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<3

7&

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESISTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI, MARTIRI,

PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI


AI

PI

CELEBBl

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

VARH GRADI DELIA GERARCHIA


PATRIARCALI,
ARCIVESCOVILI
E

DELLA
Al

CHIESA

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE
SACRE,

CITTA*

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,


RITI,

ALLE

ALLE FESTE PI SOLENNI, ALLE CAPPELLE TAPALI , CARDINALIZIE E


AI CONCILI!,

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI,

EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORON1 ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. LXXX.

IN

VENEZIA
MDCCCLVL

DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA

ri

La presente

edizione

posta sotto
la

la

salvaguardia delle leggi

vigenti, per

quanto riguarda
il

propriet letteraria, di cui


giusta
?

l'Autore intende godere


relative.

diritto

le

Convenzioni

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

T
TRE
1 RE VERI (Treviren). Qll con residenza vescovile celebre e antichissima,
negli stali occidentali del re di

TRE
d'ordine dell'attuale zelantissimo vescovo

mg. Arnoldi

si

espose alla pubblica ve1

Prussia,

nerazione nell'agosto e settembre


re

844-

nella provincia del Basso-Reno, capoluo-

dierono occasione e pretesto di manifestai

go

di

reggenza e di due

circoli, distante
t

suoi riprovevoli errori, all'apostata

26 leghe d' Aquisgrana, 2 da Coblentz e y4 da Parigi, in fondo fra due montagne , sulla destra sponda della Mosella, che quivi accoglie il piccolo ruscello di Weberbach, e vi si varca sopra un vecchio ponte di pietra. S' innalza nel bel mezzo di pittoresca valle, e le danno ornamento le vie spaziose e ben lastricate, ed solidi edilzi di grandi pietre quadrale composti. Vi si distinguono il palazzo
i

Gio vanniRongecaposetta di nuovo scisma


e di quegli infelici eterodossi seguaci del

Razionalismo e Socialismo (J^.) che originati in Posnania (f.), furono tosto colpiti dallecensure apostoliche di Gregor rio XVI, e di mg. vescovo di fVratislat

via (F.) o Breslavia. In

tali articoli

de-

plorai l'audacia dell'indegno

Ronge, che

sfrontatamente ardi
ta scrittura
la
s.

di

pubblicare violenReliquie, contro

contro

le ss.
I'

elettorale, che serve ora di caserma, e le

Sede, e contro

ottimo vescovo di
il

chiese della B. Vergine, di


la

s.

Simeone, e

T reveri; e rimarcai che


la

Rongianismo fu
Il si

vasta

cattedrale. Questa di antica e

riprovato ancora dal regnante Pio IX.


capitolo della cattedrale
1

gotica struttura sotto l'invocazione di


s.

compone

del-

Pietro principe degli Apostoli, e tra


vi si

le

/dignit del preposto e di quella del

reliquie

venera e gelosamente custo-

disce, quale inestimabile sagro tesoro, la


ss.

decano, di 8 canonici numerari e di4onorari di 6 vicari prebendati; desunt


,

Tonaca

o Tunica inconsutile di Gei

praehendae theologalis
riale. Tuttora, in

et poenitentia-

su Cristo {V.). Le divote processioni e


drale per venerarvi
la ss. Tonaca,

ria, dice l'ultima proposizione concisto-

sagri pellegrinaggi de'cattolici alla catte-

vigore d'iudulto apostoi

allorch

lico,

il

capitolo e

canonici eleggono

il

TRE
s.

TRE
Sede.

vescovo, che conferma la


dell'anime, per

Uno dei
la

manum
1

decet Ponti/icem, de'a e


altri

1 feb-

canonici esercita nella cattedrale


il

cura

braio 4^4

benefzi ecclesiastici un

battisterio esiste nel-

all'universit Sisto IV, colla bolla In su-

la vicina chiesa della B.

Vergine. Antica-

premae

mente
di

il

capitolo maggiore era composto

canonici, di cui \6 capitolari e

16

domiciliari, tutti nobili. Egualmente pros-

dignitatis, de' 26 maggio 4?4> che conferm Clemente VII, concedendole altre grazie, mediante la bolla Quo* niani per lilerarum,At\Y% ottobre 532;
1

simo

alla cattedrale
la

il

conveniente epi-

le la

quali bolle Gregorio

XV conferm col-

scopio. Oltre

cattedrale nella citt vi

sua, Unversalis Ecelesiae regimini,

sono altre 5 chiese parrocchiali, munite del s. fonte, due monasteri di monache,
diversi sodalizi, l'ospedale a cui assistono
le sorelle della
il

Carit,

il

monte
il

di piet,

seminario cogli alunni,

liceo,

una dot-

1621, Bull. Rorn. t. 5, par. ove si leggono tutte. Inoltre in Treveri viHfu eretto u\\ collegio per le missioni apostoliche, e perci dipendente dalla congregazione di propaganda fide e
de' 17 luglio

4> p.

36

1,

ta societ, e la

pubblica biblioteca ricca di

diretto da'gesuiti.
litiche de'tempi,

Ma

per le vicende poil

pi di 70,000 volumi. Sotto il romano impero ;issai fiorirono le lettere nelle Gallie, perch i romani vi stabilirono molte scuole, e tra quelle di maggior grido primeggiano le scuole di Marsiglia, Tolosa, Bordeaux, A utun,Lione,e Treveri la quale

tanto l'universit che


soppressi.

collegio restarono

Treveri
ricorde-

patria di molti

illusili, fra 'quali

Ildegarda badessa, d'una illustre famiglia della contea di Spanheim; Salr


s.

merit d'essere

visitata, oltre altre,

dal

dottore massimo
il

s. Girolamo poco dopo 370.L'imperatoreGrazianochenel 375

viano prete di Marsiglia del V secolo, che pure vuoisi originario di Treveri, aulore di due trattati, 1' uno sulla provvidenza
di Dio, e l'altro sull'avarizia; del celebre

sal

all'impero, dotto protettore delle


pubblici di rellorica

cardinale

Amalario F'or lunato


la

arcive-

scienze,assegnuna rendita stabile a'maestri


,

scovo della patria; del famoso cardinal Nicol di Casa, nato presso
la diocesi di

come anco

Mosella nelcui cuo-

quelli che insegnavano nelle grandi citt


le lettere

Treveri da un pescatore, preil

greche

e Ialine.

Accord
i

parti-

posto di

s.

Fiorino di Coblentz,

colari privilegi alle scuole delle Gallie, e

re fu portato a

Cusa sua patria

e depo-

soprattutto a quelle di Treveri,


sori delle quali

profes-

aveanopi

grossi stipen-

di

che quelli

di tutte le altre.

Fece venicitt,

Trevepure patria del letterato Corrado Fleisch e di altri. Vi sono manifatture


sto nell' ospedale da lui fondato.
ri

fu

re Ausonio di

Bordeaux
le

in

questa

di panni, di tappeti, di tele

tli

lino, d'in-

e persuaso che

scienze

non ponno che


sagge

diane, di calze, di cappelli, di sapone, di


candele, di tabacchi e carte dipinte; fonderie, fabbriche di terraglie e concie di
pelli,

divenir nocive senza

la virt, fece
il

regole per mantenere

buon costume
andare pubbliche feste.

tra gli studenti, e loro proib di


a'teatri e di trovarsi alle

formano

la

sua principale industria,


le-

e tra dica di vini della Mosella, grani e

La

scuola di Treveri avea per professori

di eloquenza

Armonio
fa
i

quali Ausonio

e Ursucula dei maggiori elogi. Papa


,

gname. Poche contrade al pari di questa ridonda d'antichit romane, poich si ritiene forse la pi antica citt
eli

Germa-

Nicol

in

considerazione di quanto a-

nia, ed

una

fra le

pi celebri della regio-

veano

fiorito le scienze in Treveri, v'isti-

ne. Considerevoli

sono

le

rovine de'soosi

tu l'universit e lo studio generale, l'or-

tuosi bagni,

ma

rare vestigia

conserva-

n
le

di molti privilegi e singolari preroga-

no

del circo e dell'anfiteatro;

tive,

non che

di benefzi ecclesiastici, col-

la la cos eletta

bolle fnlcr e ade ras felicitatesi

Ho-

tre del

rinomaporta nigra. Anche le pieponte che attraversa la Mosella,

TRE
Iella

TRE
Scultori [V.)
e scarpelliui, colla

5
contigua

piazza del Mercato, sono opera rode' prin-

mana, dacch Treveri era imo


cipali loro
lici

abitazione per risiedervi nella loro venuta in Roma, poi rifabbricato e divenuto Palazzo apostolico de'ss. Quattro, sic-

Belgica.

empori, e capitale della Gal1 dintorni racchiudono fere

ro,

rame, argento

piombo,

e vi

si

at-

come
squale

edificato con magnificenza


li,

da Pa-

tende particolarmente alla coltivazione


della vite e del lino. Conta circa 18,000
abitanti, e la reggenza del suo
di
le

allorch riedific la chiesa col-

l'abitazione rovinata da Roberto Guiscar-

nome

pi

do allorquando

si

port nel 1080 a Ropalazzo in cui allog-

le

32o,ooo, formante la parte meridionadella provincia del Basso-Reno, il quacomprende l'antico slato sovrano delTreveri, ald' At/ui-

ma

a liberare

s.

Gregorio VII dal perse-

cutore Enrico

IV;

gi l'imperatore

l'Elettorato ecclesiastico di
tre sue

Roma
li

nel

Sigismondo nel recarsi 111 4-33 per ricevere la corona im-

reggenze essendo quelle


e

periale. Nel citato articolo, col Martinel-

sgrana
le
le

Coblentz.

11

territorio elettora-

e col Piazza, dissi la concessione fitta

conteneva 280,000 abitanti, e capitan'era la citt di Treveri, fregiata pure

da Leone Vili all'arcivescovo Teodorico,

del

grado

di

citt imperiale.

Dimorava

ma ora trovo nel Bull. Rom. 1. 1, p. 276, cheappartiene a Papa Benedetto VII; forLeone Vili, intruso da Otmorto nel q65, l'avr eseguita, e il legittimo Benedetto VII resa valida, anzi in tempo dell'antipapa l'arcivescose l'antipapa

ancora in Coblentz (V.) e nella fortezza


d'Ebrenbreinsteiu che
la

difende. L'arci-

tone

pero per
il

vescovo elettore era cancelliere dell'//le Gallie e pel regno d'Arles; era
2.

degli elettori ecclesiastici,


i.

ma

vota-

vo era Enrico, che intervenne


bolo
di

al concilia-

va pel
le

per l'elezione dell'Imperatore

{V.). Di sue particolari prerogative, qua-

(F.) del 963, in cui sacri legamente fu deposto il Papa Giovanni

Roma

Elettore del

s.

Romano Impero,
la

e del

titolo d' Eminenza e altri titoli, in tali articoli

ne ragionai. Avea

propria zecca

e batteva
lettori
rini

monete, alcuni arcivescovi efioavendo fatto coniare anche


i

d'oro simili a quelli della repubblica


s.

XII per sostituirgli il pseudo Leone Vili. Per dalla bolla de'28 gennaio 975 di ci nulla si dice; solo quanto alla data del mese vi una variante, poich cronologi dicono Benedetto VII eletto prima de' 25 marzo. Come un monumento impori

fiorentina, con l'ellgie di


sta, e

Gio. Batti-

tante, per provare

1'

asserta rettificazio-

per distinzione sopra


in

la

mano

de-

ne, e per quanto dovr dire, reputo con-

stra del santo,

atto di

benedire, vi
rove-

veniente

il

riprodurla. Benedictus Epi-

ponevano
scio
il

l'aquila di

due
il

teste; nel

giglio era

poco diverso da quello di

scopus Servus Servorum Dei, carissirais nobis in Christo fratribus, universis Episcopis, ac totius dignitatis, et ordinis

Firenze, ed intorno
scovo,
sis.

nome

dell'arcive-

Ca-

come N. Archiepiscopus Trevirengentilizio dell'arcivescovo

tholicis viris praesentibus scilicet et futuris

lu alcuni fiorini, invece del giglio,

perpetuam salutem. Quia

licei indi-

lo
li

stemma

che

gni, divinae tamendigoatiouisgratiae di-

fece coniare.

Alcune

di queste

monete

sponente, B. Pelri apostolorum principissacratissimaui Sedem,pastoralemque


in corani dominici gregis ministeriumsuscepimus juxta apostolicam doctrinam, sicut malis terrori, ne desideria pravi tali* suae perfciant nos oportet existere
,

si

potino vedere nel Vettori, Il Fiorino

d'oro antico illustrato. Un tempo l'arcivescovo di Treveri fu legato o vicario della Sede apostolica in tutta la Gallia
e
la

Germania. In

Roma

anticamente

gli

arcivescovi di Treveri godevano, secon-

ita

sanctae Dei universale Ecclesiae


religionis

filios

do

alcuni, la Chiesa de'ss.

roiiati (f^.Jf

Quattro Comeglio l'oratorio poi degli

in

piaeque devotionis profe-

ctu pateinae gratiaebenedictione fovere:

6
maximeque
clesia

TRE
eos, qui iu
s.

TRE
Romanam Eceidem
fralri

nostro Theodorico

s.

Tievi-

m, B. Petruni apostolorum principeni cauteri* devotiores probantur; quatenus


eis,

rensis Ecclesiae Archiepiscopo, Vicario-

pia sui devotio, et

iti

piaesenti
iti

que nostro carissimo in partibus tolius Galliae el Germaniae, ac per euni cunctis

benignitatis couferat consolalionein, et

successoribus inperpetuuoi possiden-

futuro aeternam ipso intercedente remu-

da, teueuda, ac ordinanda, per hiijusno-

nerationem. Unde omnium tam praeseutium quam futuroruinsanctitalem, el iu-

straeApostolicae praeceptionisseriem

tri-

buimus, quaecumqueeadem Cella ex

di-

duslriam nosse volumus, de saucla fralris nostri Tbeodorici s. Trevirensis Ecclesiae Archiepiscopi, Primatisque nostra praedecessorumque nostrorum ab esordio
,

versa fideliuin donatiotiibus autentice se-

cundum legem romauuui


fi

possidet

vel

Chrislianitatis perB. Petruui constilutiojie,

jam possidere debet, data videlicel,et usque in tieni saeculi quoquo pactodanda, seu per violenliam iniuncorum eidem
ranlium
Cellac ubiate, seu per incuriam cornino in eadem Cella perdila, ex integro, et ad integrum eidem fi atri nostro
-

tolius Galliae ac

Germaniae,

in

eum-

dero Apostoloruin principem devotione, qui in sua sede, Ecclesiali) Cimati gloriosus gubernando multa moiuisteiioium quae usque in sua tempora manserunt
>

Theodorico

s.

Tievirensis Ecclesiae Ar-

chiepiscopo, dignissiuioque nostro Vicario iu partibus tolius Galliae el

deserta, restaurando, bealoruni Aposto-

Germa-

lurum

Limiiiii caeterissaepius, nullo o


I

niae, universisque successoribus suis per

gioris viae periculo

seu labore tenitus,

eum

a piaesenti die indictioueque lertia

libralissime

visitando, tiubis usque eo

B. Petri apostolorum principi* uoslraque

complacuit, ut eidem Theodorico, et ipsiu* Ecclesiae possidenda in perpetuutn


aliqua confer e justum ducereuius; quaterna, ut pracfali

permittimus auctorilate. Contra


quis

hominem

quolibet

quam si modo agerepraeac canonice a


aliquo infringere

sunipserit, et

quod

jusle,

sumus

pio tanta sui


et

uobis decretimi
et piaedicti B.

est, in

devotione, a nobisgratiam,

benedictio-

tentaverit, sciai se ex Dei omnipotenlis

nem

in praeseuli,et iu

futuro a

Deo

bea-

tisque Apostoli ceuluplicatam in coelebtibus reci perei gloriati).

Apostolorum principis otnniumque Sanctorum, ac deinde nostra


:i

Quapropter otnnium tam praesenlium quam futurorum notum fieri volumus iiulustriae, uos
1j.

net or la le da in na udii m, a na Ilenia liza ili

ei

uni, et

cum omnibus impiis aeteruo

sup-

plicio

cuti) auctoi itale

l'eli

apostoli n uni priu-

deputandum. Qui vero hoc ipsuin nostrum privilegium, observare, custodire,

cipis,gi

aluitoque sacerdotuiu,clericorum,

adimplere

fideliler

studueril benedi-

totius(|ue

romanae

plebis assensu,

eidem
chia-

ctionis gratiam, el
iliiieu) iu

misencordiae plenitu-

fc.Trevirensi Ecclesiae

Cellam (par

coeleslibus castri, inter eleclo-

ro cbe delibasi intendere l'oratorio, e pel

runi iiuinei uni ellicaciler a

Domino Deo
ii,

uo ospizio
sessioni,

la

contigua abitazione e posla

consequi mereatur. Scriptum per inanuui

poich

chiesa giera tilolocar-

Stephaui notarii,
rli
s.

el regionai

et scrina-

chela Cella o abitazione fosse diversa dal palazzo de'lilolari, e cbe forse desso fu il rifabbricato da Pasquale 11) Quatuor Coronatoi uni condonasse in perpetuo possidendam,cum oimi'bmslppendiis suis,
dinalizio e lo tuttora;

pu

darsi

Sedis aposlolicae, mense januario,


III.

Indictione

Data xv kal.febr. per maEpiscopi, el bibliolhecarii

num Widonis
s.

Sedis apostolicae

anno Deo propitio

PontiOcalus Domini nostri Benedicti sanclissiuii

aquis

sei licei

aquarumque
sii vis,

decursibus,
cullis el iu-

pratis, pascuis, viueU,


cultis, cuililibus el

VII Papaeprimo. Imperante Dumino piissimo imperatore Augusto Ottone, a Deo coronato, magno, anno vili
ludictioue tertia ".

mansis.

Quae omnia

TR

E
si

L'origine di Treveri

perde nel buio

de'teuipi, ed cerio anteriore all'entrata

de'romani nelle Gallie: costituisce la capitale della provincia omonima, che altre volte avea per confini all'oriente il Reno, a ponente la Mosa o M osella, a mezzogior-

7 solamente ricusarono di trovarsi all' assemblee generali da lui convocate, ma tene vano eziandio corrispondenza co' ger-

TRE

mani

situali di l del

a irrompere nelle Gallie.

Reno, per indurii Die motivo a tali

no
ni,

il

paese de'Mediomalrici o de'Messial settentrione


il

movimenti la controversia tra Iuduzio111,110 e Cmgetoi uno di lui genero, quali


i

ed

paese de'Petnani,

si

contrastavano fra loro

il

principato di

Cere*i,Segnienie Condrosieni,clie esteudevasi dalla Musa e vicinanze di Nerviens


tino al

Reno. treviresi, germani di origine, erano il pi celebre popolo della Belgica, e Pomponio Mela dice di loro: Clarissimi Belgarum Treviri, urbesque in Treviri opulentissimae Augusta. NelI

ili cui il 1." essendo prevaluto avea tatto porre all'incanto suoi beni, luduziomaro, dopo essersi adopera-

Treveri, e
al
?..
,

to di forza per indurre Cesare a prestargli

sioni,
lui

l'anno
viresi

58 prima

dell'era corrente,

tre-

ra

appoggio merc le finte sue sommisvedendo che il generale romano di punto non si fidava, levossi la mascheed alla testa ti' un corpo di genti si

vedendo die Giulio Cesare avea domati gli elvezi, cercarono la di lui amicizia meno pei* inclinazione che per timore; allora Treveri era gi molto importante e capoluogo de'Treviri. Questi avvertirono il duce romano, che gli svevi

Mauu posa il campo di Labieno. In mezzo a queste ostilit, egli venne ucciso nel 54 mentre guardava la
pose a bersagliare

Mosa. La perdita del loro capitano non sommessi que' di Treveri ; essi continuarono la cominciata guerra,n derese pi

stanziati sulla riva destra del

Reno

si

disponevano a passar questo fiume per invadere il loro paese e quelli de'loro vicini; ma gli eventi provarono tostamente

posero le armi die dopoessere slati vinti da uno stratagemma di Labieno, il quale, entrato pochi giorni dopo a Treveri, ne
cacci
bil
la
i i

congiunti d'Induziomaro, e

rista-

quanto poco
tutte
le

solida t'osse questa loro al-

Cingeloricio nel suo principato sullo

leanza. Nel seguente

anno avendo quasi


il

Gallie cospirato contro

generale

romano, egli mosse alla


sulle

volta dell'inimico

accani patoaRemois,ed a veudolo sconftto

dipendenza de'romani. Nel sottoporli a'romaui, u adottarono la lingua in luogo della celtica, che a veauo fino allora parlata. Indi Augusto piantantreviresi

sponde dell'Aisne,

lo

perseguit
11

fi-

do
il

a Treveri

no

al

paese de'Nerviensi.

nemico,

ria-

titolo
la

vutosi

prontamente da

tale rovescio e fat-

ne

una colonia romana, le die d'Augusta Trevirorurn e divencapitale della 2/ Belgica. Molti imt

tosi forte
gli

coll'uuione de'vermandesi e de-

peratori tennero in essa pi o

meno

lun-

atrehati,

venne ad una
treviresi,

2." battaglia,
la

in cui

Cesare fu costretto a prender


tal

fu-

ga.

vano

in

die accorresoccorso de'romani, rifacendo


i

nuova

go soggiorno, come Costanzo Cloro, Massimiano Ercole, Costantino I il Grande, che pare le desse il titolo di metropoli
delle Gallie, o

almeno

tale riguardavasi

tornarono alle proprie case. Nel 56 fatto Cesare consapevole, che belgi venivano eccitando germani a sepassi loro se ne
i
i

nel

IV

secolo di nostra era, a cagione della


vi

quasi ordinaria residenza che

teneva-

no gl'imperatori,
la
lie.

e perch divenne essa

co loro congiungersi, sped

il

suo luogo-

sede de'prefetti del pretorio delle Gal-

tenente T. Labieno a Treveri con un cor-

Vi soggiornarono pure Costante


I,

po di cavalleria per contenerli al dovere. Giunse egli medesimo due anni dopo in questo paese con 4 legioni e 800 cavalli, poich avea inteso come treviresi non
i

Valente, Graziano, Valentiniano II, Massimo con Vittore di lui figlio, Teodosio
I
il

Costanzo, Giuliano, Valentiniano

Grande,ed

Avito, seuza parlare de'

TRE
Postumo
sotto Galles la

TRE
prefettura delle Gallie,
il

tiranni pi antichi.
lieno, Villorino e

che fu

re-

Aureliano. Fiuoda'tempidi questo ultimo imperatore, ed anche prima, eravi in Treveri un senato illustre e un ordine equestre; in essa fiorirono egualmente le scienze e il commercio. Gio. Paolo Mazzucchelli nella Dissertano apologetica,Me' diolanum secunda Roma, presso il Calogeri, Opuscoli t. 8, chiama pure Treveri seconda Roma o altra Roma, per-

due

tiranni sotto

golalo nel

42 con

editto
i

d'Onorio e

di

Teodosio 11. Essendosi franchi gi stabiliti in una parte delle Gallie, un'orda di essi , dopo aver posto iu fuga Egidio o Gitone generale romano, s' impadron
di

Treveri e di Colonia verso


in

il

4^4

>

fond

queste contrade un regno parti-

colare e separato dalla dominazione del


resto de'frauchi; regno

che fu nominalo

de'Ripuari, a motivo della riva del Reno,

ch per pi anni vi tennero sede stabile gl'imperatori romani, come dichiararono Browero, e Jacopo Massonio, Antiq.
et

che si obbligarono co'romani a difendere contro germani non meno che contro
i

popoli stanziali sull'altra riva di detto


le lo-

A final.

Trcvir.

i
,

p.

seri

vendo:

fiume. Questi avendo presto estese


cidente, e fino a
riente,
si

Trcveris Romanorum, ut mcinininius, liuperalorumoccidentalisin Galha sedes, Roma altera, et Augusta Treviro-

ro conquiste (ino all'Escaut dal lato d'oc-

Magonxa da quello

d'o-

rum

zucchelli osserva, che

urbs est nuncupala. Inoltre il Mazanco Arles fu detta seconda Roma per avervi stabilitola sede alcuni imperatori; come pure Aquisfu appellata

5i i Clodoveo
li

crearono un re e costituironsi nel per comando di Thirri I figlio di


1

una raccolta di leggi, nelle quafa

viene di sovente fatta menzione de' roil

mani;

che

credere, che presso

ri-

grana
ibi
(file

seconda Roma,

quod

paini rimanessero pi romani di quello

Carolus Alagnus sederli sibi Julurisoccidentis Imperatoris perpetuata


la

decreto consti tuit. Per


fecero
i

residenza che

vi

regolie longobardi, Pavia fu chiadisse


I

mata
vi

altra
si

tinopoli

Roma, e finalmente CostanNuova Roma per avertrasferita la sede dell'im-

Costantino

pero. L' irruzioni de' barbari nella Belgica


le

che presso degli altri barbari, e che le medesime leggi fossero comuni a questi due popoli. Treveri per di questo regno non form che la 2," citt, mentre Colonia n'era la capitale. Quindi Treveri fece parte dell' Austrasia, ed re franchi di tal regno vi eressero un palazzo e l'abitarono. Intanto il cristianesimo, prima ancora deli

cambiarono aTreveri
:

l'aspetto del-

l'

irruzione de' barbari, erasi introdotto

cose
1'

vandali essendosene impadroal

nella contrada,

sebbene sieno discordi

le

niti

abbandonarono
3<)(j,

saccheggio nel

opinioni quanto alla precisa epoca sulla

cominciar del
finir

e vi ritornarono sul

predicazione del vangelo. Diverse auliche


tradizioni attribuiscono a' discepoli di
s.

dell'

armo
1

slesso,

commettendovi
\i
i

novelli guasti.

franchi nel

o nel

Pietro
veri,

la

fondazione delle chiese

di

Tre-

seguente, avendola ancor trovala forte

Colonia, Tongres, Spira e Strasburs.

abbastanza per sostenere un assedio,


piesero dopo gravissimi sforzi, e
citarono senza moderazione
vincitore. Treveri
i

la

go. III. "vescovo di Treveri fu

Eucario

vi

eser-

o Euclierio, uno de'72 discepoli di Ges


Cristo, da
s.

diritti

del

Roma

inviato da
s.

s.

Pietro, con

ebbe a patire nuovi sacil

Valerio diacono e
e gli

Materno suddia-

cheggi nel 4^0 e verso


degli unni.
i

44

P er P a,l
il

cono, dicendo

Scorgendo romani che


il

fiu-

me

Urno,

piale

to di barriera all'impero,

avea fino allora servinon poteva pi


barbari, aveauo preuellu citt d'A.i>

difendersi contro so
il

la tradizione che lo consaconsegn il proprio bastone o /Incoio pastorale (/'.), che si conserva con venerazione in Treveri; perch si vuole die iu virili di esso il sauto risuscit

gr

partito di

Udskruc

il

suo

compagno

s.

Materno, come uar-

T R E
Browero, Annal. Trevir. ad ari. 5o, ed Onorio Augustodunense,//* Scini.de Vetro et. Paulo. Osserva ilCanra Cristoforo
cellieti ne'

T R E
tiene alle contrastale notizie di
s.

9
Mater-

no, lo tratt bene Grandidier nella Sto-

ria della chiesa di Strasburgo. Ripeter,


tori,

Pontificali e nelle

Memorie

delle
noi
s.

ss.

Teste, che siccome d'allora in


i

secondo l'opinione d' alcuni scritche il vescovato de'ss. Eucario, Va-

Pietro e
il

successori

non pi adola

lerio e
to,

Materno
il

di

mollo viene anticipail

perarono

bacoloj ed in sua vece

Cro-

dicendosi morto
3. "nel
1

1. "nell'anno

7 3,
il

il

ceastata di cui riparlai nel voi.


p.
i

LXXV1I,

2."neU'88,

4-3-

Meglio
il

con-

Papi si recassero a Treveri 124, se tornerebbero ad usare quello del principe degli A postoli e ."Pontefice roma uo;e che
1

cludere, di non potersi accertare


in cui fiorirono
i

tempo

primi 3 vescovi di Tre-

la

parte superiore

si

custodisce in Colonia,

e altra parte in Praga. Vedasi Giovanni

Ciampiui, Dissertalo his lorica an Vontifex loiumus Bacalo Pastorali uta-

^/.^RoinaeiGgo, e
p.
1

nelle sue

Oderei.

3,
-

veri, e che anco tra'luro primi successori non sono d'accordo li scrittori. Si pu vedere la Gallia Christiana, I. 1, p. 71 3: TrevirensArchiepiscopi etprincipes)$a* cri Romani Imperli Eleetores. Io seguir nella serie Arte di verificar le da/e,
\

209, Roma 747. H dotto Ciani pi ni so tiene, che Papi usassero il bacolo pastorale, parlando de'tempi antichi. Poche noi

perch essa riprodusse quella

di

Ilon-

theim, alla cui biografia parlai delle sue


lodale opere sulla storia di Treveri civile
s.

tizie si

hanno

di

s.

Eucario, bens dice

s.

ed ecclesiastica.

Il

1. "vescovo

che dopo
la
s.

Gregorio di Tour, che il suo culto eia gi celebre nel VI secolo,perch preservTre-

Materno

ci

presentano

gli

antichi docu-

menti, s. Agricio o Agroecio,


lia Christiana avanti a lui e

ma
s.

Gal-

dopo la sua morte: il martirologio ne fa menzione l'8 dicembre. Altri ritardano la missione di s.Euvei
i

dalla peste, molto

dopo

Ma-

terno ne nomina 22, e sono:

Auspicio,

S.Celso, Felice, Mansueto, Clemente, Ilo*


s,
s.

Valerio che gli successe, come mandalo da Roma sul finire del IH secolo, insieme a lui ed a s. Materno, il (piale pure si ritiene per discepolo dis. Pietro. Notai aToNGRES, parlando del santo, che con Colonia e l'Alsazia lo riguarda per suo apostolo, e cos Paesi-Bassi, non essere raro nell'antichit, la
cario, cos quella dis.
i

stico

Martino I,s. Anastasio, Andrea, RuI, Autore, Fabrizio, Cassiano, MarNavi lo,
s.

co,

s.

Marcello, Melropolo, SeII,

verino, Fiorentino, Martino

Massi mi-

no e Valentino.
vasi fra'sottosci

Il

nome di

s.

Agricio tro-

itti

al concilio tenutosi in

quale

di
s.

sovente die

la

qualit di discecit-

poli di

Pietro a'primi vescovi delle

appunto da lui fu convertito in chiesa il palazzo che s. Elena, madre dell'imperatore Costantino I, possedeva a Treveri, e che la
Arles nel 3
1

4--

Si pretende che

t fiuo al principio del

IV

secolo

preci-

consagrasse sotto l'invocazione dis. Pietro.


Altri lo dicono gi vescovo d'Antiochia

puamente nelle Gallie e in Ispagna. Fu s. Materno successivamente vescovo di Treveri, di Colonia e di Tongres, e morto in
il

e cacciato dagli ariani, e che fu


la
il

messo sul\,

sede di Treveri da Papa

s.

Silvestro

Colonia verso

il

347

s'

pretende che

quale ad istanza di

s.

Elena

lo cre arsi

suo corpo fosse trasportato in Treveri e

civescovo e primate delle Gallie; onde

deposto presso quello dis. Eucario. Inoltre

crede

il

."arcivescovo di Treveri,

la

cui

da alcuni
a

si

crede, che

il

Vallio(V.)

metropolitana ebbe a sutfragauee


se vescovili di

le

chie-

introdotto dagli Apostoli (anzi riparlan-

Metz, Toul
s.

done
stesso
sori),
ico

Triregno, lo dissi con altri dallo Pietro e da lui lascialo a'succesda s. Pietro fu conferito a Maters.

Francia. Mor

Agricio

Verdun in nel 335 a' i3


e

gennaio, sebbene l'anno non certo, e fu

vescovo di Tieveri. Quanto appai-

abbazia di

tumulalo co'suoi predecessori nell'antica s. Matteo, che sembra sia sia*

io
la la

TRE
sede de'primi prelati
s.
ili

t a E
Treveri.
Il

successore

Massimino
si

di
il

Poiliers e di
e
il

lui allievo,

pone

Ira

33o

335,

il medesimo imperatore, e due anni appresso intervenne all'altro concilio di Sardica, del quale

gli

eusebiani, presente

poich

al

cominciare ilei febbraio segnansua chiesa


il

te egli accolse nella


s.

grande

Atanasio patriarca d 'Alessandria, riTre veri merc un ordiue di Costantino I, chi: gli ariani aveano carpito aita di lui religione. Da s. Massimino fu accolto come un confessore glorioso di
legalo a
Cristo, e stim a sua ventura
il

uno de'pi validi appoggi. Tanto coraggio contro gl'implacabili nemici dell'innocenza e della verit non poteva refu
starsi

impunito.

Infatti gli ariani


la

inutilmente tentalo
tanasio, tennero

condanna

avendo di s. A-

un conciliabolo iuFilipaltri loro

popoli, nel quale prelesero di scomunicare

convivere

Massimino con
s.

avversari pi
nel

due anni e alcuni mesi con un santo cos illustre; nulla obbliando per addolcire al suo ospite la sventura dell'esilio. Anche Costantino II lgho dell'imperatore, che

rinomati. Mor
nel

Massimino

348 o

349

nel Poitou, fu sepolto presso Poiil

tiers, e

poi

suo corpo dal successore fu

trasferito a Treveri, e deposto nel

luogo

comandava
veri, tratt

nelle Gallie e risiedeva inTres.

ovesi fond

la

celebre abbazia del suo nogli

Atanasio con molto onore,

me. Nel 349 circa


da
s.

successe
si

s.

Paolino

somministrandogli abbondantemente ogui cosa necessaria alla vita.

aquilano, che poco dopo


Giulio
I

rec a

Roma

pratic la stessa
ni

Massimino ospitalit, 4o vve| ' 5 aus.

pel ristabilimento della pas.

ce nella Chiesa. Allora

Atanasio erasi

dopo, verso

l'altro confessore della di-

gi dall'esilio richiamato da Costanzo

im-

vinit del

Verbo,

Paolo vescovo

di

Co-

peratore, sicch
relitto
lui.
si

vescovi che l'aveano de-

stantinopoli, cui gli ariani


sto in
I

aveano depoil

all'iettarono di riconciliarsi

con

un

concilio, ed al

quale Costantino
fissato

nel cacciarlo

non avea
s.

luogo

Ursacio e Valente, suoi spiegati nemici, si trovarono pur essi in lai numero,

dell'esilio. Essendosi
le Gallie,
il

Paolo rifugiato nelgli

e gl'inviarouo d'Aquileia la loro ritratta-

vescovo di Tre veri dopo es-

zione, a

mezzo

di

s.

Paolino.

Avendo

s.

sersi

accertato della purit di sua fede,

apr un asilo nella propria chiesa, lo tratt con onore, e poi lo lasci andare a

Atanasio perduto nel 35o il suo protettore Costante I, suoi alfa ri cambiarono
1

Ro

aspetto, e l'odio de' suoi nemici ripigli

ma
il

per

ivi
s.

trattare la sua causa dinanzi


1.

novello vigore. Costanzo nel

353

fece a-

Papa

Giulio

Nellostesso

tempo che
s.

duuare
ti
i

il

concilio d'Arles,

ove quasi lut-

tenevasi a

Roma un

sinodo per esaminar

prelati assisterono alla


s.

condanna del
di

Paolo, vescovi ariani essendosi adunati in Antiochia confermarono la condanna del


l'alfa re di s.
i

Atanasio e quello di

sauto, tranne
toscrivere al

Paolino che rifiut di sotquest' as-

risultamelo
si

semblea. Gli ariani per


la

vendicarono
meri-

.jed avvertiti in seguilo ch'egli era tor-

di tale resistenza, facendolo esiliare nel-

nalo in occidente, spedirono 4 di loro all'imperatore Costante 1, che trova vasi a Treveri per prevenirlo contro illustre
,
I

Frigia, e pe' mali che


il

vi soffr

t
nel

titolo di confessore,

quando mor
1

perseguitato;

ma

lo zelo di

s.

Massimino

sto. Gli

358, onorandolo la Chiesa a'3 agosuccesse s. Bouoso, di cui il mar-

rese infruttuosa la deputazione.

Ammael'in-

strato da quesl* arcivescovo intorno

tirologio registra la festa a' 17 febbraio. Indi s. Brillono o Brictone, o Britanno o

nocenza

di

s.

Atanasio, l'imperatore non


i

volle ascoltare

suoi accusatori e gli

li-

Veterano, che nel 3y4 fu al concilio di Valenza e nel 38-2 a quello di Roma, morto nel

cenzi coperti di confusione. Nel

345

s.

384

a '5 maggio, giorno nella chie-

Massimino
nel quale

si

rec

al

concilio di Milano,
si

sa di Treveri consagrato alla sua


ria.

memo-

nuovamente

distinse contio

Fu

eletto a successore

s.

Felice, del

TB E
clero lievi tese e

T
di specchiate vir-

RE

11

adorno

t, dal concilio de'vescovi itacensi o ita-

sa dis. Eucario, e cess di vivere nel 458. Jamblico oGiannerioo Jamnecio virtuo-

ciani, mccolli in questa citt dall'impe-

so e lodalo, vivea ancora nel


si

ratore Massimo.

noto come

$ Itacia-

4? 5, come

ha da una lettera

scritta

ad Arbogasto

m, seguaci

d'Itaeio vescovo di Silves o Os-

sonoba, e d'Idace vescovo di Merida, per


eccessivo zelo verso
la

conte di Treveri: a suo tempo gi l'arcivescovo esercitava diritti metropolitici


i

fede cattolica peril

sui suddetti suffraganei di Metz,

seguitassero

P'ri sci III'finis ti, per cui

ti-

ranno Massimo residente in Ti everi con dann a morie Vi iscilliano con 4 suoi discepoli. Il detto concilio approv la condotta dc'sauguinari prelati, e
di
tre
s.

Toul e Verdun. Successivamente furono vescovi di Treveri, Evemero o Emero, Maro, VoInsienOjMileto, Modesto, Massimiano, Fihicio o Felice, Kusticoed
to nel

Martino

527.

Il
il

clero
re

Aprunculo moravendo scello a sucI


s.

Tours, sopraggiunlo a Tieveri mensi celebrava, dov dar segni di comula vita agli altri priscil-

cessore Gal,

d'Austrasia Tierrico
la

o Teodorico die

nione, per salvar


lianisti,

Nicezio o Niceto abbate d'un monastero delpreferenza a


la

altrimenti sarebbero periti. Del-

diocesi, tanto per l'eminenti sue virt,


lo

Martino era pure s. Felice, ed egualmente che lui detestava la violenza che usavisi contro quei
lo stesso

sentimento

di s.

che per
gi dal

splendore de'suoi natali. Lunle

bassamente lusingare

passioni dei

principi, nella corte liberamente riprese


i

sellarijtultavia egli fu lenutoilaciano nel-

vizi

del reedel figlio

Teodeberto

I,

qua-

un gran numero di prelati cattolici e moderali (piali per conseguenza si separarono dalla sua comunione, fi a'quali si credono anche Papa s. Si ricio e s. Ambrogio, riguardando Felice
la

mente

d'

li

invece d offendersene ne concepirono

re di

un maggior rispetto. Non cosi Clotario I SoWsdnl accolse le rimostranze del

santo per l'incestuoso suo maritaggio, e vedendosi separato dalla comunione dei
fedeli e colpito dalla

come scomunicalo.
il

critici

osservano die

scomunica minore,

Felice di cui

si

parla non fosse l'arcivedell'eretico Gio-

cacci dalla sede


nel

s.

Nicezio.
1

Morto

il

re

scovo,

ma un compagno

56

il

figlio

Sigeberto

re d Austra-

viuiaiio.

Tuttavolla nel cominciar del sechiesa di Tieveri non era in calcui


la
s.

sia lo restitu alla

sua chiesa. Eloquente,

colo

Via

zelante, caritatevole, fu a diversi condili,


fece costruire

ma, per
ovviare

Felice vedendo

non poter
uti

una ragguardevole fortezza

procella insorta contro di lui,

sulla Mosella per difesa del suo popolo,

rinunzi nel

3gS
,

si

chiuse in

mona-

stero di Treveri

nome di nel 4oo


ria.

che in seguito prese il s. Paolino ove cess di vivere e fu seppellito a'26 marzo, nel
,

mor verso il 566 a'5 s. Magnerico gli successe, intimo amico di s. Gregorio di Tours: Childeberto II re d'Austrasia, per
e
di melili
Il

colmo

dicembre.

discepolo

qual giorno

la Chiesa ne onora la memoMaurizio incertose morisse nel 407. Leonzio o Legouzio si ponea'ag febbraio

la

slima che ne faceva,


11

gli

commise
figlio.

bat-

tezzare Teodeberto

suo
si

vore che god nella corte

Del fagiov per di-

novero de'santi. Auturo govern santamente e mor verso il 44^. Sal sulla sede di Tieveri s. Severo discepolo di s.
nel

fender

gli

oppressi e procacciare qualche


,

sollievo al suo popolo

ammaestr
rirono
s.

nella piet.

che assai am e suo tempo fio-

Lupo di Troyes.e compagno nel 2. viaggio di s. Germano vescovo d'Auxerre in


Inghilterra, perci zelante per la propa-

Goare

prete solitario della dio-

cesi, e l'altro solitario della

medesima

s.

gazione della fede; morto nel 445>siceiebra


t.

la festa a'

i5 ottobre. Gli successe


ristabilita la chie-

Cirillo,

che tliccsi a ver

Eufronio d'origine lombardo.Morto a'2 5 luglio 596 s. Magnerico, ebbe a successori Gunderico o Gungerico, Sebando, e Severino morto verso il 622. In questo

li
circa fu eletto
la b. Illa
s.

TRE
Modoaldo,
fratello del-

TRE
foresta vicina a Treveri, la quale

Dagoberto ricev in dono il proprio palazzo d' Hoeren iti Treveri, perch ne facesse un monastero di vergini. Oltre a ci sulle sponde della Mosella fond l'altro monastero di s.Sinforiano, che atld alla sorella Severa, ove fu sepolto quando mor nel 64o. Il successore s. Numeriano, con diploma indirizzato a' vescovi di Metz, Toul e Verdun, conferm la fondazione del monastero di Jointures eretto nelle Vosges da s. Deodatoo Die dopo aver lasciato il vescovato di Nivers. Morto nel 666, la chiesa di
re

dre di s. la benevolenza del

moglie del prefetto Pipino e maGeltrude badessa di Nivelle. Per

ne porta

il

nome. Nello
il

slesso
di

ancora anno VoeMassimichiesa di

mado
110
s.

Wiomado

abbate

s.

e di Merloc, sotto

quale

la

Pietro venne affrancata dalla giurisdi-

zione di qualsiasi giudice secolare in tulli


i

suoi beni e

dipeudenze,con diploma del

re Pq>ino, che poi confermCat lo

Magno.

Cess di vivere probabilmente nel 791,0 fu arcivescovo Ricboldo o Pucbodone, discepolo del celebre Alenino, che fece
rire le scuole
rifio-

cadute in deperimento; nell'accademia di Carlo Magno, ove membri portavano nomi diversi dalle famiglie
i

cui appartenevano, prese


cario, e

il

nome

ili

Maal-

mor nell'8u4nel seguente

Wazone

abbate di

Treveri ne celebra
fu sostituito
s.

la festa

a'5 luglio. Gli

Merloc

anno intervenne

Idulfo monaco e abbate di s. Mattinino di Treveri, monastero fondalo nel IV secolo colle norme di quelli
d'oriente; ed egli
di
s.

l'assemblea diThionville,e mori nell'809.

In questo divenne arcivescovo

Amalario
Merloc e

Fortunato

allora

monaco

di

v'

introdusse

la

regola

discepolo d'AIcuiuo. Nato in Treveri, fia

Benedetto, lo ridusse a meraviglia,

da fanciullo con frode fu portato a Costantinopoli


,

indi

divenne uno depili celebri di Gerdi ritirarsi in esso, ri-

indi restituito alla

patria,

mania. Sospirando

apprese
vil

nunzi nel 671 la sede, ma vedendo che non gli era concesso di starsene celato, si
ret nelle Vosges, ove fond sul continente di

monastica e le lettere nel celebre monastero benedettino di Luxela vita

due
alti e

fiutnicelli l'abbazia di

Moyen-

Borgogna; e poi passato in quelMartino di Tours sotto il magistero d'Alcuino, si avanz talmente nelnella
s.

lo di

Moutier, cos chiamata perch circondata

la pratica delle religiose e cristiane vir-

da

4, e

ivi

cess di vivere nel 707.

t, e nella cognizione delle scienze e della

L'abbate del monastero di s. Massiuiino, s. Basino, e non Veomado che lo fu pi,


tardi, ch'era stato

lingua greca, che divenne del pari san-

to e

dotto cenobita. Perci


lo

s.

Leone HI

surrogalo a

s.

Idillio,

mosso dalla fama che


so

celebrava, ver-

dopo aver santamente governato 24 anni, abdic nel 6g5 per tornarsene al suo moneter, ove mor circa il 704. H suo nipote vedovo con un figlio, Luitwin o Leotwino gli successe, e fondatore del monastero di Merloco Mettine sulla Saare, ove gi avea passato qualche tempo nella

P800

lo cre cardinale prete e poi ar-

civescovo di Treveri,secondoil Merseonel

Catalogo degli arcivescovi di Treveri,


ed
a
altri;

ma

alcuni scrittori attribuiscono

Gregorio IV la dignit cardinalizia, ed nitri con Ciaccolilo a Sergio li dll'844i come lo registra il Cardella. Pochi vescovi de'suoi

vila

monastica.

Morendo

nel 7

3 san-

tempi nelle Gallie l'eguaglia-

tamente, onde onorato per santo a' marzo, il suo figlio Miloue semplice chierico ne

rono

in

sapienza e in virt, per cui l'im-

peratore Carlo Magno, conoscitore del vero merito, l'onor d'una stima ringoiare;
e uell'81
1

occup

la

mente (|uella di venne spogliato

usurp egualReims, della quale per


sede, ed

l'invi a predicare

la

fede ai

nel

744

dal concilio di

sassoni al di l dell'Elba, ed allora vuoisi

Soissous. Si crede che nel

753

restasse

che fondasse
la

il

vescovato d' Amburgo nelIl

ucciso alla caccia da un cinghiale, in una

bassa Sassonia.

seguente auuo lor-

TRE
nato dalla sua missione, compose un libro intorno al Battesimo, per rispondere alle

TRE
gine.
Il

i3

ture e colla pratica d'assidue preghiere,

essendo inoltre assai divoto della B. VerCardella dice incerta l'epoca di


vi vea nell'S

vea

domande che Carlo Magno gli afatte sul modo con cui s'istruivano
i

sua morte, ina che


lo dice

{o, e l'Eggs
il

popoli, sulla natura ed

effetti del

sagra-

morto
1*8
1

circa
4--

P846,mentie

Ld>-

mento. Attribuito il libro da alcuni bibliografi ad AlcuinOjSirmond e le Cointe ne dimostrarono autore Amalario. Nell'8 3 Carlo Magno l'invi ambasciatore in CostantinopoIijCon Pietroabbate diNoCuronanlola, all'imperatore Michele palata, per trattarla pace fra'due imperi.L Arte di verificar le date lo dice morto nell'S i4> cne n st,rt Menta ebbe a corepiscopo il celebre Tegano ed Adalmai

b scrive

H Coeleo

fece d' A mala-

rio questo elogio. Quest'antico difensore

della vera credenza e della sincera piet,

e dottore della Chiesa,


in

il

quale non solo

Ti everi,
si

tinopoli

presso

e Costanrend veramente venerabile sommi Pontefici ed pi ginn


in
i

ma anche

Roma

'

principi

degno

d' essere imitato

qual

'

modello
ri

di perfezione da'prelati e pasto-

del

le

chiese". L' Arte di verificar le


1

da

ro, e

che

lasci

pure alcune

lettere piene

te registra nell'S

4 per successore Ilei

ti

d'erudizione sagra e profana. La Gallia

Christiana ne ritarda la morte all'822. Il Cardella nelle Memorie sloriche de" Cardinali, riferisce che Amalario giunto in

o Eltone o lletting abbate di Epternac ovvero di Merloc, arcicappellano di Lodovico I, il quale lo pose eziandio nel nu-

mero

degl'incaricati generali ossia Udissi


istituiti

Costantinopoli trov morto Michele


a
lui

I,

ed

Dominici,

per vegliare alla con-

succeduto Leone

le l'accolse
tesia; e nel

V con somma

l'y^/v/7r//o,il

quacoi
es-

servazione del buon ordine e all'amministrazione della giustizia, ciascuno nel di-

benignit e corlo

seguente anno

suoi ambasciatori a

rimand Carlo Magno, che

sendo passato all'altra vita, furono ricevuti in Aquisgraua dal figlio Lodovico I

partimento assegnato. Fu appunto con questo carattere che nell'817 intim a Frotario vescovo di Toul d'avvertire
quelli ch'erano tenuti al militare servigio

Che circa questo tempo Amalario compose 4 Sl, i ''bri degli Ufzi eccleil

Pio.

verso l'imperatore, di stare apparecchiati

per

la

spedizione d'Italia ch'egli stava


il

che intitol al detto imperatore, ma alcuni giudicano averli composti Alenino, o Amalario diacono di Metz, su di
siastici

meditando contro

re

Bernardo suo

ni-

pote ch'erasi ribellato. Nell'819


degli statuti che
pelle ave*

commila

se a Frotario di vegliare sull'esecuzione


il

che pu vedersi quanto riportai

nel voi.

concilio d'Aix.

Cha-

Aggiunge Cardella, he Lodovico Io mand ambasciatore a Papa Gregorio IV dell'827, affinch imparane supplire ci che mancava nella sua
p. 7
1 .

XX.X1X,

emanati

sulla riforma de' ca-

nonici. Neil'

822

trovossi al concilio di

Thion ville,
za.

e nell'S2ga quello di

Assist negli estremi


I,

Magonmomenti Lodos.

sa

opera degli Uffzi ecclesiastici'/lallaChieromana madre e maestra di tutte le


,

vico

mor nell'847
Il

e fu sepolto in

Eugli

eariodi Treveri.
rata

nipote Tcutgaldo

chiese del

mondo cattolico. RaccolseA ina-

successeci cui tempo Treveri ut incorpo-

lano e ordin V l fjzio de' morti, affinch cattolici avessero una noi ma costante e sicura, onde piegare pe'fedeli defuni

smembramenti
cia
i

regno di Lorena, dopo diversi a cui soggiacque la Fransotto successori di Lodovico I. Nelal
i

ti,

e scrisse altre dotte opere. All'assidua


l'e-

l'85c)fu
li
il

al

concilio di Savonnieres.
1

Fa voil

applicazione pegli studi, seppe unire


sercizio delle cristiane virt,
la

divorzio di Lotario

re di

Lorena con

macerando
vigilie, col-

Tietberga, e indusse ad annullarne

ma-

propria carne con digiuni e

trimonio Gontiero arcivescovo


nia,

ili

Colo-

la lettura e

meditazione delle divine Scrii-

autorizzando cos Lotario

a sposare

r4

TRE
danti
sente
i

T R E
monasteri de'eanonici, e fu pregiorno appresso alla consagraziometropolitana. Nell'878 fu
il

Valdrada sua concubina; fallo che conferm nel concilio di Metz, ad onta che riprovavano il divorzio legati del Papa s. Nicol I, ed inutilmente con Gontiero
i

ne

di quella

in vitato al concilio di

si

rec a

Roma

per persuadere

il

Papa,

vanni Vili,
venisse.

ma non
il

che nel conciliodi Luterano annull quello di Meli, e destitu due prelati e gli altri padri dell'assemblea. Gontiero os fai

Avendo
il

Troyes da Papa Giotrovasi che v'interPapa a'6 settembre aca

cordato

pallio
vita

Walone

vescovo di

Metz sua

durante, senza consultare

re un'insolente protesta,

ma

meno
vili.

esaltato tornato a Treveri

Teulgaldo si guar-

d bene

dal l'esercita re le funzioni vesco-

il suo metropolitano Berlulfo, questi se ne offese come d'un'usurpazione a'propri diritti; e citato quindi Walone nell'879

Egli intraprese in seguito sino a 3

a Treveri, gli viet di far uso del privilegio.

Roma per ottenere la sua riabilitazione, ma non vi pot mai riuscire.


viaggi per

Inutilmente

Walone

gli

dichiar,

Roma
tutti
i

Anzi nell'ultimo suo ritorno, passando da alla Sabina, fu ucciso insieme con
suoi sul finir dell'868. Altri lo dicoin

che senza contraddizione l'aveano goduto 4 suoi predecessori, cio Urbico, Cro-

degando, Angelramo, e Drogone figlio di Carlo Magno; il metropolitano persist


nella sua difesa, e

no morto

Roma, da una

malattia che
fra
i

Walone

si

ritir senza

rap la pi. parte de'suoi

compagni,

sottomettersi.

quali Gontiero, che nel


alla

869(0 ammesso comunione secolare, dopoch Papa Adriano 11 si riconcili con Lotario nel
I

riprendere

la

sua legittima moglie. Nel1


il

l'86q O

870 Carlo

Calvo nomin

questa sede Rei lolfo abbate

di IMerloc, in

grazia alle raccomandazioni del suo pa-

Incmaro arcivescovo di Reirns riconcili due prelati, con persuadere il vescovo di Metz di rinunziare per amore della pace al favore da Giovanni Vili ricevuto. Mentre Treveri fino dal1^70 era passala sotto il dominio di Lodovico il Tedesco come re di Germania, normanni se ne impadronirono,e nel gioi

rente
lo

A vvenzio

vescovo di Metz,
di

il

quale

ved santo a'5 aprile


poi contro di loro

882

la

ridussero in

Lorena dopo la inortedel fratello Lotario I. INI a Lodovico il Tedesco imperatore, riguardando il re gno di Lorena come un'usurpazione in
avea coronato re

cenere. Bertulfo corretto alla fuga, torn

lone vescovo di Metz e dal conte

do alla
gli

testa

accompagnato da Wa dalai"d'un buon esercito. Ma bari

mano

di

Carlo
il

suo pregiudizio, elesse

bari restarono vincitori alla battaglia che

monaco Waltone o Waldal canlo suo done ad arcivescovo di Treveri. Queste i\ue nomine cagionarono uno scisma tanto pi pernicioso, in quanto che essendo
la

vita. Bei tulfo

presentarono, e Walone vi perde la poco sopravvisse all'infortu-

nio, e

so

thiesa di Treveri senza verun pasto-

mor a' io febbraio 88 3. Nello stesmese gli successe Rathodo abbate di Merloc o d'Epteruac, che nell' 888 pre-

re,

propriamente parlando, dopo


sofferto a

la

de-

sied al concilio di Metz.


lo re di

NeH'8g5
il

crealo

stituzione di Teulgaldo, avea gi lunga-

Lorena Zuenliboldo, questi


arcicancelliere; indi
i\e'5 febbraio

mente

una tale privazione. Siccome 5 vescovi aveauo ordimotivo


di

nomin suo
diploma
se di

re con
il

898

eresse

pae-

nato Berlulfo

arcivescovi scrissero a
la

Lodovico
tezione di

II

per indurlo a ritirare

pro-

contea immediatamente soggetta alla regia auto-

Treveri

in particolare

Waltone,
si

e gli esaud; quindi

rit,

la

die in

governo all'arcivescovo

Wultone

ritir, e

Bertulfo intervenne

di

a diversi concilii,fra'qnali a quello di

Co-

Treveri o per se medesimo o per via del suo avvocato e difensore; la qual concessione Zuenliboldo conferm con altro

lonia 8*26 ottobre

87 3, ove

si

conferma-

rono

gli statuti

dell'arcivescovo riguar-

diploma

nell

'899

tale l'origine della

TRE
Mipremazia territoriale degli arcivescovi di Tre veri. Fuco dopo Ralbodo entr in disgrazia del re, il quale in un accesso di
collera giunse fino a sacrilegamente per-

data ebe soffre eccezione per un diploma


sottoscritto in Treveri a' 17

settembre.
il

Sotto di

lui

Ottone
di

concesse

titolo di

cappellano dell'imperatrice all'abbate di


s.

cuoterlo: questo
za

ti'atfo di

brutalit fu sen-

Massimino
I

Treveri. Nel 96.5 Teodi

dubbio uno Ira quelli ebe determinarono signori della Lorena a scuotere il giogo di questo principe. Nel 902 Ratbodo ottenne da Lodovico IV re di Germania e di Lorena la conferma del privii ,

dorico

o Thierri prevosto

Magonza

e arcidiacono di Ti e veri, indi nel

969

a-

veudo intrapreso un pellegrinaggio a Roma, ottenne dal Papa Giovanni XIII la


primazia sui vescovati della Gallia e della
le

legio accordato gi all'arcivescovo

Wio-

Germania, merc una bolla

nella qua-

mado
la

dal re Pipino, di

andar esente dal-

dichiar non fine che confermare l'anchiesa di Treveri.

giurisdizione d'ogni giudice secolare.

tico diritto della

Nel

Nel 91 3 il redi Francia Carlo HI il Sem* alice, divenuto signore della Lorena do-

9^5 un

altro viaggio ch'egli intraprese

in quella citt gli procacci presso

Rene-

po

la

morte
1

di

Lodovico IV, con diploclie l'elezione


si

detto VII una nuova bolla

che confervi

ma
gli

de'

3 agosto statu

de-

mando quella di Giovanni


se altre prerogative,

XIII

aggiun-

arcivescovi di Treveri

dovesse

com-

come

l'oratorio e la

piere dal clero e dal popolo.


rio nel

Morto Ratbo-

5, gli

snccesseRoggero oRuolge1

10,

il

tato tra Carlo


re,

quale nel 92 fu presente al tratIII ed Enrico I imperato-

concluso in
,

Bonn

rispetto alla Lore-

Quattro Coronati. Siccome Ift non espresso quanto si dice dall'or /e di verificare le date, che procede con Hontheim, ciochu permise all'arcivescovo di Treveri di far
cella de'ss.

riportai di sopra, in esa

na

pel quale, al dire d'Alberico di


la

Tre

portare

la

croce dinanzi a

se,

come

al-

Fontane,

chiesa di Treveri che co'suoi

l'arcivescovo di

Ravenna

(T\), l'uso del-

suffragane*! era stata fino allora sotto la

dominazione de're
redi

francesi, fu ceduta al

la dalmatica a'preti ea'diaconiche lo servivano all'altare, ec. Tornato Teodorico


I

Germania;

ci

che

fatti riferiti
,

pi

alla

sua sede, mor in

Magonza a'5
1

lu-

non ne permettono quanto alla proposizione incidente, di ammettere senza eccezione. Roggero dopo essere stato aravanti
11] nel la Lorena, moqueslooncli)3o fu eletloRoberto, ebe si vuole figlio di Rodolfo II re d'Arles di Thierri duca di Sassonia; intervenne a diversi cnncilii e presied quel-

ncancelliere di Carlo
r

nel f)2Cj.In

lo di

Verdun

nel
I

94 7,
redi

nel quale

tenne da Ottone

anno otGermania la congi con-

ferma del privilegio d'esenzione

resso alla sua chieda da Ztientiboldo

oda

Lodovico IV. Mor di peste, durante una grande assemblea di signori .tenutasi a Colonia nel

956, e
gli

il

suo cadavere portato


s.

venne sepolto nella chiesa di . Gengoulda lui eretta con 2 canonici. Sotto il suo governo canonici della cattedrale rinunziarono alla vita comune che fino allora aveano tenuta. Xel 97$ gli successe Egberto figlio di Thierri 11 conte d'Olanda, che fece rivendere le pastorali sue virt, al quale scrisse il famoso Gei berlo, che insegnava le lettere in Lombardia, poiSilveslto 11, esortandola mandargli degli alunni. Intanto Ottone III re di Germania, all'impero ebbe ad antagonista Enrico il Litigioso duca di Baviera, nel cui partito Egberto si lasci trascinare, insieme con Warino arcivescovo
glio, e
i

a Treveri, fu sepolto nella chiesa di


lino.

PaoI

di

Colonia ePoppone vescovo d'Utrecht.

Subito

fu sostituito
I,

Enrico

pa-

Profittando di queste turbolenze Lotario re di Francia, invase


la

rente d'Ottone

che segu poi neUfi sua

Lorena,

e
il

discesa in Italia e andata a

ritorno mor di peste a

Roma, ma nel Parma nel 964,

impadronitosi

di

Verdun
Io zio

fece prigioni

conte Godofredo e

Sisefredo conto

i6
ili

TRE
i

TRE
l'impresa, dopo sofferte perdile non indifferenti.
I

Lnxemhurgo, qunli la difendevano. Morto nel 986 Lotario, e succedutogli


si

Irev'uesi forzati dalla

fame, e

pure gi era stata conclusa. Il Novaes nella Storia di Giovanni XVI, dice che questo Papa nel 990 per mezzo di Leone vescovo di Treveri, da lui mandato in Inghilterra per
Luigi V,
fece la pace, se

per l'assottigliamento delle loro forze incapaci di pi lunga difesa, erano tlisposti ad arrendersi, se non che Enrico duca di Baviera li distolse e con iscaltrezza indusse il re a levar l'assedio ed a permetter loro di ritirarsi senza alcun male. Per
s.

legato, ottenne di pacificare

il

re d'Inghil-

Normandia. Ma allora Egherto sedeva, ed inoltre nomi del re Elebredo e del duca Riccardo non corrispondono a quelli che allora regnavano sull' Inghilterra e sulla Normandia.
terra col duca di
i

Enrico

II

prima
il

di lasciar

Treveri,

fe-

ce distruggere

ponte
di

fortificato, e

con-

fermata

la

nomina
il

degli a stanza

castello di Coblentz,
la

Megingaldo diedono
5 o nel o G: Treveri fu se1
1

de questi govern

diocesi fino al ter1 1

Morto

nel

993 Egherto,

nel

994

gli
il

suc-

mine
il

de'suoi giorni nel

cesse Ludolfu di Sassonia

dotto. Gli scriltoriche attribuiscono l'isti t u-

chiamato

cadavere trasportato

polto nella
1

tomba
II

de'suoi maggiori. Nel

zionedel collegio degli Eiettori del s.Ro-

mano Impero
ne

al

99H, per opera

di

Pa-

pa Gregorio V, e dell'imperatore OttoIII, riferiscono a quest'ultimo l'avere


rivestito

PopLeopoldo margravio d'Austria e preposto di Bamherga, conferma lo pel suo merito dal clero e dal popolo. Per
o i6s. Enrico
figlio di

elesse arcivescovo

pone

Ludolfo e

suoi successori della


gli altri
gli

mettersi in possesso della sua sede fu ob-

dignit di elettore ecclesiastico,

bligalo a prendere

le

armi, e costrinse A-

due

elettori ecclesiastici

essendo

arci-

vescovi di Colonia e di

M
II

'a

Successe a Ludolfo nel

gonza (V .). 1008 Megindi

dalberonea cedergli il palazzo diTreveri, non meno che tulli castelli dipendenti da
i

questa chiesa, ed a tornarsene nella chiesa


collegiata o

galdo o Meiugaldo prevosto

Magonza,

monastero

di

s.PnolinodiTre1 1

nominato da

s.

Enrico

re di

Germa-

veri di cui era preposto.

A'6 gennaio o
il

nia, del quale era cancelliere oprimiscri-

nio. senza riguardo all'accettata elezione

del capitolo nella persona d'Adaiherone


di lui cognato, figlio di

Popponefu consagralo arcivescovo, e l'8 palaprile Papa Benedetto Vili gl'invio lio. Nel o 8 s. Enrico gli don il suo pa1 1

Sigefredo conte

lazzo di Coblentz con tutte


ze, e

le

dipendenio n)Pop-

di

Luxemburgo,

il

cui merito consisteva

con diploma conferm l'immunit


il

neh 'esser fratello della regina. Ci origin uno scisma, die produsse poi conseguenze funeste. Adalherone appena eletto
si

della chiesa di Treveri. Verso

pone

riedific la chiesa di
le
il

s.

Pietro dive-

nuta rovinosa, e
1

die

nuova forma. Nel


solitario di

fece prestare

giuramento dalle

milizie,

028

intraprese
s.

pellegrinaggio di Ter-

s'impadron del palazzo della citt, e fortific con torri il ponte sulla Mosella. Megingillilo reca tosi a

ra Santa, con
veri,

Simeone

Trela

ma

nativo di Siracusa: durante


,

prender possesso

di

sua

sua assenza

Gilberto conle di
le

LuxemTre-

sede, e trovate chiuse tutte le vie,raccolse

burgo invase

terre della chiesa di


1

nlcune milizie, e imprese a cacciarne


vide,

il

ri-

veri e le pose a sacco. Nel

o36

TielVrido,

ma

suoi sforzi cagionarono molli


Il

protettore e difensore della chiesa di Treveri,

mali senza alcun frutto.

re saputa la re-

spos contro

canoni una sua pari,

sistenza fatta d'Adaiherone, a

capo d'un

rente in 5. grado, e volendo ritenerla


corse ali arcivescovo per
I'

esercito strinse d'assedio

il

palazzo diTre-

la

dispensa

veri nella

1* domenica

di

Pasqua 008,
1

ottenne colla condizione

di ilare alla

mala vigorosa opposizione degli assediali l^bldig nel i."sellembi e ad abbandonar

chiesa di Treveri 12 manse,


la inausa quella

mansos. Era

quantit di terra che un

TRE
giogo di buoi pu lavorare in un anno,
cisa in

TR E
fa-

17

o che basta

al

mantenimento d'una

pa^
me

un sinodo di Roma lenulodal Pagiorni dopo Pasqua del 1049, cola

miglia di conladini; ci che dicesi corri-

porta

sua bolla, alla quale per sot-

spondere a 64arpenli. Nelio38 Poppone scrisse a Papa benedetto IX chiedendogli un vescovo sulhaganeo, siccome da
troppi affari caricato; e
il

toscrisse l'arcivescovo di
sta clausola:

Lione con que-

Salva Ecclesiae Lugdunen-

sis
il

Papa

d un uomo
I'

di dolcissimi

mancostumi come
gli
s.

indicava

il

nome,
il

si

crede che fosse

a uclor itatele, condizioni per le quali Papa accord tal favore, furono che gli arcivescovi invierebberoogni anno deputati alla s. Sede, e ch'essi medesimi vi si
recherebbero ogni 3 in persona. Sulla primazia di Treveri si pu consultare la GalHa, Christiana
t.

quel Graziano arciprete di

Giovanni a

Porta Latina,

quale

in seguito esortati

Benedetto IX e il suo competitore Silvestro III a por fine allo scisma, nel o [
i

i,p. 7 i4-

Cominan ville,

Histoire de lous Ics Archeveseliez, chia-

merc

la

rinunzia loro fu egli eletto col


Inoltre Pop-

ma Treveri
et

metropoli della premicreBell'

nome di Gregorio VI^V.).

gi u, et de

Exarcat des Gaules

pone preg pure a canonizzare il solitarios. Simeone, morto nel io35aTreveri, ed il Papa vi ader con bolla dell'8 settembreio42. E questo il 2. "esempio di
solenne e formale Canonizzazione, fatta

plus ancienne grande ville de l'Europe: Elle eut des prelats


dit, la

ce quon
le

des
et

premier siede,

et

on la pretend

vicine Primatiale des

deux Belgiques des deux Germaniques dans lecinq

come notai 283. Benedetto IX dice


dalla
s.

Sede,

nel voi. VII, p.

elsixu'me.VoY\am\oi\ nello stesso annoil

nella sua bolla

una grande assemblea del clero romano, o sinodo come crede 1' Arte di verificare le date ,
aver fatto
la

ceremonia

in

Papa a Reims, l'arcivescovo ve lo accompagn, e nel concilio che vi celebr pretese in virt della propria supremazia occupare il 1 . posto appresso il sommo Pontefice.
I

poich essa osserva col


di canonizzare

p.

Lupi: d'allora in
il

suoi chierici lo sostennero con tut-

poi chei Papi s'erano riservato


i

diritto

te le forze;

ma

l'arcivescovo di Reims, so-

che in il quale contentassi d'unire un semplice Concistoro per la canonizzazione dell'imperatore


la

non ne fecero uso un Sinodo, fino ad Eugenio III,


santi,

stenuto per sua parte da'prelati francesi,


rifiut cedergli
s.
il

primato.

Non volendo

Leone IX decidere

allora questa diffe-

renza, fece disporre le sedie nell'assem-

Enrico li, fondandosi sopra ragione che 1' autorit della Chiesa
s.

blea in maniera che tutti furono contenti.

romana e il fondamento
Hi. In

di tutti

conci'
si

Nel 1060 circa o meglio nel 1061 avendo Corrado conte di Luxemburgo fatto
rivivere
le

Tre veri

la

canonizzazione

cele-

querele de' suoi predecessori

br solennemente a' 17 novembre dello stesso anno. Poppone eresse in Treveri in onore del santo una chiesa, ponendovi
de'canonici generosa mente dotati; e com-

colla chiesa diTreveri,ne

venne

a tale ec-

cesso,

che avendo preso l'arcivescovo Eberardo mentre faceva la visita di sua arcidiocesi, gli stracci le vesti pontificali,

mendevole per la severit, il sapere e le virt sue, mori nel 1047. In questo il clero e il popolo elesse Eberardo figlio di
Ezzelino conte
di

sparse

gli olii sagri e lo

condusse prigio1'

ne. Uditosi in Treveri

empio avveniil

mento

si

ce*s dal celebrare

servigio

Svevia, e preposto di

divino, finch avesse deciso sopra questo

Worms.Divotodella s.Sede fece frequenti pellegrinaggi a Roma, in uno de'quali ottenne da Papa s. Leone IX la conferma
della supremazia della chiesa di Treveri
nelle Gallie ed in
voi,.

grave attentato

il

nuovo Papa Alessan-

dro II. Questi adunato appositamente un sinodo vi scomunic il conte, lasciando all'arci vescovo
il

potere d'assolverlo. In forla

Germauia.Essa

fu de-

za di ci Coi rado restitu

libert al pie-

LXXX.

i8
lato

TRE

TRE
terminar la controversia ira Thierri vescovo di Verdun e l'abbate di s. Michele;

dopo averne ricevuto ostaggi; ma poco dopo essendo giunta da Roma la sentenza di scomunica, rientrato Corrado in
se slesso, s'umili all'arcivescovo,
il

quale

non che l'esame del contrasto insorto tra il vescovo di Toni e un chierico di sua diocesi.

gl'itnpose d'intraprendere

il

pellegrinagcirca

gio di Terra Santa. Nel

io65

Ebe-

rardo ebbe un contrasto con Thierri abbate di s. Massi mi no, ebe imprese a decidere colle armi; sembra per che
qualcheostilit,

Nelle gravi vertenze tra s. Gregorio VII e il suo persecutore Enrico IV, Udone nel 1076 intervenne all'assemblea o
conciliabolo, in cui
il

re pretese far deal

dopo
Mas-

porre

il

santissimo Pontefice,

quale

ri-

ambedue

si

riconciliasses.

provevole atto sottoscrisse cogli alni prelati, nella pi parte ripugnanti. Contrastando R.odolfodi Svevial'imperoad En-

ro, e l'arcivescovo nella chiesa di

siccino fond

il

suo anniversario. Lodato

di vivere

per probit, consiglio e prudenza, cess dopo l'uffiziatura del sabato san
to
1

rico IV,

si

formarono due
poi

fazioni, di pa-

pisti sostenitori

del i." e di enriciaui par-

066. Gli successe Conone


di

o Corrado

tigiani del 2.
bellini.
Il

chiamate guelfi e ghi-

Pfulingen nobile svevo, primicerio e poi


preposto
nia,

Papa

nel sinodo di

Roma

del

Colonia, dal coi arcivescodi

[078

fece trattare l'affare

de'due preten-

vo Annone reggente del regno

Germa-

denti, e fu deliberato l'invio di legati in

venne innalzato alla sede di Treveri, senza richiedere prima il consenso del clero e del popolo. Annone conoscendo coni' egli a

Germania per conoscere le loro ragioni. Indi s. Gregorio VII a' 9 marzo scrisse
un'enciclica a'vescovi di

Germania, conTre-

Treveri incontrerebbe opposidie

sigliandoli di sentire l'arcivescovo di


veri

zione,

gli

una scorta per


i

farsi intro-

nizzare colla forza. Adirati

trev'uesi per

simile atto di autorit, colsero armati in


traccia di

Conone

guidato dal conte


di

che pendeva per Enrico IV, ed un altro vescovo aderente di Rodolfo, per decidere del luogo e del tempo per radunare una nuova dieta. Il Papa scrisse a

Thierri vidamo (forse magistrato o capi-

Udone

esortandolo di adoperarsi per

la

tano o meglio vicedomin)


respingerlo, ed assalita
la

Treveri

fi-

pace, e l'invit a

Roma; ma

l'arcivesco-

no a Biedburgo lungi 16 miglia,

affine di

casa ove s'era

rinchiuso, dopo avere ucciso non poche

sue genti, ne forzarono le porte e s'impadronirono della persona.Thien'i lo tradi

vo gi era stato trovalo morto nel suo letto all' assedio di Tubinga, ove avea accompagnato il re. A'6 gennaioioyg per la prepotenza d'Enrico IV fu eletto arcivescovo, e da lui investilo coll'anello e
il

dusse stretto in ceppi nel castello d'Urtzich,

pastorale, Engilberto o Egilbrlo bavarese, preposto e teologo di Passavia, del

ove dopo averlo tormentato per 4 morte precipitandolo da una roccia il t. giugno 066. 11 suo corpo fu seppellito nell'abbazia di Tholcy,
giorni, gli die la
1

parlilo de'scismatici sostenitori de'concu-

binari e delle

condannate

laicali Investi-

dopo

gli

si

attribuirono de' miracoli

ture ecclesiastiche (1 .), gi separato dal suo vescovo dalla comunione de'fedeli. Il
clero e popolo trevirese

per cui fu posto nel novero de' martiri.


11

mal soffrendo

il

clero e

popolo

di

Treveri nel 1067

scel-

sopruso che loro


i

si

praticava, pregarono

se a pastore

Ldoue o Eude

svevo, figlio

vescovi suffragane) ch'eransi recali a Tre-

d'Everardo conte di JNelleniburg, dopoch si pacific la collera del redi Germania Enrico IV, che ovea giurato vendirar (>onoue colla rovina della citt. Cor-

veri per l'elezione, di

gilberto,

non consagrare Encome non canonicamente eletto.

Scorsero i\ue anni senza ch'egli Irovauc


rico

ed eloquente, nel 1074 ricev commissione dal Papa s. Gregorio VII , di


tese

un consagra tore,tna nel 1080 avendo EnIV scritto a Thierri vescovo di Veralla destinazione

dun, che avea assentito

TRE
d' Engilberlo,

TRE
tal
si

per indurlo a eseguir


il

gnizione ch'era stato investilo del pastorale e dell'anello da

funzione, tutlavolta

vescovo

cred in

Enrico IV, e che sen-

dovile avvertirne s. Gregorio VII, dimostrandogli quanto fosse rilevante provvedere del pastore
la

za avere ricevutoli pallio avea consagrato

chiese e conferiloordini, lodepose dal vescovato; scorgendo poi in lui pentimento,

chiesa di Treveri e neegli cre-

gare

la

consngrazione a colui oh*

poco dopo
cesse
il

lo ristabil nel

grado,

gli

conhi

deva canonicamente eletto. Non si conosce la risposta di s. Gregorio VII; certo


,

pallio,

imponendogli soltanto
di

penitenza d'astenersi dall'uso della dal-

che nel
il

indusse

vescovo di

084 Enrico IV tanto fece che Verdun a c/>n sagrar


la

matica per 3 anni. Su


il

che pu vedersi

voi.

XXXVII,
1 1

p.

Engilberlo. Per tornalo questi a Tieveri


,

IV nel

ritrov

una parte del fest che non poteva riguardarlo qual ve-

medesima opposizione in clero, la quale anzi gli mani-

06, il figlio ministro e consigliere aulico, non giada'


principi dell'impero nominato,

148. Morto Enrico Eurico V lo lece suo

come

pre-

tende l'autore delle Gcst. Trcvir. Eni*


scop. presso
il

scovo, perch avea ricevuto l'investitura da mano laica. Gli mancava ancora il pallio,

Marteue.

Ma
il

le

contrad-

dizioni che gli fece provare

cancelliere
,

e subito l'ottenne dall'antipapa CleIII,


s.

Adalberto, poi arcivesovo di Magonza


lo

mente
contro

da Enrico IV fatto intrudere Gregorio VII. D' ordine d'Ena'

disgustarono

in
r

modo

dell'uflitio

che

Io rinunzi. Nel

107 form parte del-

rico IV,
la

Engilberlo
di

metropolitana

5 giugno 086 nelPraga consagr Vrai

l'ambasceria da Enrico

squale

II a

V spedita a PaChalons-sur-Mai ne per con-

tislao II primo re di Boemia. Nel iog3 Poppone e Richero, mio vi vescovi di Metz e di Verdun, avendo ricusato di farsi con-

ferire sull' investiture ecclesiastiche, in-

sieme a'vescovi d'Halberstadt e di Mutister, ed altri duri e intrattabili. Il solo


arcivescovo che prese a ragionare
str eloquente,
si

sagrare da Eogilberto, perch avea rice-

mose-

furono da lui scomunicati; ma loro cleri prend endo le parti de' rispettivi pastori, dichiararono ul metropolitano di non voler pi comunicare con lui. Engilberlo pales molto fervore per la potenza temporale di sua chiesa e difendendo le terre donate da Adele vedova del conte d'Arlou, contro Enrico conte di Luxemburgo che le pretendeva, dopo aver impiegalo le armi per respingere quelle del conte, lo scomunivuto
il

pallio dall'antipapa,
i

urbano e

saggio,

ma

condo
gorio

le

pretensioni dell'imperatore. Dis

che fino da'tempi di s. Gre vari altri Papi , era diritto dell'imperatore che prima di pubblicassi l'elezione d'un vescovo, si dovea portai la
se pertanto,
I

e di

alla di lui
gli

conoscenza, affinch se
vi

la

scella

aggradiva,

prestasse consenso; e che

in

seguitoconsagratosi l'eletto liberamen-

te e

senza simonia,

si

recava

alla

corte per

ricevere dal principe l'investitura del pastorale e dell'anello, e per giurare a lui

c; indi segni tra loro

un componimento, morendo Engilberlo neh 101 e fu sepolto nella cattedrale. Nelle feste di Natale

fedeed omaggio. Aggiunse


Santit

poi,

che

se

sua

bramava

di

conservare quest'uso

Enrico IV nomin successore Brunone de'conli Bredeheim, preposto di Treveri, di Spira e di s. Fiorent di Coblentz, ad
istanza del clero e del popolo, e nel se-

cos ragionevole e antico, la pace era fatta,

e la Chiesa e l'Impero sarebbero

ormai
gli le-

perfettamente d'accordo.
ce rispondere da
za.
la

Il

Papa
,

Addo vescovo di

Piacen-

guente febbraio fu ricevuto in Treveri con acclamazioni. Nel o4 si rec a Roma per visitare Pasquale II, che l'accolse
1 1

Questi con franco parlare


Cristo, non

sostenne

Chiesa riscattala e posta in libert dal

sanguediGes

dover pi rien-

onorevolmente e l'ammise nel sinodo di Luterano che celcbiava; ma venuto meo-

trare in isehiavit,come avverrebbe nel

caso che non potesse scegliere un prelato

2o
senza consultare
tentalo contro

TRE
il

TRE
at-

principe; essere un

efficace effetto, poich sbigottito Gugliel-

la

Divinit, che

un
i

laico
l'a-

mo chiese umilmente

l'assoluzione e pro-

conferisca l'investitura colla verga e


nello, spettanti all'altare, e

che

vescovi

ed
ne,

sacerdoti deroghino alla loro unzio-

ponendo

le

mani

loro consagrate dal

mise riparare il malfallo. Mor neh 124 e gli successe Gotifredo di Liegi e decano di Treveri, merc gl'intrighi di Federico conte di Toul; per dopo un anno vari

Salvatore fra quelle secolari insanguina le


colla spada.
Jt

membri
che
il

del clero scontenti del suo golui,

Le
gli

grida indiscrete degli a-

verno, insorsero contro di

sostenendo

inaimi non

permisero di prosegui-

re, onde le conferenze furono sciolte, dopo avere Bruitone operato per un felice risultato. Neh 109 Brunone fu inviato a Roma coll'arcivescovo di Colonia da En-

suo ingresso nella sede fosse irregolare. Indi gli spiriti vieppi si esacer-

barono, onde Gotifredo vedendo


superiore alle sue forze abdic nel

il
1

carico

127,0

fu deposto nel concilio tenuto nella citt, e

rico

V per

la stessa controversia,
1 1
1

ma

sen-

za successo. Nel

3 Brunone scrisse a

R.aule arcivescovo di

Reims, per ricor-

dargli l'antica unione delle loro chiese,

che traltavansi da sorelle, come apparisce da vari documenti; in conseguenza della quale neli 1 i5 preg Raule d'impiegare
la

mor nel seguenleanno. Nel giugno 1 127 clero gli surrog Meginero nobile di Liegi, che tosto dov prender l'armi contro Guglielmo conte di Luxemhurgo, il quale ohbliando le promesse fatte a Urliil

none, a vea devastato nuovamente

le

terre

della chiesa diTreveri;e l'incalz cos viva-

fragane'!

sua autorit e quella de'suoi suf, contro i diocesani devastatori

de'beni dell'abbazia d'Hoeren,che Treveri possedeva in Francia.

mente che Io ridusse a chieder pace. Nel 128 parli per Roma, dove ricev dalle mani d'Onorio II la consagrazione e il
I

Accompagn

pallio.

poi Enrico

in Italia, e

pi volte com-

mare

il

Di costumi severi, imprese a riforclero, e infier massime contro i


il

batt alla testa di sue genti.

Neh 120
II in

si

concubinari;
avversi.

suo zelo mancante di

di-

Cluny, il quale riguardandolo benignamente, gli concesse due brevi a'3 gennaio: coli.lo dichiar esente dalla giurisdizione d'orec a visitare Papa Calisto
gni legato, eccetto quello

screzione, irriti colpevoli egli rese molti

Neh 129 vedendosi quasi abban2. "viaggio

donato, fece nel novembre un


a

Roma,
111

affine di partecipare al

Papa

a latere,e

ci

suoi disgusti. Trovavasi in Italia Corra-

per far fronte

alle violenze
il

d'Adalberto

do

duca
11

di Svevia, competitore di

Lo-

arcivescovo di Magonza,

quale baldan-

tario

all'impero, e sdegnalocoutro
lo

Me-

zoso del suo titolo di legato, se ne vale-

ginero che

avea scomunicato d'ordine

va per inquietare l'arcivescovato di Tre-

del Papa, lo fece arrestare presso

Parma

suo diritto metropolitano sui 3 vescovati di Metz, Toul e Verdun. Di quest'ultimo breve fu cagione Stefano vescovo di Metz e nipote
veri; col
il

1 conferm

ove mor di dolore ih. "ottobre i3o,dopo aver perduta la vista il vescovo di Parma lo fece seppellire nella cattedrale. Nel
e lo cacci uelle prigioni della citt,
1
:

del Papa, perch

zio l'onore del pallio,

avendo ottenuto dallo come aveano go-

pe'dispareri nell'elezione del suci

duto 5 suoi predecessori, si riguardava per metropolilano e non intendeva d'esser pi soggetto
veri.
all'

arcivescovo di Tre-

canonici scelsero Alberone o Adalherone o Adalberto di Monslerol o Moutreuil loreuese, arcidiacono di Toul e Verdun, e primicerio di Metz; ma per
cessore,

Avendo Guglielmocontedi Luxemburgo fatte saccheggiare in questo tempo le terre della chiesa di Treveri, Brinone scomunic gli autori e il conte, eoa

l'inasprimento de' partili e


polare, Lotario
li

il

furore po-

per non fomentare la


I'

edizione rifiut di ratificare

elezio-

ne, e rimise l'affare alla sauta Sede. In-

T R E
nocenzo
si
<li

TRE
ma
rifiutando-

2i

TI la

conferm,

accettare Alberone,
delle

fitto

prelature di

come gi avea Magdeburgo e

d'Halberstadt, a punirlo della resistenza

accompagno Lotario II in Italia, per rein tegrare la s. Sede delle terre usurpate da Ruggero re di Sicilia, e fu allora che Innocenzo II a'2 ottobre nomin l'arciI

Celebrando il Papa Reims, ove recossi Alberone con alcuni canonici, si sottopose al volere d'Innocenzo II, cbe fattolo rivestire d'una cappa lo colloc tra gli arcivescovi, e condottolo seco a Vienlo priv de' benefizi.

vescovo di Treveri suo legato negli arcivescovati di Treveri,


nia, Salisburgo,

nello stesso

anno un

concilio a

Rrema

Nelii3c)

il

re de'

Magonza, Coloe Magdeburgo. romani Corrado III,


gli

pressato dalle sue istanze,

cede

il

pa-

na

ivi lo

consagr, e rimand alla diocesi

dronato dell'abbazia dis. Massimino, che da tempo immemorabile era immediata-

col titolo di legato per procurargli rive-

renza maggiore.

Fu

ricevuto con acclali si

mazioni,

ma

Lotario

ricus d'invedi ri-

mente soggetta al capo dell'impero. I mosi appellarono al Papa Innocenzo II contro la concessione, e ricorsero ad Ennaci
rico
1

stirlo delle regalie,

perch prima
In

conte di

Namur loro avvocato, che


fini

cevere l'investitura erasi fatto consagrare; dipoi

mosse guerra all'arcivescovo: tutto


colla pace e transazione,

ne ricuper

grazia e con essa


di

le regalie.

Alberone dotato

meravi-

che nel 1 1 47 Alberone fece confermare da Papa EugeIII, nel recarsi

gliosa sagacit, ferino


zioni, dolce e

nelle sue risoluriusc

nio

a visitarlo in Parigi.

umano,

d' umilia-

Sul

finir dell'anno, cio

re l'arrogante e orgoglioso
gi,

cbe

rivestito di tale
I'

vidamo Luicarica sotto due


i

l'arcivescovo accolse

sua capitale, 3i gennaio


s.
1

a'2Q novembre, Eugenio III nella ove tenne un concilio ed a'


1

predecessori,

esercitava con tale indi-

4<3

consagr

la basilica

di

pendenza e dispotismo, che avea concentrata nella sua persona tutta la civile autorit e ridotti gli

Mattia, indi sul fine di febbraio part


a'
1

per Reims. Mor Alberone


1
1

5 gennaio

arcivescovi alle sole

52

in

Coblentz, ed

il

suo cadavere im-

funzioni ecclesiastiche. Sotto colore di

balsamato, dopo solennissimi funerali fu

mantenere

la

loro casa erasi

to di tutte le

impadronirendite, e somministrava
necessario; essendosi puil

loro appena

il

re appropriato so e
il

palazzo, ostenta va

\l

lus-

fasto proprio d'


il

un principe. Alche corse a guerra con-

berone ricuper

palazzo, e abbaitela
olliciale,

tirannide di quest'

con gran pompa in Treveri, e un giorno intero in ciascuno de' monasteri, indi venne sepolto nella cattedrale. A'27 di detto mescgli successe filino Fallemagne decano di su 1 chiesa, che recatosi a Francfort influ all'elezione di Federico lini pera tore,il quatrasferito

depositato per

gittaisi a'suoi piedi. Sostenne

le l'invi col

vescovo di Bamberga ad
la

Eu-

duca di Lorena vessatore dell' abbazia di s. Die o Deodato, e nel n 3 2 lo scomunic inAquisgrana nel giorno di Pasqua durante i santi misteri, alla presenza del cognato Lotario li, cotro
1

Simone

genio

III,
Il

per partecipargli

sua esal-

tazione.

Papa consagr

Illino, e gl'ira-

pose

il

pallio col titolo di legato. Nel rile frontiere di

torno trovando
cesi

sua dio-

saccheggiate da'conti di Nauiur e di


gli riusc pacificarsi

stringendo
indi per

il

conte a uscir dalla chiesa:

Vianden,

con vans.

raccomandazione d' Innocenzo li, l'assolse in una grande assemblea o concilio tenuto a Thionville, promettendo Simone che non avrebbe pi. inquiel

taggio; e colla

mediazione

di

Bernar-

do abbate di Chiaravalle,
li

riconcili quel-

di

Metz con alcuni


Rinaldo
lo
II

signori vicini, che

uniti a

conte di Bar facevano


s.

tato

la

chiesa di s.Die. Colla slessa eneri

loro aspra guerra. Scrisse a

Ildegarda

gia difese

religiosi di

Senones dalle pre1

perch

mettesse a parte de'stioi lumi

potenze d'Enrico conledi Suini. Nel

36

intorno alla vita interiore, e dalla rispo-

22

T
trasse
il

E
sul

TRE
modo
di

Ma

profitto

anche

love in
ta

Lombardia,

e trovossi alla tenta

suo gregge. Nel i i5>j recatoa Treveri, con diploma consi Federico ferm all' arcivescovo il padronato delreggere
I

espugnazione d'Alessandria della Paglia. Mor Arnoldo 1 a'i5 maggio I 83,


1

e fu sepolto nella sua cattedrale.

La sua

l'abbazia di

s.

Massimino, e

il

Papa Al'e-

driano

IV

Io

cre suo legalo in tutta

morte fu seguita da lungo e funesto scisma; poich canonici si proposero di ei

stensione del regno germanico, L'impe-

leggere arcivescovo Rodolfo preposto di


s.

ratore che ne avea gran stima e

in

gran

Pietro,

quando

l'arcidiacono

Folma-

conto teneva la sua dignit di primate, lo ricev graziosamente in Worms. libilo

neh i5q merc un cambio

fatto colla

ro o Vohnaro vi si oppose coll'appoggio d'Enrico duca di Limburgo, e tumultuariamente fu da'suoi partigiani proclamato pastore. Federico
I

chiesa di

Worms,

acquist

il

castello di

cit le parti a

Col'au-

Nassau colle sue pertinenze: Lotario II avea rimessa la chiesa di Worms in possesso di questa
la

stanza, e senza scegliere altri,

come

piazza, gi toltale col-

forza da'conti di Luxeuiburgo; quindi


la

torizzava l'uso in simili casi, ordin una nuova elezione. Folmaro invece appell al Papa Lucio HI, e usc clandestinamente

lllmo

cede in fendo

a'

discendenti di

da Costanza. Nondimeno

si

procede

tale casa.

Allorch l'imperatore persegui-

all'elezione in presenza dell'imperatore,

tando

la

Chiesa e

il

Papa Alessandro
V, lllinofu
il

III,

fece riconoscere nel conciliabolo di


via l'antipapa Vittore
tra'

Pasolo

da que'pochi che aveano accompagnato Rodolfo, sul quale di nuovo ricadde la


scelta, e

Federico

gli

die l'investitura e

vescovi di

Germania che

ricus di

lo invi a
sa.

sottoscrivere gli atti di tale assemblea, e


solo per procuratore firm la lettera in-

prender possesso di sua chieFolmaro avendolo prevenuto coll'ocla

cupare

cattedrale, Rodolfo
s.

si

fece in-

dirizzata a vescovi assenti. Gi da qualche

tronizzare nella chiesa di

Simeone.l due

tempo

treviresi s'erano divisi in trib,

che arrogatisi ciascuna alcuni privilegi sullo un capo appellato maitre, costitu
'.ino insieme un'associazione somigliante a 'comuni;

si recarono a Roma, ma trovarono che Lucio IH eia morto a Verona a'2 5 noveod^re 1 85, e ch'eragli ivi

pretendenti

successo

ma

la

licenza che sorse

tale istituzione determin l'imperatore

6 anche per riconciliare l'arcivescovo con Corrado palatino del Reno, rispetto a'di lui diritti qual
abolirla con sue lettere del
i 1 1
.

da ad Questo

Urbano 111 avverso a Federico I. In Verona nuovo Papa nel sabbaio di Pentecoste! 186 cre Folmaro cardinail

le,

e nel giorno appresso cousagrollo ar-

diploma

erasi redatto,

civescovo, rigettando Rodolfo


ricevuta l'investitura dalle

peravnu

mani dell'im-

peratore. Per questo procedere Federica


affront, e divenne aperto nemico del Papa. Folmaro volle tornare a Trevei 1, ove trovavausi tuttavia le truppe impe1 si

protettore della chiesa di Treveri. Cor-

rado, tlopo essersi accomodato con lllino,

esort
si

treviresi

ad astenersi da qualsia-

innovazione. Morto lllino


il

clero e

neh 169, il popolo gli surrog Arnoldo de1

riali,

condottevi da Enrico figlia di Fel,

derico
di
i

che avea angarialo

in

cano
di

di

s.

Andrea

di Colonia,

ad istanza

suoi aderenti. Travestito

mille moFolmaro da

Federico
1

teo

cogli
li

1. Neh 172 assalito da Matduca di Lorena e lai figlio Ferri, Muli del fratello del conte di bar,

stalliere,

dopo superati
che
gli

nel viaggio un'in-

finit d'ostacoli, giunse


te di Rriey,

da Tebaldo con-

die ospizio nel

moil

vinse e fece prigioni,

ostringendoli a

nastero di

s.

Pietro di Monte, ove

(iss

MllergU il castello di Siisberg e le pretensi. un mi quello ili Norherch.Neh 174


fece parie
ili

suo soggiorno, esercitando l'autorit urei vescovile nella diocesi di Treveri. Sco-

Ila

spedizione dell'impcru-

munic

partigiani di Rodolib,

quali in-

T
vece
si

li

E
la
i

TRE
partenza di Federico
I

23
suo padre per

accrebbero, prestando occasione


di

'nobili
ro.

mettere sossopra

beni del cle-

la Siria.

Folmaro

si

ritir in Ingbilterra,

Reduce l'imperatore dall'Italia, raccolse una dieta ove si presentarono deputali di Treveri, e convennero di ricoi

noscere Rodolfo, senza avere alcun

ri-

guardo

al

giudizio del Papa, Intanto Fol-

ove nello stesso anno cess di vivere e fu sepolto aiVorlbampton. Quindi nella stessa dieta, ad insinuazione d'Enrico V, fu eletto ad unanimi voli il suo cancelliere Giovanni I, cbe di carattere pacifico gli
riusc di riconciliare gli spiriti gi discordi.

maio erasi ritirato nella diocesi di Reims, ove l'arcivescovo Guglielmo di Sciampagna gli apr un asilo. Munito del titolo di legato, a lui dal Papa Gregorio Vili concesso, convoc a Moussbn (l' ) un
concilio, invitandovi tutti
i

Ristabilita la concordia, rivolse ogni cu-

ra per mettere

la

sua diocesi

in

salvo'dadi Tre*

gl'insulli de'vicini; e

come

la citt

veri era stata sino allora senza

mura n
delle

suoi

soffra-

porle,

la

fece
torri

cbiudere da buona cinta con


in distanza, al

ganci e
si

il

clero di Treveri; l'assemblea


i

alcune

modo
i

187, ma fra' vescovi della provincia v'intervenne solo


tenne nella quaresima
quello di Metz, con alcuni prelati fran-

piazze fortificate. Inoltre rialz

castelli

gi caduti in rovina, e ne costru de'nuovi.

Neh 193
Vianden,

l'arcivescovo fu arrestato e

cesi, a 'quali

s'unirono pure

altri del 2.

cacciato in prigione, da Federico conte


di

ordiuedelclerodi Treveri. Fol maro spie-

ma prontamente

fu liberato
III,

gando
scovo

ivi

tutta la sua autorit,

pronun-

dal conte palatino del


e nelle posteriori guerre
1

Reno Enrico

ci sentenza di
di

Toul

scomunica contro il vedepose quello di Verdun,


la

esercitando eguale rigore contro

parte

Federico ebbe la peggio, Nel 197 ildettoconteEnrico III vend all'arcivescovo Giovanni I il suo

del suo clero a lui ribelle, Irritato l'im-

diritto d'avvocazia della citt e cbiesa di

peratore da questo procedere, risolv di


cacciare dal suo asilo
il

Treveri. Nella gara insorta


l'impero, tra Ottone

neh 198 per


Brunswick e

prelato; e stretta

IV

di

quindi alleanza cl re di Francia Filip-

Filippo di Svevia, fratello del

po

11,

indusse questo principe a privar di

sua proiezione Folmaro, cbe videsi per-

defunto Enrico VI, l'arcivescovo dopo essersi dicbiarato pel 2. colla promessa in pre,

od uscir dalla Francia. Pass in Inghilterra, ove il re Enrico II accoltolo per rispetto del Papa, gli assegn per svio ritiro la citt di Tours. Gregorio
ci costretto

mio

di

2000 marebe
il

d'argento,

si

ricus

di coronarlo, atteso

rifiuto dell'arcive-

scovo di Colonia.

Avendo

poi

abbando-

nalo Filippo, nel 1200 part per

Roma
i

Vili avvertito dal vescovo


lo interpellato, e

di

Toul, cbe

Folmaro avealo scomunicato senza avercbe parimenti altre scoi

ben accolto da Innocenzo III, cbe favoi va Ottone IV. Ma al suo ritorno a Treveri
si

dichiar nuovamente per Filippo,

inuuicbe avea lanciate contro


versari, restrinse
t di colpire
il

suoi avgli vie-

ci cbe gli tir addosso la

di lui

potere e

alcuno colle censure eccle-

scomunica del Papa, onde per farsi prosciogliere dall'anatema dov riconciliarsi con Ottone IV.

prima consultare la s. Seoperava all'estinzione dello scisma di Treveri, mor Gregorio Vili, ed a'20 dicembrer 187 gli successe Clemente III, il quale la condusse ad elcilo, Folmaro e Piodolfo vennero destituiti nel 1 189 nella dieta cbe Enrico VI re di Gersiastiebe, senza

Nel 1209 accompagn quest'imperatore


in Italia, e inimicatosi

de.

Mentre

si

Ottone

V con

In-

nocenzo

III,
il

l'arcivescovo torn ad ab-

bandonar

suo partilo, per rivolgersi da


II (iglio

quello di Federico

d'Enrico VI,

ma

treviresi

rimasero

fedeli all'impera-

tore.

