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7^^

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO

AI

NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al

PRINCIPALI
PI

SANTI, BEATI, MARTIRI,

PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI


AI

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

V4RII GRADI

DELLA GERARCHIA
ARCIVESCOVILI
PI
E

DELLA
AI

CHIESA

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE

CITTA
AI

PATRIARCALI,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,


RITI,

CONCILII, ALLE FESTE

SOLENNI,

ALLE

SACRE,

ALLE CAPPELLE

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI,

PAPALI, CARDINALIZIE E EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC, EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. LXXXIIL

IN

VENEZIA
MDCCCL VI
I.

DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA

La presente

edizione Sposta sotto

la

salvaguardia delle leggi

vigenti, per

quanto riguarda
il

la

propriet letteraria, di cui


giusta le Convenzioni

l'Autore intende godere


relative.

diritto,

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

U
UGE
UgNTO
lie,

UGE
re-

(Ugcntin). C\nl^ con

sidenza vescovile nel regno delle cine Sici-

comprese le prebende del teologo e del penitenziere, 8 mansionari, olcanonici,


i

provincia della Terra d'Otranto, ca-

tre altri
iffizi

preti e chierici

inservienti agli

jiolnogo del distretto del suo

nome,

divini. L'episcopio

aderente alla

leghe e al termine meridionale della costa di Gallipoli e pi di

cattedrale e trovasi in

8 da Otranto.

Vi sono

altre chiese,

buona condizione. un convento di reliil

un monte in luogo ameno e sano, che ha il mare soggetto, et in suo liiiiiis crcitcr inilUari arnbitit 3oo f/ohc^, eli 5oo pene rontinelincola.f. Se ora
situala sopra

giosi, diversi sodalizi, l'ospedale,


te di piet,
il

mon-

seminario.

Il

territorio al

paro

de'lirnilrof

ubertoso in vino, olio e

frutti d'ogni specie.


gi trovasi

Una mano
stabilitisi

di villag-

suo recinto, ne'suoi dintorni si vedono tracce della sua grandezza maggiore. A poca distanza fu gi la citt di KcretUin, la cui memoria si conserva per
il

angusto

sparsa a poca distanza, abitati


greci,
la

da originari
litorale,

che

lungo

il

quando

Puglia soggiaceva al-

la

superstite cljiesa di

s.

Maria di Vere-

to che sorge sul suo suolo.


le antica, ed
ti.

La cattedra-

vi formarono colonie, mantenendovi sempre in parte le greche costumanze. Ugento, Ugeiitum, IJxen-

l'impero orientale,

ebbe moderni miglioramen-

lum,c\lVi mediterranea della

Magna Gredistrut-

dedicala alla B. Vergine Assunta in

cia,antico

dominio de'salentini, fu

ed l'unica parrocchia della citt, avente l'unico fonte battesimale, essendo


cielo,

ta da'saraceni

nell'VIII secolo, e poi fu

aHdata

la

cura dell'anime

al

canonico ardice

ciprete. L'antico titolo della cattedrale


s.

Vincenzo martire, e
dignit,

l'

Ughelli

la

di onorifica struttura.

Il

suo capitolo ha

anche rovinata nel 1 527 da'barbareschi, onde decadde dalla sua importanza. La sede vescovile ebbe principio nel secolo X, secondo Commanville, fu dichiarata suffiaganea della metropoli d'Otranto e
lo tuttora.

due

tore, e

la prima delle quali il canprima u conlava Ire; io sono


i

L'Ughelli

Italia sacra,

t.

9, p.

IO,

ci

die la seguente serie,

Uxcn-

4
tini

UG E
Episcopi. 111." vescovo tVUgento fu

U G E
p canonico
di Gidlipoli; nel 4^)4

Dome-

Simone monaco ili Monte Ciissiiio, di cui s'ignora l'anno in che fior. Dopo di lui si conosce Land de Vico eletto dal capitolo d'Otranto,
letto

nico Erarcli. Nicola mor nel 1489, eia questo gli successe Antonio Jaconi nobile di

Lecce, cappellano regio, indi trasla-

confermalo da Matteo earcivescovo di tale chiesa, e da Pa

lo a Fozziiolo. Alessandro
gli

sostitu

VI nel 494 Mauro de Sinibaldi. Dopo l'ec-

pa Innocenzo IV nel 12545 co' lettera mor nel pontificato di Martino IV del 1281. Allora cajionici d'Ugento postularono per pastore il vescovo di Leiicno Lciica(lia(^f^.) Gof fredo, e Martino l Vne rimise le sup[)liche al cardinal Gherardo Bianchi vescovo di Sabina e legato del regno di Najioscritta al capitolo, indi
i

cidio e

spopolamento d'Ugento, l'impe-

ratore Carlo

present per questa sede


poscia trasla-

CarloBiirroineo milanese, eClementeVll


lo iuslitu

a'9

marzo i53o,
Il
1

to a

Pozzuolo nel 1537.

vescovo Bonagli

ventura mor nel

558, e nel seguente


al

successe Antonio Sebastiano

Minturnodi
concilio
di

Traetto

che intervenne
1

li, il

quale trasfer Goffredo


il

alla sede

d'Uve-

Trento, nel

565

traslato a

Crotone e lo-

gento, confermandolo

Papa con
nel

lettera
Il

data in

Monte Fiascoue

1282.

dato per singolari virt. Fr. Desiderio Mazzapica di s. Martino pilermitano,

scovo Egidio ricordato nel registro regio neh 283. Indi fu postulato a Martino

carmelitano di profonda scienza, onde fu teologo al concilio di Trento e caro a Filippo H, e per
lui nel
1

IV Giovanni
vello,

eletto anche vescovo di Raonde nel 1284 ad Ugento die per vescovo Giovaimi arcidiacono di Pia vello, ed a questa chiesa l'altro Giovanni per pastore. Giovanni vescovo d'Ugeuto con quello d'Aversa assist il cardinal Bian-

566

fu fatto ve-

scovo d'Ugento, che govern ollunameiile,

lasciando di se celebre
tale

rendo nel i5q6. In

memoria moanno Clemente

Vili dichiar vescovo Giuseppe de Rossi di Castel Paganico diocesi d'Aquila,dotlore in

chi nel 1 28r) alla consagrazione della chiesa di

ambo

le

leggi, gi prudenlissicjio

Angelo di Gaeta. Altro Giovanni divenne vescovo d' Ugento nel i363. Leonardo mor nel 892, ed a' 1 5 gennaio Bonifacio IX trasfer da Lettere a Ugento, Tommaso che fin di vivere neh 390.
s.
1

uditore di 3 nunzi di Napoli, dipoi traslato


rieri

ad Aquila. Neh 099 Pietro Guerspagnuolo, che morto neh 6 3, per


1

l'egregie doti gli successe

neh6i4 Luca

In questo

il
il

Papa

gli

diede in successore

Giovanni,

quale essendo suddiacono,

de Franchi napoletano, carissimo a Filippo III che lo nomin a Paolo V: dopo due anni moi in Napoli e fu sepolto
in
la
s.

l'antipapa Clemente

VlH'avea

senz'altro

Domenico
il

nella

tomba

gentilizia, sul-

ordine fatto consagrare pseudo-vescovo


di
ss.

quale

fratello

Vincenzo

fece scolpire

Monopoli e poi cre anticardinale dei XII Apostoli; ma avendo abiurato lo

onorifica iscrizione, riportala da Ughel-

scisma e ritornando all'ubbidienza di Couifacio IX, questi lo dispens dagli ordini


il

Neh 6 16 fr. Giovanni Bravo de Lugana provincia Belica, romitano di s. Agostino spagnuolo, che poi abdic nel 627
li.
1

non

ricevuti, e a' 18 agosto gli confer


1

e mor nella Spagna. In detto

anno

f.

vescovato d'Ugento. Morto nel

'

g''

successe
nel
1

Tommaso,
di
s.

ed a questi definito

4o5

fu surrogalo fr.

Onofrio o Guodi

Luigi Ximenes spagnuolo mercedario , morto neh 636. Nel seguente Girolamo Martini. Neh 649 Fdippo IV preseula

lamo rooiitano

Agostino

na. Cess di vivere nel 14^7, e

SulmoMartino

Innocenzo
crsi di
re,

il

celebratissimo Agostino
di

Barbosa portoghese

Guimaraeus diofi-

elesse

J\el

Giovanni che visse fino al 1437. seguente venne eletto fr. JNuccio de
dotto.

Braga, della chiesa patria tesorie-

dottissimo prolonotario apostolico,

Neulono minorit

Neh44^ t'>l*P'

glio del celebre giurecousullo

Emanuele

G
Coleli,
la

U G E
pro-pontifcx decoratus termina ['Italia sacra, e
completer
collii

5
est.
le

e fialello del canonico Simone teologo


illtislre,aml)eclue autori di dotte opere, ed

Con

questi

addizioni del

marxo tu pionnilgalo vescovo, morto poco dopo a' 19 noveiidji-e 1649, Ira
s'-y.T.

serie de' vescovi d'Ugeiito, e la

Votizie di Boniit. Nel

l'universale coinpiaulo. Sepolto nella cattedrale, poi


il

1722

d.

Andrea iMadaloni chierico regofr.

detto fratello

gli

pose quel-

lare na[)olelano. Neli72'ii

Francesco

lo s[leudiJo elogio riprodotto

da Uglielsue mol-

Battaller carmelitano di EIna diocesi di

lt,incui celebrata

la

sua vasta erudizio*


le

Perpignano. Nel 730


1

d.

Giovanni Rosso
ili

ne, la sua profonda dottriun,


te

teatino di Capotlimonle diocesi


li.

Napo-

opere pubblicate in Lione. Queste so-

no: Collcctaiwa
j'iis Ponti/iciiiiii.
ili

doclorum

in uni\'c'fxicrn

Arcangelo Ciccarelli domenicano d'iVltauiina traslato da Lanciafr.


I

Neli73(S

Collcctaiwa docloruiiL

concliiini Tridenliiuuii.

De

of/icio et

potcjitate Parochi.
le

De officio et potesta-

Episcopi. Jas Ecclesiasticuni univer-

747 Tommaso Mazza d'Ariano. Gio. Domenico Durante di Lecce. Nel 782 Giuseppe Alonlicellidi Brindisi. Nel 1792 (liuseppe Corrado Panzino. Nel
I

Nel

7ti<S
I

ma Jposlolicaruindccisioiiuin.
tiis i'nrii

sum. Praxis exgcndi pensiones. SiiiiiTracta-

ni di Molfetta.

Pio VII nel concistoro dei

26 giugno 18 18 preconizz vescovo Camillo Alleva napoletano, indi a'28 dello


slesso

de xionialibiix juris iisufrc'


de' libri proibiti. Nel
,

(jueitiorilius.Ma egli viveutefurouo masse

eman

la
il

bolla

De

utiliori

domit.

aW Indice

lemissiones doctovum

1621, qui varia loca


Iracta-

nicae, presso
p. 5', colla

Bull. Roin. cont.


il

i5,

quale soppresse
1'

vescovato

Concila
ritnt.

Irridenti/li incidenter

lY Alcssano (/^.), e

un in perpetuo a

Nel 1 642, Collectanea Bnllarii, aliorwiKjue SuinmoriiinPontifcimi Con-

questo d'Ugento.
sente articolo

Ed

perci che nel ori^-

mi

riservai di meglio parla serie

stiintionum, ncc non praccipiiaruin De-

larne con altre notizie, e


scovi d'Alessano,
re,in
il

de've-

cisionuni^quae ah j'Ipostolica Sedc^ et Sacri.sCongrrgalionihiis usque ad anno

che vado ad elfettuauno a quanto riguarda LeucaoLeua

i633 emanar unt.^ti\ 65o Andrea Lau1

cadia, poich

questa sede vescovi le suc-

franclii

napoletano teatino

celebre per

dottrina e per eloquenza, regio predicatole. Assai lodalo per solerzia, integrit,

non si deve conf(jodere con Alessio ovvero Liscesse quella d' Alessano, la quale

so [V.) d'Albania.

zelo perrincreuiento del culto divino nel

popolo. A' 23 giugno

1659

fr.

Lorenzo

Alessano o Alcssaneo,Alexanuin,Alexanewies sen Leucadienses Episcopi,


citt vescovile della provincia della

n/.(nes o Diaz carmelitano spaguuolo di

Ter-

Toledo

e di quella universit primario

ra d'Otranto, lungi 7 leghe da

tal cill

professore di teologia, celebre e dotto; go-

e pii di 8 da Gallipoli, capoluogo di cantone, bene fabbricata con belle strade,

vern brevecoenle con gran

piet, vigilan-

za e lode, poicli cess di vivere a'aS no-

comode

abitazioni, e difesa

da una

citta-

vembre 1660. Alessandro VII


gli sostitu

nel

i663

della, situata deliziosamente in aria salu-

Antonio Carafa nobile napo-

bre. Nella basilica del

ss.

Salvatore o me-

letano, insigne teologo teatino, gi presi-

glio della Trasljgurazionedel Sigaore,autic.i

de egregio di diversi collegi. Nel 7o5 fr. Pietro Lazzaro Terrero degninoli osser1

cattedrale,

il

capitolo

si

componeva
la

delle dignit del cantore e del tesoriere,

vanti, professore nell'universit di


li

NapoNel
ili-

e di d'

canonici a'quali spettava

cura

e teologo della

Monarchia

di Sicilia.

anime

della parrocchia, che perci e-

1713 Nicola

Spinelli di Capaccio, gi

sercilava
i

uno

di loro.

Ebbe

il

seminario,

versar uni diocces uni Tranensi videlicet,

conventi de'religiosi conventuali e cap-

SfpontinaCf Telesinae^

et

Angloneiisis

pucciui,4 coufrulciuile d'ospedale. L'c-

6
!>ouo

UG
mauifatture
di

E
so neli282,
vasi

UG E
come
dissi

}>iscopo era contiguo alla cattedrale. Vi

disopra. Indi tro-

mussole e

di

stelle

di cutone,
to, iiou

da cui

ricavasi cospicuo profit-

che alcuui henelici stuhiliinenti.

Ebbe
ri
li

di
vi

il titolo di ducalo goduto da'sigiioCassano piincipi d'Aragona, (juai

esercitarono

la

giurisdizione feudale.

Giovanni di Napoli Lcucadcnsis^ct Alcxancnsis Ejjiscopas , registrato all'annoi 283 inveteri liber Ccnsuuni Alexaiieiisis. Guglielmo Ferrari di Lecce sedeva nel f?9'- Piolandodi Porto memorato in un'antica scrittura della chiesa d' Alessano all'anno
1

Vuoisi che sia stata edificata sulle rovine diLeuca o Levicadia,dislrutla da'saraceni, lu quale avca dato il nou>e al termine delli; terre napoletane da questo canto, cio
del vicino

i325

all'

anno

333. Egli era di patrizia famiglia di Nardo e canonico della cattedrale, peritissi-

mo

oe'due jus

civile e

canonico, ed abdi
s.

Capo

di

Leuca

/({pjginni o

bate vicario generale della chiesa

Sidantiiiuni Proiionloriiuii. Questo ca-

Stefano di Nardo.

Neh 333

fr.

Riccardo
et

po furiua
ra
la

il

tallone dello stivale che figu-

domenicano consagrato
dinal Annibaldi vescovo

in curia dal car-

penisola italiana, e determina l'e-

Alexanensis
il

blremil orientale del gran golfo di


lanto, e
la

Ta-

Leucadiensisy e nel
i

33G ottenne

brac-

separazione del canale d'


Ionio.

O-

ciosecolare contro chierici. Giovanni mo-

Iranto e del n)ar


lilerisce

La

AJfologia

che in Leuca era una fontana le acque aveano cattivissimo odore, e che giganti chiamati Leuteranii dopo vl'v.ssersi salvati da Flegra, nella Campania, furono inseguiti da Ercole e da quell'eroe vennero uccisi in questo luogo. Perci dicesi che la fontana era uscita dal sangue loro, e la costa istessa avea (neso
cui
i ,

1349. Gli successe altro Giovanni Sorano gi canonico di Brindisi, deputari nel

lo nelle provincie

d'Otranto e

di Bari col-

lettore del censo apostolico, trigiiita uii-

cias aurij'nsti pondcris foinjnitando/lo-

renos quinque anri pr qualict n/iciir. Per sua morte neli3G2 Libano V gli sostitu il canonico Giovanni Anglici. Del
vescovo Bartolomeo
titiir
si

ilice,

enjus repe-

li

nome

di costa Leuternia. In

Leuca

fu

memoria

in Uh, solai, Praelat.

sub

eretta la sede vescovile e falla sulhagaliea di

Otranto,

patriarchi di Costanil

tinopoli vi fecero inlrodurie


[)er

rito greco,

Bonifacio IX, pr quo praeante pracdc cessorc suo soL'it Paulus, quisitheodeiii Pontifce evasilliarum Ecclesiaruni E'
piscupus.

dominarla nella giurisdizione ecclesiastica, in uno ad Olraiito (f.) e nelle


alile Provincie ecclesiastiche che sottras-

Urbano VI provvide Alexae chiaro per

nenseni Ecelesia/ii con Francesco Guerrieri di

Nardo, dotto

molte

sero all'ubbidienza del l'apa. L'Ugtielli

egregie doti, e di cui scrisse Luigi Tasselli,

cominci la serie de' vescovi di Leucadia con Gerardo del 97 ; ma tanto il Luceu1

De

Antiquitatibiis Lcueae. Berengafu traslato a

rio
to.

neh 4o2

Castro d'Otrangli
1

zi,

quanto il Coleti suoi annotatori, rilevano che Gerardo non fu vescovo di Leucadia, ma lo confuse con s. Gerardo vescovo di Toul ( P
sccl
.),

A'7 gennaio di dello anno

succes-

se

Paolo summenlovato;
di
s.

nel

4o5 Gio-

vanni

Felice o Saufclici canonico di

iioiiLencadic/iscfn,

Tullenscm Ejiscojmin. Perci non


letta lu serie dell' (Jghelli,
t.

solamente vu
Italia .sana,

Murano. Sedeva neh 4^5 Domenico di Napoli. Giacomo de B.iucuo Calzo de'priucipi di TaMelfi, trasferito neli4'23 a

c),

p.

bG,

ma

le
1

addizioo, p.
i

ranto, J'^piscopus Leiieiidensis,


riedific la chiesa di
s.

neh

.\j

ni e correzioni del Culeli nel

1.

2o3. Hi. vescovo che


l\j)i.sc()j)iis

si

conosca (iof,

(iedo

l.cucailciisis

il

quale

richiesto a

Martino IV da'canonici d'U-

gente per proprio pastore, fu loro co nces-

Maria de Civo di Nardo, di cui era abbate commendalario. Nell'i aprile 1432 vi fu Irasferilu fi. Siinoneda Brindisi minorila EpiseopusHiibeuis, e dopo pochi mesi mori; onde u'
I

UG E
G ottobre
gli

U
fr.

7
faentino e

fu surrogato

Gu'ulo o

Chicli. Nel

578 Ercole Lamia

Guiiluccio di Lecce minoritn, Lcocatliiis/Jiilslcx, li'aslato

alla patria nel

438

avvocato romano, morto nel 1591. 11 Rodot, Dell'origine del rito greco in Italiii,
f.

poi arcivescovo di Bari, soni(i)o teologo.


Neil' istesso
1

I, p.

400, parla
,

dicpiello introdot-

nmio

fr.

Lorenzo domenica-

no. Nel 4^'^ Benedetto ili Balzo nobilissimo napoletano; si dimise nel i48'S, e
gli

che tuttavia (joriva nel secolo XVI. In rpial tempo in essa ebbeto nella diocesi

ro accesso

greci, e se l'esercizio del rito

successe Gio.

Giacomo
,

scopiix Lciicadcn'us

Balzo Finrestaur la nomidi


i

orientale rec vantaggio alle chiese,

non

pu con
verso
nia
la

sicurezza stabilirlo. Gei to , che


fine di detto secolo

Maria de Givo. iNel 5 1 di Gio. Bernardino Aqiiaviva i.tluca di Nardo, che avendo
nata chiesa di
Gio. Antonio
s,

alcuna colo-

figlio

dava opera al culto divino colleceremonie greche. Ma il vescovo Lamia nel

torciti

con incursione rovinate


le

le

chie-

sinodo diocesano pubblicato nel 1587


presci isse a'sacerdoti greci

se di

sua diocesi

restaur e abbell, fab-

una forma sols.


il

i)iicando (|uella di Fato, e a' 18

marzo
et
in

ide dell'ostia fermentala per uso del

i5i7 passo
Luigi iV

alla sede di Lecce.

Cardinal
fu

Sagi

ifizio.

Laonde

in tale

anno

rito

gre-

Aragoim

(f

.),

Alexancnsis
gli

co erasi ristretto Ira angusti confini, vi-

Lt'iicddieu'-is

Kpiscojxiln^

dato

vendo ancora alcuni sacerdoti


li

greci,

qua-

ainminislrazione,

ma a'

maggio

lo ras-

eseicilavano l'ecclesiastico ministero


il

segn a Leone X. Questo l'apa nn il vescovato di Alessanoe di Leucudia a ((nello di Lecce durante la vita del vescovo Aijuaviva, che morto nel 32 5 il vescova1

nel rito loro, e

cui

numero sembra che


prece-

fosse stato pi copioso ne' tempi denti. Nel


I i

5q divenne vescovo Settimio Burserio o Bursario mantovano (il can.


regno di Sarin
1

to resldisgiuntodaLccce. l'er pochi


si

ne fu ammiriistiatore

il

cardinal

meAgo-

Biina, Serie de'vesco<'i del

degna,

lo

crede vescovo d'Alessio


a'

Al-

stino 2'rivtilzi (^.), ed a'20 luglioi52(3

bania, e che fu traslato a Casale

2 giu-

le!>sundro Cf^sarii

n'ebbe l'amministrazione il canlinal A[f .),\\ quale la cede

gno 1592), dopo 6 mesi sale. A'iq giugno 1592

trasferito a
Sestilio

Ca-

Mazuca

con regresso nel i53i. A' i5 novembre l'ebbe Francesco Antonio Balduini chierico di Leucadia yx cliviin in his Ecck'siis djc(,e mor neliaSg. Il cardinal
,

calabrese, peritissimo del'e lingue greca


e latina, chiaro per varia erudizione, gi

precettore del cardinal Pietro Aldobrandini,

con ritenzione

pel canonicato Vati-

Cesarioi, cui spellava

il

vescovato, lo ce-

cano, che poi dimise, ed in morte lasci


tutti
i

de

nel

540

a Benedetto

de Sanclis cano-

beni a'poveri. Nel

594 Orazio RaDciifi

nico Valicano, morto neli542. In (juesto fu eletto Evangelista Cittadini nobile

pari napolelano,
no. In questo
fr.

morto
Giulio

nel seguente an-

domenical'erepiisgli

milanese, che rinunzi nel


patria neli55g. Nel
1

l in

549 ^ ^^ 549 Anniba1

no fiorentino, dotto teologo contro


tica pravili; cess di vivere nel
1

597

le iNIagalotli d'

Orvieto canonico Vatica


vi
1

simamente,

e fu assai pianto.

Tosto

uo, morto neli55i, onde da Capri


trasferito

fu

successe Celso iMancini ravennate, dotto

Leonai do deMagistris.Nel 55 5
1

canonico regolare di Ponto, e morendo


nel
re:

GiulioGallelli nobile pisano,che nel

5(o

1612

lasci

monumenti

del suo sape-

cede

la

sede

al

nipote

Giacomo

Galletti

De jaiibus

Piincipaluuin.

De

eogni-

palermitano, e morto
neila chiesa di

in

Roma fu

sepolto

tione Iio/ninis, (uiae liiniine naturali ha-

con lapide
I

s. Maria sopra Minerva Episcopus Alexiiiien. Nel

hcri potest. Nel 1612 Nicola Antonio dei

duchi Spinelli napolelano lodalissin)O.Da


Lavello nel 163
j vi

5^4

pt^l

decesso di

Giacomo,

il

iucche-

pass d. Placido Pa-

se Cesare

Busdrago,

indi arcivescovo di

diglia celestino napoletano, dottissimo in

8
piimnrio

UGE
eloquenza qinl
deli'

L G H
arcivescovo
nigi
di
s.

filosofia, in teologici e in
pi

Severini. Nel

7')4

Dio-

edicalore

autore

opere

lodalee lifeiiteda Ughelli. Franeesc'An

Ionio RoheilidaCiipeilinoiliocesi diNar-

Vacata la sede nelirBi rest vedova del suo pastore sino al yga in che fu eletto Gaetano Paodi ilrindisi.
I

Lalomo

d nel 64*5 pei'ilissitno nelle leggi e in Rotua uditore di pi cardinali, virtuoso e pio, amato da s. Giuseppe da Cuperti1 j

lo

de ]Medici

de'pii operai,

ili

Lombardi

Tropea, e fu l'ullimo vescovo d' A lessano. Questa sede restata di nuovo


diocesi di

no. Neil
disi,

653 Giovanni Grauafeodi Brin-

vacante ne'primi anni del corrente secolo,

canonico di JNnrde vicario generavescovo Chigi poi Alessandi'o VII,


i

le del

come notai, la soppresse Pio VII nel 1818 ed m a Ugento, al cui vescovo
,
1

che nel
di Bari,

666

lo trasfer

all'arcivescovato
le

Alleva nel dicembre

8^4

successe

Fran-

encomiato per

sue doli.

Il

Pa-

cesco Saverio d'Orso di Rullano diocesi


tl'Ugenlo. Per sua morte,

pa gli sostitu Andrea Tontoli nobile di Siponto, arcidiacono della metropolitana, vicario generale dell'arcivescovo e poi

Leone XII ai

28 gennaio
gento
fr.

i8?.8 dichiar vescovo


ia

d'U-

Angelico Mesti
tliocesi di
le

cappuccino, di

capitolare: zelantissimo, tenne pi sinodi,

Ferrandina

Matera, che nel suo


di

sradic diversi abusi, fu molto Imio,

ordine funse

primarie cariche

com-

siniero

col capitolo eresse

il

monte

fiu-

missario generale, ministro provinciale,

menlario, rifece l'episcopio da'fundamenli,

e postillatore delle cause de*anli, esami

restaur diverse chiese della diocesi,

abbell la cattedrale e l'arricch di nobili


suppellettili
,

Severina e Salerno, dotto e virtuoso. Pel suo decess.

natole sinodale di Bovino,

e fu traslato a

Viesli

nel

so,

1695. In questo fu eletto Vincenzo de' duchi della iMarra napoletano, abbate de' canotiici regolari di Tontolo, restaur rio tabilmenle la cattedrale e l'orn in pi modi, rifece la sagrestia a cui don bellissimi paramenti sagri, e fabbric la torre canipauaria.

Gregorio XVI nel concistoro de' 19 maggio 837 preconizz ralluale vescovo
I

mg.' Francesco Bruni della congregazio-

ne

Iella

Missione di Bisceglia, superiore

della casa di Bari,


t, la

encomiandone
la

la

pie-

dottrina nelle facolt filosofiche e


la

teologiche,
rienza.
libri
I

gravit,

prudenza, l'espe-

Pro peregrinici ad Divae

IlJariaedcLciicacpiotidicadvcitlantihiis
pliira.se/ipcr lidtndlpdrata culnlitt. Nel

Ogni nuovo vescovo lassato nei della camera apostolica in fiorini


le

3o, ascendendo

rendite della men'ia

1718 Gio. Belardino


conieri uditore di

Gianelli beneven-

a circa
cesi
si

2000

ducati napoletani.

La

dio-

tano, egregio uditore d' Alessandro Fal-

[)rotrae a pi miglia, e contiene 3(>

Rota

governatore di

luoghi.

Roma. Riform

costutni del popolo e la

UGHELLl

FE^nl\A^D0. Nacque

in Fi-

disciplina del clero,

amante de'poveri
gli utensili

li

renze neli5q) da buona fimiglia,ed entrato neiroriline cistercien>e col suo ta-

soccorse, riparla cattedrale rovinala

clal-

lealluvioni, ne accrebbe

sagri

lento e co' suoi studi tosto


in

vi si ilislinse

pe'ponlihcali, rifece e ampli l'episcopio

maniera particolare,
i

d<i

Firen/.e avena

e lo

mun d'un propugnacolo


il

a difesa di
di
s.

dolo
fare

suoi superiori

mandato

Roma

ostile invasione. Riedific

tempio

il

corso di filosofa e teologia. Impe-

Maria

di

Leuca, erigendo di nuovo lecon-

rocch fu promosso a diverse cariche onorilche, a procuialore di sua provincia,

tigue abitazioni
re incursioni,

manomesse
ivi

dalle barba-

aprendo

a'pellegrini co-

presidente di sua congregazione, e

.ul ali/////-

modo
la

ospizio.

Con

esso

tei

mina

la

serie

baie claustrale della celebre abbazia


//vdelle

de' vescovi d' Alessano

compir

colle

waW ludia sacra, e Nolhu: di Roma. Nel


di l'orlici, gi

Tre Fontane

(/- .).

Papi Alessandro

Vile

Stimalo dai Cleaienle IX, fu


csai

J743 Luigi d'Ak'ksandro

beneficato e piolcllo da

con aimua

U G
pensione di
re della
s.

il
1

5oo

scudi, e fatto consulto|)er

9 624D pi scris.se: Trattato degli scrit-

UGH

congregiizione dell'Indice,

tori dell'ordine Cisterciensej XII libri

incoiaggiilo e compensarlo de'suoi nobili

travagli letterari.

II

cardinal Carlo de

Medici de' gianiliiclii di Toscana, morto decano del sagro collegio, l'ebbe a suo teologo. Scrisse diverse opere, ma (|uella che lo rese emint-nleniente benemerito e

santi dello stesso ordine; Tr</t'ato de' fdK'ori accordati a'Cisterciensi per l' intercessione della Madre
di Dio. 3." Coluninensis fanriliae Ctirdinnliuin iniagines ad invimi espresgiis

Ielle /'ile de'

immortale

l'Italia sacra.

Questa
l^iodi

egli inlraprese

per

consigli e le esorta-

zioni del cardinal Carlo

Emanuele

saeet aeri incisae, suinmaiitiinque eloexornatae, KomaeiGjo. 4. Albero e storia della famiglia de conti di Marsciano, Roma 667. 5." Genealogia
1

Savoia ferrarese,
scovo
di

precipiiametile del ve-

de'Capizucchi, lioma 653. Abbiamo


1

in-

Borgo s. Dontnno Filippo Casoni sarzanese. Laonde egli ne fece memoria di gratitudine, quanto ni cardinale
l'io nella serie

oltre:

Anecdota Ughelliana che

trovasi

nel t.iodeir//rt/m.sv/r/-rt e contiene. CViro-

lelri,

de'vescovi d'0,lia e Vcle in quella de' vescovi di lioigo s.


qiiaritoal vescovoCasoni. .Scris-

conicon Fossae IVovae. Chronicon Alinensis. Gesta triumphales per Pisanos.

Donnino

Fraginentum Chronici Pisani. Annales rerum Pisanornm. Chronicon breve Pisanimi. Chronicon aliud breve Pisammi. Laureitio /'eronensis ... rerum in Majarica Pisanornm. Richardi de
s.

se del cardmale: Salis habiicrb, si illuni

ex vero dixero me propc

tnodiiin in

hoc

opere anintum despondenlein,


hortatioiiihus, proinissisqne

sitis adadefiisdcm

Germa-

muhoties impitlcril perfccliou'i. ScrisCui aeterna odii^ntionc tc/ic/nur, ut non seineldixinius, (juod nohis generosa exhortatione ad opus hoc.
se del vescovo:

no Chronicon. Menologiimi Graecorimi fussu Basilii junioris. Chronica monasterii s. Barlholoinaei de Carpineta, fi istoria fimdationis tnoiiaslerii s. Clementis Insulae Piscariae. De rebus Friderici II

perfide nduni \'iam ostenderil,pergit Ecclesiani sihi comniissani perhelle admilustrare. Ricus il p. Ughelli sempre vescovati che gli furono ripetutameli le offerti; mor in Roma di 7 5 anni nel 1670,
i

iniperatoris, ejus fUiorum. In

Roma

egli

pubblic nel iG^i-G^ in 9 tomi: Italia sacra, sive de Episcopis Iialiae, et fnsii-

larum ad/aceniium, rebusque ab


claregeslis,

iispraeus-

deducla

serie

ad nostra/n

e fu sepolto nella sua abbaziale Chiesa de' ss. incenzo ed Anastasio alle Tre

qne

aetalein.

Opus

singulare Provinciis

Fontane

{F.). Ivi

il

cardinal Francesco

gine.s,

Barberini decano del sagro collegio gli pose l'iscrizione marmorea riportala dopo la prefizione tW [lalia sacra, dell'edizione di Venezia, in cui si legge nello splendido e giusto elogio Cui dehet I:

in quo Ecclesaruni oriurbinni cond tionei, principimi donationes, recondita monumenta in liiccni

XX distinctiini,

proferuntur. L'Ughelli con questa vasta e laboriosa compilazione non imit, co-

me alcuni
minciare

la

pretesero.ma precedette ne! cosua pubblicazione, il gran-

talia Sacros Antistitcs... Franciscus Epscopns Ostiensis de suo, caeterisque Episcopatus. Le altre opere dell'erudtissiiuo e dotto Ughelli sono: i. "Aggiunte alle Vitacy et rcs gestae Pontificuni lionianorum, et S. R. E. Cardinalin/n,
del p. Ciaccolilo, dell'edizione deli65o.
2. Cardinaliuni Elogia, qui ex sacro ordine Cisterciensijloruere, Floienliue

dioso e utilissimo lavoro fatto da Saiiile Marlhe sulle Chiese di Fianci,i. Gatlia

Christiana quaseries ouiniuni Episcopoet Abbatuin Franciae, vicinarumque ditionuin, ab origine Ecclesiaruin, ad nostra tempora per quntuor tomos de.ditcilur. Opusfralrum gemellorum Scaevolae et Ludovici Sainmailhanorimi auctuiii, a primo in luce tduiua a l'eira.

rimi

10
Jhclio,
Ci

UGff
Klcolno S(iininnrthnm<! Scae-

UG
III e

H
un
ce-

lusingo aver dato in questa mia opera

yQiic filiis, Litflo\'ici ncpotilncf, Liitetiae


l'.iiisioiuin
Iclli

compeiidi(j dell' Orhis Clirislianns. Dal


(in (pii

i656. Scevola
figli

Luigi fiaII tli

detto duii(|ue apparisce, che

il

gemelli, e
ili
il

cliScevoIit

Sain-

lebre e benemerentissimo p. tJghelli

le-Mai the
gi XIII e

London,

sloriogi

ad

ili

Lui-

imit

non Sammortani, cominci prima di


e forse

2. ecclesiastico

ilopocli la

loro e neliBJj-S a pubblicare la sua fta-

moglie picseil velo inonnslico. raon Scevola nel


I

Ha sacra ,
n)elli

questo suscit ne' ge-

65o

e Luigi nel i65(i. Insieme


le

Scevola e Luigi l'idea della Gallia

scris>iei'o la

GalLia Clirisliaiia, poich

simili

opere il| Giovanni Chenu e Claudio

Christiana, i) almeno la scrissero contemporaneamente all'Ughelli. In prova di che


trovai indispensabili
I

Piobeil lascia vano desiderare ancora niolr


te cose.

riferiti particolari,

Quindi

figli

di Scevola, Pietro,

che
li

si

rannodano
fece la

al

mio

lavoro. L'Ughel-

Abele
alla

e Nicola

dierono l'ultima

mano

non

storia di tutte le

abbazie

Gallia Christiana^ specialmente A-

d'Italia, ina di

beie poi geiieraledella coi)giegazione dell'Oratorio, che rivide tutta l'opera, ne


li-

notizie.

non poche riport molle Bens vi supph il p. .Agostino Lu-

bin, Abbatiaruni Italiae brevis notitia,

m
11

lo stile,

con>pose l'epistola dedii

catoria e la pi 'fazione. Di piti

3 fratel

llomaei6g3. Piuttosto Chenu e P^obert precedettero l'Ughelli. L'avvocalo Giovanni


et

incoraggiali con pensione dall'assem-

Chenu ci

diede: j:Inhif/}iscoporuii

blea del clero, fecero nuoviS ricerche per

EiMscojjoriLui
i

Galliat chronologica

meglio perfezionar l'opera


te di Nicol e per le

in un'altra e-

hisloria, Parisiis

Chronologia liisloArchiepiscoporuiii
Pritiia-

dizione. L'impresa fu sospesa per la

mordi

rica Palriarcharuiii

cure degl'impieghi
p.

Bituriccnsium
<M'/i,l'arisiis
1

et
1

Aqtulaniamnt
.11

conferiti

ad Abele.

Il

Massimiliano

62

canonicoClaudioBo-

Sainle-iMarlhe, suo parente e confratello,

beit

ci

diede: Gallia Christiana in

qua

avendo voluto continuarla,

la

giudi-

regni Franciat dilionuinque vicinartini


dioeceses
,

c supcriore alle foize d'un


e tutte le notizie raccolte, che
i

uomo

solo;

et in iis

praesules describundiiiKjue
si

doveano au-

tur, Parisiis

1626.

A questi

mentare d'un quarto lavori de'diie primi autori , vennero mandate al p. Dionigi di Sainle-l\I<u'lhe benedettino della

la gloria dell'idea dell'opera, poi

couside-

rabilmenteaumentatada'Sammartan.E
prezioso
il

lavoro vasto dell'Ughelli, an-

congregazione
nel

di

s.

Mauro,

il

quale asso-

che per

la

copia de'docmnenti, de

iliplo-

ciatosi parecchi suoi correligiusi publjlic


I

sliaiui

nova,
le

5 primi volunji {i\\i\ G alba Clivima non essendo stata teri

mi de'priucipi e delle bulle de'Papi che contiene; ma non va esente da molte inesattezze, assolutamente inevitabili in o-

njinala, bisogna ricorrere all'edizione del

peru cos colossale, e degne perci


sa,

di scu-

j656 per
saiKjon,

metropolitane di Tours, Bee Utrecht.

ed

il

suo

nome

sar

sempre glorioso

Vienna

Quanto ad A-

e in beneilizione. D. de Viscli autore della

bele e I'iclro,ejS intiapreseio altro lavo-

Biblioteca dell' ordine di Cislercio lo


la

ro imuienso e colossale, che dovea abl)racciar la !>toria ih

appella l'ornamento d'Italia,

gloria dei

tutte le chiese del

suo Old ine, e un astro


sa. 11 cistercieuse p.

bi

il

laute ilellaChie-

mondo cristiano,
saniis.
I

col titolo di

Orhis Clui-

ab. Giulio .Vuibrogio

materiali da essi raccolti furo*


nella biblioteca di
di
s.

Lucenti, autore della storia de' santi e altri

no deposti
p.

Magio-

servi ih

Diodi

/^oA;,'/jt) (/''.),

compen-

no, e riuscuuno

gran giovamento al Le Qiiien pel suo Oritns CUnstinnux.


L'/-io/i(/'7c', pulsi

di l'opera dellLghelli e
(pie>to titolo. Italia
ili

la
li.

pubblic con
P. Fcrilitian-

sacra

in iniiiuri |)iopurzioni e relative a ipieile

UghelU

reslrictti,

ancia, ventali niuci

d uu

enciclopedico, mi

gis cuuiniciidula,

opera

studio d. Ju-

ti ///

G H
,

U GII
ordinis
tril/it<;

II

Ainhroiii Lucenlii

tju.<!(em

lezione de'concilii pubblicala da' gesuiti

obbalix: opus sin^iilan\

toniti no-

Labb
te

e Cossart, e
le

vi

riusc

mirabilmenle

yissitnc (Iisli'n<:titm,.stil>.scqiitnte qtiqrto in

per l'oriline,

aggiunte,

correzioni
tliversi
I

(ino Ecclcsiaruiii origines, iirhuim coti-

e reruilizioiie.
bri, e nioi
I

(Compose ancora
1

li-

(Itones, jura,

pnncipuni (lonulionex, et lecondila nionumenla profertintur, citm

nel

7G

d'8j anni.

suoi in-

faticabili

esempi
eisi fu

letterari

furono seguiti

icrlis notis ctpraeclaris anirnai\'ersioni-

ila'4suoi nipoti
ni).

figli
il

del fratello Sebasti.-

bus,
l>.

Romae 1704. In (|iie.>ta eilizioiie il Lucenti scrisse l'elogio del granile Unon
tuc-no per le sue vaste cogni-

Uno di

p.

Gio.

Domenico Cosiccome
Di
il'iii-

leti

autoredi

iliverse opere,

glielll,

gegiiu vasto, fertile e vivace.


l e scrisse
1

pii riuili

zioni, colie (]uali ci (Jieile

un immenso
le

te-

o tomi

di correzioni e
|)er
1'

ag-

soro di erudizione, che per

sue virt.

giunte importantissime

Italia sa-

Indi Nicola Coleti di Venezia e sacerdote delia cliiesa di


s.

cra, che niss. lasci alla famiglia


inori in
inss.

quando

JNIois,

si

a()pliccou

gran profllpagli
hluria,

sluili,

singolarmente di

Venezia nel 1799. Tali [neziosi tuttora ineiliti passarono eil e-<istonu

erudizione e anticliit ecclesiasti-

nella celebre biblioteca

Marciana
eh. ab.

di

Ve-

ca. Stabilito

per opeia sua, e commesso

nezia, in parecchi codici, de'cpiali prollcua-

alla direzione di

suo tratellu Sebastiano Venezia loro patria, il negozio di libraio e stampatore, considerando che alin

meiite

si

va giovando

il

Giuseppe

Cappelletti

nell'opera che coininci a

[)ubblicare in Venezia, co'tipi del riputalo stabiluneiilo dell'editore


loiielli, nel
1

la

grande opera dell'UghelIi si rim()roveravano molti errori ed ouimissiuiii, e che non andava oltre Tanno 164B, ne intrala

Giuseppe An-

84 4.

Col titolo:

Le Ckiesed' [~
da-

tallii

dalla loro origine sino ai nostri


delie chiese vescovili,
in molle.
tic'
Il

prese

laboriosa correzione e

le

aggujn-

giorni. Inoltre l'Ughelli fu corretto


gli speciali storici

le sino a'suoi giorni

per una nuova edi1


1

zione. Questa
pita nel
I

cominci nel 7 7
col
I

e fu

com-

e di essi
(r.

me

ne giovai

p. in.

722

o.'

Ionio. Nicola la dedi-

Giacinto Sbaraglia

minori con-

c aClemeute Xl,uia l'edizione riuscjQje-

ventuali, dottore in teologia, celebre per


le

po corretta della prima. Poi ta per titolo il j ."tomo: halui sacra, ec. editto secunda ancia et emendata cura et studio Nicolai Coleli^ Ecclesiae s. Moysis f'enetia-

sue dotte opere, alcune delle quali envoi.

comiai nel

XXVF,

p.

14^ e 14^,

cio la continuazione del p. VVadiiigo, ed


il

Dullariuin Franciscanum. Q^itsld rac-

rum sacerdotis alunini,\tiufi\>9^ud SebustianuraColeti


le:
1

colta preziosa fa conoscere molti religiosi

7. Il

1.

o.couteiien-

francescani celebri per dottrina, cosanliti, di cui gli

Episcopalus Italiae deperditi


\'el

tiquati

alteri sedi uniti:

anAddendii et
et

stumi e

Annali
;

del p.

Wadingo non

ne fauno menzione ovvemolli


altre

corrigenda

in noveiiiIlaUae
li

sacrae toniis

ro ne parlano assai succintamente


passi storici, molti vescovi e

jam

editis.

titolo di

detto

tomo

ita-

molte

tomus decimiis seti Jppendix in qua praeler Anecdota UgheUiaii/7y Antiquati haliae L'ptscopatus, supjleinenlaquacdain ,rt correclion.es adnoliae sacrae veni praecedenlia \>olutnJia,et multipli-

persone intorno a cui

gli

Annali

ecclel'

siastici, le Collezioni de'concilii,

fdi-

Ha sacra,

la

Gallia Christiana, avrebdi correzioni e di

bero bisogno

aggiunte.
il

Appunto, (pianto
la

aW Italia
la

sacra,

p.

cts Itidices generales proferuntur


et studio

cura

Sbaraglia ne intraprese

correzione e

Nicolai Colcli
1

t[c.,

Veneliis a-

continuazione, e lasci
alle

alla ->ua

morte

pud SebastianuniColeli 7 22. Nicola inoltre di grande animo si accinse pure alla nuova e laburiusisimucdi^iouti della col-

mss. otto grossi volumi. Pervenuti questi

mani

del p. lu. fr. Stefano Rinal-

di dello slesso suo ordine, siccome for-

12

UGO
singolare
[)ev lai

U G O
nese, diocesi d'Autun, dal conte
e ila

nilo di molle cognizioni e di

Dalmazio
lo

liaspoilo

genere

di studi,

animo-

Aremburga

di

Vergy.

Il

padre

de-

so imprese a proseguire l'encomialo lavoro, senza per ridurlo a quella perfezione che slimava necessaria per darlo
alle

stinava alla carriera militare,

ma

la

ma-

dre adoperavasi di educarlo per servigio della Chiesa. Commessa la sua educazio-

slampe. Alla morte di quest'ultimo, avvenuta nel convento de'ss. Apostoli di lloma a' 12 settembre 1807,1 prcgievoli volumi del p. sbaraglia, da esso accresciuti, furono mandati al convento de'

ne ad
te

Ugo
si

vescovo d'Auxerre, fratello di


accese del desiderio di lascia-

suo avo,
il

minori convenluali
Irangeli nella

di

Monte San Piedi

Marca, delegiizione

Fer-

mondo, ed ottenuta la permissione di ritirarsi fra' monaci di Cluny, fece la sua professione religiosa, dopo un rigorosissimo noviziato, in etdiiGanui. In processo di tempo fu eletto priore, e nel

secondo il costume dell' ordme per essere il defunto nativo di s. Anatoglia nell'arcidiocesi di Camerino, aggregato a quel convento. Siccome si sospett che mss. in discorino, al (juale spellavano
i

1049

successe a

s.

Oddone

nel

governo di

quel monastero. Nell'oltobre del seguente anno assistette al concilio convocato a


s. Leone IX; poi accompagn Papa a Roma e intervenne al concilio che condann gli errori di lerengario.

Reims da
il

so da

Monte San
in
p.

Pietrangeli fossero stali


biblioteca del convento

trasportati alla
di

God

la

stima dell'imperatore Enrico III

Pesaro;

quest'incertezza

scrissi

a
il
i

iliVVrOjche pacific con

quel Km."

guardiano per verificare


gentile risposta
i

gheria.

Papi Nicol
di

11

Andrea 1 re d'Unes. Gregorio VII


pili vol-

dubbio, e
inss. del p.

ri'ebl)i

Che

l'onorarono

loroconlldenza, e

Sbaraglia ed

mss. del p. Riportati al


restituiro-

te l'associiirono a" legati eh' essi

aveano
i

naldi, realmente erano stati

convento

di Pesaro,

ma

poi

si

iuFrancia. Inlervenneaquasi tutti concilii che si tennero in questo regno, ed


adoperossi alla riconciliazione dell'iuiperatore Enrico IV con S.Gregorio VII. Ur-

no a

(piello di

Monte San

Pietrangeli, nel

quale atliialmente rilrovansi. (s.), vescovo di Rouen. Figlio di

UGO

bano

Il

e Pasquale

II

Drogoiie duca o conte di Sciampagna, e di Adallruda, era cugino germano del re


Pipino.
IN'

grandi estimatori del

furono parimente mento di Ugo, il

alla

apprezzando

le

cose del

quale ad una rara atlitudine per gli alluri, aggiungeva tutte le virt di peifelto
religioso.Dolce, umile, caritatevole e
tificato,

mondo,

si

fece religioso a Fontenelle

ov-

mor-

vero a nasteri beni considerabili. JNel j-i fu elevato alla sede metropolitana di l'iouen,
e venne altres incaricalo di governare diocesi di l'arigi e di Ijayeux, non che
le
le

Jumiges, e don a

questi

due mo-

invigilava sollecito al manteni-

mento
di

della disciplina in tutte le case del

suo ordine, e specialmente nel monastero

Cluny, dove fece rivivere lo spirito dei monaci antichi. Mor nel i 09, a' 29 a1

abbaziedi Fontenelle

e di

Jumiges. JNel-

prile,
sta,

giorno
Calisto

in cui

si

celebra

la

sua

fe-

r iiccetUMe lauti benefizi ad

un tempo,
non
im-

essendo sialo annoverato fra santi dal


11

L'bbesollaiiloiu mira d'impedire che

Papa

circa

il

1121. Abbiamo

ne venissero dilapidali
pieg tulle
ri
il

beni dai secolari,

del santo abbiile, nella BiblioLcca Cluniaci'iisc, nolle lettere e vari statuti pie-

cui incomincia vasi darli;


le

mentre

egli

rendite in opere sanie.

Mo-

ni di saggezza pe' suoi


ligiosi di

monaci, e pei

re-

Jouiiges l'anno ySu, ed nominato


il

Alarcigni ch'egli avea fondato.


(s.),

nel militi; olugio romatio

di aprile.

UGO
que
nel

vescovo di Grenoble. N.\c-

lj(jO(^.), illibate di Cluny. Discenileu1e ilella ciisa

10 53 a Castel

Nuovo

nel Delll-

sovrana de'd ui

hi

ili

borgo-

nalo, diocesi di Videnza.

Oddone suo

pa-

gna, nacque

ucUo24a

Seuiur nel Dne-

dre eia un espello

nllieialo, clic

accop-

U G O
pinva perfetlnmenle
i

UGO
la

doveri del ciisfla-

riforma austera di Cluny, ed


ci visse

in cui

iiesimo a quelli della sua professione, e

nell'anno che
iti

pratic toltele vir-

adopi'avasi per inanlenere


fra' soldati e far loro

la

disciplina
la

d'un

perfielto religioso.

Gregorio Vl[
ordin

osservare
il

divina

per informalo del suo

ritiro, gli

legge.

Esso

lasci poscia

mondo

per an-

di ritornare alla sua chiesa.

Ugo obbed,

dare a finirei suoi giorni nella gran certosa, sotto il governo di s. Brnnone, ed ivi

riprese le sue funzioni con novello ardore, e le esercit

mor sanluniente. Ugo

gli

amminisli
nel

gli

frutto,

con sern[)re pi crescente occupandosi quasi di conlinuo nella

nlliuii sagrameuli, e conirt altres

in

l'annunziare

morte sua madre ch'era rimasta


do. Percorsi con profitto

monsenza
fece

ne e

suoi sei

parola di Dio. S. Biunocompagni, avendo divisato

gli studi,

di allontanarsi
li

dairuuianoconsorzio,

egli

mai trascurare gli

esercizi di piet,

si

consigli a ritirarsi in

un

deseito della

monaco

per dedicarsi interamente

al ser-

vigio di Dio.

\enne nominalo

un

ca-

sua diocesi, chiamato Certosa, che diede poscia il suo nome all'ordine che vi era
stalo fondalo. Ivi
li

nonicato della cattedrale di Valenza, dove essendosi recato

condusse neliot:)4, e
essi trat-

Ugo

vescovo di Die
Sede, fu tan-

spesso inseguitoli visitavn.e con

nel Delfiuato, poscia arcivescovo di Lio-

lenevasi negli esercizi della penilenza e


della contemplazione.

ne, cardinale e legalo della

s.

Amoroso

verso

to invaghito delle di lui virt e bell'in-

poveri, che

sempre

in ogni

modo

sovve-

gegno, che volle unirlo a


sua legazione
dotti
cilio
I

se.

Durante

la

niva, vendette perfino

un

calice d'oro e

gli

diede

l'

incarico delia

parte de' suoi ornamenti episcopali, per


soccorrerli in

riforma di molti abusi, eh' eransi introfra

tempo

di carestia.

Avrebbe
i

aUpjanti ecclesiastici. Nel conin

desideiatodi andare a terminare


giorni nella solitudine;

suoi

tenuto dal legato

Avignone

nel

ma Papa

Inno-

080,

in cui tratlossi della scella

d'un pa-

cenro

11

non annu

alle sue preghiere, e


il

store per la chiesa di Grenoble, fu eletto

l'obblig a compiere
ta nell'episcopale

cor>o della sua vi-

Ugo

a tale dignit, che per


se
gli

la
il

sua umilt
legato ed
i

ministero. Iddio termiil'

non avrebbe accettata,


padri del concilio non

di purificarlo co' dolori


gli olferse

una lunga

avessero ordiil

malaltia.che
ticare
le pii

occasione di pra-

nato

ili

sottomettersi. Segui

legato aRo1

eroiche
il

virili.
1

La beala sua
i32,
in et di

ma, o ve fu consagralo da s. Gregorio V 1, provvedendo a tutte le spese della ccreniuina


la

morte accadde
forse

1."

aprile

80

anni, e

dopo 52

di episcopato.

Fu

gian conlessa Matilde, che


della troce, della

gli

fece presente

mitra e

canonizzato da Innocenzo II nel 1 i34>e<i il suo nome trovasi nel martirologio ro-

altri episcopali
si

ornamenti. Recatosi alla

mano
te pel

il

i. aprile. S.

Ugo

annoveralo

sua sede,
funesti

adopr riparare gli effetti della mala condotta del suo prei

fra gli scrittori ecclesiastici

principalmenossia raccolta

suo Chartiilarhim,

<lecessore, e

ad eliminate deplorabili abusi fra il suo gregge introdotti. In poco tempo cangi l'aspetto della diocesi; ma

di carte,

con note storiche curiosissime, ch' custodita manoscritta a Grenoble. (s.) di Lincoln, martire. In et

UGO
I

non ebbe appena passalo due anni nell'episcopato, che volle rinunziarvi per u-

di

anni fu preso da alcuni giudei,

il

ca-

po de'quali chiamavasi Joppino. Costoro


in

mill, seguendo in ci l'esempio di molti


santi, e

odio di Gesi Cristo

gli

sputarono
gli

in

sperando che
al

rebbesi

Papa non opporsuo divisamento. And dunil

faccia, lo

batterono con verghe,

moz-

que
di

a vestire l'abito di

s.

Benedetto nel-

l'abbazia della Chaise-Dieu nella diocesi

zarono il naso e il labbro superiore, gli spezzarono palle de'denti, finalmente lo crocifissero e gli trafissero con una lancia
il

Cicrmonl

in

Alveigna, ove seguivusi

lato.

Questo

bai baro fallo accadde ai

i4
9.7

UGO
agnolo del
i

UGO
e isnoi ooiule.

2*)?.

Joppino

UGO Candido
['.

da Caldesio, Cardi'na-

|)lici

essendo

siali picsi

per ordine del re

Dianco.

Eni

ico 111 e del

suo parlaiieilo raduna-

UGO
salo
di
s.
il

DI DIE,

loaRe.iding, furono condannali ad essele legali per le cnlciigna a giovani cavalli,


i

de'diiclii di

Cardiiirtle; Francese noigogna,<lopo aver profes-

monacliisino, ed essere sialo prioie

quali
i

II

strascinarono fincli morirono;

Marcello di Cavaillon, da Alessan11

poscia

loro cadaveri furono appesi alle

dro

del

1061

fu creato cardinale pres.

fordie.

le, e nel
(b.),

1080 da

Gregorio VII vesco-

UGO
Je

Cardinale. Nato

di nobi-

prosapia in Clialons nelle Gallie, nio-

vo vo
a

di di

s.

Diez sua palria, e poi arcivesco-

naco cisterciense e abbate delle Tre Fonlane, da Eugenio III nel 5o fu crealo
1

cardinale vescovo d'Oslia e


slitiiilo in
s'i

\'ellelri. Coeminente giadu, si mostr speccliio di tulle le viriti e singolarmenle d'una carit cos tenera verso poveri, cbe con gioia e generosit di cuore dai

Lione. Unilo co'pi slrelli vincoli Gregorio VII, intervenne con alcuni del suo clero al suo sinodo celebralo in Roma, chiamatovi dal Papa. Fu quindi
s.

impiegalo nella legazionedi Francia, dove assolv solennemenledalla sentenza di

va loiuqii'intoavea, sino
bili;

!i

gravarsi di de-

scomunica Folco o Fulcone conia d'Angi e di Angers, uomo fiero, crudele easpro, marito di Berlrada di Monfort ; e
presied a diversi sinodi e conclii
proibire
ci
il
,

pei cui

la vita di s.

Alano \escovo l'Autun, nelBernardo, lo cliiama uomo di

per
lai-

diritto cb'eransi usurpati

gran

vii

l e sanlil di vita. Tiovossi [ire-

di

senleaU'elezionid'Anaslasio

IV, e chiaro per meriti

VeAdriano non menocheper


I

siastici.

dare l'investitura de'benefzi eccleIn quello di Lione del 1080 de-

pose Manasse arcivescovo di Reims, che


citalo replicate Volte a

piodigi,aiulagodeie ilfiutlo di quelle

li

Roma

avea ricu-

niosine che veisale nel seno de'bisognosi

salo

sempre

di

comparire, e dipoi caccialo

con tanta esultanza dispiiito, erano slate


tlepoiitalee riposte ne'iesori celesti. Si ere-

dalla sua chiesa termin

miseramente

suoi giorni escluso dalla


fedeli. Inoltre
il

comunione
ivi

dei

de coimineuieiile. che sotto


di lui /bs>e

il

vescovato

cardinale

con insUin-

da Eugenio

Iti (afta la

perpe-

cabile

zelo condusse a felice esito tulli

tua e stabile unione delle due chiese vescovili d'O^Z/V/e / r//r'//7"('/^.J,ed


ili.

que' molli

Ugo

fu

affari ecclesiastici che richiamavaiio l'apostolica sollecitudine. Nel

cardinale che s'intitol vescovo d'am-

1081 convoc altro


tosino

concilio, in cui

il

cer-

beduc, e indi in poi restarono perpetua-

Ugo

fu consagralo vescovo di

mente

unite.

Prima ancora
le

di

questo leme nd

iioble; in quello di

Meaut

Grea Teobaldo

posi trovano

duechiese talvolta insieme


ia

deposto dal vescovato


rogalo

di Soissons, fu sui-

iinile,mala loro Unione era piccai


subilrio de'Piipi. Oltre
la
i

iniiacoli operali

Diu

a inleicessione di

qiiolocardinale
pia sua

jincor vivente,

dopo

la

morie

si

rese celebre per la moltitudine de' prdigi, di cui fu

onoralo da Dio. Giovanni


dell'ordine cilei-

Cireyo
lere,

lo ascrive Ira'beali

sleitieii'-e,

e di lui

abbiamo parecchie

che tutte spirano sapienza e

|)iet.

U(jO, Cardinali'. Dell'online


coni, sollosciisse
I

de'dia-

il

sinodo celebralo nel


e
il

di il b. Arnolfo Pamelio abbate Medardo. Passalo quindi nella Rielagna minore, insieme col cardinal Uberlo suddiacono della chiesa romana, d'ordine di s. Gregorio VII prese cognizione della causa del vescovo di Dol. Uaoconiai a Lione e allrove,che morendo de^lo Papa nel oS5, tra'3 che raccomand a'cardinali per successore uno fu Ugo; ma prefcicndosi un altroch fu Vittore III, accecato il cardinule dall'ambizione, u
s.
1

044 da Renedetlo IX,

[)rivilegiopel

concep tlispetto e sdegno,


tilo

si

rivolse al par-

putriarca ih Grado.

dell'antipapa Cleu)ente III, e scris-

UGO
se

UGO
cardinal Ivone di Chaiires,
r non lascia di chiamarlo
il

o
quale peper re-

lunga lelleia

alla
t.

gran confessa Mnd'lio della Colhziont'

tlc,

riporlata nel

uomo

de concini,

nella cnuilc cinic il'inginrie


il

ligione, pi tulenza e autoiil aininii abile,

e di calunnie

Jiiiovo

Papa,

lulte p<'i

censurandolo tullavia per esigere molle


cose con im [lero soverchio, di meni ir del
l'av vertiinenlo di
s.

snienlile dalla sanlit del virtuusu \'it-

tore HI, e dalla sincera e |)t'uf'uuda sua uinill


ta

Pietro,

il

quale impo-

da

lui

mostrala nel riousaiecon tanil

ne a'prelali di non
nio sopra
i

osleiilareil loro
di
1

domicon

fermezza
Eccl.

pontificato. Si pucunsulJN'alale

cleri,

ma

elidersi anzi

taie su questo punloj


Ilist.
1

Alessandro,

sincerit di cuore modelli ed esemplari al

2; e Pagi,

5()i.

sdi'c. A/, par. i, cap. i, art. Gesta de liom. Poni. 1. 1, p. Condannalo il cardinale e de|)ONto
111

propiio gregge.
le di s.

Abbiamo
il s.

alcune episto-

Gregorio VII, dalle quali appache


Pontefice faceva del
il

risce la stima

nel cuncilio celebrato da Vittore

in

cardinale, che tranne

vizio di

smode-

Benevento, insiemecol cardinal Riccardi abbate di s. Vittore, poco dopo ravvedutosi e compunto del proprio grave lid-

rata ambizione, fu per qiie'lempi

uomo

insigne e famoso.

da Urbano II assolto e ripristinalo nelle dignit. Essendo MIO legalo in Francia, estiuse col segno della croce un orribile incendio che devastava il monasleio, fu

DI ALATRI, Cardinale. i\acmet del seccdo XI, nel pontificato di s. Leone IX, da niibilissima e antica famiglia nella cill tli A latri. suoi
(|ue circa la
I

UGO

genitori

si

dierono cura particolare sino

IO delle
nel
1

monache Marciniane;
al
si stabil

si

trov

dalla dilui pi leneiaet,che venissecoltivata la sua indole egregia e bel lalento,

095

celebre concilio di Clei moni,


e

nel quale

promulg

la

."^

Cro-

afldandolo alla direzione de' monaci

li

ciata per

la

liberazione di Terra santa.

MonteCassino, presso quali


i

fece

tali

pr

Francia

gli alid Urbano li in BMippo I, per rimuoverlo dallo scandaloso commercio di Bertrada

Altra legazione
al re

gressi nelle lettere e nella piet,

che si gua-

dagn
dal

la

stima non solo de'sapienti,


in
il

ma

merit d'essere tenuto

considerazione

moglie

di Folco, a cui

avea giurato

d'as-

Papa Alessandro

II,

quale lo volle

sociarla al suo talamo,

dopo

di averla ra,

presso di se nella corte ponlKicia. In questa rest ne'ponlificati memorabili di


s.

pila a quello del marito. Si narra

che

l'avvenente Bertrada, temendo che Fol-

Gregorio VII
lifiche di

e di

Urbano

II, colle

qua-

co l'abbandonasse come avea praticalo con due altre mogli, per darsi in preda a

cappellano pontificio e suddia-

femmine

di cattiva vila, e
1

sapendo che
gli

il

re Filippo

la

vagheggiava,

sped\

se-

cono apostolico; perci il Canlelniaggio nella Sintassi degli Uditori di Rota, ed il Bernino, Z>r/ Trilninale della s. Rota,
vogliono che fosse uno de'giudici di esso. Neil loSPasqualell lociecardinalediadi s. Maria in Via Lata. Avverte il Borgia nelle Memorie storiche di Benevento, t. 3, p. 49) che il Beinino segueudo il Ciacconio, Fitae Pont, et Card., lo

gretamente un messo per manifestargli suoi sospetti e poi si rec da esso. 11 re


ripudi
la

moglie Berla, che l'avea fallo

cono

padre di Luigi VI che gli successe, e solennemente spos Bertrada. Urbano 11 riprovando l'illecito matrimonio ne scrisse all'arcivescovo di Reims, condannandolo come invalido; quindi dal cardinal

Ugo

nel concilio d'Autiin fece


.)i\\

dare senpure
Il

tenza (S\Sc(iinuitico{^J

re,e poi (u
il

chiama Ugone Visconti di Alalri del titolo presbiterale de'ss. XII Aposlcjli, senza por mente che il Ciacconio altiibuiscequeslocognoniead Ugoo Ugone / riconti Pisa
;

scomunicala Bei Irada. Indi


a Folco o Fulcone
la

Papa don
(/
.).

e che

il

Platina nell'elenco
11

Rosa d'oru

de'cardinali creati da Pasquale

np<>mi

cardinal

Ugo ebbe alcune

difeicnze cui

Ugo o Ugone

Alatrino

come

curdiuule

tG
liarnno
tro
tli

UGO
s.

UGO
l'al,

]\Iaria in

Via Lata, e

nella cilliEniico
lere pel

V, fugg sopra due


coinoaguia del

G;n-

Ugo o

Uqoiie Visconti da Pisa


eli

che

Tevere

in

c.irili-

fu reggente
iiale

Benevento, come

cai'tli-

nal

Ugo

e di altri di sua corte.

Giunto

prete de'ss.

Xn

A postoli.
le
il

Non essen-

nelle vicinanze della citt di Por^o. un'im-

do ancora incominciate
diaconie,
st
titoli

ozioni delle

provvisa tempesta avendogli impeditodi

e vescovati,

Visconti re-

sempre
il

guenza
lui
lo.

suo titolo, e pei- consecontempoi'aneo Ugo di A latti


col

prendere il maree giOjSi trovesposto

di progredire

il

viag-

agl'insulti delle trupin

pe imperiali tedesche. Sbarcato


disabitato e sopraggiunla
di coraggio
la critica
il

luogo

vivente non pot certamente occuparil

la

notte, pieno

Da tale abbaglio, cardinal Ugo ili A latri fu pure detto Ugone e rettore diBeneventOj cos confondendosi vieppi in

cardinal Ugo, osservando

situazione del
et,

Papa avanzalo
di

in

grave

mancante

mezzi per evi-

quanto

si

appartiene

al

cardinal

Ugo

tare l'imminente pericolo di dette solda-

Risconti, e lo rilevai in quella biografa,


giaDniai l'Alatrino essendo stato cogno-

tesche che l'inseguivano, mosso da piet

(quale altro Enea che


il

si

caric sulle spalle

minalo Visconti, bench tale molli lo ritengano. In fatti anche il Cardella nelle Memorie storielle de Cardinnl, 1. jpar. I, p. 224, sebbene istruito dell'avverti1

padre Anchise, come osserva Lodovit.

co Agnello, Istor. degli Andpapi,


p. 2),
le e

2,

prese Gelasio

11

sulle proprie spal-

per islrade impraticabili, ad onta del-

to dal Borgia, nell'encomiare

il

cardinal
straordi-

l'oscurila, gli riusc

con gran
s.

fatica di por-

f^o

Fiscoid d' Alatri, per

la

tarlo illeso nel castello di

Paolo

di r/r-

naria sua intrepidezza e costanza nelle calamit, dalle quali era allora
vagliala
la

dea
p.
I

(della quale riparlai nel voi.

LVIIf,

afflitta e tra-

iq), dove lo pose in salvo. Indi nel di


si

Chiesa, crede che soprattutto

seguente

ili

cura di farlo

comodamenpei*

spicc

suo valore nella gagliarda difesa che fece di Benevento a cui presiedeva
il
,

te trasportare a

Terracina, e quindi

mare aGaeta, donde pass a Capua. Quindi


il

in

nome

del Papa,

il

che

si

appartiene al
Bens pre-

Cardella ricade
il

nell'

errore di fare

cardinal

Ugo

/'T-co//// di Pisa.

ritornare

cardinale al governo di Bene-

siedeva alla rocca delMonteCircello. presso


s.

vento

nuovamente confondendolo col


in

Felice (nel quale articolo anche

io

cardinal Visconti; e poi dice che nello stesso


1

con
ti,

le

chiamai Ugo Visconpure confondendolo col cardinadi tal cognome) quando gli giunse la
altri scrittori lo
essi

8 sottoscrisse

Capila una bolla

di Gelasio II, a favore di


te di
s.

Bernardo abba-

Soia; indi ritorn in

Roma, menmor in

notizia che Pasquale li era

morto

a'

tre

il

Papa

recatosi in Francia,

gennaio
bito

18,

onde
in

lasciata la fortezza io

Cluny ed
1
,

ivi

fu eletto successore Calisto

custodia degli abitanti di Terracina, su-

elezione ch'egli a [)pro v cogli altri carIl

lloma e dopo 3 giorni contribu all'elezione di Gelasio //.Quesi

porlo

dinali restati in R^oma.


tese

Ciacconio pretra gli e-

che

si

trovasse in

Cluny

vedendosi perseguitato dalla fazione seguace dell'imperatore Enrico V, e non


sti

leltori di Calisto II,

ma

egli era

tornato

a custodire

la

rocca di

essere sicuro soggiorno la citt di

Roma,

nuovo Papa

in

Monte Circello. Il premiodi sue benemeren1

dopo
da

essere stato salvato da'tumultuosi


,

ze gli confer nel

19

la
s.

ragguardevole

ultentali
lui

per opera di Pietro Pierleoni


di

carica di Cancelliere di
sa. Cardella,

romana
in

Chic'

confermalo preletto

alcuni nobili e dallo zelo del


di Alalri, nella chiesa
ili s.

Roma, da cardmal Ugo

sempre erroneamente, dice


Henei
1

che pag

il

debito alla natura


2
1

IMaria iuTras-

venlo sul Unir del


i

o veramenle nel

potilina e nella casa di


110,

certo Bulganii-

col

loro aiuto allorquando giunse

in cui

122, senza accorgersi dell'anacronismo cadeva riguardo all'epoca piuv, e

UGO
sebbene
gli
si

UGO
ilei

17

egli

sia

il

classico biografo

meslicrc delle armi,

si

rilir nello stesso

carclinnli.

Tulli erriamo. Imperocch eaggiunge, che il nome del cardinale

monastero

e vi

mon

nell'esercizio disila
felici

penitenza. Dotato di

disposizioni,

U-

legge nella serie de' cardinali elettori


II
,

d'Onorio Via Lata


la

quale diacono

di
1'

s.

Maria

in

il

che conferma

asserto dal

Bolgia, e dal Martinelli nella storia delchiesa di


s.

Maria

in

Via Lata;

ma

l'-

lezione ebbe luogo a'28 dicembrei 124,

gone fece progressi nelle scienze, non meno che nelle virt. Persuaso che Dio lo chiamasse ad una maniera di vita pi perfetta, enlrlj nella gran Certos;i, e vi prese l'abito circa ili i6o. Dieci annidop, essendo gi stato promosso al saccrdozio,
stero,
fu eletto procuratore del raona-

dunque a
vea.
velia,
'

quell'epoca

il

cardinal ancor

vi-

Fu suonipotee

natodalla propriaso,

Pandolfo d' Alatri scrittore delle de Papi Gelasio IleCa listo II, che per equivoco di Costantino Gaetano abf'te

ed in tale uffizio acquistossi tanta fama di prudenza e di santit, che lo fece conoscere da tutta la Francia. Chiesto da Enrico li re d'Inghilterra, per governare
la

baie di

s.

sano,
li

in

scrittori.

Daronzio, fu dello Pandolfo Piche fu seguito da una folla di Questi fu prelato di egregie do-

Certosa ch'egli avea fondata

Wilhani

nella provincia di

profonda dottrinai figur molto nel-

Sommerset, Ugone vi si rec in obbedienza alla deliberazione del capitolo. La sua umilt, la sua dolcezza e la santit della sua vita
gli

la

corte pontifcia, e non ha alcuna rela-

meri-

zione con Pandolfo ^/rtsrr/ pisano, crealo

larono

l'alTetto di coloro,
i

quali aveano

cardinale da Lucio

III, col

quale fu con-

opposto

maggiori ostacoli a quel santo

fuso dallo stesso abbate Costantino, il che

stabilimento, sicch in breve

non mancai notare


sl'

nella biografia di que-

ultimo cardinale.

UGO
II

Lectifredo, Cardinale. CaWlo


01 123 lo cre cardinale pre,

tempo la comunita divenne pi numerosa e fiorente. Da molto tempo era vacante la sede di Lincoln, ed avendo Eurico II data la
libert al capitolo della cattedrale di eleggersi
il

neh 122
s.

ie di

Vitale del titolo di Vestina

in-

vescovo, fu scelto Ugone, che re*

lervenne a'comizi d'Onorio II,sottoscrisse

nitente venne da Baldovino arcivescovo


di

con 32 cardinali una sua bolla spedii


1

Cantorbery obbligalo
a'

a lasciarsi con1
1

Laterauo nel 26, e Ciacconio a queslo Papa ne attribu l'esaltazione. Inta in di segu per

sagrare
lo

2
si

di

settembre

86.

Il

iiovel-

vescovo

elesse

un
vi

consiglio, nel quelle

breve tempo l'antipapa (forII),

feceeotrarequanti

erano pi pile dotti


la

se

Anacleto

ma ben

presto riloinal-

uomini

nel suo clero. E-istabili

disci-

ubbidienza del

legittimo capo della

plina, riform gli abusi, e ravviv

da per

Chiesa.

tutto colle sue esortazioni lo spirit^o della


Crt/'f/z'/w/c.

UGO,
ro di
s.

Priore del menaste-

fede.

Prassede e canonico regolare del

assisterli,

Faceva esalta ricerca de'poveri per eandava spessoa visitarli e cou-

ss.Salvatoredis. Maria delRenOjfu creato cardinale prete di


s.

Lorenzo

in

Lu-

con molla bont, mostrandosi specialmente tenero pe'lebbrosi. Ogni anforlarli

cina, da Celestino
i

II

nel d delle Ceneri

no

visitava la Certosa di

\Vitham,edal-

i44- Mor dopo breve cardinalato nel-

lora vi seguiva tulle le osservanze della

lo stesso pontificato di Celestino II.

regola.

Il

piacere che gustava nella solifaceva desiderare


il

UGONE
lo d'

(s.),

vescovo

di

Lincoln. Usci-

tudine,

gli

primiero

una delle pi chiare famiglie della Borgogna nel i i4o> fi' posto in et di 8 anni in una casa di canonici regolari, vicina al castello di suo padre,
il

suo slato, per cui adoperossi ad ottenere


dalla
s.

Sede

il

permesso
gli

di

riuuuziareal
Il

vescovato,

ma
lo

fu

sempre negato.
le

quale doil

disprezzo eh' egli avea per tulle


del

cose

p avere esercitato con mollo onore

mondo,

levava

al

disopra d'ogni

s&iofvaij/.

A,

i8

UGO
gli

UGO
Guglielmo suo fratelgran senno e valore, cancelliere di Carlo il Temerario duca di l'orgogna, l'introdusse nella sua corte, dove
sludi
f)

ninnilo riguardo, e quindi non temeva di

anni.

dare degli awertinienli al re, seb!)oiie mal soirciisse :he alcuno gli contraddi-

lo,

uomo

di

dell'immunil ecclesiascomunic un uHziale del re, che avea condannato un chierico ad una grave ammenda, e ritnto allo slesso re un benefizio che gli domand per tni suo facesse. Sostenitore
stica,

conosciutasi

la di lui abilit

e saviezza, fu

impiegato dal duca


ed
in

in

isplendide

ambaCa-

scerie, e Ira le altre in

Roma

a Paolo li,

Ispagna a Ferdinando

re di

vorito,

il

quale n'era incapace. Asceso al


santo vcscovndiLioII

sliglia,
te,

quali egregiamente da lui compiu-

Irono d'Inghilterra Giovanni Scnza-trr-

va

nel

ic:)q,mand

il

essendo decano della chiesa di Ma^on ne fu nominato vescovo, e vi ademp con


zelo
le

colti

audjascialure a Fihppo

Augusto
fra

parti di sollecito e vigilante pasto-

redi Francia, per conchiuderela pace


le

re. Indi
I

merit che Sisto IV a'7 maggio


creasse cardinale prete de'
ss.

due corone, e

la

fama

della santit di
effetto della

473

lo

Gio.

IJgone contribu

all'

ottimo

e Paolo, e legalo della provincia del

Pa-

negoziazione. Poco egli sopravvisse, poi-

trimonio. Ottenne poi in amministrazio-

ch mori a Londra a' 7 novembre 200. imbalsamalo, e portalo Il suo corpo fu


i
i

ne

le

chiese d'

Angers

d'Autun. Mece-

nate deietterati, molti ne teneva presso


di se. altri

solennemente

Lincoln. Molti vescovi ed

ne sollevava se gemevano in
li

abbati, ed altre personetpialdcateaccom-

miseria, e
alla

prodnceva op[)ortunainente
\\-

pagnarono le sue esequie. II re Giovanni suddetto, eGuglielmo redi Scozia sottoposero


le

conoscenza della societ. Pieno

ntanil e gentilezza, prestavasi facilmente


all'istanzee necessit ile'ricorrenti.pe'qua-

spalle al suo cataletto nel por-

tarlo alla chiesa.


altri

Tre

paralitici eil alcuni

malati vennero guariti alla sua toni

non ebbe samente di


li

dillicoll di gravarsi

genero-

debili.
s

Pertanto

la

perdita di

Fu canonizzato da Onorio III, o secondo altri da IVicol III oda Onorio IV, ed nominalo nel martirologio romano il 17 di novembre, nel qual giorno si ce]m.

personaggio
nel

iunabile, benelicoe vantag-

gioso alla societ, fu deplorata in


I

Roma

4^4> come caro


la

al

popolo e a'grandi.

Ebbe

tomba

nella chiesa di s.Maiiadel

lebra

la

sua festa.

Popolo, senza alcuna funebre memoria.

UGONE,
dita nel
i

Cardinale. Nella bolla spe-

UGONOTTI. Eretici
secolo
ci a dare questo
di

crudelissimi del

062 da Alessandro li in Anagni, si trova sottoscritto Ugone di s, Stefano nel Monte Celio prete cardinale.
L'GUiNE, Cardinale. Diacono di s. romanaChiesa, appose il suo nome alla boll:i emanata in Cremona da Urbano 11 nel logS, a favore del monastero di s. Egidio, poi confermata nel concilio di Piacenza.

XVI. Fu neli5Go che s'incomin-

nome nCah'inisli
i

i^l"'.)

Francia,

a coloro cio

quali faceva-

no professione

dell'eresia perniciosissima

dell'eresiarca Calvino:

Calviniana labe

infectus IfngOhOtns. Pasquier e


riferiscono diverse elimologiedi
lo,
/

Menage
t^onotdi-

Intorno

al

quale

nome
i

si

sta

ancora

sputando, non conoscendosene con certezza l'origine,


rori

le.

UGONE DI S. VITTORE, CardinaV Sanvittohe. UGO^ETTO Faini'RTo o Fiiuto,


.

mentre

seguaci

tie'

loro er-

labile

Cadinalt. Francese di Borgogna, ris[)etnon meno per chiarezza di natali, che per la straordinaria sua erudizione,

sono comunemente chiamali Prote.tlanfi (f^-), ed amalgamati con tali ereliei. Du Veidier diceche la parola / gonntto derivada Giovanni lluss, caposella
degli eretici
U.<!siti

(l

.), di cui gli

ugo-

laureato in
t di

ambo
si

le leggi nell*

universi-

notti seguirono la pestifera dottrina.


(|uillc

Co-

Pavia, ove

tratlennc applicato a-

dice, che deiiva da

Ugo Capclo,

UGO
per
la
i

U G O
de che
della
il

19
in-

ragione che

gli

ngonolli sosteneva-

titolo di

ugonotto non era


[).

no
la

iliritli tiella

linea di

Ugo Capelo

al-

giiirioso.Secoiulo l'avviso del

Daniel e

corona, nella persona d'Enrico IH re

maggior pnrte

degli storici francesi,

di
I

Nm'ana,
i

contro quelli della casa di


^\

fu all'epoca della

congiura d'Aiaboise,che

G uisa-Lovcua
sere

([wnW pretendevanod'es-

incominciossi in Francia a dare a'calvinisti


il

successori di Carlo INlagno. Altri di-

nome

di u^onolli.

Vennero

allre><i

cono che deriva da Ugo eretico Stigj-amcnlnrioy che vivea al tempo del re Ciarlo VI e cheavea insegnatola medesima
erronea dottrina. Caslelnau-Manvilliere,
nelle sue
^

chiamali Lnleraiii e Crislodiiii, perch

J/rmoz/Cjdiceche

il

popolo chiastesso

non parlavano die di Cristo, e nella Liaguadoca furono delti Farfalloni. Il Novaes che mollo scrisse di essi nella Storia de' Pontefici, (|uali alacremente rini

niavali ugonotti,
ri

come

se fossero peggio-

tuzzarono colle proprie Milizie


cattolica e

le

loro

d'una piccola noneta dello

no-

devastatrici armi, e ilifesero la religione


i

me
al

e di piccolissimo valore, che corieva


di

lorodoininii temporali
(.\e\

tli/-'/o-

tempo
di

Ugo

Ca[>eto: Nolfiido col no-

venza,'^n\'yIvlg/io/ic cc
7i<2/.s.s7o(/^'.), riferisce.

contado
gli

f ester-

me

ugonotto significale che non valedi pii della piccola

Nel

numero
la

vano

moneta

dello

minalo
ri di

d'erelici,

che seguirono
Calvino,

erro-

slesso iiome.Allii scrittori

sostengono che

Lutero,

vi fu

cui perni'

un

tal

nome

fu loro

dato per derisione,

ciosissima setta, propagala

pii dell'allre,

allorch essendostalo (attopi igioniero un


tedesco e interrogalo intorno alla congiura d'Auiboise davanti al cardinal di Lo-

secondo
talmente
cia, ni

la

variet delle nazioni ove fa-

alligni, die a'seguaci suoi

nomi

diver>i,chiamandosi^yg"o/zo///nella Fran-

rena, non seppe rispondere che queste parole: rrtic


no.<! vi'iiiinus.

L'opinione pi
fa

verosimile per

sembra quella che


dal

de-

che rovin miseramente periSo ane fanatiche sanguinosissimeguerre. Aggiunge il Novaes, quancon empi errori
to al noue, probabile l'opinione del
\>.

rivare questo

nome

no
i

Eydgenosz Oi\
di

vocaboloalemanEydgnolsz, che signinel secolo

fica confederalo.

Quando

XVI

Maimbourg, tempo di sua


mavasi del

e che ignorandosi

il

preciso

origine, vogliono alcuni


tli

che

Savoia tentarono di rendersi padroni assoluti di Ginevra, cilt e cantone della Svizzera ('^.), coli' ap[)oggio anche del vescovo, la citt fu divisa in due fazioni: quelli che fivorivano le franchigie della citt si chia ma vano 7:7g^/iOf. parola che deriva dall'alemaiuia EycJgnotsz od Eydgenosz, che significa ro/?/(v/(^/viti, cio alleati per mantenere la libert. Questo nome era slato preso da' popoli
duchi
5^,

derivasse da una porla


re

7'of<r.v,che nogli eretici cal-

Ugone, ove

vinisti fre<pieiitavano le

loro adunanze.

Allri poi .scrivono,


di

che avendo ogni cill

Francia ipialche

nome

[larlicolare di

f miasma, col (|ualesogliono mellere paura a' fanciulli e alle doniiicciuole, e

che

credendo
che
il

il

basso e rozzo popolo di Tours,

re

valcando intorno

Ugone andasse in fantasma cale mura delia ciU, per

de'cantoni svizzeri, e qiie'che


iiiti

a loro

nominati
guito a

si erano uo che volevano unirai erano Eignots, e si affdibi in sej


i

da

portare via chiunque in lui s'imbattesse, ci sieuo deoourinali Ugonotti, mentre essi

pur

di notte

si

radunavano

in que'

tutti

protestanti di Francia. Al
il

luoghi per celebrare

le

loro esecrabili fun-

contrario coloro che favorivano

domilui af-

zioni, (ji negli articoli

Avignone Frandescrivendo
gli

nio del duca di Savoia, ed erano a

cia, e

in

altri relativi,

fezionatijVenivano da'Ioro avversari chia-

avvenimenti principali de'secoli

XVI
i

mali j/ania lucili, parola che in arabo significa schiavo. E' questa l'opinione seguita dal
p.

Maimbourg, per

cui conclu-

XVIIjCou qualche di tusiooenarrai quane in to appena qui accenner. Neh 52 Mcaux infelicemeate comparve in Frau-

20
eia

UGO
per
la
r

UGO
fuoco, e perci fu delta
la

/volta con qualche slrepllo la

Camern nril

prelesa riforma promulgata dall'eresiarcui errori fermentarono e ca Lutero, infiammarono sedotti, quali funestamente li propagarono nel regno cristiai i
i

dente; e quantunque
degli erelici
si

in molli venisse e-

segnila tale sentenza, luUavia

numero

nissimo.

Il

re Francesco

in principio

si

mostr alquanto indulgente, ma poi vedendosi colpito da loro in uno al governo, bench alleato co'principi prolestanli conlro Carlo V, cambi contegno, massime quando Calvino vi sparse suoi erlori, e si mostr zelante della purit della fede callolica, con reprimere novalori. Il figlio Enrico II che gli successe nel l547 non ebbe minor zelo religioso,e fce di tutto per eliminare dal regno il erescenle calvinismo, con rigore e punizioni eslreme, onde molli e in molti luoghi fulono dannali alle fiamme. Tuttavia l'eri

aumentava. Posti questi al le ultime prove e divenuti arditi pel Ioro numero, sparsero conlro la regina ed Guisa de'hhelli e pubblicarono memorie piene di artifizi; quindi si unirono a'malcontenti, agl'iudebitati e rei di delitti che
i

bramavano
il

la

turbolenza dello slato, ed

insorsero con apparente legalit conlro

potere de'G uisa, che tacciarono di doil

minare
di

giovine re

ponendo

il

principe

Cond nemico

di essi e fratello

d'An-

Ionio divenuto re di Navarra, a capo della ribellione che dovea scoppiare a Blois ove dimorava il re. Scoperta troppo lardi la congiura, Guisa portarono il re ad Amboise, ove nondimeno si continu a tramare e sorprendere il re, per cui molli furono uccisi in pi modi. La cattiva riuscita della congiura d' Amboise non pei

rorefeceogni giorno lagrimevoli progressi


fragli stessi magistrati,

onde

il

re tolse lo-

ro l'ispezione
tutti

di

reprimere

l'eresia, e la ri-

mise a'giudici
i

ecclesiastici,

ordinando a
ri-

r fece perdere
presero
le

di

coraggio

gli eielici,

governatori di castigare, senza


all'appellazione,
i

armi
la

in diverse provinsie, ac-

guardo

condannati dai

cendendo

guerra

civile favorita

da

(|ue'

delti giudici e dagl'inquisitori della fede,

che T indigenza rendeva nemici del governo. L'autorit reale soffocava queste
sedizioni paiticolari,

Avendo

ci ordinato a insinuazione del


le

cardinal Carlo di Guisa-Lorena, per


rigori, e cos'i quasi

anche con promesse


riformala
la

rimostranze del parlamento ne mitig poi


i

di far sperare tolleranza nell'esercizio della sedicente religione


,

dappertutto
la

si

sia-

purch
si

hilirono concistori calvinisti con audaci


j)aslori.

deponessero l'armi.
vise in
bili,

CoA

Francia
la

di-

Perci

il

re decret
gli erelici.

pena

di

due
i

parlili possenti e irreconcilia-

niorle conlro tulli


ro,

Non

ve-

e tutti e

due armati per

propria
i

come scrisse il Conlin rico II neh 559 ne rest


in

e altri, che

Eu-

religione,
tori
ri

ollolici per la vera,


l

nova-

vittima, ucciso
la

per l'erronea. Nel dicembre


II, gli
la

'iGo

moCar-

mezzo le fesle d' un torneo j disua morlefu per caso fortuito

causa

Francesco

successe

il

fratello

nel

com-

lo IX, sotlo
dici,

tutela di Caterina de

Mecor-

battimento. In tenera et gli successe il figlio Fi ancesco II, e la regina madre Caterina de Medici che voleva governare,

che fu dichiarala reggente con An-

Ionio di Borbone re di Navarra.

La

te fu piena di parlili e le provincie di tur-

temendo cheEnrico II re di Navarra e il Korbone principe di Cond non s'impossessassero dell'iimministrazione dello stato,
si

bolenze, divisi in papisli o callolici, in ugonolti o erelici,


tilinente
il

nomi che tosto

viet inu-

re,
, i

mostrandosi

meno

severo
a-

un a'principi di Guisa-Lorena ze-

co'secondi

quali

non lardarono ad

lanti della cattolica religione,

ed a'quali

era divoto
tuila
la

il clero. Sebbene venne istiuna giudicatura conlro calvinisti, quale appena scoperli li coudannavaal
i

basarne sfrenatamente. Allora il reeuian un editto inculcando pace e modcrazione e abolizione


di;l

passalo, [)er cui fu

chiamalo

l'cUillo d'uriuisliiio generale.

UGO
Si sliibilirono delle

UGO
le

21
per

conferenze nel
ti

a Poissy (/'.), per

altare

TGi materie di
i

doveano
Irarie
il

a Dio, al

ree

alla patria, e

re e la fimiglia reale dalla schia-

religione, e furono accordati per intervenirvi salvacondotti a'pastori o ministri

vit. Pertanto dichiarossi protettore e di-

fensore del regno di Francia nel


fece

ugonotti. Questi presentarono all'asseiuIjlea

562, e un trattato cogli ugonotti per aiutar1

de' vescovi

una professione
la

di fede

lo nella

falsa,

fraudolenta, o->cura e inintelligibile,


professiocattolici loro proposero.

dere. Per
si

guerra che anelava a intraprental modo la met della Francia

e ricusarono di sottoscrivere

ne
1

di fede che

teologi protestanti vi

mostrarono poca
la

capacit e molta ostinazione; e

petusolle-

lanza e

discorsi del

famoso Beza
il

vide armata contro l'altra met, e cominci la guerra Ira'caltolici e gli ugonotti , che per moltissimi anni riemp il bel regno di stragi, di vendette, di profanazioni e di orrori, che in tanti luoghi deplorai.

varono

lutti gli spiriti, e

dispiacquero

a-

La

[."vittima illustre fu

il

duca di

gli stessi

ugonotti.

Dopo

colloquio di

Guisa, assassinalo dal furore di Poltrof;


e
la

Poissy insorsero ogni giorno nuove tur-

pure morendo consigli


pace,

la

regina a far
i

holenze,e Parigi era agitala da movimenti

onde

il

re nel

marzo 563 con

e-

sediziosi,

che facevano temere


Il

le

mag-

dilto

permise

agli ugonotti l'esercizio re-

giori disgrazie.

re per prevenirle con-

ligioso, limitato
stia al passato,

da prescrizioni, con amniinclusivamente


al

voc

in

s.

Germain numerosa assemblea


modera-

Cond.
il

de' presidenti e deputati de' parlamenti

Fu una

tregua, non pace. Nella guerra

del regno, e fu steso l'editto di

Papa Pio IV
e
il

colle sue milizie avea fatto


gli

ta e ristrettiva tolleranza pegli ugonotti,

difendere contro
versi luoghi

ugonotti A^'igiione

a condizione che subito restituissero agli


ecclesiastici le chiese, le case, le terre
,

contado f^cnaiss/io,
pat
il

ma

per

in di-

le

furore degli eretici.


vittoria e
del concile

decime e

tutti

beni de'quali eransi imli

Allorch

il

re nel
il

possessati, e che per l'avvenire

lascias-

fece prigione
lio di

i562 riport Cond, padri


i

sero in pace; che in appresso non pi abbattessero le croci,


gini,
le

Trento
fece
il

(A".)

ne resero a Dio

doia

statue e

le

imma-

vute grazie nella cattedrale; e Pio

IV

n pi scandalezzassero e turbassero la pubblica tranquillit, con invettive


i

Roma

simile con processione e in-

dulgenza plenaria a chi v'intervenne, concessa colla bolla Quo?iiant, ^^vesioW Bull.

contro cattolici e loro religione, sotto pe-

na di morte. I cattolici restarono disgustali in veder accordalo agli ugonotti il


libero esercizio della religione prelesa
ri-

Basii, Patir,

t.

3, p.

47- Anzi

il

Papa
il

vedendo che

luterani insistevano che


in

concinosi trasferisse

Germania, nel

ti-

formala, e poco dopo in Vassy


sangue,e fu chiamato
il

si

spaise

more che gli ugonotti prentedesserochesi


trasportasse in Francia,si decise a definiti-

Massacro dif^as'
;

sy, colla peggio degli ugonotti


ci alti clamori ne fece
il

per-

vamente terminarlo. Intanto


ugonotti ripresero
le

nel
la

567

gli

principe di Con-

il

quale fu abbandonato dalla regifi

na, che a lui erasi avvicinala per far


te al

on-

Francia di nuovo si trov immersa nella guerra civile, la quale fin con altro editto coaarmi, e fermatorio del precedente.
la

duca

di

Guisa

al

contestabile di
s.

Non

pertanto

Andrea, chequal triunviialo governavano il


e al maresciallo di

Monlmorency

guerra ricominci con pi furore, e la

regno. Questi risolverono dichiarar guerra al

Francia fu inondata di sangue francese. Il Papa s. Pio V esort il ree la regina


a difendere re
la

Cond,

il

quale fece sapere agli ualle

religione cattolica, e puni-

goiiolli,

per eccilarli
la

armi, che

si

vo-

leva toglier loro

libert di coscienza,

severamente gli eretici ribelli; cur la difesa d'Avignone e del contado Venaissino, soccorse

e dover iusorgere per soddisfare ci che

Carlo

IX con

ingenti

som"

22

UGO
pel sostetiimoiilo della

U G O
guerra
tli

me
tri

re-

delissime, ed in tanti articoli anch'io

ri-

ligione, e ne invoc a suo favore da alprincipi calfolici


di
ili
;

provai.
.si

La veneranda compagnia
,

di

Ge-

inoltre gl'invio

un

conta quaranta martiri della ferocia


tutti uccisi

numeroso corno
te tlal genf^rale

sue milizie,
s.

comanda Chiesa Sfoiva. Con


5(c) ripoi lo al
il

degli ugonotti

nello stesso

giorno per odio della fede neli^yo. Destinali a

luesl'aiuto a'

?.

marzoi

il

le

portare

la

luce dell'evangelo

tra

vittoria a

Jarnac, e

mand

Papa I2
il

gl'infedeli e nel Brasile,

salparono da Li-

stendardi presi a'nemici, ed

principe di

Cond
glio

indi

venne ucciso: dipoi


indi
li

suo

fi

abiur gli errori e


a'

liabbracci.

Poscia
glia a

3 ottobre fu vinta altra batta,

sbona sopra 3 navi. Erano 39 gesuiti, e tulli sotto la guida del p. Ignazio di Azevedo gesuita portoghese. Trovandosi lutti nella sua nave denominata s. Gia-

Montconlour precipuamente
il

pel

valore di Sfocia,
fratello sped a
ti s.

quale per Paolo suo

agli ugonotti, e

la basilica

V 27 stendardi tolvenneio collocati nelLateranense.con iscrizione tuoPio


a lettele d'oro.
[).ice,
il

como, mentre navigava verso l'isola di Palma, comparvero 5 navi d'eretici ugonotti, e subito l'assalirono e fermarono agevolmen te. Scoperti da'padroni delle navi per missionari cattolici romani, cominciarono ad essere maltrattati, ed
zio fra'
il

numentale
la

Ad

onta del

p. Igna-

rinnovata

caposdla ammirala

primi ad essere costretto a detelasciato la

glio di

Coligny ord mi' iniqua congiura


fituiglia reni

stare la religione che professava, e per la

per uccidere Carlo IX,


i

propagazione della quale avea


ch
si

Guisa, poi re in trono Einicodi Borbo-

patria e niovea in lontane regioni.


slette

E per,

ne, poi Enrico III redi

Na varr
spos
la

IV

di

fermo

nella

medesima
in

fu

Francia, per posiia usurparlo per

se. II

re

sottoposto a crudeli tormenti, finch or-

venutone
a

in cognizione,

sorella

ribilmente trafllo venne gettalo


re.
tri,

ma-

Enrico, dopo l'abiura de'suoi errori, ed


I

a'23 agosto 571 fece uccidere Coligny, e nella notte del 24 ordin la morie dei
principali e altri ugonotti, strage orribile e feroce

dopo lui ebbero egual sorte 38 aldopo essere stati uccisi in varie guiti

se crudelissime,
vizi,

a cui alcuni giovani no-

il

loro maestro p. Benedetto di Ca-

denominala

di

s.

Bartolomeo,
vigilia e

stro.

Unoiie rimauea, e siccome desso acil

per

essersi

cominciala nella sua

cett d'essere schiavo anzich imitare

proseguila per 7 giorni in lutto il regno, perci immerso nell'orrore spaventevole


di tanta iuuoianit. E'
gli eretici,

glorioso esempio de'compagni, a


re
il

compie-

numero de'quaranla
il

martiri,

come

nera calunnia de-

a Sebaste, preseutossi

nipote del capi-

che ne fu consapevole Crcgo\IIf(F.). La strage fu esagerata, ma ricordiamo le innumei abili commesse dario
gli

tano della nave s. Giacomo, giovinetto che ardeva del desiderio di essere novizio della

ugonotti e

le

loro inaiulite scelleratez-

sto allei rare

compagnia di una veste


di

Gesi. Egli fu vide'trafitti,

ed ac-

ze crudelissime e saccheggi; e solo qui di-

conciatovisi dentro, mostrarsi in essa;

ma

r ch'essi nelle diverse guerre distrussero


ti

non and spazio


ci

tempo

tra

il

vederlo

200,000

chiese, uccisero

ei 12 religiose, arsero

25G sacerdoqoo Ira cilli e


le relicpiie

e l'ucciderlo, col gettarlo in mare, e con

dare

in se la

maggior prova che pofurono subito onoin

villaggi,

dierono

alle

fiamme

tesse desiderarsi della sua costanza nella fede. Questi martiri


rati

de'sanli o ne gettarono ne'fiumi le ossa, abbatterono sepolcri de'Papi avignotiei

come

tali,

non solo

Europa,
i

ma
de-

si,

comedi Clemente
le

Clemente

\'l,

ueiriiidieancora,ed inUoina specialmente

ilc'cardinali, dt'sovrani e altri, e

ne spar-

per molli anni, finch pubblicali

sero

ceneri al vento per ludibrio; di che


le

creti

d'Urbano Vili,
il

si

credette erronea-

sono piene

storie sanguinoleuli e cru-

melile che anco

loro cullo lussc coni-

UGO
preso nella proibizione data
tla

UGO
quel Pa-

i3

altro capitanato da Saporoso Mattouoci.

pa

ili

venerare

non

beatificali soleuiie
il

Morto
(]ue-.ti

nel

T74 Carlo X,gli successe 1miI

uicMite.

bitcnotlo perci
si

culto in llo-

rico 111 suo lialello, per cui in seguito di


il

ma e altrove,
il

die poi da Benedetto

XI

re di
Il

l\i

varr divenne erede prepacificare


la

solenne giudizio, constare del

mar li-

suntivo.
cia

nuovo re per
il

Fran-

causa del martirio de' Quaranta Mar tiri, e potersi procedere avanti. Ma essendosi ultimamente osservato cbe questa causa non era compresa ne' casi eccettuati da Uibano Vili, cbiese la societ di Ges che fosse restituito a'suoi Quaranta Martiri quel cullo che gi si
rio e (L'Ila

accord

agli ugonotti

con un

5." editto

di pacificazione

libero esercizio di loro

eretica religione con disposizioni larghis-

sime.

cattolici altamente ne mormorarono, e diversi grandi ne appoggiirono le lagnanze, e quando si videro potenti forI

marono
fendere

era loro dato per l'uMianzi, e l'ottenne

la famosa e formid ibiie Cattolica segreta, sotto il pretesto la

Le^a
di di-

per decido della


dei^li
I

s.

coiii^regazione de'riti
I

religione e di escludere did tro-

mag8 aprile 854, confermato r gio dal Papa Pio X, per cui fiu'uno reuitegrali all'onore del c(dto pubblico. Gi
i
I

no

l'eretico re di Navarra. La forinola delin

l'unione do vea essere sottoscritta


della
ss.

nome

Trinit, tutti impegnandosi con


di vivere e

le nobili

penne de'gesuiti
s\

p[).

