tornassi ni, scipl.
t.

De

veter. et noi', eccl. di-

gazione e adunanza spirituale.

3, p. 67, § 7.

o

collegi privati

Vi furono scuole de cantori, lettori, ac-

NelsecoloXII!
le scienze,

si

moltiplicaronoqvunarti, le quali

queIescuole,tai)todeH'insegiiainentodel-

colili, osliari,

notati, difensori, ec. tutti

che delle

prepararifiori-

presieduti dai primiceri minori.
questi primiceri più o

Erano

rouo

lo

splendido risorgimento e

meno
il

grandi, più o

inenorispeltabili.secondochèerain maggioie o minore stima
2,p. 356,
collegio al quale

presiedevano. Dice Nardi, De'parrochi,
t.

nico presiedesse a
le,

sembra che talvolta un canoognuna di queste scuovedendosi anche nell'azione 4 del con1

mento delle une e delle altre, argomento che ho sviluppato io tanti articoli; quiudi derivarono scuole per ogni ramo di sapere ed aite, nuove cattedre nelle universila, licei e collegi, ed un gran numero
di scuole

elementari per l'istruzione del
gli

popolo.
tal

Tra

ordini religiosi fondali in

cilio di

Calcedonia del 4-5 1, Isaccio priio icerio de' lettori, il quale poco dopo è

secolo e che patentemente vi contriil

buirono, ricorderò
Predicatori
(/"".),

celebre ordine dei

chiamato arcidiacono. Cosi Pietro prete d'Alessandria, che l\\ uno dei segretari al
concilio d'Efeso nel

e l'ordine Francescaor-

no

(/.).

Qui avvertirò che moltissimi
il

43

1

3

era primicerio

dini religiosi, secondo

bisogno de luoghi,
al

denotati,

come

nel Calcedonese Aezioar-

fanno scuola

e

presiedono

pubblico intanti luoghi,

cidiacono e segretario del concilio è chia-

malo primicerio
scuola o

de'notai niagnae Eccleil capo della chiama vasi dunque

segnameuto, come notai iu Verso la fine del secolo XV,
ta del

colla scoper-

tine Constanlinopolitanae.
sia collegio

nuovo mondo, per cura

de' Papi,

zelanti e dotti

Missionari (f7 -) porlaro-

primicerio minore,
110

dopo, erano
le

il

gli altri che venivaSecondicelo (/'.), che

no

colla salutare cognizione del vangelo,

l'istruzione e l'incivilimento in quelle vaste regioni,

faceva

veci in caso di bisogno del prii

erigendo

in

ogni parte scuole,
stabilimenti d'i-

micelio, quindi

notali a Primicerio, del

collegi,

seminari e

altri

clero inferiore. A p.

35q

riferisce

Nardi,

slruzione, eoo portentosi successi.
sola
dell' Oceania^.)

Né della

che il canonico che presiedeva alle scuole o seminario de'chierici era chiamato Capnt scholaris, come lo denomina il conalio d'Llua del 1027, o Capiscuola co-

A inerica e sue Repubbliche^)v .),come
sono benemerite \eMis.),

sioni Pontificie (A

ma

ancora

di

molti

paesi dell'Asia e dell'Africa, recandovi
dall'

chiama il concilio di Bourges del Magister schola rum cumelo disse Urbano II in un'epistola, o Major scholae come lo appella un diploma del 28,
lo

me

Europa con

la

conoscenza del vero
di utili

io3i

,0

Dio, ogni maniera d'istruzione e

cognizioni, ed immensi vantaggi.

A

tal

1

1

uopo successivamente
e congregazioni

agli antichi ordini
si

bassi,

o Scholastico come chiaioossi nei tempi il quale Scolastico la veano non me-

religiose,

dedicarono

nuove

regolari istituzioni, che

uo leCattedrali die

le

Collegiate,

edavea

e descrissi ue'cilaii articoli.

enumerai Dacché lelet-

62
luce,

SC

U
XVI
a più bella

SCU
dinal
s.

tere risorsero nel secolo
i

Carlo

TWromeo

in

Milano dava

Papi procederono concordemen-

principio alle Scuole della dottrina cri-

te co'regnanti e co' vescovi a fondare

una
si

stiana nella domenica,

moltitudine

di scuole di elevato sapere,

dopo

l'istruzione del

quando volle che Catechismo (F.) o
i

di ginnasi e di università, le quali

non

Dottrina cristiana (F.j,

fanciulli

si

am-

restrinsero solo agli studi teologici, per
cui
te,
fìci

maestrassero nel leggere, nello scrivere
e nel far de'conli; queste benefiche scuole
si
i

erano diverse propriamente ordina-

ma

esercitarono
le

i

loro influssi bene-

poi e

massimamente negli
assai
artisti

su tutte

scienze. Nel secolo

XVI

sono

ultimi tempi propagate dappertutto, acciò

vennero
te le

istituite le religiose

Orsoline{F.)
gratuitamen-

poveri
il

impiegali ne' mestieri in

col mirabile scopo d'istruire

tutto

resto della settimana, ricevessero
il

povere donzelle, ed educandato per
che non solamente

insieme l'insegnamento religioso e
vile.

ci-

quelle di civile e anche nobilecondizionc;
istituto
si

Ma, come

dirò, l'istitutore fu
altri;
s.

il

sacer-

propagò per

dote Castellino con

Carlo bensì

tutto

il

cristianesimo in diverse congre-

perfezionò l'opera con provvide leggi, ac-

gazioni,

ma

thè eccitamento all'erezione

crescendone grandemente
città,

il

numero nella

di alti esimili fondazioni

muliebri con me-

todi e regolamenti differenti. Nello stesso

secolo

il

pubblico insegnamento fu con-

fortato e ricevette

un

sensibile e meravi-

non meno che nella diocesi, talché di sole i5 scuole da lui trovate nel i56o, alla sua morte ne lasciò 7^0. Pel vantaggio immenso di siffatta istituzione, moltissimi vescovi d'Italia e oltremonti do-

glioso incremento dalla fondazione delle

congregazioni de' Chierici regolari (V.),
fra cui quella de' Gesuiti (F^.),

mandarono
Di più
degli
si

a

s.

Carlo

i

suoi operai per
le

per

le

im-

piantar nelle loro chiese

slessescuole.

mense
sa,

fatiche de'quali e grandi

beneme-

deve

a

s.

Carlo

la

congregazione
di preti

renze dell'educazione scientifica e religio-

Oh lati di s. Ambrogio (/'.),
governo de'collegi
e

qualunque elogio è poco. In esso pure nacquero gli altri assai grandemente bereligiosi

secolari pel
ri.

semina-

Nel secolo
il

XVIIouel

declinar del pre-

nemeriti

Barnabiti (I7 .) e Somagli eccellenti

cedente,

pubblico insegnamento ebbe
dalle religiose
isti-

schi (F.),e furono rinnovati

un grandissimo aiuto

e venerandi collegi o Seminari vescovili,
prescritti
to;
i

tuzioni de' Dottrinari (F.), e delle Scuole
/j'V(/'.),onde in numerabili furono le scuole

da PioI Ve dal concilio di Trensi

collegi quindi

aumentarono in

tutte

e

i

collegi

che successivamente

si

aprireli-

le nazioni,

ed in

Roma ealtrove anche per

rono, con ottimi risultati morali e
giosi.

gli orientali

per munificenza de'Papi co-

Vi contribuì

la

stantemente magnanimi proteggitori delle scienze e delle arti,

ed

in ispecie delle

della

ne de' sacerdoti di Missione {F.)

nuova congregazios. Vincenzo de Paoli
t

la

quale

si

diffuse co-

Scuole di
vati

Roma

(F.).

La

storia de' vesco-

me

pianta rigogliosa di eccellenti frutti,
tutti

presentando quella dell'erezione dei
i

per l'istruzione di

ede'poveri,eda cui

loro seminari, ad una quantità diedero

fu prodotta la bella istituzione delle
relle citila

So-

Papi occasione e incitamento:

il

Bollano
di sif-

Carità (F.), tanto propagata,

Romano
la

contiene moltissime bolle

occupandosi non meno all'assistenza degli
infermi che alle scuole, all'istruzione letteraria, alla

fatte fondazioni,

prova irrefragabile dels.

cooperazione della

Sede, sempre in-

buona educazione.

All'istruclassi

tenta

non solamente perla prima elemen-

zione del minuto popolo e delle

me-

tare erudizionedel clero,

ma

eziandio per

no

agiate, Iddio suscitò nel declinar del
i

l'addottrinamento di esso nelle più alte
scienze,splendidi

secolo suddetto

tanto benemeriti dell'u-

monumenti

tutti dell'ail

manità
telli

e dell'istruzione

elementare, frai

postolica vigilanza. Iu pari epoca

car-

cioè delle Scuole Cristiane (f.), di-

se u
ramati ormai per lutto
j>er
il

S
cristianesimo,

G U

63

na per opera
i

del pio sacerdote Castellino
alla

p.

quanto accennai anche nel voJ.XX, 242- Il p. Helyot nel l. 8 della Storia

da Castello, che

vicendevole istruzio-

ne de'giovanelti faceva principio del se-

degli ordini religiosi tratta della congre-

gno

della croce,

progredendo

alle parli

gazione delle Scuole cristiane e caritatevoli del

fondamentali della dot trina, e contempo-

Bambino Gesù per ambo

i

sessi,

raneamente insegnando per mutua tradizione
il

destinale all'istruzione della gioventù, e
istituite dal p.

modo

di leggere e scrivere. Il

Nicola Darre d'Amiens ree

Castellino ebbe a cooperatori altrezelanti

ligioso
fratelli

de'

minimi

morto

nel

1686.

I

persone, fra

le

quali

s.

Girolamo E-

vestivano una sottana e un palan:

miliarii

o Miani fondatore deisomaschi,

drane con maniche pendenti le sorelle con maggior proprietà, ma modestamente. Gli uni e le altre vivevano in comunità, senza far voti, e soggetti

e

essi

suo compagno p. Gamba rana. Con compilò una regola nel i536, e ne propose l'osservanza ai nuovi operai di
il
i

ad un su-

quelle scuole,
i

quali
:

si

chiamarono pine
aggiun-

periore e ad una superiora cui doveano
ubbidire. Loro scopo principale era di te-

Pattini di Carità

alla regola fu

nere scuole gratuite pei fanciulli e per
gli

le

fanciulle poveri e bisognosi, e d'istruire

adulti e le adulte ne'principali misteri
I

della fede.

religiosi e le
le

tevano andare per
testo; ciò

suore non pocase per insegnare
fare nelle scuole,

un interrogatorio per uso de'fanciulli, a con alcune altre divote istruzioni. La scuola fu aperta nella chiesa de'ss. Giacomo e Filippo a Porta Nuova, e ne! 53g venne approvata dal vicario generale dell'arcivescovo di Milano cardinal d'Este.
to
1 .

1

a leggere e scrivere, per qualsivoglia pre-

Altre simili scuole

il

Castellino

istituì in

dovendo solo

altre chiese della città, con gran vantag-

ove uon era permesso
di fanciulli e fanciulle.

all'alto

mescolanza
il

gio della plebe, cui ne'giorni di festa era-

trocinio dei

ss.

Erano sotto paBambino Gesù e della fi.

tanti alla

no insegnate non solamente le cose spetmorale e alla religione, ma il

Vergine sua madre. Oltre all'encomiate XVII, vanno ricordate con parole di benedizione, le congreistituzioni del secolo

leggere e lo scrivere.
trina cristiana

La scuola della dotdunque dal Castellino isti-

gazioni orientali de' Mechi turisti {?'.) e
s.

ili

pagala

tuita^! ampliata da s.Carlo, non che procol suo esempio, come già dissi, è

Antonio (Z7 .) o Antoniani, per

l'istru-

zione scientifica e religiosa de' loro connazionali armeni, per cui ne riparlai a Patriarcato armeno. Nel 1786 circa fu

molto anteriorealla istituzione del lescuole della domenica, che gl'inglesi pretendono avere immaginato. Nel declinar del
passato secolo
si

stimò opportuno

di fare

congregazione delle religiose del Sagro Cuore di Gesù ( V.) per l'istruistituita la

qualche cambiamento nelle scuole della
dottrina cristiana di Milano. Si

zione e educazione delle nobili e
ciulle,

ci vili

fan-

àeve

:

Bagatti,

Saggio

sulle scuole di

ponno vemu-

con iscuole gratuite per le altre ancorché povere. Segiù quindi odi poco
era preceduto
il

tuo insegna m ento, Milano 1820. Cav. Luigi

Cristoforo Ferrucci, Metodo ci' insegna-

metodo

di

mutuo

inse-

re a leggere, Pesaro 1829. Nel Dizionario delle origini, all'articolo
to

gnamento
tuttavia
si

tra' fanciulli,

invenzione che

Insegnamenl'i-

disputa a chi appartenere in

mutuo,

si

dice pretendersi risalirne

Francia
sler;

e in Inghilterra, tra'lrancesi
e

bault e Paulet, e gl'inglesi Dell

HerLanca-

stituzione ad

un'epoca sommamente
è citala la Bibbia per

ri-

mota. Che
strare

si

mo-

ma un

erudito italiano mostrò nella

Bill. Ital. n.° 49, p. 82, che fino dal secolo XVI praticavasi quel metodo a Mi-

che quel metodo d'istruzione era gli ebrei e si sono cercale nelle relazioni de'viaggiatori le anricevuto presso
;

lano nelle Scuole della dottrina distia-

tiche traccedell'usodiquel

metodopresso

.

64
i

s e

u
alcuni altri di

SCU
tal

bramini, e alcuni sono d'avviso che eoa
paesi dell'antichità e

nazione neli8i4

pe-

più allenta indagine se ne troverebbero
gl'indizi in tutti
i

sarono

in Inghilterra, lutti intenti all'e-

iu tulle l'epoche. Ella è cosa naturale,

ducazione popolare, e restarono sorpresi del punto cui era stata portata la primaria istruzione de'fauciulli,

dicono
degli

i

francesi, che
si

i

fanciulli al pari
a vicenda le

mediante

il

mu-

uomini

comunichino

notizie da essi acquisiate e le loro scoper-

tuo insegnamento, laonde introdussero con alcune modificazioni in Francia quest'istruzione

pongano in comunione tra loro produnque il mutuo insegnamento non era iuusouelle
te, e
i

elementare migliorata, che si
clie

gressi della loro intelligenza. Se

organizzòsotlogliauspiciidi Luigi XVlll.

Tra' fraucesi

si

distinsero nel perfe-

scuole avanti quest'ultimi tempi,

la

cagio-

ne era che invece

di seguire
,

l'andamento
preteso di

indicalo dalla natura

si

era

zionamento della primaria istruzione dei fanciulli, co! mutuo insegnamento, si nominano conti de Laborde e Lasteyrie,
i

sorpassarla e di far meglio, cioè d'inventare tull'altri metodi che non quelli dalla

Jomard
no

e l'ab. Gaultier,
I

diversi scritti.

che pubblicaromelodi di Bell e di
in
i-

natura medesima
raviglie,
te a

stabiliti. Si

fanno

le

perchè

siasi cos'i tardi

posto

memen-

Lancaster furono pubblicati anche
taliano,
lia,

ma non furono

adottati nell'Itasull'istru-

perfezionare e generalizzare l'uso d'un mezzo, che da alcuni dicevasi evidentemente creato per servire al miglioramento della specie umana. Quel perfeziona-

ove già sussistevano metodi

zione elementare. Nello stesso Dizionario
delle origini
vi

è altro articolosulIe..SL7*oin

h
e

normali, derivate

Francia dalla

i

mento

appai'tiene di

fa Ilo alla

fine del pas-

repubblica verso

la fine

del secolo passato,
la

salo secolo e al principio del conente.

La

menile ancor doni ina va

Convenzione.

1/ applicazione regolare del mutuo insegnamento ebbe luogo in Francia iu una
istituzione fondata a Parigi dal cav.
let

La

rivoluzione francese avendo dato
terribili

luogo a

turbolenze e gravi dispale

a favore degli orfani militari.

PauDi là a

ritad'opiuioni,si confusero

idee dell'or-

dine, e da alcuni

si

giunse a temere una

terra posero

poco tempo, due uomini celebri in Inghilfondamenti d' un edilizio
i

più vasto e più solido.
il

111.

fu

il

d. 1 Bell,
'

quale avendo concepito, com'egli dice,

prossimadecadeuza nelle cognizioni scientifiche da ila uazioneacquisla le. Indi alcuni uomini d'ingegno o zelanti del bene pubblico, tentarono di rigenerare in qualche

l'idea del

suo sistema osservando

il

modo

modo
zione.

i

diversi mezzi della pubblica istru-

iu cui

i

fanciulli s'istruivano tra di loro

Fu

creata dalla Convenzione

una

a Madras, pubblicò

un metodo

d' istru-

scuoia temporanea d'esperimento, nella

zione elementare fondato su quel principio.

quale dovea insegnarsi
gnizioni
nirsi

l'analisi delle co-

quacquero Giuseppe Lancasler, il quale avendo dal canto suo concepito un disegno analogo, lo sviluppo e lo pose in pratica con varie modificazioni e alterazioni importanti. Un'emulazione quindi si stabilì tra' propagatori de' due sistemi, e questa servì ad aumentar l'atIl

i.° fu

il

umane,
i

solo

metodo
i

di

premufu-

contro

sofismi ed

sistemi che so-

gliono traviare lo spirito

umano. Ne

tività e lo zelo degli uni e degli altri.

Nu-

rono primi fondatori Lagrange, Laplace, Uerthollet, Daubauton, Thouin, Halle, llaiiy e Monge, che destinati erano per Je scienze. La letteratura vantò pure belli ingegni, come La Hai pe, Beruardinodi s.
Pietro, Sicard, Garat, V^olney,

merose scuole
si

si

aprirono
si

in diversi pae-

Buache

e

propagò poscia in A.merica e in Olanda, ed in altre parli. Due in Olanda francesi si recarono nel 18
d'Inghilterra,
i

Mentelle. Molti uomini degui di qualun-

i

ad esamiuar

lo stalo dell'istruzione, indi

que cattedra credevausi onorati col semplice titolo di alunni del nuovo stabilimento. La scuola normale fu aperta nel 1793,

scu
ina la sua durata

SCU
fu

65
{?''.),

non

che
si

di

4 mesi

:

vani; infetta però
Chiesa,

di

Giansenismo
il

quella specie di prova non

credette ab-

fu riprovata e soppressa
la

dalla vigilante

bastanza soddisfacente

al

pubblico inse-

quale sempre difese
ÌN'el

gregge
p.

gnamento. Dipoi
si

in vari stati
il

d'Europa

dagli assalti de'lupi.

voi.

XXXVI,

stabilirono scuole sotto

titolo di nor-

mali,

ma

queste sono state principalmen-

te dirette all'istruzione delle

prime

classi

dei giovanetti. In Francia nel

1808

sul

97, parlo della congregazione de'fratelli monaci d'Irlanda,confermala da Pio VII, ed istituita ad esempio di quella de'fratelli delle Scuole cristiane, sotto il patrocinio del
ss.

disegno modificato dell'antica scuola nor-

Infante
si

Gesù

e della B.

Ver-

male, fu

istituito

il

così dello

pensionato

gine:
coni.

la
1.

bolla
15, p.

legge pure nel Bull. Rotn.

normale, cioè una scuola destinata a formare un seminario di professori per tutta
la

32 3.

Ed

eccoci alla istitu, come sono Sale d' asilo in

zione delle Scuole infantili

Francia; nel 181

1

si

fissò

il

numero

chiamate

in Inghilterra,

a

3oo, ed

oltre l'essere questi allievi provsi

Francia, Asili infami li hi

Italia. 11 eh. d.

veduti del necessario,

esentarono dalla

coscrizione, con l'impegno di consagrarsi

per un certo periodo al pubblico insegna-

Domenico Zanelli nell'accademia Tiberina di Roma, nel maggio i847> e come riporta il n.° 4o del Diario di Roma, lesse
un'erudita e faconda orazione intorno agli
asili

mento. Poi nel 182 5 furono aperte le scuole normali di geometria applicata alle
arti, già sparse in copia in Inghilterra
,

d'infanzia, e primieramente uè provò l'origine nella marchesa Pastoret fran-

per opera del barone Dupin, che propa-

cese, che

gò maggiormente

i

lumi nella

classe in-

Napoleone

dustriale e manifatturiera, nelle città che

maggiormente abbondano di manifatture. Vi sono anche altre scuole denominate normali,
stati.

fondò a Parigi nell'impero di indi ne accenuò l'incremento nelle varie contrade d'Europa, finché furono istituiti in Italia per cura de' sali

I;

cerdoti cremonesi Ferrante Apolli e A-

Francia, che in altri Le scuole primarie hanno formato

in

lessandro Gallina. Mostrò da ultimo

il

bi-

sempre un oggetto de'più importanti della pubblica ammiuistrazionein tutti paesi inciviliti, ed in questi, sotto uno o altro nome, come vado dicendo a' rispettivi articoli, trovatisi erette scuole, ove i fanciulli di qualunque condizione ponno gratuitamente imparare a leggere e scrii

sogno di fondare in Roma ancora questi asili, volgendo calde parole ai ricchi, alle donne bennate e al clero, perchè se ne facessero promotori, onde ben corrispondere a'desiderii del regnante Pio IX, che nulla lasciava intentato per migliorare l'e-

ducazione del basso popolo, ed in effetto ne furono istituiti due nel medesimo anno.

vere, e in alcune

si

sono aggiunti
Si

L'Istru-

zione religiosa, e
tica e della

gli

elementi dell'aritme-

dinal

Quanto all'origine, il rispettabile carMonchini che pubblicò nel 1842,
eli

geometria.

deve

al

Papa

De gì' istituti

pubblica carità ed

istru-

Pio
gi

"VII

l'approvazione della congrega-

zione primaria in

zione de' Picpus[F .), a vantaggio de'colle-

de'seminari, per onorare

le

quattro età

della vita di

Gesù

Cristo,

incominciando

dalla sua infanzia, per la quale espressa-

mente tengono scuole gratuite pe'poveri
fanciulli
i

sacerdoti, di povere fanciulle le

suore. Al

medesimo

fine

d'onorare

l'in-

fànzia del Redentore, vi fu già

una condel-

gregazione di donne chiamate
l'

le figlie

Infanzia

per l'istruzione delle gioVOL. LXUI.

{V .)

p.3og dice quanto qui in breve riporterò. Le scuole infantili ebbero origine in Iscozia or sono 20 anni (1 8 1 7) da Roberto Chven direttore di una grande manifattura di cotone a New-Lanarck. Vedendo che figli de'suoi lavoranti, mentre questi erano attorno ai filatori, andavano vagando e contraendo il mal abito dell'ozio, divisò raccoglierli tutti in un luogo, farli sorvegliare da qualche buona persona, e innel
t.

Roma,

r,

i

5

66
trattenerli con

SC

U
L'uomo

SCU
profittando di quanto era vi di buono, mi-

qualche sollazzo e qualche

istruzione acconcia alla loro eia.

gliorarono l'educazione dell'infanzia,

in-

die

scelse a tale officio tu
di

mezzana istruzione,ma
narsi

Buchanan, di molta dolcezza
li

formarono l'opera de'sani principi) g'osi, indispensahile elemento a ogni
luto educativo, per ottenerne
revoli
frutti.
utili e

reliisti-

e di maniere tali, che riuscì ad affezio-

du-

que'bambini e rendei

docili a'suoi

Diversi vescovi
e

,

parrochi,

voleri.

Questi concepì allora quegli oidi-

nomini
sai

e

donne dabbene,

anco alcune

namenli e quelle pratiche, che formava* no la base della nuova istituzione. Ma perchè l'Owen die mano ad altre opere filanlropiche, sventuratamente lontane da
ogni idea di cristianesimo,
fantili
le

congregazioni religiose migliorarono asco'nuovi metodi l'educazione dell'infanzia.

Lo

spirito delle scuole infantili dei

scuole inin

poveri fanciulli è riceverli da i a 7 anni, custodirli durante il giorno mentre gei

furono ragionevolmente prese

nitori

sono occupali a procacciarsi

il

so-

sospetto.

Però Buchanan,che può dirsene l'immediato fondatore, quantunque piotestante,

sten fa mento, e essi abbandonati nelle lo'

ro casipole correrebbero molti rischi; svi-

non sentiva come l'Owen

in

maistil-

luppare
faticarli

le

loro facoltà mentali senza af*

teria di religione,

ma

procurava

d'

con modi noiosi,
d' istruzione

ma

togliendo

bambini rispetto a Dio, e insegnava loro la Bibbia. La scuola di NewLanarck divenne celebre; lord Brougham ne volle fare sperimento in Londra, dove chiamo Buchanan per fondarne una silare a'suoi

motivo
cose più
ria
ti

ancor morale dalle

comuni

e ovvie; allettarli con sva-

esercizi nella scuola o nel giardino, se-

condando

quell'attività necessaria e gio-

"vevole allo sviluppo eziandio del corpo,

mile. Ivi in pochi giorni

si

riunirono

200
pieinfe-

Le

scuole sogliono essere idonee, senza

pagavano la eolissima moneta d'un penny, molto
i

bambini,

cui genitori

ornati e colla
fanciulli in

immagine
si

del Crocefisso.

I

alcune ore

occupano
sfili

in cose

riore a quella ch'erano solili dare a certe

facilissime,

come

in fare
al

e pezzuole

vecchie che
no.
I

li

custodivano durante il gior-

pc'lumi, onde abituarli

lavoro e recare
della

fanciulli

che prima erano caparbi

un tenue lucro
nell' apprendere

pel

mantenimento

e indocili, nella scuola diventarono

ma-

scuola. Gli esercizi principali consistono
il

neggevoli e ubbidienti, e
l'ordine e alla nettezza.

si formavano alQuindi si aprì al:

catechismo, imparare

le lettere e sillabare, far calcoli col pallot-

tra scuola, e poi un'altra ricchi

i

soccorsi dei

toliere, formarsi

qualche idea delle piante
le

vennero in aiuto della nuova isti» tuzione, la quale trapassò rapidamente in
Irlanda, Germania, Francia e Italia.

e animali più comuni, delinear
cipali figure

prinli

geomeliiche, in tutto
familiari.

sa 11-

Non

e a far meraviglia, se sulle prime si chibila va di sua bontà, poiché in mezzo a tante pericolose novità de'tempi correnti dovea ragionevolmente diffidarsi d'una isti-

Qualche volta la direttricenarra alcun avvenimenlo morale, e lo fa ripetere da unode'più esperti. Talora spiega qualche dipinlociò che rappresenta è regola di non intratdosi

maniere piane e

:

tuzione che riconosceva per promotore unacatlolico,che sloltamentepensava pòter sussistere

tener

gli allievi

più di mezz'ora nella sles-

sa cosa, di farli spesso

muovere
si

e cantare
svelti
le

una

società senza religione,
in prinisti-

strofe morali,

il

che serve a tenerli

d un'istituzione diesi era diffusa
tuzionein
lotiche

e allegri.

A mezzodì

distribuiscono
il

cipio solo ne'paesi protestanti, d'un'
fi

minestre, una o due secondo

bisogno,

ne che anco in alcune

citi

àcat-

sembrava
religione.

di tutto occuparsi fuori

che di

Fero savi e caritatevoli seppero sceverare I' oro da) fango, indi

ed un poco di pane, serbandosi per la me» renda quanto fanciulli han portato. Quindi vanno al giardino o piazzale annesso
i

alla scuola

per ricrearsi, ove sono pali e

scu
altri

strumenti ginnastici, per favorire
si

lo

locarsi
le
ti

S C U 67 ambedue in una delle maggiori sanelle cifre. iNel

sviluppo della persona. Poi
gli esercizi, e la sera

riprendono
in famiglia.
i

del municipio, in proporzione de' lasciivi stabiliti

tornano
ritrae
i

MemoranMar-

Quindi
vantaggi

il

cardinal Monchini rimarca
sociali

dum
to

del religioso conte Solaro della

da queste scuole, anche sanitari. Nel 840 pubblicò in Venezia il conte Nicolò Friuli, Discorche
si

garita.già ministro et. "segretario di sta-

per gli affari esteri di re Carlo Alberto, pubblicato nel 1802 a Torino, a p. 3o5
eseg. parla dell'opposizione di mg. "Fran1

so -titoli a<di infintili e sulla lo r o utilità particolarmente in Venezia. Come prcsideutedi quella commissione «'medesimi preposta, nel
1

soni zelante arcivescovo di

mina

fatta dal re di d.

Torino alla noFerrante Apolli

847
eli

nella solenne

adunan-

a professore delle

za tenuta nel palazzo ducale, di rendiconto a'pii oblatori

do, le quali

nuove scuole di metohanno una tendenza che non
una parola
l'

loro offerte, dimostrò

è a favore della religione, dell'autorità
e dell'ordine, in
lo

con calde
nel n.°

e eloquenti parole,

63

del

Diario di

come leggo Roma: I van-

chiama

perfido insegnamento, di cui

Aporti era
ch'egli

taggi, che derivano dagli asili infantili,

propagatore
la

in

Lombardia
le

e perciò cele:

non tornano utili soltanto al povero, ma a tutta la società .-fondandosi specialmente su questo argomento, che con l'educazione religiosa e civile
essi

brato da tutte
deplorò,

coorti liberali

ma non

potè impedire,

men-

tre l'arcivescovo avea proibito agli ecclesiastici

ne prepara-

d'intervenire alle scuole di meto-

no membri

utili e

morali, d'oziosi e forse
il

perversi che sarebbero rimasti senza

lo-

in Torino. Aggiunge, che si dispensò dal giustificare l'operato del re, ad

do aperte

ro provvidente soccorso. L' adunanza fu

Onta delle rimostranze dell' arcivescovo,
col

onorata dal viceré arciduca Ranieri, dal
cardinal

Papa Gregorio XVI, per essere d'avil

Monico patriarca, dalla

reale

du-

viso

conte: » doversi usare gran delica-

chessa di Berry, e da colto e fiorito uditorio. Nella

tezza trattando quest'affare, essendo que-

maggio
nsili di

1

Gazzetta di Venezia de'17 853, riportata dal n.° 116 del

stione d'A porti considerato a

Roma come
d'infan-

l'introduttore in Italia degli
zia,

asili

Giornale di

Roma

,

leggo qualificati

gli
il-

secondo

il

piano dello scozzese
dal

Owen

carità per l'infanzia di quella
;

protestante capo d'una setta

lustre metropoli, una delle p ù «ante e benefiche istituzioni della medesima ; che
in

niana {T-); che
del santo
lo stato pontificio

fin

San-Simoi837 d'ordine

Pad re si era

diretta a'vescovi del-

nessun luogo più largamente

si

diffuse
l'in-

una circolare per proi-

e con più

abbondanti
e

frutti, sia

per

bire

le

scuole infanti li, quelleappun lo pro-

dole

umana

generosa de' cittadini,

sia

per le cure indefesse della benemerita com-

tere

mosse dall' A porti, e doversi assai rifletprima di pai lame ". A pag. 5oq poi
dicendo nuovamente
il

missione che
gli asili di sole

li

governa. Quindi vivendo
si

e seg.
nsili

conte, degli

spontanee oblazioni,

vol-

d'infanzia e scuole elementari, e delsi

le

slimolare ulteriormente,
la

come

de'vivi,

l'insegnamento popolare, primamente

anche
te.

carità dei morenti,

onde

chi

li

esprime

così.

» Se non
le

ho avversato

le

li dimentichi in morA questo fine la commissione slatin, comesi pratica in Milano ealtre città d'I-

soccorse in vita non

strade ferrate,

altre utili invenzioni,

d'influire

macchine a vapore, ed ho bensì procurato presso al re, perchè non fosse
asili d'

talia,

verso «'benemeriti delle cause pie,
a' posteri
il

cosa facile a permettere
cassero
tar col
diti,

infanzia
si

di

tramandare
di chi

nome
si

e l'ef-

e scuole elementari, nelle quali
i

edu-

fìgie

per testamento

ricordasse

degli asili; quello in lapide incidendo, questo

popolo non a diventempo buoni cristiani e buoni sudfigliuoli del

erigendo

iu

busto col

marmo, da

col*

ma

a diventar indifferenti in religio-

68
rati a

S C

U
il

scu
n.°

ne, e intolleranti d'ogni autorità, prepa-

184

del

Giornale di

Roma

i852,

dar mano a qualunque ribellione nel gran dì che fossero maturi piani di Carchi quelle istituzioni promoveva lo Alberto non era persuaso di tanta nequizia, nondimeno fu per gran tempo sua ferma volontà, che gli asili fossero adii

discorre della statistica generale degliasili

infantili della

monarchia

austriaca, nei

quali
5

sono ricoverali ed educati più di
fanciulli.

i4 ooo poveri
dia nel
li,
1

Che

in

Lombarinfanti-

847

si

contavano 5q

asili
si

indi se ne chiusero 7 e poi

aprì quello

ma la sua eludeva sotto mille pretesti, e si andò disponendo l'educazione laicale, vero avviamento alle riforme religiodati a corporazioni religiose,
•volontà
si

di

Varese; e che

carità privata,

tutti sono mantenuti da Ila che continua a sussidiarli

con grande impegno. Nella medesima monarchia e in Vienna fioriscono
tuti
i

pii isti-

se e politiche".

Quindi l'encomiato conte
i

chiamati Presepiio Ricoveri de bam-

limpidamente dichiara
gioni di
tal

motivi e
all'

le

ra-

bini, fondali

sua contrarietà

insegnariferisce
a
,

cia e del Belgio,

ad esempio di que'di Franche secondo il narrato

mento popolare. Arroge quanto
Ja Civiltà Cattolica, nel
t.

nel

n.°8y del Giornale di Roma deli853,
degli anelli della catena degl'isti-

2, serie 2.

p.

è

uno

204,

sulla simpatia dell'eretico concistogli asili infantili

tuti di

beneficenza e di generale

utilità,
il

ro valdese per
quali
offrì

di Torino,

scopo dei quali è raccogliere durante

creiti sotto gli auspicii dell'ai). Aporti, ai

oblazioni di denaro e lodi. Inol-

giorno bambini e fanciulli delle classi più povere, che sono ancor troppo piccoli per
essere

tre a p.

e 3j^. dello stesso volume, parlandola Civiltà Cattolica della guerra rinnovata dai libertini contro la Chiesa

366

ammessi

negli

asili

infantili,

con
così

vantaggio non
attendere
sepii

meno

della sanità di essi
le

che delie loro madri,

quali

ponno
I

a'giorni nostri, tra

le arti

usate e

le isti-

ai giornalieri

guadagni.

prelocali

tuzioni da loro o inventale

favorite, ec-

raccolgono e alimentano, in
arieggiati,

co come si esprime. » Aprirono scuole not-

turne per
di lavoro,

gli

artigiani,

asili

per l'infanoperai privi

zia, opifìcii

pubblici per

gli

congreghe di mutuo soccorso. Organizzarono associazioni fraterne or segrete or pubbliche, con gerarchia e governo e leggi e cassa comune. Stamparono catechismi politici e istruzioni popolari, e le diflusero e le

bambini e fanciulli non malati che poppano o già poppati, dell'età dai i4 giorni fino ai due anni, di poveri e bravi genitori, che lavorano fuori di casa, verso un piccolo compenso, dagli
bene
ultimi pagato.

La madre

vi

reca

il

bam-

bino
sera.

fanciullo la mattina, e lo leva la

Se

il

spiegarono ne'croc-

pato, viene la

bambino non è ancora spopmadre ch'è al lavoro dudi altre feste, questi sta-

chi e nelle amichevoli adunanze.
sta parte

Que-

rante l'ora di riposo ad allattarlo. Ne'giorni di

massimamente

dell'associare e

domenica o

istruire, che è la pratica più potente di

bilimenti sono chiusi.

Un

medico

li

visita

Dio, essi vollero appropriarsi, bene intendendone la forcui fa uso la Chiesa di

e sorveglia quolidianamentejalcune guar-

diane de'bambini e fanciulli hanno cura
del necessario loro trattamento;

za".

Non credo
le

del tutto estraneo

il

ri-

donne be-

cordar qui
del

idra del Socialismo (?'.), e
cui feci

nefiche vegliano su ciascuno stabilimento, eh' è diretto

teismo, a

comunismo, di Povero e

altrove.

cenno a PanPerò convie-

da un comitato de' suoi
siffatti

fondatoli.

I

molti vantaggi quindi che depresepii,
si

ne ritenere che
le
li,

gli altri asili

e le altre scuo-

rivano da ciascuno di

notturne sieno diversamente informa-

imperocché quanto
le

agli asili

(mentre

fanno sentire in molti sensi,ch'è facileconccpire; diminuiscono il pauperismo, il proletariato, la povertà; e contribuiscono alla salute e

sulle scuole notturne, oltre

a dire,

quanto vado descriverò a Scuole di Pioma)

robustezza de'bambini e fan-

e

scu
ciulli,

SCU
areligiosi è stata, oltre la religione,

69
una
nel

favorendo

altresì la diffusione della

vaccinazione o inoculazione del vainolo.

delle ragioni che

hanno contribuito

Alcuni chiamano
fantili,

i

presepii e

gli asili in-

secolo
tere

supplementi materni

istituiti

pei

cambiare il caratnazionale degl'italiani. Senza discue dipoi, a

XVI

bacobiui e fanciulli su'quali non può, e

tere, se a

quell'epoca gl'italiani avessero

pur troppo non sa o non vuole la materna sollecitudine praticare propri amorosi doveri, con grave danno della società. Gli asili infantili non vanno confusi
talvolta
i

col santo istituto della

Santa Infanzia pel
de'bamScuole di Ro-

battesimo

e raccogli mento in asili

bini cinesi, di che tratto a

ma. Altra benefica istituzione per l'istruzione e educazionedell'artigianoedel po-

vero sono

le

Scuole notturne,
i

istituite in

cambiato o no di carattere, il p. Grossi mostrò colla ragione e colla storia, che le scuole pubbliche ini talia nulla a veano perduto sotto la direzione degli ordini regolari, che sempre e ovunque ne furono benemeriti. Egli rapidamente discorse servigi resi da queste corporazioni alla filologia e alle scienze, e provò che nelle loro scuole non solameute trovavansi tutti quei pregi, che il Sismondi ammira in quelle
i

Roma nel 18 rio di Roma
altri

Gal dire del n.° 5i del Diad
1

di maestri secolari,

ma altri

ancora e bere

847 neliSig per opera
1
>

° meglio secondo
di

più importanti de'primi, quali sono quelli

Giacomo Canello sta-

che

si

riferiscono alla religione ed ai
I

soglio

romano, dipoi propagate

ni costumi.

difetti stessi

che

il

buoSismondi
cou-

to pontificio ed altrove, per cui
tai
ii.°

come none tratto a Scuole di Roma. Leggo nel
ì

rimprovera
p. Grossi

alle scuole delle diverse

gregazioui religiose, somministrarono al

3 5 del Giornale di
in

Roma del

i

85a,

un argomento per
,

difenderle.
i

che

Venezia

la

reale scuola superiore

Egli provò chiaramente

che

religiosi

offre lezioni di diseguo applicato ai
stieri e alle arti

meper
le

non sono appunto
si

indifferenti ai progres-

meccaniche,
le

in

alcuni gior-

ni della

settimana, ed
escluse

in tutte le feste

de'loro allievi, e che il voto di povertà che fanno, lungi d'essere uu ostacolo al

gli artigiani,

solennità

;

che

pubblico insegnamento, è piuttosto
pregio di superiorità che hanno
essi

un.

scuole serali d'inverno e

le lezioni festive

sui

pe'medesimi artigiani si andavano diffondendo, e che a Padova e nella provincia,

maestri

laici.

Confutò egualmente altre
che sono in uso

opinioni del Sismondi sulla disciplina e
sulle pratiche di pietà,

come

a Vicenza eransi aperte cotali

isti-

tuzioni.

Leone XII approvò
la

la

congrega-

ne'collegi e nelle scuole d' Italia, e

zione de'sacerdoli Oliati di Maria

f

er-

cluse che

all'

conepoca del concilio Triden-

gine di Pi nero lo (F.),

quale ha pure
gli

tino, epoca dal Sismondi assegnata pel
1

per istituto di combattere e confutare
gere buoni libri per
Nella benemerita

."puntodi decadenzadell'istruzionepub-

errori in materia di religione, con isparla retta istruzione.

blica, gl'italiani

non aveano punto degefos-

nerato da' loro antenati, od almeno che questa degenerazione,sepur una se ne
se verificata,

ne cattolica
il

di

Accademia di religioRoma, a'i6 luglio ibbr)

non potrebbesi ragionevol-

p.

Grossi gesuita, prefetto degli studi

mente

attribuire uè alla religione, né al-

e professore di lingua greca nel collegio

l'educazione. A'nostri tempi diverse nuo-

romano, lesse una dissertazione egregiamente ragionata, come rilevò il cav. Artaud nella Storia di Pio FUI, 1. ,cap.g, per confutare l'opinione di Sismondi, il
1

ve istituzioni di religiose per l'istruzioue

ed educazione delle giovinette si sono fondate, di che

vado discorrendo ue'luoghi
li

ove sono, o che

riguardano, solo qui mi
figlie del

(piale nella

sua Storia delle repubbliche

piace ricordare le

Sagro Cuore

italiane del

medio evo , pretese provare

di Gesh( F^con educandati e scuole pubbliche per
le

che l'educazione delia gioventù, adiduta

povere, approvale da Gre-


eoiio

scu
XVI;
eli
il

scu
la pia

quale encomiò pure
{!'.),

bile e utile istituto
secoli di

che possediamo
le

;

nei

che sorveglia anco alla buona educazione, una diramazione della quale è la pia opera di s. Raf/ faele (f -) che cura ancora onde giovinetti sieno assidui nel portarsi alle pubbliche scuole elementari. Inoltre Gregorio XVI eresse in congregazione desiderici secolari la pia società delle Scuole di
opera
s.

Dorolea

mezzo
il

ci

ha introdotto

scienze

e

le arti belle,
si

ed in tempi più recenti ad
la

essa

deve
il

loro rinascimento e svilupchiesa catto-

i

ì

po. Colui

quale accusa

nemica alla coltura dell'anima, moslra di non conoscere la sua stolica di esser

ria o di voler calunniarla. All'influenza onnipotente de'romani Pontefici è dovu-

Coiilà {I7 ), pe'poveri fanciulli e per le povere giovinette; non che approvò canonicamente la congregazione religiosa dell'istituto della

to tutto quello

che

esiste di vero, di
civiltà.

gran-

de, di benefico nella
specie di cognizione
la

quale la

Vi ha una Chiesa non
religione,

Carila (V-), fondata

in

Do-

promove, una cognizione senza
si

modossola dal dottissimo sacerdote conte Antonio Rosmini, anche per l' insegna-

terrestre, voluttuosa, diaholica: gli effetti

rilevano dalla storia d'Europa negli ul-

mento nelle scuole. Nel t. 3, p. 383 gli Annali delle scienze religiose , serie
si

de?..%

80 anni; il suo frutto non fu altro che ribellione, sedizione, immoralità, emtimi
pietà, o
teria

loda molto e
:

si

rende ragione

dell'

o-

almeuo

l'indifferentismo in
I

ma-

moderne scuole di J. TV. Karl } Magonza 1846. Essa è di."Ginnasi e licei in genevisa in 6 capi:
pera
Sulle antiche e
1

non ponno sanzionare o raccomandare qualunque sistema di educazione opposto o pericoloso
di religione.
cattolici

rale. 2. °Jnsegnamenlodi vari
di. 3.°

rami

di stu-

olla nostra fede e alla nostra Chiesa, fuori della

Uso

nelle scuole degli autori pa-

gani. 4-° Università. 5.° Antica e
filosofìa. 6.°

Uso

della

nuova lingua latina. Conla

quale non vi è salute. Qualunque insegnamento opposto a questa dottrina, o che conduce a indebolire le menti de'giovani,

clusione. Nel n.° ii€>àe\V Osservatore Ro-

dobbiamo pronunziarlo
degno
di

inetto pei

mano

del i85i

si

riporta

dotta e sag-

cattolici e

censura. L'insegna-

mg. r Cullen ai ci vescovo d' A r» magli e primate d'Irlanda, sull'insegnagia lettera di

mento misto è
tolica, e

pericoloso alla fede catdi

capace

seminare

nelle

anime
se

mento nazionale di quel regno, relativamente alla formazione d'una scuola normale
lato,

tenere
tali
ti'

il

seme

dell'indifferentismo, e che
i

siano stati

suoi effetti

dovunque
i

di sistema misto.

Dice
la

l'illustre

pre-

è fatta l'esperienza.
cattolici

E
la

un

fatto triste

che l'educazione è
oggidì, e
la

gran questioin ogni al-

che molli

inviano

loro

figli

a

ne

d'

religione della futura

scuole protestanti, dove

nostra religione

generazione

in Irlanda,

come

tro paese, deve dipendere in gran parte

dal carattere che
essere
la

le

sarà dato: ella

può

sorgente di molti beni o di molli

vi sono molli esemtremendi d'apostasia. Quellescuole nazionali dirette da ministri protestanti che cercano di far proseliti, sono pericolosis-

è combattuta, e dove
pi

mali.

Non si può essere mai haslan te mente

sime

ai

giovani cattolici.

Lo scopo
:

delle

poiché sotto un cattivo sistema d' insegnamento gli animi di coloro che
vigilanti,

scuole normali non è altro che

lo svilup-

po dell'educazione mista
niti; in esse

maestri prote-

sono

stati

riscattati dal

sangue

di

Gesù
sa-

stanti, presbiteriani, cattolici vi

sono u-

Cristo potino essere a pericolo di perdersi

giovani d'ogni religione sono
cos'i

o di ricevere delle impressioni che non
ia mio

invitati a frequentarle, e

v'ha una

mai caliceli a te. Lo spiri lo del la Chiele

mistura

la

quale è tutt'allro che cattolica.

sa è stalo la causa della civilizzazione e

Tutto
allievi

il

sistema tende a persuadere agli

dell'educazione di tulle
terra
;

nazioni della

ud essa siamo debitori d'ogni uo-

V idea assurda, che ogni religione è egualmente buoua,e cosi tale idea è ne-

scu
quale è una e esclumica alla verità, siva di sua natura. Questo sistema è anche diretto per mettere in mani d'un gola

SCU
de'corrotti costumi
,

7

i

e provvederla gra-

tuitamente con amore paterno di educazione cristiana, adoperandosi con

verno protestante l'educazione d'una popolazione cattolica. A Scuoledi Roma parlo di
s. s.

zo a promuovere

il

tal mezmaggior bene della

religione e della società civile.

Come

di

Nicola arcivescovo di Mira e di

altre congregazioni benefiche, piacque alla

Luigi Gonzaga gesuita, protettori delle

provvidenzadivina dare a questa tenui

scuole edegli scolarle del vocabolo vacanza, vacantia, riposo. Oltre igiàcitati gradi

principii, poi sviluppati a

mano

a

mano

o conforto degl'istitutori e de' bisognosi
della salutare e caritatevole istruzione e

accademici, con premi, medaglie, coma bene studiare, ed

pensi eonorificenze,sono lodevolmente eccitali "li scolari
all'effi-

disciplina nella nobilissima città di
zia.
Il

Venech'era

seniore de'suddetti
allora sacerdote

fratelli,

cace gara dell'emulazione, di che discor-

anche

ro

in tanti luoghi,

ed anche a Scuole cri-

stiane. L'uso di mettere alla

prova con

esperimenti e saggi, nel fine dell'anno scolastico, ed in pubblico, il valore letterario e religioso degli scolari,

(mentre il giuniore lo fu soltanto quattr'anui dopo),impegnandosi ad ammaestrare e custodire i giovanetti maleducati o dispersi, pe'consolanli e copiosi frutti che ne raccolse, si
sentì ispirato di consagrare tutto se stes-

produce otsi

timi effetti per le pubbliche premiazioni.

so a così utile ministero.
ciò dal raccogliere
la

Con questo possente mezzo

provoca

gioventù

Quindi cominili un o-

vieppiù ne' giovani l'amore allo studio, ed a superarne le fatiche per lo stimolo
dell'onore e dell'emulazione.
la
i
i

ratorio ne'dì festivi per
stiana pietà,
il

gli esercizi di cri-

quale

si

aprì neli.°magi

premio e lode sono sprone e conforto a maggioIl

gioiSoa conggiovanetti,
ad unirsi
a loro;

quali col loro

edificante conlegno indussero molli altri

studi e a maggiori virtù; e riescono di grande consolazione ai genitori, ai parenti, agli amici, e compiacenza ai concittadini, pel riconosciuto progresso nelle di-

onde

il

direttore

li

ra-

dunò eziandio fra settimana non solo per ammaestrarli
spettivi bisogni,

in sua casa,

negli
a'

studi
rii-

proporzionali alla loro età ed

loro

scipline morali, religiose, intellettuali sia
scenlifiche, sia artistiche. Cosi
s'

ma spechdmente

per

infiamsi

struirli ne'doveri di religione, nella divota

mano

le

menti

di nobile

emulazione,

frequenza de'sagramenti,e per formail

acceude l'amore

di profittare degl' inse-

re

loro cuore secondo gl'insegnamenti
i

gnamenti nel tempo prezioso della tenera età, e si provoca l'assidua frequenza alle scuole. Da tempo antico si usa il suono della Campana (f^-), per convocare gli
studenti e
gli scolari alle

del vangelo. Nelle feste poi, olire
sercizi,

pii e-

incominciò con innocenti ricreaa tal

zioni a distrarli dal conversare co'caltivi

compagni, ed
di

uopo

fu

provveduto un

scuole, ai col-

orto vicino all'oratorio che prima serviva

legi, alle università, ai

seminari.

trattenimento

agli sfaccendati.

Per

l'i-

SCUOLEDI CARITÀ". Congregazione ecclesiaslica
rutnCharitatls.
di sacerdoti secolari,

struzione de'giovani, aumentati di
susceltibilidi coltili a, fu preso

nume-

Con-

ro e particolarmente di quelli ch'erano

gregario clericorum saecularium Schold-

un maestro,
essi

Ebbe

origine questa con-

perchè non essendo

le

pubbliche scuole
povertà ad

gregazione da un fervido sentimento che

ancora

istituite, la loro

Dio

infuse nel cuore dei veneti nobili fra-

telli Anton' Angelo eMarcan Ionio con tiDe Cavanisdi dedicarsi a preserva re con ogni modo possibile la gioventù d'ambo sesi

non permetteva di procurarsi una letteraria coltura. La nuova gratuita scuola
fu aperta a'a

gennaio i8o4,

in

un locale
lupiìi

contiguo alla casa dell'istitutore. Nel
glio

si

dal coutagio delle perverse

massime

e

1806

si

acquistò un locale

grau-

72

scu
fedeli.

scu
scoiò spirituale di tutte le sagre funzioni,
alle quali assistono nelle chiese
gli altri

de per dilatare il pio istituto, dopo superati uou pochi ostacoli, ed essendo palazzo vi si potè formare l'oratorio e l'orto ch'eransi perduti. Tuttociò promosse miinabilmente l'ingrandimento della pia o-

Tante industrie
furono
i

e fatiche prospe-

rando

colla benedizione del Signore,
frutti;

me-

ravigliosi ne

venne

dissi,

perà, e richiamò

il

concorso di nuovi asi

lunni alle scuole; quindi meglio

rego-

pata in molti giovani l'ignoranza tolti furono da' pericoli cui era esposta la loro

larouo

i

metodi e

si

forni di maestri opi

tenera età, coltivati gl'ingegni con provvidi

porluni, emeritò l'islitutoa'Gapiilei 8

2

ammaestramenti, multi con opporincamminaronsi
nell'e-

J'autorizzazione del ministro di pubblica
islruzione del governo italico, per cui con

Limi soccorsi divenuero laboriosi e fervidi sacerdoti, altri

patente furono approvati

i

maestri per

seicizio delle ai
tri

ti

operosi e morigerati, alin

l'insegnamento che
lo stabilimenlo, e

vi

si

esercitava nelle

s'impiegarono lodevolmente

publ'in-

lettereenelle scienze; i quali direttori del-

blici uflizi, altri in fine

divenuero buoni

come occupali
gl'istitutori

in carità-

padri di fa miglia. Mentre si sospirava
zione, per felice ventura nel

tevoli scuole

furono esentati dal consueto
da
tratti sì

comiucianienlo della divisata congrega-

esame. Confortati

dicembre

manifesti della protezionedivina, bramosi

18 i5si recòaVenezia l'imperatoreFrancesco
I,
il

d'ampliare l'opera pia, pieni
di fiducia in

di

coraggioe
altro vasto

quale tratto dalla riputazione
il

Dio acquistarono
il

grande ch'erasi acquistata
istituto a'
1

benemerito

recinto di fabbricato con bell'orto. Inoltre

2 del detto
coti

affrontarono

peso di stipendiare altri

presenza, e

i

mese l'onorò di sua amabili maniere confòr-

maestri, soccorsero molti alunni, sebbene

fratelli

conti
i

De Cavanis

istitutori,

i

giada qualch'annoaveano dato principio adallro stabilimento per provvedere gratuilamente
all'

maestri ed
in solenni

molli giovani, di tutti

amo-

revoltuente informandosi, e dichiarando

educazione e rifugio di

modi

la

sua piena soddisfazio-

molte pericolanti donzelle.
sursene'fondatori
fratelli
il il

Fu

allora

che

ne, e desiderando che la caritatevole isti—

religioso pen-

tuzione fosse stabilmente rassodata, per

siero di assicurare

fiorente slabilimenla

ispontaneo impulso l'accolse sotto
sii tu tori,

la

sua
gl'i-

to di sussistenza,
di apposita

mediante
la

fondazione
0-

augusta protezione. Cosi incoraggiali
ziosa del
tortati a

congregazione ecclesiastica,

ve potesse introdursi

successione pe-

renne
rito di

di sacerdoti zelanti, i quali collo spi-

implorarono l'espressione grasuo beneplacito per essere condar opera all'erezione canonica
reli-

vocazione

al

caritatevole ministe-

della divisata ecclesiastica congregazione,
al

ro

si

dedicassero ad esercitare l'amoroso

che annui prontamente l'animo
li

nffizio di padri, senz'alcuna

retribuzione
la

gioso del pio monarca, e poi

donò

di

uè pubblica, nò privata, verso

gioven-

2000

fiorini.

Nel tempo delle trattative
si

tu bisognosa di educazione, affidandosi
del tutto nella provvidenza divina. Fiat-

per l'effettuazione della proposta congregazione,
a'

16 aprile 1817

ottenne dal
sta-

tanto

si

fece la divisione nell'oratorio dei

patriarca Milesi facoltà di vestire 6 chieliei

grandi dapiccoli, per adattar l'istruzio-

per essere idonei cooperatori allo

ne ed

i

pii esercizi
le

a tenore

dell' età; si

bilimento, all'uopo allestendosi conve-

molliplicarono

cure a

utilità del ere-

scente istituto, si raccolsero alcuni giovani a convitto, e s'implorò e

ottenne di pò-

A confortare maggiormente LUI, p. 1G2 come Pio VII neh 8 7 donò agì' istitutoniente casa.
l'istituzione, narrai nel voi.
1

ter fare nell'oratorio scolastico tuttociò

ri fratelli

il

proprio maestoso palazzo Cor-

che ha luo^o negli oratorii pubblici, acciò i giovani vi potessero trovale il pa-

ner, esua galleria di quadri e mobili, di

Yciie£Ìu,ubeueiìzioc \aulaggio della Iura

-

SCU
duplice istituzione pe'giovanelti e perle
donzelle, con facoltà di servirsene libera-

SCU
Pyrkergli
rilasciò
il

73

mente, ed anche di alienare

tutto pel

un onorevolissimo pasturale attestalo; Leone XII nel 1828 col breve Quaej'ani,\o dichiarò benemerito e lodò
zò,
i

bene
ni;

delle suddette caritatevoli islituziosi

fratelli istitutori

cui l'indiriz-

come

trovò necessario di fare per le

angustiedei tempi calamitosi.
sta

Dopo que-

magnanima dimostrazione di clemenil

assimo pontilicio favore per consolidare
l'istituto,

patriarca Milesi invitò
il

i

fon-

datori a compilare

piano della congre1

anche per avere impiegato a tal fine i loro patrimoni, travagliando personalmente alla cura de'fanciulli e delle donzelle più povere, e per aver aperto una casa per educar de' giovani ecclesiastici, paternamente benedicendo alunni e fòri.»
datori. Pio Vili
l'istituto;
si mostrò benevolo con eGregorio XVI neh 83 spedi
1

gazione nel settembre 18 8, e poscia

l'ac-

compagno favorevolmente
governo. Dipoi
si

all'imperiai

fece al

pianoun'aggiunin Venezia,

ai fratelli istitutori

il

breve

Eo jam 3 con

la, relativa alle
nili,

scuole di carità femmiI

e ritornato Francesco

a*23 febbraioiSig onorò di nuova graziosissima visita l'istituto, esprimendo
silo
il

splendidi elogi per impiegar l'opera loro, ed ancora le proprie sostanze in patria, per ufficio di sì grande importanza, ap.

provando

le

scuule di carità

come

i

pre-

desiderio di vedere eretta

la

congre-

decessoli; animandoli a proseguir la for-

gazione, pel suo

gazione altrove,

il

mantenimento e propache animò fondatori
i

inazione della congregazione perla loro
slabile sussistenza, e
di loro

donando

a ciascun

a sollecitare l'emanazione del definitivo

decreto, ricevendo dal munifico imperatore

una medaglia d'oro, oltre la sua benedizione, estesa anche ai cooperatori
e agli alunni. Nel declinare

3ooo

fiorini di

sovvenzione.
il

deh 833 un

A'iq giugno l'imperatore segnò
spiralodecretoconalfelto paterno,
le fu
il

so-

ignoto benefattore

offrì locale e

qua-

suvvenimento, per

la

generoso fondazione d'una

seguilo da quello

ilei

patriarca.

QueGiù-

casa con iscuola di carità, nella cillà di

sto ottenuto, a'27 agosto

1820

sotto gli
s.

Lendmara

nella provincia del Polesine,
1

auspici! del principal protettore

seppe Calasanzio,

si

aprì

la

casa destinata

ad accogliere quanti volessero dedicarsi a disporre la nuova congregazione: vi cuIrò l'anziano de'iondatori,

dove si aprì nel 834- a'6 marzo. Mancando la congregazione della pontificia solenne e canonica istituzione, uno degl'isti tutori fratelli

neh 835si

recò a

Roma
XVI,

dovendo

l'ai-

a presentarne istanza a Gregorio

tro assistere

la

madre ottuagenaria,
gli

tre

con facoltà eziandio di potersi diffondere
altrove.
colse
la

giovani e un laico; indi successivamente
si

aumentarono

alunni

,

e

convenne

Con somma benignità il Papa acpersona e la domanda, mostratiad esaudirli; ed
in fat-

ampliare con uuovoacquisloil locale per
abitazione loro.
ingente

dosi dispostissimo
li,

Ma

essendosi speso tra

col

breve

Cam

Christianae 3 de'2 igiu-

acquisti, l'istauri e riduzione di locali

una
le

somma,

restarono abbattute

gnoi836, Gregorio XVI, altamente Iodando sacerdoti conti De Cavanis, e le
i

forze de' fratelli istitutori e gravati di de-

scuole di carità e

la

congregazione da

Io-

onde alcuni che nell'opera vedevano cosa umana, menti e patentementedo\ea considerarsi prodigiosa e divina, conbili;

ro

istituita, colle

quali mirabilmente vie-

ne provveduto all'educazione cristiana
de' giovanetti e delle donzelle, affinchè
lale istituto

siderato

il

suo abbietto principio e rapi-

non abbia mai a

perire,

ma

do progresso, prognosticarono prossimo
Scioglimento all'istituto. Tullavolla
stillilo
l'i-

vieppiù col divino aiuto prosperi e
sci,

fiori

trionfando d'ogni ostacolo, pio-

dopo maturo esame, formalmente approvò e conlermòcon autorità aposlofica, la

giedi iu aumcutu; uel

i8z3

il

palriuieu

Coii&rcgaziune de' òuccrduu ±c-

7

4

scu
tori
zio,

scu
ad imitazione
di s. Giuseppe Calasancelebre negli annali della Chiesa, e

colorì delle scuole di Carila, solamente pe'maschi, fondata in perfetta comunità
in Venezia, che
tria,
]i

chiamò seconda sua paagli ascritti,
i

con voti semplici

qua-

sotto gli auspicii della ss. Vergine delCarmine. Terminò col dire, che questo isti-

dovranno essere soggetti agli ordinari, potendo propagarsi in altre città e Castella,

tuto ha un caratlere singolare per

con

sommo

vantaggio e conforto della

la sua ampiezza e straordinaria abbondanza dei paterni soccorsi, con cui si coltiva prin-

jcligione e della civile società. Nel

mede-

simo anno a' 23 settembre il Papa con decreto approvò le costituzioni della congregazione. Magnifici certificati in onore
e lode della duplice istituzione

cipalmenteil cuore de'giovanetti per formarlo ad una soda pietà. Nessuna condizione di giovani viene esclusa, e nessun

bisogno rimane dimenticato.
raccoglierne un

Il

mezzo per

emana-

numero
si

assai copioso è

rono

la

congregazione municipale della
il

una serie ben ordinata di caritatevoli scuole,

regia città di Venezia, ed
essa cardinal

patriarca di

ove
il

gli scolari

riguardano come
i

fl-

Monico

in

occasione della
1

gli;

fine

che si propongono
amatissimi loro
si

precettori, è

sagra visitaci quale inoltre nel
blicò colle venete
sti
:

838 pubstampe de'Mechitariisti-

di fare agli

gior bene che

possa.

allievi il magSono quindi in-

Omelia

recitala nella pubblica

cessanti le loro sollecitudini, le loro fatiche e le loro industrie sono moltiplicate secondo l'esigenze de'tempi e le circostan-

tuzione della congregazione de' chierici
secolari delle scuole di Carila celebrala

solennemente. nel giorno 16 luglio

1

838.
beneisti-

ze diverse degli alunni. Altri però sono
i

L'eloquente pastore nel rendere

ai

molti aiuti che

si

somministrano a

tut-

merili e infaticabili fondatori e alla

ti,

altre sono le cure che particolarmensi

tuzione pubblici elogi, chiamandola miovo ornamento della veneta chiesa, rimar-

te

prendono per provvedere quanto è
a tutti è
il

possibile alle speciali necessità di taluni,

co essere sua luminosa prova del pregio e dell'utilità che la distingue, le molteplici e

Comune
il

pascolo quotidiano

delle cristiane istruzioni;

comune
sia

a tutti

concordi testimonianze rese dalle
dell'

provvedimento d'una salutare
si

discipli-

primarie autorità
rleslà

una

e l'altra pò-

na, per cui

vuole che

ciascuno acalle scuole,

per

enumerò
stiluto
il

sua stabile sussistenza, che e descrisse; che esaurito per l'inon tenue patrimonio de' suoi
la
essi

compagnato da buona guida
sa;

e ricondotto egualmente alla propria ca-

comune

eziandio sopra di tulli è

l'ai-

fondatori, ed

impoveriti ebbero

l'èil

tenta vigilanza sulla privata loro condotta e sui loro

roisrno di limosinare pe' loro poveri,

portamenti, quando
i

si

uni-

perchè prontamente accorsero a sostenerlo le offerte de'buoni, di cui non ebbe mai
penuria
tri

scono a frequentare
stituto;

vari esercizi dell'i-

comune

in fine

riguardo a

tutti

la

pietosa Venezia, e di tanti al-

è l'impegno di confortarli con amorevoli

generosi di altre città, mossi dal

buon

ammonizioni, con ricreazioni innocenti,
coll'addestrarli alla pratica del cristiano

odore sparso dal merito singolare dell'opera, e precipuamente dell'imperiale famiglia (fra'quali l'imperatrice Carolina

coslume, e con ispirare ad essi filiale fiducia, e pronta e amorosa docilità verso
de'lot o caritatevoli istitutori, sicché la nu-

Augusta

di Baviera, gli

assegnò un fondo

patrimoniale in perpetuo, esempio imitato dall'imperatrice

melmosissima scolaresca

viene a formare

degna),

tutti

Maria Anna di Sarmunifici verso le ben siste-

come una

sola famiglia.

Che

se poi in ai-

mate scuole

di carità, e la

buona

e saggia

cimo si scorge qualche speciale bisogno, non si ricusa d' aggiungere, nel miglior

educazione de' giovani e delle donzelle, secondo le norme propostesi dai fonda-

modo

possibile,

i

convenienti particolari

soccorsi.

Quiudi scorgendosi qualche gio-

SCO
vane d'indole ingenua e
si

SCU
di bel talento,
ci di

75

fresca e triste ricordanza, e

migra-

conforta con vali mezzi, e anche occorrendo con limo«.ine,per coltivare il suo ingegno: scoprendosi alcuna vocazione ecsi cerca di ben dirigerla e di condurla ad edetto e riconoscendosi in qualche alunno la necessità indispensabi-

do

clesiastica,

il valido eccitamento espresso dal regnante Pio IX nella sua venerata lettera de'3o giugno 184?, diretta agl'istitutori e divulgata colle stampe, laddove dice:

;

niJiil

JVobis optabilius guani ut ecclesia-

snci viri ,asperrìmis bisce praesertim lem-

le d' una continua assistenza, si assume nnche ii gravoso incarico del quotidiano man lenimento finché abbia compila l'èducazione, col qual mezzo si formarono

poribus, in christianam
tulis

et civilem juveneducationem procurandam strenue incurnbant. Oltre della ricordata Omelia,

linoni giovani della più misera condizio-

ne, che impiegarono

i

loro talenti a pub-

blico bene, sia nel sostenere importanti
uffizi

nel santuario, sia nell'ottano disino-

pegno d'impieghi ci vili. Lescuolepoi delle donzelle hanno un convitto di maestre
per educarle gratuitamente,
locale.
in

mi giovai in questo articolo de' seguenti due opuscoli documentati; Breve notizia dell' istituto delle scuole di Carità da vari anni fondato nella regia città di Venezia, Roma nel collegio Urbanoi835. Notìzie intorno alla fondazione della
congregazione de' chierici secolari delle
scuole di Carità, Milano
1 838. CR.ISTI AÌNE.Congregaziode'fratelli secolari, Congre-

separato

Lo scopo

di

questo femminile staeguale
i

SCUOLE
ne
religiosa

bilimento è

in tutto

al fine cari-

latevole che indusse

sacerdoti
il

De Cavaprovvedefiglie col-

gatto

Fratrum Scholarum Christianasi fa

nis a quello de'giovani, cioè

rum. Quest'istituto è una benemerentissima società, nella quale
professio-

re principalmente all'educazione distia-

na,e formare insieme

le

povere

ne

di tenere
la

gratuitamente

le

scuole per
il

l'ammaestrarle ne' donneschi lavori a guadagnarsi il pane colle loro oneste faliche, trovando esse nelle loro pie educadici altrettante madri impegnate dal

insegnare

dottrina cristiana,

legge-

re, lo scrivere, l'ortografia, la

lingua ita-

liana, l'aritmetica, ed in alcune

anche
si

il

disegno.

I

membri

dell' istituto

chia-

sentimento
possibile

di

vocazione, e dallo spirito
fa

\\ku\o fratelli,

d'un'instancabile carità a

re

ad

esse ogni

né aspirare
si

allo stalo ecclesiastico,

né ponno essere sacerdoti, né far
detto genere di

tuzione,

maggior bene. Questa 1? pia istinon essendosi potuto provvede-

funzioni di chiesa, interamente dovendo-

dedicare

al

dementa-

le di fondi corrispondenti, vive degli sfor-

re istruzione.
to è di

Il

fine precipuo dell'istitu-

de' poveri istitutori da oltre 4° anni, non ha mai cessato la provvidenza divina di sostenerla, benché sia numerosa e dispendiosissima. La mancanza de'fondi impedì che si assoggettasse alla supreina pontificia sanzione, sebbene ricordaia con onore e graziosamente confortata
ii

e

dare una cristiana e conveniente a'fanciulli, che da'maestri iìcevono eziandio con l'insegnamento del ben vivere, istruendoli ne'misteri di noeducazione
slra
s.

religione, ispirando loro

massime
ed

cristiane. Col

mirabile disegno di procacai figli degli artisti
le

ciare

tali

vantaggi

nel breve Cinti

<

hristianae, di Gregorio

n'poveri furono istituite
ne; nelle quali pe'benigni
si

scuole cristiade'religio-

X\

[.Dopo che

l'istituto delle scuole

ma-

modi

schili aprì la casa di

Lendinara, niun'ales.

precettori, e per la bella e chiara

tra ne fu eretta,

benché da varie partisi
il

della Scrittura (V.} che insegnano,

siano fatte pressantissime istanze, per
sere troppo scarso

presto

vi si

forma ben recarono ad apprendere coinsegnamenti l'eleganza del
i

numero

di

chi vo-

g'i altri utili

glia dedicarsi alla caritatevole

impresa,
politi-

carattere,anche

giovanetti dici vile con-

forse a

motivo

degl'infelici

tempi

dizione, contentandosi alcuni di questa

76

SCU
re, vale a dire
i

SCU
Giansenisti (T
r
.),

primaria istruzione, comechè sufficiente a molli impieghi amministrativi, altri fa-

ed in

cui perciò tanto più necessaria rendevasi.

cendo

poi quel corso di studi cui

sono in-

Intese poi con ardore a fondare

la

prezio-

clinali.

La

universale propagazione del-

sa istituzione de'fratelli delle scuole crisliane, cui

l'istituto è

una luminosa

e irrefragabile

prova dell'immensa sua

utilità,

come

del-

chie di Reims,

provò nel ifiSo in due parrocs. Maurizio e s. Giacomo.

la saviezza de'fratelli delle scuole cristia-

ne, nel recarla alla società civile, alla
lale, alla religione,

moso-

onde giustamente

no segno

delle benedizioni e dell'amore

de'popoli. Autore di

benefico concepi-

mento

e glorioso

fondatore della congre-

gazione delle scuole cristiane, è il veu. servo di Dio Gio. Battista de-la-Salle, che

Convinto dell'utilità delle scuole, le unì una casa particolare, e dopo molte brighe e contrarietà per parte della sua famiglia, e d'altre persone che insorgevano contro il novello suo istituto, riuscì a farle ricevere a Piéthel ed a Guisa. Il servo di Dio provò molte inquietudini per
in

parte de'fratelli, ed ostacoli per parte dei

nacque da
aprile
i

nobili genitori in
il

Reims a'3o

grandi

:

egli

superò tuttocolla sua pazien-

65 i,

cui

padre era consigliere

za e col suo zelo; indi per dare a'suoi fratelli

del tribunale criminale di quella celebre
città.

un'idea del suo disinteresse e avvirinunzia del beneficio ecclesiasti-

Mostrò

fino dalla sua puerizia

un
il

cinarsi alla loro povertà, effettuò nel 168.3
la delta

carattere alieno da ogni leggerezza, ed

più tenero affetto per

gli esercizi di reli-

co a favore d'un chierico bisognoso, non

gione. Applicatosi quindi con grandissi-

ascoltando né sollecitazioni, uè
fratello,

i

legami
af-

ma

assiduità alle

umane
i

lettere e alle sa-

del sangue, che dovea fargli preferire suo
il

gre discipline, fece
versità, e
eli

primi sludi nell'uni-

quale era prete, laonde

si

andò

a compierli nel

seminario
lu-

fidò interamente alla provvidenza.
a Parigi per fondarvi

Andò

s.

Sulpizio a Parigi, e divenne dottore

nuove scuole,

e fu se-

in teologia.