Mor

nel

1212

e fu .sepolto nell'abIli

mania tenne

in

Treveri

alla

presenza del

bazia d'Huuuierodo, di cui

insigne be-

cardiual Goffredo Guelani legalo, dopo

nefattore, lasciando la sede di Treveri o-

24
pulente per
lui fatti.
i

TRE
dolfo.
veri,

TR
Le
saccheggiarono
propensi ad Arnoldo

E
Trele
II,

miglioramenti e acquisti ila II conte di Weda,arcidiaconoepreposlodis. Paolino. Dichiaratosi per Federico 11, dal partito del rivale gli fu teso un agguato, e
Gli successe Teodorico

loro truppe penetrate in

case de'canonici

formarono una

piazza d' armi della cattedrale, ed asse-

scamp

la

blenlz nel
tale a lui

Cofrapporsi ricev il colpo mordiretto. Nel I2i5 dopo avere


morte perch Alberto
di
III slaccati

scovile,

diarono senza successoli palazzo arcive* ove canonici eransi rifugiali. Rei

catisi in

seguito ad* assalir

le

diverse piaz-

ze della diocesi, rimasero perdenti dinana tulle, tranne Saarburgo di cui s'impadronirono con inganno. Pel deplorabile scisma, frappostesi varie persone dabbezi

d'ordine d'Innocenzo

que'di

Cohonia dal partito d'Ottone IV e riconciliati con Federico li, si rec al concilio
generale di Laterano IV. Fece un pellegrinaggio
trodusse
i

in

Terra Santa, nel 1223 indomenicani in Treveri, e nel

per l'assassinio d'Engilberto arcivescovo diColonia,assunse la cura di quella chiesa, e fece eleggere a successore

12^5

ne e potenti, Rodolfo si mosti condiscendente a desistere dalle sue pretensioni , chiedendo per suo asilo la citt di Saarburgo: gli fu concessa, e dopo qualche giorno mor.

Neh 243 Arnoldo

11

otten-

Enin

ne

il

pallio da

Innocenzo IV, e fu consa-

rico di Molenaixk.

Avendo scoperto

grato dagli arcivescovi di

Magonza
1

e di

Treveri 3 scuole di albigesi, perseguilo


questi eretici e ne fece

Colonia. L'arcivescovo nel

245
I.

si

spie-

no

alle

condannare alcufiamme. Colle armi e le censure


gli

g contro Federico
dosi
i

II,

gi scomunicalo

e deposto dal concilio di Lione

Essen-

represse

attentati de' signori di Poil-

3 arcivescovi del Reno,Treveri, Ma-

vache e

di

Mailberg, e per frenar quelli

gonza e Colonia,
l'agosto

del 2. eresse nel

289
1

il

castellodiK.il-

burgo, finch
figlio di

la

pace nel 1240 ricompo-

se l'ordine. Recatosi nel

242 Corrado

Federico

II

a Treveri, lo

accom-

recali nel maggio o nel1246 ad Hocheim pei l'elezione d'un nuovo capo dell'impero, il giovane Corrado IV corse ad assalirli con un'armata di svevi; ma essi avendo alla testa

pagn a Cobientz, ove l'arcivescovo cess


marzo; il cadavere trasferito a Treveri fu tumulato nella cattedrale. Durante il suo governo stabili la riforma di vari monasteri, altri ne fond di nuovo, altri ne restaur. Il suo nipote
di vivere a'28

loro il landgravio di Turingia Enrico , che allora a proposizioned'lnnocenzo IV aveano eletto re de' romani, mossero contro
il

principe,

gli

presentarono battaglia
Treveri

e lo posero in rotta. Nel


lieo, l'arcivescovo di

1247 morto Eli si adoper


l'e-

Arnoldo
preposto
ta dalla

II

d'Iseruburgo
s.

gli successe,

gi

insieme

al

legalocardinal Capocci per

di

Pietro, per l'elezione fate pi saggia parte del

lezione del

nuovo

re de' romani, sicch

maggiore

avendo

essi

radunati a Woeringen, nel


gli elettori, a*

clero, senza partecipazione de'laici. Adi-

paese di Colonia,

2q

set-

rata

la
si

nobilt perch, com'era costume,


fosse

non

chiamata a parte

dell'elezio-

ne, scelse dal canto suo Rodolfo di Pont

tembre o meglio a'3 ottobre ad unanime voto fu scelto Guglielmo conte d'Olanda. Questo principe nel 25 fu accompagna1

preposto di s. Paolino, e pigli le armi per sostenerlo; ma non secondata dalle


guarnigioni delle piazze dell'arcivescova-

Lione per trattare degli l'impero con Innocenzo IV;


to a

all'ari
il

del-

quale a-

vendo

nel venerd santo predicato nella

rimanere nell'inazione. Corrado IV in Cobientz confer V in vestitura ad Arnoldo li; menile il duca di Lorena Matteo li, ed conti ili Lnxemburgo e di Sayu parteggiarono per Rui

to, fu costretta di

propria lingua, l'arci vescovo ch'era a banco del re, a lui e alla sua corte tradusse
il il

discorso in lingua alemanna.

Avendo
delle o

popolo

di

Cobientz commesso
l'

stilila

contro

esercito crocialo per re-

TRE
primere
cardinal
i

TRE
IT,

25

partigiani di Federico

ne fu
il

decano

di

Metz, non senza aver brigato

incolpalo motore l'arcivescovo, percui

per essere arcivescovo.

Nondimeno giunla

Ugo

di

s.

Caro

legato di

Germa-

to a Treveri, vi fu accolto dal clero colla

nia, fu incaricato di

ne. Ucciso sul

prenderne cogniziocominciar del ii56 Gu-

gioia, e tosto la Chiesa


lui, pel

massima acclamazione; ma breve fu dov querelarsi


dicativo. Perseguit Thierri abbate di

di

glielmo, n trovandosi disposto a succe-

carattere altero, violento e vens.

derlo alcun principe di Germania, due stranieri, cio Alfonso X re di Leon e di


Castiglia, e

Mattia pressoTreveri,e

gli

destin un suc-

Riccardo contedi Coruova-

cessore. L'abbate ricorse a

Papa Urbano

glia e fratello del re d'Inghilterra,

po-

sero fra 'concorrenti


elettori,

al soglio

vacante. Gli

che allora erano numerosi, trovaronsi tra loro divisi, e Riccardo molli ne avea fatti suoi col denaro, non pel
11

IV, gi adirato contro l'arcivescovo per la sua condotta, e perch eseguiva le funzioni senza avere ricevuto il pallio. L'arcivescovo vess pure
tificii, inviati
i

commissari pon-

per informarsi sul luogo del-

Arnoldo
lo.

a cui offr

5,ooo marchi
lo

di

lo stato delle cose, e

rimosse pure l'ab-

sterlini, giudicando

pi degno

spaglino-

bate Hobertodis. Maria de'Martirie fraIl Papa ristabil dueabchiam l'arcivescovo a Roma per giustificarsi. Morto frattanto UibanoIV e succedutogli Clemente V, questi lo ri-

Questa

scelta adottata dal

maggior nu-

tello di Thierri.

mero degli elettori, fu applaudita da una parte di Germania e dagli stati d'Italia;

bali, e

ma

Alfonso

X
si

contento del titolo im-

periale,

non
11

mosse dalla Spagna,


in

sic-

tenne in

Roma

per aver fatto imprigio-

come occupato
Arnoldo

guerreggiare

mori.

nare l'abbate Thierri. iNella sede vacante profitt per evadere da Roma, e poi sentendo che l'abbate si recava in Orvieto da Gregorio X lo segu, ma il Papa li

vedendo che non cedeva a'replicali invili fattigli, lo abbandon, e pacificatosi con Riccardo, merc la mediazione di Francia, lo riconobbe per re de'

fece riconciliare a mediazione di


dinali. Nell'ottobre
1 i

due carI

romani. Rivestito Corrado arcivescovo di Colonia del carattere


sercitar
le

273 Enrico con u


si

di legato, voleva e-

corteggio di 800 uomini

port aFranc-

sue funzioni nella diocesi di


II

fort per l'elezione del re de'

romani, e
agli

Treveri,

ma Arnoldo
la

spedita una dedi

contribu col suo voto a quella di Rodolfo


I

putazione a
noscere che

Roma, ottenne
i

non

rico-

d'Habsburgo. Poco applicandosi


le fortezze

giurisdizione d'un legato

alfari spirituali, fu tutto

dedito a risto-

Intere; indi mor nel

25g

nella cittail

rare

e a costruirne di nuove.
a

della di

Tabor da

lui

innalzata, e

suo

Mor

corpo fu portato nella metropolitana.


i

Fu

tacciato d'essersi usurpati beni delle chiese di sua diocesi, d'aver tralasciato la ce-

Boulogne, nel pellegrinaggio a s. Josse di Pkardia, impreso per le malatlieche l'affliggevano, e fu portato nella sua cattedrale. Diviso il capinel
tolo ne'pareri, elesse 3 individui, e pre-

1286

lehrazioue degli annuali sinodi diocesani di

primavera e d'autunno,

di violen-

valse

Boemondo

di

Warnesherg, pre-

ze

commesse

da' suoi ulliziali verso vari

vosto e arcidiacono di Treveri, perch

membri

del clero, e d'aver fitto l'ordi-

Papa Nicol IV

nel

1289

lo

nomin, e

nario suo soggiorno nel suo Castel lo d'Elirenhreitslcin. Nel a6o Papa Alessandro IV dopo aver annullata la doppia eleziol

consagr in (piatesi rna.con Cerai do d'Eppenslein arcivescovo di Magonza,


loro solennemente
il

pallio nella

dando domeil

ne

fitta dal capitolo

dc'due arcidiaconi

nica delle Palme. Intanto avendo

Pa-

di Treveri

nomin
sliug o

a'

Enrico e Arnoldo, in 18 novembre Enrico


di

Roma
I

pa eletto
ri

preposto e a cantore di Treve-

di Fi-

Wiuslingeu nobile

Lorena

mendevolipel merito

due soggetti d'oneste famiglie e comloi 0,1! maggior nu-

26
non

TRE
rigettarli,

TRE
come
essi

mero cle'canonici ard di


fu sostenuta
tolo, ed alle

Treveri

si

sollevarono contro

l'arci

vesco^

nobili; questa frivola vanit

da

vo, per affrancarsi dalla tassa personale


ch'egli esigeva,

come

prerogativa del capie

non che

dalla giurisdizio-

ammonizioni

minacce del

ne de'magistrati
to.

scelli dallo stesso predir

Papa restarono inflessibili. Pertanto Nicol IV li scomunic e pose l'interdetto alla chiesa di Treveri, che dur per tutto jl vescovato di Boemoudo I. A vergogna de' ricalcitranti, avvenne i5 anni dopo, che Pietro Aichspalter, uno de'due scelti ale dette dignit, fu innalzato alla sede
di

nuti

Scorgendo Ditero esser eglino sosteda molti potenti, acconsent che e-

leggessero alcuni consiglieri tratti dal proprio ceto, affine d'amministrarla giustizia

insieme col pretore e cogli scabini del-

l'arcivescovo.

JNeh3o5

treviresi essen-

dosi impossessati del diritto di concedere


la cittadinanza a

Magonza. Boemondo

giustific l'e-

personaggi distinti sendi

lezione del Papa, perch dolce di carattere e

za consultar l'arcivescovo,
la
la

amatore

della pace; caro all'im1,

societ loro

il

conte

ammisero nelSponheim, colle


il

peratore Rodolfo
rest

lo fu

egualmente ad
al cjua-

condizione che avesse a proteggere


figli,

Adolfo di Nassau suo successose,


le

loro mogli e

e permettere

ad

essi

sempre fedele, a differenza di quasi tulli i principi di Germania, anzi nellesue strettezze gli somministr considerevoli
stello di

libero passaggio sulle proprie terre, ed in

caso di bisogno accorrere con


in loro soccorso

1^

de'suoi

somme, ricevendo in ipoteca il Cochem. Alberto d'Austria,


I

cadigli

contro ciascun nemico, ad eccezione del re de'romani, del proprio


arcivescovo, e de'conti di
di

Luxemburgo
al

venuto imperatore
stessi

nel

1198, serb

Veldenz;

di

pi promisero
r

conte

senlimenti per l'arcivescovo? tanto

potere, per lo pi, ha la virt sugli animi, non ostante la diversit del loro pen-

sare! Alberto
stello di

lungi dal ritirargli

il

ca-

lire treviresi e 00 lire annue fino pagamento delle medesime. Queste associazioni, aumentandole forze de'ciltadini, sminuivano l'autorit arcivescovile,

3ooo

al

priet.

Cochem, gliene concesse la proQuesto degno prelato, che edific


purezza de'costumi, e coli

nel temporale. Ditero strinse d'assedio

Co-

blentz,

cui abitanti volevano sottrarsi


li

la diocesi colla la diligenza

dalla sua soggezione, e

costrinse a chie-

nell'adempierc a tutti

do-

der pace. Pel

."

arcivescovo di Treveri

vei

del suo ministerOjlerminisuoigior-

s'intitol colla forinola:


i'ir,

D. Archita, Tre-

ni a'

9 dicembre

299, e fu sotterrato

nella metropolitana.

Dei et aposto licae Sedis gratta, Moa'i3 novembre 307 e fu sepolto nel1

Papa Bonifacio Vili senza valutare l'elezione falla dal capitolo d'Enrico di Vir-

la

chiesa del suo ordine, Nel

dicembre fu

eletto

Baldovino

de'conti di

Luxemburdeputali che
si

neburgo, nel i3oo nomin

fr.

Ditero o

go preposto

di Treveri,

mentre studiava
i

Didero

di

Nassau teologo domenicano,


defunto Astolfo re devonia-

all'universit di Parigi, ed

fratello del

gliene recarono l'annunzio, di l

reca-

ni, foise coll'iutenzione di

pone

a fronte

del suo uccisore Alberto

1,

un nuovo neguerra
col

mico. Trovandosi coute di

treviresi in

rono a Portiera da Papa Clemente V, che uvea stabilita la sua residenza iu Plancia, per chiedergli la conferma, e poi l'i 1

Luxemburgo,
il

nel pacificarsi gli

accordarono
lire di

dirittodiciltadinanza,3oQ
il

marzo i3o8 dalle sue mani fu consacri to. il suo amore per la pace si pales nella

pensione e

palazzo dell'Aquila

111

transazione conclusa co' treviresi,


le
il

ri-

Treveri, poi palazzo Retile. Dei paese di

guardante
la citt

innovazioni introdotte nelpredecessore.


Il

Luxemburgo
Bassi e

e de'suoi signori ragionai

sotto

suo fratelsi

ne'molti articoli relativi,

come a Paesi(ebmama. Neli3o3 cittadini di


i

lo

Enrico VII, innalzato all'impero,

val-

se poi ulilmeule de'suoi cousigli e in qual-

T
che parte
di

11

E
suo governo. Cle-

TKE
to arcicancelliere dell'

27

lo associ al

mente V approv l'elezione di Enrico VII Luxemburgo, in Avignone ricev dai suoi commissari il giuramento di fedelt, e lo fece incontrare a Losanna dallo stesso Baldovino e da Giovanni di Molans canonico di Toul,onde loro rinnovasse il giuramento nel recarsi a prendere la corona imperiale in Roma.'Emico Vll.fatI

impero nel regno d'Ai les. A'di lui successori venne poi confermala la medesima dignit, merc aU
tri diplomi degl'imperatori successivi, e specialmente merc la bolla d'oro di Car-

lo

IV; dignit
d'

di cui fecero

uso pi volte,
i

come prova

Honlheim, contro moderni che lo pretesero un titolo meramente immaginario. Baldovino I accompagn
Lodovico V in Aquisgrana pel suo coronamento, che spera va di esegui re, ma l'ar*
civescovo di

il suo primogenito Giovanni Boemia, e concertata col fratello la spedizioned'ltalia, l'arcivescovo vi contribu pi d'ogni altro in uomini e in denaro. Essi partirono insieme da Colmar neh 3 io, e comparteciparono a'buoni e

to eleggere
in re di

Magonza

la

vinse in suo con-

fronto, sostenendo che tale funzione a lui


solo spettasse per antico diritto. Si cred
alla

sua parola,
le

ma fu obbl igato poi a som?

a'ti isti

successi delle 3
si

campagne

fatte ol-

tre l'Alpi, perch

risvegliarono con pi
le fazio-

prove dentro un mese; non avendo potuto presentarle, venne in seministrar

furore alla venuta d'Enrico VII

guito rigettata
dei

ni de'guelfi e de'gliibellini, de'quali ulti-

la sua pretensione, e l'onore di coronare in Aquisgrana il re

mi l'imperatore eia gran


to

sostenitore. Mori

romani

MI

mancanza

dell'arcivesco-

Enrico VII nell'agosto i 3 3 presso Siena, mentre il fratello erasi portato in Ger-

mania per

far leva di

nuove truppe,

ri-

vo di Colonia, venne assegnato a questo di Treveri. Si pu anco vedere l'articolo Imperatore, ove dissi che se la coronazione del re de' romani avea luogo
nella diocesi dell'arcivescovo di Treveri,

torn quindi a Treveri, ove per qualche

tempo accud

agli affari di

sua chiesa. Es-

sendosi sparsa voce che Enrico VII fosse


stato avvelenato da

a questi ne spettava

la

consagrazione. Nel
alla testa della

Bernardino da Monte
lo

i3i5 Baldovino
te
ti

mosse

Pnlciano suo confessore, l'arcivescovo


di lese

nobilt di sua diocesi, in aiuto del nipo-

pubblicando uno scritto. Neil 3 i4 Baldovino I si trov nel numero de'5 elettori,

Giovanni re
ribelli di

di

Boemia contro
i

suddi-

questo principe,
in

quali furo?

che a'20 ottobre


volo a Lodovico

in

Franeforl dieil

no sottomessi,
di
terli.

unione all'arcivescovo
si

timo
la

il

Bavaro

nel-

successione all'impero; e questo princi-

pe per gratitudine gli rilasci a'3 dicembre un diploma, col quale gli conferm
il

titolo d'arcicancelliere

dell'impera nel-

le

Gallie, ossia nelle provmcie che altre

volte aveauo formato parte del regno di Lorena. Intorno a che giova osservare.che
gli

un al re per combatContro Lodovico V insorse Federico III il Dello duca d'Austria; ed il Papa Giovanni XXH ' inimic in seguito coli.per trattarsi da imperatore prima della pontificia conferma, per ricusare il giudizio della s. Sede nella questio-

Magonza che

ne

col

competitore, e per difendere


Intanto nel

gli esi

arcivescovi di Treveri

aveauo

eserci-

relici.

i3i6

1'

arcivescovo

tato l'uffizio d' arcicancelliere di

fino
e

al

Lorena tempo dell'imperatore Ottone I,


tal

port ad aiutare Lodovico V, nella sanguinosissima battaglia di Neere , contro


Federicol
stria
1

che essendo itala dipoi loro sottratta dignit, venne in seguito a'medesiiui
stituita

il

cui fratelloLeopoldo

d'Au-

ree-

avendo chiuso presso Spira


1

l'avver-

da Rodolfo

d'Hahsburgo con

sario, questi fu tratto dal pericolo pei soc-

slensione anche sul regno 'Arles.


di

Prima

corsi dell'arcivescovo. Nel

7 soccorse

Lodovico

gi l'arcivescovo nell'at-

pure Gerardo VI conledi Juliers,che quale

to dell 'elezione del fratello erasi iutilola-

aderente del Bavaro era guerreggiato

28

TRE
te l'interesse
eli
i

TRE
bidiente al Papa. Dicesi che
vi

dall'alci vescovo di Colonia, e rie usc vit-

ebbe par-

Tuttavolta nella guerra tra Farsuoi sudditi, troci vescovo di Colonia e


torioso.

con

assai

sua famiglia, scorgendo compiacenza l'imperiai corona

cur
Ja

di

giovarealcollega. Vacata nel


i

3io

sede di Magonza,

canonici volsero lo

prossima a passar colla deposizione ilei Bavaro, sul capo del suo pronipote Carlo

sguardo su Baldovino I, ina questi essendosi riportato al Papa, fu invece da Giovanni XXII nominato Mattia religiosodi Morbach. Baldovino generosamente voile mettere l'eletto in possesso della chieI

IV
glio
di

ili

fu nel

Luxemburgo. Infiliti Baldovino I numero de'5 elettori che a' io Iticrearono a Rentz sul Reno Carlo IV
re de' romani, ed aven-

Luxemburgo

sa di

Magonza, determinando bene accoglierlo. Dopo aver

il

capitolo

dolo condotto a Bonn, nel novembre ioterveone alla sua coronazione. A vendoBalclovino
I

colle

armi

quasi sempre trattato


di passare
il

le

armi, nel

felicemente sostenuti de'coutrasti co'vici-

neh 324 portola guerra col re di Boemia suo nipote nel paese di Metz, assediando la capitale ribellatasi a Lodovico V. Volendo innalzare un castello a Birni,

rimanente dei suoi giorni in riposo, e con tal mira coneluse la pace co'vicini e co'vassalli, anche
con accordar loro favorevoli condizioni; nondimeno non pot goderne, perch Ja-

i35o pens

chenfeld nel territorio del conte di Star-

eppo
veri,

di

Montclair fece lega contro

di lui

kemburgo,

fu fallo prigione,

onde dov

cogli scabini,colsenatoe col popolo diTre-

pagare forte riscatto e promettere di lasciar l'impresa.

promettendo d'aiutarli

nella ribelIl

scovo
ta,

di

Morto neh 328 FarciveMagonza, di nuovo fu eletto a tal


I,

lioneed'accoglierli ne'suoi castelli.


lato,

pre-

dignit Baldovino
il

ma

avendola

rifiuta-

Papa contro il voto de'canonici vi nomin Enrico di Virneburgo. Le opposizioni

ammonizioni, l'assedi nel castello di Montclair, se ne impadroni e lo rase al suolo; dopo di die fece e rigeredirinipetto, sulle sponde della Saainutili
re,
il

dopo

durarono 3 anni,

ne'ijuali

Baldo-

castello di Sarenstein.
altri

Dopo aver
i

se-

vino

fu incaricato dell'amministrazio-

ne

di

Magonza,
Nel
1

oltre quella de' vescovati


gli

di Spira e di
110 allidati.

Worms che allora


1

furo-

movimenti de'lreviresi, mor ai 2 gennaio 354, onorando funerali nella cattedrale, ove fu sepolto, l'imperato*
dato
1 1

Tre veri,
i

e nel

i33o fond la certosa di 33 fece rientrare al do-

re Carlo IV, ed
cipi e di prelati.

un gran numero di prinAppena gli successe Buei

vere nobili del paeselli Treveri. Neh


gli elettori

338
ar-

dell'impero, e pe'primi

gli

Magonza, scrissero con risenlimento a Papa Benedetto XII in favore dell'ini munita germaniche, acci annullasse la scomunica e deposiziotte sentenziate dal predecessore Giovanni XXII contro Lodovico Vjmail Papa che ad esso aveagli spedito nunzi perch torcivescovi di Treveri e

inondo li de'signori d'Etendorf arcidiacono di Treveri, che treviresi lo costruseco a confermare loro privilegi e adaccrescerli; dall'altro lato molli signori che
i

sore, presero

aveano vendute le loro terre al predecesFarmi per ricuperarle.il prelato, non ostante il pacifico suocarattere, si vide costretto ad opporre la forza
ed
il

alla forza,

fece

con buon successo,

nasse all'ubbidienza della

s.

Sede, vedencontro

Neh 357
re

acco se '" Treveri l'imperato*


'

do

ch'erasi unito all'Inghilterra

Carlo IV

colla sua sposa

nuovamente incorso nella scomunica, anche come usui palore dell' impero. 11 successore Clemente VI neh 34G sollecit l'arcivescovo a rinunziareall'allaccamen>ofuo nllora mostratoal Bavaro, e Baldoviuo
1

Fraucia, lo dichiar

cesao suo tiglio; costruire presso


il

enei

3
i

econ Wen58 imprese a


Pe-

Beno
la

castelli di

lersberg e Peterseck, per porre in salvo

Wesel
ri

Boppard che

chiesa di Treve-

teneva in feudo dall'impero.


nobill di Treveri rinnov
i

Neh

3(>o

si

mostr ub-

la

suoi sedi-

TRE
ziosi

TUE
la

29

movimenti, ed in pari tempo Filippo d'Isemberg signore di Grensau, a disua


residenza di Vilmar
il

Colonia che amministrava da 7 anni, facendovi eleggere il nipote Fdippo Saar"Werdeii o

spetto dell'arci vescovo,eresse presso


caslel lo di

Saverdun

(nel quale articolo


la

Gretenla-

dissiche ricus di accettare

dignit carle

Stein,

chiamandovi alcuni

nobili del Pail

dinalizia^ siccome

furouoommesse
); e nel

pa-

latinato per esercitar

impunemente
si

role nipote dell', pare ch'egli fossearcive-

droneccio sulle terre della chiesa di Tre*


veri.
Il

scovo di Treveri.il che noi

3y6

prelato, le cui infermila

anda-

ottenne da Carlo IV un diploma de' 3i

vano

cogli anni

stituirsi

aumentando, pens di coun coadiutore che lo sostenesse

maggio,col quale rinnov e conferm tutte le regalie spettanti alla chiesa di

Tr-

nel procelloso governo, e colPassenso del

veri,

non che

tutti

privilegi e prerogati-

capitolo scelse nel


Stein canonico di

tato pi di

36 Conone FalkenMagonza, giovane dovalore checompreso dello spii 1

ve che godeva, e
liere del

la

dignit d'arcicancel-

scovo.

regno d'Arles che avea l'arciveci fu aggiunto, che nell'elezio-

rito del proprio stato, e che gi avea re-

so molti rilevanti servigi a Gerlac suo ar-

nedel re de'roiuani e negli altri alfari dell'impero, da trattarsi dagli elettori, ili."
suffragio verrebbe dato da quello di Treveri.

civescovo contro

gli

aggressori che deva-

slavanola diocesi

di

Magonza. Dopo
,

l'ap-

Tornata
nel
il

a stabilirsi la residenza

ponsua

provazione pontificia, Conone corse ad assediare Gretenstein


Io prese e fece prisi

tifcia in

Roma
1378

da Gregorio XI,
gli

alla

morie
contro
te VII,
bili

successe
il

gione Filippo d'Isemberg, che

riconob-

quale insorse

Urbano Vf, grande Scisma

be

vassallo della chiesa di Treveri.

Nel

(V.) d'occidente per l'antipapa Clemenche recandosi in Avignone vi stauna cattedra di pestilenza. La Germania segu nell'ubbidienza il legittimo Urbano VI, cos Conone. Il Papa veden* dosi particolarmente amalo da'tedeschi, dopo la congiura d'alcuni cardinali, nel dicembre 38 1 cre cardinale Falken1

to a favore di
d'

i36i Boemondo li rinunzi il vescovaConone, e con permesso


Innocenzo VI
lo fece
si

consagrare e
ritir a

ri-

Saarburgo,ove mori neh 368. Avendo Papa Urbano V nominalo arcivescovo di Colonia
vest del pallio, e indi

Adolfo della Marcii, e differendo


ordinare,

di farsi

neh 363

die l'incarico a

Cono-

stein,

il

quale,

come

altri

tedeschi e
,

gli

e-

ne di amministrar quella chiesa, incarico che continu dopo l'abdicazione d'Adolfo e per tutto
il

lettori di

Colonia e di Magonza
la

ricus

anch'esso

dignit pe' turbolenti tempi

tempo

in cui

dur

il

ve-

dell'orribile scisma.
la

Ad Urbano VI
s.

e al-

scovato del successore Engilberto,che


ri

move-

neh 368. Ma

intanto che

Conone

gliava sugli affari altrui,


veri fece rivivere

la citt di

Tr-

le sue prelese, e immaginandosi d'aver inleramenteescluso l'arcivescovo dal governo civile, volle ezian-

Sede (F.), Enrico landgravio d'Assia don diversi suoi castelli, posti nelle diocesi di Treveri, Magonza ed Erbipoli. Conone per le sue infermit, congiunte al peso degli anni, nel
1

Sovranit della

388 abdic

al

suo pronipote Werniero


s.

dio privarlo del pedaggio della Mosella

diFalkenstein-Roenigstein arcidiacono di
Treveri, preposto di

per appropriarselo.
reciproca ostilit,
die vinta

Dopo qualche atto


parti
si

di

Paolino e

di

s.

Fio-

le

rimisero al-

rino di Coblentz, col permesso d'Urbano

l'arbitrio dell' imperatore


le
la

Carlo lV,il quaarcivescovo nel

VI

e l'assenso del suo capitolo. Ritirato-

causa

all'

si nel castello di

Webnich
1

sul

i364, con proibizione a'treviresi di concludere verun trattato senza il permesso del prelato. Nel
1

minciato dal predecessore e da


pito, vi

Reno, colui com-

mor a'2
il

maggio
s.

dello stesso anin

37

Conone

ricus

no, ed

cadavere portato

Coblentz fu

l'arcivescovato di Magonza, e poi quel di

sepolto nella chiesa di

Castore.

Loda-

3o
lo

T R E
come
principe temporale, per
In
,

TRE
sua

grande attitudine a ben governare pel suo coraggio col quale represse gl'indocili

vassalli e le violenze de'vicini, alla


i

rando
minii.

ricupesua chiesa beni alienali, e auacquisii


i

Wenceslao pei- le sue pretensioni, Josse marchese di Moravia eletto nel 4' per morte di Roberto da una parte degli elettori, che comprato da Wenceslao il ducato di Luxemburgo lo vend al duca

ori

mentando con nuovi

propri do^

d'Orleans fratello del re di Francia, e Si-

qunnlo alla sua episcopale condotta, sembra che la cura dello spirituale tenesse il 2. luogo nel cumolo di sue occupazioni. Si dice ch'egli fu uno degli scrittori continuatori delle Gesta degli arcivescovi di Trcvcri. Rinnov la chiesa di
s. Beato, e la fece consagrare in onore della B. Vergine, e de'ss. Gio. Battista, Siivazio e Beato confessori, e delle ss. Oiicia e Noilburgia vergini. Wer-

Ma

gismondo di Luxemburgo fratello di Wenceslao,

che per invito


t

di

Giovanni XXIll
perch Jos1

neli4'
se

eia slato eletto da un'altra par-

te di elettori, e poi prevalse,

mori

l'8

gennaioi4i
la

'

Nel
in

4-

'

4-

a 7
del-

gennaio Werniero acquist


la

nome

sua chiesa

signoria di

[Amburgo (di

cui riparlai a Paesi Bassi),

.cano di

da Gerla: deTreveri ed erede di Giovanni di


fratello

Limburgo suo

morto

nel

i4o6.
lo sci-

niero trov

gli scrigni

dell'arcivescovalo

Frattanto nel concilio di Costanza, di cui


riparlai a Svizzeea,

ripieni, attesa
tali tesori
ti

l'economia del pro-zio,

ma

ebbe termine

furono contrastati da'congiuii'


1

sma

deplorabile, coll'elezione di Martino


1

del defunto. Nel


la citt di

38g

fu costretto as-

nel

'

7-

Essendosi Colonia

ueh4i8
in

sediar

Wesel,ch'erag!isi ribel
in aiuto di

ribellata contro Thierri

suo arcivescovo,
a' vivi

lata; indi

mosse

Federico arIII.

Werniero
sua difesa,

fece leva di

truppe e accorse

civescovo di Colonia, che avea a fronte


il

ma poco dopo manc


Buremberg
i

conte della Marck Engilberto


fu assali toda'eon ti

Nel

nel costello di
fu sepolto a

a'4 ottobre, e
il

d'Aremberg e di iSolms,e 3 anni dur In guerra. L'impero trova vasi a que'giorni in una specie d'a-

i3g3

Coblenlz presso

pio-zio Co-

none. Lasci vuoti


li

suoi scrigni,

quanto

avea trovati pieni. Gi da tempo imi

la noncuranza del crudeimperatore Wenceslao di Luxemburgo figlio di Carlo V,occupato Interamen-

narchia, attesa

le

te e

immerso
i

Praga

nelle dissolutezze.

dopo IIEugenio Illa questo prelato, aveano il costume d'impadronirsi degli Spogli eccle-

memorabile

suoi predecessori,

dttino, in forza d'indulto concesso da

Nel i4o essendosi radunati ad Ober-Lahnestein

siastici, ossia delle successioni di tutti gli


ecclesiastici di loro diocesi,

3 elettori ecclesiastici di Treveri,


e Colonia, e
il

che morivano
1

Mngonza
e
il

Roberto elettore
in di lui

intestati

ma Werniero

nel

3q7 con

at-

Palatino, presero

partito di destituirlo,

to

formale rinunzi

a tal diritto.

Per Bo-

giorno appi esso nominarono


lo stesso

nifacio

IX

lo reintegr in altro
il

modo, con-

vece
si

Roberto. Quesli restituitola

cedendogli
ti
i

i.iiiiiio

della rendila di tutdi

a Treveri

neh4o3, dopo
citt,

sua infelii

benefizi.

Ad onta

sue belle prero(arsi a-

ce spedizione d'Italia, conferm


gi di

privilein gior-

gative. Werniero

non avea saputo

questa

che

di

giorno

no divenne pi florida, dopo l'alleanza contratta co'duchi di Lorena e di Lussemburgo. Notai a Germania, che in questo

marc dal suo capilolo,qniudi colto da grave malattia dopo 3q8, ed essendo usciil
1

to di senno,! canonici

ne profittarono pe

ottener da Bonifacio IX in coadiutore Federico di Blankenheim vescovo d'Utrecht,


e la

tempo come
cio
il

la

cristianit

avea 3

Popi,

legittimo Gregorio XII, Giovanni


1

revoca della seguita unione dell'abguarito

XX

eletto contro

<li

Ini nel

Sinodo

di

bazia di Pruimalln

Pisa, e l'antipapa Benedetto Xlll; cos

ma

l'impero e

la

Germania ebbe 3 impera-

tore.

mensa arcivescovile; coadiuWerniero rigetti) Contro sua voglia uell4<@ fu clctil

TRE
Oltone de'conti di Ziegenbayn preposto di Treveri, e prima sua cura fu ili rito

T
a'6 gennaio
ritorio, e
1

11

E
il

433, desolando

suo ter-

facendo prigionieri
1

tutti quelli

conciliar Colonia col suo arcivescovo, riu-

scendo

nell' mietilo. .Per non fu egualmente fortunato nell'impresa di riformar

che pot prendere. A' 8 gennaioil senato di Treveri invi deputati al concilio di
i

Basilea per rappresentargli


fetti

funesti ef-

costumi del proprio clero. Avendo nel furiosi erei4"2o preso le armi contro tici Ussiti) ad istanza di Martino V, pari
i

dello scisma

e supplicarlo a porvi

un pronto rimedio;equesto indusse l'imperatore Sigismondo a interporre


la

pro-

per

la

Boemia con ragguardevole

eser-

pria autorit per isviare l'assedio, di cui

cito, e ivi

congiuntosi col duca di Sasso-

Treveri era minacciata. Udalrico parve

nia e col marchese di Brandeburgo, as-

sediarono Meyssen;

ma

un'improvvisa

ir-

prime disposto a cedere al sovrano comando, ma ripreso il suo diseguo si


in sulle

ruzione del nemico gli fece prendere vergognosa fuga. Raccolte nuove genti per riparare l'onta, provarono una .* perdita non meno umiliante. Nel 1422 volendo Ottone restituire la disciplina monastica nell'ordine di
s.

present innanzi alle

mura
a'

di Treveri, co-

minciando l'assedio
suoi alleati
di
gli
i

marzo. Erano

arcivescovi di

Magonza

Colonia,

duchi

di Berg, Juliers e di

Baviera, con
rarsi circa

altri principi; tuttavia la


li

reriti-

Benedetto, raccolse
di

sistenza degli assediati

costrinse a

s.

iMassiminonn capitolo generale

5f
tali

52

giorni dopo.

Rabano

in lu-

abbati delle provincie germaniche situate oltre


il

glio fece

il

solenne ingresso in Treveri,

Reno
alla

vi

furono

stabiliti

regolamenti, che servirono poscia di fon-

damento

congregazione di Bursfeld.

dove accolse gli omaggi degli abitanti, dopo aver loro assicurata la conservazione de'propri privilegi. Bica tapi a Coblentz
incontr cpialche difficolt per parta dei
popolani, cui poi guadagn.

Tornato nel 1426 dal pellegrinaggio di Terra Santa, assistito dal legato cardinal Beuufort o Beaufort, detto Vinton,pose
in

IV

lagni di

Treveri,
Udalrico

il

concilio di Basilea fece citare


il

opera nuovi tentativi contro gli ussiti, che riuscirono infruttuosi. Morto nel 43o
1

quale essendovi comparso,


concilio sentenzi in

non tard

a fuggire per l'avversione delil

in

Coblentz, fu deposto nella cattedrale di

l'assemblea, onde

Treveri, con epitaffio in lode di sua

mol'e-

favore di Rabano,

destia, carila, zelo, giustizia e pace. Nello slesso

i436

morendo Udalrico nel Torgau. R.iibano nel i438 elesse

anno Martino V annullate

a coadiutore, colla permissioned'Eugeuio

lezioni fatte dal capitolo


te di

d'Udalrico con-

di

Manderscheid decano di Colonia e Jacopo di Sirck teologo di Treveri, nogi


Io

gi, a ci

IV, Giovanni d'Heinsperg vescovo di Liecostretto dalle lagnanze del eieio perle frequenti alienazioni che anda-

min ltabanode'sigiioridTlelmstadt,
vescovo di Spira, e sebbene
se nel in

confermas-

va facendo de'migliori fondi di sua mensa, avendo venduto per 55,ooo'scudi d'oro 5 delle pi considerevoli piazze di sua

Eugenio IV, fu male accolto Treveri, ove la maggior parte del cle1

i43

ro e della nobilt, sostenuti dagli arcivescovi di Colonia e di Magonza, tenne fer-

Virneburil conte di go gran partigiano d'Udalrico. Al giunchiesa, per farsi suo

gere del coadiutore trasfer


za a Spira
,

la

sua residen-

mo

per Udalrico. Eugenio

IV per

tale rei

di cui riteneva la sede.

Nel

sistenza colp di

scomunica Udalrico e
irritarono.
al

i"43g cede per circa 100,000 fiottai d'o-

suoi fautori;
rili
,

ma
s'

segli uni restarono atter-

ra l'arcivescovato di Treveri a Jacopo di

gli altri
si

La

citt di

Sirck,e indusse

il

coadiutore per 60,000

Coblentz

sottomise

Papa, e Treveri

a spogliarsi dell'uffizio.

Rabano

per

la

vec-

rest divisa fra Udalrico e

Rabano,

ili.

chiezza abdic pure


e

il

vescovato di Spira
fat-

de'quali dichiar guerra al competitore

mor poco dopo. Jacopo dopo aver

32

TRE
sendo
di
le

T R E
3 principali:
i

lo approvar da Eugenio IV la rinunzia di Rabauo, si fece cousagrare nel castello di Mensburgo. Di grande attitudine agli affari,

i.di

rivocare

il

de-

creto contro

due arcivescovi

elettori; 2.

rendere giustizia a'torti ricevuti dalla


3. di riconoscere l'au-

dettava in pari

tempo a

vari se-

nazione germanica;
ta riconosciuta

gretari sopra diverse materie; e


d'

Renato

torit de'concilii generali, quale era sta-

Angi duca di Lorena, e pretendente al regno di Napoli, di cui s'intitolava re, Io cre suo cancelliere, onde destramente termin le differenze insorte tra lui e il Papa. Col suo ingegno riconcili canonici
i

da quello

di

Costanza.

Frattanto

la

nobilt di Treveri, pel de-

creto pontificio voleva insorgere contro


l'arcivescovo,
il

quale energicamente l'im-

ped. Ria portatosi in


ni,
III,

Roma

il

Piccolorni-

co'cittndini, inducendoli a
sul vino. Nel

pagarl'imposta

poi Pio

11,

ambasciatore

di

Federico
della

i44 dopo

l'elezione di

derico HI re de'romani, a cui egli

Fepure

persuase l'ottimo Eugenio IV a reini

tegrare
pace,
la

due arcivescovi per amore

dcri| l'assemblea l'invi deputato a questo principe per comunicargli l'esaltazio-

quale fu conclusa dal celebre Car-

vajal e da Parentucelli,

che ambedue
gli

il

ne e condurlo ad Aquisgrana per coronarsi. Neh44 2 tt sempre intenta a


'

Papa cre cardinali

il

2.gli successe col

;|

nome
vi

di

Nicol V. Tornati

arcivesco-

estendere

la

sua libert, soppresse

il

pre-

all'ubbidienza d'Eugeniol V, questi con


1

fetto degli scabini,

che esisteva da epoca

bolla de' 5 febbraio

44?

'

ristabil nella

immemorabile, ed a tal magistrato sostitu due annui borgomastri/istituzione che si mantenne. L'arcivescovo cred lesa la sua autorit pel cambiamento fatto, e si acquiet alle proteste del senato di non
aver agito che pel pubblico bene, senza aver inteso d'offendere il supremo suo diritto. Divenuto il concilio di Basilea iniquo concilia bolo, elesse con troEugenio IV

dignit. Nell'anno santo

45o Jacopo

si

rec in

Roma, ove ottenne da


i

Nicol V,

oltre l'indulgenza del giubileo per la sua


diocesi, redditi della

cura diCreutzenach,
de'no-

e l'aspettativa del vescovato di Metz. Nel


i

4^2 un nuovo ammutinamento


ed
il

bili,
ri,

funest l'ordine pubblico in Treve-

pi

difficile

domare

fu

Hurta

per

le scorrerie

che fece nelle terre delI

l'antipapa Felice

di

Savoia. Jacopo eb-

l'abbazia di Pruim.
la s.

favori ricevuti dal-

be vo

la

debolezza di aderire allo scisma, e

volle riconoscersi, del pari die l'arci vesco-

le lo

Colonia, soggetto all'antipapa, il quaricompens con o } ooo fiorini d'oro da prendersi dalle decime e da altre rendite della s. Sede in Sassonia. Irritato Eudi
i

Sede non valsero a Jacopo a renderlo costantemente divoto, poich sotto Calisto III non dubitava d'unirsi con quei principi che pretendevano di restringere
1

ascendentedella curia

romana

nelle

ma-

terie

genio

IV

della riprovevole condotta dei

formanti l'oggetto del Concordato 7 Germanico (P .) concluso fra Nicol V e


111;

lue arcivescovi, a'

g febbraio

44-^ f"l-

Federico

tuttavia questo biasimevole

min contro
prelati a

di loro sentenza di deposi-

zione, e destin in loro vece duo nuovi

disegno non sort alcun effetto, per le ragioni espresse nelle diete e coll'imperatore, dal

occuparne le sedi per Treveri Giovanni vescovodi Cambray fratellodel duca di Borgogna, per Colonia Adolfo di
,

nunzio Piccolomini. Tornando Ja-

copo dalla corte di Federico III, nel finir di settembre i455 fu preso da malattia
di

Cleves nipote di detto duca. Questo grave alto punse principi dell'impero, oni

languore, ch'egli attribu a veleno,

mo-

de il collegio elettorale radunato a Franefori nella quaresima 44 stabili di sot1

rendo nel seguente maggio. Gli si rimprovera la sua profonda simulazione, l'aver
esaurito
to
si
i

tesori di sua chiesa e


i

ammassa-

traisi
gli

dall'ubbidienza d'Eugenio

IV

se e-

non conveniva a diverse condizioni, cs-

quanto pot per arricchire parenti; e loda per molte cose com tnendevoli, poi-

T
che
i

RE
C
i

TRE
i

33

ristabil la disciplina ne* monasteri

diante riconciliazionecon Filippo il Buo-

ne ripar caduti, favori letterati e doRiand l'autorizzazione da Nicol V per fondar l'universit, il che ebbe elfetlo doDO la sua morie; e ne'primi anni ili Fedelieo III, a istanza dell'arcivescovo di

no luca di Borgogna e di Luxemburgo, A'iG marzo 4-7-5 finalmente si ell'ettn


l'isti tutione

dell'universit diTreveri;

Ma-

furono dichiarati, l'arcivescovo cancelli*: re perpetuo, l'abbate di s. Mattia e il ortore delle certose conservatori de'suoi pri-

gonza, esercit
eletto

le

sue funzioni d'arcican-

celliere dell'impero.

Giovanni
le

11

Per compromesso fu de'marchesi di Bade,


III

e siccome per

sue virt fu preferito a

molti candidali potenti, Calisto

locon-

ferm

e gli concesse

i!

pallio in ottobre,

4 mesi dopo; indugio

frapposto dail'op-

posizione di Dietero d'Isemburgo, favorito da porzione del capitolo. Giovanni II con decreto imperiale fece annullare la confederazione stretta nella malattia del predecessore, e formata da'uobili filladini di
vi,

Nel settembre ebbe luogo in Treuna conferenza tra Carlo il Temerti* rio duca di Borgogna, e l'imperatore Fderico 111, accompagnalo dal figlio Massimiliano per trai tare il matrimonio di questo con Maria figlia ereditiera di Carlo. Nel 1476 l'arcivescovo ottenne da Sisto IV la stallile riunione alla sua mensa, di quella abbaziale di Pruim, grazia che il Papa poi rivoc come avea fatto Bonifacto IX. Neil 477 accompagn l'arcuiti
vilegi.

veri

Tre veri

sull'elezioni degli arci vesco-

ca Massimiliano a Ganci, per sposare


ria

Ma*

la

siccome contraria al disposto dalla boid'oro; il che non imped chei nobili e
provincia di Treveri poi
1

erede di Borgogna; e nel i4<^9 prese parte alla famosa lega di Svevia, costituta sotto gli auspicii di

le citt della

la

Federico

III

e di

rinnovassero nel

5o2,nel

finir del

suo goJ

Massimiliano, fraprncipi di Germania,


i

verno. Nel 14^7 enti nell'unione forma.tasi tra gli elettori

conti e

prelati,

onde reprimere

chi a-

perle differenze col

a-

resse turbalo la pace dell'impero.

Dopo

pa, per decretare che gli affari dell'impe-

aver posto termine ad alcune guerre, accud


al

ro dovessero deciderai coll'assenso degli


elettori, per

ristabilimento della disciplina del

impedir

le

alienazioni de'do-

clero secolare e regolare di sua diocesi.

mlti dell'impero, e por fine amichevol-

La

citt di

Boppart

sul in

Beno a
pegno
I

3 leghe da

mentealle controversie che sorgevano tra a gli elettori medesimi. Questa fu la 5. Ira
le

Coblentz, gi data

agli arci ve-

scovi di Treveri da Carlo

V, neh
i\a

4q5

ol-

confederazioni formatesi dagli elettori

tenne nella dieta


liano
la
I

di

Wornis

Massi mif

dell'impero. Meli 458 coll'arcivescovo di

re

de'romaui alcuni privilegi che

Colonia, Giovanni
i

II

fece

una particolare

resero quasi indipendente.


II,

Ma

l'arci-

uuione contro nobili di loro diocesi, poich ormai eransi sottratti dalla loro ginrisdizione o sia da'tribunali ordinari. Fi-

vescovo Giovanni
rasi operato,
li

senza cui saputa e-

fece rivocare;

laonde

in-

sorta sedizione in Boppart, fu cacciato lo

nahnente l'arcivescovo fece il suosolenne ingresso in Treveri nel 1460, alla testa di 25oo cavalli, ritardato per le contese Ira lui e cittadini per la nomina dei magistrati, essendosi convenuto che tranne gli scaferai ed 3 prefelli delle trib, la citt eleggerebbe gli altri capi delle mai
i

sculleto luogotenente dell'arci vescovo,ed


i

cittadini assediarono inoltre la ciltadel-

la difesa

da debole guarnigione. Avendo

poi l'arci vescovo

chiamato
il

io

soccorso

l'-

lettore Palatino,

landgravio d'Assia, d

gistrature. Nel

1464
1

fi

poi consagrato dal

fratello Giorgio vescovo di Metz. Indi fu


ristabilito nel

marchese di Bade e altri principinoli una armata di 12,000 uomini pose l'assedio dinanzi a Boppart a' 24 giugno 407 e la costrinse a rendersi a'3 luglio perca1

465

l'interrotto

cnminer-

pilolazione, nella quale convenne, li cill


di rientrare sotto la giurisdizione dell'ar-

ciofia'treviresieque'diLuxemburgo, meVOI i.xxx.

34
servare

TRE
II

TRE
conpero, ed esercit
l'uffizio di

civescovo. Indi volendo Giovanni


l'arci vescovato

nella sua famiglia,

dice o presidente della

supremo giucamera imperiale.

ottenne da Papa Alessandro VI per coadiutore, insciente


di l'ade
la
il

Gli successe
veri,

il

cantore della chiesa di Trdi

capitolo,

Jacopo

III

Riccardo

Greilfenclau di Volralh,
I

suo nipote,
vi

assai conosciuto nel-

eneh5i2
gnori,
il

accolse Massimiliano

seguilo

corte pontificia:

aveasoggiornatoan-

da gran corteggio
ner una dieta a
ri

di principi, prelati e si-

clic nel pontificalo

d'Innocenzo
sotto

V III, unicheavea

cui viaggio avea per iscopo di te-

camente occupato apprese in Bologna


do. Allorch per

nelle lettere,
il

T reveri
Una

intorno agli

all'a-

celebre Beroal-

dell'impero.

parte di coloro che

zione del capitolo,


nonici.!
1

venne a cognidecano e molti caopposero all'esecuzione; ed il Pala

bolla

il

i per farli desistere dall'oppominacci loro la scomunica; gli oppositori non tencndoneconto, Alessandro VI l'effettu. L'arcivescovo mori nel suo castello d' Ehreubreilsleiu, ed ebbe
,

pa ucl 5o
,

doveano comporlo essendosi fatta lungamente aspettare, in quest'intervallo di tempo Massimiliano I visit l'abbazia d'Epternace di altri luoghi vicini; e Riccardo
la

sizione

in di lui assenza fu

consagralo nelfatta dall'arla

Pentecoste a'3o maggio. L'affluenza dei ori

forestieri,

che

la

promessa

civescovo di mostrare alla diela


rti

Tona-

tomba
fcati

nella cattedrale.

Lodato per

giu-

incon.siili le di Ges Cristo avea richiavi

stizia e liberalit,

ebbe

ingrati ne'bene-

mati a Treveri,
ce
s

cagion

la

peste e fe-

o malcontenti

in quelli

che noi

fu-

rono. Lasci molti debiti, cagionati dalla


sua naturale beneficenza, dalle
g a vi spe-

che l'assemblea fosse trasferita a CoIonia neh' agosto. Alla diela tenuta ili

se per la guerra contro Bopparl, e dalla

Franclort a'28 giugno i 5 19 per l'elezione del nuovo imperatore Carlo V, a fa-

sua inclinazione per l'alchimia; oltre

lo

speso ne'restauri e ricostruzioni ne'teinpli,ne'palazzi e nelle fortificazioni dell'elettorato. Egli fu

vore del suo rivale Francesco re di Francia l'arcivescovo tenne un discorso infrut1

tuoso. Nella diela celebrala a

W01 nis

il

le assunse

il

gl'ini pera tori


niii

i.Mie nelle sue lettetitolo di Elettore, sebbene lo avessero dato anche priil

6 gennaio 5 2
1

1, in

cui

si

tra Ito

de'nasce li-

ti

errori di Lutero, l'arcivescovo

se seco
ficiale,

condusGiovanni d'Eck o Eckiussuo ufle

di lui agli arcivescovi di


111

Treveri. Ja-

che arring contro l'eresiarca consue sottigliezze, senea pe-

copo

venne

scello a succedergli

da una

futando tulle

parte del capitolo, menile, l'altra col de-

r vincerne l'ostinazione.
linaio, ardente luterano,

Neh 52?.

Fran-

cano eleggeva Giorgio de' conti Palatini


del
cesi

cesco di Sickingen gentiluomo del Pala-

Beno

e prepoti o

ili

Magonza. La

dios.

dopo aver mes-

pure si divise lia'due rivali, ma la beati anche a istanza di Massimiliano


1

so a ferro e fuoco diverse provincie del-

si

l'impero, cull nel paese di Treveri, ne

dichiar per Jacopo

111.

onde Giorgio

si

devast
scovo

le

campagne, prese parecchie


a fronte le

cit-

diinisesponlaneamenle. L'arcivescovo
iluale e
.si

ri-

t e strinse d'assedio la capitale. L'arcivegli

volse tutta la sua applicazione al benespii

pose
ila

proprie genti ca-

do

temporale eli sua chiesa; e quansperava che l'avi ebbe ristabilita nel
fu collo dalla

pitanale

Gerlac d'Isemburgo, a cui


in aiuto, e

vennero poi
latino.

guidale da' loro

fcuo

primo splendore,
i

mor-

sovrani, quelle d'Assia e dell'elettore Pa-

te nel

lo

i5i in Bologna, ove l'atea spediMassimiliano I, per pacificare cittai

Sickingen lev vergognosamente

l'assedio,

dopo aver saccheggialo e


s.

incen-

dini col senato, l'orlalo

il

suo cadavere u

dialo l'abbazia di

Massimiuet insegui-

Ciihlcnlz.fuhcpo Ilo nella chiesa dis. Fiorili'


.

to da' collegali, nel i/)23 \u assediarono

bell'assenza dell'arcivescovo di
la

Ma-

nella sua principale forte/za diLandstubl,

gonzo, amministr

cancelleria dell'ini

ove

fei ilo

ne mor

poi.

L'arcivescovo Rie-

TUE
cardo colla preda riportata in questa guerra, eresse il castello d'IIermanstein ri OS
petto a Coblentz. Nel
lettore Palatino e
il

TRE
Ne!
/
1

>

>47 medesimo

fu scelto a succes-

sore Giovanni IV d'Jembtirgo-Grensau

i55

soccorse' l'-

landgravio d' Assia

contro

gli eretici anabattisti,

che devasiacontribu in
di

arcidiacono di Treveri, restando coll'ordine diaconale di cui era insignito. Nel i54S successe per coadiutori all'abbazia di
s. Massimino, che resse con cura paterna nello spirituale e nel tempora-

vano

loro stati; e nel

53

Colonia col suo volo all'elezione

Fer-

dinando I re de'romani, nel ritorno morendo a Willlieb, piccola citt della diocadacesi, non senza sospetto di veleno, vere venendo trasferito alla cattedrale. A rara prudenza e non comune facondia, Riccardo congiunse grande amore per la
il

le,

difendendola dagli
i

eretici, avidi

sem-

pre d'invadere

beni ecclesiastici. Inter-

venne
si

nel

55o

alla dieta

d'Augusta, ove
vi

tratt de'nvezzi per ripigliare le inter-

rotte sessioni del conciliodi Trento, e


si

rec
il

neh vii

coll'arci

vescovo di Ma-

religione e pel pubblico bene, e con

tali

gonza

1. "settembre.il

posto re si collo-

prerogative
te

egli

si

distinse nelle molte die-

carono quali

elettori, fu

immediatamentratt

tenute a'suoi tempi.

Unanimementefu

te vicino al legalo

ed a'suoi colleghi;colla
si

Giovanni III diMetzenhausen preposto di Treveri, in ricompensa de' servigi da lui resi alla sua chiesa, avendole fatti confermare nel 5 6 tutti suoi privilegi da Leone X quale ambaeletto a successore
i
i

medesima
ci

distinzione

pure

l'ar-

vescovo diColonia sopraggiunto pi tar-

di.

Mentre

essi ivi si

occupavano
la

degli af

fari della

Chiesa, l'elettore di Sassonia,

caldo luterano, riaccendeva

guerra

in

sciatore di Massimiliano
l'elettore di

I.

Si colleg col-

Germania; per
titi

cui

3 arcivescovi avveral

Magonza,

col l'elettore Pala-

che

le

provincie vicine

Beno

era

tino, col landgravio d'Assia e col

duca

di

no da

lui

minacciate, ritornarono ue'pro

Lorena. Nel i534 soccorse


RI mister

il

vescovo di

pri stali per vegliarne alla sicurezza. In-

contro

gli

anabattisti ch'eremi

impadroniti della
tolta,
i

citt, la

quale fu loro
a brani

vincitori

mettendo
il

con

te-

vano Carlo V gli esorl a rimanere; eGio vanni IV, la cui salute andavasi alterando, pi frettoloso degli altri usci da Trento a'i

naglie roventi

condottiero e fanatico

4 marzo 552. Giunto


1

alla diocesi,

Giovanni

di

Leyde. L'arcivescovo tornandalla dieta d'Ilaguenaa, tenuI

tosto fu liberato dalla paura dell'elettore


di

do

nel

54o

Sassonia pacificatosi coll'imperatore.

tasi

da Ferdinando

intorno a varie cona' vivi nel ca-

troversie religiose,
stello di
gi di
1

manc
Il

Daensteim.

successoreGio. Lui-

Ilagen preposto di Treveri, moi nel


senza aver neppure ricevuto l'oidi-

Per un nuovo nemico insorse neh' eretico marchese di Brandeburgo Alberto, che spalleggiato da' francesi si gett sulle terre di Magonza, e poi su quelle di Treveri.

547

presentandosi avanti

la

capitale a'

nesacerdotale.Nondiroeno ebbe moltozelo contro nuovi sellarli, e chiam da Pai

28

agosto.

Non potendosi
porle, ed
il

resistergli e in

assenza dell'arcivescovo,

Bartolomeo Latomo professore d'eloquenza, perch ne combattesse 1' eresie, incarico disimpegnato con assai buon successo. Pubblic un regolamento per la riforma de'costumi del clero; segu le parrigi
ti

lancale

done

la

gli vennero spamarchese formansua piazza d'armi cominci a imle

porre contribuzioni a
riale,

lutti

luoghi de'

contorni. Nell'avvicinarsi l'armata impesi

disponeva a
il

ritirarsi,

dopo aver

di

Carlo

contro
la

francesi, e riun al

appiccato

fuoco

alla citl; n)a l'arcive-

suo vescovato
la

terra di

Montreal gi diTreveri, dopo


di

scovo

si

riscatt

da questo flagello con una

pendente dalla chiesa

di

somma considerevole. Ria in ontaallo stesso trattalo, perfidamente


il

morte

dell'

ultimo conte

Virne-

marchese
s.

in-

burgo.

cendi nel partire

la

chiesa di

Paoli-

36
no e
l'abbazia di

T RE
s.

TllE
berta religiosa; egli tuttavia entr nella
citt senza sottostare a

Massimino. L' mperalore non pot perdonare a'treviresi di aver aperto le porte al suo nemico, senza fare fertili caso de'piccoli soccorsi che

questa riprovevole
,

condizione.
d'

Ma

poco dopo

l'

insolenza

loro avea spediti; sicch le sue truppe lo

vendicarono dell'affronto colla condotta tenuta uel passare per lo stato di Treveri,
aflne di recarsi all'assedio di Metz.

una parte de' cittadini lo costi inse ad uscirne di nuovo. Egli per non rimase ozioso nel suo esilio, ma risoluto di do-

mare

ribelli s'insignor di lutti gli aditi

Es-

sendo Carlo

rimasto vinto dinanzi a

che mettevano a Treveri per terra e per acqua, aflne d' impedire che vi entrassero vettovaglie. Allora la carestia ria-

quella fortezza con notevole perdita,

una

parte degli avanzi di sua armata venne


a rifarsi sopra Treveri, ove per difetto di

nim il coraggio de' cattolici, quali vedendosi in maggior numero, s'impadroi

paghe
citt

si

sollev contro

capi e tutta la

misesossopra. Malato Giovanni IV

nirono dell'arsenale e delle chiavi della citt; indi scagliatisi contro gli autori
della sedizione,
ceri sotto la
li

di languore,

neh 555
1

si

elesse a coadiu-

rinchiusero nelle carde'botl.ai.

tore Giovanni

V della Pierre o

Von-Der-

guardia del corpo

Leyen, e mor nel 556 aMontabaur,donde il corpo fu portato a s. Fiorino di Coblents, venendo solennemente inaugurato il successore in Treveri. Ottenne da Carlo V che richiamasse la guarnigione che vi teneva dal 553, e nel 558 si rec in febi
i

Ci

fatto

richiamarono l'arcivescovo, che

rientrato nella citt


la plebaglia ribelle.
il

condann

al

bando

Fu

aperto in seguito

processo a'principali rivoltosi, ina attesa

la

mediazione del duca

di

Due

Fonti, che

loro avea spediti alcuni soccorsi sul co-

braio a Francforl per sanzionare

la di lui

abdicazione all'impero, in favore del fra-

Ferdinando 1, passando nel seguenanno alla dieta d'Augusta, ch'ebbe fine nell'agosto. Durante la di lui assenza avvenne che il senato di Treveri, senza
tello

minciar della sollevazione.deH'eletloi Palatino e del landgravio d'Assia, non che d' altri principi protestanti, si content

te

Giovanni
Treveri
In

di cacciarli

come
la
il

gli

altri

dalla citt, e per tal

modo

pace fu in
i

ristabilita verso

fine del

55g.

consultare

il

rettore dell'universit, per-

Magonza

nel

1846

fu stampato:

Ga-

mettesse

al

giovine trcvirese Gaspare

O-

leviano d'aprire una scuola di dialettica.

Oleviano, che avea percorsa una parte de'


suoi studi a Parigi e l'altra aGinevra sotto
professori calvinisti, essendosi

spare Oleviano o il Calvinismo in Treveri nell'anno i55c), Memorie da servire alla storia della riforma in Ale' magna di J. Marx prof, nel seminario
vescovile di Treveri. !Neli56o l'arcive-

imbevuto

delle loro ereticali dottrine, le insinu nelle

scovo chiam

in

Treveri

gesuiti per

ri-

sue lezioni, e

le

predic eziandio aper-

stabilirvi gli sludi, e raffermarvi le

sane

tamente il giorno di s. Lorenzo in un discorso accademico, cui avea invitato l'in-

dottrine. Milenendosi Coblentz per citt

imperiale, licus d'ubbidire a Giovanni

Questo discorso, ed altri che in seguito pronunci il nuovo settario, gli formarono un gran numero di proseliti,
tera citt.
alla testa de'quali
si

V, che perci

si

trov costretto ad assei

diarla nel i56i:

cittadini incalzati

do-

vunque

e spogli di qualsiasi soccorso, do-

IrovGiovanniSleuss,

vettero sottomettersi all'arcivescovo, che


li tratt con dolcezza. Nel 566 un nuovo tentali vodi Treveri per sottrarsi al do1

uno de'borgoujastri in carica. L'arcivescovo dunque al suo ritorno trov la capitale divisa in due ftttiofti fortemente accese l'unn contro l'altra in fatto di religione. Erusi gi preso il partito di non ri-

minio dell 'arcivescovo,^ domato co' mezzi

della carestia.
1

Mor l'arcivescovo inCoili

blentz nel

567

e fu sepolto nella chiesa


i

ceverlo,

se primi

uou concedeva

la li-

s.l'lurino.Trovandosi

canonici nelcaslel-

TRE
lo di

TRE
Colonia, per pacificare
le

37

Witllich, per nuova sollevazione de"

turbolenze

in-

treviresi,elesseroil loro
di Ellz.

La

citt di

decano Jacopo III T reveri per non volle


sotto cer-

sorte ne'Paesi Bassi. Finalmente Rodolfo


1 1

con decreto de' 8 marzo


1

58o

pose

ter-

accogliere
te

il

nuovo pastore,che

mine
l'utile

alla controversia dell'arcivescovo e


,

condizioni, le quali derogavano alla sua

de'cittadini, con vantaggio deli.

a cui

autorit temporale. Egli fu quindi costretto


l

il

diretto

dominio

di Treveri fu
i

ad assediarla nella primavera del

confermato,insiemecon
tanti alla sovranit.

tutti

diritti spetIII

568,

ma non amando
1'

prenderla d'assali

Jacopo

cb'erasi

to, si

limit d'intercettarne

viveri.

EssenII
i

ritirato a Wittlich, accolse l'ambasceria

dosi per

imperatore Massimiliano

della sua capitale,

che assicurandolo della


in

offerto qual mediatore, l'arcivescovo e


cittadini

propria sommissione l'invit a ritornarvi;

convennero

di riportarsi al giu-

ed

egli a'2 \

maggio entr trionfante


il il

dizio del consiglio imperiale intorno alle


rispettive loro pretensioni. L'arcivesco-

Treveri, ove cacciato via


tosi

senato, e fat-

prestare
il

vo fece quindi
1

il

suo ingresso a Tre veri


i

il

tutto

popolo,
i

5 agosto. Egli poi ottenne nel 570 dal-

piazza cre

giuramento di fedelt da in mezzo alla pubblica nuovi magistrati. Lodalo pel

Spira un decreto provvisorio contro l'abbazia di s. Massila

camera imperiale
la

di

mino,
pero,

quale

si

pretendeva immediata-

suo zelo nella riforma de' costumi e pel suoattaccamenloa ogni dovere,dopo aver dato alla sua chiesa un martirologio e il

mente soggetta

all'alto

dominio dell'imaprile

ma

questo giudizio non pose terA'


i<)

mine

alla contesa.
il

con suo

nuovo rituale chiamato dgerirla, movi nel 58 (. In questo gli successe Giovanni VI di Schoenfemberg o Schoenberg d'Hari

diploma eresse

collegio de' gesuiti iu

telsteiu,

preposto di Treveri, governato-

Traveri. Portatosi alla dieta di Spira, l'im-

re della citt e rettore dell'universit.

Fu

peratore l'incaric d'accompagnare


glia Elisabetta a Meziers, per
la allo

la fi-

consagrato nella dieta d'Augusta dal cardinal Madrucci legato; e ricev


lie le

consegnar-

rega-

sposo Carlo
i

IX

re di Francia. Nel

dall'imperatore, che in segno della sua


gli

1571 scorgendo

tre vi resi d'esser con-

investitura

pose
si

dannati dal tribunale imperiale riguar-

A\ suo ritorno

in mano una spada. adoper, bench inu-

do

alla

controversia coll'arcivescovo,
il
1

in-

tilmente, a ricondurre l'infelice apostata

vocarono

loro

compromesso
il

e do-

Gebardo Trucbses arcivescovo


nia alla fede cattolica
,

di
la

Colo-

maudarouo

a loro giudici

collegio elet-

e dopo

senten-

torale con altri principi; per la domatida fu rigettata. Jacopo vedendo le violenze ebe si usavano a' suoi aderenti, a'
1
1

za di destituzione di Gregorio XIII, in-

dusse

il capitolo di Colonia a sostituirgli Ernesto di Baviera vescovo di Liegi. E-

22 dicembre allontan da Treveri


1

ca-

man un

editto per l'accettazione del ca-

nonici della cattedrale, per metterli in sal-

lendario Gregoriano; nell584si adoper col duca di Sassonia ad estinguere


eccitate iu Aquisgrana;
le

vo dagl'insulti de' rivoltosi. Mei 572 conlr l' investitura delle regalie a Mattia

turbolenze ebe l'amore di novit avea

nuovo abbate
il

di

s.

Massimino, ricevendo
arcivescovo
II

eneliogi pub-

giuramento
1

di fedelt. L'

nel

5j5
in

ottenne da Massimiliano

l'u-

un regolamento cedere contro maghi


blic
i

sul

modo

di pro-

e gli ammaliatoli,

nione

perpetuo, gi dal Papa eseguita,

dell'abbazia di l'unni all'arcivescovato di

poich la sterilit che da pi anni affliggeva il paese avea fatto credere al popolo
esser l'effetto di

Treveri, riunione poi confermata da Gre-

gorio XIII nel 579; nel quale anno fu fra'4 commissari deputati dall'imperatore Rodolfo
II

ad

assistere al congresso di

qualche sortilegio. Pienodi tal pregiudizio chiese tumultuariamente e con clamori, che si ricercassero maghi e gli ammaliatoli, e venissero dati

38

TRE
lingue, e
diocesi. Gli fu

T R E
govern saggiamente
la

alle fiamme; allora successero inquisizioni e confische, accusatori e carnefici che trascinavano dinanzi u'tribunali persone d'ambo sessi, quali colpevoli di magia,
i

propria

surrogato Filippo Cristofa-

foro di Soteren o Soeltereu, d'antica

miglia trevitese, gi preposto della metropolitana e allora vescovo di Spira, di


piccolo e brutto corpo, con fisonomia tetra e

e ioghi accesi per incenerire queste vitliineLleli'odio,deH'aviirizia e della superstizione,

fochi scamparono
le

il

supplizio,

minaccevole;

al

sentirne l'elezione

ne

si

risparmiarono
di

persone pi ragil

l'arcivescovo di Colonia, disse al deputato


di Treveri:

guardevoli
soli,

Treveri;

pretore, 2 con-

Voi avete

scelto

un

uomo
!

pe-

2 scabini e vari senatori furono in-

ricoloso e per voi e per l'impero


la

Con

bol-

viluppati in questo disastro,


fini

che

col freno del

il quale noti regolamento arci-

vescovile.
ni

Dopoa ver emanato

disposizio-

per incoraggiare lo scavo de' metalli d'ogni specie, che trovavansi uelle montagne della diocesi, mor Giovanni VI nel
i

d'Urbano Vili ottenne l'amministras. Massi mino, con danno dell'eletto dal capitolo, che difeso dall' imperatore e dagli spagnuoli dov rinunciar ueliGiS, e nondimeno l'arcizione dell' abbazia di

vescovo ne conserv

il

possesso. Gliavea1

599

in Cobleutz, assai lodalo per piet,

no

gli stati

decretato per dono

00,000

prudenza, dolcezza e modestia. Gli successe Lotario di Mettermeli nipotedi Giovanni V, e canonico teologo di Treveri.

fiorini d'oro,

ma non

contento gl'impose
forte presso l'imil

tributi per costruire

un

boccatura della Mosella, per compiere

Nel 1609 essendosi 3 elettori ecclesiastici radunati in Coblentz, ivi formaroi

palazzo arcivescovile di Treveri cominciato dal predecessore, e per far leve di

no una

lega contro

protestanti, alla cui

truppe indipendentemente da quelle del


la

testa da esi fu posto il duca di Baviera. Questa venne tonto assodata coll'appi-ovazione pontificia di Paolo V e dell'impe latore Rodolfo il, ecoll'adesione di quasi

lega cattolica, per porre in salvo

il

pae-

se dall'incursioni de'francesi esvedesi. Es-

sendosi

gli stali di
il

Treveri opposti a tale

esazione,
ti,

prelato,

dopo che furono


1

sciol-

lutti

vescovi dell'impero. Lotario nel


di

ne fece imprigionare capi, e

li

costi inIl
i

1610 intervenne all'assemblea


nia, per

Colo(Va'

se a desistere dalla loro

opposizione.

ca-

dar termine

alia

controversia

pitolo rnetropolitanoallora reclam


pri diritti violati dall'elettore, per

pro-

diversi aspiranti alla successione di Gio.

impor-

Guglielmo, ultimo duca

di Juliers e di

re tributi senza

il

suo consenso. Per ope-

Gleves.seuza successo. Nel 1612 recatosi a

rare una diversione, l'arcivescovo accus

Francfort per l'elezione del nuovo imperatore, contribu a collocare l'arciduca

come

rei di

peculato

due

fratelli

Met-

termeli, Carlo arcidiacono ed

Emmerico

Mattia sul trono imperiale, e

lo

incoron

insiemecoll'arci vescovo di Magonza. Tor-

natone! 6 Hdalla dieta diPiatisbona fonf


1

teologo, che aveauo amministrato le finanze sotto il governo dello zio Lotario. Nel 1627 gli slati provinciali fecero rimo-

d un convento

di cappuccini a Treveri;

stranze sul riparti manto dell'imposte, e

ri-

nel 16 19 concorse all'elezione di Ferdinando II imperatore; neh 622 fece leva


di

cusando l'arcivescovo di

far loro giustizia,


egli

appellarono all'imperatore;

per tro-

truppa per tutelare

il

suo paese, contro

la lega de' protestanti,

che pretendevano

insignorirsi delle rive della Mosella e del

v il modo d'indurre ciascuna citt a rivocar l'appello,tranne Treveri. Nel 629 chiam a se alcune truppe della lega cat1

Beno; e mor inTreveri nel 162 3, venendo il corpo sepolte nella cattedrale, e il cuore nella chiesa de'gesuili che tanto am
e stim.

tolica,

per ricondurre alla sua volont


;

treviresi

ma avendo

questi invocato

il

soccorso degli spaglinoli, che occupava

Eruditissimo, conosceva varie

no

il

Luxemburgo, consegnarono ad

ess.

TRE
la ci! l
,

t a e
leggere
i

39

cacciando
Filippo,

le

truppe della kg.


il

beneficiati vacanti, nonostante

Nel

63o
,

come

solo

fi

a'3 elei-

l'opposizione del nunzio pontifcio Caraffa.

tori ecclesiastici

dotale

che avesse l'ordine sacercoron f imperatrice Eleonora

L'arcivescovo imprese a scegliersi


il

per coadiutore
alto

celebre cardinal

[iiclie-

moglie
na

di

Ferdinando

11.
i

scordia col capitolo, nel


visita aOiiie di

Sempre in di63 stabiliva lit

lieui." ministro di Francia,


i

ma

canonici

ridurlo al dovere per


i

pero
gli

reclamarouoe tutti principi dell'imsi unirono a loro. Insignoritisi poi


l'arcivescovo venne ar-

le vie

canoniche,

ma
al

fratelli

Mettermeli

spaglinoli per sorpresa di Treveri a'


1

loro partigiani contro questa proces-

16 marzo 635,

sila appellarono
tore; e
il

Papa e all'imperaelettori di

restato nel proprio letto, e condotto pri-

prelato

li

colp invece colla sco-

gione a Tervuren presso Brusselles, dopo

munica. Intanto
peratore

due

Coloconsuoi

nia e di Baviera, nominati gi dall'im(piali giudici arbitri delle


i

aver veduto suoi mobili pi preziosi preda de'soldati; nuli fu trasportato ad Ani

versa e poi a Linlz.

Il

capitolo

nomin

il

testazioni dell'arcivescovo contro

preposto,

il

decano e l'aucidiacono Met-

sudditi,

pronunciarono il giudizio,diclarando ingiusto e vessatorio il modo stabilito sull'esazione delle nuove imposte; egli per non cess dall'esigerle con meno rigore. I progressi del redi Svezia verso il Reno, dierono a Filippo il pretesto
d'implorare
la

termeli, che avea fatto arrestar l'arcive-

scovo, governatori dell'elettorato durante la

sua cattivit. Nella dieta di Ratisbo-

na,

Ferdinando

li
ili

nel

636, sebbene

as,

senti gli elettori

Treveri e Palatino
III:

dagli altri 5 fece eleggere re de' romani


il

protezione di Francia, per

figlio

Ferdinando

il

capitolo di Tre-

porre

il

paese in salvo dalle loro incur-

veri vi

avea deputato 3 de'suoi membri,


il

sioni, e

consegn
di

a' francesi nel


11

i632

il

che rappresentassero
furono
rigettali,

suo elettore,

ma

castello d'Ehrenbreilsteiu.

capitolo ac-

cus l'elettore
pero, e preg
il

tradimento verso l'ima spogliarlo del godi affidarne a lui l'ani

Papa

perch la cosa non avea esempio. A'7 giugno 1637 gl'imperiali, dopo lungo assedio, costrinsero francesi
i

verno temporale e
miuistrazione; ina

sgombrare

il

castello d'Ehrenbreitstein,
nell' elet-

Urbano Vili approv

unica piazza che loro restava


torato.

l'operato dell'arcivescovo. Intanto glisvedesi penetratine! paese di

Urbano

Vili

si

adoper

alla libele

T reveri,

si

riu-

razione dell'arcivescovo, e dietro


rele che

que-

nirono a'francesi;
dosi la

e l'arcivescovo levana'?,
si

maschera,

luglio

ro Coblentz. Indi
sussidii pel

fece

consegn load esigere nuovi

mosse al nuovo imperatore Ferdinando III, perch tratteneva in carcere un [irei. ito iiuaiediulaniente soggetto
alla
s.

mantenimento di queste genti, non ponendo differenza tra cittadini e clero deserti molle chiese e monasteri. Nell'agosto
il

Sede, questo principe Io fece conin

durre

Vienna per esservi custodito dal

ro; e gli esattori colle vessazioni ridusse-

legato pontificia

come
1

principe ecclesia-

stico^ come elettore prigione del capo dell'

maresciallo d'Estrees co' suoi

impero. Nel

64

arcivescovo,
la

dopo
li-

francesi a'20 obbligTreveri a capitolare,

molti inutili tentativi per berazione, scomunic


gli

propria

ed

u licenziare la
il

guarnigione spagnuola.
si

amministratoli

JNeli633

capitolo

ritir nel

Luxemubbidiar-

dell'elettorato, quali usurpatori di sua


autorit, mentre gli serbavano ogni riguardo, e dal carcere gli facevano disporre di tutte le cariche e benefizi che ri-

burgo,

ma

l'arcivescovo avendolo citato

a ritornare, molli de'suoi

membri

rono, e gli

aliti spogli de'benefizi. Le mi imperiali frattanto riacquistarono


1

nel

manevano
vare
il

vacanti; e trovandosi signo-

634 la superiorit, e l'elettore lungi


il

dal-

reggiati dagli spaglinoli,

dovendo aggrail

lo sgomentarsi, costrinse

capitolo ad e-

paese con tributi, perci

clero

4o
si

TRE
essi,

TRE
e richiese
il

sollev contro di

ri-

fine

francesi, detestando la sua ostinasi

diutore. Finalmente nel

torno dell'arcivescovo, ovvero un coai645 nelle conili

zione

ritirarono, lasciando a' principi


la

dell'impero
Io.

cura di por fine alle diil

ferenze

Munsler per

la

pace,
la

plenilibert

scordie che passavano fra lui e

capitola

potenziari francesi esigerono


dell'elettore di

questa operazione nel

65

die-

Tre veri, e perci

gli fu re-

stituita sul finir d'aprile Portatosi

prima

alla dieta di

Francfort e poi a Coblentz,

ricev ambascerie di Treveri, per invitarlo a

Norimberga destin gli elettori di Colonia e di Magonzacol vescovo di Bamberga. A' 3 aprile essi pronunziarono il loro giudizio, con ristabilire nelle prime
ta di
i

tornare, ed egli l'effettu da vinci-

cariche e benefzi

canonici e

le

altre per-

tore alla testa de'fVancesi del visconte di

sone destituite dall'elettore; moderarono


la

Tnrenna, e ad essi ne affid la custodia, dopo aver licenziata la guarnigione spaglinola die l'occupava. Determinato di
vendicarsi de'suoi nemici, innalz 3 forti
alle 3

sua autorit, e g 'impedirono stabilir


il

nuove imposte senza


stati.
lita la

consenso degli

Pubblicatasi questa pace, fu ristabitranquillila nell'elettorato di Tre-

estremit di Treveri aitine di te-

nerla in soggezione. Indi perseguit qua'


del capitolo che riguardava autori di sue

restando eletto coadiutore Carlo Gaspara di Leyen o della l'iene gi goververi,

natore, confermato dal

Papa

e dall'im-

disgrazie, nel
1

nuovo tribunale da lui istituito, e nel 646 li scomunic e priv de' benefzi, mentre erausi rifugiali in Colonia. Nel 164^ poco soddisfatto di ci
suo nelle coni

peratore. Di che l'elettore n'ebbe tanto


dispetto, ebe

form
I

il

disegno di sottrar-

re l'elettorato all'impero ed'assoggettarlo alla

Francia.

canonici perci

doman-

ch'erosi disposto sul conto

ferenze di Munsler, accus


potenziari d'aver tradito
li il

suoi pleni-

darono la sua destituzione alla dieta di Norimberga, ed era voto de'3 collegi che
si

dover loro^ e
suoi ufficiali.

effettuasse;

ma

il

deputalo

dell'eletto-

castig colla pi 'inazione delle loro ca-

re di
la

Magonza

vi si

oppose, dicendo che


turboca-

iche; e
1

similmente tratt

destituzione d'un elettore spettava al

.Nei

vedendo di non riuscire a farsi eleggere un coadiutore francese, scelse Filippo Luigi barone di Reilfemberg, che
6/\x)

collegio elettorale.

Finalmente

il

lentissimo arcivescovo mor a'7 febbraio


1

65^, d'85 anni, dopo aver eretto

il

avea fatto preposto; segu l'elezione col solo voto dello slesso candidalo e d' un
altro capitolare.
ci
11

stello di Philippeval, presso la foce della

capitolo ed

canoni-

allora

compresero die mal sarebbe an-

data per essi se non si assicuravano della persona dell'arcivescovo, e non gli togliessero l'appoggio de'fraucesi.

Mosclla, elafamosa piazza di Philipsburgo all'imboccatura della Salita nel Reno, del suo vescovato di Spira die avea ritenuto e governato 4^ anni. 11 nuovo

arcivescovo fu sollecito di curare

la rie-

Quindi

dificazione o l'istauro degli edilizi della


citt, distrutti

due canonici Carlo Gaspare della Pierre e Evrardo di Cratz, uomini d'ingegno e pieni d'espedienti, avendo fallo leva di
truppe,
sero
i

o danneggiali in laute de-

plorabili vicende.
ra

Sebbene dopo

la

guerpace

de'3o anni

la

tranquillit fosse stata


la

le condussero

a Treveri e costrinla

restituita alla
di

Germania merc
tra

francesi a

sgombrar

piazza a* o
1

Munstero

fi estphalia, tuttavia con-

giugno. Allora l'arcivescovo trincieratosi pel suo palazzo, chiam a se nuove genti

tinuando
le

le ostilit

proviucie di qua dal

Francia e Spagna, Reno mollo sol*

di

Francia;

canonici dal Iato loro ot-

frendo
lieri

tennero quelle del duca di Lorena. Fu inno proposte al prclito alcune vie di riconciliazione, che vennero rigettale
;

|iel passaggio di loro truppe e quai d'iuveiuo, l'elettore per difendersi

da

tali

vessazioni

neh 654

si

colleg con

io

qucllu di Magonza, col vescovo di IVJun

T
che
nel

E
eli

T
Neuburgo,
il

R R
nelle

sler e col conte palatino

rimino, gi rispettata da' barbari e spesso

die luogo all' alleanza pi Reno. Nel precedente anno l'arcivescovo ottenne dalla Francia che non fosse impedito l'esercizio del proprio diritto metropolitico su Metz, Toul e Verdun, purch dalla Spagna facesse mimile di salvocondolto que'che si recavano
estesa del

iG58

anche da' furibondi ugonotti


incursioni,
la

loro

collegiata di

s.

Paolino, non

che altre chiese de'sobborghi furono abbattute, non


caselli

meno che

molti

villaggi e

per

le

appellazioni delle cause di giurisal

campagna. Queste precauzioni forse dettate dal maresciallo diTurenna,non impedirono che Treveri due anni dopo cadesse in potere degl'imperiali, comandati

dizione ecclesiastica

tribunale metro-

da 'uri nei pi

di

Luneburgo-Zell. Riendi
s.

politano di Treveri. Nel 1661 l'arcive-

trato l'arcivescovo in citt, istitu un'an-

scovo concluse un trattato con Francia

nua processione all'abbazia


ne, in

Mattia

per demolir
il

re

che avea per met acquistalo dal duca


il

castello di Moutclair,

nella festa della Nativit della B. Vergidi grazie a Dio, e mo1676. Gli successe il suo nipote e coadiutore Gio. Ugo d'Orsbeck di Juliers, vescovo di Spira, sede die ritenne. Il maresciallo di Crequy che nel 1675 era sialo fatto prigioniere in Tre-

rendimento

di

Lorena, e per esercitare la sua diocesana giurisdizione sulle terre del Luxemburghese e altre vicine che di nuovo era-

nel seguente

no

stale riunite al regno. Indi

stabil

il

modo
siastica

d'esercitare

la

giurisdizione eccle-

neilecoutee diWirueniburgo.Nel 1667 Ferdinando barone di Buchollz

veri, ripresa

neh 68

la citt, e
1

mentre
la

assediava Luxcniburgo nel

684

fece

dispose che la sua baronia d'Orey servisse per la fondazione in

smantellare, e tagliar

Treveri d'un col;

ponte di Contar* bruck, ov'era rimasto sconftto, per im1)

legio di nobili ecclesiastici

e nel

1669

pedire agli spngnuoli e olandesi di recare soccorsi alla piazza. Nel

l'abbate e

il

capitolo di

s.

Massimino ricopresiedendo

1690
i

l'arci-

nobbero

l'autorit civile del consiglio au-

vescovo
rici

eman un
il

editto contro

chieil

lico dell'elettorato, l'abbate

concubinari, ingiungendo loro

ce-

in qualit di
ci

primate

gli stati ecclesiasti-

libeto giusta
cilio di

decreto rinnovato nel condi

dello stesso elettorato. L'arcivescovo


1

Trento, sotto pena

privazione

nel
rio

suo seminadiretto da'gesuili, e vide con mera-

6y3 fond

"

posti nel

de'benefizi, e d'allontanar le

donne sosi

spette dalle loro case. Nel 169?.


elettori di

un agli

viglia nell'agosto assalita Treveri da'francesi in

Colonia e Palatini per opporsi

guerra cogli olandesi, essendo loro

all'elezione d'

un nuovo

elettorato; nel

necessaria per entrare sulle terre della re-

1702

si

alle con l'Inghilterra e l'Olan-

pubblica d' Olanda, e convenne capitolare col conte di Rocheforte l'8 settembre.
Il

da contro Francia, e mor nel 1711 dopo aver veduto nel precedente nuovamente
invasa da'francesi Treveri, per cui
il

conte di Vignori creato governa-

ca-

tore della piazza, le


l'aspetto coli'

cambi tostamente
vi fe-

pitolo metropolitano pass a Coblentz.

immense opere che

Venne succeduto dal coadiutore Carlo


Lorena
1

di

ce erigere per porla in salvo dalle ollese


ni,

figlio del

duca Carlo V, che nel


nella sua capitale, re-

nemiche e da' tradimenti

de' cittadi-

4 pot rientrare

con mezzi che ne rese odiosa la memoria. Tutti gli abitanti della citt e della campagna furono forzali a contribuirvi con rigore, onde molti emigrarono.
Tulli
gli edilizi

stituitagli in forza della

pace di Rasladt.

In tale

anno Papa Clemente XI esort


i

vivamente l'imperatore, perch si opponesse agli eretici, quali macchinavano


di

prossimi alla citt furo-

bandire dal principato d'Adamar


culto cattolico.

l'or-

no
di

distrutti, senza distinzione di sagro

dinaria giurisdizione dell'arcivescovo di

pioiuuo. La celebre abbazia di

s.

Mas-

TreveiijC insieme

il

Mov-

4i

T R E
in
di

TRE
Baniberga
e di

Vienna, nel 1716 to nel 1713 Carlo gli fu surrogalo Francesco Luigi figlio
dell' elettore

Wurlzburgo,

fu ordi-

nato sacerdote e vescovo; venendo fatto

Palatino di Neuburgo, gi

vescovo diWratisIavia e di

Worms, gran

maestro dell'ordine Teutonico e coadiutore dell'elettore di M.igonza. Papa Cle-

anche vescovo di Worms nel 1732. Il re di Francia avendo nel i y 33 intimata guerra all'imperatore, una parte del peso di essa cadde sopra l'elettorato di Treveri,

mente XI conferm
cord
la

l'elezione e gli ac-

che fu posto a gravissime contribu-

chiesta dispensa di conservare gli

zioni da' francesi per

due anni. Intanto


della religione cat-

19 il Papa gli raccomand di persuadere il fratello Carlo elettore Palatino, a cui pure avea
altri suoi benefizi. Indi nel 17

ritornato al
tolica

grembo

Maurizio Adolfo, ultimo rampollo

maschile della linea ducale di SassoniaZeitz, per la sua straordinaria vocazione

scrino, di far restituire acattolici


sa principale d'Heidelberga, e

la

chie-

non per-

allo stato ecclesiastico,

posponendo ogni
fu consagra-

mettere
valo
il

in

verno modo, che

fosse osser-

terreno splendore,

neh 730

Precesso di religione per l'inferio1

to vescovo di Farsaglia in

partibus, indi

re Palalinalo pubblicato nel

7o5dall'al-

vescovo
ritz nel

di

Ronigsgratz, poi di
e

Leime-

tro frateilo Gio. Guglielmo, e dalla sua


pontificia autorit

1732,

poco dopo fu fitto


questo esercizio
la

amsua

condannato. Aggiunse
i

ministratore dell'arcivescovato di Treveri;

all'arcivescovo, che

trattati di
1

Worms

avvenuta

in

e di Alt-Rastadt, nel
tale Recesso,

707

conclusi circa

morte, lasci fama


nedetto

di piissimo e di
{.8

moBe-

non dovessero avere alcun

dello perfetto de' vescovi. Nel (7

effetto nella sua diocesi.

E siccome la

chie-

XIV

dichiar vescovo

n< parti-

sa d'Heidelberga fu di fa Ito restituita a'


cattolici,

bus di Miriofidi Gio. Nicola de Tfonlhciiii


(V.)
di Treveri, sulfrag

Clemente XI impegn l'impemedesimi e l'eletratore a proteggere


i

meo

del l'arcive-

tore Carlo, dalle vessazioni che loro mi-

scovo di Schoenborn, che neh y 54 fece eleggere in proprio coadiutore Gio. Filippo di Lorena de' baroni di

nacciavano i principi eretici. Nel 1721 l'arci vescovo ottenne dall'imperatore Carlo

Waldergli

dorff;e per mortedell'arcivescovo


cesse

suc-

VJ la conferma del privilegio illimitato de non appellando, comune a tulli gli


elettori,

neh

7 56. Gio. Filippo nel

763

fu

eletto vescovo di
il

Worms.
ili

In

tale

anno

ma

negletto da'suoi antecessori,


il

sulfragaueo dTIouiheini soflo l'infeli-

che avea no consentito


fosse ristretto alla
rini.

privilegio slesso
di soli

ce e fiuto

nome

Giustino Febrouio

somma

5oo

fio-

Avendo un incendio neli7t7 consumalo buona parte della metropolitana,


si

De stala praesenti Ecclesiae t pv\acipa\ mente conpubblic


tro
ce,
la

Mia pestifera opera:

il

Primato

(/

x.) ilei sommo

Pontefi-

die
si

la

cura

di restaurarla
le

e pari-

menti
cesi.

dedic a rialzar

mura
si

e le for-

tificazioni di Treveri, distrutte da'fran-

condannato perci da Papa Clemente XIII neh 764, il quale scrisse a'3 elettori ecclesiastici perch si opponessero
dell'empio libro che pose

Nel

1729 Francesco Luigi

spogli

alla diffusione

della dignit arcivescovile di Treveri, per

all'indice de'libri proibiti,


le

contro

il

qua-

marzo a quella di Magouza, vacata per morte di Lotario Francesco di Schoenborn. A'2 maggio venne scello
passare a'3
a successore Francesco Giorgio de'conti
di

dottissime penne ne fecero trionfili con-

futazioni.

Morto

nel

1768

l'arcivescovo

WalderdoilFinCoblenlZjgli successe Cle-

Schoenborn preposto
la

di Treveri, teo-

mente Wenceslao di Sassonia, figlio Augusto II re di Polonia ed elettore

di

di

logo di Colonia, decano d Spira, ec. Do-

Sassonia, vescovo di Frisinga e di Rati

po aver ottenuto
zione dal fratello

conferma di sua eleFederico Carlo vescovo

sbona, chiese che allora dimise; indi nel


1

j6t) fatto

vescovoammiuishatore d'Au-

TRE
gusta, e nel
s.

T
va, nel
di

il

43

1781 principe e preposto ili Vitod'Elwangen. A questo prelato Cle-

1785

istitu la

nuova nunziatura

Monaco

(^

7
.),

la

quale fu subito con-

mente XIII nel 1764 avea indirizzato il breve di condanna dell'opera d' Hontlieim,confermata daClemente XI V. Pertanto divenuto arcivescovo di Treveri,

testata,

principalmente dagli elettori di

Magonza e di

Colonia, e dall'arcivescovodi Salisburgo, quali ricorsero all'imi

peratore Giuseppe

li.

Questi, innovatore

cerc di ricondurre

al ietto sentiero
il

ed

delle cose religiose,subito soppresse la giu-

all'abiura de'suoi errori

suffagaiieo, e

risdizione delle nunziature di

compitamente

l'ottenne nel

1778,

rice-

compresa quella

di

Germania, Colonia destinata pe'


l'ini-

vendola con religiosa gioia

VI. Nel quale anno


ria

il

il Papa Pio Papa dichiar ve-

3 elettori ecclesiastici, e scrisse a questi


per animarli a conservarsi con tutto

scovo d'Ascalona in partibus Gio.

Ma-

peguonelleloro pretese prerogalive,ch'egli

d'Herbain d'Argentina, altro sufTragaalla

pure avrebbe difeso


il

avvisando

1'

ela

neodeH'arcivescovo, continuando l'Hot-

lettore Palatino, che

nunzio presso

theim ad esserlo lino

morte. Pio Vi
a' a

sua corte

si

dovesse riguardare

come semche tut-

reduce da Vienna nel 1782,

maggio

plice inviato del

Papa

e senza giurisdi-

part da Monaco per Augusta, ricevuto con ogni venerazione dall'elettore di Baviera. Vi si rec ad ossequiarlo l'arcivescovo di Treveri, che celebr pontificai-

zione,

ma

l'elettore volle invece

ta l'esercitasse.
siastici,

Perci

3 elettori eccle-

mente

nella cattedrale alla loro presen-

za, del vescovo di Costanza

mg. de

Piodl,

massime quello di Colonia, risoldi non riconoscere nunzi apostolici, se non come semplici inviali del Papa e ministri della coi te di Uoma. Peverono
i

di altri vescovi e distinta nobilt; indi nella

il

nunzio
1

di

Colonia Pacca, con sua


di

solenne benedizionecompartita dal Paal

circolare del
tific

786 d'ordine

Pio VI, no-

pa

popolo dall'episcopio, l'arcivescovo

a'parrochi e prelati subalterni del-

di Treveri pubblic la forinola della con-

cessa indulgenza plenaria. In

compagnia

dell'arcivescovo di Treveri, Pio

VI

a'

maggio pass

a pernottare nel celebre

le diocesi de' 3 elettori ecclesiastici, che avrebbe continuato ad esercitare la consueta giurisdizione, dichiarando nulle le dispense accordate da alcuni de'detti ar-

mouasterodi Fuessen,e nel seguente giorno separandosi dall'arcivescovo, con testimonianze di singolare stima ed alletto,
prosegu
il

civescovi in differenti gradi di parentela,

come non comprese


ottenute dalla
s.

nelle facolt da loro


alla

Sede,
i

quale da tem-

viaggio per Innsbruck. Nel

po immemorabile
ci

3 elettori ecclesiasti-

1784

1'

arcivescovo concluse colla parte

solevano domandarle ogni 5 anni, me-

ove teneva per suffraganeo Gio. Nepomucenode Ungelter di Hochstad vescovo di Pella in partibus, una convenzione perch avessero termine le differenze intorno a'Iimiti di giurisdiziouecivile ed ecclesiastica. Per ispirito
di tolleranza abol ni di controversia

cattolica d'Augusta,

diante indulti quinquennali. Alla circolare protestarono gli elettori di Colonia


e di

Magonza, e di Treveri a'20 dicembre 1786, con proteste tutte piene di conarcivescovo di Treveri, per avere ana'

traddizioni, inclusi vanienle- a quella dell'

ad Augusta

sermo-

teriormente dichiarato

18 gennaio,

di

che talvolta, dicesi ,contenevano ingiurie contro i protestanti, non che soppresse nelle chiese della stessa citt parecchie ceremonie superstiziose e ridicole. Intanto Pio VI per secondare premurosi desideni del duca Pai

non voler accedere


contro
la

alle richieste de'col-

leghi e dell' arcivescovo di

Salisburgo,
la

nunziatura

di

Monaco, per
s.

sua singoiar divozione alla


si

Sede, e poi

un con essi per affiggerla. Questo con-

tegno dell'arcivescovo di Treveri dest

latino Carlo Teodoro elettore di Baviz*

maggiore sorpresa, imperocch non

sola-

|4

TRE
i

TRE
riparare all'errore delle dispense che a-

mente avea consolato Pio VI coll'avvisarlo della ritrattazione d'Hontheim, ina nel 782 avea edificato il cattolico mondo, con lettera pastorale, che tradotta in
tedesco e in francese fu pubblicata a Parigi,

vea accordate; ed altrettanto pratic Peleltore di

Magonza, onde non restarono


gli
I

nella lega che

arcivescovi di Colonia
torbidi del Brabanle,
II,

e di Salisburgo.
la

ed

zioni

e arricchita d'annotada Francesco Serra, comparve in


in italiano

morte del riformatore Giuseppe


la

soprattutto

terribile rivoluzione fran-

Roma
egli
si

nel

1791

co' tipi del Cannelli. In

cese, distrussero la lega

d'Ems,

e quelli

rpiesla pastorale dell'elettore di Treveri,

che Paveano conclusa espiarono col de-

espresse:

nemici della Chiesa,


si

predamento de'loro
sovranit temporale,
sioni concepite

stati e
le

perdita della

coperti della pelle di agnello,

riunisco-

ambiziose preten-

no per deprimere
prendere
la

suoi pastori, e per soril

semplicit de' fedeli sotto

prelesto di riforma e di zelo.


di voler correggere gli abusi

Fingendo

con tanto ardore, a danno della pace della Chiesa e de'diritli del suo augusto capo. Pio VI nel 70.4 dichia1

(ahim! semsovrani rifora'

r vescovo di Dioclezianopoli inpartibus

bra che voglia intendere


matori),
essi

fanno delle mine


Sede, ch'
il

fonda-

menti della
nit.

s.

centro dell'u-

sappiamo bastantemente compiangere, il veliere die quelli, i quali si vantano figli della Chieci che noi noti
sa,
si

Ma

Michele Giuseppe de Pidoll di Treveri, che P elettore Clemente avea nominato suo suffraganeo.Quesi'arci vescovo nel cominciar della rivoluzione francese die asiloa'principi di quella nazione che

avea

no abbandonata
seguirono
i

la

patria; e ne'suoi stati

uniscono co' suoi nemici, per fine


le

primi armamenti degli emilagnanze


di

rivivere

loro iuvettivecontro

il

sovrano

grati, cui l'imperatore, sulle

Pontefice, e ripetere delle calunnie tante volte confutate".