Dartolie

giuramento

morire nella lega,


vero

Cordiira ne aveaoo narrata


martirio, celebrando
sori della fede.

la

storia del

per l'onore e pel ristabilimento della religione, e per la conservazione del

intrepidi confes-

Domenica iq novembre i8j4 '^ compagnia di Gesi in Roma e Qella sua nobilissima chiesa del ss. Ges
solennemente celebr
la

culto di Dio, che osservava

la s.

Chiesa

romana. Allostrepitochefecequesta nuova unione,


ugonotii
si

festa di

questi

nelle

cominci a maltrattare gli provincie pi vicine alla

ss.

de'(piali

Quaranta Martiri gesuiti, l'immagini pendevano in altrettanti (puuiii

corte, e tosto di
il

venne cotanto possente che

re fu obbligato a dichiararsene capo, on1

dalle pareli dell'angusto tempio pouiposamenle per tale circostanza ortiato e illuminato da migliaia di ceri. A mezzo la messa pontificale il p. Cacciari barnabita

de nell'assemblea degli Stati nel IjG fu risoluto, non doversi avere nel regno che una sola religione, cio l'apostolica roma
na. Cos la guerra riprese
1

suoi furori, a-

ne disse l'eloquente panegirica orazio-

limentata dagli emissari e predicatori della lega,

ne,

come riportano
2.',
t.

il

n.267 del GiorCattolica, ie8, p.

raccomandando
di

a'pO()oli

prin-

nale di

Rullili, e la Cii'ilt

cipi
la

ne

6, p.

573,

t.

569.

Lorena zelanti difensori delfede de'loro antenati: gran fjutore delera Filippo
II

Guisa

Tornando a Carlo IX, ricev da Gregorio XI II lo Stocco e berrettone ducale


benedetti ( f .j,^cconi\o
il

la lega

re di Spa'^na;\vAGn-

te cattolico

ed acerrimo nemico dell'eprincipi in crediil

p.

Malfei

si

paci-

resia.

L'occulta idea di questi maneggi


tali

fic cogli ugonotti, al dire di altri lev 3 ar-

era diretta a porre

mate contro

di loro;

ma

protestauli

le

to dovuiK[ue, e a disprezzare

re, la fa1

adiontarono dappertutto,
nati zio

resi iuvincibili

miglia reale e l'erede del trono Enrico

dal furore e dalla disperazione, e ca[)ita-

ugonotto, tale divenuto dopo


cattolici noi

la

morte

da Enrico III re di Navarra e dal suo o cugino piincipe di Cond, che gi assolti da Gregorio XIII erano tornati all'eresia.

del duca d'Alencon fratello del re,

ma

volevano. Enrico

III

re di

Francia tutto sapeva,


vi

ma abbandonato

Aumentandosi gli ugonotti nella Provenza, Gregorio XI 11 sped a difesa di

alla mollezza lasciava fare.


il

Avigiioue e del Venaissinn il general Rlailinengo con un corpo di milizie; ed

Tutta volta induca d'Epernon a Enrico III re di IVa varr per impegnarlo a rientrare nella religione callolica, e cos dare un colpo

24
11101 tale al

UGO
partilo de* protestanti
;

UGO
ma
i

il

Cloiid, norendo allaccialo dal monloiio


e sc<jrniHiica intimatagli

Boi hotie volle restare ugonotto, ed cailolici trepidarono che la Francia fosse per cadere in mano degli eretici. Tanto
hasl perch
vila
si

da Sisto V. Cos\
la

termin

il

ramo

di
III

Valois di dominare

manifestasse in

essi lo spi-

rito di rihellione

contro

il

re che

menava

Borbone rediNavarra prese il nome di Enrico IV re di Fran* eia, giur di mantenere la religione cattoFrancia. Enrico
lica in

poco degna del suograilo. Finalmenie il re s'accorse che avea da fare co'Guisa, pi che co'piotestanti, per cui proib
le

tnlla la sua purit, tollerando l'e-

sercizio di quella de' suoi ugonotti nelle


citt

da loro occupate,

in virlidel trattaIl

confederazioni e

la

leva di truppe. In

to fatto col re defunto.

ducadi Mayenvecchio

"vece la lega

prosegu ad

ammassar gente,

ne in vece, quale luogotenente del regno,


fece

e costrinse

il

re a proibire l'esercizio d'o-

proclamare re
di

di

Francia

il

gni

Tltra

religione,

ad eccezione della caile

cardinal di Borbone zio d'Enrico IV, col

tolica,

annullando

precedenti conces-

sioni fatte a favore degli ugonotti. Allo-

che non
ed

ra
di

Papa

Sisto V scomunic Enrico III re Aavarra.GIi ugonotti con questo prin-

Carlo X: e la Sorbona dichiar, poteva ubbidire a Enrico IV, eretico relapso e nemico della Chiesa ;
si
il

nome

redi Spagna promise poderosi soc-

cipe, anzich intimidirsi,


la

ricominciarono
il

corsi alla lega.

La guerra continu

tra gli

gnena
Francia

per tutto
si

il

regno, mentre

re

ugonotti capitanati da Enrico


ga,

di

l'icus di

pubblicarla bolla
il

ma
il

con vario successo; pio vincie


lo

IV e la lenondimeno
suoi errori
Il

di scon)unica.

Essendo
e contro

centro della
il

le-

molte
re,

citt e

riconobbero per
i

ga Parigi,
tro

ivi si

con)mosse
il

popolo conaccusalo di
col redi
le

quale finalmente abiur

gli eretici

re,

si

fece consagrare a Chartres.

partito

favorirli e di

andar d'accordo

Na-

della lega
l'aiutasse
in

cominci

cedere, ad onta che

varr, ed

il

re fu costretto per

trame
lemNel

ad

iscir

dalla citt. Si videro a quel

jio in

FranciaS artnate, quella dei re,quelre, costretto dalle

Ja della lega e quella degli ugonotti.


I

588

il

circostanze, di-

chiaro con editto, d'impegnarsi al manlenimento della leligione cattolica, di disttiiggere gli ciclici, e inviland(j
lutti

Papa Gregorio XIV, inviando Avignone per generale delle armi Girolamo Moroni. Frattanto Parigi cede a riconoscei e colla Sorbona Enrico IV, che avendo domandato a' suoi ugonotti se poteva salvarsi nella religione romana,
e ricevuta risposta alfermativa, disse: Sar

dunque meglio che


che
degli

io

vada

in cielo

giurare di non riconoscere per re che un


principe cattolico. Fece luogotenente del

re di Francia,

re soltanto di

Navarabiu-

ra. Si fece istruire nel cattolicismo,

rcgno Enrico duca nu a fai 111 guerra


avvediitosi
il

di

Guisa, e

si

conti-

gli

errori

ugonotti, e indi ot-

a' protestanti.

Dipoi

tenne da Papa Clemente Vili formal-

re che tutto era servito

ad

mente l'assolnzione dalle censure. Gli ugonotti ottennero quindi un editto di pacificazione simile a' precedenti, e confer-

acciescere

la

potenza del duca, risolv di


lega.

larlo perire, e giudic

ilrnggeie
Blois. e
il

la

Il

con tal mezzo diduca fu assassinato a


loro fialello du-

matorio
fc'5

di

quello da

lui

emanalo a Naii'
riguardaroalla loro re-

suo (ialello cardinal Luigi di


II

(/'.),

che diversi

cattolici

Guisa

nel dsiguenle.

no qual colpo mortale dato


ligione.
Il

ca di Miiychiie si pose idla lesta della lega divenuta furiosa, mentre la Sorbona
tliclrar
i

fuiatismo dominando ancora

alcuni, si Iramcontrola vitad'Enrico IV,


e ne rest vittima
za della

sudditi del le
Il

.sciolti

dal giurasi olfi

inenlo di fedelt.

re di

Navarra

neliGio. Nella reggenvedova IMaria, per la oiinoril di


(glio del ilefuiilo,
gli cdilti di

alla difesa d'Enrico III redi Francia, il quale peifu piignalaloncli j8y a Saint-

Luigi Xlll

nel 163?,

furono Qunfcrmuli

Naules e

U L A
quello di pacificazione, a favore degli uguiiutli o calviiiisli o protestanti
;

ULARIO

U L L ULIARIO

25
Bartolomeo,

furono
demolila

Cardinale. F. Uliario.

loro restituiti
te le fortezze

leiupli,

ma

tolte e

che occupavano, luassime


ministro.

ULDAKICO (s.). F. Udalrico (s.). ULFRICO ULRICO. Cardinale.


Inglese

Hochcllc per opera del celebre cardinal


riichelieu
i.

chiamalo pure Odolorico, da PaIl

Da

cjucl

tempo

il

squale
I

fu creato cardinale prete, e nel

{)artilu degli eretici

scem sensibilmente

in Francia; cna essendosi ribelliti, Luigi

107 legato apostolico in Inghilterra, ove col permesso del Papa accord il sagro
pallio a

XIV
di

nel G8 annull e revoc l'editto Nantes pubblicato dal suo avo, ed imI

ji

Tommaso
di

eletto arcivescovo di

York
col

e suo collega nella legazione,


questi, e

A perMalinglese

pieg
re
i

la

dolcezza e

la

severit per riuni-

suasione

ad istanza
consagr

di
l'

calvinisti o protestanti
alla

o ugonotti del
idurre
gli ere-

111 re di Scozia,

suo regno

Chiesa romana. Allorquani

do
tici

il

re avea cominciato a

Turgello e abbate del monastero Duncliineuse,in arcivescovoe primaledella chiesa di Sani'

a termine di detto editto avea

loro
in es-

distrutti
so, e

4oo
la

templi non compresi

dopo

revoca spian

superstiti^
la setta

coslringeiiiluli o
il

ad abbandonar
la

regno, per cut lasciarono

Francia

Andrea nel regno di Scozia. Questa legazione viene ricordata quasi da lutti gli storici inglesi. Io per noter, che essendo Malcolm III morto nel oq3, pare che ad Urbano II debba riportarsi
i

quasi un milione d'eretici d'ogni sesso,

l'esaltazione d'Ulfrico e la spedizione in

sebbene molli restarono come convertiti alla vera fede. Tuttavia e di nascosto restarono in Francia molti calvinisti;
tinu a cercarli, e
gnarli in tutte
si
si

Inghilterra, se pure

non furono due, lai."


di

d'Urbano
scovo

11, la 2.'^

Pasquale

II.
(s.),

con-

ULFRIDO
dificata

WOLFRIDO
martire.

ve-

procur

di

guadaaiiuI

in Isvezia,

Dopo

avere ecolla

le possibili

maniere,

colle sue virt,

illustrata

che rientrassero nel seno della Chiesa.


principi protestanti
si

affaticarono in pr
la

sua scienza, ed ammaestrata colla sua predicazione l'Inghilterra sua patria, valic
il

loro nella pace d'Uliechl, ed ottennero

libert a quelli eh' erano nelle prigioni.

paesi settentrionali di

mare per annunziare il Vangelo ne* Alemagna, e pogovernata

zelo religioso, e pubblic

NullamenuLuigi XIV non rallent il suo una dichiarazione, che viet a'calvinisti d'uscire da'suoi
slati,

scia nella Svezia, eh' era allora

dal pio

Olao

11,

il

quale fu

il

primo che
1

prese
e gli

il

titolo di re

di Svezia.

discorsi

ed

a' rifugiati

altrove di rientrarvi,

esempi

di Ulfrido vi produssero

me-

senza una particolare licenza, lununiera*


bill

ravigliosi successi.

Innalzato

all'

episco-

poi furono

disastrosi

danni patiti

pato, applicossi con fervido zelo a spar-

dalla

Francia, perla funesta introduzio-

gere d'ogni parte

la

luce della fede.

ne della pretesa riforma, la quale rinnov un complesso di errori, gi condannati ne' primi secoli della Chiesa. Luigi

giorno, dopo aver predicato con

somma

XVI
ti,

feceaicuiieconcessioni

a'

Pfotcs taniu

e poco

dopo

fu

proclamata

Francia

veemenza contro l'empiet dell'idolatria, prese una scure per gettare a pezzi il grande idolo del paese chiamato Tarslans Thor. Quantunque egli fosse sor
stenulo dall' autorit del re,
ferociti
i

la toileianza, e la libert di coscienza e de*

pagani in-

culli.

lo investirono e lo

uccisero sul

ULADIMIRIA.

F. Wladimiru.

momento. Ci avvenne
(s.),

nel

1028,
di

e la suc|

ULADIMIKO
granduca
PiUSSIA.
di

WLADIMIRO
.

niemuiia

si

celebra

il

i8

gennaio.

iaissia. f"

IIomano

(s.),

ULIARIO Bartolomeo,

Cardinale.

V
/'.

Oleario.

ULADISLAVIA.

WtADlSLAVJ.!.

ULLA, L llilana. Sede

vescovile del?

9.6

ULP
fiume Misno,

UM A
alla

l'Africa nella provincia Proconsolare, sot-

to la metropoli di Cartagine.

Ebbe

a ve-

cio fra (piesto ed

sinistra del Potenza, Ancona, vale a dire i

scovi

Ireneo, che frovossi

al

concilio di

pochi avanzi dell'antica e gi vasta citt,

Cartagine del 2 55; e Qaodvultdeus, iDiiiidalo in esilio da Umieiioo re de'vandali nel 4'^4 P^'" """ aver voluto sottoscrivere l'erronee pro[)0>izioni de' donatisti

che esistono
al

nel declivio

mesidionale del
in vicinanza

Monte Cancro

gi

Cumero

nella conferenza di Cartagine.

Mor-

mare. IMinio, Mela ed altri la dicono sul lido fra le citt d'Ancona, e Potenza (/'.); e fra Ancona e Potenza sta ancora

celli,

Jfr. ChrA.x.
(,),

ULPIANO

martire. Giovine criil

stiano di Tiro nella Feinoiii,

quale innella

Antonino e nella tavola quale dopo IVuniana, antico nome d'Umana (diversa da Novanegl' itinerari d'

Peulingeriana,

la

coraggiato dall'esempio di
di

s.

Appiano e
persecuzio-

na oggi Civitanova,
p.

tli

cui nel voi.

XL,
da

molli

altri

martiri di Cesarea
la

24^)1 [ninia
il

di

Potenza o Pollenza sedi l

Palestina del 3o6, durante

gna
tal

fimne Musone. Comech


il

ne

di

Galerio Massimiano, confess in-

fimne, pretende

Falteschi,
1

Memo-

trepidamente Ges Cristo dinanzi ad Urbiino governatore della provincia. Solft

con inalterabile fermezza


za e
la

colpi di sfer-

tortura del cavalletto,

dopo di che

cucito in un sacco di cuoio con un cane

ed un aspide, fu gettato
aprile.

in

mare.

E mena'

zion.ito nel martirologio

romano

3 di

ducato di Spoleto, p. 8 ,che non al Piceno (f^.)- In vece altri piovano che fece parte del Piceno Annoniuio, e della Pentapoli[f^.) uiaritlima Picena e insieme della Marca, allermandolo ancora il Compagnoni, La Reggia Picena,^. Sei 9, anzi dicendo le chiese che la componevano pi insigni della
rie del
sia
r

appartenuta

ULI'JANO,

Ulpiniuini.Seie vescovile

provincia e in particolare

1'

Humanate.
s.

della provincia di

Dardania nell'esarcase-

Nella chiesa priorale

matrice di

Gio.

to di Ddcia, sotto la metropoli di Scopia

Ballista, concattedrale del vescovato

An-

o Scupi gi nella Servio, eretta nel IV peratore Giustiniano


tli
il

conitano,

vi

il

fonte battesimale. Nella


si

colo, diocesi dell' llliria orientale. L'ini1

propria sua chiesa


prodigiosa
la cui

venera
ss.

la

celebre e

la

rifabbric e le
[>ev-

immagine del
i

Crocifsso, al-

tomedi Ginstiiiiana seconda,

venerazione

fedeli

accorrono d'odell'an-

cli

l'

imperatore Giustino
questa

suo

zio era

gni parte in sagro pellegrinaggio; anticaluenlesi custodiva in


tica cattedrale,
la

nato

in

citt; indi fu cliianiata

Fri-

una cappella

zcrcn. Si conoscono due vescovi:

Mace-

cheperl con essa, epoi nel<!'

donio che sottoscrisse


cilio di

la lettera

del con-

nuova,
il

la

quale pure and diroccala,

lo

Sardica nel 347 ""*^ chiese, e Paoche sottoscrisse al decreto di Papa Via'famosi Ti'c Capitoli. Oa, p.

per cui
la

municipio

Ancona
il

gli

eresse

sua chiesa. Quest'insigne simulacro


ss.

gilio, relativo

impro[>riamei)te denominato
fisso di Sirolo, dal

Croce-

ieiis Clir.

t.

3oo.
delegazione d'
y7/<-

paese posteriore e su-

UMANA {IIuma/).C\l\.l\ vescovile della

periormente costruito. Per essere druta


l'antica

Marca
tal

(/'.) nella

Umana,

cos la

ss.

Immagine

seb-

t'o/2<^/,
ili

concatledrale della sede vescovile

nome,

distretto

il cui comune omonimo, come si

soggetto al

legge nel

Ili-

bene ivi tuttora venerata come anticamente, nondimeno si ihsse ih Sirolo, dal castello e grossa terra chiusa da mura,
posta in

parlo territoriale dello Stato Pontifcio, ed ora abitala da circa i65o individui.

buona positura
lei

net territorio di

sua diocesi e da
distanza,

separato a brevissiima

distante 5 leghe al sud-est d'Ancoriferisce


la
l'

na,

come

avv. Castellano,

si-

gata

si

riput
11 ss.

dopoch Umana divenuta borun villaggio appudiato di


Crocefisso
si

tuata al di

del

Musone o Muscioue, o

Sirolo.

venerava nella

A
falini vi costru

U M A
ficazioni del loro alletlo.
II

(liiesa Ji padronato del comune d'Ancona, diii'.to the gli conferm Pio IV nel
I

cardinal
se e
i

27 Busuoi

un palazzo per
vi si

565 colla hoWaConsuevil


il

intcrduni.

Ma

successori,

onde

recarono spesso e

essendo vecchia

municipio anconitano
vi
1

anche
quali

in villeggiatura diversi vescovi, fra'


vi

costru niagniflcamenle ratinale, e con

morirono

cardinali Ranuzzi e

solenne ceiemonia
cefisso a'
I

trasport

il

ss.

Cro-

INembi

ini;

quest'ultimo, oltre altri argo-

3 ottobre 506. Questa vene-

menti
fici

di beneficenza alla chiesa tlella pari

rabile iiiunagineinfagliata in legno vec-

rocchia ed a'cittadini, valer fece


presso
il

suoi uf-

chio e fu gi ornala d'argento e orojinleia nella persona esprimente


le,
il

governo perch

grossi maci-

Salvatole
:

gni alfondali a guisa di molo, fuorviasse-

che di statura vantaggiosa mostra


di

ro

la

violenta correntia del

mare che

por-

sembianze
lia

uomo

vivente e vigoroso
la

tava disertamento

al lido: di

pi con sua

apei

ti

gli
i

occhi, rara

barba, scrinati
nella

autorit protesse libero da ogni imposta


il

e lunghi

capelli.

E coniilto

Croce

immessa, senza Tilolo e con 4 Chioili, due alle mani e due a'piedi; un pannicello loggiato nel

trasporto e l'uso delle pietre cadute dal Coner, generosamente im[)ieg gravissispese per migliorare
i

me
al

beni della

men-

medesimo legno gli scende dalla met del suo nudo corpo verso le ginocchia non ha suppedaneo, non ferita nel petto, non corona tii Spine sul ca[)o, ma ornato di diailema.Gli si d una
:

sa vescovile nel territorio,

per sottrarli

pericolo di soverchianti fiumane e

mai

ree, per riparare in

meno

disagiale case

loro coloni.

Il

vescovo cardinal Cadoliui,

a flivoie <lelle fanciulle |)Oveie, con

suo

origine reniota, ed celebrata tra

le

pi

vetuste immagini prodigiose del

ss.

Ci-

per pel uo sussidio stabi l annue doli di SCU' di 5. La detta chiesa m-.itrice senza caI

et/isso, insigne per divozione pubblica,


illustre per prodigi, e visitato
ila rpicuili

pitolo,

almeno
[):

do[)0
il

il

397

circa, dalla

pressoch

quale epoca ce^^


ch'era

collegio canonicale,

andavano

in pio pellegrinaggio
si

antico (lell'anconilano, ed ebbe

al

santuario di Loreto. Del resto


la

pu

pure

le

dignit di arciprete, arciiliaconoe

leggere

zie istoriche
fsso

Raccolta di nienioric e notiappailencnti al ss. Croced'Umana did. Carlo l'iergcnlili,

primieerio. Verso ih

3oo

si

fonnava

del-

l'arcidiacono, di 7 canonici e di 3 prebendali. L'antica caltedrale era sotto l'invo-

Ancona

pel F\^rri 1798. Neh 8oo fu ristampata dal Sartori in Loreto con aggiunte e col titolo: Relazione isLorica delia ldracolosa immagine del ss. Croce-

cazione di
al secolo

s.

Maria Assunta
si

in cielo,
la

sino

XIV, e neh 3oo


s.

nomina

Ca-

nonica di

Palazia, illuitre mai tire angli

conitana che
tettrice

umauali elessero
s.

pro-

fisso d'

Umana. Qualunque
grado di chiamarla citt
il

fu la condiin di-

insieme a

Gio. Battista, e decre-

iione d'Umana, non mai essa cess


ritto e in fatto
citt,

n mai tra-

lasci di

cona. Peici Pio VII

il comune d'Ancomponendo ad or-

tarono festivo e solenne il suo giorno anniversario. Tale titolo dalo o aggiunto a quello della cattedrale, forse deriv dall'avere a
la
s.

Palazia erclla una cap[)ella nele

dine novello
ullii

niunicipii pontificii leattrigli

medesima

probabilmente

la

canonica

bu un gonfaloniere, l'albo de'uobili e

priviUgi diesi appartengono a citt.


ul
la

orale adiacente; mentre al dire del Colucci anche il collegio canonicale d'Uma-

Quanti
piesente
dal

gonlulomerato conviene tener


legge sulle

na

vi-,se

nella canonica col

vescovo vita

comuni emanala
parlai nel voi.

comune aulicamente. Pare che neh 338


non
da
j)i esistesse,

Papa regnante^
1

di cui

diroccala nella sciagura


il

LV, p.25o.
riassunsero

vescovi

d'Ancona, dacch

i)ochi

anni avvenuta. Allota

vescovo

1'

antico titolo d'

Umana,

la

BuoninconUo in-amava
vo, e invit alla pia

costruirla di imoi

privilegiarono di maggiori e speciali signi-

opera

fede'icou gra-

a8
7e spirituali
INoii

A.

UMA
so utilissimo, con pena

impellale da Betietlelto XII.

uoa posso
qualit

profitili

pot eir;lluarlae

nemmeno
fr.

succes-

lanie interamente,

pei* la

mia

soli,
iil

poich
la

il

feroce

Monreale port
alililta citt,

colmo

desolazione dell'
i

opera e pel ristielto spazio di questo genere d'articoli che non couipoilauo particolafi dettagli,

ieujbra che nel


sa

897
s.

gi esistesse la chic-

ma

solamente

e in

breve

parrocchiale di
la
il

Giovanni Battista,

scieglierne

il

pi opportuno al

mio scopo,

presso
Ceggia
le sa,

torre

la

quale di presente fron-

La modestia
se
il

virtuosa dell'autore neasco-

mare neirestrema punta del cold'Umana. Nel i656 scaduta talechiesi

trasfer l'uffziatura e la sede della

nome, tuttavia mi noto ch' il degiioerispettabile mg.' Lorenzo Barili priinicerio della cattedrale d' Ancona, e di
[)resente delegato apostolico in

parrocchia a quella della confraternita del

missione

1680 poveraluentesiristoie poifu demolita neh 735. Allora venne edificata l'odierna chiesa
ss.

SagramenlOjChe verso

il

straordinaria della

Bugola
ca

Fede di Nuova Granata nell'Amerimeridionale. Il eh. scrittore enumera


s.

Sede, a

s.

nella

di

s.

Gio. Ballista,

il

cui zelante parroco

ancora

le

chiese della diocesi, alcune delle

animo d'ampiarla con pi decoro, e rispondente alla aumentala popolazicnie


ha
in

quali furono soggette a'monaci,


religiosi

ad

altri

ed

alle

monache.

Ma

nel

Monle

calla miglior condizione della citt, a ven-

do gi generosamente formato un monte


(li

cesi

Coner, piucch in altro luogo della diod'Umana, prosper la vita eremitica

piet a benefizio de'po veri. Per aver alcuue divote persone collocato nell'altare a destra il quadro di s. Filomena, bendipinlo dal conte Godeardo Bonarelli ancouilano, a questi il benemerito parroco

e monastica,

onde
s.

riferisce beli cenni cros.

uologici sugli eremi o monasteri di

Be-

nedetlo e

di

Pielro, di cui ne ricaver

sprimenti

commise quadri eRedentore che mostra ilsagro suo Cuore, e la predicazione del s. Preper
la

stessa chiesa
il

un sunto. Lesolitudini del Coner da lemp antecedente il 1000 accolsero monaci di s. Benedetto ne'suoi gioghi, che iniiuediati sovrastano l'Adriatico,

cursore, egregiamente eseguita.

Umana
di
s.

ed in diversi tempi die ricetto a romiti, che senza appartenere al alcun istituto regolare, ama-

ebbe

altre chiese,
s.

come

di

s.

Magno,

vano
dall'

di vivere

almeno per qualche

teni-

Anna, lo mi vado giovando dell'opuscolo: Lellcra del Sommo Ponleflce Benedcllo XlPa mgJ'Nicola Manciiiforte circa il do'>>er riassumere e
Calerina, di
litencre
d'
il

p con

se ineilesiin e

con Dio, lontani

umane

passioni.

delle appendici di quel

Nelio38 un luogo monte era coao-

titolo

di P'esco%>o d'Ancona e

Linana. Si aggiungono annotazio/ii,

illustrazioni e documenti inediti sulla

nome di Pietra dell Abbate, monastero ch'era vi stato, avente vicina la chieda di s. Benedetto a forma di grotta, con celle formate dalla natura e
scinto col
pel

suW antichit NuniaAncona per Sarlorj Cherubini i856. Egli questo un di que'libri non grandi di mole (di pag. 72 circa quasi in 8.), ma
serie de' /escoi'i e
//,
1

dall'arte nella rupe, dette le grotte di

s.

Benedetto, argomento di vita eremitica.

elle

contiene un bel saggio di dotta,

dili-

gente e accurata storia critica, illustrala

moUgo di Mezone eoa Adelasia sua donna, Amezoue di Maurizio, ed Ulfredo d'altro Amezonedonarono
In detto

anno

vi si
i

ristor la regola

nastica, poich

conti

da

inolle[)lice erudizione,

ed egregiamenincluil

la

chiesa di

s.

Pietro posta nella sommit


la

te alla a chiarire la storia civile e preci-

tlel

.Monte Coner, e
le

chiesa di

s.

Be-

puumente

l'ecclesiaslica

d'Umana,

nedetlo e
per

grotte all'abbate

Guimezone

tiiv.iinenlc al tesoro

che possiede ossia

istituirvi

b.iiitnario del Ss.

Ciocelsso.
il

Mentre ne

alteiulessero al servizio di

un monastero di uomini che Dio e alla pret

UUUuii'O e prej^iu

suo mento e cumples-

ghiera, con 3

5 luoggia di Icircuo.

Nuu

UM
tro del
te

A
s.

U
Piedata, certamenerasi

M
1

A
i

9.9
il

finora certo se l'alfuale chiesa di

cede a*3o novembre

52.

romitorio che

Coner sia

la ricci

formato

appariscono de'ieslauri posteriori. La i^oveinaiono vari abbati, ed Papi comini

to ritorno

sul Coner, ove avendo fatconferm lacesiotie a'5 dicems.

bre. Cosi l'eremo di


fra quelli

Benedetto fu
la

il

4-"

ciando da Bonifacio IX dierono in com-

che composero

nuova congre-

menda l'abbazia,
Vi al b.

ed Eugenio

IV

la coiiCe-

gazione

di

Antonio Fatati, poi vescovo distia

ta poi di

Camaldolesi F.rc!iil(r.)i\e\.Monic Corona, dal primario ePerugia [T.).


11

patria Ancona.

Narrano

cronisti,cheqiiel

remo

della cnedesinia situato nella deledi b. (Viustiniani

servo di Dio invitasse


dolesi di

gli

eremiti camal-

gazione

Val

di

Castro nel monastero del


le

volle tosto abitarlo,


gliato

ma

subito fu travale
i

Coner, a cui voleva trasmettere tutte


na,

da grave tribolazione, per


gli

migon-

rendile, per ritornarlo all'antica discipli-

nacce, ingiiuie e danni che

fecero

ma non

accettarono. L'abbazia di

s.

zaghiani
remiti

stabiliti in

s.

Pietro, che di

mal

Pietro venne quindi considerata di giurisdizione episcopale, ed Innocenzo Vili

animo videro

ordinarsi un chiostro d'e-

i4B41a congiunse perpetuamente al vescovato d'Ancona ed Umana, e poscia


nel
il

in luogo gi apparlenuto al l((ro monastero. Studiandosi gonzaghiani di


i

costringere

gli
il

eremiti camaldolesi ad abli

monastero

di
s.

s.

Pietro fu dato ad alcudi

bandonare

Coner,

calunniarono

iti

Gonzaga e perci detti Gonzaghiani, onde ridurlo a romitorio sottoil nome di S.Girolamo. Quanni eremiti di

Maria

vicario generale del vescovo, e da lui nel

Seguente dicembre ottennero l'intimazio-

to alla chiesa e grotte di


si

s.

Benedetto,

vi

ne di prontamente partire. Per allora noi partirono, per essersi opposti il giudice
(Iella

rifugi

la
i

divota donna Nicolosa

per

curia generale della

Marca
il

il

co-

compiervi

suoi giorni colla figlia, e pare

mune d'Ancona,

ed intanto

b.

Giustii

eh' esse vivessero nel secolo

XV.

Alcuni
vi

niani per privilegio pcjntificio istituiva

chiamano beata

IVicolosa, e

dicono che
morte,

suoi romitorii e perci iuimediatameiile

men
figlia

grandissima penitenza per moltisla di


lei

dipendenti dalla

s.

Sede. Dio volendo por-

simi antii, e dopo

la stia

re a difficile prova

chiamata collo

stesso

nome

vi

con-

dusse vita solitaria per molti anni, finch giunta ad et decrepita torn nella citt. Forse non pi spettando all'abbazia di s.
Pietro, richiese
il

la virli del suo servo, permi>e che nonostante e ad onta di sua innocenza fosse carcerato prima in Anco-

na e
la le

poi in Macerata, esolo pot uscir dalle

prigione a patto d'abbandonar


di
s.

grol-

luogo

al

comune d'An-

Benedetto, donando

le celle

per
il

cona

d.

Desiderio di IVapoli cassinese, poi

gratitudinea Leonardo Bonarelli. Per

libero eremita per pontificia dispensa; fu

cardinal protettore degli eremiti camaldolesi, pe'suoi richiami riconosciutasi la

esaudito, con facoli di abitarvi co'r.om-

pagni, e di fabbricarvi celle e

orli.

Frate

persecuzione patita dal b. Giustiniani e

Desiderio costru di fatto alcune celle e for-

un
il

sufficiente romitorio, per se e per

compagni, e la loro intera innocenza, vennero reintegrati colla restituzione delle


grotte di s.BenedettOjOve
il

alcuni de'suoi colleghi.

Ma

avendo udito

beato

neh 524

come

Paolo Giustiniani uscito da Camaldoli di Toscana, istituiva per le vicine


b.

tenne

il

i.

capitolo generale di sua coni

gregazione; e nel

SSg

il

comune d'Ancole

Provincie e pel Piceno romitori! assai esemplari e disciplinati

na conferm a'calinadolesi
gi fu Ile a
fr.

concessioni

secondo

le

norme

di

s.

Desiderio.

Il

fuoco
s.

neh 558
il

Romualdo, fondatore
and
Ivi

della celebre e be-

devast parte della chiesa di


cui
i

Pietro, per

nemerita congregazione de' C^w/rt/r/o/c.v/,


a visitarlo nelle Grotte di IMassaccio.
al di lui istituto, gli

gonzaghiani l'abbandonarono, ed
."

vescovo de Lucchis ih

agosto

559

col

riunendosi co'suoi

monastero

la

don

agli ercuiili

cumuldo-

3o
lesi

U
delle grolle
tli

J\I s.

A.

UM
i

Benedetto; perci

edificali

di pietre

quadrate, e per esser

diieeiemi furono iiunili,confeitnHndo

la

donazione Pio IV a' 5 marzoi56o. Pare che propriamente nel 062 siasi ftjrmata
i

]a
s.

nuova comunit
t

religiosa dell'eieinodi

Pietro, il cui ."priore fu d. Pioduifo da Verona: nell'eremo di s. Benedetto restarono due eremiti e il priore fino al G06. Per un iscoscendimento del Concio nel in are,delle celle incava te nel sasso ne resta1

tempio coperto da 3 volte sostealle, tonde e fermissime colonne. Il coro ho alcuni belli lavori di tarsia ese"uili dal valente artefice Antonio Casari anconitano, e con l'altare mnggiore siede sopra una volta alquantoelevata, sotto la quale la divolissima cappella d(dtutto
il

nute da

la B.

Vergine. La chiesa in ogni parte

ri

splende d'un nitore, che ispira ne'visitauti

no sufficienti vestigi, oltre la chiesa che, non sembrando moltoanlica, si ciedeche


forse la fabbricasse fr.Desiderioo
sliniani.
Il
il

profonda venerazione. Di Umana, narrano il Castellano e Calindri, che ha il suo


territorio in colle e in piano,

b.Giu-

con paese

vescovo de Lucchis nell'atto di


s'

pure abbate di s. Pietro, e dice l'abbazia perpetuamente unila al vescovatod'Anconn, con altrecondizioni, e siccome don pure una porzione
concessione
intitola
di selva, iiigiunsea'reiigiosi di

Che i abbondano di boschetti di corbezzolo, quali danno alla campagna grazioso aspetto quando son carichi delle sue
fornito di competenti
fabbricati.

dintorni

frutta; e che di tratto in tratto

vi

sono

sco-

pregai-eper

perte copiose antichit della vetusta Nu-

l'anima sua e degli

altri

vescovi d'Ancori-

niana restate sepolte.


di

Dopo

le

franchigie

na. Gli eremiti camaldolesi ben presto

storarono
verso
il

la

chiesa di

s.

Pietro,

massime

commercio decretate a fdvore d'Ancona nel 1732 da Clemente Xn,per conservare


il

coro, ed aggiunsero altre fabbriin

miglior porto della costa

italica

che, vonendoconsagrala
cipi degli Apostoli a'

onore de'l'rin-

dell'Adriatico allo stato pontilcio, e rifiorirlo colle


fici

i4 agostoiGTi dal

frequenti navigazioni e

traf-

vescovo Luigi Gallo. Questo religio-oe^olilario eremo sulla foggia degli altri camaldolesi, con anguste celle, deliziosi viali,

abbondanti, l'agricoltura del contado

e del Piceno lutto, molto se ne vantaggi;

ed

Umana
e
li

oialorii e giardini; e

sebbene ne'piiiui

campi, Coni v

poco a poco disbosc suoi le acqui- che v'impaludai

anni del corrente secolo, nella sop[)ressio-

vano
e

restitu alla loro fertilit. In essi

ne degli ordini regolari, fu rivolto ad altro uso, appena ripristinalo torn a santamente fiorire. I venerandi e ben amati
sono encomiali pure per aver liberato con molla intelligenza dell'aite, da inutili ed ineleganti ingombri in diversi
religiosi

furono gi alcune saline,

e ne'secoli

XV^l
10,
i\\-

XVII molto

si

adopera vano

pe' pascoli.
l.

Ora
p.
1

col Colucci,

bulichila Picene,

139: Delle antichit di Ntinia un,

di queste e delle successive notizie civi-

li

ed ecclesiastiche, procedendo pure con


altri.

tempi aggiunti con danno della ^imtnetria e senza riguardo alcuno allo stile dil monumento, ciocch d'antico ancora resiste alla diuturna et nella chiesa di s. Pietro,
s

mg.' Harili e con

Xuniaiut

fu

il

vero

nome

antico di que-

sta illustre e antichissima citt del

Piceno,

e niuna questione su di ci nascerebbe se

per aver provveduto a ristorare ed


Benedetto, ed a
I

ulli-

non

si

trovasse ora col

nome

&\ YitniancJ

ciare qualche volta in ciascun


di
s.

anno l'altra mantenere le memoil

ed ora con quello di lliuiana. Ci plaubibiluiente


l'iniziale

avvenne

pel

cambiamentoilelche
il
il

rie del

."

luogo che

b. Giustiniani

il-

\n If, viziatura

(^otncci

lustr colle sue virili e specialmente colla

dichiara succeduta

dopo

secolo Vili,

pazienza.

La

chiesa di

s.

Pietro prege-

congettura appoggiata su docimienti;


ipiel secolo

ma

vole per l'arte architellonica antica perfetta,

osserva mg." Dardi, che siccouit? innanzi


il

per

la solidit

degli estremi

muri

vescovo

dUuiuna

si

sotto-

V M A
scrisse al concilio

U M X
del

romano

649 Grrsecolo XI,

c \<icv\7.\nu'\ni\l\c\c ih
li

fumana, \e\\e([u!v
pnlto-

ni/7/iixIlni>}a(cu.<;s,cab\'\\oixMiiHn\i.\e

rninlificala niuiiiiipio col suo

volla

il

nome
s.

primiero sino

al

poich

Pier Dtmiani nel suo Opuscolo


il
I

XVI

scritto circa

o^!, chiama Guido


il

/inisrojiim Nuiiianuni, ed

successore

Guglielmo segn

gii alti

del concilio ro/''p-ycopii.',

mano

del

107 dicendosi
1

IVii-

viamis. Quindi in tempi postei

ieri

con

vocabolo italiano fu detta


quasi sul luogo

iiuma.Sw^n
[)0Sta,

medesimo ove ora


in l dalla

fra le citt litorali di Potenza e

Ancona,
foce del
gli

no ecmalore. I confini tlel tenitoiio di Numana erano Potenza, il mare Adria tico, Ancona e Osimo, e poi circoscrissero pure la sua iliocesi. La sua decadenza annienlauicuto di sue grandezz-e, Colucci pili che dalle ormi nemiche la fa derivare dal mare, il (piale avanzatosi straordinariamente verso la spiagi^ia, fama comune che l'ahbia in gran parie assorl'niseri hila, e se ne vedono fra le onde;
i;
i

cio circa 3 miglia pi


JVIuscione,
zi, altri

avanzi; altri gravissimi danni

Numana

li

dove ne a[)pariscono
stati coperti dal

avnn-

ricev da'distacchi di terra seguiti dallo

essendo

mare. t\j
attesta

pi alte prominenze e rovesciatisi addosso

fondala da'sicnli primitivi,


Plinio:

come

per

in

partesdiiacciarla e sep[)cllirla. Dei-

Numana a Sicidis condita,

ab

iis-

l'antichit di

Numana

restano appena po;

dem
ciali

colonia

ancona apposita proinonloSpe

chi e piccoli segni ed avanzi

tra le cose

torio Citmero. I)\ce mg.' Barili che

Numana, ma

ne dedusse che Ancona fu colonia di Plinio chiaramente scrive

notano una bella Sfinge d'alabastro, corniole, cammei, e monete d'ogni modulo s di bronzo che
rinvenute negli scavi,
si

essersi fabbricale

da'medesimi

siculi

Nuil

d'argento. Crede Colucci, che


castelli di

gli

esistenti

mana
Ionie

ed Ancona.

siccome

egli

avea
le

Sirolo e di

Camerano apparte
da'numanesi
al

proposito di far menzione di tutte

co-

nessero a

Numana,

edificati

romane, cos ilisse Ancona colonia, perch era una di quelle, conie Numana
era municipio. RammtMil poi

come

vici

o pagi. Ne'primi secoli dell'era

coirente,

Numana appartenne
Marca
d'

Piceno
segui

Numana

suburbicario, alla Pentapoli marittima,


e poi alla
i

prima d'Ancona, perch la sua descrizione del Piceno movendo dal fiume Pescara con ordinato progresso giunge sino
all'Esio.

Ancona
I

di cui

Numana

fu dell'ordine dell'allre
le pii

A'tempidi Pelagio del 555 tra' Patrimoni della s. Sede (/'.) gi compreudevasi rpiello del Piceno, fjrmalo
desliui.

consimili citt l'icene, tra

ragguar-

principalmente nelle possessioni esistenti


ne'territorii

devoli e cospicue, e rest libera fino alla


resa de'picenia'romani, e

diNumana, Ancona
|)iii

Osimo,
qualche
l

non soggetta ad

componenti pi masse,
ri

fondi e pode-

alcun altro per molti


di

secoli sino al

4^6

insieme uniti,

e de'quali rifer

Roma,

innanzi alla quale era stata fon-

cenno Colucci.
se lettere a

siccome Pelagio
di

scris-

data, governandosi a repubblica con pr-

Giuliano vescovo

Cingoli,

prie leggi. Dalla condizione di prefettura pass alla migliore per


ritli di

amminislralore o rettore del patrimonio


Piceno, insieme al

gli

onori e di-

Palrimonium

Numa-

municipio

di 2." ordine,

come

la

nnlem,

chiamano le
niassinie

isciizioni,corrispondentecir-

Dernardino Noia illustr con 3 dissertazioni stampate in Cingoli nel


cos

caall'esseredi colonia; ed in seguito di ci,

1767

le

3 pontificie lettere scritte al vefierissile feste del

dopo

la

legge Giulia, acquist

scovo Giuliano, Nel 5^' per un

anche
Ili

il

diritto di

dare

il

voto ne' romaaltre citt itali-

mo

terremoto, circa

Natale,

comizi,

come

tutte

le

precipit e fu ingoiala dal

mare non poca

che, e forse nella trib Velina acni or-

dinariamente Irovansi
piceni.
Il

ascritti

cittadini
a'tri,

parte di Numana. Ancona pure nefu sconquassala,e non pochi cittadini ne resli-

Colucci riprodusse,

come

rono schiacciati dalle rovine degli

edi.'i-

32
zi: fu allora clie

UMA
dirup
si

U M A
fianco del

sco,
re.

che

assai
la

pi

Nel

566

peste
li

Guaprotendeva nel maflagell del pati Anil

uno
al

a quelli

d'Ancona
il

Narniese. Anzi

Compagnoni

Osimo, non che dice che

cona e Umana,
di Novana, di
s.

Marangoni,

flJemorie,

Zaccaria,

Luitprando mosso dall'ammonizioni di s. gli restitu quanto avea tolto

Marone apostolo

del Pi-

alla Chiesa,

donando

di pii

con molte

al-

ceno, e varie vicende della provincia, nav-

la che avendo
to l'empio
ci,

s.

Leone
e

Gregorio II scomunicaIII imperatore de'gress.

per

la

persecuzione mossa alla

/m-

magini [V.)

per alternare

alla sua vita,

Ancona, Osimo, Humana dall'esarca Eutichio qualche anno avanti acquistate. Anche 1' Amiani, Memorie d Fano, p. 82, parla delle restituite Umana, Ancona e Osimo. Non and guari che
tre citt,
il
i

e sciolti gl'italiani dal

giuramento

di fe-

nuovo

re de' longobardi Astolfo invase

delleda'tributi, l'eretico principe alleatosi

con l'ariano Luitprando re de' longli

gobardi

commise
il

di

marciare su Roi

ma
nel
le e

e di uccidere

Papa. Allora

popoli

Sede e fece stragi nel ducato romano. Inutilmente ricorse a luiPapa Stefano l detto 111, che per invocato il poderoso aiuto di Pipino re de'franchi,
domini! della
s.

dell'Emilia, della Pentapoli e del Piceno

questi colle
tuire al

729

si

sottrassero dal giogo imperiasi

armi obblig Astolf) a restiPapa l'occupalo, e con ampia doaltri

de'longobardi, e

posero sotto

la

pro-

nazione di

domini! ingrand

il

prin-

tezione e diiesa del

romano Pontefice an-

cipato temporale della

romana Chiesa.
e

che nel dominio temporale; e per tale spontanea dedizione \a Sovranit della s. Sede (T .) ?iC(\u\s.\o'\\ dominio temporale
delle
te del

Per Astolfo
quali
terriloi
ii,

si

ritenne alcune citt, fra le

Umana, Ancona
Papa
il

Osimo

co' loro

che Desiderio promise nel


se contribuiva al
il

706
suo
da-

memorale
ducato

provincie, e specialmen-

restituire al

3Iarca per eguale spontanea dedizione. Racconta Compagnoni, che gi la Pentapoli, eoa Favenna, era insorta a difesa di Papa s. Sergio I contro le trame dell'iuiperatore
di Spoleto e della

innalzamento; e sebbene ottenne

regno,
la

non

elle!

tuo

convenuto, violando

ta ftde.

Ci manifesta che

Umana

era an-

cora ragguardevole, per essere stata ritenuta da'due usurpatori, insieme alle no-

Giustiniano
difesa di
la
s.

li,

e che alliettanto fece in

minale e ad altre
gliori

citt

ch'erano tra

le

mi-

Gregorio li, sottraendosi daldominazione greca. Ne profittarono i


le loro
i

dell'Esarcatoe delle due Pentapoli.


di

Nel pontificato
rio

Adriano
la

I, il

re Desideil

longobardi per estendere


ste, e

conquidi

divenuto pi orgoglioso travagli


e minacci
I

Luilprando usurp

patrimoni pidi

Papa
gno

rovina di

Roma. A-

ceni della chiesa

romana

Numana,
di di

driano

invocato a difensore Carlo

Ma-

Ancona

d'Osimo, oltre quello e poscia occu[) anche le citt


e

Narni;

re de'franchi, questi vinse e fece priil

Orte,
pa-

gione Desiderio, ne conquist


nel restituire al

regno, e

ylmelia, Poliniarzioe Bieda,

le

quali col
)

ducato

di

Roma,
s.

e 7 citt della Cai

Papa l'usuipalo, inclusivamenle ad Umana e Ancona, conferm


donazione di Pipiuosuopadre, ed altra maggiore ne fece alla s. Sede di vasti domini!, col ducato di Spoleto, cui unita andava la provincia Picena. Narra Marangoni, che mentre Desiderio erasi rifugiala

nia, erans sottomesse al principato

temusur-

porale di
pazioni,

Gregorio
s.

11.

Dopo

tali

Papa

Zaccaria coraggioso e inrecossi a 7t'r/(/^.) a re-

trepido, nel

742

clamarle a Luitprando, e l'ottenne colla sua energica eloqnenza. Anastasio Biblio-

to in Pavia, per difendersi da' fianchi,

Zaccariac, 9, seguito da molti scrittori, riportando doniiuii ricuperali da Luitprando, annovera ancora il plrimouiu Numauule, iu
P.
s.
i

tecario nella

FiL

popoli del ducato di Spoleto, di


d'

Fermo,
por^
$t:

Osimo,

d'

Ancona
I,

e altri luoghi della

Pentapoli, e perci anche


tutibi

Umana,

da Adriano

alla

sua ubbidienza

JM

xV

U MA

33

dieronOjglurando fedell n s, Pietro e alla s. Sexe, perci radendosi le barba e facendosi la tonsura de'capelli all'uso

che aument ne' due secoli seguenti e si comp non mollo dopo l'incomiuciamento del

COM abbandonando
do. Altrettanto
si

il

romano, costume longobarla

XIV. Non pot Umana


tulli
i
i

evitare le

calamit comuni a
no, anche

luoghi del Piceforti, i\ell.

legge nel Cotiipagnoni,

pi muniti e

[no-

e nell'Amiani

il

quale rileva die dipoi

cella devastatrice delle

barbariche guer-

Pentapoli fu chiamata JMarca Anconitaua. Successe a Carlo

re:

Maano

il

fiqlio

Lo-

dovico

il

Pio imperatore,

il

quale nei-

r8
s.

7 col celebre diploma conferm alla Sede la sovranit sui luoghi restituiti
I

nondimeno o non fu delle maggiormente travagliale, o trov non tarda maniera a ristorarsi. Giacquero distrutte noa lungi da lei Potenza e Piccina, e con una
parie delle loro diocesi s'accrebbe
la

sua.

e donati, e tra essi sono nominati /fitriia-

Siccome
vile, cos

[)oi

in quell'et la giurisdizione

naiiiyAnchonain, e vi aggiunse altri domiuii il brano relativo del diploma trovasi pure in Compagnoni, e/ Pentapolim, videlicet .... Anconam, IJnntanani, rum Oiiinibii.'i fjnibus, ac lerrix ad easdeni ci^':

ecclesiastica
i

non
lai

si

scompagnava

dalla ci-

limiti del

suo territurin furono

ampliali e in

desimo

tales pertineniihus. Nel trattato di

comi

mercio

fra l'imperatore Lotario


si

ed

ve-

forma che dipoi al meun conte, couje al territorio Anconitano e ali Osimano. Inoltre nel 1000, allorch in tutta l'Italia si liffuse come uno spirilo di vita novella,
fu preposto

menzione degli umanesi; altra menzione si legge nella conferma del medesimo, eseguita nelneziani, fatto neir840)
fa

quando

citt

auliche e recenti

si

studia-

rono con ardore, non sempre ben consigliato, a crescere d'abitanti, di potenza,

1*879 tlall'iraperatore Carlo

III

il

Grosso.

di

commercio. Umana

si

rimase

piasi as-

Umana

pure indicala nel diploma del

sonnala.

La

storia del Piceno che in quel

962, riportalo dal Cohellio, Noliiia Ro-

manae Aulae,
tore Ottone
1

120, con cui l'miperarinnova e conferma le dop.


i

nazioni imperiali alla


polirn, videlicet
...

s.

Sede:

et

Penla-

tempo non difetta pi tanto di notizie, giammai associa Umana ad alciui avvenimento degno di ricordanza. Pare che non le bastasse fiducia nelle sue forze, che
fosse sfidala di
1'

Anconam, Ausinium,

coraggio e di volere, e che

Uumanant, curii omnibus fiiibus etc. Divenuto nel 983 imperatore Ottone Illa confermando trattato di commercio co'
il

avesse alquanto disfrancala V avversa


il

fortuna. Gi nel declinar del secolo XI

Piceno trovavasi diviso


nitana,

Teneziani, anch'egli

vi

comprese

nelle con-

Marca AncoMarca Fermana, e Marca di


in

venzioni
tore
le
s.

gli

umanesi.

Nelioi4

l'impera-

Camerino, e quest' ultima signoreggiata


ora da'duchi di Spoleto, ora da'marchesi
di

Enrico II ripetendo in un diploma conferme e donazioni de'suoi predecesalla

Toscana, sebbene ancora


di

sussistesse

il

sori

Chiesa romana, indica

Umana

nome

Pentapoli. Avverte Marangoni,

fra le citt della Pentapoli, e^Pe^rt'^o//V;i

videlicet

Anconam, Aiiximuni, Humala

chela distinzione di Marca Anconitana, che dal Chienti giungeva ad Ancona, che

nani. Osserva mg."^ Barili, che

deca-

denza d'Umana non si cagion ad un tratto e subitamente per uno di que'tremendi casi

onde alle volte furono schiantate o vuote di abitatori citt fioreutissime.Fu decadenza lenta, continuata, progressiva,

dalla quale essa

non pot o non seppe pi

rilevarsi finch rest quasi disfiHa. iNel

prima stendeasi sinoa Sinigaglia ed a Pesaro, e di Marca Fermana, che di qua dal Chienti giungeva sino ad Adria nell'Abruzzo, ebbe il suo principio da' principi Normanni. Imperocch la provincia dei Piceno posseduta da' Papi sino al secolo XI, venne prelesa e occupala indebitamente dalla prepotenza armata degl'imperatori di Gei mania, massime dal per-

loco

gi n'era manifesta la decadenza,

VOL. LXXXlir,

34
ptT cui
slil
s.

L'

A
s.

U M
Sede Enrico IV,
i

A
Papa,
e di Gii-

ser.ulore di essi e della

lilierala
<///ort>

pt;'.

gli aiuli

della conlessa di Beral

Gregorio VII nel 080 iieinvee dipoi

Aid luda divola

pos^onle lol'erloGuiscaidOj unode'

glielnio IMaichesello degli


uiiiialore di

Adehudi do-

pi iiicipi

normanni;
le

Enrico

rinal-

Ferrara.

Neil' occasione di

iiovaudo
Iri

prelensioui del padre e di


il

quest'assedio alcuni osseresi, che milila-

predecessori, invaso

Piceno, ne die

l'investilnra a
('an)igliare,

Warnieri o Guarnieri suo


titolo di /l/^/r/ieie della

vanoal servizio de' veneziani, sbarcati dalle galeie, rubarono dalla chiesa del moiiastero di

con

Marca Jnconitana,
tiella

die per

Ini

fu

anco

Porlo Nuovo il corpo di s. Gaudenzio vescovo di Ossaro, cliein esso


vilaconlemplaliva viaveasani

Aitri

llaua di Tarnieri o Guarnieri. vogliono che qufsta fu confL-rma, poich sostengono the Enrico IV peli."

ritiratosi a

ne invest Warnieri.

Umana

in

queste di-

vr^oni fece sen)pie parte e fu compresa nella INlaica d'Ancona, e cou)e le altre fu
forzala a disconoscere ildominiode'Papi,

suoi giorni. Abbiamo Buoncompagno Fiorentino, Liber de ohsidione Anconae a copiis Friderici I inip. anno i 172 pe.racLa, ejasque Urbis

tamenle tertuinato

di

liberaone, presso
cende, comuni a

il

iMuralori, /JerHffi

Ilal. script., 1.6. Per queste disastrose vi-

e ad ubbidire agi' investiti iuipeiiali o a'


loro vicari.
IN'eli

Umana,

la

sua condiziola

1-26

Ugo

vescovo d'

U-

ne vieppi peggior, seguendo

misera

nuiua concesse franchigia


coni dazi
blig
al

di tralllco e al-

sorte di tulle le altre citt del Piceuo, che

!ia lui in
al

comune d'Osimo ; e questo dono 8 misure di terra, e &i obIribulo annuo di 3 libbre di des.

soggiacquero a Federico
si

1.

Questi nel

177

pacific col

Papa
si

in

Venezia, ed
|)oi

amp. 8.

bedue pare che


na,
il

recassero
voi.
1

in

Anco-

nari in liniiiiarihus

lJariac tioslrat

che accennai nel


i i

XLIX,
e
i

Huinanatae Eccleslae: il patto dovea durare qq anni. Giov mollo agli osimani d'essersi aperto un varco al mare per aveIL' le merci slianiere, che sempre maiiiiciioie,

Nello stesso

77 Federico

veneti agli

antichi aggiunsero altri palli


li,

commercia-

le

da mantenersi ancora da'popoli di tulle citt italiche, Papienses ... anconitani,


eie. Indi

e spesso

con

somma
1

difficolt

Huniani

per lefiequen'i guerre,traevauo d'Anco\.\i. conna. Il medesimo vescovo nel

concluso fra Ancona

neh 198, nel trattato eOsimo, vi furono


loro confederate,

comprese anche

le citt

ferm

e concesse agli osimani

dazi

del

come Fermo
sii

Umana. Non
il

ostante

la ri*

disbarco nel porlo


AJiihaeli.s
Si:i]e

d'Umana da Ciuces. usane ad ea Ncctoli. Aveolas.


1

conciliazione tra

Papa

e Federico l,(|ue-

ritenne
le

le

terre alla Chiesa occupate,

nel

36

col'c

aimi
il

di

Lotario

II

imperaloie ricuperalo
li

Piceno, che nel


1

Soera sialo invaso daPiiiggiero


per
le

rediSi-

cilia;

maggiori calamit della Marca segviirono neh' im[)ero di Federico I,


quale sostenendo
111,

il

lo

scisma contro Alesforte esercito en-

promesse di restituirle. Allrellanlo oper il figlio Enrico VI, che violand il giuramento fatto nel ricevere la corona imperiale, invest della Marca Anconitana, di Ravenna {F.)e di altre signorie della s. Sede, il famoso dapifero
contro

Sandro

neh 166 con

li furiosamente nella provincia e assedi

Ancona, espugnala neh 1G7 dalleginaldo


arcivescovo di Colonia. Altra spedizione
d'esercito imperiale nella
falla da

Marcualdo, di cui in tanti luoghi ragionaij che tiranniramenle la govern. Nel morire Enrico VI ordin che si reintegrasse la Chiesa del tolto, il che non elFclluandosi, appena eletto nel
i

Marca
li

trovasi

198 Innol'rullau-

Federico

sotto

condotta del

cenco

111 ricu|)ei

idominii usurpali.f tra


e

famoso

("risliauo urci\escovo di Colonia,

essi la I\larca,

Ancona

Umana,
nella

dal quttle e collegato co'vcncti fu

nuovaindi

lo Pietro conte di Celano, cresciuto in po-

uienlc assediata Ancona nel

172;

lenza, fece

uuiucui sione

prouncia

U M A
e se n'impacli'on'i,epoi vi
s

U
mantenne con
favori-

35
l'e-

venne
falla

la

voce Contado per esprimere

l'aderenza d'Ollone
to,

IV (cheavca

stensione del territorio soggetto, erasi gi

come pu

vc'lersinel Corsignani,/iVgsi-

comune

a'tcmpi de'Carlovingi; e se

gia i/arsicana, nella quale traila de'

Umana
cuno
scita di

gnori di Celano

).

Ccronalo
Iti,

cpiesli

nel

de'viciui contadi,

l2oqda Innocenzo

eman un

di[)lo-

compresa in alnon sarebbe riuaverne uno suo proprio, massime


fusse allora stata

ma

nel quale dichiar, die la ISlaica e al-

dopo
del

tre Provincie io esso

giurisdizione della

s.

nominate erano di Sede, piomiseegiu-

il 1000, per le ragioni con lui ripelutee per altre che tiovansi nella storia

l di conservarle e difenderle. L'ingrato

che dovea riconoscere l'impero dal Papa,


tosto
si

ribell, e

spergiuro

si

spinse cul-

prima nella Toscana e poi nella RI arca; ed a' 20 gennaioiaio in Chiusi sped il diploma col (juale investili marchese Azzo VI d'Esle del dominio di tutta la Marca d'Ancona, ossia d'y/xcoli, Fermo, Camerino, l mana, ancona, Osimo,Je';i,Si/iigagtia, Fano, Penare, Fossomhrone, Cagli, Sassoferralo, co' loro
i'esercito
terrilorii, vescovati e

medio evo. Ui'.rovandosi poi nel 1202 un conte d' Osimoe d'Umana, uou pu credersi che il contado Umanese accennato nel diploma d'Otlone IV significhi un qualsiasi territorio, come qualche volta in

quegli anni e sempre ne' posteriori

era territorio in cui avea autorit


te.

un conmenzione ancora da Gregorio IX quando nel 2 2() conferm a' monaci


Se ne
fa
i

di

Classe molli loro possedimenti e c/uidin

auld habeant
la fine

Comitalu Anximano
i

et

Hnmaiialciisi. Azzo
del 12
1

VI morendo verso
fig'i

contadi

nella sles-

2, gli successero

Aldo-

maniera che l'avea ricevuta dal predecessore Marcualdo, dicendo nel di[)loma Insupcr Ponli/icis consensn Picenuii addidit, per cui se ne mostr sorpreso il Marangoni. Trovasi per nel Muralori, Delle amichila Estensi, 1. 1, p, 89 t, chiarito questo punto. Tenerido presenti Innocenzo III le precedenti gravissime dispute sulla Marca d'Ancona, conoscendo che Azzo VI avrebbe giovalo a'suoi interessi, e per maggiormente impegnarlo a sua difesa, ed anco per compensarne servigi prestati, nel 208 l'invest della Marca, concedendogli pure che all'antico titolo di marchese d'E^le.eeli e successori aggiungessero quello di marchese d' Ancosa
:

vrandino o Aldobrandino aduUo, e Azzo VII fanciullo; e siccome gli allari t' Guelfi

[F.) seguaci del l*apa tracollarono nel-

la

Marca,

aiutati

\}i\'

Ghibellini
vi

(/''.)

parin

tigiani

dell*
i

imperatore

entrarono

ad altri aderenti d'Ottone IV; laonde Innocenzo III, che con occhio di grandi speranze mira va Aldobrandino, neli2i3 gli scrisStf un breve col quale lo sollecit a porlai^i con tutte le forze possibili nella Marca,
possesso
conti di Celano, uniti

per rendersene padrone, promettendogli

soccorso e

la

rinnovazione dell'invchtittud

concessa al padre,

come

poi e>egi. Al-

na. Nell'alto poi

in cui egli

accett
:

la si-

dobrandino sbrigatosi dalla guerra co'padovani, nel 12 i4 si accinse a libiiar in Marca d'Ancona dall'oppressione decenti

gnoria

di

Ferrara

(^'.), s' intitol

Azo

di

Celano, potentissimi in queste parli.


III

Dei

Apostolica grada Estensis et Anchonitanus Marchio. Il diploma imperiaet

Innocenzo

scomunic conti
i

di

Celano,

diede calore a'progressi dell'armi d'Al-

le lo

riprodusse Muratori, e da esso rica-

dobrandino con allocuzione [)rouunziala


in concistoro, e

vasi,

memoria pi antica del Contado Umanese, dicendosi: Hunianani cuni


che
la

con 4 brevi

scritti

a'popoli

uellaMarca, affinch prestassero braccio e

nam

Episcopatuj cos Ancoet Episcopatu. Dice per mg.' Barili che l'istituzione de' Conti al governo delie citl, donde proloto
et

Comitalu

ubbidienza
sce

al

marchese. Muratori stupi-

ciun loto Comitalu

Compagnoni erudito e attento scrittore delle memorie della Marca, afferm non trovarsi mai Aldovrandmo inperch
il

36
titolato

U M A
marchese
della

U M A
tomeltersi
rio. al

Marca Anconilaiia, ma sibbene cleirEstense e della Guaiiiiera in Puglia, Marchine 1 or/ier/7e,senz' avvertire che Marchia T'amer fu lo scsso che Marchia Anconitana, denomiHazione restatale da'vari Oiarchesi
iiieri

marchese, come
fra le citt della

suo vica-

Nel

1223

Marca, Fe-

derico

II

imperatore pone
fatto di

Umana nell'in-

dirizzo della lettera

quanto avea
il

con cui disap()rov dannoso alla Chiesa


i

Warla

suo dapifero Gonzolino. Nel

224 Onocon-

o Guarnieri, che per mollo tempo


I

rio III pose


tezza,

Umana
nuovo

fra qtielle cui die

signoreggiarono.
bellini

conti di

Celano

co'glii-

che

di

attribuisce al suddiadi

opposero gagliardissima resistenMarca al marchese viltorioso,e nel 1 2 5 barbaramente se ne liberarono col mezzo infame del veleno, u)orendo egli io
za nella
1

cono PandoKo l'autorit


Nel 1228
gli
tesi e caslel-fidardesi
si

suo legato.

vimanesi, osimani, recana-

collegarono co'

riminesi, contro
saresi;

gli

anconitani, jesini e pe-

Ancona sua residenza, il Papa Onorio III appena Azzo VII Novello, fratello dtil defunto, giunse ad et alta agli alTari, solennemente nel 2 7 gli rinnov l'investitura della Marca d'Ancona, con bolla eper Fexilluni B. Petri ... de tota Marchia Giiarneriiper Ecclesiam Ronianain,con l'annuo censo di oc libbre di moneta prvisina. Gli successe il nipote Obizzo II, che divenne anco signore di Modena e di
I

essendo sindaco degli umanesi Pao-

lo degli Achilli. Piinaldo

duca

di

Spoleto

1229, fl"''>'6 legato imperiale della Toscana e Marca in una carta diretta da Piipalransone a'comuni d'Osimo e Recanel

nati tratta d'alcune ragioni sopra Sirolo,

lieggio (T.).

Ma

nella Scries

lectoruni

Anconilanae Marchiae, di Monaldo Leopardi, non trovo registrato n Obizzo II n altri cnarchesi Estensi. Essi per continuarono a portarne il titolo, poich leggo in Marangoni, che Giovanni XXII nel

MassignanOjCamerano, Cingoli e Umana. Nel [2 32 Bruno vicario Domini Philippi Ramundini Coniitis Comilalas Auxinti el Hunianae, decise una contioversia in fivore di SinibaldoI vescovo d'Osimo: la sentenza data l'i i gennaio in Civitale Ilnmanae in domo Comuns. Frattanto r iojperatore Federico II imperversando
nella persecuzione contro
la
s.

Sede, colle
il

armi

piii

strettamente soggett

Piceno
le citt

j33o

dichiar aver ricevuto in grazia

al tirannico

suo dominio, tranne

marchesi Estensi, e di aver dato loro il vicariato di Ferrara, con l'obbligo di non pi intitolarsi Marchesi d' Ancona : nani
ylnconilana Afarchia pieno fare special ad Eomanani Ecclesiam. Nel 2 5 segu
i 1

e luoghi che fedeli a'Papi a questi resta-

rono ubbidienti, difendendosi da' nemici


colla forza. In questo

tempo

tutta la

Mar-

ca eia divisa tra le perniciose fazioni de'


guelfi e de'ghibellini,

che l'agitavano con

un liattalo di confederazione e alleanza d'Ancona, Umana, Recanati, Castel Fidardo, con Cingoli, contro Osimo, Jesi, Sinigaglia e Fano per Umana Io sottoscrissero, liigiis presbileriel Ada Caneale. Nel dichiarare Onorio III marchese della Marca Azzo VII, nella bolla si enu:

gravi turbolenze. Nel

1246

il

cardinal le-

gato della Marca costitu Egidio di Sa-

vona Jiidex. Curiae generalis Camerini, Ai!Xmi,U/nanae echidi morto neli25o Federico II, deposto e scomunicato da Innocenzo IV, il suo naturale Manfredi usurp alla s. Sede il regno di Sicilia e invase
la

inerano

le citt

del suo governo, fra

le

Marca.

Il

legato di questa cardinal


fra
gli altri

quali Un)ana;

ma Umana come Ancona,

Paltinieri nel

I2G5

comuni

Fidardoe Monlecchio o Treia ricusarono d'ubbidirgli. Perci Oiiorio III nel 22 iscrisse a'retlori e popoli Anconilanae et Ilunianalis civilatnm e di quelle castella, ordinando loro di sotPiecanali, Castel
I

che
el

lece citare al

renti a

suo tribunale, come adeManfredi, vi t'ui-oao \nve comitnia

dini

homines civilalis Humanaej e fra'citta umanesi il cardinal nomin (uali cal-

di partigiani dell'occupatole, Filippo di

U
Inolile
il

A
ta

U
intimazione le(Z'!) la

A
di

37
Hecanati

Oildo, Doraenico e Gerardo di Loieiizo.


cardinale
Cigliale

da Nazareth nel territorio

Santa Casa

poi detta di
il

Lordo,

ce ad Ancona, perch forse alcuni anconitani erunsi dati al partito ghibellino di

pochi anni dopo e neli2c)8


ni e

terremoto,

che durando a pi riprese parecchi giorparecchie notti spavent e scosse tutdolorosa


piMal
i

Manfredi, onde il legato chiam essi e il cotnune a renderne ragione. In generale


gli

ta l'Italia, (lece
te

Umana

per molaltri

anconitani aveaiio opposta coraggiosa

rovine,
il

almeno
disastro

induzione:

an-

resistenza a Fercivalle

d'Oria parente e

ticipano
so.

297, o poco appres-

vicario regio, generale di Manfredi; e seb-

Nel

3o8 Umana
si

[)ai'leggiaudo pe'ghi-

campagna furono rotti e fugati, ritornati in citt questa non venne assalila e rest illesa. Anche dopo questo
in aperta

bene

belliui

lu in lega delle citt e terre


ribellatesi alla pontificia

marchiane
lita la

domistabi-

nazione, mentre Clemente

V avea

ienipu era sotto

la

curia generale, reginel 12

sua resilienza in Provenza; e


Colucci
nella sua
ili

come

strandoCompagnoni che

79

era giu-

le altre fu

punita con pene spirituali e temTre/'a oggi

Camerino, di Ancona, d'Osimo ed'Humana, Giacomo da Reggio. La decadenza intanto d'Umana e la restrizione del suo territorio a breve giro di miglia progrediva, mentre in
dice della curia generale di

porali.

Il

Monteccho, parla
quasi tutta
la

questa rivoltura di
pe' fanatismi delle

Marca,

fazioni, e specialmente
glia,

Ancona, Siniga-

Umana,

Ascoli, Uipatransone, Castel

incremento erano
cipio
si

circostanti luoghi. i\el

secolo Xil Recanali con grado di


estese sino
al

muni-

mare;

sul finir di

esso o ne'primi del XIll Castel

Fidardo
le

Fidardo ec; hionde fu d'uopo che il cav. Geraldo de Tastis, vicario nel temporale del rettore Bertrando de Gol nipote del Papa, contro suddetti luoghi si armasse,
i

e CaiDerano co' loro distretti presero

e coll'aiuto de'guelfi,che gli riusc d'arrolare, marciasse a reprimere gli attentati

hbere forme degli ubbidirono a

altri

comuni, n pi

Umana;

in Sirolo
r

dominasi

delle genti ribelli.

L'Amiani dice che fu

vano

conti rurali che nel

22:)

soggetalla

cagione della sollevazione l'aspro gover-

tarono ad Ancona, aggregandosi


uobilli. Si

sua

no

de'franoesi, l'insopportabili gravezze,

continu a nominare Coinila-

e la superiorit acquistata da' ghibellini


sui guelfi; e

fM*

il

contado d'Umana, ma inseguito non


corrispondente realt. La debolezmanifestandosi ne'secot

che sebbene

il

Saracini sostenli

vi rest

ga

gli

anconitani per guelfi,

dichiara

za
li

tlUmana and

ghibellini, e narra la notabile disfitta

che

XII e Xil I, e nel

i5 e nel 1238 entr

ne fece

l'

esercito collegato e capitanato

due di quelle alleanze che facilmente si formavano e si separavano per gare municipali; e quando per gravissimi interessi e diificli intraprese gli umanesi si confederarono e combatterono le primarie citt e anche le minori terre, Umana non di frequente v'intervenne, ne mai vi oper cosa di qualche conto, quindi non poin t nulla vantaggiarne.
ella fosse

Ma a quale slato condotta nel 3." decennale del


si

da Federico conte di Monte Feltro. Altrettanto narrano Marangoni e Compagnoni. Quest'ultimo pi diltuso distingue due combattimenti contro ghibellini anconitani e altri il i. "sostenuto da Geraldo unito a'jesini e maceratesi con successo; il 2. sostenuto dal conte Federico cou qne'di Jesi e Osimo e altri mnrchegiaui ghibellini, perch gli anconitani erano marciati sopra il contado Jesino, di pari :

1200, abbastanza
ceduti ad

dichiara dall' essersi

te guelfa,

ed

il

Villani

chiama Federico

Osimo

pel periodo di molti an-

capitano dell'armi della Chiesa e l'Amiani

ni o lutti o parte de'suoi redditi

marittimi
giubila-

generale, e riport piena vittoria, tnoal

e commerciali.

Mentre

la

Marca

rendo de'uemici 3ooo


il

dir d'Aniiani,e
sic-

va per essersi prodigiosamente trusporla-

Maueuti vuole pi

di

5ooo. Nello

38
SOI

UM A
3o8 o neh
3
I

UM
aii-

o per moti"! non abba


fu

governatoti della Marca giudicassero non


esser poi stali colpevoli gli anconitani nel-

stanza cerli;

Umana

occupala dagli
le

coniloni, e tleniolilerie
ilusseio gli abilanli e le

mura, ne conmasserizie in An[

l'occupazione
ro loro
il

d'Umana,

di cui

mantenne-

cona,

come

si

ha dalla ieltera nel i3

domnio. Mg.' Barili ragionando sulle cause che produssero la decadenza d'

scrina da Cleoiente

a'suoi ministri per-

Umana,
non
si
i

dice che
le

vi

congiurarono

tlie facessero giustizia

a'recUuni licevuti

molte calamit,
tizie

quali per difetto di no-

Niun cronista o d'Ancona o della provincia seppe questo fatto. Ancona poi neli3oc), ritraendosi dalla lega
dagli iimanati.
in cui era entrala

ponno esporre con accuradanni maggicri


di lei,
i

tezza.

Che

pi

irreparabili e pi ripetuti derivarono per

anche Umana, per mezle^nto della

certo dal diruparsi e scoscendersi del suo


colle nel

zo d'un Nicchio, spetlahde cittadino inaiato al cardinal Pellasrue

mare. Questo

fallo

ancora non
a

cessa e di presente tuttavia

quando

Marca,giui di nuovo feilelt alla s. Sede. Perci non sa comprendere mg."^ Barili,
si

quando

si

appalesa, ed
il

lunghesso lutto

molto antico promontorio del Co-

come

in

onta all'autorit pontificia

ner; questo, che lardo

ma

tenace nel

vi-sassero allora

modi lauto

ostili

con

Umana,
tulli

e fosse assalita equiliiin et pedinnilliliidine, e resistette r//

suo progresso, pienamente corrisponde al descritto modo con cui Umana and sca-

maxima

dendo
sti

questo dichiara

come scompari

noctuqiie per
tinn.

non modici Itmpors spa-

vero del lutto sino alle fondamenta


d'ogni edilzio sagro e profano.
I

re-

Forse gli anconitani ci fecero per impedire agli osimani d'impadronirsene,

cro-

a'qiiali

Umana avrebbe recalo opportuna


come

locali aggiungono pure che il dirovimento del suolo fu seguace all'impeto


nisti

stanza per avere un lido sul mare,

di furiosi terremoti.
volta, che

Conclude ancora una


e vigoro-

se l'erano procurato col siunmeiitovalo

Umana
non

da prospera

Veramente non si conosce se fra Ancona e Umana esistessero precedenti e


patto.

sa fortuna

fu prostrata d'improvviso

nella sua triste condizione,

ma
di

gradata-

inveterali odii spieiati, da provocare negli


la.

mente
il

si

diminu
il

la

cerchia

sue mura,

anconitani lauta vendetta per rovinar-

potere,

territorio, le fortune, gli abi-

Ancona per ambizione

e interesse po-

tanti.

Anzi, che pe'terremoti fu assai Ira-

teva volerla soggetta,

ma

decretarne

la

rovina e

la

distruzione non ne avea motisi

vo alcuno; anzi
permesso
loro citt, e

conosce che dipoi fu


tornare nella
i

agli utunnesi di

vagliata, si dimostra dal decreto del piissimo vescovo d'Ancona Nicol degli Ungari de' 17 gennaio i3ao, per tramutare monastero dell'abbazia di Porto Nuoil

non

vernatori della

come goMarca non impedissero


si

sa spiegare

vo della diocesi d' Ancona, dal pie del

Coner
(juel

alla chiesa di

s.

Martino

di

tal

tanta prepotenza negli anconitani, e nep-

citt; vi attesta essere gi stalo altra volta

pure la punissero, il che forse sar avvenuto per le turbolenze e vicende politiche che allora tenevano la regione agitala.
IN'el

pegli

monastero quasi sepolto da'macigui ammolamenti del monte, di averne veduto di nuovo le mura diroccate screivi le

principio del

Clemente V

ri-

polale da'terremoli, e di sentirsene

cev

in

Avignone

reclami del vescovo,


l'op-

scosse con Irecpienza straordinaria e (pia


si

capitolo e popolo

d'Umana, contro

giornaliera.

Se dunque da' commovi-

ple^sione degli anconitani, per cui con


lettera de'20 febbraio ingiunse a'suoi ministri di

menti del Coner e nel suo sinistro flan< co era lauto agitato Porto Nuovo, non
[iole va

prendere perfclla cognizione del


con e
i

Umana a

breve disianza nel destro


il

lo stalo delle cose, e (piinili agire


iicrgia,

^l;irsenei(uuiii:ie. Stringe

suo dire m^
la

(]uando fosse d'uopo. Pare che

B. ud

con dichiarare.

Che

inassiiniil

U M X
ciaguia
Je

U
come 1879
la

A
;

39
e nel
[)reg

lo
1

Uinaua, per cui di citt non re^l che il nome e la forma di [)ic(:o castello, accadde uoii molto dopo il
il'

in altri
il

luoghi del contado

medesimo comune
si

Urbi-

no VI che per sua autorit

confermasse

309

e verso

il

8 o

9;

il

teri

euio-

propria giurisdizione e governo su di


Nel
i

lo cagion altre rovine nelle sue vicinanze,

Umana.

3q2

obbligatosi

il

comune

precipitando (juasi del tutto quanto

avea potuto campare da'[)assali iiifortuiiii. La masnada di ventura poi, che condotta dal feroce
solidiitano
il

d'Ancona di pagare certa somma a'coiidoltieri Azzone da Castello, conte di Barbiano e contedi Carrara, impose una straordinaria e pronta tassa alla citt e
ritorio; ed
al ter-

fr.

Monreale
dire pose

cav.

Oero-

tli

llodi ne calpest e devast

Umana dov

contribuire in 8

territorio,

si

pu

il

suggello

giorni

60

ducati, (|uanti Gallignano, Fal-

alla rovina e desolazione

d'Umana. Quel
porgere aiuto

provenzale col pretesto


al

di

conara e Foggio. Negli anni seguenti si riuuovarouo ipieste tasse, ma non per

celebre legato cardinal Egidio Albor-

Umana. Andrea Tomacelli governatore


della

una raduunuzj di njasiiadieri e di ladroni, co'quali adendo l'alte ila principio alcune imprese a favore della Chienoz, fece
sa, entrato nella lo de' .Malatestn,

Marca correndo ostilmente


d'

il

conil

tado
na.

Ancona, fece bottino

di

tutto

grano
Il

e dell'altre biade

ch'erano in

Umagli

Marca si butt al partiform una compagnia


1

comune d'Ancona per sovvenire

abitanti e per dar loro uu

nuovo motivo

chiamala lagrancorupagnia, saccheggi vaiieeilt marchiane nel 353,e per monte Liipone cavalcando alla marina s'iaipadron d'Umana, combatt Sirolo senza pcilerlo espugnare, e da Umana marci
sopra Aucena e
darle.
la

persei'erandi in solita fidtllaiedicli Co-

mwiis, prima

l'

autorizz ad usare, con


il

promessa

di restituirlo,

grano de'mo-

naci Olivetani che stava in Sirolo, edipoi


li

forn d'altre vettovaglie.


il

Essendo

col-

Romagna
la

per depre-

pevole di negligenza
ziani e regolatori del

podest

d'Umana

Ma

non tard molto

gmstiziadi

Dio

a punire la di lui baldaozii,

mentre

Francesco di Pietro Corraduccio, gli anconuuic d'Anconi,


consideraides guerrani inimincnteni
et et foridi-

preso e condotto a

Roma come
I

ca[)o d'as-

sassini e devastatore della

Marca, fu ded'

peiicula occurreitlia in castris


tiis

capitato a'

29 agosto 354

ordine del

Coinitalus,

gli

surrog Stefano di Pieil

famoso Cola di Rienzo, o meglio per aver tramato contro di lui e pel narralo
liei

traccio. Nel

1397
d'

condottiero Migliaio,

che stava

al

soldo del governatore della

voi.

LXXVI,

p.17?,. Pochi anni api

Marca, venuto

improvviso in quel di
e animali, col
teso-

presso tuttavia, cio nel

364,

^'

cardinal

Umana, ne pred uomini


riere pontifcio.
Il

Alburnoz ordinando t della Marca, pose


tra le

in vari gradi le cit-

pretesto di pagamenti ritardati al

Umana

nel 5. ossia

comune d'Ancona ne
ebbe scuse
e

minori nelle sue famose costitu-

fece richiamo, ed

promesse
gi de-

Marchine j4nconUanat eduae sub Egidio cartUnuU D


zioni "E^Mimid {Constiduioiies
cuii adiUlioiiibus

di restituzione. Bonifacio

IX avea

Carpciisibw,

Romae

cretato nel febbraio 1397, colla bolla i^cdis JposloUcae , che tenendosi da Anco-

1543), preponendogli molte terre e castella ben mediocri di popoli e di edifiz'.

na per

la

Chiesa

suoi ministri

il governo d'Umana, non ne pretendessero alcun

Nel 1379 componevasi Umana di forse appena 4o focolari, e l'ulteriore sua roiinas! pone tra ili 364 e ili427.i-Veh378
il

comune

d'

Ancona

la

governava, per

Ancona slessa camera apostolica per lutto Uil suo contado, e valessero anco per mana, che governava. Non ostante silttributo oltre quello che

pagava

alla

consuetudine non recente, mandandovi


ogni semestre uu podest e un vicario,

to decreto,

Chiesa neli4o3

Paolo Orsini generale della domand anche ad Urna-

4o
na
le

U
il

RI

A
la

U
richiese

A
gli

pagie dovutegli; e

pure

Bonifacio

IX

scrisse

Bonifacio Vili. Solo


ao-

dei solilo censo

tesoriere della provincia

dir con mg.' Barili, che essendosi


conitani impadroniti d'
cessare
le

vescovo
e di

di Segni:

questo era di 33 ducati

Umana,

per far

8 anconilcini. Delle monete d' Ancona coirimoiagine di s. Ciriaco o Quiriacus vescovo e protettore d'Ancona, parla il AJuratori nella Disstrl. 27;edil Bellini, ZJe Monelis Ilaliae : Dt. Dlonelis Anconae.

male
il

voci

d' ingiusta

usurpa-

zione, nel

1379 piegarono Urbano VI a


possesso, e ne

riconoscerne

rinnovarono

l'istanza a Bonificio

IX, e questi l'esaud

nel

^o^,

qui noter col eh. avv. Gaeta-

in

perpetuo ad Ancona
siiix

ma non compitamente. Egli un la citt d' Umajuribus, perlinenliis et terriil

no de Minicis, dotto e benemerito illufermane (come lo il non nieu dotlofratelloRallaele), clie nel 79^ la zecca d'Ancona batt moneta di rame erosa. Aggiunger che nelstratoredelle palrieaulichil
i

na, Clini
loriis,

ma

tacque

mero
il

misto

iiTipero,
l'in-

ad onta che Ancona specificatamente


vocasse. D'altronde
in certo

Papa

lo

riconobbe

modo
e

per tale riunione, e per ai

l'epoca repubblicana del


la

1799
di

fu aperta

ver confermato
la

privilegi delle citt del-

zecca nella soppressa chiesa collegiata,


la

Marca

nominatamente d'Ancona, che


pi ric-

ove fu battuta

moneta

rame e bron-

di tutte era la pi privilegiala, la ca, la pi potente; co' diritti del

zo, d'argento e oro,

come
i

e meglio narra

mero e
il

lab. Leoni, Aiicoici illustrata, benemerito [lalrio storico.


IN'el

misto impero, che per


dest, ed
il

lei

esercitava

po-

4o4

Bonifacio IX

concesse che

ai

comune

e territorio d'An-

cellava

le

approvata o cansentenze. Ella mandava ancora


consiglio ne

cona perpetuamente
na, colla bolla Etsi

sia

congiunta

Umasua
era

de' podest a reggere le terre e le castella del suo contado. Perci ordinandosi
vi fosse

ad

procuraiidutii. Ariferito nella

vendo Benedetto
la dichiar,

XIV

Lttlera, che Bonifacio Vili con sua bol-

che da 100 anni

Umana
in

che compresa Umana, s'intendeva che in essa del pari avrebbero efficacia diritti concessi ad Ancona pel contado slesi

decaduta dalla vetusta splendidezza


]>overo paesello, e [)erci
il

un

so. Inoltre

possesso che

tori d'

neli4o4 S'' '>"zia''' regolaAncona ivi giudicarono le controumanesi e


la

ne aveano gli anconitani era fondato sui buoni e ragionevoli motivi pe'quali se n'erano insignoriti; e che trattatilo vi teneva-

versie insorte fra

sroles,

per

alcune lasse e per


sa de' confini,

pescagione nell'Aspi.

Altra controversia fra'medesimi per cau-

no

il

tnetlesimo g(jverno che nelle castel-

la del

contado.

)?^

che poi Bonifacio Vili


le castella,

ordin dovesse

Umana, come

essere francata d'ogni

maniera

di tributi

imposti e da imporsi alla citt e leire, che


si

reggevano per
ministri.

la stessa a

cocnuncesol-

che agitatasi gi neli4of compiuta una sentenza d'arbitrato con approvazione del vescovo d'Umana, anche questa volta fin con sentenza somigliante. Innocenzo VII neli4o4uel i4o3 conferm con due brevi ad Ancol'avea

tostavano
tii

al diretto

comando de'pontifiPer fallo di amanuense la

na

le

concessioni

di

Bonifacio

IX

sulla

giurisdizione, e sugli ordinari e straordinari tributi

Bolla corrispondente di Bonificio IX, indi confermata dall'

d'Umana:

il

i.lo ricordai,

immedialo successore Innocenzo VII, culla bolla Sinceraedevo-

tiouis, fu scritta col

nome
1'

di

Bonifacio

Vili, onde a questo Papa

altribi I>e-

r altro comincia colle parole Ea quae. Nel 1422 Martino V congiimse la chiesa Liianate all'Anconitana, di che fra poco parler. Indi neli43o il podest, difeni

nedetloXI V. Per chiarire e provarci l'abbaglio, ne fece argomento di discussione


l'etKomiato mg.' Barili, dalla quale
ta lei rute
risul-

sori e

il

consiglio d'

Umana

discussero e

decretarono

lo iS'/rt/^o disposto in

3o

ru|

biiche o capitoli. Mg.' Barili ne riporta

il
j

dcU'amunucuiie che

iu vece di

preambolo,

l'

indice e gh uigomeoli delle

U
fallane dal
IN'el

A
l'

UMA
approvazione
Restituite ad

4i
III le fran-

rubriche che conliene, e

Ancona da Paolo
il

comune d'Ancona neh 466.


Picenoe della Jlar-

chigie municipali,

comune domand

descrivere brevenienle le cill vescoe altri luoghi del

che

vili

ca raccontai come neh 433 il duca di Milano mand nella Marca per impadronirsene
il

celebre conte Francesco Sforza, al


si

davanosul contado, comprendessero anche Umana. Il vescovo Vincenzo de Lucchis dapprima si oppose, ma dopo molteplici atti giudiziari in Pvoma accett di venire ad accordo ai

diritti,

che

gli si

quale
i

dierono pure Ancona,

Umana
si

niichevole, pel (|uale d

loro lerrilorii; per cui

Eugenio IV

tro-

nuovo ebbe

la

citt

comune slesso di d'Umana nelioGi.

costretto d'investirlo della

Marca

col

marchese della medesima. Dipoi il Papa alleatosi con Alfonso V re d'Aragona e di iS/c/Ym, ricuper nel 44^ la Martitolo di
1

Del resto Umana segu le vicende politiche ed ecclesiastiche d'Ancona, alla quale trovasi
Il

doppiamente

riunita.

Piceno (a celebralo primogenito della

ca, clie indi

neh 444 lestitu al conte Sforza, neh 44^ '^ riprese. Il comune d' Utnana nel i477 vend al comune di Sirolo, pel prezzo di 80 ducati d'oro di Vevani
i

l'occidente neir abbracciare


stiana, dal

fede cri-

Compagnoni, e i. "apostolo e protomartire del medesimo si vanta s. Marone, dal Rlarangoni, che nelle citate

nezia, terrani silvatam, fractalein, sodiet

Memorie

di

Novana
il

oggi Civitanova, ne
si

arboratam, che incomincia ove

scrisse la storia e

cui corpo

venera

sirolesi

hanno beni
all'

enfiteutici del vesco-

presso tale luogo; quindi


i.

Ancona vanta
l'a-

vo, va sino

Aspi, poi giunge alla via

primario prouiulgaloredell'evargelo
postolo
s.

Tassennruin

mina alle Ancona decret che chiunque andava a dimorare in UiHana avesse Uberain exeruptioneni per decennitim ad gabellarli grani ti vini tain iniposila qnani iinponenda.

ad praluin Collis, e si terMolile. Neh4B9l comune di


ti

Pietro, e per

"vescovo

s.

Pri-

uiiano martire nella persecuzione di Diocleziano, che alcuni


re, altri

pretendono esclude-

pospongono a s. Ciriaco che gli successe o almeno il i. "vescovo che dopo


di lui
si

conosca, principale patrono dele diocesi. Egli era ebreo e


si

Esenzione che

si

rinnov

nehSoy

e nel

la citt

chia-

i5io. JN'eli5o6 tre deputati anconitani sopra Umana venderono a Domenico di Bernardino prelas sive saxas de ruiiiis dictae civilalis veleris Hunianae tantum

mava Giuda allorch nel 327 s. Elena recalasi in Gerusalemme a cercare s. Leil

gno

quantum
in IrUius

suf/ciat per faciendarn calcc.m fornacibus.W C!\\\\'\un\ Benetlet-

il luogo ove poteva essere, e rinvenutasi, pe'miracoli che si operarono egli si convert al cri-

della Croce, ad essa indic

stianesimo, e poi per divozione a

s.

Ste-

lo Accolli legato della

Marca

nel

i532

fano protomartire

priv Ancona dogni privilegio, e perci

d'Umana; e neh 533 egli r attribu al vescovo d' Ancona con [)ossedirnenti che ivi avea il comututti
della giurisdizione
i

venerarne il chiudeva uno de'sassi servili alla sua lapidazione. Per la sua divozione ed esemplari virt fu

ad Ancona a tempio e cattedrale che rac|)ortossi

ammesso

nel clero anconi-

ne, e ricev dal vescovo la giurisdizione


politica di Gallignauo,

tano e poi eletto a pastore. Dipoi tornato in Palestina per


nel 3()3 vi licev la
visitarvi
i

che apparteneva

santuari,

a lui e ad

Ancona con vicenda semestrale, alcuni beni in vicinanza del medesimo castello, e la somma di 63 o fiorini posta nel
de'Meriti; quindi il vescovo d'Ancona Balduinetto de Balduinelti pel i. cominci a dirsi conte d' Umana, e tut-

palma

del n)artirio

Monte

pel suo zelo, venendogli versalo il piombo liquefatto nella bocca. Dopo circa un mezzo secolo ia chiesa anconitana, per la pia

umuilicenza

dell'
il

imperatrice Galla

Placidia, ricuper

prezioso suo corpo,

tora vicue

il

litulu

portato

da'&uuctiiisori.

che uiirubihueule tuttora iulatlo.Depo-

4^

IVI

A
s.

U
Stpfnno, in
lo rituale.

A
il

sto nell'ntilica calleiliale di

pagnoni vescovo d'Osimo sopra

suddet-

ap()resso fu trasferito nella callediale solto r invocazione del

Dopo Marco,
IN.dtl
il

trovasi vescovo
s.

suo nome, ov' in

d'Ancona
I,

492; nel 5oo


corpo
di
s.

Trasone

grandissifna venerazione.

Abbiamodelp.
pie,

che ritrov

Liberio eres.

OLloardoCorsini generale delle scuole


Bclnzione.
nejtitin in
clelo

niita

armeno; nel 55o

circa

Marcelli-

scoprinienlo e ricogiiizio-

no

nobile anconitanodellafamiglia Boc-

Ancona de
x.

corpi di

s.

Ciria-

catnaiori, col libro degli Evangeli in inn-

co

s.

Marcellino e

Liberio proleLlori

no estinse un
preci liber
la re de'goli,

furios')

incendio e per

le

sue

della ciliare riflessioni sopra la lorotra-

Ancona
i

dall'assedio di Toli-

slazione e cullo,

Roma

lySS. Girolamo
ss.

quali l'aveano anche asse-

Speciali, Notizie isteriche de'

Protei-

diala sotto re Vilige. Verso

tori della citt d' Ancona, de' citladini

che

maso

I;

degnamente
scrisse
s.

nel

569 s. Tom583 gli succe.s>.


il

colla loro santit l'hanno illustrata, del-

Severo a cui
ni

Gregorio

la di

lei

cattedrale e vescovi della citt,

Fiorentino ravennate, nel


1,

I; nel 6o3 629 Giovan-

e ss. Croce/ssod'

Unian a, Venezia

i'j')g.

indi

Mauroso anconitano che

fu al

Riflessioni addizionali al libro intitolato 7V(9//z?e z'^to/vt/Vcr/e' m/i<j ec./^zWe^'Z/j/-

concilio di Luterano del


se pel zelo;

649
il

vi si distin-

Giovanni

intervenne nel

l'autore niedesin}o,Fo\\g\\o
rili

jo.Mg.' U-

679
si

al

sinodo roujano, a quello del


il

74^
al

loda lo vSpeciali (piai benemerito del-

trov presente
al
i

vescovo Senatore, Tia fer-

la storia

d'Umana.

In breve
s.

prima accenquindi

grino fu
cui

concdio di R.ouia dell'S^fi,

nero

successori di

Cii iaco, sinch did'

tempo saraceni posero Ancona

vennero pine vescovi


riporter
dai
la

Umana;

ro e fuoco, dalla cui ferocia preserv le


reliquie de'ss. Protettori dalle chiese su-

serie de'vescovi

d'Umana, e

1422 la proseguir co' vescovi d'^-i/ncona e>.\' Lrnana, d'un numero de'qualine parlai in tale articolo. Marco vescovo di Ancona intervenne nel ^62 al sinodo romano, in quest'epoca a vea la cliiesa d'Ancona d suo
rito particolare
,

burbane trasportandole
della 2.''calledrale di
s.

nel sotterraneo
ci-

Lorenzo, sulla
i

Dia del (nasco, cnassime


riaco, Liberio,

corpi de'ss. Ci-

Palazia e Marcellino; nel


la

quale eccidio and distrutta


di
s.

cattedrale
gli

nell'ammini-

Stefano, che ripararono

anconi-

slrazione de'sagramenli

precipuamente

tani,

onde

vescovi continuarono a risie1

nel Battesimo. iNou gi soltanto percli


si

dervi dappresso. Nell'Hb


sitiodo

Leopardo fu

al

amministrasse per immer^i^>ne, come


il

romano
il

e lu inviato in Bulgaria;

pralicavasi in questi secoli in lutto


sto della
al

re-

iieirB^S
la

vescovo l^aolo lece parte dell'iiitru-

Chiesa occidentale, e come sino

legazione a Costantinopoli per

giorno d'oggi continuasi a praticare

soFozio,

ma

prevaric e fu deposto e sco-

nell'orientale;
le preci

ma

perch

le

ceremonie e
avvicinavano
tale diversit

municato, DopoBeuolergio deir887 non


al 967 che Erfermario, Trasonell del 9(88, Stefano sedeva nel o3o, Grimaldo nel io5r, Gerardo I nelioG9, Transberto circa il 1090, MarCellino il deli 100, N. neh 18, Bernardo nel 127, Lamberto deli i58, Toinsi

dillerivano da quelle del rituale


e in molle cose
si

conosce sino

romano,
al

indi

tuttora esistente RitoAi/ibroaianoe Uf-

fizio

Ambrosiano (f
prova
il

.).

Di

di rito fa

rituale

stampato nel
titolo:

1542

in

Venezia col doppio


s.

Ca-

theciiniinnin j'nxta riltini

Ronianae Ec-

maso
fo nel
li nel
il

li

neli 172. Gentile intervenne ai


1

clesiae: Q^tliecuniiiiurn secundunt usuin

concilio di Lateiano 111 nel


1

Anconitanuni. Nella Dissertazione sulla


chiesa d' Ancona di mg.'
iiotedegli eruditi oan.
li,

80, Beroaldo nel

^9, Rodol8b, Gerardo


(

l^ertizzi, tra le

Fauriecan. l'elreb
disse mg.'

2."

1204, i" tempo del <juale successe rilrovamento de'corpi de'ss. i*elle-

riporta

quanto ne

Coui-

giino,ErcoluuueFluviauu,priuiilivituar;

UMA
tiri ilella

U
nella chiesa
bile
pis, iiiridaiulnne la
le al
[)r(d.

43

chiesa d'

Ancona,
s.

anconitano reccellenle Antonio Padirezione fisico-mora-

del

ss.

Sai valore che d'allora in poi priaPcllegiino.


Il

cipi a chiamarsi di

ve-

Benedetto Monti. Se ne legge

scovo Persevallo fioriva nel laog, acni

l'iuqiortante descrizione nell'opuscolo in-

Gregorio IX conferm

il

nuraero de'

l'i
il

canonici della cattedrale, compresovi

priore, stabilito dal predecessore con autorit

d'Onorio
ili

ili.

Nel

243 sedeva Gioe

vanni

Ijoo,

canonico

ciltadinoanco-

apizio sollo L' invocazione Giovanni di Dio per la cura fisico-mornle de nienkcalli Loreto rS^o. Lcgg i sta III (arie e regola menti disciplinari pel nuovo ospizio per la cura fUicolitoliilo:/V</oi'0
s.

di

nitano, eletto dal capitolo a cui conferrn


i

monde

de' mentecatti eretto in

Ancona
s.

privilegi e le giurisdizioni concesse dal-

dall'ordine e sotto C invocazione di

Gio'

l'antecessore, e

confermalo da Innocenzo IV, il quale approv poi le sngge leggi formale dal vescovo per la sua chiesa; inoltre Giovanni HI eresse una pi;i casa di
le

dame, che poi divennero


se Laterpnensi. ^'el
ci
I , 1

canonichesI

285

l'ietro

Capoc-

vanni di Dio. Preceduti da un ragionanteiLlo intorno alla dottrina generale dell' malattie mentali riguardate ne' loro fenomeni, nelle loro cause costitutive e nelle occasionali, non che. rispetto alta, loro prognosi ed al loro trattamento curativo generale; del ih. sig.r prof, d.r

lra^lato a Viterbo e Toscanella. Nel

Be-

286 Pietro II Romanelli, cui successero: nel 1289 Bernardo 11 dal Poggio lucchese, Iraslalo a Rieti; nel 296 amministrai

840. Del convento e della chiesa, siccome gi de' minori conventuali, ne sciisse le notizie il p. Ci1

nedetto Jontij

Roma

tore Pandolfo vescovo di Patti; nel


fr.

2f)f)

valli nella

/ isila

triennale o
il

Memorie
Coliicci,
:

Nicola

degli Llngari

nobde anconita-

statiche della

no
il

e minorit, dottissimo, zelante e pru-

J litichi t
rili

Marca, presso Picene, t. 2.5, p. 82


i
i

Custodia

dente, che avendo

il terremoto rovinato monastero de'benedellini di Portonuovo, colla morte dell'abbate e d'alcuni moi

Anconitana. Riferisce
ne tenuti in Ancona,
nel
il

capitoli dell'ordi-

religiosi illustri fioi

convento; celebra
dello:

fisti

d'Ancoil

naci, trasfer

superstiti in citt e die los.

na,

suo porto notissimo


il

lutto

mon-

ro
il

la

chiesa di
di
s.

Martino,
di

la

quale prese

do, liportando

l niis

Deus, una
,

nome

Maria

Portonuovo. Di
l'e-

Roma una
,
i

Turris in

pi questo vescovo ristor e abbell


piscopio, allora presso la chiesa di
s,

Portus in Ancona.
pregi di diversi

Ans.

Cremona unu.v N manca di riferire illustri anconitani. Su di


il

na, pose
di
s.

la I. ^pietra

pel grandioso

tempio
la

questi

Maria Maggiore da lui eretto, poi Maria delle Scale dall'ampia scalea per
vi si

si poimo vedere il Colucoi citato, Gamurrini il Sansovino, il Zazzera,


,

il

i\I;irchesi,e

Francesco Ferretti: Pietra di

quale

ascende, o di
in

s.