Non aucora sacerdote, a'g

guo

delle persecuzioni de'maeslri di scuo-

glio

1666

era stato eletto canonico della

le e di altre città,

metropolitana di Reims. Avendo perduto
i

ta de'giansenisti,

segnatamente della setnon che di parecchi susi

suoi genitori nel

1

67

£

e nel

s'impegnò

negli ordini sagri nel

1672, 1678,

periori ecclesiastici, di cui

sorprende-

quindi volendo rendersi utile alla sua patria, e per assicurare l'istituto delle suore delss.BambinoGesù,ch'era stato fon-

buona fede con calunnie. Le sue andate in Provenza, in mezzo alle traversie, fecero risplendere la sua virtuosa umiltà
va
la

e la sua rassegnazione. L' edificante ecclesiastico
la

dato da Roland, forse ad esempio delle

consagrava tutte

le

sue cure al-

Scuole cristiane del
lai

p.

a Scuola, ed

ivi

barre (di cui parpur dissi de'fratelli

moltiplicazione delle scuole, edalla con-

versione de' peccatori, ed avea talento e

delle Scuole cristiane d'Irlanda, istituite

maniere per muoverei cuori più indurati.

a imitazione di questa congregazione

)

,

Formò

le

regole e

le

costituzioni per la

canonico teologo della stessa cattedrale
di

sua congregazione, in
lo spirito

modo

stupendo per
in segli

Reims, ne ottenne

le lettere

patenti.

che v'infuse, onde meritò
le

Per non avere
verso
il

vincoli che lo ritenessero

guito d' essere annoverato tra
religiosi
fratelli
;

ordini

dali'esercitar liberamente l'amore attivo

osservò e fece osservare dai
visse fra loro;

prossimo, rinunziò poi
il

nicato, divise fra'poveri

canosuo patrimoil

ue'4o anni ch'egli
gli

ma

più per

esempi

di

sua santa

vita,

nio, e tulio diedesi all'istruzione dell'ab-

che per gl'insegnamenti dati loro
voce che per
iscritto.

per

bandonata gioventù,
i

nemici della
di

un tempo in cui religione disseminavano
in

Sempre coslanle nel

bene intrapreso, vi perseveròfiuoalla morte,

massimo

disunione e di aflcllalo rigo-

lasciaudo yià assai iu sua eccellente o-

scu
pera propagala con plauso di
tuffi
i

SCU
buogloria del suo servo
le
si

77

stenebrasse di luffe

ni, con immenso giovamento della religione e dello stato, e quale perenne monumento della sua eroica carità. Si porlo

nubi, di cui erasi cercato oscurarla. AI
il

presente

nome

del ven.

La Salleé

be-

nedetto
ropa, e

in tutta la

Francia, in tutta l'Eu-

a

Rouen, dove pure

Cu perseguitato, e vi
i

suoi giorni a' 7 aprile! 7 19 d'anni 68,altri dicono a Saint-

chiuse pieno di meriti

si può dire nell'universo mondo, dovunque sono penetrati suoi degni e infaticabili discepoli. Da lungo tempo si
i

Yon

presso Arpajon, nella casa professa

prosegue l'opera

di sua beatificazione;

il

dell'ordine da lui fondalo,

colmo

di

be-

processo apostolico fu compilato aParigi,
fìftouen ed a Reims. Le guarigioni straor-

nedizioni e compianto dall' onesta gente
di tutte le condizioni, nel confurto di ve-

dinarie e

i

favori speciali che

der prima
Egli

di

morire

stabilite
il

ben 20 case.

mero
sa

di fedeli

un gran nuhanno ottenuto da Dio a
a dichiararlo

amò Dio

con tutto

cuore, e cercò

sua intercessione, fa uno spera re che In Chie-

in folta la sua

esemplare

vita di fare tutto

non tarderà

degno d'un

ciò

die

a lui fosse

più gradito;

amò

il

suo

culto pubblico.

La
il

sua vita é stata stamIvi e nel

prossimo più che se medesimo, e si consagrò con tutte le forze alla salvezza di polui. Egli comprese di buon'ora che
i

pata a Rouen nel iy33.
altra ne pubblicò
II

1760

p.

Garreau

gesuita.

p.
T

Elia Maillefer benedettino compose Battista de-la-Salle^

veri più di altri

erano degni delle sue cure e del suo amore, e che doveasi rendere servigio al divin Padre ne'fìgli, e da quell'istante entrò nel suo spirito il sublime
pensiero di queste scuole cristiane, uno
tra'più belli ornamenti della religionecattolica.

la

P ita di Gio.

ma

restò mss. nella biblioteca della città di

Reims. Prima che
le

la s.

regole dell'istituto,

le

Sede confermasse approvarono gli

arcivescovi, Resons di R.ouen,

Rohan

di

Pveims, ed
IVI

i

vescovi cardinal di Bissy dì

Iddio volle
le

,

come per una
i

legge

naturale, che

più grandi cose inconpiù potenti

tes, e

trassero nel loro principio
ostacoli: la virtù
rito, se

eaux,Gi riseppe diSoissons,Luigidi±s a nCarlo di Laon, con lodi; ed altrettanto fecero gli arcivescovi di Sens e dì
Tours, ed
vescovi d'Amiens, di CharPapa Benedetto XI II,colIa bolla
i

non avrebbe alcun mel'esercitarla non costasse né pene,

tres,ec.

Il

né contraddizioni, né sudori. Fu il servo di Dio perseguitato eziandio dopo la beata sua morte, imperocché giansenisti suoi
i

In Aposlolicae dignilatis solio,óei6 gennaio 1724, canonicamente approvò questo istituto. In esso dicesi

implacabili nemici tentarono d'interpolare de'loro

udempiere
de' fedeli,
istituzioni

il

che il Papa per dovere pastorale, volontieri
le

abbominevoli errori

i

molti

consentiva a far eseguire

pie intenzioni

libri a lui attribuiti e

pubblicali collestam-

pe, sui doveri del cristiano, sui mezzi di
poterli

massime quando essi fondano che hanno per fine l'insegna-

adempiere, sulla civiltà cristiana, sulla meditazione per tutle le domeniche dt:lì' anno, sulla spiegazione del metodo
pubblico
cristiani

mento
ciulli

delle lettere e l'islruzione de'fan-

poveri che vogliano studiarle per uil

tilrnente coltivare

campo

del Signore,

di orazione, sul cullo esteriore e

e dillbndere vieppiù le sorgenti della dot-

che

i

sono obbligali rendere aDio,
s.

trina e della sapienza; ed a tale effetto di

messa, confessione e comunione, pretendendosi, secondo alcuni, siccome da lui composte per l'istruzione de'fanciulli che frequentavano le scuole cristiane, ed altre riguardanti l'istituto e che poi ricorderò
sull'istruzione e preghiere per la
io line.

buon grado confermava
i

i

santi statuti e

regolamenti di

siffatti istituti,

affinchè

più fermi sussistano, e sieno perpetuamensute osser vati per l'avvenire. Pertanto
i

periori e fratelli delle scuole cristiane di

Ma

Iddio finalmente volle che

la

esposero: » che nel 1680 il pio defunto servo di Dio Giovanni Battista de-

Reims

78
la

SCU
della chiesa metro»
cristiadi

-Sulle, canonico

Francia Luigi
la

SCU XV con lettere patenti

poli tana di

Reims, considerando

ordinò
i

registrazione della bolla, acciò

namente
i

il

numero

infinito de'disordini

fratelli

pienamente e pacificamente ne
il

che cagiona l'ignoranza, origine di tutti mali, massime fra quelli che oppressi da

godessero
il

contenuto; altrettanto esegui
di

parlamento

Rouen ad

istanza dei fra-

meccaniche, non solo non hanno veruna conoscenza delle lettere perchè non vi possono attendere, ma ciò eh' è più deplorarle, ignorano troppo sovente gli elementi della cristiana religione, fondò per la gloria di Dio e per sollievo de' poveri
miseria, o praticando per vivere arti
nella città di

telli

della casa di Saint- Yon stabiliti in tal

città,

insieme alle regie

lettere.

Fratello
1

Timoteo superiore generale,
ce stampare
le

nel

776

fe-

regole, conformi alla bolla
le

d'approvazione, e
le

distribuì per tutte

case dell' istituto. Pio

VI confermò

il

decreto emanato dalla congregazione dei
vescovi e regolari nel
le

Reims con autorità
la

della

s.

Sede, e sotto

protezione del

ss.

Infante

domande

di
si

fi*.

Gesù
mate

e di

s.

Giuseppe, e sotto

le

regole

nerale, in cui

786, annuendo alAgatone superiore geapprova l' uso osservato
1

infrascritte,

da essere approvate e confer-

fino allora nella congregazione de'fratelli
delle scuole cristiane, per
la

dalla

col titolo,

Sede apostolica, un istituto De' fratelli delle Scuole Criquale istituto per
si

convocazio-

ne de'capitoli

e per l'elezionede'superiori,

stiane j

il

la

benedi-

e quello ch'essa pratica di ammettere, in

zione del Signore
diocesi del

propagò

in

parecchie

caso di bisogno, de'fratelli stati già assistenti e de'superiori generali emeriti.

regno
di

di

Francia, e particolar-

Di-

mente
Oruer,
ide, di

in quelle di

Rouen,

di Parigi, di

poi Pio

VI,
fr.

a petizione del superiore geil

Avignone,
di

Charlrcs,di Laon, di Saint-

nerale

Fiorenzio, concesse che

nusi

Boulogne, di Alais, di GlenoMende, di Marsiglia, di Langres,
di

mero

degli assistenti

da due fossero au-

mentati a 4j e che nel capitolo generale
sistenti

di

Usez e
i

Anton,

nelle quali sono sta-

potessero nominare per commissione asper surrogare
i

delti fratelli, con le regole il cui tenore è questo". Adunque Benedetto XIII per lo spi rituale avanza mento del le a ni me,
biliti

defunti e chi aves-

se abdicato.

A'g agosto 1
ter Alatilo

comodità e vantaggio di tutti fedeli, e per concedere speciali grazie e favori al
i

vescovi e regolari

835 la congregazione dei emanò decreto, Frail

superior generali*, che
e

a'

1

3

superiore generale, a tutti ed a ciascuno
«li

detti fratelli,

dopo l'esame
il

delle loro

suppliche, approvò e confermò per l'autorità apostolica

detto istituto,
ivi

le

dette

confermò in tutte le sue parti Gregorio XVI, ed in cui si lesue che mentre la Francia trovavasi immersa nello sconvolgimento per le ci-

novembre approvò
:

regole e tutte

le

cose

contenute,

lecite,
al-

vili

e sanguinose fazioni, all'improvviso
il

oneste e non contrarie a'sagri canoni,
le costituzioni

disparve

detto superiore in quel regno,
di lui, forse ritira-

apostoliche e

al

concilio di

ne più
tosi

si

potè saper
Chiesa e

Trento. Ordinò inoltre, che
i

tutti

qualun-

altrove per
la

la suscitata
gli

persecuzione

que sieno beni che possedeva giustamente e canonicamente l'istituto, o potrà acquistare per
di principi,
I' avvenire, per concessione donazione de'fedeli o per al-

contro
cui

ordini religiosi.

Per

Pio VI che nutriva particolare affezione verso l'isti tu to,tanto benemerito della

cristiana educazione specialmente dei
le

tre giuste vie,

rimangano

nella loro in-

poveri, acciocché

case poste fuori della

tegrità suoi propri e per sempre.
di nel 172.5 l'arcivescovo di

Quinla

Rouen De
il

Francia per tale avvenimento non risentissero alcun danno, con suo breve de'7
agosto

Vergne primatedi Normandia, approvò e
permise
l'istituto nella

1795

stabili

un
e

vicario generale
la

sua diocesi;

re

residente in

Roma,

ad esso affidò

di-

scu
lezione delle case dell'istituto dellescuole
cristiane esistenti in Italia e nella diocesi
di

scu
Tuli da
:

79

una all'altra con assegnar loro le cariche da esercitarsi 3.° di riceverei novizi, e osservale le prescrizioni della re-

Losanna, finché

fi

atei

Agatone non

fos-

o morte non fosse eletconosciuta to un nuovo generale. Per altro, ripristise tornato all'esercizio di sua carica,
la di lui

gola e delle costituzioni, ed ottenuto

il

consenso del superiore generale, ammetterli alla

professione de' voti perpetui: 4le

nata
scelta

la

pubblica tranquillità, e fatta

la

d'invigilare, e di procurare che
e le costituzioni siano
te osservate
:

regole

d'un nuovo superiore generale, tan-

da

tutti

esattamen-

to esso,quanto gli altri superiori generali,

5.° di fondare
:

nuove case a

sebbene fosse cessata all'atto la causa per cui era stalo da Pio VI emanato il breve, e nelle costituzioni non si facesse al-

richiesta de'vescovi

6.° di provvedere a

tulle quelle cose che
ne,
ili

non soffrono dilaziole

V.

Il

vicario generale potrà far uso

cuna menzione
tavia ritennero

del vicario generale, tut-

queste facoltà in tutte

case che sono

sempre in Homa un vicario generale, appunto perchè conobbero apertamente, che per la buona ammi-

che saranno in seguito fondate per mezzo del vicario generale, eccettuato il grande Oin e nello stalo pontifìcio, o

Roma

nistrazione delle case d' Italia eia necessario che vi fosse
cessarie facoltà,
il

spizio di

s.

Maria

degli angeli alla Ter-

uno

rivestilo delle nevi-

me

,

il

quale fondato e dotato per bene-

quale potesse più da

ficenza

cino governarle e dirigerle. Considerando
i

loro

de'sommi Pontefici, resta sotto la immediata protezione, e viene go-

fratelli

più anziani delle case d'Italia

le

vernato colle sue leggi particolari, ed eccettuala
la casa di s. Antonio ai Monti di Roma.la quale sarà soggetta immediatamente al solo superiore generale, ove secondo patii e le convenzioni dimorerani

nuove fondazioni eseguite in Roma, nelle diocesi di Benevento edi Spoleto, e quelle
che stavano per
effettuarsi,
1,

supplicarono

Papa Gregorio
iu

XV

acciò ordinasse che

Pioma, centro del catolicismo, vi fosse stabilmente un vicario generale, determi-

no

i

fratelli francesi.

VI.

Il

vicario gene-

rale ogni

anno dovrà

fare al superiore ge-

nando pure

la

forma

dell'elezione, e le fa-

nerale una relazione dello stato economi-

coltà di esso.

Dopo matura ponderazione

co delle case, della condotta de'
delle

fratelli,

di tutte le cose, salva l'unità dell'istitu-

nuove fondazioni,

e degli altri affari

venne emanalo questo decreto. " I. In vi sarà un vicario generale stabile con due consultori ed un segretario. II.
to,

più gravi. VII. Negli

affari di

qualche imi

Roma

portanza chiamerà a consiglio anche consultori;

ma

il

loro voto sarà,

come

dicesi,

L'elezione del vicario generale apparterrà al superiore generale. Quella del segretario
si

consultivo. Vili.

La

carica del vicarioge-

nerale e de'consultori durerà
ni". Questo decreto fu nel
1

peno

an-

rimetterà
Il

all'

arbitrio del vi-

836 stamletto nelle

cario generale. III.

vicario generale doi

pato in

Roma

dalla
,

tipografìa della caI'

vrà essere scelto

tra'fratelli italiani,

due
do-

mera
telli

apostolica

e

ho pur

consultori potranno eleggersi tra'fratelli
italiani o francesi, e le loro elezioni

Regole e costituzioni

dell' istituto

delle Scuole cristiane,

de Fra approvate dal

vranno
della
lari.
al
i

essere sottoposte all'approvazione

sommo
i

Pontefice Benedetto
inoltre,

XII I,

Tori-

s.

congregazione de'vescovi e rego-

IV. Il superiore generale delegherà suo vicario generale in Roma la facoltà:
di stabilire
i

ed attribuita al ven. La Salle, Conditile desEcoles chrétiennes, Lyon 8 i. La Salle, Condot1 r

no 835. Abbiamo

rettori delle case,

i

quali

ta delle. Scuole cristiane,

Torino

i8?./|.

per altro dovranno essere confermati dallo stesso

Quanto
l'

alla ricordata eccettuazione dels.

superiore generale

:

di distri-

Ospizio di

Diaria degli Angeli, a que-

buire

i

fratelli in

ciascuna casa e di trasfe-

sto articolo narrai che Gregorio

XVI, pel

«So

s e
affetto e

u
ne.
le
Il

scu
nio, senza la licenza della
5.

grande
nel

verace estimazione che

congregazio-

nutriva pe'fratelli delle scuole cristiane,
1

vicario generale dovrà invigilare che

834 affidò oro
'

''

governo

di

quel va-

regole delle scuole cristiane fedelmensi

sto stabilimento che gli stava tanto a cuo-

te

osservino, specialmente quanto
i

al

vo-

re e da lui migliorato, cioè la direzione del-

to di povertà, e riprendere

disubbidienti

numerosa famiglia degli uomini; quinbreve pur citalo Guru nihil maj'iis, nel 838 approvò il decreto della congrela

di col
i

secondo le leggi del suo istituto, occorrendo doversi implorare l'autorità della
s.

congregazione.

Il

rettore dell' ospizio

gazione de' vescovi e regolari sulle leggi
stabilite

per

1'

accurato reggimento del-

l'ospizio. In esse
i

venne dichiarato » che
che
vi

religiosi delle scuole cristiane

abi-

tano, in ciò che appartiene

all'

ammini-

informerà ogni mese in iscritto il vicario generale dello stato della eomunità religiosa. Sarà in arbitrio del cardinal presidente convocare il vicario generale, il rettore dell'ospizio, e se il crede ancora
i

strazione e allo stalo economico, all'am-

consultori, per trattar con essi sugli af-

missione, alla dimissione, alla disciplina
e all'educazione de'poveri,

fari dell'ospizio,

quando

il

giudicherà ne-

dipenderanno

cessario".

I

religiosi delle scuole cristia-

la

interamente dal cardinal presidente delcommissione de Sussidi, e saranno obad ubbidire
alLe

bligali

sue prescrizioni,
poi alla cristia-

e farle osservare.

Quanto

na educazione de'poveri, alle sagre funzioni ed alla frequenza de' sacramenti, saranno soggetti al deputato ecclesiastico,
,

ne nel reggimento dell'ospizio di s. Maria degli Angeli pienamente corrisposero alla benevola fiducia di Gregorio XVI, e si resero dello stabilimento assai benemeriti, nel modo che in parte accennai
nel citalo articolo, cessando nella direzio-

come

vicario spirituale del cardinal preIl

ne (piando neh 848 furono sottoposti gli ospizi di Pioma alla romana magistratura, e lasciando

sidente.

vicario generale delle scuole

gran desiderio
il

di loro nel

cristiane avrà la piena autorità e giuris-

luogo pio, e in benedizione
j\el n.°
si
ti

loro

nome.
1

dizione nella famiglia religiosa che farà
stanza nell'ospizio

46

de\ Diario cliRoina del
la
s.

840,

medesimo,

e

questa

riporta
agli
1

come

congregazione de'ri-

come

tutte le altre case visiterà per ciò
allo stato regolare, all' in-

I

aprile nel palazzo apostolico
fr.

VaCri-

che concerne

ticano,

ad istanza del postillatore

terna disciplina, all'economia, ed all'os-

sologo Tiriot delle scuole cristiane, pro-

servanza delle costituzioni, e trasmetterà
la

pose

il

dubbio

se

doveva segnarsi
la

la

com-

relazione e

gli atti

della visita alla

s.

missione per introdurre
tificazione del sacerdote

causa di bea-

congregazione, secondo

emanato

il

il decreto da essa giugno 1837. L'elezione del 9

Gio Battista La

Salle, fondatore della congregazione dei
fratelli delle

lettore dell'ospizio e degli altri ministri,

scuole cristiane.

La

risolu-

apparterrà

al vicario

generale col consen,

zione fu affermativa, e Gregorio

XVI

si

so del cardinal presidente

e

con simile

degnò approvarla, segnando

di propria

consenso sostituirà altri,
e de'ministri,
gli altri

in

caso di loro

mano

la

commissione; di conseguenza per
al

assenza o malattia. L'uffizio del rettore

pontificio decreto degli

come

ministri

dimora denell'ospizio,durerà per un
altresì la

fu attribuito

triennio.

ste cagioni

Potrà il vicario generale per giuanche prima rimuovere qualse piacerà al cardinal preai religiosi,

che

religioso,

8 maggio 1840, il titolo di Venerabile. Apprendo dal n.° 1 33 del Giornale dì Roma del i85i, come il dotto e profondo teologo cardinal Goussel arcivescovo di lìeims, Dell'eseguire a' 1 3 magservo di Dio
gio
la benedizione de' nuovi locali della scuola pe'fratelli delle scuole cristiane di Tcrigueux., alla presenza del clero e dei

sidente concedere

che possa-

no rimanere più a lungo nella loro carica o nell'ospizio, non mai olire il 1° ttieu-

scu
vescovi di Tulle e di Perigueux,
i

SCU
non
solo
assai

81

lungamente per vedere questo fau!

con gran forza dimostrò vantaggi dell' educazione cristiana, ma fece un magnifico elogio del venera bile fondatore delle

sto giorno

Esso sarà
si

il

più bello della

mia

vita, nel quale

fesleggierà la più
!

bella solennità della

Francia cristiana

medesime
la

scuole. Pei tanto dichiarò es-

In quel giorno io voglio radunare nella

sere

detta scuola un benefizio inapprez-

mia

città vescovile tutti

i

vescovi ed ar-

zabile per la città, perciò
si

non meravigliar-

civescovi della Fraucia, affinchè le reli-

punto che
il

il

proprio vescovo ne avesse
saggi amministratori del-

quie del nuovo santo siano inaugurate so-

fatto

principale oggetto di sua sollecii

pra

gli altari

della sua patria con

pompa-

tudine, né che
la città lo

pa degna delle sue virtù". Fra
role rivolte ai fanciulli della

le dolci

avesseio spalleggiato per cono-

nuova scuo-

scere tutta la preziosità d' un'istruzione

la, e le benedizioni con effusione sparse

e educazione cristiana, per sapere
ivi
i

come

su loro, soggiunse. » Io benedirò ancora
i

impareranno ad amare Dio e il prossimo, ad onorare il padre e la madre, a rispettar le leggi e l'autorità così necessaria mai sempre, sopra
figli

del popolo

vostri cari maestri,

i

venerabili,

i

ve-

nerabili Fratelli. Io
loto conservi

domanderòaDioche manle forze, la sanità; che
li

tenga nello zelo che
gelica divozione

gli

anima,

uell'

an-

tutto nell'epoche d'incertezza e d'agita-

che hanno

in retaggio dal

zione; inoltre
del povero

essi

sapevauo che sotto
il

la

loro fondatore, affinché essi continuino
nel far di voi, miei cari fanciulli,
cili,

direzione de' venerabili fratelli,
si

figlio

figli

dopae-

accostumerà per tempo

al

pii cristiani,
I

ed uomini

utili al

lavoro, alla sudditanza, alla disciplina, alla pietà
;

di più eh' essi
nell'istituto

non ignoravano

cipe della Chiesa

siccome

gl'insegnamenti so-

no
si

sostenuti dagli esempi, ed ai fanciulli

deguo prinnon tardarono in parte ad esaudirsi. Dappoiché ne'n.ig3 eq6 del Giornale di Roma deli 852, e ne'n^g^
se".
sinceri e ardenti voti del

fa, delle virtù
il

a loro insegnate, conoi

e

97

dell'

Osservatore
il

Romano

del

i8j2,

scere
occhi.

merito esercitandole sotto

loro

fu pubblica lo

decreto riguardante la bea-

Quindi chiamò il ven. La Salle lino de'più grandi benefattori della società,
sviluppò con penetrante eloquenza l'utilissimo suo concepimento nell'istituzione
delle scuole cristiane, e

tificazione e canonizzazione del ven. ser-

vo

di

Dio Gio.

Battista de-la-Salle, isti-

tutore delle scuole cristiane. Esso contie-

che come arcivela

scovo di Reims ebbe molto a cuore

glo-

riosa impresa di sua beatificazione,

onde

neh' apposito viaggio fatto a Roma nel 1847 avviò a buou punto le cose; indi
nell'ultimo suo soggiorno presso
il

ne 02 capi,comprendendo 5 1 di essi,quauto a n.° 7 altrettante opere stampate e attribuite al ven. LaSalle, quanto a n.° 34 altrettante lettere egualmente a lui attribuite di molte delle prime di sopra
1
:

Papa
l'in-

regnante egualmente

si

adoprò per

ne feci menzione, le altre sono intitolate. Condiate des écoles chrétiennes, Avignone 1720. Traile sur les obligations des
freres des écoles chrétennies. Règles dn gouvernemenl de l'institut desfrères des
écoles chrétiennes,

tento. » lo ebbi la felicità di provare sic-

come
alla

gli

errori che

si

scorgeano ne'libri

del ven.

La

Salle, e

frapponeano ostacolo

Lyon 8
1

1

4- Règles et

sua beatificazione, non erano altridi lui,

conslilutions de l'institut des freres des ecoles chrétiennes ,Rouen

menti

ma

introdottivi per frode

da'suoi nemici. Imperciocché per essere

ammessi

nel

numero

de' santi, degli eroi

della Chiesa, egli è di mestieri la perfe-

zione di tutte

le virtù,

ed una vita, quan-

to essa basti, immacolata. Possa io vivere

172 .Les Règles de la hienséance, et de la civilté chrétien.nejRouen 1 8 1 9. Règles communes desfrè726. res des écoles chrétiennes } Rouen Exercices de piété, à V usagè des freres des écoles chrétiennes. Les danze ver1
1

YOL. LX1II.

6

Si

scu
Lyon 1812.
Nell'elustraral.
si

scu
Et quurn Eminentissimus
sibi

lus dUin bon maitre,

vir

sordio del decreto

dice, che nell'inqui-

qui nulli labori et industriae peperei t, ut

sizione sulla santità di vita, virtù e miracoli in

commissari)

munus

diligenlissime e-

genere del
scritti

veti.

La

Salle, e de'suoi
le

molli

ed epistole, per
le

accurate
le let-

xequeretur, persuasLitterasdeclaraveiit nullum prorsus ex repertis operibus tri-

ricerche furono trovate
tere inviate alla
s.

opere e
la

buendum
las

congregazione

de'rili,

esse ven. Servo Dei, et Epistotantum ab eo conscriptas, et exhibilas
tei tio

pubblicate nel decreto.

Dopo

loro enu-

ad ipstim spedare; bine

proposita

merazione,

si

legge: » Veruni

quum ex

huiusmodi causa

in oidinariis

comiliisad

censuris theologorum
d. cardinali Aloisio

po Portuen. s. l'tim s. rituum congregatiouis praefeclo, caussae hujus ponente deputatorum aliquid apparerei, quod majori delucidationeindigere videha turchine proposi tacaussa in ordinariocoetu congregalionisipsius

ab Em.° et Rev.° Lambruschini episcoRufinae et Centumcella-

Valica num subsigna t a die habitis, tandem
post itera tuo] omnium examen,audituraH que R. p. d. Andream M. Fiatimi s. (idei promotorem sentenliamsuamelicienlem, T rescriptum prodiit.«iV o« constare Opera Generabili Servi Dei tributa ab eofuisse
scripta, exceptis Epislolis (superili! adnolatis a numero 18 ad 5i inclusive) in quibus nil repertum fuii quod orthodoxae fidei, bonisque moribus adversetur,

babitodiei septembrisi847iescriptum prodiil « Suppressis censorum nomiui1
:

bus communicenlur di/J/cultates a R. p. d. Etsi inde diligentiss. fidei promotore' sime caussae patroni compluribnsobservationibus, argumentisque congeslis de.

rnonstrareconfenderint, nullo

operibus ven. Servi Dei
rentibus
ei

omnino ex nomen praesefeesse,

tribuendum

ac proinde

sponte sua evanescere diflìcultates ex operibusipsis deductas; (iinm in Epislolis

vel doclrinam novam et peregrinarli, atque a communi sensu s. Romanae Ecclesiae alieni aliquid redoleatj ideoque procedi posse ad ullerior a preservatoj ure promotori fidei opponendi, si et quatenus opus fuerit, super Epislolis. Die loj'aiwarii i852". Super quibus omnibus facta poslmodutn SS. D. N. Pio IX Pontifici

Maximo
ptum

fideli relalione

per

me

subscri-

quaeabipsoreapseconscriptaesunt nilad-

pro-secretariurn, Sanctitatis suae

duxerunt) altamen in novo ordinario coetu diei 7 septembrisi85o rescriptum fui t: » Dilavei tendimi censores theologi
ta, et

benigne a mi ni t,R.escri più mques. congregationis confirmavit. Die
sis
1

Gejusdem men-

etanni. Loco- Signi.

A Card. LamhruDominicus Gi".

ad promolorem /idei ad mentem"
autem
inens
s.

'.

schini S. R. C.praefeclus.
gli S. R.

Quum

congregatiouis eset in

C. secrelarius

Quanto

al

go-

set, uti alieni viro

dodo, prudenti,

verno della congregazione delle scuole cristiane in Italia,
il

operibus Servi Dei versato commilterelur raumis diligentius explorandi singula scripta,

medesimo Papa

già

con

decreto della

s.

congregazione de'vescovi

ac deinde referendi,

num

ali-

e regolari, de'

27 settembre i85o, avea
fi'.

quid ex iis, vel plura genuina judicanda essent, eique tribuenda, vel polius omnia,
seu nonnulla piane apocrypha esisti man-

disposto. » Attese le particolari circostanze, e la

rinunzia emessa dal

Pio vica-

rio generale delle scuole cristiane, ha sti-

da videi enlur, ut salva aequitateei tri bui valerent; munus ejusmodi per particularesLitterasEm.°et R.ev.° card, ponens commisit Eni." et Rev.° d. cardinoli Thomae Gousset ardi. Remensi qui jam

mato che per questa
a vicario generale e perciò vi

non

volta sia nominato un religioso francese;
il

nomina
i

a consultori

fratelli

fratello Florido, e Gregorio ed hlide,

,

ipsa sci ipta antea

expenderat

religiosissi-

me, atque

scilissimis observationibus col-

con tutte le facoltà a forma del decreto della s. congregazione del i3 novembre 835, e comanda a tutti fratelli, anche
1
i

S C

U
detti religiosi

SCU
non
si

83
e ricono-

inforza di ubbidienza, che lo ricettino e
gli

può esprimere, che

ubbidiscano." Fra tei Florido tuttora

con dolci lagrime di tenerezza
seenza.

è vicario generale residente in
la

Roma

nel-

A

tanti suoi antecedenti benefìzi,

casa di
il

s.

Salvatore in Lauro, ove pure

sua Santità

dimora

procui alore provinciale: nella
s.

casa poi di

Antonio

di

Padova

ai

Monti
Il

nel palazzo Gervasi, abita fr.Esuperiopro-

si adeguata di unirequel uno\o segnalato benefìzio di far loro edificare dai fondamenti una nuova spaziosa e comodissima casa accanto (no, in isola se-

curatore generale della congregazione.

parata e alcun poco distante, lateralmente) la chiesa di
s.

s'iperiore generale è fratel Filippo, resi-

Salvatore

in

Lauro, già

dente
II

in Parigi.

ven.

La

Salle perseguitato e calmi-

niato dai giansenisti, per addimostrare

da alcuni mesi abitata dai religiosi. Il santoPadre benché immerso jn infinite rilevanlissimeoccnpazioni le ha un momento
sospese per portarsi a'?.5 febbraio
a visitarequel
giust amen te
i

vieppiù
la

la

sua ubbidienza edivozione
nel pontificato di

al-

yg4
suo

chiesa

romana,

Ceil

nuovo monumento
i

del

niente

XI mandò neh 702 in Roma

fr.

tenero amore verso

poveri, di cui vien

Gabriele Drolin con un compagno, e presero abitazione in via della Purificazione
nel rione
l'ini,

chiamato il pad re dalla gran-

nella parrocchia de'

Colonna vicino a Piazza Barbess. Vincenzo e

de iscrizione, Piit.i VI Paiipcruni Pater, che si legge sopra la porta principale, alla

Anastasio a Trevi;
angusta, neh
presso
ti,

ma
sotto

riuscendo troppo

quale ia Santità sua fu ricevuta e coniplimenlata da quel nuovo superiore, alla
testa dellasua religiosa famiglia, a cui ven-

736

Benedetto

XIV

fecero acquisto della casa in via Felice,
la

ne ancor unita quella dell'Arco detto deila Piegina (cioè della preesistente casa del-

chiesa della
al

ss.

Trinità de'Mon-

adiacente

palazzino già abitato da

lass.Trinitàde'Mouti, ecosì detta perchè
la

a M. Casimira

regina di Polonia (del qua3

ricordata regina di Polonia nel

1702
di re-

lefeci

cenno ne'vol. X,p. q4 LI V,p.67),
lai.

volendo fabbricare un monastero
ligiose nell'ultima casa de'Zuccari

tuttora abitata dai religiosi, e considerata

chesta
le
li-

come

casa che l'istituto abbia a-

sulla piazza della

ss.

Trinità e forma

Pio VI amorevole per questi religiosi e perchè gli abitanti del rionePonte e contrade vicine godessero il hevuto
in Italia.

due strade Felice

e

Gregoriana, con

cenza de' maestri di strada, ottenne di formare sulla strada Felice un ponte scoperto,

neficiodell'istruzione gratuita, sulla piazza e presso
la

per passare dal casino già de'Torres
lei

Chiesa di s. Salvatore inLau-

e

da

acqi listato e abitato, nelle case emiil

ro (della quale riparlai ne' voi.

XXX IX, p.

tigne e in quella de'Zuccari,
te,

quale poti-

2 7-, Lll,p. 3o2), nel quale articolo resi

detto perciò
1

ragione della denominazione, fabbricò
casa e
le

to nel

Arco della regina, fu tol799, come attesta Cancellieri nel
'
'

la

scuole, con sua cappella inter-

na neli793. Nel n.° 2002 del Diario di Iìoma del 794 si legge. " Li religiosi delle scuole cristiane, in vigore del loro u1

v condotta dal pro1 9Ì)> curatore generale superiore di essa. Es-

Bici calo, p.

sendo
le sale
ti

salito

il

santo Padre in una di quel-

disposta e ornata con vaga

simmetutti

tilisMmo e lodevolissimo istituto, impiegali a cristianamente
tìi,

in,

e postosi a

sedere in un trono fatto

educare

la

gioven-

prepnrare,ainmiseal bacio del piede

ed insegnarle
alla patria,

i

primi elementi delle

quegli edificanti religiosi, e poscia diede

lettere, e
tili

conquesto formarne cittadini uda gran tempo hanno meIl

ritato gli sguardi di parecchi intelligenti

benigno ascolto ad un elegante ben tessuto complimento, recitalo con molto spirito da un bravissimo loro scolare, li di
cui

sovrani.
lo in

gran Pio VI però

si

è distili-

un modo

così parlicolare,che da'sud-

rano rimasti

compagni nel numero di ^oo circa esullo piazza, dove nel ginn-

84
spalliera.

scu
al

SCU
La
Santità vostra

gere e nel partire,

santo Padre fecero
affollato po-

ama

a ricrearsi dalle

Radunatosi poi un

fatiche del

governo tempestoso dellaChie-

polo, sempre più ansioso di ravvisare il suo amatissimo sovrano, dai continui amorosi gridi di giubilo, dai mille volte ripetuti evviva, di cui echeggiava e rim-

sa coll'accostarsi agli asili tranquilli del-

l'innocenza. Voi gemevate di vederla e-

sposta ai pericoli dell'ozio.

Le

vostre te-

nere inquietiludini sono

al fine dissipate.

bombava

i

la piazza,

intenerita sua Santi*

tasi affacciò

ad una delle fìnestre,e consosanto

suoi diletti e fedeli sudditi colla sua ail

Ecco, Padre santo, che voi fate risplendere un astro benefico su di quella gioventù abbandonata alle tenebre dell'ignoranza, con affidarla a precettori
minati,
i

postolica benedizione. Volle indi

pii, illu-

Padre minutamente visitare tutti li siti del nuovo edifizio, di cui rimase pienamente soddisfatto, e palesò la sua piena
soddisfazione all'avv.TJenucci dalla Santità

di cui talenti,
i

come

le loro vir-

tù, presagiscono

maggiori successi. Quan-

te azioni di grazie

saranno rese da ogni

parte alla Santità vostra, per un

monu-

sua incombenza to di tu Ito cjuanlo conla

mento
storale

si
!

cerneva
lui

architetto

nuova fabbrica; ed il valente Andrea de Dominicis ancora
la

degno della sua sollecitudine paIl nome di Pio VI già cotanto

celebre nell'universo tutto, sarà trasmesso di generazione in generazione per la

presente riscosse similmente

sovra-

na approvazione: essendosi poi trattenuto il santo Padre ancora per alcuni momenti in discorsi amorosi con detti religiosi,
ai

bocca

di tanti padri e

di lui benefizi.

madri aiutati dai Insegneranno essi a'ioro fi-

gliuoli a ripeterlo

quali viene con la sua instancabile sodi

tà, con altrettanta gratitudine.

vrana munificenza conceduto

fondare
li

me

con quanta sensibiliE quel noaugusto impresso in tutti cuori pasi

un noviziato

nella città di Orvieto,

la,

serà più sicuramente alla posterità

sciò ricolmi della più viva allegrezza

e
la

penetrati della più sincera gratitudine,

la più remota, che non li marmi destinali a immortalare le azioni della Santità vostra.

quale

gli

spingerà a porgere incessanteil

mente verso

cielo fervide suppliche u-

nite a quelle di tanti innoceuli fanciulli

Possa ella oggidì gradire tal augurio si ben fondalo, come un primo omaggio del cuorede'maestri ede'loroallievi prostrati

da loro educati, per ottenere all'immortale l'io

a'piedidi voslraSantità per chiederle la
.Nel

VI

loro insigne e indefesso beIl

sua benedizione".

nefattore, giorni lunghi e prosperosi".

pre intento

alle

provvide

1797 Pio VI semistituzioni, dopo

suddetto complimento fu pronunziato da

Tommaso Filippo Lucidi,
ti
i

a

nome

di tut-

avere effettuato nel 1795 l'erezione del noviziato d'Orvieto, nella slessa casa di
s.

suoi condiscepoli, ed è del seguente

Salvatore

in

Lauro aprì una scuola

di

tenore, riprodottone! n.°
so Diario. «

2004 dello sles!

disegno, a vantaggio de'fìgli degli artieri,

O quanto

prezioso vantag-

gio è quello di un'educazione cristiana

di

da darsi per maggior comodo ne'giorni vacanza , comandando che vi fossero
i

Che frulli abbondanti non ne hanno
colti

rac-

per tutti
è,

i

secoli, e la

Chiesa e lo sta-

to!

Questo

o gran Pontefice, quel beli-

nefizio inestimabile, che la vostra pia

beralità va a procurare ai

figli

de'poveri
ÌN'ul-

indistintamente ricevuti giovani di qualrnquegradoecondizione; scuolache tuttora fiorisce, ed è qualificata nelle Notizie diRonia annaa\ì,Studio pontificio delle ani e scuola dt principii del disegno,
nella casa de'fratelli delle scuole cristia-

con aprir loro queste
Ja sfugge alla vostra

religiose scuole.

grande anima. Imi

ne presso s. Salvatore in Lauro. In questa casa ne' primi
lo vi fu eziandio
tori,

magine
di

di
li

Dio

sulla terra,

vostri sguar-

anni del corrente seco-

come
i

suoi portatisi
i

egualmente

e soI

pra

grandi e sopra

piccoli.

Che

dico

che

ivi

un convitto con convitmangiavano e dormivano, di

scu
civili

SCU
1

85
il

e possidenti famiglie. Nel
1
"

8 1 7 pel

tità

assegnò per quest'effetto

suo palaz-

zelo di rag.
(fratello

Gio. Battista Lambnischi dì
lo celebrai,
il

zo avito (cioè quello di cui parlai nel voi.

ben degno del cardinale) vescola

XXVIII,

p.

i5i

e 25c),

dicendo di

tali i-

vo d'Orvieto, ai qualearticolo
fu istituita
1

stituzioni), ed

una dotazione annua di 700

casa di Bolsena. Riporta

n.°88 delDiariodiRomade] 823." Che
nella casa dei religiosi delle scuole cri-

commenda della Madonna delleMacchie (di cui ne' voi. XL, p. 297 e 298, LI, p. 65) nella diocesi di
scudi provenienti dalla

stiane di

s.

Salvatore in Lauro, oltre

i

Camerino, che

l'era stata conferita, allor-

principii elementari di leggere, scrivere

quando
terò,

era nunzio apostolico".

Qui no-

e aritmetica,

s'

insegnano eziandio

i

pri-

mi rudimenti

di

geometria, di meccani-

che a Dottrina cristiana arciconfraternita, riunii non poche erudizioni
sulla disputa

ca e di architettura civile. Questo stabi-

generale della medesima,del
nel voi. LUI,

limento, quanto pio, altrettanto utile

ri-

cui

nuovo metodo feci parola

chiamò a se l'attenzione particolare del Papa Leone XII, che nel dì 28 ottobre
recò inaspettatamente a visitarlo, e ne osservò colla solita accuratezza tutte le
si

p.233, e sull'imperatore vincitore della
disputa, suoi principi, alfiere e capitano,
tutti decorali

con croci e premiati, ed

il

primo
na

colle insegne imperiali della coro-

parli. Si degnò quindi il santo Padre di ammettere al bacio del piede que'religiosi,

d'alloro, dello Scettro (f.),

d'una spe-

cie di Irono, della baudiera,ec. e antica-

alla

cura de'quali quella pia casa è afIl

fidata".

Sacerdote Costanzi,

Dell'

Os-

servatore di

Roma,

nel

t.

1, p.

3o, parscuole

mente anche col manto, venendo ancor premiato per benigna consuetudine d'un impiego governativo. Molti imperatori
della dottrina cristiana, olirei principi,
ti-

lando con lode
dice: »

dell' istituto delle

cristiane e di quelle di

Roma

nel

1825,
è

scirono dalle scuole cristiane, siccome già

Ma

quello che è più particolare
si

ben
la

istruiti

eaddestrati nell'esercizio del-

e più pregievole in queste scuole
i

che

discepoli, oltre l'apprendere a

memoria
il

la

dottrina cristiana, sentono ne' giorni

si fa nelle loro scuole, ove con saggio e lodevole accorgimento hanno pur luogo tali onorificenze e gradi per

disputa che

stabiliti dalla viva

voce de'loro maestri
gli si

promuoverel'amor proprio
parti,

e l'emulazioin

catechismo, in cui

spiegano le mas-

nedegli sco!ari,di visi in ogni scuola

sime della religione; dal che nasce che tutti escono da queste scuole assai bene istruiti

romana

e cartaginese (e ciò

due ram-

delle verità tanto speculative,

quanto

do),

menta la gran lotta sull'impero del monnon solamente per l'esercizio della

s. Vangelo. E" riuscito di tal gradimento al regnante somcuoPontefice Leone XII siffatto istituto, composto certamente di uomini della più esemplare

pratiche del

dottrina cristiana,

ma

ancora pel bel ca-

rattere, per le operazioni d'aritmetica, ec,

ed eziandio per l'esemplarità e bontà di costumi, con indescrivibili successi. Altro
possente iucoraggimento è
la

probità, addetti sempre

al

raccoglimento

premiazio-

dello spirito, alla mortificazione del cor-

ne che
I

si

fa nel fine

dell'anno scolastico.

po, al disprezzo di se stessi e alla carità

religiosi delle scuole cristiane di uazio-

più operativa, che volendo

egli

dare un

ne francese, tornarono

in

Roma

per do-

saggio della sua beneficenza alla città di Spoleto (che riguardò per patria), ad esso

per molti

titoli

carissima, a'3

marzo 1824
questi
l'inse-

pubblicò una bolla,

in cui vi stabilì

da Leone XII a Carlo re di Francia, a mezzo del nunzio mg. 1 Lambruschini, ora amplissimo cardinale e protettore amorevolissimo di tutta la
fatta

manda

X

religiosi delle scuole cristiane

per

congregazione delle scuole cristiane, e
la nel

vi

gnamento de'fanciulli,e le maestre pie per fiuseguu mento delle faueiulle, sua San-

giunseroa'24marzo 182 8. Aprirono scuopopoloso rione de'Monti, coujioui-

8fi
ini

SCU
vantaggi degli abitanti di quella rela
zi,

SCU
Pietro Bracci, e Gio.

Domenico Na-

gione, e

denominarono di s. Antonio di Padova, immediatamente soggetta al superiore generale residente in Parigi, co*
ine lo è pure la scuola di
s.

Maria

in

Tri-

vio (del cui locale tratto nel voi. XI, p.
2 o5)per gli scolari francesi, per cui paga la pigione del luogo, e somministra il man-

vone accademici di s. Luca, col direttore Pietro Holl, venne assegnato alle diverse classi il premio. SuaEm/il cardinal Rivaiolasi degnò onorare l'accademia, distribuendo le medaglie e le patenti della
premiazione, eccitando ciascuno de'premiati anonistancarsinell'iutrapresa carriera cotanto necessaria, e per

tenimentode'religiosi edellescuole l'anibasciatore di Francia in

qualunque

LX,
scudi

p.
i

23
ss.

1

dissi

Roma. Nel voi. dell'assegno auuuo di
al

loro professione utilissima. Seguì alla di-

stribuzione de'premi

la

prosa di Gaspare

200, che

le religiose

re della

Trinità

óeiSa grò Cuolì/onte Pincio descuole di
s.

Servi pastore arcade, che ben mostrò le

sue cognizioni in fatto di belle arti; ed

i

vono dare
chiesa.

ai fratelli delle

Ansi

componimenti

di

Domenico de

Sanctis,

tonio, perchè

godono
i

le

rendite di quella

del p. Rollerio delle scuole pie, di

Gaspa-

Due di questi quotidianamente
s.

re Raudanini, d'Annibale Lepri, di d.

An-

recano a istruire

fanciulli della scuola

tonio Somai

della parrocchia di

Maria Maggiore, e

Camillo Giuliani e di Giuseppe Villetti, accompagnati da scel,

di

,

tre altri dell'istessa casa fauno altrettanto colla scuola Borghese:

te sinfonie
lieta ai

,

coronarono quella giornata
scelta udienza,

d'ambedue parla

giovani premiati, e piacevole alla

lerò a in

Scuole

di

Roma. Dopo

venuta

numerosissima

la
i

che ammi-

Roma

de'religiosi francesi, gl'italiani

progressi di una tale scuola, non che

riassunsero l'uso delle due strisele di tela

bianca pendenti dal collare, secondoil co-

commendevole direzione di Holl". Nel i835 pel zelo del cardinal Gio. battista
ri-

stumede'primi. Nel 829 partirono dalla
i

Bussi arcivescovo di Benevento (di cui
parlai nel voi.

scuola di s.Sal vatore inLauro due
e
si

fratelli,

recarono a fondare

le

scuole cristiane
di

256), in quella città fu aperta una casa con iscuole. Oltre
p.
in tale
il

LX,

di Torino.

Trovo

nel n.°

85 del Diario

questa
stabilì

anuo, che Gregorio
quelle di
s.

XVI

Borila deli83o, quanto qui riproduco.
« Apertasi la scuola del disegno nella casa
di s.Sal vatore in

vicario generale italiano per le
:

case d'Italia, esse erano
alla ss. Trinità de'

Roma
Salvanel

Lauro uè! 797, con vantaggio oltremodo particolare, videsi dal
1

Monti ed a
Gregorio
Castel

tore in Lauro; di Orvieto pel noviziato,
di Bolsena,di Spoleto.

nostro architetto Pietro IIoll direttore,
il promuovere nel fine anuo scolastico una gara di quei giovani, premiando le loro fatiche, ed eccitandoli così al più sollecito avanzamento. 11 che essendo stato benignamenteapprovato dalla sa. me. di Pio VII con adattato regolamento, in ogni anno se ne ravvisano i più desiderali effetti. Udì 3o pertanto di settembre i83o ebbe luogo

XVI

che per maggior bene a proposito
di ciascun

utilità dell'istituto era

1841 fondò quella
del quale riparlai a

di

G a ndolfo,

di

Palazzo apostolico Castel Gajvdolfo, essendo il luogo di giurisdizione del medesimo come fdltg-

giatura de' Papi,e fu onorata dalla presenza sua perencomiarei maestri, ed in-

coraggile

gli

scolari a trarre profitto dai
vi fu

loro utili insegnamenti; dipoi
istituita

pure

una scuola notturna, ch'è
il

l'uni-

ca de'fratclli delle scuole cristiane in Italia.

la

pubblica premiazione dello scorso anscolastico, nella qual giornata trova-

Nel 1842

cardinal Monchini pub-

no
li,

blicò, Degl'istituti d'istruzione

primaria
con

vaiisi già

compite

le

opere de'coucorren-

in Borita,

ove nel

l.

2, p.

109

tratta

e coti imparziale

cav.

esame de'professori Giulio Cumporcse, Giacomo Palaz»

elogi del fondatore piissimo delle scuole
cristiane e dell'istituto. Dice

che insegna-

scu
no
la
t';

SCU
il

87

il

leggere, lo scrivere, l'aritmetica e

stintamente ad ognuno, e soprattutto di
infondere per tempo nell'animo de'giovani alunni l'amore alla pietà e alla pratica delle

lingua italiana: perchè
l'istruzione del popolo,

loro scopo
si

non

occupadi letil

no punto d'erudiziene, discienze e

morali virtù. Doversi a

ra<»io-

tere antiche, anzi se avessero appreso

latino innanzi d'entrare nella congregazione,
in

dehbono condursi

co' loro allievi

modo come
in

se lo ignorassero affatto

(però l'insegnano a leggere); dal che av-

ne chiamare fortunata quella città, che vanta scuole dirette da così pii e zelanti istitutori, e fortunata perciò Tivoli che dal novembre 843 ne gode un tanto beneficiojgià ammaestrandosi in unassaico1

venne, che

Francia

si

chiamassero vol-

modo locale i(Sofaneiulli. Colle più splendide parole se ne rimarcano
cellenti risultali, e
si
li

garmente ignorantelli (vocabolo forse derivato dai giansenisti: ne hanno però un
altro glorioso, cioè di Carissimi, per es-

copiosi ec-

benedice
la

il

magistra-

to
le,

comunale per a vere aperte si (fatte scuofacendosi caldi voti per

Aggiunge, cheil metodo che adoperano è molto somigliante a quello di Lancasler (del quale ragionai a Scuoia), che tien sempre viva l'attenzione dei
serlo a tutti)

loro amplia -

zione. Gregorio

XVI anche morendo, nel
suo amore pe'fratelli delte-

1846
le

suggellò

il

scuole cristiane, poiché dispose nel

ne ottiene rapido il progresso. Bramava il cardinalechesiaprissero scuofanciulli e
le ne'rioni di

stamento olografiche dalla sua

lenuissi-

ma ereditasi
della

dassero 1000 scudi alla casa
de'Monti.Si riporta nel n.°
1

Trastevere e

di

Borgo, coalla scuola

ss. Trinità

me

bisognosi d'istruzione, e così fare o-

pera compiuta. Allora eranvi
della
ss.

4 del Diario di Roma del 847,1111 articolo necrologico in lode del romano fr. Bernardo Berlau religioso delle scuole cristiane, mortodi 72anni,4ode'quaIi impiegònella pia casa di s. Salvatore ad ammaestrare
giovani, molti de'quali per la sua istruzione ed educazione morale e religiosa al presente occupano non mediocri e anche superiori impieghi ne' pontificii dicasteri.
i
,

Trinità

4 maestri

e

35o

alunni,

a

s.

Salvatore altrettanti maestri e
s.

42o

stri.

Antonio 56o scolari e 6 maeammirabile la carità colla quale buoni fratelli istruiscono gli scolari; il silenzio, la compostezza e l'ordine ch'è nelle scuole, dove i fanciulli vanno con tanto amore, che riescono dolenti se sia vacanza il dì seguente
alunni, a

Dice

in fine, ch'è
i

Tra

il

generale compianto, con decoroil

:

so convoglioa'5 gennaio fu portato

ca-

che l'istruzione dura 6 ore al giorno, ed il governo dà 4^o scudi al mese alle scuolecrisliane. Apprendoda una statistica di
tutte
le

davere nella chiesa
laresca, e

dis.

Salvatore in

Lau-

ro,coU'assistenza de'confratelh e della sco-

scuole cristiane dal

i

838

al le

1

843,

sa funebre,

dove gli fu celebrata una mesaccompagnata dalla musica

che in quest'ultimo anno, tutte
dell'istituto
li
1

scuole

istrumentale e vocale de' giovani dell'ospizio di
s.

ascendevano a432,dellequa-

Maria

degli Angeli. Negli stati

359

e divise per provincie in Francia,
1

pontificii, oltre le

nominate

case, succes-

7 nellostato pontificio, 8 in Savoia, 1 3 in Piemonte, 20 nel Belgio, 2 nel Cana-

sivamente ne furono aperte in Ancona e Loreto, ove oltre le scuole vi sono orfanotrofi, ed

da, 2 in Turchia, una nella Svizzera.
fratelli delle
gli scolari

I

uno

di questi soltanto è in Si-

scuole cristiane erano

3346,

uigaglia; in Corneto, Orvieto,
e Viterbo.

Ravenna
Pioma

no
si

la

i83,8oo; de'quali 1920 pagavapensione, e 488 la metà. Nel n.°i 5

Le
le

scuole francesi di

fondarono

scuole di Nocera ed Acqua-

àeUelVolizie clelgiorno

diRomaàe\ 844>
1

pendente. Tengo presente una statistica
del i.° gennaio 1
struito, che
le

leggono magnifici encomi per

l'istituto

85 1,

dalla quale sono

i-

delle scuole cristiane, per avere per re-

scuoledi Francia sono di-

gola fondamentale di tenere scuola indi-

vise ne' distretti di Parigi, Lione,

Tolo-

88
sa,
tes,

SC

U
:

SCU
Terminerò con ricordare
delle scuole cristiane
fratelli di
si
,

Avignone, Clermont, s. Omer, Nand'Isola della Riunione essi compreni

che

i

fratelli

compongono

di

dono 5o5 stabilimenti, 38o fratelli, g55 scuole, 2 I3O91 allievi. La Francia forma una provincia dell'istituto, le altreessendo quelle dello stato pontificio con i5 stabilimenti, 1 6 fratelli, g scuole,e 3900
1 1 1

scuola e di

fratelli serventi;

fan-

no

i

voti perpetui,

ma semplici,

di castità,

povertà, ubbidienza, perseveranza nell'i-

allievi; del Belgio,

Savoia, Piemonte, Ca,

nada

,

Stati-Uuiti

Levante
il

,

Svizzera e

gratuitamente; conquesto però, chei fratelli che non sono giunti all'età di 25 anni, non fanno i voti se non per 3 anni, li rinnovano in
stituto e farvi la scuola

Prussia. Solo rileverò, che

Canada ha

17 scuole, ed 11 gli Stati-Uniti. Il calcolo complessivo di tutte le provincie contie-

anno per lo stesso tempo, finché sieno ricevuti e ammessi a'voti perciascun
petui.

Che

edificanti

sono

gli esercizi

di

ne 6o4 stabilimenti, 462
scuole,

1

fratelli,

1

i44

cristiana pietà che praticano, di umilia-

248,9^3
in

allievi.

In questi ultimi
i

zione e mortificazione pure; così

il

modo

sono compresi 2 3,473 adulti,

quali fre-

come si diportano cogli
telli

scolari eco'confraai fratelli

quentano
nel quale
convitti.
le
gli

Francia

le

scuole notturne,
i

di scuola

inclusivameute

impero numerosissimi sono
il

serventi, e la loro vita regolare di vita co-

D'allora a oggi,

numero

del-

mune

in

ciascuna casa.

Che vestono

sot-

scuole è in

aumento

progressivo.

E e-

tana e mantello di panno nero, e cappello ecclesiastico;

questa una certissima prova del som-

usando per insegna e

si-

mo

bene che recano

alla società

i

fratelli

gillo

una

stella

raggiante di 5 punte, con

delle scuole cristiane.
di qui poterdar loro

Mi gode l'animo
veritie-

l'epigrafe: Signurn Fidei. Abbia modi
fratelli italiani delle

due

un solenne,

scuole diR.oma:Cow-

ro, affettuoso e riconoscente attestato di

mia ammirazione. Tengo in pregio e ricordo con commozione, di aver da loro
appreso nella pia casa di
s.

Salvatore in
di

pendio di dottrina cristiana informa di dialogo, per uso de' religiosifratelli delle scuole cristiane, composta dal fratello Regolo membro della slessa congregazione,

Lauro

i

primi insegnamenti

tura, la

buona morale,

la pietà.
il

ro cure ricevei
to della

in tale chiesa

mia colPer le losagramen/I/o-

Roma 834 nella
1

stamperia camerale.

Trattato melodico elementare di aritmetica, del/rateilo

Serafino Massaruli, Ros.

confermazione dal cardinal

ma

1

84^> nell'ospizio di

Maria degli

An-*

rozzo nel 1809
a 1
.

(e lo notai nella sua bio-

geli.

grafia), nella cappella delle scuole per la

SCUOLE PIE. Congregazione di chierici secolari, delti

volta la

s.

comuuione
Cuori
di

nel

1

8 4> ed in
1

poveri della

Madre

di

quest'anno
gazione
la cui

fui ascritto alla

loro congree di

Dio, Congregatio clericorum regulariurn

de'ss.

Gesù

Maria,

Scholarum Pianini

Ma tris

Dei. Ordi-

pagella custodisco per godere in
il

morte
gi. Ali

beneficio de'caritatevoli suffra-

ne religioso benemerito della buona educazione intellettuale e morale della gioventù, particolarmente di

vanto ancora di aver sempre goduto la benevolenza di sì ottimi religiosi,

Roma, dove
le

il

santo e celebre suo fondatore giltò

fon-

che graziosamente

me

ne favorirono

damenta
che

del suo pietoso e dotto istituto

non equivoche prove, ed eziandio dallo
stesso attuale e rispettabile superiore ge-

fiorisce nelle scuole e ne'collegi,

con

tanto vantaggio della società d'ogni ceto,

nerale,

il

Pi. ino fr.

lettera scrittami

Filippo, con onorevole da Parigi a'27 febbraio
e belle imprescosì possenti,
dall'

i844- Le soavi, virtuose
sioni della tenera età

sono

chiamati volgarmente unione delle due parole Scuole Dte accorcia te e ridotte ad una sola voce. Al venerando istitutore devesi la
i

venendo

religiosi
1'

Scolopi, per

che giammai

si

cancellano

animo

!

fondazione della

1.

scuola gratuita in R.p-

scu
prese
gli

SCU
ordini minori, poi
1

89
il
il

ma
lo,

per istruzione de'più poveri del popo-

suddiacodiaconato,

poveri.

chiamato perciò padre e maestro dei Ne fu fondatore s. Giuseppe Ca-

nato,nel sabbato santo
e nel dicembre
il

583

sacerdozio, nell'età di

lasanzio (f.)nato nel
tro e da

i556

in

Pera Ita o
di no-

Petraita de la Sai nell'Aragona, da Pie-

28 anni. Allora si formò un nuovo regolamento di vita perfetta, e tale che la fa-

Maria Gastonia, ambedue
famiglie.

ma

bili e illustri

Avendo

i

genitori
alla

di sue virtù essendo giunta ancora al Figuera, traslato alla sede d'Albarazin, lo volle a

scoperta in

lui

grande propensione
egli

pietà,si presero particolarcuradi lo

educarvi

suo teologo e confessore, esaminatore e regolatore del clero. Trasfeservì di Giuseppe,

santamente, ed

mirabilmente

rito poi alla chiesa di Lerida, in gravis-

corrispose. Istruito già ne' primi erudi-

simi affari

si

come

del-

menti fu mandatela Estadilla per apprendere le umane lettere, nelle quali fece
grandissimo profìtto, sebbene divideva
il

monastero di Monserrato, quale segretario della medesima.
la visita del celebre

Ritornato a Peralla per assistere alla morte del

tempo

tra lo studio, e vieppiù uelle chie-

padre, e restato solo, convertì su-

se, sia in assistere alle

sagre funzioni,

sia

bilo

a'eatechismi e alle prediche, frequentan-

sua casa in un eremo, non uscendone che per celebrare la messa, assistela

do
pie,

i

sagramenti ed esercitandosi in opere laonde ben presto divenne esempio

re a 'divini

uffizi,

ascoltar

le

confessioni,

predicare, istruirei poveri e dispensar loro
le

d'ammirazione da tutta la città. Volendolo il padre occupare nella milizia, con
prieghi ottenne di proseguir
le scienze e di
lo

proprie sostanze. Però presto fu caritiro,

valo da quel penitente scovo
d'

poiché

il

ve-

studio del-

Urgel

lo costiliù giudice visita-

passare

all'

università di
filo-

tore, e vicario generale di
distretto,

Trempe

e

suo
e

Lerida, ove attese allo studio della
sofia e della legge. Recatosi a

con singolare

utilità del clero

Valenza pel corso teologico, se ne partì dopo aver superato gli attentati contro la sua pudicizia,

del popolo, per cui

dopo 8 anni meritò
le

d'esser fatto vicario generale della vasta
diocesi.

Ad

evitar

umane
si

lodi

di cui

portandosi invece nell'università di
in cui ricevè la
il

era segno, dopo avere rinunziato tale uffizio,

Alcalà d'Henares,
dottorale.
sione,
lo nel
il

laurea

per una visione

decise viaggiare

Morto
lo

fratello senza succes-

a

Roma, ove giunse
il

nella

quaresima del

padre

richiamò per impegnar-

i5oy2. Ivi

cardinal Marc'Antonio Co-

matrimonio, al che ripugnandoGiuse ne andò a Jaca,e si trattenne col vescovo Figuera in qualità di aiutante di
seppe
studio, col quale siccome dottissimo rica-

lonna per
lo elesse

la

sua molta dottrina non solo

suo teologo,

ma

gli

affidò la pia

istituzione del principe d. Filippo suo pro-

nipote, e di fare ogni sabbato un' istru-

vò molto vantaggio, Passato un anno
di gli

ri-

zione cristiana allacurte. Abitando nel palazzo

patrio per espresso volere del padre, in-

Colonna come un anacoreta,

dì e

furono progettali vari matrimoni,
si

notte applicato agli esercizi di voli e di
mortificazione, successivamente si ascrisse
all'

da'quali destramente
nifestare
tofei
il

liberò, senza

ma-

già fatto voto di cast ita, e inlan-

Arcicon fraternità della dottrina criss.

vorosamente supplicava lab. Vergine perchè gli ottenesse di potersi rendere ecclesiastico. Alle orazioni aggiunge-

sliana, della

Trinità,

lie'ss.

Ali A»

postoli, del Suffragio, delle
s.

Stimmate di

Francesco,
volte

di cui era di voto. In occa-

va digiuni, austerità e penitenze; caduto mortalmente infermo gli fu accordato dal
genitore di far voto pel sacerdozio, onde
ricevere da
lila.

sione dell'indulgenza della Porziuncola,

due

si

porlo ad Asisi a piedi

scalzi

col sacco deile

Dio

la

restituzione della sa-

stimmate. Nella r." visita del santuario gli apparve s. Francesco, e
gl'insegna a

Fu

esaudito, e nel dicembre

082

degnamente acquistar

l'

iu-

9o

scu
a

SCU
di

diligenza; nella 2.

gli

apparve

nuovo

santo

li

prego ad accettar que' meschiricusavano senil

aceompagnato da
tendogli:
siila e

3 bellissime vergini, di-

ni nelle luro scuole, essi

Sono queste la Povertà, la Cal' Ubbidienza, ed io sono venuto a
te.

za

un aumento

di

paga. Pregò

senato

sposarle con

Indi trattisi dal seno 3

n'ebbe lode per lo zelo senz'altro, a motivo degli aggravi della
per ottenerlo,

ma

ricchi anelli, gli

comandò di
il

sposarle, co-

camera
i

capitolina. Si rivolsea'gesuiti, per-

ule fece, sentendosi

cuore ricolmo di

celeste dolcezza, e lo spirito rapilo in luti-

ga e profondissima estasi. Ancora in Koma egli vide un giorno quelle Virtù in

che volessero accettar nel collegio romano fanciulli per ammaestrarli ne'primi elementi, ma essi allegarono che per leggè dell'istituto, confermata con autorità

forma di do lacera

una delle quali essenlamentandosi d'esser cacciata e abbandonata da tutti, pareva a Giuseppe in sogno di stenderle le braccia per aiutarla. Il giorno dopo la festa delle Stimmate, orando nella chiesa del sodalizio, ad occhi aperti vide aggidonzelle,

e

mal

vestita, e

ammettevano solo giovanetdopo imparato almeno il leggere e Io scrivere. Tentò finalmente anche co'doapostolica,
ti
i

menicani,

ma

trovò che

lo

scopo dell'or-

dine era diverso. Allora fu che ricordò
il

detto del reale Profeta

:

Tibi dereliclus

est

rarsi quella

medesima donzella
la

vestila di

poveri pannala quale interrogata dal santo chi fosse, rispose ch'era

povertà abil

panper, orphano tu eris adjutor, e prendendo queste parole come dirette a se, maggiormente si confermò nel proposito già fatto d'impegnarsi nella cura
d'istruirei fanciulli nelle vie del Signore,

borrita da

Lutti. Si tolse
si

subito

mancalmò

tello affinchè

cuoprisse,
il

ma

la

donzella

disparve; intese allora
i

mistero, e

Pertanto nel novembre i5g7 aprì la i. scuola pubblica gratuita a s. Dorotea in
Trastevere, dove
il

a

timori da' quali trova vasi agitato. In-

buon parroco

della

tiinto esercitandosi in te,

Roma

nell'insegna-

chiesa medesima AntonioBrendani gli die-

come

fratello

della confraternita, la

de due stanze e
ra. Scelse

si

uni

compagno

all'ope-

dotti ina cristiana per le pubbliche piazze

e nelle chiese,

dove

fanciulli, per esperienza

cessila di simili
ria sta

radunava conobbe la neistruzioni, ecominciò sea tal fine
i

sta

avvedutamente il santo qneregione della città, comechè la più bisi

sognosa d'istruzione. Indi
alla caritalevole

associarono
altri

impresa due

degni

mente
opera

a pensare per occuparsi in quedi tanta carità.

preti, ed
lari,

me

ascritto al sodalizio de'ss.

Egualmente coXII Aposi

ebbero qualche centinaio di scodiche venuto in cognizione Clemen-

te
il

Vili molto encomiò l'opera. Questa
santo volle chiamare Scuole Vie, no-

stoli

che distribuiva limosine a'poveri,

avvide nell'esercizio
gli

di quella carità, eh'el'i-

me

che restò

al

suo

istituto,

perche To-

faceva con instancabile zelo, esser

pera d'istruire è di gran pietà, ed aecioc-

vizi.

gnoranza feconda madre di miseria e di Osservò molti poveri giovanetti abbandonati per le strade dalla trascuratezga dé'genitori, che andavano al'lavorò per

che dalla sola denominazione s'inlendesse
tà.

che
I

ivi

s'insegnava
si

le lettere e la pie-

fanciulli

ammaestravano

nel ca-

procurarsi il sostentamento; quindi ozianilo

1echismo,nel leggere, nello scrivere, nell'aritmetica; essendo poveri erano provveduti di carta, penne, inchiostro,
e tntt'allro. In
libri
il

per
in

le vie

o ne'giuochi, prorompeva-

no

parole laide esconce. L'istruzione

breve Giuseppe, morto
dalla fatica;

catechistica della

domenica de'parrochi

Brendani, fu abbandonalo da' sacerdoti
suoi

non poteva fruttificar tutta la settimana, In quel tempo non v'erano altri maestri, se non che regionari mediocrementestipendiati dal senato romano, e perchè il
i

compagni stanchi

ma
sau-

egli,spnza punto avvilirsi, prese a stipen-

diardel suo alcuni maestri, perchè
la

la

opera non venisse meno per mancau-

s

SCU
za di mezzi.

SCU
Trastevere Irasdinali, e


ila

Dal none

di

ben informato
s.

questi dichia-

fii
se a

le

scuole in casa più grande, che pre-

le

scuole pie sotto l'immediata piote-

pigione nel palazzo Vestri, ove è ora

zione della

Sede.

Non

cessarono però

la porteria de'teatiui
si,

propinqua alla chie-

gl'invidiosi di perseguitare

Andrea della Valle, e dal palazzo Colonna vi si portò ad abitare. Iddio a
di
s.

che nel pontificato
sto

coosolazione del suo servo tosto

gli

man-

rono vani Papa avendo
i

il santo, anPaolo V, ma riusciloro sforzi, perchè anco que-

di

fatto visitar le scuole pie

altri

operai volontari, cioè alcuni condottrina cristiana, per cui

da' cardinali Passeri Aldobrandino e A-

fratelli della

lessandro Peret ti, rispettivamente nipoti
gli elogi

una certa unione di sacerdoti maestri, e Giuseppe fu detto prefetto delle scuole pie, capo e direttore delstabilirsi
la

cominciò a

congregazione

di ecclesiastici,

che an-

dò formandosi eziandio per consiglio di Clemente Vili. Nondimeno egli mai tralasciò gli alili molli esercizi

per

la

prò-

procurando giovare il prossimo anche ne'bisogni temporah.Neli6o3a lui si esibirono per assipria e altrui santificazione,
eterlo nell'istruzione de'fanciulli,d.

Clemente Ville Sisto V, in udir poi da essi falli alla virtù del s. fondatore e all'opera da lui cominciata, raddoppiò l'annua pensione fissandola a 400 scudi. Per provvedere alla sicurezza del pio istituto, gli assegnò Paolo V in protettoie il cardinal Lodovico deTorres arcivescovo di Monreale, e per sua morte
di
gli sostituì
il

cardinal Benedetto Giusti-

niani. Riuscendo angusta pel crescente mi-

Tom-

inaso Vittoria nobile di Siviglia, Gaspare Dragonetti siciliano, e Gellio Ghellini vicentino,

stri,

mero degli scolari la casa il santo comprò nel
per 10,000 scudi
il

nel palazzo
1

Ve1

."ottobre 161

che poi morirono
Il

in

concetsi

palazzo di d. VittoriaCenci ne'Torres,posto vicino alla chiesa di S.Pantaleo
feri le

to di santità.

buon ordine che

ossei'-

vava

nelle scuole,
le

meritò che alcuni perriportassero
il

scuole:

ivi

che poi ottenne, e vi trasrimasero sino al 7^6,
1

sonaggi

visitassero e ne

quando

fabbricato
1'

il

nuovo

collegio
s.

Ca-

grandi eucomi a Clemente Vili,

quale

lasanzio presso

ospizio di

Lucia dei
si

volle vedere Giuseppe, lo accolse con paternaamorevolezzaesegnidi stima, enon

Ginnasi e
scio colà;
litiche

s.

Nicola a'Cesarini,

condusle

ma

perduto

il

luogo per

po-

avendo potuto andare

di

persona a

visi-

vicende de'primi anni del corrente
s.

tir lescuo!e,comeavea promessoci mandò in sua vece celebri cardinali Antomani e veti. Baronio, per le ultime retai

secolo, tornarono presso

Pantaleo, ove
il

tuttora fioriscono. Frattanto, volendo

santo perpetuare

le

scuole pie,

si

deter-

sioni de' quali
al

ordinò che fossero pagati

>ervo di Dio annui scudi

200 per

la

pigione della casa. Gli scolari giunsero a

minò appoggiarle alla congregazione dei Chierici regolari dellaMadre di DiofP,), Comunicato l'affare al suo confessore e
al

1000, poiché non rifiutava nemmeno giovaniebrei,en'ebbefinoa20, aliamelite disapprovando e con veemenza predicandocontro il barbaro costume della roinana plebe nel beffeggiar quegl'infelici.
i

cardinal Giustiniani, e convenutosi per
tornii
t.

l'affermativa, in vigore del breve Inter

pa

s

,

de'

Boni,

5, par. 4, p.

14 gennaio 161^, Bull. 1 37, Paolo V unì le

scuole pie a detta congregazione.
chierici regolari

Ma

i

La liberalità del Papa, l'aumentalo numero degli scolari, risvegliò la gelosia e
la

avendo

poi supplicato di

essere esonerati di siffatto ministero, Pu-

malignità de' maestri delle scuole dei

rioni di

Roma,

i

quali giunsero a preseliil

tare una serie di calunnie conlro
e
le

santo

ninne si disciolse col breve Adea,<\c\ 6 inaizoiGi 7, loc. cit., p. 226, per autorità di Paolo V che revocò il precedente, ed
insieme eresse
la

sue scuole

al

Papa,

il

quale ne com-

società e istituto del sa-

mise il segreto esame a'due memora ti càr-

eerdole Giuseppe Calasanzio, iu congre-

92

scu
si

SCU
applicò a formare
le costituzioni

eazione che denominò Paoli^^appellandola inoltre istituto pio e mollo commendabile j come cjuello che essendo stato vicario di

per la

congregazione. Gregorio

XV

col

breve

Roma

e

le

conseguenze

ne valutava tutti pregi felici che ne sarebbero
i

In supremo A pò slolatus, de' 18 novembre 162 1, loco cit. p. 4°4> elevò questa
congregazione
so,
al grado d'ordine religiopermettendo a'membri del medesimo 3 voti solenni; indi a'3 gennaio di fare 1622 col breve Sacri Aposlolatus, loco cit. p. 4'^j confermò le costituzioni. In'2 oltre col breve Apostolici muneris,de aprile 622,Gi egorioXVdeputòil p. Giuseppe della Madre di Dio ministro genei

derivate alla

romana gioventù

di

bassa

condizione, ed esprimendosi inoltre colle

1

parole

:

Praeserliin liberorum

pauperum

christianae educationi,

iicuum opus, in

tale

et eruditioni pròbreve fu prescritta

agl'individui della congregazione la professione religiosa de' voti semplici di po-

1

vertà, castità e ubbidienza, coli' obbligo
d' insegnar

rale di tutta la congregazione de' chierici

gratuitamente

l'

istruzione e
chierici pro-

regolari da lui fondala, per

l'educazione a' poveri; che
fessi

i

e gli aggiunse

4

assistenti generali,

un novennio, che

potino ordinarsi a titolo di pover-

tà; cheilCalasanzio sia prefetto generale

delle scuole pie erette e
tal prefettura

da

erigersi;

che

unitamente a lui governassero l'ordine. Dipoi a'i5 ottobre 1622 col breve Ad uberes fructus Joco cit. Bull. t. 5, par 4>p«

durasse a beneplacito del
il

Papa; e che

fondatore e

la

congregai

4o5, con nuova conferma dell' istituto, gli comunicò tutte le esenzioni, indulti e
privilegi degli ordini

zione potessero fare statuti ed

decreti
s.

mendicanti.