Francia, indusse l'elettore a far cessare;

Ma

egli questo e-

ma
11

allorch poi l'imperatore Francesco

Jeltore, in quesla pastorale,

conforme a
I

he stesso nella ricordala sua prolesta?

elettori ecclesiastici, coll'arcivescovo di


1

adunati con altri vescovi in Aschaffemburgo, per formare una lega ben stravaganSalisburgo, nell'agosto

786

eransi

in campagna, continu Coblentz ad essere il soggiorno de'principali emi grati. A'9 agosto 794 le truppe francesi occuparono Treveri, e l'elettore fu obbligato di riparare in Germania. Lo sta-

entr

lo elettorale di
tica

Treveri fu riunito all'an-

te contro P autorit pontifcia, in

virt

madre
s

patria la Francia, da cui era

della quale spedirono

Ems
che
ch
i

loro 4 deputati a (.) per tenervi quel conciliabolo, vescovi di Germania riguardarono
i

come
vi

contrario alle leggi canoniche, poistabilirono


lo scisma,

mare

un piano pi atto a che a render la pace

for-

alla

gran tempo separato, e Tre capoluogo del dipartimento francese della Sarre, nome che prese dal fiume Sarre oSaar. Inconseguenza della pace di Luneville. de' 9 febbraio i8or, tra la repubblica francese, Francesco 11
stato da
veri fu fatta

Chiesa.

Ma risentendosi Pio VI particolarmente per ci che riguardavano le dispense quinqucnualimatritnouiali,di cui


il

imperatore, ed
stra del

principi della riva

sini-

concilio di
al

Trento avea

lascialo la cu-

ra

Pupa, l'arcivescovo di Treveri dotali

mand

indulti per la sua arcidiocesi,


la

non permettendogli
tori del

sua piet di acce-

Darti ulteriormente sulle viste desi au-

mand

al

nuovo codice di disciplina, e doPapa anche la sanatoria, per

Reno, la sovranit dell'elettorato di Treveri fu soppressa, per quanto narrai a Germania. L'arcivescovo Clemente Venceslao di Sassonia, u llinio elettore, dovette rinunziare anche la dignit arcivescovile, ottenne nel i8o3 una pen sione e fece il suo soggiorno ad Augusta fino alla sua morte avvenuta nel l8ia, Iu conseguenza poi del Concordato fra

TRE
Pio

T
te eletto,

4*
nel concistoro de'
di

FU e
Papa
1.
1

la Repubblica francese, lo
colla bolla

Gregorio

XVI

slesso

mini, de'20, novembre


coni.
1, p.

25

Qui Chris ti Do80 1, Ridi. Roni. soppresse la sede mei

22

luglio

1842

lo

promulg vescovo

Treveri. DipoiGregorioX VI nel concisioni de'22 luglio

1844 Fece vescovo

di Tutti

tropolitana di

T reveri, che oltre a'3


e
s.

suoi

maco
veri

in partibus e sufTraganeo di

Tre-

antichi vescovi suffragane! allora avea an-

mg.' Giorgio Mueller d' Artzheim

che quelli di
la

Nancy

Diez, dichiar
la sot-

diocesi di

Tfeveri gi pai roco, canonico


,

sede semplicemente vescovile e


alla

della cattedrale e vicario generale.

At-

toposequal sufTraganea
za. Indi

metropoli di

tualmente suffranaueo

m<i.

Codardo

Malines, facendo altrettanto di MagonPio VII nel concistoro de'7 luglio 1802 dichiar vescovo di Treveri Carlo Mauoy della diocesi di Clermont.

Unum della diocesi di Treveri, canonico decano della cattedrale, dichiarato vescovo di Callinico in partibus, eolla ritenzione di della dignit, dal regnante Pio
nel concistoro di Gaeta de' 2 apule 1849. Ogni nuovo vescovo di Treveri tassalo ne libri della camera apostolica in fiorini 666, ascendendo le rendite della

Siccome Napoleone
assunse
si,
si
il

a'

18 maggio i8o4
de'fi
1

IX

titolo

d'imperatore
li

ance-

l'imperatore Francesco

l'i

agosto

dichiar imperatore d'Austria ereditario col nome di Francesco I, indi rinunzi la dignit d'imperatore

mensa

8000

talleri

prussiani, pari

de'romani

a'

scudi romani 5 19.0, senz'ideilo


di pensione.

gravame

6 agosto 1806, restando


sciolto l'impero

cos del

tutto

Ampia

la

diocesi e contie-

Germanico. Gli avveni(

ne

634

parrocchie.

menti

di

Francia

.)

del

posizionediNapoleone
vincia,

1,

8 4 e la denuovamente tol1 1

Concilii di Treveri.
III. "fu vi fu
ili

celebralo nel

385 o

nel

386, e

sero alla Francia Treveri e

la

sua pro-

dichiaralo innocente Itaeio vescovo

mediante
al

il

trattato di Parigi, dal

congresso di Vienna confermato, e ven-

ne
Il

Spagna, accusalo d'aver dato occasioalia morte dell'eresiarca Prisciliiano.


2. fu tenuto verso
il

ne ceduta

redi Prussia^.). Nella cir-

666

in favore lei -

coscrizione di diocesi di questo regno, Pio

l'esenzione del monastero di Val-de-Galilee nella

VII
1

colla bolla
luglio

De salute, ahimarum

de'

Lorena fondato da

s.

Diedo.

Il

1821, Bull. cit. I.i 5, p. 43, stallili pure questa vescovile di Treveri, la sottrasse dalla metropolitana di Malines, eia fece sufTraganea di quella di Colonia. Successivamente furono vescovi di Treveri,GiuseppedeHommerdiCob!entz preconizzalo da Leone XII nel concistoro de'3 maggio 1824, dichiarando indi a''i3 giugno vescovo di Sion in partibus GugliehnoGunlherdi Coblentzdi lui sufraganeo; e poi a'iq dicembre 1825 l'altro sufTraganeo Enrico Milzdi Coblentze vescovo di Sarepta npartibus. Per morte del vescovo,
il

l'anno 927, in cui l'arcivescovo Roggero che lo presied vi fece ricevere


la

3." circa

raccolta de'canoni da lui compilati.


il

Il

4. "nel c)48,nel quale

legato Marino, l'are molli vescovi di


di

civescovo di Treveri

Francia

vi

scomunicarono Ugo conle


la
si

Parigi per

sua ribellione e pe'suoi sacravvedesse:


vi

cheggi, e finch non


ordinali da

fu-

rono pure scomunicali due pretesi vescovi

Ugo

arcivescovo di Reiins,

nipote del conle Ugo. Anatemi rinnovali

da'concilii d'Ingcllieim e di
si

Roma. Inol-

capitolo elesse a succes-

Eberlo, fratello dell'arcivescovo Ugo, perch rendesse soddisfazione


tre
cit

sore l'attuale
la

mg. 'GuglielmoArnoIdi del-

de' mali ch'egli faceva

a'

vescovi.

Il

5. nel

diocesi di Treveri, gi professore di lin-

1070 relativamente ad un
Il

ecclesiastico

gue orientali nelseminariodiocesano, parroco in diverse chiese e della cattedrale,

ingiustamente privalo del suo benefizio.


6. nel
I
1

27Sopra

la

disciplina ecclesia-

che trovatolo degnissimo e canouicameu-

slica,come riferisce Marlene nella Collect.

46
t.

T RE

RE
Rodolfo signore
di di

7; mentre Schannat nella sua Storia di J-VoMs^nw 3, dice che in esso fu depo-

re di Poilrache, con

Mailberg, sulle terre della chiesa


veri;
i

Tre-

sto

Godifredo arci vescovo


il

di

Treveri, per
presied
Il

vescovi e altri padri provinciali sot-

aver occupato

vescovato per simonia,


lo
il

toposero

ambedue

all'anatema.

3. nel
1

che

si

celebr nel maggio e

1277,
pitoli:

cui atti sono contenuti in

7 cai

cardinal Pietro legalo in Francia.

7.

primi 5 hanno per oggetto


il

sai

neh

iz[o

adunato da Adalbefone arciveil

gramenli;

le
i

chiese;

il il

canonici e

scovo di Treveri, a cagione d'un monaco

beneficiati; l'8
i

decani;

q
l'
i

sacerdoti e
1
i

dello e confermato abbate, contro


to di lai prelato. L'8. nel gennaio

vo-

chierici; ilio gli usurai;

nobili e

148

gli

avvocati;
11
1

gli

ultimi
1

religiosi e le

presieduto dal Papa Eugenio


stilo

III, e assi-

religiose.
stici,

4-nel

3 losui beniecclesia-

da 18 cardinali, da molti vescovi e

e sopra le calunnie contro l'ordine


il

da parecchi abbati. Visi esaminarono gli scritti e le rivelazioni di s. Ildegarda badessa di s. Ruperlo presso Bingh. Il Papa
to
gli lesse egli stesso alia
il

de'

Templari, che

concilio assolv co-

me
ne.

riconosciuti innocenti;
1

ma
1

il

concilio

generale di Vienna nel

abol l'ordi-

presenza

di lut-

Ih 5.
ove
si

nel

i423 a'26

aprile,

adunato
il

clero; tulli gli astanti ne resero gra-

dall'arcivescovoOttone co'suoi provinciali,

zie a Dio, e

particolarmente

si

mostrarodi

ordinarono 6
la

statuti,

i. dei

no
ti,

grati a
il

s.

Bernardo abbate
gli

Chiara-

quali contro

gli eretici ussiti,

e gli altri

valle,

quale

avea gi

letti

approva-

riguardano
sii
I

disciplina ecclesiasticajqueelfetto. Il
ai

per aver conosciuto nella santa lo spiIl

per non produssero alcun


1

Papa ne scrisse a s. Ildegarda raccomandandole di conservare


rilo profetico.

6. nel

548

provinciale e convocato

23 maggio

dall'arcivescovo Giovanni IV,


gli

coll'umill

la

grazia che avea ricevuta da

per rinnovare
clero e
e

antichi statuti, farvi ac-

Dio, l'autorizz a continuare a scrivere


le

cettare quelli decretati sulla riforma del


fitti

sue rivelazioni

e di manifestare
le

con
ri-

nel sinodo diocesano del


si

religiosa

prudenza quanto

sarebbe

per formarne de'nuovi. Vi


Il

fecero

547, o
1

velato e ispirato.

La

santa non avea an-

cora pubblicato che una parte delle sue


rivelazioni,

cheavea cominciato a scrivee fin nel


1

concerne l'ubbriachezza de'chierici, che trattasi di peccato vergognoso; titolo ne'Iaici come ne'preti.
statuti sinodali.
1

re nel

Nel 3. libro

II

2.

contro

chierici concubiuari.il 3.
si

delle sue Rivelazioni,


te e

ci

sono cose incer-

pi
11

escrive la pena che

deve impor

loro.
la-

immaginate dopo il fallo, le quali furono aggiunte da altra mano. Il g. concilio fu celebrato neh \5i in favore del capitolo di Remiremont nella Lorena: Matteo I duca di Lorena, irritato prima
contro quel capitolo, pacifico**! e ripar
a
1

palla delle concubine, le quali


il

sciando
le
Il

vizio

vogliono fare ritorno alconcubinari, che dopo ail

loro famiglie e in casa de'loro parenti.


5.

sopra

ver abbandonato
Il

peccato

vi

ricadono.

6." pe'sacerdoli e laici,

che impiegano L'8.


Il

tutti

suoi torti verso di esso. Ilio." nel

la

magia

sortilegi nelle loro superstiIl

22

fu tenuto per

rimediare alle devagli al-

zioni e altro.

7.

degli apostali.

stazioni

che facevano in Germania


i.

contro

protettoli degli stessi apostati.

bigesie altri eretici. L'i

nel

1227 ih.
Il
1

r).di quelli

che

si

maritano dopo aver


Il

fat-

marzo tenuto dall'arcivescovo Teodorico


li

lo

il

voto solenne di castit.


si

io." del-

per

la

riforma di vari abusi.


1

2. nel

l'esame che

deve far

di quelli

che

si

am-

12 38 radunato a'2
so Teodorico
zi di
11,
i

settembre dallo stesper provvedere 'mezladronecci ed


di
i

reprimere

guasti

mettono agli ordini sagri, e di quelli che devono esserne esclusi per sempre. Tutda alcuni ti questi capitoli sono seguiti
avvertimenti
al clero, e

che faceva Walcrano

Liuiburgo siguo-

da un editto del-

T RIE
l'elellore arcivescovo

T R E
i

47

conilo

preli

con
de-

cui/mari,

quali

comanda

clic sieno

posli e privati de'Ioro benefzi.


te
il

Finalmenconcilio terminato da uno statuto


i

tendo pure stato dominalo dagli abbati monastici. Si"nore""i Trevi vari CastelOD O h, e principalmente Filettino di Frosinone, Valle Pietra,
te

Jenne o Genna,
di

Mon-

contro
ca, e
ritti

violatori della libert ecclesiastii

Preclaro o Porcario

Subiaco, come

die attentano contro


provvide

beni e

di-

descrissi in tali articoli. L'antica

della chiesa. Inoltre cogli accennali


si

strutta,
di

canoni

alia scelta de'predicasi

Treba dicom' fama da Sezze, al riferire Ciammarucone nella Descrizione di


i

tori e al

modo

di predicare;

prescrisse-

Sezza, perch
llili,

trebani infestavano

se-

ro leoredella celebrazione dell'uilizio pei


canonici; l'enumerazione delle feste da osservarsi nella citt e diocesi di Treveri;

le

successe l'odierno

comune.
Sezze (l
i, ed a

tre-

bani uniti a que'diP//jc/7/o, pi volte dan-

neggiarono

il

territorio di

.),

co*

molti regolamenti sui religiosi e religiose;

menarca
riporta

il

Marocco,
t.

ne''Monumenti del-*

ordinandosi per ultimo


te le chiese

la

pubblicazione

lo stato Pontificio,
la

6, p.

p.

34

degli statuti del concilio, e obbligando tut-

ad averne una copia, unita ad


altri concilii della

\m esemplare degli
vincia
2.
t.
().
1

prot.

Regia,
4.

t.

3, 2.5,
1.

27, 35. Labb,

conferma di Bonifacio IX sulla comprila del castello di Trevi, fatta per oo fiorini d'oro da Onorato Caetani conte di Fondi, salvi diritti di alcuni
1 i

Arduino,

1, (3,

g.MansijiVK/y;/.'

possidenti trebani a selini, de'quali

ulti-

1,2,

3.
,

mi ne parla anche
Troiana. Antica
Lazio, ora
ri-

il

Corradini,
p.

De

Ci-

TREVI TREBA,

vita te et Ecclesia

Se lina,

70

e seg.,

citt vescovile d'Italia nel

con altre analoghe nozioni.


sospetta che la
fosse

Ma

Ala rocco

spettabile terra della delegazione di


.sinone,

Fioab-

Treba

distrutta da'>elini
si-

ove

la descrissi,

nella diocesi

un aulico luogo
il

de'bassi tempi di

ballale di Siibiaco, nel quale articolo ne


ri parlai, cio

imi nome, che sorgeva sul


tro a Sezze. Inoltre
p.

monte incon-

nel voi.

LXX,

p.

7, 2 19,

Marocco, nel t.10,

22 1,222, 242, 2 56, 25c),poicb un tempo appartenne anche al suo dominio temporale; rinomata pure perch ne'suoi diuturni scaturisce
il

26, riporta

la

dettagliata descrizione

di Trevi, le sue notizie storiche, le lapidi

che possiede avanzi

di

sua antichit,

celebre fiume

Amene,

e discorre dell'anticaglie trovate ne'suoi scavi.

come
voi.

nel descriverlo a

Tivoli
1

rilevai nei

LXX, p.

vale a

242, LXX VI, p. 19 e seg., dire nel propinquo territorio di Fiche deriv dagli abitanti di
vi

Ne loda gli abitanti pe'loro pregi, onde ne uscirono pi illustri, come Lenitilo di

cui feci paiola nel voi.

LXX,

p.

lettino, paese

2 3

1; fr.

Treba, che

formarono

il

castello e gli

nitente;
le

Tommaso Tommaso

francescano di vita peSi villa


al s.

o Sibilla nobidi

dicrono porzione del proprio agro. Trevi

soldato, che

don

Speco

Subia-

ab antiquo signoreggiato dagli equi, e poi unitosi alla lega latina contro R.oma in favore di Tarquinio il Superbo, fu conquistato da G. Marcio Coriolano,e divenne colonia e municipio de' romani; soggiacque all'invasioni barbariche, e dopo
essersi rettoa repubblica

co
la

5oo

fiorini

d'oro perla fondazione del-

cappella di s. Nicola; Maestro Onofrio decano di Meaux e cappellano di Clemente V, da cui fu spedito legato apostolico con Arnoldo abbate Tutelense a ricu-

perare

esostenuteguer-

Ferrara alla Commendatore di s.

s.

Sede;

Raimondo

Spiritoj Giovanni

re contro
cadile nel

gli

abbati potenti di Subiaco,

preposto della cattedrale d'Anagni; Gior-

dominio feudale di vari baroni, (inch nel i47 3 SistoIV sottomise Trevi al governo temporale dell'abbatecoinmendatario di Subiaco, anticamente es-

dano nobile
fico

e potente, benemerito della

palria;Giovanni Angucci piissimo, magni-

donatore

di

numerose
s.

possessioni nel
fr.

tei ritoi

iodi Trevi al

Speco;

Giovau-

48

E
de
Leliis

TRE
canonico
vi

ni agostiniano; Nicola

che

la

governarono. Per

la

scarsezza

di Girgenli, dulia cui famiglia fiorirono

Iella

popolazione, e per

le ristrette

renil

talenti medici; come da'Ballaglini uscir


ito diversi

dite della

mensa
il

cess Trevi di avere

minori osservanti insigni per

proprio vescovo nel pontificato di Vittore


Il

piet e per dottrina; Pietro Paolo Jaco-

delio55,

quale perci ne racco-

bucci giureconsulto; d. Benedetto di tal


casato fu abbate di
le

mandla

chiesa al viciniore vescovod'A-

discipline teologiche;

zetli

Teodoro, dotto nelDomenico Caranchiaro medico; Antonio Ricci valens.

nagni Rainaldo o Rinaldo,


presso fecero Nicol
II,

come

in apli, a,

Alessandro
III.

Gregorio

Vile
s.

Vittore

La mancansotto

te

medico, poi canonico dell'insigne padi

za de' vescovi die origine alla creazione

tria collegiata; fr. Nicola Ricci

formalo
ci

santa vita;

fr.

minore ribernardino Ricfi-

dell'abbate di
la

Teodoro martire,

cui invocazione era la cattedrale dichia-

dello stesso ordine, dotto scrittore e

rala chiesa abbaziale,che esercit

losofo;

Francesco Aureli oratore egregio,


il

risdizione quasi episcopale senza

una giupunto

filosofo e teologo,

cui fratello
vita

fr.

Ago-

slino cappuccino

men

esemplare;

dipendere dal vescovo d'Allagai, tanto su Trevi che sui paesi soggetti e formanti
l'antica diocesi, cio Filettino, Valle Pie-

Pietro Pecci lodato pittore; fr. Cherubino Agostini minore riformato, teologo e
filosofo;
fr.

tra,Jenne,Collallo,Moiitc Antonino, Monte

Celso Cherubini confessore del


Allegrilo

celebre cardinal Borghese nipote di Paolo

sarene.
la

V; Giovanni

musico eccellen-

Preda ro,Com miniaceli io, Ursa no eCeMa da Urbano II del 1088 colbolla Po testatela anelare Dea, de'2.3
si

te, allievo del

celebre

Giacomo Carissimi

agosto, che

conserva nell'archivio capiil

di

Marino; dalla nobile famiglia Speran-

tolare d'Anagni, fu soppresso


to e in

vescova-

za fiorirono dotti medici,

come

Felice e

Giuseppe Maria, oltre Pietro Stefano velatri esemplare e benefico. trebano p. Pietro d' Antoni gesuita, di cui parlai altrove, fu un gran raccoglitore d'antichit nel secolo XVII; copi laCronaea di Subaco del Minio, il poema La falle Sagra del Contestabile, compose Gli sagri secoli Sul>laeensi,V Aniene illustrato, la Fila dis. Chelidonia, la Vita d s. Pietro eremita patrono di Trevi, oltre altre notizie non tutte critiche: si conservano nell'archivio della collegiata. Rilevai nel voi. LXX, p. 242, che di
scovo il' A
1 1

perpetuo definitivamente venne unita la diocesi Trebense alla chiesa vescovile d'Anagni, nel vescovato di
s.

Pie-

tro successore di Rainaldo, trasferendosi

ad esso tutta l'autorit,


11

il

che confer-

marono poi.Pasipiale
deli i5c).

ed Alessandro IH

Neh 162
i

don

alla chiesa e al

Landinolfodi Treha vescovo d' Anagni,


che ne formavano
il

Trevi ed
territorio.

castelli

bate di

s.

Nondimeno ripugnando l'abTeodoro che la sua chiesa catte-

drale dipendesse dal vescovo d'Anagni,

ed essendo insorte dell'ostinate vertenze


giurisdizionali
1

sotto Innocenzo
il

111

del

Trevi l'attuale vescovo


r

di

Monte Fiascoi

i)8,

ad onta che
II

successore Onorio
la

ne,mg. Luigi Jona promosso dal regnante Pio IX nel i854. Rannodai qui luoghi ove ragionai di Trevi, con alcuni cenni di giunta, anche per avvertire, che non s deve confondere questo Trevi del Lazio, con Trevi (P.) dell'Ombra, altra sede vescovile, u con Trebula Mutusca , u con Trebula Suffena di Sabina ( V.).

III

avesse autenticala e confermata

bol-

la
il

Cimi Chris lux, suo nipote Gregorio IX volle compor-

d'Urbano

colla bolla

le colla bolla

Licei sollicitudinis nostrae,

de'l3 settembre 1227, presso ITJghelli, [lidia saera, t. 1, p. 30, con dare all'ahbate dis. Teodoro, di gi assoggetta lo
al

vescovo d' Anagni Alberto,


tutti
i

la

premiili

Quanto

alla sede vescovile, se

ne ignora
i

nenza su

prelati e dignit della

l'origine,

come non

si

conoscono

vesco-

lui diocesi, e le

nomine de'beuaiM

eccle-

T RE
Mastici di
s.

TRE
s.

49

Lorenzo
rurali

e di

Nicola,

am-

Roma al dire del


la

Caliudri. Trovasi in bel-

bedue chiese
drale di
s.

poco distanti e
la

all'o-

situazione per arte e per natura, sul-

riente di Trevi. Sorgeva

chiesa catte-

lo scosceso

pendio

dell'

estremo coutraf-

Teodoro,
s.

col

contiguo palazzo

forte del

vescovile, prossima al pomerio; la

na

della chiesa di
si

campaTeodoro, posta deni

tro Trevi,

vuole tolta dalla cattedrale.

monte Petino o Pitiuo, verso gli A pennini. Sorgendo quasi in cima al monte e gradatamente giungendo a met del medesimo fa vaga mostra di se, come polunga ringhiera che
si

L'edifizio intero esisteva ancora nel

260,

sta in
la

affaccia al-

giacch dimorandovi

il

celebre cardinal
dal patriar-

strada nazionale fra Spoleto, e Foli-

Ugo
ca di

di

s.

Caro,

vi tu visitato

Gerusalemme Jacopo Pantaleone, che nel 1*261 fu Papa Urbano IV. Dipoi
nel 16 10 la ricostruzione della collegiata
s.

Maria atterr quasi tutto il superFinalmente Urbano Vili co'brevi de'i5 dicembre! 638 ede'22 otdi
slite fabbricato.

gno alla sua dritta, rim petto a Bettona o Vettona di cui riparlai nel voi. LII, p. 34Il suo fabbricato di non piccolo circuito e aperto da 5 porte, cinto di forti e ben munite mura, contieue molti palazzi lodevolmente architettati, e molte comode e polite abitazioni, una bella foute, una
1

tobre 639, smembr Trevi dalla giurisdizione del vescovo d' Anagui, e l'aggre1

gran torre. Diversi palazzi posseggono stupendi quadri e altre cose d' arte prege-

g all'abbazia

di

Subiaco

il

cui

abbate

vole nelle volte del

palazzo de' conti Car-

commendatario e ordinario obblig a pagare annualmente al vescovo d' Allagai

rara Rodiani sonovi belle pitture.

La princon

cipale chiesa pei insigne collegiata

60

scudi, e tuttora l'eseguisce.


s.

ste disposizioni l'abbate di

Con queTeodoro non


basili1

capitolo di canonici (iu questi ultimi anni

aumenta ti di due a Uri) e


re,
i

la

dignit di prio-

perde

suoi antichi privilegi, per cui nel

che indossano

le

iusegne corali

sinodo Sublacense celebralo nella


ca del monastero di
s.

canonici di Spoleto, cio cappa

come magna

Scolastica nel

674
ili."

e mozzetta per concessione di Benedetto

dal cardinal Carlo Barberini, ebbe

XIV:
ne di

ne fu canonico

Ugo Boncouipagoi
sotto l'invocazio-

posto su

tutti

capitoli e clero della dio-

poi Gregorio XIII.


s.

cesi abbaziale, e fin anchesull'istesso pre-

Emiliano martire r. "vescovo del-

posto della chiesa collegiata di


di Subiaco,

s.

Andrea

la citt, di cui principale protettore, es-

come pu

rilevarsi dagli atti

sinodali e dall'archivio de' canonici dell'insigne collegiata di


i

sendone comprotettori fratelli s. Vincenzo vescovo di Bevagna e s. Benigno


i

s.

Maria

di

Trevi,

diacono,

ambedue

nativi di Trevi.

Il

Ca-

quali

usano

l'insegna corale dell'almu-

stellano la dice costruita su -d'irregolare

zia foderata di pelli d'armellino, distin-

disegno, per ha 3 altari disegnali e scolpiti

guendosi l'abbate
ricordai,

col rocchetto e tnozzet-

ta di seta cremisi. Nel voi.

LXXVI,p. 85,
1

re.

neh 522 in modo veramente singolaLa chiesa suburbana della Madonna


s.

sato

vi

si

che nello spirare del secolo pasritir il famoso capitano napoa'i'ran-

di Pietra rossa

quella di

letano Caponi, che fece resistenza


cesi

repubblicani, ne risarc

fortific, e
r

mura eia fermandovi il domicilio vi mole

ha pitture antichissime; e Croce si distingue per un affresco bellissimo di Giotto da Vespignano. Altre chiese sono quelle delle esistenti

monache benedettine
francescane di
monasteri;
s.

di

s.

Lucia, e del-

in

avanzata et.
Trcbia. Citt vescovile deldel distretto e dealla cui arcidiocesi

le

Chiara, co'loro cons.

TUE VI,
l'

tigui

la chiesa di
i

Domenico,

Umbria con governo,

legazione di Spoleto,

appartiene, egli distante 5 leghe al nord,

ove gi stanziarono domenicani, della quale e del convento scrisse il p. Fontana, De romana provincia ord. praedicatoritm, Conventus
s.

secondo l'aw. Castellano, e 12 poste da voi. iaxx.

Dominici. La chiesa

5o
eli

TRE
s.

TRE
de'mitenni t di eeremonie l'ingresso di

Francesco,

beli' edifzio, gi

noii conventuali, fino da'primi esordi di loro istituzione, anzi


ti

meroso stuolo di alunni, che

fondali dal

uno de'pri mi convenmedesimo islitutores. Franei

mero
lenti

ridotti nella
si

un nunufamiglia del conte Vaa scarso

riparavano". Cio nel palazzo del

cesco d'Asisi, ed anticamente


so
l'

avi in es-

conte Paolo, perci lodato per patria generosit,


spettati,

inquisizione; nel cui chiostro molto


il

dipinse a fresco
di Castello,
il

cav. Gagliardi da Citt


tali

uno de'pochi dal terremoto rimassime nella terribile scossa ilei


1

quale in
a p.

pitture supeil

l3 gennaio 83?.: contribuirono


faloniere della citt
e
ci
il

alle
il

be-

r se stesso, come afferma

Irevano d.

nefichesolieriludinidel cardinale,

gon-

Clemente Bartoliui
vi,

22

de'suoi Cen-

Francesco l'arriani

ni storici sulle pitture classiche di Tre-

rettore del collegio d. Fausto Bottac1

FoIignoi837. Nel convento


il

vi

fu tra-

sferito

ginnasio
il

comnnnleo

scuole

pub-

bliche, ed

collegio Lucnrini per segna-

di Recanali. Il 26 ottobre 834 ^' d giorno dedicato alla solenne mangili azione e benedizione del luogo, del collegio e

lato benefizio e incessanti cure del cardi-

delle scuole, e
la

dopo

il

Te iJeum termin
i

nal
le

de Gregorio, che quaprefetto della Congregazione cardina-

Emmanuele

funzione

coli'

allocuzione diretta dal


suoi colle-

cardinal de Gregorio a tulli


giali.

lizia

del concilio, dalla cui direzione e

Nel seguente giorno con due ulte-

pr tempore dipenda la protezione del collegio, ne fu assai benemerito per quanto rilevai nella biografia; riducendo il convento in forma di collegio, con eleganza e magnificenza di disegno, ed insieme solidit, mediante l'odal cardinal prefetto

riori solennit fu

compiuta
il

la

decorosa a-

pertura del nuovo collegio, ove nell'aula

maggiore, sedente

cardinale in trono,

circondato da' maestri, dal magistrato e


dal governatore, l'encomiato rettore recit un'erudita orazione inaugurale, nella

pera del celebre architetto cav. Valadier, dal cardinale portato appositamente in

quale
e

pia moderni

fasti

dello slabili-

meulo

le

sue vicende compendi. Segu

venendo eseguilo con esal18 mesi, llch.commend. Bai luz/.i nell' Elogio storico del celebr il cardinal de Gregorio, p. 3
Trevi,
ta
il

tutto

prontezza

in circa

q uindi la premiazione, che il cardinale fece agli studenti che nel decorso anno scolastico si erano
la

sopra

gli altri distinti.

Nel-

11

sera lo stesso porporato e nella


assist

mededi va-

suo protettorato del collegio di Trevi, eaercilalo fino al


1

sima aula
fu lecito
la
ti.

ad un'accademia

834, co " qneite paiole.

rie discussioni

logiche e metafisiche, io cui

IH quest'antica citt dell' Umbria, eh 'ebbe il nome di Trr-bia sul fiume Clilun

argomentare a chiunque, oltre declamazione di poetici componimen-

benemerito cittadino Lncarini che per l'impeto del terremoto fu quasi distrullo. A li vendicare un s utile stabilimento, rivestilo che fu il de Gregorio dal regnante Pontefice (Gregono,eresseil
quell'edilzio,
rio

Tanto ricavo
dell'

dall'erudita e dettaglia-

ta relazione del Bartoliui,

pubblicala dal

n.i8

Omologia

letterario di Perugia.
legio fu
il

834, giornale Fondatore del coldeli


s.

Irevano Virgilio Lncarini, proGiorEgli con testamentaria di"

XVI)

dell'autorit di visitatore aposi

touotario apostolico e canonico di


gio in

stolico,

pi volte col

condusse, e tan-

V elabro.
1

opr che pervenne in breve tempo a ad ampliarlo, aggiungendovi il convento di s. Francesco da lui acquistato, e che gi da molti anni per le vicende de'tempi era abbandonato. Lo apr nuovamente, e con molto accorgimento e
to
riedificarlo e

sposizione del

644 lasci tutto

il

suo pin-

gue patrimouio, per dotare 6 trevauecon scudi loo per ciascuna; per fondare un monte frumenlario; e per stabilire un collegio nella sua casa, onde educare quel nu-

mero

di giovani

jaggezza di regolamenti. Celebr con so

dite potessero

che le residuali sue reo mantenere, con un retto-

TRE
re,
le

TRE
effettu
-

5i

un

ripetitore ed
il

un servo. Ne
fi
.

cora prova co'nomi degli autori, che noti

disposizioni

fratello

Reginaldo, poi

sono della scuola Perugina l'esterne


ture a fresco esprimenti
la

pit-

vescovo di Citt della Pieve, suo erede


Usufruttuario.

bellissima

Ma-

perto

il

collegio nel

Dopo la di 1674
il

lui

morte
la

fu a-

donna

col divin Figlio e

sotto

prote-

l'adorano. Riconosce poi per

due Angeliche uno de'cabelle pitture


;

zione del cardinal prefetto del concilio

polavori dello Spagna

le

pr tempore, secondo

desiderio del be-

fresco della cappella presso la porta del

nefico testatore, ed oggi conta circa

3o
vi
I

convento, rappresentanti
forse l'Immacolata
piedi, di

giovani convittori. Inoltre nella citt

sono 6 confraternite colle


spedale,
il

Imo

chiese,

o-

la ss. Vergine, Concezione , ritta in vaghissime forme, coli' aureola

monte di piet uno de'pi antichi d'Italia comech fondato nel 4^9> il monte frumentario, ed altri pii e benefici stabilimenti, come le maestre pie per
1

sulla testa, circondata da

una larga zona


alle quali

sferoidale formata da' colori dell' iride e

tempestala

di stelle, in

mezzo

l'istruzione delle giovanotte e ricovero del-

campeggiano le sono due Angeli


te

leste de'cherubini. A'iati


alati di

l'orfane; l'ospedale esistente nell'antico

angeliche, e sul davanti

forme veramensi vedouo ges.

convento
prire

di

s.

Domenico. Ora
vi

si

va

ad a-

nuflessi

due per
s.

lato e in atto di venera-

un

asilo pe' vecchi inabili a) lavoro.

re questa mirabilissima
Battista,

immagine

Gio.

Nel suburbio
e
il

la chiesa di

s.

Marlino
rifor-

convento de'iuinori osservanti

s.

Francesco d'Asisi,s. Girolamo Antonio di Padova, tutti di stupen-

mati, l'ima e l'altro posti in deliziosa emineiiKa,e descritti dal p. Antonio da Orvieto, nella Cronologia della provincia

Serafica riformata dell' Umbria. Nell'altare maggiore si ammira il grande dipinto in tavola rappresentante la Coronazio-

do lavoro, per cui la pittura dal suddetto p. Antonio fu attribuita al maestro dell'autore, che l'esegu nel 5 12. Questa preziosa Concezione dello Spagna prima non si godeva, per avere frali formato nel
1

luogo ov'

la

cappella

il

cimiterio nel de-

ne della Regiup del Cielo, che la comune opinione attribu al celebre Spagna (cio Giovanni Spagnuolo, considerato di
Spoleto per gl'intimi rapporti
tela, di stato civile e di
ti

corso secolo, senza esterno ingresso;

ma

ad

istanza de' trevani

il

p.

Leonardo da

Piedilama guardiano del convento, trasportato altrove


il

di

paren-

cimiterio, rese accessi-

domicilio contrat-

bile a chiuncjue la cappella nel

1837, ed

genioed emulo non oscuro del gran Raffaele, col quale ebbe cocon quella
citt,

all'ammirazione pubblica
sco.
I

il

superboaffre-

mune
tro

il

maestro), esimio allievo di Pie-

Vannucci Perugino; ma il Bartolini ue'ricordali Cauri avverte, che con pi.


di

ragione gl'intendenti

lo

dichiarano o-

pera della scuola de! Perugino, insieme


u'

soprapporli degli aditi che conducono


porta

al coro, e della lunetla situala sulla

d' ingresso della chiesa, senza potersene stabilire l'artefice,


le.

la suburbaua chieAntonio abbate eretta nel 1 6 6 e col convento posta in amena altura. Quasi in mezzo alla deliziosa valle di Spoleto (f\) trovasi il sontuoso monastero e la magnifica chiesa e santuario di s. Maria delle Lagrime, che l'avv. Castellano, Lo stato Poh lifcio, disse de'monaci Olivetani, seguito da altri. Primamente essi non

cappuccini hanno
s.

sa di

non mai per Raffaei

pi esistono in Trevi, e poi


stero era l'abbuila di
s.

il

loro

mona-

Dichiara pure, che per non entrano

Pietro di Bovara,

nella categoria della scuola Perugina

due
al

antichissimo edilizio.

affreschi esiste? negli altari laterali

maggiore, perch evidentemente pi antichi del Perugino, d'autore incerto, e mollo danneggiati da' estauratore; cos an-

La canonica delle Lagrime e la chiesa fu de'cauouici regolar" La lei anelisi, ed essendone stato abbate per molti anni
il

p. d.
il

Pietro Gioristori-

getli di

Ravenna

scrisse

Breve

5-2

TRE
ricorsero
all'

TR

co compendio dell'immagine miracolosa di Maria ss. detta delle Lacrime, venerata alle falde di Trevi nell' Umbria, nel suo magnifico tempio spettante a'canonici regolari della congregazione La

efficacissima protezione di

questa ss. Immagine, che cominciarono a chiamare Maria.ss. delle Lagrime, e tosto ne provarono mirabilmente gli effetti

benefci.

Lo

storico riporta le diverse

leranense. Dedicato agl'Illustrissimi si-

opinioni degli scrittori che anticipano o ri-

gnori Priori e Comunit dell'antichissima citt di Trevi, Todi 782. Col medesimo e col Bartolini ne dar un cenno, incominciando dalla miracolosissima immagine di Maria ss. delle Lagrime, spe1

tardano l'avvenimento,e tulle rigetta, stail 5 agosto 1 485, giorno anniversario di s. Maria della Neve, che in Robilendo

ma die originealla patriarcale


nemente la
corre
la

basilica Li-

beriana. Tuttora Trevi ne celebra solenfesta

ciale e benefica

patrona di Trevi, alla quatrebana con municosta detta

commemorativa dell'Apri-

le la fervorosa piet

parizione in detto giorno, in cui pure

ficenza eresse

il

maestoso tempio. Esiste-

pubblica

fiera, la

quale da'diu-

va
di

alle falde di Trevi, nella


s.

torni del tempio, fu poi trasferita al pia-

Costanzo e dalla parte che guarda il monte e la strada che viene da Spoleto, vicino al fosso de'Gambarelli, una casa di Diotallevio d'Antonio, e nella sua
facciata eravi dipinta quasi al naturale

no superiore di Trevi fuori della porta del Lago, come luogo pi capace al gran concorso di popolo, ed all'abbondanza delle

mercanzie e specialmente di bestiame. Altra festa da'eanonici regolari


si

l'immagine della B. Vergine col suo Figlio divino al sinistro braccio appoggiato.

fu stabilita
in

marzo,
pi
la

Lateraneucon molte solennit a' 25 cui ricorre quella dell'Annuo


le

Veniva

essa venerata

non

solo dalla fa-

Mozione. Divulgatasi rapidamente sempre

miglia Diotallevio, ma da que'che vi passavano innanzi. Ora un giorno fu osservato, che dagli occhi della B. Vergine sortivano tante gocciole a guisa di lagrime.

fama del prodigio per

convicine
la

provincie, in breve

somma divenne
per

ve-

nerazione de' trevani, e degli accorrenti

privatamente e

in processioni,

la ss.

cominciarono ad accorrervi molti per certificarsi del fatto; ed n'5 agosto 485 si scoprirono le lagrime pi visibili, e comparvero prodigiosamente quasi di color sanguigno, facendone pieSparsasi
la notizia,
1

Immagine,

la

qualesi mostr fonte di

ini-

sericordia,di consolazione e di grazie,spar-

gendo sopra
testimonio
te in
il

suoi di voti inesauste bene-

ficenze. Varie grazie e prodigi, di cui fu


p.

Mugnoni
il

allora

dimoranQuinal-

na fede

pubblici registri municipali

Trevi, registr ne'ricordati annali;


p. Giorgelti.

ne'suoi annali mss. il contemporaneo p.d. Francesco Mugnoni oli velano, che ritiratosi nel monastero dell'ordine a un miglio da Trevi, probabilmente ne fu testi-

e diverse ne riporta
di
i

fedeli

per omaggio di gratitudine

le grazie

ricevute e di tenera divozione,


ss.

fecero alla

Immagine copiose

offerte,

monio oculare. Non pu esprimersi


pore e
vi la
la

lo stu-

tabelle votive e limosine. Queste oblazioni

meraviglia che cagion in Tre-

formarono presto un incredibile cumumonete,


di

portentosa effusione di lagrime usciss.

lo di

argento e oro, di gioie,


di olio, di

te dagli occhi della


di
il

Immagine, e quintutti gli

di

drappi maguifici, e persino di bianche-

concorso per accertarsene di

ria, di vesti, di

grano, di vino,

abitanti,
stanti;
i

non meno che de'luoghi circoquali compunti per lo stupendo

cera e di altre cose offerte dalla piet tre-

vana
ti
si

e degli altri.

Tra

le

comuni

offeren-

miracolo e trepidanti pel manifesto avviso che sovrastavano loro e all' Umbria
-

distinsero quelle di Trevi, di

Monte

pubblici infortuni !, oltre

la

guerra e

la

pe-

Santo, di Castel Ritaldi, di Cannala, di Spoleto per essere stata liberata dalla minacciante pestilenza e mediante basson-

Me che desolava

la

provincia, con fiducia

TRE
ievo d' argento rappresentante
colla rocca.
la

TRE
citt
le

53

Alcune trevane fecero


al

co-

rone d'argento alla B. Vergine e

divin

Figlio, e madonna AI archesina di messer Natinbene Valenti don un superbo reliquiario con una ss. Spina con cui fu coronato il Redentore. Aumentandosi quotidianamente il numero tle'pii donativi, il consiglio della comunit di Trevi destin probe persone, perch li raccogliesse e fedelmente custodisse, inclusivamente al Diotallevio proprietario della

Maria delle Lagrime, concesse la chiesa a'monaci Olivetani del vicino monastero di s. Pietro di Bovara,che ne presero formale possesso I' 8 marzo 1489; ma non essendosi mai recali a officiarla, il consipens a consegnarla ad altri religioPer non accordandosi sulla scelta, risolse d' inviare sulla non molto lontana
glio
si.

strada
sero al

romana due
1

deputati,acci

l'offris-

che per ventura incontrassero. La provvidenza permise che fos."religioso

casa

ov'era dipinta

la ss.

Immagine. Questi de-

putati con licenza del vescovo di Spoleto


eressero innanzi alla

se il p. d. Giacomo da Cremona canonico regolare Lateranense, che qual procuratore generale di sua congregazione re-

medesima una capla

cavasi al capitolo generale di Piacenza, t

pella di legno, vi fabbricarono l'altare, e

deputati pertanto in
offrirono
il

nome del comune gli


il

messa a'2 1 agoslo 4 co da d. Costantino di Contiaello, il pi antico canonico della collegiata


la
i .

per

'volta

si

celebr

santuario, e

canonico pro-

mise che ne avrebbe


capitolo.

falla proposizione al

di

s.

Emiliano;
il

indi vi destinarono
vi

due

d'accettare,
gli

cappellani, perch ogni giorno


sero
la le
s.

celebras-

Reduce da questo con facolt si rec in Trevi a combinarne accordi, onde a'6 giugno i5oo co'cad'am-

Tale fu l'origine delprimitiva piccola chiesa di s. Maria delLagrime, la quale a'26 luglio i486 fu
Sagrifizio.

nonici regolari u fu stipulato islrumeuto possessorio, oltre la concessione

pio spazio di terra per compiere l'erezio-

eletta in singoiar prolettrice di

Trevi e

suo territorio. Pier Francesco Lucarini,

ne della canonica con cinta di mura; e poi con l'aiuto della congregazione, ed soci

uno de'deputati custodi


vorate, e fu

della

ss.

Imma-

corsi del

gine, l'orn con bel contorno di pietre la-

comune, di pii legati e limosi ne, ridussero il tempio all' attuale magnifila

uno

de'principali promotori

cenza. Eretta allora

canonica in pre-

perch

le

si

erigesse

un nobile tempio.

positura, pi tardi divenendo abbazia, u

A
di

tale effetto tra 'disegni fu scelto quello

fui. "preposi to

il

nobile veneto d. Silva-

maestro Antonio Fiorentino di sperimentata capacit, e se ne fece contratto a'2 giugno i486. Acquistata l'area necessi

no Morosini, gi due volte rettore generale di sua congregazione, incominciando


i

canonici regolari a custodire


luglio.

il

santuario

saria per la fabbrica,

cominci

lo sca-

dopo un mese a'6


di
s.

Neli5oi con

vo de'fondamenti a'27 marzo 148 7, operazione ch'ebbe pronta esecuzione per avervi cooperalo gli uomini delle ville del
lerritorio,per cui a'26 maggio,previa pro-

breve d'Alessandro VI,

alla preposi tuni

Maria delle Lagrime fu unita la chiesa di s. Giovanni della Piazza di Trevi, padronato del comune; e uel 1 5o8 fu data
agli stessi canonici la chiesa di
s.

cessione del clero secolare e regolare, dei


priori e del podest, d. Marcello Petratti

TommaGiovan-

so con l'ospedale.
ni, alla

La

chiesa di

s.

priore della patria collegiata


d'

vi

gett

la

1/ pietra con diverse monete. lu meno un anno si vide innalzato il maestoso tempio sino al piano delle fineslre,restandone sospeso il compimento. Intanto il consiglio di Trevi volendo affidare ad alcuna comunit religiosa lu custodia di s.

quale dipoi venne unito il detto ospedale,in appressol'ebbe in enfiteusi la

compagnia della Misericordia eretta nella medesima, mediante canone.Nella chiesa di s. Maria fu istituita una numerosa confraternita, la quale uel 6 8 fu aggregata all'ai ciconfraleruita della Dottrina
1
1

54
Cristiana
lo, cos

II

E
s.

T
Moria del
Piati-

E
i

di Rotini, di

della per quello copioso versalo

quale ss. Giovanni, Giuseppe d'Arimatea e JNicodetno, tolto


piet; l'alio cio col

dalla miracolosa sua

immagine
si

nell'atto

dalla croce Ges. Cristo nella sagra sin

che venne ferito dinanzi ad essa un suo


tlivoto,

ma

in seguito

sa di

s.

Maria

delle

La chieLagrime di vago e
estinse.

maestoso disegno, con la facciata principale ov' la porta maggiore lavorata di


pietre quadrale, e

done lo trasportano al sepolcro. Si vedono pure la B. Vergine, la Maddalena e le due Marie seguire il feretro penetrate di dolore, Ultimo spettatore della scena s.
Francesco, figura che forse die
alla cappella.
la
il

titolo

suo

jyo3 si namento marmoreo ed elegante della


la

terremoto del dov alquanto ahhassare. L'oril

dopo

Nelle facciate laterali deleffigiati


s.

medesima sono
ss.

s.

Giuseppe

por-

sposo della
se; e nella

Vergine, e

Ubaldo ve-

principale
di

Giovanni
1

egregiamente scolpito da Gio. Pietro da Venezia nel


,

scovo di Gubbio e canonico Lateranenlunetta superiore sono delle figure e ornati bellissimi ma deperiti in buona parte. Nella maestosa crocer o na,

49^> e quello pure bellissimo ta laterale, hanno gli slemmi

della pordella citt

e dell'illustre famiglia l'elioni che contri-

ve di mezzo
t.a destra
,

vi

sono 4 bellissimi
al

altari,
s.

il

bu con 100 fiorini olla costruzione d'am-

dedicato

ricordato

bedue. L'interno della chiesa ha 7 altari compreso il maggiore, vicino al quale un piccolo altare fatto da' Valenli e col

do fallo da buona mano muro, co'di versi miracoli dal santo operati,

Ubaldipingere sul

dal trevano Pier Costanzo Ricci,

che

slemma, con nicchia chiusa con cristalli, nella quale si venera un divotissiloro

inoltre

don

alla chiesa

uno

de' superbi

vasi per l'acqua santa e col


la

suo stemma;

ino Crocefisso. Quello ove

si

venera
ri

la ss.
la

sua famiglia dot l'altare, e Benedetto


lo

Immagine
la di

nella cappella

m petto

XIV
2.

dichiar privilegiato perpetuo.

Il

porta laterale, con bella facciata decora-

altare dalla stessa parte sagro all'Ass.

colonne e statue con diverse dora-

dorazione de'

Magi

nel Presepio, con

1621 dalla piet de'capita111 Pompeo e Francesco Benenati, che inoltre dotarono l'aliare di diverse messe
ture, fatte nel

pitture laterali, tutte opere del Perugino,

Da principio l'altare fu acquistato dal comune di Bovara, che lo dot per avervi
il

pii

legati. Nella crociera della

porta

la-

jus di seppellirvi iunanzi


indi nel

suoi defun-

terale

souo
s.

i)c

grandi aliati, uno dedil'altro


al

ti;

1679

fu concesso a
Il

una delle

cato a

Carlo con bel quadro; e iuconlroas. Francesco, con pittura


la

nobili famiglie

Valenti.

Barlolini de-

mu-

ro esprimente

Deposizione dalla Croil

scrive il lodatissiruo affresco dell'Adorazione, espressa colla B. Vergine col suo

ce nel sepolcro del Salvatore, che


getti

Gioril

crede di Pietro Perugino.

Ma

Bar-

divino Infante nelle braccia in alto d'esporlo alle adorazioni de' circostanti, a-

lolini ne'suoi

Ceniti sulle pitture classi-

Ven te alla
gi

sinistra

s.

Giuseppe.

tre re

Ma
12

che di Trevi, sebbeue convenga meritale tulio la fede tale scrittore, dubita
il

il

loro seguilo, rappresentati da


il

che

bellissime figure, riempiono

davanti del

magnifico affresco
la

sia

del Perugino, poi-

quadro.
ilei

E costante opinione,
,

che

in

uno
suo
stu-

ch

tale singolarissima pittura gl'inten-

seguaci de're,dipintoalla sinistra deli*


il

denti

glia di lui discepolo,


se

giudicarono piuttosto dello Spail quale talvolta giun-

Madonna
pendo
tura
vi

Perugino

ritrattasse

il

prediletto allievo Raffaele.


in

Tutto
la

ad emulare Raffaele, altro allievo del

questo quadro, nel quale

na-

Perugino. Questo quadro stupendo e singolarissimo rappresenta una scena con ve-

fu copiata colla maggior fedelt.

Le

ramente tragico pennello trattala, per cui desta u figliai dnuli sensi di terrore e di

pareti interne e laterali della cappella dell'Adorazione o Presepio sono adornate


dalle

immagini

de'ss. Pietro e Paolo, eco-

TRE
e4itaiscono

TRE
di pitture

un complesso

am-

la

volta in su, nel quale viene espressa la

mirabili del Perugino, che nella cornice

quadro di mezzo viene ricordato dall'epigrafe: Petrus de Castro Pieinferiore del


bis pinxit. Dalla parie sinistra della na-

Resurrezione del Signore co' custodi del sepolcro esterrefatti, con pensiero eguale a quello lodato esistente in s. Pietro di
Perugia, opera d'Orazio Alfani, uno dei buoni alunni di Pietro; laonde sembra in
clinare, che

ve in discorso, incontro l'altare di

s.

Ubal-

do,

la

cappella della Piet, sul cui altar

mg.

Valenti facesse esegui-

re adornato da mg.

Benedetto Valenti,

da questi
lui

fu

posta l'eccellente tavola da

ricevuta in

donoda Clemente VII, che

arricch l'altare di copiose indulgenze, ed


al
ti

scolare del Perugino, per gl'intendenti a giudicarne e quindi attribuirle a chi spettano veracemente. Rimpetto all'altare del Pre-

re le pitture da

uno

invitando

quale assegnarono legatiAlfonso Valene

sepio trovasi

l'

altare di
il

s.

Caterina ver-

Lucrezia Lucarini.ll Barlolini osserva,

gine e martire,

che negli arabeschi die adornano il fondo de' pilastri esterni della cappello della
Piet,
si

quadro rinnov il ravennate p. d. Matteo Nabruzzi che per pi anni govern la canonica di Trevi.
cui

trovano

segni della scuola Raf-

faellesca e

cuni;

eil

non della Perugina, secondo alanche le ligure dipinte a fresco

L'ornato per dell'altare e con dotazione di qualche legato, gi l'avea fatto Lucrezia

Valenti-Gemma.

Nelle pareli latele

trovano di stile pi moderno, e nel lutto insieme pi probabile per qualcuno de'non migliori
nella lunetta superiore le

rali della
ss.

cappella sono dipinte in tela

Cecilia e Caterina,

che

il

Bartolini con

alcuni bravi periti crede dello

Spagna e

successori di Raffaele, che di Pietro.


gli altri

De-

perci sue opere rarissime, perch poche

poi

opinano diversamente,

soste-

sue pitture

ili

tela

si

trovano. Aggiunge

nendo che anco Pietro Perugino

dipin-

che molti

di

geva gli ornati in quella forma, e che il gran Raffaele da questo suo maestro ne

tive, offerti

que'quadretti o tabelle voin volo a s. Maria delle La-

grime

nel fine del secolo

XV

e negli e-

non nelle Terme di 7 /7o (/^.), come il volgo presumeva. Protestando il Barlolioi di non essere in grado da poter sciogliere s ardui dubbi, e
apprese
7
i

disegui,. e

sordi del

XVI,

da'divoti che impetrarole

no o riceverono
li

sue grazie, invece del-

l'odierne lastre di argeuto,copie delle qua-

per

la

loro eleganza

andarono ad abe di

lasciando stare
pontificia

il

quadro
,

di

provenienza

bellire le gallerie di

Frauda

Germa-

dove

sta

senza pretendere di

decidere se

sia veramente di fra Sebastia. no del Piombo, come si sempre e*generalmente creduto ovvero di qualche suo bravo allievo; conclude, che le pitture al muro ebbero onninamente vita pri,

perch pittori viaggiatori crederono di aver copiato pitture del Perugino e dello Spagna, odi altri di quella celenia,
i

bre scuola;

gli

originali esistendo ancora

nel coro di questa chiesa, ina


servati. Questi

mal contutti iu ta-

sono circa 00,


1

ma

del

54

poich

in

quell'anno

fin di

vivereil prelato Valenti, e perci pi pro-

babile della scuola di Raffaele che del Pe-

rugino; tanto pi che nel mezzodella cappella vi dipinto lo


te

stemma
Le

di

Clemenese-

VII,

il

che concorre a far crederle

guite nel suo pontificalo.


te

figure dipin-

consistono in due Sibille maestosamen-

vola, per non tutti dipinti a olio, esseudovene alcuni fatti a guazzo, altri delineali anche a penna sulle carte alle tavolette applicate. Contengono tutti la ss. Immagine della Madonna delle Lagrime, e i ritratti de'divoti che li presentarono. Fra voti dipinti a olio sembra d'ottima mano il voto di Corali to da Norcia, con iscrii

te assise nelle pareti laterali della volta,

zione interessante la medicina e


rale.

la

mo-

ed in un quadro che abbraccia tutto il fondo della cappella dall'impostatura dei-

Fra quelli dipinti ad acquarella pi stupendo de'compgni pare quello rap-

56

TRE
la

TRE
gazione
istituita nel

presentante in alto

B. Vergine delle La-

regno

di

Napoli da

s.

grime, con due belle giovani prostrate con macchie della patita peste bubonica, con

Alfonso nel 1732 e approvata nel 1749 da Benedetto XIV, venne quindi governala da un rettore maggiore residente in

die dichiarano la liberazioue dal morbo. Termina il p. Giorgetli la descrizione elei tempio e celebre santuario di s. Maria delle Lagrime, con riferire che lo nobilitano 7 ben intesi e vaghi depoversi
siti dell' illustre

detto regno sino ali 853. Se

nd esame

gli atti della

s.

si prendono Sede e il pen-

siero del, santo fondatore dei

liguorini,

chiaro apparisce essere disegno della divina Provvidenza stabilire il centrale governo dell'istituto in Roma, ove tutti gli ordini regolari convengono quasi al fonte perenne di unit, per attingervi indivisa-

famiglia Valenti, tanto

benemerita della chiesa e della canonica, riportandone le iscrizioni sepolcrali e notando quelli decorati da busti in marmo,
il

pi ricco e bello essendo quello del car-

mente

il

bene e

la stabilit

necessaria

ad

Erminio posto nella cappella della ss. Immagine. Alla restaurazione del tempio nel 733 concorse Clemente XII, ad r istanza di mg. Lodovico Valenti poi cardinal
1

ogni cattolica istituzione religiosa; cosa

tanto desiderala da

s.

Alfonso

il

quale

dinale. Nell'antica canonica

il

1. "settemi

bre

855

passarono a

stabilirsi

Reden-

lorisli

o Ligito rini

(?') di

Spoleto.

tale articolo narrai

che ve V introdusse
la loro

maggio 1776 dichiar: Se la mia congregazione non si stabilisce fuori del regno ili Napoli, non sar mai congregazione. Laonde Pio VI con bolla del 780 cre un superiore generale dell'ordine, con residenza in lionella sua lettera de'3o
1

Leone XII, affidando


rocchia di
s.

chiesa e par-

roa,

Ansano, sebbene per istituto non ponno amministrare cure parrocchiali. Neil 855 il municipio di Trevi a-

ove rimase sino al 1793. In quell'epoca fu nuovamente celebrato nel regno


il

di Napoli

capitolo generale per l'elezio-

vendo

loro offerto

il

tempio

di

s.

Maria
e-

ne del novello rettore maggiore, che per non torn a risiedere in boma. In seguito di che vi fu

delle Lagrime, la cui divozione e straor-

sempre

\\n vicario ge-

dinario concorso del popolo sempre


della

nerale per

le

provincie transalpine, per

dificante, la casa annessa, la cappellania

medesima,
i

il

suo recinto, non che

dipendente dal rettore maggiore di Napoli. Poco prima e vivente ancora s. Alfonso, nel sapere che ripartivano pel set-

la chiesa e

beni della

Madonna

di

s.

Ar-

cangelo,
la

redenloristi per esonerarsi dal-

tentrione
si

due primi

transalpini recatialla

cura d'anime che tenevano a Spoleto,

in

Roma
,

ad ascriversi

sua congre:

mediante autorizzazione e scioglimento dal vincolo, del breve apostolico Exponendian curavt, emanato dal regnante Pio IX a' 12 giugno 855;
tutto accettarono
1

gazione

ne fu tanto

lieto

che esclam

Non mancher Dio


mezzo
gioni.
di questi la

dal propagare per


iti

sua gloria

quelle re-

e quindi

il 1

."del

seguente settembre
io, casa

re-

Questa predizione si velifici) pienamente, imperocch nel giro di pochi an-

dentoristi presero formale e solenne pos-

sessodel santoni

e sue appartenen-

congrega/ione del ss. Redentore venne meravigliosamente diffusa e propagani la

ze, coll'intervento della

magistratura co-

munale. Siccome la benemerita congregatone del ss. Redentore, fondata da s. Alfonso de Liguori dopoch pubblicai quell'articolo, ha ricevuto maggior lustro, profcuo ordinamento e incremento, trovo opportuno di qui narrarlo in breve e
,

per mezzo de'suoi vicari generali, nelmassima parte degli stali d' Europe e persino in America. Per mirabile disposizione della divina Provvidenza avveuncil dilatamento dell'istituto, adonta della,

la

le

persecuzioni ch'esso di

mano

in

mano
e

pativa,

come

essere espulso du Fi'Biicin,

cos

completarlo sino a oggi. La congrc-

Russia, Polonia,

Germania, Portogallo

TRE
Svizzero; giacch ia possente mono di
in

T
Dio
serta [V.) colla
lai. ''chiesa del
silica

E
,

57
sull'

villa

posti

amena
tra

breve lo ricondusse nella pi parte di regioni, cou vantaggio immenso dei fedeli, alla cui spirituale cura e con lodetali

sommit del celebre M/ite Esquilno,


sagra

mondo e la maggiore baalla Madre di Dio; il palazzo

vole zelo
s.

si

consagrarono

degni

figli

di

Alfonso. Gregorio XVI, che canonizz solennemente il santo fondatore stabilendo nel 84 secondo la di lui mente,
,
i

mutando in casa generalizia colla spesa di circa 8ooo scudi, e dando eziandio pronta

opera

all'

edificazioue dell'adiacente

chiesa dedicata al

in tutta la

congregazione
il

le

provincie coi

n ore di

s.

ss. Redentore, ed in oAlfonso de Liguori. In questo

superiori provinciali; e

successore Pio

luogo

liguori ni
i. "capitolo
il

nel

maggio

IX,

neh85o regolando

nella

congregaaperta-

nero
col
r.

il

generale di

855 tenRoma, e vi
1

zione altri rilevantissimi

affari,

elessero

superiore generale r.'no


i

p, j\jj_
il

mente dimostrarono di voler (issare in Roma il capo supremo della medesima, se uon che per allora circostanze particolari l'impedirono. Finalmente, considerando il Papa Pio IX che colla unione delle case esistenti nell'alta Italia e della

Mauron,
p.

r.

pp. consultori, ed

mo
la

Brixio Queloz in procuratore ge-

nerale, tutti

ad vilam

il

che celebranp.

co

Civilt cattolica a

58

del

t.

della

3/

serie.

Cos e merc dell' essersi

pro-

stabilito nell'alma ed eterna

vincia

romana
si

alla

congregazione tranle

della congregazione, e

Roma il capo mei ce della fondain pie-

salpina,

otteneva che tutte

provincie

zione d'un noviziato romano, gi

bell'istituto sparse nell'orbe cattolico ve-

no vigore

nel novello

convento Esquili-

nivano
le case

rette dal vicario generale,

tranne
Sicilie,

no, e posto alla benefica

ombra

della

s.

poste nel regno delle


1

due
il

Sede, uon dubbio che

a'6 settembre
di tale

853

decret, che le case

avranno abbondanza
ispirati dal glorioso

pp. redentoristi di evangelici operai,


i

reame conserverebbero

loro ret-

Sepolcro de'Princi-

tore maggiore,

ma

che desso non pi a-

pi degli Apostoli,

per quelle altre fonda-

le altre

vrehbe alcuna giurisdizione e autorit sulcase della congregazione Liguorina. Di conseguenza, volendo il Pontecon paterna cura e sollecitudine proval

zioni,
fcii,

che
s

ne'dominii temporali ponti-

negli stati italiani istantemente


richieste.

vengono

fice

gregazione sono:

la

Le provincie della conRomana, la Gallica,


le

vedere
il

bene dell'intero corpo, cambi

l'Austriaca, la Belgica, l'Americana, l'O-

vicario generale nel superiore generale

landese e Inglese, e
poli e di Sicilia

case de'regni di

Na-

residente in
stesso
1

Roma,
i

e l'8 ottobre dello

853

ordin, .Che una casa della


ss.

congregazione transalpina del


tore fosse stabilita in

Piedenil

Roma. 2. Che

su-

periore generale della


3.

medesima avesse a
si

dovrebbero formare due altre provincie, secondo il decretato nel 1 84d a Gregorio XVI. Il superiore delle provincie di dette due Sicilie chiamasi rettore maggiore, mentre quello di tut

risiedere nella metropoli del caltolicismo.

ta la

congregazione

s'intitola

superiorege-

Che
ss.

il

capitolo generale
citt.

avesse a te-

nerale e rettore maggiore, residente nella la la quale appartiene alcongregazione medesima, in uno a quel-

nere nella slessa


del

La congregazione

casa Esquilina,

Redentore possedeva gi in Roma la chiesa di s. Maria in Monteroni con annesso convento, che descrissi in quell'articolo;

la e colla chiesa di

s.

Maria

in

Montero-

ni, residenza del


la

ma

l'ima e l'altro riuscendo

procuratore generale delstessa congregazione; di pi in essa vi


il

dopo
a'volei

tali la

pontifcie disposizioni troppo

dimora
Sicilie.

procuratore delle case delledue


voler poi far cenno della deco-

angusti,
i

congregazione

in

ubbidienza

del Papa, per scudi 4<>,ooo acqui-

rosa chiesa Esquilina in costruzione assai

no

il

Palazzo Gattoni o Cattaui o Ca-

avanzata, e congiunta al uuovo couveu-

58
(o, la

TRE
quale precisa mente sorge nellospaunito
il

T
pino, e
vi

II

E
si

Clituuno, che

getta poi nel

Topa-

zio

che resta a sinistra di chi passato il muro di cinta vada verso la casa religiopalazzo de'Caetani, dir solamen<li
i

sorge un antichissimo tempiet-

to consagrato al

fiume

istesso, cui

sa, gi
te,

gani prestarono culto, e del quale parlai


nel citato voi.

che ne

disegni

l'

inglese Giorgio
,

LXIX

p.

63, convertito
fr.

Wagley,

di gusto semi-gotico

per quei

quindi
te

al

culto cristiano, e poscia in par-

motivi che notai a Tempio, e al suo compimento non lontano, dicesi che sar costato 1'edifizio, co'suoi accessorii, decorazioni e suppellettili, quasi

diroccato dal lucchese

Paolo romiili

to di

Monte Luco, custode


il

della chiesa e

del benefizio in essa fondato, verso

y3o

5o,ooo

scudi.

vendendo

cornicione in parte caduto pel


le

La
de

fabbrica gi per intero murata, onse ne

terremoto, e

colonne che a Spoleto or-

pu con precisione indicare le precipue parti. Vi si giunge per una gradinata, ed


il

p. 57,

prospetto esterno ha quelsi

s. Filippo, il che rilevai a parlando di sua chiesa. Da chi fu impedito continuasse il frate le fatali de-

nano

l'altare di

l'eleganza che

addice alla maniera ogi^


sola porta nel

molizioni, lo dir celebrando


trevaui. L'
scrisse

g' illustri

vale prescelta,

avendo una

encomiato trevano Bartolini


articolo sul Clitunno,

suo mezzo. Nell'interno la chiesa lunga palmi 200 e larga 80 con una sola navata e avente lateralmente 6 cappelle sfondale per parte, le cui pareti supe,

un erudito

del quale vado a farne cenno, e intitolalo: Il

Clitunno fiume dell'Umbria. Pic-

ciolo d'onde e di valor gigante, fu detto

riori
ti s.
i

avranno pitture

a fresco esprimen-

principali fatti della feconda vita di

up altro italico fiume dal principe del Parnaso italiano del nostro secolo, e semClitunno pe'rari suoi
la

Alfonso. Negli altari invece di quadri

bra per giuste ragioni, ed altrettanto potersi ripetere del

vi

saranno sculture marmoree, e

di gi

at-

furono allogate quelle rappresentanti la Immacolata Concezione di Maria Vergine, il suo sposo s. Giuseppe, s. Alfonso de Liguori, s. Teresa, s. Francesco d'Asisi, la sacra Famiglia, ec. Riceve lume da 4 finestre a sesto acuto, con vetriate dipinte, disposte

tribuii e

come

celebralo per

chiarez-

za e freschezza di sue acque, e per la lo-

ro qualit dealbante a segno che bianchi

come neve trasforma


no.

bovi di pelo anche


fola di Virgilio, di

nerissimo che per un anno circa ne beva-

Questa non una

in

due ordini tan-

Plinio e di altri antichi scrittori,


fatto

ma un

nave che nell'apode, la quale terminata da un calino, a imitazione dell'altre chiese di Roma, e nel quale sar
to nella

confermato dall'esperienza contia' nostri

nuata, e riconosciuta
prof.

giorni dal

Monchini

nella bella analisi chimiIl

dipinto a fresco
delle

il

Salvatore a imitazione

ca delle celebri acque di Nocera.

corto-

romane
iti

basiliche. L'altare

maggio-

nee ab. Ridolfiuo Venuti, Osservazio-

re isolalo
li

fondo

alla nave: 'stioi la-

ni sopra

il

filane Clitunno, detto in og-

sonoduecoreltijenell'emicielo dell'apsiil

de trovasi

coro cogli

stalli pe'religiosi.

Dalla chiesa, traversando


passa nel convento.

la sagrestia,

si

Pene, situato tra Spoleto e Foligno del suo cullo e antichissimo tempio, e dello stato suo pi-esente, ec, Roma 753, prov con illustrazioni storicogi
le
,
1

Dal descritto santuario,

lo

sguardo

si

archeologiche, essere etrusca l'origine del

estende nella sottoposta fiureulissima pia-

suo nome, per cui


risale

tal

sua denominazione

nura, attraversala dalla via Flaminia, e


presso
la
la

per

lo

meno all'epoca delle conquiste


sopra
gli

stazione postale delle Vene, neldi Campi-Ilo

fatte dagli etruschi

umbri, cio

comune
il

ne

rilevai nel voi.

(come nel parlarLX.IX, p. 23), scatu-

a dire

zione

3oo anni circa prima della fondadi Roma. Non risulta per altro ab-

riste

copioso fonte fracassi, oud' fui

bastanza se di costruzione etnisca fosse ve*

TR E
ramenle l'antichissimo e restaurato guasto tempio, che si vede ancora poco ni di qua della sua sorgente, ove per pi secoche secondo li risposero quegli oracoli
,

TUE
anche oggid
in

59

qualche

modo

venerati
fasti
i

que'luoghi, celebri per gl'imperituri

romani, ed ove per troppa venerazione lontani loroautori restavano illusi da'bugiardi oracoli della credulit.
I

il

Fontanelle e per testimonianza di Plinio Giovane, si ostinarono anche dopo la venuta del Salvatore ad ijludere popoi

pagana superstiziosa al governo di Trevi, comprese lecomuni di Monte Sanluoghi soggetti


to e Sellano,
li

Bowirium de'ro* mani, ove si serbavano le mandredi bovi per farne ecatombe a Giove, dopoch
li

di

questa regione.

Il

notai nel voi.

LXIX,

p.

29:

tutti

loro abitanti, in

uno

a que'di

Trevi e del suo Borgo, ascendono a quasi


ti

da quelle acque era stalo imbiancato il loro pelo, stava appunto dove ne'tempi
bai bari sorse l'abbazia de' Pietro, ove oggi la villa Bovara,

di Trevi,

6000. Sono ricchi settimanali mercacome le molte annuali sue fiei

compresa
vi
,

nel

monaci di s. sempre distretto comunale di Tre-

re, ferace

essendone

il

territorio, situato

ed abitata da circa
il

5oo

coltivatori.

buona, ed in clima temperato. Abbondanti sono le acque in modo, che fino dal 1 760 fi istituita in Trevi una
in colle e aria

Nasce

Clitunno nella suddetta comune di Campetto e percorre quindi tuttoil territorio di Trevi, della qua] citt bagnava
le

prefettura municipale che presiede a'suoi

11 pubblici no e da olio
f)

canali. [fa

sul Clitunno,

pure mulini da graove ponno agire


citt e tei risi

mura, e

fino al secolo passato ap-

macine,oItre3o da olio nella

medesimo prima die fosse rotabilmente ristretto, Cambia il suo nome con quellodi Timia o Tenia
parteneva
al territorio

torio,mosse da forza animale.Ora


e magnifica per

sta co-

struendo una nuova strada adagialissima,


la vista

che presenta della

nel territorio di Foligno, ed unito poi ad


altri corsi
si

sottoposta e celebre valle

scarica nel Tevere. Antica-

seo e delle antichit riunite nella casa


lenti

Umbra. Del muValibra intitolato:

mente

il

Clitunno era navigabile, come

vado a parlare, dicendo degli uomini

a'tempi dell'imperatore Caligola diesi re-

pi

illustri della citt, col

ea visitarlo/cessando d'esserlo per l'abbassamento di sue acque , derivato ila Quella lunga serie di terremoti che minacciarono di subbissare
nel
il

446

di nostra era,

globo terracqueo quali o ne sollbi

Le antichit talentine, dialoghi due di Francesco Alighieri e Sanie Ponzio, nuovamente pubblica ti e di preliminare illustrazione muniti da Clemente Bartolini patrizio

di Trevi, Perugia 1828.

carono

la
,

sorgente o per sempre l'impicsenza

Attesta Calindri, nel

Saggio

statistico-

ciolirono

per alterare
di

la

virt

storico del Pontificio stato, che nel territorio sono le vestigia dell'antica citt,

dealbante o imbiancatrice

sue acque,

e senza attenuare le sue storiche e mito-

logiche rimembranze, imperocch die

il

nome

al

dipartimento

di cui

Spoleto fu

capoluogoall'epocadel governo repubbli-

cano del 1798. Anche al presente quella stessa contrada con tanta eleganza descritta da Properzio e da altri poeti e prosatori, la sorgente del Clitunno,
il

eche vi si scavano lapidi, medaglieefrantumi di vetusti monumenti, essendovi pure un tempio cristiano ili antica d ita, forse quello gi di Clitunno. Trevi ebbe sempre un cardinal protettore, e 1' ultimo fu il cardinal Giovanni Serafini morto nel 1 855. Degli illustri trevani per santit di
vita,

suo an-

per dignit, per dottrina e


il

tichissimo tempio, tuttora chiesa con beneficio semplice,


di

per valore militare, tratta ancora


gelti, e di lui

Gior-

sono continua cagione


i

illustri

fermata per tutti viaggiatori dotti e che vi sono di passaggio. E cosi gli

pure mi giover, dicendo che Trevi sempre vant illustri e nobili


fatniglietlecoratedi
titoli

onorifici, di nodi

abitanti di Trevi e le vicinanze

vedono

bilt generosa, gi signore

feudi, ed

60

TRE
inss.

TRE
gnome ne'biografi de' cardinali, e siccome
i

alcune insignite degli ordini equestri,


clusivaniente a quelli di

Malta, de'

trevani lo dicono creatoda Celestino ili


s.

Maurizio e Lazzaro, della Milizia di Ges Cristo, e degli ordini pontifcii. Nel ricordalo libro si tratta delle primarie antiche famiglie che fiorirono o tuttora sussistono in Trevi, e dalle quali uscirono
diversi celebri personaggi,

e del titolo di

Anastasia,

feci

apposite

ricerche e trovai che quel


fer tale titolo.
Il

Papa non conle


-

Cappello, che scrisse

come

la

Pe-

troni, la Veri, la Palazzi, la

Ponzia cosi

Brevi notizie dellaehiesa di s. Ano sta sia, comincia la serie de* titolari dal i4^9lo non pretendo di togliere aTrevi un cardinale, solo giustificarmi perch non ne
feci la

delta

come

originaria di Ponze (villag-

biografia. Pretendesi ancora treva-

gio che sempre ha fallo parie del con-

no
la

il

cardinal Alessandro Oliva,

ma

nel-

tado di Trevi) e dalla quale derivarono


la

biografia lodissi'di Sassoferrato, cos

Valenlini e

la

Bartolini;

la

Nalalucci,

la

Locarmi, l'Ui igo o Origo originata in Trevi donde pass a Roma, e principal-

mente

la

Valenti, divisa in diversi rami,

che tanti

diritti

ha

alla patria riconoscen-

za e tanto decoro fece ad essa pel copioso novero de'suoi illustri che in ogni epoca luminosamente fiorirono, per aver contribuito ad estinguervi la fazione ghibellina, che funest anche Trevi per l'av-

Sono cardinali Irevani Erminio Valenti; Lodovico Valenti (di questo cognome e mantovani abbiamo cardinali Silvio e Luigi Valenti- Gonzaga) y Curzio Origoj cui biografi lo dicono patrizio romano, belivi coin quell'articolo.

e celebri,

me

notai di famiglia antica di Trevi, a-

vemlo il Bartolini fallo pure onorevole menzione del marchese Giuseppe che si
distinse qual colonnello,direttore

coman-

versione

-a

guelfi, fedeli e divoti a'

Papi,

onde su

solide basi pot stabilirvi la vera


la

dante de' Pompieri (V.), del qual corpo fu benemerito, e di Roma anche per aver impedito che sotlo
il

pace, per cui vieppi ebbe incremento

governo francese

si

loro fortuna e splendore, sempre affezio-

trasportasse la famosa statua del Trito-

nata alla corte romana, che ognora seppe servire lealmente e con zelo. In compagnia del vescovo s. Emiliano nella persecuzione di Massimiano moltissimi trevani dierono la vita per Ges Cristo ; martiri egualmente furono ss. fratelli Vincenzo vescovo di Bevagna e Benigno diacono; trevani sono s. Costanzo protettore di Perugia, decapi tato poco lungi da Trevi, dove esiste ancora un' antichissima chiesa, ma abbandonata; s. Concori

Piazza Barberini. Molti vescovi e furono trevani, come Romolo Valenti dopo distinte magistrature vescovo di Conversano, intervenuto al concilio di
di

ne

prelati

Trento, e che ricev onorifica tomba in

s.

Maria delleLagrime.Fr.Reginaldo Lucarioi domenicano, maestro del s. palazzo, vescovo di Citt della Pieve. Sebastiano Valenti vescovo di Terni.
lato Marcello
Il

pre-

Lombardi.

Il

prelato Ales-

dio martire, seppellito presso Trevi, cosi


i

ss.
;

Dionisio,
il

Ermippo
s.

e Italiano

marCiac-

sandro Gentili. Monte Valeuti,di cui molti sono fasti, qual preside di Romagoi e di Ravenna, governatore di Perugia e
i

tiri

b.

Tommaso

da Napoli eremita
il

dell'Umbria, governatore di
s.

Roma

per

dell'istituto di

Celestino V;

b.

caro o Zaccaro;
venerabili
fr.
i

il b. Ventura eremita; i Bernardino e fr. Gregorio cappuccini; venerabili fr. Mario e fr. Onofrio minori osservanti riformati, ed il 2. morto in 8. Martino; il ven. Teobal-

XI 11, indi governatore di Bologna, a cui il degno figlio Alfonso eresse una superba tomba con diPio
e Gregorio
stinto epitaffio nella chiesa delle Lagri-

me. Alessandro Valenti pi'otonotario aposlolico e conte palatino, a cui


s.

Pio

V
a'

do.

Vanta Scardinali,

cio Paolo

Lam-

conferm

a lui

ed

a'

discendenti rinve-

bardi, che per noti trovo con questo co-

stitura della contea di R-ivo Socco,

che

TRE
suoi maggiori era stala concessa da Giulio III

TRE
cui era ricco quel

61
i. la-

museo, e questo

e Fio IV.

Il

celebratissimo Beneapostolica e avvocato

voro forma
poi
il

la 3.*

parte dell'opuscolo. Di-

dello Valenti dotto giureconsulto, preletto della

prelato Valenti, avendo da


al

Roma
Q

camera
111,

portato
to di

suo museo un altro assortimenl'oggetto del l.

lscale della

medesima, caro a Clemente


ed all'imperatore Carlo
assist^ fu

marmi, formarono
il

VII e Paolo

dialogo. Questi eruditi opuscoli divelluti


rari,

V,

alla cui

coronazione

aggre-

trevano
sono

Cartolili! volle riprodurci,


le iscrizioni raccolte

galo co'discendenli
serlo gi
stinse
il

al patriziato di

Spol'es-

ed

in essi

nel

leto e alla nobilt di


la

Perugia, oltre

famiglia di quella di Todi. Di-

museo Valenti, tuttora esistente nel palazzo omonimo, eseguendolo con preliminari eruditi e importanti patrie illustrazioni, nell' epilogo storico di

sommo
il

merito

di

questo illustre
le scien-

trevano,

suo buon gusto verso


il

mg.

Bene-

ze e belle arti, ed

favore e protezione
i

largamente spiegati per incoraggiarne cultori. Di questo suo principalissimo merito u fanno fede, mg.' Magalotti, gi governatore di Roma, nel suo trattato De
sal\'o : conductoa lui dedicato,
r

Memorie di Francesco Alighieri figlio di Dante III e dell'opere sue, e le Memorie storiche di Sante Ponzio di Trevi eruditissimo e di elevato ingegno. Quindi
detto Valenti e sua agnazione, e colle
tutto dedic al virtuoso e da lui encomiato con singolari elogi, conte Giacomo Valenti, benemerito gonfaloniere di Treil

nonch gli
Bar-

scrittori de' dialoghi ristampati dal

lolini nell'Antichit

F alentine

de'sum-

mentovati Alighieri e Ponzio. 11 fiscale Ar alenti raccolse nel suo palazzo di Trevi

vi,

proprietario del

museo

e del ricco ar-

chivio di sua nobilissima famiglia, che fe-

un vistoso numero di lapidi, busti e altri marmi, co'quali form una specie di museo; onde ilTiraboschi, nella Storia della letteratura italiana,
la storia

conda

di
i

uomini

illustri,

ne vado ricor-

dando nomi de'principali,rica vandoli da


quantodiluisameule nescrisseil Barlolini
nelle belle

lo celebr

per

memorie biografiche,che si posdella famiglia Valenti,

uno de'primi,che ad opera


ed
alle belle arti
si

tanto utile al-

sono dire la storia

cimentasse, e

l'elogio de'pi celebri suoi concittadini.

ne riscosse incancellabile fama. Per completar poi l'opera intrapresa, permise che
la

Gio. Battista fratello del lodato Benedetto, fu

giudice generale della Marca, gocitt

sua galleria fosse illustrata dalle peri-

vernatore di varie

e perpetuo di

penne di Francesco Alighieri, nipote del gran padredi nostra lingua, edi Sante Ponzio trevano, impegni che essi eseguirono con pubblicare neh 537 m R ma l' Aidi qui tate s V aleutinae archeologica dssertatio Fr. Aligeri Dantis IlIJilii: Primus Dialogus deAidiquitatibus P alentiiiis : Secundus Dialogus de Antite
:

Gualdo-Tadino, e dovr riparlarne. Il lor ro prozio d. Natimbenepel suo gran merito contribu col fratello Giovanni alia
riforma dell'antico Statuto di Trevi
,

il

quale merit
quali
t

gli

encomi de'Papi nell'apfra'

provarlo, e fu lodato da'giureconsulti,


il

cardinal de Luca. Trovandosi Na-

iinbene fin dal

i4^9 aggregalo

alla cit-

quitatibus Valcnlinis.ll Alighieri vedenil museo formato da Benedetto reclamava un'illustrazione, vi si accinse ed ebbe a collaboratore il Ponzio. Interpre-

tadinauza romana, tu anche uno de' ri-

do che

forma lori dello Statuto di Roma sotto Paolo 11, come sapiente e famoso dottore in legge, e collaterale di Campidoglio.
Inoltre

t quindi tutte le lapidi


grafi mortuarie, lavoro

romane

e l'epi-

che costituisce la i. 'parte deh .'opuscolo ; coadiuvato poi dal Ponzio, procederono insieme all'illustiazioue de'busti, leste e altri

Valenti ebbero, Gaetano celebre capitano generale pontifcio nell'Aui

stria e nell'Ungheria.

Ferdinando dotto
f-

e celebre avvocato concistoriale e del

marmi,

di

sco della rev, camera apostolica, fregiato

62
di

TRE
tri.

TRE
Tornato
in patria vi eresse e

molle virt, autore di elaborale opere legali stampate in Roma neh 744 hi Opera o7 grandi volumi col titolo
:

mont

a proprie spese

una compagnia
s.

di coraz-

ze per servizio della


ficato d'

Sede, nel pontile

nnia selectiora. Andrea Angelo dotto e


virtuoso.

Alessandro VII. Entrato tra


i

Fausto protomedicodi

Roma

milizie papali, percorse

gradi maggiori,

dello slato, cheedific ecinse di gran

ro

la

bella villa sotto Trevi detta la

muFan-

stana dal di lui nome, ebe per la sua vaghezza venne dipinta nel palazzo Valicanocoll'iscrizione: Filla Faustana de'nobili l 'alenti di Trevi. 11 quale subn rimgrandioso fondo pervenne nel patrimonio privatodiLeoneXll. Cornelio peilo

governatore dell' armi di Marittima e Campagna, indi del ducato d'Urbino, li suo figlio Filiberto nominato capitano
,

della

compagnia de'corazzien padre, e da Clemente XI fu

eretta dal
fatto viceal cui

governatore d'armi nell'Umbria,

tempo
nover
sco di
in

e nel
al

1706

il

senato
la

romano an-

suo patriziato

ritissimo nelle leggi. Quintiliano valoro-

lenti e loro discendenti.

famiglia VaAnton France-

so capitano d'

Urbano Vili

e tesoriere

sommo ingegno

e celebre

avvocato

generale della Marea. Gio. Battista prtonotario apostolico e reputato avvocato


in

Roma, divenne

prelato solto-dalatio,

Roma,

rettore dell'abbazia di

s.

Carlo

canonico Laterauense, votante di segnatura di giustizia, arti vescovo di Teodosia in

di Trevi, caro al cardinal

Aldohraudini
di

partib us, uditore

di rota,

quindi

ed internunzio
di sua piet,

di Napoli: favorito dalia


le

nominato datario da Clemente XII, per


cui sarebbe stato elevato alla porpora, se
la

sorte, molle sono

luminose prove

munificenza egeuerosil,con

cui

si

distinse in vita e in morte.


il

Fu

o-

pera sua
lidia

palazzo edificato nella piazza

morte uon troncava la sua carriera, dopo aver impinguato e nuovamente eretto la prelatura Valenti da lui goduta. Ad
essa successe Filippo

delta della Rocca tliTrevi 3 poi incorporalo

canonico Vaticano,
,

mensa

della prelatura Valenti, alla


al

volante della segnatura di giustizia

lo-

quale apparteneva fino

decorso secolo.
in Italia, e

dato
colla sulle

dall'

Amaduzzi nell'erudita
gli

lettera

Filippo tesoriere di Luigi

XIV

quale

dedic

il

de' dialoghi

del sagro collegiode'cardinali: istitu

primogenitura

di

100,000

scudi,
ili

una ed una

Antichit /'ale/itine. Al suo fratello Giacomo molto devono tutte le famiglie


Valenti per l'enormi spese e fatiche affrontate, onde riunire in 9 grandi voi. le Memrie talentiyo tuttelememurie gentilizie di

prelatura pel secondogenito

sua agna-

zione eollalerale.coslituila da un capitale


di circa

60,000

scudi, poicli

non ebbe

n moglie, u

figli.

L'insigne collegiata di

sua nobilissima agnazione, colle

Trevi, che cattedrale fu sicuramente ne'

quali giunse a formare l'ordinalo e dovizioso archivio. Col suo zelo

altare di

tempi antiihi,dcvealla sua piet il nobile s. Emiliano, e la dotazione di cui in ai (icrlnla quella cappella. Il suo fratello

imped

Fi

ai-

ter demolizione del vetustissimoe gi ce-

lebralo tempio di diluitilo posto nel territorio di

Romolo, recatosi a Parigi, ivi die origine ad un laiuo de' nobili Valenti francesi,
dal (piale dei ivo una discendenza generosa.
in

l'issiguano,

che
al
1

fece parie del


3ij

contado

di

Trevi fino

/j

almeno,

se-

condo

il

Bartolini. Questi inoltre aggiun-

Giacomo prode
vii

milite, fu eccellente

ge, chese del tempio resta ancora tanto ih

ogni

tu cavalleresca e specialmente
li .1

nella cavallerizza, per cui d. Mattia


fello del

granduca di Toscana lo fece suo maggiore. Venne co'discendenti aggn gaio alla nobilt di Foligno e di Messina, non che ul pali iziato di Veliecaviilli-nz/o

formare l'ammirazione de'dolli e de'pci sonaggi che transitano per la provincia, di cui probabilmente l'opera pi antiche quasi intero era nel ca che esista, principio del secolo XVIII, merito del conte Giacomo, dei prelato fratello, e del
e.

TR E
chiarissimo Duraslante Nata lucci anti-

TRE
dedicata nel

63

quario infaticabile nel giovare la sua patria tanto co'suoi scrini, che colle sue npere.
la

Le benemerenze de'3

trevani per

conservazione del fumoso tempio di Clitunuo, le narr il Venuti ne\Y Osservazioni, e di recente prima che
casse a'vivi
il

man-

1607 al cardinal Erminio Valenti, e nel 1609 stampata a Perugia; mentre Tolomeo Petrelli Lucarini dipoi tradusse in italiano le dette vile de'ss. Emiliano e compagni, e del b. Ventura, pubblicandole in Foligno nel i6q4-Ne' mss. del Muzio vi l'elenco de* trevani
letterati,

prof.

Carlo Guzzoni degli

che per

la

loro eccellenza nel-

Aiuai ani ne riprodusse il documento nelV Historiae Umbrae Monumenta, Fiorentine 85 1; opuscolo dedicato al nobile M. Tiberio Nalalucci, che loda per virt, gentile coltura, caldoamor patrio, e quale
1

l'arte oratoria e nella poesia

corato e illustrato

la

patria. Tali

aveano desono Gio.

onorato e valoroso maestro di musica. E per non dire di altri illustri Valenti, massime militi, ricorder Gio. Paolo giureconsulto, Filiberto letterato e scienziato,
e

Andrea Cerasio, Ovidio Lutio, Giulio Acromo, Vincenzo Valenti, Ermodoro Minerva, Antimo Chino, Petronio Petroli, Fonteo Palazzi, Santi Ponzio, Fabio Cerasio. Il Bar (olirti caldo amatoredella patria

e autore dell'opere di cui vado pro-

fittando, fu anch' egli illustre trevano e

Fulvio votante

di

segnatura, encomia-

to dal principe d. Pietro Odescalchi nel-

Y Elogio delprof Ruga, uditore del prelato. Altri illustri trevani

benemerito gonfaloniere. Loda particolarmente per la dottrina Fonteo Palazzi; Sante Ponzio d'elevato ingegno, eruditissimo illustratore del

sono Berardo

museo

Valenti;

o lernardo Mazzieri medico di Eugenio IV e Nicol V, calunnialo d'aver dato il


veleno a istanza de'folignali a Malalesta

Duraslante Natalucci antiquario indefesso. auloi e di elaborati e voluminosi scritti,


co'quali
si

studi di vieppi nobilitare e

taglione di Pandolfo;

ma apprendo dal

accrescere splendore a Trevi,


diritti

onde

tanti

Marini, Degli Archiatri pontificii, che


il

acquist alla perenne riconoscenil

buon uomo
prima
s.

e
si

si puig di quest'accusa, morire ordin che suoi libri tenessero a bene pubblico nel convento

za della patria. Aggiunge

Bartolini, che

di

Durastaute Nalalucci, 5. di questo


nella sua illustre genealogia,

nome

di

Francesco della sua patria, e

lasci

fondi per mantenre

due giovani

di

Tre-

vi , che aves>ero per 5 anni studiato in canoni e medicina. Giovanni daTrevi pro-

appartenne ad una delle famiglie antiche che con piacere vedono conservale gli amanti della patria, e principalmenle fu autore del,

le

Memorie

storiche di Trevi riunite in

curatoi e generale de'minori con ventilali,

poi ministro provinciale e vicario gene


rale della Sicilia, autore di quell'opere re-

un voluminoso codice mss., ove molto e per sempre egli si rese benemerito di Trevi;

e di alilo codice, ove riun

gli alberi

gistrale dal Jacobilli

nella
si

Dibliotheea
Pelro

e le

memorie genealogiche

di tulle le fa-

Lmbiiae,

nella piale

ponno trovare

miglie pi auliche e pi

illustri di

Trevi,

le notizie di

molti

illu>tii trevani.

travaglio alla patria utilissimo. In una parola, le

nio Petroui. Gregorio felloni illustre e zelantissimo cittadino pel pubblico bene.

voluminose memorie sloriche di

Trevi, raccolte e scritte da Durastaute perito nella lettura delle

Muzio Petroui
storico,

antico e veridico patrio

i-

autore delle Cronache e Memorie cronologiche di (Trattimi., della vita

antiche,
essere
1'

ma

vi

perde

la vista,

pergamene e carte si pu due


la

unico e sicuro fonte delle noti-

Emiliano e suoi compagni, non the ilei p. Ventura di Trevi, pub blicale colle slampe a Perugia ne! 5g2, e la vita dilla b. Chiara da Monte Falco,
e mariti io di
s.
i

zie patrie,

specialmente dopo

disper-

sione degli antichi archivi, e n' possessore


1'
il

nipote lodato Tiberio Natalucci con

archivio domestico; conservando cos

64

TRE
medesima famiglia
il

TRE
medesimo spiega: Curatori Rei-Publicae Trebianorum. Strinse quindi Trevi
alleanza e amicizia colla repubblica rofu
il

Durastnnle allu patria molte memorie cronache che versavano sull'orlo dell'oblio. Della
lette-

rato Gio. Battista N'ala lucci de


Scribae, da Alfonso

Trevio
re d'A-

mana

gli

abitanti furono ascritti alle

Magnifico

principali trib di

Roma. Di che d
i

in-

ragona e delle due Sicilie onorato con quel diploma e privilegio pubblicato dal

dzio Svetonio, nella vita di Tiberio, al-

lorch diceaver ottenuto trevani da Ro-

Guzzoui ne' Monumenta , in cui il re encomia le sue virt e benemerenze, e gli accorda la regia protezione ed esenzioni, poich fu suo segretario e poscia in tal
citato

ma

un

sussidio e u\i legato per l'erezio-

ne d'un nuovo teatro: Treliianis lega tum in opus novi Tlieatri. Laonde non
solo per relazione di quesl' istorico pais va buona corrispondenza e amicizia Ira

qualifica entr al servizio del Papa.

Trevi
dersi
di

Umbria non deve confoncon l'altre citt dello slesso nome,


dell'
, i

Trevi e R.oma, per cui quella da questa


pot ottenere
il

legato per

il

teatro,
il

ma
tea-

Sabina e del Lazio, di cui parlai nel precedente articolo ed suoi popoli si

dall'essersi altres eretto in

Trevi

chiamarono Trebiates.

Il

principio del-

l'antica nel buio de'secoli, e per le vicende de'tempi venendo demolita, poco

tro, si deve concludere ch'era la citt di qualche considerazione e credito; poich i teatri e gli anfiteatri non si erigevano

allora che nelle citt pi ragguardevoli e

lungi

popoli avanzati dall'eccidio elesil

popolose. Pretese alcuno, che dal passo


di Svetonio

sero per abitazione

vicino luogo dell'ori-

non

si

prova ch'egli parlasse

dierna, ove allora era un solo forte, al


ferire di Calindri;

di 7reZ>i7zd'Umbria;peril Giorgetti

non

ma

mentre dice ignodi

trova altra che meritasse l'onore del tea-

rarsi l'origine,crede

per che fosse eretta

tro^ che
di
ti

vi

contribuisseRoma.Egli quina

in citt nel

45 prima

Roma.

Plinio
i

crede doversi tenere,che Svetonio par-

chiama suoi timbrine populi. Secondo alcuni tuttavia la citt chiamavasi


attesta di sua floridezza, e
abitanti, Trebiates

dell'umbra Trevi,

motivo del famoso

Lucana

Trivii, o

Lucana Tr evie risi

con iscrizione trovato a Monte Falco, dove forse nel tempo della distruzione di Trevi antica sar stato trasportapiedistallo

e ci pel culto che rendevasi a Diana.

Il

tOjCome luogodaessa non mollo distante,


e poi collocato nel chiostro de'minori osservanti. Nell'iscrizione
si

Giorgetti narra che Trevi aulicamente


era situata nel piano delizioso della valle
di

fa

menzione

di

Spoleto o

dell'

Umbria,
la

vicino al fiu-

me

Clitunno, e presso
di Pietra rossa,

chiesa della

Ma-

donna

che vuoisi gi tempio della dea Giunone, di che fanno pienissima fede
i

Lucio Succonio, uomo nobilissimo e della trib Palatina, e decurione di Trevi, Trebis Decurioni yal quale presidenti anziani del teatro, Scabillarii veteres a scaena,
i

geografi, e meglio lo

com-

o deputali
piedistallo.

agli scanni del teatro,gli eresseil

provano
che
si

vestigi di

antiche

mura e di fab-

ro una statua ch'era posta sopra

detto

briche, strade selciate di larghe pietre,

trovarono negli scavi de'dintorni,

Osserva Giorgetti che questo monumento combina col riferito da Svetonio sul legato del nuovo teatro di Trevi,

da'quali
nella

si trassero diverse iscrizioni, che prima met del secolo passato si conservavano nel portico di detta chiesa. In principio si govern in forma di repub-

blica e colle proprie leggi,

come

si

rica-

va da un'antichissima iscrizione riportata


dal

sembrare verosimile, che Svetoumbra, e che in essa si erigesse il nuovo teatro, onde Lucio Succonio Palatino decurione di questa Trevi, fu appunto quello che ottenne in
e perci

nio parlasse di Trevi

Cur, IL

Marangoni , nel cui titolo si legge 1*. Trebianorumj cio come il


:

Roma

il

legato pel teatro; perci

si

meri-

ljCOinc generoso proiettore e benefattori:

TRE
del teatro, gli venisse creilo la stallia col

T
che
si

RE

fi

vorosi irevnni Dionisio, Ermippo e no.

Pana-

piedistallo e isciizione

legge nel

Dopo

pochi anni scoperto da'perse-

Giorgetti. In tale onorevole stalo pertanto trova vasi

cutori gentili, fu imprigionato esoltoposlo alle pi

Trevi ne'primi secoli

dell'e-

dure prove e a'pi tormensua costanza servi


quali sostenne-

ra cristiana, e veniva
di citt,

chiamata

cui

nome

tosi supplizi. L'eroica

come

viene appellata nel fumoIn questo itinerario

a mirabilmente convertire al cristianesi-

so itinerario Gerosolimitano, fatto a'tempi di


si

mo
ro
il

cjuasi mille idolatri,

Costantino
le

I.

martirio nella persecuzione degl'imlo-

nominano

citt,

che

s'

incontrano

peratori Dioclezianoe Massimiano. Le

da

Roma

leto
\'is,

Spoe di Foligno si legge Civita* Tredistante 4 miglia da Foligno; il che


a Milano, e tra le citt di

ro gloriose spoglie rimasero alcuni giorni


insepolte fuori
la pia
le

mura

di Trevi, finch
te raccolte

matrona*. Abbondanza

vieppi persuade l'antica situazioni di

e port nel

suo cimiterio a Spoleto. Quin-

Trevi nel
ligno
vi

piano di Pietra Rosta, giacche da quel luogo e dintorni sino a Fo

di

appunto

tale distanza.