Francesco co-

mech dato
colo
il

cura de' francescani confu da' francesi ridotto a


di-

paragone della vera nohill , discorsa genealogico de' conti Ferretti Ancona per
,

ventuali. Ne' primi anni del corrente se-

Francesco Serafini 685. Sulla


1

nobilissidi'isi

convento

ma

famiglia Ferretti
si

oltre

quanto

ospedale militare, e poscia ampliato e

altrove,

venuto urbano fu concesso


nel 1818.

a'

benfratelli

ponno vederci vol.LXVI,p. 211, LXXXI, p. 399. Quanto alla chies,

Essendone priore il p. Benedetto Vern romano, poi generale dell' ortiiue, pel suo zelo, energia e vaste cognizioni, ottenne dal ni fondi, per

sa di

Francesco delle Scale, leggo nel

n.39 del Diario di


tale

Roma

sagro edifizio,

il

del 1844 che quale per vastit e


tutti

municipio

gli

opportu-

per mole entra innanzi agli altri


si

che
al-

aggiungervi un manicomio,

ammirano

in

Ancona, fu restituito
(i

misericordioso stabilimento di cui

man-

l'ordine de'minori conventuali

qu di

gi

cava

la

provincia, eoa archilelture del nu-

avevano acquistato una piccola casa pr-

44
pinqua
al

UM A
tempio), merc benigno re-

U M A
de'

sellilo di

Gregorio

XVI

iG marzo
lei

j844j
p.

olleniilo a nieiliazione

U.mo

Eigoni zelantissimo generale dell'ordislesso. Indi a'i 5 aprile


il

Mouies in Borgogna, trasferendolo da CeS'^ia. Gli successe nel i33o Francesco; quindi neh 34^ Nicola II Frangipane romano, al cui tempo insorse fiera discerdia fra'nobili e
il

vescovo carl'at-

popolo, con saccheggi,

diiial

Cadolini, a ci autorizzalo, fece


chiesa,
p.

violenze e spargimento di sangue. Nel


i

io di legale consegna della

non

344

il

francese Agostino dal Poggio ca-

che

di alcuni annessi, al

R.mo

provin-

nouico

di

guardiano de'rainori conventuali d'Ancona, per mezzo del suo vicario generale. Si aggiunge, che gli aaconitiini di tale avvenimento andarono lieti.ssinii, siccome desideravano che mociale e al
p.

R.mu

stiasede e
il

la

Canibray, che mai renne alla govern pel vicario.Nel 34*^


i

capitolo elesse a successore

cellini

SimoneMarvescovo d'Umana, non approvalo


gli

da Papa Clemente VI, che invece


slilui

so-

Ugo

priore benedettifio francese,

numeulo

ammirabile per

le arti

belle

che n)oi innanzi di recarsi ad Ancona,

fosse conservato nelle sue architetture, e

Onde
rita e

nell'istcsso
fr.

specialmente nella facciata principale,

la

l'anconitano

anno venne surrogato Lanfranco Salvetti minoMarca,


'^"''

quale cogli sfoggiali ornamenti,


abbellita sulla

di cui fu

inquisitore generale della

met

del secolo

XV

per
il

dotlissinio, prudenlissimo e di santa vita, traslalo a

mastro Giorgio da Sebenico, mostrava


gradodell'ai
ti

Bergamo neh 349;

"^^

chesi esercitavano in quel-

suo breve vescovato fu lagriinevole

testi-

l'epoca. Si dice ancora,

che neh' attiguo

conventOjOra de'benfrateili, uscirono personaggi per santa vita e per dignit ragguardevoii, che crebbero lustro all'ord-

monio della furiosa peste che rap ad Ancona circa g decimi degli abitanti, e deb l'orribile e rovinosissiino incendio, che durato 3 giorni non si spense inlerameute se

ne conventuale rah del

giovarono

la

societ, dei

non dopo

[5. Descrisse
il

si

luttuosi e
di vsIh

quali, per tacere di


s.

28
si

inquisitori genealtri

desolanti infoi lunii,

testimonio

Ollizio, di
,

io vescovi, e
volle

Oddo

de Blasiu: C/irouica de la edifica'

due
ivi

Ponteilci

solo

rammentare

quel gran Sisto V, gloria del Piceno, che

nitano.

condusse
studi e di

gli

anni dell'et giovanile, e


di seve,

Cassaio Anco1' anno della stampa perch dovea servir d'AppendiItone et deslriutione del

Non

vi

il

luogo e

l'eccelso
ri

animo venne nutrendo


t'orli alfetli

ce

all'

erudita e pregevole dissertazione

per

modo
del

che

levato poscia

al

supremo seggio

Va-

che sull'origine d'Ancona scrisse lab. lernardino Noja vicario del cardinal Diifalini.

ticanos bene njeril della Chiesa uni versale.

iVeliS-JQ

fr.

Giovanni IV Tedeschi

minori conventuali riaprirono la chiesa di s. Francesco al cullo divino e alla glorificazione del serallco fondatore
1

anconitano e virtuoso agostiniano divenne pastore della patria, che se cominci suo governo tra la desolazione per le

il

dell'ordine loro.
le
si

Ma

in

conseguenza del-

accennate spaventevoli sciagure, ebbe poi


diverse consolazioni. Vide liberala
l dal
la cit-

luttuose vicende politiche deli

trov necessario di

84^"49i nuovamente servirmilitare, in

giogo de'Malatesla, e nel

i355
il

vi

si

della chiesa per ospedale

accolse solennemente e trionfante

gran

sussidio del conligiio, ed tnltora occii-

cardinal Albornoz, che alloggi nell'episcopio.


s.

palo

[)er

uso de'mililari austriaci. E" da

Neh 373
Maria
in
il

scopr

il

cor[)0 intero di

sperarsi, che parlili essi dalla citt, la chie-

l*rimiano vescovo e martire nella chies.

sa verr restituita a' minori conventuali

sa di

Turiano

che da

(|ueli

e perci

al

divin culto. Neil


residente in

326 da Giofu e111

l'epoca assunse

nome

suo, e

vanni

XXII

Avignone

nnnimi rifdjbricarono

la

quamlo chiesa nel iGoq

letto vescovo

dAucouu Tommaso

da

fu collocalo sullo l'aitai e ma_^giore.

ucl

U U A
1877
1

U M A
resi-

4)

gio pel nstabilimenlo della

tro provvide colla sede d'Ascoli. Tulia-

tlcDza pupalein
io

Roma o[)eiala

claGiegoil

volta

IH'

fiuono con>ei;uen2a accanile dio


le

XI,

ma si

aflisse

quando contro

suc-

scordie fra
ti,

famiglie Vigilanti e Ferret-

Urbano VI insorse il glande e funesto Scisma d' occidente, che sostenne


cessore
in /Ivigiione

alle (piali

presero parte

allri nobili

an-

l'antipapa ClementeVlI.Nel
I

Dario fr. Bartolomeo o Oleario (1.) francescano e padovano, traslato a F'irenze e cardinale. iNeli38T
fu

i385

vescovo

Neli4i8 01419 lo s'esso Papa nomin vescovo d' Ancona Astorgio Agnensi o Arnesi [T .), e lo era slato di Miconitani.
leto, di

Ravello e

di Melfi,
l'ini

il

quale rap-

presentando al Papa
la

d.

Guglielmo Della Vigna benedettino


io

di
la

Subiaco, neli3q5

Ferngia celebr

messa innanzi Bonifacio IX infermo, e nel

mensa e la 1422 ne ottenne l'unione e fu I. "vescovo d'Ancona e Umana, indi cardinale. Ora
fa

p veri mento delcondizione d' Umana, nel

i4o4 intervenne
Todi
di
s.

in

Roma all'intronizzasostitu
il

d'uopo riportare iaseriede'vescovi d'U-

zione d'Innocenzo VII, che lo trasfer a


ueli

4o5. In questo gli

suo

mana, per quindi compierla co'successivi vescovi d'Ancona e d'Umana. Osserva

confessore e tesoriere, altro benedettino

Giorgio di Venezia, d. Carlo degli

Atti di Sassoferrato,

ma

la

oorle

g' in-

pedi di recarsi in Ancona, laonde elesse


in sua vece nel
ci
1

waW Italia sacra, a p. 324 la se-_ neAiicoiiilani Episcopi, ei\ a p. 743 quella d' Hiimanatenses Episcopi in numero
mg.'
t.i,

Barili

che l'Ughelli

dopo avere riportato

4o6 Lorenzo

Rivi o Ric-

di
p.

25, e di Ancona e di

Umana

gli altri

fiorentino. Frattanto Io scisma soste-

3 38, fucoumentato egregiamente eoa

nuto dall'antipapa Benedetto Xlll teneva divisi e agitati


ribellatisi a
i

aggiunte e correzioni dal Coleli nel t.io


della slessa Italia

fedeli,

ed

cardinali

sacra, cio a

p.

11 5,

nodo

di

Gregorio XII nel famoso VPisa lo deposero nel 409 in uno


\

206

all'antipapa, e cos la Chiesa

si

trov viep-

pi lacerata

neil'

ubbidienza. Forse Lorimosse dalVigilan-

renzo segu quella d'Alessandro V, poi-

ch Gregorio XII neh 4 'o


la
ti

lo

269, il quale enumer 27 vescovi. Dice inoltre che dopo il pontificato di Benedelo XIV le notizie de'vescovi d'Umana si acci ebbero da'seguenli.Dagli/^tiales Canialdulensium. Dal IMiirtoielli, 3/cniorie historiche cf Osimo. Pompeo
e

sede e

vi

nomin

fr.

Simone

patrizio anconitano, generale degli a-

vescovi d'Osmio. Fausto Antonio

Compagnoni, Memorie della chiesa e dei MaioConinientariits, in quo l gJielliana series emenda tiu\ condnuatur , illustratur, Romaei759. Leopardi, Serie de'vescovi di

gosliniani.

Morto Alessandro

e succes-

i\\,De Ecclesia et Episcopis Anconilanis,

so Giovanni XXIII, pare che questi trasferisse

Lorenzo aSinigaglia,ma Gregorio

XII

noi volle, e lo fu pi tardi per Alar-

lino V. Di pi
1

GiovaniXXIll

tenld'inl'al-

Recanali. Co\ucc\, Antichit Picene,\, i o,


p. 174 e seg., che con molta diligenza vi congiunse quanti alti e documenti de'vescovi eransi prodotti colla stampa, e fece
il

trudere nel 4 1 3 nella sede d'Ancona

tro nobile anconitano Pietro Ferretti, e

sebbene questi co'maneggi voleva costringere fr. Simone ad abbandonar la sede, questi si adoper con alti umili per restarvi, e con tale dignit intervenne nel
concilio di Costanza, Pietro intitolandosi

novero

di

32

pastori

d'Umana.

11

ce-

lebre Giuseppe Antonio Vogel di Stra-

sburgo canonico
si

di R^ecanati, della dioce-

semplicemente
la

eletto.

Papa Martino

a pacificar

chiesa d'Ancona, pel nar-

Commentarus historiciis de Ecclesis Recanatensi et Lanretana carumque Episcopis An. 800. Prezioso
di Basilea
, 1

rato sconvolta e travagliata, nel

i4i8 o

mss. che celebrai

in

pi luoghi, faticoso,
ri-

1419 trasIataSinigaglia

fr.

Simone, per

accurato e dotto lavoro che comprende


olire

aver promosso Lorenzo ad Ischia, e Pie-

i5o documenti, non solamente

\G

U
le

A
formate se
talia
vi

U
le

A
Chiese d'
le

guardanti

antichit sagre recanatesi,


le

alla storia delle

ma

eziandio

nunianali e

niarchiane,

apponesse (pi;dche aggiunta. Inproprie


let-

non Hieno la storia universale che dalle memorie provinciali trae in gran parte
tjua^i tutta la

tanto modestauenle corresse


inesattezze, delle quali
si

avvide dopo

sua
la

vita.

Perci

mg/

Bari-

to l'egregio libro tlell'ab. Cappelletti, essere

h fece voli per


coinialo tuss.
,

piibhlicaziune dell'eu-

00

vescovi umanesi di cui


la

notando inesatte alcune

peidette

non si memoria, non coinpreudendo


[lel
i

schede sui vescovi d'Umana. Di recente


il

Aslorgio che

."pot unire hi loro chie-

dottissimo e della storia patria bene-

sa all'Anconitana.

Dir ancora, che

il

Pe-

merito, defunto anconitano Agostino RI.'


J'eruzzi canonico arciprete della
jiolitana di Ferrara, giovatosi

ruzzi fu altres autore delle seguenti opere.

metrodi

Dissertazione della prima fondazlo-

con assen,
i

nala critica delle schede del Vogel


cui vescovi

ne d' Ancona, Osimoi 794- Oe' Siculi ilaliei fondatori d'Ancona, lettere, Ferrara 1826. Storia
ci'

sommano
gli altri,

a 32, e delle opela

Ancona, Pesaro 835.


1

re di tulli

ne diede

C/irono-

Dissertazione sulla Chiesa anconitana,

taxis Episcoporiun

Himianatum emen32
nel

con note

supplementi di Luigi Pauri e


-

data

et aucta, cio di

vescovi che co-

diSebastiano Pelrelli canonici della chiesa cattedrale di Ancona, per Gusla *oSai
lor]
1

mincia da Filippo

secolo,

pub-

blicala pel Sartoij Cherubini nell'Appen-

dice a'iiecreli del sinodo diocesano tenuto nel

Cherubini, Ancona 845. Le sue Opere complete fnvouo impressein Bologna


ne!

mo d'Ancona,
ta

841 dal vescovo Cadolini nel duoe da mg." Barili riprodota p. 27 ei iq. Questo prelato dichiaI

184 7 -Di Ancona abbiamo ancora. Giu-

liano Sai aci, Notizie istoriche della di-

ta d' Ancona gi termine dell' antico le-

ra pure, che sebbene

tal serie sia

manchesi

vole per lunghe interruzioni e non isce-

vra d'incertezze,
aljbia,

la

pi accurata che

gno d'Ilalia,con diversi avvenimenti di lla 51arca Anconitana, e in detto regno accaduti, Roma 1675. D.' Gaetano can.
Jj\u(\\, Dissertazione

per cui se ne deve gratitudine

al

de' siculi t dellafon-

Peruzzi.
p.

Mg/

Barili pertanto alla citata

dazioned'Ancona,\\'i 182/, tipografia Baiufli.

27 riport aggiunte

e rettificazioni,
si

D. Antonio Leoni, Lettera rignar


l'

dichiarando che a'ricordati autori


ce assai
d.

fe-

dante

anfiteatro d'

Ancona,

ivi

i8i

degno e onorevole socio l'dluslre Giuseppe Ca[)[)ellctti, colle notizie ecumanesi, pubblicale nella sua

dalla tipografia di Kicol Balud'i:

Anco-

na

illustrata colle risposte a'siguori Peil Compendio delle d'Ancona capitale del-

clesiasliche

ruzzi, Pighetli ec, e

grande intrapresa storica intorno tCliiese cV Italia. Poich quante notizie potevano ilerivarsi da' cionisli anconitani e quanti documenti si erano dividgali dagli

memorie
la
ci,

loriche

la .'/arca

A nconilrtna, ^tconsilS32
s

dal-

lipografiaBalud. Marchese
lJeniorie

Amico Ric,

loriche delle arti e degli ar-

autori menzionali, lutliegli

adun con

tisti

ordine e chiarezza; e che niun altro travaglio pii


sa

d' Ancona Macerala i834- Consliudiones sive Slalutaniagni-

della

Maica

compiuto si produsse sulla chied'Umana. Di pi urbanamente aggiungli si

ficae civilalis

Anconac,

ivi.
il

Ricev Niuuana o

Umana

benefico

ge, che se

potranno appuntare

al-

lume
sa,

della fede ne'[)rinii lem[)i dellaChies'iguoi a precisauenle chi


s.

cune inesattezze, queste per sono assai lievi e rare [)er uno scrittore che tratta di luogo, ove non fece dimora, ed intende a scopo ben pi ampio e faticoso. INe
fece (juindi cenno, lasciando al suo giu-

ma

ne fu

il

predicatore, se piu'e noi fu

IMarone che
l'

in altre citt e luoghi circostanti

avea

promulgata, o forse da
liti

(juelli gi

couver-

le

(u
il

[)oi

coaiuiucato, ed ebbe per

dizio di decidere se meritino d'essere ri-

tempo

seggio vescovile

immcdiatameu-

IJ

A
come
lo tulio-

le

soggetto
il

itila s.

Sede,

vescovo di

U M A Numana ne! 095 fu

47
ni

concilio

ra

vescovo trAiiconn e trUiDana. Si co-

nosce peri ."vescovo di Muin;ma[Joi Unin-

na Filippo, che inlervciuie


iii

a'siiioili

loma-

ilei

4611 e del

4^7,

'a siccome altro


al concilio di

Fili{)po.si

vuole presente

Ro-

romano, che altri dicono nel 5()8: mg.' ii.irili, seguendo Coleli, non ci conviene, e con Ini ri[>ele che venne confuso con Grazioso o Graziano vescovo di Nointnlo {^J'^),NomentanaevidNumciitinae Ecclesiae.

487, riconosciutosi vero quesl'ullimo, cos fa d'uopo ritenere un solo Filippo e non due. Il a.** vescovo di Numa11 a Costantino nominalo nel 494 '" ^' i;i lettera da l'apa s. Gelasio I a'vescovi Wiissimo e Eusebio, per decidere certa
del

ma

L'Ughelli con questo Grazioso ala serie


si

vea comincialo

de' vescovi

d'U-

mana, mentre

esclude da questa sede.

(juestione tra lu e

il

vescovo d'Ancona

pei confini di loro diocesi. JMg."^ Barili

non
]'ei

Germano fu al concilio di Laterano nel 549, e Adriano in quello pur di Roma del G80. Per le lagrimevoli vicende de' tempi forse la sede il'Umana rest vedova del pastore sino a Cosma o Cosimo che
sottoscrisse
il

pienamente sicuro

di Costantino,
la

sinodo

romano

dell'

826,

vocaboli co' quali viene chiamata


sede,

sua

EpiscopusIIunintns. Servio
re

in quello pu-

due essendo Cnniixcanae e Canitiil Vogelthhe qualche |)roperisione di doversi leggere Camerano, corae
scnnai', che

romano deir8i3

si

firm Sergitis Usi

inanrnsis. Giuliano nell'HT)!


concilio di

trov nel

^oce

meno
la

straniera e

meno

discordante

berto, nel

Roma. Neil' 887 sedeva Ro967 fu al concilio di Ravenna

alla lezione degli

antichi codici, poicli

dopo
i

distruzione di

Numana
in

Umana
ci

ni.

Benedetto, nel 99(1 era ve>covo GiovanIVel o44 Guido si rec al sinodo di
I

vescovi spesso

dimoravano

Camera-

no dello anche Catuurano. Sebbene


riporti con critica erudizione
li,

mg.' Cari-

e parli della residenza falla da'vcscovi

anche a Castel Fidardo ov'era una casa episcopale, non convescoviene per Camerano, sia perch vi umnnesi sempre s'intitolaronod'UmaDa, sia perch la decadenza non fu estretalvolta a Recanati, ed
i

s. Leone IX convoc 3 adunanze vescovili contro simoniaci dal 10493! o5i, ivi fece ritorno almeno altra volta. Allora s. Pier Damiani lui conobbe ben diverso da quello che per in-

Roma,

e quaiulo

giuste e malevoli voci erasi figuralo, e rin-

cominciatogli rimbrotto voloutier cam-

bi
lo

in

elogio e venerazione, n^tW Optisco-'


a Ghislerio

XFI diretto

ve>covo d'Oparticolas.

ma, come

not di sopra,

sia

per credee sic-

simo, lodandolo come


re umilt e pazienza,

uomodi
etl

re non ancora esistente

Camerano;

erudito nelle

memorali vocaboli vi quello di Annsranat, che diversi spiegarono per Osimo, anche questa pu vantare la [)roIra'

come

Scritture e negli studi

dell' arti liberali.

Labilit d'essergli appartenuta, e vi pio

Del vescovo Guglielmo Irovtisi menzione in una bolla di Papa Vittore li a favore del vescovo di Teramo, in un decreto d
al

pende per congettura


"vescovo Ron)olosi ha

pii credibile.

Del

memoria
di

nella sen-

Papa Nicol 11 del 039, nella soscrizione diploma emanato nel 062 da Papa A1

tenza di Papa Vigilio, j)ronunziata nel

lessandro

li

a favore della cliieoa di Fosil

55 contro Teodoro
1

Cesarea,

il

cui ve-

sombioiie, e nel 1069 >ottosciisse


creto di
tal

de-

scovato pare inconiinciato in tempo anteriore. ^'el

Papa per

la

cons;igiazione di

553

liovasi

il

vescovo

Quod-

vulldeus che sottoscrisse in Costanlinopoli


il

li

Graziano vescovo di Ferrara. iMg.' Baridiscorre eruditamente d'una congettu-

famoso costituto

d detto

Papa Vifu

ra degli Annalisti Camaldolesi, che forse

gilio, e vivea nel

558 quando Umana

rovinata dal prolungalo terremoto e per


la

pi parte subbissata nel riiare.Grazioso

pu iguaidare anco Guglielmo. Fino al iG non si conoscono altri vescovi, e in quell'anno sedeva Ugo, del cui temporaI

48
le

U MA
n a'monaci
ti

U
di

INI

A
la
s. INIaria, co'dirit-

dominio nncoia d'Umana il Coliicci e altri riport un importante documento, di cui gi parlai. Si apprende da esso, che 8 delle pili cospicue famiglie d'Osimo a

Fonte A^'ellann [V.)

chiesa parrocchiale di

e adiacenze, situata nel

fondo di Lore-

to, che allora col territorio di Recannti

nome
go ed
ra,

del

comune

si

presentarono a

U-

apparteneva

alla diocesi

d'Umana. Sul do-

a'suoi canonici, e

donarono a

lui e

alla sua chiesa

un notabile
e in

tratto di tervi-

che

gli

osimani possedevano nelle


j

cinanze

d'Umana

ricambio

Ugo

cumento, dice Colucci, si volle abusare da alcuni severi critici per appoggiare i loro dubbi sulla prodigiosa traslazione della s. Casa, e contro le prove pii coavincenti osare di mostrare gi esistente
nel secolo

suoi canonici,

alla

presenza e di con-

senso dell'arciprete, dell'arcidiacono e del


primicerio, concessero agli osimani per

XII

la

chiesa di

s.

Maria
il

di

Losia

reto, quasich la
la

donata dal vescovo


s.

anni piena licenza di frequentare il porto e il lido d'Umana ed ivi fare qual-

99

medesima che racchiude


santuario della

celeberri-

mo

Casa. Ne'tanli luo-

siasi traffico,

senza alcun peso di gabella

ghi ove ragionai di esso narrai, che quel

o dazio;
ni
si

recassero ogni

condizione per che gli osimaanno processional-

fondo sparso
allori,

di lauri

si

nom\nh fnndus
la

Laureti, in sita nenioris, nel bosco degli

menle il giorno della festa di s. M'jria d'Umana a visitarne la cattedrale, ed a


pagare
al

Laurelum, donde prese


la detta chiesa,
il

denomiivi

nazione
rio

ed ora

sorge

vescovo ed a'canonici

il

tribu-

colla citt di Loreto

venerando santuaaltri lo
si

to di 3 libbre di denari. Si

convenne dalle

omonimo. Questo nome


la
s.

de-

due

multa dii5o libbre d'argento, contro chi ne alterasse o rompesse le condizioni, alle quali eransi obbligati con
parti la

dussero dal fondu ove perlai. 'volta


s
se

po-

Casa

di propriet della recanate-

giuramento. Nelii42
valid co'suoi canonici

lo stesso
il

Ugo con-

a posarsi sopra

concesso, col do-

Laureta o Loreta, donde part e and una vicina collina e da questa finalmente di nuovo part per fer,

cumento riprodotto eziandio da Colucci,


il

quale

rifer

pure quello da cui rilevain

marsi sull'altra adiacente collina, in cui rest, ne'diiitorni cio dell'antica parrocchia di

si,

che nel sinodo tenuto neh ii^5


Ili,

Fo-

ligno dal cardinal Giulio legato d'Euge-

nio
le,

quando ne consagr
altri vescovi vi

la

cattedra-

Maria in fundo Laureti, che s. Giordano avea donato al monastero delr/\vellana, il (jual celebre monastero fu
poi dato a'camaldolesi,ed ora trovasi nella diocesi di

furono presentati Anconitanus cum uno archidiacono, duobus praepositis, tribusahbatbus; liuinacon
uensis
ro^

Pergola (J-). U Colucci che


dal
t.

ricav

il

documento

8,p. 37, degli

cum archidiacono,

archipresbite-

/4nnal.CanaLd.yCou(\\.\t%V\ conclude sulla

va certamente
I

duobus nbbniibus. Siccome Ugo lenela cattedra umanese nel


e
l

miracolosa e portentosa traslazione delCasa, da un luogo ad un altro. Coiispi-

la s.

non vi ha notizia d'altro che avesse prima deli 179, cos probabile la congettura di Colucci che quegli sia il 142
,

citur enirn aedicula haec

adliodernam
,

deposita super nudani hutnuin

ctfiui-

nal legato che narra l'accennato.

vescovo indicato nella lettera del cardiAd ogni


Barili, la sede il'Uniana
in quell'anno. Neh 179 vescovo Giordano intervenne al conci1

modo, dice iiig.' non era vacante


il

damentis omnibus carens ad instar alle" rius sacrae Laurelanae aedis, in qua postrema cum restaurandum essel pavimentuni corani Episcopis a s. Sede deputatisi observalum fuit ipsam solo inhaerere sine alio supposilo fundanicnto,
qiiod wrani Iranslationem, simplicenique
dt'positioncm indtcat.
rileva,

lio

generale di Lateranolll; indi nel 193 Giordano coll'assenso de'suoi canonici, e coudocumcutoiiprodollodaColucci,do-

che

la

chiesa donala

Anche mg.' barili da Giordano

U
ngli Avellaiiili

A
di

U M A
erudita
cina
,

49

fu
il

argomento

con che mostr

avt^rio reintegralo

qiieslione fra

conte IMonnldo Leop;ir-

di sua stima.
la

Questa

si

concili pure nel-

di e

il

preposto Antonio Riccardi, e die

diocesi di

Camerino, coU'adempieie
1

io deplorai a le

Loreto. Chi vorr leggere


nel

tale ullicio. Infatti nel

33'j>
1'

desider l'ab-

Discussioni Laurei ane \ quello stam-

bate Rinaldo, che pur

adempisse con
s.

pate a

Lugano
di

i84

'

>

e la Critica po-

alcuni da Recanat pel monastero di

lemica
ze,

questo negli ninnali delle scienreligiose^ 1. 2, p. 34^i avr ben don1

de persuadersi clie dalla chiesa medesima nel fondo Laureti non consegue alcun {irgomento a sminuire la robustezza della pia, universale e dolcissima credenza,

Lorenzo in Doliolo. Gi in nome di Papa Onorio III avea Sanguino ammonicittadini to e poi scomunicalo nel 1222 di Macerala per aver distrutto il Poggio
i

o Castello
cesso
al

di Casale; e nel

228 avea con-

che

dalla Palestina fu trasmutala la

s.

nolaioTommasodaRecanalid'instituire nella sua patria un monastero di

Casa di Nostra Donna. Di pi il vescevoGiordano nel iiq5fu depulato dal'apa Celestino Illadennue una difTereiiza, tra A Itone vescovo diCamerino e Rlartino abitale

francescane in fundo Petret, e fu il monastero suburbano di s, Nicola verso la


porta
ing."^

INIariiKi.

Ne

riporta

il

documento
lui pidj1

Carili.

Col docimiento da

de'monaci camaldolesi
da Serra
il

di

s.

Elena

di

blicalo s'impara, chea' io aprile

2 3? gi

Jesi, non lungi

s.

Quirico, con doconser-

era nella sede umanese Giacomo, e couliene

cumento
vano
la

presso

Colucci. Questi aggiunci

ge, che gli Annalisti camaldolesi

nitana
di
s.

memoria che

descrive

la
s.

solenne

consagiazione della chiesa di

Croce di

nati. rai
i

Fonte Avellana, coU'intervento di Giordano e di altri 12 vescovi, seguita a'3 ai

qualche notizia della chiesa ancoe pose le fondamenta nel fondo Elia d'un monastero presso RecaIn quest'articolo e ad Osimo nardue rimarcabili avvenimenti succe,

duti nel vescovato di Giacomo, pe'quali


la diocesi
li

gostoi 197,
li

alla
s.

presenza clamino Genti-

d'Umana soggiacque a
di

notabi-

venerabili

Ronianae Ecclesiae lega-

cambiamenti

territoriali, sia colla se-

Neil 199 il canonico della cattedrale Sanguino o Sanguigno fu dichiaralo vescovo d' Umana, che sottoscrisse electus un accordo sulla controversia insorta tra lui e r abbate camaldolese di Val di Cato.

parazione

Recanati elevala a citt con

sede vescovile, in premio d'essersi unita


a'guelfi per difendere Gregorio

IX congran

tro le persecuzioni di Federico II

fautore de'ghibellini

sia coli'

unione di

stro,
s.

per

la

giurisdizione della chiesa di

Osimo
cesi

a Recanali, e porzione della dio-

Gio. Battista sul monte BuccOjOggi bordi

go

S.Giovanni presso Camerano, e non


scrisse Colucci.

ad Umana, che ne fece il Papa, pei' compenso di tal diminuzione di teiiitoosimani che seguivale parli

Colmurano come

La

de-

rio, in castigo degli

cisione dell' arcidiacono e dell' arciprete

no

dell'imperatore e del suo na-

d'Ancona,depulali dal caidinal Giovanni Colonna legalo, fu in favore della chiesa d'Umana; ma al vescovo si assotligliarono guadagni, onde gii si raccomand la mansueludine ne' modi. Il che fu quai

Enzio occupatori di molti luoghi Marca, dopo avere trasferito la cattedra in Recanati della soppressa diocesi d' Osimo. Queste disposizioni , Gregorio
turale
della

IX
la

in parte pot elfetluarle,

poich col,

si

preludio del severo

riui

provero fittodi

bolla
1

Rectae considcrationis
3, p.

de 22
ri-

gli nel

1233 da Gregorio IX,

disuma-

no

simoniaco mercato.
nell'istesso

Wa

pare esage-

maggio 24oj ^//. Roni.t. portata anche dal Calcagni


rie di

292,

nejle

Memo-

rata l'accusa fatta

perch

telar le ragioni del

conUo di lui al Papa, anno gli commise tumonastero di Val Fu-

Recanati j

(^i.\t%h

eresse in citt, la

chiesa in cattedrale e sede vescovile, di-

suembraudola dalla

diocesi

umanele.

YOL.

xxxui.

';<,

U M A
IX
se la cifl d'Osiin Vilei

U
ho
e
\\\

1\I

A
-

Diihilaiido Gregorio

legalo oposfolico nel

a Dinane cniniiiise Tesa11)6 a Persevallo vescovo crAiicona, ed aali abbati di s. Giovaimi di Pennorchiara e di s. Maria di Porto Novo, qua loia
ia
[-l

nio ern popoizionato com|)enso


lollo leiiiloiio,

277. Mor nel i'27f) sepolto in s, Maria de Gra


1

di del

suo ordine. Rest vacante


la

la

sede

sino al 1280, in cui Nicol 11!

provvi-

de con Bernardo canonico


trasferito a

di

Dagnorea,

Castro dello slesso slato pa-

credessero oppoi Inno di proporre l'asse-

pale prima deli28q. In rpiestogli successe ili. "gennaio fr. Geraldino o Glierardino minorit, al cui lempo Nicol IV reslilu a

gnazione ad Un);.ma anche


tra parie di

di (jiinli

he

al:

diocesi gi slata d' Ostino


coticesse al vescovo

intanto

il

Papa

d'U-

mana
le

continuare a percepire le rendidel territorio di Recanali. Dipoi Inno


di
1

Recanati il titolo di citt e la sede vescovile, disgiungendola da Umana, alla quale in compenso concesse 6000 fiorini d'

cenzo

,fpi;intoa(i Osinio,efiellnn

il

ri-

oro da pagarsi dal

comune

reca-

soluto dal predece>*sore, colla bolla Cuin


olit/

natese, e

neli2q6
i

il

rettore delia

Marca
da

^poslolcne Scflix
Jjt'ii- cil.,

de' i3

ollobre
0ii-

Durando cur che


Recanati

gli

fossero pagati
fiorini.

1247

p. 3

4,

privando

residuali

4oo

La con-

mo

nuovamente

della dignit vescovile e

sagrazionedi Geraldino segu


sgiunzione
bre
di

drvj)o la di-

assoggettandola ad

Umana, secondo
I

le di-

Recannti. cio a'2f) dicemdi

sposizioni di Gregorio IX.

corrispon-

1289 per mano

Nicol IV suo cor-

denti docnnenti pubblic ancora

mg.' Barili. Tutlavolla Papa Alessandro IV


invi nel 17.56 per
aniuinistraloie
di
fr.

religifiso

ra
lit<

che l'avea nominalo con lelleov' detto: Archidiaconu/; el Cnpilu-

EcclesiaeHiunnnnt. adelectioneni
ile

et

Giovanni Colonna arcivescovo

Messis.

posfiilaiioneni (tlquani

fiiUtro pnsfo-

na, cui successe nelT amministrazione

re in
(Jarn

Cenvennlo arcidiacono anconitano


la

per
ani-

eadtm Humaiiat. Ecclesia fncienprocedere non cnrarunt... Te Jhi-

cui mirabile piet e indole angelica atle

tutale

discordie, serenati tulli

gli

mauat.KcclesiaeKpi'^copnm praeficinius ad pasloreni el deinde consecrnlionis niu-

mi,

li

prepar

ta sede. Cos

scovati di

alla ricupera della perduprocederono le cose ne' veGiovanni 11 delisSa, e di fr.


i

ims

lili

noslris nianihiis soleniniterinipeti'


1

dinins. Nel

3o6 con

altri

vescovi conces-

se indulgenza all'altare della B.

Vergine

Avnolfo domenicano del iS/^,'ws\guepev


piet e dottrina. A suo tempo lornaln Osimo all'ubbidienza ponti (jcia, l\'ipn Urbano IV restitu ad essa la cattedra vescovile, colla bolla Becli slatt-ra juflicii,

eretto nella calledrale d'Ancona dal suo

vescovo Ungheri, e continuava a vivere


nel

i3i7, come

si

ha dal documenlo di

conti alto e vendila fra


raldino, pubblicato da

Abram uccio e Gemg. 'Barili. Senibra


in

le'iS

marzo 1264, Bull,

cit., p.

4 '4

*^

che morisse nel

322, ed
fr.

questo o nel
I

per

le istanze di Fr.

Arnolfo reintegi

la

i323

gli

successe

Pietro

francesca-

sua chiesa delle giurisdizioni spirituali e


rendite di Recanati,
il

no, che noi avanzato negli anni, colle do-

cui vescovnio reIl

vute facolt s'allontantrUmana, lasciandovi chi dovea farne


nel di lui nativo
le

st soppresso per allora.

vescovo nel

veci, e

si

ritir

I2()7 Irovossi in Bologna alla

2/

trasla-

zione del corpo di

s.

Don)enico fondatoi

ve co' suoi
vila,

frati

convento d'Ancona, docondusse il resto di sua


1

re del suo ordine, e nel

278
\\

concesse

ai
in

ch'ebbe fine nel 335, come

si

leg-

suoi coireligiosi di aprire

convento

ge neir iscrizione sepolcrale dalla chiesa


di
s.

Recanatl, secondo

il Calcagni, mentre il Leopardi asserisce the ci avea 1:1 Ito nel 1272, onde sar siala conferma come e-

I\]aiia IVbiggiore trasfeiila nell'atrio


Il

dell'ospedale.

suo

sigillo
il

esprime

la

D.

Vergine assisa che sostiene

divin Figlio,

sprimesi

il

Peiuzzi.Fareche.sin slato pure

ed inferioriDenle figiunio genutlcsso in

U MA
allo di pregare, colle parole intorno:
i^illiini
rili
i9(-

ti

IM

gli sostitu

Ugo

II,

ctii

nuovamente sur

Ep. Hunianae. Lo prova mg.' BaIl


il

e lo diceriitiico sigillo die conosca de'

rog ncli/^o?. Antonio II, che forse avea occupato in qualche legazione e forse trasferendo altrove

vescovi d'Oinoiin.
forn a rag.' jotI
LafFaelli

disegno del
eli.

sigillo lo

Ugo

II.

Neh4i3

preten-

marchese Filippo da Cingoli eruditissimo, che il

prelato giustaineiite loda rpial giovane di


molti studi e di f luste speranze, poich e-

deva Giovanni XXIII, eletto contro il le giltimo Papa Gregorio XII, di cacciarlo dalla sede unianale, tua Antonio II vi rest difeso

energicamenle dal senato d'AnI

gregiamente sa giovarsi e fa copia ad altri con animo cortese delle Marchiane memorie adunale per ogni parte dall'illustre suo avo Francesco Maria. Perla ricordata iscrizione non essendo certo che refV. Pietro I mor neh 338, secondo
i

cona, morendo poi nel 4'2'3t-GredeCoIucci

che

falsi

pastoii

abbiano contribuito al

deterioramento della chieda d'Umana, e che per la sua povert e stato di decadenza non potesse lungamente sussistere, per cui dovea essere soccorsa e ristaurata, o
unita ad altra;

gistri

Vaticani, per asserzione d'Ughelli,

ma

dal

Papa Martino

solo in tale

anno

si

conosce

il

successore

fu stimalo pi sano consiglio di unire e

Jjonincontro Tornei canonico d'Ancona,


il

quale penetrato dalle rovine

in cui gia-

scovile con quella

congiungere perpetuamente la sede vecontermine d'Ancona,

ceva

Umana

la

sua cattedrale diruta,


lettere a-

e l'esegu colla bolla /tr stijcnun'


jcstatix^ de'
i

ma-

otleiHie da

Papa rJenedello XII


il

9 ottobre

4*22, presso mg.'

posloliclie colle cpiali elarg

preniiodel-

Barili, p. XX.
cesi

Questi riferisce chela diodalla sommiti del


colli di

l'mdulgenze
la

a chi avesse contribuito al-

d'Umana

Coner

cominciata riedificazione, ignorandosi

discendeva a'minori

Massignano.
poi volge-

se l'impresa

ebbe

esito felice. Nel

3^3
il

fu

Di

procedeva

Cameraoo,

vescovo Simeone o Simone Marcellini ca

va a Castel Fidardo, e veniva a decanati,

nonico e cittadino d'Ancona, che


capitolo inutilmente
re,

patrio

quando questo ne
la

fece parle,terininan-

bram
il

suo pasto:

dosi col teiritoi'io di questa al

mare

pres-

come notai superiormente riconobbe nel comune di Sirolo privilegio di nominare


il

so

foce di Potenza.

Lo

Speciali, rispet-

tabile storico, vi un

anche Oiragna,quan-

parroco con l'approvazione del

vescovo. Gli successero

neh 363
II della
I

il

teolo-

tunque lontana, tna lealmente spetta alla diocesi d'Osimo. Negli ultimi tempi la
diocesi

go riminese
ria;

fr.
fr.

Silvestro de'servi di

MaIII

d'Umana

si

compose,oltre

la citt,

neli37Ji

Pietro

Scala an-

conitano; nel dicembre

383Giovanni
1

Fida rdo,Camerano,SiroloeMassignano; e le rendite erano cos diminuidi Castel

che poco
tonio
I

visse; nel

Trassati

385 fr. Anromano. Lo scisma che


gennaio

lacerava laChiesa universale, dall'antipa-

che non oltrepassavano 200 fiorini d'oAnche sminuite notabilmente erano quelle della sede d'Ancona, riferendo Bete

ro.

pa Clemente VII fu introdotto pure in quella d'Utiiana, poich nella sua catte
dra v'intruse nel
i

nedetto
il

XIV

nella Lettera, che

perci

vescovo Astorgio espose a Marti rm V,


la

386 Vincenzo

e succes-

che non avendo


l'entrata di
le

mensa
il

d'

Ancona che
quasua
la

sivamente
e poco

gli altri

pseudo-vescovi Pietro

4oo

fiorini d'oro, colla

dopo

nel

392 Domenico. Da
fr.

e>si

era impossibile

mantenere

come
gli

fu

travaglialo
II
1

pure Antonio

successe nel

Antonio I, lo fu canonico di Fabriano che 3q3, e continu ad essecollettore generanel Piceno. Piimosso nel

dignit colla dovuta decenza, e che

non

eccedendo
nio, la

1'

entrata della chiesa

d'

U-

uiana, di cui allora eri vescovo Anto-

re per qualche
le della
s.

tempo

somma di 200 floi ini


e

d'oro, saieble

Sede

be stato bene l'unire insieme


se

due chietane,

i4oo

dalla sede da Bonifacio IX, questi

d'Ancona

d'Umana, nane pr

52
po
li

UMA
cui
il

UM
dice, che sebbene

A.
il

ciodifferenclorefiellotlcirunioneal tem-

l'arsenale secondo

vescovo Anlonio o fosse mor-

primitivo progetto, di servire cio alla


costruzione di legni comuni mercantili,
era quasi compito, anzi eiansi puie
falli

to o trasferito al

governo d'altra chiesa.

Martino

esegu runione colla precettii

va condizione, che Asiorgio e successori dovessero unire al titolo di vescovo di

due squeri; tuttavia per

la

costruzione in-

trapresa da alcune societ anconitane de*

Ancona l'altro di vescovo d'Umana. Antonio III mor nello slesso i4'J 2, cos la chiesa d' Ancona fu illustrata con l'unione
d'altra diocesi, con incremento di gloria
ecclesiastica, avendola dichiarata il Compagnoni la primogenita del Piceno che venne alla fede evangelica. Nella civile la

due nominati grandissimi


tri

legni,

essen-

dosi quindi proposto di fabbricarne al-

anco pi grandi,

si

ritiene
di

che perci

l'arsetiale

avr bisogno
i

maggior esten-

sione,e per varare delti legni in costruzio-

nobilissima

Ancona

[F.) era gi

la

pi

antica metropoli del Piceno,

mentre un

tempo se lo fu Ravcina {F.), forse lo era come regionaria. Celebrata opulentissima


anche per la sua fortezza rinomala e anticamente denominata Piocca Papale. Situata in amenissima e ottima situazione pel commercio,ha il migliore Porto Pontifcio [F.) sull'Adriatico. In tale articolo e in quello del Tevere parlai dell'unione o comunicazione dei duemari AdriaticoeMediterraneoa mezzo d'una iS'^/v/r/<7ytwrt/(7, nella linea d'Ancona aLi vorno porto della Toscana jmGUe potentissima

dovranno ingrandire gli squeri fatti).lmperocch,osserva il medesimo Giornale, il maggior naviglio mercantile della marina napoletana non conta pi di geo tonnellate. Cos Ancona diviene il
ne
si

porlo della

citt capitale.
il

Asiorgio Jgnensi napoletano fu

primo vescovo che assunse il titolo delle due chiese d'Ancona e d' Umana, intitolandosi come si ha da diversi tuouumenti: Astorgius Dei et Jpostolicae Sedis gratia. Episcopus Anconilanns ci U' manae. Insieme eoo s. Giacomo deliaJVIarca fu fallo inquisitore contro
gli

eretici

Fraticelli, indi commissario della Chiesa

tre della linea telegrafica di congiunzio-

tale nel

romana e tesoriere generale, e come 14^7 forz que'di Monticelli a pai

ne ad Ancona riparlai nel


p.
I

voi.

LXXIV,

gaie

tributi e le gabelle ;dla

s.

Sede.

Qua-

63;edel tribunale d'appello per lecose commerciali di cui la reinlegiFioV'IlI


di Cingoli,
p.
ri
1

le Z'c'.9ori'V/rg'f/a"r<7/r noi riportai in quel-

ne

feci

parola nel voi.

LXXX,

49- Quanto al novero dc'consoli esteche vi risiedono, lo riportai nel voi.


p.

seguendo il Vitali, e leggendolo neW&SeriesRectorvjn AncnrtitanaeMarchiae del Leopardi, soltanto Thesaural'articolo


riiis\e\

i^i^ene.\ 4^6-3
1

Giihernalor.

XVII,

5o. Della ferrovia decretata da

Roma
tri

a Bologna per Ancona, riparler a Universit artistiche, col riferire al-

Quel 7 hesaurai'iiis generalis che si legge nella Lettera d Benedetto XIT, pare riferibile alla Dlarchiae, di cui in essa
si

cenni sul memorabile tagliodeiristmo

legge anche Locam-lenen.<!


nel

di Suez,

che produrr anche

al

porlo di

D. Nostro. Eugenio IV
sfer a

pr SS. i43G lo tra-

Ancona immensi vantaggi commerciali, pel quale nel i8d6 fu compito il bello e magnifico arsenale (conie lo chiama il Giornale di Roma del iBSy a p. 3i8), ordinalo da Gregorio XVI, come poi riferir, e (love sono in costruzione due piigrandi navigli di commercio costruiti in Italia, uno di 5oo Umnellale, l'altro di 1000, vapore ad elice (per cui si
i
i

Benevento, e Nicol

dinale:

morto
s.

Chiesa d
stro,

V lo cre carRoma fu sepolto nella Maria .-opra 3Iiiena, in


in

elegante mausoleo poi Irasferilonel chio-

come

rilevai in tale articolo.

li

suc-

cesse traslalo da

Segna,
e
d;i

non da Segni

dello stato pontificio, Giovanni

de iJoVisse

Albe dotto poco, onde nel 14^7


niinis d'

virtuoso.

Forl

vi fu tra-

U
sferito

53

Giovanni VI
pei- le

Caffarelli nobilero-

luanu,

j>iegato in

sue egregie quuiil fu imgravissimi alFari della s. Sede,

morendo

gli fu soslituito

nel i^Go. In (|uesto Agapito Rustici Cenci nobile romano, gi cunonico Vaticano e udilore di Rota, profondo giureconsulto e
in

Roma

con detare. La creto de'29 agosto 179'), confermato da altro de'2 settembre, con autorit di Pio VI ne riconobbe il culto immemorabile col titolo di beato, col quale veniva chiamato, massime dopoch nel i52g a sua
congregazione de's. Riti
inteicessione cess
la

peslij nella citt;

chiaro letterato. Al suo tempo fu ricevuta

concesse al capitolo Vaticano ed alle diocesi

solennetaeute in Ancona
s.

la tesla del-

d'Ancona

l'apostolo

Andrea, poi
II

trasferita in

ma e da

Pio

collocata nella basilica

RoVa-

uffizio e

e Siena la facolt di farne messa col rito doppio minore

a'2 settembre. Nello stesso annoi


il

4^4 ^'e-

che narrai nel voi. LV, p. 262. Il Papa di lui amicissimo, co(ne si legge in Marini negli Archiatri, t. 2, p. iSy, encon il vescovo ue'suoi Co/iiticana, nel

modo

gnamente gli successe nobile anconitano Benincasa de'Benincasi gi canonico


Vaticano, nel cui vescovato agli esistenti

carmelitani fu concessa

la

chiesa di

s.

mcntdri, atico
traslazione.

quci\e elegante poeta, e per-

Maria in cunctis, che


aggiunsero
to, essi
il

rif ibbricarono e vi
gli

ci gl'ingiunse di

comporre l'inno di tale Avendolo trasferito neh 463 a Camerino, nomin Pio II in sua vece il
b.
la

convento, e per aver

an-

ziani contribuito al

compimento

del tet-

imposero

a'frati doverli

ogni an-

Antonio deconli Fatatid'Ancona, delcui cattedrale era slato canonico e ar-

no
di
in

invitare alla messa cantata e donarli

ciprete;
silica

da Nicol V fatto vicario della baVaticana nello spirituale e tempodi essa colla ritenzione del

5 paia di piccioni. Nel 1492 approd Ancona l'ambasciatore di Bajazet II


(/^.)

sultano di Turchia, co'sagri donativi per

rale,

canonico

Innocenzo Vili, della sagra Lancia che


la
s.

vicarialo, chierico di
della

camera

e tesoriere

trafisse

il

costato del Redentore, del-

Marca, e di essa ripetutamente luogotenenle o governatore, e nel i45o vescovo di Teramo, dalia cui sede in questa
fu trasferito.
Il

Sponga

[P.) e della

s.

Canna

[f^.)

santificate nella sua Passione, e tuttofa

portato in solenne processione per


t

la cit-

Papa Pio

11

inoltre io as-

segn per vicario e vescovo suffraganeo del proprio nipote cardinal Todeschini
Piccolomini, poi iP/o ///, vato
di
iell'arci
le

con indulgenza plenaria a chi v'intervenne. Riferiscono gli scrittori anconita-

vesco-

che l'ambasciatore Chamisbuerch o Mustaf (alloggiato prima nel palazzo del


ni,

Siena, ove esercit

funzioni e-

conte Liverotio Ferretti e poi nella casa

piscopali,

non essendo
le

il

cardinale neppur

d'Antongiacomo Marcellini come pi


riosa),

a-

Sacerdote; e lo dichiar collettore e

comEin

grato alle cortesie ricevute dagli


,

missario per

decime
la

di tutta Italia.

anconitani

lasci loro la
si

punta della
le

s.

lesse in collegiata
di
s.

chiesa parrocchiale
s.

Lancia che

venera tra

preziose

ss.

Maria del Caimelo, oggi


il

Maria

Reliquie di cui doviziosa la cattedrale.

Piazza, istituendovi
nonici,

preposto con

ca-

Ma
gi

in tale articolo notai

che anco Pari-

aumentati a 12 dalla piet della contessa Camilla Ferretti. Di santa vita, modello de'pastori santific e benefic il suo clero e il suo popolo. A'9 gennaio i4<>4 ripos nel Signore, che glorific il suo servo con copia di miracoli, ecol far,

vanta di possedere la cuspide del sa-

1! p. Civalli parlando de'corpl che si venerano nella cattedrale di Ancona, dice pure dell'Evaogelario di s. Marcellino, d'uns. Chiodo e d'una s. Spina di Gesi Cristo, della testa dis. Giaco-

gro ferro.
santi

lo trovare

4^

anni dopo incorrotto e col-

mo Minore, del
di
s.

meraviglioso piede destro


s.

le vesti illese, e si

venera nella confessio-

Anna,

dello stupendo braccio di


di

ne di

s.

Cuiaco

nel proprio e nobile al-

Antonio abbate in atto

benedire, e del"

54
la

U
i

A
S. sulla qua-

UM A
card, patria benefcio /ncoiiitanits Prae-^
sid.-'

Tunica iucoasiUilcdi y.
pielali della

ledisputaruiio

Marca
s.

in oc-

Nainque

is

egregiae iudolisy

et elc-

casioneileir.li rivo in
eia.
li
i

A ncoiia della

Lati-

ganlis liUeralnrae juvenis fatornin prl-

Dice the questa

fu incontrata

da lui-

tmim

acerbilatein Unte experlus est, citni


vesti'
tit

vescovi delia provincia, con

una mei-

repentino de coelo taclus fulmine

litudiuegiaiidissiija di religiosi, e con so-

mentis ab co incensis,

ila territiis est,

lenne

pompa e

allegrezza di spirilo fu pors.

tata per la citt e deposta in

Ciriaco,
di-

finch non venne recala in

Roma. La

paruni abfuerit.quin exliiiguerelur;paulo post pestilcnlia dia correplus , quae cuni Adriano I I advecta Romam in\'a.y;7

sputa ebbe per argoiuento:QuaI reliquia

(vi

entr a'?.q agosto 1 5^3), //<7'sw/o-

omeujuriadel Salvatore fosse pi preziosa e degna di maggior onore, o la Laiida o la Tonaca. Nel 1842 fu pubblicaCatalogo delle ss. Relilo in Ancona (juieche si conservano nel santuario di s. Ciriaco, ( atlcdralc d\4ncona,ec.^c\ 5o2 divenne vescovo l'altro anconitano
:

di in contagiane fieri solet,

clienlibus

omnibus derelictns, unius Benedi e li fenqid mine sacerdos Card. tris germani e5/(poi nel i53i legato della IMarca e rie.

dificalore della fortezza d'Ancona, o nieglio costru

un grande
s.

e solido bastione

sulla chiesa di

Spirito, demolita perci


civici

Giovanni VII Sacco de'conti Cortesi signori di Sirolo ove nacque (dice mg. "^Barili che distretti anticamente si dissero
i

e spianata;

epoca turbolenta pe'

trambusti originali dalla ricordata

pr va-

zione de'privilegi alla citt), ope et offici suslenlatus^qnipietatem erga fralreni,


nnillis

C/"/t',<r,

ed

in
t-

Sirolo
sero
il

dominarono

conti

rurali che pi

nome

di Cortesi), ar-

i;ivescovo di Kagusi, chiesa che ritenne,

sus,

ab hi ne stculis raiissiniani profesduni ejus niorbum suis ipsemelnta-

Cede a'canonici
bazia di
s.

regolari Lateranensi l'ab-

nibus curai, cibum minislrat , idceribus

Giovanni in Pennocchiara, di cui era abbate comnieudatario, j)er averla abbandonala n)onaci. IMor in Roma nel i5o5 e fu sepolto in s. Onofrio con
i

medetur, eadem ipse quoque inox peste


contactnsnunqiianiahsterreri poiut.quin

opera/n illi assiduani na^'arel, Francisco precibus idenlideni deposcente, ut abslineret, vilaeque ille

iscrizione riportata dall'Ughelli, in cui

suae parceret,quan-

celebralo per virt e dottrina,


g'

come per

do

ipse oinneni salutis

spem

ab/ecissel;

incarichi

sostenuti sotto

Innocenzo

sacvienteauteinniorbo paucorum dieruni


intervallo peremptus^mngna^quac de pro-

Alessandro VI e Giulio li, di datanunzio in Francia, governatore di Bologna e R^omagiia. bi detto anno gli sueV
III,

rio,

fectu ejus excitata erat, spes

eum cum

0-

ces.se

il

celebre fiorentino Pietro HI Ac-

colti
glia

Oliando d'Arezzo, d'una fami('/^'.J rinomala per illustri letterati, dotto uditore di Rota, che nel 5i elevalo alla porpora fu comunemente chiamato il cardinal d' Ancona. Nel 5i4 a'Gaprde, secondo gli atti concistoriali, per sua ras1

inniam nioerore ftfellil.Viive che Francescoli non sia stalo vescovo d'Ancona fino alla morie, [)oich gli si d dall'ab. Cappelletti a successore,

Ridolf,

secondola SloriaAeX Rufino Lupaio francescano di Padova e morto neh 522. Il Peruzzi poi propende a credere che Pietro III Accolfi.
li

cess d'essere vescovo d'

Ancona

nel

segna
ste

gli

successe

il

nipote Francesco

li

Accolti furenlino,

morto

in
il

Pvoma

di pe-

neh 52 3.

Scrisse di lui

contcnporaliUcratoruni

neo Pierio Valeriano,


infelicitale.

De

An

non, inqnani, inter cala-

niilosae sorli\ hoinincs

adnvvicrandus
,

i5o6, perch in tale anno registr il celebie maestro di ceremonie nel suo Diario ISerius de Accollis, auditor Rotae, cpiscopus Anconilanus PP. A me pare, che forse il Neri sar slato un tempo vescovo d'Ancona [)er temporanea ccssio:

eam

est

Fianciscus AccolUus

Petti

ne di Pielro

III, forse

suo parente, che

U
secondo
a
tal

A
la

U
sere arcivescovo di
sede, poi
la ri-

5)

la

disciplina del Regresso (^.),


gli

condizione

cede

Ravenna, chiesa che probabilmente rinunzi a! nipote mentre


era suo condiutore nella sede ravennate.
Rlg.' IJarili a p.

pjese e rassegn definiti vamenleal nipote


Fiiincesco
sei
11.

Intanto fpnr

le

seguenti os-

84

riferisce

vazioni. Nel Bernino, Il Iribunalf dels.

mialo Peruzzi

Ira Pietro 111 e

che 1' encoFrancesco

la

Rotti,

non trovo menzione

del iMeri

Accolti uditurdi Rota, e quello


i'imaical)ile
,

che pi

II inlrameise un altro Accolti Nereo di nome, dali Toj ali:ji4, ma ignorarsi le

neppme

nel catalogo degli

opere
cesco
I

dell'ulllcio pastorale, cos


li.

ili

FranIli

f-V/(Vo/v<^///?o/rt

coni pi lato dalCan tei mag-

Sapersi per che Pietro

nel

gi e dal
ila

Bianco, e di recente riprodotto

G. Bondini gi segreto di Rola. Pied'Ancona a'5 aprilei5o5 da Giulio il, il rpialea* io inartro III fu fatto vescovo

promosse un chierico a beneficiato della diocesi d'Ancona, che nel )i5 eragli succeduto Francesco II ; ma una
51
1

concessione fatta dallo zio

il

r.

ottobre

zoiSii

lo

cre cardinale, onde voigaril

i5i8 prova che anco


rap[)rovarla ne
fa

allora continuava

nienle fu deilo
notissimo che
i

cardinal
la

d' Ancona. Va

nell'autorit episcopale, che

Leone
il

X nelcard.

cardinali talvolta venne-

comuni

autori

ro chiamali o presero

denominazione,

Pietro e Francesco eletto Anconitano, per


cui

invece del cognonie,(lal vescovato che go-

non avea ricevuta ancora


il

la

consa-

vernavano mentre furono aggregati al senato apostolico. Quindi scegli nel 5o6 avea rinunzia toc poiera passalo ad altre sedi, com' verosimile che retroallivamen1

grazione e pare che

nipote fosse (|uasi

coadiutore dello

E che il cardinal Piemaniera finoali')23, anno della morte di Francesco, si deduzio.

tro prosegu in tal

le

si

noninase col

nome

del vescovato

cedalla scheda delcardinal Garam|)i trutta

temilo pochi mesi e indi rassegnato?


se
si

Che

dagli archivi pontificii

523 Baldui-

ammette che la rassegna segu nel l5i4ein fiivoredel nipote Francesco il, uou vi questione sulla regolarit della
nomenclatura antonomaslica
d' Ancona.
Il

ncttus de Bidduinellis fitepiscopus

An-

\
,

cardinal

critico Cardella

Memorie

storiche de'Cardinali, dice di Pietro Accolti.

Nel

i5o5
i

fu consagrato vescovo di
1

Ancona, e nel 5 crealo cardinale. Dopo q anni rinunzi il vescovato d Ancona al nipote Francesco, e 1' Ughelli riferisce altrettanto. Da Giulio 11 ebbe Pietro pure l'amministrazione di Cadice; {\a Leone X nel i5i 5 quella d'Arra^, che rinunzi dopo 8 anni, nel iSiy fpielk) di M.iillezais, e tla Clemente VII nel 524 l'arcivescovato di Ravenna, che dopo due
i i

conae per cessioneni Cardinatis Anconitani. Perci riflette mg."^ Barili, non poteva cedere la giurisdizione, se gi qualche anno innanzi l'avesse lasciala ad altri. Nel 5x3 dunque divenne vescovo d'Ancona Baldui netto de Baldui netti o Baldo Vinetti nobile fiorentino e nato da una sorella
I

(li

Pietro

II,

sagace e lettera lo, lodalo pa-

store.zelanlissimodel di vin culto, nel i526


istitu la

siabih
lo di

527 riaument e tpitodue canonioi onorari neh 53 5. Abdignit di preposto, nel


primicerio, e
1

il

il

bell la cattedrale, e nel

53(3 fece fare al-

cuni banconi di noce, intarsiati vagamente a

fiorami pel coro de'canonici, ponenl'iscrizione:

mesi rassegn
ti,

al

nipote Benedetto Accolil

dovi

floc opusfecit fieri Bai-

poi cardinale, e invece assunse


di

go-

donivellus deBaldonivettis EpiscopuiAii-

verno della chiesa


to
I

Cremona

gi tenu-

conacel Umanae,dictaegue UnianieConies siiis suniptibus

da Benedetto, ed a cui lo rassegn nel 529. Avverte per cuH'Aiundesi, che di


l'ielru ritenne l'amministrazioalla

MDXXXf^l.
1

Dissi

gi con mg."^ Barili, che nel


ui vello

Ravenna
ne fino
forse fu

cominci a

dirsi

533 BaldoConte d'Umana,


le

morte; e che inoltre Pietro vescovo di Creuiona pri:na d'es-

e ({ui

con esso ne aggiunger

relative

nozioni.

Apparteneva

al

vescovato d'An-

56
cona
la

UM

A
e(l

U
Ancona,
cos'i

!M

A
aclemplsfiero la

economica nei' un semestre di ciascnnonnoinGalligiiaiio, e ivi gli appartenevano pure altuni campi. Quindi Ealdoiiivelto Epigimisdirioim politica

in

Umana

Tale costumanza erasi intrapresa ne'prirni tempi lei congiungimento delle duechiese; rpiando poi
ceiemonia
del possesso.
i

scopus Anconne
pr()jio!-eal

et

Ilinnanae, neh 532

vescovi tennero per pochi anni in


gli

Umail

cardinal Benedetto Accolli le-

na

onori e

privilegi, de'qunli

co-

gato

(Iella

Marca,
i

di

permutale l'una
i

e gli

altii co'diritti e

redditi, ed

tenimenli

ninne d'Ancona era stalo spogliato, il possesso riguardi) specialmente la contea. Di

li'eran venuti alla

camera

ap()Stolica,dac-

nuovo

si

condusse all'indole appieno cene sono esempi del 1616

cile s'invalidarono tulle le francliigie e le

clesiaslica, e ve

Idieit anconitane; e se fosse

d'uopo per

edel 1622 di possessi presi egualmente nel

l)en eguagliale le ragioni, egli vi apporrei)-

duomo

di

s.

Ciriaco d'Ancona e nella par-

bedi vaiit;)ggio63o

fiorini,

che avea conin

rocchia di

s.
1

Giovanni d'Umana. Nel


in

voi.

trihuito ni ]\Tonte de'Merili. llcaidinale

XXXII,
ci, dissi

p.

5o, parlando degl'Ilalo-Gre-

dcpul l'abbatedi
chiara e
il

s.

Giovanni
s.

Peiinoc-

con altre notizie, che


s.

Ancona

priore di

delia proposta, ed essi

Marco a giudicar neh 533 sentenziaovvedea con ginvescovo e della


se ne

la

chiesa latina di

Anna

fu

data alia co-

rono che
-sta

la

medesima
a'

pi

Ionia greca da Clemente VII, e qui aggiungo col breve Kx injnncio, del 53
1
1

\icenda

all'ulilit del

Bull. Pont, de
1,

P/'O/;. //V/r,
i
i

Appendix,
'j

t.

camera, onde

22 gennaio

rog

p.
,

50; ed

ivi a p.

la

bolla di fao-

l'atio solenne nel palazzo del

governo; e
si

\o^

Ex debito PastoraUs,i\e

settem-

nel giorno stesso nell'ejiisc.opio

rogan-

che un altro atto, col quale Baldonivello commise l'udicio di suo procuvaloie per
entrare nel possesso
rio Calisto

bre 1G06: Jgitsii'nmusPonfifexde ecclesia s. J\l arine ad poitani Cypriananurbis JiiroiiiCnnae, giiae

graecos mercato

d'Umana

al

primice-

res Clemcits I

II dounverat.

poich

Padano da
solo

Visso, che fu ansi

parlo degli orientali, ricordcichenel voi.


LI, p. 323, feci parola della ch:e>a di s. G egoiiollluminatore degli armeni,edelle

co vicario generale; e nel commetterlo

nomin non
Aiiconae
ijne
et

come prima, Episcopus

Ilwanae )

ma inoltre f/(C/^e-

Huinanae Comes. Baldonivello adunque prese questo titolo, quando in detto giorno ottenne la signoria d'Umana,
il

monache armene d' Ancona. Queste mouache benedettine ripsimiane, cos delle
s.

dalla nomatissima

Ripsima vergine e
in principio in

marliie dell'Armenia,

ven-

mentre prima era adatto sconosciuto


contea

titolo della

la al

vescovod'Ancona

d'Umana ora aggi une Umana, che Bai-

donivetlo successivamente us in diversi


ani.

Questa consuetudine prosegu seb-

bene

la signoria d'Umana litorn al comune d'Ancona, ed a buon di ri! lo, perch

ritorn per un patto concordalo tra

il

co-

nume e
n

il

vescovo, ove n questi promise

Ancona; indi si tiasferiiono a Loreto, nel 1787 a Castel Fidardo e nnalmente tornarono in Ancona nel 838. Ivi ebbero prima la chicsa di s. Anastasia della nazione armena, poi alcune case a s. Girolamo colla chiesa di s. Gregorio Illuminatore, e per ultimo la chiesa e monastero di s. Bartolomeo, gi delle cancjnichessc Lateranensi , che
nero nel
l

'jGG da

Smirne

l'altro richiese

che cessasse

il

titolo di

intitolarono de'ss.BartolomeoeGieijorio

conte. L'accurato mg."^ Barili nelle sue


diligenti ricerchesul tilolo portatoda've-

Illuminatore.
fcssoic
7

scovi
[)0

d'Ancona

d'Umana, per un lem1

Sono assistite da un couarmeno, ed osservano negli ulldivini il ilo armeno. IMorto nel 538
1

cessalo, cio dai

(iy 1

ah

'j

/^

j yiWcc
la

che
co-

Baldonivello, Piipa Pacalo

III

nomin amil

insieme col titolo dov pur cessare

miui^lialore per

(i

mesi del vescovato

stumanza che

nuovi vescovi, come in

[uopi

io

nipote carilinal Alcssamlro Far-

U
slu,

A
vi si

U MA
rec
a'
1

57
il

m'se[V.) romano, die

2 ago

coliegiala e seminai

io,

e portare

vesco-

ma

a'
il

i5 novembre cess
l'apa

di essei Io,

vo

il

titolo
si

eli

conio d'Umana,

come e megi sua se-

nomin a vescovo il suo adne GirolamoGianderoni o GlanderopeicU


ni sanese arcivescovo d'Aiualli, lasciando

gliu
ni.

legge nell'anconitano can. Saraciiisto

Ma

prefer

Fermo

de vescovile e capo della iMarca Fermana, e l'elev a metropoli ecclesiastica coti


sull'i

pero

la

sede di Massa Marittima, che fu


sue-

conferita al cardinale, pastore encomiato

aganei. Indi nello stesso


d'

585 nomij.

per probit e prudenza. Nel i55o


ce.s.Ne

gli

n vescovo

.Ancona Carlo Conti (f^.)


cui

clie

Gio. Matteo de Luccliis bolognese, neli55G iraslalo a Tropea gli fu soil

lonianode'duclii di Poli, nel iGo


inente Vili creato cardiniile,
al

daClelem-

stiluilo

fratello

Vincenzo, piOjgiuslOjCa-

ritatevole e virtuoso, di cui gi parlai: in-

pofu eretto dal comuiie.colla cooperazione del vescovo, il monastero dis. l'alazia,
the ne'primordi del corrente secolo soggiactpie nella generale so[)()ressione.

tervenne
i

ai

concilio di
il

Trento

secondo

suoi decreti istitu

seminario, poi chia1

Di

niatodis. CarloCorromeo; da Pio

de-

pi

il

carilinale contribu alla fdndazio-

pnlalo commissario apostolico ad obblirecanatesi a reslilnire alla s. Casa gare


i

ne del coiiNcrvalorio delle penitenti, beiielc la cattedrale, e

introdusse nella

cil-

LorctOy energicaiuenle

l'esegu.

Mor

ai

gesuiti che in felice posizione vi eresil

24

febbraio

585

in

Ancona

e fu sepolto

sero un collegio,

cjuaie in

uno

alla eie-

nella cattedrale, con iscrizione riportata

gante e ricca chiesa del Gesi, Clemente

da Ughelii e da Benedetto XIV in [arICjOvesi \ei^^e: Episcopus Anconacelllu-

XIV

die al seminario tuttora

ivi diirio-

rante. Perci

ClemenleXlV eman il

bre-

nuovo amuiinislralore il cardinal Alessandi-o Fare', e siccome non fu notato da altri, mg.
///<7<7e.

Per breve tempo

fu di

ve IVnper pio parie, de'26 aprile 1774 Bull, lloin. coni. t. 4 p- 697: Con/Irmaiio conccssionis ecclesiae, donioruni, bi~
bliofhccae,

Carili a p.

tanto

il

55 ne riport le prove. Fralgran maichegiano Sisto V voiennella

aUarnn.que
civilalis

reriini

jain spe-

ctanlinni
talls

ad collcgiuni

xuppressac socie'
Stiiniiiario
s.

do erigere
gli

Marca un arcivescovato,
e

Jcsu

Anconae

anconitani lo supplicarono a promuo-

diclae civilalis faclae.

tradizione che

vervi la sede

d'Ancona
i

d'Umana,

rap-

Ignazio co'suoi compagni abit una casa


posta dietro
la

presentandone singolari pregi


ci

ecclesiasti-

chiesa del Ges, attaccata

e quelli civili della cill, Ira'quali dela

alla pia casa detta degli Esercizi. L'asso

per

nominarsi
la

regione

Marca

d'Aiiconaj
al

remolissima antichit della fondaziola

ne d'Ancona;
fedelissima, e

sua divozione
la

princi-

pato de'Papi, che perci


le

chiamarono
di privi-

Ancona, nel recarsi da Venezia a Roma, s. F'rancesco Saverio con 9 compagni pare gesuiti. Morto il cardinale nel dicembreiGi 5, nel seguente gennaio occup la
atledra
il

furono larghi

cardinal Giulio

6'ave///(/^^'.)

no-

legi; l'onorevoli relazioni

avute co'sovra-

bilissimo rooiano,

ma

vi

fece rara resiilea-

ni
ci

d'Europa, come cogl'iinperatori grere d'Ungheria; il numeroso novei

za, occupalo
ziuneH.li

in altri all'ari

e nella legagli

Dologna.
unito

Dopo 6
al

anni

succesil

ro d'iiluslri che vi fiorirono;


re
il

il

possedfii-

se (nella biografia per fallo tipografico

collegio di dottori di legge, con

numero
pur
dissi

dice i6, poich ivi

colla di crearne altri, istituito da

Pio

IV
;

neh 5G2; l'esser assai popolala

e ricca,con

vescovo
patrizio

di

che poi neliGSo divenne arciSalerno) nel 1622 Luigi Gallo

distretto di molti castelli popolalissimi

abbondante di parrocchie e case religiose d'ambo sessi , con cattedrale doviziosa


i

nunzio
nato

in

d'Osimo, che Urbano Vili invi Savoia in diHicili tempi. Tor^


sua chiesa santamente l'auunir

alla

di corpi santi e di altre insigni reliquie,

nislijrcslauiiacaltedralc,accrebbeijli

5lS

ma
X
estinti crociferi deli

U MA
niuzia elle usavano
,

jiliinni perch a sue istanze Innocenzo


ili
1

l'insegne canonicali

melilo le rendile del seminario con buoin A ncoiin

del rocchetto e della cappa


la niozzelta

magna

e del-

na parte tie'beni degli


la citt; introtliisse
i

paonazza, e quasi rifabbric


episcopio, ove
i

filippini e

e abbeUi

l'

benignamente
,

carmelitani scalzi, fond rorfanolrolo,

alloggiava
galleria

missionari a[)ostolici
i

nella

visit

volte la diocesi, e tenne

sinodi

(lioces.'ini

ne'qnali s'intitola soltanto ve-

ove fece dipingere ritraiti dei suoi predecessori e pose in fondo il busto
d'Innocenzo XII. Nelle pareti deirepisco|>io

Ancona e conte d Umana, Episcopus Anconllanns et ITumanae. Comet,


.scovo d

fece

pure colorire

luoghi e parrocla sua Bologna ov'era-

ed altrettanto
blcnle
di
s.

si

legge nell'epigrafe esi-

chie della diocesi. Laborioso nell'episcopale ministero, edificantissimo per

siill.i

porta n)aggiure della chiesa


ricordata sua consagrazio-

Pietro degli eremiti can);ildolesi, che


la

esem[lare vita, mori


si

in

rammenta
tie

recato in lettiga per ricuperare


1

l'alFraii-

da

lui eseguita.

Morto

nel
il

iDuiato nella cattedrale fra

16)7 e tucompianto
1

ta salute nel

709;
il

tu

tumulato

in

s.

Do-

di tulli, rest vacante la sede sino al

664-

In quello o nel 66G,


1

come vogliono Coil

cuore alla sua cattedrale, ove fu posto con onorifica la pitie, altra collocandone il comune nella sa-

menico, lasciando

leli

e Cardella, gli fu sostituito

nipote

cardinal Giannicol Conti

i^l .),

che nel

1674 tenne
le
s'

il

sinodo diocesano, nel quaet

intitol

Episcopus AiicoiiiLauus
1

Ilumaiiae Comes. Accolse nel 667 l'ar civescovn di Ragusi fuggilo per l'orrihile terremoto con 64 o 74 aionaclie, delle quali solo 55 approdarono in Ancona, dal
cardinale collocate
in
s.

Uagione con magnicausa pel buon odore che lasci di sue eroiche virt, non venne proseguita forse per la morte del fratello che l'avea domanla

del palazzo della

fico e giusto elogio, introdottasi la

data.

braio

Degnamente gli successe a' 19 feb1710 l'arcivescovo di Tarso Gio.

Battista Bussi {^r.) nobiledi Viterbo, colla

Sebastiano delle

ritenzione del titolo arcivescovile, creaI

cappuccine, nel monastero che per esse

lo nel

3 cardinale; zelante vescovo ot-

da lui si stava fabbricando, e vi restarono sino a' 7 novembre in cui partirono pf^rentiarea Slagno di Llagtisi in ui\ con\eiito slato gi de' minori osservanti. 11
cardinale passalo al vescovato suburbicario di Sabina, ritenue in amministrazio-

tenne da Benedetto XIII a favore del se-

minario
zio del

le

rendite del soppresso sodalillosario,


il

ss.

cui oratorio fu conil

cesso a' domenicani, e celebr

sinodo.
il

Per

le

sue molteplici benemerenze


in detta aula fece

co-

mune
elligie

dipingere

la

sua
la

ne

la

e fu sepolto nel

sede d'Ancona, ove mori nel 1698 duomo, lasciando la bi-

con onorevole

iscrizione,

dopo

sua morte avvenuta in


de[)osto in

blioteca al seminario che avea benefica-

anche vivendo, .\' 4 g^'unaio 1699, secondo Novaes, Papa Innocenzo KM cre vescovo d'.Ancona e cardinale (h qual 2.' dignit il Cardella la dice conferita a'i4 novembre, e il Coleti ritarda il vescovato a' 3 fijhbraio 1700), iMarcello \\' Aste
lo
1

detto XI

li

T726, s. Maria in Trastevere. Beneii'20 gennaio! 727 (come legnel

Roma

go pure

i\\\q

Notizie di

Roma

del

all'articolo

Ancona

ed

IJ/tiiimi),

1727, dopo a-

verlo creato cardinale e riservalo in petto,

nomin vescovo Prospero Lambertibolognese, e


i

ni nobile

lo

pubblic canli-

(/ .) nobile romano di santa vita edi soave indole, munifico co'povcri,e splendi-

nale a'3o aprile

728, dotlissiu)o e loda[lii modi fu benefico, maggiore e il coro del-

lissimo pastore, in
e rinnov l'aliare
la

do pasture
di preziosi

colla cattedrale

che arricch

ornaaienlie utensili sugri, rie[)ii

cattedrale

dificando

am|)Ia

la

sagrestia; ottendell'ai-

alla pallia sede arcivescovile

da Cietiiente Xii traslatu a'3o aprile


il

ne al capitolo, mvcoe della culla e

1731, sccond<j

Xovacs

e le Notizie di

U
Roma
il

INI

A
lettera

A
1
1

59

(del

782,

le

quali pur ilicoDO che

pi etlecessoi e cardinal

Ijoncoaipagni era

Notiim tihiest, de'a 1 aprile 74" Bull. Bcned. XII\ \. 1, p. 33, dell'edi-

a'24 "''t))) nel 1^40 divenne il glorioso Benedetto XI f {f'.). D.dle slesse iVb//z/e si ha cliea'21 moggioiySi eielueuie Xll elesse vescovo d'Ancona ilcariiiorlo
(linai

zione veneta, colla traduzione in italiano:

Eartoio(ieo JJassei (/'.) di


e opt- roso

Monte
[)ii

relinendo titillo EpiIlumanae. E l'indirizz, f enerahdi Fi atri Nicolao Episcopo Anconitano et fliimanafensi. Questa pon-

De rcsnmendo an
Anconae
et

scopi

Pulciano, generoso

paslore,qiia,

tificia lettera fu

stampala

in

Roma

a par-

le lo descrissi nella biografia

visit

te e la riroichi

il

Rniigliiasci nella Didiola ri-

volte

la

diocesi e celebr

il

sinodo,

mo-

grafa dello Slato PontiJicio.Ovw poi

rendo

a'

20 novenjbre 174^- Benedetto


coli'

produsse e illustro l'encomiato mg.'^Barili,

XIV, sempre amorevole


benefizi colla citt,
la

antica sna

come sono andato dicendo nel profittarne.


D'allora in poi dunque, cominciando da

sede Ancona, magnificamente fu largo di

quale

gli

ere>-e

un

Nicol

III

vescovi s'intitolano, f 'escovo

monumento con

lapidi; di

riconoscenza,

d' Ancona,

Fescovo e conte d' UinanaAnXIV


con decreto de'iq
il

e colla cattedrale alla (piale in ogni

anno

oltre Benedetto

del suo poDlilcato fece nobilissime e preziose oblazioni, a

settembre 17^)3 appiov

culto

imme-

mezzo dell'arcidiacono
e di altri,

Innocenzo de'conti Stnrani


la festa

per

morabile del bealo Gabriele Ferretti nobile anconitano, dell'ordine de'minori osservanti, e con altro decreta de'
sto
i
1

di

s.

Ciiiaco.

ricchi

doni furo-

8 ago-

no

stq.pcileltili e

Hbri sagri, non che res.

7*54 ne concesse rufzio e messa con

liquie dc'sanli, fra le quali dello stesso

rito

Ciriaco,di s.Maronei ."martire dellaMarca, e della limatura delle catene di


lo apostolo.
s.

diocesi
il

doppio all'ordine medesimo, ed alla d'Ancona dove mor e si conserva


di
s.

l*ao-

suo corpo nella chiesa

Francesco

Testimonianze tutte di singolare alfello e propensione pel clero e popolo anconitano. Rallegi p(ji la citt e diocesi con assegnarle pei' pastore un anconitano preconizzanilo vescovo con
,

ad Allo. Il vescovo Nicol III, il clero e il popolo ancouilano nel 7^5 e neh 'j^Cy provarono il religioso giubdo dello sco1

primento
lino
I

de'cor[)i de'ss. Ciriaco,

Marcel-

e Liberio prolettori principali


si

d'An-

onorevole elogio

a'

17 gennaio

1746 Ni-

cona, che
di

custodivano

in

3 grandi casse

col III de'marchesi Mancinforte patrizio

marmo,

nella confessione o chiesa sot-

anconitano, d'illustre famiglia di

Monte

teriauea della cattedrale. Benedetlo


It-cc

XIV
I

Pulciano

stabilitasi a

Monte Santo, ove


^inigaglia benefi-

costruire

due magnifici
corpi di
s.

sarcofagi di
e di

nac(|ue, gi vescovo

ili

marmo,

per

Marcellino

co e ao)alo. A vendo Benedetto XI V ritrova to


la

S.Liberio, ed

ilcomime

fece decorare l'ur-

bolla d'unione della sede

d'Uma-

na marmorea

di belle sculture e di ricchi


si

ua a quella d'Ancona, considerando che


prescriveva a'vescovi d'intitolarsi co' noci>i

metalli. Indi solemieoente

festeggi

s\

memorabile invenzione. D'allora


prese bella foruia
tal

in poi

d'andjedue

le

chiese, che pi

ima

s'in-

sotterraneo, ed u-

titolavano e soltoscriveano,

l escovo di

Ancona, di Liliana e conledi delta Umana, e che sino dal 1G75 aveano tralasciato di pi chiamarsi vescovi d'Umana, ma
solo conti, ad onta che nelle Notizie di

na bella confessione tutla incrostala di fini marmi, che fu compila dalla piet de*
fedeli ne! principio dell'attualesecolo.

Ni-

col

111

don

alla cattedrale

molti nobiil

lissimi

paramenti

sagr

tenne

sinodo

Roma

si

registrasse tra le diocesi

Anco-

diocesano, e govern tanto santamente,

na ed L ninna, e ad Umana si dicesse, vedi Ancona; nuovamente il l'apa volle ripristinarlo con i'eiudttissimu e ragionala

che morendo nel dicembre

"jG?, e lascian-

do

credi
il

poveri della

ilioccsi, lii

comin-

ciato

processo di sue preclare virt (d

6o
aiicoiiil.'iiio,

U M A
ne
la

U M A
chiesa e
il

MIO parciilf DI(I ncinfoiie-Spcrelli nobile


nel

locale che occupa ilsemi-

1777

lu

ci

eatocaidiiiale).

iiaiio,

come

iiaiiai, e

da Pio

\'l,

die ac-

IVcl segiuiile

mese Clemente Xlll dichia-

colse iu
dite.
i

iial Filip[)0

r ve>citvo (lAncoiia e d'Umana il cardiAcciajuoUi^l .) nobile lioreiilino, gi arcivescovo di

cui

Ancona, nQ fece aumentar lerenCon zelo esegi la visita pastorale, alti ponno servire di modello, tenne

PeUa

e nunzio

il

celebre sinodo diocesano ancora in vi-

Possedendo un |)(ilazKo adiacente alla chiesa di S.Anna, lo stabili pi^r episcopio anche de'snccessoi i,
di Svizzera e di Lisbona.

gore pe'mirabili suoi decreti, fond con

non poco dispendio


virt,

la

cappella musicale,

ed encomiato pel suo sapere, saggezza e

tralasciando d'usare l'antico contiguo


ia cattedrale,
il

al-

mor

nel

1782

e fu de[w>sto nel sc-

quale talvolta era abita-

polcro ch'erasi preparato uella catledrale

to

d;s'

vescovi nell'estate.

Per dopo

la

morte

del cardinal Raniizzi, siccomel'an-

scris..e

imperocch con edificante epitalllo di se: Episcopus Ancoiiae^ eL E,

tico episcopio pericolava pegli scoscendiiiienli della

pis.etCotnes Humaiiae^Mortaliuin Min/nu9,

rupe su cui piantato,

il

go-

Peccator Maxinius.
178 5 cre

no pontificio acquist il palazzo Ferietti, detto ilei Pozzo lungo, e 1' assegt.
VOI

Dopo non breve sede vacante Pio VI


nel concistoro de'i4 febbraio
,

a residenza vescovile e lo tuttora.

Ab-

baltulo dalle avversit


iiel

i;he

pro\, niui

Ancona ed Umana Vincenzo Rdiinzzi [f^.) nuhWe bolocardinale e vescovo d*


gnese, che tosto fu testimonio solferente delle

luglioi
I

j,a. Il

.del
il

766efudeposlo in della chiesuccessivo dicembre gli fu sur/?/</!////'

calamit che afflissero

Ancona

jogato
(/
tli

cardinal Gio. Ottavio

e tulio

quanto

lo

Stalo Pondficio per

.)

di Citt di Castello, gi
le

arcivescovo
sue beneme-

l'invasione de' repubblicai\i francesi, per


la

Calcedonia. ftlollesono

lenze, [loich generosamente arricch di


jiieziose suppellettili la cattedrale, fu pa-

le fatali

promulgala repubblica, e per tutte conseguenze di quell'epoca funesta non meno alle cose ecclesiastiche
alle civili.

die de'poveri, contribu notabilmente al temporale vantaggio della citt e porto

che

Pure

in quel

tempo per
p.

la piet del nobile

anconitano
1'

Nicola

d'Ancona, mento, per

pel

suo grandioso prolungail

Tommasi
buoni

filip[)ino e la

cooperazioue de*
orfauolro-

cui

comune
ed
i

gli

eresse

una

fedeli,

ebbe origine

J.qide onorevolissima,

consoli d'An-

(io delle figlie della

Carit, ora esistente

cona pubblicarono: // Consolato della


<ill d' Ancona OK>vei'0 raccolta dc^privilcgi edecapiloli,prescntataall' Emo.
i

nel locale degli scolopii. Nel


i

giugnoi795

Unio. Sig.''CardinalcGio. OttavioBu-

fiilini vcscoi'o
Ir

d'Ancona
i

ca'cscovo e con[)resso Pietro

occuparono le Legazioni, clie Pio VI con altri immensi sagrifizi dov loro cedere, per l'armistizio da Napoleouesoltosciitlu in Bologna a'23, colla confrancesi
i

d'i ninna, Ancona 777

dizione allres che

francesi occuperebbela cit-

]'a(j|o Ferri.

Dalla dedicasi rileva che con

ro

la

fortezza d'Ancona, lasciando


il

provvedimento Paolo V e GregorioXV, considerando quanto necessasa vissi ino


ria fosse

una integerrima amminislrazioed a'mercanli residenli


in

Papa, sino al* la pace del continente. Tale notizia poso in costernazione tutti buoni anconitani,
t sotto

governo

ci vile tiel

ne

di giustizia,

the piangenti corsero


diale per implorare
il

in folla alla catte-

Ancona, ed
inertji, oltre

a que'che vi a|)prodano
i

con
ai

patrocinio de'

ss.

consoli perci eletti, raccola

inauilar ne vollero
successivi vescovi
li

soprintendenza

d'Ancona, comea quelvi

che con

pii

scrupolosa cura

avrcb-

Tra gli altari ve n' uno lavorato a lini marmi, iu cui fino dal i6i5 si venera 1* immagine divota e commovente, ilipint. su tela,
Pioleltoii in tanto fiangeute.
della sS.Verijim; delta vul^utuenlela.U.i-

bciupiesieduto. Da Clemente XI Votleu-

UMA
donna d s. Ciriaco, ma sollo l'invocazione di Regina Sanctoruin onminnjl'n donata dal veneto Boilolo capitano marino,

U
la anale

IM

perduto

che a sua intercessione liciiper il figlio in una burrasca, e gii an-

a norma delle leggi ottiche conferma l'e\'idcnza d'un cos insigne miracolo. Quadro storico morale dell' Ftalica invasione spianila neh 796, e del portentoso e contemporaneo aprinienlo d'oc
chi della
s.

conitani l'ebbero quindi a possente e benefica protettrice.

Immagine
Siccome
(/
.), si
il

di

Maria

ss.

ve-

A questa

prodigiosa

ss.

Iterala nella chiesa cattedrale d' Ancona^


Asisi 1820.

Immagine specialmente si alollarono le donne piangenti, implorandone il validissimo patrocinio per esser liberati da'francesi. Intanto una fanciulla, sull'imbrnnir della sera de'aS giugno 1796, avverti la supplicante madre, die la Madonna a-priva gli occhi.

prodigio clamoros.

sissimo dell'apertura degli oc' hi delle

Immagini

edeltii pure in Roni:i

e in altri luoghi dello stato pontificio, di

che ne tratt
in

il

Marchetti nelle 3Jcmoric,


si

queste a p.
in
e

279

descrive ancora l'av-

Se ne accert

la

madre

venuto
polo

con vedere lacrimose le pupille e cbinramente aprire e chiudere gli occhi. Se ne accorsero le altre donne e ad una voce gridarono rnisericordia.^on dato es[)ri-

quanto statu il pomunicipio anconitano a perenne


e

Ancona

francesi, volte

memoria. Frattanto rottasi la tregua dai il Papa difendersi, ma il go-

mere, per

strepitoso prodigio,

il

pian-

gia, d'ullziali, di

to e le strida di quelle

femmine. In un
not7,ia

verno pacifico per essenza manc d'enermunizioni e di [)ialicii di guerra, ed al i." incontro vide le sue
milizie sbaragliate a
i

baleno se ne sparse
t, e tutti
la

hi

per

la cit-

Faenza [l.) ai

l(

b-

accorsero piangendo a piegar


i

B. Vergine ad alta voce, perch

franla ss.

cesi

non

venissero. Nel
fu portata

d'i

seguente

braioi7q7. Indi francesi conlimiarono la marcia per compiere 'occu[)azione dello stato papale, che insieme andavano democratizzando
sidi
;

Immagine
perla
lo, e

piocessionolmente
il

ed

Ancona trovandosi

citt

con concorso di tutto

popo-

sprovvista di difesa, abbandonata da'prp-

ne'd seguenti processioni di corpo-

razioni religiose e laicali, e persino delle

che partirono, cio mg."^ Campanari governatore e mg.' Arezzo commissario


il

monache

si

recarono a venerare
II

la s.

Ver-

di guei ra, olii e

vescovo, perci ilcoiiui-

gine ed a farle oderle.

prodigio fu veinteri mesi,

duto da tutto
e per

il

popolo per 4

ne capitol a'21, o per meglio dire per la confusione si die a discrezione al generale Victor, ed a' io vi giunse il comandante supremo Napoleone ecanibiil go-

memoria

fu istituita la
,

Pia unio-

ne desigli cjiglic di Maria approvata da Pio V II, il quale recandosi in Ancona coron la ss. Immagine con corona d'oro gemmata, avendo gi concesso indulgenze, la festa

verno, annunziando
rigi la

al direttorio di

Pa-

conquista d'Ancona

come massi-

ma,
la
si

anniversaria e l'udizio e mes-

sa del Patrocinio della B. Yergine.

Ogni anno per voto del consiglio comunale, a ore 22 de'25 giugno si suonano tutte le campane della citt e della diocesi; e nel
d seguente
si

s per lo scalo del levante, che per sua fortissima posizione. IMerila leggerquanto in proposito lasei scritto il con,

temporaneo mg.' Baldassari


delle
t.

liclazionc

ai'vcrsiti'i e
I
1

patimenti di Pio Ff,

celebra

la festa

nella catte-

drale, ed altra a'i5 settembre. Di tutto


!a descrizione colle stamLodovico Tessari, Dissertazione apologetica sopra il prodigio dtlV apertura degli occhi nella miracolosa imma-

ce ne lasciarono
pe: D."^

8 e seg. Partito Napoleone, detpace deplorabile a Tolentino [F.) a'iq febbraio, ed in essa fu stipulato che Ancona rimanesse a'francesi fino alla pa2, p.
la

ce generale del continente.

Il

che non pia-

cendo
ral

agli
,

amici della libert, massime acol tacito

gl'israeliti

consenso del gene-

gint di

Maria Fcrgnc

dipinta in tela,

La

Salcetle, nella piazza innalzaruuo

6y.

A
il

U
faentino d.' Pie-

I\I

l'tilbeio della libert e

capitolare, impedito Pio

VH

per

le vi-

tro Panazzi piocliun

la

repubblica Anla stoi


ii

conitana,
iiifitusla

il

resto Io registr

con

nanazione.

Ad

onta degli enor-

mi
di

sagiifzi fatti nel trattato lagi iioevole

(Vaiiccsi occuparono lutto Koina, depoi tando in Francia Pio VI, ove mon nel ygg. Nel declinar di questo napoletani entrarono nello
i

Tolentino,

cende politiche,che raccontai alla sua biografia, di provvedere Ancona e Un)an;i del pastore. Qui solo dir, che dopo alcune battaglie [crdute dagli austriaci, ed in conseguenza di cpiella funosa di Marengo e
cesi

lo stato e

dell 'armistizio di
1

Treviso de'i()
quali la fortezil

gennaio 80
za

tedeschi cederono a'fraule

diverse piazze, fra

stato pontificio e nelle

Marche
in

gi

le flotte di
il

Eussa e

mentre Turcha aveano


,

d'Ancona che custodivano,


vi

chespar-

se la costernazione nella citt.

A'27 gen-

bloccato
sii iaci

porto e poi

unione
la citt

agli a(j-

naio
let,

giunse

il

general francese Paulla

assediarono anclie

e ff)rteza'
i

dichiarando che
s.

Francia non tra


il

zaj e r

ebbero per capitolazione

2 no-

in rotta culla

Sede, e dimenticare

pasluo-

vei>djre,e l'occuparonogli austriaci.

Queil

sato; pochi giorni

dopo
il

gli

successe

il

sto assedio riusc neniorabile, perch

gotenente generale Murai, poi re


poli
le
,

general Munier consoli


circa

forze

Toc francesi per 3 mesi sostenne T impeto di tante riunite. Eletto nel marzo 1800 in
1 1

provvedendo

di Nagoverno pontilcio
i

forniture alla trup|>a;


i

frati e le

mo-

\enezia Pio VII, portandosi a Pionia 0nor di sua presenza Ancona a'2 giugno, divolamente festeggiato, e alloggi
nel palazzo abitato dal cardinal Ranuzzi,

nache ripresero loro chiostri e chiese. A'28 giugno So?, partirono francesi, subentrando nella fortezza la milizia pontificia, con giubilo della citt. Questo cesI
i

s nell'ottobre i8o'T, allorch

francesi

oggi iMei, e nel

d'i

seguente part per Lo-

reto. Ilestituile al

Papa
di

le

provinole non
istitu
.)

tornarono ad occupare la fjitezza, e Na|)oleone divenuto imperatore de'fraiicesi

cedole nel trattato

Tolentino,

dichiar nell'ottobre 180-

il

general

a'5 luglio 7 Delegazioni apostoliclui^ f

con prelati delegati, e per


lelegazioni

le

Marche

le

Leena rois governatore genera le della Marca d'Ancona e del ducato d'Urbino, pas-

d'Ancona conLoreto, Fabriadi

no, Jesi, Filottrano,

pendenze;

Osimo Fano e diCamerino col suo ducato e


,

sando a risiedere nel palazzo apostolico, di che presago l'ottimo prelato Vidoni

mai avea
cesi

abitato.

La sua autorit

nel geni

Macerata col resto della Marca. Nel ilelto giorno giunse in Ancona il i. delegato apostolico mg.' Pie(ii[)enden7e; e di

naio 1808 vieppiifu conculcata.ed


che; indi

fran-

presero possesso delle casse pubblil'i


I

tro /';V/o/// poi cardinale; ed a'2" otto-

te dichiarato, la I\LiiY,a

maggio venne formalmend'Ancona e il du-

bre mor

il

cardinal Ranuzzi nel suo pa-

cato d'Urbino essere incorporati al regno


i^ Italia,
le

lazzo vescovi le

d'Umana, donde

il

suo cor-

po do

fu
la

trasportato alla cattedrale, lascian-

d'appello per

Ancona capoluogo con tribunala Marca e ducalo d'Ur-

sua chiesa lungamente vacante. Pio

bino. Nella seguente notte part mg.' Vi-

VII tuttavia ne nomin amministratore


l'arcivescovo di Larissa Francesco Saverio Passeri di Montegiorgio, gi vicege-

doni, accompagnato dalle lagrime di lutti


i

buoni.

paesi furono divisi ne'

di-

partimenti iMetauro, Tronto e Musone;

renic di

Roma,

il

(piale

puternainente
il

ed

religiosi fui

ono

cacciati da'Ioio con-

govern con [odesi ordinaria, riapr


seminario, ristabil
le

venti, indi so[ipi essi in

uno

alle

maestre

pie, fu be-

Roma
luglio
/.'('.

il

resto dello slato

fu di

monache. nuovo
u

nefico colla cattedrale e co'[)overi, e n)0-

lutto invaso da'fiHncesi iieliSoc), ed a'6


/'/Vi

in [)atiia a'/j
il

sunse

giugno 1808. Allora asgoverno della diocesi il vicario

7/ venne deportalo
I

Snvo-

Napoleone

fece risarcire le vecchie

U M
folli ficazioni

A
olire le

U
nuove
innal-

A
i

(P.

deperite dall' urto violenlo

800 Ijoccheda fuoco


Il
1

napoletani

dell' iillimo assedio, e delie


7-.

erano 5ooo.
ci

."giiignoi8i5gli auslriii-

Si fabbric pertanto niia lunetta sul


s.

per capitolazione coiiiinciarono a ooi

colle di

SlefiUio,

un

folle snU'alUira di

cupare
Pajii e

forti,

e tosto demolirono le furfalle

inonle Cardeln, che col bastione de'Cappuccini, ningnilco avanzo dell'antica fortez7a di
s.

lificazioni quasi inespugnabili

dai

da Napoleone

vframenle capi

Cataldo,

si

bievolmenle nella comune

davano mano scamdifesa, eguarie

d'opera d'arcliitctluia militare, e percii> con dolore degli anconitani, perch cos'i

davano dall'impeto

delle battei

neini-

Ancona

cess d'essere

la

pii

forte delle

che dalla lunga linea che forma la citt dalla parte di terra. Con grave danuo degli

piazze della costiera dell'Adrintico. In consegueu/.a del congresso


di N'ienna
,

a"

rj

anconitani

nel

porto-franco.

Il

re

1S12 fu soppresso il Murai essendosi uniil

giugnoiS 5 furono
1

resliluilea Pio VII,


,

olire le Legazioni ec.

le

Marche, per
Bologne-

to all'alleanza formata contro

cognato

dovendo formare
se e nell'Urbi nate,

in (piesle, nel

Napoleone
slati

I,

nel

gennaio 18
si
1

4i>'in'pf dio

quell'appannaggio per
161, che rius
r

ni della citt,

ove
a'

rec, e quindi degli

l'ex vicer d'Italia, di cui parlai ne' vo'.

5 febbraio della cittadella per capitolazione. A vendo per 24 '^''^ la cittadella e la lunetta sofferto un continuo grandmar di [)alle da cannone e di J)ombe poi napoletani ebbero da fir inoltoa ri[)arariie igravi danni, guarnenromani, ed
i

XXXII,
"

p. S^t,

LUI,

p.

Gregorio

XVI

luglio mg.'

ed a'2 Lodovico Gazzoli, ora cardidi ricuperare;

nale,qual delegato apostolico, co'delcgnti

di llacerata e di
la

Fermo, riceverono
.Marche
in

da'ledeschi

cessione delle

dola d'8oo bocche da fuoco. lulanto Pio

VII
la

riaccpiislata la libert,
il

tornando

al-

sua sede,

vicaria capitolare Bravi

l'and a ossequiare in Cesena, e accolse


n

Ancona, e com fu ristabilito l'aniato governo poiilificio.FinalmenlePio VI Icoiisol Ancona e Umana con restituir loro il pastore, 18 marzoi8 16 creando caidinaie e vescovo Nicol IV
R'i^n/il!

Ancona

a'

12 maggio tra

le

pi sin-

[f.) cW
i/i

cere dimostrazioni
za, al

di all'ettiiosa

suddilan-

Molfelta,e
.llhis.
Il

Io

consagr nella domenica

Diodo descritto dall'opuscolo: Pio


tipografia
Balufi
Pir.hi

VII in Ancona ,W\

Papa fu in pi modi benefico con Ancona, sia col coni'einiaree ampliare


i

1814. Bisied nel palazzo de'conli


riparlai nel voi.

privilegi del porto-franco, sia col doal

suoi parenti, e part per Osiino a'i4- jNe

nare

comune

1'

antichissima fabbrica

LUI,

p.

55. Col i.^setil

delle carceri e l'isola gi de'filipiiini, nella cui

teoibre
franco,

napoletani ristabilirono

porto-

area a

donando la Lo""in de' INlerconMurai si ti alla camera di couunercio. lev la maschera e neli8i5 proclam
,

citt lo stesso

comodo e oinaioento della comune eresse teatro nuoil

vo delle Muse,

la

dogana,

il

casino Dori-

l'indipendenza italiana, d'accordocol deIronizzato Napoleone


l'isola
I,

co e diverse abitazioni, con disegni del valente architetto Pietro Ghinelli di Sinigaglia. (irato
il

che fuggito

tlal-

comune

alle benefccu-

dell'Elba della

Toscana

{f.), a-

ze ricevute da Pio VII, gli eresse nel pio-

vea approdato in Francia. Questi vinto


dalle potenze e confinato nell'isola di
s.

prio palazzo

un busto marmoreo con

si-

nule iscrizione, ed altra ne colloc nella

Elena, Murat,

gli

austriaci guerreggiarono con

Loggia. La mal ferma salute del cardinaie lo costrinse a supplicare Pio VII di
concedergli un aiuto pe'poiitificaii e sagre
ordinazioni, od ilPapa
i

e lo disfecero, di che tornai a par-

lare ne' voi.