1

pro-

opportuni, da approvarsi dalla
Isella

Sede.
cardi-

gressi

che fece dacché
si

il

santo in ogni genere di

mattina de' 2 5
vestì del

marzoiG^il

virtù,

vide impegnato nello sta-

nal Giustiniani, colle facoltà ricevute dal

Papa,
la del

nuovo abito
il

nella cappelil

suo palazzo

Calasanzio,

quale

miquanto che non lasciava mai di attendere all'educazione de' fanciulli, ed
to religioso, sono indicibili e tanto più
rabili, in

medesimo i4 de'suoi compagni, dando ad ognuno la denominazione di qualche santo, come e«li mutò allora il cognome di Calatatizio in qupllo di Giuseppe della Madre di Dio. Ordinò ancora a'suoi per punto
nella stessa mattina vestì del
di regola di

alla dilatazione dell'ordine, che lui viven-

te

si

stabilì

con varie fondazioni nello
nel

sta-

to ecclesiastico, nella repubblica di

Geno-

va, nella Toscana,

regno

di Napoli,

nella Sicilia, nella Sardegna, in Polonia,
in

Germania. A molti

di questi

luoghi

si

andare

scalzi,

con far uso di

soli sandali, la

quale legge fu poi abolita

portò egli stesso in persona, senza però uscir mai d'Italia, spargendo dappertutto beneficenze, profezie e miracoli.

da Alessandro Vili a'20 febbraio 1690, concedendo loro di calzare. Nel 1618 e nella festa di s. Giuseppe fece il fondatore la sua professionedi voti semplici nelle

Nel

1627 celebrò
ti

in

Roma

ili. "capitolo

gefe-

nerale per dare opportuni provvedimenall'ordine, e

neh. "giorno deli63o

mani

dello stesso cardinal Giustiniani,

ce la sospirata apertura del celebre e nobile Collegio

rinunziando quanto avea e poteva avere, distribuendo a'poveri tutto il denaro

Nazareno, per quanto nardicendo del suo fonNeh 632 essendo

rai a quell'articolo,

che possedeva, onde da allora in poi andò limosinando per Peonia di porta in porta. Fiorendo vieppiù le scuole pie, fece il santo alcune fondae le cose di valore
zioni, fra le quali d'ordine di

datore cardinal Tonti.
al santo

ralato, e
tolo a
talia,

Paolo

V un

terminato il novennio del genenon potendosi celebrare il capimotivo della peste che infestava l'Icol breve de' 12 gennaio fu da Urcostituito generale perpetuo;

collegio in

Moncone

nella

Sabina, luogo

bano Vili

feudale di sua famiglia Borghese; quindi

indi visitò varie case dell'ordine

non mol*

scu
to discoste da

SCU
concorso di tutta
santo. Iddio
le la

93

gore

la

regolare osservanza.

Roma, per mantenervi in viTroppo lunvirtù di questo

Roma ad acclamarlo per
il

confermò con moltissimi e
giudizio del

go sarebbe l'accennare gran santo, descrivere
miltà e pazienza:
a

strepitosi miracoli la voce e

sua carità, u-

popolo, continuando a operarne a chi in
seguito con fervore ne invocò
nio.
il

la i.

mostrata particorinunziare

patroci-

larmente

in

Roma

in

tempo dell'inondail

Benedetto

XIV

eione del Tevere;
a

la 2. a nel

17 luglio 1748, col
tione, presso
il

avendo ordinato ai breve De Congrega-

cardinalato, e l'arcivescovato di Brindisi; la

Bull.

Maga,

t.17, p.261,

3.

nelle multe e

lunghe tribolazio-

a

nisofferte in innumerabilicircostanzecon
invitta costanza e rassegnazione.
le nelle

m". r Luiqi Valenti di andare a s. Pantaleo ad estrarre il corpo del santo dal
si-

Quel-

sepolcro in cui giaceva, e collocarlo in
to più decente,

quali fece spiccare

il

suo eroismo,

onde

fu posto in un'arca
1

furono cagionate dal p. Mario Sozzi, di lui acerrimo e ostinato persecutore,! quaI

dal prelato sigillata, a'

4 agosto
tal

il

Papa

solennemente
leslis
cit. p.

lo beatificò col

breve Caemese, loco

le tra gli altri affronti e strapazzi, lo lece

Pater, eaaa\\&\.o a'7 di

eziandio condurre pubblicamente
lazzo del
s.

al pa-

ofiìzio,

acuì l'avea calunniosadi scrital p.

mente denunziato come rapitore
Mario,
bini,
si

ture appartenenti a quel tribunale;

aggiunse

il

p.

Stefano Cherui

quali con adoperarono a denigrare il santo e la religione da lui fondata, che permettendolo Iddio, ottennero da Innocenzo X la distruzione dell' ordine, mediante il breve Ka quae, de'iG mardegli .scolopi,
tale malignità
si

ambedue

271. 11 successore Clemente XIII solennemente lo canonizzò colla hoWaAdmirabilis, de' 16 luglio 1767, presso il Guerra, Epil. Bullar. t.i, p. 8, nel medesimo giorno. Permise poi con decreto de'23 luglio 1768, che la messa propria di questo santo, già concessa a' i5 del precedente maggio agli scolopi,si potesse nelle loro

chiese celebrare da' sacerdoti se-

colari.

zo 64t>, Bull.
1

Rom.
la

t.

6, par. 3, p. 83.

Il

santo ne ascollò

lettura e riduzione in

Finalmente ClementeXI V con decreto degli 8 agosto 176C) approvò l'uffìzio proprio e la messa per tutta la chiesa universale, con rito doppio pel giorno 27
agosto, essendo impedito quello di sua

semplice congregazione soggetta agli ordinari senza voti, con tanta pace e tran-

morte
statua

dalla festa di

s.

Bartolomeo. La sua

che meritò d'essere paragonato al pazientissimo Giobbe, dal cardinal Lambertini poi Benedetto XIV, nel suo voto per la di lui beatificazione. In virtù
quillità,

marmorea,

scolpita

da Innocenzo

Spinazzi, fu collocata da'suoi scolopi ira
quelle de'ss. fondatori, nella crociata settentrionale della basilica Vaticana, late-

di tal breve,

provoca tu dalle accennale
da'nemici intor-

false relazioni pi esentate

ralmente all'altare di s. Erasmo. Gregorio XVI concesse indulgenza per la Co-

no

a pretese dissensioni insorte nell'ordi-

ne, fu concesso a'già professi religiosi di

rona divozionale di 2 Stelle (P.), composta da s. Giuseppe Calasanzio, il quale
1

poter passare ad altro istituto, ovvero di

la
le.

faceva recitare dagli scolari nelle scuo-

prendere
pi, di vi

tra

4 mesi
i

l'abito de'chierici se-

Da

molti de'religiosi suoi
la

figli

è stata
?

colari; in sostanza fu ingiunto agli scolo-

vere

come

preti dell'Oratorio di
la

S.Filippo Neri.

Due anni dopo

soppres-

sione e riduzione dell'ordine, colmo di
meriti e d'età volò
sto
la al paradiso h't.5 ago1648. .Nella seguente mattina esposta veneranda sua spoglia mortale nella
s.

chiesa di

Pantaleo, innumerabile fu

il

Fila dis. Giuseppe Calasanzio. In latino dal p. Francesco M. Bonada, B.omai764- In italiano dal p. Alessio della Concezione 7. generale delle scuole pie, Roma 1710. Dal p. Innocenzo di s. Giuseppe, Piomai74p,- Dal p. Vincenzo Talenti, Roma 1748- Dal p. Stefano Terzoli, Firenze 174^- Dal p. Bariocompilala

c)4
i

scu
1

scu
poter dispensare in questo punto.
de'
1

lotli, Venezia 749. Dal p. UrbanoTosetli, Roma 767, e da diversi altri scrittoli, Dopo la beata morte del fondatore gli

Ma
1

il

successore ClemenleXIIcol breve Alias,
1

4 dicembre 73o,
1

Bull.

cit.

1.

3, p.

scolopi seguitarono a dilatare

il

loro be-

neficoe utile
to predetto

istituto, poiebè

avendo il santal

54, die facoltà e permise al generale degli scolopi, di poter nominare tra'suoi religiosi

prima

di

morire che questo
profe-

due predicatori

in

qualunque proi

sarebbe risorto, volle Dio che
zia
si

vincia, e Snelle principalijquindi nel
col

734

onde Alessandro VII col breve Dudum,(ìe3.f[ gennaio 1 656, Bull.
verificasse,

Hom.
i

t.6, par. 4, p- 78, restituì le scuole

pie a congregazione formale. obbligando
professori della regola ai voti semplici,
al

i4 gennaio, loco cit. p. 3 9, comandò agli scolopi che por7 tasserò lutti con uniformità la veste come gli altri chierici regolari, poiché alsicut, de'

breve Clini

cimi incedevano in città con quella usata

ed

giuramento

di

perseveranza, dnaet rei-

per casa. Nel
co/it. si

I. il

2, p.

25 1
di

del Bull.

Rom.

mandoìo fritclitosiwi insù lutimi,
publicae christianae utile j
tutte
le

lo arricchì di

grazie, privilegi e favori concessi
,

Clemente XIII, Sacrosancti Apostolatus, de' 2 giugno 1762 Ordinationes prò capitulis prolegge

breve

1

:

agli altri ordini mendicanti

concessione di Gregorio
scolopi riaprirono
i

XV

;

secondo la laonde gli

vincialibiis,elcandidatioiiibiis cong.cler.
reg.

Scholarum Pianini Matris Dei a cagenerali proposila e, con/irmantur,

noviziati e rifiorirò1

pittilo

no.

Con

altro breve de'4 aprile

656, Agli ms-

etobservarimandantur.Qùe&lobreveaposlolicoè preceduto dall'indicazione degli altri
pi e.
Il

lessandro VII
sistenti,

nominò
in

il

generale e

rimettendo
le

vigore l'antico go-

riguardanti l'ordine delle scuole

verno e
te

primi li ve costituzioni. Cleuieu:

pii mario fine di quest'istituto è quel-

IX col

breveZÌJ? inj ancto } de *23 ottobre
6, p.
al

lodi procurare a'fa nei ul li, principalmente
poveri,

1669, Bull. c\t. t.6, par. zò di nuovo le scuole pie
ne regolarecon voti

362,innal-

grado di oidisolenni, con tutti ipri-

obbligano
il

una buona educazione, ed a ciò si religiosi con un4-° voto. Verso 1730 fu fatto ricorso in vari luoghi da
i

vilegie prerogative di quelli mendicanti,
e\och\<\mblaudal>ileinstitutuni, esenti-

alcuni contro

le

scuole pie, colla preterì-

sione che in vigore delle loro costituzioni,

dolo dalla giurisdizione degli ordinari
indi

;

approvate eziandio da Clemente
col

X nel

Innocenzo XI

nel

1684 dichiarò che

quest'ordine de' chierici regolari poteva
possedere, e confermò l'esenzione dai vescovi, assoggettandoli

pp. scolopi non potessero insegnare che la dottrina

1670

breve Clini felicis,

i

cristiana, leggere, scrivere, l'aritmetica e
la

immediatamente loalla santa Sede, confermando pure ro privilegi. Questo benemerito ordine fu appellato da Innocenzo XII, opus conii

grammatica,

a' fanciulli

poveri e plelecito di

bei, e

che perciò loro non fosse

aver
lù.

collegi e seminari

con nobile gioven-

probatae charitatis,et perfeclae educalionis, nel

inesso l'affare ad
lui

concedergli grazie e privilegi,
col

Papa Clemente XII avendo comuna congregazione da deputata, alle relazioni di questa, con
Il

Benedetto XIII

breve Exponi , de'3

*ma costituzione
cise la

del i.° gennaioi

73

1,

dei

oltobrei 727, Bull. cit. 1. 12, p. 2 58, vietò agli scolopi il ministero della predicazione, in conformità della proibizioneche

questione a favore degli scolopi,

quali perciòseguitanoa tenere,

fanno le regole, affinchè sciolti dalle cure de' pergami, meglio s'impiegassero
ile

nell'esercizio delle scuole, ch'è

il

princi-

no tenuto sempre, seminari e mettendovi all'educazione civile e scientifica la gioventù di qualunque rango, a cui insegnano colla buona moralee la pietà, le belle lettere e tutte le scienze,

comehancollegi, am-

pale loro istituto, togliendo nello slesso

laondi

tempoa'superiori dell'ordine

la facoltà di

de vantano un grandissimo numero

uo-

e

SCU
mini celebri nella letteratura e nelle dignità cui furono innalzali, ed a cagione d'onore mi limiterò a ricordai e il regnante

SCU
cap.3'>: Della libreria
scuole. pie, la descrive

9^
s.

a

Pantaleo delle
nel

com'era

1698li-

La chiama segnalala
bri. e

e copiosissima di

Pio IX, che fu nel collegio delle senoVolterra, oltre molti cardinali e

rodici mss. con opere di tutte rescien-

le pie di

vescovi. Bensì nell'erezione di

nuove case
il

e collegi,

debbono

gli

scolopi riportare

consensode'rispetti vi ordinari. Alessandro

VII con breve de'28 aprile 1660 approvò il metodo tenuto dagli scolopi nelle loro scuole, ed ordinò che avessero sempre per
protettore
il

ze e delle migliori edizioni che enumera, compresa la libreria del celebre medico e matematico napoletano Gio. Alfonso Bo« relli, colle sue opere stampate e mss. che in morte lasciò alla pia casa, disponendo che colla vendita delle molle copie delle

cardinal vicario di

Roma,
si

che

il

loro generale con
sei

4

assistenti

e-

stampate si acquistassero libri moderni. Il p. Helyot nella Storia degli ordirà religiosì, di questo ne ragiona al t. 4; ed il p. Anria degli ordini regnimi,
1

leggesse ogni

anni. L'abito loro,

come

notai, è simile a quello degli altri chierici

nibaleda Luterà, nel Compendio della stonelb par. 3,cap.
1:

regolari, con questa differenza che fer-

Dell'ordine de' chierici regolari delle
Il

mano nel
li

davanti
il

la veste

con treancinel-

scuole, pie.
slittiti

cardinal Monchini, Degl'i-

d'ottone, ed

loro mantello, ch'era

una

d'istruzióne primaria in

Roma,

t.

volta di
la

panno grosso, come quello deltonaca, prima non oltrepassava che un
il

poco

ginocchio, sebbene in progresso di
si

o\, discorre dell'ordine delle scuole pie, e delle scuole pie a s. Pantaleo ed a s. Lorenzo. Vi sono delle religiose che se1, p.
1

tempo

fece

giungere

al

calcagno, for-

guono
le.

le

regole degli scolopi e si dedicano

mandosi tanto il mantello che la tonaca di saia nera. Usano il cappello ecclesiaslico, la cintura di lana, e la berretta eiericale.
Il

all'istruzione ed educazione delle douzel-

a
s.

poco

Gli attuali pp. scolopi tengono presso lo stesso metodo che stabilì il loro

p.

Bonanni
1 ,

nel
p.

Catalogo degli
4^, parla di que-

fondatore. Ricevonogratuitamenteigio-

ordini religiosi, par.
gli

vanetti d'ogni condizione, purché abbia-

chierici regolari, e

ra con l'antico mantello

ne riporta la figoDa quest'ordine
di religiosi
il-

la

no compili 7 anni, ed hanno scuola 3 ore mattina, e 3 ore in quelle pomeridiai

uscirono un gran
lustri

numero
vita,

ne. Nella mattina

religiosi

fanno ascol-

per santità di

per dignità ec-

tar la messa agli scolari, oltre la recita di
stabilite preci al principio e al fine dell'in-

clesiastiche, e

per ogni genere di doliliriportarne

na, nelle quali virtù tuttora fiorisce; lun-

go sarebbe
i

il

il

novero,

come
11

segnamento. Anche nello domenica li cevono nell'oratorio, per esercitarli in
escono dalle scuole,
divisi in varie

ri-

di-

pregi e

le

opere che pubblicarono.

verse pratiche religiose. Quando gli scolari

Piazza neWEusevologio

Romano

tratt. 3,

bande,

cap. i3: De' pp. chierici regolari poveri della Madre di Dio delle scuole pie a s.

ritornano a due a due

alle loro case, ac-

Pantaleo, li celebra co'più grandi encomi,

compagnata ciascuna da unoscolopio,che ad imitazione del santo guida acciò non
li

riportando diverse testimonianze loro onorevoli, massime de'Papi; con una Ereve notizia
dell' istituto, e del

si

trattenghino per

le

strade a giuocare,
le

e incedino

quietamente per
il

vie: questo
il

sistema te-

savio sistema impedisce

disordine ed

unto dai religiosi, di pietà cristiana e d'insegnamentoco'loro scolari, come delle case che hanno in Roma a s. Pantaleo ed
a
le
5.
s.

clamore inevitabile con una gran mollitudine di ragazzi. In s. Pantaleo vi sono 3 scuole, con un maestro per ciascuna la
:

Lorenzo

in

Borgo vecchio, per

la

qua-

.'
1

di

catechismo, lettura e scrittura;

la
a

ne tratta

al cap.i/j"-

Delle scuole pie

a
3,

2."principiidi
di

Lorenzo

in Piscibus.

Nel trattato

1

grammatica grammatica superiore.

latina, la 3. è
Il

luogo è an-

96
gusto
in

SCU
proporzione
alle istanze
ili

SCU
quelli
il Vaticano, decorarono la facciata della chiesa con belli damaschi e arazzi. Fu già fii

Possesso de'Papi, se abitano
religiosi

che nebramano l'ammissione, dappoiché si è perduta gran parte del palazzo de Torres, e dove erano scuole comode e luminose or vi sono botteghe. Nel l'ai tra piccolo
liceo degli scolopi in
vi
s.

liale della vicina basilica di

s.

Lorenzo

in

Damaso
il

e parrocchia, per cui ne parlano

Lorenzo

in

Borgo

Bovio,
s.

La

pietà trionfante, nella basi-

sono due scuole

co'rispeltivi maestri, e

lica di

Lorenzo ap. i 75,e crede che anfosse detta ùe'Pretecaroli, vo-

riesce di sommo vantaggio alla regione, ch'è una delle più bisognose d'istruzione e più mancanti di mezzi per apprenderla.

ticamente

cabolo ch'egli ritiene derivato da un com-

postodidue parole, cioè dai
bitavano, e dal
forse
si

preti

che

l'a-

In

una scuola s'insegna

il

catechismo,

nome

del fondatore
il

che

leggere, scrivere e l'aritmetica: nella se-

chiamò Carlo; ed
s.

conda scuola s' insegnano principi] di grammatica. Prima la camera apostolica somministrava alle scuole di Borgoanuni scudi 4oo,e maggior somma a quella
i

basilica

Fonseca, De Lau renili in Damaso cap. 44
:

De
lis }

ecclesia

s.

Panlaleonìs de Pretecaro-

ma

squittinii

perchè la disse chiamarsi ad Paex simulacro marmoreo in an-

di

s.

Pantaleo:
nel n.°

in

luogo

di tale

assegna-

gulo palatii Ursinorum{ova Braschi, e ove

mento Leggo

dipoi cedèagli scolopi alcuni beni.

4^

del Giornale, di

Roma

del i853. «

Il

provinciale degli scolopi

famosa statua) abslantis pomarmo non conviene ilCancellieri.il quale di ciò e di quanparlai della
sito, sulla

scoperta del

ricevette da parte dell'I. R.

supremo co-

to della chiesa disse Felini, Antichità di

mando m
ne,

ili

tare dell'impero austriaco, l'in-

carico di fornire di religiosi del suo ordiin qualità di professori di religione,

Roma, p. 81, della famosa
e 23.
Il

fece

rimarco nelle Notizie
Tesori

statua di Pasquino, p.18
i

Panciroli che pubblicò

di filosofia, di stile tedesco e di storia na-

accademie militari e gl'istiUn simile onore non mancherà di condurre nell'ordine ragguardevoli ingegni. Esso ha di già trovato in Austria, anche da parte dell' autorità, specialmente in questi ultimi tempi, una piena e decisa approvazione ". Ora vado a
turale, tutte le
tuti de'cadetti.

6oo, a p. 646 trattando della chiesa di s. Pantaleone a Pasquino, riferisce che il rettore e parroco della chiesa, avendo fatto diligenze persaper le notizie di sua fondazione, trovò che fosse fabbricataneli2 6 sotto Onorio III Sacelli, ed eretta in collegiata. Che fu custodita da preti inglesi, lo che notai nel
nascosti di
nel
1 1

Roma

parlare della casa e chiesa
della chiesa e casa di
s.
s.

di

s.

Pantaleo, e
la

voi.

XIV,

p.

i

y5,e perdisposizionediquel

Lorenzo:

casa di

Pantaleo chiamasi generalizia, cometeche
di

sidenza del preposilogenerale delle scuole pie,

presente è

il

ll.mo p.

Gennail

ro Fucile, e del procuratore generale,

Papa, essendosi trovatoscolpitosopra una campana: D. Praesbìteri Angli. Anno Dominti 243. Che di sue entrale parte si u» n'irono alla collegiata dis. Eustachio da Leone X, in compenso di certe case spianate per aprir
la

quale attualmente è cenzo Licci.

il

ll.mo p. Gio. Vin-

strada a'Pollaroli.

Che

Casa, scuole e chiesa dis, Pantaleo ne detto volgarmente s. Pantaleo, nel rione Parto ne, e di altre, chiese dis. Pantaleo o Pantaleone in Roma.
Sulla piazza del suo
st'antica chiesa, tra
i

Alessandro Savelli colla moglie Caterina Muti Vitelleschi rinnovarono la chiesa che stava per cadere nel i3i8, ed a' 18
,

maggio

nome trovasi quePalazzi Braschi e

alassimo (/ .), nella strada papale, per cui passando per la via la solenne pompa del

il cardinal d'Amato, o meglio Arnaldo de Via o foye, diacono di s. Eustachio e vescovo d'Avignone, ne consagrò l'altare. Che qui già si congregavano medici per la divozione che aveano pel
i

martires./ rt/Jtó/co/ze(/'.)auch'essomedi-

1

scu
co,donde passarono nella chiesa di S.Giacomo della vicina piazza Navona; laonde
chiesa di
s.

SCU
rilevo dal Venuti,

97
della

Roma moderna,
la

Pantaleo de'pp. delle scuole
porta fu guar-

non eravi più
tista

altra

compagnia chequella

/}/e,rimarcando che dipoi

de'pellicciari, in

un altare di s. Gio. Batloro patrono. Aggiungo col Bovio,

nita con travertini di diseguo alquanto

singolare.
ciata,

Tanto

l'architetture della fac-

che anticamente la chiesa di s. Pantaleone fu filiale della collegiata insigne di s. Eustachio; ed altrettanto afferma Martinelli, chiamandola in Agone, dalla vici-

quanto quelle della chiesa, secondo gl'intendenti, non sono gran cosa ammirevoli, in ima Roma ove trovasi tanta dovizia di sontuosissimi templi;

certamente

na Piazza Navona. Narrai a Sa velli famiglia, che essa avea le case poco distanti e nello stesso rione; appreudo dal Piatti, Della famiglia Sforza, t. 2, p. 32 2, trattando de'Savelli, che Alessandro pronipote di Pandolfo fratello dell'altro Papa Onorio IV, rinnovò la chiesa dis. Pantaleo fabbricata neli2i6 da Onorio IH, onde ne fu posta iscrizione sulla porta, ed avanti l'altare maggiore fu eretta una
sepoltura per Alessandro colla sua

l'interno è maestoso, e fa bella e decorosa mostra pe'suoi eleganti ornamenti.

Francesco Gasparoni, Prosesopra argomenti di belle arti, Roma 1 841, a p. 8:
Prospetto della chiesa di
s.

Pantaleo,

lo-

da

il

benefico Torlonia che lo fece costrui-

re e vi pose sulla porta un'iscrizione che

re ss. Panlaleoni et

arme

suo nome, in ouoJosepho Calasanctio. Dice che il concetto dell'artista Valadier tiene di quello che il valente Moriporta, ove
si

legge

il

de'Savelli e con quella della detta moglie.

rigia,

che loda assai, trovò pel sepolcro
in

Anche Bovio conferma che ueli3i8 Alessandro Savelli rifabbricò la chiesa, in-

di

Dante

Ravenna {J

/T

.);

quindi ne fa

l'analitica descrizione artistica, e critica
le le

sieme

alla sua consorte.

Questa chiesa

e-

sue diverse maniere d'architetture, nelsproporzioni e nelle altre cattive ap-

difìcata sopra

una parte del vasto

circo

Alessandrino, fu concessa da Paolo
s.

V

a

plicazioni d'alcune parti architettoniche

Giuseppe Calasanzio e sua congregadopo di aver il santo acquistato l'adiacente palazzo de Torres, ove stabilì le scuole. Neh62i s. Giuseppe co'religiosi rinnovò e restaurò tutta la chiesa, e più tardi meglio e dai fondamenti; dicendo Piazza che vi contribuirono a more voli benefattori, per cui fu ridotta con elegante
zione,

piùpropried'altriedifizi, perciò
te di quell'unità

mancan-

che

si

ricerca nelle buo-

ne fabbriche. L'altare maggiore ha un aspetto decoroso, ed è ricco di
assai

marmi

fini

to la

ben distribuiti, oltre 4 colonne: sotmensa vi è l'urna di stupendo poril

fido, in cui riposa

corpo di

s.

Giuseppe

Calasanzio; e su questo altare nella sua
festa
la
il

architettura e decorosi abbellimenti, in

magnifico tempio uffizialo dagli scolopi,
sotto l'invocazione della B.
ria e del

si espone alla pubblica venerazione Mngua, il fegato, il cu re, la milza ed
Il

Vergine MaPantaleone.
e

cranio.

gran bassorilievo in istucco

suo antico titolare
fu pubblicalo
:

s.

Quindi

La nuova pittura
tribuna
1

medesimo altare, è opera di Gio. Domenico della Porta, che vi figurò il sannel

di Filippo Gherardi sulla volta
della chiesa di
s.

Pantaleo,
il

Roma 690.
marchese poi

to in atto di presentare alcuni fanciulli alla B. Vergine, la cui immagine è in alto.

Beffando imperfetto
a'nostri giorni e nel
1

prospetto esterno,
il

Le

pitture della volta diconsi del ce-

806

lebre p. Pozzi gesuita, o
scolari,

almeno de'suoi

duca d. Giovanni Torlonia, co'disegnidel cav. Giuseppe Valadier,fece anco qualche
abbellimento
alla parte interiore; della

o di Antonio Colli uno di essi. Vi sono inoltre 4 altari minori; ed in essi il quadro dis. Pantaleo fu ben colorito dal
cav. Mattia Preti calabrese; la

quale parte interna fu architetto Gio. AntonioB-ossi per incarico degli scoiopi,come
VOL. LX HI.

s.Anna venne dipinta da Bartolomeo Bosi. Fra le mi
7

98

SCU
sepolcrali della chiesa,

SCU
vanno
ricor-

morie a datequattro.La i. ch'èdi fìancoalla porta ricorda il già menlovato Borei li, al quale avendo un infame domestico saccheggiata
la

donar loro locarla degnamente nel la chiesa
la

divota immagine, per coldi
s.

Pan-

taleo, poiché

militavano sotto

gli

auspicii

delia
la

Madredi Dio. Sorpresa Aurora del-

casa,

si

ritirò nella
la

contigua casa
sua famosa o-

conoscenza d'un divisainentochea niu,

cogli scolopi,

ove compii

pera sul molo degli animali, ed insegnò
le matematiche a'giovani religiosi: essendo morto piamentenella medesima, e per

gnarsi, con dire

no avea comunicato procurò disimpeche dipendendo dai genitori non poteva disporne senza il loro
,

consenso. Questo ottenuto dai religiosi

aver lasciato

il

suo tenne patrimonio

ai

con islromento di donazione riceverono
nel 1688 la veneranda immagine, e nel dìdell'ImmacolalaConcezione l'esposero sull'altare maggiore. Non senza prodigio, subito se ne propagò la divozione per le grazie che dispensava, ricevendo perciò continuamente pie offerte ed oblazioni onde fu pur visitata dai Papi, che ne di,

il marmoreo monumento. L'altra si legge sul pilastro nudando in sagrestia,ed appartiene aLaudomia figlia di Gio. Bracaleone, il quale

religiosi, questi gli eressero

con 3
i

italiani

combattè
(f''.)

in

Duello nazio-

nale e vinse altrettanti francesi all'asse-

dio di Barletta

t

singolarissimo cer-

tame cantalo Gio. Andrea
vivente

dal Vida.

La

3." è di tng. r

chiararono
ti.

l'altare privilegiato pei

defunPietro

Castellani ligure, canonico

Promovendone gli
del p. Gio.

scolopi

il

culto, per
s.

Vaticano e referendario di segnatura, che s. Giuseppe fondò la scuola di s.
la rie-

mezzo

Francesco

di

generale, ottennero che dal capitolo

Va-

Pantaleo, e die scudi 10,000 per

ticano fossero coronate con corone d'oro
la

dificazione della chiesa dai fondamenti.

B. Vergine e
Il

il

s.

Bambino che

tiene

La 4

a

è quella della pia

Aurora,

di cui

fra le braccia.

Piazza nel

trat. 7,

cap.

vado sparlare, la quale per divozione alla B. Vergine volle essere sepolta incontro alla sua immagine. Il Boinhelli, Raccolta delle immagini della B. F ergine t.
3, p. r3, riporta e descrive quella della

33, parla del sodalizio: Di s. Anna in s. Pantaleo per le donne. Questa compagnia di

dame

e altre

Anna,

eretta a' 18 febbraio

donne divote di s. 1640 con apsi

provazione d'Urbano Vili,

uni in pia

Pantaleo col suo divin Figlio, dipinti io tela in Perugia da un di voto giovane, che impiegò nel ladetta

Madonna

di

s.

congregazione mediante pontificio breve,
ed altro
1

n'

emanò Alessandro VII
la

maggio 666 per

a' i5 conferma e concessio-

voro

i

soli

giorni di sabato per

un intero

anno, e ne'
digiuno.

detti giorni osservò rigoroso

La colon

a richiesta d'un geni

ne di molle indulgenze e grazie spirituali. Il governo della compagnia fu conferito al p. generale degli scolopi, o da esercitarsi

tiluomo bramoso d'appagare
di

desiderii

da altro religioso da

lui

deputato;

Giacoma Paradisi sua figlia d'insigne pietà. Questa morta di 90 anni, legò l'immagine per testamento alla nipote Aurora Berli dimorante in Roma, togliendola
alle

e

si

prescrisse l'elezione della priora triens.

nale, la celebrazione della festa di

Anna

con solennità nella propria cappella, e diverse pratiche divo»e, con indulgenze e
colla partecipazione di quelle dell'ordine

cappuccine di Perugia a cui l'avea

imprestata. Aurora perciò dispiacenteche
fosse stata loro tolta,
di

delle scuole pie: che

due

volte all'anno,

andava disponendo donarla alle cappucciuedi Pioma, menmeglio velei

presied u te da Ip. genera le,s'adunerebbero
nella chiesa per le cose spettanti al sodalizio.

tre era inferma,acciocchè fosse

Simile compagnia fu poi
Nella chiesa di

istituita nella

nerata, lutanto
lopi,
ella

due scouno de'quali dichiarandole quanto
si

recarono da
la

chiesa de'ss.Fa ust ino
ni.
s.

eG io vita de'BresciaPantaleo
si

celebra
s.

volgeva in mente,

pregò invece di

la

sua festa a'27 luglio; e quella

di

Giù-

scu
seppe Calasanzio a'27 agosto con molto
decoro, visitandosi pure con divozione le
stanze da
lui

SCU
scolopi eretto vicino
all'

99
Ospizio dì s. Lu-

cia de* Ginnasi (^.),i quali

avendo comvi edi-

abitate e

contigua casa,
Papi,

dove morì nella con gran concorso di poil

prato
la

il

palazzo Cenci e demolitane quelvi

porzione che

corrispondeva,

polo, di prelati e cardinali, e talvolta dei

ficarono dai fondamenti con architettura
di

come
il

fecero Innocenzo XIII,
del Diario di
1

che
la

Tommaso

de Marchis una sontuosa e

descrive
1

n.°633

Roma del

solida fabbrica, scolpendo sull'architrave

72
s.

i,ed

il

regnantePio IX nel 848per

della porta l'iscrizione tuttora esistente:

solennecentenaria ricorrenza della morte

Giuseppe Calasanzio, al modo riportalo neln.° i3 del Giornale Romano: celebrò la messa nell'altare maggiore ove sono le suesante spoglie mortali, assistito da m»/ Castellani sacrista e vescovo di
di

Collegium Scholarum Piarum. Nel 1 747 trasferirono le scuole da s. Pantaleo, con maggior numero di scolaresca e convi

vitto per la civile gioventù. Nell'oratorio Salvatore Monosilio dipinse sulla volta a

fresco

l'

immagine
i

di

s.

Giuseppe Calail

Porfirio, e da

mg. r Gio. Battista Rosa ni

sanzio, ed

religiosi vi

collocarono

sud-

ex generale delle scuole pie e vescovo di Eritrea, non che dai cardinali Lambnischi ni e Patrizi.
Il

detto quadro di s. Pantaleone,che riporta-

rono nella sua chiesa, quando nel 1800
stituirono nel la casa contigua

re-

Papa

distribuì la co-

le scuole pie.

munione
tra

a molte persone, ascoltò poi alletta

A scanso
vivi la

di equi voci e

perchè se ne rav-

messa

da un suo cappellano

se-

memoria, avvertirò che da tempo

greto, quindi passò nell'oratorio esistente
nel contiguo collegio, e fece ne' voi.

antico in

Roma

si

professò gran divozioe-

quanto notai

ne a

s.

Pantaleone, per cui furono già

LUI, p. 200, LV, p. 3 i5. In seguito il Papa ammise benignamente e con
particolare affetto al bacio del piede
il

dificate

due

altre chiese,

una

delle quali

ancora esistente. Quella distrutta fu detta dis. Pantaleone Affine, forse eretta nel
rione Regola, chiamata nel secolo XII da Cencio Camerario, s. Pantaleonein Onda, probabilmente dal vicino Tevere; fu
filiale de'la basilica di s.

preposito generale

p.

Fucile, la religiosa

famiglia, e gli alunni del colIegioNozareno. In fine visitò
la

vicina cappella stata
si

abitazione di

s.

Giuseppe, nella quale
le

Lorenzo

in

Da-

conservano intatte
santo.
Il

modeste mobilie del senato romano ogni anno, per

maso, per cui Bovio ne

fece ricordo a p.

la festa del ss.

Nome

di

Maria, olire alla

L'altra chiesa e già parrocchiale ai 1 74Monti, come notai nel voi. XV, p. 25 e
altrove, presso
la
il

chiesa di
e

s.

Pantaleo un calice d'argento

tempio
la
s.

di

Tellure, oltre

4

torcie di cera, ed in ogni

quadriennio
la festa di

torrede'Conti e

piazza delle Carret-

fa altra
s.

eguale oblazione per

te, è

perciò chiamata
:

Pantaleo ai Pan-

Giuseppe Calasanzio, per grato animo verso un istituto benemerito anche in Ro-

tani

nel giardino del la già contigua e pics.

cola chiesa di

Biagio della Pace,a\\a me-

ma
la

dell'educazione e del pubblico insedelle lettere .Nella porteria del-

desima

riunita,

furono trovate molte sta-

gnamento

tue e altre pregievoli antichità
registrate

casa, che risponde alla piazza della Po-

sta vecchia, della
p.

quale toccai ne'vol.L,

neh 565, da Lucio Fauno e portate nel palazzo Farnese. Dice Panciroli, che dalla
il

un pozzo le cui acque furono giù benedette colle reliquie di s. Pantaleone, e però fedeli a causa di questa benedizione'si portano in folla a bevane nel giorno di sua festa. Del collegio Calasanzio ricordato di sopra, il Ve3
1

o, e

LIV,

p. 3 if\, è

superstizione di adorare

la

terra sotto

nome

i

le

dea Tellure, derivò l'altra che acque del propinquo profondo pozzo
di

giovassero a molte infermità; laonde pro-

babilmente
vere
sa a
tali
s.

i

divoti cristiani per
vi

rimuola chie-

pregiudizi

edificarono

nuti fa

la

descrizione

a

p.

667.

Fu

dagli

Pautaleone medico, e nel giorno

ioo
si

SC

TJ
il

scu
Pantaleone, martirio, reliquia, miracoli,

pozzo e l'acqua di sua festa colla sua testa, con molto concorso di popolo che per divozione ne beveva l'acqua,

benediceva

come

fa tuttora: altri

dicono che nel pozil

zo restò per
la chiesa di

un tempo nascosto
I

corpo

delsanto, da S.Gregorio
s.

trasportato nel-

Gregorio al Monte Celio sua

pure compilò lo scolopio p. RiGirolamo, stampala in Roma nel 1690. Nella Vita ddven.p. Giuseppe M. Pignaltelli gesuita, scritta dal suo correligioso p. Moncon, ed in un articolo pubblicato dal prof. T. Gio. Parati che
e vita che

dolfo di

s.

casa paterna. Martinelli, Rornasacra, p. 267 e 348,interessauti notizie riportasi)!la chiesa di
s.

fu rettore della chiesa, nel

1.

15, p.

39 e

42 dell'Album

Pantaleo, chechiama in

tri'

busForis, e di s. Biagio de Montibusj dice 3 che l'altare della i. fu consagrato neh 1 13
e fra lereliquie vi fu postaquelladis.Pan-

Roma, leggo altre notizie della chiesa ora comunemente chiamata della Madonna del Buon Consiglio,
di

e delle quali qui darò

un cenno. In queesistesse
il

sto luogo celebre per antiche e magnifi-

taleone; e chela nobilissima famiglia

Pa-

che memorie, vuoisi che

car-

paroni

vi

avea altare e sepoltura. Nell'atgli

cere de'cristiani condannati al martirio,

tuale sagrestia sono
pietto di
s.

avanzi del temantichissimi af-

onde
Dipoi
simo,
detto
tità

vi

sono propinqui grottoni, fu san-

Biagio

,

in

4

tificato
vi

da un'

eletta schiera di martiri.

freschi, fatti incidere e illustrati dal Ciana-

fu eretta

una chiesa

sotto l'invo-

pini

:

essi

rappresentano
s.

il

Salvatore, la
s.

cazione di s.Pantaleo martire celebratisil
1

B. Vergine,
taleone
di

Gio. Battista e

Lorenzo.
s.

cui altare fu consagrato nel
1

sud•

Nella casa contigua alla chiesa di
ai

Pan-

1

3,e vi furono riposte gran
i

quan

Monti

fiori la

congregazione

direliquie;quindi
vi

Basilianid\ Grot-

de'sacerdoti secolari, sotto l'invocazione
s.

taferrata

edificarono contiguo
la

un mo-

Giuseppe

e della Purificazione del1

nastero, ullìziando
insigni

chiesa e fiorendovi

la B. Vergine, ch'ebbe principio nel in

620

monaci;

ma per le

vicende de'tem-

un oratorio adiacente alla chiesa dis. Lorenzo inDamaso e fu approvata da PaoV, indi nel 164*3 ^ a Innocenzo X trasportata in detto luogo. Ne fu fondatore il p. Paolo Motta milanese,col medesimo santo scopo di quella degli Oliati di s. Ambrogio (V.) per l'istruzione ed edifilo
t

pi diminuiti nel

numero, abbandonarochiesa fu restaurata nel

no il 120 1

locale.

La

dalla pia

Aldruda Scotti Paparotis,
incorporata
la

ed in seguito
sina di
sa
s.

vi fu

chie-

Biagio, colle sue rendite.

La

ca-

contigua servì di ospizio a zelanti sa-

cerdoti, che

mantennero
ss.

il

culto divino

cazione di quel popolo.
tadino,nel tralt.5, cap. 3

11
1

Piazza concit-

e quello de'due

,celebrò la con-

Pantaleoue e Biagio; poscia per un breve di Clemente XII la

gregazione,

le

sue benemerenze, gl'indi vivi fiorirono,trai

chiesa passò in potere dell'arciconfraternila della Dottrina cristiana. Frattanto

dui che di santa vita
li
il

quacon-

cardinal Michelangelo Ricci, e parlò

propagandosi
so
la

in

Roma
di

la

divozione ver-

della sua scelta libreria.

Siccome

la
s.

B. Vergine del

Buon

Consiglio di Ge-

gregazione

la descrissi all'articolo

Gin-

nazzanofP'.), alcuni

questo luogo ne

seppe,

ivi

riportai altre interessanti nos.

tizie sulla

chiesa di

Pantaleo

ai

Monti.

A
di

Sangue prezioso reliquia, parlando
ampolle
sta
si

donarono copia ad una compagnia di pie persone che si radunava nella Chiesa di s. filaria in Cosmedin, la quale per onorarla,

quello de'santi, dissi di quello delle varie
di
s.

bramosi

di erigersi in sodalizio, ot-

Pantaleonecheperlasua

fe-

tennero da Benedetto
s.

XIV

la

chiesa di
in ar-

liquefa,

come
di

in Rateilo (V.) e nel-

Pantaleo nel 1748, e l'erezione
del

la chiesa de'filippiui di
ri nelle

Roma.

Cancelliep.

cicoufiaternita sotto l'invocazione della/?.

Memorie

s.

Medico,

5 1 , rius.

Maria Vergine

Buon

Consiglio, con

nì diverse cr udizioni bibliografiche su

sacchi bianchi, mozzetta rossa e cordone

se u
turchino.
I

SCU
mar:

ior

confrati abbellirono con

Domini (V.), che
ve
di in

si

celebiadal Papa, ser-

l'altare maggiore e vi collocarono la Immagine, con vari angeli in istucco negli altri due altari laterali si venerano in uno il ss. Crocefisso, ed ss. Pantaleone e Biagio egregio dipinto del Passignano;nell'altros. Anna con dipinto di buono stile: iuollre nell'altare del ss. Croce-

mi
s.

luogo per goderla ai sovrani che so-

no

Roma.

Si dice in Piscibus o in Pi-

seimila, a motivo d'un mercato di pesci,

i

cheanlichissimameutesi teneva nelle sue vicinanze. La chiesa è molto antica, e le colonne che l'adornano appartengono ad
epoca assai remota. E' tradizione, che in
questo luogo
le
s.

fìsso si

venera dal Iato

dell' epistola

al-

Lorenzo distribuì a'poveri

tra

immagine della Madonna. Nel marzo 1807 nell'anuesso edilizio ven. Pignatil

sostanze della chiesa, per impedire che

divenissero preda del tirauno. Nel 1200

una 3. casadi probazionedella compagnia di Gesù, e vi dimoiò fino alla beata sua morte, ivi avvenuta a' i5 novembre 181 1 venendo come altri suoi correligiosi sepolto nella chiesa, donde poi fu trasferito nella chiesa del Gesù, come notai nel voi. XXX, p. 180. Imperocché credo bene notare, che dopo il 1783 il ven. Pignattelli, aveudo determinato di recarsi nella Russia per rivestire l'abito della compaguia (che sempre ha sussistito, per quanto dichiarai pure a Seminario Romano), volle consigliarsi intorno a
telli stabilì
,

J

era unita alla basilica Vaticana, e dipen-

deva dal capitolo;
alle

in seguito fu

concessa

monache francescane di s. Chiara, che Leone X trasferì altrove, quindi alcuni
scrivono che servì d'oratorio
all' arclcon-

fraternità del ss. Sagramento o dis. Già-

corno a Scossacavallijma ilTorrigio nelYHistorla della chiesa di s. Giacomo, e-

spessamente nega che
s.

il

sodalizio dalla
si

Papa Pio VI, il quale lo confortò dicendo che andasse pure, meutre egli riconosceva que'padri per veri gesuiti, cociò con

recasse ne in Lorenzo in Piscinula,nè ins. Spirito. I medesimi storici aggiungono, che la chiesa venne poi data all' arciconfraternita di s. Spirito, e che vi restò sino ali65g, la quale ora trovasi nel sito che descrissi nel
voi.

chiesa della Traspontina

me attesta
con.

uella sua

Vita
fu

il

detto p.

Mon-

più antica

XLIX,p. 291, dicendo che vuoisi la di Roma. Già all'articolo Pro-

Non viaudò, ma
tali

sempre unito e

incorporato con

padri, e dipendente

ci,

curatori di Collegio, narrai con Fanucche la chiesa di s. Lorenzolo e il congli

in tutto dal vicario generale di Russia.
]

tiguo fabbricato Serristori
i

appartendel

con frati nel 1848 celebrarono
;

ili. "cen-

ne; che procuratori v'intervenivano col-

tenario del sodalizio

e

si

esercitano in

legialmente a celebrare
tire
s.

la festa

marri-

quelle opere di pietà cristiana che descri-

Lorenzo; del canone che tuttora

ve

il

prof. Parati.

Casa , scuole

e chiesa

eli s.

Lorenzo

in

in Piscibus nel rione Borgo.

cavanodal palazzo, pel convenuto col cardinal Armellini; che neli5o2 avendo ottenuto una cappella nella centrale chies. Eustachio, nella festa che ivi celebravano del patrono s. Michele arcangelo, dipoi un alunno del collegio scolopio

L'ingresso principale di questa chiesa,
detta pure
s.

sa di

Lorenzolo dalla sua medio-

cre forma, è nel fine del

Borgo vecchio

ddla Città Leonina (/'.), sullo sbocco alla Piazza Rusticucci[P'.), ch'è parte della Vaticana, dopo e contigua al palazzo
Senistoi
i, il

Nazareno,e dopo la fondazione di questo, vi pronunziava il discorso, il qualeora recita un alunno del seminario Vaticano,
nella chiesa dell'uni versila

quale resta tra

la

chiesa e

il

romana. Qui

palazzoSannesi poi de'marchesiCavalieri,
rispondente verso
il

dunque erami
il

riservato discorrere,

come

Borgo

s.

Spirito; per

collegio de'procuratori

ebbe

il

dominio

cui talcingiesso,comeunode'più bei
ti

pun-

diretto del casamento e chiesa annessa di
s.

por vedere

la

Processione del Corpus

Lorenzo

in PiscibiiSjaìioia parrocchia-

8

1

02

S
breve
di

C

U
lì,

scu
Ex infuriPiscibus racconta.

le.

Da un

Giulio

Che

Sestilio

Mazzoc-

cto, xvi kal. julii

i5oj,

sulla cappella ac-

chi di Paterno diocesi di Cosenza, vesco-

quistala dai procuratori nella collegiata
di
s.

Eustachio, rilevasi appartenere ad
chiesa di
s.

essi la

Lorenzo, quindi periicollegio de'procuratori

btram resignalionem vacetj ma da quanto dirò se n'era riservato
il

vo d' Alessano e canonico Vaticano, ritornando un giorno dalla basilica di s. Pietro, trovò poco distante per la strada un moribondo assistito da un fanciullo di 7 anni circa, il quale con amorevole carità gli

un jusdi molti

mento

de'

diritti. Con istro28 febbraio i5i2, rogato da

suggeriva

gli atti di

contrizione, di
il

fiducia e di speranza in Dio. Restato

Giovanni Foglia notaio del
dibus,
et

collegio,

que-

buon

prelato molto di ciò edificato, inil

sto concesse in enfiteusi, prò se } suishaere-

terrogò

fanciullo chi a lui istruiva, ed
i

successoribus

il

casamento comvici-

egli rispose

maestri delle scuole pie di
bastò ch'egli
si
il

posto di io case in Borgo vecchio e

Roma. Tanto
all'istituto, e

affezionasse

no

Lorenzo ih Piscibus, al prelato Francesco Armellini poi cardinale, per l'annuo censo di scudi 3j e
alla chiesa di
s.

considerando

disagio dei

borghigiani, che per frequentar le scuole

doveano
re a
s.

fare

un lungo
si

tragitto per

anda-

bai. 5o. Quantunque in tale enfiteusi fosse

Pantaleo, ed esposti all'intempe-

compresa
tuttavia
sulla
il

la

detta chiesa di
si

s.

Lorenzo,

rie delle stagioni,

propose

di

fondare

collegio

riservò vari diritti

delle scuole in

Borgo per comodo degli
1

medesima;di fatti, ilcappellano nominato dall' enfiteuta dovea essere confermato dal collegio. Questo forniva la
chiesa di sagre suppellettili, faceva cantar la messa nel giorno della festa e vi
assisteva collegialmente. Ivi
si

abitanti,
de'
1

il

che effettuò con testamento

2 settembre 624; e morto poi a' 1 dicembre 1625 si trovò che avea ordi-

nato
to

alla detta

compagnia

del

ss.

Sagra-

mento da
un
per farvi
dice che

lui lasciata

erede, che compraagli scolopi

radunava

sito nel
le
il

Borgo, Io dasse
il

per

le

congregazioui collegiali, ed esercialti

scuole; però

Torrigio nulla

tandovi

possessorii.Morto ne!

1527

il

prelato fosse benefattore del

cardinal Armellini, succedettero nell'en-

Smeralda di lui sorelle, le quali alienarono il fondo in favore del cav. Angelo Cesi. Il collegio risolvetfiteusi

Girolama

e

Quindi s. Giuseppe Calasanzio apri scuola in un vicolo del Borgo s. Spirito, che per lungo tempo si disse delle Scuole pie, ove Pio
sodalizio, né di tale incarico.

te di accettare

la

devoluzione,

ma poi

ven-

VI
fu

ne a transazione con Cesi, da cui esigette il laudennio mediante istromento de' 2 gennaioi554, rogato dai notali in soli1

dale di

nuovo braccio dell'ospeonde per memoria vi dipinta l'effigie del santo, come notai
fabbricò
s.
il

Spirito,

nel voi.

XLIX,
e

p.

3o4- Quando poi

la

cluni Gio. Avile della

Penna, e Gio. M.

a

famiglia Cesi restaurò nel
di

1629

la

chiesa

de Panne. Intanto di tempo iu tempo per l'incomodo della lontananza nelle riunioni,

S.Lorenzo

donò

agli scolopi, essi divile

sarono aggiungervi per

scuole una con-

andò minorando
ad intervenire
in

il

numero
1

de' colles.

veniente fabbrica, che pei òsi terminò dal
solo lato eh' è sulla piazza Rusticucci, e

giali

alla chiesa di

renzo
vi

Borgo, e dal

5g8

in essa
Il

furono più riunioni

collegiali.

Lonon Pan-

posero una lapide
d'Alessano. Nel

al

benefattore vescovo
al collegio dei

1677 pagò
il

ciroli,

che come notai pubblicò l'opera nel 1G00, dice che la chiesa era ufhziata

dalla

compagnia
vi

degli osti del rione Borla festività nella

go e

celebravano

2/
in

canone per l'enfiteusi il duca di Acquasparta Federico Angelo e suo fratello Pier Donato; e poi con istromento rogato dalFerrelti notaio
procuratori di collegio

lesta di

Pasqua.

Il

Piazza più volle citalo,
s.

A.C

nel

parlando delle scuole piedi

Lorenzo

gamento

medesimo anno si accollò padel canone la madre Giaciuta
\\

s

eu
dunque Sragio-

SCU
un'immagine dipinta sul muro
to di benedire; quindi segatala dal
la

«o3
della vici-

Conli-Cesi. Continuando
ni del collegio

e annessa chiesa,

de procuratori sul palazzo sembra che annuisse alla

na strada, coldivinFiglioiu braccio inat-

muro

cessione di questa alle scuole pie, e per la

situarono nell'altare in fondo della pic-

buona corrispondenza cogli scolopi, queconducevano per la festa di s. Michele in s. Eustachio un alunno del loro collegioNazarenoa recitarvi il ricordato disti

cola navata dalla parte del vangelo. Per

molte grazie che dispensò, onde fu detMadonna della Salute, religiosi ottennero che il capitolo Valicano con cole

ta la

i

scoi so nella loro cappella.

Tuttora
il

il

coldi-

legio de'procuratoi

i

gode

dominio

la B.

rone d'oro, a'6 dicembre 696 coronasse Vergine e il s. Bambino, lo credo
1

retto del

col percepirei!

casamento annesso alla chiesa, canone daH'enfiteuta,che

che errando
stessa

il

Bombelli nell'epoca j siala
descritta dall'Alveri.
Cesi,

immagine
1

La

attualmente è la nobile uiiiiigtia Grazioli. Della chiesa riporta erudite notizie l'A Iveri,

chiesa fu nel

659 riedificata dai

con

architetture di Francesco Massari, quiu-

Roma

in ogni sialo,

t.

2, p.

247

e

seg.,roa alcune sono inesatte; secondo tale scrittore
il

cardinal Armellini

la risto-

rò e rinchiuse nel palazzo da
cato, e la

lui rifabbri-

compagnia

del

ss.

lo,che prima esercitava

le pie

Sagrarnensue prati-

che

in

s.

Lorenzolo, poi fu trasferita nel

aprirono il ha una facciata con doppio portico o vestibolo, la quale fu costruita nel pontificato di Clemente XII co'disegni del ca v. Domenico Navona. L'interno è diviso in 3 navate da 12 colonne di marmo bigio. Alla dritta entrando, la
noviziato. L'ingresso
s. Anna dipinta da che colorì pure il laterale dalla parte del vangelo; l'altro essendo in un alla volta pitture di Gio. Battista

di gli scolopi oltre le scuole vi

1601

nella vicina chiesa di

a Scossacavalli. Parla della

Giacomo memoria ris.

a

i.

cappella è sagra a
,

Pietro Nelli

guardante

il

tempo che
s.

vi fu

l'arcicon-

fraternita di

Spirito, dell'altare della
vi

B. Vergine,che

collocò

la

sua
1

gine antichissima e venerata, nel
lapide; dice degli altri altari, e

imma638 con
il

Calandrucci. La i. ha Giuseppe Calasanzio; la
di,

3

il

quadro con
a

s.

3.

è dedicata al

che

pa-

santo titolare, dipintoda Giacinto Bran-

lazzo dalla famiglia Serristori passò poi ai

ed

i

laterali co'ss. Gio. Battista e

Sedel-

marchesi de' Nobili. Sulla detta o altra Madonna dis. Lorenzolo dipinta in muro,
il

bastiano sono di Nelli.
la

Lo Sposalizio

B. Vergine fu colorito nell'altare cuag-

citato

Combelli riporta

a p.

79

l'ef-

figie e le
la

seguenti notizie. Egli crede che

gioreda Nicolò Derrettoni,scolare diMaratta, e meritò d'essere incisodal valente
Bartoli: le pitture laterali colla Natività
del Siguore e l'Adorazione de'Magi, co-

chiesa fosse detta in Piscibus dàlia fami-

glia Pesci clie vi abitò d'appresso, e

che

taluni

la

credonoedificala da
vi

s.

trona romana, e che

collocò

Galla maun monasi

me

pure

le

lunette coll'apparizione dels.

stero di sagre vergini; tuttavolta
le

vuo-

comunemente
III,

fabbricata sotto Inno-

Giuseppe, e colla morte di questo santo, oltre l'Annunziata sull'arco, sono tutti lavori di Michelangelo Bicciolini.

l'Angelo a

cenzo

quindi

vi

furono poste

le

france-

scane, che da
ti, s.

Leone

X

trasferite ai

Mon-

sull'altare la

poi furono stabilite presso la chiesa di Lorenzo in Pane e perna, come rilevai

della

La cappellaseguente a sinistra ha memoratadivota immagine Madonna: due ss. vescovi de'lati
i

furono eseguiti da Scipione Cordieri. Nella
la

ne! vo).

XXV
la

I,

p.

1

89.

Che
il

i

Cesi nel
i

1

65$

cappella del

ss.

Crocefisso, Nelli colorì

donarono
13.

chiesa agli scolopi, quali pre-

Flagellazione eia Coronaziouedi spi-

giandosi vivere sotto

patrocinio della
la

Vergi ne e promuovendone con zelo

s.

ne del Bedentore. Nell'ultima cappella il Nicolòealtre pitture sono opere di Ricciolini,

divozione, vollero arricchitela chiesa con

che inoltre fece tutte

le storie di

io4

scu

SCU
piente. Gì' innumerabili edetti e copiosi
frutti della dottrina,
li

s. Lorenzo che sono attorno alle pareti della chiesa, ed a' io agosto vi si celebra

descrisse

la sua festa.

savia eloquenza Plutarco, Dialog.

pure con 5 de

SCUOLE
Roma

DI
la

ROMA.

Ben

di

ragione

conveniva che

metropoli dell'universo

(P-), che sino dai portentosi suoi primordi! tenne il primato dellearmi, della religione e delle leggi, avesse altresì

Repub. dicendo: Per mezzo della dottrina e col di lei aiuto si viene in cognizione qual sia l'onesto, quale il vizioso, quale
il

giusto e quale l'ingiusto; qual cosa

quello delle lettere e poi ancora quello
delle belleartijonde fu giustamente qualificata

debbasi cercare,e quale fuggire;come porparentarci dobbiamo verso Dio, verso
i

ti

ed

i

maggiori; come verso

le leggi

ed

i

con sommielogi non

meno

in

tem-

magistrati;

come

esercitar

dobbiamo

l'o-

podel paganesimo, che del cristianesimo; casa delle leggi, scuola delle lettere, patria de' letterati, città delle lingue,feconda madre dell'eloquenza, amplissimo tempio di tutte
le virtù,

nestà colle mogli,

la pietà co'fìgli, la cle-

menza

co'servi e co'sudditi, la dilezione

co' nemici; e ciò

che più importa, come

ginnasio di tutte

le

non dobbiamo gonfiarci di vanagloria nelle cose prospere, non meno dal non abbatterci nelle vicende avverse; e conclu-

arti liberali,

maestra delle scienze ec-

clesiastiche, e di tutte le belle arti.

Non

poteva certamente l'alma

Roma

in al-

de con dire: Tane enini civitates,et regna optirne gubernantur, cum sapienles,
et intelligenles

tra guisa alzar tanto grido sino alle più

gubernacula possident.
salutare luce del vangelo
la

remote
tali

parti del

mondo alle

sue immordelle scien-

Non appena
irradiò
le

la

g!orie,se

non per mezzo

menti degli uomini, e
i

divina

singolarmente teologiche e di giurisprudenza, e del magistero delle arti, con
ze,

grazia ebbe dischiuso

cuori a'sensi di a-

more
la

fratellevole, che migliorata

anche
si

tanto applauso e decoro del

nome romano

condizione degli Schiavi(V.), tosto

professate, e tuttora floridissima e splen-

videro sorgere stabilimenti di beneficenza,

dente
le

di scientifico e artistico fulgore, nel-

per indefessa cura de'Papi, del clero

sue scuole numerose e d'ogni sapere
arte; all'ombra e sotto
il

secolare e regolare, e per la pietà de'buoni fedeli, du'qnali in progresso di

ed

potente, sag-

tempo

gio e benefico patrocinio della Chiesa e
1' una egli altri sempre eminentemente fautori e protettori del pub-

derivarono
pel

tanti luoghi d'istruzione e di

de' Papi,

pubblico inseguamento, particolarmente

blico insegnamento,
di.

come de'buoni
ed
a

stuil

La

civiltà fu

propagala per tutto
si

mondo dalla religione di Cristo,
sta

quei

Povero (F.) abbandonato. Conviene Roma, seggio augusto e principale della veneranda religione cristiana, anche in questo fu la prima che
confessare che

sempre con amore

dedicarono

mi-

porgesse edificante, nobile e generoso

e-

nistri della

Chiesa, e tuttora proseguono

sempio
sta

all'intiera

Europaje mentre queasili

come

nelle scienze le più sublimi, così ne-

giaceva sepolta nell'ignoranza e uella

gl'insegnamenti elementari con operosa
pazienza.

bai barie, in

Romasiaprivano

agl'in-

Grande senza dubbio
che recano

è

il

bene-

fermi, ricovero e sostentamento alle vergini e alle vedove, rifugio agli orfani
ai

ficio e l'utilità

alla società le

ed

discipline delle arti belle, e la cognizio-

poveri, molti de'quali stabilimenti riu*

ne delle

scienze;

dono e

privilegio

no-

n'irono poi l'insegnamento e l'educazic/ne

bileèaccetto a Dio medesimo, che avendoglielo richiestoSalomone, invece di ric-

per iscopo; dando Pioma a conoscere
sola scorta sicura e infallibile, che

al-

l'universo, la morale di Cristo essere la

chezze, di lunga vita, di vittoria sui nemici, l'esaudì e concesse con tale eccellen-

menar
il

possa l'uomo alla civiltà.

Fu
il

il

clero e

za, che niuno fu poi

come

lui

tanto sa-

monachiamo che conservò

sagro luoco

SCU
della scienza e dell'arte ne' tenebrosi secoli

SCU
ca, sia in quello dell'impero,
sia in

io5
alcu-

dell'ignoranza, quindi
di tutta

benemeriti

sommamente quanta la società. Mi
di ri porta re qua n-

nisecoli del

medioevo, non che delle scuovi

leecclesiastiche,che

fiorirono dalla pri-

piaceetrovo opportuno
to di recente
tolica,
t.

miti va chiesa, ai secoli successivi. Meglio
poi a
il

ho

letto nella Civiltà Cat-

Roma, o

voi.

LVI!I,p. 100, celebrai

2, serie 2.*, p.
il

372. » Grande
alla Cliie-

è

il

lustro e

decoro che viene
si

suo scientifico e artistico iusegnamento, e tale che per sapienza e munificenza de'Papi fiorisce qualesi convienealla sua

sa dalla professione

delle lettere e delle

scienze. Iddio stesso

piace nelle divine

Scritture di chiamarsi Signor delle scien-

sapere ecclesiastico, qual
le lettere e delle arti,

maestà e dignità, siccome pure centro del madre e mae>lra
delle belle arti, fautrice e protettrice del-

Deus scienliarum Dominimi est.Vvomulgatrice del primo vero, la Chiesa ha il governo delle menti; ed amica qual è
se:
della luce, essa

ed insieme de'suoi
il

benemeriti cultori; laonde può vedersi

gode diffonderla per ogni

già detto uel suo complesso, e pel detta-

promovendo e dilatando ed aliargando da tutte le parli la sfera delle uguisa,

gliogliarticoliehecitai.Moltiduuque ecospicui

sono gl'istituti di beneficenza pubsostentamento del povero,
carità

mane

conoscenze, per farle tutte servire

bfica destinati all'educazione, all'istruzio-

a gloria del suo

Padre

celeste,

ed armo-

ne e
li

al

i

qua-

nizzare co'moltiplici loro concenti un sol

tutti

fanno chiara testimonianza della

inno

di laude al comune Principio. La Chiesa fondò da per tutto le prime e le più

somma
di

romaua.

JNè putito

minori

numero

e

meno

vantaggiosi in

R.oma
islru-

celebri università; essa è

madre della

cui-

sono quelli fondati perla pubblica

tura razionale di cui
te

vanto l'Europa.
e

mena sì giustamenNon èa dire di quanto
le sia

zione, poiché vi sono copiose scuole eleroentari, Collegi, Ospizi, Couseivalorii,

ornamento
to, e

splendore

un

Lalfat-

Seminari, Università, pubbliche Bibliotechee Librerie, ed
te,

quanta riverenza desti nei popoli il vederla sempre in possesso di questa sua

tanto per ogni

accademie d'ogni sorramo di scienze, quansono
artistiche) filae*

incivilitrice prerogativa.
lei
si

Orai nemici

di

to per tutte le specie d'arti (le quali

vorrebbero diseredarla di questa dote gloriosa e pregiata; vorrebbero tradur*
presso
le

regolate dalle

Li'riversila

strie Maestre,
leggere in
tali

come

si

può

in dettaglio

la

genti

come

oscurantista, re-

e altri analoghi articoli, an-

trograda,

amante

dell'ignoranza e della

barbarie; per porla, se esser puote, in uggia ai popoli, ed accattare per se
di
i

corchè qui non rammentati. Per la qual cosa la gioventù, incominciando dai pri-

fulgi-

mi rudimenti

delie lettere, fino al nobile

nomi

di

chiaroveggenti

,

progressisti,

esercizio d'ogni scienza e arte, in

Pioma

zelatori della civiltà e de'lumi, ecosì rivol-

trova abbondantemente

i

mezzi

di atten-

gere al loro oracolo
degli uomini. Essi

gli

orecchi e
la

i

cuori

dere con profitto
quistati.

agli studi, e di far

mo-

bramano
essi

premiueu-

stia della dottrina e del sapere in essi ac-

za intellettuale, per quindi far del

mondo

le

nazioni straniere

manca-

quel governo che
starlasi

sanno; e per acquila

nodi accademie
oltre
i

di bellearti, nelle quali

uopoè spogliarne

Chiesa; e per
ri-

particolari provvigionati di alcui

ispogliarnela credono op por t unissi ino

ne,
si

mandano

loro giovani a perfezionar-

muoverla da ogni branca del pubblico insegnamento ". Del 60 qui detto, già
lio toccato all'articolo

nel loro studio e sui capolavori d'ogni

genereeepoca,dicui vasommamentericca l'alma città. Riferisce Baronio all'anno

Scuola, ove ezian-

dio parlai dell'introduzione delle scuole
d'arti e di scienze in

Roma, e

della loro

slro pubblico di

70, cheQuinlilianofuili.' lettore e maeRoma, poiché prima che

coudizioue, sia in tempo della repubbii-

Galba ueli'auuo 68 divenisse imperatore,

106

SCU
nel tlifenta in

SCU
le arti liberali richiede,

seco lo condussedallaSpagna, ecol teinpo tantosiavauzònella dottrina, che do-

dopo
e
si

essere

pubal

blicarnentebottutoesferzato,tostosi met-

po molte ricchezze acquistate
clere le cause,

un battello o nave,

rimandi

suo

vedendosi per

la

sua gran-

paese.
si

Che

quelli

che attendono a qual-

gli

de eloquenza da tutti stimato e onorato, piacque d'insegnarla ad altri e vi s'im-

voglia professione di lettere nello stu-

dio, non possano dimorare in Pionia se

piegò pubblicamente per

do

il

20 anni; esseuprimo che propriamente aprisse in
scuola metodica, con dividere in
gli

sala quest'età

Roma
do
li

avranno compiti 20 anni. Che se passpontaneamente non torneranno alle loro patrie, sia offizio del prei

varie classi e ordine
gli

studenti, separanle

fello della città

il

rimandarli eziandio con-

uomini dalle donne, tra
la

quaIlio-

tro

la

loro espettazione e voglia alle loro

la

più cospicua fu

nipote dell'impe-

patrie; di cui pure sarà cura ogni
se farne lo scandaglio.

ratore Diocleziano, e perciò in molti

ghi degli atti delle ss. Vergini si legge che riuscirono eloquenti. Degno poi di particolare lode è Quintiliano, imperoc-

na notizia
qualitàe

memandi uall'imperatore ogni anno delle

Che

si

vii

ludi ciascuno, acciocché pos-

sa impiegarli
bilità.

secondo
fu la cura

i

loro talenti e a-

chè nel tempo che fieramente incrudeliva
la

Tanta

che mostrarono

i

persecuzione contro

i

cristiani, egli

nominati e

altri

imperatori della gioven-

non fu loro contrario, né impiegò giammai contro di essi la sua meravigliosa eloquenza. Nondimeno, ripeterò ancora una volta, a Scuola ed a Roma parlai di
altre scuole e di Quintiliano stesso,

tu, perchè fosse virtuosamente educata,
Alle cure degl'imperatori pel pubblico

come

insegnamento subentrarono Papi, dopo che a poco a pocodivennero padri, iprosovrani di R.oma e suo stato. Le lettori,
i
i

i

de'principali sapienti che fiorirono nella

biblioteche ch'erano incominciate in Ro-

repubblica e nell'impero,

in

descriverne

ma

fino dalla repubblica,
Siila, poi

compendiosamente i fasti
di

delle

due gran-

Emilio eda

come da Paolo aumentatedallerac-

epoche. Degni certamente sono di ricordoi rescritti falli dagl'imperatori cristiate Valentiniano I e Valente del 364, e di Graziano del 375, iutorno al gover-

colte di libri fatte dagl'imperatori e da diversi principali

romani, quindi nella de-

no

dello studio

romano,

e tra
di

gli altri

1

cadenza dell'impero distrutte dalle continue invasioni de' barba ri, mentre sorgeva la Biblioteca della s. Sede per opera dei
Papi, cui posero per Bibliotecarie Archivisti uomini chiari per dignità e dottrina, ch'erano aiutali dagli Scriniari, nel mo-

seguenti.

Che chiunque

qualsivoglia

nazione, che vorrà essere in esso
so, porti le
la loro patria, natali

ammes-

fedio lettere testimoniali del-

o meriti, de'prefetli

1

deileloroprovincie,elepresentinoalmaestrodel censo.Chenel

suo ingresso

eia-

scuno

si

dichiari a qual professione voglia

do narrato a tali e altri simili articoli. Inr tanto il Palazzo apostolico {J .) divenne e di virtù, massime sotto scuola di scienza s. Gregorio I, tanto benemerito dell' Orfinotrojlo o Scuola de' Cantori pontifìcii (/•'.). La musica servì a rendere piùsolen-

applicare, ed in qual scienza esercitarsi,

Che denunzi all'officio de'ceusi in qualcasa voglia abitare, non essendo lecito mumedesimi tar casa a loro piacere. Che
i

ne e maestoso il culto della Chiesa, con quel cauto che dovea, secondo le parole di
s.

uffiziali del

vila, onesla o no, essi

censo osservino qual sorte di menino; e con qual

le ispirale parole, e
il

buona fama di virtuosa conversazione vivano. Che non frequentino gli speltacoli, bagordi. Che se alcuno le commedie e non vive in quel modo, che la diguità deli

Bernardo, tener ferina l'attenzione solrecarne, per così dire, senso nel fondo dell'anima; quindi il
uffici di

caulore divenne uno degli
cattedrale e anche dignità,

ogni

come divenne

uuo

degli uffici de'monasteii. Di verse cor-

SCU
porazioui di chierici
si

SCU
Primicerio,

107

chiamarono scuola,
il

capo delle quali era
dissi a

come

date da'vescovi a'eanonici regolarmente congiunti per preparare l'onore futuro del
sacerdozio.e poscia estendereaucheai giovani esteri gli utili ammaestramenti delle

Scuola, e vene furono molte, cioè dt Cubiculari(ne\ quale articolo feci men-

zione di diverse scuole,

come

della Scho-

profane

lettere, e la scuola de'eanonicire-

la Crucis, dì cui riparlai ne' voi. Vili, p. appaiati } Osliari 3 10, XV11I, p.252),

golari Laterauensi in
(

M

Roma

e in Italia vi-

eallre,delC/froronitfnoede'Pfl/roc/i/,dei

Mansionari Vaticani che custodivano
sepolcro e confessione di
s.

il

de accorrere ansiosamente non meno la gioventù italiana che straniera. Da uncanone del concilio che Papa Eugenio II ce*
lebrò in

Pietro, tutte

Roma

nell'826, ricavano alcuni

avendo articoli. Nella Chiesa di s. Maria 111 Cosmedin vi fu la scuola greca, ed altre nazioni pur l'ebbero; così gì' Inglesi, Longobardi, Francesi, Sassoni, ed ali
i

l'istituzione de'seminari de'chierici. Oltre
le

scuole attribuite a Carlo

Magno,
1

in Ita-

i

lia le

introdusse anche Lotario

tore,
si

che morì nell'855.
1

Ad

imperaEugenio 111

tre che

x
(/
.),

aprirono scuole o Ospizi di Roma ove si ospitavano que'loroconnazioin

attribuisce nel

1

5

1

l'istituzione de'gra-

di

accademici nelle scuole, diDottore,BaC'
In processo di

nali

che reca va usi
i

Pellegrinaggio (/*.)
i

celliere e Licenziato (F.) con diversi privìlegi.

a visitarne

santuari ed

Limina Apola

tempo

stabilite

me-

sfo/orfmi(/^.).Siccomeabitaronoue'#or
ghi di
silica

glio

le

scuole del palazzo apostolico, Lei-

Romao

Città

Leonina presso
il

ha-

lori del
i

Vaticana, dice

Pallavicino nell'o-

puscolo, Se al

Papa più convenga di ahidi

lare a

s.