Gi

in

anche s. Emiliano ricev la corona del martino, a*28 gennaio, giorno in cui se ne celebra la festa, forse nell'anno 3o2,

Trevi
scere

vi si la

era introdotta fin dal suo na,

fede cristiana

come
i

nelle altre

citt dell'

Umbria, ed
vi
si

Bollatidisti rife-

riscono che
110
le

rec neliqqs. Feliciail

il suo venerabile corpo raccolto segretamente da' cristiani, fu deposto onorevolmente nel luogoovesolevano adunarsi ad orare. In seguilo il beato corpo fu oc-

ed

vescovo e protettoredi Foligno,

qua-

cultalo o per involarlo dalle rapine de'

reperii incoia.? mire dedito* supersli*

barbari o per altra disposizione divina,


e rimase celato in

tioiiilnis

Dianae cui velut urbis suae

ti-

tulrui diva e. ingens

Fanum

celi fica rimi j

propriamente
la

il

modo che ignoravasi luogo ove riposava; solo


situata in

tempio che
ss.

al

santo riusc di fare atter-

tradizione faceva credere che fosse in

rare, ed in sua vece innalzarne nitro alla

una piccola chiesa


so sopra
tichi
la villa di
i

un cupo

fos-

Trinit.

Ma
il

non per questo


il

gli

fu

Carpiano,ove negli an-

subito dato

proprio vescovo,

quale
ili,

tempi

fedeli
i

andavano nascostadivini
uffizi.

soltanto lo ricev alla fine del secolo

mentea celebrare

Ma la

tra-

quando Papa

s.

Marcellino del
s.

296

con-

dizione non era vera, poich nell'aprile

sagr peri. vescovo che


dir
altri

Emiliano,

uomo
s.

santissimo venuto poc'anzi nell'Umbria,


pretesero consagrato da
Crizio invialo
1'

1660 fu trovato presso la maggiore tribuna della cattedrale di Spoleto, mentre si restaurava dal vescovo cardinal Facchinelti, alla presenza del suo vicario ge-

da

s.

Pietro nell'Umbria a ban-

evangelo, onde ne divenne l'apoil

nerale, chiuso in

urna marmorea

den-

stolo e

i.

vescovodi Spoleto. Si appren-

tro di essa erano accanto alle sanie ossa

de da'leggendari che s. Emiliano era armeno, ed appena arrivato ncll' Umbria


si

esercit colla santit di sue virt a van,

taggio de'fedeli della chiesa di Spoleto

finch

la

fama avendolo
fu

fatto

ammirare

due scorpioni di ferro intrisi di sangue, un'ampolla di vetro col sangue condensato, ed una lamina di piombo su cui era incisa l'iscrizione: Ossa s. Miliani Mar* tyris. L' urna con porzione delle venerabili ossa fu concessa dal cardinale alla

proclamato loro palo fecero consagrare vescovo della loro citt. Lodovico Jacobilli nelle Vite de Santi e Beati
store, e portatolo in

anche da'trevani,

Roma

chiesa collegiata di Trevi

nel

recarsi

Spoleto, ed
le di

il

resto rimase nella cattedra-

Spoleto. La collegiata di Trevi era

dell'

Umbria,

riferisce essere ci

avvenu-

slata edificata in

suo onore sino da rimodu-

to nel
lico

298. Indi s. Emiliano nell'apostoministero ebbe a suoi colleghi fcri

fissimi tempi, e fu la cattedrale sinch

la

sede vescovile.

VOL. LXXX.

Leggo nel GiorgcUi, 5

f>6

TRE

E
alle
ck*'

che n .Emiliano successero nitri vescovi, e circa 60 anni dopo la sua morte a'iempi dell'imperatore Giuliano l'Apostata
(regn dal 36
1

Frattanto Ti evi soggiacque


riche invasioni degli
ertili
,

barba-

ricordali

goti e de' longobardi, e ubbid a'

ni

363

);

segu

la

totale

distruzione dell' antica Trevi (forse dal

nuovi dominatori; fece quindi parte del ducato di Spoleto (1 J, ila'longobardi incomin-

Terremoto, per
strai al

quelli inauditi
il

che

regi-

365, per

breve Apostolicac

di l'io Vi dice: Cam antan oh rerum litimonarum vicissitudines, ae barbari* I*

ciato nell' Umbria, e ne segu le politiche vicende. Laonde dopo esecrai ignorato chi successe al vescovo Propinquo,
trovasi nel

taliae ineu/nbentibus solo


i

pene fuerint acquata); ma trevani che sopravvissero, essendosi la maggior parte ritirali nel monte vicino, che sai a stata forse la rocca della vecchia Trevi, fermarono quivi il
raggiorno, e continuarono a godere l'antiche loroonorificenze e
il

to al concilio

tempo

del

743 Griso o Prisco intervenuromano di s. Zaccaria, in qnal Papa gi la s. Sede eser-

citava la sovranit nell'Umbria, e Io stesso ducalo di Spoleto era sotto la sua prolezione, per cui
versi attribuire

sembra
il

a tale epoca doilei

principio

dominio

proprio vesco-

vo. Le devastazioni di Trevi sembrano avvenute sotto Giuliano e sotto Valente

temporale su Trevi della romana chiesa, ossia l'alia signoria, estende governala
da'eonti o gaslaldi.

Va lettino
1 1
1

vescovo di

del

364. ahi'a per parte di Totila re de' goti nel 546. Forse fin dalla /rovina gli
1

Trevi nel 769


le

fu al concilio

LateranenM
1

celebrato da Stefano

detto V.ftel

770

abitanti della
si

Lucana

Treviensis a vea li-

genti del ducato di Spoletisi recarono a

fabbricato nella prominenza del so-

vrapposto nomi nato colle un castello munito di validissime e


tali

mura di

pietre tagliate,

giurare fedelt a s. Pietra e ad Adriano 1, ricevendo la tonsura alla foggia romana; a questa ulteriore dedizione
segu ladonazionedi Carlo

Roma per

che anco

di

presente offrono una


I'

Magno

del dus.

straordinaria solidit. Se

ingiuria de'

cato di Spoleto alla Sovra/zita della

tempi non avesse consumato le memorie ancora della nuova Trevi, si troverebbe
il

Sede. lNell'826
ciliodi
Soffr la citt

il

vescovo Paolo fu
1

al

con-

Roma di Papa Eugenio


nell'io per
si s.

1;

mollo

catalog de'vescovi che per pi secoli

l'irruzione de'

risiederono, e si leggerebbero monumenti forse gloriosi della citt. Appena per buona ventura negli alti sinceri de'
vi

saraceni. Crescenzio vescovo

trov ha'

padri nel sinodo

romano

di

Leone IV
i

nell'853. Vogliono alcuni che

saraceni
II

pi antichi concilii,
vescovi di
no, che
si

trovano notati g Trevi successori di s. Emiliasi

profittando della lontananza di Guido

duca
l'8(S
tali
1

di

Spoleto, invasero l'Ombra nel

come

tali

ad

essi

intervennero e
i

circa, e

sottoscrissero.

Ne riporta nomi,

in

uno

scorrerie
la

gli

sterminarono Trevi. Dopo abitanti di mollo ne di

s.

ad alcune notizie dell'antica Titbia e di Emiliano, il Coleti continuatore e annotatore dell'Ughelli: Italia sacra
p.
1.
1

latarono
e
la

cinta con

murato

assai forte,

riempirono

di case,

molte delle quali

o,

175, Trebias Episcopato*, Costanti-

ancora sussislonocon sesto gotico alle porte e di gusto moresco. Gli angari nel 9 J
1

no Trebias antistes, intervenne al concilio romano di s. Felice ili del 487. Lorenzo Trebicnsis episcopus, fu
al

e nel

qi^ portarono
,

la

desolazione

m
ti,

queste parli

ne pali

ambe
in

Trevi.
al

sinodo

Tribinsis episropusfa presente


ciliabolo tenuto nel

condalla

minano
to lopo
ci
I

di

Papa .Simmaco nel 4<)<> Pogli successe Propinquo Trebias


il

q63

Roma

rebiensis autiste.',

(piale

rec a

Roma
maco

ne'sinodi tenuti dallo stetto


negli unni

s.

Sim-

prepotenza dell'imperatore Ottone I, che pretese deporre Giovanni XII. J. Trebfusis cpiscopus intervenne nello
concilio

5oi

5ai

5o3, 5o4-

romano di

Nicol

11.

Dice

il

Gio

T
getti

II

E
si

TUE
al

G7

che questo Vescovo, l'ultimo che

chiari d'un'illustre citt, sia che s'abbia

conosce, fu Giovanni sottoscritto


to sinodo di

detilei

riguardo
la

al

materiale, sia al formale deldell'altra nulla

Lalerano, ch'egli crede

medesima, e dell'una e

1060;

indi soggiunge, s' vero,


,

come

lo

creile verissimo

il

privilegio che dicesi


III

ne mancava Trevi; ripetendo con Coleti, che Trevi munita del presidio di s. Emiliano, piena di clero e di popolo, conser-

accordato da Enrico

imperatole nel
di

io5o ad Eriberto vescovo


i

Spoleto di

va ancora
citt.

la

forma

d'

una ben regolala


la
s.

nazione tedesco, cio che vescovi di Trevi, Spello, Bevagnct) Marta o Maria-

Cessata

dunque
chiesa di

cattedra vesco-

vile, l'antica

na, e di Norcia fossero suoi sulfraganei,


si

ne collegiata,
rio di

Emiliano divenracchiudendo il circonda-

prova con
a

ci ad evidenza,

chesino

al-

meno

que'tempi, Trevi era ancora


citt,

te-

clesiastico di

Trevi 5 parrocchie. Lo stato ecTrevi e suo circondario nel

nula per

ed a vea

il

suo vescovo.

Che

secolo passato, ecco


Coleti,

come

lo descrisse

il

poi questo privilegio possa essere vero,

bench
le

forse pi.

non

si

trovi l'imperiapatiti dall'ar-

dopo aver registrato l'ultimo suo vescovo. Nec ulterior mila Trcbiensis
.

diploma, per gl'incendi

chivio vescovile di Spoleto, ove

doveami conservare,alGiorgetli lo persuadono due

riflessioni: i. che essendo Eriberto amico e connazionale d'Enrico III. verosimile che gli procurasse le maggiori o-

Episcopi se se oblulit (jiiaerenli mentio. Treiia vero. . {emiliani minata praesidiis, elero^populoque referta, bene inslruclae evilalis adhuc formarli serva t.

norificenze; 2. "che essendo

composta

lu

diocesi di Spoleto di tutti questi luoghi

Flore ut in ea nonnullae nobilitate eiaraefamiliae, e qui/ms prodiil Frminius de Falentbus a Clemente Fili P. M. clatus ad Faticanae purpurae dignitatem. Collegiatarn liabet Ecclesiam, vetustatecommendabilem,in (jua sacris operantur jirior , undecim canonici

tranne Spello ila pochi anni assegnato al vescovo di Foligno, bench tra loro distanti edispersi, per <pieslo

solamente pu
i

essere avvenuto, che mancati a Trevi

praebeiidatus vicecuratus, duo sacristae, aliirjue sacerdoles, et clerici.

propri vescovi, gi sulfraganei del vescovo di Spoleto, assunse egli in appresso il

Ex

governo .spirituale di tali citt, e formarono esse la ben vasta diocesi di Spoleto. Mi occorre osservare, che Eriberto, ovve ro N. tedesco, fu pi tardi e da Enrico IV
intruso nella sede di Spoleto, e perci de-

hoc canonicorum collegio emersisseferunt Gregoriurn XIII suiiiinum Pontificati. Practcr collegiatarn vero altera hic adest parochialis ecclesia, (jiialuor sttcrarum virginum sepia, sex regalariun coenobia, dominicanorwn sciliccl,

posto e scomunicato nel

1076 da

s.

Gre-

gorio VII; e che Spoleto divenne metropolitana e senza sutlraganei soltanto nel
1

82

per cui penso che

la

sede di Trevi

appartenente

al vicariato

romano,

fosse

immediatamente soggetta alla s.Sede, co-

me

Io

sono tuttora Foligno, Norcia, Pe-

rugia, Terni ec, tutte citt umbre. Osserva inoltre il Giorgetli, che al perdere

conventualium , minorimi reformatorum, capuccinorum, cannicorum Latcranensium, etmonachorum montis Oliveli, ho spi tale, ad alendos pauperes, mons pietatis, nonnullique montis frumentarii ,plura laicorum sodali tia cimi suis oratoriis, et ad juventutem bonis morbus litterisque imbiiendam seminarium. Subest spirituali Spoletani praesulis dominio. Trevi pi volte fu signo-

Trevi il proprio vescovo, perde allora anche il nome di citt, e cominci a nominarsi lena; ma non perde per quelle intrinseche ed estrinseche qualit che for-

reggiata dalla prepotenza degl'imperatori,

come da Federico

figlio.

I ed Enrico VI suo Papa Innocenzo] Il con tutta l'Um-

mano

pregi onore voli, ed

requisiti

pi

bria la restitu all'ubbidienza della Cine-

68
su, alla

TRE
tini.

TRE
per tener munita
Indi
la

quale pochi anni dopo volle sottrai la I' ingrato imperatore Ottone IV, favorito dalla fazione imperiale de' ghibellini. Trevi ebbe a sostenere danni gravissimi, sacco e incendio per parie degli

terra di Trevi, af-

finch non andasse in potere degli spolei

trevani nel

2 colle forze

spulcimi nel 1214, giacch

il

loro duca

perugine fecero strage de'ghibellini, e nel 1 3 5 entrarono in lega co' bolognesi a favore del Papa; e nuovamente nel 1 322
1

Leopoldo o Diopoldo, con atto del precedente anno uvea promesso a'consoli di
Spoleto di donargli tolum territorium

Treviensis et specialiter turrim


nedicti, et Castrimi cimi Colle,

s. BeAcza-

ghibellini. Nel quale anno GiovanniXXlI ricercTrevi di aiuto contro Federico, Ugone e Speranza conti di Monte Feltro, che dichiar eretici e sco-

sconfissero

municati. Tale fu

la

costanza di Trevi in
libri delle rifor-

num, Lapigum, Piscignanum et Clarignanitm. Dopo tale infortunio, Innocenzo 111 un Trevi a Foligno,
zioni de'ghibellini

favore de'Papi, che ne'

ma nze

del secolo

XIV

si

legge, che face-

mentre

le fa-

va giurare a'podest di operare in favore della fazione guelfa; proibiva che


si la-

erano

in

moto. Questi

vieppi inorgoglirono sotto l'imperatore

vorassero

le

terrede'gliibellini,chesi par-

Federico II, altro persecutore de'Papi e occupatole de' loro domimi, anche nel* l'Umbria. Siccome per trevani seguii

lasse o facesse tregua


tis,

con

essi. Il

Dnna-

Ifelicissimi martri Vincenzo vescovo di Beva gna e Benigno suo


nel libro
:

rono letnpit la porle guelfa della Chiesa, quando Foligno cede a Federico li, e si ribell ad Innocenzo IV, secondo il suo breve del ."novembre 1246, ti evani si dislaccarono da Foligno e si unirono a Perugia. Continuando Federico II a sii

fratello restituiti a Trevi, Foligno

65o,

narra che mentre

altri

luoghi
si

si

ribella-

vano

alla Chiesa,

Trevi

fortific in asi-

lo della

medesima ed

a terrore de' suoi

gnoreggiare l'Umbria, poi


tirannia pure
il

vi

esercit la

nemici; indi riporta de' versi che attribuiscono a Urbano V, che il Cohellio disse spettare a Urbano IV, l'erezione del Ca-

suo naturale Manfredi;


co'crocesignali

strum nobile, forte


nornen,

satis, huic

Trcbinm

ina

Cibano IV neli263
i

quod

structuni maiisit asilitm


al dominio di s. XI con breve dato in

cacci

saraceni di Manfredi, e recupe-

Ecclesiae Aerror hostibus ejus crai. Per


la

ravit Castrimi

Trebarum, Forentini, Castrimi Prandi parimi a Spoleto di allis

divozione de' trevani

Chiesa, Gregorio

s/ans,aitodsolebat spole taiiorimioeulus


appellali, et
le lana:

Avignone nel
legi nella

3*/ 3, accord loro de'privi*


civili e

Pelri in falle Sporiferisce


stabili-

giudicatura delle eause

castrimi construjcit nobile et mu-

criminali. Bonifacio

IX

nel

389 con

al-

nitimi, in

Castro Trebis, come

tro breve concesse a Trevi la facolt di


potersi

Cohellio nella Notitia.


tasi

Neh3o5

governare

in vicariato indipens.

d Clemente

la

residenza papale

dente, e

immediatamente soggetto al la

in

Francia, insorsero vari signorotti a do-

Sede, con indulto di eleggersi


tutti, d'imporre tributi e

^li ufficiali

minare le terre della Cliiesa,guerreggiando guelfi e ghibellini. Nel 3 o Trevi ac1

gabelle, di eserec.
:

citare

il

mero

e misto

impero,

Sin-

colse

guelfi di Spoleto,

Massiolo di mese

cerile devotionis affectus (piani

ad nos

ser

Giovanni Ancajani,
Il

Carlo di messer

et

ad Romana

Ecclesia gerilis nec non

Manente de Domo.

bellini, nc\V f/isto-

ria ili Perugia, riporta la lega fatta da quella con Trevi, per difendere guelfi
i

inconcussae vestrae fdrlitatis constalitia, promerentes, etc. Tultavolta Bonifacio IX nel 3q2 cre vicario Ugolino II
1

della parte ecclesiastica contro gli spolelini e lodini della lega gin bellina. Nel 3 1 Perugia chiese a Camerino uu soccorso
1

Trinci de' signori di Foligno, di Trevi, Bevagna, Nocera, Monte Falco e altri luoghi, coll'annuo censo di
1

000

fiorini d'o-

TR E
ro, vicariato

RE

69

rinnovato dallo stesso Pae nel


i

pa nel

3g5

3g8. Questo dominio

cimi Treviensibus: nani inter eos discordia, etcertameii de /'tire confinium ; pr-

de'Trinci termin nel 1429, per la ribellione di Corrado II Trinci, onde Eugenio

pterea certalum utrinque fuit corani Pontifice, et multi ex Treviensibus gladio cassii

IV

gl'invio contro a debellai lo


s'

il

ce-

omnes autem baculis

attriti

lebre patriarca Vitelleschi, die

impaluo-

dron di Trevi, Bevagna e degli

ali ri

sunt, et fugati, inconunodeque ajfecli; similiter a nostri etiam equitibus tani


balistrariis,

ghi, e per attimo di Foligno che sosten-

quam custodibus
ab equis

in

aquas
re-

ne lungo assedio. Al Trinci eiasi unito il famoso Piccinino capitano del duca di Milano, e altro nemico d'Eugenio V, che
I

vicinale directi, et

oblriti, et
1

vulneribus caesi fuerunt. Nel

532

candosi Clemente VII a Bologna per ab-

avea
sa.

costi-etto

Trevi e altre terre alla

re-

Trevi per punire 1' oltracotanza del Trinci, avea somministrato al Papa 3oo

cavalli e

200

fanti, sotto

il

comando

del

capitano Melchiorre di Pettino, in aiuto


del Vitellesehi.e riceverono onorifico bre-

ve da Eugenio IV, come altro ne avea spedito loro il predecessore Martino V.


Nel i434 trevani erano stali soggetti al celebreNicolMauruzi de'conti dellaStacciola, signore di Tolentino (F.), vicario
i

GatDie veneri 22, in Trivium ultra Spolettimeli compiacerei Fiscali, Papa se recepii, cio si ferm in Trevi nel par lazzo Valenti del celebre mg. Benedetto. Indi neli53T Paolo III portandosi a Perugia, onor il suo palazzo e Trevi della maest di sua pontificia presenza. "Die mercuri i 8 septemb. infesto gloriosissimac Firginis stimino mane audh'i mistico:

boccarsi con Carlo V, leggo nel p.

sani; inde iter coepi versus Fulgiiieimi;

e governatore di Trevi per la

s.

Sei\e. Nel

i438
1

trevani doverono cedere alle pre-

potenti

armi

di

Francesco Piccinino,edal
da' carII

4i
di

ali

528 furono governati


1

dinali legati dell'Umbria. Giulio

onorec

exinde Ponlifex descendens venit ad locum Abbaliae propc Oppidum Trivii, in quo Fiscalis procurator ex ilio loco oriunda una cum illis hominibusijecit magnimi apparatimi pr Ponti/ice, et
tota curia; et ibi praiisus est

sua presenza Trevi nel

307, quansi

Papa cum

do a*9 marzo reduce da Foligno


a cavallo per visitare
il

santuario della B.

Curia sua. Questo palazzo ospit sinch Clemente Vili, secondo il Bartolini nell'aprile
1

Chiara

in

Monte

Falco, e fu ospitato nel

598, nel

recarsi a

prendere
Bui

il

pos-

palazzo de' marchesi Urigo o Origo, che ancora ivi stanziavano, come ricavo dal
Bartolini.

sesso di Ferrara. Inoltre


le

il

tolini, nella lapi-

Antichit Falenline, riporta

itineribus
1

Trovo poi nel p. Gattico, De Rom. Pont., che Giulio II nel


ivi

de esistente
vi,

nel palazzo Valenti in

Tre-

ora propriet del sullodato conte Giain

pervenuto

ricord che

a' 8 giugno in Spoleto, 37 anni innanzi sotto lo


1

como,

memoria

dell' ospizio
la

ricevuto

da 3 gran Papi, indicandosi


loro viaggi;

causa de'

zio Sisto IV: Legafusfuisset, ha/ic ch'i-

ma

per quella

di

Clemente

lem obprivalasfactiones, unde a Pontifico deficere suspicabatur, militibus, quos plurimo s seenni tnne habeb at ditti
t

VII non V, come

fu per la
ivi

coronazione di Carlo

espresso, viaggio gi intra1

preso nell'ottobre

529, seguendo

la

fun-

ripicndam concessit,prout direptafuit;


et.

zione nel seguente febbraio,sibbeue per

licci

non dubitaverit de aliqua

ullio-

un

altro
1

abboccamento

col l'imperatore.

tic, lanieri
ce,

sccurius arbitratus est in Arhospitari, quam in Episcopio com-

Nel 57 s. Pio V pose Trevi sotto il governatore della provincia di Perugia, poi
1

modius. Fnernnt,qui dubitarunt, ultionem paruri ridente* tumultuili, qui habitus fui t apud Trcvium a Spoletanis

chiamato preside.

Il

conte Gio. Battista

Valenti, figlio primogenito del conte Gia-

como, benemerito delle Memorie Falca-

7o
ti e

TRE
dello conscrvazione-del

TRE
tempio
di Cli-

tino, Coste, Ponre,


\ alle,
la

Mandano,
Il

s.

Maria

in

Imino, noi che padre del conte Giacomo a cui il Bartolini dedic Le (inficiala I atentine, insieme al conte di Rivo Secco

Panano eMaligge.

5."

riguarda
al

magistratura che clovea presiedere

buon regolamento

delle cose pubbliche

Camillo Va leu ti,ottennero da Pio VI, col la coopcrazione del suo nipote cardinal

Era sci li protettore cli Trevi, la ripristinazione a Trevi del titolo, grado e onorificenze di
citt, diritti cessali

commutative, nella qualeognuno de'3 ceti dovea aver parte alla rappresentanza, e composta di 4 priori, il /de" quali di1

stinto col titolo di gonfaloniere.

Il

0. ri-

per

le

vicen-

de de'tempi, non che la riforma degli antichi statuti. Pertanto Pio VI col breve Apostolieae Sedis ma/estati, de'28 set-

tembre 1784, Bull. Rom.

326 Reiniegratio
:

coiit. t. 7, p. terrete Trebii SpoleI

guarda il consiglio di credenza, da durare un biennio, e compostodi 1 2 individui, per risolvere gli alluri commutativi nelle pubbliche adunanze. Il 7." riguarda il consiglio generale, composto d'individui
idonei de'3 celi. L'8. riguarda del bussolo e degl'imbussolatori per
le

tanoe dioecesis ad houores civitatis. lidi col breve Nil deeet magis, de' 24 agosto 787, Bull. cit. t. 8, p. 62: Con-

magistra-

ture biennali. Segu quindi Trevi tutte


le

vicende di Bont e di Spoleto

e nel
cli

Jirmatio Stalutorum

civilatis Trebii.

1814 form

parte della delegazione

Ambedue

brevi furono stampati dalla

Spoleto, nella restaurazione del governo


pontificio, col proprio governatore resi-

tipografia carnei ale,

come

si

ghiasci, nella Bibliografia dello

ha dal RanStalo

denziale. Indi Trevi


ta dai viaggio

neh 84

fu rallegra-

Pontificio.

Breve emanato dalla S. di N. S. Papa Pio FI per la reintegrazio-

che fece nell'Umbria Gre-

gorio

XVI,

nella cui

Narrazione
se

il

cav.

ed onore, di citt, Roma 1784: LilUrae apostolicae SS. D. N. P.Pii f T,cpiibus Civita tis Trebii constituitur, Romaei.787. Apprendo in quest'ultima e nel Bullarium gli statuti
ne di Trevi al
titolo
divisi in

Saba lucci not. Che


le

Trevi per

la

sua

topografica posizione non pot essere fra

sue

mura onorata
si

dell'augusta presenila

za dell'immortale Pontefice, allorch

Spoleto
girsi
il

rec a Foligno, non lasci sfugdi dargli pubblici atte

capitoli.

Hi. "riguarda

la divi-

momento

sione generale de'ceti, primario, medio e

stali di

sua granile divozione. Innalzato

ultimo,
ri

ili. "composto di patrizi


il

o primail

pertanto sulla strada nazionale un gran


dioso arco trionfale a somiglianza di quel
lo di

cittadini,

2.

di cittadini semplici,

3." di contadini abitatori del


citile ville

va un sol

contado cio prima Trevi formacorpo politico e una sola comue castelli:
Il

Tito sulla via sagra di

Roma

anti-

ca, fu
te

con lodevole concepimento


al

(in

par

somigliante

praticato per Pio VI nel-

nit colle sue ville.


dc'patrizi, di cui
si

."

riguarda

il

ceto

l'arco innalzatogli presso Arsoli,


scrissi nel

che de-

riporta l'elenco delle


le

voi.

LXK VI, p. 17), bei grossa

3i fumigliecu'lorogradienomi, e

nor11

de'pilastri cavato lo spazio a foggia di


sale, in

me

per essere aggregati alla nobilt.


il

3." riguarda

2. "ceto de'cittadini, costii

tuito in
nirvi

degli

22 famiglie, ed requisiti per veammesso, il 4- riguarda il 3. ceto abitanti nelle ville e contado Treva-

due una delle quali era collocalo il trono pel Papa, e nell'altra stava l'assembralo quanto di pi notabile possedeva la

citt nel l'ordine ecclesia slieo e ci vi le;

men-

tre al di fuori erasi assestata la

popolae so-

00, col novero e prerogativede' i5


ni

comu-

zione,ondenel miglior
desse della \ista del

modo

possibile go-

ovvero
i

castelli e ville del territorio di

comune padre

Trevi;

costelli

essendo Fabbri, Fratta,


s.

vrano. L'arco era sovrastato dal


ci

poiilifi.
-

Pietiche,. Lnieiizo, Cannajota


le ville

Luca;

stemma sostenuto da due


due

genti, e nel

nominandosi Pigge, ho vara, Pel-

l'attico leggevansi

iscrizioni allusive

T RE
al fausto viaggio,

TUE
pubblica
leli/ia

7r

ed

alla

signori Angiolo Brunamonti, e Chiara

nel bearsi dell'augusta sua presenza: Taifr

Parrioni

di Trevi, Foligno 1839. Persi

Vumns Pracsc/;. Majestate, Beatimi TtebiateSy Plaudcntib. Univer. Ambedue umiliale al Pontefice, ne sono possessore onorevole. Giunto Gregorio XVI in
ti

ci tali poesie

resero

pii interessanti,

poich generalmente parlando, certe poesie scritte

per Sposalizi, per lo pi


il

muoprof,

iono prima di nascere, come rilev

questo decoralo e festevole luogo, fittagli

preghiera di consolare di sua aposto-

lica

benedizione

il

popolo trevano, pronef,

Guzzoni (non nelle ricordate per le (piali compose l'Ode,ina ne'rammentati Monumenta) e chiamandole: poetiche upupe, che tanto miserabilmente singhiozza-

tamente discese
vialit e

della carrozza, e con gio-

paterno affetto corrispose con

no attorno

a'

talami delle spose.

fusione ripetutamente al pio desiderio


fra indicibili
di

TRE VICOoTUI VICO o VICO DELLA BARONI A, Trevicuui,Tri\.'icum y Ficus Barouiae. Citt vescovile del regno
delle

acclamazioni sincere. Quinsi

con particolare benignit


al

degn

di

ammettere

bacio del piede e ad onoil

due Sicilie,

nellj provincia del Prin-

revole colloquio

clero,

il

magistrato

ci-

cipato Ulteriore, in mezzo agli


lungi da Napoli per
la

Apennmi,
Mi1

vico e governativo, e molte altre persone

via del passo di


l

d'ogni celo. Ripreso

god il e ben colla nemerito resa


gio,
,

nuovamente il viagPapa di traversare L'amena Valle Umbra, di cui era bein

rabella, Grotta e Castello della

noni

2 3 miglia. Dicesi appellata Trevico


tre

lai

quel giorno

pi.

deli-

citt,

Fichi uniti insieme, che formano la che pure viene denominata Monte,

ziosa dalla serenit dell'aria e dal concor-

di

ico.

Non

situata in elevato

munte

so di popolo, che

discendendo da'prossi-

quasi inaccessibile, come vuole l'Ughelli,

mi
da
la
,

castelli

s'incontrava a turbe sulla stra-

ma

in

pianura come nota

il

Coleti.

Il

mon-

genuflesso e plaudente ad attendere

la permaGregorio XVI in Spoleto e in Foligno, annunciarono trevani il lieto avvenimento alle pi lontane parti, poich in tutte le sere fecero ardere migliaia

benedizione papale. Durante


di

alquanto distante. Egualmente esagerato che trovisi in temperatura fredte le

nenza

da, ed espo>ta

a' venti.

cinta di

mura

con 3 porte,
tre

di elegante e forte torre, ol-

un

castello di difesa, eretto dagli an-

tichi re di Napoli.

Ma

tali edilizi
I

per

le

di faci sulle
le

merlate mura, sulle torri


ville.

elici-

vicende de' lem pi sono degradati.

terre-

uionlane
ili

Oltre

ricordati autori,

moti e

le

pestilenze fecero rovinare altri


edilizi.

scrissero

sui beila

Domenico Giorgi, nella Dissert. de. Cathedrac Fpi.-coTrevi:


riferisce
i

magnifici

L'antica cattedrale di
alla B.

conveniente struttura dedicala

paliSelina,ove
li
i

concilii m'aita-

vescovi di Trevi sono ricordati, e dii

Vergine Assunta, ed Ita il battistero ch' l'unico della citt, poich questa chiesa

stingueoppoi tunamenle
vi

vescovi di Tre-

pure

la sola

parrocchia, in cura dell'ar-

nell'Umbria, da quelli di Trevi nel La-

ciprete.

zio.

Campello, Historia di Spole to. Do-

lio, Istoria

de Ila famiglia Trinci di Fo-

ligno, ec. Jacobilli, Discorso della citt

di Fuligno. Donnola nelle sue opere riguardanti Spello. De'pregi principali di

Aggiunger col Coleti, che nell'altare maggiore della cattedrale si venera il corpo del s. levita e martire Euplio, principale patrono della citt; nella quale pure si venerano altre rei iquie, come il corpo di s. Felice martire, e quelle
insigni di
s.

Trevi e suo territorio , in versi furono celebrati da Gio. Battista Lalli di Norcia, governatore di Trevi, pubblicati nell'opuscolo intitolato: Poesie epitalami-

Rosalia vergine di Palermo,

altra protettrice di Trevico.

Avea

l'ospe-

dale pe' pellegrini, e

4
4

confraternite. Vi
Il

sono due altre mediocri chiese.


tolo
si

capi-

che per

le

faustissime nozze de' nobili

compoueva

di

dignit, iarcidia-

T a E 72 cono, rniciprete.il primicerio,


re, di

TR E
il

tesorie-

Avellino, Ariano,
di, IViixco,

s.

Angelo de' Lombar-

8 canonici,
t.

e di alcuni
1'

preti cap-

pellini! titolari. Riferisce

Ugheili, Ita-

lia
t

8,p. 379, Trivicaniseu l iani /episcopi, die la diocesi era piccola,

saca,

Laccdonia, Bisaccia, Conta, Frigento e /Monte l ergine. Gi fu feudo e marchesato della nobilissima famiglia Loffredi.

La sede

vescovile fu eretta

ul facile unius dici itinere peragri possi t. Si

Del secolo XII, sutfraganea della metro-

compose

di

terre:

Piumato con
conventua-

chiesa collegiata, arciprete ei o canonici,

ed
li;

il

convento

de' francescani

Benevento. 111. "vescovo fu AmaTrivicanus seu Vicanus Kpiscopus, che nel 35 sottoscrisse hi donazione ripoli di
I,

to

Castello della Baronia distante


,

2000

portata da Ugheili e fatta da

Riccardo

passi dalla citt

passate
rdio;
cesi
si

la

dove il vescovo soleva maggior parte dell'anno; Cas.

P cani Toparchae, al celebre monastero di s. Maria di Monte /''ergine, della


chiesa di
tae.
cilio
11 s. Giovanni col casale Ac rpi avescovoRoggero intervenne al coti--

s.

Sosso; e

Nicola. In tutta la dio-

4 conventi di religiosi, 3 monasteri di monache e uno di mendicanti. La mensa del vescolassa-

onta vano 5 parrocchie,

generale di Lati-ratio

III nel

179,
si

e con altri sulhaganei di


sottoscrisse. Di

Benevento lo
del
1

vo ascendeva a 800 ducati, ed era


to ne'lihri della
1

Amalo
il

11

i83

fa

camera apostolica in (orini 7(1. Il Coleti, Italia sacra t. o, p. 347, Addenda et corrigenda ad Tri1

menzione
sa di
le
s.

nell*

istromento riprodotto da
rettore della chie-

Ugheili, con cui istiti

Euplo
al

nella sua diocesi, della

qua-

vicanos, riporta interessanti notizie sulla


citt, sulla diocesi, sul capitolo,

non

capitolo

Vicanum, ma

a
il

GupaII

sua men-

glielmo de Fulzone apparteneva

sa e indegne corali della

mozzelta paoal capi-

dronato: in questo documento


s'intitola,

Amalo

nazza. Riprodusse
del
1

la

bolla di Giulio lil

Dei gratia Vicanus epis.Rai-

55o, Cuiii a uobis, diretta


sentenza emanata nel

tolo e sull'elezione de'canonici.


cessivi

La 1571
s.

suc-

mondo de Zottoni citladiuo e canonico beneventano fu eletto vescovo Vicanus nel


1

dal

252 da Innocenzo IV,

colla lettera

Pe-

vescovo d'Aliano, a eidelegato da

Pio
ve-

V, per
scovo e

le
il

controversie insorte tra


capitolo, sulla

il

nomina
le
1

de' ca-

tua nobis, presso Ugheili. Per circa 90 anni non si conoscono successori, sino a Giovanni che nel 34o fu alla contitio
i 1

nonici e delle preheiule; e


risoluzioni della
s.

posteriori

Sede.

suoi dintorni

producono piante medicinali preziose. Vi nhhonda il frumento, il vino, frutti, la cacciagione, gli ottimi pascoli, e le acque salubri, d'una delle quali tratt il Peno,
i

s. Chiara di NaClemente VI nel 344 lesse fi-, Gerardo domenicano, consagrato in Avigno-

sagrazione della chiesa di


poli.
1

ne dal vescovo
polla,
sferito nel

di Porto, poi traslato a


vi

l 1-

mentre da Monte Marano


t

fu Ira-

34^, /''""' Trivieauiiineeele-

De podagra.
vico; essa
nelli,

S'ignora l'origine di Treal

pei aulica, e

due

del Sar-

Ponzio Excondevilla domenicano. Indi Giovanni, MarcucciojDouato del


siain,
Ir.

Memorie

ricali arcivescovi, di

He-

nevenlo pag. 254, " e ^-' ce menzione Calazio ne' suoi sermoni. Teudimus hinc
recto, Bencvenlum Incipit e. e ilio monte 3 yipidia nolos -Ostentare milii, yov lorret dia/mis, et utios- Nun.
. . .

i4o6, Nicola gi arcidiacono nel iJ2 2, Antonio Morelli arcidiacono Trivicanus nel i434. Gregorio Attacco trattato nel 45o in Orislagno chiesa arci vescovile di
1

Sardegna, Michele eletto nel


zi nel

4y5

rinun-

(/nani erepsemus, rasino* vicina TreviI illa 1 ccepissc.l. Trevico segui le viC cende politiche degl'illuni del Sannio,e

1497, Giacomo Torcila, Girolamo mor nel (52i, Sisto Signazi de Arrivai r liois decano di Cassano ima to nel j
1

>

cui successe Sebastiano


di

d'Ancona dello
Pian-

perci delie principali citt delia legione,

Segui e qui

vi

trasferito. Nal i54o'

T
cesco de
si

II

E
salo quindi a
s.

T
1643 Alessandro

RE
da

7
Sii vestii, pas-

Leo

arciprete d'Altavilla dioce-

Salzilla

di

Benevento; neh 562 Agostino Mol-

Angelo de' Lombardi; nel

lignato vercellese, senatore di Torino, o-

1646 Donato
co Vaccina
tli

Pascasioceleslino
1

retore del duca di Savoia al concilio di

Castello della Baronia; nel

Trento, traslato a Bertiuoro. Nel

564 **

A fragola;

nel

morto nel 66 j Mar1672 Luca

Girolamo
Del
i

Politi

cremonese domenicano;
a

Tisbia chierico regolare minore, cessato di


vivere nelCastello della Baronia.Neli6g3 Francesco Proto de'marchesi Speda na-

"j^oBernardiuo Oliva aquilano,mor-

to

dopo pochi mesi

Roma

e sepolto in
fi*.

Araceli con epitaffio;

neli5y6
Nel

Anto-

poletano, celebr pi sinodi nella cattedrale, e in occasione deli. "tenuto l'8 set-

nio Calducci foilivese domenicano; nel

i58o Alfonso Pardo.


gorio Servanzi di
s.

i6o3

fr.

Severino

(f^.)

Gredome-

nicano, teologo del cardinal dietro Aldobrandini, dotto e valente predicatore, or-

tembre 6q4 con gran concorso di popolo, per essere la festa della B. Vergine detta de Libera dell' immagine d'antichis1

nato di molte virt. Egli avea avuto il colaggio di affggere la scomunica \nFer~
rara, quando devoluta alla s. Sede si pretendeva impedirlo collearmi dal duca Cesare e da'suoi partigiani.
te

sima venerazione, e per la pubblica lera, avvenne un grave disastro. Imperocch insorto con impeto un terribile ter-

remoto abbatt molti


la

edilzi,

insieme

al-

cattedrale, al suo sagrario e

campa-

Caro

Clemen-

nile altissimo di

pi ordini e formato d'ee gettato colle


,

Vili e da esso occupalo in gravi inca-

leganti marini

campane
la

richi, volle

se

il

che nel 1604 accompagnassuo nipote cardinal Aldobrandiui ridi quella chiesa, e
si

sulla piazza della cattedrale

restandovi
cat-

sepolte molte vittime. Restaurata

cordato a Ravenna, per averlo provve-

tedrale e diversi altri edilizi, essendo mor-

duto

compilasse

il

si-

to

il

vescovo nel 1701 nel Castello della


la

nodo diocesano che brare, come esegu.


sorte tra
lo
la

proponeva

cele-

Baronia, durante

sede vacante
a'

altro

Nelle differenze in-

terremoto

aflisse

la citt

i4 marzo
il

repubblica di Venezia e Pao-

1702, mentre n'era vicario capitolare

V, pubblic nel 1606 in Bologna: Difesa della potest et immunit ecclefiastca contro le 8 proposizioni di

nobile trevicanoe benemerito Francesco

un

Colmeta arcidiacono. Nel dicembre divenne vescovo Simeone Viglini napoletano


eruditissimo, predicatore delle
ni,
s.

dottore incognito sopra

il

breve di ceti

missio-

sur e di
tro
li

Papa Paolo

/'pubblicate conportala

con singoiar applauso della diocesi,


ri-

signori veneziani. Egli fu pure au-

eh' egli illustr col zelo e colle virt,

tore di altri scritti.


tosi in

Da Ravenna

pristinando con santissime costituzioni


predicazione.

la

Roma,

rinunzi nel 1607

sede

pubblica morale, con esperta vigilanza e


la

di Trevico; ed
teriorato,

avendo la sua salute demor inCameriuo nel 1608 e

Non

dirsi con

poche
podal

parole (pianto egli incessantemente oper,

fu sepolto nella chiesa del suo ordine.

Ab-

migliorando
,

il

clero,
le

soccorrendo
alla

biamo

il

Commentario

storico-critico

veri

ristorando

rovine prodotte

su la vita di nig.r Gregorio Servanzi domenicano vescovo di Trevico, scritto dal conte Raffaele Servanzi di Sanseve77/20, Macerata 84 Nel 607 Girolamo
1 1
.

terremoto, inclusivamente
le e all'episcopio, e

cattedrala

migliorando

mensa.

Contribu alla riedilcazione della chiesa di


s.

Euplo

levila e martire,

primario

MezzamieodiCastel Bolognese lodato; nel 1 636 Orazio Muscettola dotto napoletano; nel 638 Fabio Magnesi, poi traslalo
1

patrono di Trevico, posta in Acfitarii oppidi, ove il duca di Flumaro Giuseppe de Ponte impieg rilevante somma per la
fabbrica e per
la
la

a Ostimi; nel

1640

Silvestro de Afflitto
;

parrocchia istituita per


le

napoletano teatino indi di Lucer

nel

popolazione, e

don

la

reliquia

del

74

II

E
le

T R E
nuotiteli, anzi altri

santo da custodirsi con duplice chiave.

reputano anteriori

a fra

L'ottimo vescovo pat


l'insorte dissensioni

conseguenze delset-

nelsuo seminario. Nel

Giocondo stesso. Ebbe questi propugnacoli in benemerenza d'essere slata (piasi la


sola citt fedele alla possente repubblica
di Venezia, assalita

sinodo celebrato nella cattedrale a'iq


i

tembre 704, con gran pompa di vota colloc nell'altare maggiore il corpo di s. Eup!o, dopo ricognizione giuridica ; al cui onore il vescovo elegantemente compose e pubblic colle stampe e si legge nell'

poderosamente da'colpie di queste for-

legati di

Gambray. A

stratta parte

Italia sacra,

la

sequenza, l'antifona e

I'

orazione propria. Traslato a Tricari-

co,

anche

in quell'articolo
la

ne celebrai

le

sue virt eminenti e


fu decoro

santa vita, e che

non meno

delle chiese di

Tre-

vico e di Tricarico, che di tutta la gerar-

chia ecclesiastica. Nel

1720 gli successe Domenico Filomarino nobile napoletano


teatino, dotto e zelante pastore, difensore

il fiume Silc, diminore delle sue acque lungo la fossa urbana di mezzod a formar un canale che anima la regia raffineria ili nitri e fabbrica di polveri. Nel Site mette il [jotteniga o Piavesella, anticamente detto Cagnauo, che nato come quello a poche miglia di distanza dalla citt, vi arriva sotto un bel ponte che fa parte delle mura, e dal nord al sud la irriga con 5 canali artificiali detti volgarmente Ca-

tificazioni entra in citt

gliarli. Il

Sileesce daTreviso navigabile per


di

acerrimo della libert ecclesiastica. Con questi nell'Italia sacra si termina la serie de'vescovi, che compit colle Notizie di Roma. Nel 1733 Francese' Antonio de Leonardis della diocesi di Capuajnel 739
1

le

barche

tio,ooo chilogrammi, coi tra-

sporta nelle Lagune di Venezia ed in


re:

mada

questa comunicazione fluviale van-

taggiosa al traffico per le sue acque;


esse poi

Mei-nardo Onoralid'lschia; nel

774 Giu-

numerosi opificii, mulini, fucine e cartiere, che ne esercitai

sono attivati

seppe Pasquale Rogani della diocesi di

no

l'industria. Oltre a

Rossano; nel 792 Agostino Gregorio Goni di Giuliano diocesi d'Aversa, che ne
i
1 i

citt

me
te,

que'due fiumi la ha dovizia di limpidissime fonti, coha ottimo clima, belli e variati pas-

Imperocch Pio VII, colla bolla De utiliori dominicae vineae, de'28 giugnoi8i8, Bull. liom. cont. t.
fu l'ultimo vescovo.
1

seggi, e

un circondario suburbano ridenseminato di nuove strade, palazzi, giar-

dini, canali

5, p. 56, soppresse la sede vescovile di


in

minori e roggie ina ni fa Ite, e per stabilimenti d'industria, de'quali pi


le

Trevico, e

perpetuo

I'

uni a quella di

abbondano
si
i

cartiere e le macine, e pi
le

Macedonia (^.),
vescovo notato

tutlora governata dal

distinguono

fbbriche di stoviglie ed

in tale articolo.

laboratori del rame e del ferro. Princi-

TREVISO

TliEVIGl o TRIVIGI

(Tarvisin). Citt antica e forte della Venezia terrestre con residenza vescovile, nel regno Lombardo- Veneto, capoluogo della

palmente la strada chiamila Terragno, che dalla porta Attilia conduce a Venezia,

non
l,

solo meravigliosa per

hi

sua solidi-

provincia e del distretto del suo nome,

ancora perch adornata ad ogni tratto da graziosi casini, che colla delizio-

ma

6 leghe da Venezia

9 da Padova,

in

sa variet le

bella pianura.

Ha

la

figura d'un rettan-

teriale della citt

aggiungono vaghezza. Il maforma da qualche tem-

golo cinto di buone mura, con bastioni e


niezzelurie fatte costruire tutto all'intorno

ne' primi anni

dopo ih 5oo da'veneziani


Giocondo, celebre archi-

po l'oggetto di spese municipali e private, la maggior parte per togliere le brutture del medio evo, col tagliare le case e
appianare
il

per opera
tificazione

di fra

pavimento; onde diverse conclie pe'decorosi

letto veronese. Al sud sonovi opere di for-

trade primeggiano pegli eseguili abbelli-

con angoli, che per anacroni-

menti, non
ti

ed

fi zi

priva
ino-

smo

si

attribuirono alla scuola del

Sam-

e pubblici, notandosi fra 'primi

le

TRE
,
ncabitazionidelle nobili famiglie BrePolo, ec. Jnfalti
i
i

T R E
ponte rifatto

75
il

terreno, ornato con parapetto di ghisr

scia,

si

legge nella dispendi

in pietra; erettivi edilzi de-

sa de'

5 gennaio 855 della Cronaca

corativi, tutto in

somma

vi fu

reso
si

degno
lasci

Milano, del eh. cav. IgnazioGant. Anche la citt di Treviso non manca di continui abbellimenti.
zi

delloscopoacui deve servire. N

nudo

l'esterno della porta

s.

Tommaso,
i

La cattedrale
s.

fu dian-

che nelle vicende del 1848 perdette


pioppi di cui era ricinta.

bei

meglio decorata nella cappella maggioNicol, gi de'domeil

Ora
,

a'

pioppi

re; nella chiesa di

subentrarono ipocaslaui

che daranno

nicani,

si

restaura per intero

tetto, di

tranquille frescure a questi cittadini".

La
ter-

questa chiesa istorica che ricorda quel Be-

cattedrale, antichissimo, magnifico e ot-

nedetto

dine e

il

XI (che con l'abito di detto ornome di Nicolaus de Tarvisio


Papa
re-

timo edilzio, opcra de'Longohardi, minata di costruire nel 4 mostra


1 1 1

vi-

eravi stato religioso, e divenuto

zi

architettonici di quell'epoca,

ma

la

fan-

gal di certe tavolette d' argento ad uso


d'aliare,

s alle

ed'una croce simile, che poi monache, oltre l'indulgenza


la

pasple-

no degna d'ammirazione anco perchcontiene pitture di Paris Bordon trivigiano,


di

Paolo Veronese,
Il

di Tiziano,

ed altri va-

naria a chi avesse visitato

chiesa nelle

lenti dipintori.

granile atrio, anni ad-

feste di

Pasqua

di

Risurrezione,
di
fr.

come

dietro fu eretto nobilmente, e pel quale


olfr
il

rilevo dalle sue

Memorie

Nicol da
il

[."progetto

Giordano

Riccati, figlio

Trevigi de' predicatori), su cui


ni sono

nostro

di

bravissimo Giuseppe Bianchetti diede an-

Vincenzo, f miiglia trivigiano di matematici, per cui l'Italia


e fratello di

Jacopo

un eccellente discorso. Qui si provvede anche ad uno spaccio pel pesce in luogo meno im poi timo che non trovasi
oggi, cio presso
il

non
li.

invidia alla Svizzera

suoi Bernouls.

sotto l'invocazione di

Pietro prin-

cipe degli Apostoli, e possiede molte insigni reliquie, fra


le
il

ponte

s.

Parisio, luo-

quali nell'altare
s.

magLibe-

go dimeno, con acque, che cingendo l'elittico edilizio lo rendono continuamente


pulito.

giore

si

venera

vero corpo di

rale di

tracciata la ferrovia di qui per


i

t e diocesi.

che tutta

Conegliano; gi quasi finiti manufatti, la corrono (ora questa ferrovia


voro titanico,
si

pel

A Itino con fessore,pa trono del la citLa cura d'anime si esercita capitolo da due preti chiamati sagriil

sti,ma
sa di
s.

battistero nella prossima chieIl

gi in attivit). Al ponte sul Sile, la-

Gio. battista.
1

capitolo

si

comil

fanno ora

le

opere

di or-

pone

di 3 dignit, la

/delle quali

deteo-

namento,
la

sicch fra poco sar distrutta

cano, dell'arcidiacono e del piimicero, di


1

distanza fra Conegliano e Venezia. N possiamo tacere l'edifzio che qui innalz
il

4 canonici compresele prebende del


maestri del canto Gregoriano, ili 8

logo e del penitenziere, di due ceremonieri

signor

it

torelli

per

la

fabbrica dello
il

man-

zucchero
tr

di

barbabietole,

quale, se po-

sionari, di
ci

20 prebendati

e di altri chieri-

aver conseguenze paria! coraggio, doila

addetti i servigio divino. L'episcopio,


edilizio,

questa speculazione. Chi conosce nel borgo di Treviso la riviera di s. Margherita, celebre pel suo magnifico tempio, sa che il precipitevole Sile aggiunge bellezza al
luogo.

vr pure ritrarre grandi vantaggi

buon

prossimo

alla cattedrale.
vi

Oltre di questa, nella citt

sono altre
s.

chiese parrocchiali

munite

del

fonte:

tra le altre pi. belle chiese torner a

rams.

mentare

la gi

ricordala e vasta di

Ni-

Ebbene

trevigiani qui crearono

col, edificala col

convento dalla

citt,

che

quello di cui aveano desiderio: un pubblico passeggio. L'opera risponde al biso-

neh 22

la

consegn a'doinenicani; indi

nel inchiostro presso la sagrestia nel

gno. S'alzarono solidi fondamenti, parapetti


ili

Tommaso

1 3 j2 da Modena l'adorn colle im-

ferro; fu acciololalo e selciato

il

magini dts'personaggi in dottrina,

io di-

7 f> gnil e in matita fino Ilota


l'ordine de' predicatoti,

II

TRE
fiorili nel-

circa 3?., 000 volumi,

abbondandodi pre-

collii serie

de'pioi

ziose edizioni, e specialmente di quelle nitide e appartenenti alla


fia di

generali e delle sue provincie, inclusiva-

mente

all'effigie ilei b.

ronala di raggi, il che edific la chiesa; forse l'avr


staurare. Ivi

Benedetto XI coquale alcuni scrissero


fatta re-

rinomala tipograTreviso de'primi tempi della Stamclassici greci, Ialini e italiani, oltre

pa, cio del 1470 e successivi, che pubblic


altre
si
i

no
in

del
i

un quadro di Ir. SebastiaPiombo, e altri di buoni autori. Di


conventi e monasteri esistenti gi

opere importanti. Merita ricordar-

fra gli antichi palazzi la

Canonica nuo-

tutti

va, e la sala della Ragione,ora archivio noil teatro. Nelconservano copiosi monumenti, diplomi e carte antiche ottime ad illustrare la storia civile della patria: ne pubblic un importantecatalo-

Treviso, e rammentati ixeW Italia sa~


,

tarile;

come deve nominarsi


si

era
vi
zi;

ora secondo

I'

ultima proposizione

l'archivio municipale

concistoriale per l'odierno vescovo,

non
scal-

che

il

convento de'cartnelitani
sono diversi sodalizi,
l'ospedale per
il il

bens

vi

mondiver-

te di piet, l'ospizio de'poveri, altri


si

go

il

conte Vittore Scotti, mentre

il

fra-

luoghi

pii,

nere d'infermi,

qualunque geSeminario con numeche


il

tello

Antonio

fece quello per

la

storia ec-

clesiastica della

medesima,
Il

di

diplomi e

rosi alunni. Rilevai in tale articolo,

altre carte antiche.


lo

catalogo di Vittore

desso fu eretto prima che

concilio di

Trento prescrivesse
miliari vescovili
iohis, <\t-5
,

la

fondazione de'se-

colla bolla

Injunctuin

settembre 1 4^7, di Eugenio IV, presso il Calogeri, Raccolta d'o/)U' scoli, t. 49. p- 4^^ mediante I' unione
>

dell'

ospedale

di

s.

Giacomo de

Schiriali

de' lebbrosi e la
Iella

prebenda della vicaria


1

pubblic il p. Galoger nella Lettera d'un Trevigiano, nel t. 3o, p. io5. Nel i5io vi fu istituita un'accademia letteraria, che sotto vari nomi vi si sempre conservata; e nel 17 32 vi venne fondata una colonia d'Arcadia. Vi fiorisce un Ateneo di scienze e lettere, che stampa suoi atti, e novera tra 'suoi soci illustri scienziai

cattedrale, perch s'istituisse un maestro in dh'inis, che insegnasse a 2 scolari chierici la grammatica, il canto 6Ct clesiastico,e pel loro mantenimento. Ve-

ti,

letterati e altri

personaggi cultori dei

buoni

studi. Pertanto,

ed

1cagione d'imil

peritura riconoscenza qui dir, che


to della

co-

spicuo corpo accademico, previo rappor-

ramente nell' anno precedente Eugenio ] Vavea fatto eguale istituzione in Firenze (/
.),

comtnissionedelegatadalsuocoii-

siglio all'

esame

e relazione di questa

mia

con abitazione vicino

alla chiesa,
vi

per cui F annalista Spondano


la pratica

osserv

opera, per incoraggiarmi all'ardua im! presa ed alle mie laboriose e incessanti
,

o forse l'origine de'seoiinari ve1

fatiche studiose, nel

1841

si

degn aggre-

scovili, al'an.

4-36,

6.

Il

fu stabilito da'ciltadiin nel


tora

monte di piet 497>^d tutfondatore


in

garmi

al

celebrato Ateneo di Treviso qual

socio onorario, colle

forme pi lusinghievi

abbondante

di

mezzi all'uopo, dov'

re e onorevoli. Inoltre nella citt

sono

un

bel dipinto di

Giorgioue

scuole secondo

il

sistema attuale; antica*

della scuola

Lombarda, ma nato

que-

mente

vi

avea un'universit, che fu poi


vici-

sto circondario. L'ospedale civile pegl'in-

concentrata nella celeberrima della

fermi,

la

cui origine deliifii, fu

am-

pliato a' nostri giorni

con magnificenza,
orto botani-

ni Padova. P reclamisti ruo vanto ha Treviso di aver coltivato con ardore le lettere eie scienze Cui dall'annui

fiorente di rendile: vi sono pure degli altri speduli.


Il

200,

in cui

comune ha un

gi

vi

era un accreditato ginnasio, che


III
il

co e agrario, ed una pubblica biblioteca, la quale aumentata di alcuni libri dal capitolo della cattedrale, oltre agli studiosi

Federico

Bello d'Austria, coiilenil

denle all'impero con Lodovico

litwart>,

eresse nella delta pubblica universit nel

T
*3i8,
ia.
et!

II

E
illustri

THE
e

77
un regime feu-

ove sedettero fra'molti

za clie alcuni paesi in questo o quel ter*


ritorio fossero soggetti a

dottori Pietro

d'Abano

Per

lai

motivo
lo

fu tra le
si
il

Gino da Pistoprime citt


giovasse del-

dale.
i

La provincia

attuale, costituita nel

venete, che del benefcio


la

stampa, come

celebr

Federici nel-

la sua opera: Sulla Tipografia Trevi* giana del secolo XP'je Giovanni Bonificio di Rovigo nell' Istoria di Trivigi,

18 5 colla creazione del regno Lombardo- Veneto, si divide ini o distretti, perche Noale fu unito a quella di Padova, alla provincia di Venezia venne aggregalo
il

territorio di Mestre, oltre

il

paese di

s.

Venezia 1^44'
le

n Treviso fu gi

il

colle-

Dona die prima dipendeva da Oderzo;nel


distretto di questo fu

gio di dottori che costituiva un tribuna-

compreso
lei

queliti di

d'appello per
il

la

Dalmazia e l'Albania,

PortobufTol, e

il

vasto

ritorio antico di

ed avea

privilegio di

ammettere
fertilit del

alla

Treviso trovossi suddiviso,


aggiunsero
alla provincia di

cosicch

si

professione forense.

La

suo
vi si

Belluno

ai-

territorio costituisce delle sue naturali

cune sue
di
si

ville

subalpine, e alla provincia


alle paludi, e

produzioni una rendita cospicua, e

Venezia quelle prossima

aggiungono manifatture di seta, di colone e di lana, colla detta fabbrica di fine


terraglie, ed altra di armi.

La popolazioabitanti,

ne della

citt

supera

i4,ooo

balternedi circa
fiazioni; cio
s.
s.

Alla citt sono aggregale 7 parrocchie SU6000 abitatori, ed altra


s.

Agnese ora
s.

s.

Giuseppe,
Martino,

formarono 3 distretti, Treviso, Monte bellona, Valdobbiadene, sull'esempio del 1806 in cui per la ."volta Monlebclluua e Valdobbiadene divennero centro d'un circondario. La provincia amministra* ta da un regio delegato, da cui dipendonodirettamente in ogni distretto un regio
i

Bartolomeo,
Pancrazio,
s.

Ambrogio
s.

della Fiera,
s.

commissario, e

in Treviso, citt regia, la

Tommaso,

congregazione municipale. Evvi inoltre

Lazzaro
s.

di Ghirarda, s. Dona, s. Pale e Antonino; laonde questo comune capoluogo ha un eslimo complessivo di pi

un tribunale
pretura

civile,

criminale e mercan-

che 700,000 scudi. E rappresentato da un consiglio e amministrato da una congregazione municipale,


retta corrispondenza col
la

quale

in

ili-

regio delegato

una Evvi pure un'intendenza provinciale delle regie finanze e demanii e ogni altro oflizio pe'diritli uniti e un ispettorato postale. La nuova provincia di Treviso ha una popolazione di circa
tiledi provincia, e in ciascun distretto
civile.

della provincia; infine

monda un suo

e-

24> 000

abitanti. Ila

la

provincia luio-

sctusivo deputato presso la congregarlo-

ne provincialedi Trevisoecenlrale di Venezia. La provincia di Treviso una leile 8 componenti tra il Mincio e l'Isonzo
la

ne strade, ameni e incantevoli punti di vista; il clima sanissimo; chiara, fesca


e dolce l'acqua;
il

territorio sparso di

case signorili e brnoli e giardini io pia-

giurisdizione del governo di Venezia,

no ed

in collina.

Abbonda

principalnicn-

Non

coincidecol Trevigiano propriamen-

te dello, ossia la provincia aulica di

Tree
si

viso quale rimase poco

dopo

il

1000

legname da costitizione. La provincia e la citt di Treviso vanta la nascila di moltissimi uomini ille di vini, seta,

ferro e

806; meno colla Marca (/'.) Trevigiana costituita al tempo de' Longobardi. La provincia antica dividevasiini terrtorii,cio quello di Treviso ch'era ben due quinti dell'intero Treinautcnne sino
al
1

bistri in santit

di vita, nelle dignit eo-

clesiasliche, nelle scienze, nelle arti, ncl-

l'armi.

Il

b.

Benedetto

XI

Boccasini

cardinali

Teodoro Lelio, Giacomo Mo-

nico patriarca di T eneziaj altri canlinali


li

vigiano,eque'di Castelfranco,Asolo, JVoale,

riporlo a quest'ultimo articolo regii

Mestre, Motta, Oderzo, PortobufTol,

.sitando

cardinali veneti, che lotti hau-

Conegliano, Cenedo, Serra valle, non tea-

noie biografie, ed a'iuogbi loro parlai del

78

TRE
numero
de' vescovi trevigiani

T
e
a *ne pese

RE

copioso

personaggi di santa vita;

ma

il

b.

Euri-

<pia
.suo

mira preso. Morie lui tolse di prima che potesse condurre a fine il

modello di Treviso nacque a Bolzano diocesi di

Trento. Venanzio Fortunato fu


lui a vedersi

divisamenlo.di riprodurre cio ta pi esimia opera de'romani, costruendo l'inlernosulla forma del

dotto e celebre vescovo di Poitiers, e fra


i

Tempio Pantheon,
di
il

luoghi che riparlai di

il

e di fregiare

il

suo tempio

un

atrio

il

voi.

XL,

natali

Odorico Bigrandemente benemerito della Stop. cjo.


Il

filippino

pi conveniente imitando
l'attico

dorico del-

Partenone.

Ma
la

il

suo testamento

ria ecclesiastica pel compendio degli


nali del

An-

Baronio e loro eruditissima conle

tinuazione. Tolila re de'goti;

celebri e

continuazione dell'opera valorosa e pia, per le solerti cure di mg. Gio. Ballista Sartori-Canova, suo

avendo assicurata
1

potenti famiglie de'Caminesi che

dominache
in

ammiratore
Mincio
(f"'.),

e fratello uterino, vescovo di

lono
ogni

il

Trevigianojgli Azzoni nobili e an,

tichissimi, originari di Sassonia

tempo
i

si

distinsero nell'armi, nelle

ne segu il sontuoso compimento, illustrato da molleerudite penne e precipuamente neh 833 con tavole,
in cui nulla di pi esatto,

letlerec negl'impieghi
stenuti;

onorevolmente soTempesta; Paris Bordone, Gioril

M
1

isti ri ni '.Esposizione

da Melchiorre del tempio di Pi <s-

gio Bai barelli detto

Giorgione,

il

Cima

pure

pittore, l'architetto
i

Spreti, Jacopo e

due
il

figli

Francesco M." Giorgio e Vin,

sagno eretto da Antonio Canova, Venezia 833, per Giuseppe Antonelli, disoli 5o esemplari, e sono possessore del XV

cenzo Biccati;

pittori

Dario

Antonio,
forse fra-

di

magnifica edizione. Varie sue scul-

Giorgio, Girolamo
nio,
le

Secchio

ture e un dipinto di sua

mano rammenil

tello del celebre letterato Politico

Virun-

teranno
sto

in

questa sua patria ed in quecele-

Girolamo giuuioredaTi'eviso.Si vuola famiglia Bonapai te, che die alla Francia un Napoleone e il regnante iniperaloreNapoleoneIH,sia derivata daTreviso, donde in diversi rami si trapiant in Sarzana, in Toscana, in s. Minialo,
che
1

suo tempio ad ogni sguardo

bratissimo nome.

Una
lo

via reale apposita-

mente
il

vi

conduce

straniero a venerare
re-

monumento che Canova innalz alla


sulla

ligione e decor colle 3 arti sorelle. Pos-

sagno
lei

nuova strada commerciale


l'in-

Corsica (^.J, e ne riparlai anchein altri articoli dicendo degl'illustri di tale stirpe. Che i Bouaparle furono pure in Ripalransone, di recente lo afferm il eh. marchese Filippo Bruti Liin Ascoli, in

Mobiletto, dalla cui roccia non pilsi

lole che

diparta senza aver ritratto

cantevole prospettiva, alla ridente e industriosa Bassano, pel cui mezzo l'erario
eli

qne'comuni mise
il

in

comunicazione

il

Relazione III fra Ascoli e Ripatransone, ivi 855. In essa pubblic nozioni riguardanti documenti sul domicilio degli antichi Bonaparberali nella sua erudita
: i

Piave col Brenta.


strada

Forma

parte di quella

ponte

di pietra

che con un solo


allisla

arco piantato su due roccie sovrasta

simosulla vallata

di

Crespano,

cui ulti-

te,

che ponno riuscire


il

utili

perla storia
In mol-

ma
la.

ricostruzione, sui disegni e speciale dila

di questa
ti

memorabile prosapia.
trevigiano

rezione del Casurotti,ne assicura

dura-

articoli celebrai

sommo

La

strada ferrata congiunge Treviso


\\n lato,

Antonio Canova, il cui nome non pu andare disgiunto da quello del nostro secolo,

Venezia da

ed a Mantova dal-

l'altro.

La

solenne inaugurazione di que-

restauratore dell'arti belle, e in quella

sto tronco
la

avvenuta a'i4 ottobre i85i,


i

della

Scultura (V-) emulo d'ogni pi grande antico scalpello. Le illustri ceneri iposano in Possagnoove nacque, nel tempio magnificamente da lui architettalo ed
j

LXX, p. 66, riportando parte dell'eloquente discorso pronunziato dall'attuale mg.' vescovo, e con
celebrai nel voi.

quale

pompa ebbe luogo.

Nella sera spco*

tT
a fu la

R E
il

TRE
tea-

79
fu

generale illuminazione:

guenti secoli
ziandio
la

il

diritto della zecca, ed e-

lio restaurato di lecente, e

chiamato ra-

cill

medesima

concedule antisi-

ra

gemma
il

della citt del Silo, sfolgor in

ta a 'suoi vescovi,

come
si

attestano

tutto
za.

decoro d'una leggiadra apparen-

che memorie. Dipoi

trov un'altra
di differente

Tutti gareggiarono di emulazione

ma-

mile moneta, solamente


vigi riprodusse
la

moTre

gnanima a preparare una festa, la quale IMO ismenlisse per nulla l'antica fama dell'ospitalit tri vigiana.

dello e colle stesse lettere. Nicol da


il

disegno della moneta,e

Neil 85 2

la via fer-

crede battuta in onore di Carlo

Magno

rata da Treviso a Mestre era stala


piuta in tutti
i

comi

suoi accessori!,

come

luo-

quando cal in Italia a distruggere il regno de'longobanli. Leggo nel Vettori, fi


fiorino d'oro, che nel
i

ghi d stazione di arrivo e partenza, in-

7 in Treviso fu

siepamento mediante
lazioni

viridi fratte,

segna-

data una casa ad Angelotto Tintori, per-

da v viso,
non che
il

telegrafi, case
ili

diani,

edifizi

stazione.
il

da guarFu an-

ch

in essa dovesse fabbricare

monete

di

pi sorle, e particolarmente alcune-, che

che stabilito
questa via, ed

definiti
vei

vomente

confine di

ostato di essa median-

te esalto rilievo. Soltanto l'ingresso india citt di

non dovessero passare il valore di 3 lire mezzo, con l'arine della comunit da ambedue lali ecolle paiole intorno: Tari

Treviso abbisognava

di miglio

visium Civita*, poich erano pochissime


le

lamenti fondamenlali, essendo


te
te,

l'esisten-

monete che correvano


Il

in

queste parli

porla della

medesima alquanto
la

distan-

di piccolo presso.

Castellano dice che

ed oltreci stretta molto e basai, per


costruzione d'un nuo-

Treviso fu una delle 4eill che godeva-

cui fu progettata

no

in Italia la

prerogativa della zecca,

ri-

vo ingresso immediatamente dallo bai" cotoio. Treviso ebbe la sua zecca e batt

mastale sino
t di

al secolo

XIV. Sulle
le

antichi-

Treviso, sopra

sue iscrizioni an-

prime citt italiane che da Carlo Magno ebbero la zecca municipale per privilegio, si deve nole

proprie monete.

Tra

le

tiche, sui magistrati che la


a

governarono
si

tempo
lei

de' romani, e del culto idolatrico

da
ilo

prestato alle false divinit,

pon-

verare Treviso

come

rilev

il

eh. av

v,

Gaetano de Minicis,
liti. Riferisce

ne' Cenni numisma)

leggere nel Caloger, t.io, p. 4^7, t20, p. 291: Ragionamento intorno alle

Muratori nella/^/Vs<7'/.2 7. ", che il march. MafFei nella Verona illustrata, pubblic uno strumento del 77.3
.scritto nella citt di

antiche iscrizioni della citt di Treviso,

con alcune osservazioni alla, dissertazione fatta sopra una lapide, ritrovata

Trivigi.

dove

falla
la

neli^^o nella

villa,

di Iiiese nel terri-

menzione Monetarii, anzi


slessa

ricordala

torio di Castelfranco:

Breve

e succinta

Moneta

pi:>l>lica, cio la zecca ivi


il

notizia della risposta di


htlete al

Antimaco File anti-

esistente. Perci fece istanza


al

Muratori

ragionamento intorno

dottissimo canonico e patrizio trevisa-

no Antonio Scolli, acciocch usasse diligenza per iscoprire alcuna moneta di quei
remoli
secoli, e gliene invi

che iscrizioni della citt di Treviso, ec. Asolo pretende alla maggiore antichit
li

Treviso, su

di

che

si

pu vedere: Di-

una de'tem-

scorso sopra alcune [scrizioni Asola-

pi Carolini.

Comparisce

ivi

il

monogram-

Carlo Magno, cio Karolus, e n! rovescio Tarvisio. Perci non resta pi


d

ma

dubbio, che per quasi 1000 anni a Treviso compet il gius di battere moneta, che
servisse pel dui alo del Friuli. Ignora

ne di Michele Lazzari, riportato dal Caloger nel t. \o, p. 337, nel quale si vuole provare, che la celebre e antica citt di Treviso surse dalle rovine di Aitino (/
rita
.),

la

cui sede vescovile fu trasfe-

Mo-

latori se poi questo continu sotto gl'im-

Torcello (V.J: piuttosto pi credibile, che Treviso aumentasse la mm


a

peratori tede-chi, per aiTc imi che ue'sc-

grandezza dopo

le

rovine

di

Aitino,

ili

80
Concordia
gio.

TRE
e di

TRE
(/
) r>

Oderzo

Cfptter*

de da

lei

pree

il

nome

lutto quella regio(/' '.)

ne, clie per addietro

Venezia

N no-

Treviso riputata antichissima, anco da chi stim favolosa la tradizione che ne


sia stalo

mina va. Nel 4 $4


tendo
lalia.

Attila re degli

uwtiuet-

in rovina, attesta bella parte d' Ii

fondatore Osiride: pi d'una lai

fuggendo

popoli

le

sue stragi, diecitt


si

pide, sulla cui legittimit

critici si

ac-

rono principio

alla nobilissima
i

di

cordano, scolpita
blica

in

tempo

della

repub-

Venezia. Abbench

trevigiani

ado-

romana, piova ch'era un


tarvisani,

m unici*
allei

pelassero verso Attila molto vantaggio-

pio incontrastabilmente, ePlinio

ma

samente, a mezzo del loro vescovo El vidio o

che

che

in altro

luogo chiama
pie-

Limando

col

corpo della
la

citt, e
il

il

Taursci, furono aggregati alla romana


trib Claudia, perci ne goderono
le

Tempesta uno
re della chiesa,
i

de'principali o

difnso-

pure

loro citt palesa

rogative in

uno

alla cittadinanza

romana,

danni

sofferti nelle varie invasioni de'

Dichiara Nicol daTreviso,doversi Trevisoscriverein latino Tarvisium, non Tau//.57f/m,dovendosi lasciare 'buoni antenati

barbari. Situata in una pianura costante


tutta all'intorno,il suo terreno nell'in ter
riflessibil niente ineguale, prova delle avvenute distruzioni per cui cagione vedesi rifabbricata inegualmente e con molte delle sue strade tortuose, il che rende

no

col loro Osiride,

anche l'etimologia

tolta

dal Toro, e dirla latinamente Tarvsium,

per insegnamento non solo dell'antiche


pidi,

la-

ma

per quelle dal Griller e da

lui

pi pregevole l'attuale sistema d'illuni i nazione notturna onde non teme


re de'goti Tolila,
la
il

prodolle, ed inoltre per quella sepolcro-

con-

venuta dall'Asolano. Sostiene Girala nio da Bologna nel suo Antiquario, dole

fronto d'alcun' altra citt. Nel 54- eletto

Tarvsium, ed popoli Tarvisoni; distinguendo egli per cittadini da que' del territorio, volendo che primi dibbansi dire Tarvisini o Tarvisienses, secondi Tarvisani a Tarvisiani giusta l'espressione d'una lapide trovata in Grado. L'Ughelli riporta: Tarvsium antiqum, speclabileniquej'uisse civitatem, (juam olim a multi* turribus, quibiu propugnandis iiwenibuseingebatur,
versi scrivere
i i
i

che vi ebbe natali, e governava, ne restaur la con dizione, onde Treviso risplend nel regno gotico, al quale soggiaceva dopoch nel
i

allora

il re Teodorico ebbe vintogli ertili che l'aveano occupala col resto dell'Italia, Frattanto continuando la guerra gotica

49^

sostenuta dal prode Belisario, perch l'im-

peratore Giustiniano I voleva cacciar dall'Italia


i

goti dominatori,

Treviso fu

l'ul-

lima
sario,

citt

eivitatem
ce
il

Turvium prisci vocarunt. DiMarchesi, nella Galleria dell'oliodiscrepanza di pareri


insigne
si

ad essere espugnala da Beliprima del suo richiamo a Costati-

linopoli.
i

Dopo

la

partenza di quel duce

re, parlando di alcuni illustri trevigiani,


cile in

greci vi

furono

sconfitti.

Narsete

gli

suc-

trovano

gli

cesse, la

ricuper all'impero e ne fu Dein Italiai

scrittori, dell'assegnare a

questa

citt fa-

Demerito. Indispettito dalla sua corte,

musa ed
ci

suoi principi i.

Chi

la

chiam

longobardi per invaderre;

ede fabbricala da'eompagni d'AntenoPafiagonia; e

la, ed essi vi

calarono con Alboiuo loro

re; chi da'troiani fuggiti di

chi da Osiride, che passato dal fonte delI

Islro e de'Norici trionfante in Italia, la

chiamasse ///^'//////^.Maconcordano.che

dopo

In

declinazione dell'impero roman'unti,


eil a' longobardi,
il
i

no ubbid
ni essa

quali
de'

eTreviso fu liberalo dalla rovina di (|uesii nuovi invasori, ad istanza di Felice I suo vescovo, che placandone il furore se Io rese favorevole. And incontro ad Alboino e lo trov al fiume Piave, e piegandolodi non fare nocumento alcuno alsua chiesa, ottenne dal re la grazia dell'immunit, mediante una sua pragma'a

stabilirono
t

seggio

d'imo

Marchetati

eretti di

qua

delle Alpi,on-

TRE
con tutte le facolt, come riporta l'annalista Rinaldi nel 5G8. Alboino oper
tica
in

TRE
bench
il

81
regolasse colla

signoreggiarono nel governo temporale,

reggimento

si

Treviso alcuni miglioramenti; indi nel

creazione de'cousoli, e con una certa specie di dipendenza,

riparto dell' Italia fatto da' longobardi,

onde

si

mischiarono
Beren-

creandosi ima

Marca

o Marchesato nella
le

sovente
gario

cittadini nelle

guerre comprod'Italia nel

regione settentrionale, Treviso


il

diede

vinciali, e fecero leghe e trattati.


I

Trevigiana, e per risiedervi ordinariamente il marchese governatoredivenne capitale dituttoil paedi

nome

Marca

imperatore e re

90^

privilegio! vescovi, nella persona di Adel-

bertosuofavorito,colla donazione di molti

se tra

il

Mincio,
le

il

Benaco,

le

gliamene,
il

spiaggie della

TaVenezia ed
Alpi,
il

dazi, e delle

due
lui
si

parli della pubblica

moneta, che a
il

aspettava.

fu egli

Po; cio confin col Friuli, col golfo di


il

i.a

fare

tali

concessioni a'vescovi di Trese-

Venezia,
centino e

Dogado,

il

il

Bellunese, poich

Padovano, il Visi form del


i

viso,

poich dichiar uel diploma di


le

guire in ci
ri.

orme
i

de'suoi predecessoil

territorio di Treviso e di Feltre(F.). Ul-

Nicol da Trevigi narra, che

Gol-

ducao marchese di Treviso sotto longobardi non volendo assoggettarsi nel 584, dopo il governo de' 3o ciuchi, alla nuova podest regia d'Aulari, fu poi imfari
,

dasto asserisce, che

vescovi di Treviso

erano principi del


gnori assoluti della

s.

romano impero; ed
i

aggiunge, che se non erano


citt,

vescovi

si-

erano perlomelei

prigionatoda Agilulfocbegli successe nel

no

destinali dagl'imperatori aldi


le

go-

Quel re pesuccessori suoi ebbero la citt di r, ed Treviso in gran pregio, ma la rovin e

5g

nella stessa sua residenza.


i

verno, e ne riporta

prove; riferendo le

investiture feudali da loro concesse sino

270

feudatari ministeriali, di cui era-

depresse re Rolari verso

il

64*2- e vi sfo-

no
lla

signori, ducili, conti e marchesi.

g tutta
stragi.
il

la

sua rabbia, riempiendola di

di pi Nicol,

Distrutto nel

773 da Carlo Magno

Dice che della contea Tri r (giae luoghi in essa compresi, vescovi
i

regno longobardo, Treviso ne riconobil

be
la

ste di

dominio, e nel 778 vi celebr le fePasqua. Carlo Magno non volle che
altri re,
si

nazione longobarda avesse

dichiar
cipali

egli stesso re d'Italia, e de'loro

ducili permise

che sussistessero

le

4 prin-

ducee di Spoleto , del Friuli, di Trevgi e di Benevento. Papa s. Leone

III essendosi ritirato in

Francia nel 799,


lo fece

ne disponevano liberamente; il Mesirino era tra' suoi confini e giungeva a quelli dell'Asolano. Nel 1087 Padova ottenne dall'imperatore Enrico IV il municipale reggimento, che non avea potuto conseguire da Carlo Magno, e sul suo esempio le altre citt si separarono a mano a mano dal regno italico, sicch nel secolo XVI quali si reggevano da se, quali erano rette da'signori;

nel ritorno Carlo

Magno

accom-

laonde Treviso, ora

come

pagnare a

Roma

dagli arcivescovi di Co-

stilo libero, ora

domi nata da' vescovi, ora


riaiase

lonia e di Salisburgo, da

conti, ricevuto in ogni citt


postolo.

4 vescovi e da 3 come un a-

sotto la protezione dell' impero,


al
il

governo del paese propriamente detto


Trevigiano, ossia l'antica provincia
tra'

Onor

di sua presenza Treviso,


a'

e giunse in

Roma

29 novembre. Pro-

limiti
le

che sussistevano neli8o5,


il

al

nord

clamalo da s.Leone ili imperatored'occidenle Carlo Magno, Treviso riconobbe a sovrani gl'imperatori Carolingi suoi
successori, e quelli che sederono nel trono

Alpi, al sud
il

mare ed
il

il

Brenta, al-

l'est

Friuli mediante
il

venza, all'ovest
rio di Cittadella

Noncello e la LiBassanese e il territo-

che apparteneva a'pa-

regio d'Italia, inviandovi

essi

a reggere la

(luvuni.

quali confini corrispondono al


si

sua Marca un marchese. Col favore degl'imperatori tedeschi, i suoi vescovi la


voi. LXXX.

motto che
citt:

legge intorno l'arme della

Monti Musoni Ponto Dominor6

82
aite
vi si

TRE
Nftoni. L'arme figura ima
fortezza e
di lui, e

TR
che
ali

distinguono 7

torri,

iettante

divenne signore diTreviso, combattendo felicemente per lungo tempo il


competitore. Ezzelino
II

se ne

vedevano

nella citt in epoca

non
se-

per

le

sue ric-

lontanissima. In allo dello scudo ne fu collocalo

chezze e pel

numero grande
i

uno minore inquartato;

era

il

possedeva sopra
va consideralo
le
il

che monti Euganei, venidi castelli


lol-

gnodelle crociale a cui Treviso avea pre-

pi potente cittadino fra

La gran conlessa Matilde, marchesana di Toscana, ebbe a vita in feudo il marchesato di Treviso; altri dicono
so parie.

repubbliche vicine. Cacciato dopo

la

anche da Vicenza,

e collegato di Sail

lingnerra da Ferrara, contro

marcheOtper
il

che

fu invertita della signoria nel

i3

se d'Estecapode'guelfi, l'imperatore

per indulto imperiale d' Enrico V, ma non pot goderla pi di due anni circa,

tone IV nel i2oq volle riconciliarli, ed

accompagnato dn Ezzelino
la

II

Roma
gli

capo 'quali mor. Reggendosi Treviso a comune, fu una delle prime a concorrere nella lega lombarda, contro l'impein

sua coronazione, nel ritorno


di

die

governo
Ezzelino
crudele,
i

Vicenza qnal vicario impe11

riale. Indi

Ezzelino
il

divise i'ra'suoi

figli

ratore Federico
diritti e del

1,

ed

in

favore de' loro

111

Ferce t od Alberico meno


:

perseguitato Papa Alessan-

suoi stati

al

."diede lutti

be-

dro
vi di

III.

Molte gare ebbe dipoi co'vescoBelluno, di Ceneda, di Fellre e col

ni situati nello stalo di


(pielli

Vicenza;

al 2.
Ritira-*

che godeva pretto Trevi*o.

patriarca d'Aquileia. Frattanto nella re-

tosi tlal

mondo
fu

si

die alle pi

duole prail

pubblica di Treviso sorsero diversi valorosi nelle

tiche,

onde

soprannomato

Monaco;

armi, che dierono origine a


potenti e prepotenti, tra
Ordelafli che an-

ma

venuto

in sospetto

d'aver abbraccia

famiglie
cui
i

illustri,

lo l'eresia de' Patari/ii,

Papa Gregorio

Camino liEzzelinod'Onnra.i Temgli

pesta,

Azzoni, e

gli

consegnarlo al tri* brinale dell'inquisizione, se non abiuraa'figli di

IX ingiunse
i

dati nell'Emilia

Fori).

La

citt

dominarono per 3 secoli dovette essere sempre in


confini con-

va

suoi errori. Ezzelino III signore


di

li

Banano,
to
i

Marostica e di

altri

camelli

guerra, per cui fibbric Castelfranco nel


1
1

de'monti Euganei, dopo aver manifestasuoi rari latenti per


e
si

<)(.),
i

come frontiera de'loro


vi

la

guerra, onde

fondarono una colonia e accordarono franchigie a' nobili e a'popolani che vi si vollero stabilire, gli fu dalo il DOOkC di Castel Franco: eresse pure Noale ed altri castelli. Feroce fu la contesa del primato fra le due
tro

padovani; e perch

conquist Verona

dova,
l
ste

al

consegnar Paquale articolo parlai di lui e sua


fece

famiglia,

da

lui

non che dell' inaudite crude! commesse, estese le sue conquirepubblica di Treviso, tiransue barbarie, non
de'l'a-

sulla

neggiala dal fratello Alberico tino dal

famiglie da
detto

Onora

daCamino,ambedue
Eccelino
e pi
li

1237. A reprimere
essendo
pi, fu
sufficienti le

le

d'origine tedesca. Ezzelino


il

scomuniche
lui
la

Monaco da'Onara,

comu-

bandita contro di
ferito

crociata,
si

giurisdizione nella
I

nemente da Romano, altro castello di sua Marca Trevigiana, nato da Ezzelino Balbo, fu il ."poil dest di Treviso, che dopo il termine del1

e rimasto

nel

combattimento
s.

squarci

le

piaghe e mor nel settembre


il

i2 5o dentro
il

suo castello di

Zenone;
in
figli

suo cadavere fu trascinalo e fallo


:
i

la

sua carica, profittando delle popolari

brani da indomito cavallo


schi

fazioni de'
le

Guelfi e Ghibellini [V.), volusurpare il supremo potere, e venne


in

furono decapitali,
iniquit

la

moglie e

le

madue

figlie
bili

bruciate vive, giacch per

le

orri-

neh i83 mandalo


primario

bando come capo-

parte de'aecondij bianchirlo da

Camino

fu
si

commesse da Ezzelino III, chiamato nemico del genere umano, e


demonio. Alberico

tra 'guelfi s'innalz sulle rovine

disse generalo dal

T R E
suo
sersi
fi,

TRE
ili

83
impe-

fratello,

dominatore

Treviso,

sic-

glio Riccardo, dichiaralo vicario


riale

come

fino simula loie, fnse a lungo d'eslui. e di

anche
1

di

Belluno e Feltre: fu ucci-

inimicalo con

aderire a'guel-

per guadagnar pratiche Ira 'suoi nemie

sone! 3 2 da un contadino con una ronca, senza che si potesse scoprire qual mo1

ci,

seminar Ira
il

essi la

discordia e

la dif-

tivo l'avesse spinto a tale a t leu tato. A questi

fidenza. Dopo
fu cacciato

tragico fine d'Ezzelino

III

fu surrogato

da Treviso, e si ri tir a s. Reno ue'monti Euganei, ove l'assedi la le ga guelfa. Costretto ad arrendersi, fu falli) perire colla sua famiglia, terminando in lui la casa di Romano. Vedasi la T'ita di Ezzelino III da Romano, dilli' origine al fine di sua famiglia, Venezia l56o: I ita di Ezzelino da fiumano,

cello,
sa,

il fratello Gucello oGuiche fu l'ultimo principe di sua e;


-

come

nel

3 espulso e detronizza-

to da'trevigiani,

che tornarono a vivere

colle proprie leggi.

La

piccola colie de'

signori di
stata di

Camino

fu iusigne
l'asilo di

per essere

buon'ora

nobile acco-

glienza de'lrovatori ede'poeti provenzali,

ch'erano onorati in Lombardia, prima


la

con la Cognizione delle gliene della Marea Trevigiana dal io al 1262, eoinposta da PietroG e r ardo padovano. Venezia 164^' Dopo le accennate sangui uose vicende, prevalsero di nuovo in Treviso signori di Camino, che dominavano Feltre e Beli imo, ed erano sostenti ti da Azzo VII d'Esle. Questi arm cavaliere Gliei ai do di Camino, come il pi ragguardevole fra' signori lombardi di
i i i

che

nazione indiana propriamente

u-

vesse ella stessa

una lingua poetica, ed

uomini capaci di trarne partito, come si esprime un moderno scrittore. Tuttavia


su questo particolare va tenuto presente
il

ria

me rilnto a Sicilia e aTEATRo.Torin libert,


i

nato Treviso

trevigiani eles-

sero a capitano generale


te di Collallo.

Bamb.ddo
stretti gli

conahi

Nel i328

parte guelfa.
titolo di

Gherardo

sullo lo specioso

da duro assedio, con 3o,ooo fanti e 3ooo cavalli da Marsilio Carrara, lo sotanti

capitano generale occup il principato della Marea Trevigiana nel 1283,


e lo tenne

stennero con eroica difesa. Altro lutilo assedio fece a Treviso Cane della Scala
signore di
ccilo

sinoah3o5. Al suo tempo


alia cattedra apostolica
il

fu

sublimalo
terra di
s.

car-

Eerona, che fomentato da GoCamino volea impadronirsene. Tre

dinal Nicol Boccasini di Trevigi o della

volle loScaligero part adontatodallesue

Vito lungi 18 miglia, a'22 ottobre! 3o3, e prese il nome di Benedetto XI. Conosciutasi l'esaltazione da'trevigiani, esultanti d'allegrezza
le

mura,

ma

il

timore indusse

cittadini a

ne dierono

iamenle all'imperatore Lodovico V il Bacato, che v'invi il conle di Gorizia, il quale per attentando andarsi volontai
ch'egli a'privilegi loro, gl'indusse a pacificarsi
gli vi

dimostrazioni maggiori, ed inviarono


i

a lui

propri ambasciatori per deporre


i

con Cane, e dopo ripetuti

sforzi c-

a 'suoi piedi

dovuti
gli

offici di

congratula-

entr pomposamente per capitola-

zione.

11

Papa

accolse con

amore

pa-

zione a' 18 luglio 1329, e morto in Treviso e

terno e tenerezza d'alletto, e dopo molte espressioni di stima verso suoi coucittai

dini e verso la patria, nell'alto d' acco-

dopo 4 v l' giorni, lasci ad Alberto Mastino della Scala suoi nipoti il nuovo rilevante possesso. Dante con allusiodi

miatarli fece loro


nativo,

il

summentovalo doil

neal breve periodo del godimento


llo conquisto e al giorno

queil

che descrive

suo biografo

fr.

Ni-

che

si

comp

col da Trevigi.

Don

poi in altra occa-

sione alla cattedrale un calice d'argento dorato con sua patena del peso di 38 oncie, ed una pianeta e dalmatica rosse.Mo-

Cane, scrisse: nel quale il Gran Feltro, in Treviso, compie sua giornata innanzi sera. Narra l'andi

termine mortale

nalista Rinaldi, che

trevigiani nel prele

rendo Gherardo, credilo

la

signoria

il fi-

cedente anno, avendo abbandonato

84
porti del

TRE
cilt

TR E
coprirsi di gloria

Da varo scomunicato da Giovanni XXII, si erano spontaneamente sottomessi alla signoria della Chiesa romana, ond'erano stali dal Papa lodali e ringraziati della

come

sola fra le venete

divozione dimostrala alla

s.

Se-

governo al cardinal Bertrando o Bernardo de Poyet o Poggello legato di Lombardia. Avendo incorso la scomunica la citt e il decano della cattedrale Guglielmo o Corrado de Bramasechi, Papa Benedetto XII dichiar delegalo apostolico Giacomo Moroside; per cui ne
il

commise

in

vescovo di Torcello,a proscioglieredal-

che colle proprie forze resistette alle truppe francesi e dell'imperatore Massimiliano 1; indi torn sotto la repubblica di Venezia e ne segu destini. Per le guerre sofferte in varie epoche da Treviso, i conventi e monasteri subuibani esposti a replicate rovine, e recando certo danno alla cilt col porgere a' nemici comodo di alzarvi Irinciere e munizioni, a poco a poco furono trasportali nell'interno della citt, ed altrettanto avvenne al monastero delle monache di s. Girolamo, al
i

il che esegu 33g. 1 trevigiani, bench ritornati a libert neli337, pe'patti stipulali in Venezia tra la repubblica ed i fratelli Alberto e Mastino della Scala, considerando il passato e le patite intestine discordie, veduto Marsilio Carrara tornato in potere di Padova, ed a lui succeduto il nipote Ubertino II, per godere maggiore tranquillit avvisarono al par-

l'interdetto l'una e l'altro,


1

modo

narrato dal can.


sigillo della

Bambaldo

degli

a'7 settembre

Azzoni Avogaro, nelle Osservazioni so-

pra un
s.

nastero, che

badessa del mofu gi presso Trevigi di


riportate nel
Il
t.

Girolamo,

48,

p.

167

del Caloger.
delta guerra,

senato veneto

per la

onde munire Treviso, nel fr. Gio. Giocondo celebre ingegnere veronese.francescanoe non domenicano ma non riusc lodevolmeni5oc)
vi

mand
;

tito di dedicarsi alla signoria di

Venezia,

te nell'impresa,

abbattendo spietatamenguast oltre misu-

e Io fecero con ispontanea dedizione a'5 febbraio 1 344 mediante solenue tratta-

te

fabbriche e borghi, e con una vastisutile fossa

sima e non
ra e

Treviso per fu ne' seguenti anni acerbamente molestala dal patriarca d'Ato.

quileia, da Luigi I re d'Uugheria, e da' Carrara, a'quali finalmente pervenne in

deform la cilt. Perci il senato poco dopo deliber di commettere le divisate fortificazioni al valoroso Bartolomeo
d'Alviano, secondo
il

disegno del quale,


si

conseguenza della guerra di Chioggia. non potendola difendere la repubblica veneta;

senza rimettervi l'abitazioni esteriori,

dilat l'interno circuito della citt, spe-

per cui lasciata Treviso nella propria

cialmente alla parte del borgo


ranta, e nel
allora che
1

de'ss. Qua-

libert, per salvarsi dal

rese ricorse

dominio Carraa Leopoldo duca d'Austria,


1

56

fu l'opera compila.

Fu

che nel

38

essendosene impadronito,
fu

monastero di s. Girolamo, posto da prima fuori e non lungi dalle


il

da questi invece
contante nel
1

ceduta per un grosso


a c '"
I

vecchie
tro alla

mura della citt, fu

trasferito den-

384

ne agognava

il

possesso,cioa Francesco

Carrara signo1

re di Padova. Questo principe poi nel

388

consegn la cilt al vescovo, ma tosto la ricuperarono i veneziani, avendovi contribuito Gio.


ili

medesima, cambiata l'antica situazione a mezzo il borgo di nuovo fabbricalo, che ritenne il primitivo nome de'ss. Quaranta. Nel 1782 Treviso fu religiosamente rallegrata dal passaggio di

Galeazzo Visconti signore Milano, con guerreggiare Francesco I,

Pio VI, nel recarsi a Vienna.

Da Ferral'i
1

ra pervenuto a Chioggia, indi

mag-

e la spontaneit de'trevigiani di ritorna-

gio a Mestre, vi fu ricevuto nel palazzo

re al veneto dominio. In conseguenza della lega di

Cambray

del

5o<), Treviso so-

Erizzo dal procuratore Rezzonico, da r mg. Giustiniani vescovo di Treviso, e da


molli altri vescovi e nobili. Nel seguente

stenne lungo e celebralo assedio, e pot

TRE
giorno
il

TRE
messa nella
a ore

85
T,

Papa
tiri

ascoltala la

dall'imperatore d'Austria Francesco


cui
il

al

cappella

palazzo, e data la benedizio-

ne

al

popolo nella sottoposta piazza,

impero tuttora appartiene. Durante dominio dell'imperatore e re NapoleoI,

i5 part per Treviso accompagnato da' procuratori di s. Marco, Contarmi e Manin.


le di

ne

questi eresse Treviso in ducato e conil

fer

titolo di

duca

di

Treviso per ono-

Giunto Pio VI innanzi


Treviso,
al

alla cattedra-

rare

Edoardo Adolfo Casimiro Giuseppe

discendere dalla carroz-

za fu incontralo dal vescovo mg.'

Giu-

Morlier, maresciallo e pari di Francia, che intervenne alle battaglie della repubblica e dell'impero, pot fuggire dall'e-

stiniani, dal podest e capitano di Trevi-

so

Marco Zen,

dal clero e dalla nobilt

splosione del Kremlino, e per


in Parigi pe'colpi della

neh 835
re Luigi

Papa con singoiar gradimento. Adoralo nella chiesa il ss. Sacramento pubblicamente esposto, ad istanza del vescovo e del podest, Pio
della citt, accolti tutti dal
"VI

macchina inferil

nale esplosa da Fieschi contro


sato in Venezia

Filippo. Nell'insurrezione del 1848, cesil

governo austriaco ci vile

fermatosi sulla soglia della chiesa beil

e militare, mediante capitolazione de'23

ned tutto
Saeile,

indi prosegu

popolo accorso nella piazza; il viaggio per Conegliano a

marzo, del conte Zichy tenente maresciallo,

comandante

di quella citt e fortez-

ove si trattenne la notte nel par lazzo di mg. Flangini uditore di rota e r poi cardinale fu incontrato da mg. Marco Zaguiri vescovo di Ceneda, e dal podest Nicol Pizzamano, non che dal cav. Andrea Renier figlio del doge e da
:

altri distinti signori.

Treviso nel dediVenezia, conser-

carsi alla repubblica di

suoi statuti di leggi civili, la sua no-

bilt e le sue furine di


a cui

rappresentanza
lutti gli

prendevano patte

ordini
i

governo provvisorio ivi istituito; cess pure in Treviso e sua provincia il governo ci vile, ed a'2 3 marzo fu istituito parimenti un governo provvisorio,col por dest d. Giuseppe Olivi per presidente, cessando pure quello militare col ritiro delle truppe, non che della guarnigione di Belluno, che mediante convenzione col conte Ludolf tenente maresciallo, onde evitare un inutile spargimento di sangue, dov partire senz'armi Irannegli
za, col
ulli/.iali, eccettua
li

de'ciltadiui. .Nel

1797, rispettando
secoli e

pri-

ila

tale evasione le trup-

mi, alter
de,

dopo 4

mezzo

le

secon-

ma

per pochi mesi dell'invasione del

dominio francese, giacch quelle condizioni furono ripristinate e mantenute dal governo austriaco a cui fu ceduta fino al i8o5, al quale erano passati parte degli
stati dell'estinta

Nel giugno gli comandati dal feld maresciallo Radetzki, tornarono nella provincia per ristabilirvi l'ordine.ed un corpo di circa 10,000 uomini a' 3 intim a Treviso di

pe e

gli ufliziali italiani.

austriaci,

tornare all'ubbidienza sovrana;

ma

il

go-

repubblica. Nel

80G

ag-

verno provvisorio

si

prepar a combat-

gregate
talia,

le provincie venete al regno d'ITreviso divenne sede d'una prefettura e capo d' un dipartimento che nel Tagliamento avea nomee confine, ed era
il

tere rigettando l'intimazione,

mentre

fu-

rono riprese Vicenza e Padova. In Treviso corpi che l'occupavano ostinandosi alla difesa, tennero poche ore contro il
i

Trevigiano smembrato

di Castel

Franla Li-

maresciallo

Welden generale comandanquindi comin-

co e Noale ceduti a Venezia e a Padova,


coll'aggiunta di molto paese oltre

te dell'armata di riserva,

ciatesi dagli austriaci le ostilit, a'

venza, sicch

la

popolazione soggetta

al-

gno

capitol d' ordine del

4 giucomandante
1

alquanto piti che quella amministrata dalla regia delegazione della prefettura era
la

provincia d'oggid, costituita nel 18 [5,


il

Zambeccari colonnello di 45oo uomini, con atto fatto dinanzi alla citt, nella frazione di s. Maria dellaRovere in casa Berti,
e sottoscritto dal conte

al fondarsi

regno Lombardo Veneto

Grenne ville mai:-

6
giure, e
tln!