LXXIX,
sediato
la

p.

LXXVI, p. 2717,325, 827, 264. Avendogli austriaci asla rotta di

nomina'28

aprile

fortezza, era didcile l'impadro-

8 K
1

l'ai

cidi^icono della calledraie mg.'

Dirsene senza

Murai

perch

Fi'anceaco de'conli Pichi ancouilano p-

64
vo
te di Liddii.clie

U]\I A
opportuna
la

aiisilinre e sufTiagnneo col tilolo di vesco*


il

sede vacante per morie di

cardinale ;olennemeia'
;

Pio Vili, ed ignorando che a'2 febbraio

consagr nel

duomo

"

luglio

assislito da'vescovi di Fesnio, e

8 y, diLoielo
i

i83r eia stato elevatoal ponlihcatoGregorioXVI, inBolognii fecero a'4 scoppiare l'insuirezione, che rajidamentesi este
se su

e Recanali, indi vescovo di Tivoli, eii ora arcivescovo 'Eliopoli e canonico Vali-

buona parte

dello stato pontificio.

cano. Ritiralosi

il

cardinale in lionia,

ivi

In Ancona, sebbene energico e giusto fosse


il

cess di vivere nel fine d'agosto 1822. Pio


"VII nelconcislorode'io

delegato mg.' Fabrizi,non

si

presero

njarzofH23

ter-

min
111

la

vedovanza

di

questa chiesa, nel

creare cardinale e vescovo d'AtCona e Ua na

provvedimenti atti non solo a impedirne la propagazione, ma neppure a mimire validamente la fortezza, ch', se non l'unica,

Gio. Francesco Fnlzacrijpa (f.)


il

certamenfela principaledellostalo pa-

nobile di Corneto,

quale ne'pochi mesi

pale.
1*8

Cominci

la

rivoluzione

la

sera del-

che
la

vi

rest e sebbene

non

si

recasse alla

febbraio per opera di molti forestieri

sede, colla sua innaia energia oltenne al-

eletrizzali dal colonnello d'artiglieria Pie-

mensa vescovile la condonazione del del/ilo di 12,000 scudi contrailo colla cajnera apostolica nella sede vacante. Poi

tro Arnjandi; poscia nella notte de' 12 al

i3 febbiaio un'audace lettera del colon-

rinunzi nel 1824- In tale anno


jionichesse Lateranen^i, gi di
s.

le

ca-

Giuseppe Sercognani che si diceva comandante 1' avanguardia delle truppe


nello
de'ribelli liberali,

nnrtolodi
s.

meo, entrarono nell'ex monastero


iiebastiano, e
s.

cona, mentre con


le vicine

domand la resa d'Ansoli 08 settari armali


1

la

chiesa assunse
s.

il

titolo di

irregolarmente e non monturati, stava


Fornaci.
11

al-

Dartolomeo

in

Sebastiano.
si

nell'ex
le

colonnello Cornelio

jnonaslerodis.IMariaNiiova
Clarisse francescane di
s.

recarono

Sullerman neg
costanze,
della.
si
il

la resa, e

vedendo qualalle circitla,

I'alazia,le religios.

che comunista disposto a cedere


ritir col

segidel monastero

di
s.

Sebastiano, e
;

le

delegato nella

Maria Nuova cos li 3 monasteri sene form uno solo, sotto l'invocazione di s. Palazia in s. Maria Nuo"va. Leone XII fece givdiilare Ancona con
della slessa

monache

Ma
si

timore era sopraggiunto

nulla

Nato un incidente, per intrigo d'alcuni si fece conoscere falsamenfece.

te

che pochi erano

viveri in citt,

ed ue dal

dichiarare vescovo Cesare Ncrn>i-ini- Pi-

roni-Gonzaga
tle'marcliesi di

(7
s.

.)

patrizio anconitano
gentili

na deputazione si p<irl dal delegato Sutterman, perch venisse ceduta la


za ii'liberali, e fu eseguita
la

piaz-

Dainimo, di

maed

cessione per

niere, che

si

distinse per zelo pastorale

capitolazione a' 17 febbraio, non senza noia di vilt,


si

nllfetto alla

sua chiesa, poich nel dicema l'odi teso-

ed

a'

18 part
la

il

Sutterman qua-

loreiSsS chiamalo da Leone XII

solo,

perch

ma

per coprire l'eininenle carica

agi' insorti. in

truppa corrotta si un Nel d seguente fu arrestalo

riere generale, virtuosamente rintnizi a

tanto onore per non abbandonare


sposa, per cui
a'
1

la

sua

7 del seguente gennaio

rientr in

fra il plauso el'ammijazionc generale. Poco dopo elevalo alla cattedra apostolica il cingolano l'io Vili,

Ancona

Osimo, e poi trasportalo in Ancona e Dologna l'ottimo cardinal Benvenuti legalo a Intere, come temuto da'liberali, pel suo valoroso operato in Fresinone {T .). Mentre il cardinal ve>covo era
in

rimasto
clave,
il

in lloina, ov'erasi recato pel

con-

a 27 luglio! 829 ne premi meriti creantlolo cardinale ma non and guari che
i

degnissimo suo vicario generale


Balufli (e

can.

Gaetano

come

lo

celebrai

si

trov inter)ipi assai calamitosi. Minaci

ne' relativi articoli,


di

ciando cupamente

settari terribile rivo-

anche dotto autore pregiatissime opere, da Gregorio XVI

luzioue, da vari anni medilala, crederono

nicrita mente

promosso

a vescovati e ca-

U M

A.

U MA
e-

65

ricliecoi'tlinnlizie, e dal

Papa regnante

die dal capitano


capi. A'
i

in su,

ed eccellnali vari

levalo pel r. alla porpoia colla |)ropria


chiesa d'Imola, che tenne e resse nel car-

")
r

maggio cominciarono a partire

tedeschi.

Ma bench Gregorio XVI


la

avea
se-

dinalato, la qnale s.ipienlenienle governa),


si

ridonata
della
s.

tranijuillil

nelle

provincie

fece

scudo del suo sapere e del suo

Sei\e, dipoi

a'22 febbraio del


i

credito, ed

accoppiandoalsuo dolce e

lea-

guente anno 1882


la citt

francesi fecero

uno

le carattere un'ecclesiastica fermezza,

che

sbarco, per sorpresa s'impadronironodele nel d seguente della cilladella

lo singolarizz e dest aininirnzione, pot ottenere


il

rispetto

anche

da'liberali,

ed oppor>i a ingiunte pretese; di pi seppe egregiamente dirigere il clero, conservarlo illibato, e difenderlo perlaio dalle
false accuse

per capitolazione, col pretesto che la Francia essendo amica della s. Sede avea bi-

sogno d'un punto d'appoggio; non approvandola Ruma, il delegalo Fabrizi emise protesta.

che spesso

lo

travagliavano.

Dipoi

il

governo

pontificio

Cos
'

il

clero anconitano in (\nv\ pericolosi

concluse una convenzione co'francesi, che


questi avrebbeio lasciato
tire

so frangente

distinse pel suo cauto con-

Ancona

al

par-

tegno e per

la

sua piet

la

storia gi

de'tedeschi dallo stato papale.

Il

ge-

con indelebili note 1' ha lodato. Essendosi impegnato 1' andjasciatore di Francia per la liberazione del cardinal Benvenuti, per ventura e vantaggio d'

neral Cubires subito pose manoalle fortificazioni.

Ma sotto

il

vessillo tricolore di
si

Francia
giarono

molli esaltati liberali

rifu-

Ani

cona ivi fu ricondotto, e torn a prendere alloggio nell'episcopio. Vedendo


hberali
si

Ancona, e baldanzosi armala mano commisero indicibili nefluidezze; i


in

disordini arrivarono al colmo, l'uccisioni


e
i

che

gli

austriaci,
si

impadroniti-

ferimenti, con varie vittime e persino

di

Ferrara e Bologna,

avanzavano
idlVontarli,
legitti-

del gonfaloniere. A' 3 giugno scoppi in

verso Ancona, impotenti


ojo sovrano Gregorio

di

Ancona nuova
te

rivoluzione,
le

mentre dcoa-

preferirono di capitolare col loto

Fiorenzi faceva

funzioni di delegata,

XVI, cos

la

suborcardi-

esigendosi
gi, e

nata milizia pentita di sua prevaricazione.

A'25 marzo
i

si

presentarono

al

nal Benvenuti

deputali del sedicente go-

capitolazione eia
le

verno provvisorio, con esso stabilirono la nuova sommissione delProvincie alla


s.

Sede, alto che fu


le istruzioni dal
il

fir-

mato a'26; essendo


date
al

Papa

una completa riforma di legmentre questa alacremente operavasi da Gregorio XVI, come narrai in tanti luoghi, a Tribusaudi IIoma, a Tesoriere. Stanco Gregorio XVI da tante iniquit ed eccessi, fulmin a'2 i giugno la Scoiniinica (/^.) maggiore, non solo pei ribelli ch'erano in Ancona, ma ancora per
tutti quelli

cardinale, di risparmiare
figli,

sangue
general
co-

dellostalo pontifcio, colla bolreiptiblicae trarKjtullkalc,

de'suoi
stia al

e di

concedere larga amni-

la

Quod de

passato. A'

2g marzo
in

il

presso r ab. Leoni anconitano,


illustrata, p.
di colpe
r,
li

ancona

Geppert co'ledeschi entr

Ancona

474-

^'^'^

me alleato
lazione
,

e amico, rispettandola capito-

furono

come

altrove ricevuti

non sue, ma che essendo ivi colali

aggrav Ancona chiaramente dichiagli esaltati ribeli

con acclamazioni ed esultanza. Bens il generale in nome del Papa occup tulli i posti, lasciando il governo politico in mano del cardinale. iNon piacendo il complesso della capitolazione agli austriaci,

degli altri paesi, eccitarono questi


cittadini alla ribellione.

pa-

cilici

La scomu-

nica fu

un colpo

di

fulmine che sbalord

tutti gli esaltati;

ma

con questa diversit,

che
di
ti

a'

meno

cattivi fu di

rimorso

anco

noi fu n anche a

Roma

che

si

ricus ap-

pentimento,
e induriti

e a quelli carichi di delit-

provarla; bens accord amnistia e per-

come Faraone
5

fu di rabbio-

dono

a' ribelli,

non

esclusi quelli

armali

so veleno.

Intanto circa 8 giorni dopo

VOL. LXXXIir.

66

I\l

A
sciando eredi
gratitudine
vole
se la
il
i

ti

A
,

giunse di vepenle uo coirierecla Parigi al general Cubires, con 1' ordine di disar-

poveri della cill


gli

e per

municipio

eresse onore-

mare tulli

rivoltosi, di

conquidere

la

bai
nelal-

danza de'prolervi,
la

di

ridurre

Ancona

monumento nella cattedrale. ScrisMemoria iull' identit del eorpo


s.

lo slesso piede di tranquillila

com'era

del patriarca
j4ssisi
se

Francesco rim'cnato

in

venula de'francesi, ed indi ricevesse il rappresentante pontificio. Il generale ubbid"i,

l'annoiS 18, Roma 1822. Diversue Omelie si leggono nel f. i4 delle

non

possibile descrivere la sor-

presa de'rivoltosi; fu forza cbinare il capo. Nelle terribili e appena appena accen

Memorie di religione, morale e letteratura di Modena.


Gregorio
trizio

XVI

a'i 2

febbraioi838 di-

o secolare e regolare si condusse con vera umilt, carit ed esem-

nate vicende,

il

elei

chiar vescovo Antonio M.* Cadoliui pa-

anconitano, gi assistente generale

plarit; fu a lutti virtuoso modello

ed efe-

de'barnabili, da Pio VII fallo vescovo di

sempio mg.'
ce intimar
ti

Balul.

Il

generalCubires

sua patria Cesena e consagrato dal predecessore cardinal Castiglioiii, poi Pio Vili,

la

partenza

peiy

luglio a lut-

gli

esteri liberali, e
Il
I

con loro inesprimi-

bile cordoglio.

."giorno d'agosto fu di

gioia raassimu agli anconitani, perch vi-

5 Azioni pastorali per so de' stampate ad Ancona. Dotto, sagace e caritatevole, nel suo zelo
autore
di

collegi e seminari,

deio

ristabilita la

delegazione d'Ancona,

fond due
cizi

altri chierici beneficiati nella


pii

con l'ingresso come trionfante di


ora caidinale). Parlili
gli

mg/Ga-

cattedrale, stubiTi nella casa de'


i

eser-

spare Grassellini delegalo nposlulico (e


austriaci dalla
i

sacerdoti

della

congregazione de'
citt
fratelli

missionari del Sangue preziosissimo, co-

Ivomagna, a'3 dicembrei838 francesi sgombrarono da A ncona.Tornando al vescovo cardinal Nembrini, fu benemerentflsimo pasture, benefico con Ancona e Uninna. Miglior le rendite della mensa, visit la diocesi nella via pi economica,
provvide con saggi regolamenti
nario a cui
il

me

pure introdusse nella

delle scuole cristiane, a* quali fu affidata


la direzione dell* orfanotrofio e

pubblica

scuola eretto dalle fondamenta dal comu-

ne per volo fattone nel

836

pel narralo

morbo
gorio

micidiale. Nel suo vescovato Grevisit

semiil

XVI

con

somma

soddisfazio-

aument

le
,

cattedre, e

de-

coro del cullo divino

non che

la

pub-

ne e soggiorn in Ancona, reduce dal santuario di Loreto e da Osmo. Qui mi si


presenta un ampio e fecondo
celebrale
l'illustre

blica istruzione, col decielalo nel sino-

campo per

do diocesano che celebr; fabbric gran


parte della chiesa del
ss.

Ancona,

[loich supe-

Crocefisso del

r nelle splendide e nobilissime dimostrazioni d' ossequio e di gioia tulle le altre

liorgo Pio, e die principio al


<1iario delle

monte

sussi-

vedove. Nella desolante Pe-

a lui rese con mirabile gara, sincera divo-

stilenza del cholera che afilisseAncona nel

zione e magnifico apparato nel viaggio


trionfale di quel Papa, da molle ragguar-

i836, risplend la sua carit, e con esso gareggiarono il delegalo mg.'^Asquini(ora


cardinale) d* Udine,
golare, ed
il

devoli e cospicue citt dello slato papale.

il

clero secolare e re-

non polca essere diversamente

civico magistrato.
la

Con
di
s.

fer-

plesso de'pregi e prerogative che


tare

pel compu van-

vore tutta quanta


lo
I

popolazione invoca-

Ancona,

1'

antica capitale

ilelle fio-

il

palrocinio della

Madonna

Ci-

renti e nobilissime Rlarche. In essa le vo-

iaco, manifesta fu la decrescenza e spafiliale

lont individuali

si

riunirono in un conindivisibile,
di

rizione del

nioibo, onde

1'

enco-

sentimento unico,
clusero:

mialo magistrato decret dimosl razioni


di pubblica riconoscenza.

Che

il

ricevimeulo

onde conGregorio

nale in

Umana

a'

')

Mori il cardidicembre 1837, la-

W\ esser

viene a sovrano; cordiale,

dovea magnifico, come si concome n padre si

U M A
deve.
II

U
il

A
Papa

rial lui-

delegato e
il

la

delegazione,

gon;

bello: questa Storia) del


lurale,
te

falonieie e
clero, la

niiiiiicipio comiiiciaioiio
la

il

espresso maestosamente seden-

camera di commercio,
il

societ

io

trono tutto intero della persona,

del casino Dorico, e

genio niiiilare se-

vestito con abito di mozzella e stola sotto

guirono
gli

le stabilite

manifestazioni. Tolti

panneggiamento

a
si

forma
vede
la

di

baldac-

ordini de'cilladini, o colla pecunia, o

chino, e nel fondo

fortezza di
il

coir opera, o col consiglio, o colla (jemia


fecero a gara per coadiuvareonde
il

Ancona, per avervi

egli

aggiunto
V.

bii-

lutto

slione Gregoriano. Questa uu'eicganle


litografia disegnala dal v.deiite

riuscisse con quel lustro die il desiileiio couione anelava sinceramente. Testimo-

Gu-

glielmi, e tratta dall'oi iginale dipinto e-

nio

felice
al

di

vista,

sebbene abituato
al

al

gregiamenle

a olio in tela,
la

ove per in vedi


s.

grande,

magnifico,

vedere
il

giustissi-

ce della fortezza

cupola

l'ielro
il

mamente

esaltare e glorificare
il

gusto e venerando Signore,

mio aucumulo va-

(inoltre nell'originale sul tavolino vi

rialo e dignitoso di Innte sincere eclatanti

dimostrazioni mi sbalorduono,
sero, edificarono.
.sua

epigrafe:

commosAncona coirispose alla Avcon Dorica Civiiax Fide.


com-

due libri e il figlio, nel quale scritto: Pianta della basilica di s. Paolo); quadiogiaiidissimo e nobilissimo che mi
Crocefisso,

pregio possedere, e

lo feci

eseguire dall'esi-

mio

cav. Francesco Saverio

Raniewski
1

Se
re
,

volessi solo tentare di ricordai le e

pittore

polacco, per
liu.ssia

l'

occasione in cui

pendiarle, per lo
il

meno dovrei raddoppiadebbo limilarmi,


suo articolo, a fu-

l'imperatore di
al

Nicol
fargli

commise
il

sin rpii scritto, C()^

medesimo
Gregorio

dal

vero

rilratlot

Iraiuie qualcbe nozione sul materiale di

di

XV

, il

quale per contentare

Ancona

in

aggi-mia

al

gaci cenni e seniplici indicazioni.

Per de-

gnamente
la storia

e con mirabile alletto ne scrisse


in foglio di
le

con libro

4^ pagine
moiuieh.

e altre 5i contenenti

iscrizioni

tanto monarca, benignamente gli accord varie sediite, tulle preziose per 1' artista come buon cattolico. Egli meritamente ora direttore delle scuole di pittura in Varsavia, e gode la stima e la

mentali e lemporaiio,quasilutlesciiltedal
eh. mg.' Barili, ed
i

componimenti,

il

benevolenza dell'imperatore Alessandro 11, che lo conobbe in Roma quando ne


fece
il

e benemerito anconitano can. d. Francesco Ijorioni, e intitolato: Le. Feste

di lui somigliante ritratto; ed io

AnAnI>er

mi glorio possedeie quelio


gregio artista
al

olferto dall'e-

conitane nel settembre dell' anno i84i

Papa,

il

quale a

me

si

iL-

perla fallitissima venti fa

dimora

in

gn donarlo. In
rioni vi

fi/iedel libro del can.

bo-

cona di

I\\

S.

Gregorio

XI^I

Pontefice

felicemente regnante, Ancona


frontespizio vi

!84>

sono altre io litografieeseguile in Ancona dalla litografa Giannantonj, ed


esprimenti
le

Sarlorj (Cherubini tipografo vescovile. Nel

principali cose fatte dalla

uno

de' pi belli, de' pi

cill per solennizzar l'avveniineiilo deco-

grandiosi e de'pi veritieri e somiglianti


ritratti

rosissimamente. Esse sono:


dell'

Il

proS[)elto

(ripugnando
i

il

Papa per
gli

la

sua
col'

umilia

di farsi ritiallare,
ritratti di

artisti

piarono

que' pochi che


vero,

a-

Arco trionfile eretto fuori di porla pia. Il prospetto della grande piazza del Duomo. Il prospetto del palazzo C(jmunale.

\eano

ellgiato
;

rara riuscita

per con (|uindi non solamente lo


dal

ma

La Pace

difesa dalla Forza, dipinto del

valente ritrattista Vincenzo Podesti anconitano. posto nella sala ristorata del palaz-

espressero malamente,

ma

talvolta lo fe-

cero deforme,
fia

se

pure non fu imperidi

zo apostolico ove dimorii Papa. La Cittadella veduta dalla parte de'cappiiccini.

o malizia seltaria; mentre Gregorio


fu di bel colorilo, e

XVI

volto ve-

La veduta eeomelrica

del nuov(j Bastio-

nerevole, grave e benigno, maschio e

ne Gregoriano. La Barriera Gregoriana.

68

U M

A
mare.

U M A
Il

La nuova

Scalea della Loggia o Borsa de'

Mcrcaiili dalla parte del

pro-

spetto delle Scuole israelitiche, l'Obelisco e


la

Colonna rostrata.

Il

Padiglione
l'orto.

go sorgeva un arco trionfale, disegno dell'esimio anconitano ingegnere M. Bevilacqua, qual 1. monumento del gaudio degli anconitani, cui sentimenti erano aci

eretto in

mezzo

al

bncino del

Un

cennati dalle iscrizioni poste sotto tue rappresentanti


vi,
la

sta-

Gregorio XVI, un'Ancona, non potevaDO meglio essere pi dignitosamente rappresentati, che dall' afleltuoso, dal veritiero testimonio

podest delle chiala

quella dello scettro,


fedelt; altre

piet religiosa,

e
le

la

due

iscrizioni

erano nel-

contemporaneo, eleganIl

te ed eloquente storico can. Borioni.

suo

un monumento imperituro di gloria per lui, non meno che per Ancona
Jibro sar

due prospettive dell'attico, annunzianti al Papa la comune letizia cagionala dal suo fausto arrivo. Tutte e 6 le iscrizioni furono composte dal pii volte lodato mg.'^
Barili primicerio. Innanzi a quest'arco
il

sua patria e pel Pontefice che

secoli celeIl

breranno grande
jie

e immortale.

cav. Sa-

gonfaloniere conte Lodovico Querenghi


genuflesso colla magistratura municipale,
espresse

balucci nell'accurata ediligenleA'^rrflz/o-

dfl\ l'aggio di Gregorio AT'i, essendo


i

nel seguito pontificio, descrisse

festeggia-

e dichiar
la citt
tificii,
ri

menti d'Ancona in 44p^8'"^-^'''* '^ molte cose stampate a parte, ricordo le seguenti. Iscrizioni teniporanee per lafaustissirna -venuta e dimora di N. S. Gregorio Xfl
Pont. HJass.in
l'anno
I

omaggi di tutti cittadini, non poter offrire le chiavi delcomech in mano de'ministri poni

divoti

ma

sibbene

le

chiavi di lutti
s
:

cuo-

anconitani ebbri di gioia per


il

fausta
S quesuscit

venula. Avendo
ste,

Papa
io

risposto

Ancona

in settembre delpei'

queste appunto

bramo;

si

84

I,

Ancona 1841,

Sartorj e

un ispontaneo giido
da' magistrali e dall'
raccolto, gli evviva e

di '-nera esultanza,

Cherubini. Gregorio

Xf'I

Pont.

Max.

immenso popolo
i

ivi

Principi Indnlgentiss. Eccleuae

Ahimni

battimenti di

mano

devoli Sanctitati niojestatiq. eius, Anco-

ferirono

le

stelle.

Intanto un

numeroso

na 184
fi

itipogvafiaBalufli. Il seminario l'of-

stuolo di capitani di bastimenti


ciali e di

commer-

con nobilissima copertina, the consercol contenuto, di nioerro bianco, collo

marinari

vestiti

uniformeoieule,

vo

e diretti da'conti Raffaele ed EiieaMdesi,

stemma ed

iscrizione d' elegante

ricamo

in oro e argento.

Del eh. Pietro Castellano anconitano nella romana curia avvocalo, Inno con erudite note; opuscolo di /4 Gregorio Decimoseslo P. O. M. p. 3
I :

uno comandante del porto e la Uro tenente di marina, eda altri ulllziali di questa,
distaccati
il
i

cavalli dalla carrozza in cui era


la cill, alla cui

Papa, la trasse entro

por-

ta mg."^

Piccolomini presidente dell'armi


le

reduce dalla Casa di Nazaret,

Ancona
1

(ora cardinale), present go,

chiavi del luo-

supplice e riconoscente, Ancona 84' tipografa Balufli. A' i4 seti^-mbre 1841

come

di

posto fortificato allidato a pre-

sidio militare.

Fra
s.

l'esultante moltitudi-

Gregorio XV col suo corteggio parli da Ostino per Ancona verso le ore 3 e mezza
I

ne, giunse Gregorio

XVI

innanzi

al

gran-

dioso tempio di

Agostino, ove fu

com-

jionuridiane, lungo
gli

la

via festeggiato das.

plimentato da'cardmali Gabriele F'errelti


(anconitano, ed ora penitenziere maggio-

abitanti de'casini eda'religiosi di

Ma-

ria delle Grazie. Avvicinatosi, la fortezza

cominci
ro
i

le

salve d'artiglieria,cui rispose-

cannoni de' bastimenti ancorali nel


porto, tutti messi a festa e in

vescovo di Sabina e abbate delle Tre Fontane), arcivescovo di Fermo, Ostini vescovo di Jesi, Testaferrata vescovo duSi
re,

bellissifuo

nigaglia.dellaGengaarcivescovodi Ferrara,Riario-Sforza Icgatod'UrbinoePesafo,

bell'ordine con bandiere spiegale, mentre


tutte
il

le

campane

della citt

cominciarono

Spada legato
[)elere
i

di

Forb, e Ciacchi.

A non ri

festivo loro suono. Al principio del bor-

continui applausi, mi limiter per

Lf

,M

A
1'

U
encomialo
ZS'on vi
cari,

M A

69
;

aggio a riferire

come

duliiii tiilte le coiifralernite tlelli cill

Borioni

descrisse f|uelli espressi nel di-

nel piesbiterio e in altre parti in posti di^


stinti

scendere dalla carrozza.'

fu allora
:

gradualmente presero luogo

car-

n legge, n modo
pe
in

negli applausi

tutta

dinali,i<S fra vescovi e prelati,

mg/

dele-

quella plenitudine di assembrati prornp-

gaio,
la

due

capitoli della cattedrale e del-

unanime, vivissimo, universale entusiasmo, ogni sguardo scintill fiamma, ogni cuore vers una sensazione che pi non capiva, espresse un desiderio; ogni anima si elio se^ e si port ad un fascino iale, ad un'esuberanza cos falla di rapimento, die niuno pot ratteuersi, possedere se stesso, frenare
i

collegiata, la magisiiatura civica, le po-

desta giudiziarie e amministrative, e luttu il clero secolare e regolare. Data quiadi la di Callinico
ria,

benedizione da mg.' Grati vescovo (anconitano de'servi di Ma-

propri

alfelli,

quali Irabocchevolisi dilfondevanoin quel

momento supremo

e possente. Gregorio

gi amministratore di Terracinay Stzzc e Pipcriio), il Papa dopo aver osservatola magnifcenzae lo S[)ieudoieond'era addobbato il tempio, ne usc ricevoto dal popolo con nuovi plausi ili ri-

entusiasmo addivenne l'arbitro d'ogni passione, il signore d'ogni sentimento, l'angelo della Intona novella. La sua presenza non torn gi come il guizzo d'un baleno che orge, ,bI

XV

in quell'istante d'

verenza e

di gioia.

Asceso allora sopra un


il

trono, cli'erasi eretto presso

tempio e

sotto un elegante aico trionfale gotico, si

mostr all'immenso popolo cui benedisse


all'etluosamenle. Volle indi recarsi a piedi, ond'essere pi vicino al popolo, al palazzo apostolico e delegatizio preparato a sua residenza, decorato con isquisita raagmficenza, calcando un ricco tappeto di

l)arbaglia e passa,

ma
il

fu

quella d'un Vicete

Dio, che allegra


le lo

cuore,

lo ricerca,

commuove,

le lo fa

piangere,
il

ma

di

uii [)ianlo,

che tu u disgradi

tripudio,

di
tf

quel pianto ch' balsamo, consolazione,


tregua a'mali della
vita. S, tulli
si

velluto color di porpora per tutto


tu

il

trat-

pianlegge-

gev;ino, e negli occhi di ciascuno

che percorse, ove giunto ammise amorevolmenle al bacio del [)iede la ma<'istraluia della citt,
rio,
i

va un'emozione universale, slraordinaria!

il

magistrato sanit-

Ci conobbe
le

lo slesso

santo Padre,
clic

il

qua*

tribunali dii.'^ istanza e di

commerle in-

ebbe a

dire,

che pi

alle acclama-

ci.

L'apparlameuto pouliGcio per


del prelato delegato

zioni egli a\'ca posto /nenie a\'isi celagli


occlii

defesse cure

com-

de

circostanti,

quali brillavanodi
si

sincera gioia, e facevano aperto ci che

passava per entro icuoii

...

Egli alle ac-

parve degno d'Ancona; e le pareti per Iodevole olferta di Giuseppe Stralla furono arricchite da una collezione di quadri
opere classiche
gnitoso,
le
il

da inazioni ed
alUibilil,

a'salnli

ispondeva con una


canonici

di

somui pennelli. Al di-

con una speditezza, che innaivi

degnissimo mg.' Lucciardi un

Ululava ". Erano

gi pronti

della collegiata con magnifico baldacchi-

no, Sotto cui fu ricevuto

il

Papa, dopo es-

pi delicate sollecitudini, e pose in opera ogni ingegnosa industria perch eziandio le domestiche stanze riuscissero
liete al

sere stalo ossequiato da mg." Catlutini ve-

gran

l^ontefice,

con piacevoli re-

scovo della
sorio, e

citt,

che

gli

present l'asper(

niiniscenze. Airap[)arir della notte geiierale e risplendente fu l'illuminazione.

da mg.' Lucciardi

ora cardinal

La

vescovo di Singciglia){\e.\t'^d\.o della pro^ vincia colla congregazione governativa;


e fra WaxwUidtiW' Ecce

piazza maggiore, posta innanzi al palazzo


apostolico, era slata

magnificamente de-

Sacerdos Magnus, M port all'adorazione del ss. Sagrameuto con ogni pompa esposto. Erano nella
vasta chiusa riunite d'ordiuc di mg." Cu-

corata con una colonna sulla foggia della

Tiaiana
terno,
dipinti

ili

Roma,

nel
i

praticabile nel su iadinlorno della (piale ei'auo


i

fasti del

suo poulificalo, e due

70
iscrizioni
lu
si

M A
froiile e nel-

UM

A
isruelilica,
la
lei

leggevano nella

guaio ancora l'universit quale nel quartiere da

parte opposta del piedistallo. Lateral-

abitalo, oltre-

n>eiite liinyo la piazza

erano

"2

trofei, in

che come

il

resto delia citt ave;i

messo a

ciascuno de'qviali elej^anti scritte decifra-

festa tutte le vie, fece alzare nella

vano

fasti significali
I

nella colonna.

An-

contrada maggiore un obelisco egiziano distinto


in 3 sezioni

cbe queste 4 isciizioni compose mg.'l'arili, e la colonna co' trofei immagin il


Bevilacqua, e tramandavano raggi di
ce. lu-

con

iscrizioni, elligie del

Pa-

pa, triregno e
la

stemma

pontilcio.

La seno-

principale nella facciala venne foggiata

La

cliiesa di

un
te

iato di
le

Domenico, cbe co[)re detta piazza, non cbe tiilti


s.
il

a fabbrica di delizie, con fregi, rabescbi,

guide e cascate
cbe
le

di fiori.

Tanto

l'obelisco,

palazzi e

case degli altri lati,egnal(i)enpaiaz-

scuole splendevano nella sera a Ira-

erano dluminali. Ris[)lendeva


di

sparente, leggendosi in varie parti plau-

zo municipale
lo,

bime vivo

nel

framezzato da iscrizioni
a

basamencomposte da

denti iscrizioni,
i

il

giorno dopo mercoled

mg.' Barili, a tra.^parenle; quindi di cor-

^sellembre, eia soleime per Ancona, come consagrato alla Regina d' Ognissanti
o

nucopi

piaceri nelle finestre del piano


tiasparenti

Madonna

di

s.

Ciriaco, possente patro-

superiore, ed inoltre di

cbe

na d'Ancona,
filiti

e poicli fra' pubblici voli

pieseulavano resterno abbellimento dalogli

con colonne ad

ai"al)escbi.

Rimpet-

perla liberazione dalcbolera, si comprendeva cbe la magislralura civica dovesse in tal giorno accostarsi forinabneii-

lo a lai palazzo la
la

grandiosa facciata delera posta a lumi con

cbiesa del

Ges
di

graduala mostra
gi

disegno del can. Lui-

l'ami rellore del seminario. Cosi l'aili

spello del tempio

s.

Francesco, ed

il

inagnifico palazzo di
tele traspaienti

Leucbtemberg

in

mensa Eucaristica, volle anco il Fspa parleciparealla di vola funzioneneila cattedrale,nobilmentee magnificamente apparata ilal capitoloe dal comune, essendo nella sommit della porla elegante
te alla

rilucevano eleganti inse-

gne pontificie. Erano pure brillanti dilumi le fronti della cbiesa del ss. 5agiariienlo e di quella gotica di s. Maria della Misericordia. Nella piazza del Teatro e nelle 3 vie cbe conducono alla Loggia o Borsa de' Mercanti, l'altra alla piazza Maggioie e la 3.* all' officio della Posta molli illuminatori a ci cbiamali da Centuaveano messo ad effetto luminarie [leiisili di liuovu mera\iglia, seguendo il difccgno (Iella Loggia gotico moresca. Da
lunglie funicelle difilale paralellameule

iscrizione di mg.' Barili. Visi rec a celebrar messa nell'altar maggiore, ove tratta

dalla sua cappella e in

mezzo
di

una ragN'ergine,
il

giera d'oro era soleimeinenle esposta la

prodigiosa
Si

immagine

Maiia

trovarono
gli

a riceverlo, oltre
i

vescovo

cbe

oib l'acqua benedetta,


1

sumtuen-

tovati 7 cardinali,

nig/ delegalo,

6 fra vescovi e prelati, due capitoli della calle*


il

drale e della collegiata, e lutto


colare e regolare, mentre
si

clero se-

cant V Ecce,

razione del

Saccrdos iMagims^ incedendo alia veness. Sagramento. Il Papa nella


assistito dal

traverso

le vie

da un muro all'altro decapo erano attaccati lamqucslo con

gli edifizi

di()eiulevaiio altri sollilissimi


cii

messa venne Cadolini e da


vi

vescovo mg.'
magistra-

mg.' Castellani sagrislu, e


gonfalunieie,
la

funicoli al

comunic

il

padini con fiammella divampante sur un


licpiido di vali colori; e tulio
tai

tura, ed altri pubblici funzionari e molti


del popolo, lutti perci di
laiili.
Il

vulamente esuled ascolta-

arte cbe esprimeva una lunga arcala

prezioso calice con cui avea celeIa.><ci

H 3 ordini C'<primenli

un vlto luccicante

brato lo
la altra

alla cattedrale,

di varinpnti fiori. All'imboccatura delle

messa, pass nelle contigue slanantico episcopio, decorosamente


il

strade

medesime

era con opera de' luuii

ze

dell'

iiulalo:

Camera

di Commercio. Si se-

ornale dal vescovo,

quale ucU'amnjcl-

U
(ere
te al
il

xM
in
i

.V

U
capitoli e cleri

71

Papa sedente
bacio
ilei

trono paternamen-

piede

due

con doralure.E poich la moltitudine sempre crescente per concorso dalle citt e
luoghi anche pi lontani dello stato pontifcio,non

ricordati, gii dichiarava iudividualmcnle


le

persone. Gli alunni del seminario


al

offri-

che da

esteri paesi, era allollata


la

rono

Papa

il

suddetto libro con ora-

sulla piazza
allacci
il

chiedendo

benedizione,

si

zione Petiarchesca e delicato mazzo di


fiori fnti e

Puiitehcealla loggia del palazzo,

odorosi, affabilmente giaditi.


il

e la benedisse

con effusione d'animo, dan-

Cal quindi
del
le

sauto Padre ue'sotterranei


nelle preziose

do segni

di suo cordiale

gradimento

alle

tempioa venerare
ss.

arche

dimostrazioni di affetto e di venerazione

spoglie de'

Protettori,
si

massime quel

che verso

lui

la di s.

Ciriaco in cui

ravvisa qualche

bramoso sempre
d'appresso,
residenza,
al

erano indirizzale. Quindi d'essere tra il popolo pi


di restituirsi a piedi alla

vestigio del suo sembiante.


espressi
i

Dopo
il

questo,

am

suoi sensi di

particolare amore-

avendo

a fianco

il

gonfaloniere,

volezza verso mg.' Cadolini,

Papa

si

port alla

visita

de'monasleri delle sagre


il

vergini, ove trovossi

medesimo

mg."^ ve-

quale dirigeva continuo discorso, mentre non lasciava ili attendereall'immenso popolo che si affollava ne' luoghi di suo
passaggio, osservandone con compiacenza paterna
la
il

scovo, col vicario generale

mg/Mongardi
prima
ol
s.

e l'arcidiacono IMucci. Si rec

rispetto e l'esultanza.

Lungo

monastero

di

s,

Palazia, poi all'altro di

Lorenzo, e per ultimo a quello di s. Barto lomeo, ili ciascuno de' quali fece liete di
religiosa consolazione le religiose,

cheamInnani

snise al bacio del piede e benedisse.


zi

ferm alla piazza di s. Francesco e contempl il prospetto della magnifica chiesa, la colonna rostrata co' due trofei, posti nel mezzo della piazza, con 3 iscrizioni nellequali mg. 'Barili espresse idi voli e
via
si

giungere al ."monastero, chierici e giovani del Uislretto dis. Luigi Gonzaga,


di
i i

giulivi sensi della moltitudine.

Ricorren-

do
le

nel

pomeriggio

la

processione decenni-

duetti dal can. Oltaviani benemei itodell'aiiconitana giovent, uscironodalla chiesa di

statuita per voto di portarvi la

Madon-

Maria degli Angeli ulhciata da loerano 3 iscrizioni appropriate alla lieta circostanza, con iti niauo rami di verde olivo, e divotameute
s.

ro, sulla cui facciala

na dis. Ciriaco ili ringraziamento della liberazione dal niorbo,il Papa mostr vivissimo desiderio non meno di goderla dalla
loggia della torre di sua residenza,
di seguirla

ma
il

ivi

con tutta
la

la

sua corte.

Ma
il

al-

Papa graziosaniente Papa nel palazzo, lo trov addobbato con magnificenza e gu>to, decorandone le pareti tre squisiprostrati furono dal

lorch giunse

processione sotto

pa-

benedetti. Recatosi

il

lazzo apostolico, oscuratosi di gi

gior-

no ed essendo
ordinaria,
il

la

calca del

popolo stradi

Papa reput conveniente

anconitano celebre, e tra' ritratti de' Papi e cardinali benefattori d'Ancona, il proti

dipinti del cav. Francesco Podesli

astenersi dal desiderato intervento,poich

si

vide pressoch impossibile d'intrometterco'cardinali (a' nominati conviene agil

prio semibusto. Dimostrata ammirazione


e gradimento,
si
i

giungere
cura
di

cardinal Mattei, che avea la

assise nel
pij

risplendente

trono e co'modi

gentili ricev gli o-

maggi

de* magistiati, de' consiglieri, de'

governare il viaggio, ed il cardinal Soglia venuto da Osimo, il quale mancato a' viventi a' 12 agosto 856, per cui
1

nobili, delle

dame

e de'ciltadini che desialla

deqnaraenle
giustissimo

il

successe ne' vescovati


,

il
il

derarono essere ammessi


za e al bacio del piede.

sua presena

cardinal Giovanni Brunelli

merit

Ebbe

sommo

piacere

il

dono presentatogli

dal gonfalo-

ji-incipe sig.r

Elogio dell' Em." e Rcv." cardinale Giovanni Soi'esco\'o

niere d'una bellissima copia della B. Ver-

glia Ceroni

gine d'Ojjnissanli egregiamente miniata

goli, letto nel 3."

di Osimo e Cingiorno delle sue so-

ri

UM

A
gli altri

UM A
lamie una breccia di facile salita, aiclie 4 bastioni e le cortine erano sgietelati e cadenti; le fsse eransi

i'.nni tse<jxdc ( i4 agosto i856 nella chiesa cattedrale di Oxiiio da Ciusep-

pe Ignazio Montanari, Ancona


AiJivIj e

da' tipi

riempite di
l'anliil

comp. i856), con molti vescovi (fra' quali a cagion d'onore nominer mg.' Antonio M." Deoedetto Antonucci
v<;scovo di Monte Feltro, odierno pastore

tmia,
Schio

parapetti
le

non pioHrivano

co prodlo,

piatteformesdrnscile,

ma-

non piLulefilatoesojuastanle le propinqne allure, il ponte levatoio della porla incastrato, la

e alcuni prelati (e fra questi J'ollimoanconitano ing/GiuseppeMilesi-

d'Ancona)

magnifica polteiiera ablo stalo

bandonata. Questo era


bile della
cilladella

deplora-

Pironi-Ferrelti attuale ministro del coiuliercio, belle arti, industria, agricoltura e

d'Ancona, quando

lavori pubblici),

non cliecon

lutto

il

cor-

Gregorio XVI, dietro il rapporto del bravissimocav. Paolo Emilio Provinciali ro-

leggio
te

ti

a un'accalcata moltitudine di gen-

mano, comandante
filare,

il

corpo del genio

nila

senza rilevarne impedimento. Essenla


il

ne ordin l'intero risarcimento,

dosi per schierala


alla sua residenza,

processione innanzi

riedificazione del Cavaliere basso da'fon-

pale loggia vener


se la sua

la ss.

Papa dalla princiImmagine, espar-

fu

damenti in uiiglior forma dell' antico, e prontamente corrisposto colla massima

benedizione sulle pie personeclie

speditezza e abilit; poich in


il

240
che

giorni
il

l'accompagnavano. iXella sei a il Papaammise a particolare udienza cardinali, \escovi e molte deputazioni, ch'eransi recati espressamente in Ancona a rassegnari

rovinio della cittadella disparve, e

macon-

si;hio, la torre laterale, la laiiipa

vi

duceda'terrapieni inleriori,e!ecoi line fu-

romi riparale
risarciti,

amnentaledi nuove mura

gli gli

omaggi

di

divozione e rispetto.

Fu
di
la

e di nuovi parapetti; i4baslioni cadenti


il

quindi presente da una delle finestre del

Cavaliere basso ricostruito ed


1

suo appartamento, ad una gran mole fuochi artificiali ben combinali innanzi
chiesa di
al
s.

elevato sino a

mc-lri,

minar

l'adiacenti colline, avente

onde potesse douna span)u-

Domenico

e perci di fronte

ziosa galleria

coperta, guarnita di

suo palazzo: l'illuminazione simbolegil

schetteria da fulminar l'uiimico che l'assalisse


;

gl

iiuni,

tempio della Pace formato di 7800 con r Iride nella cui lascia di vari

e al

li

sopra due casematte ne'


fra loro

fianchi, che

hanno

comunicaziofori

colori scintillava a granili caratteri di luce

ne per una galleria illuminata da


ti

aper-

l'epigrafe

Gregorio

1 Ancona,

Fmj
bre
il

la festa

notturna con l'elevazione di


la

un globo

areostatico. Giovech

l^apa

dopo celebrata
si

6 settemmessa nella
I

cappella privata,

rec alla cittadella,

una

delle pi ragguardevoli d'ilalla,

ove

Questo si il grande bastione o baloardo che il Papa permise nos appellasse Gregoriano dal di lui me, onde nella destra faccia della nuova muraglia fu incastrata una lapide col suo pontificio stemma. Inoltre si risarcirono
ad egual
tlislanza.

fu liceviitoda mg.' [iresidenle dell'armi,


e dal colonnello Lorini presidente delia

o rifibbricarono terrapieno;

sotlerianei, con casacol

malta perla comunicazione


la

superiore

cnmnissione preposta nel precedente ottobre a reintegraila dalle ingiurie degli

()olveriera

fii

racconciata,

e guarentita dall'umidit e dal fulmine;


le ls>e

anni e dalle passale vicende di guerra. Do-

esterne ripulite,

il

ponte levatoio

poche gli austriaci nel 81 5 aveano colle mine rovesciate tanto l'antiche quanto le nuove lrtificazioni, per .i'j anni giaccpie
1

risai cito, ec.

Questo giandiuso monumeu-

to fondato da' Paji, ridotto a scheletro,

per Gregorio
novella.
eretta

XVI

fu richiamato a vita

la cittaiiella in
doi'.o,

mezzo
il

un

totale

abbandi rol-

La

cittadella

d'Ancona

trovasi

per cui oltre

bastione Cavaliere

sulla

cima

basso the presenla\a un

ummusso

loGsul

livello

Aslagno a ilielri del mare, guarda nou solo


dell'

U
la

A
li

U
pecchia piacelallc ftjntlaMicnlu
l>ile

IM

73
parte eretto

sottoposta citt die

risarcito e acconcialo, e in

Yolinuiile nell'AcIriaticOjeil suo bellissiujo

per

l'attivit inarriva-

portu,
colline
stioni

ma

tutta la (ertile

campagna

le

del ^(illoclatu Uni." p.


11

Vern mentre

che l'accerchiano. Dessa ha 5 hae sono, il Cavaliere basso, ora bail

n'eia priore.
g
la

risarcito e acconciato la

andiosa sala delle donne, di cui pi belcosa

loardo Gregoriano, e
parte di lena,
il

Ciiaidino dalla

non
la

si

pu vedere, per
atldobUi, delle

l'ainpiez-

ba^lio^e de'Miiiori Osla

za,

per

[)olizia, e [)er la Mpiisilczza etl

servanti, del Quarliere, e

Campanache
un maschio
piano
si

eleganza
liti,

ilegli

.sii|ipellet-

giiardanu lacill e
sti

il

mare. Vengono qued'

dominati dalT altezza


5>i

dorature che la fregiano. L'ei'elto dalie fondamenta la superdelle pitture e


l)a

che

erge nel mezzo, nel cui

cosa de'pazzi, che

si

erge

in sul

pendio
pas'^eg-

j)onno appuntare grosse arliglieric


discoprono.

[ler

dono

de' 3 colli della citt, arieggiata e

battere lecolline pi lontane che da ipiel-

suleggiata. Quivi

un giardino per

Le forlificazioni dalla parte della campagna sono dilese da un vasto campo trinceralo di squisito
1'

allora

si

gio e per escMcizio di ((ue'pazzi che


la

amano

disegno, adorno di casemalle,ed'una poiveriera che per


la

vastit e architettura

pu

pareggiarsi alle pi magnifiche d'I-

uno spazioso luogo per quelle donne che bramano il la*orio, quivi un decente refettorio pe' deaienli non furiosi, quivi un piano-forte pegli amanti della musica, quivi uu
coltiva/ione de'liori, tjuivi

talia e di liilta

Europa. Entralo dunque


nella cilladella,
si

bigliardo pei
si,
ti

(pielli

Gregorio

XVI

rec uns.

(piivi in line

che vogliono riorearuna cappella ove deineiii

liedialamente alla cappella dedicala a

ambo

sessi

separalamenle adunansi

Larbara, nel cui Iroiilone eravi

l'isciizio-

ne celebrante l'avvenimento. Dopo breve preghiera si port quindi a mirare Teseguile lavorazioni e
il

per pregare. In questo manicomio que' che infuriano non sono pi percossi n
straziali,

ed allontanato lulloci che a-

nuovo

bastione, e

ver possa l'idea di tetro carcere. Vi ia


doccia, trovalo rimedio eliicacissimo pei'

lutto trov eseguilo con senno, sollecilu-

dine ed economia, onde estern


lia
li

la

sua pie-

soddisfazione

al

colonnello Provincia-

e al capitano Schiatti
i

comandante

del

Iurte,

quali a parte a parte indicarono al


il

l^onlelice

lavorio eseguilo;

massime

al

Provinciali con [(articolari lodi per aver

camepavimento e nelle pareti. Non pi funi, non pi catene, le camicie di sicurezza ne tengono le veci, le quali menlre infrenano il misero iufernio, non ne lmio strazio. Vigili custodi,
ralfienare gl'inqieli del delirio, e
re oscure imbottile nel

cambialo

le

seudjianze eia condizione

ma pazienli e umani,sorvegliano
si

rinchiu-

tlella cittadella

da capo a fondo. Il Papa esamin accuialameule disegni che gli present l'abilissimo Provinciali, interroi

di

giorno e

ili

notte.

Gregorio

XVI

se-

guito da Scardinali, da molli prelati, dai


g(jnfaloniere, dalla magistralura, dal se-

gando

e rispondendo con tale un

acume

naioredi Bologna marchese Guidoni (oi-

di sa[)ereda

sorprendere
JN'ella

[)i inlelligenli

timo personaggio ora delunto)


distinte pi.rsone,enliato nel
i.

da altre

dell arie

militare.

piazza d'armi,

atrio, in (a-

sedenlein tronosolto magnifico padiglione,


tli

do

si

rec nella cappella o pubblico ora-

ammise

al

bacio del piede

membri
d'ogni

della commissione, e

gli uHiziali
liilli
il

grado e arma, trattando


indicibile. Dalla fortezza
si

con bont

santo Padre

condusse alTospedale uibano degl'inma^uilco slubihiuculu lu puilu

fermi e mentccalliincura de'virtnosi bentraltiiiij

brevemente equinuomini, ove non furiosi erano assisi a tavola u tulli merendare, eseiiza punlo sgomentarsi alla slraordinaria visita, conlinuarono a luangiare con gran seriet, bench il Patorio dc'demenli, oi
di pass nel giardino degli
i

pufiuucuuicuic uvviciualuaidiaAclurobc*

74
vide
il

A
j."

U MA.
atrio

nigne parole. Piissalo quindi nel

religioso

la

magnificenza del luogo e

la

laboratorio de' pazzi, entr nella

sapienza degli
1

ordinamenti, oud' esso

saia de'bagni, ed osserv in allra gli striitueiili

elellrici di cui ricerc

1'

uso, iiioin

sita

rinomato in lidia. Questa pontificia vivenne ricordala con lapide marmo-

straiido

multo discernicueulo anche

rea, erettagli dal

Rm.
il

questo

(lili'icile

ramo
le

di scienza, in

un

2."

ordine. Piestituilosi

p. Vern e dal suo Papa alla sua resi-

giardino trov

pazze, ch'erano pure a


le vi-

denza, pass poi nella sala del trono

ric-

mensa
zione

quesle per riconobbero chi

sitava, e prese
s'

da straordinaria consola-

camente addobbala ed ove faceva bella mostra nel sollllto il cpiadro rappresentante
la

inginocchiarono, proruppero in

Fortezza che

dx la

mano
il

alla

pianto, e coiuinovendo l'animo del

Papa,
Visit

Religione, ed ove delineato

baloardo

co gesti e colla voce


se

le

confort ed

ammi-

Gregoriano,menlreilTempo legge l'iscrizione incastrala nel njedesi(no e da lui


trascritta in

con carit
la la

al

bacio del piede.

inoltre

corsia delle pazze furdjonde e

una tavola

di

bronzo per

tra-

macchina rotatoria e l'altra oscura imbottita col bagno di sorvide

camera

della

mandarla

a' posteri, ili|)inlo

per ([uesla

occasione dal sullodato Viicenzo Podesli,

piesa.

Esanno da tdlimo

il

prodotto de'
del-

con iscrizione monumentale


li, il

lavori d'
la al

ambo

seisi,

domandando
il

tutto orilinatodal delegalo mg.'

condizione mentale

di naolti individui,

Ciardi. Inoltre nell'


lcio, la sala

mg. BariLueappartamento ponli^


di
si

che rispose con molla sapienza

d.'

dipinta alla foggia egiziana

medico e direttore del pio luogo, di esso benemerito pel suo instancabile zelo; e conosciuti con sovrana e paterna soddi.sf.izioue bei risnltiiti che si ottengono al ben essere di tali infelici da'nuotri meIMonti,
i

vide adorna d*

un magnifico
in

ritratto di

Gregorio X.VI

egiegia del prof, di


Potlesli, fratello

manto e triregno, opera s. Luca cav. Francesco del nominato Vincenzo.


i

Ivi ricev in
ri

formale udienza

consoli

aste--

lodi di cura adottali

dopo lunga

espei len-

delle diverse nazioni stanziali in Ancona,

za e meditazione, ne lod la saggezza e


l'apjilicazioiie

a'quali gentilmente permise chesi presentassero colla

enicace.Enlr poscia nell'omagniilcenza, e ac-

spada

al fianco.

Il

cav. Giu-

spedale dtlle donne sane di mente, e rest


SOI

seppe Balufii console di Sardegna e Lucca


prese
la

preso dalla

jiiolta

parola per
il

tulli,

e l'esegui in
rispose,

moeoa

costatosi all'inferme le consol e benedisse.

do, che

Papa cortesemente

Giunto linalmente

alla sala del trono,

tanta dolcezza e dignitosa affabilit, che


rienjp tultid'ammirazione.Aininise quindi a
li si

vi ascese e

ammise
i

al

bacio del piede

la

f.imiglia religiosa e

professori dall'ospe-

udienza varie deputazioni,


bacio del piede tutti
ti'

fra le

qua-

dale, lutti incoraggiando a proseguire nel

distinsero (|uelle di Ferrara e di Foral


i

nobile, utile e caritatevole loro mmisteio.


iNell'uscii e

l,

ed

pubblici im-

dallo stabilimento vide la gran-

piegali

Ancona. Verso

le

ore

diosa f uniacia, ricca di suppellettili e


dicine, e

me-

diane, a preghiera del gunfuloiiiere e


gistratura,
il

4 pomerima-

profondendo

elogi alla
all'

gliosa sollecitudine e

meraviingegno del p.

Papa

si

rec in carrozza ai

famigerato

Vern generale

de' benfratelli,

che per
il

ch

iosse

d'Ancona. Al quale, perdato un adilo convenevole e dei-*orlo


si

singolare onore avea compreso in tulio

coroso,

come lungamente

desiderava,

viaggio nel suo nobile seguii.) (come


vai nel voi.

rile-

pei rincessante alacrit del conte

Quereus.

XLl V,

p.

avendo onore-

ghi gonfaloniere, era stato operaio dall'

volmente riparlato
p.

di Ini ne' voi.

XLIX,

architetto Bevilacqua sulla piazza di

27

I,

272, 273, LII,p. 24i)> ^ l'avea


dovendosi a
tuie lUuslre

ricevuto e accompagnato nel pei correre


lo blabiliiueulo,

Primiano imo squarcio nelle case poste a u\\ canto della medesima. Esso fu aperto
u

iurma

di

magmiica

burriera, per cui vu-

U M A
licaiulusi

U M A
Mj
di spirto viril

75
il

im ponle

ili

legno all'uopo coil

ricolmo

petto, -

Monta
fortu-

siniilo

si

entrava nel porto,

lutto con
Il

l'altero pino, e fianco

eretto- Di soste-

disegni clell'arcljilelto Be\ ilacqua.

l'apu

gno
gno

al salir

d'uopo non ave.


!

disceso di carrozza e dischiusi


dclla barriera,
il

cancelli

nata gloriosa nave


a

ec). Piicevuto sul le-

la

pass pel

."
i

percorremlo
ponte e ne'
mg.'

vapore dal nominato e celebre cav,


desider
il

ponte fra

il

giubilo del tulio popolo. Ne'

De Bruck,
e mossossi

Papa

di

fire sul
in

jiiloni alzati aliai.' lesta del

legno medesimo un piccolo giro


ca

mare,
a cir*

piedistalli di ilue

colonne rostrale, erano

immediatamente giunse

<liverse iscrizioni ilell'aurea


Larili, descriventi

penna

di

quanto erasi fatto per onorare l'amato padre e sovrano, nell'incedere peli. "al porto Anconitano per la barrieia che dovea pi eliderne il nome, e
Io

un miglio fuori del porto d'onde relrocedette. Dinante tale tragitto ebbe a caro
il

Papa

di visitare
i

il

piroscafo in azio-

unico

presedi Barrierii Gregoriana j [lOvlQ fra Venezia e Hrindisi, ed opportuno

notandone particolari ccommendandone la bella tenuta. Diti (piindi contrassegui di gradimento al rispetlabileca v. De Bruck, non che al comandante del bastine,

a' cooi merci coli' oriente.

Gregorio

XVI

mento

e all'eipiipaggio, e

benedetto

tutti,

dopo osservala con compiacenza questa granile opera utile al commercio e di decoro
alla cilli, ascese sul rivtillino pas^u-

rimont

nella lancia. Indi a preghiera de'

de[)utati del

commercio

si

diresse alla
la

Log^ia o Corsa de'Mercanti,


ciiante tnagiiiiioa e

(|ualeme-

do
ile

sotto l'antico magnifico arco di

Tra-

agevole gradinata era

inno, ed entr in

uno splendido padiglio-

stata resa dnlcemenleaccessibile dalla parte

gaiamente ideali dall'ingegnere pontificio Matteo Livoni. Ivi iii compagnia d'8 cai diiitiii si com|)iacque
e loggia coperta,
tli

di

mare, decorata
illustri

d' iscrizioni e delle

itatue degli

anconitani, Benvenu-

to Stracca scrittore in cose di co.'iimercio

veder varareun naviglio meicanlileco-

e Ciriaco

de Pizzecoili gran viaggiatore e

struito in q<iel canlieie, navigliociii bene-

antiquario. Entr ilPapa nella gran sala

disseecluiim

s.

Mauro, nome
il

ila lui

por-

riccamente adilobbata, e nelle cui pareli


risallavano leggende

lato nell'ordine camaldolese e nel cardi-

commemoranti
d.i

la

Papa accolto l'invito gi fattogli dal cav.DeBruck direttore giierale de' vapori austriaci del Lloyd di
nalato.

Avendo

protezione accordata

Gregorio X.\Tal

commercio,

e iin[)loraiiti benedizioni alle


ile'

arrischiate fatiche

nocchieii. Sal sul


alfabilineiite al

lrieste[l
fu

.),di

recarsi a vedere

il

piiosca-

magnilco trono
bacio del pide

e
i

ammise

Mahmudie, chea
si

gentile e riverentecu-

ra di tale societ

era posto a sua disposi-

primaria e
poi
il

il

componenti la camera tribunale di commercio, dii

zione,

mont

egli

prima sopra una orna-

ceto de'mercauti e

capitani di ina-

tissima lancia,allestila dal governo, ove


capitaiii della citt addetti al

4 commercio
1

lodando e quesl' ultimi iucoraggiando a nuove intraprese, delle quali


rina, lutti
egli

inaritlimo facevano
li,

l'nllcio di

remigan-

riconoscevacapace

la

perizia della ina-

te

dalcomandanle Raifaele Milesi. La ipiale


e diretti

del porto con-

rina anconitana,

come

quella clui preci-

lancia seguita
si

da

altre \i pel nobile corteggio

diresse

al piroscafo fra gli ria e del po[)olo

applausi della marine-

accorso su pi centinaia
il

di battelli (da Treviso

eh. cav. Filippo

Scolari

invi al
il

Papa un
il

sonetto, celeseu-

brante

suo ascendere

Mahmudie

puamentefa sventolare il vessillo punlillci nelle pi remole spiaggie. Segu poscia una regala o corsa di 6 barchette, ed il Papa raddoppi i premi. Imbrunita la sera, il magislralo civico e zeltinli deputali delia camera di commercio stipplicalono il Papa di onorare con sua presenza
i

z'alcun appoggio, nel cui originale leggo:

il

padiglione eretto fra l'onde nel mez/.o

Lo

vedi

Ei

d'alte cure e d'auui grave,

del bacino del porlo, su

manufatta

isolet-

r76
ta,

MA
che
cill dal lato delil

A.

acciocch potesse goder Io spettacolo

della cittadella, che poi quasi in

un ba-

delle luminarie e de'f'iiuchi artificiali

leno apparve illuminata di

faci.

A cpiesto

s'iucendierebbero nella
la

marina. IMontato (juindi

i'apa nella

lancia di cinsi era giservilo, seguila dall'altre lancie pel


al

nuovo, varialo e stupendo spellacolo fu soprallalto di lauta meraviglia T animo del benigno Pontefice, che ne ripel con

suo corteggio, approd


di

amorevole degnazione
re e deputali della

gli estatici

e allet-

padiglione iu forma ollagona e

gotica

tuosi sensi a'beneraerenlissimigonfalonie-

slrullura,

non che

di

soda cosUuzione e

camera di commercio,
un ripetere iucesin carroz-

capace di 200 persone, addobbalo con

a tutti

gli

anconitani. Montata rpiindi nuola

grande
tli

squisitezza ed eleganza, felice pen-

vamenle

lancia fra

fcicro del

gonfalonieie diviso colla

camera

sante di salutazioni e di viva, discese nella

commercio, ed egregiamenle eseguito


tiel

Loggia de'iMercanli,ed entialo


al

dall'ubilissimo Livoni,e per l'atlivite le

za procedette con lento andate traversola


citt.'i

cuie

jueslo

marchese Cesare Benincasa. In punto volgendosi verso la citl si presentava essa informa semicircolaresul-

palazzo apostolico. Per

lai

modo

gli fu

agevole l'osservare a parte a parte


precedenti nell interno della citt;
teatro fu pago

le

luminarie ch'eransi ripetute come nel-

l'orlo del

mare

tutta splendente d'innu-

le sere

merevoli

faci,la cui luce

raddoppiavasi
il

ri-

e giunto alla piazza del

percossa nel

mare

tranquillo,

tulio

l'or-

della sorpresa procuratagli con

una
gli

graii-

inando una lale da non


vere. Tulli e lulte
le
i

vista di
|)0lersi

magica meraviglia e in poche parole descri-

de

tela trasparente, nella


il

quale scorgen-

dosi dipinto
ridestata
la

ponte

di

Delluno,

venne

navigli poi giacenti nel porto

dolce rimembranza della cara

con bellordine luccicavano


grandi festoni
li colori.

barche [)escareccie squadronale di lumi con


di globetli Irasparenli a vala punta della scobaluardo della lanterna, pure
r.iz-

sua patria. Rientrando nella residenza fu


salutato da
scello coro di musici accolto in

un inno che cantavasi da una logatlet-

Intanto ira

gi della

medesima, composizione

glieia,

il

tuosa dell'avv. Castellano. Nella mattina


del seguente giorno venerihi 7 settembre
il

illuminali, e la cittadella sfolgoravano

zie sco[)piavano bondje

artificiali.

Palle

Papa dopo celebrala


si

la

messa

in piiva-

di fuoco a vari colori innalza vansi dal pi-

lo

ilispose alla parten/,a, dc)[)oafer did.il

roscafu austriaco e dalla Loggia de'Mercauli,

spensalo varie grazie e fallo decorare


cardinal Matlei della croce di
tlalori di
s.

menlre

le arliglieiie

facevano da

comuieu-

varieparlicouliuualo rimbombo. Equan-

do

aveano posa, o una banda militare alternava armonia di slrutncnli, od un


esse

coro di voci con noie va


la

uiu.^icali

concerta-

melodia d'una barcaiuola con cailenze alla veneziana, e tutto sul dorso
barchette vaganti intorno al padiIl

Gregorio Magno il gonfaloLoilovicoQuereughi e il marchese Carlo bourbon Del iMoute, di cavabere di dello ordine il marchese Stefano Agi presidente della camera di cuimnerniere conte
ci,

ed

il

segretario di cpicsla Franceichi-

tlellc

ni di

cavaliere dello Speron d'oro: aiui

glione del Papa.


posilore di essa,

can. Borioni fu ilcomfar cosa grata al ve-

riceverono corone preziose benedette, medaglie di beiiemei eiiza e altre nedaglie,

onde

Udo

Soiuuiu Pontefice, LNocchiero e Re,


inlilolata:

ed

il

vescovo ebbe una sonuna


si

di

denaro

che stampala pure a parte


JJi.sliiu
iii-a il

Al

da disUibuii
il

u'povcri della cill, a\jiiali

Peccatore nel ^iur/io che unO' cV AiLCoaa distia augusta prcic/iza, Barcaiuola. Da ultimo ebbe

comune

e la

camera
a
\

di

commercio avcai

Por tu

nodisj}cnaio3o,ooo libbre di pane. Uicexelleil


uig.

Papa

udienza

cardinali, poi
ca[>i-

luogo

il

simulalo incendio cosi

vighu aucuiulo ui.a luce del

un naporlu^cumu
.!'

Caduluii

escovo diocesano col


il

lolu della callcdralc,

goulaluuiere cui-

U M
la

A
i

U M A
deputati
fui BiilufTi.

77

magistratura,

il il

presidente e
cav.

Avendogi Gregorio

XVI ag-

del

commercio,

De

I3riick col co-

gregalo

al

sagro collegio l'anconitano car-

mandante
tutti

del Miilimudie, ed altri

che

ac-

colse colla consueta sua

amore voltura,

nuovo rallegrare Ancona con creare cardinale l'altro condinal Ferretti, volle di

rivolgendo parole piene d'affnbiiil,

cittadino e proprio vescovo Antonio

M.

di gentilezza, di

paterno amore, congraricevute


spettacolose e
gli

Cadolini
1

lo
I

promulg

nel concistoro de'

tulandosi delle

sontuose

teste,

altamente lodando
lui

an-

chiesa di

q giugno 843, gli confer per titolo la s. Clemente e lo dichiar protet-

conitani per averli ammirali a

divoli

tore delle cilt di

Umana

e Sarsina,

an-

d'una fede sincera, con sua inesprimibile compiacenza. Si rec quindi alla grande
loggia del

noverandolo
lizie

alle

congregazioni cardina-

della concistoriale, de' vescovi e re-

palazzo, e
di

nuovamente

colla
il

golari,

del concilio
l'avv.

e della

Laurelana.

massima espansione

cuore benedisse

Laonde
bli(X)

Caslellanoa suo onore [)ub-

popolo, salutandolo eziandio con

gesti e
11

un'iscrizione che termina con que-

contrassegni di sua pi viva all'ezione.

ste parole: ylnroiiitani gioite.

L'opera di
il

che ridesi nel popolo 1' entusiasmo e l'anim a grida di divota gioia, divagan-

Gregorio

XVI

compila. Impernccli

dolo dal

triste

senso per

la

sua imminenil

te partenza; cui s'aggiunse

dispiacere di

Papa nuliendo particolare propensione per Ancona avea esentalo dalle lasse governative coloro che di nuove fabbriche
provvedessero all'ampliazione della
di
cilt;

una

fallita

speranza

di

altro giorno la di

lui

godere anche un essendo presenza


;

pi avea ordinalo

la

costruzione del

lutto predisposto

onde

la

piazza Maggio-

re fosse tutta quanta convertita in deliziosissimo giardino. Pai lito Gregorio

za allecasechesi costruirono fu
ria

grande arsenale maritlimo. Di conseguenpermenio-

XVI

da Ancona, lungo la via gli abitanti di Falconara lo festeggiarono con due archi
a'iimiti del loro territorio, e con

dalo il nome i Borgo Gregoriano, al quale dipoi fu sostituito l'attuale di >5orgo JMaslai, cognome del j>iceno Ponte-

l'incon-

fice

che regna. Quanto


:

all'

arsenale va

tro del clero

e della
gli

magislratur,T; altro
s.

arco eressero

abitanti di

Marcello.

Per Chiaravalie, le cui dimostrazioni acgiunse in cennai nel voi. LXXll, p. q Jesii^F). La fama avendo tosto propalato Je maguidche feste d'Ancona, il eh. Gio.
i

Relazione della sagra veremoda onde fu inaugurato l'Arsenale Anconitano dall' Em.' Rev.' del
letto l'opuscolo

cardinale Antonio Tosti pro-tesoriere


della R. C. A. il 12 giorno onomastico del
blicare

marzo iS56{c\i\al
Vi\i>a),

fatta pub-

Francesco Rambelli, che ne fu


tatore e ammiratore,

lieto spet-

da Ila Camera primaria di coni-

pubblic poi colle


di-

ncrcio d'Aiicoa,W\\'f[Z per Gustavo

Stampe: Gregorio
Persicelo a
cCi

XF I in Jncona,
i
'

Sartoij Cherubini tipografo vescovile. In

scorso letto nella sala comiinitatii'a di

fronte

vi

un bellissimo ritratto del car-

2q settembre 84 per la

dinale del litografo Maggi. Queste beneficenze dipoi volle Ancona celebrare con L'accademia vocale edistrumentaleche il municpio cV Ancona d nell'aula del

premiazione degli ahiuni delle pubbliche scuole. A'iQ dello slesso seltembie
lug.' Cadolini tenne
il

sinodo diocesano.

nell'anno seguente mg.' Lucciardi die


e strumentale

nell'aula del palazzo apostolico un' y^r-

cadenna vocale
nizzare l'anno
parti.

per solen-

suo palagio la sera de'6 febbraio 8/\6 per festeggiare l'anniversario dell incoronazione di S. S. Gregorio Xfl. Inno
allusivo alla benignit di S. S. verso di

XII dell'

esaltazione al
divisa in

soglio di Gregorio

XP I,
1

due

Ancona^ novellamente dimostrata con


la graziosa esenzione delle tasse ec, An-

Per essa il can. Borioni compose un' Ode marinaresca, Ancona 842 tipogra-

cona

846 per Sarloi

Cherubini.il i ."gi-

78
gno 846
1

U
[inssnlo
il

A
eterni riposi

U
Gregnda Ancona
linnri, nella

A
di
s.

ai^li

qnie nella propria chiesa

Carlo a'^a-

rio
si

XVI,
al

cortlinal Cadoliiii

quale

l'illtislre

dtfnnlosi era
quali erano in-

rec

conclave per l'elezione del sue-

tanto adoperalo coi pio suo zelo e facoiidia a vantaggio de'fedeli,


vitati
i

cessore, e segi nella persona del regnante


Poiilefice Pio

!X

de'conti IMastai,

la

cui

il

ad

assistervi e sulfragarlo,

con epi-

luslre famiglia
2o

nppnrienendoa! ceto
la cill

patri-

grafe posta nella porla maggiore delteiupio e pubblicata dal n."


1

d'Ancona,

celebr

il

faustoav-

82
di

del Giornrtle

veniiDento nel
ijienio al n.
I

modo

lifeiilo dal

Supple-

di

Roma. Qnal

vescovo

Cesena l'avea
il

36

delle Notizie del

giorno

celebrato in purissimo latino

can.Tilo

846. Scoppiala la rivoluzione in Roma (/"'.jnel noveinbrei848,fataImenlesi prpag in lutto lo staio in^^ieuie alla prinulgata repubblica romana, ilcbe coslrinse
il

Masacci, col riportato dal Leoni nell'^/?-

cena illustrata, p. 435. Il regnante Pio IX nel concistoro de*5 setlendjre 85 Irai i

slat dalla chiesa arcivescovile di

Tarso

Papa Pio
gli

IX [V.)

ad invocare
i

il

soc-

l'attuale zelante e saggio pastore

mg/ Andi sue

corso delle potenze per re[)riiiiere


li.

ribel-

Ionio !M." Benedetto Antonucci di Snhia-

Pertanto
I

austriaci per capitolazione

co

nel quale articolo feci

cenno

a'

givignoi 84c) cullarono nella citt e

viriti e delle

ragguardevoli cariche diploriveren-

foltezza d'Ancona, clic tuttora guarnisco-

iniitiche esercitate e degli altri vescovati

no, liberando

venerando cardinal De Angelis arcivescovo di Fermo dalla dura prigionia che per 100 giorni avea patito
il

governati con lode, ed a'voli

ivi
:

temente emessi qui aggiungo Di Ti.i di-iil loiigam pyliam siipei'are scicctam^
cio ripetendo quanto l'ab. Leoni
dell' allora
scri-^se

nella fortezza, pel sacrilego arresto fatto


di

sua sagra persona da' rivoltosi nello

vivente predecessore curdinil

slesso suo arciepiscopio, essendosi

ancoat-

INembrini

a p.

448

e cos la diocesi

d'Au-

lentato a' preziosi suoi giorni (ora non

cona ed

Umana

ne potr ulteriormente

occupano
le

gli austriaci a'

che Ancona e Bolo1

gna, poich

26, 2y e 28 ottobre 856, truppe pontificie presero il luogo delle

godere l'egregie doli pastorali; avendone gi dato prove anche quando fu nuov.i-

mente

la citl

ledesche nelle varieciltdi

Romagna, con
accordo colle

ribile oholera).

d'Ancona flagellala dal lerImperocch fuggii pro

otlimo ordine e
in

col miglior

milizie imperiali), ludia'^y

giugno prese

motore eprincipale contribuente, per da re uu asilo alle povere giovanelte anconitane rimaste orfane pel

Ancona

le

redini

ilella

pubblica aro-

morbo

nel i8:)4
il

niinistrazione mg.'DonienicoSavelli

come del-

enei

855. Terminer con

ri[)elere

niissariostraordinario delle
le

Marche

riferito dall'uUiua proposizione coucistoriate, cui

Provincie d'Urbino e Pesaro. Gli sue-

aggiunger alcune parole.


illa

Aa-

cesse

mg/
ed a

Camillo Amici commissario

cona notissima Piceni rivitas maritima,

pontificio straordinario e delegalo apostolieo,

a qna notnen sumpsit


litus

provncia; ad

omosso a pro-legato di Bolegna, l'alluale mg/ Lorenzo Bandi. 11 ve icovo cardinal Cadolini nalo a' 9 luglio in Ancona, ivi mor compianto per 1 77
lui pi
1 1

Adriatici maris

sita,

ac par tini in

jlano et

partem

in colle aedifcata, in

suo triuin fere niilliarium anihilu una, cunisuhurbisquatuor mille donios et trigi/ita circiter mille

le

sue egregie virt

il

.
1

agosto

85 1,

12

enumerai e ives.La

se-

giorni
d'eti.

dopo dacch avea compiti 80 anni


Il

suo corpo

fu

esposto con solenni


vi

de vescovile d'Ancona ed Umana immedialamente soggetta alla s. Sede. La catlediale >ollo l'invocazione di
lui
s.

funeiali nella calledrale, e

reslscpollo

Ciriaco,

con onorevole lapide. In Boma la congregazione di s. Paolo, a cui avea appai lenulo,
gli

mala

di gotica struttura,

con maestosa

gradinata, e nntiporlico tolto di

marmo

celebr solennemente altre esc-

sostenuto da due belle colonne che [iosa-

A
capitolo
si

U M A
compone
l'arcidiacono, le altre
1'

-M
arci|)rete e

no sul dorso di due gran leoni di granilo. Antico i)* il dis(";no e si novera fra le pili iinliclie chiese d'ilalia. Due grandi navu
te,

di Ire dignit, lai.'


il

primicerio: eravi

|(iirc la

dignit del pre-

ciascnnn di

anlii sofetenuti da niarin

inciee colonne, die


trico
si

un pnnlo concen-

uniscono, e si tagliano ad eguali di-

slonze,

formano una

pi fella croce greca.

Nel mezzo, sjslenula da 4 grandi pilaslri,


s'ei

posto, ma reslo soppressa. Queste dignit formano cpiasi uncoiptja parie e non hanno voce in capitolo, e vestono dell' abito prelatizio nero, dovendo perciiinplorare d'essere ammessi Iva pi-oloiotari apostolici titolari

la

cupola re()Ulala una delle prime

o onorari (de'quali riparlai nel


p. 8).

elevate in Italia. Dissi gi elicla primitiva


(fitlediale eia sagra a
U/iiiliie, e
s.

voi.
.se

LXXl,
i

Di 12 canonici conipredel penitenil

Stefano proto-

le

sorgeva fuori

le

mura

sul colle

ziere,
(Irio

prebende del teologo e quali hanno per capo

priore, uf-

AMagno, demolita neh 174 per

l'assedio

che esercitano per turno d'anzianit;

di Federico 1. L' odierna eh' sul colle Guasco, porlo in origine il nome di .Lorenzo arcidiacono della eliiesa romana e

6 mansionari chiamati canonici sopratiprimi hanno 1' uso del rocchello e della cappa paonazza ornata di
di

nuoierari.

martire, ed ottenne poi quello di

s.
1

Ciria

pelli d'ai niellino


le

di sela cretnis
la

seconda

co vescovo e martire, quando nel 270 si licosliu'i pi ampia e decorosa pel famoso
arcliitello INlargaritone d'Arezzo.

stagioni, e nell'estale

niozzetta di se-

la

paonazza.
1'

canonici soprannumerari

Era

a."

hanno

uso del rocchetto e della cappa


di pelli Iiigie

callediale cjuando esisteva


'

la

precedente,

paonazza ornala
nera secondo

o di seta
estale la

e rest

i."*

dopo
il

la

sua distruzione. In essa

le stagioni, e nell'

non
cui

vi

baltislcrio,

perch non ha

la

mozzetta
lciali

ili

seta nera.

Di 4 chierici benerajcllrtiins

cura d'anime.

Ha
s.

i\ue belli sotterranei, la


lii

cantori,

ac iionruillox
la

volta sostenuta da i colonne,

rccciitioris iristilutionis (del cardinal Cadolini),

quello detto di

Ciriaco

vi

riposano
1

le

che vestono

cotta e l'alinuzia;

spoglie de'ss. Ciriaco, Marcellino


rio;
I

e Libe-

e d'altri preti e chierici addetti all'ufllzia-

ha 5
di

altari, de' cpiali


s.

il

1."

innanzi
i

tuia divina. Episcopale palatiuiii

ad e-

urna

Ciriaco, negli altri riposano


I,

jusdem pene montisradire^ pnsitninaliqtiaittitn distai

corpi di

s.

Marcellino
b.

di

s.

Liberio, di

s.

acathedrali,ntdlamquc.

Palazia,e del

Antonio Fatati. Incontro


ss.

reparatioicn caposcit.
chiali

Le chiese

parroc-

a tale sotterraneo l'altro, sovrastato dalla cappella del

Crocefisso,

della

Madonna
suo altare

delle

Lagrime,
si

chiamato e, non ha
11

d'Ancona e del suburbio sono io, tutte munite del s. fonte, qnarimi altera sub titilli s. Blariae de Platea, et s. Hochi est

che

il

in cui

venera l'imma-

edam
il

collegiata,

la

cui cura di
la fa eser-

gine della B. Vergine col divin Figlio.

anime
cona

capitolo di ii canonici

dotto can.
ci

l'elrelli

ivi

neh 834 incomin-

citare dalla dignit del preposto. In


vi

An-

un museo sagro d'antichil cristiane, trovate nella diocesi d'Ancona ed Umana. Sono molli anni da che si litenne che la
cattedrale

sono

conventi de' domenicani,

minori osservanti, ca[)puccini, conventuali,

agostiniani, carmelitani calzali, minifratelli dello

minacciasse rovina a

causa

mi, serviti, benfial eli), e


le cristiane;

scuo-

d'un cedinienlo avvenuto


del fabbricato.

al sinistro lato

ed

monasteri delle monache

Dopo

falle

alcune riparaessersi allon-

zioni e inzeppature,

sembra

scane, e ripsimiane armene. Di pi

canonichesse Lateranensi, Clarisse fiancesi con-

tanato

il

temuto pericolo. INoudimeno


e santuario fa

tano 3 conservalorii, diversi sodalizi,


fanotrofio, l'ospedale,
il

l'oril

questa principale chiesa

monte

di piet,

conoscere ra>soluto bisogno d' altre pi

seminario, ed
bilimenti.

altri benefici e scientifici stn-

grandi riparazioni e

di ristorauienlo.

Il

Ogni nuovo vescovo d'Ancona

8o
ed

U
Umnna

?,

UM
camera
'

tns<!ato ne'lihri delln

apostolica in foiini
della

44^

'7^>

^^^

f^i'"lli

golarmente versato nelle lingue orientali. Per tanti meriti fu condotto in Roma
nel

mensa ascendono a 8000 scudi nonniillis oncribus gravali. La diocesi st esfende per un territorio di circa 3o miglia, e comprende pi luoghi. UMBERTO DI Marolles o Marou,iEs(s.), prele religioso. Nacque a Maizires suirOise, due leghe lungi da s. Quintino.
I

!o49

*^''^

''

Leone IX, che

lo

consagr

vescovoeil inviinSicilia con litolod'arci-

vescovo, per istruire que'popoli nella cat


tolica religione.
Il

Grossi nella sua Cata-

nia sacra^

si

studia di provare che fu vedi

scovo e arcivescovo

Catania, conf itan-

do

il

Pirro che nella Sirilia sacra io


di

suoi genitori Everardo,

il

quale

vuole arcivescovo

Palermo. Cardella
cardinale ebbe dal

onorato del
uoscute
le

titolo di bealo, e Popita,

co-

non persuaso

delle lue lestimonianze.e


il

ottime di
al

hi disposizioni, lo

soltanto crede, che

destinarono
ci
il

servizio degli altari, e pera

Papa
lio

facolt e giurisdizione illimitata su

condussero

te la tonsura clericale; poi Io

Laon, dove ricevetmiseio in


fosse istruito nelal

un monastero perch
la

piet e nelle lettere. Elevato

sacer-

dozio, pass alcun

tempo

nel chiostio, e
all'ere-

ne

USCI per recarsi a

dar ordine

dit de' suoi genitori. in sua casa


s.

Dopo
e
s.

avere accolti
Nicasio,
li

Amando
il

se-

Aggiunge, che nel concipremio di sue apostoliche fatiche fu nel io5i crealo cardinale vescovo di Selva Candida (/^.), cancelliere e bibliotecario di s. Chiesa. A ninno meglio che a questo cardinale cred s. Leone IX di arlidare il governo del celebre monastero di Subiaco, di cui nello j3 Io
tutta la Sicilia.

romano

in

gi per soddisfare
sitare la

suo desiderio

di vi-

elesse abbate.

Non manc
santuario

egli di corri-

tomba

degli Apostoli; e dicesi

spondere

alle pie ifitenzioni del


(]uel
la

che per

lo stesso

motivo
a

facesse dipoi

un
si

restituire a

Papa, eoa monaslica

secondo viaggio a Roma. Nel suo

ritor-

disciplina affatto decaduta, e incontr gravi re.

no

visit

s.

Amando

EInon; quindi

didicolt per

mantenerla nel suo vigolo

monastero di Alaroillesnell'Hainaul,cui don la maggior paite della territir nel

Nel

io54

Leone IX

sped, con Pie-

tro arcivescovo d' Amalli, e Fetleiico di

ra di NIaizires,

la

quale consiilerabile do-

Lorena arcidiacono cardinale,


ratore Costantino

all'

impeli

nazione

Io fece

riguardare
;

come fondaed verosiiliscedi

IX Motio.maco, che

tore del monastero stesso

accolse colle maggiori dimostrazioni d'o-

mile che ne prendesse

il

governo, poi-

nore, ad eft'eltodi conciliare una pace stabile e

ch que'
zo, nel

religiosi

sono delti suoi

poli.IMoi verso

marqual giorno registralo ne'marPaesi Bassi, di Francia e di


Si celebra a'

l'annoGSs a'25

Chiesa greca e

una permanente concordia tra la la Ialina, e per implorare


le

soccorso contro
ni.
Il

scorrerie de'

normanche

tirologi dei

Labb, nella Disx, degli scrillori


t.

Germania.
le

6 settembre

la

ecclesiastici,

i,p.

4^4> ^

'''

P'T'ere,
al

festa della traslazione delle

sue reliquie,

questa legazione (u conferita

cardinal

quali (ino dal Xi( secolo conservansi

Umberto nel 10? ,cche


i

in tale
1'

occasione

nel detto m<inastero.

in

una disputa ch'ebbe con

ambizioso

UMBERTO o UBERTO
Nacque
Toul
la

Canlinale.
dicono
in
s.

patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario, lo convinse tabnente colla forza


degli argomenti, eh' egli

in

Lorena, bench
e

altri lo

tedesco o fiammingo,
;

ma veramente
di

non seppe pi
p. 3c).

monaco
nel
di

abbate dell'ordine

cosa rispondere

di

parte della sua di-

Lenedetto
dioceM

monastero di Mediano nelToul tra' monti di Vosago,


e chiaro per virti e sin-

spula

feci
pii

parola nel voi. L,


volle avvisalo e

Dopo

averlo

palernamenle

divenne celebre e insigne nella sua et,

come dottissimo

ammonito, trovatolo ostinalo ne'suoi errori, insieme con Leone vescovo d'Atrida

UM B
eCostnalQo sacellario JcH'ituperatore, e complici del patriarca, nel gran tempio
di
s.

U M B
Sagramentari,
alla

81

nel concilio di Lateratio

presenza di

3i3

vescovi, ch'egli

me-

Sofia alla presenza del clero e del


il

desimo

sottoscrisse

nel

famoso canone,

popolo,
fedeli.

cardiuaie lo escluse formaldalla

che comincia

Ego

mente coH'anatema
lebre

comunione
il

de*

tato pure da Graziano. Alessandro

Berengariiis,e riporII de-

Lo slesso fece col dottissimo e cePettomonuco studila Niceta


represse
1'

termin d'affidaigli la legazione d'Inghilterra, dove in numeroso concilio convo


cato nel 1072, a cui intervennero tutti
vescovi di quel regno, quiet
ze insorte tra
le
le
i

rato^ di cui
se per tal
ni,

ardire, e strin-

modo
il

coH'enicacia delle ragiosi

differen-

che quel monaco

vide ridotto ad a-

chiese di Cantorbery e
diritto

natemalzzare

proprio libro scritto in


l'

difesa del Cerulario, e

imperatore co-

York, intorno medesimo, che

al
il

primazale del

legato cred aggiuilicare

mand

che fosse gettato nelle fiamme. Il


gli

aliai/, dichiarando l'arcivescovo diCan-

cardinale

avea risposto con fortissima


si

torbery primate

di tutta

1'

Inghilterra

confutazione, che
t.
I
I

legge nell'iiggiunte al
titolo
:

quantunque non manchi

chi pretenda che


il

di

Baronie
Il

col

Refiitato

di tale legazione fosse incaricato

cardi-

tractatus aediti contra Lalinos a Niceta Peclorato.


I.

nal Uberto suddiacono della chiesa rocardinal

Goar, Bihl. de' Padri,

73, scrive che il cardinale ecced in alcune cose, come pi dilfusamente riferisce Juveuin nella sua opera de' A^4j PI
i .

mana, come rilevai al suo articolo. Il pio Umberto fu assai commendato

grameili,(\\%<sei\. 5,quest. 8,cap.

Si

pu

da Lanfranco arcivescovo di Cantorbery, qual uomo d'eminente sapere, pieno di religione, e di santissimi costumi adorno.
Scrisse alcune opere, che pi

\edere VA-ndies, Dell'origine e progressi

non

si

leg-

d'ogni letteratura,
Nel io54 ricevuta
della

t.

7, p.

202

e seg.,che

gono, e dopo aver contribuito col suo suf


fragio all'elezione di Stefano X, Nicol II

chiama ilcardiualeUbei todiSelvabianca.


la

spiacevole notizia

e Alessandro

II,

non facendosi memoria

Leone IX, carico di doni per se e pel monastero di Monte Cassino, s'incammin perPvoma onde trovarsi a'coniizi del nuovo Papa, che fu Vittore II.
morte
di
s.

in quella di Vittore II

come

assente, pie1

no

Signore nel 074 forse nel precedente anno, altrimenti si


di meriti ripos nel

Questi
s.

in

riguardo
di

a' di lui

meriti colla
gli

sarebbe trovato all'elezione di s. Gregorio VII. D* ordine pontificio fu sepolto


nella basilica Lateranense, presso la
Ija delle ss.

Sede, non solamente conferm

an-

tom-

tichi privilegi

sua chiesa Selva Canaltri


;

Materna

Secondina. Fecero

dida,

ma

ne aggiunse

indi Io

de-

del cardinal

Umberto onorata menzione


11

stin legato pontificio a

ove per
si

l'elezione del

Monte Cassino, nuovo abbate eraoil

Canisio, BellarminOjUghelli, Ziegelba ver


e molti altri.

cardinal
lo disse:

s.

Pier

Damiani

eccitati gravi torbidi, ne'quali

cardi-

contemporaneo,
del

occhio limpido

nale corse rischio di lasciarvi


egli,

la vita.

Ma

Sommo

Pontefice.

anzich sbigottirsi, intrepido volle

UMBERTO UBERTO DI SELVA


CANDIDA,
Cardinale. F. Umberto o Uberto, Cardinale.

assistere allo scrutinio del

nuovo abbate,

nel quale attesa

la

sua vigilanza e saviezza

rimase eletto il suddettocardinal Federico poi Stefano X. Al breve pontificato di


questo successe nel
i

LMBILICANI.

Eretici esicasti

cosi

chiamati perch pretendevano che

la

pre-

o58 INicol

1,

che nel

ghiera non poteva esser gradila a Dio che


colla fissazione degli occhi suU'umbilico.

ioSq

r incaric di comporre e stendere

la formola della professione di fede,

da pronunziarsi e giurarsi pubblicamente dall' eretico Berengario capo de' settari


VOL. LXXS.III.

E da

ci

che fu dato loro

il

nome

d'

um-

bilicani, tratto dalla parola latina Unibi-

ZzVuijche significa umbilico. E>icasta poi,

82
Hesycastes,
in

B
la slessa

U
cosa the

MB
lo

greco

Metropolis, qualificandola

Spanhe-

Quietista in francese,preso solamente, secondo il significato grammaticale, per una

mio,

art. 7.

Orb. Rem., Lxercit.2, nnnot. ad Il Marocco, Monumenti dello Stat.


I

persona che
tlere pi

si

tiene in riposo, per allenalla

to Pontificio,

3,

|>.

90, osserva che

la

contemplazione delle cose celesti. Questo nome fu dato nell'anlichil a que'monaci che unicamente occupavansi della Preghiera. LMBRIAo ORllRlA, Umbria. Legazione apostolica del dominio della s.ede, la quale secondo la disposizione del regnante sovrano Pontefice Pio IX, de' 22 uoven)biei85o, comprende le illusUi
provinole ponlificie e delegazioni apostoliche
di

comodamente

provincia dell'Umbria rinchiude rilevanti

cose e citt magnifiche, e che secondo

alcuni fu cos chiamata dall'onibrn, poi-

ch

tal

regione realmente ombrosa per

l'altezza e vicinanza degli


di essa fu poi
to. In
tori,

Apennini. Parte
di

chiamata ducalo
al

Spole-

sua parte,

dire degli antichi scrit-

modo
Il

Perugia, Sjoleto e Rieti, nel che dichiaiai nel voi. LUI, p. 229.
de'geografl
la

sono con) presi anche gli umbri di Sabina. L'Umbria dotata di valli, colline e piani bellissiuii. Vi nascono bellissimi tori bianchi, che dagli antichi romani erano tenuti in molta estimazione, per-

comune

chiama grande

ch se ne servivano

trionfatori ne* loro

contrada d'Italia, dalle sponde del 2V{ere che la separava dall'antica Toscana

'Trionfi pe' sagrifizi, lavandoli

prima

nel fiume Clitunno, gi nel leirilorio di

o Etruria, sino al mare Adriatico, divisa in due parti dall'Apennino ed abitala dagli

Trevi, e perci

ivi

ne riparlai dicendo di
( i

sua singolare propriet

geografi cele-

umbri, uno de'

pii

antichi popoli dclseiioni.

l'halia, e da' galli

chiamati

Sue

erano Rimini, Urbino, Sinigaglia, Spoleto, Terni e Narni, ed io aggiunger Perugia, la cui delegazioprincipali citt

ne comprende parte dell' i[///?/;/m settentrionale, Bassa Umbria essendo stala de-

Umbria, pregiati per l'artlore e la forza). Dell'Umbiia nomina il Marocco le citt di Rieti, Narni, Tertu', omelia, Todi, Spoleto, Norcia, Perugia, Foligno, Assisi, Spello, Bevagna, Nocera, ne'quali articoli e in quelli
brano
i

cani dell'

che vado scrivendo

in corsivo trattai di

nominata
riferisce

la

provincia di Cameriio

di

cui riparlai a

Treia e

altrove).
si

Il

F'antini

molte nozioni riguardanti l'Umbria, delle origini degli umbri o umbrioti e del copioso

che l'antica Umbria

eslendeva

numero

degli illustri che

vi

fiori-

Apennini verso il Mediterraneo,e pai te aldi quade'medesimi fino alle onde dell'Adiiatico, perci aggiunge die Sarsina fece parte dell'Uudjria Transaal di l degli

rono

in ogni genere. L'egubiiio IMarcello


1'

Franciarini, nella Dissert. sopra


citt d'Iguvio, oggi

antica

Gubbio nell'Umbria,
p.

presso
ce che

il

Caloger, Opuscoli,

233,

di

pennina, e con Dionigi d'Alicarnassoe Plinio chiama


gli

gli

umbri prol)abilmente fabbrideirUuibiia e non


altri. Il

umbri

tra'pi anticiii poi

carono

le citt

poli della terra. Dicono


fi,

meilesimi geograia

che

il

territorio

montuoso dell'Udibi

dolio p. Antonio da Bignano minore osservante, ntW Ch'azione accademica per


la consecrazione della restaurata basilica di s

era innaOiato da'liiirni Rubicone, Seno e

Welauroje che

poi fu rappresentalo da'

iMaria degli Angeli jresso

ducati di Spoleto e

dUi bino,

e in patte

Assisi, ecco

come celebra

la

contrada.

dal Perugino. Spoleto pei fu riguardata

" Tiensi

1'

Umbria,

forentissima vallea,

metropoli e regina dell' Umbria, Spoletium ailiciidssinium L iibiornin Cajut,


dicendola
cap.
altri,

ricca di ridenti vigneti, ubertosa di pin-

gui olivi, e di frulli e di fiori e di fiumi e


di colli feracissimi, tra
ti,

come il

Panciroli,

///

Coni-

due catene

di

mon-

vient. ISotil. utr. Imi), in

Imp.

(ecicL,

5i

ed ^ntit/uisirna Inibrornm

continuazione degli Apennini ; ad oriente il Subasio aspro e diflicile, ad occi-

U
(lente
liili

B
di

U
amastima
lia,

83
che Plinio

una vaga concatenazione


:

brla. Altri scrittori narrano,


gli

colline

stringenlisi a quasi ovale, di

umbri

la pii

antica gente d'Ita-

mezzogiorno lungo il convesso seno ove giace Spoleto, di l alle inegiudi


.jua a

siccon)e cos chiamati da' greci, per

essere sopravanzati allepioggie nell'inon-

donde si sale a Perugia. Si disse, e ancor nomaci da alcuni Valle Spoletina


falde,

dazione della terra. Quindi egli pens,


neil'Etruria essere
i

stati

gli

umbri, indi

(anche Valle d'Undiria),

tal

nooie ricor-

pelasgi e poi

lidii.

Fiu'ono detti da'gre-

famosa antica signoria, che in il non poco fuoco e continuo, onde ardevano le itidiiine discordie, l'oi te dell'Umbria Spoleto e Perugia, le circoslauno siccome baluardi, ad oriente Trevi, Pasiguano, Spello ed Assisi ad occidente IMoute Falco, Bevagna, Gettona ed altri minori paesella

dando

ci

umbri o ombri o ombrici da Ornbros,


significa, secontlo loro, pioggia

Spoleto covava ne'mezzi tempi

che

impe-

tuosa. Questa etimologia,

da

altri,

non approvata venne bravamentesostenuta dal


con esso Sleli il

p. Bardetti. Plinio inoltre e

fluio di Bisanzio e

Cluverio
dal

vogliono

li

Foligno n' siccome


Uudjra
".

la

piazza d'armi
<\e.\-

fiume Ombrone ( in Toscana, ma vi l'Orabrone Pistoiese, Umbro minor, fiumana tribudetti questi popoli

umbri

il

cuore, punto di flusso e riflusso

taria

dell'Arno che nasce a Langoncelli

l'alta e bassa di, nelle

Kmanuele Lucitlichiara

sulla faccia

meridionale
l'

dell'

A pennino

Memorie

.v/o/'/r/u',

che

pistoiese; e

Ombrone

Sanese,

Umbro

tutti gli scrittori pili antichi

convengono,
Deucalio-

major, fiume

reale della Toscana, nel cui

che

primi abitatori d'Italia fossero gen-

letto confluiscono molli fiuuu subalterni

te sopiavatizata al diluvio (di


ne), e questi furono
si

gli umbii. E siccome supponeva, che questi umbri si fossero

o fiumane, e tributa tliretlamenle le sue acque al mar Toscano o Tirreno, scatu-

salvali sulle

cime

de' monti, cos

furono

rendo le prime copiose fonti da' massi di macigno del poggio posto a cavaliere del
villaggio di
li,

detti ancora Aborigeni (ch'

quanto dire
loro

s.

primi abitatori d'Italia: ab imbre, dall'

nel Dizionario della

Gusm. Ma il critico R.epelToscana, prote-

acqua, vuole Plinio

clie

il

nome

sta.

Sulla etimologia dell'Ombrone Pi-

traessero, quasi dall'onde sottratti); sic-

stoiese

ch Un)bri ed Aborigeni, sebbene sieno nomi diversi, nulladimeno indicano soltanto que' primi sopravanzati
i

nese, che vogliono alcuni derivasse

mollo distante dall'Ombrone Sail suo

al

diluvio,

nome da'popoli umbri, allorch essi prima degli etruschi abilaronoiu queste contrade, miglior cosa

quali vennero ad abitar Tltalia. In pro-

non parlare per


Osserva
il

ti-

gresso per di

tempo formarono

popoli

more

di dir peggio").

Caliudri,

tra loro diversi, e spesso ancora

nemici,

che nel regno d'Anzico,

oell' Africa, vi

sebbene fossero della medesima origine. Questi avanzi dell'universale diluvio, crescendo e moltiplicando, popolarono pri-

un fiume detto Und)ria. Gli undiri, pretendono alcuni, furono celli d'origine, e circa il paese da loro abitato in Italia, Ze-

ma
o
ni,

d'ogni altra parte l'Etruria (e

la

Sa-

Modolo Trezenio, presso Dionisio,


re della storia di questi umbri,
li

scrittofa indi-

hna, Dionisio d'Alicarnasso ricoiioscenRieti antichissima sede degli aborige-

onde

si

vuole che popolassero anche

li

geni di Rieti, indi cacciati di l da'pelasgi fa passareilNar, oggi la Nera, e fermarsi


la stessa,

l'adiacente Lazio), in cui secondo Servio viene l'Umbria compresa, ond' ebbe origine l'antichiNsimo e potentissimo regno

intorno

e chiarnarsi sabini, al
lo

che

ripugna Catone. Anche


biia

Sperandio, Sa-

Etrusco o sia Italico, di qua e di ldail'Apennino da un mare all'altro, e dall',

ne
to

sagra e profana, impugna l'opinio Zeuodoto, e contro il suo sentimenrilenendo, che non luu;^hi alle persodi
i

peunino

agli eslreuii confini della

Cala-

ne,

ma

queste

a'

luoghi diedero

il

loro no-

84

U M
;
i

B
Veslini,
1

UMB
Peligni,
i

me

laonde per quanto concedasi a Zenosaijini slati

Sanniti,

Lucani ed
gli
i

cloto, essere

umbri anch'essi,
1'

Bruzi, ch' quanto dire che

umbi per
bellicose

e non gi percli godessero

ombre

nel

mezzo de'sabini loro disrendenli furono


lo stipile delle

paese da
alti

essi

abitalo che loio fiicevano gli


//??/)r/Z)?/.?

popolazioni pi
i

Apennini,ma perch

terrai

dell'Italia,

che coprirono

gioghi dell'Atlice

inaiclantihus supcjierant, ed erranti


nella divisione della terra vennero a pren-

pennino.
]Nil)by,

Rimane fermo

per tanto,

der sede,ch'

il

vero senso de'sinoniini

umtro-

che all'epoca della venula di Oenotro in llalia, insieme con Peucezio suo
fratello (col

bri, aborigeni, pelasgi

ec, co'quali

si

cui

nome furono chiamale


la
i.^

vano chiamati

primi abitatori dell'Italia

Peucezi

le

sue genti che per


al

volta

poco appresso al diluvio; il nome poi di sabini che dagli altri li distinse, l'ebbero in seguito da un Saba, e da questo Sabino e Sabina fu anche detto il loro paese. 11 Nibby nel Discorso preliminare clelV Analisi de^dintorii di iiow<7, riferisce che coincide la venuta di Oenotro figlio di Licaone re d'Arcadia e de' primi pelasgi in Italia, pochi

promontorio .Tapigio vedasi A ntoiiii de Ferrariis Cri' latei, De sita Japigiae liher notis illiipresero terra di sopra
:

stratus cura et studio Jo. Bernardini


Tafiiri, presso
il

citato Caloger p.