Pietro che in altro luogo della
il

sagro palazzo [V.) furono detti maestri delle scienze che vi s' insegnavano. Di secolo in secolo ne'monasteii e presso le chiese si andarono aumentando
biblioteche, che

città, che

nome

Borgo

fu tratto dalle

le

dopo

il

risorgimento

lingue settentrionali, perchè molti di quelle

delle Lettere belle (F.), divennero viep-

regioni per divozione venivano a
i

Roma

più insigni

per visitare corpi de'ss. Pietro e Paolo; ed inoltre si chiamarono Scholae le loro
abilazioui, con vocabolo trattodallescuole militari e auliche.
tali

L'Olslenio intese per
seminari nazionali,

e numerose. Il ponti fica tod'7/znocenzo ///segna un'epoca gloriosa, per la profonda sua dottrina, e per gli eccilamenti dati allostudiodelle scienze, ravvivando in Roma specialmente il coltiva-

scuole

i

collegi e

mento
gli

degli studi ecclesiastici, allettando

fondati in
ti

Roma

ne'bassi tempi, e formain

di foraslieri

che recavansi

Roma,

an-

co per ispirito di religione. Siffatte scuole

uomini adedicarvisi collasperanzadei premi. Per la sua generosità verso dotti GaufridodiVinesauxgli dedicò lasuaPoei

aveano

le

loro particolari insegne, ed in-

tica, già ricoltivandosi le

amene
la

lettere,

tervenivano nelle sagre fuuzioui estazioni
de' Papi, ne'possessi e altre
siastiche,

per quanto

lo

comportava

condizione

pompe

eccle-

de'tempi agitati dalle fazioni, ed ancora
involti ne' resti della barbariede'precedenti.

ricevendo quelle de'chierici dal
I

Papa

Monasteri[F.) di Roma ben presto divennero come altrove, scuole di gratuito insegnamento di grammatica, d'aritmetica, di belle lettere,
il

/ Presbiterio {f .).

Sotto di
protette,

lui

incominciò a fondarsi

il

i.°

da' Conservaloriidi Rotna(F.),[\y\e\\ode\le
i

quali poi

si

moltiplicarono

nel secolo

XVI,
le

così successivamente.

con

d\Tcologia,d\ Dirillo,d\ Musica, dì Scrittura {l7 -); scuole di chierici si aprirono
presso
le

iscuole per

fanciulle e educandati.

Onodi al-

rio III del 12

16 provvide con savie leggi
si

principali basiliche di

Roma, per
disciplina

che

in

Roma

trovasse

la

comodità

le scienze ecclesiastiche,

per

la

della Chiesa e per la liturgia.

Le prime
uilì-

tendere agli studi delle sagre discipline, a ciò consigliato da s. Domenico fondatore
dt\\* oxd\t\td&

scuole furono quelle delle cattedrali,

Predicatorii F.),

il

quale

gli

io8
die occasione
ili

SCU
stabilire

SCU
che nello
stesso
dell'

Università

romana^ ^.^commettendelle bolle d'istituzione

palazzo pontificio venissespiegata laScrittura sagra, e
vi

do l'esecuzione
all'abbate di
s.

fossero esposte le questio-

Lorenzo
s.

ni teologiche le più astruse,

ad ammae-

all'arciprete di

fuori le mura, e Eustachio, per cui os-

stramento delle persone ecclesiasticheaddette al servizio pontificio e de'cardinali,

seiva\?iazza

neW Eusevologio Rom ano,c\ie
s.

seguì l'erezione delle scuole per lo studio
pubblico, nel centro di Pioma o rione di

onde ebbe origine l'uffizio di Maestro del r sagro palazzo (f .), esercitato da s. Do-

Eustachio, mentre anticamente erano nel

menico e poi
considerato

dai suoi religiosi,

il

quale è

Campidoglio
collegiata di

(^.): gli autografi delle

due

come

teologo del Papa, e de-

bolle furono riposti nella sagrestia della
s.

ve esaminar le opere prima che si pubblichino colla stampa, e su questa ha le prerogative che riportai al suo articolo. L'istituzione di
tali

Eustachio, quasi nell'ar-

nuovo studio romano. Sembra dunqueche l'uni versitàfosseeretta in una
chivio del
casa sulla piazza di S.Eustachio dettatScMOla, vicino al

scuole fu conservata dal
I

successore Gregorio
i

X e da quelli che fio-

maestoso edificio che contiene

irono dopo di

lui.

Quel Papa promosse
lo studio delle scienla colle-

l'università.

Pare che Bonifacio Vili able

in particolare

modo

bia introdotte

cattedredi giurisprudenle

za canoniche, facendo pubblicar

za civile e canonica, e

altre facoltà solite

zione delle Decretali (P

r
.).

Innocenzo IV

ad insegnarsi negli studi geuerali. Decadu-

profondo giureconsulto del 1243 protesse in singoiar modo le scienze, e si adoperò con ogni diligenza perchè in Roma risorgesse lo studio delie leggi civili e canoni-

romano perchè 7 Papi dimoono iu Avignone e pel conseguentegran Scisma, Eugenio IV lo ristabilì eaumento lo studio
rai

tò, eziandio nel rione di

s.

Eustachio, po-

che,
g'i
gli

come prima, il che notai a Scuola. E-

scia migliorato dal successore Nicolò

V,

ne fu benemerito per a ver costituito destipendi a'Iettori, e molti privilegi allo

e principalmente da

Leone X,

il

quale vi

trasportò eziandio
postolico.

le

scuole del palazzo a-

studio romano. Nel pontificato del successore Alessandro lVsirecòin

Già

la

scolaresca

romana, come

Roma
s.

il

b. Al-

al tro ve, venera

va per protettore delle scuo-

berto
pi

Magno e con

lui
il

il

discepolo
volle

Tom.°
il i

le

s.

Nicolò arcivescovo di
Il

M ira e detto di

maso d'Aquino, ed
poi

Papa
la

che

Bari.

Cancellieri, Notizie del carcere

ihhlicameute esponesse

s.Scrittura;di-

Urbano IV richiamò dàParigi s. Tommaso, che a sua insinuazione compose in
sue insigni ope-

Tulliano p. i4> parlando della chiesa di S.Nicola in Carcere di Roma, racconta che
nel dì della festa del santo a'
la

6 dicembre,
uso d'ollìi-

Roma la maggior parte di
re. Lo stesso

scolaresca

romana aveva

in

Papa tutto intento a promuovere lescienze chiamò in Roma gli uomini pi ù do tti,e non solo in essa rinvigorì lo studiodelle sagre ed ecclesiastiche discipline,

re al suo altare molti cerei e assisteva alla

messa solenne, recitandovi poi un'orazio-

ma

vi fece

risorgere quello della filosofia,
nel resto d'Italia.

provocandolo pure
dipoi per
le

Ma

fazioni de' Guelfi e Ghibellini

ne latina o volgare in lode del santo .ed anco qualche poema. Ogni scuola vi mandava a cavallo nobilmente bardato un giovinetto scelto a suo re, che cinto il capo di corona reale, reggeva in mano uno
scettro dorato, seguito dagli altri colleglli,

(/'.),eper lediscordiede' romani, costretti
i

Papi a vieppiù esentarsi da Roma, ivi diil

parte a piedi e parte a cavallo. Terminata
la

minuì
t
t
i

fervore degli studi.

Neli2q4

Ri-

funzione, portavasi in processione

la sta-

veli tòPapaBonifucio

Vili d'acutoingegno
a far

tua del santo, elevata sopra un ricco ta-

non comune dottrina, tutto intento
fiori re gli sludi col
i

lamo, e

si

posava per qualche spazio di
altare eretto avanti
le vi-

proteggerne cultori,

tempo sopra un

djbe

la

gloria di fondure l'archiginnasio

cine Carceri di Roma ;c

dopo

si

faceva

un

s
convito a suon
tutti
i

cu
trombe dal detto rea
titolo di
s.

SCU
Giuseppe de 'falegnami.
Si

109 com-

di

cui

si

suoi compagni coronati d'alloro, in mangiava il pane benedetto, che loIl

pose non solo di falegnami,
di

ma

eziandio

mercanti

di

legnami, tornitori,intaglia-

ro era stato distribuito dai canonici.

p.

lori, ebanisti, t'acocchi, scatolari, barilari,

Menocchio, Stuore, cent. 6, cap. 60: Dei santi che si onorano e invocano come protettori delle scienze ed arti jdice che degli
studenti sono protettori
s.

tinozzari, segatori, bastali, cembalari;in

Nicolò es. Cat-

terina vergiue e martire, senza

addurre
Sarnelli,

ragioni di questa avvocazia.
Lett. eccl.
t.

Il

una parola d'ogni specie d'artefici che lavorano in legno, per cui fioiì numerosa e con decoro, e tale si conserva fra le primarie Università artistiche di Roma(V.), principalmente componendosi di falegna-

Perche gli scolari 1 4 fanno la festa di s. Nicolò arcivescovo di Mira, come di loro protettore, dice che quando gl'imperatori andavano a Ila guerra, era no accompagna ti dal6, lett.
:

mi,^
tri

mogli,

figlie e

parenti de'quali e al-

in molli luoghi

confrati,

sono consorelle. Questo onola

revole sodalizio, pochi anni dopo

sua ca-

nonica erezione,con provvido intendimento istituì
al

una scuola

di

disegno contigua
e nipoti

la

nobile gioventù studiosa per onorarla
alle battaglie, gl'individui

proprio oratorio, pe'fìgli

de'conil

ed avvezzarla

fiati, perchè

acquistassero nell'arte loro

della quale nell'inverno studiavano
scolari e nell'estate uscivano in

come

buon gustoeregolari nozioni. Questa scuola,

campagna,

rimarcabile per
esiste,

la

sua antichità e sco-

ond'erano scolari esoldati; quindi aggiunge che tali erano que'3 tribuni liberati da s. Nicolò nell'apparizione a Costantino I,
per cui d'allora in poi
ciarono a celebrar
gli scolari

po,ancora

essendone architetto di-

rettore l'egregio e savio Antonio Cassetta

incomin-

maestro falegname, che nel tempio Vaticano die saggio di sua perizia nell'arte del
disegno, negli apparati,

la festa del

santo

come

addobbamenti e

loro avvocato. Inoltre Sarnelli crede introdotte nelle scuole militari de™li antichi

illuminazioni per

le solenni beatificazio-

romani

le

gare divise

nome

di Cesariani e

due parti, sotto il Pompeiani, con Unte
in

guerre, per poi avvezzarsi alle vere.
nelle scuole
si

Che

ni de'domenicaui bb. Giovanni Massiase Martino de Torres, celebrale con approvazione di Gregorio XVI, il quale ebbe a dire che il Cassetta da lui tanto stimato,

trattano

i

libri, nelle bat-

superate

le difficoltà

che presenta l'augus.

taglie le armi; nelle

une e

nelle

altrehanuo

sta e sontuosa basilica di

Pietro quan-

luogo

lizze, disfide e

dispute;

hanno luogo

do

si

vuole ornare in
della

tal

modo, raggiunse
il

nelle guerre militari strattagemmi, scorrerie, colpi; nelle scuole scolastici sofismi,

felicemente l'intento secondando

disei

gno

argomenti,
si

circoli;

ed agli uni e agli

altri
si

86
più

e

medesima. Di che parlano n.i 87 del Diario di Roma del 1 837. Di
Cassetta diresse l'ornato per
festa
la

cinge

la

fronte d'alloro, onde armata

il

so-

rappresenta Pallade dea della guerra, da
alcuni confusa con

lenne

che de'beati celebrò

il

proprio

Minerva dea

della sa-

ordine nella magnifica chiesa di

s.

pienza, delle scienze e delle arti,
le loro inclinazioni

ma

per

sopra Minerva, ed ora è preposto

al

Maria com-

non si ponno confondere insieme e vanno distinte. Paolo III nel i53g eresse in confraternita, con regole e statuti, una congregazione pia, in cui erano
di persone,

pimento della riduzione
gusto ogivale, di cui

di essa in istile o

feci

parola nel voi.

LV, p. g8. Nella scuola dell'arciconfraternita di «.Giuseppe de'falegnami,i giovani

ammesse ogni

ceto

suddetti sono ammessi allo studio del di-

massime

artisti

che lavoravaeleil

no

il

legno, che poi da Gregorio XIII e da

altri

Papi ebbe grazie e privilegi e fu
al

segno, nella mattina del giovedì e particolarmente della domenica (non nella sera, come dice l'autore del bell'articolo pubblicalo dal n.°i23 del Giornale di

vata

grado

di

arcìconfraternUa sotto

Roma

t

i

o
i

SCU
8 ~3). Mirabili monumenti
si

SCU
di

del

questa

scuola

vedono
di
s.

nella bellissima e propin-

qua chiesa
chiesa

Giuseppe e contiguo noi

bilissimo oratorio; poiché

5

altari della

hanno decorazioni

e colonne di leil

gno elegantemente
in legno

intagliale, oltre

ma-

voi. II, p. 3o4, IX, p. 5 1 2 58, 209, 263, XLVll,p. 161, potendosi vedere il Piazza, Eusevologio Romano trat. 6,cap. 37 Di s. Giuseppe de'falegnami alle radici di Campidoglio. Aggiungerò, che la chiesa di s. Giuseppe attuale è disegno di

terò

i

1

,

:

gnifico soflillo a cassettoni con iscullure

Giacomo
monaca

della Porta, che fu abbellita nel
d. Anna M. Ludo visi Tor de'Specchi e priora delle
a

ad alto

rilievo; nell'oratorio poi

decorso secolo da
di

qualunque elogio il sorprendente soffitto egualmente ci legno, pei fiè superiore a
i

sorelle del sodalizio, e che possiede negli
altari belli

nissimi intagli e stupende figuie in gran
rilievo,

quadri e altre pregiate pitture,

con bellissimi ornati
!

:

peccato che
alcuni dei

non

sia

dorato Spero che Dio a onore del
il

suo culto muoverà

cuore

di

generosi conflati a supplirvi, ed allora di-

verrà uno de'più ricchi e decorosi
ti

soffit-

che

si

ammirano

nelle chiese di
lati

Roma.

con decoroso organo; il quadro dell'altare maggiore contiene Io Sposalizio dis. Giuseppe colla B. Vergine, opera non d'OrazioBianchi,ma bensì di Lanfranco; gli angeli coloriti sopra il quadro sono di Viviano il Sordo. Nell'oratorio l'altare eretto con disegno di Calcagni e con4coIonnedi diaspro, ha il quadro del Ghezzi che esprime la Concezione,ed ss. Giuseppe e Gioacchino. Nelle pareti vi sono grandiose piti

Inoltre l'oratorio ne'3

del quadrilate-

ro ha postergali di noce, in cui non è a
dire

tagliata
tro,

quanto è lodevole la varietà degl'innon esservi uno stallo simileall'ale sono circa 80, tutti per finezza di

ture a fresco, coi
s.

falli storici del

patrono

lavoro e buon gusto bellissimi.

Non

posso

Giuseppe, eseguite da M. Tullio
alle figure

Camcorni-

posi ti va mente asserì re che tanto sfoggio di

pagna, insieme

sopra

al

sculture e d'intagli in legno, sieno tutte

cione rappresentanti alcuni profeti; però
tra le pitture delle

opere

di scolari usciti
il

da detta scuola, tan-

4

pareti,

stupenda e

to più che

sodalizio

comprese anche ec-

maravigliosa è quella incontro all'altare

cellenti intagliatori e tornitori in legno,

ma

maggiore,
della B.

e.

rappresentante

lo Sposalizio

in

gran parte si puòcredere;dappoichèan-

ticamente l'arciconfraternita non dichiarava maestro dell'arte alcun falegname e
intagliatore in legno, senza a ver

prima davi

to saggio di sua abilità; e d'altronde

fu

sempre
vore

nel sodalizio edificante gara e fer-

in conti ibuire al

suo lustro, come ora
nel ridurre a chiesa
ss.

ne dà ulteriore prova
il

tanto frequentato santuario del

Cropri-

Vergine con s. Giuseppe. I vescovi oltramontani sono assai divoti di celebrare ne'due altari dellecarceri Ma merlimi e Tulliana. Eziandio nel pontificato di Paolo HI ebbero origine Gesuiti (PX tanto benemeriti dell'istruzione scientifica ed educazione morale della gioventù romana, nelle scuole e collegi che ben presto aprirono in Roma, avendo il loro foni

cefisso miracoloso,

per cui quanto prima
l'altra.

datore

s.

Ignazio contribuito ali'erezione

avremo 4

chiese

una sopra

La

degli orfanatrofi
to a'
il

con iscuole poscia
(f^.)

affida-

ma

è l'altare del carcere Tulliano santifiA

Somaschi

che

in

Roma hanno
di

cato dalla prigionia de'ss. Pietro e Paolo
(V.);
la i.

nobile Collegio

dementino fondato

è l'altare

che

lo sovrasta nel3." è

poi.

Dobbiamo purea s.
l'

Ignazio ed a Giu-

l'antico carcere

Mamertino; la
si

quella

lio III

istituzione dell' insigne Collegio
( P'.),

del

ss.

Crocefisso, che
a

costruisce sopra

Germanico
no. Pio

a cui poi fu unito V

Un-

ad esso; la 4- è la chiesa superiore di s. Giuseppe. Di questi santi luoghi e dell'arcicon fraternità parlai in molli articoli che

garico 3 e ne riparlo a Seminario Roma-

IV
p.

istituì

neli56o

il

Seminario

non mi

è facile ricordare; solo

rammen-

Romano voi. LV,

(Z7 .) e l'affidò ai gesuiti; e nel

283

dissi

che fu l'autore della

scu
Professione dì fede, che prescrisse
stri

SCU
ai

111

maeP.)

pubblica istruzione elementare in Pioma

delle scuole pubbliche, delle scienze e
Il

sono quei li del le scu ole legionarie,
se

ma non

delle urli.

celebre Collegio

Romano

(

istituito dai gesuiti,

da Gregorio XIII fu

ne conosce l'origine. Dal loro nome pare che ve ne fosse una per ciascun Rione

beneficato e collocato in sontuoso edifizio,
e fu perciò chiamato Università Grego-

di

Roma

(

U.),

quando

la

coltura era poco

diffusa specialmente nel popolo.

MSenalo

riana.
le

Quel Papa aumentò
lo dissi

i

Collegi\iev
:

romano pagava
no,
i

e stipendiava

i

maestri re-

nazioni orientali in

Roma

quali ora

gionari con un paolo al giorno per cadauquali poi nel sabato esigevano un ba-

l'hanno
tri,

a quegli articoli ed in al-

come del collegio degli Antonia ni armeni, di cui parlai nel voi. LI, p. 32 Sisto V nel 1587 istituii la congregazione cardii
.

iocco per ogni scolare. Questi maestri regli unici in Roma che curavano l'istruzione primaria, credevano aver di questa il privilegio esclusivo; per

gionari essendo

nalizia sopra l'università dello studio ro-

mano, che pure beneficò. In questo tempo vi ve va Ceruso isti tutore dell'ospizio pei
poveri fanciulli, che ignoravano
re e Io scrivere,
la
il

cui
zio

quando
fondò
in

nel

1

597

Roma

legge-

tuita pe'poveri di

Giuseppe Galasso.° una scuola gralettura e scrittura, ebbe
s.

pel

1

dottrina e

le arti

mec-

a sostenere contro di essi gagliarda lotta
e persecuzione. Egli pel

caniche; istituto detto del Letterato, che
fu riunito nel secolo seguente al meravigli

però per

le

sue

vii tu,

gran bene che

fece,

merilò l'approva-

oso Ospizio Aposlolico(U.) fonda todalle

zione di Clemente Vili e de' successori;
eresse l'ordine delle Scuole Pie (U.), ed

l'Odescalchi, che tuttora per

munificen-

ze de'Papi è in fiore, qual complesso di

aprì

le

scuole di

s.

Pantaleo e

di

s.

Loren-

scuole d'istruzione letteraria, qua le richiedesi per gli artisti, leggere, scrivere, far

zo in Borgo, delle quali parlai a tale articolo.

conti, e di scuole per
liberali.

le arti

meccaniche e
parlai di alili

ticano (U.), e

Urbano Vili istituì Seminario Vacome altri Papi fu benemeil

A Ospizi

di

Roma

rito dell'archiginnasio

romano,

e

fondò

ove pure sono scuole. Nel pontificato di Clemente Vili del 1592 la pubbliospizi

per tutte
gio

le

nazioni
di

il

celeberrimo Colle-

ca istruzione ricevette

un grande

incre-

Urbano [V.) un commovente

propaganda fide.

E
sa-

spettacolo vedere in es-

mento. Primieramente si apri la nuova accademia del disegno, di Pittura e Scultura (V.) di s. Luca presso la chiesa di s.
Martina, e successivamente a seconda di
sua istituzione, comechè essendosi proposta d'insegnare e
le

so riuniti studenti diversi per indole, per

costumi, per lingua e per nazione.
to
ti

La

pienza de'Papi ha saputo raccogliere sotil

medesimo

tetto, giovani

provenien-

da ogni parte del mondo, che innalzati
sacerdozio ripatriano a bandirvi o a
la

promuovere le belle ai
le

ti,

al

furono dai Papi affidate

scuole e cat-

conservarvi
quasi tutte

fede cattolica. Della loro
lingue, ne riparlai nel voi.

tedre di pittura, scultura, archi tei tura teorica e pratica, elementare e d'ornalo; di geometria, prospettiva e ottica; d'anato111

celebre accademia, con componimenti in
le

XXXVI li,
e
il

p.

255. Nelle scuole
82,

il

Papa

in;

d'istoria, di mitologia e

costumi; queri-

cardinal prefetto di propaganda, oli

sti

3 ultimi generi d'insegnamento sono

tre

ricordati nel vol.L, p.

1

vi soglio-

sei" va ti al

segretario dell'accademia, il qua-

le

d'ordinario suole scegliersi fra'pi inci-

pali letterati.

Fiorendo

in

Roma

da anti-

co tempo

lo

studio del Musaico, si può ve-

no ammettere qualche romano o estraneo, per favore particolare. Per la Propagazione della fede (P.) in Roma vi sono altri collegi negli ordini religiosi, co-

dere quell'articolo; esso è a cuore anche del Papa che regna, come notai nel voi.

me

de Francescani, Carmelitani

scalzi,

Predicatori, Agostiniani d'Irlanda, Trinitari te. Alessandro VII nel
1

LIU,p. 190

e

233.

1

luoghi più antichi di

655 istituì

ii2
le

scu
(/-'.)
t

scu
versi luoghi dello slato,

scuole pontificie delle Maestre Pie
all' Elemosiniere

come
il

in Palestri-

poi sottoposte

del

Papa

na, Sezze^P.) e altrove:
ro fu considerato
le

loro monaste-

per ammaestra re e educare
gli esercizi

le

fanciulle ne-

come un seminario per
la vi-

convenienti
il

al

loro sesso e gra-

donzelle che volevano abbracciare

tuitamente, non che
re e seri vere.
si

catechismo, legge-

ta religiosa;

un tempo tennero scuole
ci vi
1

di

A Maestre Pie dichiarai che

giovanotte nobili e di
inoltre

condizione, ed

dividono in due fondazioni, quelle dei Monti che furono istituite dalla Filippini,
e notai
alle

candati in

hanno l'educandato. Di questi eduRoma l'hanno pure altri mo-

e quelle della Venerini derivate dalla pri-

nasteri econservatorii, alcuni de'quali pu-

ma;

non più

esistere quelle di

s.

re con iscuole pubbliche, e lo notai par-

Lorenzo

Chiavi d'oro. Queste maestre

lando di
aprirono

essi.

Nel 1688
le

le

Orsoline

{V )

pie in progresso di

tempo

si

diffusero nel-

in

Roma

scuole pubbliche nel

nomi sono pure in altri stati. Qui dirò, che da tempo molto antico esistono le maestre regionarie, donne di specchiata vita e così detlo stato pontificio, e sotto diversi te di

loro monastero, nel rione Campo Marzo, con educandato. Nel 1702 incominciò in Roma il benemerito istituto de' religiosi
delle Scuole Cristiane (F.), per insegnare
ai

perchè sparse

in tutte le regioni

orioni

giovanetti

il

catechismo, leggere, scris.

lloma,

alle quali è affidala in iscuole
a

vere, l'aritmetica, e nella scuola di

Sal-

private l'educazione della
dell'età fanciullesca

r.
i

età e la cura
sessi,

vatore in Lauro anche

i

principii del dise-

d'ambo

da due
scuola

gno; per
gi

la

loro utilità
li nel
1

si

sono propagate.

a cinque anni. Esigono pochi paoli mensili

Benedetto XI

7 26 canonizzò s. Lui-

per compenso, e non potino api
senza aver conseguito
la

ire

Gonzaga
1

patente d'auto-

lica, de'2

gesuita, e colla bolla apostogiugno 1725, Bull. Boni 1. 1 2,

rizzazione dal cardinal vicario.

Debbono

p.6,già l'avea dichiarato protettore degli
scolari. Gli scolari sogliono ogni

avere non
segnare ad

meno
altri.

di 2

1

anni, conoscere la

anno

nel

dottrina cristiana, in

modo da poterla inHanno pure il nome di
di civile

giorno della festa dell'angelico s. Luigi, deporre sul di lui altare una lettera mefiori: esso

maestre regionarie alcune donue
vinette, tra le quali ve
lenti, dalle quali
s'

condizione, chetengonoscuolesolodi gio-

moriale adorno di nastri, di ricami e di contiene una preghiera, un voiu cui

ne sono delle eccelil

insegna
il

leggete, lo

to o una promessa, ed un'anima piena di fede

esprimesi

e di

amore, im-

scrivere,

il

ricamare,

disegno, ed anco

plorante

il

valido patrocinio del santo, seil

le lingue italiana e francese.

Un

deputa-

gnatamente per liberare
pericoli

ricorrente dai

to ecclesiastico soprintende a tutte queste
scuole in

da cui è circondata l'inesperta
nel
r
.)

nome

del cardinal vicario.

Le

e verde età. Inoltre Benedetto XIII

scuole delle maestre regionarie ascendo-

1720 chiamò
già
vi

in

Roma

i

Doltrinari(f

o

240, delle quali 60 ponno dirsi assolutamente infantili, e le rimanenti per le sole femmine da 5anni in su. Il car-

no

a circa

eranOjSacerdoti

istituiti

dal veu. Ce-

dinal vicario Odescalchi nel

1887 pubbli-

Begolamento delle scuoleprivale elementari. Alessandro VII e Clemente IX ordinarono, che niuno potesse aprire nuocò
il

saredeBus,eper le scuole gratuite e pubbliche, ed insegnamento della dottrina cristianajnel 726glidiedelacasaechiesa di s. Maria in Monticelli nel rione Regola, ove hanno 3 scuole. Benedetto XIV nel
1

1

747 unì

ai detti

dottrinari, quelli fondati

ve scuole pubbliche, tranne collegi approvati, senza averne ottenuta licenza dal
i

dal p. de Sadis Cusani e
ratorio di
s.

compagni

dell'os.

Girolamo

(^-), esistenti in

lettore dell'università romana. Nel

1

66 1

incominciò

l'istituto delle religiose del ss.

Bambino Gesù,

(^.), che

si

propagò

iu di-

Agata in Trastevere, che pure insegnavano ai fanciulli colla dottrina cristiana, il leggere, lo scrivere, e la grammatica gra-

scu
tintamente, facendosi ora altrettanto nelle

SCU

n3

ven. de

due scuole della casa di detta chiesa. Al Bus si attribuisce il metodo della
(/".),

/ {^ )à\ agostiniane con educandato.e scuole pubbliche e gratuite per legiovanette del
rioneMonti: essendo ultimamente mancatala scuola, perchè venne
riunito al Conservatorio
il

disputa sulla Dottrina Cristiana

tra

conservatorio

due

schiere di giovanetti,

i

vincitori della
e principi,

Pio(V.) alle fal-

quale sono chiamati imperatori
e premiali,

de del monte Gianicolo, in sostituzione ora
fu eretta quella delle religiose del

come pure

dissi a

Scuole Cri-

Monte
(/"'.)

stiane parlando dell'imperatore degli altri

Calvario, dì che poi parlerò. Più ebbe origine
alle
il

insegnamenti e delle premiazioni pegli

Conservatorio di

s.

Dionigi

scolari, il tutto stabilito per destare l'eilìca-

4 fontane, con educandato per le ci vili

ce emulazione nella gioventù.

Verso detto

donzelle, e scuole pubbliche e gratuite pel
sesso femminile,
l'istituto

tempo
no
sità

le

scuole regionarie con maestri pei

fanciulli per l'istruzione
tolte

elemen tare, furodalla dipendenza del senato roil

mano

e sottoposte al rettore dell'univerfiscale della

romana,

quale ebbe

l'in-

avendone poi approvato Gregorio XVI, sotto il quale ed predecessori furono fondati qne'Co'i.vervatorii di educazione che descrissi a quell'articolo. Egualmente per Pio VII ricevè
i

carico della di lezione disciplina re de'maeslri,i

il

suo principio ['Ospizio di

s.

Maria

de-

quali crebbero gradatamente sino a

gli Angeli (F.) o ricovero de'poveri fanciulli e fanciulle,

4o;però non ebbero più lo stipendio, per esservi ormai diverse scuole degli scolopi,
de'dollrinari e de'fratelli delle scuole cristiane, e

leggere, scrivere e far conti;

con iscuole di catechismo, fanciulli imi

con quanto
si

si

dava

a tali maestri

fondarono due cattedre nella venendo pagati maestri dai medesimiscolari.DelleS seuoledi maestri regionari che pagava 1' Elemosinieregionari
stessa università,
i

ad Leone XII e segnalamenteGregorioXVIne furono bepiegali alle arti,
altri lavori
le

fanciulle al tessere e
:

propri del sesso

nemerentissimi. Nel 18 19
glio

Giacomo Caso-

romano, povero intagliatoredi legno, bramoso che giovanetti applicati ai mei

re del
p.
si
1

Papa,
la

feci

menzione nel

voi.

XXI,
j

stieri,

fossero ammaestrati uell'istruzioue

69 e

174.. In

tempo di Pio VI

e nel

794
be-

religiosa, nel leggere, nello scrivere e nel

aprì

scuola de'sordo-muti, per opera

far conti, istituì le gratuite Scuole nottur-

del sacerdote Silvestri di

Trevignanoe

ne

in

Pioma, senza pregiudicarli nel gua-

neficenzadell'avv. DiPietro; laqualescuo-

dagno della gior nata. Cominciò l'opera dal
raccogliere alcuni fanciulli che giuocava-

laGregorioX VI ridussea stabilimentoper

ambo
zione,

i

sessi,

con convitto, scuola e istru1
.

nosulla riva del Tevere pressostrada Giulia,

come

descrissi nel voi. L, p. 1

Ne!

nel luogo detto via dell'Armata, prosal

declinar del secolo

incominciò l'illustre pia unione dis. Paolo (P.) per vanI

XVII

sima

quartiere de'soldati che vegliano

sulle carceri, e presa

taggio degli ecclesiastici studenti, ed in benefizio de'fedeli d'ogni ceto: la diramazio-

poco distante a pigione una piccola stanza, ve li tratteneva con l'allettativo di qualche tenue dono, e gl'istmi va nelle cose più necessarie della fede. Sapendo egli un poco leggere e seri vere, a poco a poco v'introdusse anche quest' istruzione e formò una vera scuola. Questo

ne degli

ecclesiastici studenti della pia lis.

mone

sto
col

di

Papa Pio VII l'approbreve Exauoaelernae, de' 3 o agoPaolo,
il

1822, e ne

riparlai all'articolo

Semina-

rio nomano. Delle istituzioni ecclesiastiche

bene ne generò un altro, poiché a'9 marzo! 8 19 per opera di mg. Andrea Giannoli ceremoniere pontificio (poi esemplare
r

che favoriscono

gli

studi feci ricordo a

Ro-

ma

avendone anche la Liturgia {F/ .\ la Teologia[V .) ealtrescienze sagre. Nel pontificato di Pio VII ebbe principio il monastero del Divino Amore
e loro articoli,

cappuccino, che ricordai nel voi.
p.
le
1

XXVI
presso

6g

e altrove,

parlando del collegio per
si

missioni dc'cappuceiui),

stabili

«OBIyBmtJftt

©OtVSO»,

P, ACf^uA ,k

CL

4

1

1

scu
dove il Caseglio
Questo orato-

SCU
antichissima chiesa, già nel secolo XII esistente, e ricordata

scuola un oratorio notturno nella prossima chiesa di s. Nicola degl'lncoi oliatigli
la

da Cencio Camerario

cui nel voi. Ll,p. 2-45),

ueW Ordo Romanus, denomi nata in Piscinula da qualche antica conserva piscina d'acqua delle sue vicinanze, ovvero dal
di sua erezione, della

contluccva ogni sera
nedizione

i

suoi scolari alla be-

finiti gli esercizi.

rio dato alla scuola, giovò alla sua stabilità,

poiché morto il settuagenario e pio Ca1

soglio a'28 agosto

823,

i

zelanti sacerdoti
la

mercato del pesce forse ivi fatto all'epoca qualeè il campanile. Avendo altrove promesso darne qui un
Il

addetti all'oratorio assunsero
del la scuola e la migliorarono.

direzione

cenno, ora l'esaurisco.

Venuti,

Roma

M ent re desl'otti-

moderna

sa e

il

suo scopo poco

si

conosceva,

mo

avv." Michele Gigli

romano

di singo-

iar carità, virtù chesopralealtreegli eseril germe di gran bene che racchiudeva l'opera, la fece conoscere meglio ai romani e trapiantò in altri luoghi della città chiamò benefat-

025. la dice edificata nell'estremità d'un vasto palazzodell'antica famigliaAnicia,e chenella cappella orava s. benedetto fondatore de'£e/?£Y/^/»? quanp.
1

citava in più modi, veduto

:

tori

per reggere e dilatare

le

scuole not-

do si recò in Roma per fare gli studi, abitandovi dappresso; ciò che darebbe alla chiesuola maggiore antichità, e l'origine salirebbe al V secolo. 11 Bombelli, Raccolta delle immagini della B. Vergine nel t. 4,p.

turne di religione ed elementare insegnamento, onde vienereputatoconfondatore della benefica istituzione. Fu il Gigli che esercitandosi in ogni maniera d'aiuto in favore del prossimo e de'bisognosi nelle pie istituzioni, voi le chiamare l'isti tu lo Scuole
notturne dì religione, per fare inteudere

muro,

107, riporta e descrive quella dipinta in col s. Bambino in seno in atto di

benedire ereggendocolla sinistra una croce, diesi

venera
di

in

questa chiesa nella cap-

pella a

manca

del piccolo atrio, ornata di

8 colonne

marmi

differenti e

apparte-

nuti agli antichi edilizi de'dintorni. Altre

come V istruzione in esse era mezzo per giungere al santo scopo di rendergli allievi
veramente
il

6 colonne dividono la chiesa
ferisce

in

3 navi. Risi

che innanzi ad essa

s.

Benedetto

cristiani.

Egli vedeva in esse
i

santificò, e fu ispirato a recarsi nella solitu-

modo

di

migliorare

giovanetti del po-

dine a maturarel'istituzionedelsuomirabile

poloeformarnea virtù i teneri cuori,quando appunto le mani si formanoalla fatica. Frattanto il marchese d. Carlo Massimo (chericordai nel voi. L, p. 309), mortoa'6 dicembre 1 827,mossoda caritàcristiana, istituì una scuola regionaria presso la chiebenedetto in Piscinula o Piscivola nel rione di Trastevere e già parrocchia
sa di
s.

monachismo, onde

il

suo ordine sem-

pre l'ha venerata con singoiar divozione; perciòessere visitata dai benedettiniquan-

do
di

si recano in Roma, non che dalleoblale Tor de'Specchi e dalle benedettine di

novembre 1820, pare col sistema del mutuo o altro simile insegnamento, del quale come degli altri moderni metodi ragionai aScuoLjijquindi spontaneamente la principesca sua fafino ali825,e l'aprì a'3

Campo Marzo. Antica è pure l'eiììgiedis. Benedetto sull'altare maggiore, sedente col pastorale e il libro, e si crede che sia la vera e colorita mentre viveva, secondo
il

p.

Mabillon,

Afa.?. Iteti, p.

1

45. Questi
lu se-

iiioltre

afferma, che nel canto del vangelo
s.

e più sotto dell'altare di

Lorenzo

miglia proseguì a somministrare il mantenimento della scuola. Sebbene gratuita,
la scuola fu sottoposta alla

memoria l'erudito monaco Costantino Gaetani, morto nel 65o d'85anpolto senza
1

ni.più pel furto fattogli da

un domesticodi

deputazione

molti codici.clie per

l'età, della biblioteca

delle scuole regionarie, che vigila sull'i-

del vicino ospizio de'beuedettini oltramontani, situato presso la chiesa di
s.

struzione del popolo. Alla famiglia Massi-

Cecilia.

mo

fu poi data in

cura

la

detta propinqua

Leone XII

nel

1824

riordinò

la

pubblica

scu
istruzione in

SCU
di
sidii,

n5

Roma e nel lo stato pontificio,

ed istituì la Congregazione degli studiar.): provvide anche alle scuole elementari di

80 maestri e sotto- maestri. Dopo che Leone XII istituì la commissione de'Susalcuni deputati prefetti de'quartieri
della città, unitamente ai deputali parrocchiali e

Roma, con alcune savie leggi
toponendole
al

e regole, sot-

cardinal vicario, comesi

dame

di carila,

non che

ai

parro-

legge nel regolamentodellescuole private

chistessi,saviamente destinarono una parte delle limosine alla morale istruzione. Quindi furono autorizzati dal Papaad erigere deWeScuole parrocchiali gratuite per

elementari de'2 5 settembre i 825.
scritto

Fu

prela

che nelle medesime s'insegnasse

dottrina cristiana, leggere e scrivere; in

alcune anche

i

rudimenti della lingua
i

Ia-

ambo

lina, l'aritmetica, la calligrafìa,
di

principii

geografìa e d' istoria sagra e profana,
le

non che
cui
si

ricevono
si

buone creanze. Le scuole in fanciulli che hanno pasi

sessi, le quali sono andate gradatamente crescendo sino a 20 circa. Fra le maestre delle fanciulle vi sono ancora le suore di s. Giuseppe, di cui riparlerò. I
i

deputati prefetti delle regioni

hanno cura
i

sato

5 anni,

sogliono tenere nelle case

dell'economico, ed esaminano
cardinal vicario,

maestri

de'maestri, e sono aperte 3 orela mattina
e 3 ore di quelle pomeridiane. stro

e le maestre, che sono poi approvati dal
il

Ogni maescolari, e

quale pel disposto da
di tutte le

non può tenere più
tal

di

60

Leone XII
elementari
cario
sotto

è

il

superiore

scuole

con
sile

un sotto- maestro, ricevendo da ciascuno menfarsi

numero deve

aiutare da

di

Roma. Il
le

cardinal Zurla vi-

neh 832 pose
la

scuole parrocchiali

compenso. L'istruzione si comincia e termina con brevi preghiere, oltre diverse pratiche divote che si fanno in varie occasioni, oltre le feste alla R. Vergine, ed
a
s.

sorveglianza della deputazione del-

lescuole regionarie. Essendolescuole parrocchiali destinate pe'soli poveri, questi
•vi

sono ammessi con biglietto del proprio
o
fan-

Luigi o altro protettore.

I

maestri re-

parroco, dopo che hanno compito 5 anni
di età, e vi restano sino circa ai
ciulli. Ivi
1
i

gionari devono esser probi e idonei, e pri-

ma
re.

d'essere approvati, sono esaminali insi

imparano a
:

leggere, scrivere e

torno alle cose che

propongono insegna-

far de'conti; nelle scuole femminili
i

anche
1

Ciascuno paga 3 paoli ogni mese, coi quali si forma una cassa disussidii,chesovvenuta dall'erario con altri o scudi men1

lavori donneschi

in tutte poi

precipuo

scopo è l'istruzione catechistica. Nel
fu pubblicalo
il

836

sili,

serve a sovvenir gl'infermi maestri, e

stabilire
bili.

un tea uè onorario
ai

a'di venuti ina-

Due

maestri supplenti, pagati dal gomalati.

verno, suppliscono

Una depula

Regolamento per le scuole gratuite stabilite in alcune parrocchie dallaCommissione desussidii. Una scuola parrocchiale nella sua cura di s. Maria Maggiore si deve al zelo del parroco d. Filippo Massari, che ne affidò l'istruzione e

tazione di savi ecclesiastici, sotto

dire-

zione e dipendenza del cardinal vicariOj
veglia sulle scuole e di frequente le visita.

direzione a due religiosi delle Scuole Cri'
sliane di
s.

Antonio

ai

Monti.

Come

que-

Ad essa spetta esaminare l'abilità dei maestri,

sto benemerito parroco istruisce nella dot-

ed approvai li con dare loro una

lette-

trina cristiana gli scolari e altri parroc-

ra patente che rinnovasi ogni anno; distri-

chiani, lo notai nel voi.
tre nel pontifica todi

XX,

p.

244- Inol-

buisce premiagli scolandoti quanto somi

ministra
te

il

governo, e si rad una

di

frequenri-

per discutere intorno agli affari che

LeoneXII furono introdotte in Roma le religiose del Sagro Cuore di Gesù (J7 .) presso la chiesa della
ss.

guardano l'elementare

istruzione. In tolta

Trinità de'Monti, per l'educazione e
civili

Roma

sono circa 60 scuole regionarie, di-

istruzione delle nobili e

donzelle,con

stribuite

con vario numero ne'rioni in pro-

iscuole gratuite; altra casa riceverono

da

porzione della loro popolazione, con più

GregorioXVIiuTraslcvere,collacontigua

ii6

SCU
ni,

SCU
che vi prese possesso e fece quanto è riportato nel n.°i8 del Diario di Roma
Ignazia di Liitzow, moglie dell'ambasciatore d'Austria,
si
il

chiesa delle ss.Ruffìna eSeconda: in ambedue le case vi sono ancora scuole gratuite.

Nel pontificalo

di

GregorioXVl

pro-

del i<S43. Alla pia e caritatevole contessa

fessor d. Salvatore Praia pubblicò la Let-

tera sopra lo slato in che al presente si

deve

la

recente intro-

trovano

in

Roma

le

matematiche, base e

duzione
suore o

in

R.oma
s.

dell'utile istituto delle

fondamento

della naturale filosofia, ed iu

figlie di

Giuseppe

(f^-), ossers.

cui toccò pure alquanto dello stalo delle

vanti regole a imitazione di quelle di

scienze propriamente delle che fioriscono
nella metropoli, maestra di verità e d'ogni

maniera
crità

di

buoni sludi; encomiando
si

l'alai

Francesco di Sales. Gregorio XVI concesse a tale congregazione una casa del governo presso la chiesa di s. Lorenzo in Miranda degli Speziali, dove esse tengono una florida scuola parrocchiale, con convitto
«li

con cui

coltivano in
le

Roma

belli

studi, e dal clero eziandio

matematiche,

nelle università

romana egregoriana precipuamente, donde come da due masse
centrali
si

povere alunne che vi pose

la

pietà della

contessa. Questa aprì pure altra scuola

o fuochi
dissi

diffonde la luce del
pontificato,

vicino alla chiesa di
rinesi, sotto la

s.

Venanzio de'came-

sapere. Nel

medesimo
in

come
luce

direzione didettereligiose,

di sopra,

Roma

videro

la

diversi nuovi Conservatorii a vantaggio

dell'educazione delle donzelle, parecchie

nuove scuole furono fondate,

e diversi
ri-

die istruiscono le donzelle ne' principali rudimenti, nel catechismo e ne'lavori del sesso. Un deputa toecclesiaslico ha particola! cura dell'istituto. Nel 827 inLione fu1

1

stabilimenti di pubblico insegnamento

ceverono salutare incremento in diversi tempi. Quanto alle scuole già ricordai nel •voi. XVII, p. 25, che in Trastevere v'era
il

rono stampate \eConstilulions polirla petite congrega tion des soeurs de s. Joseph j e
nel 1882, Méthocle d'enseigncmcnl
les classes
stri

pour

des soeurs de

s.

Joseph. A'nola

Conservatorio di s. Pasquale rumilo

giorni fu pure istituita

scuola gra-

a quello del la Divina Provvidenza d'ordi-

ne di LeoneXII, nello stabilimento detto opera pia Michelinì situato presso la chiesa di s. Pasquale, che dal benemerito sacerdote fondatore GioacchinoMichelini ebbe nome, e che oltre il conservatorio, ha per ogget lo l'istruzione cristi anade'po veri fanciulli e fanciulle, e lo spirituale ritiro

maestre della Provvidenza nel la parrocchia di s. Carlo a'Catinari, le quali
tuita del le

vivonoincooiunecon regola propria. Hanno per istituto d'istruire le fanciulle propriamente miserabili e povere, alla religione, ai lavori femminili, ed ai primi elementi del leggere e dello scrivere. Questa
opera è sostenuta da limosine private dell'inesauribile carità

per

le

donne a fine di disporle sia aliai, comunione, sia all'elezione dello stato o all'esatta

romana. Nella detta
ancora
la

parrocchia
di
s.

fu istituita

pia opera

osservanza di quello che già abIvi

bracciarono.

adunque

vi

è

un convitto

Raffaele (F.), che prendendo particolar cura dell'istruzione morale e religiosa de'poveri,
li

per donne provette, per vivere ninnasti-

sorveglia ed eccita a re-

camenle pagando tenue pensione; un luogo d'educazione per le civili donzelle, parimenti con discreta mensualità; una casa
d'esercizi spirituali, particolarmente
le

carsi alle scuole elementari per essere istruili.

Le
isti

scuole Rorghesiane parimenti

furono

lui te in

lem pò diGregorio XVI.

per

Una

è destinata pe'maschi, l'altra per le

povere;

in fine

una scuola con 4 maestre
le

pie che insegnano
religione,
il

cose necessarie della
i

leggere, ed

lavori propri del

sesso femminile. Gregorio cesse a protettore
il

XVI

gli

con-

cardinal Lambnischi-

femmine, ed ambedue sono gratuite. La 1 .* si deve alla generosa pietà della principessa d. Guendalina Borghese, la quale vedendo con pena del suo compassionevole animo, come una turba di fanciulli

scu
si

SCU
le

117

trattenesse oziosamente per
le

strade e

per
le

piazze, privi d'ogni civile e

molaai

educazione, perciò volendo sottrarli

numeri, il far maglie e cucire. Vi è pure una scuola di donzelle numerosissima, lequaliimparauoa leggere corleggere,
i

gravi pericoli cui erano continuamente esposli, e
li

rettamente l'italiano e
vere e
il
i

il il

latino, lo scri-

procurar loro un'istruzione che

conti,

il

cucire e

ricamare, oltre

rendesse poi capaci di provvedere alla

catechismo. Queste vanno a desinar alle

propria sussistenza, neli83q fondò una
vasta scuola in vicinanza del suo Palazzo

loro case,

dopo aver
s.

ascoltato la messa

nella chiesa di
l'istesso

Rocco. Finalmente nel-

Borghese. In essa raccolse
circostanti parrocchie di
s.

i

poveri delle
in

luogo sono di verse or fa nelle

man-

Lorenzo

Lu-

tenute dalla generosa fondatrice, beneducate eistruite dallesuore. Meritò l'istituto
d'essere visi tato benignameli te dal regnante Fio

s. Rocco edi al tre, affidandone l'ammaestramento a tre religiosi delle scuole cristiane di s. Antonio a'Monti, quali in

cina, di

i

IX

aglii

1

marzo! 8 53,

il

quale fu

ampio

e sano luogo insegnano ai fanciulli

ricevuto dalla virtuosa istilutrice e dalla

divisi in

due

classi

il

leggere, Io scrivere e
altro

sua principesca famiglia Borghese.

Il

Pa-

l'aritmetica,oItre

quanto

incombe

al

pa lodò

le

cure per cui crescono nella cri-

loro
la

isti

luto per l'istruzione religiosa. Dopo
di

stiana ecivilecoltura quasi

3oo giovinette
raccolte nella

morte

benefica ed esemplare prin-

del ceto inferiore,
i."

le

quali

ivi

Borghese famiglia (come a Surewsbury ho deplorata quella del padre),il suo degno marito principe d. Ma re' Anto n io a sue spese proseguì a mancipessa, che deplorai a

infanzia, sonocondottecon l'istruzione

sino al collocamento della propria condiIl santo Padre visitò tutte lesingole sperimentando a quando a quando la perizia delle alunne specialmente nella dottrina cristiana, rimunerandonealcune

zione.

classi,

tenere

la

scuola, ed in
vi

memoria
il

della be-

nefica istilutrice

fu po>lo

suo busto

marmoreo.

L'altra scuola delle

femmine

fu fondata dall'illustre suocera della ce-

lebra ta da ma, cioè da Ila principessa d. A de-

Uochefoucauld Borghese, nella via del l' A rancio, denom inazione presa da vari alberi d'aranci dipinti nel palazzetto Borghese ove trovasi la scuola. Le suore della Provvidenza fondate nel 763 a Metz dal sacerdote Moyepoimissionarioapostolico nella Cina, furono perciò chiamate in Rolaide
la
i

con donativi. Incoraggi la principessa a le suore con giusti encomi, e partì benedicendo tutti paternamente. Sino dal 833 con ispeciale approvazione della congregazione degli studi, furono istituite prima
1

nel palazzo Sinibaldi e poi trasferite pres-

so

s.

Maria

della Pace, le scuole particolari

di filosofia

elementare.ed agli studenti che

maggiormente si distinsero nell'ultimo solenneesperimentosidàun premio,
talvolta lorodistribuì
il

il

quale
cardi-

ma
no

dalla principessa: queste religiose sosotto la protezione di
s.

prefettodella con-

Anna, ed eser-

gregazione degli studi,
1

come

fece

il

citano tutte l'opere di misericordia nello

massima povertà, principalmente nellecampagne, ed in Francia hanno molte scuole. La pia principessa nel marzo 1 84 a sue spese aprì l'istituto, sotspirito della
1

nalLarnbruschini nel 843 nella gran sala del palazzo Sinibaldi, con quelle formalità che descrive

il
il

n.°

63
1

del Diario

Roma
il

di tale

anno. Altrettanto ripetè

to l'invocazione della Provvidenza, ed

il

quale abbraccia diverse opere
rocché
vi

pie. Impeuna scuola numerosa di bambine, che ricevute la mattina si rimandano a casa la sera, dopo averle rifocillate a mezzodì colla minestra e poi colla merenda. S'insegna loro il catechismo, il

Lambì uschini nel 844> secon66 del Diario di Roma^ntììa stessa sala, animando premiali
cardinal

do

descritto nel n.°

i

è

con espressioni efficacissime

al

prosegui-

mento

dell'intrapresa carriera, e

compiache
le

cendosi di esternare

ai professori

dirigono

la

sua piena soddisfazione per
u.°

le

cure da loro prestate. Nel

6

del Cr/or-

8

i

1

SCU
1

SCU
stri

naie di Roma 1 8 5
di filosofia
la Pace,

si

uotiflca che le scuole

o

altri pii

sacerdoti a ricrearsi con o-

elementare pressos. Maria delgiovani a-

nesti giuochi nelle ore

pomeridiane, giacdi vote
si

mancando d'una congregazione
in cui ne' dì festivi
i

ché

le

congregazioni

Mariana
opere

nella mattina. Perciò
fatte

hanno luogo hanno varie di sif-

lunni potessero unirsi all'esercizio delle
di cristiana pietà,

siccome costuma-

parlai

adunanze, come de Filippini (d'i cui pure a Musica per gli oratorii sagri
de'giovani delle scuole del Semi-

no tanto lodevolmente in Roma medesima
le

serali),

Congregazioni divole ( V.) delle scuole e

nario romano, che ha un giardino nel

collegi di

R.oma,ad esempio della congre-

gazione primaria del Collegio romano^r.),
la

Borgo Vittorio; di quelli del Collegio romano, dell'adunanza di s. Maria delPianto
dell'arciconfraternita della Dottrina Cri-

magistratura romana, dalla quale allo-

ra

dipendevanOjOrdmò

nel

1

85o diesi for1

stiana nella Chiesa di

s.

Giorgio in Ve-

nissero lescuole d'una cappella conveniente all'uopo,

labro, quelli della pia casa degli Esercizi
spirituali di

ed a'5 gennaio

legge nel n.° 6 del Giornale di

85 i,come si Roma, se
la

Ponte rotto (fondata dal sul-

lodato parroco Micheli ni nell'antico palazzo de'Ponziaui in Trastevere, già casa
di
s.

ne

fece la solenne apertura,

intervenendo

a maggior decoro della funzione
gistratura stessa.
rio
Il

ma-

cardinal Patrizi vica-

nel voi. Llll,p. 18, che forse
ra
s.
s.

Francesca romana, come pur notai vi fu ancoPietro ad abitare), dell'oratorio di
della pia unio-

pronunziò
la

il

discorso d'apertura e vi
la s.

celebrò

messa, distribuendo

Eu-

Girolamo della Carità,

caristia a quanti giovani

desiderarono pare in

nedis.Prfo/o,edia!treadunanzedi scuole
e oratorii, ed anche delle scuole notturne. In queste

teciparne. Per grato
della concessione,
i

animo

memoria

professori delle scuole

adunanze pe'giovani,
ecclesiastici,

invigilati

sulle pareti posero un'iscrizione

marmo-

da amorevoli
preghiera e
a

sono altrettanti

rea in onore della magistratura municipale.

richiami alla pietàjOCcupandosi prima alla
in spirituali conferenze, pas-

Questostabilimento eginnasio pub-

blico gratuito, diretto dalla congregazio-

sando poi a ricrear l'animo in un giardino
leciti

ne degli studi, è situato nel piano basso
del chiostro del monastero annesso alla

giuochi e morigerati sollazzi; soi

lendosi poi premiare

più assidui ed

i

più

suddetta chiesa di
sofia. Si

Maria della Pace, ed è chiamalo: Ginnasio romano di filos.

buoni. Nelle opportune stagioni alcune

adunanze, massime

de'filippini,

si

condu-

compoue

del direttore, de'prodi logica e

cono

alla visita delle Sette Chiese. Putoral

fessori di filosofia

morale,

me-

nando

progresso delle scuole notturne,

tafisica, di fisica universale, di

geometria

e algebra, e del segretario.
zioni

Fra le istituromane che riguardano la gioventù
nel-

grande fu quello fatto sotto gli auspicii di Gregorio XVI, il quale dalla cassa da' Lotti
assegnò un vistoso mensile assegno a
vore delle medesime.
esse, nel
Il

fa-

studente, va qui fatta menzione delle pie

Gigli zelatore di

adunanzedi savioeinnocentesollievo
le

i83o ne aprì una in alcune stanze
s.

vacanze (del quale vocabolo

feci

parola

del suo parroco della chiesa di tore in
soli

Salva-

nel voI.LX, p.64, ed a Scuola) e festività, che riescono di grand'utile pel buon costu-

Lauro de'marchegiani, prima pei parrocchiani,e 3 anni dopo venne traluogo più capace vici no alla chie-

me,poichè impediscono

agli scolari di dis-

sferita in

siparsi in divertimenti pericolosi,

o accom-

sa de'ss.

Simone

e

Giuda

(di cui nel voi.

pagnarsi con cattiva società. Si contano in

XLlX,p.
li

i48). ove accolse ancor quel-

Roma parecchi luoghi dove in detti giorni
e particolarmente nelle feste,
di occupazioni scolastiche,

d'altre parrocchie in bel

numero. Nel

come vuoti un numero dei

i835fondò l'altra in Borgo, e formò.una società di buone persone, perchè l'aiutasi
seio in simili istituzioni con mensili limosi-

migliori giovanetti

si

portano da'loro mae-

scu
ne. Acciocché la scuola

SCU
Si-

n9
Roma,
in

notturna de'ss.

Pigione pe' poveri artigiani in

mone
ni di
la

e

di tutte

Giuda divenisse come modello le altre, nel 1887 colle sovvenzio-

questo

si

dice che

la

società

dipendente

dal cardinal vicario, ha per iscopo di ra-

Gregorio

XVI

la trasferì in via del-

dunare

i

giovani artigiani non frequen-

te

Maschera d'oro, dove convenientemenl'ordinò. In quell'anno funestando Rola

tanti altre scuole, nelle

ra e ne'dì festivi,
veri
li

prime ore della seonde informarli ai doistruir-

ma

Pestilenza del cholera,

il

Gigli con-

d'una cristiana educazione, ed

vertì la scuola in casa di soccorso, e fu vit-

ne'primi elementi per quanto possa conI

tima del morbo e

assai

compianto, me-

venirsi alla loro condizione.

socii altri

ritamentecelebrato dalla rispettabile pen-

sono esercenti,

altri

contribuenti; quelli

na del cardinal Monchini con necrologie.

occupano

diversi offici necessari al

buon

Nondimeno
lanti

altri ecclesiastici e secolari ze1'

andamento
lo.
si

dell'istituto; questi colle loro
i

proseguirono

opera delle scuole
il

limosine apprestano

mezzi per sostener-

notturne, fra'quali primeggiò

servo di

L'istituto è diretto da

un consiglio, che

Vincenzo Pillotta, istitutore della cougregazione dell' Apostolato cattolico o Regina degli Apostoli (/^.), il quale coi
d.

Dio

compone

del presidente, vice-presiden-

te,

direttore degli oratorii e delle scuole,

segretario, depositario, e ragioniere, tutti
uffizi gratuiti.
I

primi fondatori delle scuole notturne, Casoglio e Gigli, avea diviso
il

direttori

sono aiutati dai
assisten-

pensiero,

il

vice-direttori, ed
ti

hanno parecchi
le classi

dispendio,

la fatica

per contribuire

all'i-

per l'oratorio e l'adunanza, e tanti mae-

struzione intellettuale e morale de'gio vani
artigianelli,

stri

quante sono

delle scuole.
i

11

dopo

i

materiali lavori della

presidente è scelto dal consiglio,ed

mem-

giornata. Colle sue pietose industrie ot-

bri di questo dalla sessione geuerale della
società. Alle o-e

tenne altre limosine, anche dalla cassa dei
sussidii,co'quali potè aprire la scuola not-

24
si

s'

aprono

le scuole,
gli scolari

ove per mezz'ora
leggere, indi
si

esercitano

Ma percagione ad allontanarsi da Roma, il cardinal Della Porta vicario, conosciuta l'utilità delle scuole, confermò con decreto la Pia società delle scuole notturna
in via dell'Arancio.

nello scrivere e per altrettanto
fa

tempo
il

nel

di salute obbligato

loro la dottrina;

gio-

vedì e in altro giorno s'insegna un po'd'aritmetica e l'ortografia. In alcune scuole
si

apprendono

i

principii di disegno linea-

turne di religione, sotto
la

l'in

vocazione del-

re, d'ornato, e di
arti.
a

B. Vergine Addolorata, alla quale po-

Le

scuole

si

geometria applicata alle dividono in 3 classi: la
3

tessero contribuire con denaro, altri coll'opera.

i.

dalla cognizione delle lettere dell' alla i.
le

Ed

affine di
la

procurarne

l'accre-

fabeto, fino al sillabare;
re, fino al

dal sillabaa
a

scimento, ne affidò

direzione al prelato

pone insieme

parole; la 3.
-2.

Monchini, già lodato cardiuale. Fu allora che venne dato ordinamento stabile all'istituto,

in leggere speditamente. Nella

classe

incominciano
beto, e nella

gli allievi a

scrivere l'alfa-

impiantata l'amministrazionej
i

3.''

compilati

regolamenti. Si aprì quindi

al-

carattere grande,

apprendono a scrivere in mezzano e piccolo. Si

tra scuola ai

Mouti, altra

in via del d.

vone

nella casa data dal
il

duca

PaLorenzo
de'piìi
si

fornisce loro dalle scuole tutto l'occorrente per la loro istruzione. In tutte le sere

Sforza Cesarmi,

quale col principe d.
apri-

delle vigilie delle feste

si
il

adunano

negli

Baldassare

Ronccmpagno furono
di

oratorii pel catechismo,
fessarsi
;

rosario, e con-

caldi fautori dell'istituto; poscia

nella mattina delle feste

vanno
l'istru-

rono quelle
dinal vicario

Trastevere ed in via dei

agli oratorii per la
le;

congregazione spiritua-

Ginnasi. Nel 1841 e approvato dal carsi

e nelle ore

pomeridiane, dopo

pubblicò V Ordinaiiicnlo
scuole notturne dire-

zione nelle proprie parrocchie, sono condotti alle

del pio

istituto delle

adunanze de'giardini

altri luo-

lao

SC

U

SCU
congiunsolazione a vantaggio di quelle contrade.
Riferisce
1 il

ghi per onesti riciearaenti.lv!
pietà, per lo zelo de'direllori.

gel'ulile al clolce,il sollievo innocente alla

n.°

77 del Diario di
i

Roma

del

Ogni anno
cele-

844)

l'origine e
il

benemeriti
la festa e
s.

dell'istitu-

hanno luogo gli esercizi spirituali,esi

zione,

suo scopo,

premiazione
Salvatore in
alle scuole
la

brano con divota pompa le feste della B. Vergine Addolorata patrona dell'istituto, edi s. Luigi Gonzaga protettoredella gioventù. Nell'ottobre non vi sono scuole notturne: al termine dell'anno vi è un esperimento con solenne distribuzione de pre-

celebrata nella chiesa di

Lauro riccamente addobbala,
culla dell'istituto, della
di

notturne degl'Incoronati, considerata

Maschera d'oro,

mi

a tutte

le

scuole riunite, oltre

le

par-

Arancio, dell' Agnello ai Pavone, dopo allusiva orazione, distribuendo premi cardinali, pre-

Borgo,

dell'

Monti

e del

i

ziali

che hanno luogo nel decorso dell'anlegge nel n.°
1
>

lati e altri

personaggi, in divozionali e ve«

no. Analogo articolo in parte al fin qui

stiari,

detto,

si
1

84
si

del

Diario di

Roma

84

ov e pur

dice della festa

dopo di che due allievi recitarono un dialogo per ini pi ora re ogni bene a Gregorio XVI, all'istituto e-suoi membri. Il
n.°

della B. Vergine Addolorata celebrata dal

78

del

Diario di

Roma

del iS^.5 ris.

presidente mg.r Monchini con messa e co-

porta

la festa

celebrata nella chiesa di

munione

generale, al fine dell'anno scos.

lastico nella chiesa di

Ivo, e nelle ore

Ignazio, da 7 scuole notturne compresa quella di s. Maria in via Lata, dal car-

pomeridiane

la

solenne premiazione ese-

dinal Altieri, e nelle ore pomeridiane la

guita dal cardinal Polidori protettore dell'istituto, coll'intervento di vari

solenne premiazione, terminandosi colla
recita
di lode.

personag-

gi

:

i

premi

distribuiti tra le sinfonie ai

d'un dialogo di ringraziamento e Essendostata aperta la scuola not»

più diligenti nello studio, a quelli die a vea110 fatto più profìtto ed ai più modesti,

lastico
tre,

turna dis. Marcello, al finedell'annoscouniformandosi al costume delle al-

furono per

la

più parte oggetti di vestiario.
si

dopo

celebrata

la festa

nell'oratoria,

Nel n.° 104 di detto Diario
notificazione del cardinal Della
la

legge la

dierono un saggio del loro avanzamento
fatto di dottrina cristiana, di disegno, di

Portatii

quale invitò

i

capi di famiglia e
i

capi

ortografia e d'ita liane coni posizioni; qui lidi
il

d' arte a

mandare

loro

figli

e fattorini
essi in-

cardinal Altieri distribuì

i

premi
11. °

in
in

alle scuole

notturne, non potendo
Il

medaglie d'argento e anco dorale, ed
divozionali
del
;

tervenire alle scuole diurne.

n.°

8

1

del
ne-

tutto è descritto nel

78

Diario di
cessità

Roma

del

i

84^

dichiara

la

Diario di

Roma

di frequentare gli artigianelli le
il

del

1847

si

fa

elogio e

scuole notturne,
religioso che
.^e

frutto civile,

morale

e

dita del sacerdote d.

846. Nel n.° 3 compiange la perPietro Romani, uno
del
1

ne ricava; della

festa ce-

de' zelanti istitutori delle scuole noti urne.

lebrata dal presidente
s.

mg. r Monchini

in

Nel n.° o delle Notizie del giorno di /io1

Salvatore in Lauro, edella solenne prefatta nelle ore

ma

del

miazione

pomeridiane, do-

fatta dal

1847 Sl celebra la privata visita Papa Pio IX col solo cameriere

po un'eleganleè appropriata orazione dell'ab. Ciccolini, e consistente in immagini sagre, reliquie e vestiari, distribuiti da 5
cardinali, e da parecchi vescovi, prelati

segreto partecipante

mg

r

Francesco Pie»

colomini coppiere, nella scuola in via dell'Agnello ai Monti, nella sera del 9 marzo.

e altri distinti personaggi. Si dice che allora erano 8 scuole notturne con circa
1

Entrato improvvisamente risvegliò nel presidente mg. Domenico Valentini, nei
, 1

25

direttoli e ne'giovanetti sentimenti di sor-

giovani per cadauna, che costavano ognu-

presa, d' ammirazione, di tenerezza e di

na 160 scudi l'anno, e che andavansi ad aprirne a Piazza Barberini ed alla Con-

gratitudine. Quindi assistè alla distribu-

zione de' premi eh' era stata stabilita in

scu
quella sera, lodò lo zelo
tic'

SCU
maestri, dili

121

co'loro maestri,
11

non che dal preside del-

stribuì loro delle medaglie,

sovvenne

la

l'istituto.

n.°
1

3g dèlie Notizie del giorno
di
s.

scuola, e couforlò

i

giovani a ben condursi

di

Roma del 847 descrive la solenne preAnle

nell'esercizio del loro stato e nelle prati-

miazione eseguita nella chiesa
drea della Valle, per
nali,

che

di religione.
si

Nel n.° 5i del Diario di
descrive
la

mani

di 7 cardi-

Roma del 1847
Barberini,
in

solenne aper-

dopo

il

discorso del zelante p. Paolo
s.

tura della nuova scuola notturna a piazza

Piazzoli de* minimi, curato di
delle Fratte. Nel n.° 2
1

Andrea
premia-

un luogo somministrato dal
il

7 della Gazzetta
la

principe Barberini con attiguo giardino,
pe'poveri artigiani che dopo

di

Roma
1 1

del

lavoro del
dell'i-

zione fatta in
delle

tal

1848 si anno

celebra
ai

giovani artigiani

giorno bramano procurarsi

il

bene

scuole notturne di religione ne'ri-

struzione: essasi fece dal nominato preIato presidente, con l'intervento de'par-

speltivi ora tori i,

onorale dalla presenza
ed
assir

de cardinali e
stile dal
la

di alili personaggi,

rochi di

s.

Bernardo,
il

ed Anastasio,

Vincenzo i.°de'quali recitò un breve
e dei
ss.
i

presidente mg. Valentini, e quels.

nell'oratorio di

Caio a piazza Bar-

discorso, per eccitate
lità e al profitto.

giovani alla doci-

berini anche dal celebre ab. Rosmini.
le

Per

Nel n.°

56

del Diario

vicende politiche che narrai all'articolo
I

di

della

del 1847 vi è narrala l'apertura nuova scuola notturna a piazza Montanara, pel zelo di mg. 1 Valentini e suoi
'

Roma

Pio X, varono

le
i

scuole notturne ancora ne pro-

tristi effetti.

Ricomposte
rifiorire,
1

le

cose
n.° di-

pubbliche, tornarono a

ed
i

il

collaboratori, a vantaggio de' rioni

s.

Ali-

2 9 del Giornale dì
1

Roma del 85

ci

gelo e Campitelli, nell'intendimento di e-

ce della solenne premiazione fatta da Ligi Bussi vicegerente
sa di
s.

stendere a

tulli
ai

i

rioni della città e specolli
il

mg. r diRoma, nella chie-

cialmente

meno

beneficio del-

Andrea

delle Fratte, alla scuola

l'istituto: v'inlerveuneio

i

parrochi di
in

s.

notturna

istituita nel

propinquo convento
quale pronunziò un

Nicola in Carcere e di
scheria,
il

s.

Angelo

Pe-

dal sullodato p. Piazzoli, aiutato da buoni
ecclesiastici e laici,
il

principe e

la

principessa Orsi-

ni principali benefattori della

medesima

discorso pienodi religione edi morale che
fu stampalo. Dal n.°

scuola.

La solenne apertura
s.

della scuola

223 dell'Osservadescritta la

sulla piazza di

Maria in Monticelli nel rione Regola, fatta ai 22 luglio 847» ^
1

tore

romano
s.

del

1801 viene

solenne distribuzione de'premi fatta nella
chiesa di

riportata nel n.°

Go

del Diario, celebranil

Biagio degli armeni,

ai

giova-

dosene benemeriti
lentini, e

presidente mg.r Vail

ni delle scuole degl'Incoronati e della piaz-

singolarmente
i

can.° Panzieri

za Sforza-Cesarini, con intervento di al-

che
ì

si

alfaticò a trovare

benefattori, fra

cuni prelati ealtri personaggi: nel discorso
rng.
r

quali l'università de' vaccinari che offri

Fabi Montani dimostrò (pianto

sia re-

la

sua chiesa di

tarvi tutte

Bartolomeo per esercile sagre funzioni. Essendo mors. s.

necessaria l'ubbidienza

riguardo alla

ligione,che riguardo a Ila
tale virtù
i

ci vi ltà,e

che senza

to

il

vice-presidente d. Filippo Nocchi roe direttore della scuola di

giovani sarebbero di peso alla
si

mano

Mar-

società. Indi

cello, fu lodato nel n.°

Roma

del

1847

;

67 mentre

del
il

Diario di n.° 76 pubpiù.

cristiana, e
ligrafia.
I

si

die un saggio di dottrina mostrarono quelli della cal-

blicò la necrologia dell'altro sacerdote lo-

ntano Costantino Armellini, uno de'
le

indefessi e zelanti col laboratori delle scuo-

premi furono robe per vestimene Dal n.° 236 dello stesso Osservatore si apprende la solenne premiazione fatta nell'ota, dispensati tra 'concerti musicali.

notturne, e di (fucile in via del Pavone
fu

ratorio dcH'arcicoiifialcrnita del
cefisso, alle scuole

ss.

Cro-

precipuamente:
tniterio di
s,

accompagnato

al ci-

notturne di

s.

Marcello,

Lorenzo dalla scuola dc'Mou-

Cuu l'assistenza de' cardinali Brignole e

i-ii

scu
V,
la cui

SCU
immagine
Il

Bianchi, di vari vescovi e prelati, e del ge-

a fresco fu allogata

neralGemeau comandante supremo

delle

al cav.

Gagliardi.

giardino con solen-

troppe francesi della spedizione in Italia, e del generale Vaillant appartenente alla

nità fu aperto a'26 giugno, col canto dei

giovanetti; con discorso sul rapporto delle

medesima
sate

:

dopo

il

ragionamento d uno
argento, parecchie

moralità e de'giuochi nel sistema del-

de'sacerdoti dell'istituto, furono dispen-

l'educazione cristiana in
e
la

mano del

clero;

28 medaglie

di
ai

distribuzione della premiazione di

delle quali dorate,

giovani giudicati ec-

scudi

4o

recati in

cellenti per pietà,diligenza e profitto nelle varie discipline

elemosiniere.