TR E
direttore
ile'

T
corpi facoltativi
A. Garivi tati sunt

RE

italiani e della legione


l)o!cli

romana
di

maggiore. In conseguenza venne sta-

totSanc tonai; reliquie/c. rfi/as fioriorificc ad ppaesen t iss / ni a ni tute la in asservat,ut corpus s, F.iberals de. Altino,
runtyttt Theonistus episcopus,

bilito,

che

la

guarnigione

Treviso, do-

po aver immediatamente cedutele porte della citt all' imperiali truppe, sarebbe partita nella mattina seguente con armi
e bagagli, obbligandosi di

dono dedeTabra et Tabrata. levitarum martyruni aitine/ialtinates larvisinis

quod

sis

dioccesis,qui contea arianos ca titoli-

non portar

le

ce disputantes, lapideo in ponte supraSi-

armi contro l'imperatore d' Austria pel peiiododi 3mesi,edi ritirarsi nello slato pontificio per Monselice e Uovigo a Ponte Lagoscuro; lasciando lutto il materiale da guerra, tranne <\ue cannoni, per cui nel resto la convenzione fu simile alla capitolazione di Vicenza; e che
la citt di-

lium fluinen sunt obtruncati, noctumtarvisinis deducti ad sepullurani in ecclesia s. Joannis Baplistae anno 4oo (o pi tardi, come dir), ut ss. Fio rentinus et Vindemialis episcopi quiesccntes in cathedrali, qui ex Africa per-

que a

sequentibus arianis in Italiani descende-

sarmer
le

sul

momento

gli

abitanti, rimet-

runtj et

b.

Ilenrici Baucencnsis confes-

ter al quartiere generale austriaco lutti

soribus, cujus quidc/n

Henrki sanguis,

armi, e

si

sottometter confidando

la

sua sorte alla generosit del governo austriaco. Gli austriaci vi rientrarono alle

6 pomeridiane del 4, e gl'italiani ne sortirono alle 6 antimeridiane del 5, come rilevai nel voi. LUI, p. 199.
i
i

eorpore Ottava dormilionis die ejfluxit, quatuor post saccula stupente natura, admir ante pie tale rubens adliuc, etjluidus perseverai, in sacrarum rerum thesauro adservatus, magnusque habitus inlionore. Aggiunge
qui de sancto
ej'us

L' evangelo

fu predicato in

Treviso,
s.

iIcommentatoreColeti,/fr///Vit sacra,l. 5,
p.

secondo l'antica tradizione, da

Prosdovescovo

487

'-

Tarvisini Kpi scopi


s.

parlando

cimo discepolo di di Padova, dopo

s.

Pietro e

i.

la

conversione di que5o. Vi fu ospitato


cui figlia illumi-

sta citt e verso l'anno

da Enfiosino milite,

la

n dalle superstizioni pagane, e con essa anche tutta la famiglia che battezz. A Teoflora primaria femmina coll'imposizione delle mani restitu la sanit, onde si convert col marito a Cristo, ed a loro esempio riceverono le acque salutari 13. Inoltre s. Pro del battesimo altri sdocimo fu l'apostolo e propag la fede nel resto della Venezia, in Aitino, Oderzo
1

Prosdocimo in Treviso. Antiquissiniam ej'us cathedra lem traditur ab codem fuissc ereelam, slatini b, Petra aposlolorum principi ac ej'us reeeii te/11 morte ni eoelitus rescivit, dicatam, Quod quidem non oninino
della

predicazione di

improbabile/li rcddil Iraditioiiem alle-

rarn ,<piae asserii Tarvisinam F.ecles'unn


prillatili fuissc,

quae
s.

in orbe Christiana

sub invocatone
la.

Petri fteril sacra-

pio del

La sede vescovile, istituita nel princiIV secolo, divenne sulhaganea del patriarca d'Aquileia, nel 753 Benedetto
1

e altri luoghi. Riferisce quindi l'Ughelli:

XIV

la

dichiar dell'arcivescovo d'Udi

Additatane praetcrea
curii

Prosdocimum

inorai e tur Tarvisii, de s.Petri marI ir-

ne,e Pio VII nel 1 8 19 l'attribu al patriarcadiVenezia,e tuttora lo.Nell'//^//// sa

tirio divini t us factum fui sse certiorem,

cra%\ legge, come prima


diocesi,

si

costituiva

la

ideoque (ernplum, quod Deiparae


gini desti ut: ver al,:
k

uii

seccasse magislro,

Tarvisiuosque deinde pi o Divo tutelari eujiis titillo Petrilli! venera tor fuissc Tarvisiiiam cathedralcm nobilitatala 'voi tu ruiii. VV< iiiimts decorc lutic ci
,
.

quanto il capilolodellacattcdrale eia pi numeroso, e quali insegne da Bo nifacio IX ed altri Papi gli furono accordate; che
la citt
la
i

conteneva 7 parrocchie,
1

compresa
menicani,

cattedrale;

eli'

elativi

doi

<

conventuali,

gli agostiniani,

T
>i

Pt

E
i

T
suini
,
i

RE
ibat,

b.

minori osservanti, g rotami ni del canocappuccini Pietro da Pisa,


viti,i
i

pessumdatum

civitatis

nici regolari
scalzi, oltre 7

Lateranensi , carmelitani ovvero 8 monasteri ili moi

nache, de'quali 3 governati da'regolari, cio da'camaldolesi, da'minori osservanti e da'conventuali;che in Treviso eranvi

molle chiese, 4 sodalizi, diversi oratorii e luoghi pii che attestavano la piet de' trivigiani. Tutta la diocesi conteneva

facta dedi dotte , averlit excidium 4^4- Felice I era vescovo quando Alboino re de'longobardi dalla Pannonia entr in Italia, ed avvicinatosi a Treviso fu non solo placato dal zelante pastore, ma gli concesse ancora maxima urivilegia. Felice fu amico di Venanzio Fortunato illustre trevigiano,
1

87 Heh'iandus certissimum
,

ed

ambedue per intercessione


di

di

s.

Marti-

20 5 o 214 parrocchie, 3 conventi, 4


bazie, vale a dire 3 di benedettini e
di cisterciensi, 7 monasteri;
li
i

a '>

una

principa-

luoghi erauo Mirano, Noale, Mestre,

Tours guarirono da Pule male d'occhi, e Venanziocon ungersicoll'oho della lampada che ardeva innanzi la sua immagine, onde per gratitudine cant in 4
no
libri le azioni del

Castel

Franco

Asolo gi sede vescovile

glorioso santo. Rustial

unita a quella di Treviso. L'Ughelli dice

co del

588

intervenne

sinodo di

Ma-

che Treviso contava 4,000 anime e la diocesi 60,000, mentre il Coleli riferisce, bis centena ferme, ammarimi milita. III." vescovo Giovanni fiorilo nel 320, indi Paolino del 35o, Tiziano fiorilo circa il 4 a CLU tempo, secondo l'Ughclli, dall'Africa si recarono a Treviso
1

rano adunato da Severo patriarca d'Aquileia. Felice 11 vivea nel

5go

e sotto-

scrisse a suggestione de'vescovi scismatici

della

Veuezia

all'

imperatore Maurizio,
il

per l'affare e'Tre Capitoli. Qui


leli

Co-

'

riporta Tiziano fiorilo nel secolo VII,

Fiorentino e Vindemiale vescovi e confessori, intervenuti al concilio di Cari

ss.

qui eitm Sarraeeni Corsicam subegissetit, divino art tts Consilio Ulne se contttlit,

et

nautis,

lodane

incolis, ubi ss.

tagine tenuto dagli ariani

ed essendo
li

Florenli et P indemialis, qui ab


nevico rege an.
ti illie

Hun-

morti
la

in

Treviso,

il

detto vescovo

sep-

484 l'i Corsicam rilega-

pell nella chiesa dis.

Gio. Battista presso

mortale* deposuerunt exuvias,

cattedrale, in arca

marmorea con
i

iscri-

corporei /acereut, edoetus ca inde sustulit,

zione.

Per avverte Coleli, che

vescovi

Tarvisiumquc diporta\>it atquc


t

Fiorentino d'Utica e Vindemiale di Capsa nell' ariana

in basilica

s,

Jo.

Bantu tae honorifice secon Calisto pa-

persecuzione, ovvero in

pelh'it. Trivisius del 73t),

quella dello scisma de' donatisti, furono


esiliati in

dali nel

Corsica da Unuerico re deman4$4; aont e '1 vescovato di Tizia' '

no

forse devesi ritardare, o attribuire al-

l'altro

vescovo
r

omonimo

la

tumulazione

de'beali corpi,come narrer.G iocondo e-

piscopus rarvisinus intervenne alla con-

trazione

della chiesa di

s.

Giacomo

di

compose la lite fra Giovanni conte di Ceneda e il suo vescovo Valentino. Fortunato del 7gc)ricev a magnifico ospizio il Papa s. Leone III reduce di Francia, col suo splendido accompagnamento. Gi nel 780 a tempo di Fortunato erasi fondato il monastero della B. Vergine, di s. Croce e dis. Fosca da Gerardo contriarca d'Aquileia,
te, in

Uivo Aito a'25 marzo 4^1, al cui tempo devastando l'Italia Alarico re de'goti, padovani e gli ne fuggirono la rabbia
i

cui

si

riposero

le

ossa de'ss. Senesioe

Teopompo Dopo la di

martiri, portate dall'oriente.

vaslazioue del monastero, oi

altri

popoli cu costanti. In

tempo

del

veil

perata dagli unni e ungati neir8gc),

ss.

scovo Elvidio o Eliuiiudo oElviando,


ferocissimo Attila devast Aquileia,

Con-

Corpi furono traslati alia celebre abbazia di Nonantola, e l'Cghclli riprodusse


la storia di

cordia, Aitino, Opitergio, Asolo, Feltre,

questa traslazione, non che

la

Vicenza, adirne minitabundus Torvi*

serie degli abbati di

Nonaatola

comin-

88
bali, fra'quali
s.

TRE
Rovere divenne Giulio
II,

T RE
Treviso, per cui l'imperatore Ottone
istanza della moglie Adelaide,
stello e la cattedrale al
I,

damlo ila] y^o circa al i632,ciod79 abCailo Borromeo e altri cardinali. Il vedi* Treviso Lupo Dell' 8 4- interi

don il cavescovo bozzone

scovo

venne
si

in

Verona
s.

alla

consacrazione della
que-

che ne avea fatto preghiera. Nell'antica cattedrale divenuta collegiata, ornala di


pitture pregiate, vi rest
nonici,
il il

chiesa di

Giorgio. Adeodato nell'826

capitolo de'cai

rec al concilio di

Mantova per

le

maestro

di

ceremonie ed

man-

stioni Ira'patriarchi d'Aquileia e di

Gra-

sionari, colia dignit del preposto, ripor-

do.

Domenico

vivea nell'866. Landulo


dice intervenuto nel

tando Coleti
Pietro del
del
1

viene quindi registrato. Martino Tarvisntts

episcopus

si

la loro serie da Luca e da 349, a Francesco de Fabris 17 15. Allora eranvi un monastero di
il

961
ili

alla

consagrazione delia cattedrale


fa

religiose, di versi sodalizi e


t: fuori della citt
li,
i

monte di
i

pie-

Parenzo. Ci per

contrasto con

fiorivano

conventua-

quanto vado
]i

a dire del seguente vescovo.

cappucini,

vescovo Adelberto, daColeti chiamato


dissi

chiesa gi de'francescani

minori osservanti. Nella si conservano 3


.del

Alherlo,del quale gi

superiormente,

quadri de'pi eccellenti


solo

Bassano. A-

che Berengario
privilegi
il

nel C)o5 gli concesse que*

dopo

calamitosi tempi dell' anarcivili

cui

diploma riporta Ughelli,


altri privi-

chia e delle guerre


nel
nii

cui

and soggetta
patiti infurtula

insieme all'altro diploma di


legi alla
lia

medio evo, dopo aver


nel
1

sua chiesa concessi dal re d'Itanel

gravissimi pe'molti tiranni che

dosi

926. Alberto nel 967 fu al concilio di Ravenna, e nel 968 sottoscrisse la bolla di Giovanni Xlll per l'erezione

Ugo

minarono,

337 volontariamente

sottomise alla repubblica veneta. Diven-

ne sede della regina di Cipro Caterina

Magdeburgo in arcivescovato, per cui almeno visse nel vescovato 63 anni. Il sucdi

Cornalo, vedova

di

Giacomo
dal

111

Lusi-

gnano,la quale per concessione del gover-

cessore Felice incerto, o visse pochissi-

no abit questo luogo


mora,
vi

mo. Nel 969 l'imperatore Ottone I don al vescovo Roccio o bozzone il castello
di Asolo, Asylio, colla chiesa di
ria e
s.

in cui mor. Essa, nel

1489 al i5io tempo di sua disoleva tenere una corte fastosa


si

Ma-

col concorso di molti illustri personaggi

sue pertinenze. Asolo(F.), Acciaili,


,

e letterali, fra'quali

distinse

il

celebre

A scellini A ce cium A sii uni


,

Alili uni,

Bembo
to
ila

poi cardinale, e suo parente. A-

capoluogo di distretto della provincia di Treviso e gi sede vescovile, di cui tratta


il

solo cinto di
torri,

mura merlale
ha
bei palazzi

e fiancheggia-

moderni

nella

sacra 1. 1 o, p. Aciliensis Epitomatiti. Il suoi. vescovo che si conosca, sufi'raganeo del patriarca d' Aquileia, Agnello o Angelo de Acilio inColeti, Italia
1
:

citt e dintorni,

abbonda
il

di

limpide sor-

genti d'acque, con sanissima aria e dolce

clima.

Ma

l'ospedale,

ginnasio,

sempre
vini

essendovisi coltivate
re.
Il

le

scienze e le lettedi grani


,

tervenuto nel

590

al concilio degli sci-

territorio

abbonda

smatici inMarano,chedal Sigonio fu chia-

squisiti, olivi,

mato Sai illumini episcopum. Aldo


scovo d'Asolo fu Artemio,
tossi al
il

ve-

boschi di
il

agrumi, foraggi, animali , roveri e castagni. Vi fiorisce


ha acque salubri e acidule, da fabbrica. Il diploma
spedito
al

quale por-

lanificio,

ricordalo concilio di

1*826,

come

si

Mantova nclconferma dal documento


d'Asolo dalle fune-

e cava di pietre di

Ottone

vescovo di Tre1

pubblicando
sima

Coleti. Desolata l'antichis-

e illustre citt

ste scorrei ie degli

unni e ungali nel prin-

Roccio e Rozzone, nel 99 fu confermato da altro di Odone Ili, ed ambedue sono riportati da Ughelli, insieme
viso

cipio del secolo


il

a tal epoca sembra che suo vescovato venisse umto a quello di

X,

od altro diploma del 996


per
altri

di

Odone IH
ned' Italia

privilegi.

Inoltre

TRE
sacra
le
si

TRE
slesso ve-

89
Nirola.

legge

il

diploma dello

sagr

la

sua chiesa di

s.
1

Enrico
1

scovo, col quale nel

997 don
il

a Vita-

IV con due diplomi


vo Accelino ed
sa di Treviso.

del

070
i

e del

073,
con-

abbate

di

s.

Benedetto

luogo dello
III,

presso Ughelli, a vea confermato al vescoal capitolo

Mogli ano

colla chiesa e sne pertinenze;

privilegi

quello confermaloi io d'Ottone

ed

il

cessi dagli antecessori, a loro

ed

alla chie-

diploma

di locazione al
li

doge

di

Venezia
di
te-

Essendo vescovo Corrado,


si

Pietro Orseolo

del

1001,

del vescovo

nel

1090 Enrico IV

rec a Treviso e
festi-

Rozzone
Treviso,

nome della sua chiesa tertiam partem de universo


e in

vi fu

accolto con incredibili onori e

vi spettacoli,

mostrandosi

il

principe be-

portimi

loneo atout ripatico, quoti pcrlinet ad <lc nostra s. Ecclesia, aU/uc ires mansioiies, nec non et tantum lerram,

nefico. Adonio vivea verso questo tempo, ed Oilorico nel 1107. Gombaklo nel 4 ottenne dall'imperatore Enrico V la con1 1
1

quantum

su/fecerit

ad

tertiam parlem

ad ve s tra s
rico
I,

stationes faciendas adversus

noslras, eie. Indi furono vescovi

Almer,
s.

Bloncone, Almerico

II

del 101

ferma de'privilegi di sua chiesa. Il vescovo Gregorio neh i3o fece una donazione, con istromento riprodotto atY Italia saera, a'monaci benedettini di s. Elena di Tessera; nel
1

Gregorio, Arnaldo del io i4j


rico
Il

'" eui

imperatore concesse il presso Ughelli di conferma a'pi ivilegi de' suoi predecessori. Il vescovo Rotali nel
i

Endiploma

i/jo intervenite alla

con^agrazione della chiesa


di

023

dalla chiesa di

s.
i

Gio. Ballista tracorpi de'SS.

di s. Giorgio Verona, e neh 142 ottenne da Corrado 111 re de' romani il diploma pubblicalo ila Ughelli, confermatorio degli antichi diritti di

sfer nella

cattedrale

Epi-

sua chiesa. Vivea ancora


si

.scoporum Tlieonisti, Elorentii, et Vindemialis, siniul

nel
di

i.jf,

come

ha da un istrumenlo
canonici.
Il

cwn

sanctus reliqitiis

concessione

a'

successore

beator uni diaconorum

ac tnartyrum

Pietro incerto. Al vescovo Bonifacio nel


1
1

Tabrae

et

Tabratae, honorifcentio-

52 Papa Eugenio

111

sped l'amplisdi

ri loco asservandis. Nel

1026 ottenne

sima bolla Justis fralrum,


Sottoscritta dal

conferma
cardinali,
la

una concessione dall' imperatore Corrado 11, riportala da Ughelli in uno al diploma di Enrico 111 del o3y di altri privilegi. Del successore Raniero non conviene Coleti. Al vescovo Volfango nel 1 o65 Enrico IV, con diploma che si legge in Ughelli, conferm diritti e le con1

delle prerogative della allieta di Treviso,

Papa

da

presso l'Ughelli, prendendo sotto


tezione della
s.

pro-

Sede la cattedrale di s. Pietro. Blaucone o Biancone o Bianco deh 53, a cui Papa Anastasio IV conferm la bolla dell'antecessore Eugenio
1

cussioni falle alla sua chiesa: dal


i

mede-

llljel'imperatore Federico

gli

concesse

simo si riportano diplomi del vescovo Volfango del 10 55 di conferma della concessione del predecessore Rozzone di fogliano 'monaci, e di
ratifica.

un

privilegio.
il

quatto principe fu famisped un privilegiocon

liarissimo
co, e

vescovo Ulderico o Oldorigli

neh S7
1

Papa Vittore

II

di

diverse concessioni,

Mollando oR.otario intruso nello scisma dell'antipapa Clemente III, nelle gravi vertenze tra Enrico IV e s. Gregorio VII che lo scomunic e depose nel sinodo romano del 078. Il Coleti teme che l'Ughelli abbia confuso 3 vescovi in uno, cio Arnaldo o Araldo, Molari o Roti1

omnem leloneum de Castro Monti s Bellunae, riprodotto dalNeh 66


1

l'Ughelli.
di

concesse l'investitura

un suburbio
I

di Mestre; e nel

1173 Ezsoil

zelino

da

Romano

die

una sentenza

pra una controversia insorta tra

vesco-

go,

vo e Almerico Buz sul borgo Caurignadocumenti che si ponno vedere nel-

lo, e

Rollando. Accelino fu vescovo dal


al

l'Ughelli. Uldarico

neh

1070

1082, che

nello stesso

anno con-

Venezia per

la

pace fra Federico

77 intervenne a e Pa1

9
pa Alessandro

TRE
111,

TUE
neh 170 avea
EJfectum ju1

Questi

investitine sono
li.

rammentali dall'Ughel-

scritta la lettera apostolica

Xta, sottoscritta tla lui e da 2 cardinali, diretta al preposto di s. Pietro, colla quale
prese sotto
la

protezione della
1

beni del capitolo; e nel

s. Sede 172 con diplo-

Il capitolo neh 199 gli die a successore Ambrogio, ed anche di lui si hanno monumenti d'investiture datea'suoi vassalli. A Tito oTisooTisone Tempesta, che g'i

fu surrogato,

Innocenzo

III

interdisse la

ma

da

lui

segnato e da
di

cardinali, pa-

rimenti pose sotto

lo stesso

patrocinio

le

temporanea amministrazione e collazione de'benefzi ecclesia^ici. In un allo del


2 o e riportato ue\\' Italia sacra, si ricava che il vescovo di Treviso veniva di1
1

Maria di Mogliano: ambedue documenti sono nell'Uglielli. Simile privilegio le monache ottennero da Clemente 111 nel 188. A Ulderico, morto nel 79, successe Ubaldo o Ottone, e

monache
i

s.

stinto,

come

notai di sopra, co'

titoli di

signore, duca, conte e

marchese plurima

oppidorum,
nani et
nicani

et

si

dice che in tale

anno Federico

lo

prese

liberarti juristlietionetn

lerrarum, in eisaue pie* exer-

colla cilii sotto la sua prolezione. Il ve-

cere. Nel vescovato di Alberto a'

dome-

scovo Acillo contrastalo nell'epoca, e


crede forse confuso con Accelino.
Il

si

dal
il

pubblico fu fabbricato nel

ve-

scovo Corrado nominato nella bolla di

Quoties a nobis peti tur, indirizzata a Dodone decano ed a'canonici della cattedrale neh 18 confermandogli la protezione della Sede apostoliAlessandro
111,
1

convento e la chiesa, ludi si rivescovo Odorico forse nel 23 e Tiso de Vidoro del i23i conferm nel
porta
il
1 1
1

122 3

32 con suo allo

l'istituzione di

4 man-

sionari fatta dal capitolo, e col vescovo


di Pveggio a oneste condizioni
la
1

con)pose

ca. Indi

il

Papa Lucio
1

111 colla bolla

Pine

pace co' veronesi. Nel 2 33 col consenso

postulutio,

deh 84> nuovo


fece al
s.

privilegio e

del capitolo accord l'esenzione alle

moi

conferma de'beni
e canonici di

decano Oberto

nache
gorio
la

di

s.

Chiara, prendendone cura

Pietro di Treviso, ed al-

francescani; ci che

conferm Papa Gre-

trettanto loro ratific nel


III.

Inoltre nel

187 Urbano 85 Papa Lucio IH con1

IX

colla bolla Religionis vestrae,

quale con detto atto, e colla lettera d'In1

cesse al vescovo Corrado, colla bolla

In

eminenti, amplissimo indulto confermatorio de'privilegi di sua chiesa.


I'

nocenzo IV del 244i contro Ezzelino III da Romano, sono nell' Italia sacra. A

Neh 189

vendo l'empio
e
le

l'iranno invaso le castella

imperatore Enrico IV invilo Corrado

possessioni della chiesa di


,

Ti eviso,
il

ad accompagnarlo nel suo viaggiodaRoncaglia a


ciil

ritenendole con violenza

determin

Roma

peresservi incoronalo. Peri

vescovo chiam a parlamento


de'eastelli in cui

suoi

feudatari e vassalli ins. Cassano di Quinto,

uno

vescovi avea-

Papa a rinnovare con tale lettera la scomunica contro di lui, chiamando Ezze~ lino HI nemico di Dio e della Chiesa. Morto nel 24'> TisooTisone Vidoro, gli suci

noassoluto dominio, per imporre loro una

cesse

fr.

Gualtiero della famiglia IrivigiaI

contribuzione per

allestirsi a partire

con

na Agnus

>ci,

domenicano, nunzio d'Inno-

buon numero di gente armala a tenore del sovrano comando. Tenne ih. luogo fra questi il conte Rambaldo trivigiano, il quale promise per tulli, inclusi vamente
agli assenti,

cenzo IV all'imperatore greco, e concesse un'in vesti tura aTisone di Cam p s. Pietro;
nel
1

255

fu traslato a Castello o

Venezia,
il

ma non
Coleli,
lese

pare che fosse cardinale. Nota


il

che sarebbe pagata

la tassa
si

che
il

cronista de' francescani pre-

ingiunta. L'atto co 'nomi de' feudatari

che

b. Gualtiero di tale oidi ne, chia-

legge nell'Uglielli, insieme alle ricordale


bolle.
le

ro per miracoli, fosse vescovo di Treviso

Enrico gi canonico della cattedra*


1
1

neh 242, ma

noi fu; ed inoltre avverte


di Custello, cui

era vescovo ucl

97, e pi alti di sue

che l'ietto Pino vescovo

T U E
pei'

TUE
scomunica
nel
1

9.
citt.

morie successe

fr.

Gualtiero, non po-

il

Bramasechiela
1

Morto

teva paasarea quesiti sede,


ghelli

come

volle
Il

Uca-

349)gli successe nel


1

3.5o Pielro,incli

chiamandolo Pietro
fr.

Pierius,

pitolo parte elesse

Albi-rio l'uccio ira li-

35 Giovanni Malabaila d'Asti, tras laloalla patria nel 354 ('' can.Bima nella
nel
1

cevano, e parte Bartolomeo die rinunzi. Papa Alessandro IV annullata la viziosa elezione, nel 2 ~5 dicliiai vescovo
i

Serie cronologica de* vescovi iV Asti ^Wca nel 364,epoi nel 376 venne trasferito a
1
I

s.

il

degnissimo Uiecioo bieco, che edific


s.

la

Iti tale anno fu eletto AzzoMadioodeMauzisodeMagisnobilis-

Gio. di Moriana).

chiesa di

e benemerito pastore,

Lorenzo martire, e fu zelante A lui ed al vescoscrisse


III

siino bresciano, esimio dottore in legge.

Morto

a'18 luglio

3 T7 inVenezia e
I

tumu-

vo di Vicenza
tro Ezzelino

Alessandro IV consuo fratello Alberi-

latolo s.Paolo.meulreLuigi
ria stava

red'CJnghela citt di

il

per irrompere contro


gli fu

co, dichiarandoli
tori di eretici.
Il

scomunicati e protet-

Treviso, nell'islesso anno


il

soslituilo

vescovo fu poi calunnialo


trovato innocente torn

alla alla

Sede,

ma

famoso Pileo de' conti di Prata (fr.), traviato nel 309 a Padova e poi cardi1

sua chiesa, ove pacificamente mori


i

nale. Gli fu surrogalo Pietro

de' conti

nel

2 7 5. Di versi

documenti

clie lo riguar-

dano sono neH'Uhel!i, Tommaso Traversali ed Eurico Contenni veneto non


trovano vescovi ne' registri vaticani. Nel 1278 Prosavio Novello Iraslato da
si

Padova e canonico di quella cattedrale, due alice volte postulato rial


Baoui
di

capitolo, con alti riferiti dall'Ughelli, ven-

ne fallo vescovo di moto-proprio

il.i

In-

nocenzo VI;

assai lodato per la sua

am-

Ceneda,di
tedrale

si

ngolai sapienza e di soavi


1
1

ma-

ministrazione, probi l e vita esemplare.

niere; mortile!

29 e fu sepolto nella catcon marmoreo epitaffio. Tolleri o

Oi n
sagr

la

cattedrale e rifece
s.

la
vi

porta, con-

l'aliai e di

Marco e

colloc molstessa catss.

Caccia

di Treviso dubbio. Nel 1291 Acido registrato da Ughelli, viene rigett alo da Coleli. Pandolfb vescovo vivea nel 3o6 e nel 3oq. In questo trovasi Castellano Salomoui virtuoso e lodato, morto neh 322. Nel seguente da Forlimpopoli vi fu trasferito Ubaldo Gabrielli da
1 1

te reliquie, edific e

dot nella

tedrale l'altare e la cappella della nit e


vi

Tripar-

fu sepolto:

aument nella

pii

te l'edificio dell'episcopio, scrisse la vita

del b. Enrico

ila

Bolzano, volgarmente
Il

detto di Treviso.

successore

fr.
( >

Nicol

Gubbio; Pivebat adirne art, 334 0" g martii Nieola ejns vicarius mandavit Conrado de Bramasechis decano eathedralis Tarvisinae, ut non oh s tan1

die

te interdicto,

cui fune erat obnoxiacivi-

Beruto domenicano, uel i3q4 f Iraslato a Massa Marittima, e nel i4<>4 all'arcivescovato d'Orislagno o Arborea, confermandolo il can. Sima. Riferisce il Coleli, che Bonifacio IX colla bolla Licei /.?, che riprodusse, nel suo vescovato concesse alla

tas Tdrvisina, sacra


nis interesse t offciis

pera geret, etdivijuxta praeceptuni

cattedrale diverse indulgenze;


la

ma

es-

sendo
ficato,

bolla dell'anno

XII del ponti-

Dominorum de Scala, a quibus eidem,


si

pare meglio doversi ritenere ema-

obedirerenuisset,
1

mors intendebaluv.
vescovo
fr.

nata hi quello del successore. Lotto

Gam-

Giovanni de Benedetti nobile veneto domenicano, morto in Bologna. Pietro Paolo Costa tri
f-

Nello stesso

334

bacorta nipote del signore


piani

ili

Pisa e ar-

civescovo di questa citt, esiliato dall'Ap-

vigiano, nella cattedrale eresse l'aliare di


s.

nifacio
so.

quando u usurp la signoria, BoIX neli394 lo traslal a Trevi-

Gio. Battista e

fu sotto di lui

vo

di

lo consagr nel i344 che nell'episcopio il vesco'Porcello, alla presenza del suo vi-

L'Ughelli ci diede Tallo del possesso che prese della sede, in cui si parla del difensore o avogrado per l'avvoca/.ia della
chiesa di Treviso, ancora esistente, per

cario gcnerale,proscit)lsedal vincolo della

9i

TRE
gli

TRE
Azzoni, per

cui godeva il feudo di varie terre qual vassallo del vescovo, nel quale officio a'

Tempesta erano succeduti

elezione fatta innanzi al predecessore dal

clero e da' nobili di Treviso. Lotto eb-

be a suffraganeo e vicario generale fr. Giacomo di Treviso domenicano, vescovo di Tine e Micone. Moi Lotto nel i4oq, ed Alessandro V elesse fr. Giaco-

l'amanuense o meglio l'oscitanza del tipografo (come rileva Quiriui)avendoommesso nella data il numero L scrisse 433 come riportai poc'anzi, il che fece quella g ave alterazione e confusione che in p;ira le corresse Coleti. Il cardinal Angelo M.
1

Quirini scrisse

le

notizie:

De Joanne Be-

nediclo patricio veneto ordinis prrredi-

catorum, Episcopo TarvisinOyEpistola.

mo
ra,
ti

di

Treviso, allora chierico di


i

came-

La pubblic
ed
ivi

il

Caloger nel

t.

49, p-3 9,
1

imperocch

trivigiani eransi sottrat-

schiar tutto

quanto riguarda
la

il

ve-

dall'ubbidienza di Gregorio XII, rico-

scovoBenedelti,riportandoancora
la

bol-

noscendo invece Alessandro

eletto nel

Sinodo

di Pisa. Fr.

Giacomo interven-

ne al concilio di Costanza per l'estinzione del traode Scisma d'occidente, e fin di vivere nel 4- 8. Martino V lo stesso anno confer la sede a fr. Gio.Benedetto veneto
1

Injunctum nobis, che Eugenio IV euian nel i432 sulle nuove costituzioni del capitolo di Treviso. Il cardinal Quirini
fusi

dunque, dichiarando che furono coni

>

tempi e le persone, narra su fr. Gio. de Benedetti veneto domenicano, che nel

francescano, insigne per

virt,

e dottrina,

i4oo

fu

promosso da Bonifacio IX

al

gi generale del suo ordine e arcivesco-

patriarcato di Grado, dignit che trepi-

vo
(al
il

di

Ravenna

designato di Spalatro
lo riportai col Fallato,

quale articolo

dante rinunzi dopo pochi giorni. Indi divent priore del suo convento de* ss.
Gio. e Paolo di Venezia; poi fu designato
fra'

quale lo chiama Giovanni Averoldi bre-

sciano,

ma

neli474> P el quanto vado a


'

candidati al vescovato di Padova, e


1

dire); u

insieme arcivescovo di

Tebe

in

nel i4

6 fraque'pel vescovato

di

Treviso

partibus, benemerito pastore, ed inoltre


si lice

a cui fu prescelto.

Come eletto,
Martino

interven-

nell'iscrizione sepolcrale,
la

che retutti.

ne

al concilio di

Costanza, e ne'primor-

staur l'episcopio e
i

cattedrale, redense

di del pontificato di

V o nel 4 8
1
'

beni della mensa e fu munifico con


nel
1

fu da questi promulgato vescovo di


viso.

Tre-

Mor
le
si

433 e fu

sepolto nella cattedra-

Fu

zelante pastore pel ristabilimen-

con onorifico

epitaffio,

che come

altri

to della disciplina ecclesiastica e per l'e-

pu leggere

nell'Ughelli, che riferisce


rettifica-

semplarit del clero, particolarmente per-

tali notizie.

Varie avvertenze e
fr.

seguitando
genio IV

concubinari. Nunzio d'

Eu-

zioni fa Coleti sul riferito dall' Ughelli.

Chiama
i

il

dello vescovo

Gio. de Be-

nedetti nobile veneto domenicano, eletto

di

neh 4 S dopo avere rassegnato il titolo Ravenna a cui l'avea destinato Grego-

anche al concilio di Basilea, il quale divenuto conciliabolo, per evitarne le insidie si rec a Bologna, ove mor a'i4 aprile 1437, restando sea' veneti, fu

polto in s.Domenico. Nel

437 medesiil

XII e mai la govern; che vi vea ancora nel i435, che fu nunzio apostolico a Venezia, e morto in Bologna venne derio

mo Eugenio IV

fece vescovo

parente

posto nella chiesa del suo ordine, con quell'iscrizione


fr.

Lodovico Barbo nobile veneto, abbate di s. Giustina di Padova, che accett ripugnante, come quello che avea istituito la
detta congregazione benedettina,
le
la

che Ughelli riporta


1

al

vescovo
'

qua-

Giovanni de Benedetti del 334, tu cu parlai pi sopra. Il vescovo fr. Giovanni o Za n nel ti no genera le de'miiiori, a rei vescovo di Tebe e di Spalatro, vescovo di Treviso, di cui parler,

lrm la celebre de' CassinesifF.). Morendo nel 443 volle esser sepolto nel capitolo di s. Giustina, con epitaffio in versi
1

mor ueli483;

ma

Ermolao Barbaro

presso Ughelli. A' 17 ottobre gli successe nobile veneto e proto-

I R E
notano apostolico, che restaur con
tre l'episcopio, e lo abbell,

TRE
pie-

p,3

ca d'Antiochia.
vi

Su

questi

ultimi vesco-

sferito a

Verona. DaCattaro nel

neh 453 tra454 p**1

va letta

l'

Italia sacra, ne'documeuli

cheli riguardano, cos del successore Gio-

s a questa chiesa

Marino (che lo slorico trivigiano Burchelato appella LodoContarmi nohile veneto,


1
1

vanni di Savona deh 476, ossia fr. Giovanni Zannettino generale de'francescani

vico)

gi luogo-

memorato
fr.

di sopra e

confuso col do-

tenente nel vescovato ih Vicenza pel caldi-

menicano

na Bar ho poi Paolo


1

.Morto

nel

455, in

civescovo di

Giovanni de Benedetti arSpalatro secondo uno de'ca-

questo postrema die abeimfis aprili s, ne

talohi del Fallato, bens arcivescovo di

occup

la

sede

il

protonotai

io apostoli-

co Pietro Tostara;
) |

e nello stesso

anno

a'

dicemhre

fu

succeduloda Marco Bar*

Tebe. Questo dottissimo teologo fr. Giovanni fu detto da Udine, e da'fondamenti costru nella cattedrale la grande cappella
sotto
il

lo (V.) sapiente e vigile pastoie, dallo zio Paolo li circa ih 465 traslato a Vicenza, indi creato cardinale. Gli successe Teodoro Lelio, che col Carde! la Memorie
,

titolo della

Concezione

di

Maria

storiche de' Cardinali, lo dissi tra


lustri trivigiani, dignit

gl'il-

sunnominato, il quale fu attribuito erroneamente al domenicano, e nella medesima sepolto neh483 per sua morte, avendo
nell'epitaffio
istituito

Vergine, com' detto

trastala: 1'Lghelli lo
lis

da alcuno conchiama pure de Lei-

un canonicato per celebrarvi


nel
1

la

messa.
rito
la

Da Parenzo

486

vi

fu trasfe-

e lo dice nohile di
II, e

Teramo, uditore

di

Nicol Franchi padovano, funse per

rota da Pio

fatto vescovo di

Treviso

santa Sede varie legazioni, e l'Ughelli

da Paolo

li;

lodato per prudenza e celebre


11

per dottrina. Pio

l'invi al senato ve-

riporta un epigramma inciso prope Kpiscopatus gradits, e l'iscrizione posta nel

neto per l'operato da Sigismondo arciduca d'Austria, nell'arresto del cardinal di

marmoreo

sepolcro nella cappella del

ss.

Sagramenlo

della cattedrale, ove fu col'

Cusa vescovo
ria riportata

di Bressanone, e per la villo-

da Luigi XI rediFrania,contro Filippo il Buono duca di Borgogna;

neh 499- n questo da Belluno Bernardo Rossi di Parma de'conli di Bercelo, che dotalo
locato allorch mor
vi fu traslato

non che
nato a

lo sped in

Germania per

le

fu

di

neste conseguenze degli eretici ussiti. Tor-

Roma, Pio 11 lo colm d'onori, ri minor favore god presso Paolo li, che lo impieg in importanti affari, morto in Roma uel i/jGG e tumulalo in s. Maria Nuova con iscrizione, nella quale non si nomina il cardinalato, ma solo che fu vescovo di Treviso, divini humaniaue juris consultissimo, ac Pauli II referendario. Questo Papa nel concistoro de' 7
i

molte virt, prudenza e integrit, fu impiegato da' Papi in gravi affiti, onde fece governare la sua diocesi da altri per la sua assenza. Nella sede vacante perGiulio 11,
il

sagro collegio
e l'eletto

lo fece

governa-

tore di

Roma,
lo

Leone

X lo con-

ferm e poi

mand

preside a Bologna;

nuovamente govern Roma sotto Clemente VII, e mentre dovea crearsi cardinale, repentina morte lo tolse a'viveuti
a'28 giugno 527, 1' Ughelli riportando l'epilafliodisua tomba. Nel 5^8 Clemen1 1

aprile promosse a questa chiesa, vacante

da 1 7 giornijFrancesco Barocci nobile veneto canonico di Bergamo; per sua morte nel 47 1 fui ono vescovi, prima Benedetto daUdine,e poi fr. Pietro Riario[V.) di Savona francescano e nominato dallo zio Sisto IV, che creatolo cardinale gli la1

te

VII die questa chiesa


al

in

amministra.),

zione

cardinal Francesco Pisani (/


1

che nel

538

la

cede

al

nipote Giorgio

Cornaro nobile veueto,virtuoso e prudente pastore (ma Coleti corregge Ughelli, dicendo che il cardinale amministr la
chiesa sino al i5(>
cilio di
j):

sci questa chiesa in

commenda,

indi nel

intervenne

al

con-

1-475 fece vescovo Lorenzo Zane palliar-

Trento,

cui decreti

promulg

94
in Treviso,
cini, e nel

TRE
dedic
la

TRE
ile'

chiesa

cappuc-

lettere e piet, zelando

quanto poteva
le

i5y7 abdicala sede *( seguente nipote, e morto dopo due anni fu tumulalo nella cattedrale. Francesco Corna7 ta (J .) a' aq novembre divenne vescovo, nel
i

re risplendei e la religione e
chierici
;

virt do'
nelle

il

seminario per

lui fior

scienze e nel

numero

degli

alunni che

giunsero a 1G0, anche per averlo ingrandito e fornito di tulio


fece l'episcopio pi
il

583

restaur e ingrand

il

semi-

bisognevole. Ri-

da Sisto V fu fatto chierico di camera, e da Clemente Vili cardinale; non continu B(l amministrare la sua chiesa, poich nel 5q5 l'avea rassegnala, dopo averla benario, e ne cur l'ottima istruzione,
i

vi ove riun lutti

ampio, con 1* archidocumenti antichi di

sua chiesa.

Con

questi termina ne\\' Italia,

neficala col suo


ghelli riporta

animo

caritatevole: l'Udi

l'iscrizione sepolcrale

Roma,
nonici.
il

e quella eretta in Treviso da 'ca-

Neli5q5 da Zara

vi fu trasferito

nobileveueto Luigi Molinodi gran pie-

t e vigilanza; cur l'educazione delle sa-

gre vergini,
tulle

la

frequenza de'sagrumenti

sacra la serie de'vescovi, che compietelo eoUe Notzie di Roma: ilColeli nel 1. o,p. 343 riport anche pel veseovalo'di Treviso aggiunte e correzioni. Nel 172.3 vi fu traslato da Cor fu, colta ritenzione del titolo arcivescovile, Agostino Zacco di Venezia. Nel 1739 da Ceneda vi pass Benedetto de Luca di Venezia. Nel 1700 fr. Paolo Francesco Giustiniani cappuc1

nel popolo, l'esemplarit del clero,


le

ed

in

cino di Venezia, gi vescovo di Chioggia.

buone opere volle contribuirvi; imnlo in Venezia neli6o4 con lagrime

Nel 788 Bernardino Mario canonico re1

golare Lateranense, di Glissa diocesi di


Spalatro.

ed elogio funebre fu accolto nella sua cattedrale, e Bai toiomeoBurchelato ne com-

Dopo lunga

sede vacante, nel


di

1822 Giuseppe Gras*er


cistoro de
1

Bressanone,

Francesco Giustiniani nobile veneto, abbate commendatario dibosco, morto nel 1623. A'i8 dicembre Vincenzo Giustiniani gli
pose
l'epitaffi*.
gli -successe

Tosto

poi traviato a Verona, l'io Vili nel con-

8 maggio 1829 dichiar veJ

scovo Sebastiano Soldati diPadova,zelante della

cura delle anime, eloquente pre-

fu sostituito,
scia,

che neh 633 pass a Bre-

dicalore, e vicario capitolare; grave, pio,

Morosini nobile veneto, nella sua morte avvenuta neliG3o, succedendolo Marco Moed
in

vece fu eletto Silvestro

prudente, dotto e ottimo pastore. Per sua

morie il regnante Pio IX nel concistoro de'3o settembre 18^0 preconizz, con
I'

losini liaslaloaBrescia nel i64'J>.lnnoceu-

elogio che

si

legge nella proposizione

646 nomin Antonio Lupi bergamasco,morlo nel f)C>7,oude nel 668da


zo
nel
i

concistoriale, l'odierno vescovo mg.'

An-

tonio Farina di

Gambellara

diocesi di Vi-

Concordia vi fu trasferito il nobile veneto Bartolomeo Gradeuigo, poi vescovo di Brescia neh 682. Neh 684Gio.BatlistaSanuto patrizio veneto e primicerio di s.MarcOjbenemerito vescovo, poich celebralo il sinodo conferm decreti de'predccessori,
i

cenza, gi canonico di quella cattedrale,

maestio
tro,

in diverse facolt del patrio ses.

minario, curato della parrocchia di

Pie-

fondatore col proprio peculio della


Sede, esaminatore pio-sinodale,

pia cusa delle don/elle con approvazione


della
s.

rifece l'episcopio, nella torre contigua alla

cattedrale pose l'orologio, stabil meglio

censore e revisore de'hbri, e moderatori del egio liceo e delle scuole pubbliche/;/ o
1

dopo un'ultima amministrazione mor neh 709 e fu dela

sede del seminario, e

jjuellis.

posto innanzi l'altare maggiore de' carmelitani scalzi con onorifica iscrizione.
Nel

1710

gli

successe

il

cassinese d.

For-

Ogni nuovo vescovo lassalo ne' camera apostolica in fiorini 4^o,la mensa essendocostituita di 4 lOO scudi romani non deduc ti's oucriliis.Xmpia la diocesi, e comprende 209 parlibri della

lunato Muiosini nobile veneto, egregio in

rocchie.

TR
TREZENE.

E
in

TRI
biuta soltanto in 12 parti, non
di

<>V
i-

V. Tresene.
Filippo
nel
i

testina (T~.) nella Siria (l '.J,vennedisii

TRI A Guglielmo, Cardinale. Urta


Francia di regio sangue e zio
di Valois, arcivescovo di

trib di

dovendo I Levi oLeviti(P.)tcoomgtala al Sila ter-

Reima

3^8

gnore, essere occupata nel coltivare


ra,

unse e coron
col
1

il

nipote in re di Francia

ma sempre

addetta

al

servigio del
7
.),

Ta-

nome
1

di Filippo

VI. A'20 dicembre


lo

bernacolo
si

(/'.) e del

Tempio (f

perch

33

Giovanni XXII
si

cre cardinale
Il

prete, e

vuole inolio nel i334-

suo

cardinalato per contrastato, alcuni Taf

fermano,

altri lo

negano.

ad essa fu dato il Sacerdozio (I.), per cui provvide alla sussistenza di questa trib assegnandole delle dimore in alcune citt, come pure ebbe le primizie, le decime e le
oblazioni del tempio. Narrai a Israeliti
e alili articoli

Inno della chiesa greca, ciascuna strofa del quale terminava in lode della ss. Trinit ei Maria Vergine.

TRIADICO.

come

nel deserto la trib

TRIB' o TRIBO,
no
le

Tribus.
si

Una

delle

parti nellequali anticamente

dividevale
vi

nazioni o

le citt,

per distinguere
tuttavia

stirpi e le famiglie.

Sembra die

sieno ancora antichi popoli divisi per trib.


,

Tabernacom'erano accampale a tre a tre unitamente, ciascuna secondo il proprio rango, e da queste posizioni e dall' insegne delle trib ebbe origine lo Stendardo (l .); come procedevano neldi Levi era collocata intorno al

colo, e le altre 12

divisioni per appellate


Il

con diversi

la

Strada

in viaggio;

come

fu loro divi-

vocaboli.

nome

di trib, o tribo
i

come

pronunziavano questa voce


dal latino tribus che ha
il

nostri pa-

dri e maestri della lingua italiana, viene

medesimo

si-

gnificato, e dalla parola greca tribus che

Terra promessa o paese di Chanaan, che d'allora in poi fu detlaTerra d'Israele, e Terra santa, perch Dio solo vi era acristiadorato (ma ben giusto titolo ni la chiamarono Terra santa, dacch essa la
i

suona terza parte, perch il popolo rofu nella sua prima origine diviso in tre parti o trib, secondo la testimonianza ile' pi antichi scrittori. Nell'antichit chiamatasi trib una certa porzione di popolo distribuita in diversi distretti. Vogliono alcuni che per la divisione fatta da Rotnolodi Roma, delle ter-

sa fu santificata dalla nascila di Gesi Cri-

mano

stoe

dtt

misteri di nostra avventurosa reil

denzione, ed ove

Calvario

il

s.

Se*

polcro, venerandosi

in

Gerusalcmmeau-

che

la

culla della nostra


la

dopo

morie
in

di

ss. Religione); che Salomone, dividendoci

Iei2 trib

sta delle trib di

due parti, quella compoGiuda e di Beniamino


di

re delle citt e del territorio delio slato


in tre parti, le

form
se

il

regno

Giuda, quindi
il

il

pae-

chiam
.)

trib, sia a moti-

da loro abitalo prese


(V.), cio

nome di Giu-

vo del Tributo (/
vea pagare,
le

sia pel

numero

che ogni parte dodi tre, il qua-

dea

dopo

il

ritorno dalla schia-

vit di

Babilonia; mentre quella porisraeliti


il

formava quella prima divisione del poqualche altra cagione che s'ignora. Ma prima de' romani il vocabolo
polo, o per

zione
trib

il'

composta delle

altre 10

form

regno d' Israele con Sa-

trib gi era stato usalo dagl'Israeliti

maria (/'.) per capitale; restando Gerusalemme (l .) capitale del regno di


Giuda,
to del
le
il

Ebrei
zi

discesi da'

figli

di

Giacobbe, an-

quale col tempio conserv

il

pu-

come

notai nell'enumerarle in tali ar-

ro culto di Dio.

UEfod

(I

.),

ornamen-

ticoli, co'

nomi de'loro

capi, quel

fu distinto in i3 grandi famiglie,

popolo perch

Sommo
il

Sacerdote, a te sulle S}>al


pietre preziose sulle quali
delle 12 trib, cio su
il

due giosse

Giacobbe adott per figli prima di morire due figli del suo diletto figlio Giuseppe. Nondimeno la Terra promessa da Dio u Giacobbe, ed al suo avo e padre, ora Pa-

leggevasi

nome

quella della spalla dritta


sinistra. Nella

nome de 6 pris'incroci.

mogeniti, e quello de'secondogeniti sulla


parte ove
l' lo d

96
va

TRI
sul petto eravi

T
nella

il

l'ornamento quadralo detto Razionale (F.), nel quale erano incassate 12 pietre preziose di diverse specie e colori, su cui

delle 12 trib,

erano scolpiti nomi uno per g/?*/*?. Dio a mezi

decadenza loro, almeno riguardo al loro credito e nella parte ch'esse a veano nel governo,poich gl'imperatori concentrarono nelle loro proprie mani tutta l'autorit della repubblica, e

non ne

lascia-

zo del

sommo

sacerdote e del razionale


i

rese pi volte

suoi oracoli,
nelle
1

quando
i

fu

consultato.

Siccome

2 pietre eralo-

popolo e al senato. Stabilita e ampliata la nuova citt di Roma da Romolo, ed egli eletto re del-

rono pi che l'ombra

al

no pure
ne
agli

scolpile delle figure, desse e

la

medesima,
il

successi

vamenle

divise in 3

ro colori, secondo alcuni, dierono origi-

parti

Stemmi, nel quale

articolo

le

de*

me
il

p polo e perci chiama te Tribunopure fece una tri pi ice di visione di tutto

perch corrispondevano all'insegne delle 12 trib israelitiche. Di quanto


scrissi,

terreno che possedeva, una delle quali

parti

dovea servire per

la

costruzione de*
gli usi

riguarda
articoli,

le

trib d'Israele in moltissimi

templi e pe'ministri sagri, l'altra per


pubblici,

sebbene qui non rammentali, ne

come

fori, basiliche, et., e la 3."


a

ragiono.

riserv pegli usi privati. Quest'ultima 3.

Atene, di cui riparlai meglio a Grecia, vari nel


i

parte fu nuovamente divisa in 3o parti

numero

delle sue trib se:

decimali eguali per

3o

curie,

ciascuna

condo suoi ingrandimenti da principio n'ebbe 4> poco dopo 6, indi nel suo splendore era divisa in io trib, che aveano ricevuto il loro nome da o eroi del
1

composta

ed ogni curia fu suddivisa in altre io parti dette decurie. Imperocch Romolo avea distribuito
di

100

cittadini,

il

popolo

in tre parti

o quartieri o sestieri

paese: Demostene ne parla sovente nelle

o sezioni o Regioni (V.),

come

le

nostre

sue aringhe. Si chiamavano


tifie,

ScarnanQuelle
tri-

Anliocliide, Cecropide, Ippotoon-

tiae,

Leonilde, Oeneidc,
di fuori

ec.

Parrocchie (V.), dalle regioni derivando poi Rioni di Roma(V .); le quali parti, odal Tributo ( V.) che doveano dare(voi

b occupavano
Atene, e
villaggi, in

ciascuna un quartiere di

bolo derivato perch esige vasi dalle

tri-

alcune citt, borghi e


di

b
rio,

testa

per

testa),

o dal

numero

terna-

numero

74: l'adulazione

o secondo Plutarco dalla ricordata pala 3."

degli ateniesi ve ne aggiunse poscia altre

rola greca tribus, che presso gli ateniesi

nomi di Tolomeo Lago o Tolemaide di Attalo re di Pergamo o Atalide,e di Adriano imperatore romano o Adrianide. Presso romani il nome di trib avea due si3, le quali portarono
i

significava

parte, furono dette Tri1

figlio di

b j
rie.

si divisero in o cuCiascuna trib avea per capo il suo Tribuno (P^.), bench ne' tempi successivi fu abolito, a riserva del tribuno mi-

le

quali di

nuovo

gnificati;

si

ricevea

egualmente per^una

litare.

Erasi

questa divisione stabilita

certa parte di popolo, e per una porzione


di terreno

per
pi
si

la milizia,

poich in que'primi tem-

che ad esso apparteneva. Non bisogna confondere la condizione delle


trib di

sceglievano

1000 pedoni da
la

ciascu-

na trib, da dove deriv


le.s

parola

Mi-

Roma
g'

(V-), sotto

re, sotto
,

con-

soli e sotto

imperatori

giacch esse

cambiarono

forma nel corso di questi 3 generi di reggimento, come rilevai in quell' articolo e negli altri che ti hanno relazione. Le trib ponno conal tulio di

da mille, al riferire di Dionisio d'Alicarnasso, e 100 cavalieri. Ciascuna curia avea suoi esercizi di religione e il suo capo; il sacerdote o colui che avea la cura de'sagrifizi di ognuna di esse chiamavasi Curio o Curione , a sacris curandr.
i

siderarsi sotto

re

come

nella loro pri-

Romolo chiam

curie

la

divisione delle

uiilivuorigine,soltoi consoli nel loro stato


di perfezione, e sotto gl'imperatori

trib, perch la repubblica

con

la

cura

come

e opera dc'lribuui loro capi spedisse le seu-

T R
lenze e
i

T R
e
i

97

giudizi.che per alcune leggi pub-

blicale da're furono delle Curiale, ed


l'eli ti

Palatina, cos appellate da'luoghi che abitavano: delle rustiche o suburbane ci


restano

delle curie del

medesimo deno-

minati decurioni. In una parola, ogni curia era

tina,

regolata da

un curione o centule

rione in guerra, e da un sacerdote ool no-

nomi della Romulia, la FejenLcmonia, la Pupinia, la Criistamina; le altre col tempo mutarono nome. Dipoi in diversi lempi vi furono agi

la

me

pure

di

curione in tempo di pace,

giunte altre trib che arrivarono

al

nu-

decurie dal decurione. Questa divisione


moltiplicata poi
iti

mero

li

35, cio nell'anno 5i 2 della fon-

centurie, ed applicata
al milii

tanto all'ordinamento civile che


tare,
ti

da queste partizioni toglievansi

vo-

nelle decisioni dal popolo e da'soUlali.

di Roma. Le tubane o prime f\ componevano gli abitanti di Roma, le rustiche gli abitanti della campagna snbnrbaua e portavano il nome di qualche luo-

dazione

In tal

modo

si
il

cittadini, e

rese pi facile il novero de' censimento delle loco pro-

onde regolare le imposte. Aumenanche pi la citt, tanto rimase Io stesso numero delle trib, avendone per ottenuto il nome, dimodoch lai." si diceva Ramnensium. da Romolo re de' romani; la 2. a Tatcntiuni, da Tazio re di Curi capitale della Sabina {T .) e de'sabini; la 3/ Lucerum, della cos'i o dal Lucumone etrusco, come composta di etruschi che aveano aiutato Romolo nella
priet
tatasi

go da esse abitato o dalle famiglie illustri che vi erano incorporate; come per dirne di alcune la Cluentina ,Arniese Narmese, /Jllia, Aniensc, Camilla, Scazia, Fabia, Fa/cria, Troincntina Sergia, Lcmonia, Meza, Mencnia, Minuzia, Ocriculana, Papia, Papiria, Pallia, Te,

renlina, Popilia, Pojinia

Pomptina

Oufentina, Fini'Ha'.Sic Ila lina, Quirina, Romilia, Sabatina, Felina, ec, discor-

rendone
vinio.

diflissamentfl
le

il

Grevio e
le

il

Pan-

Ma
,

trib della citt,

quali da

guerra contro Tazio, o dall'asilo stabilitosi da Romolo in un boschctlo situato

principio furono le pi stimate e le pi

onorevoli

per comprendere
la

la

miglior

Campidoglio, in Ialino dello Lucus. Essendo Tribuni (I'.) sul principio soli
nel
i

classe de'cittadini e
la

pi nobile,dipoi nel-

repubblica essendosi in esse introdotta

3 e
cito,

come mandali

dalle 3 trib all'eser-

ogni classe di persone,di vennero in seguilo abbiette;

furono chiamati Tribuni. Crescendo maggiormente Roma il suo 5.reTar,

perch Appio Claudio cenla

sore volendo cattivarsi l'animo della plebe, v'introdusse


feccia del
le

quinio PritCO duplic


trib
,

il

numero

delle

popolo

fin

ritenendo per
,

nazioni

dicendosi

denomiRamrtenses primi
le stesse

dal

44^

di in

Roma, onde

rustiche di-

vennero

maggire reputazione. Le anle

Raninenses secundi, come allesta Festo. Essendosi poi di molto aumentate le medesime trib e specialmente la nomi,

tiche e pi distinte famiglie della citt,

con quasi tutte

famiglie nobili, prefefra le

rirono allora di essere annoverate


trib rustiche o della
i

nata Lacerimi,
Tullio,
le citt in

il

6. re di
il

Roma, Servio
,

mutando

detto ordine

divise
(di

porzioni e l'Agro
i

romano
si

cui a

Roma) in i5 o

7, variando sopra di

ci gli scrittori,

come ampiamente
,

pu
si

vedere nel Grevio, Alcune delle quali

nominarono Trib Urbane cio della citt, ed altre Trib Rustiche o Rusticali, della campagna le urbane, secondo il Sigonio, furono la Suburra na, della ancora Sucusana, YEsqailina, Collina
:

campagna, o v'era no situali loro beni; donde avvenne, che la parola Trib non distingueva pi la dimora di coloro che la componevano, ma la loro accettazione in una certa parte lei popolo;e non vi rimasero che 4 trib della citt, le rimanenti 3 erano della campagna, per le une e le altre furono delle trib di Roma oromane. Superando le
1

trib rustiche in nobilt e riputazione

le

urbane, da ci pure deriv l'uso e


7

il

gu-

VOL. IXXX.

c,8

TRI
eda'pi doviziosi citrampogna, ove stasontuose ne'loro vavi

TB
slazione

sto prso da'grandi

famiglia dell'adottante, e per questa tra-

tadini di abitare nella

bilirono /
sti

'il le

(/

.)

molava trib. Similmente potevano seguire cambiamenti di trib per


anche per allre ragioni, le quali non avevano luogo ne' municipii e nelle colonie,

fondi subuibani e

facevano dimola

cagione dell'abitazione o del censo, e forse

ra,

ed alcuni anco per esercitarvi

no-

bilissima agricoltura,

come

Ira gli altri

fecero

M. Curio dopo aver


la

trionfato de'

sanniti, dc'sahini e di Pirro; L.

Q. Cinricev

cittadini

cinnalo, che coltivando


ra

terra

ognuna delle quali con tulli suoi ad una sola trib era assegnata. Nondimeno alcuni scrittori hanno credui

l'annuncia d'essere elevato


;

alla dittatu-

lo,

che alcuna colonia

sia stala

soggetta

Regolo generale romano nella i.* guerra cartaginese, torn poi a coltivare il suo podere; oltre tanti altri che al dir di Cicerone, ab aratro arcessebantur, qui conmles fent. A non ripetere elogi, basti ricordare cjuelli falli da Virgilio, Plinio, Vairone, Colnmella ed altri molti antichi e classici scrittori. Cicerone nel suo Catone maggiore invila a leggere sui noe
bili

cambiamento

di trib,

per essere slata

pi d'una volla dedotta colonia, cio per


essere condotti in essa nuovi coloni.
Il

popolo romano ne' primi anni della fonda/ione di Roma, non essendovi per anco centurie,

ma

soltanto 3 trib, ri con-

vocava per curie; in tal modo si creavano re ed magistrali; si facevano le legi


i

gi e gli statuti;
stizia

ed amminislravasi

la

giu-

piaceri

della vita rustica


I'

il

libro di

nell'assemblea delle curie, preni

Xenofonte,
ria utile e
trizi,

familiari. Essendo

Economico, de titenda re adunque l'arte agrale

dendo
li

voli de! popolo. In segnilo simisi


i

assemblee non
i

tennero che per creasacerdoti di Giove, di


il

nobile esercizio de'romani patrib rustiche


si

re

flamini, cio

quindi che
assai

re-

Alarle e di

Romolo, ed

gran cui ione,

putarono
illustri

pi onorevoli dell'urba-

giacch

il

curione o sagrifkatore era da

ne. In esse in falli

erano descrii le
la

le
la

pi
Ce<-

ciascuna curia eletto a proprio, giacimeli*


lo.

famiglie,
la

come

Romulia.

monia,
lia, la
la

Pnpinia,

la

Galleria,

la

Pal-

di

Le assemblee pi antiche del popolo Roma, ossia le sole ch'ebbe per mollo

T oltinia, la Claudia, V Emilia, la Fabia, V Grazia, la Menenia, la Papiria, la Sergia, la VeniCornelia,


rla e lante altre. Ecco perch romani volendo piemiare un cittadino, Io rimoi

tempo,chimavansi Comitia CitriataMo


assemblee del popolo romano per curie o quartieri, perch in esse eranvi solo coloro che dimoravano in Roma. Quest'assemblee lenevansi in un luogo chiamalo Comizio, nel Foro di Roma (1 '.), ed eia

eTMIO dalla trib urbana e

alla rustica

l'annoveravano; e per lo contrario volen-

presieduto a' Pontefici {1 .),conie

le

per-

do

castigare alcuno, dalla trib rustica lo


all'

sone pi ragguardevoli di ciascun quartiere


in

trasferivano

ui bana.

Furono dunque
i

o curia.

Il

comizio, Comitium, eia


3." re di

pi onorevoli

le

trib rustiche, e formacitta-

prossimit della Curia Ostilia eretta

rono
dini.

esse la distinzione de'primai

da re Tulio Ostilio

Roma,

per

le

Augusto slesso era ascritto nella ruslicale trib Fabia,come discendente dalla

adunanze del Senato romano[P.), ia lui accresciuto dopo la distruzione d' Alba,
fra' Rostri

famiglia Giulia, per essere stato adot-

eia Strada sagra, ubicazione


la

talo da Giulio Cesare. Aggiunger, quanto al passaggio d'una trib in altra,


i

di cui riparlai a
stilio

che

aument

Tempio; inoltre Tulio Otrib dtliannii o roi

romani potevano fai lo, poich se un rodescritto in uno trib, veniva adottalo da famiglia aggregata in altra trib,

mano

l'adottalo

si

trasfer vu dalla

propria nella

mani con incorporarvi vinti albani, menprima di lui alla trib de' Laceri erano stati annessi lutti popoli chei romani avevano sottomesso del comizio, la sua
tre
i :

T R
. litichila
si

TRI
calore di

99

Leggi (/".) delle XII tavole, facendosene menzione nella i.'Il comizio fu uno spazio particolare del foro romano, dove il popolo si ractrae dalle

Romolo, ed

a Quintiliosuo se-

guaceestipile della gente Quintina olitila a'tempi di Commodo. Tutto il narrato


sul

Comizio
il

I'

ho ricavalo

dal di pi che
1

coglieva pe' comizi curiati e per trattare


la
liti,

ne riporta
par

dotto N'ibby, Roma nel 838,

convenire alcuno

di spergiuro,

ec;

a.- aulica, p.

67. Si pu vedere

l'eru-

sua etimologia deriva a coire,


irsi

dall' u-

dita lettera scritta a' 10 aprile

1847 da

insieme. Sorgeva sopra gradini in

Domenico

Cacchiatelli, pubblicata nel


del prof. Mercuri,!. 2, p. 5o:

area grande e scoperta, partedi quella del


foro romano;

Panorama

ma dove

pi sovente era

un'adunanza permanente. nel.544 ^i R~ ma venne coperta per la i." volta con tende, durante l'adunanze legittime del popolo. Nel
si

Sulla scoperta del Comizio al eh. Luigi t'escavali. A darne breve ceuno, dir che l'incerta contrastata posizione dello scomparso suolo, ove il popolo romano si
riuniva in comizio per trattare
affari dell.
i

tempo

della repubblica varie statue

pi seri
il

eressero nel comizio,

cio

come quelle di Ace Navio, d'Ermodoro efesino interpreXII


tavole, di Pitagora e d'Alcivi

nazione all'epoca de're,


in altra

suo
i

traslocandolo
simi del

posizioneove

de-

te delle

mondo si

risolvevano e

l'incivili-

biade;

ma

a'tempi di Plinio solo


vi fu

rima-

mento dell'europee popolazioni, la som ma


importanza
di riconoscere

neva
di

la

statua di Orazio Codile. Nel


collocata
la

6y3

questo sito,non
classici

Roma

celebra pittu-

chele tantediverseopinionide'pii
archeologi, mossero ne'primi del
scrittore a
calit di
s

ra

staccata dalle pareti di

Lacedemone

1846

lo

con artificiosingolare, trasportandosi l'intonaco entro forme di legno. V'erano poi


nell'area
i

occupare

di rintracciare la lo-

classica superficie. L'esca vazio-

due famosi
la

alberi di fico
il

il

Ru-

ni eseguite dal

Vescovati nel foro


i

romano

minale e
la
li

il

Navio; sotto

i.
i

essendo sta-

nel

847,presso ruderi della curia, lo consulla posizione

trovala

lupa lattante

due gemel-

fermarono

da

lui stabilita

Romolo

Remo

(o cos dello dui ru-

del comizio, prossimo al

Tempio

di

Ca*

minar de'bestiami, che ivi ne'tempi pi antichi pascevano), onde poi vi fu posto il simulacro della Lupa allattante due
i

sfere o Polluce

(/"'.)

e sulla cui area fu

bambini,
pidoglio;

in
il

bronzo,ora esistente
fico

in

Cam-

Navio fu cosi detto perch iti impiantalo da Tarquiuio Prisco in memoria d'aver l'augure Navio tagliato col rasoio la pietra o cote,

pure eretta la basilica Giulia, il cui pavimento fu scoperto in delle escavazioni presso la Colonna (/ .) di Foca e adiacente al Tempio di Giulio Cesare (T-JPerci dichiara avere
il

comizio abbrac-

cialo un'area di 7 iugeri in figura di pa-

ed

ivi

l'uno

rallelogramma largoi20 piedi,


lungo, ossia una superfcie
di quadrali, circa la
di

il

doppio
pie-

l'altra fece sotterrare,

pianta che quan-

28,000
di

do cominciava a inaridirsi se ne piantava un germoglio nuovo, perch credevano gli aruspici finch 1' albero si fosse conservato la libert del popolo romano rimarrebbe intatta. Contenendo il comizio ricordi del trovamento di Romolo e di sua prima educazione, n'ebbe pure di sua morte, per esservi slati eretti
in

7/ parte

rneuo

della

Piazza Navona (V-),

e capace di

contenere 60,000 individui. Conviene

che copr vasi il comizio temporaneamente secondo le circostanze, in modo da contenere


dini.
lari

un considerabile numero di cittaChe per l' importanza delle popoil

riunioni fu

comizio

il

pi augusto

memoria due
i

leoni,

donde deriv il coi

sito di

Roma, e

lo fu pi ancora per gl'in-

slume
fu

di lodar morii avanti rostri; e vi pure posta una pietra nera, per indiil

signi pili antichi e pi venerati


ti

monumenma-

che conteneva, dequali aggiunge a'ri-

care

sepolcro destinato a Faustolo edu-

eordatij la spelonca di Pane, che fai

ioo

TRI
ila

TR
forte e di lunga
il

vh ui) angolo del Manie Palatino, la prossima uni di \ iiltano.il celebre Loto piantato

n'unita di 18 bastava per la risoluzione, quindi scioglievasi l'adunanza. Questi co-

Romolo, albero
perch
ivi
li

mizi per trib furono per lai. volta introdotti nel

vita, forse

e sollo

fico

Ru-

264

di

Roma

nella causa di

minale
ini

arrest

la cesta

che conteneva
del tra2.

Coriolano, e allora furono temili nel foro romano, ossia nel comizio, parte di esso. In

il

fratello esposti
.).

in bala

boccato Tevere (/
di

Che Noma

re

que'comizi non solo eleggevano


edili curuli e plebei,

Roma

stabil la

sua dimora all'estre-

magistrali inferiori di

Roma, comincianed
i

mit del comizio, e un la sua casa al 2\mpio di Presta ( T- .) cust od ito da Mel'esta li.
Clie
il

do dagli

magi-

strali straordinari, cornei prefetti dell'an-

tribuno della plebe Caio Licinio

nona,) duumviri navali, ce., ed ilPontefce

Crasso nel
il

6og di Roma

pel

trasport

massimo; ma
capitali,

si

trattavano anche cause

popolo dall'antico comizio, ne'Septi sul


vastissimo edificio. Che
di-

specialmente di stato; questo co-

Campo Marzo, poi


gli

avanzi del comizio finirono d'essere


1

strutti nel

084

per l'incendio di Roberto


in dette
si

Guiscardo. Essendosi
stituire a

escavazioni

stume durava ancora al tempo dell' impero. Le leggi si confermavano, ed magistrati capitani si eleggevano, dopoch il senato ne avea fatto proposta. L'autoi

scopertoli suo antico piano,

venne a

re-

re delle Antichit
le

Romane
si

riferisce,

he
nel

Roma e

a tritio

il

mondo un moessen-

trib ordinariamente

adunavano

numento generale
do comparsi sopra
di regioni

dell' universo,

di esso gli oratori de'


si

Campo Marzo o nel Foro di Roma nel Comizio, per eleggere magistrali di 2."
i

popoli che anche oggid

chiamerebbero

ordine, cio
i

tribuni del popolo,


i

gli edili,

remote del mondo. 1 comizi curiati furono pi antichi di Roma, come tenuti dal popolo diviso in trib e curie queste essendo 3o ne seguiva, che quando si avea il voto unanime di 6 di
i : 1

triumviri,

proconsoli,

ec; per

far le

leggi
tri

che chiamavano plebiseita, e per alsimili allari. Tali assemblee per trib

essescioglievasi l'adunanza. Fino a Servio

Tullio 6." re di
messi
zi

Roma

lutti gli affari ri-

chiama vansi Comitia tributale, quelle del popolo per curie, Comitia curiata; u altra differenza eravi tra esse, se non che queste erano composte di soli abitanti naturali di

ni

popolo venivano

decisi
:

da'eomila

Roma,

e quelle che

tribuni a-

curiali, e

Lex Curiata

appellnvasi

veano

il

potere di convocare, in un cogli

risoluzione.

Quindi Servio Tullio

colla

abitanti di

Roma comprendevano

tulli

istituzione de' comizi cenluriali, che te-

quelli delle citt d'llalia,che vi

nevansi nel
quenti
della
i

Campo Marzo, rese meno


nondimeno

fre-

sociale alle trib.,

erano ase che aveano ottenu-

curiati;

sino al fine

repubblica rimasero privativa di questi comizi il conferire il comando degli eserciti, la

to il diritto della cittadinanza romana. Eia necessario tra'romani, che ogni vero

cittadino di

Roma

fosse ascritto in qual-

conferma dell'elezione
i

falla

cuna

delle

35
in

trib.

Imperocch siccome
si

ne'comizi tributi, l'adozione,


ti

testamen-

ne'pieni comizi, che

facevano ordina-

non conformi

alla legge, e la

nomina

riamente

grazia o delle leggi o de'ma-

de'fiamini e del curione massimo. Nicola

gislrati, tutte le trib

concorrevano; cos
voti

Oruchius o Groucy

ci

die:

De

ComiH.it

per non confondere


lava; e la

ogni cittadino
costitui-

555. Nel comizio, oltre comizi curiati, vi si tenevano soventeanchei comizi Iribnti.cos eletti perch tribuni della plebe e altri magistraParisiisi
i i

lionwnorum,

era in qualcuna di loro nella quale vo-

maggior parte de'voti


lei,

va l'opinione di

intorno a quelle roa-

lerieche ne'comizi erano proposte. Quindi allorch


lia,

ti

superiori

convocavano

il

popolo per

per benefcio della legge Giu-

trib; e siccome quest'etano 35, la uuu-

lulla {Italia (/".) fu ascritta alla ro-

TR
mann
cittadinanza
,

TRI
vasi a sorte
il

e indi la Venezia e
prescelse la sua.

nome

delle trib per coil

l'Istria,

ogni citl

si

noscere quella che avrebbe


sta trib, e

t.luogo, in-

Milano nella trib Ufenlina, Aqtiileia nella felina, Concordia nella Claudia, Padova nella Faina, Vicenza nella Nerenia, Verona nella Poblcia, e cos il rimanente. La necessit
cos fu ascritta

di tiravasi quello delle centurie di

que-

quella che sortiva lai/ proil

nunziava prima delle altre


in seguito

suo parere;
le altre

chiamavausi tutte
i

cen-

turie della
classi

.",

della
il

2/

e di tutte le altre

il

privilegio di ascriversi nelle trib rodi

secondo
in cui
i

loro ordine.

Fuvvi un

mane, pass

ragione anche

all'Istria,

tempo,
gistrati

voti

per l'elezione de'mapopolo, a-

fu prescelta la Pupinia. Quali privilegi

davansi ad alta voce; e tale miil

godesse una citta ascritta in una delle

tri-

sura teneva ne'giusti limiti

b romane,
no
il

il

Resini al cap.

4 "e

fa

una

diligente descrizione, e riferisce che ognu(piale in

alcuna delle trib romane

era ascritto, passando in

Roma

col

suo

vendo ciascuno vergogna di dare il suo voto ad un individuo indegno, e capace di recar nocumento alla repubblica; ma nel 6 1 4 vi s'introdusse l'uso dello squittitilo

domicilio, in quella curia veniva aggre-

e de' voti segreti, che favorivano le


lo-

gato ov'era posta


stava
il

la

sua trib, ed acqui-

cabale de'catti vi soggetti, ed aprivano


ro
ti,
il

jus

Ch'itati.?,
(

con facolt

d' inla di-

cammino
il

alle

magistrature eminenfacile a

ervenirea'comizi ne'quali facevasi

essendo

popolo molto

com-

spensa delle cariche principali della repubblica, e l'elezione de'magistrati, con

piacere taluno, senz'essere esposto al rossore di favorire persone immeritevoli.

una riserva per, ch'era obbligato


nunziare

a ri-

alle particolari leggi patrie,

ed

popolo
si

Quegli che avea l'incarico di proporre al il punto su che tratta vasi, salito
a sorte
le

uniformarsi a tuttoci ch'era particolare in quella curia o trib, in cui era stato aggrega to,ci che
gli

non succedeva
di

a queso-

che dimorava fuori

Roma, che

proponeva l'aliare, indi trattecurie, andavano, secondo l'ordine con cui uscivano, ad un chiuso formato di pali, che dicevasi Sejtum o ()
in aringa
vile, perch, fatto a foggia di parco,

lamente interveniva

a'detti comizi e

non

ove
Vi

era tenuto a rinunziar alle leggi della propria citt. Cos pure afferma
il

da'pastori
si

si

racchiudono

le greggie.

Panvinio,

entrava ad uno ad uno per

assai stret-

descrivendo l'origine e disposizione delle curie e trib, e la loro autorit, venen-

to sentiero

che metteva
si

a questo chiuso,
il

nel cui ingresso


voto.
li
I

trovava chi ricevea

do

al

particolare delle Colonie^'.),

Mu-

ricordati spazi detti Septa,nti[\i&i

nicipi i{V.) e Prefetture (V.) d'Italia. In

si

tenevano
nel

comizi e convegni dalle


i

una parola,

tutte le Citt le quali

in condizione di

erano colonie o municipiio prejus

trib del popolo per dare

loro voti, era-

no
le

Campo Marzo

ne'tempi della re-

fetture o citt confederate di

corso del

tempo goderono
la facolt

il

Roma, col Roma-

pubblica, formati con recinto di tavoe diviso in sezioni,

dove

le

trib e

le
il

nuin, ed ebbero

d'intervenire

centurie adunavausi ne'comizi per dare


suffragio.

ne'comizi, che ogni

anno

si

facevano in

Roma

nella dispensa delle cariche e per

G. Cesare form il progetto per trasformare questo grossolano scompartimento


in

tempo della repubblica liranomi di tutte le centurie, quella che sortiva la .Vi chiamava Principium e dava lai. "il suo voto; dopo il Sii di Roma, quando il popolo fu distrigiiflffttri.lt)

una costruzione sontuosa,

in-

vausi a sorte

di la

mand ad eletto Augusto con

isplen-

dido portico oblungo,sostenuto da colon-

needa pilastri eadorno

di dipinture,

con

buito nelle

35

trib, ed in esse furono

grandi aree cinte da portici di colonne e da camere. Agrippa li dedic in onore di

comprese

le ceuturie,

primamente

tira-

Augusto, e perci col

nome di Sepia

lu-

io*

TRI
Rom.
18,
in SckL
te nelle lapidi
si

tr
ma
p.
il

Ha. Dopo l'abolizione de'comiz, il porlieo de Senta serv per spettacoli fino al secolo V. Sorgevano presso la 7 illa pubblica, nell'area ove ora sono il Palazzo

ad Epist.

Fani. Verameni

trovano

nomi

di altre

Fabretti, Inscript. Antiq. dole

mest.

3g5, non

crede distinte dalle

Pampli ilj Dora sul Corso


sa di
s.

( ''.),

la

Clde

3 5, ma solo d avarie
sortiti

Ignazio (f y .)

col

contiguo oratosi

rio del Caravita, ec.

Quando

trattava

di queste pi nomi o in grazia degl'imperatori, o de' vari paesi aggregali alle medesime. Delle

dell'elezione de' magistrati, bastava all'uscir del

trib di

alili

popoli parlai a'Ioro luoi

chiuso dar

la

sua nomina.

Quan-

ghi; qui solo dir che ogni trib'presso

do

poi trattavasi della pubblicazione di

qualche legge, o della condanna capitale di qualche reo appellatosi al popolo, si procedeva diversamente. Le panche sub
le

germani cbiamavasi Fare, e il loro capo farones, donde baroni. TRI BUN k ,Fastigiani, Absis .X^a par

te principale degli edilizi sagri, o di altre

quali

si

collocavano

le

arche, ossia ce-

fabbriche insigni. Nicchia grande posta in

ste, ove getta vausi le tavolette

quando

da-

masi

il

voto,

si

chiamavano
molto
vi

in lalinoy?o-

capoadun Tempio (/ .), chiamala anche Apside (V.) o Absida. Tribune dicousi
anche
ri,
i

tes t per essere

alle e strette.

Ad

o-

luoghi in alto, destinali a'Canto-

gni cittadino davansi


lette: in

due

di
.s

queste tavole

a'suonatori, e talvolta altres agli spet-

una

erano pel
colui

lettere
le

R.
li

iniziali delle

parole idi rogas,


il

U. quail

tatori.

Quindi

le

tribune degli

Organi

(f^.). Dicesi

tribuna tonda una specie di


fatta

denotavano che

quale dava

volta, la chi,

quale non

solamente d'arper il che o armatura di


il

voto, approvava l'alto proposto dall'ar-

ma

di cornici e cose simili, di centina

lingatore; nell'altra pel


ra

no era vi

la lette-

non ha bisogno

A,

iniziale della parola

significa abolire/ e

antiquo, che metaforicamente au-

legname. La tribuna degli antichi era

nullui e, rigettare,
to gli scrivani

non accettare. Frattansegnavano con punti il nudava


la

mero
ne
va

de' voti o favorevoli o contrari, e la

/W^/Vof/^sulqualesaliva l'oratore nell'assemblee popolari, tualamenteda alcuni confusa co' rostri ch'erano collocati presso la tribuna medesima, onde parlar
da' rostri dicevasi
i

pluralit de'medesni

conclusio-

come

parlai* dalla tritntt' altra


di

dell'affare. Nelle singole curie poi la

pluralit de' voti ne'snoi


il

voto della curia.

componenti daOgni 5 anni il cen-

buna, sebbene rostri fossero cosa, cio le punte degli speroni


delle navi prese da'
zio,

sore faceva la rassegna delle trib, e confei

bronzo romani a que'd' Anco'quali adornarono una tribuna co-

ma va ciascuno nella sua trib,o da essa


ovvero lo incorporava in ricompensa di qualche
vedersi sulle tribde'

strutta nel
ni pel
la

Foro romano
delle

per

le

concio-

l'escludeva ponendolo per punizione in


altra inferiore,

Trib (V.) e curie, quale perci ebbe il nome di Rostraj


trasloc
,

Comizio

una superiore,
distinta azione.

in

quando Giulio Cesare

le

con

Pu

cioni in altra parte del foro

la
i

tribuna

romani
lib.

il

Sigonio,
il

De

aulir/.

Jure

Jtal,

3,cap. 3;

cardinal Noris, Cenotaph.


i ,

Pisan. Dissert.

cap.

i ;

Govik, Inscript.
Vita, Antiq.

che perci edific fu appellata Rostri Giiilii e Rostri Nuovi, senza demolire la vecchia che prese il nome di Rostri
i

Etrusch.
Benevent.
lib.

t.

2, p. 191

De

freccili.

p.
1

48;

bosini, Antiq.

Roman.

che
(V.)
ro,

la
,

Il Borghini crede il nomee anforma delle tribune delle Chise

6, cap.

5;

Gravina, Originimi juris

derivanti da quello di Tribunale

p.i 1; Panvinio,

De
si

civit.

Rom. Reipub.
p.

(J^.)j giacche aggiunge, ch'egli hen ve-

Roman. Commentarior.
di tutte le
ti

307.
ile

nomi

che

le

maggiori chiese e pi solenni

dui

leggono presso Paolo


Comitiis

nella parte di sopra,


le basiliche)

dove
il

gli

antichi (nel-

Manuzio, Antiq. Roman,

aveano

tribunale, che noi

T R
.
ra
i,

T RI
intero, chia-

io3

ritenuto l'antico

nome

miamo

tribuna, e

la

formasi vede anco-

vivano per oratori*, Ora queste tribune, che nelle basiliche de'gentili servivano per
tribunale,
cap.
i,

mantenuta in molte chiese all'aulica girata in mezzo al cerchio. Il Nibby, Dis* scrt. della forma e delle partidegli antichi

come

attesta Vitruvio, lib 5,


i

dove sedevano
la sedia

giudici a senten-

ziare delle cause, collocata nel

mezzo

del

templi cristiani, parlando

dell' ul-

semicircolo

conile, insegna della

ima parte e pi sacrosanta della chiesa, Santuario e Sacrario (f.), che chiusa da veli e cortine sorgeva mollo pi al1

loro giurisdizione, se fossero magistrati,

o sopra
gradini

sedili adattati alla centina dello


; sopra multi sollevavano dal pavimento, co-

edifizio, se giudici seuplici


si

ta del

Coro, come

in tutte le

antiche chiesi

se di

Roma meno
s.

alterate

riconosce,

me
glio

in Firenze nella
il

e specialmente in
li

Clemente cogli Stal-

gran sala del consiluogo pe'magistrati, e alcuni gra-

(/'.)o sed\\\ intorno; quindi ascenden-

dini pi alto del piano dalla sala; con questa istessa alzata di gradi, co' loro sedili

dovisi pev gradi/ri, da'greci ebbeil

nome

corrispondente
cui
il

al latino di

moderno vocabolo
ed
in

di

Tribunal, da Tribuna, con

disposli intorno,
stiani

furono adoperate da'eri-

ad uso

di sedervi e vescovi e clero


il

che sogliono chiamar questa parte di chiesa, ebbe: origine,

per ordine, ludi

p.

Lupi con diverse

mezzo sorge va ValDissertazioni,


t.

tare
i, p.
i

isolato. 3,

Il

p.

Lu pr,

testimonianze prova P uso di salirsi alle tribune per gradini , e il sedervi sotto il
clero;

chiama
di

la

tribuna alla testa delalle nostre

costumanza che quando anco

tutte

la

navata

mezzo, essenziale

l'autorit mancassero, dalla sola voce Tri-

antiche Basiliche (P.), anzich integrale.

Negli edilizi che presso le

catacombe

o cimiteri fin du'tempi delle persecuzioni


si

fabbricarono dagli antichi cristiani,


si

acciservissero di chiesa,

trovatole

tri-

con chiama, e dalle sedie e banchi di marmo, che in molte delle romane chiese dentro le tribune murati si vedono, bastantemente si pr vereh
li

unni nel la chiesa

latina e nella greca,


si

cui tal parte dell'edilzio

bune ad uso
e sebbene
il

del clero e del sagro altare;

he. Essere manifesto, per consenso di gravi scrittori,

rimanente

dell' edilzio, ac,

che

il

nome

di tribuna

dato

comodandosi all'angustia de' luoghi in lutto o in parte sotterranei, non mantenga in


tali

a questa parte di sagre fabbriche, viene

dal

nome Tribunal cou eui

nelle loro proi

chiese

la

proporzione

e divisio-

fane basiliche distinguevano

gentili tal

ne di navate, che poi fu osservata nelle

semicircolo. Un'altra sorte di tribune


cos

non

nondimeno rade volte avvieue, che in quelle strettezze non si sia ritrovalo luogo per la tribuna. Riporta il p. Lubasiliche,
pi la

comuni not

il

p.

Lupi, non gi col-

l'occhio nelle f ibbiiche de' cristiani,

ma

sibbeue coll'inlelletto ue'libri degli antichi scrittori.

testimonianza del \$os\Q )


le

Roma

sub-

Queste sono tribune


al

a 3 nic-

terranea, di trovarsi

rovine di alcuni

chie talmente situale, chese quella di mez-

piccoli templi fabbricati sui sepolcri dei

zo vulta

il

convesso esteriore

ponente,
gli

martiri, totalmente dalla figura delle basiliche dissomiglianti


di figura pi
,

come solevano quasi tutteappresso


ta, lo

an-

e coll'irregolarit
de'gentili,

tichi cristiani, quella ch' collocata a drit-

conforme a'templi

volter allo scirocco, quella che oc


,

che
gli

a que'de'crisliani.

Non

per questo, e-

sostiene, che
i

ommettessero similmennei

te

cristiani di fabbricar la tribuna

cupa la manca la volter al maestrale. Tal fatta di tribune chiamansi con termiu ecclesiastico ZWcor/,da'3 spartimeuti

luoghi alle loro radunanze destinati pel


Servizio Divino
di basiliche,
(!''),

modo

di conchiglie, de'quali

quali erano legranl'

posta; siccome dal

numero

di

com8 nicchie u
tal

perch

ommettessero nei

lunate, ch'erano nella volta del battistero

piccoli e angusti

templi sepolcrali, che ser-

ottangolare di s.Tecla in Milano,

fab

h4
brica chiamossi

TRI
Octachoros
s.

T R
nell'iscrizio-

ne attribuita a

Ambrogio

e riferita dal

chiamarono anco Sanata Saiictoruin e quindi Santuario, ove non era lecito che
a 'chierici lo entrarvi.
Il

G intero
ti

\\t\Y Inscr. Christ.,

pare che con

p.

Costadoni

lo

illune di

Trcori fosse

la triplicata tri-

chiam antico

buna

Iella basilica di s.

Felice descritta

da s. Paolino. Ebbe la tribuna Tricora anche gran lempiodis. Sofa di Costanil

A Todi(y.) vi il celebre tempio suburbano di s. Maria della Consolazione, iu forma di croce greca cou 4 apsidi.
Presbiterio..

Lupi dubita se l'avesse s. Maria in Cosinedin di Uonu, male sue 3 tribune non compongono una Tricora. Che tali tribune triplicate abbinilo avuto origine da'genlili,
tinopoli
,

il

p.

TRIBUNALE,
ve risiedono
i

pure

la

chiesa di

giudici a giudicar

Tribunal. Luogo dole cause


si

e rendere ragione; luogo dove


nistra la giustizia
,

ed ove risiede

ammimail

gistrato

quando si aduna.
si
il

Dicesi giustizia,

l'induce a crederlo le rovine della villa Adriaua presso Tivoli.edi gentili usaronoin termine d'architettura la sioceTrichorus.

virt per la quale

rende a ciascuno ci
tribunale civile e
cri-

che

gli

dovuto,
Il

minale.

tribunale fu ed anche detto

Termina p. Lupi con ragionare della tribuna quadrata di s. Lorenzo fuori delle mura, della strana basilica fabbricata da
il

Corte e Curia
nale, per

(V .).

Il

vocabolo tribudalla

comune consenso deriv

Tribuna
ascoltare
ze, a

(V .)

y delle Basiliche {f .) degli


i

Costantino

in

Anliochia,ottaugolare sen-

antichi romani, ove reca vansi


le istanze, le
liti

giudici ad

za tribuna e senza navale, e conclude es


sere fuori d'ogni coutrov ersia, che
le tri-

a decidere le differene altro, nel

giudicare

modo

con
11

bune

semicircolari

le

tribune

li-icore e

cui ne riparlai nel voi.

LXX.UI,

p. 34"2.

sono fabbriche ecclesiastiche copiale dalle pagane. Leggo nella Notizia


le basiliche

severo Milizia, Delle belle arti del dise-

de vocaboli ecclesiastici del Magri , che


Tricliorus voce greca significa tre ripostigli

gno, dice che tribunali non potrebbero avere miglior forma di quella delle basii

liche.

Il

Perotto, Cornucoj). liuguae la-

o ricettacoli o luoghi, voce composta

da Ter e Lucus, e che erano altari compartiti in 3 ripostigli da reliquie. Ivi pulsi dice, che la maggiore nicchia del Trifioriti; cio di mezzo, era della Co/iclia, e le due piccole laterali erano chiamate Coiicliidae. Su questa voce trovo che il
(

889, n.3o, cos ne spiega l'etia Tribubus Tribunal lo ctis excelsus, in quo, quis jus Tribubus redderet consedebat. Vitruvio, De Archt. lib. 5, p. nj, spiega nobilmente cotiuae, p. inologia; Ite ni
1

me

il

tribunale era fallo anticamente: /est in

lem Tribunal

ea Aede hemieyeli

p. Costadoni,

ueW Osservai,

.sulla catte-

scfiema tis,minore curva turaformattinij


ejtis attieni lieinicycli in fronte est in ter-

drale di Torccllo,

riferisce essersi chia-

malo
della

il

Presbiterio ne'piimi secoli Ausia motivo

valium, pedina eptadr agilit sex,introrsus curvatura pedum quindecni,


in Basilica ne itnpedirent. In
itti

da o Apsida, non che Exedra

cos

Cattedrale che gli si die pure anco il nome di Conca, imperocch la volta di questo semicirculo viene appunto ad essere
la 4-

apud Magistratus starent, negotiantes

Roma

fb-

brica vati

il

tribunale nelle basiliche, cio

parte d'un globo,

la
I

qualedagli
gentili

architetti

Conca

si

appella.

che

nel fondo dell'apside nel luogo detto tribuna, e lo attesta pure il Sigonio, De A/i-

pure a veauo ne'loro superbi templi un somigliante silo ove stavano assisi i magistrati co'loro ministri, lo

tiq.jure

Provine. \\b.\

i,p.

288; Statuen-

do vero locus juil Basilica, et Tributi, il,

denominavano
tal

ministri sertbae, praecones, et lictores,

Trib/tale, e perci du'cristiaui saette

ch'erano

ministri o serventi, che stavi

voce fu adottala

specialmente dagli o-

ticululi, e tra quegli da'gicci,

sebbene

lo

no intorno al giudice o magistrato, pian do erano nel loro tribunale. Seguendo poi

S,

T
la

II

TRI
tribunale, a cui
l'ara
110
si

o5

descrizione del medesimo, cos'i soggiun-

ascendeva per gradini,

Tribunal suggestus edilior crai unite conspici /Uagstratus ab omnibus poge:

essendo nel mezzo. Nel Foro


egual

Romaantichi

era l'antico Secretarium del senato.

terai, in

quo

sella curulisjurisdictionis

Che

nome ebbe

presso

gli
i

insigne, locata erat, ubi sede ns Praetor

cristiani,

cognoscebat, et pronunciabat. Sopra di


quello in
lo
te
il

Roma

rendeva ragione al popo-

Sinodi o Concilii (F.), ch'erano giudizi che si pronunziavano dalla chiesa, facendovi
per l'uso di celebrarvi
i
i

Pretore

(A'.) a ci destinato, seden-

chierici la parte de' Cancellieri,

che cu-

sopra una Sedia (F.) cortile. Altra sor-

mi* nor considerazione, cio quelli de' Tribuni (P.) della plebe, de' Questori (F.), dei Triumviri (/ .), nel quale articolo dissi pure de'giudici Duumviri capitali, giula di tribunali eravi in

Roma, ma

di

stodivano l'ingresso e' Secretarti de'fjiiM* dici gentili e ne alzavano le cortine; sai

cerdoti

vi

facevano

le veci degli

onorali
il

e degli avvocati, che godevano


legio di sedervi, e
i

privi-

vescovi rappresentan-

do

la

persona de'giudici, o predicando o


I

dici

luogotenenti criminali che condana

assistendo alle sagre funzioni.

Protonogli atti

navano

morte
si

delinquenti, e dalla loal

tari apostolici (V.) per compilare


sinceri de'ss. .Martiri,
si

ro sentenza

appellava

popolo,

come

frammischia vadegli esami e

quelle del pretore; sentenze che faceva-

no

tra gli altri

spettatori
si

no eseguire
ch' essi

Triumviri capitali, angiudici, ed avenno la custodia


i

delle carceri. Altro tribunale era

quel-

lo degli Edili (de' quali e degli altri


gistrali

ed ove furono), ed
vansi
subscllia.

che ricorder, ragionai a quali chiamaaltri,


i

maRoma,

pronunziavano contro gl'in vini confessori della fede,con condanne a 'tormenti pi atroci e alla morte la pi straziante: essi con grandissima celerit e con note sci iveano quanto a'inarliri ivi accadeva, extra eanccllos obdude' giudizi che
i

Tutti questi tribunali

cto velo.

Il

luogo ove nell'aulica


il

Roma

fa-

erano
cuni
r,

situali nelle

Basiliche, nei

Temal-

cevausi

pubblici giudizi, era


il

pli, sotto
in

de Portici (F.) pubblici, ed

mano, o
110

Foro RoCampo Marzio, o il CampiForo Romano


i

luoghi a cielo scoperto,


le

come

di-

doglio. Nel

giudizi avea-

ove ascollavano
le

istanze e decideva-

no
re

differenze di ciascun particolare. Di

questi tribunali egregiamente ne discor-

luogo nel Comizio, del quale riparlai e meglio lo descrissi, in uno alla sua ubicazione, a Trib, perch le antiche
tenevano
dello
le

Demptero
lom.
lib.

nelle note al

Tomasini,^/j:

loro assemblee nel luogo di

Nani judicia 7 16 exercebanlur inBasilicis, Templis,Porliq.

p.

ticibus, et
cis,

pr aeterea in subdevalibus lonude lberrmus esset coeli prospcche


il

Foro appellato Comizio. Si dissero Comlia Curiata le assemblee tenute dal popolo romano diviso in trib
Si

quartieri o cuiie.

dissero Comizia,

cius. Dissi a Sagrestia,

Segretario,
il

Tri/mia
di

le

assemblee tenute dalle trib


Nel citato articolo proprio suffragio
si

Secrelarium, presso
luogo nel quale
i

legisti significa

Roma

e d' Italia.

giudici gentili ricono-

tornai a ragionare de' Septa, luogo ove

scevano

le

cause

civili e

criminali, e le deil

votavano e davano
le trib.
I

il

fnivauo; e che fu pure


alle basiliche

luogo contiguo

giudizi pt vali
i

facevano nel

ove

il

senato degli antichi

Foro
le

alla

presenza d'un tribunale, o nel-

romani si radunava. Che fu cos'i chiamato a scernendo giudici da'rei e dal resto
i

Basiliche, o finalmente sul luogo stes-

del popolo, o dal secreto con cui

si

trat-

tavano
ullre

giudicati.

Che

tutto

il

silo era
veli,

citilo di cancelli e
i

coperto di doppi

vessilli

che pendevano iutornu

al

il popolo, de plano. romani innalzavano per tribunale una specie di palco in mezzo alla piazza, e ue'campi lo formavano mediante un semplice monlicello di terra. Il In*

so, ov'era

convocato

Talvolta

io6

II

TR

bunale de' romani era un luogo elevalo a forma di semicircolo, sul quale era collocala la sedia curule propria de' magi-

di Libo ne era una sponda di Pozzo (V.) con coperchio nel foro romano, eretto dal
pretore L. Scribonio Libone, per ordine
del senato, onde
il

donde veniva 1' espressione, prnunliare de sella, et tribunali, per dire pronunciare una sentenza, come in Cicerone si legge, Verr.i, 38: Palam sella
strati,

luogo non fosse pio

fanato col camminarvi sopra per esservi

caduto il fulmine, e secondo alcuni vicino al Tempio d' Antonino e Faustina,


le statue di Mania e Giano. INel suo recinto conteneva un altare, una cappella, e poco lungi era un tribunale dove Libone avendo introdotto l'uso d'am-

et tribunali pronuntiavit. Quest' uso fu

e presso

introdotto da

Romolo,

il

quale, secondo
i

Dionigi d'Alicarnasso,provoc tulli


zi
i

mez-

immaginabili per allontanare suoi sud


male, e credette che un tale apgli

diti dal

ministrarvi

la giustizia,

quindi Puteal di-

parato
ta

avrebbe tenuti

in freno:

Mul-

ad eam rem paravit,


i

et tribunal ubi

veune sinonimo di Tribunal, come si t<ae da vari scrittori romani, e divenne anco
il

sedens judirabat in fori loco


conspicuo. In seguito
dici dal

maxime
i

sito

d'unione degli usurai, massime


i

il

tribunali furono

circondati d'un recinto per separare

giu-

popolose siccome quel recintoera


di cancelli,

mese quando scadevano frutti e pagamenti, per dare e ricevere il denaroad usura (si adunavano pure ne'Gial.d del
i

pure circondalo
il

da ci venne dato
agli uf-

ni,

archi e fornici a

due
si

e quattro facete,

nome

di Cancellieri (F.)

che particolarmente
ri;

costruivano ne'fo-

fziali,

che sedeano in quel luogo cliiuso da inferriate, per scrivere le sentenze dei
giudici e gli altri atti giudiziari.
Il

come

luoghi di transito

comune

e al
si

coperto de'raggi solari e della pioggia,

tribu-

univano anche

negozianti per trattare

nale

Aurelium era situato nel foro romano, ed era stato innalzato da Aurelio

Cotta per servire a'centumviri,i quali sedettero poscia nella basilica Giulia, senza dubbio eretta invece di quell'antico

gli affari). Nel recinto del Puteal [ytve anche che fosse il convegno e mercanti, quali per commerciare si adunavano ei

ziandio nelle basiliche. In seguito,

ivi

un

pretore o un centumviro giudicava


ti

le li-

tribunale aCcevone gradus Aurelii appellato.