29

),

gl'indigeni che per la sopravvenuta inon-

dazione eransi

ritirali sul

dorso

dell'

A-

pennino furono
designati col

quelli che poscia


di

anni dopo

il

diluvio di

nome

vennero Umbri e di Sabini

Deucalione, inondazione terribile alla quale r Italia e sopiatlutto la

nella parte pi vicina alla

campagna

ro-

compagna
il

di

mana. La spedizione
sania
la

di

Oenotro

dalle ter-

Homa and

soggetta insieme a tutte leal-

re paterne dell'Arcadia, Dionisio e

Pau-

tre regioni basse che attorniano

Medi-

riguardano

lai." e la

pi antica,

terraneo; emigrazione che crede potersi


fissare verso l'anno

che

fu

mandata

dalla Grecia a l'ondar coterre ove

i5oo

avanti l'era vol-

lonie in Italia.

Le

approd Oeil

gare, ossia circa una

generazione dopo

notro, abitate allora dal popolo indigeno,

quel diluvio, catastrofe improvvisa che

questo per lungo tempo conserv

suo

ben pochi scamparono sulle vellede'monti

nome,
runci,
bini.

e fu stipile degli Osci e degli

Au-

pi

alti.

Essi furono quelli che poscia


il

formarono
col

nucleo della popolazione

in-

digena d'Italia, noto nella parte centrale

nome

di

Umbri,

la cui

etimologia vol-

come gli Unbii lo furono de' SaQuindi all' epoca della venula di Oenotro formossi una naturale divisione del popolo abitatore dell'Italia, cio indigenie avventiziigl'indigeui
bri verso settentrione,
si

da Tmher, diluvio, come quelli che essendo durante il diluvio scampati, potevano appellarsi diluviani. Perci antichissimo popolo d'Italia Io chiama Floro, e Dionisio afferma che gli umbri molteconlradedeirjlalia abitavano, ed erano una nazione fortissima ed antichissima. Ed Erodoto narrando la tradizione dello
le trarsi

dissero

Um-

Ausoni verso mez-

zod, e gli avventizi

fiuono appellali Oe-

nohi verso occidente, Peucezi verso oriente da'condoltieri rispettivi.

Avendo Oealle a'pa-

notro riconosciuto esser


polale,
ri,

le terre

scoli e alla coltivazione, e

non molto poda'barba-

purg una parte

di esse

stabilimento in

llalia de'lido-tiireni,

av-

cio dagli indigeni, e fabbric


fia loro sui

molte

venuta

a'

lem pi

di Alis figlio di

INI

nne,

mo-

borgate contigue

monti, secon-

stra che que'coloni trovarono le terre occupate dagli umbri. Gli uubri furono lo
stipile de'sabini,

popolo potentissimo ne'


ed esso stesso fu
sti-

primi tempi

d'Ilalia,

do il costume antico. L'Oenolria, del seno Tirreno e della lerra Ligure form le 3 divisioni dell'Italia occidentale. Da' re dominatori Oenolio, Italo, IMorgetee Siculo,
lali,

pile di tante altre potenti e bellicose tribi,


i

le

popolazioni

si

dissero Ocnotri.

I-

Piceni, gli Ernici,gli Equi,i Marsi,

Rlorgeli e Siculi, e di essi

come

de'

MB
cupassero
le
i

U M B
campagne che restanoaldi

85
l

ad Italia. Si pu vedere il Colucci, Antichit Pice/ie, 1. nelle Dissertazioni: / Dt primi abitatori del Piceno, che dichiara siculi
toscani e degli umbi'i parlai
1 , i

d'Ancona, dette poi della Gallia Senonia,e da esse forse si saranno poi estese fino alla

Daunia o Puglia, composta


na provincia
la Basilicata. di

della

moder-

ptoveaietiti dulia Grecia,

a.^

Della ori-

Capitanata e di parte della

gine de Piceni del can. Catalani, in cui


ii

dice che anco gli luubri

parche possano
Pi-

aver luogo

fra gli antichi abitatori del


citt poi Iticene

ceno j
stale in

che molle

sono

remota che credono gli umbri come una propagiue degli antichi galli. Quindi di chi ara, che fra'
Riconosciuta
loro
origine, riporta le opinioni di quelli
lauti popoli
i

tempi non remoli annoverate nel-

quali in diversi tempi

dimo-

l'Umbria,

come Ancona,

Sinigaglia,

Fa-

rarono
darsi
il

in Italia,

questo degli umbri pu

no, Jesi, Senlino oggi Sassoferralo,

Ma-

idica, Pioraco, Altidio o Altiggio e Pili-

sente, se

vanto di essere rimasto fino al prepure pu credersi che da loro di-

uo Mergense.
scesa degli

3."

De' \>ari confini del Pi-

ceno, di quelli della provincia

dopo

la di-

umbri,
si

cui primi limiti pro-

scendano gli abitatori dell'Umbria, ovvero che variati popoli per le tante vicende neiritalia accadule, il nome solo rimai

babilmente

estesero dal
le

Matrino

al

Rui

se alia bri, la

nazione che aveauo tenutogli


paesi

umil

bicone lungo

spiaggie. De'confiii della


la

provincia dopo

discesa degli umbri,


il

quale abbracciava

al riferire di tutti gli scrittori


i

che sono posti tra

quali occuparono tutto

trailo

che tenesi

vano

siculi,

ed

termini della regione


si

mare Tirreno, e l'Adriatico dall'Arno fino al Nar oggi Nera, le quali terre poi si
restrinsero per le successive occupazioni
degli etruschi. Rilieuechegli

confusero coll'Umbria e

popolarono

le

parti Mediterranee. De'coufiui del Pice-

uo dopo

l'arrivo de'sabini,

dopo

la disce-

sero a confinar co'liguri,

I'

umbri giunArno divideu-

sa de' galli senoni nelle terre di l d'An-

dolida'toscani nel punto incuisicongiuii-

cona. De'confini del Piceno dopo cacciati


i

galli

senoni della regione tia

Ancona

g coirOmbrone, e qui segue l'opinione di quelli che dicono, che l'Ombrone comunica all'Umbria colle sue acque
il

il

la

Rubicone. De'confini del Piceno dopo divisione dell'Italia falla da Augusto, e


la

nome.

Laonde l'Umbria si

restrinse cogli stessiA-

comprese l'antica Umuna parte della Marca d'Ancona, ad una parte della Roluagna Toscana, al ducato d'Urbino, ad una porzione del territorio di Perugia, al contando di Cilt di Castello, e alla pi gran parte del ducato di Spoleto. E della
per
quale
la 6."

peunini,allri situandoli Ira ilPiceuoeilPo,

bria, che corrisponde a

considerando forse per Umbria


bri

il

tratto

dell'Agro Gallico, ch'era stalo degli

um-

divisione del Piceno sotto Adriano, in Piceno Annonario tra il fiume Matrino e l'Esi, e in Piceno Suburbicario, come a lioma pi prossimo e sotto la dipendenza

prima dell'mvasione degli etruschi, e fu dell'Umbria dopo la divisione che dell' Italia fece Augusto. A dare il Colucci una giusta idea di tale Umbria conteriuine del Piceno, per quanto raccolse dagli antichi geografi, ne die questa breve de-

del vicario di Ronia. 4-' De' \>ari popoli

L'Umbria all'occidente era limitala dal fiume Utente, oggi Montone nella pai;le superiore e nell'intieriore Fa>
sciizione.
sto

che hanno abitato


ni,

il

P/ter/iO,SicuIi,Libur-

Umbri, Etruschi, Sabini, Galli Senot e Romani. Crede ii Colucci, che dopo i siculi e liburni, successero gli umbri a
i

gnone, facendo passare una linea da quefiume per le sorgenti del Tevere fino

all'unione del Tevere colla Nera che al

cacciar via tutta la gente che trovarono


nella proviucia che fu poi del Piceno, e ne

diveuueiu padroni; e pare che prima oc-

mezzogiorno eragli confinante. 11 mezzo del fiume Esi dello Fiuuiesino (corre Ha Sinigaglia e Ancona, e die il nome a Jesi di cui u mezzogiorno bagna le mura uu'
:

86
ce tra
gli

U M B
Apeiinini, e passa tra Mulelica
la

UM B
dai Lazio e
l'ai

rivo nel Piceno temilo ai possibiledeterminar-

e Fal)iiaiio) circosciiveva

regione da
il

loia da'siculi,

non

parte dell'oliente, e ie
A<iri.Tlico.

al

seltentiione

maLa

lo; forse qualche centinaio d'anni. Dall'ari

Tolomeo

suddivise questa
in

ivo de'pelasgi al

tempo

in cui scrisse

Umbria

Olunibria e 1/ slava di qua e la 2."


in
il

iluiiil)ria.

Scilace, corsero pi di 7 secoli, e siccome

di l dall'Apeiuiil'in-

Scilace

no. Passa poi

Colucci ad esaminar

e nell'Uinbria novera

certa questione del


si

tempo

in cui gli

umbri

che

gli

nomina l'Umbria dopo laDaunia, Ancona, ci spiega umbri esistessero nel Piceno assai

recarono nel Piceno, e si limita a seguiie l'Olivieri, Dsser fazione sulla fon-

dazone di Pesa IO /\\ i\w\t cunwewe l^e.\ credere cbe gli umbri non si mossero per queste parti se non dopo il 5io avjinli

Roma,

ossia

i253 innanzi Ges


i

Cristo,

Giunti allora
le, e

pelasgi nel Lazio furono

lungamente, e se furono loro ritolte le parti che poi passarono ad essere della Gallia Senonia, e le pi vicine all'Umbria propriaiiieiite detta e die oggi pure si dice tale, non perdei ono per questo le vaste campagne che intercedevano tra Ancona e la Daunia. Forse a'iempi di Scilace
si

ridotti al caso di

abbandonar

loro
a'

le

ter-

era anclie stabilito

il

l'iceno, che

due

come venivano

lasciando

nuovi o-

secoli

dopo

era in auge e in gran fiore,


e
il

ma

spili altii

popoli quel terreno di cui rima-

perch era popolo nascente,


degli

dominio
fama. Di
si

uevauo voloulariamenle spogliali. Dalle non intercede uno spazio tanto ristretto. 1 pelasgi da prima non si pu credere che volessero una gran
terre Laliuealle Picene

umbri era prevaluto

alla

poi recandosi nel Piceno gli etruschi,

fecero strada a forzad'armi, e perch loro


si

opponevano gli umbri, allora molto po-

legione. Si saran dilatati secondoch

si

tenti e assai este.si per tutta l'Italia, fece-

venivano nioltij)licando, e perch questo succedeva a poco a poco, coj\do\eano gli

10

man

bassa sopra di essi per


al

tal

modo

che abbatterono

suolo

3oo

citt, circa

umbri insensibilmente venire verso il l'iCon questo Colucci volle dire, che gli umbri non saranno capitati nel Picelio subito dopo l'arrivo de' pelasgi, ma
ceno. moltissimi anni dopo; siccome
le

5io o 55o anni avanti la fondazione di Roma, epoca per di congettura ignorandosi la precisa; tutlavolta gli etruschi noa
possederono mai tutto
i

il

Piceno. Intanto

terre Pi-

galli invaghiti dellebellezze d'Italia l'io-

cene e quelle d'Abruzzo erano le pi remote del Lazio e per conseguenza dovea-

festarono fieramente, onde molti de'Ioro


popoli emigrando dalle proprie patrie ne

no essere ancora le ultime ad occuparsi, Poith riflelle,sulla disianza di questecontrade dalle tene Latine, che
dell'altre tenute dagli
in

occupai'ono diverse parti, e fra


netrati nel Piceno
dotti
i

([uelli

pe-

confronto
le

furono conda Belloveso proveniente dalla Galvi

primi

umbri sono

pi
li-

lia Celtica, circa

lontane, non dovendosi misurare per

flcazione di

55o anni innanzi TediRoma, successi 200 annido-

nea iella,
fcero
gli

ma

coH'ordine del viaggio che

unibii, che vaniti dall'Umbria

p da'galli senoiii, dopo aver preso Roma. Ma questa data non pu airatlo slare,

propria ebbero primieramente a toccare


le terre della

edevesi

di

molti secoli ritardare. Coli-

cme.Di l u queste a quelle dell'Abruzzo, che perci doveano essere le ultime, ed in que>lo senso Colucci le chiam le pi lontane dcl Lazio, misurando la lontananza col viaggio che fecero gli umbri. Quanto lemp tosse iuipiegato dagli umbri tra la fuga

Gallia Sciionia e le convipoi pervenneio nelle Picene, e

vengo poi
nuli
i

col Colucci,

ove narra che veItalia,

galli

senoni con Brenno in


leiiulo

dopo aver

per 7 mesi conlinui, trovando resistenza in ogni parte, e

Roma

forse pure dagli altri galli ch'erano giuuti prima di loro, si stabilirono nel Piceno di l d'Ancona fino al fiume Utente o^gi Montone, cacciaudouc gli elruscbi

U
chi; nveaiio tolto
il

I\I

B
do
o
soliti

U M B
ridurre l'antico
o

87

paese agli untbri. Cre-

nome

u termine

de
(/
cli

Cokicci the edifica lorio Si/iigdg/id


.),

latino, latinizzandolo dal greco,


s.ibiiio,

o etrusco,

leiiuaiidosi
si si

per ci

97 nnni incjue'territrii dissero Agro Gallico, ed


i

umbro che

fosse stalo, e la lin-

limili d'Italia

circoscrissero

ad Ancona.

La regione occupala dagli umbri nel Piceno Annonario, da' galli fu appellala Calila Sciionin, dopoch se ne resero signori, e ne fecero capo Sinigaglia. Nella

gua umbra poco dall'etrusca dissomigliava. Quando Clusium perde alF.itlo l'antica denominazione di Camars, ed chiui

sini di

6V////(r/t'.?,

camerinesi continua-

rono pure a chiamarsi Camertes. Colucci vuol (irovare, che l'aggiunto di l/nhrial

disserlazione 5.' traila


il

il

Coliicci:
I

Dc\ut-

Camertes era
cameiinesi, per

essenziale per indicare


i

numi
la

dilli

al P/rv/w.
quali

(ralla della venula degli

nuovamenle umbri ad abivi

chiusini essendo stipei*-

tate

provincia,

le

dierono

il

nudi-

me

di

Lnihria, Nella 6.' dissertazione

Colucrendendo ragione che l' Umbria Tuscia non fu nella vera Toscana, ma solo
fluo. Nella ricordala dissertazione
ci,

scorre: Delle

metropoli del Piceno. Anatl

parte deirElruria,non

come dicono alcuni


e,ma parte bens prima con-

cona (di cui meglio ragionai


fu
la

Umana)

della posta di l dal Tevei

i* pi aulica metropoli delia pro-

della 2.* e della 3." vale a dire


finala dal

vincia, Aseoliiix metropoli del P/ct'/iO do-

Tevere
che

e dal

mare

itjferiore,

po

venuta de' sabini, Sinigaglialo fu

nella

1.'

Etruria non essendosi compresa


1'

Agro Gallico quando Ascoli lo era Seguono altre 6 dissertazioni: Della condizione delle citt Picene prima clic si assoggettassero al popolo romano. Della societ stahilita da' romali co' piceni. Della fedelt de' piceni i'erso i romani. Delle prime guerre de' romani co' piceni. Della condizione delle citt Picene sottomesse a' romani. Della confederazione degli antichi camerti co' romani. In quesl' ultima Codell'

altra nazione

etrusca. L' Unibria-

del L'iceno.

Etrusca nel Piceno non fu se non quella


parte dell'

Agro Gallico posseduta

dagli

umbri, indi dagli etruschi, poi da'


perch attribuita
de'galli.
al

galli,

finalmente denominata anch'essa Piceno,

Piceno dopo
al

la

fuga

Da

tuUoci sembra

Colucci di

aver pi posto

lucci fa
citt

la

diiilinzonetrovarsi in Italiadue

chiamale Ca merlo o Camars, e due popoli delti Camerli, cio Chiusi e Ca;//('rmo,i chiusini e
i

in chiaro, che se T. Livio ha distinto nelle sue storie camerti umbri con denominarli Camertes Umbri et Camertes Umbrorum, sotto (jueslo nome non ponnonsi potranno mai inleodere chiusini, perch essi furono popoli dell'Elruria o Toscana, e non dell'Umi

camerinesi,la
la a.* uell'

.*

nel

bria

come

altri

pretendono. Prima del


la
:

Y Etruria o Toscana,
e pope li

Umbria

Colucci erasi pubblicata

Dissertazione

umbri
il

camerli. Sorge Cameri-

no dopo

l'ultima catena dc'monli A pen-

nini verso

Piceno, ove l'antico Piceno

VI dell'ab. Gaetano Cenni De' Camerti L mi/'/. Ratnuentali questi da Livio l'auno di Pvoma 444> "'^' secolo decorso sidi;sto grave controversia tra gli eruditi, chi

confinava

Umbria. Camerinofiid;i"li o umbri e contermine coU'anlico Piceno. Chiusi dimise l'antico ooraedi Camurs, ed il Icrmine etrusco divenne Ialino e si disse Clusiuni. Camerino lo vari solauente,
coli

:iutichisen>pre considerata citt degli

fossero

tali
si

Camerli, perch Chiusi andisse

ticamente

di lei cittadini, e

Camers, e Camertes Camerino autioamentd

ina lilenue indiiTerenlemente tanto

mcrium

nume

e Camertes, quanto il Camerini. Caiiibuimenli avvenuti

CaCamrriil

compresa nell'Umbria, ebbe denominali suoi cittadini Camertes. Conclude il Cenni. Se delle due opinioni moderne,
i

cio di chi vuole che

camerli untbri

fos-

sero
ti
i

chiusini; e di chi sostiene essere ^ta-

per opera devoniani coiiqu5lalori,esbeu-

cameruesij dovesse una preftirirseut;,

88

UM

D
Umbri.
degli

U M
Un)bri,o
sia

D
ima
dire,

senza nggiungenie una 3." clie le rigetti amliedue, la viticereblje senza (Itil)Ijio la
i.",

De'popoli creduti que'pi 9.


de'Siculi
il

eLiburni,de'
suo

ganti.

sebbene ambedue le dicbiaii stravaSeguendo quindi Giulio Frontino,


i

Tessali e de' Sabini. Stringe

che rmini era stala gi


de'galli senoni,
i

j)rincip3le citt

dice che

canierti

umbri erano

abitatori

quali

ci

erano venuti
la

fin

d'una piccola terricciuola o ignobi! castello posto nell'Umbria e dipendente dalla


capitale di
le
Clu'ii.s!,

dal

IV

secolo di

Roma. Che

sua fonda-

zione perci non fu opera de'galli, sicco-

poich non erano gi

me

gi signoreggiata dagli etruschi.

Che

XII principali

citt d'

Elrnria cos

ri-

strette,

che nou distendessero


loro territorio,

Jungi

il

assai da terminando con

tacciare Livio di esagerazione nel raccon-

to rigtiardante

gli

umbri camerti. L' ab.


i

Gio. Battista Tondini in dissertazione che camerinesi fuposseggo ms. nega che

rono

camerti umbri, e sostiene che

gli

non pare opera neppure di questi, perch fu colonia degli umbri, quali furono anche pi antichi. Sebbene le vicende degli umbri o urubroni, primi popoli pi polenti d' Italia, non ci siano ben manifeste la cui storia pu dirsi non esser nota se non per le guerre ch'ebbero poi co' romani, quanto mi fu dato laccoglierne
i

fabbricarono nel Lazio Cameria, fatp che diversi scrittori altribnirono ti riguardanti Cameria a Camerino, e di Cameria raccolse le notizie, dicendo che
iiinbri
i

negli articoli delle citt e luoghi dell'antica e

odierna Umbria
fr.

lo narrai.

11

dome:

suoi abitanti
citalo

si

chiamarono camerini.

Il

Nibby, parlando di Cameria, Camcriitii, la dice fondata dagli aborigeni, che altri vogliono lo stesso che

Vincenzo Cimarelli ci diede Istorie dello Stato d'Urbino, da' Senonidetta Umbria Senonia, e de' loro gran fatti in Italia, delle citt e luoghi che in
nicano
essa al presente
si

trovano, di quelle che

distrutte gi furono fumose, et di Cori-

imibri, circa
strutta verso

aS
il

miglia da Pioma,indi di-

nalto che dalle ceneri di Suasa licbbc

254

di

Pioma per

essersi
in fa-

origine, Brescia 1642.

Il

Compagnoni
che
il

jibellata alla repubblica

romana

nella

Reggia Picena,

riferisce
si

Pi-

Tore de'Tarquini. Il Nibby ne scopr le rovine fra Tn'oli {F.)e Vicovaro a sinistra della via Valeria, e ne' suoi fondi fu

ceno, provincia amplissima,

dilat ne'

monti Apennini per 1' Umbria e per la Tuscia, non che per la Gallia Picena o Senonia; e che alcuni luoghi del Piceno per
la

edificato

il

castello di

Saccomuro.

Il

Ton-

dini scrisse contro Pier Antonio

Frasca

vicinanza

si

riposero nell'Umbria, quina'

autore della Dissertazione apologetico.sloi-ico-critica de'

di

umbri come aimessi

piceni chiauia-

Camerti Umbri, Ca-

ronsi talvolta sinigagliesi, sanesi, pesaresi,


josini,

merino 1780. Il Rangbiasci nella Diblioraja stoiea dello Slato Pontifcio, riferisce

camerti, fussoud)ronesi, urbinati e

matelicati, oltre molle altre popolazioni

che
o

di

Camcrium,

citt distrulla

del liazio, vi sono le Notizie istorichc di

Cameria

Comerio aiitiea
i

citt del

La-

contigue come not Strabominus auteni Umbri quidam dicunlur, et Tu sci, (piemadmodani T'cdiverse,
:

ma

ne

JYcc

c/OjFaenza 7 86. E che di Camcrium terra distrutta nello Spolelino, tratta il Dilli,

uti,

Ligurcs, Insubre s.Y, che


colla

il

conter-

mine dell'Umbria
na
la

Marca

d'

Anco-

di

cui

parler in
si

fine.

Quanto
il

alla

citt

di Norcia.

Gallia Senonia,

pu vedere

p.

Bran-

L'arciprete Actpincolta nelle Memorie,

dimarte, Piceno Annonario ossia Gallia Scnonin illustrata, ed il d.' Tonini, JUmini avanti il principio dell'era volgare: 4- Dc'Galli .Seiioni. 6. Chi fos se in Riinini prima de'Sciio;u. 8. Degli

d Matelica, ragion degli umbri e del-

l'Umbria, e di loro antichit, che dicedi gian lunga superare (|uelld di tutti populi italici, per cui uecoinpendia la storia
i

hnninosa d'una naziuncdalla quale

la

sim

U
jjertluli
ci
i

U
ma
essersi

89
um-

patria Jlatclicu liae oiiginej

colo che Ira loro


interesse
hi
1.

gli
il

univa, ollcedich fu

tuonumenlislorici e solo restai-

liiRuma

confederarsi cogli

juaiilo

ne scrissero

gli storici roiiiaiii,

Essa avea hisogiio di difendersi cou-

da
so

lui qualificali parziali


le

e ingiusti ver-

tio gli etrusci, nemici implacabili dell'u-

nazioni clie guerreggiarono.


al

Con vie

na
gli

e degli altri.

Noa

trovandosi ne'

fasti

ne quanto

nome
i

di

Umbri

derivare

romani l'epoca
vasi bens

della confederazione co-

dalla voce greca oinnos, pioggia dirotta,

conie creduli
pioggia che
se da molti

soli

superstiti alla
il

giaa
for-

umbri, dev'essere anlicliissima. Troche di lutti soci di Roma, gli


i
i

sommerse
secoli

resto dell'Italia

umbri furono
sii

pii costanti e fedrli.

Que-

edella Grecia. Occupavanogli

umbri
1'

solo ebbero la sorte di restare io pa-

quasi tutta

Italia,

ce co'fieri e inquieti romani sino all'aa-

quando
prima

siculi ei pelasgi,

lungo tempo
di

no diRoma 44^>h>nanzirera nostra 33o.


Tulli
naie,
gli altri
[\\U) allo

della

lamosa guerra
li

Troia, in-

popoli dell'Italia meridio


stretto della Sicilia, avea-

vasero queste regioni, e


concentrarsi verso
dosi
le

costrinsero a

montagne, Irovan-

prima estesi per tutta la penisola, Questa l'epoca pi antica della storia
Italica
,

siccome della storia Umbra.


i

dovuto soccombere alla forza irresislibileili Roma. ludetloanuogli etrusci si erano uniti contro romani, oou si sa perqual causa , ma vinti fuggirono

no

gi

molto probabileche tanto pelasgi quansiculi non abbiano toccalo queste parti, secondo l'Acquacotla. Dalle sponde veiiele del mare Adriatico passando perla Toscana si avvicinarono a'iuoghi ove ora Roma, e indi si propagarono nelle parto
i

al di

della selva Ciminia, bosco presdi

so

Baccano ue'dintorni

Roma, che

pas-

sa va allora

per impenetrabile.

Un

fralel-

lo del console
trarci, e la

Fabio ebbe

l'ardire di

en-

fortuna di penetrare fino al

paese de' camerti umbri, co'quali fece allean/.a e da'quali ottenne

ti

pi meridionali deli' Italia

sicch gli

promessa

di as-

umbri poterono
so
gli

restare in pacifico pos-

sesso di loro contrade.


etrusci e
i

Vennero in appres-

galli,
il

ma

questi ancora
1'

romani, somministrando viveri e giovent in armi se col venissero. Ecco lai. 'volta che la storia ci annuncia una
sistere
i

lasciarono intiillo

Piceno e

Umbria
al
i

nazione

umbra alleata
1

di

Roma:quest'al-

inoderna.
vere,
i

primi avanzarono fino

Tecou-

leanza delta act/ ito foeihu-c^conlvaila cio


tra'

secondi non oltrepassarono


Sinigaglia.

romani ed

camerti, popoli indipea,

fini di

tante vicende, e
tontissimi,
sci,

La nazione umbra fra nel mezzo di popoli pi

denti e di piena libert

sussistette per

come furono

galli e gli etru-

pot mantenersi nel centro delle sue


la

Provincie e conservare

sua indipen-

denza. Visse cos felice per molli secoli,

che fosse vior giammai. Quali f ssero questi umbri carnei li e dove abitassero , non cosa del tultochiara. Sullaqueslione,perrimpegno e l'onore di Camerino confinante
molli secoli tra
lata
essi,
si

sa

si

trova nella storia altra

memoria
i

di

a Alatelica, e l'antica relazione tra


citt,

le

due
il

disastri sofferti dagli

umbri, finch

ro-

indusse l'Acquacotla ad esporre

mani cominciarono
latandoa poco
se di chi a

a farsi conoscere dii

seguente suo senliinento. L'illustre Ca-

poco

loro confini a spe-

merino
ni;

si

gloria di tale alleanza co'roma-

non voleva sottomettersi alle loro leggi, o almeno confederarsi con essi, La potenza roujana mostr in sulle prime per gli umbri notabili riguardi poich
,

molli per nel decorso secolo gli couvi

trastarono tale onore, e

fu

una

lotta

traDini, Mariani, Camerini, Colucci, Zaccaria, Lancellotti

ed

altri. Il

sentiinenlQ

essierano in gran parte sabini, popoli che

quiiuli di tale savio storico,


im(>ai7,iale e conciliatorio
versid,dii,e. Il

che dichiara
la

aveanoavula comune
bri;

l'origine cogli

umviu-

per

controdi-.

do>Lauu duuijue conoscere un

Alanaai a iuu uedeie

yo

UM
che

B
i

UMB
camelli umbri,
si,

inostiadeviclenza, che
i

bench spesse Tolte


Il

quali con Fiilio fecero alleanza,


i

non

reggiassero.

Cluverio e
,

romani vi gueril Papebrochio


che
i

f'jsseio altro

cacnerti

abitanti de'

Bveano gi sospettalo

camerinesi

conloniidi Cliiusi,citt dellaToscananon

provenissero da'camerli chiusini,

ma

cre-

mollo lontana dalla selva Ciiuiiiin. Questa citt, come dice Livio,avea in quel tempo il cognome Came.rs ... adAusium.,
(jiiod

devano
li

fosse

avvenuta

la

loro trasmigra-

zione nel

tempo
io

de'pciasgi, ciode'seco-

avanti

la

selva Cimiiiia.

Mi pare che con

Caincrs olim

adpellcibiiil, per di-

pili

ragione

possa (Nsarne l'epoca poco

stinguerla da altre citt tlello stesso no-

me, essendo Cainers addietlivo


stantivo.

non so-

Ad
lo

intelligenza retta del lesto

di Livio osserva, che gl'inleipreti

oomH'

nenienle

spiegano come

se

Caniers,
il

dopo ranno44<'' R-O'Hf- H "ome del fiume Chienli ihe traversa per mezzo il lerriloriode'cainerincsi, non potrebbe essere un monumento della loro provenienza da Chiuii? iVon sarebbe per avventura derivalo dal

ovvero Cainars,

fosse gi stato

nome
le

nome del

fiutnedelleChia-

umbro
parole

della citt di Clitsiurn, sicch

qnod Camers olim adpellabanf,

ne (Clanis) che bagna Chiusi? " L' annuncialo avvenimento del console Fabio
diede occasione a'prmi attacchi, che soffri

verrebbero ad essere una semplice erudizione o a meglio dire una pedanteria in-

la

libert degli un]hri.


la

degna
lo.

di Li vio,

perch posta

in

luogo do-

aver passata
ver vinto

selva Ciminia, e

romani dopo dopo ala

\e nulla rischiara e dove inutile alTat-

gli elrusci

presso Perugia, coni-

Questa

taccia

si

leva allo storico nella

niiseroquanlo loro pot suggerire

rabla li-

spieguzione dell' Acquacolla, prendendo Ca/ncrs per un aggiunto di Chiusi, evien

bia di netnici, l'avidit della preda e

cenza militare. JVrn contenti di saccheggiare


le

mezzo ogni equivoco. Cos presso ]^linio si legge, Dolatcs cognomine SaIcntini - Inlcramnatcs cognomine Nartolto di
/c'^,

contrade

infelici di

que'popoli de-

bellati,s'iuoltrarono

Hno

a'paesi limitrofi

dell'Umbria. Questa naturalmente dovet-

per lacere mille


si

altri

esempi. Clusiiun

duncpie

dice C<^zwcry perch in quella


i

regione abitavano

camerti. Di questi, e
si

non
re
il

de'noslri camerinesi

pu intendesi

racconto di Livio, quando


le

voglia-

no ben considerare
lo

circostanze da esso
cei'-

e da altri autori narrale. Frattanto

venne a battafurono costretti a fuggire. Senza dubbio questa battaglia non fu data dalle forze unite di tutta la nazione, ma da poche popolazioni armatesi tumultuariamente nella finitima Umbria. Fii serio fu l'armamento
te mettersi sidia difesa,
si

glia cogli

umbri,

nella quale essi

che

camerinesi
catnerti

quali

si

potiebbero
distin-

che fecero

gli

umbri l'anno seguente, sep-

chiamare

apennini,per
1'

pure non fu uno de' racconti favolosi di


Livio, poich incredibile quello che fa

guerli da'chiusini, ebbero

alleanza ae-

quo focdcre cu'romani,


bri (he abitavano allora

e Cicerone e Li-

d'una battaglia, che pu

dirsi teatrale e

vio chiaramente l'attestano.! camerti


i

um-

.succeduta presso Bevagna. Antecedente-

ricordali con-

mente
ra.,

romani aveano
il

gi preso iVbcf-

torni di Chiusi loro sede aulica, forse a ca-

e se ne ignora

motivo.
si

Dopo
gli
i

il

fu-

gione dell'alleanza stretta co' romani, si concitarono contro gli elrusci. Chi sa

nesto combattimento

arresero

um-

che per mettersi


di (luesti popoli

in sicuro dalla

vendella

romani nel bri. Nondimeno si legge, che 453 occuparono Neqnino per tradimento, e vi

non sieno

slati coslietti

stabilirono una colonia detta poi

a fuggire, ed a molar domicilio? In filli dopo la battaglia della selva Ciuiinia non
si

Numi,

per servir di riparo contro <ptegli

undjri, che secondo Livio

erano gi

stali

trova pi nelle storie

il

minimo

vestigio

alcuni anni prima vinti e soggiogali dai

di

umbri camerti

alle vicinanze di

Chiu-

romani. Nel 4^7 slava iu armi tutta t'-

U M B
(niria, e Livio stesso

U
all'E-

91
e gi del con-

aggiunge che

nel territorio di

Fabriano

Iruria

si

unissero

popoli pi vicini delvinti gii etrusci;

tado Sentino, nella valle cio in cui giace Fabriano, citt distante
castello di Basfia, eh'
il

l'Umbria. Furono
lo fossero

che poi

niiglia dal

dice.

pure anche gli umbri niuno lo Appena dopo un t<d fatto si era alsparse a

Busta-Galloi

runi di l'rocopio. Dal qual vocabolo, derivalo forse dall' esservisi bruciati ca-

lontanala una parte dell'annata romana,

che

si

Roma

la

nuova: Elruriain

daveri (le'vinli

galli e sanniti,

provenne

concitani in

arma, ci Gclliurn Egnatiiini

quello volgare di Bastia, o Bosta secon-

Unihros ad clcfeclionem vocari, et Gallos^praetio ingenil sollicitari. incredibile quanto terrore lai nuova ispirasse a'romani. Le armale si raggiunsero nel 4^8 di Pioma di qua dagli Apeunini nel territorio di Scutino presso a Sassofcrrato [J .), comecouuitiemeule si crede, ed romani vi riportarono strepitosa vittoria. Intanto altra ar muta romana, che avea comincialo a daiSaninitiuni ciuccili, et
i

do Cluveiio, o Casta, alle te Cucco. Sebbene poco


lebre
pel
il

radici del

mon-

cotiosciuto, ce-

castello di Basta nell'antichit

ivi accaduto, ed ancora per (piello poi avvenuto

memoralo combattimento

ne' susseguenti secoli nella celebralissima


ci diede Dissertazione in cui si precisa il luogo ove accadde la battaglia vinta da

battaglia, di cui lo slesso prelato

la

Narsete capitano generale


ratore Giustiniano
de' goti.
I,

re

il

guasto alle campagne di Chiusi, co-

dell' impecontro Tolda re


si

strinse gli etrusci e gli


si

umbri a separaril

Ambedue
t.

le

dissertazioni

tro-

da' galli e sanmli per difendere

pro-

vano
lette.

nel

delle Dissert. dell' /Iccad.

prio [)aese. L'Acquacolta non comprende che paese avessero gli umbri a difendere, sei romani erano acoa(npati nelle pianure di Sentino, ovvero che ne avessero

d' yJrcheologia, perch iu essa furono

Secondo

le

tavole Capitoline,
trionfo degli

si

ce-

lebr nel

4^3 un

umbri

di

senza eccezione occupata tutta

la

regione

Sarsina, da G. Cornelio Biasione console, e ne deve aver parlato anche Livio.


Nel

loro. Difulti Livio prosieguea narrare le


vittorie

5i2 una

colonia

romana

si

condusse
si

che

in

quella parie ripoitarouo

a Spoleto.
sa degli

Dopo
se

quest'epoca altro non

romani

sui galli, etrusci e sanniti, trion-

umbri,

nonch restarono sem-

fandone Quinto Fabio, e degli umbri non parla. Per non ullunlanarmi dal teri itorio Sentino, qui oggiungei, che
il

pre amici de' ron>ani. Nella guerra che qiK-sti ebbero a sostenere contro Annibale

dot-

non

gli

abbandonarono mai
i

anzi gli
la

tissimo camaldolese d. Albertino Bellen-

spoletini respinsero

cartaginesi, e

na-

ghi arcivescovo di Nicosia,

che

la

non cou viene battaglia famosa data da'romani

zione degli umbri forn volonlarianienle


delle truppe al console Scipione

quando

ed a'sanniti nell'agro Seutinate, seguisse nella pianura ove giaceva l'ana' gulli

volle invadere la Sicilia. In quell'occasio-

ne

camerinesi, cuni acip.io foedere cuni


essent, dice Livio, dierono

tica Sentina, a pie del colle ov'


lucilo

ora

si-

romanis

un

Sassoferrato

come
il

praticissimo
di cui ragio-

della

lopogiaGa de" luoghi

Goo uon>ini forniti d'anni. Verso questo tempo e dopo la


battaglione intero di
battaglia famosa del Trasimeno, ne segui
altra Ira'romani e
i

no, non seii>l)rando;li

sito

bastevole a

dar luogo a due uuu)erosi eserciti. Ci volle piovare colla Dissertazione sul
preciso luogo della battaglia tra' ro-

cartaginesi presso

il

lago de' plestini umbri, colla sconfitta di

mani
eio.

galli sanniti nell'agro Senti-

nate sotto
iu cui

i consoli Q. Fabio e P. DeCouclude, che d essa segu nel luogo

Cenlenio propretore romano. Plestia loro citt, della anche Fistia, sorse fra Foligno e Camerino, ed il lago estendevasi
nella bassa parte della pianura,

che ora

sorge

il

piccolo castello di Bastia,

forma

la

leuula dlCasone,cou quel di pi

tji

UM

B
vescovile,

UMB
venne indicata molte volte
Tuscia.
gli

jiosseclutoneireslieinit da alcuni di Ser-

col

nome
,

di

ia valle.

Fu dipoi anche sede


ne conoscono
i

ma

Tolomeo
in

parla della divisione deP'ilu/nbi-i

non
le

se

vescovi, e la cliie-

umbri

Olunibri e

che

ba fu riunita alla diocesi di Foligno. Dal-

l'Acquacotta crede
li

lo slesso

che orienta-

rovine di

l'iestia

derivarono Colflori-

e occidentali, Ostunibri e f'^estunibri,^

to,

Biogliano, Seiravalle, Dignano, Po-

JMatelicae

Camerino erano
in

nella regione
,

pola, Aunifo e altri castelli e villaggi. Si


lia

degli Olunibri.
gli

Quindi congettura
di

che

diGiovanni Mengozzi,M''/'/e.9f//X7ndel loro lago, e della battaglia pres-

umbri

tempo

Diocleziano siano

Ir,

stali divisi gli uni dagli altri,


ti

ed attribui-

so di questo seguita tra'roinaid ed cartaginesi, dissertazione, Foligno 1781.


il

a diverse provincie.

T ilurnhri aWU io-

bria,

come

in avanti. Gli Olurn!>ri a\ Pi-

Coiucci
ce/ie,
1.
1

la
I ,

riprodusse

neW Antichit Pi-

ceno Suburbicario. Tutto egualmente per


congettura.

rio nel

648

De Plesdni Umbri. Caio Madi Roma don l'onore della


rou)auaaiooo
cainerti.
si

t:iltadinanza

Ac-

cesa

la gii

guerra sociale nel 663,

vuole

L'Umbria ebbe suoi corretcomuni colla Toscana ad essa unita come regione, colla residenza a Spoleto. Gli umbri di Roi

tori e prefetti prelorii,

che
vi

umbri ancora nell'anno seguente


li-

prendessero parie, e Li vio descrisse


sconfitta di ipjesli.

ma, ed primi Apostoli dell'Umbria, furono istruiti dalla bocca medesima di s.


i

na

Appiano per

di-

Pietro e di
cessori.

s.

Paolo, e da'primi loro suc-

ce che fu semplicemente un'insurrezione


degli
nel

Questi

portarono senza dubbio


prezioso tesoro del-

umbri e degli etrusci. il vero che 664 o 665, circa 89 anni avanti l'ela

alle patrie rispetlivj;, e gli altri ne'luoghi

ove furono
l'evangelo e
quistato.

inviati,
il

il

ra nostra,

cittadinanza di

Roma fu conin fine

ceduta

a'Iatini, poi agli

unibn, ed

lume della fede da loro acVenne poi accresciuto il numegli

agli etriisci,

ed indi

all'Italia tutta.

Dopo

ro de'fedeli tra

umbri, dd'fuggenti

le

quest' epoca gloriosa conservarono sem-

persecuzioui della Chiesa, massime nelle


parli distanti dalle strade consolari.

pre

gli

utubri
le

il

vantaggio di governarci

Pree

secondo
stessi

proprie leggi, bench da loro


i

sto

ebbe l'Umbria
Piceno. Se

propri vescovi e lese-

procurassero d'imitare costumi rocitt

di vescovili, per la vicinanza a


cos
il

Roma

mani. Le

uudjresi chiamarono inu-

si

aminelte che nel Pivi

nicipii, per distinguerli dalle co/o/'e ch'e-

ceno
lui

lo slesso s.

Pietro

promulg il cri-

ia no abitateda'ioQiain. Queste

si

liguar-

stianesimo, questo benefizio lo ricev da

daiono come pi
dizione di
nici|)ii

nubili de'semplici

mui

nicipii, ina in realt

era migliore la con-

cata

anche l'Umbria. A Spoleto (ci predila fede da s. Brizio apostolo dell'Um."vescovo, e la chiesa

essi. Ed chiaro, mentre munon dipendevano da Roma in (pianto al pro[)rio reggimento, laddove

bria, inviato nella regione dall'apostolo


s.

Pietro, e ne fu
lui erettavi

il

da

alla B.

Vergine

si

vuole
s.

le

colonie soggiacevano in lutto alle leggi

la i.'coslruila

nell'Umbria. Quindi

Bri-

della

madre

patria.

Gi notai che Augu^

zio consagr diversi vescovi,

come

lui di-

sto nel divider l'Italia in provincie

com-

scepoli di

prese l'Umbria nella 6.' regione, e in aiire divisioni diversi luoghi dell'

Umbria

Pietro, cio s. Eicolano suo Perugia, s. Crispuldudi /'ettona oggi Bellona, s. Vincenzo di Iie\uis.

parente

di

luiono
111

attribuiti al

Piceno Annonario e

gna,ecf:i\ insieme propagatori della

fe-

PicenoSubui

bicario.

Le due provincie
Annonaria erano
fin

de nell'Umbria. Avendo ragionato a"riS|)ellivi articoli

i'iceiiestavanosolto diversi consolari, ma

delle sedi vescovili delesistenti, ivi

r Umbria

e la Tuscia

l'Umbria
celebrai
i

mille sotto un altro consolare, perci

non pii promulgalori della


esistenti e

lede, es.

F-

,
'"

Uu quel lempu

[)er

[)iii

acculi

1'

Umbria

liciaQQ vescovo di

Foligno uou cuuleu-

UMB
lo d'aver predicato per tulla

UMB
l'Umbria
la

93

dottrina
le

eli

Ges
a

Cristo, volle estendere

na, pon Amelia e Todi, tutlavla tali citt, ben( he occupale talvolta dall'ambi-

sue npostoiiclie fatiche eziandio al Pice-

zione de'Iongobardi, furono non ostante


restituite e considerale
di

Spoleto ragionai de'vescovati dell'Umbria, massime in fine dicendo di qiie'vescovi, che sebbene non appartengano all'Umbria, vi estendono per
no.
tratti

Anrhe

sempie ne'iempi

mezzo

del ducato di

Roma (/
il

.),

inclu-

sivamente a l*erugia,e non di quello di


Spoleto. In tale

tempo

di diocesi la loro giurisdizione epi-

rest quasi soppresso, n altra

nomed'Undjria denominadi

scopale,

onde

nel

1849 intervennero
l'

al-

zione ntlribuita da'monunu-nti alle citt della provincia,

l'assemblea sinodale in Spoleto, ch'


nica metropolitana dell'

u-

che quella

ducato di
fa

Umbria
i

senza

Spoleto.

La

.*

citt dell'Und)! ia, entran-

persull'raganei poich lutti

vescovi del-

do
I
.'^

dalla Sabina,
citt

Tcrnij

Spoleto
fu

l'Umbria e quelli che vi hanno giurisdizione sono immedialamenle soggetti alla s. Sede. Nella decadenza dell'impero romano, 1' Undjria, come il Piceno, col quale ebbe pressoch comuni destini, e
i

occupala da' longobardi,


il

hi

principal sede e quella che die


a lutto
il

nome

ducalo Spolelaiio. Di queste e altre citt e luoghi principali dell'Umbria ragiona Eattesclii, ed io l'ebbi preSente nel tlescriverli. Parla pure di

tra loro

si

contusero

termini territoriali,

Fo^

soggiacque alle invasioni crudelissime de'


barbari
rie ch'I
,

Ugno,
vi,

di

Be\'agna, di l^ettona, di Tre-

principalmente de' Goti e de'


(/'.)

' Jsisi, celebre pe'santuari

Longobardi

H Fatleschi
,

Memoi

scano{ei\'\ recente rallegrala per

France~ la Trae della

ducato di Spoleto

nana che
dell'

slazione del corpo di


Porziiincola {F.), del
nia, di iVbre7(7, ec. er.

s.

Chiara)

longobardi nella prcivincia

Unbria
quel ce-

Foro

di Flami-

piantarono

primi fondamenti

di

E cbe

Camerino
meqtiei

lebre, vasto e possente ducato.

Ragionnnper

fu considerata da'longobardi qual 2.'

dodeirUmbria
zione
a'

fertile, ricca e illustre

tropoli del ducalo di Spoleto; sovente poi


i

tanti segnalati pregi, dice della sua situa-

duchi

di

Spoleto

si

confusero con

tempi
i

di

mezzo

civile e politica,

di To.?^r(77i^{A''.). dacch

l'Umbria
III

in

quel

ed essere
tana

suoi termini al ponente

vere fino a Citt di Castello; a

Tetramonil

tempo si reputava

parte integrante di tale

regione. Allorquando Leone

impera-

gli Apennii)i,oIlrcpassaiitl(jli

in<pial-

tore greco, dichiar crudele persecuzio-

che parte fino all'odierno Sassoferraio e il fiume Esino, confinando cos colla Gallia Togata o la PenlapolijaI levante e al mezzogiorno il fiume Nera, finch riceve le acque del fiume Velino. Avverte ch'egli qui non prese l'Umbria in quella grande estensione ch'ebbe a'tempi roma-

ne
lo

alle ss. Immagini, Papa s. Gregorio l( scomunic dopo il 726, per cui il du-

cato

romano con altre citt si distaccarono dall'imperiale ubbidienza, e spontas.

neamente si assoggettarono alla i.9oi'/'<7/t della


lia,
il

Serie [r.).

popoli dell'Emi-

della Pentapoli e del

Piceno, scosso
al

ni fino all'Esarcato e al

mare Adriatico
solo volle con-

giogo imperiale e longobardo, per vosi

dalla parte di Rimini;

ma

lontaria dedizione
to

dierono
per

principa-

siderarla in quel perimetro che da'

mo-

temporale de'Papi. Questo ricev nole

numenti
di ,

rilevasi

aver avuto nel medio

tabilissimo incremento

dedizioni

evo, e che fu soggetta a'Iongobardi.Quin1

del ducato di Spoleto, dell'Umbria e della

cbe sebbene l'Umbria, secondo disi estendesse fino al fiume Imella,che sbocca nel Tevere sotto la citt d' Otricoli e comprendesse la stessa Otriversi scrittori,

Maica, gi la s. Sede possedendo nell'Umbria da diversi secoli alcuni Patri-

moni dellaChiesa romana


li

(f'.),rra'quaec.
I

que'di Norcia, di Narni

romani,
di

'

colieNarui,da

altri attribuita

allaSabi-

uniti agli

umbri

e altri del

ducalo

Spo-

f)4
lelo, difesero
s.

URI B

Giegoiio

contro
il

l'in-

Castello e Chiusi,

come narra

il

Sigonio,

sidie dell'eretico

Leone

III,

quelle in-

voc

l'aiuto del re
la

longobardo. Comin-

De Rrgno Italiac, all'anno 772. Carlo Magno non solo restitu al Papa l'usurpalo principato temporale, raa con for-

ci allora

guerra dell'Umbria, cliedu-

r parecchi anni, onde nel 788 s. Grcgo* rio III invoc il soccorso di Francia, per
rnirrenareleusuipazioni longobarde. Ili lisci

male donazione grandemente l'aument,

inclusivamenle all'Umbria e ducalo


Spoleto, nel quale articolo e negli
al-

di
tri

Papa

s.

Zaccaria, compassionando
e di altre citt, di ri-

analoghi tratto della sovranit de'Pa-

lostatodeirUmbiia
suoi viaggia Terni,

pi

sull'Umbria, e sarebbe ripetizione e


ragionarne, insieme alle prinvicende politichedella regione. Mol-

cuperare di versi patrimoni edomiiii, nei

volessi qui
cipali
ti

Pavia
il

749. In quest'ultimo
zo de'loro deputati

Perugia nel Piceno, l'Umbria


e

di essi la

ricuperarono dopo

le

stranieIII e

e le provinole adiacenti a
si

Roma, per olez-

re invasioni,

massime Innocenzo
la

Pio

confermarono nell'ubbidienza del Papa, e giurarono fedelt alla Chiesa romana, il che rilevai pure nel voi, LVII, p. 161, nel dire che fecero altrettanto i^ncdeW Euircalo e della Pentapolij'xnhca di Spoleto e di Benevento considerandosi sotto la proiezione della s. Sede, bench avessero il proprio duca.

VII,

quali inoltre

visitarono,

come

pur fecero GregoriolX, Innocenzol V, NiIV e Gregorio XVI. Q111-st' ultimo ad esempio dei predecessori provvidamente accorse a'gravissimi dancol V, Sisto
ni recati

all'Umbria dal Terrc'rnoto[f'.).

che sparse la desolazione nella provinci'i. Inoltre a Spoleto, a Perugia e negli articoli

Papa Stefano
1'

II

detto

III,

doa

d'altre citt

umbre

riportai

ret-

po aver
ili

costretto Astolfo re de'loiigobar-

tori,

governatori e legati dell'Umbria o

a restituirgli
di

usurp;ilo

dominio

del ducato di Spoleto.

mezzo molle

Pipino re de' fraiuhi, per sua

riprodurr

altri, e

Qui de' legati ne quinto a'cardinali le

invi nell'

Umbria Stefano duca

notizie sono nelle biografie, anzi in queste trovansi [)ure le notizie degli altri car-

con palle dell'esercito rocnano, per avvalorare la sua media2one,accicon>eguisse


il

dinali legali e de'prelati governatori

che

vacalo trono longobardo Desiderio,

poi lodivennero. ^/oiv//i/cardiiiali' prete di


s.

el'ebbe.Quest'ingiato invece di restituire


il

Anastasia, nel
li

io5
i

fu

loltOjCotneavea promesso,estese

le

usur-

da Pasquale
bria.

alla legazione
III

deputato dell'Um-

pazioni e minacci

Roma

di

eccidio,deva-

Innocenzo

del

198 invi nel-

stando rUnibria,in luogo


[lersegiiilalo

di iiiosUmis di-

voto alla s.Sede. Vedendosi Papa Atli iano


]

r Umbria e nella Toscana per legato il cardiiiiil Gregorio ilegli Alberti^ [)er mettere in
I."

da Desiderio, ricorse
il

Car-

lo

Magno

re de'franchi,

quale calato in

buon sistema le due proviucie, la avendo ricuperato al dominio d<'lla

siderio,

778 dcbelle fece prigione Determinando con lui il regno longobardo. Appena gli umbri e buona |)arte de' loiigobaitli dimoranti neirUuibria seppero le prime mosse del re franco, si porlarono in Roma, se stessi e le loro faItalia, nel

Chiesa dagl'imperiali che l'aveano occupata.

Nfli249 Innocenzo IV
Marca IV
il

destin le-

galo deirEliiiria ecclesiastica, dell'Uaibria e della


il

cardinal Pietro Ca-

pocci. Uibaiio

dui

riGi

fece legalo
Pattiiiie-

dell'Umbria
ri.

cardinal
aflid nel

Simone
1

Papa, prestarono il giiiiarneiito di fetlelt a s. Pietro e ad Adiiaitf) I, ed ivi fui ono tonsurali e ridotcolt
al
ti

commisero

Urbano

368

la stessa le-

gazione al cardi nalEgidio^if/.T.Tf ///'.Gregorio XI

nomin

legato dell'Umbria

il

nelle loro bai be e capellature alla fog-

cardinal Filippo C(il>a<tsolr, v goveiiiatore


il

gia

romana,

l'esempio chi' fu seguilo andi

e irdinal
1

(ilierardodi Pitv. Urbaelesse iegito

che da Ancona, Osiuio, Fermo, Citt

no VI nel 087

dell'Umbria

u u
il

n
ri-

U
fu

t)5

cardinal Luca Gentili Ridolfucci, e


i

concili Ira loro

pure

legali della

ciltadini di Todi. Fece medesima, il cardiiialAnil

drea Buoiilenijii^ e
legato a Perugia

cardinal Toniiiiaso

pure di Giulio 111, con residenza in Perugia. Camillo Libi, ncW Ili sto ria di dmelino, narra che Paolo III neirottobie 53c) si rec in Camerino, perch volevi
I

Orsini. Innocenzo VII deli4o4


il

mand
lega-

investirne

il

nipote Ottavio Farnese, indi


I

cardinalLandulfoJ///r-

rawauro. GiovanniXXIll nomin


lo del

Parma, {l^ .). camerinesi supplicarono il Papa a compartir loro molte


duca
di

ducalo

di

Spoleto, di Todi, Oivieil

grazie e l'olteiuiero, e

fi

a (juesle
ia

dichiacolla levi

lo. Terni e Amelia


clie nel

cardinal Colonna,

r Camerino capo dcirUndii


destinato

Kicol

i4i 7 divenne Martino 1^ Papa. dichiar legalo ilelT Umbria e


il

gazione d'un cardinal de latere, e


il

fu

cardinal

Ennio Filonardi \q-

del ducalo di Spoleto

celebre cardinal
e

scovo di
tarsi a

V^eroli,il (piale

Domenico Capranicaj

governatore

di

all'altra vita

per esser passalo pochi mesi dopo, senza por-

Perugia Barlolomeo Roverella, poi cardinale di Pio 11,0 di (jiieslo e di Paolo


Il

Camerino, govern
lo stesso Lilii,
il

nome mg/
aggiunge

la citt in suo Filippo Archinlo. Tuttavolta

legnlo <ltirUmbria. Di Paolo


ledati

II

finoi

non essere

il

car-

no

dell'Umbria e

di Pei iiqia

cnr-

dinal Filonardi

legalo,

ma

il

cardinal

dinali liiccardo
i^rtir///. Sistol

Longolio

e Cf\o.V>;\{{\^\a

Francesco Chigionespagouoloche dimorava iu Veroli, e


to
il

V nomin goveniafore delil

come

il

Filonardi det-

l'Umbria Ardicino della Porta


re poi cardinale; e legalo
te carilinal RafT.iele
il

giunio-

cardinal di Veroli e n'era vescovo,moil

pioprio nipol'-tl-

rendo neli54o. R.ilornalo

Papa
di

Ro-

Riaiio, won die

ma

iuvesfi Ottavio del

ducalo

Came-

Iro legalo e nipote cardinal Giuliano del-

rino. Rettificher diverse inesattezze col

Rovere, che nel 5o3 fu Giulio IlPapa. Innocenzo Vili deput legalo per pala
i

Cardeila.

Il

cardinal Filonardi fu inca-

ricalo da Paolo 111 della legazione delle

cificare le fazioni de'

ni

(/^.),

Guelfi e Ghibellich'erano ripullulale, il cardinal


i

truppe pontificie contro

il

duca d'UrdeIi54o.

bino, a motivo della guerra pel ducalo di

FrancescoPiccoIoniini,nel 5o3Papa Pio ///.Fece pure legato il cardinal Giovanni Arcimholdi. A!es<aiidro VI prepose
Ila legazione

Camerino, e mor

sul declinar

Non
il

esiste
il

il

cardinal Chigione, bens deve

essere

cardinal Francesco Quignones,


fu

ilell'Umbria

il

parente caril

quale non

vescovo

di Veioli,

ma

di-

i5o3 il cardinal Raimondo Perauld. Furono legali di Leone X dell'Umbria e <li Perugia cardinali Antonio del Monte, e lo fu
dinal Giovanni Borgia; everso
i

lineo diCleiiienle \ II, Jacopo lyc/vv/ cata-

morandovi nel palazzo da lui edificalo, vi mor neh 540. Paolo IV fece governatoredell'Umbria Michele Torreo Turriani, poi cardinale; non che Gio. Ballista Castagna, indi cardinale e Papa Urbano
VII. Nel 56o Piol
I

lano e Silvio Passerini.^tl i52qCleuieu-

dcsiin legato delil

VII deput legato il parente cardinal Ippolito de Mediei. Paolo III successivaluente aflld il governo della citt e forte

l'

Uudjria e

di

Perugia

cardinal Gio.

Antonio Serbelloni suo nipote. Gregorio XIII elesse governatore ili Perugia e
dell' Uiid>ria nel
1

tezza di Perugia aTiberio Cr/.Y^', che cre

574

il

celebre

Monte

poi cardinale; legalo dell'Umbria e Pe-

Valenti

di

Trevi. Secondo alcuni, nomi-

rugia

il
il

cardinal A<!canio Parisani,

co
nel

pure

cardinal Marino

Grimani ;

reri.

n legato diSpolelo il cardinalGuidojPerCertamenle fece legalo dell'Utnbria


il

1548 governatore
bria Gio.
le

di Perugia e dell'UmAngelo de Medici, poi cardinae Papa Pio ITj e nel 548 legalo il
1

e dei ducato di Spoleto

cardinal Filip-

po Spinola; enei 58
1

legalo di Perugia

e deirUinbi
rio

ia

il

cardinal Riario. Gregolegato di Pe-

cardinal Giulio Fcltre della Rovere, e lo

XIV

dell

?go dichiar

gG
riigia

M
il

B
cnrdinal

U M n
Domenidono dell'augusta IVI." Lui adi Borbone duchessa di Luccaegi regina d'Etruria. t\.'\n febbraio 8 7 Pio
loedilui
zio),
1 1

efleirUmhiia

co Pinelli, gi beneoierilo commissario per sedare le vertenze de'coiifini fra Terni e Narni. Clemente Vili cleli5g'2 fece legalo dell'Umbria e di Perugia
il

VII

colla sua nobile corte recossi nel col-

car-

legio dell'Umbria, consolatore inaspettato, e solerte

dinal Silvio Savelli. Del collegio Laiire-

ricercatore de' dotti ordigni

tano oSpoIetinOjdel collegio


collegio Fuccioli, fondati in

Umbio,
a

del

e d'ogni scientifica sup[iellettile, di cui e-

Roma
r

van-

rano stivate
i

le

taggio degli umbri, ripailai ne'vol. Xllf,

riposti gabinetti.

ampie sale, la specola ed Esempio seguito in apI

245, XLI, p. I 19, LXlXj p, 6 e toc. pu vedere il bve^e EcclesiryeCatholicaCfei luglio 760, Bull. Roni. cont, t. 2,p. i68,colqualeClementeXIIl approd le regole e le costituzioni del collegio deirUmbri.i e di Niceta Lassi, commelfen
j). 5i
t i

presso da Francesco
stria, e

imperatore d'Aucoronate,
filosofo

da

altri principi e teste

che visitarono
degli uml)ri

in

Roma

il

umbro

nel collegio dell'Umbria.

Dell'Umbria e
i

illustri scrissero

seguenti.

tlone l'esecuzione al protettore cardinal

Giacomo Oddi, e

si

riportano nello slesso

breve. 11 Collegio Uinbro-Fuccioli(T\)H


rese celebre pel celebratissimo e dotlissi-

jno umbro foligna te prof.d.Felicia noScarpellini, restauratore

dell'accademia dei
di

Lincei. Nel dotto ed eloquente Elogiofu-

AngeloTorsano, Oralionesqune de Uni' hriae Roniaiidolacqne celeberrimarum Regiomtm Itnliac, Urbiimique snnrum praecipiiariim laudibus agunt, Venetisi562. Francesco Dini, De antiquitatibii'! Umhrornm, Ttiu.tcorumque Mede, ac imperio, deque Camerio, ne Cainertihis a Sylla exclsi^ di^sertntioad,

nebre

che pronunzi nella chiesa

s.

i'rrsw! opinioiea Biondi, Aldi, Sigonii,


Cluve.rii,
i/i

Ara Caeli e pubblic all' onorala dilu memoria nel [853 in Roma il
Maria
in

Papebrochii, ne reeentiorum,

qua

pliires inseriptiones

Gruteria-

eh. prof, d. Salvatore Proja,

si

legge che

lo Scarpelliiii fu prima alunno del colle-

gio dell'Umbria, e dai

yc)4

al

1825 ne

fu

Lenemerentissimo rettore, e doveindefessamente adoper col senno e colla mano per promovere
te
le fisiche

e diffondere in

Roma

tut-

discipline e le arti che ne di-

nae solidissimi a fundamenlis ad crisim revocanUir: Liliifundamenta desuiCamerini antiqui tate impugnantur etc, cum notis Francisci Ragazzetti, Venetiis 70 1. Francesco Mariani, De Umbris Camertibus Etruriae, seu Clusinis responsio ad Cnmerinensinm Hypern<piI

pendono.
ilella
lisi

Ivi

apri un

annuo concorso

di

tem,

Romaei73g. Adiaforo FilaleteoFiha scrittoFrnn-

fsiche esperienze e divulg ogni trovato

elMno, Esame di quanto

neo-chimica, a capo de'quali l'anala sintesi

ce SCO Mariani intorno a' Cnmerti Umbri

dell'acqua, che primo in

mentovati da

/l/\'/'o,

Perugia i 7 3(). Con-

Italia istitu, ed eresse

una specola per le osservazioni astronomiche. Perch poi al ciato impulso succedesse pili rapido e pi durevole movimento nel collegio dell' Umbria adun libri, minerali e macchine d' o"ni maniera e forui una bi, ,

futazione (de'Camerinesi) di ci dir l' autore de Etruria meliopoli (cio il Mariani) ha. scritto intorno agli antichi Cainerti

Umbri, Perugia 1739. Francesco Mariani, De' Cnmerti Umbri risposta Roma italiana a Filetimo Adiaforo
,

blioteca,

uno

svariato gabinetto di fisica,

di cliimica, di storia naturale, a disjiosi-

zione d'ogntuio che volesse e sapesse gio"varseoe: e lutto a sue spese. Ivi colloc
il

1740. Adiaphorus Philiilelus, Adnotationcs ad rcsponsionem Francisci Mariani pr Umbris Caniertibuf Etruriae,
seu Clusinis, Pisaurii74o. Accademico Ardente, Discorso in risposta a Filatele

famoso lorniocon tutto l'apparato mec-

canico dei Pieraaariu

(sommo

architet-

sopra gli Umbri di Toscana,

fjO-

U M B
A. Muratori intorno alla citt di .S'arrena in alcune ixcrizio/ii da liei riportate^ ed al decreto del re Desidetlovico
rio,

U M
cola,

97

non bene fabliricata. I dintorni producono derrate de'climi caldi, e vi si 11lilizzanoca ve di gesso e d'alabastro. iScri-

Roma

742.

Il

Giornale de' lettera-

ve rUghelli,/^^(7//a sacra t.p.p. 52 ',Unihi'iaticenses Episcopi: Umbriaticuin


(olili!

ti di tale anno ne fa autore il JMitiinni, che discoise ernditainenle la contioversiu insoda fra'caaiei'ine>i eviieibesi. Carnei' ti L inbri, dissertazione apologetica

Brystacia), mediterranea est civi-

tas CalabriaeCiterioris,

sibns distans, condita

sloricocrilica,

Camerino ^So.Giiisepi

Stephanus,
sa, ie(|ue

ili

reco a marepasab Oenotris, ut ail rupe quaedain, quae liorcle-

pe Colucci
zione

Lettere apologetiche in
s detto

'di-

reiidispiaecipitiis munita, attjne inacces-

fesa di (juanto

nella disserta-

po[)ulum propterea, neque

X/I dell' Antichit

Picene sulla

ruin habel valde


in codice
faiiiiliae
fisci

numeiosum
o
si

sirpiidem

confederazione de^ Camerti Undjri col

Rciiii

Popolo Romano, Feimo 1787. Federico


Fie7./.i, //

160 (ora

censenlur urbuiae dice contenere pi

Quddriregio o poema dei


,

di

2800

abilmiti). In

agio vero Uuibriafit

(jualtro regni, colle annotazioni di An-

ticensi legitur

manna:

gossipiuni, et

gelo Guglielmo Artegiani le osservazioni storiche di Giustiniano PagUariid, e le

sesama; provenil terebinllius, etcappare.


Nascitur alabastriles, et gipsunj

marmoet

dichiarazioni di alcune

i'oci

di

rosurn, et lapis molaris: exiant et sylva


glaiidiferae, in

Gio.BattistaBoccalini,ec.Fo\\'^noi 725.

quibus venatioiies,

au-

Le osservazioni del Pagliai ini appartengono alla storia dell'Uitdjiia, tanto ili pi
citt e luoghi,
ti.

cupia fiunt. Euiscopatus antifjuus inter


stiirraganeos archiejjiscopo
s.

^eveiinae.
et

quanto

di diversi sogget-

Sub
gii

Sisto ili
III

Papa

(del

432),

Valen-

Antonio da Orvieto, Ci'onologia della proi'incia Sera fica riformata dell' Unid'Assisi, Perugiai7i7. Eugenio liria Ga murrini Istoria genealogica dellefa,

tiniano

imperatore habila

fuit

Rhe-

provincialissynodusab Hilario archie-

piscopo adversus Umbriaticeusem Episcojtnm, qui ininus legilime fueiat ordinatus. IJmbriaticeiisis Episcopatus

iiiglic

nobili toscane et u/nhre, Firen-

ze 1668. Lodovico JacobiUi, ^//'//o//t('C<

tionem

facil

abbas Joacliimns,

licet

menmen-

Umbriae,
ciac

sive

Umbriae una

de scriptoribus previacani discursus praeite

doselegatur Antiblacensis:fuit autetn Episcopalis sedes huc translata ex Pater-

falae provincia e, Fulginiae i658: T


li
i

no urbe. Calhedralis

basilica titulo

s.

de' santi e beati dell'I iid/ria, e di cpiel-

nati, in vertice rupis,

atque adeo

in

Dome-

corpi de'cptali riposano in essa pro-

dia civitale Ires in nave distincta visitar

vincia, con

un discoi'so dell'

L'mln'a. To-

cu!n sacra lurri, et sacrario rebus divino


cultui necessariis instructo,ac sacris reli-

mo mo
le

I,
1

Foligno 1647.
col

Tomo

II,

i656. To-

Catalogo de' corpi santi e delrelic/uie insigia, che si conservano in


li

quiis ornato, et sacra supelleclili pr loci

conditionesutllcienter inslructo. llicasss.

varie chiese della provincia dell' Ijnihria,


:

ser vantar rcliquiae

Gregoiii Papae,

Todi

6G1.
Unihriatieum.C\[{l\

Laurentii, Donali, Stephani, Giegorii, et


Petroiiillae
,

UMBRIATICO,
la

et

fi

uslula

quaedam

vestis

vescovile del regno delle

due

Sicilie, nelII, cir-

provincia di Calabria Ulteriore


di

Mariae Yirginis. Sacris in ea ministrabanl olim canonici octo, quoChristi, et D.

condario del distretto

Cotrone, da cui distante 8 leghe e pi di 3 da Catanzaro, capoluogo di cantone. Giace sopra


i

rum

qiiinque indignitateconstitiitierant, archidiaconus secumlusab Antistile, de-

canns, cantor, ihcsaurarius, et archipresbyter; nunc ad ipiatuor tantum sacerdotes reducli sunt, qui et
7
ipsi

una montagna scoscesa


VOL. IXXXIlf.

e tircond.ita d'o-

gni parte da precipizi inaccessibdi.

E pic-

inopia la-

U
boraiit. In civilate praeter

I\I

calhedralem

lieo,

ma

riferisce

parochialis ecclesia uiilla

milium

viro-

civescovo di

rUgbelH cbe Ilario arReggio tenne un concilio


pontificalo di Sisto HI,

rum
ptnm

coenobiiiiH

s.-inclitnoninlinm se-

contro di

lui nel

luiuni: ndeliuni aiiiinae intra

moe-

nia clegentium snnt 600. Dioecesi perangusla qiialuor oppidis.et tribus pagis conlinetiir.

percb non era stalo ordinato canonicaad U(nmente. Pare che verso il secolo bnatico fosse unita la sede vescovile di

Oppidoiura

maximum
1800 cum

est Ciro,
Icciis

Padcnio{

/ .),distrulta da'saraceni,e dal-

seu Ipsj'ero episcopalis lesidenliaei


haliilalnr aiiimabns
parocliialibus,
s.

la cui citt

surse Crimisa oggi Ciro, sum-

quatiior

qnaium

praecipiia litnlo

Mailae de

Plateis.

Hic eliam semina-

menlovala, e di cui tratta il Coleti, Il(iHa sacra, 1. o, p. 57 Patcrnensis E' pisconain.s. 11 Daudrand dice cbe Prf1

rilira

coeuobia, xenodochitun, et
li*.

duo ^irormii mons pietSecundiiaiest CincuUiim babilalum


eslclericoruni decein,
I

feriium, o Crimissa o Ciro, fu rifabbri-

calo contro
te

saraceni da!

normanno conOt-

Ruggero. In Paderno secondo alcuni

n<ielibns

i3o

cum

diinbns parochialibus,
,

nel

1002

per ui veleno l'unper.ilore

coenobio augiistinianoium

xenodochio. Terliimi eslnppidum Casubonihabilalnm fidelibns 600 curo sua parocbiaet


li,

tone
p.

111, pel
,

modo riferito

nel vol.LVIIf,

262

al

dire di altri in Paterno di

Citt di Castello [P.) o della Catnpagna

coenobi<j fVauciscanoruni el bospitfdi.

Romana,
credesi fu
zio,

nella (|uale
gii

Tor Paterno, ove


del

Quaitum est oppidnm tum (debbns 888 cum


libus,

Melissae habilatiibiis

Laurenlo capitale

La,

paincbia-

cbe descrissi nel voi.

XXXVII

p.

coenobio anguslinianoruui, bospitali el tril)us laicorum sodaliliis. Pagi, seu casalia snnt Tingliae habitalnm fidelibus IO 5. Carfitii,

219. In Paleriio di Calabria s. Francesco di Paola fond il 2." convento dtlsuo


ordine elV/inimi C^-). Il i. vescovo di Umbriatico del quale si conosce il nome
Gerva^iojcbe

quod

ali)aiienses seu

epirolae incoUml

numero

3 16, qnibus

neh

12 assist alla conIl

graecus presbyteiconjiigaliis .suo litu saera administrat. Casale s. Nicolai de Allo,

sagrazione della chiesa di Catanzaro.

vescovo Ebras vivea a'iemi^i di Ruggero


I

tant

quod albanenses consimililer inbabinumero 220 suo cuui graeco sa,

re di Sicilia.

cui
in

Roperlo fiori neh 167,111 confermla donazione a'basiliani, che

cerdote. In universjim autera loia dioecesis


les

Umbriaticensis conlinet parocbiaectlesias tredecim, quaruin decem laPopnliis

tini, tres gtaeci rilus exislunl.

dioecesanusconstituit animas 7599, quarum 4563 sunl latinorum, reliqnae grae-

tempo di Ebras fecero Ruggero 11 e Guglielmo I del monastero di s. Maria de Palirio da loro edillcato^ colla condimonaci del medesimo ogni zione che anno nella festa di s. Donato a* 7 agosto
i

olfrissero alla

calledrale d' Umbriatico,


ci

corum.

Clerici

aulem

Ialini

per lolaui

aniphoram old,
scopiis aulciii

candela s

Ires, Kfii-

dioecesim sunt fere sexaginta. Mensae episcopalis animus census ducatoruin re-

Oleicin

sanctiiin

eodcm

2000. Taxa flor. 37 qui parlim colligunlur ex feudis anlitpiissimis INIaragni

tempore nionacliis trilnuit. L'Ughelli ne riport il documenlo, ilal quale rilevasi


che
i

due

vescovi immediati nuccessoii, lo


l's-

Marinae, in (juibus ulruinque gladium Umbriulitensis episcopus liabet, lamelsi Maradiae


diae,
s.

Nicolai de Allo, el

s.

sottoscrissero anch'essi e ratificarono,


si

sono. Pellegrino che nel


al

79
si

interMii-

ne

concilio generale di Laterano III, e


il

els. INIaiiriae diruta jareant.Episco|)i


in ca

qni

Rainaldo, dopo
gorio

quale non

coiiDScono

floruiMunl pauci sequenlcs sunl ex

altri vescovi lino a

Capuano, da Papa Gre-

variis nonunienlis a nobis coliceli ".I-

gnuras

il

nome

del

."vescovo d'Umbria-

co

IX costituito vescovo d'Unbrialineh 235. Dionisio detto e comuicn-

UM
tirilo (Ini

B
I

U
ne, e lodato per

B
di

9,)

j^S venne appiovatodaPapa Alessandro IV. Dopo di lui


capitolo, nel

Giacomo Lucifero arcidiacono


prudenza mor

Coir

nel 1.547.

segue altra iacnna di pastori ignorati,

si-

In questo gli successe Gio. Cesare Foggia

no
nel
il

ail
I

N., al

quale Carlo

II

redi

Sicilia

aicidiacono di Rossano, intervenneal concilio di

3o6

sciisse in favore di sua chiesa


si
I

Trento

e
r

tliploma che
11

lp.^ge in Ui^helli.

Gio-

quillameiite. Nel
I

moi vecchissimo tran 567 Pietro Bordoni, nel


di

va innKX

nel

33G

elesse Crislofoio, in-

J78 Vincenzo Ferreri

Bisignano, tra-

di tiaslato
I

da Clemente VI a Bisignano nel 34(1, in questo stesso surrogandogli Guglielmo arcidiacono di Catanzaro. Per

da Monte Peloso, e cess di vivere dopo un anno. Nel 1579 Emilio Bonvini di Cosenza encomiatissimo pastore, e per
slato

sce, nel

morte del predecessore, che non si cono14^0 fu eletto IMichele Perisla canonico della cattedrale, n)Dito nel i435. Tosto gli successe Nicola ile Martino sud-

sua morte nel

5c)2 Alessandio Filarete

celebre giureconsulto aquilauo. Paolo

neliGi

gli sostitu

Pietro Bastoni d'A-

lessandria, referendario delle


ture. Nel
lo.

due segna-

diacono e consigliere della duchessa di Sessa. Traslato nel 44"* ^ Rossano, suhilo in suo luogo fu posto Tito detto Cic1

1622 Benedetto VaezspagnuoDa Belcaslro nel i632 pass a quesede

sta

Antonio Ricciullo calabrese


il

di

co,

ma

uioii nel

447"
r

'*' ''^'*^

anno divendi

Rogliano, a cui

capitolo per

le

sue be-

ne vescovo Nicola gi arciprete


rullo. Sisto

Gu-

IV

nel

47

T'

"0'"i"<* '^'""Ce-

sco, di cui fu successore

Antonio Guerra
di Squil-

nemerenze eresse lapide di gratitudine, e dopo 7 anni fu Iraslato a Caserta e poi a Cosenza. Nel iGSg Bartolomeo Ci-isconi

dotto maestro di Borgia principe


lace,

nobile napoletano

referendario delle
1

morto

in

Roma neli5oo

e sepolto

nella hasilica Vaticana, con onorevole epitaflo del

TJghelli.

suo discepolo e riportato da Alessandro VI nello slesso anno

due segnature, chiaro per virt, nel 647 pass a Caserta. In tale anno Ottavio Puderici patrizio napoletano morto nel
,

gli sostitu

egregio, morto in
lalo in
s.

Matteo sanese giureconsulto Rma nel i 307 e tumuin

i65o. A' 27 giugno Domenico Blanditi napoletano, termin di vivere nel i65i.
Nel seguente
fr.

Tommaso Tomassoni
nel

Tommaso
I

Parione, con

iscri-

romanodomenicatm, morto

i655nou

zione presso rUghelli.

Marco

successore

senza sospetto di veleno, e giace in catte-

mor
(^.),
la

nel

e nel settembre fu fatto


il

drale nel sepolcro de'vescovi. A'5 luglio


gli

amministratore
il

cardinal Nicola F/e.?r/;/

quale nello slesso mese rassegn

sede con regresso a favore di Deside-

rio canonico regolare Lateranense.


niar/.oi tI-zo riniuizi(i,ein tal giorno

A'20
il

car-

dinalFieschi commendatario cede con regresso ramministrazione al cardinal

An-

drea della falle {I .) Questi nel i59.3 ne lece cessione al proprio famigliare Gio.

Matteo Lucifero
qualit
,

di

Cotrone, di egregie

e lo consagr nella basilica Lia'


I

successe tr. Giuseppe R.ossi napoletano conventuale, insigne dottore in teologia e gi commissario in Polonia. Morto nel i658 gli successe nel 1659 Antonia Ricciullo nipote dell'altro Antonio di tal cognome, ma mor in Casabona nel luglio 1660. Nel seguente amio Vitaliano Marescani penitenziere della cattedrale di Catanzaro sua patria. Nel 1667 Agostino de Angelis d'Andria somasco e professo redi teologia nell'universit romana. Nel

beriana

vembre venne

524, ma a' 4 noCotrone. Nello stesso giorno ebbe Umbriatico in commenda il cardinal Giovanni Piccolnmi7 gennaio
1

1682
di
tello

Gio. Ponzi Coriliani della dioce^i


gli

trasferito a

Rossano. NelitSgo

successe

il

fra-

n/(A^.)epoi
te

la

rinunzi neh

53 o. Clemen-

Giuseppe Ponzi, ed a questi nel [693 fr. Michele Cantelmi napoletano, carmclitanodotto e pio, che nel suo ordine fmise le

VII a'20 marzo dichiar vescovo Gio.

primarie prelature. Nel 1696 Bar-

loo

UME
(for-

U
consagrn. E" pi o

I\I

E
ricco,

tolomeo Oliverio nobile O/Z/rw^/V

meno

ed alctmi
ve-

se di Celione), protonotario apostolico, cim perpliires atwos Su t rini, Nepi siniq.


Ji.tropi \-ires gessi.'^set,hr/c

umerali hanno
lo

altri

ricami d'oro sparsi

nella lunghezza del velo.


si

Con questo
omeri

mitra

cicco-

cuoprono

le spalle e gli
//n'v.^;^/

di chi

rntiis est.

cesse
liani

a'o!

nel 1708, cli|>oi gli sucgennaio I 7 5 fr. Antonio Galnapoletano conventuale e parroco
I
1

Morto

l'adopera. Nella

cantata solenne,

l'imierale del colore degli altri para-

di

s.

Salvatore in

sdi vita
IVI."

Onda di Roma, macesnell'agosto. Neh 720 Francesco

Loyeri noliiledi Badolato diocesi di

Squillace, letterato, gi di molle diocesi vi-

cario generale lodatissimo,

il

quale col suo


il

zelo estirp molli abusi, fece rifiorire

menti. In essa dopo l'otrerlorio e 1' oremus, il siifhliacono si porta alla credenza, dove dal ceremoniere oda qualche accolito se gl'impone il velo lungo sopra gli omeri, del colore corrente, e gli si ferma innanzi al petto con due fittuccie legale, e con esso copre il calice, ovvero questo coperto col velo piccolo, colla pate-

decoro del divin


nario.

culto,

ed eresse
la

il

semisa-

Con

questi termina

ntW Italia

na

cra
le

la serie

de'vescovi, e

Notizie

eli

compir colRoma. Nel 1 782 Domenico


nullius di-Ueggio di

to porta sulla

coWosiia coperta dalla palla, e lutmensa dell'altare; ove dopo


i

aver eseguito

suoi udizi,

il

diacono pone
in

Peronaci

di Serva,
1

nella sua destra la patena


la

modo che
gli

Calabria. Nel

770 Tommaso M.' Frandi

parte pi nobile ossia

l'

anteriore ri-

cone teatino, di PiipnH ancone feudo

sua

sguardi lo slesso suddiacono, e


la

copie

casa nella diocesi di Larino. Nel 17 77 Nicola de Notruiis di s. Caterina diocesi di


Squillace. Nel 177C) Zaccaria Coccnpalnierii di

patena coll'estremil del velo penden-

te dalle di lui spalle, e questi tosto recasi

dopo
il

il

celebrante

al

piano nel mezzo


ceivi

Pesco Costanzo millius


la

di

Ca-

dell'aitare, e fitta la genuflessione, scen-

pua. Vacata

sede nel

1784

le fu

da-

de

2. scalino

al

ripiano dietro
al
la

al

to per ultimo vescovo nel 17(^2 Vincen-

lebrante ed a suo
resta,

tempo

diacono, e

zo Castro di Gaeta. Nel


le

1798 uuovamen-

sostenendo sempre

patena innal-

vacata

la

di pastore.

sede, non fu pi provveduta Imperocch Pio VII a'28 giucolla bolla


coiit.
1. 1

zala sino al terminar del

Pater

?ioster.

Nelle messe de'defunti cantate, e nel ve-

gnoi8i8,
il

De

utiliori, presso

nerd santo non tenendosi dal suddiaco-

Bull.

Hom.

5, p. 56, sop[)resse

no

la

patena, da esso non


,

si

assume
vi

I'

u-

la

sede vescovile d'Umbriatico e l'un in


di
la

nierale

perci (pie>to non

ih color

perpetuo a quella essendo gi unita


questa

Cariati, alla quale

sede di

Cerenza,

il Papa incorpor a Cariati stessa sopprimendone la concatleilralit. Inoltre a Cariati un anche Stro/ii^oli per,

nero, non essendo poi in uso quello che adoperava il celebrante in tal giorno, almeno in alcune chiese. Quando il suddiacono al dello posto viene incensalo dal diacono, si volile verso di lui abbassando
alipianlo
la

ci in quest'ultimo articolo meglio riparlai di

patena coperta coll'umerale.


il

Crtr/'rt// e di G'rr/i:Y7,

riproducen-

All'elevazione

suddiacono genullolteal

do
le.

la

serie de'vescovi.

suo posto, e quivi torna a genulleltere

LJMERALE o OMERALE, ///mv-rt.


Velo lungo di seta o altro drappo, paramento sagro di colore bianco, rosso, ropaonazzo, verde. E guarnito di merletto o frangia d'oro, e nel suo mezzo ordinariamentein ricamo d'orca ragsaceo
,

dopo che

il

celebrante sta per terminale


noliisdehifa nostra; Hlhjia
///

l'orazione Domenicale, alle parole cio

J (tiniitte
hie porge
la

11

torna all'altare e stando


la

cornu

F.pistnil

patena d
al

al

diacono,

ipiale

scuopre dall'umerale e tergendola col


la

giante viene espresso


sigle, con'

il

nome

di

Ges
che

in
si

purificatoio

celebrante.

Il

suddiail

impresso

nell' i).;lia

cono

restituita la patena, ilepone

velo

i!

U
lunijo
,

IVI

E
un
accolito

U
medesima, e
coli'

ME
i.'
il

che

il

cereoioiiiere o

iimet-aled con essa

la

preiule colle

mani

e lo ripoila ulla eie-

benedizione. Nella
vento, assistendovi
la

domenica

dell'.Vv-

denza piegalo. Nel venerd santo sebbene


siusinoi paianieili neri,
il

Papa

nella cap[)el-

celebrante re-

Sistina in Miitito o piviale rosso, per

caudosi
lale e

al

s.

Si'polcr-o (nel cpiale artico-

portare da essa nella vicina cappella Pao-

lo notai (piando e
il

dove

si

nsava l'unie1'

Ima

del Vaticano processionalinente

il

ss.

baldaccliino neri), assume

u-

Sui;;ramento,

inerale bianco e quindi riceve dal diaco-

no

il calice con l'ostia consacrata nel di precedente, coprendolo il diacono colle

onde cocninciare il giro delle guarani' ore, sul medesimo piviale prende l'umerale bianco, la cui lttuccia
lega e poi scioglie
iiionie ponlilcie.
il

prefetto delle cere-

estremit del medesimo umerale, ed

il

E qm

noter, die aven-

celebrante incedendo processionalmeule


sotto baldaccbuio di colui e bianco, porla
il

do

descritto la detta cappella Paolina nel

voi. Vili, p.

i34, e altrove, e

riferita la

calice all'altare, ed
I'

il

diacono rimoven-

do

estremit del velo umerale, prende

maccbina ideala dal Bibbiena, o inventata o restaurala


dell' antica

remozione

l'ivereiitemente ilcalicedalle

mani

del ceil

dal cav. Bernini, per l'accennala solenne


esposizione del
incisa
si,

lebrunte e

lo

pone

sulla niensa;iiuli

ce-

lebranle assistito dal cereinoniere ilepune

ss. Sagramenlo, la quale egregiamente dal celebre Pirane-

r umerale, che un
la

accolito

riporta alla
,

per necessit onninamenle

fu

for-

credenza. Nella cappella poiitidcia

per

za disiare, poich per la sua anticliil era in istato cadente e pericoloso, ora

medesima ricordata funzione,

il

Papa

con piviale o Maiitu rosso si reca dalla cappella Sistina alla Paolina a prendere il calice, e prima di riceverlo si cojire le Spade coH'umerale bianco. Nelle beuedizioiii che si danno col ss. Sdgrci/iwilo, dopo il canto del Tantuia ergo (/^.) e
dell'orazione,
il

aggiungo

col n.

Ro/iia del i855, che


ce ri[)rislinare
la

Giornale di Papa Pio IX femacchina sul primo di-

276

del

il

segno, laontle nella

.'domenica dell'A-v-

vento del memoralo anno, nella Paolina


del Vaticano
si vide ristabilita, ma con maggior solidit, cui ftumo bella conipar-

celebrante geuuflelteudo
Pi-

sull'infimo grado dell' altare, prende sugli

sa nuovi ornati, dorature e cristalli, oltre


le

omeri

il

velo bianco lungo sopra

il

antiche pitture della cappella tornate

v'///; (/^^ .),

coll'aiulo del ceiemoniere, ed

alla loro originalit.

Tutto fu eseguito
u.

asceso all'altare |)renderOj^t'/ic)/-/o {f


colle
Sila

)
il

cu'disegni e direzione dell'arclntello cav.

mani

velale dall'umerale, colla deil

Filippo iMartinucci. Nel


dell'

4*^ del

t.

23

lenendo

nodo,

e colla sinistra

Album

di

Roma, non

solo

si

lipor-

piede dinanzi al petto. Data labeuedizione,


il

ta

il

disegno di delta solenne esposizio-

celebrante deposto sopra l'altare

l'o-

sttu^iorio,

genuflette, discende all'intimo

ne colla nuova macchina, ma inoltre si lod- da Tito Barberi il perugino cav. Aanibale Angelini professore di prospeltiva
nell'

grado e ivi restando genuflesso, dal ceremouiereo dal suddiacono gli viene tolto
il

accademia

di

s.

Luca, per aver


si

velo dalle spalle.


.)

Processioni {f

col

Egualmente uelle ss. Sagramenlo, il

dipinto a olio l'interno prospettico della

rinnovala macchina che


re

eleva sull'alla-

celebrante in piviale ricoperto nelle spaile

coir umerale bianco, le cui estremit cuopruno ie uiani colle quali sorregge
il

maggiore della cappella Paolina per della funzione; eperavere restauratogli


alfreschi della cappell.i stessa, di Sabatini,

l'ostensorio. Nel portarsi


(/"'.), la

ss.

Viatico

Zuccari e Bunarroti. Nella sulennissima


lebrata dal

pissides porta ddl sacerdote, pi

o meno solennemente,cou l'umerale bianco, le cui estremit cuopruuo la pisside

Processione del Corpus Doini/ii(^y.),ccPapa egli adopera un ma,

guifloo e grandioso

umerale biauco

no<i

102

UME
,

malo d'oro. Ne'[)Onlificali celebrali dal Papa i Stigri.sla per alcuni suoi ufllzi si copre le spalle con un velo di seta bianca o lossa COI) nierlelto d'oro, delia n)a dell'umerale; ed
ra quel personaggio
il

l'or-

pianeta sempre deve concordare con l'offJcio, ancorch si celebri alla presenza del Sagi'amenlo esposlo". Umerale fu anche denominata la tonaca di giacinto, usala
dal

simile velo adope-

Sommo

Sacerdote. L'umerale di(A'^.),

l*apa, per la

che versa l'acqua al LaKaiida dcle inani (/''.),


il

verso dal Superiimerale


ziosa dello slesso

veste pre-

sommo

sacerdote; ed in
la

d quale assume
il

velo [laonazzo secondo


le

tale articolo notai,

che tanto

Stola del
nostra fu-

culore de' paramenti e

diverse funi

sommo

sacerdote, che

la stola

zioni.

Con
\\

questo velo
,

il

sagrisla copre
i

sagli vasi the porla

ed
le

personaggi

il

rono delle L/ncrale e Tonaca Li/ieraIcje la 2. "essere lultora umerale, in (pianto

bacile e
/o, elle

boccale con l'acqua. Altro A'espalle

che sono supcrumerale ad essa


il

la

piari^

senza coprire

pende dal

neta o

piviale. Della stola usala dal

collo, e

lo

cbiamato unpao Fipna^J .\ adoperano sostenitori delle Milrc e


i

Pontefice Massimo de'romani gentili,


parlai nel voi.

LXXlli,

p.

277

280.
llitis.

1 rirc^ni \i,ui\\\. L'umerale si disse anche Aniiltu (/.), perch questo pure copre, olire il collo, gli omeri, quali sono
i

UMILE,
rio di

/Iiunilis, iMode.slus,

Che ha umilt, modesto, dimeso;coiitrasuperbo, di arrogante,


fiiosofi

di orgoglio-

ijli

ossi del braccio, cio di quella porzio-

so, di vanaglorioso.
ci

snio

ne dell'arto superiore che dalla spalla va al gomito la quale S|jalla pure in latino dicesi huiiwrinj onde al velo ume,

che

Senza ripetere qui moralisti possono dire


le

per diniosti aie T ingiustizia e

funeste

conseguenze della superbia, solo osserver ch' uno de' vizi pii soventemente coudannalo dalla s. Scrittura; e fu massiuin di Salomone dove avvi la superbia, ivi trovasi anclie lo scorno, e dove umil:

rale rest d

nome come

pi ampio e co-

prendo interamente gli omeri; mentre l'amilto aulicamente tutti lo portavano anche sopra il capo, come tuttora usano
i

si

domenicani, francescani e altri religiothe non portano la herrclta clericale,

t, ivi e la sapietza.
di tutti
i

La

supei bia ili.

peccati.

Ges

Cristo ha pi d'uvizio
a'iii-

e poi lo ripiegano sulla pianeta.

Secondo
ve-

na volta rimproverato (piesto

S.Tommaso, l'auiilto allude ancora al


Jo con cui fu ricoperta la faccia del

risei ea'ilottori della legge; e ci proibisce

Re-

d' insuperbirci delle nostre virt e delle

dentore Della notte della Passione, ovvero alla corona di spine. Altri simbuli, olire
i

nostre buone opere, perchsonu doni gratuiti di

Dio, grazie che

lui

benignaineu-

riportati nel ricordato articolo

si

le ci

ha accordalo,

e dell'uso dei (piali ihj

ponilo vedere nella parola AnucLns

.seu

saremo

obbligati di

rendergli

muiulo
veder
la
ri-

Anabolagiuni

et llunierale nella Noli-

conto. Colla parabola del Fariseo e del

zia de' vocaboli ecclesiastici del Magri. Questi dice alla voce f^elum. 11 velo che

Pubblicano, Gesti Cristo


compensata:
fa egli

ci

fa

superbia riprovata da Dio, e l'umilli


re in ogni cosa la gloria di suo
la

porla

il il

sacerdote sulle spalle (juando ess.

professione di cerca-

spone

Sagramento, sempre dev'esaiicl.'e

sere di color bianco,

nel giorno del

/ eneid isanto, cooeW JJaldacclu'no (da


alcuni tliiamato eziandio Umbrellino),\l

quale

rito

si

cava dal Cereuionialu

Mo-

Padre e Luca neU'Lvaiigelo; Cliiunquc si esalta san) umiliato, e chi si umilia sar esaltato. L'apostolo s. Paolo nel comandai e l'uinilt non ordina gi

non

sua. Scrisse

s.

nastico al

lib. I,

CI 4,

n." 3,

perch Cri-

di

nuscondeie a

se stessi

o agli

altri

le

non si deve coprire con velu nero, come han no stimato alcuni moderni scritluri. La
sto sagianieiilato, essendo glorioso,

grazie che Dio fece loro,


a lui tutta la gloria, e di

ma

iliallribuire

scere se

non farla cononon (juaudoci possa edilcare;

U
di

UMI
,

io3

non

preferirsi agli altri

ina di presu-

evo per umilt


tore {T^.)
i

si

sottoscriveano Pecca-

inereclie vi sono ne'Ioro iValelii delle vir-

vescovi, gli abbati e altri perlaici;

t e delle grazie

che uou appariscono.


la

sonaggi, anche

e le

nonache ben-

Vuole die ciascuno senta e tema lezza e nullit


,

propria debo-

ch

titolate

si

sottoscriveano Peccatrice.

di accecarsi sui

titolo edifcaule,

suoi

(lifetlij

che consenta ad esserdis[)rezutile


alla

destia,

pieno d'umilt e moed uscito da'Papi: Sei-^'us Servo-

zato se ci pu esser
degli altri.
I

salvezza

rum

santi praticarono questa virla

tuosa morale, e fu r loro


il

loro umilt che ispi-

coraggio di consagrarsi interaspirituale e temporale


vii li
tie-

mente

all' utilit

del loro prossimo. L'umilt ima

Dei. In tale articolo dissi che a loro esempio l'adottai ono vescoyi e arcivescovi, ed alcuno per vana ostentazione, onde contrallare il romano Poutelice, finch rest privativo esclusivamentcdi lui. Ivi pui' narrai, che s. Bouifuciu scriven-

per cui l'uomo se medesimo spregia e

do
le:

Papa

s.

Zaccaria us queste paro-

ne a
all'

vile,

ralhenando

l'altezza dell' ani-

e.ciguus servus K'cster licet tndigan-i

mo, deve

inipedire di crederci superiori


:

et ullimus.

Che Agano vescovo

di

Bernelnel-

ultimo de' peccatori

essa

furma

la

gamo
la

us

la

formula: Ultinius servorwn

grandezza del cristiano. L'umilt astratto d'iunile, essendo questo addiettivo di


quella parola e di^iiosizione dell'

Dei servus. Che Papa Giovanni VII


sua cappella eretta alla
15.

Vergine

animo
di

la basilica V^aticana,

pose repigrafe:./u(/-

virluoso,ne'diplomien)ouumenti
li

mol-

ues indignus Episcopus fecit B. Dei


nitricis Servus.

Ge-

degli antichi /^^cycov/ trovai fra le iori

Leggo

nel Magri, Notip.

luole e

titoli

da loro usati, che

s'

iulito-

zia de' vocaboli ecclesiastici a

347

N. Ilumili episcopo sanctac N. lrlcsiae j aucUe coW'd formola: Deigralarouo:


fin.

che
lla

il

vescovo di Cipro scrivendo a Pahii/ni-

L'addiettivo Umile,

vescovi russi lo

Teodoro I, s'intitol Sergius lem in Domino salulein. Molti


si

vescovi

l'anno precedere alla loro soscrizione.

An-

sottoscrissero, J/idignos,ed anche.

Mi-

che

cardinali talvolta

si

sottoscrissero
il

serabiles peccatores. Nelle lapidi sepolcrali tali

Vinile Prete o

Diacono; ed

cardinal

Marino (/'^.)del 761 sottoscrisse il sinodo romano di s. Paolo I: Marino umile


prete della S. R.

denominazioni e simili sono sene diversi esempi riportai in pi luoghi. Cos feci de' Titoli d'onore
za

numero,

del titolo di

s.

Lo-

(/

.)
i

ampollosi e

altieri.

Qui dir
la

solo,

renzo in Daniaso. Anche gli abbati regolari usarono il titolo di umile. Il Galletti, Del Primicero, p. 355 , riporta il docun>ento di Giovanni di Sicilia abbate di s. Paolo, che concede a Paolo d'Angelucci monaco e parroco di s. Salvatore frulli della chiesa di s. del Primicero
i

che
di

visconti di Bearii, gi

piincipato
Bassa-i\u-

Francia a cui era unita

varr, ed oggi facente parte del diparti-

mento de'Bassi-Pirenei, godevano


i

di tutti

diritti reali e

facevano battere moneta.

Stefano di Sutri nel


si
:

443) e intitolandos.

Joiannes de Sicilia Dei gratiahu-

Vi facevano incidere la loroefligie col proprio nome, e nel rovescio la loro fiera divisa Gratili Dei snm idipiod '^um. Ch' quanto dire: Per la grazia di Dio so:

milis abbas ven. mon.

Pauli extra

muros Urbis

...

saluteni et sincerani in
nel voi. XXVII,

no ciucile sono! Il Parisi neW Istruzioni per la Segreteria, parlando delle sottoscrizioni delle Lellcre epistolari , osser-

Domino caritateni. kw

p.193, notai, che Alberico 11 dominato redi Roma nella i. 'met delsecoloX us
la

va che

il

superlativo di Umile, o 'IIu-

jnilissiijius,

Addictissimus,etObsefpien-

formola ne'suui diplomi: Alberico per li! grazia del Signore umile principe e
i

tissi/nus Servitor, o

come

alcuni

hanno

meglio usalo Famulus ,owero Servus,


equivale
,

di lutti

romani senatore.

JNel

medio

secondo

lo siile delle segrete-

io4
rie, al

U M
iiostio

U M
na Chiesti di
s.
,

Jo
lo

Uind, Dino ed Ohhlin Siudiosssinis equivale xxWAJTin e


Sludiosus
r infima corlesia.

Ennliana (1

.)

con

tito-

lo cardinalizio, di cui fu insignito (Giovi-

Carteal-

sio nella dedicatoria delle


l'elettrice

sue opere

Palatina
o

fece: Ccdsitudiiiis

tuat

devotissitnus ciillor.

C.MILIANA
tica

EMILIANA
Acoiie,

(beata).

Della nobile famiglia de'Cercliii dell'aticasa de' signori di


il

no o Gioviniaiio prete cardinale del 4')4i che prima della rovina del lem[)io fu trasferito alla Chiesa di s. Balbiim. 2." S. Rmilann (T'.) (non nipote come dissi in tale articolo, ma zia di s. Gregorio I), sorella di s. Trasiila e di Gortitolo

n<jri

d'Ancona come dice


in

IVovaes,

nacque

Firenze nel 1219. Di 16 anni fu spo-

un uomo delia famiglia Donarilassali costumi, che dopo averla per qualche tein[)0 maltraltala, la cacci di casa. Umiliana oppose la dolsala ad
giusi, di

nobilissime romane. Tornando alUmiliana o Emiliana, narra ij Novaes nella Storia d'Innocenzo XIfy che la sua l'ita scritta da Vino da Cortona, e mi^^liorata di stile da liLilfieleda Voio
iliaiia. la

b.

terra, sta ne' citati Bollandisli,

jMajiy
ti

t.

(^

non

3,

Arta ss. come dicono coni

cezza a' mali lraltamenli,e pi lardi es-

nurilori di Boiler,

sendosi

questo cattivo
gli

marito mortalle

a p. 3<S5;

De

avendolo riscontrato B. jEiniliana seu Iliuni'

mente ammalato,

prodig
la

pi

te-

liana) con due altre pi brevi.


ta

Fu

scrit-

nere cure, ed ebbe poi

consolazione di

ancora da Francesco Cioiiacci, Firenze


Brocchi. Molli
altri

\ederlo morire cristianamente. Pumastei

1682. Un'altra ve n' nella Raccolta de*


santi fiorentini
i.'\

Vedova dopo 5 anni di soll'erenle n)alrimonio, abbracci dopo 5 altri anni il


'.erz'

scrissero la vita di que^la beata, e se

ne

ordine di

s.