Leggo
del
1

nome del Papa da mg. r nel n.°i63 ^Gior853, che
s.

che s'insegnano; espodi di-

nale di turne

Roma

le

scuole not-

nendosi vari saggi di calligrafia e
segno. Queste scuole notturne di
cello celebrarono nel

di religione presso

Marcello sola festa
s.

s. Mar1802 con solenne pompa la festa di s. Luigi Gonzaga loro protettore, nella chiesa di s. Romualdo dei

lennizzarono con divota
di
s.

pompa

Luigi Gonzaga, nella chiesa di

Ro-

camaldolesi, nella messa avendo comunicato
i

mualdo de' monaci camaldolesi, gentilmente da questi da più anni accordata alla scuola per la congregazione Mariana
ne'giorni festivi, e per celebrarvi le altre

giovani
la

il

cardinal Ferretti, facenil

done
nale
d.°

descrizione

n.°

164

del Gior-

annuali sagre funzioni.

Un

decoroso

tri-

eli

Roma

di detto

anno. Di poi nel

duo
sta,
le,

fu celebrato in preparazione alla fe-

olir,

22 5 si legge che dopo 5 anni nuovamente a'26 settembre
le

Roma
la

riu-

con comunione generale e pontificanon che con orazione panegirica nel

nione di tutte
alcune
ticolare, nella

scuole notturne, tranne

dì della festa stessa.

di fu 11 dazione e

mantenimento parchiesa di s. Andrea della
la festa della

Inoltre nell'odierno pontificato di Pio

IX nuove
scuole

istituzioni educatrici e

nuove

Valle, per celebrar

B. Ver-

hanno aumentato!

pregi di

Roma
mo-

gine Addolorata protettrice dell'istituto,
e quindi presso
il

nel pubblicoinsegnamento. IlPapa col
to-

suo altare far

la

pre-

propriosulla organizzazione del consi1 1

miazione

di

272 premi. V'intervennero
messa die
la s.

glio e senato

mille e più centinaia di giovani, a moltissimi de'quali nella
caristia
il

diRoma,del ."ottobre 847, aveva attribuito al medesimo l'istruzione pubblica tanto popolare ed dementa
re,
-

Eu-

cardinal Monchini, benemerito
delle stesse scuole.
Il

redell'uno e l'altro sesso, quanto superio-

promotore

vicege-

ad eccezione dell'università romana,
corporazioni religiose, o altre scuole

rente mg. r Ligj-Bussi lesse ragionato discorso sull'utilità dell'educazione, special-

e delle scuole addette a particolari istituti

n.°i44 del Giornale di Roma del 853, che l'encomiato Pontefice a vea accordato un giardino per la scuola notturna di borgo, già

mente al la

religione. Apprendoda!
1

private.

Aveva dichiarato pure spettare
gli stabi-

direttamente alla magistratura

limenti d'educazione in soccorso

d'amaf-

bo
fici

i

sessi, le sale

e sii

asili infantili e al-

lieta di altre apostoliche beneficenze, co-

tre di tal carattere. Inoltre gli
ito

aveva

me

quella ch'è più vicina alla sua resiIl

l'amministrazione delle scuole revenisse a

denza del Vaticano.
di

giardino

si

formò
con

gionarie esistenti, e di tutte lealtrescuole

fuori la porta Cavalleggeri, fra 'bastioni
s.

o accademie che

la città

isti-

Pio

V e Urbano Vili. D'accordo
1

mg/Bernabò presidente delle scuole notturne, il comm. Galli pro-ministro delle

mantenere a suo scienze e lettere, quanto
tuire, o

carico, tanto di
di aiti liberali,

mestieri, istruzione, ec.
zioni posteriori,
il

Ma

colle disposiin

finanze

commise
la
la

all'

architetto conte

Papa derogò

gran
ri-

Vespignani
giardino e

formazione del delizioso
s.

parte a
portai a

tali

prescrizioni, al

modo che

cappella in onore di

Pio

Roma, anzi

di fatto la magistra-

SCU
tura romana non ha più ingerenza nel pubblico insegnamento in Roma, la quale
dificate,

SCU
onde provvedere
allo

123
scopo ori-

ma rio dell'educazione cristiana
la sollecitudine

con quelbisogni

priucipalmente viene esercitata dalla congregazione degli studi, e dal cardinal vicario, oltre que'stabilimenti

che risponda

ai

del tempo, ed alla quantità delle scuole

che per

la lo-

delle fanciulle accresciute, per cui fu ri-

ro natura, istituzione e privilegi, si gover-

partitala loro sorveglianza in

un maggior

nano

dai propri rispettivi superiori. Nel
il

numero
ciulli,

di deputati ecclesiastici, della de-

1849

duca

d.

Giovanni TorloniaeGiule

seppe Bandini istituirono
parrocchie di

scuole delle

putazione sulle scuole regionarie de'faned a questi aggiunte alcune donne

campagna o suburbane di come si ha dal n.° 33 dell' Album di Roma, 1. 16; notifìcandòil n.° 22qdel Giornale di Roma

rispettabili e

Ruma,

di carità educatrice,

probe per deputate, onde indagare più minutamente il profitto del*

le fanciulle, e l'abilità delle

maestre efeci

ziandio nelle parti secondarie dell'istruzioue. Nel voi.

del

1

8

:T

r,

che questa associazione di ca-

LUI

,

p.

233

parola
diri-

rità fu incoraggiata

da un

rescritto della

dello stabilimento agricolo di poveri gio-

deputazione delle scuole regionarie del 23
aprile, nel quale
si

vani incominciato nel i85o, sotto
lezione de'fratelli di
s.

la

raccomanda

a' fedeli

Giuseppe, con

di soccorrere tale opera: di più
la
a

riporta

coverò, ed istruzione religiosa enrtistica.

pubblica premiazione seguita a'5 ottoi.

Dello stabilimento se ne rende ragione
nelle due seguenti stampe: Consociazione al pio industriale stabilimento de' Figli di
s.

bre della
rio, la cui

scuola rurale di

Monte Maal

parrocchia è affidatasi Predi-

calori

(V .),

con discorso relativo

prò-

Giuseppe. Avviso ai benefattori
s.

fìtto ricavato dallo

scopo propostosi daldi pie-

del pio artistico istituto de' Figli di

Giùri-

l'istituzione,

il

qualefu dimostrato da un

seppe. Tra'benemeriti del
corderò, oltre
zoli, la
il

medesimo

esperimento. Altra distribuzione

Papa,
d.
p.

il

suddetto p. Piaz-

mi

la

società

òeUeScuole di campagna e
nel n.°

principessa Zenaide vedova Volil t.

di carità educatrice, l'esegui a'3 ottobre

konski, e

duca
18,
1

1802, come leggesi
te

226
al

del Gior-

trova nel

Marino Torlonia. Si 271 dell' Album di
articolo riguardante
le

naie di Roma, nella stessa scuola di

Mon-

Roma
1'

deli

85

un

Mario; ed avuto riguardo
i

pò che poveri fanciulli studioperl'impedimento de'lavori rurali,

poco lemponno dareallo

istituto di

educazione per

fanciulle,

eretto dalla marchesa Emilia
nella parrocchia di
s.

Campana
Popolo,

Maria

del

e

per

la

distanza delle loro case dai luola

ove abita

nel proprio palazzo del collissi-

go dov'è

scuola,

il

risultato dell'esame

ino marchese Gio. Pietro suo consorte,

riuscì sullicientemente

buono, ed alcuni

Già g5 figlie del poveroin delta epoca per
benefica carità della marchesa erano e-

dierono sa""ionesli elementi del catechi00 o
seno, nel leggere e scrivere, e nella teoria

ducateallareligioneeal lavoro, presiedutelefanciulle dalle suore del preziosissimo

della lettura, secondo
si

il

metodo che ora

è atteso a perfezionare. Vi fu breve di-

scorso sui bisogni della pubblica educazione, ed
il

Sangue, istituite principalmente per l'i ri segnamento morale e religioso delle donzelle.

cardinal
i

Monchini onorò
Il

tale

In detto interessante articolo

si

ren-

riunione, distribuì

premi, esaminando e

dono idovuti encomidi gratitudine
bili

ai

no-

esortando
nale di

i

discepoli.

n.°ig4del Giorriprodusse
il

coniugi, ed

i

consolanti risultati pro-

Roma

deli

85 1

Re-

dotti dall'istituzione,

imperocché
le

oltre

golamento per la scuola delle fanciulle,
dei cardinal Patrizi vicario di

l'insegnamento moralee religioso,
ciulle

fan-

Roma. Cou
lùrouoiuo-

sono

istruite nel leggere, scrivere,

questo furouo aggiunte disposizioni alle
preesislcnli, alcune delle quali

aritmetica, storia sagra,
ri

non che oe'lavo-

donneschi propri delle buoue madri di

i?4
famiglia; le

scu
grandi vegliando sulle picco-

SCU
Calvario
Di questo
lo,

(/*.) presso
istillilo

il

Monte Esquilino.

le, per abituarle al piacevole
alla cura, all'ordine delle cose

comando,
domesti-

che. Neil

85

1

nella pia casa

de'catecumea vana-

in

ne parlai a tale articoed in quelli che andrò citando, solo breve accennerò e aggiungerò. Leone
affidò loro la direzione delle povere
s.

ni e neofiti furono introdotte le figlie del

XII

Sagro Cuore di Gesù (f .),ed

ivi.

fanciulle racchiuse nell'Ospizio di

Ma-

taggio delle fanciulle del rione Monti

ria degli Angeli
ziane, e

(

F.) alle

Terme

Diocle-

prirono scuole di gratuito insegnamento. 852 JNel n.° 63 del Giornale diRotna del
i

si

ricava
s.

come nel Conservatorio
Onofrio

alla sa-

lila di

(?'.), di cui riparlai

a

Beginadeou Apostoli,
te
,

olire legiovanet-

le riguardò sempre con una grande benignità. Gregorio XVI peróne fu il principale benefattore in Roma, ove essendo state chiamate da Genova dal lodato predecessore e mancando di casa per

ivi mantenute dal prineiped. Alessandro Torlonia vi furono aggiunte delle

l'esistenza dell'istituto nell'alma

ci

tlà,coue chie-

cesse loro in perpetuo

il

monastero
il

scuole esterne capaci di contenere
gazze, nelle quali senza

260 raalcun pagameni

sa di

s.

Norberto presso

detto
ai

Monte
assegnò

Esquilino, appartenuti già

canonici re*
gli

to s'insegna leggere, scrivere, ricamare e
altri lavori

gola ri Premostratensi (F.),

femminili, oltre

principii di nel voi.

nostra

s.
1

religione. Riparlando

quanto vi era di mestieri a tal uopo, e del suo peculio donò 6,000 scudi che ricordai nel voi.

LVI,p.

7

1

dell'Ospizio de'converiendi,
1

XXXII,

p.

3

1

5;

somma che

rimarcai

come Pio X

nel

1

8 52

lo

ridusse
,

nelle sue note ristrettezze assai
1

economiche ha

a pio luogo o collegio ecclesiastico

per

attendere alle scienze delle cose divine, in
favore de'uiinislri e prebendati anglicani
convertiti al caltolicismo:
il

medesimo PaSeminario ro-

pa

in parte del locale del

mano
di

ha formato un collegio delle pro-

maggiore rilevanza. A' 20 ottobre vi aprirono quindi il noviziato, ed avendo lo stesso Gregorio XVI ammirato il progressivo bene che portavano alla società, sempre più a loro si alfeziouò, accorse generoso ad ogni loro bisogno, gli

833

vinole dello stalo pel giovane clero, a fine

concesse per valido e benefico protettore
il

dare una più estesa ed uniforme colle

cardinal Brignole, già zelante vescovo

tura letteraria e religiosa a'chierici dello
stato pontificio di tutte
diocesi.

di

Cou
deno-

senza
di

bolla de'28 giugno

1

853

!o istituì,

Sabina j onorò più volle di sua prela casa di s. Norberto e 1' ospizio Maria degli Angeli; gli affidò l'edus.
lui

minandolo Seminario Pio (J ) Nelle delle provinole pontificie abbiamo olire
le scuole de'

cazione e istruzione delle sordo mute, nella

suddetta nuova casa da
all'

aperta e pròdegli

seminari vescovili,

le

uni-

pinqua
geli, al

Ospizio dis.

Maria
feci

An-

versità di Bologna,

Perugia, Macerati!, Camerino, Urbino, Fermo, Ferrara (V.)- All'articolo Liceo riportai il novero de' ginnasi e de' collegi anche con
convitti; ne' rispettivi articoli de' luoghi
descrissi eziandio le altre scuole e
i

quale articolo ne

descrizione;

e finalmente in morte, con olografo te-

stamento, dal poco che poteva disporre,

donò
le

alle egregie religiose scudi
:

2,000

per rinvestirsi esse furono ben degne del-

d'am-

munificenze e dell'amore

di tal

Pon-

bo sessi. Le più recenti scuole aperte in B.oma per le fanciulle povere, sono ciucile incominciale nel maggio 853 nel rio1

tefice, di

mostrandolo eziandio con due an-

nui anniversari di riconoscenti suffragi

ne Monti, ed
fidate dal
te

in sostituzione di cpielle

più
af-

sopra ricordate del Divino Amore, ed

che celebrano per la di lui pia anima, e perciò con gravi parole volli eternare tanta virtù nel voi. LV, p. 56, e qui mi go1

Papa che regna

alle

benemeri-

suore di Carità di Nostra Signora del

de l'animo ripetere con dolce effusione di cuore. L'istituto si propagò auche in al-

SCU
tre narti dello stato pontificio; successiticolo

SCU
Scuola
trattai

irj

ancora delle scuole

vamenle per
Rotondo,
te

richieste de' rispettivi luoghi

degli Asili infantili, che essendo pure in

aprì case in Rieti, in Viterbo, in
in

Monte

Roma, terminerò
cenno
sulle

questo articolo con un
sotto
il

Magliano,
al

in Jesi.

Il

regnati-

medesime, che sono

Papa Pio IX,
civile

sollecito di

quanto può

patrociniodella Natività della B. Vergine
è de'ss. Innocenti- Nel

contribuire

vantaggio della cristiana

marzo 1848

in

Ro-

e

educazione della classe povera,
nell'ottobre
la
1

ma ebbeluogonelpalazzoRuspoli ungran
concerto istromenlale e vocale, a beuefìciò degli asili infantili di
ti

quando
presenza

S5i consolò

di

sua

casa di

s.

Norberto, affidò alle

Genzano, fonda-

religiose l'educazione di altre
ciulle,

povere fan-

dalla duchessa Sforza-Cesarini: altri ainfantili,

volendo che aprissero una scuola

sili

come

le

scuole notturne, so-

pel rione Monti,

onde supplire alle cessale delle monache del Divino Amore. A. tal fine determinò, che non solo si erigessero a sue spese
le

no pure
in

in altre città e luoghi dello stato

pontificio. Nel

medesimoannosi aprirono
infantili,
la

Roma due asili

l'uno nel rios.

scuole capaci di condi fanciulle,
la

ne di Trastevere per
in essi

strada di

Frati-

tenere copioso

numero

ma

cesco a Ripa, l'altro nel rione Regola, ed
si

che

si

accrescesse

non poco

casa reli-

raccolsero più di

200 bamba-

giosa,

commettendo
1

l'esecuzione al mini1

ni, pe'sussidii ordinari e straordinari con-

stro de'lavori pubblici conino.

Jacobini.

tribuiti dai fautori di tale istituzione, del

A'3o aprile 853 si potè aprire perlai." tita la scuola, cui intervennero fanciulle di 6 parrocchie, alcune delle quali anche
lontane. L'educazione che
religiosa e civile,
vi

cui scopo parlai a detto articolo. to per
tori

Appuni

uno straordinario soccorso
di
il

direta'
1

dierono un'accademia

musica
n.°
1

1

ricevono è

maggio 1 8 5o, come narra

14 del

venendo ammaestrate

negli alti di pietà, e ne'principali lavori
necessari alle varie classi di persone.
tutto e meglio discorre
il

Giornale di Rorna,ne\ìa galleria del palazzoDoriaPamphilj. Un.' 2cp poi del medes'uno

Di

anno pubblicò

la

rinnovazione dei-

n.°i 3

i

del

G ior-

l'invilodellatSbc/Wrt degli asilid infanzia,
sottoscritto dalle principesse Doria, Laticellotti e di

naie di
la sa,

Roma dei i853,encomiando pure
in

superiora generalesuorM/LuigiaChie-

Viano,chei contribuenti della
visitedi

che anco

questa circostanza ha
patrocinio della

moVer-

limosina di bai. 3o veni vano dispensati dal

strato la sua attività e zelo, e collocando
le scuole sotto
il

rendere o restituire
pel

le

lieti

angui

ii

13.

nuovo anno,

quelli cioè cui

erano

te-

mese Maria' i4^ del Giornale di Roma deli 853 annunziò una pubblica calamità, la morte del virtuoso cardinal Brignole, da tutti meritamente compianto; solenni funerali in di lui ed il n.°i6q suffragio, che le monache gli fecero cegine, colla celebrazione del

nuli per politezza in tale ricorrenza, pub-

no.

Ma

il

n.

blicandopoi nel Giornale di Romaìaaota degl'individui cheaveanosoinministrato la tenue elargizione, per

struire

i

figli

del

educare e ipovero nelle massime
ci vii-

i

della religione cattolica e nella vera
tà.

Ogni anno ripetono eguale invito

l'e-

lebrare in detta chiesa, come insigne loro

lemosiniere della società,

come

la

pubbli-

protettore e benefattore, ed
tuali ne tessè

il

dotto

p. in.

cazione delle note de'contribuenli, perchè
si

Gio. Battista Matiocu de'm inori conven-

conoscano dispensali dalle visitedi coi

con rara eloquenza Telogio funebre. Quindi il Papa a consolate ie religiose per la gravissima e immatura
perdita,

stume e ne sieno esonerati. Per lo stesso molivo si diedero altre feste, come nel carnevale deli

853
Il

quella da ballo nel pa-

nominò per

loto

nuovo

protei-

lazzo Braschi.

n.°2i2

del

Giornale di
a'

lore e presidente dell'istillilo de' sordo-

Roma

del

i852, racconta che

10 set-

muti,

il

cardinale Mario Malici. All'ai-

lemure

fu soleunizzata negli asili d'iufan-,

i9.(3

SCU
Vergine, sotto
è
il

SCU
la
i-

zia la Natività della B.

cui invocazione in

Pioma
i

nascente

Papi GregorioXVI e Pio TX, benedetta manifestamenteda DiojinRorituali dai

stitutOjCon portarsi
gli asili di

banibini raccolti da-

ma

si

praticava parte sotto

il

titolo

del

Trastevere e di Regola nella

Battesimo

a' Cinesi } pav\.e sollo l'altro del-

chiesa di

s.

Maria

in Monticelli,

ove

assi-

sleronoalla messa celebrata da mg.' Capalli

amministratore generale della pia

la Santa Infanzia, ma non avea ricevuto ancora una canonica erezione. Unite in* sieme in un sol corpo le due istituzioni,
vi fu

società,

che ha

istituito

e dirige questi luo-

posto a capo

ghi destinati all'educazione religiosa e
lale de'fanciulli poveri. Nelle

moore pomeRegola
recò ani

stico, fu costituito

un rispettabileeccle-óaun consiglio e compi;

lato

un regolamento

quindi

il

cardinal

ridiane riuniti

essi'nell'asi lo della
si

Patrizi vicario di

Roma

con suo decreto

colle ispettrici della società, vi

l'approvò nel i853, con nuovo benefizio

cora

il

prelato, e avanti l'altare eccitò

per

la

Cina. In

Roma

e in Parigi fu stam,

fanciulli alla divozione verso

na, ponendo

al collo

laMudond'ognuno una meil

palo:

Optra

della santa Infanzia

ov-

vero associazione de' figlinoli cristiani pel
riscatto de' figlinoli infedeli della
delle altre contrade idolatre.

daglia colla sua

effigie. seguendo poi

can-

Cina e

to delle canzoni sagre, giusta l'uso degli
asili.

A Schiavo

Questi non vanno confusi con

l'o-

celebrai l'ab. Olivieri che dall'Egitto e
dalla schiavitù

pera del la santa Infanzia
cy,.pel
lo

istituita sotto l'ini

vocazione di Gesù Cristo nel

843 \uNan-

grandezelodel vescovo mg. r CarGiuseppe Forbiti Janson, che lodai a suoluogo,enefu ili. "presidente. Lo scopo di sì santa opera è di chiamare in aiuto
de'poveri fanciulli cinesi e idolatri
ciulli cattolici
i

redime le morette, e le pòeducazione cristiana. Ora estende anche ai fanciulli la sua aposlolica e mai abbastanza lodata opera. Nel n.°2o5del Giornale di Roma del 1 853
ne
in libertà e in
si

riporta

:

che a'5 settembre

il

Papa Pio

fani

IX

visitò la

chiesa e monastero del sagro

che non abbiano passato
J

2

l

anni, e l'aiuto è grandissimo, poiché
il

Cuore della ss. Trinità de'Monti, e che dopo avere ammesso al bacio del piede le
religiose e le nobili giovani, ivi con tanto zelo

procura
e
la

battesimo a que tanti che
il

la

crudele barbarie,

capriccio, la miseria

educate

alla religione, alla ci vii-

superstizione de'loro genitori getta

tà e alla vita domestica, fattosi circonda-

a pei iresulle strade, ne'canali, nelle riviere,

re dalle povere fanciulle che frequenta-

dentro fiumi, nel mare. Inoltre
i

la

pia

no

le

scuole pubbliche esterne, tenute dal-

opera redime que'che ponuo essere man-

le stesse religiose, le

interrogò sulla dot-

educa nel timor di Dio neìle sue scuole e asili, e va erigendo le une e gli altri secondo crescenti bisogni,
tenuti in vita,
gli
i

trina cristiana, e contento di loro
tezza,

pron-

esse

non solo le lodò, ma a ciascuna di die un piccolo premio. Sulle antidi

Mirabìle pensiero fu quello d'invocar

la

chescuole, biblioteche, università artisti-

pietà de'piccoli fanciulli cattolici, pejsal-

che e accademie
il

Roma,

si

può vedere
per

vamentoeternode'Iorocoelanei.Una pieghiera brevissima e quotidiana da essirecitata insieme con YAve Maria chiamerà il divino soccorso, e l'elemosina d'un
baiocco

Piazza

nell'

Eusevologio

Romanoj

lescuoleromanee odierne, il cardinalMorichini, Degl' istituti di pubblica carità edistruzione primariajtA il Nibby,/xow#
nell'anno 838, parte
i

mese basta per concorrere ad ormai piopagata per tutta l'Europa, e nell' A merica del nord e del sud, acclamata e pròal

i? moderna: per
tit.

un

fine

pio e generoso. L'opera è

lescuoledellostatopapale,ilCalindri,<.SV7i,'-

gio dello stalo pontifìcio ,
ti

g,art. \,Ar-

belle e scienze utilij avi. i,

Manifattu-

pagata con elogi da grandissimo

numespi-

re.

Per

gli altri

autori che scrissero sulle

rodi vescovi; arricchita d'indulgenze

scuole e pubblico insegnamento di

Roma

scu
e sue provincie,
si

SCU
gli
tri

127
per
le

ponno consultare
Certo
è,

ordini di cavalieresse istituiti
quelli della
s.

articoli delle loro descrizioni.

che

donne sono
di
s.

Croce

stellata,

niun governo e stato fece tanto meglio,

Elisabetta, di Luigia, eA altri che de-

quanto

governo de' Papi per l'istruzione e educazione, con tanti numerosi stabilimenti che in proporzionedella popolazioil

scrissi a'Ioro articoli.
gli

Moltissimi poi sono

ordini equestri cui sono aggregate ca-

valieresse.

come

di

s.

Giacomo
ed

della
di

ne e territorio
seminari,
licei,

niuti altro stato

può van-

da,
na

di

Calalrava, di*. Stefano,
Russia
(/'.),

s.

SpaAn-

tarne altrettanti,

sia in università, sia in

di

altri notati a'inro

sia nelle

scuole universitarie, o

luoghi, inclusi vamente a quello della Le-

o ginnasi, ocollegi; nelle scuole pub,

gione d'onore conferito eziandio a benemerite religiose. Dopo'che il conte unì il regno d'Aragona al suo principato, perle sue nozze con Petronilla figlia di Ramiro
II

bliche comunali ed elementari

olire le

scuole che sono nelle case religi ose; e quelle pel sesso
ri,

femminile, anche ne'monastete.

conservatorii e case apposi

In niuna

re

d'Aragona detto

il

Monaco,

volle

altra parte del

mondo egualmente, semdi estensione

ricuperare dai mori

la città

di Tortosa.

pre però nelle proporzioni
di suolo edi
ilo

Ma
ne

i

maomettani non potendo sopportarperdita, dipoi l'attaccarono con

numero degli abitanti, si ponsocietà

la

tali

enumerare tante accademie,

forze e

gagliardamente, che morta
la

la

scientifiche, artistiche e letterarie; tanle

maggiorpartede'cristiani che

difendeil

biblioteche pubbliche e musei, com'è nello
stato di
s.

vano, era

sul

punto

di ricadere sotto

Chiesa, che primeggia tanto nel-

giogo moresco. In questo ter ri bile

momen-

l'istruzione e educazione su periore,
to nell'elementare e primaria,

quananche per

to sisuscitòl'amor patrio e l'ardore guerriero nelledonne, massime vedove,le quali

gl'innumerabili

istituti

benefici destinati

deposti

i

loro abiti,

impugnarono

le

ar-

all'educazione del povero. Si raccolgano

mi

vestile

da soldati, fecero strage de ne-

pure
altre

i

dati statistici di

immense capitali,

e

Londra, Parigi e sempre sarà l'e-

terna

Roma
Il

superiore nella debita pro-

porzione.

celebre Adria no La Ibi dichianell' istru-

ecombalterono tanto valorosamenabbandonare l'assedio. Informato Raimondo Berengario re d'Aragona di sì generosa immici,

te,che costrinsero gl'infedeli ad

rò primeggiare Lorna papale
zione, sopra tutte le città del
l'alto e

presa, a perpetua
vittoriose

memoria
armi

istituì

per

le

mondo.

E

donne
si

l'ordine della Scure, fordi

chiaro ingegno d'Adolfo Thiers
i

se dalla qualità delle

cui prin-

disse nel

848 essere Lorna

la

sola

che ogpotenza

cipalmente
fu detto

servirono, altri dicendo che
spaglinola che si-

gidì sia capace di educare a virtù sociali
le plebi;

Acha, voce
Il

ed io aggiungerò per

la

gnifica scure, torcia e
del
ferì

fiamma, ed anche

e salutifera influenza dell'istruzione religiosa,

Passatempo.

re suo fondatore con-

che tanto e immen«amenle conperfezione d'ogni e qualun-

tribuisce alla elementare, alla scientifica,
all'artistica

all'ordine e alle donne che ne facevano parte, molte prerogative e privilegi. Queste cavalieresse usavano una veste

que scuola.

lunga con cappuccio acuto,
ordine equestre, di cavallela

sul

quale era
sulle

SCURE,
resse.

figura della scure di color rosso o cre-

doEerengaiio
so
il

Fu istituito in Tortosa da L.aimonV conte di Barcellona, ver-

roesino; altri col

p.Mendodiconoche

vesti avessero la figura

tico

1 149, e pare che sia il i.°e più anordine equestre espressamente fon-

gando in favor

di

d'una torcia, spiequesta il vocabolo Acha,
ne rigetta l'opinione
Il

ma

il

Giustiniani

dato per ledonne,sebbeneesse siano state

nella sua Historia.

p.

Lìonanui nel Ca1

aggregale a diversi ordini cavallereschi

talogo degli ordini equestri, p.
ta e riporta l'eiligie

32, ne trat-

più antichi,

come

il

Gtrosolitnila.no. Al-

duna

cavalieressa.

128

SCU
(Scadrai). Città con resi-

SCU
terzi cristiani de'dueriti latino

SCUTARI
A

egreco.

La

(lenza vescovile nella

T tirchia europea, in
a

pianura

di

Scutari è fertile e ben colti-

Ibaoia; capoluogo del sangiaccato e del

vata a maiz. Si attribuisce ad Alessandro
il

distretto del suo
i

nome,

3o legheda Ra-

Grande
la

la

fondazione

di

questa

città.
gli a-

gusa e 70 da Costantinopoli, al confluente del Drinassi e della boiana, presso e
al di

Secondo
ni

tradizione in vigore, tra
vi

bitanti del sangiaccato

sono popolaziosfuggiti al
città

sud del lago

di Sentali, chiamato pure Zenta e Labealis. Questo lago è lun-

che

si

credono d'origine egizia, discen-

denti dai soldati di

Faraone

go 6 leghe e 2 largo; contiene varie isolette, riceve le acque della Moracca o Moratschka, che escono per la Boiana per
scaricarsi nell'Adriatico,

naufragio del mare Rosso. Divenne
e del

primaria della Dalmazia mediterranea

regno

d'Illiria, e sede de' suoi re,

da cui

è distan-

quindi colonia de' romani, capitale delY Albania, e sotto
li

te circa 5 leghe. Inoltre il forte Ciabako Tchiabak dà talora il suo nome al la"o.In o

s.

Gregorio

1

metropo-

ecclesiastica della provincia Precidila-

questo
vissima

e negli altri della
la

provincia è

atti-

na.

Ne

fa la
1.

descrizione
1 ,

il

p.

Parlato, //-

pesca. E' sede del pascià, giacen-

lyrici sacri

p. 4r)>

'

60

e

1

65, ove par-

do sul clivosetlenlrion.ale d'un poggi o,ed è dominato dal fìnte castello che sia a cavaliero sopra una rupe isolata, presso al
confluente de'fiumi, nel quale castello di-

mora

il

pascià; per cui è guarnito
artiglieria.
Il

da nude'piìi

merosa

pascià è

uno

Scodren ses, comechè la denominala Scotica anticamente. Segui destini dell' Illirici, dell' Aliai da e dell'isotrope venne in potere de' veneziani, finché il turco Maometto II imperatore ss ne impadronì verso ili 47$. Nel
la de'suoi popoli

città fu
i

potenti dell'impero ottomano, e può fa-

principio del

1

83

t

scoppiò nell'Albania
ri

cilmente mettere
ni; le

armi 20,000 uomimigliori sue truppe sono composte
in
i

contro

la

Porta Ottomana gravissima
quale
si

bell'ione, alla testa della

pose

il

di cristiani, tra
li

quali

si

distinguono quel-

pascià di Scutari. Gli albanesi resistettero
a lungo alle

chiamati merediti, pel loro coraggio e

disciplina,

ma

sono superstiziosissimi.
vie;

Il

tano,

ma essendo stato

numerose forze del gran sulil pascià abbandosi

bazar eia
stelloe
tarisi
ti

città

vecchia sano a pie del cail

nalo da alcuni pascià suoi dipendenti,
trovò forzato alla
ritirata.
Il

formano alcune

restodi Seudistan-

gran

visir

do-

compone dicase più o meno

po un assedio
nì di Sentali,

di

più settimane s'impadroil

tra loro, e ciascuna cinta

da un

mino

ed

paese sembrò pncifl-

o da una siepe che rinchiude pure una gran corte o un giardino; vi sono quartieri tra

calo;ma
i

i

conoscitori della regione opina-

loro separati da

montagne

aride,

no che turchi non ponno calcolare sopra una lunga sommissione, per parte di questo

per

modo

che

in

mezzo

alla città più po-

popolo guerriero e

di carattere indi-

polosa dell'Albania, uno crederebbe trovarsi nel deserto. Vi sono diverse chiese
cattoliche e greche scismatiche,

pendente, anche per quanto poi ricorderò.

La sede

vescovile nella diocesi dell'Il-

non che moschee cou de'mendresseh, una casa di
beneficenza, e fabbriche di
e diarmi. Attivo
vi

liria

orientale, secondo

Tolomeo

e

il

p.

LeQuien, poichèCommanville

l'attribui-

tele, di

cotone

sce all'esarcato dell'Illiria occidentale, fu

è

il

traffico del legnafa nel

eretta nel IV secolo, sulfraganea col ve-

me
coli

da costruzione, e
bastimenti;

si

lago di Scupic-

scovo di rito latino prima di Salona, poi
nel
1

tari, dove

ponno per laBoiana entrare
il

062

circa d'Antivari;

porto

di

questa

città,

to greco nel secolo

IX era divenuta

mentre e pel ridi Co-

che giace [nesso
di

al villaggio di

Polna, è

razzo. Tuttora la sede latina è sulfraganea
d' Antivari,
il

difeso da varie opere e da

20,000 ascendono gli

A più abitanti, per due
forti.

due

essendovi ancora nella città
,

vescovo greco scismatico

che ha più

scu
chiese.
Il

SCU
la

I2Q

i.°

vescovo conosciuto di Scodra

disciplina per togliere le prave consuetudini ne'loro amministrati, confortando or
gli

fu Basso che ne

occupava

sede

al

tem-

po

di

s.

Silicio

Papa del 385;

indi gli suc-

uni ora

gli altri

coll'opera e col con-

cessero Senecio oSenecioue che nel

43

i

intervenne

al concilio
s.

generale d'Efeso,

Ormisda Papa del 5i4> Stefano di cui è fatta menzione in una lettera di s. Gregorio I a Malco vescovo di Dalmazia, Costantino al quale tale Papa

A nel rea

sotto

indirizzò ì'epist.
tati nell'

3odel hb. 12, tutti riport. 2, p. 270. Gli ultimi vescovidi Scutari registrati nelle NoOriens chr.
i 1

Roma sono seguenti. Nel 729 Antonio \ladagui;i 742 Paolo Campsitizie di

Per mancanza di conveniente episcopio, fu graziosamente albergato nella pia casa di Dodmassei agente della congregazione di propaganda /7<7e, dalla cura della quale dipendono le sedi episcopali d'Albania e circostanti regioni. Ucciso il vescovo di Pillati (A'.)scutarino nella sua residenza da manoignota,ilPapanel i833 lo deputò amministratore apostolico di quella diocesi, nella quale preceduto da
siglio.

lettele pastorali intraprese la sagra visita,

1771 Giorgio Radovani di Scutari; 1787 Francesco Borzi di Scutari; 79 Marco Crescesi di Scutari; 1817 Nicola Murichi; nel i 824 Ambrogio Bruci. GregorioXVI nel i832 nominò (V. Benigno Albertini dei minori osservanti di Ragusa, eccellente vescovo,di cui, avendo goduto la sua bon1

nato, di Pietro diocesi di Scutaii;

e riprovando gl'inveterati abusi a

norma

del eelebreconcilio d'Albania (tenulosotlo

1

Clemente XI,

ritò ristamparsi

e il quale nel i8o3 mecon l'aggiunta delle ulle

time costituzioni pontificie riguardanti
le leggi
si
i

chiese di Epiro), inculcò l'osservanza del-

evangeliche.

Non sono da
ai

tacer-

disagi, le fatiche,! pericoli provati nel-

tà e

benevolenza, mi pregio aver procu-

le

perlustrazioni pubbliche
1

tempi del-

ralo che nella tipografia del collegio Ur-

le rivolte, del scià, e nel
1

833

sotto

Aly-Namik pamesi con sanle

bano

si

stampassero

i

Cenni su la
le

vita di
il

836 per 4

interi

mg,' Benigno, ec, perchè

sue virtù,

guinosa lolla degli albanesi contro pe oltomaue, essendo
visir
|iascià di

trup-

sapere ed
lo
le
si,

il

pastorale zelo restassero bel:

ScutariAf-

esempio da imitare
e

fu

pure eloqueu-

fìz-Ferik,edel pari nell'invasionedel gran

predicatore, e bravo in prosa e in ver-

molto stimato da un Gregorio XVI.
ripetuti incen-

Per incuria de'tempi, per
di e pestilenze, tutto erasi
tari e

Mahniud Rumely Valesy con pode836 dopo molte tribolazioni e timori si recò in Roma, ben acroso esercito. Nel
1

perduto a Scu-

colto e fatto

da Gregorio

XVI

prelato do-

non vi rimaneva appena che qualr che memoria del passato. Riflettendo mg. venienti, cui andavano Al ber ti ni agl'i neon
esposti
i

mestico e vescovo assistente
tornato a Scutari
cipale della B.
glio,

al soglio.

Ri-

come

in trionfo, uel 3.°

lunedi d'ottobre del i837,solenuità prin-

misteri dell'augusta religione, co-

Vergine del Buon Consii

stretto a celebrarli in aperta

campagna,

celebrò in aperta

per mancanza
battistero
,

non essendovi né né altare dove conservare il
di chiesa,

pontificali,

campagna solenni compartendo per facoltà conalle molti-

seguita

la

papale benedizione

Viatico, feceerigere presso l'abitazione dei

tudini de'suoi diocesani ed a quelle de' vescovati convicini, accorse a lucrare l'in-

parrochi una deceute cappella percollocarvi
il

sagro fonte, ed esporre all'adora-

dulgenza. Per

la

fama

di

sua dottrina e
1

zione de'fedeli

conoscere
lebrò
il

il

Sagramento. Indi a suogreggee provvederlo, ceil

ss.

singoiar prudenza, nel maggio

838
I

l'im-

peratore d' Austria Ferdinando

lo

no-

sinodo diocesano, visitò tutte
la

le

minò vescovo

di

Spalatro e Macarska in

parrocchie, amministrando

confermaai

zione anche ad ottuagenari. Prescrisse
rettori

Dalmazia, con gran costernazione degli albanesi per la pena di doverlo perdere; ma

massime

salutari di ecclesiastica

prima

di recarvisi a

prendere

il

possesso,

VOL. LXIIl.

9

i3o

SCU
oltre
il

SCU
lago di Scutari,

mon a'24 agosto

pa crocchie della diocesi sono a m minisi rate

nella parrocchia di Sci rocca,

compianto

da

preti secolari.

I

cattolici della dio-

sinceramente da tutti e persino dai turchi, pel complesso delle belle doti che in
lui

cesi di in

Scutari superano 16,000 anime,
territorio di circa

un

280

miglia.

Il

se-

risplendevano enarrate ne'memorali

cenni biografici; quindi fu sepolto nella
chiesa di
s.

minario vescovile fu eretto, anche con generose elargizioni della congregazione di

Maria Maddalena, ove gli

fu

propaganda fide,

nel

1

837 per l'educazio1

posta duplice iscrizione latina ed epirotica.

Gregorio

XVI a'24

fece vescovo diScutari e

settembre 1839 amministratore

ne religiosa e letteraria de'giovani,che devono servire le chiese d'Albania. Nel 841
i

gesuiti vi aprirono altre scuole e pubbli-

apostolico di Pillati mg. r Luigi Gugliel-

che. Nella diocesi sono sparse 12 confraternite laicali.
a

mi

di L'issa,

il

quale non potè a lungo

ri-

Il

vescovo dalla congregale

siedere in Sciita ri per

non poche

differen-

zione di propaganda fide ha
la forinola 2.
,

facoltà del-

ze insorte co' turchi ed altri: traslato nel

e riceve l'annuo sussidio
il

i852

alla illustre sede di
Il

Verona,

mon
IX

di scudi
la

200; anche
il

clero spesso è dal-

innanzi di giungervi.

regnante Pio

medesima

aiutato.

La

spesa eccessiva
pii

ha dichiarato amministratore apostolico r di Sentali mg. Giovanni Topich de'minori osservanti, già nel 1842 dal predecessore Gregorio
lessio

che importa
so o

fabbricare luoghi riportarne

echie-

se, e la difficoltà di

il

permes-

XVI

fatto vescovo d'A-

firmano dal governo ottomano, rende quasi impossibile sostenere le antiche
dute, e di più fabbricarne dellenuove.
Il

o Lisso pure in Albania, come lo è Dell'immagine miracolosa della B. Vergine del Buon Consiglio, che si venerava a Scutari e prodigiosamente nel 1467 trasportata in Genazzano, in quetuttora.
sto articolo

e superstiti chiese cadenti, riparare le ca-

Monte Negro viene riguardato dal pascià di Scutari come sua provincia, kadihk o
distretto,

che dovrebbe lega linei» te appar-

ne ragiona i,descri vendo il san-

tenere
si

al

tuario ov'è in gran venerazione, onde al-

sottrae di fatto

suo visirato e pascialaggio, ma mediante continua inI

cuni scodrensi per divozione
a stabilirsi in Genazzano.
ti

si

recarono
Scu-

surrezione alla Porta ottomana.

mon-

Secondo recen-

tenegrini, d'origine slava, tanto per la for-

notizie, ecco lostato della diocesi di

tezza del paese, che per l'amore del patrio

numeroso che nel resto dell'Albania, essendocom posto di più che 3?. preti. In ognuna poi delle 6 partari. Il clero

è più

nido, ebbero sempre a sostenere

le lotte
i

più frequenti ed ostinate contro
di Scutari.
le

pascià

Ciò principalmente deriva dal-

rocchie o ospizi della missione degninoli

reciproche pretensioni del pasciàdi Scu-

osservanti riformati, risiede
il

un

reli-

tari

che vorrebbe

il

Monte Negro ubbiil

gioso:

loro prefetto

congregazione di
spesso soccorre
li
i

ha le facoltà dalla propaganda fide 3 che
missione de'qua-

diente alla sua autorità, e dell' Wladika o

Vladica del Monte Negro,
del paese per

quale vide

frati, la

sussistere la sua autorità e l'indipendenza
la

è situata nelle
Si estende a

ri.

montagne sopra Scutas5 miglia in lunghezza e
giurisdizione di
tal

forza delle proprie armi,

indipendenti adatto da lungo
la

tempo

dalfre-

10 in larghezza
fettura,

la

pre-

conquistalriceTurchia. Non minori
lago di Scutari,
il

con

1

3oo famiglie

cattoliche. In

quenti occasioni a scambievoli dissidi die-

tutta la diocesi le suddette parrocchie so-

de

il

al cui

possesso indidel

no quelle di Castrati, Culli, VostuIi,Selze, Grada, Triepsù. Inoltre in Sentali vi sono due parrocchie, Top-hana ove risiede il vescovo con un solo altare coperto, e Casena che ha una cappella. Altre 17

viso

pascià

non vuole rinunziare, e
i

cui parziale possesso

montenegrini

in alla

cun caso non ponno fare a meno per
sca,

pe-

ad

essi

indispensabilmente necessaria.
le

Nutrì inoltre

perpetue contese

la di-

scu
versila della nazionalità e della religione
cattolici nella

SCU
montagna, che
forse

1

3

1

vi sa-

de'clue popoli vicini; de'quali l'uno ècorn

ranno
le

tuttora. In
1

uno

stato generale del-

posto di varie razze di arnauti, nazione

missioni del

guerriera delle montagne d' A Ibauia e del
la

zione di
rio
la

832, dato dalla congregapropaganda /Weal Papa Grego
di

Macedonia,

detti

pure skipetari e

al-

XVI, nell'arcivescovato
Servia (f
r
.)

Scopia nelil

banesi, che in parte sono cattolici
ni, in piccola
la

roma-

leggo registrato

Monte

parte greci scismatici, e per
:

Negro sotto la sua giurisdizione ecclesiastica, senz'altro.
1.

maggior parte maomettani

i

monte-

Il

p.Farlato, Illy vici sacri,

negrini al contrario sono serviani e slavi,
e di religione greca scismatica sedicente

1, p.

<

61, chiamai! Monte Negro,

Mons

Nigerseu Nigrutn,pagus Dahnatiaelongenobilissinius,indigenaCernagorain vo-

ortodossa, ossia uniti a quella della Russia {f7 .).

Ambedue

le

razze di arnauti e

cantre

lo descrive abitalo

montenegrini sono egualmente guerrieri, valorosi

tissima e bellicosissima,

da gente forche prima fu do-

eavidi di preda. Inoltre lagran-

de

fertilità

de terreni

5

situati

intorno

al

lago di Scutari, fu sempre pe'poveri
pigiani del

al-

Monte Negro un eccitamento
i

continuo a discendere dalle loro inespugnabili rupi; mentre dall'altro lato siti di

dimora

di

alcune tribù delle Nahijemon-

tenegrine di Kietschka, Liessanska e Bielopavlilska, dalla parte loro orientale so-

no

accessibili agli arnauti
le altre

un po'meno

di

quello che

Nahije

lo sieno dalle

minato dai veneziani e poi dai turchi. Monte Negro, in turco Cara-dagh, ed in illirico Czerna-gora, ossia Nera Montagna, è un paese montano situato nella parte occidentale della Turchia europea, presso alle Bocche di Cattalo e all'Erzegovina, tra questa, la Dalmazia e la Bosnia che riunisce varie tribù ab antico indi pendei) ti, ora di fatto emancipate dalla dominazione ottomana. Il Balbi lo descrive presso alle marine dell'Adriatico,
,

altre parti, ai turchi della Bosnia e del-

confinante a settentrione ed a ponentecolla

l'Erzegovina. A questi motivi di eterne
contese, altri se ne aggiunsero nel 1832,

Erzegovina, a levante coli' Albania

tin-

ca, a

mezzodì coIl'AIbania austriaca
la

for-

per cui scoppiò la guerra tra
grini e
i

i

montenefatti,

mante

provincia di Cattalo. L'aspetto

turchi con clamorosi

e pe-

del territorio è quello delle regioni alpidi Katon, ove l'asprezza de'monti non concede che debole vegetazione. Fra più alti monti,

ricolose conseguenze se
la

non

si

sopì va dal-

ne, specialmente nella Nahia

saggia Austria. Per tultociò, e dal posi

co propriamente che in generale
sce del
zie

cono-

i

Monte Negro, massime sulle notiecclesiastiche, che non trovai neppu-

si

eleva sugli

altri

il

Sella o Coelo, coper-

to quasi
ti

sempre
i

di ghiacci

odi neve. Folle alil

propaganda fide, siccome scismatici greci gli abitanti, credo non riusciranno inopportune le nozioni che raccolsi e qui pubblicherò. Anticamente nel Monte Nere in

boschi d'abeti e di pini coprono

ture, e da cui

montenegrini traggono

maggior profitto,poichè bellicosi non sanno piegarsi facilmente ai lavori agricoli.
Dall'aspetto nerastro degli abeti, vuoisi

gro e luoghi contermini eran vi parrocchie

con
dilli

cattolici

appartenenti alle varie dio-

derivato
vale

cesi confinanti,

come

l'abbazia di Miri-

nome al paese, che in islavo Nera Montagna, quindi il nome di
il

con abbate mitrato, dipendente dal
al

Cernagora

al

Monte Nero. Però
vi

in

mez-

vescovo d'Alessio o Lissojma
bile che

presente

zo a que' gioghi

sono alcuni

tratti di

se ne ignora affatto Io slato, ed è

proba-

paese ridente e coltivabile, e vaste praterie
Il

ra

non ve ne siano. Miriditti ancosembra appartenere ad un principe catPorta ottomana,
il

che piacevolmente riposano l'occhio.
clima ineguale

tolico, tributario della

no, piuttosto freddo ne'luoghi

ed

cui stalo consiste in pochi villaggi

peralo verso

le

generalmente saalti, temmarine. Alcuni fiumi che
vi è

l32

SCU
pitano:
i

SCU
o stirpi, e sono governati da un sardar o cadistretti
11

mettono foce nel lago di Scutari, bagnano la regione, nella quale secondo la natura de'Iuoghi più o meno fertili, si può dire che prosperano ci' ogni maniera di
granaglie:
la del
la

sono denominati kne-

zine e plemeua.

montenegrino

forte e

bello nella persona, è cortese verso lo straniero, che fida in lui, esupera gli altri popoli serbi in ospitalità; egli
si contenta bere acqua, pur-

coltivazione più estesa è quelgli

grano turco, vengono poi

eccel-

Vi sono molti pascoli, ed una considerabile quantità di bestie a corna ed a lana, che formano la ricchezza del paese, pel formaggio e pel gran numero di montoni che si
lenti frutti, l'orzo, l'avena, ec.

mangiar pane e
ché possa
sce,

aglio, e

offrire al

vino e acquavite.
lo spirito di

mina

suo ospite carne, peTra loro però vi dovendetta, che mantiene

crudeli nimicizie fra molte famiglie,

con

esportano.

Le

patate introdotte nel

i

780

sono

di grande utilità negli anni di cattivo raccolto, e si coltivano con assiduità. La forma del governo, già patriarcale, si avvicina molto a quello d'una repubblica con senato, che ha per capo ereditario un

grandissimo danno del paese. Onorano i loro capi e anziani, e ciecamente ubbidiscono alle leggi del paese, benché severe.
11

montenegrino non tiene

in

gran conto
le fa-

la

propria moglie; guai però a chi
!

cesse villania

Essendo tenuto atto

vile

principe col titolo di Vladika, eziandio

fare ingiuria al più debole, così le

donne
arri-

capo a un tempo religioso come un vescovo e civile. Ne! Montenegro conviene

girano senza tema di pericolo dappertutto,

anche quando

gli

uomini non

si

Montenegro proprio o Cernagora diviso nelle 4 Nahije o distretti o partimenti di Rattunska, Kietska, Zerdistinguere il

schiano uscir dalle abitazioni. Esse segui-

tano
za

i

guerrieri, munite di vettovaglie, fale ferite,

sciano
i

ed eccitano colla presen-

mnilska oCermnitschka,eLiessanska,con 56,ooo abitanti, i2,5oo de' quali guered in 4 Bercia ossiano distretti montaui che dopo ili 796 visiallearonoe unirieri;

alla

combattenti, spesso facendo tornar pugna fuggiaschi. Sane, robuste,ati

rono, cioè Bielopavlitska,

RowlzaMorade' quali guergli
si

tschka,Piperska o Pipper'^eKutschka con

5i, 000 abitanti,
rieri.
ti

1

2,200

portano acqua, legna anche gravi pesi, e persino aiutano gli uomini nella lavorazione de'campi. Il traffico dei montenegrini, essendo in quasi continua ostilità co'turchi, ha luogo coi
tive,fìlano, tessono,

e

Questi ultimi ossiano

alle

armi ordinariamente

per 100,

ma spesso visi
1

uomini atstimano 24 comprendono anessi
il

paesi lunghesso

le

spiagge dell'Adriatico,

Due sono

le

strade principali per andare

nelMontenegro,daCattaroedaiNiegutsch,

che
fìssi

i

giovani di

5 anni, avendo
per
le

di-

ma

ritto di portar lo schioppo.

Non avendo
diverse ad-

in vari luoghi

anco queste talmente erte e strette che un cavallo colla soma apvi

limiti nell'oriente,

pena

può

passare.

Le

altre vie, tranne

dizioni fatte e disfatte negli ultimi
pi,e per l'incostanzadi Pipperi e di
clika,

lem-

quelle de'piani di Bielopavlitska e Zeniz,

Kuts-

che

di

frequente prestano ubbidien-

za al pascià di Scutari, e tornali ai villaggi
si

sono meri sentieri serpeggianti fra dirupi, che assai difficilmente ponno esser valicati. I montenegrini portano il lungo fu1

professano di voti al senato montenegrie vogliono appartenergli, quindi de-

cile

albanese, sono ottimi bersaglieri

,

e

no

riva la discrepanza intorno alle cifre nu-

meriche delle popolazioni, che alcuni au-

vanno pure armati di pistole e di coltelli. Piicevute le armi nella fanciullezza, dopo gli esperimenti di cogliere nel segno,
portano per tutta lavila. 11 loro modo combattere è quello proprio delle guerriglie; profitlano cioè continuamente dei
le

mentano d'un
no
ti

terzo al riportato novero,

e gli atti alle armi a 3o,ooo, che restasoldati (ino all'età provetta.
I

di

distret-

si

dividono

in villaggio tribù,

contee

vaneggi de'loro luoghi

inaccessibili, coni-

scu
battono possibilmente coperti, assalgono

SCU
isolatamente trai monti. Morto
1 1

i33
l'

Vladi-

improvvisamente a colpo sicuro, quinsi dispeidouo, si ritirano, e non accettano inai battaglia campale, non podi

tendo sostituire

i

guerrieri perduti, sen-

ka Pietro Pelrovich I nel 8 8 a Njegus, dii8 anni arrivò alla sua dignità Pietro Pelrovich II, e cominciò la sua attività con una vittoria contro turchi. Abolì la
i

za gravi diminuzioni del
scritto de'cooi battenti.
te

numero circoCon leloroaccor-

carica di governatore, attese all'introdu-

zione della coltura presso
sani,

i

suoi

compaemiglio-

manovre, e coll'impeto d'un eroico coe fare prigioni parecchi

fondò

ii

senato e cooperò

al

l'aggio, riuscì loro di distruggere intere

ramento
cale.
Il

dell'

amministrazione interna
capo della famiglia; so-

armate turche
visiri, le

,

del paese; la domestica è affatto patriar-

cui teste

imbalsamate

si

serbano

padre è
le

il

ancora a Celligne capitale del Montenegro,

pra tulle
il

famiglie del

comune

esercita

come splendide memorie

di valorose

più vecchio del luogo
Il

l'ufficio di

giudigli af-

gesta degli avi, e quale incitamento ai nipoti,
chi.
li

ce.

più vecchio della tribù dirige

comechè implacabili nemici
enormi
il

de'tur-

Sogliono inoltre ne'più gravi pericofra le gole dei

molle tribù congiunte per parentela siscelgonoun principe. L'adunanfari di essa;

staccar de' massi

za di questi capi superiori decide
fari

gli af-

monti, Deputiti più acconci, e legarli con
vimini, che tagliano se
sa, e

importanti;

l'

Vladika forma

l'istani

nemico

vi

pas-

za suprema, nel quale e nei sacerdoti

siccome trascinano seco nel precipi-

montenegrini hanuo una cieca confidenza.

tarespaventevoli frane, ponno schiacciar-

L'VIadika esercita

il

potere spirituale
in

Per produrre simili sbranamenti montenegrini mettono in opera, dall'epoca dell' Vladika Pietro Pelrovich 1 un altro non meno terribile mezzo, ch'è quello delle mine. Sono memorabili le grandi mine disposte dal ricordalo Vladika contro l'armata del famoso Ali pascià di Jannina (f.). Un corpo montenegrino stava sulla sommità del monte; Ali die il segnale dell'assalto gevi interi battaglioni.
i

e

temporale in Cettigne e

Staynoyitcb,

luoghi di sua ordinaria residenza. Fuori
della guardia dell' Vladika forte di

3o uo-

,

mini, e d'una milizia di 4 2 ° uomini impiegati nel riscuoterei tributi nelleNahije, e nell'eseguire
gli

ordini del governo,
esercito stabile;

il

Montenegro non ha

ma

tutti gli uomini alti a combattere vengono chiamati alle armi nel dì del peri-

colo

:

i

nerale,
le

ma

le

spaventose detonazioni del-

lirica corrotta.

montenegriui parlano la lingua ilL' Vladika ha 4o,ooo fio-

sero
i

minepreparatedai montenegrini, sparil tenore tra gli ottomani. La terra, sassi balzavano e precipitavano copreninteri corpi nemici; le grida disperate
il

rini di rendita da'suoi beni;

3o,ooo an-

nui ne ha dalla Piussia, e partecipa d'u-

do

de'morenti estinguevano O
bante, ed
no.

coraggio DO

titu-

ognuno temeva di egual destiLe truppe nemiche si sbandarono;
i

na porzione della pesca nel lago di Scutaii,ed ha una parled'ogni preda nelleguerre de'ceinagori. Stefano Zernocvic detto il Nero, discendente dai conti di Dalsa signori di Scutari, e
de'contidi
to di

nascosti drappelli de' montenegrini sor-

tirono dalle loro imboscate, e profittando
del terrore generale, completarono la disfatta de'turchi in tutte le direzioni.

come vuoisi originari Beaux di Provenza, del segui* Carlo I re di Sicilia, nel 1426 fabal

bricò in cima a un moritela fortezza di

Una

Zabljaksul fiume Moracca,

confine del

armata dÌ70,ooo ottomani

pienamente battuta da qualche migliaio di montenegrini; 36,ooo vi perdettero la vita. Ah pascià non potò riunire il giorno dopo che
fu

lago di Scutari e con alcune torri, che per
essere tutta circondala dall'acqua,ed inol-

5ooo uomini;

il

resto fu disperso e ucciso

divenne d'una grande importanza strategica. Egli era signore di Montenegro e della Zela. Ivan
tre sui confini dell'Albania,

1

34

s e

u

scu
cacciato le qualità necessarie per gover-

o Giovanni di lui figlio colà risiedeva qual governatore anche del Montenegro, e nel 1478 porgendo aiuto alla repubblica di Venezia battè gli ottomani. Nel 480 essi si vendicarono e già padroni di Seti tari, pre1

nare con decoro e vantaggio del Montenegro. In tanto ilgiovaneDanilo appoggiato sopra un proclama di Nicolò I imperatore di Russia
,

che raccomandava
la
il

ai

sero perassaltoZabljak,manel
i

1

482

la ri1

montenegrini rispettar
funto e di considerare

volontà del denipote per

cuperò Ivan. Tornarono turchi nel 483

suo

ad assaltar

la

fortezza, ed allora Ivan chie-

cessore,ottenne l'intento, ricevendo a Cettigne l'omaggio di sudditanza, incominciando dal presidente del senato, ai i4 gennaio i852. Dipoi Danilo si portò in

se aiuto alla repubblica veneta,

mostranper

do quanto dovea
zia
si

soffrire dai turchi

aver stretta alleanza con essa.
scusò adducendo
la

Ma Venefatta

pace

con

Russia ad ossequiare in Pietroburgo Nicolò
I, il

BajazettelIa'i6gennaioi482. Il perchè Ivan abbandonò la fortezza in cui avea
pesta
la

quale secondando

il

suo desideeh' egli

rio e quel lo

de'montenegrini, ha permes
,

sua residenza, e

si

ritirò a Celli-

so
sia

mediante imperiale diploma

gue, sperando in quella vera egrande fortezza naturale meglio tutelarsi dal

signore del Montenegro col titolo di

domiri-

principe regnante del Montenegro, col distintivo di Altezza, in seguito ad

nio ottomano. Daquell'epocaZabljak

un ac-

Giorgio figlio d'Ivan recandosi nel i5i6a Venezia, lain potere de'turchi.

mase

sciò l'autori taci vi le a

Germano allora mee da quell'epoil

tropolita del

Montenegro,

ca l'autorità secolare e
stico

potere ecclesiastessa persona,

furono riuniti in una
si

vale a dire nell'VIadika. Dopo quell'epoca
di tanto in tanto

cordo delle rispettive potenze Austria e Russia. In questo modo dopo 332 anni nel .Montenegro fu ricostituita l'autorità principale nel rapportarci vile, poiché sino a Danilo nessun Vladika avea ancora ricevuto il titolo di principe regnante; e Giorgio Zernocvic, figlio di Giovanni e
nipote di Stefano Zernocvic, fu
si

rinnovarono

fatti di
1

come

dis-

armi, scorrerie e scaramucce. Nel

835

l'ultimo che avea esercitato

il

poterese-

essendo pascià di Scutari Affiz,i montenegrini rinnovarono unadelle solite poco

coIare,giacchè partito per Venezia nel sud-

detto anno,

lo lasciò al

capo della

religio-

durature tregue. Accorsero quindi ai bazar de'distretti del fiume Moracca, e inviarono
rio
il

ne Germano. Di più Danilo ottenne dall'imperatore la gran croce dell'ordine di
s.

bestiame

al

pascolo nel territo-

Stanislao, ed

anche

i

senatori che l'acfregiati di decora-

ottomano; ma furono traditi dai turchi che trucidarono montenegrini, ei loi

compagnarono furono

ro capi recisi inviarono a Scutari, traen-

do in loro potere 4°oo pecore. Arsero di sdegno montenegrini e giurarono vendetta, ed a'i5 marzo s'impossessarono di Zabljak accorse Affiz pascià con numerose truppe regolali e irregolari, onde montenegrini derubato quanto poterono
i
:

i

Questo aggiustamento di cose procura alla Russia un saldo appoggio sul mare Adriatico, e notisi può occultare che trovisi molto favorito ilsuo progetto d'avere un porto su quel la costa, come notai nel voi. LI X, p. 3 18, pai landò del dominio temporale accordato all' Vladika, e della speranza
zioni, e lutti ricolmati di cortesie.

l'abbandonarono. Morto l'VIadikaPietro Petrovich II, contro il nipote da lui designalo successore, Daniele

perciò concepita dalle razze slave sogget-

Danilo Pe-

tròvich JNjegus, insorse una di decenza col

turchi di emanciparsi, come fecero montenegrini un secolo addietro. Cosi Danilo riformò la costituzione del paese,
te ai
i

senato e
vich, che

il

suo presidente Pietro Petròsi

divise

i

poteri e toltosi perse

il

civile sot-

non

seppero risolvere a ricosi

to la tutela della Russia, lasciò

dipendere
I

noscerlo per capo, finché non

fosse prò-

l'episcopale dall'i avesti tura di Nicolò

au=

scu
tocrate della religione gì eco-russa,
le dicesi
il

SCU
qua-

i35

loro corrispondenza pe'sentieri lontani e

the da molti anni brama va qual-

che titolo per bilicare all' occorrenza la preponderanza inglese nell'Adriatico. La Turchia vide con pena l'ingrandimento del suo avversario Vladika, e guardò in cagnesco l'antico suo possedimento delMontenegio,
sia

incomodi della montagna. VolendoDani lodopo il ri torno daPietroburgo introdurre una piccola imposta generale in propor•

zionede'possedimenti,

Osman

fece dire
lui

a

que'di Pipperi che unendosi a

non

a-

v «ebbero pagato nulla,esarebberoin vece

per vendicarsi, sia per far cessi

sare l'influenza russa nel paese,e
se d'attendere alcun

propo-

provveduti del necessario. Alcuni si fecero persuadere, ed egli promise aiuto di

re

motivo per muovearmata contro montenegrini per reini

armi
tarli

sei' Vladika

avesse voluto assoggetia.

allasua signoi
tali

Conosciute dal prin-

tegrarsi de'suoi diritti. S'incominciò per-

tanto nel

1

852

niaci colle sue
di Scutari

stesso a dar brighe a'bostruppe capitanate dal visir

mene, uel novembre 1 852 radunati iooo uomini usci in campagna contro Pipperi, e ad impedire che turcipe Danilo
i

Omer

pascià, che alcuni chia-

chi potessero soccorrere la Nahija,

la tri-

mano
scià

croato, disertore austriaco e rine-

di Ceklin della

Nahija Kietschka fece
forte di Zabljak,

gato. Altri lo dicono figlio di

Soliman pa-

d'ini pulso

proprio una di versione a'2 3 noil

famigerato in Servia, clie dal suo paeBosnia era denomi-

vembre, sorprendendo
sì al

se nativo diSkoplie in

e se ne resero padroni, ricuperandosi co-

nato Skopliak, noto per le crudeltà commesse quando era visir diBelgrado, onde
forzò
i

Montenegro

:

inoltre a'

1

2 dicembre

vicino alla grande borgata di Podgorizza
si

serviani sotto Milosch nel

1

8 5 a
1

ribellarsi dai turchi, e

più tardi a scuo-

le

tere

il

giogo e farsi

liberi.

Sempre

i

pascià

la quamontenegrini, come trofei di vittoria inviaronoai loro villaggi alcune centinaia
i

venne a campale battaglia, per

con minoreo maggior successo intesero a seminar discordie tra'montenegrini per poi dominarli, maOsman in quedi Scutari

di teste de'turchi;

contribuirono

ai

van-

taggi de'montenegrinii rinforzi loro

man-

dati

da Pipperi ritornalo all'ubbidienza,

sto

superò

lutti,

giovandosi specialmente

del parlare la lingua serviana, e quindi
trattare e farsi intendere dai montenegrini

quindi seguì una tregua. In tal modocominciò l'ultima guerra tra le due parli,
inasprita dalle precedenti scaramucce e

senza interprete, e profittando delle ca-

da' rapinati greggi per opera de' turchi,
nelle diverse lotte.

restie e altre circostanze,

con

far loro pro-

La

sollevazione del

messe e doni come a quei delle Nahije di Piperi e diCermnitschka; laonde colle sue
corruzioni
se
ti

Montenegro fortemente preoccupò la Porta ottomana, misurandone le conseguenze,
la

si

acquistò partigiani in di versi

per

lo

sviluppo che avrebbe prodotto
il

ibù,assicurandoli che
il

sarebbero tro-

guerra tra

pascià di Scutari e

vati meglio sotto

suo governo, e disto-

tenegrini, e già

mondopo l'ultimo assoggettai

Ne furono conseguenza alcuni parziali combattimenti, interrotti da tregue opaci,l'impensata occupazione per parte del pascià dell'isole montenegrine di LessendraeBragliendoli da quello dell' Vladika.

mento
pascià

della Bosnia e dell'Erzegovina, o-

perato dal celebre
,

Omer

serraschiere e
essi al-

avea pensato di far con

trettanto,
e a fronte

come

pericolosi viciui.

Quindi

Dima,

al

confine nord-ovest del lago di

che Danilo per consiglio d'una gran potenza a' 2 5 dicembre facesse
e ritirare la guarnila

Scutari, con sensibile

danno de'montene-

sgombrare Zabljak

grini per la pesca e per la perdita delle

gione ne'propri confini (altre relazioni
dissero riconquistata da'turchi),
la
il

comunicazioni per acqua colleNahijeCer-

Porta
blocco
lì-

mnitschka e

altre situate al nord-est, per

ottomana ordinò
alle coste

alla

sua flotta

cui in seguilo

poterono soltanto aver tra

che

si

estendono da Ulcinia

i36 no
ni

SCU
l'invio di vettovaglie e
al

SCU
peggio e versarono a
rivi

all'estremità della frontiera turca, per

il

loro sangue

:

impedir

mimi zio-

distrusseroovunquechieseeconvenli, forfilandosi perciò sèmpre
di nemici Ira
i

da guerra, e

detto

Omer

pascià gè-

neralissimodellaRomeliadi piombaresul Montenegro con 4°}° 00 uomini, e cir-

cristiani.

maggior numero Anche le truppe

guidate da

Osman

pascià di Sentati sof-

condando
poi
si

tutto

il

paese, soggiogarlo con
alla testa

frirono gravi perdite,egli pureinulihnente intento a soggiogar gl'invincibili

4 corpi d'armata con

Omer, che

mon-

composero in tutti di 20 a 3o,ooo uomini venne poi fornito d'imponente artiglieria, la fpiale non veniva gran fatto
:

tenegrini,checon terribile guerra formail nemico, con disperato valore e per vendicare patiti danni, laonde ben di frequente man-

ledi guerriglie vollero stancar

i

impiegala nelle guerre antiche col
lenegro. Pare che in processo di
1'

Mon-

armata giungesse
i

a

tempo 60,000 uomini,
si

darono
esposti
i

teste

turche a Celligne. Intanto

confinanti sudditi austriaci alle

Dall'altra paile

montenegrini

propole

conseguenze della vicina guerra, riappevalore d'Austria inviò a Costantinopoli
il

sero di cacciare

i

turchi da tutte

posi-

zioniche potrebbero metterli

in pericolo,

tenente maresciallo qonte di Leiningen,

e presero arditamente l'offensiva,

onde

anche per vedere guerreggiare

co' turchi

non

esser attaccati nel proprio paese, ani

parecchi coraggiosi drappelli di magiari
e slavi ch'ebbero molta parte nell'insur-

che per deludere
istaccar da loro
i

tentativi de' turchi per
distretti dell'alio

paese

rezione ungherese, quasi
disperati.
I

tutti

venturieri

e

la valle

principale diesi prolunga mol1

turchi certamente sovrastai

to addentro alla regione.

montenegrini
o

impegnarono una
le,

lotta di vita

e le popolazioni cristiane in

moruno alle
di

rono per numero, ma montenegrini con indomabile valore, colla strategia e colle
astuzie riportarono

non pochi vantaggi,
il

razzeslavedelle provincie lurche,dal ino-

mozzarono
li

testee conquistarono bottino:

\imento del Montenegro concepirono speranza di sottrarsi quanto piiaia alla dominazione ottomana. Nel gennaio 8 53 Omer pascià incominciò da 3 puuti l'attaccoconlto il Montenegro, militandoal1

rese più arditi la positura de'luoghi,

dilemma di vincere o morire,
Russia;
di
a

e lasperan-

za d'essere soccorsi dall'Austria e dalla
la
1
.

potenza solo

mandò migliaia
guarentire
le

militari ai confini per

la testa

de'montenegrini

il

principe

Da-

frontiere, ricevendo la direzione superio-

n ilo-, essendosi le tribù unite in massa per combattere con fraterna concordia per le
rupi native, che disfidarono per 4secoli
le

re di tal corpo d'osservazione

il 3

bano

di

Croazia
corpi di

il

prode Jellacich la 1. spedi due truppe alle proprie frontiere per
:

tempeste mussulmane. A' 5 comanda1

stare alla vedetta.

Lord Heiting

si

recò

dati dal principeDanilo,

avendoa fronte
i

a Scutari per informarsi sullo stato della

Omer

pascià,

i

montenegrini fugarono

guerra; ed

a'

1

4 gennaio coi

piccoli cani

turchi,gli tolsero! 7 bandiere, fra cui

una
1

noni portati sul dorso de' muli,

turchi

diquellcdiMaomelto,e portarono via3 7
teste turche, per

riportarono vittoria a Mattinici).

Fu

cu-

ognuna

delle quali

il

go-

ra principale de'montenegrini d'impedir

vernodi Moiitenegrosuol pagareduezecenità di premio: presero pure

l'unione de'due corpi d'esercito del serraschiere

80 carichi

di

Omer pascià, e di Osman

pascià
slata

polvere, molle armi, Go cavalli bardati e grosso bottino. La lotta perciò divenne
vieppiù accanita e tremenda, quindi
fu-

di Sentati, altrimenti

non sarebbe

tanto

dillicile
la

un'invasione del paese: Osua residenza a Podgorizza,
il

nier fermò

rono dai turchi desolali molti disti elti,occupate le Nahije della pianura, e bruciale

ed
ni,

Osman secondo
la

consueto di suacru-

deità, ordinò

distruzione delleabitaziodi vecchi, fanciulli e

molte case;

ma sempre

essi

ebbero

la

ed

il

massacro

SCU
donne.
Il

SCU
le fale

i3 7
11

principe Danilo soccorse

tinaia di morti e feriti.
lo

principe Dani-

miglie fuggiasche restate senza casa, e
parti internedel

mandò

poi a

Pietroburgo due monte-

nodi

tali

Montenegrosi riempiròsventurati. A'iG febbraio morii

negrini, per perfezionarsi in quelle scuole

superiori militari, in lungo vestito bianco, stretto

tenegrini riportarono altra vittoria

,

co-

da cintura rossa

e col fez in ca-

mandati da Giorgio Petrovich
tre tra gli

zio del

po,avendol'aspeltomaestososiinile aisacerdoti egizi.
i i

principee vice-presideutedelseualo;meo-

Il

principe Danilo distribuì

ottomani per l'intemperie dei tempi e penuria de' viveri, grande fu il malcontento e disagi sofferti. Finalmente
i

7 medaglie d'argento,54medaglied'o-

10, e

89

croci d'

lui istituito,

un ordine equestre da onde premiare più merii

ilcoutediLeiuingena Costantinopoli, perorando pei montenegrini e pei cristiani
dell'impero ottomano, compose
le

tevoli e valorosi guerrieri

che

si

dislinse-

10 durante

gravi

guerra di 4 mesi control turchi. Inoltre dispensò denaro e frumeula

verteuze e die fine alla sanguinosa guer-

lo alle famiglie

che soffrirono danno dai

ra.Nel Montenegro fu ristabilito in tutto lo status quo ante belluin, ed il paese
doversi evacuar dalle truppe ottomane;

turchi. Nell'agosto

Russia Nicolò

I

853 mandò
1

l'imperatore di
a sua altezza
il

principe Danilo sovrano del Muntene*
grò, il cordone dell'ordine di s. Anna, Dirò per ultimo di Celtigna o Cediglie, capitale del Montenegro, la quale è una piccola città che surge in mezzu ad una
valle ridente e popolarissima, sulla riva
sinistra d'

venne assicuralo un trattamento più uuiano
ai

rajah confinatili colle provincie
si

austriache, e

conclusero cun vantaggio

dell'Austria altre pendenze.
nel

Fu

ordinato

marzui853 ad Ouier

di ritirarsi cui

suo esercito tranquillamente dal Montenegro, cos'i agli altri corpi militari. Già*
te
il

un piccolo fiume, che

a poca
,

distanza

si

congùmge

al

Rieocernovich

Montenegro
il

all'

Austria per

la

sua
il

efficace e benefica mediazione,

ordinò

distante 7 leghe da Cattavo, più eli 1 3 da Sculari e più di 19 da Raglisi. Vi è un

governo

canto del Te Deuiii in tutte

le

chiese, e dimostraziuui di gratitudine al-

l'imperatore Francesco Giuseppe. Dipoi
il

pi incipe

Dando

si

recò a Vienna a rinla ri-

graziarl 'imperatore,eda presentare

conuscenzaela gioia de'montenegrini.Pare che nel

cunventu o edilizio di mediocre grandezza, che rassomiglia ad un piccolo forte, e nel quale risiede V Vladika, principe, capo del governo e della religione greeorussa. In Cettigna vi sono 4 pezzi d' artiglieria, il suo complesso ricorda la seniplicità degli antichi suoi capi e de'
li

Montenegro risiederanno àus
gendarmeria
le
:

popòespo-

consoli, di Austria e di Russia, e che sarà
istituita la
ti

pastori.