Il

commerciali, onde
i

vi

accorrevano puili

tribunale Castrense fu

il

tri-

re

banchieri. Di

tali sorta

tribunali

da dove il generale delle milizie. amministrava la giubunale


di zolle e di erba,
stizia e
i

soldati arringava.

Dovunque Iroun

vavasi un generale era tosto costrutto

tribunale di questa specie, sul quale collocavasi la sedia curule. Dice Tacito,
i ,
1

romani credibile che anco nelle altre citt fuori di Roma si usassero, imperocch regolandosi queste a nonna di quella, o almeno cou qualche similitudine, era di dovere che vi fossero anche in esse
i

Ann.
,

luoghi destinati per ascoltare

le

differeni

Simul congerunt

cespites

ex-

ze de'sudditi. In ogni citt eranvi

suoi
la

truunt tribunalis quo magis conspicua sedes foret. Il tribunale Editoris era il
tribunale di colui che dava
situato nel
del
i

duumviri o qua tuor viri, che facevano


figura e rappresentavano
li

gli stessi

conso-

Giuochij era

di

Roma,

gli edili,

curatori e altri
i

ma-

p di uni
si

pogginolo o sporto
l'arena. Fra'se-

gistrati,

muro che circondava

che certamente a veano loro tribunali ove pi la vansi a rendere ragione

gni d'onore che

accordavano a quello

a quelli che loro ricorrevano.

Di

silfalli

che sedeva
tori, la

in quel tribunale,

come

lit-

tribunali per rendere nelle provincie ra-

toga pretesta, godeva egli ezianla

gione a'popoli, parlai


coli,

in

moltissimi arti-

dio del diritto di aver


sta in

sedia curule, po-

come

in altri ragionai de' tribunali


si

luogo elevato, e da dovepotesseegli


Il

di

molte nazioni. Anfltionia

chiam
il

il

essere veduto.

tribunale detto Puteal

tribunale supremo, conosciuto sotto

no-

TK
me dogli
ti

TRI
emblea
li

107

Anfittioni,

composto de'depufain

di

questo tribunale si teneva semla

delle 12 principali citt della Grecia,

pre di notte, e

severit de'suoi giudizi

che radunavansi due volle l'anno


fo o alleTeriuopili,

Del-

rendeva

assai terribili. L'idea

per deliberarvi e giugli affari

si

degli areopagiti acquist loro

chea veauna ve-

dicare in ultima istanza

concer-

coniun bene de'po poli, e le questioni de' particolari. Davasi il nome d' A nft l'ioni a quelli che comnenti
la

religione,

il

nerazione universale, e le loro decisioni riguardavano come oracoli. Iu faccia


erauvi due pietre sulle
quali sedevano l'accusatore e l'accusato;

agli areopagiti

ponevano questa
le stabilita

specie di dieta generafiglio di

Deucalione 3. re d'Atene, e di Pirra, il quale \iveai5 secoli innanzi Augusto. Ciascu-

da Anflttione

una chiamavasi Anaideias o sedia dell'ingiuria, e l'altra Vbreos o sedia dell'innocenza. A lato de' giudici vedevansi due colonne sulle quali erano scolpite le
leggi, dietro le quali essi proferivano
i

na
tria

citt

tribunale,

mandava due deputati a questo mala minima infedelt alla pai

lo-

ro giudizi. L'Areopago, antico quanto Atene, fu l'istaurato dal legislatore Solone,

bastava per esserne escluso; suoi de-

creti
gli

erano

rispettati

quanto gli ordini de-

Dei.

berazione,

Prima d'incominciare una deliil coniglio sacrificava un to-

con dargli nuova forma e maggior dignit; ma gi prese il nome d'Areopago sotto il regno di Crauao, immediatamente

ro

al

dio di Delfo, e lo tagliava a pezzi,

dopo

la

favolosa contesa di

Marte e di Net-

immagine dell'unione che regnava tra gli itati della Grecia. Le leggi che stabili vansi in questa adunanza riguardavano tutti
i

tuno: Cranao vivea in Atene 9 secoli innanzi Solone. Tra tutti tribunali della
i

Grecia, l'Areopago credevasi


ro e
il

il

pi seveil

grandi e piccoli
Anfittioni

stati della

Grecia, e
di leribelil

pi incorruttibile; tale almeno


di Cicerone, di
il

gli

aveano pieno potere


i

sentimento
Tutti

Senofonte, di

vare delle truppe per costringere


li

Pausatila, di Seneca
i

filosofo e di altri.
di

all'ubbidienza.

L'Areopago

poi era

grandi

delitti

erano
la

competen-

celebre tribunale o corte di giustizia defili ateniesi. Traeva il suo nome da Ares, Marte, e da pagos che significa rocca o collina. L' Areopago era di fatto situato in cima alla collina, ove Marte difese la

za di questo tribunale;

sua giurisdizio-

ne

si

estendeva persino sulla religione

Chiunque disprezzava gli Dei, o ne introduceva di nuovi era severamente


stessa.

punito. gravi delitti erano puniti di


I

morareo-

sua causa, allorch fu obbligato di giustificarsi dell'uccisione d' Allirozio


figlio

te,

e gli altri con

una multa

a profitto del
gli

tesoro pubblico. Ne'pr'uni tempi

di Nettuno,

come

finsero

poeti. Ne'pri-

pagiti tenevano solamente le sessioni negli

mi tempi ammettevansi
nale lutti
i

a questo tribu-

ultimi 3 giorni di ciascun me>e,

ma

in

cittadini indistintamente, purreligiosi

seguito divennero pi frequenti e giornaliere.


ti,

ch fossero

ed onesti, e

di costu-

Allorch

magistrati erano adunail

mi irreprensibili. Gli areopagiti non erado da prima che in minici odi 7, ed in seguito aumentandosi notabilmente, giunsero talvolta ad essere fino a
cento. JNou furono

un banditore faceva allontanare

po-

due o

tre-

ammessi fra loro per qualche tempo, che quelli quali erano stati arconti. Da vasi in Atene questo nome a'magistrali annuali che governavano sovranamente la repubblica, e dal cui nome si contavano gli anni in Atene, coi

prima di tulio facevasi de' sagrifizi dopo quali l'accusatore e l'accusato giuravano sulla carne delle vittime immolate. Indi disputavano l'uno dopo l'altro, o da se stessi o per mezzo de'loro patrocinatori. I giudici dopo aver ascoltalo ambe le parti, davano segretumenle loro voti, servendo,

polo e gl'imponeva silenzio.

Ma

si

di pietruzze

bianche e nere che mettedi

me

Roma

da quello de' consoli. L'as-

va tisi io

due urne, l'urna

rame chiama-

io8
la di

11

TR
l

tildi assoluzione, l'altra

legn chiama*

dor, senza

pompa, senza guardie, senza

morte. Oreste colpevole di parrici-

seguito e corteggio, a

meno che

per

le lo-

dio, [ter aver ucciso Giltenestra sua

maa-

ro ricchezze non fossero in gradodi


tenersi nel lustro
rica. Essi

man-

die, lu giudicato dall' Areopago:


gi

sull'i

pr e cantra furono trovati eguali quindi uno de'giudici volendo favorirlo, piopose di dare un suffragio favorevole in

adequato alla loro canon facevano nuove leggi, non


u ritraevano
i

levavano
tivi

lasse sul popolo,

altro lucro dalla loro carica che

donai

nome
in

della

dea d'zMene;
tutti
i

il

che pass poi

che ad

essi

venivano
in

fatti.

Circa

giu-

leggea favore di

colpevoli.

Quanfosgli

dici ordinari tra gli ebrei, al

to agli Ebrei,

Mosavea ordiuatoche

Redentore eravi
bunale composto
minori,

tempo del ciascuna citt un trisui delitti

sero stabiliti in ciascuna citt, per


illi
i

af-

di 3 giudici

urdinari,de'giudieiede'magislrati al-

come

il

furto ec. Eravi un altro


?.3 giudici

le

norie della citt dette del Signore, ed


liti-

tribunale composto di

che giu-

in ciascuna trib per sentenziare sui


gi del

dicavano sugli
nali, e le

all'ari

importanti e crimi-

n
i

inoltre

popolo con buona giustizia. Ordiqualche negozio si , che se in

sentenze de'quali erano ordina

vedesse della difficolt, e che vari fossero


sentimenti de'giudici e de'magislrati, co-

capitali. Finalmente il gran Sinedrio (I ) o supremo tribunale degli e-

riamente

brei, civile e criminale, risiedeva in

Geim-

me

contese di maggior entit,


al

si

dovesse

rusalemme e giudicava
quelli concernenti
il

sugli a Ilari pi

andare
suiiinai

luogo scelto dal Signore per econtroversie davanti a'saceril

portanti della religione e dello stato, e di


re e
il

vi le

sommo

sacer-

doti della stirpe di Levi, e avanti

giue-

dote.

Da

questo principale tribunale dii

dice o capo del popolo in quel

tempo
la

pendevano

sinedri o tribunali

minori.
gli

letto dal Signore, per consultarli e

perch
ve-

L'annalista Rinaldi riferisce che

ebrei

fossero scorta nel giudicare secondo


lila; al giudizio poi del

giudice che gover-

do vea ognuno rimettersi sotto pena di morte. 1 giudici che governarono gl'israeliti per 33g anni da Giosu
na va
Israele,

aveauo 3 tribunali civili e criminali. III. composto di 3 giudici, che giudicavano le cause minori; il 2. di 23 giudici e chiamalo piccolo, ove si trattavano le cause
capitali;
il

3. di

72

giudici e

si

diceva

il

siuoa Sanile i.loro

re,

erano nella supre-

ma

carica a vita, e d'ordinario

Dio

li

no-

minava
re
re,

e impartiva loro l'autorit. Acvolta,

cadeva qualche

una particolare rivelazione


il

che senza attendedel Signoa go-

popolo sceglieva per giudice d'Israeche


gli

le colui

sembrava pi atto

vernarlo ed a liberarlo dall'oppressione


dc'suoi nemici.

grande tribunale o sinedrio, nel quale si discute va no le cause gravissime, come istituito da Dio: questo era solo in Gerusalemme, mentre le altre due specie di tribunali erano sparsi in ciascuna trib. Tra romani giudizi ebbero varie nomenclature, poich per Giudizio si dice il luogo dove si giudica e l'atto del giudicare,
i
i

E giacch
le

spesse volle le

Judicatio, Judicium, Criiice.

Il

giudizio

oppressioni per
loro potere
sraeliti,

quali ricorrevasi all'e-

centumvirale era
ta

la

seutenza pronunzia(piale a vea

lezioni de'giudici

non erano

universali,

il

da'cenlumviri,
sua propria.
le

la

una

for-

non

si

estendeva su

tutti gl'i-

ma
ti

Erano

que'giudici scel-

ma soltanto sul
Sebbene
il

paese che avessero

da tutte
le

Trib, 3 per ciascuna; giusi

liberalo.
dici
re,

potere di questi giuin tutto a quello dei


in

dicavano

cause pi gravi, u

poteva

non era eguale essi decidevano

appellai e dal loro giudizio,cssendo riguar-

modo

assoluto dei

precetti, delle cose della guerra e della

dalo come consiglio di tolto popolo. Erano distribuiti in 4 tribunali, 'quali


il il

pace, proteggevano
il

la

religione,

punivano

presedeva

il

pretore della

citt.

Il

giu-

delitto, e

vi

vcauu del resto senza spleu-

dizio curiato era quello dato da' comi/i

TRI
radunali in eurie(di cui a Trib), del quale

TRI
no
quelle, clie
si

109
la

stabilirono per
,

conpt:l

abbiamo un esempio nell'assoluzione


dannato
Il

cussioue, pel peculato


delitto di lesa

pel -hroglio e
in latino

ottenuta da Orazio uccisore di sua sorella, e

maest,

repetun-

morte per una legge del

daruni
tis.
Il

peculattts, ambitus,et majesta-

re Nuota.

giudizio privato o particolare

giudizio di concussione,
il

de repei

s'inteudeva dell'
ticolari. Giudizio

esame

e della decisione

tundis, quello, mediante


provinciali ripeteano
lo
il

quale

soci

delle controversie clie nascevano Ira 'par-

denaro loroestor-

prolusoriooproemialesi

contro

le leggi

da' magistrati che go

diceva di quegli atti o parlamenti che p-

vernavano
sta
lia

nelle provinole.

Ecco perdio

tevano piecedereil giudizio attuale: tale fu la divinazione di Cicerone contro Verre.


Il

Cicerone nelle sue Verrine chiama quclegge sociale. In forza della legge Giupoteasi la stessa azione intentare Coo-

giudizio segreto o tacito

si

faceva

per decreto del senato, contro quelli che

tro coloro, cui quel denaro era passato,

ambivano
li.
I

le

cariche o

compravano

vo-

obbligandoli a restituirlo: sebbene seni-

pubblici giudizi erano quelli in cui


si

bra che
nari
la

siasi stabilita

conilo

concussio-

si

trattava di delitti, e

chiamavano publ'onno dunque

lvici giudizi,

perch ad ogni cittadino era die


la

concessa in

essi l'azione,
i

pena dell'esilio. 11 giudizio di peculaio, de peculato, quello in cui taluno viene accusato d'aver rubato il denaio pubblico o sagro.
lo di
Il

definirsi, giudizi

giudici.destinatida
li

giudizio pel deli Laffinila

un commissario ebe
nunziavano per

presiedeva, pr-

denaro ritenuto ha molta


il

vendetta de'delitli con-

col peculato: l'oggetto


stituire

formemenle

alle leggi stabilite

contro o-

suo era di far redenaro pubblico rimasto presdi

gni specie di reato. Questi giudizi erano

so d'alcuno. Colui che per


vie

ordinari o straordinari

primi esercita-

procurava

non legittime guadagnar suffragi del


i

vansi da'prelori, ed
sari detti

secondi da'eommise

popolo, onde pervenire alle cariche, era

parricida
sti

duumviri ; erano
stabili-

colpevole

di broglio,

ambitus,

l'.cco

per-

questi giudici
ti

aordinai iamente

che

il

giudizio per questo delitto cess in


l'elezione de'

dal popolo. Ne' primi tempi ogni gi-

Roma, allorquando
strati fu

magi-

dizio pubblico era straordinario,

ma

ver-

rimessa

al

principe, senza pidi11

soil6o5di
cos dette

Roma si stabilirono
perch
il

delle coni-

pendere dal popolo.


sta

delitto di lesa

mae-

missioni stabili, epiaestiones perpetuae,


giudizio contro a leu-

comprendeva ogni
al

delitto

commesso

contro

ni delitti fu

assegnato a certi pretori o

cui ezza,

come

popolo romano, ed alla sua si il far uscire un'armata da


il

commissari perpetui, dimodoch non v'enuove leggi su tal proposito. Non ostante da quel tempo in poi vi furono delle commissioni esercitate o dal popolo stesso nell'assemblee, o da'comra bisogno di

una provincia:

dichiarar
il

la

guerra di

propria autorit; prendere

supremocoseil

mando

senza l'ordine del popolo o del


le legioni, ec.

nato; sollevar

Ma

sotto

coloralo pretesto di

tal delitto,

gl'hnpe-

missari creati straordinariamente, e ci a

latori fecero in seguito perire lauti innocenti,

motivo dell'atrocit o della novit del delitio che volevasi punire; come, a cagion
d'esempio, nell'alare di Milone, accusato
d'aver ucciso Clodio, ed
misteri. In tal
in

che Plinio nel suo panegirico a Trail

iano con molla eleganza disse, che


litio di lesa

de-

quello di Cii

dio stesso accusato d'aver violato

sagri
di

maest sotto Domiziano era l'unico e particolare delitto di coloro, che non ne aveano commesso alcuno. A dire
in

modo appunto

nel

640

compendio

delle dilferenli specie

tli

pe-

Roma
li.

L. Cassio Longino procede straor-

dinariamente contro l'incesto delle vesta-

ne ch'erano in uso pressoi romani, esse o riguardavano beni, come l'ammenda,


i

Le prime commissioni perpetue

furo-

in latino

da/unum

muleta; o

il

corpo,

no
come
il

TRI
carcere,
il

TR
il

bastone,

taglione; o

finalmente

lo stalo civile,
:

come

l'ignomifu

nia, l'esilio, la servit

taluno

anche

punito di morie. Ne'

pi

imi tempi l'am-

menda non
sui bovi.

esigevasi che sui

montoni e

Ma come
i

questa pena era inei

guale, essendo

bovi ed

un prezzo troppo
le, cos'i in

caro, ora di

montoni ora di un assai vi-

aveano ricusalo d'inser versi dopo d'esserne slati chiamati. Coloro ch'erano condannati a morte, o venivano decapitati con un colpo di scure, dopo aver subita l'ignominia della frusta, e diceasi che una tal pena era inflitta more in ajorumjteOQOdola pratica degli antichi, o erano strangolati nella prigione, o precipitali da un
luogo del carcere dello robur,u finalmente gettali abbasso dalla rocca Tarpeia; ma
pare che questo genere di supplizio fosse
in seguilo abolito.

seguito in virt della legge


i

A'

teria furono tassali

o denari per ciascun


pi.

bove, dimodoch

la

glossa

ammencarIl

da

in quel

tempo

era di

3oo
ri

assi. Il

L' ordinario supplizio

cere o era pubblico o privato.


co carcere eia quello, ove
gli

pubbli-

degli schiavi era la croce o la forca, ch'e-

schiude vanii
confessato
i

rano costretti
che
il

di portare essi stessi,

doud'

accusali

quando aveano
Il

nome

ih furcifer

era

comune rimnondime-

loro delilli.

particolare poi era l'abita*

provero che faceasi

agli schiavi;

7.ione de'magistrali,

o di distinte persone
gli

privale, alla cui custodia affidavansi


accusati.

no alcuni pretendono, che questa forca fosse un patibolo. Qualche volta imprimeansi sulla fronte degli schiavi
ratteri

La jlagellazone, che

face vati

certi ca-

con verghe, precedeva l'ultimo supplizio, cio la morie. Le bastonale erano pi in


uso nell'armata.
Il

con un ferro rovente. Mentre era-

taglione, secondo le

so

no condotti al supplizio portavano appeal collo un campanello, aflinch quelli

leggi delle XII tavole, consisteva nel ren-

chegl'incontravanon caso, non restassero


contaminati pel sinistro incontro. Talvolta

dere ingiuria per ingiuria nel caso d'un

membro

rollo, a

meno che

l'accusalo

non

ancora per colino d'ignominia,

cada-

avesse ottenuto dalla parie offesa la re-

veri de'rei,
li

dopo

d'essere stati strascinala

missione della pena. L'ignominia era una

con uncini per

citt,

venivano pre-

marca d'infamia, cos chiamata, perch non consisteva che nell' offesa del nome,
della reputazione: essa escludeva
te le cariche, e quasi
si

cipitati in certi pozzi detti

gemoniac o
,

nel Tevere.
supplizi,
i

Eranvi

in

uso

altri

generi di

da

tut-

quali erano quasi tulli arbitrail

da

tutti gli

onori che
si

lied eseguili secondo

capriccio o

la

crude'
i

accordavano a'ciltadini. Non


il

pro-

delt de' principi o de' giudici,

come

nunciava per altro


lo 'iiilcrdizionc
la

vocabolo esilio,
tal

molteplici coi quali furono tormentati


ss.

aliando preter* tati una

pena, ma quel-

Martiri.
Il

dell'acqua e del fuoco,

celebre cardinal
il

de Luca
la

riferisce,

quale eia necessariamente seguita dal-

che

simbolo ovvero
si

figura della Giubella, per de-

l'esilio;

imperciocch era impossibile che

stizia

finge in

una donna

uno qua
sta

restasse in
e di

Roma senza far uso d'acfuoco. Ma sotlo Augusto a quefu sostituita la deportazione.

notare

candore dell'animo; cogli occhi bendali, acci non la muovano le simpail

pena

La

tie
le

e le affezioni; e con
la

una bilancia nel-

relegazione era una pena

meno

rigorosa,

mani,

quale
la

stia in totale equilibrio,

giacch quelli che n' erano condannati,

per dinotare
il

sua ind pendenza, e che

conservavano

il

diritto

di cittadinanza,

traboccare che faccia pi una bilancia


l'altra,

di cui privava l'interdizione;

ed era ap-

che

dipenda dal solo giusto ed apd<


1-

punto

condannavate le persone tli condizione. Si vendevano per essere messi in servit coloro che non aTeano dato nel censo il loto nome, o che
la

pena. alla quale

provato peso maggiore delle ragioni e dei


motivi, e non da altro pesode'doni e
le passioni,

spelli

ovvero degli altri illeciti rie iuteressi. Quindi soggiunge, che

TRI
per degni
li,
li

TRI
tra

di

molto biasimo sono quel-

mano impugna

la

Spada

(7\), sim-

quali per

mezzo de' favori, o

di al-

bolo del
sa.

j'us giacili e della giustizia stes-

ile cose illecite, esigono da' giudici


bili io;

Parli

ma molto
castigo

pi degni sono di biai

Tale figura l'emblema della Segnatura di giustizia, e quale la descrissi in


il

simo

e di

medesimi

giudici,

tale articolo; era

sigillo e l'insegna

del

quali credono di poter ci fare, e diedi


(atto lo facciano;

Prefetto di
intitolato:

Roma, ove

riportai altre spie-

dovendo eglino sapere

gazioni iconologiche. Nell'annuale foglio

clie la legge distingue l'arbitrio dalla vo-

Curia liuiu et li tigantium coni-

Ionia, e

che a questa solo concede la liberta uelPeleggere il bene e il male, ma nofl all'altro, il quale dev'essere regolalo dalla legge e dalla ragione, sicch sia
iin'

moditatis dies in quibusfil Camera, in circolo sono riportati gradatamente noi

itti

del cai\w\Camcrlengo,i\AFice-Ca-

operazione necessaria e non volontin astratto

lia dell'intelletto.
sliz.ia

Ma perch l'islessa giovvero in generale, non


due
specie, e dal-

merlengo, del Tesoriere generale, delP Uditore generale dellaCamera^M decauo e de' Chierici di Camera, dell'avvocali) de' Poveri, dell'avvocato generale

uniforme per essere di


la

e del piocuratore del Fisco, e del Coni-

distinzione delle quali specie dipende


la

ancora

diversit della sua amministragli

zioue tra

accennati suoi opera ri e mi-

lustri di diverse sfere e qualit.


all'eiTetlo di regolar

Quindi

vussario generale della camera. In una parola vi il novero de'persoriaggi coiuponenti il supremo li ibnualedella Carnera apostolica, e nel centro il suoslem-

bene

l'arbitrio, e di

ma

del

Padiglione (F.) colle Chiavi (F.)

leneie
sione,
la

il

buono

stile in

quesl'amministrariflettere al-

incrocia te, antica insegna delluCbieta Ro-

ai

deve primieramente

inana.

Quanto

al

tribunato degli Uditori

distinzione di queste diverse specie dei-

della s.Rola^u

tale articolo parlo de'tuoi


la

la giustizia;
ti

cio che altra sia


la

la

distribu-

emblemi. Anche
sto pi allo

Storia (F.)

in tri-

commutativa. La distri buliva propriamente e per ordinario viene esercitata e amministrata da'principi,
vo
,

e altra

bunale: questo tribunale inesorabile po-

che

le

umane

passioni, poich

giudea con imparzialit


no, e
sioni.
le

le

azioni d'ognu

da' prelati, e da' magistrati grandi della


i

porta a conoscenza d?lle genera

."specie, cio

che abbiano quest'attlnigiurisdizione in

La Giurisprudenza (F.),

scienza

Distrazione e

la

e nell'abito; e la

dominio commutativa viene eser-

legale o delle leggi, giustamente appellata da'dotti, fonte di

sapere, e filosofia

cilala ed
gi strati
li,
i

amministrata da' giudici e

ma

ordinari dell'altra specie di quel-

che consiste nella scienza del giusto; iulerprcta le leggi e giustamente le applica ne'giudizi de'tribunali a'easi occorrenti.

quali abbiano quest'amministrazioI

ne inesercizio.
la

giudici

come

operali del-

In tale articolo parlai de'celebri giui

giustiziacummulaliva, nel furocontenil

zioso e giudiziale, per acquistare


rio stile si ricerca

buo-

primieramente in loro molte virt e doli dell'animo, cio Pinlegril, la fortezza, la dottrina, la prudenil

quanto romani Pontefici furono benemeriti della giurisprudenza e che col formare il corpo delle leggi del gius canonico, mireconsulti Papi e cardinali, di
,

gliorarono

il

gius civile, e

sommi vantaggi
s

za,

buon giudizio
istruiti nella

raffinato dalla prati-

recarono

alla

giurisprudenza

civileche

ca e dall'esperienza. Essi

devono essere

criminale pe' tribunali, perfezionandola,

bene

giurisprudenza, pei gile

Che altri copiarono in gran

parte

le istitu-

dicare e pronunziar
le leggi stabilite.

sentenze secondo

zioni legislativepontifcie, e le produssero

della figura e degli


zia,

Quanto all' iconologia emblemi della giustila

aggiunger, che

giustizia

con

l'ai-

nelle nazioni come immaginate da loro, mentre nella Roma cristiana gicontavano molti luslriesecoli.il Diritto canonico

7.

TRI
o diritto ecclesiastico,
le
il

TR
diritto sta-

(/".)

desime

decretali, inclusi vomente al

Sesto

bilito dall'autorit ecclesiastica per rego-

libro delle decretali e successive. Chia-

lare

azioni

ile'

cristiani, pel

bene loro

masi Digesto o Pandette (/


te del diritto

.),
il

lai. "par-

spirituale e felicit eterna; nel che differisce dal diritto civile stabilito dalla po-

romano,

ossia

corpo del
il

diritto civile. Dicesi

Codice (f.)

la

libro
ro-

tenza secolare per dirigere


gli

le

azioui de-

che contiene
lita

le leggi dell'antico diritto

nomini relativamente alla


diritto

felicit

tem-

mano. La Legge (f.)


dall' autorit
gli

regola stabi-

porale. Tuttavolta notai in quell'articolo,

divina ed

umana, che
cose, e rie

che
il

il

canonico o gius canonico e

obbliga

uomini ad alcune
altre,
la

diritto civile o gius civile,

vanno

tra lo-

vieta loro

alcune

per

la

salute eterna
utilit.

ro di concerto, e sono l'uno all'altro ap-

dell'anime e per
lai ivi
ti,

pubblica

Par-

poggio e ornamento;

ma

se
si

per caso sono


il

della divisione della legge e sue paril

tra loro in opposizione,

deve seguire
la

come

vocabolo

si

prende anco per


presso
le

primo. Col cristianesimo venne


t

necessi-

lo studio della

giurisprudenza; dell'origi,

della filosofia evangelica; e cos pi


plice e santo

d'accomodare la legislazione a'principii semdivenne l'antico diritto rolaidezze che

ne e

dell' antichit delle leggi


,

diverse principali nazioni

particolar-

mente

di quelle de'rotnani, delle

XII tadella

mano, perch purgato dalle


lo
i

vole, delle decretate successivamente dai

deformavano, meglio venendo definiti provveduto alla tranquillit delle famiglie e al decoro pure del
diritti personali, e

loro magistrati e imperatori,


col lezione e

come

nodo

nuziale.

Fu data

semplicit alla san-

tit de'giudizi.e

moderazione all'acerbi-

t delle pene.
ecclesiastici,

Sorto il foro de' tribunali divenne modello delle procesecolari. Per-

dure nel foro de' tribunali


reca
diritto

ci in detto articolo celebrai l'utilit


il

che

Codice Teodosianoe Giustinianeo, oltre le Istituzioni e Novelle di Giustiniano I, il cui immortale codice lo divenne di tutte le nazioni civili. Quindi dissi delle leggi formate da'franchi e dei loro Capitolari (/ .). E dichiarai, che se le leggi non fossero, neppure esisterebbero diritti, non doveri cittadini, non so-

canonico

a' tribunali

ed a

ciet,

ma

tutto

si

troverebbe in confusio-

tulle le nazioni cristiane; dissi di sua ec-

cellenza

come
le

gius divino e pontificio


la
i

quali sono

sue fonti, e notai

necessit
dirit-

Giudici (f.), che hanno l'autorit di giudicare e di pronunziar sentenza, ebbero varie denominazioni, secondo le
ne.
I

ne'giureconsulli di conoscere
ti,

due

proprie attribuzioni. Si dice giudice an-

imperocch

la

giurisprudenza cano-

nica trae la sua origine dalla creazione


del
gi,
gli

che colui che senza pubblica autorit scello per arbitro per decidere fra due o
pi contendenti. Giudice privato chia-

mondo, ed

basata sulle divine leg-

mende

il

gius

umano ha
i

origine da-

uomini e fa parte dell'altro. Sono le Decretali (V.),\ decreti, Rescritti (f.),


Costituzioni e
de'l J api
le

le

Lettere apostoliche
il

(y .)
lume

che compongono

i. voivi

tra'romani uno che veniva assegnato a giudicare privatamente, in luogo di assegnare il pretore, che giudicava e rendeva ragione nel suo tribunale nel Pretorio (/'.).' pretorio si disse anche il

ma vasi

del diritto canonico.

Indicato

luogo o palazzo dove risiedeva


re provinciale e

il

preto-

perch chiamatisi decretali, ricordai piali sono le tenute apocrife, false pure essendo quelle d' Isidoro Mercatore (/'-), ntitored'una raccolta diC/z/<o/;/(// tran.) l

dove

magistrati faceva-

no ragione;

in

ogni citt

romana eravene

uno. Si disse giudice pedaneo una specie di giudice particolare inferiore, che non
avea n tribunale n pretorio. Erano commissari eletti dal pretore per giudicare
delle
liti

ne alcune epistole e decreti


filile

pontificii. In,

ragionai a

DaCtlTAM

del decreto

di

Granano

e della collezione delle

me-

di

poco

rilievo.

Chiamavansi co

TR
s

TRI
tri

m3

perch sedevano sopra una semplice panca o sedia alquanto bassa, che non li
faceva distinguere da coloro die stavano

bunali.Gliscnldasci furono giudici minori


introdotti da'Iongobardi, ne'castelli e al-

luoghi popolati ne'territorii delle


i

cit-

non aveano n carattere, n titolo di magistrati. Marc' Aurelio stabil per l'Italia la carica del giuridico, ed
in piedi;

t,

quali furono detti dal conte ohe vi


;

presiedeva, comitati e contadi

ivi

le-

nendo
i

il

conte

al.'ri

ministri denominati

era quegli che avea

la

facolt limitata di

attori, agenti, centenari, saltari e decani,

render giustizia; e dur sino sotto Gordiano. Dicesi giusdicente, juridicus, colui a cui
si

quali lo sollevavano nelle cause di


il

mi-

nore importanza, mantenevano

buon

spetta amministrar la giusti-

ordine ne' popoli, senza obbligarli nelle


piccole vertenze diportarsi alla citt dui

zia; e giustiziere, justitiarius, sorta d'ufficiale,


stizia in
si

o giudice o mantenitore della giu-

conte:
dici
i

decani propriamente erano giui

alcun luogo determinalo;

ma non

minori de'villaggi. Vi furono anche

carnefice, che eseguisce sopra

boia o condannati dalla giustizia la sentenza estrema che li condanna a morte, il che dicesi giustiziare, exti emum supplicium. 1 romani governavano le Provincie dell'impero
col giustiziere
i

deve confondere

castaidi ogastaldi, de'quali riparlai nel

voi.

LV1I,

p.
il

210

e altrove, ed a' quali


civile, politico

era affidato

governo

militare di diverse citt, e talvolta furo-

no

sollevati all'onore di conte.


la giustizia

Ammini-

stravano

e attendevano all'e-

pe' Proconsoli, Pretori^ Questori,


ti

Legae

conomia

del

Fisco (V.), assistiti ne'trihui

(V.) e

alri

magistrali, colla giurisdiziola giustizia

nali giudiziari dagli sculdasci,

qualiren-

ne eziandio d'amministrare
la

devano
le

piccoli giudizi e soli

decidevano

cognizione delle cause. Aveano in aiu-

piccole vertenze ne'castelli e villaggi

to per la giudicatura degli affari de'giudici, oltre


i

pi popolati ove risiedevano. A Placito


parlai del giudizio pubblico
tal

Cancellieri e Notori (

.),

chiamato con
gli

questi detti pure Scriniari(J'.), capo dei

vocabolo e detto anche Mallo, poich


niallare intendevano
Questi e

quali era

il

Proloscriuiario (P.). In as-

colla parola

an-

senza e impotenza dc'proconsoli, suppli-

tichi citare in giudizio, e perci

il

vocai

vano
essi

procuratorio Rettori (F.). Degli


eleggevano
Prefetti (K) e sotto-

bolo fu esteso

a* placiti.

malli

avvocati provinciali parlai a Curia, e da


si
i

furono tenuti
in faccia
al

mezzo popolo. Tenevano


ne'secoli di
i

in Italia,
i

placiti
i

prefetti delle provincie. Dice Plinio gi-

anche
i

Papi, gl'imperatori,
i

re,

duchi,

niore, che nell'antica [loma eranvi4

tri-

marchesi,

conti, ne' confini della loro

bunali, con pi di 3o giudici per ciascuno, i quali successivamente poi riformati si

giurisdizione.

Vi assistevano

giudici

Pai

latini (V.),

gli scabini, gli

avvocali,
,

di-

ridussero a 12,

come
si

rileva

il

Derni-

fensori e altri periti della legge

perch

no. // Tribunale della


In seguito
i

s. Rota romana. chiamarono Conti, Governatori, Duchi, Marchesi ( F.),e con

pi rettamente conforme

alla

giustizia

giudici

pu vedere M. Frecheri, Originimi Palatinarnni comne uscisse


la

sentenza. Si

altri

vocaboli che descrissi a'Ioro luoghi,


scabini a Conte, introdotti in Ita-

mentarli^, Heidelbergaer5gg. Ne'placiti

come gli
lia

si

preferiva

il

disbrigo delle cause dei

da Carlo Magno, e giudici ini. "istan-

Poveri, Orfani e Vedove (F.), dovendo


il

za,

come

assessori de'conti ne' placiti so-

conte provvedere alla mancanza del loI

lenni,

ed eleggevansi dal popolo ex me-

ro difensore.Giustiniano

nella legge/u/

lioribus civibus.

Ne

trattano
il

il

Muratori,
dei
tri*

novam,co. de Judieiis,
ti
i

volle

che in tutessi si

nelle Dissertazionij

Fatteschi,nelleM?,

giudizi presente vi stasseil libro de-

morie del ducato di Spoleto cio giudici de' tempi di mezzo e de'loro
vol. ixxx.

gli

Evangelii, perch a norma di


le

proferissero da'gtudici

sentenze:

San-

n4
ei/nus, otiiiies

TRI
jdicest tfve majorcs,
..

T R
si-

terius notariatns officiutn exercere. Ai


falsi

ve nn'/iorrs

Non

aliter

litiuttl

pri-

testimoni

si

tagliava

il

naso, tcstes

mordiuni arcipcre, nisi prius onte. Sedem judicialem Saerosanetae drpoa autor Scripturae, ut line permancant non
solimi in principio
fermineti.

vero qui scienter falsimi testiinonitmi dixerint, nares nasi scindaiilur cisdem: anche ad essi si recideva la mano, secon-

lilis,

sedetiain in oip.sitm

do

altre leggi,

ovvero
di
la

si

multavano

a pa-

ftinibus cognitionibus,

usane ad
proib

gare una

somma
le

denaro. Inoltre nel me-

:
il

ci definitiva e se utenti ne re-

dio evo fu stabilita

Treguad Dio (J

.),

citationem. Carlo
dizi

Magno

giu-

per frenare

guerre intestine, nel teme sotto

dopo

pranzo, affine d'allontanare


il

po della quale
civili

pene determinate,

l'ubbi iachezza dal foro, cb'

luogo do-

ve

si

giudica, e

si

prende per

le leggi

me-

ed ecclesiastiche, non solo non si poteva offendere alcuno e guerreggiare, ma

desime. Dissi inoltre a Placito e altrove, che si denominavano messi regi giudici
i

neppure eseguire
de'ci editori,
le

le

giudiziarie citazioni
dissi del-

ed agli offensori; e

straordinari

inviati nelle provincie dai

tregue che per


i

4o

giorni

doveano os-

Papi, dagl'imperatori, da'ie, e solevano


essere due, l'uno ecclesiastico e l'altro se.

servare

parenti dell'uccisore e dell'uc-

ciso. Ivi parlai

colare.e muniti delle


sii

Tra

'torte

[F'.).()
i

glione. Dice
lalo
I'

messi decidevano pronlamenle

giu-

anche della pena del Taun moderno scrittore: Crolimpero d'occidente, cambiate le
nuove monarchie
il

dizi,

non conoscendosi

allora

le

sottigliez-

condizioni civilie polilichedelle cose, stabilite le

ze de'nostri giurisperiti, che ne prolunga-

nuovi costucristia-

no

la

decisione. Ivi ragionai di

siffatti

gi

mi, conserv

clero

la

romana giurisprude'bar-

ilici,

de' vari

nomi
ila

co'quali furono chia-

denza a'rnansueti principi! delle


ne leggi adagiata. Gli
bari di
i

mati, com'erano trattati,


tribunale, e
le

come alzavano
assistili

efferrati usi
si

chi

erano

e (piali

mano

in

mano

mansuefecero,

loro facolt, inelusivamente alla depo-

duelli giudiziari facendo dismettere, e le

sizione degli scabini o guidici malvagi. Nel

cos dette

medesimo medio evo si dissero Purgazioni, Prova e Giudizi di Dio (F-), la


purgazione canonica e
gare, per
le la

prove e giudizi di Dio. Le assurde prove per giuramento, per duello

purgazione

vol-

incolpazioni di

cusa in prova dell'innocenza.


si

qualunque acIl cimento


per cono-Me-

e altre prove giudiziali, non presero luogo al diritto canonico, n a questo sene deve atti ibuire l'istituzione, sebbene ricevessero
il

nome

di

purgazione canonica.

faceva innanzi
la

a' giudici,

Che
re,

fuori d'ogni controversia l'afferma-

re

verit intorno a fitti nascosti,


civili

con

molte ceremonie solenni, quasi che Dio s'interessasse


avesse
te
il

e sagre,

e al diritto de'cnnoni

che nel medioevo all'opera del clero si deve l'indebolie poi


il

a favore di chi

mento
Dio,
ilo
la

dimettersi

le

funeste e in-

la

ragione dalla sua parte, medianil

cessanti guerre privale colle


tutela delle ragioni

tregue di

Giuramento t

Ditello (7

.), le

pro-

comunali condegli asil

ve dell'acqua fredda o bollente, del ferro infocato, del rogo e con


altri esperi-

gli

abusi e leongarie signorili del feu,

dalismo
surdi
vile
,

menti e indagini temerarie derivale da Superstizione (l''.), pereib poi riprovate


esopprcsse.
luoghi,

riti

che

non meno il purgare lo contaminavano


progressivi

foro

ci-

li

miglioramenti

di

La calunnia la deplorai in pi come a Corte, ed a Memoriale

quanto era restato


tori goti,

nelle leggi de'doniinare-

longobardi e franchi. Nella


gli

dicendo dc'libclli anonimi. Alcune amiche leggi municipali prescrivono il taglia qui eartham faisani scicuter seripserif, lice valeat Iti'
della
a' labari,

staurazione della civilt europea, rinve-

nuto
za

il

Digesto e rinvigorendosi

stu-

mano

di legali,

massima

e salutare fu l'influennel

che dal diritto de' canoni deriv

T I
la

TRI
lo, egli

n
le
i

legislazione e nell'ordine de' giudizi.

medesimo avvi
i

magistrato e
di

Vi furono inoltre nel medio evo de' Tri"


buti (V.) per l'assoluzione delle pene e
devoluti al Fisco
ecclesiastici,
,

chiericati e diede

regolamenti

proce

per omicidii anco di

dura giudiziaria: proib che contro un pi e te non si potesse ricevere l'accusa, se non
venisse corredata dalle deposizioni di

ed

altri misfatti; solo eccet-

due

quale non si ammetteva multa o composizione. Essendo lievi le punizioni e inferociti costumi, non a dire la frequenza de'delitti, quindi l'impinguamento del
tuandosi
il

delitto di lesa maest, pel

o Ire testimoni, Epist. a Timoteo, cap. 5, v.19; giudic egli le cause, e fra le molte anche quella dell' incestuoso, il quale dopo aver portato la pena del suo delit-

to fu assoluto dall'islesso apostolo,


si

come

regio fisco.

Il

costume antico

degli ebrei

d'alzar tribunalealle porte delle citt, nel


secolo

XI

si

praticava da alcun principe

ini lai ia, poich


p.

rimarcai nel vol.LKX.VII,


celebre marchesana di SuII

i83, che

la

ha dall' Epist. a'Corinti, cap. i, v. 5; e finalmente dichiar, che se preti pot vano giudicar gli angeli, perch non avrebbero potuto giudicar le cose secolo resche? L'autore delle Costituzioni apoi

sa Adelaide,

con Umberto

suo nipote
la

sfoliche, sotto

il

nome

di

s.

Clemente
s.

I,

principe del Piemonte, amministrava


giustizia

ripete
fissa lo

il

medesimo

precetto di

Paolo e

sotto baldacchino alle porle di


I

stesso principio.

La

storia ricorda

Torino.

tribunali ecclesiastici origina-

molti tribunali de' vescovi, fino da'tempi


apostolici del
I

rono da'precetti degli apostoli, come intimamente persuasi che per volere di Dio le cause de' Chierici (f'.J doveano e debbono giudicarsi da'tribunali ecclesiastici, quando chierici vengono chiamati in gi
i

secolo della Chiesa; e

s.

Cirillo Alessandrino per se stesso

nistrava la giustizia

tra' litiganti

ammicome
a

imperfetto magistrato aventegiurisdizione, ne'tribunali. Dichiara

Spanhemio

dizio, per V

Immunit

ecclesiastica (f\)
.).

che giustamente godei! Sacerdozio (/

La vera origine
divina, e
s.

de'lribunali ecclesiastici

pertamente, Dalila' Evangelici , che la Chiesa realmente ha suoi tribunali istituiti da Ges Cristo con poteri giudizio
i

Paolo fece un solenne pre-

li;

cose che ripete e insegna

Hartman,

/><

cetto a 'primi cristiani di rispettarli; impe-

relais gestis Christ.


tro

sub Apostolis t con


i

rocch disse Ges Cristo nell'Evangelo


di

aver

egli

ogni podest, che com'egli era


,

il sistema d'Obbes e di Spinosa. Siinil mente confermano altrettanto primi ss.

slato

messo dal divin Padre


i

cos'i

man-

Padri e Dottori della Chiesa, e ne parla-

dava

suoi discepoli, de'quali soggiunse:


le

sederete voi sopra

dodici sedi giudicani

do; ed altrove: non vogliate toccare

miei

tmti.S. Paolo predicandoli volere di Gesi

Cristo, proclam ned' Epist. agli ebrei,

che fu necessario sorgesse il quale fosse secondo l'ordine di Melchisedeeh e non secondo l'ordine d'Aronne; vale a dire secondo colui, che fu illustre nel giudicale, e come re e come sacerdote, ovvero secondo colui che fu sacerdote, ma ebbe come tale anche
cap. 7,
v.
i

i,

un

chiericato,

no s. Gregorio Nisseno, nel sermone De Occurs. Do/ni/i.; s. Epifanio, in JTaeves 55 de Dfelcliised.j s. Gio. Crisostomo, ed anco Origene eh ' un testimonio di l'atto, poich mal volentieri solili la sentenza giudizialmente emanata dal vescovo Demetrio contro di lui. Il nome stesso dei Vescovi [V.) spiega va fin da que' primi ti vi tempi l'origine comedivina de'loro tribunali. Infatti sin dal
I

secolo

vescovi e-

rano chiamati magislratus^judex^comv.


sostiene S.Gregorio Nazianzeno,scrivendo

il

potere di giudicare
Il

le

cose pure tempos.

neWOiat.
perio

7, n.i 5,

1.

T'osquoaia- imC/tristi subjicil.


}

rali.

principe degli apostoli


cose

Pietro
a poco
s.

meo ac trono lex

ripet
Mmili-,

le

medesime o presso
i.

neWEpist. cap. a,

Inoltre

Pao

Imperium enim nos quoque gcri/nus addc eliam praeslantius ac prrfectius. Co-

j.6

TRI
pure
s.

TR
s.

me

Cipriano vescovo di CartagiEpist. a Cornelio,

trattate dagli ecclesiastici. Lasci scritto

ne del
lori,

111 secolo nel!'


la

nomina
i

forma
la

de' giudizi, gli accusa-

Ambrogio nell'A/;/.s7. 3?., n. "27, ch'era un delitto gravissimo, sei sacerdoti si fa-

testimoni,

sentenza de'giudici ec-

clesiastici,

cose tutte per indicare un foro

NeW Epist. 69 s. Cipriano dice: Episcopimi Judicem a Deo datimi , et Ecclesiae Gubernatorem .Cos'i foro ecperfetto.
il

cevano giudicare da'diseguali. Teodosio ) il Grande, nella legge 21 ed ult. Cod. Theodos. deEpisc. et Cler., coma nd quasi le stesse prescrizioni, protestando pure contro coloro che tentavano di spogliare
i
i

clesiastico Decotta in principio del cristia-

vescovi de'loro

diritti, e di

assoggettare

nesimo, e con esso principi a perfezionarsi

preti all'arbitrio delle podest

tempora-

la

giurisprudenza civile nel


il

Foro

(/

.)

li

ne'tribunali secolari, e apertamente de-

contenzioso, ossia
liti

foro ove

si

agitano

le

cretando:' No,
di
le

le

differenze, a distinzione di quello

non lecito che ministri Dio siano assoggettati all'arbitrio deli

che chiamasi di coscienza o sagramento della Penitenza (F.)o foro interno. 1 vescovi ed santi dal IV al VII secolo coni

temporali podest".

dunque

falsa

l'asserzione di coloro

che pretendono che


i

dalle leggi imperiali avessero origine

tri-

servarono
sori, e

le

memorie
in

de' loro predecesvicissitudi-

bunali vescovili
ecclesiastici

e sono pieni gli annali

malgrado tante funeste


pratica
si
i

delle disposizioni imperiali

ni

spiegarono

fatti.
la

Anche

per

la difesa

dell'immunit ecclesiastica.

colle leggi imperiali


1

prova

divina o-

Gl'imperatori non fecero die riconoscere


il

igine de'trihunali ecclesiastici. CostantiI

libero esercizio delle giurisdizioni chie-

no

il

Grande

la

riconohhe colla cele-

ricali, e solo

ne ampliarono
a'ehierici
il

limiti; essi

bre costituzione, riportala neh' Extrav. de Episcopali judieio, Cod. Theod.,vao\t'issimi

non concessero
tribunale,

diritto d'alzar

ma

soltanto ne riconobbero la

giureconsulti avendo confutatochi

divina origine; ricognizione che pur fece-

la pretese apocrifa.

Costantino

non

fece

ro

successori Arcadio e

Onorio co

Ila leg.

poi altro chearnpliarela giurisdizione vescovile contenziosa,e


laici,
la

eslese eziandio sui

9, Cod. de Episcop. audienl., l'imperatore Marciano colla leg. 1 4- Cod. eod., e

anche per sapere, non

solo

siastici

debbono
innanzi
i

essere

giudici

bono giudicar
le
liti

gli ecclesiastici,

che eccleche debma perch


si

molti

altri.

Questi augusti

insomma non
,

fecero che dar protezione

ed opporsi, a
diritti al-

coloro che volevano invaderei


trui nel

tribunali ecclesiastici

IVe V

secolo della Chiesa; essi


altro, se

terminavano senza tante spese e senza tanti raggiri. Cos questa sua legge prova altres la divina origine del foro clericale.

non comandarono

non che

tri-

bunali ecclesiastici fossero liberi nell'esercizio de'loro difilli e della loro giurisdi-

Poco dopo Valentiniauo I pun con peua


pecuniaria d'applicarsi a'poveri certoCro-

Gi diversi condili solennemente aveano riconosciuto e difeso tribunali eczione.


i

nopio vescovo, condannalo da un sinodo, perch s'era appellato al tribunale secolare; e di ci fece un rescritto a Claudio, dove cita la sua legge, colla quale vietava, che chierici non trattassero davani

clesiastici.

Il

i. concilio
,

generale tenuto
i

nel

325

in

Nicea

riconobbe

tribunali

ecclesiastici

come

istituiti

per decreto di-

vino. Nel concilio diLaodiceu del 367 veline ordinato. Si dee reprimere l'orgoglio
de'chierici che

ti

a'giudici le cause loro,

come

riferisce

non vivono

soggetti a'Ioci

Baronio an. 36g, n.4o. Indi all'an. 370, n.i 23, dice per testimonianza di s. Ambrogio che Valentiniauo I
l'annalista
,

ro superiori;

ma

per giudicarli

vuole

un certo numero di vescovi; 3 per un dia cono, 6 per un prete, 2 per un vescovo".
1

mantenne

le

ragioni della Chiesa, volenle

11

concilio di Cartagine del 3cj7 dichiar.

do che tulle

cose ecclesiastiche fossa

L'accusa iuteulata contro un vescovo.,

T R

deve essere portata al primate della pro, vincia, a cui si presenter dentro un mese;,

per causa legittima

gli si

accorder

, 7 spontaneo consenso delle parti; u volle che pe'chierici vi fosse eccezione alcuna di foro, e di non giudicare se non le
1

TRI

che

di

la

dilazione d'un altro mese: se

r sar fuori della


giustifichi.

manchecomunione finch si Se l'accusatore mancher di


il

cose appartenenti alla religione.


to ci fu tenuto iniquo ed
stra la legge contraria

Ma quanIo di ino-

empio,

presentarsi alquanti giorni dall'accusa, sar scomunicato, e

emanata dal successore Maiorano.N lasci Dio senza punizione Valentiniano


de,
111 di

vescovo accusato sar

eccesso

si

gran-

rimesso
sa

l'accusatore per

non sar am-

imperocch

Attila distrusse Aquileia

messo, se non

sia irreprensibile.
si

La

stes-

detta la 2."
citt;

forma

e gli stessi indugi

devono

os-

Roma, e altre ragguardevoli ed avrebbe fatto altrettanto di Ro-

servare pel giudizio d'un prete e d'un dia-

cono accusato;

ma

spetta al

vescovo di

giudicarli co' vescovi suoi vicini. Egli ne deve chiamar 5 per un prete, e 2 per un

ma, se s. Leone I non si fosse interposto col barbaro re degli unni. Il concilio d'Agile del 5o6 comand. Un chierico non dee
citar nessuno davanti al giudice secolare,

diacono. L'altre persone


lo.

le

giudica egli so-

senza permissione del vescovo, principal-

Non

s'imputer nulla

al

giudice eccle-

siastico, la cui

sentenza sar slata annul-

lata

sopra l'appellazione del suo superio-

mente in materia criminale; ma deve rispondere s'egli citato". Il concilio d'E.paona del 5 7 dichiar. I chierici pon1

re ecclesiasticOjSe
sersi lasciato

non egli convinto d'escorrompere dall'animosit

o dal favore". L'altro concilio di Cartagine del 47 decret. Chiunque ecclesiastico

davanti a'giudici secolari per difendersi, non per dimandare, se non fosse per ordine del vescovo". Il concilio di
ilo litigare

Valenza del

524

decret. Il chierico con-

dimander all'imperatore de'giudisar privalo della sua dignit;

vinto di falso testimonio, sar tenuto reo


di delitto capitale, sar

ci laici,
il

ma

deposto e rinchiuil

concilio permette di far istanza all'im-

so in
di
rici

un monastero". Nel 585


a' giudizi di

concilio

peratore por essere giudicatoda'vescovi".


il

Macon

dichiar. Proibizione a'ehie-

4.

concilio generale allunato in Calce-

d assistere

morte e
1

alle

donia nel 4-5' stabili. Se un chierico ha

esecuzioni".La stessa proibizione nel


la fece
il

075

un aifare contro un altro chierico, non dee lasciar il suo vescovo per rivolgersi
a'tribunalisecolarijma tratter
sa davanti
il

concilio di

Londra.
5,

Il

concilio di
tutte le

Parigi del

6 4o6
1

composto di

la

sua cau-

provincie delleCallie,nuovamente riunite


sotto
il

suo vescovo, odi suo ordile parti

re Clotario II, e cornei! pi nu-

ne davanti a quello, onde


briga contro

saran-

no convenute. Se il chierico avr qualche vescovo o un altro, il suo

meroso delle Galliesiuoa quel tempo, cos lu chiamato generale da quello di Rapina
del

65, decretchei giudici


le

secolari

nou

sar giudicalo dal concilio provinciale".

dovessero punto conoscere

cause delle
anterior-

Nel concilio d'Angers del 4^3 si ordin. I chierici nou litigheranno da vanti a'giudici secolari senza
il

persone di chiesa,

come aveauo
i

mente dichiarato
licani e altri,

ricordati concili) galin

consenso del loro vei

perch

Francia gi dal
la
si

scovo". Osserva

il

Baronio.che

padri del
si

potere temporale erasi riconosciuta


risdizione ecclesiastica, ed ivi

giu-

concilio d' Unger col riferito decreto

ben

co-

opposero a quello contrario

fatto

da Va-

noscevano
ed
il

le

costituzioni di Costantino (
si

lentiuiano III. Questi avea promulgato

codice Teodosiano, e
di

osservavano
I ilei

nell'anno antecedente una costituzione in-

anche a'tempi

Clodoveo
la

481. Si

degna d'un principe cristiano, togliendo con essa il tribunale giudiziale de' vescovi,

vuole pertanto che


cilio di Parigi fu

disposizione del con

presa perch alcuni giu1

vietando loro di tenervi ragione, fuor-

dici secolari

pretendevano invadere

di-

TRI
,

T
e
cos'i
il

l
'

ulti de' tribunali vescovili


in

miche

ciule". Ne!

4^4- ne

concilio di Basilea,

Francia

si

mantenne saldo
Il

principio

sessione 'io, cio

dell'origine divina del foro clericale e dei


precetti evangelici.

ciliabolo, fu ordinato.

prima che divenisse ConLe appellazioni,

concilio generaledi

Luterano IV deliai5 dichiar. Quanto alla maniera di procedere per punire cerli delitti non solamente contro persoue
private,

chenon tendonocliea tirar in lungo le liti siano troncale; e non sar permesso d'appellnre ad altro giudice, avanti ehe
il

pri-

mo
to

abbia deciso e concluso, Quegli che


a;

ma

eziandio contro superiori,

il

appeller

quel modo, sar condanna-

superiore deve informare per uffizio sopia la pubblica diffamazione; ma quegli

ad un'ammenda dii5

Neh 438

fiorini d'oro", divenuta delta assemblea con-

conlro
sente,

il

quale egli informa dev'essere piesiasi

ciliabolo, decret nella sessione

3i. Le

purch non
11

esentato per congli arti-

uimacia.

giudice deve esporgli

cause saranno tutte terminate sopra Inogo; toltone le cause maggiori, o quelledell'elezioni delle cattedrali e de'
ri,

coli,sude'quali egli deve informare, onde quegli possa difendersi.


gli

monaste-

non pure

le

Deve manifestardeposizioni, ma nomi dei


i

testimoni, e ricevere l'eccezioni e le sue legittime difese. Vi sono 3 maniere di pr-

che per la soggezione loro immediata sono devolute alla s. Sede. Proibizione d'appellare al Papa, omisso medio, om-

cedere in via criminale. L'accusa, che de\e essere preceduta da un'iscrizione le-itlima;
la

mettendo Y Ordinario, n d'appellare da qualunque interlocutoria prima della sen


lenza definitiva: e in caso d'appello alla
s.

denunzia, che dev'essere

[ire-

Sede,
i

il

Papa commetter

de' giudici

ceduta da un'ammonizione caritatevole; l'inquisizione o inchiesta preceduta da

sopra

luoghi, o

Commissari delega ti"


-

una pubblica dilfamazione; per vero, che quest'ordine non dev'essere osservato tanto
ri".

esaltamente riguardo
di

a' regola-

Dal concilio
(/
.),

Tours

nel I23(j ven-

Gi Bonifacio Vili avea stabilito le leggi da osservarsi dalla delegazione degnali ci in partibusj le quali dipoi confermate dal concilio di Trento, questo ordin a'vescovi di scegliere ne' Sinodici .) provinciali le

ne
ci,

statuito.' Gli

Arcipreti egli Arridilialtri giudici ecclesiasti-

persone che conoscevano ido-

coni
ciati

ovvero

nee alle delegazioni delle cause ecclesiastiche, le quali perci


si

non avranno fuori


9

della citt n ofli-

chiamarono gi*
essi di fin

n luogotenenti,

ma

eserciteranno

dici sinodali, ed ingiunse ad


noti alla
tette
s.

la loro

giurisdizione in persona sollo pe-

ni

di nullit".
si

Nel i4oS dal concilio di

nomi, affinch povalersene nell'occorrenza , per dar ad


i

Sede

loro

Le Appellazioni si faranno per gradi davanti agli Ordinari (/'.): daU' Arcidiacono al / escono t dal
Parigi
dispose.

essi la

Commissione (/.)
le

di giudicai

le

cause per
pcllo alla

quali erati interposto l'ap


delle can-

medesima. De'gi odici

\esco\oa\V Arcivescovo, dall'arcivescovo


ai

se ecclesiastiche, fuori della curia

roma-

non vi , si appeller al Concilio o Sinodo provinciale. In caso di appello ad un giudice, che non ha
se vi ; se

Primate,

u, utilissime provvidenze prete poi be

nedello

XIV
p.
i

e le

rammentai
voi.

ne' voi.
p.

XX XI,
nera le
se.

44> e nel

LX VI,
11

27G,

superiore, e in aspettazione della tenuta


del sinodo provinciale
,

(pianto a 'giudici sinodali.


ili

concilio gc-

l'appellante sco-

Luterano V

nel

i5i4

ditpo*

tunicato potr ricevere l'assoluzione a


cautela dal vescovo anziano della provilieia.

Per restringere

le

appellazioni,
tet)

proibito di
lenza.

appellare prima della


di

Se

si

appella da quello, che ha giil

La causa

appello

deve essere
iti

riedizione sopra gli Esenti, ed pello, secondo


alla
s.
il

cui

ap-

proposta davanti allo stesso giudice,


vaia legittima.

costume,
al

fosse portalo

esser lalc, che essendo provata, sia Ir

Sede,

si

porter

sinodo provili-

Se

il

giudice supeiioic

tT
011

II

TRI
re
le

no
dunque del
di

trov l'appellazione ragionevole, de-

de'precelti di proibizione a'Iaicidi toglie

ve rimettere l'appellante al giudice in-

cause e

le

controversie innanzi a'giu-

feriore, e

condannarlo

nelle spese.

Il

giu-

dici dell'impero. L'origine

dice
gli

pu livocare
che ne

l'interlocutoria, ch'el'ap-

ritto e giurisdizione contenziosa de'vescovi di

avr pronunziata, nulla ostante


,

giudicare pure
fu

le

cause de'laici. con

pello

fosse slato interposto.

La
al-

libero esercizio di esecuzione delle sen-

causa di rifiuto non deve essere proposta

tenze

la

perfezione della procedura

davanti
la

lo stesso giudice,

ch' sospetto

clericale, la saviezza della giudiziale pro-

parte, e dev'essere giudicata da arbitri.

nunzia,

la

volont decisa de' popoli.

La
ec-

L'appellazione frivola,dopo l'ammonizione canonica, non deve ritardare il procedere,

forza esecutrice

non manc a'ti ibunali


il

clesiastici sino dalla loro origine; gli


stoli

apoil

quando

il

delitto notorio. Proibi-

e soprattutto

loro capo

s.
i

Pietro,

zione d'ottenere lettere dal Papa per appellare

dottore delle genti

s.

Paolo,ed
i

successori

una parte

in giudizio

due giorna-

emanarono liberamente

te distante dalla a' chierici di

sua diocesi. Proibizione

giudizi ed ebbero piena esecuzione. Per sentenza d'un

sangue, n

di farne la esecuzione,

pronunziare un giudizio di ovvero

tribunale ecclesiastico fu degradalo

il

sa-

cerdote Marcione nel secolo


fu spogliato del vescovato

ll,e

Paolo Sa-

di assistervi, n di scrivere lettere per nes-

mosateno vescovo d'Antiochia

versoi!?.

70

suna esecuzione sanguinosa. Proibizione


agli ecclesiastici
ili

ex

Alttstiitun
1)

estendere

la

loro giu-

decreto a Pontifici
toj e cos
il

(s.

Felice

adproba-

risdizione con pregiudizio della giustizia

ricordato e celebre Origene


il

secolare:

ma altres proibito a'principi di


Nessun vescovo

morto verso

fare nessuna costituzione intorno a 'diritti

ricorsoalle autorit civili

253. Anzi allorch si fece non gi per manali.

spirituali della Chiesa.

canza d'aulorit,ma per vincere una maggior resistenza, questo serv soltanto

o abbate non potr essere privalo della


sua dignit, di qualunque delitto sia egli
accusalo, anche notorio, purch
le

conferma
fatti

di

quanto

erasi decretato. In-

parti

l'audace vescovo antiocheno nomi*

non siano stale prima ascoltate; e nessuno potr essere trasferito contro sua voglia da un beneficio all'altro, se non per
giuste e necessarie ragioni".

nato, opponendosi alla sentenza della propria deposizione, implorata l'autorit dell'i

Avendo

os-

lile,dalla forza

mpei a loreAureliauo,quesli bench geuarmata fece eseguire quanI

servato

cristiani,

che

l'autico potere giu-

to di gi era stalo deciso.

vescovi sino da'

diziario episcopale, e la

bunali ecclesiastici
spellila,

procedura de triera pi semplice, pi


s

primitivi tempi della Chiesa, sebbene privi

di soldati

per l'esecuzione de'loro giu-

pi sapiente di quella de' tribu-

nali dell'impero, fece

che

gli

accorti so-

vrani e popoli, e tra' primi l'imperatore

facevano avere pieno efftto alle loro sentenze o col mezzo de'fedeli addetti al servigio de'propri tribunali, e con quel
dizi, lo
vi

Costantino

I,

ordinasse che

vescovi a-

eziandio de'soldali dell'imperatore, se


era d'uopo vincere una g a ve resisten-

vessero liberamente diritto di giudicare


le

cause pure de'


la

laici.

Molti confessano,

za, a quella guisa

che interviene
nostri giudici,

agli o-

che

procedura fu intinitameule pi
che nelle
di
corti laicali.

dierni

Cursori de'

che

se

staggia e pi perfetta nelle corti ecclesiastiche,

trovano opposizione ricorrono


degli antichi tribunali vescovili,

alla forza

Questo fu
i

il

militare. Gli slessi scrittori impugnatoli

principale motivo pel (piale

popoli

am-

bivano
doli; e

andare innanzi giudici saccilate un piacere aveano le genti di


i

non san no negare che la procedura forense fu sempre pi saggia e pi perfetta in essi,
che
111

assoggettarsi ali uditorio cicricale,che lu-

quelli delle coiti Luche,


la via coattiva,

ammettenper esegui-

louo coitrclli i cousigli municipali

di fai e

do che aveano

2o
le

T R
sentenze
ilei

TR
dote: questa

re

tribunale ecclesiastico,

accordata

fin dagli antichi


il

imperatori

cri-

stiani. Dell'accordare

libero esercizio al-

le giurisdizioni clericali.

Anche
una
di
i

la

Scomuec.'

nica,
(

l'

Interdetto (F.) e altre Pene

commissione per era revocabile ad nutuin. Furono questi chiamali vicari o officiali, Vicarii generales Of% ficiales. In seguito furono divise le loro funzioni, e chiamaronsi ly icari generali
(/'.)

lesias licite (V.), furono

reale forza
I

coloro a'quali

vescovi
;

commisero
ed
officiali

esecutrice anco in

tempo

Costantino

la

giurisdizione

volontaria
la

Poich tribunali ecclesiastici colle dovute cauteIe,dopOiL/omto r ii ( F.) e alili atti legali, scomunicavano le parti che rifiutavano di comparire alla curia, e coloro che assoggettali ad una condanna non ubbid vano, ed laici quae de'suoi successori.
i

quelli a'quali

commisero

giurisdizione
il

contenziosa. Cos l'officiale fu

ministro

a cui dal vescovo fu dala ad esercitare la


giurisdizione contenziosa.

opinione coabbia comin-

mune,che l'uso degli


non
se

officiali

li

si

opponevano

a'decreli de'chierici, ed

infine lutti gli altri che

non volevano

far

perch ne trova menzione nella raccolta delle decretali di Gregorio IX. Secondo
ciato verso la fine del secolo XIII,
il

dare esecuzione a'giudizi


nella verga,

ecclesiastici. In-

"/."canone del concilio diTours del


la

io3,

oltre la forza esecutrice consisteva altres

testimonianza di Pietro

di Rlois, gli

che

s.

Paolo minacci

ai

officiali

furono

stabiliti in

Francia molnelle gran-

corinti, e diversi

Papi

l'esercitarono nel-

lo
lo

prima

di detto

Papa. Quindi nel seco-

V Assoluzione dalle censure ecclesiastiche (J '.). Pi eravi ne'primi secoli il mo-

XI Vera cosa ordinaria, che


i

di diocesi

vescovi istituissero molti tri-

do

di

colle

mandare ad esecuzione le sentenze multe pecuniarie (di quelle imposte


non soddisfaceva
i

bunali

d'officiali,

sebbene quelle diocesi

a chi

Tributi, in tale
si

articolo ne ragiono), delle quali


la nel concilio di

parin-

medesimo dipartimento ogoverno.Distinguevansi due sorla d'officiali in una diocesi, l'ufficiale principale ch'efossero d'un

Cartagine del 399;

sercitava

la

giurisdizione ordinaria su tut,

oltre dalla pi
le

remota antichit esistono

ta la diocesi

e che

comunemente avea
gli officiali fo-

Carceri ecclesiastiche (A.), ammesse altres dalla legge civile, ove dalla forza esecutrice si rinchiudevano delinquenti, il che un'altra prova della piena giui

sede nella citt vescovile; e

ranei, sparsi ne'di versi distretti e luoghi


della diocesi
,

qfjieiales foranei

perch

esercitavano

la

loro giurisdizione jbris et


Gli officiali foranei erano

risdizione contenziosa de'lribunali eeole-

extra civitalis.

Eusebio nella vita di Costantino 1 parla espi essamente dell'autorit di eseicilaiela forza esecutrice; Teodorelo ripete la stessa cosa,eSozomeno seri ve che quell'imperatore permise a'Iitiganti che
nasliei.
si

semplici delegati, giudicavano soltanto le


piccole caute, e polevansi
le

parti appella-

re da'loro giudizi innanzi all'officiale principale.

Eran vi altres degli

officiali de'
7
'.),
i

Me-

trottoli tani (V.) e de' Primati (Z


li

(piai

assoggettassero al giudizio de' vescovi, se


civili,

tentarono non di rado di soggettare

ve-

volcuno declinare da'inagistrnti


loro sentenza
si

e la
si

scovi suffragane! della metropoli alla loro

tenesse per ferma, anzi

giurisdizione in materia

ili

correzione e di
le di-

stimasse a preferenza delle sentenze degli


altri giudici,

disciplina ecclesiastica, e ci contro


sposi/.ioni del concilio di

come

se fosse stata

emanata

dall'imperatore. Eguali disposizioni furo-

ji

no pubblicate da'gi ricordali imperato* Arcadio ed Onorio. Trovandosi vei

massime dellaChiesa. Di diritto comune il vescovo nominava e deponeva gli officia li,
e
le
i

Trento

quali doveano esser preti, coin dispoil

scovi sopraccaricati d'affari per

la

giudica-

se

concilio

ili

'Louis nel

jS3, e pel de-

tura, ne dieroao l'incombenza a 'loro


<

Ar-

cretato da quel di

Trento 'doveano

esse-

idiacQfU (/

'.),

ed aucUc u qualche sucer-

re laureali iu diritto canonico. Chiamava.-

TRI
si

TRI
il

i2.

Giurisdizione dell' Officiale,

luogo

De

beni apportati alla giurisprudenza


cristianesi-

o tribunale dell' Udienza, e nel quale l'ofndole adempiva doveri di sua carica fu ceudo giustizia. Ciascun metropolitano deve nominare un officiale per giudicare
i

da' sommi Pontefici. In questa dissertazione dichiara, che prima


ilei

dio eranvi nel


ni, leggi

mondo barbare
il

costiluzio-

che penuettevuno
gli egizi,

furto tra gli


la

l'appellazioni dalle sentenze pronunciate

spartani e
detta e
la

che favorivano

ven-

ne'tribunali de'vescovi. In Francia nelle

lascivia,che

permettevano Pucci-

chiese primaziali,
l'officiale

come Lione e Bourges,


le

sioue degli uomini decrepiti e storpi


inutili; sussistevano
i

come

metropolitano giudicata booole

diritti

paterni sulla

baiente

cause d'appello di tutte

dio-

vita de'figli, e l'autorit de'

padroni per

cesi de' suffragane!,

anco quelle dell'appellazioni dall'officiale diocesano delmetropoli: quindi


l'ufficiate
le

ma

uccidere

servi e gli schiavi.

Ora

pi

non

esistono, e ci per opera specialmente dei


l'api, la religione cristiana
lito colla

la
le

primazia-

avendo abo-

giudicava in appello

sentenze date
1

dall'ofliciale metropolitano.
rali
li

vicari gene-

Schiavit (/ .) tanti assurdi sisterni legali e tanti barbarismi. Fu dess;i

successero agli Arcidiaconi, de'qua-

che rec immensi beni


za,

alla

giurispruden-

riparlai a

Priork de'Diaconi, ed a Coa'

cancellando da'eodici

legali tante di-

repiscopi,
successero

Decani (V.)

e agli officiali
i

fcltosissime leggi. A' Papi devesi la for-

Vicari foranei (L '.),

quali

pute hanno quasi tribunale. Tribunali ecclesiaslici gli ebbero anco Nunzi apostoliei ( / .).ne'luoghi di loro residenza, ove ne riparlai; coni Cardinali Legati apostoliciff \hecon pi estese facolt. Ma quan\

inazione del corpo di leggi detto gius caunnico, che miglior il civile; furono essi
l

che perfezionarono
i

la

giurisprudenza,

to riguarda la
t

Curia Fcclesiastica e Pat-

che avea la codificazione imperiale, inclusivamcnle al Giustimane?. Per la correzione delle leggi Papi alto alzarono la voce contro impe-

'Muovendo

difetti

naie sua giurisdizione, in quell'articolo

latori e re;

n risparmiarono di dedacodice

lo trattai, cio la giurisdizione spirituale

mare anco
romano;
e

co're barbari invasori d'Italia,


il

che esercitano
ni a

vescovi sui loro diocesa-

acci fosse purgato e riformato

mezzo
i

de' propri Cancellieri

(V .).
il

Sopra

tribunali ecclesiastici e sopra

lo-

ro libero esercizio, contro quelli che

l'ini-

pugnarono, a'nostri giorni eruditamente scrisse il prof. Michele de Matlhias, ed io me ne giovai compendiosamente. Fgli dunque pubblic uagW Aniudi delle scienze religiose, serie
i.',

Giovanni XXII ammolli il re di Francia Filippo V il Lungo, a non permettere che tribunali fossero aperti nei giorni di festa, essendo la Feria (L.jgovnodi riposo e di vacanza ne'tribuuuli: del vocabolo vacanza e da che derivato feci
i

parola nel voi.

LX,
le

nel

t.

20,

p.

175

riae Forense
chiusi
i

p. 64; dicendosi Fevacanze e quando sono

Sulla origine de' Tribunali ecclesiastici,

tribunali. Indi divenuti


i

sovrani
slra-

Memoriti, in risposta a' discorsi pub-

temporali,

Papi abolirono

le leggi

blicati

dal d.r Laferriere nella.suaStoria del diritto francese, e dall' avv. Belime nella sua Dissertazione sulle anfiche Giurisdizioni ecclesiastiche. Nel
t.

ne, riprovevoli e ingiuste, e migliorarono pe'priuii le puniti \ePrigioni(L


lica criminale e
.).

La

pr-a-

barbara delle torture, fu da'Papi a poco a poco eliminata, sceman-

ig, p. 210: Quaestio/ics de Jure Grimi-

num Pioma no, pretesa- tini de, criminibus


cxlraordinariis,scripsil lluardusPlatntr.

Di ambedue

queste opere l'encomiagli errori. Egli inolfi*

toscriltore ne confut
tre ci dui negli slessi

Annalit L l5t

33:

done primameute le crudelt de'longobardi. Leone X toller le modificate pei maggiori delitti ; Paolo 111 ordinche non si facessero ne' detti casi se wonpraevia indicia su/Jiccnlia ;Pio IV volle che nei medesimi casi si logliessero all'alio opri-

1
li

TRI
Qualmente
si

T R

permetter!* si desse copia del processo, allineile il reo ave-.se potuto difendi -i -si;

ma

gatis et inusi tatis, Lugduni 1649. Dall'Olio, Elementi delle leggi civili romane, Venezia 1825. Charlario, Praxis in*
ter rogando rum reorum.Nac\.e\dey Manuale di diritto romano, Firenze i65i. Morello, Teorico praxis civilis,crimiu. et canon., Romae 706. Oberlender./.y hodiernum,sive epitome juris civilis roma,

tolsero in tutto d'in-

fliggerle col secolo passato. Frenarono l'u-

sura con provvide leggi, e col favorire

l'e-

rezione de' Monti di piet (F.) e frumenti!


i.
I

Papi favorirono

Io

studio della giu-

risprudenza, massime ne'propri domimi,


nelle Scuole, e nelle Universit di Roma, Bologna, Perugia, Macerata (F.),
ec.

/,Noriinbergaei72o.Deckheri'i,Co/i.i/tationcs forenses , de periculis juxlitiae supreniae de scrptis adespolis pseude-

Conoscendosi poco
.)

il

nesso della

Me-

dicina (J

colla legale,

Alessandro VII*

da Paolo Zacclmi fece scrivere le Quaestionesmcdico-legales,V\o VI,ad istanza


di

graphis et supposititiis conjee turae: Concordia supremorum Tribuiialium, Wezlariae


1

j2-2.Spe\de\,Bibliolhecaj'uridiea

Maria

regina di Portogallo,

eman
cont.
t,

la

itniversalis sive

quaestionum juridiea-

bolla Justiliae ubique admnislrandae,

rum omids
\

generis sylloges, Norimber-

de'2 agostoi^yfj, Bull,

Rom.

6,

gae 728. Orsi,


ini,

De capitalium criminum
Danscribendi rat ione, cui"
1

p.124: Ereclio Iribunalis EcclesiastiTrici in civitate Lisboneusi. Eressero


i

absolulione,'^led\o\a\\\'j'o. H. F.
ti

De forensi

bunali di Roma (F,)

ecclesiastici, civili e

criminali, e indefessamente ne curarono e

curano il perfezionamento secondo

biso-

gni della societ. De'principali tribunali antichi e odierni delle nazioni, supremi, di

appello,

civili,

criminali, di

commercio,
supplire
il

ta atque perspicua, Patavii 734. G-. A. Gennaro, Delle viziose maniere del difendere le cause nel Foro, Napoli 744J. A. Baehii, Historiae Jurisprude nliae, Romae, Lucaei762. J. Wibo, De Inter* rogadonibus in jure , Lugduni 1766,
1

ce. parlai ne' loro articoli.

Kees, Com,
finente

ad Justiniani institutionum
legcndi et scribendi ci'

genericamente da
parte giovare
Litografica. A.
la

me

detto sul grave e


,

imperialium libros cani appendice con'

vasto argomento de' tribunali

potr in

modum

seguente erudizione biin

tatones utrusquejuris,
tiones, Francofurti

Lausanne 769.
r

Lenti ,Judex locuplel,


Kivi,

E, begeri, Codicis Juslinianei illustra1

Rubr. Jur.
(

Civil, et

annoi, in varios Au*

767.

Pli. Invernizi,

Imo, Justiniani defensio advers, Alemannutii, Fratioofbrti 1628. J. Curlii, Farior. Juris Civ. quaeslionum, Antuerpiaei ><jo. .1. Penali, De regulis Juris commcnl,,
lores,

Lugdunu 546. T,

De
le

publicis et criminal, judieihus, Ro1

mae 787. S. Mattei, Che ladolcezza delpene sia giovevole al fisco pi che l'asprezza, paradosso politico-legale, Na787. Tortosa, Medicina forense, Vi809. Poma, Dizionario aitatomi' co-medico-legale, Padova 834- Domenico Meli, Giurisprudenza medica, Ravenna i832, Lorenzo Martini, Manuale
poli
1

Lngduni 537. J. J.
1

SchoeplFeri,^7io/;.vi.y et Forensi*,

cenza

Juris privalis
cofurli
I

Rom.

Fran-

CWU Ducheri, De lalinilale jth riseonsultorumveterum, Lugduui, bre-

derodii, Reper tori ut n senteuliaruni re' gularum, defiuitiouuin divisionum diffrentiarum formular umec ex univer-

di polizia medica, Milano 1828. Delfico, Ricerche sul vero carattere della giuris-

prudenza romana
poli

so juris civili torpore etglo8M.it colle-

CA0rttfn,FraiMofui
fci

ti

587.Mate02,Z?ere<
judiciutii

eudariorum advoealorum
Grotnewergettj

e de' suoi cultori, Na18 15, Elementi di giurisprudenza criminale, Ferrnoi8iG. Torricelli, /.'/< menti di diritto civile, adattali alla CO*

tificio,

Uignitate, requisitisi Francofurti

i(r.>3.

De legibus abro*

ninne intelligenza, Pesaro 1 825. De' diritti naturale e pubblio delle genti, bo-

1
logna. Bicherio,

II

TRI
civilis et cri*

23

Universa

Valeriani,
1

Leggi delle

XII

tavole, Fi-

ja

mnalis jurisprudentia, Laude Pompe826. Contali, De* delitti e. delle pene,


1

renze 83<).Gio. Battista Martini, Il Processatile ossia pratica criminale

dimo-

Bologna 1827. G. Coiizzi, Saggio mudi' lieo di giurisprudenza naturale e socia' le, Perugia 833. F, Speroni, Estratto ragionalo del saggio analtico di giurisprudenza naturale e sociale del prof. G. Coiizzi, Perugia 83G. J. A, Zallinge1
1

strala in senso de*principii elementari


e generali,

con abbondante formolario

degli atti processuali, A ncona ? 852.

TRIBUNALI ECCLESIASTICI,

f.

.nis,

Insti tutiones naluralis et ecclesia-

stici

pub lici

privaticpie

Bomae

1882.

Tribunale, Tribunali di Boma, Curia ecclesiastica o curia vescovile. TRIBUNALI DI BOMA, Tribunalium Curiae Romanae. Organi delle grazie e della giustizia
fice,

Schmi\\zgniehev,Jus eccles iasticum uni-

del

sommo

Ponte-

844* Angelo Carne* valini Lezioni di diritto commerciale, Buina 846. Emidio Cesarmi, Prineipii del diritto commerciale ,Rotna 8271 Dei viti del negozio bancario delle, cambiaversimi,
,

Bomae

qual supremo capo e governatore

romana e universale, e quasovrano de'dominii temporali della s. Sede. Essi sono stabiliti nella sua pontidella chiesa
le

fcia

sede e nobilissima residenza di


(E-), metropoli del

Ro-

d'Eineccio, Macerata 839: Elementi di giurisprudenza sul cambio meri alili


1

ma

mondo
I

cristiano
tribunali

e capitale delio stalo papale.

184^. De' libri de' commercia liti fallili (V iu neccio, con note sulla giurisprudenza odierna del commercio, Roma 1 84-ti Giuseppe Boutile

d Eincccio,

Boma

della curia
vili

romana tono
il

ecclesiastici, ci-

e criminali. Cui
;i

con timi mente olire


gio a tutti
i

mezzo di essi il Papa co ut odo e il vantagci


1

cattolici dell'uni verso,

far

cogli,
le

Istituzioni di diritto

commercia
M.''

pervenire alla Sede apostolica lesopplicbe,i dubbi,! reclami, Quindi e

ad

uso degli studenti di legge e dei


,

dopo la

giu-

negozianti

Bologna i85i. Filippo

ridica conoscenza delle

domande

e delie

Beuazzi, Ele/ueulajnriserimiiialis, Bo-

maei 802. Giuseppe Bruitati, Critica dell'auliche, legislazioni gentilesche,

Tori-

no 1824. Ph. Baffi, Dissertata) de p e nis, Bornae i832. Virilio delle genti, trattalo, Milano 8 4- J. Rocco, Jus cauonicum ad civilem jurisprudenliam perficiendam qui attulerit , Pauormi i83g. F. Lucio Ferrarti*, Prompta Pibliotheca canonica, juridica, moralis, theologica, ncc non ascetica, polemica,
1

cause, dopo la loro matura e accurata disamina e discussione, rende le risposte, le decisioni, decidi a lutto il callulicismo. Papa spiega non Con questi tribunali meno alle vicine die alie lontane provincia la sua mente; non che rende ragione e giustizia a* particolari sudditi che vi rii

il

corrono, col fare eseguire


siastiche, civili e criminali.

le

leggi eccle-

Lasci scritto

Raterio vescovo
si

di V erotta,

che

in

Boma

r ubricis tica,liistorica,T\.oiuae

784G io

vanni Patriarca, Compendio delle, pia note leggi del diritto ch'ile romano, con l'aggiunta di varie teoriche de'pili celebri giureconsulti forensi,

hanno deerelalia Ponlificum, examinatio Caiionutu, adprobatio recipiendorum, reprobalio sperneudorum. E il dottissimo Zaccaria qualific l'alma Botila
,

domicilio sagro della verit egual-

Boma

843.

F. Saverio Muzzi, Discorso sulla origine e fine delle leggi) Napoli 1824. Fr. AgoslinoMatleucci, OJ'icialis curiae ce<

lesiasticae

ad praxim pr foro ecclelimi regulari u-

mente che del la giustizia, li omolo fonda Iore di Bont vi stabil la Curia{V.) quando divise la citt in 3 parti che chiam Trib (/ .), le quali si adunavano nel luogo chiamalo Comizio (e di questo
perci
resi

siastico,
filiter

lum sacculari,

ragione
e

al citalo articolo) nel

aplatus, Pvoujae 1709. Lodovico

Foro

di

Roma,

vi si

traila

vano

le

cau-

i*4
se, cos nella to. In

TRI
Roma
propinqua curia dal senavi furono diverse Curie,
a

TR
ctum.
in

De isla vero Curia romanaPapae,


,

pr arsenti agi tur, quae

sive in iosa

delle quali ragionai nel ricordato artico-

materiali
qualibet
residet
,

Romana

civitate, sive in alia

ove sursero. La i. curia per comune opinione fu la Calabro, fabbricata da Romolo, luo<*o dove non si
lo e ne' luoghi

mundi parte sit, dwn ibi Papa suamque habet sedem semper
dicitur. Talis etcnim dicitur
civilatis

Romana

trattavano die materie religiose

cos\

non ab hujus

praecisa localib.

chiamata perch il Pontefice gentile vi annunziava al popolo \calabrati,o Giorni delle Caleiulc e delle None. Nel fo-

late,sed ab origine, quod scilicet in ca

ro rendendosi giustizia Dell' antica Roma, indi e aderenti a' diversi fori furono edificale le basiliche con portici destinati a giudizi,
i

quali poi

si

resero nella

nicchia granile in forma d'emiciclo inca-

po

alle stesse basiliche,


I

denominata Tri-

Luna (/'.), dal qua vocabolo deriv quello di

Tribunale (f*.), per indicare il luogo ove risiedono giudici a giudicar le cause e a rendere ragione, con amminii

Petrus cathedram, vel sedem constituit, ab Antiochena civitate Ulani trasferendo, tamquam in loco, in quo totius Orbis temporalis dominatio sedem habebat, ut ibi hoc maj us Imperlimi spirituale oriretur, atque (ut idem s. Leo I Papa admonet) ea civitas,quae omnium erroruni,ac gentilium super stitionum mater, ac metropolis erat, pietatis, veraeque Re/igionis, mater ac metropolis efficeretur.

dunque non

ipsius civitatis materialis,


,

strarvi la giustizia secondo la


lii

uditamente
il

scrisse sul

Legge [f^.). vocabolo Cusia

riti
i

dotto cardinal de Luca,


la

da che

der valo,sia nei deaeri vere


l'altra pel

duplice curia

degli antichi romani, l'uua pe'sacerdoti,

sed universac Ecclesiae Catholicae ac Papa curia sit,idcirco non materiali !cr, sed formali ter Curia Romana dicitur omnis locus in quo Papa resideat , atque de ea leges, quae de Curia Roma' na aguni iute lligendae veniunt. Quem-

senato e altri magistrati.

Una

admodum

etcnim, in singulti Episco,

scilicei

quo sacerdote* , res divina* j altera vero, in quo senatus, ac po,

in

patibus habemus

ut

acceprrint ab ea civitate, in

denominationc ni qua ereclio


in

pulos , aliique magistralus , public as res hwnanas tractabatit. Jsto Curiae vocabulo, derivationem habente a curis
publicis, (juae. in locis praefatis,

cathedralis facta est ac sedes Episcopa-

Us

ini lio consti tuta,

adeo ut Episcopo

alio dioecesis

apud

quantum vis remoto loco residenliamet Curiam scuTribunal ha*

Deos,
.stibus

et

pr c.oeleac terrestribus negotiis, pr saho/nines, seu


,

apud

beute lutei licitumesse reception est


recensentur).

rum

dei Lira lionibus,quae in propi -Us sedi!) us

lute et conservalionc Reipublicac gere-

Non per hoc tamen

Eccle-

hanlur. Jdeoquc Curia ista


lii public/',

tenipluiii

siae titulus vel drnomiuatio immutatili'


ita si

sanclitatis, ainplitudinis mentis, consi-

Pontifex, qui universum orbem hadioecesi, vel territorio, in

ara socionun, et portai omnium gcnliuia, a Cicerone appellatili-. Quindi cardinal de Luca dimostra, quanto la moderna curia romacaput
(rbis,
il

bet

pr

qua-

cuinquc orbis parte resideat. e jusCuriae

na
le

ecclesiastica
in

maggiore

dell' antica

profana,

potenza e

in estimazione,

qua-

curia delia cristiana repubblica, di cui


il

priinacvum vocabulum non immulatur indeque vulgarc prodii ;quod Ubi Papa, ibi Roma. Cum auteni Papa, cujus lmperii Aula, seu Curia isla dicitur, quadruplicem pluries enunciatala geralseu
't

cupo
sto,

Papa Vicario supremo


il

di Cri-

che ha tutto

monile- per territorio,

representet perso nam. Unum scilicei. ja ni enunciatala Christi Vicarii generalis, et Episcopi Ecclesiae universalis.

lotiiiiiipie liiiiiiiiinuii
libu...

oc

in

genus in spiritilatcmporaliu habilu subje*

Alterimi Patriardine occidentis. Ter-

TRI
liam Epscopi particularis Romana civiiatis, quaeparticularem dioecesim restrie la in habet, attento

TRI
ri e altri Scrittori.
1

is5

moderno

stala,

actualiter intra ambitimi

quadraginla

Aulicorum, qui Papae et Cardino libus, ac Praelalis in aula assistunt ac insavicnt,et qui vulgo, ad differentiani a liorimi, Corteggiao.

iiiitliariitm, qui sub dis Ir ictus vocabulo explicari solet, habitualiter autcm,imo

ad
libi

cerlos effeclus, ctiam actualiter, in-

firmi ambitimi

cenlum milliarium, ut a-

juxla varias contingcntas advertilur.Et quartam demum Impera toris,vel


Pi incipis temporalis Urbis, illiusque I-

ni dicun tur. cio gli appartenenti alla Famiglia pontificia, ed alla Famiglia de' Cardinali e de' Prelati. Indi il cardinal de Luca parla della differenza tra la cutribunali e magistrati, ria romana, ed non che delle varie specie delle curie di Roma esistenti al suo tempo. Eo vero
i

quae sub utriusque mediati, ac immediati Status


taliae temporalis dilionis,

differcnlia est Inter


et alias

Curiam Romanam,

Ecclesiastici

nomine explicatur. Ac

e-

saecularium Principimi airias, quod istarum plures, ex ipso principe

tiam Beneventanae civitatis intra viscere regni Neapolitani, quodde dictoStatu mediato, ratione directi domimi dicilur. Nec non Avenionensis civitatis, et T'enaisini cornila tus in Gallia. Quindi il cardinal de Luca ragiona, come la curia romana, siccome maggiore, tratta negozi di qualunque altra curia del
i

tamquam
que.

capile, et

ex

seiiatibus, aliis-

magis/ralibus

tamquam membris,
pr solo

ej'ormari dicitar principalus

mondo, spiegando il nome di curiale da che deriva. Curialium autem nomine, vcniunl omnes qui opera, Consilio, labore, aliove

adii vel exercitio potest lis, cuj'us habitus penes universum populum seu ipsam Rempublicam essedicilur,adeo utomiies magistratus, ipsam Rempublicam consti tue re seu representare dia ;n tur. Alque, ( uni debita prnportione, aeque concurrant ad ipsius Reipulilicacmy stirimi
>

munere, Papae inscrviunt, in Ecclesiae univa-salis, ac particularis


respeelh'c, vel temporalis

corpus efformaudum, ipso Principe representante caput. Aliis vero reliqua

dominii

regi-

membra. Non sic vero est in Curia romana, quo tota constitui dcitur per solimi

mine, ac administrationc, siequeexpluribus generibus, vel ordinibus Curialcs


coitstituunlur.

Papaia, qui non apopulo. vel a Re-

p.u> bica,

seda Deo immedia te, in iis quae.

Primus etenim

orcio est

ad

Cardinali,^. Prelati,3. gli


e Magistrati

altri

Giudici

Ecclesiae universa lis regimai perlincnt, potcstatem mefitur. ideoque lai-

non

prelati, 4- Avvocati, 5.

/Vo(///Y7/o/7,6. Sollecitatori del foro giudiziale, 7.

Sollecitatori o Spedizionieri
si

della

Dateria e Cancelleria (non


,co'

de-

tono confondere

Sollecitatori delle

lettere apostoliche o Giannizzeri,

come

pu vedersi a'ioro articoli, poich ne hanno tutti que' che vado distinguendo col
corsivo), 8.

jus Curiac Tribunalibus et Magslratibus, nomai non congrui t membrorim^ quae idem corpus cum capile aeque efformcnt, sedpotius nomea famulorum, vel maislranlium ci qui unicus est Dominus, ac paterfamilias, juxta majoriaa. vel minorum numerimi qualtataa
ut singulorimi

magistratuum respective

eorum qui negotia gratiosa

rubricis advertitur.

Quod

scilicet,

cimi

vel extragiudicialia peragunl, rive e-

Domiaus,
se ipsurn

vel paterfamilias

omnia per

liam judicialium negoliorum aliquam habenles curam, apud causidicos assislunt, et qui Agentes vulgo dicuutur (questi sono que'procmatori particolari
d' affari presso
le
i

nistros

ci

administrare non valeat, mioperarius adhibet. Ideoque

tribunali ecclesiastici e
s.

Segreterie della

Sede), g. Nola-

male aliqui nostri practici suppommt unieum corpus xujus sitcapulPapa. Cardinales autem membra j aisi juxta dc~ claraliones de quibus infra disc. 3. Ea-

26

T R
e-

detti

Curia plures hnhet specie t. Alia


dici/tir. dune,

ma

nella futura, dice

le

seguenti gravi ve-

tenimforensis

conlentosa

rit. "Conosce

bene

lo scrittore,

che (pian-

vel graliosa negatiti per trami Ics /idra,

do anche

suoi pensieri sieno ragionevoli


,

perlraclat, ne decidi t. Alia politica

e degni d'esser abbracciali e praticati

quae
in

ulrittsque ecclesiastici, et propba-

tuttavia nell'et corrente diU'iedmente sia

principatus negotia cani pi-udentiali-

per vedersene
sene
le gi
il

l'effetto, e

per raccoglier-

bushel poli lieis regniti potiits a gif. Tei-tia caerimonialis, circa ea,quae cullimi
divinimi, alias/pie sacerdotalia, vel ecclesiastica murila concernuut.

frutto.

ci per la ragione,

che
in

introdotte e invecchiate usanze difsi

ficilmente

tolgono

in quell'et

ed

Et (piar-

quelle persone, le quali abbiano per qual-

mere aulica, circa- Aulae temporalis ac, ritus. De prima vero tantum specie, meae suntpartes, meu/nque insti lutimi agendi, pr fori, seti rela

che tempo

in esse vissuto.
le

A somiglianz

caerimonias,

di quelle piante,

quali sieno invecchiato

ovvero indurite

nella

mala piega. Ed anil

cora perch, portando


(o istinto) naturale,
venti,

commi

distinto
vi

rum forensium.
et aliqualiter

noti tia, et

in.i trite (ione,

che

tra gli

uomini

de secunda super ti quae. pari ter praoc forensi ac negotiorwn diree/ioni congrua, sint. Reliquae auleni

uno non facilmente cede


di raro
si

all'altro

nelle parli dell'ingegno.


le e

molto

Per diflicihneuil caso, che agli


cagionandosi
la

cacrimoniarum magistri,
slicoruni
riluttili
>

sive ecclesia-

scrittori vivi s'ubbidisca,

professoribus, nec non

loro autorit e
te e

la

venerazione dalla mor!

poli/icis, et aulicis relinqiiuntur,

ut

o-

dall'antichit

" Dell'origine divina

m /ics pr sua respective sphera, ea traeteti t quae ad propria pertinent prjcssioncin^iequc in alienani se ingerant. Sive (ut juristae diennt) quilibeliu pr-

e apostolica de' Tribunali ecclesiastici,

non che
ria,

della Curia, Ecclesiastica o

Cu-

vescovile (/'.), e di quelli dell'antica

Roma

pagana, tenni brevemente proposi-

priam, non autem in alienam messem, falcetti immiltat. Ideoque obitcr potius de aliis speciebus quandoque agi contingit.

to a Triuu.v aie, articolo che va in questo

tenuto presente, ed a cui

si

rannoda, an-

co per

le

accennate nozioni di ginrispru-

Sui tribunali

di

Roma

preti Ose so-

denza

e delle leggi ecclesiastiche, civili e

no le opere vaste e sapinti del profondo giureconsulto cardinal Gio. Battista de


Luca, non meno che per la curia romana e insieme per la giurisprudenza; solo
qui citer:

criminali, delle quali se ne resero gran

demente benemeriti
seconda
la

romaniPuutefci, a
de'
del

dell'ivi narrato. Dell'origine

tribunali della

Curia /Ionia na\V .)e

Tbeatrum

veritatis et fusti-

Sede apostolica
i

{P.), nel quale ar-

tiae, sive decisivi

discursus per inale-

ticolo tornai a chiarire

nas,seutitulos distincli,et
et civilibus,in quibus

ad

verittem

so che

il maligno senNovatori tristamente danno al

editi in forai sibus coni cover si sca no uicis

vocabolo Corte

ili

Roma {C ),

Bfi

ra-

inUrbe advocatus

p'0 una parlum

scripsit, vel co/isulttts

nonni a Presbiterio, a Concistoro, a Segretario ni Stato. Imperocch nel proprio presbiterio, e poi nel concistoro,
pi sino da'
i

rcspondil, Yeneliis 1706. Ut. i5 comprende: \ParsdeJtidiciis,eldc Pia, ri

Pavi

primi secoli della Chiesa


gli affari

Curiae Romanae.
Cttriae forensis
et
gis,
,

1." Ile lai io /ionia nae.

trattarono e giudicarono

del cri-

ejusque-Triiiuiialium
3.

stianesimo, anche contenziosi e criminali,


i

Cotigregalionum.
et.

Con/lictus le-

quali a poco a poco nel regolarmente


I'

si-

ratonis, cimi opuscolo dello siile


1,
si

stemarsi

amministrazione
r
.),t\

ecclesiastica

legale. In quest'ultimo nel cnp.

5:

e civile del Pontificalo e della

Sovranit
attribuiti

Della ragione per


il

la

quale non

spera

della s,Sede\f
a

modo dichiaralo! vi e

fruito di quest'opera nell'et corrente,

Segretario

ut

Stato, furono

TRI
a'minislri, a'Lribunalied allecongregazioni

TRI
si

127

gregazioni cardinalizie sono l'organo de'


pontifcii favori e dell'apostoliche risolu-

die successi varnente

anelarono

isti-

tuendo. Perci e come rilevai nel voi.


p.

XV,

zioni. Nell'articolo

Congregazioni cardicio tanto quelle

V, con aumentare il numero delle Congregazioni cardinalizie, rimosse dal Concistoro la trat226, 227 e 228,
Sisto

NALI7IE

le descrissi tutte,

che pi non esistono e che furono compendiale in altre, ovvero le loro preiogative
si

tazione e sentenza di moltissime cause,


e le
(a
liti

attribuirono

a' diversi

ministeri,
in vigo-

private che

si

trattavano
il

ora ne'tribunali, onde

come si Papa l'aduIvi dissi

quanto quelle che sono tuttora


re. Ivi

notai l'ordine gerarchico col quale

nava ogni giorno non impedito.

siedono nelle congregazioni e tribunali


i

ancora, che Urbano Vili poi rimosse del


lutto dal concistoro la trattazione delle

cardinali,

segretari
le

consultori^ e
e

gli altri

membri che
i

compongono;

cause criminali, che

si

peroravano, oltre

rimarcai eziandio

tenui

emolumenti che

altre cose gravi della Chiesa, a


gli

mezzo deAvvocali concistoriali (^.), antichi 7 Difensori della chiesa romana {f -), che
dell' antica

si pagano per la Tassa{V.).\ cardinali sono giudici nelle sagre congregazioni, ma

nell'intero corpo ed a seconda del dii Ina-

per memoria

consuetudine
delitto,

rato e specificato in quell'articolo, sulle

fingevano

la

storia d'
la

un atroce
le

cause cio di loro competenza, e ci


cardinal de

lo

ed in vece die loro

nobile e religiosa

rilevai col

ingerenza di proporvi
tre di fare l'istanza

cause per

la ca-

giureconsulti della
tri

Luca e con altri romana curia; gli alla

nonizzazione de' Servi di


\)e

Dio

(/'.), ol-

essendo propriamente pi relatori o

Palili, de' quali

consultori che giudici. Siringo qui

mia

riparlai a
i

Triregno.