Francesco, e ritiratasi

in

hanno
co, ec.

iu

latino,

francese,

portoghese,

una

torre del giardino di suo padre, die-

spagnuolo, tedesco, fiammingo, polac-

desialla pi austera penitenza, e pel suo

ordine fund una


chiesa di
s.

congiegazione nella

UMILIATE
rnilit/toriini.

Moniales ordini^
di

IIii-

Croce di Firenze. Mori in et di 27 anni a'iq maggio 246, ed onorala a'23 di maggio, dopo che il i^apa Innocenzo Xli ebbe approvalo il suo cullo Bullandisli ne puba' 24 luglio 1694blicarono la vita" nel t. 3 del mese di
i

Religiose dell'ordine de^li


.).

Liiiiliati (/

Que'gentilnomini
e di altre parli di

Mi-

lano, di

Como

Loin-

barilia,i (piali condotti prigionieri

iuGer-

mania

nel secolo

XI,

ritornati alla- loro

patria, istruiti nell'arte della lana e in-

maggio,
di
tale

l'er

amore ed estimazione
resi

alla

sieme occupali negli

esercizi di piet, a-

egregia Tjografui EiinUdna, sebbene

vocabolo
p.

ragione nel
p.

voi.

veano ricavato l'alimento dal lavoro delle loro mani, s forntarono iu Milano in
societ col

LXVil,
logia del
tori del

186, LIX,
al

nome,

2 17, per l'anarifeiilo da' continua-

nome
le

di

Berrettini della pe^

nitenza, e
slesso
s.

loro mogli abbracciarono lo


di vita. Becatosi nel
di
1

dotto Boiler aggiunsi altre pa-

genere

i3f
Mi

role sulla beata che alciuii


lo slesso r,

chiamano colsuo nome EniUiana. Di pi di-

Bernardo abbate
gli

Chiarivalle

in

lano, consigli
le

umiliali a separarsi dal

portarono: \."S. Kmiliana vergine e mai tire romana, che il Piazza nell' Emcrologio di lionia e nella Girarcda ecclesiastica^ dice onoeguiil
lo

che

nume

loro mogli, ed a

menar

viUi cunlineii(jiiesla
,

le.

Molti acconsentirono a

separale

zione col consenso delle mogli


colle loro figlie
si

quali

ritirarono in

[Milano

rala

1l.1l

mai

lirologio

romano a'3o
mila

giudi

nella rasa della le Prigioni nella contraila ili

gno, e ciedersi sepolta nel


l'ittestalo.

ci/ziiltiriu

Brera, e

vi

gettai 0110
e

l.e

Ijiida

menfnii-

Merit

i;he

via .Aidea-

ta

d'un monastero;

siccome

le

prime

tiua

SI

erigesse iu suo onore la suburbd-

datrici di esso

erano della

faui>i:lia

Blai-

U M
m.ite
le

U M
,

IO?

soni, quesle religiose fuioiio subilo chia-

Religione dcBlassoni. Poich la

inaggior |)aite di queste nuove serve di

nache Umiliate che il monnslero di s. (leciha di Romadell'ordine dell'umiliate, quantunque le religiose non ne pratichino tolte
le

Dio appartenevano alle principali fnniglie delhi citl, un gran initnero di donzelle tiohili,

osservanze, percli cpiesla

niona>leio essendo stalo prima de' reliijiosi

rinonxiando

alle vanil e ai
il

del (nedesinioordine e

avendolo abi

fallaci piaceri del

mondo, seguirono
allia

lo-

ro esen)pio,
tenerle,

la

cosa riusc angusta per connel

handonalo, Clemente VI! nel 5''j vi pose alcune divule donne, alle quali asse-

onde ne comprarono
il

gn t'abito
s.

delle umiliate e

la

regola di

quartiere di IJorgoNuovo, ed a questo ujoiiaslcro r)ure dicrono


lina.

Benedetto, chele medesime osserva vain

nome

di

s.

Cale-

no,
suor
le

cui per firle iilruire,

ordin che

Nondimeno dopo

(jualche tem[)o In-

Maura Magalotti
della

dal monaslerodelss.

sciaronodi cos chiamarlo, menlreessen-

beneilelline

Concizione di
s.

do

stalo

fondato accanlo

al

monaslero
le

Campo Marzo
ciiin

passasse a quello di

Ce-

l'ospedale pe'poveri tignosi, acci

inoca-

per ahhadessii; ne assunsero l'abito

nache avessero campo d'esercitare


ril e l'umilia, appellaronsi le

la

bianco, coll'osservauza delle costituzioni,

Religiose
lar-

piendcndo

poi

il

nouiedi benedelline,co-

(IilCDspedale (Icll'osse-vanza. Pi
di
il

me

rilevai nel citalo articolo.

Tutto

egiial-

n)(nla^tero piese
la

il

nome

di

s.

Erail

mente
dal
p.

ap|>ari>ice dall'isci i/ione collocati

8mo, e

strada adiacente ritenne

no-

sulla porta del

monastero

e riprodotta

me
col

de'Tiguosi, a riguardo tlell'antico o-

Helyot, nella quale dello ch'esse

spellale,

almeno

al
,

tempo
t.

del p. IJelyot,

erano religiose dell'ordinedelle umiliate.


gli

quale piocedo

Storia degli ordini


(S,cap. 20: Del-

inonaslici e religiosi^
le religiose

A werte per lo stesso p. Helyot, seudn'arche le monache umilialedi Milano non


poich dalie notizie ricevute su que1

dell'ordine degli Vniiliiili.

volessero pi riconoscerle per loro sorelle,

Molle

citt d' Italia


etl

olFruono loro delle


accellaiono; laonde

foudazioni,
il

esse

1'

st'ordiue nel

yog

dall'abbadessa di

s.

E-

numero de'loro monasteri nolabilmensi

lasmo
cilia di

della stessa citt, ella dichiaidi


il

te

acciebbe,

ma
di

nc'priuii anni del se-

propiio pugno, che

monastero

di

s.

Ce-

colo
di
s.

X Vili

eransi ridotti a'seguenli, cio

Roma

era altres delle religiose

Caterina

Hrera, di
s.

s.

Erasmo

di

del suo ordine;

ma

che da alcimi anni ad

Borgo iNuuvo,
to a Lodi; di

e di

chio, lutti e tre in


s.

iMaddalena al CerMilano; di s, Denedeta

istigazione d' alctuie (crsone

aveano esse

abbandonato l'ordine
farsi

delle umiliale per

gala a Novara; di

di s. AMonte Ugo n Firenze; di s. Agata a Vercelli; di s. Margheritii e s. Maddalena in Monza nell'ar-

Orsola
s.

Conio;
ili

benedettine. Nnndiiieno volle assiil

Marta

curare

p.

Helyot, che

le religiose di s.

Cecilia di
l>ilo

Rooia portavano
si

lutfavi,i l'a-

delle umiliale e

protestavano uio-

cidiocoi di IMildUo; di

s.

INIartino in
s.

Va-

ii:ii;he di
il

quest'ordine. Vi passava pei'

rese nella slessa dioci'ii; di

Caterina a

divario Ira l'osservanze delle religiose

Graneuona
ria

nella diocesi di
a

Como;dis.!Madella Svizzera
Cecilia di

IMaddalena
presso
la

Lugano
e di
s.

e diocesi di

Como;

Ro-

ma

Cnesa di

s.

Cecilia (^ ),
quelito

tutlora esistenti e fiorenti.

Su

mo-

Pioma e le altre umiliale, che le romanemungiavauocarne 3 volle la sellimana e le altre 4) sembiando pi austere le u miliale di Roma. Tulli monasteri dell'ordine, a riserva del romano, dipendendi
i

naslero perini occorre avvertire col medcsiuio p. Helyot


,

le dal cardinal
la

e col p. Flaminio da

prolelloiee titolare delchiesa(oome pur dissi nel voi. LXXV,

Latera

Coijicndio della storia degli


1. 1,

p.

243e

246), erano soggetti

alla
i

gimis-

ordini regolari,

cdp. 27:

Delle mo-

dizione de' religiosi umi'iati,

quali lua-

o6
la qiial

]\I

U M
tico

ne"* lavano ancorn


l
,

loroadiiii tempora-

Breviario dell' anno i^\^ dc^-ouo j'


il

cosa In cagione della rovina


n\oniisteri,
i

gliarc

Romano.

Nell'allio niss.

il

bi-

tralciini di qnesli
la

quali nel-

soppressione dell'ordine degli umiliali

8vendo perdute tutte le loro scritture, ch'erano nelle mani de' religiosi, furono gran povert, che trovauridotti a una dosi inipolenti a mantenere le religiose,
s'i

biro contincnfiir: Jo. Petri ParicelULaurentiannc Mediolani baslicae archipresiyWri argumenta^quae coguntMoniaIcs ordinis Hiunliaiorum psatlcre mO' ro romano. Vi ancora in altra raccolhiiotecario Bosr.a scrisse: In hoc
la dello stesso Puricelli sul

si

videro es>e costrette a procurarsi delle

Dre viario;Co-

godevano viventeil [). llelyol, somministrando una determinala somma al monastero loro; e quantunpeisioiiijcheancora

sulla del PuriccUi per le


tortio all'uffzio,

monache

iii-

con un Iralialo parli'

colai'e dell'unizio divino. L'abito delle u-

que

le

monache non osservavano


,

vita co-

iniliateera

comequellodegli umiliali. Ese in

pure erano molto esem[lan. A mezza notte interrompevano il loro riposo per recitare mattutino; la mattina dotnune

soconsiileva in una veste e uno scapolara


di

panno bianco,

memoria dell'anuna
stret-

tico abito poi la

lavano

alili sotto

po

le

laudi e

prima facevano mezz' ora

tonaca di color cenerino, lo uno de'3


di IMilano le religiose
snll'

d'orazione mentale, ed un'altra uiezz'ora dopo compieta. Sebbene era loro per-

monasteri

usavano
la
i

nell'inverno
di
la

abito bianco

tonaca
veli nel-

messo mangiar carne

4 ricordate voile nella settimana, l'astinenza del mercole(bera in(lispeu>abile. Digiunavano in


le

colorceneriuo.I)ianchi erano

lutti

venerd dell'iinno,

in tutte le vigi-

liedelle feste della


ti

Madonna,
si

di molli san-

maggior parte de'monasteii, e tali doveauo essere secondo lo spirilo dell'ordine; ma in alouni monasteri li usavano anche neri, come in quelli di Roma e di Vercelli, la

e iieir

Avvento; e

ne' giorni destinati

uniformandosi
alla

dalla Chiesa al digiuno

astenevano da

professione n'era dato loro

qualunque

sorte di lallicini. In Quaresi-

che portavano

Per uno di saia, comunione e nelle soagli altri isliluli.

ma

facevano Indisciplina 3 volle la seiliinana. Grande era la divozione alla B.


protettrice; ed in alcuni u)o-

lenni funzioni; le loro

pantofole erano

bianche, u mai
il

in

alcun tempo usarono


nel quale le

Vergine loro
no
il

manto, tranne l'umiliate del monasles.

nasieii le religiose recitavano ogni giur-

ro di

.Marta di Firenze

suo udizio,

la

corona e

le

sue

lita-

sorelle converse ritennero


/r'/z/z/c,

il

nome

di ^t;r-

Alcuni ritennero l'antico breviario dell'ordine, come monastei di s. Caleiiie.


i i

e vestivano tuttavia l'abilo cene-

rino, e consistente in tonica, scapolare e

rina di P)rera e di
cilio in

s.

Maddalena

al

Cer-

velo di tela bianco. Ptecitavano


verse,in vece dell'uli/.io, un

tali

con-

Milano;
il

gli altri lo

lasciarono per

numero
vi

di

A/-

prendere

breviario

romano, probabii,

(er e /l\-e. Nel INIilanese cran

ancora al-

incnle non senza ripugnanza

essendovi

Ire religiose dello stesso ordine, le quali

su (piesto particolare molle scritture tra


le

osservavano la medesima regola,


ro abito,
le

ma

il

Io-

raccolte de' n)ss. riguardanti

1'

ordine

costituzioni e le pratiche eru-

degli umiliati nella biblioteca


Ila, e le

Ambrosiadue seguenti espressamente Irais.

tanodel breviario../a. PcUiPiiricclli.fefliolani collcgialae

Toniae iheologi
flalicnni quoti-

no diverse, principalmente nel borgo di Varese sui condui dello slato di .Milano, con monasleroechiesadi s. Martino. Componevasi il loro abito di veste con cintura
e scapolare larghissimo, che cailendo dieIr le spalle scemleva (piasi Ibio al
li

docloris, Piesponsio

ad

dani scriptum suh hoc tilulo nuper cditiun: llagiani per le (putii le moituhe
dell' ordine debili iiniliali lascialo l'aii-

lembo

loro veste, e coprivano

la le^ta

con duo

veli

bianchi

come le

loro Vcsli.ll mouasle-

U W
ro di
s.

UMI
al

107
,

Martino era gi soggetto


le

prepo-

ria delle

Vergini di Venezia
cio di

che a lale

sitogeneralecleirorcliiie,ma

religiose poi

ordine ap[)arlcneva, conslava di due conventi,

fienesollrasserogoverniiiKlosida per loro.


li

uno

monache

e l'altro del

p. Boiiaiini nel

Caltitogo

(Ici^li

ordini
figure

priore e de'frali, che [)ei Conifioio Vili

religiosi e delle \'ergini


te^ a p.

a Dio dedicale

per alcuni scandali successi levi religiosi,

i8 eig, traila e riporta

lasciando

il

monastero
in

alle sole

mona-

della
la

monaca Umiliata di Milano e i\e.\' monaca L inlliata in f arese. Riferiche


gli

che. Questi monasteri doppi di uomini e


di

donne dimoranti

un medesimo mo-

sce,

umiliali

avendo adottato

al-

nastero. bench in diversa e separala clausura, erano dilTeienli da quelli introdotti

cune regole per vivere sanlaiiienle, date loro ila s. Bernardo, dipoi si sottoposero alla regola di s. Benedetto per opera di
6.

nella rozzezza de'tempi,


in

donne

uno

stesso

che uomini e monastero convivea-

Giovanni Meda che fu


tulli,

il

."sacerdote e
il

superiore di

ed insieme

propagala

no con abito religioso, che per delestabili abusi furono proibiti, e di cui ragion
il

tore de'due ordini, costituendo


riora delle

supe-

Garampi

nelle 3Ieinorieecclesiastic!u',

Ministra, e seguendo ilhieviai io composto da lui e approvato da' Papi Onorio Ili nel 12 iq, Giegorio IX nel 127, limocenzo IV neh 246, iS'icol IV nel 1288 e da altri. Parlando dell'umiliate di Varese, descrive le dilferenze dull'ahito, e dice che
col titolo di
1

monache

p. 3<)9.

UiMlLIATI.

Eretici

del secolo XIII,

da alcuni chiamati Umili, e condannali da Papa Innocenzo 111.

UMILIATI
Ordine
per
le

Ordo Hnmiliatoruin.

religioso la cui primilva origine

discrepanti o[)iiiioni fu riportata


gli
II

il

monaslero, uno de'pii antichi dell'or-

dagli scrittori a diverse epoche,

uni

dine, fu fabbricalo da

un

Crivelli nobile

facendola derivare sotto

s.

Enrico

imnel

milanese; e che nella facciala della chiesa, gi in

peialoie nel (017,

altri

nell'impero di
i 1

cura degli umiliati, eravi scol-

Federico
l

e nel

80,

altri nel

90 o

pito in pietra

uno
in

di loro vestito di sac-

tgG. Questa variet indusse

il

p.

lielyot

co e cinto di fune, dalla quale pendeva


il

a ricorrere alle religiose dell'oriline, poi-

rosario,

con

mano una

fascia col

mollo; Spero in Dio. Dell'abito delle religiose e degli L'niiliati riparlo In questo

ch quello degli umiliali non pi esisteva, per sapere se esse aveano antichi do-

cumenti per
nella

servirgli di

norma
Il

nel

comt.

non che a' monasteri o canoniche doppi di umiluiliali e umiliate, governati da un solo
articolo, insieme a'ioro digiuni,

pilare la storia de'medesimi.

p. Ilelyot

Storia degli ordini religiosi,


;

6,

cap. ig

De' religiosi dell'ordine degli

superiore umilialo

con lolle
la

le

cautele

Umiliati, e loro soppressione, dichiara.

per im[)edire rigorosamente


cazione fra'religiosi e

comuniessen-

le religiose,
il

(lessa del

do
le

in

manodegli umiliali
e

governo delgli

monache

ramminislrazione de' loro

beni. Questi
aUv'

monasteri doppi

ebbero
s.

Religiosi e Religiose, co;un l'ordine

lyoQdall'abbamonaslero di s. Erasiuodi AJilano, propriamente intuito non lo soddisfecero, confessa nondimeno che merc le notizie da essa ricevute venne in chiara di molte parlicol-arit concernenti gli u-

Se

le

notizie inviategli nel

del

ss.

Salvatore {P.) fondalo da


.);

Bri-

miliati,e delle quali era alfalto all'oscuro.

gida di Svezia (/
regolari di
s. s.

quello de' canonici


di

fondalo da
{l"^-)',

Sempringham, Gilberto di Sempringham,


Gilberto
s.

Siccome in queste notizie era sovente tata la Cronaca dell'ordine composta


latino

ci-

iu

neh 419
in

dal p.

e quello de'canonici regolari di


J/<ri/i/oi'rt (/-^.), approvalo

chio preposto del


liali

Girolamo Toiecconvento die gli umia

Blarco di
uorio

da

111, e

perci

il

uiouaslero di

s.

OMa'

aveano

Milano

Porta Nuova, e

che esisteva nella celebre biblioleca .Am

,o8
hrosiaiia
aiiiur
elei
ili

CMI
tiile

UMI
veste di

cospicua metropoli, per


ail altre [leisoiic,

panno grosso,
a

legata con unacin-

vero ricuise

Ima

dello sles^^ p-uii)o,

un cnantellu che
la testa. la

dalle (luali sperava uiaj-gioii iuniijiua lanle dili'-enze non sorliiono evento migliore,

scemleva fino
la stessa

lena, ed una bei ietta delVe-

materia per coprir

poich

le

memorie che

ricev nel
se

iiun

erano dalle prime diverse,

o non che
i

nuta

a notizia

dell'imperatore

fama

de^li esercizi di piet, di carit e di inorti

a-giuiigevano, esistere nella delta biblioteca altra cronaca

lcazione ch'essi praticavano,


'>"'''

li

chiam

composta neh 494


Piosto co' decreti
la

'"
tic'

latino dal p.
i;-ipitoli
s.

Marco

generali dell'ordine,
[>e'

regola di

Benedetto accomodala

religiosi u-

miliati, le loro

costituzioni,

de' loro santi e beati,


di loro vita, ed

un catalogo con ^vw compendio

Ginnlia lui si prostrarono a'[)iedi di s. Enrico 11 molli di lagrime, e le prime parole che disse loro rnnpcratore furono: Eccovi adunqueji//rtr//('/j/<'u//i///V7i/, col cpial nome furono poi generalmente chiamali dopo averlo
""''
["'^^'^enza.

una ipiantil d'altre scrii4 tomi in foglii;. E che Gio. l'ietto Purici'lli pubblicando nel i663, Hljiaunenta Bnsilicae Ainbrosianac, avea tradotto in italiano le due cronache,

tMSsiinto. Indi

dopo aver

dette alcune co-

lme

unile in

se siiU'anleriore loro ribellione, aldato


alle

promesse che

a lui fecero, d'essergli

indi in poi sudditi fedeli, e risoluti di

non

abbandonar
loro
re.
la

il

tenor di vita intiapreso,di


loro mogli
di

t:

culle SCI iltuie

da

lui

raccolte

si

propose
il

libert e la franchigia di ripalriale

di pubblicar la storia dell' ordine, che


j>.

Arrivati in Lomb:irdia,

Paiiebrochio dice averla veduta nelle


de'suoi credi. Si lusingava
chi' lu
il

vollero imitarli negli

eserci/.i

piet e

mani
Ivot

p.

He-

nella pratica delle virt. Esse pure vesti-

Cronaca del

p.

poi tasse alla cognizione di

Torecchio lo quanto desiil

ronouij abito del medesimo colore, e

sic-

come
la

iterava sapere; per dichiara, che

da

lui

aveano introdotta la fabbrica de'panni di lana, impiegandovi


i

loro mariti

narrato siiirisliluzione dell'ordine coSI poco verosimile, da non poter egli seguu- la sua o[>iiiione. Narra il p. Torcechio,
le citt

loro opera, esse pure

si

occu[>arono
segnilo

iti

filar la lana.

Gli umiliali in

si

di Pavia,

Lodi, Creiuona e

idcuneallre di Lombardia, principahaenle Milano, essendosi ribellate all'imperalore


s.

Eurico

II

questo principe scese

c\imMono\ Bi-rrc Ili ni della penitenza, perch [lOi lavano un berrettino, e vestivano abito di color bigio scuro, detto alIresi color di berrettino. Ma nella dimora fatta in Milano da s. Dernaidu abbale di Cliiaravalle, gli umili.ili lo

in Italia e soggett di bel


ta alla sua

nuovo
erano

tali cit-

prega-

ubbidienza; e per castigar


le

gli

rono a prescriver loro alcune regole. Egli

autori di

tal fellonia, eh'

persoli

duncjue

li

consigli a separarsi dalle

ne pi ragguardevoli

fra la nobilt,

con-

loro mogli ed a vivere in

comune,
la

esor-

dusse prigionieri in Germania. Stanchi quesli gentiluomini della loro lunga servil,il b. (iuido, ch'orasi actpiistato pres-

taudoli ancora a mettersi sotto

prote-

zione della B. Vergine, ed a quesl'elfello


di

cambiar

loro abiti di color cenerino

so di loro molla slima,


lti ir

gli

esort) a

pr-

lidia disavventura che pativano, ed

a stabilir con

Dio sincera pace;

e disprcz-

segno della purit di loro anima. Tali sono principii dell'ordine degli umiliati, al dire del p. Torecchio il
i

in bianco, per

zando

le

vanit del

mondo,

di cui

peresi

pi antico loro storico; Uelyot, se


si

ma
s.
i

osserva

il

p.

sperienza Conoscevano l'incoslauza,


dus>eii>
esci

an-

riflette

che
1

Bein.irdo noti
i

citando nella

pratica

delle

ond

virlu.Qiiestigentiluominijsegucndoil suo
coii'siglio,

m
in

d /p

vexlirono nel 10 17 un abito di


il

Milano che nel 34, *^''it! 20 anil nlorno di questi gentiluomini Lombardi 1, si trover che ci non pu
a

color cenerino,

quale tuuaislcvu iu una

cbscic

avvenuto

sullo

>.

Euiico

11

uuu

UMI
essendo verosimile che non osservassero
al(;una rej^ola

UMI
di

loc)

loro monasteroin Milano a Brera, ove poi

pel
i
i

governo

loro vita

ebbero

il

collegio

gesuiti (ed ora seile del

34, tanto pi che il p. Torreccbio pare che supponga non fossero che pochi anni che avessero abbracciato il
dnl IO
I

7 (ino al

ginnasio, della bibliotca, dell'accademia


di belle arti, e vi

sono pure

l'isliluto, l'os-

servatorio astronomico, l'orto botanico,


lapinacoteca.il

nuovo genere
tto
si

di vita

quando

s.
,

Dernardice
il

museo d'anticaglie,

il

ga-

port a Milano. Fer cui


,

p.

Ilelyot

sembra

assai

meno lontano

dal

bmelto numismatico), nel grandioso palazzo da loro fabbricato. Non indussero


alcuna variazione nella figura del ioroabilo,
il

vero, che (juest' ordine avesse principio

17 sotto l'imperatore Enrico V, il quale dopoaver soggiogatecolla forza dellesuearmi molleciti di Lombardia, che
neli
I

quale consisteva nella veste e nel


di

mantello

panno bianco, ed

in

un gros-

so berrettino bianco, invece di quello di

non volevano riconoscerlo per sovrano, dopo la morte della gran conlessa Malilde marchesana di Toscana (^ ),di cui egli pretendeva essere l'erede, mandasse in

panno

bigio,

che prima portavano. Ucciil

lavano ogni settimana

Salterio,

si

oc-

cupavano

in

molte altre opere


ss.

pie,

ed a

riguardo non solo della

Vergiue loro

la

Germania o come prigionieri di guero come ribelli, de'gentiluomini di Lomi

protettrice, a cui special divozione profes-

savano, quanto ancora perch l'iiuporatore,

linrdia,

quali annoiatisi finalmente della

quando
presero

si

prostrarono a'suoi piedi,

loro cattivit, vestissero abiti di peniten7i\

avea lor dello, ch'erano finalmente umiliati,


il

per implorare

la

misericordia dell'ini-

nome dT

niilili, lascianil

peralore, ed ottener licenza di ritornare


nlle loro patrie. Sia

doqiiellodi i/f/'/cZ/m/.Finalmenfe
orduie,r.he
si

3."

comunque, soggiun-

mantenne
la

finoalla soppres-

se il p. Ilelyot, r ordine degli umiliali si vuole in 3 diversi stali considerare, cio


nel discorso ordine a cui fu dato
i\\
1

sione di tutto l'ordine, cominci

quando

abbracciarono

regola di

s.

Benedetto,

il

nome
Il

e praticarono alcuna variazione nel loro

priniOy d\ secodo,e

c\\

tcrzordiiw.

abito; poich aggiunsero lo scapolare, a


cui ei a attaccalo

quello ^t Berrettini della peniten'

uno

stretto ca[>puccio, e

T/z,

che trasse sua origine in Germania, quando questi gentiluomini loubaidi


coiulotlivi prigionieri
vita penitente,
iierino, e
ivi

sopra

ro
s.

la

mantello lungo ola ca|)pa posemozzetla bianca. A persuasione di


il

abbracciarono

Giovanni
s.

di

Meda seguuono
egli della
la

la

regola

vestendo abito color cetra


i

di

Benedetto. Era

famiglia

formando

ciet
ti

per praticare

di loro una somedesimi divo-

Oldrali di Milano,
ligia

qualeal dire di Moconoscono),

ha dati

alla

Chiesa duecardinali(sotsi

esercizi d'orazione e di

mortificazione,

lo per tal

cognome non

ed introdussero al loro ritorno in Italia le manirallure di lana, dando da lavorare ad im' infinit di poveri artigiani, ed
occupandosi loro medesimi
in

arcivescovi di Milano, 1 vescovi di

Nu-

tessere

un generale dell'ordine domenicano. 11 soprannome di Meda fu a lui dato, perch nacque in questo luogo, il
vara, ed

panni, vivendo del lavoro delle Icio mani e distribuendo a'poveri ci che loro aIl 2. ordine cominci nel i34 allorquando per consiglio di s. Bernardo si separarono dalle loro mogli, per vive-

quale distante! o miglia da Como,


egli era

di cui

ancora signore;

ma
si

rinunziale
ritir nella

vanzava.

tulle le ricchezze terrene,

solitudine di RondenariooRondinelo(oggi collegio Gallio a Con)0, cio


la

casa

ivi

re celibi e castamente

e vestirono abiti

da

lui

fondata col

medesimo nome
il

della

bianchi per denotare

la

purit della loro

solitudine) lungo
lo lungi

fiumeCoscia,alquansi

anima, obbligandosi ad un nuovo genere di vita. Geltaiono le fondamenta deli."

da Como, ove
iu

dice che stando

un giorno

orazione

gli

apparisse

la ss.

Mo
gli

M
Fu
etl

U
alzilo

INI

Ydi^ine, e nioslrnudogli un
nitsi agli

bianco

racoli

da

lui

operali in vita e

dopo iDordis-

conia udii sse d'aiuliue a Milano ad u


umiliali.*
di egli riceviilo nel

le (nello slesso
si

annoo neh 173 come


1

convento
(Iole e
il

Breia,

essentlo gisacei-

solo che nell'ordine avesse

hd

3o8, ovvero nel 17^ come vnole il Castellini nell' Indire dei santi canoiiizza ti), \o fetiero annoverare
nel voi. VII, p. nel catalogo de'sanli da l'apa Alessatnlro
III. Il

cai al (ere,

essendo romposlo sola niente di


dignit del suo grado saeervirli e alla

frati laici, la

sno sepolcro nella

cliiesa di Pion-

dolale unita all'eccelse sue


santit di vita, gli
sa

denario,cl)e pass in poteie de'son)aschi.

guadagnarono

in

guii

Di esso scrissero

il

Ferrari nel Catalogo

l'amore e

la

venerazione

di tutti

re-

de santi, e
sco, Vita. s.
cht.

il

p.

Pietro Luigi Talli soma-

ligiosi,

diesi soggettarono alla di lui con-

Joanncni Oldrati snc 3/cIII


i
i

dotta. Fece egli alidi a prender ad essi la

Alessandro

era slato eletto

Papa

regola di

s.

Denedetto e l'abito decritto,

'7 setteini)re

e stese loro

un breviario particolare

col

contro

di lui

5q, ed essendo insorto l'antipapa Vittore V, (piesti


I

litolodi Uffizio de' Canonici. In falli pre-

dall'imperatore Federico
lo

fu riconosciualla

sero essi questo


s.

nome,
essi
i

e nella

regola di

per legittimo,
e
il

il

che cagion

Ghie-

Benedetto da

osservata, ed al loro

salungo
lanesi e

funesto scisma.
restante della

Da prima imirico-

costume adattala, nomi di monaci e di frali si vedono eamliiali in quello di ca/zo/i/V/. (ili

Lombardia

obblig ancora a

recitai'C

ogni

nobbero per capo della Chiesa il pseudo Vittore V, ma essendo siali esaminali gli
atti
III e

giorno l'udizio della Madonna, fece prendergli ordini sagri a


(jnelli

dell'elezione canonica d'Alessandro

che a

lui seni-

trovata degna,! re di Francia e d' Lisi

brarono
le (bruiti.

di piet e scienza

bastevolmen-

ghilterra
I

dichiararono suoi protettori,


gli

Datosi quindi alla predicazio-

milanesi parimenti
I

[)restarono vdibi-

ne, converti laute auiuje a Dio, clic

buon

dienza, e prese

anni

in

sua difesa, cac-

niuiiero di persone,

compunte

dalle sue

ciarono

gli

scismatici partitanli dell'im-

parole e da'suoi esempi edificate, entra-

peralore e dell'antipapa; per cui Feden-

rono nell'ordine. Molli fecero a


zione de'Ioro beni, per cui
inolte fondazioni nella

lui

dona-

gli riusci far

sdegnato strinse con nuovo assedio Milano, gi altra volta da lui sotlomesco
I

Lombardia; laonfece sotto la

sa alla sua ubbidienza.

Questo

2. asse-

de

in

poco tempo l'ordine


titolo
ili

dio fu cosi ostinato, che l'imperatore do-

di lui direzione notabili progressi, a se-

gno che merilossi


denario, ch'era
vi fece
la ss.
il

il

propagatore

p d'essersi in)padronito della citt nel 162, la fece interamente demolire, soi

ilell'ordine degli umiliali.

Acquist Ron."ritiro,

lo

lasciando intatte
il

le chiese.

Indi fatto
vi

luogo del suoi

fendere

terreno con l'aratro

fece se-

fd)bricare una chiesa in onore del-

minar

del sale in

memoria

della sua ri-

se

Vergine e d'Ognissanti, e vi aggiuncelle. Oper Dio a suo riguardo molli prodigi, per mostrare quanto a
molle
lui piacesse la'sua carit verso
i

bellione, e

mand

prigionieri in

Germa-

nia quelli che n'erano stati principali autori.


ili

Questi prigionieri rammentandosi

poveri

impeiocch avendo
ligiosi di

in

un tempo

in cui

eravi carestia d'olio, ordinato a'suoi re-

non negarne a' poveri che ne doimindavano, il vaso ove conservavasi


si

quanto era in altra >imile cattivit avvenuto agli umiliati, fecero voto d'aggregarsi ad essi e di fu e erigere una chics; in Milano, se loro riusciva ricuperare \n
libert. Si vestirono pertanto d'abiti biau-

trov sempre pieno, (|uanlunque ne di-

chi,

come

gli

umiliali,

andarono
gli

pro-

spensassero altrui in abbondanza.

Dopo

strarsia piedi deirin)[)erAlore, di cui ini-

over governato 1' 01 dine per molli anni, ft di vivere 3*26 settembre Jq. I mii
i

plorarono

la
eli

clemenza, e

domandaro-

no licenza

ripalriare, e

furono esaud-

U
(i.

U
il

Riloinaliin Milano effeltuaioiio


ivi

voili

mania

prigioni, ed era suo fratello o

me-

lo, e

fiibljiicarono nella contrada


la

glio figlio) licenza di tornar alle

patrie,

Brera magnifica chiesa, che dopo


Innanzi di progietlire col

sop-

ove vivessero

col lavoro della

lana;

ma

pressine degli umiliali fu data a'ges\iili.


p. Ilelyol.

perch fecero proposito

di vivere santa,

deb-

mente
queste

sp[)arati

dalle

mogli

indussero

bo

dire alcuna delle diverse opinioni sul-

ail iu)itarli,

ed ebbeio da loro ogli

l'origine degli umiliali.


Il [I.

liginele L niiliatc. Co\

umliali
s.

si

go-

Donaiini nel Catalogo degli orcategoria de'frati tratri-

vernarono sino
il

al

tempo

di
1

Uernardo,

dii vcUi^iosi ^wgW-a

quale a loro istanza nel

[3.\ prescris-

ta a p.

8
la

dell'

ordine degli uniliati e

se

alcune regole di vivere santamente,


si

porta

figura

d'un

religioso, col

capo

finch poi

sottoposero alle regole di


di
s.

s.

coperto dal berrellino bianco che nella


forniR paitecij) del costume cinese, tn>nIle altri

Benedetto per opera


da che fu
il

Giovanni

di

Me-

loro

."

su[)erioie, e insieme

dicdiochc

il

berrettino era (on-

do, e quailrato
risce

piello dc'supei iori. Rife(Il

piopagalore de'con venti degli umiliati e de'moiiasleri delie umiliateli Nuvaes nella

die avendo Enrico

(tua dal con-

Sloria de' Pontefici, attribuisce

En-

testo apparisce doversi ritenere

II),

mosin

rico III l'aver

mandato
lutti
i

prigioni in Ger-

so guerra e debellata

Milano,
i

esili

mania pressoch
ne approvato nel
to

cavalieri di Milail

Gern>ania
stiti

juasi tutti

ludiili di essa.

Ve-

no, e con anacronismi dice


i

loro ordi-

di

bianco spesse volte supplicarono

7,6

neh

iq()fijiula-

rimperatore per ripatriare e furono esauditi.


Il

da

s.

Giovanni

di

Meda.

II

dotto an/""i-

loro ordine fu cliainato degli

l ini-

notatore del dottissimo Duller, nella


ta di
si

Ha ti,
li,

e fu approvato nel

1017 con decreto


s.

s.

Carlo Borromeo, avverte


il

esser-

apostolico (in quell'anno vivea

Eniico
ri-

certamente ingannato

p.
il
1

Helyot, met."stabiluneii-

ed era Papa Benedetto VIII). Alcuni


s.

tendo 100 anni pi lardi

dipoi, persuasi da

Giovanni

di

Meda,

lo degli umiliali, poich l'uricelli

ha pro-

tenuto labilo,
vita

si

obbligarono con

voli a
fa-

valo ne'suoi Mnniiinenta lnsilicac Anihrosiaiiae, n." 375, che quesl' ordine esisteva fino dall'anno
I

povera, procurando colle proprie


il

tiche

modo
fu

di sostentarla.
il

Ma

perch

o33 (regnava Cordif-

3 volle
gli

Tnulato

modo

di vivere de-

rado

II).

Ma si

vogliono dislinguere 3

umiliati, Innocenzo III nel

1200 de,

ferenti

epoche nello slabilimento


dee

de' re-

cret:

Che
e

vivessero in

comune

recitas-

ligiosi umiliati. Si

pone

nel

1017

il

sero

l'oi

canoniche, non usassero n ca-

ritiro de'genliliion)ini loudjardi

che sot-

micia n lenzuola di lino, n


letto. S|)esero molti

piume

nel

to

anni

in

pr dellaChie-

il regno di s. Eniico (11), incoronalo imperatore neli*oi4iS riunirono in cor-

sa colla predicazione e altre utili fatiche,

po

di

congregazione, presero
,

il

nome

di

principalmente contro
ni
ta
(/^.).
il

gli eretici

Palariri|)or-

umiliali

aggiunsero

il

voto

di castit

Ma

con (pialche diversit


il

alla pratica

de'divoli esercizi che faceva-

p.

Bonanni

principio dell'ordine,

no
s.

ili

cotuvuie. Quest'istituto

parlando delle monache L inilialc (/ .), dichiarando averlo ricavalo dal Puricelli

anni senz'aicuna regola

sci itta.

dur 100 Essendo

Bernardo venuto
essi

e dal p. Talli sunnominati. Dice che


essi

II

ne slese una ad

a Milano nel 11 34, che fu allottata. Ag-

I. "istituto di
li

fu

qtiando molti nobi-

giunge pure

milanesi e comaschi, condotti in Gerprivi di tulle le sostanze nel


II
1

Guido
gli

di

il lodato annotatore, che s. Milano era allora generale de-

mania

oSy

umiliati; e questo fu
Il

il

2." slato dels.

imperatore, oltennero dopo 9 anni da Enrico II (deve dire III, se si ammette che Corrado II mand in Ger-

da Corrado

l'ordine.

3.

cominci da

Oldrato, chiamato volgarmente


egli v'introdusse la regola di
s.

Giovanni di Me. la:

benedetto,

112

U M

U
Como. Moria

.M

fu orilinalo prete efoiiLllalnJia di Pondeiiario nelle vicinanze di


i 5c), ed onoralo a'ani setmonastero {^i degli timiliache sussiste ancora, e dopo la sopli pressione di essi venne dato a' somasclii

nlihin possedciJo lavori

prima

del i3t

f,

(piando molti lucchesi,

spali'iali

pei' la
pei" l'I-

Milano

nel

tirannide di Castriiccio, dilfttsero


talia rpiell'arte

leniljie nel

che gi tra loro fioriva, Vivissimo all'incontro era nel Milanese il


pi. Nel

trallico e d lavorio della L^^/icz (/^.), e gli

i58q. Nella bell'opera, Milano e il suo terrilorio, t. 2, p. 898, ecco quanto si dice degli umiliati. Brera ebbe origine
nel

umiliati ne facevano

il

looT
,

gli

umiliali di Brera inviarono alcuni di to-

ro a piantare manifatture altrove

sino

dagli umiliati, ordine particolare al Milaiiese.

nella Sicilia; per Venezia spedivano a tute guadala Europa <(uanlit di panni gravano immense riccheize, con cui co. nprovano poderi, soccorrevano bisognosi,
,

Alcuni gentiluomini milanesi, vo-

tatisi a

Maria,

si

riunirono nella casad'u-

de'Capilanei, dov' ora il seminario grande, intitolandosi congregazione degli Umiliati, vestendo di bianco e vivendo in
110

e potevano persino, nelle debite ()ro[)orzioni, prevenir quello

che fece

la

compa-

ritiro,

senza separarsi dalle mogli.


s.

Quan-

gnia delllndie
vire di

neli' Inghilterra, col seril

do viaggiava
rEuro[)a
Croce,
pedire che
la

a precipitar sopra l'Asia

Bernardo, persuadendo perimalla

somme

propi io comune, Enrico

mezzaluna prevalesse
le

VII imperaloreed altri sovrani. Gran credito perci godeva quest'ordine, esoveiile a'

la civilt alla

barbarie, qui dello

membri

di esso a.Tidavansi pidjbli-

a questa societ

regole, per cui alcuni

cheiiCumbenze,singolaruientedi riscuolere gabelle, trasportar peculii, e oonser-

vennero unti sacerdoti, segregali in due sessi, e cos formato il 2. ordine. Questi, so[)ra un nracdiiirii, e volgaraiente Brcda o Brera, regalato loro da un tale AIgiso del Guercio, fabbricarono
lo,
il

vare pegni.
zione
alle

Il

eh.

Reumont

nell'introdu'

Ttivole cronologiche della slo-

ria Fiorentina, narrando che presto an-

coiiven-

che
al

fiorentini dierono opera alle arti e


a.' fiorita fu l'arte
si

che conserv l'antico

nome

(nella sua

commercio, dice
i

Cronaca di Milano (\t\ eh. cav. Ignazio Canti, Aimo i., p. 55 1, nella eruditissima
7."

della lana,

cui reggitori o consoli

ve-

Jando del palazzo

Passeggiata per Milano, pardi Brera lo chiama


:

Braida, BredajBrerafCheita^n'ln'.nUogo chiuso, e se ne aveano due in Milano, uno a Porta R.omana di cui resta il norae, l'altro nel detto [lalazzo

dono gi nominati nel 1204. Ebbe questa un grande aiulo dall'ordine degli umiliali, die fondato in Lombardia nel secolo XI da' fuorusciti milanci, attese principalajenle
al laniluio, e

venne iulrodollo

io Firenze nel

che dicevasi

Brera del Guercio d'Algisio dal suo pos.vessore. Qui gli umiliati posero il loroi."
lanificio,
;

i23g. Negli anni i33Gi338 si contavano pi di 200 botteghui di quell'arie, le quali facevano da 70 in8o
mila panni del valore di circa ,200,000 fiorini d'oro, e tenevano impiegate pi di
1

vi

restarono lino alla soppres-

.sioiie dell'

ordine loro). Tutto l'ordine


,

crebbe talmente

che nel solo Milanese


crt/iornV/ie,
si

possedeva 220 case o

come

chiamavano

loro conventi, e
di
s.

distin-

gueva dagli antichi monaci


lo, e da'iccenti di
s.

Benedets.

Domenicoe

Frau-

3o,ooo |)ersone. ConlempoianeainL'nte ad essa cominci anche l'arte di Calimala, cio de'mercanti che facevano il coni mercio dei panni oliramontani venuti gieggi a Firenze, ed ivi poi liuti, ci mali e in ogni altro modo perfezionati. Erudi,

tesco, perch dedito per islilulo all'ope-

tamente inoUre ragion

degli umiliali

il

rosila inonufatlrice.

La Seta[F.)in quei tempi era una cosa rara ed una libbra


,

celebre cardinal (iaiampi, nelle sue iin^wilawsiMntMenioric ecclesiastiche aj)jiarlencnti all'istoria e al culto della h.

pagavasiluioaiSo lirciuMiianoparo ne

U
Chiara di
rrequenl

U
neh i34
diisse loro

Riinini. di cui incerto l'oriH-

cenerino. Pietendesi clic

pcii .

ternarclo
di

ne die profess, fu piuttosto bc^ltina, e


la

una fornia
del
si

vivere

chiesa di

s.

IMalleo delle ula bella

giunta la regola di pilolo generale di

s.

ncuedelto (nel ca-

miliate di Pviniini. Perci scrisse

Mantova

i346

fu

Dissertazione 16.' , sopra lachiesaemoiiastero dis.


te.

decretato che questa regola


tanto nel
lora
co.
si
i

osservasse
al
-

Matteo o sia delle Umilia-

.",

che nel 2." ordine), eolie

divide in 7 parti, i. Gli umiliali intiodolli in Piunini neh 261 per esercitarvi

La

cambiasse

l'abito priuiieroin biau-

Tulloci ricavandosi da inedita storia

r arte della lana.


I

2.

Loro

origine. 3.

scritta nel

i4i9j comunque

sia

cerio
re-

Istituto. 4-

nionasleri erano doppi, cio

per, che la forma di vivere o


spccialueute approvala dalla
lo

sia la

di fiali e suore. 5. All'uso d'altri religiosi.

gola di questi umiliati merit d'essere


s.

6.

Governo de'incdcsimi.

7.

Memorie

Sede

-ot-

monastero dis. Matteo nel XIII eXIV secolo. Dir con esso in breve, che nel 1261 volendo Taddeo conte di Mondel
tefeltre podest,

Innocenzo

III

e che (|uesli

religiosi

per ollenere qualche dispensa dal primiero rigore di della regola ricorsero al Pu-

insieme col

comune
periti

di

pa Innocenzo IV
gli

il

quale specialmente
di

Pumini, introdurre in cill


liei
i

arte-

amava,

li

decor
isti

molti privilegi

e professori di laiiilicio,

chiamarono
(fui sint

e dell'ufficio e titolo di 3Iaeslro


le dell'ordine,

genera-

frati umiliali, acci eiiiii

eoruni sorori-

tulio per lai. "volta nel

Inis et rnagistris,
i

de ineliorihus

124^- Acci
sclull in

gli

umiliali, essendo gi cieassai

pardbus Loinhardiaeylahorarent^et
et coloris, exceptis scar-

un corpo

ragguardevole^

jucerent lahorare paniios de lana cu-

jusque generis

latis^viridihus e tauriferis elc.,asie^nan-

do

la

delta chiesa con chiostro e abilazio.Sputile riusci va alla

non dovessero essere quasi acefali, pernii se il Papa che si eleggessero un capo, e nel capitolo generale concordemente crearouo Berlranno o Bertrando da Brescia,
che fu ih." maestro generale, conferma-

ne sufficienle.
blica

repubespres-

un

tale islitulo,

che

perugini nel

loro statuto compilalo nel

1279

snmenle ordinarono, quod Potestas et Capitaneusdebeant dare operaia e/ficaceni^quodfratres Tluinililatis qui faciuiitpannos in Londxirdia, dcbeanlnd
,

approvalo dal Pontefice. Le lorocamonasteri o canoniche opreposilure (ordinariamente si dissero Canoniche, e l'isti luto Canonicus Ordo, bench selo e se o

quod ibi fratres drappariaiifaciant eie. Quancivitateni Perusii profeisci, et

guace della regola di s. Benedetto, poiche nel Proposito, che fu la .Moro regola, dicono: Regidanib. Benedicti ^(j uibiis1

dam

Capitulis exceptis, praeter quani

lo all'origine de'religiosi, racconta

il

Ga-

in divinis ofjtiis celebirindis, olscrvaa-

rampi, che dalla Lombardia

si

chiama-

lojio questi umiliali, riconoscendo l'ori-

gine loro da certi lombardi condoni prigioni di guerra in

Germania da
vestitisi
,

s.

Emi-

danisuscepiinus.Canonicoruineniin offitiuniet statimi obscrvare decrevimus) fino a questo tempo erano ristrelli alla sola Lombardia, annoverandone il Papa
in

co

(meglio

II),

quali

d'abito ce-

nerino di penitenza

ed esercitandosi in
colla grazia
la libert;

Como, Pavia, Lodi, Piacenza, Parma, Cremona, Brescia Milano, Vercelli, A,

opere

di carila

meritarono

dell'imperatore anche

cosicch

riloinanuo nel 1017 in Italia, ed avendo appresa in Germania l'arte delle manifallure di lana, la portarono in Loinbar-

Verona, nella quale ultima cill fin dali 178 erano in s. Maria della Chiara e Compagni, che atlendevano all'arie della lana, e che poi inappreslessandria e
so
si

trovano

detti
si

Uniiliatij none che


ti-

dia,esercilandovisi insieme colle loro inogli,

quest'ordine

assunse per indizio di

vestite

similmente d'un eguale abilo

mill e di abiezioue. luuocenio


"^
Ji

IV

dis-

VCL. IXXXIH.

s/i

/
i^S^/ffirt/Ji

ii4
se degli umiliali,

UMI
die ^

UM
Domino
htimililiati.

tatem edocti, ut Humiliati dicamiii,a ventate rei sortiri etiarn vocabuhiin elegistis. Nelle cosliluzioni del codice Regio Valicjino 2001, si hanno le preciche
recilavansi nella
uelle quali
slinienti,
si

Rimini era situalo presso una gualchiera e mulino, nel luogo detto de'frati umiGli unuliati portatisi in Rirniniera-

no
ti

di

due

sorti,

una cio

degli osservan-

del primiero istituto di povert, del lae delle limosino; l'altra

vesilizione de' religiosi,


ioc

voro delle mani


di quelli che

esprime che

genns vc-

possedevano anjpie
del pubblico

facolt,

qiiod sancii Patres nostri

ad

e sdegnavano forse l'opera delle mani,

poenitentiaeet huinilitalis inditiuin ah-renuntiantibus saeculoferre sanxeritnt.


Nella primitiva regola
degli umiliati
ilell'
,

come con danno


in altie religioni.

bene segui

Delle monache poi di

quanto

al colore e

materia

ahito

si

\.a\)\\'i?,ce ,

che omnia indurne ala tainfratrnm quani sororuni laneasint, naturalis colorisj non sint tincta vel dealbata^vel artifitiose crispa. Osserva
rarupi,
il

Rimini si legge, che de lana et lino opera nlur assidue y et [usimi inanibus apprebendunt. Gli umiliati el>bero monai

steri

doppi, cio di religiosi e religiose iu-

Ga-

non parere strano che


religioso,

riminesi

seme annessi, ne'quali si usavano molte cautele per premunirsi da ogni disordine, non permettendosi a verun religioso di trottare o parlare colle

e perugini chiamassero nelle loro citt

monache
di

se

un ordine

quasi col solo fine

non per
liati

necessit e con licenza del supe-

d'introdurvio perfezionarvi un'arte meccanica. Egli loda sonimanieiile in questa

riore. In questi

doppi monasteri

umi-

un

solo superiore reggeva gli

parie

clii

procurava d'auuiiettere nelle

ni e le

donne.

uomisagramenli venivano loquali cele-

citt tali religiosi;

ma

assai pii degni d'en-

ro amministrati nella propria chiesa da'


sacerdoti dello stesso ordine,
i

comio ne sono gl'instilulori, che pensiuido all'accrescimento della piet cristiana nel popolo minuto e bisognoso, servi vansi della maestria della propria arte e mestiere,

bravano

ivi

divini ulfizi; e

le

monache
si

vi assistevano,

come

laiche persone, che

erano; giacch solennemenle non

con-

per instillare buoni e santi docu-

sagravano come
tiro, in cui

menti ne'Ioro discepoli; dal che ne risultava ancora un grandissimo vantaggio alla civile societ, che non era aggravala

formando un ridavasi ricetto a qualunque conl'altre,


,

dizione di persone

che

si

convertisse a
le

penitenza. Piiferisceil

Garampi,che

co-

da un'oziosa uiendicil di

fjuesti reli-

stituzioni degli umiliali e de'3 ordini loro,

giosi, gi in altri

di

condannala dal concilio Lione; ma anzi molto sollevala per l'ammaeslramenlo, che davano alle peral

compilate sul principio del secoloXI V,

cogli atti de'capitoli generali

dali3ir)al

i43G,
zia.

si

contengono
nel

nel suddetto codice

sone in un'arte tanto necessaria

vivere

gi della biblioteca della regina di Sve-

umano,

e per

a'poveri di

che distribuivano luttoci che gtiadagtiato con


i

sussidii

Allorquando
s.

2G
i

s'inlroilussero
di

nella chiesa di

Matteo

Rimini

gli

l'opera delle loro mani, al proprio

manil

umiliali e
in

le

umiliale,
il

religiosi

aveano

tenimenlo sopravanzava. Fer cui


ranpi lo

Ga-

mano

tutto

governo delle monache

chiama isliluto veramente sanie e lodevole quanto altro mai, e che de. gno SJirebbe d'imitazione anche nel secolo nostro. AdiMirpte
il

e l'amministrazione de'Iorobeni; tale es-

sendo appunto
la

stata l'iiilen/ione de'l'oail

datori dell'ordine, acci

debol sesso

col-

principale e pri-

direzione de'religiosi, e senza distrarsi

miero

istituto degli umiliati fu di esercitin-

dalle cure esteriori, potesse meglio atten-

manifaltiue di lana, e nei geree sodare nelle gualchiere panni.


tarsi nelle
i

dere

alle

Che

mancarono
de

opere della religione. In Riuiini a poco a poco religiosi, oni

perci

il

loro monastero di

s.

IVlatleo in

in a[)presso noti

pi sentironsi nomi-

UM
nare
i

UMI
stia,

nf)

frati,

ma le sole suore umiiatc,masilei

ne nfrmis menlibus scandalum gr-

sioie iic'piimi anni

secolo

XIV. Tulil

neretur.

Quod de

Preposito dicitur , de

io al pi le

monache

tloveano avere

Magisira

intelltgatur,

cum licenlia tanica

diielloie o confesoie ilell'oidine, senza

Prepositi. Ilem si quis voluerit nrcto-

che corpo intero di religiosi piiin Riiiiini sussistesse. GiovaniiiXXII con sua bolla del

rem
do,

vilani
el

ducere, ut continue jejunanel

a vino abslinendo,
monastero

ab hii/usmos.

iSaS permise
lo fu

la

separazione dei

dij fatial et hoc, licentia Prepositi. Dice


lo statuto del
di

doppi monasteri
si

degli umiliati,

ma non

Edmondo
idibus se-

conosce se

per tutto l'ordine, ov-

nella diocesi Norvicense

approvalo da

vero pel solo monastero delia Chiara di

Innocenzo IV nel

i2'>4-

^^

Verona. Nel capitolo generale del i343


fu decretato,

ptembris usque in caput Quadragesimae

sororcs aliciijus
hiis

quod si conlS!;iint alqiias domus hahents fra,

omnes jcj'unant,
cis et

exceplis die!>us dominiin

solemnibus feslis,

qnibus ex conlut-

tres et sorores simul^et ve.lint

a fratr-

suetudine Ecclesiae aniiquissima, et


clenus approbata
turj
,

separavi, et hoe fuerit de beneplacito, iam sororiim qiiam fratruni , seu

fralres bis reflciun-

majoris parlis, d. Alaf^isfer ciim P

isi-

tatorihus cjitsdeni cavidcin separatio-

nem faciant,
et

deputntis dietis sororibns eariun cuilibet in vita sua alinientis

conipetentibusj intelligentes separationevi predictam taliler fieri,

quod

lociis

tum propler lahoruin ma^niludinem, tum pi optcr noclium v<^ilias, quas ex ni aJori parte ducunt insomncs , tum propler processiones in iltis diebtii praecpue solenmes, tum propter of/lcii manec non giitudinem et prolixitatein propter pauperuin sus.'entationem in il,

liabitations dictaruin sororiini distet

lis

diebus
il

maxime

rnnflucntium.

Ora

ri-

loco fratrum, a quibus fneriiit separatae,

prendo
p.

filo tralasciato,

del riferito dal

ad minus per

una strata puhlica


il

brachia L. et sallcni sit in medio. Inoltre

Holyot.

Dopo
re e del

la

morte
figlio

di

Federico! imperato-

Garanipi riporta

la pratica stabilita ne'

suo

digiuni e astinenze dagli umiliati nel lo-

ro primo Proposito, del seguente tenore,

Fralres jcjitnent
regula
b.

sicnt scriptum

est in

nuovo l'Italia in liali grandemente si dilat. Nel 1200 fa approvato da Papa Innocenzo III,econfermaloda'siiccessoiiOnonollI nel 1226, Gregorio IX nel 1227 (Innocenzo IV ricordato), Nicol
dinal Peregrossi

Enrico VI, tornata di pnce, l'ordine degli umi-

ab idibus septenibrs Jejuneiit seeuuda, quarta, sexta feria, et die sabbati, et in tota Quadragesima ante Natiiulatem Domini, et a Sepluagesma usque ad Resurrectionem Domini ; et sii jejunium Quadragesimale: tamen caseuni \>el ova daripossunt eis, leriia et quinta feria. In itinere omnibus diebus, exceplaferia sexta,
Benedici. Sorores
nisi in

IV

nel i'89

(il

cui car-

tolse gli umiliati


gli

dalla
issog-

giurisdizione degli ordinari e


gett

immedialamente
altri

alla

s.

Sede) e da
ili

molti

Papi, che lo arricchirono

co-

piosi privilegi.
,

Anche

in

Roma

furono in

trodolli gli umiliali, ed ebbero in cura


la

Quadragesima ante Nativitalem Domini, et a Sepluagesima usque ad Resurrecllonem Domini, omnibus siti,
,

Cdesa di s. Cecilia:

vi

erano nel 1 493,


col

e poi pass alle


moriastero.

monache Umiliate
cpiesl'

Finch

ordine

si

con-

dem cibus idenique polus idem induvientum, idem refeclorium. Preposito vero, et vicem ejus tenenti , extra refeclorium cum hospilibus
hus
licebit,

serv nell'umilt, nel fervore e nello spirito del

suo fondatore o propagatore,


s.

covi edere, etfratri-

fedelmente osserv la regola di detto, fu in grande stima presso


be un gran

bene-

tutti. Eb-

in refectorio in pielantils

providere
et

numero

di celebri religiosi,
il

cum

descridone lamen

mode-

de' quali alcuni

meritarono

titolo e

il

6
ili

IM

UM
ed
altri

culfo

sanli e di beati,

furono

in

male, all'antica operosit avendo suri

innalzali alle

prime dignit
i

della Chiesa

rogato l'ozio e

vizi

che ne conseguono

(oltre diversi vescovi, e

cardinali h. Giaflla/iznli):
i

como Pasqua/!
pi, merc
la

Luca

suoi

quando l'arcivescovo di flfilano cardinal s, Carlo Borromeo, che n'era divenuto


protettore, risolvette di farvi rifiorire le

beni eie sue rendite crebbero ogni giorno


piet de'fedeli;

ma
il

il

tempo

le

ricchezze v'introdussero

rilassa-

ormai non rimaneva pi memoria. L'impresa era


regolari osservanze, delle (piali
gi stata in parte cominciata dallo zio Pio

mento,

e la propriet s'innalz sulle roI

vine della regolare disciplina.

superiori

IV, con inviare

alla

comune

patria Mila-

de'conventi che aveano


sii si

il

titolo di

prepo.

fecero padroni delle rendite

de'mosta-

no un commissario apostolico, con ordine di procurarne relTettuazione, avendo a tal


fine fatti decretare diversi regolamenti nel

nasleri e ne disposero
li

come se fossero

titolari, e

no a vita quanto appena bastava per

mantenendosi nel loro goversomministravano a'Ioro religiosi


vivere. Indi

capitolo generale tenuto in detta citt.


il

Ma
al-

poco riguardo avuto dagli umiliati


commissario e
il

l'esortazioni del

agli statuiti

rassegnavano questa dignit, come se fosse stala un vero benefizio, del quale ne
nvessero dispotico dominio;
il

legolamenti, persuasero
di
s.

mirabile zelo

Callo della necessit

di

che era una

impiegarvi l'autorit pontificia.


perciserio proposito con
le
s.

nuovamente Ne tenue
il

continua sorgente d'infiniti abusi, ed'onde ne avveniva che pochissimi religiosi si ammettessero nelle case dell'ordine; mentre preposti per avarizia ne diminuivano il numero per quanto era loro possibile, onde impinguare le loro rendite, togliendo cos a Dio l'entrale da'Ioro fondatori consagrale al mantenimento del tempio divino, e di quelli che doveano cantare le sue lodi diurne e notturne. Ci non recava loro alcuno scrupolo, anzi per lo pi
i

Pio V,
i

qua-

ordin che per l'avvenire

preposti

fossero pi perpetui, e che

si

stabilisse
i

non un

noviziato, nel quale

si

allevassero

giova-

ni nello spirito dell' istituto e nella vera

osservanza della regolare disciplina. A tale effetto


vi,
il

Papa invi a

s.

Carlo due bre-

con uno l'autorizz

di levar la
le

decima

parte delle rendite di tutte

prepositure,

per contribuire allo slabilimeolo e

man-

ammettevano

nell'ordine, indegni, igno-

tenimento del noviziato, e con 1' altro lo deleg commissario apostolico perch sta-

ranti e dediti a' vizi, acciocch potessero

dominarli liheianienle. e colla loro condotta fossero incapaci di spogliare del go-

verno dell'ordine gli usurpatori; quali iniquamente usavano le ricchezze per menar vita licenziosa, sfogando le pi vergognose passioni. Non comparivano in pubblico, se non acconipagnali da superi

quanto fosse creduto opportuno bene della riforma dell'ordine, che ia c)4 conventi appena contava 170 religiosi, per farlo rifiorire colla primitiva osserbilisse

pel

vanza. In virt di questi brevi


1

s.

Carlo nel

568 convoc capitolo generale in Cremona, nel qualespoglii religiosi di quanil

to possedevano in propriet, obbligandoli

bo
le

numeroso equipaggio;

loro principa-

a mettere in

comune tutti beni di


i

ciascun

occupazione era la caccia, e il continuo divertimento consisteva ne'piaceri e ne'

monastero, pe'quali destin un tesoriere


che
gli

amministrasse. Ordin che


i

si

mui

giuochi, ninna cura


nionasIeri,n('qiiali
i

piendendo

tle'

loro

tassero ogni 3 anni

preposti nel capitolo

leligiosi gl'iuiilavano

generale, nel quale dovessero eleggersi

negli scandalosi esempi, diversi polendosi

superiori colla pluralit delle voci, e che

paragonare

a'

hbcrtini del secolo ed


lo slato

a'

ninno

di loro potesse

giammai possedere
il

pi scellerati. Tale era


le del

deplorabi-

tale carica in titolo e a vita, e nello slesso

Iralignaloordinedegli umiliali. che

tempo
34,

fece noininaie
il

generale che fu

il

le ricchezze

ben acquistale converlivauo

e rest elctio

p.

Luigi della Duili-

U
cata preposto di
s.

i\I I

UMI
ri-

117

Calerioa di Cremona.

migliar,ardilameole gli esplose contro


drelli, mentre
li

un

La

luaggior parte de'semplici religiosi

archibugio, carico di grossa palla e qua-

ceverono con somniissioue e contento


prescrizioni di
s.

le

canta vasi

le

parole di uu'aalic

Carlo, raa

preposti vesi-

fona: .Yo/z si turbi il vostro cuore,

ab'

dendosi spogliali de'pingui lenimenti

Z^/V/^;rtrrt.

Per

di

vino e manifesto miracola

no

allora goduti, e cessare

il

lusso della

lo, la palla

percosse

schiena di

s.

Carlo, e

tavola e de'lrallamenti iucheaveano sfoggiiilo,

solo olfese e anner


a'piedi; ed
te

il

rocchetto cadendogli
di palla

tramarono

co' conversi

per impe-

unode'quarti
gli

forman-

dirne l'esecuzione e mantenersi nel possesso delle loro precedenti dignit.


i

parte del carico,

foi l'abito e ap-

Ado-

perarono tutti mezzi per persuadere s. pio V in loro favore, raa sempre invano per aver tutto rimesso a s. Carlo, il quale persevei costante nel volere che tulle le sue determinazioni fossero esattamente osservate. La somma autorit e fermezza
irremovibile del santo cardinale,accorapa-

pena produsse una contusionesulla carne o piccolo tumore, monumento del prodigio con cui era stato preservato dalla morte.

La costernazione invase gli

astanti, on-

de il reo pot con facilit fuggire. Il santo imperturbabile rimase in ginocchio, fece Segno a' suoi d'imitarlo e flu tranquilla-

mente

la

preghiera, e poi rese solenni a-

gnata da benignit e dolcezza, fece ad essi disperare il conseguimento di loro ardenti

zioni di grazie a Dio per averlo preserva-

to da certa

morte Tutte

la

diligenze fatte

brame,

e vedersi

bracciar

la

ormai costretti abriforma, cui ripugnavano cosino allora

dagli ufliziali di giustizia, d' ordine del

duca d'Albuquerque governatore


lano, per discoprire gli autori di
s

di

me opposta a'piaceri mondani


loro biasimevoli passioni,
i

Minefm-

goduti. Montati in furore, accecati dalla


preposti sca-

gliarono invettive contro s. Carlo,equelli

do misfatto .riuscirono inutili. Per s. Pio V indignato che un delitto s atroce rimanesse impunito, non si contenldelle praticate perquisizioni, e
la

pi

esaltati di Vercelli,

Caravaggio e Vel'iniquo e sacri-

determin
l'

di usare

rona, empiamente deliberarono di farlo


uccidere.

sua autorit per vendicare

ingiuria

Comunicarono

enorme

fatta alle sublimi dignit vesco-

lego disegno ad alcuni umiliati compagni


di

vile e cardinalizia.

A tal

fue invi a

Mi-

loro sregolamenti,

che approvarono

lano Antonio Scarampo vescovo di Lodi

l'esecrando concepimento

come mezzo sila

per delegato apostolico, perch prendesse accurate informazioni dell' avvenuto.

curo e cerio per distornare

riforma.

Girolamo Donato dello Farina, quantunque sacerdote, audacemente si esib a consumar l'assassinio, mediante determinata somma di denaro per premio. G' indegni preposti convennero di
questi

Tra

Giunto
ribili
li

il

preluto nella citt fulmin ter-

censure contio coloro, che iuforniapreposti degli umiliati,


l'altro

dell'autore dell'attentato noi palesasse-

ro.

Due

uno

solo

consapevole e
spinti dal
si si

complice del delitto,

daigli4o scudi d'oro, e

qiiesli

senza pre-

timore delle censure e da'ri morgli


li

giudizio di loro borse, vollero ricavare


dalla vendita diparte de'sagri arredi d'ar-

della coscienza per l'enormit del fatto,

recarono dal delegato e


cosa.
Il

notificaro-

gento della

cliiesa di
Il

Brera principale

ca-

no qualche
lora
si

prelato

fece arrestatutto. Al-

sa dell'ordine.

sumato
tato.

nell'osterie

Farina dopo aver conil denaro ricevuto di


in-

re, e ne'loro

esami confessarono
gli altri

carcerarono

complici, e lo

sicario, decise effettuale l'orribile atteniN'ella

stesso
lizie

Farina eh' erasi arrolato nelle mi-

sera de'26 ottobrei569

s'

del

duca
la

di Savoia, al
l

quale

scrisse

il

trodusse segrelamenle neU'arciepiscopio,

Papa per

consegna,

pi colpevoli fu

e fermatosi sull'uigresso della cappella domestica, in cui


s.

Curio orava co'suui fa-

iono sentenziati a mortea'28 luglioi 370, Ira'quali alcuni gentiluomini, ed prepo


i

8
di Vercelli e

U
gli iucivicliil

IVI

sti

Caravaggio furono ilecaFarina vennero iinpiccali. IlDutler nella ta di s. Carlo,^n\ruira il suo virtuoso contegno pieno d'eroica carila in (juest(j funesto a vvenimenlo, e non avendo potuto salvar la vila a' delirquenti, clie dierouo segni di pentimento, quantunque si fosse calorosainen
pitali; gli ahii col

che ordiiono
s.

1'

atroce con-

giura contro

Carlo, e perci non avere


solicitus Pater, de*

speranza fondata di correzione, colla bolla

Qucmadmodam
Sy
i,

cit. p.i46, parimenti sottoscritta dal Papa e da 43 car-

y febbraioi

Bull.

dinali, eslinse, aboPi e soppresse l'ordine

degli umiliati,

adoperato, prese curade'loro parenti, e poi ottenne la libert a un condannato


le

conservando per le monache fw/Z/rt^r. Nel d seguente colla boila Quoidani per cxtiiwtioncniy\oco cit.,
p.

alla galera.

Fare che propriamente 4

fos-

sero

puniti con Teslreaio supplizio, cio


il

148, riun insieme coolte prepositure e ne tliede alcune a s. Carlo acci ne facesse
quell'uso che credesse conveniente; altre

impiccali

Farina e Girolamo Lignana


gli altri

preposto di Vercelli, e decapitati

due
il

preposti

INovaes,
si

come gentiluomini, secondo Da questo lagrimevole success.

so,

persuase

Pio V, che

la

rifornsa

ne diede a diversi ordini, come a' certosini, a'francescani, a'domenicani e ad altre comunit. Quanto agli ex religiosi umiliati ordin, che restassero 28 sacerdoti e 7 frati conversi nella prepositura di

dell'ordine degli umiliati era un'impresa


difljcile,

anzi impossibile, e perci detera

Brera
Ins.

min sopprimerlo. Recatasi


risoluzione,
vi

Milano

tale

in Milano; 6 sacerdoti e 4 conversi Abondiodi Cremona; 8 sacerdoti e4


s.

dest estrema afflizione non

conversi nella prepositura di


della stessa citt;
in quella di

Caterina

meno

ne' religiosi che negli abitanti. Gli


i

umiliati e milanesi ricorsero a s. Carlo per consiglio e protezione, onde impedire il colpo fatale. Fu egli di parere, the il

8 sacerdoti e 2 conversi Verona, e cos in alcune altre


volendo inoltre che nelle

piepositure:

prepositure, ove dimorerebbero molti in-

generale
piedi del

si

recasse in

Uoma

a gettarsi a'

sieme, vivessero in

comune, avendo

loro

Papa, promettendo di ricevere qualunque riforma, e che la citt scrivesse

assegnate a quest'effetto rendite o pensioni sudicieiili, le quali

doveano diminuirsi

vivissime raccomandazioni a

favore

dell'ordine, mentrealtretlantoegli avreb-

misura che morirebbero. Narra il Novaes nella Storia dis. Pio T'y che il Papa

be eseguito. Tulio si fece, ma s. Pio V pieno d'orrore per il commesso delillo, non si pieg alle lagrime del generale, n
alle

distribu le rendite de'soppressi umiliati,


consistenti in

3o,ooo se,
s.

u'cardinali

e.

povere case

religiose,

lasciandone qualche
Carlo, dal quale

preghiere

di
il

Milano

e del cardinale,

parte a disposizione di

Primieramente
liris

Papa

colla bolla I/ife(i\-

fu applicala alla fondazione d'alcuni collegi


<'

saecidl perieida miserali, e iq


L'iill.

cembrei56g,
novo
lies
il

Rem.,

t.

4, par. 3, p.

//

e seminari. Nel citalo libro, Milano suo territorio, leggo che s. Carlo de-

86, sottoscritta da

lui

eda'cardinali, rin-

slin gran parte de'beni degli umiliali a

decreto di Bonifacio Vili, cap./'\'(juelli

favore dell'ordine nascente de' gesuiti,


quali nel

de poeids in 6. contro
estendendo
rei di lesa
le

the ar-

1572 aprirono
s.

in

Brera collegio
Cri-

dissero di allentare contro la vila de'cardinali,

pubblico, e con denari di


velli, di

Tommaso

poste a

pene medesime iinmaest, inclusivanieiite che non rivelassero

Carlo e ilei municipio, fecero un maestoso edificio. Dopo il 1773


esso
1'

a complici ed a quelli
i

imperatrice

M.'^

Teresa destin

fondi

deliltidacoiumelteisioconsiimali.Quin-

de'gesuili alla pubblica istruzione.' Per-

tli

considerando
incapaci di

s.

Pio

religiosi unii-

lanlo quel palazzo fu dedicato alle clasbi, all'

liali
zi

emenda

e di

riforma, an-

astronomia, alle belle


le

arli, di cui
i

diveuuii maggiormente contumaci ne-

oggi pure racchiude

scuole ed

model-

UM
II.

U M M
d
li,

Cos ad un podere successe unii niuni-

tale titolo.

Poich econdo

il

Piuicel-

iattiini; a

questa l'eilucazone

iinne

il

essendosi

cullo del bello: sicch quel palagio

pu

iu

ma

presso

Guido acquistala molla stigentihiotnint lomb irdi, dal-

ilcuu

modo

segnare

in

iscorcio l'andasiile

Mieiilo della societ ".


vii

Con purissimo
la storia

lingua Ialina scrisse


il

degli u-

niiiiali, l'origine,

progi esso e l'estinzioil

ne dell'ordine, con grande erudizione,


celebre gCNuilaGirolaino Tuabosclji:
(ri-n

l^'C'

IlunuUaloruin Monu/iicnla aniiotiuionibus ac dixxertalionibus ilUtstrat,!, IMediolan 1766. Aggiunge il p. He1

voi, riferire
i

il

p.

Toreccliio, che

liali erano

d.iziari

ed

gli umicommissari del


ullizi nel-

III mandati prigioGermania, loro persuase di rinunziare al fuondo e di menar vita penitente. Ma poi in ima |)oslilla Puricelli confessa il suo inganno nel dare il titolo di fondatore al b. (iuido, avvenuto per aver egli scritto che nel 1 iZ\ ricevette da s. Bernardo alcune regole per l'ordine, e che le fece confermare da Innocenzo III nel I iQf). Anzi il p. Helyot ritiene che l^uri-

riuq>eralore Corrado
nieri in

il

celli

err nello scritto

e nella postilla, poi-

popolo, che esercitavano alcuni


la

giustizia, e

che pel gran credilo

in cui

ciano, esercitavano ancora l'ulHzio della


i

Canevaria
dine nelle

in tutta la

Lombardia,

che
di

ciascinio superiore de'nionasteri dell' orcitt,

ov'era un magazzino

provvisioni, neavea una chiave. Forse era

stato conceduto loro qualche diritto sulle mercanzie,

per aver introdotto in


le

Lom-

bardia non solo

maninitlure di lana,

ma

eziandio

le

fldbriche de'dra[)pi d'oro

ch Corrado III, come pare voglia indicare, non pervenne all' impero che nel I 3f) (o I i38), 4ovvero 5 anni dopo il ritorno di s. Bernardo da Francia, ed egli non sostenne alcuna guerra in Lombardia. E pi probabile che voglia intendere Corrado II, che scese in Italia nel 1027 per ridurre a soggezione lombardi che eraDsi a lui ribellati; ma questo non si ac corda col teiupo della venuta di s. Bernardo, e col narralo del b. Guido. SogI i

e d'argento, quando tuttavia

si chiamavano /^errcf^//'. Lo stemma dell'ordine esprimeva un agnello giacente su colliiielta con una cartella uscente dalla gola

giunge quindi il p. Helyot, essere pi probabileche la fondazione degli umiliati seguisse sotto l'imperatoieEnrico V,il quale
nvea guerreggialo
i

lombardi, e poscia
le

s.

colle paride:

Omnia l'iiicit Humilitas. Siiil

Bernardo diede adessi

regole nel

34-

vestro

Manrolico probabilmente prese


p.

UMMARCOTEo SOMMERCOTE
loBERTO, Cardinale. Inglese che Gregorio

l'agnello per un cane, e die all'ordine

molto: Tuta Fides. 11 ge nulla poter dire del

Helyot aggiun-

IX neh
di

'23
s.

o neh

234

cre cardinale
di
s.

b.

Guido, ricono-

diacono

A.drianOjO meglio

Eu-

Tovecchio, da s. Antonino, dal Maurolico e da Arnoldo Wion. Egli ebbe da Milano l'eslratlo d'un compendio delle Vite de'
sciuto per fondatore dell'ordine dal p.

stachio, e pel suo sapere fu scelto da quel

Papa a uditore

giudice in molle cause

gelose e ioiportaiiti.Pio,doUo ed erudito,


si merit il titolo di uaest.ro, che alla sua epoca signilic.tva molto di pi che nella

Santi dell'ordine degli


brosiana, in cui
b.

umiliali,

compo-

sto da Puricelli edesistente mss, nell'Aoisi

nostra, e di
si

tal creilito nel s.

collegio, chij

tratta nel cap. 3:

Del

teneva per certo dovesse succedere a


in

Guido da Milano fondatore

dell'or-

Gregorio IX nel pontificato. iMofi


uja nel 1241, 3 giorni

Ro-

dine degli Umiliati. In esso per non si fa parola n di sua nascila, u di sue azioni e morte.

dopo

l'elezione di

Celestino IV, con sospetto di veleno, se-

Quanto

ivi

si

contiene tende

condo Godwino, Commentario de' cardinali e jrclati d'Inghilterra,


fu tumulato nella chiesa di
s.

a far conoscere, ch'egli fu reputalo fonda-

p. ySr), e

tore dell'ordine, opinione che deriva da

Grisogouo,

UQ

aulico messale del medesimo, che

gli

con breve memoria sulla sua tomba.

I20

UNE
(s.).

UNG
cali e principali.
cipafi,

CiNEOONnA
niiglia del

Uscita di nolie fafu legata al sa-

Per

tali

regni e

lali

prin-

V'eimandese,
s.

che foiniaioiio parte integrante


essa. L'Ungheria

ero fonte da
il

Eligio vescovo di

Noyon,
risolti-

dell'Unglieria prima del 1848, indi furo-

(piale poi la rassod nella pia

no disgiunti da

propria,
la

zione che prese di rimaner veigine.

Dog-

vale a dire quella contrada che forma

p
ella

la

morte

de! santo prelato, idi

lei

parte centrale della monarchia Austriaca, tiovasi

nitori vollero

che

si
il

maritasse.
rpiale le

Sapendo
si

compresa nell'Europa
di latitudine

tra

44'
1

che Eudaldo,
in isposo, era

piopoolpelle-

26' e 49"

neva

nomo

religioso,

4'' ^

^9 22 4o
la

nord, e Ira

3"

di longitudine est.

dessa

tenne da
iio/ze

lui di fare

ambedue mi
il

limitata al nord dalla Gallicia, da cui la

grinaggio a
;

Roma,

piioia di celebrare le

disgiunge

catena de'monti Krapacks o


Ti'ansilvania e dal;

ma

quivi giunta ricevette

sagro

Carpa/i,
la

all'est dalla

velo dalle
sto

mani di Papa s. Vitaliano. ReEudaldo irritato da una lalecondot-

provuicia turca di Valacchia


il

il

suo

confine verso

sud segue

in

parte

il

Daun

ta, e ripaii\ per la Francia.

Unegonda
nella prari-

nubio, che

la

separa dalla provincia tur-

pass qualche tempo a


lica delle

Roma

ca di Servia e dalla Schiavonia; lascia

pi grandi mortificazioni; e

momento
salire

il

corso di questo fiume per rila

tornata poscia nel

Vermandese
<ii

si

rindi-

seguendo

Theiss o Tdjisco, e lo

chiuse nel monastero


stante

Homblires,

una lega da s. Quintino. InsegnitoEud.ddo, ammirando le virt di Unegon<hi,


si

abbandona di nuovo per seguire la Drava, fiume che separa l'Ungheria dalla
Schiavonia e dalla Croazia
;

all'

ovest

si

dedic
si

al servigio della

chiesa

di ilomblires,

prese cura degli atlari


al di fuori,

trovano la Stiria e l'arciducato d'Austria; al nord-ovest finalmente la Moravia, di


cui traccia in parte la frontiera la catena

che
lutti

le religiose

aveano

facen-

ilo loro
i

da piocuratore, ed anche lasci suoi beni al monastero, nel quale

la sua morte venne seppellito. Unegonda, mentr'era in orazione fu colla da mortale malattia, e come si accorse

dopo

de'monti Carpazi, la quale cinge e difeude l'ungaiico regno, penetra eziandio nelrinlerne sue parli e ne occu[)a la 3.'' parte della superficie. Il suo perimetro, che
olire solo
all'est,

di essere vicina a

passare all'eternila,
il

si

lece

amministrare

s.

Viatico e l'estre-

ina unzione, e santamente spirsulla ce-

nere ciica l'anno 6f)0,


nel qual giorno
li si

ai

aS
la

di agosto,

un angolo rientrante notabile il nord appresso a poco un semicerchio, e verso il sud un angolo poco acuto. La u)assima dimensione dall'est all'ovest risulta di circa To
presenta verso
1

celebra

sua festa.
a'

leghe,la larghezza di
fcie di
i

20

leghe, eia super-

suo corpo venne disolterrato

ot-

tobre del 946, e fiuono fatte parecchie liaslazioni delle sue reliqiiie. L' abbazia
di

terno, e specialaiente verso

1,090 leghe quadrate. Neil' inil sud, l'Unle

gheria presenta vaste pianure,

quali

lIon)blires fu poscia data

a'

bene-

abbracciano quasi

la

met
il

del paese, e
il

dettini.

tiovansi appena 100 metri sopra

livello

UNGHERIA, //?/7?i,>Y777V/,
Regno
il

Pannoiu'n.
ruoSi

di^l
si

mare, mentre veiso

nord sollevan-

pi vasto degli

stati della

narchia dell'impero A' Austria


dell'Ungheria,
la

{^1''.).

montagne coperte di nevi perpetue. I monti Carpazi, che formano la cintura


seltentrionale
d'lla

consideravano ordinarian>entecome parli

contrada, determinail

la

iSV/nV/co/^m o ly/^/ro-

no

la

sua inclinazione generale verso

nia e

Cruiizin

{^F.")^

soprattutto per

le

Diinobio, ed hanno ilue caratteri priucip;ili: al

parli civili.
|a

Appartenevano ad essoanche Voivodi! di Servili, cil il Raiiato di rvincuwar [f''-), nomi etpiivaknli adu-

noid-ovest compongonsi di niascs-

se scoscese di altezza ragiiuoidevole, 50'

scuzialiiKiilc

foruMle

ili

nialirie solide,

U N G
niente esibendo che
ricordi le grandi al-

UNG
100 leghe dal nord
lo del
al

121

sud, con

80 leghe

luvioni d'arena che nell'altre parli delrUiigherif


si

di larghezza; l'altezza sua

riirovano; fortuansi d' im-

media sul livelmare non eccedendo ilio metri,

Jegame

provviso da quel lato, n hanno verun colle montagne della Slesia, n


vallee,
si

ed essendone

con quelle dell'arciducalo d'Austria che

ne stanno separate per immense


^avanzandosi verso
l'est,
i

Carpazi

pre-

sentano sollo
/jauch,

la

forma d'una

serie di

moni

la pendenza dal nord sino al Danubio, al sud, appena mezzo metro per lega. un vero deserto in quasi tutta la sua estensione, con paludi impraticabili, vaste lande e mari di sabbia. Appartiene l'Ungheria interamente al bacino del mar

tagne molto pi basse,

le cui vette ed dolcemente ritondali, scendono

IS'ero,

proposizione generale che per pa-

in dolci declivi per confondersi col pia-

no; e col

si

compongono

di

sabbie fine,

che indicano grandi alluvioni di maleiie arenacee. All'ovest nolausi alcune mon
tagne di mediocre altezza, che ponno considerarsi

un lieve eccezione; il l'roprad, lecui acque recansi nella Vistola, e per conseguenza nel Baltico, ha le sue sorgenti sul territorio ungherese, tra due gruppi de monti Carpazi, uno de' quali il Tatra
tisce
al

nord. Del rimanente, l'Ungheria noa

zioni

come prolungamenti e ramificadell'Alpi, e le quali nondimeno forparecchi gii'ppi particolari ed


iso-

innairiala che dal


fluenti,
il

Danubio

e da'suoi afla

quale fiume entrando per

mano
lati; in

frontiera occidentale inoltra verso l'est


lino al nord di Buda, piega allora

gne

di

mezzo ad esse sorgono le montaDakony, coronate da boschi. Le


Tran-

improv-

fronlieredell'est veggonsi coperte da mol-

titudine di rami de' Carpazi della


silvania,

visamente e corre verso il sud, passando per la della citt; conserva tal direzione sino al limite meridionale, chedesso traccia in

che vengono a spirare dinanzi l'immense pianure dell'interno; all'eslreniil sud-est

gran parte prendendo

il

suo corso

trovansi

le

montagne

del

Danaio, che formano un gruppo particolare.

forma varie grandi isole ne'piani che irriga, inonda le proprie sponde e cos le cambia in va<;ti paverso l'est-sud-est;
ludi.
11

sa rimarcabile del nord,


tutti quello di

Tra'gruppi che costituiscono la masil pi elevato di

pi considerabile tra
la

gli

affluenti

del

Danubio,

Theiss, corre tutta inte-

Tatra, le cui cime pervengono sino a 2G00 metri d'altezza, essendo il monte Lomnitz, che ne fa parte,
la pi aita cresta

ra neir Ungheria, che varca

tracciando

una curva

dal nord-est al sud, ed inol-

dell'Ungheria.

Da

quel

trando per mezzo alla pianura immensa e agl'impaludamenli sulle sue sponde dispersi, va a gettarsi nel
sinistra,

punto culminante del nord pare che parta un anello considerabile, il quale va a terminare a|(|uanIo al nord di Buda; parecchi
altri all'est

Danubio, per

la

dopo

essersi ingrossala collo

Sza-

tnos,

ed all'ovest

di questo,

staccandosi dalla catena principale, inol-

Bodrog, 1' Hernat, il Kros ed il ]Maros. La Drava, che corre sul limile meridionale, congiungesi al Danubio, per
il

trano a i/ualclie distanza verso l'interno,


il

la

sponda destra, dopo

di

aver accolla la
considera-

che rende generalmente montagnosa


parte settentrionale dell'Ungheria. Pre-

Miir.

Gli altri affluenti del Danuliio, iu

la

Ungheria, sono mollo


bili
;

meuo

senta questa contrada due pianure osservabili: l'una


si

tuttavia
nel

estende

al

nord-)vest delle
ricordate,
sulle

Temes
ly,

ponno ancora citare la sud, il Vaag, il Gran e l'iposi


il

raniificazioni delle Alpi

che inualliano

nord-ovest, ed ilR.aab
il

due sponde

del

Danubio, non separata

nella [)arle sud ovest. Al sud,

caiialedi

dall'altra fuorch dalle

montagne

stesse.

Francesco

stabilisce
tra
il

Questa, una tra

le

pi notabili dell'Euro-

importante

una coiiuiiiicazione Danubio e la Tlieiss, e


i

pa per l'estensione, pu avcie meglio di

quello di Bciju cosleggiu

due fiumi del

122

UNG
:

UNG
giorni di eslate alla freschezza eccessiva
delle notti.
11

suo nome. La parie occidenlale dell'Uoyheria ofledue laghi limaicabili il lado d'acqua dolce Baiatoti o Plallensee, la
cui lunghezza di
di JNeusicdel
i

clima delle pianure, preci-

puainenle ne' canloai sabbionivi, nei


corso dell'estate ardente e spesso vi
sentire la siccit;
i

7 lef-he, e quello salso

si

fa

o Perlo, che pu essere 8

ma

il

freddo signoreggia

leghe lungo. Eravi da ultimo neh


progetto d'asciugare
il

853

il

lago Valencz, pres-

so Alba Reale, alle cui paludose rive fu*

rono gi date varie battaglie. Si guadagnerebbero 4o, 000 jugeri d'ottimo teritno. Secondo la tradizione popolare, vi sarebbero in quel lago grandi tesori; ma si teme da alcuni, che probabilmente si ridurrebbero piuttosto ad una gran quanlil
i

montagnosi del nord, in cui la accumulata per pi mesi, e pi frequenti vi cadono pure la gragnuola e le pioggie. Nessun altro paese d' Europa
distretti

neve

resta

forse

possiede in

uno

spazio

medesimo

una variet tanto prodigiosa di clima, e per conseguenza di prodotti, alcuni de*
quali
varli.
si

vi

crescono pressoch senza coltidirterenza altrettanto sensibile


tra le dette

Una

d'armi e d'utensili da guerra. Tutti


Paiecchi ammassi d'acqua di mi-

fa

rimarcare

due conlra-

Inghi sono abbondevoli di squisitissimi

de, relativamente alla coltura ed alle prola parte meridionale, quanlunque abbia vaste lande ed aride sabbie,

pesci.
iior

duzioni:

estensione Irovansi nelle montagne,

ma
Iri

meritano appena

il

nome

di laghi;alli

per
bili,
fertili

la

pi ricca di produzioni vegetanelle


al

conl'ondonsi colle paludi che

circon-

ed

dano, n sono bene spesso che grandi pozze d'ac([ua, o piccoli laghi d'acqua salsa,
diseccate
tla*

raccolto il grano non solamente basta

pianure

bisogno de*

suoi abitanti,

ma

serve ancora a provvela

calori dell' eslate.


in

La gran
far

dere quelli del nord, e

parte vicina della

quantit di paludi
coiigetturare che
il

Ungheria pu
vi

Germania
gala sono

e dell'alia Italia. L'orzo e la sele

clima
i

sia

somma-

produzioni pi comuni del


inaiz, miglio e riso;

mente insalubre;
che
se

infatti in

ne svolgono

miasmi putridi abbondanza diven-

nord; quelle del sud consistono pi'incipal-

mente

in

frumento,

gono

funesti agli abitanti de'Iuoghi vicini,

del rimanente trovasi ingenerale canapa,

e devesi desiderare, tanto pel motivo di

tabacco, zafferano, piante di cotone, can-

risunare

il

paese,

come per
s

quello di rido-

ne

di

zuccheio,

come pure l'avena, pomi


i

nare

alla

coltura

terreno, di

grande estensione di vedereaseguiregenerahnente


paludi. Tuttavia, nonbisogna

l'esempio da alcuni proprietari dato, di-

seccando

le

credere chesi respiri dappertutto nell'Ungheria un'aria viziala;


il

clima, tanto che

non

sotto l'influenza

maligna delle esala

lazioni paludose, sanissimo, e certo trop-

p manca che

le

paludi occupino

magma-

gior parie del territorio; lo scorbuto e le

febbri interuillenli sono


lutile

le [>rincipali

grande quantit. La coltivazione de'vigneti un ramo esleso deHindustria rurale, poich vini dell'Ungheria spiritosissimi godono di molla lepulazione; il pi rinomalo di tutti essendo il vino biancodi Tokay oTokaj, al quale non la cede per niente il vino rosso di Mens, e gli sono allini il Tallya, l'Ond, il Ratka. Il vino pi stupendo si raccoglie dalle viti sul pendio de'Carpazi chiamalo la Hegyallyra, presso il Tibisco,
di terra e legumi in assai
i

cagionale dalla loro vicinanza; del


le

nelle vicinanze di
tri

Tokay

e di Tarczal. Ai-

resto
ti,

malattie non sono n

piti

fiequeu-

ottimi vini sono quelli di Rust,

EdemIl

n pi micidiali che nelle contrade circoslauli, e gli uomini vi riescono d' una
coslituzione (pianto [)er tulio altrove vi-

burg, Sangiorgio, Buda ed Eriau.


ro vino di Tokaj, giacch diversi
ciano con
tal
si

ve-

spac-

nome, come

di altri preli-

gorosa.

mestiere guardarsi dal passag-

bali e squisiti, viene prodotto da'terreni

yio subitaneo del taloi e straordinario de'

di

Tokaj o Tokay, borgo del comitato

ili

UNG
Zemplin, circolo di qua dalla Theiss,nelia inarca del suo nome, sulla destra sponda del Dodrogh. La catena di collinea pie
delle quali trovasi
il

UNG
altri alberi fruttiferi
sai

ia3
ca-

sono in quantit

graruie,a)a

la

coltivazione di essi

man-

ca di attivit. Vi

hanno molti

pini nelle

borgo, e che

si

chia-

moiitiigne pi settentrionali, e la quercia


moi^triisi

ma

Tlieresienberg, rinomala pe' vini

pi frequentemente in quelledel

squisiti e deliziosi

che

vi si
:

raccolgono.

Ve

sud.

L' Ungheria,

dopo ringhilterra,

ne hanno di 4 qualit lai. 'delta Ksscnza di Tokay, vieii falla con l'uva secca al
sole; la corte iniperiale di

quello Ira'paesi dell'Europa che possiede


i

migliori pascoli, senza che la

mano

de-

Vienna
Il

la sola
in

proprietaria di (jue' vigneti.

Tokay
di

coQimeicio quello d'Ausbrach e


schlach.
di

Ma-

uomini abbia mai molto lavoralo a perfezionarli. I proprietari fanno consislere una gran parte di loro ricchezze
gli

Dopo la completa devastazione questo paese per opera de' mongoli


il reBelalVf'u chiamare nell'Ungheria de-

nel secolo XIII, tanto pochi furono gl'in-

ne' bestiami le mandrie loro passano gran parte dell'anno all'aria aperta, sen~ za nessim riparo, il the torna ad esse assai
;

digeni sopravvissuti, che


costrello di

spesso di grave pregiudizio.


di bella s[)ecie, e
si

bovi sono

attende a migliorarla

gli stranieri a fine di

sopperire alla
al totale

man-

lana delle pecore, mediante l'introduzio-

canza

di

popolazione ed

abban-

ne
ti

de'

dono

commercio. Tedeschi e italiani furono quelli Ira 'stranieri, che maggiordel

speralo

merinos che vi hanno tanto proal segno d'essere sostituiti in molfra

luoghi alla razza primitiva. Le vaste

mente
carono
liani

vi

presero piede.

primi
gli

si

appli-

pianure situale

Debieczin,Gyula,Tea pi di
si

alla

monlanistica,
viti;

ultimi alla

meswar

e Pesi,

danno pascolo

coltivazione delle

dnllacuia degl'ilale viti

tre milioni di bestie cornute, alle quali

devono riconoscere

del
di

Tokay
abita-

la loro coltura.

Quali luoghi

zione vennero loro assegnali Polak, Pebaco, Glassi, ed Glassi Liska, eda ivi, in pi lardi tempi, si avanzarono le piantagioni delle viti fino a'monti di Eriau, Pilise Gedenburgo. La coltura delle viti

abb.indonuno 1,^00,000 jngeri di terreno. Quanto a'cnvalli, pervengono di rado ad alla statura per la cavalleria, n mollo brillano per eleganza di forme; ma se riescono poco alti a liraiepesantifardelli, bench non ne manchino di vigorosi, si
fanno almeno distinguere per
la

vivacit

crebbe cos ra|)idamcnte, che 20 anni dopo, ancora regnante Cela IV, ch'era

e velocit del corso. Gli ungheresi metto-

no grande applicazione a perfezionare

la

pure un gran consumatore


gli ullzi

di vino, tutti

specie de'Ioro cavalli, e molli possidenti

doganali erano pieni delle pi


le

hanno mandrie
re;

particolari nelleloro ter-

preziose qualit di vini per l'esportazione,

ma

la

uandria per eccellenza quella

Del resto

vendemmie danno
ettolitri.

in

UnUn-

gheria un prodotto, che dicesi ascendere


ogni anno a 2,4^0,000

Mczhegyes, nel comitato di Csanad, laqualecontiene maisempreda 8 a ro.ooo


di

L'

cavalli e stalloni di tutte le razze. Questi

gheria non ricca di bosco, n ha selve

stabilimenti, da'quali sono usciti ottimi


cavalli pegli eserciti,

fuorch nelle parti montagnose, e anche


in

non hanno ancora


in

queste per

la

maggior parie

di poca

in tutto e in generale migliorata la razza,

importanza. La pianura quasi interamente sprovveduta d'alberi, sicch gli


abitanti
si

Gli asini ed
1

muli sono rari

Ungheria,

bufali ed

muli s'impiegano ne' lavori

trovano

costretti a ricorrere,

agricoli e ne' trasporti con carri.


rosi
vi

Niime-

per riscaldarsi, alle canne delle paludi,


alla paglia e
certi
siti

sono

porci, e u' la carne

un

ad

altri

mezzi. Trovansi in

cibo prediletto pel paese,


II

come

altrove,

grandi boschi th pruni, da' cui

pollame anch'esso abbondantissimo;


selvaggina grossa consiste priucipal-

frulli distillasi

un liquore ricercalo;

gli

la

,^4
mente Ji

liNG
cds'''-'''^^''''''^'"''^^'

UNG
abboiiti.

Le miniere sono
in

Ja danMerUilto. Tiovaiisi piccole tarlaluohee rane d'una specie paiiicolaic,tuoIamatoti della tavola, se u Vei- la gran copia della selvaggina impedir il guasto fa coiitiima caccia, per
to "ri cerca te
dcigli

boudanlissime
lo delia

nuraeiosissime e abUngheria. Le miniere

tl'oroed'aigento dell'Ungheria, con tjuelTransilvania, sono lesole di cersi

ta

importanza che

posseggano
tal

in

Eu-

iopa,e pu credersi che per

conto esse

ileilecampagne.llaghiedifiumijIaTheiss
sop atliitlo,
ti!

fossero avanti la scoperta dell'


le
si

alimentano quantit grande


le

prime miniere
sopra tutte
le

del

America mondo, nominandodi

pesce.

api ("ormano

una minore
alla

miniere

Schemnitz,

ricchezza pel paese.

Quanto

educa-

celebri per la sua scuola, e di

Kremnitz
gli stessi

zione de'bachi da seta, ad onta che fosse incora""iata dal governo,sinoagli ulliini

che sono tuttora scavate con grande utilit,

bench pi non presentino

anni avea
il

fatti

pochi progressi, sebbene


la col-

benefizi d"una volta. Vi

hanno

inoltre al-

terreno

sia

fecondo e ottimo per


il

cuni fiumi che convogliano dell'oro, co-

lui a del gelso,


l)aco,
il

clima

felice

anche

pel

me

il

Maroselo Szamos, ma
le

questi fiumi

(juale

malgrado

l'instabilit della

traggono
vania.

loro ricchezze dalla Trausildi rame d'Oravitza, di godono pure molta riputa-

leiiiperalura atmosferica, in molli luoghi

Le miniere
Le miniere
di Zips,

produce una

galletta superiore in quali-

Igl e altre,
zione.

la alle nostre d'ltalia;e ci tanto in Pest

di ferro

dell'Ungheria

che

alla

pusta (vocabolo che usa


del

il

Gior-

trovansi (arlicolarniente ne'conlorni di

/lille ili Piotila

[853
$.

a p.

686) Loec.

Gomr

ma

sono lungi dal ba-

icnzi,che a Szemlak, a
i

Anna

Ora
ed
il

slare al consuino interno: bevvi pure del

proprietari di diversi fondi curano con


la

piombo, del cobalto, del mercurio, dell'antimonio,

bULcessu

coltivazione

setifera,

ma

in

poca quantit. In geil

conle Gustavo Hadik possiede un imiiienso stabilimento a

nerale

le

produzioni metalliche sono

Szemlak.
in

La sua
gel-

vantaggio degli abitanti delle balze del


nord, che cambiano
quelle delle
lertili
tali

jjiantagione conta pi di
8i,

loo mila

ricchezze eoa

tulli

vegeti e

vigorosi,

terreno

pianure del sud, pegli

fertilissimo e

vasto.

Egli grandemetite
d' industria, e

oggetti d'una utilit pi immediata. Si

ama

questo serico

ramo

slimata

la

qnaiuit

doro prodotto

dalle

volonteroso

incontra qualunque spesa.


di se-

Diiniere d'Ungheria a 2,1


la

Si calcola che filer 10,000 fonti


la colla sua foglia.

oc marchijqueldell'argento ad 83, 200 marchi; quel-

chine numerose e

Fa lavorare con maccirca 3o mulini, ove

impiega donne friulane e altre italiane,


(jllic le

rame a 38, odo quintali; quella del piombo a 24)5oo quintali ; del (erro a dell' antimonio a 200,000 quintali
la del
;

giovanette ungheresi da esse per-

5,200

quintali. L'

Ungheria ha depositi
par-

lezionate,
ile al

portando

popolo e allo

un immenso bestato. Di pi il conte


cosi

di sale e sorgenti salse considerabili,

ticolarmente nel comitato di

Marmaros
;

111 soii)iniiiitrato gratis

a molle famiglie
la

a Rhonazseg, ed in quello d'Ugols

ma

di

s.

Anna

e di altri

borghi
le

semente

di

per

lai

conio non pu essere paragonata

bachi, e va

aumentando
il

seminagioni e
pi

alla Transilvania.

Lo scavo

del dello mi-

jiiaiilagioni di gelsi, per dilfonderli in


Jiioi^hi.
iii

uerale appartiene esclusivamente al go-

Dopu
il

conte Iladlk, primeggia

verno, che stabiPi parecchi grandi deposili


ti.
I

l'est

iiegoziaiile

Giovanni Toropi, ed

ne'quali devono [rovvedersi


laglii e le

piiva-

iillri

di Neusatz, E.sck, Apatin,


laj.i

Voucodi

paludi conlengono

abbun-

vai,

ce.