Tra
si

le teste

de'lurchi

ivi

la Puissia infat-

sle a trofeo de'trionfi riportati

nominò per cousole
e nella

il

colonnello

Koresi-

tenegrini,

da'monvede quella imbalsamata di
1

Walewski, noto per

sue missioni nel
perdite de'lurchi

Mahuiud
3

pascià, disgraziato condottiero

Montenegro
denza
si

Turchia, con

delIa2. spedizionedel

79(3controilMondel
di
1

in Celtigoe.

Le

tenegro.

Ma
i

Iristeèla

memoria
Il

un colunnellu, tre liimbasci, un agà, due cannoni, 8 o più
feceru ascendere ad

quando

turchi passarono a

fil

7 1 4, spada
r

tutti gli abitanti di Cettigne.

Montene.)

bandiere,

900

prigionieri,

4^00

morti,

gro,tolligliavanzideH'auticaD/oc/c(7(/
e le

4ooo

tra feriti e malati, e

piastre spesi per la

3j milioni di guerra. Il Montenegro
siti

immense

giogaie che lo circondano e

solo guadagnò, ultre in consolidare la sua

indipeudetiza,lrannei
il

devastati presso
fiorini

corrono per ogni dove a guisa di ciclopiche muraglie, poco o nulla presenta alla curiosità de' viaggiatori; laonde ripe-

lago di Scutari,

un 100,000

per

le

spese di guerra, ed ebbero alcune ceti-

sebbene propinquo a nazioni colte e pocu discuste da noi, se ne ha minor co»
to,

i38
gnizione che di
parti.

SE

SEB
ili

altri paesi

remotissime

conosciuto è Meruzane,
nigio d'Alessandria
la

al

quale

s.

Dio-

sci isse
i

una

lettera suls.

SEBASTE. V. Samaria. SEBASTE. Sede a tei vescovile dell' A rmenia della /provincia ecclesiaslica,neli

penitenza contro
si

novaziani;

Biagio

martire, di cui

celebra

la festa

a'3 feb-

braio, che ottenne la

palma

del martirio

l'esarcato di Ponto, già città distinta par-

nella persecuzione di Diocleziano; Eusta-

ticolarmente sotto l'impero di Giustinia-

no

I,

il

quale

vi fece

eseguire grandiose

chio che fu deposto uel concilio di Mitilene o di Cesarea verso il 3 37 pe'suoi errori; Pietro fratello di
s.

Avendo tal principe diviso le Armenie in 4 provincie, Sebaste fu la capitale dell' Armenia 2. dichiarando però che una tale distinzione non ca inizerebbe
riparazioni.
a
,

Basilio edis.

Gre-

gorio Nisseno, nominato in luogo d'Eustachio, e nel
cilio
il

l'ordine delle provincie ecclesiastiche.

Ec-

38o intervenne ali. congenerale di Costantinopoli, e di cui martirologio fa menzione a' g gennaOriens christ.
1. 1,

co

la

ragione per cui Sebaste è chiamata
a

io.

p.

metropoli dell'Armenia

t.

negli atti del

civescovile di Sebaste pegli
stituita nella provincia

420. La sede ararmeni fu i-

concilio di Caleedonia ed altrove, e

semdel

omonima, nell'Ar-

plicemente dell'Armenia 2. negli
concilio di Trullo.

a

atti

Questa

città è l'antica

Cabria, famosa per
date, e

la vittoria

ne'suoi din-

torni riportata da Lucullo contro Millipei"

un ostinato assedio che sosteni

ne contro
tardi fu

romani; prese poi

il

nome

di

Sebaste ad onore d'Augusto, quindi più

denominata Sii>as ed è città delTurchia asiatica, capoluogo del pascialalico del suo nome è granile e difesa da due forti, ma non vi si vedono più letrac)

la

:

cedel palazzo di Mitridate.
tro di celebri

Fu

inoltre teaI

pugne

:

Bajazelte

impecit-

ratore ile'turchi s'impadronì di questa
tà nel
i

menia minore, con residenza nel monastero di Surb-Uscan o s.Croce,nel patriarcato d'Ezmiazin :ebbe a sulfraganei vescovi d'Azptiuravancb, monastero presso Sebaste; Anclreasich vicino pure a Sebaste, con residenza nel monastero di SurbAstuasasin della MadrediDio;ediSurbKresctacapet o s. Arcangelo , monastero presso Sebaste. CosìCommanville, ma nelY Oriens chr. 1. p. 434 s legge, che dei vescovi armeni di Sebaste, e dipendenti dal cattolico d'Armenia, si conosce il solo Stefano che sottoscrisse il concilio di Sis nel 307. La sede vescovile pe'latini risai
1 ,
1
>

1

3g4, e restò quindi sotto il dominio de' maomettani. Tamerlano ficendo
prigione quel sultano, la prese pochi anni
lia

le al principio del secolo

1

3.° sotto

il

pa-

triarcatodi Costantinopoli, ed ili. "suo ve-

scovo vivea neh 2 io,

ma

se

ne ignora

il

dopo neli4oo
il

e la saccheggiò, uè più

potuto risorgere dopo tanta calamità.

Sebaste ricevè

lume

della fede al

tempo

degli apostoli, e molti martiri vi sparsero
il

loro sangue per

Gesù

Cristo,

regnando

gl'imperatori Diocleziano, Massimiano e

nome. Ne fu rouo successori E vera rdo francescano nominato nel 1 4-12 da Giovanni XXIII ; Giovanni pur francescano del Oriens 1 4^ 5,come lo fu Paolo del 1 42 8,ec. chr. t. 3, p. 1070 e 139. Sebaste o Sivas ha vicino un celebre monastero armeno,
1

modo detto a Martiri di SeEbbe Sebaste diversi vescovi greci, armeni e latini. La sede vescovile de'greLicinio, al

8 famiglie cattoliche e manca

di chiesa,

baste.

onde

il

missionario celebra nella propria

abitazione. Sebaste, Sebaslen, è altresì
titolo arcivescovile in

un

ci fu istituita

nel 3.° secolo, uel 5.° diveni

parlibusche confetitoli

ne esarcato dell'Armenia i/, nel
Eracleopoli o Pedactoe,

3.° ar-

risce la
vili

s.

Sede, coi sottoposti

vesco-

civescovile, con 7 vescovi suffraga nei, cioè

di Nicopoli, Salala e Sebastopoli.
r

Lo

Khenum,

Colo-

fu mg.

Matteo Delgado,
r
.)

e per sua trail

nea, Sebastopoli poi arcivescovo, NicopOli,

slazione a Pace, restato vacante

titolo,

Satala,e Uerissa. III. de* vescovi greci

da Pmcrolo (F

a'3 luglio

1

8 48

vi

fu tra

-

SEB
sferilo
T mg. Charvaz, promosso poi

SEB
alla
te dì

i3(j
il

Rocco Giuseppe Caipena,

metropolitana

di

Genova 3*27 settembre

Pio

1

K a'3o

settembre

1

85o

lo

die

Papa r a ma. o
que-

i852.

Stanislao

De Kowski

di

Cuhna,

e di

SEDASTE
caziana sotto

o

SEBASTEA
di

o

SEBA-

sta

sede facendolo sulfraganeo.

STIA. Sede arcivescovile della Frìgia Pala

SEBASTI A. Sede

vescovile d'Isauria,

metropoli

Laodicea,e-

sotto la metropoli di Seleucia, eretta nel

retta nel secolo

vescovi; cioè
concilio di

V, di cai si conoscono 7 Modesto che sottoscrisse il
al
i

V

secolo,

chiamata pure Jtiliosebasle e

Helioscbaste.

Ne
la

fu

vescovo Sebastiano,

Calcedcnia,Anatoliochefu

che sottoscrisse
sa uria
all'i

lettera del concilio d'I-

5.°generale, Platone sottoscrisse
di

canoni

m pera toreLeone, relativa mendi
s.
t.

Indio, Leone trovossi al 7. ° concilio generale, Eutimio all'8.°, Costantino al concilio tenuto pel ristabilimento di Fozio, Teodoro, ec. Oriens chr. t.i, p. 8o5. Attualmente Sebaste,.5e&fls/e«,èun titolo vescovile in partibus, sotto
il

te all'assassinio

dria. Oriens chr.

2, p.
(s.),

Pioterò d'Alessauio3o.
martire. Nato a
a

SEBASTIANO

Narbona nelle Gallio, ed allevato lano, donde la sua famiglia traeva

Mi-

origi-

titolo ar-

civescovile di Laodicea, e ne fu insignito

ne, si dimostrò fino dalla sua giovinezza, caldo seguace di Gesù Cristo. Quantun-

mg.'PierCrisologoBaselti, confessore della

que non
rotassi
110,

si

sentisseportato per
si

la profes-

M. Antonia Giuseppa di Borbone Orsolina, de'duchi di Parma.
principessa

a

sione delle armi,

SEBASTE o SE VESTA. Sede vesco^ ile

ed arnell'armata dell'impera toreCariverso l'anno 2 83,colla mira di poter
i

recò a

Roma

della Ciliciai.

3

nel patriarcato

d'An-

assisterei confessori ed

martiri ne'loro
stati

tiochia, sotto la metropoli di Tarso,eretta nel

patimenti. Infatti essendo
nati a
lino,

condan-

IVsecoIo, non situata nell'isola d'E-

leusa,

come

città

marittima già

di vasto

morte per la fede Marco e Marcelegli con un discorso pieno di fuoco
il

circuito dell'Asia minore,

come

scrissero

ravvivò

loro coraggio, che per

le

la-

alcuni, ma fu dettaEleusi

la città e

un tem-

grime de'loro parenti ed amici sembrava
vacillare. Avendo col segno della croce ridonato l'uso della favella a Zoe, moglie di Nicostrato ch'era r ."scrivano della pre-

po isola, che dipoi per tempesta di mare divenne penisola con istmo di 100 passi,
scovi

avendoduepoco sicuri porti. Ebbe a veMinodoro che assistè al concilio di
Tarso,
in cui fu ratificata la

pace tra Ci-

rillo

d'Alessandria e Giovanni d' Antio-

fettura, ottenne la conversione della medesima e di suo marito, la quale fu seguita da quella dei parenti di Marco eMarcellino, del carceriere
e di
1

chia; Alessandro ritrattò nel concilio di

nomato Claudio,

Calcedonia, ciò che a vea approvato nel 2.
concilio d'Efeso; Anatolio sottoscrisse al 5.° concilio generale. Oriens chr. t. 2, p.

878.

Il

Terzi, Siria sacra, p. 88, dice che

6 altre persone. Risanò pure e battezzò Cromazio prefetto di Roma, unitamente al di lui figlio Tiburzio per cui il prefetto ordinò che fossero lasciati in
,

fu già città realeechiamata /4ngusla,óon~ de corrottamente si disse Sevesta, dalla

libertà
ti,

i

prigionieri di recente convertii

voce greca Sevasinios o adorabile, pel culto particolare

che

si

rendeva a Cerere
di

:

suoi schiavi e depoSuccesso Diocleziano all'impero, fu Sebastiano fatto capitano d'una
se la carica.

e dipoi affrancò

che fu unita
i

al

regno

Comagene

verso

compagnia
in seguito

tempi di Vespasiano imperatore, ed Antioco IV s'intitolò re di Sebaste. Al pre-

della guardia pretoriana; ma informato l'imperatore ch'egli

era cristiano, lo fece condurre al suo co-

sente Sebaste, Sebaslen, è

un

titolo vesco-

spetto, e rimproveratagli

la

sua prelesa

vile in partibus, del simile

arcivescovato

ingratitudine, Io diede in balia di alcuni
arcieri di

di

Tarso, che conferisce il Papa. Permor-

Mauritania

,

che dupo averlo

140

SEB
mordiare
la

SEB
la filosofia, la

trafitto confreccie Io lasciarono per

teologia,

i

canoni e

to sul luogo, l'ero Irene vedova del santo

sagra Scrittura nel conveulodel suo orsi

martire Castolo, venuta per seppellirlo,
Io

dine a Padova, ed ordinato sacerdote,

trovò ancor vivo,

quando

lo fece por-

dedicò

al

ministero della divina parola,

tare segretamente in sua casa, ove in po-

prima

a

Padova, poi a Venezia, a Verod'Italia,

co tempo

si

riebbe dalle sue

ferite.

Allora
si

na, a Brescia, a Piacenza, a Bologna e in

Sebastiano, invece di nascondersi,
giustizia del suo astio contro
il

prel'in-

molte altre città
di lui zelo,

si

operando ovunconversioni.
la salute
Il

sentò all'imperatore, egli dimostrò
i

que un gran numero
de'popoli,

di

cristiani;

ardente per

eterna

perchè Diocleziano

Io fece di

nuovo

pi-

mostrò particolarmente acguasto del se-

condurre nel circo o ippodromo attinente al suo palazzo, dove fu fatto morire a colpi di bastone, poi gittato nella grande cloaca ch'era in fondo al circo.
gliare, e

ceso della riforma de'suoi confratelli, fra
alcuni conventi de'quali
il

colo avea recalo della rilassatezza nella re-

golare disciplina. Rigido osservatore della regola, egli
viriti

Sembra che

s.

Sebastiano ricevesse

la

co-

aveva tulle

le

qualità e le

rona del martirio ai ino 20 gennaio del 288. La sua festa si celebra nell'ultimo di delti giorni, ed è stato sempre onorato

convenienti a quest'oggetto, e riusuoi santi imprendidifficile

scì infalli assai ne'

menti, poiché era troppo

non

ceal-

come uno

dei più illustri martiri della
Il

dere se non

all'efficacia del

suo dire,

chiesa d'occidente.

suo corpo, cavato

meno

alla forza de'suoi

luminosi esempi,

dalla cloaca in cui era stato gittato, fu
seppellito sull'ingresso d'un cimitero sot-

che sempre precedevano le sue parole. Egli occupò varie volte in molti conventi
del suo ordine
il

terraneo, che aulicamente era quello di

posto di priore.
la

Fu

vi-

ebbe poi il nome di Catacombe di s. Sebastiano (Fy .), ovefueretta una chiesa in suo onore, la quale è una delle Sette basiliche che si visitano per divozione in Roma. Intorno questa chiesa veCalisto, ed

cario generale di tutta
di

congregazione

Lombardia dal 1481 al i483, e di nuovo neli4cp ei4q6, convocando ogni annoi! capitolo provinciale, e visitando pure

annualmente

tulli

i

conventi aggregati

XI II, p. 34- La Pestilenza (F.) che afflisse Roma nel 680, cessò dopo l'erezione d' un altare in suo onore, onde
dasi
il

voi.

a quella congregazione.

priorato temilo nel
s.

il suo convento di Maria delle Grazie a Milano, deliberò
1

Durante
nel

480

fu preso

tro

i

con successo per protettore concontagi, anche da altre città, come
(beato),
il

di fabbricare in sito più

adatto un'altra
a quella
di ter-

chiesa con
e
i

un

ospizio, affine di poter egli
utili

dichiarai in tale articolo.

suoi fratelli riuscire più

SEBASTIANO MAGGI
in Brescia

da

città.

Comperato quindi uno spazio
1

Brescia,domenicano. Nacque circa
miglia, e
gli

14 '4

da Falco Maggi fu imposto il

di patrizia fa-

reno bastevole, pose in quello stesso ana no la pietra del magnifico tempio det.

nome

di Sal-

to la

Rosa; e furono

generose

le ele-

vatico. Sortita un'indole dolcissima, di-

mostrò di buon'ora la sua pietà, ed in età dii5 anni vestì in patria l'abito di s. Domenico, facendo poscia la sua professione, nella quale

mosine offerte dai cittadini pel proseguimento della fabbrica, che in pochi anni fu condotta al suo compimento. Nel 1496,
essendo per
a

la 2.

volta vicario generale,
in

mutò

il

nome

di Sai-

dopo aver tenuto

Verona

il

capitolo

valico in quello di Sebastiano. Si rese ben
tosto chiarissimo
confratelli, e

provinciale, tuttoché fosse più che ottua-

esempio

di virtù a'suoi

genario ed indebolito dalle continue
tiche,

fa-

parvequasi al suo primo ingresso nel chiostro aver toccalo l'apice
della perfezione, Datosi con fervore a stu-

ferta

non che da una gl'ave infermità sofin quel tempo, volle tuttavia intrala visita

prendere

de'con venti della con-

SEB
gregazione di Lombardia. Giunto finala Genova, inferma vieppiù gravemente, e dopo due mesi circa spirò nella pace del Signore \erso la fine di agosto, o sul principio di settembre di quel-

SEB
gli esercizi di pietà.

141

dolce verso tulli, caritatevole co'poveri,

mente

fervoroso nelle pratiche di religione e neIn età di

nunzio danza,

alle
le

ricchezze

70 anni ritheavea in abbon-

distribuì tra'fedeli, ed essendo

l'anno, nel convento dell'ordine detto di
s.

già rimasto vedovo, entrò in un convento
di francescani dellastrelta osservanza, do-

Maria

di Castello, in età di forse

82 an-

ni.

Iddio diede chiare testimonianze della

ve obbliando ciòchea vea lasciato nel
do, fece professione

monD'al-

sua santità co' molti e cospicui miracoli

come fra te

laico.

che si operarono alla sua tomba, e col perpetuo miracolo per cui il di lui corpo
si

lora innanzi persistette nella pratica in-

variabile d'una penitenza meravigliosa e
di

conserva tuttavia incorrotto
s.

in

detta

ogni virtù, fino all'età di

98

anni, in

chiesa di

Maria

di Castello, ov'è

vene-

cui

compì

la

santa sua vita, passando a

rato con singolare divozione.

La sua meeonorata in
li

moria divenne
molte

tosto preziosa

città d'I lalia,e Papa
1

ClementeXl

con suo decreto de' 5 aprilei 760 ne ap-

godere l'eterna gloria a' i5 di febbraio del 1600. Fu beatificato da Pio VI li ia settembre! 786 il breve di sua beatificazione parla dei doni soprannaturali che
:

provò

il culto immemorabile, e a' 16 dicembre dello slesso anno concesse a tutto l'ordine di s.Domenico di celebrarne l'of-

gli

furono concessi, edi parecchi miracoli

operati in

tempo

di sua vita,

ed ottenuti

poscia per la sua intercessione.

ficio e la

messa,

il

quale privilegio ven-

SEBASTI ANO, CW/We. Prete cardinale della Chiesa di
s.
I

ne

ad istanza del capitolo di Brescia, esteso a questa diocesi da Pio\ 1 nel 783. SEBASTIANO di Apparizio (beato).
poi,
1

Nicomede
nel

{/.),

viveva sotto

s.

Gelasio

4o4-

SEDASTI ANO, Cardinale. Uomo dottissimo per l'eminente suo sapere esperienza negli affari, da

Nacque

a

Gudina

nel regno di Galizia, in
di

Jspagna, neli5o2, di Giovanni
rizio agricoltore, e di

Appai

Papa
di

Vigilio del 5.^o

Teresa. Passò

suoi

fu crealo diacono cardinale, espedito Bèlla

somma

da una Salamanca, visse per qualche tempo quasi nel medesimo stato adempiendo esattamente tutti suoi doveri, e consegnando tutti
primi anni nella
fatica, santificala

Dalmazia inqualità
provincia

economo

e cu-

pietà, e recatosi poscia a

ratore del patrimonio che godeva in quella
la chiesa romana, dove per due anni adempì con esattez-

,

Io spazio di

i

i

za l'ufficio di fedele e incorrotto ministro
della
s.

suoi risparmi a'di lui poveri genitori. Partitosi

Sede, occupandosi nell'esigère
ivi

le

ni

da colà, per evitare delle tentazioa cui si trovava esposto, si portò a s.
di
,

rendite che
lilana avea

e nella provincia Preva-

la stessa chiesa.

Sedotto pe-

Lucar

Berrameda nelle vicinanze di Cadice, e dopo avervi dimorato parecchi anni, s'imbarcò per la nuova Spagna, ove
giunse

rò dalla passione dell'oro e dell'argento, cominciò in Salona con grave vilipendio
del proprio carattere a intrigarsi in negozi

neh 533.

Becatosi poscia
le

al

Mes-

secolareschi e in contratti

illeciti

e vie-

sico,

pose a profitto

sue cognizioni in

agricoltura, ed acquistò delle ricchezze.
Si dedicò quindi al
scì,

ma temendo
le

le
i

dinario cagionano

commercio, e vi riutentazioni che d'orbeni terreni, abbane ripigliò le

donò

imprese commerciali,

fatiche dell'agricoltura.
volte, e in questi

Menò moglie

tre

non senza taccia di simonia, ma ripreso acremente da Papa Vigilio cambiò condotta. Accompagna lo poi da alcuni vescovi si recò a inconlrarloallorchè andava nel 5^6 iu Costantinopoli^ da esso fu di nuovo rimandalo in Dalmazia, dondesenza saputa delPapa ancor
tali

dai canoni,

matrimoni, col consen-

egli

si

trasferì in Costantinopoli, e Vigi-

so della sposa, ossei vola continenza.

Era

lio lo accolse e

ritenne benignamente per

i/p
giovarsi
ili

SEB
sua
valorosa opera. Istigato
reca meridionale,

SEB
capoluogo
di provincia

dagli africani a motivo de' Tre Capìtoli,
il

e di distretto, a
res,

4^0

leghe da Buenos
s.

cardinale pure

si

ribellò al Pontefice,
i

870 da Lima, eiooo da

AyFede di

e con lui eziandio] suddiaconi,
ri

difenso-

Bogota, sulla sponda occidentale della baia

romana, nella «piale si accese il fuoco d'un orribile scisma. Non potendo Vigilio piùa lungodised
i

notai

i

della chiesa

del suo
si

de
le

contempla

nome, in amena pianura edonil magnifico mare Ocea-

no. Sededell'imperatore deIBrasilee del-

simulare tale scandalo, a fine di recarvi

qualche rimedio, escluse Sebastiano ed
i

suoi partigiani dall'ecclesiastica
Io

comu-

nione, e

spogliò della dignità cardinale

prime autorità del governo, non che corpo diplomatico, occupa la parte nord-est d'una lingua di terra della forma d'un quadridel nunzio apostolico e del

lizia, alla

quale dipoi per

vive istanze

latero irregolare, che

si

attiene al conticui estremità o-

umiliate da alcuni vescovi venne da Vigilio restituito.

nente verso
i

il

sud, e

la

Ravvedutosi del commes-

ientale viene determinata dalla

punta do

so fallo, meritò di essere fatto apocrisario della chiesa

Calabuco, e l'estremità settentrionale da
quella

romana

alla corte di

Co-

d'Armazen do
l'isolelta

Sai, in faccia alla

stantinopoli, con
fede; poiché
il

sommo vantaggio

della

quale sorge

das Cobras
i

fortifi-

cardinale con Dacio vesco-

cata e dovesi tengono chiusi
ti; la

delinquen-

vo di Milano

si

a ll'impera toreGi usti nia noi

oppose qual valido muro per a ver pubde'Tre Capitoli,

porzione più antica e più considela baia,

rabile della citlà è fabbricata tra questi

blicato l'editto in favore

due punti lunghesso

ed ha

la foril

contro
to

mente del Papa, al quale editpaite di buona voglia, parte costretti
la

ma

d'un parallelogrammo. Trovasi

ter-

reno quasi dappertutto basso
to da paludi che
si

e circonda-

dalla forza, consentirono e sottoscrissero

tenta di far sparire

molti vescovi d'oriente, allegando per loro difesa di esservi
stati indotti

per vio-

lenza del vescovo di Costantinopoli. Pa-

che Sebastiano fu incori ispondenza con Ferrando diacono di Carlagineescismatico; ma Ciacconio riferisce tale aderenza piuttosto al cardinal Anatolazzi dice
lio,

anche per rimuovere un puzzo insopportabile. Verso l'estremità nord sorgono 6 colline cosi vicineal mare che appena lasciano spazio sufficiente per la strada pubblica, mentre al sud e all'est viene la città dominala dalle alture del Corcovado.
E" quest'antica parte della città traversata da 8 vie parallele dritte e strette; una gran piazza, chiamata il Campo di s. An-

ch'ebbe a consultarlo
le

in

punti gravis-

simi, e tra

altre ricevè in risposta

una

lunga

lettera,

pubblicata con alcuni opuAchil-

nasa di vide dalla

città novella,costruita in

scoli del

medesimo dal portoghese
da
s.

le Stazio. 11

cardinal Sebastiano richiama-

gran parte dopo l'emigrazione del 1808, e le cui vie sono più ampie, ma le case poco differiscono da quelle della vecchia
tà.

to in

Roma

Bonifacio IV,

ivi

morì

cit-

nel

Go8

circa,

con più di 60 anni d'età,
Prete del

secondo Cardella.

te

La nuovacittà legasi mediante il pons. Diego gettato sopra un piccolo bracdi

SEBASTIANO, Cardinale.
titolo di
s.

cio d'acqua salsa, col quartiere o sobbor-

al concilio

IX nel Benigno di Frultuaria.
to

Clemente, si Uova sottoscritto romano celebralo da Benedet1087 a favore dell'abbate di s.

go

Mata

Porcos, dietro

al

quale sorge
la

sopra un'eminenza del Corcovado
e pittoresca chiesa di
s.

bella

SEBASTI ANO (s.) nel Brasile o Rio
Janeiro
vii).
(s.

Maria daGloriaodi Nostra Signora, che forma un punto di vista sorprendente e domina la parte meridionale della
città.

Sebastiani elFlnminis Janna-

Al nord-ovest è

il

gran

Città

con residenza vescovile, capita-

le

dell'impero del Brasile^.) nell'Acne-

sobborgo di Catumbijcheconduce al gran palazzo imperiale di s. Chrisloval grup:

SEB
pi di case
le

SEB
delle piccole è

i43

occupano

le

sponde

cale circolari di Catete e di Botafogo;
isolati sparsi nelle valli
i

congiunta, di elegante esteriore e magnifico internonegli ornati. In questa cappella sotto

stanno fabbricati
deliziose

che separano diversi rami del Corcovado; le allure che prolungatisi al
nord-est della baia sono in parte coperte
di vasti edilizi,

sica religiosa,

Giovanni VI si udiva una mucertamente eguale, e forse

come

l'antico collegio dei

gesuitici monasterode'benedetlini,il pa-

lazzo arcivescovile, ed

il

forte di Concei-

anche superiore a quelle delle sovrane cappelle europee. La cattedrale è un edilizio semplice e solido, sormontato da due torricelle, sagra a Dio e sotto l'invocazione di s. Sebastiano patrono della città, ìiccn
di ecclesiastiche suppellettili.
si Il

cacao, che dal

mare presenta un

aspetto

capitolo

grandioso. E' inoltre Rio de Janeiro difeso al sud-est dalle batterie di Monte, e
il

passo di Bolafogo viene protetto dalle

li-

8 dignità, la .* delle quali è il decano, di 22 canonici comprese le prebende del teologo e del penitenziere,
di
1

compone

nee di Praya-Vermelha. Generalmente
le

le

di

3o

beneficiali, di molti cappellani can-

strade sono di granito con marciapiedi,
case quasi tutte a

tori,
la
si

e di

altri preti e chierici addetti al-

due piani sono co-

divina ufficiatura.
esercita

La cura
,

delle

anime
il

strutte di granito, strette e profonde; le

da due canonici

essendovi

maggior parte hanno fontane, in gran parte alimentate da ungigantesco acquedotto fabbricato nel 1740 ad uso romano, onde si considera come d più bell'edilizio della cittàjconduce in abbondanza le pure acque del Corcovado, la cui sorgentedi maggior contoèquella di Caryoca, lontana una lega circa; la più grande di dette fontane adorna la piazza del
piazze per
la

battislerio tanto nella cappella imperiale,

che
te
le.

in altra chiesa dedicata ni

ss.

Sagra-

melo. L'episcopio è
Vi sono munite del
altre
s.

nell'indica to

eminen-

luogo, e perciò distante dalla cattedra-

8 chiese parrocchiali e
2 di monache,mol
il

fonte, 3 chiese collegiate, 3

monasteri di

religiosi e

te confraternite, oltre

3.° ordine di

s,

Francesco, 5 ospedali,
il

il

monte

di pietà,

palazzo imperiale, presso

al porto, di cui

seminario di

s.

Gioacchino, ove s'impa-

provvede
tettura; al

le

navi.

Questo palazzo, antica

ra

anco

il

canto fermo, l'ospizio de' tro1

residenza de' viceré, è di mediocre archi-

vatelli fondato Ite!

momento del l'arrivo della corsi

fane. Inoltre

vi

è

il

738, e quello delle orliceo di s. Giuseppe,
le
,

tedi Portogallo(V.),\\

aggiunseil conil

dove

si

apprendono

alle scienze, e

le
;

vento de'carmelitani,

ma

lutto insieme

lingue latina, greca

francese e inglese

non forma che
ganza;
difizi.
la

vasti fabbricati senza elela

una scuola

di difillo, scuole di
,

medicina

zecca, l'arsenale,
1

dogana, e

la

e di chirurgia

la

cattedra di storia na-

borsa aperta nel 820, sono assai

belli e-

turale e botanica;
ralogia ed altro

La maggior parte

delle chiese e dei

conventi non sono notabili per architettura, né brillano internamente se
la

militare stabilita
di
il

un gabinetto di minedi zoologia; una scuola nel 8 o,di commercio,
1

r

non per
Paola,
s.
si

marineria; l'accademia delle belle
il

arti,

profusione delle dorature;
Candellaria, di
s.
s.

le

chiesedeldi

conservatorio delle arti e mestieri,
il

mu-

la

Francesco
la

seo, l'orto botanico,
co, la specola
,

laboratorio chimi-

di

Benedetto, di

s.

Antonio, di
situazione,
la

Tefanco-

la

biblioteca pubblica di

resa

ammirabile per

no tuttavia distinguere per
struzione, talune per
la

buona

più che 70,000 volumi portala dal Portogallo. Il giardino pubblico è rimarchevole, tanto per la sua bella distribuzione,

bella posizione e-

levata
detta

:

tale è tra

le

altre la cattedrale,

per
di

le

fontane, statue e altri ornamenti
pel terla

la

chiesa de'carmelitani, sulla piaz-

marmo graniloe bronzo, come

za del palazzo reale, per l'imperiale cap-

razzo di granito che domina tutta

lun-

pella della B.

Vergine del Carmine che

ghezza dalla parte del mare, e donde go-

144
simo,

SEB
rammentando
i

SEB
i

desi di bellissima vista, ed èfreqnenlalis-

passeggi

terrazzi*

ne dalle vicine paludi, che producono micidiali inselli che s'insinua no nel le unghie,
e dalle strade

nidi Costantinopoli. Vi è

un
si

teatro di

me-

non

pulite,

che nettano a
bellezza ins.

diocre architettura, in cui

rappresenta
la

migliaia

gli

avolloi.
i

D'una

l'opera; coltivata con felice esito

musi-

cantalrice sono

dintorni di

Sebastia-

ca, la chitarra è l'i«tromento favorito di
tutte leclassi. L'industria manifatturiera

no, sparsi di colline e coperti di case di
villeggiatura; al di

sorgono

alle

mon-

è in progresso, e

vi

sono fabbriche

di gal-

tagne,
schi.
ti

i

cui fianchi rivestono vergini bola

loni, calze di seta, teleda vele,

minuterie
taglio del-

Mai

vegetazione riposa, fiori e frutSe.
si

in

gran copia d'oroeargento,
si

il

succedono continuamente.
la la

guargran-

le pietre preziose, di cui

fa

grande

e-

di dal lalo

imponente del mare,
baia e
le

la

sportazione.
ta la baia, è
si

Il

porto,cbe comprende tutbelli

dezza e

sublimità della scena cui pre-

uno de'più

e sicuri che

sentano

sue sponde, supera-

conoscano; in faccia

all'isoletta

das Co-

no ogni
Il

descrizione.
cit-

bras è un porto interno ove vanno a caricare e scaricare
le

luogo dove fu fabbricata questa

navi;

non lungi sono
li-

portava presso gl'indiani diquelle conil

cantieri da costruzione, che forniscono

trade

na parie della flotta del Brasile e della marineria mercantile. Forma questa capitale il grande emporio del commercio
del Brasile, soprattutto per le ricchezze

vette la Baia

nome di Ganabara, poscia ricecome la cillà nome di Rio
il

Janeiro, quello di Rio dal fiume, poiché
la la

baia sulle prime offre l'apparenza delfoce d'un

Game,

e quello di J/iueiro

o

minerali;
al

tutti

i

porti sparsi sulla costa,
al

nord sino a Bahia, ed
Video,
vi

sud sino a

Mon-

Gennaro, perchè in tal mese ne fu fatta la scoperta. Quindi certi protestanti francesi, solto la

te

mandano

le loro

produzioni

condotta

di

Durando

di Vii

-

per essere o esportale o consuma te. Il com-

legagnon, vennero a stabilirvisiverso
1

il

mercio interno tra questa città e le provinole vicine , segnatamente quella di s. Paolo e di MinasGeraes ove sono buone le strade, riesce importantissimo; le importazioni ed esportazioni per ogni parte del

555; ne furono
«.Iella

scacciati l'anno seguen-

te dai portoghesi,

che conosciuta l'impor-

tanza
forti
:

situazione, vi costruirono dei

tale è l'origine di questa città
il

che

prese
in

nome

di

s.

Sebastiano, e diventò

mondo sono immense. La
si

popola*
valutava

zione va sempre aumentandosi; all'arri-

vo

della corle di Portogallo
,

poco tempo fiorentissima, dopo l'incremento ricevuto nel 567 dalla regina Caterina, onde a poco a poco è di venuta un*
1

5o,ooo e da ultimo arrivava a circa 200,000, per due terzi negri mulatti o
gente
liani.

altra Lisbona, e

dove

si

sono rifugiati

la

potenza

e lo

splendore del Portogallo, do-

di colore; tra

i

bianchi sono molli

po

lo

slabilimenlo della corte.
la

Duguay1

francesi, inglesi, olandesi, tedeschi e ita-

Trouin

Tale grande diversità di nazioni imprime alla città la fisionomia d'una grande città europea, dove tuttavia dominano costumi e le abitudini portoghesi dopo il commercio, il piacere e l'allegria occupano tutte leclassi della società; la giovialità e la gentilezza regnano in generai
:

settembre 71 i,ela pose a contribuzione; dipoi furono molti1

prese a'2

plicale le sue difese,
:

onde renderla

stipe-

iore agli attacchi.

Ne divenne

così esteso

il

commercio, che fu

scelta a capitale del

Brasile, titolo che fino allora avea
s.

avuto

Salvatore di Bahia (F.) della Baia di
i

tolti

Santi:

ma

mollocrebbeilsuosplen-

le in tutti

i

circoli,

ma

la

conversazione

dore dopo l'arrivo del re Giovanni VI e
di tutta la reale famiglia portoghese, nel

vi è più brillante

che istruttiva. Il clima riescecaldocumido, ma non è tanto mal:

declinardel 808, a motivo che
1

i

francesi

sano quanto dicesi

l'insalubrità provie-

occuparono il Portogallo, seguito dal pun-

-

SEB
tificio
r nunzio mg. Caleppi che

SEB
lasciò Li-

i45
s.

Castello-Bianco, della stessa città di
bastiano,
se.
il

Se-

sbona, ove restò l'ab. Macchi ora cardinal

quale effettivamente succes-

decano del sagro collegio, alla spedizione
degli aliai
i

ecclesiastici

:

chiesto

memora

hileavvenimento terminò di dividere gli iuteressi delle due nazioni portoghese e brasiliana, sebbene allora sotto lo scettro del re di Portogallo, e dièorigineal nunzio apostolico di Rio Janeiro, onde fu la
a
i
.

Pio VII nel 1806 gli sostituì Giuseppe Gaetano a Silva Coutiuho, di Calda? da Raynha diocesi di Lisbona. Dal 833 vi
1

fu

lunga sede vacautesino

al

i83g,
1

in cui

Gregorio

XVI

nel concistoro de'

3 di-

cembre, a presentazione del regnante imperatore Pietro li, vi promosse l'odierno
vescovo mg. r Emanuele de MonteRodriguez de Araujo della diocesi d'Olinda e Fernambuco, dispensandolo a farsi consagrare da un vescovo assistito da due di-

città del

l'esaltazione del nunzio

nuovo mondo uu

a vedere nelcardinale, ar-

gomento

toccato a Nunzio, a

Portogallo

ed altrove, dicendo pure della spedizione

da Pvoma del berrettino e berretta cardinalizia del
cui
il

Papa

al

creato cardinale, per

re fece la solenue funzione dell'im-

posizione. Il re Giovanni VI, lasciando a Rio Janeiro per reggente il figlio Pietro
I,

Ogni nuovo vescovo è tassato nei camera apostolica a 16 fiorini, ascendendo le rendite a dieci 012,000 crociati senza gravame di pensioni. Amgnità.
libri della
1

pia è la diocesi, e contiene molti luoghi.

partì dal Brasile pel Portogallo a'3 lu-

Nel Brasile, come in Rio Janeiro, in
vatore, in Olinda, inCidade,
vi

s.

Sal-

glio

182

1.

Nel seguente anno, avendo
la

il

sono pre-

Brasile proclamala

sua indipendenza
il

fetture apostoliche di cappuccini italiani,
incaricati dell'istruzione de'naturali, e a-

grado d'impero costituzionale, riconobbe per imperatore perciò si cambiarono ancora i Pietro destini di Rio Janeiro, divenuta capitale
dal Portogallo, e preso
1 ;

venti ospizi,

i

quali riebbero nel

facoltà di predicare. Negli

1840 la Annali delle
e seg. sono
di

scienze religiose,
riportati
i

t.
il

io, p.

469

d'impero e
Salvatore

stabile residenza dell'impera-

titoli

e

coutenuto

20 opeil

tore e sua corte.
di

La sede

vescovile di

s.

rette pubblicate a

Rio Janeiro, eriguarle difese

RioJaneiro, ossia Può di Gen-

danti ledillereuze e contese insorte tra

naro, fu istituita dal

Papa Innocenzo XI,
li

governo

e la

s.

Sede, ed insieme
s.

ad istanza
colla bolla

di Pietro

re di Portogallo,

dell'arcivescovo di

Salvatore e metrodiscolpa del clero e
sulle calunnie

Romani

Pontificis,
t.

de'22 nolo è tutto-

politano del Brasile, mg. r Piomualdode
Seixas, assai lodate;
la

vembre 1676;
ra, di
s.

Bull. Roin.

8, p. 7, di-

chiarandola suffraganea,
Salvatore da
vi

come

popolo

di

Rio Janeiro

d'un

lui eretta in

metro-

impostore, che s'intitolava missionario di
dista vescovile di

politana, e
1

assegnò l'annua rendita di

000

scudi, con patto di doversi

aumensono

Rio Janeiro, inviato dalla società metoNuova York, colla pretesa d'incivilire e convertire al cristiane-

tare dal re. Nelle Notizie di
registrali
i

Roma

seguenti vescovi. Benedetto

simo clero
tivi

e popolo;

i

riprovevoli tenta-

XIV
al

nel 17

4^

vi trasferì

tonio del Desterro di

da Angola, AnBraga benedettino,
nel

per

la

formazione d'un concilio na-

zionale per istabilire
sa nazionale,

quale

lo stesso

Papa

17^6

gli as-

segnò per coadiutore Vincenzo de Gama Leal di Coiuibra vescovo d'Etalonia in
j)arlil>us,\ììa

tuire

i

una fantastica chieed un nuovo metodo d'istivescovi senza l'intervento del Pas.

pa; l'indegno e iniquo progetto circa la se-

non

gli

successe. In suo luo-

parazione della chiesa di Brasile dalla
Sede;
le difese

go Clemente
vescovo
di

XIV

nel

1773

fece coadiu-

assunte contro

tali

assurdi

tore di Desterro con futura successione e

Giuseppe Gioacchino Giustiniano Mascharenchas
in partibus,

Tipasa

dal p. Luigi Gonsalves dos Santos, ornamento e decoro del clero di Può Janeiro, a confusione della piccola fazione ne-

VOL. LXMI.

io

-

ì\G
mica
tifila s.

SED
ta nel

SEB
ganeadel metropolitano
secolo
di Sebaste, eret.°

Sede e tlella chiesa caltolica nel Brasi le,che si pretendeva separare dalla comunione romana; altre difese di altri savi e zeliinti, in

V. Melilo o Melizio
gli

fu

il 1

de'vescovi greci, dotto e zelante difensore
tifila

favore della Chiesa e

fede contro

ariani;

Cecropio as-

della
di
s.

s.

Sede, fra

i

quali l'illustre capitolo

sistè al concilio di

Caleedonia; Gregorio

Sebastiano, che soddisfece l'espella
tifi

sottoscrisse la lettera del concilio dell'Ar-

zicne de'buoni cattolici
la

Brasile; e sul-

riforma degli ordini regolari, principalde' benedettini del Brasile, die a

menia maggiore all' imperatore Leone; Fozio sottoscrisse canoni di Trullo. Nel
i

mente

secolo X1I1 Sebastopoli divenne arcive-

richiesta del

governo imperiale s'intra-

scovato onorario. Oriens chrA.i

jp.

^i5,
la-

prese dal nunzio apostolico, ed anchequesta difesa sia pe'mouaci,sia pel nuuzio.Negli stessi

Ebbe pure
tini,
1

questa città alcuni vescovi

cioè Pietro Gualcii o Geraldo

nomi-

anali, sene 2. , t. 4, p- 274, vi è un interessante arlicolosuir//z£o//r/Y7/*di Rio Janei-

A

a

nato nel 33o daGiovanniXXII; intliGiovanni

za protestante netta diocesi

ro, ch'è la rinnovazione d'una delle anti-

Paolo Francisci francescano del 1428. Orienschr. t. 3,p. 107. Al presente Sebastopoli, Sebastoaopolilan, è un ti,

che lotte dell'eresia controia cattolica verità. Ciò derivò per lo zelo religioso mostralo dall' internunzio pontificio

tolo vescovile in partilnts, del simile titolo arcivescovile di Sebaste, a cui

nomi-

mg. 1

'

na

il

Papa,

e

Gregorio

Gaetano

Bellini,

ora nunzio apostolico e

1846

lo attribuì al

a'27 marzo coadiutore del vica-

XVI

arcivescovo di Tebe, pe' tedeschi cattolici

riato apostolico di
lo porta.

Yun-nan, che tuttora
Sede vescovile
di

numerosi

di

più migliaia della colonia di

Petropoli, d'accordo col dotto e operosis-

SEBASTOPOLI.
Tracia
nell'

simo vescovo attualedis. Sebastiano. Nell'evangelizzare nella colonia
la

esarcato del suo nome, sotto

pace del

l'arcivescovodiFilippopoli, eretta nel secolo IX.

cuore e

i

beni del cielo,

i

protestanti o-

Vi

fu

anche un'altra sede vescoche Giustiniano
I

sarono accusarlo
1® strale

di violazione di tolleranla
1'

vile di Sebastopoli,

ag-

za e di turbare la quiete del
si

colonia;

ma

giunse alla provincia del Ponto Polemoniaco, nell'esarcato di Ponto, sotto
tropoli di Neocesarea, eretta nel
la meVI secolo

rivolse contro

intolleranza

de'medesimi eretici indiscreti,che pretendevano chiudere la bocca al pastore che

e nel XIII unita a Pilyusa arcivescovato

mena
Il

ai

pascoli
di

tli

vita

il

proprio gregge.
i

onorario, che alcuni crederono Priuvita
della chiesa di Mingrelia. Queste Sebastopoli

vescovo

Può Janeiro a confortare
la

cattolici della colonia e per difesa del ze-

non si devono confondere con SeEuropa, governo
di

lante nunzio, levò allo
lettera pastorale,
stile
il

sua voce con una

bastopoli o Sebastopoli o Akhtiar, città
di Bussia in

provando ingiusto coi

Tauri-

procedere de'dissidenli di Petro-

de, sulla costa occidentale della Crimea,
la

poli;

ed

ammonendo
i

cattolici a possibil-

quale

fu

fondala nel

1

786

sul villaggio

mente

evitare
l'

matrimoni misti

co' pro-

tartaro d'Akhtiar.E' rinomata perchè sor-

testanti, per

inconveniente gravissimo

ge ad anfiteatro sul fianco d'una

mon-

del pericolo di perversione da parte del

coniuge cattolico e della prole, per cui

i

trovano proibiti fin dall'antico Testamento, proibizione che fu poi confermata dal nuovo.
si

matrimoni di

dispari culto

tagna che forma un promontorio in mezzo a due baie, con chiese, stabilimenti marittimi e militari, con palazzo per l'ammiragliato e arsenale. Imperocché per
la si-

tuazione naturale, ha
gi necessari

in se tulli

i

vantag-

SEBASTOPOLI. Sede vescovile dell'Armenia minore, o secondo altri nella maggiore, nell'esarcato di Ponto, sulfra-

per un buon porlo militare.

Ha

rada con golfo e fondo eccellente, riparata da tutti venti, tranne quello deli

SEB
suo ingresso, con 4 anse spaziosissime, la 2." e la 3.' essendo tenute Ira
l'ovest al
i

SEB
to

i4 7
Sebenico è

anticamente.

La

cinta di

formala da
che
sai
la

torri e

da

cattivi bastioni, la

migliori porti marittimi del
i

mondo,
,

ri-

forza vera di essa consistendo nelle rupi

parati da lutti

venti da ripe elevatissime.

Ad

onta che

difetti d'

acqua dolce

che

dificali

manchi

di bacini

razione de' vascelli, e del

da costruzione e ripaverme taret che
di-

sorgono eGiovanni e Baron. Asben fabbricata, con belli edilizi, ha la
e sulle quali
i

circondano
forti di

s.

cattedrale sotto l'invocazione di

s.

Giacoso-

rosicando
gni

le

navi bisogna rattopparle oil

mo

maggiore apostolo, ed è

di architet-

due anni,
il

portodi Sebastopoli è

tura gotica,

buon
la

edilìzio

ammiralo
il

venuto

centro delle forze navali della

prattutto per
tetto.

costruzione ardita del suo
si

Russia nel

Mar
o

Nero.
(s.),

Fra

le reliquie

venera

femore

SEBBI
a

SEBBA

re in Inghilter-

e la

gamba

di

s.

Cristoforo martire, paIl

ra. Figlio di

Sewardo, cominciò nel 664 regnare sui sassoni orientali, e per la
il

trono della
di

città.

capitolo
n

si
il

compone
preposto,

saviezza e dolcezza del governo fu

pail

di

due dignità, essendo 4 canonici comprese
1

lai.
le

dre del suo popolo,

come ne

fu altresì

teologo e penitenziere, di
rari, di
tri

prebende del altrettanti ono-

modello per le sue virtù. Egli praticò sul trono ciò che la penitenza ha di più austero, e trovò
il

4 mansionario

beneficiati, e d'al-

preti e chierici pel divino servigio.

Vi

mezzo

di

rendere conti-

è
la

il

ballislerio, ch'è l'unico della città, e
si

nua

la

sua orazione.

anni, non
ziò la

Dopo un regno di 3o meno glorioso che felice, rinunai

cura d' anime

esercita dai

6 parrò-

chi delle parrocchie di Sebenico, i.°dei quali è

corona

suoi

due

figli

Sigeardo e

un canonico onorario. L'episcostato.

Senfrido, affine di poter servire più libe-

pio è aderente alla cattedrale, e trovasi in

ramente Iddio, e apparecchiarsi alla morte in maniera piìt perfetta. Ricevette l'a* bito monastico dalle mani di s. Waldero, successore di
s.

buono
città,

Oltre

le

6 parrocchie della
le

ve ne sono due suburbane,
il

quali

hanno

s.
,

fonte.

Eikonwaldo
i

sulla sedi

di religiosi

Vi sono un monastero

tre di

conventi

monache,

de

di

Londra, e pregò questo prelato
poveri tutti

alcune confraternite, l'ospedale, mancan-

distribuire ai

beni di cui
il

dovi

il

seminario a tenore dell'ultima profa

poteva disporre. Morì a Londra circa

posizione concistoriale. Sebenico

un
ben

697, due anni dopo
lo, e la

il

suo

ritiro. Il

suo

considerabile

corpo fu seppellito nella chiesa
sua tomba
vi

s. Paogrande incendio del 1666. Leggesi in Beda che la sua santità venne attestata da molti mi-

di

commercio di Turchia, ed ha sobborghi
il

transito colla
:

fertile e

durò

fino al

coltivato è
to

territorio.

Dopo

aver segui-

racolijil

suo

nome

fu inseritone! martire»*
di agosto.

logio,

ed è onorato a'29

SEBENICO

(Sebenicen). Città con re-

sidenza vescovile di Dalmazia, circolo, a

le vicende di Dalmazia, nel 99! Sebemeo, Sebenicttm, ch'era repubblica, si ara rese volontariamente ai veneziani, 'quali contrastata dai re d'Ungheria, la ricuperarono nel 16, distruggendo il suo forte propugnacolo. Ripresa dai re d'Un1

1

io leghe da Zara, sulla sponda
della

sinistra

gheria,

il

re Stefano III nel
le

1

167

la di-

Kerka, che

vicino

si

scarica nelcolle alla

chiarò citlà e
di fu

concesse privilegi; quin-

l'Adriatico, e situata sopra

un

deturpata dalla pirateria esercitata

radice d'un monte.

La Kerka forma

di-

dai sebenici,per cui

nanzi alla città un piccolo lago che serve
di porlo, e la foce del fiume, ch'è stretta,

Papa Alessandro IH gravemente all'arcivescovo di Spalatronel 169. Quindi fu signoreggiane
scrisse
1

viene protetta dal forte
Iago
si

s.

Nicolò

:

questo

ta dai cavalieri templari. Piitornò in po-

la città,

chiama Sebenico e die il nome aled anche Euri pò e Titio fu det«

tere della repubblica di Venezia nel

i4 12
i

>

ed

i

veneti

le

conservarono

tutti

suoi

i48
privilegi. Noli

SEB
538
e

SEB
fu

ueh647

lunga-

troncare

le

discordie, mediante
1

la
1

bolla

mente

assediata dai turchi,

ma indarno.

Neil 797 passò col resto della Dalmazia in mano dell'Austria. La sede vescovile

Sacrosancla romana<\e\ ."maggio 298, che si legge nel p. Farlato, Illyrici sacri,
t.

4> P-

449

e se g> insieme alla storia di

da Bonifacio VI II del 1298, e dichiarata snlfragniiea di Spalalro, ora pelò lo è di Zara. Oltre il vescovo cattolico
fu eretta

Sebenico, all'accennate questioni, ed alla
seriede'vescovi.
.° Il fu fi*. Martino d'Arbe francescano, eletto nel 2g8,chiaro per dottrina e santità di vita, che colla sua prudenza troncate le dissensioni, si ricon1
1

Sebenico risiede anche un vescovo greco scismatico, che esercita la giurisdizione su quelli del suo cullo in
di ìito lutino, in

ciliò col

vescovo e clero di Traù, placan-

Dalmazia

e in Istria.
dell'istituzione della sede vescoe gravi con-

Prima
vile,

perduto sì ragguardevole parte della diocesi. Verso il
doli dal dispiacere di avere
1

Sebenico ebbe lunghe

3

1

troversie col vescovo e clero di
la cui diocesi

Traù, ali

crudeltà

8 fu addolorato daile devastazioni e commesse da Mia ti ini conte Bre-

apparteneva, per cui

Papi

beriense e

bano

di

Bosnia e Croazia.
3
elesse

Il

s'iuterposero più volle, ed Innocenzo
nel
di
1

IV

capitolo, secondo la concessione di
nifacio Vili, nel
1

?.54 conferì in

commenda

la

chiesa

1

C)

BoCrisogono

Sebeuicoal cardinal Stefano Vancha;
idissidii e lecendi

Fanfoni nobile
lire
il

di

Zara, che fece ristabi-

ma non perciò cessarono
anzi
i

con vento de'francescani nel subur-

sure ecclesiastiche del vescovo
sebenici colla

Traù, protezione del bano

bio rovinato dal bano, da Gregorio conte
e figlio del

bano Paolo e da Budislavo po-

Paolo e potente conte Breberiense, giunsero ad eleggersi per vescovo il veneto PaoloErizzo,che Giovanni arcivescovo diSpalatro riconobbe e cousagiò.

destà di Sebenico e conte di Corba via.

A

suo tempo e nel i322 Sebenico e Traù tornarono all'ubbidienza de'veneziani. Il
vescovo venne
in

Ma

Coloml'eletto,

grave contestazione col

bano vescovo
ed
il

di

Traù scomunicò
di

capitolo, che negòla sua legittimità di ele-

magistrato eilclero
III nel

Sebenico. Ni-

zione e l'espulse; ricorso a Giovanni

XXII,

colò
ria e
il

1279

inviò legato in

Dalmazia Filippo vescovo di qualeesaminate le controversie, dichiarò irrita e come estorta 1' approvazione
tolarsi vescovo di Sebenico.
lo,

UngheFermo,

questo delegò a giudicare
l'arcivescovo di Spalatro, e

le la

dissensioni

sentenza fu
inter-

a favore del vescovo. Martino 2.

venne nel

1

34-4 a ' sinodo provinciale di

dell'arcivescovo, e proibì a Paolo d'inti-

Però né Pao-

medesimo anno gli successe Tolon de Tolono di Sebenico, che illustrò
Spalatro; nel
la

nei sebenici desisterono dalle loro pre-

sede colle sue virtù, fiorendo sotto di
il

tensioni; di più,

morto Paolo, elessero per vescovo Leouardo Faliero veneziano. Intanto avendo turchi distrutta la sede del
i

lui

convento de'domenicani.

Neh 357

circa Mal teoCer nota d'Ai he, ch'ebbe con-

vescovo greco scismatico Morinense,questi la

trasferì in Sebenico, collo stesso

ti-

tolo di Morinense. Nicolò
la

IV avocò

a se

causa

di tante

vertenze,

ma

senza sucil

cesso; e
titolo di

Leonardo finché
figlio

visse ritenue

vescovo di Sebenico. Finalmendel suddetto ba-

te

il

conte Giorgio

no, colla mediazione di Maria di Sicilia regina d'Ungheria, implorò ed ottenne da
Bonifacio \
111

troversia per le decime col vescovo di Traù, e per alti e cose. Neli38o Bonifacio di Ravenna, al cui tempo si fondò il monr.stero delle benedettine, con autorità di Bonifacio IX; indi nel i3g5 Antonio da Ponte patrizio veneto, per nomina di tal Papa, di cui era uditore di rota, et sacello pontifìcio pracposuit Sigismondo re di Ungheria nel 397 concesseli privilegiodi
:
1

esenzione
della
la

ai

contadini e coloni dei beni
vescovile.

l'erezione del vescovato

mensa

Antonio ravvivala

di Sebenico, per

amore

della pace e per

controversia delle decime, potè ricu-

SEB
mostrarono contrari, onde il Papa scrisse un breve in ono re e favore del vescovo, e neli4o2 lo
perarle,
isebenici
si

SEB
me
speravimus.
,

i4 9

ma

Ma

pochi anni dopo mo-

rendo

non potè conseguire tale onore. Governò la diocesi con sollecitudine pel

Deodatoo Bordano Pulsichdi Sebenico e pritraslatò a Concordia. Gli successe

vicario, e contribuì con

somme

al

compi-

mento

della cattedrale. Gli successe nel

micerio della cattedrale, cbe allora avea

pure l'arcidiacono e l'arciprete giurò ub:

1491 Francesco Qui ri ni patrizio veneto, che restando in Roma per servigio della
Sede, deputò al vicario il pastorale reggimento; e neli494 ebbe Stefano vescos.

bidienza e fedeltà a Bonifacio
cessori,
lo

IX

e suc-

per essere

la

chiesa lacerata dal-

scisma dell'antipapa Clemente VII. Esla

vo Sanctuariense per vicario generale e
luogotenente, che fece
si

sendo

cattedrale alquanto angusta, fu

la visita.

Francesco
Se-

decretata lasuaampliazione, con
to di rendite.

aumen-

dimise per impotenza

di risiedere in

Nel i44° Giorgio Sisgorich

benico, e nel

[495

gli fu sostituito

Baril

divenne vescovo della patria, prudente e
virtuoso, meritò concessioni dai veueti;nel

tolomeo Bonini veneto, che ebbe
lore di vedere esposta
all'

do-

invasione dei

i443 pose

la i."

pietra per la

nuova

cat-

tedrale e ne curò l'edificazione, erigendo
nell'area dell'antica l'episcopio; restaurò
la

turchi parte della diocesi, onde alcuni emigrarono nelle isole,allri in Abruzzo. Nel i5ia Giovanni Stafileo nobile di Traù

disciplina ecclesiastica, e pel decoro del
istituì

ov'era arcidiacono, uditore di rota, che
alla doltriua

ctdto divino pel coro
ri.

12 mansionaveueto,elet-

congiunse
:

la

prudenza, au-

Nel

i454 Urbano Viguaco

tore de) libro

De

gratìis expectatkns.
in molti affari e gravi

to da Nicolò

V e moltodotlo, che ottenne da Costantinopoli presa dai turchi, le
Cristoforo, autensta-

Leone

X l'impiegò

legazioni per l'Europa,

memorate reliquie di s.
ticate dal patriarca
bilì
si,

presentare dal vicario. Nel

onde si fece rap1028 per sua

Gennadio; quindi

4

arcipreti vicari foranei della dioce-

morte uè occupò il luogo suo nipote Giovanni Lucio Stafileo, benemerito pastore

e nel

1467

il

cardinal Giovanni Car-

vajnl legato apostolico ne'dominii veneti,

concesse indulgenze alla cattedrale. Nel
j

4^9

§''

successe Luca de Tolentis della

diocesi di Cursola e arcidiacono di quella

checompì l'edifizio della cattedrale e consagrolla neh 555. Nel 55^ Girolamo Savorgnano nobile del Friuli, che intervenne al concilio di Trento; stabilì G parrocchie per la città e 2 pel suburbano, ema1

cattedrale, insigne per scienza, virtù, e

le-

nòoltime
i

leggi, nel

1

564 celebrò
il

il

sinodo,
1

gazioni già affidategli da Pio

1 1

,clie lo

chia-

cui

atti

riprodusse

p.

Farlato.Nel

574

in

B.oma,a Stefano re
di

di Bosnia e al
:

duca

Borgogna Filippo

Paolo

li

an-

Luca Spingaroli nobiledi Dessa, dotto domenicano, che nel 1587 fu al concilio
fr.

nullata l'elezione fatta dal capitolo, nomi-

di Spalatro. Sisto

nò vescovoLuca, restando
pato in gravi

in

Roma
IV

occu-

V neh 589 vi surrogò Vincenzo Bassi nobile diCremona, che nel
1589
fu trasferito

affari, e Sisto

lo spedì
ai ve-

legato a Carlo duca di Boi gogna, ed

vece Clemente VIII elesse

neziani per nunzio con podestà di lega-

Arrigoni di
virtù, che
si

ad Andria; ed in sua fr. Vincenzo Brescia domenicano, di gran

L'imperatore Federico III l'inviò legalo con altri ai principi e città d'Italia, ed
to.
il

seppe conciliare l'estimazione
l'accu-

del senato veneto, e pieno di zelo celebrò

re

de'romani Massimiliano

I

lo dichia-

rò suoconsigliere.InnocenzoVHInel
lo spedì allo stesso lo

1488

7 sinodi di lutti riporta rato gesuita p.Farlato.Nel
:

gli atti

1627 Gio. PaoMal-

Federico III, per indurad aiutar Polonia invasa dai tartari; e Massimiliano I pregò il Papa a crearlo
cardinale, bis

lo

Savio veneto, che trasferito a Feltre
1

nel

628 gli

successe Gio.

Tommaso

Ioni vicentino, soroasco virtuoso e rino-

qualuor temporibus proxi-

mato predicatore,

poi vescovo di Belluno.

i5o
Nel
1

SEC
635
Luigi Marcello patrizio veneto,
l'i ocre

SEC
scudo
ni,

pine somasco, che per
clivin culto
lui fu

meato

del

celebrò

il

sinodo, e sotto di

fondato altro monastero di benedeti

tine:

turchi intrapresero la

guerra

di

mensa 6000 fiori2800 scudi romani, senza gravame d'alcun onere. La diocesi è amplissima, numerose le parluoghi. rocchie, comprendendo 2
le

rendile della

corrispondenti a circa

1

1

Creta, e nel

1647 assediarono Sebenico,

SEBENNITO

o

SEMENNUT.

Sede
Ca-

che difeso dai veneti e dal divino patrocinio, potè scampare dal pericolo che gli
sovrastava. Nella città fu eietto
to di
il

vescovile del Basso Egitto, del patriarcato d'Alessandria, sotto la metropoli di

conven-

bassa,eretta nel secolo V. Fu
ta

S.Lorenzo

pei francescani di Bosnia;

purechiamaSJemnouti, Scbeiinetou, Samawioiul.
occidentale del

e nel

1649

la

peste desolò Sebenico. Tra-

Situata sulla riva

ramo

slato a Pola, nel

i654
il

gli

fu surrogato
i

tale Cai ideo veneto,

quale riparò

Nadan-

Plutlimetico del Nilo, a poca distanza da Busiride, presenta ora poche tracce di sua
antica esistenza;
parsi, e
I

ni sofferti dalla cattedrale e dall'episco-

pio; fu digravi costumi, invitto difensore dell'

immunità

ecclesiastica, e lodato

suoi templi sono scomnon vi sono che avanzi di statue. copti sembra che vi abbiano l'antico loro
i

pastoie: per l'infortunio dello scoppio della

vescovato.
vasi
il

Fra

i

vescovi di Sebennito tro-

polvere nel forte, l'antichissima chiesa

melezianoSoterico; Ausonioche asconcilio d'Efeso, ovesi dichiarò

di

s. Michele restò del tutto roviuata. Nel iGyGGio.DomenicoCalligari venelo,convocò il sinodo, e con quelli di Arrigoni e

sistè al 2.

in favore di Dioscoro,

che avea condan-

nato

in quello di
il

Calcedonia; Paolo sot-

Marcello pubblicò colle stampe. Gli

ulti-

toscrisse

decreto sinodale di Gennadio
i

mi
fi*.

vescovi di Sebenico registrati nelle

tizie

Rowa

t

sono

i

seguenti.

NoNel 1723
1

patriarca di Costantinopoli, contro simoniaci; Isacco giacobita fu al concilio d'A-

Carlo Antonio Donadoni di Venezia,

lessandria nel 'j^.3.0rienschr. t.2,p. 5y

1.

de'minori conventuali e dottissimo;

756

SEBERIANA

o

SEVERIANA.

Sede

Giovanni Calebotta diTraù, traslato da Albe; 17^9 Girolamo Bonacich diMilua
diocesi di Lesina;
di Brissa diocesi

vescovile della provincia Bizacena nell'Africa occidentale, sotto la

metropolitana
tal

763 Giovanni Peltani d'Anlivari;i 767 Nicola
1

di

Adrunieto. Alcuni credono ricevesse
dall'

nome
il

imperatore Severo. Nel
altri della

484
pro-

Difnico di Sebenico nobile e lodatissimo;

vescovo Vittorino con

1784 Felice Venanzio Scotti di Castelnuovo diocesi diMacarska; 1796 Michele Spalatili di Albe, traslatoda Cattaro. Dopo sede vacante di moltissimi anni, LeoneXIInel 1827 terminò la vedovanzadella

vincia fu esiliato da Unnerico rede' vandali,
il

quale nella conferenza
i

di

Cartagine

favorì
celli,

donatisti coutro
cìirist.
(s.),

i

cattolici.

Mor-

Afr,

SECONDA
RIO

verginee martire. V.
(ss.).

chiesa con provvederla del vescovo Fi-

B-UFFina e Seconda

lippo Bordini di Scardona.

breve sede vacante, nel

Dopo altra ma 1839 Gregorio

SECONDELLO(s.),diacono.F.FniA(s.).

XVI

preconizzò mg. 1 Luigi Fini di Se-

SECONDIANIoSECOXDINlANI.Eretici

benico, che nel

i844

trasferì a Spalatro;

che seguivano

gli

errori di Secone difensore

quindi nel concistoro de' 16 aprile
vi

1846
Zara,

dino filosofo africano del 4o 5

traslatoda Cassia in parlibus l'attuale
1-

d iManete eresia rea ca pò de'yl/tf/iiV/je7(/'.).

pastore mg.

Giovanni Bercich

di

uv'era preposto della metropolitana, vicario generale e ausiliare dell'arcivescovo.

della

Ogni nuovo vescovo è camera apostolica a

tassato ne'libri
fiorini

i5o,

es-

Secondino insegnò che Dio non è immutabile; che Gesù Cristo non è il figlio unico e naturale del Padre eterno; che non è permesso a'crisliani di mangiare carne, uè di bere vino. Questo eretico ed suoi
i

a

SEC
orrori furono combattuti

SE C
da
s.

idi

Agostino,

rale è

ben fabbricata e rinchiude molti
,

ed altrettanto fecero Prateolo e Durando.

belli edilizi

come
il

il

palazzo degli stati,
chiesa di
s.

SECONDIANO (s.),
che
tresì

martire. Si crede

quello della

città, la

Caterina

fosse soldato di professione,

come

al-

che contiene
II la
il

bel

mausoleo

di

Federico
le

Marcelliano e Vaiano,

i

quali furoIII se-

Bellicoso duca d' Austria, e quello delil

no compagni del suo martirio nel
dei martiri,
si

sua sposa;

teatro elegante,

caser-

colo. Convertitisi alla vista del coraggio

me

vaste e ben tenute, l'arsenale, la co-

fecero battezzare, e dichia-

rarono pubblicamente che adoravanoGedi

Furono quindi presi nella città R.oma,edopo aver sofferte diverse torture sotto l' imperatore Decio, vennero mandati in Toscana, dove consumarono
sù Cristo.

per

la

spada

il

loro sagrificio;

ma

igno-

rasi in
si

qual luogo furonomartirizzati. Esil

sono nominali sotto

giorno odi ago-

sto in molti antichi martirologi.

SECONDI CERO DELL! S. SEDE APOSTOLICA. V. Primicerio della s.
Sede.

lonna della Trinità in bronzo dorato che adorna una dellepubblichepiazze. Si contano 22 chiese, 3 conventi, 6 ospedali ed un orfanotrofio. Al l'uni versila fondata nel i586, fu sostituito fino dal 1782 uu liceo; inoltre vi sono un ginnasio, una primaria scuola normale, ed un liceo convitto di nuova istituzione; questi scientifici stabilimenti possiedono una biblioteca di circa 106,000 volumi e di 35oo rass., come pure uu osservatorio. 11 museo d'istoria natura le,

ch'ebbe per fondatore l'arle

ciduca Giovanni, e nel quale l'accademia
del disegno tiene

SEGOVIA oSECKAU(^cowen).Cit.
tà vescovile della Bassa Stiria austriaca,

sue sedute, è pure uno
stabilimeuti di que-

de'più

belli scientifici

con residenza del vescovo inGratz, da cui
è distante più di
1

sta città.
si

Fra

le

numerose sue fabbriche

2 leghe, appiè delle
la

tagne del suo nome. Altri

monchiamano
:

distinguono particolarmente quelle di

acciaio e ferro; ve ne sono ancora di tessuti di cotone, stolle e altre, le quali ali-

Seccali jScggnu ,Secovìutn , divenuto bor-

go e

circolo,

con quasi

4oo
di

abitanti

pos-

mentano un commercio
bile cogli stranieri. Si
fiere

assai considera-

siede fucine a

acque

iniuerali,

avendo uei

tengono due annue

dintorni

una miniera

rame. Gratz o

G[-aeU,Graiacurn,Graeeium,è\a città capitale della Stiri (V.) ,e capoluogo di circolo, sulla destra del Mùhr, in un paese ameno, a 32 leghe da Vienna. E' pur sede
del governo della Stiria, del

molto frequentate dagli esteri, anche lontani. I suoi dintorni sono deliziosi
e coperti di villaggi, di belle case di

cam-

pagna, e

di

amene
si

piantagioni e vigneti»
autori sull'antichità
la

Non convengono
della città, e
Il

gli

comando

ge-

crede

vetusta Muroela.
il

nerale militale dell'Austria inferiore, d'u-

duca Federico IV

fu


j

a cingerla di

na corte superiore, dell'officio del circondario, d'un concistoro, d'un governatore
generale,e luogo di riunione degli stati del

mura
glio

e fosse, e l'arciduca Carlo e suo fi-

Ferdinando l'hanno assai migliorata. Ne'tempi meno antichi divenne la capitale della Stiria, cioè

ducato.

Fu già importante piazza

di

guer-

quando

la città di

da una cittadella situata sopra una roccia scoscesa; ma dacché furono nel 78 [distrutte le sue fortificazioni, non ha pili che un muro di circonferenza,e la sua
ra, difesa
i

Steyer,che

lo

era prima, col suo distretto

fu incorporata all'Austria superiore. Nel

cittadella in rovina serve di prigione di
stato.

La città propria niente del tasta si la Mùhr, che comunica col mezzo d' un ponto al Mùlnstadl il più
ti

1782 recandosi Pio VI a Vienna, giun8 marzo a Marburg fu ossequiato da r mg. Arco vescovo di Seco via e da molti signori. Nel dì seguente nelle ore pometo a'
1

riva sinistra del

,

grande de'suoi sobborghi. Gratz

in

gene-

ridiane arrivò a Gratz e discese all'insigne monastero cistcrciense di S.Lamberto, ricev uto da dello vescovo, e dal conio Poz*


i5*

SEC
fu

SED
pur detta Seert, Eseerd, Mobadra.
1

ihazky Liectstein presidente della città e rapo del governo dell'Ausilia, Stiria e Carintia, non che dal prelato del monastero e da altri personaggi. Nel mercoledì 20

11

vescovo Fi losseno nel 33 2 assistè alla consagrazione del patriarca Igiuizio IV.
riens dir.
t.

Q-

2, p.

1

52o.

marzo, servito dal presidente di nobili carrozze^ portò alla chiesa della B. Vergine
del Soccorso di Zel de'conventuali,per assistere alia celebrazione della
di nobiltà e di

SEDE APOSTOLICA, SEDE ROMANA, SANTA SEDE, Sedes Apostolica.

La cattedra

di

s.

Pietro, centro della

messa, piena

verità e unità cattolica, e di tutte lechiese

popolo; egualmente inchire-

nato dal vescovo, dal piesidente e dai
ligiosi

con tutte le formalità. Dopo la mesprima d'usciredal presbiterio, il Papa compartì 1' apostolica benedizione ; indi montato in carrozza tra le riverenti disa e

assolutamente capo, madre e maestra (s. Cypr. ep. ^.5, s. Aug. ep. 1G2 ed altri), alla quale ogni ubbidienza ed ogni onore è dovuto [Conc. Eph.
la

act.

IV), alla quale per
è necessario
i

maggior preminenza
si

che

ogni chiesa

unisca, cioè tulli

fedeli in

mostrazioni di lutti, prosegui

il

viaggio

qualunque
haeres.
e.

lato della terra (sAvea.adi'ers.
III).

per Prudi.

La
il

sede vescovile di Secovia
12 iqdàPapaOnorioJlI,e
.),

Cos'i la definì

il

regnante
illustri

fu eretta verso

Papa Pio IX
cia,

nell'

Enciclica agli

dichiarata sutlraganea di Salisburgo(/'

cardinali, arcivescovi e vescovi di

Fran-

come

lo è tuttora,

avendola fondata

l'ar-

sen nel

civescovo di Salisburgo Eberardo Truch1 2 5, a'cui successori spetta la no1

marzoi853. Il suo venerando predecessore GregorioXVl, nell'operai
de'2
1

mina, per (pianto dissi al citato artico.° vescovo fu Carlo, già preposto di lo. Il
1

ga,

Trionfo della s. Sede, ecco come spieche cosa si debba intendere per Sede

nel senso ecclesiastico, nel cap. IX, n.°4>--Ce lo spiega il dottissimo ab. Cuccagni, autore delle Riflessioni contro la \ era ISede, ei dice, nel senso ecclesiadea, ec.