Dissi a

Decretali,

ricapitolazione dell'articolo in discorso,

che decreti e le dichiai azioni delle Congregazioni Cardinalizie (/'.) di Roma hanno forza di legge che alcune di esse procedono nella forma giudiziale contenziosa, e molte di delle congregazioni sono anche tribunali, e diverse tribu;

con ricordare che


diuali, raccontai
le

ih esso

trattando della

giurisdizione e delle prerogative de'car-

come aulicamente
e
i

tulle

cause, tutti

gli all'ari

negozi

si

trat-

tavano

nel concistoro, tanto spettanti al


ecclesiastico, politico e civile del-

governo
l'

nali universali

per

tulli

cattolici del

mon-

uno

e dell'altro principato del

Papa,

do, con
tenziosa.

pi o

meno

giurisdizione conil

spiri

tualee temporale, ed anche quale ve-

Dappoich

Papa che gover-

scovo di
in
liti

Roma,

co'cardinali, ed eziandio
di tutte le

na

la

Chiesa, investito del divino

Primato

forma contenziosa
private,

cause e

{V.) tanto d'onore che di giurisdizione, ha il deposito di tolta \a Tradizione (l .),

come

si

fa di

presente ne'tri-

bunali,

tranne alcune specialit, come


3o, onde

ed legittimo giudice supremo della parola di Dio scritta e tradizionale, non che custode e riformatore delta Disciplina
ecclesiastica (/".), a

di quello siile di cui feci parola nel voi.

XIX,

p.

il

Papa faceva da
il

giu-

dice e da principe. Anticamente

con-

norma

delle diverse
le

cistoro lenevasi quolidianamenle, eccettuati


i

circostanze di tempo, e riceve

Appel-

giorni impediti da feste e altre funnel


di

lazioni (J'.J da'giudicati de'tribunali ecclesiastici,

7oni ecclesiastiche. Raccontai

voi.

da tutto
il

il

mondo

cattolico, e

Vili,

p.

1,

l'antico

uso de' Papi

pro-

giusta la sentenza di Ini viene riformato


il

nunziar
il

giudizio. Perci

Papa, anche

col

mezil

le sentenze nella loro cappella, che serv poi di occasione a deputare

zo delle sagre congregazioni, appresta

alla
i

cognizione e giudicatura delle cause

modo

e vantaggio a tulli

cattolici, di far
le

loro cappellani, poidelti

Audilorescau-

pervenire alla Sede apostolica

loro do-

mando equerele; laonde le medesime con-

palatii apostolici, e uditori di rota, quindi nello stesso luogo conferma-

sarum

j8
tn Ini
i

TRI
Papa. L'esempio che addossi del
(P~.)>

TR
i

i?.6.

Poco dopo e

nel

i3o Innocenzo
i

Il die forma di corporazione o istitu

e tosto aumentatesi le sue ingerenze, venne statato dei Chierici di Gamera{!) e da altri prelati nel civile e nel criminale,

Procuratori di collegio dels. Palazzo apostolico (P ). denominnzione ch'ebbero quando Papi avendo delegale le
i

come

dal

V ice-Camerlengo di s. Chiesa
Ca[/'.),
i

(I7 .), dall' Uditore generale della.

mera (P~,),ila\
quali ebbero
li,
i

Tesoriere generale

cause contenziose a diversi


siici

celi ecclesia"

e da altri oflziali della curia

romana,

addetti al loro servizio,

non occor-

loro particolari tribuna-

rendo pi l'opera
s ad essi
la

loia ne'concistori, ces-

restando

il

Camerlengo capo

del tri(I
s.
'.).

primitiva denominazione di

bunale della

Camera

apostolica

Procuratori concistoriali, ed assunsero


quella di procuratori delle cause del
s.

Oltre l'antichissimo tribunale della

Pio-

ta, ignota l'origine di quello della

Se-

Palazzo apostolico

(P-), cio attitnbili

gnatura

di giustizia,

che fu detta l'udien-

ne' tribunali esercenti nel

medesimo per
cause con-

za o concistoro del principe, bens gi e-

la cognizione e decisione delle

sistevano nel

24-3

Referendari di Setri-

Tuttora nel palazzo apostolico ove risiede il Papa si adunano la pi partenziose.


te delle

gnatura
bunale
le

(P-), cui spetta riferire nel

cause e

le liti,

ed eguale inca-

congregazioni cardinalizie, ed

al-

rico riceverono nel tribunale e congrega-

cuni tribunali,

come principalmente
della

del

zione della Segnatura, di grazia (/

.)

supremo tribunale
prelati

Votanti} delta

Segnatura, co' Congregazione di

quando Alessandro VI neli49"2 ne fece la divisione dall'altra, e si adun innanzi


al

s de'caidinali, che de' prelati Ponenti ; e del tribunale degli Uditori /Iella s. Rota, e nel luogo chiamato au-

Consulta,

Papa. Colla istituzione de'nominati e


concistoro rest
la trat-

altri tribunali, al

tazione d'alcuni affari pi gravi della chiesa universale, degli stali e de' regni del

ditorio. Nel citalo articolo

riportai la forinola del

Procuratori giuramento ch'essi

medesimo orbe cattolico,


nistri,

perorati da'ear-

faceva no,e prestavano purei giudici e avvocali della curia

dinali Protettori (/'.) di essi, e da'

mi-

inola ben

si

romana. Dalla quale forscorge la grande rettitudine


si

ambasciatori e

altri

diplomatici di

e integrit, che in que'tempi ancora


sigeva in chi dovea amministrare
stizia;
la

e-

Residenza (P.) presso la s. Sede; come pure si discussero gli affari pi importanti
del

giu-

dominio temporale. Per

il

numero
una
sola,

mollo pi verso
essi la

poveri e

gli

op-

de'concistori ordinari ch'arasi ristretto a

pressi da' prepotenti del secolo, rappre-

due

volte la settimana, poi ad

sentando

persona di Ges Cristo,


a' tribunali e
il

innocente tratto innanzi


vivi e de' morti,

dan-

nalo a morte, che insieme ed


il

giudice de'

padre degli orfani,


all'ari,

vennero celebrati due volte al mese, e poi cessarono di adunarsi in tempi determinati, convocandosi soltanto per gravi ssimecircostanze,eper la prouiulgazionede'
/

de'pupilli e delle vedove. In processo di

escovi e

la

Promozione

de' cardinali.

tempo, per

la

molteplicit degli

Tale diminuzione de'freqnenli concistori


ordinari vuoisi insensibilmente derivata,

provenienti dall' ulteriore e floridissima

propagazione della fede, e pereb pareva nel crescente incivilicuentodella societ


,

non solamente con l'incremento


bunali di
ministri
(

de' tri-

essere

il

sistema di trattare tutti

gli

Roma, ina coll'accrescimentode' della s. Sedc,i (piali nell' Udienza

allari nel concistoro,

alla

maest del
;

ormai poco decente Papa e ni decoro del Sai

gro
le

r^//( ^(// .), perci negozi minori e

cause contenziose cominciarono a tratdi s. Chiesa

P .) die loro fu assegnala dal Papa, in essa vennero e sono discussi gli all'ari, e principalmente colla istituzione e successivo accrescimento delle discorse Congregazioni cardinalizie, ordinarie e straordi-

tarsi dui cui\\\in\Ca/ncrlengo

TR
rie della
s.

TRI
vili

t4g
ci-

Bai'ie, e loro e altre pubbliche Segrete*

iccutrice della legge e delle sentenze


e eliminali, anticamente in

Sede

(F.). Inoltre in quel-

Roma

fu

l'articolo narrai, qualesia la giurisdizione

quella de'lilloii {de'quali ede'loro


parlai nel voi.

fasci ri-

de' cardinali che la


fari e le

compongono,
il

gli af-

XLI

V,p. 2 5),cni successero


gli

cose di loro competenza; notan-

alcuni corpi di Milzia, poi

Sbirri(F.),

do, che per occorrenze gravi

Papa suole

eda'noslri giorni

la

milizia politica de'ca-

intimare innanzi di se

le

congregazioni

rabinieriogendarmi.

Giumci,PflETOB.r,
vestiario de'giu-

straordinarie, di maggiore o

minor numeal-

Podest ec,
meggiano
la

descrissi

il

rodi cardinali a suo beneplacito, olire

dici dello stato pontificio, nel

quale
,

pri-

cune dell' Tiujidsizione


chi Giudici (^.)della

e\\e'R.ili.

Gli antisi

Berretta

di

Dottore

la

romana
i

curia

dis-

Toga

forense propria de'legali: in que-

sero anche Palatini (F.yAn formoli colla

sto ultimo articolo tornai a rilevare la

quale

Papi facevano

giudici, e gli Serila ri-

questione se Cedant

Arma Togae?
la

In

niari ossia Notari, a quell'articolo


produssi.

Roma
gli

anticamente a'eontravventori depe-

Il Primicero della s. Sede ( F.), capo degli u (Tizia li maggiori del s. Palazzo Lateranense, ne' bassi tempi divenne primicero de'giudici della medesima Selle apostolica. Fra questi talvolta lo furono gli altri 6 uflziali maggiori, cio il Secondicero, V Arcarlo o Tesoriere, il

ordini de'giudici era prescritta


di stare a cavallo del

na
reo
in
il

Leone marmo-

tlel Campidoglio, con mitra di carta capo e la faccia unta di miele per tutto tempo del Mercato. Tale Mitra (F.)
si

per ischerno

pose in testa a'ehierici de-

gradati, a'ladri,a'cornuli coutenti, a'falsari ec.

Sax-cellario,

il

Protoscriniario,\\Primi-

Nel medio evo

Papi tennero

il

cero de' difensori, il Nomenclatore. (V".) che fungeva l'uffzio di terminar le cau-

giudizio pubblico chiamato Placito (F.},

erano portate al Papa, e ci faceva insieme col Saccellario. Dipoi furono


se eh'
istituiti
i

e con facolt delegata ne permisero l'esercizio ne'loro domimi temporali a'reed


imperatoli, ed a'Ioro messi regio imperiali,

giudici inpartibus o Delegati

giudici straordinari che nelle provincie


riPapi, per ricevere contro gl'ingiusti giudicati de'giui

o Commissari apostolici (F.)pev le Commissioni (F.), onde giudicar le cause delle


quali
si

inviarono anche
corsi
dici locali e

interposto l'appello alla


il

s.

Sede,

rendere ragione. Aque'tempi


i

cui giudicati sono

reformabili, nel riforecclesiasti-

eranvi in
lari,

Roma

tribunali e curie seco-

marle sentenze da qualunque


ca autorit pronunciate. In

Roma

e nelle

provincie. n' Pretori, Conti(F.) e altri giudici de'quali feci

successero

menzione a Tribunale, Podest, Luogotenenti,


i
i

Presidenti {V.), ed

giusdicenti minori,

cou autorit parimenti delegata dal Papa,del Patrizio di Roma (F.),e\ Prefetto di Roma ( T .), del Senatore di Roma(Fr.),\ qualeda poco cess, edel Maresciallo di s. Chiesa (/*.) ed anco questi col proprio carcere a Tor di Nona, ora

co'loro ministri, Cancellerie e Cursori (F.); l'istituzione de'quali risale al reNu-

Teatro di Apollo (F.),

la

loro curia es-

ma mentre ripete la sua dalla nascente Chiesa quella de' Cursori apostolici o
,

sendo chiamata Savelli (F.), Curia Sabellorum perch tale dignit fu eredi,

taria in quell'illustre famiglia.

Sempre

pontificii, differenti da'eursori esecutori


tle'lribunalicivili

Papi indefessamente furono


difesa del

solleciti della
le

per l'esercizio con tenzioI

Povero, contro
,

angarie de'
l'i-

so,sia di citazione e sia di atti esecutori!.

prepotenti, nel quale articolo celebrai


stituzione de' Difensori

cursori pontificii inlimano


pali e
i

le

cappelle pa-

dell'avvocato
le caritate-

concistori, e fanno le formali ci-

concistoriale de' Poveri e degli altri pro-

tazioni pe'
alla
s.

Censi e Tributi (F.) dovuti

curatori de'medesimi; e tutte

Scile e
vor..

non

soddisfatti.

La

frza e-

voli e benefiche istituzioni in favore

de-

lxxx.

3o
oppressi,
etl

TR
i

TR
no
ne.

anco tic' rei, s civili e s cri minali; come pure Pupi costantemente curarono il miglioramento e la vigilanza delle Prigioni dello stato e delle Cargli

in sede

vacante dalla Congrega-zio*

della

s.

Romana e universale
tempo usa
il 1'

iitaui-

sizione,ne\ qttal
gillo
,

descritto si-

e che in sostanza

unica Ira

le

ceri di

Roma

(f .),a vantaggio spirituale


I tri-

congregazioni ordinarie che continua a

e temporale deVei d'ogni et e sesso.

procedere nell'interregno pontificio. Dessa


lo
il

e dello stato restarono chiusi nelle terribili Pestilenze {f7 .). Ne'

bunali di

Roma

Piaggi de' Papi^F..^questi prima d'intraprenderli dichiararono, che nella loro assenza
i

non solo fu la 1/ ad essere stabilita, ina pure per dignit e autorit, avendo suo tribunale con gli avvocati fiscale e
il

de'rei,

giudice relatore delle cause


il

cri-

tribunali dovessero restare aperti e

minali profane,
nistri
v.

capo notaio,
7,p. 5cj3,

altri

mi-

proseguiread agire come se essi fossero in Roma;altri vi aggiunsero la dichiarazione,

carceri

proprie. Nella
t.

Cirilla

eattolica i 'i.''iev\e i
te
si

dottamen-

che morendo altrove,in/?o///soltanto,co-

tratta

mech
leggere

vi
il

rimaneva

la

curia,
si

si

dovesse

e-

Chiesa; cio
torit

Del potere coattivo, della dopo avere chiarita n' pre-

anche per brevi viaggi, il che pratic Innocenzo XII con notificazione de'5 maggio i6g6,pi ima
successore. Ci
fece

cedenti quaderni
;

la natura intima dell'aud'aver mostrato questa autorit

viva e indipendente nella Chiesa a fronte


dello stalo; d'aver esposto in qual
ra
la

di recarsi a Civitavecchia >e con notifica-

zione de'io aprile


a

697

inuanzi di portarsi
vicini a

padronanza

degli averi

maniecompeta alle

Nettuno, de'quali luoghi

Roma
t

anche a Porti, a Tose an ella e alr trove.In Sede J acante(F.)dc\l > i\\)a non solamentecessano molte cariche, altre restano sospese, ma cessano interamente di
riparlai

due autorit civile ed ecclesiastica, laonde trov convenientissimo il toccare alcuna cosa del potere coattivo, elemento
integrale dell'autorit, e dimostrarne so-

prattutto l'appartenenza alla societ ecclesiastica, a cui


i

agire

tribunali di
.),

Roma,
i

per

le leggi

del

suoi avversari lo vor-

Conclave (?
rio di

tranne

tribunali del

nierlcngo,i\e\\a Penitenzieria^e del

CaPica-

rebbero togliere per poterla con maggior


agio a lor talento malmenare. Per brevit

Roma(l\). L'uditore del tribunale della Segnatura di giustizia diviene udi*


tor e del conclave. e ne prende
il

non intendo dar contezza

del bel la-

voro,

ma soloqualche generico cenno


mio proponimento,

pi

nome, onle
l'

relativo al

e in ag-

de continuare
del Papa
pontificia
/

le

cause, quando

giudica-

giunta all'analogo e riferito nel precedente articolo


,

va, ogli alluri pendenti, innanzi


( .)

Uditore

che tanta relazione ha con


il

defunto. Nella sede vacante


del tutto le facolt

questo. Incomincia

savio e illuminato
ilei

non cessano
s.

scrittore dal dichiarare: questo diritto

delle congregazioni cardinalizie e delle se-

potere coattivo della Chiesa compete alla


societ ecclesiastica,
rle
I'

greterie della

dire

gli affari di

Sede, costumandosi spepoco momento per mez-

eh' facile

addurla

evidenti prove, sia

che

s'

interroghi
ragio-

zo de' segretari,

come

di quelli

die priri-

autorit, sia

che

s'

interroghi

ma

della

morte del Papa erano gi

ne. Nel riportare le

prove d'autorit,
gli

soluti dallecongregazioni, in que'casi pernii) cui basta la sottoscrizione del segre-

ben a ragione comincia. Che


dossi e miscredenti degli antichi

eterori-

tempi

Parlando delle Congregazioni cardinalizie che si adunano nella Sede vacante (P.) nel paragrafo Congregazitario.
t

cusassero alla Chiesa

(la

quale per altro


il

non

lasciava d'usarne liberamente)


la

poci

tere coattivo, ella cosa che

storia

ni straordinarie che

tengono

tutti

car-

testimonia, e
ci
il

I'

indole del cuore

umano

dinali in condurr, e ili quelle particolari del s. Offzio, dissi come si celebra-

mostra naturalissima.

quando mai

ladro, l'assassino trov giusto e coni-

T I
ili

TRI
insegna, riconoscendo in
lei

petente quel tribunale, da cui eia certo


venir condannato
de' giorni
?

per conse
ittocoat

Ma

clic

miscre-

guenza

diritti

da essa

stessa autenticati
il

denti

nostri,

mentre vantala loI'

con decreti solenni. Dunque


livo della Chiesa, che
,

dii

no

la

forza delle loro convinzioni,

gica severit di loro ragione,

indipen-

dente imparzialit della loro giustizia, osino poi contendere alla Chiesa il potere coattivo, questo un aggiungere
l'in-

coerenza logica
le.

alla

miscredenza ereticaessi

In fatti

non sono

coloro, che so-

non pot mai negarsi senza errore oggi non pu negarsi da'progressisli im pugnatori, senz'aperta e strana contraddizione. I cattolici non potino ammettere le assurde teorie degli avversari, e basterebbe a far mutar loro linguaggio, il ricordare le bolle di Giovau
ni

stengono a spada tratta non darsi ne'governi potere coattivo, n altro qualunque diritto d' autorit, se non per con-

XXII

e di Pio VI. Ricordino ancora,

che Dio non avrebbe temporalmente pu

sentimento del suddito? Ebbene, se


societ
i

vi

cui poteri

Dio

ricevuti, sieno

immediatamente da veramente consentiti


la

da'suddili, ella proprio


tolica.

societ cat-

morte Anania eZalra,sea s. Pienon competeva l'esercizio del diritto di punizione; ricordino il castigo di Marcione, lacasa tolta a Paolo di Samosata; le multe ripetutamente imposte da'concilii,
ni lo di

tro

qual quel cattolico mediocremente istruito ed educalo nella propria religione, che non abbia riconosciuto il
potere coattivo della Chiesa con
lutti gli
nitri donimi che ella insegna, accettandone almeno implicitamente la fedo eolla personale sua adesione se batte7zavasi adullo; ose infante, ratificando al pruno lampeggiare di ragione, le promesse del suo battesimo ? Cos avran fatto quegli sciagurati, che recentemente in Piemonte ed altrove nel Per ambirono l'infa-

digiuni, icilizi,

le

confische, le privazioni

d'onori e gradi; qualit di pene tutte usate

anche dopo il concilio di Trento (^.), nel quale esse vennerosancite, senza vermi richiamo de'principi sovrani, che pe'loro legali v'intervennero. Gl'impugnatori della
Chiesa sogliono dedurre
essersi l'atto ci

per delegazione dell'autorit civile;

ma se

questo fosse pur vero, tornerebbe l'argoderni. Se anche


,

mentoaccennatocontroi miscredenti mogoverni ci vi li non bau no autorit se non pel conseuli mento
i

me

vanto di contristare

la
i

Chiesa loro
loro

de'sudditi, la Chiesa che ha l'autorit per

madre, e scandalezzare

cattolici

consenso de' principi, ha

gli

stessi diritti

fratelli: se anch'essi nel d del loro

na-

che

il

governo

civile,

ed anche maggiori,

scimento avranno balbettato

la

profes-

giacch per consenso de'principi

coman-

sione di loro fede, dettata allora dalla te-

nerezza materna, protestando con sincerit infantile ci


sia

che poi con adulta ipocriChiesa." Queste profesratificano in diversi luo-

puhblicarono, s voler credere tuttola


si

ci che crede

sioni di fede

ghi nel far

la i."

comunione, ordinaria-

derebbe a'principi stessi." Gl'imperatori pagani non mai avrebhero conferito tal diritto alla Chiesa,! principi cristiani non avrebbero conferito alla Chiesa un diritto coattivo, ed sudditi mai non l'avrebbero consentito al principe, se un tal diritto non fosse fondalo nell'indole stessa e natu
i

mente

nelle missioni dal popolo invitato

ra

d'ambedue

le societ,

come si dimostra
anteceden-

da zelanti predicatori, da'professori nel prendere possesso della carica, dal benefiziato nel possesso della prebenda, e dall'ufiziale

dall'encomiato autore dell'articolo.Eppure,

come

rilevai nel ricordato


i

te articolo,
ni,

quando
fedeli

insignito di qualche

non solo sotto principi cristiama anche sotto pagani la Chiesa us


i

dignit ecclesiastica, e di tratto iu tratto

diritti coattivi di

multe, digiuni e flagella-

da

tutti

nel ripetere l'atto di fe-

zioni,

ed eziandio esclusione dal tempio,


fece
s.

de, di credere lutto quello che la Chiesa

come

Ambrogio con Teodosio

i32

TRI
gi
s.
il

TRI
proseguirono a perfezionare la giurispru-

imperatore per la strage di Tessalo/tira (/ '.!, e dalla conversazione o comunione

denza con opportune correzioni, avendo

de 'cattolici, ancorch Sovrani^ come pu


vedersi presso
il
il

Gregorio

II, sotto del

quale e do-

Francolino,

De

dscip.

po
la

poenit.

1.

3;

bianchi, Esterna poliI.

726 ebhe origine il principato delromana Chiesa, eliminato dalle leggi


i

tica della Chiesa,

2 e 4. 9, ed ali ri.
s.

longohardiche molte superstizioni. Indi

Si legge fin da'tempi di


tri, l'uso

Cipriano e

al-

successori curarono di migliorare la

di regolare
s.

processi, ed istituiti

giurisprudenza, ne protessero efficace-

fin da'. tempi di

Eulichiano Papa del


la

mente l'insegnamento, ed emanarono


saggie e provvidentissime leggi. Nel secolo XII ne furono benemeriti InnocenII, Alessandro 111 e Clemente III; nel XIII il grande Innocenzo III, Gregorio IX, Innocenzo IV e Bonifacio Vili. Progrediente quindi fu il miglioramento de' tribunali della curia romana, la quale

275,settequasi inquisitori o censori pubblici, clte

doveano esaminar

condotta
pro-

de'crisliani e riferirla a' prelati, qualora

zo

non corrispondesse all'altezza


fessione
;

di loro

e se talora

colpevoli preve-

nivano l'accusa, questo dimostra quanto poco fosse volontaria a coloro che- venivano convinti in forma giudiziale, co-

per

le

circostanze politiche de'tempi ne'

me pretendono

sostenere gl'impugnatori

secoli

XII e XIII

della Chiesa, ripetendo con l'eretico Sai-

co' Papi in

talvolta essendo stala Viterbo, Anagni, Orvieto,


e altre citt, dal
1

masio, che a queste penitenze fedeli piegavansi volontariamente e non con vera
coazione. Passando lo scrittore alla pro-

Asisi,

Perugia
co'

3o5

al

1376
e in

Papi fu traslocata in Francia Avignone. (f.). Altri miglioramen-

va di ragione, onde rendere vieppi evi-

dente

il

potere coattivo della Chiesa, e


sia

quanto
svolse
l'

ragionevole nel cristiano


al

l'os-

ti recarono a' tribunali e alla giurisprudenza Giovanni XXII e i\l aitino V, il quale ordin che si osservassero, median-

sequio della fede rispetto

medesimo,

te la bolla

Romani
t.

Pontificis , del

2 4>

argomento con i3 proposizioni. "Una societ indipendente non pu sussistere senza potere coattivo; or la Chiesa
cattolica societ indipendente:

Bull. Rovi.

3,

par. 2, p.

447 anche

dagli uditori di rota, avvocati, procuratori e notati della

romana

curia.

Vanno

dunque

non pu sussistere senza potere coattivo." Quanto Papi furono benemeriti deli

pure Eugeuio IV, Paolo 11, e Sisto IV, il quale conferm le celebri Costituzioni Egidiane, formale nel precelodati

le

leggi e della giurisprudenza, ch'

la

scienza di rettamente interpretarle, per

dente secolo pel governamento dello stato pontifcio dal gran cardinal Egidio Al-

quindi applicarle nel Tribunale, a questo


articolo tornai a riferirlo. Essi migliora-

rono

l'antica codificazione

romana,

col

purgarla dagli assurdi sistemi


tri difelli,

legali e al-

e colla formazione del corpo


Il

di leggi del gius canonico.

giurecon-

sulto holognese

Giacomo
i85

Alberti col suo

libro: DijJ'erentiae in ter

jus canonicum

et Jiis civile, not

differenze, tra le

leggi canoniche e quelle del gius civile.

Dacch

l'api

furono

liberi nell'esercizio

bornoz gi arcivescovo di Toledo. Urha110 VI colla bolla Apostoliaie sollicitudinis, de'28 novembre 385,/?//. Rom. par. 2, p. 374 Causarwn Curiac t. 3, Apostolieae cogntionein, et diffnitioiiviii diavi in gradu appellalionis, et in quibuscuinque instai! tis, Judicibus e/us* demCuriae tantummodo cacterisRomanae Curiae Judicibus et Offcialibus prcedendi in causis hujusmodi facilitate interdieta, spedare declarat. Eugenio
1
'

della piena giurisdizione nell'amministra-

zione civile,

il

che sembra doversi


1

rite-

IV colla bolla Divina in eminenti, dell '8 marzo 432, Bull, cit., I. 3, par. 3, p. 7:
1

nere dal pontificato di Adriano

del

772,

Privilegimi! Curia lium sive Ojjcialiuni

TR
.

TRI
a ponte
s.

i33
camera. Riferisce

Sedis Apostolicae obsequiis cxistenti uni aliorumquepro cor um negociis ad

Angelo, inclusivamenlea'no-

tari dell'uditore della


il

eamdcm Sedem venientium,etapudcam


ainmorantiuni, aut inde recedentium, ne interini extra Romano-m Curiam
conveiiiantur. Sislo

Rufini, nel Dizionario delle strade di

Roma,

IV

colla bolla
\

Et si
cit.,

all'articolo Banchi Vecchi, che anticamente le cause che riguardavano i mercanti di bestiami e le liti che fra 'cit-

universis, deli. "gennaio


j).
1
:

^,Bull.

tadini

si

agitavano, venivano trattate e

44 Privilegiwn Curioliuni toni laicorum qua in ecclesiasticorum, libere dispone ndi elioni adfavorem incapacium,
de bonis
in

giudicale nella piazza di


no, gi questo,

Campo

Vaccipoi

Foro Romano _,-non bastando


vi

furonoaggiunteduealtre piazsi

Alma

Urbe,

et infra decern

ze con portici all'intorno, al di sotto de'

milliario, quainvis

ex fructibus bonotrovano
le

quali

le

dette cause

discutevano. Col-

r uni ecclesia.'! ticor innacquisi'tis.^iaBul-

l'andar del

tempo

si

disse

Via de Bani

lariuni Roinanuni

si

bolle

ri-

chi, perch d'ogni intorno eranvi stanze


in

guardanti

tribunali di

Roma;

io

qui

ri-

forma

di

botteghe ove risiedevano


i

corder
ti

generiche e quelle riguardantutte quelle comprese sotto il vocabolo


le

notali, presso
atti di tutte le
i

quali

si

depositavano

gli

cause. Per dissi a Tosca-

di

Curiali.ha /bolla che trovasi nel Buii

lariitin

riguardante

la

camera apostolica

NA,che mercanti della nazione fiorentina dimoranti in Roma, ivi esercitavano co'

il

cardinal camerlengo, quella di Ur-

bano VI, Apostolicae Corner a-e, dell'8 settembre 3j^,Bull. t. 3,par. 2,p.364: Jurisdictio Canterani s. Romanae Ecclcsiae suiumorie q uaseunique causa interesse Rev. Cam. Apostol. quomodoli~
i

un ricco ed esteso commercio, per cui probabilmente da questo la conloro banchi

trada prese
rai

il

nome di Banchi. V)\ pi nar-

che

l'uni versila de'fiorentini vi costitu

un console secondo l'ordinanza del celebre Consolalo del Mare originato in Valenza e poi ricevuto in e che Leone

bet concernentes, cognoscendi. Essa

ri-

Roma

nel

107

5;

363, A~ postolotus of/cium: Jurisdictio Carnerarii S.R. E. procedendi contro piratas, nova pedo gi impone ntes coque perpelrantes, quain in Bulla in Coena Domini vetontur. Appena nel l49? san ! pontificato Alessandro VI, ad esempio di

chiama quella

di

Urbano V

del

concesse all'universit

fio-

rentina un tribunale privativo e regole


particolari pel disbrigo delle controversie giudiziali,

composto del console e


il
il

di

due

consiglieri, col proprio

notaro e can-

celliere;

che abolito

tribunale da Inno-

cenzo XII, tranne


fare

s.

Luigi
il

IX

re di Francia, volle egli stes-

notaro cancelliere, questo fu autorizzato da Clemente XII a


gli atti giudiziali.

so
i

marted d'ogni settimana giudicare


e le cause del popolo, di cui
II
si

Vedasi

il

cardinal

litigi

con-

de Luca,
Rei.

De Consulatu F'lorentinorum
lib.

quist l'animo. Giulio


qucrelis, de'
i
i

col

breve

Ex

Rom. Curiae,

i5, par. 2, disc.

5 aprile 5i 2, Bull, cit., p. 347 J Jurisdictio et /acuitale judicum Curine Capitola circa causarum Ur~ bis decisionali. Questo Papa nella via Giulia voleva erigervi un sontuoso edificio per collocarvi tutti
i

44. Clemente VII col breve Accepimus miniere, de'iG ottobre) 528, Bull. t. 4;
par. p. 77: Cursores Papae, et Mandotarii aliar uni Curiamoli Urbis, iti quibus causis citare, intimare, eie. va1 ,

tribunali di

Ro-

leant. Paolo III colla costituzione

Cuni

ma, e

l'avea cominciato,

come

notai nel

nobis, del

534, Bull,

cit., p.

\ol. Ll,p.

mava
la

Magistralis, pegli
i

326. Taleslrada prima si chiauffizi che vi tei

ces et OJJiciales

Romanae

248: JudiCurine non

nevano

notati,

quali poi

si

eslesero nel-

concedant transumpta supplicaloiicin, ncque corum praelextu mandata adipiscendi possessionem benejiciorum
vi-

prossima via di Banchi Vecchi vicina

i34

TRI
la

TR
Dani
rectae.

gore supplicalionum, nisi prias Uteri s apostolicis desvper ci pedi tis. Di pi Paolo III fece altre riforme sui tribunali .Iella curia romana. Giulio III col motoproprio Cimi ea, clell'8 luglio 55 i,Bull. p. 2 85: Cursore,? Papae, et Mandata1

administrandae, de' 27
I.

gennaio \5 r /5, Bull. Boni.

4, par. 3, p.

294: BeformatoCuriaede. Sabellis, Marescalli Almae Urbis. A prendere un'idea


della giurisdizione de' giudici
privati di

Roma,
di

si

ponno leggere
p.
i

le

seguenti bolle
la
j

rii aliar uni Curiarum almae Urbis, in quibus causis citare, intimarcene, eie. possint. In esso sono specialmente nomi-

Gregorio XIII. A

280

bolla

Pro

nosfrimuneris,(\e
dictio et facilita tes

5 luglio 5y4: JurisS. B. E. Card. Proin

nati

cursori de'lribunali del

glio, di

Ripa

e Hipella, di

CampidoTor di Nona

teclorum Collcgii Germanici


p.

Urbe.

34o
1

la

bolla

Cum

sicuf, de'

i3 giu-

e de' Savelli, di

Borgo

s.

Pietro o Citt

gno 5 7 7:
tuli

Jurisd elio S.
et
,

B. E. Card.

Ar-

Leonina, aitata quibusvis alias almae.


III

ehipresbyteri

Juiliciscausaruni Capi-

Urbis Curiis siw Tribuna libus. Giulio nel i55a cre cardinale Sebastiano
gli

rum
la

Pighini, e
di tutti rio del
i

confer

la

soprintendenza
vica-

et aliarum personaLateranensis Ecclesiae. A p. 355 bolla Cupienles Domimi Piani, de' 2


s.
1 1

canonicorum

tribunali di

Roma, come

la

Papa. Paolo IV nel i55y istitu Congregazione cardinalizia del terrore degli uffziali di Roma (V.): la compose di

578: Jurisdictio S. B. E. Cardinaliuni Protectorum,et Judicum causaruni Doinus Piae ad recipiendas , et


febbraio
pie alendas mulieres peccalrices poenitenlss, in
la

20

cardinoli e

4o prelati
i

in quali-

Urbe

insliluta.A p. 35c)la bol?

t di giudici,
e.

per vegliare che


s.

tribunali

ministri della

Sede amministrassero
al

rettamente
tre di

la giustizia; egli stabil inol-

dare una volta

mese udienza pubil

blica a tulli per udire le cpierele, e ren-

deva giustizia secondo


sa.

merito della co(Z^.), ri-

Pio IV

in

conseguenza del bramato

da'padri del concilio di Trento

form

diversi tribunali di

vara l'annalista

Roma, che Spondano al i562,

none'

quali eransi introdotti molti abusi, ed io


di lidi

Quoniatn divinae, de 23 aprile 1578: Instilutio Collegii Anglici in Urbe.,Exem ptionumque, et Indultoruni concessione, et S. B. E. Card. Prolecloris, et Judicis incognoscen. eorum causis j'urisdictione. Inoltre di Gregorio XIII si ha la bolla Urlimi Boinam, de'25 maggio i58o, Bull. cit. p. 436: Slalutorum Almae Urbisconfirma lio , cum declaralione , qttod Staluta ordinatoria in Curia Capitolina ohserventur, decisoria vero in omnibus Tri-

riforme ne parlai descrivendo

tali

bunalibux Urbis ejusque dislrictus

ubi
eis~

tribunali. Solo ricorder qui la bolla

Cimi

non exlant particularia

Stallila,

de
la

ab

ipso, de'3

giugno 562 e da
1

lui sot-

dem
nis
j

casibus disponentia. Segue


et

bolla

29: Befortnato Tribunalium Ordnariorum et atoscritta,


t.

Bull.

4 pai'- 2, P-

'

A Imam Urbem: Beiti tegralio Jurisdictioindullorum Universilatum Ar,

liorum Judicum Bomanac Curiac,qffcique tam Advocali, et Procuratoris

tinn

Urbis

praesetvala superioritate.
et

pauperum, qua ni Fisci Bev. Cam. ApO'

Come Marcello II, s. Pio V si occup con zelo de Giudici pe'tribunali, fece altri regolamenti, provvedendo tristolicae.
i

aliorum Judicum. Semoto-proprio Ne per praeinsertas: Declaratio quod constilutio praeinserla non praejudicat facultatibus GuGubernatoris
il

gue

bernatoris Urbis, Capilanei Appellatio-

bunali di giudici di specchiala probit, e dichiarando di non voler premiare che il


solo merito,
tcrc-se. Utili

non curando

il

favore e

l'in-

riforme sui tribunali di Ilo


colla boi-

ma

fece

anche Gregorio XIII, e

aliorum Judicum. L'energico Si memorabile giustizia fu assai benemerito de' tribunali di Roma, conferm le antiche congregazioni cardinalizie, e molte altre ne istitu a vontaget

num
slo

colla sua

TR
colari suoi sudditi.

T |
bis.

i35
ti

gio notevole del cattolicismo e de'parti-

De

Begistris Exlraclibus,

Exemet

Innocenzo IX del 5t)i


i
i

plis, seu Copiis.

De

Cursoribus,

Man

nflid la presidenza sopra tutti


li

tribunafa-

dalariis.
ribus.

De

Baroncellis, et Exequuloet

della curia

romana, con amplissima


le

De

Carceribus, et Carceratis ,
el

colt di giudicare e definire tutte


se, 'cardinali

cau-

cornai Visilatoribus ,

Cuslodibus.

Antonmaria Salviatie Ma-

facullatibus Fisilalorum carcerimi.

De De

riano Pierbenedclli. Frattanto in


venne nel
i

Roma
il

6og nuovamente
libro:

alla luce

seguente utilissimo

Practica

Oda,

viani Festrii J. C. forocomeliensis

in

et Aromatariis. Poenae Quindi Paolo Vcol motoproprio Cimi nos nitpt-r generali reformattoni Tribunalium Urbis incumbentes,

Protomedico

constitutonis.

Bomanae A ulne Aclionem et Judiciorum


mores, introductionem toittitietl. //aie poslremae tditioni accesserunt analyti-

dello slesso 1612, Bull. p. 55, stabil

l.t

Taxa Notarioruin

et

Offcialium Urbis.
le tasse

Vi furono compreso anche

nota-

cae annotationes Nicolai Antonii Gravala Brialicensi J. C. etc. Paolo V applicandosi con indefessa premura al van
ti

rioruin civilium et criminaliimi Guberr naioris Urbis, I icari, Burgi,et aliormn

Inscio de'suoi sudditi, volle riformare luti

tribunati e

uffizi

della curia
I'

romana,

Tribunalium non habenlium propriam A'rchivii jtaxa no tarli ma gistrorum Fiarum, etc. Lo stato delle s.

laxamj faxa

ne ridusse e

stabil

autorit al conveloro assegnamenti,

congregazioni, de'tribunali di
la

niente dovere, tass

curia

e tolse diversi e gravi abusi, ebe fino

da

secolo

Romaedelromana nella met dello stesso XVII. egregiamente edottamente


1

molto tempo erano


minici curatn, del

invalsi.

Il

tutto di-

spose coli* celebre bolla Universi agri do.


i

marzo 1612, Bull.

Jacopo Cohellio orvietano, e 653 in Roma il degno concittadino Carlo Cartari; decano degli avlo descrisse

pubblic nel

Boni.

t.

5, par. 3, p.

i?>:Beformatio Tri-

vocati concistoriali, e col titolo: Notilia

bunalium Urbis, eo rumane Offcialium. In 2 5 paragrafi comprese la memorabile

Cardinalati^

in

qua neduin de

S. B. E.

Cardinalium
nentia
'

origine,d< gnitate,pr aerini-

sua riforma
si

di cui riporter
il

titoli,

et privilegi is ,sed

de praecipuis Boin

da 'quali
li

rilever
di tale

numero de'lribunai

manae Aulae
tractatur,

Offcialibus uberrime per-

di

Roma

no
lia.

articoli.

De

epoca, quali lutti hanSignatura gratin eljustiet

opus nemini in/ucundum,at


colla bolla
1

Bomano Foro
Clemente IX
deli.

versan/ibus utilissimum.

De Camerario

Camera
Urbis,
et

apostoli-

ca.

De G (ibernatole

ejus Tri-

De Auditore Camerae, et ejus De Auditorio Bolae. De Capilolio , et ejus offcialibus. De jurisdielione in IJebraeos. De Curia Sabellorum, et Turris Nonne. De Curia Bipae, et Bipettae. De Judicibus criminalibus Urbis, et pertinentibus ad eos. De Judicibus in causis civUibus. Communia Judiami omnium, lam civiliiim quatti crimi nnlium. DeSportulis seu pr pini s. De Commissariis. De Advocalis Pauperuni et Fisci. De Pauperum Procuraloribus. De Fisci Procuratore, et Substilutis. De
bunalis.

Tribunali.

In hoc primo, 667, Bull. Bom. t. 6, par. 6, p. 184: Corititutio super Beformalione jurisdictionis Tribuna lis Burgi, tolse il tnbunale e la curia civile e criminale di Borgo o Citt Leonina, leggensettembre
dosi nella bolla l'estensione topografica

ove esercitava la giurisdizione, e riun al tribunale del governatoredi Roma la giurisdizione criminale, assoggettando
la ci-

vde

al

tribunale dell'A. C. ossia de' luoil Papa, che celebranConclave nel palazzo apostolico Vail

gotenenti dell' Uditore della, camera. Or-

din in pari tempo


dosi
il

ticano, posto in detta regione,

Govere nella

Advocalis, Procuraloribus, etSollicitaloribus.

natore (F.) del conclave, finch questo


durasse, lo fosse pure di Borgo
,

De

Nolariis Tribunalium

Ut-

36

TR

TR
due

(tarata del conclave vi esercitasse le

giminli/ioni civile e criminale,

mernm-

que

et

test lem. Innocenzo

mixtuin mperum, ac gladi i poXI, mediante una api

quanto per Frascati e Castel Gandolfo. Il commissario delle armi o Milizia pontificia, e
putati, tanto pe'detti palazzi,
i

suoi uditori e deputali.

Il

"indice o

Udi-

posita congregazione, riform


li

tribuna-

tore delle confidenze.

Il

giudice della Cons.

romana, provvedendo particolarmente, che l'avarizia non regolasdella curia


se le

gregazione della
Il

rev.fabbrica di

Pietro.
s.

giudice

i\e

Soldati. 11 giudice di Castel

Sportale

{V .)

de'ministri e giudici,
la giustizia, se-

Angelo.W giudice della Marina pontificia


(per questa e per
la milizia ponno vedersi ancheTEVERE,TuRCHi a e Tesori ere). L'assessore degli edili Maestri delle strade.
I

ina l'equit solamente e

condo
Bull.

il

contenuto della bolla DecetRoPontificati, de' 28


t.

giugnoi68g, 527: Confirmantur, et extenduntur Congregationis Reformatioiiis Trilntnalium. Ecco secondo la bol-

manum

Rom.

8, p.

consoli dell' Agricoltura (ne riparlai a


I

Senato romano).
II

camerlenghi

di

Ripa.

protomedico
I

di cui a

Medico

e Spezia-

la

il

novero
aluro

(\e

Judices ordinarli Urbis

le.

consoli dell' Universit artistiche. Infu

di quel!' epoca, le cui notizie

ponuo ve-

dersi

articoli.

Il

cardinal Corneri

il suo Uditore e anche nel criminale. rano, il suo Vicegerente,

let/go, e
tati,

giudici depu-

eminentemente benemeRoma, oltrech con applauso universale estinse il Nepotismo,


nocenzo XII
rito de' tribunali di

Il
il

cardinal Vi-

ed

Vacabili

(/'.)

uffizi

venali

della

LuogotenenI

curia

romana. Primieramente soppresse

te e altri giudici

da

lui

deputati.

car-

e del tutto estinse diverse straordinarie

dinali Arcipreti delle tre basiliche

triarcali,

loro vicari, uditori e


I

paaltri da

giudicature, che lino allora intralciavano


l'umiiiitustraziou della giustizia;
si

eser-

loro deputali.

cardinali litolari ne' lo-

citavano da diversi prelati, e rimise tulle


le
li

ro Titoli cardinalizi (nel (piale articolo riparlai de'cardinali arcipreti) e

cause a'giudici ordinari, mentre queld'altro non


si

Dia-

curavano che

di

proro-

conie di
vi

Roma, ed
I

6 cardinali Vescovicari,

garle con grave

danno

de' litiganti. Per-

suburbicari, co' loro


altri

udilori

tanto, colla bolla

Ad

radicilus, de'3i a-

deputati.

cardinali Protettori dei

Collegi ,iW Monaci, ossia degli Ordini religiosi, degli

t. 9, p. 264.: Decretimi parlicularis congregationis, quo

gostoi692, Bull. Rom.

Ospedali, de' Pii luoghi,

abolenlur omnes Judices particulares ,

et

loro uditori ed altri giudici e deputati,


Il

Tribunalia Urbis revocantur

ad jus coapprova-

Governatore di

Roma,

suoi

gotenenti, e giudice civile e altri. \J


tore della

LuoUdi-

mune. Dopo aver con


la

tal bolla

toli decreto della congregazioiie,colla bol-

Camera

e suoi Luogotenenti e
il

Romanus Pontfex
et

giudici deputati, ossia

tribunale dell'A.

tembre i6()2, Bull.

p.

Curiae, de' 7 set271 Abolenlur


1 ;

C.

Il

Senatore di

Roma e suoi giudici colaltri


,

omnia Ti ibunalia,
res

Judices particulai

laterali,

capitano dell'appellazioni e
Il

cum

su is facilitai ibus. Di tutti

giu-

deputali.

Tesoriere generale

col

suo

dici e tribunali soppressi

o riformati da

uditore e

altri

giudici da Ini deputati, an1

che nel criminale.


scia, della
lai

Chierici di

ra, Presidenti delle Strade,

Cameilei la Gra-

dinal
ciis
,

Innocenzo XII distintamente tratta il carile Luca, lib. 5, par. 1.": DeJudi1

e nella par. 2.': Relalio

Romanae
la

Zecca, delle Ripe (ne ripar-

Curiae Forensis, riprovando


dine de'giudici e de'tribunali

moltitu-

meglio a Tesoriere), dell' Annona, degli Archivi, delle Carceri di Roma,


loro uditori e altri deputati.
Il

come danle
i

nosa e soggetta a calunnie. Tra

Congiu-

Maggior-

gregazioni cardinalizie che aveano


le

domoj

Prefetto de' ss. Palazzi apostolici,

diciogiurisdizione, vanno nominale queldel


s,

to'suoi udilori, luogolcuculc e altri dc-

ojftzio, di

propaganda fide,

del

TU
buon governo,
s.

i3 7

dell'
il

immunit; l'aveano
Castellano di Castel

Banchi al palazzo della Curia Innocenziana. Di pi Innocenzo XII colla bolla

molli privilegiati,

Generale di s. Chiesa. Altri tribunali di Roma etano quelli della Congregazione cardinalizia de' Baroni, degli abbati commendatari d'i Fa rf dela, le Tre Fontane, e di Subiaco; il legalo
il

Angelo j

Sacerdote Ust

et

vembre 1692,5//.

Regia Urbis, de'28 nop. 279: Confirman-

tur, iniiovnnlur, reforniantur, et exlen-

duntur facultates Tribunalis , seti Magistrattts Viarwn. Igdi non pi. fu annuale n
si

ti'

Avignone, governatori
i

di
il

Fermo, Tivocardinal pro-

estrasse a sorteci chierico di


delle Strade,

li,

Capra nica di Viterbo}


prelatizi

camera presidente
vile e criminale.

ma

a beci-

tettore della citt e santuario di Loreto.

neplacito del Papa, cou giurisdizione

Tra 'collegi
i

che aveano giurisdiAbbreviatori

Dopo avere Innocenzo

zioni e facolt,

nomina il cardinal de Luca


gli
i

Protonolari apostolici,
altri officiali di

di parco maggiore,

Segretari apostoligli scrit-

XII severamente proibito a'giudici di ricevere alcun donativo dalle parti contendenti, ndi giammai avere riguardo a ve-

tic

Cancelleria,

runo nell'imparziale e libera amministrazione della giustizia,

tori dell' Archivio, gli


riali,
lo de'
il

Avvocati concistocollegio de' Teologi e Medici, quelaltri collegi privati,


i

eman
p.

la

bolla Cir-

Cm/w//' e

il

Col-

legio

Romano,

collegi delle arti e proil

fessioni

o Universit artistiche,
il

conso-

lato de'forenliui. Cos

gran Pontefice
i

33 j: Confirmantur, et declarantur Pii II7 Pauli t et fnnocentii XI constitutiones super Sportulis Judicum,el Tribunalium Urbis} et
,

cumspecta Romani cembre 1693, Bull.

Pontifici*, de'

di-

definitivamente estinse tutti

tribunali
utili

confrmantur cousti tulio super datis


promissit pr juxtitia,velgratia.
cessore
Il

et

e giudici particolari colle loro non


facolt.

suc-

Considerando poi
i

il

grave incoi

Clemente XI
1

colla bolla

Cum ad
Rom.
t.

modo che aveano


tori, costretti a

litiganti e

procuraaffine di

aurcs, de' 2 giugno 1715, Bull.


1

girare per

Roma

1, p.

68: Confrmantur declaraliones,

tratiare le cause, fece edificare a


Citot io
il

Monte

provisiones, et decreta super Sportiti**,

Palazzo della Curia Innocen-

auae Tribunalibus persolvi debent. Benedetto XIII col moto-proprio,

ziana (U.), per servire di residenza a'giudici e a' tribunali, e padre munifico dei poveri, don il sontuoso edilizio all' (.) spizio apostolico di s. Michele (/'.), di cui
fu

Avendo
1.
1

Noi,

de' 12 luglio

724, Bull. Rom.

1,

Promolor gcneralis Fisci pr patrocinio causarum


par. 2, p. 327: Instituilur

magnanimo

benefattore; e col suono

Curiarum

Ecclesiaslicaritm. Di questa

gran campana di detto palazzo si annunzia alla citt l'apertura de'tribunadella

istituzione, e

da

chi ora

si

esercita tal pa-

trocinio, lodissi a
di colla bolla

Cunu ecclesiastica,

lu-

quando agiscono, facendo altrettanto il campanone di Campidoglio finche esistetli

Situimi Aposlolatus, de'5

febbraio

726: Stalutintur nonnulla pr

te

il

tribunale del Senatore.


il

Non

solo vi

recta juslitia in
ne, et
li liganti

fu stabilito nel palazzo

tribunale del-

alma Urbe admnistratioum,praeserlini pauperum,


Denedelto XIII concesse
al

l'uditore della

camera o A.

ra dalla via de'Canchi Vecchi


trasferiti gli uffizi notarili

ancofurono del medesimo.


C.,
vi

ma

utilitale. Inoltre

diverse facolt giudiziarie

Maggiordo-

mo ;

Le iscrizioni che
produsse
il

vi

furono collocale

le ri,

ed avendo il cardinale Annibale Albani rinuuziatoalgovernodi Castel Gnudolfo,


il

con analoghe erudizioni,nell'/wi>o/0g/o Ro-

contemporaneo Piazza
i

quale per

lo

passato era sempre


de.' ss.
il

unito

al

medesimo

Prefetto

Palazgover-

mano,

li

alt.

i,

cap.

i:

Del Collegio ove loro uffzi dai

zi apostolici, a

questo ne restitu

vero universit de' Notarij Traslazione


e residenza de'

no cou piena giurisdizione, indipendentetucule da qualsivoglia


alli

No lari

u tribunale. Cle-

i38
lei 73?., Bull.

T
Rom.

li

T R
de'giudici e

inente XII col breve Nitper, de'3o apri


3,p. 2y3: Confrinatur decretimi congicgalionis partirtit.
1

non decise

fra

mesi, fosseInoltre

ro devolute alle curie ordinarie.


pel
li

buon regolamento

di tutti

tribuna-

larhaSS. D. N. deputarne, super observantiaconstittitionum Egidianae


prnsisj
et
et

di

Roma

e loro riforma, le sollecite cu-

Car-

re, la dottrina e lo zelo di

benedetto
bolla
1

exhibilioneet arrhiviationeinl\l archine.

l'indussero a

emanare

la
,

XIV, Romanac

strumenlorum pr Coinmunitalibusel Universitatbus provinciae,

Col-

la bollo Apostolatus off/cium, de' 5 ottobre 1732, Bull. p. 3o2, Clemente XII ordin diverse cose per la buona dire/ione lei conclave, e di quanto spetta alla Sede

de' 2 dicembre Reforma5> Bull. cit. 1. 744> cosl fio Tribunal'mm Urbis jfirmatur atirto1
'

Curiae praestanliain

1 :

rita s Judicum Ro manne Curiae, et singulorum jurisdirlio certi* lmitibusprae//'ni tur


,

conf/rinantur decreta super juet

apostolica vacante, di gi ricordate supe-

dicum reeusationibus
scribitur,
silis
lutti in

dcclinationibus

riormente,
ra, a cui

come

dell'uditore di segnatule

j'am edita; et certa forma serranda pracdelendis vinrtdis impo-

die le facolt per proseguir

cause che pendevano avanti l'uditore del

Papa;
di

la

soppressione del governatorato


esercitata nella sede vacante dal
in tal

super Loris /ifonlittm, Offlciis Vacabiibus, et pccuniis deposi lis eie, Inni
in

Corgo

dee retis jurisdirtionis voluntariae in

governatore del conclave, che anco

tempo

attribu al governatore di

Roma,

Urbe et Slatti Errlesiastieo intrrponrndis. Fra le opere dedicate al dottissimo Pache qui faccia memoria della Roman/te Curiae alidore Ignatio Santamaria Beni-venti caussarttm civilium j udire seu vicario temporali, Bepa, arroge

dichiarando
conclave
Bull.
il

perpetuo

governatore del
bolla poi
1

maggiordomo. Nella

Notilia

Romanus Pontifex,<\e 1^ tWc.embve 735, Rom. t.i4, p 5r: Tribunalia Urdecennio per aliqueni cardi-

bis auolibel

nedirlo
i

XIV

P.

M.

dicata, Benevenli

nalem visilanda. benedetto XIV volendo confermale l'abolizione fatta da Innocenzo XII de'lribunali e giudici privati di Roma, e volendo abolire quelli che potessero essere slati dipoi istituiti, ed insie-

me

prescrivere limili delle facolt e giui

753. Notai anche a Rom\, che Benedetto XIV dichiar, che il tribunale de'Conservatori di Roma e del Senato Romano, non era compreso nella soppressione degli altri tribunali; poich Innocenzo XII avea loro lasciato il diritto di costituire

risdizioni di alcuni tribunali e congrega-

un prelato
nedetto

della curia

rioni cardinalizie, tutto effettu colla boi*


la

ce private della
,

romana per giudicamera Capitolina. Bealtri

Quantum ad />rocurandam,e'
1-7^-2,

5 feb-

XIV come

Papi, riform

braio
t.

Biillarium Benedicti

XIV,
la

eziandio diversi particolari tribunali; ina


ripeto, di queste speciali provvisioni e ri-

t, cost.

44- Cos

egli ridusse all'antica

giurisdizione e rispettive prerogative

Congregazione cardinalizia del Buon governo; ordin che le cause della Congregazione Laurelana e di Loreto, e le cause civili della Congregazione Fermarla e di Fermo, fossero come le altre giudicate da'giudici ordinari; che il diritto del prefetto del Castel s. Angelo, sui bombardieri, non si estendesse fuori dei
loro
uffizi;

forme ne discorro a' loro articoli. A Giuquanto fece Pio VI, ad e* sempio di Sisto V, per la spedita e retta
dici raccontai

amministrazione della

giustizia. Nell'Ai*

manacco o Notizie di
ca
il

Roma

si

pubblicoi

novero de' Tribunali di


altri ministri.
1

Roma,

loro giudici e

Rimarcher

quindi ohe

io quelle del

798, che furono


siste'
si
-

l'ultime. dopo le grandi vicende politiche,

ridusse

diritti del

cardinal Vi-

che produssero ancora una nuova


leggono

cario di

Roma
le

alla

riforma di Paolo V;
a'

inazione di tribunali e di giurisdizioni,


i

e stabil che

cause avanti

tribunali

seguenti nella categoria Trib

TI
unii:
i

TRI
avvocalo de'poveri.awocato
curatore generale del
di
fiscale,

i3(j

"Penilenzieria a post olica.i."'Can-

pro-

ee Ilaria apostolica. 3.
lica. 4-' di lo ri della
s.

Dataria apostoRota.

fsco, deli."

luogo-

5 Chieri-

tenente criminale, del 2. luogotenente,

ci

di Camera, ossia
apostolica
,

il

tribunale della ca-

due sostituti luogotenenti, del procurade'posolleci-

mera

composto del cardinal

tore de'poveri, del procuratore della carit de'carcerati, del sollecitatore

camerlengo, dell' uditore generale della camera, del tesoriere generale, de' chierici di camera colle loro presidenze e tribanali, del presidente della camera apostolica, dell'uditore civile del camerlengo, cle'4- prelati di mantelleltone, de'qua li a Mantellone, cio l'avvocato de'pove ri, l'avvocato ficcale, il commissario g
nerale,
il

veri

perla piet de'carcerati, del

tatore delle carceri


s.

nuove

pel sodalizio di

Girolamo

della Carit, e del luogotei

nente della giudicatura in civile, 3. Cariche della camera Capitolina e tribunale

del Senatore di

Roma, col

prelato giu-

dice ordinario privativodella


pitolina,
il

camera Cafisca-

procuratore generale del

fisco

due

cavalieri maestri giustizieri,


il

il sostituto fiscale generale e giudice cri minale camerale delle finanze a'conlni gli uditori rie' presidenti delle Ripe,Stra de, Carceri, Grascia e Annona, quali davano 1' udienza nella sala della Cuikj Innocenziana ne'giorni di luned, mercoJed e venerd. Fra quelli appartenenti ali

giudice assessore,
il

procuratore

le,
i

notaio ec, avendo tribunale anche


di Roma del Senato romaTribunale dell'agricoltura, e ne a -Senato romano. Sebbene nelle

Conservatori
iZf."

no.

riparlai

ricordale Notizie non collocati tra'tribunali,

ponno considerarsi per

tali: le
ss.
s.

Con-

lo slesso tribunale della


il

Camera, eranvi
il

gregazioni cardinalizie della


sizione, della rev.
dell'

InquiPietro,

luogotenente criminale camerale e


fiscale del

Fabbrica di

luogotenente criminale del cardinal ca-

Immunit

ecclesiastica, di Loreto,

merlengo,

il

mare,

il

fiscale del
fisca-

e quelle altre, ed

anche segreterie

e altri

tribunale della grascia, l'avvocato


le Ielle milizie,
il

tribunali particolari, che senza fare tante ripetizini dir

giudice del
altre. 6.

campo

del-

parlando della Pratiin

le bestie

cornute e

Segnatura

di grazia. j.

Segnatura d giustizia. 8. Consulta, ossia Congregazione cardinala

lzia di Consulta,

quale oltre

prelati
di

Villelti. Probreve e nel complesso una giusta idea detribunali e giudici di Roma, civili e criminali, nel pon-

ca della Curia

Romana del

priamente

prendere

ponenti

due

prelati

erano assessori

tificato di

Fio VI:

si

pu

leggere:

Lo SlaRopubi

mg.

governatore e insieme ponenti di


altri prelati assessori di

to o sia la Relazione della Corte di

consulta, e due

ma,

ivi

774- Questa

utile operetta,
i

mg.' A. C. ponenti di consulta. a. Buon governo, ossia Congregazione cardinalizia

del

dici dell' /4.


lati

Buon governo, o. Prelati giuC, tribunale composto de'prei

blicata dal cav. Lunadoro nel in 6 Bracciano e poi ristampata, Andrea Tosi l'accrebbe, ampli e quasi rinnov, pubj

blicandola nel 1765. Imperocch

la

Re-

Uditore generale della camera, del i.edel 2. luogotenente civile, dell'udici vile,

tore

del

i. "e

del 2. assessore crimi-

Lunadoro era troppo mancante, massime di quanto riguarda tribunali di Roma, n bastantemente suplazione
ilei
i

nale, dell' avvocato luogotenente crimi-

plita

poteva essere dalla Relazione della

nale del

medesimo tribunale e
i

dell' udi-

torato delle simonie, i. Tribunale del tardinal Ficario. I2. Cariche del governo e tribunale del Governatore di Roma, composto di tal prelato, e de'prelati i

Curia Romana del cardinal de Luca, stampata per la prima volta in Colonia nel
1

683, poich

in essa

il

dottissimo porpo-

rato ommise, secondo


to, le principali

suo proponimenceremonie e funzioni, e


il

/assessore pel criminale, 2. assessore,

per

le

molte mutazioni occorse dopo di

i.fo
lui

TRI
ti,

T R

(conobbe per e tratt l'operalo da Innorenzo XII), veni va ad essere mancante


anclie nella parte che spetta a' giudici e

va: con una raccolta di costituzioni, editriforme, regiudicate e decreti, che hanstabilita la giurisdizione e

no o variata o
la

a'tnbnnali;

come pure non poteva


il

essere

pratica de' tribunali.

Questo un
i

li-

sufficiente, per le stesse ragioni,

copioso

bro, ([Manto all'argomento, forse pi im-

e importantissimo libro del gesuita p. iioldo l'Ielteiiberg, stampato

U-

portante del precedente, circa


li

tribuna-

aHildesheim

romani. Ne die contezza


letterarie di
dice,

il

nel 1693 con epiesto titolo: Nolitia Coti' gngatioiium ci Tribunalium Curiae Rounitine. Neppure la riforma operata dal Tosi e suoi miglioramenti e aumenti furono trovati succienti, per cui venne affii

femeridi
esse
si

Roma

n.H iM\' Efdel 1782. In

che appai tiene allo studio del-

la politica

e delle nazioni, ed in conseguen-

za alla letteratura, la cognizione dell'am-

ministrazione della giustizia civile e cri-

dalo

al

celebre gesuita p. Francesc'Antoil-

minale d'un qualunque stato,

de'

nio Zaccaria di ritoccarla, accrescerla e


lustrarla, e di rifarne le note

strali a'qualiessa affidala, della

magimanie-

con molta Ol-

ra in cui fra questi distribuita, e delle

ia; tuttavolta egli conless occorrere di


;i!lie

emendazioni, poich trattasi di lift .Tire l'origine, la forma, il metodo delle

congregazioni e de' tribunali di


sovente sono
piega
la
gli

Roma, che
il

procedure infine per le quali essa giunge suo line. Questo riflesso sarebbe sufficiente a rendere commendabile e degnissimo d'essere annunciato e riferito il libro
ed

organi co'qtiali

sua mente, ed interessa non

Papa me-

del Villetli,

quando anche non

si

trattas-

se in esso della pratica della Curia

Romaal-

no

a' cattolici tutti,

che

a' giudici e altri

na, cio di quella curia che abbraccia tutto l'orbe cattolico,

magistrati per
to; sfhliene
l'

norma

del loro regolamen-

ma

di

qualunque

F/femeridi letterarie di Ro-

tro pi limitato foro.

Non mancavano

imi deli 773, a p. 2, dichiararono l'opera la migliore che alloro vi fosse, nell'istriti re
li

vero molti

libri

su di questo argomento,

delle congregazioni e de'tr'ibunala

d'

una Corte, che insieme


il

metro-

se ne desiderava ancor uno, il quale breve e con chiarezza insegnasse, ci ch'era vi di pi necessario e importante a
in

ma

poli del cristianesimo,


la
s.

trono apostolico,

sapersi intorno a questo punto, ed


letti vi

il

Vii-

Sede

del Vicario di Cristo e del sucs.

soddisfece pienamente occultando


il

cessore di
Jl

l'ielro,

il

centro dell' unit.


gravit e

per modestia
tribunali di

nome. Egli
in

divise tutti

dubitare del Zaccaria non deve sorsi

Roma

classi, cio: i.'in


ri-

prendere, (piando

ponderi

la

ordinarij
corsoj

2." in

que'd' a ppellazione e

vastit dell'argomento,

che l'eruditissimo

3." in tribunali di

materie parti-

JMetlcnberg dichiar inestricabile labe*

volarij 4." in tribunali superiori.

ComUdi-

una Roma ove ha domicelo la legge, dicendo con Sidonio nel lib. Episi. 6: et Miti* Cullile, qua e HJater est, et Magislra caelc.t arimi Curiarum, cujusmodi ab omnibus Orthodoxis recipilur, et honoratur. Nello stesso pontificato di l'io VI nel 1781 fu pubblicata in
liuto, per
1

prese nella
tore della

."classe

tribunali dell'
dell' A.

camera o

C,

di
,

Cammg.
r

pidoglio, del cardinal Sicario

di

Governatore di Roma. Novera


generalmente parlando,
Uditori di Rota, ed
ri
si
i i

nella 2/,

tribunali degli

giudici

Commissaili

detto generalmente parlando, per-

Roma

dall'. ih.

Alessandro

Villetti

roma-

ch oltre di questi generali tribunali


particolari,

no, luogotenente criminale del cardinal camerlengo, la Pratica della Curia Romutui, he comprende la giurisdizione de' Tribunali di Roma e dello Stalo, e
1

appellazione, ve n' erano altri per cause

come sarebbero

la

piena Ca-

mera

apostolica per

gli affari spettanti al

tribunale della

Camera

stessa, rassettaalle

l'ordine giudiziario che in essi si ossei-

mento in Campidoglio riguardo

cuu-

TRI
se della

TRI
3.*clas-

i4t

Curia Capitolina, echi*

ne

dall'

autore quasi guidalo per

mano

se,cio de'tribunali riguardanti le male-

nell'esercizio di sua professione legale. Si

rieparticolari,lapi numerosa: a questa


si

tenga presente, che ciascuno


ti

denominane ragio-

riducono

tribunali della

Camera

a-

tribunali, congregazioni e persone, ai

poslolica, della Congregazione cardinalizia del

vendo
nai, a

propri articoli, in

essi

Buon governo,
della Consulta

dell'

Agricoltu-

seconda dell'indicato in corsivo, e

ra, delle congregazioni cardinalizie dell'

Acque

de' Vescovi e

regolari; delle congregazioni cardinalizie e tribunali dell' Immunit, della rev.

metodo proseguir per quanto Qui per voglio notare, che dalle mie studiose ricerche trovai
lo stesso

mi

resta a dire.

Che
il
i

il

tribunale dell' A. C. ossia dell' li-

Fabbrica di s. Pietro, della s. Inquisizione o s. Ofjzioj tribunali del Maggiordomo, della Dataria apostolica, del cardinal Decano come vescovo e governai

di lare della Camera, veniva considerato


."tribunale del Papa,
talia e patriarca d' occidente:

come primated'IChe triil

tore di Ostia e

d'i

Vellelri, delle congre-

gazioni cardinalizie della Lauretana, e


d' Avignone; a cui

ponno

annettersi an-

bunale del cardinal l'icario il tribunale del Papa come vescovo di Roma: Che al tribunale della Reverenda Camera Apostolica, si die la qualfica di supremo.
Nel declinar del secolo decorso
le

cora alcun'altre congregazioni e segreterie clic


le

ar-

hanno

particolari ingerenze,

come

male

della repubblica di

Francia inva-

congregazioni cardinalzie de' Riti, di


fide, dell'Indulgenze, del-

sero lo stato pontificio, e ad onta dc-'deplorabili sagrifzi

Propaganda

convenuti nel famoso

la Visita, dell' Indice j le segreterie dei

trattalo

ili

Tolentino (P.), pel quale Pio


la

Brevi e de' Meni Oliali. Altri tribunali particolari erano quelli del rettore dell' Universit Romana, e dell'Acqua Mariana o Marrana, della quale riparlai in pi luoghi, composto di due giudici canonici della patriarcale Chiesa dis. Giovanni in Lalerano, quali si eleggevano da quel capitolo, ed aveano la giurisdizione economica e contenziosa in tulle le cose che riguardavano il confluente di delta acqua; si servivano d'un notaio del vicariato, e da'loro decreti non polevnsi ricorrere che all'uditore del Papa. Finali

FI dov
de,

cedere
di

anche su

Venaissino, nel

Sovranit della s. SeAvignone e del contado 798 consumarono l'occon quella di

cupazione
la

di lutto lo stato

Roma, ove

e dappertutto

proclamarono

repubblica. Detronizzalo Pio VI, fu

portato prigione in Francia, ove mori glorioso. Intanto limita e lo stato vide tulio

quanlo sconvolto
dio de'tribunali

l'ordine pubblico, eziancivili

e criminali di Ro-

ma

e dello stato, surrogati

cratici, la notizia de'quali

da altri demopu leggersi nel

Monitore po
cie,
la

Romano
del
1

o Foglio nazionale,

mente
periori
li

sotto

la

4-

classe di tribunali sui

del quale riparlai nel voi.

LIX.p. 48. Doe dalle provin-

della

vengono considerati 3 tribunaSegnatura di Grazia, della Se-

met

799

francesi furono co-

stretti ritirarsi

da

Koma

gnatura di Giustizia, dell' Uditore del Papa. Dopo di questa generale divisione, il
Villelti passa a discorrere

ed

elello nei

1800 Pio

FU (F.),
il

gli

fu restituita

Roma
la

e alcune provincie del

paratamente
la

proprio stato. A restaurare


tificio,

regime pon-

di ciascuno di questi tribunali in ispecie,

pubblic

celebre bolla Post din-

dimostrando
delie cause,

la

giurisdizione,

natura

turnas, de'3o ottobre 1800, Bull. Rota.


continuatio,
rine
1.
1

che dinanzi ad essi ponno o debbono portarsi, e le procedure infine colle quali queste cause devono essere attuale; usando in tutloci tale chiarezza e
precisione, che
il

i,p. 48: Reformatio

Cu-

Romana e, et nova Tribuna Ha jurisQuesta


fu

dictio.

una

reale rifrma so-

pra molti articoli del governo temporale


e assai rilevanti.

praticante del foro vie-

De publicaeoeconomiae

i4*
adinnislraiione

TRI
et

TR
cui procuratori

admnislratoribus. Di-

moder

il

numero,e prov-

chiai

il

cardinal camerlengo ministro

vide alle

visite

de'tribunali, ed a'eursori.

privativo della legislazione economica, da


cui perci dovessero in tale punto dipen-

De jurisdictionibus Tribunalium, etjudicum criminalium, fudiciorum forma, et


ordine 3 nec non de inservienlibus in
Tribunalibus. Tutte
le

dere
al

il

tesoriere e le presidenze de'cbie-

iis

rici di

camera, conservandosi pei allora


le

cause criminali

camerlengo

altre sue

ingerenze.

provenienti dalle curie vescovili dispose

chierici di

camera,
la

a somiglianza degli

uditori di rota, doversi radunare in tribu-

che si trasferissero dalla curia dell' A.C. alla congregazione cardinalizia de'vescovi
e regolari, e tulle l'appellazioni relative

nale due volte

settimana, e anco pi
le fe-

spesso a seconda degli affari, tranne


rie autunnali.

l'accordasse l'uditore del Papa, dovendole


il

Restrinse

la

giurisdizione

difendere innanzi l'A.


fiscale

C, come prima,
fisca-

del tribunale delle strade. De/urisdictio-

generale e

il

suo sostituto

ne TribiuiaVum civilium fudicis, eo rum-

le

generale, al quale in seguito fu privail

ane

ministri*.

Restrinse

la

giurisdizione

tivamente affidato
bunali di

medesimo tribunale
tutti
i

del tribunale de\

maggiordomo j

soppres-

criminale dell'A. C. Si tolse a

trii

se ogni privilegio di
plici

foiodepalentati semprivi-

Roma
le

e dello slato,
,

compresi
la

della
s.

congregazione cardinalizia
il

camerali e

congregazioni

podest

della

Inquisizione; restrinse

coercitiva ne'delitti

legio del foro della

congregazione cardi-

tovati e altri patentati


il

comuni. I summennon godessero pi

nalizia
se

Lauretanaj ingiunse cbe le caud'inadempimento Ait legati pii si pors.

privilegio del foro criminale. Restrinse

la

giurisdizione criminale del

maggiordo'
sulla giu-

tassero al tribunale della congregazione

ino, alle sole persone de'famigliari di ruolo palatino. Stabil le

cardinalizia della rev. Fabbrica di


Pietro,

norme

sopprimendo

il

privilegio del fo-

risdizione militare ne' delitti

comuni, da
militale.

ro a'suoi patentati, tranne que' di ruolo e nelle sole cause passive,

giudicarsi dalla congregazione

come avea

ac-

Conserv

cordato a Loreto; abol

il

privilegio di fo-

congregazione cardinalizia della Consulta I' appello delle caualla


se dalle curie de' fendi de' baroni, e in-

ro privativo alla milizia nelle cause civili;

ordin

la

compilazione d'un codice di


pri-

giunto

leggi di

commercio; abol qualunque

vativa di foro in
clesiastico,
ci

Roma
i

e nello slato eclitiganti a'giudi-

rimettendo
le

di consulta a formarsi persone abili, le quali saranno preferite nel consegui mento del posto di governatore de'luoghi, e degl'ima'ponenti

uno studio

di

ordinari. Die

norme

per

la

giudica-

pieghi criminali ne' tribunali di

Roma.
il

tura delle cause dello stato non privile-

Proibizione a'baroni di procedere a con-

per quelle del tribunale camerale, per quelle del buon governo riguardanti le comunit, per quelle delgiale, e di altre;

danne

di

pene

afflittive di

corpo, senza

parere d'una congregazione composta

al-

meno
la

segnatura j ordin una moderata riduzione ih ferie nelle curie Innocenziana


la

di due legali. Statu il metodo sulcompetenza del tribunale nell'inquisi-

zione de'delilli,

aumentando

il

e Capitolina; dispose
ni

melodi sulle
gli

citazio-

so agli esecutori che carcerano

compenun reo d'onelle cat-

giudiziarie, sulle tasse e

onorari,

micidio odi furto, a carico del delinquente;

sulla riforma de'giudizi de'lribunali ecclesiastici e laici nelle

non doversi avere riguardo

loro curie; fren

le li-

ture alle patenti e stemmi, salva la sola

cenze e

gli

abusi de' difensori nelle loro

immunit ecclesiastica de
co, e quella

/lire

canoni-

scritture, e dispose
ti

che

curiali

approvai

dall' A.

C. sieno

ammessi

in lutti

tri-

bunali, fuorch per quello dcllu roto, dei

competente a'ministri esteri e loro famigliari de jurc gcnlum, e salvi pure superstiti patentati riconosciuti
i

TRI
se

li 3
i

Ninna inibizione o citazione,


tenere
il

non

se-

che
ti

tempo

de' romani facevano

vigili,

gnala dall'uditore del Papa, potr tratcorso dell'inquisizione, della cattura e del giudizio, con

ora pompieri, ed istituzione de'presi de zide' rioni di Roma. Inoltre Pio VII col moto-proprio Per un maggior favore,
de' 3
i

norme quanto ab

alla

l'Immunit locale o personale, e quanto cumulativa fra'tribunali ordinari ne'


misto foro. Si fecero disposiziostili'

ottobre 1800, Bull,

cit., p.

76:

delitti di

ni sui testimoni,

esame

delle perso-

Nova praxis j'udiciaria in materia annonaria Romae servanda.l ndi col breve Quum ex quo, de' 3o marzo 1802,
Bull. c\t., p. 3 Confirmatio chirographi,atque r escripti super causis mercenariorum Urbis, quae a sa. me. PioPP.
1
1

ne ecclesiastiche con facolt dell'ordinario, sul reo negativo die revoca la precedente confessione, sul giuramento dato

da un inquisito, e

sui difensori de'rei.

VI
Pio

edita [aere.

Nuovamente

francesi
I

La congregazione
vernatore di

del tribunale del


si

go-

d'ordine dell'imperatore Napoleone


cupai ono
lo slato pontificio, e nel

oc-

una volta condanna

la

raduner almeno settimana; che emanala la


niun giudice o tribula

Roma

1809

VII

venne detronizzato

condotto
provincie

di galera,

prigione a Savona.

Roma e
all'

le

nale potr graziare o permutiliProibizione d'ammettere


i

pena.

furono incorporate

impero francese,
I,

rei

d'omicidio

e governale da' suoi tribunali, regolati

di furto a composizione pecuniaria, a' quali nou potranno suffragare


le

dal codice di Napoleone


le leggi

compilalo col-

nomi-

romane

del codice Giusti ni'uneo,

ne di liberazione deU'arciconfraternite che ne godevano il privilegio, fuorch di


quella di
s.
i

corrette e migliorata da'Papi col diritto

canonico. De'tiibunali di
stalo sotto
il

Roma

e dello

Gio. Decollato di

Roma,

per-

regime francese, ne danno


ili

ch

assiste

giustiziati, singolarit

che tor65.

contezza

fogli olliciali

Roma, che
la

ri-

nai a rilevare nel voi.

LXX Vili, p.
rei

cordai nel voi.

LIX,

p.

58, dopo

so-

Soppresse

le

ribandizioni de'
la

contu-

spensione del Diario di

Roma, che

tratle

maci; ordin

mensile

visita

formale a

tava lo slesso argomento e pubblicava


leggi,

tutte le carceri e de'carcerali di

Roma

come

fece

nuovamente dopo

la
1

rer

e dello stato. Ciascun tribunale, che

giurisdizione criminale,
ci di

ha anche desidericamera presidenti, dovr in luogo


il

staurazione del papale governo. Nel 8

furono
i

Pio /'//colla libert suoi dominii, onde torn a Roma trionrestituiti a

del fiscale tenere

solo sostituto fiscale,


il

fante a riprendere possesso della sua S-

nel criminale

dovendo ragguagliare

fi-

vranit, lutto avendo narrato agi' indicali articoli, e

scale generale.

Compose

il

ministero par-

ticolare de'tiibunali del governatore, del

ministri

si

quanto dal Papa e da 'tuoi oper nel ripristinare il goleggi.

vicario, dell'uditore della

C,
del

camera o A. Campidoglio ossia del senatore j tribunale della camera mediante due
di l'al-

verno colle precedenti


1 1

A'i5

luglio

8 5 Pio Vll,a mezzo dell'editto del cardinal segretario di stalo, stabil un gover-

luogotenenti^uno pel camerlengo,


tro pel tesoriere e lutti chierici di
ra, di 3 sostilut
i

came-

processanti e di 3 notali.

Disposizioni Sui requisiti pe'ministeri criminali, e per


gli

ascensi,

non che
i

sugli

assegnamenti, sopprimendosi
zioni straordinarie, tranne
certi provenienti dalle

le ricogni-

no provvisorio, meno alcuni indispensacambiamenti, conservando tempora* neamente l'ordine di cose che vi trov introdotte; e promise che si sarebbe incessantemente occupalo d'un nuovo sistema generale di amministrazione defibili

legittimi in-

nitiva,

il

pi conveniente a'veri e solidi

cause d'appellal'uffizio

interessi del popolo,

con unit e unifordiffidi'

zione a'minislri dell'A. C. Stabil


di polizia

mit

di sistema, basi solide d'ogni poli-

dipendente dal governatore,

tica istituzione,

senza delle quali

144
inculo
si

xR

T R
la stabilit

I
2."

pu assicurare

e sal-

quali spellava esaminare in

e ulteriore

dezza de'governi e
darsi

la felicit

de'popoli;

istanza alcune cause particolari civili, co-

poich un governo lauto pi pu riguar-

me

la

piena

Camera apostolica rappor-

come

pei fello,

quanto pi

si

avvi-

to aite cause giudicate ne'rispeltivi tribu-

cina a rpiel sistema d'unit stabilita da

Dio tanto nell'ordine

della natura,

quan-

to nel sublime edifcio della religione.

La

Pratica della Curia Romana, del


letli,

Vil-

di cameni, e V assettaCampidoglio riguardo allecause di quella curia. tribunati, Congregazioni cardinalizie e Segreterie che
nali de' Chierici
in

mento

che avea meritalo 1797, per diligenza del


pubblic
in

la

ristampa nel

figlio nel

181

si

Roma

la 3."

edizione,

ed
os-

riguardavano materie particolari erano l. Il tribunale della Camera (o corpo camerale, non del tribunale propriamen:

arricchita di

nuove importantissime
Pratica, sub dopo
le
si

te della
soli
1

camera,
ili

il

quale componevasi de'

servazioni, e delle ostanzialissime variazioni,

che

la

prerese

te

camera, e del presidenche non avea voto), composto del car2 chierici

cedenti edizioni, e perci vieppi

dinal

necessaria per quelli che attendono al foro.

siccome dopo

le

precedenti pubbli-

Camerlengo e per lui del prelato Uditore, del Tesoriere talvolta cardinal pro-tesoriere, di 12 Chierici di camera^

cazioni

furono emanate varie governasi

tive disposizioni,

fecero

le

giunte da persone idonee.


di

Ivi

opportune si dice, che

4 specie sono

Tribunali di

Roma:

del Presidente della camera, del Commissario della camera, del Fiscale della camera, di 3 sostituti Commissari. 2. Il tribunale o Congregazione del Buon go-

alcuni destinati alla giudicatura ordinaria,

verno. 3.
4-
Il

11

tribunale dell' Agricoltura.

lanlo civile quanto criminale; altri


l'ingerenza di rivedere
i

tribunale o Congregazione dell' Ac11

hanno
in

giudicali

que. 5.

tribunale o Congregazione del-

grado d'appellazione o di ricorso; altri esercitano privatamente la giurisdizione di qualche materia particolare; ed
aldi sono tribunali superiori, a'quali so-

la Consulta. G.
Concilio.'].

La Congregazione del La Congregazione de' Pescog.


Il

vi e regolari. 8.

r Immunit.

La Congregazione dei* tribunale o Congre-

no soggetti
I

tribunali delle altre 3 classi.

tribunali ordinari che esercitavano la


i. Il

gazione del s. Offizio. io. Il tribunale o Congregazione della fabbrica di s. Pier. Il tribunale del Maggiordomo. La Dataria apostolica. 3. Il tribunale del cardinal Decano qual vescovo e

giudicatura ordinaria erano.


nale
cesi
dell'

tribu-

tro.
1

Uditore della camera che didell'y^. C. ossia Auditoris Camerae,

2.

di

Monte
il

Citorio dal colle sul quale

e-

governatore di Ostia e

di

Felletri. i41

levasi

palazzo della curia Inuocenziatribunale di Campidoglio, che

La Congregazione

Lati retana.

5.

La

na. 2.

Il

Congregazione d' Avi guo'ie(questa

di fat-

chiamasi Curia Capitolina, ossia del Senatore di Roma. 3.11 tribunale di mg.o-

to era restata soppressa per la narrata oc-

cupazione del dominio temporale; forse


allora se ne sperava la reptazione, per
le

vcruatoie di Roma, chiamato tribunale del Governo. 4- Il tribunale del cardinal Vicario.
I

solenni proteste fatte da Pio VII

nel

tribunali di appellazione

congresso di Vienna, per cui fu qui noverata). Oltre di questi tribunali e con-

ricorsi destinati a rivedere in

grado

di

appellazione
tate in
1.

ricorso le cause civili agi-

gregazioni, che
la

hanno

tutti

pi o

meno

Roma, erano generalmente parlando:. "La Rota Romana


istanza in
de'prelati

giurisdizione contenziosa, era 1 vi al-

Uditori di Rota. 2. I giudici Comm issa rio deputali. In particolare poi


altri tribunali di

eruuvi

appellazione, a'

Congregazioni cardinalizie e Segreche aveano particolari ingerente, cio: i.La Congregazione rie' Riti. a. La Congregazione di propaganda fide.
tre
terie

TR
3."

TRI
sgiungeva nella provincia medesima

.4>

La Congregazione dell' Indulgenze. 4- La Congregazione della Visita. 5. La Congregazione dell' Indice. 6 La Congregazione della Disciplina. 7. La Segreteria de' Brevi. 8. La Segreteria dei

formi,cosicch rendevano benr speo una


provincia straniera all'altra, e talvolta dil'u-

La Segnatura

Memoriali.] tribunali superiori erano: 1 di Grazia. i. La Segna-

no dall'altro paese. Nondimeno presentava lo stato medesimo un modello di legislazione e di ordine, fondalo com'era
ne' suoi grandi principii sulle invariabili

tura di Giustizia. 3." L' Uditore del Pa-

regole della religione e morale evangelica


la , e sulla canonica giurisprudenza , quale regolata dalla solida equit e dal verace diritto della natura, ad onta delle

pa. 4- Rispetto a'tribunali particolari, il capo rispettivo de'inedesiini, o la rispettiva congregazione. 5. L'assettamento di Campidoglio nelle cause ili quella curia del Senato Romano. La Pratica del Ville! ti tratta pure di alcuni tribunali particolari del Io stato pontificio,de'quali par-

calunnie, colle quali stata attaccala

in diversi tempi,
si

dovr sempre riconoscerda cui


le

come

quella, che ricondusse l'Europa


irru-

allo stalo di civilizzazione,

ove erano o esistono,cbiamando Curie in partibus lutlai

negli articoli delle citt

zioni de'barbari l'aveano allontanata.

A,

dunqtie Pio

1 1

col celebre

molo-proprio,
disposizione.

ti

tribunali dello slato

medesimo
i

fuori

Quando per ammirabile


p.

di

Roma,

e ne ragiona in genere. Dice per-

e'6 luglio 1816, Bull. Rom.cont. t.i4


47> pubblic l'organizzazione dell'amministrazione pubblica. Riparli lo stato

tanto che nelle Legazioni

cardinali Le-

gali fanno

la

figura di principe assoluto,

ed hanno due giurisdizioni, una ordinaria, l'altra


la

in
la

Legazioni e Delegazioni

stabilendo

suprema
di

a guisa di quella del-

giurisdizione de'prefcidi cardinali, pre-

Segnatura

Roma. Aveanoil
le citt di

tribu,

lati e

governatori; confermando l'aboli,

nale della Rota

Ferrara

di

zione delle giurisdizioni baronali

nelle

Macerata, ed io vi aggiunger Perugia. Ragiona ancora del Consolalo d' Ancona,


del giudice dell'arte agraria di Corneto,
delle Curie di
di

suddette provincie per ultimo restituite,


per
le altre

facolti/zando

baroni a

ri-

nunciarle, anche be'fu turi chiamati e

com-

Benevento, Civilanova e
di

presi nell'investiture feudali, solo conser-

Monte Cosaro nella delegazione


a

Ma-

vando loro

il

l'itolo

onorifico.

Conserv
cardi-

cerata, de' rescovi e loro Sicari per le

integralmente

le giurisdizioni del

Curie ecclesiastiche. Dopoch


di

Pio VII

furono restituite le provincie di Bologna, Ferrara, della Romagna, delle Marche, di Benevento e di Pontecorvo, distaccate da'domiuii della s. Sede per l'occupazione francese, con salutari provvidenze volle riformare la pubblica

na\decano\n Ostiac t'elletri,e del maggiordomo in Castel Gandolfo. Col tit. 2: Organizzazione de' tribunali civili fu provveduto eordinato. Il potere giudiziario civile non appartiene a'delegati, ed i governatori de'luoghi sono giudici com,

amminie suo sla-

petenti.

Come

sieno appellabili

loro giu-

strazione de'tribunali di
to
,

Roma

dicati al tribunale di 1. 'istanza della de-

a seconda del precedentemente prola

legazione, e nelle cause d'interesse baronale, ne'superstiti feudi ritenuti, giudica


il

messo, per

possibile uniformit del si-

stema in tutto lo stato appartenente alla Chiesa romana, la quale mancava, a motivo di essere stato formato colla successiva riunione de'dominii differenti, dati

governatore pi. vicino. Stabil in ogni capoluogo di delegazione un tribunale di


1 distanza con giudicati collegiali e norme, e anco in figura di tribunale d'appellazione in cause determinate co'meto-

in vicariato feudale;

laonde presentava
di usi, di leg-

la

legislazione

un aggregalo

di fssali. Istitu

tribunali d'appello, in

gi, di privilegi fra loro

naturalmente

dif-

Bologna per

le

cause delle legazioni di

VOL. LXXX.

io

i46

TR

TR
legislazione, e
sioni per la
si

Rolngnn, Ferrara, Ravenna eFoi U;\nMacerata per quelle delle delegazioni di


cerala,

deputarono 3 commis-

Ma-

compilazione de'nuovi codici

Urbino e Pesaro, Ancona, Fermo, Ascoli e Canieriuo;tlue in loma per tutto


il

resto dello slato, cio

tribunali tlel-

Y Uditore, della camera o A. C, e degli Uditori di Rota. Conserv in Roma la


giurisdizione civile del tribunale di
i

cio una pel formazione di quello criminale, la 3." perla formazione delcodicedi commercio. Col tit. 3: Orgalegislativi e di

procedura

codice civile, altra per

la

Camil

nizzazione de'tribunali criminalit pr vvedulo e ordinato sull'esercizio di questa


giurisdizione.
I

pidoglio, in /"istanza e in appellazione;

governatori locali furono

tribunale di Segnatura, anche con autorit di giudicare sulla

autorizzati a procedere ne'delitti minori,


e

competenza

de'tri-

come

possa appellarsi dalle lorocondanistituito in

bunali; inoltre in
a
i .

Roma

e nella sua

CoCa-

ne.

Fu

ogni delegazione un
al

tri-

marca continueranno
secamerali di
deferendosi

a giudicar le cau-

bunale criminale,
!e legazioni di

quale
(ali

si

faranno

le

istanza gli uditori del

dette appellazioni; e da

tribunali, per

merlengo e del Tesoriere, l'appellazione


al

Rologna, Ferrara, Ravenal tribunale di

tribunale della

Camera.
i

na e Forl, appellasi

Bo-

Abol

giudici

commissari ed

privativi;

logna j per

le

delegazioni di Macerata, Ur-

soppresse alcune giurisdizioni in materia


contenziosa de'tribunali particolari e privilegiali, salvo la giurisdizione degli or-

bino e Pesaro, Ancona, Fermo, Ascoli e Camerino, al tribunale di appello di Ma*


cerata, e per
le

altre delegazioni alla

con-

dinari e de'tribunali ecclesiastici in


teria di loro
le

ma-

gregazione

di consulta. Si dispose,

che

competenza, e salve ancora giurisdizioni delle Congregazioni dei


,

giudici e officiali della giustizia

devono

es-

sere contenti dello stipendio fissato dal

vescovi e regolari

e della fabbrica di

s.

governo,

le

sportole essendo devolute al

Pietro e suo tribunale, come del tribunale

pubblico erario. Ne'delitti commessi nei


paesi della

della Dataria: inoltre


della
dell'

mantenne

le

giu-

Comarca

di

Roma,
il

il

tribu-

risdizioni

congregazione del buon

nale del governatore sar

giudice d'ap

governo,
[\e

uditore del caroerlengato

pello, al quale tribunale ed agli altri cri-

Mercati

dente della

Piazza Navona, del presi* grascia ne' mercati e campi

minali di

Roma

si

conservarono leappel*

n lui soggetti, dell'annona, dell''agricol-

tura, del tribunale del cardinal Uicario


nelle cause di alimenti
,

del giudice dei

comuni in Roma proficacedono il Governatore, VA. C, riaio, e il Campidoglio co'loro tribunali. Ne'contrabbandi e delitti a danno dellattoni. Ne'delitti
il

mercenari, di cui a Senato, perle loro appellazioni assegnandosi l'A. la Rota.

l'erario,

procedono

gli assessori ilei (eso-

Ce
i

neralo nelle provincia, ed


bunali criminali del
Tesoriere.

in

Roma
si

tri-

La nomina
fu riservata

de'giudici di tutti

tribunali

Camerlengo e del
concriminali delle

immediatamente

al

Papa

so-

Con

queste disposizioni

vrano, provvedendosi
dici, loro

alle qualit de'giu-

servarono

le giurisdizioni
s.

onorario e disciplina, non che

congregazioni del
e regolari, del

ollzio

e de' vescovi
e del tribuil

a'iuro attuari e sostituti, baglivi, cursori


e altri messi. Si dichiar appartenere
la

Maggiordomo

nale militare, e nulla s'innov circa


ro ecclesiastico.

fo-

giurisdizione volontaria a'delegati, a'capi de'tribunali, a' governatori;


si

Furono per

abolite le

conser-

altre giurisdizioni criminali di privilegio.


Si stabilironodifensoride'rei efiscali pres-

v ratinale pratica

civile, e le leggi e co-

stituzioni vigenti fino alla pubblicazione

so ogni tribunale, nominati dal

Papa

so-

d'un nuovo codice legislativo, pel non disposto diversamente in questo molo-proprio. Si promise un sistema d'universale

vrano. Abolito in perpetuo l'uso de' tor-

menti o tortura e

la

corda, gi interdetti.

Si limit la podest de'giudici nelle

pene

TR
comminale ad
irovvisoriatnente

TR
conservarono
e la procedura

arbitrio. Si
le leggi

doglio, dell'Annona, della Congregazione


del

criminale,finoa)la pnhblicazionedel nuo-

giudice de'mercenari. Nel

buon governo, dell'Agricoltura, dei lib. 5: Delmonelle cause d'appellalib.

vo codice;
tt)

le

forme

attuali de'processicrisi

do di procedere
zione. Nel
6:

inoli

con alcune modificazioni; e

or-

din l'osservanza de'canoni e costituzioni soli'

Del tribunale della .Se gnaturae dell''Uditore del Papa. In molte

immunit

ecclesiastica, e

il

foro

cose riguardano eziandio


le altre

la

giurisdi-

competente

agli ecclesiastici.
, si

Col

tit.

zione de'tribnnali,

seguenti leggi

Disposizioni legislative
particolari leggi
le

abolirono

le

<\e

Municipii, eccettuate
si

agrarie e simili, e

decretarono nuo-

ve disposizioni legislative sulle successioni, le doti,


tit.
si
i

emanate da Pio VII. Col moto-proprio Dopo avere, de' o dicembre 1818, Bull. Boni. cont. t. 5, p. 34= Conservavo et renovatio viarum Urbis. Col molo-pio
1
1
1

testamenti,! h decotti mis.i. Col

prio
l'8

Lm congregazione

de' Catasti, del-

Organizzazione delle Comunit, dichiar uniforme per tot lo lo slato, con


5:
la ta-

cit. p.148: No vae leges pr conservatione Cathastm

gennaio 18 19, Bull.

diverti provvedimenti; e si pubblic


bella del

riparto territoriale dello stato

papale. Finalmente

si pubblicarono! regolamenti sulla registrazione o archivia-

zione, sul sistemo ipoteca rio, sul bollo della

rum. Col molo-proprio Dopo di avere Noi provveduto per mezzo d' un codice sanitario m arili imo, de'2 gennaio 820, Bull, cit., p.a65: Ordinationes et leges pr recla administrationePorluum ditto
1
1

carta, e 'rendimenti de'conti di tut-

nis Pontificiae. Pio VII,

come avea

pre-

te le

congregazioni, tribunali e pubblici

veduto, nello stabilimento de'nuovt me-

dicasteri

che ricevono assegnamento dal-

l'erario, dell'erogazione di esso a' tribu-

camera per la sindacazione. Col moto-proprio Allorch per divina provvidenza, de o settembreiS 6, Bull..
nati

della

nuoprocedura civile dov poi rettificarne e migliorarne le disposizioni, con prowidenzeemariate per organo deltodi per l'uniformit de'sisleinie pel
di
,

vo codice

la

segreteria distato,

le

quali per disti"

cit.

gc.s

209, Pio VII decret: Novae leservandae in opifciis ditionis Potip.

cate dall'intero corpo delle disposizioni, e

male interpretate, non portarono


di

bra-

tificiae, cio sulla

fabbricazione de'drap-

mati vantaggi. Essendodivenuta necessit

pi di

Lana,

e col quale dichiar: Trib*


1

nalis cardinali ! Carnetarii est privali-

vuni in causis artificiali operimi lanifi-

ciorum.

Indi

il

Papa

col

moto-proprio
ottobre 1817,

Dal primo momento, dei,?


Bull. cit.,p.
1

ricomporre s vasto edilzio, indusse lo Leone A'//a provvedervi, non ballando alle maggiori spese colle quali si grav l'erario pel pi felice andamento della pubblica amministrazione, e per il
zelo di

39 :Novae leges super admi-

pi regolareespeditocorso della giustizia.

nislratione
dosi

Aquarum et fiarum.
la

Essen-

compiuta

compilazione
civile, col

sul

nuovo

Col nuovo piano alcune Delegazioni, me no ample,furono riunite alle altre pi vicine, conservate per ciascuna nell'anteriore

codice di procedura

regolamen-

to generale sulla tassa de'giudizi, Pio VI.I


la

pubblic col moto-proprio Nello sta-

stanza

rango: a' tribunali collegiali di 1/ isi surrogarono de'giudici singolari


<i

bilire,

de'22 novembreiSi j,Bull. Rom.


t.

pi acconci all'istruzione de' processi;


restrinse
il

cont.

14, p.

444 Beformatio Tribuna:

numero

de' giudici in alcuni

lium ditionis Ponlifciae, et Legnili praxeos in Judiciis servandarum. Nel lib. /[: Della procedura ne' tribunali conservati in Roma, sono ledisposizioni riguardanti
quelli della Rota, dell'A.

tribunali, altri (ohi del tutto tanto nelle

delegazioni,
fu eretto

quanto in Pioma, dove per un particolare tribunale di commercio di cui mancava. Cessarono giui

C,

di

Campi-

dici supplenti, la cui istituzione era

p-

i48
tuia

TRI
sembrare opportuna nel sislema de*

TP,
gualmente soppressi
il
i

giudici commissari,
la

tribunali collegiali; fu facilitato

immenla lo-

tribunale dell' agricoltura, .e

mate-

samente

il

corso de'giudizi
sia pel

sia

per

ria contenziosa della giurisdizione del tri-

ro celeril,

minor dispendio. Alle


i

bunale dell'annona. Soppressa


tribunale di commercio di

la

giurisdial

comunit e
ampliate
Si

a'consigli municipali furono


consigli

zione contenziosa delle ripe, fu riunita

le facolt,

meglio epersone.