Laonde grande

gi

il

daiitemente iu soluzione altre .so>lanze


saline,

pi oiloUo della seta in


fcar

Ungheria, e presto

uao

dc'suoi pi belli e ricchi prodol-

ue'calori dell'estule,

ed allorch rimangono asciutte il suolo olUc alla su-

NG
la

U N
vate, altre
della
sciva

(Ir

perfice copiose efflorescenze di oatrone,

nobilt, restavano sterili

mal

colti-

o sale naturale, di cui gli abitanti ricavano ogni anno da io a 12,000 quintali,
nel solo comitato di Bihar raccogliendo-

erano sottomesse al sistema comunit, e la loro produzione riupressoch nulla,


il

(lej)enmenlo

sene annualmente pi di 5.000 quintali


inelrici, la

poi in cui cadde l'ngricoltura in Uitglielia, a cagione delle sventure, che gli avvenimenti rivoluzionari hanno cagionate

massima parte de'quali viene

adoperala nella fabbricazione de'saponi. Potrebbesi ottenerne di pi, ma la difficolt de'trasporli

nel

84'S in (piesto paese,

si

tuttora sen-

intrapresa.

Vi

si

un ostacolo a questa raccoglie pure del salni-

Mollo manca perch 1' irulustria di questo regno sia io istalo soddisfacente, e
tire.
si

tro in grande quantit,

come ancora

sol-

pu dame per lagione


il

il

pregiudi/.ir

fato di soda e solfato di magnesia. L'esca-

degli abitanti, (he

come poco onorevole


;

vo dell'allume, interamente a tempi poco lontani sconosciuto nel paese, gi da


alquanti anni somministr prodotti
marcabilissimi, llcarbon
scir
fossile,

considerano
perci
la

lavoro delle njanifitttu'c

maggior parte
e

degli artefici so-

ri-

no tedeschi,

tranne
i

gli

oggetti di priuiu

che riu-

necessit, quasi tulli

prodotti industriali
in.

potrebbe grandemente

utile per l'Un-

sono
di

ti

atti dalle

miinifillure dell'Ausli

gheria, vi s'incontra rarissimamente,


le ligniti vi
clivi

ma

Trovatisi

nondimeno alquante fabbriche


tele,

abbondano, massime ne'de-

panni, di

cotone e seta; e

la

fab-

de'monli Matra e Tatra. Questa contrada tuttora l'unica d'Europa in cui si


trovi l'opale; la quale sostanza,
cos'i

bricazione de' paunilani generalmente


la

pi importante, sparsa essendo


il

in lut-

ricerla vi-

to

regno.

Il

lavoro de'metalli ragguarparte settentrionale ed in


i

cala da'gioiellieri per


vacit de'colori,
l'

lo

splendore e

<levole nella

la sola

pietra fina del-

certe porti del sud;

comitali di Kiassoall'anno 80,000

Ungheria;

la

si

trova particolarmente

va, Liplau e SohI

danno

in

un gruppo
e alcune

di

montagne
le

Tokaj. Copiosissime sono


rali,

godono d'assai brit: ne hanno di frigide e di termali, di puramente acide e solforose, acide e
ferruginose;
le di
le

nord di acque minegrande celeal

quintali di ferro, Ilavvi gran niiinero di

usine di rame,

cui prodotti consistono

in vasi di varie specie.

Raab,

citt Ira le

pi industri dell'Ungheria, pi particolarmente nota per le sue fabbriche di


talco
;

pi frequentate sono quel-

r oriuoleria e l'armeria

ancora

vi

non havforse un solo comitato che non ne posBarftae


di

Lublo;del

resto,

nelTinfanzia. Fabbricano al'uda ed a l*est


rasoi e istrumenti
di chirurgia. Numeo fabbriche di stoviglie di ter-

segga parecchie.

Il

paese trovasi diviso

rose sono
ra,

le

relativamente alle operazioni metalliche


in

ma

prodotti loro di cattiva qualit;

circondari principali,

le cui

direzioni

quelle di maiolica rare; nulle quelledella

sono a Schemnitz, a Schniolnilz, a Nevistadt e ad Oravitza. Sembra che tante


ricchezze naturali dovrebbero fare del-

l'Ungheria
ropa,

ma

il paese pi prospero delTEumolte cause hanno impedito

Le veiraiedanno un vetiocomunissimo le cartiere in grosso numero somministrano cattiva carta. Pi onorevole menzione meritano le concie di pelli, prodotti loro pregiatissimi essendo ogporcellana.
;
i

agli abitanti di trar profitto di questi


ni della natura.

do-

getto d'un'esportazione considerabile. Le


mniiifalture di tabacco sono in gran
ri-

La

.^

pi diretta furo-

no na

rapporti della propriel,che per buo-

putazione. Ai
vile,

hanno

distillerie

d'acqua-

sorte di questi paesi dal

cessarono d'esistere in tutta


dell*

1848 in poi monarchia Austria, come meglio poi dir. Le


la

una

raffineria di

zucchero ad Ocdendi

buig, fabbriche d'olio


cera, candele,

pi specie, di

terre, quasi esclusivameute possedute dal-

attribuire in

sapone e allume. Devesi gran parte lo stalo di lan-

26

i\

G
del conuner-

UN G
ne d'un ponte e di un argine, lungo mez zo miglio, in mezzo ad un terreno d'alliivione.
Il

gnore die lestriii'^evano

clell'indnsliia alle leggi proiliilive


la liberJ

cio efors'ancliealla dovizia delie


rioni natuiali, stille qiinli
l'

produ-

tronco da

Tokay

fino a iMi-

abitatore di

sl.olcz,sopra Szerenlse Gesslhely, liingo

quelle contrade ri[osa. Conuinfjne siasi, l'esportazione considerabile che anniial-

n)iglia,perfeltaniente piano e interrotto

solo in

due luoghi daTiumicelli Hernand

mente

si

fli

di

queste produzioni, basta


COI)

e Sajo. Si diceva ancora, che

quando

tale

per equilibrare

vantaggio

la

somma

strada ferrata fosse teru)iiiata, avieblie


tia Miskolcz e Pest
di

degli oggetti manifatli diesi


fuori.
Il

traggono di

un

vivo trasporto

vasi in

commercioqiiasi tuttointero tromano degli stranieri, che pensano

persone e

di

merci, da eguagliare, anzi


i

superare quella tra Pest e Vienna. Che


reciproci interessi di Vienna,

ad anicchireeper niente a far crescere la prosperit della nazione che loro confida
i

Peste Mi-

skoicz, unendosi, acquisterebbero vigore


e forza, e crescerebbero a dismisura.

suoi interessi. Piiucipali articoli di


il

eil

Che

spcrlazione sono
vino,
la

grano,
i

il

tabacco,
le

Miskolcz riceverebbe
dell'alta

prodotti de'inonli

lana,

cuoi e

melrdli;

iinpor-

Ungheria, e

li

distribuirebbe in
al di l

tazioni consistono di prodotti delle

ma-

parte tra'coniitati situati


bisco,

del Ti-

tiifatlureedi derralecoloniali.llcomnierci

ed in parte

li

dilTonderebbe nel

prima

dell'

introduzione delle strade


strade essendo

ferrale trovavasi inceppato dalla priva-

commercio mondiale austriaco, divenendo in pari tempo la citt mercantile pe


prodotti primi della bassa Ungheria, per
le

zione di comunicazioni;

le

poche
la

di

numero

e in cattiva condizione;

manifatture di Viennn, e per

navigazione alquanto trascurata. Per

coloniali di Trieste. L'alta


tire
il

le merci Ungheria sen-

l'intenio sarebbe di necessit

una moltiil

bisogno

di aprirsi

principalmente
via al

tudine
di

li

canali

canali di Francesco e

in

questa direzione una

proprio

Bega sono
Il
i

destinati a favorire
intitolato a

comII

commercioe
che
il

alla propria industria, senza

mercio.

Francesco

fango o l'acqua abbiano a frapporre


alle libere coiuunicazioiii tra
il
il

presso Zonibor, l'altro scavalo vicino a Pesi nel i8o4,facililanolecomunicazioni


fra il Danubio e il Tibisco. Gi a Strada, parlando delle ferrovie, notai, che da Parigi a Lluila,

ostacoli

sud ed

nord.

attivit del

La veramente grandiosa commercio ungherese, unita

allospiritointraprendentecheagisce principalmeiile nell'alta Ungheria, e ch' richiesto dallo stesso legame esistente tra
l'industria del

centro dell' Ungheria,

vi

uiia seriecoiitinua di stradeferratedi cir-

ca

1000

chilometri. Nel

iS53

la

ferrovia

nord e

la

produzione del

del Sud-Est, una delle


siriaco, ossia
glia

5 dell'impero au-

sud, sar per

le

popolazioni ungheresi

deirUngheria,era lunga mi43 i;2 con So stazioni. La ferrovia

vigoroso eccitamento a gareggiare nelle


rispettive loro condizioni.

Dal libero

svi-

dei

Nord o Settentrione tiene in comunicazione Vienna con l'Ungheria; vi pure


il

luppo
de
la
la

di questi materiali rapporti

dipea-

prosperit de' materiali interessi, e

tronco

fra

l'Ungheria, l'raga e

la

lioe-

benefica iullueiiza che un animato com-

niia. Si legge nel

di tale

fT. Lloyd, dell'aprile tronco di Debreczin a lokay sopra Bussormeny.Dorog, Nyiveanno, che
il

mercio interno esercita sulla prosperit d'una nazione. Inoltre si vollero osservare due incalcolabili vantaggi, che si ponferrovia. Essa

gjhiizn era lungo io miglia, quello so[)ra L.ok, pi breve eli 3 nii>^li,i passa una ;

pianura perii
rive
lei

ttiiuieiite asciutta fino alle

dove si richiedevano muggiori spese, a motivo della costruzio1 ibisco,

no ottenere soltanto col mezzo <li qiu!>ta dovea promovere lo scavo del carbon fossile, di cui vie granile abbondanza ne'declivi de'mouliMilra eTutra. Allora uon se ne faceva alcun conto

U N G
per
l'assai

Ui\
le

127
di co-

basso prezzo della legna, e per

bio.

Il

terreno situato Ira Debreczin e

spese di trasporto nel sud dcli'Uiiglieiia, dove vi penuria di combustibile, e perci non sarebbero compensale da' vantaggi provenienti dallo scavo del
sile,

Szolnok mollo favorevole a'Iavori


struzione, anzi forse in tutta
la

monar-

chia non

vi

carbon

fos-

gredire con maggior


via

ha luogo dove possano profacilit. Se la ferrodi Szolla

ed era insignificante
si

la

quanlil de'
paese situato

non dovesse passare pe'paludosi av-

quintali tbe

trasportava. Questa ferroil

vallamenti del Tdtisco, a teigo


ghiaia da lontane regioni,

via offriva ancora a lutto


tra

nok, e se non (osse d'uopo trasportare


le rispetti ve

Tokay

e I3ebrecziu
le

la passibilit di

co-

costruire di pietre

proprie strade con-

struzioni sarebbero gi compiute.


to alle

Quan-

ducenti
lya.Cos

alle

stazioni,
di

non trovandosene

che nelle montagne


la citt

Tokay

e di Ilegyai

di

Debreczinetutti

suoi
fici-

due ferrovie private tra Bruck e Kaab, Ira Alohac/. e Cinque Cinese, era poco tempo dacch quesl' ultima era aperla
al

dintorni entrerebbero, mediante un


le

pubblico servizio. Essa appartienavigazione a vapoi e


dalle ricche miniefece cosi mire per trar-

trasporlo del materiale da costi uziu-

ne
sul

alla societ della

ne, in una nuova fase di coltura e prospelit.

Danubio,chela

Terminava

le

sueosservazioni

il

JV.

re

maggior vantaggio

JLloyd, cou rilevare eziandio:


tre rivolgeva ansiosa

Che

l'at-

re di carbon fossile situale in (pie'luoghi.

tiva |)opolazione dell'alta Ungheria,


i

menmez-

Questa
to.
1

ferrovia, (piando saranno scurii

suoi

.-giiaidi al

ao anni, diverr una propriet


lavori del

dello sta-

rod e non

li

solferina a soltanto a

De-

tronco di ferrovia tra

breczin, che gi troppo a lungo rimasto


io

mezzo
Pest,

in

un mare di sabbia
la

e di fango,

Bruck eRaab venivano spinti col massimo zelo. Ora il governo ha imparlilo ad una
societ di possidenti delia Gallizia la con-

o a

che per

strada notissima di

Bagh-GodoUo pu

essere raggiunto solo

cessione per intraprendere

lavori pre-

con rovina di carri e di cavtilli, ma li eslende anche a Vienna ed a Trieste, nutra viva speranza che l'eccelso ministero delle finanze e del commercio, trattandosi d'una questione s importante per la
propria prosperit, vorr disporre
lo
(juaii-

paralorii d'una strada ferrala con loco-

motive da Tarnow a Kaschau. In pari tempo venne stabilito, che la via del Tibisco sar continuata da
Gallizia.

Kaschau

nella

In questo punto della stampa,


manifestasi quel desiderio

pi

di tulli)

prima per

la

costiozione di questa

nella costruzione del tiuuiel, nella costru-r

strada ferrata, prendemlo di mira quel

zione della nuova strada cai reggiabile


della testa del ponte di

punto, che pu collegare


dell'

lutti gl'inteicssi

Ungheria. JNel declinar d'ottobre del-

e nella fabbrica del

Buda in (ortezza, molo della societ, di


le citt
il

lo stesso!

853

si

festeggi colla n.'iggior

suprema importanza per


l'aspetto.

sorelle

pompa

e solennit l'apertura del

nuovo
corsa
del-

Bu(lael\'Sl,alleq>iali va a darsi

pi bel-

tunnel di Buda e Pest.


prese parte gran
la

questa
di

i."

Nell'Ungheria

fu iiilrodotta

pu-

numero

membri

re la telegrafia
il

societ

del

tunnel.
e

questo tunnel
colle

telei^rafo

neli85o. Nel setleiidne elettrico fra Peste Piesburgo,


in-

lungo i65 r ordinaria

kliifiei-,

venne percorso

e perci sino a \ ienna,era gi attuato

celerit

imo

minuti. Tra

teramente, e

le

prove

fatte

appagarono
telegrafiche

notizie delle ferrovie

d'Ungheria neli854,

ogni deiidetio.

Lo

stazioni

sono a ricordarsi la costruzione di quelle tra Szolnok di TransiUanin e Debieczin,


GranVaradinoeDebrL'Czin,eqtiellc'
in cor-

fra Pest e Slrigonia

sono: Paiola, Duna-

kess,

Waizen, Vereviehz, Ginss-Marns, Szonpe Nana. Le monete in generalesono quelle luedesiuie


dell' Austria, cosi
i

so cominciando dalle miniere d^Oiiaveza,


nel

Banato

di

Temesvar, fino

al

Danu-

pesi e misure, Irannc alcune eccezioni e

laS
particolari

UNG
monete. Trn
le

UNG
quali solamen-

Ambedue,comedissi, sono chiamate


sorelle. Pest possiede

citt

te ricorder l'ungaro Krenuiitz di Ciirlo

4 chiese

cattoliche,

VI, qua! principe di Transiivania.del vadue e bai. 5; cos il suo zecchino d'Ungheria di tal valore, non che de'suoi successori: l'un^nro doppio di M/ Teresa come regina d'Ungheria e qsiale
lore di scudi
1

una luterana,una

rif jrinata,9.grec!>e,2 si-

nagoghe,3 conventi di frati,un monastero ili dame inglesi, un ospizio d'orfani, im


collegio di piaristi. L'universit di Pest,
sola dell'

Ungheria, e che
i

vi

fu

da Buda

principessa di

Transilvania, del valore

trasferita nel
tala;

ciascuno di paoli 43, e cos di altri sovrani successivi. L* Ungheria ha per antica
capitale

ha un

77 7, trovasi riccamente dogiardino botanico, l'osservarupe alta Danubio, eia biblioteprofessori,


i
1

torio situato sul Blocksberg,

Buda (^f^.),Aquincui.Ve\o
la

Pest

278
ca.

piedi sopra

il

o Pesti, Pcstitm, nondimeno consiilerata l'odierna capitale,

Quest'imperiale e regia universit nel

sede delle corti

i853 noverava 71
denti, cio

4'9

stu-

superiori di giustizia, e gi della dieta, re-

54

di teologia,

5 di legge,

sidenza del soprintendente della confes-

247
1

di

medicina, 3 di
fiorini di

filosofia,

che pagaanni pre-

sione elvetica o calvinista,

il

quale com-

vano 33o8

onorario e riceveano

al di

prende nella sua giurisdizione il circolo qua del Danubio. Pest capoluogo

0,960

fiorini di stipendio. Negli


i

dicomitatoedi marca, situata in una bella pianura sulla sinistra sponda tlel Danubio, dirimpetto
alla citt di Buda, la cui massa per un tantino pi al nord, e colla quale comunica mediante un ponte

erano 40.6 gli studenti circa 800. Nel seguente 854 i Pesi fu istituita una scuola domenicale nell'ergacedenti
professori
i

stolo per l'istruzione de'delinquenti.

Pe-

r se in Ungheria questa
sit,

la

sola univer-

trovansi inoltre 3 accademie di di-

di battelli

hmgo 23o

tese, a

48

leghe da
citt

ritto in Prc'iburgo,

Cassovia o Cascau, e
quali a detta

Vienna

e circa

72 da Belgrado. Pest

Gran Varadino,

le

epoca

tra le pi grandi e pi belle del regno,

vedesi circondala da mura e da un fosso, ed ha un castello dentro il quale vogliono alcuni che si custodiscano le gioie del-

contavano i3 professori, 128 studenti, i quali percepivano gGo fiorini di stipendi. Racchiude Pest anche un museo, una biblioleca pubblica assai ricca, e di verse

ma-

l'incoronazione

forse

anche

in Pesisi sa-

nifatture di stode di seta, di tessuti di cotone, d' islrumenti di musica, di tabacco,


di

ranno custodite. Ora per nuovamente desse e la corona di s. .Stefano I sono custodite in

minuterie

ec.

come anche

concie di

Buda, e prima lo erano in Presbiiigo. Poich la coronazione de' re d* Ungheria si fece per molti secoli ad Alba Reale, e poscia in Presburgo.
l'est
st

pelli,

3 stamperie e 5 librerie.

questa

dopo Vienna la pi commerciante citt delle sponde del Danubio, ed ivi il fiu-

me

dividesi in vecchia

nuova

que-

ultima meglio fabbricala; ma e nell'unae nell'altra sono le strade assai lar-

incessantemente solcato da battelli, anco a vapore, che navigano tra Ratisbona e il mar Nero. Le sue 4 fiere sono fre(pientate da gran

numero

di

stranieri,
1

ghe e

regolari, e le case, senz'essere ele-

particolarmente quella che dura


ni.

5 gior-

gantissuDe, sono solidamente costruite.


Bellissimi sono
i

condano

e pieni di

4 sobborghi che la cirameni giardini. prin1

De'suoi circa 70,000 abitanti (tnentre Buda ne conia ita 3o, 000), quasi '7o,ooo
cattolici.

sono

E un

miscuglio di parecchie
il

cipali cdif/i pidjl.lici

sono l'albergo belle


1

nazioni che parlano l'iuigherese,


il

latino,

lissimo degl'invalidi,

ed d teatro aperto nel de di amenissima vista

ampie caserme, 808, donde si go-

tedesco, lo slavo e

il

greco.

Con molti

nobili sonoeleggisti e professori, persone

sulDanubio. Pest comeDudacneirarcidioccsi di Strigonia.

che per

la

nascita e pe'Uuni
I

godono d'una

certa considerazione.

passeggi pubblici

U N G
in riva al

UXG
deliziosi, e

129
4 grandi nome dal Da-

Danubio riescono

compone un governo
circoli,
i

diviso in

non lungi trovansi bagni d'ncqun minerale termale.

Non

aulica l'esJ,

ma surge

fa)bricata nel silo o presso

d'una fortez-

quali prendono il nubio e dal Tibisco, secondoch sono posti di qua o di l da tali fiumi, e suddivi-

za

romana

cliiamala Coiitra-AciiiciLin o

donsi in comitati e in alcuni separali distretti.

Transacincnin. Pi volle da due secoli fu in mano de' turchi, che 1' arsero nel

Sfitto

il

L'organizzazione dell' Ungheria, riguardo anuninistrativo, la riporIl i.


i

1684. Ne rialz le mura l'imperatore Leopoldo I, e viemmeglio abbelTi. Quivi i commissari incaricali nel 1721 d'esaminare gravami de'protestauti ungheresi,
i

ter poi.

circolo

il

Cisdanuhiaiio

e racchiude

comitali di Presluirgo, Ni, ,

incominciarono

loro lavori, che poi an-

darono l'anno seguente a terminare a l*reshurgo. Vi si radunava la Regia Tavola


seltem virale ungherese presieduta dall'arciduca Palatino. Copiose sono
rali produzioni, ricchi gli
la
le

Treutsin o Trentsen s. Martino o Thurocz, s. Miklos o Liptau, Ncosolio o Nensohl, Altsohl, Konigsberg, Kremnitz, Schemnitz Grano Strigonin, Balassa Gyarmath, Neograd, Pesi,
,

(ria o Neutra

faccia o
di
Z?(^/rt,

/ f'^ailzcii.

Il

2. circolo
i

il

ru-

7ya>i.<tdariitbiauo e i'acc\\u(\e

comitali

armenti, e dalsi

Wieselbuig,Oedenburg, Guns,

celebre fore^ta di Iveckmeter

ha buon
la

legname combustile

e da costruzione. Nel

Eisenburg, Salaria o Stein-Am-Anger, Esterhazy, Giiwariiio o Iiaa!>, Comorn


o

i856

il

regnante imperatore approv


Pest e

Komorn

nel cui comitato Ldi'ard,

costruzione d'un porto d'inverno sul Da-

Dotis, Nessmil,

Jla Rcaleo Sluhl-Weij\Iohacz,Raposvar, V^eIl

nubio, fra r isola della


localit di

citt di

la

senburg, Szekszard,Tolna, Fnjkirclieii

Neu-Pest.

o Ciiujue

C/i/e.sT,

L' Ungheria bagnata dal Danubio e dalla Theiss o Tibisco, viene da questi due
funji divisa in

sprint, Egerszek.

3. circolo
i

il

Cisti'

hischiaiio e racchiude
schaii,

comitati di Leut-

4circoli,chesono,partendo
Il

Kasmart, Eperics, Ujhely, To-

qua del Danubio o Circolo Cisdannhiaiio, con i 3


dall'occidente.
circolo aldi

kay, Zemplin,

katz, Cassovia o Caxchaii,


raer,

Unghvar, Beregh, MuiiTorna Go,

comitali.

Il

circolo al di l del

Danubio o
comidel-

Circolo Transdanuhiano,
tali. Il

comi

circolo al di

qua

del Tibisco

Rosnavia, Theissoltz, Misckolz, y/gria Erlau, Jazyga, Cumania divisa ia grande e piccola. Aggiunger il comitato
di

la

Theiss o Circolo Cistibischiano, con


11

IO comitati.

circolo al di l della Theiss

o Circolo Traiistibiscliiano, con 1 2 coroitati. In tulli 46 comitati e varincgye che anch'essi dividonsi in vaavchto jars.

Zips o Sccpusio. Il 4- circolo il Transtihiscaao e racchiude comitali di Szigelh, Nagy-.Szollos, Szalnuu-y Nai

gy-Rallo, Debrecziu,

Varadino o
,

Gran

Comprendeva
vilegiati; e
la
il

inoltre il Danaio di Temesivarod Ungheria militare e 4 distretti pri-

Faradino, Bekescli, Szarvas, Gyula.SzeBacs, Colocza Mariagedin, Dacla


Teresianopoli o Theresienstadt, Neiisatz,

piccola

comprende il paese deglilazygi, Cumania, la grande Cumania,

Clionado Csaiutd, Mako, O-Arad, Banatodi Tcnicswar ,S\- kva^, Bec>kcreck,


Csatad, Kras<iova, Logos
(di cui nel voi.

paese degli llaiduchi. L'avv, Castellanello Specchio geografico-storico-

no
si

LXXIX,

p.

1),

o Luges. Litorale uns.

politico riferisce, che l'Ungheria divideagi in Alta e Bassa,

gherese: Fiume, Faiiuni


rncn, citt che

Pili

ad Flu-

ma

il

dominio auDella milita-

striaco le die
tesi

nuova

circoscrizione, e parcivile.

ora in militare e

forma col suo circondario un separato governo intitolato Litorale ungherese, dismembrato dal regno Illiridi cui

formato il paese de'Coufni o generalato banale ungherese. La civile


re
.si

co

stellano che vi faccia residenza

faceva parte, e pretende il Cail vescovo

voL. Lxxxnr.

3o

U N G
annessi, nel
1

G
'>'

di Segna (nel quale articolo parlai de Confini Militari, uno ile'qiiali il Canale

ungherese) e
cipale che

di

Modrusca, ma non
il
,

pare.
prin-

8 1 7 dal Pagnozzi nella Geocalcol grafa iiodcriia,^. 392-4'43 e quindi pubblic nel 1848, in occasione

Tra'suoi templi merita nenzione

chiama cattedrale

e pel

suo

che l'imperalore Ferdinando approv la fusione della Transih-ana (/ .jcoll'UnI

ci
la

porto franco l'emporio di tulle le merdelTUiigheria, che vi si depositano per

gheiia, come segue.

Ungheria 8,200,''i58.

grande strada diCarUtadt,e per


che
vi

le

molI

Croazia G6q,743. Schiavonia 520,261. Transilvania i,8oOj5og. Totale di queste popolazioni

te alile

shoccano da varie parti. compresi


il

11,191,071.

Si dice an-

nominali 4

eircoli,

Canato

di

cora: Questa popolazione un mescuglio

Temeswar, il paese degli la^ygi.la picco-> la Cnmania, la grande taimania, il paecomune de'geografi se degli Ilaichichi,
il

d'ungheresi
ci,

magyarij
armeni,

di slavi, di rusniadi tedeschi; vi so-

di greci, di

dicono occupare
ficie.

1,090 leghe

di

super-

Aggiungono che neli794 conteneva 6,665, 43o abilanli; nel 1822 secondo
12,000; e da ultimo 7,346,550 ahilanti. Invece il Caslcllano ritiene che l'UnglieriH contiene
i

no anche 75,000 ebrei e 45, 000 zingari. Nel Saggio di una statistica dell' impero d' Aiistriaf di Lichlenstern, stamgi

calcoli di Ilassel, circa 8,3

pato nel 1 8 1 9, par. I , p. I 7 I ,si legge. 'Ogl'unghero la nazione pi numerosa

del proprio paese. Egli ne popola intera-

mente 3
tri

comitali,

una gran parte

di al-

in

3,802 miglia quadrate

di

estensione

52 cilt, 693 borghi, ed i i ,068 villaggi, ove racchiiidesi una complessiva popolazione di 7,875,381 abitanti, cio divisi

19, ed la nazione predominante in altri 4o. Oltre di questi, abita egli altres gli esteri distretti degli ungheri e degli szeckleri nella

Transilvania (o sze-

per razze: 3,5oo,ooo magiari o ungheli;

kli

3,0 iG, 000 slavi;


valiicchi;!

376,381
ri.

4^0,000 tedeschi; 400 greci, macedoni


pi recenti

che tanto fecero parlar di se nell'ultima campagna d'Ungheria); e la supposizione che il numero degli ungheo
siculi,

e altii; 58r,')00 armeni, giudei e zinga-

ri

ascenda 3 4,200)000 individui non


la effetliva realit

ec-

Innanzi

di riportare altre

ceder

della popolazio-

statistiche,

debbo

avvertire, che tra' co-

ne, n le

mitali ri[)rodotticol eh. Castellano, alcu-

rimarr di molto inl'eriore". Nel i85i secondo calcoli delLevaldedel Pai

propriamente noi sono, avendovi egli compifso tra essi alcune cilt e luoghi
ni

velka,ecco

la statistica

religiosa dell'Un

gheria. Cattolici diritolatino 6,224,893.


Cattolici di rito greco 1,379,187. Greci

de'rispellivi circoli merilovolidi partico-

lare menzione.

Nolo

di pi,

che

le

denogeo-

non

uniti ossia scismatici

1,716,697. E-

minazioni de'comitati variando


giafi,
si

tra'

poich alcuni

li

riprodussero

come
li

scrivono in ungherese o slavo, altri

791,71 i. Eretici calviuisli 1,432,167. Giudei 251,937. Totale I 1,796,592. La Corrispondenza auretici luterani

latinizzarono; trovai quindi pi conve-

striaca deli85o contiene


ti

seguenti da-

niente ripetere

descritti
i

dall'encomiato
si

statistici dello sialo della


il

Caslellano, comech

nomi
e

avvicinano
le

gheria, compreso pure


la

Corona d'UnVoivodato del-

meglio

a'

da n)e

usati nel descrivere


i

cilt vescovili

d'Ungheria
i

luoghi ove

furono celebrati

concilii, articoli

che

di-

stinsi di so[>ia in cai

allere corsivo,! Iellato

medesimo abbraccia un'eslensioiie<li 3962,73 miglia quadrate, vi si coniano in esso 60 citt, 793 borgate ei 1,670 villaggi. La popolazione, seconServia.
11

scrillore ancora, dice che quasi tulle le


eill

do una computazione, che data dal 848,


1

haiuio divers^i

la

tedesca e

la

nazio-

veniva calcolalaai
fra

milioni d'auinu-, citest


si

nale nouienclatura.

Una

slalislica della
stali

per che dal censimento


si

compi-

popolazione

dell'

Ungheria e degli

to

mostra iuesallu, poich

ha dal me-

UN G
Voi vociatola incorporazioneall'Uijglieiia non data
il

UNG
cui
elle

,3,

ilesimo,esclLidendone

ria

quali sono assenti dal paese e che

sommano
55,661),

147, 575
cos'i

(tra* quali

femmine

da pochi mesi, die

la

popolazione di que1

sti paesi non die di 8,0 4,4^^ '""i"*?Questa popolazione viene compailita in

che la po[)olazioiie indigena Idi' Ungheria ascende alla som


risulla

.^,400,000
li,

cattolici,

GoOjOoo
non
uniti,

greci uni-

un milione

di greci

700,000
,

ma totnle di 7,659, i5f anime ossi.i 8,782,627 maschi e 3,845,524 femmine (questa statistica la ricavo dal Gior,

protestanti di

confessione

auguslana

i,3oo,ooo
vinista).

di confessione elvetica (o cal-

La

superficie produttiva del ter-

nale d Rnniti del 181^1 a p. 832, ma osservo, che se tale la popolazione indigena de' maschi e feinmine, il totale
per calcolo conseguente dovrebbe essein vece a me pare er12,628,1 5 rore numerico, e piuttosto che dovr di
re
I :

reno di entrambi questi due stati della Corona , cio Ungheria e Voivodato di
Servia, viene calcolata a
geri, tra'qualii

33,000,873
<^'

ju-

1,162,4^1

lerreno bo-

re

la cifra

maschile 3 e non 8 milioni, se


il

schivo.
turali

Il

valore in denaro de'prodotti navaluta a milioni


?.'jo.

realmente
viilo

totale 7 milioni ec).


alla

A-

si

Lo

stato

riguardo

nazionalit,

il

com-

del bestiame cotHprende da circa

un miIl

lione di cavalli,

4,200.000

capi d'aniva-

mali bovini ei7 milioni di pecore.


to circa a

plesso (Iella popolazione indigena del suolo dell' Ungheria vuol esscie suddiviso come segue. Magiari 3,749,662. Slavi 1,656,3 I. Tedeschi 834,35o. Rumeni 538,373. Ruteni 347,734. Ebrd 32 3,564. Croati 82,003. Venili49,i 16.
I

lore industriale edi mestiere vienestima-

60,142,000 fiorini. Si contano in Ungheria 6 arcivescovi (compresi gli scismatici). 16 vescovi, tra 'quali 4 di rito greco cattolico e 6 di rito greco non unito, 8 soprintendenze protestanti,! 320 parrocchie di rito greco non unito eigGS
protestanti.
Il

Zingari 47,609. Serviani 20,994- Altre nazionalit 9,435. In quest'ultimo nu-

sistema d'istruzione possielicei,


isti-

de un'universit, 8 accademie, 21

28
tuti
si,

istituti

d'istruzione teologica, 17
filosofico,

d'insegnamento
in tutto
il

q5

ginna-

mero sono compresi cio: 6928 illirici, 1539 moravi e boemi, 355 italiani, 25o armeni, 242 polacchi e galiziani,8i fran cesi , 25 inglesi, i3 svizzeri e 2 belgi ". Quanto a' Ziussari (F.)^ de'quali riparlai nel voi. LXIV, p. 2 2 1, nel maggio 85 j
1

ed

25o

scuole popolari". Fistato della po-

fu [uibblicata in I*est un'ordinanza, in vir


fri

nalmente

quadro dello

della quale

devono essere assegnate rezingari per farne agri-

polazione dell'Ungheria neli85o, dietro


l'ultima anagrafi eseguita in via officiosa,
si

sidenze
coltori.

fisse agli

E
i

fu

pure pubblicala una legge

pubblic da'lorchi dell'imperiai retipografia

contro
gli

cattivi lraltanientiesercitiiti.su-

gia

universitaria di
il

Buda

in

animali. Dal fin qui accennato, l'Un-

forma

tabeliaria, ed
dell'

seguente. La
l'at-

gheria uno de' paesi pi osservabili pel


miscuglio bizzarro
ta.

popolazione

Ungheria secondo

di nazioni clui

presen-

tuale sua compartizione politica ascese

Dalla diversit de'po[)oli che spartisi

neli85o a 7 milioni 864 mila 262 anime, le quali erano domiciliale in q5 citt,

sconsiil suolo dell'Ungheria,


la

agevolmente che

tulli

"li

abitanti

argomeunon

107 sobborghi, ic)5 borgate, 8385

vil-

laggi e
case,

2232

casolari, formauii 1,1

25,229

devono parlare la medesima lingua naturale. Torna per fcile osservare che
tutti
i

eiq,o64i470

abitazioni.
si

Se ora dal-

dialetti in

questo paese usitali pon:

l'anzidella popolazione

faccia la sottra-

zione di

352,686

forestieri (de'quali pe-

r soltanto

2734 non austriaci) e visi aggiungano invece coloro nati nell'Unghe-

no ridursi a 4 lingue principali lo slavo o schiavone, l'unghero o magiaro, il tedesco e il valacco. Per ischivare l'imb.irazzo che risultare potrebbe da questa

i32
valersi

UNO
convcnulo di
il

l)

iN

luolliplicit (l'itlioDii, si

schau, Bachia,

d'una lingua comune,


il

Ialino, a-

Chonad Csanad, Gi' varino oEaah, Faradino o Gran-T a-

doperalos[)ecialn)eiile nelle bisogne

am-

minishative. Olire

rifeiifo a

Lingua,

radino, Neosolio, Nitria, Rosnavia, Snlharia, Scepusio oZips, Szalmar


niar,

Sw

sulla diversit degli idiomi, negli articoli

T'emeswar
I

nel

Danaio omonimo,
rito greco ruteno

Lazio, Scuiavonia, Germania e Valacchia ripallai de' nominati linguaggi. Su


cjuello

T accia, J esprint. Di
cattolico unito.

vescovati di Eperiess^

ungherese abbiamo

G. Szaller,

f 'aradino o Gran Paraih'no, Munkatz,


Liigos nel Danaio di
pallai nel citato voi.
le IVolizie statistiche

Jluigai-ica

grammatica

latina, et ger-

manica. Posonii 1 794- Francesco Vani rapai, Dictionarium latino- hungaricnm, Tyrnaviae 1762. G. Daukouszky,

Tcmeswar e di cui LXXIX,p. 1. Nel1 1

delle Missioni apO'


s.

stoUchc dipendenti dalla

congregaziole se-

HJagyaricae lingaae lexicon critico e Ijmologico, Posonii i833. Osserva l'avv. Castellano elicgli ungheri hanno ottima disposizione alle scienze, sono ben conformati nella persona, ingegnosi e guerrieri.
Fraternizzali poco a poco cogli austriaci, serbano luUoia gran parte della nativa fierezza. Egli inoltre dice,che nell'Ungheria
si

ne

di

propaganda

fide,

si

leggono
i

guenti riguardanti l'Ungheria,


scovi per

cui ve-

non dipendono

dalla congrele

gazione, e solo ad essa ricorrono per


facolt
i

vescovi greci, poich


i

si

dice a-

scendere a 3,5oo,ooo
scismatici

greci ruteni delI

l'Ungheria, Croazia e Transilvania.


ci

g e-

hanno

in

Ungheria 8 vesco-

parla

un
il

dialetto slavo, ed

un

cat-

vi

sulraganei dell' arcivescovo di Carlo-

tivo latino

linguaggio del foro e de*

witz, altro in Transilvania, allro in Se-

popolani

la

lingua per de' magiari la


INell'
il

benico;
notizie,

gli
si

chiama finnico-uralica. florido regno d'Europa,


tile

Ungheria,

scismatici greci, secondo tali fanno ascendere a 4 milioni,

pi vasto, fer-

compresi perque'di Transilvania, Croazia e

e forte dell'impero d'Austria, la rela

Dalmazia. Quanto

al rito professa-

hgiune cattolica romana


dello stalo;

religione

to da'greci scismatici d'Ungheria e suoi

ma

le altre

sono protette dal-

regni adiacenti, per conoscere se

Greco

l'editto di tolleranza

emanato da Giusepche tutte hanno


il

pe
li,

II.

Le sue
le

sedi arcivescovili e vescovi,

sono

seguenti

propriamente detto, o Ruteno, conviene prima separare iterrilorii,i paesi ciocche sono limitrofi a'monti Carpazi che divi-

proprio articolo. In esse non


quelle della Scliiavonia,

comprendo
(alla

dono l'Ungheria
li

dalla Polonia, separar-

Croazia

dalle Provincie della bassa

Ungheria e

quale pure appartiene Tinia o Knin), e


Z'/v/A/A'^/?V7, ricordate a tali articoli. /^i

da'comilati posli all'occidente de' monti

medesimi, cio

il

Danaio

di

Temeswar,

rito latino. Gli arcivescovati di Strigo-

la vSchiavonia, la

Croazia ec.E" cosa posta


i

nia o

Gran

principe primate del regno


I

fuori di dubbio, che

greci abilanti di

d'Ungheria, Agria o Krlan, Colocza.


vescovati di Ci/u/ne
r//r/?,

qua

e di

da'monli

in discorso,

sono di

Ciiese o Fiiufhir-

quel rito ruteno ch'eia ed in uso presso lutti


i

alcui vescovo

EenedettoXIV con-

popoli della Polonia. Ci vei

cesse l'uso del pallio e di farsi precedere colla croce astata nella propria diocesi,

ro a segno, che

vescovi scismatici di

MunGa-

katz, la cui giurisdizione ha

i3 parroca ricevere

colle riserve
;

che dichiarai nel suo ar-

chie in Polonia, erano chiamati dalla


lizia,
la

ticolo

l'attuale vescovo me.'


pallio dal

Giorsio

o in Galizia

si

portavano

Guk,
ceviil

Irnslalo

da A d raso //j/;rt////M/.v, riPapa Pio IX dopo il con-

consagrazioiie. Seguila poi lu conver-

sione e l'unione colla Chiesa

mai 70 18 "53, in cui lo preconizz. /Ilha Reale Cassovia o Cucistoro de' IO


,

quale vuole

il

lomana, la mantenimento del rito,


errori, que' [)0-

quando

sia

depuralo da

U
poli rilenneio
il

NG
o
soggetti

U N G
ad
errori.

i33 non

rilo e la lin;ua illirica

Con

ci per altro

slava, in
gici se
li

modo

che mancando

libri litur-

]iro vede vano in

Leopoli o

Lem-

beig;

il

no ruteni

che prova evitlenletnente, che sodi rito. Ci basterebbe piu'e per


gli altri

provare, che

greci della bassa

Un-

si nega, die ponno esservi delle fmiiglie greche soggette a'vescovi latin. Cos nel 1760 nella Dalmazia veneta si trovavano i5 famiglie venule dalla Grecia, e che loro riti greci si conservarono. Mi
i

gheria e della Croazia sono del medesi-

solo

si

pretende asserire, che tanto


vescovati di rilo greco
,

cat-

mo

rito.

Poich essendo

tjuesti siali sol-

touje>si per tanti anni ali unico superio-

re ecclesiastico

un tempo
al

stabilito nel-

d'Ungheria Croazia e Transilvania quanto gli scismatici, seguono il lito ruteno o catto,

tolici de'

l'Ungheria, cio
usasse

vicario apostolico di

lico

Munkaiz, per non dire, che questo ora


il

come
di l

o scisnsalico, com'esM sono. Ecco poi segu la conversione de'ruleni alla

rito ruteno, ora

il

gieco, convie-

religione cattolica. Quelli che abitavano

ne
le

asserire,

che

tutti

fedeli

commessi

al-

da'monti soggetti
si

alla

corona
si

sue cure fossero del medesimo rito ru-

lonia,
alla
I

convertirono (piaiulo
i

di Pounirono

teno.

Ma pu

dersi la prova.
lijdi

da altro fonie ancora prenPoich greci del 15anai

Chiesa romana

vesc(jvi dellaGalizia.

Temeswar, della Schiavonia

Croa-

zia, perseguitati dalle

spade ottomane, e-

luigrarono a'tempi degriiu[)eratori Mitlia


,

di

Leopoldo

e di

Carlo VI

dalla

qua da'monti restarono nello scisma. Ebbero il vescovohsunilo,che risiedeva in Munkatz, castello poi dichiarato citt nella diocesi d'Agria. Questa sede vescovile d'Agria era vacante nel i()48
[)opoli di

Servia, Bulgaria, Bosnia e dalle altre [)rviiicie

circa, e n'era ;Hn:ninistratore l'arcivesco-

turche d' Europa che giacciono a

vo

di Slrigonia.

Mediante

le

cure

di

que-

sinistra e a destra del

sono
ti

vicine.

Danubio, o che gli Ora questi popoli erano venu-

sto santo prelato


sta di

4oo

preti ruteni alla teal-

numerosa popolazione vennero

dalla Scizia e specialmente dalle spondel Volga, dette Volgari, e per corru-

l'unione della Chiesa romana. Desidera-

de

vano d'avere un vescovo


fecero istan2a alla
s.

cattolico e ne

zione Bulgaii.
tres
i

dalla Uussia vennero ali

Sede; anzi morto nel


il

valacchi,

serviani e bosniesi.

i65i

il

vescovo scismatico,

clero eles-

cosa naturale che conservarono e lingua


e rilo, seco traendo
stri.

se in vescovo

anche

sagii minisi

un monaco ruteno che coni pari va cattolico, ma che si fece consagra-

a persuadersi, che questi

u-

iiiformassero a'greci; che anzi sostennero

re da uno scismalicodi Transilvania. Seguirono una serie di falli ora cattolici,


,

contro di

essi

guerre spietate, e

si

crea-

rono un princi[e e un patriarca, ed usarono sempre la lingua slava, ed in (juesta compivano sempre divini uffizi. Dui

ora scismatici, finch neli68f) fu creato un vicario apostolico, e gli furono sollomess!
tulli
i

gieci dell'Ungheria. Ne' soli

luoghi dipendenti da

Mimkatz

vi

resta-

rante poi l'impero

di

Pietro

il

Grande
che

fino a'noslri giorni, cominciarono a ve-

rono ancora 43o parrocchie e 3oo,ooo scismatici, ch'era zelo del cardinal Leopoldo Rollonitz arcivescovo di Slrigonia di ridurre all'unione col fondare un vescovato di rito greco, pel quale l'imperatore re d' Ungheria soniministrava 600
fiorini,

nir dalla Russia tanti

libri

liturgici,

oggi tutto

l'

Illirico

scismatico ne resta
gli scisn)a-

iuoiidato. Posto
tici

dunque, che

della Bosnia, Servia, Bulgaria ec. foseil

sero ruteni entrando in Ungheria,

absi

ed
Il

il

resto era

promesso dal carllt(jlo ili

bracciando r unione cattolica


niana di conservare
co'Ioro UO^i divi Ili,
tutti

ruteni

duiale.

vicario aposlolico, con


il

conservarono, che mente della Chiesa


i

io-

vescovo in puriihufi, fu
e la sua giurisdizione

ruteno de Ca-

RLi orientali

millis scrittore della biblioteca V^aticana,


si

i\i\'i\o

uou vadauo

estendeva a lui

i34

UNO
p.
tlell'u-

U N G
61 5: Dismembra tio nrchidiaconalus unkac sic liSzuth/naricnsis a dioeccsi

questo continuata rUnglicria. Riusc a quasi tulli quele felicemenle l'unione, e


sti

scismatici litcrnaiouo all'ovile

si graeciriliis,

ejusque

iinio dioeccsi I a-

sulla nico Pastore divinamente stabilito lena. Fecero i sovrani d'Ungheria delle

radiensi latini ritus. Gi con altra bolla de'22 settembre 1818, Pio VII avea
eretto la diocesi d' h'pcries,

conquiste, ed
.si

greci che

abitavano

pae-

formandola
di

conquistati furono aggiunti

al vicaria-

con un disiuembratnento da quella

lo nel

716. Non maucaiono delle conil

tioversie tra

viciirio apostolico e
la

il

ve-

Munkatz. Anche il vescovato di G/v//iA'(^zradino eretto non mollo dopo la fon,

scovo d'Agria, non che tra


zione di Pi opaganda e
il

congrega-

dazione di quello di IMunkatz

fino dal

re d'Ungheria per

1759

era vicariato apostolico parimenti

pieteso diritto di nomina. Questi vicari


apostolici

pe'greci, originalo

ad istanza del vescovo

sono succeduti sino al 1766, eCleaieute Xlll a'3o luglio eiuauilbreve Maglio Clini aiiiini, die si riporta dal
si

latino e poi da lui affatto indipendente.

Lagos poi, nel lianalo di Teineswar, fu eretto neh 853, allorch il Papa Pio IX,
eseguendo il disposto dal predecessore Gregorio XVI, form la nuova arcidiocesi e

ri ritiis

Bull. Rovi, cont, 1.3, p.S^G: DeGraeEpiscopo in Iluiigariae regno

minime constitiicndo.
Ihillarium Pont, de
t.

Si legge ancora nel

provincia ecclesiastica di

Fognras

Propaganda

fide,

di rito greco-cattolico pe' va'acchi della

resa regina

4) p-i 17- Poscia l'imperatrice M.' Ted'Ungheria fece istanza a Cle-

Transilvania, ove
di

la

descrissi

riparlando

Fogaras elevata

a metropoli.

Ne furo-

per l'erezione del vescovato di M'inkalz. il Papa rispondendo con suo

mente

XIV

breve a quella sovrana, cerc


ricader nello scisa)a, se

di persua-

no dichiarale sullragaiiee Lugos, Armenopoli o ArmenierstadloSzamos-Vjvar, e Gran Varadino. Armenopoli ivi lo descrissi, di

derla del pericolo che s'inconlrerebbe di


si

T^aradiiio a quest'articolo mi

accordasse uu
l'imperatrila

proposi riparlarne.

Quanto

a Fogaras,

fi-

vescovo di rito ruteno;


nel

ma

no

dalla primitiva erezione in

sede ve-

ce nel suo pio zelo ii[)elendo


I

richiesta

scovile la

nomina

dell'ordin^irio

devo-

771, ottenne (pianto desiderava. Fu adunque eretto il vescovato di Munkatz,


e gli

luta per diritto di dotazione e privilegio

furono sottoposti

tutti gli

abitanti

della diocesi d'

Agria
la

di rito greco. Cle-

mente XI Y accord
vo
a RI."

nomina

del vesco-

Sede all'imperatore, da Carlo VI che ne fu il benefattore. Nella vacanza della sede per si aduna il clero e sceglie i soggetti per voli, e li raccomandella
s.

io poi,

1 eiesa e suoi successori nel rea-

me d'Ungheria,
tarlo

obbligandosi essa di doannui,


il

da secondo mei ili all'imperatore, come re d'Ungheria, il qualcuno ne presenta


i

con .5oo

fiorini

vescovo fu

al

Papa per

la

caiujuica istituzione.

Il

pre,

soggettato a'diiilti metropolitici dell'ari:ivescovo di Strigonia


,

decessore

dell'

odierno arcivescovo

nel

ed

al niedesitno

venne ingiunlodi far la professione di fede prescrilta da Urbano Vili agli orientali.

i833 ebbe ad elettori 212 ecclesiastici. Prima 3 giovani traosilvani greci a sped'Ungheria si educavano nel Collegio Ir ha no di Roma, poich Carlo VI neli736 ordin che la camera della provincia a tale elfetto pase deiriniperatore re

Dipoi

l*io

Vii

colla bolla
1

Ronianos
8
1

fhccl

run(i/icrs,tic''2.:\ luglio

7,

Bull.

coni. t.i4, p. 3Gi: Sanalio.revalidaliu, ci eonjirnialio Iramlalioni.s e-

Hnm.

gasse annui scudi 432. Nella Croazia vi

to
il

piscopalis

si'dis

Blunkacsicnsis gracci

vescovato di Cr/.y/odi rito greco unipel quale

ritus uniti in Ifungaria

ad oppiduni
/mpoxilahuI.i5,

aggiunger

al liferito

nel

llungwar.

Indi colla bolla


1

suo articolo. La sua giiuisdizioue pare

n,ililali,^W^ luglio

ba.'i, /;//. cit.

che

si

estenda a tutta la Croazia

Soliia-

U N G

U N G
meno (.IcMechUarisli
di

3 T

vonia, com'era quella del vicarialo aposllico

Venezia, qual

rito latino di

prima del 1778. Gli altri slavi di Scliiavonia sembrano ap-

partenere alla giurisdizione dell'arcive-

scovo d'Erlau, e del vescovo di Bosnia, la qual sede essendo unita a Sinnlu, in
quest'articolo meglio ne ragionai. Nel pontificato di Clemente Vili si pu dire

missionario e parroco degli armeni e cooperatore del parroco latino, e come tale dipende dall'ordinario latino. Vi casa con orto pel missionario, che ilalla citt
riceve 3oo fiorini annui per l'assistenza che presta a' latini. Gli armeni cattolici di Neoplanta dipendono dalla s. congre-

che furono gettate

le

fondamenta

del vi-

gazione di propuganda//r/,
ministra
al

la

quale som-

cariato apostolico della Croazia col con-

monaco

luechitarista

annui

senso del vescovo latino di Zagabria, ora

scudi 5o, ed esso deve ogni anno rimettergli la relazione dello stato di:gli arnieni cattolici
, i

arcivescovato di Croazia:

("u

per neh

(jj

che

la

cosa ebbe una ferma stabilit. In-

quali

sommavano

ultima-

oltre a

tempo

di

ordinario lutino

Clemente Vili, il detto don il fondo di Marka

mente ai 4,000, compresi per gli armeni di Pesi, Temeswar, Belgrado e Borsa.

pel sostentamento del vicario apostolico

Nel Ballalo di

Temeswar esisteva

al-

d'un monastero di basiliani. Il vicariato fu cambiato in vescovato quando Pio VI ad istanza di M." Teresa, colla bolla Ckaritas illa, de' 16 giugno 1777, Bull. Roni. cont. t.
di Crisio e per l'erezione

tra missione delta de' Clementini dalla


s. Clemente, a cui appartenevano nella Servia. Erano essi 4<oo, ed emigrarono per sottrarsi d.ille vessa-

parrocchia di

zioni del patriarca scismatico di Servia.

5, p. 345, eresse Crisio in sede vescovile,

Dopo

varie vicende

ebbero dalla corte

i\eli77g

gli

furono assegnate iudote

imperiale due villaggi del Sirniio, Kerkofzi e Nikiusi. Vi era ospizio pe'missio-

le

due

possessioni di

Schyd

e di Berkas-

zovo.
del

Un

decreto della corte di Vienna


a'sudditi austriaci di

nar con chiesa in

ambedue

castelli.

1782 proibisce

missionari erano minori osservanti

qua
coi!

portarsi in provincie straniere per ragio-

venuti con questa piccola colonia cattolica,

ne di studi. Pricna per


to,

di detto decre,

ed aveano qualche sussidio dalla


di

ed anche dopo,
di

si

trova

che dalla
al

gregazione

propaganda

/Zc/e.

Siccome

Croazia si sono talvolta portati

collegio
la reli-

per que'
ne.

cattolici

abbracciarono l'arte
di

Urbano

B.oma de'giovani per

militare, andarono molto in diminuzio-

giosa istruzione. Essi

poi furono elevali


ve-

Dopo
il

la

morte
il

M." Teresa, esseni

alla dignit di vicari apostolici e di

scovi.

Presso

gli

scismatici
,

greci

della
i

governo militare, e capitani essendo eretici, furono invasi gli


paese sotto
ospizi, soppresse le missioni e date a

do

Croazia e Dalmazia
liturgici,

sono

in

uso

libri

due
si

dommatici e catechistici venuti dalla Russia. Attualmente vescovo di


Crisio mg."^ Gabriele Smicsiklass di Sza-

preti secolari, e

dopo

ci nuli' altro

sa

della missione. In

pothe diocesi di Crisio, fallo vescovo ai 23 giugno 1 835. Egli successe a mg.' Costantino Stanich della diocesi, elevato a questa sede a'i5 marzoi8i5. Nel 1739 gli armeni che si trovavano in Ungheria,
per
la

Ungheria eravi pure una missione adidata a'monaci di s. Paoloi "eremita, di cui egualmente pi non si parla. Per le sedi vescovili d'Ungheria di rito latino, erette dopo la met del se-

colo passalo e ne' primi del corrente, fu-

presa di Belgrado, eziandio fugtal citt, si

gendo da
qual citt

portarono col mis-

sionario a stabilirsi in Neoplanla, nella


vi la
,

chiesa di

s.

Gregorio

Il-

luminatore

e vi risiede

un mouaco ar-

rono emanale le seguenti bolle. Pio VI hoihRomanusronlifeXftle 1 3 marzo 1776, Z?//. Rom.cont.X. 5, p. 20 3, dismembr Sccpiisio da Strigonia e l'eresse in vescovato; altrettanto fece con Uosiiavia, mediante la bolla Aposlolulus
colla

,36

i\

G
no
dell'ai.

L N G

ili s.

cit., [). 2oG : oJJ'nii, tli dello yioino, loco colla bolla lulala sanpcr, de'if) g'Ug"0

gherese), anlicai limale prele

Iipapa l'asipiale Ili,

Mni livocovoeal-

1777, loco

cit., p.

348, eresse

la

sede di

letto d'AlUiiio (altri lo confusero col car

Subar'uij e colla bolla In universa gre/'/.v, del medesimo giorno , loco cit., p. 35 1, eresse (|uella d'^///tt /efl/e. Pio VII
poi colia bolla

dinal Giovanni titolare di


tri

s.

Martino;
vescovo

erroneaueute

lo dissero
il

Tu-

sculano, che conli'o


111

Papa Alessandro
con

minici, degli

In universa gregls Doi agostoi8o4, IjuII. Ro/n.


il

concorse all'elezione degli antipapi

Vittore

e Pasquale \\\; altri per

contA.ii, p.196, eresse

vescovato di
la

Cassoi'iaj e colla stessa data e

bolla

Quum

in

supremo,

loco

cit.,

p.

2o4, e-

maggior psohabihllo vogliono eletto vescovo Tusculanoda Alessandro lll),apostata e pieno di vizi, essendo l'uiiioo suo
pseudo-cardinale,
gli

lesse quello di

Szatmarj
loco

di pi nel se-

successe nell'antipai

gueiile giorno, col disposto della bolla

pato nell'agosto o settembre contro Alessandro


listo
111 e col

16701 168
di C<2-

Super unive/sas,
jina

cit., p.

211,

fece

nome

nuova circosci izioiie di diocesi nelr Ungheria, disgiunse Jgria o Erlau , ove ne riparlai, del sulhaganeato e gilisdizione metiopulitica di Stiigonia, l'-

Illantipapa

[I .),\cutin\o f^oilenu-

to nello scisma da!i'im[)eiatore


1.

Federico

Dopoio

anni, lasciatoli

Monte AlbaLI, p. 177), i 178 (co-

no, ora Cave


si

(di cui nel voi.

lev al grado arcivescovile e

le

assegn

present pentito a'2C) agosto

per

stilhiigaiiei

vescovati di

Szalmar,

nie vuole

Lodovico AgnelloAnastHsio, nel-

P>.osnavia,Cassovia e Scepusio. lo

non

in-

Victoria degli Anlipapi) a Alessandro


111 al

tendo parlare degli uomini


in ogni

illusili fioriti

tempo

in

Unglitria, in santit di
nelle

vita

nelle dignit ecclesiastiche,


,

Tuscolo, il quale lo perdon amorcvoimenle; e perch non rimanesse senza onore lo fece rettore di lienevento (di-

scienze e nelle anni

alliiuienti sarebbe

cendolo invece
tal citt, nelle

il

Borgia arcivescovo di

lungo argoHJento, e vi suppliranno gli storici che ricorder, e gl'illustri che andr ramiuent.indo; mentre d'un gran numero
di vescovi parlai a' loro luoghi, e

Memorie di Benevento, se-

condo

il

Vipera, Ftistor. Be/ievent.),o^e

mor, non nell'istesso giorno,


di e [)aie nel

ma

pi tar-

de'

medesimo anno. Abbiamo


Satuue-

cardinali scrissi le biografie. Essi

sono;

del gesuita e storico ungherese p.


le

Tommaso Bakacz

o Bacoczi, Emerico Csalu\ Demetrio, Giorgio Drascovizio,


,

Timon, Pnrpura Pamionica, siveFitae et res gcslae S. R. E. Cardinalium,

Francesco Forgach o Forgazio


gio DIartiiiusio, Stefano
fio J

GiorStefa-

P arda,

Hungaricae

aneiia, Dionisio

Zcch o Zero, f a-

lenlino, Pietro

Pazniany, Giuseppe Ba-

tliyan[d\ cui riparlai a Strigonia e altroA/e),

aut in ditionibus sacrae Coronile nati, aut Regihus sanguine conj'i!ncli,aut Episcopa tihus llungaricis jolili Jiierunl, Tirnau 7 i 5. Edilio novissima et emendata, Gassoviae typis
(jui
i

Alessandro Rudnaj-Divek-Lifalu,

attuale arcivescovo di Slrigonia (V.) cardinal Giovanni Scilo-\vski di Dela.Nar\

occademicis Socielatis Jesu 745. In Roma la nazione degli ungheri ebbe de'pii
i

stabilimenti, cio chiese e spedale, di cui


gi feci

raNovaes, nella Storia de' Pontefici, che

menzione altrove.

Il

Piazza nel-

GiovanniUiigaroabbalediSlrumio(nella Pi.rpura Painioiica si legge: Joaniies de iSlriuiia eardinalis Tusculanus

V Juf^evologio

Romano

trai.

cap. 4s.

Dello Spedale degli Ingiuri a


//-o,

Pie-

narra che ne' dintorni della basilica

uhhas Sirmicnsis.prodiitin Itane lueeni


///

//ungiiria,aut Sciavo/da, esficno digli storici

ti

Vaticana esisterono 7 chiese e allrellaiispedali nazionali, facendo anticamente


i

screponli

nell'assegnargli la padi

a gara

propoli slianieri di
la

avere os[iizioe

Ino, solo couvcucndo

sua origine uu-

chiesa presso

tomba

del principe de-

L
gli

G
fu Miperstile fino
ili

UNG
Ilo,

137

Apostoli, du'

jiiali

pel sostegno della cattolica religione

ul lecliiiai' ilei st'colo ilfooiso la cliiesa


s.

nella (jermanin dilaniala dagli eretici, fu


in

Stcfaiiu,

.sulla

cui putta un'iscrizione


s.

Ruma
s.

fondato

il

celebreeiiorente Col.),

(liceva:

Ecclesia Ilospitalis

Stcpliniii

i-gio Ceriii(inico{^l
Iriarca
ile'

per opera del pa-

Uii(^arorim. Convertilo al cristianesimo


s,

Ignazio benemeiito fondatore

Stefano

le irUiigliciia nel 9<S7,


volle visitarci

ili[)oi

gesuiti, a'(piali ne fu allidala la dire-

con molta divozione


ghi Santi
ili

Luoun-

ziono

neh 5

72

ila

Criulio 111, colla bolla


1

iioina, di (iei usalinime e di


gli

Diiin snllicilaeonsiderali()/iis,i\e3

set-

Costantinopoli; ijuindi acciocch

tembre, Bull. Pont, de Prop.


pcndix,
t.i, p. 3().

fi/ le,
il

gheresi suoi sudditi a di lui esempio fos-

Dipoi

neh

'JyS

Apmacol-

sero animati a talis-igii pcllei^iiiuiggi, fece edificare a vantaggio e


si

gnanimoGregr)rio XIII conformalo


legio ne

il

comodo

di es-

aument
la

privilegi e

le

lendite,

in

Pioma, Gei iisalcmme e Costantinocon cinese sontuose, ed


sito fu
s.

mediante
ciiit,

bolla Posltpiani
1

Di-o plu-

poli, spedali nazionali per ricettarli e curarli se infermi,


li

loco

cit., p. 4'">,

i^omlizione

cheioo

alunni tedeschi

vi

fossero ricevuti e

man-

Roaia
la

in

detto

costruito l'ospe-

tenuti. IndiGregorio XIII colla bolla.//;stolici //ier/.v,del


Rdiii.
l.

dale e
Ilodia

chiesa di

Stefano protomar-

I. "ottobre
il

jiyc),/?//.

tire di cui era divotis>imo. Nel viaggio di


il

4)

pai'- 3, istitu

collegi(j

UngaI\lon-

re fu

accom[)agnato da

s.

Gc-

rico nel
le Celio.

monastero

di s.

Stefmoal
il

ii'trdo vescovo di

Csanad,
la

passando per
])e'l)e

Poscia colla bolla fla situi hnI

l'iaveima

vi

edific
di
s.

ntagmfica chiesa e
pellegrini

inaitii, de'

3 aprilei ")8o, un
lui

collegio

monastero
ungheresi

Pietro in Vincoli
vi

liedeltini, acci

ospitassero

Ungarico da lerminando
uiigheri
(i

fondalo
il

al

Germanico, dedegli alunni

a 12

numero

di passaggio.Negli ultimi

tempi

croati e schiavoni dicesi

che

vi

la chiesa fu

demolita, e alcuni particolari


il

f nono ammessi
ci che
si

in seguilo), e volle per-

acquistarono

raccontai nei voi. LVI,

monastero e beni, come p. 2 7. Per le vi1

chiamasse Collegio Germains.

c()-U/gt!rieo,e\o stabil nell'edifizio da


lui

cende a cui soggiacque l'Ungheria, massime per essere guerreggiala da' turchi, rest abbaiulonato l'ospedale e la chiesa ili Pioma, Per religiosi ungheresi di s. Paolo i. eremita , che custodivano la Chiesa dis. SlcJ'anoRoloulu[f .),ne prei

fibbiicato presso la Citiesa di

A-

pollinare, insieme

alla 67(/ (.'.svi de' ss.

Sab-

ba

Andrea

(/

.)

sul

Monte Aventino,

che don
XIII
p.

al collegio.

Neh 574 Gregorio

colla bolla ricordata nel voi.

LXXX,

sero cura e colle sue rendile

la

restaura-

i34) concesse giurisdizione e facolt al cardinal protettore del collegio, e con altre bolle dichiar la

lono

conlribucndovi
11

il

re d'

Ungheria

fondazione
al

ilei

colle-

Uladislao

e alcuni [)ellegrini ungheresi,

gio Ungarico, e l'unione

e ne lasciarono

memoria

in

una casa conUiiga-

ed

il

numero

degli

Germanico, ungheii che vi si dola

tigua con quest'iscrizione.

i)o/7iiii-

veano

ricevere. Di pi gli concesse


s.

chieal

roruni rciiovataperd.Philippiiiicle Uudrag seren. d. L ladislaiRcgis proc. ex


clceinosynis pcregrinorian
lex.
y

sa e r entrale di

Stefano Rotondo
la

Monte

Celio,

non che
al

chiesa di

s.

Ste-

sedente A-

fano degli nnglieri

Valicano, ch'era
in
ivi

PP. ri/^cu.
il

Altreltanlo raccon-

tano

Fanucci, '/ratta lo dell'opere pie

divenuta collegiata di canonici, all'ospedale; e non vero che


sero accolti rivo loro in
sero.
gli alutuii

uno
fos-

di Roma, ca[). 11: Dello Spedale degli Oigarij e l'Amydeno, De pittate Ro-

ungheresi

all'

ar-

Roma, come
gli

alcuni scris-

mana,

p.
i

32, che precedettero

il

Piazza.

Quindi

Mentre nominati religiosi ulllziavano le due chiese del Yulicuuo e del Aloule Ce-

manico-Uiigarico, a'3 agosto

alunni del collegio Gersi recarono

a ccleUuie

lu feslu

dcU'luveuziunc di

s.

,38
lio,

UNG
nella iihiesa
al

UNG
Cesilica

Slefuio proloinartiie
l'il

Vaticana una sontuosa Sagrestia,


il

egualmente a'20 agnolo


la festa

a ullxialI

rii'erisce

Cancellieri nella

descrizione

ic<|uclLial Viiticano per


f.iiio
1

s.Sle-

le il'Uiiglieria. Nel citalo Bull,


fide, a p.

de

Sagrestia Taticana, che neh. "luglio 1776 si cominci a demolire gli edidella
fzi

Prop.
le

263 e

344)Soiiovi

le

bol-

vicini alla vecchia sagrestia, per innal-

Germanico, di Gregorio XI li, colle Pu-gulae servandae ah alum nis CollrgiiG er/na itici, una cuin deci'etis CU'ineiilis J III et Urbani nUjIn supremo, i\\ GregorioXIlI,collefacoU e
privilegi pel collegio

Ex Collegio

zarvi in pi
li

ampia area
s,

la

nuova, fra'qua-

la

chiesa di

Stefano degli ungheri,ed

suoi ospedale e cimiterio, chiamata ne*

Gerinanico-Ungari'
atcpie IlunAlessandro VII; /-

co;

Ut Collega Germanici,
di

s. Stefano Minore in Cala Barbara Patricia. Le colonne si collocarono parte nell'archivio e parte nelle gallerie della miova sagrestia, e le mense de-

remoli tempi

garici de Urbe,
bei,

gli altari in quelli

de'cimiteri stabiliti pe'

Protectores Collegii Germanici et Ilungarici in aulani Congr. de Propa-

canonici e pe'beneficiati Vaticani, vestiti

di vari

marmi

e situati sotto
si

le

loro
le

ganda fide, ubi opus si t, com'cnire aduni


de Collegii
erit

sagrestie.

Perch poi non

perdessero

negotiis. Seerelarius, cuj'us

memorie
il

degli edilizi spettanti agli

uu-

ad

expedire,

Fontificem re/erre graviora, et inlersit. Decreta a praescri-

gheri, e degli altri

egualmente

distrutti,

Cancellieri con molteplice erudizione

pta forma recedenda nullius raboris, et momenti existere maiulat, E<1, In su-

grilluslr nella sua classica opera:

DeSe-

cretariis Dasilicae
vae. Del collegio

premo
zo XII

milita/itis Ecelesiae, d'Innocen;

Uaticanae ac noGermanico- Ungarico, e


,

Super renoK'atione,el confrmatione bullae Alcxandri VII circa congregtitiones a Cardinalibus Protectoribus Collegii Germanici et Ilungarici hrbis, super negotiis ejusdem Collegii
,

dell'odierno suo locale e condizione, tornai a tenerne proposito nel voi.


p. 16, 18, 2
I

LXIV,

e seg.,

ed

il

ricordato breve

Recolentes, di Leone XII, degli 8 aprile


I

S24, pu
6, p. 4o-

leggersi nel Bull.

Rom. cont.
che
il

t.

liabeiulas in Collegio tainen


co,

Germani-

Lo
I

stesso Piazza crede

re

non

in

aula congrcgatioids de Prolegge nelle Notizie sta-

s.

Stefano

abbia fabbricalo in lloina un'

paganda fide. S\

altra chiesa,

pure dedicata

al

protomarti-

tistiche delle /Jiissio/d di

Propaganda
il

re
ta

s.

Stefano, ed erigendovi una collegia-

fide a p, 28, che anticamente

collegio

di canonici

ungheresi per ulliziarla.


si

Germanico-Ungarico avea 5 protettori


cardinali di della congregazione,
uniti al segretario della ujetlesinia
i

Questa chiesa
ri

tiene da tutti gli scritto-

quali

ecclesiastici delle cose di


s.

Roma

che fos-

ne

re-

se r esistente chiesa di

Stefano in Pes.

golavano
to l'alta
di

gli affiiri, in ciualclie

modo

sot-

scinula

situala incoqtro la chiesa di


,

dipendenza della congregazione propaganda. Bench Gregorio XIII poprolezione della


s.

Lucia del Gonfalone hi quale pass iii potere della nazione di Doeinia, divenne
parrocchia,e nel
famiglie con
finch nel

se d Collegio sotto la

{sede e di

s.

Pietro, privatamente lo sotil

i56g avea sotto di se 200 3oo scudi d'oro d'entrata,


vi

topose a'cardinali protettori, liberando


collegio, gli alunni,
li
i

1747

fu istituita la congre-

iiiiui>,lri

e professo-

gazione del sussidio ecclesiastico, e cess


d'esser parrocchia nel 1824- Di tutto ra-

te le

da ogni imposta; e volle pure clie tutcause civdi, cruuinali e uisle si poril

gionai nel voi.

tino da'cardinali a line senza strepilo di


Imio, sottraendo
collegio dalla giurisdivicario di

citali, e nel voi.

LV, p. 16, e ne'luoghi ivi LXXIII, p. 55. Trovo


Descrizione de' Ilio id di

nel Ijernardini,

zione

d;l

cardinal
l'io

Roma.

In

Roma,

keguilo volendo

VI cdillcare alla ba-

che nel mitiunghcri di

744

^""^'"^""''"^

'

'''^"

s.

L'aoloi." eremita a pos-

UN G
seJere
la

UN G
coli'

,39
de' conladini
tulli
i

chiesa

omonima
villa

ospizio

gni ai abitanti, e

la classe

contiguo, piessola

Ncgroni, ora Con{f'-).


Il

sopportava quasi esclusivamente


richi dello slato.

ca-

savalurio della
Icilio

ss.

Trinila
1'

col-

lllirico-Ungaiico, sluljililo anco pc'

nobili ungheiesi presso

Universit di

A'7 dicembre 18 j fu pubblicata in Vienna la patente sovrana del regnante imperatole Francc^co Giuseppe
cita
I

Bologna

[f.), fu Irasferilo a
nell'

Zagabria.

led' Ungheria, concernente l'acl'aviti-

L'incivilimenlo

Uuglieria, angu-

quisto di propriet stabili, non che


nel

stialo dalle lurbolenze


i

che

(juasi in lutti
,

neirUngheria, Croazia, .Schiavoiiia,

tempi agitarono

il

regno

che

assai lenti progressi.

non vi fece Le consuetudinutnerose;


contadino,

Voivodato
Il

di Servia e nel

Danaio

di

Temeswar.

diritto delle donazioni re-

ni feudali vi lasciarono Iraccie

gie e palalinalijche per lo innanzi vige-

iuo al

presente Irovavansi soprattutto,


al signore

va nell'Ungheria, and a cessare.


ti

dirit-

relativamente

ed

al

di confisca

distinzioni poco in accordo colle idee in

zione, cos

vennero aboliti senz'eccepure le dillcrenze tra proprie-

oggi generalmente ricevute,

nobili go-

t eredilaiie e acquistate, tra [)r()[)rielari

dendo
la

infinite personali prerogative.


il

Veal-

maschi

e proprietari

femmine. La man^iW incolalo no

ro che

villico

non era pi legalo

canza tW' indigenato

gleba. Dia solo alla nobilt veniva conil

esclude pi dall' acquisto de' beni.

Noo
si-

ferito
re;
il

diritto di possedere tutte le teri

hanno d'allora

in poi vigore! diritti diri-

signore era obbligalo a dividere

scatto, l'usufruito degrinlcressi e altri

suoi dominii in masserie d'una rendita de-

mili diritti ch'erano in addietro inerenti

lermioata, che dava


tori,
i

a'

contadini coltivasignore

alle

vendileod all'op[>ignorainento d'u-

quali

doveano

al

^4

gior-

ni di lavoro all'anno, con una carretta a doppio tiro, ed erano obbligati pagargli annualmente la 9.^ parte de'|)rodotli della terra, la 9." degli agnelli, de'cavalli,

na propriet. Le procedure gi incainminale, con poche eccezioni, non poiino venir proseguite sul piede antico, pure non sono riconosciuti appieno dirilli anteriormente acquistati. A'gi possessori delle signorie fu interdetto, mediante ordinanza del ministero di giustizia, di tenei

del

prodotto dell'arme o alveari ec. Sostenevano inoltre diversi pesi determinali e


proporzionali a'diversi
diiilti

die potevala

re senza permesso delle imperiali regie autorit provinciali, asle

no acquistare.

Il

signore avca

polizia

pubbliche
di altri

di

pro-

delie sue terre, e rispondeva di tutloci

dotti rurali
ti.

o industriali o

ogget-

che

vi

accadeva; avea
i

il

diritto di far e,

Essi sono soggetti alle leggi vigenti iu

seguire

regolamenti di polizia
il

taluni

proposito,

come

qualsiasi altra persona.

anzi aveano
nale.

diritto di giustizia crimi-

La
te

[ubblicazione della legge di coloniz-

Ogni

villaggio teneva

giudice, scelto e

una specie di nominato dall'assemblea


al

zazione nell'Ungheria, segui nel seguen-

anno, poich convenne prima trattare


Si legge ne'giornali di

degli abi fanti, tra 3 individui presentati

su questo rapporto con parecclii governi

dal signore locale. Pielativameiite


tere esecutivo, se

po-

alemanni.

Vienna
lo-

non era pegli argomenimportanza dovea il signore ti di poca radunare una corte di giustizia, la quale pronunziava legalmente sulla questione,
,

de'20 aprile 1 853. Lo svolgere nelle


ro particolarit
i

dispositivi delle patenti


la siste-

sovrane de'2 marzo concernenti

mazione
le,

delle condizioni di possesso ri-

olarimetteva

alla corte del

comilalo. Ol-

sultate dall'abolizione del nesso uibaria-

ire a'nobili e contadini, vi

una

3.'^

clas-

se d'individui,

cittadini

che poimo aver

propriet,
le citt.

ma

soltanto nel territorio del-

lu geuerale contasi

un nobile u-

nonch l'esecuzione degl'indennizzi urneregni d'Uuglieria, Croazia, Schiavonia, nella Voivodia e nel Danaio, sarebbe troppo lungo
bariali e l'esonero del suolo

i4o

DN G
ilell.i

U N G
condizioe

!;ivoro a cngione

singolarit e della

coiiipliciizioiie tielle lueiizioiiale

ni.

L'iinpoiian/a per del

soi^j^ell'j

im-

ed al senso delle leggi iirbariali, le quali eranodi venute ormai tradizionali pel popolo agreste. A causi pe-

suono

letterale

pone

l'obbligo di farne emergere le pi

l checambiarouo

le

condizioni in segui-

impoilanli massime e convenientemente itiustiarle. Gli articoli della dieta provinciale del
1

to all'abolizione del nesso di sudililela ed


alla soggezione di tutti
i

cittadini dello sta-

848,co'(iuali era e>pressa l'abo-

to alle imposte,

erano ammissibili alcu-

lizione del nesso di sodililela,

nonch

l'in-

dennizzo delle prestazioni mbariali con mezzi (Iella provincia, vennero a compi-

ne eccezioni. L'anteriore esenzione dall'imposte, di cui godeva il possesso nobile,

iiulusse la legislazione del paese a proil

mento

coiicomiliili

da tanto tenore e

teggere s[)ecialmente
ti

possesso de'suddi-

tanti disastri,

che nella costernazione generale ne fu ^labilila soltanto la massi-

soggetti all'unposte, contro la progres-

siva diminuzione, anzi a curare la

mag-

ma, ma

molteplici piestioni di diritto e politiche che ne emanarono. Com venne all'imperiale legio governo anche col 1' incombenza
fu deferita la soluzione delie

giore possibile estensione di questo fondo

d'imposte. Cos giusta


le

le leggi urbariali

lande deserte doveano venir popolate

da'Condi rimanenziali e formate nuove colonie, che per

di regolare (jiiesle condizioni radicate nella legislazTone di secoli

doveano rimaner

nelle

andati; incomben-

mani de'Ioro
luogo
il

attuali possessori, coli' ag-

za questa, cui iu vista degl'incalcolabili

giunta che per quest'ultime dovea aver


riscatto.

henebzi che verrebbero


to volonterosameiile.

al

paese dal pos-

sesso regolare ed assicurato, fu sopperi-

miglie agresti, che da


bile sotto

Mediante

il

proclala

Hannovi migliaia di fatempo immemoradilierenti denominazioni, come:


prima ancora della
,

ma

imperiale de'2 dicembre i84<^> e


1

tassalisli,citralisti,coiitrallu(tlist,ceii'
sufilisti ec.j in parte

patenti^ imperiale de'y luglio

849jf^LJ con-

Il-rmala l'abolizione del nesso di suddilela,

regolazione urbariale di M." Teresa

si

come per

gli altri

dominii dell'impe-

trovano
li

in possesso di fondi

non urbaria-

ro,
la

anche pe'paesi ungarici. Essendo che


competenti per rusufrullo d'essi
tabelle urbaria-

natura urjjariale deTondi e delle pre-

trasmessi loro ad uso per tempo indeterminato di'proprietari verso un contralto verbale o scritto. In forza del diritto di propriet diretta della signoria,

stazioni

jni indubliamente essere (issata, quella

de'primi cio mediante


li

le

era

permesso

al

signore di

riprendere

compilate all'occasione della sistema-

questi fondi verso l'indennizzo dell'investiture.

zione urbariale elFettuata nel 17137 per ordine dell'imperatrice M."^ Teresa di pe-

Che

la

repentina abolizione del

nesso di sudditela dovesse procreare

una

renne memoria; quella delle ultime mediante


l'j
i

confusione nell'idee del diritto e

il

desi-

dettagliati ilispositivi dcll'arlico-

derio di questi possessori d'esser liberati


anch'essi d'ogni prestazione av'veuire,

della dieta [)rovinciale

deIi83G: fuvvj
le

nn.i noi

ma

inalterabile nel pareggiare

naturale, e ci tanto meglio perch ap-

quolioiii mosse da ao>be le parti relati-

punto

di

conseguenza della summenzio-

Aanuntc-

all'

uso promiscuo di pascoli e

boschi, l'impiego de' fondi rimanenziali, e dalle hinde de>erte. In riflesso all' im|iorlimza sociale e politica della condizio-

nata cura della lesislazione onde sieno o mantenute le forze contribuenti del popolo agreste, l'obbligo di prestazioni inerenti al

fuudo
la

norma

del contralto, era

ne

in discorso, era cosa

imprudente, anzi

|)roletto dalla legge contro


bilr.iri
,

aumenti ar-

inalio.iinente impossibile, di statuire arbili.uiainiiil'

una rpialunque massima,


ullcucrsi

che eventualmente ne emanarono era involata al


decisione delle
liti

Uiu

M dovette

slrcltamenle

al

diruto privalo, e

come ogni

altro alfare

U^ G
urhariale era devoluto alle supreme autorit politiche della provincia, e cos fu
il

i8ii entr
ria,

codice civile univer-iale auslri.-ico del in vigoie pe'regni d'Unglu;Croazia, Schiavonia


il
,

dato adito
possa di

alla

supposizione die

la

legge

la Voivotli'aili
;

essi

disporre comedeToiidi vera-

Servia e

Danaio

di

Teme>\vai

da
i

(piel
[t,ie-

mente

uibariali.

Per

importaiilissinii

mocon-

giorno
si

in poi fu inlrodollo in tulli

tivi politici

e inorali seuibr inconvenien'


tale

della

juonarchia
il

tranne soltanto la
di
si

ted'auimettere illiniilalamciite
altrettanto chiaro, che

Transilvania, e

granducato

fusione dell'idee del diritto. Gli per


il

via nella Polonia. Percpieslo

Cracopromise

lasciare
in

gran parte del possesso fondiario


stesso

una que

l'introduzione, e fu dilazionata all'epoca


in cui rie di
si

attivarono

le

autorit giudizia-

sto stato precario ed onerato, sarebbe lo

conformila

alla

nuova organirzaziodiil'u-

che condannarlo all'anuniserimeaIl

ne. L'istruzione fu sino a pochi iuini ad-

to progressivo.

grande

sagrifcio

imscio-

dietro trascurata, per erano assai


si
i

posto

al

paese dall'indennizzo urbariale


risultalo.

suoi primi elemenli, e

ili

rado Irova-

sarebbe rimasto senza

Lo

glimento del nesso


la

di sudditela

sarebbe
del-

vasi un conladino che non sapesse nlineno leggere, ed ogni villaggio uvea il suo

stato proficuo soltanto ad

una parte

maestro
ti

di scuola. INTa le sciente e le ar-

popolazione agres te, in vece d'essere bedi

uefico pel complesso. Piimnovere questo

non sono stale porlaleadallissiuio grado come prova lo sialo poco sodili>fa.
,

seme

odio tra

le diderenti classi della

cenle deH'uuInslria. Oltre


nivfrsil di Pesi
,

la

icoulata u-

popolazione agreste, mediante un'equa


soddisfazione di lutti
gli

gli altri

pure ramvi

aventi interesse,

mentati stabilimenti insegnanti,


in

sono
e

convalidare
rie con

la

pacifica concordia loro,


!e

prevenire tutte

future agitazioni agradi tut-

Ungheria 5 accademie gran numero di ginnasi;

alcuni

licei

la

scuola delle

naopeiativa sistemazione

to

il

possesso fondiario, quest'era

il

tema
i

miniere di Schenuiitz, illu>trata da una moltitudine di dolli, paie che in oggi sia
diminuita
te
la

la cui soluzione esigeva urgentemente supremi riguardi politici ed economici. Essa fu trovata nell'ollrire a'contribuenperch possali le possibili facilitazioni no pagare a tempo indeterminato loro
i

sua importanza. UlTunamen-

contava

1'

Ungheria
pii

c)

opere periodicalle leltere.

che consagrate

alle scienze

La stamperia
citt

importante qnella deltrovano alcune


il

l'universil di Pesi, e soliar o in piesla

debiti, e pervenire

gradatamente alla

pie-

ed a Presburgo

si

na propriet del loro possesso. A[>pena

incisioni a bulino. In lutto

regno non

mediante

tale sistemazione e consolidazioil

sono che due torchi


ria

litografici.

L'Unghe-

ne, che s'intende a lutto

possesso fonla

diario di que'paesi, ofierta

garanzia,
agiatezza

che

lo

sviluppo maggiore
risarciva le

dell'

bench goveinata dagl' imperatori d'Austria, non pertanto lascia d'essere m\ regno a parie, che ha le sue costituzioni
monarchico-aristocratiche,
suoi magistrati, ed
i

comune

momentanee
i

perdi-

le

sue leggi,!
uni

te de'singoli,

nonch

sogiifizi di tutti in

suoi privilegi partigli

complesso, e cos soltanto lesa possibile l'elletluazione di libri fondiari, del ca-

colari,

da ultimo per modificali

e le altre. Pel

tasto, e

quindi

la

fondazione del credito

reale, T istituzione di

banche ipotecarie,

epoca d' gheria fu tulla quanta ribellala dallo spirito repubblicano.

memorabile 18/18, infdire universale delirio, anche l'Un-

un'economia razionale, l'introduzione del sistema di arrenda ec, insomma tutte le


istituzioni che devono cooperare allo sviluppo dell'agiatezza di questi paesi".

Domala
le
gli

l'insurrezio-

ne furono soppresse tutte


baronali giurisdizioni, e
lati

sovranit e

antichi tito-

Quindi

coli."

maggio

dello slesso

i853,

prietari le loro terre.

ora soltanto posseggono come prolegami judah liiI

i42

i\

G
'in-

U N G
re magistralo tlUtretluale, diedi poi pnrlei. li penultimo Palatino irUnglieiia, governatore e capitano generale del re-

ronoinleramenlecliiicioUl. La nobilt

gherese sempresi

ili^tinse pel

particolaie
,

costume del nobilissimo

vestiario

vera-

mente elegaiilissitno
rona
l'Unglicria
gli Stali

e ornalissimo.

La co-

gno, contee gitidice de' Ia7ygi ede'Cumani,f<i l'arcidnca

tredilaria nella casa d'Austria, e


fa

Giuseppe Antonio

figlio

parie della nionarcliia dela

Austriaci per

sola ragione

che
gli

ia delta

augusta famiglia siede sul trono;

doU'imperatureLeopoldoll efialellodcll'imperatore Francesco \. Essendo morto nel 184? a'i3 gennaio in Presburgo,

poich se mai venisse ad estinguersi,

ungheresi avrebbero nuovamente lidiritto di scegliersi un sovrano. Al suo av-

una riunione generale tenuta dagli aBuda, venne risoUilodi erigergli un monumento, in una stain

bilanli di Peslh e di

venimento

al
il

trono delTimperatore,

tal-

Uiaeqiieslre di bronzo.
latino

La

dignit di Pail

volta venne

princi[ie ereditario riconO'

d'Ungheria antica quanto


11 r.

ti-

sciulo.con^agrato e toroniito re d'Ungileria, colla sagra e

tolo di re dcll'Ungheiia.

"Palatino ail

celeberrima corona di

s.

vea
era

nome

Cseba. In origine,

Palatino

Stefano

indipendentemente da ci che avesse potuto farsi per tal conio nell'aiIre parli dell'inipcro; e rincoronazicne si esegiiisce con cerenioiiie paiticolari che
I,

un dignitario della corte simpeguava presso a poco le


zioni del
chi.

reale, e distesse

fan-

maggiordomo

del re de' fran-

altengon-si agli usi e privilegi della nazio-

ni alla corte,

IndipendenlLnnente dalle sue funzioil Palatinoera,come rapprere, investilo del

ne

ed

alla presenza degli slati del reai

sentante del
diziario. Al

potere gluI,
il

me

ungarico,

quali

si

compongono

del

tempo

del re Bela

Palail

clero, della nobilt e della cittadinanza


delle citt libere.
la s.

tmo univa
titolo di

alle altre

sue attribuzioni

per privilegio delSede, prende l'onoiifico e cospicuo


11

re,

capitano generale de'Cumani, tri-

asiatica

emigrata

in

Ungheria, gudeo-

litolo di

Apostolico [F.) e

(\\

Maest yl-

^;o.s7o//f/7. Gli

arciduchi s'intitolanoP/7//-

cjp reali d'L iigheria e di


il

Boemia. Pu

nominalo considerevoli privtlegi. Durante il regno della dinastia Ai [>adiana, fondata da Arpado I, che comante fino al

re disporre delle principali cariche del


,

dgli ungheresi allorch fecero


sto della

il

conqui-

regno colla restrizione di non doverle concedere fuorch ad ungheresi nobili,


i

Pannonia. e

di cui

il

ramo maAndrea
re, col-

scolino

si

estinse nella persona di

quali ultimi

hanno

il

privilegio d'occupa-

HJ^

i|

Palatino fu nominalo dal

re lutti

gli udizi.

Contribuiva all'elezio-

l'assenso perde'signori del paesejcieb-

ne del Palatino d'Ungheria vicer del regno, congiuntamente agli stali; ora per
il

be luogo pure sotto


sta lino al

re della dinastia

mi-

tempo
il

di

Mattia

I:

da queslo

regno ha

il

governatoie

civile e militare) e
in

governatore generale (gi generale

monarca
aie pure
latino,

in poi,
i

modo

dell'elezione, co-

diritti e le

attribuzioni del Paleggi.


Il

comandante
del 3. "corpo

Ungheria

comandante
nel

furono regolati dalle

ll-

d'armata

(titoli conferiti

tolo di luogotenente generale del regno

febbraio iHlfi), nella persona delserenisSimo arciduca Alberto Federico, eziandio

figura per lai, 'volta durante


di

la

minorit

Ladislao

d'Austria. L'illustre guer-

-,

..

j.-

>,

.,

^... |,,.w

..

...,,j^.,.

o
re.

Cesco

1.

Qui mi piace rende-

come
te di

rap[)resenlaule del
il

Dopo

la

nior-

rc ragione del Palalin;.|o

qnule non

si

d'Ungheria, il deve confondere col superio-

Ladislao V,

suo zio Silagyi

fu luo-

gotcnenle generale del regno lino all'eie-

U N G
ziorie
ili

UlVG
il

.43

Mattia

I.

Sotto

regno cle'motal voi in


il

assenza e impotenza del Palatino, presie-

narchi della casa d\\bsburg, die

deva

aveano interesse
gheria
parecchi
il

a liisiiar vacante

l*a

la tavola de'magnati il gran giudice d'Ungheiia 2. dignitario del regno,

)atinato,si risconlrano nella storia d'Un-

A tempo
rava

dell'arciduca Palatino Giusepla

Inogoleneuli

geiier;ili.

pe Antonio,

tavola deMeputati nove-

Sotto
lo,

regno

di

Leopoldo

fu sliptila-

previe alenile leggi, che

il

Palatinalo
e d'id-

non dovesse pi rimaner vacante,

lora in poi l'Ungheria non ha avuto che

la tavola de'magnati 252, fra"<juali 32 del clero; giudici asceudevano a i eoo persone, e lutto il personale aderente alla dieta era di circa
i

3So membri;

due Inogotenenli generali, indipender.lemente dall'aniduca Stefano, eletto a lali

4coo

funzioni per

la

molle

del suo padre

il

persone. La diela anlicanicnle si radunava almeno ogni 5 atuii; in seguito si convoc con pi frequenza. Rilor-

siidilello

arciduca Giuseppe Antonio, cio

iiando al re d'Ungheria, egli pui) disporre di tutti


i

l'ariiduca Alberto e riliustre defunto


ramnieiilato. L'arciduca Giuseppe Anto-

benefizi ecclesiastici

regola
l'

esclusivamente quanto concerne


zione pubblica, dichiara
ra,
in
la

istru-

nominalo hiogolenente generale dopo la morte di suo fiatello Leo[)oltlo 11, e dopo un anno eletto Palatino [ler acclamazione nel 7q6. Le famiglie unghenio fu
I

pace

e In

guerleva

comanda

le

lrup[)e ed ordina
la

la

massa della nobilt, quando


il

difesa

dello stalo esiga tale misura; del resto senza

resi

che contano fia'Ioro membri de'I'asono


le

consenso della nazione, sino agli

ul-

hitini

seguenti: Pallfy 3,ljalasly


r,

i,

timi clamorosi avvenimenti, nessuna leg-

Okolicsanyi

Eslerhazv 2, Bathiany
i ,
1

i,

ge esistente poteva essere n modificata

Forgath
selenyi

Draskovics

i. Il

Nadasdy ,WesPalalinalo pi ima dignit


I;

n soppressa, ninna legge nuova


ta,

stabiliIl

non

jiresa
il

aliuna tieterminazioiie.

del regno d'Ungheria, e chi n'era investi-

re avea

diritto di convocare,

prolunga-

lo l'esercitava a vita.

Loco quali erano


."
1

le

re, disciogliere

l'assemblea degli stali, che

attribuzioni del Palatino:


della dieta; 3. tutore del
te la

presidente

per altro doveasi adunate almeno ogni 3


anni. L'assemblea divideasi in due
re:
la

monarca duranla ta-

camei
i

sua minorit; 3." [residente del go-

i.'o

camera
gli

alta

componevasi dei

verno del tribunale supremo, cio


vola de'settemviri; 4-

magnati, cio
principi
,

arcivescovi e vescovi,

capo supremo dei

conti e baroni del regno, ed


la 2.'

comitati riuniti di Peslh; 5.giudice e ca-

governatori de'comilati;
i

accoglieva

pitano de'distretli de' lazygi e de'Comani; 6."

prelati, gli abbati,

deputali de'comi-

capitano

in

capo dei regno;

7.

al-

tali,

quelli de' capitoli, quelli delle citt


,

l'incoronazione de'i e egli insieme col pri-

libere regie

inline

rappresentanti dei

mate
del

del regno

pone

la

corona sid capo


il

monarca; 8. nondna

referendario
il

magnati che non potevano comparire in persomi, il re compariva alla dieta personalmente, op[)ure
la dieta
vi si

della tavola reale di giustizia,


del Palaliualo,

capitano
J*a-

faceva rapprele

come pure

il

capitano

senlareda commissari; ne

decisioni deldi es-

latinale in

secondo grado de' lazygi e de'


9.^ nella sua

aveano vigore

se

non dopo
Il

Cuniani
dice
iii,

qualit

di giu-

sere slate da lui ratificate.

potere eseper
la

supremo
percepisce

de'
l'

lazygi

annuo

e de' Cumatrattamento di sue renPalaliualo

cutivo appartiene al

re,

che

l'esercita

l'organo d'

un ministeio

parlicolare,

Sooo

ducati:

la cifra

dell' altre
Il

r<7re//('r/VzfZ'f/?g/u'/7V/,residen le a Vien-

dite viene stabilita dal re.

na.

La luogolenen7,a

del regno

consiglio

dovea esser occupalo nello spazio d'un anno, il re proponeva alla dieta candii

di sialo, stabilita a

Buda
,

e presieduta dal
le

Palatino, teneva la direzione di tolte

dali,

ordinariamente

iu

numero

di

^.Pev

bisogna

dell'

inleruo

ove ogni comilalo

44

UNG
dipeiide iumu-dindi
il

UN
loogoleneiite,
il

ha un govcinalore. L'nmministia7,Inne
(Ielle fioiilieiT iiiiliinri

mini.strn7one del legno di Unglieria fa


qn-.Ac lui dii [xciidere
Il

lamenle dal consiglio

guerra sedeiile a

la

sua sede

in

nnda-Feslii.

persohaie

Vienna

e trovasi confidata in eiascun


II

reggin>enlo ad un comandante.

pop-

che sollo la sua direzione e ieponsabiiil deve aver cura degli alFiiri d'auiininistrazione, consiste in
in

loungliereseallasua volta soldato e coltivatore.


si
11

un

vice-presid<n)le,

codice legislativo componeva-

un numero

di consiglieii di

luogoleini[)ii'ga-

di tutte le leggi

emanale

da'diversi so;

nenzo, segretari, concepisti ed


li

vrani, e stale accettate dngli siali


diversi popoli del

ma

di manijiolazione, corrispondenti a'hi11.

reame hanno oiascu-

sogni del servizio.

Sotto riguardo ani

no alcune leggi e alcuni privilegi parlicolari. Prima le rendite componevansi del prcdoUo delle miniere, dell' imposte levate sul [)ersona!e, sopra
i

niinisfralivo lo slato della

Corona d'Un-

gheiia verr diviso in

lerrilorii(distret-

li)d'a(nminislrazione che vengono noninati da' loro capoluoghi: Buda-Pesti^

bestiami

sui

beni fondi, sul commercio ec, e delle conIribuzioni


to
re,
i

annue die
i

col[iivano sollan-

sovia, e

Preshuri^o,Oedcnl>iLrgo,CascwuoCnS' Gran P'aradiiio. III. L'au)ministrazione del distretto


la

conladini e

cittadini delle citt libe-

dirige e ne

ha

essendone

la

nobilt totalmente esen-

cura

li.

r.

Palatino superiore distrettuaIl

le. Il

totaledell'entratesi facevano ascendi franchi, vale


il

!e(DislrictsObergespan).
oltre ad

personale ag-

dere a fpiasijoo milioni


le

giuntogli per aver cura degli affari consta_,

a dire, secondo alcuni, a circa

3. del-

un consigliere

di

luogolenen-

rendite di lutto l'impero d'Austria,


le

za

del

numero
,

necessario di consiglieri

L'avv. Castellano calcol

rendite del-

distrettuali

segretari, concepisti ed ira11

rUiighcria a 20 milioni di scudi. L'esercilo in piedi in

piegati di manipolazione.

Palatino su-

tempo

di

guerra

si

conio ai-

periore distrelluale nella sua posizione


di

poneva

di

12 reggimenti
di

di fanteria

servizio

sottoposto

al

luogotenente,

duchi, e IO d' us>eri, ciascuno de'

pi

imi

Appellazioni contro decisioni del Palati-

composto
di
la

SSSy uomini,
il

ciascuno dei
di pace

no superiore distrettuale vanno dirette


a'ministeri, iquali o ne pronunziano sei-

secondi dii6f)8,

the forma un totale


in

63,264 uomini; ma

tempo

lenza eglino

stessi,

oppure

le fuiiio

de-

molto minore quantit. La cavalleria unghere* se forma la principale forza degli esertiforza militare veniva ridotta a
ti

cidercal luogotenente. Ledisposizioni pi


dettagliale sopra
i

casi e le ujodalil, nei


1'

quali deve aver luogo

immediata coe

auslriaci; ed
i

soldati sono valorosi e


a sostenere le
si

municazioue degli
le

alfari fra' ministeri

abili,

nobili

spese della
I

erano tenuti guerra quando

autorit distrettuali, verranno stabili-

faceva nel-

te dall'istruzione ufllciale.
si

IV.
Il

distretti

interno, e di

armare

allora

un numeio

suddividono

in comitati.
i

distretto di

d uomini pio[)orzionato all'estensione dei


loropodeii; doveano essi pure levarsi in massa per difendere lo stato all'ordine del
sovrnno. A'i3 settembre i85o fu emanata da Vienna la seguente organizzazione delle autorit politico-amn.inistra-

Buda- Pesili abbraccia comitati diPeslhBilis,Peslh Soll,Slulihveissenburg,Gran,


lleves, Szolnok, Covsod, Csotigrad, e Jazi"ia

slnirgo api)artengono
sbiirgo
,

con Cumania. Al distretto di Prccomitati ili Piei

regno d'Ungheria, ed essenziache ne riporti l'intero leslo, pe'grandi privilegi che prima godevano gli unle

live nel

Neutra superiore e inferiore, Trenlschin, Arva,Thurocz,Liptau,nont,


SohI, Bars, Neogiad e Comorn.
lo di
Il

disti et-

ghcresi,

onde

SI

conosca
I.

in

quale parte

re-

Marono

obiogaii.

^llu lesta dcll'um-

composto de'connlali di Wieselburgo, Oedenbuig, Uaab, Eistnburs,\VeszprM., Szalad, Suine-h,

Ocdcidmr^

UNG
Tolna elaranya. comprende in se
Zips
,

UNG
Cnxchnii
di
,

l'i;

II
i

dislreltotli

piegali cllsponlblli o collo ncrpllayinnc di

conilali

Gntnor,
Z<;n)plin,

dim

nisli sislertiali, fjii.iiiliiiiqiie

non ap-

Saros

Alhanj -Torna

pai Icngnnoallncljissedpgriinpipn.iii pidblici.

Unglivai-, Ceregl),

Ugocsa

Maimams.

Vili. Gl'individui impiegati pies-

Neldistreltodi Gra?if'aracli/O sonocontenuti


i

so un'ailoiil d'amnunistiazione politi-

comitali di

Aiad, Csanad, Becitli

ca

devono fermare

il

loro slabile domici

kesch, Bihar superiore e inferiore, Szalh-

Ho

nel luogo di sede di quell' autorit;

mar

e Szabolcz colle

degli Aiduchi.

pres^j larpialesonoocciipnli. L'uidenniz-

V. L'amministrazione del comitato viene diretta da'capi del comitato (Comites


Ispan). a'quali sono aggiunti scgietari,

zo delle spese incontrate in viaggi di ser\izio entro a'iimili del territorio


<!*

am-

ministrazione loro assegnato,

lo

ricevono
viag-

concepisti ed impiegati di man!pola7one

dalla bonificazione di viaggio (Reisepausellale) destinala

per l'umniinistrazione degli alliui. Il capo del comitato di Jazigia e Ciunania porta
ni.
il

per l'auloriti

in

gi d'iin7o fuori del territorio d'aininini-

titolo di

Il

capitano de'Jazigi e Cuinacapo del comitato (Comite) imsottoposto


al

slrazione spelta loro

il

diritto adielecoindi

misurale alla loro classe

servizio

ed

mediatamente

Palatino su-

all'indennizzo delle spese di viaggio. IX.