Bartolomeo a Fi isach in Cariutia, con2 8 e morto nel 23 1 Gli sagrato nel successero Enrico morto nel ^44> ^' c a * rico morto nel 1268, Bernardo Werner morto nel 1282 quanto agli altri vescovi sino a GiuseppeFilippo conledi Lamberg
s.
1
1

1

.

1

'

stico, è

il

grado
ne è

di autorità,

che dà

il

di-

:

ritto a chi

rivestito, d'istruire, di

go-

canonico di Passa via,consagratouel 7 12, si veda la Storia ecclesiastica d' A le magna t. 2. I registrati nelle Notizie di Ro1

vernare una moltitudine di fedeli. Chiamasi Sede, figuratamente, dal posto cioè più eminente, che, ad esprimere l'eminenza del grado, preparasi nell'adunanza per
colui,

ma

sono

i

seguenti. Nel

1763 Giuseppe

che ne è
e

il

capo.

— Questo
la
si

è

il

natu-

d'innspruck diocesi di Bressanuone; nel 1780 Giuseppe d'Arco di Salisburgo; nel 1802 Gio. Federico di Waldesteine Wai temberg di Vienna. DoFilippo de

Spaw

rale significato (soggiunge

Gregorio XVI).

Sede
dea, e

Trono

ci

eccitano
l'altro

medesima

i-

luna che

possono ado-

prare ad esprimere qua lunipiedominan le,

po

alcuni anni di sede vacante, nel

fu fatto vescovo di

1824 Secovia B.omano Se1

anche desposta assoluto; uè è inusitato il significare L'autorità del monarca, dicendola autorità del trono. "
Il

bastiano Zaengerle di Kirchberg diocesi

distintivo ca-

d'Augusta, cui successe nel 849 l'odierno vescovo, eziandio amministratore di Leo-

rattere di Cattedra Apostolica, dalla co-

mune voce e consenso de' Condili e de Padri per antonomasia fu attribuito singo-

mg. r GiuseppeOlmaroPiauscher di Vienna. Non avendo luogo le proposizioni concistoriali, non posso dire altro. SECB.ED. Sede vescovile de'giacobiti
ben {f
.),

larmente e riservato
per denotare in essa

alla
il

Sede romana,
.

centro dell'unità

A

Chiesa riportando

le spiegazioni

che

si

nella diocesi d' Antiochia, situata presso
il

danno dai
cora, che a

teologi a questa voce, dissi an-

Tigri nella provincia di Mesopotamia

;

aorma

del simbolo dichiarala

SED
dal coucilio di Costantinopoli, la Chiesa
la,

SED
a
lei

i53

dato per eccellenza e particolare
fu consagrata dalla

è una, santa, cattolica ed apostolica: ca-

mente perchè
di
s.

morte


di

visibile di
il

(mesta Chiesa santa e catPontefice (F.) vicario
s.

Pietio capo e principe della Chiesa;

tolica è

sommo

per cui è chiaro, che udendosi ijuesto no-

Gesù

Cristo, e Successore^.) di

Pie-

me quando
in tulli
i

di

Roma

si

tratta, s'intende
s.

tro;

quindi nelconcitiodi Calcedonio veone denominato Vescovo universale (F.);

subito che quella chiesa per
chiesa preposta,

Pietro fu

secoli cristiani a tutta l'uni versai

avendo parlato

degl' ioiiumerabili

titoli

come

scrive

s.

Gelasio

I

d'onore co'quali padri e concilii denominaronoilromanoPontefice,a Nomede'Papi,

Papa
dell'

del 4c) 2

-

Inoltre Zaccaria a p. xl
distili
-

Introduzione, discorre della

ed a'Ioro

articoli. Inoltre a

Chiesa, co-

zione che

uon va

fatta tra

mea Patriarca e luoghi relativi, dissi delle
altre chiese che
si

lica e Corte di

Roma

appellano apostoliche,

(/'.); distinzione, egli

Sede apostoo Curia romana dice, introdotta da

matrici fondate dagli apostoli,
faori che
la

ma tutte Romana ebbero fine a cagione
Zaccaria, Storia letteraria

quelli

i

quali senza parere eretici, ne ale

dottano

dell'eiesie.

Il

gioie impudenza disfogare contro

massime, onde potei econmagil roma-

t. G,p. 5oo, spiega onde alle vescovili sedi venne ancora il nome di Sedi apostoliche, il cui catalogo pubblicò Fabrizio, Salittaris lux Evangelii, rimarcando altre

chiese che uegli antichi

monumenti

tal-

no Pontefice la loro rabbia; poiché la corte romana altro non è che il ministero del Papa, e la distinzione di Papa e del suo ministero può egualmente applicarsi a tutte le corti, nelle quali vi è principe che

volta furono dette Sedi apostoliche, seb-

comanda,

bene non ripetano
della chiesa

l'istituzione dagli a-

e ministri che lo servono nel reggimento de'sudditi. Le ingiurie che si

postoli; del titolo che divenne peculiare

scagliano contro
principe,
si
il

i

ministri, ricadono sul

romana, citando un'iscrizione
mesuo Anli-Febbronio,
Il

quale o è insensato che non
eccessi, o è
sì dappoco non sappia por fieno.
il

posta nella basilicaOsliensedel 474» "ella

avvede de'loro

quale è chiamata Sede Apostolica.

che

alla loro licenza

desimo Zaccaria nel dopo aver nella Dissert. 2." ragionato dei titoli di madre emaestradellechiese, che alla romana Sede convengono, parlando dei titolo di Sede apostolica già dato ad altre chiese, ma per antonomasia conveniente alla romana, nel 1. p. 239 prova che la Sede di Roma sempre di questuilome ha goduto; laonde s. lunoceuzol Papa
1 ,

Da un

pezzo fu introdotto

comune

lin-

guaggio, di protestare alla Sede apostolica rispetto, e d' inveire

contro

la corte

romana. A Corte di Roma notai chequesta deuominazione e quella di Curia /io-

mana,

fu introdotta sul principio del se-

colo XII,

prima del qual tempo non
e

esi-

steva la distinzione de' vocaboli dì Corte

di

Roma
si

Santa

Scile Apostolica, incu-

cici

402,

nella celebre sua lettera a

s.

Vit-

gnite agli antichi; dell'abuso che dai
'igni

ma-

tricio

vescovodi Uouenstabib,che/efrt//-

lece per distinguere la Corte dalla

se maggiori all' Apostolica

Sede

si

rechise la

Sede romana, con
gi

isfogare

il

loro veleno
il

no dopo

il

vescovile giudizio.

Che

contro l'apostolica Sede.
usata

Con

p.ab. Biadissi

romaua uon

fosse stata già a quell'epoca

annotatore del celebre Bergier,
la

chiamata Apostolica Sede, come s. Innocenzol paragonandola colle altre, avrebbela detta Apostolica, con tento di chiamar le altre Episcopale judicium ? IN è altro

frase e per disprezzo resa

comune

da'moderni novatori, incominciandodall'eresia rcaCal vino e da'suoi

segua ci,quindi

fatta

nome
l'età,

trovasi in tutti gli scrittori di tutte

che quello

di Apostolica Sitile, e più.
si

usildlo,quuudo della l'puiaua Sede

par •

sinonimo la hnseCorledi Roma della s. Sede apostolica romana dai giansenisti moderni, per distinguere la romana corte civile dall'ecclesiastica. IN'el 84*' fu pub'
1

1

54

S
Treveri,

ED
De
ùluli Sedis

SED
Apocora un certo carattere, un autorità, ed

blicalo in
stolicae

ad insignìmdam Sedem Romatt vi

naia uso antiquo

singulari; scripsil

M.Eberhard
la

s.

theologiae doctor. Di que-

una forza apostolica, che sempre visibilmente si mantenne nella cattedra diRoma. Il Rinaldi negli Annali ecclesiastici, ah
l'anno 348, n.°7, osserva che già la chiesa romana, per antonomasia era denominata
la

sto glorioso titolo,

con cui

(la tanti

secoli

romana Sede
i

è salutata dai popoli cri-

stiani,

teologi che scrissero in difesa dei
s.

Chiesa. All'annoi
III

diritti della

Sede, occupandosi

di tanti

altri più gravi argomenti, poco o nulla pensarono all'origine de! titolo in conferma

Innocenzo suddiacono
sa alla

e

qq, n.°6o e 6 1, che avendo mandalo Alberto A lbertino notaio legati a Coi

stantinopoli, per

la

riunionedi quella chie-

delle loro dottrine. All'incontro

Eberhard

con retto intendimento, accuratezza e diligenza trattò il suo tema, ricercando in prima da quale età abbia avuto origine
l'uso di

romana, il patriarca Camatero ricevè bene Legali apostolici [E.) della s. Sede, e commendò il zelo del Papa, ma
i

con perfidia espose

i

suoi dubbi, perchè
la

chiamare Apostolica
e quindi quale sia
la

la Set/e ro-

avesse Innocenzo III chiamata

chiesa

mana,
menti

forza ed

il

romana
e

universale e

madre
non

delle chiese,

valore di tale denominazione.
storici insegna,

Con docutitolo

perchè questo
la

titolo

si

dovesse at-

che questo

era

tribuire alla chiesa di

Gerusalemme^.),
che
la

già usi tatissi ino nel principio del secolo e che fu

V,

poiché

fede cristiana da quella derivò.
III,

adoperato per denotare

la

Cat-

Rispose Innocenzo

Chiesa per

tedra di

Roma,

la

Sedia

/"*'.)

(

pontificale,

non
cilo

solo dai Papi e da molti scrittori ec-

due cagioni chiamasi universale. » Dicesi universale la Chiesa, la quale si forma di
tutte
le

clesiastici antichi,

ma ben
in

anco dai conoriente o in oc-

chiese, e chiamasi in
r/

idioma greco
è univer-

ecumenici celebrali

Cattolica (f

.),

e secondo questa signifi-

cidente, quali sono quelli di
d' Efeso, di

Calcedoni^ Lalerano I, di Trento. Esaminate poi le conseguenze che se ne pondedurre, analizzando l'intima forza di

cazione
sale,
la

la

chiesa

romana non

ma

pai le della chiesa universale, cioè
e la principale,

prima

come capo
la

nel

ilo

corpo,perciocchèinessaè
podestà, eagli
altri è

pienezza della

quest'appellazione, prendendo occasione
dalle parole del beneinerio Pietro
stant,
il

Cou-

te della pienezza.

E
:

comunicata una parchiamasi universale
quale contiene sotto
la

quale

scrisse

:

Sedes quae Vetri
idretinuilju-

quella sola chiesa,
se tutte le chiese

la

morte consacrata
ris,

est, totuin

e

secondo ciò
si

chiesa

quod Aposiolorutn princepsfuerat a Domino consecutus: inde eliani brevi ohli imi t usus, ut UH uni quasi proprium maaerei Aposlolicae Sedis nomea j rigetta
la

romana solamente
imperocché

appella universale,

ella sola

per privilegio di sin-

goiar dignità è sopra l'altre; siccome an-

cora Iddio è chiamato Signore universale

sentenza di coloro

i

quali asserirono che
la

non quasi come diviso
lissime o subalterne,

nelle speciespecia-

sia stala

detta Apostolica

Sede romaalla

na unicamente per rapporto
gine
:

sua

ori-

cose

nella quale sentenza

non potrebbe
la

perchè tutte le contengono sotto il suo dominio. Imperciocché ha una chiesa generale della
si

ma

abbastanza spiegarsi perchè

Sede ro-

quale

la

Verità disse a Pietro:

Tu

es

Pe-

mana

porti quel titolo negli alti di quei

trus,el super liane pelrain aedifìcaho

Ec-

sono pure nominate alche furono già occupale da alcuni apostoli. In breve l'autore dimostra, che
concili!, ne'quali

cletiam meant.
tia

IL ci

sono molle chiese parl'

tre sedi

ticolari, delle quali dice

A postolo: /u^rt/t-

la

romana Sede

fu

specialmente delta A-

mea quotidiana, soliciludo omnium ecclesiarum. Una è formata di tutte, siccome generale
una è sopra
fatta delle particolari
:

postolica per denotare

non solo

la
,

sua

ori-

e

gine dal principe degli apostoli

ma

an-

tulle,

perchè csscudo

il

cor-

SED
pò della Chiesa uno
J'A postulo:

S
quale dice
iti

ED
i

1

55

solo, del

donia neavea riconosciuti

diritti, ciò

non

Omnes unum corpus surnus
te esser

approvò Papa
triarca di

Christoj ella è capo dell'altre. Bai chiesto

ancora, e hai affermato,

non poco
cagione,

dubbioso, desiderando saper
la

la

s. Leone quindi il paGerusalemme fu il 5.° patriarca dopo il romano Pontefice. Inoltre Rinaldi a detto anno, n.°65 riporta, come Grego1
;

quale tu ammetterai senza contrasto,

rio cattolico degli

mentre sarà appoggiata alla ragione, dicendo Davide di Gerusalemme ne'salmi JlJaler Sion elicei homo, et homo faclus est in eaj siccome in quella, nella quale Cristo s'è degnato di conversare e predi:

Leonell
III,

il

armeni e il re di questi Grande, scrivendo a Innocenzo
la

confessarono che
è la

mana

madre

di tutte le chiese.

sublime chiesa roDi più
17 osservò, che il Londra celebrato

all'annoi 200, n."i

6

e

concilio provinciale di

care, e insegnare e operare
lute,

la

nostra sa-

co'suoi vescovi dall'arcivescovo diCantor-

ponendo

in essa

i

fondamenti della
si

bery, ne' 14 canoni promulga ti, a ciascuno

nostra fede; di che meritamente

debbe
essa

furono aggiunte queste parole Sa Ivo
:

iti

chiamar madre, co nei osi a co sa eh è da
procedesse già
Ja

ogni cosa l'onore e

il

privilegio della sa-

la

dottrina salutare; perchè
sia

chiesa

romaua
i

detta

madre

di tutte

crosanta Chiesa romana. Il p. Tamagna, Origini e prerogative de' cardinali della
s.

le chiese, la

quale ha ricevuto dalla chiesa
misteri della fede cattole

gerosolimitana
lica
si
...

Romana Chiesa, par. 2, cap. 2 Del Romano Pontefice, dopo avere riportalo
:

Or
la

tuttoché per

cose predette

le

sublimi denominazioni colle quali fui

ritrae la risposta di questa

perchè

chiesa

romana

si

domanda, dice madre per

rono

Papi

distinti dalla venerabile

andi

tichità, dice

non diversamente polevasi
la

ragione non del tempo,

ma piuttosto della
alla tede

loro parlare, poiché

loro sposa

la

chiesa

dignità (siccome, avvegnaché Andrea, co-

romana, con nomi

di

me

testifica

Giovanni, \euisse

torità veniva distinta.

onore e pieni di auChiesa principale,

prima che Pietro, per
degli apostoli egli è

tutto ciò Pietro fu

da

cui e nata l'unità sacerdotale. Chiesa
le altri

anteposto ad Andrea, e così nel catalogo

di tutte

radice e matrice. Centro
etti stelle

sempre mai il primo nominato, cioè non pel tempo, ma per la dignità), purea togliere ogni dubbio la tua
fraternità dee distinguere secondo
la ra-

dell'unità. Chiesa in

sempre

il

principato della cattedra apostolica. Pietra che non superano
le

superbe porle d'in-

ferno. Chiesa

da

cui

si
il

gione de' diversi nomi tra
,

la

chiesa ro-

diverse parli di lutto

mondo

spargono per le i sagra-

mana e la gerosolimitana che questa si deve dir madre della fede, perchè da essa
procedettero
i

menti della salute, della purità incorrotta, della fede. Chiesa in cui Pietro vive
e presiede, e

misteri della
la

ma
(f

quella
.),

si

dee dire

Fede {I'-)j madre de' Fedeli
i

somministra a chi la cerca

la vera fede.

Cacume

del

momlo. Capo
di Pietro che

perchè per privilegio della dignità

di tulle

le chiese.

Roma

-.tele

è stata

sempre sopra tutti fedeli. " Noterò, che anco a Oriente rimarcai, che Homo, è madre di tutte le chiese e centro

dall' onore pastorale/aita capo del mondo,

ciocché

non

le

dettero l'armi, glielo
s.

dono
che
etcì

la religione.

Sede di

Pietro, che nella
il principato,

del Cristianesimo,

Gerusalemme

e V

O-

chiesa universale ritiene

r tenie ne furono la culla; rimarcai poi a

Dio

le

assegnò. Sede apostolica

da

Patriarca e Patriarcato, che Gerusalemme non ebbe l'onore della sede patriarcale, ed in considerazione della città
in cui era nata la religione,

tutta la

Chiesa

il

principio trasse di luna

la religione.

che soltanto

Sede apostolica dove 'fondamenti sono posti de domini ortodossi. Questa si è una parte di que'lanli nomi
onorevolissimi, co'quali l'antichità meri-

nel

553

uel concilio diCoslantiuopoli, per-

chè sebbene nel

4^

'

il

concilio di Caloe-

tamente fiegtò

la

chiesa

romana,

di eia-

i56
senno de'quali
la derivazione,
il

SED
p.

SED
riporta

Tamagna ne

guardanti vedere
i

la s.

Sede, pegli

altri

potendosi

con citazioni. Provò il p. Cappellari poi Gregorio XVI, nell'opera citata cap. IX, n.° 3 e 4 the tutti pregi della chiesa romana non sono in lei originari, ma li desume da quelli del Papa
S
i

loro articoli. Eziandio vado nella
le

medesima mia opera propugnando
rie de' romani Pontefici,

gloca-

ribattendo

le

lunnie degli empi detrattori. Questi
t'altro discordi, allora
si

in tut-

concordano
si

alla

(A^j
i

il

quale
il

li

riceve da Dio. Perciò arall'

stessa opinione

quando
i

tratta di pren-

roge quanto

Rinaldi

anno 3a5,

n.°
s.

dersela contro

Papi

e la

romana

chiesa.

3o

e

i

3

1

,

riporta uel dichiarato da

Per mantenere
fra le

l'essenziale unità religiosa

Gelasio I nel concilio romano. Quamvis per orbem calholicae Ecclesiae unus thalamus Chrisli sii; sanata (amen Romana
catholica
ci

apostolica Ecclesia nullis sy-

nodicis consti tutis caeterìs ecclesiis praelata est, sed d'angelica voce

Domini
:

et

Saldatoi is nostri primalum oblinuit

Tu
te-

es Petrus, inquientis, et super liane pe-

membra di Gesù Cristo era necesuu centro, da cui partisse ogni magistero, emanasse ogni giurisdizione, si diffondesse ogni preroga ti va. Questo appunto mirabilmente operò il Redentore nel costituire s. Pietro princi pai fondamento della sua Chiesa, e che se gli altri undici furono come lui chiamati all'apostolato, al
sario
solo
s.

tram,

etc. Inoltre
i

dimostra con altre

Pietro diede Cristo

il

primato, su-

stimonianze, che

privilegi della chiesa

romana, non da altri che da Cristo ebbero origine nel concederli al suo vicario
in terra,
il

bordinando a lui il collegio apostolico, del quale divenne principe e capo. E s. Pietro in fatti la fece sempre da capo, da maestro,

quale

li

esercitò avanti di vela

da principe, da Pastore de' pastori,
i.°a parlare, a prescrivere, a san-

nire a lìonia a fondarvi

sua cattedra.

tanto nelle sagre adunanze, ov'era sem-

Ed airanno3Q3,n.°2 i, dice di quello in facomunica colla chiesa romana, che quantunque escluso dalla comunione degli altri vescovi ha la comunione cattolica^ ne produce gli esempi, cosi all'anno 432 n.° 4^; mentre il non comunicare con essa era ed è lo stesso che dichiararsi Eretico o Scismatico (/• .). A questi, a Proter stanti ([''), alle Sette (/ .) una sola via di
vore
di chi
5

pre

il

zionare,

quanto

nel piantar

prima

la

sua

sede in Antiochia, e poi nello stabilire ia Roma il centro dell'unità cattolica. IPapi

sempre esercitarono i diritti e l'autorità r del Pontificato (I .) e primato, come eredi
universali di
s.

Pietro, ed agli oracoli di
di

questo centro
rispettosa
la

unità piegarono sempre

fronte e pastori e fedeli; l'aufu

salvezza rimane,

il

ritorno cioè a quella

torità della

Sede apostolica

sempre eiu

fede ch'è unica e indivisibile, all'ubbidienza della Sede apostolica che n'è depositaria e maestra.

ogni tempo venerabile,
sta

Muratori che svolse

come pure atteun numero IncreLa cattedra tempo stesso

dibile di

monumenti
s.

antichi.

In tutto quanto questo
rio,

mio Diziona-

pontificale di

Pietro è nel

pieno di profonda venerazione alla s. Sede apostolica, gloriandomi e pregiando-

indefettibile nella sua esistenza,

come

ir-

refragabile e scevra da errore ne'suoi in-

mi

di essere
tutti
i

suo vero e sincero

figlio,

co-

segnamenti. In più luoghi
le

altresì narrai

me

cristiani a
si

sommo

onore e vencolle

molteplici beneficenze derivate alla so-

tura recar

debbono, non solo

mie

cietà dal

deboli forze e pochezza ne celebrai l'im-

menso complesso
ina
feci

de'suoi splendidi

fasti,

romano pontificato, non che l'amorosa assistenza che Dio presta assiduamente alla sua Chiesa, ed trionfi che ili
i

affettuoso e riverente eco ai suoi

quando

in

quando

fa

riportare a' nostri

innumerabili e benemeriti atleti e campioni qui limitandomi a toccare alcuni
;

giorni alla fede, alla chiesa

romana ed

al

suo venerando capo, molti avendone registrati all'articolo

de'principali e innumerabili argomenti ri-

Pio

IX

e in tanti altri

S
articoli,

ED
le

S
relazioni della
s.

ED

i5 7

descrivendo

Ierra,ch'è una sede particolare e limitala
a

Sede

Colle nazioni.

Quanto
s.

ai servigi ini-

mia

sola diocesi (nel fine del citato arti-

portantissimi resi dalla
cristianesimo.,

Sede

a tutto

il

colo parlai di

Roma come

sede del Papa

essa è stala in tutti secoli

capo
del
lai
hi
il

di tutta la Chiesa, delle sue dignità,

non solo un fanale a

diligere

i

fedeli nel

diocesi particolare di

Roma,

eriporr

mare tempestoso

di questo

mondo, ma
fedeemanò
le

anche la sorgenteonde la
del

stessa

e per cui viene propagata a tutte

parti

mondo
a

dell'orbe cattolico colle Mis-

sioni Pontificie (/".),

pure

argomento che loccai Propagazione delia fepe. A Piùdei pri-

mato
della

nel riunire le principali prerogative

Sede apostolica, ragionai

malod'istituzionedivina del

romanosom-

ino Pontefice, tanto del primato d'onore,
e di giurisdizione, qual capo augusto della chiesa universale, siccome

che d'ordine

novero de' vescovati sulIVaganeieimmediatamente soggetti alla Sede apostolica, come lo sono molte celebri abbazie nuUìus dioecesis), e avente per cattedrale la basilica di Laterano capo bensì e madie di tutte le chiese, avendo detto a Possesso de'Papi che questo deve riguardarsi pel possesso di quel tempio come catledrale del loro vescovato di Roma; laomlenon devesi confondere colla Chiesa Romana o Sede apostolica, che nel linguaggio ordinario de'teologi èia chiesa cattolica unidell'unità e della fede, ed

successore del principe degli apostoli e

/

/'•

cario di Dio (F.)
i

in terra

;

perciò tulli

fedeli gli

devono

rispetto e ubbidienza,

versale,checonsideraRomacomeilcentro il Papa che ne occupa la sede, come successore di s. Pie-

come tutte le chiese per la primazia suprema cheha eziandio su di esse,esu tutta
quanta
cilio,
la

tro. vicario di

Gesù

Cristo,

capo supremo
di rifulgere

e

monarca
fi

di tutta la chiesa universale,
l'alto

Chiesa ancorché adunata

in con-

Roma
c °h
l'i

quindi ha

vanto

essendo infallibile nelle decisioni di

qual sole

a le stelle per

aver da

XIX

se-

fede,

come pur

dissi a

Scisma, a Scomu-

sagrosanta sede dell'impero cattoda quella Religione (al quale
loro classifica-

Nica e analoghi articoli.

La prerogativa del
s.

lieo, sostenuta

primato è trasfusa
e cattolica di

nella

Sedeapostolica

articolo riportai le statistiche approssimal

niente

il

Roma, ove siede maestosaPapa, giudice, maestro e pastoonde
Il

|V e di tutte le religioni e

zione numerica,

come

de'seguaci d'ognu-

re universale,

Roma

(?'.) è

centro

na) che n'è

il

divin fondamento; sedech'è

del cristianesimo, e vincolo di

comunione
terra, fu ri-

madre

e maestra cattolica de'fedeli, cat-

a tutte le genti.

primato della Sede ala

tedia suprema di verità.
dichiarai che
si

A Roma ancora
s.

postolica su tutta quanta

l'appellativo di eterna ie
Pie-

conosciuto dai
menici.

ss.

Padri e da'concilii ecu-

addice per essere l'eterna sede di

La

chiesa

romana ammae.strala

tro,

ad onore del perpetuo suo magistero
trasferimento della sede imperiale

da

s.

Pietro e da' suoi successori non co-

e di quello de'suoi successori; altrimenti

nosce eresia; illibato e immacolato è lo splendore di sua fede; la purità di sue dottrine,conformi alle tradizioni apostoliche,
inviolabilmente osservate e custodite:
fede
la

dopo

il

in Costantinopoli e le tante feroci irruzioni

barbariche, forse era per sempre spenta
la gloria di

Roma. Eterna dunque Roma
Pietro e per
la
il

romana è sempre la fede della
la

Chiesa,
cri-

sarà per
lica,

s.

Sede aposto-

Risalendo all'origine e primordi del
slianesimo,

cattedra apostolica di

s.

Pie-

regno di Cristo sarà invincibile, universale, sempiterno,
Passaglia gesuita nella

imperoi che siccome

Irò fondata in

Roma, sempre grandeggiò
Roma, che non bisogna conmetropoli della

cioè misurato alla temporanea durazione
delle cose, dice
il

autorevole

in tutte le chiese dell'orbe cri-

p.

stiano. Notai a

Dissert. sull'appellazione di eterna

a Ro-

fondere

la

chiesa illustre dell'alma e cecittà, gloriosa

aia, pel regno di

Dio viene

significala la

leberrima

chiesa istituita dal Salvatore, e per le cu-

1

78

S

ED
sa.

S

ED
ivi e la ChìePio VI per Vienna,

re degli apostoli propagata e diffusa.» A-

brogio disse: Ov'è Pietro,

dunque

la

chiesa del Salvatore, siccome

Prima

di partire

de'secoli.

suo legno, deve credersi duratura al pari Ora uè v'ha, né puòaverviquaggovernata da Pietro, tranne
la

notificò al

(l7 -), di lasciare

Sagro Collegio de cardinali un breve nel quale ad

giùin terra altra chiesa del Salvatore tran*
nte la

la cliie-

sa

romana, ch'è
il

sola chiesa di cui Pie-

Irò è

sommo pastore. In altra guisa chiesa
da Pietro e chiesa
tre proposizioni

che infraordinava che accadendo la sua morie fuori di Pioma, in questa sola città ove il principe degli apostoli avea
de' suoi predecessori
,

esempio

presero viaggi

di Cristo, chiesa retta

istituita la

s.

Sede,

si

dovesse fare
i

il

Con-

romana sono
fica no

che distinte
sigili-

clave

per varia considerazione e rispetto,

una stessissima

società

edunosles-

Papi eletti fuori di Pioma) e l'elezione del suo successore, restandovi la Curia com'egli
(al

quale articolo riportai

simo regno.... Dunque qual è a credersi la dotazione del regno di Cristo, tale è da avere il durare della chiesa romana, Ma regno di Cristo in terra siccome non
il

fosse presente:

lasciò

pure

il

sigillo delsi

V Anello Piscatorio (F.), nel quale

rap-

presenta

s.

Pietro dentro una navicella,

figura della Chiesa

sempre combattuta e
le reti

conosce
dell'

altri limiti di

luogo tranne quei
quale è per coni-

trionfante, in atto di tirare

come

universo, cosi non ha altra misura
quella,
la

di

tempo che

segno della pietà cristiana e de'suoi felici successi. Di poideporlatoprigioneinFraneia,

consumazione de'secoli. Questi dunqnee non altri sonoi limiti di spazio e di tempo della chiesa romana e di Roma,
piersi colla
ia

prima

di

morire
ss.

fatta la

Professione

difede (/^.) cattolica apostolica
nel ricevere
il

quale però dee venerarsi siccome eter....

na
la

Al

mancare e venir meno delle
la

altre

sedi,

sebbene antichissime ed apostoliche,

romana, Sagramento pregò fervorosamente Dio a restituire a Pioma la residenza pontifìcia. Nel ycjc) mentre Pio VI era prigione, buoni piangevano la
i
i

sede di Pietro e

romana

cattedra

si

desolazione del santuario, l'irreligione e
la

stette

maisempre ferma ed immobile. Venla

falsa filosofia

congiunte minacciavano

ne meno
stette.

sede d'Alessandria,
la

ma Roma
la

l'ultimo crollo alla papale autorilà,d.Mau-

Venne meno
si

sede d'Antiochia,

ro Cappellaio camaldolese, poi Gregorio

ma Roma

rimase

invitta.

Anch'essa

XVl.con animo impavido pubblicò

Ì11R.0-

nuova Roma, Costantinopoli, bruttamente soggiacque, maRoma sempre mai trionfò. E ove sono le sedi alunne di Giovanni, ove le fondale da Giacomo, ove le stabilile da Paolo, ove?passaronoe non son piìi
!

ma

la

dottissima sua opera, nella quale

vit*

toriosamente combattè l'erronee doltri-

ne giansenistiche in generale, e quelle del famoso Tamburini in particolare, acquistandosi onorato

nome

tra gli apologisti

Ma Roma

sta, e della stabilità stessa,

che

del cristianesimo, e tutta piena di quello
spirilo d'ordine,

è propria alla verità, della quale a
diritto scrisse
il

buon

che non saprebbesi mai
il

Crisostomo: Niente più
potente della verità.

abbastanza divulgare, come l'encomiò
celebre cav. Arlaud, ed io ripetei nel

splendido e

pili

E

di

voi.

nuovo:
battuta

E

lalela verità,che sebbene coni-

L*X,p. 3
fo della

1

7.

L'opera èinlitolata lltrion:

da

molli,

non
all'

s'

inchina ne pie-

s.

Sede e della Chiesa, contro gli

ga"

'.

Discorsi pure
capitale del

articolo

Roma, che

assalti de'novatori, combattuti e respinti
colle stesse loro armi.

Roma
ia

mondo

cattolico è sta-

La dedicò
la s.

a Pio VI,

ta preparata dalla

provvidenza ad essere

che appunto
lica

col

suo mirabile e eroico con-

sede irremovibile del successoredis. Pie* lo; che ivi come sua propria e vera sede deve eleggersi il Papa, sebbene ripetei la
sentenza
:

tegno faceva trionfare
mici. Dipoi nel
se

Sede aposto-

dai suoi più accaniti e possenti ne-

Ubi Papa,

ibi

Romaj

e

s.

Ani-

i832 con questi stessi tipi ne fecero altre 3 edizioni, emerito d'es-

S

ED
la

S

ED

r$9

sere tradolla in piùidiomi, enuovamente j più grandi elogi, tra 'quali ricorderòquelli del p.
sita
rici

Santa Sede, die

sola è centro dell'uni-

verso cattolico, e separalo dalla quale, chi

Emilio Jacopini prof, dell'imi vere preposilo

semina disperde, chi cerca

salute.,

misesia

romana
s.

generale de'chie-

radiente perisce, per ciò solo che aperta-

minori, ne\Saggio analitico sulTrion-

mente
sta

sta scritto:

Chi noni- con
il

me 3

fo della

Sede di d. Mauro Cappellani poscia Gregorio XVI , Roma 833. E quelli del cav. Filippo Scolari ne Cenni
1

contro di me, e chi sta contro

Pontefice,

contro tutta

la

Chiesa. Dov'è questa

cattedra, ivi è la chiesa;

ma in questa cattele

slorici intorno all'opera il
s.

Trionfo della
in cui fra le
fa sul

dia, in questa chiesa fan centro
le

volontà,

Sede

e della Chiesa contro gli assalti

preghiere,

le

speranze ed

i

voti dell'uè

de' novatori,

Verona i832;
che

ni verso cattolico;

dunque dove
ivi

questa
pio ec-

altre belle osservazioni

trionfo

cattedra, e dov'è Pietro,

è

la

della religione
sta di

avvenuto nelle preclaregeGregorio XVI, come trionfato avea ne'suoi scritti, ove con accortezza di quasi
claustro previde e pronunciò
gli

celsa dignità della terra, ivi l'impero più

universale ed assoluto,
la

ivi

il

concorso e

soggezione più libera, più nobile, più
tra le altre cose. »

profetico avvedimento, nella palestra del

volontaria, di quanti sono cattolici". Nella

avveni-

Gonchiusione dice
che continua da

La

menti del i83p; quindi che ne'principii da lui proclamali e difesi, e consagrati con
la

chiesa cattolica è un fatto, ed è un fatto

XVI li
s.

secoli

contro ogni

fermezza e

la

santità della vita, anticipò
la

maniera d'attacco, ne cesserà mai. Esso
è rappresentato dalla

al

mondo

tutto

prova, che un giorno

la

Serle,equcsta Se-

religione avrebbe trionfalo sicuramente
in lui slesso. Inoltre
il

de
chi

è

ferma

in Italia

ed

in

Roma. Chi

vuole,

cav. Scolari, scosso

dagli ultimi strepitosi e insoliti a vvenimenti

politici
s.

che infuriarono contro

Roma

e

può resistervi?.... Sì, la figlia di Sionne ni mezzo alle più grandi persecuzioni e traversie stette mai sempre nel suo magnifico splendore, guidata e protetta dal

la

Sede, pubblicò

neh85i

la

sua Me-

moria,

Roma

e la santa Sede,

slr azioni a' luoghi relativi

con illudella Divina

suo fondatore di vino,il Sai vatoredelmondo; e s. Ilario poteva a pien diritto dire
di lei: Ecclesia hoc habet proorium : dam perseculionem patì tur, flore t; dtim oppri-

testato

Commedia, siccome ulteriore solenne àtnon meno di sua dottrina, che della
al

sua edificante divozione alla chiesa roma-

mitur, cresciti

dum

contemnilur,profìcit;

na e

papato. Utile e lodala opera che
in
si

dum

ledifur, vincit;

dum

arguitili', inlel-

combatte
stri

5o proposizioni quanto
è detto contro
la
s.

a'no-

Hgìtj tane stai

cum superaci videtttr.Q[\ementre

giorni

Sovranità

sto è affilio proprio alla Chiesa, ohe raentre soffre la persecuzione, fiorisce;

de' romani Pontefici e della
la

Sede {?.),
i

quale sino dai primi secoli del distia-

viene oppressa, cresce; mentre èdisprezzata,

nesimo possedè per tutto il mondo riePatrimoni della Chiesa romana {V.), ed alla quale si gloriarono principi
chissimi
e popoli di soltoporsi alla prolezione della

ne trae profitto; mentre vieneolfesa,

vince;

mentre

è rimbrottata,

comprende;

e sta allora

appunto, quando superata già

chiesa

romana

e di rendere

i

loro Stati

sembra". Nella sullodata enciclica del Papa Pio IX è pur detto al corpo episcopale delle Gallie. »

trihutaridellas Sede{V.)ei\'yu\n\av\ della

Non

è poi ignoto alla
i

medesima con o.naggio e censo, e giuramento di fedeltà. Il eh. autore, nel § III, Che cosa e la santa Sede, ecco come la definisce. La cattedra dunque su cui il Papa si asside, giudica, definisce, delibera e comanda, in qualità di Pontefice, è quel>•

vostra saviezza, che tutti

nemici più ac-

canili della cattolica religione fecero

sem-

pie, benché con vani sforzi,

la

guerra a

questa cattedra del
degli Apostoli, ben

beatissimo principe

sapendo che non potrà
la

mai cadere e venir meno

religione slessa,

160

SED
in

SED
conto
di precelti, quasi ordini
i

finché durerà quella cattedra, la quale è

si

fa

ope-

appoggiala a quella pietra, cui non possono vincere le orgogliose porte dell'inferno
(?.

Annusi,

in Ps. coni. pari.

Dola

nai.), e in cui

havvi intera e perfetta

appagarne desiderii. I più illustri esempi vengono da'personaggi più elevati. E questo un nuovo trionfo dello spirito di concordia, è una sfolgorante testimora di

saldezza della cristiana religione(Zw«..?j7i.

nianza dell'inalterabiledivozioneche lega
i

Joann. Constant, ad Hormisd. Pont.). Per
Ja

vescovi ed ilclerodi Francia alias. Sede."

qua! cosa,

diletti figli nostri e

venera-

Non
stri

senza molta sapienza ha detto a'nogiorni

i/di fratelli, vi

dimandiamo inslanteraente,

che per l'esimia vostra fede nella Chiesa, e per la peculiare carila verso la medesima cattedra di s. Pietro, non cessiate mai
lutti nello stesso

un gran pubblicista cattolico: un elemento vitale della Chiesa; contro la quale appena la guerra

La

lotta essere

incomincia, ecco per ogni parte animati

pensiero e nello stessospi-

da

spirito di zelo novello

numerosi cam-

rito dal

mettere ogni cura, ogni diligenza

pioni spingersi nella mischia per raccogliervi allori
bili di quelli

e ogni opera, acciocché codesti fedeli popoli della Francia, diligentemente evitan-

non

perituri; tanto più nosui

che germogliano
la

campi
la ra-

do
i

le sottilissime frodi

degf

insidiatori e
si

de'combaltimenti materiali, quautoèpiù
nobile Io spirito che

loro errori, ogni giorno più

gloriuo di

materia, e

tenersi
ti

ferinamente

e

costantemente stretdivozione a quest'Aubhidiscano, com'è
riverenza.

gione che

la forza.
s.

con

filiale affetto e

Nella biografia di

Pietro

primo somil i

postolica Sede, ed a

lei

dovere, con
lo zelo

somma

Con
in

tutto
vi-

pertanto della vostra episcopale

romano e fondatore della .° a conSede romana, narrai come fu fessare Gesù Cristo, e come da questi fu
Pontefice
scelto per capo de'suoi apostoli e discepoli

mo

gilanza, nulla

mai ne

in fatti

parole

tralasciate che possa conlrihuire a ciò che
i

con preminenza sugli

altri;

come

gliaf-

fedeli

sempre più

nerino e
s.

cuore amino, veonorino con ogni ossequio questa
di
la

fìdò la cura di tutta la Chiesa, col privilegio dell'infallibilità, e l'autorità di con«

Seùe, ed eseguiscano ciò che

slessa

s.

Sede insegna,
sto
ri

stabilisce e decreta".

Que-

fermare nella fedei li, consegnandogli

fratelli e di
le

governar-

mistiche chiavi del
i

levante documento ri portato dal la Ci7..'

viltà Cattolica,
Ja

serie,

t.

2, p.

s. Sede produsse con esito vOjStupendo e commovente trionfo, di ge-

332, per felice un imo-

regno de' cieli, per cui suoi successori hanno il primato su tutta la terra. Quindi riportai gli atti di giurisdizione esercitati

da
i

s.

Pietro, incominciando dal


i

di

nerosa ed eroica edificazione, per essersi
fatto a gara dallo specchiatissimo episco-

tutti

concilii e celebrato in

me, ove

pel

i

Gerusalemparlò come capo supremo

pato francese, d'entrar nelle mire del co-

dellaChiesa, nel

modo che riportai a quelromano dopo
la

mun

Padre

de'fedeli,

con

fruiti di cele-

l'articolo;che passato poi \n Antiochia^.)

stiale fragranza,

onde esclamò Enrico
!

di

3/

città

dell'impero
vi

Peonia

Puancey."

O ammirabile possanza dell'ecO vittorioso conclesiastica autorità
il

e Alessandria,
trattai

fondò

sua sede, diche
festa di
s.

pure a Cattedra

e

Pie-

trasto della divina gerarchia messo a pa-

tro
che

i.\

Antiochia; dices. Gio. Crisostomo
fedeli per lai.*
•)•

ragonerai potertemporaleecolle autorità

tale città avesse peri. "pastoreil prini

umane! Vedete

ciò che accade:

si

solle-

cipe degli apostoli, ove

vano controversie, si alternano discussioni; pLoma leva la voce pacificatrice e sovrana
:

volta furono chiamati Cristiani (/

Do-

la

sacra parola è accolla con sol-

governo di 7 anni, lasciando in Antiochia s. Evodio o s. Ignazio per succes-

po

il

lecitudine, con venerazione, con isponta-

sore,
si

ma

soltantoqual semplice vescovo,

nea ubbidienza

:

i

suoi consigli

si

hanno

recò in Piuma capitale dell'istesso ini-

SED
pero romano per porvi la rocca della fede e questa promulgarvi colla predicazione dell 'Evangelo {l\); che vi giunse tra gli anni 4o o 4^, e Vl stabilì la pontifìcia
1

SED
venne decapitato, restando ambo
cipi degli apostoli protettori di
la
i

i

(ì i

prin-

Roma, del-

Chiesa e Sede apostolica. Oh Roma félixlpev possedere preziosi tesori de'loro
i

sua Sede, trasferita d'Antiochia, avvenitre in tanti altri luoghi, a

corpi,
in

mento meraviglioso che pur celebrai, olCattedra e fedi s. Pietro ix Roma, ed ivi ne fu il sta

i

ondead LiminaApostolorum {V.), ogni tempo oggetto di tenera venerale

zione di tutte
tenti
reali,

nazioni, sovranipiù poi

depositarono
ai

le

insegne imperiali e

vescovo e Papa, esercitandovi podestà
pontifìcia.

la

suprein

ma

Tornato

Gealtro

uno
di
s.

rusalemme
sa fu
il

vi celebrò e presiedè

un

ed offrirono magnifici donativi, iu documenti di generose donazioni stati e provincie. Si deve notare, che

concilio, e con autorità di capo della Chie-

i.°a parlare,

come

a decidere la
feri-

de: dopo

controversia sui gentili convertiti alla la discussione delle cose che

Pietro fondata eh' ebbe la Sede antiochena, metropoli dell'oriente romano e eresse la Sede romana con nobilissima
,

questa diversità, che alla romana oltre

il

produssi a tale articolo, surse s. Pietro e disse. Egli a preferenza di tutti gli altri, essere stato scelto da Dio onde di sua bocca
popoli apprendessero la parola del vangelo, e la definizione di ciò che bisoi

patriarcato occidentale, conferì altresì il primato su tuttelechiese.il potente in-

gegno de'romani, degno di reggere il mondo, fu degno altresì d'essere scelto a diffondere quella religione che Dio stesso avea rivelata. Il che conoscendo il princi-

gnava credere. Indi pronunziando solenne sentenza, defluì non essere necessaria
nella Chiesa
la
la

«Il

legge mosaica, e la fede e

pe degli apostoli investito della suprema segreti autorità ecclesiastica, e sapendo
i

grazia di

Gesù
tutto

Cristo salvare ogni uoil

della divina provvidenza, recossi a

Roma,

mo. Allora

sagro consesso tacque,
:

centro del potere temporale e del
incivilito,

mondo

secondo l'espressione della Scrittura ciò viene interpretato, che nìuno può arrogarsi di discutere dopo che Pietro, vale a
dire laChiesa,

onde porre

in effetto le divine

predisposizioni perla dilatazione dell'im-

pero spirituale, e predicar l'evangelo ad
ogni creatura.
11

ebbe sentenziato. Dimorando inGerusalemme, fu fatto prigione nel\a?.? Persecuzione della Cìiiesa{r.),e tut-

Da Roma s.
che

Pietro scrisse

lai.

epistola,

n' è restata, alla

quale
del-

devesi avere riverenza,
le

come aliai/

ta la Chiesa

pregò Dio per
in

la

sua liberala

Decretali (F.). Iu essa dà precetti

mo-

zione. Scorsi diversi paesi dell'oriente, o

rali, e

prescrive cose spettanti alla disci-

dopo tornato
po Roma,

Roma,
a

vi

fondò
s.

chie-

plina,

sa d'Alessandria, 2. città dell'impero dodi cui fecei.

vescovo

Marco

opportune iu que'primi tempi. Nella slessa approvò il libro dell' evangelo scritto da s. Mai co, contenente ciò che da
se stessoavea udito predicarsi, dalla

suo discepolo. Piitornato iu Pioma a compire la grande opera intrapresa, dipoi volendo ripartirne, perchè Nerone meditava avventarsi contro
la Chiesa, gli
di lui
il

vene-

randa bocca del divin Maestro:

e questo

libro propose alla chiesa cattolica

come

qual capo delPiedentore e lo

apparve

fece retrocedere, dicendogli:

P'ado a Ro-

supernamente ispirato. Con questoatto di giurisdizione mostrò la suprema autorità pontifìcia, di definire quanto spelta alla

ma per esservi nuovamente crocefisso .Arrestato d'ordine dell'imperatore, in
s.

una

norma della fede, e alla conservazione dei costumi del suo gregge. Altro argomento di

Paolo (F.) apostolo,

fu poi crocefisso

capovolto, glorificando e suggellando col

suprema autorità trasparisce nelV invio dell'evangelista s. Marco ad Alessandria metropoli dell'Africa, affinchè
in

suo sangue e martirio patito in Roma, la s. Sede che vi avea fondata; e s. Paolo
VOL. LXIII.

suo

nome

vi

fondasse

la
i

sede palriari

iGa
cale. Così
s.

SED
Pietro fu
il

SED
fondatore de'3
nel dire che la chiesa
a oche le sue

romana riconosce

più antichi e primari patriarcati, Roma, Alessandria, Antiochia, che rappresentarono una chiesa ad instar Triniintis, co-

grandezze tempora li dal prinla

cipe degli apostoli, osserva ch'egli fu fon-

datore di essa, che

prescelse per

com-

me
tri

rilevai a

Patriarca. Spedì inoltre

al-

piervi sulla croce l'apostolico ministero;

de'suoi discepoli in varie provincie del-

che

egli in

questa chiesa lasciò

ai santisil

l'occidente, a erigervi melropolilanee ve-

simi suoi successori in retaggio

sagro

scovati sufìraganei. In

Roma

il

vicario di
fa-

deposito del divino primato,e questa chiesa

Gesù Cristo coronò

le

sue apostoliche
il

per filetto della specialissima sua pro-

tiche della slessa corona che

divin

Re-

lezione fu quella che agli occhi del

mon-

dentore a Gerusalemme: l'uno e l'altro crocefissi sudi un monte, e fuori le mu-

do venne

poi ingrandita ed esaltata per gli

olocausti di tanti doni temporali, che la

A Berma Rinaldi, all'anno 45,n.°i, chela memoria dell'istituzione della Sede romana fu sempre celebrata
ra della città.

divina provvidenza dispose che da popoli
fedeli e di voti, e
nifici le

da principi

religiosi e

mu-

venissero generosamente offerti,
di

dallaChiesa, non soIamenteinRoma,
in tutta la cristianità, e

ma
in

tutti
la

ansiosamente bramando

godere
s.

che essendosi
si

protezione della Sede apostolica edi

qualche luogo
nala,

tralasciata, fu poi ripristi-

Pietro, ciò che pur fecero vescovati, insigni monasteri, ec,

come

al

presente

osserva. Di ciò
i

ne fanno pienissima fede martirologi ed sermoni in tal solennità recitati. Aggiunge pure, che fu antica consuetudine
i

anche per godere le (/'"•), onde dipendere unicamente dalla giurisdizione diretta della s. Sede. Il nome del s. Apoprerogative de\Y Esenzione
stolo trionfò in tutti
gli atti
1

nella Chiesa, così orientale
tale, di celebrarsi

come

occiden-

delle solenni

V Anniversaria solenni-

donazioni e restituzioni.
ti

quali

documen-

giorno che alcuno era stato fatto vescovo; ma quello nel quale il vescovo
tà del

osservali atlentamente riferiscono,
della
s.

D

«li stati

della chiesa universale
di

si

pone

nella sede

alle

che Sede non si diedero tanto persone de'Papi, quanto a Dio, a s.
,

Roma, con

ragione

si

festeggia

da

tut-

che ragiono a Pontificato. Di più all'anno stesso 4^, n.° a e 3, il
te le chiese, di

Rinaldi parlando del le chiese apostoliche,

la quale non Pietro ed alla sua Chiesa mancando alla morte del romano Pontefice, non può mai essere giustamente privata delle signorie di lei proprieeammi-

fondale da s. Pietro e dagli altri apostoli, diceche tutte nondimeno ne formano una sola, la quale si deve dire cattolica, come gli apostoli nel simbolo insegnarono, e che
l'unità deìlaChiesa
la la
si

nistratedai Papi. Questo è
degli antichi

il

linguaggio

monumenti,

e specialmente

del libro Pontificale e del codice Caroli-

no, ne' quali la munificenza di Pipino e
di
li

deve riconoscere nel-

Carlo

Magno

al

principe degli apostos.

cattedra di

s.

Pietro, e chi

abbandona
cui senten-

è interamente rivolta. Essendo stalo
il

cattedra non

può
i

essere nella Chiesa,

Pietro

si

donatario, quindi
di

le
s.

temporaliPietro, per
s.

come insegnano
ze
si

ss.

Padri,

le

denominarono cose
la

cita;

i

quali inoltre dichiarano, dovercattolico

essersene data

proprietà al

Apostolo

chiamar

e sta unito colla

chiunque comunica chiesa romana, e per coni

trario tenersi scismatici o eretici
rati

sepa-

da essa, per

la

qual cosa anticamen-

te tanto era dire
lieo, e lo

ze.

11

minano quanto calloprova con diverse testimonianBorgia, Difesa del dominio tempo1

romana, a nome del quale si usano e si amministrano dal Papa. Nelle lettere di Giovanni Vili spesso ricordansi Terra s. Petti, Territorium s. Petri, Terminus s. Petti , Homines s. Petti Le città poi e le persone che si sottoponevano alla protezione e padronanza
e alla sua chiesa

rale della Sede apostolica, p.

77 e 20 5,

della

s.

Sede,

lo fecero

con diverse con-

-

SED
dizioni, e alcune le riporterò a

SED
Sovraniin

i63

ammirarla e

visitarla.

Narra Rinaldi alla

tà. Papa

s.

Sisto

I

deli

32

fece questo de-

l'anno 2 58, n.° 3, che Basilide vescovo di

creto, pei vescovi

che chiamali

Roma

Leon

di

Spagna, vedendo occupata
in tale
I

sua

e ritornati nel vescovato,

non

vi fossero

sede daSabi no, ricorse

anno al somfalse ragio-

ricevuti senza presentare al popolo le Lettere apostoliche (P.).
sliluit,

mo Pontefice
ni
so,
:

s.

Stefano
si
i

cnn

Hic insuper con-

nondimeno
che
i

vede l'antichissimo uquali pretendevano di
lo-

ut quicumque episcopus exocalus

vescovi

fuerit ad Sederti

Bomanam Aposlolicam,
susci-

aver patito qualche torto dai vescovi

rediens

ad paróchiam suam, non

ro colleghi, ricorressero da parti ancorché

piatur nisi cutn forrnalis salulalionis

ad
il

plebema Sede Apostolica. Le quali
capo
e le

lette-

rimoteal romano Pontefice, come a supremo capo della chiesa universale. Il citato Zaccaria,/^»// Febbroniopar. 2, libi
1 ,

re attestavano dell'unità cattolica, fra

membra della Chiesa. La comu
romano Pontefice
manteneva
i

Storia del primato del

Papa
i

nelle
le

cauchie-

nionecol

de' patriarchi

se maggiori, tratta nel cap.
se del

-.Tutte

e de' vescovi in due maniere principal-

mondo cristiano

fecerone'primi ot-

mente
era
il

si

e

si

praticava.

Una

to secoli ricorso al

romano Pontefice, per

ricevere

fedeli,

che d'altre parti

risolvere gli affari della religione. Nel cap.

venissero a

Roma

con

lettere

commendao
laici,

2

:

Si

tizie de'loro vescovi, se chierici

o

diritto,

comincia a parlare in generale del che Papi hanno a' ricorsi nelle
i

de' loro metropolitani, se vescovi,con tutti

cause maggiori. Nel cap. 3: Si mostra colla storia
il diritto, che han sempre Paavuto nelle cause di fede. Già ad Appellazione alla s. Sede, ed a Commissioi

gli uffizi di

carità. L'altra era scriversi

scambievolmente lettere comunicatone , dette anche pacifiche e poi formate. Di
Ceciliano, scrisse
alla
s.

pi

Agostino, ch'egli era
e di Pa-

ne, parlai dell'appello alla Sede aposto-

romana

chiesa e alle altre terre per

lettere

comunicatone congiunto;
il

pa
pel

s.

Silicio del

385 afferma Ottalo Mi-

levilano, che con esso lui tutto

mondo

commercio delle lettere formate concorda in una società di comunione. Quindi
i

Bernardo riguardò perla più della Tiara pontificia (f.), poiché costituito da Gesù Cristo un primato di onore e di giurisdizione nella sua Chiesa, era legittima conseguenza di
lica,

che

s.

preziosa

gemma

esso

il

diritto del

romano
le

Pontefice,di

ri-

Papi appena

eletti e

ordinati costu-

vedere e correggere

sentenze da qua-

mavano

di scrivere a' vescovi la seguita
i

loro ordinazione, ed

vescovi per parte

lunque ecclesiastica autorità pronunciasuoi giudicati sono irreforte, mentre
i

loro se ne congratulavano cogli eletti Pontefici, e queste lettere ancora erano comunicatone, osia dirette a mantenere la comunione. Tutta volta non ogni negamelo di tali lettere, o dell'accennata caritatevole accoglienza era anticamente ri-

mahili; quindi incominciai a riportare e-

sempi

di appellazioni,
s.

da quelle

fatte nel

142

alla

Sede da Marcione, e

nel 2

5o

da Privato vescovo di Lauibesa. Il dotto e facondo s. Cipriano vescovo di Cai taglile,

che patì

il

martirio nel 258, più vol-

gorosa Scomunica

(^".).

Se

il

Papa

poi

te nelle

sue lettere ripete espressamente:

positivamente separava alcuno dalla sua

comunione, come scomunicato dovea es sere tenuto da tutta la Chiesa. Nella biografia del dottissimo e celebre Origene,
dichiarai che nel 21
1

Che siccome vie un solo Dio ed un solo Cristo, così una sola è la Chiesa ed una sola la suprema cattedra magistrale, e
nellaChiesa docente e legislativa fondata perdivino voleresopra Pietro. Il s. ve,

spinto dal deside-

rio di vedere l'illustre e antica chiesa ro-

scovo vide in Pietro non solo l'unità,
la

ma

mana, tratto

dilla sua gran fama,
in

si

recò

sorgente dell'unità medesima; ed

ilei-

appositamente

Roma

dall'Egitto per

tato

Oliato

di

INI

ilevi

riguardò

la

Sederò-

164
ninna come
chiese:
s.
il

SED
punto d'unione
di tutte le

SED
seduto
s.

Pietro,

Cirillo patriarca d'Alessandria

sio siede?

ed in cui oggi AnastaMemorabile èlasua sentenza
il

:

vide in Pietro quella podestà che dal Pa-

Roma ha
ta.

parlatoj ogni questione è finitesto,

dre era stala data a Cristo. Papa s. Marcello I del 3o4 scrisse a'vescovi d'Antiochia,chela chiesa
si

Eccone

Semi.

2,

De

verb.

A-

poslol.:
cilia

romana dovea chiamarcapo
di tutte le altre,

caussa duo conmissa suntad Sedevi apostolicam :

Jam enim hac de

Primate

(/".) e

inde edam rescripla venerimi. Caussa finita estj error utinam ali quando finiaIl s. dottore lodando Papa s. Melchiade per quanto feceonde riunire allaChiedonatisti, co'vescovi de'due contrari sa

e che niun concilio poteasi celebrare sen-

za l'autorità del

R.oma celebrai l'era novella e gloriosa, il meraviglioso trionfo della chiesa cattolica,l'awenimen

Papa.

A

tur.

i

to strepitoso e provvidenziale di Costantino I il Grande nel rendere la pace alla

Chiesa, nel proclamare libero l'esercizio
del cullo del cristianesimo, nell'elevazio-

O si espresse con queste parole virum optimum, ofilium chrislianae pacis, et palrem chrislianae plehis ! Lo nopartiti,
:

minò padre
chiesa

della plebe cristiana nel sen-

ne decorosa del pontificato de'Papi, enei trasferimento della sede imperiale a Costantinopoli, per cui Roma divenne reggia del

so che avea detto altrove, cioè che nella

romana

era stato

sempre

il

prin-

cipato della cattedra apostolica, a cui so-

romano Pontefice

e centro subli-

me

dell'unità cattolica con tanto splendo-

re della s. Sede. Parlai pure del palazzo imperiale di Laterano assegnato per patriarchio de'Papi, delle rendite loro stabilite, e cloni elargiti dalla

munificenza

del

magnanimo

principe, tanto

benemedo-

lamente si apparteneva d'accordare vescovi che aveano somiglianti differenze e brighe insieme. A Pieve parlai del vocabolo plebe, che una volta significava l'unione de'fedeli e tulto il popolo cristiano, onde più Papi s'intitolarono, Episeopus s.Plebis Dei. A Repubblica notai che
i

rito della

Sede apostolica e

della chiesa

il

simile vocabolo fu usato per

nominare

universale; e sedie alla chiesa

romana

e R.oma stessa. Il dottomassimo s. Girolamo, scrivendo a s. Damaso I Papa del 367, usò queste belle

mimi temporali
re

repubblica cristiana, l'universalità de'fedeli soggetti al sommo Pontefice, con potere spirituale e universale sui cattolici

d'ambo

gli

emisferii.

Sino dai primi sei

sentenze.

Dal Pastore imploro l'aiuto del

coli della

Chiesa fu costumedi tutti

Ve-

gregge. Col successore del Pescatore io

scovi (V.) del

parlo. Alla Beatitudine tua, cioèallacat-

zare

al

mondo ci isliano d'indirizromano Pontefice consulte ne'più
la

tedra di Pietro in comunione vii unisco. Sopra quella pietra so essere edificata
la Chiesa. Chiunque fuori di questa casa

gravi negozi, che la fede e

Disciplina

ecclesiastica (F.) toccavano, ed
ria nella par. 1 dell'

il ZaccaAnti-Fehhronio ne

mangerà

l'agnello, è profano.

Non

cono-

pubblicò molti e incontestabili esempi, ove inoltre tratta
:

sco Vitale, rigetto Melez'w, ignoro Paolino. Chiunque teconon raccoglie, disperde, cioè chi non è di Cristo è Anticristo. Jo intanto vado ripetendo, quello che si

Dell'autorità del

Papa

intorno alla conferma dell'elezione di tutti
i

vescovi delle provincie; nelle trasla-

zioni e rinunzie de' vescovi; nella riserva

unisce alla cattedra di Pietro, è dalla

delle deposizioni vescovili; nell'erezione
de' vescovati e arcivescovati; e della pontificia

mia
cui

parte. In questo

tempo
s.

fiorì l'altro

gran dottore della Chiesa

Agostino, di

giurisdizione sopra de' vescovi.
s.

II

abbiamo

tante testimonianze di venela s.

Papa
cilio

Innocenzo

I

nell'epistola o rescrit'

razione per
Fetigliano,

Sede. Scrivendo contro

to trasmesso sul principio del 4' 7 a

con *

gli

disse:

cattedra della chiesa

ha fattola romana in cui ha
Cosa
li

plenario di Cartagine, lodando quei

padri, che delle cose determinate contro

.

SED
i

SED
s.

i65
le

pelagiani aveano fatta relazione alla

della Chiesa ze del

si

raccolgono

testimonianprinci,

Seile, dizio,

per ricevere da essa
ecco

il

definitivo giu-

come

si

espresse.»»

Conservan-

pali leggi

Papa come legislatore, e le emanate dalla s. Sede
s.

come
s.

do

voi gli

esempi dell'antica tradizione,
il

quelle di

Vittore
di
s.

I

del 194, di

s.

Zeferi-

e ricordevoli dell'ecclesiastica disciplina,

no del 2o3,
s.

Cornelio del 254, di
s.

confermate con vera ragione
la vostra religione

vigore delnel con-

Liberio del 352, di

Siricio del

non meno ora

Innocenzo!,

ec.

Egualmente

è

385, di compro-

sultarci,cheavauti nel pronunziare,! qua-

vata colla storia de' primi otto secoli la
giurisdizione del solo
/
i

comprovaste doversi riferire al nostro sapendo cosa si debba alla Sedia apostolica, mentre tutti, cbe cbiamati siamo in questo luogo, desideriamo seguir l'A postolo, da cui surse, e l'i stesso Vescoli

giudizio,

Co/ic/Y/j(^ .)generali,

Papa nel convocare non essendo Ecu-

menici (P.) o generali o universali quel-

vato, e tutta l'autorità di questo

nome".

E

poco appresso parlando degli antichi istituti de' Padri di consultar la s. Sedo
nelle cose più gravi, e di riportarsi al giudizio di
lei,

che non sono presieduti dai legali delSede. Sull'autorità de' Papi ne* primi sette secoli, giova moltissimo il leggere il dotto cardiual Gerdii Esame de motivi dell'opposizionefalla damo.'' vescovo di
li

la s.

:

soggiunge: »

La qualcosa

e-

clorem /idei,

glino

non per umana ma per divina
si

sen-

Noli alla pubblicazione della bolla, Audi Pio VI. Parlando Papa s. Gelasio I dello scomunicato Acacio vescovo di Costantinopoli, e autore deli
scisma tra
la

tenza decretarono, acciocché tutto quel-

quantunque ri mote e disgiunte, non prima stimassero di dovere ultimare, che ne perlo

che

trattasse nelle proviucie,

chiesa greca e la latiua, in

venisse

la

notizia a questa Sedia, acciocdi essa tuttociò
si

ché per autorità
essi fosse

che da

un avvertimeli lo a Fausto così parlò. Che se dicono ciò fece l'imperatore Anasta$io, con quali canoni ,con quali regole fu prescritto o ordinato? Ad un fatto così
perverso, perche acconsente

pronunziato,
Il

confermasse, se
iu egual

A cacio? Con
le anti-

giusto fosse".

medesimo Papa

tempo rescrivendo

alla relazione fattagli

qual tradizione de' maggiori chiamano in giudizio la s. Sede apostolica? Vogliano
o non vogliano, a loro giudizio
che costituzioni de canoni verranno con-

dal concilio di Mela, loda que' padri, per-

chè nel consultar la Sedia apostolica e punti da nel riportare al suo giudizio essa deliberati, aveano seguilo l'antica regola, la quale con esso lui conoscevanoessere stata sempre nel mondo, e sapevano
,
i

fermate. Papa
vorire la

s. Simmaco del 49^> che scomunicò l'imperatore Anastasio per fa-

memoria dell'anatematizzato A-

cacio, pei tumulti prodotti dall'antipapa

che per tutte

le proviucie si diramavano sempre dal fonte apostolico le risposte a quelli che le domandavano; conservandor si uz\V Archivio della s.Sede(F .) àaìScriniarHJT.) documenti per lo scioglimeni

Lorenzo, acconsentì alla convocaziouedel celebre sinodo Palmare, adunato con 125 vescovi nel portico di s. Pietro, e spon-

taneameute

si

assoggettò al lorogiudizio
I

dalle accuse imputategli.

vescovi però

to delle controversie

ede'dubbi. Antichis-

protestarono, che

simo era dunque sino dai tempi di s. Innocenzo I, né già stabilito da alcun canone,

na sede

noti

Vescovo della Romadeve soggiacere all' esame
il

de' vescovi minori, e

ne riconobbero

l'in-

ma

sibbene dalla tradizione prescrit-

nocenza. Scrisse
viglia,

s.

Isidoro vescovo di Si-

to, e richiesto dal

primato della Sede rodi consultarla

ad Eugenio toletano:

La

dignità

mana,

il

costume

ue'dubbi,

della podestà, sebbene sia trasfusa in tulvescovi, pure il Vescovo di Roma più specialmente per singoiar privilegio reli i

e di attenderne

il

giudizio, e di ricevere
lei la

dalle risposte di

certa e definitiva

scienza. Dalla storia de'primi otto secoli

ila in eternot

come capo più

elevalo di

166
tutti gli altri

SED
membri
...

SED
Quegli adunque
si

correva l'obbligo di sostenere e difendere le ragioni della
scrisse
s.

die non presta

ad
_,

esso riverente la do-

Sm\e. Carlo

Magno

vuta ubbidienza

disgiunto dal capo

a Ripando ed agli

altri vescovi di

rende colpevole d'acefalismo. Fu s. Gregorio I del 5qo il primo Papa, che adoperò la forinola Loquì ex Cathedra, Ionia de Pelri Sede, nell'epistola ad Eulo:

gio vescovo d'Alessandria.

La

s.

Sede

ri-

Spagna: 31 i unisco con tutta la sinceritàed intensità della mia mente, e con tutta l'espansione del mio cuore alias. Sede apostolica, ed alle antiche venerabili apostohclie tradizioni, dal princìpio della chiesa nascente.

pristinò l'impero d'occidente, eresse re-

gia e ducati,
te

li

conferì a chi ne credet-

degno, anche con investiture e censo,
e sciolse dal

depose gl'iudegni sovrani

L'imperatore d'oriente Basilio il Macedone nell'869, dopo avere ricevuto onoratamente legati della s. Sede,così loro
i

Giuramento [f.)
ce
s.

i

loro sudditi,

come

fe-

favellò. »

La

s.

chiesa

romana madie
lei

di

Gregorio

ne T

con l'imperatore LeoIsaurico, dal quale Papa e verso il
li

73o ehbe propriamente origine il sovrano temporale dominio della chiesa romana, la quale però già possedeva amplissimi patrimoni e

capo il santissimo Nicolò I Papa universale, ha molto ben provveduto alla Costantinopotutte le chiese di Dio, essendo di
litana, lacerala per l'ambizione del per-

versissimo Fozio,

come manifesto fauno
Pontefice, con l'au-

con

l'esercizio delle

le lettere dell'islesjo

Regalie
s.

(/'.) superiori.

Nel <]^n avendo

torità delle quali Ignazio nostro

padre qui

BonilacioapostolodiGermaniae legato della s. Sede inteso l'elevazione al pontificato di Stefano III, gli scrisse uu'epistola nella

presente è stato torna lo

quale

si

professa d'essere discepo-

Dio mercè) non ha molto nella propria sede, donde fozianil'aveanocou violenza discacciato. Per la cjual cosa noi con tutti patriarchi, me(la
i i

lo della chiesa

romana,

e

con molta u-

tropoli la ni e vescovi orientali, che

abbiamo
la

millà promise, che trovandosi aver detto

per

lo

spazio di due anni aspettato

cen-

o fatto cosa alcuna malameute, secondo
il

sura della chiesa romana, nostra santa
dre, chiediamo ora per

ma-

giudizio della

medesima
Il

chiesa subito

amor

del Signore,

l'avrebbe emendata, comesi
di a detto

bada

Rinal-

che

il

negozio di Dio

si

faccia utilmente,

anno, n.°i6.

concilio de' ve-

via togliendosi con l'autorità del vostro

scovi d'Italia e di Francia celebralo nel-

Sagro collegio gli scandali cagionati daFozio,

l'eoo per

s.

Leone

III,

contro

le

calun-

rimettendosi in questa chiesa
e pace,

la

bra-

nie delle fazioni di cui era segno, cos'i decretò. Noi non ardiamo di giudicare la Sede apostolica, eh' e il capo di tutte le

mala unione
Nicolò
la
s.
I

secondo il decreto di santissimo Papa." Fu gloria del-

chiese dell'universo. Poiché, noi

tutti

da

essa edal vicario di
li.

lei

saremo giudica-

Questa poi non si giudica da alcuno, come appunto anche l'antica prammatica e disciplina prescrive j ma siccome
piacerà allo stesso
bidiremo. Avendo
rità apostolica

Sede il gran Papa s. Gregorio II (f .), che celebrai pure a Roma, ed a Salerno ove si venera la sua sagra spoglia mortale.Egli acerrimo propugnaloredella libertà ecclesiastica, difese saldamente

V

magnanimo
la

e

formidabile

la

s.Sede, e col-

sommo

Pontefice ro-

vasta sua sapienza sottraendo la Chiesa
la

mano, noi canonicamente sommessi ubs. Leone 111 coti autorinnovato l'impero d'oca questi derivò l'obbli-

dallo stato che

voleva soperchiare,

il

potere spirituale dal temporale che pretendeva dominarla, collocò secondo sua

cideule, ecostiluitoe coronato imperato-

natura,
i

il

r Papa sopra X Imperatore (F .):

re Carlo

Magno,

suoi eroici sforzi produssero gloria pela

go

di difendere la chiesa

romana

e

il

suo

renne per

Sede apostolica

e

il

trionfo

priucipato:anehe ul Patrizio diRoma{ P.)

d ella chiesa romana, che per lui regnò con-

SED
temporaneamente nel le ri mote regioni settentrionali e orientali, non ostante la loro lontananza dal centro della Chiesa,
il

SED
torità pontificia e della
le

167 romana chiesa,che
la die

prese per propria insegna, e sino dai
la s.

tempi antichi

Sede

per insegna
Pietro,

suo amico e ammiratore
Sella dell'iniquo antipapa

s.

Anselmo
la

ve-

alla /Milizia pontificia (J'.) sia negli Sten-

scovo di Lucca,nello scisma contro

vera

dardi
sia

(/"'".)

e coll'immagine di
le

s.

Clemente III, disse: Essendosi pregalo da Gesh Cristo per la fede di Pietro, affinchè non venisse mai menoj la fede del solo patriarca romano , in cui conferma i suoi fratelli, non verrà mai meno. Nello spargere alcuni fiori sulla tomba del magno s. Gregorio VII, con
ce,
al
altri

con farne cucire
Il

figure nelle vesti

de'soldatisuoi.
1.
1

gesuita

Raynaud, Oper.
che
le

o, Praenotat. 4,p. 24, dice

chia-

vi

una d'oro
la

e l'altra d'argento significa-

no

sc'enzaela podestà delle chiavi, cioè

l'autorità papale.

Ed

il

Molano, De imafo-

ginìb. lib. 3, cap. 2 1, spiega quella d'oro

esclamai: Riposa in pai

simboleggiare
podestà
di

la

podestà giudiziale del

o gran Papa, che

re della terra vinti

ro della penitenza, e quella d'argento la

lume die

«l'irraggia dall'alto de'cieli,

fulminar

gli

anatemi. Le chiavi

conoscono che la Sedia di Pietro è la colonna cui s'appoggia la loro autorità, Io scudo che la difende, il lume che la vivifica,
il

eziandio servirono d'insegna della chiesa

romana, come
vi

l'usa tuttora in

uno

al

Papu-

diglione(f.);de\V aulica insegna delucida-

consiglio che la governa,

il

serto

propria della Sede apostolica, ne
colla sua

fa

immortale che la corona. All'imperatore Corrado III nel 38 scrisse s. Bernardo Dottore di s. Chiesa (/^.), nella lettera 23. » Ogni persona dev'essere soggeti i
1

re testimonianza lo stesso Innocenzo IH.

Questo Papa

magniloquenza e

siccome profondo giureconsulto nel diritto
canonico, nel coronareimperaloreOttone

ta alle alte podestà, e chi

si

oppone a questa
qual

podestà,

si

oppone

agli ordini di Dio;

IV, per averlo conosciuto divolo alla s. Sede, provò che il consagrante sia sopra
il

sentenza desidero certamente, e ve ne avverto in ogni miglior maniera,che voi manleniate quella riverenza che esige la

consagrato,

la

preminenza

della Chiesa

sull'impero, del sacerdozio sul principato;

som-

ma

ma

ed apostolica Sede, ed
si

al

beato Pie-

Ottone IV opprimendo poi la chiesa romana chea vea giurato difendere, fu sco-

tro vicario, siccome

vuole da voi che
i

municato dal Papa. Fu Innocenzo
dichiarò canonicamente
stantinopoli, 2.
a

III

che

osservata da tutti sudditi all'imperatore. " Papa Alessandro III del

questa

sia

la

chiesa di Co-

dopo

la

1g riservò alla sola s. Sede e al sommo Pontefice la Canonizzazione (/ .)de'santi. Altra somma giuria della s. Sede fu Papa Innocenzo III{F.), che in Roma(f.) vi fu sollevato neh 198, non che eminentemente di essa benemerito, a fronte della
i
i

splendore accrebbe; illustrò
l'autorità apostolica

Romana, il cui romano Soil

glio pontificio (/".), e vigile custode della

rese al

mondo

più

reverenda.