Roma, prima
e
si

(juilihrati tra' diversi ordini di

rappresentato dall' A. C.

form

di

mantenne
la

nel suo pieno lustro e vigo-

3 giudici collegiali

assistiti

da un cancel-

re

giurisdizione

episcopale, e resti-

tuita alla prerogativa colla

quale l'eser-

cizio della

medesima era

stalo

ampliaquello

to da Benedetto
la

XIV. Quindi con

liere. Si viet ricorrere all'uditore del Papa nelle materie giudiziali, meno che ne' giudizi di competenza delle congregazioni cardinalizie e ne'casi di ricorso da una

uniformit che dev'essere


le stesse

scopo
si

grazia sovrana. Neil' organizzazione de'


tribunali criminali
liti

principale d' una savia

legislazione,

dispose che

prescrizioni di pro-

in tutto lo stato, in

due ne furono stabiBologna ossia lo

cedura,

le stesse tasse,

ed uno slesso idioal

slesso tribunale di appellazione nelle cau-

ma

pi nobile e pi adatto
il

corso de-

se civili e perle
la

legazioni, in

Roma

cio

gli alti giudiziali, cio

latino,regoleran-

congregazione e tribunale di consulta


il

io lutti

giudizi tanto nelle curie laiche,

per lutto

resto dello stato: ne' delitti

quanto

nell'ecclesiastiche, tolto l'uso inle

trodottosi che
gi tasser in

cause ecclasiastiche

si

a-

un linguaggio, e le cause laiche in un altro, onde sovente avveniva in un medesimo tribunale e in una medesima adunanza si parlasseroduediverse favelle. Pubblic il tutto Leone XII col moto-proprio Dopo le orribili calamit, de''5 ottobre 82 4, Bull. Rom. cont. t.16, p. 128: Reformalio Tribnnalium
i

commessi ne'paesi della Comarca il tribunale del governatore fu dichiarato il giudice d'appello. Restarono abolite colle
disposizioni legislative tutte le leggi e statuti municipali, tranne
la

quelle riguardanti
il

coltura del territorio,


i

corso dell'ac-

Status Ecclesiasticis, codicis judiciarii


et

praxeos, cum praefinilione novarum laxaruni judicialium. Con tale legge fu


inoltre nell' organizzazione de' tribunali
civili

danni dati ne' terreni o altri simili oggetti rurali; e mediante l'organizzazione delle comunit I' amministrazione fu prescritta dappertutto uniforme.Colla riforma della procedura civile si provvide alla competenza de'giudici e de' tribunali, ed alle tasse de' giudizi ed emolumenti. Avendo Leone XII intimata
que,
pascoli,
i

soppressa al tribunale del senato-

la

celebrazione

AzW Anno santo


Roma,
col

del

Giu-

re

la

rappresentanza collegiale, e fu abocapitano dell'appellazioalla seil

bileo, a
stieri

vantaggio de' Pellegrini e fore-

lito l'oflicio del

accorrenti a

moto-pro-

ni e l'assettamento rappresentante la pie-

prio Essendoci sommamente


1

a cuore, de'

na segnatura, attribuzioni date


gnatura
delle
di giustizia.

nale d'appello di

Soppresso Macerata, per


il

tribu-

le

cause

legazion fu assegnato
i

tribunale

d'appello di Bologna, e quello di


della Rota per tutto
Il
il

Roma

resto dello stato.


si

tribunale della Segnatura


esistere

dichiar

20 dicembre 82^, Bull. cit.,p. 2^3: Ordinano pr expedita causa rum et controversiarum cUnlium resolutione advenarunij hosptum et peregrinorum adventantium Romani anno Jubilaei. Equi pure ricorder, ebe Papi, veri padri comuni, con provvide leggi sempre tutei

non

che per

Roma,

e composto

larono

forastici'!,

fino da' tempi antii

di soli 7 votanti. Si soppressero nelle de-

chi in cui aveano luogo

frequenti Pellei

legazioni

gli assessori

camerali, ed in Ro-

grinaggi sagri a
legrini,

Roma, ospitando
a

pel-

ma

il

tribunale collegiale camerale. E-

ammettendoli

mensa

nel Tri-

T
clluio (/
.),

II

TR
la

149
1

facendo loro

Lavanda de
(f^.),
il

torio,

mediante
1

il

breve Laureti civilasui


cit.,

piedi

(A'.),

servendoli a Pranzo

Picae.no, de'2
p.

dicembre 827, Bull,

che rinnov Leone XII. Dissi a Tributi quanto Papi con benefiche leggi operai

3o5:

Restituito jurisdictionis congre-

gationis
vitalis

rono a favore de'forastieri naufraghi, e di que'forastieri che morivano in Roma, sul diritto d* Allunaggio,* di cui trattai a Testamento, ossia di quella dura legge e
diritto del fsco, in forza del quale
il

Laurelanae super gubemio ciLaureti in Picaeno. Eman Leo-

ne XII prescrizioni sulla discreta pigione delle case, in che fu imitato da Gregorio

XVI, come
gero.

narrai nel vol.L,p. 293, cou

fi-

belle provvidenze. Abbiamo di I.T.Spreu-

sco succede ue'beni de'forastieri morti iu

un paese senza esservi ein mancanza di eredi


to a'pellegriuaggi

slati naturalizzati,

ttone aedifcandi , Francofurti

necessari. E quanaRoma non posso a me-

ac fa655. Merita che io almeno qui faccia menzione della celebre e analoga bolla di Gregoet

De ftire

aedificus

dot/ius
1

no

di dichiarare l'esultanza religiosa del

rio XIII,

mioifnimo, nell'aver letto nel n.i49del Giornale di Roma deli 856, che da pochi anni fu istituita in
ciet di
s.
i

essehuic

Quae publice utilia, et decora, Almae Urbi ratio,de\ ."ottobre i5j^,Bull. Rom. t. 4, pai". 3, p. 282: De
1 -

Germania

la so-

Severino, col santo fine di prodivoti pellegrinaggi a

muovere

Roma,

Aedificiis, etJure Congrui\acjurisdictio ne et facultatibus S. R. E. Camerarii et Magislrorutn Viarum Urbis.Nd 8 56 fu


1

per maggiormente stringere e consolidare popoli cattolici nell'unit, intorno alla i


cattedra di
sta
si
s.

tradotta iu italiano e pubblicata in

Ro-

Pietro; e che per la sua fe-

recarono nell'alma citt 2 3 pellegrini tedeschi, nella pi parte dell'impero d'Austria, stalo eminentemente catto-

ma. Cou uolificazione del cardinal Gallelli camerlengo, Leone XI l a*2 5 aprile 1828 istitu una camera di commercio
nella citt e porto-franco diCi vita vecchia,

come

si

legge nella Raccolta delle


\..

le g^i

benignissimamente e graziali dal Papa che regna. Dipoi Leone XII col moto-proprio Quurn plurima, degli 1
lico, accolti

di Gregorio X.V l}

,p.

45

Di pi Leo-

ne XII oper altre

utili

riforme, riordi-

n
ne
ni

il

pubblico insegnamento, anche della


istitu

aprile 1826, Bull,

cit.,

t.16, p.

4*7

'

No-

giurisprudenza,
di vigilanza,

una congregazio-

va ordiuatio tribunalis Sigualurae Justitiae. Col moto-proprio Nel compiere, de'21 dicembrei827, Bull. Rotti, coni.,
1.
1

che infrenasse le gestiodegl'impiegati e vigilasse anco sui giuincoraggiasse


i

dici,

buoni ed onesti, pui

7, p.

3:

Codex

refortnatorios adtni-

nisse

trascurali, gl'infedeli e

malvagi,

nistrationis Status Ecclesiastici. Col nuo-

ed

vo riparto territoriale Leone XII pubblic nuove disposizioni governative e co-

ancorala Congregazione delht revisione de' conti. Leone Xll fu anche in altro benemerito principe, come naristitu

mmutative,
nali

in coerenza alla legislazione,


civili e

rai nella biografia e ue'lauli articoli

che
suc-

non meno che a'tnbuuali


da
lui

crimi-

lo

riguardano, quale legislatore ed acerdella giustizia.


Il

riformati, con ulteriori dispo-

rimo propugnatore

sizioni pe'giudizi civili e criminali pe'tri-

buuali di

Roma

e ne' luoghi tutti dello


le

stato,couservando

giurisdizioni del car,

Per rendere pi spedito, de'28 geuuaio 1 83o, Bull. Rom. cont., 1. 8, p. 81: Reintegralo tricessore Pio Vili col chirografo
1

dinal decano in Ostia e Velletri

e del
le

maggiordomo
altre

in Castel

Gaudolfo, oltre

suramentovate, aggiungendo par-

Anconaepro causis coinmercialibus. Altra camera di commercio esisteva in Bologna


bunalis Appellationis in civilate

ticolare giurisdizione al prelato

commislui isti-

sario della

s.

Casa

di

Loreto, da

da lungo tempo, e Pio VII il i. giugno 1821 avea cou editto del segretario di
sialo dato
il

tuito, iu tultu l'estensione di quel torri

Regolamento provvisorio di

5o

T R

TRI
p.

commercio, presso detta Raccolta a


3a5.

Appena
di
s.

ascese alla veneranda cattedra


il

Pietro

Papa Gregorio

XlrJ,s\mo-

solennemente, con ragionamento li Camillo Polverosi pie siderite della medesima, e poetici com pon'unenti di altri, onde fu pubblicato Telegante opuscolo:

reo a Gregorio

XVI

silo energicamente quale

propugnacolo

dell'ordine pubblico, indi con instancabile


alacrit
la la
si

Camera

di

Adunanza tenuta dalla Commercio di Roma per la

diede a migliorare tutta quan-

solenne dedicazione del busto in


della Santit di
1

marmo

cosa pubblica, colln sua incompara-

bile e imparziale giustizia, senz'allatto riguardi umani, e colla vasta e profonda


sila

N. S. Gregorio XfJ, Roma 836. Dissi a Mercante e altrove,


che Gregorio XVI riattiv la banca romona, e permise le istituzioni della cassa
di risparmio, la societ di assicurazione,

dottrina fu pure insigne e laborioso

legislatore, nelTuniministrativoe nel giuiziario,


s

nel civile
in tanti

che nel criminale, co-

introdusse
re
,

le

barche a vapore sul Tcve-

me narrai

luoghi;e tutto pu tro-

e fece altre cose di


1

buon progresso,
pubblic
l'
il

Raccolta delle legg e disposizioni di pubblica amministrazione, del pontificato di Gregorio XVI, e pubblicala dalla stamperia camerale,
vaisi iie'23 voi. della

A'5 ottobre 83

il

cardinal Derm-Ui in

nome

di

Gregorio

XVI

[le-

golamento organico per


zione della giustizia
tribunali
ciati

amministra-

civile, pe' giudici e

sono pure le declaratorie e spiegazioni de'dubbi posteriormente emanate, che ponno facilmente rinvenirsi
nella (piale vi

diRoma

edello stalo; culle spefi-

prescrizioni relative alle cause del

sco; e le disposizioni concernenti le cause


ecclesiastiche,
i

ne'3 indici alfabetico semi-analitico delle


inaici
ie.

giudici e tribunali,
e giudicarle,

Nel citare

suoi tomi lo (ar se-

dovranno conoscerle
colla
le
t.

conto l'ordine numerico di essi, non delTanno in cui furono stampati, sembratidomi pi semplice. Qui solo ini limiler ad accennare. Gregorio XVI con editlo de Vj luglio
Beriielli
1

5, p.

Gregorio

XVI

che Racseguendo

treccie dell'

ordinamento giudiziario
fossero

promulgalo
quelle

dal glorioso Pio Vii, volle che

istituzioni

perfezionale,
uose, per

83

del celebre cardinal

(pianto possibile nelle

umane

suo segretario di sialo fece pubblicare T Ordinamento amministrativo


riportato dalla citata Raccolta
1

mezzo di nuove provvidenze, che assicumacera a'Iitiganti, col minor incomodo,


giudizi retti e maturi. Questi regolameiiti, riuniti

delle provincie e de' consigli comunilativi,


t.

6,

a pubblicali ed a 'posteriori, fordi stabile


le-

p.

19, insieme al Riparto territoriale delil 1

marono un corpo uniforme


diziarie.

lo slato pontificio a lutto

833. Quindi

gelazione nel le cose amministra ti ve egiu-

cess la congregazione cardinalizia del

Le materie che furono oggello


disposizioni derogai olio a quavi-

buon governo
sulle

qualunque occupazione provincie, che uon fosse stata strettadi


le, dell'

di

nuove

Innque uso e consuetudine lino allora


nuli particolari e pi iva ti vi.

meiilegiudiziaria. Coti editto del inedesi1

gente. Si abolirono altri giudici e Iribu-

n oca rd na
1

8 luglio 83
1

1,

Raccolta
coni-

come la

giuria-

t.

i,p.i ot),il

Papa

istituita

camera di

dizione contenziosa dell' uditore del Pa-

nie! ci in

Roma, con

attribuzioni e pri-

commerciale con gil'indizione couleuziosa;di[)oi a'22 gennaio i83^ si pubblic il Regolamento per la
vilegi, e tribunale

paia qualunque Causa e materia. Nel mio vo impianto del tribunale del senatore di

Roma,

gii lu

addetto

il

giudice delle
e

iiicr

cedi, per le cause di

Roma

suo agro. 5i

camera
dotlo a

di
j>.

commercio

di

Roma,

ripro-

ripristin

il

tribunale d'appello di
si

Ma-

ii/\ delia

Raccolta. La camera

cerala, e alle curie ecclesiastiche

lolsela

di coniineicio per gratitudine nella sua

giurisdizione cumulativa nelle cause de'


Itici.

aula creste una lapide Goti busto

marmo-

Quindi

a*

otlobrci83i

si

pub-

T
> lieo
54il

li

T IU
stato, de'
1

i5i

R-golamento di procedura ne'


civili,
a'

18 febbraio 832. La Raccolta

giudizi

presso

la
1

Raccolta

cit., p.

riprodusse a p.
delitti e sulle

5 novembre 83 1, venne promulgalo il Regolamento di procedura

Ed

del

il Regolamento sui emanato con editto cardinal Cernetti de' 20 settembre

5io
,

pene

criminale, che pu leggersi a

p.

54

della

i832. Dipoi

ti

pubblicarono: Istituzioni

Raccolta.

Il

vigile

Gregorio

XVI

volen-

di diritto criminale dell' avv. Giuseppe

do portare a compimento il sistema organico de'tribunali, fece compilare le disposizioni tuli' oggetto importantissimo
della giustizia punitiva
la
,

Giuliani prof, del suddetto

ramo di giumacerale

risprudenza e membro del collegio legale,

della pontificia universit di

a cui affidata
li-

la, nelle

quali

si

commentano
legislazione
1

sanzio-

tutela dell'onore, della vita e della

ni della

nuova

criminale

bert de'cittadini,onde ovviare. possibilmente con melodi fssi e invariabili contenuti nel regolamento, a gravissimi inconvenienti. Le regole dirette a verifica

melli,

Gregoriana, Macerala 833. Carlo CaraContento al Regolamento penale Gregoriano, Macerata 844- " cardinal
1
1

Bcrnelti d'ordine di Gregorio


editto de'5 gennaio

re
re

delitti

accaduti o tentali, ad indagale

XVI, con 832 eman le Mo-

colpevoli, ed a pronunciare

pene
di

dificazioni intorno alla percezione delle

stabilite dalla legge,

trmano l'oggetto

lasse o diritti di cancelleria ne' giudizi civili.

le.

queste disposizioni di procedura criminaOgni delitto d luogo ad un' azione

Si potino vedere nella


t,

medesimo

5, p.

Raccolta del 386. Indi il Papa vole


1

penale, l'esercizio della quale appartiene

lendo provvedere a'bisogni degli abitanti


de'luoghi ove non risiedono
tuie giudiziarie, a'7 gennaio

per dovere

di officio a' funzionari desti-

magislra
a

nali a tale effetto dall'autorit sovrana,

Pu dare anche luogo all'azione civile per


la

zo del segretario distato pubblic


tifcazione colle
ti i

reintegrazione delle spese, e pel risar-

mezno Disposizioni riguardanla

832

cimento del danno cagionato dallo stesso delitto. A p. 3o5 della Raccolta delle leggi si riporta ancora, egualmente de'5 no-

giudici economici, riportata a p.


1

388

della Raccolta.
I

A'3o giugno 832 Gre-

vembre 83
1

,Y Appendice

al regolameli

lo

organico

e di procedura criminale,

norma

delle curie ecclesiastiche.

per De'

gorioX V fece notificare dal cardinal Bernetti le Nomine colle quali resta mantenuto il tribunale temporaneo di commercio stabilito in Sinigaglia durante la fiera, presso
il

tribunali ecclesiastici e di giurisdizione

t.i, p.

121 della Raccolta.


la

mista. Inoltre a p. 3 1*2 trovansi le Spiegazioni intorno all' emanazione de' re-

Nel

833 ebbe luogo

divisione della

Segreteria d slato (f.), con ([nella degli


;i

golamenti della nuova procedura


dizi civili e criminali,

ne'giti-

ilari di

stato interni, islituita da


ni

Gregorio
cardinapresiden-

emanate nel suddetto giorno. Quindi si diram a'27 dicembre 83 la Circolare della Segre1

XVI n'2ofebbraio,ed attribu


le

segretario della

medesima

la

za del

governo dello stato

pontificio, culla

teria di stalo a' presidi de' tribunali sul-

corrispondenza co'presidi e governatori,


co'presidetiti de' tribunali, co' capi delle

l'attivazione del nuovo regolamento di procedura criminale con istruzione pe' governatori ^ch' nella Raccoltaa p.370, mentre a p, 3y3 trovasi Visti tizio ne pe'

magistrature, e con qualsivoglia autorit


dello stato;

non che lodichiai prefetto


della

della congregazione di consulta e

governatori in seguito della cessata giuribdizione criminale de'podrstj ed a p.

la

Pubblicazione della nuova tassa

ad introdurre un sistema pi semplice, centrale ed economico sulle opere pubbliche d'Acque e


Strade, affid l'amati Bistrattane de'lavori

Lauretana. Gregorio

XVI

delle competenze e spese ne' giudizi crimi-

nali

pc 'tribunali di

Roma

e per lutto lo

pubblici per

le

medesime

alla prefet-

i2
tura generale di

TRI
tal

T
lui

II I

nume, da

poi e

isti-

Rota, e della piena Camera, ne'quali conserv l'antico uso della lingua latina); per-

tuita, e presieduta dal cardinal preftto

Cangi trazione cardinalzia dell' Acque, col prelato chierico di camera per presidente, con giurisdizione contenziosa e suo fiscale. Il Regolamento pe* ladella

ch

le

sentenze contenessero

le

ragioni di

giudicare.

Che

quindi co' regolamenti de'


1

5
i

e de' 3i ottobre
voti

83 1, avea appagalo comuni, riordinando tutto il sistedichiarando inoldi

vori pubblici di
1

acque

e strade, pubblit.

ma
tre,

de'civili giudizi, e

cato i'8 giugno 833, nel


la
le

4>

P-9

'

del-

che sulle basi del codice


VII,
si

procedura
le inutili,

Raccolta, nella quale inoltre trovatisi


altre relative disposizioni sulla riunioe pre-

di Fio

fu ebbe una nuova compila-

zione delle leggi giudiziarie, tolte


re pi spedilo

ne della congregazione dell'acque


li

ed aggiuntevi quelle, che potessero rendeif

sidenza delle strade nella prefettura. Conel


t.

corso degli

all'ari.

Que-

i4j p-

107

si

legge

l'

Istruzione

st'opera

per iug.' presidente, onde giudicare sulle

abbench incominciata colla maggior sollecitudine, non poteva com,

contravvenzioni a'regolamenti di polizia


stradale, e

piersi nel

breve gii odi pochi mesi, siccome


voluto, bisognava richia-

come

si

procede

in

appello da'

Noi

avremmo

suoi decieti innanzi al cardinal preftto.

ma re ad esame tutte le disposizioni di quel


codice, per conoscere quali fossero meritevoli di riforma, quali di

A'io novembre! 834 Gregorio XVI col moto-proprio Elevali appena per divino volere, diede allo stato pontificio il celebre

cambiamento,

e quali infine dovessero esser rischiarate e ridotte a tale precisione, che venisse tolta,

ziario
lo
fa

Regolamento legislativo e giudiper gli affari civili. Fu stampanell'istesso anno a parte dalla tipogracamerale, e nella Raccolta delle leg."

per quanto

il

permette

la

natura del-

l'untane cose, ogni cau sa di dubitare sulla

vera intelligenza ed applicazioue della legge: e

gi t.10, p. ij insieme all'editto del cele-

bisognava inoltre supplire


lo stesso

al

vuoto

bre giureconsulto cardinal Gamberini segretario per gli aliati di stato interni , col quale promulg l' Ordinamento e di1

che lasciava
ria;

codice in ordine ad

alcuni articolidella legislazione giudizia-

sciplina degli uffizi ipotecarli. Questo inoltre comprende titoli: Della disciplii

na
le

de' magistrati

ed

officiali dell'ordine

giudiziario: Delle spese di giustizia: Deltasse: Disposizioni generati.


il

Prima-

grande abuso di nuovo edificio legislativo una parte delle vecchie forme, abolite appunto perch servivano di alimento a forensi cavilli. A. questo fine avevamo Noi prudentemendal che ne nasceva
i

il

protrarre

giudizi, intrudendo nel

mente dichiar
che innalzato
al

Papa

nel moto-proprio,

te stabilito

che

tulti

tribunali del
de'loi o capi
i

No-

pontificatoci

primoepi
ri-

stro Stato, per


sidenti,
ci

mezzo

o pre-

vivo de'suoi desiderii fu quello d'una

proponessero

loro dubbi, in-

forma

nel sistema legislativo egiuiliziario,

sieme

a quelle

riforme o uiigliorazioni

secondo
usi e a'
il

le molteplici istanze, perch agli costumi generali si conformasse modo d'amministrar la giustizia; onde

che riputassero utili o necessarie nel sistema della civile procedura. Si rese adun-

que indispensabile
rie,

il

fare alcune dichia-

eliminare
bunali di
stato;

la

necessit di ricorrere a'trida' punti estremi dello

razioni, ed alcune disposizioni suppleto-

Roma
le

generali e speciali, coi rispondenti a'

perch

cause

si

discutessero da

pi giudici collegialmente, e nella lingua

dubbi ed alleistanze diedi tempo in lem p si proponevano; e per tal modo preparare lo stabilimento e la pi facile esecuzione degli ordini nuovi, di cui le basi doveano essere le leggi del glorioso Nostro Predecessore, e le parziali

materna
tenze e

(cio gli atti giudiziali, le sen-

le difese

o allegazioni delle parli


della

doversi scrivere in lingua italiana, eccettuali


i

liibuuali della. Segnatura

riforme

T |
gi

TRI
Io

i53

da Noi pubblicate; l'oggetto poi e


le incertezze,

vlej a." Dell'

scopo, quello di togliere

ed
il

3.

ordinamento giudiziario; Delle leggi di procedura. Quanto al-

estinguere ogni fonte di arbitrio, ch'

som ino de'mali nell'amministrazione della giustizia. Ma l'opera non sarebbe stata compiuta, se alle nuove istituzioni non
venissero conformate quelle leggi collettorie del

l'ordinamento giudiziario si dice, che nelle cause civili vi sono 3 gradi di giurisdizione e in alcuni casi ve n' un 4-; oe'3

gradi ordinari di giurisdizione e nel 4-%


se avr luogo, la giustizia civile
si

ammi-

comune

diritto,
lo

che con tanta

nistra: da'governalori, e da'tribuuali civili,

sapienza

promulg

stesso Pontefice,

di

commercio, d'appello, del senatodell'

sullo stalo e capacit delle persone, sulle successioni, sugli atti di


t,*

re di

Roma,

ultima volon-

piena camera, del

A. C, della rota, della supremo di segnatura,

sui

fedecommessi,

sui contratti e sul-

da'giudici e tribunali ecclesiastici. La Con-

le

ipoteche; e che sebbene in parte

mo-

gregazione cardinalizia Lauretana, e

le

dificale dal di lui sucessore

Leone XII

magistrature che ne dipendono, conti-

di felice ricordanza, tutta volta lasciava-

no
to.

a desiderare

un qualche miglioramen-

gi

Queste leggi pertanto riunite alle legche riguardano l'ordinamento giudiziario, ed a quelle di procedura riordinate tutte e rifuse, formano un corpo di
legislazione di cui le singole parti sono fra

nueranno a giudicare le cause loro attriforma delle speciali disposizioni de'2 novembre 1 83 e de' 20 febbraio
buite, a
1

832

presso

la

congregazione

vi

sar

un

prelato assessore, eia prelati Potanti, e


divisi in

turni; ili. "per le cause in via


in

di

segnatura ed

grado

di restituzione
1

loro in armonia, col titolo di


to legislativo e
civili.

Regolamengiudiziario per gli a/fari


a rigorosa

in intiero, gli altri

perle cause di ."istan-

za e di appellazione.

Poich tutte

le

cause

Avendo Noi sottoposto


il

ecclesiastiche o profane concernenti l'iuteresse del santuario di Loreto,

censura
lo

progetto di tale Regolamento,

che dotri-

abbiamo trovato pienamente confora'bisogni de'popoli soggetti al dorai-

vrebbero introdursi avanti


bunali di

giudici e

me

Roma sia
vi

per ragione delle per-

uio della s. Sede: perlocch speriamo con fondamento, che, assecondando magistrali, siccome debbono, la Nostra volont, si raggiunga il fine a cui furono saggiamente dirette le cure di Pio VII nel promulgare la sua legislazione, di seguire, cio, la grande massima che dichiara
i

sone che
fondi

dimorano, sia per ragione de' saranno conosciute e giudicate in Roma nel foro Lauretano. Sono e rimangono aboliti tutti gli altri triivi situati,

bunali e tutte
rie,

le

magistrature giudiziafa

non si ditore del Papa non


delle quali

menzione.

U U-

esercita,

n pu e-

ottime quelle leggi

le

quali attribuiscoarbitrio, senza

sercitare la giurisdizione

contenziosa in

no a giudici
giudici
i

il

minimo

viole/ilare la loro coscienzaj

ed ottimi
il
1

veruna causa e materia (abnegazione generosa di Gregorio XVI, che si spogli di


s

quali attribuiscono

minimo
1

rilevante prerogativa).

Non

derogalo

possibile arbitrio

a loro

slessi ".

Re-

alle altre attribuzioni dello stesso udito-

golamento soltanto abbraccia 1806 paragrafi e

re del Papa, negli aliati


al

non appartenenti
vi sono giudici qualunque legge

me me

il

P ei CLn ll0n & c a darne un qualche fugace sunto, co-

444

p a s',ne

"

'

foro contenzioso.

Non

particolari o privativi:

non proprio della natura di questa mia opera; per non mancai in moltissimi articoli di riprodurne non pochi brani,

che accordasse privilegio


tiganti,

di

tradurre

li-

o di avocale

le

cause ad

altri tri-

bunali, fuori di quelli che sono


tenti, a

comperi-

come

sivo.

che rimarcher in corDir solo che il Regolamento diviin quelli


,"
: 1

forma

di

questo regolamento,
e,

mane

abrogata. De' giudici

tribunali
laico.

desi iu 3 parli

Della legislazione

ci-

perle cause appartenenti al foro

54
vi

T R

TR
ra,

lu ogni luogo dello stato, capoluogo d'un

dell'A. C. ossia dell' Uditore della caino

governo,

un giusdicente, chiamato
verranno esercita-

composto

di

questo prelato presi-

Governatore. Le funzioni giudiziarie atti

dente, di 3 prelati Luogotenenti, di

to-

ibuite a'governatori

gati, 3 de'(|uali col titolo di consiglieri,

te

ne'capiluoghi delle provincie di Bolo-

col titolo d'assessori, e


dici uditori.

col titolo di giu-

gna, Ferrara, Forl, Ravennaj ne'capiluoghi dell'altre pruvincie verranno esercitate dagli assessori legali. In ogni capo-

11 tribunale degli Uditori di Rota, che a mezzo de'suoi prelati giudici conosce e giudica in 2. e in 3. grado di

luogo di provincia v' un tribunale


le,

civi-

giurisdizione, ec.

che giudica collegialmente, cio nelle

Camera
lati

Il tribunale della pieua apostolica composto di 5 pre-

Delegazioni a Legazioni; nelle nominate

Chierici della medesima, ed pre-

con presidenti, vice-presidenti e 4 giudici, divisi in due turni ; tribunali che

4 citt

sieduto dal pi anziano o decano. L'v.

risiedono negli altri luoghi sono


rli

compo-

vocato generale del Fisco, ed il Commissario generale della camera (di cui

le citt di

d'un presidente e di due giudici. WelBologna, Ferrara, Rimini, Pevi

anco

Tesoriere), potranno intervenirvi


fiscali.

per sostenere gl'interessi


teiizn proferita

Se

la

seu-

saro, ancona, Foligno, Civitavecchia e

dal tribunale in 2.gra1

Roma

sono tribuna li di coni merciocou

do di giurisdizioneda quella della


za, giudica la Rota,
cos altre,

."istan-

commercianti. 1 tribunali di commercio sono tribunali di eccezione. Vi sono due tribunali superiori chiamati d'appello, uno
presidenti giureconsulti, e giudici
in

come

di

restituzione in intiero e quelle sul valore


de' Rescritti o Chirografi sovrani.
oltre le cause della
ecclesiastici,

Ed

in-

Bologna, l'altro

in

Macerala, con pre-

camera degli Spogli per essa la Congregazione

sidenti e

giudici per ciascuno.

La

giu-

cardinalizia di
tribunale
giustizia
to, di

risdizione del tribunale d'appello in Bo-

propaganda fide, ec. il supremo della Segnatura di


composto del cardinal
prefet-

logna comprende

le

proviucie di Bolo-

gna, di Ferrara, di Forf^di Ravenna.

La

giurisdizione del tribunale d' appello di

/7 prelati Folanti, d'un prelato dilore del tribunale, d'un togato uditore
i

Macerata comprende leprov'mcie


di

di

Urdi-

della prefettura. Tutti


nali dello stato,

giudici e tribus.

bino, di Pesaro, di Macerata, d'Ancona,

compresi quelli della

Fermo,

d'Ascoli, di

Camerino,
vi

il

stretto di Loreto. In

Roma

sono

se-

Rota e della piena Camera, souo soggetti al tribunale supremo di Segnatura. Souo
addetti al tribunale
i

guenti tribunali.
tole di
cita la

li

tribunale del Stila-

prelati

Referendale iil

Roma

ossia di

Campidoglio
le

eser-

ri: questi riferiscono le petizioni e

giurisdizione,cumulativameute col
cause laiche,
laici di

stanze de'i icori enti, ed

hanno

volo me-

tribunale dell'A. C. per


tra

o contro meri

Roma

e del-

ramente consultivo. Il tribunale supremoili Segnatura conosce e giudica, in 110ine e vece del

l'Agro romano. Questo tribunale composto: del senatore di


il

sommo

Pontefice, ec.

e-

Roma, che

ritiene

sercita inoltre la podest giudiziaria ec,

titolo di presidente;

dedite collaterali;

De'giudici supplenti. Presso ciascun governatore, assessore o altro giusdicente


vi

dell'uditore pr tempore del senatore, del

giudice de' mercenari, d' un giudice aggiunto, cio l'avvocato fiscale della ca-

sar un giudice supplente per l'esercizio


delle funzioni giudiziarie. Vi saranno 2

mera
ri

Capitolina.

Il

giudice de'mercenagiudice di eccezione,

supplenti

presso

ogni

tribunale civile

conoscer,

come

composto d'uu

solo turno;

presso

tri-

le

cause

di

Roma e dell'Agro romano non


20oscudi,coucernenti
Il

maggiori

di

le

mer-

bunali di 2 turai, e pressoi tribunali d'appello. I tribunali di commercio non avran-

cedi campestri, cuparre ec.

tribunale

no suppleuli,

in caso di

mancanza

d'

u^

li

TR

i55
co-

. o o pi giudici, siederanno nel tribunale uno o pi membri anziani della camera di commercio. Il presidente giureconsulto avr un supplente, cosi il giudice
giureconsulto del tribunale di

gnatura digiustizia. Della medaglia


ci

niata per la riforma del codice civile, fe-

parola nel voi.

XLVI,
legali
i

p.

\ii. Inoltre
la

Gregorio

XVI

neh 834

abol

privati-

Roma.

Il

va sulle stampe

nelle provincie,

tribunale dell' A. C. non avr supplenti,

mancanza d'uu assessore, il governo delegher uno de' giudici uditori. Il tribunale di Campidoglio avr 3 supin

caso di

permettendo a tutti tipografi delle medesime di stampare liberamente le scritture legali e sommarli, nonostante il diritto privativo da' predecessori attribuito

plenti, e lo sar per le cause d'appello


fiscali:

il

alla

camera

apostolica; perci fece dichia-

della

camera Capitolina.
camera
apostolica,

In

man-

rare la limitazione della privativa della

canza d'uno o pi giudici del tribunale


della piena
il

decano
del

deputer a farne
la

le veci altri
I

chierici del-

Stamperia Camerale (Z 7 .), a Roma e sua Comarca; nel quale articolo riportai nozioni analoghe sulle stampe amministrative,
le

medesima per anzianit. supplenti


i

governative e delle cause fiscali, col-

tribunale di Segnatura saranno

prelati

discipline intorno alle

stampe

legali

referendari chiamali dal cardinal prefetto.

Esercitando con lode per 5 anni

offi-

dicendo pure come nell'odierno pontificato e neliSTo.a incremento dell'industria tipografica, fu abolita la detta limila stamperia cameanche perch difensori delle cause con maggior agio e minor dispendio potessero far imprimere le loro difese s civili che criminali, fermo per restando il

cio di giudice supplente,

potranno essere
ili

considerati prelativamente ad altri

e-

tazione che favoriva


rale,
i

guali meriti nella collazione degl'inopie

gin dell'ordine giudiziario.


giudici supplenti

Le funzioni

di

sono compatibili con

quelle d'avvocato o di procuratore.

De

giudici e tribunali per

le

cause appai--

diritto privativo della stamperia

came-

Unenti al foro ecclesiastico, Nelle diocesi rispettive Vescovi e gli Arcivescovi, e per essi / icari generali, sono giui i

rale di proseguire la pubblicazione della

Raccolta

e collezione delle leggi, e di


le

proseguire ancora a slampare


ni de'tribuuali della

decisio-

dici di
stici di

.'istanza, ec.

Tribunali ecclesia-

Rota, della Segna-

Roma.

Il

tribunale del cardinal

tura,(.\t\>xCamera apostolica, della con-

/ ica?-io,\)ev

Romae suo distretto, si comRoma,


del

gregazione di

s.

Ivo della Curia Roma-'


di
s.

pone

del cardinal vicario di

na, e dell'arciconfrateruita

Girola-

prelato

P icegerente, del
i

tenente,

quali prelati

Luogoper mezzo d' un


prelato
A. C. o del-

mo

della Carit: e

si

dispose eziandio,

privato uditore conoscono e giudicano in


i. 'istanza.
l'

che delle dette stampe della Rota e della Camera si continuasse a deporre nell'ar-

Il

tribunale

deli'
Il

Uditore della camera.

tribunale de-

gli

L ditori di rota. La

giurisdizione del

tribunale della Congregazione cardimilizia della rev, Fabbrica di s. Pietro, e


cjuello della
il
i

un nustampe amministrative ed altre. Le nuove istituzioni che riguardano tribunali di comchivio della stamperia camerale

mero

di copie, in

uno

a tutte le

mercio, essendo streltameute collegate


coll'esUtenza delle
a'

Congregazione cardinalizia

camere commerciali,
fece

della

s.

Visita apostolica, nelle materie

gennaio

835 Gregorio XVI

di loro

competenza, interamente conservata. Nulla viene innovato relativaineute alle sagre Congregazioni cardinalizie ecclesiaslicbe, ed alle regole e nor-

pubblicare dal cardinal Gangherini: l'Or-

dinanu nto delle Camere pe' tribunali di commercio, arti e manifatture dello
stato pontificio.

Furono

classificate iu

me

die attualmente
11

si

osservano dalle

primarie, cio di

Roma, Bologna

An-

medesime.

tribunale supremo della

Se

cona; in 2 di seconda classe che risiedo-

56

T U

TR
Fointorno
leg1.
il

no in Ferrara
ligno. Inoltre
i

e iu Civitavecchia; in 3 sus-

sidiarie residenti in Rirniui, Pesaro e

manate, il Regolamento di giustzia criminale e disciplina militare, pubblicalo


1. "aprile

eman disposizioni

184^

dal celebre cardinal La in


di stato
il

presidenti, giureconsulti e cancellieri


si

bruschiui segretario
in cui dice:

con editto

de'tribunali di commercio. Tutto

Che persuaso

Papa, che un

ge nella Raccoltati, 1
p.

i, p.

35.

Ivi nel

12,

regolamento

di giustizia criminale e disci-

267

il

Regolamento per Vorganz'

plinale militare formato sulle basi delle

zazione stabile e disciplina della camera dicommercio d' Ancona,follo pub-

varie leggi e consuetudini anteriori, e sulle

norme

generali delle

comuni

vigenti,

Papa a'b ottobre 835. Nello slesso 1. 12, p. 63 si legge de' 25 luglio 835 l'editto ilei cardmalGamber'mi con l' Ordinamento della giurisdizione conblicare dai
1

avrebbe provveduto alla pi certa, uniforme e pronta amministrazione della giustizia medesima,approv il regolamento.

Ad
dizi

agevolare
noti solo

il

corso delle cause e giu,

tenziosa nelle materie amministrative.

criminali e disciplinari militari

il

Riguarda

le

congregazioni governative

Papa

conferm

al

tribunale mi-

delle provinotela congrega/ione del

buon

litare, suoi giudici e ministri, le facolt

im-

governo, la congregazione camerale, la congregazione di revisione, il consiglio su-

munitarie che gode vano attuai mente;


l'esleseancora a tutte
le altre,

ma
tri-

che godevai

premo. Di pi
interni, de'

a p.

128 si trova

il

dispacr

no o fossero per godere

iu avvenire

cio della segreteria per gli affari di stato

bunali ordinari comuni e loro ministri.

5 agosto 1 83 5, diretto a mg. uditore della camera sulla falsa opinione introdotta nel foro, che in virt del nuovo ordinamento sul contenzioso amministrativo tribunali debbano ritener1
i

Quanto

poi

all'

ecclesiastica

persouale, volle Gregorio

immunit XVI,che in aval ser-

venire non possa essere

ammesso

vizio militare alcun individuo

precedeu

tementeascritloallostatochiericale; e che

incompetenti iu tutte le controversie, che riguardano in qualunque modo l'insi

qualora, tacendo
lit,

il

medesimo tale sua qua


tutti
i

visifaceseammettere, s'intende ipso


privilegi cleri-

teresse diretto o indiretto de'comuni, delle proviucie, e della

facto decaduto da
cali
,

camera
1

apostolica.

debba essere considerato e


laica.

trat-

Indi a p.

37

vi

l'

editto del cardinal

tato

come persona meramente

Che

Gamberini

de' 18 agosto

83 5,

colle

Di-

se attualmente ne'ruoli della milizia


tilicia

sposizioni riguardanti la repressione de

pouesistessero individui precedenteinsigniti


sia

contrabbandi e di contravvenzioni alle


fcgg/(;rtfnrt//.ConessefiiislitoitoinRoma
il

mente
degli

della

tonsura
il

sia

ordini minori,
i

comand
nel

Papa,

tribunale della rev. camera apostolica,


r

che possano

medesimi,

perentorio
e ottene-

presieduto da mg.
diviso in

Tesoriere generale

termine
re,

di 2 mesi,

domandare

due

sezioni,

una per
le

le

cause di

re In loro dimissione del servizio milita-

1. "grado, l'altra

per

cause d'appello.

decorso un

tal

termine e non dimessi


s'

Con

editto del cardinal Tosti pro-teso-

volontariamente,
to

intendano decaduti

riere generale, de'7

Raccolta delle
diede

novembre 1839, leggi, nei t. 7, p. iq5


1

la
ci

da'detti privilegi. Comincia

le Disposizioni dirette alla repressione de' contrabbandi, e quelle sui giudizi contro medesimi. Mancava un codice penale militare perla Milizia poni

il regolamencon dichiarare: La giustizia criminale edisciplina militare ha per oggetto la re-

pressione de' delitti e delle

coutrawen-

zioni disciplinali delle persone militari, e

come

tali

dalla legge considerati.

La

par-

ed anco a questo provvide Gregorio XVI. Pertanto si legge nel t. 20,


tificia,
p.

tei." tratta: De'tlelitti e pene; delle cou-

travvenzioui disciplinali e punizioni.


parte a.' uel libro
i. tratta
:

La

77 della Raccolta delle leggi da

lui e-

Della pio-

T
dizi criminali in
gli di

II I

T R
lificio
tri

7
al-

cedtira criminale e disciplinale; de' giu-

palazzo

suoi decreti

(cos'i

pure

genere, ossia de' consi."


i

tribunali e congregazioni cardinalizie:

guerra di

istanza, d'appello, e
;

esisteva senza agire

anche

la

Segnatura
Il

speciali straordinari
li

de'giudizi crimina-

di grazia).

V'ha pure un
le

tribunale di

in ispecie,

vale a dire da chi sono

com-

commercio per

questioni mercantili.

posti e de'loro giudici; del ministero del

prelato Governatore di

Roma

tribunale
tore

cri

minale, composto dall' udidagli

prema direzione

di polizia,

ha la sued capo del

generale,

uditori di divisio-

tribunale criminale dello delGoveriiOjCol

ne, dagli uditori sostituti, dali.


rio, dagli

attua-

quale concordano nella

citt di

Roma

attuari sostituti, dall'archivi-

tribunali criminali dell'Uditore della ca-

sta e

da altri impiegati subalterni. 11 libro 2. tratta: Della procedura discipli-

mera, del Senatore o Campidoglio, e del Vicario nelle cose di sua competenza. Nel
palazzo

nale.

Segue
il

il

Bfgohitiiento per l'esecu-

Madama,

edificato dalla

famosa

zione delle pene e punizioni militali. Ter-

Caterina de Medici,sino dalla mela del decorso secolo venne fissata


za.
la

mina

Regolamento

di giustizia

crimi-

sua resideni

naie e disciplinare militare, colla ripro-

Per

la

Comarca
s.

poi e per lo stato

duzione delle facolt immunitarie accordate da Pio VI neh yg3 al tribunale militare e suoi ministri, confermate da Pio VII nel i8?.3, e da Gregorio Ti\ nel
1

giudicati sono riveduti dalla

Congrega-

zione della

Consulla

cio fra le sue

competenze ha la giudicatura criminale in grado di appello o di revisione, ed


il

842. L'avv.

della

romana

curia Pietro

tribunale esclusivo per lecause di lesa


il

Castellano nel 1837 pubblicando in Roma: Lo Stalo Pontificio ne'suo rapporti


geografici, storici, politici, secondo le ul-

maest; da'prelaii Ponenti componenti


tribunale vengono
visi in
tolti
i

giudici,

che
il

di-

due turni o camere formano

su-

time divisioni amministrative, giudiziarie

premo
le

tribunale di revisione o sia di cas-

ed ecclesiastiche,

sui tribunali e giuli

sazione,

come

lo

chiamano
).

francesi, per
i

dici di

Roma,

in

breve

dichiar

come

cause criminali

Molti sono

tribu-

segue

(fra parentesi

aggiunger (commisIl

nali di eccezione conservati nell' ultima

sioni pi. intrinseche).


cipale,

palazzo prin-

restaurazione, ed ha ciascuno

propri
I.

li-

ove

si

rende giustizia, quello di

miti giurisdizionali, siccome la

Inqui-

civili sono tratUditore d< Ila camera prelato presidente, da 3 prelati luogotenenti, da 3 togati consiglieri, e da 4

Monte

Cilorio. Gli affari

sizione,

la

Penitenzieria apostolica (la


l\e-

tali ini." istanza dall'

Cancelleria apostolica), la Dateria, la


verendaCtfWjf/'tfper
gli affari

che riguar-

dano

il

giudici uditori,
il

quali tutti costituiscono

minale:

Tesoro (anche con tribunale crichierici di camera decidono in


i

tribunale dell' A. C.

suddiviso in due

2." istanza le

cause riguardanti appalti

turni, coli' aggiunta di


le

due
il

assessori per

dazi, diritti del fisco eccessi

sono uno di
si

cause minori

(oltre

tribunale crimi-

qne'collegi e tribunali prelatizi che

ala

uno de'3 di Roma, ed oltre il militare). Per la citt di Roma poi cumulativamente si decidono anche dal tribunale del Senatore e de'suoi collaterali, non
nale,ch'

dunano

nel palazzo apostolico,

come

Rota, la Consulta ec), la Congregazione del buon governo per le vertenze co-

munali

(ossia

per

le

appellazioni de'co-

che dall'altro del cardinal Vicario. Essi conoscono anche gli appelli minori, ma le gravi cause subiscono nel famoso tribunale della s. Rota residente presso il sovrano gli ulteriori gradi di giurisdizione.

muni

dellostato nelle loro cause economile

che in 2/ istanza), e

Congregazioni del
della

Concilio, de' Vescovi e Regolari, dell' Im-

munit ecclesiastica
de'
ss. Riti,

Disciplina
s.

regolare, dell' Indulgenze e

Reliquie,

La Segnatura di giustizia emana dal pon-

ed altre molte (come quelle

58
s.

T RI
Usila apostolica, della
generaledeH'^r^w
rev.

TRI
Fabstabilito
tizie:

dello

un regolamento penale perle


il

tni-

brica di s. P/V//o,<lella Laurelana, la prefetlnra


e Strade, alla
i

migliorato

piccolo esercito sullipacifico degli stati

cicute pel
della
s.

buon ordine
i

quale
avanli

le

questioni legali riguardanti

la-

Sede;

regolamenti delle vie na-

vori die da essa dipendono, sono portate


le

zionali e provinciali rifusi: meglio ehiariti

congregazioni governative ini.'

quelli de' porti: accresciuta

la

mai ina

istanza; quindi alti prefettura generale in

nazionale.

tutte queste erano reali rireale prospe-

appello, e nella disparit di sentenza aranti


la

forme, die portarono una


i

Congregazione delC Acque


il

in

ita

negli stati della Chiesa;


si

imperocch

gradodefinilivo).Vi finalmente

prela-

fondi pubblici
gio altissimo:

mantenevano ad unsag*
circolazione del

toche nominasi Uditore Santissimo, per


di cui
i

la

nume-

mezzo emanano

in

talune materie
i

ratio in oro ed argento era


lissima:
i

abbonder

pontificii rescritti, a'quali tulli

trib-

capitali ut 'baiti e rustici cresciuti

nati di

Roma
j

e dello stato prestano ub-

di prezzo: la fabbricazione delle case, an-

bidienza

er altre leggi giudiziarie e di

pubblica amministrazione, decreiate dall'instancabile operosit di

che ne' paese! ti pi oscurilo incremento." La curia romana e quella dello stato pontifcio,

Gregorio XVI,
l'avverto

sinch regn Gregorio

XVI, fu

co-

unitamenle
ancora una
INel

alle declaratorie,

slituilaal

modogenericainenteoccennato.

volta, tulle

quante trovansi
si

nella Eaccolta
t.

d'ordine suo pubblicala,


della Civilt cattolica

cipali variazioni

6, p.

276

metodo le prinavvenute nell'odierno pontilcatodel Papa Pio IX, al quale arriferir collo slesso
licolo gi le indicai e

Ora

legge questo elogio di Gregorio


pontificalo di Gregorio

XVI. I1

meglio ne' luoghi


ri-

XVI

compren-

ove ne parlai, massime delleemanate dop


la

de tante riforme

in ogni
vi

ramo governa-

pubblicazione deM'articolo,couie

tivo e giudiziario, che

vorrebbero voInmiadeiiumerarleechiarirle.Sotlo esso

lever in carattere corsivo, e terminer

con dichiarare
dici.
II

gli

attuali tribunali e giu-

nuovo scompartimento delle provincie, nuova legge fondamentale per


J'ontefice
i

regnante Pio IX, tra'pi interessane


la

muniripii, legge che ampliava

il

nume-

ti

oggetti a'quali (ino da'primoi di del suo

ro de'corjsiglieri pi che in qualsivoglia

pontificato volse
de' suoi sudditi,
lecita e ietta

niente pel ben essere


fu quello della sol-

dava non poca indipendenza a'consigli ed alle magistrature, un tal sistema di elezioni da andare assai innanzi nella civile libert popolare: miova legge per le amministrazioni proviticiali,

altro reame, che

uno

amministrazione della gin-

stizia ne'ramicivileecriininale,conosi:ei>-

do appieno che le savie e ben ordinale leggi sono una delle pii valevoli guarentigie pel riposo e per la prosperit della
civile societ;

che guarentiva alle provincie le loro peculiari lavorazioni di strade, di orginature, di canali, di stabilimenti. Sotto
esso Pontefice nuovo codice penale pi conforme alle abitudini e alla educazione de' popoli, e pi allo a frenare la re-

quindi nell'agosto 1846

al

cardinal Segretario di stato affid czian-

dio

gli affini
i

della segreteria di stato in*

terni, cos'i

tribunali tornarono a dipen-

dcre dal segretario di stato. Nell'ottobre


poi non solo conferm
bili
la

cenle novit e corruzione di


inali ai
tifzii.

defitti e di

commissione d'a*

Ma, quel che pi monta-

giureconsulti istituita dal predecesso-

va e che pi
rio
di

si richiedevo, sotto Gregoebbe un nuovo regolamento procedura criminalee di procedutaci-

re Gregorio
gli

XVI,

e incaricata a proporre

XVI

si

occorrenti miglioramenti pel regolae pei'

mento penale
criminale;

quello di procedura

vile: ripristinata la

Congregazione di
le

re-

ma

volle eziandio estendete

visione [ter

le

entrate e

spese dello stato:

gl'incombenti della commissione medosi-

T
ma
e giudiziari per

II

TU!
impiegati in
altri tribunali,

59

dell'esame de'regolamenti legislativi


gli all'ari ci

come

rilevai

vili,onde

anche

questa pnrte legislativa venisse ulterior-

mente migliorata a norma


ni

dell'indicazio-

che

si

fossero avute dall'esperienza di


s

giugno 184? Pio IX istitu il consiglio de'ministi i. dichiarandone precidente il cardinal Segretario di stato ; venendo affidato all' Unell'indicato articolo. A' 12

pi armi nella pratica forense


uali
cie.

ne'lribu-

ditore generale della

camera

il

nuovo

diRoma,come

in quelli delleprovin-

ministero di giustizia, colle attribuzioni

Alla commissione pertanto che trova-

che

in

questa parte esercitava

il

segreta-

vasi

composta di que'prclati egiurecoui

rio per gli affari di stato interni; per fu

suiti,

cui

nomi

si

leggono nel n.89 del

Diario di

Roma

del

1846. aggiunse di-

versi altri stima bi li ed esperti prelati e giu-

reconsulti, ivi pure nominati. Si appren-

tribula s. Rota e tutti che aveano per capo un cardinale proseguirebbero a corrispondere colla segreteria di stato. Al cardinale camerlengo

dichiaralo che
nali

de dal n.2 del Diario di Roma del 84 7 che il Papa prendendo a cuore la retta e spedita amministrazione della giustizia
1 ?

si

conserv

la

prefettura del tribunaledelle altre

la

piena camera, e
1

tive.

prelati uditore della


di

camera

sue prerogae go-

punitiva

mentre

la
i

commissione

desti-

vernatore

Roma
,

cessarono dalle fun-

nata a esaminarne

regolamenti eia prooccupandosi, volle

zioni giudiziarie

s civili

che criminali,

cedura andava

di ci

comunque esercibilida

altri in loro
r

nome

facilitarne la via profittando dell'oppor-

e vece; egualmente mg.

Tesoriere cess

tunit di talune vacanze avvenute ne'diversi tribunali criminali di

dall'esercizio della presidenza della con-

Roma. Laon

de

coti

ordine circolare della segreteria di


1

gregazione camerale pel contenzioso amministrativo e del tribunale criminale


,

stato del

."gennaio, disposedi concentra


diviso in

dilla

camera. Tra

gli all'ari

re in

uno solo, ma
r

due

turni,

nel consiglio de'ministri,

da trattarsi furono compre-

cio iu quello criminale del governo, pre-

se le

nuove

leggi e

I'

interpretazione di

sieduto da mg. governatore,

gli altri

due

quelle in vigore. All'uditore della


ra fu concesso
il

tribunali pur eliminali, che perci resta-

proporre

le

camenomine dei

rono
fare

aboliti, dell'

Uditore della camera

presidenti e de'gindici de'tribunali civili


e criminali, de'presidenti e giudici de'tri-

e del Senatore di

Roma, come
I

stava per
lo

Gregorio
al

XV
E

se la

morte non
le

ra-

bunali di commercio nelle provinole, degli assessori legali


li,

piva

mondo.

perch

provinole an-

o giusdicenti, de'fiicailei

cora risentissero un vantaggio dalle paterne sue cure, giudic porre quelli delle

de'gindici processanti, dc'difensori

rei, de'cancellieri, di

due primari impie-

provincie sotto

la
s.

vigilanza del supre-

gati del suo ministero e del direttore delle


statistiche giudiziarie,

mo

tribunale della
i

Consulta.

questo

dovendo

la s.

Con-

inoltre die mezzi corrispondenti per com-

sulta comunicargli gli elementi per la parte

pilare una periodica statistica criminale, elemento necessarissimo a prevenire i delitti,

criminale. Inoltre

ce che sarebbe

il moto-proprio diprovveduto con partico-

investigandone le cause, ricercandone il numerOjdonde prender norma a quei miglioramenti di disposizioni, che le cir-

laridisposizioni alla presidenza del tribu-

nale del governo, alla presidenza del

tri-

bunale

dell' A.

C,

all'esercizio della giu-

costanze de'tempi e de'luoghi esigessero.

risdizione ecclesiastica nel

medesimo

tri-

Aflnch tutto corrispondesse alle ponti*


licie sollecitudini, fu

bunale, alla presidenza delia congregazio-

accresciuto conside-

ne camerale pel contenzioso amministrativo


,

inabilmente
altri in loro
s.

numero de' magistrati e sussidio, come i Ponenti alla


il

ed alla presidenza criminale della


apostolica,
il

camera

che venne effettua-

Consulla,

a' quali

assegn uditori gi

to col narrato nel voi.

LXXIV,

p.

34".

iGo

TRI
ricorso,
ni

TR
prelato che esercita

I
si

Ecco poi l'istruzione circolare emanata a'26 giugno del cardinal Gi/.zi segretario di stato, che ricavo dal n.53 del Diario
di

quando abbia luogo,


la

porter

presidenza del
della con-

tribunale. V.

La presidenza

Romae 1847.

" Coercntementea'

gregazione camerale pel contenzioso


ministrativo, attribuita a mg.
dal
r

amsar

14^4'
di

del moto-proprio sul consiglio e

tesoriere
"i,

sulle otti ihuziorii de'ministri, la Santit

25

dell'editto 2 5 luglio
r

83

Nostro Signore

si

degnata

di ordi-

esercitata

nare, che in via provvisoria e sino a nuo-

da mg. uditore del camerlengato: per compiere il numero de'5 votanti

ve disposizioni

la
I.

si

osservi

Il

tribunale del
di

quanto segue. Governo prender il

far parte del

la

congregazione

il

toga-

to giudice relatore nella sezione degli


pelli del

ap-

nome

Tribunale criminale di Roma; r presidenza attribuita a ng. governa-

tribunale criminale della

camei

tore dall'articolo

ganico e

38 del Regolamento ordi procedura criminale e dalle

ra apostolica. VI. Il tribunale criminale camerale istituito dal 49 dell'editto 8 agostoi 835 avr una sola sezione composta di

successive disposizioni, sar esercitata dal

prelato vice-presidente deh." turno.


stesso prelato eserciter
la

Lo

giurisdizione

economica specialmente attribuita a mg. governatore dal 735 del moto-proprio


1

4 giudici, cio d'un chierico di car mera presidente, di mg. uditore del camerlengato e di due togati giudici relatori nelle due sessioni attuali di prima
istanza e di appello. VII.

Lo

stesso tri-

10 novembre
de'rioni di

834- per decidere sui

ri-

corsi da' decreti de' presidenti di polizia

Roma.
il

II. Il

tribunaledell'A.

C
di

prender

nome

di

Tribunale

civile

bunale avr un giudice processante; quer sti dipender da mg. commissario della camera, che eserciter, o far esercitare dal meno anziano di nomina fra 'suoi sostituti, le funzioni

Roma;

la

presidenza attribuita a
1

mg/

di fiscale. Vili.

In

uditore della camera dal 3 2 del motoproprio 10 novembre i834 verr esercitata dal prelato
,

conformit del

54

dell'editto

8 agosto,
presso
il

uno

de'cancellieri segretari di o
1'

camera e-

a cui perla

medesima
il

Berci te r

officio di cancelliere

legge compete

il

dirittodi presiedere

i.

tribunale criminale; esso terr nella propria cancelleria e sotto


la

turno.
re dello

esercitata in

La giurisdizione ecclesiastica r nome e vece di mg. uditocamera da un giudice uditore e


III.

sua disciplina

gl'impiegati subalterni. IX. Il tribunale camerale residente in Roma ed trii

da due assessori, dovr esercitarsi provvisoriamente dal prelato attuale 3. luogotenente che siede
ce nel
f. "turno;

bunali criminali del le provincie giudiche-

ranno
ditto

in [.'istanza le

cause indicate nell'e-

come

semplice giudi-

questi giudicher perso-

18 agosto 1 835, e quelle pure che sono contemplate nel successivo editto dei
7

nalmente ed

in

proprio

nunciate ne' 370,

nome le cause e371,372 del suduno


de' prelati

novembre 1839 abbench commesse


,

al

giudizio inappellabile della sezione di


Il

detto moto-proprio: ne' casi d'impedi-

appello. X.

tribunale criminale di Roa

mento
latizia.

sar supplito da

ma

giudicher inoltre in 2. istanza tutcause giudicate ini.


.

giudici aggiunti della congregazione pre-

te le

grado da'trisi

Seder

in di lui

vece neh. "tur-

bunali delle provincie.


ze del tribunale di

XI. Dalle sentenappeller al

no un giudice

uditore, a termine del 3 16 del citato molo-proprio; nella con-

Roma

tribunale della

s.

Consulta; ed allo stesso


i

gregazione prelatizia seder

come 3.giu-

tribunale s'interporranno

ricorsi in via

dice un prelato giudice aggiunto. IV. La giurisdizione economica sar esercitala dal giudice uditore addetto attual-

di revisione ne'casi preveduti dagli articoli


1

5 e 6 del
1

citato

Regolamento orga-

nico e di procedura cri mina le.


te le

I.Tu t -

mente

a tng.

uditore della camera;

il

cause saranno decise sui risultameli-

TRI
ti

Cu

del processo

sci ilio,
il

senza che in vcrun


XIII. Continuele leggi

della camera, per soprintendere all'ammi-

caso abbia luogo

dibattimento o sia pro(j

nistrazione della giustizia civile e cri mina


le dello sialo.

cesso orale in udienza,

ranno ad essere osservale


li

attua-

pendenti
vili

tutti

Divennero perci da lui giudici tribunali,' ed


i

dici-

in tuttociche

sto de'

non contrario al dispoprecedenti. XI V. La presente


gli

e criminali,

governatori perla par-

te giudiziale, le rispettive curie, cancelle-

istruzione dovr tenersi affissa in tutti


uffizi

rie
fizi.

ed

officiali ministeriali co' relativi ofsi

amministrati vi e giudiziari di Roma e delle provincie". Col moto-proprio del


i.

Gli

attribuirono

le

domande in gradi

zia dirette al

sovrano per condonazione,


pena.

consiglio e senato di

ottobre 1847 sull'organizzazione del Roma, Pio IX ri-

diminuzione o commutazione

Le

inchieste di estradizione de'rei, rivolal

pristin la rappresentanza

comunale, sop-

gendosi per
l'estero
;

mezzo

del ministero del-

primendo
di

il

tribunale civile del Senatore,

le

domande
del

di abilitazioni alla
Il

e quello de'conservatori di RoSenato Romano, cessando la loro giurisdizione civile e criminale, anche sopra feudi baronali del popolo romano;

Roma,
e

difesa fuori
ossia
il

carcere.

6. ministro
si

ma

cardinale camerlengo,

diehiar

quello del commercio, belle arti, industria e agricoltura,

percia
di

come notai in detto articolo, ragionando del giudice delle mercedi questo fu
e
,

toposte
il

le

camere

lui furono sot-" commercio. Il 7. tu


il

ministrode'lavori pubblici, ossia

car-

conservato, ed attribuito colla sua cancelleria al tribunale civile di


ri

dinal prefetto dell'acque e strade, e perci

Roma.

In pa-

comprese
il

g' idraulici e le

strade.
il
i

Il

lem p cess deh ni li va mente la Congregazione cardinalizia economica, istituita per discutere quanto si riferiva ad oggetti di pubblica economia in via legislativa, poich lesueattribuzioni giada molto tempo erano passate alla segreteria per
gli all'ari

9." fu

ministro di polizia, cio


di

goverdelitti
si

natore
bui
le

Roma, per prevenire


le

e
-

reprimerli, e fra
la

altra cose gli

altri

superiore direzione disciplinare del*

carceri di
titoli

Roma. Perci cessarono


ili

gli

antichi

alcuni ministeri, e nel sefu secolarizzato quellodel-

distalo interni. Col nolo-proprio

guente gennaio
le

de'

i4llobrei847,

sulta di stato, della

Papacre una conquale parlai a Tesoil

riere, per coadiuvare alla pubblica

ame di-

ministrazione e risiedere in
visa in

Roma,

sezioni, lai. "delle quali legale e

legislativa,

onde compilare, riformare


le leggi,

armi e poi altri nel febbraio. A.'i4"iarzoi847 Pio IX pubblic lo statuto fondamentale pel governo temporale degli stati della s. Sede, con forme di politico reggimento costituzionale di sistema rappresentativo, con due consigli o camere
deliberanti, cio l'alto consiglio e
il

modi care
11

qualificati affari dii.

consi-

ordine: presso
bilito

la

consulla di stato fu sta-

glio de' deputali; frale loro attribuzioni,

col

un corpo di uditori. Indi Pio IX moto-proprio de'29 dicembre 1847

assegn quella di proporre, discutere

e votare tutte le leggi in materie civili,

sul consiglio de'ministri, questi

ment

da 7 aua 9, e dichiarandoli responsabili, con segretario e uditori fra le loro at:

amministrative e governative, dovendo approvarle il sommo Pontefice per avere forza di legge. Fra gli affari che furo-

tribuzioni
delle leggi.

fu
11

ingiunta
2.diessi fu

la
il

proposizione
tninistrodelle

no interdetti
ro
rie

a'

due

consigli,

si

compresecontra-

gli ecclesiastici

o misti,

le leggi

l'inlerno, a cui

furono riunite

altribu-

zioni della congregazione del

buon gover-

a'eanoni e disciplina della Chiesa, le relazioni diplomatico-religiose della s. Seec.

no,

la

qualecess d'esistere co'prelali suoi


essi fu
il

de all'estero,

Inoltre collo statuto

il

Ponenti. Il 4.di

ministro di gra-

Papa

istitu

il

consiglio di stato, con


i

un

zia e giustizia, carica conferita all'uditore

corpo di uditori, per redigere


1

progetti

voi. LXXX.

tfa
di legge e
i

TRI
regolamenti d'amministraziotifico nel

TR
5 ministeri per
la

sovrano nome l'ordinamento dei


pubblica amministra-

ne pubblica, dicbiarando che con apposita legge gli si poteva conferire il contenzioso amministrativo. Nel giugno
1

zione delio stato, cio dell'interno, di grazia egiustizia, delle finanze, del

848 a

commercon

vendo

due

consigli deliberanti aperto le


,

cio e lavori pubblici ec, e dell'armi,

ordinarie, sessioni

cess l'esistenza della

facolt di proporre le

nuove

leggi e san-

consulta di slato; e nel settembre furono

zionate diramarle, con potere disciplinare.

ampliatele attribuzioni del ministero del

Dicbiaressere

il

cardinal Segretario

commercio. Nel novembre scoppi

in

Ro-

distato l'organo so vrano,anche nell'emanazione degli


alti legislativi, e
il

la terribile e vergognosa rivoluzione, che costrinse a riparare nel regno delle due Sicilie il Papa Pio IX. L'anarchia

ma

presiden-

te del consiglio de' ministri; e

che

tri-

bunali e giudici di giurisdizione misla e


di giurisdizione ecclesiastica residenti in

con promulgare
1

colmo, e fin romana ai 9 febbraio 849. Quanto precede, accompagneseguj la deplorabile epoca, lo racsuccessivamente arriv
la

al

repubblica

Roma e

nelle provincie corrispondano col

medesimo

cardinale. Al ministro di gra-

zia e giustizia

furono confermate

le

at-

contai ne'ricordali articoli e negli

altri ri-

tribuzioni suddescritte, pei l'amministra-

guardanti

la

Sovranit della
al

s.

Sede.

zione della giustizia civile e criminale; la


raccolta periodica delle leggi e atti di go-

tribunali civili, criminali ed ecclesiastici

furono soppressi o alterati


cato ne' memorali luoghi
,

modo

indi-

verno, da pubblicarsi almeno in ogni


mestre;
la

tri-

e dettagliata-

polizia e la disciplina dell'oral

mente

nel

Monitore Romano, giornale


repubblica. Per
l'in-

dine giudiziario. Rimase addetto


consiglio fiscale per
;

mini-

officiale dell'infausta

stro delle finanze, succeduto al Tesoriere,


il

tervento delle potenze straniere


10 slato fu liberalo da'faziosi
ri,

Rma

gli affari

con-

ripristinando

il

dominatoprincipato temporale

tenziosi

ma

dovr prestare l'opera sua


i

negli affari di tutti


sto. Esiste

ministeri, se richie1

del

quale nel luglio 1849 affid a 3 cardinali con titolo di commisil


il

Papa Pio IX,

sione governativa di stato

riordinamen-

congregazione criminale camerale, presieduta da mg. decano de'chierici di camera, comunque il

ancora

la

quanta romanomessa. La commissione .ninnilo le leggi e disposizioni emanate da'ribelli dal 6 novembre 848 in poi; rito della cosa pubblica, tutta

personale de'giudici togati, e


alla cancelleria criminale

gli

addetti

vesciata e

abbiano subite
gli

molle innovazioni; mentre mancando

uni sono in oggi sostituiti per turno dai


giudici togati del tribunale criminale d

pristin

tribunali e

giudici e altri imsciol-

piegati dimessi dal

governo intruso;

Roma,

e gli altri sono stali riuniti al mi-

se le autorit municipali, e fece elegge re

nistero di cancelleria dello stesso tribunale. Nello slesso giorno 10 settembre


il

dai

presidi

delle
11

provincie provvisorie

commissioni.

Papa che dal suo soggiora quello di


istitu
il

cardinal Anlonelli pubblic

la

legge sul
presi-

no

di

Gaeta era passalo

Porconsi-

tici,

a'12 settembre 1849

nominato consiglio di stato, la cui denza venne attribuita al cardinal


trattarsi dal consiglio
terie
le

segre-

glio di stato pe'pareri de'progelli di leg-

tario di slato; dichiarando che gli adori

da

ge, e l'esame d'ogni

ramo

di

pubblica

riguardavano ma-

amministrazione; promise riforme e miglioramenti sull'ordine giudiziario; ed ai 12 aprile 18 'io felicemente rientr in Ro-

governa ti ve

animi lustrali ve,e quel\ fece

dell'amministrativo contenzioso. A'22


1

novembre 85o/Vo /
cardinal Anlonelli
ri parti

pubblicare dal

ma. A' io settembre


to dal n.2(>9 del

\\

cardinal Anlonelli

la

legge sul governo e

pro-segretario di stato, con editto riporta-

mento

delle provincie e sull'am-

Giornale di Roma, no-

ministrazione provinciale, avendone da-

TR
to

TR

i63

un cenno Dell'indicato articolo, riportando l'alto il n. 272 del Giornale di Roma del i85o. Ed il n.274 riprodusse la legge de* 24 novembre, sui comuni e
rappresentanze
pontificio,

Giornale di Roma, con disposizioni per porre in armonia colle nuove leggi organiche delle provincie e de' comuni, I' e*sercizio della giurisdizione contenziosa negli affiiri

municipali

dello

slato

amministrativi, ritenuto
t

il

dispo-

onde ne

parlai a Priore.

A'3o
Fo-

sto del

della legge de' io settembre


le

furono soppresse
bunali
di
civili

le

giurisdizioni de' tri-

i85o, riguardante

attribuzioni del mi-

e criminali residenti in

nistero dell'interno, che presiede all'am-

ligno e Loreto, .venendo riuniti a quelli

ministrazione provinciale e municipale,


le

Perugia

e.di

Macerata. Qui nolerche


fu separata dal ministela

autorit governative delle stesse pr

nello stesso

mese

vincie,

ed

governatori, salvo

il

disposto

ro dell' interno

direzione generale di

del

24 del

ministero di grazia e giustizia,

polizia, e ripristinata in

un prelato l'imgenerale di

portante carica
polizia,
nistri,

di direttore

indipendente dal consiglio de'midirettamente dal sovrano e dal


direltoredi polizia, clie

quanto alle funzioni giudiziarie a cui sono sottoposti. Pertanto nel cap.i. si dichiara:!! contenzioso amministrativo continuer ad essere separato e distinto dal

ma

cardinalsegretario di stato presidente del

contenzioso giudiziario/m conformit delle leggi vigenti. Gli alluri

medesimo. Per
to

il

appartenenti

al

per disposizione di legge dipende incer-

contenzioso amministrativo saranno conosciuti e decisi dalle magistrature indi-

modo

dal ministero dell'interno,

non

pu

dilungarsi da tale regolamento, e per

cate nel 2. capitolo.

Il

3.

riguarda

il

con-

questo mezzo trovasi a contatto col consiglio de'ministri, e poi


stesso.

tenzioso amministrativo delle provincie


e de'comuni;
il

ne fece parte

egli
l'al-

4- 'a procedura;
il

il

5. le

Al ministro dell'interno rest

disposizioni speciali;

6. le disposizioni

ta direzione della polizia di lo stato intero,

Roma

etici

transitorie e generali.

Neh 853

al

mini-

attribuzioni
gati politici.
le di polizia,

la
Il

come rimasero nomina di tutti

fra le sue

stero dell'interno fu riunitoti ministero di

gl'impie-

grazia e giustizia, e perci torn ad esso

prelato direttore genera*

l'amministrazione della giustizia

civile e

sebbene abbia l'udienza direttamente dal Papa, ed abbia ora luogo


nel consiglio de'ministri, dipende in qual-

criminale. Gli fu data abitazione e resi-

denza
ria

a'

suoi

uffizi

nel palazzo della

Cu-

Innocenziana. Notai ne' voi.

LXVII,

ebe

modo

dal ministro dell'interno, per-

p.

325, e L1X,
i

p.

271, che nell'odierno

cb questi sarebbe la competente autorit cui dovrebbe ricorrere cbi si trovasse gravato d' una risoluzione presa
dalla direzione generale di polizia. Dipoi mg.' direttore generale di polizia fu insignito della qualit di ministro e della carica di

pontificato

superstiti baroni rinonziaro-

no alle loro giurisdizioni ebe intralciavano l'azione governativa, e lo rimarcai pure ne'di versi luoghi baronali; onde cessa-

rono del tutto

le

curie e giudicature ba-

ronali del feudalismo nello stato papale.

Vice-Camerlengo, z gli

fu conces-

che

utili

miglioramenti, massime mosi

sa la residenza nel palazzo della

Curia Ingenera-

rali e religiosi,

operarono

nelle Prigio-

nocenziana,in uno a'suoi

uffizi di polizia,a-

ni, lo

rimarcai altrove. Ecco poi Io stalo

\endo cessalo
le

di abitarvi l'uditore
il

presente de' Tribunali di


si

Roma, quale

della camera,ed

ministro delle fnanuffizi

offre nelle officiali

Notizie di

Roma per
in

ze,questo passato co'suoi

nel palazzo

Vanno i856.
sivo,

Basta l'indicazione

cor-

gi del governatore, ebe con dettagli descrissi

perch rammenti ove ne


il

trattai,

ma

a Tesoriere. A'2 giugno

85
1

1 il

car-

se olire

gi fin qui narrato, occorreranli

dinale Anlonelli pro-segretario di stato

no schiarimenti,
gli articoli

far

onde supplire nle

pubblic

l'editto, riportato dal u.

26 del

pubblicati innauzi

discorse

164
riforme
civili

TRI
e criminali;

TRI
avendo
gi rile

sostituito al ministro di grazia e giustizia


riferito dalla Civilt

petuta mente narralo quali sono

ron-

neh85i, tempo

in

gregazoni cardinalizie e quali le segreterie pubbliche di giurisdizione mista, tanto di criminale che di civile, non che
la giurisdizione del

cui esisteva tal ministro), al quale appar-

tiene la
tutti
i

nomina

di essi giudici laici e di

subalterni, e soprintende in tulio

Prefetto de*ss.
,

Pain

e per tulio alla loro disciplina. L'ai Ira se-

lazzi apostolici ec.

ed oltre

gli articoli

zione di giurisdizione mista ed ecclesiastica

che ricorder, ne riparlai ne'relalivi e

quelli de'loro magistrali e ofliziali. Ripor-

si

e si compone di 3 prelati giudici, chiama non pi tribunale dell'A. C,


,

ter l'ordine de' Tribunali secondo quello delle stesse Notizie.

ma
sti

congregazione prelatizia.
prelati

Tribunali. ."Trii

Due di quesono presidenti della sezioneci-

bunale della Penitenzieria apostolica. 2. Tribunale della Cancelleria apostolica. 3. Tribunale della Dateria apostolica. 4- Tribunale della sagra Rota Romana. 5. Tribunale della reverenda Camera ap).?fo//c77.6. "Tribunale supremo della Segnatura di giustizia. rj. Tribunale del cardinal Vicario di Roma. 8. Tribunale civile di Roma. Si compone: per le caua se ecclesiastiche ini." e 2. istanza, d'un
prelato giudice deputato. In

vile,

ma questo non toglie nulla alla dipendenza che in detto ramo civile mantengono pienissima dal detto ministro. li
3. prelato poi, collega

de'due presidenti
le

civili,

giudica ini." istanza tutte

cause
con-

ecclesiastiche e miste.

Se

la

somma

troversa inferiore agli scudi 5oo, l'appello devoluto alla


si le
s.

Rota romana. Coil

curie vescovili hanno per

lato ci-

3/

islanza,

della congregazione prelatizio, la

quale

(ormasi del presidente, di due giudici, e


di
le

un giudice singolare, col titolo ili vicario generale. Dal giudizio di questo dato l'appello ad arbitrio de'soccombenti alla curia del metropolitano rivile ini. "istanza

due giudici supplenti,


cause
civili laicali,
1

tutti prelati.

Per

spettivo, o a'tribunali di

Roma,
alla

cio alla
s.

.lurno: del prelato

congregazione prelatizia od
giusta
di qui
il

Rota,

presidente, e di

togati

due

consiglieri e

valore della causa appellata.


la

due

giudici uditori; i. turno: del prelato

che

dipendenza

non dipenden-

vice-presidente, e di
glieri e

togati

due

consi-

za de'tribunali dal ministro dell' interno

due

giudici uditori. Assessori e

deriva sempre dal gran principio della


giurisdizione ecclesiastica.

giudici economici,

due togati. Giudice reil mentovalo prelato presidente e per esso un togato uditore. Per le cause delle mercedi un togato. Quevisore

Ove la giurisdicivile,

economico

zione e

la

materia puramente
a' rescritti, alle
il

quaalle

lunque tribunale deve uniformarsi


emanazioni,
ta in

declaratorie

sto tribunale risiede nel palazzo della


ria

Innocenziana

Cucomech succeduto a
La
Civilt cattolica,

del dello ministro,

quale parla o decredel consiglio di sta-

ragione dell'udienza sovrana o del

quello dell'A. C. ossia dell' Uditore generale della camera.


t.

consiglio de'ministri
to. g.

Tribunale

6, p. 4 2 7> di la seguente nozione del tribunale civiledi Roma. E diviso in due

pone del due giudici supplenti. Cancelliere


cancelliere per
le

Commercio. Si compresidente, di due giudici, e di


di

e vice.
il
1

puramente civile, l'altra eca clesiastica e mista. La i. sezione civile si divide in due turni, presieduloognuno da un prelato, e gli altri giudici sono laici. Questi due turni giudicano semplicemensezioni, l'una te le cause fra

cause ecclesiastiche. No-

taro pubblico e vice-cancelliere. Per

e 2. turno: cancelliere, vice-cancelliere e

notaro pubblico. Per


le

gli assessori e

com-

mercio: cancelliere e vice-cancelliere. Per


cause
in

meri

laici,

e per questo ra-

economico e delle mercedi: un

mo dipendono totalmente dal prelato uiiuiblro degli allari di sialo micini (l'Ito

giusdicente. 10. "Tribunale criminale di

Roma.

Si

compone

del prelato prcsiden-

TR
le e del prelato
di consulta, e di

T
st
il

11

i65

vice presidente Ponenti

due
il

turni:

i.

ha 3 giu-

dici togati, oltre


trettanti
il

prelato presidente; alil

2.

oltre

prelato vice-presi: il

conoscevano altre vacanze, neppure per Pasqua e per Piatale, procedendo in tutti giorni, tranne due eccettuali. Imperocch quotidianamente giudici doveai

dente. Procura generale del fisco


scale generale,
il

fi-

no onninamente

recarsi al tribunale per

sostituti fiscali generali,

cancelliere.
<\e

Procura de'poveri: l'avvo-

cato

poveri,

procuratori de' poveri,


il

dare evasione a quelle cause e reclami che si fossero presentati, per cui dissi a Feria, che nelledomeniche agivano in Ro-

3 procuratori de'poveri aggiunti,


curatore de'poveri per
sollecitatori de'poveri.
la

pro-

ma

il

giudice de'mercenari, e

il

tribuna-

carit, e

due

le della s.

Consulta,

La congregazione
si

tralasciai di

a questa aggiungere anticamente. In

ma quanto

cardinalizia della
6talo, e
ti

s.

Consulla ora

con

tale articolo discorsi delle ferie forensi

an-

pone: del prefetto cardinal segretario di


di. altri
i

cora e de'tribunali, delle diverse loro specie e

a cardinali; di 14 prelail

Ponenti, fra'quali

presidente del
il

trivi

zioni. Sulla

denominazioni, colle debite distins. Consulta la citata Civilt


il seguente schiarimentengano presenti ricordati 4
i

bunale > gi Segretario di Consulla,


ce-presidente del
2.

cattolica riporta
to;

turno,

il

presidente
il

ma

si

del tribunntecrimnale di
ce-pi esidenle di questo;
prelati supplenti.

Roma, ed
di

vi-

miei articoli, e
ter, ne'quali
ri.

gli altri

che poi

rammen-

non die
il

due

La

detta congregazione

ne ragionai con particolaLa Consulta era in aulico una con o "re

tribunale di consulta

tribunale su-

gazione mista di cardinali e di prelati, e


trattava per separate cancellerie negozi
giudiziali

premo d'appello, ed insieme di revisioprelati ne delle materie criminali , ed sono giudici nelle cause politiche e di lei

ed amministrativi. Senza per-

derci nella storia di sue variazioni (da ine

sa maest: la cancelleria del tribunale

ri-

siede nel Palazzo della Consulta. Nello

due altri tribunali d'appelche criminali, uno in Co* logna e l'altro in Macerata: da questi tribunali si appella a quello supremo della
stato vi sono
io,

tanto

civili

diremo che Regolamento di procedura de'5 novembre! 83 1, essa rimase divisa in due rami. L'uno giudiziale in grado d'appello e di cassazione suprema per tutte le cause criminali, non
riportata ne' luoghi citati),

a'tempi nostri, cio dopo

il

s.

Consulla, in via di revisione.

Il

tribunelle

che

di

tribunale esclusivo per cause sani-

nale criminale di
ziana ossia di

Roma

si

aduna
il

stanze del palazzo della Curia Innocen-

Monte

Citorio; ed
Io pi

tribu-

nale della

s.

Consulta per

si

aduna

nelle stanze del palazzo pure Innocenzia110,

ed alcune volte nelle stanze del Padi residenza sovrana. Tain oggi

con una cancelleria tutta propria. Questo ramo composto di due turni o camere, che coniano 6 giudici per ciascuna, compresi due presidenti, e vi appartengono il fiscale generale, suoi sostituti, non che
tarie di Pestilenza, e di lesa maest,
i
i

lazzo apostolico
le

l'avvocato generalede'poverico'suoi procuratori.


giudiziale, e perquesto lato

adunanza

la settimana, cio
1

."turno, ed

il
il

ha luogo due volte venerd si aduna il marted il 2. quantunque


il
,

Questo ramo esclusivamente si rannoda col

ministro dell'interno. L'altro

ramo

della

anticamente
per
i
il

tribunale della consulta


all'ari

consulta amministrativo, e riguardava

disbrigo degli
il

agiva in tutti

giorni, eccettuati

solo

marted ultimo
1."

pure sino ad oggi le carceri e luoghi di condanna, e tuttora lutti gli affari che si

di Carnevale,

ed

il

Venerd santo. Tali


il

comprendono

nella pubblica sanit, co-

giorni lepidamente furono chiamati, del

me conservazione
damento regolare
cie,

de'bosehi e foreste, andelle speziarle o

Demonio, il 2. del Signore, a motivo che nel tribunale della Consulta non

farmari-

ispezione di paludi, piantagioni di

166
tale

TRI
Per
con-

T
la

II

saie, sanila de' porti e de'lazza ietti.

ramo direttivo

sanitario esiste

gregazione speciale, non diversa dallaCo/j-

perocch annunzi il Giornate eli Roma de'22 marzoi856, che il Papa a veu .nor minato mg. Antonio Barn bozzi, allora
delegato apostolico di Velletri
,

gregazione speciale sanitaria tranne al-

a diret-

cune modificazioni; poich oggi comprende la direzione generale di sanit, e fino al presente anche carceri, case di condanna e luoghi di pena, divisa in due sezioni.

tore generale delle carceri e case di con-

danna. La Civilt cattolica diede questi


schiarimenti, a'quali ne aggiunsi
le

altri col-

Notizie

deh 856, per dimostrare che


vi

La

sezione della sanit marittima e


il

in

Roma non

ha alcuna confusione

di

continentale ha per presidente

prelato

all'ari
ri.

giudiziali, amministrativi e sanita1

prelati

ministro dell'interno, e ne fanno parte i presidente del tribunale della s.


Consulta,
il

decano de'ponenti vice-pre-

sidente del i. "turno dello stesso tribunale,


l'uditore del camerlengato, l'assessore della direzione generale di polizia, 2 consiglieri,

Dappoich nel 85 pretesero alcuni malignamente censurare con assurdi il governo pontificio e il principato civile de' Papi, specialmente in al1

giornali di

cuni punti del suo sistema e organismo

3 medici e

il

segretario.
fino

La sezione
ad ora
a-

carceri e case di

condanna

vea ingerenza sulla disciplina delle carceri,

declamando che il governo temporale della Sovranit della s. Sede, per escludere le riforme non sar mai un governo tollerabile finch non sia costigiudiziario, e

case di correzione e di condanna, e luo-

ghi di pena di tutto lo slato, e n'era presidente


il

tuzionale, per essersi abrogato lo Statuto fondamentale del 1849. Laonde la Civil-

prelato presidente del detto


s.

tri-

t cattolica nel detto


scrisse

t.

6, p.

272

e 4 7,

bunale della
uee Notizie

Consulta,

come

si

legge
il

una bella e veridica confutazione

eli

Roma

per l'annoi 856,

intitolata:

Nuove

risposte a' vecchi cenPontifcio. Colla storia,

quale quando
ve

si

trattava di affari di grail

sori del

Governo

momento
la

nulla eseguiva senza

con-

e particolarmente con

snso e

direzione del ministro dell'in-

medesima maniera colla quaoperava nel pontificalo di Gregorio XVI, Ira il segretario della s. Consulta
terno, nella
le si

Pio I' operato da VI, Pio VII, Leone XII, Gregorio XVI e Pio IX, dimostr ignoranti calunnie e maligne menzogne lecritichelanciate dal

il

cardinal segretario per

gli

affari di
si

giornalismo con esorbitanze gratuite, e la pi sfacciata impudenza; travisando le disposizioni legislative,sca inaiandone
il

.Malo interni. Pertanto allorch

nomil'anti-

sen-

na

la s.

Consulta non s'intende pi

so

ed esagerandone
coli'

gli

estremi stranadi

ca congregazione misto,
il

ma

veramente

mente,

intendimento

snervare
la

la

tribunale supremo di appello e di cassa-

Chiesa, e per conseguenza snervare


ligione colle teorie cos

re'

zione criminale, tribunale prelatizio che

chiamate d'indi-

esclusivamente attende a'negozi giudiziari.


ti

pendenza
il

Quando

poi erano negozi riguardan-

moderazione, esigendo che Papa abrogasse tulio il diritto canonie di


ecclesiastico.

carceri e luoghi di condanna, erano esspediti dalla segreteria,


s.

coed

La

specialit tutta sin-

si

e non gi dal

golare del governo pontificio ha reso utilissime e talora indispensabili alcune particolarit

tribunale della

Consulta; e finalmente
la

quando riguardano

sanit pubblica, e-

nella

rnanano dalla congregazione speciale di sanil.Adunque,quanlo alle carceri e luoghi di condanna, ora la direzione stala
staccatu dalla

delle quali indarno

macchina governativa, si cercherebbero le


ne vogliano portar

somiglianti in altri paesi. Di qui avviene

che coloro che

di fuori

Consulta, e venne attribuita ad un prelato speciale sotto la dis.

giudizio dovrebbero cominciare dal lo studiarle penetrandone le cagioni nienteme-

pendenza del ministero dell'interno,

lui-

no che gli

effetti. Nella

Statistica del

848,

T
ili

11 I

T
p.
1

LI I

167

cui parlai nel voi.

LV1I,
il

53, e

al-

Cecconi, attuale assessore e giudice eco-

trove, fu calcolato, che


zia e giustizia,

ministero di gra-

ed
si

tribunali di

Roma

delle provincie,

individui, de'quali
secolari
, i

componevano di 986 5q ecclesiastici e 927


1

nomico del tribunaleciviledi Roma. Queprosegu l'annua compilazione nel modo e forma identifica del padre, onde abbiamo il Repertorio per gli anni successti

primi lucrando annui scudi

sivi

dal

843, inclusive

a tutto

il

854,

di

56,34

,i

secondi 246, 074>Nel 8 17 l'avv.

tutta di lui redazione, encomiata e interessante.

LuigiCeccoui cominci a compilare e pubblicare in


il

Dappoich a voler dare un

ge-

Roma,

con privilegio esclusivo,

netico cenno di tale opera, dir ohe dessa contiene a guisa d'indice ragionato e

Repertorio generale d giurispruden-

za de Tribunali Romani, di cui abbiamo 37 volumi di pregievole importanza, siccome chiaro nella giurisprudenza non
,

per ordine alfabetico


i

tribunali della

s.

le massime tutte che Rota e della Segnatu-

ra

annualmente esternano

nelle loro au-

meno che

nelle scienze e nelle lettere, coil

me

dichiar in una circolare

cardinal
stato in-

Mattei segretario per


gio.
le

gli affari di

ancora talune delle principali chesi emanano dalla s. congregazione del Concilio e dal tribunale di
torevoli decisioni; ed

terni, ora sotto-decano del sagro colle-

Consulta; e

le

une come

le altre col te-

Tra

le

sue opere

cpii

ricorder queli

sto apposito e succinto di ciascuna deci-

sulle

Cenni notate nel voi. LI, p. 33, ed a litiche Leggi Etnische, Roma 838;
1
i

sione, a

conferma delle massime medesinell'articolo Diario di

me. Gi

Roma,

del

non che Cenni siili' abbate Ottavio Sacco,


te

quale riparlai a Notizie del giorno ed a


nel riferire alcuni periodici chesi pubblicavano in Roma feci onorevole menzione del Giornale del Foro in cui si raccolgono le pia importanti regiudicate de' supremi tribunali di Roma e del,

Roma 1842, come relative al presenargomento. Poich gli etruschi, che celebrai a Toscana seppero per se stessi
,

Roma,

crear leggi alla religione assai giudiziosa-

mente

collegate,

-e

vuoisi per indubitato


le

che dall'etrusco legislazione


Nuina e
i

apprese re

lo stato pontificio in

materia

civile,

com-

le fece

conoscere a

Roma, men-

pilalo dal d. r Bartolomeo Belli. Questa


utile

romani ricorsero a'falisci popoli di tre Toscana per avere il gius feriale e altre leggi onde supplire a quelle delle XII tavole.

compilazione
1
1

il

eh. raccoglitore l'in-

Quanto

al

Sacco, fu per

la

sua

vir-

cominci nel 8 7 e tuttora la prosiegue. Inoltre abbiamo del medesimo: Compendio decennale del Giornale del Foro dal
i83c)<z/i 849, Roma i85o. Appendice al Giornale del Foro, cio Raccolta dileggi,ordinanze, regolamenti e. circolari del
lo stato pontificio,

t e zelo a favore de' poveri campestri mercenari, che Urbano Vili istitu a loro

vantaggio

la

giudicatura Capitolina, che


si

dal benemerito promotore

disse giuil

Roma

1848. Rivista

dicatura delVab. Sacco, ossia

giudice

di legislazione e di giurisprudenza, Ro-

delle mercedi o de'mercenari; uffizio che

ma 85o.
1

Si legge nel

n.i5i del Giornail

avendolo esercitato con indefessa carit


il

le di

Romai855,che

Papa Pio IX, semle utili

Cecconi, nel parlare della carica nel voi.


I

pre intento adineoraggiare


se,

impre-

LX

V,

p.

1 ,

gli resi giustizia.


1

Passato a

per organo di
si

mg/

ministro dell'inter-

miglior vita nel

843 l'avv. Cecconi dopo

avere per 27 anni atteso alla compilazione del Repertorio di giurisprudenza, Gregorio

XVI

per

la

benignit colla quale lo


le utili In

compiacque di conferire una medagrande dimensione colla epigrafe Benemerenti al procuratore rotale Bartolomeo Belli, pel Giornale del Fo-

no

glia d'oro di

riguardava, conferm

concessioni

ro, periodica pubblicazione, che incominciata

da

lui

conseguite, per

continuazione
avv. Felice

da

lui fiuo dal

18 17,

si

va conti-

del Repertorio, al

degno

figlio

nuando con molto senno

dal compilalo-

iG8

T R

T R
sa

ree con granile utilit di chi attende agli


studi della giurisprudenza. Nel

conimi maggiorenti, contro


ilei

la

concus-

Dullarium

sione degli usurai, e contro


de'consoli e
la plebe,
cie.

le ingiustizie
i

Romanum, come ini andai giovando, si immurano una copiosa serie di bolle, brevi, costituzioni,
fi,

senato, cio

tribuni del-

poich ve ne furono di pi spesi

moto-propri e chirograche dimostrano la perseverante solle-

Tribunato, Tnbunatus,

chiam

la

dignit del tribuno. Dice Biondo da Forl,

citudine

deT

api pe'tribunali di

Roma eccon acla

nella

Roma trionfante,
il

clesiastici, misti, civili, criminali,

roiie,
i

che deriv

nome di

affermare VarTribuni, per-

cogliere que' miglioramenti, che

serie

de'lempi e delle circostanze suggerivano a vantaggio della giurisprudenza. Non potei citare le disposizioni di Gregorio

ch tribuni militari creati daRomolo per la Milizia, sul principio furono tre solamente per ogni legione,! quali si creavano
e

XVI, che si conterranno

nel

Bullarium,

maialavano negli eserciti dalle prime tre r Trib (f .) Ratniieuse, Tatiense e Luce-

perch ora se ne comincia la stampa; ma credo nondimeno d'avere esaurito l'argo-

rense. Inoltre
Celeri,

Romolo cre

il

tribuno dei
i

Raccolta delle leggi ecAY\ scrittori summenlovatisu'tribunalidiRoma aggiunger: Marta, Traclalusde Tricolla

mento

Tribunus Celernnt, cio comandanti del corpo de' celeri, ossia guardia di Romolo, composta di 100 giovani dei
pi
distinti.

Questi Cavalleggeri comanre di

bunalibus Urbis,
bus,

et cornili

praeventioni-

dati dal proprio tribuno, furono assai sti-

Uomae i58g.
i

Pacti,

De judiciaria

mati; ed

il

tribuno sotto

Roma

eser-

form ula Capitoliti Fot 7,Romai\ Elenchus Cougiegalionum, Tribunalium,el Collegioruut Romite alphabetico ordine digeslus. Acccdil

cit la principale autorit nel!' esercito;

espulsi

re,

il

duce della cavalleria ebbe


i

la stessa

potenza sotto

dittatori.

tribu-

Catalogus Cardinalisnec non eorumdem, qui de praeseuti sunt ordinimi regularium prolectores , ac SyllabiisSigiialuraeGratiaeelJusliliaeVotati'
tinn

ni del

popolo o della plebe, Tribuni Pie-

parimenti furono 3, e creati dalla piehe per difenderla ne'suoi diritti e in tulloci che a suo pregiudizio poteasi attenbis,

ac Refel endarior um , Romaei 722. Fra nciscu s G beri us, Index Tribuiialium,

tare da' consoli

dal senato e da' nobili. del popolo

Alcuni
simo;

li

chiamano magistrati

aliorumque congressuum, qui in Urbe fieri solent Romae 644- Luigi Vasselli, Formolario di tulli gli atti di procedura civile analogamente al codice pubblicalo con molo-proprio de '22 novembre 1817, Roma 1818. A v v. Filippo Carillo, Del privilegio spelCongregatioiiuin
,
, 1

romano

e magistrato sedizioso e audacis-

altri

sostengono che non ebbero

la

dignit magistrale, sebbene ne riconosca-

no

la

potenza, l'influenza e l'importanza


I

nella repubblica.

tribuni della plebe fudi

rono stabiliti l'anno


poco dopo
la

Ruma i5g
il

260,

gravissima dissensione inpopolo, che sdei

lante agli avvocali su tulli


clienti, dissertazione,

beni de' loro


1

sorta fra la nobilt e

Roma

ce Hall. iole Nuvoli,

856. Feliamministrazione

gnato dell'oppressione de' nobili,


ritenevano non esser sicura
senza tenere soggetta
sotto la condotta di
nio,
si

quali

la

signoria

comunale , manuale teorico-pratico in consonanza colle vigenti leggi ad uso dei

la

plebe, tornatalo

vittorioso de' volsci, de'sabini edegli equi,

Comuni
.8
7(1.

dello Stalo Pontificio

Roma

ribell e

si

accamp

Bellutoedi L. Gi* sul Monte Sadi l dal [ionio

Nome di magicapo di qualche amministrazione presso romani. Il tribuno veune da cii 'iguaidalo per protetTribunus.
strato, ufficio e grado, o
i

TRIBUNO,

gro a 3 miglia da
Salato. Indi
il

Roma

prudente Menenio Agrippa pot conciliare gl'irritati animi col famoso apologo da me narra lo al vol.LVIII,
nj4, a patto che
il

to! e

del popolo,

come

istituito a

sua

dil'e-

p.

senato accordasse

TRI
al

TRI
pie-

1G9
e patrizi, pe'loro

popolo magistrati e capi di famiglia


i

versi

ambitimi lennlori

beo, per essere


ritti

conservatori de'suoi dile

particolari-fini, vollero esservi

ammessi;

e libert, dichiarando

loro perso-

ina bisognava farsi prima adottare nella

ne immuni e sagre, mediante la legge Sadala. Furono da prima creati due trib-

famiglia de'plebei, perch quella carica, seconcio


la

legge della sua creazione,

non

popolo o della plebe, indi 3 allei, ed erano cambiati ogni anno, numero che
ni del

potea esser conferita che a plebei; e sieco-

me sino allora

tribuni erano stati riguar-

dai tribuno Lucio

Trebonio

colla
Il

legge

dati freno della magistratura e

non mai

Trcbonia

fu portalo sino aio.

senato
il

gistrati.secondoalcuni.cosammessi
trizi al

pa-

volontieri acconsent di moltiplicarne

tribunato,

non pi

si

ricus m'iti*

numero, poich comprese die essendo


ltolti, riusci vagli

buni

il

nome di

magistrati; fu per

un ma-

pi facile di disunirli e

gistrato plebeo e popolare, tedioso e agi-

semprealcuni al suo partito per eluderne le opposizioni. L'autorit te' tri* boni tosto dhenne grande; ne solamente aveano il potere di convocare il popolo, di proporgli quel che loro meglio piacesse, e
di fare de'regolamenti, e delle leggi o piebisciti,

di trarne

latore degli animi che concit a intestine


discordie, nato e cresciuto nelle sedizioni,

senza porpora, senza sedia emide, e senza


la

veruna insegna cheto distinguesse dalmoltitudine. Di esso con arte si valsei

10 cittadini ambiziosi per rovinare


tribuni abbatterono

la

rei

ma

potevano opporsi a'decreti del


al

pubblica romana. A furia di sedizioni,


i

senato, abolirli, e nel loro implacabile tri-

magistrati della re*

bunale citare innanzi

popolo

gli altri

pubblica, e soggettarono lo stesso senato,


cui tolsero l'archivio de'propri decreti e

magistrati. Si decretarono [iene gravissi-

rne a chi avesse osato interrompere

un

senatus-cousulli

acciocch non potesse

tribuno nella conclone, mentre arringava li popolo da lui radunato, qualunque fosse
il

variarli e alterarli,
li,

ed anche sopprimer-

e lo collocarono nel

Tempio di Ccnplebei,
i

ragionamento. Qualche volta ancora


i

/e,facendonecustodi
li

gli edili

qua-

fecero carcerare
all'

consoli, e

ammenda
il

il

dittatore.

condannare Per essendo

vi

tenevano tribunale e udienza. Si vuoi

dittatore Siila, nel

672

di

Roma, dimi-

nu
re

potere de' tribuni, fece trucida-

Saturnino e Furio, scannare Druso sul proprio tribunale, e la lesta di Sulpizio

ordin che
a

si

ponesse nel comizio


rostri.

(di cui

Trib)
i

sui

Con

legge

quindi spogli
l'ita

tribuni di tutta l'auto-

che

in tante sedizioni e laghi di

san-

non potendo essere tribil popolo olhisse loro la dignit, non essendo ad essi permesso domandarla ; ma credesi che nella storia siavi solo l'esempio di due patrizi che per diritto d'elezione furono da/tribuni nel loro ordine ammessi. L'abilaziotiede'tribuni del popolo era aperta popolo potesse giorno e notte, affinch
le

che

nobili

ni,

per divenirvi conveniva che

il

gue eransi acquistata;


fossero esclusi per

fece ordinare

che

entrare in tutte
re
le

le

ore per potere espor-

sempre dalle
il

altre ca-

sue querele.

Ed

ecco perch non era

riebe della repubblica,