I

periore distrettuale. Egli lia cura immediata di quegli affari, ne'quali gli riserrata
la

capi dell'autorit politiche

d'ammiuigli rjrdini

strazione sono obbligati ad eseguire ae-

prima decisione, sorveglia l'amaffari degli


le

curatamente

con prestezza

mi nistrazionc degli
le leggi

organi sol-

disposizioni dell'istanze superiori. Essi so-

toposti, e prende tutte

disposizioni, che

no
si

respotisabili di tutta ramministrazioaffari.

vengano eseguite nel comitato, e porlati a compimento accuratamente e


gli

ne degli

Eglino devono persuader-

con viaggi ripetuti dello slato e delrapporto


ai

senza ritardo

ordini delle autorit su-

l'amministrazione regolala del territorio


d'ufizio loro affidalo, e fare

periori. "VI. L'infima suddivisionedel pae-

se all'uopo dell'araminislrazione politica

lorosuperiori di tulli
importanti.
Il

gli

avvenimenti pi
potere di-

viene formala da'distrelti curiali (Sluliibezirke). Dell'amministrazione de'medesimi


li,

personale d'ufizio lor solil

toposto, sul quale spelta loro

hanno cura commiss?iri


i

dislrellua-

sciplinare entro a'iimiti deleruiinali dall'istruzione ufficiale, obbligalo rigoro-

col titolo di giudici curiali (Stuhirich-

ter)amminislrativi. Quali impiegalid'aiuto SODO loro assegnali degli


aggiunti,

samenlead eseguire con punlualite immediatamente le loro disposizioni e ordini di servizio, ed a trattare gli affari Io-

Le autorit
liali la

dislrelluali

sono solto[)osteai

comitati e formano ne' loro distielli cu-

ro affidali giusta
d'uffizio.

le

indicazioni

de' capi
fin-

prima autorit decideule (prima


per
tulli gli

X.

INe'casi

d'impedimento,

istanza)

affari dell'

ammiau-

che non segua per parte

tiell'autoril suil

iiistrazione politica

non

riserbali alle

periore un'altra dis[)osizione,

posto di

loril di comitato. \'I1. Al luogotenente,


a'|)alalini superiori distrettuali, a' corniti

luogotenente verr esercitalo dal vicepresidente, quello del palatino superiore


esercitalo dall' aggiuntogli consigliere di

ed

a'

commissari distrettuali verr agla serviti

giunta

necessaria ed assegnala

luogotenenza,, ([uello del cornile dal sa-

una bonificazione di cancelleria per la comperadi quel che fa d'uopo per lacancelleria, per l'illuminazione e per riscal-

grelario del medesimo, e quellodel

com-

missario distrettuale dall'aggiunto primo

dare, come pure per provvedere agli affari di scrittura in quanto che non ne ven-

rango che trovasi nella sede d'udizio. XI. Gli organi dell'amministiazione plilica devono nell'elfclluazione degli af
di fari tenersi presenti le leggi e le disposi-

ga fornito

il

bisogno

coli'

assegno d"

ini-

VOL. LXXXIII.

'o

,46
zioni viaenli,
efl

UN
in

Ci
gli

UNO
avvisi che

osservare

plelamento

manleninento e alloggialiii|)[)(',

ven"ono
siiperiiiri

loro couiunicali dalle aiiloiil

mento

delle

ed

il

sisleina delle

ordini

speciali,

o[)piire in
pii

vetture semigialuile; riii)[)iego della geii-

islruzinniannosite.Le determinazioni

darmeria
guardia;
il

e degli altri cor[)i destinati alla

dettagliale sul Irallauiento degli affari e


sulla posizione di servizio degli oiga-ji im-

sistema de'passaporti, della pasistema sanitario,

tria e degli stranieri; gli allari de'oieslieri

pie"ali uell'amministrazione politica sa-

e del

comnieicio,

il

il

ranno contenute
pe'niedesimi.
litica

dall'isti

uzione d'

uffizio

sorveglinmento
la polizia

liegli all'ari

coniunuli e di

XI 1. L'amministrazione pO'
alla gi-

tutti gl'istituti e disposizioni

riguanlanti
delle chiese,

appartiene prima di lutto

locale, gli affari


istituzioni,
1'

risdizione del ministero dell'interno. Alle

scuole ed

ainmiiiistiazione

autorit politiche spellano perci


tulli gli

pii

dellecarceri;ilsorvegliamento della slam-

prossimamenle

aduri riferentisi

pa ed associazione;

la

cura perla tenuta


del-

alla sfera di attivit di quel ministero, e


cjuelli fra gli adari a[partenenli alla gi-

ad evidenza de'conlini dell'impero e


la

provincia, e pel

mantenimento
la

delle

risdizione degli altri ministeri, che sono


affidali alla

strade per terra e per acqua;

coopera-

cura dell'autorit politiche,

zione alla commisurazione, riscossione e

in quanto che da'rispettivj ministeri non sono nominali degli organi speciali dipendenli immedialamenle da'medesioii. In questi ultimi rami del servizio pul)bli,

lrascrivimentodeli'impostedirette,e l'ap-

poggio degli oigani delle gabelle

nor-

ma
il

delle leggi sull'imposte e gabelle; le


di

cose

agricoltura e

gli affari di privilegi,


all'

co hanno gl'impiegati politici da procedere giudizialmente e da cooperare in

prendere influenza
sopra
lirilli

espropriazione

in conlese

d'acque di fabbri-

quanto che

ci viene loro

imposto od

ac-

che,
\i

la

composizione

di bilanci prevenli-

cordato dalle norme

legali universali,

per l'amministrazione politica e per


pubblici del loio distretto di giu-

dagli ordini e istruzioni, che verraimo e-

gl'islituli

messeda'rispettivi ministeri, d'intelligen-

risdizione.

XV.

L'attuazione dell' orga-

za col ministero dell'interno. Xlll. Alla


sfera d'attivit delleautorit politico-am-

nizzazione dell'auuninistrazione politica

nell'Ungheria e delle provvidenze riferenlisi

iuinislrativeap|)artiene in generale

la

cu-

allo stabilimento delle

nuove autorial micommissione

ra per la pubblicazione ed eseguiniento


delle leggi,

verr affidata ad una commissione spe-

eper

la

conservazione e lipiidi tutta l'-

ciale d'

organizzazione sottoposta

slinamento della sicurezza, dell'ordine


pubblico e della tranquillit
slensione della loro giurisdizione. Cogli

nistero dell'interno. (Questa

dovr aver cura, d'intelligenza

cogli or-

gani chiamati all'attuazione deli'organiz-

organi chiamali stabilmente o temporariamenle ad aver cuia di singoli allari ri-

zazione dell'autorit giudiziarie, special-

mente
la

del rintraccianiento e distribuziod'uffizio, del-

pubbico, le autorit amuiinistralive devono agiie con unaninnl zelo e piontezza.


,

leientisia questi rami del servizio

ne delle necessarie localit


vizio, e del

publ)licazionede*concoisia'posti diser-

rapporto da

farsi al

ministe*

XIV. La
litici

sfera d'attivit degli oigani pi

ro dell'interno sidle proposte d'impiego

abbraccia in ispecial modo, enti o


rilasciarsi,
la

de'medesimi, della preparazione ed eseciizione della

limiti piescrilli dalle disposizioni vigenti

consegna

dell'uffizio, e del-

oda

i!

tenere ad evidenza
la

la

popolazione,

raccolta e

confrontazioil

l'mtroduzione di que'tisposti, che si presentano come necessari allo scevranienlo


ed alla cura degli
affari

ne di dati gliamenlo

statistici,

come pure

sorve-

che

in

avvenire
l\'r nu'Z-

ile'registii di nascita, di
la

mairi-

non apparterranno pi

alla sfera d'alti-

uionioodi morie;

cooperazionealcom-

vita degli organi politici.

XVI.

UN G
zo della piil)blicazione de'concorsi
(Feria a tulli qnegl'intliviilui

UNG
vpn
risoluzione alle
sezioni

147
luogotenenziali

the voglio-

dell'Ungheria ed a'ioro capi. Esse ebbero


col

no cletlicarsi al servizio polilico, l'occasione, dimostrando la loro capaciti, e in quanto essi si sono gi trovali al servizio
pubblico, o
correre
vi si

medesimo

"mnggio

il

titolo

d'impeIl

riali

regie sezioni longoteiienziali.


r.

pr

tocollo degli esibiti dell'i,

luogotenenr.

trovano tuttavia,

di ri-

za venne chiuso nel line d'aprile. L'i.

a' [)0sli di

servizio da occuparsi
i

luogotenenza di Buda, parimenti col

i."

defiiiitivatuente.Nel concedeie

posti bial

maggio, non pot pi assumere l'evasione


di quelli presentati sino a'
I

sogna prima

grado maggiore di obilil de' concorrenti, non che a' servigi da loro prestati con buon
di lutto

por niente

3o

aprile,

e ci fino a'

rJ>ag^io in cui cess asso-

lutamente

l'attivila d'ufficio.
a'

La sovrana

successo nella posizione d'ufficio in cui

si

patente emanata

trovarono finora. Le nomine a'poslid'im


piegali sislemalici piesso
li'liche
le

19 ottobre 1846, a protezione della propriet letteraria ed


r.

autorit po-

artistica, col
la
si

"maggio
gli

fu [losta in attivi-

amniinistialive

segnile

dopo

il

per l'Ungheria e
aderenli.

anteriori suoi pae-

consiglio della comriiissione d'organizza

Con
I

altra sovrana patente dei

zione, valgono
110 agi'

come
i

ilefinli

ve econcedo-

IO maggio 853, operativa pel legno di

impiegati

diritti e ragioni spet-

Ungheria, per

la

Voivodia

di

Servia e pel

tanti
gl'

giusta le prescrizioni
jiidjblici.

vigenti

a-

Banalo
dal
1."

di

impiegali

Gl'iopiegnli che

Temeswar, fu decretato che novembre veniva introdotto il


la
,

llnalmente trovansi
tocli

in

funzione [irovvi-

[)rovvisorio catasto foiidiario, quale

soriansenle restano a'ioro posti, in quaii-

sura per

non ne vengano limossi per motisinoall'organizzazioiiede-

fondiaria

micommisurazione dell'imposta e stabilito, che (juesta debba


I

vi disciplinari,

importare
la.

il

6 per 100

della rendita net-

finiliva, e
i

qualora otlengano quindi un

piego deli ni ti vo,o bens nella loro qua-

A su[)plue a'riportati generici cenni, ed a quelli storici che vndo a descrivere,


si poimo consultare. Nicola Olahi, TIiuigaria et Alila, VindobonaeiyGS. Respuhlca et. Status Regni Huugariae

lit di servizio attuale


tra,
il

oppure

in

un'al-

tempo da
al

loro passito senza inter-

ruzione

servizio pid)blico, dal giorno


io,

del loro impiego provvisoi


lato al

verr calco-

tempo

di servizio definitivo".
I

L'im-

peiatore Francesco Giuseppe


i

con sovrana risoluzione de' o "ennaio 853, ordin che la luogotenenza dell'Ungheria, che dovea essere organizzata di nuovo,
i

Lugduni Bat.i634. Istoria delle azioni Ungheria^ Venezia 68 j. Iucbo(ev,Aiiua lesEeclesiaslci Regni Ilunde' re delV
1

{^ariae,
suita,

dovesse fungersi in 5 sezioni separale. Affine di dare esecuzione a questo decreto,

Romaei644- Carlo Peterfy geSacra Concilia Ecele.siae romaiae catholicaein Regno Ilungarine ceh'hrata ah anno Christiio^5 adannum usqiie 1715. Accedunt Reguin Huugariae etSedisApostolicae legaloruin conillii-

raiciduca Alberto defer

a'

28 febbraio
5 reggenze

una parie
r.

dell'attivila d' ulcio dell'I.


di

stitutiones ecclesiasticae: collegit,


strai'it,

luogotenenza

Buda

alle

distrettuali, e

re ad esse col 1."

Irovopportuno d'assegnamaggio anche gli ahri

Posoniii742. Kolhuii, De origiia'l/us, et iisii perpetuo potestatis legislatoriae circa sacra Apostolieorum Re-

affari polilici della

strazione.

sua sfera d'amminiCon detto giorno dunque le 5


di

reggenze distrettuali
Cas>ovia,

Presburgo.Buda,
e

Oedenburgo,

Gran Varadila

^Hniirungariae,V\nohonae 7 64. Giorgio Pi ay gesuita, Anna Ics veterum Hunnomili, Avarimi et Tluiigaroruin ah anno ante Cliristum 7. IO, usqiiead annwL
1

no

cominciarono ad esercitare

sfera

C/ir/.sa'g97,

d'azione assegnata culla detta imperiale

tationes hislorico-criticac in

Viudobonae 1761: DisserAnnales

i48
'

UNG
i
:

UN
die
vi
si

vetcrwn ILinnorum, ivi 774 y^nnales Regimi Tliwgnriac ah anno Clvisli 997 564 dedncl , ivi iisque ad annulli dis1 764-70: Epstola rcsponsoria ad serta t'onern apo loge ticain In noccn tUDeserica, de initiis ac majorihus Hiingarornniy Tyrnau 762 Epistola responsoria inpartem priinani disserta lionuni Benedicti Cetto,W\ 768: Specimen Hierarchiae lIungaricae,Vesli)m 776-79: Index varorwn libr orimi Bihliothecae tnii'ersilatis Budensis, Budaei 780-8 Ilistoria Reginn Ilitngariae stirpis /liistriacae, hus,i\sla 799: Ilistoria Regimi
1
1 :

slabillrono.
il

ha derivatoli proprio

nome, secondo
tiene
il

Castellano. F^'UnglMa

luogo della parte orientale della

Dacia, della parte settentrionale dell'anPannonia (di cui parlai a Sirmio per essere stata la capitale della bassa Fannotica
iiia),

corrispondente

alla bassa

Austria,

alla bassa

l nghcria e alla Slavonia. o


e dell'estremit sud-est del-

Schiavonia,
la

Germania,

abitata da'quadi,

<)uali

occupavano l'alta Ungheria sino a Gran o Strigonia,ed\ l seguendo il Danubio, la parte dell'Austria che giace tra il detto fiume e la jloravia. Occupa finalmente
l'Ungheria
il

Hungariae ciim notitiis praeviis ad cognoscendum i'etereni legni statimi perivi 801: De Sigillis Regimi Reginarimi Hungariae, pliiribusqite nliis syntagma, ivi 8o5. Giovanni BeniO,TransYh'ania,\'\u(.\o\)onae 778. Valentino Franli, Bre\'iciilus originimi nationum etpraecipue saxonicae in Transylvania, Gedani 1701. Rohier, Saggio

paese de'lazygi, popoli dial noi

scendenti dagli antichi lazygi Metnnastei,

linentihus^

che abitavano
fra
il

d-ovest della Dacia,

et

cipio dell'era cristiana,

Verso il prinromani s'impadronirono successivamente della Pannoe la Theiss.


i

Danubio

nia e della Dacia, dal quale ultimo paese

furono cacciati af'isigoti, Venneio


lor volta a

alla

piombare

sulla
il

Dacia

gli

Un-

sugli abitanti tedeschi della

monarclda

ni {l'.), e

pii lardi, sotto

loro fiiinoso e

ytastriaca, Vienna 1804. Antonio Bon-

feroce capo Attila, que' l;irbari e crudeli

\m\,ReruviIliingaricarimi deeades tres^ nane deniimi industria Martini Brenneri histricensis transylvani in lucem er//t^,
J.

conquistatori insignoritisi della Pannonia

Basileaei543: Ciiin additionibus Samhiiei ll. Ritii , C. Experientis, N. Olahi. A. Cortesii, et A. Bahschay,
,

Francofurti
Tiircico
-

i58r. Syndromus rerum Pannonicarum Francofurli 1627. JVIallia Beli, Notitia Hungariae
, ,

andarono a portare il terrore nel resto di Europa. Dal nome appunto degli Unni, combinato secondo alcuni con quello degli Avari, si fa derivare il termine Ilung'ar/V/, Ungheria. Dopo la morte di Attila, avvenuta nel 4^3, avendo l'Ungheria scosso
il

giogo,

come
gli

tutte le nazioni
i

doniate,

gepidi e

ostrogoti, poi
il

lon-

novae historico- geographica Viennae 1735. Goffredo Schwait, Initia religionis Christianae inler

gobardi ne ne contrastarono
i

territorio:

gepidi furono schiacciati e sostituiti daavari,


in
i

Hungaros Eecle,

gli

quali con alcun' altra

trib
intera-

siae

Orientalis

asserta

Francofurli

slava

breve rimasero quasi

1740. Egli falsaraente attribuisce a'greci la

conversione dell' Ungheria. J. G.

ilienle signori della contrada; se non che furono nel loro possesso inquietati dagli
slavi, popoli primitivi di

Schwandlner, Scriptores rerum Hangnricarum, Vindohonae 1746. D. Bertololli,

quel paese, e da'


nel

bulgari. Carlo

Magno termin

La calala

799
i

degli

Ungheri

in Ita-

coU'espellerli dalla

Pannonia, dopo cru-

lia nel

900, romanzo storico, Milano

de! guerra d'8 anni, in cui perirono tutti

i83o.
gli

lorocapiegran parledella nazione. inulo


ria.

L'Unglieria.clie r\^(7;v/cliiamasi daalemanni, e nel proprio dialetto /^adagli

suoi avanzi presto disparvero daH'Liiglie-

Pel suo religioso zelo, pare che co-

gyar-Orszg,

l'guri finlandesi,

luinc r

Ungheria ad essere iliuminalu

UNG
dalla benefica e feconda luce della reli-

i\

149

gione cristiana,
steie, nella

come quello che tanto eGermania speciulnjeiile, la fe-

rono a stabilirsi in Baskirie. Cacciali poi di l da Pelschenegi o Patzinaci, dopo lungo intervallo di tempo si rifugiarono
sulle terre

de di Cristo. Altri per sostengono che r Evangelo era slato gi predicato nell'Ungheria fino dal
III secolo,

de'romani, e fissarono

il

loro

ma

che

la

fede rimase a pi incipio oscurata dall'aiiatiismo, forse introdottovi da'goli invasori,

soggiorno in Pannonia. Del resto questa nazione era del tutto diversa da quella degli umii ne' costumi, fuiina, foggia di
vestire e nella lingua.
sta
lo
Il

loro idioma, giu-

e poscia quasi estinta da' barbari che


di l del

costeggiavano

Danidjio.

Dopo la

componevasi in gran parte del tartaro e dello scita, e spestesso


scrittore,

morte
nell'8
1

di

Carlo IMagno, eh' ebbe luogo


le

cialujente del dialetto de' tartari voguli.

4, l'Ungheria ribellandosi, furono

Capo
nonia

del conquisto da essi fallo in


fu

Pan-

vedute profanate

cose sagre, presi di


il

mira

credenti, cos che

vero culto ve-

o Aimone, dagli orientali chiamato Salmuts, che pretendeva discendere da Aitila re degli unni. Egli ebbe un figlio per nome Harpad o Arpad,

Almo

niva esercitato in segreto, e col niancar


l'esercizio esteriore di esso,
il

popolo

ri-

lorn

alle superstizioni antiche.


la

Poterono

che essendo a
suoi stali nel

lui

succeduto, trasmise
(altri

conservare
l'

fede quelle popolazioni del-

907
)

anticipano

il

prin-

Ungheria, eh' erano le pi vicine alla Germania, e S[)ecialmente alla Baviera, dove non mancavano intrepidi propagatori ilei nome cristiano. L'Ungheria rest in piccolissima parte fino al fiume Pvaab sotto il dominio de' principi Carolingi,
successori ed eredi di Carlo IMagno, sino

cipio del suo regno

all'

887

e lo fanno

morto

nel

907

suo

figlio

Zulta o Zolsi

lan o Sollan. Le armate di costui


sero per l'Europa e devastarono

spar-

mania,

1'

Italia

la
i

GerFrancia orientale.
la

Zulta nel

908 cede
cui

suoi stati al figlio


fu tutto

Toxun,

il

governo

opposto a

ali'888 circa, epoca della morte di Carlo


li
il

quello di suo padre.

La pace da questo

Grosso

re di Francia e gi

imperai

principe stabilita ne' propri stati ne apri


l'ingresso agli stranieri, e fu coll'opera di

loc;

da ppoich n Carlo IMagno n suoi

successori
t sopra
1*

non hanno mai avuto autori-

questi che Gelsa o

Ungheria, come pretesero alcuni. Nell'anno precedente l'Ungheria divenne preda d'un novello popolo sbucato

successore nel
la

religione

Geysa di lui figlio e conobbe e abbracci cristiana. Cristoforo Koch,

96

Quadro

delle rii'oluzioiii dell'Europa,

come

gli

unni

e gli avari dalla

Scizia
di
1

dal rovescianieiiLo dell Impero Romano in occidente fino


rigi
1

asiatica o Tartar-ia (/'.),

composto

O-

a' nostri giorni, Pa-

'gnri e di

Madgiario Magyar. pannoni dierono ad essi nome di Unghcri,


il

3, riporta

seguenti cenni storici

dell'Ungheria. Gli ungheresi, denomina-

che non che una corruzione di quello di Onguri. Tale 1' opinione di Guignes, Gio. Eberardo Fischer, nelle sue QuaestioiH's

Pciropilitanac, Gottingae 770,


i

d agli ungheri origine alquanto diversa. Secondo lui questo popolo fu conosciuto dapprima sollo il nume di Jugri, da cui
|)er

anche Magyari da una loro trib, popagani e fieri, abitavano un tempo le regioni che sono al settentrione del mar Caspio. Verso 1' 889 o 892 partiti sotto la condotta d'Arpad, invaseroesottoinisero la Dacia e la Pannonia, abitata da popoli di varie nazioni, e fra gli altri
ti

poli

corruzione deriv (juello di Ilugri,

da'discendenti degli antichi romani, dagli slavi ec. iNell

Lagrio\\ L/iglicri. Egli asserisce che la 1. loro dimora fu ne'paesi situali intorno la citt di Turtau all' occidente della Cina, donde dopo lungo errare si reca-

899 e
il

nel

900

invasero

il

Veneziano, corsero
diarono
uccisero
li

Modenese, incenmonastero di Nouantola e ne

monaci. Nel

924

presero e di-

5o

li

G
gf///,c]iveniie
fi

U
987 devastaKniu
1

]N

G
la caiiie ti-

sliuiseio

Pa\ii5 tiucidantlo la iiuigyior

a breve oggetto di tenore,

pailedegliabilaiUi. Nel

ed era fama che divora<isero maria e ne nutrissero


verliti al
i

Capua, baruo,
iuvastro
la

iNola e Ijetievenlo. NclqS')

loro cavalli.

Con-

Baviera, ed Ollonc

re di

cristianesimo sotto Geysa, co-

Germania

li sconfisse sul Ledi, facendone una strage orribile. Tra il 978 edt)8q Pellegrino vescovo di Pas.st/vicits. Adal-

s.

minciarouo a darsi all'agricoltura, Hncli Stefano 1 fece di loro veramente un popolo, non essendo stali sin allora che un'
IM.igiari suoi antenati

berlo vescovo di Praga, spediiono inissionari in Ungheria, e Geisa che n'era


il

orda selvaggia. Lo storiografo Teliei" sostiene, essere


i

d'o-

duca o

princi[)e, ricevette le
11

acque bai.)

tesiniah.

martire

s.

Adallicrlo (/

anche venerato apostolo dell'Ungheria, e il Buller dice che vi predic ii Vangelo, e che fra quelli da lui guadagnati a Gesi Crislo, si annovera il re V. Stcfa/io I (^/ .);

ma

di questo poi ragioner. Dissi altro-

ve,the Beneilelto VII

ferm

a Pellegrino arcivescovo di

Papauel977 conLorck

{/ .), la giurisdizione sopra 7 vescovati deirUngliei ia inferiore, iie'quali gli coni-

metteva

le

sue

veci.

Loich eia inetropoii


l'annunia, e lino dal

una canzone del secolo X nomi di Ungari e Parti vengono usati nello stesso senso. A questi docnruenti venne da ultimo aggiunto un 3. dell' accademico Jeniey, a cui riiisc'i di decifrare un ms. magiaro del secolo XI, in cui iu una specie di preghiera o pia ammonizione, fatta menzioneespressameute de'sanli e celebri antenati Magiari e de' Parti, zenl j'clcus Partas eu*tmA. Ora e continuando le nozioni sulla origine degli uiigheri o magiari, conviene
rigine parlicajche inoltre in
i

ecclesiaitica

della

far parola delle e depredazioni

5o4 Papa

s.

Simmaco avea

concesso
la

il

barbare atrocit, incendi commesse dagli ungheri

pallioal suo arcivescovo, indi

sua gi.).

o magiari per

un

secolo e pi, sia nelle

lisdizione fu trasferita a \///.7;/;c'(/


iseli

terre circostanti, sia nelle vicine contra-

Ungheria

villaggi
.>>i

vi sono marche, boi ghl e denominati 31ugyar^co\i diver-

de, sia nelle diverse calale e terribili irruzioiii in Italia,


il

che deplorai in tanti


e dalle devasi

aggiunti, imposti da'nuovi dominatori della regione. Alcuni geografi credono


i

luoghi da loro manomessi; laonde rilevai

che per difendersi da

essi

Magyari un principal laiuo


nazione de'
secolo
tlove
jf'n/</u',

della

grande
del

stazioni de'saraceni, in tale epoca

acil

che verso

la (ine

crebbe maggiormente e

si

moltiplic

IX mostiaronsi

in questo paese,
I

ro duca
zioni,

pervennero a stabilirsi Sotto il .loArpad, o per mezzo di negozia-

oppure colla

violenza, di
le

qua

loro
finessi,

capi estendendo lontano

conquiste,

propugnacoli, circondandosi luoghi di forti mura o riparando le dirute, anzi ebbero cos'i origine non pochi castelli, Contro quelle terribili bande di scorridori annaronsi viidelle 7o/7-/eallri
i

numero

che
ui

il

cristianesimo insinuantlosi fra


i

l-iggi,

case e persone.

Le

citt

rinnovare-

mano in mano ne addolc eostumi teroci. Non mancano di quelli che stabiliscono air 894 l'invasione de' barbari
i

lUagyaii nell'Ungheria, dicendoli d' orit^ine kainuicea o finlandese, quali sotto


ia

condotta

d'

Arpad

s'

inipodestarono

tempo e da altri barbari; le alture si munirono, ogni mouaslero, ogni brigala scav ima fossa, riz?uno steccato, tutto si pose in opera per l'individuale sicurezza. Ogni barone per mettersi al coperto delle incursioni nusfasciate dal

no

lemma

di tutta la conliada, ridussero in servili


gli

gliere fortific o ricostru


lo.

il

suo castel-

abitanti, e divisero fra loro


1

il

lerrito-

Quanto polevasi

alto

elevavasi

un

no.

nuovi

pos^c^s^ori
111

(ontinuaronolelo-

moiilicello di

terra Irasportala, circon-

10 escin.sioni

nie di O/^'!;/,

Europa, dove il loro nodonde deriv quello d'O/i-

davasi con fossa larga e profonda, sul


eoi 01 lo esterno piaatavausi palizzate
ili

UN
fumiiivaiio
eia di

G
di
uti.i

L ,\G
la

.-r

legni Hf(ii;ulralie fortementecoiiiiessi,c!ie

ceita piobabilil de' leggenli nel

muro, qualora
si

ciula

non

principio de' loro governi non lioevono

muro

forte e gagliardo. Stdiasoni-

troppo anguste
li

liuilazioni.

Il

mila del monte


titlii

fabbricava una piccola

nella Disscrt.i^.' -.Dcllu milizia

Muratori de seco-

donde avea
si

in giro la vista,

alla

rozzi in Italia, prova che


la

gli

Uugri o
fortiQ-

sua porta
dalla

arrivava che per un ponte

Unglwri ^uvono
cassero
cli
le citt

cagione che

si

geltalo sulla fossa, sostenuta da piloni che

e lecaslella in Italia. Poile

bassura esterna clevavansi a gra-

narrando

invasioni saracene, l''


le

di (ino alla

soinnnl

ilei

monte. Eusebio

sposizione degl'italiani e
ze, dice

loro sulfereufece pensare

Verini autore del Poinincntatio fari-

che maggiormente

li

dica critica de lincred'Uario


ii.ssiiiiac

jum

Sere-

alla difesa l'increibbilecriidelt dogli


gri,

liciun

Doinus Aastriacac in AposloRegnimi Hnngariae, de jure e-

un. gente barbara e spietata, che sui piin-

ligcndi Rcgcni, (jiiod ordinibus inclytis


lirgui
bai,

Hnngariae

(juoiidatn coi/i/n'lc-

de Corrcgente, Rrgc juniorc, Ducioli/n

X cominciarono a scorrePannonia, detta poi dal nome imo Ungheria, nell'Italia, devastandola con incendi, stragi e rapine, il che fece
cipio del secolo

re dalla

bus Regiis,f/uos
bat.

Iluiigariii haha-

Vindobonae 1771. Dopo il Videmanno, il Pancrazio, il Veiboecz, il lieck il Keuieny, che hanno trattato del dipubblico dell'Ungheria, e del jus eVerini principia

miiUir faccia all'Italia, Poche erano prima di que'teuipi le citt e castella prov-

vedute
cazioni.

di

buone mura e d* altre Gran tempo s'era goduta

fortifila p.ice

ritto

sotto g' intperatori Franchi, n da rnoltissimi anni s'era

reditario dell'augusta casa d'Austria sui

provata incursione

ai-

regno,

il

il

suo trattalo

cou

l'esalta descrizione dell'origine dello


i

stato,

provando che moderni L iigari o Madscha-i utWa loro discesa in Emopa erano divisi in 7 cantoni, e che nel loro
civile

regolaniento

poco

si

dilferen/.iava-

no dagli
si

svi/zeri e dagli abilatori de'Pae-

IJassi

confederali, linch collegatisi pii

cuna de'barbari,e perciquasi dappertutlo si vivea alla S[)artana, e non che la campagna, le citt slesse>i trovavano orive d'ogni difesa. Que'che si chiamavano Borghi, furono douioriun congrcgaiiona^quae maro non claudebantur. Allorch diedero legge all'Italia romani e goti, qui si contavano assaissime fortezi

slrettamenle fra loro pe'consigli del chazaro

ze,

ma

per

le

successive guerre e per la


la

Chakan fondarono

sotto

Arpado

u-

lunga pace, andarono


iu rovina,

na monarchia, ch' una delle pii anlidie d'Europa, e disfallo il regno de'Moravi stabilirono nel paese
la

per sopravvenute

vasioni saracinesche, e

maggior parte le vane inmassimamente le


si

loro

feile.

tanto deplorabili degli ungri,

dieionoi

Contro il sentimento del Verboecz e della maggior parte de'giureconsulli, che limitarono di mollo il potere de'duchi uugarici, restringendo la forma del governo ad una semplice aristocrazia lino a'
tempi
di s.

popoli a rifar l'antiche fortezze e a fab-

bricarne delle nuove, per resistere a'nemici e uietler iu salvo leloro vite ed averi
alle occasioni.
si

cominci a praticar

Questo medesimo ripiego in Francia nel se-

Stefano

1,

il

Verini stabilisce

colo IX, a cagione delle tante lagrimevoU


scorrerie de' normanni. Pertanto chiun

Arpado illimitato signore dell'Ungheria con non poche plausibili ragioni traile
dall'analogia de' governi orientali, e di quello de' cha/.ari, dalla potenza de'duci

que pot ottener


peralori, o pure

licenza tla're o dagl'imt\d

principi longobanli

ne'ducati di Beneveolo e Salerno, s'applico a fabbricare rocche, fortezze e castella, e

hbera divisione da Arpado del paese soggiogalo, secoadoch afferma Ottone di Frisinga, e
di allora, conslalalu dalla

falta

a ben provvedere

le citt di

mu-

va, e a fortilicursi

anche

ne' suoi feudi e

,52

UNG
i

UNG
che le scorrerie degli iinglieri furono passeggiere, n alcuni
fiss
il

dofino iie'beni allodiali, liporlandoiie popoli della Lombardia, anzi ciiMieiili. I


dell'Italia
ni
rliiri

in di

Hai.
essi

vi

impalarono a munirsi
la

di

buo-

piede,
i

come

fecero

normanni

contro

ferocissima razza degli

talvolta
\a
tj

tedeschi. Inoltre Muratori, nel-

nelI'SQSEuvardo vescovo di Piacen/a compr un Castrnin aedificattm iitoderno tempore; nel 909 canonici di
unsri;
i

Disscrt.

72/; Delle cagioni per

le

itali ne'

vecchi tempi si sminu lapo-

A'erona concessero agli abitanti delcaslellodi Cereta di fibbricar ivi una torre ^;/o

serva che tra


se

tenza temporale degli ecclesiastici, osle disavventure delle chiecontribuirono ancora


le

frequenti ir-

persecitt!oneiingarorum:anclcV>cf^imo maxima saesi trovava in gran iiev\co\o,

ruzioni de'barbari nelle provincie d'Italia,

cio de' longobardi, saraceni ed

un-

voiitm nngaronim
pai
isc:e

incursione,

comeapI

gheri; dice
e
le

immensi

ojali, le

desolazioni

dal diploma di Berengario


al

re di

miserie recate da'primi, peggio per

Italia, col qiKileconcesse

vescovo Adalturres et
IMaria

bei to e

a' cittadini

licenza di

/nnrosreaedi/jcarc.ho stesso re nel 912


pcrmise a Ridisinda badessa di
s.

operando gli migri tartarici soprammodo fieri, quali nel secolo X uscendo quasi ogni anno dalla Pannonia, saccheggiarono la maggior parte delie citt d'itai

Teodota

di Paviajd'edificarecaslelliepro-

lia,stragi e

incendi commettendo dapper-

piignacoli

ad pagainvtim

insidias, cio

tutto. Allora fu,

che

territorii

diVerona,
rimasero
la

degli ungri, gente

venuta dalla TarlaPaiintcnti Gaus-

Reggio,

Modena

e d'altre citt

lia e tuttavia idolatra.

desolali e bruciali, confessando lo storico

lino vescovo di l'adova

impello dall'im-

Luilpraiido, tanta essere stata


e rabbia di que'barbari,

ferocia

peralore Ottone
lia-iil)us

nel

064, castella cum.

che non osando

etpropiignaeidis erigere. Altre

Muratori gi avea pubblicalo nella Dissert.t.' Delle genti barlare, che assoggettarono l' Italia, nella
simili notizie
:

alcuno d'opporsi, libero campo rest loro di penetrar nelle viscere dell' Italia. In
tale
i

occasione essendosi salvati colla fuga

pii degli abitatori, e


gli

qnale deplora

come

la bella

regione sul

co ro

archivi di

consumali dal fuonon pochechiese, in quel-

principio del secolo

e ne' susseguenti

l'orrida desolazione tristo


gli

unni, prov infiniti guai per l'incursioni

d'una nazione
lica,

[)ii

fiera e

barbara delle
la

altre, cio degli ungri

o unni, gente tarla-

che avendo colla forza sottomessa


il

Pannonia, e datole
quasi ogni

nome di Ungheria,

anno calavano nella misera Italia, per dare non solamente il saccodovunquf giungevano, ma per mettere luito a Icrro e fuoco.

Grande

e lunga calala

mita, princ.ipaiinenle per


in cui fino la regia citt di

Lombardia,

comodo ebbeuomini per occiipare le terre degli eccloiiastici. Tornala la calma, bench chierici e monaci ripctessero loro beni, o non riuscendo provare loro titoli o provandoli, non oltennero che di rado giustizia. Berengario I con diploma dei 904 don alla chiesa di Reggio Monte Cervario, con dire: toto mentis affectii provideiites ejusdem Ecclcsiae nccessitales vel depraedationes,
empi
e pessimi
i

Pavia rest da

afrpic incendia,
te

que

terribili

cuasnadieri cambiata col fuodi pietre. In

to in un mucchio coulvo
bta
\

Modena
compo-

pes.smii uitgerorum, fu
al

qnae a ferocissima genliungrorum passa est, 11 Borgia, i?r('i'(; istoria del dominio della Sede apostolicn, narra a p. 101, che vescovi delNoi

una preghiera

no; poielic fu

palruno s. Geminiaaliora che l'insigne mona-

rico, cio della

Baviera e del Tirolo, in

sterudi Nonaiitola, dei territorio di Modena, tla (pie'baibari venne dato alle

una lettera indirizzala nel 900 al Papa Giovanni IX, alteslano che quando gli ungheri passarono di qua dalle Alpi, cssi

fiamme. IVondimeno cunfcsu Muialori,

vescovi olhirouu a'pope.li alavi trulluli

U
,di p^ceyaffnici

i\

G
(le[)redarla,

UN G
come

53

ttiniduspathimflarent,

e sebbene popolatissima bastare pocbi a


artleiile<nente braiiia-

(fita/mlin Loiigobardiaiii iiohis intrare,

Pelli difendere, populuinquc chrislanimi divino adiido'io redimere


et rcs
s.

vano. Entrali nella regione perla via da


laute altre barbare nazioni praticata, fra
gl'incendi e le rovine si avanzaruuo sulle rive del Brenta nel territorio padovano. Il re Berengario I a difesa del
le stragi,

liceret,

li

Borgia chiama
Tartaria,

gli

Uiigri o

Vnglu-ri gente bestiale uscita dalla Scizia, cio dalla


i

quali avendo
e da-

colla forza sottomesso la Iole


il

Pannonia,

paese tosto

si

rec in

Padova per opporsi


a'qnalisembran-

nome

d'

Ungheria, presero poi a

alla furia degli ongheri,

fare quasi ogni

r
si

Italia,

anno dell'incursioni neldove tutto mettevano a ferro e


li

do

di

non aver
il

forze bastanti per icom-

battere

re,

si

ritirarono da' luoghi oc-

fuoco. Lai." calata loro in questo paese


riporta airSqg. Gli antichi scrittori
avari, unni e turchi.

copali, lasciando tutta l'Italia in

onore
b'arde

e spavento, aiassinie le citt

grande lomri-

chiamano anco
vo
in Palleschi,
p.

Tro-

come pi

esposte. Perci molti le

Memorie del ducato di

abbandonarono portandosi all'unico


dintorno
al

83, che Alberico 1 conte Tuscolano, sdegnato sommamente contro


Spoleto,
l'apa Giovanni X,
iie'dominii della
li

fugio di Venezia, e in altri luoghi e isola

Lido, tulli originati dall' e-

chiam
gli

in

Toscana e
la

niigrazioni per fuggire le devastazioni del

s.

Sede

ungheri,i quapr-

feroce Attila.

E
i

perch l'esperienza avea


barbari erano avidi del-

saccheggiarono e spogliarono

dimostrato che

vincia,

onde

in

vendetta

romani

tolsero

l'oro e dtlle cose pi preziose,

non

rispel-

ad Alberico Ila vita in Orte, in que'tempi ben fortificata, cio nella Toscana stessa, nel qaS. Quest* assertiva del Sigonio non viene credula da Muratori in lutto,

land ueppur le chiese e le cose sagre, i padovani le nascosero segretamente in

uno
ri

alle ss. B-cliquie.

Intanto

gli

onghe-

profittando delle guerre insorte Ira


1 e l'imperatore Lodovico IV, maggior numero nel marzo del geo ov-

Quanto per
zioni del
fanciulli fatti

alle

devastazioni e depreda-

Berengario
in

pi prezioso, e delle vergini e


schiavi, lo asserisce

pure

vero nel

qo3 tornarono

a rovinar l'Italia
la
i.''

l'Adami nella jStorftt^rZif^oZ.ye/zoyanzi egli pure afferma che i romani per vendetta espugnarono Oi te e uccisero Alberico I, o Albertomarchese di Toscana, com'e^
lo

gettandosi sul Friuli. Aquileia per

prov
rona,
rio
I

la

rabbia del loro furore,quindiVee Pavia. Allora

Bergamo

Bereoga-

chiama,

ma non
Che
la

pare pel narrato a

adunato un esercito 3 volle pi numeroso del nemico, questo si pose in taache offerto
di restituire
ii li-

lale articolo.

Romagna,
dominio

il

Piceno,

la ajiprensione,

e altre proviucie del

pontificio
i

predato,

domand

di lasciarlo partire
i

patirono

le

infestazioni

degli unghei

beraujente. Inaspriti

barbari dalla

fie-

varie riprese, lo raccontai a'ioro luoghi,

ra negativa, condjatlerono con tanto fu-

L'Orsato ucW llisloria di Padova, narrando all'anno 90 ila calala degli Onghe// in Italia,
li

rore e di>pera7/ione, che completamente


sul
glili

Brenta disfecero gl'italiani. Inorgo-

dice dalla Scizia

passali

nella

Pannonia

e cacciatine gli unni l'oc-

dalla vittoria, gli ongheri s'impadronironodi Vicenza, Treviso e Padova, eoa

ciiparono, e che non essendo avvezzi se


iion a guerreggiare, le
i

inaudite stragi e rovine, per tutto spargeiido


la

figli al

madri per assuefar dolore ancor bambini con ferite

desolazione, finch mediante


le

mollo oro evacuarono


formate
nasteri derelitti.

spogliale e de-

li

tagliavano in diverse parti del corpo,

cilt, lasciando le chiese e

mo-

Prima di penetrare gli ongheri in Italia vi mandarono esploratori, che riferirono


essere bulla, fertile e co^jusu d'ogni bene,

Maallorchi baroni italiani deposero Berengario I, surrogandogli iiodoUo 11 re della Borjjoguu Tiau^T

,54
inrana
iii in

U N G
Ceieii"fiiio
I

U N G
il

verso

924

cliia-

uovaroiio di quando

in

quando, nel

rinia-

suo aiuto gli nngheri uirestei-mid'Italia. Vi cagionarono un'infinit nio bruciando Pavia e uccidendone <li mali
il

neute del secolo X, e rie'primi anni dcl-

onde basta

rXI,ci che raccontai in molli articoli, lail fin qui narralo per dare una

vescovo, insieme a quello di Vercelli,


/iitlo,

idea delle fajnigerale invasioni ungariche.

Ci

gli

slessi

uugheri, passando

ToinandoaGeysa duca o vaivoda d'Unglieria, convertito al ciistianesitno

pii scoscesi gioglii

delle Alpi, calarono in


la

per o-

Provenza e la Linguadoca, non ostante che da l\oilolfo 11, e da Ugo re d'Arlese marchese educa
Francia, scorsero per
(li

pera

di

s.

Adalberto, a

tuli'

nonio occui

possi di rendere cristiani lutti

popoli a lui

soggetti msdiaotesanli uomini, che spedi


a bandirli

Provenza

fjssero ne'passi stretti delle

Alj)i assaliti, e

che Berengario

loio fau-

gheria; e col
i

Vangelo in ogni parte dell'Unmezzo loro furono mitigati


cessarono
le

loie fosse nello stesso

tempo per congiura


nngheri abborriti

feroci costumi, e

criminose

ammazzato
ritati

da'suui italiani, altamente irgli

superstizioni.
f di tanti
se
i

Geysa ardente
minacce
baroni.
i

di zelo trion-

peraverspinto
|)oco

impedimenti, colle parole vindifcili,

a incendiar Pavia.

gario

1,

Morto nel924Berendopo gli ongheri condotti


in
Italia,

miti, colle
gli ostinati

colle ar

mi
|)er

Onde non and


Egli
si

da Salaido rientrarono
I

e la

raollu che l'Ungheria fu tutta cristiana

Lombardia per la ." fu esposta al loro furore, occupando Mantova, Brescia e Ber-

opera

di

suo

(iglio.

accinse a

fabbricare templi, e collegi pe'sacerdoti,


tlirelto nelle cose di

gamo che saccheggiarono


a Pavia, onde

e quasi distrus-

religione

da

s.

Afi-

sero, e simile disastro tocc pure di


le altre citt

munirono
li.

a difesa.

Nel q

nuovo e Padova si anche la ToItalia

dalberto. Nel

977 Geysa ebbe

dalla sua

moglie Sarloth o Sarolth o Jecha un


gliOj al cui

battesimo fu chiamato Stefus.

scana soggiacque

al

furore degli onghe-

no, in onore di

Stefano protomartire,

Questi fecero altra discesa in

iiel

g37 contro

marsi,

quali per con

non che N. maritata con Ottone Orseolo doge di Venezia, Sama sposa di Aba,
e Sarolth, che data in moglie nel

que'di Valva
sero.

gli

lesero aguati e dislrus-

984

Indivi ritornarono nel 94*^ capitanati da Tapi, e senza trovare resistenza


si

Boleslao duca di Polonia, fu poi ripudiata.

Slefano nel giorno


battezzato di
s.

di

s.

Stefuio era
lrunone a-

abbandonarono

alle

prede

e agl'in-

stalo

Adalberto, giusta
d.
s.

cencli;

finch per l'oro raccolto dd'()opoli da Berengario 11, si contentarono ili pai
-

l'autore di sua vita, o

postolo della Prussia, secondo

Ademare
la

lire.
gli

Anche

la

Sassonia fu guastata da-

de Chabannais;
di

e nel

997 dopo

morte

nngheri nel 916, massime le chiese, come quella di Brema, uccidendo sacerdotispietalamenle e distruggendo le eroci, per cui .furono puniti e in gran parie
distrutti dalla divina vendetta. Indi enIrati

suo padre fu riconosciuto a vaivoda

ossia

duca

d'

Ungheria. Erede delle sue

virt, coli' esem(ilare e instancabile


zelo,

suo
da

[lersuase e facendo

egli

slesso

uiission.uio colle dolci


lutti gli

maniere obblig
il

inGermanianelgoS, Ottone
essi a
il

venne

ungheri a ricevere

battesimo,

con

battaglia campale,gli sconfisse,

condotto

loro duce allalisboua,ignomilo fece


I,,,

compiendo l' intera conversione a Ges disio dujuasi tolta l'Ungheria, per quaotu riportai nella sua biografia, tlopo aver

niosamente
l>itosa viiiui

impiccare. Questa sires.

predella da

Udalrico ve-

trionfalo col suo valore d'alcune rivoluzioni occasionate dal suo ardente zelo religijso. Diversi suoi sudditi,

scovo d Angusta, fu riportata nel giorno di s.Loren/o arcidiacono, per cui OUoue l
a suo oiioiy f)nd
il

che ancora

vescovato di Merssi

seguivano

l'idolatria,

si

ribellarono sac-

bnrg. Queste ticmcndc incursioni

riu-

chcggunido

citt e villaggi, e

menando

U N G
strage di crisliani. Slefauo allora raccolse
e

U N G
alla

55

Archi-Caenoh'is. lfarliniinSacro il fonte

sue milizie, pieparossi

guerra co'

Paivioniae ordinh

s.

Benedicti, Ntil-

iligiuni, releniosine e l'orazione,

implo-

lius Dioccesi's, Ji\v\n\

[S^^. Deslin A-

ruiido l'aiuto divino per intercessione di


s.

sfrico vescovo di Colocza, e poi l'invi a

Martino di Sabnria vescovo


s.

di

Tonrx

(^.), e di

Giorgio, facendosi [)recedere

che stavano all'as<edio di ^'e^|)rirn. Con vittoia compiuta interan)enle li vinse, ficcndo cader sul campo il capo loio conte
ila'loro stendardi control ribelli
I

Roma al celebre Papa Sihestro I[ (J\) neliooo, percli domandasse la conferma pontificia delle nuove seili, la benetlizione e la corona regia [)er avere gli unglieri conferito a lui la dignit e
il

titolo
la

di re,

onde neglio potesse promovere


la

Ztgzard, personaggio valoroso e liputato,

religione e

felicit

dell'Ungheria, e in

quantunque

fosse

ad esso inferiore pel


di

fine pM'o(fi ire


to e
II

iiumero de'suldali, Lielo


fo, e

questo trionsua rico-

ripetendolo unicanienle dal celeste

la sun persona e il suo StaRe^/io trihutario dcllax. Sede(y.). Papa avea preparata una ricca corona,
l

patrocinio,

onde [lerpctnaie

la

per insigniredella regia dignit iMicisIao

noscenza a Dio, nel luogo della battaglia


fece fabbricare
I

duca
felice

di

un gran monastero sotto


s.

Polonia, poich nel rozzo e insecolo X la divina provvidenza di-

invocazione dell'ungherese

Martino,
la 3."

che dot riccanu-nt,gli regal


le delle spoglie tolte a'

par-

spose mirabihnenteche molte nazioni abbracciassero la religione cattolica. Pochi


giorni prima o
stro
se in
II
il

nemici, e poi di-

precedente che Silvela

venne

1'

arci-abbazia del rei^no e dipen-

spedisse in Polonia

(corona, giun-

dente immedialamentedallas. Sede, Ap-

pena
col

salilo al

Irono avea chiamato a se


per santit e dottrina, e
la

Rotna Astrico legato inviato di StePano I, il quale esponendo in concistoro


scopo
di

uomini'
rrisliaiia
fra'

ilislinti

lo

sua missione, e fatte conosce-

mezzo

loro riacceso e dilatato


Il

fede

re le sante e virfuosegesta del

duca d'Uudestin a

ne' suoi popoli.

pii^i

distinto

gheria a Irioiif della religione, comniosse


il

banditori evangelici da

lui

chiamali

Papa
I

in
la

modo, che

cpiesti

fu Aslrico o Anastasio,

uno

de'

6 monaci

Stefitio

corona reale che avea desti-

ches. Adalberto seco condusse dal proprio

monastero de'ss. Uuuif.icio ed Alessio di Pioma, quando per l'ultima volta recossi nella Boemia, e lo fece abbate del monaslero di Drunove, da lui eiliflcatoa'benedettini. Passato in Ungheria fu bene accolto dal duca Stefano, e col suo zelo e rol soccorso de' suoi monaci distrusse Ogni avanzo d' iilolatria. Allora il duca
Stefano volse l'animo
a fabbricar chiese,

nato pel duca di Polonia, a cui poi ne mand altra, ed la corona sagra e cele-

benima
coronali

colla
i

(pialeanco di pre>entesono

re d'
il

alcimi,che

Ungheria (per narrano duca Geysa avendo nel 072


i

ricevuto da Michele Parapinace imperatore greco un serto reale, pi tardi qiiando divenne re Geysa l, per la sua coro-

nazione fece unire

il

sei tu
la

all'antica co-

rona, di maniera che

massime
iu

la

vasta cattedrale di Strigonia


il

corona imgarica vuoisi consistere propriamente in duecorone), tenuta in tanta gelosia dagli

e quella di Colocza, e divise tutto


I

paese

che Strigonia, sua cill natale, fosse sede d'un metropolila, noujinandone a .ai ci vescovo Sebadi cui volle
1

o diocesi,

gheiesi, a segno che


principi che
li

uumai fecero conto de' donuinarono, prima che


il

fossero con essa coronati. Si narra che

stiano abbate del monastero da


lo di
s.

lui eret-

Martino sotto

il

^'/irt Y?/j^^/j

luttora fiorente

nome di Moiducome pu ve-

Papa avea avuto nella precedente notle una visione, nella quale gli parve di
vedere
se:
yu\ celeste

messaggio che

gli dis-

deis'iueWo Slatus pcrsoiialis q//cialis et


lucalis rcli^iosorurii itnli(/iiissinu Kcgii

Domani

verr a te un inviato della


ti

nazione ungarica, che

suiiplicher a

,;T,

UNG
collii
il

UNG
^

xo\ev

corona

tua aiiloiil ornare della real suo duca, qualora suoi meriti
i

lezione

tli

s.
il

Pietro e della Chiesa

romana
al

Stefano

I,

reguo e
la
s.

la

nazione ungarica,
il

l-ichiedino ci, cedigli la

corona che

tieni

e ne afiid per

Sede

governo

preparala

pe'

polacchi. Ci viene aller-

principe da

lui fatto

Re, ed a'successori,

.-f^V

innloandiedal Rinaldi, Annali ecclesiaooo, n." 2 e seg.Non solamente 7 an. Silvestro II in tutto esaud Stefano l,conI

con formale patto che fossero sempre ubbidienli e sottomessi a' Papi e alla Sede
apostolica, di perseverare nella fede cattolica e di

/crniando
steniaiido

vescovati da lui istituiti e


cose ecclesiastiche del

si-

adoprarsi a propagarla. Perle


II

le

nuovo
la

concessioni fatte da Silvestro


e successori, alcuni
ci

a Stefano

regno d'Ungheria,
tlignil gli confer
lilolo di

ma
il

per accrescerne

scorgono pure
la

la fa-

cospicuo e onorifico
usarsi ezianlui

colla di potere regolare e disporre gli affari ecclesiastici

Re Apostolico, da

d'Ungheria, e

nonina

dio da'successori, ed a cpiesli ed a


{litro

con

di lutti

benefizi ecclesiastici del regno,

singoiar piivilegio permise di farsi


e

come

vicario o facente le veci del

Papa,

precedere

pollare dinanzi a se e alle


la

efpuvalente all'autorit di legalo perpe-

sue armale, e cos nelle uscite solenni,

tuo della
II

s.

Sede.

La
I,

lettera
si

da Silvestro

Croce
i

astala,

che pure

gli

mand, come
nomi-

scritta a Stefano

legge uell'

Ada
Slc-

legati apostolici, col privilegio di

SS. die
187, ed
legati, e

2 septembriSy in

Fila
I

s.

nare 'vescovati
siici

e altri beiiefi^.i ecclesia-

purni, Dissert. proeni., n." i85,


del

186 e
vostri

de'loro
li

stati.

Riporta

il

Rinaldi, che
I

seguente tenore.

.Mlvesiro

nel

concedere a Stefano
dell'

la

principalmente l'amalissiino noAslric,

croce qual insegna


se: lo
si

Apostolato, dis-

stro

fratello

vescovo

di

Colocz,

sono l'Apostolico,

ma egli a

ragione

pu chiamare Apostolo di Cristo, aven do il Signore per mezzo di lui fitto acijuislo di tanto popolo. Quanto alla foriiia

hanno coliualo di gioia il nostro cuore,ed hanno compiuta la loro missione tanto
pili

facilmente, perch noi

avvertiti
il

da
era

Dio, ardentemente aspettavamo


arrivo da una nazione, che quasi

loro
ci

della croce,

che

il

p.
il

Costadoni nelCaloger,
t.

V Osservazioni, presso
j).

3f),

sconosciuta. Felice ambasciata, che pre-

1G8, dice do[)[)ia ossia con due traverse

\enuta da un messaggio
elusa,
la.
li

celeste, e diretta

edcnoininata A[)ostoIica, citando Incofer,


e di farsela portare dinanzi,
tli'lla

dalministero degli Angeli, fu da Dio con-

come

legalo

fino;

Sede apostolica, come serive il Rone sebbene riporti l'opinione del lAIo-

prima che noi arrivassimo ad udirPer verit ci non u di chi vuole, di chi corre, ma di Dio, che fu miseri-

Imaginnin e/ pietur., die juetende dover il Papa usare la lri|)lice


la no, ///.f/. ss.

cordia, e che,

come

dice Daniele,

tempi
i

caubia e

l'et,

trasforma e stabilisce

re-

croce, lultavolta

il

p.

Costailoni confes^a

gni, manifesta le cose profonde e sepolte


nelle

non conoscersi
inai Usalo
(Il

nell'arilichil lilurgica tei

tenebre, perch

la

luce con lui,

ilimoniaii/a alcuna, che

Papi abbiano

quella luce che illumina ogni

uomo che
tutto, lin-

fu- poi tareavonli di sele ero-

viene in questo

mondo. Anzi
e nostro

ci di que.lii lai

figura,

non trovandosene
Pontificis.

graziamu Dio Padre


sii

Signore Ge-

ineiizione nella dottissima opera di mg.'

Cristo che a'd nostri ha trovato


nel figlio diGeysa, un
il

un

Giorgi,

De

Liturgia

Romani
i

Davidde
secondo
pascere

uomo

fillo

cr.ce

Confulai l'errore che Papi usarono la doppia o triplice, anche nel voi.
2 16, ripelendu ancora una volta che la croce ponlilicia dev' csseie
p.

cuor suo,

e lo

avendo
la

illiimi-

n.ito ilella celeste luce, l'ha suscitato


il

per

LXXa,

suo popolo d'Israele,

diletta
la

nazione degli Uugheri.


piet vostra verso Dio, e
alla

Lodiamo imh
il

con una

sola traversa. Di pi Silvestro


la

II

vostro rispetto
Iri-

jigcv con bellissima lettera sotto

pro:

Cattedra Apostolica, liualincnlc

UN G
buliamol dovuti encomi alla grande liberalit con cui mediante le vostre lettere ed ambasciatori avete on'erlo a
s.

U
to
di

iN

tempo dopo confermata nel concilio Costanza, per cura dell' imperatore
re

Pie-

Sigismondo

d'Ungheria. Stefano Idiil

tro principe degli Apostoli,

Nazione, di cui
ci ch' vostro,

siete

Regno e la capo, come di tuttoil

votissimo della B. Vergine, mise tutto

non

esclusa

la

vostra per-

suo regno sotto l'immediata di lei protezione, e volle che il giorno di sua Assun-^
zione
al cielo fosse
il

sona. Atto meraviglioso che mostra di


gi ci die voi chiedete a noi di dichiarare.

giato, e detto

giorno

Nulla diciamo di pi, perch non


fatti

l'imperatore
pro|)iia

s.

solennemente festegdi Maria. Anche Knrico il suggell colla


il

mestieri lodare chi lodato da'

da
ci

a[)provazione nel ioo8

regio

Dio

stesso.

Il

perch, tutto quello che


il

avete domandalo,

titolo di

Re,

la

me-

grado di Stefano 1, dandogli sua sorella Giseleo Ghisella o Gisella di Baviera iti
isposa.

tropoli di Strigonia e gli altri Vescovati,

La

religione di Stefano

fu per

coir autorit di Dio Onnipotente e de'


Beati Apostoli Pietro e Paolo, noi avvertiti

Giula suo zio duca di Transilvania e finatico idolatra, un motivo di dichiarargli


guerra. Slefnno
1,

comandali dal Signore,


Il

di tutto

cuo-

pieno

di

confidenza nel
lui, lo

re vi accordiamo colla benedizione de*


ss.

divino soocorso, marci contro di


vinse e fece prigione;

Apostoli e nostra.

Regno, che

la

vo-

ma

gli

rese la liber-

stra

vostra persona,

munificenza ha offerto a s. Pietro, la la nazione Ungarica, piiela

t al solo patto di permettere a'missionari


di predicare

hberamenteilVangelo a'suoi
il

sente e futura, riceviamo sotto

prole-

sudditi. Altri vogliono che


alla

re

aggiunse

zione di
al

s.

Romana
al

Chiosa, e Inddiomo
della

governo ed

dominio

prudenza

vostra ede'vostri legittimi successori. Questi

monarchia ungherese, secondo Tlnvrocz, vasti e ricchi stati del duca di TranUniversum rcgim/n cj'us lasilvania
i
:

quando

sar

uno legittimamente eletti,


essi

ti

saranno tenuti anch'


sciate,

a rendere a noi

ssimwn et opulenti ssimuininonarcliiae Ungariac adjunxit. Secondo lo slesso


l

e a'nostri successori, per se o per andjail

autore, Stefano

volse poscia

le

sue armi

dovuto rispetto

1"

ubbidienza,

contro
vi

mostrarsi sottomessi alla Chiesa

Romanon

Rean duca de'bulgari e degli slaucciso di sua mano in battaglia, non

na,

la

quale considera
servi,

suoi sudditi

senza aver provalo molte dilicolt per

come

ma come

figli; di

persevera-

re nella fede cattolica e di

adoprarsi a

penetrare nel suo paese, cinto com'era da alti monti. Il vincitore die (|uel ducato a
Zulta suo bisavolo, ch'era ancora vivente,
e

propagarla ". Astric lasci Roma seco portandola preziosa corona reale,egiunlo presso Strigonia fu incontrato dal duca, da'vescovi col clero e

dopo la sua morte lo liuna'prupri stati. Aggiimge Tliwrocz, che Stefmo ripor1

da'magnali. Ste-

t dalla sua spedizione grandi ricchezze,

il

I colla maggior venerazione accolse dono del Pontefice, e dopo di avere radunata un'assemblea e fattesi leggere le

fano

the furono impiegate nella dotazione delle

chiese da
di

lui erette.

Corrado

li il

Sali-

lo re
nel
I

Germania
la
gli

imperatore, avendo
figlio

bolle pontificie, per rispetto alzandosi in


piedi, indi

0^7 data

Baviera a suo

En-

solennemente fu con giidiilo universale salutato, consagrato e coronalo re,

per

le

mani

d'Astric ch'era coadiu-

d'Ungheria 1' aiuio dopo spedita una legazioneper reclamare quel ducalo a nome di Gisele sua moglie
lico HI,

iu dal re

tore dell'arcivescovo di Strigonia, e dicesi a* 1 5 agosto 1 00 .E da quel momento


I

e di

Emerico o Emerido suo unico

figlio

(pare che ne avesse anche altri) duca della

principi d'

duchi, e Stefano
i

Ungheria cessarono d' esser . re. La bolla che I fu il


i

Russia Rossa. La

domanda

di

Stefano
era
s.
il

era fondata, giacch

Emerico

pi

contiene privilegi di Silvestro

11,

fu mol-

piossiujo erede deirimperalore

Eric&

^[8

UN

G
monastero de'

UN G
ss.

vn il pali suo zio, eli cui la Baviera forma Irimoiiio. Sul rifiulodi Corrado II di farapparecchi alla "li giustizia, Stefano 1 si NelioSo entr nella Baviera, ove ciierra. pralic "ravi guasti. Ma venuto a morte

Pietro e Paolo. Siipei

rioruieute gi narrai

suoi divoti pelle

griiinggia Gerusaleniuje, a Costanlinopoli,

Roma,

e delle chiese e ospizi nazio-

naii eretti in tali luoghi, inclusivauiente

pace col
(|(j

l'anno seguente Enierico, fu conclusa la figlio deiriuiperatore,rinunziaii-

alla chiesa
gli

magnifica e ospedale a prode-

ungheresi, che fossero accorsi

uelh
il

Stefano
la

alle sue pietensioni. IN.nia

il

capitale del

mondo
ss.

cattolico a visitare

Fiinaldi

soave morte ed

assai pianta del


il

Scjolcro de'
il

Pietro e Paolo, e presso


preti a uili-

virtuosissimo e santo Emerico, ed

re

medesimo, ponendovi \i

nadre ne rest inconsolabile, vedendosi privo di successione. Tultavolta sapendo


the
tia,
:

ziaila.

Alcuni fecero compagno del suo


il

pellegrinaggio di
s.

Non

est sopientia,

non

est pi-udcn-

Roma, nobde veneto Gerardo Sagredo, vescovo di Ciionad,


esso Apostolo dell'
il

non estconsilinrn eontra Doininuni.


cliaroi'ii/i

chiamato pur
ria

Ungheil

IL

cUe: Nc/iio pi'opter

ohituni

per avervi predicalo

Vangelo con
suo zelo
i.'
l'

nimiuni debet contristarij si tranquill e rivolse tulio l'animo a meritare la larga


divina misericordia. Stefano
I

molto

fruito, e fu poi pel

martire veneto. Allne di sradicare


continenza el'idolatria, Stefano
I

in-

sempre

co-

fece

una

stante nel suo antico disegno di procurar


la gloria di

legge, in forza della quale tutti quelli

Dio per ogni

possibile

i:on |)ieti zelanti e religiosi


ti

modo, commendevodi

non erano
so
si

religiosi

ecclesiastici,

che erano

obbligali a prender mnglie,

ma

nello stes-

per

la

loro piet, fece spargere di conla

tempo

proibii a'cri^liani

d'imparenlargenie, di

trada in contrada

conoscenza

Ges,

cogl' inledeli.

Tutta

la

qua-

Crislo, pei' eliminare interamente gli a-

lunqiie condizione ella fosse, avea facileadito a lui, ed egli ascoltava senza distinzioni
le

vanzi dell'idolatria e delle superstizioni, a


ulteriore incivilimento de'popoli immersi
elle bai barie, ed alcuni di
tali

lagnanze di chiunque

gli

veniva;

fervorosi

etra questi avea parlicolar predilezione


pe'poveri, poich sapeva esser piti facile
ch'essi fossero oppressi, l'rovvidealla losi dichiai pnbblicamenpadre delle vedove e degli orfani. Non conlento delle cure che prodigava cogli

missionari
inailiiio.

vi

riportarono

la

corona del
il

Esortandodi continuo

re co'

suoi discorsi e virtuosi esempi alla prati-

ro sussistenza, e
te

ca d'ogni bene, derivarono (juelle molte

fondazioni pie,di cui egli riemp rUngheria.

La [uole/ione

eh' egli

dovea

al

suo

indigenti, usciva di

sovente dal palazzo

po[)olo lo s[)inse (pialche volta a [irender

lutto solo,
tulli

n'ebbe sempre conq)iula vittoSebbene pieno di valore e di sperieuza della guerra, sempre am la pace, e preg Dio di tener lontane le occasioni
l'ainii, e
ria.

onde scoprire co'propri occhi quelli diesi trovassero bisognosi,

Questa eroica carit l'espose a villanie e molleggi, ed egli si mostr lieto di aver avuto parte agli obbrobri palili da Ges
Cristo; e Dio ricompens
piet col
la

per romperla. In riconoscenza della viiloiia riportata


sid

sua virtuosa

parente Gioia, fece

dono

de' miracoli e con molte

erigere ad Alba Reale, diversa da Alba Giulia o Weis^ellburg di Transilvania,

g azie spirituali.

Quantun(jue

la

morale

evangelica sia d'ordinario poco conosciula nelie corli, dice il BuUer, e quivi lutto sembri fatto ad arte per farne temere la severit, nulladimeno Stefano I vi trov il modo di esercitarvi le ausleni della

una magnifica chiesa


Vergine,
la

e la
i

dedic

alla ss.

quale

lutti

re d'

Ungheria
egli

scel>ero poscia pel luogo della loro reale

consagia/.iune e sepoliuia.
I

Faceva

oidiniiria rcsidcn/,-, i,juest;i(ilt;i,mcnI

penitenza. Gl'iniilili passatempi non gli

ire

untita LUuIa va u

lui

debitrice del

in\olavaiio

la

menoma

parte del tempo,

U
il

G
ilei-

U
uo <lue sorte

.N

G
i

5<

quale eia da

lui

riparlilo ti'a'dovcii

di vassalli nobili,

cavalL-ii

la

religioue e quelli dello stalo; egli avea

terrieri, iniltcs jrncdiales,

che Iciievai

slabilile
altri

Icore

agli uni, e saulilcava gli


fetle,

no feudi entro
lieri

propri fondi, ed

cava-

avvivandoli collo spirito della


i

serventi,

/7i/7/7('.v

senncides, die do-

e con ci tulli

suoi porlanienli, tutte le

siie azioni, e lulla la


C'ASCI

sua vita veniva

ail

rini,

veano servirli alla guerra. Osserva il Voche Stefano 1 si prevalsedellasuprc-

un continuo

sogrillzio al Signore,

ma
al

autorit e podcsl accordatagli o altollerala da'sudditi, presso


i

iagli

espiava ogni giorno colla ptnitenzai

meno

quali
le

falli di fragilit

o d' inavvertenza

in cui

suo tempo risiedeva. Dimostra poi


prevalse, e continuarono indi
nel

jnciampavii.
tal bagliore,

La sua

virt Qjandava

un

pierogativcdcUa regia maejil,


fano
1

di cui Sle
i

che faceva una viva impies-

si

sione in tulli quelli

chea

lui

si

accosta-

successori

vano.

suoi

figli

soprattutto procuravasulle

no

di

camndnare

orme

di

lui.Euiet.ui-

reame; e non polendo il Verini ritrarre donde Stefano acquislasse tal potere, non lontano dal credere,
I

rico suo primogenito lo imitava con

che

gli

antecessori

duchi o vaivodi ne

lo fervore, che fino dal!' infanzia fu (g-

fossero in qualche possesso da

getto d'animirazione per tutta lacrisliaiiil.

a poco disleso. Quindi aggiunge,

loroapoco non (u-

Questo giovine principe


il

si

alzava a

mezzanolle, recitava
alla fine di ciascun

n)altulino in gi-

no ostacolo no I, alcune
zione

alla icale autorit di Slcf;i-

leggi

fondamentali proiuuli

iiocchio,e faceva una breve meilitaziune

gale in quel tenipo, u


stabiliti

Sidmo. Contansi dille

cose meravigliose di sue virt e miraceli;

palli di conveudopo Andrea II (i cpudi per non divennero comuni che nel secolo

non

eravi persona pi amabile, pi pia e


lui.

XIV) ad
si

onta del giuramento, cui quale


i

pi virtuosa di

Suo padre non

si

con-

astringeva

re all'osservanza de inetle-

tentava soltanto di educarlo nelle massi-

sinn. Inoltre

il

Verini produce altre pr-

me

della perfezione,

ma

lo

informava

e-

ve incontrastabili in favore del jus regio

ziaiidio nella

grande arte del regnare.


il

Si

ed ereditario del regno il'Ungheria, senza

attribuisce a lui
leggi,

codice eccellenle delle


il

che l'elezione
la

fitta

da'maguali

sulla per-

che fu pubblicalo sollo


il

nou)e

di

sona del re possa far argine


genitura della
fiuiiglia,

al diiitto del-

suo padre,

quale divenne

la

base fon-

come

ricavasi

damenlalc
capitolili!

governo ungherese. In 5^ detto quanto necessario a reudel


felici

da'

monumenti
Ifggesi,

autentici, ne' cpiali altro

non

che Regnuni pateiniun, jus


espressioni.
la

dere

popoli

e cristiani, ed alcuni

.successionis, e altre simili

sono edifiranli. I^roibisce sotto pene rigo rose delitli contrari alla religiont", quai

Molle

altre cose,

che riguardano
i

forma
lecon-

della successione,

modi,
si

le leggi,

|i

sono

le

violazioni delle

domeniche

e f-

venzioni,

giuramenti,

trovano sparse
quali egregia-

sle, le irriverenze nelle chiese, la

neglii

nell'opera del Verini,

le

genza

chiamare preti ad assistere moribondi. Raccomanda un rispello redi


i

ligioso per tutte le cose sante, e per


ecclesiastici

gli

the ne sono

depositari.

Il

re
il

graveargomento.qualentalivi di li sono a cagiou d' esempio Feidinando 1. per fissare con legge il diritto eiedilario, e le opposizioni del Nanienledluslrano
il
i

fece pubblicare cpieste leggi per tulio

dasli; tale diritto ottenuto dal di lui


glio Alassiiniliano II
stati

fi-

suo regno, e prese


ni
li

le

pi sagge risoluzio-

perconcessionedegli
successione ereditastabilita nel

perch venisseio fedelmente osservate,

d'Ungheria;

la

governo feudale gi era stabilito nell'Ungheria prima di Stefano I^ e quello principe lo mantenne. I cimli ed baroni che ne possedevano gran dumiiiii, aveai
i

ria e la

primogenitura,
I; la
la

1687
la

sotto

Leopoldo

prammatica

sanz.io-

ne del 17^3, per

quale fu accortlala
i

successione anche alle femmine;

juivi-

iGo
Ie"i de'diirlii,

UNO
ovvero principi della cnsa
<!i

U N
nngl)eri,clie
la

adoperano

la

sua corona per


la

realc,e

il

vero sigiificnlo e l'aiiloril

consagrazione de'loro re e
a quella

riguarda-

quelli che cliiamansi Regrs jnuorcs, et

no come essenziale

cereinonia.

corrcrnlcs. Finalmente
i

il

Vei

ini

esami-

na eslabilisce resasnlsuo regno d' Ungheria, la (piale chiaaicome correggente il cousorteFran-

diritti

dell'augusta M.'Te-

Nel catalogo de' santi solennemente canonizzati, cheripoitai nel voi. VII, p.3o7,
Io dissi

canonizzato da Benedetto IX, ins.

sieme
scolo

Eraerico o

Emerido suo

figlio,

non originario della famiglia regnante non avesse |iio"0 nella prammatica sanzione. Stefino sodri aspre traversie, ed oltre Emeiico, crudeli
cesco

Do

I,

seb!)ene

riportando l'atto alioSG, secondo l'opuivi citalo,

ma

deve

dirsi pii tardi.


s.

'

'

Anche
la

Binaldi afferma che

Emerico

In

posto nel catalogo de'Sanli, celebrandone

malattie gT involarono tutti

suoi

figli.

Chiesa l'annua sua gloriosa memoria a'


di

Egli seppe Irar partito da queste prove

novembre. Che
Seri'.

lo

canonizz Bene-

per istaccarsi sempre pi dal

mondo, ed
i

detto IXj lo conferma Benedetto

XIV,

nvrebbe di buona voglia spezzato tulli

De
e.

Dei

heatif. et eaiinniz., lib. i,


il

legami che
se

vel ritenevano, se glieo avesil

4f Per narra
di
di
s. s.

Novaes nella Storia

permesso

stato.

Fu

bene della Chiesa e dello quindi .'ilHilto per 3 anni di doera ridotto, 4 palatini colsela
1'

di Innocenzo AT, che

4^

a""'
i

dopo
il

la

lorose malattie. In questo stato di debolezza, a cui


si

morte messo
di

Stefino

I,

fu nel

oS3

col per-

Gregorio VII elevato

corpo

questosanto, e chiusoin un'arca venne

ro l'occasione d'insidiar gnali contro di lui per

sua vita, sdeesattezza colla

deposto in una magnifica cappella della


B.

Vergine

in

Buda (donde

si

vuole poi

quale faceva osservar


cezione di persone.

la giustizia

senza ecentr di

trasportato nel magnifico tempio edificalo dal santo in Alba Reale), alla pre-

Uno
il

di essi

notte tempo nella sua camera con un pu-

senza del re
prestar fede

s.

Ladislao,

quando

si

debba
e

gnale nascosto sotto

suo abito,

ma

co-

al

vescovo ungherese Char-

ni'ebbe udito il re gridare: Chi l. preso da spavento e vedendosi scoperto, si gett


o'piedi del pi incipe e ottenne
il

tuiz o Cartasio

che ne

scrisse la vita

perci Baronio all'an.ioyq attribuisce a

perdono;

Papa
di
s.

s.

Dia

suoi complici furono condannati a

Stefano

Gregorio VI Ma canonizzazione I. Anchei Bollandisfi sosten-

morte,

come

la

sicurezza dello slato esia

geva. Riand

una legazione
s.

Monte Cas-

sino per sua divozione a

Benedetto, con

gono per canonizzazione tale elevazione del santo corpo. Ma non sapendosi in qua! maniera fosse fatta l' elevazione, onde si
possa

l'oblazione d'una bellissima croce d'oro,

determinare

se essa

induca beatiil

jrcgando

abbate a mandargli alcuni monaci per fondare un monastero, e gli


1'

ficazione o canonizzazione,

Novaes

di

sentimento, che questa l'esegu per equi,


polleuza Innocenzo XI,
za
dell'

concesse due religiosi anziani. Per Stefa-

quando ad
I,

istan-

no

l'Ungheria (iicollocata

fra le

nazioni

incivilite, egli

cre quasi tutte

le istitu-

zioni sociali che per


sero, e per lui lo

lungo tempo la resscettro ungarico divensua famiglia. Rlor

ordin con decreto de' 28 novembre! 686, che se ne ficesse l'ufTzio e messa di precetto
in tutta
la

imperatore Leopoldo

Chiesa con rito semidop[)io,


festa
il

as-

ne ereditario
.Slefino in
1

nella

segnando per questa


tembre,
al

giorno

?.

set-

santamente come avea vissulo, Buda a' l'T agosto ro3H di anni 6o (e non ()8 come per fallo numerico dissi nella

quale

la

trasfer, in

memoria
i

dell'insigne vittoria de' cristiani contro

turchi neir assedio di

Buda,

residenza

sua biografia

),

avendo Dio operato

del santo e luogo di sua beata morte.


sfer

Trail

molli miracoli per glorilicarlo.

La sua
gli

ancora nel martirologio romano

nicmoria la

Ini

veuerazioue presso

suo

uome

dal giorno

20

in cui slava,

per

U N G
essere in esso stalo elevato
ni i^iornoi
lii

U
il

i\

G
Sama

iHi
sorella di
s.

suo corpo,

Aba

Owon

marito di

5 ogcslo
s.

in cui
I

morKNcliy4*^
vita del Carla-

festa di

Stefano

fu dichiarala festa

del regno d'Uiglieria.


sio
si

La

io4 io nel io '[2, al re Pietro che Io avca esiliato. Questa elezione non corrispose neppur ess;i
Stefano
l,fu sostituito nel

riporta dal Surio a'


e da' Dollatidisti,

23

i-,

sej)tcmhrs.\A\

20 agosto, p. SS. dia 2 tradusse il gesuita p. Giam-

alle

speranze degli ungheri.

Aba
si

di

ca-

Ada

rattere assai crudele, (juando

credette
gli stessi

rassodato sul trono, fece vedere


vizi

pietro Malici

nelle

sue file di

Xf[[

che aveano occasionala

la

rovina del
tulli

SS. Confessori, Roma 1601.


gesuita l'ray

Deil' altro

suo predecessore, e fece uiorire


li

quel-

abbiamo, Disscrtatioliislorico-crilica de sacra dexlera d. Stefani, primi Huugariae rcgis, Vindobonae 177 r. Giuseppe Podliradezky, /7t s.

della nobilt ch'egli sospettava


[)er lui.

ver tenuto

rardo vescovo
zione;

di

Aba fece Chonad di doversi

non adire a s. Gereca-

re a corte per la solennit della corona-

Stcpha ni regis, aite torcila rtiiieo,\iie


i836. L'imperatrice regina M." Teresa, per onorare la memoria del glorioso s. Stefano I, fondatore e patrono del regno
d'Unglieria e
I

ma

il

santo che riguardava

come
gli

inicpia r espulsione del re Pietro, ricus


di

comunicare

coli'

usurpatore, anzi

predisse che se persisteva nel suo delillo,


il

1. re

Apostolico, istitu nel

suo regno finirebbe colla sua vita per

764

l'ordine equestre di
il

d' Lnglcria (f^.),


alla corona d'

Steftno I re cpiale congiunto


s.

giusto castigo divino. Si trovarono tuttavia altri vescovi che intervennero alla

Ungheria. Ora un nobile ungherese ha donato alla regnante imperatrice Elisabetta di Baviera,
il

ceremonia della coronazione, Nondineno pe'portaraenli di Aba, gli ungheri irritati,

vezzo d'o-

chiamarono

a loro soccorso l'impera-

ro che appartenne alla regina Gisella, alla (piale

tore Enrico HI.

Questo princi[)edopo

a-

ancora l'Ungheria va
figli

tlebilrice

ver fatto 3 invasioni in Ungheria ne' 3

della dilFusione del cristianesimo.

anni successivi, sconfisse presso Giavari-

Non
in

Santo, forza de'maneggi della regina vedova


lasciando

Stefano

l il

no

Gisella,

Pietro

\'

nel io38 fu eletto a Alemanno, cos detto

successore
pel

le truppe d' Aba a' 5 luglio io44 ^ 104^- Gli uni dicono che Aba fu ucciso nella nnschia, gli altri che avendo preso

suo at-

la

fuga, fu arrestato in
al re

un

villaggioe con-

taccamento alla nazione alemanna, figlio d'Ottone Orseolo doge di Venezia e della
sorella di
s.

dotto

Pietro che

gli fece

troncare

il

capo. In detto anno Pietro essendo risalito al

Stefcuio

\.

Gli ungheresi eb-

trono non
di

si

occup che

di Irar

bero tosto a pentirsene. Pietro die la preferenza agli alemanni e agi' italiani in quanto agi' impieghi, oppresse l'Ungheria

vendetta

coloro che ne lo aveano fatto

discendere.

con imposizioni, e perseguit coloro che reclamarono 1' autorit delle leggi.

Una nuova congiura non tard a formarsi contro di lui. Andrea, Bela e Leventha figliodi Ladislao il Calvodela

famiglia di

s.

Stefano

I,

vennero dalla
per unirsi a'
Pietro do-

Una

condotta cos tirannica, le sue crudel-

Polonia, ov'eransi
malcontenti. Neil

ritirati,

una sommossa generale. Gli slati si raccolsero nel io4i o 042 e deposero Pietro. La regina Git e lesue lascivie, destarono
1

046 oio47

po

essersi difeso

per 3 giorni

come un

leone nel vdlaggio di Zamur, fu preso e

sella, co'cui consigli egli erasi regolato, e-

speriment
il

in

forma pi ancora severa


s'

condotto diiianzi Andrea che gli fece cavar gli occhi; altri invece dicono che Andrea pun severamente
prigione
vi
gli

risentimento degli ungheri,


dice Alberico delle

vero,

autori di quel

come

Tre Fontane,
punizione de'

delitto: essendo slato poi gettato in

una

ch'essi la posero a

morte

in

mor l'anno

stesso,

o nel

o55

mali che aven loro causati. Saoiule detto


voL. txxxiir.

come vogliono alcuni. Sua

moglie, di cui
1 1

i62
i-noiasi
il

UNG
nome, era
sorella d'Albeiio
11

UN G
sci al re di

trarre

aveaVllovioso duca d'Austria. Due cose noprincipalmeiile sollevalo gli unglieii


conilo
il

non pi ubbid
che
il

il

Enrico IH dall'assedio Papa come conveniva


Il
il

a autorevole mediatore.
re deluse
il

Piinaldi

dice

le Pietro

dopo

il

suo

lislabili-

Papa, ed

mento: l'oraoggio da lui reso alTimpcratoie colla cessione de'dislrelli posti al di qua delia riviera di Leilha, e la proiezio-

storia di questi riferisce

Novaes nella che lo scomunilui

c per avere rifiutato l'autorit apostolica.

Bela suo frateUo, da

crealo duca

ne accordala agli ecclesiastici. Questi vennero perseguitati e se ne fecero de' martiri, fra'quali de'vescovi.Ndi ci contenti,

d'Ungheria col cedergli il 3." del regno, conlava succedergli giusta la convenzione^
tra loro segaita.

Andrea

per disingan-

spogliarono e arsero

le chiese,

uccisero
reali e

narlo fece coronare Salomone suo figlio


in

ancora chierici e nionau, ministri


magistrali, e in (ine
i

eldi 5 anni. Nel

io5g

si

dichiarguer-

fedeli lanlo paesa-

ni che forestieri. La persecuzione fu s grande e accanita, che se avesse avuto lunga durata avrebbe ridotto al niente regno. Nel 1046 o il cristianesimo nel

io47 Andrea
congiunto

1,

cugino

di

s.

Stefano

di Pietro, gli fu

dato per suc-

cessore. Egli avea

promesso a'signori un-

gheresi di ristabilire l'idolalria;


l'opposlOje protesse altamente
cristiana e
i

ma

fece

due fratelli, che non ebbe lunga durata. Vedendosi rinforzalo dalle milizie imperiali e del duca di Boemia, Andrea 1 nel 1061 present la battaglia a Bela sulle sponde della Theiss, ma avendo indugialo neh' assalire cogli ungheresi del suo partito, fu preso nel combattimento. Le guardie che gli si dierono facilitandogli colla loro negligenza il mezra tra*

la

religione

zo di fuggire, egli ne profitt senza per

suoi ministri.

Il

."
1

alto in cui

migliorare colla sua evasione

la

propria

mostr

sul

trono

la

sua perseveranza nel


i

sorte. Riparatosi nella foresta di


vi

Bokon

cristianesimo, contro
il

furenti pagani, fu

mor
che

di

rammarico.

Il

Piinaldi diceche

seguente. Quattro vescovi,alla cui lesta


s.

era slato caccialo dal


e
in

regno e accecalo,
gli

era

Gerardo vescovo diChonad,


promessa sacrilega da

istruiti

parte di esso
il

successe

il

fi-

della

lui fatta, e-

glio.

Rinvenuto
s.

suo corpo fu portato


di

ransi posti in

cammino

per distornarlo

alla chiesa di

Agnan

Tihon da

lui

dall'eseguirla. Giunti presso

ca Valila,

ima truppa di uno

Alba Pieale, soldati comandali dal dude' pi ardenti difensori

edificata sulle rive del lago Balalon, e ivi

ebbe sepoltura. Ebbe da Anastasia sua


sposa, figlia del gran principe di Moscovia, olire

dell' idolatiia e

implacabili nemici della

memoria
trucid
s.

di

s.

Stefano

1,

g' invesfi,

moglie

di Uralislao
1

Salomone, Davide e Adelaide; duca di Boemia. Nel


vincitore del fratello
la
si

ma sopravvenuto
vo.

Gerardo con due altri vescovi; il nuovo re dissi[) que


!

1061 Bela
coronare, e

fece

condotta tenuta da
la

lui sul

crudeli persecutori, e salv l'altro vesco-

Irono onest in parte

macchia distia

Andrea

solennemente coronato da'

usurpazione. Egli fu sollecito de'bisogni


de'suoi sudditi, procur l'abbondanza e

3 vescovi del regno, quiet le cose e le dispose cos oUiraamenle, che sbandita l'idolatria, fece riliorire nel regno
la
1

provvide
gi

alla

pubblica sicurezza con sagi

reli-

ordinamenti. Richiam

partigiani di

gione cristiana.
il

iNel

o52 Andrea

preg

nia per

s. Leone IX a recarsi in Germacomporre le discordie nate fra lui e rimpeiatoreKnrico HI. Il Pontefice pa-

Papa

Salomone suo nipote, e li ripristin ne' loro beni. Volendo rendersi popolare convoc presso Alba Reale una generale assemblea del popolo, composta di due deputati per ogni villaggio, per dar con essi
opera
alla

7ientissiiu(j nelle fatiche e

pieno di carit,
Ria

benignamente

1'

esaud per conservar la


cristiani.

riforma dello stato. Essi

vi si

pace Ira'principi

come

riu-

recarono in maggior nucuero, e credcu-

U N
sarono cbiedere
il

G
Io

UNG
legge, oi

i63

dosi forti abbastanza per dar

periDesso di far ritordi lapidare


i

gennaio fu opera de'vcscovleper partedi Geisa fu cos sincera, che trovandosi con

no

al

paganesimo.

vescovi,

Salomone
Chiese,
sta in
il

il

giorno di Pasqua in Cinque

stertuiiiarei preti, strozzare

chierici,

im-

piccile

decin)atori, dislrugi^ere le chie-

se e far in pezzi le campane. Il re vedendo imminente una sedizione chiese 3 giorni a deliberare. In qiiest' intervallo egli

la corona in leniezzoa numerosa assehd)lea,e poi condusse alla cliiesa de'ss. Apostoli per
gli

pose egli stesso

ascoltar messa. Geisa e Ladislao suo fratello

furono

di

gran soccorso

Salomone
egli

radtm
il

milizie, e

comparve alla

loro lesta

nelle guerre che questi

ebbe

a sostenere

3. giorno.
i

Subito fece pigliare e imprivari supplizi alla vista degli

contro

gli stranieri.
i

Col loro valore

gionare

capi sediziosi, e aspramente tor-

ricacci

mentare con
altri faziosi,
il

boemi e valacchi, che aveano invaso gli imi dopo .^li altri l'Ungheria.
i

onde

si

represse

il

tumulto e
la religio-

bulgari comandati da
allora erano

ulllziali greci, poi-

popolo rientrato nel dovere,

ne cristiana rest nella pristina

libert,

dopo aver
sta

evitato la distiuttrice tempeil

che

la

minacciava. Breve fu

suo

re-

gno. Essendo nel suo palazzo di

Demes fu

talmente malconcio dalla caduta d'un pavimento, che trasfeiilo mezzo morto a Ca-

nelio63 oio64- Venne tumonastero di s. Salvatore da lui eretto a Zewkzard, cos da lui chiamalo per alludere alla calvezza del suo
nise
ivi

nior

sommessi agl'imperaiori d'oriente, comparvero poi sopra una flotta falla da essi costruire a Belgrado e colla quale rimontarono la Sava. Prima del loro sbarco scontraronsi con quella di .Salomone che trionf di essi, sotto gli ordini di Geisa e di Ladislao, a malgrado del fuoco greco che adoperarono per ridurla in cenere.

ch

mulato

nel

Dopo

tale viiioria Salo-

mone
fu

pose l'assedio dinanzi Belgrado, che


de'pii micidiali per la vigorosa di-

uno

capo e

al

suo buon colorito. Lasci dalla


li

fesa falla dagli assediali e le frecpienli lo-

sua sposa, figlia di Micislao

duca

di

Polonia, 3
bert, oltre

figli,

Geisa, Ladislao e

Lamre di

ro sortite. Durava esso da circa 3 mesi, quando una donzella ungherese eh' era

due

figlie,

Sofia maritata a 3

tenuta prigioniera in
piccare
il

citt,

si

avvis d'ap(

principi, ed N. moglie di

Zuonimir

fuoco

al

suo quartiere

iucer

Croazia e Dalmazia,

il

qualf;

essendo mor-

lo se per tradimento o per iu)prudenza),

to senza posterit, lasci

il regno alla'sua vedova. Nell'istesso anno Salomone figlio


I

donde
piazza,

si
il

propag l'incendio per


che ne
facilit la presa

lolla
la

l;i

per

co-

d'Andrea

fu ricondotto in

Ungheria dal

sternazione incussa negli abitanti e

neli.i
i

suo cognato Enrico IV re de' romani, presso il quale erasi rifugiato e sposata la
sorella Sofia. Enrico IV Io fece incoronare alla sua presenza per la a, volta in Alba Pieale, in premio del qual servigio richiese che gli facesse omaggio dell'Ungheria come d'un feudo dell'impero. Questo forse avvenne pili tardi, come dir alla

guarnigione. Gli ungheri inseguirono


bulgari fuggiaschi e ricuperarono da
il

essi

bottino che aveano fallo nelle loro e-

scursioni. L'assedio

lungo e sanguinosodi

Belgrado fu notabile sopialttitto perch


la storia

per lat.^ volta fece menzione di

cannoni, e gliassediantisene valsero,

ma

pure non doverono a


la

tale

arme

terribile

sua volta; Al loro arrivo, Geisa figlio del re Bela I avea preso la fuga, ma ritorn
tosto partito

presa della citt, sibbeue al detto insi

cendio. Tali primitivi cannoni

vuole

Enrico IV,

fece guerra a Sa-

lomone, e l'anno dopo concluse una convenzione che assicur il trono al suo rivale e a
lui
il

che non iscagliassero palle di ferro, ma pietre da ^ofino a 120 libbre, delle grosse
frecce e delle composizioni incendiarie.

2. posto nello slato, cio

possibile elle gli ungheresi ne avessero im-

quello di duca. Questa pace firmata a'20

parato l'uso da'tarlari, poich da remo-

,64
lissimi
i

UNO
(li

U N G
Tere
il

vere

conoscevano In poltempi cannone. Tra quelli acni si atfricinesi

regno d'Ungheria da

altri e

non

dalla Sede apostolica, lo perdesse affatto.

bi l'uso o l'invenzione in Europa ilella polvere sulfurea, si comprende anche Salomone re d'Ungheria. Quanto al vanto che
se

Pure non lasci s. Gregorio VII, come padre comune, di procacciar la pace fra
loro,

come fanno

palese le sue lettere


e Gei-

ne d in Germania

al frale Bertol-

mandate a'competitori Salomone


sa.

do SchAvarlz, verso
o nel principio del
lo

la fine del

secolo

XI

ed anche scrisse alla moglie

di

Salo-

XIV,

molli tedeschi

riguardano come un personaggio immaginario. Suir origine della polvere e

mone, che Rinaldi chiama Giuditta, consolandola. Nel 1074 01 075 Geisa oGeysa
I,

divenuto padrone dell'Ungheria,

si

dell'artiglierie parlai ne'vol.

LXVll,
le

p.

164

e altrove.

XL V,p. 02, Ma le spoglie e


1

ricchezze tolte a'bidgari, furono


il

il

manac-

tice della discordia Ira

re e Geisa. Sa-

Alba Reale,e mand ambasciatori alia s. Sede con sue lettere a s. Gregorio VII. Questo Papa nelle risposte l'ammon, che non pensasse essergli
fece coronare in
lecito cosa alcuna, fuori della giustizia,

lomone
cus
il

col consiglio del conte di

Vid

duca d' essersene appropriala la maggior parie e voleva astringerlo a una nuova divisione. Entrambi si accalorirouo, e si separarono con reciproci divisamenti di vendetta, onde bentosto fu dichiarala Ira essi la guerra. Salomone che
era slato per insidia vincitore di Geisa in

che volesse mantenere!


sa

diritti

dellaChie-

romana sopra
che Colui

il

regno

d'

Ungheria,
le

pel dispregio de'quali


ritato,
il

Salomone avea mecose


il

quale di tutte

Signoie gli togliesse

regno. Nondime-

uni

."

con perdita
suo rivale
ra

combattimento, fu vinto in un 2. s grave che disperando di

ripararla, fugg a
il

Presburgo e lasci al rimanente del regno, seguen-

no s'aifalic con sue lettere di metterli in pace, per le guerre in cui Salomone era soccorso da Enrico IV: allora Geisa I invoc la prolezione della s. Sede e se ne giur vassallo. Delle quali cose feci parola nella biografia del Papa.

Sidone e

<lolo la legina Sofa, nel

1074^1 075. Narall'annoi 074 ilPiinaldi, che Salomone


i

mand
della

suoi ambasciatori al suo cognato

Enrico IV, divenuto perfido persecutore Chiesa e di s. Gregorio VII, chiedendogli soldati contro Geisa, e promettendogli di prendeilo per collega nel re-

Della s. basilica dis. Pietro, lib. i,cap. 3 Delle oblazioni fatte all'apostolo s. Pietro nella basilica Vaticana, raccontano al n. xxi.E celebre la
Martinetti,
:

lettera

da

s.

Gregorio VII

scritta a

Salo-

mone red'Ungheria,e il

forte

rimprovero

gno, d' essergli tributario e di dargli in

con cui condann la di lui ingratitudine, poich trovandosi in possesso d'un regno
offerto gi da tanto
gli

mano

le

pi forti

citt dell'
s.

Ungberia.

Il

tempo

s.

Pietro, e-

che avendo inteso

Gregorio VII essersi recato ad eiretto,ciocheSalomoneavea ricevuto in feudo il regno da Enrico IV,

ne avesse presa l'investitura, non gi


s.

dalla

Sede,
Il

ma

mauia.
rele in

zelante
fatti,

da Enrico IV rediGerPapa fonda le sue queed afferma che


il

come
il

se questi

ne fosse signore, vedendo


si

due
I

re

s.

pregiudizio che

faceva alla

Chiesa

Stefano

suo antecessore avea fatto

al s.

romana,
stitura,

a cui spellava dargliene l'inves.

perch ad essa

Stefano

avea
lelle-

Apostolo divota offerta di quel medesimo regno, e di qualunque altro diritto e

gi dato l'Ungheria,

gli scrisse

una

la riprendendolo e minacciandolo di prodi lui colle censure eccledove non avesse tali cose emendate. Soggiunge il Rinaldi, ma per giu-

cedere contro

dominio che a quello apparteneva ; aggiungendo l'altro esempio dell' imperatore s. Enrico II, il quale dopo la gloriosa
conquista
di quello scettro (intenderanno forse parlare dello scettro imperiale o di allro regno, non mai dell' ungherese^

siastiche,

dizio

divmo avvenne, che

chi volle rice-

UNG
poich
iiori
s.

UNO
s.

i65
iliiuoitera-

Enrico

II

cognato a

SleijiioI

sia.

Esegu ci e abbiiudanteriiente

guei leggio l'Ungheiia, contribu so-

vo le,

mandando

s.

Gregorio VII
nel
i

lo alia

pioijagazione della tede; bens

te aitiiiascerie.

Questo l^apa
s.

07C) dal
l

guerreggi contro gl'idolatri della Scliiavonia, che aveanodalo


Cesidi
se, e
s.
li
il

sinodo romano invi a


vulo onore

Ladislao

una

guasto alla dio-

leg^izione per cercare e collocare col dole

Mersebingo e distrutto moltechievinse),


la

reliquie de' santi, che avea-

avea deposta sul corpo di


la

no
in

innatliato l'Ungheria colla predicazio-

Pietro

corona e

lancia in segno del


i

suo vassallaggio

e di tutti

suoi stati:y;/'o

ne della fede. Giunto il legato apostolico Ungheria e adunala un' asseublea di


fVi

gloria Iriiuiphi sui Ulne Rc^ui drexit


insignia,(iuo pi-i/icipaluni (lignilatis
e-

nobili,

elevato

il

corpo

di

s.

Gerardo

S^igrcdo, dal

Pa[)a dichiaralo martire,

Jus
li

{itliiicre cogiioi'iC.tnt(itmn\scvi/o-

riferiscono col Pagi, che la

mancanza

di

Salomone era provenuta

Decessil,

piuttosto da che da disubbidienza. Iinperoc-

dalla chiesa della B. Vergine presso il luogo ov' era stato lapidato e trafitto, e postu in urna trasportato nella sua cat-

tedrale di

Chonad

sulle s[)alle del

ree
per

che

es.ei)du stato vinto in battaglia e spo-

de'[)rincipi, e collocato in
le,

luogo onorevo-

glialo del

legno da Gioiade o Geisa


il

1,

per

ove Dio

lo fece vieppii ris[)lendere


Il

ricuperare

jiossesso lo

sventurato re lece

la

copia de'miracoli.
il

santo re non prese

ricorso ad Enrico IV, e

avendo

col di lui

che
sto

titolo di

amministratore, e prole-

mezzo

riac(|uistato

il

regno

lo fece tribs.

tario al suo liberatore. Ci nonostante

condann, Xanlo strelta e precisa era la dipendenza di (juesto regno dalla Chiesa romana. Au?.i nel voi. LXIX, p. 274 l'iportai, che s. Gregorio VII dichiar re di Dalmazia,
se

Gregorio VII

ne dolse e

lo

che non si sarebbe mai fallo incoronare mentre vivesse Salomone. Egli richiam questo principe e lo colm d'onori e benefizi,

ma Salomone non
s.

corri-

spose a tanta generosit che colla ingraliludine.

Accortoci

Ladislao

I
i

ch'egli
suoi
ili-

studiava di perderlo, prevenne


segni nel
1

Cioazia
avea

e Schiai'onia, Demeli'o

che

\e

081 facendolo rinchiudere a


s.

falle fervide istanze


s.

giurala alla

con promessa Sede d'annuo tributo, seb-

Vicegrad. La sua cattivila fu di breve


durala, poich in capo ad alcuni mesi

bene que'regoi fossero nella suprema signoria del regno d' Ungheria. La prudeiiza e
il

Ladislao

lo reslilul iu libert,

persuaso

che

si

fosse

mulato

di disposizione a

suo

valore di Geisa
falli

resero inutili

riguardo,

ma

s'ingann.

Salomone aven-

g!i sforzi

da Salomone per rimonI

do formato legami
e de'greci, assold

lare sul trono. IMor Geisa

a'

aS

aprile

1077, lasciando
ra et,

di Gisele sua sposa, bglia

guerra a
1.'

s.

col capo de'valacchi un esercito e dichiar Ladislao 1. Per vinto nella


si
i

di bertoldo di Carintia,

due figli in Colomano ed Almus, ed una

lenefiglia

battaglia,

gitt co'suoi alleati sulla

Bulgaria, ove generali greci che col co-

Pyrisca maritata all'imperatore greco

mandavano,
ritir io

gli

fecero provare

nuove pesi
i

Giovanni Comneno. Nello stessoi077 e a proprio malgrado fu eletto re s. Ladi^/(/oy (7 .)(ValellodiGeisa


di Bela
1. 11
1

ripezie, per cui

perduta ogni speranza


iu cui fin
altri

una suliludine
di

suoi

eperci

figlio

giorni nel 1087, o


sollo
il

come

vogliono

Papa

s.

Gregorio VII

scrisse

regno

Colomano,

nell'esercizio

a Neemia arcivescovo di Suigonia, che


insieme cogli
altri vescovi e co'principi