Il

eh.

Hurter storico delle sue
le

grandi gesta, spesso lipetè

opinioni del

medio evo
le

:

Che come

i

fiumi originano

condizione de'tempi in cui assunse

le

mi-

dal mare, ed in lui ritornano, così tutte chiese originano da quella di
lei

stiche Chiavi pontificie (F.) del potere spirituale di legare e di sciogliere, di aprire

Roma, ed
recarsi a
al

in

quale
;

istituti ice e
i

maestra hanno

e di chiudere

il

cielo, colla

Penitenza,

col-

ricorso

che

vescovi
figli

debbono
co'titoli

V Indulgenza, colla Scomunica (P.), e di governare la chiesa universale, simbolo altresì del primato della s. Sede e del Papa; laonde da antichissimo tempo le figure delle chiavi apostoliche servirono a
denotare
la

gloria di dirsi
ciò

d'ubbidienza

Papa,

che è confermato

de'vescovi

stessi indirizzati al

Pontefice, colla somul

missionede'loro coucilii
tese fra

giudizio di

lui,

e coli' esempio di que' molli che nelle con-

sovranità, giuiisdizione e au-

l'impero

e

il

pontificato, a que-

j

168
sto fecero
il

SED
sagrifizio della propria vita.
il

SED
calo ai tuoi doveri,
di perdizione.
le

tue vie sono le vie

A

lui,

secondo
al

parlare d'Innocenzo III,
vescovi

A Rinunzia al Pontificato,
solenne di
s.

come

primo anello di questa catena che
i

parlando

di quella

Celestino

stringe gli uomini a Dio, sono

V,

riportai

che

il

solo Papa, pel suo prila

subordinati e nell'elezioni, e nelle traslazioni
,

mato, può rinunziare
Avignone, a Roma, e
plorai
il

suprema

dignità,

e Dell'abdicare le pastorali
gli alti di
i

cure.

senza autorità e permesso d'alcuno.

Ad

Rivocando

taluno di

essi,

o di-

relativi articoli, de-

minuendo privilegi di qualche chiesa, la romana Sede non offende gli altrui diritti, e

trasporto della residenza ponti-

ficia in

Francia nel i3o5, per opera di
eletto

fregiandola di privilegi e di copiose

Clemente V, che

grazie, ella

non diminuisce la propria mag-

in quella regione,

gioranza e potenza,

come quel lume che scema comunicandosi ad altri. Qual cosa poi sembra più viva recare fra'mortali l'i menagi ne diDio che opera in ogni tempo ed ovunque, quanto la pontificale monon
si

mentre dimorava non badando alle suppliche de'romani, non volle recarsi a Roma, la cui Sede lungamente restò senza
la residenza del
vi scritti
frasi di

Papaj poiché molti

grale

ripugnano e non ammettono

trasporto della Sede

romana

in

narchia e l' iudipendeute sua sovranità, uni versai centro che indirizza in ogni tem-

Francia e Avignone ciltàdi Provenza^.),
poiché avendola s. Pietro fondata in Roma, e nel suo maraviglioso tempio Vaticano venerandosi l'identifica sua Cattedra, ritengono che non possa altrove trasferirsi; e

po e

in

ogni più remota contrada
vasti regni

i

suoi

raggi per formare di tanti popoli

che corrisponde co'più
la evvi d'elevato
di,

un solo, come col

primitivo individuo, e innanzi a cui nul-

doversi soltanto dire trasporto

da superare

i

suoi sguaralla

di residenza, stabilita la
cia del

nulla
t

tenue da sottrarsi
che a

sua

vi-

gilanza

Chi non meraviglia alle tante sva-

riate questioni

Roma

e sulla dot-

dimora in FranPapa, della corte e della curia, nou mai la s. Sede, propria solamente di Roma, innaffiata dal sangue del principe
degli apostoli.

trina e in ogni parte della disciplina ec-

Ma

sulla distinzione erro-

che vengono dal benemerilo storicoaccuratamenteaccennate nella Storia d' Innocenzo III certamente risulta essersi allora avuta la
clesiastica s'indirizzavano, e

romana Sede come punto centrale non solo
degli aliali della Chiesa,

ma meritamente
come
in altri

ancora del

mondo

intero,

tempi anteriori e posteriori. Per le tante inchieste a cui era d'uopo rispondere, fece dire a Innocenzo 111 Sedes apostolica omnium piene pulsantium necessitalibus
:

nea che il giansenista Tamburini fece fra Sede e Pontefice, rispose anche il venerando p. Cappellai-i, cap. 9, 11. ° 5. Dice il Bernini ac\V Istoria dell'eresie, che questo trasporto cagionò noti pregiudizi alla cristianità ed a Roma ; che Clemente V sarebbe certamente uno de'gloriosi Papi per le sue egregie operazioni e gran zelo
i

in difesa delia fede., se

non avesse senza
la s.

alcun motivo trasportata in Francia

cccurrit. Tutti

mente

dalle labbra

invocavano allora fervidadelPapa la scienza, dal
i

Sede, ove fatalmente restò con 7 Papi tutti francesi, nello spazio di 7 1 anni, 7 mesi
3 6 in Lione 1 1 giorni. Gli successe nel Giovanni XXII, che dichiarò in Avignone dovere risiedere il Papa, lusingando poi i romani che avrebbe loro restituito la papale residenza. Per sua morte nel 1 334e
1

1

principe de'pastori

pascoli più salutari,

e contro le sentenze de' vescovi implora-

vano,se così può
sa giustizia.

dirsi, il

giudizio del la stes-

L'amore

di questa,

informata
fe-

dagli esempi d'apostolica intrepidezza,

si

voleva eleggere per successore

il

cardi-

ce scrivere

Innocenzo III ad un re

di

nal

Francia queste coraggiose parole. Tu hai
violato
i

Raimoudi di Comminges, che eroicamente rifiutò, per 1' indegna condizione
tutti francesi,

divini

comandamenti, hai man-

imposta dui cardinali, quasi

.

SED
di

SED
la

169
1

non riportare

a

Roma

residenza pail

delizie provenzali e del proprio paese,

i-

pale, mentitegli considerava

pontificato

fuori della sua sede naturale in Avigno-

ne, con

danno

della chiesa universale. Uègli fu sostituito

nedetlo XII che
ponlifìcia, al

formò

il

Avignone, ove poco dopo morì secondo le minaccedi s. Brigida, e gli successe Gregorio XI, il quale nella sua 1 bolla dichiarò, che la basilica ili Laterano
partì in

disegno di passare

Bologna colla corte quale fine romani non solo
in
i

era

la

sede principale del

romano Pon-

tefiee, e la 1." in dignità tra tutte le chiese

come

al

predecessore

gli

offrirono l'auto-

del

mondo. Mentre

il

Papa da gran tempo

lità de'magislrati urbani,

ma

eziandio

il

divisava di por fine ad una specie di ve-

senatorato;

ma

i

cardinali

assuefatti al

delizioso soggiorno di Provenza,

ad onta
sua

dovanza in cui languiva l'apostolica chiesa romana, fuori del suo naturale luogo trasportata per re
la

che

il

Papa

in concistoro manifestò la
la

umane

passioni; nell'intirnaai

determinazione, frastornarono
za, certi di

parlen-

residenza nelle proprie diocesi

ve-

rendere un rilevanteservigioal re di Francia, pei grandi vantaggi chea lui e al regno derivavano colla presenza

scovi,

rimproveralo dal Papa, perchè avesse da gran tempo lasciata
di questi

uno

senza pastore

la

propria chiesa

,

con co-

de'Papi in Avignone;

di

più l'indussero

raggio

gli rispose:

E

voi

ancora, Santo Paalla vostra sposa,

con apparenti ragioni a fabbricare un palazzo apostolico in tal città. Nel 1342 eletto

che, perchè

non andate

infinitamente più illustre e più attraente
della mia, e

Clemente VI,

si

scusò cogli

amba-

non nedatel'esempio? Scosso
ec-

sciatori

de'romaoi che instantemente rinnovarono le istanze, di muoversi a compassione di Pvoma restata priva della sede imperiale ed anche dell'apostolica: invece il Papa comprò per la s. Sede la città e contado d'Avignone e l'unì al propinquo

Gregorio XI da questo parlare, dagli
giche rappresentanze de'romani onde

citamentì di santi personaggi, dall'enerri-

stabilir tra loro la curia e corte pontifieia,

che diversamente a vea no

stabilito far

Papa un

f enaissino che
X11I.

già possedeva dal secolo

Fu

allora che infuriando vieppiù le

fazioni in

Roma,

insorse

il

famoso agitasi-

tore Cola di Rienzo, che usurpata la

gnoria osò intimare a Clemente VI
nire in R.oma, altrimenti
il

di ve-

abbandonare Avignone e di portarsi in Roma. Per quanto fosse circuito con prieghi, lagrimee insistenze de'grandi a prolungare il soggiorno in Francia, fermo nel glorioso proponimento, partì d' Avignone ed enconcittadino, risolvette di
trò trionfante in

popolo roma-

Roma a' 17

gennaio! 377,

no avrebbe provveduto
d'altro Papa.
Il

la

Sedia di Pietro

colla corte, curia e famiglia pontifìcia. Nel

successore Innocenzo

VI
Ur-

dì seguente celebrò pontificalmente nella

rassodò

la

residenza d'Avignone;
1

ma

Chiesa dis. Pietro
il

in

Piz^'cwzo, ricorrendo
il

bano

V creato nel

3C>2 ricusò nel giorno

fausto anniversario in cui
apostoli stabilì in

principe dela

della coronazione di comparire in solenne

gli

Pvoma

sua vene-

cavalcata per

la città,

per riguardale

la

dignità pontificia

come
in

esiliala aldi là dei

monti mentre era
sila

A vignone,f(iori

della

randa cattedra. Il Bernini citato dice che Gregorio XI in esecuzione del voto fatto ne' primi dì del suo pontificato, e ben ricordevole della visione avuta da
gida nel cardinalato e a
lui
s.

legittima e propria residenza. Di poi
le

Bri-

rualgrado
1

contrarie rappresentanze, nel

comunicata,

367 ne

partì e giunse in

Roma
al

a'iG ot-

che Dio non gradiva che più restasse in

tohre, con fragorosi applausi de'romani,
descritti a

Roma, insieme

discorso prò-

inumalo

dal Petrarca, per vederlo assiso

nella Sedia di Pietro.

Ma

nel

1

370,

a sug-

Avignone la pontifìcia residenza, riporlo Arcani Dei in Libera, cioè la s. Sede in Roma. Si osserva, che mentre prima di Clemente V solevano Papi neh' elezioi

gestione d'alcuni cardinali amauli delle

ne essere intronizzali

sulla

Cattedra dis,

i

7o

SED
dopo
il

SED
fu celebrato
s.
il

Pietro,

ristabilimento della resi-

concilio di Pisa (7^.), che

denza
e
la

in

Roma non

osarono più sedervi

lasciarono alla venerazione de'fedeli.
i

Tutti

particolari dell'assenza de'Papi
le tristi

da

Roma,

e lagrimevoli conseguenze
alla città, all'Italia la-

che ne derivarono

Antonino chiama conciliabolo, ove deil Papa Gregorio XII e l'antipapa Benedetto XI IT, fu eletto Alessandro V; ma presto fedeli vieppiù doverono rammaricarsi, mentre in luogo d'uno che si
posti
i

cerata dalle fazioni, ed al cristianesimo,
ai citati e altri l'elativi articoli

voleva, tre insieme rimasero e ognuno trat-

distesamen-

te narrai, nel
ta mento del la

piangere

lo

strano traspor-

papale residenza in Francia,

che gli stessi francesi imparziali deplorarono come macchia alla memoria de'Papi d'Avignone, e fors' anche nazionale, che il corso de'secoli appena ha potuto indebolire, ed esser degna di alto rimprovero la traslazione della Sede dal nobilissimo
luogo suo per tanti
titoli

morto Alessandro Giovanni XXIII. Continuando dunque tre a procedere da Papa, fu convocato il celebre concilio di Costanza, per troncare lo scisma che continua va a lacerare la Chiesa, ed ivi Gregorio XII
tandosi da Papa; anzi

V,

gli fu

sostituito

rinunziò

il

pontificalo, perciò
epiteti

encomiato

altamente cogli
tratto di

più gloriosi, qual

somma

generosità pel vero bene

naturale, a luogo

e pace della Chiesa.

Giovanni XXIII fu

per tante ragioni non conveniente,

come

deposto, e Benedetto XIII scomunicato;
indi nel
1

pure rileva

il

Bercastel nella Storia del
1. 1

417

fu eletto

dicomun consenso
I'

Cristianesimo,

5e

1

6. In falli la chiesa
i

Martino V, riconosciuto e venerato da
tutte
le

romana

rese responsabili

Papi avignori-

nazioni, poiché

antipapa Cle-

nesi, d'altronde degni di

commendazione,

delle turbolenze e della desolazione cui

mase esposta

nella loro assenza, e pel suc-

cessivo lungo e grande scisma d'occidente

mente Vili successore di Benedetto XI II, di poi abdicò il pseudo pontificato. Sul concilio di Costanza e su quanto vi fu opelatOj si può vedere il lodalo p. Cappellai nel Discorso preliminare § xlix e
seg. Alle onorevoli testimonianze dell'epi-

che ruppe l'unità cattolica. Comepei pi imi scismi degli antipapi, e forse incomincian-

do

dal 3." di Euìalio nel
i

4

'

8, s'intromi-

scopato francese

in

venerazione della

s.

Se-

sero

principi nt\Y Elezione del

Papa( V.),
cosi dal

de, e perquantodissid'Avignone, aggiun-

donde derivò l'abuso

deli' Esclusiva (/^.),

gerò

le

seguenti.

Fu luminosa confessione
Fentlon (f '.), queci

di cui riparlai a .Sagro

Collegio;

del grand'arci vescovo

grande scisma d'occidente ripete l'origine
un'altra piaga della Chiesa,
il

staesclamazione."0 chiesa romana,
santa, o cara e
cristiani
!


i

Regio Exe•

comune
ha
in

patria di

tutti

qnaliir (/

.),

che compiansi anche a Scoe deplorabi
l'ele-

Non

vi

Gesù Cristo distin-

munica.
zione di
di

11

memoralo grave

zione di greco, di scila, di barbaro, di giudeo, di gentile; tutti sono un popolo solo
nel tuo seno; sono tutti cittadini
eli
!

le scisma,

incominciato poco dopo

Urbano VI,
in

successore legittimo

Roecco

Gregorio XI, per l'antipapa Clemenle

ma
il

;

ogni cattolico è romano.

Ah

VII, eh e recatosi

francesi, vi stabilì

Avignone co'cardinali una cattedra di pestiluoghi

mano

grande albero che venne piantalo dalla stessa di Gesù Cristo! Ogni ramo

lenza sostenuta dai suoi saccessori, lo tratteggiai a Scisma, indicando tutti
i

ove ne parlai con diffusione. Solo qui dirò,
che
te

divisi

nell'ubbidienza popoli e nazio

che ne sia staccato, appassisce, diseccasi e cade! O madre, chiunque è figlio di Dio, Dopo tanti secoli tu sei è pur figlio tuo ancor feconda, o sposa di Dio; tu generi
!

ni, desolali in

non sapere chi propriamen-

figli

incessantemente

al

tuo sposo in tulle
!

venerare per vero capo della Chiesa, se que'di Peonia o d'Avignone, per dar fine
al furioso e

le

estremità dell'universo Ma donde procede mai, che tanfi figli snaturati non vo-

pernicioso scisma, nel

i4°9

gliono riconoscere oggidì

la

loro

madre?

SED
E
che
!

SED
scienze
la

171

i!

sagro legame dell'unità, che dee
di lutti
i
i

noi, egli viene a stabilire nelle nostre cofede, e

formare
e di tutti

popoli un solo gregge,

con questo mezzo mette

ministri
il

un

sol

pastore, po-

sotto la salvaguardia di
la

trebbe essere
visione?"
parlò. »
Il

pretesto d'una fatale di-

sommo

vescovo Bossuel, così

O

santa Chiesa romana,

madre
i

Dio lo scettro, che ha offerto al merito... 11 nostro imperatore, benché investilo della suprema magistratura della renostra riconoscenza

di tulle le chiese, e
deli,

madre

di tutti

fei

Chiesa da Dio prescelta per unire
figli

pubblica pel voto della nazione; convinto che il Padre de'lumi determina egli solo
i

suoi

nella

medesima

fede, noi stare-

popoli sulla scelta de'loro padroni, ch'equello, che

mo sempre

attaccati alla tua unità col-

gli è

ai principi

la

podee la sa-

l'intimo del nostro cuore. S'io

mai

ti

di-

stà di fare tutto ciò

che vogliono,
ciò
gli edifici

mentico, Chiesa romana, possa obbliare

viezza di

non volere che

che devono;

me

slesso ....La Cattedra

romana, tanto

persuasod'altronde che

che non

celebrata da'Padri, in cui
esaltato
lica, la
il

hanno

a gara

hanno per garante
gii architetti del

della loro durata

che

principio della cattedra aposto-

sorgente dell'unità, e nella perl'eminente grado della catla
la

tempo,crollano benespesso prima di giungere al compimento; egli

sona

di Pietro

dunque vuole

stabilire la sua autorità so-

tedra sacerdotale, è
tiene in sua
altre chiese;

Chiesa madie, che
condotta di tutte
le

mano
il
i

pra delle fondamenta che non temano uè la ruggine, né vermi; su delle fondai

capo dell'episcopato, da cui emanano lutti rasai del o governo dell'orbe DO
cattolico; la cattedra principale, la catte-

menla,chespaventandoisuoi nemici tranquillizzino tutti buoni francesi. Egli vuole insieme col sovrano Pontefice prostrarsi
i

dra unica, perlaquale solamente lutti fedeli conservano l'unità. Parlano in quei

a'piedi del santuario, e riconoscere la sua

dipendenza;
re
la

egli

vuole finalmente riceve-

sleespressioni Ottato, Agostino, Cipriano,

sua corona dal re de're, ed aumentare
umiliandosi davanti
il

Ireneo, Prospero, Avito e Teodorclo,

il

la sua autorità

suo
Pio

concilio di Calcedonia ed altri, l'Africa,
le

Autore".

I

pontificati di Pio

PI,

di

Gallie, l'Asia, l'Oriente e l'Occidente
11

VII,
della
l'

di

Gregorio

XVI,

di

Pio

IX (F.)
del-

insieme uniti".

cardinal Belloy già ve(!'•),

sono un complesso
s.

di meravigliosi trionfi

scovo di Riarsiglia

essendo arcivesi

Sede. In ogni

tempo
in cui
i

la

mano

scovo di Parigi (V.) quando Pio VII

Altissimo stette visibilmente su Pioma

recò a coronarvi l'imperatore Napoleone
1,

eterna, dal

momento
i

due principi
testi-

pubblicò un'omelia che riporta Pisto-

degli apostoli,

primi ed immediati

iesi,

Vita di Pio I"li, t. i, p. 209, per annunziarne il vicino arrivo: Ira le altre

moni

del

nuovo messaggio, innaffiavano
sangue
la

de! fecondo loro

soglia dell'era
al colossa-

cose sono rimarcabili questi passi. «
brillò

Non

che allora schiudevasi; quindi
le

mai la religione con tanto splendore, quanto in questa memorabile circostanza, in cui ciò che v'è di più sublime sulla terra concorre ad aumentare il suo trionfi), ed promuovere la nostra ammi;i

impero successe

il

pontificato pacifico,

Stde apostolica, Vedasi d. Mauro Tal ucci, Discorso analitico, ovvero compendio della storia dogcattolico ed eterno della

razione.
sta
il

11

vicario di

Gesù Cri sto che
lo

pre-

matica della s. Sede, da s. Pietro sino a s. Leone IH Grande, Roma 1816. Pelricca }

suo ministero, Napoleone che
ci

do-

De

appellalionibus

omnium
s.

Eccle-

manda,
do
è di

prova che tutto è grande quan-

siarmn adRomanams. Petri Cathedram,
Tafuri,£>e aucloritatis
Pontificis, Bo-

comanda, e che non vi grande se non ciò ch'ella consagra... Pio VII viene a spandere le benedizioni
la religione lo

noniae 174.0. Gregorio cardinal Cortese, Epislolammfamili arum l'iber ejnsd.tract.

del cielo sul nostro sovrano e sopra di

adversus negantem B. Pelrum Aposl.fnis-

SED 172 Romae, Venetiis i5y3. Ecclesia Romana infallibilis in fadorimi defìnitionise

SED
deposizione; cosi
siastici
gli altri

Benefizi eccleri-

(V.) vacano per morte, per

bus opusculuni J.Ludovici,
critico

Romae 1777-

nunzia, per traslazione, per deposizione
del Beneficiato (V.). Di tutto parlai ai
citati e altri articoli,

De romani s appellationibus propositiones
-canonicnc defendit F. Ughi, Ferrariae 1779-

qui solo

dunque

ri-

Romani

Pontificis

stimma

corderò quelli che riguardano l'interpolitilicio e la

auctorilasjus eipraesiantia aecumenico-

vacanza della Sede Apostolica
maiuscolo, onde
possa tro-

rum conciliorum ,atquee.cclesiaeGallicanaeplacitis asserta, defensa
accedit dissert.
hist.

{I

.),

distinguendoli in carattere corsivo
si

et

vindieataj

o

in piccolo

de Isidorianis Deeretalibus, necnoii censura praecipuorwn auctorum, quos J. Febronius, Favenliae
1

vare ove ne tratto, per cui mi limiterò a brevi cenni, preceduti e successi da quelli

spettanti alla

morte

e alla seguila eleil

7 7 q.

Difesa di s. Pietro e di altri Pontefi-

zione del Papa. Aggravandosi
cui è afflitto
il

male da
il

ci

romani accusati di errore, dedicata a. Papa Pio VldaSaverio de 31 arco, Roma
1

sommo

Pontefice,

cardi-

nal Segretario di stalo ne dà partecipa-

dei

780. Del primato dell'apostolo s. Pietro o romani Pontefici suoi successori, Ro1

zione al cardinal Z)ecrt'*o,acciòcol Sagro
Collegio
si

rechi al

Palazzo apostolico

ma

784.- Dell'esistenza di

vera giurisdi-

nelle pontificie stanze a disposizione del

zione nella chiesa cattolica stabilita sull'autorità delPonl.ep.ee

romano e della sua

Papa; al cardinal Vicario di Roma, perchè ordini al clero la recita dell'òrazioue,

Sede, ragionamento di d. Giuseppe Recco,

Pro infirmo Pontifice, e quando è

in

Roma 70
1

1

.D.GiuseppeCernitori, Z?i&//odifeso

agonia l'orazione Pro Pontifice morti proxinio, oltre altre preghiere a Dio, e l'e-

teca polemica degli scrittori che dal 1770

ali 7<)3
ìni
1

hanno

impugnati
chiesa,

i

dom-

della cattolica

romana

Roma
da

7Q 3. // primato della Sede apostolica,

e l'autorità de' concili i generali difesi

Sagra mento nelle paed ancora Io partecipa al corpo Diplomatico , di Residenza in Roma. Il cardinale Penitenziere maggiosposizione del
ss.

triarcali basiliche;

F. Patrizio Kenrick vescovo di Aralh e coadiutore del vescovo di Filadelfia, ivi 838. P.Giovanni Pei roue gesuita, Su l titolo di cide sa catto lica clic sia ttrib u iscottole comunioni separale dalla chiesa
tng. r
1

re

si

porta presso

il

Papa per

assisterlo

nell'estremo punto col Confessore delPa-

pa, e dopo che il Sagrista gli ha somministrato ['Estrema unzione, gli fa sottoscrivere o recitare la Professione di fede,
gli

ro/nanaj dissertazione pubblicata nel t. 1 7, p. 32 1 degli Annali delle scienze religiose. Dell'altra dissertazione dello stesso

comparte

le

solenni assoluzioni e
le

benedizioni, recitando
sa prescritte pei

preci dallaCbie-

dottissimo teologo

feci

incordo a Scisma:

Della denominazione che la chiesa cattolica

Moribondi. Nell'agonia Generali del Pontefice s'invitano pure de' religiosi, per la comunicazione delle
i

alle

comunioni da

lei

divise di

indulgenze concesse
stodia del di
re la

ai

loro ordini; ed
la

i

eretiche e di scismatiche.

Penitenzieri Vaticani per ricevere
lui

cufa-

SEDEV AC\NTE Jnterreg'ium,Ponti

corpo appena spirato,

fidimi Inlerregnurn, Inter- Pontifici uni,

Lavanda del cadavere, restando a

Vacatio Sedis. Vacanza del Pontificato il tempo che si comprende dalla mortedel Papa o dalla Rinunzia al Pontificato (V.), all'elezione del Successore (V.); vacando il ve(V.), e del Vescovato (V.);

recitare l'uffizio de'defunti, e poi Io ac-

compagnano nella basilica Vaticana. Le Guardie Nobili guardano a vista il cadavere, giorno e notte fino alla deposizione nella tomba.
sa

Appena

il

Papa ha re-

scovato per morte, per rinunzia e per
traslazione del / escovo (/ .),ed anche per

l'anima a Dio, il cardiual^egretario di
il

stalo ne dà

doloroso uuuunzio u'uomi-

j

SED
nati personaggi, ed al cardinal

SED
Camerlens.

173
della verificata

zio al

Senatore di
della

Roma

go di
legio,

s.

Chiesa, cessa dalla carica e subil

morte, acciò
col
alla

la faccia

conoscere alla città
di

entra a fungerla

Segretario del

Col-

suono

campana

Campidoglio,

che

la

disimpegna per tutta

la

sede

quale fanno lugubre eco e d'ordine
le

•vacante, in
legio.

nome

dello slesso sagro col-

del cardinal vicario tutte
le chiese. Inoltre
il

campane

del-

Anche

altre cariche cessano mas-

cardinal camerlengo

sime della Famiglia pontifìcia, meno poche eccezioni, e lo notai ad ognuna,e l'uditore di iSVgfZrttora diviene uditore del
s. colil

riceve dal

Maestro di camera T duello
la

Piscatorio per spezzarsi, prende in con-

segna

il

palazzo apostolico, affidando

legio o del conclave: però restano, oltre

compilazione dell'inventario eia custodia
delle sue parti e
di
offici agli stessi

camerlengo, principalmente tra le primarie quelle del Penitenziere maggiore e del Vicario di Roma con esercizio d'auto-

chierici

camera ripartitamente, acciò nulla sia involato nel Palazzo, che ne' lem pi antichi
si

ma,

Tribunali di Rochiudono i Teatri. Egualmente appena spirato il Papa, tutti Cardinali
rità:

cessano d' agire
$\

i

depredava; indi ritorna

al

suo padegli
la

e

lazzo

accompagnalo dalla guardia
'

i

Svizzeri pontifìcii , che restano a lare

assumono

le

Calze e

il

Collare paonazzo,

guardia a delta sua abitazione, e

lo scorIl

e quelli creati dal

defunto usano anche

tano allorquando incede per
col suo

la cillà.

altre dimostrazioni di

quando
dalla

i

cardinali

si

duolo nelle Pesti facevano precedere
(il

cardinal camerlengo dipoi batte

Monda

slemma,

colle

paiole Sede, va-

Mazza d'argento

cui uso restò

cante,

al

quale articolo notai che ne fuin tali

neh 797, per quanto notai nei voi. L, p.176) nella sede vacante l'adoperavano calata; a Conclave dicendo pure le
sospeso
particolarità, su quali cose e suppellettili il
i

rono battute

epoche

e colla

medeil

sima epigrafe. Con questa coniano.^ledaglieli- l'accesso alle ruote del conclave,
cardinal camerlengo,
ri di Roma,
il

Maggiordomo,
\

il

cardinali

adoperano

il

colore verde e

Maresciallo del conclave,
il

ConservatoTesorie-

colore paonazzo, questo dai creali dal

Governatore di Roma, T Uil

Papa defunto, il verde dagli altri cardinali. 1 Prelati depongono il color paonaznero, tranne zo nelle vesti e assumono
il
i

dilore generale della carnei a.
re generale.

Le monete

e

le

medaglie pe-

famigliari del morto, che sino alla sua tu-

rò del cardinal camerlengo, sopra al cappello cardinalizio che sovrasta il suo stem-

mulazione proseguono
queste significazioni
di

a

usare ili. "Tulle

ma, hanno
crociate,
la

l'antica insegna della

s.

Sede,

Lullo hanno luo-

del Padiglione colle Chiavi pontifìcie in-

go per tutta la sede vacante, nella quale i cardinali incedono senza Manlellelta col
Rocchetto scoperto in seguo di giurisdizione, ed in carrozza

quale è pur quella della Sede
si

vacante. Inoltre nella sede vacante

co-

niano

le

Medaglie per
si

la festa

de'ss.Pielro
vi-

no

a spalla, di

non portano alcuqualunque grado e condila

e Paolo, e

dispensano come praticasi

vente i!Papa,non peròa cjue'chenon sono

zione,

non

solo per

sovranità che raptra loro vi è
il

più famigliari

pontifìcii. JNella sera della

presentano,
stinato da

ma

perchè

de-

morte
e nel
d'i

del Papas'incomincianole Congre-

Dio

a essere

suo vicario: per
si

gazioni cardinalizie della Sede vacante,
seguente
\c

cui se riuniti,

almeno

in 3,

fa loro la

Congregazioni generali

Geni flessione \r\ tutto l'indicato tempo. Quindi il cardinal camerlengo coi Chierici

che

si

tengono dai cardinali avanti d'en-

trare in conclave:

assumendo

il

sagro colil

camera
ia

si

reca a fare

la

ricogni-

legio l'esercizio della sovranità, ed

go-

zione del pontifìcio Cadavere,

dopo

di
il

verno del dominio temporale, per tutta
la

che depone

manlellelta e
si

si

scuopre

sede vacante lo

fa

per turno esercitale
degli ordini de'/' e-

rocchetto, ed ordina che

dia l'annuii-

da 3 cardinali capi

174
Nella
i

SED
."congregazione generale
si

'

SED
la recita dell'

scovi suburbiéari, de' Preti e de' Diaconi,
leggo-

Ora zione per

l'elezione del

PapaAn

ogni mattina de'novendiali, do-

no
si

le

bolle pontificie riguardanti

quanto

deve osservare

in tutta la sede vacan-

pò l'esequie,ha luogo nella SagresliaWaticana una dell'accennate coneresazioni

DO

che riportai a Conclave, tutte oidinate perla buona amministrazione e per
te,

generalijOve
le

il

sagro collegio

fa

tutte quel-

cose che in esse descrissi, e riceve lecon-

la

brevità della nocevole sede vacante;
l'uso della

doglianze del corpo diplomatico e Senalo

come per
ca;ed

Rendita ecclesiasti-

romano

(ed anticamente anche quelle

ivi si

vi ministri,

confermano o eleggono nuocome il Governatore di Hoi

de' cardinali Piote/lori de' regni, e degli

ambasciatori di Bologna e Ferrara), e-

ma.

rompono

Sigilli pontificii, e
tal

si

fa

leggendo

quelli

che ammette
\

al servigio

quanto altro notai descrivendo

con-

del concia ve,ed

approvando Conclavisti.
ha luogo solenne-

gregazione. Frattanto hanno luogoquelle

Dopo

la

suddetta cappella per l'ingresso

provvidenze che riferisco a Senato Roma* no, e quelle die \\\\ tempo si esercitavano
dai

in Co/je/rn'e,questoora

tnentedalla Chiesa di s. Silvestro alQuiriìtale, a\ Palazzo apostolico Quirinale. rìcevendo il sagro collegio il giura mento di fedeltà nella cappella Paolina, dai ministri

Capo Moni
c\t

e dai Capolori, ed ora

da' Presidenti

Rioni di

Roma; altre
sicurezza di

riil

guardano
Caslel
s.

la

Milizia pontificia, altre
la

Angelo, altre

Ro-

della

s.

Sede, dal
(di cui

maggiordomo Coanche a Riccia) cu-

ma e

dello stato,inviandosi nelle legazio-

vernalore del conclave, dal Maresciallo
di
s.

ni de'prelati prò- Legali, invece de' cai*-

Chiesa

dinali legati,

i

quali con tutti

gli altri

car-

stode del conclave, da quelli che devono
custodire
tri.

d'inali assenti

da

Roma, sono

invitati dal
Il

le

rote del Conclave e dagli al-

Sagro

collegio a portarsi al conclave.

Simile giuramento già è stalo presta-

cardinal vicario ordina alle chiese di Roina ed al clero secolare e regolare
la

lo al cardinal

camerlengo
di

in

porpora, dal

ce-

governatore
e

lebraziouedelle messe in suffragio del defutilo

Pioma P~ice-camcrleiigo, dal Commissario del conclave avvocacomputista generale

Papa, inculcando
i

alle religiose
la

ed

lo concistoriale, dal

a lutti

fedeli di

pregare per

sua ani-

ma. Il cadavere del Papa dai Chirurghi e Medici palatini viene sezionato e imbalsamato, quindi
7

si

porta nella Cappe!*
ù<;\ Qu\> Sedia ponpalazzo ove cessòdi

laSistina (\d\ aheano, o Paolina
rinale (essendo stala tolta
lifìcalé),
la

camera, dal depositario de' denari del monte, e da altri, come dal sostituto del commissario segretario generale del camerlengalo, tutti in abito di formalità, e precedentemente a ciò invitati con bighetti dello stesso cardinal camerlengo.
della

secondo

il

Questi inoltrericeve alla presenza di detlo segretario, cui spetta avvisarli,
il

Papa, donde si fa la Traslazione nella Chiesa di s. Pietro in Praticano:
vivere
il

giu-

ì

Precor di del Pàpàs\ portano nel la Chiesa de' ss. Vincenzo e Anastasio a Trevi,
II

lamento dai provvisionieri, artisti e altri addetti al conclave. Al commissario appartiene di vegliare sugli
tori del
artisti costrut-

cardinal decano a mezzo del Prefello

conclave e impiegati del mede-

de' maestri delle ceremonie pontifìcie, fa

simo, anche in tempo di conclave; a tale
effetto
al

successivamente distribuire

le

schedule
se-

ha almeno una stanza propinqua

perla celebrazione delle funzioni della

de vacante, che sono
f'unto e

Funerali pel detumulazione nel Sepolcro de Papi ,l' O razionefunehrc nell'ullimo giorno de'novendiali, la Cappella che precede l'ingresso in conclave coli

conclave e prossima a quella del provvisioniere, per dar loro e agli altri udienza. Inoltre
visita della

Novendiali,

la

appartiene

al

commissario
di

la

chiusura esterna del conclace-

ve,

accompagnato da un maestro

l'emonie, dal notaro e cancelliate del la ca-

SLD
mera per rogarne
ni, col

SED
da due testimo-

17"

l'atto,

pone

la sedia pontificale, acciò sia pronta
i

muratore, chiavaio, 4 svizzeri, e altrettanti inservienti con lorde di pece
accese: eseguila la chiusura,
il

per seder v
tare slesso
1

l'eletto, e ricevervi avanti l'al-

Vaporazione
,

e

1'

commisle

de' Cardinali. Tuttociò che

si

Ubbidienza fa in Con-

sario consegna
il

le

chiavi al ceremoniere.
di velluto

clave da cardinali e

come

vestono, a que-

quale in borsa
al

paonazzo

sto articolo e in quelli analoghi diffusa-

presenta

marescialloche incomincia ad

esercitare la custodia del conclave. Nel-

mente lo dichiarai, con quella precisione che rimarcai a Sagro collegio, per avere riunito alla teorica degli appositi e ac-

l'ultimo conclave

il

maggiordomo
non
così

volle

farequella visita che descrissi nel voi.
p.

X LI,
il

curati studi da

me

fatti, la

pratica e

l'e-

2g5,

ma

dessa e

prolungata

sperienza di due conclavi, ne'quali ebbi
l'onore d'intervenire qual conclavista del

apparlieneal commissario, non avendo

maggiordomo governatore
i

del conclave

cardinal Cappellari, poi Gregorio

XVI.
co-

giurisdizione sugli artisti,néd'ispezionare
lavori,

A Conclave

parlai ancora del

modo

come

attribuzioni del

commisi

sario che ne
artisti

ha la responsabilità; quali dopo terminato il conclave si dei

vono
il

affrettare di portare conti, perchè commissario gli esamini e approvi, sindacazione che poi eseguisce pure l'architetto deputato dal cardinal camerlengo. A Saghista, a Maestri delle ceremokie

mesi portada'/Jfly?//èr/(de'quali feci altro cenno a Scalco) il pranzo a'cardinali (ed anticamente gli accompagnavano lo scalco e il mazzierecolla mazza d'argento), dell'ingresso in conclave de' cardinali
il

dopo

loro arrivo in Pioma, e del

modo come

si

ricevono

gli

ambasciatori de' sovrani

dal sagro collegio alla porta del conclave:

pontificie, a

Conclave

dissi

quali cose a

non che
tiere
(la

della colletta

prò eligendo Ponsi

loro e agli altri spettino del medesimo,
tutte
le

quale pure in sede vacante
le

di-

spese pagandosi dal Tesoriere geal

ce in tutte

chiese del

mondo

cattolico),

nerale che ne rende conto
pa.

nuovo Pa-

che
la
s.

Quelle per

la

elezione diGregorio
1

XVI

si ordina dal cardinal vicario, dopo messa dello Spirito santo celebrata in
il

ascesero a scudi

19,656

pel funere di Pio Vili,

34,74"» cioè: scudi 76,051
la

Pietro, a tutto
la

clero nelle messe, e

per tutta
esporre a
rio

sede vacante, edelle altre pre-

pel conclave,

3q,o4o per

coronazione;

scrizioni del

medesimo, che sono:

di fare

tutte le spese pel funere di

Leone XII
1

,

susseguente conclave ecoronazione di Pio

norma del prescritto da GregoXV, il ss. Sagramento ogni giorno in
di

Vili erano ammontate a scudi 18,907; laonde furono maggiori quelle per Gregorio

forma
stina,

qnarant'ore, nelle chiese che desenza processione, prescriven-

ma

XVI, sia per avere

il

tesoriere supplito

do
*

le visite

da

farsi dai sodalizi,

uno

nella

a diverse spese di

competenza de'palazzi
maggiori elargizio-

mattina, l'altro nelle ore pomeridiane,
processionalmenle, cantando
le litanie

apostolici, e sia pei' le
ni

e

compartite dal Papa a'poveri. Nel giorno seguente alla chiusura del conclave
i

orazioni proprie della sede vacante; d'or-

dinare
dicanli

a!

clero secolaree regolai

ede'menCappella
si

cardinali incominciano a procedere negli
scrutini! della

le

quotidiane processioni, dalla

mattina e delle ore pome-

basilica de'ss.

XII Apostoli
al

alla

ridiane alla grande opera dell' Elezione

segreta dell' Assunzione del palazzo Qui-

del Papa, onde possibilmente con sollecitudine por fine alla vedovanza della Chiesa e alla

rinale e contigua
lebra
la

conclave, ove

ce-

sede vacante, per cui sono

stretti
si

in clausura nel conclave: gli scrutimi

messa dello Spirito santo per l'ottima e sollecita elezione del Papa, dopo la quale col canto del Peni Creator Spiritits si

fanno

nella cappella Paolina del Quirisi

nale, e nel lato del vangelo dell'altare

Qiurinale3 o\e terminano

recano aUaChiesa dis.Sdveslroal le preci: aven-

i

76

S
nel voi.

ED
XV,
p.

SED
267, quando
scrivendo molte città e luoghi de'dominii pontifìcii, riportai
i

do notato

ne fu dispensato il clero, ed a Camerlengo DEL clero romano, quando domandava
al conclave, Il (ibernai: Pontificem? Delle preghiere ordinarie e straordinarie, per
la

gravi sconcerti, an-

che tentativi d'insurrezioni, e talvolta anche particolari sollevazioni. Nella sedevacantedel i6a3 per morte di Gregorio

XV
per
dia-

brevità della sede vacante e
si

buona

e-

ed elezione
rista Gigli

di

Urbano Vili, durala
il

lezione del Papa, che

fanno nello stesso
insieme a quan-

28 giorni, racconta
i

contemporaneo
si

Conclave,

ivi

ne

trattai,

disordini deplorabili di

Ro-

to riguarda la sua difesa, quella di

Ro-

ma

e quella dello slato,

mentre delle an-

ma: » quali ninno che viva, giammai in simil tempo aver
ni, homicidj,
ti

ricorda

visto.

Non

tiche precauzioni governative e militari,

passava alcun giorno senza molte questiotradimenti. Trovavansi molet

ne trattano pureLimadoro,Relazionedel'
la corte di

Roma,

1.

1

,

cap. 6, Della sede
\
ì

huomini,

donne

uccisi in diversi lote-

varante e seg. massime nel cap.
conclave; ed

De' prov-

chi; et molti
sta, et altri
sta raccolti,
gittati nel

ne furono trovati senza

vedimenti die soglionofarsiin tempo del
il

ÌNovaes, Introduzione al1.
1

furono similmente senza teche erano stati in quel modo

le vite de' Pontefici,

,

p.

qo

e

1

1

g.

A

Tevere. Molte case furono rot-

Ponti

m Piuma ricordai, che prima in se-

te di notte, et

de vacante la nobile famiglia Jllatlei armava un corpo di truppe con particolare uniforme per la custodia del ghet too clanstro degli Ebrei t e de'ponti Quattro Capi e Sisto che avevano comunicazione col Palazzo apostolico faticano, ove sino al 1 774- 7^ si celebrò il conclave; il Ponte s. angelo essendo allora guardato da due
quartieri di milizie pontifìcie, oltre quello

rono

arrubbate malamente. Fudonne, altre uccise, altre rapile. Così di molte donzelsfasciale poi te, forzate
le vituperate, forzate, et

sbirri poi,

menate via. Li che volevano pigliare alcuni in
ammazzati,
feriti. Il

prigione, altri ne furono
altri

et

malamente

stroppiati e

ca-

porione di Trastevere Irebbe delle pugnalale,
la

mentre andava

la

notte rivedendo

sua regione, et altri caporioni molte vol-

de'Z?im'sul principio della CiltàLconinaj

te corsero pericolo della vita.

Ma

molti

vol.LVl 1,p. 1 44 narrai, che anticamente prima che Roma avesse la notturna illuminazione, tutti capi di fami-

anche

nel

1

delli disordini, et insolenze sopradette, fu-

rono

fatte dalli soldati,

che per guardia
stavano
iti

i

di diversi signori, et principi

glia in sede vacante

doveano tenere
s.

nella

Pioma.Sì come fu
te,
il

di quelli

particolarmen-

notte un lume alle finestre. INelle provinole poi dello stato di

che per sua guardia haveva menato
cardinal di Savoia, dalli quali furono

Chiesa, in sede va-

cante

si

adottavano speciali provvidenze
conservazione dell'ordine

per

la difesa e

pubblico, onde ovviare alle prepotenze

ammazzati diversi sbirri, che ha ve vano preso un loro soldato pregione.Et in somma andava il male di giorno in giorno così

de

facinorosi,

le giurisdizioni

massime quando esistevano de Feudi ,detiri\l\vanien-

crescendo, che, se

la

creatione del nuo-

te terminate nell'odierno pontificato di

Pio IX. Il governatore di Roma emanava in sede vacante severi bandi, particolarmente contio maldicenti e provocai

vo Papa si prolungava, quanto pareva, che per le discordie de'cardinali prolungar si dovesse, si dubitava di molti più
stia ni, et gravissimi inconvenienti". Leggo

nella descrizione mss. della sede vacaute

tori di alterazione alla

pubblica quiete:

del

se

durava

la

sede vacante nel sabato sans.

to,

era vietato al castel

Angelo

lo

spa-

1758 per morte di Benedetto XI V,che » nel 25." giorno di conclave cardinali tennero una congregazione per prendere
i

ro delle arliglierìe,e per tutta
specie di esplosioni
lesti
\

la città

ogni
de-

e.

A Roma, e

qualche prowedimentosu le presenti turbolenze naie in Perugia, ove il popolo si

7

e 5

SED
è

SED
concordati colla Spagna".
sti

177

armato

in

più migliaia, pretendendo di

tulo molto nell'animo del Papa, rimase

continuare l'antico solito di armare in sede vacante quella città, non ostante che ad istanza di 6 nobili della medesima fosse stalo ottenuto dal defunto Papa un rescritto abolitivo di detto solito.

sepolto l'odio popolare nato dai celebri

Eppure que-

Siccome
ri-

Benedetto XIV il cui nome comprende un complesso di elogi ; questi è quel Papa che dopo morto meritò
è quel

però sinora non è colà accaduto alcun
levante sconcerto da tale

quello splendido epitaffio che riportai
la
te

al-

armamento, non
linee di

sua biografìa, composto dal protestan-

avendo quel popolo
ciò

alterate le

anglicano Walpol; questi è quel Papa,

che fu praticato nella precedente sede vacante, così non ha creduto la congregazione d'interloquire, lasciando che pei"
adesso corrano
le

che siccome riporta Bercastel, t. 34, u. filoso1 4, si guadagnò l'ammirazione del fo imperatore Giuseppe II. Becatosi quein Roma nella sede vacante del 1769, mentre cardinali erano in conclave per dare un successore al virtuoso Clemente
sti
i

cose

come
la

si

trovano".

E" riprovevole ed

empia

consuetudi-

ne, condannata con gravi pene ecclesiastiche e civili, d'inveire talvolta nelle sedi vacanti

XIII, oltre

lo spiritoso

colloquio tenuto

con infami Satire, già s'inten(di questi parli del

in conclave con alcuni cardinali,

augunel voi.

de sempre anonime

rando a ciascuno

di essi ciò
feci

che più de-

livore, della malignità, della vendetta, e

sideravano, e di cui

memoria

peggio, parlai ancora a Memoriale), contro
il

Papa defunto
quelli cui

e
il

i

cardinali, partico-

larmente

calunnioso scritto-

re per private passioni tenta screditare,

84, con prontezza d'ingegno rispose ad alcuni cardinali che si dolevano di restar chiusi, rammentando che per la elezione di Benedetto XIV aveano dovup.

XIV,

fors'auche colla vaua lusinga di

promuova-

vere l'eScdtazione di chi
gheggia,

pei' interesse

come

fece l'autore delle Profe-

zie faIsameuteattribuiteas.Malachia;es-

sendo severamente vietate anche le scommesse sulle creazioni de' Papi e promozioni de' cardinali. Laonde neppure un Benedetto XIV andò esente da'mordaci
e indiscreti censori, che sebbene dottissi-

6 mesi: Che per fare un Pona Benedetto XIV, sarebbe ben sacrificato anche un anno di clausura. A Conclave e nel voi. Vili, p- T 99 ragionai de' Funerali che si celebrano ai cardinali che muoiono in sede vacante,
to restarvi
tefice simile

anticamente l'esequie de'cardinali erano novendiali. Altro esempiodelceremoniale pel

funerale dei cardinali in sede va-

non fu da alcuni ritenuto abile nel governo temporale; per cui una indegna Pasquinata Io disse: Maximum in Folio,
Jl/ininms in Solio. Della volubilità poi e

mo

catitelo riprodussi nella biografìa del car-

dinal

Ferdinando M. a de Rossi, ove
la
i

feci

osservare

particolarità propria del tem-

po, cioè che
eie

consueti 100 ceri e
il

4

t° 1'"

ingratitudine del popolo,

come

di

sua ini

che circondavano

letto

funebre, in-

coerenza,

feci

e in altri opportuni
i

cenno nel voi. LI, p. 3 luoghi,nonchea Papa

vece di essere di cera gialla, furono di ce-

ra bianca giusta
la

il

solito

costumarsi nelsi

elìoM.a. INI pare d'aver detto a Itrove,quanlo di
inss.

sede vacante,la quale cera bianca

usa

Benedetto XI V nel citalo veridico si legge: » Il popolo alla sua morte

nell'esequie pontifìcie. Tuttavolta trovo

non

die alcun segno di

commozione,

così

che le cose sono andate in somma placidezza e quiete, forse perchè colle ceneri
del cardinal Valenti già segretario di stato, e del

esempi, come nelle esequie novendiali non solo per Clemente XI, ma ancora per ClemenleXI I,e si puòleggere nel n/35 del Diario di 801110,17^0, p. 19, che di
1

cera gialla erano

le torcie

che ardevano
ai

cardinal Millo già pro-datario,

intorno
di
s.

al

tumulo

nella cappella del coro
si

preventivamente defunti,che aveano pòVOL. LX1II.

Pietro, quelle che

dispensavano
1

2

r

7S
le

SED
candele che
si

SED
distribuivano

cardinali,

ai prelati e altri

che hanno luogo ne'no-

seguente 3o giugno dell'anno 6q secondo la più comune credenza. Egualmente non
vi fu

vendiali, le lorde
al

cadavere nella cappella del

che ardevano intorno ss. Sagragran catafalco al quale si

sede vacante pel di

lui

successore

s.

mento,

e le candele accese negli altari del-

la stessa basilica.

Però

il

20 giorni dopo la mortedi questi divenne Papa s. Clemente I, dopo il cui esilio e martirio vacò la sede 4 mesi e g
Cleto, e
giorni, nella 3." Persecuzione della Chiesa, sia
la

per Clemente XII, e intorno

fecero le 3 ultime solenni assoluzioni, era

circondatoda 5oofìaccolotli e da 24 torciedicera bianca, co tue riporta il n.°35i8 di detto Diario a pi 5. La sempre pregiudizievolesede vacante ha
felice

per questa, sia per conoscersi lardi beata sua morte avvenuta lontanissi-

mo da Roma,comechèsommersonel mare pressoChersonesodiPonlo. Quindi con-

termi-

tinuando

le

persecuzioni,

1'

Elezione del

ne colla tanto bramata Elezione del Papa, capo e supremo Gerarca di tutta la
Chiesa, e sovrano de'dominii temporali
della

Papa
tri

procedette appena potevano adu-

narsi nelle

Catacombe,

ne' Cimiteri e al-

luoghi

i

sagri elettori, cioè del Presbite'

romana

chiesa, la quale vacanza di

rio del clero

romano;
la
si

in

processodi

sede fatalmente alcuna volta viene rilar-

fu stabilito di fare l'elezione del
3."
re.
1

tempo Papa nel

data per l'abuso dell'Esclusiva, pastoia
della Chiesa, che deplorai eziandio a Sa-

giorno dopo
sagri elettori

morte del predecessoadunavanoogni matti-

gro

collegio. Si pubblica

al

popolo

l'e-

lezione del

nuovo Papa,

sia colla

solenne

na nella basilica Lateranense o Vaticana, e dopo aver celebrate l'esequie al defunto, ivi

promulgazione

sulla loggia del

Quirina-

procedevano

all'

elezione del più

le, sia coll'esplosione dell'artiglieria del

degno.

Ma

nate contese, e insorti in al-

Castels. Angelo,i\a col suonogiulivodelle

campane

di tutta

Poma;

indi

seguono

cune gli Antipapi , che produssero collo Scisma parliti e zuffe, prima gl'imperatori d'
gli

lesagre funzioni del conferimento del

Sa

Occidente, poi

i

goti re d' Italia,

cerdozio, se l'eletto non è prete, grado

che talvolta fu ommesso, della Consagrazione e ordinazione, e della Coronazio-

Esarchi di Ravenna per gl'imperatori greci, quindi gli altri si frammischiarono
nell'elezioni.

Fu

Bonifacio

III

del

607,

ne del sommo Pontefice, in cui ha luogo l'abbruciamento della Stoppa, per ricordargli quanto sia breve e transitoria la gloria di questo mondo. A Palazzo parlai del saccheggio e depreda mento di quello del nuovo Papa, operato dal popolo appena eletto, enorme abuso condannalo più volle senza effetto; laonde si dovè adottare il provvedimento, che appena annunziato al popolo il novello Pontefice,
caporione del quartiere in cui era situalo il palazzo che abitava da cardinail

che ordinò non trattarsi punto dell'elezione del Papa, se prima non fossero passati

3 giorni

dopo
in

la

morte

dell'antecesin-

sore.

Ma ciò era

uso da gran tempo

nanzi senza veruna legge,
il

come
s.

osserva
s.

p.

Mabillon (tranne,oltre
Bonifacio

Lino,
1,

Pio con

7,elello nel 3.°giorno,s. Bonifacio

dopo

un giorno,
olla

s.

II, nel 3.°:

l'elezione di Bonifacio

111 si

die termine

sede vacante d'un anno,

giorni),

meno due Comment. in Ord. Rorn. t. 2; Mus.
112. Perciò nel decreto
si

Ital. cap.17, p.

marciava sollecitamente colle sue milizie ad occuparlo, affinchè la moltitudine nou lo spogliasse.
le,

che della seguita elezione
l'esarca suddetto,
la:
si

mandava

al-

usava questa forino-

Nello stesso giorno del glorioso martirio di
s.

Triduo enim nobis exiguis in oratione manentibus: ond'è che sagri elettoi

Pietro

i.°

romano Pontefice,
Sede apostolica
fu

ri

in tali

3 giorni applicati

alle preci e ai

senza che vacasse
eletto successore

la s.

digiuni, perchè

Dio

gl'inspirasse di con-

s.

Lino, o almeno nel dì

veniresul migliore,diradone'primi tempi

7

SED
leggono esequie de' Papi con solenne pompa celebrate, come avverte il Cenni.
si

SED
in

179

tatOaELEZIO7(EDE'PAPI,edaC0XSAGRAZIONE ED ORDINAZIONE DE'PoNTEFICI,nOU è dato

Riflette

il

p.

Garnier

in

Libro diurno, che

poche parole il dimostrarlo. A Presbiteil

quando nel tempo degli esarchi, ed anche prima del governo de'goli, si dice che la sede pontificia fu vacante per un determinato tempo che si prescrive, questo piescritto tempo si deve computare, non dalla morte del Papa all'elezione del successore;
sto,

rio parlai dell'antico senato del

gro collegio, formante

Papa o sasuo consiglio pers.

manente

,

e

composto

di cardinali e dei

principali del clero e uffiziali della

Sede

sino dai primi tempi della Chiesa, e perciò

ma

solamente all'ordinazione

di

que-

per la sede vacante di

conviveva col Pontefice; e che nel 253 s. Fabiano, che durò
di

poiché l'elezione fu differita a più di
potesse concludere. J\on potendo

più

16 mesi per

essersi incrudelita la
i

3 giorni, se non v'era uno scisma, per cui

persecuzione di Decio contro

cristiani,

non

si

questo presbiterio della chiesa romana as-

ne' primi secoli per la furia delle fazioni godere sagri comizi piena libertà, Papi furono costretti dalla necessità a procaci
i

sunse

il

secondo

governo della chiesa universale il consueto; avvertendo però che
il

lascia va irresoluti quegli affari di esclusi va

ciarsi la tutela de'

sovrani nelle elezioni,

spettanza del Papa, sebbene avesse

sin»

perchè succedessero canonicamente, senza

golare privilegio di sottoscrivere ne\:oncilii: le

compromettere la loro dignità e quella degli elettori. Questa precauzione produsse

adunanze
i

di tale presbiterio equi-

valevano

agli odierni concistori,

ed

i

Papi

molte sedi vacanti, o per attendere

gli

formavano

loro decreti per

la

chiesa uni-

ambasciatori regi o imperiali, onde colla
presenza e autorità contenessero gl'intriganti e
il

versale nel presbiterio o ne'concilii. L'eletto Pontefice faceva
sta di

ad esso una prote-

gli

ambiziosi, ovvero per aspettare
sul-

mantenere

le

cose spirituali e tem-

riconoscimento del re o imperatore

porali, e di far tutto col suo consiglio, ciò

l'eletto,

dopo esaminati

gli atti

com' era
i

proceduta l'elezione, per cui mandava suoi legali ad assistere alla consagrazione e Intronizzazione. Ma questa misura prudenziale divenne in seguito abusiva per
parte de'sovrani, massime degl' imperatori

che equivale al giuramento che emette il nuovo Papa, e di cui ragionai a Professione di fede. Inoltre dissi pure del presbiterio de' vescovi, al quale erano affidati
gli affari della diocesi,

nell'assenza o do-

d'Oriente, e de'loro luogotenenti

gli

esarchi, che vollero intervenire nell'elezio-

ne e influenzarla
testo de'molivi

col loro potere, col prelo-

che avevano originato il

ro patrocinio; quindi preteso diritto d'impero, abuso violento e usurpazione di con-

morte del vescovo e per averne cura, e governava la Chiesa sinché durava le sede vacante, tranne 1' esercizio degli atti giurisdizionali priva ti vi del vescovo. APrimicerio della s. Sede, e de'collegi de' notari della medesima, e poi de'7 giudici palatini, uffiziali maggiori del s. Palaz-

po

la

ferma

e consenso,

con

sommo
s.

discapilo

della libertà di
r

s. Chiesa.

Solo e principal-

mente per l'imperturbabile
7 Il fu che
l'intiera loro
i

Gregorio

zo apostolico Laleranense, (Wscov^x di sue ragguardevoli prerogative, fra le quali faceva parte del celebre triumvirato che
_,

sagri comizi ricuperarono

componeva con
li si

l'arciprete, o i.°de' Preti

indipendenza, e non più a-

spetlarono l'assenso abusivo, che prolun-

gava
dell'

in certo

modo

la

vacanza della sede:
nella pretensione

Cardinali e V Arcidiacono, sopra de'quaappoggiava tutto il governo della Sede apostolica vacante la medesima, diche

resta bensì

un avanzo

abbiamo qualche ombra

ne'cardinali capi
Io stes-

Esclusiva, tollerata qual pacifica av-

d'ordine nellealtuali sedi vacanti,e
so accadeva finche l'eletto

vertenza. Di questo grave, com plica lo e delicato

punto,aveudonecou diffusione

tiat-

Papa non era confermato e consagrato,o non avea rice-

i8o
vuto
di
s.

SED
la

SED
t.i, ci

Benedizione, ed eziandio nell'asin poi.

senza del Papa,aveudo parlato di quella

diede l'interessante Dissertazione II I: Se fino a' lem pi di s. Benedetto li
in

Martino Ine\ 653

Notando

la

diversità che passava nel

governo della s. Sede allorché era vacante, da quello dell' assenza del Papa, imperocché allora
i

sede vacante, o assente il Pontefice go~ vernasse la Chiesa V Arciprete ,V Arcidia-

cono e il Piimicerio de'Notari. Riferisce che d libro Diurno de 'romani Pontefici
illustra quella

triumviri

si

sottoscrivevano, servantes
il

losi

porzione di storia,
ni

in cui
l'ele-

divi

s.

Sedis , mentre assente

Papa

prelesero gl'imperatori di confermar

segnavano, locum praese.nlabaiU Pontificisjtà in altre rilevai che nel 6^0 con

zione di

essi

Papi, e

un altro più

del diur-

no

la

confonde e

la

disturba; poiché quel

un 4-° personaggio chiamato consigliere della s. Sede (ullìzio che ue'monumenti antichi si trova
singoiar esempio
si

trova

codice difettoso e malconcio ottenuto a

grandi istanze per una sola notte dall'Olstenio,

da

lui trascritto fu

pubblicalo, adil

spesso dato anche a'vescovi,e talora agli

dita

il

modo

per scoprire

vero.

Ma

in

imperatori: de'consiglieri della santa Se-

vece quel medesimo codice dopo molte vigilie

de parlai a Prelato ed a Segretario apostolico). Questa rappresentanza o luo-

Garnier, guidò
dissertazione

ordinato o meglio disordinato dal p. più accreditati scrittori
i

gotenenza riguardante
l'amministrazione della

il

reggimento e
Sede, spettava

a cognizioni false.
si

Cenni però
di

in

questa
codi-

s.

propose

parlare del solo
il

all'economico della particolare chiesa di

2.°capode'7
ce, vale

in cui

Garnier divise

R.oma, secondo alcuni (ma Galletti opina che ciò non si può con fondamento e assoluta mente asserire), e

a dire sull'accennato argomento:
le

ne farò breve estratto, ommettendo

co-

non a quello ch'era
nel

se già trattate ue'tanti citati articoli,

non

esercizio di podestà pontificia sulla chie-

senza ragionare dell'elezione pontificia in

sa universale;

nondimeno riportai che

tempo
le,

della tollerala

conferma imperia-

6^0 essendo stato eletto Papa Giovanni IV il clero romano rispose alla lettera de' vescovi e abbati di Scozia sulla Pasqua e sul Pelagianismo. Che nel titolo della lettera Paprimiceriato di Giovanni del
il

perché da essa dipende tal triumvirale governo; maniera d'elezione che Garnier prolunga sino al 752, in cui furono cacciati d'Italia gli esarchi di

Ravenna

(dei

quali riparlai a Roma), onde co' suoi se-

pa è nominato dopo
p.

l'

arciprete, al dire

guaci
detto

la

prolungano 68 anni dopo Beneeletto nel

di IN'ovaes, e lo ricordai

pure nel

voi.

XVI,
il

II,

684 dopo

1

1

mesi e

008,

in

Dei nomine
s.

electus, poi

pri-

22

giorni di sede vacante;

mentre Cenni

micerio colla formola usata dall'arciprete,
et

Sedis apostolicae, e Giovanni servus Deiconsiliarius ejusdem
letti,

servans locum

dimostra che l'indegna e prepotente conferma imperiale non oltrepassò il Pontificato di Benedetto 11, e per conseguenza cessò in tal

apostolicaeSedis.Qu\nà\a\\ei[.\\conGa\-

tempo

il

triumvirale goin assenza

che tuttavolta a 3

soli

spettava

sif-

verno
del

di sede vacante,

sebbene

governamenlo, non avendovi luogo l'eletto Papa, altrimenti sai ebbe stato nominato prima degli altri, e tanto l'ebbe Giovanni IV perchè si trovava arcidiacono: aggiunge, che circa al consigliere può credersi aver luogo quando unode'triumviri fosseeletto Papa, come una delle principali dignità della chiesa romana, massime nelle cause temporali in cui veniva
fatto

Papa ebbe

fine alquanto più tardi, e

fino a'principii della sovranità temporale de' Papi, circa
il

y3o cominciata con

s.

Gregorio II; poiché allora fu d'uopo dividere il ministero, conforme erano divise le

cure
di

di

s.

Chiesa. Ricorda che fino ai
Vigilio del 54o, ne'quali
1

tempi
ciati

Papa

l'imperatore d'oriente Giustiniano
i

cac-

goti d'Italia

ne riacqui>tò

il

domi-

consultato.

Il

dolio Cenni, Dissalazioni,

uio,won seguì uiulazionealcuua nella crea-

SED
zione de'Papi, per testimonio di-s. Gregorio Ijnè
si

SED
loghe formole. Intanto che
la
si

181
attendeva

oppone

a

autorevole

testi-

conferma

si
il

dall'esarca, l'eletto

Papa non

monianza
altare,

l'ardire de're

de Goti,

i

quali

s'introduceva nel Patriarchio Lateranense,

alcune volte s'ingerirono in

sagrosanto

moveva

dal proprio grado,

come

poiché l'aver

luta l'elezione di
alti

violentemente vopersona certa, non fu
essi

praticò

tera agli

nominato Giovanni IV nella letscozzesi, in Dei nomine eleclus
s. Chiesa veniva subito introdot-

oche un'evidente
di

invasione, alla quale
la s.

intitolandosi; ricuperatasi dalla
la libertà, l'eletto

pur troppo

sovente soggiacque

Se-

de. Poterono bensì somministrare un pessimo esempio a Giustiniano I per usurparsi tal preteso diritto, che poi fu soste-

to nel

s.

palazzo, intronizzato e adorato;

oppressione, che Cenni stabilisce cessata
nel pontificato di Benedetto
II nel 684> i3o anni, e con essa terminò altresì il governo triumvirale che restò inutile, governando da se stesso il Papa anche prima della consagrazione. Ribatte Cenni le false opinioni del p. Gar-

niitodai successsori,e tolleratodalla Chiesa

dopo

essere durata

per pubblica quiete, onde Vigilio pel

l.° fu

consagrato dopo

la

conferma imoppressione
al-

periale.

Di

tale detestabile

cuni scrittori poco accorti ne rilevarono
smi, e

due vantaggi, cioè che non insorsero sciil non aver mai gl'imperatori disapprovato alcuno degli eletti; ma ciò non
il

nier sulle formole alterate,asserendo questi

gratuitamente che

si

mandavano anco
le

al patriarca di

Costantinopoli e agli altri

è vero perchè gl'imperatori pretendeva-

di quella corte,

quindi

riprodusse sep.

no anche
s.

disapprovare, perciò l'umile
I

condo

la

pubblicazione del
si

Mabillon;

Gregorio

vi ricorse,
1'

ma non

fu

esautal-

dichiara falso che
peratore.

scrivesseancheall'im-

dito.

Avendo

imperatore delegata
si

volta all'esarca l'approvazione, a questo o

viri e loro
6.

aCostanlinopoli

spediva l'attestato di gesi

de'triumgoverno, assente il Papa, della Sede, che pure amministravano in sede

Con viene sulladignità

nerale concordia, ove
cipio registrati tutti

vedevano

in prin-

vacante. Egli per l'arciprete capo del corpo
della chiesa
eie'

gli

ordini del clero,

romana

in

sede vacante, cioè
il

e quelli del popolo in fine colle sottoscri-

preti e diaconi cardinali, riconosce

conferma del generale consenso si spediva una piena legazione, di cui era capo un vescovo fuori degli ordini del clezioni. In

più antico de'preti, che oggi dicesi decano. Allora
dinali,a
i

vendociascunodi
la

7 vescovi ebdomadari giàcaressi la chiesasub-

ro

:

inoltre l'arciprete, l'arcidiacono e

il

urbicaria, terminata

settimana a

s.

Gio-

primicerio consegnavano

a' legati lettere

vanni in Laterano, ciascuno ritornava al

particolari all'arcivescovo, a' giudici e al

nunzio

di

Ravenna,

in attestalo della gegli

neral concordia; laonde
peratori, se

esarchi e gl'ino*

e alienarsi

non volevano turbare Roma I' Italia, non potevano disap-

provare
tori

concorde elezione. Gl'impera-

ch'erano gelosi del dominio d'Italia, invasero la libertàdella Chiesa per procacciarsi col loro

non solo non entrava nel corromana, ma neppure era preferito agli altri vescovi, se non dall'antichità dell'ordine;e ciò anche nel secolo IX, come vedesi dai concilii d'Eugenio II dell'826, e di s. Leone IV dell'853. All'incontra vivente il Papa, in cui risiedeva tutta l'autorità, dice Cenni, non tocsuo gregge,
e

po

della chiesa

consenso il favore del nuovo Papa e di tutti gli ordini; perchè sapevano ben essi quanto ossequio e venerazione avevano popoli pe' romani Poni

cava

ili.

luogo all'arciprete,
corpo,

come più
:

degno

di esso

ma

all'arcidiacono
la

eh' era vicario dello stesso Pontefice

giurisdizionedegliarcidiaconiera assai vasta in tutta la Chiesa,

tefici.

Oltre a ciò in Ravenna
del

si

anche l'avviso della morte

mandava Papa e del-

prima che l'abuso

obbligasse
di

l'interpoutificio o sede vacante, con ana-

Papa a restringerla in tempo Carlo Magno. Nella chiesa romaua la
il

i8a

SED
miceri i,
et

SED
nome: Eruifecit oculos Christophori
Sergìi Secundicerii
Prifilii eis ,

gran dignità dell'arcidiacono, non come
quella dell'arciprete ottenevasi per anzianità d'ordine,

ma

per merito di dottrina,

suamque volunlatem
il

deipsxs duobus Proè,

virtù, esperienza e altre doti necessarie al

cerìbus Ecclesiae explevil.Qi\\n<\\
e coniugato, colleghi

che

ministero. Inoltre Cenni, contro Garnier
e Pagi sostieue
il

Primicerio, benché semplice chierico

merito particolare del:

l'arcidiacono del sagro collegio

primie-

ramente ènotabileladiluicreazionenella
basilica Lateranense,in presenza di tutto
il

del clero,

sagro collegio, delle dignità palatine e come se ne ha memoria del 5g i
s.

meritamente cogli altri due amministrava la s. Sede negl'interpontificii, e governava la Chiesa assente il Papa, come capo di tutti gli uffizi palatini, e da cui principalmente dipendevano
i

notari

regionari che| subregionari,
i

i

nel 2." Registro di

Gregorio

T,

descri-

difensori, tutti

rettori e curatori de'pa-

vendone

la

giurisdizione dell'arcidiacono

trimoni, e in una parola tutta l'amministrazione del molto che possedeva la
de.
s.

idesl Vicarìus Ponlificis, ed a cui dove-

Se-

vano ubbidire
negli

gli accoliti

d'ogni regione

Adunque
di

questi triumviri non cessa-

uffizi ecclesiastici, essendo pur superiore degli ordini de'diaconi e suddia-

rono
s.
il

non cominciò

amministrare il governo, finché il dominio temporale della

coni, al

modo

riportato dagli Ordini ro-

wam I,n.°i, eli I,n.°i, presso
vciìiles

Mabillon.

I

triumviri sede vacante erano detti iSerlocìim
s.

Sede, il quale non può differirsi oltre 732, malgrado contrari pareri. Le prove sembrano al Cenni chiarissime, poiché
i

Sedis, e perciò l'arciprete
te-

di assenza
la di

notabilede'Papi abbiamo quelalla corte di

come
neva
viri

il il

più degno della chiesa romana
i.°

Costantino invitalo

Co-

posto;
il

ma

i

medesimi trium-

stantinopoli

assente

locum
la

Ponlificis,

Papa erano delti Servantes onde l'arcidiacono e per
ini.° luogo nel

da Giustiniano II, il quale partito da Pioma a'4 ottobre 710, non vi tornò che nel fine del seguente anno. Nella
3 preti, un diacono e
i

sua autorità, e per essere vicario del
3.° de'triumvirio primicerio

comitiva eranvi due vescovi suburbicari,
il

Papa veniva considerato
ministero.
Il

secondicelo.

On-

de'notari, poiché

non manca

chi lo crede
i

capo del clero minore, e chi confonde Primati e proceri della Chiesa, di cui egli
era
il

de essendo rimasti triumviri in Roma, sembra a Cenni di poter con tutta ragione affermare, che vi erano rimasti, utpraesenta reni locum Ponlificis. All'incontro,

capo, co' preti e diaconi cardinali, Cenni viene a dichiarare, che Primales, e Proceres cleri, erano nomi indifferenti
i

recandosi Stefano
nel

II alla

corte di Francia

753, e fu assente da

Roma un anno

intero, già signore assoluto dello stato o

e significavano gli uffizi e dignità palati-

ne, cioè lo stesso Primicerio,
cerio,

il

Secondi-

ducato romano, e degli altri stati della s. Sede non per anco ampliati dalle donazioni, condusse seco
il

Arcario o Tesoriere, Saccellario, Protoscrin iario, Prim ice rio de' Difensori,

principale de' tri um-

viri,cioè ilsuo vicario

Theophylaclum Aril

ed

il Nomenclatore. Ciò si può illustrare con molti documenti antichi e con l'A-

chidiaconum,

e l'ultiniocioè

più neces-

sario nell'amministrazione,

Ainbrosium
il

nastasio Bibliotecario sect.

271:

Christoin iribus

Primicerium,,tra

gli altri

di sua corte:onde

phorus Primicerius, aggregans
fatis sacerdoles, cioè
il

ognuno vede, che
pa.

nel

753

era cessato
il

sagro collegio, ac

triumvirale governo anche assente

Pa-

Primales cleri. E altrovesvelando chi erano tali primati, dice che il primicerio era uno di essi Christophorus Primicerium,
:

Maggior lume ne somministra
II s.

l'an-

tecessore di Stefano

Zaccaria, giacché

et alios

Primales. Nella

sect.

274

l'Ana-

partendo nel 743 perR.avenna. mandò avanti il primicerio in qualità d'ambascia-

stasio dichiara inoltre l'indifferenza del

tore^ colà giunto, spedi

il

medesimo

pri-

SED
miceriocon altra ambasciala ad Astolfo re
de'longobardi; in
a

SED
lo lasciò al

i83
diin-

somma non

Conclave, e nelle biografie de'Papi cendo ove furonoeletti. Circa quando

governo

di

Roma. L'Anastasio
1

c'istruisce

cominciava

l'esercizio della pontificia
il